<h2>SubmittedText<h2><p>- Recentemente è stato condannato un automobilista che, sull'autostrada nei pressi di Emmen, ha provocato la morte di quattro operai di cantiere e il ferimento grave di altre persone. L'uomo alla guida era in stato di ebrietà e seguiva un trattamento medico a causa della sua schizofrenia.</p><p>- A Brugg un pensionato, affetto da una grave forma di diabete e monocolo, ha travolto e ucciso con la propria auto una ciclista quindicenne. I medici dell'anziano erano a conoscenza dell'insufficienza visiva e dei difetti campimetrici dovuti al diabete. Dopo l'incidente il pensionato è stato giudicato affetto da demenza.</p><p>- Sul tratto stradale del San Bernardino un conducente professionale è finito con il suo furgoncino (cat. B, fino a 7,5 tonnellate) oltre la linea di sicurezza uccidendo un giovane a bordo della sua auto che procedeva in senso inverso. Dall'inchiesta è emerso che l'automobilista colpevole aveva avuto un attacco epilettico e da anni era in cura per tale malattia.</p><p>In tutti e tre i casi, i medici curanti erano quindi a conoscenza dell'inabilità alla guida dei loro pazienti; nel caso del conducente professionale, gli era stato persino vietato più volte di mettersi al volante (stando alle annotazioni dei medici riportate a mano). Tuttavia, in nessuno dei tre casi, i medici hanno informato il competente ufficio della circolazione. Quest'ultimo avrebbe potuto disporre un controllo dell'abilità alla guida e decidere in merito alla revoca o meno della licenza di condurre. In questo modo, i medici sarebbero stati prosciolti dalla loro responsabilità morale. De facto una responsabilità legale non sussiste in quanto il medico non è tenuto a comunicare le patologie dei propri pazienti; la notifica avviene su base volontaria.</p><p>La situazione è completamente differente in caso di pandemia (come ad esempio attualmente per l'influenza suina): il personale medico è tenuto a notificare alle autorità sanitarie i casi di pandemia al fine di ridurre il rischio di danneggiare gravemente la salute di altre persone.</p><p>Chiedo al Consiglio federale: come può garantire che conducenti di veicoli a motore affetti da determinate patologie siano tenuti lontano dal traffico nei casi in cui possano costituire un grave rischio per la salute pubblica se non addirittura un pericolo mortale per gli altri utenti della strada? Il collegio è disposto a prendere in considerazione un obbligo di notifica da parte dei medici? Con ogni probabilità una simile notifica comporterebbe un'inabilità alla guida. In questo modo sarebbe così possibile escludere dalla circolazione stradale, in modo mirato, efficace e con un onere amministrativo contenuto, le persone inabili alla guida.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>È dal 1975 che la legge del 19 dicembre 1958 sulla circolazione stradale (LCStr; RS 741.01) attualmente vigente consente ai medici di segnalare agli uffici della circolazione le persone non idonee alla guida. L'introduzione di un obbligo in tal senso, oggetto di ampi dibattiti in Parlamento nel quadro della revisione della LCStr negli anni 1973-1975, è stata infine respinta. Rispondendo il 9 dicembre 1996 alla mozione Chiffelle (96.3605), il Consiglio federale ha ribadito i motivi di un tale decisione:</p><p>- Il rapporto di fiducia tra medico e paziente potrebbe essere minacciato. Dubitando del rispetto del segreto professionale del medico, la persona malata o affetta da dipendenza potrebbe essere indotta a rinunciare ai controlli necessari.</p><p>- Introdurre nella legge un obbligo di notifica non sarebbe opportuno poiché i casi da segnalare e le categorie professionali soggette a tale obbligo (ad es. andrebbe incluso anche il personale paramedico?) non potrebbero essere elencati in modo esaustivo.</p><p>- L'attuabilità di una simile misura è aleatoria in quanto sarebbe praticamente impossibile stabilire un'eventuale omissione di notifica.</p><p>- Inoltre si pone la questione delle conseguenze giuridiche di un'eventuale omissione di notifica.</p><p>Questi motivi continuano ad essere validi e indicano inoltre che nemmeno l'introduzione di un obbligo di notifica garantirebbe una sicurezza assoluta. Per giunta non vi sarebbe alcuna garanzia che ogni medico disponga delle necessarie conoscenze in materia di medicina del traffico per segnalare all'autorità competente tutti i casi di malattia o infermità che potrebbero pregiudicare l'idoneità alla guida.</p><p>Per le stesse ragioni il Consiglio federale non ha introdotto un obbligo di notifica nei confronti dei medici neppure in Via sicura, il programma d'intervento della Confederazione per una maggiore sicurezza sulle strade svizzere. Tuttavia propone di autorizzare i servizi cantonali competenti in materia di assicurazione per l'invalidità a comunicare alle autorità preposte i dati concernenti le malattie psichiche necessari per valutare l'idoneità alla guida e la capacità di condurre. In caso di notifiche di questo tipo, le autorità devono procedere agli accertamenti necessari.</p><p>La legislazione in materia di circolazione stradale ha già a disposizione gli strumenti necessari per evitare che persone non idonee si mettano alla guida di un veicolo. A tale riguardo non può essere rilasciata la licenza di condurre a chi non ha attitudini fisiche e psichiche sufficienti, soffre di una forma di dipendenza o non è idoneo per ragioni caratteriali. Inoltre tale licenza può essere immediatamente revocata se sussistono seri dubbi sull'idoneità alla guida dell'interessato. Simili considerazioni possono essere fatte anche se la persona in questione non ha mai guidato un veicolo.</p>  Risposta del Consiglio federale.