<h2>SubmittedText<h2><p>Nell'ambito dell'assegnazione delle risorse disponibili durante la crisi sanitaria, economica e sociale causata dalla COVID-19, il Consiglio federale è invitato a sospendere ogni tipo di versamento all'estero e a concentrare tutti i mezzi disponibili per aiutare gli abitanti del nostro Paese.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Le misure adottate per combattere la pandemia di COVID-19 e attutirne gli effetti in Svizzera sono di ampia portata: a maggio del 2020 il Parlamento ha stanziato crediti per un totale di circa 57 miliardi di franchi per il superamento della crisi.</p><p>Il contenimento duraturo della pandemia a livello globale e la rapida ripresa dell'economia mondiale rientrano nell'interesse diretto del nostro Paese, fortemente interconnesso e orientato alle esportazioni. Secondo le stime della Banca Mondiale, circa 50 milioni di persone in più vivranno in condizioni di estrema povertà (cioè con meno di 1,9 USD al giorno) a causa della pandemia. Senza misure efficaci si dovranno mettere in conto disordini, migrazioni irregolari e sfollamenti forzati.</p><p>Un sistema multilaterale efficace è pertanto nell'interesse della Svizzera. Le risposte coordinate a livello multilaterale promuovono, per esempio, la cooperazione transfrontaliera nella ricerca e nello sviluppo di cure per malattie altamente infettive o lo sviluppo di sistemi sanitari efficienti nei Paesi in via di sviluppo. Bisogna contribuire ad attenuare le ripercussioni sanitarie, economiche, sociali e politiche della crisi e a sostenere i presupposti fondamentali per la ripresa, la prevenzione di future epidemie, lo sviluppo sostenibile e la promozione della pace e dei diritti umani. Inoltre, grazie alla pluriennale collaborazione con gli Stati colpiti, la società civile e il settore privato, la Svizzera è in grado di fornire un aiuto mirato alle persone sul posto. Nella sessione estiva il Parlamento ha sostenuto la partecipazione della Svizzera agli sforzi internazionali per combattere la crisi di COVID-19 attraverso i necessari crediti aggiuntivi. La metà di questa partecipazione (200 mio. CHF) tornerà tuttavia nelle casse della Confederazione, dato che si tratta di un prestito al Comitato internazionale della Croce Rossa, da rimborsare a partire dal 2024.</p><p>Il 3 dicembre 2019 il Parlamento ha approvato il secondo contributo ad alcuni Stati membri dell'UE stabilendo però che non potranno essere contratti impegni sulla base di questo credito quadro "se e fintanto che l'UE adotta provvedimenti discriminatori nei confronti della Svizzera" (FF 2020 719 e 721). Il contributo concorrerebbe anche a rafforzare i sistemi sanitari nei Paesi partner e a creare posti di lavoro. Questi investimenti nella sicurezza, nella stabilità e nel benessere dell'Europa rientrano anche nell'interesse della Svizzera, specialmente in considerazione delle forti ripercussioni socioeconomiche della crisi.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.