<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è perfettamente consapevole del fatto che da molto tempo l'economia svizzera è in fase di recessione. Le consequenze sono diverse nelle varie parti del Paese: i Cantoni romandi e il Ticino appartegnono alle regionen maggiormente colpite dalla disoccuparazione. Anche gli altri cantoni tuttavia subiscono in piene l'effeto dell tistrutturazioni industriali. L'attuale crisi infatti, non è soltanto congiunturale, ma anche strutturale (strategie di globalizzazione delle imprese, dislocazione della produzione verso regioni meno care o verso i cosidetti paesi "emergenti"). I partiti governanti e il Consiglio federeale hanno a lungo analizzato ed esaminato i mezzi per rivitalizzare l'economia svizzera. Hanno posto l'accento innanzitutto sulle misure strutturali (risanamento delle finanze federali, nuovo sistema di concorranza, migliori condizioni quadro, in particolar modo per le PMI, liberalizzazione del mercato dell telecomunicazioni, riforma del mercato agricolo). Tutte queste riforme strutturali stanno per essere realizzate. Anche le misure congiunturali sono communque state oggetto di studi e die consultazione. Durante i "colloqui di Wattenwyl" del 10. maggio 1996 sono state presentate diverse possibilità per sonstenere la congiuntura, elencate nel rapporto pubblicato il 25. maggio. Il Consiglio federale ha in seguito optato per l'anticipazione di investimente nei settori delle infrastrutture, dei trasporti e dell'energia. Per quanto rigurda il preventivo, il Consigio federale ha prestato particolare attenzione ai crediti con impatto congiunturale: non sono infatti stat iridotti i crediti per la costruzione di infrastrutture stradali e ferroviarie. Va sottolineato che da qualche tempo il programma di costruzione ai Cantoni ad ovest e a sud della Svizzera. Se predioamo l'esempio dell'anno in corso ca. 860 millioni di franchi svizzeri, ovvero il 56 percento dei creditit complessivi, sono stati attribuiti a questi Cantoni. Un tale volume di lavori corrisponde in media a piû di 5000 posti annuali.</p><p></p><p>Dovesse persistere la fase di stagnazione congiunturale, il Consiglio federale è dispoto a riconsiderare la questione del blocco generale delle spese. Se il Parlamento gli conferisse la competenza necessaria, il Consiglio federale potrebbe infatti limitare o addirittura soprimere il blocco delle spese. Un tale margine di manovra conferisce a questo strumento il arattere di preventivo di rilancio.</p><p></p><p>In risposta alle domande poste nell'interpellanza è possibile fare le seguenti precisazioni:</p><p></p><p>- Una delle possibilià di soddisfare il criterio della "preferenza regionale" è di ripartire gli aiuti finanziari in base al tasso di disoccoupazione. I sei Cantoni romandi e il Ticino ragguppano cica il 29 percento dell popolazione residente in Svizzera, ma registrano più del 41 percento dei disoccupati rilevati nell'aprile del 1996. Seguendo il principio suesposto, bisognerebbe attribuire a questi 7 Cantoni almeno il 41 percento dei creditit d'investimento anticipati.</p><p></p><p>- Non sempre però il volume dei progetti ad essere realizzati entro la metà del 1997 è in concordanza con il tasso di disoccupazione nei vari Cantoni. Non bisogna inoltre dimenticare che vanno rispettate le procedure di approvazione usuali e che resta pur sempre determinante lo stato di sviluppo dei vari progetti. Anche se è probabile che l'incidenza finanziaria corrisponda in parte all'incidenza locale dei benefici consequiti, non è possibile garantire una copertura integrale. Considerata l'entità dei progetti, molto spesso occorre ricorrere a gare d'appalto a livello europeo; m aanche se il mandato viene affidato ad un'imprsa svizzera, quest'ultima non necessariamente è situata in una delle regioni da favorire ai sensi della presente interpellanza. Si dimostra perciò spesso inevitabile un conflitto tra l'efficacia dell misure di rilancio proposte in questo intervento e l'impatto regionale. Il criterio del tasso di disoccupazzione cantonale può dunque essere considerato soltanto limitatamente.</p><p></p><p>- Come già menzionato, gli uffici interessati hanno effettuato un esame preliminiare dei progetti che potrebbero essere presi in considerazione. Soltanto alcuni di essi corrispondono effettivamente ai criteri suesposti. Sarebbe stata necessaria la partecipazione dei Cantoni, poiché la Confederazione non può impegnarsi senza una conropartita finanziaria da parte dei Cantoni. Bisogna tuttavia riconoscere che i loro attuali problemi finanziari li avrebbero comunque dissuasi in molti casi dall'impregnarsi ulteriormente.</p><p></p><p>- Dovrà contunuare ad esserci una concertazione con le parti sociali anche in futuro: non si rinuncerà ai contratti di lavoro e non si accetterano in nessun caso deroghe nella procedura sugli acquisti pubblici.</p><p></p><p>Conclusione</p><p></p><p>Infine va rilevato che i numerosi che linitano la scelta dei progetti, e di conseguenza la loro localizzazione, non avrebbo comunque permesso di raggiungere la soglia di ripartizione dei crediti come viene proposto nella presente interpellanza, nell caso venisse attuato il programma d'anticipazione degli investimenti.</p>  Risposta del Consiglio federale.