<h2>SubmittedText<h2><p>Le centrali a carbone emettono diverse sostanze nocive come il mercurio, l'arsenico, l'ossido di zolfo, il metano, il biossido di azoto e il cloridrato. Queste sostanze possono essere inalate o contaminare la catena alimentare inquinando i corsi d'acqua e il suolo. La salute delle persone che vivono nei pressi di una centrale a carbone è notevolmente compromessa: gravidanze che sfociano in un aborto spontaneo, asma nei bambini e bronchiti negli anziani. Secondo uno studio, in Kosovo i costi sanitari vanno da 144 a 352 milioni di euro proprio a causa delle centrali a carbone. Le banche di sviluppo multilaterali continuano però a finanziare nuove centrali in Polonia, Sudafrica, Pakistan e Kosovo.</p><p>Stando all'interpellanza 17.4176, in seno al Consiglio esecutivo la Svizzera si astiene, invece di assumersi le proprie responsabilità. I contribuenti svizzeri finanziano così degli impianti che mettono in serio pericolo la salute della popolazione.</p><p>Altri investitori hanno già fatto un passo avanti: la cassa pensioni della Confederazione, Publica, così come i gruppi AXA e Allianz hanno ritirato il carbone dai loro portafogli. Si assiste alla cessazione degli investimenti nelle centrali a carbone in oltre settanta Paesi, fra l'altro da parte della Deutsche Bank e di altri 688 istituti. Addirittura in India e in Cina alcune centrali non verranno più costruite perché ritenute troppo care e dannose per la popolazione locale ("The Guardian", 2017).</p><p>1. Negli ultimi tre anni le banche di sviluppo hanno dato il loro consenso per investimenti a favore delle centrali a carbone? Qual è stato l'atteggiamento della Svizzera?</p><p>2. In che modo il Consiglio federale si assicura che le decisioni d'investimento prese dalle banche di sviluppo a partecipazione svizzera siano compatibili con l'Accordo di Parigi (art. 2c) e con l'obiettivo di limitare il riscaldamento climatico a un massimo di due gradi, ben sapendo che il contributo determinato a livello nazionale (CDN) per ridurre le emissioni è conforme all'obiettivo solo per un ridotto numero di Paesi, fra cui il Marocco?</p><p>3. Il Consiglio federale esamina la possibilità di portare il prezzo ombra del CO2 a un livello realistico per consentire almeno di valutare correttamente l'eventuale investimento nelle centrali a carbone per mezzo delle banche di sviluppo?</p><p>4. In che modo le banche di sviluppo tengono conto nelle loro decisioni di investimento di malattie, aborti e morti premature fra la popolazione che vive vicino alle centrali a carbone, causati dall'emissione di mercurio, arsenico e altre sostanze?</p><p>5. La DSC mette a disposizione mezzi supplementari per preservare la salute della popolazione quando una banca di sviluppo cofinanzia una centrale a carbone?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Come già illustrato nella risposta del 12 dicembre 2014 all'interpellanza Gasser 14.4261, "Utilizzo di fondi pubblici per finanziare le centrali a carbone estere", e nella risposta del 14 dicembre 2017 alla già citata interpellanza Schmid-Federer 17.4176, "Centrali a carbone finanziate con soldi svizzeri?", la Svizzera si impegna affinché le banche di sviluppo multilaterali adottino una prassi restrittiva nel finanziamento delle centrali a carbone.</p><p>1. Negli ultimi tre anni nessuna banca di sviluppo multilaterale, nella quale è rappresentata anche la Svizzera, ha presentato una richiesta per decidere in merito al finanziamento di una centrale a carbone.</p><p>2. In seno alle banche multilaterali e insieme a una vasta alleanza di Paesi donatori la Svizzera s'impegna a favore di standard ambientali elevati e obiettivi climatici di ampia portata. Le banche multilaterali svolgono un ruolo fondamentale nell'attuazione dell'Accordo di Parigi sul clima: riducono i rischi di investimento nelle energie rinnovabili e sostengono i Paesi nel raggiungimento degli obiettivi sul clima. Nel 2017 le principali banche di sviluppo hanno portato a 33 miliardi di USD i fondi propri destinati a progetti climatici, una crescita significativa rispetto all'anno precedente.</p><p>3. Le banche di sviluppo multilaterali a partecipazione svizzera non avevano più finanziato nuove centrali a carbone già prima dell'Accordo di Parigi sul clima nel 2015. Oggi, nell'analisi sulla redditività delle centrali a carbone, le principali banche multilaterali di sviluppo utilizzerebbero un prezzo ombra per il CO2. La Svizzera è attiva inoltre nella "Carbon Pricing Leadership Coalition", una coalizione che riunisce governi, imprese, banche di sviluppo multilaterali e organizzazioni non governative e che si adopera per fissare un prezzo globale per il CO2. La Svizzera non usa un proprio prezzo ombra supplementare per il CO2 nell'ambito dei progetti delle banche di sviluppo.</p><p>4. Nelle loro decisioni di investimento le banche di sviluppo multilaterali devono osservare criteri severi in materia di standard ambientali sociali (e sanitari), al fine di ridurre al massimo l'impatto negativo ecologico e sociale dei loro progetti. Nei gruppi direttivi la Svizzera s'impegna per fissare e attuare standard elevati. Le banche di sviluppo dispongono di meccanismi di ricorso e assistenza giudiziaria per la popolazione locale.</p><p>5. Migliorare le condizioni di salute nei Paesi in via di sviluppo è un obiettivo importante nella cooperazione internazionale della Svizzera. I programmi della DSC sono a lungo termine e si basano sui bisogni dei Paesi partner; sono quindi del tutto indipendenti da potenziali investimenti delle banche di sviluppo multilaterali nelle centrali a carbone.</p>  Risposta del Consiglio federale.