<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'Ufficio federale dell'aviazione civile, responsabile dell'attribuzione dei certificati di navigabilità agli aeromobili svizzeri, è membro delle Autorità aeronautiche comuni (Joint Aviation Authorities, JAA), istituite mediante l'accordo amministrativo di Cipro dell'11 settembre 1990 per armonizzare a livello europeo le prescrizioni tecniche nell'ambito dell'aviazione. Le JAA contano oggi 33 Stati membri, 13 dei quali mantengono lo status di candidati all'adesione fino a quando non saranno soddisfatte tutte le condizioni per un'adesione a pieno titolo.</p><p>L'Agenzia europea per la sicurezza dell'aviazione civile, (European Aviation Safety Agency, EASA) proposta dalla Commissione Europea, è destinata a prendere il posto delle JAA. I competenti comitati dell'Ue stanno procedendo alle consultazioni per definire la forma e le precise attribuzioni dell'agenzia. Si tratta soprattutto di stabilire quali funzioni saranno svolte dall'EASA e quali compiti resteranno di competenza delle autorità aereonautiche nazionali. Di grande importanza per la Svizzera è inoltre la definizione dei diritti di partecipazione per gli Stati non membri dell'Ue. Da tempo le autorità svizzere competenti seguono con estrema attenzione il processo di costituzione dell'EASA. </p><p>Al fine di garantire un elevato standard di sicurezza nel traffico aereo, sarebbe utile che la Svizzera, la quale ha svolto finora un ruolo attivo in seno alle JAA, potesse partecipare anche all'attività dell'EASA. Anche da parte dell'Ue vi è un interesse in tal senso; il progetto della Commissione Europea per un'Ordinanza del Parlamento europeo e del Consiglio d'Europa per l'istituzione dell'EASA prevede che gli Stati che non sono membri dell'Ue possano partecipare all'EASA a condizione che abbiano sottoscritto con l'Ue un accordo sul traffico aereo. Con la ratifica dell'accordo sul traffico aereo tra l'Unione Europea e la Svizzera, questa condizione risulterà soddisfatta. Le porte dell'EASA saranno quindi aperte anche al nostro Paese.</p>  Risposta del Consiglio federale.