<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale riconosce che le regioni industriali, in particolare l'Arco giurassiano, hanno bisogni specifici. Esso è altresì consapevole del fatto che queste regioni hanno sviluppato un notevole know-how tecnologico, ad esempio nei settori della microtecnica, dell'elettronica e dell'industria meccanica. Per questo, il Consiglio federale intende tenere debitamente conto delle necessità delle regioni industriali nel quadro del riorientamento della politica regionale.</p><p>Alle singole domande il Consiglio federale risponde nel modo seguente.</p><p>1. Questioni sul valore del rapporto </p><p>a) Il rapporto finale "Nuova politica regionale" presentato il 6 febbraio 2003 dalla commissione d'esperti "Esame e riorientamento della politica regionale" ha il valore di un normale rapporto d'esperti. Malgrado ciò, proprio nell'ottica di un ampio dibattito pubblico, il lavoro d'informazione è stato avviato con una certa rapidità. </p><p>b) Il DFE ha chiesto l'elaborazione di un progetto di consultazione relativo ad una legge su provvedimenti di politica regionale. In questo modo si tiene anche debitamente conto dei postulati delle Camere federali (fra cui 01.3003 postulato Commissione dell'economia e dei tributi CN (00.075) Politica regionale. Colmare le attuali lacune e migliorare il coordinamento dei diversi strumenti e 01.3017 postulato Commissione dell'economia e dei tributi CS Nuovi orientamenti strategici in materia di politica regionale). La consultazione dovrebbe essere avviata nella prima metà del 2004. </p><p>Per l'elaborazione del rapporto di consultazione, il rapporto degli esperti rappresenta sicuramente una base importante. Tuttavia, essa non è la sola: anche altri documenti saranno presi in considerazione, ad esempio, i pareri espressi sulla nuova politica regionale dalla Conferenza dei governi dei Cantoni di montagna, dalla Comunità di lavoro svizzera per le ragioni di montagna (SAB) e dalla Conferenza dei segretari delle regioni svizzere di montagna (CoSeReg). A ciò si aggiungono i risultati delle manifestazioni tenutesi nel quadro del lavoro d'informazione dell'opinione pubblica.</p><p>2. Questioni sul contenuto del rapporto</p><p>a) Il nuovo indirizzo che si vuole impartire alla politica regionale non intende mettere fine al sostegno offerto alle regioni di montagna e alle rispettive aree industriali. Esso intende piuttosto apportare benefici anche a queste regioni, come dimostrano le riflessioni che seguono:</p><p>- La nuova perequazione finanziaria e dei compiti fra la Confederazione e i Cantoni (NPF) contribuirà in modo decisivo alla riduzione delle disparità. La politica regionale potrà così concentrarsi maggiormente sul sostegno alle regioni nello sfruttamento del loro potenziale di sviluppo. La creazione di sistemi a valore aggiunto e di poli regionali (cluster) sarà un elemento centrale della futura strategia in materia di politica regionale. Considerato l'importante know-how tecnologico accumulato e il notevole grado di specializzazione settoriale raggiunto dall'Arco giurassiano, il nuovo approccio sarà sicuramente vantaggioso anche per questa regione. </p><p>- I progetti relativi allo sviluppo di infrastrutture continueranno ad essere sostenuti se saranno direttamente finalizzati alla valorizzazione dei potenziali di sviluppo esistenti.</p><p>- La futura politica regionale metterà altresì l'accento sulla promozione dello spirito imprenditoriale e sulla realizzazione di un contesto innovativo. Ne conseguiranno effetti positivi sulla competitività economica delle regioni interessate sia in ambito nazionale che internazionale.</p><p>b) Le grandi banche, seguite dalle banche cantonali e da altri istituti bancari hanno introdotto nuovi sistemi di apprezzamento dei rischi che, oltre al rendimento individuale delle imprese, tengono conto di elementi quali il settore d'attività o la regione. Questo sistema di apprezzamento dei rischi si basa sui risultati effettivi registrati dalle imprese nelle varie categorie e non costituisce pertanto una discriminazione, anche se di fatto meccanismi di questo tipo rischiano di rafforzare le tendenze del mercato. </p><p>c) Il fatto di tenere conto dei rischi settoriali obbedisce ad un approccio razionale che sarà ulteriormente rafforzato dalle tendenze introdotte a livello internazionale nella vigilanza delle attività bancarie (Basilea II). Non è dunque possibile parlare nel caso specifico di distorsione della concorrenza.</p><p>d) La politica creditizia delle grandi banche è stata contrassegnata, negli ultimi anni, da un calo dei prestiti a tutte le categorie di imprese. Come illustrato dal rapporto del Consiglio federale del 2 luglio 2003 sul riesame e il potenziamento delle fideiussioni delle arti e dei mestieri, la quota parte delle due grandi banchi resta considerevole visto che raggiunge il 40 per cento per le imprese con meno di 10 collaboratori. Sebbene le banche cantonali abbiano visto aumentare il volume dei loro crediti, è solo negli ultimi mesi che la loro quota di mercato per l'intero settore delle PMI ha superato quella delle grandi banche. La contrazione dei crediti all'economia riflette in larga misura l'evoluzione congiunturale. La riduzione più importante è tuttavia stata registrata dalle grosse banche poiché esse concedono meno crediti ipotecari e più crediti che per la loro natura sono maggiormente esposti alle oscillazioni del volume d'attività. Il Consiglio federale ritiene che la Confederazione non possa sostituirsi al sistema bancario. Esso punta pertanto sul rafforzamento di misure alternative, in particolare in materia di fondi propri, come spiegato nel rapporto sulle fideiussioni. Attualmente, il DFE sta lavorando a varie misure riguardanti la creazione e il finanziamento di imprese. Si tratta in particolare della revisione della legge federale sulle società d'investimento in capitale di rischio, al fine di aumentare l'attrattiva di questa modalità di finanziamento, dell'ottimizzazione della fideiussione delle arti e dei mestieri, con lo scopo di aumentare l'efficacia di questo strumento, nonché dell'intensificazione dell'impegno della Commissione per la tecnologia e l'innovazione (iniziativa CTI Start-up) a favore delle nuove imprese, in modo da aumentarne le possibilità di affermarzione e di sviluppo.</p><p></p><p>e) Il gruppo d'esperti si è basato, in effetti, su un'analisi bancaria che attribuisce notevole importanza agli elementi fiscali, i quali continueranno a rivestire un certo ruolo. La nuova politica di perequazione mira a correggere gli squilibri e metterà a disposizione dei Cantoni meno sviluppati - che normalmente presentano un livello di pressione fiscale relativamente elevato - mezzi liberi nettamente più cospicui di quelli disponibili finora. Una tale misura rappresenta, senza dubbio, un miglioramento importante per le regioni periferiche.</p><p>f) La gerarchia dei centri alla base della nuova politica regionale corrisponde al concetto del sistema di rete cittadina ancorato nell'ordinamento del territorio svizzero. Al riguardo è innegabile che, su scala internazionale, l'attrattiva della piazza economica svizzera è determinata principalmente dai centri di Zurigo, Basilea e Ginevra. Il rapporto degli esperti insiste tuttavia sulla necessità di mettere le città di piccole e medie dimensioni in condizione di recepire e concretizzare autonomamente gli impulsi allo sviluppo provenienti dai grossi centri. </p><p>g) Nella nuova politica regionale il Consiglio federale tiene conto del fatto che, sulla scia della globalizzazione, la concorrenza fra piazze economiche è notevolmente aumentata. Questo vale per la piazza economica svizzera nel suo insieme, come anche per la concorrenza fra regioni svizzere. Negli ultimi anni, le disparità sono cresciute, da un lato, fra gli agglomerati economicamente più forti e, dall'altro, fra le regioni di montagna e le aree rurali. A ciò si aggiunge che, da ormai quasi un decennio, l'economia svizzera langue a seguito di una crescita estremamente debole e di una produttività stagnante. Infine, non vanno dimenticati i crescenti problemi finanziari del settore pubblico. </p><p>L'insieme degli strumenti di politica regionale di cui disponevamo finora non erano più in grado di rispondere adeguatamente a queste sfide. Ed è qui che interviene la nuova politica regionale non in quanto politica di ridistribuzione bensì in qualità di politica di incentivazione. Nell'ottica di un impiego efficiente delle risorse limitate, le regioni periferiche devono essere stimolate con misure specifiche (ad es. promozione dell'imprenditorialità, clima favorevole all'imprenditoria, promozione delle cooperazioni, trasferimento di conoscenze) a sfruttare meglio il potenziale di sviluppo di cui dispongono e a mettere a punto sistemi per la creazione di valore aggiunto. I nuovi e più appropriati strumenti di promozione che saranno messi a disposizione delle zone rurali e delle regioni di montagna (comprese le regioni industriali) consentiranno così di creare nuovi posti di lavoro. </p><p>3. Questioni sulla politica regionale della Confederazione </p><p>a) I vari strumenti della futura politica regionale saranno definiti in una "legge federale sulle misure di politica regionale". </p><p>I programmi pluriennali di politica regionale potrebbero essere finanziati mediante un credito quadro della Confederazione. Sarebbe così possibile realizzare programmi innovativi a livello cantonale e dare vita ad unità di cooperazione sovracantonale. Unitamente a ciò andrebbe rafforzata la collaborazione orizzontale sotto forma di progetti pilota di politica regionale realizzati di concerto da più uffici federali (ad es. quelli preposti all'agricoltura, alla formazione professionale e alla politica regionale). Un eventuale credito quadro per la politica regionale potrebbe essere presentato in Parlamento nel 2007 unitamente ad un primo programma pluriennale. A questo proposito vanno tenuti presenti gli sforzi di risparmio decisi dal Parlamento nel quadro dell'attuale programma di alleggerimento 03, che produrrà i suoi effetti a partire dal 2004. Allo stesso modo occorre tenere conto del fatto che la NPF si assumerà i compiti di ridistribuzione attualmente svolti dalla politica regionale.</p><p>Inoltre è previsto di esaminare la possibilità di creare una fondazione per le regioni di montagna. Essa verrebbe finanziata dal fondo d'aiuto agli investimenti della Confederazione (circa 1,3 miliardi di franchi) e dalle prestazioni supplementari dei Cantoni beneficiari. </p><p>Questi sforzi dimostrano che il Consiglio federale continua a ritenere la politica regionale un settore di sua competenza e ad attribuirle notevole importanza. È tuttavia anche vero che, considerato l'approccio decentralizzato della nuova politica regionale, l'impegno dei Cantoni dovrà essere maggiore.</p><p>b) La nuova politica regionale intende migliorare a lungo termine l'efficacia degli sforzi della Confederazione senza che ciò comporti l'abbandono del sostegno all'una o all'altra regione del Paese. Nella misura in cui la situazione economica delle regioni industriali periferiche lo richiederà, saranno messi a punto specifici strumenti sulla base, ovviamente, di una più stretta collaborazione fra i Cantoni, da un lato, e fra Cantoni e Confederazione, dall'altro. </p><p>c) Anche se il nuovo orientamento della politica regionale non prevede più di accordare la priorità a misure di carattere infrastrutturale, il sostegno finanziario a progetti infrastrutturali importanti continuerà ad essere accordato a condizione che essi siano finalizzati alla valorizzazione diretta o indiretta dei potenziali di sviluppo regionali o sovraregionali. </p><p>d) L'entrata in vigore della NPF dovrebbe mettere a disposizione dei Cantoni mezzi finanziari per un importo tale da garantire ai Comuni infrastrutture di base qualitativamente sufficienti. A ciò si aggiunge che, determinati compiti settoriali, come ad esempio, il miglioramento delle strutture agricole, continueranno ad essere assunti congiuntamente da Confederazione e Cantoni. In questo modo, la politica regionale potrà focalizzarsi meglio sulla creazione di valore aggiunto nelle regioni e sul miglioramento della loro competitività.</p>  Risposta del Consiglio federale.