<h2>SubmittedText<h2><p>1. Qual è la situazione in Svizzera per quanto riguarda la formazione all'uso del taser e la sua dotazione nei corpi di polizia (in particolare federali)?</p><p>2. Quali sono, dall'introduzione del taser in alcuni corpi di polizia svizzeri, le statistiche annuali sull'utilizzo rispettivamente dei taser e delle armi da fuoco? </p><p>3. Quali sono, da allora, le statistiche dei decessi causati in Svizzera dall'utilizzo di taser da parte delle forze di polizia? </p><p>4. Qual è la posizione della Confederazione, perlomeno per quanto concerne i corpi di polizia federali, in merito alla richiesta avanzata dalla Federazione svizzera dei funzionari di polizia di dotare, in futuro, ogni pattuglia di polizia di un taser?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. A livello federale, fedpol e la polizia militare non impiegano attualmente dispositivi inabilitanti (taser), motivo per cui non prevedono una formazione specifica per i loro collaboratori. Per contro, il Distaccamento speciale della polizia militare (DSPM) in seno al Comando forze speciali dell'esercito e il comando di impiego mobile (MEK) presso l'Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC) sono dotati di dispositivi inabilitanti e offrono formazioni ad hoc ai loro collaboratori.</p><p>La situazione nei corpi di polizia cantonali varia da Cantone a Cantone. Alcuni Cantoni hanno generalmente autorizzato l'uso dei dispositivi inabilitanti per tutti i collaboratori impegnati in interventi operativi, mentre altri li hanno introdotti solo in parte e ne riservano l'uso ad esempio soltanto alle unità speciali. Alcuni corpi di polizia cantonali non impiegano alcun dispositivo inabilitante. Va precisato che l'Istituto svizzero di polizia (ISP) tiene corsi sui dispositivi inabilitanti, pertanto la formazione in questo settore può ritenersi uniforme.</p><p>2. Da quando sono stati introdotti presso il MEK e il DSPM, questi dispositivi non sono ancora stati utilizzati. A titolo di paragone, negli ultimi cinque anni (secondo le statistiche disponibili) l'UDSC ha fatto ricorso ad armi da fuoco in due occasioni e il DSPM non ne ha mai impiegate.</p><p>I dati sull'utilizzo dei dispositivi inabilitanti da parte dei Cantoni sono raccolti in modo centralizzato dalla Conferenza dei comandanti delle polizie cantonali della Svizzera (CCPCS). I dati sul loro impiego in tutta la Svizzera sono pubblicati sul sito della CCPCS non appena disponibili. Fino al 2016 le cifre relative all'uso di dispositivi inabilitanti erano basse. Da allora, data la graduale introduzione di questi dispositivi nei corpi di polizia cantonali, queste cifre sono costantemente aumentate. Secondo recenti statistiche, le polizie cantonali hanno impiegato i dispositivi inabilitanti 73 volte (e minacciato di farne ricorso in 97 occasioni) nel 2019 e 96 volte (e minacciato di farne ricorso in 87 occasioni) nel 2020. A titolo di confronto, hanno impiegato armi da fuoco 15 volte nel 2019 e 12 volte nel 2020.</p><p>3. Stando alle informazioni disponibili, da quando i dispositivi inabilitanti sono stati introdotti nei corpi di polizia svizzeri, non sono stati registrati decessi legati al loro utilizzo.</p><p>4. Per le autorità federali, l'utilizzo di dispositivi inabilitanti non letali è disciplinato dalla legge federale sulla coercizione (LCoe; RS 364), dall'ordinanza sulla coercizione (OCoe; RS 364.3) e, per il personale dell'UDSC, anche dall'ordinanza sulle dogane (OD; RS 631.01). Nello specifico, tali dispositivi possono essere impiegati contro persone che hanno commesso o sono seriamente sospettate di aver commesso un reato grave oppure per impedire un reato grave. L'introduzione nella LCoe dei dispositivi inabilitanti come armi autorizzate ha scatenato accesi dibattiti nel 2008. Da allora, questi dispositivi hanno ottenuto un certo consenso pratico nel settore svizzero di polizia, purché impiegati in conformità con la dottrina d'impiego. Il Consiglio federale è del parere che l'utilizzo dei dispositivi inabilitanti a livello federale sia un'alternativa ammissibile alle armi da fuoco in casi particolari e alle condizioni stabilite nell'OCoe menzionate in precedenza. Tuttavia, data la diversità dei compiti e delle competenze di ciascuna unità federale autorizzata a impiegare la coercizione, ritiene sproporzionato dotare ognuna di queste unità di tali dispositivi senza operare distinzioni. L'eventuale introduzione di tali dispositivi nell'equipaggiamento delle unità federali che ancora non ne sono dotate, così come l'adeguatezza del loro utilizzo, andrebbero esaminate sulla base dei mandati legali e delle dottrine d'impiego delle singole unità.</p><p>Il Consiglio federale non si pronuncia sui corpi di polizia cantonali, nel rispetto della ripartizione delle competenze nel settore della sicurezza pubblica e interna.</p>  Risposta del Consiglio federale.