<h2>SubmittedText<h2><p>Il 13 aprile 2022 il Consiglio federale ha varato le ordinanze concernenti l'attuazione dell'Iv.Pa. 19.475. Nello specifico sono previste condizioni molto più rigorose per la produzione agricola che di fatto rendono più difficile proteggere le piante coltivate, comportano l'applicazione di misure dispendiose nell'utilizzo delle sostanze nutritive e impongono la riduzione degli effettivi di animali a fronte di un consumo di carne costante, limitando quindi la gamma di prodotti svizzeri e rincarando la produzione agricola, il che si ripercuoterà anche sui prezzi al consumo. Con le sue decisioni, in diversi punti il Consiglio federale si è chiaramente spinto oltre quanto definito dal Parlamento. </p><p>Alla luce di quanto suesposto invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande. </p><p>1. A quanto ammonteranno, secondo il Consiglio federale, i costi aggiuntivi per l'agricoltura, nonché per la produzione vegetale e per quella animale riconducibili alle sue decisioni del 13 aprile in relazione alle ordinanze concernenti l'attuazione dell'Iv.Pa. 19.475?</p><p>2. Il Consiglio federale ritiene che i prezzi delle derrate alimentari svizzere debbano essere ulteriormente incrementati mediante decisioni di carattere normativo? </p><p>3. Che impatto avranno, secondo il Consiglio federale, le misure dell'Iv.Pa. 19.475 sul turismo degli acquisti nei Paesi confinanti?  </p><p>4. La crisi ucraina ha enormi ripercussioni a livello mondiale sulla sicurezza dell'approvvigionamento con derrate alimentari. L'ONU e la FAO mettono urgentemente in guardia ed esortano a preservare la produzione alimentare. In tale contesto le decisioni del Consiglio federale del 13 aprile sono giustificate? Il Consiglio federale non ritiene che anche la Svizzera debba assumersi le proprie responsabilità onde garantire la produzione alimentare nel quadro della solidarietà internazionale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Ad aprile 2021, con il modello basato su agenti per il settore agricolo SWISSland, Agroscope ha analizzato gli effetti dell'attuazione del pacchetto di ordinanze relativo all'Iv.Pa. 19.475 "Ridurre il rischio associato all'uso di pesticidi". Sul fronte dei costi il modello prevede un lieve aumento dello 0,5 per cento rispetto all'attuale politica agricola. I maggiori costi possono essere compensati per lo meno in parte mediante un valore aggiunto più elevato sul mercato (strategia del valore aggiunto).</p><p>2./3. L'alto livello dei prezzi delle derrate alimentari in Svizzera è riconducibile principalmente all'elevata protezione doganale per i beni agricoli. A ciò si aggiungono fattori quali costi più elevati nella produzione agricola, nella trasformazione e nel commercio (mezzi di produzione, salari, affitti, trasporti, ecc.) nonché l'elevato potere d'acquisto e la bassa sensibilità ai prezzi da parte dei consumatori. A titolo di confronto, le ripercussioni delle misure del pacchetto di ordinanze relativo all'Iv.Pa. 19.475 sui prezzi dei generi alimentari e sul turismo degli acquisti sarebbero marginali.</p><p>4. L'articolo 104a della Costituzione federale esige che la sicurezza alimentare in Svizzera sia garantita a lungo termine. Le misure decise con il pacchetto di ordinanze relativo all'Iv.Pa. 19.475 contribuiscono a salvaguardare a lungo termine basi di produzione essenziali per la produzione indigena come suoli fertili e biodiversità. A breve termine misure per la salvaguardia delle basi di produzione possono limitare la produzione indigena di calorie, ma a medio e a lungo termine possono potenziare la produzione indigena.</p><p>Per quanto concerne la situazione alimentare globale è importante ricordare che la causa principale del problema della fame nel mondo non è la produzione alimentare globale troppo bassa, bensì l'impossibilità di accedere al cibo a causa della povertà e di problemi logistici. Anche le restrizioni alle esportazioni sono dannose. Pertanto nell'ambito della cooperazione internazionale la Svizzera s'impegna a favore dello sviluppo economico nei Paesi colpiti dalla povertà e contro le restrizioni alle esportazioni. Quali sforzi il Consiglio federale ha intrapreso per gestire la crisi attuale, lo ha chiarito nella sua risposta all'interpellanza Badertscher (22.3309 "Crisi alimentare mondiale. Che cosa fa la Svizzera?"). Va sottolineato che le derrate alimentari importate in Svizzera provengono principalmente dall'area UE che non è minacciata dalla problematica della fame.</p>  Risposta del Consiglio federale.