<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di rinunciare alle previste modifiche di ordinanze nel settore dell'energia nucleare, annunciate il 10 gennaio 2018 mediante l'avvio di una procedura di consultazione, fino a quando non sarà concluso il procedimento legale concernente la sicurezza sismica della centrale nucleare di Beznau e non sarà disponibile una sentenza del tribunale passata in giudicato. Inoltre, è necessario rinunciare a qualsiasi misura che indebolisca la sicurezza nucleare. In particolare, la dose di radiazioni consentita per la popolazione in caso di terremoto molto forte (con probabilità di verificarsi una volta ogni 10 000 anni) non deve essere aumentata da 1 a 100 millisievert (mSv).</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La causa intentata dagli abitanti della zona intorno alla centrale nucleare di Beznau e da organizzazioni ambientaliste contro l'IFSN ha messo in luce il fatto che l'articolo 8 dell'ordinanza del 10 dicembre 2004 sull'energia nucleare (OENu; RS 732.11), concernente l'analisi deterministica degli incidenti, e l'articolo 44 OENu concernente la messa fuori servizio temporanea di impianti nucleari, nonché due ordinanze del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) emanate sulla base di tali articoli, sono formulati in modo poco chiaro e possono dare adito ad equivoci.</p><p>La revisione attualmente in corso ha lo scopo, in primo luogo, di precisare il testo di queste disposizioni in modo tale che corrisponda in maniera inequivocabile all'intenzione originaria del Consiglio federale e alla prassi adottata da anni dall'IFSN. Indipendentemente dall'esito del procedimento legale in corso, la revisione è necessaria per ripristinare la necessaria sicurezza giuridica. Le prescrizioni di sicurezza non vengono per questo rese meno severe: l'attuale livello di sicurezza delle centrali nucleari svizzere non viene compromesso.</p><p>Occorre distinguere fra le prove da fornire ai sensi dell'articolo 8 OENu e i criteri per la messa fuori servizio di cui all'articolo 44 OENu: per quanto riguarda le prescrizioni in materia di prove da fornire, e quindi le prescrizioni di sicurezza per le centrali nucleari, sostanzialmente nulla cambierà rispetto alla prassi attuale. Solamente i criteri per la messa fuori servizio dovranno essere adeguati per ragioni di proporzionalità. Per esempio, gli esercenti delle centrali nucleari dovranno continuare a poter dimostrare che, in caso di evento naturale avente una probabilità di verificarsi una volta ogni mille anni, la popolazione non sarebbe esposta a una dose superiore a 1 millisievert. Se questa prova non viene fornita, l'esercente non dovrà più mettere fuori servizio immediatamente la propria centrale nucleare ma provvedere a riequipaggiarla in modo che la prova possa essere fornita entro un determinato periodo di tempo. Nell'esempio in questione, la dose potenziale alla quale sarebbe esposta la popolazione in caso di evento rimarrebbe effettivamente bassa e sarebbe dell'ordine di grandezza della dose annua (media) determinata dalla radiazione naturale. Con un livello di dose così basso, procedere immediatamente a una messa fuori servizio temporanea non sarebbe corretto dal punto di vista tecnico e risulterebbe sproporzionato sotto il profilo giuridico.</p><p>Per quanto riguarda le ragioni che hanno indotto il Consiglio federale a proporre la revisione delle ordinanze in questione, nulla è cambiato. Il Consiglio federale analizzerà con attenzione i risultati della consultazione e ne terrà conto nella sua decisione definitiva in merito alla revisione dell'ordinanza.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.