<!DOCTYPE html> <html lang="it"><head><meta charset="utf-8"/></head><body><div class="content"> <div class="para"> </div> <div class="para">Bundesgericht </div> <div class="para">Tribunal fédéral </div> <div class="para">Tribunale federale </div> <div class="para">Tribunal federal </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <img height="74" src="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/clir/http/displayimage.php?id=2019-09-05-4A_302-2019.1&amp;type=gif" width="95"/> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>4A_302/2019</b> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>Sentenza del 5 settembre 2019</b> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>I Corte di diritto civile</b> </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Composizione </div> <div class="para">Giudici federali Kiss, Presidente, </div> <div class="para">Hohl, May Canellas, </div> <div class="para">Cancelliere Piatti. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Partecipanti al procedimento </div> <div class="para">1. Migros-Genossenschafts-Bund, </div> <div class="para">2. Delica AG, </div> <div class="para">entrambe patrocinate dagli avv.ti dott. Peter Schramm e Michael Reinle, </div> <div class="para">ricorrenti, </div> <div class="para"> </div> <div class="para">contro </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Caffé Chicco d'Oro di Eredi Rino Valsangiacomo SA, </div> <div class="para">patrocinata dall'avv. Andrea Ferrazzini, </div> <div class="para">opponente. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Oggetto </div> <div class="para">protezione dei marchi; concorrenza sleale, </div> <div class="para"> </div> <div class="para">ricorso contro la sentenza emanata il 7 giugno 2019 </div> <div class="para">dalla III Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone Ticino (10.2019.4). </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>Fatti:</b> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>A.</b> </div> <div class="para">La Migros-Genossenschatfs-Bund (in seguito: MGB) è una società cooperativa fondata nel 1941 e segnatamente attiva nella vendita di prodotti e servizi. Essa è la distributrice del caffè "CARUSO", prodotto dalla Delica AG, un'impresa della Migros iscritta a registro di commercio nel 1964. </div> <div class="para">La Caffé Chicco d'Oro di Eredi Rino Valsangiacomo SA (in seguito: Chicco d'Oro SA) ha in particolare per scopo sociale la tostatura del caffè e affini nonché il commercio di tali prodotti. Essa è titolare dei marchi verbali-figurativi n. 3P-284951 (registrato nel 1976) per prodotti della classe 30 della classificazione di Nizza e n. P-495455 (registrato nel 2001) per prodotti delle classi 11, 30, 35 e 43 della classificazione di Nizza. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>B.</b> </div> <div class="para">Il 7 giugno 2019 la III Camera civile del Tribunale di appello del Cantone Ticino ha, in parziale accoglimento dell'istanza cautelare 18 febbraio 2019 inoltrata dalla Chicco d'oro SA, vietato alla MGB e alla Delica AG (direttamente o indirettamente, tramite società terze o del gruppo Migros), di produrre, mettere in commercio, offrire o distribuire caffè in grani in specificate confezioni (dispositivo n. 1.1). Ha inoltre ordinato alle predette società di richiamare da tutti i distributori di prodotti Migros le predette confezioni di caffè in grani (dispositivo n. 1.2). Il divieto e l'ordine sono stati impartiti con la comminatoria dell'<span class="artref">art. 292 CP</span> (dispositivo n. 1.3) e all'istante è stato fissato un termine di 45 giorni per l'avvio della procedura di merito (dispositivo n. 3). La Corte cantonale ha ritenuto che le convenute creano con la produzione e la messa in commercio delle predette confezioni di caffè un rischio di confusione che viola la legge federale contro la concorrenza sleale (RS 241; LCSl). </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>C.</b> </div> <div class="para">Con ricorso in materia civile del 18 giugno 2019 la MGB e la Delica AG postulano, previo conferimento dell'effetto sospensivo al gravame, l'annullamento della sentenza cantonale e, in via principale, la reiezione dell'istanza di misure cautelari; in via subordinata chiedono il rinvio della causa al Tribunale di appello del Cantone Ticino. Le ricorrenti sostengono che l'opponente non aveva chiesto il richiamo del caffè, ragione per cui, ordinandolo, la Corte cantonale non è solo incorsa nell'arbitrio, ledendo il principio dispositivo e il principio della chiarezza, ma avrebbe pure violato il loro diritto di essere sentite. Lamentano poi che anche il pericolo di confusione sarebbe stato stabilito in modo arbitrario, sulla base di elementi di dominio pubblico. </div> <div class="para">Con decreto del 25 luglio 2019 la Presidente della Corte adita ha respinto la domanda di conferimento dell'effetto sospensivo al ricorso. </div> <div class="para">Non è stata chiesta una risposta al ricorso. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>Diritto:</b> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>1.</b> </div> <div class="para">Conformemente all'<span class="artref">art. 54 cpv. 1 LTF</span> la presente sentenza viene redatta in italiano, lingua della decisione impugnata, sebbene il ricorso sia stato inoltrato in tedesco. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>2.</b> </div> <div class="para">Il Tribunale federale esamina d'ufficio e con piena cognizione l'ammissibilità dei rimedi che gli sono sottoposti (<span class="artref">art. 29 cpv. 1 LTF</span>; <a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=33&amp;from_date=30.08.2019&amp;to_date=18.09.2019&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F140-IV-57%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page57">DTF 140 IV 57</a> consid. 2). </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>2.1.</b> Il ricorso è diretto contro una decisione di misure cautelari emanata prima della procedura principale dal Tribunale di appello del Cantone Ticino, che ha statuito quale istanza cantonale unica in virtù dell'art. 5 cpv. 1 lett. d CPC. </div> <div class="para">A giusta ragione le ricorrenti affermano quindi che la decisione impugnata è incidentale ed è solo suscettiva di un ricorso se può causare un pregiudizio irreparabile nel senso dell'<span class="artref">art. 93 cpv. 1 lett. a LTF</span>. Esse devono quindi dimostrare nella motivazione del ricorso in che modo sono concretamente minacciate da un tale danno (<a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=33&amp;from_date=30.08.2019&amp;to_date=18.09.2019&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F137-III-324%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page324">DTF 137 III 324</a> consid. 1.1). Il danno irreparabile dev'essere di natura giuridica e cioè non deve poter essere eliminato (completamente) in una futura sentenza favorevole alle ricorrenti (<a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=33&amp;from_date=30.08.2019&amp;to_date=18.09.2019&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F143-III-416%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page416">DTF 143 III 416</a> consid. 1.3 con rinvii). Non costituisce per contro un danno irreparabile di natura giuridica un mero inconveniente fattuale quale un allungamento della procedura o un aumento dei suoi costi (<a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=33&amp;from_date=30.08.2019&amp;to_date=18.09.2019&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F142-III-798%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page798">DTF 142 III 798</a> consid. 2.2, con rinvii). </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>2.1.1.</b> Le ricorrenti citano la sentenza 4A_36/2012 del 26 giugno 2012 (in sic! 2012 pag. 627) e affermano che un tale danno sussiste in ragione della difficoltà di determinare il pregiudizio finanziario che subiscono. Asseriscono che la decisione impugnata ostacola nella decisiva fase iniziale la penetrazione nel mercato del loro prodotto, il quale dovrebbe di fatto essere nuovamente lanciato dopo la procedura principale, con il rischio che nel frattempo imprese concorrenti abbiano con successo messo in commercio nuovi prodotti. Inoltre, il richiamo ordinato causerebbe un grave danno alla loro immagine e reputazione, che non potrebbe essere eliminato completamente con una decisione finale. Trattandosi di una derrata deperibile, sussisterebbe pure il rischio che essa debba essere distrutta con un ulteriore danno all'immagine per lo spreco causato. Infine, sempre secondo le ricorrenti, il ritiro del prodotto sarebbe sproporzionato. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>2.1.2.</b> Contrariamente a quanto sostenuto nel gravame, la presente fattispecie si distingue da quella riscontrata nella sentenza richiamata. Le ricorrenti riconoscono giustamente di non essere delle start-ups: esse fanno in effetti parte di un grande gruppo, segnatamente attivo nel commercio al dettaglio, solidamente impiantato in Svizzera da decenni. Il divieto di vendita delle confezioni di caffè non le limita in maniera generale nel loro sviluppo economico. Infatti, come rilevato dall'opponente nelle osservazioni alla domanda di conferimento dell'effetto sospensivo, esse possono continuare a vendere il caffè, a condizione di non utilizzare gli involucri specificati nella decisione impugnata. La possibilità di rimballare esclude di primo acchito il paventato pericolo di un danno all'immagine causato dalla distruzione di derrate alimentari. Anche per il resto l'argomentazione concernente il preteso danno reputazionale non convince, atteso che la Corte cantonale ha ordinato di richiamare il prodotto in questione dai distributori, ai quali possono facilmente essere spiegate le ragioni che hanno portato a tale richiesta, e non dai consumatori finali. I costi di tali operazioni possono essere fatti valere in una causa di risarcimento del danno ai sensi dell'<span class="artref">art. 264 CPC</span>. Non bisogna nemmeno dimenticare che le confezioni in questione sono rimaste in commercio per oltre 4 mesi, cosicché non pare per niente escluso che un'eventuale ulteriore danno non possa essere dimostrato o almeno stimato sulla base dell'<span class="artref">art. 42 cpv. 2 CO</span> (cfr. sentenza 4A_585/2014 del 27 novembre 2014 consid. 1.1.1 in sic! 2015 pag. 175). Infine anche la pretesa mancata proporzionalità del provvedimento impugnato è del tutto inidonea a dimostrare un danno irreparabile di natura giuridica. In definitiva, i pregiudizi di cui si prevalgono le ricorrenti non sono quindi quelli previsti dall'<span class="artref">art. 93 cpv. 1 lett. a LTF</span> per poter attaccare una decisione incidentale. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>3.</b> </div> <div class="para">Da quanto precede discende che il ricorso si rivela inammissibile. Le spese giudiziarie e le ripetibili - ridotte perché l'opponente è solo stata invitata a pronunciarsi sulla domanda di effetto sospensivo - seguono la soccombenza (art. 66 cpv. 1 e 68 cpv. 1 LTF). </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>Per questi motivi, il Tribunale federale pronuncia:</b> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>1.</b> </div> <div class="para">Il ricorso è inammissibile. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>2.</b> </div> <div class="para">Le spese giudiziarie di fr. 1'000.-- sono poste in solido a carico delle ricorrenti, le quali rifonderanno, sempre con vincolo di solidarietà, all'opponente fr. 500.-- a titolo di ripetili per la procedura innanzi al Tribunale federale. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>3.</b> </div> <div class="para">Comunicazione ai patrocinatori delle parti e alla III Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone Ticino. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Losanna, 5 settembre 2019 </div> <div class="para"> </div> <div class="para">In nome della I Corte di diritto civile </div> <div class="para">del Tribunale federale svizzero </div> <div class="para"> </div> <div class="para">La Presidente: Kiss </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Il Cancelliere: Piatti </div> </div></body></html>