<h2>SubmittedText<h2><p>Con la presente interrogazione, si solleva la questione del sostegno a ONG che operano sul Mar Mediterraneo e in particolare sul finanziamento alla chiacchierata ONG MOAS denunciato pubblicamente dalla stampa italiana. Al di là della necessaria richiesta di chiarimenti in merito alla relazione tra i nostro Paese e la ONG in odore di collusione con gli scafisti delle coste libiche, il tema del finanziamento è stato prontamente chiarito dal "Corriere del Ticino" on line, a cui non era sfuggita la questione. Paride Pelli nel suo pezzo cita la rivista ufficiale della Divisione dello Sviluppo e cooperazione (DSC) "Eine Welt", pubblicata a marzo 2017. A pagina 26, in un trafiletto, il Dipartimento federale degli affari esteri riferisce dell'aiuto finanziario all'ONG MOAS: ben 250 000 franchi svizzeri (230 000 euro circa), come riportato da "Il Giornale". Nella pubblicazione del DSC si specifica che "l'ONG MOAS soccorre i profughi che tentano l'attraversata del Mediterraneo partendo dalle coste libiche. Con la sua nave di soccorso, battezzata Phoenix, l'ONG percorre in lungo e in largo i mari e grazie all'utilizzo di strumenti all'avanguardia, come i droni muniti di telecamere, è in grado di individuare anche la più piccola imbarcazione alla deriva. La DSC è stata la prima organizzazione governativa a sostenere il lavoro di questa ONG". A fronte di quanto sopra e dell'orgoglio mostrato di essere il primo Paese a finanziare MOAS, si chiede al Consiglio federale di chiarire i contorni dell'intera vicenda in quanto il finanziamento erogato contraddice palesemente quanto argomentato dal Consiglio federale il 26 agosto 2015 in risposta all'interrogazione Sommaruga Carlo 15.3585. Si chiede inoltre di esplicitare i motivi per cui la DSC abbia cambiato idea e deciso di finanziare queste attività sul Mediterraneo e quali verifiche siano state effettuate, e da chi, sull'operato e la reputazione dell'ONG MOAS. Quali garanzie può dunque dare la DSC in merito alla trasparenza e correttezza dell'operato della MOAS? LA DSC intende rinnovare i finanziamenti a MOAS?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale rimanda alla sua risposta all'interrogazione Chiesa 17.1033 in merito ai motivi del sostegno all'organizzazione Migrant Offshore Aid Station (MOAS) da parte della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) del DFAE nell'autunno 2016. </p><p>L'ONG MOAS ha pubblicato un rapporto di attività che conferma che tra ottobre e dicembre 2016 sono state salvate 2031 persone. Questo aiuto umanitario è stato possibile grazie al modesto sostegno fornito dalla DSC, ma anche grazie alla partecipazione di altri donatori, ad esempio la Federazione internazionale delle Società della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa e la Croce Rossa Svizzera. Quest'ultima ha stanziato 600 000 franchi nell'autunno 2016 e ha messo a disposizione delle imbarcazioni di salvataggio dell'ONG MOAS due infermieri diplomati. La contabilità di MOAS è sottoposta annualmente ad audit esterni, svolti da una rinomata società di revisione. La DSC è già in possesso del rapporto di audit provvisorio per il 2016, che comprende anche il contributo della Svizzera per un ammontare di 250 000 franchi. </p><p>Il 31 luglio 2017 MOAS ha sottoscritto il codice di condotta del Ministero dell'Interno italiano finalizzato a regolare le attività di ricerca e soccorso delle ONG nel Mediterraneo.</p><p>La DSC non ha ancora preso una decisione in merito a un eventuale ulteriore sostegno alle attività di salvataggio per il 2017 nel Mediterraneo, dove nel frattempo si continua a perdere la vita: tra gennaio e luglio 2017 l'Organizzazione internazionale per le migrazioni ha registrato più di 2370 morti.</p>  Risposta del Consiglio federale.