<h2>SubmittedText<h2><p>Per anni le piattaforme online straniere come Shein, Temu e Wish hanno attirato i consumatori svizzeri proponendo un marketing aggressivo e prezzi stracciati. Diverse indagini nell'UE e in Svizzera sono giunte alla conclusione che si tratta di piattaforme utilizzate per vendere a prezzi di dumping beni che non soddisfano i nostri requisiti legali in materia di sicurezza dei prodotti.&nbsp;</p><p>&nbsp;</p><p>Questa situazione non solo rappresenta un rischio per i consumatori, ma pone anche i produttori e i rivenditori nazionali in una posizione di svantaggio: la necessità di garantire il rispetto delle normative locali e di determinati standard di sicurezza genera infatti costi aggiuntivi che i concorrenti stranieri non sono invece tenuti a sostenere e che si traducono in prezzi più elevati. In Svizzera si controlla se i produttori e i rivenditori rispettano tali disposizioni e standard; in alcuni casi si ricorre anche al richiamo di prodotti difettosi, che possono causare, oltre a una perdita finanziaria, anche un danno d’immagine. Tuttavia, è altamente improbabile che una fabbrica di prodotti a basso costo con sede in estremo Oriente – nei casi in cui è possibile determinare che sia il produttore – possa essere oggetto di denuncia o rispondere a una richiesta di risarcimento da parte di un cliente europeo. Ciò porta a condizioni di concorrenza inique e non tollerabili per gli operatori del mercato. Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>&nbsp;</p><ol><li>In che modo garantisce che anche le piattaforme online straniere rispettino i requisiti di legge sulla sicurezza dei prodotti?&nbsp;</li><li>A differenza della Svizzera, nell’UE il Regolamento sulla vigilanza del mercato vieta esplicitamente la pubblicità di prodotti che non soddisfano i requisiti legali di sicurezza. Ciò vale anche per le piattaforme online. Qual è la posizione del Consiglio federale in merito alla possibilità di una normativa simile in Svizzera?&nbsp;</li><li>Quali altre misure prevede per garantire condizioni di parità tra gli operatori del mercato nazionali e stranieri?&nbsp;</li><li>In adempimento del mio postulato «Armi pari per tutti i venditori online» (<a href="https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20174228"><span style="color:#000000;">17.4228</span></a>), nel 2019 il Consiglio federale ha proposto nuove misure per eliminare le condizioni di disparità tra i venditori online esteri e svizzeri. In che modo sono state attuate e valutate?&nbsp;</li><li>Il Consiglio federale è a conoscenza dell’entità dell’eventuale sostegno finanziario diretto o indiretto che le piattaforme online ricevono dai loro Paesi d'origine?&nbsp;</li></ol>