<h2>SubmittedText<h2><p>Nel Regno del Marocco molti giornalisti e altri leader d'opinione vengono imprigionati arbitrariamente, sulla base di accuse infondate e senza che venga rispettato il loro diritto a un processo equo. Ufficialmente non ci sono prigionieri politici o per reati di opinione in Marocco: il codice della stampa riformato nel 2016 stabilisce che i giornalisti non possono essere detenuti per le loro attività professionali. Eppure l'ultimo rapporto annuale di Reporter senza frontiere (RSF) mostra che la libertà d'espressione e di stampa in Marocco è ulteriormente peggiorata (il Paese ha perso tre posizioni e si colloca ora al 136° posto su 180). Più specificamente, a seguito delle indagini e dei rapporti del gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulla detenzione arbitraria, di Amnesty International, di Human Rights Watch, di Reporter senza frontiere e di molte altre fonti credibili, sono stati espressi forti sospetti di strumentalizzazione della giustizia e di manipolazione politica. In altre parole, i processi di diritto comune sono spesso una copertura per processi politici.</p><p>1. Tenuto conto delle molteplici relazioni che intercorrono tra la Svizzera e il Marocco e del fatto che le relazioni internazionali del nostro Paese sono improntate alla promozione dei diritti umani, la Confederazione non dovrebbe usare la propria influenza per spingere le autorità marocchine a mostrare maggiore rispetto per le libertà civili e osservare il diritto a un giusto processo?</p><p>2. La Confederazione non dovrebbe, in nome del diritto umanitario (o del dovere di assistenza), usare la propria influenza per salvare la vita dei prigionieri che praticano lo sciopero della fame?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Conformemente alla Strategia di politica estera 2020-2023, la Svizzera si impegna a promuovere la libertà di espressione e a tutelare i giornalisti. Sul piano multilaterale, la Svizzera sostiene le risoluzioni delle Nazioni Unite per la tutela dei giornalisti.</p><p>1. Conformemente alla Strategia MENA 2021-2024, il Consiglio federale segue la situazione dei diritti umani in Marocco e in altri Paesi della regione. Il DFAE è a conoscenza dei procedimenti giudiziari contro i giornalisti marocchini menzionati e segue con attenzione la loro situazione e i processi a loro carico. La Svizzera e il Marocco affrontano le questioni relative ai diritti umani, compresi i casi specifici, nell'ambito di un dialogo aperto e regolare. Nel mese di maggio l'Ambasciata di Svizzera in Marocco ha discusso la questione con le autorità marocchine, ricordando in particolare l'importanza della libertà di stampa.</p><p>2. In questo contesto ha anche ricordato le condizioni di salute dei due giornalisti, Omar Radi e Soulaimane Raissouni, a seguito del loro sciopero della fame. Il DFAE continuerà a monitorare la situazione dei diritti umani in Marocco, compresi i casi dei giornalisti vittime di procedimenti giudiziari, e a discutere di queste problematiche con le autorità marocchine sia a Berna che a Rabat.</p>  Risposta del Consiglio federale.