<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di registrare e valutare statisticamente, come accade per le informazioni concernenti l'immigrazione, i dati relativi alle svizzere e agli svizzeri esercitanti un'attività lavorativa che vivono o emigrano nella zona UE/AELS.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Gli svizzeri all'estero sono tenuti per legge a iscriversi presso la competente rappresentanza svizzera all'estero. Tuttavia, la legge federale del 26 settembre 2014 concernente persone e istituzioni svizzere all'estero (legge sugli svizzeri all'estero), che entrerà in vigore prossimamente, non prevede reali possibilità di sanzioni nel caso in cui l'obbligo di iscriversi non venga rispettato. L'iscrizione è in linea di massima anche nell'interesse degli svizzeri all'estero.</p><p>Nel registro degli svizzeri all'estero VERA sono rilevate attualmente, oltre ai dati di contatto, solo indicazioni riguardo all'età, al sesso o alla doppia nazionalità, ma non vi sono informazioni sull'attività lavorativa o sul livello di formazione. Anche nell'ambito dell'iter legislativo della nuova legge sugli svizzeri all'estero, il Parlamento ha rinunciato a modificare le vigenti disposizioni sulla protezione dei dati e quindi a registrare dati supplementari.</p><p>Il rilevamento di dati supplementari sugli svizzeri all'estero nella zona UE/AELS con l'ausilio di un sondaggio ad hoc comporterebbe l'attivazione dell'UST all'estero. L'UST lavora invece secondo il principio della territorialità e rileva quindi di regola solo dati sul territorio svizzero. Una possibile valutazione di statistiche europee sul mercato del lavoro già esistenti sarebbe poco attendibile in seguito all'elevata quota di svizzeri con una seconda cittadinanza nella zona UE (circa il 75 per cento). Nella valutazione molti di questi svizzeri verrebbero probabilmente considerati cittadini di una Stato membro dell'UE.</p><p>Nell'ambito del suo mandato legale, il DFAE effettua ogni anno una statistica degli svizzeri all'estero, sulla base dei dati registrati in VERA, che però permette di effettuare solo un'analisi limitata per i motivi sopra enunciati. Con la sostituzione di VERA con un nuovo sistema (eVERA) il prossimo anno, la qualità dei dati dovrebbe essere migliore e permettere in futuro di effettuare valutazioni più precise.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.