<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p></p><p></p><p>Il Consiglio federale considera particolarmente indegne e fuori luogo le affermazioni di Edgar Bronfmann qui ricordate dall'autore dell'interpellanza. Ritiene inoltre che polemiche di questo genere siano assolutamente controproducenti e si scontrino in modo stridente con l'impegno dimostrato dalla Svizzera per rielaborare il proprio passato e, in modo particolare, per risolvere la problematica degli averi non rivendicati. Esse non distoglieranno comunque il nostro Paese dal suo cammino verso la verità, la giustizia e la solidarietà.</p><p></p><p></p><p></p><p>Il Consiglio federale risponde quanto segue alle domande poste dall'autore dell'interpellanza:</p><p></p><p></p><p></p><p>1.Edgar Bronfman o il Congresso ebraico mondiale non sono partner negoziali della Confederazione. La domanda posta dall'autore dell'interpellanza è pertanto ingiustificata.</p><p></p><p></p><p></p><p>2.Per quanto concerne un riconoscimento ufficiale nei confronti dell'ambasciatore Carlo Jagmetti, va ricordato che già immediatamente dopo la presentazione della lettera di dimissioni il capo del DFAE espresse, a nome suo e del Consiglio federale, il profondo rammarico che una carriera diplomatica così brillante si troncasse in tal modo solo qualche mese prima della sua fine. Nel corso della sua carriera Carlo Jagmetti ha occupato numerosi posti di alta responsabilità: è stato tra l'altro a capo della rappresentanza svizzera presso l'Unione europea a Bruxelles, e prima di Washington ha rappresentato il nostro Paese anche a Parigi. Ha sempre affrontato i delicati compiti affidatigli caratterizzandosi per un profondo senso del dovere, un'abilità e una tenacia considerevoli e un'acuta sensibilità nel cogliere tutte le tendenze economiche e politiche che andavano profilandosi.</p>  Risposta del Consiglio federale.