<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a orientare il riassetto del sistema energetico svizzero in base ai seguenti punti cardine:</p><p>1. la sicurezza dei posti di lavoro deve essere garantita grazie a prezzi competitivi dell'energia elettrica: affinché i posti di lavoro in Svizzera siano assicurati e rimangano competitivi, i prezzi dell'energia elettrica nel nostro Paese devono essere in linea con il terzo più concorrenziale dei prezzi UE;</p><p>2. il riassetto energetico deve avvenire senza l'introduzione di sovvenzioni o tasse d'incentivazione supplementari; </p><p>3. la sicurezza di approvvigionamento deve essere garantita: la dipendenza da vettori energetici esteri non deve aumentare e deve essere ripartita tra diverse fonti (obiettivo da raggiungere nel semestre invernale);</p><p>4. il riassetto energetico deve avvenire attraverso la riduzione degli oneri burocratici: occorre abbreviare le procedure di autorizzazione, concordare termini massimi con i cantoni e limitare le possibilità di opposizione;</p><p>5. i progressi tecnologici devono essere sfruttati: la strategia di riassetto energetico deve rimanere aperta a futuri sviluppi tecnologici in tutti i tipi di produzione energetica.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il 18 novembre 2009 il Consiglio federale ha incaricato l'Ufficio federale dell'energia (UFE) di preparare un progetto di revisione della legge del 23 marzo 2007 sull'approvvigionamento elettrico (LAEl; RS 734.7) da porre in consultazione. Tale revisione si rende necessaria dalle esperienze pratiche maturate nella prima fase di apertura del mercato, che hanno mostrato come gli obiettivi dichiarati della liberalizzazione, cioè la creazione di un sistema di approvvigionamento elettrico orientato al mercato, sicuro e con prezzi trasparenti, non sono stati ancora raggiunti.</p><p>Nel marzo 2011, a seguito dell'elaborazione della nuova strategia energetica, i lavori di revisione della LAEl condotti in seno all'UFE sono stati sospesi per sei mesi e verranno ripresi nel settembre 2011. In base all'esito di tali lavori, entro l'estate 2012 il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) presenterà al Consiglio federale un progetto di revisione da porre in consultazione.</p><p>Poiché il mercato dell'energia elettrica è un mercato a livello europeo, il prezzo di mercato in Svizzera si allineerà a quello dell'UE, più una maggiorazione applicata in casi di ristrettezza energetica sulla rete. L'integrazione della Svizzera nella rete elettrica europea è di fondamentale importanza per la stabilità della rete e per un approvvigionamento economicamente conveniente. Le condizioni quadro favorevoli possono tuttavia essere mantenute solamente se anche il mercato svizzero dell'energia elettrica rispetta le condizioni stabilite a livello europeo.</p><p>Nell'UE, sulla base della nuova direttiva sul mercato interno dell'energia elettrica (direttiva 2009/72/UE) non è generalmente ammesso privilegiare i settori nazionali. L'UE prevede comunque determinate deroghe per le imprese a consumo intensivo di energia. È necessario verificare quali disposizioni derogatorie esistono nei Paesi dell'Unione europea e in che misura esse possono essere applicate in Svizzera. Nel quadro delle ulteriori attività per l'attuazione della Strategia energetica 2050 si studierà come tenere conto della particolare situazione delle industrie a consumo intensivo di energia. L'obiettivo è quello di consentire agli utenti del settore industriale un acquisto durevole ed economico di energia elettrica, in particolare mediante il potenziamento del collegamento alla rete elettrica europea.</p><p>2. Nella bozza del piano d'azione 2050, il Consiglio federale ha enumerato, ai sensi di un orientamento strategico, tutte le misure disponibili per la concreta attuazione della strategia energetica 2050. Il DATEC è stato incaricato di elaborare un pacchetto di misure per la concreta attuazione della Strategia energetica 2050 da presentare al Consiglio federale nell'autunno 2011, tenendo conto delle priorità stabilite dal Consiglio federale, ovvero l'efficienza energetica, la forza idrica, le energie rinnovabili, la produzione di elettricità di origine termofossile (in primo luogo dagli impianti di cogenerazione e, in secondo luogo, dalle centrali a gas combinato) e le importazioni.</p><p>3. La sicurezza di approvvigionamento energetico della Svizzera a lungo termine sarà ulteriormente accresciuta grazie alla Strategia energetica 2050. Un potenziamento della produzione di elettricità di origine termofossile è collegato anche a un'ulteriore indipendenza dall'estero: la Svizzera, infatti, non dispone né di pozzi di gas né di depositi di gas naturale. Attualmente, il gas copre il 12 per cento dell'approvvigionamento energetico elvetico. Il gas naturale, invece, viene importato principalmente dall'Europa.</p><p>4. Nel quadro della concreta attuazione della Strategia energetica 2050, il DATEC verifica come possono essere accelerate le procedure di autorizzazione sia per quanto riguarda la costruzione di nuove centrali nucleari sia per quanto concerne la realizzazione e il potenziamento dell'infrastruttura di rete.</p><p>5. Un altro punto cardine della Strategia energetica 2050 è la ricerca. L'ulteriore sviluppo delle tecnologie rafforza la piazza economica svizzera e permette alle imprese svizzere di cogliere le opportunità offerte dalla concorrenza internazionale nel settore cleantech (tecnologie pulite).</p><p>Con la decisione di abbandonare il nucleare, il Consiglio federale invia un importante segnale al mercato e agli investitori nel settore delle tecnologie energetiche innovative, garantendo loro la sicurezza degli investimenti e della pianificazione per i nuovi impianti di produzione nonché per la costruzione e il potenziamento di un'infrastruttura decentralizzata.</p> Il Consiglio federale propone di respingere i punti da 1 a 4 e di accogliere il punto 5 della mozione.