<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di:</p><p>1. adoperarsi per una procedura di ripartizione dei rifugiati tra gli Stati Dublino in funzione della loro forza economica; e</p><p>2. impegnarsi con mezzi adeguati al fine di migliorare la sistemazione dei richiedenti l'asilo in Italia.</p><p>3. I rimpatri dei richiedenti verso l'Italia vanno sospesi fino a un miglioramento della situazione italiana.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. L'attuale situazione degli sbarchi nel Mediterraneo evidenzia l'importanza di un approccio coordinato su scala europea. La Svizzera approva pertanto l'orientamento delle misure previste nell'agenda europea sulla migrazione del 13 maggio 2015. L'agenda e la conseguente proposta della Commissione europea prevedono tra l'altro un meccanismo d'urgenza per reinsediare in altri Stati europei, secondo una chiave di ripartizione, determinati richiedenti l'asilo provenienti da Italia e Grecia. In linea di massima il Consiglio federale sostiene gli sforzi profusi per una ripartizione equa dei richiedenti l'asilo all'interno dello spazio Dublino. Non essendo membro dell'UE e non essendo vincolata a tutte le basi legali del sistema europeo comune sull'asilo, le possibilità di influenza della Svizzera sono tuttavia limitate.</p><p>2. Da lungo tempo il Consiglio federale cerca di sostenere l'Italia sul piano bilaterale ed europeo. Nei contatti bilaterali la Svizzera ha già offerto a più riprese all'Italia il suo sostegno (finanziario e in termini di personale) in materia di accoglienza e alloggio. Sul piano europeo, l'Italia è sostenuta in tali ambiti dall'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo, cui in futuro parteciperà anche la Svizzera.</p><p>3. Il Consiglio federale ritiene che gli obblighi derivanti dal regolamento Dublino III debbano essere onorati da tutti gli Stati Dublino. Le lacune nel sistema di accoglienza italiano sono comprensibili alla luce degli attuali moti migratori attraverso il Mediterraneo. Nella sentenza "Tarakhel contro la Svizzera" (ricorso n. 29217/12 del 4 novembre 2014), la Corte europea dei diritti dell'uomo (Corte EDU) ha tuttavia constatato che la procedura italiana di accoglienza e asilo non presenta attualmente lacune sistemiche. Tale constatazione è stata confermata nella decisione di ricevibilità "A.M.E. contro i Paesi Bassi" (ricorso n. 51428/10 del 13 gennaio 2015). Il Consiglio federale continua dunque a ritenere ammissibili i trasferimenti verso l'Italia nel quadro della procedura Dublino.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.