<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Domanda 1: La sezione "Servizi liberi della Posta" della legge sulle poste costituisce la base legale che permette alla Posta di offrire a proprio nome prestazioni e prodotti nell'ambito del servizio postale nonché prestazioni e prodotti direttamente complementari. Oltre a questa possibilità, in base alla disposizione summenzionata la Posta è autorizzata ad offrire anche prestazioni e prodotti su mandato di terzi, a condizione che possano essere assicurati nel quadro dell'impiego ordinario delle infrastrutture. Già nel messaggio del Consiglio federale del 10 giugno 1996 concernente la legge sull'organizzazione delle poste, figura che le attività di mediazione della Posta dovranno permettere di sfruttare meglio le potenzialità degli uffici postali. </p><p>Appellandosi a queste disposizioni, la Posta è autorizzata ad offrire alla sua clientela negli uffici postali non solo i suoi servizi tradizionali, ma anche altri prodotti e prestazioni. </p><p>Domanda 2: Come già illustrato nella risposta alla domanda 1, la Posta è autorizzata ad offrire prestazioni e prodotti su mandato di terzi, a condizione che ciò possa essere assicurato nel quadro dell'impiego ordinario delle infrastrutture. Di conseguenza, non è determinante se la prestazione in questione sia legata o meno direttamente al servizio postale o al traffico dei pagamenti. La legge consente agli uffici postali, su mandato di terzi, di offrire anche altri prodotti e prestazioni. </p><p>Domanda 3: E' vero che nel quadro della procedura di consultazione sul "pacchetto di misure Posta/Swisscom SA" i partecipanti sono stati invitati ad esprimersi sull'estensione del campo di attività della Posta. Si è trattato di individuare il grado di consenso relativo alla base giuridica per l'istituzione di una banca postale e alla possibilità di estendere il campo di attività della Posta nel quadro dell'attuale legge. Lo scorso autunno il Consiglio federale ha rinunciato a portare avanti il progetto relativo all'istituzione di una banca postale. Esso ha tuttavia sollecitato la Posta ad esaminare le possibili cooperazioni secondo l'attuale legislazione ed, eventualmente, ad esplorare nuovi campi di attività. Con i relativi utili, la Posta dovrà infatti cercare di contribuire al finanziamento del servizio universale. Si tratta tuttavia di un principio già enunciato dal Consiglio federale negli obiettivi strategici per il 2002-2005.</p><p>Domanda 4: Nel quadro dell'attuale ordinamento giuridico e dell'ordinanza sulle poste, spetta in prima linea alla Posta individuare le possibili cooperazioni e decidere come estendere il proprio campo di attività. Nell'ambito dei servizi liberi summenzionati, la Posta è libera di decidere autonomamente quali prodotti e prestazioni offrire alla sua clientela. Tenendo conto di questa situazione, attualmente la Posta ha avviato diversi progetti pilota per stabilire quali prestazioni e prodotti possano soddisfare meglio le esigenze dei suoi clienti.</p><p>Domande 5 e 6: Oltre alle prestazioni relative al servizio postale, la Posta intende offrire alla sua clientela anche altri prodotti. Per questo motivo ha lanciato diversi progetti pilota che serviranno ad individuare quali prodotti sia opportuno vendere presso gli uffici postali e a stabilire se questa nuova prestazione corrisponda effettivamente ad un'esigenza della clientela. In questo contesto, contrariamente alle PMI che operano nel settore, la Posta non mira a creare una vasta offerta differenziata di articoli, tipica del ramo in questione. </p><p>Secondo l'articolo 9 della legge sulle poste è vietato utilizzare gli utili del servizio universale per ridurre il prezzo dei servizi liberi. Inoltre, la disposizione disciplina che la Posta deve provare di avere osservato il divieto di sovvenzioni incrociate. Dalla contabilità devono pertanto risultare chiaramente le spese e gli utili dei diversi ambiti d'attività. Di conseguenza, la contabilità delle spese e degli utili è separata per ogni campo di attività e prestazioni. Inoltre, in base al principio del "transfer pricing", le prestazioni fornite all'interno della Posta vengono fatturate secondo i prezzi di mercato. La Posta prima di prendere una decisione dovrà presentare una documentazione comprovante che nell'ambito dell'estensione dei progetti pilota non si verifichino illecite sovvenzioni incrociate. Per di più, nel quadro del rendiconto annuale, la Posta è obbligata a presentare al Consiglio federale il grado di raggiungimento degli obiettivi, illustrando l'evoluzione dei servizi liberi. Se in questo contesto viene accertata una sovvenzione incrociata o un'infrazione alle disposizioni legali in materia, la Posta deve prendere provvedimenti e, se necessario, togliere dalla propria offerta determinate prestazioni.</p>  Risposta del Consiglio federale.