<h2>SubmittedText<h2><p>La Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati elabora una modifica del regolamento del Consiglio degli Stati che preveda che i risultati delle votazioni in seno al Consiglio siano pubblicati sotto forma di elenco nominativo.</p><h2>InitialSituation<h2><p>La Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati elabora una modifica del regolamento del Consiglio degli Stati che preveda che i risultati delle votazioni in seno al Consiglio siano pubblicati sotto forma di elenco nominativo. </p><h2>Proceedings<h2><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 12.09.2017 </b></p><p><b>Agli Stati non serve più trasparenza </b></p><p><b>Non è necessario che il Consiglio degli Stati, come già fa il Nazionale, pubblichi i risultati di tutte le votazioni sotto forma di elenco nominativo. È il parere della stessa Camera dei Cantoni, che ha bocciato - con 27 voti contro 17 e un astenuto - un'iniziativa in tal senso della propria Commissione delle istituzioni politiche.</b></p><p>Al contempo, i "senatori" hanno respinto tacitamente un'iniziativa parlamentare di Andrea Geissbühler (UDC/BE) volta a raggiungere lo stesso scopo.</p><p>Attualmente, alla Camera dei Cantoni, solo i risultati delle votazioni sul complesso, delle votazioni finali e delle votazioni che richiedono una maggioranza qualificata sono pubblicati sotto forma di elenco nominativo. È però possibile risalire al voto dei singoli "senatori" osservando i filmati delle votazioni disponibili sul sito internet del Parlamento.</p><p>La maggioranza dei consiglieri agli Stati si è opposta alla modifica, nonostante la commissione si fosse chiaramente espressa a favore. Karin Keller-Sutter (PLR/SG), a nome dell'Ufficio degli Stati, ha affermato che la trasparenza è già garantita grazie ai mezzi tecnologici a disposizione e non è quindi necessario modificare la prassi. Inoltre, solo tre anni fa è stato inserito il voto elettronico e un ulteriore cambiamento sarebbe prematuro, ha sostenuto.</p><p>Le ha fatto eco il ticinese Filippo Lombardi (PPD), sottolineando come agli Stati esista una cultura della discussione, che non si può semplicemente limitare con inscatolamenti dettati dalla tecnologia. Con le modifiche proposte "non si parla di trasparenza", ha evidenziato, ma solo di un mezzo per facilitare analisi e schematizzazioni statistiche.</p>