<h2>SubmittedText<h2><p>Secondo un comunicato stampa pubblicato il 17 maggio 2011, tra il 21 e il 29 maggio 2011 si è svolto un nuovo tipo di campagna partecipativa di prevenzione dell'alcolismo nel quadro del programma nazionale alcol 2008-2012. È difficile sfuggire all'impressione che i cittadini maggiorenni siano bombardati a scadenze sempre più strette da campagne d'informazione continuamente più onerose, spettacolari e costose da parte delle autorità, in particolare dell'Ufficio federale della sanità pubblica.</p><p>A tal proposito chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. A quanto ammontano i costi globali di questa settimana alcol destinata alla prevenzione e come viene finanziata?</p><p>2. Come si pone di fronte al fatto che la prassi costante di queste campagne d'informazione delle autorità miri a mettere in risalto solo gli effetti negativi e i costi di un determinato comportamento, ma mai un possibile vantaggio, ad esempio l'utilità sociale di bere insieme una birra dopo il lavoro? Non sarebbe compito di ogni ufficio federale offrire un'informazione obiettiva e completa invece che volutamente parziale?</p><p>3. La Commissione federale per i problemi inerenti all'alcool (CFAL), direttamente coinvolta, è composta in modo completamente parziale; ad esempio, le cerchie economiche non sono per niente rappresentate. Il Consiglio federale è disposto, in vista della prossima legislatura, a correggere la composizione della CFAL e di altre commissioni formate in modo altrettanto unilaterale, come ad esempio la Commissione federale contro il razzismo?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Dal 21 al 29 maggio 2011 si è svolta la settimana alcol incentrata sul dialogo, organizzata dall'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) in collaborazione con il Fachverband Sucht, il Groupement Romand d'Etudes des Addictions, Sucht Info Schweiz e Ticino Addiction. La campagna ha registrato un grande successo di pubblico. All'insegna del motto "Salute! La Svizzera parla di alcol", 230 partner hanno proposto oltre 600 attività imperniate sul tema dell'alcol. L'iniziativa è stata sostenuta da undici promotori di spicco (tra cui la Segreteria di Stato dell'economia, l'Unione delle città svizzere, la Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia, la Conferenza svizzera delle direttrici e dei direttori cantonali della sanità, la Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione, l'Associazione svizzera degli insegnanti, l'Ufficio svizzero per la prevenzione degli infortuni, la Federazione dei medici svizzeri). La settimana alcol ha segnato l'avvio della nuova campagna di prevenzione contro l'alcolismo che continuerà a puntare sul dialogo. Quest'ultima rientra nelle attività del programma nazionale alcol 2008-2012 (PNA), adottato dal Consiglio federale il 16 giugno 2008 e focalizzato non sul consumo di alcol di per sé, ma sulla riduzione del consumo problematico di alcol e delle sue ripercussioni negative sull'entourage personale e sociale.</p><p>1. La settimana alcol è stata impostata su un partenariato pubblico-privato: l'invito a parteciparvi come partner è stato rivolto a organizzazioni sia private sia pubbliche. In questo modo si è riusciti a realizzare una campagna a costi inferiori rispetto a quelle classiche, ma molto efficace. Il dialogo ha permesso di raggiungere le persone in tutte le regioni della Svizzera. L'UFSP finanzia i costi organizzativi e di comunicazione prima, durante e dopo la settimana alcol (circa 706 000 franchi). Sono incluse le spese per il materiale della campagna messo a disposizione dei partner, l'allestimento e l'aggiornamento del sito Internet www.io-parlo-di-alcol.ch, l'organizzazione e la realizzazione dell'evento che ha dato il via alla manifestazione a Berna il 20 maggio 2011, la valutazione della Settimana alcol e un fondo di finanziamento (i partner hanno potuto chiedere contributi per le loro attività). La maggior parte delle attività e delle manifestazioni svoltesi durante la settimana alcol è stata finanziata dagli stessi 230 partner; il Consiglio federale non ne conosce l'entità.</p><p>2. Secondo l'ordinanza del 28 giugno 2000 sull'organizzazione del Dipartimento federale dell'interno (OOrg-DFI), uno degli obiettivi perseguiti dall'UFSP è di fornire alla popolazione e alle cerchie attive nel settore sanitario le informazioni necessarie su questioni riguardanti la salute e lo sviluppo sanitario. La settimana alcol incentrata sul dialogo rientra in questo obiettivo. Consapevolmente si è rinunciato ai classici canali di comunicazione, quali gli spot televisivi o i manifesti. Si è cercato invece di instaurare il dialogo, invitando a partecipare l'intera popolazione e rappresentanti dell'economia, della cultura, dello sport e della sanità, al fine di realizzare una piattaforma comune. Tutte le opinioni sull'alcol erano ben accette. La caratteristica tavola rotonda arancione, che ha fatto tappa in diverse città svizzere, è stata la migliore espressione di questo nuovo approccio: l'obiettivo era di discutere su diversi aspetti legati all'alcol, in particolare quelli che toccano direttamente le persone.</p><p>3. La Commissione federale per i problemi inerenti all'alcool (CFAL) è incaricata dal Consiglio federale di proporre piani e strategie per un'azione efficace dal profilo della politica sanitaria, nonché di prestare consulenza al Consiglio federale e all'amministrazione federale nell'adempimento dei loro compiti di tutela della salute. La CFAL si compone attualmente di rappresentanti dell'amministrazione federale, dei cantoni, di istituzioni attive nella prevenzione e nel trattamento dei problemi legati all'alcol, di altre organizzazioni della sanità e di esponenti dei settori scientifici. In vista del periodo amministrativo 2012-2015, tutte le commissioni extraparlamentari, tra cui la CFAL, saranno sottoposte a verifica conformemente all'articolo 57d della legge del 21 marzo 1997 sull'organizzazione del governo e dell'amministrazione (LOGA), e i rispettivi membri dovranno essere (ri)eletti, inclusi quelli della CFAL. Il Consiglio federale esaminerà in quest'ambito se un rappresentante dell'economia possa essere nominato in seno alla commissione.</p>  Risposta del Consiglio federale.