<h2>SubmittedText<h2><p>A quanto ammontano gli oneri complessivi per la Confederazione derivanti dalle decisioni del Parlamento e del Consiglio federale in relazione alla crisi di COVID-19, ovvero le fideiussioni, i prestiti, i contributi a fondo perso e altri impegni (suddivisi per dipartimento e scopo)? Quali sono le perdite previste derivanti dai contributi concessi non a fondo perso, ovvero fideiussioni e prestiti?</p><p>Quali sono le ripercussioni sulle diverse istituzioni sociali? Quali misure sono contemplate per il loro risanamento?</p><p>Quali sono le ripercussioni sulle entrate previsti per i prossimi 5 anni? </p><p>Quali pianificazioni politico-finanziarie adotterà il Consiglio federale per riportare la quota delle uscite nell'ambito del freno all'indebitamento al livello precedente questa crisi (percorso concreto di consolidamento)? Come saranno ridotti i debiti accumulati?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Domanda 1): per arginare gli effetti negativi della pandemia di coronavirus, per l'anno in corso sono state decise uscite straordinarie per un ammontare di 31 miliardi di franchi. A ciò si aggiungono fideiussioni e garanzie pari a 40 miliardi per crediti transitori e a 1,3 miliardi per compagnie aeree, che in futuro potrebbero generare ulteriori uscite. Attualmente si constata però che non tutti i settori sfruttano pienamente le uscite approvate dal Parlamento. Si stanno delineando consistenti residui di credito in particolare nell'ambito delle indennità per lavoro ridotto e dell'indennità di perdita di guadagno in caso di provvedimenti per combattere il coronavirus. Finora sono inoltre stati utilizzati soltanto circa 15 miliardi di franchi nell'ambito delle fideiussioni COVID-19. Il Consiglio federale parte dal presupposto che circa il 10-20 per cento dei crediti non verrà restituito. Ciò corrisponde a perdite di circa 1,5-3 miliardi. Per quanto riguarda i mutui negli ambiti dello sport e della cultura nonché a favore del Comitato internazionale della croce rossa (CICR), l'Esecutivo prevede un rimborso completo.</p><p></p><p>Tabella</p><p></p><p>Domanda 2): gli effetti della crisi dovuta al coronavirus sulle prospettive finanziarie delle assicurazioni sociali dipendono fortemente da come e entro quando si riprenderà l'economia. Nel quadro dell'elaborazione delle prospettive finanziarie fino al 2030, l'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) parte dal presupposto che gli effetti della pandemia sull'economia svizzera e sul mercato interno del lavoro saranno soltanto temporanei e che essi avranno quindi solo un impatto a breve termine sulle finanze delle assicurazioni sociali. L'UFAS prevede in particolare perdite sul fronte delle entrate negli anni 2020-2024. Tuttavia, anche variazioni minime delle entrate e delle uscite negli anni successivi possono ripercuotersi a lungo termine sul livello dei fondi. Il 2 luglio 2020 l'UFAS ha pubblicato una panoramica attuale delle prospettive finanziarie delle singole assicurazioni sociali (<a href="https://www.bsv.admin.ch/bsv/it/home/pubblicazioni-e-servizi/medieninformationen/nsb-anzeigeseite-unter-aktuell.msg-id-79694.html">https://www.bsv.admin.ch/bsv/it/home/pubblicazioni-e-servizi/medieninformationen/nsb-anzeigeseite-unter-aktuell.msg-id-79694.html</a>).</p><p>Domanda 3): il crollo dell'economia inciderà sulle entrate fiscali sia nel 2020 che negli anni successivi. In ambito di imposta sul valore aggiunto e di imposta sugli oli minerali, le ripercussioni economiche sono già percepibili, mentre per l'imposta federale diretta gli effetti subentrano in modo ritardato. A seguito dell'azzeramento degli interessi di mora, si prevedono però già nel 2020 minori entrate dovute al ritardo nei pagamenti dell'imposta. A breve termine (secondo le stime attuali fino al 2023), il calo delle entrate non implica una riduzione delle uscite, dato che il freno all'indebitamento permette deficit congiunturali. A lungo termine il freno all'indebitamento esige tuttavia un bilancio equilibrato. Secondo l'attuale piano finanziario, anche a lungo termine le entrate rimarranno a un livello leggermente inferiore rispetto a quello atteso prima della crisi del coronavirus. Nonostante ciò, è comunque possibile mantenere un certo equilibrio tra entrate e uscite, grazie tra l'altro al fatto che la Banca nazionale svizzera distribuisce utili più elevati e perché alcune riforme fiscali previste (ad es. quella riguardante l'imposizione dei coniugi) sono state posticipate.</p><p>Domanda 4): a fine 2020 le uscite straordinarie comporteranno un elevato deficit nonché un aumento del debito. Quasi tutte le maggiori uscite dovute al coronavirus sono solo temporanee. A fine anno il Consiglio federale deciderà come intende compensare il debito straordinario causato dal coronavirus.</p><p></p><p>Gli interventi che contengono grafici o tabelle possono essere scaricati da: Attività parlamentare / Curia Vista / Interventi che contengono grafici o tabelle.</p>  Risposta del Consiglio federale.