<h2>SubmittedText<h2><p>Il 23 novembre 2022, in adempimento del postulato 20.3957 della CAPTE-N dell'8 settembre 2020, il Consiglio federale ha pubblicato un rapporto in cui conclude che non è necessario adeguare l'imposizione della quota privata dei detentori di veicoli aziendali le cui emissioni di CO2 sono pari a zero grammi.</p><p>Gli importi forfettari sono fissati dall'ordinanza sulle spese professionali (642.118.1). A pagina 7 del summenzionato rapporto, il Consiglio federale rileva che sono applicabili disposizioni cantonali divergenti relative alla deduzione delle spese di trasporto.</p><p>Premesso ciò, visto che si tratta di imposte cantonali e comunali, i Cantoni hanno la facoltà di applicare importi forfettari diversi da quelli previsti dal diritto federale per l'imposizione della quota privata dei veicoli aziendali? Sono autorizzati ad applicare un'aliquota diversa a seconda delle emissioni di CO2?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Secondo l'articolo 5a capoverso 2 dell'ordinanza sulle spese professionali è possibile tenere conto, ai fini dell'imposta federale diretta, di un importo forfettario delle spese di trasporto per determinare la quota privata imponibile dei detentori di veicoli aziendali.</p><p>In considerazione della loro autonomia fiscale, i Cantoni non sono tenuti a riprendere questi importi forfettari nell'ambito delle imposte cantonali e comunali. I Cantoni hanno pertanto la facoltà di fissare importi forfettari differenti per determinare il reddito imponibile ai fini delle imposte cantonali e comunali e, in particolare, il reddito derivante dall'uso privato di veicoli aziendali.</p><p>Tuttavia, pare che nella prassi i Cantoni non si avvalgano della facoltà loro concessa di fissare importi forfettari differenti per determinare la quota privata imponibile dei detentori di veicoli aziendali. Ciò è probabilmente riconducibile agli oneri amministrativi supplementari che ne conseguirebbero per i datori di lavoro.</p><p>Questi ultimi sono infatti tenuti a dichiarare, al punto 2.2 del certificato di salario, la quota di cui i lavoratori beneficiano per l'uso privato di veicoli aziendali. Il certificato di salario e le istruzioni per la compilazione del certificato di salario e dell'attestazione delle rendite, pubblicate dalla Conferenza svizzera delle imposte e dall'Amministrazione federale delle contribuzioni, (<a href="https://www.estv.admin.ch/estv/it/home/imposta-federale-diretta/certificato-di-salario-attestazione-delle-rendite.html">https://www.estv.admin.ch/estv/it/home/imposta-federale-diretta/certificato-di-salario-attestazione-delle-rendite.html</a>), si applicano a tutte le imposte dirette, sia a livello federale che a livello cantonale e comunale. Il fatto di tenere conto dei medesimi importi forfettari per le imposte dirette sia a livello federale che a livello cantonale e comunale consente di garantire l'uniformità del certificato di salario e di evitare oneri amministrativi supplementari per i datori di lavoro. Se così non fosse, i datori di lavoro dovrebbero rielaborare un certo numero di dati dal certificato di salario per calcolare correttamente la tassazione delle imposte cantonali e comunali nel Cantone competente, da determinare a seconda del luogo di domicilio del lavoratore interessato.</p><p>Inoltre, la quota privata imponibile dei detentori di veicoli aziendali soggiace all'imposta sul valore aggiunto (IVA) ed è considerata salario in natura sul quale devono essere versati gli oneri sociali. Di conseguenza, una deroga all'applicazione dell'articolo 5a capoverso 2 dell'ordinanza sulle spese professionali a livello cantonale implicherebbe anche, per il datore di lavoro, un'elaborazione differenziata dei rendiconti IVA e del versamento dei contributi sociali.</p><p>In ultima analisi, la competenza per la fissazione degli importi forfettari per le imposte cantonali e comunali rimane innanzitutto ai Cantoni. Non vanno però sottovalutate le notevoli ripercussioni amministrative che si produrrebbero per i datori di lavoro introducendo importi forfettari differenti, basati ad esempio sulle emissioni di CO2 dei veicoli aziendali.</p>  Risposta del Consiglio federale.