<!DOCTYPE html> <html lang="it"><head><meta charset="utf-8"/></head><body><div class="WordSection1"> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable" width="658"> <tr> <td colspan="2" valign="top"> <p class="MsoNormal"> </p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><img alt="" height="38" src="http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&amp;WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&amp;WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&amp;OmnisLibrary=JURISWEB&amp;OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&amp;OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&amp;Parametername=WWWTI&amp;Schema=TI_WEB&amp;Source=&amp;Aufruf=getImage&amp;nF38_KEY=270762" width="37"/></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><img alt="" height="25" src="http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&amp;WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&amp;WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&amp;OmnisLibrary=JURISWEB&amp;OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&amp;OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&amp;Parametername=WWWTI&amp;Schema=TI_WEB&amp;Source=&amp;Aufruf=getImage&amp;nF38_KEY=270763" width="21"/></p> </td> <td valign="top"><a id="X_NOT_ACTUALIZE"></a> <p class="MsoNormal"> </p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Incarti n.<br/> </span>15.2017.101</p> <p class="MsoNormal">15.2017.103</p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Lugano</span></p> <p class="MsoNormal"><a id="IN_DATA_DECISIONE">24 luglio 2018</a></p> <p class="MsoNormal"> </p> </td> <td colspan="3" valign="top"> <p class="MsoNormal">In nome<br/> della Repubblica e Cantone<br/> Ticino</p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> <tr> <td colspan="6" valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span>La Camera di esecuzione e fallimenti </span></b></p> <p class="MsoNormal"><b><span>del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza</span></b></p> </td> </tr> <tr> <td colspan="6" valign="top"> <p class="MsoNormal"> </p> </td> </tr> <tr> <td colspan="6" valign="top"> <p class="MsoNormal"> </p> </td> </tr> <tr> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>composta dei giudici:</span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Jaques, presidente</span></p> <p class="MsoNormal"><span>Walser e Grisanti</span></p> </td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>vicecancelliere:</span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Cassina</span></p> </td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>statuendo sui ricorsi interposti rispettivamente il 4 e il 6 dicembre 2017 da</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable" width="638"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span> </span></b></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> <b> RI 1</b> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>__________. RI 2, __________</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> </tr> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>contro</span></p> </td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>l’operato dell’<b>Ufficio di esecuzione di Lugano</b>, o meglio contro l’emissione dei precetti esecutivi avvenuta il 28 novembre 2017 nelle esecuzioni n. __________ e 2498166 promosse nei confronti rispettivamente della prima e del secondo ricorrente dalla</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable" width="656"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span>PI 1</span></b><span>, __________</span></p> <p class="MsoNormal"><span>(patrocinata dall’__________ RA 1, __________)</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> </tr> </table> <p class="R1"><span>ritenuto</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><b><span>in fatto:</span></b><span> </span><b><span>A.</span></b><span> </span><span>Come richiesto dalla PI 1</span><span>, il 28 novembre 2017 l’Ufficio </span><span>esecuzione (UE) di Lugano ha emesso nei confronti dell’avv. RI 1</span><span> il precetto esecutivo (PE) n. __________ e contro l’__________ RI 2 il PE n. __________, ciascuno per l’incasso di fr. 200'000.– oltre agli interessi del 5% dal 10 maggio 2011, men­zionando quale titolo o motivo dei crediti i </span><i><span>“danni morali, lesioni al credito, spese legali, spese generali cagionate da ingiuste esecuzioni”</span></i><span> e quali debitori solidali i due avvocati.</span></p> <p class="R1"><span> <b>B.</b> Dopo aver interposto opposizione, con ricorsi rispettivamente </span><span>del </span><span>4 e 6 dicembre 2017 gli avv. RI 1 ed RI 2</span><span> si aggravano contro il rispettivo PE, chiedendo</span><span> a questa Camera di dichiararlo nullo e di ordinare all’UE di registrarne la nullità nel suo registro.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>C.</b> Con osservazioni del 15 dicembre 2017 la PI 1 si è opposta a entrambi i ricorsi, mentre l’UE si è rimesso al giudizio della Camera.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span>Considerato</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><b><span>in diritto: 1.</span></b><span> Interposti all’autorità di vigilanza cantonale – nel Canton Ticino la Camera esecuzione e fallimenti (CEF)</span><span> del Tribunale d’appello</span><span> (art. 3 LPR) – entro 10 giorni dalla notifica degli atti impugnati avvenuta il 4 e il 6 dicembre 2017, i ricorsi sono in linea di principio ricevibili (art. 17 LEF). </span>Vertendo sulla stessa fattispecie, le due procedure di ricorso in oggetto possono essere congiunte (art. 5 cpv. 1 LPR e 51 LPamm), pur conservando la loro individualità nel senso che i dispositivi restano separati e possono essere impugnati anche singolarmente.</p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>2.</b> I ricorrenti espongono che nel 2010 l’avv. RI 1 ha assunto il patrocinio di tale PI 2, dipendente della PI 1, che era stato vittima il 3 maggio 2010 di un grave incidente durante l’esecuzione di lavori su un tetto. Al riguardo il Ministero pubblico aveva aperto un procedimento penale d’ufficio per lesioni gravi a carico del collega della vittima e successivamente a carico dell’amministratore unico della PI 1, del responsabile della ditta che aveva montato il ponteggio per accedere al tetto e del responsabile della direzione lavori. L’avv. RI 1 si era pertanto costituita, a nome e per conto del cliente, accusatore privato nel procedimento penale. Il 5 settembre 2011 il Procuratore pubblico l’aveva nominata patrocinatrice d’ufficio di PI 2, che veniva nel contempo ammesso al beneficio del gratuito patrocinio.</span></p> <p class="R1"><span> A detta dei ricorrenti, al fine di salvaguardare i termini di prescrizione delle azioni civili da eventualmente intentare nei confronti di coloro che sarebbero risultati essere responsabili dei danni </span><span>causati al proprio cliente, con domanda di esecuzione del 29 apri­le</span><span> 2011 l’avv. RI 1 ha escusso la PI 1. Sempre allo stesso scopo, il 19 aprile 2012, il 9 aprile 2013, il 7 aprile 2014 e il 16 aprile 2015 l’avv. RI 2, che nel frattempo aveva assunto il mandato di patrocinio di __________ che l’avv. RI 1 aveva rimesso il 12 aprile 2012, ha fatto emettere ulteriori precetti esecutivi nei confronti della PI 1.</span></p> <p class="R1"><span> Il 17 febbraio 2016, ricordano i ricorrenti, la PI 1 ha sottoscritto una dichiarazione di rinuncia a sollevare l’eccezione di prescrizione nei confronti di PI 2 e a seguito di ciò la nuova collaboratrice dell’avv. RI 2 ha chiesto all’UE la can­cellazione dei PE fatti spiccare contro la PI 1.</span></p> <p class="R1"><span> A mente dei ricorrenti le esecuzioni avviate nei loro confronti sono manifestamente abusive e perseguono scopi che non hanno </span><span>la minima relazione con l’istituto dell’esecuzione. La PI 1, nel</span><span> procedere contro persone che non possono essere in alcun caso </span><span>sue debitrici, non ha come scopo quello d’incassare il proprio cre­dito,</span><span> ma quello di angariarle e danneggiarle per mera ed esclusiva ritorsione. Infatti, sostengono i ricorrenti, le esecuzioni fatte spiccare nei confronti della PI 1 non erano </span><i><span>“ingiuste”</span></i><span> poiché indotte dall’esigenza d’interrompere la prescrizione. Conferma di ciò è il fatto che quando la PI 1 ha sottoscritto la dichiarazione di rinuncia a sollevare l’eccezione di prescrizione, i precetti sono stati cancellati. I ricorrenti ritengono di avere funto da semplici rappresentanti legali di __________, i cui diritti an­davano tutelati. Il carattere manifestamente abusivo dell’esecu­zione è anche desumibile, secondo loro, dalla pretesa </span><span>solidarietà tra di essi, che l’escutente non ha esteso a colui per il quale i legali hanno promosso esecuzione (PI 2).</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>3.</b> </span><span>Da parte sua, la resistente argomenta che l’UE e l’autorità di vigilanza non sono competenti per decidere se una pretesa dedotta in esecuzione esiste o meno, la relativa decisione spettando unicamente al giudice del merito. Secondo la PI 1, PI 2 ha finto di essere stato vittima di un incidente sul lavoro con conseguente paraplegia, sicché i precetti esecutivi spiccati contro i suoi patrocinatori </span><span>sono solo il legittimo preludio all’azione di risarcimento danni ch’essa promuoverà contro __________ e tutti coloro che gli hanno prestato assistenza per ottenere vantaggi economici indebiti, invocando la chiaramente inesistente paraplegia.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>4.</b> </span>La legge federale sulla esecuzione e sul fallimento (LEF) permette l’inoltro di una procedura esecutiva senza che il procedente abbia a dimostrare l’esistenza della propria pretesa. Un precetto esecutivo può essere fatto spiccare contro chiunque, indipendentemente dalla reale esistenza del credito (sentenza 5A.476/2008 del 7 agosto 2009 consid. 4.1; DTF 113 III 2 consid. 2/b; 125 III 149 consid. 2/a). Non spetta né all’ufficio d’ese­­cuzione né all’autorità di vigilanza di decidere sulla fondatezza della pretesa dedotta in esecuzione (DTF 140 III 483 consid. 2.3.1). Tuttavia, è nulla l<span>’esecuzione </span><i><span>manifestamente</span></i><span> abusiva, ossia che persegue scopi che non hanno la minima relazione con l’istituto dell’esecuzione, in specie per </span>angariare deliberatamente l’escusso o per frivolezza<span> (</span>sentenza 5A.476/2008 precitata, consid. <span>4.2; DTF 115 III 21, consid. 3/b; <span>Gilliéron</span>, Commentaire de la LP, vol. </span><span>I, 1999, n. 36 ad art. 8<i>a</i> LEF). L’ufficio d’ese­­cuzione non può – e non deve – sostituirsi al giudice, potendo intervenire solo in casi “del tutto eccezionali”, senza facoltà d’inda­­gare sull’origine del credito (</span>DTF<span> 115 III 21, consid. 3/b e 3/c) e neppure su presunti tentativi dell’escusso di porre il proprio patrimonio al riparo di pignoramenti con atti revocabili giusta gli art. 285 segg. LEF (sentenza del Tribunale federale 5A_471/2013 del 17 marzo 2014, consid. 3.2.2).</span></p> <p class="R1"> <b>4.1</b> Per il fatto che il precetto esecutivo viene emesso senza esame della pretesa dedotta in esecuzione e che l’escusso dispone di mezzi di diritto per difendere i propri interessi (art. 85, 85<i>a</i> e 86 LEF; azione di accertamento dell’inesistenza di un credito: DTF<span> 125 III 149 ss.</span>), l’abuso di diritto manifesto (art. 2 cpv. 2 CC) è praticamente escluso (DTF 113 III 4 e 102 III 5), a meno che il creditore persegua in modo evidente altri fini che non l’incasso di un credito, ad esempio quando promuova diverse esecuzioni fondate sulla stessa causale e per importi elevati senza mai chiedere il rigetto dell’opposizione né l’accertamento giudiziario del credito, porti offesa al credito o alla reputazione dell’escusso per mezzo di ripetute esecuzioni vessatorie oppure riconosca, davanti all’ufficio d’esecuzione o all’escusso stesso, che non sta procedendo nei confronti del vero debitore (sentenza del Tribunale federale 5A_595/2012 del 24 ottobre 2012; SJ 2013 I 190, consid. 4). È pure abusivo l’avvio di un’esecuzione che contraddice le aspettative che l’escusso poteva legittimamente fondare sul comportamento adottato in precedenza dall’escutente (<i><span>venire contra factum proprium</span></i>, DTF 140 III 483 consid. 2.3.2-2.3.3). La censura di abuso di diritto è pertanto ricevibile qualora sia diretta contro l’uso stesso dei mezzi offerti dal diritto esecutivo e non contro la pretesa litigiosa in sé (sentenza del Tribunale federale 5A_768/2014 del 2 novembre 2015 consid. 4.3.2; BlSchK 2012, 173, consid. 3.1; SJ 2013 I 190, consid. 4; sentenza della <span>CEF </span>15.2016.108 del 10 maggio 2017, consid. 3).</p> <p class="R1"><b> 4.2</b> L<span>’ufficio d’esecuzione è competente per accertare d’ufficio la nullità dei precetti esecutivi ove siano manifestamente abusivi (art. 22 cpv. 2 LEF). Tale competenza spetta anche all’autorità di vigilanza (art. 22 cpv. 1 LEF), pure nei casi in cui il carattere manifesto dell’abuso diventa riconoscibile solo in sede di ricorso (DTF 140 III 484 consid. 2.4; sentenza CEF 15.2014.103/124 del 12 febbraio 2015, consid. 6.1).</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"> <b>5.</b> Nel caso specifico la PI 1 pretende di vantare nei confronti non solo di PI 2, ma pure dei suoi patrocinatori qui ricorrenti una pretesa per <i><span>“danni morali, lesioni al credito, spese legali, spese generali cagionate da ingiuste esecuzioni”</span></i><span> </span><span>(doc. O). </span><span>Ritiene, infatti, gli avv. RI 1 e RI 2 personalmente responsabili di quel pregiudizio per avere </span><span>prestato assistenza al loro cliente onde ottenere vantaggi economici indebiti, invocando una paraplegia a suo dire inesistente.</span><span> L</span>e esecuzioni impugnate risultano così dirette contro persone che l’escutente considera <span>effettivamente debitrici e fondata su motivi apparentemente non estra­nei</span> all<span>’istituto dell’esecuzione, </span>che né l’UE né la Camera sono abilitati a sindacare.</p> <p class="R1"> Per giustificare il carattere a loro dire manifestamente abusivo del precetto esecutivo i ricorrenti si limitano a sollevare mere questioni di merito, che riguardano il credito posto in esecuzione (fondatezza delle esecuzioni promosse contro la PI 1, qualità di debitore, solidarietà) e non l’uso stesso dei mezzi offerti dal diritto esecutivo. Orbene, come esposto in precedenza, non spetta né all’UE né a questa Camera esaminare la fondatezza della pretesa invocata dall’escutente. Del resto, neppure emergono dagli atti concreti indizi per ritenere che l’esecuzione abbia carattere manifestamente abusivo o che il comportamento dell’e­scutente sia contraddittorio. Di fronte a due unici precetti esecutivi emessi in tempi recenti – sicché non si può d’acchito escludere che la procedente prosegua le esecuzioni – per un motivo non manifestamente estraneo all’istituto dell’esecuzione (incasso del credito <span>per risarcimento danni causati da atto illecito</span>) non appaiono realizzati i requisiti eccezionali che giurisprudenza e dottrina impongono perché sia dato un chiaro abuso di diritto. La censura si rivela pertanto infondata.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> <b>6.</b> D’altronde, il solo fatto che i ricorrenti abbiano agito a nome e per conto del cliente PI 2 non costituisce in sé un motivo giustificativo generale che escluda ogni loro responsabilità personale (<span>Fellmann</span>, Anwaltsrecht, Berna 2010, n. 1388; sentenza della CEF 15.2013 del 25 giugno 2013, consid. 3). <span>In considerazione del domicilio all’estero di __________, sulla cui solvibilità peraltro nulla è dato di sapere, neppure può desumersi un manifesto abuso di diritto dal fatto che PI 1 proceda in via esecutiva indicando quali debitori solidali unicamente i patrocinatori di __________ e non anche quest’ultimo. Da quanto precede discende l’infondatezza dei ricorsi</span>.</p> <p class="R1"> <b>7.</b> In attesa dell’entrata in vigore – verosimilmente il prossimo anno con la revisione della OTLEF <span>(www.bj.admin.ch/bj/fr/home/aktuell/news/ 2018/ref_2018-04-11.html)</span> – <span>della modifica legislativa adottata il 16 di­cembre</span> 2016 sulla scorta dell’iniziativa parlamentare Abate (FF 2016 8631), che istituisce una procedura volta a sospendere la comunicazione a terzi di esecuzioni ingiustificate (nuova lett. d all’art. 8<i>a </i>cpv. 3 LEF), rimane la possibilità per i ricorrenti di fare accertare giudizialmente l’inesistenza del credito posto in esecuzione, fermo restando che per quanto attiene alla fissazione <span>della tassa di giustizia e del relativo anticipo, nel caso di manifesta sproporzione tra il valore, la natura e la complessità della causa </span><span>e i </span><span>limiti della legge sulla tariffa giudiziaria (LTG, RL 3.1.1.5), l’autorità </span>competente può derogare a quei limiti (art. 2 cpv. 2 LTG).</p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"> <b>8.</b> <span>Per legge </span><span>non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 20<i>a</i> cpv. 2 n. 5 LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF </span>[<span>RS 281.35</span>]<span>).</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span>Per questi motivi,</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><b><span>pronuncia: 1.</span></b><span> Il ricorso di RI 1 è respinto.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>2.</b> Il ricorso di PA 1 è respinto.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>3.</b> </span><span>Non si prelevano spese né si assegnano indennità.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><b><span> 4.</span></b><span> Notificazione a:</span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="R1"><span> </span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>– ;</span></p> <p class="MsoNormal"><span>– avv. </span></p> <p class="MsoNormal"><span>– , , .</span></p> </td> </tr> <tr> <td valign="top"> <p class="R1"><span> </span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> </tr> </table> <p class="R1"><span> Comunicazione all’Ufficio di esecuzione, Lugano.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><b><span>Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello</span></b></p> <p class="MsoNormal"><span>Il presidente Il vicecancelliere</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><b><span>Rimedi giuridici</span></b></p> <p class="MsoNormal"><span>Contro la presente decisione è possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro dieci giorni dalla notificazione, ridotti a cinque ove la decisione impugnata sia stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione cambiaria (art. 74 cpv. 2 lett. c, 100 cpv. 2 lett. a e cpv. 3 lett. a LTF). Il termine non è sospeso durante le ferie giudiziarie nei casi previsti all’art. 46 cpv. 2 LTF.</span></p> </div></body></html>