<h2>SubmittedText<h2><p>Il 12 giugno 2015 il consigliere federale Didier Burkhalter ha approfittato dell'inaugurazione dei Giochi europei in Azerbaigian per portare in Svizzera l'attivista dei diritti umani Emin Huseynov, ospite per oltre dieci mesi nell'Ambasciata di Svizzera a Baku. Nel frattempo Huseynov, assistito dall'avvocato comunista zurighese e difensore di terroristi Marcel Bossonnet, dovrebbe superare la procedura d'asilo senza problemi. </p><p>In tale contesto chiedo al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti: </p><p>1. È una misura opportuna, per la pluralità di opinioni in un altro Stato, portare in Svizzera oppositori d'intesa o addirittura con il sostegno attivo del presidente del luogo?</p><p>2. È compito della Svizzera neutrale presentare a livello internazionale l'Azerbaigian, Stato dell'Asia sud-occidentale, come un Paese che viola i diritti umani? </p><p>3. Non esiste il pericolo di un precedente e quindi che in futuro oppositori cerchino rifugio nelle ambasciate svizzere e possano contare sull'assistenza e l'aiuto attivo del nostro ministro degli esteri e dei suoi diplomatici? </p><p>4. Come reagirebbe se, ad esempio, il whistleblower Edward Snowden cercasse protezione in un'ambasciata svizzera e richiedesse asilo duraturo nel nostro Paese? </p><p>5. Perché, in contrasto con l'uguaglianza giuridica sancita dall Costituzione, i consiglieri federali intraprendono azioni speciali a favore di un singolo straniero compresa una procedura di asilo (riuscita) in Svizzera, mentre un simile modo di procedere è vietato per ogni cittadino normale? </p><p>6. Come giudica le possibilità di Emin Huseynov di condurre una vita indipendente dal punto di vista economico, senza pesare sui contribuenti svizzeri? </p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. Il timore per la propria sicurezza in Azerbaigian ha spinto Emin Huseynov a rivolgersi all'ambasciata svizzera chiedendo protezione. La Svizzera gli ha concesso, per ragioni umanitarie, la possibilità di restare nei locali dell'ambasciata fino al momento in cui fosse stata trovata una soluzione soddisfacente tra lui e le autorità azere che chiedevano di interrogarlo. Dopo numerosi colloqui ad alto livello tra la Svizzera e l'Azerbaigian le parti sono giunte alla conclusione che la migliore soluzione fosse la partenza di Emin Huseynov.</p><p>L'attenzione al rispetto dei diritti umani è una parte importante della politica estera svizzera secondo il dettato della Costituzione federale. Questo aspetto è messo in evidenza sia nelle relazioni bilaterali sia negli organismi multilaterali. Il modo di procedere della Svizzera in questa occasione è stato conforme al principio di neutralità. Si è trattato di un atto umanitario che non è in contraddizione con la neutralità, ma al contrario rientra nella tradizione umanitaria della Svizzera.</p><p>3. Il Consiglio federale considera l'accoglienza di Emin Huseynov nell'ambasciata come un caso connesso a circostanze specifiche. Grazie a un'intensa opera di mediazione il DFAE è riuscito a ottenere l'uscita di Emin Huseynov dall'ambasciata e dal Paese.</p><p>4. Su tale questione il Consiglio federale si è già espresso in passato nella sua risposta alla domanda Glättli 13.5236 del 17 giugno 2013 e nelle risposte alle interpellanze Freysinger 13.3430 e 13.3953 del 21 agosto 2013 e del 20 novembre 2013. In quell'occasione ha chiarito che ogni persona che manifesta la volontà di ottenere dalla Svizzera protezione contro le persecuzioni può inoltrare una domanda d'asilo alla frontiera svizzera o sul territorio svizzero (art. 18 e 19 della legge sull'asilo, LAsi; RS 142.31). Ha inoltre affermato che è possibile autorizzare con un visto umanitario l'entrata in Svizzera di persone che si trovano all'estero, se la vita e l'integrità fisica di queste ultime sono concretamente, seriamente e direttamente minacciate (cfr. art. 2 cpv. 4 dell'ordinanza concernente l'entrata e il rilascio del visto, OEV; RS 142.204). Nella sua risposta del 21 agosto 2013 il Consiglio federale ha inoltre esposto le condizioni giuridiche per la concessione dell'asilo in Svizzera.</p><p>5. Il Consiglio federale è stato informato dell'eventualità di un viaggio a Baku, nel caso in cui tale viaggio avesse potuto contribuire alla soluzione della situazione. Un'eventuale richiesta d'asilo di Emin Huseynov in Svizzera dovrebbe tenere conto delle disposizioni giuridiche vigenti e del principio della parità di trattamento. In linea di principio ogni persona è libera di presentare la domanda di rilascio di un visto umanitario presso una rappresentanza svizzera all'estero o una domanda d'asilo alla frontiera della Svizzera o sul territorio del Paese. I presupposti giuridici per il rilascio di un visto e per la concessione dell'asilo possono essere desunti dalle risposte del Consiglio federale del 21 agosto 2013 e del 20 novembre 2013 citate alla risposta 4.</p><p>6. Non compete al Consiglio federale valutare le potenzialità economiche di una persona di nazionalità straniera. Il rilascio di un visto umanitario non è subordinato alle capacità del richiedente di partecipare alla vita economica. (L'istruzione n. 322.123 "Domande di visto per motivi umanitari" è consultabile al sito Internet:www.bfm.admin.ch &gt; Pubblicazioni &amp; servizi &gt; Istruzioni e circolari &gt; Settore degli stranieri &gt; Entrata in SvizzeraDeterminante è l'osservazione al numero 3, pagina 3: In questo contesto va rilevato che l'unico presupposto per il rilascio di tale visto è l'esistenza di motivi umanitari ai sensi del numero 2 della presente istruzione. Il mancato adempimento di altre condizioni d'entrata come per esempio la presentazione di un documento di viaggio valido o l'esistenza di mezzi finanziari sufficienti, non è un motivo sufficiente per non entrare nel merito di una siffatta richiesta.) La legge sull'asilo e la legge sugli stranieri disciplinano le possibilità di occupazione di una persona richiedente l'asilo, di persone ammesse provvisoriamente e dei profughi. In ogni caso è il cantone in cui ha sede l'impresa che offre il posto di lavoro a rilasciare il relativo permesso. Nel caso in cui il richiedente l'asilo o il profugo non cercassero o non potessero cercare un lavoro, responsabile dell'aiuto sociale è il cantone di assegnazione.</p>  Risposta del Consiglio federale.