<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale si è espresso in maniera chiaramente positiva in merito all'importante rapporto della Commissione federale contro il razzismo (CFR) basato su informazioni ben fondate. Nel suo parere del 5 novembre 1998 si è impegnato a continuare con decisione la sua politica di lotta all'antisemitismo. In quest'ottica ha preso atto con interesse delle raccomandazioni promettendo di fare tutto quanto in suo potere per facilitarne la realizzazione.</p><p>2. Il Consiglio federale ha potuto constatare con soddisfazione che il rapporto ha suscitato una vasta eco nel pubblico dando inizio ad un'ampia discussione, come aveva sperato. Si augura che le raccomandazioni possano servire come spunto per misure concrete da prendere da parte di varie cerchie interessate.</p><p></p><p>3. La sensibilità del Consiglio federale per la problematica affrontata non è di recente data ed esso considera il suo impegno come compito di lunga durata: la sua importanza gli è stata sempre chiara, ancor prima della pubblicazione del rapporto della CFR. Già nelle risposte ad interventi e in pareri su mozioni antecedenti, il Consiglio federale ha sottolineato l'importanza della lotta contro ogni forma di razzismo, antisemitismo e xenofobia mettendo l'accento sulla sensibilizzazione e sulla prevenzione (vedi anche interpellanza Suter del 3 marzo 1997, CN 97.3054; interpellanza urgente del gruppo socialista del 4 marzo 1997, CN 97.3046; mozione Bühlmann del 20 marzo 1997, CN 97.3145).</p><p>4. La Svizzera è entrata a far parte della Convenzione internazionale sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale del 1965 per lottare contro il razzismo e l'antisemitismo. Tale intento è stato formulato chiaramente dal Consiglio federale nel suo impegno per la votazione sulla norma penale contro l'antirazzismo (art. 261bis CP) emanata in questo contesto. Al di là di quanto previsto dalla Convenzione, questa disposizione prevede espressamente la condanna della discriminazione religiosa e delle tesi che negano l'Olocausto ed i genocidi in generale, o ne minimizzano le conseguenze o li giustificano. La creazione di una Commissione federale contro il razzismo (CFR) nel 1995 sottolineò la volontà di intensificare le attività in questo settore, in particolare per quanto riguarda la prevenzione.</p><p></p><p>6. Da allora la CFR ha dispiegato una impressionante gamma di attività dedicate alla prevenzione dei fenomeni razzismo ed antisemitismo nei più svariati settori della vita pubblica. Da ricordare in particolar modo la funzione di mediatrice prevista dal suo mandato, espletata dalla Commissione e dalla sua segreteria in modo attivo ed efficace nonostante i mezzi scarsi a disposizione. </p><p></p><p>7. Ma anche a livello federale si possono indicare varie attività. Ne riportiamo tre esempi:</p><p>- un rapporto sull'estremismo politico nell'esercito, pubblicato alla fine del 1998, arriva alla conclusione che l'estremismo politico dei membri dell'esercito corrisponde all'incirca a quello della popolazione civile e che i casi venuti alla luce sono incidenti isolati. Ma stabilisce chiaramente che tali incidenti devono essere puniti decisamente, l'esercito non deve tollerare in nessun caso l'estremismo. In quest'ottica il DDPS intende esaminare e mettere in atto ulteriori misure preventive in collaborazione con gli enti competenti. </p><p>- A paragone con altri Paesi, la Svizzera si occupa intensamente della questione spinosa delle offerte razziste ed antisemite su Internet. Da un intenso scambio tra la polizia federale ed i provider di Internet ci si ripromette l'elaborazione di soluzioni praticabili capaci di impedire l'accesso a queste offerte. In occasione della Conferenza sugli averi delle vittime dell'Olocausto, tenuta a Washington, la Svizzera ha proposto di organizzare una conferenza internazionale contro il razzismo e l'antisemitismo su Internet. La proposta ha trovato una vasta eco ed al momento se ne esaminano le possibilità di concretizzazione.</p><p>- Nel suo parere del 9 giugno 1997 in merito alla mozione Bühlmann "Cattedra per la ricerca sull'antisemitismo e sul razzismo" (20 marzo 1997, CN 97.3145), il Consiglio federale ha sottolineato l'importanza della ricerca e dell'insegnamento in questo settore incaricando il Consiglio dei PF di soddisfare in maniera adeguata quanto richiesto nel testo della mozione.</p><p></p><p>1. Come constatato dall'autore dell'interpellanza, nella maggior parte dei campi nei quali la CFR propone delle misure, la Confederazione ha il compito di coordinare, tutt'al più di incoraggiare. In quest'ottica, il Consiglio federale ha già proposto misure in settori che rientrano nelle competenze dei Cantoni.</p><p></p><p>3. I responsabili del DFAE e del DFI si sono incontrati con la CDPE con risultati positivi in merito al possibili attività di natura preventiva nell'ambito scolastico. Grazie al sostegno dei due Dipartimenti, è stato dunque possibile assicurare una vasta distribuzione e la traduzione in tutte le lingue nazionali di un numero speciale del giornale degli insegnanti svizzeri dedicato alla Svizzera nella seconda guerra mondiale. Questo numero verrà pubblicato a febbraio 1999 e contiene un capitolo che prende spunto espressamente dal rapporto della CFR. In base a questi incontri è stato possibile incaricare un gruppo di lavoro sotto la guida della CDPE di elaborare e distribuire materiale didattico sul tema Olocausto ed antisemitismo in tutte le regioni del Paese.</p><p></p><p>5. In vista di un'eventuale cooperazione, il Consiglio federale tratterà anche in futuro l'argomento nei suoi contatti regolari con le conferenze governative regionali. </p><p></p><p>6. Inoltre il Consiglio federale incarica la CFR di valutare le ripercussioni e la realizzazione del rapporto e di indicare in quali settori sia necessario intervenire. In particolare, la CFR ha contribuito attivamente ad incoraggiare e sostenere gli enti federali a contrastare, prevenendoli, i fenomeni aperti o latenti del razzismo, dell'antisemitismo e della xenofobia. </p><p></p><p>8. La CFR svolge una funzione centrale nell'informare e motivare le amministrazioni e le autorità cantonali. In questo contesto, un compito importante è svolto dai rappresentanti cantonali della Commissione. Ma è anche essenziale che la Commissione si riunisca regolarmente con le persone di contatto nei Cantoni. Il Consiglio federale propone dunque di discutere, durante questi incontri, anche la realizzazione delle misure proposte nel rapporto a livello cantonale e, se necessario, di formare dei gruppi di lavoro. </p><p></p><p>9. Il Consiglio federale ritiene che, all'interno del Paese, la lotta contro l'antisemitismo abbia senso solo se portata avanti nell'ambito della lotta ad ogni forma di razzismo e di discriminazione e dell'impegno a favore della diffusione e di un maggior rispetto dei diritti dell'uomo. In quest'ottica attira l'attenzione sulla possibilità di cooperare con altre istituzioni attive in questo settore, come la fondazione "Stiftung Bildung und Entwicklung" che si occupa di formazione e sviluppo. Infine desidera ricordare come sia necessaria una coordinazione intensa delle attività tra le commissioni "consorelle", la Commissione federale degli stranieri, la Commissione federale dei rifugiati e la Commissione federale contro il razzismo, come previsto nel mandato di quest'ultima.</p>  Risposta del Consiglio federale.