<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di:</p><p>1. presentare in un rapporto provvedimenti nazionali e internazionali risultati efficaci contro lo stalking;</p><p>2. illustrare su questa base come dovrebbe essere impostata una strategia nazionale per arginare lo stalking in Svizzera e come potrebbe essere attuata in collaborazione con i cantoni e con gli altri attori.</p><p>Lo stalking è un problema dei nostri tempi che va preso sul serio, anche perché le nuove tecniche come gli smartphone e i media sociali hanno reso molto più facile esercitare una sorveglianza continua su una persona. Lo stalking è spesso una forma di violenza domestica, che nasce dalla gelosia di un o una ex partner e si trasforma in un comportamento di controllo e molestia sistematici. Secondo un'indagine svolta recentemente dal Servizio cristiano per la pace tra 47 000 lettori del quotidiano "20 minuti", il 2 per cento degli intervistati sorveglia il proprio o la propria partner e il 10 per cento lo farebbe volentieri se sapesse come. Lo stalking tuttavia può essere commesso anche senza che ci sia (stata) una relazione tra il persecutore e la sua vittima, a volte è rivolto contro personalità note oppure costituisce un inasprimento di episodi di mobbing nel mondo del lavoro o la reazione a un licenziamento.</p><p>Le conseguenze per le vittime sono gravi: danni psichici, peggioramento della salute generale, limitazione della libertà di movimento, isolamento sociale, paura di morire. Lo stalking, inoltre, sfocia regolarmente in reati contro la vita e l'integrità personale.</p><p>Nel suo parere in risposta alla mozione 13.3742, il Consiglio federale afferma che il diritto vigente non risolve il problema dello stalking e che è necessario riflettere su ulteriori misure sulla base dei risultati della valutazione relativa all'articolo 28b CC. Il miglioramento delle basi legali è molto importante, ma occorrono anche altri provvedimenti per sostenere le vittime di stalking e fermare i colpevoli (per esempio offerte di consulenza specifica, presa di contatto istituzionale con i persecutori).</p><p>In vari cantoni e Paesi sono state fatte molte esperienze di lotta allo stalking. Si tratta ora di trovare il modo di applicare in tutte le regioni della Svizzera i modelli che si sono dimostrati validi.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel suo parere in risposta alla mozione Fiala 13.3742, il Consiglio federale condivide l'opinione che il diritto vigente non risolva o risolva soltanto in maniera insoddisfacente i problemi di stalking. La valutazione dell'efficacia dell'articolo 28b CC in corso di svolgimento presso l'Ufficio federale di giustizia definirà più precisamente gli interventi legislativi eventualmente necessari.</p><p>L'autrice del postulato fa per altro giustamente notare che oltre a provvedimenti legislativi occorrono anche misure per sostenere le vittime e responsabilizzare i persecutori. Il Consiglio federale è quindi disposto a presentare una panoramica delle prassi nazionali e internazionali risultate efficaci, come richiesto al punto 1.</p><p>La prevenzione e la lotta allo stalking sono tuttavia di competenza dei cantoni. Al di là dei compiti legislativi, per altro già espletati con la valutazione dell'articolo 28b CC in corso, in questo contesto la Confederazione ha soltanto un ruolo subordinato. Al momento sarebbe prematuro proporre qualsivoglia misura senza tener conto dei risultati della valutazione citata e del relativo rapporto. Sembra quindi opportuno attendere di prenderne conoscenza prima di esprimersi su eventuali ulteriori passi.</p> Il Consiglio federale propone di accogliere il punto 1 (rapporto) e respingere il punto 2 (strategia nazionale) del postulato.