<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di verificare la presenza sul mercato finanziario svizzero di persone e organismi oggetto di misure restrittive da parte dell'UE perché legati al regime iraniano (inclusi nell'apposito elenco) e, come primo passo, di congelare i loro beni. La Svizzera è inoltre invitata a unirsi alla richiesta di designare il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica come organizzazione terroristica.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Svizzera aderisce da molti anni a tutte le sanzioni dell'ONU e a molte sanzioni dell'UE contro l'Iran, comprese sanzioni finanziarie e patrimoniali e restrizioni di viaggio. A tal fine il Consiglio federale ha emanato e più volte modificato l'ordinanza che istituisce provvedimenti nei confronti della Repubblica Islamica dell'Iran (RS 946.231.143.6), che disciplina i provvedimenti applicabili in Svizzera. Conformemente all'articolo 7 capoverso 1 di questa ordinanza sono bloccati gli averi e le risorse economiche di proprietà o sotto il controllo delle persone fisiche, delle imprese e delle organizzazioni sanzionate. Inoltre le persone fisiche e le istituzioni che detengono o amministrano averi oppure sono a conoscenza di risorse economiche presumibilmente rientranti nel campo d'applicazione del blocco li dichiarano senza indugio alla SECO.</p><p>Le sanzioni imposte dalla Svizzera e da altri Paesi hanno fatto sì che la maggior parte delle aziende e delle banche svizzere abbia già cessato le relazioni commerciali con l'Iran.</p><p>Per quanto riguarda la decisione del 2 novembre 2022 del Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca e del Dipartimento federale degli affari esteri di non aderire alle sanzioni UE connesse alle proteste in Iran, il Consiglio federale si è già espresso in modo dettagliato nel parere relativo all'<a href="https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20224335">Interpellanza Molina 22.4335</a>.</p><p>La Svizzera sanziona, nell'ambito dell'ordinanza che istituisce provvedimenti nei confronti della Repubblica Islamica dell'Iran, solo le organizzazioni designate come organizzazioni terroristiche dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite o dal comitato competente; il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica non rientra in questa categoria. Tuttavia, questa organizzazione e alcuni suoi membri sono presenti negli allegati alla suddetta ordinanza e sono quindi soggetti a sanzioni finanziarie e a restrizioni di viaggio. Indipendentemente dalla loro presenza in una lista, la legislazione svizzera prevede che, a determinate condizioni, sia possibile perseguire penalmente le persone presenti (anche temporaneamente) su suolo elvetico per reati commessi nel loro Paese d'origine, ad esempio contro la vita e l'integrità della persona, contro il diritto internazionale o nel contesto di un'organizzazione terroristica o criminale.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.