B u n d e s v e rw a l t u n g s g e r i ch t T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i f f éd é r a l T r i b u n a l e am m i n i s t r a t i vo f e d e r a l e T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i v fe d e r a l Corte IV D-4561/2016 S e n t e n z a d e l 2 0 n o v e m b r e 2 0 1 9 Composizione Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio), Gérard Scherrer, Claudia Cotting-Schalch, cancelliera Sebastiana Bosshardt. Parti A._______, nato il (…), Afghanistan, patrocinato dall’avv. Cesare Lepori, Studio legale e notarile Avv. Cesare Lepori, ricorrente, contro Segreteria di Stato della migrazione (SEM), Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore. Oggetto Asilo ed allontanamento; decisione della SEM del 23 giugno 2016 / N (…). D-4561/2016 Pagina 2 Fatti: A. A.a L'interessato, cittadino afgano di etnia tagica, origina rio di Kabul, ha depositato una domanda d 'asilo in Svizzera il 1° dicembre 2013 (cfr. atto A10, pag. 3 segg.), dopo essere fuggito dall'arresto della Polizia cantonale presso l'aeroporto di Zurigo-Kloten il 28 novembre 2013, al suo arrivo dalla Grecia (cfr. atto A9). A.b Nel corso dell'audizione sulle generalità svoltasi il 17 dicembre 2013, il richiedente asilo ha dichiarato che il suo vero nome sarebbe B._______, e che avrebbe vissuto a Kabul dalla nascita sino all 'età di 17 anni, dove avrebbe pure frequentato le scuole sino al decimo anno e svolto le profes- sioni di sarto e di atleta professionista di wrestling (cfr. atto A10, pag. 2 segg.). A.c Sentito sui suoi motivi d'asilo egli ha addotto che durante il Ramadan del 1377 secondo il calendario persiano (che giusta il calendario grego- riano corrisponde al periodo dal 20 dicembre 1998 al 18 gennaio 1999; cfr. Iran Chamber Society, Iranian Calendar Converter, < http://www.irancham- ber.com/calendar/converter/iranian_calendar_converter.php >, consultato da ulti mo il 30.09.2019), dopo un alterco con un ragazzo di nome C._______, impiegato nel suo negozio, egli sarebbe stato arrestato da un gruppo di talebani e da loro condotto presso il posto di polizia di D._______, dove sarebbe stato trattenuto per sei giorni. I talebani lo avreb- bero accusato di aver voluto avere delle relazioni sessuali con C._______, lo avrebbero malmenato, torturato e seviziato. Gli avrebbero inoltre chiesto delle informazioni in merito ad un fratello. Per la sua liberazione, poiché non avrebbe potuto consegnare loro 50 Kalashnikov o una somma equiva- lente in denaro, egli sarebbe stato costretto a collaborare con i medesimi quale spia, denunciando dei Mujaheddin e dei famigliari delle persone che erano scappate dalle zone occupate dai talebani. Tale collaborazione l'a- vrebbe inoltre proseguita a seguito delle minacce ricevute da questi ultimi di far sposare sua sorella ad uno dei loro membri (cfr. atto A10, pag. 9 seg.; atto A32, D9 segg., pag. 3 segg.; atto A36, D16 segg., pag. 4 segg.). Le persone da lui denunciate, sarebbero state arrestate, torturate e liberate soltanto dopo il pagamento di una somma in denaro o la consegna di fucili (cfr. atto A32, D9, pag. 4; A36, D17 segg., pag. 4 seg.). Non sopportando più la situazione, avrebbe successivamente convinto sua madre a far spo- sare la sorella e nel corso del 1999 avrebbe partecipato alla guerra al nord di Kabul, combattendo per i talebani. Durante un conflitto l 'interessato sa- rebbe stato ferito ad una gamba. Pertanto sarebbe rientrato a Kabul, dove D-4561/2016 Pagina 3 avrebbe informato i talebani che desiderava recarsi in Pakistan con la ma- dre per ricevere delle cure mediche. I talebani avrebbero acconsentito a tale sua richiesta e nel dicembre 1999, il richiedente sarebbe espatriato con la madre alla volta dell 'Iran, rimanendovi sino al 2007 (cfr. atto A10, p.to 7.02, pag. 10; atto A32, D9, pag. 4 seg.; atto A36, D52 segg., pag. 7 segg.). Egli ha pure narrato che un suo fratello gemello, M., stabilitosi nel frattempo anche lui a Teheran con loro, sarebbe rientrato n el 2006 in Afghanistan e da allora non avrebbero più avuto sue notizie (cfr. atto A32, D9, pag. 5). Nel corso del 2007, l'interessato si sarebbe recato in Turchia, dove avrebbe conosciuto e sposato religiosamente E._______, che aveva già due bambini, K._______ e H._______, nati da una precedente unione. Alla fine del 2007 sarebbe andato con la moglie ed i figli di quest 'ultima in Grecia, dove avrebbe depositato una domanda d'asilo il 15 marzo 2008 ed il 23 giugno 2009 sarebbe nata la figlia F._______. Nel predetto paese avrebbe svolto la professione di autista dall 'inizio del 2013 sino all 'ottavo mese del medesimo anno ed avrebbe provveduto al suo sostentamento ed a quello della famiglia anche con i proventi della vendita di un terreno fa- migliare da parte d ella madre, che gli avrebbe inviato ventimila Euro alla fine del 2012. Altresì, durante il soggiorno in Grecia, egli si sarebbe sposato religiosamente con G._______. Dopo diversi tentativi per abbandonare il territorio greco, nell 'agosto 2013, E._______ con i figli H._______ e F._______ sarebbero partiti per giungere in Svizzera. Suc- cessivamente egli avrebbe mandato anche K._______ in Svizzera. Il ri- chiedente ha infine dichiarato che, in caso di rientro nel suo paese d 'ori- gine, teme di essere vittima di persecuzioni da parte delle persone o dei famigliari di tali persone, di cui aveva a suo tempo comunicato l'identità ai talebani, in quanto alcune delle stesse occuperebbero attualmente dei po- sti importanti nel governo afghano (cfr. atto A10, p.to 7.02, p ag. 10; atto A36, D37 segg., pag. 6 e D117, pag. 14). A.d A sostegno della sua domanda d'asilo, l'interessato ha prodotto la se- guente documentazione: - Passaporto a nome di A._______, emesso il 19 dicembre 2011 dall'Am- basciata afghana a Sofia; - Taskera a nome di B._______; - Certificato di matrimonio tra E._______ e A._______ del (…) 2012 rila- sciato dall'Ambasciata afghana a Sofia; D-4561/2016 Pagina 4 - Attestato del (…) 2012 di A._______, rilasciato dall'Ambasciata afghana a Sofia; - Patente di guida greca a nome di A._______ (copia); - Permesso di soggiorno greco n. (…) (documento falsificato secondo le risultanze della Polizia cantonale di I._______ agli atti; cfr. atto A9); - Pink Card a nome di A._______ valida dal 20 settembre 2012; - Fotocopie di Carte di credito; - Biglietto aereo a nome di A._______mr; - Biglietto da visita di J._______ dell'Afghan Community in Grecia; - Diplomi sportivi di H._______ e K._______; - Due fotografie del negozio; - Copia del passaporto della madre; - Copia del certificato di assicurazione e infortunio per gli atleti a nome di L._______; - Carta di un club sportivo a nome di L._______; - Certificato sportivo a nome di Azim Allah Malek Zadeh; - Diploma di campionato a nome di L._______; - Certificato medico del fratello; - Certificato di lavoro del fratello; - Due documenti del centro di accoglienza della Croce rossa in Grecia; - Certificato di decesso del martire M._______; - Carta salario del martire del figlio di N._______, emessa dal Ministero degli affari dei Martiri e Andicappati afghano in data (…) 1994; - Fotocopie di varie fotografie; D-4561/2016 Pagina 5 - Varia documentazione greca. B. Con scritto del 10 maggio 2016 (cfr. atto A47), la Segreteria di Stato della migrazione (di seguito: SEM), ha dato la possibilità al richiedente di espri- mersi in merito alle risultanze contenute nell'incarto dell'Autorità regionale di protezione (…), sede di Q._______ (cfr. atto A45), dal quale risulta se- gnatamente che in ragione delle gravi problematiche famigliari, in partico- lare del comportamento del richiedente, gli è stato riconosciuto un diritto di visita per la figlia F._______ di due ore a settimana. In assenza di legame di filiazione, tale diritto è stato negato nei confronti degli altri due bambini. All'interessato sarebbe anche stato vietato entrare nell'abitazione della Si- gnora E._______. Infine, risulterebbe pure che a fine aprile 2015 sarebbe stato pronunciato il divorzio religioso tra il richiedente e E._______ da parte dell'Imam di Lugano (cfr. atti A41, A45 e A47). L'interessato ha trasmesso le sue osservazioni in merito con scritto del 17 maggio 2016 (cfr. atto A48). C. Il 26 maggio 2016, la SEM ha richiesto all'interessato informazioni comple- mentari riguardo al suo stato di salute. Quest'ultimo ha preso posizione nel senso richiesto, allegando varia documentazione medica (cfr. atto A50). D. D.a Con decisione del 23 giugno 2016, notificata il 24 giugno 2016 (cfr. atto A53/1), l'autorità di prime cure ha respinto la domanda d'asilo dell'inte- ressato, pronunciandone nel contempo l'allontanamento dalla Svizzera e ritenendone l'esecuzione ammissibile, esigibile e possibile. D.b Nella propria decisione l'autorità di prime cure è giunta alla conclusione che le dichiarazioni dell'insorgente a riguardo delle persecuzioni subite da parte dei talebani, come pure il ventilato timore di essere vittima di perse- cuzioni future da parte delle persone o dei loro famigliari che aveva a suo tempo denunciato ai talebani, non sarebbero sufficientemente concrete ed attuali. Le sue allegazioni non adempirebbero quindi i criteri di rilevanza ex art. 3 LAsi per riconoscergli la qualità di rifugiato. D.c Circa l'esecuzione dell'allontanamento, la SEM ha dapprima sostenuto che all'insorgente non potrebbero essere applicati l'art. 8 CEDU e l'art. 44 LAsi per pronunciare la sua ammissione provvisoria, in quanto le relazioni familiari non potrebbero essere considerate intatte ed il solo esercizio del diritto di visita nei confronti della figlia F._______, non potrebbe giustificare D-4561/2016 Pagina 6 la sua permanenza in Svizzera. Prosegu endo nella propria analisi, l'auto- rità di prime cure ha rilevato come il rinvio dell 'insorgente nella capitale Kabul, sia ammissibile, ragionevolmente esigibile e possibile. Dal profilo dell'esigibilità dell'esecuzione la SEM si è pronunciata a favore, sta nte in concreto particolari circostanze favorevoli che permetterebbero al ricor- rente di sopperire ai suoi bisogni primari ed una sua reintegrazione in loco. Inoltre i motivi di salute addotti dall 'insorgente, non risulterebbero essere ostativi all'esecuzione del suo allontanamento, in quanto per diverse affe- zioni non necessiterebbe attualmente di alcun trattamento specifico, e co- munque gli eventuali trattamenti necessari potrebbero sempre essere ri- chiesti ed eseguiti presso le strutture mediche presenti a Kabul. E. E.a In data 25 luglio 2016 (cfr. timbro del plico raccomandato), il ricorrente è insorto con ricorso dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di se- guito: il Tribunale) contro la succitata decisione, chiedendo a titolo princi- pale l'annullamento della decisione impugnata ed il riconoscimento della qualità di rifugiato con concessione dell 'asilo in Svizzera o, a titolo even- tuale, l 'ammissione provvisoria; con protesta di spese e ripetibili. Con il ricorso, l 'insorgente ha allegato quali mezzi di prova : due articoli datati rispettivamente 21 gennaio 2016 e 23 luglio 2016, nonché un attestato di lavoro dell'11 luglio 2016 dell'Associazione L'Orto. E.b Nel proprio gravame, il ricorrente contesta le tesi della SEM. Al contra- rio di quanto sostenuto nella decisione impugnata, il timore dell'insorgente di essere vittima di persecuzioni da parte di talebani sarebbe infatti attuale, serio e concreto. Quali elementi a supporto allega che egli avrebbe abban- donato tale gruppo fondamentalista islamico, apparterrebbe ad un gruppo etnico diverso e professerebbe opinioni divergenti allo stesso. Vi sarebbe inoltre da prendere in considerazione la situazione di violenza generaliz- zata in Afghanistan, con l 'escalation di violenze perpetrate anche da jihadisti. Anche i suoi timori circa le possibili future persecuzioni da parte di persone che egli avrebbe denunciato a suo tempo ai talebani, sarebbero fondati su indizi concreti. Invero l 'evenienza che dimostrerebbe tale suo asserto, sarebbe da ricercare nella scomparsa del fratello gemello nel 2006, che comproverebbe la presenza di un chiaro rischio di subire in futuro delle persecuzioni rilevanti ai sensi dell 'asilo, se egli rientrasse nel suo paese d 'origine. Le dichiarazioni dell 'insorgente, soddisferebbero pertanto nel loro complesso, le condizioni di cui al disposto 3 LAsi e la sua domanda d'asilo sarebbe da accogliere. Nel proseguo del proprio gravame, il ricorrente ha parimenti sollevato che gli andrebbe riconosciuto lo statuto di rifugiato anche in applicazione dell'art. 51 LAsi, in quanto alla moglie ed D-4561/2016 Pagina 7 ai figli sarebbe stata concessa l'ammissione provvisoria in Svizzera ed al- tresì non sussisterebbero circostanze particolari che vi si opporrebbero. E.c A titolo eventuale, l 'insorgente sostiene che, a differenza di quant o concluso nella decisione impugnata, gli dovrebbe essere concessa l'ammissione provvisoria in Svizzera. Il suo allontanamento dal predetto Paese non potrebbe difatti essere pronunciato, stante l 'applicazione alla sua fattispecie del principio dell 'unità della famiglia di cui ai combinati disposti art. 44 LAsi e art. 8 CEDU. Invero, al contrario di quanto riscontrato dalla SEM, egli ritiene che le sue relazioni familiari siano intatte, posto che esercita regolarmente il suo diritto di visita nei confront i della figlia F._______ e che le risultanze dell'incarto dell'Autorità di protezione non po- trebbero essere utilizzate, in quanto parziali e frutto di una procedura vi- ziata, dove il ricorrente non avrebbe potuto difendersi adeguatamente. Egli afferma che il solo esercizio di visita per la figlia, sarebbe un elemento suf- ficiente per impedire il suo allontanamento dalla Svizzera, in quanto sa- rebbe materialmente impossibile per lui esercitarlo dall'Afghanistan. A differenza di quanto concluso dalla SEM, egli non potrebbe infatti ottenere dei soggiorni di corta durata su suolo elvetico per esercitare il suo diritto di visita ed inoltre i costi finanziari da sopportare sarebbero per lui insostenibili. E.d Infine, quo all 'esecuzione dell'allontanamento, il ricorren te sottolinea che la situazione di violenza generalizzata in Afghanistan, come pure nella capitale Kabul, sarebbe peggiorata rispetto alla decisione di principio del Tribunale del 2011. Per questo motivo, malgrado la presenza di famigliari nel suo paese d 'origine, la sua esecuzione sarebbe inesigibile ai sensi dell'art. 83 cpv. 4 LAsi, in quanto egli si troverebbe altrimenti esposto ad una situazione di pericolo concreto. Ulteriore ostacolo all 'esecuzione del suo allontanamento sarebbe ravvisabile a mente d ell'interessato, anche negli allegati problemi di salute, che chiede vengano vagliati in modo più approfondito in riferimento ai mezzi di prova versati all'incarto. F. Con decisione incidentale del 14 settembre 2016, il Tribunale ha autoriz- zato il ricorrente a soggiornare in Svizzera sino a conclusione della proce- dura e l 'ha invitato a versare entro il 29 settembre 2016 un anticipo di CHF 600.– a copertura delle presunte spese processuali. L 'insorgente ha corrisposto la somma richiesta entro il termine stabilito. D-4561/2016 Pagina 8 G. Nel suo atto responsivo del 5 febbraio 2018, la SEM si riconferma nelle proprie valutazioni. Circa l'esecuzione dell'allontanamento dell'insorgente, l'autorità di prime cure ritiene inoltre che, pur prendendo in considerazione la sentenza di riferime nto del Tribunale D -5800/2016 del 13 ottobre 2017 che conclude per un peggioramento della situazione securitaria ed umani- taria in Afghanistan, vi sarebbero in specie fattori particolarmente favorevoli che condurrebbero eccezionalmente all 'esecuzione dell 'allontanamento del medesimo. L'interessato sarebbe infatti originario della città di Kabul, dove vi avrebbe vissuto dalla nascita sino all 'espatrio; disporrebbe di una solida rete sociale, segnatamente vi sarebbero la madre ed il fratello che potrebbero anche sopperire al suo sostentamento e fornirgli l'aiuto neces- sario per la sua reintegrazione sociale ed economica in loco, oltre a diversi zii paterni e materni. La SEM ha infine constatato che le problematiche valetudinarie allegate dall'insorgente non sarebbero atte a mettere concre- tamente in pericolo la vita di quest 'ultimo, e che comunque lo stesso non necessiterebbe attualmente di alcun trattamento per le medesime. H. H.a In data 23 febbraio 2018, il patrocinatore del ricorrente si è espresso in replica, r iconfermandosi nelle motivazioni ricorsuali e presentando al- cune osservazioni aggiuntive a favore dell 'inesigibilità dell 'esecuzione dell'allontanamento dell'insorgente verso il suo paese d'origine. H.b A tal proposito, il legale del ricorrente ribadisce la necessità di prendere in considerazione la situazione di pericolo nel quale l 'insorgente si trove- rebbe dovesse essere rinviato nel suo Paese d'origine, a causa della situa- zione di insicurezza generale ivi presente. Tale pericolo non sarebbe inoltre sminuito dalla presenza in loco di famigliari del medesimo, che non sareb- bero comunque in grado di prestargli alcun sostegno economico o sociale per la sua reintegrazione in Afghanistan. L'evenienza sostenuta dalla SEM circa gli importanti mezzi economici che disporrebbe la madre dell'interes- sato, sarebbe del tutto errata. Invero lo stesso in sede di audizione avrebbe unicamente dichiarato che la madre avrebbe alienato un terreno di sua proprietà, il quale provento sarebbe però stato nel frattempo integralmente utilizzato. Il ricorrente allega inoltre di essere stato ricercato recentemente dai talebani presso i parenti residenti a Kabul. Attinente la sua situazione di salute, egli afferma di essere tutt'ora in cura psichiatrica con regolari col- loqui e con l 'assunzione di una terapia farmacologica. Infine egli avrebbe ottenuto l'autorizzazione di esercitare l 'attività lavorativa quale ausiliario, D-4561/2016 Pagina 9 elemento dimostrativo della sua volontà di integrarsi in Svizzera. A sup- porto delle sue allegazioni, l 'interessato ha prodo tto i seguenti ulteriori mezzi di prova: - copia di due articoli relativi ad attentati in Afghanistan rispettivamente del 20 gennaio 2018 e del 29 gennaio 2018; - copia della prescrizione medica di A._______ del 20 febbraio 2018; - copia della decisione de l 15 febbraio 2018 dell'Ufficio della migrazione, che accoglie la richiesta di A._______ di esercitare l'attività lucrativa quale ausiliario. I. Nelle sua duplica del 15 marzo 2018 la SEM si è riconfermata essenzial- mente nelle proprie conclusioni. L'autorità inferiore ha quantomeno consta- tato che l'insorgente non avrebbe prodotto un rapporto medico circa le af- fezioni psichiche asserite, e che in ogni caso le stesse si sarebbero pale- sate successivamente all 'emissione della decisione impugnata, data la mancanza di dichiarazioni in merito durante le audizioni federali da parte dell'insorgente. L'autorità di prime cure rileva inoltre che le sue allegazioni circa le ricerche effettuate dai talebani, sarebbero delle mere affermazioni di parte, non corroborate da alcun elemento concreto. Infine, il fatto che il ricorrente eserciti un'attività lavorativa, non costituirebbe un ostacolo all'e- secuzione del suo allontanamento. J. Nella sua triplica del 31 marzo 2018 il ricorrente ha prodotto a sostegno delle sue allegazioni in merito alla ricerca da parte dei talebani, la copia di un documento che sarebbe stato recapitato ai suoi parenti a O._______ (Afghanistan) e relativa traduzione in italiano. Lo stesso sarebbe atto ad avvalorare la rilevanza dei motivi d'asilo di cui egli si è avvalso. Nello stesso scritto si è inoltre riservato la facoltà di produrre a breve un documento attestante il suo recente stato di salute. K. In sede di quadruplica, datata 16 aprile 2018, la SEM ha rilevato che il do- cumento prodotto dal ricorrente soltanto in fotocopia avrebbe un valore probatorio esiguo. Stupirebbe inoltre che quest 'ultimo sia giunto soltanto venti anni dopo l 'espatrio del ricorrente. Oltracciò, né l 'identità, né le pre- sunte attività lavorative per il governo presenti nella lettera di minaccia, corrisponderebbero al profilo dell'insorgente. D-4561/2016 Pagina 10 L. Nelle sue ulteriori osservazioni del 3 maggio 2018, l'interessato ha ribadito la necessità di prendere in considerazione suddetto documento, producen- done anche un esemplare in originale, atto ad avvalorare il pericolo che egli ancora correrebbe dovesse essere rinviato nel suo Paese d'origine. Ha poi sottolineato che nell'audizione sulle generalità avrebbe indicato di chia- marsi in realtà B._______, e che suo padre si chiamerebbe P ._______, ciò che corrisponderebbe essenzialmente con le generalità indicate nel docu- mento prodotto. Infine il ricorrente rimarca che, malgrado egli non abbia effettivamente mai esercitato degli incarichi per le autorità afghane, è quanto sosterrebbero però i talebani, che lo minaccerebbero per questo motivo. M. Il 18 aprile 2019 è pervenuto al Tribunale l'incarto N (…) relativo alla figlia del ricorrente, F._______, nonché alla di lei madre E._______ con i figli K._______ e H._______. N. Il Tribunale ha richiesto all 'Autorità regionale di protezione (…) di Q._______ un aggiornamento in merito al diritto di visita di A._______ nei confronti della figlia F._______. L'11 novembre 2019 l'ARP ha informato il Tribunale che con decisione del 5 dicembre 2018 il diritto di visita tra padre e figlia è stato riformato ad un incontro al mese, dal sabato mattino alla domenica sera, in forma libera. I genitori continueranno inoltre a far capo al Punto d 'incontro di (…) a Q._______ per i passaggi in consegna di F._______ ed all'UAP per definire i calendari, sino a che la madre ne sen- tirà il bisogno. O. Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti saranno ripresi nei conside- randi qualora risultino decisivi per l'esito della vertenza. Diritto: 1. Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF, in quanto la legge sull'asilo (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). La presente procedura è retta dal diritto anteriore (cfr. cpv. 1 delle Disposizioni transitorie della modifica del 25 settembre 2015 della LAsi). D-4561/2016 Pagina 11 Fatta eccezione per le decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale, in virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell 'art. 5 PA prese dalle autorità menzionate all 'art. 33 LTAF. La SEM rientra tra det te autorità (art. 105 LAsi). L'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA. Il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all 'autorità inferiore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un interesse de- gno di protezione all'annullamento o alla modificazione della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a-c PA). Pertanto è legittimato ad aggravarsi contro di essa. I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 1 LAsi), alla forma e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti. Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso. 2. Il 1° gennaio 2019, la legge federale sugli stranieri del 16 dicembre 2005 (LStr) ha subito una modifica parziale, comprensiva di un cambiamento della sua denominazione (m odifica della LStr del 16 dicembre 2016, RU 2018 3171). Pertanto, la nuova designazione della LStr, è quella di legge federale sugli stranieri e la loro integrazione del 16 dicembre 2005 (LStrI). Il Tribunale utilizzerà quindi dappresso questa nuova denominazione, pre- cisando però che le disposizioni materiali trattate nella presente sentenza non hanno subito alcuna modifica. 3. Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del diritto federale e l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile- vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi) e, in materia di diritto degli stranieri, pure l 'ina- deguatezza ai sensi dell'art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 consid. 5). Il Tribu- nale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle con- siderazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2). 4. La Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le disposizioni della LAsi (art. 2 LAsi). L'asilo comprende la protezione e lo statuto accor- dati a persone in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiato. Esso include il diritto di risiedere in Svizzera. D-4561/2016 Pagina 12 Giusta l'art. 3 cpv. 1 LAsi, sono rifugiati le persone che, nel Paese d'origine o d 'ultima residenza, sono esposte a seri pregi udizi a causa della loro razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo so- ciale o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore d'essere esposte a tali pregiudizi. Sono pregiudizi seri segnatamente l 'esposizione a pericolo della vita, dell'integrità fisica o della libertà, nonché le misure che comportano una pressione psichica insopportabile (art. 3 cpv. 2 LAsi). 5. 5.1 Vi è anzitutto da chiedersi se i timori del ricorrente derivanti dalla sua collaborazione con i talebani ed a possibili persecuzioni future da parte di persone o famigliari delle stesse che egli avrebbe denunciato ai talebani, quand'anche tale collaborazione fosse ritenuta verosimile, siano fondati su uno dei motivi esposti all'art. 3 LAsi. 5.2 È d'uopo rammentare che il fondato timore di esposizione a seri pre- giudizi, come stabilito all 'art. 3 LAsi, comprende nella sua definizione un elemento oggettivo, in rapporto con la situazione reale, e un elemento sog- gettivo. Pertanto, è riconosciuto come rifugiato solo colui che ha dei motivi oggettivamente riconoscibili da terzi (elemento oggettivo) di temere (ele- mento soggettivo) di essere esposto, in tutta probabilità e in un futuro pros- simo, a una persecuzione (cfr. DTAF 2011/51 consid. 6.2 e DTAF 2010/57 consid. 2.5). Sul piano soggettivo, deve essere tenuto conto degli antece- denti dell 'interessato, segnatamente dell 'esistenza di persecuzioni ante- riori, nonché della sua appartenenza a una razza, a un gruppo religioso, sociale o politico, che lo espongono maggiormente a un fondato timore di future persecuzioni. Invero, colui che è già stato vittima di persecuzione ha dei motivi oggettivi di avere un timore (soggettivo) di nuove persecuzioni più fondato di colui che ne è l'oggetto per la prima volta (cfr. DTAF 2010/57 consid. 2.5 con giurisprudenza ivi citata). Sul piano oggettivo, tale timore dev'essere fondato su indizi concreti e sufficienti che facciano apparire, in un futuro prossimo e secondo un'alta probabilità, l'avvento di seri pregiudizi ai sensi dell'art. 3 LAsi. Non sono sufficienti, quindi, indizi che indicano mi- nacce di persecuzioni ipotetiche che potrebbero prodursi in un futuro più o meno lontano (cfr. DTAF 2010/57 consid. 2.5 con rinvii). 5.3 5.3.1 Ora, quandanche si voglia credere alle dichiarazioni del ricorrente circa la sua pregressa collaborazione con i talebani, le conclusioni ricor- suali dell'interessato circa il timore fondato di persecuzioni future determi- nanti in materia d 'asilo da parte dei talebani, non risultano convincenti. Il Tribunale constata, a titolo preliminare, che le sue dichiarazioni in merito si D-4561/2016 Pagina 13 limitano a delle semplici affermazioni, le quali non sono minimamente sup- portate da alcun elemento di qualsivoglia consistenza. Invero dalle stesse non sono ravvisabili indizi concreti, né dal profilo soggettivo, né da quello oggettivo, che possano lasciar presagire l'avvento, in un futuro prossimo e con un'alta probabilità, di persecuzioni determinanti giusta l'art. 3 LAsi. Egli ha infatti terminato la sua collaborazione con i talebani con l 'accordo di questi ultimi, che sapevano tra l 'altro che si sarebbe recato all 'estero con la madre per curarsi (cfr. atto A36, D57, pag. 7 seg. e D90, pag. 11). Inoltre, dopo la sua partenza dall'Afghanistan, l'insorgente non risulta essere mai stato ricercato o minacciato dai talebani presso i famigliari che vivono tutt'ora a Kabul, in particolare al domicilio della madre e del fratello (cfr. atto A10, p.to 3.01, pag. 6; atto A29, D44 segg., pag. 7 e D66 segg., pag. 8 seg.). Pertanto, non vi sono indizi concreti, sia dal profilo soggettivo che oggettivo, che lascino presagire che a distanza di diciannove anni dal suo espatrio (cfr. atto A10, p.to 2.01, pag. 5; atto A29, D73, pag. 9), vi sia il rischio, in caso di rientro nel suo Paese, di subire una qualsivoglia perse- cuzione rilevante ad opera degli stessi, sia a causa del suo espatrio, che per la sua appartenenza etnica o le sue opinioni, più che il resto della po- polazione civile afghana. 5.3.2 Visto quanto sopra, non vi è motivo di ritenere che l'interessato abbia un fondato timore di essere esposto, in caso di rientro nel suo paese, a dei pregiudizi rilevanti ex art. 3 LAsi per conto dei talebani. 5.4 5.4.1 Proseguendo nell'analisi, neanche il timore sostenuto dall'insorgente di essere vittima di persecuzioni future, nel caso di un suo rientro in Afgha- nistan, da parte di persone che egli avrebbe a suo tempo denunciato ai talebani, risulta fondato. Invero, se da un lato per l'interessato l'aver segna- lato tali persone ai talebani, possa soggettivamente permettergli di consi- derarsi come un individuo che presenta un profilo con maggiori rischi, tut- tavia difetta in specie l 'elemento oggettivo del timore fondato di persecu- zione ex art. 3 LAsi. Il ricorrente, da quando avrebbe iniziato la sua colla- borazione con i talebani, ovvero come da lui dichiarato dal Ramadan del 1377 (secondo il calendario gregoriano: periodo dal 20 dicembre 1998 al 18 gennaio 1999; cfr. Iran Chamber Society, Iranian Calendar Converter, <http://www.iranchamber.com/calendar/converter/iranian_calendar_con- verter.php>, consultato da ultimo il 30.09.2019), sino al mese dieci del 1378 (secondo il calendario gregoriano: nel peri odo dal 22 dicembre 1999 al 20 gennaio 2000; cfr. Iran Chamber Society, Iranian Calendar Converter, <http://www.iranchamber.com/calendar/converter/iranian_calendar_con- verter.php>, consultato da ultimo il 30.09.2019) (cfr. atto A10, D16, pag. 4; D-4561/2016 Pagina 14 atto A36, D16, pag. 4), data nella quale sarebbe espatriato, non è mai stato né ricercato né è mai stato oggetto di persecuzioni da parte delle persone o dei famigliari di queste ultime che egli avrebbe denunciato. Le stesse, tra le quali alcuni suoi cugini, sapevano tuttavia che era stato lui ad averle denunciate, e di conseguenza conoscevano il luogo dove l 'avrebbero po- tuto trovare, sia al suo domicilio, sia al suo luogo di lavoro (cfr. atto A10, p.to 7.02, pag. 10 e p.to 1.17.05, pag. 4; atto A32, D9, pag. 4; atto A36, D32, pag. 5 e D117, pag. 14). Egli non è neppure mai stato ricercato da queste persone successivamente al suo espatrio, presso suoi parenti, se- gnatamente al domicilio della madre e del fratello dell 'insorgente, rientrati già da diversi anni a Kabul (c fr. atto A29, D44 segg., pag. 7 e D66 segg., pag. 8 seg.). Tale valutazione non viene minimamente messa in dubbio neppure dalle allegazioni ricorsuali circa la presunta scomparsa di un fra- tello gemello nel 2006, dopo il suo rientro in Afghanistan. Invero, come di- chiarato dallo stesso ricorrente, l'asserto che si sia trattato di un eventuale errore dovuto ad uno scambio di persona, è una sua mera supposizione (cfr. atto A32, D9, pag. 5), non fondata su alcun elemento di qualsivoglia sostanza. Altresì, il fat to che una macchina con i vetri oscurati avrebbe condotto via il fratello (cfr. atto A32, D9, pag. 5), trattandosi tra l'altro di una circostanza riportata da terze persone, non è elemento concreto sufficiente per ritenere un nesso causale tra tale avvenim ento ed eventuali persecu- zioni future ai danni dell 'insorgente da parte delle persone a suo tempo denunciate ai talebani, in quanto non è dato sapere dalle succitate circo- stanze né i motivi fondanti la supposta sparizione del fratello, né l 'identità degli autori della stessa. A ciò si aggiunga che l'insorgente non ha più rice- vuto alcuna ulteriore notizia in merito (cfr. atto A32, D9, pag. 5). 5.4.2 Pertanto, in casu, difettano indizi concreti che lascino presagire che, in un futuro prossimo e secondo un'elevata probabilità, l'interessato possa essere vittima di persecuzioni rilevanti ex art. 3 LAsi dal profilo oggettivo. 5.5 Da ultimo, quo alle violenze e discriminazioni alle quali, in maniera generica, sarebbe esposta la popolazione in Afghanistan, sia da parte dei talebani, che da parte di jihadisti, è da rilevare che le stesse sono inerenti alla situazione generale che prevale in tale paese (cfr. tra le tante: sentenza del Tribunale D-4671/2017 del 6 febbraio 2018 consid. 5.3.2). In relazione a quanto precede, va rammentato che gli atti e le conseguenze riconducibili a delle situazioni di guerra, guerra civile o violenza generalizzata, seppur di indubbia gravità, non sono ascrivibili ad una persecuzione intensa e mi- rata giusta i motivi enunciati all 'art. 3 LAsi (cfr . DTAF 2008/12 consid. 7; Giurisprudenza ed informazioni della Commissione svizzera di ricorso in D-4561/2016 Pagina 15 materia d'asilo [GICRA] 1998 n. 17 consid. 4c, bb). La situazione di peri- colo dovuta alla situazione d 'insicurezza in un determinato paese, è del resto contemplata esclusivamente dall'art. 83 cpv. 4 LStrI, il quale prevede che, qualora nel Paese d 'origine o di provenienza lo straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo in seguito a situazioni quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza medica, l 'esecuzione dell'allontanamento non è esigibile. Venendo al caso di specie, dalle dichia- razioni del ricorrente non risulta che egli abbia mai avuto a che fare in modo diretto e concreto, a parte con i talebani, con altri gruppi ostili a l governo, né che sia stato personalmente l'oggetto di una persecuzione da parte de- gli stessi. Anche nei confronti dei talebani, data l'irrilevanza dei motivi alle- gati come sopra concluso (cfr. consid. 5.3), non vi è il rischio di subire dagli stessi maggiori pregiudizi rispetto al resto della popolazione presente in Afghanistan. Circa le allegate persecuzioni che egli potrebbe subire a causa della sua etnia, essendo egli tagico e di religione sunnita (cfr. atto A10, pag. 3), non vi è alcun elemento concret o agli atti che permetta di ammettere che l'interessato si troverebbe in un futuro prevedibile, in una situazione personale di natura tale da metterne concretamente in pericolo la sua vita, la sua integrità fisica o la sua libertà, per uno dei motivi previsti all'art. 3 LAsi. Le asserzioni generiche e prive di qualsivoglia sostanza in merito contenute nell'atto ricorsuale, non sono atte a modificare tale con- clusione. 5.6 Alla luce di quanto sopra, il Tribunale conferma la decisione della SEM sul punto in questione dell'irrilevanza dei motivi d'asilo addotti dal ricorrente ai sensi dell'art. 3 LAsi. 6. D'altro canto, non si impone una diversa valutazione della fattispecie per motivi di verosimiglianza. Anzitutto, il supposto scritto dei talebani, prodotto dal ricorrente in originale soltanto con lo scritto del 3 maggio 2018, ha un valore probatorio esiguo, in quanto dichiarazione di parte. Il medesimo mezzo di prova non è difatti supportato dal benché minimo elemento atto ad avvalorare le allegazioni dell'insorgente e ricondurre lo stesso al mede- simo. Come difatti rettamente sottolineato dall 'autorità di prime cure nelle sue osservazioni del 16 aprile 2018, l'identità del destinatario dello scritto risulta divergere sostanzialmente da quella dell 'insorgente. Que st'ultimo non ha mai invero sostenuto di chiamarsi “R._______ figlio di S._______”, bensì egli ha segnatamente dichiarato nell 'audizione sulle generalità del 17 dicembre 2013, di chiamarsi B._______ (cfr. atto A10, p.to 1.04, pag. 2) ed il padre si chiamerebbe P ._______ (cfr. atto A10, p.ti 1.16.01 e 1.16.02, pag. 4). Altresì l 'interessato non vive attualmente, né ha mai vissuto nel D-4561/2016 Pagina 16 distretto di O._______ come descritto nella supposta lettera dei talebani, né ha mai lavorato per il governo afghano (cfr. in particolare atto A10, pag. 3 segg.; atto A32, D12, pag. 5; atto A36, D51, pag. 7). Oltracciò si de- nota che tali documenti possono essere ottenuti con notoria facilità, contro pagamento, o sono fabbricabili personalmente (cfr. Immigration and Re- fugee Board of Canada, Afghanistan: Night letters [Shab Nameha, Shab- namah, Shabnameh], including appearance (2010 -2015), 10 febbraio 2015, < https://www.refworld.org/cgi -bin/texis/vtx/rwmain? page=search&docid=54f02a6c4&skip=0&query=Night letters including appearance > e riferimenti citati, consultato da ultimo il 30.09.2019). 7. In sede ricorsuale l'insorgente ritiene in seguito che la sua domanda d'asilo andrebbe esaminata anche alla luce dell'art. 51 LAsi, ritenuto che la moglie ed i presunti figli sarebbero stati riconosciuti quali rifugiati e ammessi prov- visoriamente in Svizzera. 7.1 Per quanto applicabile (cfr. DTAF 2017 VII/8 consid. 5.3), g iusta l'art. 51 cpv. 1 LAsi, i coniugi di rifugiati e i loro figli minorenni sono ricono- sciuti come rifugiati e ottengono l 'asilo, sempre che non vi si oppongano delle circostanze particolari. L'applicazione di tale norma costituisce una questione di diritto che può essere esaminata dal Tribunale amministrativo federale con piena cognizione (cfr. THOMAS SEGESSENMANN, Wegfall der Angemessenheitskontrolle im Asylbereich, in: Asyl 2/13, pag. 11-20; CON- STANTIN HRUSCHKA, in: Spescha et al. [Hrsg.], Kommentar Migrationsrecht, 5. ed. 2019, n. 3 segg. ad art. 106 LAsi ; cfr. secondo il senso anche DTAF 2015/2 consid. 5.3). La giurisprudenza ha stabilito che nel caso in cui i coniugi di rifugiati e i loro figli minorenni si trovano in Svizzera non è necessario che il nucleo fami- gliare sia stato separato dalla fuga, ma bensì ottengono la qualità di rifu- giato e l'asilo anche se la comunità fam iliare si è fondata in Svizzera (cfr. DTAF 2017 VI/4). L'istituto dell'asilo accordato alle famiglie tuttavia non può servire alla ripresa di relazioni famigliari precedentemente interrotte , ad esempio allorché la vita famigliare non è stata vissuta per un lungo periodo e risulta riconoscibile, che i membri familiari, non abbiano la volontà di vi- vere come comunità familiare (cfr. DTAF 2012/32 consid. 5.1 e con- sid. 5.4.2). 7.2 Nel caso in disamina, il ricorrente dichiara di essersi sposato religiosa- mente con E._______ ad Istanbul (Turchia) nel 2007 (cfr. atto A10, pag. 4; atto A29, D33 segg.) . Come si evince dalle insorgenze di causa, a D-4561/2016 Pagina 17 E._______ è stata riconosciuta la qualità di rifugiato a titolo originario ed è stata ammessa provvisoriamente in Svizzera (cfr. atto A24/6 nell'incarto N [...]). Pur ammessa la validità del matrimonio concluso tra l'insorgente e la si- gnora E._______, data l 'assenza di comunità famigliare dall 'agosto del 2013 – quando la moglie ha lasciato la Grecia per recarsi in Svizzera – e di volontà dei coniugi di riprendere una vita comune, le condizioni di appli- cazione dell'art. 51 cpv. 1 LAsi non sono nella fattispecie manifestamente adempiute. 7.3 Infine, il Tribunale rileva che al ricorrente non può essere riconosciuta la qualità di rifugiato nemmeno tramite la figlia F._______. Da una parte, la bambina è stata riconosciuta quale rifugiata soltanto a titolo derivato, men- tre dall'altra, la cerchia dei beneficiari dell'asilo accordato alle famiglie è definita in maniera esaustiva all'art. 51 cpv. 1 LAsi e la norma non può es- sere interpretata in maniera estensiva comprendono anche i parenti in li- nea ascendente di un minore beneficiario dell 'asilo in Svizzera (cfr. DTAF 2015/29 consid. 4.2.2 e consid. 4.2.3; DTAF 2013/21 consid. 3.3). 8. Ne discende quindi che la SEM ha a giusto titolo negato la qualità di rifu- giato al ricorrente, per il che, il ricorso in materia di riconoscimento della qualità di rifugiato e di concessione dell'asilo, destituito di fondamento, non merita tutela e la decisione impugnata va confermata. 9. 9.1 Se respinge la domanda d'asilo o non entra nel merito, la SEM pronun- cia, di norma, l 'allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l 'esecuzione; tiene però conto del principio dell'unità della famiglia (art. 44 LAsi). Il principio dell'unità della famiglia sancito dall'art. 44 LAsi è di portata più estesa rispetto all 'art. 8 CEDU (cfr. sentenza del Tribunale D -6528/2014 del 10 marzo 2015 consid. 4.3). Giusta l'art. 32 lett. a dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni proce- durali dell'11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311) l'allontanamento non viene deciso qualora il richiedente l'asilo disponga di un permesso di soggiorno o di dimora valido, oppure abbia un diritto al rilascio di tale permesso. 9.2 Nel caso in disamina, il ricorrente non intrattiene alcuna relazione fami- gliare con E._______ (cfr. supra consid. 7.2). D-4561/2016 Pagina 18 Per quel che riguarda la figlia F._______, vi è luogo di rinviare alle consi- derazioni esposte qui di seguito (cfr. consid. 12.3), secondo le quali, l'inte- ressato non ha reso verosimile avere una relazione stretta ed effettiva con la figlia. 9.3 Alla luce degli elementi summenzionati e posto che nessuna eccezione alla regola generale della pronuncia dell 'allontanamento sia adempiuta (art. 32 OAsi 1, in combinato disposto con l'art. 44 LAsi), il Tribunale è te- nuto a confermare tale misura. 10. 10.1 Per quanto concerne l 'esecuzione dell'allontanamento, l'art. 83 LStrI prevede che la stessa debba risultare ammissibile (cpv. 3), ragionevol- mente esigibile (cpv. 4) e possibile (cpv. 2). Le condizioni precitate sono di natura alternativa (cfr. DTAF 2009/51 consid. 5.4). In caso di non adempi- mento d'una di queste condizioni, la SEM dispone l'ammissione provvisoria (art. 44 LAsi ed art. 83 cpv. 1 e 7 LStrI). 10.2 Secondo prassi costante del Tribunale, circa la valutazione degli osta- coli all'esecuzione dell'allontanamento vale lo stesso apprezzamento della prova consacrato al riconoscimento della qualità di rifugiato, ovvero il ricor- rente deve provarne o per lo meno renderne verosimile l 'esistenza (cfr. DTAF 2011/24 consid. 10.2 e relativi riferimenti). 11. 11.1 A norma dell'art. 83 cpv. 3 LStrI, l'esecuzione dell'allontanamento non è ammissibile quando comporterebbe una violazione degli impegni di diritto internazionale pubblico della Svizzera. Detta norma non si esaurisce nella massima del divieto di respingimento. Anche altri impegni di diritto interna- zionale possono essere ostativi all'esecuzione del rimpatrio, in particolare l'art. 3 CEDU o l'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tor- tura, RS 0.105). L'applicazione di tali disposizioni presuppone, peraltro, l'e- sistenza di serie e concrete ragioni per ritenere che lo straniero possa es- sere esposto, nel Paese verso il quale sarà allontanato, a dei trattamenti contrari a detti articoli. Spetta all 'interessato rendere plausibile l'esistenza di siffatte s erie e concrete ragioni (cfr. DTAF 2008/34 consid. 10; GICRA 2005 n. 4 consid. 6.2, GICRA 1996 n. 18 consid. 14b lett. ee). 11.2 Il principio di non respingimento protegge unicamente le persone alle quali è stata riconosciuta la qualità di rifugiato. Nel caso in esame, visto che l'interessato non è riuscito a dimostrare l'esistenza di seri pregiudizi o D-4561/2016 Pagina 19 il fondato timore di essere esposto a tali pregiudizi ai sensi dell'art. 3 LAsi, il principio di non respingimento non trova applicazione ed il rinvio dell 'in- sorgente verso l'Afghanistan è dunque ammissibile sotto l'aspetto dell'art. 5 cpv. 1 LAsi. In tali circostanze non v 'è inoltre motivo di considerare l 'esi- stenza di un rischio personale, concreto e serio per l 'insorgente di essere esposto, nel suo Paese d 'origine, ad un trattamento proibito ai sensi dell'art. 3 CEDU o dell'art. 1 Conv. tortura. Conformemente alla CorteEDU ed al Comitato dell 'ONU contro la tortura, spetta all 'interessato rendere plausibile l'esistenza di un reale rischio (“real risk”) di essere sottoposto a trattamenti contrari a detti articoli (cfr. sentenza della CorteEDU Saadi con- tro Italia del 28 febbraio 2008, 37201/06, §§ 125 e 129 e relativi riferimenti). 11.3 È ora d 'uopo determinare se , come ritenuto dall 'insorgente in sede ricorsuale, l'esecuzione dell 'allontanamento sia compatibile all'art. 8 CEDU. A scanso di equivoci, il Tribunale rileva anzitutto che il ri- corrente non ha alcun legame di filiazione né dispone di alcun diritto di visita nei confronti dei bambini H._______ e K._______ (cfr. atto A10, p.to 3.02, pag. 6; cfr. anche: atto A41, verbale d 'udienza del 12 marzo 2014 dell'Autorità regionale di Protezione […] di Q._______), per il che l'analisi della conformità dell'esecuzione dell'allontanamento all'art. 8 CEDU verrà effettuata unicamente per quanto riguarda la relazione che questi intrat- tiene con la figlia F._______. 11.3.1 Seppure l'art. 8 CEDU, rispettivamente l 'art. 13 Cost., non garanti- scano il diritto a soggiornare in un determinato Stato, il diritto al rispetto della vita famigliare e privata può essere violato qualora ad uno straniero, la cui famiglia risiede in Svizzera, viene vietata la presenza in tale Paese e con ciò viene impedita la vita famigliare (cfr. DTF 135 I 143 consid. 1.3.1). Non vi è tuttavia violazione del diritto al rispetto della vita famigliare qualora si possa ragionevolmente esigere dai membri della famiglia che realizzino la vita famigliare all 'estero. Se la persona a beneficio di un diritto di pre- senza assicurato in Svizzera può lasciare questo paese senza difficoltà e con la persona che richiede un permesso di soggiorno in Svizzera, l'art. 8 CEDU non è in principio violato. Al contrario, se la partenza del membro che può restare in Svizzera non è possibile senza difficoltà è ne- cessario procedere ad una ponderazione degli interessi prevista dall'art. 8 par. 2 CEDU (cfr. DTF 140 I 145 consid. 3.1 e relativi riferimenti; DTAF 2011/48 consid 6.3.1). Un'ingerenza nella vita familiare è invero am- missibile se questa è prevista dalla legge e se costituisce una misura che, in una società democratica, è necessaria per la sicurezza nazionale, l 'or- dine pubblico, il benessere economico del paese, la prevenzione dei reati, la protezione della salute o della mor ale, o la protezione dei diritti e delle D-4561/2016 Pagina 20 libertà altrui (cfr. art. 8 par. 2 CEDU). A questo titolo, incombe alle autorità procedere alla ponderazione dei differenti interessi in presenza, vale a dire, da una parte l 'interesse dello Stato all 'allontanamento dello straniero e, dall'altra, l'interesse di quest 'ultimo a mantenere le sue relazioni familiari (cfr. fra le tante: sentenze del Tribunale D -2077/2018 del 9 gennaio 2019 consid. 5.1.3.1; D-2107/2018 del 18 maggio 2018 consid. 5.3.3.1). Per poter invocare il diritto al rispetto della vita famigliare ex art. 8 CEDU, lo straniero non soltanto deve provare la presenza di una relazione stretta ed effettiva con una persona della sua famiglia, ma pure che quest 'ultima abbia un diritto di presenza assicurato o duraturo in Svizzera (cfr. DTF 135 I 143 consid. 1.3.1 e giurisprudenza ivi citata). In virtù del diritto di sog- giorno di cui godono de facto, i rifugiati ammessi provvisoriamente possono di principio prevalersi dell 'art. 8 CEDU, purché la revoca del loro s tatuto non sia prevedibile a breve termine (cfr. DTAF 2017 VII/4 consid. 6.2-6.4). 11.3.2 Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, il genitore che non dispone dell'autorità parentale ed i cui figli non sono affidati alle sue cure non può che intrattenervi relazioni familiari nell'ambito del diritto di vi- sita conferitogli. Salvo circostanze speciali, la relazione familiare tra il figlio minore ed il genitore che non gode dell 'autorità parentale non necessita della presenza di quest'ultimo in Svizzera. In effetti, a differenza di quanto avviene in casi di vita in comunione, il diritto di visita può in principio essere esercitato dall'estero, regolando le modalità dello stesso per quanto attiene alla sua frequenza e alla sua durata (DTF 139 I 315 consid. 2.2, 140 I 145 consid. 3.2; 144 I 91 consid. 5.1). Il diritto di visita tra un genitore ed un figlio non deve infatti essere necessariamente esercitato ad un ritmo bi- mensile e può essere ugualmente organizzato in maniera compatibile a dei soggiorni in paesi d ifferenti (cfr. DTF 144 I 91 consid. 5.1; 140 I 145 con- sid. 3.2 e relativo riferimento; 139 I 315 consid. 2.2; 120 Ib 22 consid. 4a). La giurisprudenza costante del Tribunale federale prevede che un diritto più favorevole all'interessato – tale da far passare in secondo piano l'inte- resse pubblico ad una politica restrittiva in materia di soggiorno degli stra- nieri e d'immigrazione – può sussistere nel caso in cui vi siano legami fa- miliari particolarmente intensi da un punto di vista affett ivo ed economico, qualora questa relazione non potrebbe essere mantenuta in ragione della distanza tra il paese di residenza dei minori rispetto a quello del genitore non titolare dell'autorità parentale ed a condizione che il richiedente abbia fatto prova di un comportamento irreprensibile in Svizzera (cfr. DTF 144 I 91 consid. 5.2; 140 I 145 consid. 3.2; 139 I 315 consid. 2.2 e relativi riferi- menti). Queste condizioni devono essere apprezzate complessivamente e devono fare l 'oggetto di una ponde razione globale degli interessi D-4561/2016 Pagina 21 (cfr. DTF 144 I 91 consid. 5.2). Nell'esame della proporzionalità della mi- sura (art. 8 par. 2 CEDU) si deve anche tenere conto dell 'interesse supe- riore del fanciullo di poter crescere a stretto contatto con entrambi i genitori (cfr. art. 3 della Convenzione sui diritti del fanciullo del 20 novembre 1989 [CDF, RS 0.107]), ricordando tuttavia che tale elemento non risulta prepon- derante rispetto agli altri e che l 'art. 3 CDF non accorda un diritto ad un bambino o ad uno dei genitori di e ntrare e soggiornare in Svizzera preva- lendosi del ricongiungimento familiare (cfr. DTAF 2015/29 consid. 4.2.4). Per quanto riguarda l 'esistenza di un legame affettivo particolarmente in- tenso, il Tribunale federale ha precisato che per lo straniero che int ende invocare l'art. 8 CEDU senza tuttavia aver mai ottenuto un permesso di soggiorno in Svizzera, un diritto di visita usuale – ovvero due weekend al mese e la metà delle vacanze scolastiche – non risulta sufficiente per am- mettere l'esistenza di un legame affettivo particolarmente forte, ma è ne- cessario stabilire delle relazioni personali di un 'intensità particolare con il bambino in questione (cfr. DTF 144 I 91 consid. 5.2.1). Il legame econo- mico è invece ritenuto particolarmente forte quando lo straniero versa ef- fettivamente al figlio delle prestazioni finanziarie nella misura decisa dalle istanze giudiziarie civili (cfr. DTF 144 I 91 consid. 5.2.2 e 139 I 315 con- sid. 3.2). L'Alta Corte federale ha tuttavia ammesso che è necessario di- stinguere la situazione nella quale lo straniero non contribuisce al mante- nimento del bambino in quanto non autorizzato a lavorare da quella in cui lo straniero non fa alcuno sforzo per trovare un impiego (cfr. DTF 144 I 91 consid. 5.2.2 e relativi riferimenti). Riguardo alla possibilità di esercitare il diritto di visita dal Paese d'origine dello straniero, la giurisprudenza ha sta- bilito che per evitare che si tratti unicamente di una possibilità teorica, la stessa deve essere esaminata concretamente tenendo conto dell'età degli interessati, dei mezzi finanziari, delle tecniche di comunicazione e dei mezzi di trasporto a disposizione così come la distanza tra i due luoghi di residenza. L'impossibilità pratica al mantenimento di una relazione è con- siderata adempiuta qualora il paese d'origine dello straniero al beneficio di un diritto di visita sia molto distante dalla Svizzera (ad esempio il Messico; cfr. DTF 144 I 91 consid. 5.2.3 e 139 I 315 consid. 3.1). Infine, il Tribunale federale ha stabilito che non può essere ritenuto u n comportamento irre- prensibile in Svizzera qualora vi siano, nei confronti dello straniero dei mo- tivi di allontanamento, sia sul piano penale o della legge sugli stranieri (cfr. DTF 144 I 91 consid. 5.2.4, 140 I 145 consid. 4.3). 11.3.3 Passando ora al caso in disamina, il Tribunale rileva anzitutto che F._______ – 10 anni – è stata riconosciuta quale rifugiata a titolo derivato D-4561/2016 Pagina 22 in applicazione dell 'art. 51 cpv. 1 LAsi e d è stata ammessa provvisoria- mente in Svizzera (cfr. dossier N [...]). Di conseguenza, ella dispone, de facto, di un diritto di soggiorno in Svizzera (cfr. DTAF 2017 VII/4 consid. 6.2- 6.4). Dalle risultanze processuali, si evince poi che F._______ vive con la madre dal suo arrivo in Svizzera nel (…) 2013 e non ha mai più v issuto con il padre qui ricorrente. L'insorgente non dispone inoltre né dell'autorità pa- rentale né della custodia della figlia, ragione per cui egli intrattiene rapporti con la bambina soltanto nell'ambito del diritto di visita conferitogli. Di prin- cipio dunque, il suo diritto di visita può essere esercitato dall'estero e non necessita della presenza dell'interessato in Svizzera. È tuttavia necessario determinare se nel caso in disamina non vi siano cir- costanze speciali (legame affettivo economico particolarmente intenso, im- possibilità di mantenimento della relazione in ragione della distanza tra i due Paesi e comportamento irreprensibile) dalle quali può essere dedotto un diritto più favorevole all'interessato. Con decisione del 5 dicembre 2018 l'Autorità regionale di Protezione (…) di Q._______ ha riformato il diritto di visita tra padre e figlia dalle due ore settimanali sorvegliate ad un incontro al mese, dal sabato mattino alla domenica sera, in forma libera (cfr. deci- sione dell'ARP […] del […] dicembre 2018). Per i passaggi in consegna di F._______ i genitori fanno capo al Punto d 'incontro di (…) di Q._______ (cfr. ibidem). Altresì, il divieto d 'entrata nell'abitazione della figlia intimato all'insorgente è tuttora in vigore (cfr. atto A41: verbale d 'udienza del 12 marzo 2014). La madre della bambina risulta dunque nella fattispecie essere il suo genitore di riferimento per quanto attiene la sua cura e la sua educazione. A fronte di tali elementi, il Tribunale ritiene che i legami tra il ricorrente e la figlia non possono essere ritenuti come particolarmente forti dal profilo affettivo dal momento che il diritto di visita di cui beneficia l'inte- ressato è alquanto limitato e non corrisponde agli standard usuali (un wee- kend ogni due settimane e la metà delle vacanze scolastiche ). Lo stesso può essere rilevato per quanto concerne il legame economico, invero non risulta dagli atti, né è stato provato in alcun modo dall 'insorgente, che egli provveda, rispettivamente contribuisca, al mantenimento della figlia, pur essendo stato autorizzato ad esercitare un'attività lucrativa. Per quanto ri- guarda la possibilità di mantenimento della relazione in ragione della di- stanza tra la Svizzera e l'Afghanistan il Tribunale rileva quanto segue. An- zitutto, il rientro del ricorrente nel suo Paese d'origine non comporterebbe l'interruzione di ogni legame con la figlia, rimanendo infatti possibili contatti telefonici ( o via Skype) e tramite messaggi elettronici e visite mediante brevi soggiorni. A questo proposito, le difficoltà economiche esposte nel D-4561/2016 Pagina 23 memoriale ricorsuale, che a mente dell 'insorgente renderebbero impossi- bili i suoi eventuali viaggi di soggiorno in Svizzera, risultano essere mere allegazioni di parte, non supportate da alcun elemento concreto a sostegno del fatto che egli, una volta rientrato in Afghanistan, non potrebbe disporre di entrate sufficienti per esercitare tale diritto di visita, eventualmente chie- dendo l'adattamento delle modalità di esercizio all'Autorità regionale di pro- tezione competente. Alla luce di un apprezzamento complessivo e globale delle suesposte cir- costanze – ed in particolare vista l 'assenza di legami sufficientemente stretti e vissuti sia dal profilo affettivo che economico – e pur tenuto conto dell'interesse superiore della bambina di poter crescere a stretto contatto con entrambi i genitori, il Tribunale non riconosce l'esistenza di circostanze speciali che permettano di dedurre un diritto più favorevole al ricorrente. Di conseguenza, nel caso in disamina, non risulta sproporzionato pretendere che l'interessato eserciti il suo diritto di visita dall'estero, regolando le mo- dalità dello stesso per quanto attiene alla sua frequenza ed alla sua durata. 11.3.4 Visto tutto quanto precede, l 'art. 8 CEDU non è da considerarsi in specie ostativo all'esecuzione dell'allontanamento dell'interessato. 11.4 Ne consegue pertanto che l'esecuzione dell'allontanamento dell'insor- gente sia da considerarsi ammissibile ai sensi dell 'art. 83 cpv. 3 LStrl in relazione con l'art. 44 LAsi. 12. 12.1 Giusta l'art. 83 cpv. 4 LStrI, l'esecuzione dell'allontanamento non può essere ragionevolmente esigibile qualora, nello Stato d'origine o di prove- nienza, lo straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo in seguito a situazioni quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza medica. 12.2 Tale disposizione si applica principalmente ai "réfugiés de la violence", ovvero agli stranieri che non adempiono le condizioni della qualità di rifu- giato, poiché non sono personalmente perseguiti, ma che fuggono da si- tuazioni di guerra, di guerra civile o di violenza generalizzata. Essa vale anche nei confronti delle persone per le quali l 'allontanamento comporte- rebbe un pericolo concreto, in particolare perché esse non potrebbero più ricevere le cure delle quali esse hanno bisogno o che sarebbero, con ogni probabilità, condannate a dover vivere durevolmente e irrimediabilmente in stato di totale indigenza e pertanto esposte alla fame, ad una degradazione grave del loro stato di salute, all'invalidità o persino alla morte. Per contro, D-4561/2016 Pagina 24 le difficoltà socio -economiche che costituiscono l 'ordinaria quotidianità d'una regione, in particolare la penuria di cure, di alloggi, di impieghi e di mezzi di formazione, non sono sufficienti, in sé, a concretizzare una tale esposizione al pericolo. L 'autorità alla quale incombe la decisione deve dunque, in ogni singolo caso, stabilire se gli aspetti umanitari legati alla situazione nella quale si troverebbe lo straniero in questione nel suo Paese sono tali da esporlo ad un pericolo concreto (cfr. DTAF 2014/26 consid. 7.6- 7.7 con rinvii). 12.3 Nell'ambito di una recent e analisi del Paese dal punto di vista della sicurezza e della situazione umanitaria ai sensi dell'art. 83 cpv. 4 LStrI, co- desto Tribunale è giunto alla conclusione che la situazione in Afghanistan, già critica, è ulteriormente peggiorata nell 'ultimo perio do. Sotto il profilo umanitario, la situazione nelle aree rurali dell 'Afghanistan è a tal punto grave da potersi considerare realizzate le condizioni di minaccia esisten- ziale ai sensi dell 'art. 83 cpv. 4 LStrI (cfr. sentenza del Tribunale D-5800/2016 del 13 ottobre 2017, pubblicata quale sentenza di riferimento, in particolare consid. 7.6). Anche nella capitale sia la situazione securitaria, dovuta alla situazione di incertezza ed ai molti attentati, che la situazione umanitaria, in particolare dovuta all 'arrivo di un alto numero di rifugiati in- terni, si sono nettamente aggravate (cfr. sentenza del Tribunale D-5800/2016 consid. 8). Conseguentemente, l 'esecuzione dell'allontana- mento va pertanto ritenuta di principio inesigibile anche verso tale luogo, a meno che l'interessato possa avvalersi di un insieme di circostanze perso- nali favorevoli quali la giovane età, l 'assenza di prole, le buone condizioni di salute, l'esistenza di una solida rete di rapporti sociali e la possibilità di procacciarsi il minimo esistenziale e di trovare un alloggio in loco (cfr. sen- tenza del Tribunale D -5800/2016 consid. 8.4.1; si veda anche DTAF 2011/7). Per quanto concerne la rete sociale, essa deve essere in grado di offrire adeguati alloggio, assistenza così come aiuto per una rein- tegrazione sociale ed economica (cfr. sentenza del Tribunale D-5800/2016 consid. 8.4.1). 12.4 Nel caso in esame l'interessato si è dichiarato originario della città di Kabul. L'esecuzione dell'allontanamento verso tale luogo risulta di regola inesigibile. Occorre però verificare se, nel caso specifico, vi siano un in- sieme di circostanze particolari favorevoli che possano eccezionalmente rendere esigibile l'esecuzione dell'allontanamento, in linea con la giurispru- denza succitata (cfr. consid. 12.3). Va a tal p roposito rilevato che il ricorrente è giovane e non ha persone dipendenti a carico né in Svizzera come neppure nel suo paese d 'origine, D-4561/2016 Pagina 25 non essendoci segnatamente tra le evenienze alcun elemento a sostegno di un contributo economico da parte del ricorrente verso la figlia F._______. Inoltre, si può partire dal presupposto che nel periodo antecedente all 'e- spatrio egli abbia vissuto per lungo tempo nella capitale, ovvero per dicias- sette anni, con diverse persone appartenenti alla sua schiera parentale (cfr. atto A10, p.to 1.07 segg., pag. 3 seg.). A Kabul avrebbe pure frequentato le scuole sino alla decima classe, disponendo quindi di una buona forma- zione, come pure vi avrebbe esercitato un 'attività lucrativa quale sarto e come atleta professionista di wrestling (cfr. atto A10, p.ti 1.17.04 e 1.17.05). Inoltre avrebbe anche una discreta esperienza quale gestore di un piccolo negozio di sartoria, avendone posseduto uno per circa un anno in Afghani- stan (cfr. atto A32, D9, pag. 3 e D12 seg., pag. 5 seg.) e quale autista, pro- fessione esercitata per otto mesi durante il suo soggiorno in Grecia (cfr. atto A10, pag. 9). Parte delle condizioni di cui alla summenzionata giuri- sprudenza risultano pertanto incontestabilmente adempiute. 12.5 Sennonché, l 'insorgente contesta l 'esigibilità di un suo allontana- mento verso Kabul sulla base del fatto che non disporrebbe di alcuna rete sociale in loco che possa garantirgli un adeguato sostentamento e aiuto, oltre che egli si troverebbe tutt'ora in cura psichiatrica, con regolari colloqui con un terapeuta ed assumerebbe la terapia farmacologica di cui ha pro- dotto il certificato corrispondente. 12.5.1 Al riguardo della rete sociale, è d'uopo constatare che dalle dichia- razioni fornite durante le audizioni federali, risulta che a Kabul vivano la madre, un fratello, due sorelle, come pure numerosi zii e zie materni e pa- terni (cfr. atto A10, p.to 3.01, pag. 6; atto A29, D44 segg., pag. 7). Inoltre l'insorgente manterrebbe dei contatti telefonici regolari con la madre a Ka- bul (cfr. atto A29, D66 seg., pag. 8 seg.), che gli avrebbe pure riferito che i suoi familiari sarebbero in grado di assicurarsi il loro mantenimento esi- stenziale (cfr. atto A29, D72, pag. 9). Pertanto, sono identificabili nelle di- chiarazioni del ricorrente, a differenza di quanto aff ermato in sede ricor- suale, sufficienti indizi che lascino dedurre la presenza di una dimora come pure di un sostegno economico e famigliare presente nella capitale, luogo di ultimo domicilio del ricorrente prima dell'espatrio, adeguati e sufficienti ai sensi della giurisprudenza succitata (cfr. consid. 12.3). 12.5.2 Circa la situazione personale dell'interessato, occorre rilevare come non emerga in specie nemmeno la necessità di una sua permanenza in Svizzera per motivi medici. Invero, per quanto riguarda sia la patologia or- topedica al ginocchio destro, sia per le cefalee recidivanti di cui risulta sof- frire A._______, come pure l'eventuale trattamento per possibile adenoma D-4561/2016 Pagina 26 ipofisario emorragico, egli avrà la possibilità di accedere ad un trattamento medico in patria. Invero, per tali disturbi, i quali si evincono dalla documen- tazione medica agli atti (cfr. atto A50, in particolare rapporto medico del Dr. med. T._______ del 13 giugno 2016), l'insorgente non segue attualmente alcun trattamento specifico. Tuttavia, se necessario, quest 'ultimo, potrà eventualmente essere iniziato e proseguito presso uno dei diversi centri ospedalieri presenti nella capitale Kabul (cfr. ad esempio: l 'Ali Abad Tea- ching Hospital o il Maiwand Teaching Hospital presso l'ospedale universi- tario di scienze mediche di Kabul, che offrono servizi di endocrinologia, radiologia e ortopedia; cfr. < https://kums.edu.af/en/organization-chart > e < https://kums.edu.af/en/services >, consultati da ultimo il 30.09.2019) . Stesso discorso vale per le eventuali problematiche psichiatriche di cui sof- frirebbe l'insorgente, e sopraggiunte soltanto successivamente alla deci- sione avversata (cfr. in particolare rapporto medico del Dr. med. T._______ del 13 giugno 2016, che non cita alcun disturbo psichiatrico conosci uto, atto A50), che si denota non sono a tutt'ora state documentate malgrado la riserva espressa in tal senso da parte dell 'insorgente nelle sue osserva- zioni del 31 marzo 2018, di cui potrà essere proseguito il trattamento in patria. Altresì, giova ricordare al ricorrente che ha la possibilità di richiedere un aiuto al ritorno per motivi di salute ai sensi dell'art. 93 cpv. 1 lett. d LAsi. Non vi sono inoltre altri motivi personali ostativi all'esecuzione dell'allonta- namento, in quanto il ricorrente, giunto su suolo elvetico il 28 novem- bre 2013, non può prevalersi di un 'integrazione avanzata in Svizzera. La circostanza allegata in sede ricorsuale che l 'insorgente avrebbe richiesto un'autorizzazione per poter esercitare un'attività di ausiliario all'Ufficio della migrazione competente, producendo la relativa decisione agli atti, non è atta a modificare tale valutazione. 12.6 Di conseguenza l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente risulta pure ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI in relazione con l'art. 44 LAsi). 13. In ultima analisi, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possi- bilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStrI in relazione con l'art. 44 LAsi), in quanto il ricorrente dispone di un passaporto afghano e che egli, usando della necessaria diligenza, potrà procurarsi ogni docu- mento indispensabile al rimpatrio (cfr. DTAF 2008/34 consid. 12). L'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile. D-4561/2016 Pagina 27 14. Ne discende che la SEM, con la decisione impugnata, non ha viola to il diritto federale né abusato del suo potere d 'apprezzamento ed inoltre non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Altresì, per quanto censurabile, la decisione non è inadeguata (art. 49 PA). Il ricorso va dunque respinto. 15. Visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.–, che se- guono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]) e prelevate sull 'anticipo spese versato il 20 settem- bre 2016. 16. La presente decisione non concerne persone contro le quali è pendente una domanda d 'estradizione presentata dallo Stato che hanno abbando- nato in cerca di protezione, per il che non può essere impugnata con ri- corso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 LTF). La pronuncia è quindi definitiva. (dispositivo alla pagina seguente) D-4561/2016 Pagina 28 Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun- cia: 1. Il ricorso è respinto. 2. Le spese processuali, di CHF 600.–, sono poste a carico del ricorrente. Tale ammontare è prelevato sull 'anticipo spese versato il 20 settem- bre 2016. 3. Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto- nale competente. Il presidente del collegio: La cancelliera: Daniele Cattaneo Sebastiana Bosshardt Data di spedizione: