<h2>SubmittedText<h2><p>L'impiego di algoritmi ("intelligenza artificiale", IA) nei processi decisionali sta aumentando molto rapidamente. L'opacità di questi algoritmi è in netta contraddizione con gli effetti sempre più marcati che hanno sulla società, sulla democrazia e su norme e valori. La gestione degli algoritmi assume quindi una valenza politica: per poterne valutare le ripercussioni ci vogliono più trasparenza, più competenza e l'accesso ai dati, e per evitare che l'IA abbia ripercussioni negative occorre un maggiore controllo democratico.</p><p>1. Il rapporto in adempimento della mozione Rechsteiner 13.3841 per il futuro del trattamento e della sicurezza dei dati stabilisce, alla misura 50, quanto segue:</p><p>"La Confederazione provvede a che ai processi e agli algoritmi digitali siano assicurate la trasparenza, la tracciabilità, la comprensibilità e la responsabilità (accountability) necessarie a garantire un'economia e una società digitali basate sulla fiducia". Come è stata attuata questa misura o come intende rispondere a questa esigenza il Consiglio federale?</p><p>2. Definire criteri di sicurezza, affidabilità, assenza di discriminazioni, legalità ecc. per l'esame degli algoritmi è molto complesso. Gli elementi fondamentali da tener sempre presenti sono la trasparenza dei processi di sviluppo e di apprendimento e la sicurezza. La Svizzera aspira a sviluppare e standardizzare criteri di questo tipo? La Svizzera partecipa a progetti internazionali per lo sviluppo di norme, ad esempio alla roadmap di standardizzazione dell'IA dell'Istituto tedesco per la standardizzazione (DIN)?</p><p>3. Nel mese di febbraio, la Confederazione ha adottato le linee guida per l'Amministrazione federale in materia di IA, assumendo un'importante funzione di esempio. Quali strumenti vi sono per controllare l'attuazione di queste linee guida? Come viene garantito che la Confederazione tenga conto di considerazioni etiche nello sviluppo e nelle applicazioni dell'IA? La Confederazione prende in considerazione la possibilità di applicare queste linee guida, in forma adeguata, anche all'economia privata?</p><p>4. Qual è l'opinione del Consiglio federale in merito all'istituzione di un organo indipendente per il controllo delle applicazioni di IA in termini di funzionalità, sicurezza, etica e basi giuridiche? Se è favorevole a un organo di controllo di questo genere, ritiene che debba essere gestito dalla pubblica amministrazione o da un'organizzazione privata?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Negli ultimi anni gli sviluppi e le applicazioni dell'intelligenza artificiale (IA) hanno conosciuto importanti progressi. Alla luce di questi sviluppi, nel 2018 il Consiglio federale l'ha definita un punto nodale della strategia "Svizzera digitale" e ha istituito un gruppo di lavoro interdipartimentale, guidato dal DEFR (SEFRI). Il 13 dicembre 2019 ha preso atto dei risultati del rapporto del gruppo di lavoro sulle sfide dell'IA e assegnato diversi mandati conseguenti, tra cui l'elaborazione delle linee guida in materia di intelligenza artificiale per l'Amministrazione federale adottate il 25 novembre 2020 e uno studio di fattibilità per una rete di competenza. Sulla base dei primi risultati dello studio di fattibilità, il 4 dicembre 2020 ha incaricato il DFI (UST) e la CaF (TDT, settore Trasformazione digitale e governance delle TIC) di studiare a fondo l'istituzione di una rete di competenza specifica e di sottoporgli un piano di attuazione entro la fine del giugno del 2021. L'analisi è incentrata sulle funzioni che dovrà adempiere la futura rete di competenza (banca dati strutturata, scambio attivo di conoscenze e mediazione di esperti esterni).</p><p>2. Gli sviluppi attuali dell'IA e le sfide che ne conseguono richiedono soluzioni globali. Da diversi anni, quindi, la Svizzera è attiva in organi internazionali per lo sviluppo di norme sull'IA, ad esempio in seno all'OCSE, al Consiglio d'Europa e all'UNESCO. In qualità di membro del comitato ad hoc per l'IA (CAHAI) del Consiglio d'Europa, la Svizzera partecipa ai lavori di verifica della fattibilità di un quadro giuridico per lo sviluppo, la configurazione e l'applicazione dell'IA. Questo dovrà basarsi sui diritti umani, sullo Stato di diritto e sulla democrazia e tenere pertanto conto non soltanto delle esigenze giuridiche, ma anche di criteri etici. A tal fine, il CAHAI ha consultato numerosi attori dell'economia privata e della società civile. Inoltre, nella primavera del 2021 il Consiglio d'Europa terrà delle consultazioni pubbliche. È per altro previsto di invitare tutti gli interessati a discussioni che si terranno sulla piattaforma nazionale "multi stakeholder" (Piattaforma tripartita) gestita dall'Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM).</p><p>Nell'ambito della futura rete di competenza dovrà essere garantito lo scambio di conoscenze interno all'Amministrazione federale sui processi di sviluppo e di apprendimento. Inoltre, la piattaforma di cui sopra consente un dialogo e uno scambio di informazioni regolari sugli aspetti politici, sociali ed economici dell'IA e sulle pertinenti posizioni della Svizzera nelle organizzazioni internazionali. Istituendo in seno all'UST il Centro di competenza per la scienza dei dati (DSCC), attivo dal 1° gennaio 2021, il Consiglio federale ha altresì deciso di migliorare le condizioni quadro per il rispetto dei valori etici fondamentali. Compito del DSCC è offrire servizi di consulenza per la gestione etica di dati e algoritmi e per questioni concrete in settori come la sicurezza dell'informazione, la non discriminazione, la comprensibilità e la trasparenza ed elaborare basi in materia per l'Amministrazione federale. Queste basi devono essere promosse e rese accessibili a tutte le unità della Confederazione, tra l'altro anche attraverso la rete di competenza. Bisogna inoltre aggiungere che la revisione totale della legge sulla protezione dei dati (nLPD; FF 2020 6695) adottata dal Parlamento il 25 settembre 2020 prevede diversi provvedimenti che possono ripercuotersi sull'impiego dell'IA qualora questa sia applicata all'elaborazione di dati personali. Ad esempio, in futuro gli organi federali e i privati incaricati dell'elaborazione di dati dovranno informare le persone interessate in merito all'esistenza di una decisione individuale automatizzata e alla logica su cui si fonda la decisione (art. 25 cpv. 2 lett. f nLPD).</p><p>3. Le direttive IA adottate dal Consiglio federale (<a href="http://www.admin.ch">www.admin.ch</a> Pagina iniziale Documentazione Comunicati stampa Temi: Tecnologia Data: 25.11.2020 Intelligenza artificiale: adottate le linee guida per l'Amministrazione federale) dovranno servire da quadro di riferimento per l'Amministrazione federale. Del rispetto delle linee guida nell'impiego dell'IA nell'Amministrazione federale sono responsabili i dipartimenti e le singole unità amministrative, nel quadro dei rispettivi compiti definiti per legge e del loro mandato di base. L'UFCOM garantisce una valutazione regolare dell'applicazione e dell'ulteriore sviluppo delle linee guida. Gli approcci all'IA sono numerosi e vari, basati su principi etici o giuridici. Per questo motivo sono in corso iniziative internazionali per armonizzarli mediante standard vincolanti (cfr. punto 2). Diverse imprese hanno già definito linee guida interne in materia. Non è tuttavia previsto di applicare le linee guida dell'Amministrazione federale all'economia privata, nemmeno in forma adeguata.</p><p>4. La Svizzera è uno dei Paesi leader nello sviluppo dell'IA, il che le conferisce una certa responsabilità. Sotto il patrocinio del consigliere federale Ueli Maurer, l'associazione intersettoriale digitalswitzerland ha dato vita alla fondazione Swiss Digital Initiative che, con il suo nuovo marchio Digital Trust, promuove per la prima volta a livello mondiale comportamenti etici e responsabili. Sono previsti altri progetti per garantire standard etici. La determinazione di standard tecnici ed etici offre per altro l'opportunità di discutere con un ampio pubblico sul modo di impiegare l'IA. Gli standard potrebbero aumentare la trasparenza ed evitare distorsioni della concorrenza. A tal fine è indispensabile un approccio globale che tenga conto delle normative giuridiche e amministrative sovranazionali. Determinante è il modo con cui le applicazioni vengono impiegate, non le applicazioni stesse. Di conseguenza il Consiglio federale ritiene che al momento non sia opportuno istituire un organo indipendente per il controllo delle applicazioni dell'IA. Un tale organo potrebbe infatti non essere in grado di tenere sufficientemente conto delle molteplici questioni funzionali, etiche, giuridiche e di sicurezza. Inoltre, la regolamentazione genererebbe costi enormi. Infine, andare da soli per la propria strada in un'epoca in cui il mondo è globalizzato significherebbe rimanere indietro rispetto alla concorrenza globale. Per questi motivi, il Consiglio federale non vede al momento alcun valore aggiunto nell'istituzione di un organo di controllo di questo tipo.</p>  Risposta del Consiglio federale.