<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Le riforme del mercato e delle imprese dei settori telecomunicazioni, trasporti e posta implicano nuovi compiti di regolamentazione (regolamentazione dell'accesso alla rete; rilascio e controllo delle concessioni; sorveglianza del mercato; definizione di norme tecniche, ecc.). Questi compiti di regolamentazione sono un presupposto determinante per il buon funzionamento dei mercati, ma hanno poco a che fare con la privatizzazione e la modifica della forma giuridica delle imprese pubbliche. La liberalizzazione dei mercati ha determinato un trasferimento agli organi dell'Amministrazione federale, oltre che dei suddetti compiti di regolamentazione, anche di quelle mansioni statali che prima venivano svolte dalle imprese stesse. Grazie alle riforme dell'Amministrazione, che hanno permesso di sfruttare le sinergie esistenti, è stato possibile raggiungere un buon grado di efficienza nell'adempimento di questi compiti. La liberalizzazione dei mercati determina quindi al contempo sia un trasferimento di compiti che la nascita di nuove mansioni, che comportano a loro volta costi supplementari. Buona di parte di essi è a carico degli utenti del mercato, che li finanziano sotto forma di tasse. Questo principio si applica anche nell'ambito della liberalizzazione di altri mercati (elettricità, gas e posta): anche in questi casi i costi di regolamentazione del mercato devono essere finanziati nella misura del possibile dal mercato stesso.</p><p>Il confronto dei costi legati alle attività degli attuali organi di sorveglianza con quelli relativi ai compiti statali svolti precedentemente dalle singole imprese è tuttavia difficile, poiché tali mansioni sono in parte cambiate e, come già detto, la riorganizzazione dell'Amministrazione ha permesso di conseguire in questo ambito dei risparmi.</p><p>Per quanto riguarda i singoli settori, si può constatare quanto segue:</p><p>Le imprese di armamento della Confederazione (RUAG), che dal 1° settembre 1999 sono state trasformate in una società anonima di diritto privato, non sono da includere nella presente analisi, poiché dette imprese non avevano compiti statali neanche prima del cambiamento della loro forma giuridica. Il nuovo statuto non ha comportato costi di sorveglianza supplementari. </p><p>Neanche la riforma della posta del 1998 ha comportato nuovi compiti di regolamentazione, poiché l'azienda continua a godere di un monopolio, mentre vi è la libera concorrenza nel settore dei servizi non riservati (pacchi a partire da 2 kg), che attualmente si trova sotto la vigilanza esclusiva dell'autorità preposta alla concorrenza. La regolamentazione dei prezzi già in vigore in passato spetta al DATEC. L'assolvimento di questi compiti non comporta costi supplementari. </p><p>Nuovi compiti sono sorti invece nel settore dei trasporti e delle telecomunicazioni.</p><p>a. Ufficio federale dei trasporti (UFT)</p><p>Con la trasformazione delle FFS in società anonima, i compiti statali che prima venivano svolti dalla regìa federale sono ora di competenza dell'UFT. Prima della riforma delle ferrovie, le FFS disponevano di 86 posti di lavoro per l'assolvimento dei compiti statali (definizione degli standard, approvazioni dei piani, sorveglianza). Grazie alla riorganizzazione delle strutture e alla maggiore efficienza conseguita, l'UFT è in grado di svolgere questi compiti con un dispendio di forze inferiore del 15% circa (74 posti di lavoro). I compiti di sorveglianza supplementari nel settore della regolamentazione del mercato (accesso alla rete) determinati dalla riforma delle ferrovie vengono assicurati dall'UFT con 12 posti di lavoro.</p><p>I costi totali per lo svolgimento di questi compiti ammontano, considerato tutto l'effettivo impiegato, a circa 11,5 milioni di franchi all'anno (salari e contributi sociali). La nuova ordinanza sugli emolumenti dell'UFT è entrata in vigore il 1° aprile 2001. Sono da attendersi pertanto maggiori introiti in futuro.</p><p>b. ComCom e UFCOM</p><p>Anche nel settore delle telecomunicazioni è difficile confrontare i costi che prima erano legati all'adempimento delle mansioni statali con quelli attuali relativi ai compiti di sorveglianza e di regolamentazione, poiché la liberalizzazione del mercato ha determinato nuovi compiti di pertinenza statale (rilascio di concessioni per servizi di telecomunicazione, provvedimenti di sorveglianza e sanzioni amministrative, procedure di interconnessione e statistica delle telecomunicazioni). Inoltre alcuni compiti sono stati ripresi da unità specializzate, come ad esempio il Servizio per compiti speciali della Segreteria generale del DATEC, che è competente in materia di sorveglianza del traffico delle telecomunicazioni.</p><p>I compiti statali che un tempo venivano svolti dalle PTT per costi complessivi pari a circa 28 milioni di franchi vengono oggi eseguiti dall'UFCOM e dalla ComCom. Ad essi si sono aggiunte mansioni nell'ambito della regolamentazione del mercato. I compiti già esistenti (gestione e controllo dello spettro di frequenze, rilascio di concessioni di radiocomunicazione, rappresentanza della Svizzera in organismi internazionali a livello politico e tecnico) sono stati soppressi e riorganizzati in modo più efficiente, con un risparmio sui costi pari a circa 8 milioni di franchi. I costi complessivi per lo svolgimento di questi compiti ammontano ancora a circa 20 milioni di franchi. Grazie agli introiti derivanti dagli emolumenti, i costi sono coperti per il 62% (percentuale ottenuta mediante il calcolo dei costi e delle prestazioni dell'ufficio FLAG UFCOM).</p><p>Ogni liberalizzazione di mercato comporta nuovi compiti di regolamentazione e anche nuove spese. In base alle esperienze condotte finora, il Consiglio federale ritiene improbabile un'esplosione dei costi. A differenza della Gran Bretagna, nel corso dei processi di liberalizzazione avvenuti finora, sin dall'inizio sono state adottate norme disciplinanti i principali compiti di regolamentazione. Anche per questo non è necessario adottare provvedimenti speciali atti ad impedire un'impennata dei costi. Il Consiglio federale intende infatti gestire i crediti con parsimonia, nei limiti delle spese approvate nel preventivo del Parlamento, spese che a loro volta soggiacciono al controllo finanziario ordinario.</p>  Risposta del Consiglio federale.