<h2>SubmittedText<h2><p>Questa interpellanza si riferisce alla presa di posizione del Consiglio federale alla mozione 14.3734. A questo proposito chiedo al Consiglio federale: </p><p>1. Quanti passaporti diplomatici della Svizzera sono attualmente in circolazione? </p><p>2. Quali gruppi di persone sono in possesso di un passaporto diplomatico della Svizzera e per quale motivo? </p><p>3. Qual è la differenza giuridica tra nazionalità e cittadinanza? </p><p>4. Vi sono Stati che non permettono di rinunciare alla nazionalità se si è o si diventa cittadino di un altro Stato? </p><p>5. Vi sono Stati che non permettono di rinunciare alla cittadinanza se si è o si diventa cittadino di un altro Stato? </p><p>6. I collaboratori del corpo diplomatico (o di un'altra istituzione statale come ad esempio la DSC) hanno un problema giuridico (o di altro genere) se, a causa della loro attività, non possono rinunciare alla cittadinanza (o alla nazionalità) di un altro Stato? </p><p>7. Riguardo alla domanda 6: di quali Stati si tratta e per quale motivo? </p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Attualmente sono in circolazione 5166 passaporti diplomatici in corso di validità della Svizzera (stato 19 dicembre 2014).</p><p>2. In linea di principio, i passaporti diplomatici possono essere rilasciati agli impiegati del DFAE e di altri dipartimenti, ai magistrati della Confederazione o ad altre persone (in particolare ai membri del Parlamento, al presidente o alla presidente del Tribunale federale, al procuratore o alla procuratrice generale della Confederazione ecc.).</p><p>Il passaporto diplomatico ha l'obiettivo di facilitare gli spostamenti ufficiali di rappresentanti svizzeri all'estero. I 5166 passaporti diplomatici in circolazione sono rilasciati alle seguenti categorie di persone:</p><p>- circa 1300 collaboratori trasferibili del DFAE (collaboratori diplomatici e consolari, dal 1° gennaio 2015 anche collaboratori della cooperazione allo sviluppo) e le loro persone di accompagnamento svizzere e i loro figli (complessivamente circa 2000 passaporti). Oltre a facilitare gli spostamenti ufficiali, ai collaboratori della Confederazione impiegati nelle rappresentanze della Svizzera all'estero il passaporto diplomatico permette di annunciarsi nello Stato accreditatario. Solo a quest'ultima categoria spettano però i privilegi e le immunità concessi dallo Stato accreditatario in base alle Convenzioni di Vienna sulle relazioni diplomatiche o consolari. Inoltre unicamente questo gruppo di titolari di passaporti diplomatici deve avere esclusivamente la cittadinanza svizzera;</p><p>- circa 500 collaboratori non trasferibili del DFAE, che svolgono compiti in particolare nel campo dell'aiuto umanitario e della promozione della pace. In questi casi non è necessario annunciarsi nello Stato accreditatario;</p><p>- circa 1000 collaboratori della Confederazione con base in Svizzera, che rappresentano ufficialmente la Svizzera all'estero in varie funzioni;</p><p>- circa 70 parlamentari;</p><p>- circa 250 altre persone appartenenti principalmente alle seguenti categorie: magistrati, collaboratori dei Servizi del Parlamento che accompagnano i membri di commissioni parlamentari o una delegazione ufficiale all'estero, procuratori generali, giudici svizzeri presso tribunali internazionali, il presidente del Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) e, a determinate condizioni, i membri, i delegati e i collaboratori del CICR, il presidente e il medico capo della Croce Rossa Svizzera.</p><p>3. Nel linguaggio corrente i termini "cittadinanza" e "nazionalità" sono utilizzati come sinonimi. Non vi sono differenze giuridiche tra i due termini.</p><p>4./7. Sì. Numerosi Stati non conoscono la possibilità di rinunciare alla cittadinanza o per lo meno non lo consentono realmente (come ad esempio alcuni Paesi dell'America latina, dei Balcani, la maggior parte dei Paesi arabi, la Turchia, l'India e la Francia).</p><p>5. Vedi n. 4</p><p>6./7. L'accesso ai posti per i collaboratori trasferibili del DFAE è concesso ai cittadini esclusivamente svizzeri. I candidati o le candidate ai servizi trasferibili del DFAE con cittadinanza doppia o plurima devono rinunciare alle cittadinanze non svizzere. Tra il 2000 e il 2012, 18 di 72 persone con la doppia cittadinanza non hanno potuto rinunciare alla cittadinanza straniera. Soltanto se una rinuncia all'altra cittadinanza (alle altre cittadinanze) non è attuabile e il candidato ha dimostrato di aver intrapreso il possibile per rinunciare alla doppia nazionalità, è comunque possibile entrare a far parte dei servizi trasferibili. Per le persone interessate queste disposizioni comportano procedure spesso lunghe e laboriose. Nel frattempo sono impiegate a condizioni meno vantaggiose rispetto a quelle degli altri impiegati della Confederazione. Questa regola determina quindi una chiara disparità di trattamento tra cittadini svizzeri.</p><p>Le difficoltà aumenteranno con il passare del tempo. In effetti, nella maggior parte dei casi, la doppia nazionalità è acquisita alla nascita. Secondo l'Ufficio federale di statistica, nel 2013 solo il 49 per cento dei matrimoni in Svizzera è stato contratto tra cittadini svizzeri. I matrimoni tra cittadini svizzeri e stranieri ammontavano al 36 per cento. I bambini con la doppia cittadinanza per nascita aumenteranno quindi in modo costante.</p><p>Infine, si deve menzionare che già oggi nessun collaboratore è inviato in un Paese di cui avrebbe anche la nazionalità. Questa prassi non è legata a considerazioni di lealtà che, del resto, non hanno ragione di sussistere, ma viene seguita perché la persona in questione non potrebbe godere dei privilegi e delle immunità dello Stato accreditatario. Quest'ultimo infatti non accorda a un suo cittadino alcun privilegio e alcuna immunità.</p>  Risposta del Consiglio federale.