<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale s'impegna a condurre una politica di comunicazione coerente e a puntare alla trasparenza. Per la pubblicazione dei dati relativi alla crescita trimestrale del PIL svizzero elaborati dal Seco, sono state effettuate alcune modifiche lo scorso marzo, al fine di avvicinarsi maggiormente agli standard europei. Per esempio, nessun Paese della zona euro calcola su base annua i tassi di variazione trimestrali. La Svizzera si è ormai allineata a questa pratica per rendere i suoi dati trimestrali più facilmente comparabili con quelli pubblicati dai Paesi della zona euro. Il Seco ha del resto contattato Eurostat prima di procedere a queste modifiche, un articolo di una "Newsletter" di Eurostat del mese di marzo è stato pubblicato e firmato dagli specialisti del Seco.</p><p>Prima di diffondere dati che potrebbero portare a interpretazioni sbagliate, il Seco organizza (nel caso in cui si verifichino modifiche sostanziali) alcuni incontri con la stampa, in cui i giornalisti vengono informati sulle modifiche apportate ai dati (o al metodo, o ai risultati). Prima della pubblicazione dei dati del 4° trimestre 2003, in data venerdì 5 marzo 2004, i giornalisti sono stati invitati a una seduta informativa finalizzata alla presentazione di certi cambiamenti. Partecipava a questa seduta anche un rappresentante dell'Ufficio federale di statistica (UST). Infine è stato pubblicato sul sito internet del Seco un documento completo, che spiega nei dettagli le modifiche apportate. Sulla stampa dell'indomani l'informazione è passata correttamente.</p><p>Per quanto concerne la sottovalutazione sistematica della crescita reale in Svizzera, sono discusse molte tesi, ma nessuna si riferisce a un metodo classico utilizzato a livello internazionale per misurare il PIL. Si tratta per esempio dei dibattiti sulla maniera di considerare il ruolo dei termini di scambio. Per la Svizzera, se si tiene conto del valore reale e tendenziale del franco (con un franco d'esportazione la Svizzera può acquistare tendenzialmente sempre più prodotti stranieri), si crea un effetto di ricchezza, che non viene computato direttamente nel calcolo ufficiale del PIL. Tuttavia è opportuno ricordare che i conti nazionali della Svizzera, sia annui sia trimestrali, si basano su concetti riconosciuti a livello internazionale e utilizzati negli altri paesi (Sistema europeo dei conti, SEC 1995). Con il passaggio al SEC95, un nuovo metodo di deflazione e la considerazione di una definizione più ampia del valore aggiunto hanno implicato un rilevamento verso l'alto del livello del PIL a prezzi correnti e a prezzi costanti. In seguito a questa modifica, anche la crescita reale dell'economia svizzera è stata leggermente rivista al rialzo.</p><p>I commenti della stampa non sono stati contraddetti da indicatori economici privi di basi trasparenti. Molte discussioni aperte su concetti alternativi hanno portato talvolta a malintesi, non si trattava tuttavia di "problemi" nelle statistiche ufficiali o nei metodi di stima utilizzati. Infatti i concetti e i metodi dei conti nazionali sono costantemente in discussione a livello internazionale, in modo da adattarsi alle realtà economiche mutevoli. Tuttavia, finché questi concetti alternativi non vengono ratificati a livello internazionale, non sono integrati nei conti nazionali svizzeri. Questa pratica è identica a quella dei nostri partner.</p><p>Il Seco è in relazione costante sia con l'UST, sia con gli istituti congiunturali (KOF, BAK) e con le organizzazioni europee e internazionali (Eurostat, OCSE). Pertanto la definizione e la scelta dei metodi di calcolo, nonché la loro comparabilità a livello internazionale sono pienamente assicurate dalle strutture attuali esistenti. L'UST è perfettamente informato sulle scelte metodologiche del Seco.</p><p>Il Consiglio federale cerca, con i mezzi a sua disposizione, di assicurare la massima trasparenza nella comunicazione delle informazioni concernenti la situazione economica o finanziaria del Paese. Tuttavia è vero che la Svizzera, in particolare rispetto ad altri paesi europei, non può pubblicare altrettanti dati statistici economici e finanziari, considerando i mezzi relativamente più limitati a disposizione.</p>  Risposta del Consiglio federale.