<!DOCTYPE html> <html lang="it"><head><meta charset="utf-8"/></head><body><div class="Section1"> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td colspan="2" valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span><img alt="" height="38" src="http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&amp;WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&amp;WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&amp;OmnisLibrary=JURISWEB&amp;OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&amp;OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&amp;Parametername=WWWTI&amp;Schema=TI_WEB&amp;Source=&amp;Aufruf=getImage&amp;nF38_KEY=35488" width="37"/></span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span><img alt="" height="25" src="http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&amp;WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&amp;WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&amp;OmnisLibrary=JURISWEB&amp;OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&amp;OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&amp;Parametername=WWWTI&amp;Schema=TI_WEB&amp;Source=&amp;Aufruf=getImage&amp;nF38_KEY=35489" width="21"/></span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Incarto n.<br/> </span><a id="IN_NUMERO"><span>52.2002.00114</span></a></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><a id="ID_LUOGO"><span>Lugano</span></a></p> <p class="MsoNormal"><a id="IN_DATA_DECISIONE"><span>26 novembre 2002</span></a></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td colspan="3" valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>In nome<br/> della Repubblica e Cantone<br/> del Ticino</span></p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> <tr> <td colspan="6" valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span>Il Tribunale cantonale amministrativo</span></b></p> </td> </tr> <tr> <td colspan="6" valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> </tr> <tr> <td colspan="6" valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> </tr> <tr> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>composto dei giudici:</span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Lorenzo Anastasi, presidente, <br/> Stefano Bernasconi, Werner Walser</span></p> </td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>segretario:</span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Leopoldo Crivelli</span></p> </td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>statuendo sul ricorso 18 marzo 2002 di</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span> </span></b></p> </td> <td colspan="2" valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span>__________</span></b></p> <p class="MsoNormal"><b><span>__________ e __________</span></b></p> <p class="MsoNormal"><span>tutti patr. da: avv. __________</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> </tr> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>contro</span></p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>la decisione 27 febbraio 2002 del Consiglio di Stato (n. 924) che respinge l’impugnativa presentata dagli insorgenti avverso la licenza edilizia 19 luglio 2001 rilasciata dal municipio di __________ a __________ per l’edificazione di 7 case d’abitazione bifamiliari sulle part. n. __________ e __________ RF;</span></p> </td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>viste le risposte:</span></p> <p class="MsoNormal"><span>- 26 marzo 2002 del Consiglio di Stato;</span></p> <p class="MsoNormal"><span>- 26 aprile 2002 di __________;</span></p> <p class="MsoNormal"><span>- 14 maggio 2002 del municipio di __________;</span></p> <p class="MsoNormal"><span>- 1° luglio 2002 del Dipartimento del territorio, SPAA; </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>esperita una visita in luogo;</span></p> <p class="MsoNormal"><span>letti ed esaminati gli atti;</span></p> <p class="R2"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="R2"><span>ritenuto, <b>in fatto</b></span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> A. Il 23 febbraio 2001 __________ ha chiesto al municipio di __________ il permesso di costruire 7 case d’abitazione gemelle, su un terreno terrazzato (part. n. __________ e __________ RF), situato in località __________, nella zona residenziale (R) del PR. Il progetto prevede di disporre le costruzioni su due ranghi paralleli di 4 (tipo A), rispettivamente 3 edifici (tipo B), separati da una strada privata, alla quale si accede da una strada di servizio (via __________) della categoria SS3 del piano viario. </span></p> <p class="normale0"><span>Alla domanda si sono opposti __________ e __________, proprietari della casa d’abitazione (part. n. __________ RF), che sorge a monte dei fondi dedotti in edificazione, nonché l’avv. dott. __________, proprietario della villa (part. n. __________ RF), situata all’angolo tra via __________ e via __________. Gli opponenti hanno contestato l’intervento soprattutto dal profilo dell’adeguatezza dell’accesso veicolare e degli indici. </span></p> <p class="normale0"><span>Raccolto il preavviso dell’autorità cantonale, il 19 luglio 2001 il municipio ha rilasciato la licenza richiesta, imponendo, fra l'altro, di spostare il raccordo verso valle dell'accesso secondo le indicazioni che sarebbero state date dall'Ufficio tecnico. </span></p> <p class="normale0"><span> </span></p> <p class="normale0"><span> </span></p> <p class="R1"><span> B. Con giudizio 27 febbraio 2002 il Consiglio di Stato ha confermato la licenza edilizia, respingendo il ricorso contro di essa inoltrato dagli opponenti. </span></p> <p class="normale0"><span>Con succinta motivazione, il Governo ha in sostanza ritenuto che la valutazione operata dal municipio circa la sufficienza dell’accesso non prestasse il fianco a critiche. Ha inoltre negato che la superficie delle ampie terrazze coperte, previste al secondo piano, fosse computabile nella SUL. </span></p> <p class="normale0"><span> </span></p> <p class="normale0"><span> </span></p> <p class="R1"><span> C. Contro il predetto giudizio, i soccombenti si aggravano davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendo l’annullamento della controversa licenza edilizia. </span></p> <p class="normale0"><span>Gli insorgenti ripropongono e sviluppano in questa sede le censure sollevate senza successo in prima istanza con particolare riferimento alla sufficienza dell’accesso veicolare ed al calcolo degli indici. </span></p> <p class="normale0"><span>Considerata la forte pendenza della strada ed il volume di traffico ingenerato dal controverso insediamento, dotato di 51 posteggi, l’accesso su via __________ sarebbe a loro avviso pericoloso. Mancherebbe inoltre una valutazione preventiva delle immissioni. Inammissibile sarebbe infine la condizione della licenza, con cui il municipio ha imposto di arretrare il raccordo dell’accesso verso valle secondo le indicazioni che dovranno essere fornite dall’Uf-ficio tecnico comunale. Censurabile, in quest'ambito, sarebbe peraltro anche il deposito dei cassonetti per la raccolta dei rifiuti, previsto all’intersezione tra via __________ e via __________. </span></p> <p class="normale0"><span>L’edificazione, proseguono i ricorrenti, comporterebbe d’altro canto un sorpasso degli indici. Anzitutto, perché non è stata computata nella SUL la superficie delle terrazze coperte, quella delle scale d’accesso e quella degli ascensori previsti nelle case del tipo A. In secondo luogo, perché la superficie di 48 mq che verrebbe ceduta gratuitamente al comune per l’allargamento dell’incrocio tra via __________ e via __________ sarebbe già stata oggetto di espropriazione. Non sarebbero quindi date le premesse per computarla nella superficie edificabile a norma dell’art. 38 cpv. 2 § LE. Norma di cui, peraltro, i ricorrenti eccepiscono la costituzionalità. </span></p> <p class="normale0"><span> </span></p> <p class="normale0"><span> </span></p> <p class="R1"><span> D. All’accoglimento del ricorso si oppone il Consiglio di Stato, che postula la conferma del giudizio impugnato senza formulare osservazioni. </span></p> <p class="normale0"><span>Ad identica conclusione pervengono il municipio e __________, beneficiario della licenza censurata, che contestano le tesi dei ricorrenti con argomenti di cui si dirà nei seguenti considerandi. </span></p> <p class="normale0"><span>Invitata a pronunciarsi sul ricorso, la Sezione della protezione dell'aria e dell'acqua (SPAA) ha rilevato che i valori di emissione del traffico indotto dal controverso insediamento sono pari a circa 55 dB (A) di giorno e 45 dB (A) di notte. </span></p> <p class="normale0"><span> </span></p> <p class="normale0"><span> </span></p> <p class="R1"><span> E. Delle risultanze del sopralluogo esperito si dirà per quanto necessario nei considerandi di diritto. </span></p> <p class="normale0"><span> </span></p> <p class="normale0"><span> </span></p> <p class="R2"><span>Considerato, <b>in diritto</b></span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> 1. 1.1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 21 LE. Certa è la legittimazione attiva dei ricorrenti, personalmente e direttamente toccati dal giudizio impugnato e già opponenti. Il ricorso, tempestivo, è dunque ricevibile in ordine.</span></p> <p class="normale0"><span> </span></p> <p class="normale0"><span>1.2. Il giudizio può essere reso sulla base degli atti, integrati dalle risultanze del sopralluogo esperito da questo tribunale (art. 18 PAmm). </span></p> <p class="normale0"><span> </span></p> <p class="normale0"><span> </span></p> <p class="R1"><span> 2. 2.1. Giusta l'art. 22 cpv. 2 lett. b LPT l'autorizzazione a costruire può essere rilasciata soltanto se il fondo è urbanizzato. Affinché un fondo sia considerato tale occorre, fra l'altro, che sia dotato di accesso sufficiente, ovvero commisurato alle esigenze dettate dall'utilizzazione prevista (art. 19 cpv. 1 LPT, 77 LALPT).</span></p> <p class="normale0"><span>La nozione di accesso sufficiente è un concetto giuridico indeterminato che l'autorità preposta al rilascio dei permessi di costruzione deve concretamente definire di volta in volta, tenendo conto della situazione dei luoghi e della prevista utilizzazione del fondo in rapporto alle finalità perseguite da questo requisito (RDAT 1990 N 88). L'esigenza di un accesso sufficiente discende soprattutto da considerazioni inerenti alla polizia del traffico, rispettivamente, alla polizia sanitaria e del fuoco. Da questo profilo, un accesso è quindi considerato sufficiente solo quando è tale da consentire ai mezzi di soccorso di raggiungere la costruzione senza difficoltà (STA 10.6.94 in re M. SA; DFGP, Commento alla LPT, ad art. 19 N 12; Scolari, Commentario, ad art. 77 LALPT, n. 569 seg.). </span></p> <p class="normale0"><span>In caso di contestazione dell’adeguatezza dell’accesso le istanze di ricorso devono procedere con il dovuto riserbo, limitandosi a verificare che l’interpretazione data dall’autorità decidente alla nozione di accesso sufficiente non violi il diritto, travalicando in particolare i limiti della latitudine di giudizio che deve esserle riconosciuta nell’ambito dell’applicazione di concetti giuridici indeterminati. Censurabili, in quanto lesive del diritto, sono soltanto le valutazioni basate su considerazioni insostenibili od estranee alla materia, che attribuiscono al concetto da determinare un contenuto precettivo inconciliabile con i principi fondamentali del diritto. </span></p> <p class="normale0"><span> </span></p> <p class="normale0"><span>2.2. Nell’evenienza concreta, la valutazione operata dal municipio in merito alla sufficienza dell’accesso regge alla critica dei ricorrenti. </span></p> <p class="normale0"><span>Via __________ è una strada di servizio della categoria SS3, che scende dall'abitato di __________ verso il __________. Per evitare che venga utilizzata come scorciatoia per raggiungere lo svincolo dell’autostrada A2, a partire dall'intersezione con via __________ la strada è gravata da un divieto generale di circolazione, con riserva a favore dei beneficiari di una speciale autorizzazione del municipio. L’accesso ai fondi dedotti in edificazione è previsto a circa 30 m a valle della predetta intersezione. Su questo tratto la strada è larga circa m 4.50 e presenta una pendenza leggermente superiore al 10%. La strada privata che serve i posteggi dipartendosi ad angolo retto dalla pubblica via presenta un comodo imbocco largo oltre 10 m. </span></p> <p class="normale0"><span>Orbene, ritenendo sufficiente l’accesso in contestazione, il municipio non ha travalicato i limiti della latitudine di giudizio che gli deve essere riconosciuta nell’ambito dell’interpretazione della nozione indeterminata di cui era chiamato ad individuare la portata normativa. La valutazione non appare insostenibile. Non sussistono invero ragionevoli motivi per dubitare che il breve tratto di strada che collega il nuovo insediamento a via __________ sia in grado di sopportare il volume di traffico da esso indotto. L'incrocio tra veicoli su questo tratto di strada non è agevole, ma non è nemmeno impossibile. Il volume di traffico indotto dall'insediamento è relativamente modesto (300 movimenti al giorno) ed appare conciliabile con quello ridotto transitante su via __________. L'accesso al fondo dei veicoli provenienti da via __________ non presenta alcuna difficoltà. I raggi di curvatura e le pendenze consentono di manovrare in modo rapido e sicuro. L'uscita richiede più attenzione, ma non pone particolari problemi dal profilo della sicurezza della circolazione. La visuale verso valle è assicurata grazie all'eliminazione della collinetta che potrebbe ostacolarla. Verso monte, il marciapiede previsto lungo via __________ garantisce a sua volta manovre altrettanto sicure. </span></p> <p class="normale0"><span>È ben vero che dal profilo della sicurezza della circolazione l'accesso offrirebbe forse maggiori garanzie se fosse realizzato più a monte, in corrispondenza dell'intersezione tra via __________ e via __________. La nozione di accesso sufficiente non coincide tuttavia con quella di accesso ideale od ottimale. </span></p> <p class="normale0"><span>Dal profilo della sufficienza dell'accesso veicolare, la licenza in contestazione va quindi confermata. </span></p> <p class="normale0"><span> </span></p> <p class="normale0"><span> </span></p> <p class="R1"><span>3.</span><span>Immissioni</span></p> <p class="normale0"><span> </span></p> <p class="normale0"><span>3.1. Giusta l’art. 25 LPAmb, la costruzione di impianti fissi è autorizzata solo se le immissioni foniche da essi prodotte non superano da sole i valori di pianificazione nelle vicinanze; l’autorità che rilascia i permessi può esigere una valutazione preventiva del rumore. </span></p> <p class="normale0"><span> </span></p> <p class="normale0"><span>3.2. In concreto, l'autorità cantonale ha rinunciato ad esigere una valutazione preventiva del rumore, ritenendo che le immissioni prodotte dal traffico indotto dall'edificazione in oggetto non superassero i valori di pianificazione. La deduzione, esaurientemente giustificata dalla SPAA in sede di osservazioni al ricorso, non presta il fianco a critiche. L'ipotesi considerata dell'autorità cantonale (300 movimenti veicolari al giorno; velocità di 50 km/h) dimostra infatti che i valori di emissione si situano attorno ai valori di pianificazione (VP) della zona in esame (GS II). Ben si può di conseguenza ammettere che le immissioni foniche sui fondi circostanti non superino i VP fissati dall'allegato 6 all'OIF per le zone residenziali [55 dB (A) di giorno; 45 dB (A) di notte]. </span></p> <p class="normale0"><span> </span></p> <p class="normale0"><span> </span></p> <p class="R1"><span>4.</span><span>Superficie utile lorda (SUL)</span></p> <p class="normale0"><span> </span></p> <p class="normale0"><span>4.1. L’art. 38 cpv. 1 LE considera come SUL la superficie dei piani sopra e sotto terra degli edifici. Dal computo della SUL sono escluse tutte le superfici non utilizzate e non utilizzabili per l’abitazione o il lavoro, come le cantine, i solai, le lavanderie, gli stenditoi delle abitazioni, i locali per i macchinari, i locali comuni delle abitazioni plurifamiliari, i vani destinati al deposito di biciclette ed al posteggio di veicoli a motore, i corridoi, le scale e gli ascensori che servono esclusivamente all'accesso a locali non calcolabili nella SUL, i porticati aperti, le terrazze coperte dei tetti, non chiuse lateralmente, i balconi e le logge che non servono per accedere agli appartamenti, i rifugi PC, le piscine familiari, gli archivi e i magazzini (art. 40 cpv. 1 RLE). </span></p> <p class="normale0"><span>Da questa norma discende che computabile come SUL è per principio qualsiasi superficie utilizzata per fini residenziali o lavorativi. Decisive non sono le indicazioni date dai piani, ma l’oggettiva possibilità di utilizzarla per tali scopi (Scolari, Commentario, II ed., ad art. 38 n. 1126). </span></p> <p class="normale0"><span>Una superficie è considerata abitabile quando appartiene ad un vano che per le sue caratteristiche intrinseche si presta ad essere utilizzato per il soggiorno durevole di persone che si limitano a trascorrervi il loro tempo libero dedicandosi alle attività tipiche della funzione residenziale (Felix Huber, Die Ausnützungsziffer, Zürcher Schriften zum öffentlichen Recht, pag. 52). Affinché un vano possa essere considerato idoneo ad essere utilizzato per abitarvi occorre anzitutto che sia chiuso. Gli spazi aperti (tettoie, porticati) possono invero essere utilizzati soltanto per soggiornarvi temporaneamente. Anche se coperti, non permettono di risiedervi in modo durevole durante tutto l'arco della giornata o dell'anno. </span></p> <p class="normale0"><span> </span></p> <p class="normale0"><span>4.2. In concreto, gli insorgenti pretendono anzitutto di computare nella SUL la superficie delle terrazze coperte ed aperte su due lati, previste al secondo piano dei singoli edifici. </span></p> <p class="normale0"><span>L’obiezione non può essere accolta. È ben vero che le terrazze dei tetti coperte chiuse lateralmente devono essere computate nella SUL. Nel caso concreto, questi vani non sono tuttavia terrazze coperte poste sul tetto di un edificio. Il tetto dell'edificio costituisce infatti la loro stessa copertura. Questi spazi vanno inoltre presi in considerazione a due a due, ossia edificio per edificio e non casa per casa. In quest'ottica, appare evidente che non sono chiuse lateralmente. Trattandosi di case contigue, la parete che le divide a metà non si configura come una chiusura laterale. In quanto aperti verso S e sul versante adiacente, questi spazi non si prestano infine ad essere utilizzati a scopo abitativo. Per le loro caratteristiche intrinseche, essi permettono di soggiornarvi soltanto temporaneamente, di giorno o la sera, durante la bella stagione. Di conseguenza, vanno semmai assimilati a semplici logge aperte, ossia a vani che l’art. 38 cpv. 1 secondo comma LE esclude dal computo della SUL. </span></p> <p class="normale0"><span> </span></p> <p class="normale0"><span>4.3. In secondo luogo, i ricorrenti contestano l’esclusione dal computo della SUL della superficie delle scale d’accesso al secondo piano delle case tipo A ed al primo piano delle case tipo B (circa 4 mq per casa), nonché la superficie dell'ascensore al 1° e 2° piano delle case del tipo A. </span></p> <p class="normale0"><span>L’art. 38 cpv. 1 secondo comma LE esclude dal computo della SUL la superficie delle scale e degli ascensori, che servono unicamente all’accesso di locali non calcolabili nella SUL. La superficie delle scale che collegano due piani abitabili deve quindi essere computata. Nel computo rientra tuttavia soltanto la superficie effettiva della scala e non la superficie del vano occupato dalle relative rampe. In tal senso va intesa la sentenza richiamata dai ricorrenti (STF 29.4.82 in re comune di __________, cfr. Scolari op. cit., ad art. 38 LE, n. 1123). </span></p> <p class="normale0"><span>Per le case del tipo A, la superficie delle due rampe della scala interna che collegano un piano all’altro è stata interamente computata nella SUL del PT, rispettivamente del 1° piano. Nella case A, può quindi essere dedotta da quella del 2° piano in quanto già computata in quella del 1° piano. Va inoltre computata, in quanto destinata ad accedere a locali computabili nella SUL, la superficie delle scale del piano cantina. Analoghe considerazioni valgono per le scale delle case del tipo B, strutturate su tre piani anziché su quattro come le case del tipo A. </span></p> <p class="normale0"><span>Delle correzioni derivanti dal computo delle scale che collegano il piano cantina al PT si terrà conto qui appresso, nell'ambito della verifica della SUL del piano cantina. </span></p> <p class="normale0"><span>Corretta è la deduzione della superficie occupata dalla colonna degli ascensori delle 4 case gemelle più alte (tipo A). Computabile è infatti la superficie dell'ascensore e non quella del vano in cui si muove. La superficie va quindi computata una sola volta e non ad ogni piano. La succitata sentenza del Tribunale federale non si esprime peraltro sul computo della superficie degli ascensori. </span></p> <p class="normale0"><span> </span></p> <p class="normale0"><span>4.4. Erronea è la SUL del piano cantina delle case del tipo B <br/> (mq 37.41), ritenuta dal calcolo dell'i.s. prodotto con la domanda di costruzione. </span></p> <p class="normale0"><span>La SUL di questo piano, comprendente due locali abitabili (studio e hobby), è infatti di mq 48.49; misura, questa, che si ottiene deducendo le superfici della cantina (mq 6.43), della lavanderia (mq 7.59) e del locale deposito (mq 3.87) dalla superficie del piano (m 6.76 x 9.82 = mq 66.38). Contrariamente a quanto assumono le precedenti istanze, la superficie del corridoio e delle scale, che collegano lo studio ed il locale hobby al piano superiore, va conteggiata, perché si tratta di spazi che, collegando fra loro vani abitabili, non <i>"servono unicamente all'accesso di locali non calcolabili nella SUL"</i> (cfr. art. 38 cpv. 1 LE). </span></p> <p class="normale0"><span>La SUL complessiva delle case del tipo B (mq 188.70), ritenuta dal calcolo annesso alla domanda di costruzione, va quindi aumentata di mq 11.08 (48.49 - 37.41). </span></p> <p class="normale0"><span> </span></p> <p class="normale0"><span>4.5. Lesiva del diritto è pure la SUL del piano cantina della case del tipo A, ritenuta dal calcolo dell'i.s. allestito dal progettista. Queste case, al piano cantina, prevedono una lavanderia (mq11.10) ed un locale privo di finestre, denominato <i>disponibile</i> (mq 12.95), che il calcolo in questione, a giusta ragione, esclude dal computo della SUL. Il resto del piano (mq 34.5) è invece costituito da un ampio vano, denominato <i>disponibile e disimpegno</i>, attraverso il quale si accede al primo piano, passando dalle scale o salendo con l'ascensore. </span></p> <p class="normale0"><span> </span></p> <p class="normale0"> </p><table cellpadding="0" cellspacing="0"> <tr> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> </tr> <tr> <td></td> <td align="left" rowspan="3" valign="top"><img alt="" height="165" src="http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&amp;WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&amp;WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&amp;OmnisLibrary=JURISWEB&amp;OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&amp;OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&amp;Parametername=WWWTI&amp;Schema=TI_WEB&amp;Source=&amp;Aufruf=getImage&amp;nF38_KEY=35490" width="105"/></td> </tr> <tr> <td></td> <td></td> <td align="left" valign="top"><img alt="" height="163" src="http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&amp;WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&amp;WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&amp;OmnisLibrary=JURISWEB&amp;OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&amp;OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&amp;Parametername=WWWTI&amp;Schema=TI_WEB&amp;Source=&amp;Aufruf=getImage&amp;nF38_KEY=35491" width="9"/></td> </tr> <tr> <td></td> </tr> </table> <span> </span> <p class="normale0"><span> </span></p> <p class="normale0"><span> </span></p> <p class="normale0"><span> </span></p> <br/> <p class="normale0"><span><span> <table cellpadding="0" cellspacing="0"> <tr> <td><span> <table cellpadding="0" cellspacing="0" width="100%"> <tr> <td> <div> <p class="MsoNormal"><span>lavanderia</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>disponibile </span></p> </div> </td> </tr> </table> </span> </td> </tr> </table> </span></span><span><span><img alt="" height="89" src="http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&amp;WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&amp;WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&amp;OmnisLibrary=JURISWEB&amp;OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&amp;OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&amp;Parametername=WWWTI&amp;Schema=TI_WEB&amp;Source=&amp;Aufruf=getImage&amp;nF38_KEY=35492" width="5"/></span></span><span><span><img alt="" height="5" src="http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&amp;WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&amp;WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&amp;OmnisLibrary=JURISWEB&amp;OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&amp;OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&amp;Parametername=WWWTI&amp;Schema=TI_WEB&amp;Source=&amp;Aufruf=getImage&amp;nF38_KEY=35493" width="85"/></span></span><span> </span><span>m 9.82</span></p> <p class="normale0"> </p><table cellpadding="0" cellspacing="0"> <tr> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> </tr> <tr> <td></td> <td></td> <td align="left" colspan="2" valign="top"><img alt="" height="2" src="http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&amp;WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&amp;WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&amp;OmnisLibrary=JURISWEB&amp;OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&amp;OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&amp;Parametername=WWWTI&amp;Schema=TI_WEB&amp;Source=&amp;Aufruf=getImage&amp;nF38_KEY=35494" width="81"/></td> </tr> <tr> <td></td> </tr> <tr> <td></td> <td align="left" colspan="4" valign="top"><img alt="" height="5" src="http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&amp;WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&amp;WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&amp;OmnisLibrary=JURISWEB&amp;OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&amp;OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&amp;Parametername=WWWTI&amp;Schema=TI_WEB&amp;Source=&amp;Aufruf=getImage&amp;nF38_KEY=35493" width="85"/></td> <td></td> <td align="left" valign="top"><img alt="" height="5" src="http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&amp;WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&amp;WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&amp;OmnisLibrary=JURISWEB&amp;OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&amp;OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&amp;Parametername=WWWTI&amp;Schema=TI_WEB&amp;Source=&amp;Aufruf=getImage&amp;nF38_KEY=35496" width="62"/></td> </tr> <tr> <td></td> </tr> <tr> <td></td> <td colspan="2"></td> <td align="left" colspan="5" valign="top"><img alt="" height="9" src="http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&amp;WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&amp;WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&amp;OmnisLibrary=JURISWEB&amp;OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&amp;OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&amp;Parametername=WWWTI&amp;Schema=TI_WEB&amp;Source=&amp;Aufruf=getImage&amp;nF38_KEY=35497" width="107"/></td> </tr> </table> <span> </span> <p class="normale0"><span> </span></p> <p class="normale0"><span> </span></p> <p class="normale0"><span> </span></p> <br/> <p class="normale0"><span> m 3.52</span></p> <p class="normale0"><span> </span></p> <p class="normale0"><span> </span></p> <p class="normale0"><span>Della superficie di questo vano (m 3.52 x 9.82 = mq 34.56), il calcolo dell'i.s. conteggia come SUL soltanto 10.35 mq. A torto, tuttavia, perché la superficie di un singolo locale non può essere considerata come SUL soltanto parzialmente. Fungendo in sostanza da atrio dell’ingresso secondario, che permette di entrare in casa dall'autorimessa sotterranea, il vano denominato <i>disponibile</i>, costituito dal corridoio allargato, va pertanto interamente conteggiato come SUL, assieme alle scale che portano al 1° piano. L’ascensore (mq 2.71) resta invece escluso dal computo, perché già considerato nella SUL del PT. </span></p> <p class="normale0"><span>Alla SUL complessiva delle case del tipo A (mq 193.46), ritenuta dal calcolo del resistente, vanno quindi aggiunti 21.5 mq. </span></p> <p class="normale0"><span> </span></p> <p class="normale0"><span> </span></p> <p class="R1"><span> 5. Superficie edificabile (SE) </span></p> <p class="normale0"><span> </span></p> <p class="normale0"><span>5.1. Giusta l'art. 38 cpv. 2 LE, la superficie edificabile è la superficie non ancora sfruttata dei fondi o parti di fondi nella zona edificabile oggetto dell’istanza di costruzione. Non vengono considerate: le superfici viarie aperte al pubblico transito, le strade carrozzabili e pedonali definite dal piano regolatore, le zone non edificabili destinate a scopi pubblici e previste come tali dal piano regolatore, come pure le superfici forestali ed i corsi d’acqua. </span></p> <p class="normale0"><span>Le superfici non edificabili destinate a scopi pubblici e come tali vincolate in una pianificazione comunale o cantonale, soggiunge l'art. 38 cpv. 2 § LE, <i>"possono tuttavia essere considerate - totalmente o in parte - nel computo della superficie edificabile quando si riscontrano cumulativamente le seguenti condizioni: </i></span></p> <p class="normale0"><i><span>a) non si oppongono interessi prevalenti dell'ente pubblico, in particolare la realizzazione dei progetti pubblici non è resa più difficoltosa;</span></i></p> <p class="normale0"><i><span>b) la quantità edificatoria realizzabile sul fondo è incrementata nella misura massima del 15%;</span></i></p> <p class="normale0"><i><span>c) la superficie vincolata che si conteggia come edificabile è ceduta gratuitamente all'ente pubblico"</span></i><span>.</span></p> <p class="normale0"><span>Questa disposizione è stata introdotta nella LE con emendamento del 30 novembre 1992 al fine evidente di facilitare l'acquisizione, da parte dell'ente pubblico, di terreni soggetti a vincoli pianificatori per opere d'interesse pubblico. Essa permette in sostanza a determinati proprietari di trasferire quantità edificatorie su superfici che per principio sono sottratte all'edificazione privata in quanto destinate al soddisfacimento di scopi pubblici. La norma legittima, in pratica, un'operazione contraria all'art. 38a LE, che permette di trasferire quantità edificatorie da un fondo all'altro unicamente all'interno della stessa zona di utilizzazione, ossia tra fondi soggetti allo stesso regime edilizio. Privilegia, inoltre, per semplici motivi d'ordine economico e non per effettive esigenze pianificatorie, i proprietari di fondi oggetto di espropriazione parziale per opere pubbliche rispetto ai proprietari di fondi che confinano semplicemente con l'area pubblica, ai quali non è invece dato di acquisire superficie edificabile su quest'ultima. </span></p> <p class="normale0"><span>Benché incongruente con la sistematica della legge, la controversa facilitazione non viola tuttavia né la costituzione, né il diritto federale. Il trasferimento di quantità edificatorie tra fondi soggetti a differenti regimi edilizi è in effetti ammesso quando si fonda su una chiara ed esplicita base legale (DTF 109 Ia 31 consid. 6a). Anche se fragile, la giustificazione d'ordine economico su cui si fonda l'art. 38 cpv. 2 § risponde inoltre ad un interesse pubblico che può ancora essere considerato sufficiente. La sua applicazione non ingenera infine inammissibili disparità di trattamento fra i proprietari nell'ambito dell'utilizzazione edilizia dei loro fondi. Le modifiche dell'assetto pianificatorio che induce appaiono tutto sommato contenute e sopportabili, poiché l'incremento delle quantità edificatorie non può comunque superare la misura del 15% (cfr. RDAT 2000 II n.39 consid. 3.1). </span></p> <p class="normale0"><span>Vanno quindi disattese le censure di incostituzionalità sollevate dai ricorrenti con rinvio alle perplessità manifestate da Scolari (op. cit., ad art. 38 LE, n. 1136). </span></p> <p class="normale0"><span> </span></p> <p class="normale0"><span>5.2. In concreto, i ricorrenti contestano che la SE ritenuta dalla domanda di costruzione comprenda anche lo scorporo di 48 mq (sub. b e c) della part. n. __________ RF, che il PR prevede di espropriare per rettificare la strada e che, di fatto, è già stato conglobato nella strada antistante. </span></p> <p class="normale0"><span>L'obiezione non può essere accolta, poiché il resistente si è impegnato a cedere gratuitamente al comune questa porzione di terreno. Non opponendosi interessi pubblici prevalenti e non essendo la quantità edificatoria realizzabile sul fondo incrementata in misura superiore al 15%, sono quindi soddisfatte le condizioni poste dall'art. 38 cpv. 2 § LE per computare questo scorporo nella SE. </span></p> <p class="normale0"><span> </span></p> <p class="normale0"><span> </span></p> <p class="R1"><span> 6. Conclusioni</span></p> <p class="normale0"><span> </span></p> <p class="normale0"><span>Sulla scorta delle considerazioni che precedono e delle correzioni che ne derivano, la SUL complessiva delle case previste dal controverso intervento ammonta a: </span></p> <p class="normale0"><i><span> </span></i></p> <p class="normale0"><span>case A</span><span>: </span></p> <p class="normale0"><span>mq 193.46 + 21.50 = 214.96 x 8 = 1'719.68</span></p> <p class="normale0"><i><span> </span></i></p> <p class="normale0"><span>case B</span><span>:</span></p> <p class="normale0"><span>mq 188.70 + 11.08 = 199.78 x 6 = 1'198.68</span></p> <p class="normale0"><i><span> </span></i></p> <p class="normale0"><span>totale 2'918.36</span></p> <p class="normale0"><i><span> </span></i></p> <p class="normale0"><span>La SUL massima realizzabile con una SE di 5'375 mq ed un i.s. di 0.5 è pari a 2'687.50 mq. Il progetto prevede quindi di realizzare 2'918.36 - 2'687.50 = 230.86 mq di SUL in eccesso (i.s. effettivo: 0.54). </span></p> <p class="normale0"><span>Il sorpasso di indice riscontrato non implica necessariamente l'annullamento dell'intera licenza. Il difetto può infatti essere facilmente corretto, riducendo a 2, a scelta del promotore, il numero delle case del tipo B autorizzate (principio di proporzionalità). </span></p> <p class="normale0"><span>Entro questi limiti il ricorso va accolto, annullando il giudizio governativo e riformando la licenza edilizia impugnata. </span></p> <p class="normale0"><span>La tassa di giustizia è suddivisa in parti uguali fra le parti proporzionalmente al rispettivo grado di soccombenza. Le ripetibili sono invece compensate. </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>Per questi motivi,</span></p> <p class="MsoNormal"><span>visti gli art. 22 LPT; 21, 38 LE; 3, 18, 28, 31, 60, 61 PAmm;</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="R2"><b><span>dichiara e pronuncia:</span></b></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="1"><span> 1. Il ricorso è parzialmente accolto.</span></p> <p class="a"><span>§. Di conseguenza: </span></p> <p class="11"><span>1.1. la decisione 27 febbraio 2002 del Consiglio di Stato (n. 924) è annullata;</span></p> <p class="11"><span>1.2. la licenza edilizia 19 luglio 2001 rilasciata dal municipio di __________ per l'edificazione delle part. n. __________ e __________ RF è confermata limitatamente alle 4 case gemelle del tipo A ed a 2 case gemelle del tipo B (a scelta del promotore). </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="1"><span> 2. La tassa di giustizia di fr. 3'000.- è a carico dei ricorrenti in solido per metà e del resistente per l'altra metà. </span></p> <p class="1"><span> </span></p> <p class="1"><span> </span></p> <p class="1"><span> 3. Non si assegnano ripetibili. </span></p> <p class="1"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="intimazione"><span> </span></p> <p class="intimazione"><span> 4. Intimazione a:</span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><b><span>__________</span></b></p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> <tr> <td valign="top"> <p class="normale0"><span> </span></p> </td> <td colspan="2" valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>Per il Tribunale cantonale amministrativo</span></p> <p class="MsoNormal"><span>Il presidente Il segretario</span></p> </div></body></html>