<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale rammenta che le ricerche d'impiego sono uno degli obblighi inderogabili di tutti i disoccupati o di ogni persona che prevede di ritrovarsi disoccupata a breve termine. Tale obbligo si estende inoltre per tutto il periodo di disoccupazione, anche nel caso in cui quest'ultima dovesse essere momentaneamente interrotta. Di conseguenza le madri, come qualsiasi altra persona in cerca d'impiego, devono cercare lavoro durante l'intero periodo di congedo. Se, dopo un'interruzione della propria disoccupazione, una persona si presenta al servizio competente per chiedere nuovamente l'indennità giornaliera, tale servizio è tenuto a verificare il numero e la qualità delle ricerche d'impiego effettuate durante l'interruzione della disoccupazione. In questo ambito si tiene conto della natura dell'impiego ricercato nonché di eventuali circostanze personali della persona disoccupata. Con le ricerche di lavoro effettuate, la persona disoccupata dimostra la propria volontà di ritrovare un impiego (idoneità al collocamento soggettiva). La probabilità di essere effettivamente assunta non è quindi determinante.</p><p>Il Consiglio federale rammenta che l'assicurazione contro la disoccupazione ha "anticipato" il congedo maternità introducendo, nel 2003, quaranta indennità speciali che coprono il periodo in cui sussiste il divieto di lavorare. Per garantire una valutazione uniforme della situazione delle madri al momento in cui si presentano nuovamente a un colloquio di controllo, il Seco ha emanato una direttiva destinata ai servizi cantonali che disciplina il periodo a partire dal quale questi ultimi devono esaminare le ricerche d'impiego presentate dalle madri che hanno esaurito il loro diritto alle quaranta indennità speciali. La direttiva riguarda quindi soltanto uno degli elementi che fanno parte della valutazione degli sforzi intrapresi per trovare un lavoro. I servizi competenti sono infatti liberi di esaminare le altre condizioni in funzione delle circostanze particolari del caso.</p><p>Il Consiglio federale comprende tuttavia le preoccupazioni dell'autrice dell'interrogazione. Questa problematica verrà esaminata nell'ambito dello studio del Seco relativo all'applicazione delle direttive concernenti la LADI per quanto riguarda la discriminazione dei genitori che hanno obblighi di cura nei confronti dei figli e il principio del "Gender Mainstreaming". I risultati saranno resi noti entro la fine del 2005. All'occorrenza, sia la prassi amministrativa che la direttiva in questione verranno adeguate.</p>  Risposta del Consiglio federale.