<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di introdurre in Svizzera una verifica periodica degli impianti di scarico finalizzata al rispetto dei valori limite delle emissioni per tutta la durata di funzionamento dei veicoli. La verifica dovrà interessare tutti i veicoli a motore, anche quelli Euro 6/VI dotati di dispositivi di controllo elettronici.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale considera di primaria importanza il rispetto dei valori limite delle emissioni, la tutela ambientale e la salute della popolazione. I controlli periodici dei gas di scarico secondo le prassi e tecniche correnti si dimostrano tuttavia inefficaci di fronte alle manipolazioni. È anche per questo che i veicoli manomessi in circolazione già prima del 2013 non sono stati individuati nemmeno attraverso le verifiche dei gas di scarico periodiche, allora obbligatorie. I sistemi in grado di rilevare le irregolarità, implicanti un notevole dispendio di tempo e denaro, non si prestano a verifiche periodiche, ma soltanto ai controlli per l'omologazione e a quelli a campione.</p><p>È invece possibile impedire le manipolazioni effettuate dai produttori sulle automobili inasprendo le disposizioni di omologazione: un primo passo verso una normativa sulle "real driving emissions" è stato compiuto con il regolamento (UE) 2016/646 della Commissione del 20 aprile 2016 che modifica il regolamento (CE) n. 692/2008 riguardo alle emissioni dei veicoli a motore leggeri, EUR 6 (automobili e autofurgoni; GU L 109 del 26.4.2016, p. 1), che preclude le possibilità di frode finora esistenti.</p><p>Le disposizioni dell'UE sono direttamente applicabili in Svizzera tanto ai veicoli con omologazione generale CE quanto a quelli con omologazione svizzera, in quanto l'ordinanza del 19 giugno 1995 concernente le esigenze tecniche per i veicoli stradali (RS 741.41) rimanda ai suddetti regolamenti UE. Le nuove norme entreranno quindi in vigore in Svizzera in contemporanea con l'Unione europea: il 1° settembre 2017 per i nuovi tipi di auto e il 1° settembre 2019 per tutte le nuove autovetture.</p><p>Per quanto riguarda le manomissioni dei sistemi antinquinamento ad opera dei detentori di mezzi pesanti (autocarri di oltre 3,5 tonnellate), le autorità esecutive hanno intensificato i controlli, sanzionando le infrazioni e lasciando proseguire i veicoli soltanto dopo la messa a norma. Procedura, questa, che ha effettivamente comportato una riduzione dei casi di frode. Non essendo inoltre state riscontrate manipolazioni agli autocarri svizzeri o, in generale, a quelli di classe di emissione Euro VI, una manutenzione periodica del sistema antinquinamento sarebbe inutile e comporterebbe soltanto maggiori costi e relativi svantaggi competitivi per il settore dei trasporti svizzero.</p><p>L'inasprimento delle norme in materia di omologazione avrà ripercussioni positive anche sulle emissioni di particolato, che comunque non erano né sono interessate da trucchi e manomissioni dei veicoli a motore: oltre a valori limite più severi per la massa di particolato emesso, è stato introdotto anche un tetto quantitativo per le particelle molto più restrittivo.</p><p>Il Consiglio federale è pertanto convinto che reintrodurre i controlli periodici dei gas di scarico non sia la soluzione adatta a smascherare le irregolarità. Quest'approccio sarebbe inoltre in contraddizione con gli sforzi volti a ridurre l'eccesso normativo e avrebbe ripercussioni negative sull'economia.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.