<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel dicembre del 2000 l'UE ha adottato un regolamento (CE) del Consiglio concernente la </p><p>competenza giurisdizionale nonché il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia </p><p>civile e commerciale (GU L 12/1 del 16 gennaio 2001). Tale regolamento si fonda sui risultati </p><p>del gruppo di lavoro, composto da rappresentanti degli Stati dell'UE e dell'AELS, incaricato di </p><p>svolgere lavori preparatori ai fini della revisione delle convenzioni di Bruxelles e Lugano (CL), </p><p>che ha portato a termine i suoi lavori nell'aprile del 1999. Il regolamento e il progetto di </p><p>revisione della Convenzione di Lugano comprendono le medesime norme relative al foro </p><p>contrattuale dei consumatori.</p><p></p><p>Il testo sottoposto a revisione amplia innanzitutto la nozione del contratto concluso dai </p><p>consumatori; d'ora in poi l'articolo 13 s'applicherà non soltanto ai contratti d'acquisto di beni </p><p>mobili materiali e ai contratti attinenti a servizi bensì a tutti i contratti con i consumatori. </p><p>Inoltre il nuovo disciplinamento prevede che indipendentemente dall'attività commerciale o </p><p>professionale del fornitore, il consumatore possa adire il foro del proprio domicilio. Compresi </p><p>in questa regolamentazione sono parimenti i fornitori i cui siti Internet permettono d'effettuare </p><p>direttamente un'ordinazione elettronica o sui quali sono indicati numeri di telefono o di fax </p><p>nello Stato di domicilio del consumatore per effettuare l'ordinazione. Viene del resto </p><p>soppressa la condizione secondo cui il consumatore doveva aver compiuto nel proprio Stato </p><p>gli atti necessari per la conclusione del contratto; il consumatore risulta dunque essere </p><p>protetto anche nel caso in cui la conclusione del contratto venga effettuata nello Stato ove ha </p><p>la propria sede il fornitore.</p><p></p><p>I negoziati sulla revisione della Convenzione di Lugano sono attualmente entrati in una fase </p><p>finale e potranno verosimilmente essere portati a termine nel corso del presente anno. A </p><p>quel momento il Consiglio federale esaminerà immediatamente la questione della ratifica di </p><p>suddetta revisione da parte della Svizzera.</p><p></p><p>Lo scopo indicato dalla mozione può essere raggiunto soltanto nell'ambito di questa </p><p>convenzione internazionale, la cui conclusione non può essere decisa dal solo Consiglio </p><p>federale. È per tale ragione che il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in </p><p>postulato.</p><p></p><p>Il 17 gennaio 2001, il Consiglio federale ha posto in consultazione il progetto di legge </p><p>federale sul commercio elettronico. Esso vi propone una modifica del Codice delle </p><p>obbligazioni: il diritto di revoca attualmente vigente per i contratti a domicilio viene esteso ai </p><p>cosiddetti contratti a distanza e conseguentemente anche al commercio elettronico. </p><p>Conseguentemente chi compie acquisti utilizzando una rete come Internet deve avere la </p><p>possibilità di recedere dal contratto entro sette giorni. Altre modifiche rilevanti a tutela dei </p><p>consumatori concernono le norme sulla garanzia per difetti: se oggi l'acquirente può, a causa </p><p>di difetti nella cosa acquistata, annullare il contratto o chiedere il risarcimento del minor </p><p>valore, in futuro egli potrà anche esigere la riparazione della cosa difettosa. Il termine di </p><p>prescrizione delle azioni di garanzia è portata a due anni e reso imperativo nei contratti </p><p>stipulati con i consumatori. Modifiche della legge federale contro la concorrenza sleale, </p><p>infine, contribuiscono alla buona fede nei rapporti d'affari e alla tutela del cliente, assicurando </p><p>la trasparenza necessaria all'offerta di beni e servizi per via elettronica.</p>  Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.