<h2>SubmittedText<h2><p>Sulla base del secondo rapporto del relatore del Consiglio d'Europa Dick Marty intitolato "Secret detentions and illegal transfers of detainees involving Council of Europe member states" invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Cosa sa il Consiglio federale in merito alla seduta del Consiglio NATO del 4 ottobre 2001 che, secondo il rapporto Marty, oltre alle misure contro il terrorismo rese pubblicamente note ne ha deciso anche di segrete?</p><p>2. Anche la Svizzera era rappresentata alla seduta in questione, alla quale oltre ai membri della NATO hanno partecipato anche degli Stati partner? Se non era rappresentata ufficialmente, lo era comunque in modo informale?</p><p>3. Il Consiglio federale o un funzionario svizzero è venuto a conoscenza, eventualmente a una data ulteriore (dopo il 4 ottobre 2001 ma prima del 7 giugno 2007), di tali "additional components to the NATO authorisation of 4 October 2001 that have remained secret" (rapporto, pag. 19)?</p><p>4. Qual è l'opinione del Consiglio federale in merito all'accusa contro la NATO di aver servito da piattaforma alla CIA per i suoi arresti segreti, i trasporti illegali di detenuti e le violazioni dei diritti umani e della sovranità?</p><p>5. Il Consiglio federale non ritiene discutibile, dal punto di vista della politica dei diritti umani, del diritto internazionale, di pace e di neutralità, continuare a far parte del Partenariato per la pace della NATO, organizzazione che si è lasciata utilizzare per compiere gravissime violazioni dei diritti umani quali la tortura e i sequestri?</p><p>6. A che momento il Consiglio federale riterrà necessario rinunciare all'adesione al Partenariato per la pace della NATO?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'autore dell'interrogazione fa riferimento al rapporto presentato da Dick Marty all'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa l'8 giugno 2007, concernente le presunte incarcerazioni clandestine e i trasporti illegali di detenuti operati dagli USA (Alleged secret detentions and unlawful inter-state transfers of detainees involving Council of Europe member states, 7 June 2007: http://assembly.coe.int/CommitteeDocs/2007/EMarty_20070608_NoEmbargo.pdf). In tale rapporto si afferma che tra il 2002 e il 2005, nel quadro della lotta al terrorismo, gli USA avrebbero gestito carceri clandestine in alcuni Stati europei e utilizzato i diritti di sorvolo loro concessi per effettuare trasporti non autorizzati di detenuti. Anche la NATO avrebbe assunto in tale ambito un ruolo fondamentale, avendo ottenuto gli Stati Uniti dai Paesi alleati, in occasione di un incontro avvenuto il 4 ottobre 2001, la concessione di ampi diritti di utilizzazione dello spazio aereo e delle basi militari.</p><p>Il Consiglio federale risponde alle domande come segue:</p><p>1. Il Consiglio federale ignora se in occasione dell'incontro succitato siano state adottate ulteriori decisioni oltre a quelle rese note ufficialmente. La Svizzera non è membro della NATO e pertanto non è coinvolta nelle discussioni e decisioni interne a tale organismo.</p><p>2. La Svizzera non ha partecipato al suddetto incontro. Si tratta per la precisione di uno degli incontri del Consiglio nordatlantico, cui sono invitati esclusivamente i membri dell'Alleanza e ai quali il nostro Paese non può pertanto partecipare, né ufficialmente né a titolo ufficioso.</p><p>3. Come già esposto nella risposta al punto 1, il Consiglio federale, oltre che delle decisioni rese note ufficialmente, non è al corrente di eventuali altre decisioni non rese pubbliche.</p><p>4. Il Consiglio federale è del parere che nel contesto della lotta al terrorismo debbano essere rispettati i principi e gli obblighi dello Stato di diritto. Perciò si impegna con coerenza per il rispetto di tali principi, tanto nell'ambito dei propri rapporti multilaterali quanto di quelli bilaterali.</p><p>Il Consiglio federale non intende esprimersi in merito all'accusa mossa nei confronti della NATO nel rapporto Marty, secondo cui tale organizzazione sarebbe stata utilizzata dagli USA come "piattaforma" per la propria lotta al terrorismo. Non spetta al Consiglio federale commentare le dichiarazioni di un parlamentare del Consiglio d'Europa - nemmeno nei casi in cui dovesse trattarsi di un cittadino svizzero - riguardo a un'istituzione di cui la Svizzera non fa parte.</p><p>5. Che la NATO (o il Partenariato per la Pace) si sia "lasciata utilizzare per compiere gravissime violazioni dei diritti umani" è una supposizione dell'autore dell'interrogazione. A prescindere da questo, il Partenariato per la Pace non dev'essere confuso con la NATO: esso non fa parte di quest'ultima, bensì è un foro a sé stante per la cooperazione in materia di politica di sicurezza, formato dai 26 Stati membri della NATO e da 23 Stati partner che collaborano puntualmente ed esclusivamente su base volontaria, in assenza di qualsiasi obbligo giuridico.</p><p>6. Il Consiglio federale non ravvisa alcuna ragione che possa giustificare la cessazione della partecipazione del nostro Paese al Partenariato. Tale organismo si è rivelato un valido strumento di cooperazione regionale nel campo della politica di sicurezza, complementare alla nostra cooperazione in altri fori multilaterali quali l'ONU, l'OCSE o il Consiglio d'Europa.</p>  Risposta del Consiglio federale.