<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Come l'autore della mozione espone nella sua motivazione, il suo intervento mira a migliorare la certezza del diritto nell'ambito della gestione patrimoniale. In effetti tale aspetto assume un'importanza particolare, se si considera che già oggi trust stranieri sono amministrati in Svizzera senza che le relazioni giuridiche siano disciplinate con la necessaria prevedibilità. Nell'interesse di un rafforzamento della piazza finanziaria occorre pertanto rendere la situazione giuridica relativa ai trust stranieri in Svizzera più trasparente, e quindi più sicura. L'autore della mozione chiede pertanto la ratifica della Convenzione dell'Aia del 1° luglio 1985 relativa alla legge applicabile ai trust e al loro riconoscimento.</p><p>Secondo il Consiglio federale la Svizzera non può accontentarsi di ratificare la Convenzione, ma deve contemporaneamente apportare alcuni adeguamenti al diritto svizzero. Tali adeguamenti riguardano in particolare la legge federale sul diritto internazionale privato e le disposizioni sull'insolvenza. Questa problematica è già oggetto di un esame approfondito da parte dell'UFG.</p><p>Secondo l'autore della mozione, è giunto il momento di decidere se, oltre alla ratifica della Convenzione, vi è la necessità di integrare nell'ordine giuridico svizzero anche una legislazione dettagliata sull'amministrazione fiduciaria e il trust. In questo caso si tratterebbe soprattutto di introdurre un'amministrazione fiduciaria svizzera rafforzata, forma che diventerebbe equivalente a quella di un trust estero. Il Consiglio federale condivide l'opinione dell'autore della mozione, secondo cui una simile legislazione non si rivela necessaria.</p><p>2. In generale ci si chiede se non sia invece più opportuno integrare nel diritto internazionale privato svizzero una normativa autonoma relativa al riconoscimento dei trust esteri, piuttosto che optare per una ratifica della Convenzione dell'Aia. Il diritto internazionale privato svizzero potrebbe essere completato con una normativa corrispondente, considerando che saranno in ogni caso necessari adeguamenti. A questa soluzione si contrappone il fatto che la ratifica della Convenzione garantirebbe alla Svizzera la reciprocità con gli altri Paesi contraenti (attualmente Italia, Paesi Bassi, Malta, Australia, Canada, Gran Bretagna e Hong Kong, e dal 1° gennaio il Lussemburgo), consentendo di disporre di regole uniformi da applicare ai trust.</p><p>Accogliendo integralmente la mozione, il Consiglio federale si vedrebbe costretto a presentare al Parlamento un messaggio volto alla ratifica della Convenzione dell'Aia. Occorre evitare di pregiudicare la decisione concernente la via da seguire: ratifica oppure disciplinamento autonomo. Il Consiglio federale studierà rapidamente la questione ed elaborerà un progetto corrispondente.</p>