<h2>SubmittedText<h2><text><p>Chiediamo al Consiglio federale di illustrare le sue intenzioni riguardo all'introduzione di una tessera di identificazione elettronica dei cittadini e di rispondere alle seguenti domande.</p><p>1. Il Consiglio federale ha già preso delle decisioni preliminari in questo ambito o predisposto dei piani o progetti volti a introdurre una tessera di identificazione elettronica unica? In caso di risposta negativa, come mai non sono ancora stati fatti passi in questa direzione?</p><p>2. Quale è il ruolo delle aziende vicine alla Confederazione (Posta, Swisscom) nell'attuazione della tessera di identificazione elettronica? Quali misure di coordinazione sono già state decise dal Consiglio federale in questo ambito?</p></text><h2>FederalCouncilResponseText<h2><text><p>Il Consiglio federale non sta pianificando per il momento l'introduzione di una tessera di identificazione elettronica dei cittadini come quella menzionata nell'interpellanza; esso conosce e segue tuttavia gli sviluppi di iniziative simili in altri Paesi.</p><p>Negli ultimi anni il Consiglio federale si è occupato sempre più spesso di questioni in materia di identità, sicurezza e confidenzialità in rete e ha anche preso qualche decisione in proposito. Da un lato esso ha per esempio esaminato la possibilità di trasformare la carta d'identità in una carta d'identità elettronica e - almeno per il momento - ha deciso di non procedervi (cfr. parere sulla mozione Noser 04.3228, E-Switzerland). D'altro lato ha introdotto il passaporto biometrico e ha dato il via all'introduzione della tessera d'assicurato.</p><p>Dal punto di vista tecnico una tessera di identificazione elettronica dei cittadini secondo il modello austriaco sarebbe realizzabile anche in Svizzera, ma dovrebbe presumibilmente risolvere gli stessi problemi con cui sono confrontate le tessere di identificazione emanate da uno Stato già note al Consiglio federale. A suo tempo, nell'ambito della revisione della legge federale sull'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti e della legge sull'armonizzazione dei registri, il modello austriaco è stato presentato al Parlamento. Quest'ultimo ha tuttavia scelto la soluzione attuale.</p><p>Il Consiglio federale non crede che per la soluzione delle questioni importanti in materia di identità e confidenzialità nel mondo elettronico si debba "puntare tutto su una carta". Non è auspicabile avere troppe tessere né averne soltanto una per tutte le attività e funzioni della vita quotidiana (accesso, pagamento, firma). La tessera unica comporterebbe una concentrazione di rischi troppo elevata, sia sotto il profilo tecnico che sotto quello della protezione della personalità.</p><p>Il Consiglio federale ritiene che l'impiego di identità elettroniche diventerà importante e necessario in primo luogo fra i diversi servizi statali nonché fra questi ultimi e le organizzazioni dell'economia privata. Un progetto di numero unico di identificazione per le imprese è del resto in discussione da vari anni in seno all'amministrazione federale e il Consiglio federale ha incaricato il DFE e gli altri dipartimenti competenti di sottoporgli una proposta in tal senso entro la fine del primo semestre del 2007. L'esperienza dell'amministrazione mostra che la richiesta di identità elettroniche per l'accesso a dati e applicazioni delle varie organizzazioni è in aumento; sia la standardizzazione dell'identità elettronica sia l'integrazione di questa nelle applicazioni progredisce tuttavia lentamente, non da ultimo perché per tali applicazioni i processi amministrativi devono in primo luogo essere analizzati, riorganizzati e numerose questioni organizzative devono essere risolte. Vi sono esperienze fatte dall'Ufficio dell'informatica e della telecomunicazione (UFIT), il quale ha già approntato 25 000 identità presso i cantoni per l'accesso ad applicazioni della Confederazione.</p><p>A livello nazionale e internazionale si stanno attualmente compiendo sforzi per l'istituzione di identità elettroniche standardizzate e per la loro integrazione nelle applicazioni. La Liberty Alliance - un'iniziativa economica di circa 140 imprese, organizzazioni no-profit e autorità (www.projectliberty.org) - persegue lo scopo di armonizzare le attuali tecnologie e gli attuali standard dei fabbricanti. Diversi fornitori di prestazioni concordano il reciproco riconoscimento dopo un'autenticazione riuscita e formano in tal modo un'unione sicura (il cosiddetto "Circle of Trust"). Dopo un'unica autenticazione gli utenti aventi diritto possono così accedere al calcolatore e ai servizi dei fornitori di prestazioni partecipanti senza doversi annunciare ogni volta (il cosiddetto Single Sign-On). Questa unione di diversi sistemi di identificazione può essere sviluppata secondo le esigenze pratiche degli utenti e dei fornitori di prestazioni. Numerose ditte rinomate, fra cui anche Microsoft, sono attualmente attive nell'ambito dell'Identity Management. L'amministrazione federale (UFIT, CaF, OSIC) segue gli sviluppi ed esaminerà a tempo debito un simile sistema.</p><p>Nell'ambito delle loro competenze legali, le aziende vicine alla Confederazione, la Posta e Swisscom, sono libere di sviluppare iniziative e offrire nuovi prodotti, se reputano che il mercato sia ricettivo. Quali esempi si possono citare il servizio di certificazione di Swisscom e la lettera raccomandata elettronica fondata sulla piattaforma di scambio Incamail della Posta. Per l'impiego di Incamail in seno alla Confederazione, ai cantoni e ai comuni esiste già oggi una cooperazione tecnica tra l'UFIT e la Posta. Lo scopo di tale collaborazione è l'utilizzazione di identità elettroniche equivalenti sotto il profilo tecnico e organizzativo nonché fondate su standard riconosciuti.</p></text>