<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La domanda posta dal Gruppo UDC è in linea con le richieste inoltrate al Consiglio federale nell'ambito della pubblicazione UDC del 13 settembre 2001 "Schluss mit der staatlichen Defizitwirtschaft". Nella pubblicazione in questione sono state proposte ulteriori misure quali la chiusura rispettivamente la privatizzazione di Uffici federali. Queste misure avrebbero pure avuto effetti sulle spese del personale ma non sono menzionate nella presente domanda. Inoltre, i calcoli nella pubblicazione dell'UDC si basavano sui conti di Stato del 2000. Dato che la mozione non contiene indicazioni più dettagliate, di seguito ci fondiamo sulle cifre del preventivo 2001 (le spese dell'anno in corso si basano sui crediti autorizzati dalle Camere federali).</p><p></p><p>Le motivazioni degli autori della mozione inducono il Consiglio federale a formulare le seguenti osservazioni introduttive:</p><p></p><p>"Con la sua politica restrittiva in materia di risorse (pianificazione delle rinunce), da anni il Consiglio federale bada affinché i nuovi compiti, decisi per lo più dalle Camere federali, possano essere assunti per quanto possibile senza l'impiego di ulteriori mezzi.</p><p></p><p>Inoltre, cessioni dalle riserve del Consiglio federale - alimentate negli ultimi anni in modo finanziariamente neutro unicamente con risparmi nel quadro della Riforma del Governo e dell'Amministrazione - sono state accordate con molta moderazione.</p><p></p><p>"Già nell'attuale sistema salariale, ai fini della valutazione della retribuzione viene attribuita più importanza al profilo del posto (valutazione della funzione) che alla persona e ai diplomi conseguiti. Determinanti per la classificazione sono la descrizione del posto e i compiti da svolgere. Tuttavia, anche in futuro i posti continueranno ad essere assegnati alla relativa classe di stipendio.</p><p></p><p>Con l'entrata in vigore della nuova legge sul personale federale, la retribuzione individuale si orienterà tuttavia verso la prestazione del titolare del posto. Inoltre, il nuovo sistema salariale consente di creare ulteriori strumenti per la flessibilizzazione del sistema salariale, come premi per prestazioni e indennità in funzione del mercato del lavoro. In particolare, grazie alla creazione di queste indennità, in futuro sarà possibile rinunciare ad aumenti di salario generali per apportare correzioni salariali orientate al mercato del lavoro. Per di più, un'eventuale riduzione della massa salariale esistente potrebbe mettere in pericolo l'introduzione del nuovo sistema salariale. Dato che per il conferimento di premi non esistono ulteriori mezzi a disposizione, bisognerà attingere dalla massa salariale esistente.</p><p></p><p>"Paragoni salariali con l'economia privata nonché con le amministrazioni cantonali e cittadine per la pianificazione delle misure salariali del personale federale vengono già effettute periodicamente e rimarranno anche in avvenire un importante strumento di pianificazione. I paragoni più recenti hanno evidenziato che nelle classi di stipendio medie e basse (fino a 110'000 franchi) la Confederazione paga agli impiegati salari mediamente più alti rispetto a quelli dell'economia privata mentre nelle classi più elevate versa stipendi solitamente più bassi. I paragoni salariali che l'UST ha stabilito in modo approfondito sulla base del rilevamento della struttura degli stipendi potrebbero, in un prossimo futuro, fornire chiarimenti in merito all'esattezza delle suddette considerazioni. Il nuovo paragone salariale è in relazione con il postulato 99.3575 della Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati.</p><p></p><p>D'altra parte, a partire dal 2004 la Confederazione disporrà di ulteriori strumenti che permettono paragoni salariali mirati in funzione delle singole categorie di personale. In futuro, dovrebbe in tal modo essere possibile differenziare le misure salariali a seconda della categoria di personale.</p><p></p><p>"L'idea degli autori della mozione di operare ora riduzioni salariali, motivandole con un'eventuale futura recessione, non è economicamente sostenibile in quanto verrebbe con certezza lanciato un segnale sbagliato.</p><p></p><p>Benché l'economia (Swissair) e la politica (attacchi terroristici a New York) siano state scosse da avvenimenti negativi, le più recenti previsioni congiunturali prescindono da un raffreddamento a breve termine e in nessun caso di una recessione. A medio e a lungo termine è addirittura presunto un ritorno alla crescita originaria. Non è quindi opportuno parlare di recessione per i prossimi anni.</p><p></p><p>Con riferimento alle concrete richieste, il Consiglio federale prende posizione come segue:</p><p></p><p>Risparmio attraverso rinunce a compiti rispettivamente riduzioni di posti </p><p></p><p>In linea di massima bisogna conseguire risparmi sostanziali in primo luogo con una durevole riforma dei compiti e non con una riduzione di posti.</p><p>Le misure di risparmio richieste nella mozione comporterebbero una riduzione delle spese per il personale di circa 360 milioni. Se, come proposto, questa riduzione venisse attuata rinunciando a rioccupare i posti vacanti, entro la fine della legislatura verrebbero soppressi circa 3'100 posti di lavoro. Questa soppressione di posti, che dovrebbe avvenire nei prossimi due anni, corrisponde a livello federale a una riduzione del 10 per cento dei posti esistenti. Una soppressione in quest'ordine di grandezza potrebbe essere bilanciata solo da una massiccia riduzione delle prestazioni. In particolare, nell'UFAG e nell'UFAFP, ai quali sono state chieste ulteriori misure di risparmio, la riduzione si ripercuoterebbe drasticamente sulla fornitura delle prestazioni. Ne conseguirebbe una pianificazione della rinuncia all'espletamento di determinati compiti, che dovrebbe essere approvata dal Parlamento, in quanto i compiti si fondano su mandati fissati in leggi. La riduzione del 15 per cento chiesta per il DDPS pregiudicherebbe gravemente la riforma di Esercito XXI. Al riguardo occorre evidenziare che le ristrutturazioni e i processi di riforma richiedono solitamente, nella fase di attuazione, un dispendio maggiore sebbene limitato nel tempo; in questo la Confederazione non si differenzia dall'economia privata. Le medesime osservazioni valgono pure per la riduzione chiesta per l'UFAG.</p><p></p><p>Sulla base delle direttive attuali e dello stato di pianificazione, il DDPS deve ridurre i costi d'esercizio e impiegare meno personale. Il taglio di posti di lavoro, inteso come base per una pianificazione flessibile, dovrebbe riguardare approssimativamente 2'000 posti ovvero il 15 per cento circa nell'esercizio e nell'amministrazione e dovrebbe avvenire in modo socialmente sopportabile entro il 2010. Soluzioni moderate, socialmente sostenibili, possono essere attuate da una parte con uno scaglionamento ragionevole nel tempo e dall'altra per ogni riduzione di posti di lavoro di grande portata, bisogna tener conto anche dei costi dei relativi piani sociali che, spesso, annullano per anni le misure di risparmio conseguite.</p><p></p><p>Risparmio mediante classificazioni più basse e riduzioni di posti di lavoro</p><p></p><p>In caso del risparmio generale del 5 per cento delle spese del personale attraverso una valutazione più bassa del posto vacante messo a concorso (adattamento parziale dei profili) oppure attraverso una valutazione completa della funzione, risulterebbe il quadro seguente:</p><p></p><p>La realizzazione di risparmi a seguito di una valutazione completa della funzione non sarebbe attuabile durante la corrente legislatura. In base ai coefficienti d'esperienza dell'Amministrazione federale e di aziende private comparabili per dimensione e complessità, per le rivalutazioni bisogna prevedere un periodo di 3 - 4 anni. Di conseguenza i lavori per una nuova classificazione valida dall'inizio della prossima legislatura avrebbero dovuto cominciare già nei primi mesi del 2000. Inoltre, in una valutazione generale delle funzioni bisogna contare anche con classificazioni superiori, che potrebbero vanificare almeno in parte le misure di risparmio.</p><p></p><p>L'alternativa a un completo riesame potrebbe consistere nella compensazione dei risparmi mediante fluttuazioni naturali con corrispondente nuova valutazione dei posti da mettere a concorso. La Confederazione registra annualmente circa 2'500 posti vacanti (con media della 18esima classe di stipendio). La differenza tra la 18? e la 17a classe di stipendio è di circa 4'000 franchi all'anno. Risparmiando una classe di stipendio per ogni posto vacante risulterebbe una somma di 10 milioni/anno rispettivamente 20 milioni entro la fine della legislatura. Affinché il risparmio di 218 milioni possa essere realizzato per intero (= al 5% della riduzione richiesta per le spese del personale), tutti i posti vacanti dovrebbero essere classificati in 11 classi di stipendio più basse. I rimanenti 144 milioni di franchi da risparmiare secondo le richieste degli autori della mozione nel DDPS, nell'UFAG e nell'UFAFP sarebbero ottenibili con la soppressione di 1'200 posti di lavoro.</p><p></p><p>Le suesposte conseguenze della mozione illustrano che un suo accoglimento avrebbe, per il datore di lavoro Confederazione, ripercussioni gravose e non sostenibili sul mercato del lavoro e in relazione all'adempimento di compiti. Il Consiglio federale considera quindi la mozione irreale, per cui non può nemmeno proporre una sua trasformazione in postulato.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.