<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Evoluzione e struttura delle spese dell'Ufficio federale dei rifugiati (UFR)</p><p></p><p>Influenzate dalla destabilizzazione della situazione nei Balcani alla fine degli anni 90, le spese nette dell'UFR hanno subito considerevoli aumenti oltrepassando la soglia del miliardo di franchi. L'importo record di 1'438 milioni di franchi registrato nel 1999 è stato in seguito ridotto. Cosí l'UFR ha speso nel 2000 1'261 milioni e prevede che gli esborsi netti quest'anno saranno inferiori al miliardo per stabilizzarsi a medio termine attorno ai 900 milioni. </p><p></p><p>Spese nette dell'Ufficio federale dei rifugiati, in milioni di franchi. </p><p>(conti 1997-2000, stime 2001, preventivo 2002, pianificazione finanziaria 2003-05)</p><p></p><p>Questa forte riduzione delle spese nette (12% nel 2000 e 28% nel 2001) è stata possibile grazie a una serie di misure prese dall'UFR - che nel 2000 ha ridotto l'effettivo del suo personale di 17 unità e nel 2001 di 50 unità - in collaborazione con i cantoni e le competenti organizzazioni pubbliche e private, le quali hanno parimenti ridotto le loro capacità (chiusura dei centri di prima accoglienza, riduzione di personale assistenziale, disdetta di contratti d'affitto per alloggi. Il successo del programma di ritorno in Kossovo, al quale hanno partecipato piú di 50'000 persone, è la manifestazione piú evidente dei progressi realizzati nella gestione del settore asilo. </p><p></p><p>Conseguenze dell'accettazione della mozione del gruppo UDC</p><p></p><p>Le spese dell'UFR sono essenzialmente determinate da: </p><p>- numero dei richiedenti l'asilo che entrano in Svizzera o la lasciano;</p><p>- numero delle persone sottoposte alla legislazione sull'asilo che hanno bisogno di assistenza e che soggiornano nel nostro paese (effettivo dei richiedenti l'asilo e delle persone provvisoriamente ammesse ed effettivo delle persone con statuto di rifugiato dipendenti dalla competenza della Confederazione);</p><p>- spese d'esercizio (personale, logistica, informatica, contributi a organizzazioni internazionali, informazione del pubblico). </p><p></p><p>In base al preventivo 2002, accettato dal Consiglio federale, le spese sono ripartite nel modo seguente: </p><p></p><p>Spese dipendenti dai flussi</p><p></p><p>   - di entrata</p><p>45 milioni</p><p>5%</p><p>   - di uscita</p><p>66 milioni</p><p>7%</p><p>Spese di assistenza dipendenti dagli effettivi</p><p></p><p>   - richiedenti l'asilo e persone provvisoriamente ammesse </p><p>685 milioni</p><p>71%</p><p>   - persone con statuto di rifugiato</p><p>88 milioni</p><p>9%</p><p>Spese d'esercizio </p><p>75 milioni</p><p>8%</p><p>SPESE TOTALI </p><p>959 milioni</p><p></p><p>La mozione UDC, proponendo un tetto di 750 milioni di franchi alle spese dell'UFR esige quindi una loro riduzione di almeno 150 milioni rispetto a quelle nette preventivate per l'anno 2002. Mantenendo la struttura attuale delle spese l'applicazione lineare di questa misura ridurrebbe di 12 milioni di franchi le spese di esercizio, di 18 milioni le spese dipendenti dagli arrivi e dalle partenze e di 120 milioni quelle dell'aiuto sociale ai richiedenti l'asilo e ai rifugiati.</p><p></p><p>Simili riduzioni intaccherebbero tutti i campi d'attività dell'UFR:</p><p></p><p>- Diminuire le risorse destinate alle spese d'esercizio intaccherebbe una serie di attività indispensabili per il settore dell'asilo: l'acquisizione e il trattamento delle informazioni che permettono lo svolgimento delle procedure e la rapidità di trattamento dei fascicoli non sarebbero piú pertinenti; la divisione incaricata di coadiuvare i cantoni nell'esecuzione dei rinvii, che ha già dato prova della sua efficacia, specialmente all'epoca dei rimpatri in Kossovo, subirebbe una riduzione nelle sue operazioni; la collaborazione internazionale, divenuta essenziale sul piano europeo, patirebbe anche lei di una simile decisione.</p><p></p><p>- Risparmiare sulle spese dipendenti dai flussi d'entrata e uscita delle persone avrebbe conseguenze negative poiché ridurrebbe l'efficacia della fase di registrazione e di esame preliminare delle domande d'asilo e quindi anche la rapidità nella presa di decisione dell'UFR; ciò ridurrebbe anche le risorse finanziarie destinate all'aiuto al ritorno e ai rinvii accompagnati. </p><p></p><p>- L'aiuto sociale sarebbe il campo piú toccato dalla riduzione delle spese della Confederazione. L'UFR versa contributi ai cantoni partecipando cosí alle spese che questi ultimi consentono in favore dei richiedenti l'asilo e dei rifugiati. Il Consiglio federale non sottace che una diminuzione supplementare delle somme forfetarie per l'assistenza, l'alloggio e l'accompagnamento causerebbe un aumento significativo delle spese a carico dei cantoni. Una simile decisione sarebbe contraria alla ripartizione delle responsabilità finanziarie definite nella legge sull'asilo e sarebbe un grave ostacolo alla collaborazione confederale in questo campo. </p><p></p><p>Le misure già prese e le misure previste</p><p></p><p>Dal 1994 l'UFR dispone di un modello di gestione flessibile delle risorse umane. Un gruppo di conduzione strategica, di cui sono partecipi anche rappresentanti del Dipartimento federale delle finanze, decide del reclutamento di personale supplementare, assunto con contratti di durata determinata, che svolge le proprie attività a fianco del personale permanente (attualmente un terzo dei posti dell'UFR appartiene a questa categoria). </p><p></p><p>Le misure di risparmio prese al momento dell'ultima revisione della legge sull'asilo (entrata in vigore il 1° ottobre 1999) hanno prodotto una riduzione delle spese che, per il solo anno 2000, è stata stimata a 100 milioni di franchi. Di fronte a questa situazione il gruppo di esperti della Confederazione e dei cantoni che ha preso in esame il finanziamento del sistema dell'asilo ha concluso che il raccorciamento della durata del soggiorno dei richiedenti l'asilo e la promozione di una maggiore indipendenza finanziaria dell'assistenza sociale costituiscono i soli potenziali di risparmio ancora disponibili.</p><p></p><p>In seguito alle conclusioni del gruppo di lavoro il Consiglio federale ha incaricato l'UFR di preparare una revisione della legge. Il progetto presentato prevede di mantenere in vigore l'accesso limitato e selettivo al mercato del lavoro nonché l'introduzione d'incentivi finanziari allo scopo di decidere i cantoni a rinviare entro breve termine le persone respinte. </p><p></p><p>Nel frattempo l'UFR ha introdotto misure che concernono la collaborazione con i cantoni e la sua propria organizzazione. L'UFR intende quindi incrementare l'efficacia della sua attività riducendo il periodo di soggiorno in Svizzera dei richiedenti l'asilo. Fra le piú importanti misure che l'Ufficio ha preso occorre menzionare:</p><p></p><p>- il sistema di controlling della procedura e dell'esecuzione dei rinvii che è stato frutto della collaborazione tra Confederazione e cantoni nel campo dell'esecuzione dei rinvii;</p><p></p><p>- l'unità organizzativa decentralizzata swissREPAT che coadiuva coi cantoni nel difficile compito di eseguire i rinvii;</p><p></p><p>- il progetto Duo che prevede, in parallelo con ogni centro di registrazione, la delocalizzazione di una sezione di procedura in materia d'asilo incaricata innanzitutto di trattare rapidamente le domande abusive e manifestamente infondate. </p><p></p><p>L'insieme di tutte queste misure e le nuove disposizioni previste dal progetto di legge garantiranno una conduzione coerente ed efficace del settore dell'asilo, senza mettere in causa gli obiettivi proposti dalla legge e la collaborazione tra Confederazione e cantoni. Una drastica riduzione del preventivo non avrebbe invece nessun effetto sui costi reali del sistema dell'asilo, ma sarebbe un pericolo per la realizzazione di riforme che promettono reali miglioramenti della situazione. </p><p></p><p>Conclusione</p><p></p><p>Tutti gli sforzi realizzati durante gli ultimi anni nel campo dell'asilo garantiscono la conduzione efficiente di un processo coerente, trasparente e rispettoso della legislazione svizzera e delle convenzioni internazionali. I drastici tagli finanziari proposti dalla mozione renderebbero impossibile l'analisi professionale e rapida delle domande d'asilo. Essi rimetterebbero in discussione l'appoggio dato dalla Confederazione al rinvio da parte dei cantoni dei richiedenti la cui domanda è stata respinta. Essi imporrebbero un trasferimento degli oneri finanziari dalla Confederazione ai cantoni e intaccherebbero la collaborazione confederale. Infine un indebolimento generale delle capacità di gestione del campo dell'asilo renderebbe la Svizzera una destinazione particolarmente attraente in Europa, tanto piú che il nostro paese non ha firmato gli accordi di Dublino.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.