<h2>SubmittedText<h2><p>Chiedo al Consiglio federale di dare la stessa importanza del prodotto interno lordo (PIL) a indicatori alternativi che permettono di valutare l'evoluzione della ricchezza non solo economica ma anche sociale e ambientale del Paese in una prospettiva di sviluppo sostenibile.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il prodotto interno lordo (PIL) misura - in poche parole - l'insieme del reddito da lavoro e del reddito da capitale conseguiti in un anno in Svizzera. Se vi si aggiungono i salari e i redditi da capitale versati o guadagnati all'estero, si ottiene il prodotto nazionale lordo (PNL), che serve a stabilire quanto si può consumare o risparmiare in un anno in Svizzera.</p><p>Le obiezioni contro il PIL quale misura del benessere espresse nella motivazione sono note e giustificate. Alla luce della difficoltà di raggiungere un consenso riguardo a indicatori del benessere alternativi o complementari, ci si chiede quanto siano rilevanti gli svantaggi legati a tale misura. Nel suo rapporto "Going for Growth 2006" l'OCSE ha potuto dimostrare che il livello del PIL è ampiamente correlato ad altri indicatori alternativi del benessere.</p><p>Nonostante sia esatto affermare che il PIL serve soprattutto per valutare la situazione congiunturale e non è stato concepito come indicatore del benessere, non bisogna affrettarsi a negare al PIL un'idoneità in tal senso. Se la produzione, e con essa i redditi da lavoro, è in calo e le famiglie devono pertanto limitare i consumi, il PIL fornisce anche informazioni rilevanti sull'evoluzione del benessere.</p><p>Sulla base di questa posizione centrale nel circuito economico, la valutazione della situazione economica continuerà anche in futuro a concentrarsi sul prodotto interno lordo.</p><p>Già il PNL è ampiamente ignorato, e questo perfino se nel periodo 2008/2009 il PNL dovesse svilupparsi in modo non parallelo al PIL.</p><p>Non esiste una grandezza alternativa o complementare generalmente riconosciuta per la misurazione del benessere tramite il PIL. Ciò è dovuto soprattutto al fatto che il PIL è concentrato sui processi di mercato che danno la possibilità di osservare prezzi e quantità. In settori quali quello della produzione nell'economia domestica o dei cambiamenti ambientali - per i quali le misure complementari al PIL dovrebbero fornire indicazioni - i prezzi di mercato sono tipicamente assenti. Per avere un'idea della difficoltà di valutazione delle questioni che si pongono in questi settori si può pensare ad esempio a come valutare i pro e i contro in una situazione in cui si ha l'alternativa tra lasciare intatto un tratto di fiume oppure accrescere la produzione di energia rinnovabile idroelettrica. Fintanto che non possono basarsi su osservazioni di mercato quale riferimento, gli indicatori del benessere complementari al PIL resteranno sempre controversi politicamente e, di conseguenza, non potranno neanche affermarsi rapidamente.</p><p>In Svizzera la valutazione politica dell'evoluzione del benessere non si fonda esclusivamente sul PIL. Infatti, alla base del programma di legislatura c'è un intero set di indicatori che rileva la sostenibilità dello sviluppo non solo nella sua dimensione economica, ma anche in quella sociale ed ecologica; ne è una prova il progetto MONET.</p><p>L'Ufficio federale di statistica, in collaborazione con altri uffici federali, cerca costantemente di estendere l'offerta di misure per valutare i diversi aspetti dell'evoluzione del benessere.</p><p>Per tali motivi il Consiglio federale ritiene che la richiesta dell'autore della mozione sia - per quanto possibile e sensato - già soddisfatta.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.