<h2>SubmittedText<h2><p>Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. È disposto a conferire un mandato per l'elaborazione di un rapporto indipendente sulla gestione dei rischi relativo ai gruppi energetici, che prenda in considerazione tutti gli averi e tutti gli obblighi reali in una prospettiva finanziaria consolidata?</p><p>2. Il Consiglio federale come valuta a medio e a lungo termine l'andamento degli affari e la strategia dei tre gruppi energetici alla luce della contrazione dei prezzi dell'elettricità e della quota crescente delle energie rinnovabili?</p><p>3. A quali rischi finanziari sarà esposta la Confederazione, se si considera che 11,6 miliardi di franchi connessi ai costi per la disattivazione delle centrali nucleari e per lo smaltimento delle scorie radioattive (stato 2012) non sono coperti?</p><p>4. Partendo da una durata d'esercizio presunta delle centrali nucleari di 50 anni, a quanto ammontano i costi di produzione dell'energia elettrica svizzera d'origine nucleare e quali saranno le perdite complessive da attendersi nel periodo d'esercizio restante, se le energie rinnovabili continuano a guadagnare terreno nell'Unione europea e in Svizzera e se la domanda di energia di banda cala di conseguenza?</p><p>5. Il Consiglio federale è disposto ad agire a livello dei gruppi energetici (in particolare presso Axpo) affinché presentino conti separati e trasparenti per i settori "forza idrica" e "energia nucleare"?  Fino ad oggi ciò non è avvenuto, malgrado le norme contabili vigenti per i gruppi energetici lo esigano. </p><p>6. Il Consiglio federale può immaginarsi un trasferimento del settore "centrali nucleari" dei gruppi energetici in un fondo di stabilizzazione per le aziende di approvvigionamento elettrico così come è avvenuto per le banche? L'obiettivo di una simile operazione sarebbe quello di proteggere durevolmente le centrali idroelettriche da un fallimento riconducibile a una redditività costantemente insufficiente delle centrali nucleari.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./5. I gruppi energetici Alpiq, Axpo e BKW sono società anonime di diritto svizzero, in parte quotate in borsa, tenute quindi a seguire le norme del codice delle obbligazioni e della borsa svizzera (SIX Swiss Exchange; SIX) per la presentazione dei conti e del rendiconto. Il consiglio d'amministrazione è responsabile della contabilità, in particolare dell'allestimento del rapporto di gestione. L'ufficio di revisione indipendente verifica se il conto annuale e il conto di gruppo sono conformi alle disposizioni legali, agli statuti e allo standard contabile internazionale scelto (International Financial Reporting Standards, IFRS). Il consiglio d'amministrazione, sulla base delle sue competenze in ambito contabile, può aggregare i settori operativi oggetto di informativa se hanno caratteristiche economiche similari e se i settori sono similari per quanto riguarda la natura dei prodotti e dei servizi, la natura dei processi produttivi, la tipologia o la classe di clientela, i metodi di distribuzione e la natura del contesto normativo. L'ufficio di revisione verifica se il consiglio d'amministrazione ha rispettato le prescrizioni concernenti le informazioni da fornire sui settori operativi (IFRS 8, settori operativi).</p><p>Per queste ragioni, il Consiglio federale non vede la necessità di commissionare un rapporto indipendente sulla gestione dei rischi o di agire a livello dei gruppi energetici come auspicato dall'autrice della presente interpellanza.</p><p>2. Dopo i notevoli utili realizzati dal 2004 al 2008, i gruppi energetici europei si trovano attualmente in una fase di riposizionamento e di stabilizzazione. A seguito degli elevati prezzi dell'elettricità negli anni 2004-2008, le aziende europee del settore hanno effettuato investimenti nelle centrali, con conseguenti eccedenze di capacità. Da quel momento, a causa della crisi finanziaria ed economica, di trasferimenti della produzione e di un aumento dell'efficienza energetica, si è registrata in tutta Europa una contrazione della domanda di energia elettrica. Inoltre, i guadagni delle aziende svizzere del settore sono stati fortemente compromessi dal prezzo contenuto del CO2, dalla promozione delle energie rinnovabili nei Paesi confinanti e dal forte franco svizzero.</p><p>Come già illustrato nella risposta alle domande 1 e 5, i gruppi energetici sono in massima parte società anonime. La responsabilità dell'orientamento strategico delle imprese, e quindi anche della gestione dei rischi, incombe al loro consiglio di amministrazione e all'assemblea generale. Non spetta al Consiglio federale esprimersi in merito all'indirizzo strategico delle imprese elettriche.</p><p>3. Il finanziamento dei costi per la disattivazione delle centrali nucleari e dei costi per lo smaltimento delle scorie radioattive che insorgono dopo la disattivazione delle centrali stesse viene assicurato da due fondi indipendenti. L'ordinanza del 7 dicembre 2007 sul fondo di disattivazione e sul fondo di smaltimento (OFDS; RS 732.17) disciplina il calcolo dei costi e la fissazione dei contributi in modo tale che al momento della messa fuori esercizio di una centrale nucleare i contributi dovuti siano versati nel fondo e i costi complessivi di disattivazione e di smaltimento risultino coperti, tenuto conto dell'interesse sul patrimonio dei fondi. Il Consiglio federale ha recentemente avviato una revisione dell'OFDS. L'obiettivo è garantire che gli esercenti delle centrali nucleari mettano a disposizione in tempo utile i necessari mezzi finanziari.</p><p>4. Secondo i rapporti di esercizio 2012, i costi di produzione dell'energia elettrica prodotta dalle centrali nucleari ammontavano a 4,7 centesemi per chilowattora per la centrale di Gösgen e a 7,0 centesemi per chilowattora per la centrale di Leibstadt.</p><p>L'evoluzione futura dei prezzi dell'energia elettrica è difficile da prevedere poiché dipende da molti fattori, tra cui lo sviluppo economico globale, i prezzi del CO2 e dei combustibili, l'aumento delle capacità produttive (in particolare di energie rinnovabili), la disattivazione delle centrali nucleari obsolete, il corso del cambio franchi/euro e la configurazione del mercato europeo dell'elettricità (mercati delle capacità).</p><p>6. Per diversi motivi, la situazione dei gruppi energetici svizzeri non può essere paragonata a quella del settore finanziario durante il periodo di crisi. La "Commissione di esperti sulla limitazione dei rischi economici dovuti alle grandi imprese" nel suo rapporto del 30 settembre 2010 è giunta alla conclusione che in Svizzera solo le due grandi banche rientrano nella categoria "too big to fail". Per le imprese infrastrutturali, che appartengono in buona parte a enti pubblici, non è stata riconosciuta la rilevanza sistemica "too big to fail". Attualmente non vi è alcun motivo di giungere a conclusioni diverse.</p>  Risposta del Consiglio federale.