B u n d e s v e rw a l t u n g s g e r i ch t T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i f f éd é r a l T r i b u n a l e am m i n i s t r a t i vo f e d e r a l e T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i v fe d e r a l Corte IV D-4278/2014 S e n t e n z a d e l 20 a g o s t o 2 0 1 4 Composizione Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, con l'approvazione della giudice Gabriela Freihofer; cancelliere Gilles Fasola. Parti A._______, nato il (…), Marocco, c/o Ufficio federale della migrazione, Centro di registrazione e di procedura, ricorrente, contro Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore. Oggetto Asilo ed allontanamento; decisione dell'UFM del 18 luglio 2014 / N […]. D-4278/2014 Pagina 2 Visto la domanda d'asilo che l'interessato ha presentato in Svizzera in data 6 luglio 2014; i verbali d'audizione del 15 luglio 2014 (di seguito: verbale 1) e del 18 luglio 2014 (di seguito: verbale 2); il verbale della decisione dell'Ufficio federale della migrazione del 18 luglio 2014, notificata al richiedente il medesimo giorno (cfr. atto A13/1); il ricorso del 25 luglio 2014 (cfr. timbro del plico raccomandato; data d'en- trata: 30 luglio 2014); ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti che verranno r i- presi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della vertenza; e considerato che presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 1 LAsi [RS 142.31]) contro una dec isione in materia d'asilo dell'UFM (art. 6 e 105 LAsi, art. 31-33 LTAF), il ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a-c e 52 PA; che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso; che i ricorsi manifestamente inf ondati, ai sensi dei motivi che seguono, sono decisi dal giudice in qualità di giudice unico, con l’approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata solta n- to sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi); che, ai sensi dell’art. 111a cpv. 1 LAsi, si rinuncia allo scambio degli scritti; che, con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del di- ritto federale e l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi); che il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle a r-D-4278/2014 Pagina 3 gomentazioni delle parti ( cfr. DTAF 2009/57 consid. 1.2; PIERRE MOOR, Droit administratif, vol. II, 3ª ed. 2011, n. 2.2.6.5, pp. 300 seg.); che nel corso dell'audizione sulle generalità il richiedente ha dichiarato di essere cittadino marocchino, nato e cresciuto a B._______ (Marocco) (cfr. verbale 1, pp. 3 e 4); che sarebbe espatriato in quanto la nuova moglie del pa dre non avrebbe voluto i figli in casa; che, in un'occasione, la medesima lo avrebbe pure avvelenato; che, pertanto, avrebbe deciso di trasferirsi all'estero per cer- care un impiego (cfr. verbale 1, p. 7 e verbale 2, D7, p. 2); che nella decisione impugnat a, l'UFM ha considerato inverosimili le d i- chiarazioni del richiedente circa i suoi mot ivi d'asilo; che, in particolare, l'agire descritto dall'interessato sarebbe illogico e contrario all'esperienza generale di vita; che, a titolo d'esempio, egli non avrebbe sporto denuncia per l'asserito avvelenamento; che, inoltre, malgrado i fatti descritti, il r i- chiedente avrebbe sempre fatto ritorno presso l'abitazione del padre a l- lorquando avrebbe potuto chiedere aiuto ai fratelli ; che, inoltre, l'autorità inferiore ritiene che le dichiarazioni circa i motivi d'asilo sarebbero stere o- tipate e prive di sostanza; che, infine, i motivi d'asilo adotti sarebbero irr i- levanti in materia d'asilo in quanto legati all'impossibilità di trovare un l a- voro in patria; che, pertanto, l 'UFM ha respinto la domanda d'asilo ed ha pronunciato l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera e l'esecuzione dello ste s- so verso il Marocco siccome lecita, esigibile e possibile; che, nel ricorso, l'insorgente ha contestato la decisione dell'UFM circa l'inverosimiglianza dei suoi motivi d'asilo; che, quanto all'asserita illogicità del proprio agire, egli spiega di non avere sporto denuncia in quanto in Marocco la giustizia sarebbe corrotta; che, inoltre, sarebbe sempre torn a- to a casa con la speran za che il padre potesse cambiare il proprio atte g- giamento nei suoi confronti; che egli non avrebbe chiesto aiuto ai fratelli in quanto anch'essi sarebbero stati in una situazione disagiata; che, in merito alla mancanza di dettagli nelle proprie dichiarazioni, il ricorrente af- ferma che avendo avuto una vita difficile avrebbe difficoltà a ricordare le date; che, inoltre , l'esecuzione dell'allontanamento non sarebbe ragionevo l- mente esigibile in ragione della particolarità della sua situazione person a-D-4278/2014 Pagina 4 le e dell a gravità delle situazione generale che regnerebbe nella sua r e- gione di provenienza; che, in conclusione, il ricorrente ha chiesto, in via principale l'annullame n- to della decisione dell'UFM del 18 luglio 2014 ed il riconoscimento della qualità di rifugiato nonché la concessione dell'asilo; che, in via subordina- ta, ha chiesto la trasmissione degli atti all'autorità inferiore per un nuovo giudizio, nonché la concessione dell'ammissione provvisoria; che egli ha altresì presentato una domanda di esenzione dal v ersamento di un ant i- cipo a copertura delle presunte spese processuali con protestate spese e ripetibili; che, giusta l'art. 2 cpv. 1 LAsi, la Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati; che l'asilo comprende la protezione e lo statuto accordati a pe r- sone in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiato; che esso include il diritto di risiedere in Svizzera; che, giusta l'art. 3 cpv. 1 LAsi, sono rif u- giati le persone che, nel Paese d'origine o di ultima residenza, sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro opinioni poli- tiche, ovvero hanno fondato timore di essere esposte a tali pregiudizi; che sono pregiudizi seri segnatamente l'esposizione a perico lo della vita, dell'integrità fisica o della libertà, nonché le misure che comportano una pressione psichica insopportabile (art. 3 cpv. 2 LAsi); che, a tenore dell'art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda l'asilo deve prova- re o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato; che la qu a- lità di rifugiato è resa verosimile se l'autorità la ritiene data con una pr o- babilità preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi); che sono inverosimili in part i- colare le allegazioni che su punti importanti sono troppo poco fo ndate o contraddittorie, non corrispondono ai fatti o si basano in modo determ i- nante su mezzi di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi); che, in altre parole, per poter ammettere la verosimiglianza, ai sensi dei summenzionati disposti, delle dichia razioni determinanti rese da un r i- chiedente l'asilo, occorre che le stesse abbiano insito un grado di convi n- zione logica tale da prevalere in modo preponderante sulla possibilità del contrario, così che quest'ultima risulti secondaria; che le dichiarazioni de- vono essere attendibili, cioè resistenti alle obiezioni, precise, ovvero non generiche e non suscettibili di diversa interpretazione (altrettanto o più ve- rosimile), e concordanti, o meglio non in contrasto fra loro e nemmeno con altri dati o elementi ce rti; che, peraltro, il giudizio sulla verosimiglia n- za dev'essere il frutto d'una valutazione complessiva, e non esclusiv a-D-4278/2014 Pagina 5 mente atomizzata, delle singole allegazioni decisive, in modo da conse n- tire di limitare al minimo il rischio dell'approssimazione, ovve ro il pericolo di fondare il giudizio valorizzando, contro indiscutibili postulati di civiltà giuridica, semplici impressioni dell'autorità giudicante (cfr. DTAF 2013/11 consid. 5.1 e riferimenti ivi citati); che, come rettamente ritenuto nella querelata decisione, questo Tribunale ritiene che le dichiarazioni decisive in materia d'asilo rese dal ricorrente in corso di procedura sono inverosimili, giacché contraddittorie, lacunose, superficiali e non corroborate da elementi consistenti, limitandosi, quo ai fatti evocati, ad esprimere affermazioni generiche non fondate su alcun dettaglio concreto; che, inoltre, le medesime sono pure irrilevanti ai sensi dell'art. 3 LAsi; che secondo il ricorrente i propri motivi d'asilo sarebbero legati alla nuova moglie del padre la quale lo avrebbe cacciato di casa e, in un'occasione, lo avrebbe addirittura avvelenato (cfr. verbale 1, p. 7 e verbale 2, D7, p. 2); che, tuttavia, quest'ultimo episodio sarebbe avvenuto già nel 2010, allorché egli avrebbe continuato a vivere in Marocco sino al 2014 face n- do, oltretutto, regolari visite alla propria famiglia (cfr. verbale 1, p. 4 e ve r- bale 2, D23-24, p. 4); che, di conseguenza, non risulta esserci un legame diretto tra il suo espatrio ed i rapporti con la propria famiglia; che, di con- seguenza, i propri motivi d'asilo sono in realtà riconducibili all'impossibilità di trovare un lavoro in patria (cfr. verbale 1, p. 7); che tali motivi, come pa- lesemente riconoscibili, non sono rilevanti in materia d'asilo; che, pertan- to, il ricorso in materia di riconoscimento della qualità di rifugiato e di con- cessione dell'asilo, destituito di fondamento, non merita tutela e la dec i- sione impugnata va confermata; che se respinge la domanda d'asilo o non entra nel merito, l'UFM pronuncia, di norma, l'a llontanamento dalla Svizzera e ne ordina l'esecuzione; che tiene però conto del principio dell'unità della famiglia (art. 44 LAsi); che l'insorgente non adempie le condizioni in virtù delle quali l'UFM avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera (art. 14 cpv. 1 seg., art. 44 LAsi nonché art. 32 dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni procedurali dell' 11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]; cfr. DTAF 2013/37 consid. 4.4; 2011/24 consid. 10.1); che codesto Tribunale è pertanto tenuto a confermare la pronuncia dell'al- lontanamento; D-4278/2014 Pagina 6 che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 della leg- ge federale sugli stranieri (LStr, RS 142.20), giusta il quale l'esecuzione dell'allontanamento dev'essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr); che nella misura in cui codesto Tri bunale ha confermato la decisione dell'UFM relativa alla domanda d'asilo dell'insorgente, quest'ultimo non può prevalersi del principio del divieto di respingimento (art. 5 cpv. 1 LAsi), generalmente riconosciuto nell'ambito del diritto internazionale pubblico ed espressamente enunciato all'art. 33 della Convenzione sullo statuto dei rifugiati del 28 luglio 1951 (Conv., RS 0.142.30); che, in siffatte circostanze, non v'è motivo di considerare l'esistenza di un rischio personale, concreto e serio per il ric orrente di essere esposto, in caso di allontanamento nel suo Paese d'origine ad un trattamento proib i- to, in relazione all'art. 3 CEDU o all'art. 3 della Convenzione contro la tor- tura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105); che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile (cfr. art. 83 cpv. 3 LStr in relazione all'art. 44 LAsi); che, inoltre, la situazione vigente in Marocco non risulta essere caratte- rizzata da guerra, guerra civi le o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme della popolazione nell'integralità del territorio nazionale; che il ricorrente è giovane e dispone di esperienza professionale quale gessatore e bracciante agricolo (cfr. verbale 1, p. 4 e verbale 2, D62, p. 7); che il medesimo ha una solida rete sociale in patria dato che vi r i- siede il padre, cinque fratelli e quattro sorelle (cfr. verbale 1, pag. 5); che, in aggiunta, il ricorrente non ha preteso nel gravame di soffrire di gravi problemi di salute che possano giustificare la sua ammissione prov- visoria in Svizzera (cfr. DTAF 2011/50 consid. 8.1-8.3 e relativi riferime n- ti); che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento dell'insorgente nel suo Paese d'origine è ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr in relazio- ne all'art. 44 LAsi); che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr in relazione all'art. 44 LAsi); D-4278/2014 Pagina 7 che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, ra- gionevolmente esigibile e possibile; che, di conseguenza, anche in mat e- ria di allontanamento e relativa esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata; che l’UFM con la decisione impugnata non ha pertanto violato il diritto f e- derale né abusato del suo potere d’apprezzamento ed inoltre non ha a c- certato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi), per il che il ricorso va respinto; che, avendo il Tribunal e statuito nel merito del ricorso, la domanda di esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese processuali è divenuta senza oggetto; che, visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600. –, che seguono la soccombenz a, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]); che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 LTF); (dispositivo alla pagina seguente) D-4278/2014 Pagina 8 il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 1. Il ricorso è respinto. 2. Le spese processuali, di CHF 600. –, sono poste a carico del ricorrente. Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministra- tivo federale entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presen te sentenza. 3. Questa sentenza è comunicata al ricorrente, all'UFM e all'autorità cant o- nale competente. Il giudice unico: Il cancelliere: Daniele Cattaneo Gilles Fasola Data di spedizione: