<h2>SubmittedText<h2><p>Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Quali erano gli Stati che, come la Svizzera, erano presenti alla "Conferenza dei donatori" di Parigi, ma non sono tuttavia stati coinvolti all'apertura del processo di Annapolis sul futuro della Palestina?</p><p>2. Il Consiglio federale come giudica dal punto di vista svizzero questa disparità di coinvolgimento?</p><p>3. Il Consiglio federale condivide l'opinione secondo cui la Svizzera non dovrebbe intervenire unicamente per finanziare l'uscita dalla crisi, ma potrebbe partecipare anche alla concezione delle possibilità di uscita?</p><p>4. Quali insegnamenti possono essere tratti da questa esperienza per le future iniziative di politica estera sostenute dalla Svizzera?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Alla "Conferenza dei donatori" di Parigi sono stati invitati altri Paesi e organizzazioni oltre a quelli convocati dagli Stati Uniti alla Conferenza di Annapolis. A Parigi erano infatti presenti Stati come l'Australia, la Finlandia e altri Paesi membri dell'Unione europea, che come la Svizzera non sono stati coinvolti all'apertura del processo di Annapolis.</p><p>2. La lista dei partecipanti alla Conferenza di pace di Annapolis comprende gli Stati del G-8, i membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell'ONU, gli Stati arabi, i grandi Paesi musulmani, oltre ad alcune potenze regionali e grandi donatori. La Svizzera non rientra fra questi Stati.</p><p>3. Il ruolo della Svizzera non si limita a quello di Paese donatore. Pur non avendo un ruolo strategico di primo piano come Stati Uniti, Unione europea o alcuni Paesi arabi, nel Vicino e Medio Oriente la Svizzera è molto attiva in settori specifici, in particolare quello del diritto internazionale umanitario. Fornisce inoltre prestazioni nell'ambito dell'aiuto umanitario e della cooperazione allo sviluppo. Nelle sue varie componenti, il contributo fornito dalla Svizzera è riconosciuto e viene apprezzato dai diversi partner. Il 9 dicembre 2007 a Zurigo, in occasione del 50° anniversario dell'Associazione Svizzera-Israele, il ministro israeliano Yitzhak Herzog ha ringraziato la consigliera federale Micheline Calmy-Rey per la politica proattiva svolta dal nostro Paese in favore della pace nel Vicino Oriente.</p><p>4. Ogni processo e ogni iniziativa di pace sono inseriti in un contesto specifico. Strumenti e contributi devono quindi essere adattati alle circostanze. Per quel che riguarda l'impegno svizzero nel Vicino Oriente, il Consiglio federale stila un bilancio positivo, visti i mezzi a disposizione. La Svizzera è considerata un attore credibile, impegnato a sostenere gli sforzi della comunità internazionale.</p>  Risposta del Consiglio federale.