<h2>SubmittedText<h2><p>A Basilea si è appreso con stupore dalla stampa che la SSR intende ampliare, con il contributo di investimenti privati, gli studi televisivi di Zurigo attraverso un nuovo complesso di 15 piani ed una superficie di circa 30 000 metri quadrati adibita a uffici. Nel contempo alcuni rappresentanti dell'emittente pubblica hanno rifiutato il progetto di trasformare la sede di Basilea in un campus trimediale convergente improntato sui temi della società, della scienza e della cultura, adducendo come motivazione il fatto che l'esercizio di uno studio televisivo a Basilea sarebbe più costoso che non a Zurigo. In quest'ottica chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale è a conoscenza del progetto per la costruzione di un nuovo complesso di studi e uffici della SSR a Zurigo e qual è la sua opinione in merito?</p><p>2. Per quali ragioni la SSR intende ampliare ulteriormente gli studi di Zurigo?</p><p>3. Quanto consterebbe questo progetto e quante risorse vi ha già investito la SSR?</p><p>4. È stato operato un confronto tra i costi di investimento e di esercizio di un campus trimediale convergente a Basilea e quelli di uno studio allargato a Zurigo? Se sì, come si presenta?</p><p>5. Secondo il Consiglio federale quanto è importante una struttura della SSR decentralizzata, suddivisa per temi e con tre sedi principali?</p><p>6. Come si pone il Consiglio federale di fronte al pericolo che, in caso di centralizzazione degli studi a Zurigo, la soggettività dei giornalisti influisca negativamente sull'informazione relativa ad altre regioni, dal momento che il contesto in cui il giornalista vive quotidianamente esercita, seppur inconsciamente, un influsso maggiore rispetto ad altre zone del Paese?</p><p>7. Fino a che punto è garantito che investitori privati non traggano un profitto finanziario indiretto dai proventi dei canoni di ricezione radiotelevisiva, pensati per essere destinati unicamente ai programmi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2./3./7. Il progetto evocato non è altro che uno studio preliminare che risale al 2002, in cui la "Schweizer Fernsehen" esamina le possibilità di utilizzo a sud dell'area in cui sorgono gli studi televisivi di Leutschenbach. Tale progetto è stato sospeso nel gennaio del 2009. Secondo le informazioni fornite dalla stessa SSR, questa decisione sarebbe stata dettata essenzialmente da motivi finanziari nonché dal fatto che non è possibile definire le esigenze in termini di spazio conseguenti alla fusione tra radio e televisione (convergenza) nella Svizzera tedesca. Nel giugno del 2009, alla luce degli attuali problemi finanziari il consiglio di amministrazione ha altresì deciso di bloccare gli investimenti nel settore immobiliare. Ciò significa che al momento non esistono progetti concreti riguardo all'ampliamento degli studi di Leutschenbach. I costi di pianificazione accumulati tra il 2002 e il 2009 ammontano a circa un milione di franchi.</p><p>4. L'ampliamento o la costruzione di nuovi studi nella zona di Leutschenbach non sono stati pianificati su base concreta. In linea di principio, ciò potrà avvenire solo quando la situazione finanziaria lo permetterà. Visto lo stato attuale delle cose, si tratta innanzitutto di garantire la fornitura delle prestazioni contenute nella legge del 24 marzo 2006 sulla radiotelevisione (LRTV; RS 784.40) e nella concessione SSR del 28 novembre 2007 (FF 2007 7709) nonché di essere in grado di mantenere le necessarie infrastrutture. </p><p>5. La LRTV e la concessione SSR dispongono unicamente che i programmi devono essere prodotti prevalentemente nelle regioni linguistiche del Paese alle quali sono destinati. Non vi sono altre indicazioni concrete circa l'ubicazione degli studi. Tenendo conto della garanzia di indipendenza e di autonomia di cui gode la SSR, il Consiglio federale ha rinunciato a includere nella concessione prescrizioni più concrete riguardanti la produzione. Nelle condizioni quadro relative al progetto di convergenza, il consiglio di amministrazione della SSR ha comunque stabilito che le grandi sedi di produzione sarebbero rimaste le stesse. Spetta al consiglio d'amministrazione assicurarsi che questa disposizione venga osservata e, se del caso, intervenire. In una presa di posizione in merito all'interpellanza, la SSR fa notare che negli studi di Basilea il numero dei posti di lavoro qualificati rimarrà almeno equivalente.</p><p>6. Il Consiglio federale non pensa che vi sarà un'ulteriore centralizzazione della produzione a Zurigo. Ciononostante, l'autore dell'interpellanza solleva una questione analizzata anche nell'ambito del monitoraggio dei programmi. Non si può infatti escludere che la sede di produzione non influisca sui contenuti informativi, per motivi legati al contesto sociale in cui evolvono i giornalisti o per considerazioni riconducibili alla tecnica di produzione. I principi dell'accettazione e dell'identificazione impongono ai responsabili dei programmi di scongiurare una centralizzazione dell'informazione direttamente riconducibile all'ubicazione degli studi, avvalendosi degli adeguati strumenti di gestione.</p>  Risposta del Consiglio federale.