<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di presentare un rapporto di analisi sulla situazione della previdenza professionale delle donne che lavorano a tempo parziale. Si tratta di approfondire le opzioni esaminate nel quadro della riforma Previdenza per la vecchiaia 2020 per migliorare la previdenza professionale delle persone a basso reddito o che lavorano a tempo parziale, studiando in particolare i punti seguenti:</p><p>1. l'abbassamento della soglia d'entrata e della deduzione di coordinamento;</p><p>2. la possibilità di trasferire gli averi di libero passaggio all'istituto collettore LPP;</p><p>3. l'introduzione di accrediti per compiti educativi e per compiti assistenziali.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale concorda con l'autrice del postulato sulla necessità di migliorare la previdenza professionale dei lavoratori a tempo parziale. Dal rapporto di ricerca pubblicato nel 2016 dall'Ufficio federale delle assicurazioni sociali in merito alle differenze tra le rendite di vecchiaia degli uomini e quelle delle donne in Svizzera (Gender Pension Gap; disponibile in tedesco e in francese, con riassunto in italiano) emerge che le donne percepiscono generalmente prestazioni di vecchiaia del secondo pilastro nettamente inferiori rispetto agli uomini, con un divario che supera il 60 per cento. Questa differenza si spiega sostanzialmente con il fatto che le donne lavorano molto più spesso a tempo parziale, sovente con salari meno elevati e un percorso professionale diverso rispetto agli uomini.</p><p>Per questo motivo, nel messaggio del 19 novembre 2014 sulla riforma della previdenza per la vecchiaia 2020 il Consiglio federale aveva già esaminato questo problema, proponendo di sopprimere la deduzione di coordinamento e di abbassare la soglia d'entrata LPP a 14 040 franchi. La questione è stata trattata approfonditamente nell'ambito dei dibattiti parlamentari sulla riforma e dei lavori delle commissioni. Nel progetto adottato il 17 marzo 2017, il Parlamento aveva infine deciso d'introdurre una deduzione di coordinamento proporzionale corrispondente al 40 per cento del salario annuo e di mantenere invariata la soglia d'entrata LPP. Il Legislativo aveva anche accolto la misura proposta dal Consiglio federale per consentire di trasferire l'avere di libero passaggio all'istituto collettore in vista di un versamento sotto forma di rendita. Queste misure andavano quindi nella direzione auspicata dall'autrice del postulato. Per contro, l'introduzione nella LPP di accrediti per compiti educativi e per compiti assistenziali in analogia con il primo pilastro rappresenterebbe un elemento nuovo, del tutto estraneo al sistema del secondo pilastro, e porrebbe un ulteriore problema di finanziamento alla previdenza professionale, nonché difficoltà notevoli a livello esecutivo, data l'organizzazione decentralizzata del secondo pilastro.</p><p>L'ulteriore analisi richiesta nel postulato non aggiungerebbe nulla ai lavori e alle analisi di dettaglio già eseguiti nel quadro della riforma Previdenza per la vecchiaia 2020.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.