<h2>SubmittedText<h2><p>Il Tribunale federale (TF) si è pronunciato sullo statuto dei dipendenti di Uber (2C_34/2021). Per quasi 10 anni, questa azienda ha sfruttato, praticamente senza limiti (o meglio illegalmente) migliaia di lavoratori privandoli della copertura assicurativa in caso di infortuni, perdita di guadagno per malattia, pensionamento e congedo maternità ma anche negando loro il salario minimo cantonale. Uber non rimborsa ai suoi autisti i costi di veicoli, attrezzature e telefoni cellulari. Secondo una stima di UNIA del 2019, Uber trattiene ai suoi autisti una cifra che oscilla tra i 3500 e i 5500 franchi al mese, per un totale tra i 60 e i 100 milioni di franchi all'anno, ai quali si aggiungono 20 milioni di mancati contributi previdenziali. A causa della complessità della procedura e dei relativi costi, è tuttavia difficile per gli autisti di Uber far valere i propri diritti. Inoltre, la stampa ha riferito che Uber continuerà a rifiutarsi di assumere lo status di datore di lavoro dandosi una struttura giuridica. </p><p>a. Qual è la perdita per le assicurazioni sociali? Le autorità federali stanno pianificando misure per determinare queste perdite e i relativi pagamenti?</p><p>b. Per stabilire l'importo dei debiti Uber dovrà fornire ulteriori informazioni necessarie anche ai dipendenti che potranno così ottenere il pagamento di alcuni dei loro crediti. La Confederazione informerà i collaboratori e permetterà loro di ottenere quanto dovuto? </p><p>c. Esiste il rischio che Uber si sottragga ai suoi obblighi (fallimento, cessazione dell'attività in Svizzera, ecc.)? Quali misure sono previste per prevenire tale rischio? Se necessario, gli autisti possono contare su un'assistenza nel procedimento legale nei Paesi Bassi, dove ha sede l'azienda? </p><p>d. In che modo il Consiglio federale garantirà ai dipendenti di Uber la protezione minima prevista dalla legge? </p><p>e. Per fare in modo di ristabilire la situazione giuridica e recuperare le somme ingiustamente trattenute da Uber a scapito dei suoi lavoratori e delle compagnie assicurative, il Consiglio federale intende istituire una task force di cui facciano parte la SECO, i rappresentanti degli ispettorati cantonali del lavoro, delle casse cantonali di compensazione AVS e dell'UFAS, nonché le associazioni mantello (parti sociali)?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La qualificazione giuridica degli autisti di Uber viene stabilita dalle autorità e dai tribunali competenti per il rispettivo ambito giuridico. Nel caso in questione, le decisioni prese dalle autorità del mercato del lavoro sono state portate fino al Tribunale federale. Di norma i diritti stabiliti nei contratti di lavoro devono essere rivendicati presso i tribunali ed è compito delle autorità delle assicurazioni sociali richiedere i contributi previdenziali dovuti. In qualità di autorità di vigilanza per il controllo del mercato del lavoro e degli ispettorati del lavoro, la SECO segue i relativi procedimenti giudiziari e fornisce supporto alle autorità cantonali, tra l'altro elaborando strumenti e organizzando lo scambio reciproco di informazioni tra i Cantoni.</p><p>a. Dall'inizio dell'attività di Uber in Svizzera, le assicurazioni sociali considerano gli autisti che lavorano per Uber come lavoratori dipendenti. Le autorità competenti (per l'AVS/AI/IPG/AD e gli assegni familiari: l'istituto delle assicurazioni sociali del Cantone di Zurigo; per l'assicurazione contro gli infortuni: la Suva) hanno già reclamato i contributi dovuti da Uber diversi anni fa e Uber ha presentato diversi ricorsi in merito al Tribunale federale, attualmente pendenti. La riscossione definitiva dei contributi avverrà non appena il Tribunale federale si sarà pronunciato. Poiché le assicurazioni sociali considerano gli autisti di Uber alla stregua di dipendenti, questi ultimi possono richiedere alcune prestazioni (ad esempio, la disoccupazione) anche prima della riscossione dei contributi dovuti, a condizione che siano soddisfatti i requisiti generali. Non si conosce l'entità delle prestazioni già erogate ai singoli autisti di Uber dalle varie assicurazioni sociali. Tuttavia, poiché si tratta di prestazioni anticipate che devono essere coperte dai contributi mancanti, ad oggi non è possibile parlare di una perdita le assicurazioni sociali.</p><p>b. La decisione del Tribunale federale riguarda la domanda se, ai sensi dell'articolo 4 della legge sui taxi e sui veicoli di trasporto con conducente del Cantone di Ginevra (loi sur les taxis et les voitures de transport avec chauffeur, LTVTC), Uber sia un'azienda di trasporto. Poiché il ricorso di Uber è stato respinto, l'azienda deve rispettare gli obblighi imposti dalla legge del Cantone di Ginevra, in particolare l'obbligo di assicurare la protezione sociale dei conducenti e di garantire loro le condizioni di lavoro regolari.</p><p>A seguito della decisione del Tribunale federale, Uber ha dovuto innanzitutto cessare le sue attività nel Cantone di Ginevra e successivamente raggiungere un accordo con le autorità ginevrine. L'accordo prevede l'introduzione di un contratto di lavoro per gli autisti e il pagamento dei crediti pregressi, allineando così lo status degli autisti alle disposizioni della LTVTC. La Confederazione non interviene in questo ambito.</p><p>Gli autisti possono utilizzare i mezzi legali a loro disposizione per far valere i diritti che ritengono di avere nei confronti di Uber. In tutte le fasi possono farsi assistere da un legale.</p><p>c. Il Consiglio federale non è in grado di valutare il rischio di fallimento o della cessazione di un'attività in Svizzera. Tuttavia, alla luce degli sviluppi successivi alla decisione del Tribunale federale, questo non sembra essere il caso di Uber (si veda la risposta alla domanda b).</p><p>È ancora possibile intraprendere un'azione legale in Svizzera in base alle norme sulla competenza giurisdizionale della Convenzione di Lugano, che si applica tra la Svizzera e i Paesi Bassi. La Convenzione di Lugano garantisce inoltre che le decisioni emesse in Svizzera siano riconosciute ed eseguite negli altri Stati vincolati dalla Convenzione. Lo stesso vale per i contributi previdenziali, laddove esistano accordi corrispondenti che ne consentano la riscossione all'estero.</p><p>d. Sulla base di questa decisione del Tribunale federale, gli ispettori del lavoro cantonali possono richiedere il rispetto delle regole della LL in casi analoghi. La SECO ha il compito di informare gli ispettorati cantonali e di sostenerli nelle questioni che si presentano.</p><p>e. Lo scambio di informazioni tra le autorità coinvolte è importante per coordinare al meglio la procedura concreta. Il coordinamento tra gli uffici federali competenti e le autorità cantonali interessate è garantito da diversi organi. Tuttavia, ogni autorità rimane responsabile del proprio settore sulla base delle corrispondenti basi giuridiche.</p>  Risposta del Consiglio federale.