<h2>SubmittedText<h2><p>L'elaborazione del progetto "Politica nazionale della sanità" è stata avviata nel 1998 su iniziativa del Dipartimento federale dell'interno e della Conferenza svizzera dei direttori cantonali della sanità (CDS). L'obiettivo di tale progetto consisteva nel migliorare la convergenza e il coordinamento tra la politica della sanità praticata a livello cantonale e la politica praticata a livello federale. Tra il 1999 e la fine del 2003, il progetto "Politica nazionale della sanità" comprendeva tre organi: un gruppo di pilotaggio paritario comprendente rappresentanti dei Cantoni e della Confederazione, una direzione di progetto, annessa all'Ufficio federale della sanità pubblica sul piano amministrativo, e l'Osservatorio svizzero della salute. Alla fine del 2003 è stato dissolto il gruppo di pilotaggio ed è stata conclusa una convenzione tra la Confederazione e i Cantoni per il tramite della CDS, con l'obiettivo di trasformare il progetto "Politica nazionale della sanità" in uno "spazio di dialogo" tra la Confederazione e i Cantoni.</p><p>Dall'entrata in vigore della legge sull'assicurazione malattia, nel 1996, sono diventati manifesti i molteplici limiti ed effetti negativi del federalismo in materia di organizzazione, efficacia, efficienza e parità di trattamento nel settore della sanità.</p><p>In questo contesto, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. La riduzione del progetto "Politica nazionale della sanità" a uno "spazio di dialogo" corrisponde al fallimento della collaborazione tra Confederazione e Cantoni nell'ambito della definizione e della direzione della politica della sanità? In caso contrario, cosa intende concretamente il Consiglio federale con la nozione di "dialogo"? Perché mantenere una struttura di "dialogo" quando de facto quest'ultimo esiste già nei contatti regolari con i Cantoni e con le rispettive conferenze?</p><p>2. Perché il Consiglio federale non ha voluto introdurre in tale convenzione le dimensioni di "coordinamento" e di "armonizzazione" delle politiche sanitarie federali e cantonali?</p><p>3. Optando per questa soluzione manifestamente minimalista di dialogo, il Consiglio federale ritiene che una riforma del federalismo della politica della sanità non possa portare alcun vantaggio in materia di efficacia e di efficienza? O, al contrario, sarebbe disposto ad avviare una tale riforma?</p><p>4. In questo contesto, ha ancora senso mantenere in funzione l'Osservatorio svizzero della salute? Non sarebbe opportuno integrare l'organo nella sezione "Salute" dell'Ufficio federale di statistica o annetterlo all'Ufficio federale della sanità pubblica? Tanto più che i principi del suo funzionamento possono essere riconsiderati nell'ottica della pertinenza e della razionalizzazione dei compiti statali.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel 1998, al fine di affrontare le sfide della sanità pubblica e della politica della sanità a livello nazionale, la Confederazione, rappresentata dal Dipartimento federale dell'interno, e i Cantoni, rappresentati dalla Conferenza svizzera dei direttori cantonali della sanità (CDS) (dal 1º gennaio 2004 Conferenza svizzera delle direttrici e dei direttori cantonali della sanità), hanno dato avvio al progetto "Politica nazionale della sanità".</p><p>Il 15 dicembre 2003, la Confederazione e la CDS hanno sottoscritto una convenzione sulla politica nazionale della sanità, che crea una piattaforma alla quale i due attori partecipano in modo paritario. </p><p>Nell'ambito di tale accordo, le due parti stabiliscono un dialogo permanente finalizzato:</p><p>a) a uno scambio regolare di informazioni;</p><p>b) all'identificazione di soggetti e di compiti in materia di politica della sanità che i Cantoni e la Confederazione hanno interesse a sviluppare in maniera coordinata;</p><p>c) alla determinazione dei lavori di base, di preparazione e di sviluppo necessari a un'azione concertata;</p><p>d) alla decisione su prese di posizione comuni e raccomandazioni destinate alla Confederazione e ai Cantoni;</p><p>e) alla promozione della comprensione e della fiducia reciproche.</p><p>Il primo incontro organizzato nel quadro di tale convenzione ha avuto luogo il 30 aprile 2004. Sia nel 2004 che nel 2005 sono previsti tre incontri. La possibilità di scambiare informazioni e punti di vista su dossier in corso e su priorità future contribuisce a rendere coerente la politica della sanità. In particolare, il dialogo ha mostrato che i responsabili cantonali della sanità intendono contribuire al successo dell'attuale revisione della LAMal e che sono disposti a prendere le misure necessarie alla sua applicazione.</p><p>Inoltre, una volta all'anno le parti organizzano una riunione di lavoro nazionale consacrata a un determinato soggetto nell'ambito della sanità pubblica, alla quale sono invitati organizzazioni e attori del sistema sanitario svizzero.</p><p>L'importanza del sostegno fornito dall'Osservatorio svizzero della salute alla politica della sanità mediante la messa a disposizione e l'analisi di dati statistici è confermata dalla convenzione.</p><p>La convenzione non crea nuovi disciplinamenti giuridici, bensì codifica l'impegno delle due parti a cercare assieme degli approcci comuni o complementari. Nessuna parte, e dunque nessun Cantone, può essere costretto né ad applicare le raccomandazioni emerse dal dialogo, né a contribuire contro la sua volontà ai compiti e ai progetti definiti in comune. La forza della convenzione risiede nella motivazione delle due parti e nella possibilità di trattare tempestivamente e unitamente questioni di responsabilità condivisa.</p><p>Ad 1</p><p>Il Consiglio federale ritiene che la sottoscrizione della convenzione tra i Cantoni e la Confederazione costituisca un successo e non un fallimento della collaborazione. La convenzione è stata approvata da tutti i Cantoni. Il dialogo paritario tra attori governativi all'interno di una struttura stabile (e non più soltanto nell'organizzazione di un progetto limitato nel tempo) è il mezzo per definire gli strumenti direttivi della politica della sanità, per trovare insieme soluzioni a problemi di realizzazione e per definire gli orientamenti più importanti a medio termine nei settori nei quali le competenze federali e cantonali sono complementari. Si tratta di un processo in fase di avvio, e non di un risultato finale già conseguito. Le strutture di contatto esistenti hanno piuttosto un carattere tecnico o sono contraddistinte da una relazione asimmetrica, come per esempio le procedure di consultazione o le sedute della CDS.</p><p>Ad 2</p><p>Il dialogo costituisce lo spazio in cui potranno essere elaborate soluzioni coordinate o armonizzate tra i differenti attori. Tenuto conto dei principi del federalismo, resta evidente che ogni autorità, federale o cantonale, prende le decisioni che le incombono in maniera sovrana. Strumenti di coordinamento della politica sanitaria non possono essere prescritti prima d'essere stati sviluppati consensualmente e approvati da ciascuna parte.</p><p>Ad 3</p><p>L'evoluzione degli ultimi 15 anni mostra che numerosi settori della sanità sono stati disicplinati mediante leggi federali nuove o modificate che fungono da base per misure unificate a livello nazionale. Il programma di legislatura per il periodo 2003-2007 segue tale orientamento: esso comprende una quindicina di leggi federali sottoposte a revisione o leggi federali nuove relative alla sanità. Tuttavia, l'evoluzione del federalismo non implica necessariamente una centralizzazione delle competenze. In effetti, la questione non è tanto quella di sopprimere la sovranità dei Cantoni nell'ambito dei servizi sanitari, quanto piuttosto d'istituire un dialogo che potrà aiutare le parti a definire strumenti di riferimento comuni, per esempio per la pianificazione dell'offerta o per prevedere l'evoluzione del sistema sanitario.</p><p>Ad 4</p><p>Le prestazioni dell'Osservatorio svizzero della salute costituiscono un contributo essenziale a un sistema sanitario basato sulle conoscenze. In quest'ambito sono già oggi garantiti il coordinamento e la suddivisione razionale del lavoro con il settore statistico relativo alla salute. L'Osservatorio svizzero della salute è infatti un'unità dell'Ufficio federale di statistica e, come la sezione "Salute", è subordinato anch'esso alla divisione "Salute, diritto, informazione e scienza". Gli attori che partecipano al dialogo in materia di politica della sanità stabiliscono congiuntamente il profilo e le priorità strategiche del mandato di prestazioni dell'Osservatorio. La collaborazione con l'Ufficio federale della sanità pubblica è garantita mediante accordi conclusi a livello di direzione. Conformemente alla raccomandazione della CDS è stata siglata la partecipazione finanziaria di 16 Cantoni ai costi dell'Osservatorio. Inoltre, nei prossimi mesi le prestazioni, le modalità di funzionamento e l'efficienza dell'Osservatorio saranno valutate da un servizio indipendente.</p>  Risposta del Consiglio federale.