<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di intraprendere tutti i passi necessari per abolire la Lex Friedrich.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. L'acquisto di fondi da parte di persone all'estero soggiace da oltre trennt'anni a un sistema d'autorizzazione. Si tratta di un settore di grande sensibilità politica, considerato che sono toccati interessi sia d'ordine economico (restrizione del diritto della proprietà e della libertà in materia economica), come anche sociale, culturale e psicologico (inforestierimento, svendita della patria, sovranità e identità nazionale, accesso alla proprietà da parte della popolazione residente). L'abrogazione totale e definitiva della legge federale sull'acquisto di fondi da parte di persone all'estero (Lex Friedrich) abbisogna quindi di un esame accurato che abbia a tenere conto di tali aspetti, come anche degli sviluppi in materia di diritto rurale e di pianificazione del territorio.</p><p>2. Il Consiglio federale non sottovaluta l'attuale cattiva situazione congiunturale che tuttavia non giustifica, sola, l'abrogazione immediata della Lex Fridrich. L'abrogazione porta con sé il pericolo che, in caso di gravi implicazioni negative dell'apertura del mercato immobiliare, occorrerebbe contrastarle con misure urgenti. In tale contesto bisogna ricordare che in caso d'approvazione dell'Accordo sullo SEE, la liberalizzazione del mercato immobiliare avrebbe potuto essere realizzato gradualmente durante un periodo di transizione di cinque anni. Tale circostanza avrebbe lasciato al legislatore il tempo necessario ad approntare misure sostitutive, soprattutto nel settore del mercato delle residenze di vacanze. A questo proposito va rilevato, sulla base delle cifre disponibili, che le autorizzazioni rilasciate nel 1992 per le residenze di vacanza sono all'incirca raddoppiate, e che anche per il 1993 è prevedibile un andamento dello stesso genere (una richiesta accresciuta di residenze di vacanza è accertata segnatamente nel Canton Vallese). Come ultima ratio, l'Accordo SEE prevedeva inoltre una clausola di protezione sul cui fondamento, in caso di gravi disturbi del mercato immobiliare dovuti all'afflusso massiccio di capitali stranieri, la Svizzera avrebbe potuto adottare misure unilaterali. In caso di immediata abrogazione della Lex Friedrich, un'apertura graduale del mercato immobiliare ai sensi del progetto Eurolex non sarebbe possibile.</p><p>3. Come ha rilevato nel rapporto del 25 agosto 1993 alla Commissione per gli affari giuridici del Consiglio degli Stati a proposito dell'iniziativa del Cantone di Ginevra e concernente la Lex Friedrich, il Consiglio federale non è fondamentalmente opposto all'abrogazione della Lex Friedrich. Ritiene tuttavia che un'abrogazione immediata non sarebbe opportuna, mancando un esame preventivo sufficiente in merito alle diverse ripercussioni. L'abrogazione dev'essere improntata sullo sviluppo della politica in materia di diritto fondiario, della pianificazione territoriale e dell'abitazione. A tale scopo il Consiglio federale intende istituire immediatamente una commissione peritale cui spetta di esaminare le conseguenze dell'abrogazione o, se del caso, di una nuova concezione della Lex Friedrich e di fornire un rapporto entro la prima metà dell'anno 1995. In considerazione dell'urgenza di certe modificazioni nel settore della legge federale sull'acquisto di fondi da parte di persone all'estero, il Consiglio federale è dell'avviso che dovrebbe essere elaborato immediatemente, all'interno dell'amministrazione, un disegno di revisione parziale. Tale progetto dovrebbe essere sottoposto alle procedura di consultazione entro la fine del 1993. Il Consiglio federale si è quindi dichiarato d'accordo - vista la revisione proposta - ad accogliere diverse altre mozioni concernenti la revisione della Lex Friedrich.</p>  Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.