Decisione del 29 ottobre 2019 Corte dei reclami penali Composizione Giudici penali federali Roy Garré, Vicepresidente, Andreas J. Keller e Patrick Robert-Nicoud, Cancelliere Giampiero Vacalli Parti CANTONE TICINO, Richiedente contro KANTON BERN, Opponente Oggetto Conflitti in materia di foro (art. 40 cpv. 2 CPP) B u n d e s s t r a f g e r i c h t T r i b u n a l p é n a l f é d é r a l T r i b u n a l e p e n a l e f e d e r a l e T r i b u n a l p e n a l f e d e r a l Numero dell’incarto: BG.2019.47 - 2 - Fatti: A. In data 18 settembre 2019 il Ministero pubblico del Cantone Ticino (in se- guito: MP/TI) ha trasmesso alla Generalstaatsanwaltschaft del Canton Berna (in seguito: MP/BE) una domanda di assunzione del procedimento penale a carico di A. domiciliato a Langenthal, e di B. domiciliato ad Aarau, per appro- priazione indebita (art. 138 n. 1 CP), truffa (art. 146 cpv. 1 CP), estorsione (art. 156 n. 1 e 3 CP), falsità in documenti (art. 251 n. 1 CP), infrazione alla legge federale sulle armi e sulle munizioni (art. 33 LArm), maltrattamento di animali (art. 26 cpv. 1 LPA n) e infrazione alla legge federale sugli stupefa- centi (art. 19 cpv. 1 LStup). Nella sua domanda, il MP/TI affermava che “il presente procedimento penale è stato aperto il 19 ottobre 2017 a seguito della segnalazione in Polizia di C., domiciliata a Bellinzona, secondo cui avrebbe ricevuto molteplici messaggi e telefonate minator ie da parte di A., finalizz ate all’ottenimento di CHF 80'000.–. Temendo che le minacce finanche di morte potessero realiz- zarsi, la donna ha ceduto alle pressioni e si è dunque recata a Zurigo come richiestole, per consegnare all’imputato e a B. i suoi gioi elli. Dopo essere stata accompagnata presso un negozio di “compro oro” ubicato in Z. e aver consegnato agli imputati il contante ottenuto dalla vendita dei preziosi, sa- rebbe poi stata condotta nell’appartamento del figlio a Y. (ZH), luogo dove A. le avrebbe puntato una pistola alla testa, chiedendo consegna del saldo della somma inizialmente richiesta e proseguendo con le sue pressioni e minacce anche nei giorni seguenti, ciò che ha spinto C. a sporgere denuncia penale presso il posto di Polizia di Bellinzo na. La scrivente autorità ha pertanto aperto l’istruzione penale ed emanato i necessari ordini di perquisizione e sequestro domiciliari degli imputati e di accompagnamento coattivo, richie- dendo assistenza giudiziaria al Canton Berna. A. è stato posto in arresto il 23 novembre 2017 e B. il 27 novembre 2017 […]. L’inchiesta che si è in seguito sviluppata ha permesso di evidenziare molteplici ipotesi di reati pe- nali a carico degli imputati e in particolare a carico di A. che ha commesso reiterati atti di estorsione aggravata a danno di altri due accusatori privati, D. e E., e appropriazione indebita a danno di F., che gli avrebbe consegnato a Bellinzona un veicolo con l’intesa che questi lo vendesse e utilizzasse il de- naro al fine di acquist are le azioni della G. SA , società con sede a Y. A. avrebbe poi disatteso detto accordo, intestando il veicolo a suo padre non appena giunto nel proprio cantone di domicilio (Berna). Nonostante la mag- gior parte dei fatti contestati in particolare a A. siano avvenuti fuori dal Can- tone Ticino, la scrivente Autorità ha proseguito con l’inchiesta ritenendosi competente in ragione dei primi atti di perseguimento penale esperiti e rin- viando con atto d’accusa del 4 aprile 2019 gli imputati a giudizio dinanzi alla - 3 - Corte delle assise criminali di Lugano. Con decreto di rinvio del 27 agosto 2019, la Corte ha stralciato dai ruoli l’incarto penale, rinviando gli atti al Mini- stero Pubblico per difetto di competenza territoriale, decisione non impugna- bile” (v. act. 1.3, pag. 1 e seg.). B. Con scritto del 4 ottobre 2019, il MP/BE ha rifiutato l’assunzione del procedi- mento, affermando in sostanza che il MP/TI, avendo condotto l’intera inchie- sta senza sollevare dubbi sulla propria competenza, si sarebbe reso implici- tamente competente per trattare il caso (v. act. 1.4). C. Con istanza di determinazione del fo ro competente del 10 ottobre 2019 , il MP/TI, per il tramite del Procuratore pubblico titolare del procedimento, si è rivolto a questa Corte chiedendo che le autorità di perseguimento penale del Canton Berna siano designate quali autorità competenti a perseguire la fat- tispecie di cui sopra (v. act. 1). D. Con risposta del 22 ottobre 2019, trasmessa al MP/TI per conoscenza (v. act. 4), il MP/BE chiede che la domanda ticinese sia dichiarata inammissibile. A titolo subordinato, esso chiede che la stessa venga respinta e che il MP/TI sia dichiarato competente a perseguire i fatti sopra menzionati (v. act. 3). Delle ulteriori e specifiche argomentazioni sollevate dalle due autorità coin- volte si dirà, per quanto necessario all'emanazione del presente giudizio, nei successivi considerandi in diritto. Diritto: 1. 1.1 Le autorità penali esaminano d'ufficio la loro competenza e, se necessario, rimettono il caso all'autorità competente (art. 39 cpv. 1 CPP). Se più autorità penali risultano competenti per territorio, i pubblici ministeri interessati si co- municano senza indugio gli elementi essenziali del caso e si adoperano per raggiungere un'intesa il più rapidamente possibile (art. 39 cpv. 2 CPP). Se le autorità di perseguimento penale di più Cantoni non riescono ad accordarsi sul foro competente, il pubblico ministero del Cantone che per primo si è occupato della causa sottopone senza indugio, in ogni caso prima della pro-- 4 - mozione dell'accusa, la questione al Tribunale penale federale affinché de- cida (art. 40 cpv. 2 CPP combinato con l'art. 37 cpv. 1 della legge federale del 19 marzo 2010 sull'organizzazione delle autorità penali della Confedera- zione [LOAP; RS 173.71]). Riguardo al termine per sottoporre la vertenza alla scrivente autorità, quest'ultima considera applicabile il termine di 10 giorni previsto dall'art. 396 cpv. 1 CPP, dal quale l'autorità richiedente può scostarsi unicamente in circostanze eccezionali che essa è tenuta a specifi- care (v. segnatamente TPF 2011 94 consid. 2.2). La determinazione dell'au- torità legittimata a rappresentare il proprio Cantone nell'ambito dello scambio di vedute o durante la procedura dinnanzi alla Corte dei reclami penali è retta dalle legislazioni cantonali (art. 14 cpv. 4 CPP; KUHN, Commentario Basilese, 2a ediz. 2014, n. 9 ad art. 39 e n. 10 ad art. 40 CPP; SCHMID/JOSITSCH, Handbuch des schweizerischen Strafprozessrechts, 3a ediz. 2017, n. 488; GALLIANI/MARCELLINI, Commentario CPP, 2010, n. 5 ad art. 40 CPP). Condizione per adire la presente Corte è quindi che tutti i Cantoni coinvolti abbiano provveduto a formulare una loro presa di posizione mediante uno scambio di scritti. Nell'eventualità in cui tale scambio di scritti non abbia por- tato ad alcun esito, si concretizza un conflitto di foro che giustifica l'intervento della scrivente Corte (v. art. 40 cpv. 2 CPP; BERTOSSA, Commentario Ro- mando, 2011, n. 4 ad art. 39 CPP; SCHWERI/BÄNZIGER, Interkantonale Ge- richtsstandsbestimmung in Strafsachen, 2a ediz . 2004, n. 569 e 599; FIN- GERHUTH/LIEBER, in Donatsch/Hansjakob/Lieber (ed.), Kommentar zur Schweizerischen Strafprozessordnung, 2a ediz. 2014, n. 9 ad art. 40 CPP; GUIDON/BÄNZIGER, Die aktuelle Rechtsprechung des Bundesstrafgerichts zum interkantonalen Gerichtsstand in Strafsachen, Jusletter del 21 maggio 2007, n. 5). In assenza di uno scambio di scritti completo e validamente ter- minato, l'istanza di determinazione del foro competente deve essere dichia- rata irricevibile (decisioni del Tribunale penale federale BG.2014.31 del 21 gennaio 2015 consid. 1.2; BG.2012.31 del 23 agosto 2012; BG.2012.3 del 23 febbraio 2012 consid. 1 e 3.3; BG.2011.7 del 17 giugno 2011 con- sid. 1.2; BG.2009.4 del 9 marzo 2009; KUHN, op. cit., n. 16 ad art. 40 CPP). 1.2 Riguardo alla competenza in ambito di conflitti di foro in seno alle autorità di perseguimento penale ticinesi, questa Corte ha già avuto modo di constatare che, giusta l'art. 67 cpv. 6 della legge cantonale del 10 maggio 2006 sull'or- ganizzazione giudiziaria (LOG; RL TI 177.100), la stessa spetta al procura- tore incaricato del procedimento (v. decisione del Tribunale penale federale BG.2013.16 del 18 luglio 2013 consid. 1.2). Per quanto attiene al Canton Berna, competente in questo ambito è l a Generalstaatsanwaltschaft ( v. art. 24 lett. b della «Einführungsgesetz zur Zivilprozessordnung, zur Strafprozessordnung und zur Jugendstrafprozessordnung» del Canton - 5 - Berna dell’11 giugno 2009 [EG ZSJ/BE; BSG 271.1]; v. anche sentenza del Tribunale penale federale BG.2018.11 del 10 aprile 2018 consid. 1.2). 1.3 Alla luce di ciò e fintanto che le autorità designate come competenti dalle leggi cantonali nei casi di conflitti di foro non sono state consultate e non si sono espresse, non sussiste un conflitto di foro e non è pertanto possibile adire la Corte dei recl ami penali (v. decisioni del Tribunale penale federale BG.2014.31 del 21 gennaio 2015 consid. 1.3; BG.2012.33 del 28 novem- bre 2012 consid. 1.3-1.5; BG.2010.16 del 14 settembre 2010 e BG.2008.13 del 2 luglio 2008 consid. 1.2; SCHWERI/BÄNZIGER, op. cit., n. 564). 1.4 Nella fattispecie, prima di formulare la presente istanza di fissazione del foro, non sono stati interpellati tutti i C antoni toccati dai fatti descritti dal MP/TI . Nella sua istanza di fissazione del foro del 10 ottobre 2019 e nell’atto d’ac- cusa del 4 aprile 2019 , l’autorità di perseguimento penale ticinese descrive infatti comportamenti di presunta rilevanza penale occorsi anche nei Cantoni di Zurigo (Y.) e Soletta ( X). Ma a prescindere da questo va preso atto che l’istanza di fissazione del foro non è stata presentata a questa Corte prima della promozione dell’accusa, chiara condizione temporale posta dall’art. 40 cpv. 2 CPP per garantire l’efficienza del procedimento e il rispetto del princi- pio di celerità (v. sentenze del Tribunale penale federale BG.2014.38 del 29 aprile 2015 consid. 1.3; BG.2013.25 del 25 febbraio 2014 consid. 1.3; KUHN, op. cit., n. 5 ad art. 39 CPP e n. 14 ad art. 40 CPP), precisato che per promozione dell’accusa si intende la prima promozione dell’accusa (v. sen- tenze BG.2013.25 consid. 1.4 e BG.2014.38 consid. 1.3). Dato che quest’ul- tima è già stata indubbiamente promossa , la procedura prevista dall’art. 40 cpv. 2 CPP non è più applicabile (v. sentenze BG.2013.25 consid. 1. 5 e BG.2014.38 consid. 1.4). L’istanza è quindi inammissibile perché tardiva. 1.5 In ogni caso, anche se l’istanza di fissazione del foro fosse stata ammissibile, la competenza del Canton Ticino per giudicare i fatti descritti nell’atto d’ac- cusa del 4 aprile 2019 sarebbe stata comunque data in virtù di quanto segue. 2. 2.1 L’autorità competente a decidere sul foro pu ò stabilire un foro diverso da quello previsto negli articoli 31 -37 se il centro dell’attività penalmente rile- vante, la situazione personale dell’imputato o altri motivi pertinenti lo esigono (art. 40 cpv. 3 CPP). La deroga al foro legale deve tuttavia res tare l’ecce- zione. Un accordo o una decisione che assegni il perseguimento penale ad un Cantone non competente legalmente è condizionato dall’esistenza di mo- tivi pertinenti. Le considerazioni che fanno apparire il foro legale inopportuno - 6 - devono imporsi in maniera evidente. Inoltre, un Cantone può essere dichia- rato competente o dichiararsi competente in deroga al foro legale unica- mente in presenza di un nesso territoriale effettivo (TPF 2012 66 consid. 3.1 pag. 67 e seg.; TPF 2011 178 consid. 3.1 pag. 180 e seg; sentenza del Tri- bunale penale federale BG.2019.9 del 21 agosto 2019 consid. 5.2). Questa Corte ha già avuto modo di affermare che un altro motivo pertinente ai sensi dell’art. 40 cpv. 3 CPP può esistere allorquando un’autorità di un C antone rimane inattiva per quattro mesi dopo essers i vista respingere da un altro Cantone una domanda di assunzione del procedimento (TPF 2011 178 con- sid. 2.1 pag. 178 e seg.; sentenza del Tribunale penale federale BG.2017.7 del 26 luglio 2017 consid. 5.5). Un’inazione di così lunga durata deve essere considerata, in ossequio al principio della buona fede, come un riconosci- mento della propria competenza per atti concludenti (v. TPF 2011 178 con- sid. 3.2 pag. 181; sentenze BG.2017.7 consid. 5.5; BG.2013.25 consid. 1.3 con rinvii). 2.2 In concreto, da una parte, gli atti dell’incarto, e in particolare l’atto d’accusa del 4 aprile 2019 (v. act. 1.1), permettono di accertare la presenza di presunti atti penalmente rilevanti anche in Ticino, per cui il nesso territoriale con tale Cantone è dato. D’altra parte, si rileva che il MP/TI ha aperto il procedimento penale a carico degli indagati in data 19 ottobre 2017, procedendo in seguito a diversi atti istruttori e richiedendo assistenza giudiziaria al Canton Berna. Esso non ha formulato richieste di assunzione del procedimento ad altri Can- toni potenzialmente toccati dai fatti oggetto della sua inchiesta e non ha dun- que messo in discussione la propria competenza, giungendo sino alla pro- mozione dell’accusa dinanzi alla Corte delle assise criminali quasi un anno e mezzo dopo. Quanto precede sarebbe stato da considerare come un rico- noscimento del foro per atti concludenti da parte del MP/TI. 3. Per la presente decisione non vengono prelevate spese (art. 423 cpv. 1 CPP). - 7 - Per questi motivi, la Corte dei reclami penali pronuncia: 1. L’istanza di fissazione del foro è inammissibile. 2. Non si prelevano spese giudiziarie. Bellinzona, il 30 ottobre 2019 In nome della Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale Il Vicepresidente: Il Cancelliere: Comunicazione a - Ministero pubblico del Cantone Ticino - Generalstaatsanwaltschaft des Kantons Bern Informazione sui rimedi giuridici: Contro questa decisione non è dato alcun rimedio giuridico ordinario.