<h2>SubmittedText<h2><p>Come emerge dalla rilevazione sulle forze di lavoro in Svizzera nel primo trimestre del 2016, per la prima volta la quota di disoccupati stranieri nel nostro Paese si situa in termini non solo relativi, ma anche assoluti (128 000), al di sopra della quota di disoccupati di nazionalità svizzera (121 000). In confronto con quella registrata lo stesso trimestre dell'anno precedente, la crescita del numero di persone senza impiego tra gli stranieri risulta oggi essere quasi il doppio (+22,9 per cento) rispetto a quella degli svizzeri (+12,5 per cento).</p><p>Visti questi preoccupanti sviluppi, il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Qual è la causa del forte aumento del numero di stranieri disoccupati?</p><p>2. Il forte aumento è riconducibile a stranieri provenienti da Paesi specifici?</p><p>3. Quanto incide sulla statistica sulla disoccupazione questo forte aumento delle richieste d'asilo? È possibile prevederne l'evoluzione futura?</p><p>4. Dopo aver esaurito il diritto all'indennità di disoccupazione, quanti sono gli stranieri che non ritornano nel proprio Paese d'origine e percepiscono l'aiuto sociale erogato dalla Svizzera?</p><p>5. Quanti sono gli stranieri che, ritrovatisi senza impiego, rientrano nel proprio Paese d'origine dove percepiscono prestazioni dell'assicurazione svizzera contro la disoccupazione?</p><p>6. Per quanto tempo, in media, gli stranieri residenti in Svizzera e che sono senza impiego sono stati attivi professionalmente prima di diventare disoccupati? Esistono statistiche al riguardo, oppure si prevede di raccogliere questi dati in futuro?</p><p>7. Il Consiglio federale intende adottare misure per arginare la tendenza al rialzo che si registra nella statistica sulla disoccupazione? Se sì, quali?</p><p>8. Alla luce di questi sviluppi è disposto ad attuare l'iniziativa popolare "contro l'immigrazione di massa" in modo rapido e coerente?</p><p>9. Il Consiglio federale ravvisa in questa fattispecie una possibile applicazione dell'articolo 14 capoverso 2 dell'Accordo sulla libera circolazione, che prevede che in caso di gravi difficoltà di ordine economico e sociale possono essere adottate misure per porre rimedio alla situazione?</p><p>10. Considerando questa enorme quota di persone senza impiego, come fa il Consiglio federale a parlare di carenza di personale qualificato?</p><p>11. Come si presenta la situazione della popolazione residente non permanente, in termini di disoccupazione?</p><p>12. Come si ripercuote la situazione sulla cassa di disoccupazione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. L'aumento del numero di disoccupati è una conseguenza del rallentamento dell'economia. Il calo della crescita del PIL dall'1,9 per cento nel 2014 allo 0,8 per cento nel 2015 deve essere analizzato anche alla luce della forte rivalutazione del franco svizzero rispetto all'euro avvenuta all'inizio del 2015. Gli stranieri potrebbero essere stati maggiormente colpiti dagli effetti negativi sul mercato sul lavoro poiché spesso lavorano in settori particolarmente soggetti agli sbalzi del franco forte, come nell'industria o nel settore alberghiero. Stando alle più recenti informazioni dell'UST la percentuale di disoccupati stranieri è scesa dal 9,9 per cento del primo trimestre al 7,7 per cento del secondo trimestre. Il calo è riconducibile da un lato a fattori stagionali, dall'altro lascia trasparire una certa distensione della situazione sul mercato del lavoro tra la popolazione straniera.</p><p>2. Data la scarsità di dati disponibili non è possibile trarre conclusioni statisticamente attendibili sull'andamento del numero di disoccupati in base ai Paesi specifici. Poiché moltissimi stranieri lavorano in settori soggetti a forti oscillazioni stagionali del grado d'occupazione, nel primo trimestre di ogni anno in questi settori si registrano tassi di disoccupazione più elevati.</p><p>3. La rilevazione sulle forze di lavoro in Svizzera (RIFOS) non include i richiedenti l'asilo (permessi F, N e S). Se sono in possesso di un'autorizzazione al lavoro possono iscriversi agli Uffici regionali di collocamento (URC) come persone in cerca d'impiego. Questi casi vengono inseriti nelle statistiche dell'assicurazione contro la disoccupazione: alla fine di maggio 2016 i richiedenti l'asilo iscritti agli URC come disoccupati erano 869, 87 in meno rispetto allo stesso mese del 2015. Non sono stati elaborati scenari per valutare l'evoluzione futura del fenomeno.</p><p>4. Nella RIFOS 2012 l'Ufficio federale di statistica ha effettuato una valutazione specifica sulle persone che hanno esaurito il diritto all'indennità di disoccupazione. Secondo la valutazione il 14,1 per cento degli stranieri residenti in Svizzera che aveva esaurito tale diritto ha usufruito di prestazioni assistenziali statali. Tra gli Svizzeri questa percentuale era del 13,4 per cento. Si tratta di una differenza minima e statisticamente non significativa alla luce dei pochi dati disponibili.</p><p>5. Solo chi risiede in Svizzera ha diritto all'indennità di disoccupazione. L'assicurazione svizzera contro la disoccupazione non versa indennità ai disoccupati residenti all'estero. Con il consenso degli URC, i disoccupati residenti in Svizzera possono recarsi nei Paesi dell'UE/AELS per un massimo di tre mesi alla ricerca di un impiego. Nel 2013 si sono avvalse di questo diritto 948 persone (2014: 1192). Se queste persone non tornano in Svizzera entro tre mesi l'assicurazione contro la disoccupazione sospende i pagamenti. Nel 2013 507 persone non sono più tornate in Svizzera dopo la ricerca di lavoro all'estero (2014: 600). L'assicurazione svizzera contro la disoccupazione non versa indennità nemmeno ai frontalieri residenti al di fuori della Svizzera. I frontalieri disoccupati devono fare domanda nel loro Paese di residenza e hanno diritto all'indennità in base alla legislazione di tale Paese. Secondo il diritto di coordinamento europeo, applicabile anche alla Svizzera, lo Stato in cui il frontaliere ha svolto la sua ultima occupazione, che riscuote i contributi assicurativi ma non fornisce prestazioni assicurative, rimborsa una parte dei costi allo Stato in cui risiede il frontaliere, che è tenuto fornire le prestazioni assicurative senza poter riscuotere i contributi assicurativi. In pratica devono essere rimborsati soltanto i costi effettivi dei primi tre o cinque mesi, anche se il frontaliere rimane disoccupato più a lungo. In base a questa chiave di ripartizione nel 2013 la Svizzera ha rimborsato alle assicurazioni contro la disoccupazione degli Stati europei 187 milioni di franchi per i frontalieri riscuotendo però 378 milioni di contributi. Nel 2014 i costi ammontavano a 228 milioni a fronte di 392 milioni di introiti, mentre nel 2015 il rapporto era di 193 milioni di uscite contro 418 milioni di entrate.</p><p>6. Nel 2013 Fluder et alii hanno analizzato per la prima volta all'interno di uno studio longitudinale la riscossione di prestazioni sociali da parte dei nuovi immigrati dai Paesi dell'UE/AELS nei 48 mesi successivi al loro arrivo in Svizzera. Nei primi quattro anni di permanenza in Svizzera il 91 per cento delle persone immigrate dopo l'entrata in vigore dell'Accordo sulla libera circolazione delle persone non aveva mai usufruito di prestazioni sociali. I risultati mostrano inoltre che prima di percepire per la prima volta un'indennità di disoccupazione - fermo restando che si ritrovino disoccupati - in media i cittadini dell'UE/AELS sono stati attivi professionalmente in Svizzera per più di due anni e mezzo (32,6 mesi).</p><p>7. Tramite una politica attiva del mercato del lavoro i cantoni e la Confederazione puntano a mantenere un alto livello d'occupazione e un basso tasso di disoccupazione. Gli strumenti dell'assicurazione contro la disoccupazione sono pensati per venire incontro ai diversi problemi delle persone in cerca d'impiego e vengono adeguati costantemente in funzione delle necessità. A causa del forte apprezzamento del franco svizzero, all'inizio del 2016 il Consiglio federale ha deciso di portare a 18 mesi la durata massima del diritto all'indennità per lavoro ridotto.</p><p>8. Il 4 marzo 2016 il Consiglio federale ha approvato il messaggio concernente la modifica della legge federale sugli stranieri (regolazione dell'immigrazione e miglioramenti nell'esecuzione degli Accordi sulla libera circolazione) al fine di applicare le disposizioni costituzionali sull'immigrazione. Il Consiglio federale continua ad auspicare una soluzione consensuale con l'UE, nell'intento di consolidare e sviluppare ulteriormente le relazioni bilaterali. Tuttavia, poiché non è stato ancora raggiunto un accordo, propone di gestire l'immigrazione tramite una clausola di salvaguardia unilaterale. Anche dopo il risultato del referendum sulla Brexit nel Regno Unito il Consiglio federale intende continuare a dialogare con l'Unione europea sull'applicazione dell'articolo 121a della Costituzione federale.</p><p>9. In linea di massima un aumento particolarmente forte del tasso di disoccupazione dei cittadini europei consente di valutare l'applicazione della clausola di salvaguardia conformemente all'articolo 14 capoverso 2 dell'Accordo sulla libera circolazione delle persone. Le misure che possono essere introdotte "in caso di gravi difficoltà di ordine economico o sociale" necessitano dell'approvazione del comitato misto Svizzera-UE e presuppongono quindi il consenso dell'UE.</p><p>10. Non tutti i settori professionali sono colpiti allo stesso modo dalla carenza di personale qualificato. Tendenzialmente se in un settore si registra un aumento del tasso di disoccupazione ciò va contro l'idea che vi sia carenza di personale qualificato. Tuttavia, per un'analisi completa andrebbero presi in considerazione altri fattori quali la crescita dell'occupazione o la percentuale di posti vacanti. Quel che è certo è che i continui cambiamenti strutturali provocano la scomparsa di alcuni settori e profili professionali e, allo stesso tempo, la creazione di nuovi posti con nuovi requisiti che non possono però essere occupati dalle persone in cerca d'impiego. Spesso questo fenomeno si verifica all'interno dello stesso settore o addirittura della stessa azienda.</p><p>11. Né la RIFOS né i dati sulla disoccupazione della SECO possono fornire una risposta alla domanda concernente la situazione occupazionale della popolazione residente non permanente. La RIFOS infatti, e quindi la statistica dei disoccupati, comprende soltanto la popolazione residente permanente (inclusi i dimoranti temporanei con un permesso di soggiorno cumulativo di almeno 12 mesi). Nella statistica sulla disoccupazione la data d'entrata in Svizzera degli stranieri in cerca d'impiego è stata inserita solo recentemente. Pertanto, la durata di soggiorno complessiva non può essere presa come criterio per fare una distinzione tra persone con residenza permanente e non permanente.</p><p>12. L'aumento dei disoccupati registrati si ripercuote negativamente sulle finanze del fondo dell'assicurazione contro la disoccupazione. Secondo il preventivo attuale l'esercizio 2016 dovrebbe essere in equilibrio. Nel 2015 l'assicurazione contro la disoccupazione ha realizzato un'eccedenza che ha permesso di rimborsare alla Tesoreria federale mutui per 0,7 miliardi di franchi.</p>  Risposta del Consiglio federale.