<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di presentare un rapporto che risponda alle domande seguenti:</p><p>1. È consapevole del problema dell'immigrazione di richiedenti l'asilo?</p><p>2. Di coloro che hanno presentato, tra il 2006 e il 2013, una domanda d'asilo, poi respinta, quanti vivono ancora in Svizzera (suddivisi per anno di presentazione della domanda e attuale titolo di soggiorno)?</p><p>3. Quante di queste persone percepiscono prestazioni sociali o il soccorso d'emergenza (suddivise per prestazione)?</p><p>4. Che cosa ha fatto finora il Consiglio federale per scoraggiare l'immigrazione di richiedenti l'asilo?</p><p>5. Nei Paesi d'origine vi sono offensive comunicative tese a spiegare ai potenziali emigranti che non avranno né lavoro né futuro in Svizzera? In caso affermativo, in quale forma? In caso negativo, perché no?</p><p>6. Quali misure sono adottate per scoraggiare l'immigrazione di richiedenti l'asilo?</p><p>7. Quali ostacoli giuridici, stralci e adeguamenti di prestazioni sociali per immigrati sono stati finora vagliati?</p><p>8. Quali misure fondate sulle attuali basi legali prevedono di attuare prossimamente il Consiglio federale o l'UFM?</p><p>9. Quali pertinenti modifiche di legge saranno sottoposte al Parlamento?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale osserva con attenzione l'evoluzione dell'immigrazione per mezzo della domanda d'asilo. Perlomeno una parte delle domande è effettivamente presentata per motivi che nulla hanno a che vedere con l'asilo (per es. per motivi economici), in particolare per ottenere un soggiorno legale e una possibilità di guadagno in Svizzera. Tale fenomeno è riconducibile anche alla politica d'ammissione restrittiva nei confronti dei cittadini di Paesi terzi. La legge federale sugli stranieri (LStr; RS 142.20) prevede infatti un'ammissione per esercitare un'attività lucrativa soltanto per le persone qualificate e gli specialisti (cfr. art. 3 e 18 segg. LStr). I richiedenti l'asilo spesso non adempiono tali condizioni.</p><p>2. Nell'ambito del rapporto del DFGP del marzo 2011 sulle misure di accelerazione (n. 1.8) è stato stilato uno studio di coorte che mostra, prendendo come riferimento il 2002 e il 2007, quante persone hanno lasciato la Svizzera dopo la presentazione di una domanda d'asilo oppure sotto quale statuto di soggiorno continuano a soggiornare nel nostro Paese. </p><p>3. Le cifre richieste sul soccorso d'emergenza possono essere desunte dai rapporti annuali sul monitoraggio del blocco dell'aiuto sociale. Nel 2013 hanno ricevuto il soccorso d'emergenza 6373 persone le cui decisioni d'asilo sono passate in giudicato nel periodo compreso tra il 2008 e il 2012. Il finanziamento e il versamento di prestazioni di aiuto sociale a persone che hanno ottenuto un permesso di dimora dopo il rifiuto della loro domanda d'asilo competono ai cantoni. La Confederazione non dispone pertanto di dati in materia. </p><p>4./6.-9. Per evitare che vengano presentate domande d'asilo manifestamente infondate sono indispensabili procedure rapide e un'esecuzione sistematica degli allontanamenti. A tal fine, negli ultimi anni il Parlamento, il Consiglio federale e l'Ufficio federale della migrazione (UFM) hanno adottato numerose misure. </p><p>Il 28 settembre 2012 il Parlamento ha approvato le misure urgenti nel settore dell'asilo (in vigore dal 29 settembre 2012 al 28 settembre 2015), che costituiscono una base importante per conseguire l'obiettivo a lungo termine di eseguire procedure celeri nei centri della Confederazione (riassetto del settore dell'asilo). Il 14 dicembre 2012 il Parlamento ha approvato altre modifiche importanti per velocizzare la procedura d'asilo. Parte di tali modifiche, entrate in vigore il 1° febbraio 2014, servono anch'esse a ristrutturare il settore dell'asilo (per es. introduzione di una fase preparatoria, finanziamento parziale o totale da parte della Confederazione di posti di detenzione per misure coercitive previste dal diritto in materia di stranieri). </p><p>Nel secondo semestre del 2013 il Consiglio federale ha inoltre svolto la procedura di consultazione sul riassetto del settore dell'asilo. L'adozione del messaggio è prevista per l'autunno 2014. In occasione di due conferenze sull'asilo, Confederazione, cantoni e comuni hanno trovato un'intesa sui punti principali del riassetto e adottato due dichiarazioni congiunte. </p><p>Alla luce dell'elevato numero di domande d'asilo registrato dalla fine del 2011, l'UFM ha inoltre già adottato varie misure organizzative volte ad accelerare le procedure d'asilo e rendere più efficiente il trattamento delle domande:</p><p>Il 1° luglio 2012 è stata introdotta una nuova strategia che definisce le priorità nel trattamento delle domande d'asilo. Nell'agosto 2012 è stata inoltre istituita una procedura celere per le domande d'asilo presentate da persone provenienti da Paesi europei esentati dall'obbligo del visto (procedura di 48 ore per richiedenti provenienti da Serbia, Macedonia nonché Bosnia e Erzegovina), che nella primavera 2013 è stata estesa alle domande presentate da cittadini del Kosovo e della Georgia. Nel dicembre 2012 è stata introdotta una procedura accelerata (fast track) per il Marocco, estesa dall'aprile 2013 a Nigeria, Tunisia e Algeria. Dall'aprile 2012 l'UFM ha infine modificato la prassi applicata alle domande multiple nella procedura Dublino, riuscendo in tal modo a ridurne sensibilmente il numero. </p><p>Queste misure hanno contribuito, nel 2013, a ridurre le domande d'asilo in Svizzera di un quarto rispetto al 2012. Sono calate in particolare le domande infondate. Nello stesso periodo il numero di domande d'asilo in Europa è aumentato di oltre il 25 per cento.</p><p>5. Dal 2013 il Consiglio federale sottopone al Parlamento un rapporto annuale sulle attività della Svizzera in materia di politica migratoria estera. Nel quadro di tali attività la Svizzera realizza anche campagne informative tese a prevenire la migrazione irregolare (per es. nell'ambito del partenariato in materia di migrazione con il Kosovo nel contesto dell'introduzione della procedura di 48 ore).</p><p>Il Consiglio federale ritiene pertanto di aver risposto alle domande poste dagli autori del postulato e non reputa pertanto necessario stilare il rapporto richiesto.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.