<h2>SubmittedText<h2><p>Nel confronto internazionale, l'elevato impiego di pesticidi e concimi dell'agricoltura svizzera carica considerevolmente l'ambiente. Per questo motivo il Consiglio federale persegue da anni l'obiettivo di ridurre l'impiego di prodotti fitosanitari chimici e concimi minerali. Finora gli obiettivi fissati non sono purtroppo ancora stati raggiunti. Ciononostante la vendita di pesticidi e concimi beneficia attualmente di agevolazioni fiscali, dato che soggiacciono all'aliquota ridotta del 2,5 per cento.</p><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. A quanto ammonta la perdita di entrate fiscali per la Confederazione dal momento che i pesticidi e i concimi sono tassati al 2,5 per cento anziché all'aliquota normale dell'8 per cento?</p><p>2. Il Consiglio federale riconosce la contraddizione tra le direttive politico-fiscali e gli obiettivi in materia di politica ambientale? </p><p>3. Come è possibile risolvere questa contraddizione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Le entrate della Confederazione provenienti dall'IVA su concimi e pesticidi provengono in parte dalle vendite a privati e a comuni. L'imposizione all'aliquota ridotta del 2,5 per cento si traduce per la Confederazione in una perdita di entrate pari a circa 10 milioni di franchi all'anno, secondo stime molto approssimative.</p><p>La maggior parte dei concimi e dei pesticidi viene però utilizzata in agricoltura. Un aumento dell'aliquota IVA in questo settore influirebbe solo minimamente sulle entrate della Confederazione. Poiché concimi e pesticidi sono prestazioni preliminari, l'imposta precedente di cui sono gravati viene di fatto sostanzialmente neutralizzata: mediante deduzione dell'imposta precedente a carico degli agricoltori soggetti a tassazione o mediante deduzione forfettaria dell'imposta precedente a carico dei clienti soggetti a tassazione. Gli agricoltori, in ragione dei sussidi che ricevono, sono però tenuti a ridurre proporzionalmente la deduzione dell'imposta precedente di cui possono avvalersi. Questa stessa riduzione è considerata anche nell'aliquota applicabile ai fini della deduzione forfettaria dell'imposta precedente. Proprio per questo motivo, i concimi e i pesticidi usati in agricoltura sono di fatto soggetti a una tassa occulta di circa 2 milioni di franchi all'anno. Tale tassa occulta grava sugli agricoltori, purché non intendano scaricarla sulla clientela celandola nel prezzo dei prodotti. Se l'aliquota fosse dell'8 per cento, la tassa occulta sarebbe pari a circa 6,5 milioni di franchi. L'imposizione all'aliquota ridotta del 2,5 per cento si traduce quindi per la Confederazione in una perdita di entrate pari a circa 4,5 milioni di franchi all'anno per il settore dell'agricoltura.</p><p>Di conseguenza, la perdita di entrate della Confederazione ammonta in totale a circa 15 milioni di franchi all'anno.</p><p>2. Sussiste pertanto una certa contraddizione con gli obiettivi ambientali se i concimi e i pesticidi vengono assoggettati a un'aliquota IVA ridotta. Però, secondo la risposta alla domanda 1, a causa della deduzione dell'imposta precedente, la relazione tra IVA e consumo è così tenue che un aumento dell'aliquota IVA avrebbe un effetto di incentivazione ridotto.</p><p>3. Un maggiore effetto incentivante si potrebbe tuttavia ottenere con l'applicazione di specifiche imposte. Il 5 luglio 2016 l'Ufficio federale dell'agricoltura ha avviato un'indagine conoscitiva sul piano d'azione per la riduzione del rischio e l'utilizzo sostenibile dei prodotti fitosanitari. Al punto 6.1.1.6 esso prevede che entro la fine del 2019 si verifichi l'opportunità di introdurre in Svizzera una tassa sui prodotti fitosanitari, ed eventualmente con quali modalità.</p>  Risposta del Consiglio federale.