<h2>SubmittedText<h2><p>Il coronavirus ha messo in evidenza il rapporto di dipendenza reciproca di tutti i Paesi del mondo dalle catene di approvvigionamento estere. In ambito economico si sta facendo spazio un nuovo modo di pensare: secondo la rivista tedesca "manager magazin", quasi l'80 per cento degli imprenditori intervistati considera l'attuale crisi un indicatore del fatto che le aziende dovrebbero rivedere le loro catene di approvvigionamento in termini più "locali". Il 27 per cento degli intervistati si è dichiarato "assolutamente d'accordo" con questo assunto, mentre un ulteriore 49 per cento ha detto di essere "piuttosto d'accordo". Solo il 4 per cento non vede nessun motivo per rilocalizzare l'approvvigionamento.</p><p>Anche la Confederazione deve interrogarsi.</p><p>Quali settori non sono stati cautelati, quali voci forse non sono state ascoltate?</p><p>Dopo la crisi del coronavirus ci limiteremo a qualche piccolo cambiamento o si potranno trarre delle vere e proprie lezioni?</p><p>In alcuni settori strategici, come ad esempio quello dei dispositivi medici, la Svizzera è completamente dipendente dall'estero. Si rende quindi necessario discutere approfonditamente quali settori sensibili richiedono di organizzarsi in maniera diversa.</p><p>Il Consiglio federale è invitato a presentare un rapporto completo sulla dipendenza del nostro Paese dall'estero e a suggerire possibili misure per ridurre questa condizione nei seguenti settori:</p><p>1. generi alimentari: aumentare il grado di autosufficienza e garantire quantità maggiori di scorte d'emergenza;</p><p>2. elettricità: mantenere o rafforzare l'autosufficienza energetica;</p><p>3. acqua: mantenere l'autosufficienza per quanto riguarda l'acqua potabile;</p><p>4. dati e comunicazioni: evitare il trattamento e l'intercettazione all'estero dei dati memorizzati e delle reti di comunicazione;</p><p>5. indipendenza della valuta e Banca nazionale: acquisire posizioni importanti sotto forma di azioni in valuta estera e titoli di Stato in euro piuttosto che in oro, valore rifugio in caso di crisi: la sovranità rappresenta un obiettivo secondario rispetto alla stabilità dei prezzi?</p><p>6. Ridurre la dipendenza dall'estero per l'approvvigionamento di materie prime primarie, rafforzando ad esempio l'economia circolare, l'efficienza delle risorse, le energie alternative;</p><p>7. assistenza sanitaria: ridurre la dipendenza dai frontalieri agevolando l'accesso alla formazione in Svizzera e ridurre la dipendenza dall'estero per quanto riguarda la produzione di dispositivi medici;</p><p>8. controlli alle frontiere contro l'immigrazione di massa: controllare in maniera autonoma le frontiere e ridurre la dipendenza dai lavoratori qualificati stranieri, potenziando ad esempio il settore della formazione e della ricerca e aumentando l'organico delle guardie di confine;</p><p>9. organizzazioni di primo soccorso, posta, infrastrutture ed esercito, comprese le attrezzature;</p><p>10.tutti gli altri settori in cui il Consiglio federale individua una dipendenza critica dall'estero e in cui occorre interrogarsi su come contrastare questa situazione.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Come dichiarato nella risposta alla mozione 20.3245 del Gruppo del centro e alla mozione 20.3268 Häberli-Koller, il Consiglio federale condivide l'auspicio del popolo svizzero di poter contare su un approvvigionamento sicuro e a prova di crisi. La Svizzera è un'economia con un mercato interno relativamente ridotto; in molti settori, l'autosufficienza non sarebbe né fattibile né auspicabile.</p><p>Il Consiglio federale è disposto a elaborare un'analisi che gli consenta di trarre i giusti insegnamenti dalla crisi e che metta in luce l'importanza per la Svizzera di una rete di contatti internazionali che garantisca la sicurezza dell'approvvigionamento.</p>  Il Consiglio federale propone di accogliere il postulato.