<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p></p><p></p><p>Secondo il Consiglio federale il reddito soggetto a contributi proveniente da attività indipendente stabilito dalle autorità fiscali cantonali non corrisponde esattamente al salario determinante dei lavoratori dipendenti: rispetto a questi ultimi, i lavoratori indipendenti hanno la possibilità di influire sul proprio reddito e di ridurlo, ad esempio creando delle riserve. Anche al di fuori della tavola scalare gli indipendenti devono versare meno contributi dei salariati per le stesse aspettative di prestazioni. Poniamo il caso di 100'000 franchi di salario determinante da una parte e di reddito proveniente da attività lucrativa indipendente dall'altra: sul conto individuale di entrambi gli assicurati vengono registrati 100'000 franchi di cui all'AVS ne spettano oggi 8'400 franchi da parte del salariato, ma solo 7'800 franchi da parte dell'indipendente. Il Consiglio federale vede questa situazione come un chiaro privilegio degli indipendenti dal reddito soggetto a contributi dei quali, dal momento che per definizione non hanno un datore di lavoro nel senso stretto del termine, non vede nessun motivo di detrarre una quota fittizia del datore di lavoro. La differenza di tasso contributivo oggi esistente non può più essere giustificata. Il motivo addotto a suo tempo, ovvero la mancanza di una previdenza professionale per gli indipendenti, non esiste più. Oggi gli indipendenti possono affiliarsi al secondo pilastro mentre nell'ambito del terzo dispongono di maggiori importi rispetto ai salariati. Per di più, tra il 1948 e il 1968 indipendenti e salariati erano soggetti agli stessi tassi contributivi, come del resto ancora avviene nell'AI e nell'IPG. </p><p></p><p>Nel quadro dell'11a revisione AVS il Consiglio federale propone quindi ulteriormente di armonizzare i tassi contributivi. Non condivide l'opinione degli esperti di assicurazioni Wechsler/Savioz e Meier poiché essa non tiene conto della diversa situazione di partenza descritta sopra. Non essendoci un confronto tra situazioni uguali, non ci si trova di fronte ad un mero problema aritmetico. Secondo il Consiglio federale, quindi, che il tasso sia matematicamente corretto non è decisivo.</p>  Risposta del Consiglio federale.