<h2>SubmittedText<h2><p>Generalmente le spese riscosse sui fondi del pilastro 3a sono nettamente più elevate rispetto a quelle riscosse su fondi indicizzati simili. Inoltre, per i profani che versano contributi nel pilastro 3a è difficile confrontare le offerte perché gli offerenti addebitano spese differenti e in parte nascoste. </p><p>Con l'esenzione fiscale per i versamenti nel pilastro 3a il legislatore intendeva incentivare la popolazione a investire nella previdenza privata per la vecchiaia. Tale incentivo viene però frenato da queste spese elevate. </p><p>Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Come giudica l'ammontare delle spese riscosse sui fondi del pilastro 3a? </p><p>2. Con quali strumenti o misure sarebbe possibile ridurre tali spese? </p><p>3. In che modo si potrebbe migliorare la comparabilità delle spese riscosse sui fondi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Sul mercato delle soluzioni previdenziali per il pilastro 3a, dove c'è una grande concorrenza con diversi portafogli di titoli (di investimenti collettivi di capitale o fondazioni d'investimento), i costi delle singole soluzioni variano. L'entità delle spese dipende, oltre che dalla collocazione degli investimenti in diversi strumenti finanziari come azioni o obbligazioni, anche dal fatto che i portafogli possono essere gestiti attivamente o passivamente (i cosiddetti investimenti indicizzati). Confronti isolati delle spese non tengono conto delle differenti caratteristiche dei prodotti. L'importante è che tra i vari offerenti venga garantita, tramite la concorrenza, un'ampia offerta di soluzioni previdenziali per il pilastro 3a e dunque sussista una libertà di scelta per l'investitore. Il Consiglio federale ritiene che le relative condizioni quadro siano soddisfatte.</p><p>2. e 3. Secondo il Consiglio federale una concorrenza tra gli offerenti funzionante dovrebbe portare a spese adeguate per le soluzioni previdenziali del pilastro 3a. In tal senso la trasparenza riguardo le spese complessive è essenziale.</p><p>Attualmente per i fondi viene utilizzato l'indicatore Total Expense Ratio (TER) secondo le linee guida di autoregolamentazione dell'associazione professionale dell'asset management (AMAS). Questo però non comprende le spese per eventuali fondi terzi né le spese di transazione interne (courtage), che per esempio sarebbero considerate nell'indice Real TER (RTER), poco usato in Svizzera. Inoltre le disposizioni in merito al foglio informativo di base prevedono, secondo la legge sui servizi finanziari (LSerFi), una ripartizione delle spese più ampia e completa rispetto al TER. Questa comprende anche i costi unici come le commissioni di emissione e di riscatto e spese correnti come commissioni di esercizio e costi per la transazione del portafoglio. Dopo lo scadere di una fase di passaggio, un foglio informativo di base sarà disponibile anche per tutti i fondi offerti a clienti privati. A queste spese specifiche dei fondi si aggiungono anche eventuali emolumenti per la custodia. Una rappresentazione più trasparente e uniforme di tutte le spese più rilevanti può facilitare la scelta di soluzioni più vantaggiose per i clienti e in tal modo promuovere la concorrenza. A ciò possono contribuire anche attori del mercato quali i portali di comparazione dei prezzi. Il Consiglio federale non ritiene necessaria una regolamentazione a livello di legge o ordinanza.</p>  Risposta del Consiglio federale.