<h2>SubmittedText<h2><p>Rimane tangibile l'impressione che, nell'ambito delle assunzioni di personale all'interno dell'amministrazione federale, le candidature provenienti dalle comunità linguistiche minoritarie continuino ad essere sfavorite. Nei casi di mancata assunzione, per i quali è chiesta una spiegazione agli uffici competenti, sono immancabilmente invocati i migliori requisiti posseduti dalle persone prescelte. Dall'esterno, è evidentemente impossibile contestare tali scelte poiché manca la possibilità di verificarne la fondatezza. Questa situazione tende ad incrementare una dannosa sensazione di impotenza, che va di pari passo con la convinzione di essere confrontati con un insufficiente rispetto delle disposizioni in materia di plurilinguismo.</p><p>Per dare un peso maggiore alle istruzioni del Consiglio federale concernenti la promozione del plurilinguismo nell'amministrazione federale e per scongiurare l'impressione di un loro capillare aggiramento, chiedo se il Consiglio federale non ritenga utile adottare una qualche formula di possibile verifica delle assunzioni e di sanzionamento dei casi di mancato rispetto delle citate istruzioni. Perché non fare in modo che perlomeno qualche istanza "accreditata" (deputazione di un singolo cantone, Helvetia latina) abbia la facoltà, in caso di motivato dubbio, di chiedere una verifica per il tramite dell'Ufficio federale del personale? Perché non prevedere, quand'anche si intenda evitare che questo intervento conduca ad invalidare una assunzione, che l'Ufficio federale del personale possa almeno emettere un richiamo formale all'indirizzo degli uffici inadempienti rispetto alle istruzioni sul plurilinguismo? L'adozione di qualche strumento - seppur moderato - di controllo contribuirebbe perlomeno a fare in modo che gli uffici si sentano osservati e siano incentivati a rispettare con maggiore scrupolo le norme sul plurilinguismo.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Le istruzioni del Consiglio federale concernenti la promozione del plurilinguismo nell'amministrazione federale del 22 gennaio 2003 sono attuate dai dipartimenti federali. L'Ufficio federale del personale (UFPER) deve presentare al Consiglio federale un rapporto annuale sull'evoluzione quantitativa del plurilinguismo, elaborato mediante strumenti standardizzati. Nel rapporto sono esposti unicamente gli indicatori più importanti.</p><p>Secondo i dati forniti dallo strumento di gestione standardizzato delle risorse umane (cockpit) elaborato nel marzo 2006, la quota delle comunità linguistiche in seno all'amministrazione federale raggiunge pressoché l'obiettivo perseguito.</p><p>Il 29 novembre 2006, il Consiglio federale ha approvato la riorganizzazione della gestione delle risorse umane. L'UFPER costituirà pertanto il centro di competenze strategico per la politica del personale della Confederazione. Al contempo, le competenze dei dipartimenti e degli uffici in materia di gestione del personale saranno potenziate.</p><p>L'UFPER dunque non ha - e non ha mai avuto - nessuna competenza per intervenire nei processi di selezione del personale dei dipartimenti e degli uffici. La selezione dei candidati compete esclusivamente ai dipartimenti e agli uffici. Le disposizioni legali in vigore non prevedono alcuna possibilità di ricorrere contro la decisione di rifiutare un candidato, qualunque sia la sua appartenenza linguistica. Non vi è quindi motivo di istituire un'istanza "accreditata" come proposto dall'autore dell'interpellanza.</p><p>Tuttavia, per garantire un controlling strategico e integrale, il 29 novembre 2006 il Consiglio federale ha incaricato l'UFPER di elaborare uno strumento di controllo integrale in materia di gestione delle risorse umane. Nel quadro di questi lavori, i servizi competenti della Confederazione esamineranno l'eventualità di considerare nuovi indicatori che corrispondano a quanto auspicato dall'autore dell'interpellanza.</p><p>In ultima analisi, il Consiglio federale condivide appieno l'avviso dell'autore sull'importanza di raggiungere l'equilibrio linguistico in seno all'amministrazione federale. Per questa ragione al numero 822 le istruzioni del 22 gennaio 2003 del Consiglio federale concernenti il plurilinguismo recitano che "nel limite del possibile vengono convocati al colloquio candidati di ciascuna comunità linguistica. Essi devono potersi esprimere nella loro lingua".</p><p>Il Consiglio federale ricorda infine che la gestione della diversità non riguarda soltanto la problematica del plurilinguismo. Anche le pari opportunità fra donne e uomini, l'integrazione delle persone disabili e la coesistenza delle diverse generazioni sono parte della politica della gestione della diversità adottata dall'amministrazione federale.</p>  Risposta del Consiglio federale.