<h2>SubmittedText<h2><p>Con l'inizio dell'attacco militare all'Ucraina, la Svizzera si è attivata con grande tempestività per inviare beni di prima necessità nelle zone di crisi. Come comunicato dal Consiglio federale il 1° marzo 2022, tramite la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) è stato fornito, tra l'altro, anche materiale medico urgentemente necessario proveniente dalle scorte della Farmacia dell'esercito. Questa è un'iniziativa lodevole.</p><p>Anche la disponibilità di ospedali e privati ad alleviare le sofferenze della popolazione grazie alla fornitura di beni è straordinaria. Tuttavia, sembrano esserci ostacoli giuridici e burocratici alla donazione di materiale medico. Sul proprio sito web Swissmedic spiega che, per l'esportazione di medicamenti, serve un'autorizzazione e sconsiglia pertanto di donarne; raccomanda invece di donare denaro affinché i medicamenti necessari possano essere acquistati in loco.</p><p>Se ci sono ostacoli giuridici che impediscono di prestare un aiuto immediato e di fornire medicamenti nelle zone di guerra, anche se di questi ultimi c'è un estremo bisogno, è necessario eliminarli.</p><p>Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Le disposizioni restrittive sull'esportazione di medicamenti riguardano soltanto i privati o anche istituzioni professionali come ospedali, organizzazioni umanitarie (ONG) od organi statali?</p><p>2. In caso affermativo, si prevede di allentare queste disposizioni per le istituzioni professionali in modo da poter fare arrivare rapidamente e senza troppa burocrazia i beni di cui c'è urgente bisogno nelle zone di crisi?</p><p>3. Si prevede di rendere più flessibile la legislazione sugli agenti terapeutici per le future situazioni di crisi in Paesi che necessitano di aiuti internazionali e di allentare le disposizioni per l'autorizzazione all'esportazione di medicamenti?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La fornitura di medicamenti è disciplinata dalla legge sugli agenti terapeutici (RS 812.21), che prevede, tra l'altro, l'obbligo di autorizzazione per l'esportazione (art. 18) e per il commercio all'ingrosso di medicamenti (art. 28), allo scopo di garantirne la sicurezza, l'efficacia e la qualità. Per ottenere l'autorizzazione occorre dimostrare, tra l'altro, che si è in grado di rispettare tutte le prescrizioni della legislazione sugli agenti terapeutici e che i soggetti coinvolti nella fornitura di medicamenti dispongono di personale con le competenze specialistiche necessarie, di un'infrastruttura idonea e di un sistema di gestione della qualità adeguato (art. 11 dell'ordinanza sull'autorizzazione dei medicamenti; RS 812.212.1).</p><p>Il Consiglio federale desidera mantenere l'obbligo di autorizzazione, in quanto solo il titolare di un'autorizzazione può garantire che i medicamenti siano controllati, immagazzinati, consegnati e spediti in modo corretto. Anche nelle zone di crisi, infatti, è indispensabile avere medicamenti sicuri ed efficaci.</p><p>1. L'obbligo di autorizzazione per il commercio all'ingrosso e l'esportazione di medicamenti si applica a tutte le persone fisiche e giuridiche. Molte istituzioni sono già in possesso dell'autorizzazione necessaria. L'elenco completo dei titolari di autorizzazione è pubblicato sul sito web di Swissmedic (www.swissmedic.ch &gt; Servizi e elenchi &gt; Liste ed elenchi).</p><p>2. Attualmente, l'esportazione di medicamenti dalla Svizzera può essere garantita dalle organizzazioni umanitarie consolidate. Al momento non è in programma alcun allentamento dell'obbligo di autorizzazione, e questo per due motivi: da un lato, vi è già la possibilità di organizzare la consegna di medicamenti in Ucraina in modo conforme e sicuro tramite i numerosi titolari di autorizzazione; dall'altro, un allentamento comporterebbe un aumento del rischio per i pazienti. I requisiti non rispondono a logiche burocratiche, ma si basano su standard internazionali volti a tutelare la sicurezza dei pazienti.</p><p>3. Non è prevista alcuna modifica della legislazione sugli agenti terapeutici al fine di renderne le norme più flessibili. In questo momento si tratta di migliorare la comunicazione e il coordinamento tra i diversi attori. Gli aiuti internazionali possono già essere garantiti in modo sicuro ed efficiente sulla base del diritto vigente.</p>  Risposta del Consiglio federale.