<h2>SubmittedText<h2><p>Per gestire il commercio transfrontaliero di elettricità in modo più efficiente a livello europeo, dal 2015 nell'UE verrà indetta un'asta congiunta per le capacità di rete e i relativi volumi di energia elettrica. La Svizzera si è preparata adottando misure tecniche e d'esercizio. L'UE ha però già deciso che la Svizzera non potrà partecipare al market coupling europeo come auspicato dal nostro Paese a partire dal 1° gennaio 2015. Le ragioni vanno ricondotte al fatto che non è stato possibile concludere un accordo bilaterale sul commercio di energia elettrica con l'UE. </p><p>A riguardo, chiedo quindi al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Come valuta l'importanza di una partecipazione della Svizzera al market coupling? </p><p>2. Quali svantaggi economici può avere per la Svizzera una non partecipazione al market coupling?</p><p>3. Quali misure possono essere adottate per compensare o attenuare le ripercussioni economiche negative per i consumatori e le imprese di approvvigionamento di energia?</p><p>4. A che punto sono le trattative sull'accordo bilaterale con l'UE concernente il commericio di energia elettrica e come si presenta lo scadenzario dei lavori? </p><p>5. Quali alternative all'accordo bilaterale con l'UE ci sarebbero per poter comunque partecipare al market coupling? </p><p>6. Quali passi ha previsto di intraprendere il Consiglio federale affinché la Svizzera non rimanga esclusa dal market coupling?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./3. Il market coupling consente un miglior impiego delle centrali e un'utilizzazione più efficiente delle reti elettriche transfrontaliere. Nelle regioni integrate, i prezzi all'ingrosso tendono ad avvicinarsi, aspetto che nel caso della Svizzera potrebbe comportare vantaggi economici.</p><p>Il Consiglio federale ritiene che la non partecipazione della Svizzera al market coupling sul mercato day ahead rappresenti per il nostro Paese un passo verso lo sganciamento dal mercato europeo dell'energia elettrica. Per la Svizzera, gli svantaggi derivanti da questa non partecipazione - svolgimento più complesso del commercio dell'energia elettrica alle frontiere, tariffe elettriche più elevate per i consumatori svizzeri - dovrebbero essere sostenibili nel breve periodo. L'evoluzione del mercato europeo dell'energia elettrica non si fermerà però davanti al market coupling sul mercato day ahead. Sono già in preparazione il market coupling basato sui flussi come pure il market coupling sul mercato intra day.</p><p>Senza accordo sull'energia elettrica, le possibilità per le imprese elettriche svizzere di partecipare ai meccanismi di capacità in Europa diminuiscono. Con ogni ulteriore evoluzione del mercato europeo dell'energia elettrica aumenteranno gli svantaggi per la Svizzera. Non sono da escludere azioni attive volte a emarginare la Svizzera, ad esempio l'esclusione di Swissgrid dalla Rete europea degli operatori dei sistemi di trasmissione dell'elettricità ENTSO-E (European Network of Transmission System Operators for Electricity), una risoluzione unilaterale della priorità accordata ai contratti a lungo termine alla frontiera svizzera da parte degli intestatari francesi oppure l'esclusione della Svizzera dai mercati dell'energia di regolazione transfrontalieri. A lungo termine, potrebbero aumentare le linee elettriche costruite per aggirare la Svizzera.</p><p>La non partecipazione della Svizzera al market coupling potrebbe inoltre ridurre il principale vantaggio concorrenziale delle imprese elettriche svizzere, ovvero la commercializzazione di energia idroelettrica flessibile. Poiché l'energia elettrica europea a basso costo verrebbe importata a costi maggiori, c'è da attendersi un aumento dei prezzi dell'energia elettrica in Svizzera che, in considerazione delle importazioni, soprattutto nel periodo invernale, potrebbe causare perdite economiche. I produttori svizzeri di energia elettrica potrebbero eventualmente vendere la propria elettricità in Svizzera conseguendo margini maggiori. Le misure volte a compensare o attenuare le ripercussioni economiche negative, come ad esempio le compensazioni per le imprese di approvvigionamento di energia e i consumatori, sarebbero difficilmente giustificabili a livello politico. Se del caso, potrebbe essere necessaria anche una modifica della Costituzione.</p><p>4. L'oggetto dei negoziati non è un accordo sul commercio dell'energia elettrica, ma un accordo sull'energia elettrica, ovvero un accordo sull'accesso al mercato. I progressi realizzati nel 2014 sono sfociati in un progetto comune di accordo. Diversi punti, tra cui alcune questioni di tipo istituzionale e certi punti materiali, sono ancora pendenti. A più riprese, l'ultima volta in occasione delle conclusioni del Consiglio nel mese di dicembre 2014, l'UE ha confermato che la stipula dell'accordo sull'energia elettrica presuppone un accordo istituzionale, attualmente oggetto di negoziati, per gli attuali e i futuri accordi sull'accesso al mercato. Secondo l'UE, la conclusione dell'accordo istituzionale e di un qualsiasi nuovo accordo sull'accesso al mercato deve inoltre dipendere da una sua valutazione globale dei rapporti Svizzera-UE. Ciò comprende anche l'eventuale raggiungimento di una soluzione soddisfacente con l'UE per le questioni in sospeso nell'ambito della libera circolazione delle persone. Il 29 gennaio 2015, nel quadro di un incontro con Doris Leuthard, il Commissario europeo per l'azione per il clima e l'energia Miguel Arias Cañete si è dichiarato disposto ad accordare alla Svizzera l'accesso al market coupling a condizione che un accordo temporaneo sull'energia elettrica venga negoziato entro giugno 2015. Tuttavia, sarebbe necessario che venissero regolamentate le questioni istituzionali, in particolare il controllo degli aiuti pubblici e la composizione delle controversie.</p><p>5./6. Alla fine del 2014, gli Stati membri dell'UE e la Commissione hanno adottato un regolamento che sancisce in maniera inequivocabile che senza l'accordo sull'energia elettrica la partecipazione della Svizzera al market coupling è esclusa. Il regolamento entrerà in vigore il 1° luglio 2015. Premesso ciò, il Consiglio federale non vede alternative a un accordo bilaterale sull'energia elettrica.</p>  Risposta del Consiglio federale.