<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di riaprire, non appena le circostanze lo permetteranno, una rappresentanza a Kabul. Se non è possibile una presenza in loco diretta, la Confederazione potrà delegare ad un Paese terzo la propria presenza diplomatica.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>A causa delle insufficienti condizioni di sicurezza vigenti nel Paese, in agosto l'Ufficio di cooperazione della Svizzera a Kabul è stato provvisoriamente chiuso. Si tratta di una misura temporanea presa per proteggere il personale. La sicurezza delle collaboratrici e dei collaboratori è fondamentale per l'Amministrazione federale in quanto datore di lavoro.</p><p>L'Afghanistan è un Paese prioritario per la cooperazione allo sviluppo e il DFAE segue da vicino la situazione anche in vista di una possibile riapertura dell'Ufficio di cooperazione. Attualmente, però, le basilari condizioni di sicurezza non sono ancora soddisfatte. Un ritorno a Kabul potrà avvenire solo quando la situazione politica e di sicurezza lo permetterà.</p><p>L'Ambasciata di Svizzera in Pakistan, con sede a Islamabad, continua a rappresentare gli interessi diplomatici del nostro Paese e a occuparsi del rilascio dei visti alle persone provenienti dall'Afghanistan oltre che di tutti gli altri servizi consolari.</p><p>Poiché la presenza internazionale a Kabul è molto ridotta, non è possibile affidare la rappresentanza degli interessi diplomatici o il rilascio di visti a un altro Stato Schengen sulla base dell'articolo 8 del Codice dei visti. La SEM e il DFAE hanno già risposto all'aumento del numero di domande con un aumento del personale. Le esigenze in questo ambito vengono continuamente monitorate per rispondere nel miglior modo possibile a tutte le richieste.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.