<h2>SubmittedText<h2><p>Il nuovo ministro dell'energia è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Cosa comportano gli effetti della crescita demografica, della digitalizzazione, dell'abbandono del nucleare e dell'obiettivo di azzeramento delle emissioni nette in termini di consumo elettrico e di quantità di energia elettrica che deve essere prodotta in Svizzera?</p><p>2. Secondo il nuovo ministro dell'energia quanto sarà grande la penuria di elettricità negli anni 2030, 2040 e 2050, e quindi a quanto ammonterà il fabbisogno di energia elettrica in tali anni?</p><p>3. Secondo il nuovo ministro dell'energia come dovrà essere composto il mix elettrico della Svizzera nel 2030, 2040 e 2050?</p><p>4. Secondo il nuovo ministro dell'energia come dovrà essere composta la produzione di energia elettrica di un mese invernale nel 2030, 2040 e 2050?</p><p>5. Come pensa il Consiglio federale di sostituire la produzione elettrica invernale delle centrali nucleari nel 2030, 2040 e 2050?</p><p>6. In futuro quanto elevata dovrebbe essere l'importazione media di elettricità nel periodo invernale?</p><p>7. Nell'atto mantello il Consiglio federale ha stimato che il fabbisogno di elettricità prodotta da fonti rinnovabili (senza idroelettrico) sarà pari a 17 TWh entro il 2035 e a 39 TWh entro il 2045. Il Consiglio degli Stati ha raddoppiato gli obiettivi, ossia 35 TWh entro il 2035 e 45 TWh entro il 2045. Com'è possibile che questi due organi abbiano visioni così divergenti in merito agli obiettivi di produzione elettrica futura? Quale dei due ha ragione?</p><p>8. Come può e deve la Confederazione contrastare il rischio legato a una disattivazione prematura di altre centrali nucleari da parte dei gestori (analogamente a Mühleberg), nel caso in cui la Svizzera non possa (ancora) fare a meno della loro produzione elettrica invernale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Innanzitutto si deve fare presente il fatto che un'interpellanza (in quanto intervento parlamentare) non è rivolta unicamente ad un membro del Consiglio federale, ma al Consiglio federale in quanto autorità (art. 118 cpv. 2 della legge del 13 dicembre 2002 sul Parlamento, RS 171.10). Pertanto, la presente interpellanza non riceverà risposta da parte del Capo del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni ma dal Consiglio federale.</p><p>1. L'impatto della crescita demografica, della digitalizzazione, dell'abbandono del nucleare e dell'obiettivo di azzeramento delle emissioni nette sullo sviluppo del consumo elettrico e sulla quantità di elettricità prodotta necessaria è notevole. Tale impatto è anche stato oggetto d'esame nelle Prospettive energetiche 2050+ dell'Ufficio federale dell'energia (UFE) del 2020 (PE 2050+; www.ufe.admin.ch &gt; Politica &gt; Prospettive energetiche 2050+). In merito ci sarà un approfondimento a tempo debito a seconda dei processi legislativi attualmente in corso nel settore energetico e degli sviluppi tecnici nel campo dell'efficienza.</p><p>2. Secondo lo scenario ZERO base delle PE 2050+ il fabbisogno di elettricità (consumo nazionale) ammonterà a 64,1 TWh nel 2030, a 71,5 TWh nel 2040 e a 76,0 TWh nel 2050. Nelle PE 2050+ (scenario ZERO base) entro gli anni indicati si prevede una produzione di elettricità a livello nazionale (consumo nazionale netto) di 56,7 TWh (2030), 63 TWh (2040) e 76,4 TWh (2050).</p><p>3. Nel suo disegno di legge federale su un approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rinnovabili, il Consiglio federale ha previsto dei valori indicativi per l'incremento della produzione di elettricità a partire da fonti rinnovabili. Il valore obiettivo relativo all'incremento della produzione di elettricità generata a partire da fonti rinnovabili è di 17 TWh entro il 2035 mentre per il 2050 è di 39 TWh. I valori obiettivo per l'incremento della produzione di elettricità a partire dalla forza idrica previsti dal disegno di legge sono di 37,4 TWh per il 2035 e di 38,6 TWh per il 2050. Nella misura in cui la domanda interna non può essere soddisfatta con l'elettricità prodotta da fonti rinnovabili, il settore energetico coprirà il volume rimanente con elettricità prodotta in Svizzera da fonti non rinnovabili o con le importazioni.</p><p>4. 5. e 6. Mentre la Svizzera in estate è un Paese esportatore netto, nei mesi invernali presenta un saldo delle importazioni che è ancora sostenibile grazie all'alta percentuale di centrali idroelettriche. La domanda di importazioni, soprattutto in inverno, aumenterà presumibilmente a causa della messa fuori esercizio delle centrali nucleari esistenti e dell'aumento della domanda di elettricità fino a quando, a lungo termine, la domanda di importazioni nei mesi invernali potrà essere ridotta attraverso il potenziamento di ulteriori impianti di produzione svizzeri che generano elettricità soprattutto in inverno. A questo proposito il Parlamento ha compiuto un passo importante grazie alla modifica urgente del 30 settembre 2022 della legge federale sull'energia (Misure urgenti volte a garantire a breve termine l'approvvigionamento elettrico durante l'inverno) per la costruzione di grandi impianti fotovoltaici (impianti solari nelle zone alpine) per una produzione annua complessiva fino a 2 TWh.</p><p>Ipotizzando una vita media delle centrali nucleari esistenti di 60 anni, il potenziamento della produzione di elettricità da fonti rinnovabili e lo sviluppo della domanda di elettricità secondo lo scenario ZERO base delle PE 2050+, il saldo delle importazioni invernali ammonta a 5 TWh nel 2030 e a 8,5 TWh nel 2040 (<a href="https://www.bfe.admin.ch/bfe/it/home.html">www.ufe.admin.ch</a> &gt; Politica &gt; Prospettive energetiche 2050+).</p><p>Grazie alla legge federale su un approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rinnovabili, il Consiglio federale intende rafforzare il potenziamento delle energie rinnovabili indigene (in particolar modo il fotovoltaico) e la sicurezza dell'approvvigionamento della Svizzera, specialmente in inverno. Nella sessione autunnale del 2022 il Consiglio degli Stati ha discusso il progetto di legge, confermando alcuni punti chiave relativi alla sicurezza dell'approvvigionamento e integrando le misure di potenziamento delle energie rinnovabili. La produzione invernale dovrà essere incrementata in particolare grazie al potenziamento delle centrali idroelettriche ad accumulazione nonché attraverso impianti fotovoltaici nelle zone alpine. Inoltre, sul versante del consumo, è necessario sfruttare al meglio i potenziali di incremento dell'efficienza. Questo è possibile mediante l'impiego di diverse misure tra cui l'aumento dei sussidi per la sostituzione degli impianti di riscaldamento elettrici (legge federale del 30 settembre 2022 sugli obiettivi in materia di protezione del clima, l'innovazione e il rafforzamento della sicurezza energetica; FF 2022 2403) o la definizione di vincoli per l'illuminazione degli edifici a uso commerciale. Obiettivi e misure rispetto al potenziale di incremento dell'efficienza sono attualmente in discussione in Parlamento anche in relazione alla legge federale su un approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rinnovabili.</p><p>Nei mesi invernali la Svizzera dovrà ancora fare affidamento sull'importazione di elettricità. Per garantire l'importazione, la cooperazione con l'Unione europea è decisiva e pertanto il Consiglio federale continua a perseguire l'obiettivo di raggiungere un accordo sull'elettricità con l'UE.</p><p>7. Il Consiglio degli Stati ha alzato il valore degli obiettivi di incremento delle energie rinnovabili a 35 TWh entro il 2035 e a 45 TWh entro il 2050 e, nella produzione a partire dalla forza idrica, a 37,9 TWh entro il 2035 e a 39,2 TWh entro il 2050, in modo da garantire il rapido potenziamento della produzione indigena e la riduzione del saldo delle importazioni.</p><p>Con l'innalzamento degli obiettivi di incremento, tra le altre cose, il Consiglio degli Stati risponde alle condizioni quadro geopolitiche modificate dopo l'adozione del messaggio del Consiglio federale e la conseguente maggiore necessità di una produzione di elettricità maggiore in Svizzera. Secondo il Consiglio federale questo è plausibile. Le decisioni del Consiglio degli Stati sono un chiaro segnale a favore di un forte potenziamento delle energie rinnovabili e sono sostanzialmente in sintonia con la posizione del Consiglio federale. La definizione precisa dei valori obiettivo sarà il tema delle prossime deliberazioni parlamentari.</p><p>8. Le centrali nucleari esistenti possono restare in funzione fintanto che sono sicure. La disattivazione prematura dovuta a questioni economiche, come nel caso della centrale nucleare di Mühleberg, è una decisione che spetta al proprietario. Nella posizione del Consiglio federale in merito al postulato depositato dal Gruppo liberale radicale "Mantenere le attuali centrali nucleari quale opzione a lungo termine per contrastare la penuria di elettricità" (22.4021) il Consiglio si dichiara pronto a valutare eventuali adeguamenti delle condizioni quadro per l'esercizio a lungo termine delle centrali nucleari.</p>  Risposta del Consiglio federale.