<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di concedere alle imprese che operano nel nostro Paese una deduzione forfettaria dall'utile imponibile di almeno 3000 franchi per persona occupata in Svizzera, compresi gli apprendisti. L'obiettivo di questa misura è contrastare gli effetti negativi della forza del franco e allo stesso tempo potenziare durevolmente la piazza economica svizzera.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il sistema fiscale dovrebbe distorcere il meno possibile le decisioni nel settore della produzione. Al riguardo rientrano in particolare le decisioni imprenditoriali sull'impiego di fattori di produzione, che dovrebbero essere prese in base a criteri economici. Con il provvedimento fiscale proposto queste decisioni verrebbero distorte, in quanto verrebbero creati incentivi per aumentare la forza lavoro rispetto ad altri fattori di produzione. È possibile che in questo modo le imprese vengano spinte a sostituire un metodo di produzione efficiente con uno meno efficiente (lavoro più intenso), il che potrebbe avere ripercussioni negative sull'economia nazionale. La distorsione fiscale a favore di una produzione più intensa in termini di manodopera risulterebbe più problematica, dato che si privilegerebbe la quantità in luogo della qualità del lavoro prestato.</p><p>Il provvedimento provocherebbe considerevoli minori entrate. Su circa 3,4 milioni di persone impiegate in equivalente a tempo pieno e una deduzione forfettaria di 3000 franchi per persona impiegata, la base di calcolo diminuirebbe di 10,2 miliardi di franchi e le minori entrate ammonterebbero a 780 milioni di franchi solo per l'imposta federale diretta. Questo importo è da intendere come limite massimo, dato che numerose imprese non dichiarano un utile imponibile (oppure ne hanno uno modesto) e, in questi casi, la deduzione non verrebbe applicata (oppure non avrebbe incidenza).</p><p>Il provvedimento complicherebbe inoltre ulteriormente l'imposizione delle imprese e, quindi, provocherebbe l'aumento delle spese di esecuzione delle imprese contribuenti e delle autorità fiscali.</p><p>D'altronde, secondo sondaggi dell'Università di Berna, i due terzi delle imprese svizzere formatrici di apprendisti che svolgono la formazione professionale di base traggono già oggi beneficio da queste impieghi. Infatti il rendimento degli apprendisti supera le spese della loro formazione. Per questi motivi, ulteriori incentivi per incrementare l'attività di formazione non permetterebbero verosimilmente di acquisire nuove aziende formatrici. Al riguardo si rimanda al parere del Consiglio federale al postulato Hodgers 09.4298.</p><p>I provvedimenti fiscali proposti non permettono di conseguire in maniera effettiva ed efficiente l'obiettivo della mozione, ovvero l'attenuazione degli effetti negativi dell'apprezzamento del franco. Se subiscono perdite a causa della forza del franco, le imprese non pagano nessuna imposta sull'utile. Per contenere gli effetti negativi dell'apprezzamento del franco il Consiglio federale si è recentemente espresso contro l'adozione di misure fiscali.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.