<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il cittadino cileno Patricio Ortiz Montenegro è stato condannato in seconda istanza il 20 giugno 1995, nel suo Paese, da un tribunale militare per omicidio a una pena detentiva di 10 anni. Alla fine del 1996 egli è evaso dal carcere di massima sicurezza di Santiago e nel luglio del 1997 è giunto in Svizzera dove ha chiesto l'asilo. In base a una domanda d'estradizione della Repubblica del Cile, il signor Ortiz Montenegro è stato posto in detenzione preventiva il 4 settembre 1997. </p><p></p><p>A trattare la domanda d'asilo di Patricio Ortiz e la richiesta d'estradizione della Repubblica del Cile sono stati i competenti uffici federali del Dipartimento federale di giustizia e polizia, rispettivamente l'Ufficio federale dei rifugiati (UFR) e l'Ufficio federale di polizia (UFP). Un accurato esame delle numerose questioni legate a tale caso ha richiesto un considerevole dispendio di tempo. </p><p></p><p>Nel frattempo Patricio Ortiz Montenegro non è stato estradato dalla Svizzera bensí ammesso provvisoriamente con decisione dell'UFR del 3 settembre 1998. L'UFR ha respinto la sua domanda d'asilo, poiché il signor Ortiz è stato perseguito penalmente in modo legittimo. Non è stato possibile accertare che i timori di pregiudizi, importanti per l'asilo, fossero fondati. L'esecuzione dell'allontanamento è stata però considerata inammissibile ai sensi dell'articolo 3 della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo, poiché non sarebbe possibile garantire pienamente, in ogni fase dell'estradizione e dell'espiazione del resto della pena, l'integrità fisica e psichica di Patricio Ortiz Montenegro. La decisione dell'UFR non è ancora cresciuta in giudicato. In seguito all'inammissibilità dell'esecuzione dell'allontanamento, l'UFP non ha accolto la richiesta d'estradizione e ha annullato il 3 settembre 1998 l'incarcerazione in vista d'estradizione.</p>  Risposta del Consiglio federale.