<h2>SubmittedText<h2><p>Fondandosi sull'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale e sull'articolo 107 della legge sul Parlamento, la Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia del Consiglio nazionale presenta la seguente iniziativa parlamentare:</p><p>La legge sulla protezione dell'ambiente è modificata come segue:</p><p>Art. 10h</p><p>1 La Confederazione e, nel quadro delle loro competenze, i Cantoni provvedono a preservare le risorse naturali. Essi si adoperano per migliorare durevolmente l'impiego efficiente di tali risorse, in particolare al fine di ridurre in maniera significativa l'impatto ambientale. A tal proposito, la Confederazione esamina le possibilità di tenere conto dell'inquinamento ambientale provocato all'estero.</p><p>2 La Confederazione gestisce una piattaforma dedicata alla promozione dell'economia circolare svizzera. Al riguardo collabora con i Cantoni e con organizzazioni nazionali e internazionali dell'economia, della scienza e della società. </p><p>3 Il Consiglio federale riferisce periodicamente all'Assemblea federale sull'ulteriore necessità d'intervento in materia di consumo di risorse naturali, sottoponendole proposte relative agli obiettivi quantitativi concernenti le risorse.</p><p>Art. 30a lett. d ed e</p><p>Il Consiglio federale può:</p><p>...</p><p>d. obbligare i fabbricanti e i commercianti a utilizzare imballaggi prodotti con materiali circolari;</p><p>e. introdurre incentivi per evitare l'uso di imballaggi superflui.</p><p>Art. 30d</p><p>1 I rifiuti devono essere sottoposti al riciclaggio dei materiali se tecnicamente possibile e sopportabile sotto il profilo economico e se in tal modo il carico per l'ambiente risulta inferiore a quello derivante da un altro tipo di smaltimento o dalla produzione di nuovi prodotti.</p><p>2 Devono essere riciclati in particolare:</p><p>a. i metalli riciclabili contenuti nei residui del trattamento dei rifiuti, delle acque reflue e dell'aria di scarico; </p><p>b. le frazioni riciclabili contenute nei materiali di scavo e di sgombero non inquinati destinati alla discarica definitiva;</p><p>c. il fosforo contenuto nei fanghi di depurazione nonché le farine animali e ossee e i resti alimentari.</p><p>3 Se non sussiste alcun obbligo di riciclaggio dei materiali, le parti combustibili dei rifiuti devono essere sottoposte a recupero energetico, se tecnicamente possibile e sopportabile sotto il profilo economico e se in tal modo il carico per l'ambiente risulta inferiore a quello derivante da un altro tipo di smaltimento.</p><p>4 Per gli imballaggi che devono essere riciclati secondo il capoverso 1, il Consiglio federale può prescrivere obblighi di raccolta, se ciò è necessario per garantirne il riciclaggio.</p><p>Art. 41a cpv. 2</p><p>1 ...</p><p>2 D'intesa con i settori, le imprese o le organizzazioni interessati, possono convenire semplificazioni fissando obiettivi e scadenze.</p><h2>InitialSituation<h2><h2 class="Titel_d"><strong>Comunicato stampa della commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia Consiglio nazionale del 02.11.2022</strong></h2><p class="Standard_d">Con 17 voti contro 4 e 2 astensioni la Commissione ha adottato il progetto dell'iniziativa parlamentare <a href="https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20200433">20.433</a> che mira a una stretta e forte collaborazione con l'economia. Gli ostacoli normativi o amministrativi devono essere ridotti e gli accordi settoriali e le misure volontarie intraprese dalle imprese devono essere rafforzati. L'uso efficiente delle risorse deve essere perseguito in particolare consentendo al Consiglio federale di imporre nuove esigenze sulla durata di vita o sulla riparabilità dei prodotti, ad esempio per quanto riguarda il numero di cicli di ricarica delle batterie o la disponibilità di pezzi di ricambio. La Commissione si sta anche concentrando su un'edilizia efficiente sotto il profilo delle risorse. L'uso di materiali edili ecologici e la separabilità dei diversi componenti devono essere rafforzati.</p><p class="Standard_d">I partecipanti alla consultazione hanno accolto molto favorevolmente il progetto e in particolare gli sforzi della Commissione volti a rafforzare l'economia circolare in Svizzera a livello legislativo nonché a promuoverla con diverse misure. Diversi pareri miravano all'adozione di prescrizioni più severe per la preservazione delle risorse, altri chiedevano di rendere più flessibili le esigenze per l'economia. La Commissione ha deciso di lasciare il progetto preliminare sostanzialmente invariato e ha apportato solo poche modifiche mirate. Essa ritiene che il progetto, ampiamente sostenuto, offra una base efficace per un'economia circolare orientata al futuro e competitiva in Svizzera.</p><p>&nbsp;</p><h2 class="Titel_d"><strong>Comunicato stampa del Consiglio federale del 15.02.2023</strong></h2><p class="Standard_d"><strong>Nella seduta del 15 febbraio 2023, il Consiglio federale ha adottato il suo parere sul progetto della Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia del Consiglio nazionale (CAPTE-N) in merito all'iniziativa parlamentare 20.433 "Rafforzare l'economia circolare svizzera". La revisione verte essenzialmente sulla creazione di nuove disposizioni nella legge federale sulla protezione dell'ambiente (LPAmb). Il Consiglio federale sostiene la proposta della CAPTE-N, che mira, in futuro, a chiudere meglio i cicli dei materiali e delle risorse, proponendo al Parlamento alcuni adeguamenti.</strong></p><p class="Standard_d">Nel suo parere, il Consiglio federale accoglie favorevolmente l'ambizione perseguita dall'iniziativa parlamentare 20.433 di rafforzare l'economia circolare svizzera (cfr. riquadro). Il progetto concretizza una delle priorità della Strategia per uno sviluppo sostenibile 2030 del Consiglio federale: l'obiettivo del consumo e della produzione sostenibili. Il progetto contempla inoltre diversi strumenti che si basano sui principi di sussidiarietà e che coinvolgono l'economia privata.</p><p class="Standard_d">In un periodo di incertezza crescente e di penurie di approvvigionamento l'economia circolare può contribuire a ridurre la dipendenza dalle importazioni di materie prime e di materiali. L'economia circolare può, ad esempio, fornire alle aziende materiali riciclati o favorire la riparabilità per prolungare la durata di vita di prodotti indispensabili, quali i computer e i telefoni cellulari.</p><p class="Standard_d">&nbsp;</p><p class="Standard_d">Creare le condizioni generali</p><p class="Standard_d">In questo contesto, il Consiglio federale sostiene l'inserimento nella LPAmb di disposizioni che consentono di creare le condizioni generali che favoriscono l'economia circolare. Si tratta in particolare del principio di uso parsimonioso delle risorse naturali o del riutilizzo di materiali o di prodotti che attualmente vengono eliminati.</p><p class="Standard_d">Il Consiglio federale propone tuttavia al Parlamento alcune modifiche, tra l'altro nei settori del monopolio cantonale in materia di smaltimento dei rifiuti e delle costruzioni rispettose delle risorse. Se, da un lato, il Consiglio federale sostiene nella sostanza l'idea di liberalizzare detto monopolio, ritiene, dall'altro, che occorra stabilire condizioni quadro chiare per non compromettere il sistema attuale.</p><p class="Standard_d">Il progetto prevede inoltre una nuova disposizione nella legge sull'energia intesa a consentire ai Cantoni di stabilire valori limite per l'energia grigia degli edifici. Il Consiglio federale propone di stralciarla. Pur sostenendo l'obiettivo di ridurre l'energia e le emissioni grigie di gas serra nel settore delle costruzioni, ritiene che sia compito dei Cantoni legiferare in materia.</p><p class="Standard_d">Alla luce di questa revisione, il Governo esaminerà l'opportunità di adottare ulteriori misure nell'ambito dell'economia circolare. Nella sua seduta del 19 giugno 2020, aveva infatti incaricato il DATEC di elaborare, insieme al DEFR e al DFF, misure volte a preservare le risorse. Questo mandato sarà realizzato tenendo conto delle decisioni adottate dal Parlamento nel quadro dei dibattiti sulla suddetta iniziativa parlamentare.</p><p>&nbsp;</p><h2 class="Titel_d"><strong>Comunicato stampa della commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia Consiglio nazionale del 23.02.2023</strong></h2><p class="Standard_d">Nell'ambito dell'esame di un progetto concernente l'economia circolare (<a href="https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20200433">20.433</a>), la Commissione si è occupata del relativo parere del Consiglio federale. L'Esecutivo appoggia in linea di principio il progetto della Commissione, ma propone d'integrare varie precisazioni, che la Commissione appoggia in larga misura, ad esempio per quanto riguarda le tasse di smaltimento anticipate e il commercio online (art. 32abis-art. 32aocties) o le costruzioni a basso consumo di risorse (art. 35j). Su alcuni punti il Consiglio federale si oppone invece alle decisioni della Commissione, esprimendosi ad esempio contro una regolamentazione federale in materia di littering; con 18 voti contro 6 e 1 astensione, la Commissione conferma tuttavia la sua decisione di voler istituire nella legge sulla protezione dell'ambiente un'apposita base legale (art. 31b cpv. 5). La Commissione respinge inoltre, con 17 voti contro 7 e 1 astensione, le prescrizioni più restrittive riguardanti la realizzazione di progetti pilota che il Consiglio federale propone di inserire nell'articolo 48a. Con 18 voti contro 7, si oppone infine alla proposta dell'Esecutivo di stralciare la disposizione riguardante gli appalti contenuta nell'articolo 30 capoverso 4, e conferma la responsabilità dei committenti pubblici di prendere in considerazione gli aspetti ecologici negli appalti.</p><p class="Standard_d">Diverse minoranze nel progetto permangono, mentre singole minoranze sostengono le proposte del Consiglio federale.</p><h2>Proceedings<h2><h4 class="SDA_Meldung_d">Notizia ATS</h4><h3 class="Debatte_sda_linksbündig_d"><strong>Dibattito al Consiglio nazionale, 03.05.2023</strong></h3><p class="Standard_d"><strong>"Sì" a economia circolare</strong></p><p class="Standard_d"><strong>Evitare gli sprechi di risorse al fine di mitigare l'impatto sull'ambiente dell'economia. È l'obiettivo della revisione della legge sulla protezione dell'ambiente adottata oggi dal Consiglio nazionale, che mira a introdurre la cosiddetta economia circolare. Previste anche sanzioni contro il littering.</strong></p><p class="Standard_d">L'obiettivo del progetto è sviluppare l'economia circolare, rendere l'economia elvetica più efficiente, ridurne l'impatto sull'ambiente e aumentare la sicurezza dell'approvvigionamento, ha spiegato Christophe Clivaz (Verdi/VS) a nome della commissione. L'approccio è globale e copre l'intero ciclo del prodotto: non solo la valorizzazione dei rifiuti, ma anche il riutilizzo, la riparazione e il riciclaggio.</p><p class="Standard_d">Il disegno chiede alle autorità di attuare misure di protezione ambientale che si basino sul principio della conservazione dell'ambiente e delle risorse naturali. Per farlo la revisione legislativa punta a una "stretta e intensa collaborazione con gli ambienti economici". Gli ostacoli normativi o amministrativi saranno ridotti. Viene ad esempio allentato il monopolio cantonale sullo smaltimento dei rifiuti. Altre disposizioni impongono requisiti più severi sugli imballaggi.</p><p class="Standard_d">L'uso efficiente delle risorse sarà sostenuto in particolare dal fatto che il Consiglio federale sarà in futuro autorizzato a stabilire requisiti relativi alla durata o alla riparabilità dei prodotti, ad esempio per quanto riguarda il numero di cicli di ricarica della batteria o la disponibilità di pezzi di ricambio, ha spiegato Clivaz.</p><p class="Standard_d">Un altro punto concerne l'uso delle risorse nel campo delle costruzioni allo scopo di ridurre l'impatto indiretto degli edifici sull'ambiente. Si tratta anche di poter separare meglio i diversi elementi durante le demolizioni allo scopo di aumentare le possibilità di riciclaggio.</p><p class="Standard_d">Tutte queste misure, oltre a salvaguardare l'ambiente, permetteranno non da ultimo di ridurre la dipendenza dall'estero. Cosa non trascurabile in questi tempi di crescente insicurezza e difficoltà di approvvigionamento, ha aggiunto Albert Rösti, il consigliere federale responsabile del dossier.</p><p class="Standard_d">Durante le discussioni, Christian Wasserfallen (PLR/BE) ha chiesto di mantenere le disposizioni di legge attuali per quel che concerne la valorizzazione dei rifiuti. Le nuove priorità pongono un serio problema agli impianti di incenerimento dei rifiuti, e di riflesso alle reti di teleriscaldamento, ha spiegato il bernese. E ciò mentre il legislatore punta su questo tipo di riscaldamento per sostituire i vecchi impianti a nafta.</p><p class="Standard_d">Al voto la proposta Wassefallen è però stata spazzata via con 179 voti, solo in undici l'hanno sostenuto. È il punto centrale della riforma, non si può rinunciarvi, ha esclamato Matthias Jauslin (PLR/AG) a nome della commissione. L'emendamento dimostra solo una cosa: che l'unico obiettivo degli inceneritori è bruciare la maggiore quantità possibile di rifiuti, insomma fare business, ha aggiunto Monika Rüegger (UDC/OW).</p><p class="Standard_d">Tra le disposizioni approvate - con 136 voti a 50 - figura poi anche una multa contro il littering, già applicata in diversi cantoni. In concreto, il progetto stabilisce che "chiunque getta o lascia in giro, intenzionalmente o per negligenza, piccole quantità di rifiuti" sarà punito con una multa fino a 300 franchi. Solo i rappresentanti dell'UDC - con alcune eccezioni - si sono opposti.</p><p class="Standard_d">Sebbene il littering vada condannato, un divieto a livello federale sarebbe sproporzionato, ha sostenuto Michael Graber (UDC/VS). Il vallesano si è anche chiesto come far applicare il divieto, visto che l'abbandono di rifiuti crea problemi soprattutto in campagna, dove ci sono pochi o nessun agente di polizia. Anche il consigliere federale Albert Rösti ha chiesto di rinunciare a questa disposizione, sostenendo che sia di competenza cantonale.</p><p class="Standard_d">Per Priska Wismer-Felder (Centro/LU) è incomprensibile che proprio l'UDC, partito di tradizione agraria, sia contro la norma sul littering. La lucernese ha ricordato i manifesti che richiamano l'attenzione sul pericolo che questi rifiuti finiscano nel mangime degli animali.</p><p class="Standard_d">Al voto sull'insieme, il progetto di revisione della legge sulla protezione dell'ambiente è stato approvato con 133 voti. I contrari, essenzialmente UDC, sono stati 42 e gli astenuti, anche in questo caso in maggioranza democentristi, 13.</p><p class="Standard_d">&nbsp;</p><h4 class="SDA_Meldung_d"><span style="color:black;">Notizia&nbsp;ATS</span></h4><h3 class="Debatte_sda_linksbündig_d"><strong>Dibattito al Consiglio degli Stati, 07.12.2023</strong></h3><p class="Standard_d"><strong>Ok a economia circolare, 300 franchi multa per littering</strong><br><strong>Evitare gli sprechi di risorse al fine di mitigare l'impatto sull'ambiente dell'economia.</strong></p><p class="Standard_d">È l'obiettivo della revisione della legge sulla protezione dell'ambiente adottata oggi anche dal Consiglio degli Stati (37 a 2), che mira a introdurre la cosiddetta economia circolare. Previste anche sanzioni contro il littering: in futuro, chi getterà a terra rifiuti verrà punito con una mula massima di 300 franchi. Il dossier va al Nazionale per le divergenze.</p><p class="Standard_d">L'obiettivo del progetto è sviluppare l'economia circolare, rendere l'economia elvetica più efficiente, ridurne l'impatto sull'ambiente e aumentare la sicurezza dell'approvvigionamento, ha spiegato a nome della commissione Damian Müller (PLR/LU). L'approccio è globale e copre l'intero ciclo del prodotto: non solo la valorizzazione dei rifiuti, ma anche il riutilizzo, la riparazione e il riciclaggio.</p><p class="Standard_d">Il disegno chiede alle autorità di attuare misure di protezione ambientale che si basino sul principio della conservazione dell'ambiente e delle risorse naturali. Per farlo la revisione legislativa punta a una stretta collaborazione con gli ambienti economici. Gli ostacoli normativi o amministrativi saranno ridotti.</p><p class="Standard_d">Nel corso dell'esame, il plenum ha aderito alla maggior parte delle decisioni del Consiglio nazionale. Tuttavia ha mantenuto di principio il monopolio cantonale dello smaltimento dei rifiuti urbani. La raccolta volontaria da parte di imprese private dovrebbe essere possibile soltanto se il Consiglio federale la autorizza per determinate tipologie di rifiuti.</p><p class="Standard_d">Secondo la camera dei Cantoni occorre poi garantire che la raccolta da parte di privati non venga sospesa se non risulta più redditizia, ad esempio a causa della fluttuazione dei prezzi dei materiali, e che il settore pubblico debba quindi colmare tale lacuna.</p><p class="Standard_d">In questo modo si darà un’opportunità a modelli aziendali innovativi nella gestione dei rifiuti senza ostacolare la pianificazione e il finanziamento del riciclaggio da parte di Cantoni e Comuni.</p><p class="Standard_d">&nbsp;</p><h4 class="SDA_Meldung_d"><span style="color:black;">Notizia&nbsp;ATS</span></h4><h3 class="Debatte_sda_linksbündig_d"><span style="color:#221E1F;"><strong>Dibattito al Consiglio nazionale, 26.02.2024</strong></span></h3><p><strong>CN: economia circolare, appianate quasi tutte le divergenze</strong><br><strong>Il Consiglio nazionale ha risolto oggi quasi tutte le divergenze con gli Stati riguardo al progetto volto a rafforzare l'economia circolare, in particolare quella sul disimballaggio dei prodotti biogeni. L'oggetto ritorna comunque alla Camera dei cantoni per l'eliminazione di un'ultima differenza superstite.</strong></p><p>La revisione della legge sulla protezione dell'ambiente - già adottata nel suo insieme da entrambi i rami del Parlamento nel 2023 - si propone di evitare gli sprechi di risorse al fine di mitigare l'impatto dell'economia sull'ambiente. Sono previste anche sanzioni contro il littering: chiunque si macchierà di lasciare in giro dei rifiuti sarà punito con una multa massima di 300 franchi.</p><p>L'obiettivo del progetto è rendere l'economia elvetica più efficiente, ridurne l'impatto sull'ambiente e aumentare la sicurezza dell'approvvigionamento, ha ricordato il relatore commissionale Christophe Clivaz (Verdi/VS). L'approccio è globale e copre l'intero ciclo del prodotto, vale a dire la valorizzazione, il riutilizzo, la riparazione e il riciclaggio dei rifiuti.</p><p>Il disegno chiede alle autorità di attuare misure di protezione che si basino sul principio della conservazione dell'ambiente e delle risorse naturali. Per farlo la revisione legislativa punta a una stretta collaborazione con gli ambienti economici. Gli ostacoli normativi o amministrativi saranno ridotti.</p><p>Oggi il Nazionale ha eliminato la maggior parte delle differenze con gli Stati, seguendo in diversi casi tacitamente le proposte della commissione preparatoria. Tra le altre cose, è stato mantenuto il principio del monopolio cantonale nello smaltimento dei rifiuti urbani.</p><p>Unione d'intenti anche sul punto più discusso, ossia la questione se i prodotti biogeni invenduti debbano o meno essere tolti dall'imballaggio, in nome di una raccolta differenziata. La Camera del popolo ha infine optato per allinearsi ai "senatori", rinunciando all'obbligo generalizzato che aveva invece voluto introdurre l'anno scorso al momento del primo passaggio del dossier in aula.</p><p>"Non ha senso che i prodotti biogeni siano sottoposti a un'ulteriore fase di trattamento, visto l'onere che comporterebbe", ha fatto notare Nicolo Paganini (Centro/SG). D'accordo anche il consigliere federale Albert Rösti, secondo cui "il rapporto costi-benefici non è ottimale". Il ministro ha inoltre evidenziato come in linea di massima l'obbligo, a determinate condizioni, sia già previsto dalla legge.</p><p>L'oggetto torna ora sui banchi degli Stati per trattare un'ultima divergenza di secondo piano. Il Nazionale ha in effetti deciso che la misurazione degli obiettivi indicati dal Consiglio federale alle Camere per le risorse naturali debba fondarsi su "standard riconosciuti a livello internazionale" e non sulle dichiarazioni dei prodotti.</p><p>&nbsp;</p><h4 class="SDA_Meldung_d"><span style="color:black;">Notizia&nbsp;ATS</span></h4><h3 class="Debatte_sda_linksbündig_d"><strong>Dibattito al Consiglio degli Stati, 29.02.2024</strong></h3><p class="Standard_d">Il Consiglio degli Stati ha eliminato tacitamente l'ultima, minore, divergenza col Nazionale sulla revisione della legge sulla protezione dell'ambiente, che mira a rafforzare l'economia circolare, evitando gli sprechi di risorse e multando chi si macchia di littering.</p>