B u n d e s v e rw a l t u n g s g e r i ch t T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i f f éd é r a l T r i b u n a l e am m i n i s t r a t i vo f e d e r a l e T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i v fe d e r a l Corte IV D-3604/2013 S e n t e n z a d e l 4 l u g l i o 2 0 1 3 Composizione Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, con l'approvazione del giudice Fulvio Haefeli; cancelliera Nicole Manetti. Parti A._______, nato il (...), alias B._______, nato il (...), alias C._______, nato il (...), Georgia, ricorrente, contro Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore. Oggetto Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; decisione dell'UFM del 24 giugno 2013 / N (...). D-3604/2013 Pagina 2 Visto: la decisione dell'UFM del 21 dicembre 2010, con la quale non è entrato nel merito, ai sensi dell'art. 34 cpv. 2 lett. d della legge sull’asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31), della prima domanda d'asilo presenta- ta dal richiedente in Svizzera in data 2 4 settembre 2010, ordinando il suo rinvio verso la Slovacchia, nonché la scomparsa del richiedente , in data 1° gennaio 2011, dall'alloggio attribuitogli; la seconda domanda d'asilo che l'interessato ha presentato in Svizzera in data 21 maggio 2013; il documento che l'UFM ha rimesso al ricorrente il giorno medesimo , mediante il quale lo ha reso attent o circa la neces sità di consegnare, entro le 48 ore successive all'inoltro dell'istanza, un documento d'identità o di viaggio, con comminatoria che, in caso di mancata consegna e in assenza di motivi scusabili, non si entra nel merito della sua domanda d'asilo; i verbali di audizione del 28 maggio 2013 (di seguito: verbale 1) e del 17 giugno 2013 (di seguito: verbale 2); la decisione dell'UFM del 24 giugno 2013, notificata all'interessato il gio r- no stesso (cfr. act. B 19/1), con la quale detto Ufficio non è entrato nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi e ha pronunciato l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera nonché l'es e- cuzione dell'allontanamento medesimo siccome lecita, esigibile e possib i- le; il ricorso del 24 giugno 2013 (cfr. timbro del plico raccomandato; data di entrata: 25 giugno 2013); l'incarto dell'UFM, pervenuto al Tribunale via fax il 25 giugno 2013 e in o- riginale in data 27 giugno 2013; i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei conside- randi che seguono; D-3604/2013 Pagina 3 e considerato: che presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 2 LAsi) contro una dec i- sione in materia d'asilo dell'UFM (art. 6 e 105 LAsi, art. 31-33 della legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 [LTAF, RS 173.32]), il ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a-c e 52 della legge federale sulla procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021); che, nell'ambito di ricorsi contro decisioni di non entrata nel merito ai sen- si dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, l'oggetto suscettibile di essere impugnato non pu ò essere esteso alla questione della concessione dell'asilo, che presuppone una decisione nel merito della domanda stessa; che, di conseguenza, la conc lusione ricorsuale implicita tendente alla concessione dell'asilo è inammissibile; che, nei citati limiti, vi è motivo di entrare nel merito del ricorso; che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, sono decisi in procedura semp lificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l’approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la dec i- sione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi); che ai sensi dell'art. 111a cpv. 1 LAsi si rinuncia allo scambio degli scritti; che giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi non si entra nel merito di una d o- manda d'asilo se il richiedente non consegna alle autorità alcun doc u- mento di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione della d o- manda; che secondo l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si applica se l'int e- ressato può rendere verosimile di non essere in grado, per motivi scus a- bili, di consegnare documenti di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione della domanda ( lett. a), se la qualità di rifugiato del rico r- rente è accertata in base all'audizione, nonché in base all'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), oppure se l'audizione rileva che sono necessari ulteriori chiarimenti per accertare la qualità di rifugiato o l'es istenza di un imped i- mento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. c); che sono documenti di viaggio o d'identità ai sensi di legge quelli ufficiali, segnatamente il passaporto e la carta d'identità, che permettono un'ide n- tificazione certa del richiedente l'asilo (in particolare della sua cittadina n-D-3604/2013 Pagina 4 za) e che ne assicurano il rimpatrio senza necessità di particolari formal i- tà amministrative (DTAF 2007/7 consid. 5); che, per contro, non sono documenti validi giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi quelli emessi per altri scopi, come la licenza di condurre, la carta professionale, il certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato di f i- ne degli studi (ibid., consid. 6); che nel caso concreto il ricorrente, a distanza di oltre un mese dalla pr e- sentazione della sua seconda domanda d'asilo, non ha esibito alcun d o- cumento che adempia i citati criteri; che durante la prima audizione il richiedente ha dichiarato che nei giorni successivi sua moglie gli avrebbe portato i documenti (cfr. verbale 1, pag. 9); che tuttavia, durante la seconda audizione, avvenuta 20 giorni dopo, l'interessato ha dichiarato che ella non sarebbe riuscita a passare la frontiera tra la (...) e la (...) (cfr. verbale 2, pag. 2); che una simile giusti- ficazione non convince, visto anche che, trattandosi della seconda proce- dura d'asilo in Svizzera, il richiedente era sin dall'inizio a conoscenza de l- la necessità di presentare i documenti richiesti; che inoltre il Tribunale constata che dagli atti non emerge alcun elemento secondo cui il richi e- dente si sarebbe adoperato, visto anche il tempo nel frattempo trascorso, per dare seguito all'invito , eventualmente organizzandosi in altro modo; che quindi il Tribunale ha ragione di credere che il richiedente, il quale ha per giunta dichiarato identità differenti nel corso delle procedure, dissimuli detti documenti per i bisogni della causa; che non avendo né esibito un documento d'identità né fornito, neppure nel ricorso, una valida e verosimile giustificazione per la mancata prod u- zione, l'eccezione prevista all'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi a favore dell'inso r- gente non è applicabile; che in assenza di documenti d'identità occorre inoltre esaminare se, in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, in ba- se agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione, è accertata la qualità di rifu - giato del richiedente; che inoltre con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legislatore ha pure introdotto, con l'art. 32 cpv. 2 lett. a nonché cpv. 3 LAsi, una pr o- cedura sommaria nell'ambito della quale è statuito sull'adempimento o meno della qualità di rifugiato, nonostante la stessa termini con una dec i- sione di non entrata nel merito (DTAF 2007/8 consid. 5); D-3604/2013 Pagina 5 che, come rettamente ritenuto dall'autorità inferiore nella q uerelata decisione alla quale si rinvia, il Tribunale ritiene che le dichiarazioni dell'interessato riguardo al timore di morire a causa delle allegate minacce telefoniche che avrebbe ricevuto dopo avere eseguito una consegna su incarico di una persona vic ina a suo padre, il quale sarebbe stato assassinato nel 2008, non siano credibili e siano pertanto da ritenere inverosimili; che in particolare il richiedente si è palesemente contraddetto in punti centrali del racconto; che infatti, nella procedura preced ente,aveva dichiarato che suo padre sarebbe stato ucciso il (...) 2008 e di non avere né fratelli né sorelle (cfr. atto A 1/11, pag. 4); che invece, nella presente procedura, nella quale ha affermato che i motivi esposti in occasione della precedente domanda d'asilo sarebbero ancora attuali, ha dichiarato che quel (...) 2008 sarebbero stati uccisi suo padre e suo fratello (cfr. verbale 1, pagg. 10 seg.); che inoltre, riguardo ai pretesi spari contro la sua abitazione il (...) 2008, nella procedura precedente aveva dichiarato che sarebbero state trovate 28 pallottole (cfr. atto A 1/11, pag. 6), mentre nella procedura attuale ha menzionato la presenza di 60 pallottole (cfr. verbale 2, pag. 3); che in aggiunta , nella procedura pr ecedente aveva spiegato che, al momento di questi spari, in casa si sarebbero trovati la madre, la nonna e quattro cugini del padre (cfr. atto A 1/11, pag. 6), mentre, secondo quanto dichiarato nella procedura attuale, in casa non sarebbe stato presente nessuno e anche la madre si sarebbe trovata dai vicini (cfr. verbale 2, pag. 6); che inoltre quanto esposto circa la consegna che avrebbe svolto s u incarico dell'amico del padre, la quale avrebbe dovuto rappresentare una vendetta per l'uccisione di quest'ult imo, non convince; che infatti , egli avrebbe a suo dire consegnato un microchip e una lettera , contenuti in un sacchetto, appendendoli a un cancello, ma non è stato in grado di indicare né il contenuto del microchip né quello della lettera e nemmeno ha sap uto indicare a chi fosse diretta tale vendetta (cfr. verbale 2, pagg. 4 seg.); che per il resto si rinvia ai considerandi della decisione impugnata; che neppure dalle allegazioni ricorsuali emergono nuovi elementi, fatti o mezzi di prova, atti a modificare quanto già ritenuto in prima istanza, si c- ché per evitare ulteriori ripetizioni, si rimanda alle considerazioni dell'UFM; che pertanto non risultano elementi ai sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi da cui dedurre la necessità di ulteriori accertamenti ai fini della determ i- nazione della qualità di rifugiato dell'insorgente; D-3604/2013 Pagina 6 che inoltre non si giustificano neppure delle misure di istruzione complementari ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedimento all'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente dal punto di vista dell'ammissibilità (cfr. DTAF 2009/50, consid. 5 -8 e DTAF 2007/8, consid. 5.6.5-5.7); che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere che l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente nel suo Paese di origine possa violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confeder a- zione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della Conven- zione del 28 luglio 1951 sullo sta tuto dei rifugiati (Conv., RS 0.142.30), l'art. 5 LAsi (divieto di respingimento) nonché l'art. 83 cpv. 3 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) o esporre il ricorrente al rischio reale ed immediato di trattamenti contr ari all'art. 3 della Convenzione del 4 novembre 1950 per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione del 10 dicembre 1984 contro la tortura ed altre pene o tra t- tamenti crudeli, inumani o degradanti (Conv. tortura, RS 0.105); che da quanto esposto ne discende che l'UFM rettamente non è entrato nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi; che di conseguenza, in materia di non entrata nel merito, il ricorso, desti- tuito di ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la decisi o- ne impugnata va confermata; che il ricorrente non adempie le condizioni in virtù delle quali l'UFM avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera (art. 14 cpv. 1 e cpv. 2, art. 44 cpv. 1 LAsi, nonché art. 32 ordinanza 1 dell'11 agosto 1999 sull'asilo relativa a questioni procedurali [OAsi 1, RS 142.311] ; DTAF 2009/50 consid. 9); che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 LStr; che, giusta suddetta norma, l'esecuzione dell'allontanamento deve essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragione- volmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr); che, in considerazione di quanto indicato poc'anzi, ai sensi delle norme di diritto internazionale pubblico nonché della LAsi, l'esecuzione dell'allont a- namento è ammissibile (cfr. art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 cpv. 3 LStr); D-3604/2013 Pagina 7 che la situazione vigente in Georgia non è caratterizzata da guerra, guer- ra civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme della popolazi o- ne nell'integralità del territorio nazionale; che quanto alla situazione personale del ricorrente egli è giovane, scola- rizzato, vanta esperienze lavorative e può contare, in patria, sulla presen- za di una rete familiare (cfr. verbale 1, pagg. 3-5 e 7) ; che infine il rico r- rente non ha preteso nel gravame di soffrire di gravi problemi di salute che possano giustificare la sua ammissione provvisoria (cfr. DTAF 2009/2 consid. 9.3.2 e relativi riferimenti), senza che da un esame di ufficio degli atti di causa emerga la necessità di una sua permanenza in Svizzera per motivi medici; che pertanto l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente nel suo Paese di origine è ragionevolmente esigibile (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 cpv. 4 LStr); che infine non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 cpv. 2 LStr); che infatti il ricorrente , usando della necessaria dil i- genza, potrà procurarsi ogni documento indispensabile al rimpatrio (cfr. DTAF 2008/34 consid. 12); che l'esecuzione dell'allontanamento è du n- que pure possibile; che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, r a- gionevolmente esigibile e possibile; che di conseguenza, anche in mat e- ria di allontanamento e relativa esecuzione, il gravame v a disatteso e la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata; che, in virtù di quanto precedentemente enunciato, le conclusioni rico r- suali tendenti all'annullamento della decisione impugnata e alla trasmi s- sione degli atti all'autorità inferiore per nuova decisione vanno respinte; che avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso la domanda di esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese processuali è divenuta senza oggetto; che visto l'esito della procedura le sp ese processuali, di CHF 600.–, che seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del Regolamento sulle ta s- se e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrat ivo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]); D-3604/2013 Pagina 8 che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 della legge sul Tribunale f ederale del 17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]); (dispositivo alla pagina seguente) D-3604/2013 Pagina 9 il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 1. Il ricorso è respinto. 2. Le spese processuali di CHF 600.– sono poste a carico del ricorrente . Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sentenza. 3. Questa sentenza è comunicata al ricorrente, all'UFM e all'autorità cant o- nale competente. Il giudice unico: La cancelliera: Daniele Cattaneo Nicole Manetti Data di spedizione: