<h2>SubmittedText<h2><p>1. Il 17 aprile 2014 un gruppo di contatto, del quale fanno parte Ucraina, Russia, Stati Uniti e Unione europea, si è accordato a Ginevra su una dichiarazione congiunta di rinuncia alla violenza e alle provocazioni e a favore del disarmo delle unità irregolari. Tali obiettivi sono stati, da allora, ribaditi. Cosa fa il Consiglio federale per contribuire all'attuazione di questa dichiarazione? </p><p>2. Cosa sanno il Consiglio federale e l'OSCE dei mercenari responsabili di azioni di guerra o di altri atti di violenza in Ucraina? </p><p>3. Può escludere che oligarchi o commercianti di materie prime russi o ucraini finanzino mercenari, armi o altre azioni a scopo bellico nel conflitto ucraino dal territorio svizzero o grazie a servizi della piazza finanziaria svizzera? </p><p>4. È disposto a congelare i valori patrimoniali degli oligarchi identificati come finanziatori dei mercenari e del loro armamento? </p><p>5. Quali disposizioni in materia di visti vigono attualmente per l'Ucraina e la Russia? Il Consiglio federale è pronto a decretare il blocco dei visti nei confronti di coloro che contravvengono in modo comprovato allo spirito e al tenore della dichiarazione congiunta di Ginevra del 17 aprile 2014?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La dichiarazione di Ginevra del 17 aprile 2014 incarica la missione speciale di monitoraggio dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) di sostenere l'Ucraina nella realizzazione delle misure concordate per allentare la tensione. Il 7 maggio 2014 la presidenza svizzera dell'OSCE ha sottoposto alle parti interessate una roadmap con possibili misure di sostegno dell'OSCE, che riguardavano in particolare la promozione del dialogo nazionale in vista delle elezioni presidenziali anticipate del 25 maggio 2014 nonché la creazione di un fondo OSCE per sostenere progetti di disarmo dei gruppi armati illegali in Ucraina. La Svizzera ha versato a questo fondo una somma di circa 50 000 franchi (40 000 euro). Dopo la dichiarazione di Ginevra sono state varate altre iniziative volte a rilanciarne e completarne gli obiettivi. Vanno sottolineate in particolare la decisione di tutti i 57 Stati partecipanti negoziata sotto la presidenza svizzera di inviare osservatori OSCE ai posti di frontiera di Gukowo e Donetsk al confine tra Russia e Ucraina nonché la firma del protocollo di Minsk del 5 settembre 2014 per il cessate il fuoco e un dialogo politico. Quest'ultimo è stato preparato dal gruppo di contatto trilaterale composto da rappresentanti dell'Ucraina, della Federazione russa e della presidenza svizzera dell'OSCE.</p><p>2. Le informazioni fornite dalla missione speciale di monitoraggio in Ucraina vengono pubblicate ogni giorno sul sito dell'organizzazione (www.osce.org/ukraine-smm/daily-updates). Il Consiglio federale non può né confermare né smentire la responsabilità di gruppi mercenari in singoli atti di violenza o azioni di guerra, che sono soggetti a indagine da parte delle autorità competenti. Il Consiglio federale chiede comunque a tutte le parti in conflitto il pieno rispetto del diritto internazionale umanitario. La presidenza svizzera dell'OSCE ha inoltre ripetuto più volte i suoi appelli a rinunciare alla violenza nell'ambito della crisi ucraina.</p><p>3.-5. Nell'ambito della sua politica relativa alla crisi ucraina, il Consiglio federale ha adottato varie misure. Il 26 febbraio 2014, in base all'articolo 184 capoverso 3 della Costituzione federale, ha disposto il blocco a titolo preventivo degli averi di Victor Janukowitsch e del suo più stretto entourage. Con questa misura la Svizzera vuole evitare ogni rischio di appropriazione indebita dei beni dello Stato ucraino. Il 2 aprile 2014 il Consiglio federale ha emanato l'ordinanza che istituisce provvedimenti per impedire l'aggiramento delle sanzioni internazionali in relazione alla situazione in Ucraina. Il 27 agosto 2014 questa ordinanza è stata sottoposta a una revisione totale. È stata ad esempio vietata l'apertura di nuove relazioni d'affari da parte delle persone elencate dalla Svizzera, tra le quali figurano anche alcuni oligarchi. L'UE ha imposto inoltre a queste persone un divieto di entrata nello spazio Schengen. Questo divieto è stato adottato anche dalla Svizzera in virtù della sua appartenenza allo spazio Schengen. In ogni caso, sia per i cittadini ucraini sia per i cittadini russi l'entrata in Svizzera è soggetta all'obbligo di visto.</p><p>L'obiettivo di queste misure è impedire l'aggiramento delle sanzioni in Svizzera e non l'applicazione della dichiarazione di Ginevra del 17 aprile 2014 o la lotta contro il finanziamento di mercenari e il loro armamento. Ciò avviene principalmente nel quadro delle attività descritte nelle risposte alle domande 1 e 2. Il Consiglio federale si riserva di varare altre misure in funzione dell'evolversi della situazione.</p>  Risposta del Consiglio federale.