<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Per l'essenziale per una risposta alle domande poste dalla presente interpellanza si può </p><p>rinviare alla risposta del Consiglio federale alla mozione Joder (00.3521).</p><p></p><p>Domande 1 e 2</p><p>Nel nostro Paese la situazione sembra essere davvero difficile, quantomeno in alcune </p><p>regioni. Il Consiglio federale ritiene che i diversi livelli di responsabilità debbano analizzare </p><p>molto concretamente la situazione e sviluppare insieme i provvedimenti necessari a breve e a </p><p>medio o lungo termine nell'ambito della formazione, del riconoscimento delle professioni </p><p>sanitarie e dell'informazione affinché l'alta qualità delle cure attualmente dispensate ai </p><p>pazienti possa essere garantita anche in futuro. </p><p>Domanda 3</p><p>Il Consiglio federale può solo ribadire che i suoi mezzi d'intervento sono limitati dalla ripartizione </p><p>delle competenze, ma è pronto ad assumere, se necessario, un ruolo di coordinazione a livello </p><p>federale tra le diverse istanze interessate, quali la Conferenza dei direttori cantonali della pubblica </p><p>educazione e la Conferenza dei direttori cantonali della sanità e delle opere sociali. </p><p>Conformemente all'art. 58 LAMal l'Ufficio federale delle assicurazioni sociali ha incaricato un </p><p>gruppo di esperti di proporre provvedimenti per il rafforzamento della sicurezza dei pazienti. Il </p><p>rapporto, presentato il 9 aprile 2001, menziona tra l'altro anche le condizioni di lavoro e l'effettivo </p><p>di collaboratori a disposizione dei fornitori di prestazioni quali concause di eventuali lacune della </p><p>sicurezza dei pazienti. Queste affermazioni concernono diverse categorie professionali e </p><p>andranno quindi affrontate anche nel contesto del lavoro di gruppo. Nei prossimi mesi il gruppo di </p><p>esperti concretizzerà ulteriormente i provvedimenti proposti consultando le parti interessate.</p>  Risposta del Consiglio federale.