<h2>SubmittedText<h2><p>A livello federale, il coordinamento ed il finanziamento della politica culturale in Svizzera sono un compito dell'Ufficio federale della cultura (UFC). Conformemente ai mandati assegnatigli, quest'ultimo formula la politica culturale della Confederazione e la concretizza con altre istituzioni (Fondazione Pro Helvetia, Presenza Svizzera, Direzione per lo sviluppo e la cooperazione DSC e Divisione politica III del Dipartimento federale degli affari esteri DFAE). L'esclusiva competenza dell'UFC spiega in particolare perché il consigliere federale Couchepin riceve a volte l'appellativo di "ministro della cultura".</p><p>Da tempo alcune voci affermano che il DFAE intende impegnarsi in maniera più attiva nella politica culturale. Secondo un articolo pubblicato nella "NZZ am Sonntag" del 13 febbraio 2005, la consigliera federale Calmy-Rey intende mettere la cultura al servizio della politica estera. A quanto pare ha confermato questa intenzione in una lettera indirizzata ai capi delle rappresentanze svizzere all'estero. L'articolo citato riporta d'altronde un passaggio di tale lettera in cui la signora Calmy-Rey afferma di essere persuasa che, in un mondo pieno di violenza e di incertezza, la cultura, quale elemento fondamentale della fiducia e della comprensione reciproche, sia uno strumento efficace al fine di sostenere le misure del Dipartimento.</p><p>Sembra comunque che questo modo di procedere non sia stato discusso né con il DFI né con gli enti di cui sopra. Ci si può chiedere anche se una tale strumentalizzazione della politica culturale ai fini della politica interna ed estera sia conforme all'articolo 69 della Costituzione.</p><p>Chiedo dunque al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Corrisponde a verità che il DFAE intende mettere la politica culturale della Svizzera al servizio della politica estera?</p><p>2. In caso di risposta affermativa, in quali settori e a quale scopo la cultura deve sostenere la politica estera della Svizzera?</p><p>3. Il Consiglio federale ritiene che questi nuovi compiti abbiano senso visto che l'UFC già collabora con la DSC?</p><p>4. Queste attività saranno discusse e coordinate con il DFI, competente in materia? In caso di risposta affermativa, quale sarà la ripartizione dei compiti?</p><p>5. In che modo le rappresentanze svizzere all'estero verranno associate al processo decisionale?</p><p>6. Quale sarà il ruolo degli enti citati?</p><p>7. Con quale somma il DFAE intende contribuire finanziariamente alla cultura per quel che riguarda la politica estera della Svizzera? Quale dipartimento ne assumerà i costi? Questi costi supplementari saranno compensati in seno al Dipartimento? In caso di risposta affermativa, in quali settori?</p><p>8. I mezzi finanziari, e dunque anche gli effettivi dell'UFC, verranno ridotti proporzionalmente ai mezzi destinati da questo ufficio alla collaborazione con la DSC, ormai divenuta superflua?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Un lavoro culturale efficace in seno ad una rappresentanza giova in maniera indiretta agli interessi della politica estera svizzera stabiliti dal Consiglio federale. Ogni progetto culturale di qualità organizzato in maniera professionale aumenta la stima verso il nostro Paese ed i valori sui quali è fondato. Quando le nostre rappresentanze sostengono progetti culturali all'estero, lo fanno sistematicamente con il consenso dell'artista e non intervengono sul contenuto dell'opera.</p><p>2. Come riporta l'ordinanza sull'organizzazione del Dipartimento federale degli affari esteri del 29 marzo 2000, una delle missioni del DFAE è garantire l'efficacia, la qualità e la coerenza del lavoro delle nostre rappresentanze all'estero. Nel settore della cultura, la Direzione politica del DFAE ha ritenuto necessario razionalizzare le attività culturali all'interno della rete di ambasciate. A questo scopo ha incaricato nel 2004 la Divisione politica III (DP III) di migliorare la professionalità e la coerenza del lavoro culturale delle nostre rappresentanze. Perciò, a febbraio 2004 è stata decisa una ristrutturazione interna in seguito alla quale la Sezione cultura e UNESCO è stata sostituita con il Centro di competenze per la politica estera culturale. Il Centro, la cui istituzione non ha creato nuovi posti di lavoro, ha messo a punto meccanismi di gestione che permettono alle rappresentanze di soddisfare gli obiettivi culturali con maggiore efficacia. Inoltre, il Centro mette a loro disposizione un piccolo budget con il quale garantire il finanziamento di base di progetti culturali.</p><p>3. La Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) e l'UFC collaborano soprattutto alla conclusione di trattati internazionali che prevedono disposizioni di politica culturale e all'applicazione della legge federale sul trasferimento di beni culturali. Questi due settori sono di competenza in primo luogo dell'UFC. La collaborazione tra la DSC e l'UFC riguarda campi che non rientrano nelle attività del Centro.</p><p>4. Oltre la ristrutturazione interna citata, il DFAE e il DFI hanno ritenuto necessario trovare soluzioni pragmatiche per i vari problemi di coordinamento incontrati dai rispettivi servizi culturali attivi all'estero. Perciò, di recente è stato firmato un accordo tra la consigliera federale Calmy-Rey ed il consigliere federale Couchepin al fine di stabilire una chiara ripartizione dei compiti tra Pro Helvetia ed il Centro: per i progetti maggiori (al di sopra dei 10 000 franchi e con un'organizzazione complessa), le rappresentanze si rivolgono con un mandato a Pro Helvetia, interlocutore privilegiato, che è responsabile del lato operativo, culturale e finanziario di questi progetti. Se necessario, le rappresentanze svizzere sostengono Pro Helvetia nella realizzazione dei progetti. Per quel che riguarda i progetti minori (al di sotto dei 10 000 franchi e con un'organizzazione semplice), le rappresentanze svizzere si rivolgono al Centro che, se necessario, può trasmetterli a Pro Helvetia. Gli elementi sostanziali di questo accordo saranno ripresi d'altronde nel progetto di legge sulla promozione della cultura.</p><p>5. I capimissione sono stati informati delle attività del Centro sin dall'avvio dei relativi lavori e sono stati invitati ad esprimere il proprio parere durante la Conferenza delle ambasciate nell'agosto 2004. Inoltre, ogni anno, la Centrale determina con gli ambasciatori gli obiettivi che devono essere raggiunti in tutti i settori, ivi compresa la cultura.</p><p>6. Il ruolo degli enti citati verrà disciplinato nell'accordo di cui al punto 4 e nella legge sulla promozione della cultura.</p><p>7. Nel 2004 il Centro ha finanziato i progetti culturali delle ambasciate con 1 milione di franchi. Nel 2005 il budget consta di 1,5 milioni di franchi, somma prevista anche per il 2006. L'aumento del budget è stato compensato all'interno del Dipartimento. La DSC investe ogni anno circa 8 milioni di franchi per il settore culturale all'estero, di cui almeno 5 milioni per la cooperazione con l'Europa orientale e quasi 3 milioni di franchi per la cooperazione allo sviluppo. Queste somme sono calcolate sui crediti quadro corrispondenti. La DSC assume un ruolo particolare nei confronti degli altri operatori federali poiché, conformemente al mandato assegnatole, appoggia esclusivamente le culture locali e non la cultura svizzera. Il finanziamento è garantito con crediti quadro adottati dal Parlamento.</p><p>8. L'obiettivo della collaborazione tra l'UFC e la DSC è stato descritto al punto 3. In futuro non si rinuncerà a questa cooperazione che richiede solo un modesto impegno di personale per qualche ora all'anno.</p>  Risposta del Consiglio federale.