<h2>SubmittedText<h2><p>La strategia del Consiglio federale in materia di salute, descritta nel suo rapporto "Sanità 2020", prevede diverse misure per colmare le lacune nell'assistenza sanitaria dei gruppi più vulnerabili della popolazione. Gli obiettivi stabiliti nell'area d'intervento 2 del citato rapporto sono ad esempio destinati a rafforzare le pari opportunità nell'accesso al sistema sanitario e a migliorare lo stato di salute in generale. Fra i gruppi più vulnerabili della popolazione rientrano le persone in condizioni socioeconomiche precarie, in particolare i migranti, le donne e i bambini. Il programma nazionale Migrazione e salute, in corso di realizzazione dal 2002 (anno in cui fu lanciato dal Consiglio federale), terminerà alla fine del 2017. Entro quella data occorrerà stabilire con quali strutture saranno portati avanti i progetti necessari anche in futuro e quali compiti saranno assunti a titolo permanente dall'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). Per sostenere a lungo termine i gruppi più vulnerabili della popolazione, è necessario che diversi settori della politica uniscano le forze: gli obiettivi formulati possono infatti essere raggiunti soltanto con una collaborazione interdipartimentale e interdisciplinare. Infine, devono essere interpellati anche i cantoni e le organizzazioni non governative. Un compito tutt'altro che semplice, è vero, ma che nel contempo può anche rappresentare un'opportunità. </p><p>Alla luce di quanto suesposto, invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Quali misure del programma nazionale Migrazione e salute hanno già un carattere permanente e un finanziamento assicurato?</p><p>2. Il programma sarà prolungato?</p><p>3. Quali campi d'intervento, identificabili come necessari anche in futuro, sono emersi dalla valutazione del programma nazionale in corso, segnatamente per quanto riguarda l'efficacia a lungo termine, ovverosia il miglioramento dello stato di salute dei gruppi più vulnerabili della popolazione dopo il 2017?</p><p>4. In quale forma l'UFSP dovrà portare avanti il tema "migrazione e salute"?</p><p>5. Come giudica il Consiglio federale la sfida costituita dalla collaborazione interdipartimentale e interdisciplinare? Mediante quali misure intende assicurare in futuro l'adesione dei partner e delle altre organizzazioni interessate, nonché la loro messa in rete?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Le misure del programma nazionale Migrazione e salute non hanno carattere permanente e il loro finanziamento non è assicurato a lungo termine né a livello federale né con risorse di terzi (cantoni, fornitori di prestazioni, privati ecc.). Tuttavia sono stati compiuti progressi in diversi progetti, per esempio per quanto riguarda la qualificazione degli interpreti interculturali, il ricorso all'interpretariato telefonico, le attività dei Migrant Friendly Hospitals, il coinvolgimento delle istituzioni di assistenza nell'ambito della prima infanzia o l'avvio di progetti di ricerca sui problemi nell'accesso all'assistenza sanitaria o sulla sicurezza dei pazienti.</p><p>2. Il Consiglio federale attribuisce una grande importanza al tema "migrazione e salute", ma non può ancora esprimersi sul modo in cui saranno affrontate le sfide in questo settore dopo il 2017. La decisione, che prenderà entro la fine del 2016, si baserà in particolare sui lavori che sta conducendo l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP).</p><p>3./4. Al momento l'UFSP sta elaborando un'analisi per definire i problemi nel settore "migrazione e salute" dopo il 2017, tenendo conto del contesto. Dovrà inoltre esprimersi entro il 2017 sull'opportunità di rendere permanenti le diverse misure e verificare se attuarle in futuro nuovamente sotto forma di programma a sé stante o se prevedere un'altra struttura.</p><p>Parallelamente l'UFSP sta esaminando la necessità di intervenire a favore di altri gruppi vulnerabili (p. es. persone con reddito o livello culturale bassi, bambini e adolescenti o anziani in condizioni sociali precarie). Come nel settore "migrazione e salute", anche qui l'obiettivo è di rafforzare le pari opportunità nell'accesso al sistema sanitario. In base a queste due analisi dovranno essere formulate possibili misure concrete per i diversi gruppi e definite forme e strutture opportune per la loro attuazione. Infine si dovrà tenere conto anche della necessità, nei prossimi anni, di stabilire priorità nella politica sanitaria federale. I risultati delle analisi saranno disponibili alla fine del 2015.</p><p>5. Come l'autrice dell'interpellanza, anche il Consiglio federale ritiene necessaria una collaborazione tra diversi ambiti della politica per poter trovare soluzioni efficaci e durature alle sfide che si pongono nei settori "migrazione e salute" e "pari opportunità nell'accesso al sistema sanitario". In conformità all'articolo 57 capoverso 1 della legge federale sugli stranieri (LStr; RS 142.20), la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) coordina i provvedimenti dei servizi federali per l'integrazione degli stranieri. L'UFSP è pertanto rappresentato nel gruppo di coordinamento interdipartimentale "Comitato immigrazione e integrazione" diretto dalla SEM a livello federale. Da molti anni, inoltre, l'UFSP collabora strettamente con la SEM e i cantoni alla realizzazione di progetti del programma Migrazione e salute (p. es. interpretariato interculturale, misure contro le mutilazioni genitali femminili e dialogo "Prima infanzia - Chi inizia sano va lontano" della Conferenza tripartita sugli agglomerati). Un'eventuale estensione di questa collaborazione ad altre organizzazioni partner e i possibili passi da intraprendere per la loro messa in rete risulteranno dalle misure che il Consiglio federale deve ancora definire.</p>  Risposta del Consiglio federale.