<h2>SubmittedText<h2><p>In relazione alla riforma del sistema fideiussorio, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. I tre centri previsti rispondono esclusivamente ai bisogni delle regioni situate sull'asse dell'A1 (ovest-est). L'asse dell'A2 (nord-sud), comprendente la seconda area economica della Svizzera (Svizzera nordoccidentale) in ordine di importanza, viene semplicemente escluso, a discapito delle PMI localizzate in quella parte del nostro Paese. Come giustifica il Consiglio federale tale esclusione della Svizzera nordoccidentale?</p><p>2. In occasione della procedura di consultazione, la BTG (Bürgschaftsgenossenschaft beider Basel: cooperativa regionale di fideiussione di Basilea Città e Basilea Campagna) e i due cantoni di Basilea si sono espressi decisamente contro la soluzione dei tre centri. La BTG non contribuirà né con il suo capitale, né con il suo know-how all'attuazione della strategia dei tre centri. Il Consiglio federale intende escludere una delle principali regioni economiche della Svizzera dalla riforma del sistema fideiussorio, rinunciando così ai suoi contributi?</p><p>3. La riforma del sistema fideiussorio in favore delle PMI non viene messa in discussione. Risulta invece meno convincente la prevista riduzione a tre del numero di centri. San Gallo dovrebbe essere competente per la regione della Svizzera orientale e centrale, come pure per il canton Ticino; Burgdorf per l'altipiano e la Svizzera nordoccidentale; Losanna per la Svizzera occidentale. Le PMI necessitano di interlocutori a livello locale: in altre parole, il sistema fideiussorio deve essere inserito nella struttura economica regionale. Il Consiglio federale è disposto a considerare una soluzione basata su cinque centri?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale ha interesse ad accrescere l'attrattiva del sistema di fideiussione a favore delle arti e mestieri, così da incentivarne l'utilizzazione. Il modello fideiussione 2000plus, elaborato sulla base dei cambiamenti avvenuti sul mercato creditizio negli anni 1990 ed entrato in vigore nel 1999, non ha avuto il successo sperato. Il volume di fideiussioni è calato, passando da 150 milioni di franchi (fine 1999) a 110 milioni di franchi (fine 2005). Una delle ragioni di questa diminuzione risiede nel fatto che le maggiori banche non hanno voluto partecipare al modello 2000plus, ritirandosi dal settore delle fideiussioni.</p><p>La recente riforma, elaborata per rafforzare il sistema di fideiussione a favore delle arti e mestieri, è frutto di un'iniziativa parlamentare della Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio nazionale (CET-N). Alla fine del 2005, la CET-N ha trasmesso al Consiglio nazionale un progetto di legge che, oltre a ricevere un vasto sostegno politico, ha incontrato il favore delle maggiori banche, un partner importante sotto il profilo del rafforzamento del sistema fideiussorio. Il Consiglio federale non intende escludere nessuna regione della Svizzera: tuttavia, sostiene la professionalizzazione del sistema e, di conseguenza, in linea di principio appoggia il progetto di legge a proposito del quale si è già espresso favorevolmente il 10 marzo 2006.</p><p>2. Il Consiglio federale vuole un sistema fideiussorio attrattivo e a disposizione delle PMI di tutta la Svizzera. Esaminando l'importanza delle singole cooperative di fideiussione, risulta che le tre future cooperative - la Ostschweizerische Bürgschafts- und Treuhandgenossenschaft, la Bürgschaftsgenossenschaft für das Gewerbe di Burgdorf e la Coopérative vaudoise de Cautionnement - con 74 milioni di franchi effettuano il 67,7 per cento del volume di fideiussioni (stato: fine 2005). Nel 2005, la Bürgschaftsgenossenschaft beider Basel (BTG) ha autorizzato sette nuove fideiussioni, amministrandone complessivamente 30 per un valore totale di circa 1,6 milioni di franchi, ciò che corrisponde all'1,5 per cento del volume globale. Da questi dati risulta che la BTG, in base al volume di fideiussioni amministrato, è la più piccola cooperativa dell'Unione svizzera delle cooperative di fideiussione delle arti e mestieri (di seguito: Unione). Sotto tale aspetto, le notevoli differenze tra le diverse cooperative di fideiussione affiliate all'Unione hanno portato a scegliere, per ridimensionare e rafforzare il sistema, le tre suddette cooperative, ritenute le più adatte in virtù della loro maggiore forza. Secondo il Consiglio federale è importante che anche in futuro tutte le aree del nostro Paese possano avvalersi delle fideiussioni in favore delle arti e mestieri, pur tenendo conto dell'importanza fortemente diversa che tale strumento riveste nelle singole regioni. A tale riguardo, esso ritiene che - a livello di ordinanza - possano essere stabiliti opportuni meccanismi normativi, tenendo conto però della necessità, da parte delle cooperative, di un margine operativo sufficiente che nel rispetto delle disposizioni in materia consenta loro di organizzarsi secondo i bisogni regionali. I meccanismi suddetti potranno essere definiti non appena il Parlamento si sarà espresso in merito all'iniziativa e avrà sottoposto alle cooperative di fideiussione il suo programma.</p><p>3. In linea di principio, il Consiglio federale sostiene il progetto di revisione presentato dalla CET-N. Esso reputa che la scelta di ridimensionamento, basata su tre cooperative regionali (escluse la cooperativa svizzera di fideiussione e la cooperativa di fideiussione delle donne svizzere), costituisca un elemento fondamentale del progetto di revisione e che pertanto una sua messa in discussione comporterebbe nuovamente un indebolimento del sistema fideiussiorio. Condivide perciò la linea direttiva scelta dalla CET-N.</p>  Risposta del Consiglio federale.