<h2>SubmittedText<h2><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Come giudica il fatto che in Svizzera solo circa un quarto degli studenti consegue un attestato di maturità mentre nei Paesi dell'Unione europea quasi l'80 per cento consegue un titolo di studi equipollente ("Abitur" in Germania, "baccalauréat" in Francia e "A level degree" in Gran Bretagna)?</p><p>2. Cosa ne pensa del considerevole aumento di studenti provenienti dall'Unione europea nelle scuole universitarie svizzere?</p><p>3. Che intende fare contro la discriminazione implicita nei confronti degli Svizzeri derivante dal fatto che nell'Unione europea una quota molto più alta di studenti consegue un attestato equiparabile alla maturità svizzera?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Svizzera fa parte dello spazio europeo dell'insegnamento superiore. La cooperazione e gli scambi internazionali sono fattori essenziali per garantire la qualità e il costante sviluppo del nostro sistema educativo. Questo vale per gli studenti stranieri che si formano nel nostro Paese, come pure per gli studenti svizzeri che studiano all'estero. Il Consiglio federale non considera pertanto la presenza di studenti stranieri nelle nostre scuole universitarie una minaccia, bensì un'opportunità e un arricchimento.</p><p>L'autore dell'interpellanza rileva che dalla conclusione degli Accordi bilaterali tra la Svizzera e l'UE si registra un aumento considerevole del numero di studenti stranieri nelle nostre scuole universitarie e imputa questo fenomeno all'equipollenza dei certificati di studio di livello secondario conseguiti in Svizzera e nell'UE. Tuttavia, il riconoscimento reciproco dei titoli di studio secondari non è oggetto degli Accordi bilaterali e non è vero che nella prassi le nostre scuole universitarie riconoscono senza riserve tutti i certificati degli studenti provenienti dall'UE, come si vedrà qui di seguito.</p><p>Alla luce di queste considerazioni preliminari è possibile rispondere alle singole domande come segue:</p><p>1. Corrisponde al vero che in Svizzera la quota degli studenti che conseguono la maturità liceale è inferiore al 25 per cento, mentre in numerosi Paesi dell'UE si situa al di sopra del 50 per cento. Bisogna però tenere conto, nel confronto con altri Paesi, della particolare importanza assegnata alla formazione professionale, che contribuisce in tutta evidenza a limitare notevolmente le iscrizioni ai licei. Il Consiglio federale non vede alcuna necessità di intervenire, perché gli studenti stranieri non sono affatto automaticamente ammessi in tutte le scuole universitarie svizzere: a seconda dei casi sono tenuti a sostenere un esame. Alcune scuole universitarie accettano una quota massima di studenti stranieri. Va inoltre ricordato che in Svizzera la percentuale di persone in possesso di una maturità professionale è del 10,3 per cento (2003).</p><p>2. Nell'anno accademico 2003/04 si sono immatricolati nelle nostre scuole universitarie 3578 studenti esordienti provenienti da Paesi dell'UE, cifra che equivale a un aumento dell'8 per cento rispetto all'anno precedente. Sono considerati studenti esordienti tutti coloro che si immatricolano per la prima volta, indipendentemente dal livello di studio (ad esempio si conteggiano tra gli studenti esordienti anche i dottorandi immatricolati per la prima volta in Svizzera). L'incremento riscontrato si spiega soprattutto con l'aumento del numero di studenti provenienti dalla Germania (+ 186) e dalla Francia (+ 63). Il flusso migratorio studentesco tradizionalmente più forte è quello dai Paesi limitrofi: nel 1990/91 il 51 per cento degli studenti esordienti immatricolati nelle nostre scuole universitarie proveniva da un Paese limitrofo (escluso il Liechtenstein); nel 2003/04 questa quota è stata del 53 per cento. Il 40 per cento degli studenti provenienti dall'UE che si immatricolano per la prima volta nelle nostre scuole universitarie accedono direttamente a corsi di dottorato o di postdiploma. La loro ammissione non dipende dunque dal titolo di studio secondario, ma dalla licenza universitaria.</p><p>In questo contesto il Consiglio federale desidera sottolineare che anche sempre più svizzeri sfruttano la possibilità di studiare all'estero. Da un'inchiesta condotta dall'Ufficio federale di statistica sui neodiplomati emerge che nel 1990 il 4,7 per cento degli studenti universitari ha svolto un soggiorno di studi all'estero; nel 2000 questa quota è salita al 12,4 per cento mentre durante l'anno accademico 2002/03 erano immatricolati presso un'università estera complessivamente 8221 studenti svizzeri. Non vanno inoltre dimenticati gli studenti che nel quadro del programma europeo di mobilità Erasmus si recano all'estero per svolgere una parte degli studi presso un'università europea (nel 2002 erano 1262 mentre nel 2003 il loro numero è salito a circa 1500).</p><p>3. Considerato quanto precede, il Consiglio federale ritiene che gli studenti svizzeri non siano penalizzati da alcuna discriminazione implicita. Pertanto, non considera necessario adottare provvedimenti, che comunque rientrerebbero nella sfera di competenza delle singole scuole universitarie.</p>  Risposta del Consiglio federale.