<h2>SubmittedText<h2><p>Chiediamo al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Come mai ha autorizzato i deputati francesi a venire in Svizzera e a intervistare magistrati e funzionari svizzeri, allorquando ci si poteva facilmente immaginare che si trattava di un alibi per sostanziare condanne gravi e preconcette contro il nostro paese?</p><p>2. Ha potuto controllare l'azione dei deputati francesi su suolo svizzero e ha avuto accesso alle domande di quest'ultimi, prima di accordare il permesso ai nostri magistrati di interloquire con i rappresentanti di una potenza straniera?</p><p>3. Non ha ritenuto di intervenire affinchè i magistrati ticinesi e ginevrini non diventassero lo strumento in mano a una potenza straniera per condannare i magistrati di un altro cantone?</p><p>4. Non ritiene che il ruolo di magistrati in carica sia quello di applicare e rispettare le leggi votate dal Parlamento nazionale e non quello di porsi oggettivamente al servizio di interessi stranieri, appoggiando condanne sommarie contro le istituzioni e le leggi svizzere?</p><p>5. Come giudica l'atteggiamento e le gravi dichiarazioni di Bernard Bertossa?</p><p>6. E' sicuro che nessun magistrato o ex magistrato svizzero sia al servizio di una potenza straniera?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il rapporto è stato redatto a seguito di due visite effettuate in Svizzera da una delegazione di parlamentari francesi nei mesi di settembre del 1999 e del 2000. Questi parlamentari sono stati ricevuti dopo contatti presi dall'Ambasciata di Francia con il DFF. Le autorità svizzere hanno dimostrato la loro disponibilità in occasione di queste visite, inusitate nella misura in cui trattatavasi della visita di parlamentari provenienti da un paese tradizionalmente amico e accolti con lo scopo di fornire loro un'informazione corretta sul dispositivo adottato dallo Stato svizzero contro il riciclaggio di denaro. Del resto, anche delegazioni di parlamentari svizzeri si recano all'estero per acquisire informazioni, e rendono successivamente noti i risultati dei loro incontri.</p><p>2. In occasione di detti incontri, la missione parlamentare ha redatto dei resoconti che ha sottoposto alle persone incontrate in Svizzera, le quali - per quanto necessario - hanno potuto apportare le loro modifiche a questi verbali, allegati al rapporto. Tutti i colloqui formali, compresi quelli con i magistrati, hanno seguito questa procedura. Occorre tuttavia evidenziare che non vi è stata possibilità di pronunciarsi in alcun modo sul contenuto del rapporto.</p><p>3. Le autorità giudiziarie devono conservare la possibilità di esprimere i loro punti di vista. Non compete al Consiglio federale dettare ai magistrati cantonali ciò che possono dire a visitatori stranieri.</p><p>4. È esatto che il ruolo delle autorità giudiziarie è quello di applicare la legislazione in funzione delle competenze loro accordate. Nel nostro paese queste autorità devono conservare la possibilità di esprimere i loro punti di vista, che il Consiglio federale non intende limitare.</p><p>5. Non spetta al Consiglio federale commentare opinioni attribuite al Procuratore generale della Repubblica e Cantone di Ginevra.</p><p>6. Con riferimento alla domanda se vi siano magistrati svizzeri al servizio di una potenza straniera, il Consiglio federale non è a conoscenza di una tale evenienza.</p>  Risposta del Consiglio federale.