<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Dopo la votazione del 4 marzo sull'iniziativa "Sì all'Europa", il Consiglio federale ha definito i prossimi passi della sua politica d'integrazione europea nel seguente modo:</p><p></p><p>-a corto termine, occorre assicurarsi la ratifica dei sette accordi bilaterali;</p><p>-a medio termine, la priorità va data ai nuovi negoziati bilaterali;</p><p>-a lungo termine, il Consiglio federale mira all'adesione della Svizzera all'UE.</p><p></p><p>Il Consiglio federale ha d'altro canto riaffermato che il risultato della votazione del 4 marzo ha rafforzato la sua intenzione, già espressa nel Rapporto di politica estera 2000, di esaminare con attenzione le conseguenze di un'adesione all'UE sui settori politici fondamentali dello Stato.</p><p></p><p>L'esame della legislazione svizzera si svolge costantemente tenendo conto di eventuali bisogni di riforma. In tutta evidenza, quest'attività fa parte dei compiti del Consiglio federale. Esso veglia affinché le riforme proposte attualmente si iscrivano nello spirito degli obiettivi prioritari formulati a lungo termine.</p><p></p><p>Il Consiglio federale ha quindi già chiaramente espresso la propria volontà di attuare le misure chieste dalla Commissione della politica estera del Consiglio nazionale. Tuttavia, poiché i risultati degli studi non sono ancora conosciuti, il Consiglio federale non propone di togliere di ruolo la mozione essendo il suo obiettivo è realizzato, bensì di trasformarla in postulato.</p>  Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.