<h2>SubmittedText<h2><p>Fondata su accordi bilaterali settoriali, fino ad ora la politica europea della Svizzera è stata proficua soprattutto per le cerchie dell'economia; essa ha contribuito ad aumentare la crescita, ma ai lavoratori, eccezion fatta per le misure di accompagnamento, tale politica non ha portato alcun beneficio. Vi è una contraddizione sempre più stridente tra l'alto grado di integrazione della Svizzera per quanto concerne la  regolamentazione economica, utile in particolare alle multinazionali dell'industria e dei servizi, e i diritti sociali europei, che accrescono sempre più il divario tra l'Unione europea (UE) e il nostro Paese. Nemmeno dal punto di vista dell'UE è concepibile, a lungo termine, che esista un mercato comune del lavoro senza che la Svizzera partecipi al diritto del lavoro e al diritto sociale. Rispetto all'Europa, il diritto del lavoro ed il diritto sociale svizzeri sono arretrati soprattutto nei seguenti campi: informazione e consultazione dei salariati, diritti di partecipazione, durata del lavoro e congedo parentale; lavoro a tempo parziale, protezione contro i licenziamenti collettivi; contratti di lavoro a tempo determinato, accesso all'informazione.</p><p>Invito dunque il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quali passi intende intraprendere per far sì che gli standard sociali minimi dell'UE siano ripresi dalla Svizzera?</p><p>2. Non pensa che tale processo sarebbe in grado di ristabilire un certo equilibrio tra le esigenze delle imprese e la protezione dei lavoratori?</p><p>3. Il Consiglio federale non ritiene che appoggiando l'acquisizione dei diritti sociali europei creerebbe le condizioni ottimali per superare nuove tappe quali, in particolare, l'estensione a Bulgaria e Romania dell'accordo sulla libera circolazione delle persone, nonché la decisione più globale di prolungare o meno tale accordo?</p><p>4. Partendo dal presupposto che una parte delle norme europee in oggetto sia attuata nel quadro del dialogo sociale tra organizzazioni sindacali e padronali, quali misure intende attuare il Consiglio federale affinché i partner sociali svizzeri possano essere integrati in tale processo?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale ritiene che la legislazione svizzera vigente offra per principio una protezione dei lavoratori globale e sufficiente. Inoltre, come indicato nel parere sul postulato 06.3286 del 21 giugno 2006, le differenze tra il diritto comunitario e quello svizzero nell'ambito della protezione dei lavoratori sono relativamente poche. Periodicamente si svolge un confronto tra gli standard sociali dell'UE e quelli svizzeri. L'ultimo effettuato nel 2002, è attualmente in fase di aggiornamento e il risultato dovrebbe essere pronto per quest'autunno. In seguito alla votazione sullo SEE si sono previsti, all'epoca, diversi adeguamenti anche in ambito sociale. L'aggiornamento renderà possibile una nuova valutazione globale e si dimostrerà se e quali misure dovranno essere prese. In ogni caso la Svizzera non ha alcun obbligo costituzionale di adeguamento del proprio diritto a quello comunitario.</p><p>Il Consiglio federale prende in seria considerazione le riserve concernenti eventuali conseguenze negative dell'accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC) sul mercato del lavoro elvetico. Egli ha infatti appoggiato l'introduzione di misure d'accompagnamento nonché il loro completamento e ottimizzazione in vista della prima estensione dell'accordo. L'amministrazione federale veglia di continuo sull'attuazione di suddette misure. Le valutazioni intermedie finora effettuate hanno mostrato che nella maggior parte dei casi le condizioni di lavoro vigenti in Svizzera sono state osservate, non esiste dunque alcun motivo per cui l'ALC debba avere conseguenze negative per i lavoratori. Al contrario, grazie in generale alla notevole importanza economica degli accordi bilaterali e in particolare a quella dell'ALC gli accordi vanno a vantaggio, direttamente o indirettamente, non solo delle imprese ma anche dell'intera società.</p><p>2./3. Se dovessero rendersi necessari degli adeguamenti, questi andranno sicuramente a favore di tutte le parti. In vista dell'estensione dell'ALC a Romania e Bulgaria e del suo prolungamento è di assoluta importanza, accanto a eventuali ulteriori adeguamenti nell'ambito dell'acquis sociale, anche l'adeguata e severa applicazione delle misure d'accompagnamento. In autunno sarà presentato un rapporto d'esecuzione completo, sulla base del quale si potrà anche valutare se e in che misura si debba procedere a un adeguamento di tali strumenti. Il Consiglio federale condivide l'opinione dell'autore dell'interpellanza secondo cui bisogna dedicare particolare attenzione alla protezione dei lavoratori in vista del prolungamento dell'ALC e della sua estensione alla Romania e alla Bulgaria.</p><p>4. In Svizzera le parti sociali procedono a una consultazione per ogni misura di natura politico-sociale. Nell'ambito delle misure d'accompagnamento le parti sociali collaborano all'esecuzione non solo attraverso i controlli dei lavoratori distaccati effettuati dalle commissioni paritetiche, ma anche come partner paritari nelle commissioni tripartite cantonali e federali. Allo stesso modo la Commissione federale del lavoro collabora in questioni di protezione dei lavoratori e la Commissione tripartita della Confederazione in questioni concernenti l'Organizzazione internazionale del lavoro.</p>  Risposta del Consiglio federale.