<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nel quadro del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (PNUD) è stato elaborato l'indice dello sviluppo umano (Human Development Index, HDI) che viene pubblicato di volta in volta nei rapporti annuali. Mentre nel rapporto del 1998 la Svizzera era classificata ancora al sedicesimo posto, il rapporto del 1999 la colloca al dodicesimo posto con un miglioramento di quattro posizioni. Questo miglioramento non deve tuttavia essere sovrainterpretato e sopravvalutato, in quanto le differenze tra i Paesi sono talvolta minime e la probabilità di variazioni annuali nella classifica risulta pertanto molto grande.</p><p></p><p>2. L'HDI è un indice che si basa su tre indicatori aggregati (speranza di vita, livello di formazione e reddito pro capite). Per quel che riguarda il reddito e la speranza di vita le differenze tra i Paesi industrializzati sono minime. Anche la Svizzera si colloca al riguardo nel gruppo di testa.</p><p></p><p>Differenze fondamentali si riscontrano invece nel sistema di formazione: il piazzamento piuttosto basso della Svizzera va ricondotto al relativamente basso tasso di scolarità. Questo, con il 76%, risulta il più basso dei venti Paesi meglio classificati.</p><p></p><p>Il tasso di scolarità misura la percentuale della popolazione di una data classe d'età che frequenta la scuola primaria, secondaria inferiore e superiore (scuole di maturità, formazione professionale, scuole medie di diploma) nonché la scuola di grado terziario (università e formazione professionale superiore). Il tasso piuttosto basso che si registra in Svizzera è dovuto a due fattori: anzitutto alla quota relativamente bassa della frequenza di scuole di grado secondario superiore, che si spiega in parte col fatto che ci sono corsi di formazione professionale di breve durata (2 anni); secondariamente col fatto che c'è una quota molto bassa di studenti a tempo pieno nel grado terziario: la Svizzera è tra i Paesi più sviluppati quello che possiede una delle quote più basse di studenti soprattutto nelle scuole universitarie. Entrambi i fattori sono il risultato di un sistema di formazione molto selettivo.</p><p></p><p>3. L'HDI offre buone possibilità di confronti tra Paesi, ma non basta a fornire un quadro differenziato. I problemi della distribuzione del reddito non vengono ad esempio presi in considerazione nella variante di base dell'HDI, che si basa unicamente sui tre indicatori menzionati. Il basso piazzamento della Svizzera non è pertanto riconducibile alla distribuzione del reddito.</p><p></p><p>Ci sono è vero varianti dell'HDI più avanzate, che tengono conto anche della distribuzione del reddito. In molti Paesi mancano tuttavia statistiche corrispondenti o non sono comparabili a livello internazionale. Pertanto simili varianti più avanzate sono poco adeguate per la classifica dei Paesi in questo momento.</p><p></p><p>Il Consiglio federale è del parere che una distribuzione disuguale delle risorse materiali e immateriali ha conseguenze non solo sulle condizioni di vita di determinate parti della popolazione. Una distribuzione disuguale conduce anche a problemi di natura socio-politica, che toccano l'intera società e che questa deve risolvere. Per mancanza di informazioni sufficienti, non si può giudicare se per la Svizzera, nel confronto con altri Paesi, s'impone al riguardo la necessità di un intervento sul piano politico.</p><p></p><p>4. Il Consiglio federale presenterà per conoscenza al Parlamento nel marzo del 2000 il rapporto sul programma di legislatura 1999-2003. In questo rapporto informerà sugli obiettivi che intende perseguire nella nuova legislatura. Al momento non può invece esprimersi ancora sul contenuto del programma di legislatura. Nella sua preparazione esaminerà tuttavia se c'è un bisogno d'intervento. Occorre fare attenzione a non sovrainterpretare, come già detto, le differenze tra i Paesi, in quanto esse sono talvolta minime oppure la comparabilità internazionale dell'HDI utilizzato è legato, soprattutto nel settore della formazione, ad alcune difficoltà, che andrebbero risolte in precedenza (cfr. in merito il punto 5).</p><p></p><p>5. Non risulta che la Svizzera sia svantaggiata sul piano metodologico in misura importante. E' vero tuttavia che il tasso di scolarità è calcolato solo in base agli studenti a tempo pieno. La formazione professionale superiore, in cui più della metà degli studenti segue una formazione a tempo parziale, non è tenuta pienamente in conto. Se venissero presi in considerazione gli studenti a tempo parziale, nel 1998 la Svizzera passerebbe all'undicesimo rango ex aequo con la Spagna. Questo risultato va tuttavia relativizzato, in quanto altri Paesi hanno studenti a tempo parziale. Prendendoli in considerazione, si modificherebbe di conseguenza l'intera graduatoria.</p><p></p><p>La preoccupazione più volte manifestata nella stampa secondo cui nelle statistiche internazionali sulla formazione l'apprendistato non sarebbe valorizzato giustamente, non è fondata. Il tirocinio è preso interamente in considerazione dagli Anni 90 come una formazione a tempo pieno.</p><p></p><p>C'è invece da chiedersi piuttosto se non dovrebbero essere presi in considerazione per il calcolo dell'HDI anche altri indicatori ugualmente importanti. Poiché ad esempio la struttura dei sistemi di formazione nei diversi Paesi è molto differente, i confronti internazionali in materia di formazione potrebbero risultare distorti. Indicatori quali il tasso di scolarità danno unicamente un'indicazione quantitativa sulle possibilità di </p><p>partecipare alla formazione. Essi non sono invece adatti a paragonare la qualità e i risultati dei sistemi di formazione tra di loro. La quota di analfabeti, che pure è contenuta nell'indice, non basta per simili confronti. Solo se venissero misurate le conoscenze e le capacità acquisite nel sistema formativo, i confronti internazionali sulla qualità dei sistemi di formazione sarebbero possibili. Al riguardo sono tuttavia necessarie indagini specifiche come quelle che sono state sviluppate sotto la responsabilità dell'OCSE negli ultimi anni. Il Consiglio federale intende prendere le misure necessarie affinché la Svizzera possa partecipare a queste ricerche.</p><p></p><p>Il sistema formativo non è il solo in cui sono auspicabili ulteriori indicatori in grado di riflettere in maniera differenziata le condizioni di vita della popolazione meglio di quanto faccia l'HDI utilizzato attualmente nel Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo. Diverse organizzazioni internazionali stanno cercando di ampliare i corrispondenti sistemi di indicatori e di migliorare la comparabilità. La Svizzera osserva questi sforzi con grande attenzione e partecipa per quanto possibile ai relativi programmi di sviluppo.</p>  Risposta del Consiglio federale.