<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di modificare come segue l'ORRPChim:</p><p>1. Modifica del contenuto relativo alle deroghe ammesse</p><p>Il diritto svizzero deve prevedere la possibilità di continuare a impiegare i prodotti chimici pericolosi nell'industria chimico-farmaceutica (purché la produzione avvenga in un sistema chiuso e i prodotti chimici critici non siano più presenti in concentrazioni rilevanti nei prodotti finali commercializzati).</p><p>2. Occorre rinunciare a un riferimento diretto al diritto europeo in materia di prodotti chimici, in particolare nell'allegato 1.17.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel quadro del programma d'azione per il rinnovamento dell'economia di mercato, il 30 giugno 1993 il Consiglio federale ha deciso di armonizzare il diritto svizzero in materia di prodotti chimici con quello dell'Unione europea. Poiché, a seguito dell'entrata in vigore del regolamento REACH nel 2007, l'Unione europea ha completamente rivisto i requisiti sulla sicurezza chimica, il Consiglio federale auspicò innanzitutto un accordo bilaterale con l'Unione europea sulla partecipazione della Svizzera al sistema REACH. Nel dicembre 2015, considerata l'attitudine alquanto critica dell'economia nei confronti di questo sistema, decise tuttavia di non proseguire attivamente per il momento i negoziati con l'Unione europea su un accordo bilaterale per l'accesso al mercato dei prodotti chimici e di continuare in modo autonomo l'armonizzazione del diritto svizzero in materia di prodotti chimici con quello europeo. Per garantire un livello di sicurezza elevato e prevenire ostacoli al commercio con l'Unione europea, ossia il principale partner commerciale, con la revisione del 7 novembre 2012 dell'ordinanza sulla riduzione dei rischi inerenti ai prodotti chimici (ORRPChim; RS 814.81) il Consiglio federale ha già introdotto nell'allegato 1.17 una disposizione armonizzata con il regolamento REACH sull'obbligo di sostituzione di determinate sostanze particolarmente preoccupanti (in particolare le sostanze cancerogene, mutagene o pericolose per la riproduzione, le sostanze con proprietà persistenti, bioaccumulabili o tossiche oppure le sostanze endocrine). Detta regolamentazione prevede che, al termine di un periodo transitorio, tali sostanze non potranno per principio più né essere messe in circolazione né utilizzate per scopi commerciali o professionali, ossia dovranno essere sostituite. Se per una determinata sostanza manca un prodotto sostitutivo, le autorità federali possono su richiesta concedere una deroga all'utilizzo di tale sostanza. Inoltre, le omologazioni concesse dalla Commissione europea per determinati utilizzi nell'Unione europea sono valide anche in Svizzera quale deroga al divieto, a condizione che la sostanza in questione sia stata messa in circolazione e utilizzata conformemente all'omologazione europea.</p><p>La norma vigente dell'allegato 1.17 ORRPChim non impedisce quindi alle industrie chimico-farmaceutiche di continuare a utilizzare sostanze pericolose, irrinunciabili per determinati processi produttivi, se i rischi per la salute e l'ambiente sono gestiti in modo adeguato. Le autorità federali verificano caso per caso l'adempimento di detta esigenza sulla base della domanda di deroga del richiedente.</p><p>Si può partire dal principio che la sostituzione di una sostanza particolarmente preoccupante, disciplinata dall'Unione europea nell'allegato XIV del regolamento REACH, debba essere esaminata con cura anche dall'industria chimico-farmaceutica svizzera. Di conseguenza, il Consiglio federale si attiene alle disposizioni vigenti. Dall'entrata in vigore nel 2012 dell'allegato 1.17 ORRPChim, l'elenco delle sostanze disciplinate è stato ampliato da 14 a 31. Finora, le autorità federali hanno dovuto trattare solo tre domande.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.