<h2>SubmittedText<h2><p>La pandemia del coronavirus mette a dura prova la comunità internazionale. In particolare, i Paesi in via di sviluppo si trovano ad affrontare una grave situazione di emergenza, poiché spesso non dispongono delle risorse finanziarie per contrastare efficacemente le conseguenze sanitarie, economiche e sociali della pandemia. </p><p>Questa situazione d'emergenza colpisce soprattutto gli Stati che già prima della crisi erano fortemente indebitati e che devono investire una parte considerevole delle loro risorse finanziarie nel servizio del debito. La cancellazione di tutti i debiti bilaterali e multilaterali dei 70 Paesi più poveri ridurrebbe il loro servizio del debito di 19,5 miliardi quest'anno e di 18,7 miliardi di dollari statunitensi l'anno prossimo. Solo per quest'anno una simile cancellazione consentirebbe di raddoppiare le risorse sanitarie a disposizione di tutti questi Paesi.  </p><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. La Svizzera si esprimerà a favore di una cancellazione di tutti i debiti dei Paesi in via di sviluppo dinanzi al Club di Parigi, al G20, alla Banca mondiale e al FMI?</p><p>2. Il Consiglio federale è disposto a impegnarsi a favore di una cancellazione da parte delle banche svizzere del debito di questi Paesi?</p><p>3. Il Consiglio federale è disposto ad avviare un dialogo con i creditori privati, ad esempio con le grandi banche svizzere, per discutere le possibilità di un aiuto congiunto per i Paesi sovraindebitati del Sud?</p><p>4. Il Consiglio federale dispone di cifre concrete che forniscono informazioni sulla portata del debito dei Paesi in via di sviluppo nei confronti dei creditori privati svizzeri?</p><p>5. Il Consiglio federale come giudica la stabilità della piazza finanziaria svizzera alla luce della rapida crescita del debito in molti Paesi emergenti e in via di sviluppo? I creditori privati svizzeri possono farsi carico di eventuali perdite di credito?</p><p>6. A livello internazionale manca un meccanismo vincolante per la ristrutturazione del debito pubblico. Il Consiglio federale è disposto a impegnarsi a favore di un tale meccanismo sotto l'egida dell'ONU o delle istituzioni di Bretton Woods?</p><p>7. Per ridurre la dipendenza dei Paesi in via di sviluppo nei confronti di creditori privati è necessario soprattutto combattere efficacemente l'evasione fiscale e la corruzione e investire in un governo responsabile. A tale proposito il Consiglio federale ritiene che in Svizzera vi sia necessità di legiferare per sanzionare la corruzione e gli scandali creditizi, come quelli che coinvolgono Credit Suisse e Mozambico?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale sostiene due misure internazionali relative al debito, che nel budget dei Paesi creano rapidamente margini di manovra per lottare contro le conseguenze della pandemia di COVID-19. La prima è l'iniziativa del G20, del Club di Parigi, del FMI e della Banca mondiale finalizzata alla sospensione temporanea del servizio del debito dei Paesi più poveri nei confronti dei loro creditori pubblici bilaterali (Debt Service Suspension Initiative, DSSI). La seconda è il previsto versamento da parte della Svizzera di un contributo di 25 milioni di franchi al fondo per il contenimento degli effetti delle catastrofi (Catastrophe Containment and Relief Trust, CCRT), creato dal FMI. Il CCRT assume per un massimo di due anni il servizio del debito dei Paesi più poveri nei confronti del FMI. In determinati casi, potrebbe rivelarsi necessaria una ristrutturazione del debito. Tuttavia, nel contesto attuale il Consiglio federale non ritiene opportuno procedere a una cancellazione generale del debito. L'obiettivo di un sostegno duraturo dei Paesi indebitati è il loro reinserimento nel sistema finanziario globale e l'accesso a finanziamenti esterni. L'esperienza ha dimostrato che la sola cancellazione del debito non permette di raggiungere questo obiettivo. La sostenibilità del debito presuppone in generale una politica economica, budgetaria e strutturale efficace da parte dei Paesi.</p><p>2.-3. Per la riuscita della DSSI, è importante una partecipazione per quanto possibile ampia e coesa dei creditori. La partecipazione all'iniziativa di tutti i principali creditori pubblici bilaterali è accolta positivamente dal Consiglio federale, che si impegna a tale scopo. Inoltre, l'iniziativa invita i creditori privati ad aiutare in modo analogo i Paesi indebitati. La DSSI è anche oggetto dei regolari contatti che il Consiglio federale e l'Amministrazione federale hanno con i rappresentanti del settore finanziario svizzero.</p><p>4.-5. Il Consiglio federale segue molto attentamente l'evoluzione del sistema finanziario. Ai fini della stabilità e della funzionalità della piazza finanziaria svizzera, il Dipartimento federale delle finanze mantiene contatti stretti e regolari con la FINMA e la BNS. Al momento, nessun segnale fa pensare che la stabilità del sistema finanziario svizzero sia compromessa a seguito dell'evoluzione del debito dei Paesi emergenti e in via di sviluppo.</p><p>6. Come sottolinea il rapporto in adempimento del postulato Gutzwiller 11.4033, il Consiglio federale ritiene importante che la Svizzera si adoperi a favore dell'istituzione di un quadro più efficace per la ristrutturazione del debito degli Stati, che si inserisca in una strategia di lotta e di prevenzione efficaci delle crisi. I relativi lavori dovrebbero essere svolti principalmente in seno al FMI, in quanto quest'ultimo possiede la competenza e l'esperienza necessarie per trattare le questioni legate al debito degli Stati.</p><p>7. Istituzioni forti e un buon governo sono indispensabili ai fini di uno sviluppo sostenibile, anche perché migliorano il contesto per gli investimenti e aumentano la capacità di riscossione delle imposte. La Svizzera sostiene da anni i progressi compiuti dai Paesi emergenti e in via di sviluppo in questo ambito, segnatamente in quanto importante donatore di assistenza tecnica. Inoltre, si impegna sul piano internazionale nella lotta contro il riciclaggio di denaro e la corruzione, ad esempio nell'ambito della cooperazione allo sviluppo. A livello nazionale la Svizzera compie notevoli sforzi per combattere il riciclaggio di denaro, anche per quanto attiene al reato preliminare di corruzione, e la FINMA vigila sull'osservanza dei relativi obblighi da parte degli istituti assoggettati alla sua vigilanza. In qualità di membro della Convenzione dell'OCSE sulla lotta alla corruzione, la Svizzera prevede l'incriminazione per corruzione per i pubblici ufficiali stranieri, a prescindere dal luogo ove tale reato è stato commesso. Il Consiglio federale esamina regolarmente il dispositivo di lotta contro il riciclaggio di denaro e la corruzione e in futuro, se necessario, prenderà in considerazione eventuali adeguamenti.</p>  Risposta del Consiglio federale.