<h2>SubmittedText<h2><p>Da anni si registrano numerosi casi di fuga di dati, di hacking e di attacchi informatici e altre problematiche legate alle tecnologie che hanno conseguenze potenzialmente molto gravi per le aziende e le organizzazioni vittime, come pure per i loro clienti e amministrati.</p><p>Benché il rischio zero non esista, una parte di queste problematiche è riconducibile all'impreparazione delle aziende alle attuali minacce nel settore della sicurezza digitale. Non è plausibile pretendere che tutte le aziende possiedano le competenze specialistiche necessarie per far fronte a queste minacce, tantomeno che siano in grado di giudicare autonomamente la competenza di un fornitore di servizi informatici.</p><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande.</p><p>- È vero quanto riportato dal quotidiano "24 heures" l'8 agosto 2022 secondo cui, se le competenze informatiche di un'azienda non sono sufficientemente affidabili e qualcuno denuncia pubblicamente il caso, tale persona rischia un processo in tribunale?</p><p>- Il Consiglio federale ritiene possibile migliorare in qualche modo la trasparenza in materia di competenze informatiche dei fornitori di servizi informatici?</p><p>- Nello specifico, l'Esecutivo intende semplificare la procedura di denuncia nei confronti delle aziende attive nel settore della sicurezza informatica, introdurre standard minimi o riflettere a una strategia di classificazione (label)?</p><p>- Il Consiglio federale crede che i ciber-rischi possano avere ripercussioni gravi sulla popolazione o sull'economia tali da giustificare una regolamentazione più severa rispetto ai settori immuni da tali rischi (analogamente alla regolamentazione nei settori come la sanità, l'energia, le telecomunicazioni, l'armamento ecc.)?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Ad domanda 1: in virtù dell'articolo 3 capoverso 1 lettera a della legge federale contro la concorrenza sleale (LCSI), le persone colpite da esternazioni pubbliche sulla qualità dei loro servizi possono considerare tali affermazioni come inesatte, fallaci o inutilmente lesive e, dunque, come atto sleale. In tal caso l'azienda interessata potrebbe adottare i provvedimenti di diritto civile e penale previsti nella LCSI. Avrebbe altresì la possibilità di invocare i delitti contro l'onore del Codice penale o la protezione della personalità del diritto civile. Un tribunale dovrebbe allora stabilire se si è in presenza di un atto illecito. Secondo il Consiglio federale è più efficace dare risalto alle aziende che attribuiscono la debita considerazione alla cibersicurezza anziché denunciare gli esempi negativi.</p><p>Ad domande 2 e 3: il Consiglio federale considera la trasparenza un aspetto molto importante nel campo della cibersicurezza. Per far sì che i fornitori di servizi informatici siano incoraggiati a investire nella cibersicurezza, quest'ultima deve essere percepita come un valore aggiunto per i clienti. Si può raggiungere questo obiettivo creando dei label.</p><p>Per questa ragione la creazione di label è promossa nel quadro dell'attuazione della Strategia nazionale per la protezione della Svizzera contro i cyber-rischi (SNPC; a tale proposito si veda il "Rapporto sullo stato di attuazione della Strategia nazionale per la protezione della Svizzera contro i cyber-rischi 2018-2022" dell'agosto 2021).</p><p>I label sono uno strumento efficace anche nell'applicazione di standard minimi. Inoltre, l'attuazione della SNPC contribuisce a promuovere lo sviluppo e la concretizzazione di tali standard. In questo contesto va menzionato lo standard minimo per le TIC elaborato dall'Ufficio federale per l'approvvigionamento economico del Paese.</p><p>Per contro, il Consiglio federale ritiene che le misure tese ad agevolare le denunce non rappresentino un mezzo appropriato per rafforzare la cibersicurezza. Infatti, se devono temere che i loro sforzi in materia di cibersicurezza possano essere criticati a dispetto delle restrizioni imposte dal diritto sulla concorrenza sleale, i fornitori di servizi informatici non saranno incoraggiati a investire in questo campo.</p><p>Ad domanda 4: sì, il Consiglio federale è del parere che le ciberminacce possano avere ripercussioni importanti sull'economia e sulla popolazione. Consapevole del fatto che tutti i settori dell'economia ne sono toccati, valuta costantemente la necessità di adottare nuove misure di regolamentazione, oltre a quelle esistenti. Dal momento che i servizi informatici dispiegano i loro effetti in più settori dell'economia, è importante armonizzare le misure di tutti i settori toccati tenendo contemporaneamente conto della differente esposizione ai rischi nei settori e nelle aziende.</p>  Risposta del Consiglio federale.