<h2>SubmittedText<h2><p>La revisione delle legge sul lavoro (LL) e dell'ordinanza 1 concernente la legge sul lavoro (OLL 1) ha reso la prassi inerente all'autorizzazione del lavoro notturno continuativo (lavoro notturno senza alternanza con il lavoro diurno) notevolmente più severa. La tendenza delineatasi in seno al SECO sembrerebbe addirittura orientata a non concedere più in futuro autorizzazioni per questa forma di lavoro, richiedendo tassativamente un'alternanza con il lavoro diurno (lavoro a turni).</p><p>In considerazione del trattamento discriminatorio del lavoro notturno continuativo, operato nel quadro del diritto del lavoro, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Ritiene che la revisione della LL/della OLL 1 effettuata nel 1998 abbia chiaramente svantaggiato il lavoro notturno continuativo a favore di quello a turni, visto che detta revisione permette in linea di massima di autorizzare soltanto quest'ultimo, consentendo il lavoro notturno continuativo soltanto in casi eccezionali?</p><p>2. La perizia svolta dal professor Ramaciotti su incarico del SECO chiarisce veramente la questione oggetto dell'indagine? Il lavoro notturno continuativo risulta effettivamente più gravoso sulla salute rispetto al lavoro a turni?</p><p>3. Alla luce degli standard attuali nel campo della ricerca sociale empirica, questa perizia è sufficiente? Consente di trarre conclusioni statisticamente significative?</p><p>4. Come valuta i risultati dello studio realizzato dal gruppo Corso, secondo cui i continui cambiamenti imposti dal lavoro a turni sarebbero più nocivi alla salute del lavoro notturno continuativo?</p><p>5. Quali conclusioni trae sulla base delle informazioni fornite da entrambi i lavori? Reputa che il fatto di sfavorire il lavoro notturno continuativo nei confronti di quello a turni sia obiettivamente giustificabile?</p><p>6. In caso negativo, sarebbe disposto a modificare la OLL 1 in modo da uniformare il trattamento del lavoro notturno continuativo a quello del lavoro a turni, vale a dire a concedere autorizzazioni alle medesime condizioni?</p><p>7. Come valuta la proposta di lasciare ai partner sociali o alle imprese il compito di scegliere, con la collaborazione dei lavoratori interessati, l'una o l'altra forma di lavoro notturno? Naturalmente, ciò dovrebbe avvenire nel rispetto delle condizioni quadro stabilite dal diritto del lavoro, in particolare dalla LL e dalle relative ordinanze. Allo scopo di garantire gli interessi dei lavoratori, si potrebbe prescrivere il consenso da parte della rappresentanza dei lavoratori nell'azienda o dei lavoratori interessati, analogamente a quanto già avviene per l'inizio e la fine del lavoro diurno e serale o del lavoro di sabato e di quello domenicale, conformemente agli articoli 10 capoverso 2 e 20 capoverso 2 LL.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il 1° agosto 2000 è entrata in vigore la riveduta legge sul lavoro, che ha comportato l'abrogazione del divieto generale di lavoro notturno femminile. In precedenza, si giustificava il lavoro notturno continuativo con l'impossibilità di impiegare le donne nel lavoro notturno: alcune imprese non erano in grado di adottare il sistema del lavoro a turni a causa della mancanza di personale. La questione della rotazione, precedentemente disciplinata a livello di ordinanza, viene ora contemplata dalla legge: infatti, l'articolo 25 capoverso 2 della legge sul lavoro (LL) prescrive che il lavoratore prenda parte uniformemente sia al lavoro diurno, sia a quello notturno. Le deroghe a tale principio sono disciplinate a livello di ordinanza: in particolare, dagli articoli 29 e 30 dell'ordinanza 1 concernente la legge sul lavoro. Perciò, il diverso modo di considerare il lavoro notturno continuativo rispetto al lavoro a turni è frutto di una consapevole decisione del legislatore. Tuttavia, nelle aziende dove è necessario rinunciare alla rotazione con il lavoro diurno, in linea di principio il lavoro notturno continuativo viene autorizzato. Inoltre, a luglio di quest'anno il SECO ha confermato la sua prassi provvisoria, adottando definitivamente il criterio del reclutamento di personale come presupposto per l'autorizzazione del lavoro notturno senza alternanza con il lavoro diurno. In base a questo criterio, il lavoro notturno continuativo viene autorizzato se un'azienda con un sistema di lavoro a turni può dimostrare che il suo personale non vuole lavorare alternando il lavoro diurno con quello notturno - e viceversa - oppure che le è impossibile assumere personale disposto a lavorare secondo tale modalità. La decisione è stata presa d'accordo con i partner sociali rappresentati nella commissione federale del lavoro.</p><p>2./3./4. Lo studio del professor Ramaciotti e la perizia effettuata dal gruppo Corso non consentono di tirare delle conclusioni, né a favore di un divieto generale del lavoro notturno continuativo, né per una completa parificazione di quest'ultimo al lavoro a turni. Tuttavia, ambedue gli studi evidenziano l'esistenza di categorie di persone che sopportano meglio il lavoro notturno. Le due indagini concordano anche nell'assegnare un ruolo estremamente importante ai provvedimenti per la salvaguardia del benessere dei lavoratori notturni - pause, pasti caldi, momenti di riposo, esami medici - così come sono previsti dalla legge sul lavoro. La decisione del Seco summenzionata tiene conto di questi fattori.</p><p>5. Valendosi della perizia, per il rilascio dell'autorizzazione il SECO ha adottato definitivamente il criterio del reclutamento di personale. Ne consegue che, a determinate condizioni, le aziende possono occupare dipendenti durante la notte in modo continuativo. Riguardo alle attività che, per loro natura, devono essere svolte durante la notte (panetterie, logistica, ecc.) la rinuncia al lavoro a turni non è comunque mai stata messa in discussione.</p><p>6. La rotazione è disciplinata dall'articolo 25 capoverso 2 LL: di conseguenza, una modifica di questa disposizione sarebbe di competenza del Parlamento. Tuttavia, la prassi di autorizzazione introdotta dal Seco garantisce che in caso di necessità il lavoro notturno senza rotazione possa essere opportunamente attuato.</p><p>7. La regolamentazione del lavoro notturno continuativo non può essere lasciata ai partner sociali o, addirittura, soltanto alle aziende ed ai lavoratori interessati, poiché l'articolo 25 capoverso 2 LL costituisce una norma vincolante di diritto pubblico. Inoltre, già oggi la LL prevede che i lavoratori occupati soltanto durante la notte debbano dare il loro consenso per iscritto. Pertanto, attualmente i lavoratori possono già disporre di un ampio diritto di scelta.</p>  Risposta del Consiglio federale.