<h2>SubmittedText<h2><p>Le città sono state e sono particolarmente colpite dalla crisi provocata dal coronavirus e dai provvedimenti per contenere la pandemia. Alla luce dell'articolo 50 della Costituzione federale, che obbliga la Confederazione a prendere particolarmente in considerazione gli interessi delle città e degli agglomerati, il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p></p><p>1. Ha coinvolto le città nell'organizzazione di crisi chiamata a gestire la pandemia da coronavirus (SMCC, altri organi)? Se no, alla luce dell'articolo costituzionale sulle città, come giustifica che abbia coinvolto direttamente i Cantoni, la scienza, l'economia e la società civile, ma non le città?</p><p>2. Come intende tenere conto delle esigenze e delle esperienze delle città nelle future decisioni sul mantenimento/sulla revoca dei provvedimenti per combattere il coronavirus (p. es. coprifuoco, divieto di dimostrazioni, divieto di manifestazioni)?</p><p>3. Come intende garantire che in futuro le città siano coinvolte nell'organizzazione di crisi della Confederazione?</p><p>4. Come intende tenere conto nei prossimi mesi e anni delle gravi conseguenze della crisi per le finanze delle città?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale non ha esplicitamente coinvolto le città nello Stato maggiore di crisi del Consiglio federale per la gestione della pandemia da coronavirus (SMCC). Per contro l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ha intrattenuto scambi regolari con le istituzioni del settore sanitario dei Cantoni e delle città. Inoltre il capo del Dipartimento federale dell'interno è stato regolarmente in contatto con diverse città. Tramite lo Stato maggiore federale Protezione della popolazione (SMFP), anche gli organi cantonali sono stati coinvolti nell'organizzazione di crisi della Confederazione, a cui hanno potuto senz'altro partecipare anche Comuni e città.</p><p>Giusta l'articolo 50 capoversi 2 e 3 della Costituzione federale (Cost.), nel suo agire la Confederazione deve tenere conto delle possibili conseguenze per i Comuni e prendere in considerazione la particolare situazione delle città, degli agglomerati e delle regioni di montagna. Questo obbligo vige anche se, in applicazione dell'articolo 7 della legge sulle epidemie (RS 818.101) e dell'articolo 185 capoverso 3 Cost., adotta norme, come è stato il caso nella lotta al coronavirus.</p><p>Considerata l'urgenza, secondo il Consiglio federale l'obbligo di tener conto della situazione di Comuni e agglomerati è stato in gran parte garantito anche durante la crisi, attraverso i regolari contatti dell'UFSP con le direzioni cantonali della sanità. In futuro, tuttavia, il Consiglio federale si adopererà per coinvolgere maggiormente le città nelle decisioni, per quanto possibile dati i tempi serrati in caso di provvedimenti urgenti.</p><p>2./3. L'integrazione di tutti i servizi coinvolti nel Sistema integrato della protezione della popolazione avviene in conformità alle competenze definite nel quadro del sistema federalista svizzero. Gli interlocutori e le forme di collaborazione sono stabiliti come segue: Confederazione - Cantone; Cantone - Comune (incluse le città).</p><p>Nello SMFP sono integrate le conferenze dei Governi cantonali e gli organi direttivi dei Cantoni. Il coinvolgimento delle città nella gestione della crisi avviene tramite i Cantoni.</p><p>4. Complessivamente la Confederazione ha deciso uscite per 30,9 miliardi di franchi, nonché fideiussioni e garanzie per 42,2 miliardi di franchi per misure in relazione con la pandemia da coronavirus (stato: 10.8.2020). Tra queste vi sono misure di grande portata a favore dell'economia (tra cui crediti COVID-19 garantiti, indennità per lavoro ridotto, indennità di perdita di guadagno, contributi e prestiti in ambito culturale), di cui beneficiano anche le aziende e i lavoratori indipendenti residenti nelle città. Non sono previste misure di più ampia portata da parte della Confederazione. Va tuttavia fatto presente che l'aggravio sociodemografico dei Cantoni è in parte compensato nel quadro della perequazione finanziaria. In questa perequazione dell'aggravio sociodemografico (PAS) si tiene conto degli oneri delle città polo in base alle elevate densità di popolazione e di posti di lavoro nelle zone urbane e di altri oneri speciali dovuti alla struttura della popolazione (con i criteri reddito, struttura d'età e migrazione). Nel 2020, a causa degli oneri delle città polo, sono versati ai Cantoni di ZH, GE, BS e VD 121 milioni di franchi. In base alla struttura della popolazione sono versati 243 milioni a 11 Cantoni. Spetta ai Cantoni decidere come distribuire questi mezzi alle città e ai Comuni del territorio cantonale.</p>  Risposta del Consiglio federale.