<h2>SubmittedText<h2><p>L'attuale crisi economica non interessa solo la Svizzera e gli altri Paesi occidentali, ma anche quelli del Terzo mondo. L'Ufficio internazionale del lavoro stima che il numero di disoccupati potrebbe aumentare globalmente di 20 milioni entro la fine del 2009. Per ristabilire gli equilibri tra nord e sud, ma anche tra i Paesi industrializzati, il Consiglio federale è invitato a considerare le misure seguenti:</p><p>- aumentare rapidamente la somma destinata all'aiuto allo sviluppo fino allo 0,7 per cento del prodotto interno lordo (PIL);</p><p>- regolare meglio l'insieme del sistema finanziario, limitando per esempio l'uso dei prodotti derivati, lottando contro i paradisi fiscali e obbligando le casse pensioni ad adottare un atteggiamento più lungimirante;</p><p>- istituire un comitato mondiale dei Paesi in cui circolano le seguenti valute: dollaro, euro, yuan cinese, rupia indiana, yen e franco svizzero;</p><p>- introdurre una tassa Tobin sulle speculazioni finanziarie;</p><p>- organizzare un'importante conferenza internazionale che garantisca una concorrenza fiscale corretta.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nella sessione invernale 2008, il Parlamento ha incaricato il Consiglio federale di sottoporgli un messaggio complementare che prevedesse di portare l'aiuto pubblico allo sviluppo, entro il 2015, allo 0,5 per cento del reddito nazionale lordo (RNL). Per quanto riguarda la richiesta, espressa nel presente postulato, di aumentare tale aiuto allo 0,7 per cento del RNL, il Consiglio federale rinvia alla sua risposta del 30 maggio 2008 al postulato 07.3002 della Commissione della politica estera del Consiglio nazionale (06.2020), che lo invitava "a concretizzare gli obiettivi del millennio delle Nazioni Unite investendo ogni anno 0,7 per cento del PIL nel settore dell'aiuto allo sviluppo al più tardi dal 2015".</p><p>2. Per il Consiglio federale è molto importante che tanto la Svizzera quanto la comunità internazionale traggano i giusti insegnamenti dalla crisi in atto. Accanto al pacchetto di misure per rafforzare il sistema finanziario svizzero, sono stati adottati provvedimenti soprattutto in materia di prescrizioni sui fondi propri, di gestione delle liquidità e dei sistemi di remunerazione e sono state avviate misure di regolazione. In quanto membro di organismi internazionali quali il Fondo monetario internazionale o il Financial Stability Forum, la Svizzera partecipa inoltre allo sviluppo permanente della regolazione del mercato finanziario. Il Consiglio federale ritiene che urga convenire misure di regolazione. È tuttavia troppo presto per poter valutare quali misure si rendano necessarie a seguito della crisi dei mercati finanziari. Le autorità preposte controllano costantemente - anche alla luce della situazione in seno agli organismi internazionali - se e in che misura vanno effettuati adeguamenti nei settori menzionati e in altri settori.</p><p>3. Un approccio ponderato e coordinato a livello internazionale è fondamentale per poter risolvere i problemi dei mercati finanziari e evitare altre crisi in futuro. La discussione sulle procedure di regolazione va inserita nei programmi di lavoro degli organismi internazionali esistenti e previsti a questo scopo, vale a dire, in prima linea, il Financial Stability Forum e il Fondo monetario internazionale. Quest'ultimo, nel quale la Svizzera siede a titolo permanente, riunisce Paesi di tutto il mondo e vanta conoscenze approfondite delle questioni finanziarie; dispone quindi degli strumenti adatti per attuare le raccomandazioni volte a rafforzare il quadro regolamentare. Nonostante il coordinamento internazionale, le sfide che emergono sul fronte della regolazione vanno in linea di massima affrontate anche a livello nazionale.</p><p>In ambito internazionale, non è in corso una discussione sull'istituzione di un direttorio mondiale o sull'adozione di una valuta unica.</p><p>4. L'imposizione delle transazioni valutarie (tassa Tobin) mira a ridurre le oscillazioni di breve periodo delle valute sui mercati finanziari internazionali. Le conseguenze economiche di tale tassa non sono però stimabili. A seguito della sua introduzione, potrebbe infatti aver luogo un consistente trasferimento delle transazioni valutarie verso mercati meno regolati, il che potrebbe tradursi in un indesiderato aumento della volatilità e in una riduzione della liquidità sui mercati.</p><p>L'introduzione della tassa Tobin presuppone inoltre un quadro normativo globale che però è di là da venire, stante l'assenza di un consenso globale.</p><p>5. La Svizzera è favorevole alla concorrenza fiscale in quanto essa concorre a far sì che le risorse pubbliche siano gestite in modo più oculato a livello nazionale e internazionale. Il tema della concorrenza fiscale è peraltro attualmente dibattuto in seno a consessi internazionali quali l'OCSE o l'ONU. La Svizzera partecipa attivamente a tali lavori.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.