<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di fare in modo che 60 milioni di franchi del budget attuale dell'aiuto svizzero allo sviluppo siano destinati, senza costi supplementari e con effetto immediato, all'aiuto alimentare per i profughi siriani costretti alla fuga dalla guerra durante l'inverno 2014/15, dato che il programma alimentare mondiale dell'ONU non dispone più delle risorse necessarie.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Anche il Consiglio federale è molto preoccupato di fronte al moltiplicarsi di crisi umanitarie che crea problemi di finanziamento da parte della comunità internazionale. Questa situazione riguarda attualmente non solo il programma alimentare mondiale (PAM) ma anche molti altri programmi dell'ONU.</p><p>Le richieste degli autori della mozione prendono le mosse dall'annuncio fatto il 1° dicembre 2014 dal PAM secondo il quale quest'ultimo era obbligato a sospendere l'invio di aiuti alimentari ai rifugiati siriani nei Paesi confinanti con la Siria per mancanza di mezzi. Per far fronte a questa situazione di emergenza, la Svizzera ha svincolato una parte del credito addizionale II/2014 mettendo a disposizione dei programmi del PAM in Siria e nei Paesi limitrofi un importo supplementare di 4 milioni di franchi. Anche altri Paesi hanno reagito: il 9 dicembre 2014, più di 80 milioni di dollari americani erano stati raccolti a favore del PAM. Poiché questa somma copre ampiamente le necessità comunicate dal PAM e stimate in 64 milioni di dollari, il programma ha potuto riprendere la sua assistenza ai rifugiati in dicembre. Da questo punto di vista la mozione è pertanto diventata priva di oggetto.</p><p>Nel quadro della crisi siriana la Svizzera ha impegnato in totale, entro la fine del 2014, 127 milioni di franchi (incluso il credito supplementare di 17 milioni di franchi) destinati a soccorrere la popolazione civile del Paese. Questo importo è utilizzato per sostenere vari partner del settore umanitario, effettuare interventi diretti e mettere a disposizione esperti del corpo svizzero di aiuto umanitario, oltre che per operazioni di diplomazia umanitaria.</p><p>Da gennaio sono di nuovo a disposizione le risorse previste dal bilancio ordinario per il 2015, una parte delle quali sarà devoluta al PAM. Date le enormi necessità, il 14 gennaio 2015 il Consiglio federale ha incaricato il DFAE di valutare urgentemente in che modo l'aiuto umanitario sul posto potrebbe essere sostenuto tramite una riallocazione dei mezzi disponibili.</p><p>Il cosiddetto principio di permeabilità offre già la possibilità di spostare mezzi finanziari dal credito quadro previsto per l'aiuto allo sviluppo a quello destinato all'aiuto umanitario e viceversa. Nel contesto del messaggio 2013-2016 sulla cooperazione internazionale il Parlamento ha fissato un livello di permeabilità pari a 125 milioni di franchi, limitando nel preventivo la parte del 2014 a 30 milioni di franchi. Questi trasferimenti non devono in effetti superare una certa entità per permettere la pianificazione dell'impegno della Svizzera e non intaccare la credibilità del nostro Paese in quanto partner affidabile della cooperazione internazionale.</p><p>Il DFAE presenterà un rapporto al Consiglio federale una prima volta alla fine di febbraio e poi nella seconda metà del 2015 specificando in quale misura potrebbero essere messe a disposizione risorse ulteriori per il programma destinato alla Siria.</p><p>Come già specificato nel parere sulla mozione Schibli 14.3849, il Consiglio federale ritiene che l'ampio approccio rappresentato dalla "protezione dei rifugiati nelle loro regioni d'origine", che permette di coordinare le attività di tutti i servizi della Confederazione e tutti gli strumenti a disposizione dell'aiuto umanitario, della politica di pace e della politica della migrazione, sia il più adatto a proteggere le persone in fuga e a soccorrere gli Stati delle regioni interessate che spesso hanno già raggiunto i limiti delle proprie capacità di intervento.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.