B u n d e s v e rw a l t u n g s g e r i ch t T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i f f éd é r a l T r i b u n a l e am m i n i s t r a t i vo f e d e r a l e T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i v fe d e r a l Corte IV D-3443/2013 S e n t e n z a d e l 2 4 g i u g n o 2 0 1 3 Composizione Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, con l'approvazione del giudice Martin Zoller, cancelliera Camilla Fumagalli. Parti A._______, nato il (...), Nigeria, ricorrente, contro Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore. Oggetto Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; decisione dell'UFM del 14 giugno 2013 / N (...). D-3443/2013 Pagina 2 Visto: la prima domanda di asilo che l'interessato ha presentato in Svizzera in data 5 agosto 2012; la decisione dell'UFM del 12 dicembre 2012, tramite la quale l'Ufficio non è entrato nel merito della cit ata domanda di asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. c della Legge sull’asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) ed ha pronunciato l'allontanamento e l'esecuzione del allo n- tanamento stesso; la seconda domanda di asilo che l'interessato ha presentato i n Svizzera il 25 maggio 2013; i documenti che l'UFM ha rimesso al medesimo, nel corso di ambo le pro- cedure, mediante i quali lo ha reso attento circa la necessità di consegna- re, entro le 48 ore successive all'inoltro della sua istanza, un documento d'identità o di viaggio, con comminatoria che, in caso di mancata cons e- gna e in assenza di motivi scusabili, non si entra nel merito della sua d o- manda di asilo; i verbali di audizione del 16 agosto 2012 (di seguito: verbale 1), del 31 maggio 2013 (di seguito: verbale 2) e del 5 giugno 2013 (di seguito: verbale 3); la decisione dell'UFM del 14 giugno 2013, notificata all'interessato il gio r- no medesimo (cfr. risultanze processuali), con la quale detto Ufficio non è entrato nel merito della citata domanda di asilo ai sen si dell'art. 32 cpv. 2 lett. a della LAsi ed ha pronunciato l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera, nonché l'esecuzione dell'allontanamento medesimo; il ricorso inoltrato dal ricorrente il 17 giugno 2013 (cfr. timbro del plico rac- comandato); l'incarto dell'UFM, pervenuto via fax al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) in data 18 giugno 2013; l'incarto origin ale completo dell'UFM, pervenuto a codesto Tribunale in data 20 giugno 2013; D-3443/2013 Pagina 3 i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei consid e- randi che seguono; e considerato: che presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 2 LAsi) contro una dec i- sione in materia di asilo dell'UFM (art. 6 e 105 LAsi, art. 31-33 della Leg- ge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 [LTAF, RS 173.32]), il ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a-c e 52 della L egge federale sulla procedura amministrat i- va del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021); che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, sono decisi in procedura semplificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l’approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la dec i- sione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi); che, ai sensi dell’art. 111a cpv. 1 LAsi, si rinuncia allo scambio degli scritti; che, preliminarmente, quo alla domanda priva di motivazione relativa alla richiesta di nuova audizione e sostituzio ne dell'interprete, il ricorrente ha firmato tutti i verbali senza contestazione alcuna confermando le proprie allegazioni; che inoltre le audizioni si sono svolte secondo i crismi di le g- ge; che, pertanto, tale censura è infondata e va respinta; che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una d o- manda di asilo se il richiedente non consegna alle autorità alcun doc u- mento di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione della d o- manda; che, giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si applica se il richiedente può rendere verosimile di non essere in grado, per motivi scusabili, di consegnare documenti di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione della domanda (lett. a), se la qualità di rifugiato del ri- corrente è accertata in base all'audizione, nonché in base all'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), oppure se l'audizione rileva che sono necessari u l- teriori chiarimenti per accertare la qualità di rifugi ato o l'esistenza di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. c); che, inoltre, con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legislatore ha pure introdotto, con l'art. 32 cpv. 2 lett. a nonché cpv. 3 LAsi, una pr o- cedura sommaria nel l'ambito della quale è statuito sull'adempimento o D-3443/2013 Pagina 4 meno della qualità di rifugiato, nonostante la stessa termini con una dec i- sione di non entrata nel merito (DTAF 2007/8 consid. 5); che, in via preliminare, è d'uopo rilevare che l'autore del gravame è ven u- to a conoscenza della necessità di produrre un documento d'identità già nel corso della sua prima domanda di asilo depositata in Svizzera il 5 agosto 2012; che, nel corso della prima audizione, egli ha dichiarato di possedere un passaporto scaduto il qual e sarebbe stato rilasciato nel 2000 e si troverebbe presso la sorella a Benin City (Nigeria) (cfr. verbale 1, p. 6); che, per contro, nell'attuale procedura d'asilo il medesimo ha d i- chiarato che il passaporto in questione sarebbe stato rilasciato nel 2008 e si troverebbe presso la madre a Benin City (cfr. verbale 2, p. 5); che, sia quel che sia, a distanza di undici mesi dalla richiesta il ricorrente non ha ancora presentato tale documento; che, inoltre, vista l'inverosimi- glianza, nonché l'inconsistenza e l'inattendibilità di suddette dichiarazioni relative al possesso dei documenti d'identità, vi è ragione di concludere che il ricorrente dissimuli i suoi documenti per i bisogni di causa; che il ricorrente deve quindi sopportare le conseguenze della mancata consegna di documenti d'identità; che, in conclusione, non avendo esibito alcun documento d'identità, né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli stessi, l'eccezione prevista all'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi a favore dell'insorgente non è applicabile; che, in ass enza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, in ba- se agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione, è accertata la qualità di rif u- giato del richiedente; che, come rettamente considerato nella querelata decisione, alla quale si rinvia, questo Tribunale ritiene che le dichiarazioni del ricorrente siano i n- verosimili, nonché irrilevanti ai sensi dell'asilo; che, in particolare, gli episodi relativi alla colluttazione del dicembre 2007 ed alle successive minacce (cfr. verbale 3, p. 5) non sono mai state men- zionate nei verbali precedenti; che, anzi, nel corso delle audizioni sulle generalità il ricorrente ha sempre dich iarato di non aver mai avuto al cun problema con ter ze persone nel proprio Paese d'origine , ma che il suo unico problema sarebbe stato il fatto di non voler prendere parte agli D-3443/2013 Pagina 5 scontri per il petrolio (cfr. verbale 1, p. 9; verbale 2, p. 7) ; che, del resto, il ricorrente ha dichiarato che nulla si oppone a l suo rientro in Patria, che anzi egli stesso sarebbe intenzionato a rientrare, ma preferirebbe atte n- dere sino a fine anno (cfr. verbale 3, pp. 3 e 7); che neppure dalle allegazioni ricorsuali emergono nuovi elementi, fatti o mezzi di prova, atti a modifi care quanto già ritenuto in prima istanza, si c- ché per evitare ulteriori ripetizioni, si rimanda alle considerazioni della d e- cisione impugnata; che, pertanto, non risultano elementi ai sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi da cui dedurre la necessità di ulteriori accertamenti ai fini della determ i- nazione della qualità di rifugiato dell'insorgente medesimo; che, inoltre, non si giustificano neppure delle misure di istruzione co m- plementari ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedimento all'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente dal punto di vista dell'ammissibilità (cfr. DTAF 2009/50 consid. 5 -8, pp. 725 -733 e DTAF 2007/8 consid. 5.6.5-5.7, pp. 90 e ss.); che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere che l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente in Nigeria possa violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della Convenzione del 28 luglio 1951 sullo statuto dei rifugiati (Conv., RS 0.142.30), l'art. 5 LAsi (divieto di respingimento) nonché l'art. 83 cpv. 3 della Legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) o esporre il ricorrente in Patria al rischio reale ed immediato di trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione del 4 novembre 1950 per la salvaguardia dei diritti dell'u o- mo e delle libertà fondamentali (CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Co n- venzione del 10 dicembre 1984 con tro la tortura ed altre pene o tratt a- menti crudeli, inumani o degradanti (Conv. tortura, RS 0.105); che, da quanto esposto, ne discende che l'UFM rettamente non è entrato nel merito della domanda di asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi; che, di conseguenza, in materia di non entrata nel merito, il ricorso, dest i- tuito di ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la decisi o- ne impugnata va confermata; che il ricorrente non adempie le condizioni in virtù delle quali l'UFM avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera D-3443/2013 Pagina 6 (art. 14 cpv. 1 e cpv. 2, art. 44 cpv. 1 LAsi, nonché art. 32 Ordinanza 1 dell'11 agosto 1999 sull'asilo relativa a questioni procedurali [OAsi 1, RS 142.311]; DTAF 2009/50 consid. 9, p. 733); che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 LStr; che, giusta suddetta norma, l'esecuzione dell'allontanamento deve ess ere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragion e- volmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr); che, in virtù di quanto indicato poc'anzi, ai sensi delle norme di diritto i n- ternazionale pubblico nonché della LAsi, l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile (art. 44 cpv. 2 LAsi e all'art. 83 cpv. 3 LStr); che considerata la situazione generale vigente in Nigeria e la situazione personale del ricorrente, egli è giovane e celibe, ha frequentato le scuole per dodici anni ad ha esperienza lavorativa come (...) (cfr. verbale 2, p. 4); che, inoltre, l'insorgente dispone in Patria di ampia rete sociale, ritenuto che vi risiedono i genitori, due sorelle e tre fratellastri (cfr. verbale 2, p. 5); che, infine, il ricorrente non ha preteso nel gravame di soffrire di gravi problemi di salute che possano giustificare la sua ammissione provvisoria (cfr. DTAF 2009/2 consid. 9.3.2, p. 21 e relativi riferimenti), senza che da un esame d'ufficio degli atti di causa emerga la nec essità di una sua pe r- manenza in Svizzera per motivi medici; che, pertanto, l'esecuzione dell'al- lontanamento del ricorrente nel suo Paese d'origine è ragionevolmente esigibile (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 cpv. 4 LStr); che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 cpv. 2 LStr); che, infatti, il ricorrente, usando della necessaria dili- genza, potrà procurarsi ogni documento indisp ensabile al rimpatrio (cfr. DTAF 2008/34 consid. 12 , pp. 513-515); che l'esecuzione dell'allo n- tanamento è dunque pure possibile; che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, r a- gionevolmente esigibile e possibile; che, di conseguenz a, anche in mate- ria di allontanamento e relativa esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata; che, in virtù di quanto precedentemente enunciato, le conclusioni rico r- suali tendenti all'annullamento della decisione impugnata ed alla trasmi s- sione degli atti all'autorità inferiore per nuova decisione vanno respinte; D-3443/2013 Pagina 7 che, avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese processuali è divenuta senza oggetto; che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.–, che seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del Regolamento sulle tas- se e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]); che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con ricorso in materia di diritt o pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 Legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale [LTF, RS 173.110]). (dispositivo alla pagina seguente) D-3443/2013 Pagina 8 Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronu n- cia: 1. Il ricorso è respinto. 2. Le spese proces suali, di CHF 600.–, sono poste a carico del ricorrente. Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sentenza. 3. Questa sentenza è comunicata al ricorrente, all'UFM e all'autorità cant o- nale. Il giudice unico: La cancelliera: Daniele Cattaneo Camilla Fumagalli Data di spedizione: