<!DOCTYPE html> <html lang="it"><head><meta charset="utf-8"/></head><body><div class="Section1"> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td colspan="2" valign="top"> <p class="MsoNormal"> </p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><img alt="" height="5" src="http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&amp;WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&amp;WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&amp;OmnisLibrary=JURISWEB&amp;OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&amp;OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&amp;Parametername=WWWTI&amp;Schema=TI_WEB&amp;Source=&amp;Aufruf=getImage&amp;nF38_KEY=2471" width="3"/></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><img alt="" height="24" src="http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&amp;WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&amp;WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&amp;OmnisLibrary=JURISWEB&amp;OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&amp;OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&amp;Parametername=WWWTI&amp;Schema=TI_WEB&amp;Source=&amp;Aufruf=getImage&amp;nF38_KEY=2472" width="21"/></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"> </p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Incarto n.<br/> </span><a id="IN_NUMERO">12.97.00052</a></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><a id="ID_LUOGO"><span>Lugano</span></a></p> <p class="MsoNormal"><a id="IN_DATA_DECISIONE">28 aprile 1997</a>/fb</p> <p class="MsoNormal"> </p> </td> <td colspan="3" valign="top"> <p class="MsoNormal">In nome<br/> della Repubblica e Cantone<br/> del Ticino</p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> <tr> <td colspan="6" valign="top"> <p class="MsoNormal"><a id="IN_ISTANZA_SPEC"><b><span>La seconda Camera civile del Tribunale d'appello</span></b></a></p> </td> </tr> <tr> <td colspan="6" valign="top"> <p class="MsoNormal"> </p> </td> </tr> <tr> <td colspan="6" valign="top"> <p class="MsoNormal"> </p> </td> </tr> <tr> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>composta dei giudici:</span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Cocchi, presidente <br/> Chiesa e Zali</span></p> </td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>segretario:</span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Petrini</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>sedente per statuire nella causa a procedura accelerata -</span><span>inc. no. EF.96.03328</span><span> della Pretura del distretto di Lugano, Sezione 5- promossa con petizione 18 ottobre 1996 da</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span>__________</span></b></p> <p class="MsoNormal"><span>rappr. dallo Studio legale __________</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> </tr> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>contro</span></p> </td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span> </span></b></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span>Comune di __________</span></b></p> <p class="MsoNormal"><span>rappr. dal __________</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> </tr> </table> <p class="R1"> </p> <p class="R1">intesa a contestare la graduatoria del fallimento della società __________ in liquidazione, __________, ed in particolare l’elenco oneri relativo alla part. no. __________ RFD di __________, di proprietà della fallita;</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1">chiedente, in accoglimento della petizione, lo stralcio dall’elenco oneri dei crediti al beneficio dell’ipoteca legale vantati dal Comune di __________ per imposte comunali relative agli anni 1988 e 1991-1993 pari a complessivi fr. 59’406.25, nonché per tassa di canalizzazione e tassa d’uso 1992 di fr. 1’430.-;</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1">domande avversate dal convenuto, che ha tuttavia ridotto a fr. 17’754.70 i suoi crediti per imposte comunali e per tassa di canalizzazione, e sulle quali il Pretore con sentenza 17 febbraio 1997 si è così pronunciato:</p> <p class="R1"><b><i><span>1.</span></i></b><i><span> La petizione è parzialmente accolta.</span></i></p> <p class="R1"><b><i><span>§</span></i></b><i><span> L’elenco oneri speciale del 9 ottobre 1996 relativo alla part. __________ RFD di __________ deposto come parte integrante della graduatoria del fallimento della __________ in liquidazione è modificato nel senso che il credito d’imposta insinuato dal Comune di __________ per l’anno 1988 per fr. 4’122.50 va registrato pro memoria (art. 63 cpv. 1 RUF), mentre i crediti d’imposta per gli anni 1991-1992-1993 vengono stralciati.</span></i></p> <p class="R1"><b><i><span>2.</span></i></b><i><span> La tassa di giustizia in fr. 550.- da anticipare dall’attrice rimangono a suo carico per 1/5, mentre i restanti 4/5 sono a carico della parte convenuta, con l’obbligo di rifondere alla controparte fr. 750.- a titolo di ripetibili.</span></i></p> <p class="R1"> </p> <p class="R1">Appellante la parte convenuta, che con atto di appello 3 marzo 1997 chiede la riforma del querelato giudizio nel senso che il credito di fr. 16’324.70 relativo alle imposte comunali venga mantenuto nell’elenco oneri o in subordine che lo sia almeno quello relativo al 1988 mentre gli altri importi potevano esservi annotati pro memoria ai sensi dell’art. __________ RUF; il tutto, protestando spese e ripetibili di entrambe le sedi;</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1">mentre l’attrice con osservazioni 26 marzo 1997 ha postulato la reiezione del gravame con protesta di spese e di ripetibili.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1">Letti ed esaminati gli atti ed i documenti prodotti,</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1">ritenuto</p> <p class="MsoNormal"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"><b>in fatto</b></p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"><b> A. </b>Nell’ambito del fallimento della __________ in liquidazione, __________, decretato il 28 luglio 1992, la __________ n in Nachlassliquidation ha notificato all’UEF di Lugano un credito di complessivi fr. 3’949’258.90 oltre interessi correnti garantito tra l’altro da una cartella ipotecaria di III grado gravante per nominali fr. 2’800’000.- la particella N. __________ RFD di __________ di proprietà della fallita (doc. C). A sua volta, il Comune di __________ nella medesima procedura ha insinuato, tra l’altro, tutta una serie di crediti per imposte comunali e per tassa di canalizzazione e tassa d’uso, a suo dire al beneficio dell’ipoteca legale di cui all’art. 836 CCS, 183 LAC e 229 vLT, per complessivi fr. 60’836.25 (doc. 4 e 10).</p> <p class="R1"> Tutti questi crediti, insieme ad altri, sono stati iscritti dall’UEF di Lugano nell’elenco oneri annesso alla graduatoria del 9 ottobre 1996 (doc. D-E).</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"><b> B. </b>Ritenendo ingiustificata l’iscrizione nell’elenco oneri dei crediti insinuati dal Comune di __________, il 18 ottobre 1996 la __________ in Nachlassliquidation ha avviato nei confronti di quest’ultimo un’azione di contestazione dell’elenco oneri ex art. 250 LEF, con l’obiettivo di far depennare i relativi crediti di fr. 60’836.25.</p> <p class="R1"> In particolare, con la petizione l’attrice ha contestato che i crediti d’imposta insinuati dal convenuto potessero essere posti al beneficio dell’ipoteca legale: il Comune non aveva infatti prodotto le decisioni definitive di tassazione, che erano la premessa per la validità dell’ipoteca legale, né tantomeno i conteggi dell’ipoteca legale allestiti in forza dell’art. 229 vLT; non era oltretutto provato che i crediti vantati dall’ente pubblico, definiti genericamente “imposte comunali”, avessero una relazione particolare con il fondo .</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"><b> C. </b>Con risposta 12 novembre 1996, il Comune di __________, dopo aver preliminarmente ridotto a fr. 17’754.70 i suoi crediti per imposte immobiliari comunali e per tassa di canalizzazione, ha affermato che, a suo parere, le premesse per la costituzione dell’ipoteca legale erano senz’altro date.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"><b> D. </b>Con sentenza 17 febbraio 1997 il Pretore, in parziale accoglimento della petizione, ha stralciato dall’elenco oneri i crediti relativi all’imposta comunale 1991-1993 ed ha per contro annotato pro memoria ai sensi dell’art. 63 RUF quello relativo all’imposta immobiliare 1988 di complessivi fr. 4’122.50.</p> <p class="R1"> Il giudice di prime cure ha innanzitutto ammesso che l’iscrizione nell’elenco oneri di un’ipoteca legale a favore dell’ente pubblico presupponeva l’esistenza di una tassazione definitiva nonché dei relativi conteggi per la quantificazione dell’importo al beneficio dell’ipoteca legale: in effetti soltanto decisioni amministrative cresciute in giudicato potevano essere collocate in graduatoria; per contro in presenza di tassazioni non ancora cresciute in giudicato la pretesa non poteva essere iscritta nell’elenco oneri ma poteva unicamente esservi annotata pro memoria ai sensi dell’art. 63 RUF, mentre in assenza di una decisione definitiva, non ancora emessa o comunque provvisoria, era ipotizzabile sia una sospensione della graduatoria ex art. 59 cpv. 2 RUF sia un’annotazione pro memoria ex art. 63 RUF, quest’ultima eventualità entrando in linea di conto se l’autorità fiscale successivamente avesse almeno intimato una decisione d’imposizione suscettibile di reclamo. </p> <p class="R1"> Pacifico nel caso concreto il principio che l’imposta immobiliare comunale potesse godere del beneficio dell’ipoteca legale -siccome in connessione particolare con l’immobile- l’assenza della prova della crescita in giudicato della tassazione e del conteggio per la quantificazione non permetteva tuttavia di iscrivere nell’elenco oneri il credito relativo all’imposta immobiliare 1988, lo stesso potendo unicamente esservi annotato pro memoria ex art. 63 RUF; per quanto riguardava le imposte per gli anni 1991-1993, mancando agli atti qualsivoglia documentazione che permettesse di ritenere avviata la procedura fiscale, si imponeva il loro stralcio dall’elenco oneri.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"><b> E. </b>Con atto di appello 3 marzo 1997 il convenuto chiede la riforma del querelato giudizio nel senso che il credito di fr. 16’324.70 relativo alle imposte comunali venga mantenuto nell’elenco oneri o in subordine che lo sia almeno quello relativo al 1988 mentre gli altri importi potevano esservi annotati pro memoria ai sensi dell’art. 63 RUF; il tutto, protestando spese e ripetibili di entrambe le sedi.</p> <p class="R1"> Con riferimento alle imposte 1991-1993, l’appellante ritiene innanzitutto che il giudice di prime cure non abbia sufficientemente tenuto conto del fatto che l’ipoteca legale nasceva ope legis al momento dell’esigibilità della pretesa fiscale, indipendentemente dalla presenza di una tassazione definitiva o del conteggio che attestasse l’ammontare dell’ipoteca legale stessa; in ogni caso, la giurisprudenza della seconda Camera civile del Tribunale d’appello -influenzata da una recente sentenza del Tribunale federale (<b>DTF</b> 120 III 32), che non aveva escluso che nell’ambito di un procedimento di contestazione della graduatoria il giudice del fallimento potesse essere investito dell’esame circa l’esistenza e l’ammontare di un credito fiscale- in casi analoghi (in mancanza cioè dell’allestimento della tassazione o di una decisione di conteggio per la quantificazione) sembrava essersi orientata a permettere al giudice del fallimento di fungere concretamente da giudice fiscale. Per quanto riguardava invece l’imposta immobiliare 1988, annotata dal Pretore pro memoria, la stessa doveva essere senz’altro iscritta nell’elenco oneri: l’ente pubblico aveva infatti dichiarato nei suoi allegati di causa che il relativo conteggio era cresciuto in giudicato, per cui non era più necessaria l’apposizione del timbro di crescita in giudicato, che comunque spettava ancora al Comune stesso apporre.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"><b> F. </b>Delle osservazioni 26 marzo 1997 dell’attrice con cui si postula la reiezione del gravame protestando spese e ripetibili si dirà, se necessario, nei successivi considerandi.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1">Considerando</p> <p class="MsoNormal"> </p> <p class="MsoNormal"> </p> <p class="MsoNormal"> </p> <p class="R1"><b>in diritto</b></p> <p class="MsoNormal"> </p> <p class="R1"><b> 1. </b>L'art. 836 CCS stabilisce che le ipoteche legali determinate dalle leggi cantonali per i rapporti di diritto pubblico od altri rapporti di carattere obbligatorio generale per tutti i proprietari di fondi, non richiedono per la loro validità l'iscrizione nel registro fondiario, salvo contraria disposizione. La giurisprudenza ha già avuto modo di stabilire che questa norma lascia semplicemente sussistere i diritti di pegno legali delle legislazioni cantonali, le quali sono pertanto libere nella determinazione dell'estensione e del grado: il diritto federale impone soltanto la forma dell'ipoteca e, trattandosi di garanzie per pretese fiscali cantonali, esige che l'imposta abbia una relazione particolare con il fondo da gravare (<b>DTF</b> 110 II 237 con rif.).</p> <p class="R1"> In Ticino giusta l'art. 229 cpv. 1 vLT (cfr. art. 252 cpv. 1 LT) per il pagamento di tutte le imposte cantonali e comunali che hanno una relazione particolare con l'immobile è riconosciuta al Cantone ed ai Comuni un'ipoteca legale secondo l'art. 836 CCS (cfr. pure art. 183 LAC). Il cpv. 2 della medesima norma prevede che la relativa pretesa d'imposta è stabilita mediante conteggio da intimare per raccomandata alle parti interessate, con facoltà di reclamo all'autorità di tassazione ex art. 175 segg. vLT, nonché di ricorso alla Camera di diritto tributario del Tribunale di appello ex art. 181 segg. vLT (cfr. art. 253 cpv. 1 e 2 LT).</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> <b>2. </b>Ci si potrebbe innanzitutto chiedere se il giudice civile, cui sono demandate le azioni di contestazione della graduatoria ex art. 250 LEF, sia o meno competente a decidere su questioni di carattere fiscale, chiaramente di natura pubblicistica, come quelle che ci occupano. </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> <b>2.1</b> A questo proposito va rilevato che, con sentenza 24 marzo 1994 in re Stato del Cantone Ticino, ricorrente contro l'operato dell'autorità di vigilanza del Canton Soletta in materia LEF (<b>DTF</b> 120 III 32), il Tribunale federale ha mutato la giurisprudenza pubblicata in <b>DTF</b> 48 III 228 e di seguito ripetutamente confermata, argomentando che nel corso di una procedura fallimentare non poteva essere del tutto esclusa la possibilità di contestare l’esistenza e la misura di un credito di diritto pubblico: ciò valeva in particolare a proposito dell’ipoteca legale, giacché il fatto che un credito fosse collocato in un rango che non gli spettava poteva arrecare pregiudizio agli altri creditori. L’alta Corte ha quindi concluso che l’azione di contestazione della graduatoria doveva essere ammessa anche per i crediti di diritto pubblico e che competente a dirimere in concreto il contenzioso fosse il giudice del fallimento.</p> <p class="R1"> Questo nuovo indirizzo giurisprudenziale, peraltro già fatto proprio da questa Camera (<b>IICCA</b> 5 maggio 1994 in re S. in liq./Comune di B., 26 maggio 1994 in re G.K./S.C.T., 22 maggio 1995 in re G.M. SA/Comune di G. e lc., 27 settembre 1995 in re L.K./S.C.T., 29 agosto 1996 in re G.K./S.C.T., 4 novembre 1996 in re S. in liq./Comune di A.), trova consenziente anche parte della dottrina (<b>Fritsche/Walder</b>, Schuldbetreibung und Konkurs nach schweizerischem Recht, Vol. 2, Zurigo 1993, § 49 N. 30; <b>Zucker</b>, Das Steuerpfandrecht in den Kantonen, Zurigo 1988, p. 138; critico <b>Pedroli</b>, L'ipoteca legale per crediti d'imposta, in <b>RDAT</b> 1995/I, p. 556 segg.).</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> <b>2.2</b> La competenza formale del giudice del fallimento a statuire in un contenzioso di carattere fiscale nell’ambito di una procedura di contestazione della graduatoria -sancita dal Tribunale federale- deve tuttavia essere ben distinta dalla competenza materiale: in altre parole, se è vero che una tale contestazione deve essere considerata ricevibile in ordine e può di conseguenza essere decisa dal giudice civile, nulla è però ancora dato a sapere sulle modalità di esecuzione di tale esame.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> Questa Camera ha già avuto modo di pronunciarsi in merito alla competenza materiale del giudice del fallimento in tali vertenze (<b>IICCA</b> 22 maggio 1995 in re G.M. SA/Comune di G. e lc., 27 settembre 1995 in re L.K./S.C.T., 29 agosto 1996 in re G.K./S.C.T.), giungendo alla conclusione che nell'ambito di un'azione di contestazione dell'elenco oneri il giudice civile non era assolutamente vincolato da eventuali decisioni dell'autorità fiscale (anche quelle cresciute in giudicato; di altro parere: <b>Lorandi</b>, in <b>AJP</b> 1994 p. 1328; <b>Amonn/Gasser</b>, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 6. ed., Berna 1997, N. 49 p. 373): in effetti la circostanza che la procedura fiscale -con il suo eventuale corollario di un contenzioso di carattere amministrativo-giudiziario, da effettuarsi nelle forme stabilite dal diritto tributario- fosse terminata, pendente o neppure iniziata, se da un lato poteva senz’altro importare al debitore d’imposta (in casu: la fallita), dall’altro però non risultava in alcun modo determinante per il terzo creditore che interveniva nell’ambito dell’azione di contestazione dell’elenco oneri, tanto è vero che questi nella procedura civile di cui all’art. 250 LEF (basata, diversamente da quella fiscale, sul principio attitatorio) poteva comunque ancora contestare l’esistenza, l’ammontare ed il rango del credito insinuato dall’ente pubblico, ritenuto che spettava a quest’ultimo -in base ai principi che regolano l’onere della prova (art. 8 CC;<b> IICCA</b> 22 maggio 1995 in re G.M. SA/Comune di G. e lc., 27 settembre 1995 in re L.K./S.C.T., 29 agosto 1996 in re G.K./S.C.T., 4 novembre 1996 in re S. in liq./Comune di A.; <b>Cocchi/Trezzini</b>, CPC, ad art. 183, n. 12; <b>Brunner/Houlmann/Reutter</b>, Kollokations- und Widerspruchsklagen nach SchKG, Berna 1994, p. 129)- provare che le premesse per iscrivere in graduatoria il credito fiscale erano date. </p> <p class="R1"> Vero è che in alcune recenti sentenze, era stata indicata l’applicazione dell’art. 63 RUF da parte del giudice civile nel caso in cui la procedura fiscale fosse ancora pendente, o ancora in assenza della prova della sua effettiva crescita in giudicato (<b>IICCA</b> 5 maggio 1994 in re S. in liq./Comune di B., 26 maggio 1994 in re G.K./S.C.T., 4 novembre 1996 in re S. in liq./Comune di A.): come noto, in virtù di questa norma i crediti che formano oggetto di liti già pendenti davanti all'autorità giudiziaria al momento dell'apertura del fallimento vengono dapprima registrati nella graduatoria soltanto pro memoria, senza fare oggetto di speciale decisione da parte dell'amministrazione, precisando ai capoversi seguenti che, se il processo viene continuato, il credito sarà, a seconda dell'esito di quella procedura, cancellato o collocato definitivamente nella graduatoria (cfr. anche <b>Fritsche/Walder</b>, op. cit., ibidem). Tale indirizzo deve tuttavia essere abbandonato: in primo luogo per il fatto che la competenza ad annotare un credito pro memoria ex art. 63 RUF spetterebbe unicamente all’amministrazione del fallimento o, a seguito di un reclamo giusta l’art. 17 LEF, alla Camera di esecuzione e fallimento del Tribunale di appello quale autorità di vigilanza (cfr. <b>Lorandi/Camponovo</b>, Die Kollokation öffentlich-rechtlicher Geldforderungen im Konkurs und beim Nachlassvertrag mit Vermögensabtretung, in <b>AJP</b> 1993 p. 1476; <b>Pedroli</b>, op. cit., p. 554) -ciò che comporterebbe l’inammissibilità di un’eventuale annotazione ordinata dal Pretore o da questa Camera civile d’appello (<b>IICCA</b> 29 novembre 1993 in re G. e lc./Banca X; <b>DTF</b> 86 III 23); in secondo luogo vista la sostanziale irrilevanza della procedura fiscale per il terzo creditore, perché non vi è alcun valido motivo per derogare alla regola generale e con ciò escludere in tali circostanze la competenza materiale del giudice civile.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> <b>3. </b>Ciò premesso, mentre nella fattispecie la registrazione nell’elenco oneri della graduatoria dell’imposta immobiliare 1993 non può essere ammessa, tale imposta non essendo dovuta dalla fallita, ma rientrando invece tra i debiti della massa -l’imposta immobiliare per l’anno 1993 è infatti a carico di colui che è proprietario dell’immobile il 1.1.1993 (art. 262 cpv. 1 vLT; <b>Bottoli</b>, Lineamenti di diritto tributario ticinese, Porza 1977, p. 194)- nulla osta all’iscrizione delle imposte immobiliari 1988, 1991 e 1992: il credito fiscale è infatti scaduto (art. 217 cpv. 4 lett. d e art. 262 vLT) ed esigibile (doc. 11), mentre non è più contestato a questo stadio della lite che<b> </b>l’imposta immobiliare possa regolarmente godere del beneficio dell’ipoteca legale.</p> <p class="R1"> Quanto all’ammontare del credito fiscale dovuto -per altro nemmeno contestato-, quest’ultimo dipende dal valore di stima del fondo, atteso che per l’imposta comunale si farà capo all’aliquota dello 0.1 % (art. 264 vLT): nel caso concreto, tenuto conto che il valore di stima dell’immobile della fallita è di fr. 3’925’120.- (doc. E) l’imposta immobiliare ammonterà annualmente a fr. 3’925.10. Poiché l’appellata non ha contestato le modalità di conteggio degli interessi dovuti sull’imposta, nel presente giudizio gli stessi verranno riconosciuti così come sono stati richiesti (<b>IICCA</b> 22 maggio 1995 in re G.M. SA/Comune di G. e lc., 27 settembre 1995 in re L.K./Comune di A.).</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> L’imposta immobiliare a favore del Comune, al beneficio dell’ipoteca legale, considerati anche gli acconti versati a suo tempo sulle relative imposte (doc. 5), sarà quindi per l’anno 1988 di fr. 4’117.50 (= 3’925.10 capitale, dedotti gli acconti di fr. 558.80 (eccedenti l’imposta sul reddito di fr. 2’439.20) + 751.20 interessi), per l’anno 1991 di fr. 4’256.- (= 3’925.10 capitale + 330.90 interessi) e per l’anno 1992 di fr. 4’006.10 (= 3’925.10 capitale + 81.- interessi).</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> <b>4.</b> Ne discende, in parziale accoglimento dell’appello, che i crediti d'imposta immobiliare 1988 e 1991-1992 di complessivi fr. 12’379.60 vengono mantenuti nell’elenco oneri della graduatoria.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> <b>5. </b>La tassa di giustizia, le spese e le ripetibili di primo e secondo grado seguono la soccombenza (art. 148 CPC), ritenuto che in questa sede all’ente pubblico, parzialmente vincente e non rappresentato da un avvocato, viene riconosciuta un’equa indennità per compensare il solo dispendio di tempo (<b>Rep</b>. 1990 p. 210; <b>IICCA</b> 10 maggio 1994 in re R./C.).</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1">Per i quali motivi,</p> <p class="R1">richiamati, per le spese gli art. 148 CPC e seg. e la TG</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"><b>dichiara e pronuncia</b></p> <p class="R1"><b> </b></p> <p class="R1"><b> </b></p> <p class="R1"><b> I. </b>L'appello 3 marzo 1997 del Comune di __________ <b>è parzialmente accolto</b>.</p> <p class="R1"> Di conseguenza la sentenza 17 febbraio 1997 della Pretura del distretto di Lugano, Sezione 5, è così riformata:</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"><b><i><span>1.</span></i></b><i><span> La petizione è parzialmente accolta.</span></i></p> <p class="R1"><b><i><span>§</span></i></b><i><span> L’elenco oneri speciale del 9 ottobre 1996 relativo alla part. __________ RFD di __________ deposto come parte integrante della graduatoria del fallimento della __________ in liquidazione è modificato nel senso che i crediti d’imposta insinuati dal Comune di __________ vengono ridotti a fr. 4’117.50 per il 1988, a fr. 4’256.- per il 1991 e a fr. 4’006.10 per il 1992, mentre il credito d’imposta per l’anno 1993 viene stralciato.</span></i></p> <p class="R1"><b><i><span>2.</span></i></b><i><span> La tassa di giustizia in fr. 550.- da anticipare dall’attrice rimangono a suo carico per 1/4, mentre i restanti 3/4 sono a carico della parte convenuta, con l’obbligo di rifondere alla controparte fr. 600.- a titolo di ripetibili.</span></i></p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> <b>II. </b>Le spese della procedura d'appello, consistenti in</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> a) tassa di giustizia fr. 280.-</p> <p class="R1"> b) spese fr. 20.-</p> <p class="R1"> Totale fr. 300.-</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> da anticiparsi dall'appellante, restano a suo carico nella misura di 1/4 e per 3/4 sono poste a carico dell’appellata, che rifonderà alla controparte fr. 150.- a titolo di indennità parziale.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> <b>III. </b>Intimazione a: - __________</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> Comunicazione alla Pretura del distretto di Lugano, Sezione 5</p> <p class="R1"> </p> <p class="MsoNormal"> </p> <p class="MsoNormal"><b><span>Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello</span></b></p> <p class="MsoNormal"><span>Il presidente Il segretario</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </div></body></html>