<h2>SubmittedText<h2><p>A inizio maggio 2019, la comunità afro-colombiana che vive nella regione del Cauca in Colombia è stata bersaglio di spari e di lanci di granate. Non si tratta di un evento isolato, bensì dell'ennesimo episodio sanguinoso che si inserisce in una strategia che comprende attacchi ripetuti contro i leader sociali in seguito agli accordi di pace stipulati tra il Governo colombiano e le FARC. Molte persone continuano a essere assassinate, e ciò è intollerabile. </p><p>Dal momento che la DSC, la SECO e la DSU sono presenti in Colombia, qual è la strategia del Consiglio federale atta a fare in modo che la Svizzera contribuisca, da sola o con altri Stati di ideologia affine, a ridurre le violenze e a indurre la presidenza e il governo colombiani ad adoperarsi realmente e concretamente per contrastare il flagello dei gruppi paramilitari che continuano a seminare desolazione e che violano gli accordi di pace?</p><p>È in grado di garantire una sicurezza umana migliore mediante il suo programma in Colombia?</p><p>Il Consiglio federale dispone di una strategia per eventuali esfiltrazioni umanitarie verso la Svizzera per i leader sociali e i difensori dei diritti umani la cui vita è in pericolo o che corrono gravi rischi in Paesi in cui la Svizzera è attiva, come ad esempio la Colombia?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale condivide la preoccupazione dell'autore dell'interpellanza in merito alla sicurezza dei difensori dei diritti umani (DDU), dei leader sociali e dei rappresentanti delle comunità indigene e afro-colombiane. Sia in seno agli organismi multilaterali come il Consiglio dei diritti umani che in occasione di incontri bilaterali a tutti i livelli, la Svizzera manifesta costantemente la propria preoccupazione per la situazione dei diritti umani in Colombia. Durante la 41a sessione del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite, tenutasi nel luglio del 2019, ha sollevato il tema delle uccisioni di difensori dei diritti umani e ha esortato il Governo colombiano a combattere l'impunità.</p><p>La Svizzera dispone inoltre di apposite linee guida ("Linee guida della Svizzera concernenti la protezione dei difensori dei diritti dell'uomo") che prevedono diversi strumenti a cui le ambasciate possono ricorrere, per esempio inviti dei difensori dei diritti umani presso le rappresentanze svizzere, visite ai difensori dei diritti umani in zone rurali, monitoraggio di procedimenti penali, visite ai detenuti e comunicati stampa locali. La rappresentanza svizzera a Bogota utilizza regolarmente queste linee guida.</p><p>La Svizzera ha definito il proprio impegno in Colombia nella sua strategia di cooperazione 2017-2020 riguardante questo Paese. Come sottolineato nel parere relativo all'interpellanza <a href="https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20174277">17.4277</a>, le attività del DFAE sono incentrate sulle comunità di villaggio maggiormente colpite dalla violenza armata nonché sulle vittime del conflitto armato. Gli sforzi tesi a proteggere i difensori dei diritti umani e le comunità di villaggio si concentrano specialmente nella regione del Pacifico colombiano, inclusa la regione del Cauca, con un'alta percentuale di popolazione indigena e afro-colombiana. La Svizzera appoggia il rafforzamento dei meccanismi di protezione delle comunità di villaggio locali, che fungono da base per un'efficace partecipazione politica. Per farlo lavora a stretto contatto con le comunità alla realizzazione di analisi dei rischi partecipative, all'attuazione di misure concrete di autoprotezione e allo sviluppo di rapporti di fiducia con le istituzioni statali.</p><p>I servizi competenti si scambiano regolarmente informazioni a livello interno per garantire la complementarità degli strumenti svizzeri utilizzati. L'obiettivo è migliorare la protezione dei difensori dei diritti umani e delle loro comunità e aumentare l'efficacia della cooperazione svizzera allo sviluppo.</p><p>Le cittadine e i cittadini colombiani possono recarsi in Svizzera in qualsiasi momento senza visto per un periodo massimo di 90 giorni. Per le domande di asilo valgono le condizioni generali.</p>  Risposta del Consiglio federale.