B u n d e s v e rw a l t u n g s g e r i ch t T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i f f éd é r a l T r i b u n a l e am m i n i s t r a t i vo f e d e r a l e T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i v fe d e r a l Corte IV D-796/2013 S e n t e n z a d e l 1 8 d i c e m b r e 2 0 1 3 Composizione Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, con l'approvazione del giudice Gabriela Freihofer; cancelliera Nicole Manetti. Parti A._______, nato il (...), Eritrea, ricorrente, Contro Ufficio federale della migrazione, Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore. Oggetto Asilo ed allontanamento; decisione dell'UFM del 16 gennaio 2013 / N (...). D-796/2013 Pagina 2 Fatti: A. L'interessato, cittadino eritreo, di etnia tigrina e di religione pentecostale, proviene da B._______ (Eritrea). Secondo le sue indicazioni sarebbe e- spatriato nel (...) del 2008 e avrebbe soggiornato in Sudan per oltre tre anni. Sarebbe giunto in Italia ne ll'agosto del 2012 passando dalla Libia. Il 17 settembre 2012 è giunto in Svizzera, dove il 20 settembre 2012 ha depositato domanda d'asilo (cfr. verbale di audizio ne del 27 settembre 2012 [di seguito: verbale 1], pagg. 5-7). Interrogato sui motivi d'asilo, ha dichiarato che a seguito della sua co n- versione al pentecostalismo, avvenuta nel 2003 e seguita dal battesimo circa un anno dopo , avrebbe riscontrato parecchi problemi sia in famiglia che a scuola, dove sarebbe stato discriminato ed escluso . Ciò lo avrebbe indotto, nel 2005, a tentare di espatriare illegalmente; sarebbe tuttavia stato scoperto, arrestato e messo in detenzione per sette mesi. Sarebbe poi stato trasferito al campo di addestramento di Sawa (Eritrea) e in s e- guito attribuito a una divisione. Durante il servizio militare sarebbe stato punito se sorpreso a pregare o a leggere la bibbia. Nel 2007, nell'ambito di un programma religioso al quale avrebbe preso parte durante un con- gedo dal militare, sarebbe stato arrestato assieme agli altri partecipanti e in seguito portato alla prigione di C._______, dove sarebbe stato legato nella posizione di elicottero per una settimana e avrebbe dovuto dormire all'aperto. Successivamente avrebbe fatto ritorno alla sua unità, dove s a- rebbe stato legato per un mese e punito più volte. Al militare sarebbe a n- che stato costantemente controllato in quanto suo padre, già colonnello in Eritrea, sa rebbe scappato in Keny a. Trovandosi la sua unità al confine con il Sudan, una sera, nel (...) del 2008, sarebbe rius cito a fuggire e quindi a espatriare (cfr. verbale 1, pagg. 7 seg. e verbale di audizione del 23 novembre 2012 [di seguito: verbale 2], pagg. 2 seg. e 11). B. Con decisione del 16 gennaio 2013, notificata all'interessato in data 17 gennaio 2013 (cfr. atto A 11/1), l'UFM gli ha riconosciuto la qualità di ri- fugiato per motivi soggettivi insorti dopo la fuga , respingendo la sua d o- manda d'asilo giusta l'art. 54 della legge federale sull'asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) e pronunciando contestualmente il suo allontanamento dalla Svizzera. Ritenendo l'esecuzione dell'allontanamen- to inammissibile, l'Ufficio ha disposto l'ammissione provvisoria. D-796/2013 Pagina 3 C. Con ricorso del 15 febbraio 2013 (cfr. timbro del plico raccomandato; data di entrata: 18 febbraio 2013), il richiedente è insorto contro la menzionata decisione dinnanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tr i- bunale), chiedendo l'annullamento della decisione impugnata nonché la concessione dell'asilo. L'insorgente ha anche presentato una domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versamento delle spese di giudizio e del relativo anticipo, con protesta di spese e ripetibili. D. Il Tribunale, con ordinanza del 20 febbraio 2013, ha confermato al rico r- rente la ricezione del ricors o e si è riservato di decidere in prosieguo di causa sull'eventuale esenzione di un anticipo equivalente alle presunte spese processuali, come pure sull'assistenza giudiziaria. Ulteriori fatti e argomenti addotti dalle parti verranno ripresi nei consid e- randi qualora risultino decisivi per l'esito della vertenza. Diritto: 1. Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla pr o- cedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla leg- ge sul Tribunale amministrativo federal e del 17 giugno 2005 (LTAF, RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). Fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale, in vir- tù dell 'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF. L'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi). L'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA. Il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità inferiore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a-c PA); è pertanto legittimato ad aggravarsi contro di essa. D-796/2013 Pagina 4 I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 1 LAsi), alla forma e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti. Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso. 2. Con ricorso al Tribunale possono essere invocati la violazione del diritto federale, l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente ril e- vanti e l'inadeguatezza (art. 106 LAsi e art. 49 PA). Il Tribunale non è vin- colato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA) né dalle considerazioni giu- ridiche della decisione impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2009/57 consid. 1.2; PIERRE MOOR, Droit administratif, vol. II, 3ª ed., Berna 2011, n. 2.2.6.5). 3. I ricorsi manifestamente fondati sono decisi dal giudice in qualità di giud i- ce unico, con l’approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi). Il Tribunale può rinunciare allo scambio degli scritti (art. 111a cpv. 1 LAsi). 4. Preliminarmente il Trib unale osserva che, essendo stata riconosciuta la qualità di rifugiato all'insorgente, posto al beneficio dell'ammissione pro v- visoria per inammissibilità con decisione dell'UFM del 16 gennaio 2013, oggetto del litigio in questa sede risulta pertanto essere esclusivamente la decisione riguardante il rifiuto della sua domanda d'asilo nonché la pr o- nuncia dell'allontanamento. 5. 5.1 La Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le disp o- sizioni della LAsi (art. 2 LAsi). L'asilo comprende la protezione e lo statuto accordati a persone in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiato. Esso include il diritto di risiedere in Svizzera. Sono rifugiati le persone che, nel Paese di origine o di ultima residenza, sono espos te a seri pr e- giudizi a causa della loro razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore di essere esposte a tali pregiudizi. Sono pregiudizi seri segnatamente l'esposizione a pericolo della vita, dell'integrità fisica o della libertà, nonché le misure che comportano una pressione psichica insopportabile (art. 3 LAsi). D-796/2013 Pagina 5 5.2 Secondo l'art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda asilo deve provare o per lo meno rendere verosimile l a sua qualità di rifugiato. La qualità di r i- fugiato è resa verosimile se l'autorità la ritiene data con una probabilità preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi). Sono inverosimili in particolare le all e- gazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate o c ontradditto- rie, non corrispondono ai fatti o si basano in modo determinante su mezzi di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi). In altre parole, affinché si possa ammettere la verosimiglianza dei fatti a l- legati, non è necessario che l'autorità sia assolutamente persuasa della loro veridicità, considerato che una certezza totale che escluda ogni du b- bio non è, a rigor di logica, possibile. Tuttavia, occorre che il richiedente l'asilo riesca a convincere l'autorità giudicante che i fatti allegati si si ano svolti come da lui asserito, senza necessariamente fornirne la prova, ma in modo che ogni ipotesi contraria possa essere ragionevolmente escl u- sa. Sebbene obiezioni e dubbi possano sussistere, essi devono apparire oggettivamente meno importanti se parag onati agli elementi che consol i- dano la probabilità delle allegazioni. Pertanto, nell'ambito dell'esame della verosimiglianza delle allegazioni del richiedente l'asilo, l'autorità deve ponderare gli indizi d'inverosimiglianza, ricavarne un'impressione d'ins ie- me e determinare, tra gli elementi essenziali in favore e quelli contrari, quali risultano preponderanti (cfr. DTAF 2010/57 consid. 2.3 e relativi rif e- rimenti). 6. 6.1 Nella querelata decisione, l'UFM ha negato la verosimiglianza dei fatti addotti, esimendosi dall'analizzarne la rilevanza. L'Ufficio ha in primo luogo ritenuto che durante la prima audizione il r i- chiedente avrebbe dichiarato che l'unico arresto dovuto alle sue attività religiose sarebbe avvenuto di giorno, verso le 16.00, mentre durante la seconda audizione avrebbe sostenuto che si sarebbe trattato delle 4.00 di notte. Inoltre, egli avrebbe in un primo tempo dichiarato di essersi riunito con il gruppo in una foresta, per poi contraddirsi dichiarando che il pr o- gramma avrebbe avuto luogo sulle montagne e soprattutto negando che si trattasse di una foresta. In aggiunta, secondo l'UFM non sarebbe plau- sibile che un ragazzo, allora ancora minorenne, proveniente da una fam i- glia già tenuta sotto osservazione a causa della fuga del padre in Kenya, decida, nonostante le allegate grandi difficoltà riscontrate con la famiglia ma anche con amici e conoscenti, di abbandonare il suo entourage prefe- rendo la religione. Sarebbe altresì poco credibile che egli approfittasse in servizio dei momenti per andare al bagno per leggere la bibbia, visto che D-796/2013 Pagina 6 se davvero fosse stato sotto stretta sorveglianza a causa di suo padre, non avrebbe avuto la possibilità di assentarsi per i suoi riti religiosi. Pera l- tro, le pretese punizioni subite non corrispond erebbero alle informazioni di cui dispone l'UFM, in quanto i seguaci del pentecostalismo apparte r- rebbero ai gruppi maggiormente a rischio nel Paese. Inoltre, il richiedente non sarebbe nemmeno in grado di spiegare storicamente le radici di qu e- sta comunità. In aggiunta, nonostante avesse dichiarato di essere stato un operatore delle radiocomunicazioni dell'esercito, egli si sarebbe limit a- to a spiegare che ogni entità militare avrebbe avuto un codice e che qu e- sto sarebbe cambiato ogni due settimane, senza tut tavia riuscire a d e- scrivere tale attività nei dettagli. L'interessato si sarebbe anche contra d- detto circa le circostanze della fuga in Sudan: in occasione dell'audizione sulle generalità, avrebbe dichiarato di avere abbandonato la truppa a D._______ (Eritrea) ver so le 22.00 , negando tuttavia, in occasione dell'audizione successiva, di essere partito a quell'ora in quanto i controlli sarebbero più severi; avrebbe poi spiegato di avere camminato per un giorno pri ma di giungere in Sudan, per in seguito affermare di esse rvi giunto dopo tre ore. Infine, considerata la delicata questione della dise r- zione dall'esercito eritreo, sarebbe inverosimile che le autorità militari a- vessero incorporato nelle guardie di confine una persona che in prec e- denza avrebbe già tenta to di fuggire dal Paese , il cui padre sarebbe p e- raltro già fuggito in Ke nya. L'Ufficio conclude quindi che le allegazioni dell'interessato apparirebbero essere confezionate ad hoc per la procedu- ra d'asilo e di conseguenza non sarebbero da ritenere verosimili ai sensi dell'art. 7 LAsi. 6.2 Con ricorso del 15 febbraio 2013, il ricorrente ha contestato le co n- traddizioni evidenziate dall'UFM circa i suoi motivi insorti prima della fuga, ritenendo peraltro che la decis ione si fondasse su un accertamento i n- completo dei fatti rilevanti. In primo luogo , il richiedente esclude di avere dichiarato che l'arresto a seguito del raduno religioso sia avvenuto in pieno giorno alle 16.00, dal momento che questi incontri si svolgerebbero di nascosto a c ausa delle persecuzioni del regime nei confronti dei pentecostali . Qu anto al luogo del raduno egli adduce, come avrebbe già peraltro avuto modo di spieg a- re in occasione della seconda audizione, che nonostante vi fossero degli alberi, non si sarebbe trattato di una foresta, ma di una montagna, e pr o- babilmente si tratterebbe di una svista nella redazione del verbale e nella relativa traduzione. In aggiunta, il ricorrente ritiene che l'autorità inferiore, nella sua decisione, non abbia apportato alcun argomento logico per n e- gare la plausibilità della sua conversione al pentecostalismo. Infatti si s a-D-796/2013 Pagina 7 rebbe limitata a ritenere difficilmente immaginabile che un ragazzo giov a- ne, proveniente da una famiglia già sotto osservazione, possa decidere di abbandonare il suo entourage preferendo la religione. Oltre a ciò, quanto alla posizione dell'UFM secondo cui non sarebbe credibile che egli, al m i- litare, abbia avuto la possibilità di assentarsi per i suoi riti religiosi, egli r i- badisce quanto già avrebbe detto in sede di audizione, ossia di avere pra- ticato la sua religione di nascosto e di avere letto la bibbia al momento di andare al bagno, ritenendo che ciò sia del tutto plausibile. Circa la man- canza di dettagli nella descrizione dell'attività di operatore delle radioc o- municazioni dell'esercito, egli reitera quanto già spiegato nel corso della seconda audizione, ossia di avere frequentato la relativa formazione ma di non essere mai stato attivo in questa funzione. Di conseguenza si s a- rebbe limitato a riferire quanto imparato, ossia a tradurre dei codici, i quali sarebbero stati modificati ogni due settimane. Infine, quanto alle discre- panze cronologiche tra le due audizioni nell'ambito della narrazione della sua fuga del Paese, egli ritiene di avere già fornito una spiegazione a ri- guardo in occasione della seconda audizione. Ha anche allegato che nel suo caso andrebbe accordato l'asilo giusta la prassi nei confronti di disertori e renitenti provenienti dall'Eritrea. 7. Il Tribunale osserva che, come suesposto (cfr. consid. 5.2), quando l'auto- rità è chiamata a statuire sulla verosimiglianza, essa non può basare la sua argomentazione su delle divergenze di dettaglio, delle ipotesi o delle estrapolazioni ma, al contrario, deve procedere a un apprezzamento glo- bale dei fatti addotti ponderando gli elementi contrari e quelli a favore del- la verosimiglianza del racconto. Nel caso in esame, l'Ufficio ha ritenuto inverosimile il racconto in parte basandosi su delle divergenze di dettaglio e in parte avvalendosi di argomenti privi di fondamento. Quanto alla prima contraddizione identificata, il Tribunale constata che dal verbale dell'aud i- zione sulle generalità risulta che il richiedente abbia dichiarato che un giorno, quando alle 16.00 sarebbe stato in cammino con i l gruppo verso l'alloggio comune, qualcuno li avrebbe segnalati alla polizia, la quale s a- rebbe poi arrivata procedendo all'arresto dei partecipanti (cfr. verbale 1, pag. 8). In occasione dell'audizione successi va, ha invece dichiarato che tra le 22.00 e le 4.00 avrebbe avuto luogo il programma, dopo il quale sa- rebbero quotidianamente andati a dormire all'alloggio (cfr. verbale 2, pag. 3). Il Tribunale ritiene che tale divergenza non possa essere imputa- ta al richiedente, in quanto facilmente riconducibile a un disguido nell'am- bito della traduzione, visto che le 16.00 nel sistema orario a 24 ore corr i- spondono alle 4.00 nel sistema orario a 12 ore . Peraltro, egli non ha d i-D-796/2013 Pagina 8 chiarato che l'arresto sarebbe avvenuto "di giorno", ma ha semplicemente introdotto la sua frase con "un giorno" (cfr. verbale 1, pag. 8). Quanto all'indicazione, da parte del richiedente, del luogo in cui avrebbe avuto luogo il programma, il Tribunale constata che effettivamente durante la prima audizione egli ha dichiarato di avere praticato la religione con il gruppo in un bosco (cfr. verbale 1, pag. 8) mentre, in occasione dell'aud i- zione successiva, ha parlato di montagne (cfr. verbale 2, pag. 3). Invitato a esprimersi a riguardo, ha confermato che si sarebbe trattato di un posto in montagna con degli alberi, ma che non lo definirebbe un bosco (cfr. verbale 2, pag. 15). Anche in questo caso, il Tribunale non ritiene che vi sia da ammettere un indizio d'inverosimiglianza del racconto, in quanto la divergenza è minima e la spiegazione che ha se guito può essere ritenuta convincente. Il Tribunale ritiene poi priva di fondamento l'osservazione dell'UFM secondo cui non sarebbe plausibile che un giovane ragazzo proveniente da una famiglia già tenuta sotto osservazione a causa della fuga del padre, decida di abbandonare il suo entourage preferendo la r e- ligione. L'autorità inferiore non motiva in modo esauriente nemmeno la ragione per cui non sarebbe credibile che l'interessato, al militare, avesse approfittato dei momenti in cui doveva andare al bagno per leggere la bibbia di nascosto e mal si capisce la ragione per cui parta dal presupp o- sto che il richiedente avesse dovuto essere sorvegliato anche in questi momenti. L'UFM argomenta poi in modo del tutto sbrigativo la sua pos i- zione circa le allegate pun izioni subite, le quali non corrisponderebbero alle informazioni di cui dispone, in quanto i seguaci del pentecostalismo apparterrebbero ai gruppi maggiormente a rischio nel Paese, come anche circa le presunte scarse conoscenze storiche che il richiedente avrebbe del pentecostalismo. Inoltre, il Tribunale ritiene oltremodo superficiale e frettolosa l'affermazione secondo cui non sarebbe plausibile che l'intere s- sato avesse svolto la funzione di operatore delle radiocomunicazioni dell'esercito in quanto non s arebbe riuscito a spiegare questa attività nei dettagli. Infatti, egli ha dichiarato di non essere stato attivo in questa fu n- zione, ma di avere svolto la formazione, e ha raccontato di come avesse imparato a trasmette informazioni tramite un codice che doveva poi esse- re tradotto in tigrino e che sarebbe stato modificato ogni due settimane. Invitato dall'auditore a riportare un interno alfabeto, il richiedente ha r i- sposto, comprensibilmente, di non esser ne in grado visto che detto cod i- ce sarebbe stato modifi cato ogni due settimane e che , nel frattempo, sa- rebbero passati diversi anni (cfr. verbale 2, pag. 7). Infine, considerata anche la situazione d'incertezza vigente in Eritrea, il Tribunale considera che sia azzardato concludere che l'interessato, sep- pur fosse già stato arrestato a seguito di un precedente tentativo di espa-D-796/2013 Pagina 9 trio e tenuto d'occhio a causa della fuga del padre , non sarebbe stato l a- sciato di guarda al confine. D'altra parte, il Tribunale riconosce, associandosi per questo aspetto alle considerazioni dell'UFM, che il racconto circa l'uscita dal Paese appare confuso e cronologicamente discordante. Infatti, in occasione dell'aud i- zione sulle generalità, ha dichiarato di essere partito da D._______ verso il Sudan circa alle 22.00 (cfr. verbale 1, pa g. 1) mentre, ascoltato a r i- guardo durante l'audizione successiva, ha smentito di essere partito alle 22.00, orario in cui la sorveglianza diverrebbe più stretta, ma di avere a p- profittato della fascia d'orario tra le 19.00 e le 22.00 visto che sarebbe il momento disponibile per cenare e andare al bagno (cfr. verbale 2, pagg. 4 seg.). Inoltre, in un primo tempo ha dichiarato di avere passato la frontiera dopo un giorno (cfr. verbale 1, pagg. 2 seg.), men tre successi- vamente ha dichiarato di avere passato il confine già nella notte (cfr. ve r- bale 2, pagg. 4 seg.). Tuttavia, il Tribunale non ritiene che le incongrue n- ze relative al momento dell'espatrio possano già di per sé compromettere la verosimiglianza del racconto sui motivi d'asilo. L'UFM, per negare la v erosimiglianza delle allegazioni dell'interessato in materia d'asilo, si è quindi basato in buona parte su elementi di dettaglio oppure su argomentazioni infondate, decidendo di conseguenza di non esaminare la rilevanza dei fatti addotti. Per respingere la domanda d'asilo, l'UFM doveva motivare sulla base di elementi validi sotto l'aspetto della verosimiglianza (art. 7 LAsi) o della r i- levanza (art. 3 LAsi), procedendo a una nuova audizione o a passi istru t- tori nel caso in cui ritenesse che la causa non pote sse ancora essere giudicata secondo lo stato degli atti. 8. 8.1 Quando gli atti non sono completi o comunque insufficienti per statu i- re sull'applicazione del diritto federale, il Tribunale può rinviare la causa, con istruzioni vincolanti, all'autorità inferiore per nuovo giudizio (art. 61 cpv. 1 PA; MADELEINE CAMPRUBI, in: Auer/Müller/Schindler (edit.), Kommentar zum Bundesgesetz über d as Verwaltungsverfahren (VwVG), Zurigo 2008, n. 1 e 7 ad art. 6; ULRICH HÄFELIN / GEORG MÜLLER / FELIX UHLMANN, Allgemeines Verwaltungsrecht, 5a ed., Zurigo 2006, n. 1977 p. 418; cfr. sentenza del Tribunale D -6735/2006 del 25 luglio 2007, con- sid. 11 e relativo riferimento). D-796/2013 Pagina 10 8.2 Nella fattispecie, la decisione è viziata sul punto dell'asilo, in quanto fondata su un accertamento incompleto dei fatti rilevanti e una scorretta ponderazione degli elementi inerenti all'inverosimiglianza del racconto. Pertanto, gli atti di causa sono rinviati all'UFM, affinché lo stesso proceda, in termini ragionevoli (art. 29 cpv. 1 della Costituzione federale della Con- federazione Svizzera del 18 aprile 1999 [Cost., RS 101]) a completare l'accertamento dei fatti determinanti e a pronunciare una nuova decisione. In particolare, l'UFM è invitato a completare l'istruzione procedendo a una nuova audizione per potere quindi statuire con piena cognizione di causa sulla verosimiglianza del racconto ai sensi dell'art. 7 LAsi e, se del caso, sulla presenza di eventuali pregiudizi per motivi insorti prima della fuga, o di un eventuale fondato timore di essere esposto a tali pregiudizi, ai sensi dell'art. 3 LAsi. In particolare l'UFM è invitato a sentire nuovamente il ri- chiedente, raccogli endo maggiori dettagli sulle circostanze dell'allegata conversione, sulle modalità in cui sarebbe avvenuto il battesimo, sullo svolgimento esatto del programma a cui avrebbe partecipato con i suo correligionari nel 2007 , sulle modalità del relativo arresto , delle relative prigionie e sulle punizioni ivi subite , su come esattamente avrebbe di n a- scosto praticato la sua religione al militare e in cosa sarebbero consistite le varie punizioni ricevute quando colto a pregare o a leggere la bibbia . Inoltre, se l'UFM dovesse in seguito ancora essere dell'avviso che il r i- chiedente non abbia conoscenza di aspetti essenziali del pentecostal i- smo, detto Ufficio è invitato a motivare una simile posizione in modo più esauriente. L'Ufficio è altresì invitato a fare chiar ezza circa le circostanze della fuga dal Paese. 9. Tenuto conto di quanto precedentemente esposto, la decisione è a n- nullata per violazione del diritto federale, in particolare per abuso nell'a m- bito del potere di apprezzamento e per accertamento inesatto e incomple- to dei fatti rile vanti (art. 106 cpv. 1 lett. b LAsi). Gli atti sono pertanto ri n- viati all'autorità inferiore per il completamento dell'istruzione e per una nuova decisione ai sensi dei considerandi (art. 61 cpv. 1 PA). 10. 10.1 Avendo il Tribunale statuito n el merito del ricorso, la domanda di e- senzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese processuali è divenuta senza oggetto. 10.2 Visto l’esito del gravame, non si riscuotono spese processuali (art. 63 cpv. 1 e 2 PA) e anche la domanda di assistenza giudiziaria (art. 65 PA) è pertanto divenuta priva di oggetto. D-796/2013 Pagina 11 10.3 Al ricorrente, non patrocinato in questa sede, non viene assegnata alcuna indennità di spese ripetibili (art. 64 cpv. 1 PA in relazione con l'art. 7 del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause d i- nanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). (dispositivo alla pagina seguente) D-796/2013 Pagina 12 Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronu n- cia: 1. Il ricorso è accolto. 2. La decisione dell'UFM del 16 gennaio 2013 è annullata per quanto attiene ai punti 3 e 4 . Gli atti di causa sono trasmessi all'UFM per il complet a- mento dell'istruzione e per la pronuncia di una nuova decisione ai sensi dei considerandi. 3. Non si prelevano spese processuali e non vengono assegnate indennità di ripetibili. 4. Questa sentenza è comunicata al ricorrente, all'UFM e all'autorità cant o- nale. Il giudice unico: La cancelliera: Daniele Cattaneo Nicole Manetti Data di spedizione: