<h2>SubmittedText<h2><p>Mentre i costi del sistema sanitario continuano ad aumentare, in molte regioni montane la copertura medica è in costante diminuzione e il divario dal resto del Paese diventa sempre più ampio. I medici di famiglia non trovano più successori, i pazienti che ancora si possono spostare devono percorrere grandi distanze e durante l'alta stagione ai turisti non è garantita assistenza sanitaria in loco. Come conferma anche il rapporto di B.S.S. del settembre del 2020, questa evoluzione negativa non riguarda solo i medici di famiglia, ma anche gli oculisti, i ginecologi, l'assistenza psichiatrica e altri settori ancora. Inoltre, nelle aree rurali numerosi ospedali rischiano di essere chiusi. I Comuni di montagna risentono più degli altri delle conseguenze dell'evoluzione demografica, ragion per cui è ancora più importante garantire un'assistenza sanitaria di qualità, un fattore non indifferente nella scelta del domicilio.</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quali provvedimenti prevede di adottare per arginare la costante perdita di qualità dell'assistenza sanitaria nelle regioni montane e nelle aree rurali?</p><p>2. Condivide il parere che la politica sanitaria dovrebbe adottare maggiormente approcci differenziati secondo il tipo di area geografica?</p><p>3. La pandemia di COVID-19 non ha forse ricordato quanto sia importante disporre di infrastrutture e prestazioni mediche decentralizzate integre ed efficienti?</p><p>4. È disposto a sostenere attivamente nuovi modelli di assistenza, come ad esempio l'impiego di infermieri di pratica avanzata (Advanced Practice Nurses)?</p><p>5. Come valuta, in relazione alle regioni di montagna, il potenziale di sinergie tra i diversi fornitori di prestazioni del sistema sanitario, ma anche tra questi e altri fornitori di prestazioni di base (p. es. nel settore della mobilità)?</p><p>6. Quale potenziale vede nella digitalizzazione per migliorare l'accessibilità dell'assistenza sanitaria e sviluppare nuovi modelli di assistenza?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Come esposto nel parere in risposta al postulato 21.4226 Bulliard "Garantire cure mediche di base nelle zone rurali e nelle regioni di montagna", l'assicurazione dell'assistenza sanitaria è di competenza dei Cantoni. La Confederazione può prendere provvedimenti in ambito formativo, come ha fatto nel programma speciale per aumentare il numero di diplomati in medicina umana. Inoltre può fissare regole concernenti la formazione continua, i requisiti per esercitare tali professioni nonché la rimunerazione delle prestazioni dei medici di famiglia, come avvenuto l'ultima volta nel quadro del piano direttore "Medicina di famiglia". In base ai dati attualmente disponibili non vi sono tuttavia indicazioni di una perdita di qualità né di una carenza generale di assistenza sanitaria (cfr. anche il punto 2).</p><p>2. Il Consiglio federale condivide il parere che l'assistenza sanitaria debba essere considerata in modo differenziato secondo il tipo di area geografica. Per questo motivo, l'Osservatorio svizzero della salute (Obsan) nel 2020 ha analizzato, su incarico del Forum per la medicina di base, l'offerta e il ricorso alle prestazioni mediche nelle zone rurali, urbane e intermedie. In nessuna delle regioni esaminate si è constatata una carenza di assistenza sanitaria, anche se a causa dei dati disponibili lo studio non conteneva osservazioni relative a singoli Comuni. Tuttavia si è potuto accertare che non sussiste una generale insufficienza di prestazioni mediche nelle zone rurali e nelle regioni di montagna. È responsabilità dei Cantoni e dei Comuni prevedere provvedimenti in caso di problemi di copertura locali, come ad esempio offerte intercomunali.</p><p>3. Come illustrato dal Consiglio federale nella sua risposta all'interpellanza urgente 21.4007 Gruppo verde liberale "Assistenza medica e cure infermieristiche di qualità anche in tempo di crisi", la situazione del personale, critica anche in tempi normali, è uno dei fattori che impediscono di aumentare senza limiti le capacità del sistema. Nel lungo termine, un orientamento permanente del sistema sanitario a una situazione straordinaria come la pandemia di COVID-19 porterebbe tuttavia a un'offerta di prestazioni eccedentaria. Inoltre, durante la pandemia di COVID-19 vi è stato un sovraccarico delle strutture principalmente nei reparti di cure intense e in parte nei reparti di medicina interna generale dei centri ospedalieri. Anche il personale delle case di cura e per anziani ha avuto un carico di lavoro molto elevato, in particolare durante le prime due ondate. Le cure mediche negli altri settori, invece, non erano sovraccariche.</p><p>4. Il Consiglio federale approverà presumibilmente nel 2022 il rapporto in adempimento del postulato 19.4278 Streiff "Colmare le lacune nell'approvvigionamento. È tempo d'introdurre nuovi modelli di cura", in cui viene esaminata in particolare la qualità dell'assistenza e lo stato attuale dello sviluppo di infermieri di pratica avanzata (Advanced Practice Nurses, APN) in rapporto al ruolo, ai settori di impiego, eccetera. Inoltre una regolamentazione degli APN (incl. la rimunerazione delle prestazioni) è in corso di verifica. Oltre a ciò, il Consiglio federale prevede nell'ambito del pacchetto 2 delle misure di contenimento dei costi il riconoscimento delle reti di cure coordinate come fornitori di prestazioni a sé, il che dovrebbe facilitare la realizzazione di nuovi modelli di assistenza.</p><p>5. Nel programma di promozione "Interprofessionalità nel settore sanitario 2017-20" (www.bag.admin.ch/ppinterprof-it) sono state formulate raccomandazioni per il possibile sfruttamento di sinergie tramite la collaborazione interprofessionale (CIP), le quali sottolineano il fatto che i Comuni assumono un ruolo di rilievo proprio nelle regioni rurali mettendo a disposizione incontri istituzionalizzati di scambio e dichiarando obbligatorio lo scambio. Con il controprogetto indiretto all'iniziativa sulle cure infermieristiche (Iv. Pa. 19.401) e i decreti finanziari ivi contenuti potrebbero essere sostenuti tali progetti.</p><p>6. La digitalizzazione contribuisce a un accesso a bassa soglia all'assistenza sanitaria indipendentemente dal luogo, il che è particolarmente rilevante nelle regioni di montagna. Essa comprende ad esempio l'utilizzo di offerte di telemedicina, ma anche applicazioni di mHealth (sanità mobile) come le app per la salute. Con l'integrazione della telemedicina e del telemonitoraggio nei modelli di assistenza integrata/coordinata è possibile rafforzare l'autonomia della persona a casa. Questi modelli sono particolarmente adatti alle regioni rurali che si trovano a grande distanza dalle istituzioni sanitarie. Proprio la CIP, offrendo un accesso remoto controllato alla documentazione medica dei pazienti, può fornire un contributo. La Confederazione pertanto promuove la digitalizzazione nei limiti delle sue competenze. Essa è un punto focale della strategia Sanità2030 (www.ufsp.admin.ch &gt; Strategia &amp; politica &gt; Sanità2030); anche la strategia eHealth Svizzera 2.0 include un obiettivo relativo alla competenza digitale e al trattamento dei dati digitali sulla salute responsabile e consapevole dei rischi. Per favorire la trasparenza nel settore della mHealth, il centro di competenza e di coordinamento eHealth Suisse ha pubblicato una serie di criteri riguardanti la qualità delle app per la salute. Inoltre la Confederazione sta verificando nel rapporto in adempimento del postulato 19.3382 Stahl "Vendita per corrispondenza di medicamenti non soggetti a prescrizione medica" in che modo possa essere semplificata la vendita per corrispondenza online di medicamenti non soggetti a prescrizione medica. In particolare nelle regioni periferiche, ciò potrebbe facilitare l'accesso. Il rapporto dovrebbe essere approvato dal Consiglio federale alla fine del 2021.</p>  Risposta del Consiglio federale.