<h2>SubmittedText<h2><p>In risposta all'interrogazione 10.1063, il Consiglio federale ha comunicato, il 18 agosto 2010, che il gruppo di lavoro interdipartimentale gli avrebbe trasmesso entro la fine del 2010 le sue raccomandazioni in merito alla revoca del divieto di consultare gli archivi deciso nel 2003 per gli atti riguardanti i rapporti tra Svizzera e Sudafrica durante il regime dell'apartheid.</p><p>Quali sono le raccomandazioni formulate dal gruppo di lavoro? Il Consiglio federale è disposto a revocare finalmente il divieto di consultare gli archivi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'accesso agli archivi è disciplinato dalla legge federale sull'archiviazione. La presentazione delle denunce collettive depositate negli Stati Uniti nel 2002 ha reso necessaria una nuova valutazione della prassi per la consultazione di atti depositati presso l'archivio federale e riguardanti il Sudafrica. In considerazione della tutela dell'uguaglianza giuridica delle parti svizzere ed estere coinvolte, il 16 aprile 2003 il Consiglio federale ha deciso di non consentire la consultazione degli atti di determinati dossier relativi al Sudafrica. Bisogna tuttavia precisare che vengono rifiutate esclusivamente le richieste di consultazione dei dossier riguardanti esportazioni non ancora note al pubblico. Sebbene determinati atti non siano accessibili, la maggior parte dei dossier non è direttamente interessata dal divieto.</p><p>Il 16 aprile 2003 il Consiglio federale ha incaricato il DFF di verificare regolarmente la prassi per la consultazione degli atti. Un gruppo di lavoro sostiene il DFF in questa attività. Esso è coordinato dal DFAE ed è composto da rappresentanti del DFF, DFI, DFE, DFGP, DDPS e della BNS. Questi servizi federali sono direttamente interessati dalle richieste di consultazione di atti.</p><p>Dal 20 novembre 2009 non vi sono più aziende svizzere direttamente interessate dalle denunce collettive negli Stati Uniti. Tuttavia permane un rischio marginale e, se dovessero emergere fatti nuovi, esse potrebbero essere coinvolte nuovamente nell'attuale processo e risulterebbero svantaggiate rispetto alle aziende estere, a causa di una prassi liberale della Svizzera per quanto riguarda la consultazione di atti presso l'archivio federale. Il gruppo di lavoro condivide questo parere, a cui si aggiunge la perizia giuridica della quale è stato incaricato uno studio legale specializzato negli Stati Uniti. Il rischio potrebbe diminuire notevolmente dopo una decisione di prima istanza, cosicché il Consiglio federale potrebbe considerare la possibilità di aprire gli archivi. Per questo motivo il 24 settembre 2010 il Consiglio federale ha deciso di mantenere le misure stabilite nel 2003 finché non sarà pronunciata la sentenza di prima istanza. Purtroppo si deve constatare che questo procedimento avanza molto lentamente presso i tribunali americani e finora non è possibile rilevare alcuna evoluzione significativa.</p>  Risposta del Consiglio federale.