<h2>SubmittedText<h2><text><p>Il 12 agosto 2015 il Consiglio federale ha deciso, su proposta della Cancelleria federale, di non rilasciare ai nove cantoni facenti parte del consorzio "Vote électronique" l'autorizzazione di ricorrere al sistema di voto elettronico in occasione delle elezioni del Consiglio nazionale del 18 ottobre 2015. Dai media si è potuto evincere che i cantoni consorziati hanno aspramente criticato la decisione del Consiglio federale e non hanno condiviso la valutazione della Cancelleria riguardo ai rischi di violazione del segreto del voto. Questa decisione è un chiaro passo indietro nell'ulteriore sviluppo delle possibilità di partecipazione democratica degli svizzeri e in particolare di quelli all'estero e, come riportato dai media la settimana scorsa, ha spinto il consorzio a sciogliersi. I media hanno altresì riferito che già prima della seduta del Consiglio federale la Cancelleria federale aveva invitato i cantoni consorziati a ritirare le proprie domande. Nel contempo, sempre secondo i media, nel mese di giugno essa ha organizzato un incontro con la Posta Svizzera, che intende partecipare al "mercato" del voto elettronico.</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Uno dei cantoni consorziati ha ritirato la propria domanda di autorizzazione all'impiego del sistema di voto elettronico prima della decisione del Consiglio federale del 12 agosto 2015?</p><p>2. Di quali mandati dispone la Cancelleria federale per condurre negoziati con offerenti in merito a una partecipazione al "mercato" del voto elettronico? Chi sono questi offerenti?</p><p>3. Qual è, secondo il Consiglio federale, la tabella di marcia per l'introduzione del voto elettronico?</p></text><h2>FederalCouncilResponseText<h2><text><p>1. Il 12 agosto 2015 il Consiglio federale si è pronunciato in merito alle domande di 13 cantoni per il ricorso al voto elettronico in occasione delle elezioni 2015 del Consiglio nazionale. Mentre a quattro cantoni (GE, BS, LU e NE) che adempivano i requisiti tecnici e giuridici è stato possibile rilasciare l'autorizzazione, il Consiglio federale ha deciso di respingere le domande presentate dai nove cantoni facenti parte dal consorzio "Vote électronique". In occasione di suddette elezioni sono dunque stati utilizzati due dei tre sistemi svizzeri di voto elettronico. Il Consiglio federale deplora che gli elettori svizzeri all'estero registrati in uno dei cantoni interessati dalla decisione negativa non abbiano potuto votare con il sistema di voto elettronico. Prima della seduta del Consiglio federale del 12 agosto 2015, la Cancelleria federale aveva attirato l'attenzione dei cantoni del consorzio sulla portata delle informazioni risultanti dalla documentazione annessa alla domanda, segnalando loro la possibilità di ritirare le domande. I cantoni del consorzio hanno tuttavia deciso di mantenerle e il Consiglio federale ha quindi dovuto decidere in merito.</p><p>2. La Cancelleria federale non conduce negoziati con fornitori di prestazioni. I cantoni decidono con quali partner collaborare e presentano al Consiglio federale o alla Cancelleria federale domande per il ricorso al voto elettronico. A metà giugno 2015, d'intesa con la Conferenza svizzera dei cancellieri di Stato e nella sua funzione di coordinatrice, la Cancelleria federale ha ricevuto una delegazione della Posta Svizzera per uno scambio di informazioni.</p><p>3. Nel suo terzo rapporto sul voto elettronico del 14 giugno 2013, il Consiglio federale ha dichiarato quale obiettivo strategico la messa a disposizione di tutti gli elettori del nuovo canale di voto. Fondandosi su ciò, in stretta collaborazione con i cantoni sono state elaborate nuove basi legali. Esse contengono i requisiti per l'estensione del voto elettronico all'intero corpo elettorale. Al centro vi sono i requisiti nell'ambito della verificabilità e dell'esecuzione di esami dei sistemi e della loro gestione da parte di servizi accreditati dalla Confederazione. I cantoni intendono affrontare queste sfide in una prossima fase. I sistemi verranno dotati della verificabilità completa e certificati in conformità con le disposizioni del diritto federale. Inoltre, i cantoni vogliono creare maggiore trasparenza, facilitando l'accesso ai codici sorgente dei loro sistemi. Il Consiglio federale si compiace di questo sviluppo. Egli si attende anche dagli altri sistemi concreti passi in questa direzione. Intende chiarire a fondo con i cantoni la questione dell'accesso al codice fonte allo scopo di renderlo un requisito per l'autorizzazione del sistema nell'ambito della prossima revisione delle basi legali.</p><p>Attualmente, soltanto nei cantoni di Ginevra e di Neuchâtel viene proposto il voto elettronico agli elettori residenti in Svizzera. Negli altri dodici cantoni per il momento hanno questa opportunità unicamente gli elettori svizzeri all'estero. Di recente, i cantoni del consorzio hanno deciso di rinunciare ad adeguare il loro sistema secondo le disposizioni del diritto federale e di non utilizzarlo più. La Cancelleria federale continuerà a sostenere questi cantoni nel proseguimento dei loro progetti con un nuovo sistema.</p></text>