<h2>SubmittedText<h2><p>Come dimostrano le manifestazioni, le dimostrazioni, i sondaggi, gli sviluppi internazionali e le conoscenze scientifiche, la questione climatica ha acquisito importanza e urgenza. Le proposte presentate finora dal Consiglio federale non sono sufficienti per rispettare gli impegni in materia climatica previsti dall'Accordo di Parigi sul clima. Rivolgiamo pertanto le seguenti domande al Consiglio federale: </p><p>1. Qual è il calendario del Consiglio federale per rispettare gli impegni in materia di clima, oltre alle proposte già presentate? </p><p>2. Quali misure concrete intende adottare il Consiglio federale per ridurre drasticamente le emissioni generate dai trasporti?</p><p>3. Quali misure concrete intende adottare il Consiglio federale per ridurre gli investimenti nel settore del petrolio e del gas gestiti dalla piazza finanziaria svizzera? </p><p>4. Quali misure concrete intende adottare il Consiglio federale per ridurre le emissioni nel settore del traffico aereo?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. A seguito di una consultazione effettuata nel 2016, con il messaggio del 1° dicembre 2017 sulla revisione della legge sul CO2 il Consiglio federale ha sottoposto al Parlamento le sue proposte per la fase successiva della politica climatica fino al 2030. Il Parlamento è libero di tenere conto nelle sue discussioni degli sviluppi più recenti e di decidere misure ulteriori o obiettivi più ambiziosi. Il progetto di legge sul CO2 presentato obbliga il Consiglio federale, previa consultazione delle parti interessate, a presentare in tempo utile al Parlamento proposte sugli obiettivi di riduzione dopo il 2030 (art. 3 cpv. 7). </p><p>2. Il Consiglio federale auspica una crescente elettrificazione del traffico. Auto-Schweiz si è posta l'obiettivo per il 2020 di raggiungere la quota del 10 per cento di veicoli elettrici nella flotta di automobili nuove. Un ulteriore incentivo per veicoli a basso consumo sarà costituito dall'introduzione nel 2020 di valori obiettivo per il CO2, più severi, i quali saranno ancora inaspriti nel 2025 in linea con l'Unione europea. Considerato che le emissioni di CO2 per chilometro della flotta di automobili nuove in Svizzera sono le più elevate a livello europeo, l'auspicata riduzione, seppur necessaria, risulta relativamente impegnativa.</p><p>Il Consiglio federale intende inoltre aumentare dopo il 2020 la quota di carburanti rinnovabili ad almeno il 5 per cento delle emissioni di CO2 del traffico e obbligare in tal senso gli importatori. Alla luce delle reazioni al progetto di legge sulla tassa d'incentivazione sul clima e sull'energia, il Consiglio federale ha finora considerato che un'imposta sul CO2 sui carburanti molto più efficiente dell'obbligo di compensazione non otterrebbe nessuna maggioranza. </p><p>3. Con la ratifica dell'Accordo di Parigi, la Svizzera si è inoltre impegnata a perseguire l'obiettivo di rendere i flussi finanziari compatibili con il clima. Per il momento il Consiglio federale intende concentrarsi sulle misure volontarie degli attori finanziari e adoperarsi per migliorare la trasparenza, mettendo a disposizione, per quanto possibile, basi di valutazione uniformi a livello internazionale. Se i test periodici di compatibilità climatica non registrano progressi, il Consiglio federale esaminerà misure concrete. </p><p>4. Il Consiglio federale intende integrare a partire dal 2020 il traffico aereo intereuropeo al sistema di scambio di quote di emissione. Per i voli internazionali sostiene la misura adottata dall'Organizzazione dell'aviazione civile internazionale (OACI) di compensare le emissioni superiori al livello del 2020 con certificati esteri. Nella sessione invernale 2018, in occasione delle discussioni relative alla legge sul CO2, il Consiglio nazionale ha respinto l'introduzione di una tassa sui biglietti aerei. La tassa sui biglietti aerei avrebbe senz'altro potuto contribuire alla riduzione delle emissioni di CO2 del traffico aereo.</p>  Risposta del Consiglio federale.