<h2>SubmittedText<h2><p>In merito all'assistenza sanitaria si è verificato un cambio di paradigma. Se in passato era il medico che prendeva le decisioni sul trattamento a cui ricorrere, ora la priorità va data alla ricerca di un comune accordo con il paziente. Affinché possa decidere assumendosi le proprie responsabilità, il paziente va informato, come è suo diritto, circa la malattia, gli strumenti diagnostici e i trattamenti possibili, i rischi e le possibilità di riuscita della cura. Le consultazioni con il medico curante e con le persone affette dalla stessa malattia, Internet, il contesto sociale e la richiesta di un secondo parere sono importanti fonti d'informazione per il paziente.</p><p>Nel rapporto della Confederazione "Diritti dei pazienti e partecipazione dei pazienti in Svizzera" si afferma che una campagna informativa per la popolazione organizzata e coordinata dalla Confederazione a livello nazionale permetterebbe un accesso centralizzato a informazioni obiettive, pertinenti e facilmente comprensibili in merito alla questione dei diritti dei pazienti. Fornire alla popolazione informazioni ottimizzate è uno dei principali obiettivi della strategia Sanità2030: "I cittadini possono prendere decisioni informate, responsabili e consapevoli dei rischi che determinano la loro salute e quella dei loro familiari" (obiettivo 2).</p><p>Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Attraverso quali misure sarà migliorata l'informazione alla popolazione?</p><p>2. Come sarà sfruttato il potenziale dell'auto aiuto (cfr. Mozione 16.3709) per raggiungere gli obiettivi prefissati?</p><p>3. È prevista una campagna informativa per la popolazione organizzata a livello nazionale tramite un accesso centralizzato online?</p><p>4. Nel giugno 2015 il Consiglio federale ha incaricato il DFI di verificare la fattibilità di una legge sull'informazione ai pazienti (cfr. parere del Consiglio federale relativo alla mozione 16.3709). Qual è stata la risposta del DFI al riguardo e a che punto si trova la legge sull'informazione ai pazienti?</p><p>5. Cochrane offre a specialisti e profani informazioni sanitarie obiettive, documentate, costantemente aggiornate e indipendenti. Come può essere ulteriormente sfruttata l'offerta di informazioni di Cochrane per assicurare che alla popolazione svizzera siano fornite informazioni trasparenti, coerenti, consistenti e indipendenti da interessi commerciali? Cosa è necessario fare affinché il maggior numero possibile di pazienti possa beneficiare delle informazioni di Cochrane a lungo termine?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. L'accesso a informazioni ponderate e facilmente comprensibili costituisce un importante presupposto per permettere ai pazienti di prendere decisioni con cognizione di causa. Può inoltre contribuire al contenimento dei costi nel settore sanitario. L'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) sostiene il portale d'informazione migesplus, gestito dalla Croce Rossa Svizzera, il cui obiettivo è di mettere a disposizione informazioni sanitarie possibilmente a bassa soglia a gruppi di popolazione vulnerabili, con o senza retroterra migratorio. Anche le leghe della salute, come la Lega contro il cancro o la Lega polmonare, offrono un contributo importante alla diffusione di informazioni su diagnosi e trattamenti. Nel quadro dell'attuazione della strategia del Consiglio federale Sanità2030 e sulla base delle esperienze maturate con l'epidemia di COVID-19, occorre studiare come l'UFSP possa migliorare ulteriormente l'informazione della popolazione e come potrebbe essere sfruttato maggiormente a tal fine il potenziale dell'autoaiuto. Tuttavia, a livello federale manca una base legale appropriata per sovvenzionare l'autoaiuto comunitario. Soltanto la legge federale sull'informazione dei consumatori (LIC; RS 944.0) prevede la possibilità di accordare aiuti finanziari alle organizzazioni dei pazienti. Tuttavia, a causa di diverse condizioni quadro definite nella LIC, non è possibile versare alle organizzazioni dei pazienti aiuti finanziari con precisi obiettivi in permanenza e nella quantità desiderata.</p><p>3. Questa possibilità è stata esaminata nel quadro dell'attuazione della Strategia eHealth Svizzera. Dato che assorbirebbe troppe risorse, non è tuttavia al momento previsto l'allestimento di un portale centrale sulla salute a livello federale. Inoltre, l'informazione della popolazione rientra nella responsabilità comune dei vari attori del settore sanitario, soprattutto dei Cantoni.</p><p>4. È stata presa in esame l'elaborazione di una base legale per l'informazione dei pazienti. Il Consiglio federale è tuttora dell'avviso che l'alfabetizzazione sanitaria vada promosse mediante una migliore informazione dei pazienti. Al momento non ritiene però opportuno elaborare una nuova legge federale, dato che s'infrapporrebbero diverse difficoltà, quali la suddivisione tra Confederazione, Cantoni e altri attori della responsabilità di informare la popolazione. Nel quadro delle sue possibilità, la Confederazione continua tuttavia a impegnarsi per migliorare l'informazione dei pazienti.</p><p>5. Dal 2016 la Svizzera dispone, attraverso l'Accademia svizzera delle scienze mediche (ASSM), di una licenza nazionale Cochrane che permette a tutta la popolazione di accedere alla Cochrane Library. Questa iniziativa è stata sostenuta dall'UFSP fin dall'inizio. Alla fine del 2019 il Bollettino dei medici svizzeri ha cercato di far conoscere meglio la Cochrane Library al suo pubblico di specialisti pubblicando un annuncio e numerosi articoli. Bisognerebbe analizzare il beneficio di una simile campagna d'informazione anche per la popolazione in generale. Tuttavia, come mostrano diversi studi, il contatto personale è indispensabile per la trasmissione delle informazioni. I professionisti della salute e le organizzazioni dei pazienti o le leghe della salute hanno un ruolo molto importante da svolgere in questo ambito. Nella loro attività di consulenza possono garantire che le informazioni trasmesse siano facilmente comprensibili e adeguate alla situazione e ai bisogni dei pazienti.</p>  Risposta del Consiglio federale.