<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di provvedere affinché anche i dirigenti che percepiscono un salario dalla propria impresa abbiano diritto all'indennità per lavoro ridotto (ILR) in relazione alle ripercussioni della pandemia del coronavirus e possano quindi beneficiare almeno dell'importo massimo garantito agli indipendenti nell'ambito delle indennità per perdita di guadagno, ovvero 5880 franchi, invece degli attuali 3320 franchi.</p><p></p><p>Una minoranza della Commissione (Burgherr, Aeschi Thomas, Amaudruz, Dettling, Friedli Esther, Martullo, Matter Thomas) propone di respingere la mozione.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Normalmente le persone che ricoprono una posizione analoga a quella di un datore di lavoro oppure che collaborano nell'impresa del coniuge o del partner registrato non hanno diritto all'indennità per lavoro ridotto. Questa tipologia di lavoratori è presente soltanto nelle società di capitale (es. soci di una società a garanzia limitata [Sagl] o di una società anonima [SA]). Il legislatore le ha escluse perché hanno facoltà di decidere l'importo del loro compenso e il momento in cui realizzare il rischio assicurato. Il Tribunale federale lo ha confermato a più riprese.</p><p>Vista la situazione straordinaria, il Consiglio federale ha tuttavia deciso di estendere a titolo provvisorio il diritto all'indennità per lavoro ridotto alle persone di cui sopra in deroga all'articolo 31 capoverso 3 della legge sull'assicurazione contro la disoccupazione (LADI, RS 837.0). Per limitare i rischi di abusi, in caso di perdita totale del lavoro è stato definito un importo netto massimo di 3320 franchi (4150 franchi lordi), limitato nel tempo. Questa indennità serve a coprire il minimo vitale per una persona.</p><p>Le persone che in una società di capitali ricoprono una posizione analoga a quella di un datore di lavoro dispongono spesso di altre fonti di reddito, sotto forma di dividendi fruttati dalla propria quota di capitale, e di solito beneficiano di un accesso agevolato ad altre fonti di liquidità (fideiussioni, crediti aziendali, ecc.). I lavoratori indipendenti, inoltre, rispondono illimitatamente con il loro patrimonio privato.</p><p>La regolamentazione per le persone che ricoprono una posizione analoga a quella di un datore di lavoro non è necessariamente meno favorevole rispetto a quella dei lavoratori indipendenti. Pur essendo vero che l'importo forfetario è inferiore all'importo massimo di 5880 franchi, il contributo forfetario a cui queste persone hanno diritto è garantito e viene versato tempestivamente nell'ambito di una procedura semplificata.</p><p>L'indennizzo nell'ambito della perdita di guadagno legata al coronavirus dipende dal reddito annuo conseguito l'anno prima e corrisponde all'80 per cento di tale importo. Si raggiunge il guadagno assicurato massimo con un reddito annuo di almeno 88 200 franchi.</p><p>L'importo forfetario netto di 3320 franchi vale esclusivamente per i lavoratori che ricoprono una posizione analoga a quella di un datore di lavoro e non in generale per tutti i quadri. I dipendenti di un'azienda con un ruolo di dirigenti, ma che non denotano una posizione analoga a quella del datore di lavoro, non percepiscono un forfait bensì un'indennità per lavoro ridotto, in base al loro guadagno assicurato. Se si aumentasse a 5880 franchi netti al mese l'indennità per lavoro ridotto per coloro che ricoprono una posizione analoga a quella del datore di lavoro, i costi aggiuntivi per l'assicurazione contro la disoccupazione ammonterebbero a circa 190 milioni di franchi al mese.</p><p>Nel frattempo le casse di disoccupazione hanno raggiunto il limite di guardia per erogare rapidamente i versamenti e non sono in grado di ricontrollare tutte le prestazioni versate né di correggere il contributo forfetario.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.