<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di illustrare in un rapporto se le misure adottate dalla Confederazione (anche in collaborazione con i Cantoni) a tutela delle minoranze (p. es. persone di fede ebraica, omosessuali) sempre più minacciate dal terrorismo dello "Stato islamico" sono sufficienti o se occorrono ulteriori provvedimenti.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale prende molto sul serio l'attuale minaccia terroristica, in particolare quando interessa la comunità ebraica e altre minoranze.</p><p>Nell'ambito delle rispettive competenze definite dalla Costituzione, la Confederazione e i Cantoni provvedono alla sicurezza della popolazione. Conformemente al diritto costituzionale vigente, la salvaguardia della sicurezza e dell'ordine pubblici rientra sostanzialmente nella sfera di competenza dei Cantoni. Gli obblighi di protezione della Confederazione, sanciti dal diritto di polizia di sicurezza e dal diritto internazionale pubblico, sono limitati alla protezione di magistrati, parlamentari, impiegati ed edifici della Confederazione, nonché di persone e istituzioni protette in virtù del diritto internazionale pubblico. Considerando la ripartizione costituzionale dei compiti tra Confederazione e Cantoni, al momento per la Confederazione non è previsto alcun obbligo speciale riguardo alla protezione degli immobili delle comunità ebraiche o di altre minoranze. Un intervento della Confederazione in tale ambito richiederebbe una modifica della Costituzione.</p><p>La sicurezza delle persone e delle istituzioni ebraiche in Svizzera può essere garantita soltanto mediante la collaborazione tra le autorità di tutti i livelli statali e le organizzazioni ebraiche. Nel quadro delle competenze attribuitele dalla Costituzione, la Confederazione sostiene i Cantoni nell'esecuzione del loro mandato costituzionale di protezione della sicurezza e dell'ordine pubblici (cfr. la risposta del Consiglio federale all'interpellanza Feri Yvonne 15.3515, "Istituzioni ebraiche. Protezione, coordinamento, finanze"). Il Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) valuta continuamente la situazione di minaccia, informa costantemente i competenti servizi federali e cantonali e adotta i provvedimenti necessari in caso di indizi concreti. A seguito degli attentati terroristici di Parigi nel gennaio 2015, i contatti tra le autorità statali preposte alla sicurezza e le organizzazioni ebraiche si sono intensificati. Il SIC e l'Ufficio federale di polizia (Fedpol) sono inoltre direttamente in contatto con la Federazione svizzera delle comunità israelite (FSCI). Durante gli incontri tra il SIC o Fedpol e i rappresentanti della FSCI sono discusse la situazione di minaccia e le questioni generali inerenti alla sicurezza.</p><p>Se dalla valutazione continua dei rischi si evince una minaccia per le minoranze o le loro istituzioni, la polizia locale adotta misure di protezione mirate. Le unità di polizia locali sono maggiormente in grado di valutare le minacce e di reagire rapidamente. In tale contesto, nel febbraio 2016 la Delegazione Sicurezza del Consiglio federale ha incaricato Fedpol di organizzare, in collaborazione con i Cantoni, un incontro con le organizzazioni ebraiche e la città di Zurigo, dove risiede la comunità ebraica più grande della Svizzera. In tale occasione le organizzazioni ebraiche e le autorità di polizia locali hanno ulteriormente intensificato e istituzionalizzato i loro scambi.</p><p>Negli ultimi anni il bisogno di protezione in generale e ancora più l'esigenza di protezione di diversi gruppi di popolazione sono aumentati in Svizzera. La Confederazione e i Cantoni tengono conto di tali esigenze e definiscono le loro misure in funzione di una valutazione realistica della situazione di minaccia.</p><p>Nel complesso, il Consiglio federale giunge alla conclusione che, considerata la ripartizione costituzionale dei compiti tra la Confederazione e i Cantoni, la Confederazione non può adottare ulteriori misure per proteggere le minoranze e le loro istituzioni in Svizzera.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.