<h2>SubmittedText<h2><p>Il Dipartimento federale delle finanze impone alle banche di aumentare i fondi propri nell'ambito delle operazioni ipotecarie al fine di frenarne la crescita. A causa del persistente basso livello dei tassi d'interesse, è da temere che misure di questo genere non abbiano alcun effetto. Il Consiglio federale ritiene che le misure raggiungeranno l'effetto desiderato in un prossimo futuro? Non esistono misure più efficaci, come la standardizzazione del calcolo della sostenibilità, la riduzione dei prelievi dal secondo pilastro oppure la definizione di requisiti minimi per i fondi propri dei clienti?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Come la Banca nazionale svizzera e la FINMA anche il Consiglio federale è del parere che la modifica proposta dell'ordinanza contribuisca a temperare l'attuale surriscaldamento del mercato ipotecario. La revisione dell'ordinanza sui fondi propri non implica un aumento generale dei fondi propri necessari per le operazioni ipotecarie. La copertura con fondi propri dovrà però d'ora in poi tenere conto del rischio di credito assunto dalla banca nei confronti del proprietario dell'abitazione. Meno è sostenibile il credito per il proprietario, più la banca dovrà aumentare la dotazione di fondi propri. Questa misura indurrà le banche ad essere più prudenti nella concessione di crediti. Secondo la proposta del Consiglio federale per la copertura con fondi propri sono determinanti non solo la sostenibilità del credito, ma - come finora - anche il grado del deposito in pegno. Poiché i criteri di concessione e di ponderazione variano da banca a banca, si è rinunciato a una standardizzazione del calcolo della sostenibilità. Per determinare la sostenibilità le banche dovranno attenersi alle direttive emanate dalla FINMA e alle norme di autoregolamentazione dell'Associazione svizzera dei banchieri rielaborate di recente. Per quanto riguarda i prelievi dal secondo pilastro, occorre rammentare che il rapporto sul futuro del secondo pilastro è attualmente oggetto di un'indagine conoscitiva. Nel quadro di questo rapporto si discute anche della possibilità di un prelievo anticipato dal secondo pilastro. Tuttavia, un eventuale adeguamento legislativo produrrebbe i propri effetti solo tra qualche anno. Per contro le banche già oggi tengono conto del secondo pilastro quando prendono la decisone sulla concessione del credito, in particolare per determinare in che misura intendono computare i corrispondenti averi come fondi propri.</p>  Risposta del Consiglio federale.