B u n d e s v e rw a l t u n g s g e r i ch t T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i f f éd é r a l T r i b u n a l e am m i n i s t r a t i vo f e d e r a l e T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i v fe d e r a l Corte IV D-6503/2013 S e n t e n z a d e l 1 0 m a r z o 2 0 1 4 Composizione Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio), Emilia Antonioni Luftensteiner, Robert Galliker, cancelliera Sebastiana Stähli. Parti A._______, nato il (...), Ghana, rappresentato dalla signora Lamya Hennache, ricorrente, contro Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore. Oggetto Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (Dublino); decisione dell'UFM del 6 novembre 2013 / N (...). D-6503/2013 Pagina 2 Visto: la prima domanda di asilo che l'interessato ha presentato in Svizzera l'8 maggio 2012; la decisione dell'UFM del 18 luglio 2012 con la quale detto Ufficio non è entrato nel merito della domanda di asilo ed ha pronunciato il trasferimen- to dell'interessato verso l'Italia; la seconda domanda di asilo che l'interessato ha presentato in Svizzera il 1° ottobre 2013; il verbale di audizione sulle generalità del 18 ottobre 2013 (di seguito: verbale), in occasione della quale al richiedente è stato concesso il diritto di essere sentito circa un'evasione della sua domanda di asilo ai sensi dell'art. 34 cpv. 2 lett. d della legge del 26 giugno 1 998 sull'asilo (LAsi, RS 142.31); la decisione dell'UFM del 6 novembre 2013 , notificata al richiedente il 12 novembre 2013 (cfr. risultanze processuali) , mediante la quale detto Ufficio non è entrato nel merito della domand a di asilo ai sensi dell'art. 34 cpv. 2 lett. d LAsi, ed ha pronunciato il trasferimento dell'inte- ressato verso l'Italia; il ricorso del 18 novembre 2013 (timbro del plico raccomandato : 19 novembre 2013; data d'entrata: 21 novembre 2013) inoltrato dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) contro la me n- zionata decisione dell'UFM, con il quale il ricorrente ha concluso alla con- cessione dell'effetto sospensivo, all'annullamento della decisione imp u- gnata, alla concessione dell'ammissione provvisoria, nonché ha presenta- to una domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versamento delle spese di giudizio e del relativo anticipo; i certificati medici allegati al ricorso; la sospensione in via supercautelare dell'esecuzione dell'allontanamento concessa in data 22 novembre 2013; la ricezione dell'incarto originale dell'UFM da parte del Tribunale in data 25 novembre 2013; D-6503/2013 Pagina 3 gli altri fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei co n- siderandi che seguono; e considerato: che presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 2 LAsi) contro una dec i- sione in materia di asilo dell'UFM (art. 6 e 105 LAsi, art. 31-33 della legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 [LTAF, RS 173.32]), il ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a-c e 52 della legge federale sulla procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021); che in caso di ricorso contro una decisione di non entrata nel merito in cui l'UFM si rifiuta di esaminare la fondatezza della domanda di asilo (art. 32 - 35a LAsi), l'autorità di ricorso si limita, secondo la prassi, a es a- minare se l'autorità inferiore ha rifiutato a giusto titolo di entrare nel merito della domanda di asilo (cfr. DTAF 2011/30 consid. 3); che di conseguenza le censure concernenti la revisione della decisione dell'UFM giusta l'art. 66 PA sono, come avrebbe potuto essere palese- mente riconoscibile ad un rappresentante del ramo, inammissibili in un ri- corso contro una decisione di non entrata in materia dell'UFM; che, giusta l'art. 34 cpv. 2 lett. d LAsi, di norma non si entra nel merito di una domanda di asilo se il richiede nte può partire alla volta di uno Stato terzo cui compete, in virtù di un trattato internazionale, l'esecuzione della procedura di asilo e allontanamento; che, in virtù dell'Accordo del 26 ottobre 2004 tra la Confederazione Svi z- zera e la Comunità europea relativo ai criteri e ai meccanismi che permet- tono di determinare lo Stato competente per l'esame di una domanda di asilo introdotta in uno degli Stati membri o in Svizzera (ADD, RS 0.142.392.68) – al quale la Svizzera ha aderito il 12 dicembre 2008 – l'UFM esamina la competenza per il trattamento di una domanda di asilo giusta il Regolamento (CE) n. 343/2003 del 18 febbraio 2003 (GU L 50 del 25 febbraio 2003, di seguito: Regolamento Dublino II) capo III (cfr. dall'art. 5 all'art. 14), che stabilisce i cri teri e i meccanismi che pe r- mettono di determinare lo Stato competente per l'esame di una domanda di asilo introdotta in uno degli Stati membri da un cittadino di un Paese terzo (cfr. gli art . 1 e 29 a cpv. 1 dell'Ordinanza 1 dell'11 agosto 1999 sull'asilo relativa a questioni procedurali [OAsi 1, RS 142.311]; cf. anche D-6503/2013 Pagina 4 art. 49 del regolamento (UE) n. 604/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 che stabilisce i criteri e i meccanismi di d e- terminazione dello Stato membro competente per l ’esame di una doman- da di protezione internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo o da un apolide [rifusione] [GU L 180/31 del 29.6.2013; qui di seguito: regolamento Dublino III]; MATHIAS HERMANN, Das Dublin System, Eine Analyse der europäische Regelungen über die Zuständigkeit der Staaten zur Prüfung von Asylanträgen unter besonderer Berücksichtigung der Assoziation der Schweiz, Zurigo, Basilea e Ginevra 2008, pagg. 193 e segg.); che, ai sensi dell'art. 3 cpv. 1 Rego lamento Dublino II, una domanda di asilo è esaminata da un solo Stato membro, che è quello individuato c o- me Stato competente in base ai criteri enunciati al capo III; che lo Stato competente è quello dove è autorizzato a soggiornare in qualità di rifugiato un membro della famiglia del richiedente, successiv a- mente, quello che ha rilasciato al richiedente un titolo di soggiorno o un visto, quello tramite il quale il richiedente è entrato, regolarmente o meno, sul territorio di uno o dell'altro degli Stati mem bri e quello, presso il quale la domanda di asilo è stata presentata la prima volta (cfr. art. 5 in relazi o- ne con gli artt. 6 e 13 Regolamento Dublino II); che, tuttavia, in deroga ai criteri di competenza, ciascuno Stato membro può esaminare una domanda d i asilo presentata da un cittadino di un Paese terzo, anche se tale domanda non gli compete in base ai criteri stabiliti (cfr. clausola di sovranità stabilita al cpv. 2 dell'art. 3 Regolamento Dublino II e la clausola umanitaria prevista all'art. 15 del citato regolamen- to, nonché l'art. 29a cpv. 3 OAsi 1); che, nel caso di specie , le investigazioni effettuate dall'UFM hanno rivelato, dopo consultazione dell'unità centrale del sistema europeo "EURODAC", che il ricorrente ha depositato una domanda di asilo a R o- ma (Italia) il 20 febbraio 2008 (cfr. atto B2/3 e B3/1); che tale circostanza è stata confermata dallo stesso ricorrente (cfr. verba- le pag. 5); che il (...) 2013 l'UFM ha presentato alle autorità italiane competenti la r i- chiesta, fondata sull'ar t. 16 cpv. 1 lett. e Regolamento Dublino II, volta a prendere in carico il richiedente l'asilo (cfr. atto B11/6 e B12/3); D-6503/2013 Pagina 5 che il (...) 2013 dette autorità hanno espressamente accettato il trasfer i- mento del ricorrente verso l'Italia, in applicazione della s tessa disposizio- ne (cfr. atto B13/1 e B14/1); che, di conseguenza, la competenza dell'Italia è accertata; che, in sostanza, in sede ricorsuale il ricorrente fa valere che le condizioni di vita e le condizioni mediche in Italia sarebbero deplorevoli; che, inoltre, in Italia il ricorrente per un anno non avrebbe avuto accesso alle cure mediche per curare la tubercolosi disseminata da cui era affetto; che dunque il ritorno in Italia metterebbe in serio pericolo la sua salute e di conseguenza la sua vita; che, infine, il ricorrente sostiene che rinviarlo una seconda volta dalla Svizzera senza entrare nel merito della sua d o- manda di asilo costituirebbe un diniego di giustizia; che il suo caso Dubl i- no non potrebbe essere invocato due volte; che certo appartiene alle autorità svizzere di vegliare a che gli interessati non siano esposti, in caso di trasferimento verso l'Italia, a un trattamento contrario al diritto internazionale, in particolare all'art. 3 della Convenzione del 4 novembre 1950 per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (CEDU, RS 0.101); che, tuttavia, l'Italia è segnataria della Convenzione del 28 luglio 1951 sullo statuto dei rifugiati (Conv., RS 0.142.30), così come della CEDU e della Convenzione del 10 dicembre 1984 contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti (Conv. tortura, RS 0.105); che spetta al ricorrente di provare che la sua situazione potrebbe co n- travvenire alle esigenze dell'art. 3 CEDU; che, vista la presunzione del rispetto del diritto internazionale pubblico da parte dello Stato di destinazione, spetta al ricorrente provare che la sua situazione potrebbe contravvenire alle esigenze dell'art. 3 CEDU (cfr. sen- tenza della Corte europea dei diritti dell'uomo [Corte EDU] M.S.S. c. Bel- gio e Grecia [richiesta n. 30696/09] del 21 gennaio 2011, par. 84-85 e 250 e sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea, cause congiunte C-411/10 e C-493/10 del 21 dicembre 2011); che il ricorrente non ha saputo fornire indizi seri suscettibili di comprovare che le sue condizioni di vita o la sua situazione personale sarebbe tale da contravvenire alla CEDU in caso di esecuzione del trasferimento; che, quindi, non ha inficiato tale presunzione; D-6503/2013 Pagina 6 che, in particolare, non ha stabilito che lo Stato di destinazione violerebbe le norme della direttiva 2003/9/CE del Consiglio del 27 gennaio 2003 re- cante norme minime relative all'accoglienza dei richiedenti l'asilo negli Stati membri (GU L 31/18 del 6 febbraio 2003; di seguito: di rettiva acco- glienza); che, peraltro, in Italia, oltre a strutture statali che garantiscono un alloggio ai richiedenti l'asilo, vi sono altresì organizzazioni caritative che si occupano dei richiedenti l'asilo e dei rifugiati (cfr. DTAF 2010/45 consid. 7.6.3); che incomberà quindi al ricorrente di far valere la sua situazione specifica e le sue difficoltà, in rapporto al suo statuto, nonché di prevalersene d i- nanzi alle autorità italiane competenti, utilizzando le vie di diritto adegu a- te; che, del resto, non si può certo ignorare che le autorità italiane sono co n- frontate con un importante afflusso di immigrati con conseguenti difficoltà relative alla capacità delle strutture di accoglienza; che, tuttavia, anche se il sistema di accoglienza e assistenza social e sof- fre di carenze e che i richiedenti l'asilo non possono sempre contare sulla presa a carico da parte delle autorità o delle organizzazioni caritative pr i- vate, il Tribunale non ritiene che in Italia vi siano violazioni sistematiche della direttiva sull' accoglienza (cfr. sentenza del Tribunale D-5631/2012 del 24 gennaio 2013); che questa visione ha trovato riscontro anche nella recente giurisprude n- za della Corte EDU (cfr. sentenza Corte EDU Mohammed Hussein ed altri c. Paesi Bassi ed Italia [richiesta n. 27725/10] del 2 aprile 2013, par. 78); che nemmeno dal rapporto del mese di ottobre 2013 della Flüchtlingshil- fe, circa le condizioni di accoglienza in Italia in caso di trasferimenti sulla base delle disposizioni del Regolamento, di cui peraltro la rappres entante si limita a citarne la referenza elettronica senza ulteriori commenti in rel a- zione concreta al caso qui in esame, si giunge ad altra conclusione per il caso in disamina; che, ad ogni buon conto, va comunque sottolineato che secondo la giurispruden za della CGUE (cfr. sentenza, cause congiunte C-411/10 e C -493/10 del 21 dicembre 2011, par. 84 ss.) delle violazioni minori alle norme delle direttive di accoglienza e procedura non sono su f-D-6503/2013 Pagina 7 ficienti ad impedire il trasferimento di un richiedente l'asilo verso lo Stato membro competente; che, infine, il respingimento forzato di persone che soffrono di problemi medici non è suscettibile di costituire una viola zione dell'art. 3 CEDU, a meno che la malattia dell'interessato non si trovi ad uno stadio avanzato e terminale, al punto che la sua morte appaia come una prospettiva pro s- sima (cfr. sentenza della Corte EDU N. c. Regno Unito [richiesta n. 26565/05] del 27 maggio 2008); che all'occorrenza tale non è il caso del ricorrente; che invero egli non ha fornito certificati medici o altri mezzi di prova che dimostrino che sia affe t- to da problemi medici; che infatti il certificato più recente allegato al ricor- so, datato 3 aprile 2013, dichiara che il ricorrente è guarito dalla tuberc o- losi disseminata di cui era affetto; che anche dal foglio di segnalazione di casi medici dell'ORS, Assistenza dei richiedenti l'asilo e dei rifugiati, del 3 ottobre 2013, su indicazione me- dica non risultano necessarie ulteriori terapie (cfr. atto B6/1); che nemmeno nell'audizione il ri corrente ha mai sostenuto di soffrire di problemi medici (cfr. verbale pag. 9); che infatti il ricorrente ha dichiarato che di principio non ha nulla contro un rinvio verso l'Italia; che in Italia non avrebbe però un lavoro e l'assistenza medica lascerebbe a desiderare (cfr. verbale pag. 9); che tuttavia, tali d i- chiarazioni non sono corroborate da alcun mezzo probatorio; che è inoltre notorio che lo stato di destinazione dispone d'infrastrutture mediche sufficienti; che invero i certificat i medici prodotti dal ricorrente in allegato al ricorso dimostrano che egli nell'ultimo anno, a l contrario di quanto sostenuto, ha avuto accesso a delle cure mediche adeguate ed efficienti; che infatti dal (...) 2012 al (...) 2013 è stato ricoverato press o il (...); che inoltre il certificato più recente datato 3 aprile 2013 dichiara che il rico r- rente è stato in trattamento dal 27 febbraio 2012 al 27 febbraio 2013 per curare, con successo, la tubercolosi disseminata da cui era affetto (cfr. certificato medico del 3 aprile 2013); che, alla luce di tutto quanto sopra, non ci sono elementi che lascino pen- sare che in caso di bisogno a l ricorrente non saranno garantite le cure mediche necessarie; D-6503/2013 Pagina 8 che l'insorgente può quindi essere trasferito in Italia; che, visto quanto sopra esposto, non sussiste un rischio personale serio e concreto sec ondo cui il trasferimento dell'insorgente verso lo stato di destinazione sarebbe contrario ad un obbligo derivante dal diritto intern a- zionale pubblico al quale la Svizzera è vincolata; che, a queste condizioni, non esistono nella fattispecie né ostacoli tali da rendere inammissibile l'esecuzione del trasferimento, né delle ragioni umanitarie ai sensi dell'art. 29a cpv. 3 OAsi 1; che, pertanto, non vi è ragione di applicare la clausola di sovranità dell'art. 3 cpv. 2 1a frase Regolamento Dublino II; che, quindi, è a giusto titolo che l'UFM non è entrato nel merito della do- manda di asilo del ricorrente, in applicazione dell'art. 34 cpv. 2 lett. d LAsi e ne ha pronunciato il trasf erimento verso l'Italia (cfr. art. 44 cpv. 1 LAsi e art. 32 lett. a OAsi 1); che, in siffatte circostanze, non vi è più luogo di esaminare in maniera d i- stinta le questioni relative all'esistenza di un impedimento all'esecuzione del trasferimento per i moti vi giusta i cpv. 3 e 4 dell'art. 83 della legge fe- derale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20), dal momen- to che detti motivi sono indissociabili dal giudizio di non entrata nel merito nel quadro di una procedura di Dublino (cfr. DTAF 2010/ 45 consid. 10, pag. 645); che, in ultima analisi, la censura riguardante il diniego di giustizia non ha alcun fondamento, essendo nella fattispecie dati i presupposti per pronunciare una decisione di non entrata nel merito giusta l'art. 34 cpv. 2 lett. d LAsi; che, in vir tù di quanto sopra enunciato, le conclusioni ricorsuali volte all'annullamento della decisione impugnata e alla concessione dell'a m- missione provvisoria vanno respinte; che, alla luce delle considerazioni esposte, il ricorso deve essere respinto e la decisione dell'UFM, che rifiuta l'entrata nel merito della domanda di asilo e pronuncia il trasferimento dalla Svizzera verso l'Italia, confermata; che, avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di e- senzione dal versamen to di un anticipo equivalente alle presunte spese processuali è divenuta senza oggetto; D-6503/2013 Pagina 9 che anche la domanda di concessione dell'effetto sospensivo è divenuta priva di oggetto con la presente sentenza; che la misura supercautelare concessa in data 22 novembre 2013 cessa di avere effetto con la pronuncia della presente sentenza; che, essendo le conclusioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito f a- vorevole, la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versamento delle spese processuali, è respinta (art. 65 cpv. 1 PA); che, visto l'esito della procedura, le spese processuali, di CHF 600.–, che seguono la socc ombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 2 cpv. 2 e art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrat i- vo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]); che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 della legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale [LTF, RS 173.110]). D-6503/2013 Pagina 10 Il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 1. Il ricorso è respinto. 2. La misura supercautelare pronunciata in data 22 novembre 2013 è revo- cata. 3. La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal ve r- samento delle spese processuali, è respinta. 4. Le spese processuali, di CHF 600. –, sono poste a carico del ricorrente. Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministra- tivo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sentenza. 5. Questa sentenza è comunicata al ricorrente, all'UFM e all'autorità cant o- nale. Il presidente del collegio: La cancelliera: Daniele Cattaneo Sebastiana Stähli Data di spedizione: