<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di introdurre un obbligo, per le raffinerie svizzere, di dichiarare l'origine (Paese di estrazione anziché Paese di trasformazione) di oro importato e di presentare al Parlamento un progetto di legge in materia.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Come esposto nell parere sulla mozione 19.3523 Mazzone, "Adottare le misure necessarie per determinare l'origine reale dell'oro importato in Svizzera e combattere l'oro sporco", la statistica del commercio estero svizzero si fonda sugli standard metodologici definiti dall'ONU. Questi prevedono che ai fini della statistica del commercio l'origine dell'oro si trovi nel Paese d'estrazione o nel Paese in cui è avvenuta l'ultima trasformazione sostanziale. L'oro estratto dal suolo ed esportato verso un Paese terzo ai fini di una trasformazione sostanziale, come la fusione in barre o lingotti, la lavorazione a graniglia o la presentazione sotto altre forme grezze, acquisisce quindi la sua origine in tale Paese terzo. L'articolo 10 capoverso 2 dell'ordinanza sulla statistica del commercio esterno traspone questa prescrizione a livello nazionale. L'applicazione di una definizione diversa non solo violerebbe standard internazionali, bensì altererebbe anche la statistica del commercio estero svizzero rispetto alle statistiche internazionali.</p><p>Al contempo il Consiglio federale è consapevole dell'importanza di una tracciabilità trasparente e affidabile nel commercio dell'oro. Negli ultimi anni sono stati depositati vari interventi parlamentari relativi alle violazioni dei diritti umani (p. es. il postulato von Graffenried 12.3503, Una strategia Ruggie per la Svizzera, o il postulato Recordon 15.3877, Commercio di oro prodotto in violazione dei diritti umani). Nel suo parere sul postulato 15.3877, il Consiglio federale ha spiegato che l'industria dell'oro ha adottato standard volontari, sottoposti a controlli indipendenti, per garantire la tracciabilità dell'oro trattato nonché il rispetto dei diritti umani ed evitare di alimentare i conflitti. Il rapporto del 14 novembre 2018 del Consiglio federale in adempimento del postulato 15.3877, al numero 5 lettera a punto 1 precisa: "Migliorare la raccolta e la pubblicazione di informazioni relative all'origine dell'oro importato in Svizzera." In questo paragrafo il rapporto indica che attualmente le raffinerie dispongono di indicazioni esatte relative all'origine dell'oro minerario, contrariamente a ciò che viene indicato nelle dichiarazioni doganali. Nel quadro dell'attuazione delle raccomandazioni del rapporto del Consiglio federale in adempimento del postulato 15.3877, l'Amministrazione federale sta esaminando in collaborazione con il settore, le organizzazioni settoriali internazionali e altri gruppi di interesse le possibilità di ottenere una maggiore trasparenza sull'origine (Paese d'estrazione) dell'oro importato in Svizzera. Ciò, tenendo conto degli standard internazionali rilevanti e dell'incentivazione delle migliori pratiche a livello internazionale nonché garantendo, al contempo, condizioni concorrenziali paritetiche per le imprese, in particolare le raffinerie, in tutti gli Stati ("level playing field").</p><p>In tale contesto viene esaminata anche l'introduzione di un obbligo di dichiarazione supplementare dell'origine dell'oro richiesta nella mozione. Questa opzione aumenterebbe tuttavia l'onere amministrativo delle imprese. Inoltre, un obbligo di dichiarazione è sensato soltanto se integrato in un sistema in cui tale informazione verrebbe effettivamente esaminata e impiegata.</p><p>Al fine di evitare parallelismi e viste le attività già avviate che tengono conto della richiesta dell'autore della mozione, il Consiglio federale è del parere che la mozione debba essere respinta.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.