<h2>SubmittedText<h2><p>Nell'ambito delle indagini sulle violenze in occasione del party "Tanz dich frei" a Berna, le autorità hanno invano tentato di ottenere da Facebook informazioni sugli organizzatori anonimi, che beninteso hanno attivamente promosso la partecipazione alla manifestazione illegale e incitato alla violenza. </p><p>Il fatto che Facebook non collabori con le autorità locali svizzere correndo volutamente il rischio che siano arrecati danni alla proprietà privata e sia messa in pericolo l'incolumità di persone non coinvolte, in particolare famiglie e bambini, lascia sgomenti. </p><p>Facebook ha recentemente pubblicato una statistica che illustra la sua attività informativa e la sua collaborazione con le autorità, reperibile all'indirizzo <a href="https://www.facebook.com/about/government_requests">https://www.facebook.com/about/government_requests</a>.</p><p>Qui di seguito alcuni estratti della statistica (allegati separatamente, per motivi tecnici non possono essere inseriti in questa sede).</p><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle domande seguenti: </p><p>1. Come giudica tale statistica?</p><p>2. Perché, a suo parere, sussistono differenze tanto importanti tra i singoli Paesi?</p><p>3. Dove sbagliano eventualmente le autorità svizzere, per cui Facebook non fornisce loro informazioni sufficienti?</p><p>4. Occorre eventualmente modificare la legge per ottenere informazioni supplementari dalle reti sociali, ad esempio prima o dopo manifestazioni illegali ad alto rischio di danni come ad esempio "Tanz dich frei"?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La richiesta di dati dalle reti sociali ai fini dell'assunzione di prove da parte delle autorità di perseguimento penale è retta dalle disposizioni concernenti l'assistenza internazionale in materia penale, poiché si tratta di norma di dati provenienti dall'estero. Per ottenere questo tipo di dati occorre adire le normali vie legali nell'ambito di un procedimento penale in corso. Tale procedura risulta spesso lenta, motivo per cui in molti casi i mezzi di prova digitali, caratterizzati da un'elevata volatilità, non sono più disponibili. Per tale ragione, Facebook ha definito volontariamente procedure e condizioni che esulano dalle possibilità previste dall'assistenza internazionale in materia penale e agevolano il ricorso a Facebook da parte delle autorità di perseguimento penale. Tuttavia, anche in questi casi Facebook fornisce la documentazione relativa ai conti utenti esclusivamente in conformità alle proprie condizioni di utilizzo e al diritto statunitense. Per la trasmissione di dati specifici quali nomi, fotografie e contenuti di messaggi privati occorre tuttavia sempre presentare alle autorità statunitensi una domanda di assistenza giudiziaria internazionale per il tramite dell'Ufficio centrale USA in seno all'Ufficio federale di giustizia. Fanno eccezione i casi che riguardano danni imminenti per un minore o il rischio di omicidio o di ferimento grave di una persona e che richiedono pertanto la rapida comunicazione dei dati. In tali casi, i rappresentanti delle autorità di perseguimento penale trasmettono una richiesta urgente a Facebook, ottenendo di norma una risposta nell'arco di poche ore. In Svizzera tale procedura di acquisizione d'informazioni è stata già seguita con successo in diverse occasioni, soprattutto in relazione a rapimenti.</p><p>1./2. Nella statistica pubblicata da Facebook, i dati riguardanti la Svizzera appaiono a prima vista deludenti. Tuttavia, se si raffronta il numero delle richieste al numero di utenti attivi di Facebook nel Paese, con 1,05 richieste ogni 100 000 utenti la Svizzera si colloca nella media europea.</p><p>3. Le indagini nelle reti sociali e l'assunzione di prove digitali richiedono conoscenze specialistiche, che sono ancora suscettibili di miglioramento in seno alle delle autorità federali e cantonali di perseguimento penale. Le possibilità e i limiti dell'assunzione di prove su reti sociali quali Facebook sono ancora troppo poco conosciuti. Questo spiega perché in Svizzera il numero di domande respinte sia di gran lunga superiore a quello registrato in altri Paesi limitrofi e perché Facebook abbia rilasciato informazioni soltanto nel 15 per cento delle richieste presentate. Da una verifica condotta dal Servizio di coordinazione per la lotta contro la criminalità su Internet (SCOCI) è emerso che la maggioranza delle richieste è stata respinta da Facebook per un vizio di forma o a causa dell'assenza di un reato penale secondo la legislazione statunitense.</p><p>4. Lo SCOCI offre alle autorità di perseguimento penale della Confederazione e dei cantoni attività di sensibilizzazione e formative in materia di cibercriminalità. Le esperienze maturate dallo SCOCI dimostrano che le domande di assistenza giudiziaria internazionale formulate correttamente e debitamente motivate vengono trattate da Facebook in modo diligente e tempestivo. In vari casi Facebook ha risposto a richieste anche al di fuori dell'assistenza giudiziaria ordinaria. Questo tipo di cooperazione dipende tuttavia dalla buona volontà di Facebook e non può essere influenzato da misure legislative.</p><p>Con l'entrata in vigore della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla cibercriminalità (Convenzione di Budapest), la Svizzera garantisce inoltre la conformità del proprio diritto nazionale con gli standard internazionali della lotta alla criminalità su Internet.</p><p>Alla luce di tali considerazioni, non appare quindi necessario intervenire a livello legislativo.</p>  Risposta del Consiglio federale.