<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Contesto</p><p>La cooperazione con la Russia fa parte della cooperazione con l'Est, basata sul Decreto federale del 24 marzo 1995 concernente la cooperazione con i paesi dell'Europa orientale. L'attuale cooperazione della Svizzera con la Russia s'inscrive nel contesto del Messaggio del 19 agosto 1998 sulla continuazione della cooperazione rafforzata con l'Europa dell'Est e la CSI (terzo credito quadro)</p><p>Da un lato la Russia continua a rivendicare un ruolo di grande potenza, che giustifica con la sua immensa estensione territoriale, la sua storia, le sue armi nucleari e i suoi giacimenti minerari. Questa posizione è in qualche modo confermata anche attraverso la sua partecipazione ai vertici del G-8. Dall'altro, invece, il paese vive ormai da anni del proprio; il processo di transizione sociale ed economica avanza a stento, e grandi strati della popolazione vivono al limite del minimo esistenziale o al di sotto. Date le circostanze, la cooperazione con la Russia corrisponde agli interessi politici svizzeri sia in materia di sicurezza che di sviluppo.</p><p></p><p>2. Volume, forma e scopo della cooperazione svizzera con la Russia</p><p>Alla fine del 1998 l'impegno della Confederazione nei confronti della Russia ammontava a 115 milioni di franchi. Nel periodo dal 1994 al 1999 sono inoltre state fornite garanzie di credito alle esportazioni dalla Svizzera in Russia per un importo di 72 milioni di franchi. Per l'anno in corso sono previsti circa 8 milioni di franchi per la cooperazione tecnica con la Russia e circa 15 milioni per quella finanziaria.</p><p></p><p>Allo scopo di utilizzare i mezzi in maniera efficiente e di creare sinergie fra i singoli progetti, si sono fissate priorità settoriali e geografiche nell'ambito del programma per paese di cooperazione con la Russia. Per quanto concerne la cooperazione tecnica, la DSC concentra i propri sforzi sui seguenti obbiettivi:</p><p></p><p>* promozione delle piccole e medie imprese</p><p>* promozione del processo di trasformazione politica mediante progetti concernenti i diritti dell'uomo e la riforma del sistema giudiziario</p><p>* creazione di istituzioni nei settori dell'ambiente e della sicurezza nucleare;</p><p></p><p>In materia di cooperazione finanziaria, i lavori del Seco (Segretariato di Stato dell'economia) riguardano principalmente:</p><p></p><p>* beni d'equipaggiamento nei settori dell'ambiente, della sanità e del catasto</p><p>* garanzie di credito alle esportazioni svizzere</p><p>* promozione del commercio e degli investimenti;</p><p></p><p>Il settore della sanità verrà trasferito dal Seco alla DSC all'inizio del 2000, nell'ambito di una nuova ripartizione delle competenze.</p><p></p><p>3. Controllo della destinazione degli stanziamenti</p><p>Per evitare la distrazione dei fondi svizzeri in Russia, si applicano, nell'ambito della cooperazione, i seguenti principi:</p><p></p><p>* Da un lato la collaborazione svizzera con la Russia è imperniata sul transfert di know-how per il tramite di esperti svizzeri (cooperazione tecnica), dall'altro sulla fornitura di beni d'equipaggiamento svizzeri (cooperazione finanziaria). Per quanto riguarda gli aiuti finanziari non rimborsabili, i fondi messi a disposizione rimangono in Svizzera, perché tale aiuto è assortito a prestazioni di origine svizzera. Ogni pagamento effettuato corrisponde a una consulenza o a una consegna di materiale. Grazie a queste precauzioni, i fondi non vengono mai consegnati direttamente alle autorità russe sotto forma di liquidità. Nell'ambito della cooperazione tecnica, solo una piccola parte dei mezzi a disposizione è effettivamente versata in Russia in contanti. Va inoltre notato che i mezzi finanziari attribuiti a organismi statali russi sono poco ingenti.</p><p></p><p>* Tutti i progetti di cooperazione tecnica e finanziaria sono seguiti da vicino dal coordinatore svizzero a Mosca e dai suoi collaboratori, nonché da eventuali consulenti. Contatti regolari e diretti con i partner nei vari progetti, a cui si aggiungono missioni della DSC e del Seco in Russia, costituiscono una efficiente procedura di allarme preventivo nel caso di tentativi di corruzione.</p><p></p><p>* I partner russi della collaborazione tecnica provengono per la maggior parte da organizzazioni non governative e da fondazioni private. La DSC attribuisce una grande importanza alla scelta oculata di partner competenti e ogni accordo di collaborazione è stipulato contrattualmente.</p><p></p><p>* La collaborazione della DSC e del Seco con la Russia è costantemente controllata sia dall'interno che dall'esterno. L'ultimo rapporto del Controllo federale delle finanze concernente "L'ispezione dell'ufficio di coordinamento a Mosca e di progetti scelti di Aiuto all'Est in Russia", del luglio 1999, dà una buona valutazione della collaborazione svizzera con la Russia e precisa, tra l'altro, che "l'esecuzione finanziaria presso l'ufficio di coordinamento e i progetti (...) si è svolta regolarmente" e che "i mezzi sono stati utilizzati correttamente".</p><p></p><p>* In materia di garanzie di credito, il Seco ha incaricato consulenti esterni di verificare minuziosamente ogni progetto sottoposto, anche dal punto di vista della capacità concorrenziale. Il mandato dei consulenti include il controllo degli aspetti tecnici e industriali, l'analisi dei rischi tecnici ed economici, la segnalazione di elementi che necessitano ulteriori chiarimenti, la preparazione di basi di decisione, nonché l'esame degli aspetti pratici relativi alle garanzie di credito. Questa procedura serve unicamente ad accordare le garanzie; nessuna somma di denaro viene versata direttamente alle autorità russe. In caso di danno, la causa e la portata del medesimo sarebbero sottoposti a un'investigazione particolareggiata.</p><p></p><p>4. Conclusioni</p><p>Le misure descritte qui sopra offrono tutte le garanzie che i fondi svizzeri stanziati nell'ambito della cooperazione con i paesi in transizione non possono essere utilizzati per fini diversi da quelli a cui sono destinati. Tuttavia la cooperazione non può escludere in maniera categorica il rischio di corruzione.</p>  Risposta del Consiglio federale.