<h2>SubmittedText<h2><p>Nel comunicato stampa del 9 giugno scorso, il Consiglio federale informava che avrebbe rinunciato a prendere misure per l'attuazione e l'osservanza dell'armonizzazione fiscale formale.</p><p>Questa decisione stupisce, soprattutto se si considera che ben 24 cantoni, quattro partiti politici e quattro associazioni mantello si erano espressi favorevolmente.</p><p>Invitiamo pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quanti cantoni e partiti devono essere favorevoli al progetto affinché il Consiglio federale prenda dei provvedimenti?</p><p>2. Ritiene che il parere espresso da alcune cerchie (ad es. da quella economica) sia più importante della chiara maggioranza emersa da questa consultazione?</p><p>3. Quali condizioni reputa necessarie per attuare un provvedimento destinato a realizzare un minimo di parità di trattamento tra i differenti contribuenti del Paese?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Secondo i risultati della procedura di consultazione pubblicati il 9 giugno 2006, le proposte volte a colmare le lacune nel controllo dell'armonizzazione fiscale formale non trovano un'approvazione incondizionata. È sì vero che i cantoni si sono espressi in larga maggioranza con 24 voti a favore del controllo dell'armonizzazione fiscale formale. L'istituzione di una commissione di controllo ha tuttavia incontrato un appoggio significativamente inferiore: 8 dei 22 cantoni di principio favorevoli hanno espresso riserve. Seppur di misura, la commissione di controllo è stata bocciata dalle associazioni mantello, dalle altre associazioni e organizzazioni nonché dai partiti politici. Gli ambienti borghesi si sono invece schierati all'unisono contro la proposta d'istituzione di una commissione di controllo.</p><p>Tenuto conto di questa situazione, non sarebbe opportuno portare avanti il progetto attuazione e osservanza dell'armonizzazione fiscale formale attraverso la creazione di una commissione di controllo. Il Consiglio federale ritiene che un progetto del genere avrebbe necessitato di un sostegno più ampio.</p><p>2. Il rapporto sulla procedura di consultazione copre l'intero spettro delle risposte pervenute durante la procedura, senza aver operata alcuna ponderazione. Pertanto tutti i gruppi (cantoni, partiti, associazioni mantello, altre associazioni e organizzazioni) sono stati considerati equamente. È però risaputo che l'esecuzione di decisioni politiche presuppone maggioranze politiche. Alla luce dei risultati della consultazione, una simile situazione maggioritaria non era data. La resistenza si era già manifestata l'8 marzo 2006, quando il Consiglio nazionale aveva respinto con 98 voti contro 77 la mozione Rey 04.3081, il cui obiettivo era, tra l'altro, l'introduzione di meccanismi di controllo per l'armonizzazione formale delle imposte dirette dei cantoni e dei comuni. Ciò evidenzia quanto siano importanti, per il destino di un progetto, le alleanze politiche durante il processo di elaborazione delle decisioni.</p><p>3. La Costituzione federale incarica la Confederazione di emanare principi per armonizzare le imposte dirette federali, cantonali e comunali (art. 129 Cost.). In considerazione di questo mandato costituzionale, il Consiglio federale ha riconosciuto la necessità di agire nell'ambito dell'armonizzazione fiscale formale e sostenuto le proposte poste in consultazione il 13 agosto 2005 inerenti all'istituzione di una commissione di controllo. Alla luce dei risultati della consultazione, ha dovuto tuttavia prendere atto che non sussistono le maggioranze politiche per poter portare a buon fine il progetto. Nella sua seduta del 9 giugno 2006 ha quindi deciso di rinunciare per il momento a intraprendere ulteriori passi per colmare la lacuna nel controllo dell'armonizzazione fiscale formale. I cantoni sono liberi di adottare proprie misure in questa direzione. Il Dipartimento federale delle finanze è disposto al colloquio. La parità di trattamento dei contribuenti sarà assicurata dagli esistenti principi costituzionali della generalità e dell'uniformità dell'imposizione, come pure dal principio dell'imposizione secondo la capacità economica (art. 127 cpv. 2 Cost.).</p>  Risposta del Consiglio federale.