<h2>SubmittedText<h2><p>Il rincaro delle materie prime dovuto alla protezione doganale rappresenta una sfida per i produttori alimentari svizzeri del secondo livello di trasformazione. Nel rapporto in adempimento del postulato Baumann "Misure contro una deindustrializzazione nell'industria alimentare" del 30 agosto 2017, il Consiglio federale ha affermato che ciò comporta "uno svantaggio relativamente elevato legato all'ubicazione". Da allora, la situazione non è migliorata. </p><p>Per le esportazioni, nel 2019 è stata abolita la compensazione del prezzo della materia prima in virtù della legge sul cioccolato. Sul mercato interno si applica ancora una parziale compensazione, ma è in calo. Secondo il messaggio sulla PA22+, è prevedibile che l'UE in futuro spingerà sempre più per ridurre ulteriormente questa compensazione.</p><p>L'introduzione, nel 2019, del dazio minimo sullo zucchero ha aggravato ulteriormente la situazione. Nel 2018, l'UFAG aveva evidenziato i rischi della combinazione tra dazio minimo e monopolio dell'offerta affermando che l'unico produttore svizzero di zucchero, forte del monopolio che detiene, può applicare una maggiore differenziazione di prezzo in funzione del cliente e che per difendere le sue quote di mercato potrebbe incrementare sostanzialmente il prezzo dello zucchero per i clienti che non possono optare per lo zucchero importato, o perlomeno soltanto con investimenti supplementari (separazione del flusso delle merci).</p><p>Nel frattempo, sul mercato interno i prodotti svizzeri del secondo livello di trasformazione sono sostituiti in misura sempre maggiore da prodotti importati. Questa tendenza è aumentata nuovamente dal 2019. Considerando l'importanza del secondo livello di trasformazione in termini di creazione di valore e di posti di lavoro, il suo ruolo di acquirente di materie prime svizzere e nell'ottica della sicurezza dell'approvvigionamento, questo sviluppo è preoccupante.</p><p>Alla luce di quanto suesposto invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande.</p><p>Come si possono eliminare gli attuali svantaggi legati all'ubicazione delle imprese del secondo livello di trasformazione dell'industria alimentare e prevenire quelli futuri?</p><p>Come si può eliminare la penalizzazione delle imprese svizzere, segnatamente delle PMI, dovuta alla protezione doganale e alla struttura dell'offerta sul mercato delle materie prime svizzere trasformate?</p><p>Anche il Consiglio federale è del parere che le aziende competitive del secondo livello di trasformazione che esportano parte della loro produzione, diano un contributo importante alla sicurezza dell'approvvigionamento, concorrendo anche a garantire, grazie alle loro economie di scala, un'offerta sufficiente di prodotti svizzeri a prezzi accessibili all'interno del Paese?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. e 2. I dazi sulle materie prime agricole fanno sì che i prezzi dei prodotti siano elevati, con delle ripercussioni non solo per i consumatori ma anche per l'industria agroalimentare svizzera. Sul mercato interno i prodotti agricoli sono più costosi del 46 per cento rispetto all'estero (OCSE 2021). Il Consiglio federale è consapevole che questa situazione rappresenta una sfida per la competitività del settore. Si consideri che aveva proposto di respingere il dazio minimo sullo zucchero (7 franchi per 100 kg) adottato dal Parlamento perché era del parere che, mantenendolo, si sarebbe indebolita la competitività dell'industria alimentare svizzera e sarebbero stati messi a repentaglio i posti di lavoro del settore.</p><p>Le condizioni quadro attuali tengono conto dello scarto tra i prezzi delle materie prime in Svizzera e all'estero. Tramite un meccanismo di compensazione dei prezzi introdotto dalla legge federale sull'importazione dei prodotti agricoli trasformati (RS 632.111.72), per i prodotti agricoli trasformati importati vigono dazi che tengono conto della differenza di prezzo delle materie prime in essi contenute. I dazi, che includono anche un elemento di protezione industriale, mirano a prevenire svantaggi legati ai prezzi delle materie prime e ai costi di produzione elevati per l'industria svizzera rispetto ai suoi competitori. Oltre a questa protezione, l'industria agroalimentare svizzera beneficia di strumenti come agevolazioni doganali o il traffico di perfezionamento attivo che le facilitano l'accesso a materie prime a prezzi competitivi a livello internazionale. L'importanza economica di tali strumenti è considerevole. Ad esempio, il traffico di perfezionamento attivo è stato applicato al 24 per cento dell'export agricolo svizzero nel 2020. Quello stesso anno la Svizzera ha importato prodotti agricoli in traffico di perfezionamento attivo per 227 milioni di franchi quando il valore dei prodotti trasformati e riesportati sotto lo stesso regime era pari a 2,385 miliardi di franchi. Il Consiglio federale è del parere che tali strumenti siano ancora appropriati. È tuttavia possibile semplificare l'iter burocratico da seguire per applicarli.</p><p>Gli effetti della protezione doganale, in particolare sul secondo livello di trasformazione, sono stati analizzati nel rapporto del Consiglio federale in adempimento del postulato 18.3380: si tratta di prezzi più elevati e di distorsioni del mercato, che hanno un impatto negativo sulla competitività del settore. Il settore della trasformazione di derrate alimentari in Svizzera è molto eterogeneo. Le aziende orientate al mercato indigeno vendono i loro prodotti su un mercato nel quale i prezzi sono influenzati notevolmente dalla protezione doganale. L'isolamento del mercato e la concentrazione delle sue strutture permettono ai settori a valle di praticare prezzi di vendita elevati ma con effetti negativi sulla competitività a lungo termine.</p><p>Alcune aziende destinano gran parte della loro produzione all'export o a settori con una protezione doganale esigua e sono pertanto direttamente esposte alla concorrenza internazionale.</p><p>Le esportazioni permettono alle imprese di generare economie di scala che non sarebbero realizzabili solo sul mercato interno. I settori meno interessati dalla protezione doganale, ovvero quelli che fabbricano prodotti a base di materie prime non prodotte in Svizzera (p. es. caffè, cacao) o non sensibili (p. es. acqua) sono molto competitivi sul piano internazionale (OCSE 2015; 2020).</p><p>La protezione doganale permette di mantenere prezzi più elevati sul mercato interno e favorisce lo smercio della produzione agricola svizzera ma limita la competitività dell'industria, specialmente a livello internazionale. Alcune aziende scelgono di delocalizzare dopo aver attentamente soppesato gli interessi in gioco. Nell'ambito del rapporto del 22 giugno 2022 "Futuro orientamento della politica agricola", redatto in adempimento dei postulati 20.3931 e 21.3015, il Consiglio federale menziona tra i possibili orientamenti strategici quello di rendere più semplice ed efficiente la protezione doganale. Nell'impostare la futura politica agricola bisognerà dare concreta attuazione al suddetto orientamento. Il 27 giugno 2022 la Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio degli Stati ha preso visione del rapporto e ha deciso di riprendere le deliberazioni sulla politica agricola 2022 (PA22+).</p><p>3. L'industria alimentare svizzera riveste un ruolo significativo nell'approvvigionamento del Paese in derrate alimentari; la sua importanza è strettamente legata alle importazioni perché la Svizzera non è autosufficiente, sia in termini di mezzi produzione, che di materie prime e di derrate alimentari. Il Consiglio federale è consapevole dell'importanza di mantenere condizioni quadro che permettano all'industria alimentare di rimanere competitiva sui mercati internazionali.</p>  Risposta del Consiglio federale.