<h2>SubmittedText<h2><p>1. Quali misure adotta il Consiglio federale a livello europeo per migliorare la gestione delle crisi da parte degli organismi competenti per i corridoi ferroviari, dei gestori dell'infrastruttura e delle imprese di trasporto ferroviario?</p><p>2. Quali misure adotta a livello svizzero per creare un idoneo organo di coordinamento che coinvolga adeguatamente nella gestione delle crisi tutti i gestori dell'infrastruttura, le imprese di trasporto ferroviario e gli utenti della ferrovia?</p><p>3. Provvederà a rivedere le disposizioni in materia di responsabilità civile per i gestori dell'infrastruttura quali imprese monopolistiche e per le imprese di trasporto ferroviario, in modo da accrescere gli incentivi a superare le perturbazioni in tempi brevi? </p><p>4. Perché intende mitigare le conseguenze finanziarie di Rastatt solo nel traffico combinato transalpino e non pure nel traffico convenzionale e in quello d'importazione e d'esportazione?</p><p>5. Quali misure adotta per eliminare la disparità di trattamento tra macchinisti e camionisti nel traffico internazionale e nazionale e per consentire il libero impiego dei macchinisti su tutte le reti?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale si adopererà, in seno ai competenti organi europei, affinché la cooperazione internazionale nei e tra i corridoi europei per il trasporto ferroviario delle merci sia migliorata. Innanzitutto bisogna rafforzare i summenzionati organi, ossia il Comitato esecutivo, composto da rappresentanti dei ministeri dei trasporti, e il Comitato di gestione, composto da rappresentanti dei gestori dell'infrastruttura. Il Consiglio federale intende poi far sì che nel Comitato direttivo svizzero-germanico del traffico ferroviario siano rappresentati i quadri dei gestori dell'infrastruttura e delle imprese di trasporto ferroviario. Le vigenti disposizioni per la definizione di percorsi alternativi e per la gestione del traffico in caso di perturbazioni si sono dimostrate insufficienti a fronteggiare l'interruzione della linea ferroviaria della Valle del Reno. Il Consiglio federale si attiverà affinché tutti gli attori traggano i dovuti insegnamenti: occorre dare priorità e imprimere un'accelerazione ai lavori di ampliamento sui corridoi, attuare l'armonizzazione tecnica secondo gli standard europei e migliorare la gestione transfrontaliera delle crisi da parte dei gestori dell'infrastruttura e delle imprese di trasporto ferroviario.</p><p>2. Sulla base dell'ordinanza concernente il coordinamento dei trasporti in vista di casi di sinistro (OCTS; RS 520.16) e dell'ordinanza concernente l'accesso alla rete ferroviaria (OARF; RS 742.122), il gruppo FFS è stato incaricato di coordinare a livello operativo le misure necessarie in Svizzera in caso di sinistri ferroviari. A questo proposito il gruppo ha costituito in seno a FFS Infrastruttura un apposito stato maggiore (Notfallstab Betrieb) che ha facoltà di impartire istruzioni sia alle unità organizzative del gruppo stesso sia agli altri gestori dell'infrastruttura e alle altre imprese di trasporto ferroviario. Nel caso in oggetto il suddetto stato maggiore ha agito con appropriatezza. La sua competenza è tuttavia limitata alla gestione delle crisi in Svizzera. Ai fini del coordinamento internazionale vanno rafforzati gli organi preposti ai corridoi, autorizzandoli a impartire istruzioni agli stati maggiori nazionali di crisi.</p><p>3. L'adeguamento delle disposizioni di responsabilità civile va valutato in seno ai competenti organi internazionali. Il Consiglio federale sottoporrà la questione a livello internazionale.</p><p>4. Per incentivare il traffico combinato transalpino (incluso il traffico d'importazione/esportazione e il traffico nazionale attraverso le Alpi) il Parlamento ha stanziato contributi d'esercizio, che per l'anno in corso ammontano a circa 150 milioni di franchi. Dal momento che le indennità di esercizio per il traffico combinato transalpino vengono erogate sulla base delle prestazioni effettive, la soppressione di treni ha liberato fondi nel relativo credito. Una parte di questi fondi è stata utilizzata per intervenire immediatamente, in modo da consentire al traffico merci transalpino su rotaia di consolidare nuovamente la propria posizione sul mercato, compensando le perdite subite a seguito dell'interruzione. Qualora l'interruzione di Rastatt dovesse causare indirettamente una contrazione del volume di trasporto nel traffico svizzero a carro completo isolato, l'Ufficio federale dei trasporti valuterà, nel rispetto delle restrizioni di bilancio, la possibilità di un lieve aumento dell'indennità versata per ogni suddetto carro effettivamente circolato. Per adottare misure ulteriori, intese a contenere le ripercussioni nel traffico ferroviario convenzionale e nel traffico d'importazione e d'esportazione, mancano le necessarie basi legali.</p><p>5. Il Consiglio federale si adopera affinché il trasporto di merci su rotaia e quello su strada usufruiscano di pari condizioni. A livello nazionale è garantita, per quanto materialmente possibile, ampia parità di trattamento sul piano normativo e dei controlli tra macchinisti e camionisti (rispetto delle prescrizioni sull'orario di lavoro e sulle prestazioni sociali). A livello internazionale il Consiglio federale accoglie con favore il pacchetto UE sulla mobilità, che prevede un miglioramento delle condizioni sociali per i camionisti. Quanto ai macchinisti, già attualmente possono essere impiegati oltre confine. La diversità di prescrizioni d'esercizio, di sistemi segnaletici e di lingue richiede tuttavia un'adeguata formazione: le imprese ferroviarie devono quindi consentire ai macchinisti di acquisire le conoscenze e la pratica di guida necessarie per prestare servizio sulle tratte alternative. La Svizzera sostiene gli sforzi intesi a uniformare le condizioni nel traffico transfrontaliero, in modo da giungere a lungo termine a una rete ferroviaria interoperabile. La prescrizione secondo cui per poter circolare nella galleria di base del San Gottardo è sufficiente essere in possesso della sola lingua tedesca o di quella italiana rappresenta un contributo in tal senso; in questo modo vengono ampliati i requisiti linguistici del personale delle centrali operative anziché dei macchinisti.</p>  Risposta del Consiglio federale.