<h2>SubmittedText<h2><p>1. A parere del Consiglio federale, quali sono i problemi nella cooperazione tra le autorità inquirenti cantonali e federali nella lotta alle bande di passatori?</p><p>2. Condivide l'opinione secondo cui la lotta alle bande di passatori dovrebbe essere diretta dal Ministero pubblico della Confederazione?</p><p>3. Ritiene vi siano motivi di ordine costituzionale che depongono contro un trasferimento delle competenze al Ministero pubblico della Confederazione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale condivide l'opinione espressa dall'autore dell'interpellanza secondo cui occorre colmare le lacune esistenti nella lotta al traffico di migranti esercitato a scopo di lucro e procedere in modo deciso contro le bande di passatori. I successi nel perseguimento penale di tale fenomeno dipendono fortemente dagli sforzi profusi dai singoli corpi di polizia e dai pubblici ministeri. Dalla pubblicazione della strategia per una gestione integrata delle frontiere nel 2012, del relativo piano d'azione Gestione integrata delle frontiere (Gestione integrata delle frontiere - Integrated Border Management) e del rapporto sul traffico di migranti a scopo di lucro e sue implicazioni per la Svizzera dell'Ufficio federale di polizia (Fedpol) nel 2014, alcuni cantoni hanno attuato le misure proposte in tali pubblicazioni per contrastare più efficacemente le bande di passatori. Un maggiore impegno contro tali bande richiede altresì una cooperazione stretta e ben coordinata con le autorità partner estere, visto che i vertici di tali bande criminali di norma agiscono dall'estero. Negli ultimi anni la Svizzera ha quindi rafforzato in modo sistematico la cooperazione internazionale di polizia e giudiziaria. Un elemento particolarmente positivo in tale contesto è rappresentato dalla collaborazione tra la Confederazione e i cantoni nel quadro dei centri di cooperazione di polizia e doganale (CCPD), i quali sono gestiti da molti anni a livello bilaterale con l'Italia e la Francia. Alla luce della crisi dei profughi e del conseguente aumento delle attività dei passatori, negli ultimi mesi tale dispositivo è stato ulteriormente ampliato; per la stessa ragione i pubblici ministeri dei cantoni di confine, soprattutto del Ticino, stanno intensificando gli sforzi profusi per contrastare il traffico di migranti. Nel quadro della cooperazione tramite i CCPD, nel settembre scorso è inoltre divenuto operativo un gruppo inquirente congiunto con relazioni a livello internazionale denominato gruppo interforze per la repressione dei passatori (GIRP). Il gruppo inquirente è diretto dal cantone Ticino e si compone di specialisti dei cantoni, del corpo delle guardie di confine e di Fedpol nonché di persone di collegamento dell'Italia, della Germania e della Francia.</p><p>2. Il perseguimento penale del traffico di migranti incombe ai cantoni, salvo nei casi in cui il reato è commesso da un'organizzazione criminale ai sensi dell'articolo 260ter del Codice penale. Accogliendo la mozione della Commissione degli affari giuridici del Consiglio degli Stati 15.3008, "Articolo 260ter del Codice penale. Modifica", del 10 febbraio 2015, il Consiglio federale si è dichiarato disposto a vagliare una modifica di questa disposizione. Nel novembre 2013 il Dipartimento federale di giustizia e polizia e la Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia hanno firmato una convenzione quadro al fine di potenziare l'efficienza e l'efficacia della collaborazione di polizia tra la Confederazione e i cantoni nel settore del perseguimento di tutte le forme complesse di criminalità. Sempre nel novembre 2013, il Ministero pubblico della Confederazione e la Conferenza delle autorità inquirenti svizzere hanno firmato una raccomandazione congiunta sulla collaborazione nel settore del perseguimento di forme complesse di criminalità, in particolare della tratta di esseri umani. Secondo una prima valutazione, questi strumenti offrono un valore aggiunto in quanto promuovono una collaborazione più stretta e coordinata tra la Confederazione e i cantoni e sostengono questi ultimi nella lotta al traffico di migranti in termini di contatti, efficienza ed efficacia.</p><p>3. Sebbene un trasferimento delle competenze dalle autorità cantonali di perseguimento penale alla giurisdizione penale federale sia in linea di massima possibile sul piano costituzionale, esso non va tuttavia eseguito a cuor leggero. A livello pratico occorre considerare in particolare i vantaggi offerti dalle autorità cantonali di perseguimento penale in loco, soprattutto nei cantoni di confine: conoscendo le peculiarità locali nonché le relazioni locali e personali, sono in grado di applicare in modo ottimale tali conoscenze nel quadro di una lotta alla criminalità efficace e orientata ai risultati. Infine, come mostrato dall'esempio del gruppo inquirente GIRP, la cooperazione tra Confederazione, cantoni e Paesi limitrofi funziona.</p>  Risposta del Consiglio federale.