<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Grazie alla riforma fiscale delle imprese 1997 si sono frattanto attuati importanti sgravi fiscali per le imprese a livello federale. Solamente il passaggio dalla tariffa a tre scaglioni all'aliquota d'imposta unitaria dell'8,5 per cento e la soppressione dell'imposizione sul capitale delle società giuridiche hanno fruttato alle persone giuridiche sgravi di 360 milioni di franchi all'anno. L'estensione della riduzione per partecipazioni agli utili in capitale ha comportato ulteriori sgravi pari a 100 milioni di franchi all'anno. Inoltre, le riduzioni in materia di tassa di negoziazione e l'introduzione della procedura di notifica nel rapporto società madre/filiale hanno provocato ulteriori importanti miglioramenti per la piazza economica svizzera. Con la legge sulle fusioni seguiranno presto altri miglioramenti.</p><p></p><p>In generale per sgravi a livello di società non esiste un imminente bisogno d'agire. Le aliquote svizzere delle imposte gravanti le società rimangono concorrenziali anche dopo le modifiche in Paesi paragonabili. Per quanto riguarda la richiesta riduzione dell'aliquota dell'imposta sull'utile, essa avrebbe l'effetto del principio dell'innaffiatoio, con il quale la piazza economica non potrebbe venire rafforzata in maniera ottimale. Inoltre, una riduzione di tale aliquota non andrebbe in prima linea a beneficio delle PMI. Ne approfitterebbero soprattutto le grandi imprese rispettivamente i loro azionisti svizzeri e stranieri. Per le piccole e medie imprese risulterebbero soltanto sgravi modesti.</p><p></p><p>La necessità di intervenire a livello fiscale per le PMI che rivestono forma di società di capitali esiste piuttosto direttamente presso l'investitore che, attualmente, deve imporre completamente i suoi redditi, sebbene siano già stati in precedenza assoggettati all'imposta sull'utile (doppia imposizione economica) oppure realizza il reddito come utile in capitale privato esente da imposta. Di conseguenza, vengono spesso prese decisioni non oggettive in merito a tesaurizzazione o distribuzione degli utili. La tesaurizzazione comporta nuovamente problemi di successione (ad alto prezzo) oppure inaspettati elevati oneri fiscali (a seguito di una liquidazione parziale indiretta o di una trasposizione). Per le società di persone risultano poi considerevoli svantaggi in particolare nell'ambito del diritto dei contributi sociali nonché dell'imposizione delle riserve occulte nel caso di cessazione dell'attività aziendale.</p><p></p><p>Misure come</p><p></p><p>"la creazione di condizioni quadro più favorevoli ed eque per il capitale a rischio (capitale proprio) di società di capitale e cooperative;</p><p>"la creazione di condizioni quadro più favorevoli per il capitale a rischio (capitale proprio) delle società di persone; </p><p>"l'acquisizione agevolata di capitale di terzi</p><p></p><p>sono state esaminate in seno alla Commissione di esperti istituita dal DFF "Imposizione fiscale delle imprese indipendente dalla loro forma giuridica" (ERU) e diretta dal professor Xavier Oberson, il cui obiettivo è il miglioramento delle condizioni quadro delle PMI e un onere uniforme per tutte le imprese indipendentemente dalla loro forma giuridica. Il rapporto della commissione di esperti è stato pubblicato nel mese di luglio del 2001.</p><p></p><p>2. Fondandosi sul rapporto della commissione di esperti ERU e su uno studio politico-economico sulla piazza economica svizzera, il Consiglio federale esaminerà in primo luogo le seguenti misure:</p><p></p><p>"imposizione ridotta di ogni reddito derivante da partecipazioni, che devono soddisfare determinate condizioni, presso l'investitore grazie all'introduzione di una cosiddetta procedura d'imposizione parziale;</p><p>"promozione dell'acquisizione di capitale a rischio tramite i cosiddetti "business angel";</p><p>"estensione della riduzione per partecipazioni con la riduzione delle quote determinanti;</p><p>"aumento dell'attuale limite esente da imposta per la tassa d'emissione sui diritti di partecipazione;</p><p>"introduzione di un'imposizione fiscale delle imprese indipendente dalla loro forma giuridica o agevolazioni relative alle imposte sul reddito per le società di persone in caso di cessazione dell'attività aziendale.</p><p></p><p>La sostenibilità di queste misure dipende però fortemente dall'esistenza e dalla consistenza di un'eccedenza strutturale delle finanze federali. Bisogna soprattutto tener presente che la maggior entrata straordinaria come quella registrata nel 2000 non può ingenerare impegni a lungo termine nella misura in cui è dovuta alla situazione congiunturale. Diversamente si ritornerebbe inevitabilmente alla politica dei debiti. Una politica finanziaria sostenibile è chiaramente anche nell'interesse dell'economia. Stabilità, condizioni quadro consolidate, benessere e previdenza nonché un moderato servizio del debito dello Stato sono infatti i presupposti fondamentali per un'economia prospera.</p>  Risposta del Consiglio federale.