<h2>SubmittedText<h2><p>Il 25 gennaio 2005, l'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa ha approvato quasi all'unanimità (ad eccezione del rappresentante russo e con l'assenso della delegazione svizzera) il rapporto della sua Commissione per il diritto e i diritti dell'uomo sui procedimenti penali avviati in Russia contro gli alti dirigenti del gruppo petrolifero Yukos.</p><p>Nel rapporto è stabilito che la Russia ha calpestato i diritti fondamentali degli imputati. Il procedimento non sarebbe servito a imporre il legittimo diritto dello Stato ad avviare un procedimento penale, ma avrebbe avuto lo scopo di "indebolire un avversario politico dichiarato, intimidire altre ricche persone e riprendere il controllo da parte dello Stato su importanti beni economici strategici." Il Consiglio federale condivide il parere secondo cui l'assistenza giudiziaria in materia penale debba tener conto dei dati di questo rapporto e che pertanto debbano essere annullati i provvedimenti d'assistenza giudiziaria presi in favore dello Stato russo in questo tipo di affari?</p><p>Che cosa pensa di intraprendere il Consiglio federale affinché il Ministero pubblico della Confederazione sblocchi gli averi ancora congelati delle società svizzere appartenenti al gruppo Yukos?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Al Consiglio federale è noto il rapporto dell'ex ministra germanica della giustizia S. Leutheusser-Schnarrenberger, pubblicato dall'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa. Esso contiene essenzialmente un rimprovero alla lacunosa indipendenza della giustizia russa, come anche singole concrete critiche alle condizioni di detenzione e all'assistenza medica. Non viene invece negato il diritto della giustizia penale russa d'avviare un procedimento per chiarire accuse di diritto penale. Il rapporto non intende pregiudicare una sentenza del tribunale russo competente.</p><p>Sulla base delle Convenzioni del Consiglio d'Europa sull'assistenza giudiziaria e contro il riciclaggio di denaro, la Svizzera è tenuta a prestare assistenza giudiziaria alla Russia. In base a ciò, nel marzo 2004 il Ministero pubblico della Confederazione ha ordinato blocchi di conti, successivamente parzialmente levati in seguito all'inoltro di ricorsi. Detti blocchi, nella misura in cui a tutt'oggi sono ancora validi, dipendono dalle decisioni del giugno 2004 del Tribunale federale. Il Consiglio federale non ha alcun motivo di intromettersi nella discussione sul mantenimento dei blocchi dei conti.</p><p>In merito alla procedura d'assistenza giudiziaria avviata nel frattempo dal Ministero pubblico della Confederazione, può essere fatto riferimento alla legge sull'assistenza in materia penale, che tutela in modo più esteso i prevenuti, permettendo in particolare la verifica da parte del Tribunale federale. La competenza di quest'ultimo non è messa in dubbio dall'interpellanza; al contrario, essa fa perfino riferimento alla sua prassi che definisce costante e chiara.</p><p>Anche in quest'ottica il Consiglio federale non vede attualmente nessun motivo d'intromissione.</p>  Risposta del Consiglio federale.