<h2>SubmittedText<h2><p>I Comuni delle zone rurali senza alcuna prospettiva di avere una rete FTTH costruiscono le loro proprie reti in fibra ottica. Di regola, questi Comuni cercano di collaborare con Swisscom ed eventualmente con altri fornitori, affittando loro una fibra ottica per 30-50 anni (modello IRU). Sorgono i seguenti punti critici: </p><p>- Il modello IRU si basa su un contributo da 1000 a 1400 franchi per ogni connessione. Il potenziale di rendimento è da 10 a 30 volte superiore. </p><p>- Una parte dei ricavi per il fornitore del servizio universale risulta dalla tassa del servizio universale, anche se in questo modello è il Comune a creare l'infrastruttura.</p><p>- Swisscom possiede il più grande sistema di tubi di protezione per cavi della Svizzera ed è obbligata ad affittare tali tubi. La tariffa è di 79.09 franchi/ metro utilizzato/ 50 anni. In un Comune mediamente piccolo, questo comporta costi di 3,5-4 milioni di franchi. Tali costi sono più alti di quelli per creare nuovi collegamenti. La tariffa sembra molto alta, tuttavia una costruzione parallela comporterebbe uno spreco di risorse. </p><p>1. Come viene regolata la definizione dei prezzi per l'affitto delle infrastrutture? Il Consiglio federale ha la possibilità di influenzarne i prezzi? In caso di risposta negativa, sarebbe auspicabile una regolamentazione da parte della Confederazione? </p><p>2. Il Consiglio federale è interessato ad ampliare la rete in fibra ottica dei Comuni? E, in caso affermativo, sarebbe ipotizzabile un finanziamento iniziale come in altri Paesi?</p><p>3. È concepibile che la tassa di 25.25 franchi per il servizio di base spetti per metà al fornitore del servizio di base e per metà al costruttore della rete?  </p><p>4. È ipotizzabile che se un Comune costruisce una rete FTTH con copertura completa e vi è un contratto di affitto della fibra ottica (IRU), Swisscom debba mettere a disposizione gratuitamente il proprio sistema di tubi di protezione per cavi per tutta la durata di vita della rete in fibra ottica, a condizione che sia effettuata la manutenzione del sistema di tubi? </p><p>5. È ipotizzabile che la Confederazione crei un organo di mediazione per sostenere i Comuni nelle trattative con Swisscom?</p><p>6. È ipotizzabile che il Consiglio federale trasferisca le reti a una società statale di infrastrutture, migliorando così la sicurezza dell'approvvigionamento e la concorrenza?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Domanda 1</p><p>Secondo l'articolo 11 della legge sulle telecomunicazioni (LTC), i fornitori di servizi di telecomunicazione che detengono una posizione dominante sul mercato devono concedere agli altri fornitori, in modo trasparente e non discriminatorio e a prezzi orientati ai costi, l'accesso ai loro dispositivi e servizi. Questo deve essere garantito nei modi seguenti: accesso completamente disaggregato alla rete locale per utilizzare la coppia elicoidale metallica, interconnessione, linee affittate e canalizzazioni di cavi, se queste dispongono di capacità sufficienti. Il Consiglio federale disciplina i principi per la determinazione dei prezzi orientati ai costi, tra l'altro negli articoli 54 e 54a dell'ordinanza sui servizi di telecomunicazione (OST). L'ultima volta li ha adeguati nel quadro della revisione del 14 marzo 2014 dell'OST. Nel caso di una domanda di accesso, i prezzi offerti dai fornitori dominanti sul mercato vengono valutati dalla Commissione federale delle comunicazioni (ComCom) secondo i principi dell'OST e, se necessario, adeguati. Le decisioni della ComCom possono essere impugnate davanti al Tribunale amministrativo federale.</p><p>Domanda 2</p><p>La disponibilità di infrastrutture di telecomunicazione performanti in Svizzera è importante per poter sfruttare le opportunità offerte dalla digitalizzazione. Pertanto il Consiglio federale accoglie con favore il postulato 21.3461 della CTT-N adottato dal Consiglio nazionale con la richiesta di sottoporre al Parlamento una strategia per potenziare le reti a banda ultra larga in Svizzera. Dovranno essere esaminati anche i possibili contributi di sostegno ai progetti di ampliamento locale prestando tuttavia attenzione, con tali sussidi, a non disincentivare gli investimenti privati e a evitare, nella misura del possibile, distorsioni della concorrenza.</p><p>Domanda 3</p><p>I 25.25 franchi menzionati nella domanda non corrispondono a una tassa ma si riferiscono al prezzo massimo mensile fissato dall'OST per fornire il servizio telefonico pubblico - comprendente un numero, una o due iscrizioni nell'elenco e il collegamento stesso - previsto dal servizio universale. Il concessionario del servizio universale, indipendentemente dal fatto che abbia vinto la gara pubblica o che sia stato designato dalla ComCom, non deve in nessun caso fatturare un prezzo superiore a questo massimo, ma è libero di chiedere meno. Grazie a questa misura, il legislatore mirava essenzialmente a garantire che i clienti non redditizi, che non hanno la possibilità di ricorre a offerte del mercato, paghino un prezzo considerato abbordabile. La LTC non permette alcuna ripartizione del prezzo fatturato dal concessionario del servizio universale per la fornitura di una prestazione del servizio universale e non occorre che la preveda. Infatti, il massimale di prezzo ha un altro scopo (ossia fissare un limite per evitare gli abusi) e le entrate realizzate per fornire la prestazione sono destinate unicamente a finanziare il costo del servizio universale e non la costruzione di una rete FTTH.</p><p>Domanda 4</p><p>Non vi è alcuna base giuridica per un tale provvedimento, che sarebbe in contrasto con il regime liberale sinora perseguito nel mercato delle telecomunicazioni.</p><p>Domanda 5</p><p>Non vi è nemmeno un mandato di legge per creare un corrispondente organo di mediazione o di consulenza. In occasione di un'eventuale revisione di legge, potrebbero sorgere domande in merito all'utilità di massima di un organo di mediazione, all'indipendenza del suddetto organo nonché sul relativo finanziamento.</p><p>Domanda 6</p><p>Dall'apertura del mercato nel 1998, il legislatore ha puntato sulla concorrenza nei servizi e nelle infrastrutture. Per sfruttare il potenziale di innovazione e le dinamiche di mercato, ci si è deliberatamente distanziati dall'idea di trasferire le reti a una società di infrastruttura statale. Il Consiglio federale ritiene che la sicurezza dell'approvvigionamento sia garantita anche con il sistema attuale.</p>  Risposta del Consiglio federale.