<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale ha già trattato due interpellanze in relazione al fallimento della segheria Mayr-Melnhof Swiss Timber AG (interpellanza Flückiger 10.3956; interpellanza Rime 10.3905) e si è espresso in modo critico sui contributi di risanamento statali.</p><p>Recentemente si è avuta notizia di un altro "piano di salvataggio" cantonale. Un investitore austriaco (ditta Egger) sarebbe disposto a proseguire l'attività se:</p><p>- saranno conclusi contratti di fornitura decennali per un quantitativo di oltre 300 000 m3 di legname tondo (suddivisi a metà tra il canton Grigioni e il resto della Svizzera), che prevedano accordi fissi sui prezzi e sui quantitativi nonché una partecipazione alle perdite e agli utili dei proprietari di boschi fornitori (soprattutto istituzioni di diritto pubblico);</p><p>- sarà concluso un contratto quadro con il cantone "sulle condizioni economiche generali dell'insediamento e della gestione dell'attività della citata segheria e falegnameria a Domat/Ems."</p><p>A tale riguardo, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale è stato informato dal governo grigionese di questo nuovo piano di salvataggio, sostenuto ancora una volta dallo Stato, o delle misure previste in tal senso?</p><p>2. Le Ferrovie federali svizzere sono state contattate dal governo grigionese o dall'investitore interessato per trasportare legname tondo a condizioni preferenziali da regioni esterne al canton Grigoni fino a Domat/Ems?</p><p>3. Una simile impresa comune tra la ditta Egger e i proprietari di boschi non dovrebbe essere soggetta alle disposizioni sul controllo delle fusioni previste dal diritto della concorrenza? (Diverse istituzioni prevalentemente pubbliche dovrebbero concludere "contratti quadro di acquisto a lungo termine" esattamente identici per il legname tondo. La ditta Egger realizza un fatturato di oltre 2 miliardi di franchi. Il volume del legname tondo che il gestore necessita dai suoi partner contrattuali per una gestione dell'attività a Domat/Ems ammonta a oltre 35 milioni di franchi di fatturato all'anno).</p><p>4. Il piano di salvataggio previsto non crea forse, con il sostegno statale, un cartello sui prezzi, sui quantitativi e sulla ripartizione per zone sui mercati dell'offerta e della domanda svizzeri per il legname tondo?</p><p>5. Le eventuali perdite derivanti da questi contratti saranno effettivamente coperte dai comuni quali proprietari di boschi e non, ad esempio, attraverso sussidi federali per le foreste? (I prezzi offerti nel contratto di fornitura, visti i costi più elevati della raccolta del legname dovuti alla situazione topografica, rappresentano una grande sfida per l'economia forestale grigionese).</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Come menzionato nel testo dell'interpellanza, il Consiglio federale si è già espresso, nella risposta alle interpellanze Flückiger (10.3956) e Rime (10.3905), sulle possibilità e i limiti degli aiuti statali. In seguito alla vendita della segheria Mayr-Melnhof Swiss Timber AG (MMST), andata in fallimento, al suo smantellamento e alla sua prevista riapertura all'estero, risulta superflua una presa di posizione del Consiglio federale in merito ai contatti intercorsi fra il governo grigionese e la Confederazione e/o le FFS nonché alle condizioni specifiche che, secondo l'autrice dell'interpellanza, sarebbero state proposte dal canton Grigioni a un investitore interessato a continuare l'attività della segheria nel luogo attuale.</p>  Risposta del Consiglio federale.