<h2>SubmittedText<h2><text><p>Le procedure penali nei confronti dei responsabili di crimini di diritto internazionale (genocidio, crimini contro l'umanità, crimini di guerra) si moltiplicano in diversi Paesi europei. Negli ultimi mesi, si è assistito a processi o procedimenti in Germania, Francia, Paesi Bassi, Gran Bretagna, Belgio, Spagna, Svezia, Norvegia e altri Stati. Human Rights Watch ha pubblicato un rapporto intitolato "The Long Arm of Justice: Lessons from Specialized War Crimes Units in France, Germany, and the Netherlands". Questo rapporto illustra le esperienze positive e le sfide fronteggiate da tre Paesi - la Francia, la Germania e i Paesi Bassi - che si sono dotati di unità specializzate nel perseguimento degli autori di crimini di diritto internazionale presenti su loro territorio.</p><p>Nella sua risposta all'interpellanza 14.3283, l'Autorità di vigilanza sul Ministero pubblico della Confederazione (MPC) prevedeva che un primo bilancio delle attività (e in particolare delle risorse organizzative e umane) del centro di competenza diritto penale internazionale (CC V) fosse stilato nella primavera-estate 2015, ovvero dopo tre anni dopo la creazione del centro avvenuta nello stesso periodo del 2012.</p><p>Sulla scia dell'inchiesta di Human Rights Watch è apparso opportuno che il MPC o l'autorità di vigilanza sul MPC elabori un rapporto specifico sul CC V, che fornisca informazioni dettagliate soprattutto sui seguenti punti:</p><p>1. numero, tipo di procedure condotte, atti d'inchiesta, ecc. (tipi di reati, regioni, numero di perquisizioni, intercettazioni, domande di assistenza trattate e trasmesse, ecc.);</p><p>2. la collaborazione con le altre autorità svizzere potenzialmente coinvolte nel perseguimento di crimini internazionali e le risorse attribuite a queste entità (polizia federale, dogane, autorità d'asilo, ecc.);</p><p>3. il numero di posti di lavoro effettivi dei procuratori (posti di lavoro teorici al netto del tempo effettivo dedicato ad altri compiti assegnati) per ogni anno dalla costituzione del CC V;</p><p>4. il tempo accordato alla formazione del personale del CC V e al monitoraggio degli avvenimenti di attualità.</p></text><h2>FederalCouncilResponseText<h2><text><p>Come esposto dall'Autorità di vigilanza nella sua risposta del 28 maggio 2014 all'interpellanza 14.3283, il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) trarrà un primo bilancio dell'attività del centro di competenza diritto penale internazionale (CC V) dopo un periodo di almeno tre anni dalla sua istituzione e si soffermerà in particolare sulle risorse organizzative e umane del centro. Ai sensi dell'articolo 9 della legge federale del 19 marzo 2010 sull'organizzazione delle autorità penali della Confederazione (LOAP; RS 173.71), la valutazione, che sarà svolta nel corso del 2015, rientra nella responsabilità e nell'autonomia di gestione specialistica e organizzativa del procuratore generale della Confederazione. È compito esclusivo del procuratore generale della Confederazione conciliare le risorse limitate del MPC con le sue numerose competenze, che oltrepassano ampiamente il campo del diritto penale internazionale. Si veda in merito la giurisdizione federale secondo gli articoli 23 e 24 del Codice di diritto processuale penale svizzero del 5 ottobre 2007 (RS 312.0).</p><p>Ogni anno il procuratore generale della Confederazione sottopone all'Autorità di vigilanza e quindi anche all'alta vigilanza del Parlamento il rapporto sull'attività del MPC (art. 17 LOAP). Il rapporto viene anche pubblicato. Nel suo prossimo rapporto di gestione, il MPC informerà sulla prevista valutazione del CC V. Tenuto conto dell'ampio ventaglio di temi che rientrano nella giurisdizione federale, il MPC non stila invece rapporti di attività specifici su singole competenze né rapporti di attività specifici come proseguimento di rapporti di organizzazioni non statali.</p></text>