B u n d e s v e rw a l t u n g s g e r i ch t T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i f f éd é r a l T r i b u n a l e am m i n i s t r a t i vo f e d e r a l e T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i v fe d e r a l Corte IV D-1678/2015 S e n t e n z a d e l 31 m a r z o 2 0 1 5 Composizione Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, con l'approvazione del giudice Martin Zoller; cancelliera Zoe Cometti. Parti A._______, nato il (…), alias B._______, nato il (…), Nigeria, ricorrente, contro Segreteria di Stato della migrazione (SEM; già Ufficio federale della migrazione, UFM), Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore. Oggetto Asilo ed allontanamento; decisione della SEM del 13 febbraio 2015 / N […]. D-1678/2015 Pagina 2 Visto: la domanda d'asilo che l'interessato ha presentato in Svizzera in data 10 ot- tobre 2014; i verbali d'audizione del 15 ottobre 2014 (di seguito: verbale 1) e del 13 feb- braio 2015 (di seguito: verbale 2); il verbale della decisione della Segreteria di Stato della migrazione (SEM, già Ufficio federale della migrazione, UFM) del 13 febbraio 2015, notificata al richiedente il medesimo giorno (cfr. atto A18/1); il ricorso del 16 marzo 2015 (cfr. timbro del plico raccomandato; data d'en- trata: 17 marzo 2015); ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti che verranno ripresi nei consi- derandi qualora risultino decisivi per l'esito della vertenza; e considerato: che presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 1 LAsi [RS 142.31]) contro una decisione in materia d'asilo dell a SEM (art. 6 e 105 LAsi, art. 31-33 LTAF), il ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a-c e 52 cpv. 1 PA; che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso; che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, sono decisi dal giudice in qualità di giudice unico, con l’approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi); che, ai sensi dell’art. 111a cpv. 1 LAsi, si rinuncia allo scambio degli scritti; che con ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d'asilo, la violazione del diritto federale e l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi) e, in materia di diritto degli stranieri, pure l'inadeguatezza ai sensi de ll'art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 consid. 5); D-1678/2015 Pagina 3 che il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle argo- mentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2); che nel corso dell'audizione sulle generalità il richiedente ha dichiarato di essere cittadino nig eriano e di aver vissuto dall'infanzia fino al 2011 a C._______ e poi a D._______ in Nigeria (cfr. verbale 1, pagg. 1 e 4); che sarebbe espatriato poiché più volte aggredito, insultato e discriminato a causa del suo orientamento sessuale (cfr. verbale 1, pagg. 6 seg. e ver- bale 2, pag. 3); che, nella decisione impugnata, la SEM ha considerato inverosimili le dichiarazioni dell'interessato circa i suoi motivi d'asilo; che, in particolare, il richiedente si sarebbe contraddetto sull'evento decisivo che l'avrebbe indotto all'espatrio, ossia l'invito da parte del di lui zio a lasciare la casa, dopo aver appreso della sua relazione con tale E._______; che avrebbe dapprima situato suddetta relazione nel 2012 per poi situarla nel 2014; che altresì avrebbe in dicato che la relazione con E._______ sarebbe durata una settimana oppure sei mesi o pure ancora un giorno; che le aggressioni che avrebbe subito risalirebbero a molti anni addietro la data dell'espatrio e ugualmente circa tali eventi la SEM ha riscontrato numerose incongruenze; che, pertanto, la SEM ha respinto la domanda d'asilo ed ha pronunciato l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera e l'esecuzione dello stesso verso la Nigeria siccome lecita, esigibile e possibile; che, nel ricorso, l'insorgen te ha contestato la decisione della SEM circa l'inverosimiglianza rilevata dei suoi motivi d'asilo; che infatti, le contraddi- zioni rilevate dalla SEM sarebbero di poco conto ed interrogato a proposito avrebbe saputo fornire una spiegazione atta a giustificare le incongruenze; che inoltre, l'esecuzione dell'allontanamento non sarebbe ragionevolmente esigibile poiché la Nigeria avrebbe introdotto una legge anti omosessualità che prevedrebbe delle pene durissime; che pertanto qualora facesse rien- tro in Nigeria rischierebbe di essere esposto a trattamenti inumai e degra- danti a causa della sua omosessualità; che, in conclusione, il ricorrente ha chiesto, in via principale, l'annullamento della decisione impugnata, il riconoscimento della qualità di rifugia to non-D-1678/2015 Pagina 4 ché la concessione dell'asilo; che in via sussidiaria ha chiesto la conces- sione dell'ammissione provvisoria; che ha altresì chiesto la concessione dell'assistenza giudiziaria, nel senso dell'esenzione dal versamento delle spese processuali e del relativo anticipo, con protestate spese e ripetibili; che, giusta l'art. 2 cpv. 1 LAsi, la Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati; che l'asilo comprende la protezione e lo statuto accordati a per- sone in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiato; che esso include il diritto di risiedere in Svizzera; che, giusta l'art. 3 cpv. 1 LAsi, sono rifugiati le persone che, nel Paese d'origine o di ultima residenza, sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, nazionalità, apparte- nenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore di essere esposte a tali pregiudizi; che sono pregiudizi seri segnatamente l'esposizione a pericolo della vita, dell'inte- grità fisica o della libertà, nonché le misure che comportano una pressione psichica insopportabile (art. 3 cpv. 2 LAsi); che, a tenore dell'art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda l'asilo deve provare o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato; che la qualità di rifugiato è resa verosimile se l'autorità la ritiene data con una probabilità preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi); che sono inverosimili in particolare le allegazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate o contraddit- torie, non corrispondono ai fatti o si basano in modo determinante su mezzi di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi); che è pertanto necessario che i fatti allegati dal richiedente siano sufficien- temente sostanziati, plausibili e coerenti fra loro; che in questo senso di- chiarazioni vaghe, quindi suscettibili di molteplici interpretazioni, contrad- dittorie in punti essenziali, sprovviste di una logica interna, incongrue ai fatti o all'esperienza generale di vita, non possono essere considerate verosi- mili ai sensi dell'art. 7 LAsi; che è altresì necessario che il richiedente stesso appaia come una persona attendibile, ossia degna di essere cre- duta; che questa qualità non è data, in particolare, quando egli fonda le sue allegazioni su mezzi di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi), omette fatti importanti o li espone consapevolmente in maniera falsata, in corso di procedura ritratta dichiarazioni rilasciate in precedenza o, senza motivo, ne introduce tardivamente di nuove, dimostra scarso interesse nella proce- dura oppure nega la necessaria collaborazione; che infine, non è indispen- sabile che le allegazioni del richiedente l'asilo siano sostenute da prove rigorose; che al contrario, è sufficiente che l'autorità giudicante, pur nu- trendo degli eventuali dubbi circa alcune affermazioni, sia pers uasa che, complessivamente, tale versione dei fatti sia in preponderanza veritiera; D-1678/2015 Pagina 5 che il giudizio sulla verosimiglianza non deve, infatti, ridursi a una mera verifica della plausibilità del contenuto di ogni singola allegazione, bensì dev'essere il frutto di una ponderazione tra gli elementi essenziali a favore e contrari ad essa; che decisivo sarà dunque determinare, da un punto di vista oggettivo, quali fra questi risultino preponderanti nella fattispecie (cfr. DTAF 2013/11 consid. 5.1 e giurisprudenza ivi citata); che, come rettamente ritenuto nella querelata decisione, questo Tribunale ritiene che le dichiarazioni decisive rese dal ricorrente in corso di procedura sono inverosimili, giacché contraddittorie e non corroborate da elementi consistenti, limitandosi, quo ai fatti evocati, ad esprimere delle congetture non fondate su un indizio oggettivo; che avantutto, le dichiarazioni dell'insorgente circa la data d'espatrio sono palesemente contraddittorie: in un primo tempo ha indicato d'essere espa- triato nel marzo del 2012 per poi indicare di essere espatriato nel 2014 (cfr. verbale 1, pagg. 5 e 7 e verbale 2, pagg. 6 e 8); che quo i problemi incon- trati a causa del suo orientamento sessuale egli ha indicato che sarebbe stato costretto a cambiare diverse vo lte casa; che infatti non appena la gente del posto veniva a conoscenza della sua omosessualità egli temeva di essere aggredito e pertanto già allorquando risiedeva a C._______ sa- rebbe stato costretto a cambiare più volte casa (cfr. verbale 1, pag. 6 e verbale 2, pag. 3); che a C._______ sarebbe stato aggredito due volte (cfr. verbale 1, pag. 6 e verbale 2, pagg. 4 seg.); che nel 1994 sarebbe stato aggredito da più di venti persone a mani nude e con i bastoni (cfr. verbale 1, pag. 6 e verbale 2, pag. 5); che successivamente sarebbe stato aggredito nel 2005 da cinque parenti di un ragazzo , tale F._______, con il quale avrebbe avuto una relazione (cfr. verbale 1, pag. 6 e verbale 2, pagg. 5 seg.); che tale aggressione sarebbe avvenuta a G._______ nel cortile di fronte a casa (cfr. verbale 2, pag. 6); che ciononostante, secondo le sue stesse indicazioni, egli nel 2005 avrebbe vissuto in un altro settore della città C._______ (cfr. verbale 1, pag. 6); che altresì, l'ultima relazione che avrebbe intrattenuto in Nigeria, più precisamente a D._______, sarebbe stata con E._______, il quale avrebbe rivelato la loro relazione alla sua famiglia (cfr. verbale 1, pagg. 6 seg. e verbale 2, pag. 3); che interrogato su tale questione l'insorgente ha indicato che la relazio ne con E._______ sarebbe durata una settimana (cfr. verbale 1, pag. 7); che chiestogli nuo- vamente quanto tempo fosse durata la suddetta relazione egli ha indicato sei mesi (cfr. verbale 2, pag. 7); che interrogato su tale contraddizione egli ha indicato che la relazione con E._______ sarebbe iniziata sei mesi dopo d'essersi conosciuti (cfr. verbale 2, pag. 8); che quest'ultima spiegazione, D-1678/2015 Pagina 6 contrariamente da quanto indicato nell'atto ricorsuale, non soccorre l'insor- gente giacché in seguito improvvisamente egli ha indicato che la relazione sarebbe durata un giorno (cfr. verbale 2, pag.9); che essendo le conse- guenze di questa relazione ad aver obbligato l'insorgente all'espatrio, mal si comprende che l o stesso si sia contraddetto in maniere lampante su eventi tanto importanti; che ad ogni modo, egli ha poi indicato che una volta invitato a lasciare la casa dello zio a D._______, non avrebbe avuto nessun altro posto dove poter recarsi all'infuori della Svizzera; che sorprende come non abbia pensato di recarsi dalla madre residente a tuttora in Nigeria a H._______, Edo State, e con la quale avrebbe un buon rapporto ed abbia invece pensato alla Svizzera come unica soluzione (cfr. verbale 1, pag. 4 e verbale 2, pagg. 4 e 6 seg.); che, per il resto, onde evitare ulteriori ripeti- zioni, si rimanda alle considerazioni della decisione della SEM; che per sovrabbondanza si aggiunga, che a mente di questo Tribunale, in Nigeria, l'omosessualità era di per sé già penalmente punibile dal codice penale prima dell'entrata in vigore della legge Same Sex Marriage (Prohibi- tion) Act in gennaio 2014; che l'introduzione di tale legge ha avuto soprat- tutto un effetto di maggiore stigmatizzazione degli omosessuali in Nigeria da parte della società e dei famigliari; che ciononostante lo stesso non ha subito condanne a causa del suo orientamento sessuale e, come visto più sopra, lo stesso ha un buon rapporto con la madre; che, in considerazione di quanto esposto, il ricorso in materia di riconosci- mento della qualità di rifugiato e di concessione dell'asilo, destituito di fon- damento, non merita tutela e la decisione impugnata va confermata; che se respinge la domanda d'asilo o non entra nel merito, la SEM pronun- cia, di norma, l'allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l'esecuzione; che tiene però conto del principio dell'unità della famiglia (art. 44 LAsi); che l'insorgente non adempie le condizioni in virtù del le quali l a SEM avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera (art. 14 cpv. 1 seg., art. 44 LAsi nonché art. 32 dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni procedurali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]; cfr. DTAF 2013/37 consid. 4.4); che codesto Tribunale è pertanto tenuto a confermare la pronuncia dell'al- lontanamento; D-1678/2015 Pagina 7 che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 LStr (RS 142.20), giusta il quale l'esecuzione dell'allontanamento dev'essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragione- volmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr); che nella misura in cui codesto Tribunale ha confermato la decisione della SEM relativa alla domanda d'asilo dell'insorgente, quest'ultimo non può prevalersi del principio del divieto di respingimento (art. 5 cpv. 1 LAsi), ge- neralmente riconosciuto nell'ambito del diritto internazionale pubblico ed espressamente enunciato all'art. 33 della Convenzione sullo statuto dei ri- fugiati del 28 luglio 1951 (Conv., RS 0.142.30); che, in siffatte circostanze, non v'è motivo di considerare l'esistenza di un rischio personale, concreto e serio per il ricorrente di essere esposto, in caso di allontanamento nel suo Paese d'origine ad un trattamento proibito, in relazione all'art. 3 CEDU o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicem- bre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105); che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile (cfr. art. 83 cpv. 3 LStr in relazione all'art. 44 LAsi); che, inoltre, malgrado si verifichino occasionalmente degli scontri violenti, la situazione vigente in Nigeria non risulta caratterizzata da guerra, guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme de lla popolazione nell'integralità del territorio nazionale; che nonostante il suo orientamento sessuale e la possibile stigmatizza- zione sociale egli ha potuto frequentare (…) anni di scuola ottenendo il di- ploma di tecnico (…) ed ha un'esperienza professionale decennale in tale ambito (cfr. verbale 1, pag. 4); che, inoltre la madre, con la quale ha buoni rapporti, risiede a tuttora nel Paese d'origine (cfr. verbale 1, pag. 4 e ver- bale 2, pag. 4); che, avendo vissuto dall'infanzia fino al 2011 a C._______ e dal 2011 a sicuramente il 2012 a D._______ (cfr. verbale1, pag. 4), si può partire dal presupposto che abbia una buona rete sociale in Patria; che, in aggiunta, il ricorrente non ha preteso nel gravame di soffrire di gravi problemi di salute che possano giustificare la sua ammissione provvisoria (cfr. DTAF 2011/50 consid. 8.1-8.3; 2009/2 consid. 9.3.2); D-1678/2015 Pagina 8 che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento dell'insorgente nel suo Paese d'origine è ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr in relazione all'art. 44 LAsi); che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr in relazione all'art. 44 LAsi); che l'insorgente, usando della necessaria diligenza, potrà procurarsi ogni documento indispensabile al rimpatrio (cfr. art. 8 cpv. 4 LAsi; DTAF 2008/34 consid. 12); che l'esecuzione dell'allontanam ento è dunque pure possibile; che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, ra- gionevolmente esigibile e possibile; che, di conseguenza, anche su questo punto la querelata decisione dell'autorità inferiore va confermata; che di conseguenza, la SEM con la decisione impugnata non ha violato il diritto federale né abusato del suo potere d’apprezzamento ed inoltre non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi), altresì, per quanto cens urabile, la decisione non è inadeguata (art. 49 PA); che pertanto il ricorso va respinto; che, visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.–, che seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripe- tibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 feb- braio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]); che la presente decisione non concerne persone contro le quali è pendente una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che hanno abbando- nato in cerca di protezione (art. 83 lett. d cifra 1 LTF); che la decisione non può essere impugnata con ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d LTF); che la pronuncia è quindi definitiva; (dispositivo alla pagina seguente) D-1678/2015 Pagina 9 il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 1. Il ricorso è respinto. 2. Le spese processual i, di CHF 600. –, sono poste a carico del ricorrente. Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministra- tivo federale entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sentenza. 3. Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto- nale competente. Il giudice unico: La cancelliera: Daniele Cattaneo Zoe Cometti Data di spedizione: