<h2>SubmittedText<h2><p>Secondo uno studio francese pubblicato il 20 settembre 2012 sulla rinomata rivista specializzata "Food and Chemical Toxicology", i ratti nutriti con mais geneticamente modificato sviluppano malattie gravi con formazione di tumori e alterazioni di organi e muoiono prematuramente. </p><p>Per lo studio, il biologo molecolare Gilles-Eric Séralini, docente all'università di Caen, e il suo team di ricercatori hanno suddiviso 200 ratti in 10 gruppi di sperimentazione nutriti con diverse combinazioni di alimenti. Nell'alimentazione di tre gruppi è stato aggiunto mais geneticamente modificato NK603 del gruppo Monsanto in percentuali diverse. Altri tre gruppi sono stati nutriti con lo stesso mais, nelle stesse percentuali, ma spruzzato con del glifosato. Gli ultimi tre gruppi sono stati nutriti con mais tradizionale, ma hanno bevuto acqua contenente glifosato. Il gruppo di controllo ha invece assunto mais tradizionale e acqua non contaminata. Nel corso dei due anni di sperimentazione, i ratti nutriti con mais geneticamente modificato sono morti molto prima degli altri. La mortalità è inoltre risultata più alta anche nei gruppi nutriti con mais convenzionale contaminato con glifosato. I tumori sono stati la causa di morte più frequente.</p><p>I risultati di questo studio contraddicono le conclusioni del programma nazionale di ricerca 59 (PNR 59), secondo cui le piante geneticamente modificate non comportano alcun incremento dei rischi.</p><p>Si pongono quindi i seguenti interrogativi:</p><p>1. È necessario procedere all'aggiornamento di una parte delle ricerche effettuate nell'ambito del PNR 59?</p><p>2. Le conclusioni del PNR 59 dovrebbero essere riesaminate da una commissione indipendente alla luce di nuovi studi indipendenti?</p><p>3. È necessario ridefinire la valutazione dei rischi connessi alle piante geneticamente modificate e prescrivere esperimenti di alimentazione della durata di due anni?</p><p>4. Bisogna riesaminare tutte le autorizzazioni (rilasciate e pendenti) per l'impiego di piante geneticamente modificate?</p><p>5. Si devono riesaminare i valori limite d'immissione del glifosato?</p><p>6. La procedura di autorizzazione di tutti i pesticidi si fonda su una valutazione dei rischi effettuata in base a periodi di breve durata: è necessario ridefinire in generale tale procedura?</p><p>7. Non sarebbe forse necessario effettuare o prescrivere un monitoraggio dell'impiego dei pesticidi in Svizzera?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Lo studio condotto dal gruppo di ricercatori guidato dal professor Séralini, che ha esaminato tra l'altro gli effetti del mais geneticamente modificato NK603 sulla salute di un campione di 200 ratti, è stato sottoposto alla valutazione della comunità scientifica internazionale. Le analisi preliminari delle autorità di diversi Paesi e dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare hanno evidenziato grosse lacune e carenze, tanto da non permettere di ritenere fondate secondo lo stato attuale della scienza le conclusioni dello studio. Le autorità della Confederazione condividono queste valutazioni. Il Consiglio federale risponde alle domande come segue:</p><p>1./2. Il Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica non ha inserito alcun progetto sugli eventuali rischi per la salute degli organismi e degli alimenti geneticamente modificati nel piano esecutivo del programma nazionale di ricerca 59 (PNR 59) "Benefici e rischi dell'immissione nell'ambiente di piante geneticamente modificate", poiché nessuna proposta ha soddisfatto i criteri di selezione. Lo studio del team Séralini non giustifica l'aggiornamento delle ricerche condotte nell'ambito del PNR 59 o il riesame delle conclusioni già pubblicate. I ricercatori hanno tuttavia la possibilità di presentare in ogni momento al Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica domande di sussidio per progetti di ricerca specifici condotti al di fuori dei PNR.</p><p>3. Le disposizioni del diritto svizzero non esigono esperimenti di alimentazione per l'autorizzazione della messa in commercio di prodotti OGM. Nemmeno l'UE prescrive al momento questo tipo di esperimenti, ma sta vagliando la possibilità di introdurre l'obbligo di condurre studi di alimentazione della durata di 90 giorni. L'obbligo sarebbe limitato a tre anni e la sua utilità esaminata nell'ambito di un progetto di ricerca condotto in parallelo. Se l'UE deciderà di introdurlo, i competenti servizi della Confederazione valuteranno i risultati del progetto di ricerca e l'opportunità di adeguare la legislazione.</p><p>Già oggi, in molti casi vengono condotti esperimenti di alimentazione su base volontaria e pubblicati i relativi risultati. Le autorità federali sono ovviamente a conoscenza dei risultati di questi esperimenti e ne tengono conto nella valutazione della sicurezza.</p><p>4. La messa in commercio di prodotti OGM è autorizzata se, allo stato attuale della scienza, si può escludere un pericolo per la salute o per l'ambiente. L'autorizzazione è revocata se vi è il sospetto fondato che il prodotto OGM autorizzato possa rappresentare un pericolo per la salute o l'ambiente. In Svizzera sono attualmente autorizzate tre linee di mais geneticamente modificate e una di soia. Il mais NK603 non è autorizzato come derrata alimentare. Tuttavia, grazie a una procedura di autorizzazione semplificata si possono importare parti di pianta sterili da utilizzare come mangime, una possibilità di cui gli operatori svizzeri del settore non si avvalgono attualmente. Lo studio del team di Séralini non permette di concludere che gli OGM autorizzati in Svizzera costituiscano un pericolo per la salute o l'ambiente. Pertanto, non s'impone un riesame delle autorizzazioni.</p><p>5./6. I prodotti fitosanitari rientrano tra i prodotti chimici meglio analizzati sotto il profilo tossicologico. Nelle procedure di verifica e di valutazione condotte in base a direttive armonizzate a livello internazionale, le concentrazioni massime autorizzate di prodotti fitosanitari negli alimenti sono così basse da non avere effetti negativi sulla salute dei consumatori anche in caso di assunzione giornaliera durante tutta la vita. Gli esperimenti di lunga durata non porterebbero a nuovi elementi suscettibili di aumentare la protezione della salute dei consumatori. Lo studio del team del professor Séralini non fornisce indicazioni che giustifichino il riesame dei valori limite per il glifosato o la ridefinizione della procedura di autorizzazione.</p><p>7. L'Ufficio federale della sanità pubblica sta allestendo un sistema che permetterà di raccogliere e analizzare i dati forniti dai cantoni sui residui di prodotti fitosanitari negli alimenti. Dopo la conclusione della fase pilota, nel 2013 verranno raccolti e valutati i dati forniti dai cantoni. Attualmente questi ultimi mettono a disposizione i dati su base volontaria. La revisione totale della legge federale sulle derrate alimentari, su cui il Parlamento dovrà pronunciarsi, fornirà la base normativa vincolante per disciplinare questo importante trasferimento di dati.</p>  Risposta del Consiglio federale.