<h2>SubmittedText<h2><p>Nel raffronto internazionale, l'accesso alla procreazione con assistenza medica (PAM) è, di fatto, estremamente limitato. Infatti,</p><p>- a partire dai 40 anni, gli esami di fertilità non sono più coperti dall'assicurazione malattie (anche se l'età della maternità si è di molto innalzata e oggi una donna di 40 anni è ancora del tutto in grado di procreare e dovrebbe dunque poter beneficiare dell'assistenza e dell'aiuto della medicina in caso di difficoltà);</p><p>- sono prese a carico solo tre inseminazioni artificiali (invece, ad esempio, delle cinque coperte in Francia, salvo errori, dodici alcuni anni fa, e benché alcuni specialisti ritengano che ne occorrano in media cinque per garantire una gravidanza praticabile);</p><p>- in Svizzera, il costo di una fecondazione in vitro (FIV) è di circa 8000 franchi, mentre in Francia la prima FIV è integralmente rimborsata (il che induce numerose svizzere a espatriare per sfuggire alle severe condizioni del nostro Paese);</p><p>- le casse malati svizzere rimborsano gli esami di gravidanza solo a partire dalla dodicesima settimana (il che significa che un aborto spontaneo intervenuto prima è trattato come una malattia...).</p><p>Eppure, a causa di alcuni aspetti dell'evoluzione della nostra società (accesso delle donne agli studi e ad altre formazioni lunghe, lavoro femminile, stress, alimentazione ecc.), sempre più donne fanno fatica a diventare madri. Questa situazione è ovviamente fonte di grande dolore e rappresenta una grossa frustrazione per le donne e, più in generale, per le coppie coinvolte. La problematica solleva certamente questioni etiche, ma deve essere considerata nel quadro della diminuzione delle nascite che colpisce le nostre società sviluppate, fonte d'invecchiamento della popolazione e di diminuzione del numero degli assicurati attivi in grado di finanziare l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie.</p><p>1. Le condizioni alle quali è soggetta la fecondazione assistita, in particolare dal punto di vista delle prestazioni rimborsate dall'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie, non sono dunque troppo rigorose e inadeguate alla natura di questo intervento e all'evoluzione della nostra società?</p><p>2. Quali misure permetterebbero di correggere questa situazione e quali sarebbero il costo e l'impatto presumibili sui premi dell'assicurazione malattie?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. In linea di massima, per quanto riguarda le malattie e le cause che impediscono il concepimento e la nascita di bambini, la Svizzera vanta un'assistenza di elevata qualità. Il numero di nascite, come del resto la popolazione, è in aumento. Secondo il diritto vigente, i costi per la fecondazione in vitro (FIV) e il trasferimento d'embrione non vengono assunti dall'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (AOMS) e per l'assunzione dei costi dell'inseminazione artificiale vigono disposizioni limitative (cfr. n. 3 dell'allegato 1 all'ordinanza sulle prestazioni, OPre; RS 832.112.31). Inoltre l'AOMS assume soltanto i costi delle prestazioni atte a diagnosticare o a curare una malattia e i relativi postumi. La fertilità, cioè la probabilità che una donna possa concepire un figlio in modo naturale e partorirlo, diminuisce con l'età, fino a scomparire del tutto al momento della menopausa. L'infertilità dovuta all'età non è una malattia, ma espressione dell'invecchiamento naturale. Pertanto le misure in caso d'infertilità dovuta all'età non rientrano nel campo d'applicazione della legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal; RS 832.10).</p><p>Prima della dodicesima settimana i costi per i normali esami di controllo durante la gravidanza e quelli in relazione a un aborto spontaneo (considerato una complicazione della gravidanza e quindi una malattia) vengono assunti dall'AOMS. L'esenzione delle prestazioni dalla partecipazione ai costi durante la gravidanza è disciplinata dalla legge. Secondo il combinato disposto dell'articolo 64 capoverso 7 e dell'articolo 29 capoverso 2 lettera a LAMal, sono esentati dalla partecipazione ai costi gli esami di controllo durante la gravidanza già prima della dodicesima settimana, ma non i costi in relazione al trattamento di una malattia, e quindi in caso di aborto spontaneo prima della dodicesima settimana.</p><p>2. Tutti gli ambienti interessati possono richiedere l'assunzione dei costi a carico dell'AOMS o l'adeguamento di disposizioni limitative vigenti. La competente Commissione federale delle prestazioni generali e delle questioni fondamentali, che ha funzione consultiva, esamina se le prestazioni soddisfano i criteri di efficacia, appropriatezza ed economicità (criteri EAE) secondo la LAMal e formula una raccomandazione all'attenzione del Dipartimento federale dell'interno (DFI), che decide in via definitiva in merito all'obbligo di rimborso.</p><p>Finora non sono state presentate richieste in tal senso e prima della valutazione non è possibile pronunciarsi attendibilmente sulle misure e i loro effetti. Eventuali ripercussioni sui costi dipendono anche dalle modalità di disciplinamento dell'obbligo di rimborso (p. es. numero di cicli, età). Partendo dalle ultime cifre disponibili, nel 2016 circa 6000 donne si sono sottoposte a circa 11 000 cicli di trattamento FIV. Con un costo che va dai 5000 ai 7600 franchi per ciclo, si dovrebbero stimare almeno 60-80 milioni di franchi supplementari per gli assicurati. Questa stima non tiene però conto del fatto che probabilmente non tutte le FIV effettuate oggi rientrerebbero in un futuro obbligo di rimborso (p. es. età della donna superiore a quella fisiologica per la riproduzione), che in caso di rimozione dell'ostacolo finanziario sarebbe da prevedere un aumento dei trattamenti e che i trattamenti finora effettuati all'estero per motivi economici verrebbero effettuati in Svizzera.</p>  Risposta del Consiglio federale.