<h2>SubmittedText<h2><p>A Ouahigouya, nel Nord del Burkina Faso, il gruppo di sostegno per gli agricoltori "Burkina Vert" ha contattato a più riprese l'ufficio della DSC a Ouagadougou per ottenere sussidi, che gli sono tuttavia sempre stati rifiutati nonostante il gruppo sia riconosciuto come ONG dalle autorità locali.</p><p>A Mopti, in Mali, l'associazione AVEC-Mali, diretta da una giurassiana, organizza un servizio di asilo nido in una baraccopoli abitata da diseredati e situata in una zona facilmente inondabile. Nel settembre 2014 la direttrice dell'associazione ha ricevuto la visita di una persona operante nell'ambito della cooperazione svizzera a Bamako, che tuttavia non ha più dato sue notizie.</p><p>Mi permetto pertanto di porre al Consiglio federale la seguente domanda: in quale misura la cooperazione svizzera è disposta a collaborare con ONG locali e a ad aiutarle affinché possano ottenere sussidi fino a 20 000 o 25 000 franchi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Burkina Faso e il Mali sono Paesi prioritari della cooperazione internazionale della Svizzera. Parallelamente, il nostro Paese attua la strategia di cooperazione svizzera nel Burkina Faso 2013-2016 e la strategia di cooperazione svizzera nel Mali 2012-2015. I programmi e la loro realizzazione rientrano nella responsabilità degli uffici di cooperazione sul posto. A tale scopo questi ultimi lavorano con un ristretto numero di partner del settore delle ONG che devono essere in grado di presentare offerte a gare d'appalto, di assimilare e gestire progetti di una certa entità e di realizzarli secondo i requisiti di qualità imposti dalla cooperazione internazionale della Svizzera, indipendentemente che si tratti di ONG locali, estere o svizzere.</p><p>Lavorare con piccole ONG locali è possibile, ma nel pieno rispetto della strategia di cooperazione e delle priorità definite. A tale scopo gli uffici della DSC dispongono di uno strumento complementare denominato "crediti globali". In questo contesto è pertanto possibile sostenere "piccole azioni" a beneficio diretto di un determinato gruppo target che potrebbero ad esempio essere realizzate da ONG locali.</p><p>Le proposte di finanziamento per questi crediti globali sono esaminate e discusse con questi partner e, all'occorrenza, approvati direttamente dagli uffici della DSC.</p><p>In Burkina Faso la strategia di cooperazione svizzera si concentra sui settori della sicurezza alimentare/sviluppo rurale, la formazione di base/formazione professionale, la decentralizzazione e la cooperazione economica. Queste priorità sono definite nel messaggio sulla cooperazione internazionale 2013-2016 e attuate dall'ufficio di cooperazione di Ouagadougou.</p><p>Nel Mali la strategia di cooperazione svizzera si concentra sui settori dello sviluppo rurale/economie locali, educazione/formazione professionale e gestione pubblica locale. Anche queste priorità sono fissate nel messaggio sulla cooperazione internazionale 2013-2016 e vengono realizzate dall'Ufficio di cooperazione di Bamako.</p><p>In linea con le istruzioni per l'utilizzo dei crediti globali menzionati in precedenza, nel mese di dicembre 2014 l'ufficio di Bamako ha accordato per il 2015 un contributo unico di 21 000 CHF all'associazione AVEC-Mali. Non è invece stata avviata alcuna collaborazione con il gruppo di sostegno "Burkina Vert", in quanto le sue proposte non rispecchiano la visione strategica della cooperazione svizzera.</p>  Risposta del Consiglio federale.