<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è preoccupato dall'attuale evoluzione congiunturale, che non ritiene affatto soddisfacente.</p><p>Contrariamente a quanto accadeva talvolta in passato quando si decidevano programmi d'investimento, attualmente il settore dell'edilizia non è quello che si trova in maggior difficoltà. Infatti, la maggior parte delle branche dell'industria manifatturiera e dei servizi conoscono oggi tassi di disoccupazione piú elevati che nell'edilizia.</p><p>Diversi fattori possono aver contribuito al deterioramento dell'attività economica. Occorre beninteso rammentare, a tale proposito, l'esplosione della bolla speculativa in particolare sui valori della nuova economia, l'investimento eccessivo nelle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC), l'impatto negativo sulla fiducia esercitato dagli attentati dell'11 settembre 2001 e dalle rivelazioni legate alle pratiche della contabilità creativa. Il calo del corso delle azioni ha aumentato i problemi di finanziamento delle economie domestiche e delle aziende. A ciò è venuto ad aggiungersi il degrado della situazione geopolitica provocato dalla guerra in Iraq.</p><p>Il gruppo di esperti della Confederazione in materia di previsioni congiunturali prevede una crescita per il 2004. Il miglioramento della congiuntura atteso per l'anno prossimo si basa ovviamente sull'ipotesi che non si verifichino contraccolpi negativi dal profilo dell'offerta o della domanda.</p><p>Tenendo conto della situazione e delle prospettive, il Consiglio federale è d'avviso che un bonus agli investimenti non sia ragionevole. L'opinione del Consiglio federale si basa da una parte, sull'orientamento generale espansivo della politica budgetaria e, dall'altro, sull'effetto moltiplicatore piuttosto debole dei programmi d'investimento in una piccola economia aperta come quella svizzera. Questi due argomenti sono sviluppati piú dettagliatamente qui di seguito.</p><p>L'orientamento della politica macroeconomica è di tipo espansivo. </p><p>Da un lato la Banca nazionale svizzera (BNS) ha abbassato, a partire dal marzo 2001, complessivamente di 325 punti di base la fascia di fluttuazione del Libor a tre mesi. Il 6 marzo scorso, la BNS ha deciso di abbassare di 0,5 punti la fascia di fluttuazione del Libor a tre mesi (che è passato da 0% a 0,75%). La BNS ha annunciato la propria intenzione di mantenere il Libor a tre mesi nella zona inferiore della nuova fascia di fluttuazione, vale a dire attorno allo 0,25%. Le ripercussioni negative sull'evoluzione dell'economia svizzera delle persistenti incertezze economiche e politiche a livello mondiale come pure la volontà della BNS di bloccare un indurimento, dovuto a una rivalutazione del franco, delle condizioni monetarie sono state invocate quali motivi della riduzione dei tassi di riferimento. </p><p>Per quanto concerne la minaccia di deflazione menzionata nella motivazione del postulato, il Consiglio federale condivide l'analisi della BNS - comunicata in occasione della Conferenza stampa semestrale dello scorso 13 giugno 2003 - vale a dire che tale rischio è debole. L'ultima previsione d'inflazione della BNS anticipa piuttosto un leggero aumento del rincaro a medio termine. Se non è escluso che vengano registrati tassi annuali d'inflazione negativi durante alcuni mesi, una vera e propria spirale deflazionista durevole, che genererebbe una forte diminuzione della domanda di beni e della produzione, è tuttavia assai improbabile fintantoché il franco non subirà una netta rivalutazione. Da parte sua la BNS ha confermato a più riprese l'intenzione di lottare in futuro anche contro un indurimento delle condizioni monetarie che sarebbe causato da una forte rivalutazione del franco nei confronti dell'euro.</p><p>D'altro lato la politica budgetaria è stata e resta in fase di espansione. Le finanze consolidate delle amministrazioni pubbliche e della sicurezza sociale obbligatoria - che sono determinanti in un'ottica macroeconomica - sono passate da un'eccedenza record di 10,6 miliardi di franchi, nel 2000, a un deficit atteso di 7,9 miliardi per quest'anno. Per i prossimi anni occorre riconoscere che non si può escludere l'ipotesi che la politica budgetaria diventi gradualmente meno accondiscendente. Prima o poi, e non soltanto a livello federale (misure di sgravio 2003) è probabile che verranno presi provvedimenti allo scopo di ridurre i deficit strutturali. Tuttavia non occorrerà parlare di politica pro-ciclica se ciò coincide con la fase dell'attesa ripresa economica.</p><p>Gli stabilizzatori automatici hanno svolto il loro ruolo sia dal lato degli introiti che da quello delle spese. La revisione della legge sull'assicurazione contro la disoccupazione ha inoltre apportato un importante elemento di stabilizzazione automatica. Le disposizioni della nuova legge prevedono che i mutui accordati dalla Confederazione all'assicurazione contro la disoccupazione non siano più registrati nel conto finanziario, ma nel bilancio, ciò che permette di evitare di dover reagire all'aumento delle spese dell'assicurazione contro la disoccupazione effettuando tagli ad altre rubriche di spesa. A tale proposito occorre inoltre rammentare che l'approvazione da parte del popolo della 3 revisione dell'assicurazione contro la disoccupazione, il 24 novembre 2002, ha permesso al Consiglio federale di ridurre di mezzo punto percentuale i contributi salariali all'assicurazione contro la disoccupazione dal 1° gennaio 2003 per stimolare la congiuntura. Nel 2003 questa misura libera, per le economie domestiche e le aziende, disponibilità equivalenti a un importo cumulato di 1,25 miliardi di franchi, ciò che contribuirà a rendere dinamici il consumo e gli investimenti. Un'altra riduzione di mezzo punto percentuale e il prelievo del contributo di solidarietà sono previsti per l'inizio del 2004, ciò che consentirà di sgravare le finanze delle economie domestiche e delle aziende per un ammontare di circa 1,5 miliardi di franchi.</p><p>Il pacchetto di misure di risanamento 2003 comincerà a esercitare gradualmente i suoi effetti a partire dal 2004, ma otterrà completamente il suo scopo soltanto nel 2006. Ammesso che la ripresa si verifichi effettivamente, la politica budgetaria discrezionale resterà anticiclica. </p><p>In tal senso il Consiglio federale ricorda di aver approvato, il 2 luglio scorso, il messaggio relativo al programma di sgravi budgetari 2003 (PSB 03), che propone di derogare al freno all'indebitamento aumentando temporaneamente il tetto massimo delle spese. </p><p>È vero che, a causa della struttura stessa delle finanze federali, occorrerà praticare diversi tagli fino al livello dei contributi agli investimenti e degli investimenti stessi della Confederazione. In diversi casi, tuttavia, soltanto i tassi di crescita diminuiranno, di modo che il livello delle spese non sarà inferiore a quello dell'anno precedente. Unicamente l'incremento delle spese sarà rallentato. I problemi di delimitazione degli investimenti nel conto finanziario comportano inoltre una sottovalutazione della crescita delle spese d'investimento. Per di più, una parte dei tagli previsti riguarda alcuni investimenti pubblici che contribuiscono, in misura più modesta rispetto ad altri, al potenziale di produzione dell'economia privata e alla crescita economica. </p><p>Non bisogna infine dimenticare l'esperienza del programma d'investimento del 1997, che non aveva avuto gli effetti auspicati sull'economia in generale. Rammentiamo che, al fine di valutare gli effetti congiunturali del programma d'investimento del 1997 nel suo complesso, il Centro di ricerche congiunturali (KOF) del Politecnico federale di Zurigo (PFZ) ha realizzato una simulazione utilizzando il suo modello macroeconomico. Dalla simulazione del KOF/PFZ risulta in particolare che gli effetti positivi di tale programma sono stati raggiunti soltanto in parte a causa della propensione relativamente accentuata a importare da parte dell'economia svizzera. Nella pratica, l'esperienza dei programmi di rilancio attuati in passato insegna che talvolta possono insorgere effetti collaterali (progetti che sarebbero stati realizzati durante questo periodo anche senza aiuto federale) ed effetti strutturali indesiderati (p. es. mantenimento di strutture e di aziende non valide a medio e a lungo termine). Tenuto conto del tempo necessario per ideare e realizzare, ad esempio, un bonus d'investimento - rammentiamo che la concezione dell'ultimo bonus d'investimento è cominciata nel 1996 e che la sua realizzazione si è conclusa a metà del 1999 -, il rischio di incentivi prociclico è veramente reale. Inoltre sarebbe erroneo annunciare in anticipo misure congiunturali discrezionali. Un tale annuncio rischierebbe di accentuare la tendenza attuale al calo degli investimenti inducendo gli ambienti economici a differire i loro programmi d'investimento per approfittare di provvedimenti attuati dai poteri pubblici. Ovviamente il Consiglio federale continuerà a seguire attentamente la situazione e riesaminerà costantemente la misura nella quale si riflette la sua politica congiunturale.</p><p>Il Consiglio federale ritiene tuttavia che occorra proseguire gli sforzi nella prospettiva di rafforzare il potenziale di crescita e la produttività del lavoro. Un potenziale di crescita più elevato e mercati più flessibili permettono infatti di assorbire meglio le fasi di debolezza congiunturale. Il Consiglio federale ha preso atto in gennaio dei risultati del Gruppo di lavoro interdipartimentale in materia di crescita. Nell'ambito delle deliberazioni relative al programma di legislatura 2003-2007, esso deciderà in merito alle misure che occorre adottare. In particolare rivestiranno un'importanza notevole le questioni del rafforzamento della competitività, della stabilizzazione della quota-parte dello Stato e di un sistema fiscale favorevole alla crescita. I progressi realizzati in questa direzione costituiranno la garanzia di una crescita durevole dei redditi e dell'occupazione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.