<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di combattere la BSE rifacendosi alle regole dell'Organizzazione mondiale per la salute degli animali (OIE) e di non applicare più quelle dell'UE.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La presente mozione chiede che, nella lotta contro l'encefalopatia spongiforme bovina (BSE), la Svizzera si attenga alle prescrizioni dell'Organizzazione mondiale per la salute degli animali (OIE) e non applichi più quelle dell'UE.</p><p>L'OIE fissa i requisiti sanitari minimi nell'ambito del commercio internazionale di animali e prodotti di origine animale. Gli Stati membri dell'OIE possono prevedere misure più severe per il commercio internazionale, sempre che siano scientificamente fondate e non presentino aspetti di carattere discriminatorio. L'OIE non emana prescrizioni per le misure nazionali di lotta alle epizoozie.</p><p>Le disposizioni in materia di BSE vigenti in Svizzera mirano alla salvaguardia della salute degli animali e dell'uomo. Le prescrizioni svizzere sono più severe di quelle dell'OIE. Contrariamente all'OIE, la Svizzera prevede in particolare disposizioni sulla rimozione del materiale a rischio specifico (MRS: cervello e midollo spinale dei bovini), che è una possibile fonte di contagio per l'uomo e gli animali. La rimozione del MRS costituisce la misura centrale per la prevenzione efficace e la lotta contro la BSE. Rinunciarvi avrebbe pertanto conseguenze dirette sulla protezione della salute degli animali e dell'uomo. Anche in vista del riconoscimento da parte dell'OIE dal 2015 quale "Paese a rischio trascurabile", queste misure di protezione vanno mantenute in tutta la loro severità.</p><p>Un adeguamento delle prescrizioni sulla BSE alle regole dell'OIE e il conseguente allentamento delle misure di protezione avrebbero ripercussioni negative sul commercio internazionale di animali e prodotti di origine animale. Gli obblighi contrattuali nei confronti dell'UE in base all'Accordo tra la Svizzera e l'UE sul commercio di prodotti agricoli (allegato 11, Accordo veterinario) sarebbero così violati e le condizioni di esportazione verso l'UE non più adempiute. Una situazione di questo tipo porterebbe a restrizioni da parte dell'UE che, in base all'Accordo veterinario, non riguarderebbero solo il commercio di sottoprodotti di origine animale (come la farina di carne), ma tutto il commercio di animali vivi e di prodotti di origine animale. Anche negli Stati non membri dell'UE in cui vigono disposizioni più severe degli standard minimi dell'OIE potrebbero essere decise restrizioni del commercio.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.