<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di proporre disposizioni legali volte a istituire tempestivamente un'amnistia generale. Le imposte federali, cantonali e comunali sottratte alle autorità fiscali saranno versate nelle loro casse attraverso il pagamento di un'imposta il cui importo fungerà da incentivo e la cui applicazione sarà facilitata.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Negli ultimi anni sono stati presentati diversi interventi parlamentari che chiedevano la regolarizzazione dei redditi e della sostanza non dichiarati; tra questi le iniziative parlamentari Regazzi (15.345) e Barazzone (15.469), depositate nel 2015 in relazione all'allora prossima entrata in vigore della legge federale sullo scambio automatico internazionale di informazioni a fini fiscali (LSAI). Queste due iniziative sono poi state ritirate a favore della mozione della CET-N (16.3621) "Conferire ai cantoni l'autonomia di procedere a una regolarizzazione fiscale unica del passato". La mozione è stata respinta dal Consiglio degli Stati il 14 dicembre 2016 e quindi liquidata. In seguito, il Cantone di Friburgo ha presentato l'iniziativa cantonale (16.311) "Amnistia fiscale generale", con cui chiedeva che venissero emanate le disposizioni di legge necessarie a dichiarare a posteriori i valori patrimoniali sottratti attraverso una procedura semplice e facilmente attuabile sia per i contribuenti sia per le autorità fiscali, ma non gratuita. A maggio 2019 è stato deciso di non dare seguito a tale iniziativa, che è dunque liquidata.</p><p>Il Consiglio federale ha respinto gli interventi menzionati per i motivi seguenti.</p><p>1. Nell'ambito delle imposte dirette sussiste dal 2010 la possibilità del ricupero d'imposta semplificato in caso di successione e dell'autodenuncia esente da pena. In questo modo i contribuenti hanno l'opportunità di dichiarare una volta nella vita i valori patrimoniali sottratti senza incorrere in una sanzione.</p><p>2. Un'amnistia fiscale che va oltre l'autodenuncia esente da pena viola principi costituzionali fondamentali e ha conseguenze negative sulla morale fiscale dei contribuenti onesti, inducendoli a sottrarre ulteriormente le imposte e contribuendo così a una diminuzione delle entrate a medio e a lungo termine.</p><p>3. Come esposto dal Consiglio federale nella risposta all'interpellanza Storni (20.3044), secondo le amministrazioni cantonali delle contribuzioni, dall'entrata in vigore dell'autodenuncia esente da pena sono emersi circa 43,7 miliardi di franchi di sostanza non dichiarata. Il dato si fonda in parte su informazioni di fine 2018. Va tuttavia osservato che le amministrazioni cantonali delle contribuzioni gestiscono sistemi tra loro diversi. Per questo non rilevano i dati nello stesso modo o non possono rilevarli separatamente. I dati non sono quindi coerenti, ma comunque idonei a fornire un orientamento.</p><p>Il Consiglio federale non ravvisa alcuna necessità di intervento. La regolamentazione per l'autodenuncia esente da pena e per il ricupero d'imposta semplificato in caso di successione è sufficiente e se ne sta già facendo ampio utilizzo.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.