<h2>SubmittedText<h2><p>Nell'autunno 2007 il Parlamento ha accolto due mozioni concernenti l'allarme in caso di rapimento di minore. La prima (07.3553) incarica il Consiglio federale di adottare, d'intesa con i cantoni, tutti i provvedimenti necessari al fine di istituire quanto prima un dispositivo d'allarme rapimento analogo a quelli già esistenti negli Stati Uniti, in Canada e in Francia. La seconda (07.3554) completa il dossier chiedendo l'allestimento in tempi brevi di un sistema d'allarme MMS in caso di scomparsa di un minore in Svizzera.</p><p>Nella misura in cui il Parlamento aveva impresso a questo dossier un ritmo sostenuto, che deve essere mantenuto in sede di realizzazione, auspico che il Consiglio federale faccia il punto dell'avanzamento dei lavori concreti. In questa ottica, invito il Consiglio federale a rispondere in particolare alle domande seguenti:</p><p>1. Il Consiglio federale ha fissato, d'intesa con i cantoni, una scadenza per l'allestimento, anche progressivo, del dispositivo di allarme rapimento nel nostro Paese? In caso contrario, lo farà o può perlomeno indicare entro quali termini approssimativi il progetto potrà essere realizzato?</p><p>2. Quali sono i progressi compiuti e quali gli eventuali blocchi o le principali difficoltà incontrate?</p><p>3. Per quanto riguarda questi eventuali blocchi o difficoltà, quali sono le misure adottate e attuate dalla Confederazione per superarli? Non è possibile ispirarsi ai modelli rivelatisi efficaci all'estero per avanzare in modo relativamente rapido? In particolare, il fatto che il sistema funzioni in Stati di tipo federale come il nostro dovrebbe permettere di trarre insegnamenti utili.</p><p>4. In questo dossier, come giudica il Consiglio federale la collaborazione con i cantoni? Non sarebbe necessario prevedere una condotta politica e operativa più importante a livello nazionale?</p><p>5. Dal punto di vista operativo, il Consiglio federale prevede di estendere il campo ad altre innovazioni tecnologiche quali, ad esempio, quella volta a integrare nell'allarme un'informazione attraverso i "microblogging" (informazioni brevi e rapide destinate a numerose persone in rete o al loro cellulare)?</p><p>6. Quali sono i principali sviluppi osservati recentemente all'estero? In particolare, quali sono le prospettive della collaborazione tra la Svizzera e i Paesi limitrofi nonché con l'Unione europea, che auspica mettere in rete i diversi dispositivi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Va innanzitutto ricordato che il 3 ottobre 2007, in risposta alle mozioni 07.3553 e 07.3554 sull'allestimento di un sistema d'allarme rapimento depositate dalla Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale, il Consiglio federale ha ribadito che il perseguimento penale in caso di presunto rapimento di minori compete ai cantoni. Di conseguenza, spetta alle autorità cantonali competenti decidere come informare l'opinione pubblica.</p><p>Sulla base di quanto detto, è possibile rispondere come segue alle domande sollevate: </p><p>1. In virtù della sovranità cantonale sancita dalla Costituzione il Consiglio federale non può imporre ai cantoni una scadenza per l'allestimento, anche progressivo, di un dispositivo d'allarme rapimento nel nostro Paese. Detto ciò, in occasione dell'assemblea primaverile 2008, la Conferenza dei direttori cantonali di giustizia e di polizia (CDCGP) è stata informata sulla conclusione dei lavori della Commissione svizzera contro la criminalità (CSC) fissata per il 2010. </p><p>2. Il 20 ottobre 2007, su richiesta del segretario generale della CDCGP, l'Associazione dei capi di polizia giudiziaria dei cantoni svizzeri (ACPGS) ha steso un primo rapporto di fattibilità sull'introduzione di un sistema d'allarme rapimento in Svizzera. Dal rapporto emerge che svariati punti devono ancora essere chiariti per realizzare un sistema simile. Si tratta di punti di natura tecnica (tramite chi e quali mezzi diffondere i sistemi d'allarme rapimento?), tattica (come integrare questo sistema nello svolgimento delle indagini disciplinate a livello cantonale?), giuridica (le basi legali esistenti sono sufficienti per diffondere allarmi rapimento?), procedurale (quale autorità, e sulla base di quali criteri, è abilitata a ordinare la diffusione di allarmi rapimento?) e finanziaria (chi si assumerà i costi della realizzazione di un sistema d'allarme rapimento in Svizzera?). Per rispondere a queste domande fondamentali per la realizzazione di un progetto e per elaborare un programma di gestione è stato istituito un gruppo di lavoro sotto l'egida della CSC. La CDCGP viene informata regolarmente sullo stato dei lavori.</p><p>3. In questo contesto la difficoltà principale è riunire tutti gli attori coinvolti (Confederazione, cantoni, FFS, SSR, operatori di telecomunicazioni ecc.) Non spetta tuttavia alla Confederazione adottare misure. Per portare avanti relativamente in fretta i suoi lavori, l'ACPGS s'ispira soprattutto al modello francese ("alerte enlèvement"), ma anche alle esperienze maturate negli Stati Uniti e in Canada ("amber alert"). Fatta eccezione per la Germania e l'Italia, i Paesi contattati nel quadro dei lavori dell'ACPGS, quali l'Austria, la Grecia, il Portogallo ecc. non hanno allestito sistemi d'allarme rapimento.</p><p>4. Nel presente dossier il Consiglio federale reputa soddisfacente la collaborazione con i cantoni. Per i motivi indicati in entrata e precisati al punto 1 non è possibile prevedere una condotta politica e operativa più importante a livello nazionale. Detto ciò, la Confederazione offre un contributo concreto mettendo a disposizione del gruppo di lavoro specialisti provenienti dall'amministrazione federale.</p><p>5. È chiaro che il gruppo di lavoro incaricato di allestire un sistema d'allarme rapimento in Svizzera tiene conto delle evoluzioni tecnologiche in questo campo, ad esempio, di quella volta a integrare nell'allarme un'informazione attraverso i "microblogging" (informazioni brevi e rapide sul web destinate a numerose persone in rete o al loro cellulare).</p><p>6. Il 2 settembre 2008 il Parlamento europeo ha adottato una dichiarazione scritta che chiede agli Stati membri di attuare una cooperazione d'urgenza per ritrovare i bambini scomparsi. Mentre la probabilità di ritrovare un bambino rapito diminuisce con il passare del tempo, non esiste né un sistema d'allarme rapimento europeo, né sistemi locali o nazionali nella maggior parte dei Paesi dell'Unione europea. Di fronte all'inerzia di diversi Paesi, i deputati europei invitano quindi gli Stati membri ad allestire un sistema d'allarme per i bambini scomparsi. I parlamentari invitano anche a concludere accordi di cooperazione con tutti gli Stati limitrofi, al fine di dotarsi dei mezzi per lanciare l'allarme in modo tempestivo nei territori interessati. In questo ambito, come anche in altri settori legati alla lotta contro la criminalità, il gruppo di lavoro svizzero mira alla compatibilità con i sistemi messi in atto nei Paesi membri dell'Unione europea e in particolare con i Paesi limitrofi.</p>  Risposta del Consiglio federale.