<h2>SubmittedText<h2><p>Il Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa ha pubblicato il sesto rapporto sull'applicazione della Carta europea delle lingue regionali o minoritarie in Svizzera, che contiene un certo numero di raccomandazioni rivolte al nostro Paese. Oltre alle raccomandazioni del Comitato di esperti, il Comitato dei ministri raccomanda prioritariamente alle autorità svizzere di:</p><p>1. continuare a promuovere nei Grigioni l'uso dell'italiano nell'amministrazione cantonale e nel settore pubblico sotto il controllo cantonale;</p><p>2. adottare misure per garantire che nei Grigioni le aggregazioni di Comuni non costituiscano un ostacolo all'uso del romancio;</p><p>3. riconoscere il francoprovenzale come lingua regionale o minoritaria usata tradizionalmente in Svizzera e applicare a questa lingua le disposizioni della parte II, in cooperazione con i suoi parlanti.</p><p>In questo contesto, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Qual è la sua posizione in merito a queste raccomandazioni? Quali misure sono già state prese e quali altre sono previste per attuarle?</p><p>2. Per quanto riguarda la situazione dell'italiano e del romancio, le convezioni di prestazioni stipulate con il Cantone del Ticino e il Cantone dei Grigioni consentiranno di rispondere alle critiche formulate nel rapporto? Sono previste misure supplementari con obiettivi precisi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Carta europea delle lingue regionali o minoritarie (Carta; RS 0.441.2) prevede che gli Stati parte presentino un rapporto triennale sulle misure adottate in applicazione delle sue disposizioni. Il prossimo rapporto periodico in cui le autorità svizzere prenderanno dettagliatamente posizione sulle raccomandazioni del Comitato di esperti e del Comitato dei ministri è previsto per la fine del 2018. La Confederazione consulterà allo scopo le autorità cantonali interessate.</p><p>1. Le prime due raccomandazioni del Comitato dei ministri sono rivolte anzitutto al Cantone dei Grigioni e riguardano la sua sfera di competenze. È utile ricordare che la Confederazione assegna al Cantone un aiuto finanziario annuo di 5,1 milioni di franchi destinato alla promozione delle lingue e delle culture italiana e romancia.</p><p>Per quanto riguarda il riconoscimento del francoprovenzale, il Consiglio federale rimanda alla sua risposta all'interpellanza Reynard 16.3140 in cui dichiarava che avrebbe valutato l'opportunità di riconoscere formalmente il francoprovenzale come lingua regionale o minoritaria ai sensi della Carta, d'intesa con i Cantoni in cui questa lingua è ancora presente. Considerate le conclusioni degli esperti, l'Ufficio federale della cultura (UFC), responsabile dell'applicazione della Carta, prenderà contatto con i Cantoni interessati per esaminare la questione. Le sue conclusioni figureranno nel prossimo rapporto periodico.</p><p>2. Nei contratti di prestazioni che l'UFC ha stipulato con il Ticino e i Grigioni per gli anni 2017-2020 sono disciplinate le modalità del sostegno federale (obiettivi, importi, monitoraggio, ecc.).</p><p>Il Ticino non è direttamente interessato dalle raccomandazioni degli esperti, contrariamente ai Grigioni. Il contratto di prestazioni stipulato con quest'ultimo prevede una valutazione esterna dell'efficacia del sostegno federale che riguarderà le attività delle organizzazioni Lia Rumantscha, Pro Grigioni Italiano e Agentura da Novitads Rumantscha, nonché le misure cantonali volte a salvaguardare e promuovere il romancio e l'italiano. Dai risultati di questa valutazione si potrà stabilire se sono necessarie misure supplementari o adeguamenti.</p>  Risposta del Consiglio federale.