<h2>SubmittedText<h2><p>Che cosa intende il Consiglio federale per "soft law"?</p><p>Lunghe discussioni hanno avuto luogo in merito al Patto mondiale per la migrazione e al suo statuto di "soft law". Alcuni vi vedono una serie di dichiarazioni in merito a principi generali senza carattere vincolante. Altri, al contrario, temono di ritrovarsi presi in un ingranaggio che li obbligherà in seguito a tradurre i principi enunciati in leggi a carattere normativo. </p><p>Sarebbe possibile immaginare un'evoluzione del diritto internazionale per cerchi concentrici e in tre tappe, con eventualmente la possibilità di fare un passo indietro uscendo dal processo in occasione di ciascuna tappa? In un primo tempo vari Paesi potrebbero mettersi d'accordo su un certo numero di principi indicativi del genere "soft law". A seconda del contesto e delle esperienze di ciascun Paese questi principi potrebbero poi essere tradotti nel diritto positivo dei rispettivi Stati. Si può presumere che, partendo da principi accettati da tutte le parti, i risultati a cui arriverebbe la maggior parte dei Paesi coinvolti non sarebbero tanto lontani gli uni dagli altri. Ciò potrebbe fungere da base per giungere, in una terza fase, alla firma e infine alla ratifica di trattati internazionali a carattere normativo. Si tratterebbe così di progredire per varie tappe verso una soluzione consensuale.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La problematica evidenziata nella mozione è riconducibile alla discussione in corso sulla "soft law". Negli ultimi anni questo strumento, utilizzato per l'organizzazione delle relazioni internazionali, ha acquisito un'importanza sempre maggiore. Il Consiglio federale è consapevole dell'importanza di questo tema e ha quindi chiesto di accogliere il postulato della CPE-S 18.4104 sulla consultazione e il coinvolgimento del Parlamento nel settore della "soft law". Il relativo rapporto si concentrerà in particolare sulla definizione di "soft law" e determinerà come questo strumento deve essere qualificato giuridicamente e politicamente. Nel testo si discute inoltre in merito al coinvolgimento del Parlamento in questo settore, nel rispetto della ripartizione costituzionale delle competenze e salvaguardando, nello stesso tempo, il margine di manovra della Svizzera in materia di politica estera. Tutte queste domande richiedono un chiarimento approfondito. Poiché il rapporto è ancora in fase di elaborazione, il Consiglio federale ritiene prematuro prendere una posizione definitiva in merito alla definizione di "soft law" e ai suoi possibili sviluppi, come richiesto dall'autore dell'interpellanza.</p>  Risposta del Consiglio federale.