<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a rinunciare alla prossima revisione di legge nel quadro della verifica periodica della Politica agricola (PA 2018-2021) e a presentare i limiti di spesa senza una modifica di legge, a meno che, ovviamente, nel frattempo non vengano approvate modifiche costituzionali o conclusi trattati internazionali che la rendono necessaria. Restano altresì possibili adeguamenti a livello di ordinanza sulla base delle leggi vigenti.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Con la Politica agricola 2014-2017 i pagamenti diretti sono stati impostati in maniera più mirata sugli obiettivi costituzionali e gli strumenti per la promozione della strategia della qualità sono stati ampliati (cfr. <a href="http://www.blw.admin.ch/themen/00005/01684/index.html?lang=it">http://www.blw.admin.ch/temi/i</a>). Il cambio di sistema dei pagamenti diretti è fissato per l'orizzonte temporale 2014-2021, otto anni in cui, secondo il messaggio del Consiglio federale, i contributi di transizione saranno trasformati in pagamenti diretti riferiti alle prestazioni (FF 2012 1757, pag. 1907-1908). Il Consiglio federale ritiene che il nuovo sistema dei pagamenti diretti debba essere mantenuto anche dopo il 2017 e che gli strumenti vigenti dal 1° gennaio 2014 siano mirati (cfr. risposta del Consiglio federale all'interpellanza Joder 12.4229).</p><p>Per poter procedere a modifiche a livello di legge nell'ambito del periodo dei limiti di spesa 2018-2021 occorrerebbe avviare la rispettiva consultazione già nel primo semestre del 2015. A quel momento, tuttavia, non si conosceranno ancora gli effetti della Politica agricola 2014-2017. Sarà possibile esprimere prime considerazioni attendibili a riguardo al più presto nel 2016, mentre valutazioni approfondite degli strumenti saranno disponibili soltanto in un secondo tempo.</p><p>Tuttavia, se il monitoraggio dovesse rivelare che gli obiettivi fissati nel quadro della Politica agricola 2014-2017 non potranno essere raggiunti nella misura prevista, si può partire dal presupposto che in virtù della vigente base legale il Consiglio federale può procedere a un'ottimizzazione dei provvedimenti a livello d'ordinanza o a una modifica nella ripartizione dei fondi. Le basi legali consentono presumibilmente anche di adeguare la politica agricola a livello d'ordinanza, nel caso in cui nell'orizzonte temporale 2021 si dovessero mettere in atto interventi parlamentari o strategie varate dal Consiglio federale. Alla luce di questa situazione, il Consiglio federale intende sottoporre al Parlamento un messaggio concernente i limiti di spesa agricoli senza tuttavia proporre una modifica della legge. Sono fatti salvi adeguamenti di legge in particolare nell'ambito di un'eventuale approvazione di trattati commerciali internazionali.</p><p>Anche se il Consiglio federale non intende presumibilmente proporre modifiche di legge nell'ambito della Politica agricola 2018-2021, per motivi di natura giuridica propone di non accogliere la mozione. Esso gode del cosiddetto diritto di iniziativa. Sottopone all'Assemblea federale disegni di atti legislativi (art. 181 della Costituzione; RS 101) e dirige la fase preliminare della procedura legislativa (art. 7 cpv. 1 della legge sull'organizzazione del governo e dell'amministrazione; RS 172.010). In virtù dell'articolo 74 della legge sul Parlamento (RS 171.10), il Parlamento dispone di strumenti per reagire a proposte di legge del Consiglio federale che non auspica, come ad esempio la non entrata in materia oppure il rinvio al Consiglio federale.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.