<h2>SubmittedText<h2><p>Il già segretario di Stato Jakob Kellenberger nella sua pubblicazione "Wo liegt die Schweiz? Gedanken zum Verhältnis CH-EU" (ottobre 2014) riferisce di una fase delicata e sconosciuta dei negoziati sui Bilaterali I nell'ultimo trimestre del 1997. A pagina 221, si menziona che il Consiglio federale era particolarmente reticente a rinunciare, tra le altre cose, a "eine einseitig auslösbare Schutzklausel, sollte die Freizügigkeit für Grenzgänger zu Problemen führen". In sostanza una clausola di salvaguardia attivabile unilateralmente, nel caso la libera circolazione di frontalieri avesse creato problemi e distorsioni. Considerata l'attualità della problematica, formulo le seguenti domande:</p><p>1. Quale era il tenore esatto di questa clausola unilaterale di protezione?</p><p>2. Quando e per quali ragioni la possibilità di introdurre questa clausola è stata abbandonata?</p><p>3. L'abbandono della citata clausola ha permesso ai negoziatori elvetici di ottenere una contropartita significativa? Se sì, quale?</p><p>4. Con riferimento alla situazione transfrontaliera ticinese, esiste a mente del Consiglio federale una macroregione europea nella quale tra due Stati confinanti si trova, a ridosso del confine, un differenziale socioeconomico (livello salariale, costo della vita, tasso di disoccupazione e crescita economica) simile a quello tra Svizzera e Italia? Esistono studi e analisi scientifiche a riguardo?</p><p>5. Nell'ambito dell'imminente rinegoziazione dell'Accordo sulla libera circolazione, il Consiglio federale è disposto a ripresentare una proposta di clausola di salvaguardia per frontalieri a tutela delle regioni di frontiera confrontate a problemi socio-economici causati dalla libera circolazione?</p><p>6. Non crede il Consiglio federale che una tale clausola, con i debiti adattamenti alle singole realtà, potrebbe suscitare l'interesse da parte di altre regioni transfrontaliere all'interno della comunità europea?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nel corso dei negoziati relativi all'Accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC), la Svizzera ha chiesto di poter applicare per un periodo transitorio una clausola di salvaguardia concernente in particolare i frontalieri UE/AELS. Secondo tale clausola, la Svizzera intendeva riservarsi la possibilità di applicare unilateralmente ai frontalieri UE/AELS, per un periodo di tre mesi, restrizioni quantitative, se fossero stati constatati abusi a livello dei permessi per frontalieri quali un'elusione dei contingenti ancora applicabili ai lavoratori UE/AELS soggiornanti in Svizzera.</p><p>2./3. Alla fine del 1997 numerosi importanti punti dei negoziati relativi ai Bilaterali I restavano aperti, in particolare nel dossier dei trasporti terrestri. Il Consiglio federale si è quindi trovato di fronte all'alternativa seguente: mantenere tutte le sue posizioni con il probabile risultato di un blocco dei negoziati oppure attribuire la priorità agli obiettivi svizzeri essenziali da difendere e tentare, su questa base, di finalizzare i Bilaterali I entro la fine dell'anno. Questa seconda opzione implicava che il Consiglio federale autorizzasse i negoziatori ad accettare - come ultima ratio - determinate posizioni comunitarie opposte a salvaguardie unilaterali. Tale approccio ha infine permesso alla Svizzera di ottenere dalla Comunità europea, nell'ALC, una clausola di salvaguardia generale consensuale e la partecipazione degli esperti svizzeri nei comitati comunitari responsabili della sicurezza sociale e del riconoscimento dei diplomi all'interno dell'UE.</p><p>4./6. La situazione che il Ticino si trova a fronteggiare da qualche anno è in parte legata alla crisi economica che vive l'Italia, come altri Paesi dell'Europa meridionale, mentre l'economia ticinese, analogamente a quella svizzera, è generalmente in buona salute. A nostra conoscenza, in seno all'Unione europea (UE) non esistono studi recenti sul tema delle differenze socio-economiche nelle zone transfrontaliere. Di fatto, l'UE non conosce situazioni transfrontaliere correlate alla libera circolazione delle persone comparabili a quella svizzera. Visto che il contesto economico e sociale è differente, la questione di una clausola di salvaguardia per frontalieri non si pone all'interno dell'UE.</p><p>5. Le nuove disposizioni costituzionali prevedono che i contingenti e i tetti massimi debbano includere i frontalieri. Il Consiglio federale ha quindi previsto il contingentamento dei frontalieri nell'avamprogetto posto in consultazione l'11 febbraio 2015. Intende inoltre rinegoziare l'ALC con il duplice obiettivo di gestire autonomamente l'immigrazione e di preservare la via bilaterale. A tal fine, l'11 febbraio 2015 ha adottato un mandato negoziale. Affronterà dunque la questione dei frontalieri nell'ambito delle discussioni con l'UE, sul cui esito non può tuttavia ancora pronunciarsi.</p>  Risposta del Consiglio federale.