<h2>SubmittedText<h2><p>Nel quadro della revisione dell'articolo 728a del Codice delle obbligazioni (CO), il legislatore ha stabilito che l'ufficio di revisione verifica, tra l'altro, se esiste un sistema di controllo interno. </p><p>In tale contesto, il Consiglio federale è invitato ad adottare misure adeguate affinché</p><p>- l'ufficio di revisione esegua esclusivamente una verifica formale del SCI, come originariamente previsto dal legislatore; </p><p>- sia garantito che una verifica materiale del SCI non prevista dal legislatore non gravi oltre 7000 piccole medie imprese di costi amministrativi sproporzionati.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il nuovo diritto in materia di revisione è entrato in vigore il 1° gennaio 2008. Secondo l'articolo 728a capoverso 1 numero 3 CO, l'ufficio di revisione verifica tra l'altro, nell'ambito dell'esame del conto annuale, se esiste un sistema di controllo interno (SCI). L'attuazione pratica di tale misura incombe essenzialmente alla categoria professionale. Nella sua autoregolamentazione e in particolare al momento di emanare standard di controllo, quest'ultima è tuttavia vincolata alle prescrizioni del legislatore.</p><p>Nell'ambito dei dibattiti parlamentari era incontestato che la configurazione e l'attuazione del SCI competessero al consiglio d'amministrazione. Parimenti indiscussa era l'intenzione del legislatore di non ampliare troppo il mandato di revisione in attesa delle esperienze maturate negli Stati Uniti e in particolare di non esigere dall'ufficio di revisione una conferma dell'adeguatezza o dell'efficacia del SCI. </p><p>Il Consiglio federale condivide l'avviso dell'autore della mozione che l'esistenza del SCI vada verificata esaminandone la documentazione. Occorre tuttavia anche verificare se il SCI documentato è stato effettivamente attuato. Infatti un SCI unicamente documentato ma non conosciuto o non attuato dai collaboratori non è un SCI ai sensi della nuova disposizione. In tal caso un ufficio di revisione non può dunque confermarne l'esistenza.</p><p>L'autore della mozione invita il Consiglio federale ad adottare misure adeguate al fine di garantire le prescrizioni del legislatore. Per proteggere gli investitori sul mercato dei capitali, l'Autorità federale di sorveglianza dei revisori (ASR) è autorizzata a riconoscere formalmente gli standard di controllo della categoria professionale e a dichiararli obbligatori (art. 28 ordinanza sui revisori). Il legislatore ha tuttavia limitato tale competenza al controllo delle società quotate in borsa. Da questo punto di vista, lo standard di controllo SCI nella versione aggiornata secondo le indicazioni dell'ASR è adeguato e sarà prossimamente riconosciuto dall'ASR. </p><p>Lo standard di controllo SCI si applicherà anche alla revisione di società non quotate in borsa ma sottoposte a revisione ordinaria. Il progetto ne tiene conto e prevede che le attività di controllo debbano essere adattate alle dimensioni, alla complessità e ai rischi della società sottoposta a revisione. È inoltre prescritto il cosiddetto approccio integrativo. In occasione della verifica dell'esistenza del SCI occorre dunque considerare le verifiche effettuate nell'ambito della revisione classica (cfr. art. 728a cpv. 2 CO) e viceversa. </p><p>Dato che le sue competenze legali non consentono all'ASR di valutare la compatibilità delle norme di autoregolamentazione per le PMI, le possibilità dello Stato di intervenire sull'applicazione della legge sono limitate. Per contro, è possibile intervenire a livello legislativo correggendo o stralciando l'articolo 728a capoverso 1 numero 3 CO oppure introducendo una procedura generale di riconoscimento per ogni norma di autoregolamentazione. Per quanto concerne lo standard di controllo, occorre rilevare che la categoria professionale svizzera si limita perlopiù a seguire gli standard internazionali riconosciuti. Inoltre la disposizione concernente la verifica del sistema di controllo interno è appena entrata in vigore. Una modifica legislativa appare dunque prematura fintanto che non saranno maturate esperienze pratiche. </p><p>Il Consiglio federale seguirà con attenzione gli sviluppi futuri in tale ambito e si riserva la possibilità di riconsiderare la situazione in un secondo tempo.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.