<h2>SubmittedText<h2><p>Il divario digitale nelle società occidentali è spesso e diffusamente sottovalutato, come dimostrato dalla scarsità di studi disponibili in Svizzera e all'estero su questo tema. Il Consiglio federale è invitato, nella sua veste di coordinatore, a elaborare in concertazione con i Cantoni un rapporto nel quale saranno trattati i seguenti punti:</p><p>1. Quali sono le categorie di persone particolarmente esposte al rischio di divario digitale?</p><p>2. Quali programmi esistono per evitare che le persone a rischio si isolino dalla società? I programmi in questione sono sufficienti? Quali misure bisognerebbe attuare affinché le persone a rischio siano raggiunte da tali programmi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale condivide il parere secondo cui la digitalizzazione deve andare a beneficio di tutta la popolazione. Tenuto però conto delle informazioni già disponibili, degli studi attualmente in corso e delle misure esistenti e previste in materia, il Consiglio federale ritiene che il rapporto richiesto non sia necessario o che comunque apporterebbe un valore aggiunto trascurabile.&nbsp;</p><p>&nbsp;</p><p>Le competenze digitali della popolazione e le categorie di persone esposte al rischio del divario digitale sono già state identificate nell'ambito di diversi studi. Secondo l'indagine Omnibus 2021 dell'Ufficio federale di statistica sull'utilizzo di internet, le competenze digitali della popolazione svizzera sono al terzo posto nel confronto internazionale: quasi il 78% della popolazione ha competenze di base o superiori e solo il 22% ha competenze minime. L'indagine sottolinea che a riscontrare particolari difficoltà sono le persone senza formazione post-obbligatoria, le persone anziane e quelle che vivono in situazioni finanziarie precarie. Questa indagine, svolta ogni due anni, prende in considerazione le persone tra i 15 e gli 88 anni e valuta quindi anche le competenze digitali oltre il periodo della vita attiva.&nbsp;</p><p>&nbsp;</p><p>Ulteriori indicazioni provengono da fonti internazionali. L'indice dell'economia e della società digitali (DESI) della Commissione europea indica anche l'età e gli aspetti socio-demografici tra gli elementi determinanti. Lo studio PISA 2025 dell'OCSE, i cui risultati sono attesi per la fine del 2026, misura le competenze degli allievi quindicenni nelle aree principali della lettura, della matematica e delle scienze e contiene un modulo relativo alle competenze digitali. Nel contesto della digitalizzazione, le competenze di base diventano sempre più importanti. La Svizzera partecipa al Programma PIAAC (Programme for International Assessment of Adult Competencies) dell'OCSE, uno studio comparativo internazionale che valuta le competenze di base degli adulti. I risultati sono attesi per l'inizio del 2025.</p><p>&nbsp;</p><p>Per quanto riguarda i programmi volti a prevenire l'isolamento delle persone a rischio, il sostegno avviene ad esempio mediante l'istruzione e la formazione continua. È per questo che le competenze digitali sono integrate in tutti i livelli del sistema educativo.</p><p>&nbsp;</p><p>Sulla base della legge federale sulla formazione continua (LFCo), la Confederazione, in collaborazione con i cantoni, si impegna a consentire agli adulti di acquisire e mantenere delle competenze di base. Questo aspetto è anche&nbsp;una delle priorità&nbsp;del programma nazionale di ricerca «Svolta digitale» (PNR 77), avviato nel 2018 per una durata di cinque anni e dotato di un budget di 30 milioni di franchi. «Competenze digitali e bisogni formativi degli over 50» e «Partecipazione digitale delle persone con disabilità alla formazione professionale» figurano tra i progetti del programma.&nbsp;</p><p>&nbsp;</p><p>Vi sono inoltre diversi sottoprogetti che tengono conto della difficoltà di raggiungere le persone a rischio, come ad esempio il rapporto di ricerca «Promozione della qualificazione degli adulti: raggiungere le persone povere o a rischio di povertà nella loro realtà » (Piattaforma nazionale contro la povertà, 2023). Il programma di promozione «Semplicemente meglio!... al lavoro» sostiene le persone attive offrendo un contributo forfettario alle imprese che organizzano corsi di formazione per i propri impiegati. Infine, le persone in età avanzata sono al centro dello studio «Digital Seniors », svolto per conto di Pro Senectute, e del programma europeo «Ambient Assisted Living» (AAL) che vede la partecipazione attiva di Innosuisse.</p>