<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di proporre le modifiche di legge che permettano di identificare e vietare il finanziamento diretto o indiretto dei luoghi di culto musulmani e altri centri islamici da parte di Stati esteri che non rispettano i diritti umani o sospettati di sostenere gruppi terroristici.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è consapevole dei rischi che l'estremismo religioso comporta per la sicurezza interna e la pace religiosa in Svizzera. Come menzionato nella risposta alla mozione Quadri 16.3330, esistono già varie basi legali per contrastare tale fenomeno. A seconda delle circostanze, i cantoni e la Confederazione possono intervenire in virtù del diritto penale, del diritto in materia di stranieri (divieto d'entrata in Svizzera, revoca del permesso di dimora, ecc.) o della legge federale sulle misure per la salvaguardia della sicurezza interna (LMSI; RS 120).</p><p>Il diritto federale non dispone di basi legali che consentano di repertoriare in maniera regolare e sistematica le fonti di finanziamento delle comunità religiose e delle comunità musulmane in particolare (in proposito cfr. la risposta all'interpellanza Humbel 16.3274). Le fonti di finanziamento delle comunità religiose possono tuttavia essere identificate in base all'articolo 5 della legge federale sul servizio informazioni civile (RS 121), che autorizza la raccolta e il trattamento mirati di dati personali all'insaputa degli interessati, purché i presupposti definiti nella LMSI (p. es. la preparazione o l'esecuzione di atti di terrorismo o estremismo violento) siano rispettati. La Confederazione può pure ottenere informazioni in fonti pubbliche. Il disciplinamento dei rapporti tra Stato e comunità religiose compete peraltro ai cantoni (art. 72 cpv. 1 della Costituzione). A tale proposito, i cantoni che definiscono le condizioni legali per il riconoscimento delle comunità religiose esigono spesso la trasparenza finanziaria. Finora nessun cantone ha ancora riconosciuto alcuna comunità musulmana.</p><p>Il divieto di finanziare i luoghi di culto con fondi esteri riguarda soltanto le comunità musulmane. Come precisato dal Consiglio federale nella risposta alla mozione Quadri 16.3330, bisogna evitare di sospettare in maniera generalizzata le comunità musulmane. Il divieto di finanziare le associazioni musulmane con fondi esteri contribuirebbe a insinuare questo sentimento di sospetto nei confronti dei musulmani in Svizzera. Il Consiglio federale ritiene pertanto che le comunità musulmane debbano beneficiare della medesima libertà religiosa e di associazione accordata alle altre comunità religiose.</p><p>La misura proposta dalla mozione appare inoltre poco praticabile. Uno Stato estero che intenderebbe eludere il divieto di finanziare un luogo di culto musulmano in Svizzera non avrebbe alcun problema a ricorrere a intermediari o un prestanome. I provvedimenti da adottare per contrastare tali manovre cagionerebbero un lavoro oneroso a fronte di un'efficacia pratica limitata.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.