<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il volontariato è un elemento importante della cooperazione allo sviluppo della Svizzera. Il </p><p>Consiglio federale riconosce non soltanto di principio l'utilità di impieghi chiaramente definiti </p><p>nonché il lavoro dei volontari, bensì sostiene molto concretamente le attività in questo </p><p>campo. Così, l'ufficio competente, la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC), </p><p>sostiene l'organizzazione mantello delle organizzazioni svizzere di volontari (UNITE), </p><p>versandole parecchi milioni all'anno (1999-2001: 9,2 mio. all'anno). Inoltre, la Svizzera </p><p>contribuisce da anni al programma di volontari delle Nazioni Unite (Unite Nations </p><p>Volunteers).</p><p></p><p>2. La valutazione dell'opportunità di impiegare volontari per il lavoro di cooperazione è da </p><p>qualche tempo in fase di cambiamento. I Paesi partner dispongono spesso di personale </p><p>locale qualificato. L'impiego di persone che cooperano all'estero deve dunque essere </p><p>accuratamente pianificato. In generale, si tende a una professionalizzazione del personale </p><p>inviato all'estero, onde poter rispondere a esigenze sempre più elevate. In particolare, è </p><p>controversa l'utilità di un volontariato le cui condizioni di esercizio fossero fissate al di fuori </p><p>del quadro delle organizzazioni responsabili. Non può trattarsi di eseguire nei Paesi in </p><p>sviluppo compiti autodefiniti e in seguito aspettarsi dalla Confederazione prestazioni in </p><p>materia di assicurazione. Le conseguenze finanziarie di un siffatto sistema non sarebbero </p><p>prevedibili. Anche per tali ragioni, il Consiglio federale ha respinto l'iniziativa popolare " la </p><p>solidarietà crea sicurezza : per un servizio civile volontario per la pace " (vedi in merito il </p><p>messaggio del 5 luglio 2000).</p><p></p><p>3. Una sicurezza sociale equa è una condizione importante per il reclutamento di persone </p><p>qualificate in tutte le branche professionali. Questo riguarda anche il personale volontario </p><p>inviato nei Paesi in sviluppo. Secondo verifiche della DSC, non è tuttavia esatto che sia </p><p>viepiù difficile reclutare persone altamente qualificate per la cooperazione nei Paesi in </p><p>sviluppo. La pratica mostra il contrario. La maggior parte delle organizzazioni svizzere di </p><p>cooperazione allo sviluppo impiegano il personale in base a contratti di lavoro di diritto </p><p>privato che prevedono prestazioni salariali e sociali normali. La domanda di siffatti posti è di </p><p>massima molto maggiore dell'offerta. La problematica in materia di prestazioni sociali </p><p>sollevata dall'autrice della mozione concerne soltanto le persone impiegate all'estero in base </p><p>a uno statuto di volontari.</p><p></p><p>4. Vista questa situazione, si pone anche la questione se la via legislativa sia appropriata per </p><p>soddisfare una domanda in sé giustificata. Per le ragioni surriferite, il Consiglio federale </p><p>preferisce una soluzione che continui a conferire la competenza e la responsabilità delle </p><p>condizioni d'impiego - assicurazioni sociali comprese - alle organizzazioni responsabili </p><p>dell'invio dei volontari. Le condizioni alle quali sono accordati i contributi per i programmi di </p><p>volontari potrebbero essere fissate in modo da promuovere gli sforzi fatti dalle organizzazioni </p><p>medesime in vista di assicurare una migliore copertura sociale.</p><p></p><p>5. UNITE è attualmente oggetto di un processo di valutazione e di sviluppo organizzativo, </p><p>sostenuto dalla DSC, che deve condurre all'elaborazione delle basi per una strategia </p><p>dinamica e orientata verso il futuro in materia di lavoro con statuto di volontario nella </p><p>cooperazione allo sviluppo. Detta valutazione concerne anche l'importanza e l'opportunità </p><p>degli impieghi di volontari, nonché dei profili necessari dei volontari. Questa chiarificazione </p><p>permetterà pure di trattare in modo approfondito la questione di un'assicurazione sociale </p><p>equa per i volontari e di esaminare l'eventuale necessità di un nuovo disciplinamento. La </p><p>DSC considererà, nell'ambito di questo studio, anche i disciplinamenti applicati in altri Paesi </p><p>europei.</p><p></p><p>Per le ragioni suesposte, il Consiglio federale ritiene che l'adozione di una nuova legge non si </p><p>giustifichi. È tuttavia disposto, nell'ambito delle strutture esistenti, a rivedere i disciplinamenti che </p><p>reggono attualmente il lavoro dei volontari e a procedere agli adeguamenti eventualmente </p><p>necessari.</p>  Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.