<h2>SubmittedText<h2><p>Si chiede al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale si impegnerà affinché nel settore dei media aumenti la quota delle donne a livello dirigenziale? Se sì, come?</p><p>2. Il Consiglio federale considera la possibilità di una regolamentazione vincolante della quota pari al 30 per cento nei quadri dirigenziali (direzione di settore e di redazione) per le case mediatiche che ricevono sussidi per i media? Ad esempio, a partire da un determinato importo del sussidio.</p><p>3. Come considera una promozione dei media dipendente da un CCL? O vede altri modi per motivare maggiormente i beneficiari dei sussidi alla diversità?</p><p>4. Farà pressione sull'associazione degli editori per negoziare un corrispondente CCL?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Domande 1, 2 e 4</p><p>Il Consiglio federale attribuisce grande importanza alle pari opportunità per donne e uomini, nonché alla loro adeguata rappresentanza nelle posizioni dirigenziali. Considera che la promozione delle pari opportunità e quella della diversità tra gli impiegati siano parte integrante di un mondo del lavoro e una cultura aziendale moderni.</p><p>Per realizzare l'uguaglianza dei sessi sancita dalla Costituzione federale, il Parlamento, su proposta del Consiglio federale, ha introdotto nel diritto delle obbligazioni una rappresentanza dei sessi in ragione del 30 per cento nel consiglio d'amministrazione e in ragione del 20 per cento nella direzione di una società (CO art. 734f). Questa disposizione si applica alle grandi società quotate in borsa con sede in Svizzera e quindi anche a tutte le imprese mediatiche che soddisfano questo requisito. La disposizione è in vigore dall'inizio di quest'anno con un periodo di transizione di 5 e 10 anni rispettivamente.</p><p>A prescindere da ciò, strutturare il mondo del lavoro rientra principalmente nella responsabilità dei datori di lavoro e dei partner sociali. Ciò include anche le questioni relative all'uguaglianza e alla diversità, che dipendono essenzialmente dalla cultura aziendale. Tali argomenti sono oggetto di misure nell'ambito del diritto del lavoro, che sono regolamentate, ad esempio, nel quadro di un contratto collettivo di lavoro.</p><p>Per quanto riguarda le pari opportunità nella vita professionale, le imprese mediatiche, come tutti gli altri datori di lavoro, devono rispettare le disposizioni della legge federale sulla parità dei sessi (LPar; RS 151.1), che tra l'altro comprende un divieto di discriminazione.</p><p>Domanda 3</p><p>L'attuale base legale per la promozione dei media non prevede alcun criterio di sostegno specifico per organizzare le condizioni di lavoro. Né la promozione indiretta della stampa, né la futura legge federale sulla promozione dei media online vincolano il sostegno finanziario alle condizioni sulla pari opportunità e sulla diversità. La legge federale sulla radiotelevisione (LRTV) prescrive il rispetto delle condizioni di lavoro di categoria come prerequisito per il rilascio della concessione per le emittenti radiofoniche locali e televisive regionali. La LRTV non include requisiti più specifici.</p>  Risposta del Consiglio federale.