<h2>SubmittedText<h2><p>Sembrerebbe che le eccedenze nella produzione lattiera, all'origine del crollo dei prezzi a livello nazionale e di costosi programmi di valorizzazione, siano sorte anche con il concorso dello Stato. Si direbbe quindi che anche in questo caso, come nel settore finanziario, sia stata l'avidità a provocare la crisi. Per trovare soluzioni durature occorre trasparenza su errori e rispettive cause. Ciò è nell'interesse dello Stato, dei contribuenti e dei produttori di latte. Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. A quanto ammontano le eccedenze prodotte, che hanno dato origine agli attuali programmi di valorizzazione?</p><p>2. Quali autorizzazioni sono state rilasciate, a quale scopo e da chi?</p><p>3. Le condizioni legate a queste autorizzazioni sono state rispettate?</p><p>4. Quali conclusioni trae da questa situazione l'Ufficio federale dell'agricoltura per agire di conseguenza?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nella valorizzazione delle eccedenze di latte, il grasso in esso contenuto viene trasformato prevalentemente in burro, ragion per cui dal volume delle scorte di burro è possibile dedurre a quanto ammontano le eccedenze. Nel mese di luglio 2010, in Svizzera le scorte di burro ammontavano a 10 000 tonnellate circa, con un aumento di 7000 tonnellate circa rispetto alla media dei mesi di luglio 2005, 2006 e 2007, vale a dire prima che si manifestassero le notevoli fluttuazioni di prezzo sul mercato lattiero. Si delinea tuttavia un miglioramento della situazione sul fronte delle scorte a causa dell'aumento dei prezzi del burro sul piano mondiale. Va inoltre indicato che non in tutti i settori dell'economia lattiera svizzera esistono delle eccedenze. In quello caseario, ad esempio, vi sono diverse organizzazioni di categoria che gestiscono i quantitativi in conformità delle esigenze del mercato e la loro produzione non presenta praticamente eccedenze. </p><p>2. Il contingentamento lattiero statale è stato abolito il 30 aprile 2009. Da allora, spetta unicamente ai partner del settore lattiero determinare i quantitativi di latte prodotti. Nell'anno lattiero 2008/09 (1° maggio 2008 a 30 aprile 2009), il 90 per cento circa dei produttori aveva abbandonato anticipatamente il contingentamento affiliandosi a una delle 38 organizzazioni fuori contingentamento (OFC). Ognuna di queste disponeva di un potenziale di produzione risultante dal quantitativo di base (somma dei contingenti dei produttori al momento dell'abbandono), dai contingenti supplementari per l'acquisto di bestiame proveniente dalla regione di montagna e dai quantitativi supplementari. Nell'anno lattiero 2008/09 l'Ufficio federale dell'agricoltura (UFAG) ha dato seguito alle richieste delle OFC, concedendo loro un quantitativo supplementare pari a 123 milioni di chilogrammi di latte circa per progetti di commercializzazione. Ciò corrisponde all'incirca al 4 per cento del quantitativo di base e a un terzo in meno rispetto all'anno lattiero 2007/08. 13 domande volte a ottenere un quantitativo supplementare (tot. 31,46 milioni di chili di latte) presentate da 5 OFC sono state respinte dall'UFAG, mediante decisione, a causa della situazione completamente nuova venutasi a creare sul mercato lattiero nel 2008. Dei 9 ricorsi interposti contro tali decisioni, il Tribunale amministrativo federale (TAF) ne ha respinti 8 e accolto un ricosso concernente un quantitativo supplementare di 40000 chilogrammi. </p><p>3. Secondo lo stato dei lavori conclusivi a metà agosto 2010, nell'anno lattiero 2008/09 le OFC hanno superato complessivamente di almeno 70 milioni di chilogrammi il loro potenziale di produzione di latte. Per ciascuna di esse, l'UFAG verifica se è stato rispettato il potenziale di produzione e se i quantitativi supplementari sono stati impiegati come da progetto. L'UFAG ha accertato che dieci OFC hanno rispettato il proprio potenziale di produzione; a nove OFC ha invece concesso il diritto di audizione in relazione al superamento del potenziale di produzione, decretando successivamente misure amministrative. Il pagamento imposto a queste OFC ammonta complessivamente a 2,3 milioni di franchi circa. Tre OFC hanno già presentato ricorso contro queste decisioni presso il TAF. Per le altre 19 è in corso l'accertamento della fattispecie.</p><p>4. Sin dall'inizio, l'UFAG ha sostenuto attivamente l'istituzione dell'Interprofessione del latte svizzero (IP Latte), nella quale sono rappresentati tutti i principali attori e organizzazioni dell'economia lattiera elvetica. L'obiettivo dell'IP Latte è promuovere il valore aggiunto e le quote di mercato in Svizzera e all'estero applicando strumenti idonei. Dal mese di luglio 2009 l'UFAG pubblica l'indice dei prezzi del latte di latteria, calcolato sulla base di un metodo elaborato d'intesa con la IP Latte. Tale indice è un indicatore obiettivo dell'andamento passato dei prezzi sui mercati e un'importante base per la determinazione del prezzo indicativo dell'IP Latte per il latte di latteria. Il 17 febbraio 2010, il Consiglio federale ha dichiarato obbligatori, fino alla fine del 2010, anche per i non membri gli elementi chiave del modello a tre livelli dell'IP Latte per la gestione dei quantitativi di latte di latteria. L'applicazione del modello di gestione dei quantitativi è compito dell'IP Latte. Al fine di ridurre le elevate scorte di burro, il Consiglio federale ha inoltre decretato l'obbligatorietà generale delle tasse dei produttori lattieri fino a fine aprile 2010 e per i fabbricanti di burro dal 1° maggio a fine agosto 2010.</p>  Risposta del Consiglio federale.