<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è pregato di presentare un rapporto che esamini tutte le alternative possibili per modificare il nostro sistema assicurativo in modo tale da garantire una tutela degli indipendenti colpiti dalla disoccupazione.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Innanzitutto il Consiglio federale vorrebbe ricordare che i titolari di una società anonima o di una società a garanzia limitata, che lavorano presso la loro ditta in qualità di dipendenti, sono assicurati presso l'assicurazione contro la disoccupazione. Inoltre, gli URC offrono già oggi dei servizi di collocamento per lavoratori indipendenti.</p><p>La questione relativa all'introduzione di un'assicurazione contro la disoccupazione per lavoratori indipendenti è stata discussa ed esaminata a fondo nel corso dell'ultima revisione della legge sull'assicurazione contro la disoccupazione. In tale sede, si è giunti alla conclusione, sulla base di una perizia specializzata, che per motivi tecnico-assicurativi ed economici l'introduzione di un'assicurazione contro la disoccupazione per indipendenti non ha senso (Widmer, R. und Schmid, H. 2000: Arbeitslosenversicherung für Selbstständigerwerbende? Perizia commissionata dalla direzione del lavoro della Segreteria di Stato dell'economia. Forschungsinstitut für Arbeit, Università di San Gallo). Qui di seguito esponiamo nuovamente i motivi che hanno portato a un tale giudizio.</p><p>Il rischio della disoccupazione per indipendenti non è assicurabile, a titolo facoltativo, né per assicuratori privati né per assicuratori statali, dato che non sono soddisfatte diverse premesse di carattere tecnico-assicurativo. In primo luogo, le premesse per un'attività lavorativa indipendente non possono essere definite in modo esaustivo. Secondariamente, i lavoratori indipendenti possono influenzare autonomamente l'andamento dei loro affari e quindi, fino a un certo punto, anche la loro disoccupazione. Oltre a ciò, non esistono praticamente meccanismi di controllo per verificare se la disoccupazione sia stata indotta o prolungata intenzionalmente (il cosiddetto "moral hazard"). Inoltre, a causa della determinazione del reddito, l'entità della perdita di guadagno è difficile da definire. Infine, un'offerta assicurativa facoltativa verrebbe richiesta unicamente da persone a rischio disoccupazione relativamente alto. Di conseguenza, i premi sarebbero elevati e solo una parte (probabilmente molto esigua) dei lavoratori indipendenti si assicurerebbe (problema della selezione dei rischi). Inoltre, la definizione di un premio proporzionale al rischio sarebbe estremamente difficile.</p><p>Per i suddetti motivi non vi sono, al giorno d'oggi, assicuratori privati che offrono soluzioni assicurative contro il rischio della disoccupazione per lavoratori indipendenti. Un'offerta statale facoltativa si vedrebbe confrontata con i medesimi problemi e comporterebbe l'istituzione di meccanismi di controllo dispendiosi. Una tale offerta non sarebbe molto valida in termini di efficienza, motivo per cui, in passato, la sua introduzione è stata respinta.</p><p>Rendendo l'assicurazione obbligatoria si potrebbe ovviare al problema della selezione dei rischi, ma non a quelli del controllo, della delimitazione e della definizione. I lavoratori indipendenti con un esiguo rischio disoccupazione sarebbero penalizzati in maniera eccessiva mediante premi elevati, il che avrebbe degli effetti indesiderati sull'occupazione. L'obbligo, per gli indipendenti, di assicurarsi contro la disoccupazione richiederebbe una modifica della Costituzione federale.</p><p>I risultati della perizia di Widmer e Schmid, realizzata nel 2000, sono ancora validi al giorno d'oggi. In relazione ai suddetti risultati, le condizioni quadro tecnico-assicurative ed economiche da allora non sono cambiate, motivo per cui anche oggi l'introduzione di un'assicurazione contro la disoccupazione per lavoratori indipendenti è sconsigliabile.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.