<h2>SubmittedText<h2><p>Nel 2008 è stata introdotta la nuova impostazione della perequazione finanziaria e della ripartizione dei compiti tra Confederazione e Cantoni (NPC) con la quale è stata ridefinita con maggiore chiarezza la ripartizione dei compiti tra la Confederazione e i Cantoni e i relativi flussi finanziari. Da allora i Cantoni si lamentano del fatto che la Confederazione continua a trasferire loro regolarmente nuovi compiti, segnatamente nei settori della sanità, dell'asilo, della formazione e dei trasporti. Spesso questi trasferimenti sono stati effettuati senza un'adeguata controprestazione finanziaria (sgravio dei Cantoni). Il Consiglio federale è pertanto invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Dall'introduzione della NPC nel 2008 quali compiti sono stati trasferiti dalla Confederazione ai Cantoni?</p><p>2. A quanto ammonta il volume finanziario legato a questi trasferimenti di compiti?</p><p>3. In che modo i singoli Cantoni sono toccati da questi trasferimenti (in cifre assolute e rispetto al potenziale di risorse dei relativi Cantoni)?</p><p>4. Quali sono le ripercussioni dei trasferimenti di compiti sui Cantoni finanziariamente forti e su quelli finanziariamente deboli?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nel suo rapporto del 16 settembre 2014 in adempimento del postulato 12.3412 "Verifica del rispetto dei principi della NPC", il Consiglio federale ha analizzato quali disposizioni di legge riguardanti la ripartizione o l'adempimento dei compiti da parte di Confederazione e Cantoni sono state emesse tra il mese di novembre del 2004 (votazione popolare sulla NPC) e la fine del 2013. Nel rapporto è giunto alla conclusione che quasi 120, ovvero poco meno di un quarto delle 400 modifiche di legge tangevano la ripartizione o l'adempimento dei compiti. Il coinvolgimento dei Cantoni variava però da un Cantone all'altro. Circa un quarto dei 120 progetti interessava i Cantoni solo in misura marginale (passivamente), mentre circa 90 chiedevano una partecipazione attiva. Il coinvolgimento attivo riguarda due categorie di compiti, ovvero compiti d'esecuzione e rimanenti compiti. Circa la metà degli atti normativi conferisce ai Cantoni classici compiti d'esecuzione. Questo cosiddetto principio del federalismo esecutivo, che corrisponde all'attuazione del diritto federale da parte dei Cantoni, si applicava già prima della NPC (art. 46 cpv. 1 della Costituzione). In tale contesto i Cantoni spesso dispongono di un determinato margine di manovra, tuttavia solo entro limiti prestabiliti dalla Confederazione. In merito al finanziamento vale la regola secondo cui i Cantoni non vengono indennizzati in modo specifico per l'attuazione del diritto federale. Quali esempi di federalismo esecutivo si possono citare la normativa sulla polizia sanitaria (legge sulle epidemie, legge sulle derrate alimentari, legge sulle epizoozie) e quella sull'ambiente (legge sulla protezione delle acque, legge sui prodotti chimici). Per quanto riguarda i rimanenti compiti, circa 14 modifiche legislative hanno avuto ripercussioni finanziarie più importanti per la Confederazione e/o i Cantoni. In questi casi i Cantoni hanno però anche le materiali competenze decisionali. Il rapporto evidenzia che nella maggior parte dei casi sono stati rispettati sia il principio di sussidiarietà che il principio di equivalenza fiscale. Nei settori in cui ciò non è stato il caso, sono risultati piuttosto oneri supplementari a carico della Confederazione, dovuti a una tendenza alla centralizzazione, ad esempio quando la Confederazione cofinanzia compiti cantonali (ad es. asili nido) oppure compiti di utilità principalmente regionale (ad es. parchi).</p><p>2.-4. Quantificare le ripercussioni finanziarie comporta notevoli difficoltà metodologiche. Già solo il fatto di dover definire i trasferimenti di compiti e di oneri risulta difficile. Di regola è comunque raro che avvenga un mero trasferimento di oneri. Anzi, nei programmi di risparmio della Confederazione esso viene addirittura evitato in modo esplicito. Si riscontra invece più spesso un'intensificazione dei compiti, che non costituisce necessariamente uno svantaggio per i Cantoni. È vero che un'intensificazione a livello federale grava la Confederazione, ma sovente avviene a beneficio dei Cantoni. Una riduzione delle prestazioni a livello federale può invece comportare oneri supplementari per i Cantoni (ad es. una riduzione delle prestazioni delle assicurazioni sociali genera oneri supplementari nell'ambito dell'assistenza sociale).</p><p>L'evoluzione dei costi in settori specifici non può in nessun caso essere considerata in modo isolato. Con la NPC è per esempio stato presentato un pacchetto globale equilibrato nel suo insieme, ma non nei singoli settori. Pertanto nella valutazione occorre anche tenere conto della crescita delle uscite dovuta a compiti supplementari della Confederazione. Inoltre, la Confederazione finanzia la perequazione finanziaria verticale, che in passato ha sempre presentato tassi di crescita abbastanza elevati.</p><p>Il trasferimento di compiti è avvenuto in entrambe le direzioni. Fino ad oggi questi trasferimenti per i motivi menzionati non sono stati quantificati. Nello scorso mese di settembre il Consiglio federale ha però deciso di istituire, in collaborazione con la Conferenza dei governi cantonali (CdC), un gruppo di lavoro incaricato di fornire un quadro generale al riguardo e di indicare eventuali trasferimenti degli oneri che si profilano.</p><p>Nel quadro della mozione 13.3363 "Separazione dei compiti tra Confederazione e cantoni" si dovranno inoltre analizzare i compiti comuni. Si tratta, da un lato, dei compiti che nel quadro della NPC non hanno potuto essere dissociati completamente e, dall'altro, di nuove connessioni di compiti sorte nel frattempo da revisioni costituzionali e di leggi. Dalla valutazione dei singoli compiti emergeranno i vantaggi e gli svantaggi di una dissociazione. Il relativo rapporto è attualmente in elaborazione e seguito attentamente dai Cantoni.</p>  Risposta del Consiglio federale.