<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di far applicare la Convenzione sui diritti del fanciullo per i minori senza statuto legale, da una parte riconoscendone formalmente la nascita - se i genitori risiedono permanentemente in Svizzera - e dall'altra parte garantendo loro l'accesso a ogni tipo di formazione, compresa quella professionale.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Ogni nascita avvenuta in Svizzera e notificata alle autorità dello stato civile deve essere documentata nel registro dello stato civile indipendentemente dallo statuto giuridico dei genitori del bambino. Non è lo statuto di soggiorno, bensì la questione dell'identità dei genitori a essere determinante per la registrazione della nascita. Il Consiglio federale si è già espresso in merito alla documentazione delle nascite in cui l'accertamento dell'identità dei genitori è problematico (postulato Vermot-Mangold 06.3861, Fanciulli senza identità in Svizzera). Il rapporto del 6 marzo 2009 adottato in tale contesto dal Consiglio federale "Documentazione della nascita di figli stranieri" (cfr. www.ufsc.admin.ch) giunge alla conclusione che esistono ampie basi legali in virtù delle quali ogni nascita in Svizzera notificata all'ufficio dello stato civile può essere documentata senza eccezione in tempo utile nel registro dello stato civile e che tali ampie basi giuridiche sono in linea con i diritti internazionali del figlio a una documentazione immediata della sua nascita. Invece, nel caso delle nascite non notificate non si può procedere alla documentazione nemmeno prevedendo ulteriori misure da parte dello Stato.</p><p>In Svizzera i bambini possono frequentare la scuola dell'obbligo indipendentemente dal loro statuto giuridico. In virtù dell'articolo 62 capoverso 2 della Costituzione federale i cantoni sono tenuti a provvedere a una sufficiente istruzione scolastica di base, accessibile a tutti i bambini, senza alcuna discriminazione. Già nelle sue "Raccomandazioni riguardanti la scolarizzazione dei bambini di lingua straniera", emanate il 24 ottobre 1991, la Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione aveva affermato il principio secondo cui tutti i bambini di lingua straniera che vivono in Svizzera vanno ammessi nelle scuole pubbliche. Il 7 settembre 2005 il Consiglio comunale della città di Zurigo ha respinto un intervento che chiedeva di sottoporre gli scolari di lingua straniera a un esame d'ammissione prima di integrarli in una classe ordinaria, di iscrivere il loro statuto di soggiorno al momento della scolarizzazione e di pubblicare tali dati. È così attuato il diritto a un'istruzione di base gratuita per tutti i bambini che vivono in Svizzera, garantito dalla Costituzione federale della Confederazione svizzera (art. 19), dalla Convezione sui diritti del fanciullo ratificata dalla Svizzera (art. 28 par. 1 lett. a) e dal Patto I dell'ONU (art. 13 par. 2 lett. a).</p><p>Per quanto concerne la formazione professionale, la revisione della legge sulla formazione professionale, entrata in vigore il 1° gennaio 2004, favorisce in modo mirato i minori di origine straniera grazie alla permeabilità prevista (art. 9 LFPr), che consente di riconoscere adeguatamente le esperienze professionali o extraprofessionali e la formazione acquisite al di fuori degli usuali cicli di formazione.</p><p>Per contro, per quanto riguarda il soggiorno in Svizzera, non è possibile rilasciare un permesso di dimora a tutti i giovani che soggiornano in Svizzera senza un titolo di soggiorno valido per permettere loro di seguire una formazione professionale o un corso di studi universitari. In alcune sue decisioni di principio (DTF 124 II 361 e 126 II 377) il Tribunale federale ha stabilito che la Convenzione dell'ONU sui diritti del fanciullo non dà diritto al rilascio di un permesso retto dalla legislazione in materia di stranieri. Le autorità cantonali possono tuttavia rilasciare un permesso di dimora in casi personali particolarmente gravi (art. 30 cpv. 1 lett. b LStr). Nella valutazione della gravità del caso occorre tenere conto in particolare dei legami familiari e della situazione dei figli (art. 31 cpv. 1 lett. c OASA). In occasione dell'allontanamento di una famiglia va considerata la situazione globale della famiglia al fine di determinare l'esistenza di un eventuale caso di rigore particolare. In alcuni casi l'allontanamento dei figli può equivalere a uno sradicamento, il che costituirebbe un rigore eccezionale.</p><p>Il Consiglio federale si è già pronunciato a più riprese in merito alla questione sollevata dall'autore della mozione concernente il soggiorno dei bambini senza statuto legale (mozione Barthassat 08.3616, Giovani in situazione irregolare. Accesso all'apprendistato; mozione van Singer 08.3835, Regolarizzazione dei giovani clandestini che hanno compiuto gli studi in Svizzera), facendo notare in particolare che la regolamentazione attuale dei casi di rigore lascia un margine di manovra sufficiente per rilasciare permessi di dimora in casi fondati.</p><p>In complesso, il diritto vigente tiene sufficientemente conto della Convenzione dell'ONU sui diritti del fanciullo. Il Consiglio federale non reputa giustificato introdurre diritti supplementari.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.