<h2>SubmittedText<h2><p>Per garantire la sicurezza dell'approvvigionamento elettrico nell'inverno 2022/2023 e oltre, il Consiglio federale ha deciso, tra le altre cose, una serie di misure volte ad aumentare nel breve periodo la produzione di energia elettrica. Queste misure includono le centrali elettriche di riserva a gas, la riserva idroelettrica invernale, l'attivazione di gruppi elettrogeni di emergenza, il piano di salvataggio per il settore elettrico e alcuni altri provvedimenti. Per quasi tutte queste misure il Consiglio federale ha annunciato che i relativi costi ricadranno sui consumatori finali dell'elettricità. Se ciò dovesse accadere, l'anno prossimo (e gli anni successivi) la tariffa per l'utilizzazione della rete e quindi il prezzo dell'elettricità aumenterebbero di nuovo in misura massiccia. Alla luce di quanto appena esposto si pongono i seguenti interrogativi per la popolazione e l'economia:</p><p>1. A quanto ammonta concretamente (in milioni e in centesimi per chilowattora) e quanto si prevede che durerà l'aumento dei costi e delle tariffe per l'utilizzazione della rete dovuto a tutte le misure previste dal Consiglio federale e da Swissgrid?</p><p>2. Nonostante l'attuale inflazione elevata e i conseguenti problemi di potere d'acquisto di ampie fasce della popolazione, il Consiglio federale ha respinto finora l'attuazione di tutte le misure proposte a sostegno del potere d'acquisto dei cittadini. Vista la situazione in cui ci troviamo, non sarebbe forse il minimo astenersi quanto meno dall'adottare attivamente misure statali che addirittura aggraverebbero ulteriormente i problemi legati alla diminuzione del potere d'acquisto?</p><p>3. Perché il Consiglio federale non segue anche in questo caso la logica che ha seguito rigorosamente finora, ovvero quella di finanziare le misure straordinarie decise in vista di una temuta situazione di emergenza - e per prevenirla - attraverso il bilancio straordinario e quindi con fondi pubblici?</p><p>4. Considerata la quota piuttosto elevata di tasse che compone il prezzo dell'elettricità in Svizzera rispetto al resto d'Europa e viste le misure di sostegno adottate contemporaneamente a livello europeo e nei Paesi europei, un aumento massiccio della tariffa per l'utilizzazione della rete potrebbe avere forti ripercussioni anche su diversi settori dell'economia svizzera. Qual è la posizione del Consiglio federale rispetto a questo ragionevole timore?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Sia per la popolazione che per l'economia non risultano costi dovuti ai mutui da rimborsare a seguito del credito d'impegno di 10 miliardi di franchi destinato ai prestiti alle aziende elettriche e del credito a preventivo di 4 miliardi di franchi a favore della Axpo Holding AG decisi nel quadro della legge federale relativa ad aiuti finanziari concessi a titolo sussidiario per salvare le imprese del settore dell'energia elettrica di rilevanza sistemica. I costi per la messa a disposizione di 10 miliardi di franchi per eventuali mutui sono totalmente a carico delle imprese di rilevanza sistemica che versano un importo forfettario a tale scopo. Finora non sono ancora stati erogati prestiti. Stando alla Commissione federale dell'energia elettrica (ElCom), i costi relativi alla riserva idroelettrica per l'inverno 2022/2023 ammontano a circa 300 milioni di franchi. Dal 2024 e probabilmente fino al 2026 il supplemento al corrispettivo per l'utilizzazione della rete è pari quindi a circa 0,7 ct./kWh. Il credito d'impegno per le centrali di riserva è di 485 milioni di franchi. Di questa somma, nel 2022 la Confederazione ha prefinanziato 151 milioni di franchi. Dal 2023 non saranno effettuati altri pagamenti tramite il bilancio della Confederazione. I pagamenti effettuati nel 2022 saranno rimborsati alla Confederazione nei prossimi anni. Il credito d'impegno per i gruppi elettrogeni di emergenza è di 46,5 milioni di franchi. Le spese della Confederazione per le centrali di riserva e i gruppi elettrogeni di emergenza non hanno incidenza sul bilancio. A partire dal 2024 la Swissgrid SA riverserà su tutti i consumatori finali i costi per le centrali elettriche di riserva e i gruppi elettrogeni di emergenza per il tramite del corrispettivo per l'utilizzazione della rete. I supplementi al corrispettivo per l'utilizzazione della rete sono pari quindi a circa 0,5 ct./kWh dal 2024 e probabilmente fino al 2026.</p><p>2. e 3. La soluzione scelta garantisce che i consumatori partecipano al finanziamento di un approvvigionamento elettrico sicuro e resiliente nella misura del loro prelievo di elettricità. Il Consiglio federale ritiene che tale onere supplementare sia sostenibile. In Svizzera, il rincaro del + 2,8 per cento dello scorso anno è stato relativamente moderato. Grazie agli aumenti dei salari e delle pensioni, per un'ampia fascia della popolazione l'inflazione è stata in buona parte compensata. Per l'anno in corso si prevede un'inflazione più lieve. Secondo il parere del Consiglio federale, una soluzione di finanziamento alternativa al di fuori del settore energetico avrebbe ripercussioni negative, come ad esempio una diminuzione degli incentivi al risparmio, un aumento dell'onere di attuazione o un notevole fabbisogno di mezzi finanziari della Confederazione. Ciò graverebbe in ultima analisi sui contribuenti, dato che anche le uscite straordinarie devono in futuro essere nuovamente compensate.</p><p>4. L'aumento delle tasse nel confronto internazionale può provocare una distorsione della concorrenza, che a sua volta può aumentare con le sovvenzioni concesse dai Paesi europei vicini. Ad esserne colpite sono soprattutto le imprese energivore. Tuttavia queste imprese beneficiano anche di una maggiore sicurezza dell'approvvigionamento. La competitività delle aziende dipende da numerosi fattori, ad esempio dalla strategia adottata per far fronte alla fluttuazione dei prezzi dell'energia e dalla possibilità di riversare i costi alla clientela. Il vantaggio dell'industria svizzera è che l'intensità energetica, ovvero la quota del consumo di energia rispetto alla creazione di valore aggiunto, è nettamente inferiore proprio nelle aziende energivore rispetto allo stesso tipo di aziende all'estero. A fronte di ciò, la legislazione europea in materia di aiuti di Stato pone dei limiti alle sovvenzioni per le imprese ad alto consumo di energia. Infatti dal 1° settembre 2022 la riduzione del prezzo dell'elettricità e del gas per i grandi consumatori è limitata al 70 per cento del consumo nello stesso periodo del 2021. Inoltre i costi sovvenzionabili sono calcolati in base alla differenza di prezzo rispetto al 2021 e sono diminuiti a seguito della recente distensione sui mercati dell'energia, con conseguente limitazione di una potenziale distorsione della concorrenza.</p>  Risposta del Consiglio federale.