<h2>SubmittedText<h2><p>In molte parti del mondo i generi alimentari stanno diventando costosi a causa della crisi provocata dal coronavirus. I prezzi del riso e del grano, che rappresentano un terzo delle calorie consumate a livello mondiale, sono aumentati in modo significativo sui mercati a termine nonostante non vi sia un problema di mancanza di scorte. A marzo, per esempio, il prezzo del grano è aumentato dell'8 per cento alla Borsa di Chicago. Questo fatto è molto problematico per i Paesi in via di sviluppo dipendenti dalle importazioni, dove le famiglie spendono gran parte del loro budget per gli alimenti di base. In Nigeria, per esempio, a fine marzo il prezzo del riso è aumentato del 30 per cento nel giro di pochi giorni. Secondo Bloomberg, l'aumento dei prezzi colpirà le fasce di popolazione più povere in modo particolarmente duro. Si presume che il numero delle persone sottonutrite nel mondo (attualmente pari a 800 milioni di individui) raddoppierà. Probabilmente si morirà più di fame che di coronavirus. La Svizzera dispone di un buon approvvigionamento perché il prezzo sul mercato mondiale non incide e possiamo permetterci di importare generi alimentari. La situazione è diversa nei Paesi in via di sviluppo, dove l'aumento dei prezzi sul mercato mondiale ha un effetto devastante. </p><p>Chiedo quindi al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. In che modo intende evitare che questa crisi si trasformi in una tragedia umana le cui vittime sarebbero le persone più povere del mondo?</p><p>2. Oltre ai miliardi per la nostra economia, il Consiglio federale prevede di mettere a disposizione fondi straordinari per garantire la sicurezza alimentare nei Paesi in via di sviluppo?</p><p>3. In un contesto internazionale fragile, come intende garantire in futuro alla Svizzera un approvvigionamento alimentare sostenibile e locale attraverso un'agricoltura rispettosa del clima?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Domande 1 e 2: Le ripercussioni della crisi di COVID-19 sulla sicurezza alimentare mondiale sono difficili da valutare. La chiusura delle frontiere, l'interruzione delle catene di rifornimento e la mancanza di manodopera per i raccolti portano a perdite di produzione e a interruzioni dell'approvvigionamento. Malgrado la buona situazione di approvvigionamento sui mercati commerciali internazionali, in molti Paesi in via di sviluppo è stato registrato un aumento dei prezzi al consumo per i generi alimentari di base, mentre il potere di acquisto di molte persone sta diminuendo rapidamente. Il Programma alimentare mondiale dell'ONU (PAM) prevede quindi che, se la comunità internazionale non adotterà drastiche contromisure, il numero di persone colpite in modo grave dalla fame passerà dagli attuali 149 milioni a circa 270 milioni entro la fine dell'anno.</p><p>Il Consiglio federale prende molto sul serio il pericolo del crescente rischio di fame e riconosce l'impellente necessità di agire. Nel 2020 la Svizzera sostiene il PAM con un importo di 55 milioni di franchi per la sicurezza alimentare. Vista l'urgenza, i versamenti previsti sono stati anticipati. Inoltre la Confederazione ha stanziato circa 23 milioni di franchi dal suo budget regolare 2020 per misure umanitarie volte a combattere la crisi. Nell'aprile 2020 il Consiglio federale ha deciso di sostenere ulteriori azioni internazionali con un massimo di 400 milioni di franchi, compreso un prestito rimborsabile di 200 milioni al Comitato internazionale della Croce Rossa e ulteriori 50,5 milioni per l'aiuto umanitario. Questi crediti aggiuntivi a un credito a preventivo sono stati approvati da entrambe le Camere. Inoltre, la Svizzera ha appoggiato le dichiarazioni dei ministri del commercio del G20 e dell'OMC contro restrizioni commerciali non necessarie.</p><p>Infine, le attività a lungo termine della cooperazione internazionale (CI) portate avanti nel settore della sicurezza alimentare sono estremamente rilevanti o assumono un'importanza addirittura maggiore. In numerosi programmi della cooperazione allo sviluppo a lungo termine, i fondi previsti vengono riassegnati per poter reagire alla crisi in modo rapido e senza lungaggini burocratiche. La qualità e l'accesso paritario a un'alimentazione sufficiente sono considerati un importante sotto-obiettivo nel messaggio concernente la strategia di cooperazione internazionale 2021-2024. Nell'Africa sub-sahariana e nell'Asia centrale, meridionale e sudorientale, la sicurezza alimentare continuerà a essere una delle priorità della cooperazione bilaterale allo sviluppo.</p><p>Domanda 3: Nel 2017, con l'approvazione dell'articolo 104a della Costituzione federale, il popolo si è espresso a favore di una strategia di sicurezza alimentare basata sui seguenti pilastri: la preservazione delle basi della produzione agricola, una produzioni nazionale adeguata alle condizioni locali ed efficiente sotto il profilo dello sfruttamento delle risorse, un'agricoltura e una filiera alimentare orientate al mercato, relazioni commerciali transfrontaliere che promuovono la sostenibilità e, non da ultimo, un impiego di derrate alimentari rispettoso delle risorse. Secondo il messaggio del 12 febbraio 2020 concernente l'evoluzione della politica agricola a partire dal 2022, la produzione interna rimane un pilastro centrale dell'approvvigionamento alimentare della popolazione. Con l'attuazione di strategie agricole regionali si promuove un'agricoltura adeguata alle condizioni locali e adattata all'infrastruttura ecologica. I contributi al sistema di produzione sono sempre più orientati all'efficienza delle risorse e alla protezione del clima. In questo modo sarà possibile non solo mantenere la capacità produttiva ma anche assicurare che l'agricoltura svizzera riesca ad approvvigionare anche in futuro la popolazione con generi alimentari.</p>  Risposta del Consiglio federale.