<h2>InitialSituation<h2><p><b>Comunicato stampa del Consiglio federale del 25.11.2015</b></p><p><b>Il Consiglio federale trasmette il messaggio concernente la legge Innosuisse </b></p><p><b>In data odierna il Consiglio federale ha trasmesso al Parlamento il messaggio concernente la legge federale sull'Agenzia svizzera per la promozione dell'innovazione (Legge Innosuisse, LASPI). Il progetto crea la base legale per la trasformazione della Commissione per la tecnologia e l'innovazione (CTI) in un istituto di diritto pubblico. La futura Innosuisse sarà così meglio preparata ad affrontare le sfide riguardanti la promozione dell'innovazione nell'interesse dell'economia svizzera. </b></p><p>La capacità innovativa delle imprese assume un'importanza fondamentale nel garantire la loro competitività e quindi i posti di lavoro in Svizzera. Tramite la CTI, la Confederazione sostiene con successo il trasferimento di sapere dalle scuole universitarie alle imprese e, di conseguenza, la capacità innovativa di queste ultime. Negli ultimi anni l'importanza della CTI e i mezzi a sua disposizione sono aumentati. Con questa riforma l'istituto, finora concepito come commissione extraparlamentare, sarà dotato di strutture più adeguate e di una maggiore flessibilità per adempiere ancora meglio la propria funzione.</p><p>Il disegno di legge Innosuisse definisce l'organizzazione del nuovo istituto denominato "Agenzia svizzera per la promozione dell'innovazione (Innosuisse)" e gli affida i compiti dell'attuale CTI. Esso prevede una chiara ripartizione delle competenze tra i quattro organi istituiti consiglio d'amministrazione, direzione, Consiglio dell'innovazione e ufficio di revisione garantendo in particolare una netta separazione tra i compiti strategici e quelli operativi, nonché l'indipendenza della vigilanza.</p><p>La riforma consente anche una migliore integrazione dell'Agenzia nel sistema svizzero di promozione della ricerca e dell'innovazione. L'unico nuovo compito introdotto con il progetto è la promozione delle nuove leve sotto forma di borse di studio a diplomati delle scuole universitarie altamente qualificati. Questa promozione è complementare alla promozione delle nuove leve scientifiche del Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica e dovrebbe contribuire in modo sostanziale a combattere la carenza di personale nel quadro dell'iniziativa sul personale qualificato. I costi della futura Agenzia saranno paragonabili a quelli dell'attuale CTI. </p><p>La CTI si è consolidata come organo della Confederazione incaricato di promuovere l'innovazione fondata sulla scienza. Conformemente alla legge federale sulla promozione della ricerca e dell'innovazione (LPRI), è una commissione extraparlamentare dotata, dal 2011, di competenze decisionali. Le esperienze degli ultimi anni hanno tuttavia mostrato che la forma della commissione extraparlamentare non è ottimale per i suoi compiti di promozione.</p><p>Negli scorsi anni la struttura organizzativa della CTI è stata oggetto di diversi interventi parlamentari. Il Consiglio federale ha preso spunto dalla mozione del consigliere agli Stati Felix Gutzwiller (11.4136) per esaminare il potenziale di miglioramento organizzativo della CTI. L'analisi svolta dalla Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l'innovazione indica che sono necessari notevoli miglioramenti nelle strutture di governance, attuabili soltanto mediante una riforma radicale. Sulla base dei risultati dell'analisi e del rapporto sull'attuazione della mozione Gutzwiller fondato su tale analisi, nel mese di novembre 2014 il Consiglio federale ha incaricato il DEFR di elaborare un progetto per la trasformazione della CTI in un istituto di diritto pubblico. Nella procedura di consultazione l'avamprogetto di legge Innosuisse ha riscosso ampio consenso.</p><h2>Proceedings<h2><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 07.03.2016</b></p><p><b>Sì a nuova agenzia di promozione dell'innovazione </b></p><p><b>(ats) La Svizzera ha bisogno di una vera e propria agenzia per promuovere l'innovazione. Il Consiglio nazionale ha approvato oggi - con 126 contro 55 e 12 astensioni - un disegno di legge che prevede di trasformare l'attuale Commissione per la tecnologia e l'innovazione (CTI) in un istituto di diritto pubblico, che prenderà il nome di Innosuisse. Il dossier passa agli Stati.</b></p><p>L'innovazione è fondamentale per la Confederazione, ha ricordato Fathi Derder (PLR/VD) a nome della commissione preparatoria. Con l'agenzia si punta al trasferimento del sapere verso le imprese, con la conseguente creazione di posti di lavoro in settori dall'alto valore aggiunto, ha precisato.</p><p>Il progetto è stato osteggiato solo dall'UDC, per la quale non è necessario modificare la legge in vigore. L'innovazione non è un compito dello Stato, nasce nelle piccole e medie imprese (PMI) e nelle università professionali, ha rilevato Mauro Tuena (UDC/ZH), temendo che la nuova struttura possa costare troppo.</p><p>Gli altri partiti hanno però fatto schieramento comune, evidenziando la necessità di migliorare la CTI, in seno alla quale negli ultimi anni sono emerse difficoltà organizzative. Il ministro dell'economia, Johann Schneider-Ammann, ha da parte sua posto l'accento sulla necessità per le PMI di essere concorrenziali. "Si tratta di porre una nuova pietra miliare nella politica dell'innovazione".</p><p>Concretamente, Innosuisse avrà un compito in più rispetto alla CTI: attribuire borse di studio a diplomati delle università professionali che presentano una spiccata attitudine verso le innovazioni pratiche. Il fondo destinato a questo scopo - quattro milioni di franchi per tre anni - sarà proposto al Parlamento nel messaggio sui crediti per la ricerca e la formazione (FRI) 2017-2020.</p><p>Con 125 voti contro 64, una maggioranza composta da UDC, PVL e PLR ha attribuito alla nuova agenzia la possibilità di concedere anche prestiti senza interessi, sorta di investimenti rimborsabili.</p><p>Il budget di Innosuisse sarà di 26,7 milioni di franchi per il 2016 e passerà a 28,5 milioni l'anno successivo. Dal 2018, una volta la riorganizzazione completamente terminata, dovrebbe ammontare al massimo a 24,6 milioni di franchi all'anno. Nel 2020 è previsto un calo a 23,9 milioni.</p><p>L'UDC avrebbe voluto stabilizzare le spese annue a 20,7 milioni di franchi, ma la maggioranza della Camera ha seguito, con 126 voti contro 68, il punto di vista di Schneider-Ammann, secondo cui è meglio rivedere periodicamente queste somme tramite il messaggio FRI.</p><p>Innosuisse disporrà di strutture che dovrebbero conferirgli maggiore efficacia rispetto a quanto avviene oggi. Le responsabilità saranno ripartite fra quattro organi: un consiglio di amministrazione (cda), un consiglio dell'innovazione, una direzione e un organo di revisione.</p><p>Composto di 5-7 membri, il cda sarà chiamato a vigilare sull'attuazione degli obiettivi strategici del Consiglio federale. La sinistra non è riuscita a imporre l'obbligo di una "corretta rappresentanza dei partner sociali" nel cda (139 voti a 49).</p><p>Il consiglio dell'innovazione, composto al massimo di 25 membri che esercitano la loro attività secondo il sistema di milizia, deciderà della concessione di sovvenzioni. Il mandato di ciascun rappresentante potrà essere rinnovato due volte e non una, come proponeva il Consiglio federale (138 voti a 54). La sinistra non è riuscita a imporre l'obbligo di una presenza equilibrata delle donne e di rappresentanti delle minoranze linguistiche.</p><p>La direzione si assumerà la responsabilità principale dell'amministrazione dell'agenzia e fungerà da interlocutrice per l'insieme delle richieste di sussidi. L'organo di revisione controllerà i conti.</p><p><b></b></p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 06.06.2016</b></p><p><b>CSt: sì a creazione Innosuisse, agenzia per promuovere innovazione </b></p><p><b>(ats) La Svizzera disporrà di una vera e propria agenzia per promuovere l'innovazione. Dopo il Nazionale, anche il Consiglio degli Stati, con 39 voti contro 3, ha approvato l'istituzione del nuovo organo battezzato Innosuisse, che prenderà il posto dell'attuale Commissione per la tecnologia e l'innovazione (CTI). Il dossier torna alla Camera del popolo per l'esame delle divergenze.</b></p><p>Concretamente, Innosuisse avrà un compito in più rispetto alla CTI: attribuire borse di studio a diplomati delle università professionali che presentano una spiccata attitudine verso le innovazioni pratiche. Il fondo destinato a questo scopo - quattro milioni di franchi per tre anni - sarà proposto al Parlamento nel messaggio sui crediti per la ricerca e la formazione (FRI) 2017-2020.</p><p>Nel suo intervento, il capo del Dipartimento federale della ricerca (DEFR), Johann Schneider-Ammann, ha ricordato l'importanza del "triangolo d'oro" composto dalle Scuole universitarie professionali, dalle piccole e medie imprese e dagli specialisti della CTI. Ciò rappresenta un bene essenziale per la competitività della Svizzera, ha affermato.</p><p>Rispetto alla versione adottata dal Nazione, i "senatori" hanno effettuato dei cambiamenti solo in due punti. Al pari del Consiglio federale, la Camera dei cantoni ritiene che il mandato di ciascun rappresentante del Consiglio di innovazione - tra 15 e 25 persone - debba poter essere rinnovato una volta sola.</p><p>Il Nazionale ha invece chiesto di poterlo prolungare due volte allo scopo di evitare la perdita di competenze. Per il Consiglio degli Stati, tuttavia, il rinnovo regolare del consiglio è più importante. La decisione è stata adottata tacitamente.</p><p>La seconda divergenza con la Camera del popolo concerne le riserve. Gli Stati hanno tacitamente deciso che non possono superare il 10% del bilancio annuale, così come proposto dal governo. In questo modo verrebbero applicate le stesse regole in vigore per il Fondo nazionale. Il Consiglio nazionale aveva da parte sua portato questa quota al 15%.</p><p></p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 08.06.2016</b></p><p><b>CN: via libera definitivo a Innosuisse </b></p><p><b>(ats) La Svizzera disporrà di una vera e propria agenzia per promuovere l'innovazione. L'istituzione di "Innosuisse" è stata definitivamente approvata oggi dal Consiglio nazionale che ha eliminato le ultime divergenze con gli Stati. Il dossier è pronto per le votazioni finali.</b></p><p>Innosuisse prenderà il posto dell'attuale Commissione per la tecnologia e l'innovazione (CTI).</p><p>Concretamente, Innosuisse avrà un compito in più rispetto alla CTI: attribuire borse di studio a diplomati delle università professionali che presentano una spiccata attitudine verso le innovazioni pratiche.</p><p>Il fondo destinato a questo scopo - quattro milioni di franchi per tre anni - sarà proposto al Parlamento nel messaggio sui crediti per la ricerca e la formazione (FRI) 2017-2020.</p><p>Come gli Stati, alla fine anche la Camera del popolo ha accettato il principio che il mandato quadriennale di ciascun rappresentante del Consiglio di innovazione - tra 15 e 25 persone - possa essere rinnovato una volta sola. Il Nazionale aveva invece chiesto in precedenza di poterlo prolungare due volte allo scopo di evitare la perdita di competenze. </p><p>La seconda divergenza con la Camera del popolo riguardava le riserve. Il Nazionale, come gli Stati in precedenza, ha tacitamente deciso che non possono superare il 10% del bilancio annuale, così come proposto dal governo. In questo modo verrebbero applicate le stesse regole in vigore per il Fondo nazionale. La Camera del popolo aveva in un primo momento portato questa quota al 15%.</p>