<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quale importanza rivestono per il Consiglio federale le 27 000 piccole e medie imprese tecnologiche e industriali e i loro 500 000 dipendenti in relazione alla ricerca, all'innovazione e allo sviluppo nel nostro Paese?</p><p>2. Il Consiglio federale è consapevole che molte PMI, viste le loro dimensioni, spesso non dispongono di risorse sufficienti per l'innovazione o non possono partecipare ai progetti nell'ambito della ricerca di punta delle scuole universitarie?</p><p>3. Il Consiglio federale ha notato che in molti casi sono proprio le PMI ad applicare, sfruttare, integrare nei processi e nei modelli aziendali le tecnologie più avanzate, contribuendo così alla creazione di valore aggiunto tramite la ricerca e l'innovazione?</p><p>4. Il Consiglio federale condivide l'opinione secondo cui il concetto del parco svizzero dell'innovazione dovrebbe estendersi anche alla creazione di piattaforme che consentano di mettere a disposizione efficacemente le risorse critiche per l'innovazione (manodopera, tecnica)?</p><p>5. In che modo il Consiglio federale intende garantire che nell'istituzione del parco svizzero dell'innovazione - e in particolare nella selezione delle sedi di rete - non vengano considerati soltanto gli hub di Zurigo e Losanna, la cui eccellenza internazionale è assolutamente incontestata, e le grandi multinazionali dai budget miliardari per la ricerca e lo sviluppo, ma siano incluse anche le PMI e le nostre rinomate scuole universitarie professionali, che sono la "base" dell'innovazione?</p><p>6. Il Consiglio federale condivide l'opinione secondo cui un vero e proprio concetto di rete con sedi complementari dal punto di vista dei contenuti e della funzionalità possa trarre il meglio dall'idea di un parco svizzero dell'innovazione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale ha spiegato in diverse occasioni la procedura in corso riguardante il parco svizzero dell'innovazione, sia nel suo parese sul postulato de Courten 13.3396, sia nel quadro di diverse sedute informative, anche all'attenzione delle Camere federali: poiché la Confederazione riveste un ruolo sussidiario, il Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR), in qualità di dipartimento competente, ha incaricato la Conferenza dei Direttori cantonali dell'economia pubblica (CDEP) di elaborare un progetto di attuazione in collaborazione con gli attori coinvolti, ossia le regioni e il mondo economico. Ora tocca ai cantoni, nel quadro della procedura approvata dalla CDEP, individuare le possibili sedi di rete. Per poter garantire sin dall'inizio una procedura trasparente e mirata, il DEFR ha reso noti in anticipo i propri principi e direttive. In tal modo i cantoni godono della massima libertà d'azione in un quadro chiaramente predefinito.</p><p>Alla luce di quanto esposto il Consiglio federale prende posizione come segue:</p><p>1./2. Il Consiglio federale attribuisce enorme importanza a un sistema economico misto, costituito da grandi gruppi, imprese di medie dimensioni nonché piccole e microimprese. È l'equilibrio fra PMI e grandi gruppi a rendere l'economia svizzera competitiva e forte dal punto di vista dell'innovazione. I grandi gruppi, per quanto riguarda la ricerca e lo sviluppo, godono di maggiore disponibilità finanziaria e di personale, mentre le piccole imprese spesso si muovono più rapidamente e agilmente nel contesto economico nazionale e internazionale. Le PMI innovative, che in ragione delle loro ridotte dimensioni spesso non dispongono delle risorse necessarie, vengono sostenute dalla Confederazione, tra l'altro, tramite la Commissione per la tecnologia e l'innovazione (CTI). Nel 50 per cento dei casi il partner di ricerca dei progetti CTI è costituito dalle scuole universitarie professionali. Tramite il sostegno a progetti di ricerca, progetti pilota, progetti di dimostrazione e progetti faro anche l'Ufficio federale dell'energia fornisce un contributo diretto al pieno sfruttamento della forza innovativa delle PMI. I cantoni possono inoltre sostenere i progetti di innovazione non basati sulla scienza delle PMI locali tramite la politica regionale della Confederazione.</p><p>3. Il rilevamento sull'innovazione 2011 del Centro di ricerche congiunturali (KOF) dimostra che le imprese svizzere con meno di 250 dipendenti sono nel complesso più innovative della stessa tipologia di imprese dell'UE; di conseguenza, le PMI svizzere possono essere definite particolarmente innovative. Non è invece possibile affermare, a livello statistico, che le PMI siano generalmente più innovative delle grandi imprese svizzere. Nella sua analisi e nelle correlazioni fra attività legate all'innovazione e dimensioni dell'impresa, il rilevamento citato giunge a una conclusione diversa. Tuttavia, a seconda del settore e dell'indicatore scelto, le correlazioni sono di volta in volta molto diverse.</p><p>4./5. Stando al procedimento citato in apertura, spetta ai principali attori coinvolti decidere quali proposte far approvare dalla CDEP. Il DEFR, responsabile sul piano federale, è informato del fatto che i progetti attualmente presentati per le sedi di rete tengono conto senza eccezioni delle competenze delle scuole universitarie e delle scuole universitarie professionali delle diverse sedi.</p><p>6. Il parco svizzero dell'innovazione rappresenta una rete che deve rafforzare le competenze svizzere in materia d'innovazione verso l'interno (reti formali e informali) e verso l'esterno (concorrenza internazionale). Non fa concorrenza alle iniziative locali e alle strutture esistenti, ma le integra con la componente internazionale menzionata. Deve in tal modo favorire a medio e lungo termine la creazione di unità di ricerca e di imprese e garantire un migliore accesso alle tecnologie e alla ricerca d'avanguardia per le numerose PMI svizzere. Spetta alla CDEP far sì che le sedi e le competenze siano fra loro complementari e provvedere così a un progetto di attuazione consolidato.</p>  Risposta del Consiglio federale.