<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di esaminare le diverse vie che permetterebbero di trovare delle soluzioni ai problemi posti dall'applicazione dell'articolo 114 del Codice penale svizzero. Questo studio dovrebbe in particolare valutare i vantaggi e gli inconvenienti delle diverse soluzioni, che in ogni caso dovrebbero prevedere condizioni molto severe. Lo studio potrebbe permettere di condurre un dibattito sereno, approfondito e misurato sul tema dell'eutanasia attiva diretta.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il dibattito riguardo all'articolo 114 del Codice penale (omicidio su richiesta della vittima) non è nuovo. L'autore del postulato, che corrisponde in gran parte all'iniziativa parlamentare Cavalli 00.441, "Punibilità dell'eutanasia attiva. Nuove disposizioni", respinta l'11 dicembre 2001 in Consiglio nazionale, chiede al Consiglio federale di esprimersi nuovamente su questioni di cui si era già occupato in occasione del rapporto del Dipartimento federale di guistizia e polizia del 24 aprile 2006 "Eutanasia e medicina palliativa. La Confederazione deve legiferare?". Il rapporto, stilato in risposta alle mozioni 03.3180, "Eutanasia e medicina palliativa", e 05.3352, "Eutanasia. Attività peritale", rammenta che l'omicidio diretto volontario di un terzo è punito dal diritto svizzero anche se commesso su richiesta esplicita di una persona affetta da malattia incurabile ansiosa di mettere fine alle proprie sofferenze. Si ricorda anche che l'omicidio su richiesta della vittima è oggetto di un trattamento privilegiato rispetto all'omicidio intenzionale, in quanto è passibile di una pena meno severa. In seguito ad analisi approfondita, il 31 maggio 2006 il Consiglio federale è giunto alla conclusione che in Svizzera il divieto di uccidere si applica senza limitazioni e che l'eutanasia attiva diretta è quindi vietata. Ha inoltre sostenuto che non occorre legiferare sul piano federale in materia di assistenza diretta e indiretta al suicidio. Il Consiglio federale non vede alcun motivo di rivedere la sua posizione in seguito alla decisione del tribunale di polizia del distretto di Boudry del 6 dicembre 2010. Tale decisione dimostra soltanto che le autorità giudiziarie dispongono dei mezzi necessari a tenere debitamente conto delle circostanze del caso.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.