<h2>SubmittedText<h2><p>Considerato il numero crescente di persone che soffrono di ipersensibilità alle onde elettromagnetiche come pure il numero crescente di medici e scienziati che giudicano tale situazione come un rischio maggiore per la salute pubblica e nonostante le nostre conoscenze scientifiche attuali siano ancora lacunose, il Consiglio federale ritiene che l'adozione di misure di protezione contro le radiazioni non ionizzanti negli spazi pubblici potrebbe rappresentare una soluzione parziale al problema?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'autore dell'interpellanza parte dal presupposto che la nocività delle onde elettromagnetiche, così come sono attualmente diffuse nell'ambiente dalla telefonia mobile e autorizzate a livello giuridico, sia chiaramente comprovata. Il Consiglio federale nel suo rapporto del 25 febbraio 2015 "Reti mobili di nuova generazione" sostiene che l'unico effetto nocivo dimostrabile da inconfutabili prove scientifiche è il riscaldamento dei tessuti corporei. Tale effetto si lascia prevenire rispettando i valori limite d'immissione stabiliti nell'ordinanza sulla protezione dalle radiazioni non ionizzanti (ORNI; RS 814.710). La ricerca in quest'ambito ha prodotto osservazioni variamente fondate, secondo le quali le radiazioni di radiocomunicazione mobile possono provocare anche altri effetti biologici non riconducibili al riscaldamento. Attraverso indagini scientifiche si dovrà ora comprendere se tali effetti siano rilevanti per la salute. Sulla base di quanto riscontrato in rapporto all'utilizzo dei telefoni cellulari, l'Organizzazione mondiale della sanità ha classificato le radiazioni ad alta frequenza come possibilmente cancerogene. Nel contempo fa notare che gli studi finalizzati a una sostanziale riduzione dell'esposizione agli emettitori fissi non indicano alcun rischio accentuato di cancro, riconoscendo tuttavia la mancanza di indagini significative sul lungo periodo. Il Consiglio federale ha tenuto conto di tali incertezze: con la più recente revisione dell'ORNI intende istituire un monitoraggio nazionale delle radiazioni della telefonia mobile e delle radiazioni non ionizzanti di altre fonti. L'Ufficio federale dell'ambiente dovrà inoltre in futuro informare periodicamente sullo stato delle conoscenze sugli effetti delle radiazioni sull'uomo e l'ambiente. L'ORNI vigente si basa sul principio di prevenzione sancito nella legge sulla protezione ambientale (LPAmb; RS 814.01) e stabilisce valori limite dell'impianto più restrittivi per luoghi quali abitazioni, scuole, ospedali, uffici o parchi giochi, in modo da limitare l'esposizione prolungata in tali luoghi.</p><p>Al momento la popolazione è dunque protetta dagli effetti dannosi dimostrati delle radiazioni delle antenne della telefonia mobile; inoltre le disposizioni di legge limitano ulteriormente le radiazioni a titolo precauzionale, al fine di evitare rischi non meglio identificati per la salute. Ciò premesso, il Consiglio federale ritiene inopportuna la proposta formulata nell'interpellanza di creare zone schermate dalle onde elettromagnetiche negli edifici pubblici, come ad esempio le sale d'aspetto delle stazioni.</p><p>Proposte analoghe sono già state avanzate in passato da più parti. Esse trovano la propria giustificazione nelle esperienze di persone ipersensibili alle radiazioni elettromagnetiche che pensano di subire pregiudizi alla loro salute o qualità di vita. Alcune di esse cercano pertanto spazi abitativi che siano il meno possibile esposti alle radiazioni, una ricerca sempre più difficile a causa della crescente densità delle antenne. Questo fenomeno designato come "elettrosensibilità" rimane a tutt'oggi inspiegato e non risulta confermato da alcuna diagnosi medica attendibile. L'esperienza dimostra che le persone interessate soffrono indubbiamente di fastidiosi disturbi della salute. Le cause non sono però chiare e non vi è alcun nesso causale dimostrato in rapporto alle radiazioni elettromagnetiche.</p><p>Alla luce di tale situazione di partenza, l'intervento statale chiesto dall'autore dell'interpellanza appare sproporzionato. Le circostanze sono diverse rispetto alle zone riservate ai non fumatori, in quanto la nocività del fumo passivo - diversamente dalle radiazioni di radiocomunicazione mobile - è chiaramente dimostrata. In caso di comprovato bisogno di zone con un livello di radiazioni basso o assente, la loro realizzazione dovrebbe essere demandata piuttosto al settore privato. A Zurigo esiste per esempio un edificio in cui gli appartamenti sono protetti in modo specifico contro gli influssi ambientali e le radiazioni elettromagnetiche. A Schmitten (FR) sono in corso di realizzazione tre condomini di questo genere, con un totale di 27 appartamenti.</p>  Risposta del Consiglio federale.