<!DOCTYPE html> <html lang="it"><head><meta charset="utf-8"/></head><body><div class="content"> <div class="para"> </div> <div class="para">Bundesgericht </div> <div class="para">Tribunal fédéral </div> <div class="para">Tribunale federale </div> <div class="para">Tribunal federal </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <img height="74" src="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/clir/http/displayimage.php?id=2020-01-07-5A_311-2018.1&amp;type=gif" width="95"/> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>5A_311/2018,</b> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>5A_312/2018</b> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>Sentenza del 7 gennaio 2020</b> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>II Corte di diritto civile</b> </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Composizione </div> <div class="para">Giudici federali Herrmann, Presidente, </div> <div class="para">Escher, Marazzi, von Werdt, Schöbi, </div> <div class="para">Cancelliera Antonini. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Partecipanti al procedimento </div> <div class="para">1. A.________S.p.A., </div> <div class="para">2. B.________S.p.A., </div> <div class="para">3. C.________S.r.l., </div> <div class="para">4. D.________S.p.A., </div> <div class="para">5. E.________S.c.a.r.l., </div> <div class="para">6. F.________S.r.l., </div> <div class="para">7. G.________S.p.A., </div> <div class="para">8. H.________S.p.A., </div> <div class="para">tutte patrocinate dall'avv. Mariella Orelli, </div> <div class="para">ricorrenti, </div> <div class="para"> </div> <div class="para">contro </div> <div class="para"> </div> <div class="para">5A_311/2018 </div> <div class="para">I.________, </div> <div class="para">patrocinata dagli avv. Andrea Molino e Agostina Rei, </div> <div class="para">opponente, </div> <div class="para"> </div> <div class="para">e </div> <div class="para"> </div> <div class="para">5A_312/2018 </div> <div class="para">J.________, </div> <div class="para">patrocinata dagli avv. Andrea Molino e Agostina Rei, </div> <div class="para">opponente. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Oggetto </div> <div class="para">rigetto definitivo dell'opposizione, </div> <div class="para"> </div> <div class="para">ricorsi contro la sentenza emanata il 27 marzo 2018 </div> <div class="para">dalla Came ra di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello del Cantone Ticino (14.2017.178, 14.2017.179, 14.2017.180). </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>Fatti:</b> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>A.</b> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>A.a.</b> Nel 2013, le società italiane A.________S.p.A., B.________S.p.A., C.________S.r.l., D.________S.p.A., E.________S.c.a.r.l., F.________S.r.l., G.________S.p.A. e H.________S.p.A. hanno promosso azione civile in risarcimento del danno contro K.________, I.________, J.________, L.________ e M.________. In data 20 marzo 2014, l'adito Tribunale ordinario di Milano, Sezione specializzata in materia di impresa B, ha autorizzato le società menzionate (salvo H.________S.p.A.) " ad eseguire secondo le norme di legge sequestro conservativo, anche presso terzi, di beni mobili, immobili e crediti di qualunque natura, di proprietà, titolarità e comunque di pertinenza " di ognuno dei cinque debitori sino a concorrenza dell'importo dei loro rispettivi crediti, ammontanti in totale a Euro 121'170'000.--. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>A.b.</b> Adito dalle otto società menzionate con corrispondente istanza contro i cinque convenuti citati, con decisione 1° ottobre 2014 il Pretore del Distretto di Lugano ha dichiarato esecutiva in Svizzera l'ordinanza del Tribunale di Milano. In parziale accoglimento dei reclami interposti da I.________ e J.________, con decisione 19 febbraio 2016 la II Camera civile del Tribunale di appello del Cantone Ticino ha respinto l'istanza di exequatur in quanto proposta da H.________S.p.A. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>A.c.</b> In data 26 novembre 2014 il Pretore del Distretto di Lugano, in applicazione degli <span class="artref">art. 271 cpv. 1 n. 6 LEF</span> e 47 cpv. 2 CLug (RS 0.275.12), aveva nel frattempo ordinato il sequestro di venticinque relazioni bancarie presunte collegate con i convenuti, oltre agli attivi di tre altre società. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>B.</b> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>B.a.</b> Mediante tre precetti esecutivi datati 2 gennaio 2015 dell'Ufficio di esecuzione di Lugano, le otto società menzionate in ingresso hanno escusso in solido K.________, I.________ e J.________ per l'importo di complessivi fr. 145'832'263.25 oltre interessi; quale titolo di credito, esse hanno menzionato l'ordinanza del Tribunale di Milano e la decisione di exequatur della Pretura di Lugano. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>B.b.</b> K.________, I.________ e J.________ hanno interposto opposizione. Con tre decisioni separate 21 settembre 2017, il Pretore del Distretto di Lugano ha respinto le istanze di rigetto definitivo delle opposizioni formulate dalle società escutenti con istanze 29 gennaio 2015. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>B.c.</b> Con il giudizio 27 marzo 2018 qui impugnato, la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale di appello del Cantone Ticino ha respinto i tre reclami distinti inoltrati, con allegati 2 ottobre 2017, dalle otto società escutenti. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>C.</b> </div> <div class="para">Contro il giudizio cantonale, in data 6 aprile/8 maggio 2018 le otto società escutenti (qui di seguito: ricorrenti) hanno inoltrato al Tribunale federale ricorso in materia civile nei confronti di K.________ (5A_307/2018), I.________ (5A_311/2018) e J.________ (5A_312/2018), chiedendo, oltre al conferimento dell'effetto sospensivo ed alla congiunzione delle tre cause, l'annullamento di tale giudizio ed il rigetto definitivo delle opposizioni, subordinatamente il rinvio della causa all'istanza inferiore per nuova valutazione. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Con decreti 23 maggio 2018 ai gravami è stato conferito l'effetto sospensivo. L'incarto concernente K.________, nel frattempo deceduto, è stato sospeso (v. decreto 18 novembre 2019 nell'incarto 5A_307/2018). </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Non sono state richieste osservazioni nel merito, ma sono stati acquisiti gli atti cantonali. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>Diritto:</b> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>1.</b> </div> <div class="para">La congiunzione di più ricorsi e la loro trattazione in un'unica sentenza presuppongono che le impugnative siano dirette contro la medesima sentenza cantonale, si riferiscano ai medesimi fatti e vedano opposte le medesime parti ( <span class="artref">art. 71 LTF</span> in relazione con l'<span class="artref">art. 24 cpv. 2 PC</span> [RS 273]; <a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=21&amp;from_date=28.12.2019&amp;to_date=16.01.2020&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F131-V-59%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page59">DTF 131 V 59</a> consid. 1; <a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=21&amp;from_date=28.12.2019&amp;to_date=16.01.2020&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F128-V-124%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page124">128 V 124</a> consid. 1; sentenza 5A_657/2015 del 14 marzo 2017 consid. 1.1, non pubblicato in <a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=21&amp;from_date=28.12.2019&amp;to_date=16.01.2020&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F143-III-261%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page261">DTF 143 III 261</a>; FLORENCE AUBRY GIRARDIN, in Commentaire de la LTF, 2aed. 2014, n. 9 ad <span class="artref">art. 71 LTF</span>). Per le cause 5A_311/2018 e 5A_312/2018 le condizioni sono soddisfatte: le opponenti, sebbene soggetti diversi, sono infatti chiamate in causa quali debitrici solidali del medesimo importo, dovuto alle medesime creditrici sulla base dell'identico complesso di fatti. La causa 5A_307/2018 concernente K.________ è invece sospesa in attesa che venga chiarito il subentro degli eredi; essa non può pertanto al momento attuale venire trattata, sicché una sua congiunzione con gli altri due ricorsi non entra in linea di conto. In parziale accoglimento delle relative conclusioni è allora opportuno evadere i rimanenti ricorsi con un'unica decisione, come peraltro già fatto dal Tribunale di appello. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>2.</b> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>2.1.</b> Decisioni in tema di rigetto - definitivo o provvisorio - dell'opposizione sono decisioni finali ai sensi dell' <span class="artref">art. 90 LTF</span>, poiché mettono fine alla relativa procedura. Possono fare l'oggetto di un ricorso in materia civile ( <span class="artref">art. 72 cpv. 2 lett. a LTF</span>) qualora il valore di lite raggiunga fr. 30'000.-- ( <span class="artref">art. 74 cpv. 1 lett. b LTF</span>), ciò che si verifica nell'evenienza concreta. Le ricorrenti sono risultate soccombenti nelle procedure cantonali di reclamo da loro promosse, e sono pertanto legittimate a ricorrere al Tribunale federale ( <span class="artref">art. 76 cpv. 1 LTF</span>) contro la menzionata sentenza di ultima istanza cantonale ( <span class="artref">art. 75 cpv. 1 LTF</span>). I gravami sono tempestivi ( art. 46 cpv. 1 lett. a e 100 cpv. 1 LTF). </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>2.2.</b> Con il ricorso in materia civile può in particolare essere censurata la violazione del diritto federale ( <span class="artref">art. 95 lett. a LTF</span>). Il Tribunale federale è tenuto ad applicare d'ufficio il diritto federale ( <span class="artref">art. 106 cpv. 1 LTF</span>). Nondimeno, tenuto conto dell'onere di allegazione e motivazione posto dall' <span class="artref"><artref id="CH/173.110/42/2" type="start"></artref><artref id="CH/173.110/42/1" type="start"></artref>art. 42 cpv. 1 e 2 LTF</span><artref id="CH/173.110/42/2" type="end"></artref><artref id="CH/173.110/2" type="end"></artref>, la cui mancata ottemperanza conduce all'inammissibilità del gravame, il Tribunale federale esamina di regola solo le censure sollevate (<a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=21&amp;from_date=28.12.2019&amp;to_date=16.01.2020&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F142-III-364%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page364">DTF 142 III 364</a> consid. 2.4 con rinvii). Il ricorrente deve pertanto spiegare nei motivi del ricorso, in modo conciso e confrontandosi con i considerandi della sentenza impugnata, perché quest'ultima viola il diritto (<a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=21&amp;from_date=28.12.2019&amp;to_date=16.01.2020&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F143-II-283%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page283">DTF 143 II 283</a> consid. 1.2.2; <a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=21&amp;from_date=28.12.2019&amp;to_date=16.01.2020&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F142-III-364%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page364">142 III 364</a> consid. 2.4). Per le violazioni di diritti fondamentali e di disposizioni di diritto cantonale e intercantonale le esigenze di motivazione sono più severe; il ricorrente deve indicare in modo chiaro e dettagliato i diritti che sono stati violati e spiegare in cosa consista la violazione (<span class="artref">art. 106 cpv. 2 LTF</span>; <a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=21&amp;from_date=28.12.2019&amp;to_date=16.01.2020&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F143-II-283%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page283">DTF 143 II 283</a> consid. 1.2.2; <a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=21&amp;from_date=28.12.2019&amp;to_date=16.01.2020&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F142-III-364%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page364">142 III 364</a> consid. 2.4). </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>2.3.</b> Il Tribunale federale fonda il suo ragionamento giuridico sull'accertamento dei fatti svolto dall'autorità inferiore ( <span class="artref">art. 105 cpv. 1 LTF</span>); può scostarsene o completarlo d'ufficio solo se è stato svolto in violazione del diritto ai sensi dell' <span class="artref">art. 95 LTF</span> o in modo manifestamente inesatto ( <span class="artref">art. 105 cpv. 2 LTF</span>). L'accertamento dei fatti contenuto nella sentenza impugnata può essere censurato alle stesse condizioni; occorre inoltre che l'eliminazione dell'asserito vizio possa influire in maniera determinante sull'esito della causa (<span class="artref">art. 97 cpv. 1 LTF</span>). Se rimprovera all'autorità cantonale un accertamento dei fatti manifestamente inesatto - ossia arbitrario (<a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=21&amp;from_date=28.12.2019&amp;to_date=16.01.2020&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F140-III-115%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page115">DTF 140 III 115</a> consid. 2) - il ricorrente deve motivare la censura conformemente alle esigenze poste dall' <span class="artref">art. 106 cpv. 2 LTF</span> (<a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=21&amp;from_date=28.12.2019&amp;to_date=16.01.2020&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F140-III-264%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page264">DTF 140 III 264</a> consid. 2.3). </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>3.</b> </div> <div class="para">Se il credito è fondato su una decisione giudiziaria esecutiva, il creditore può chiedere in giudizio il rigetto definitivo dell'opposizione (<span class="artref">art. 80 cpv. 1 LEF</span>). È incontestato che questa norma si riferisce tanto a giudizi svizzeri che a decisioni estere, come peraltro conferma l'<span class="artref">art. 81 cpv. 3 LEF</span>, siano esse statali o arbitrali (<a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=21&amp;from_date=28.12.2019&amp;to_date=16.01.2020&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F139-III-135%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page135">DTF 139 III 135</a> consid. 4.2 e 4.5.1; sentenza 5A_409/2014 del 15 settembre 2014 consid. 4). </div> <div class="para">In concreto è controversa la valenza dell'ordinanza di sequestro conservativo emanata dal Tribunale di Milano, in uno con la decisione di <i>exequatur</i> del giudice svizzero, quale titolo esecutivo, in particolare quale titolo di rigetto definitivo dell'opposizione ai sensi dell'<span class="artref">art. 80 cpv. 1 LEF</span>. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>4.</b> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>4.1.</b> Il Tribunale di appello, rammentati i principi che regolano la procedura di rigetto definitivo dell'opposizione giusta gli <span class="artref"><artref id="CH/281.1/80" type="start"></artref>art. 80 e 81 LEF</span><artref id="CH/281.1/81" type="end"></artref>, ha riconosciuto che, come rilevano a loro volta le ricorrenti, oggetto di esecuzione non è la decisione estera dichiarata esecutiva, bensì la decisione di <i>exequatur</i>. Nondimeno, la decisione di <i>exequatur</i> non è di per sé un titolo di rigetto definitivo né conferisce sempre alla decisione estera la qualità di titolo di rigetto definitivo. È vero soltanto se il debito verte su una somma di denaro o sulla prestazione di una garanzia. Altrimenti detto, l' <i>exequatur</i> trasforma la decisione estera in un titolo esecutivo ma non necessariamente in un titolo di rigetto definitivo. Segnatamente non se è dovuta una prestazione in natura o un obbligo di omettere o tollerare: in tal caso, l'esecuzione è disciplinata dal CPC. </div> <div class="para">È quindi la natura della sentenza a determinare il tipo di esecuzione, segnatamente l'applicabilità della LEF o del CPC. Per valere titolo di rigetto definitivo dell'opposizione, la sentenza - svizzera o estera - deve essere di natura condannatoria (non di accertamento né costitutiva) e la condanna deve avere per oggetto il pagamento di una somma di denaro o la prestazione di una garanzia. </div> <div class="para">Il Tribunale di appello precisa indi la questione che è chiamato a decidere: sapere quali effetti esecutivi dispieghi l' <i>exequatur</i> concesso per l'ordinanza italiana. Giurisprudenza e maggioranza della dottrina adottano un approccio prammatico: il giudice svizzero dell' <i>exequatur</i> deve scegliere il provvedimento esecutivo del proprio diritto che meglio si confà alla decisione estera dichiarata esecutiva in Svizzera. Ora, la misura esecutiva svizzera più affine al sequestro conservativo del diritto italiano è il sequestro ex art. 271 segg. LEF: entrambi gli istituti hanno indole cautelare e dipendono dall'iniziativa del creditore, cui incombe di designare almeno genericamente i beni del debitore di cui intende ottenere il sequestro. Quest'ultimo aspetto esclude l'assimilazione del sequestro conservativo al pignoramento provvisorio giusta l'<span class="artref">art. 91 LEF</span>. </div> <div class="para">Giunti a questo punto del loro ragionamento, i Giudici cantonali rilevano che, contrariamente a quanto avrebbe dovuto fare, il Pretore, nel quadro della propria decisione di conferimento dell' <i>exequatur</i>, non ha stabilito le modalità di esecuzione dell'ordinanza italiana, limitandosi a dichiararla "esecutiva in Svizzera". Non avendo a quel momento le ricorrenti ancora promosso esecuzione, in quella sede egli non aveva motivo di pronunciarsi sull'idoneità dell'ordinanza di sequestro conservativo quale titolo di rigetto definitivo dell'opposizione; doveva invece farlo, e l'ha fatto a titolo pregiudiziale, successivamente, interpellato in qualità di giudice del rigetto. Ritenuto allora che il sequestro conservativo del diritto italiano non è una decisione condannatoria, bensì una mera misura cautelare, essa non può valere titolo di rigetto definitivo dell'opposizione; né può fungere da base per un'esecuzione per prestazione di garanzia, posto che né il diritto italiano né quello svizzero autorizzano la realizzazione di beni o il loro pignoramento in virtù di un semplice sequestro conservativo. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>4.2.</b> Peraltro, secondo il Tribunale di appello, concedendo l' <i>exequatur</i> il Pretore potrebbe aver semplicemente inteso confermare il sequestro ordinato in base agli <span class="artref">art. 47 cpv. 2 CLug</span> e 271 cpv. 1 n. 6 LEF, sostituendolo con una misura equivalente a quella italiana oggetto della procedura di riconoscimento ed esecutività. Anche in tal caso, egli avrebbe a ragione respinto le istanze di rigetto dell'opposizione. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>5.</b> </div> <div class="para">Mediante i propri gravami, le società ricorrenti perseguono il fine di far riconoscere l'idoneità dell'ordinanza italiana, previo <i>exequatur</i>, quale titolo di rigetto definitivo dell'opposizione. Le ricorrenti danno per acquisita la necessità di una convalida del sequestro mediante precetto esecutivo. Premettono che soltanto decisioni condannatorie possono essere dichiarate esecutive, e deducono dalla dichiarazione di esecutività dell'ordinanza italiana che la medesima, una volta delibata, è giocoforza divenuta titolo di rigetto definitivo dell'opposizione. Dedicano infine particolare cura a spiegare per quale ragione l'ordinanza italiana ha comunque natura di decisione di condanna. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>6.</b> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>6.1.</b> La vertenza in oggetto - un'istanza di rigetto definitivo dell'opposizione sollevata contro un precetto esecutivo - ha carattere nazionale e sottostà al diritto interno (art. 80 seg. LEF). Tuttavia, essa ha, per così dire, origine internazionale, poiché scaturisce da un'ordinanza di sequestro conservativo del diritto italiano, debitamente riconosciuta e dichiarata esecutiva in Svizzera, sulla scorta della quale è stato chiesto (e ottenuto) un sequestro ( <i>supra</i> consid. in fatto A.c). Il riconoscimento e l' <i>exequatur</i> in Svizzera sono retti incontestatamente dalla CLug. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>6.2.</b> Sono riconosciute e dichiarate esecutive le decisioni emesse in uno Stato vincolato dalla CLug (art. 33 cpv. 1 e 38 cpv. 1 CLug) - nel medesimo esecutive (<span class="artref">art. 38 cpv. 1 CLug</span>) - e concernenti una materia rientrante nel campo di applicazione della medesima (<span class="artref">art. 1 CLug</span>; Schuler/Marugg, in Basler Kommentar, Lugano-Übereinkommen, 2a ed. 2016, n. 4 ad <span class="artref">art. 32 CLug</span>), indipendentemente dalla denominazione utilizzata (<span class="artref">art. 32 CLug</span>). Il termine "decisione" va interpretato autonomamente, sulla base della sola Convenzione (Schuler/Marugg, op. cit., n. 16 seg. ad <span class="artref">art. 32 CLug</span>). Certo è comunque che il termine va riferito a decisioni finali, che mettono definitivamente fine a un contenzioso (Schuler/Marugg, op. cit., n. 20 ad <span class="artref">art. 32 CLug</span>) - essenzialmente decisioni di merito, solo eccezionalmente processuali (Schuler/ Marugg, op. cit., n. 21 seg. ad <span class="artref">art. 32 CLug</span>; v. anche ibid. n. 26 seg.). Misure provvisionali sono pure suscettibili di essere riconosciute e dichiarate esecutive (<a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=21&amp;from_date=28.12.2019&amp;to_date=16.01.2020&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F143-III-693%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page693">DTF 143 III 693</a> consid. 3.1), a patto che la misura ordinata sia sufficientemente determinata (Schuler/Marugg, op. cit., n. 31 ad <span class="artref">art. 32 CLug</span>; Sabine Kofmel Ehrenzeller, in Lugano-Übereinkommen, Stämpflis Handkommentar, 2a ed. 2011, n. 34 ad <span class="artref">art. 31 CLug</span>); non, invece, misure superprovvisionali emanate <i>inaudita altera pars</i> (Schuler/Marugg, op. cit., n. 30 ad <span class="artref">art. 32 CLug</span>; Kofmel Ehrenzeller, op. cit., n. 35 ad <span class="artref">art. 31 CLug</span>). </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>6.3.</b> Qualora una decisione debba essere riconosciuta secondo la CLug, nulla osta a che l'istante chieda provvedimenti provvisori o cautelari in conformità della legge dello Stato richiesto, senza che sia necessaria una dichiarazione di esecutività ai sensi dell'<span class="artref">art. 41 CLug</span> (<span class="artref">art. 47 cpv. 1 CLug</span>); ma se è già stata pronunciata, allora essa implica l'autorizzazione a procedere a provvedimenti cautelari (<span class="artref">art. 47 cpv. 2 CLug</span>). In altre parole, il creditore è autorizzato ad avvalersi delle misure provvisionali che lo Stato in cui sono chiesti il riconoscimento e l'esecuzione del giudizio estero mette usualmente a disposizione (Hofmann/Kunz, in Basler Kommentar, Lugano-Übereinkommen, 2a ed. 2016, n. 8 ad <span class="artref">art. 47 CLug</span>). Il legislatore svizzero prevede a tal fine il sequestro ex art. 271 segg. LEF; ha invece escluso il pignoramento provvisorio ex <span class="artref">art. 83 cpv. 1 LEF</span> e l'inventario dei beni ex art. 162 segg. LEF (Hofmann/Kunz, op. cit., n. 35, 91 [v. tuttavia n. 92] e 94 ad <span class="artref">art. 47 CLug</span>; sul vivo dibattito dottrinale sotto l'egida della abrogata Convenzione di Lugano [CL; RS 0.275.11] v. ibid. n. 139 seg.). </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>6.4.</b> Il sistema posto in atto dalla CLug va considerato nella sua globalità. Posto che in linea di principio le decisioni estere di cui l'accordo vuole facilitare il riconoscimento e l'esecuzione sull'intero territorio degli Stati firmatari sono decisioni finali di merito ( <i>supra</i> consid. 6.2), l'<span class="artref">art. 47 CLug</span> va visto siccome volto a offrire misure provvisionali adatte a garantire l'esecuzione di tale genere di decisioni. Su questa precisa costellazione è confezionato, ad esempio, il caso di sequestro di cui all'<span class="artref">art. 271 cpv. 1 n. 6 LEF</span> (cosiddetto "Titel-arrest"), che il legislatore ha promulgato contemporaneamente all'entrata in vigore della CLug riveduta (Hofmann/Kunz, op. cit., n. 54 ad <span class="artref">art. 47 CLug</span>) e che autorizza un sequestro in favore del creditore che possiede nei confronti del debitore un titolo definitivo di rigetto dell'opposizione; sentenze estere così come lodi arbitrali cadono senz'altro sotto questa definizione (<a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=21&amp;from_date=28.12.2019&amp;to_date=16.01.2020&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F139-III-135%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page135">DTF 139 III 135</a> consid. 4.2 e 4.5.1; fra i tanti Hofmann/Kunz, op. cit., n. 58 ad <span class="artref">art. 47 CLug</span> con rinvii). Il creditore che ha ottenuto in uno Stato firmatario della CLug una sentenza condannatoria colà esecutiva può dunque chiedere in Svizzera un sequestro che convaliderà conformemente all'<span class="artref">art. 279 LEF</span> (Hofmann/Kunz, op. cit., n. 202 segg. ad <span class="artref">art. 47 CLug</span>). </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>6.5.</b> Per costante giurisprudenza, appoggiata dalla dottrina maggioritaria, il conferimento dell'esecutività a una decisione estera vuole permettere a quest'ultima di espletare nello Stato in cui ne è chiesto il riconoscimento i medesimi effetti che ha nello Stato d'origine (<a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=21&amp;from_date=28.12.2019&amp;to_date=16.01.2020&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F143-III-693%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page693">DTF 143 III 693</a> consid. 3.4.3) : il creditore non deve ottenere più di quanto otterrebbe nello Stato di pronuncia né trovarsi in una posizione più favorevole di quella in cui si troverebbe un creditore a beneficio di un giudizio dello Stato di riconoscimento. Nel contempo, le norme dello Stato richiesto non devono limitare gli effetti utili della decisione di cui è chiesta l'esecuzione: se le misure concrete previste dalla legislazione dello Stato d'origine sono sconosciute nello Stato di riconoscimento, il giudice dell'esecuzione è chiamato a ricercare e adottare quelle misure interne che garantiscano al meglio l'efficacia delle disposizioni adottate (Hofmann/Kunz, op. cit., n. 237-240 ad <span class="artref">art. 38 CLug</span> con numerosi rinvii). Ora, conferire esecutività a una sentenza condannatoria estera in pagamento di una determinata somma di denaro non appare, in linea di massima, particolarmente problematico. Il discorso, sin qui lineare, si complica tuttavia allorquando si consideri che la CLug permette il riconoscimento e l'esecuzione anche di decisioni provvisionali ( <i>supra</i> consid. 6.2 <i>in fine</i>). La misura cautelare estera di cui sono chiesti il riconoscimento e l'esecuzione va esaminata con grande attenzione, al fine di cogliere il significato e la portata che il legislatore estero ha voluto attribuirle nel contesto giurisdizionale naturale; va poi passato in rassegna il sistema giuridico dello Stato richiesto alla ricerca della misura che più si avvicina a quella da eseguire, sia da un punto di vista della limitazione dei diritti del debitore, sia da quello dei privilegi conferiti al creditore. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>6.6.</b> Il sequestro conservativo di cui all'<span class="artref">art. 671 del</span> Codice di procedura civile italiano (di seguito: CPC-I) intende fornire una tutela immediata e provvisoria a un credito pecuniario; trova pertanto applicazione solo ad azioni di merito aventi a oggetto domande di pagamento di somme di denaro (Lea Querzola, in Commentario breve al Codice di procedura civile, 8aed. 2015, n. I.2 ad <span class="artref">art. 671 CPC</span>-I) e perdura nelle more del tempo necessario al (sedicente) creditore per munirsi di titolo esecutivo giudiziale (Querzola, op. cit., n. II.2 ad <span class="artref">art. 671 CPC</span>-I), ossia la sentenza nella causa di merito. Lo scopo della misura consiste nel tutelare l'interesse del creditore alla conservazione dell'integrità del patrimonio del debitore (QUERZOLA, op. cit., n. II.14 ad <span class="artref">art. 671 CPC</span>-I; MANDRIOLI/CARRATTA, Diritto processuale civile IV, 23aed. 2014, pag. 313). Tale sequestro è autorizzato e eseguito nei limiti in cui sarebbe permesso il pignoramento se sussistesse corrispondente sentenza di merito, tant'è che è considerato come un pignoramento anticipato che si converte senz'altro in pignoramento (e viene eseguito negli stessi modi) nel momento in cui il creditore ottiene sentenza di condanna esecutiva (Mandrioli/Carratta, op. cit., pag. 315 e 323). </div> <div class="para"> </div> <div class="para">La similitudine e l'affinità del sequestro conservativo con il sequestro svizzero della LEF sono manifeste, al punto che la questione non necessita approfondimento. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>7.</b> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>7.1.</b> Ora, se si applicano i principi appena esposti alla fattispecie qui a giudizio, si ha che il sequestro attualmente in essere non ha ormai più la medesima natura e la stessa base legale che aveva al momento in cui venne ordinato dal Pretore. </div> <div class="para">Quando venne ordinato con decisione 26 novembre 2014 ( <i>supra</i> consid. in fatto A.c), il sequestro si basava sugli <span class="artref">art. 47 cpv. 2 CLug</span> e <span class="artref">art. 271 cpv. 1 n. 6 LEF</span>. Esso era a quel momento la misura provvisionale che la giurisdizione svizzera mette a disposizione di qualsivoglia istante - sia esso domiciliato in Svizzera o all'estero - e la cui implementazione segue esclusivamente la normativa interna elvetica ( <i>supra</i> consid. 6.3). </div> <div class="para">L'ordinanza 20 marzo 2014, con la quale il Tribunale di Milano ha autorizzato il sequestro conservativo dei beni qui in discussione, è stata dichiarata esecutiva in Svizzera dal Pretore con decisione 1° ottobre 2014; questa decisione di esecutività è stata confermata - salvo per una delle società istanti - dal Tribunale di appello con decisione 19 febbraio 2016. Alla crescita in giudicato di quest'ultima decisione, la natura del sequestro precedentemente ordinato è mutata: il sequestro si è tramutato da misura provvisionale del diritto svizzero ordinata in pendenza dell'istanza di dichiarazione di esecutività (come previsto all'<span class="artref">art. 47 CLug</span>) in misura provvisionale adottata in ponderata ripresa della decisione (pure provvisionale) emanata dal Giudice estero e nel frattempo dichiarata definitivamente esecutiva. La base legale del sequestro è ormai fornita dagli art. 33 cpv. 1 e 38 cpv. 1 CLug in congiunzione con l'<span class="artref">art. 671 CPC</span>-I. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>7.2.</b> Tale cambiamento della base legale della misura svizzera non ha alcun effetto pratico: gli averi bloccati originariamente permangono bloccati, indipendentemente dal fatto che il sequestro sia stato ordinato quale misura del diritto svizzero a tutela di quella estera, oppure quale esecuzione diretta della misura estera nelle forme del diritto svizzero (v. <a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=21&amp;from_date=28.12.2019&amp;to_date=16.01.2020&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F143-III-693%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page693">DTF 143 III 693</a> consid. 3.4.3; Matthias Staehelin, in Basler Kommentar, Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs, vol. I, 2aed. 2010, n. 42 ad <span class="artref">art. 30a LEF</span>). È pertanto superfluo chiedersi come eseguire il sequestro conservativo italiano in Svizzera, posto che il sequestro LEF originariamente ordinato sulla base dell'<span class="artref">art. 47 CLug</span> si è automaticamente convertito in misura provvisionale corrispondente a quella ordinata nella decisione italiana delibata <i>ex</i> <span class="artref"><artref id="CH/0.275.12/33" type="start"></artref>art. 33 e 38 CLug</span><artref id="CH/0.275.12/38" type="end"></artref>. Va invece chiarito se la modificata natura della misura influisca sulle condizioni poste affinché la medesima permanga in essere. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>8.</b> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>8.1.</b> Il creditore che ha ottenuto un sequestro LEF prima di promuovere l'esecuzione o l'azione deve provvedervi entro dieci giorni dall'intimazione del verbale di sequestro (<span class="artref">art. 279 cpv. 1 LEF</span>). Se il creditore promuove l'esecuzione e il debitore solleva opposizione, il primo ha dieci giorni per chiederne il rigetto o per promuovere azione di accertamento del credito con contestuale domanda di rigetto dell'opposizione (<span class="artref">art. 279 cpv. 2 LEF</span>; <i>idem</i> se la domanda di rigetto dell'opposizione è respinta, art. 279 cpv. 2 seconda frase LEF). Se il foro dell'azione è all'estero, cade la possibilità di chiedere contestualmente il rigetto dell'opposizione: il creditore dovrà chiederlo entro dieci giorni dall'intimazione del giudizio straniero (combinati <span class="artref"><artref id="CH/281.1/279/4" type="start"></artref><artref id="CH/281.1/279/2" type="start"></artref>art. 279 cpv. 2 e 4 LEF</span><artref id="CH/281.1/279/4" type="end"></artref><artref id="CH/281.1/4" type="end"></artref>; sentenza 5A_490/2009 del 13 novembre 2009 consid. 4 con rinvio a <a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=21&amp;from_date=28.12.2019&amp;to_date=16.01.2020&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F135-III-551%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page551">DTF 135 III 551</a> consid. 2.3; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 9aed. 2013, § 51 n. 93; Jolanta Kren Kostkiewicz, in Kommentar zum Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs, 4aed. 2017, n. 24 ad <span class="artref">art. 279 LEF</span>). Un'azione già pendente prima dell'avvio dell'esecuzione vale quale azione di convalida (Amonn/Walther, op. cit., § 51 n. 97); ciò vale anche per un'azione pendente all'estero (Pierre-Robert Gilliéron, Poursuite pour dettes, faillite et concordat, 5aed. 2012, n. 2813; <i>lo stesso</i>, Commentaire de la loi fédérale sur la poursuite pour dettes et la faillite, vol. IV <span class="artref"><artref id="CH/281.1/271" type="start"></artref>art. 271-352 LEF</span><artref id="CH/281.1/352" type="end"></artref>, n. 53 seg. ad <span class="artref">art. 279 LEF</span> [cit.: Commentaire]). La convalida del sequestro mediante avvio di una (nuova) causa ordinaria in Svizzera sarebbe ovviamente incompatibile con l'esistenza di un giudizio estero esecutivo sulla medesima pretesa (Naegeli/Vetter, Zur Anerkennung und Vollstreckung euro-internationaler Arrestbefehle in der Schweiz, AJP 2005 pagg. 1312-1322, in particolare pag. 1320 n. 5.a). </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>8.2.</b> In dottrina non si è mancato di sottolineare come l'esigenza di convalida del sequestro sussista anche nell'eventualità che la misura poggi su una decisione eseguibile in virtù della CLug (Vanessa Caroline Haubensak, Umsetzung der Vollstreckung und Sicherung nach dem Lugano-Übereinkommen in das Schweizer Recht - De lege lata und de lege ferenda, 2017, pag. 262 n. 10.a; Daniel Staehelin, in Lugano-Übereinkommen, Stämpflis Handkommentar, 2aed. 2011, n. 90 ad <span class="artref">art. 47 CLug</span>; c <i>ontra</i> : Daniel Schwander, Arrestrechtliche Neuerungen im Zuge der Umsetzung des revidierten Lugano-Übereinkommens, ZBJV 146/2010 pag. 641-699, in particolare pag. 693-695). E si è pure invitato il legislatore a definire con maggiore chiarezza le modalità di esecuzione del sequestro in quanto misura <i>ex</i> CLug (Naegeli/Vetter, op. cit., pag. 1322). I dubbi emessi in merito alla convalida del sequestro fondato su un giudizio eseguibile in virtù della CLug possono tuttavia riferirsi esclusivamente al sequestro ordinato in applicazione dell'<span class="artref">art. 47 CLug</span>, ovvero del sequestro LEF quale misura cautelare del diritto svizzero in pendenza dell'istanza volta a ottenere l'esecutività di un giudizio <i>di merito</i>estero, prima della pronuncia della dichiarazione di esecutività (<span class="artref">art. 47 cpv. 1 CLug</span>) o dopo (<span class="artref">art. 47 cpv. 2 CLug</span>). È infatti coerente con il sistema della CLug e della LEF considerare che, fino alla crescita in giudicato della dichiarazione di esecutività, il giudizio estero non possa fungere da titolo esecutivo (v. Gilliéron, Commentaire, op. cit., n. 17 ad <span class="artref">art. 279 LEF</span>). </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>8.3.</b> Del tutto differente è la situazione, qualora il sequestro sia l'oggetto del giudizio <i>provvisionale</i>estero riconosciuto e dichiarato esecutivo in Svizzera ex art. 33 cpv. 1 e 38 cpv. 1 CLug ( <i>supra</i> consid. 6.2 e 7.1 <i>in fine</i>). In tal caso, non si è in presenza di un sequestro che necessiti convalida alcuna. Meglio: in tal caso, una convalida mediante una procedura esecutiva o un'azione incoata in Svizzera appare concettualmente impensabile. Per definizione, la misura provvisionale da eseguire in Svizzera è connessa con una causa di merito pendente (o prossimamente incoata) secondo il diritto dello Stato richiedente (v. già <i>supra</i> consid. 8.1; inoltre ad es. Hans Reiser, in Basler Kommentar, Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs, vol. II, 2a ed. 2010, n. 19 ad <span class="artref">art. 279 LEF</span>, il quale rammenta che l'azione in convalida contro un debitore estero non sia possibile al foro del sequestro, ma debba essere inoltrata al domicilio/sede, ev. presso un foro speciale, all'estero). La sua convalida - tanto per utilizzare impropriamente un termine del diritto esecutivo svizzero - si farà in ossequio al diritto estero applicabile, e non potrà in alcun modo essere riesaminata o ripetuta dal giudice dell' <i>exequatur</i> : la misura permarrà in essere conformemente alle regole del diritto estero, e alla parte gravata incomberà semmai l'onere di contestare la convalida nel Paese di pronuncia o di segnalare al giudice svizzero l'eventuale decadimento delle condizioni di sussistenza della misura e chiedere la revoca dell' <i>exequatur</i>. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>9.</b> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>9.1.</b> Come visto, con la crescita in giudicato dell' <i>exequatur</i>, la natura del sequestro precedentemente ordinato in base all'<span class="artref">art. 47 cpv. 2 CLug</span> e 271 cpv. 1 n. 6 LEF è stata mutata in una misura equivalente a quella italiana oggetto della procedura di riconoscimento ed esecutività chiamata a sussistere fino all'emanazione della decisione di merito nella causa in Italia o a un'eventuale revoca del sequestro conservativo ( <i>supra</i> consid. 7.1). </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>9.2.</b> Che il sequestro, in quest'ultima declinazione, non possa essere convalidato in Svizzera mediante una procedura esecutiva o un'azione incoata in Svizzera, è evidente: la misura originaria essendo stata adottata secondo le regole di una giurisdizione estera nel quadro di una procedura di merito là avviata (o di imminente litispendenza, come secondo le regole di quella giurisdizione), la sua sussistenza non può che dipendere da quelle medesime regole ( <i>supra</i> consid. 8.3). </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>9.3.</b> Ma è così anche per un'altra ragione. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>9.3.1.</b> Nel sistema della convalida del sequestro codificato all'<span class="artref">art. 279 LEF</span>, il principio secondo il quale il sequestro ordinato in Svizzera debba <i>sempre</i>essere convalidato mediante una procedura esecutiva da proseguirsi fino al rigetto definitivo dell'opposizione non è corretto in tutte le circostanze. </div> <div class="para">Trova applicazione, certo, nel classico caso - probabilmente paradigmatico al momento della concezione della norma, e che le ricorrenti sembrano avere in mente - in cui la parte istante sia a beneficio di una sentenza estera <i>di merito</i> in attesa di riconoscimento e dichiarazione di esecutività in Svizzera, e a tutela della propria pretesa chieda il sequestro fondandosi sull'<span class="artref">art. 47 CLug</span> e l'<span class="artref">art. 271 LEF</span>. </div> <div class="para">L'obbligo di convalida mediante una procedura esecutiva vale poi nel caso di un sequestro chiesto in Svizzera prima della litispendenza di un'azione di merito al foro estero competente: in tal caso, fatte salve circostanze eccezionali nelle quali la parte istante disponga di un titolo di credito assimilabile a un riconoscimento di debito giustificante un rigetto provvisorio dell'opposizione (Hofmann/Kunz, op. cit., n. 92 ad <span class="artref">art. 47 CLug</span>), il rigetto definitivo di un'eventuale opposizione al precetto esecutivo è tuttavia escluso. Se il debitore fa opposizione contro il precetto esecutivo e il creditore ne chiede il rigetto definitivo entro i termini di cui all'<span class="artref">art. 279 cpv. 2 LEF</span>, in quel momento questi si trova a procedere senza disporre ancora di una sentenza finale di merito suscettibile di fungere da titolo di rigetto definitivo. La legge prevede tuttavia la soluzione alternativa consistente nell'avvio di una causa di merito presso il foro competente in applicazione dell'<span class="artref">art. 279 cpv. 2 LEF</span> ( <i>supra</i> consid. 8.1). </div> <div class="para">Se l'azione di merito è invece già pendente avanti a un tribunale estero, essa vale quale azione di convalida (<span class="artref">art. 279 cpv. 4 LEF</span>; <i>supra</i> consid. 8.1). In altre parole, la litispendenza dell'azione di merito estera pone il creditore nella situazione regolamentata all'<span class="artref">art. 279 cpv. 4 LEF</span>, dandogli tempo fino a dieci giorni dopo la notificazione della sentenza estera (sottinteso: di merito) per avviare l'esecuzione o per chiedere il rigetto definitivo dell'opposizione se l'ha già avviata ( <i>supra</i> consid. 8.1). Il fatto che egli l'abbia avviata anticipatamente, <i>pendente lite</i>, non gli nuoce (<a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=21&amp;from_date=28.12.2019&amp;to_date=16.01.2020&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F135-III-551%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page551">DTF 135 III 551</a> consid. 2.3; Amonn/Walther, op. cit., § 51 n. 93 <i>in fine</i>); ma sarebbe contrario al sistema dell'<span class="artref">art. 279 LEF</span>, particolarmente del suo capoverso 4, far derivare dal suo (per così dire) eccesso di zelo un obbligo di chiedere il rigetto definitivo dell'opposizione prima dell'emanazione del giudizio di merito. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>9.3.2.</b> Che in concreto la causa di merito sia pendente in Italia - e anzi già lo fosse al momento in cui il giudice italiano aveva ordinato il sequestro conservativo dichiarato poi esecutivo in Svizzera - non è contestato. Alla presente fattispecie si applicano dunque i termini dell'<span class="artref">art. 279 cpv. 4 LEF</span>. Nella prospettiva della convalida del sequestro, l'istanza di rigetto dell'opposizione in questione - oltre a fondarsi su una decisione che non rappresenta valido titolo di rigetto definitivo (dato che l'ordinanza ex <span class="artref">art. 671 CPC</span>-I è una mera misura cautelare non condannatoria, come anche rettamente esposto dal Tribunale d'appello; <i>supra</i> consid. 4.1 e 6.6) - è pertanto prematura; in nessun caso essa poteva venire accolta. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>10.</b> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>10.1.</b> Le censure sollevate contro la soluzione appena descritta appaiono viziate alla base da un doppio errore: le ricorrenti non distinguono, da un lato, fra sentenze condannatorie di merito e misure provvisionali, e, dall'altro, fra sequestro ex <span class="artref">art. 47 CLug</span> e sequestro <i>qua</i> trasposizione in Svizzera di misura estera riconosciuta e dichiarata esecutiva in applicazione degli <span class="artref"><artref id="CH/0.275.12/33" type="start"></artref>art. 33 e 38 CLug</span><artref id="CH/0.275.12/38" type="end"></artref>. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>10.1.1.</b> Il primo errore le porta a reiterare, anche in sede di ricorso in materia civile avanti al Tribunale federale, l'opinione secondo la quale l' <i>exequatur</i> conferito all'ordinanza italiana faccia di quest'ultima un titolo di rigetto definitivo dell'opposizione: come ha ben detto il Tribunale di appello, esecutività non equivale a valenza quale titolo di rigetto ( <i>supra</i> consid. 4.1). Inoltre, è la natura del giudizio di cui è chiesta l'esecutività a determinare la sua adeguatezza quale titolo di rigetto, non l'esecutività a determinare la natura del giudizio. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>10.1.2.</b> Il secondo errore le porta a dare per scontato - appoggiandosi su autorevole dottrina (NAEGELI/VETTER, op. cit., pag. 1321) - che il sequestro ordinato in Svizzera debba sempre essere convalidato mediante una procedura esecutiva da proseguirsi fino al rigetto definitivo dell'opposizione. Questo presupposto, come appena detto ( <i>supra</i> consid. 9.3), non è corretto. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>10.2.</b> Quanto precede basta per motivare l'infondatezza dei ricorsi. Peraltro, anche prese singolarmente le obiezioni delle ricorrenti ( <i>supra</i> consid. 5) sono infondate. È, ad esempio, errato pretendere che l'ordinanza italiana abbia natura di decisione di condanna, posto che la stessa, secondo il diritto italiano, va ordinata nelle more del processo di merito e in attesa della sentenza condannatoria ( <i>supra</i> consid. 6.6). È errato, poi, affermare che soltanto decisioni condannatorie possano essere dichiarate esecutive ( <i>supra</i> consid. 6.2). </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>10.3.</b> Per scrupolo di completezza sia ricordato che il Tribunale di appello aveva a suo tempo respinto l'istanza di <i>exequatur</i> proposta dalla ricorrente H.________S.p.A. ( <i>supra</i> consid. in fatto A.b). Nella presente procedura, la sua legittimazione non è stata discussa dal Tribunale di appello, sicché alla luce dell'<span class="artref">art. 76 cpv. 1 LTF</span> essa va considerata legittimata a ricorrere avanti al Tribunale federale. Per quanto la concerne, tuttavia, il suo ricorso contro il rifiuto del rigetto dell'opposizione va già respinto poiché il titolo invocato non è esecutivo. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>11.</b> </div> <div class="para">In quanto ammissibili, i ricorsi vanno pertanto respinti. Le spese giudiziarie, il cui ammontare complessivo corrisponde agli anticipi già versati dalle ricorrenti, seguono la soccombenza (<span class="artref">art. 66 cpv. 1 LTF</span>). Non sono dovute ripetibili alle opponenti, che non sono state invitate ad esprimersi nel merito e sono risultate soccombenti in punto alla concessione dell'effetto sospensivo (<span class="artref">art. 68 cpv. 1 LTF</span> <i>e contrario</i>). </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b> Per questi motivi, il Tribunale federale pronuncia:</b> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>1.</b> </div> <div class="para">In parziale accoglimento dell'istanza delle ricorrenti, le cause 5A_311/2018 e 5A_312/2018 sono congiunte. La domanda di congiunzione con la causa 5A_307/2018 è respinta. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>2.</b> </div> <div class="para">Nella misura in cui sono ammissibili, i ricorsi sono respinti. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>3.</b> </div> <div class="para">Le spese giudiziarie di complessivi fr. 100'000.-- sono poste a carico delle ricorrenti. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>4.</b> </div> <div class="para">Comunicazione ai patrocinatori delle parti e alla Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello del Cantone Ticino. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Losanna, 7 gennaio 2020 </div> <div class="para"> </div> <div class="para">In nome della II Corte di diritto civile </div> <div class="para">del Tribunale federale svizzero </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Il Presidente: Herrmann </div> <div class="para"> </div> <div class="para">La Cancelliera: Antonini </div> </div></body></html>