<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La domanda di forza lavoro straniera poco qualificata, che si sposta senza rispettare le leggi in materia di ammissione e rinuncia alle normali condizioni di lavoro e di retribuzione, è un fenomeno che interessa tutti i paesi. Come dimostrano le esperienze di Francia, Italia, Spagna, Grecia e Portogallo, le campagne di regolarizzazione del soggiorno di stranieri in situazione irregolare non hanno avuto sul lungo periodo gli effetti desiderati. Esiste ovunque la tendenza a sostituire sempre più spesso le persone con regolare permesso di soggiorno con lavoratori in nero, pronti ad accettare condizioni di lavoro e di retribuzione meno vantaggiose.</p><p></p><p>Il Consiglio federale è dell'opinione che mediante misure forti contro il lavoro nero può essere ridotto il numero degli stranieri in situazione irregolare. Il Dipartimento federale dell'economia è attualmente al lavoro per elaborare un messaggio alla legge contro il lavoro illegale, salutato da più parti durante la procedura di consultazione. A questo si aggiunge la continua richiesta ai Cantoni di moltiplicare i controlli sul rispetto delle disposizioni in vigore e di applicare con coerenza gli allontanamenti passati in giudicato.</p><p></p><p>In risposta alle mozioni Fankhauser del 9 dicembre 1997 (97.3577; Amnistia per persone senza documenti), all'interpellanza Hubmann del 23 giugno 2000 (00.3370; Sanatoria per le persone sprovviste di documenti) e alla mozione Zisyadis del 22 marzo 2001 (01.3149; Permesso di dimora in Svizzera per stranieri privi di documenti) il Consiglio federale ha espresso dettagliatamente la sua posizione in merito alla questione; posizione ulteriormente confermata nelle risposte a numerosi altri interventi parlamentari. In particolare ha ricordato che nei casi di rigore personale grave fondati, è possibile già oggi trovare soluzione nell'ambito del diritto vigente.</p><p></p><p>Per l'assegnazione di permessi di soggiorno a scopi umanitari esiste già una lunga e completa prassi dell'Ufficio federale degli stranieri. In numerose decisioni il tribunale federale ha definito la nozione del caso di rigore personale grave. Sono determinanti in particolare la durata del soggiorno, l'integrazione sociale e professionale, la situazione familiare, lo stato di salute, nonché le circostanze che hanno portato a soggiornare clandestinamente. In caso di condanne penali importanti, l'assegnazione del permesso di soggiorno è respinta già a livello delle autorità cantonali. Questa prassi è stata descritta dagli uffici federali competenti (Ufficio federale degli stranieri e Ufficio federale dei rifugiati) in una circolare che è stata sottoposta per parere ai governi cantonali. Obiettivo della circolare è di rendere trasparente la procedura sia agli occhi delle autorità che delle persone interessate. Questo atteggiamento è stato approvato esplicitamente alla Conferenza dei direttori cantonali di giustizia e polizia (CDCGP).</p><p></p><p>Inoltre sarà preso in considerazione lo svolgimento di una ricerca scientifica che permetterà di dare precise indicazioni sulla situazione e sul numero di stranieri iregolari presenti in Svizzera.</p><p></p><p>In occasione della Conferenza sulla migrazione organizzata dalla presidenza dell'UE il 16 ottobre 2001 a Bruxelles, alla quale la Svizzera ha partecipato, è stato sollevato il problema degli stranieri in situazione irregolare. I ministri competenti degli Stati membri hanno colto l'occasione per sottolineare che le amnistie non costituiscono una soluzione al problema dell'immigrazione illegale. Questa opinione è stata espressa anche da quegli Stati che hanno già sperimentato questo tipo di soluzione.</p><p></p><p>Nell'ambito della migrazione esistono attualmente diverse organizzazioni e strumenti che permettono di elaborare proposte e di favorire lo scambio d'informazioni tra tutte le parti interessate. Si tratta ad esempio della Commissione federale degli stranieri, della Commissione federale dei rifugiati e della Commissione federale contro il razzismo. </p><p></p><p>In particolare la Commissione federale degli stranieri, con la quale le autorità cantonali competenti sono in costante contatto, si è già impegnata a pieno ritmo della questione degli stranieri in situazione irregolare. Anche la Commissione è contraria ad una soluzione globale. Tuttavia raccomanda a breve scadenza l'istituzione di uffici di mediazione nei cantoni interessati. Il Consiglio federale è favorevole a questa proposta nella misura in cui favorisce gli stranieri in situazione irregolare, suscettibili di rientrare nella categoria del caso di rigore personale grave, di ricorrere ai procedimenti e, nel caso in cui non soddisfino i criteri richiesti, di prendere in considerazione il ritorno volontario. </p><p></p><p>L'istituzione di un nuovo gruppo di lavoro o di una tavola rotonda che si occupi della già nota problematica degli stranieri in situazione irregolare, non è pertanto necessario. Questa situazione non è paragonabile alla crisi affrontata con Swissair.</p><p></p><p>L'8 e 9 novembre 2001, in occasione della Conferenza dei direttori cantonali di giustizia e polizia (CDCGP), i rappresentanti dei governi cantonali hanno espresso all'unanimità il loro dissenso contro l'amnistia generale e contro l'istituzione di un contingente speciale per stranieri in situazione irregolare in Svizzera. Hanno inoltre respinto la proposta di moratoria contro l'esecuzione dei rimpatri e di istituzione di una tavola rotonda.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.