<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di adottare le misure necessarie ai sensi del diritto internazionale e di quello nazionale affinché la Svizzera possa aderire allo Spazio economico europeo (SEE).</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il 9 dicembre 2022 il Consiglio federale ha presentato la bozza del rapporto "Stato delle relazioni Svizzera-UE" e l'ha sottoposta per consultazione alle Commissioni della politica estera delle due Camere federali. Il rapporto analizza gli approcci che la Svizzera può adottare per portare avanti le relazioni con l'UE e, come richiesto nel postulato <a href="https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20213678">21.3678</a> Fischer Roland, tra questi figura anche l'adesione al SEE. Inoltre, nel documento vengono esaminate le attuali opzioni della Svizzera in materia di politica europea sulla base di quattro criteri di valutazione: grado di integrazione nel mercato interno, opportunità di cooperazione, margine di manovra politico e fattibilità dal punto di vista della politica estera.</p><p>Nella sua analisi, il Consiglio federale giunge alla conclusione che la via bilaterale presenta maggiori vantaggi rispetto all'adesione al SEE. Aderendo allo Spazio economico europeo, infatti, il margine di manovra politico della Svizzera risulterebbe più limitato, in quanto sarebbe più difficile o quasi impossibile ottenere soluzioni specifiche per il nostro Paese. Questo vale soprattutto per ambiti sensibili come la libera circolazione delle persone o gli aiuti di Stato. Inoltre, la Svizzera sarebbe collegata al mercato interno dell'UE anche negli ambiti in cui attualmente non desidera partecipare. Gli obblighi aggiuntivi supererebbero quindi di gran lunga i diritti di partecipazione. Infine, come affermato nella risposta all'interpellanza <a href="https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20183763">18.3763</a> Pardini, in qualità di membro del SEE la Svizzera sarebbe sottoposta all'Autorità di vigilanza AELS e alla Corte di giustizia AELS, che contribuiscono a garantire che l'applicazione dell'Accordo AELS sia omogenea rispetto al diritto UE.</p><p>La prosecuzione della via bilaterale rimane pertanto la soluzione più appropriata per tutelare gli interessi della Svizzera. Consente infatti la migliore integrazione possibile nel mercato interno nonché la cooperazione in determinate aree di interesse, preservando al contempo il massimo margine di manovra politico possibile. Con l'approccio "a pacchetto" il Consiglio federale intende applicare pienamente e aggiornare gli accordi bilaterali di accesso al mercato interno, associare la Svizzera ai programmi dell'UE (soprattutto nel settore dell'educazione, della ricerca e dell'innovazione) e concludere nuovi accordi (elettricità, sicurezza alimentare, salute). Questo approccio crea quindi buone premesse per una valutazione equilibrata degli interessi. Inoltre, integrando gli elementi istituzionali nei singoli accordi di accesso al mercato interno si mira a trovare una soluzione accettabile per entrambe le parti che garantisca, anche per il futuro, la fattibilità della via bilaterale dal punto di vista della politica estera. Secondo il Consiglio federale, l'avvio di negoziati per l'adesione al SEE non sembra essere opportuno in questo contesto.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.