<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di modificare la legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal) introducendovi il principio secondo cui le riserve annuali costituite dalle casse malati seguono l'assicurato che cambia assicuratore malattie.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Secondo l'articolo 13 capoverso 2 lettera a della legge sull'assicurazione malattie (LAMal; RS 832.10) gli assicuratori devono esercitare l'assicurazione sociale malattie secondo il principio della mutualità e garantire la parità di trattamento degli assicurati. Essi destinano a soli scopi d'assicurazione sociale malattie i fondi provenienti da quest'ultima. L'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie è finanziata secondo il sistema della ripartizione delle spese (art. 60 cpv. 1 LAMal). Gli assicurati devono versare i premi durante tutto l'anno affinché le spese generate nell'anno in questione possano essere coperte. Diversamente da quanto succede per la previdenza professionale, nell'ambito dell'assicurazione sociale malattie gli assicurati non alimentano un capitale di copertura proprio, che potrebbe essere trasferito nel caso di un cambiamento dell'assicuratore malattie.</p><p>Durante gli ultimi anni, circa il 10 per cento in media degli assicurati ha cambiato la propria cassa malati. Secondo la richiesta dell'autore della mozione, gli assicurati dovrebbero trasferire al nuovo assicuratore una quota proporzionale di riserve alimentate durante l'affiliazione presso l'assicuratore precedente. In tal modo non verrebbero più rispettati due principi: il primo, che vede un assicuratore autorizzato a impiegare i propri mezzi finanziari per la copertura delle spese sanitarie dei suoi affiliati, e il secondo, che prevede un trattamento uguale per tutti gli assicurati. In questo caso, a seconda della situazione delle riserve dei singoli assicuratori malattie, gli affiliati rimasti, che già avevano contribuito ad alimentare le riserve, dovrebbero subire un ulteriore aumento dei premi al fine di compensare la perdita delle riserve in partenza; queste andrebbero a vantaggio degli assicurati di un'altra cassa malati, nonostante tali riserve siano state alimentate dagli affiliati rimasti.</p><p>Per soddisfare la richiesta dell'autore della mozione, le casse malati dovrebbero allestire per ognuno degli oltre 7,5 milioni di affiliati una sorta di contabilità individuale, la cui complessità non può essere sottovalutata. Ciò è indispensabile, poiché durante il periodo di affiliazione presso un assicuratore le riserve e l'effettivo degli assicurati possono diminuire o aumentare. L'introduzione di un tale sistema non converrebbe perché sproporzionato. Le spese amministrative (tra cui i costi per la contabilità dei diversi modelli di assicurazione, il calcolo della prestazione d'uscita a seconda della franchigia e/o del modello di assicurazione, i trasferimenti ai vari nuovi assicuratori) dovrebbero essere dedotte individualmente dalla quota calcolata delle riserve in uscita. In tal modo, il saldo del capitale trasferito non avrebbe più alcuna relazione con lo scopo cui era stato destinato. Inoltre, dato il numero relativamente ridotto di coloro che cambiano assicuratore, probabilmente l'importo trasferito non influenzerebbe in modo determinante la situazione finanziaria della nuova cassa malati.</p><p>L'introduzione del libero passaggio nell'assicurazione sociale malattie viene motivata anche dal fatto che gli assicurati rimasti in una cassa malati con riserve elevate beneficerebbero di aumenti di premio ridotti o nulli. La verità è che le riserve sono alimentate indirettamente anche dai premi. Se si fatturano premi troppo elevati, l'assicuratore registra un utile d'esercizio che viene trasferito nelle riserve. Un aumento sproporzionato delle riserve significa che gli assicurati hanno dovuto pagare in passato premi troppo elevati. È quindi giusto che essi possano ora approfittare di premi più bassi o, addirittura, che non subiscano un aumento dei premi. La stessa situazione si ripropone nella previdenza professionale. Gli assicurati che escono da una cassa pensione non possono far trasferire i fondi liberi (non vincolati) calcolati percentualmente. Questi possono essere utilizzati per ridurre i premi o per aumentare il reddito dei capitali di copertura degli assicurati rimasti. L'assicurato che cambia assicurazione rischia invece di affiliarsi a una cassa pensione che offre prestazioni più basse e richiede contributi ancor più elevati. </p><p>Il cambiamento di sistema richiesto comporterebbe anche altre conseguenze. Da un punto di vista statistico, la maggior parte degli assicurati che cambiano cassa malati appartengono alla categoria dei "buoni rischi". Si tratta di persone piuttosto giovani e in buona salute che in un primo momento non cagionano in pratica alcuna spesa per il nuovo assicuratore. Il libero passaggio, anche se di entità modesta, permetterebbe al nuovo assicuratore di accelerare la costituzione di riserve. Ciò potrebbe incoraggiarlo a selezionare attivamente i rischi, il che è in contraddizione con il principio della solidarietà.</p><p>Tenuto conto delle considerazioni che precedono, il Consiglio federale non ritiene necessario avviare una riorganizzazione del sistema così ampia.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.