<h2>SubmittedText<h2><p>La situazione in Afghanistan è molto preoccupante: numerose persone, tra cui in particolare donne, vivono in condizioni d'emergenza e sono fortemente minacciate dal regime dei Talebani, che disprezza la vita umana. In questa drammatica situazione la Svizzera deve comportarsi in modo responsabile e aiutare rapidamente la popolazione afghana.</p><p>Il Consiglio federale è pertanto invitato a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. È disposto a stanziare a breve termine risorse alle istituzioni di soccorso e alle agenzie dell'ONU (ACNUR, Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite [PAM], Organizzazione internazionale per le migrazioni [OIM], CICR), in aggiunta all'aumento dei sostegni finanziari deciso durante la seduta dell'8 settembre 2021, al fine di lenire le sofferenze della popolazione afghana e delle persone fuggite, in particolare nei Paesi limitrofi, e d'impegnarsi a lungo termine per garantire un finanziamento sufficiente e duraturo delle organizzazioni dell'ONU?</p><p>2. È disposto a intensificare i suoi sforzi volti a indire rapidamente una conferenza sull'Afghanistan con l'obiettivo di promuovere la stabilità e la pace nella regione potenziando la cooperazione nonché la protezione dei diritti umani e della democrazia?</p><p>3. Come concepisce la futura cooperazione allo sviluppo in Afghanistan allo scopo, da un lato, di sostenere la popolazione civile e dall'altro di poter adottare sanzioni mirate contro i responsabili di violazioni dei diritti umani?</p><p>4. È disposto ad accordare per principio l'asilo o almeno un'ammissione provvisoria ai rifugiati afghani in procedura d'asilo e a decidere il più rapidamente possibile in merito alle loro domande?</p><p>5. È disposto a estendere la cerchia dei congiunti con diritto di ricongiungimento familiare degli afghani ammessi provvisoriamente in Svizzera e ad allentare temporaneamente le condizioni per tale ricongiungimento, in particolare la durata del soggiorno?</p><p>6. È disposto a sottoporre sistematicamente a nuova valutazione le domande di richiedenti l'asilo afghani respinti che si trovano ancora in Svizzera?</p><p>7. È disposto, in considerazione dell'analisi del fabbisogno effettuata e della pertinente richiesta dell'ACNUR rivolta alla Svizzera nonché della volontà di numerose città a ospitarli, ad aumentare in misura sostanziale il contingente di reinsediamento e di conseguenza ad accogliere rifugiati afghani nel nostro Paese?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il budget ordinario del programma di cooperazione con l'Afghanistan della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) prevedeva 27 milioni di franchi per il 2021. L'8 settembre 2021 il Consiglio federale ha deciso di stanziare ulteriori 33 milioni di franchi. 10 di questi 33 milioni sono messi a disposizione dal Dipartimento federale degli affari esteri mediante il trasferimento di crediti già a disposizione. 23 milioni saranno finanziati con un credito aggiuntivo che sarà discusso in Parlamento nella sessione invernale. I 33 milioni di franchi saranno utilizzati per l'aiuto in loco nel modo seguente: 5 milioni per il Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR), 22 milioni per organizzazioni dell'ONU (ACNUR, PAM, OIM e UNICEF), 3 milioni per organizzazioni internazionali non governative e 3 milioni per il fondo per il soccorso d'emergenza gestito dall'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA). Almeno 4 milioni di franchi di questi contributi sono destinati alle attività delle organizzazioni partner a favore degli sfollati afghani nella regione. Per il 2022 il preventivo prevede contributi pari a 27 milioni di franchi. Entro la fine del 2022 il Consiglio federale intende pertanto sostenere la popolazione bisognosa in Afghanistan e nella regione con circa 60 milioni di franchi. Un ulteriore aumento non è attualmente previsto.</p><p>2. La Svizzera invita tutti gli attori coinvolti a rispettare il diritto internazionale umanitario e i diritti umani ed è pronta a offrire i suoi buoni uffici a beneficio del Popolo afghano. Il segretario generale dell'ONU António Guterres ha invitato la comunità internazionale a una riunione ministeriale sull'Afghanistan a Ginevra il 13 settembre 2021, alla quale la Svizzera ha partecipato.</p><p>3. Il programma di cooperazione svizzera per l'Afghanistan 2019-2022 prevedeva progetti nei settori (1) Stato di diritto e protezione, (2) agricoltura e gestione delle risorse naturali e (3) istruzione di base. La DSC sta attualmente esaminando se e in quali settori la cooperazione allo sviluppo è ancora possibile e utile nelle nuove circostanze. Il programma di cooperazione sarà adattato al mutato contesto. La DSC continua a collaborare strettamente con il CICR, le istituzioni dell'ONU e le ONG internazionali. A livello multilaterale, la Svizzera sostiene la creazione di un meccanismo internazionale di responsabilità per le indagini sulle violazioni del diritto internazionale.</p><p>4. A causa degli attuali sviluppi, dall'11 agosto 2021 la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) non dispone più rinvii verso l'Afghanistan. Comunque non sono più stati eseguiti allontanamenti già dal 2019. Se in futuro le persone dovranno tornare in Afghanistan dipende dall'evolversi della situazione in loco e viene costantemente valutato. Nel trattare le domande d'asilo, la SEM continua a svolgere il suo mandato legale di esaminare ogni singolo caso e di concedere a ogni persona lo status previsto dalla legge. Le persone che sono perseguitate per un motivo rilevante per il diritto dei rifugiati sono riconosciute come rifugiati. Le persone che non sono a rischio di persecuzione sono ammesse provvisoriamente se l'esecuzione dell'allontanamento è inammissibile, inesigibile o impossibile. Nel marzo 2019 è entrata in vigore la legge riveduta sull'asilo, che prevede una velocizzazione generale delle procedure. Questa velocizzazione si applica naturalmente anche alle domande d'asilo di cittadini afghani.</p><p>5. Il Consiglio federale non prevede attualmente un'agevolazione dei visti per i cittadini afghani con familiari in Svizzera. Le condizioni per il ricongiungimento familiare, cioè la durata del soggiorno e la cerchia dei parenti, sono stabilite dal legislatore. I casi sono tuttavia sempre esaminati singolarmente.</p><p>6. I casi di persone la cui domanda d'asilo è già stata respinta con decisione passata in giudicato non vengono riaperti d'ufficio. Non esiste una pertinente base legale. Tali persone sono libere di presentare una domanda successiva.</p><p>7. Finora non si è constatato un esodo di persone dall'Afghanistan verso i Paesi limitrofi. L'attuale programma di reinsediamento 2020/21 prevede l'ammissione di un massimo di 1600 rifugiati particolarmente vulnerabili. Questo contingente tiene già conto dei rifugiati afghani provenienti dalla Turchia. Per il biennio 2022/23, il Consiglio federale ha fissato un contingente di reinsediamento pari a 1600 rifugiati al massimo, cui si aggiungono 300 persone del contingente di reinsediamento del 2020/21, che non sarà esaurito completamente a causa della pandemia di COVID-19 e delle relative restrizioni di viaggio. Nel quadro del nuovo programma di reinsediamento, Egitto, Libano e Turchia sono stati identificati come Paesi prioritari di primo asilo. Nel caso del reinsediamento dalla Turchia, l'accento sarà posto sull'accoglienza di rifugiati vulnerabili dall'Afghanistan. A seconda degli sviluppi, il Consiglio federale si riserva il diritto di modificare le priorità.</p><p>La Svizzera esaminerà un'eventuale partecipazione a un'azione di ammissione coordinata a livello internazionale. In autunno si terrà una conferenza sul reinsediamento organizzata dalla Commissione UE, in occasione della quale l'ACNUR comunicherà probabilmente nuove esigenze concrete. La Svizzera parteciperà alla discussione europea e in tale ambito esaminerà, d'intesa con i Cantoni, le richieste avanzate dall'ACNUR riguardanti l'accoglienza di profughi afghani particolarmente vulnerabili. Per un'eventuale partecipazione della Svizzera sarà determinante il bisogno di aiuto umanitario risultante dalla situazione attuale.</p>  Risposta del Consiglio federale.