<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Alla domanda 1</p><p>La Confederazione, i Cantoni e i Comuni hanno adottato negli ultimi due decenni numerose misure efficaci, atte a ridurre il carico di inquinanti atmosferici. L'ordinanza contro l'inquinamento atmosferico, entrata in vigore nel 1986, è stata più volte inasprita. Tuttavia, capita ancora che, soprattutto durante i mesi estivi, il valore limite per l'ozono stabilito dall'ordinanza venga frequentemente e in parte ampiamente superato. A causa della calda estate del 2003 la frequenza del superamento di tale valore registrata è stata molto elevata. Corresponsabili dello smog estivo sono soprattutto due inquinanti precursori: gli ossidi di azoto (NOx) e i composti organici volatili (COV). Essi sono generati in parte dal traffico motorizzato e in parte dall'industria e dall'artigianato. In Svizzera le emissioni degli inquinanti precursori dell'ozono hanno raggiunto i loro picchi a metà degli anni Ottanta. Le misure adottate hanno permesso di ridurre del 40 per cento le emissioni di NOx e del 50 per cento quelle di COV. L'obiettivo della Confederazione è di ridurre ulteriormente gli inquinanti precursori dell'ozono, adottando misure permanenti di prevenzione dello smog estivo. Fra queste va segnalata l'applicazione coerente di misure conformi allo stato attuale della tecnica volte a prevenire le emissioni in tutti i settori, segnatamente in quello dell'industria e dell'artigianato, nei veicoli a motore e nell'agricoltura. Con la tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni (TTPCP) prelevata dal 2001 e la tassa d'incentivazione sui COV, introdotta un anno prima, disponiamo di due strumenti di mercato efficaci, che costituiscono, sul lungo periodo, un incentivo economico per un'ulteriore riduzione degli inquinanti precursori dell'ozono. </p><p>A complemento delle due misure di lungo periodo per ridurre lo smog estivo possono essere adottate anche misure stagionali. Per essere efficaci dette misure dovrebbero però essere applicate su un arco di tempo più lungo e in un territorio più ampio. Esempi di possibili misure sono un'opera d'informazione e di sensibilizzazione più approfondita della popolazione affinché adotti un comportamento più rispettoso dell'ambiente, la riduzione del prezzo e la promozione dei trasporti pubblici, maggiori controlli della velocità e l'introduzione di limiti di velocità specifici. </p><p>La canicola estrema della scorsa estate, come pure la crescente frequenza di altri eventi estremi verificatisi negli ultimi anni sono indizi di importanti cambiamenti climatici. Con la ratifica del Protocollo di Kyoto, la Svizzera si è impegnata per il quadriennio 2008-2012 a ridurre le sue emissioni di sei gas serra che hanno un effetto sul clima dell'8 per cento rispetto al 1990. L'obiettivo principale del Protocollo di Kyoto è già stato definito nell'ambito di un accordo quadro sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite, ossia la stabilizzazione delle concentrazioni dei gas a effetto serra nell'atmosfera a un livello che consente di evitare una pericolosa interferenza delle attività umane nell'equilibrio del sistema climatico. Gli obiettivi di riduzione quantificati sinora nel Protocollo di Kyoto sono insufficienti per cogliere tale obiettivo. Per questo motivo sono previsti ulteriori periodi di adempimento, i cui obiettivi saranno ancora oggetto di trattative a livello internazionale. </p><p>La politica climatica è un compito trasversale e tange diversi settori. Infatti, grazie a una serie di misure adottate nel settore agricolo le emissioni di metano (CH4) e protossido di azoto (noto anche come "gas esilarante" N2O) sono calate. Il contributo maggiore può però essere dato dalla politica energetica: le emissioni di CO2 prodotte dal consumo energetico sono responsabili di quasi l'80 per cento delle emissioni di gas a effetto serra in Svizzera. È questo il punto sul quale fa leva la legge sul CO2, che stabilisce per le emissioni di CO2 generate dalle energie fossili degli obiettivi di riduzione giuridicamente vincolanti. Oltre a un obiettivo complessivo di riduzione entro il 2010 del 10 per cento rispetto al 1990, sono previsti obiettivi parziali concernenti i combustibili (calo del 15%) e i carburanti (calo dell'8%). In primo luogo detti obiettivi sono realizzabili attuando il programma SvizzeraEnergia, attraverso le misure di politica energetica applicate dalla Confederazione e con i provvedimenti volontari dell'economia e dei privati. Quale strumento complementare, è prevista una tassa sul CO2, sulla cui introduzione il Governo deciderà nella prima metà del 2004. Inoltre, come previsto dalla legge sul CO2, il Collegio sottoporrà in tempi utili alle Camere federali delle proposte concernenti gli obiettivi di riduzione per il periodo successivo al 2010. </p><p>Alla domanda 2</p><p>Nel quadro delle loro attività di politica climatica ed energetica, l'UFAFP e l'UFE assumono il compito di informare il pubblico per conto della Confederazione. Al riguardo i due Uffici accolgono nelle rispettive riviste "Umwelt/Environnement" ed "EnergieExtra" singoli contributi o delle serie di articoli monotematici, ma pubblicano anche opuscoli informativi, quali per esempio "Il clima è nelle mani dell'uomo", edito nel 2002, oppure il rapporto annuale di SvizzeraEnergia. In considerazione dei tagli al bilancio imposti nel quadro del programma di sgravio 2003 il Consiglio federale ritiene che le attività informative svolte siano sufficienti.</p><p>Nei settori energia e protezione contro l'inquinamento atmosferico saranno trasferiti ai Cantoni dei compiti concreti in materia di esecuzione. Attraverso gli enti amministrativi (DCPA oppure CSDEn) essi verranno quindi direttamente coinvolti nell'elaborazione e nell'attuazione della politica climatica ed energetica. Inoltre, la legge sull'energia attribuisce loro la responsabilità di legiferare nel settore degli immobili. I Cantoni e i Comuni figurano anche fra i sostenitori principali in seno al programma d'azione SvizzeraEnergia, che, in quanto strumento principale dell'attuazione dei provvedimenti volontari ai sensi della legge sul CO2, fornisce un importante contributo alla realizzazione degli obiettivi stabiliti.</p><p>Alla domanda 3</p><p>I quattro Ministri dell'ambiente dei Paesi di lingua tedesca (Germania, Liechtenstein, Austria, Svizzera) si incontrano una volta l'anno per uno scambio di opinioni su tematiche attuali di politica ambientale. Quest'anno, su invito del nostro Paese, si sono riuniti il 1° ottobre 2003 a Sils-Maria, per discutere, fra l'altro, dell'applicazione del Protocollo di Kyoto a livello nazionale e per esaminare se vi sono le premesse per intraprendere sforzi comuni. </p><p>Infine, le diverse organizzazioni internazionali (p. es. l'Agenzia europea dell'ambiente, l'OCSE, l'Agenzia internazionale dell'energia IEA, la Convenzione sul clima delle Nazioni Unite UNFCCC) offrono delle piattaforme istituzionalizzate che permettono uno scambio regolare di esperienze e il coordinamento delle politiche nazionali. </p><p>Il Consiglio federale non ritiene pertanto necessario dover assumere iniziative per indire una conferenza degli Stati europei sulle tematiche summenzionate</p>  Risposta del Consiglio federale.