<h2>SubmittedText<h2><p>In maggio 2014 i media hanno dedicato diversi servizi alla situazione di persone in età avanzata che beneficiano dell'assistenza sociale. I programmi di integrazione, in particolare, appaiono inadeguati per coloro che hanno un livello di qualifica elevato (buono - ottimo). Sembrerebbe dunque opportuno verificare questa situazione e, pertanto, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quali misure sono state attuate o previste nei singoli cantoni per arginare la disoccupazione ovvero la dipendenza dall'assistenza sociale per la fascia d'età degli ultracinquantenni?</p><p>2. Quali misure nuove/supplementari intende adottare il Consiglio federale ovvero raccomandare ai cantoni per il gruppo degli over 50?</p><p>3. In che modo si potrebbe vincolare tutti i datori di lavoro e l'economia privata?</p><p>4. Qual è la posizione del Consiglio federale davanti alla seguente contraddizione: aumento dell'età pensionabile contro difficoltà degli ultracinquantenni a trovare un impiego?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In linea di massima in Svizzera le persone in età avanzata sono inserite molto bene nel mercato del lavoro. In base alla rilevazione sulle forze di lavoro in Svizzera, nel 2013 il tasso d'occupazione nella fascia d'età compresa tra 55 e 64 anni era del 74 per cento, ovvero tra i più alti a livello internazionale. Il tasso di disoccupazione degli ultracinquantenni è stato sempre inferiore a quello delle altre fasce d'età. Tuttavia, quando perdono il posto di lavoro queste persone fanno sicuramente più fatica dei giovani a trovare un nuovo impiego. Nel 2013 fra i disoccupati di lunga durata gli ultracinquantenni costituivano il 41 per cento, una quota che si è mantenuta più o meno stabile nel corso degli anni.</p><p>1./2. L'assicurazione contro la disoccupazione (AD) sostiene le persone in età avanzata nella ricerca di un lavoro e laddove necessario applica i suoi provvedimenti inerenti al mercato del lavoro in modo mirato. In particolare, i lavoratori in età avanzata che si iscrivono al servizio pubblico di collocamento possono ottenere assegni per il periodo d'introduzione e sussidi per le spese di pendolare o di soggiornante settimanale oppure frequentare corsi individuali e programmi di occupazione temporanea.</p><p>Spetta ai cantoni e ai comuni promuovere un aiuto sociale che produca effetti incentivanti sulle persone. La Confederazione sostiene la collaborazione interistituzionale (CII) tra l'AD e l'aiuto sociale. Stando a un'inchiesta dell'istituto di ricerca Interface del 2013 esistono già progetti di questo tipo: ZH (consulenza dell'URC per l'integrazione), città di Zurigo (offerta di coaching per le persone che hanno esaurito il diritto all'indennità), LU (collaborazione tra servizi sociali e URC), FR (piattaforma tra i servizi sociali regionali e URC), AR (collaborazione tra URC e l'aiuto sociale).</p><p>In aggiunta a tutto ciò, nel 2011 il Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR) ha lanciato un'iniziativa sul personale qualificato, che tra i suoi obiettivi si prefigge di promuovere l'occupazione dei lavoratori in età avanzata. Questi lavori si prefiggono di mobilitare meglio il potenziale presente sul territorio, il che è significativo anche in vista dei lavori di attuazione dell'iniziativa contro l'immigrazione di massa (art. 121a Cost.). Sul tema dell'occupazione dei lavoratori in età avanzata, quest'autunno l'OCSE pubblicherà un rapporto sulla Svizzera.</p><p>Inoltre, il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) in collaborazione con i cantoni promuove l'integrazione nell'ambito dei programmi cantonali di integrazione (KIP) per migranti, compresi i rifugiati e le persone ammesse provvisoriamente. Queste misure comprendono offerte informative, misure di formazione e di qualificazione, ma anche progetti di integrazione sociale di cui beneficiano anche le persone che dipendono dall'aiuto sociale.</p><p>3. Nell'ambito dell'iniziativa sul personale qualificato la Confederazione, i cantoni e le parti sociali stanno ora valutando, ognuno nel proprio ambito di competenza, in che modo sensibilizzare le aziende sul tema del sostegno ai lavoratori anziani e come promuovere la condivisione delle "buone pratiche". Ad esempio l'Unione svizzera degli imprenditori ha già avviato il progetto "Mercato del lavoro 45plus". Il Consiglio federale ritiene che progetti come questi, lanciati attivamente dagli imprenditori, di propria iniziativa, siano più efficaci e sostenibili di un obbligo imposto dallo Stato di assumere persone appartenenti a determinati gruppi demografici.</p><p>4. Il Consiglio federale è consapevole delle difficoltà che incombono sui lavoratori in età avanzata e per questo motivo si è detto contrario al rialzo dell'età pensionabile oltre i 65 anni. Con la riforma della previdenza per la vecchiaia 2020 propone di armonizzare l'età di riferimento per donne e uomini nell'AVS e nella PP a 65 anni. Diverse misure di pensionamento flessibile contribuiranno appunto a impostare con elasticità il passaggio dalla vita attiva al pensionamento. Il mantenimento o il miglioramento delle possibilità di lavoro per le persone in età avanzata è l'obiettivo dichiarato del Consiglio federale. A medio termine, spetterà a tutti gli attori (Stato, parti sociali) adoperarsi affinché il mercato del lavoro diventi più ricettivo nei confronti delle persone anziane.</p>  Risposta del Consiglio federale.