<h2>SubmittedText<h2><p>Nella sessione autunnale, il Parlamento ha perseguito ulteriormente gli inasprimenti in corso già da parecchi anni nel settore dell'asilo. Ciò influirà negativamente non solo sui richiedenti l'asilo, ma anche su buona parte degli impiegati del settore. Nel canton Giura, ad esempio, la "Association jurassienne d'accueil des demandeurs d'asile" (AJADA) ha già dovuto stralciare 3 dei suoi 25 posti lavoro, mentre altri 5 a 7 posti sono minacciati. A livello svizzero, le nuove disposizioni nel settore dell'asilo potrebbero significare la riduzione di 1200 posti lavoro, concernenti in special modo gli operatori sociali. Trattasi di una perdita addirittura più ingente di quella occasionata dal fallimento della Swissair!</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale:</p><p>- Come valuta gli effetti della nuova legislazione in materia d'asilo sulle persone occupate in tale settore?</p><p>- Non reputa che la situazione è particolarmente critica, considerato che numerosi impiegati interessati lavorano da 15 o 20 anni nel settore dell'ammissione di richiedenti l'asilo e che nel frattempo le professioni nelle quali erano attivi in precedenza sono fortemente evolute?</p><p>- Non reputa che, data la situazione drammatica, la Confederazione, i cantoni, le associazioni interessate e i sindacati dovrebbero unire le loro forze ed elaborare un piano sociale (o più piani sociali) nonché allestire un programma di perfezionamento e reinserimento professionale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La perdita di posti lavoro nel settore dell'asilo, a livello federale e cantonale, è una conseguenza diretta del calo del numero di domande d'asilo e degli effettivi in questo settore, non della revisione parziale della legge sull'asilo, tuttora in corso. Sin dal 2000, il numero di persone rientranti nel settore dell'asilo in Svizzera è in diminuzione. Alla fine del mese di settembre 2005 il loro effettivo era di 73 086 unità, mentre l'anno precedente ve ne erano 82 564. Il numero più elevato di persone nel settore dell'asilo in Svizzera è stato registrato durante la crisi nel Kosovo, più precisamente nel 1999, con oltre 170 000 unità.</p><p>Il Consiglio federale è conscio delle conseguenze, per i singoli interessati, della riduzione delle strutture e del personale nel settore dell'asilo. Esso deplora parimenti la perdita di conoscenze ed esperienze in un settore professionale complesso. Data la situazione attuale, ciò è tuttavia inevitabile, sia a livello federale che a livello cantonale. La competenza per l'appoggio, l'alloggio e l'assistenza ai richiedenti l'asilo incombe ai cantoni ed è pertanto loro compito, in qualità di datori di lavoro, adottare le misure necessarie onde garantire un'applicazione socialmente sostenibile dei provvedimenti di sgravio. Considerata tale chiara ripartizione delle mansioni, un appoggio da parte della Confederazione non appare indicato. La Confederazione deve fronteggiare i provvedimenti di sgravio nel settore dell'asilo che la concernono direttamente. Le persone impiegate nel settore dell'asilo sono consce delle oscillazioni che caratterizzano da tempo il campo d'attività dell'asilo, e non ignorano pertanto che i posti lavoro in tale settore non sono garantiti per una durata indeterminata. In base all'evoluzione delle domande d'asilo osservata negli ultimi due anni, il Consiglio federale parte dall'idea che, salvo eventi imprevedibili, il numero delle nuove domande dovrebbe stabilizzarsi nei prossimi anni attorno alle 10 000 unità annue, per cui occorre adeguare conseguentemente le strutture della Confederazione e dei cantoni in tale ambito.</p><p>Da anni la Confederazione partecipa al perfezionamento professionale specifico del personale di soccorso (art. 29 cpv. 5 dell'ordinanza 2 sull'asilo, RS 142.312). In tale contesto è disponibile - e congruamente sfruttata - una vasta offerta di provvedimenti di perfezionamento professionale e di manifestazioni informative.</p>  Risposta del Consiglio federale.