<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è sollecitato a garantire con una regolamentazione chiara (legge federale e ordinanza concernenti una tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni) che i veicoli pesanti non vengano declassati per almeno dieci anni e che le tariffe siano fissate a lungo termine.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni (TTPCP) è stata introdotta principalmente allo scopo di coprire a lungo termine i costi causati alla collettività dal traffico pesante, qualora tali costi non possano essere coperti con altre prestazioni o tasse (art. 85 della Costituzione). Per raggiungere tale obiettivo il Consiglio federale ha fissato le tariffe in funzione dei chilometri percorsi, del peso massimo autorizzato e della categoria di emissioni dei veicoli (Euro 0 a Euro 5). Nell'accordo sui trasporti terrestri del 21 giugno 1999, concluso tra la Svizzera e la Comunità europea, è stabilita in base a tali criteri la tariffa media per il percorso Basilea-Chiasso. La classificazione delle categorie di emissioni dei veicoli nelle tre categorie tariffarie della TTPCP viene periodicamente adeguata all'evoluzione del parco veicoli. Tale classificazione e il livello delle aliquote di ogni categoria tariffaria sono fissati in modo da incentivare l'impiego dei veicoli migliori dal profilo ecologico. A norma dell'accordo sui trasporti terrestri, le aliquote più alte e quelle più basse possono allontanarsi dalle aliquote medie al massimo del 15 per cento.</p><p>La proposta avanzata dall'autore della mozione di mantenere i veicoli nuovi nella categoria tariffaria inferiore per almeno dieci anni ridurrebbe l'efficacia degli incentivi ecologici della tassazione; in tal modo, infatti, la maggior parte del parco veicoli rimarrebbe per un lungo periodo nella categoria tariffaria inferiore. Già ora, in seguito al mancato declassamento dei veicoli Euro 3 con decorrenza dal 1° gennaio 2008, più dell'84 per cento dei chilometri percorsi va a carico di veicoli classificati nella categoria TTPCP più conveniente. Pertanto, un'incentivazione tariffaria ad acquistare veicoli Euro 4 o Euro 5 sussiste soprattutto per il rimanente 16 per cento dei veicoli, appartenente alle categorie Euro 0 a 2.</p><p>Qualsiasi adeguamento volto ad attuare la proposta dell'autore della mozione dovrebbe essere convenuto con l'UE. A norma dell'articolo 40 capoverso 6 dell'accordo sui trasporti terrestri, il comitato misto in materia di trasporti terrestri determina la classificazione dei veicoli nella rispettiva categoria TTPCP in base all'evoluzione della struttura del parco veicoli in circolazione in Svizzera e delle norme Euro. Le quote dei veicoli classificati in ogni categoria TTPCP vanno verificate ogni due anni; se necessario, la classificazione delle categorie dei veicoli viene modificata. Dopo l'adeguamento delle tariffe introdotto all'inizio del 2008, la prossima verifica è prevista a inizio 2010. Considerata l'evoluzione del parco veicoli e delle norme Euro, la proposta dell'autore della mozione che mira a fissare per almeno dieci anni la classificazione dei veicoli nella categoria più conveniente contraddice l'articolo 40 capoverso 6 dell'accordo sui trasporti terrestri.</p><p>Il Consiglio federale ha già trattato questo tema in risposta a vari interventi parlamentari (mozione Müri 06.3678; postulato Rime 06.3724; interpellanza Büchler 06.3677); in merito alla sicurezza della pianificazione si è già espresso nella sua risposta alla mozione Müri 06.3678 e all'interpellanza Büchler 06.3677. Ciononostante, il Consiglio federale ha esaminato due possibilità per sgravare i trasportatori su strada:</p><p>1. Mantenere i veicoli Euro 3 nella categoria tariffaria più conveniente della TTPCP fino al 2010 o al 2011: il Consiglio federale rinuncia tuttavia all'adozione di tale misura poiché essa indebolirebbe l'incentivazione a rinnovare il parco veicoli e dovrebbe essere oggetto di nuove trattative con la Comunità europea. In base all'evoluzione del parco veicoli e delle norme Euro, la classificazione fissa dei veicoli Euro 3 nella categoria tariffaria inferiore nel 2010 o 2011 risulta in contrasto con l'accordo sui trasporti terrestri. Come sopra esposto, la nuova valutazione e l'adeguamento delle tariffe sono previsti per l'inizio del 2010; sarebbe pertanto necessario condurre con l'UE trattative anticipate, onerose e dall'esito incerto, che non porterebbero alcuna facilitazione a breve termine.</p><p>Il Consiglio federale ha già tenuto conto delle difficoltà dei trasportatori stradali rinviando al 2009 il declassamento dei veicoli Euro 3 dalla categoria tariffaria più conveniente a quella media. Nel 2008 questa misura comporta per la Confederazione e i cantoni una perdita di entrate presumibile di 80 a 100 milioni di franchi. La Confederazione è tenuta a compensare ai cantoni le minori entrate assicurate loro dal fondo infrastrutturale. Nel caso in cui il declassamento dei veicoli Euro 3 fosse rinviato a fine 2011, si avrebbe un'ulteriore perdita netta di entrate, il cui importo esatto non può essere determinato in anticipo, in quanto dipende dai tempi di rinnovo della flotta e dalla crescita del traffico. Secondo i calcoli dell'Amministrazione federale delle dogane, nel 2009 esso ammonterebbe ad almeno 50 milioni di franchi. Il fondo FTP della Confederazione registrerebbe quindi una netta diminuzione dei fondi disponibili per la realizzazione dei grandi progetti ferroviari, con possibili ritardi nella costruzione dei raccordi alla rete ad alta velocità o nell'avvio dei lavori previsti nell'ambito del futuro sviluppo dell'infrastruttura ferroviaria (SIF). Ciò contraddice le richieste avanzate dal Consiglio degli Stati (panoramica FTP, già trattata dal Consiglio degli Stati in qualità di primo consiglio) e dai cantoni, di accelerare la costruzione dei progetti ferroviari e, inoltre, di ampliare gli investimenti nell'ambito di un progetto complementare SIF.</p><p>2. Parziale rimborso della sovrimposta sui carburanti per gli autocarri equipaggiati con filtri antiparticolato: le emissioni di polveri sottili dei veicoli diesel sono molto maggiori di quelle dei veicoli a benzina. Se i veicoli diesel sono dotati di filtri antiparticolato non sussiste più il motivo di imporre una sovrimposta più alta rispetto alla benzina; sarebbe quindi possibile rimborsare la differenza tra gli importi delle due sovrimposte agli autocarri dotati di filtri antiparticolato, in funzione dei chilometri percorsi. Per diversi motivi il Consiglio federale rinuncia ad attuare questa misura; la sua realizzazione richiederebbe, tra l'altro, molto tempo poiché sarebbe necessario modificare la legge sull'imposizione degli oli minerali (RS 641.61).</p><p>Il Consiglio federale comprende che per esigenze operative ed economiche i trasportatori hanno interesse a disporre della maggiore sicurezza d'investimento possibile. Di conseguenza ha rinviato il declassamento dei veicoli Euro 3 a inizio 2009. Il funzionamento della TTPCP in sé garantisce una certa sicurezza d'investimento. Secondo la prassi seguita finora, i nuovi veicoli acquistati, appartenenti alla categoria di norma Euro più severa, permangono per almeno cinque anni dopo l'introduzione della rispettiva norma Euro nella categoria TTPCP più conveniente. Una prassi, questa, che garantisce quindi fin d'ora una certa sicurezza d'investimento.</p><p>- L'immatricolazione di veicoli Euro 3 viene effettuata dal 2000; questi veicoli figurano nella categoria TTPCP più conveniente dal 2001, anno d'introduzione della TTPCP, sino a fine 2008, cioè per otto anni.</p><p>- L'immatricolazione di veicoli Euro 4 viene effettuata dal 2005; questi veicoli restano nella categoria TTPCP più conveniente almeno sino a fine 2009, cioè per almeno cinque anni.</p><p>- L'immatricolazione di veicoli Euro 5 viene effettuata dal 2006; questi veicoli restano nella categoria TTPCP più conveniente almeno sino a fine 2011, cioè per almeno sei anni.</p><p>Va detto infine che è impossibile ovviare completamente con l'adozione di misure a problemi di ordine strutturale, ora rafforzati dall'aumento dei prezzi del carburante. Simili facilitazioni fiscali provocherebbero altresì una disparità di trattamento difficile da giustificare di fronte alla popolazione svizzera e agli altri settori dell'economia, parimenti sottoposti agli effetti dell'aumento dei prezzi di carburante e olio da riscaldamento.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.