<h2>SubmittedText<h2><p>Si incarica il Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>A. Nel caso delle piccole centrali idroelettriche nuove fino a 10 megawatt di potenza, sussiste un forte sospetto che:</p><p>1. tali piccole centrali servano alle grandi aziende elettriche soprattutto a ottimizzare i loro utili;</p><p>2. la distruzione del paesaggio e degli ambienti fluviali sia sproporzionata rispetto alla produzione di energia elettrica;</p><p>3. la produzione di energia, pari al massimo a 1-2 terawattora/anno, non sia in alcun modo rapportabile alla sostituzione energetica nel settore degli edifici che, tenendo conto dell'attuale stato della tecnica (PlusEnergieBauten - PEB) ai sensi dell'articolo 9 capoverso 2 LEne, ammonta a circa 120 terawattora/anno (cfr. Haustech, ott. 2010 n.10, pag. 31-33 e Premio solare svizzero 2010, pag. 44-47 e pag. 65-69 e CN P. Malama, pag. 35). La sostituzione energetica nel settore degli edifici ha un potenziale circa sessanta volte maggiore di quello delle piccole centrali idroelettriche attualmente previste. Come si concilia l'aumento marginale di produzione energetica delle nuove piccole centrali idroelettriche con il principio di proporzionalità di cui all'articolo 5 capoverso 2 della Costituzione?</p><p>B. Quali conseguenze vi sarebbero se le condizioni di raccordo per l'elettricità generata a partire da energie rinnovabili, in particolare quella prodotta da piccole centrali idroelettriche, stabilite dall'articolo 7a LEne numero 4, fossero modificate e come segue:</p><p>"4. Della somma ... si può rivendicare al massimo: a. per la forza idrica e per tutte le altre tecnologie, compreso il fotovoltaico, se le spese scoperte ammontano a meno di 30 centesimi/chilowattora: 30 per cento per ciascuna; nel caso della forza idrica vengono promosse soprattutto le centrali ad acqua potabile e gli impianti esistenti."</p><p>C. Quali altre conseguenze vi sarebbero in relazione alla distribuzione delle risorse, se quelle attualmente destinate alle piccole centrali idroelettriche venissero in futuro impiegate soprattutto per le centrali ad acqua potabile e gli impianti esistenti?</p><p>a. Che relazione vi sarebbe con la produzione di energia da parte delle piccole centrali idroelettriche e con eventuali perdite in termini di terawattora/anno?</p><p>b. Quali sarebbero le ripercussioni sul turismo, in particolare nei cantoni di montagna?</p><p>c. A quanto ammontano i terawattora/anno delle piccole centrali idroelettriche in confronto alla sostituzione energetica nel settore edilizio con edifici realizzato secondo lo standard Minergie-P?</p><p>d. Dal momento che già nel 1996 i rappresentanti delle aziende elettriche delle zone montane avevano richiamato l'attenzione sul fatto che le possibilità di sfruttamento della forza idrica, impiegata in modo sempre più ampio da oltre 140 anni, sono ormai saturate nella misura del 90 per cento, si chiede al Consiglio federale: quanti anni pensa di poter continuare a sfruttare la forza idrica fino all'ultima goccia d'acqua?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>A. A norma dell'articolo 1 capoverso 4 della legge sull'energia (LEne; RS 730.0), la produzione di energia elettrica a partire dalla forza idrica deve essere aumentata entro il 2030 di almeno 2000 gigawattora rispetto al livello del 2000. Una delle principali misure per raggiungere questo scopo è la promozione delle piccole centrali idroelettriche mediante la rimunerazione a copertura dei costi dell'immissione in rete di energia elettrica (RIC). Il legislatore fissa i tassi di rimunerazione in base a impianti di riferimento (art. 7a cpv. 2 LEne), garantendo così proventi a copertura dei costi. Gli impianti più efficienti sul piano dei costi permettono di conseguire degli utili. L'Ufficio federale dell'energia (UFE) verifica periodicamente il metodo di calcolo, l'ammontare dei tassi di rimunerazione e quello della rimunerazione massima, pari attualmente a 35 centesimo/chilowattora.</p><p>Nell'ambito delle procedure di autorizzazione e di concessione, l'autorità cantonale competente pondera gli interessi in gioco per ogni progetto e verifica se esso adempie le condizioni per ottenere un'autorizzazione. La RIC non influisce né sulle procedure summenzionate né sui rimedi giuridici. Un impianto ottiene la rimunerazione solo dopo essere stato autorizzato dall'autorità competente e se immette elettricità in rete. Al fine di facilitare l'esame dei progetti di piccole centrali idroelettriche, l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) e l'UFE raccomandano ai cantoni l'elaborazione di una strategia di protezione e di utilizzazione e di tenerne conto nella loro pianificazione cantonale. L'UFAM, l'UFE e l'Ufficio federale dello sviluppo territoriale (ARE) si stanno occupando di un progetto in tal senso.</p><p>Per quanto concerne l'efficienza energetica, esistono effettivamente grossi potenziali di risparmio. La comparazione tra questi potenziali nel settore degli edifici (nella maggior parte dei casi di energia fossile) con i potenziali della produzione a partire da energie rinnovabili (nella maggior parte dei casi energia elettrica) risulta problematica, in quanto l'elettricità non può essere sostituita da energie fossili. In futuro c'è da attendersi un accresciuto fabbisogno di energia elettrica. Nel caso di edifici PEB siamo solo in una fase iniziale. A ciò si aggiunge il fatto che per questi edifici la corrente elettrica non viene prodotta in base al fabbisogno e pertanto mancano le necessarie capacità di accumulo. Pertanto, un approvvigionamento elettrico sicuro non può essere garantito solo con gli edifici PEB e gli impianti fotovoltaici.</p><p>B. Il legislatore ha assegnato alla forza idrica il 50 per cento al massimo dei mezzi finanziari a disposizione, in modo da promuovere una tecnologia poco costosa, matura e duratura, che permette di raggiungere un altissimo grado di rendimento. Nel 2009 sono stati prodotti in Svizzera 4,68 terawattora di elettricità da fonti di energia rinnovabili (senza le centrali idroelettriche con potenza superiore a 10 megawatt). Il 72 per cento di questo volume di energia proviene dalle piccole centrali idroelettriche. Grazie alla promozione della forza idrica, si garantisce un impiego altamente efficace dei mezzi della RIC. Una loro suddivisione, nel senso della presente interpellanza, comprometterebbe tale grado di efficienza; praticamente si promuoverebbero in misura maggiore le tecnologie meno mature con prezzi di costo più elevati. Con la limitazione alle centrali idroelettriche ad acqua potabile, con acque reflue e con utilizzo di acqua di dotazione, che di norma non pongono alcun problema sul piano ecologico, si potrebbe realizzare al massimo il 37 per cento della produzione prevista per tutti gli impianti notificati finora.</p><p>C. Oltre agli impianti esistenti e alle centrali idroelettriche ad acqua potabile, anche le centrali idroelettriche con acque reflue e quelle con utilizzo di acqua di dotazione di norma non pongono problemi sul piano ecologico.</p><p>Alla fine di luglio di quest'anno erano stati notificati a Swissgrid 830 progetti per piccole centrali idroelettriche con una produzione complessiva prevista pari a 2,341 terawattora/anno. Il 28 per cento di questo potenziale proviene da impianti ampliati e rinnovati, il 9 per cento da impianti ad acqua potabile, con acque reflue e con utilizzo di acqua di dotazione e il 63 per cento da centrali a derivazione e centrali ad acqua fluente (cfr. tabella). A priori non si può rinunciare all'attuale grosso potenziale di questi due ultimi tipi di centrale, L'idoneità dei progetti in vista dell'autorizzazione deve essere valutata caso per caso.</p><p></p><p>Tabelle</p><p></p><p>Le ripercussioni sul turismo devono essere analizzate nei singoli casi e rientrano nella ponderazione degli interessi delle procedure di autorizzazione. La Confederazione raccomanda ai cantoni di tenere conto nei loro piani direttori delle possibili ubicazioni delle piccole centrali idroelettriche.</p><p>Secondo i dati dell'analisi dell'aprile 2008 sul consumo energetico svizzero nel periodo 2000-2006, a seconda dello scopo dell'impiego, grazie al risanamento del parco edifici secondo lo standard Minergie-P sarebbe possibile ridurre dell'80 per cento (vale a dire da 70 a 90 terawattora/anno) il fabbisogno di calore da riscaldamento (compresa l'impiantistica). Questo potenziale di risparmio riguarda tuttavia solamente le energie fossili e quindi la sostituzione dell'elettricità prodotta dalle piccole centrali elettriche non è possibile (cfr. anche la risposta alla domanda A).</p><p>Nella strategia concernente l'utilizzazione della forza idrica in Svizzera (UFE, 2006), il potenziale di estensione di questo vettore energetico è stimato a 4,3-5 terrawattori/anno. Di questi, 2,1 terawattora/anni riguardano rinnovi e trasformazioni, 1,1 terrawattori/anno nuove piccole centrali idroelettriche e 1,1.-1,8 terrawattori/anno nuove grandi centrali. Nell'articolo 1 capoverso 4 LEne, il legislatore ha stabilito che la l'intera produzione di elettricità delle centrali idroelettriche dovrà essere aumentata di almeno 2000 gigawattora. Il Consiglio federale si impegna a favore di un'utilizzazione sostenibile della forza idrica quale importante risorsa rinnovabile della Svizzera. Pertanto le opere di potenziamento e di ottimizzazione di impianti esistenti hanno la precedenza sulla costruzione di nuovi impianti.</p><p></p><p>Gli interventi che contengono grafici o tabelle possono essere scaricati da: Attività parlamentare / Curia Vista / Interventi che contengono grafici o tabelle.</p>  Risposta del Consiglio federale.