<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La futura utilizzazione degli ex aerodromi militari da parte dell'aviazione civile sarà iscritta nel piano settoriale "Infrastruttura dell'aviazione". Esso stabilirà dettagliatamente quali ex aerodromi militari saranno ancora a disposizione per i voli civili. Altre utilizzazioni civili degli impianti degli ex aerodromi militari sottostanno di principio alla legislazione dei rispettivi Cantoni. Essi sono competenti per la creazione delle premesse relative alla pianificazione del territorio per le nuove utilizzazioni civili.</p><p></p><p>2. Gli impianti e i terreni del DMF non più utilizzati sono costantemente registrati e inseriti in un inventario. La procedura di consultazione interna in merito non è ancora conclusa e per questa ragione attualmente l'inventario non può essere ancora pubblicato.</p><p></p><p>3. Dopo la soppressione di dieci aerodromi militari è stata più volte presentata la richiesta di cedere ai Cantoni o ai Comuni, come indennità per immissioni foniche o di altro tipo, i terreni gratuitamente o almeno a un prezzo ridotto. Al riguardo non solo mancano le basi giuridiche, ma tali ribassi sarebbero oltretutto contrari ai principi della legge federale sulle finanze della Confederazione. Inoltre, gli aerodromi non più necessari militarmente erano in esercizio soltanto durante i corsi di ripetizione delle formazioni dell'aviazione ivi stazionate; in diversi aerodromi non si sono mai svolti o da molto tempo non avvengono rumorosi voli con jet. Versamenti a posteriori per immissioni avvenute sarebbero in evidente contraddizione con il fatto che nei dintorni degli aerodromi ancora in esercizio tutto l'anno non possono essere corrisposti contributi finanziari.</p><p>Occorre inoltre considerare che su alcuni ex aerodromi militari, oltre all'infrastruttura di volo, appartengono al DMF anche le aree agricole affittate. Dette superfici sottostanno al diritto fondiario rurale, il quale in particolare prevede per l'affittuario il diritto di prelazione e impedisce di regola una cessione a non coltivatori diretti. Un trasferimento della proprietà al rispettivo Cantone può avvenire unicamente con l'applicazione di queste disposizioni.</p><p>- 3 -</p><p></p><p>4. Parti di impianti di ex aerodromi militari, che servono ulteriormente all'aviazione, sottostanno al diritto federale concernente l'aviazione. In questo caso occorre tener conto delle opzioni del piano settoriale "Infrastruttura dell'aviazione" nelle decisioni relative alla pianificazione del territorio dei rispettivi Cantoni e Comuni. Il diritto del Cantone interessato è applicabile circa l'appartenenza delle zone di parti dell'infrastruttura non utilizzate né a scopi militari né aeronautici.</p><p></p><p>5. Se al DMF non occorre più un impianto o un determinato terreno che può essere ceduto, si procede nel modo seguente: in primo luogo sono presi in considerazione gli ex proprietari che sono stati espropriati e possono far valere il diritto di retrocessione secondo l'articolo 102 della legge federale del 20 giugno 1930 sulla espropriazione. Se non è il caso, il Centro di coordinamento delle costruzioni civili dell'Amministrazione federale delle finanze chiarisce se al proposito non esista una tale necessità da parte della Confederazione. Se il terreno è messo in vendita, sono applicabili i patti di riscatto o i diritti di prelazione assicurati per contratto. Per i terreni agricoli, sono applicabili le disposizioni della legge federale del 4 ottobre 1991 sul diritto fondiario rurale (LDFR). Limitativo è in questo caso soprattutto il diritto di prelazione dell'affittuario attuale e l'onere della vendita a coltivatori diretti. I terreni non più utilizzati per scopi militari sono ceduti soltanto quando sono state rilasciate le necessarie autorizzazioni civili. Spesso devono dapprima essere create le premesse di ordine pianificatorio per un'utilizzazione del terreno conforme alle zone. Anche per tale motivo il Cantone interessato e i Comuni dell'ubicazione degli impianti vengono informati caso per caso sulle intenzioni di vendita da parte del DMF.</p><p></p><p>Dove il diritto fondiario rurale non trova applicazione, o dove si è rinunciato al diritto di vendita nel senso della LDFR la valutazione del valore del terreno è lasciata al mercato. I terreni da vendere sono in linea di massima messi al bando pubblico. Se ciò risultasse inadeguato, come ad esempio nel caso di parcelle troppo piccole o non commerciabili, il valore commerciale del terreno è stimato da una commissione di stima.</p><p></p><p>6. Nel caso di cessioni di terreni militari non più necessari, le prescrizioni della legge sulla espropriazione e del diritto fondiario rurale sono vincolanti anche per la Confederazione. Finora non è stata notificata alcuna disdetta di contratto d'affitto.</p><p></p><p>7. Interi impianti o parti di essi non più riutilizzabili né a fini militari né civili, vengono, sempre che appaia ragionevole, demoliti o ripristinati allo stato originario, a meno che non debbano essere conservati per ragioni storiche, culturali o ecologiche. Un gruppo di lavoro composto di rappresentanti del DMF e del DFI allestisce attualmente un inventario di tutti gli impianti interessanti da conservare. Per le opere più grandi è realizzato uno specifico progetto di smantellamento, con il quale dev'essere tenuto conto anche delle richieste della protezione dell'ambiente e della </p><p>- 4 -</p><p></p><p>natura incluse le possibili rivalorizzazioni nell'ambito della protezione della natura. I crediti necessari sono indicati nel budget annuale del DMF.</p><p></p><p>Poiché fino alla decisione circa il piano settoriale "Infrastruttura dell'aviazione" non verrà abbandonato alcun ex aerodromo militare, non sono ancora stati elaborati specifici progetti di smantellamento.</p><p></p><p>8. Indipendentemente dalla liquidazione di impianti militari non più utilizzati, il DMF allestisce per tutti i terreni il catasto dei siti potenzialmente contaminati, che quando sarà completo elencherà tutti i siti e le superfici verosimilmente danneggiati da sostanze inquinanti in seguito ad attività militari. Esso serve a valutare la situazione dei siti contaminati e in particolare a stabilire le ubicazioni da risanare. Il catasto dei siti potenzialmente contaminati del DMF, eccettuati gli impianti classificati, sarà accessibile al pubblico.</p><p></p><p>Così anche i dieci ex aerodromi militari vengono registrati ed esaminati dal punto di vista delle possibili superfici contaminate. Eventuali siti contaminati saranno risanati.</p>  Risposta del Consiglio federale.