<h2>SubmittedText<h2><p>È lecito pensare che ci saranno nuove varianti immunoevasive, sappiamo che il SARS-CoV-2 si diffonde molto più velocemente in autunno e inverno a causa della scarsa umidità dell'aria e che gli agenti patogeni mutando non diventano necessariamente meno pericolosi, ma possono anche diventare più aggressivi. La durata e la qualità dell'immunità sono poco chiare, le lacune vaccinali rimangono un problema, le persone più vulnerabili sono esposte a gravi rischi nei periodi di alta incidenza, le conseguenze a lungo termine della COVID-19 (Long Covid) sono una minaccia reale che colpisce più frequentemente le persone tra i 20 e i 50 anni e, infine, dobbiamo supporre che continueremo a contagiarci. Le ripercussioni sulla salute della popolazione sono sconosciute.</p><p>Possiamo tenere meglio sotto controllo il SARS-CoV-2, in modo da garantire a lungo termine stabilità e sicurezza nella pianificazione. Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Intende riconoscere l'inalazione di goccioline respiratorie, soprattutto in forma di aerosol, come la principale via di trasmissione del virus e condurre campagne per informare la popolazione su questo punto e sull'importanza di un'aria sana (livelli di CO2 inferiori a 800-1000 ppm e umidità relativa tra il 40 e il 60 % riducono drasticamente il rischio di un contagio, cioè la carica virale negli ambienti chiusi)?</p><p>2. È disposto ad aiutare enti pubblici come scuole, ospedali, case di riposo, trasporti pubblici a ottenere un'aria più sana negli ambienti, esortando i Cantoni e, se necessario, fornendo loro aiuti finanziari, logistici e di altro tipo?</p><p>3. Vi sono piani per sensibilizzare gli esercizi commerciali, segnatamente i ristoranti, i bar, le discoteche, le palestre, gli studi medici e i negozi e per sostenerli nell'implementazione di misure tecniche, così come nell'ambito dell'informazione ai clienti?</p><p>4. Intende migliorare la strategia TTIQ in stretta collaborazione con i Cantoni e conformemente all'ordinanza sui certificati COVID-19 (RS 818.102.2), alla legge COVID-19 (art. 3 e 6a ) e le considerazioni sulla scalabilità e sull'efficacia della strategia TTIQ pubblicate il 10 novembre 2020 dalla NCS-TF, in modo da incrementarne l'efficienza e i vantaggi?</p><p>5. È disposto ad avviare e finanziare uno studio di coorte SARS-CoV-2 a lungo termine con oltre 10 000 partecipanti analogo allo Studio svizzero della coorte HIV, al fine di monitorare la circolazione del virus tra la popolazione (p. es. raccogliendo dati su test sulle cellule T, sui casi di Long Covid, sulle reinfezioni e sulle varianti preoccupanti del virus), ottenere dati il più rapidamente possibile e pubblicarli tempestivamente?</p><p>6. Vi è già un registro dei casi di Long Covid? In caso contrario, farà in modo che i medici di base possano registrare anche questi casi attraverso gli appositi moduli di notifica da inviare all'UFSP?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale ha reso noto per tempo che il virus SARS-CoV-2 si trasmette, oltre che attraverso goccioline e superfici contaminate, anche per via aerea e ha pubblicato informazioni specifiche sul sito web dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP; www.ufsp.admin.ch &gt; Coronavirus &gt; Domande frequenti [FAQ]). Come già sottolineato nelle risposte alle interpellanze Bäumle 21.3577 "È dimostrato che il Sars-CoV-2 si trasmette tramite aerosol" e de Courten 21.3510 "Misurazioni della qualità dell'aria. Un'occasione mancata?", non è possibile quantificare le varie vie di trasmissione né definire un valore limite esatto di CO2 oltre al quale vi è un rischio elevato di trasmissione. Gli strumenti di misurazione possono fornire indicazioni sulla presenza di un'elevata concentrazione di CO2 e quindi di un maggiore rischio di trasmissione, ma non possono garantire la sicurezza contro contagi in ambienti chiusi. La trasmissione a distanza ravvicinata attraverso goccioline e aerosol è infatti possibile anche con concentrazioni basse di CO2. Gli apparecchi di misurazione del CO2 possono tuttavia servire da incentivo ad arieggiare più spesso i locali ed è per questo che va elaborata una raccomandazione per un loro uso ragionevole.</p><p>2 e 3. Il Consiglio federale ha decretato la fine della "situazione particolare" e revocato i rimanenti provvedimenti di protezione con effetto dal 1° aprile 2022. Nel documento di base sull'evoluzione a medio e lungo termine dell'epidemia di COVID-19 e sul passaggio alla "situazione normale", sottoposto per consultazione a Cantoni, commissioni parlamentari e parti sociali il 30 marzo 2022 si propone di definire le rispettive competenze. Nella "situazione normale", i compiti menzionati nelle domande volti a promuovere e favorire la "salubrità dell'aria ambiente" all'interno degli edifici rientrano nella sfera di responsabilità dei Cantoni, cui spetta adottare provvedimenti non farmaceutici.</p><p>L'UFSP verifica al momento in quale forma la Confederazione possa promuovere provvedimenti volti a migliorare la qualità dell'aria nei luoghi chiusi grazie a una ventilazione efficiente (p. es. provvedimenti di sostegno, come i sensori di CO2 in luoghi selezionati). È per esempio all'esame una campagna d'informazione tesa a sottolineare l'importanza generale della salubrità dell'aria ambiente e della ventilazione. Anche nell'ottica di prepararsi a un eventuale nuovo aumento dei casi in autunno e in inverno, l'obiettivo è quello di mettere in evidenza e divulgare i benefici della ventilazione come misura auspicabile. Si può però partire dal principio che nella "situazione normale" la Confederazione non stanzierà alcun sostegno finanziario per provvedimenti adottati in questo ambito.</p><p>4. I Cantoni sono responsabili anche di mantenere le strutture e i processi indispensabili per gestire i casi e i loro contatti. Garantiscono il know-how, le risorse umane e le applicazioni informatiche necessarie. Se la situazione epidemiologica lo richiede, sono in grado di procedere a un tracciamento completo dei contatti puntando a un'ampia automatizzazione dei processi per aumentare l'efficienza e consentendo il coordinamento tra Cantoni.</p><p>5. Per monitorare la situazione epidemiologica, la Confederazione si fonda su diversi pilastri, quali il sistema di dichiarazione obbligatoria, il sistema di dichiarazione Sentinella e il monitoraggio delle acque di scarico, compresi il sequenziamento e altri programmi di monitoraggio.</p><p>Anche per la valutazione della copertura immunitaria della popolazione la Confederazione si basa su vari dati, per esempio sul grado di copertura vaccinale, sul numero di persone risultate positive al test, sul numero di decorsi gravi della malattia e su diversi studi in corso sugli anticorpi. Per la valutazione della copertura immunitaria della popolazione è inoltre in corso un programma di sorveglianza genomica (sequenziamento). Con tutte queste informazioni è possibile valutare come si svilupperà nel tempo la protezione immunitaria. Tutte le attività menzionate saranno proseguite per valutare anche in futuro la situazione epidemiologica e lo stato immunitario della popolazione svizzera.</p><p>6. In Svizzera i casi di sindrome post COVID-19 vengono già registrati in vari modi. Sono infatti in corso vari studi, tra cui anche studi di coorte, finalizzati ad analizzare la diffusione della sindrome post COVID-19. Ed è in corso anche una ricerca bibliografica, commissionata dall'UFSP e periodicamente aggiornata, che passa in rassegna le più recenti acquisizioni nazionali e internazionali sulla sindrome post COVID-19. Inoltre, nel quadro del sistema di dichiarazione Sentinella, dal luglio del 2021 viene rilevato e notificato all'UFSP anche il numero di consultazioni mediche per pazienti con sintomi a lungo termine dopo un'infezione da COVID-19. La rilevazione di ulteriori dati relativi alla sindrome post COVID-19 attraverso il sistema di dichiarazione Sentinella è attualmente in discussione.</p><p>Per altro, di recente è stata pubblicata una prima versione di raccomandazioni per gli accertamenti di medicina assicurativa nei casi di sindrome post COVID-19. Anche questa futura rilevazione contribuirà a censire su vasta scala i casi di sindrome post COVID-19. Un apposito registro non offrirebbe al momento alcun valore aggiunto. È invece preferibile riunire in un quadro completo le molte rilevazioni di dati in corso e le conoscenze così acquisite. Se, oltre a ciò, la Confederazione volesse istituire un registro specifico dei casi di sindrome post COVID-19 analogo al registro dei tumori, il Parlamento dovrebbe creare una nuova base legale formale.</p>  Risposta del Consiglio federale.