<h2>SubmittedText<h2><p>Il 17 aprile 2020 il Consiglio federale ha deciso di aumentare di 50 milioni di franchi, in modo permanente, la quota di partecipazione della SSR ai proventi del canone portandola a 1,25 miliardi, per compensare il calo della pubblicità. Allora aveva annunciato che, grazie al leggero aumento delle entrate, anche per le radio e le televisioni private vi sarebbero stati più fondi a disposizione provenienti dall'insieme dei proventi del canone. Tuttavia, ha rinunciato a un'analoga compensazione a favore delle emittenti private.</p><p>1. Quanto sono aumentate le entrate del canone per i media e in che misura sono stati adeguati i fondi distribuiti alle emittenti radiotelevisive private? Quali sono le prospettive per i prossimi anni?</p><p>2. Per cosa verrà utilizzata l'elevata liquidità (a fine 2022: 357 milioni di franchi)? Possono beneficiarne anche le emittenti private o soltanto la SSR?</p><p>3. Come valuta il Consiglio federale il fatto che, a causa di una nuova chiave di ripartizione prevista dall'UFCOM, a partire dal 2025 potrebbe addirittura verificarsi una massiccia riduzione delle quote di partecipazione al canone per molte emittenti radiofoniche e televisive regionali?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Domanda 1</p><p>I proventi del canone radiotelevisivo, delimitati a livello temporale e materiale, ammontavano a circa 1460 milioni di franchi alla fine del 2019, a 1483 milioni di franchi alla fine del 2020 e a 1363 milioni di franchi alla fine del 2021. I conti annuali per il 2022 sono ancora in parte in fase di revisione e quindi non ancora pubblicati. Il Consiglio federale determina la quota di partecipazione della SSR ogni due anni. Quella delle emittenti radiofoniche e televisive private è specificata nelle rispettive concessioni.</p><p>La quota di partecipazione al canone per il servizio pubblico regionale è aumentata costantemente negli ultimi anni, con un incremento di circa 27 milioni di franchi da 54 a 81 milioni di franchi tra il 2015 e il 2019. Per il nuovo periodo di concessione, l'importo sarà nuovamente aumentato di cinque milioni, ossia a partire dal 2025 saranno disponibili 86 milioni per le emittenti private.</p><p>Domanda 2</p><p>La liquidità dell'UFCOM alla fine del 2022 era di 357 milioni di franchi. Questa cifra comprende anche pagamenti anticipati per l'anno successivo e quindi non corrisponde alla riserva effettiva. L'articolo 40 capoverso 3 dell'ordinanza sulla radiotelevisione sancisce che il Consiglio federale tenga conto di eventuali riserve nel determinare gli importi del canone. Di conseguenza, il Consiglio federale li ha fissati in modo tale che dal 2022 i ricavi provenienti dal canone radiotelevisivo siano inferiori al fabbisogno per i relativi utilizzi. La riserva viene quindi progressivamente ridotta.</p><p>Domanda 3</p><p>Il 30 gennaio 2023 il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) ha messo a concorso le concessioni per le emittenti radiofoniche locali e televisive regionali. Il DATEC ha ricalcolato le quote di partecipazione al canone per la prima volta dal 2007. Il modello di ripartizione tiene conto dei requisiti di legge, ossia delle dimensioni e del potenziale economico della zona di copertura, nonché dell'onere necessario per adempiere il mandato di prestazioni. Il modello di ripartizione è stato basato su fattori oggettivi, in particolare la densità della popolazione e il potenziale economico della zona di copertura, nonché le spese aggiuntive da sostenere in alcune zone di copertura, ad esempio per fornire un programma bilingue. Ne deriva che alcune zone di copertura ricevono più fondi e altre meno rispetto ad oggi. Per evitare oscillazioni estreme rispetto al modello di calcolo attuale, il nuovo modello è stato modificato in modo che la futura quota di partecipazione in una zona di copertura possa diminuire al massimo del dieci per cento o aumentare del 15 per cento rispetto agli importi calcolati oggi.</p>  Risposta del Consiglio federale.