<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Svizzera attribuisce particolare importanza alla sensibilizzazione alla parità tra i sessi, ambito in cui ha adottato e sostenuto diverse iniziative.</p><p></p><p>I vari servizi del DFAE che collaborano con le missioni umanitarie per il mantenimento delle condizioni di esistenza e della pace con l'invio in loco di esperti dedicano particolare attenzione a questo tema. La Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) ha istituito una cellula speciale "Parità tra i sessi" aggregata al proprio servizio "Risorse umane". Una collaboratrice della Divisione Politica dei diritti dell'uomo e politica umanitaria e un collaboratore della Divisione Organizzazioni internazionali, sicurezza e pace si occupano in modo mirato dei problemi connessi alla parità tra i sessi. Una collaboratrice della Sezione ONU/OI si occupa di questioni femminili nel quadro della Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sulle donne.</p><p></p><p>La DSC adotta diverse misure per attuare la propria politica di "sviluppo equilibrato donna-uomo". Dal 1991 organizza due corsi di formazione annui sulla concezione e sugli strumenti fondamentali per l'analisi della parità tra i sessi nell'ambito delle politiche, dei programmi e dei progetti. Sulla scorta di esempi concreti scaturiti dall'attività dei partecipanti, i corsi consentono di acquisire conoscenze metodiche finalizzate all'integrazione dei problemi legati ai rapporti donna-uomo nell'attuazione di programmi o progetti. I corsi interessano i collaboratori della DSC, sia alla Centrale sia in loco, i consulenti, i rappresentanti degli enti assistenziali e altri. Al termine del corso che verte anche sull'intera area dell'OSCE, è prevista una formazione complementare permanente. Il corso è sostenuto anche dal Development Planning Unit dell'Università di Londra che vanta esperienza pluriennale in materia di concezione, sviluppo e organizzazione di corsi sulla parità donna-uomo. </p><p></p><p>Il modulo di formazione approntato nel dicembre 1988 dalla DSC applica un approccio che tiene conto dei rapporti donna-uomo e si fa carico dell'apprendistato interculturale per sviluppare in modo mirato le competenze operative. Trattandosi di attitudini sociali e personali, bisogna anche promuovere lo spirito di gruppo, la capacità a cooperare con persone di entrambi i sessi provenienti sovente da altre culture, il senso del negoziato e la capacità di gestire le conflittualità. Questa formazione assume diversi aspetti tra cui le consulenze individuali, e non si rivolge unicamente al personale del DFAE, ma possono accedervi anche le organizzazioni non governative. </p><p></p><p>Grazie a un'iniziativa della Direzione politica (Divisioni politiche III e IV) e della DSC (Divisione aiuto umanitario e Corpo svizzero di aiuto in caso di catastrofe) il DFAE propone dal marzo scorso una formazione in loco per esperti in diritti dell'uomo rivolta parimenti a partecipanti all'estero. Un modulo di formazione dedicato alla parità tra i sessi tratta anche le varie ripercussioni dei conflitti e delle violazioni dei diritti umani sulle donne. Nel 1999 circa 60 persone seguono detta formazione. Gli osservatori svizzeri dei diritti dell'uomo collaborano con gli effettivi dell'ASC messi a disposizione delle organizzazioni internazionali quali l'ONU e l'OSCE per operazioni in loco o nel quadro di eventuali missioni svizzere di controllo dei diritti dell'uomo.</p><p></p><p>Gli esperti assunti dalla Divisione Organizzazioni internazionali, sicurezza e pace del DFAE sono stati inviati in loco a intervalli molto irregolari. La loro selezione deve effettuarsi a breve termine e soddisfare le necessità specifiche di una determinata missione. Il DFAE, che si occupa tuttora dell'applicazione concreta della propria strategia di formazione e di perfezionamento, non trascurerà, per quanto possibile, le necessità dei partecipanti per quanto riguarda la sensibilizzazione alla parità tra i sessi. Analizzerà inoltre le modalità di partecipazione di queste persone, in particolare di coloro che collaborano nelle missioni di lunga durata, ai corsi "sviluppo equilibrato donna-uomo" e la loro capacità ad affrontare i problemi legati alla parità tra i sessi mediante la distribuzione di opuscoli o vademecum. Sarà inoltre esaminata la possibilità di proporre altre formule.</p><p></p><p>Per l'attuazione di queste misure il DFAE farà ricorso alle risorse e possibilità di cui dispone. Non è escluso che faccia appello alle organizzazioni non governative specializzate a tal fine, tuttavia si dovranno prevedere mezzi finanziari supplementari.</p><p></p><p>La Divisione del DDPS per le operazioni in favore del mantenimento della pace organizza attualmente cinque corsi di formazione destinati al personale militare assegnato alle operazioni per il mantenimento della pace dell'esercito. Esaminerà in che modo questi programmi potranno essere integrati con un modulo di formazione sulla parità donna-uomo. Il tema sarà presentato da specialisti con esperienza in materia di formazione in questo ambito, ad esempio da istruttori della DSC. E` parimenti prevista l'attuazione di misure di sostegno quali la consegna di una documentazione specifica. La Divisione del DDPS collaborerà con il DFAE al processo di sviluppo dell'offerta.</p><p></p><p>I collaboratori che operano all'estero per conto della Svizzera sono di norma subordinati al capo (donna o uomo) dell'organizzazione internazionale competente, in virtù della decisione di assunzione che li interessa. Il loro comportamento sottostà anzitutto alle prescrizioni interne di queste organizzazioni, che regolano il comportamento del personale e le procedure. La Svizzera ha parimenti adottato iniziative concrete in merito.</p><p></p><p>Nell'ambito dell'OSCE la Svizzera opera attivamente dal 1996 a integrare maggiormente le preoccupazioni specifiche concernenti le donne nelle procedure di risoluzione dei conflitti. Presso il Segretariato a Vienna e presso l'Ufficio delle istituzioni democratiche e dei diritti dell'uomo a Varsavia sono stati creati appositamente dei posti per le questioni legate alla parità tra i sessi. La Svizzera ha inviato un esperto presso detta organizzazione il cui compito consiste nel mettere a punto e attuare una politica operativa sull'ambiente professionale (adozione di prescrizioni contro le molestie sessuali e la discriminazione sessuale), nel vigilare sulle possibilità di assunzione e di promozione delle donne e garantire la formazione di nuovi partecipanti a una determinata missione per quanto concerne la parità tra i sessi. La Svizzera farà in modo che questo posto venga finanziato tramite il bilancio dell'organizzazione a partire dal 2000. La strategia di formazione adottata il 18 marzo 1999 dal Consiglio permanente dell'OSCE annovera tra gli obiettivi prioritari la sensibilizzazione alla parità tra i sessi e la formazione a questa tematica.</p><p></p><p>Conclusioni</p><p></p><p>Il Consiglio federale sarà particolarmente attento alla sensibilizzazione alla vera parità tra i sessi e continuerà ad applicare le misure e le iniziative citate.</p><p></p><p>Le formazioni già proposte o in fase di allestimento devono essere concepite, approntate o eventualmente completate in modo da soddisfare le condizioni di lavoro e i bisogni dei partecipanti alle operazioni umanitarie, di mantenimento delle condizioni di esistenza e di preservazione della pace all'estero. </p><p></p><p>I corsi proposti dal DFAE sono parimenti accessibili ai rappresentati degli enti di assistenza e alle altre organizzazioni attive nelle zone in guerra sempre che adempiano i criteri di ammissione.</p><p></p><p>Il corso destinato agli osservatori dei diritti dell'uomo è parimenti aperto ai rappresentanti di altri Stati, soprattutto dei Paesi non membri dell'OCSE. Si dovranno ancora fissare le possibilità di partecipazione a questi corsi dei rappresentanti di altri Stati e quindi il coordinamento con le formazioni proposte da altri Paesi. La Svizzera farà tutto il possibile affinché la sensibilizzazione alla parità tra i sessi venga solidamente integrata nei programmi di formazione delle organizzazioni internazionali, in particolare in quelle dell'OSCE.</p><p></p><p>Il Consiglio federale ritiene di aver esaudito la richiesta dell'autrice della mozione.</p>  Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.