<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di organizzare un monitoraggio dell'attuazione da parte dei cantoni dei principi dell'OCSE in materia di prezzi di trasferimento applicabile alle imprese multinazionali, di sottoporre i cantoni a un obbligo di documentazione relativa ai prezzi di trasferimento e di presentare un rapporto al Parlamento sulla situazione attuale di questa attuazione.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il diritto fiscale svizzero non prevede norme specifiche in materia di documentazione dei prezzi di trasferimento. Sebbene il legislatore svizzero abbia rinunciato a introdurre nella legislazione tributaria disposizioni legali specifiche in materia esistono istruzioni dell'amministrazione che fanno esplicitamente o implicitamente riferimento alla determinazione dei prezzi di trasferimento infragruppo. La circolare dell'Amministrazione federale delle contribuzioni del 4 marzo 1997 sui principi dell'OCSE 1995 applicabili in materia di prezzi di trasferimento alle imprese multinazionali e alle amministrazioni delle contribuzioni (compresa l'aggiunta del 1996) obbliga i cantoni ad attenersi, nel determinare i prezzi di trasferimento, ai principi dell'OCSE per i gruppi multinazionali e le amministrazioni delle contribuzioni. Poiché la circolare non limita il campo di applicazione, le autorità fiscali svizzere devono attenersi a tali principi anche per le transazioni in Paesi che non hanno concluso una convenzione contro le doppie imposizioni con la Svizzera.</p><p>I principi dell'OCSE in materia di prezzi di trasferimento poggiano sul principio della libera concorrenza. Nella legislazione fiscale svizzera questo principio è ancorato negli articoli 58 capoverso 1 della legge federale del 14 dicembre 1990 sull'imposta federale diretta (LIFD; RS 642.11) e 24 capoverso 1 della legge federale del 14 dicembre 1990 sull'armonizzazione delle imposte dirette dei cantoni e dei comuni (LAID; RS 642.14). Entrambe le disposizioni consentono alle autorità di computare nel saldo del conto profitti e perdite della società le prestazioni valutabili in denaro, ossia le spese non riconosciute dall'uso commerciale e i ricavi non accreditati. Questi due articoli fungono da base legale nel determinare i prezzi di trasferimento, che devono pertanto rispettare il principio della libera concorrenza, o di libero mercato.</p><p>In Svizzera la riscossione dell'imposta federale diretta compete al cantone in cui ha sede la società. Contrariamente a molti Paesi, soprattutto dell'area anglosassone, che si limitano all'autotassazione delle imprese, in Svizzera le imprese sono tassate ogni anno dall'autorità fiscale cantonale. Ciò consente un controllo fiscale annuo regolare. I cantoni sono a loro volta sottoposti alla vigilanza dell'Amministrazione federale delle contribuzioni, che assicura l'applicazione corretta e uniforme della legge sull'imposta federale diretta.</p><p>Secondo l'articolo 126 LIFD il contribuente deve fare tutto il necessario per consentire una tassazione completa ed esatta. Deve quindi collaborare in maniera esaustiva a determinare lo stato dei fatti ed è tenuto, in particolare, a presentare le prove che i prezzi di trasferimento applicati sono conformi al principio della libera concorrenza. Nell'ambito della sua attività generale di vigilanza, l'Amministrazione federale delle contribuzioni verifica in questo modo anche i prezzi di trasferimento applicati dalle società. Non sussiste quindi la necessità di procedere a un ulteriore monitoraggio.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.