<h2>SubmittedText<h2><p>Per reagire a violazioni commesse dalle forze di sicurezza private e statali nei confronti di civili, gli USA, l'Inghilterra, l'Olanda e la Norvegia nel 2000 hanno convenuto i "Voluntary Principles on Security and Human Rights" (principi volontari sulla sicurezza e i diritti dell'uomo). Nel 2011 la Svizzera ha aderito a quest'iniziativa come Paese in cui hanno sede imprese globali che operano nel settore delle materie prime. Nel marzo 2013 ha assunto per un anno la presidenza del comitato direttivo. </p><p>I principi volontari invitano le imprese nel settore delle materie prime ad analizzare sul posto i rischi d'infrazione dei diritti dell'uomo, a prevenire le violazioni e ad avviare il dialogo con la popolazione, le autorità locali e le forze di sicurezza private. </p><p>L'efficacia dei principi volontari è discutibile. Nel 2013 le ONG Oxfam e Amnesty International si sono ritirate dalla piattaforma comune per due motivi: la frustrazione nel vedere che le imprese partecipanti non si assumono abbastanza responsabilità e che nessun progresso è stato fatto riguardo a un controllo indipendente del rispetto dei criteri convenuti. </p><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande: </p><p>1. Come intende garantire che i principi volontari abbiano un carattere vincolante per le imprese svizzere del settore delle materie prime? </p><p>2. Come intende garantire che le imprese interessate utilizzino il loro statuto di membro come strumento per risolvere pacificamente i conflitti e non come pretesto per non fare niente? </p><p>3. Come intende garantire il miglioramento degli standard qualitativi? </p><p>4. In che modo s'impegna a favore di un controllo trasparente, della stesura di rapporti e di un meccanismo di ricorso con possibilità sanzionatorie? </p><p>5. È al corrente dei conflitti, documentati da ONG, nelle miniere d'oro e di rame del Perù? </p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. I principi volontari sulla sicurezza e i diritti dell'uomo sono, come indica il nome, un'iniziativa internazionale multilaterale su base volontaria, cui finora hanno aderito otte Stati, nuove ONG e 23 imprese operanti nell'estrazione delle materie prime con sede in diversi Paesi. Se uno di questi Paesi, tra cui per esempio la Svizzera, cercasse di rendere questi principi vincolanti per le imprese sul proprio territorio nazionale, contravverrebbe allo spirito stesso dell'iniziativa. E tra l'altro non ci sono le basi giuridiche per farlo. </p><p>Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) e il Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR) illustrano nel loro dialogo con le imprese del settore delle materie prime domiciliate in Svizzera che l'applicazione dei principi volontari sulla sicurezza e i diritti dell'uomo può contribuire concretamente alla prevenzione e alla risoluzione di conflitti. La Svizzera si impegna per la promozione del dialogo delle imprese del settore delle materie prime con le comunità locali per prevenire il rischio di violazioni dei diritti dell'uomo nel quadro della loro gestione della sicurezza. Coinvolte nell'elaborazione di questi standard, le imprese diventano più consapevoli delle sfide e sono meglio attrezzate per rispettarli e applicarli. Come già esposto dal Consiglio federale nella sua risposta all'interpellanza Ingold 13.3423, "Rapporto di base sulle materie prime. La responsabilità delle imprese come impegno volontario o prescrizione vincolante?", del 12 giugno 2013 le imprese devono rispettare il diritto vigente, comprese le norme ambientali e sociali nonché la legislazione in materia di diritti dell'uomo.</p><p>3./4. Nel quadro della sua presidenza dei principi volontari sulla sicurezza e i diritti dell'uomo, la Svizzera ha adottato misure per rafforzare questa iniziativa. Sotto la direzione della Svizzera e in concertazione con tutte le parti coinvolte (imprese, ONG, governi) è stata elaborata una strategia dell'iniziativa per gli anni 2013-2016. Recentemente approvata, questa strategia prevede l'adeguamento dell'iniziativa alle linee guida dell'ONU su imprese e diritti dell'uomo ("Principi Ruggie") rafforzandone l'applicazione pratica mediante l'introduzione di meccanismi di controllo e un opportuno miglioramento qualitativo della stesura di rapporti.</p><p>5. Il Consiglio federale è al corrente delle tensioni e dei conflitti sociali legati ai progetti di estrazione mineraria in Perù e anche delle morti verificatesi a seguito di alcuni scontri. L'ambasciata di Svizzera, che svolge un ruolo centrale nella promozione di un'applicazione efficace dei principi volontari sulla sicurezza e i diritti dell'uomo tra gli attori dell'industria peruviana delle materie prime, è in contatto regolare con le imprese del settore, il governo peruviano e le organizzazioni della società civile.</p>  Risposta del Consiglio federale.