<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di adeguare le ordinanze in modo che l'utilizzo di tubi flessibili a strascico venga promosso attraverso un'opportuna estensione del sistema di incentivi finanziari anche dopo il 2021. L'obbligo ai sensi della OIAt va stralciato.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In seguito all'introduzione dei progetti sulle risorse dal 2008 e dei contributi per l'efficienza delle risorse (CER) nel 2014 (Politica agricola 2014-2017), la Confederazione ha investito molto, ovvero più di 160 milioni di franchi, per la transizione verso procedimenti di spandimento a basse emissioni ("tubi flessibili"). Attualmente la partecipazione ha raggiunto il livello massimo e non si constatano più progressi.</p><p>Come previsto nel Messaggio sulla Politica agricola 2014-2017, il 12 febbraio 2020 il Consiglio federale ha deciso di rendere obbligatorie queste buone pratiche agricole a partire dal 1° gennaio 2022 sancendole nell'ordinanza contro l'inquinamento atmosferico (OIAt; RS 814.318.142.1).</p><p>L'ordinanza sui pagamenti diretti (OPD; RS 910.13) è stata modificata di conseguenza in modo che tale obbligo sia parte integrante della prova che le esigenze ecologiche sono rispettate (PER), presupposto per l'ottenimento di pagamenti diretti. Il Consiglio federale ha altresì introdotto un periodo transitorio di 2 anni durante il quale continueranno a essere erogati i contributi per procedimenti di spandimento a basse emissioni nel quadro dei contributi per l'efficienza delle risorse. Questo periodo transitorio terminerà a fine 2021. La mozione chiede di rivedere questa decisione, ovvero di abolire l'obbligo sancito nell'OIAt e di reintrodurre un pagamento diretto CER per promuovere queste buone pratiche agricole nell'OPD.</p><p>La decisione di modificare l'OIAt è stata presa seguendo le procedure usuali in materia, in particolare dopo aver consultato le cerchie interessate. Durante tale processo un gruppo di esperti ha previsto delle eccezioni ed è stato condotto uno studio intitolato "Volkswirtschaftliche Beurteilung (VOBU): Revision der Luftreinhalte-Verordnung (LRV)" (Ecoplan 2019, 56pp) nel quale sono stati approfonditi tutti i punti menzionati nella mozione. Lo studio mostra che la via imboccata è assolutamente sostenibile e dovrebbe portare i risultati attesi sull'ambiente. Dopo la decisione del Consiglio federale non sono emersi elementi che la rimettono in discussione. Pertanto non vi è alcun motivo per rivedere la decisione del 12 febbraio 2020.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.