Corte IV D-6650/2010 {T 0/2} S e n t e n z a d e l 2 2 s e t t e m b r e 2 0 1 0 Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, con l'approvazione del giudice Blaise Pagan; cancelliere Federico Pestoni; A._______, nato il (...), Ghana, ricorrente, contro Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore; Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; decisione dell'UFM del 15 settembre 2010 / N (...). B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t T r i b u n a l a d m i n i s t r a t i f f é d é r a l T r i b u n a l e a m m i n i s t r a t i v o f e d e r a l e T r i b u n a l a d m i n i s t r a t i v f e d e r a l Composizione Parti OggettoD-6650/2010 Visti: la domanda d'asilo che l'interessato ha presentato in data (...) in Sviz- zera; i verbali d'audizione del 16 agosto 2010 e del 2 settembre 2010; la decisione dell'UFM del 15 settembre 2010, notificata al richiedente il medesimo giorno (cfr. emergenze processuali); il ricorso inoltrato dall'insorgente il 15 settembre 2010 (cfr. timbro del plico raccomandato); gli atti dell'UFM trasmessi al Tribunale amministrativo federale (TAF) per fax in data 16 settembre 2010; i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei consi- derandi che seguono; e considerato: che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal- la legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, RS 173.110), in quanto la legge sull'asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi), che fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il TAF, in virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi del- l'art. 5 PA prese dalla autorità menzionate all'art. 33 LTAF, che l'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi), che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA; che il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità in- feriore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a – c PA) e che è pertanto legittimato ad aggravarsi contro di essa; Pagina 2D-6650/2010 che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla for- ma e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti; che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso; che, nell'ambito delle audizioni sui motivi d'asilo, l'interessato ha di- chiarato di essere originario di B._______ (Ghana), di etnia Twi, con ultimo domicilio a C._______ (Ghana); che egli ha affermato di essere espatriato nel mese di (...) del (...) per il timore di essere ucciso in patria dagli esponenti del partito D._______ ([...]); che infatti il ricorrente sarebbe membro del partito E._______ ([...]), per il quale si occupa della propaganda giovanile; che durante un raduno del partito ci sarebbe stato un attacco da parte di sostenitori dell'D._______; che nell'attacco, gli aggressori avrebbero ucciso il fratello del richiedente e avrebbero preso lui in ostaggio, portandolo nel bosco; che qui sarebbe stato rinchiuso in una gabbia e maltrattato per quattro giorni; che quando avrebbero deciso di ucciderlo, uno dei rapitori lo avrebbe aiutato a scappare aprendogli la gabbia; che giunto in un villaggio, il ricorrente avrebbe trovato una persona che, sentita la sua storia, lo avrebbe aiutato ad espatriare; che, nella decisione del 15 settembre 2010, l'UFM ha constatato, da un lato, che il Consiglio federale ha inserito, con decisione del 5 ottobre 1993, il Ghana nel novero dei Paesi sicuri e, dall'altro, che le allegazioni in materia d'asilo presentate dai richiedenti sarebbero incongruenti, contraddittorie e vaghe, di modo che non emergerebbero dalle carte processuali degli indizi d'esposizione dell'interessato a persecuzioni in caso di rientro in patria; che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata do- manda ai sensi dell'art. 34 cpv. 1 LAsi; che l'autorità inferiore ha pure pronunciato l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera e l'esecu- zione dell'allontanamento siccome lecita, esigibile e possibile; che, nel ricorso, l'insorgente ha allegato di aver prodotto sufficienti ele- menti per rendere quanto meno verosimile il proprio racconto; che ha ribadito di aver lasciato il Ghana per evitare la fine atroce che hanno fatto i suoi figli, sua moglie e suo fratello; che le contraddizioni emerse e contestategli sono poche e comunque sovrastate da un numero maggiore di allegazioni dettagliate, concrete, verosimili e coerenti; che egli ritiene, inoltre, che il suo rientro in patria non sarebbe ragionevol- Pagina 3D-6650/2010 mente esigibile, in quanto troverebbe applicazione l'art. 3 CEDU, e ciò perché in Ghana rischierebbe di essere sottoposto a maltrattamenti e torture; che, per questi motivi il ricorrente ritiene di adempiere le con- dizioni necessarie all'ottenimento dell'asilo e, subordinatamente l'am- missione provvisoria non essendo l'esecuzione del suo allontanamen- to ragionevolmente esigibile ne ammissibile; che, in conclusione, il ricorrente ha chiesto, in via principale, l'annul- lamento della decisione impugnata e la trasmissione degli atti di causa all'autorità inferiore per una nuova decisione nel merito della sua do- manda d'asilo e, in via sussidiaria, la concessione dell'ammissione provvisoria; che ha, altresì, presentato una domanda d'assistenza giu- diziaria, nel senso della dispensa dal versamento delle spese di giusti- zia e del relativo anticipo; che, giusta l’art. 34 cpv. 1 LAsi, non si entra nel merito di una doman- da d’asilo, se il richiedente proviene da uno Stato che il Consiglio fe- derale ha designato come sicuro secondo l'art. 6a cpv. 2 lett. a LAsi, a meno che non risultino indizi di persecuzione; che, da un lato, giova rilevare che allorquando il Consiglio federale ha inserito un Paese nel novero dei Paesi sicuri, sussiste di massima una presunzione d’assenza di persecuzioni in detto Paese; che incombe al richiedente l’asilo d’invalidare siffatta presunzione per quanto attiene alla sua situazione personale; che, dall'altro lato, la nozione d’indizi di persecuzione ai sensi del- l’art. 34 cpv. 1 LAsi s’intende in senso lato: comprende non soltanto i seri pregiudizi previsti dall’art. 3 LAsi, ma pure gli ostacoli all’esecu- zione dell’allontanamento, di cui all’art. 44 cpv. 2 LAsi, imputabili all'a- gire umano (Giurisprudenza ed informazioni della Commissione sviz- zera di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2003 n. 18); che, per ammettere l'esistenza di indizi di persecuzione che implicano l'entrata nel merito di una domanda d'asilo, vale un grado di verosimi- glianza ridotto (GICRA 2004 n. 35 consid. 4.3 pag. 247); che, siccome il Consiglio federale ha effettivamente inserito, in data 5 ottobre 1993, il Ghana nel novero dei Paesi esenti da persecuzioni, sussiste di massima una presunzione d'assenza di persecuzioni in detto Paese; Pagina 4D-6650/2010 che, nella fattispecie, il ricorrente non è riuscito ad invalidare la pre- sunzione d'assenza di persecuzioni, ritenuto segnatamente che dagli atti di causa non emergono indizi di persecuzione; che, in particolare, l'insorgenti non ha presentato, all'infuori di generiche censure, argo- menti o prove suscettibili di giustificare una diversa valutazione, ri- spetto a quella di cui all'impugnata decisione; che le allegazioni decisi- ve in materia di asilo si esauriscono, infatti, in mere affermazioni di parte non corroborate da alcun elemento della benché minima consi- stenza, in sostanza per le ragioni indicate nel provvedimento litigioso pur tenendo conto di un grado di verosimiglianza ridotto; che, segnatamente, l'insorgente ha reso dichiarazioni incongruenti, contradditorie e vaghe, come rettamente rilevato dall'UFM; che a con- forto della sua domanda, il richiedente ha fornito un racconto stereoti- pato che non ha saputo corroborare con particolari decisivi; che, a tito- lo di esempio, in sede di prima audizione il ricorrente ha riferito di la- vorare per l'E._______ ([...]) (cfr. verbale di audizione del 16 ago- sto 2010, pag. 3), mentre nel corso della seconda audizione ha dichia- rato che tale acronimo significa (...) (cfr. verbale di audizione del 2 set- tembre 2010, pag. 5); che inoltre in prima battuta non ha saputo indi- care il nome completo del partito oppositore che che avrebbe sferrato l'attacco limitandosi ha dire "(...)" (cfr. verbale di audizione del 16 ago- sto 2010, pag. 7), per poi riferire il nome completo in sede di audizione federale; che per di più egli ha allegato, in occasione del primo interro- gatorio, che il raduno durante il quale sarebbero stati aggrediti ed egli è stato arrestato si è tenuto a C._______ nel (...) (cfr. verbale di audi- zione del 16 agosto 2010, pag. 7), mentre in una seconda versione, ri- portata durante la seconda audizione, egli ha addotto che il raduno ha avuto luogo a F._______ tra il mese di (...) e il mese di (...) (cfr. verbale di audizione del 2 settembre 2010, pag. 5); che, quo alla sua detenzio- ne, l'interessato ha dichiarato in prima battuta di essere stato rinchiuso in una gabbia di legno per la durata di quattro giorni (cfr. verbale di au- dizione del 16 agosto 2010, pag. 7), salvo poi allegare, in sede di audi- zione federale, di essere stato confinato in una gabbia di ferro per tre giorni (cfr. verbale di audizione del 2 settembre 2010, pagg. 7 e 8); che, a titolo abbondanziale, si rileva che il ricorrente, nel gravame, non ha in alcun modo avversato le contraddizioni sollevate dall'UFM nella decisione impugnata; Pagina 5D-6650/2010 che, alla luce di quanto evocato, v'è, dunque, ragione di concludere che i motivi fatti valere dal ricorrente nell'ambito della procedura in esame sono, come facilmente riconoscibili, palesemente inverosimili; che, indipendente da ciò, in tutta evidenza, non costituiscono di per sé, un indizio proprio a giustificare la qualità di rifugiato ai sensi del- l'art. 3 LAsi, tanto meno determinante per la concessione della prote- zione provvisoria; che, per conseguenza, l'UFM ha rettamente considerato che i fatti nuovamente addotti dall'insorgente nella presente procedura d'asilo, non sono propri a motivare la qualità di rifugiato o determinanti per la concessione della protezione provvisoria; che non emergono dalle carte processuali neppure elementi da cui de- sumere che l'esecuzione dell'allontanamento degli insorgenti in Ghana possa violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confede- razione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della Convenzione sullo statuto dei rifugiati del 28 luglio 1951 (Conv., RS 0.142.30), l'art. 5 LAsi (divieto di respingimento) nonché l'art. 83 cpv. 3 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) o esporre i ricorrenti in patria al rischio reale ed im- mediato di trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per la salva- guardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali del 4 novem - bre 1950 (CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105); che, premesso ciò, quanto agli ostacoli all'esecuzione dell'allontana- mento riconducibili all’art. 44 cpv. 2 LAsi e all'art. 83 cpv. 4 LStr, in Ghana non vige attualmente una situazione di guerra, guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme della popolazione nella totalità del territorio nazionale; che, nel caso di specie, non risultano manifestamente esservi indizi di persecuzione ai sensi dell'art. 34 cpv. 1 LAsi; che, di conseguenza, l'UFM rettamente non è entrato nel merito della domanda d'asilo secondo l'art. 34 cpv. 1 LAsi, di modo che, su questo punto, il ricorso, destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la decisione impugnata va confermata; Pagina 6D-6650/2010 che i ricorrenti non adempiono le condizioni in virtù delle quali l'UFM avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Sviz- zera (art. 14 e 44 cpv. 1 LAsi come pure art. 32 dell'ordinanza 1 sull'a- silo relativa a questioni pregiudiziali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]; GICRA 2001 n. 21); che dalle carte processuali non emergono neppure ostacoli dal profilo dell'esigibilità dell'allontanamento quanto alla situazione personale dei ricorrenti; che, infatti, il ricorrente è ancora giovane, ha una discreta formazione scolastica, avendo egli terminato le scuole medie ed ha pure una buona esperienza lavorativa come (...); che, inoltre, l'insor- gente dispone in patria di una discreta rete sociale in patria, dove ha lasciato un fratello ed una sorella; che, infine, l'insorgente non ha, al- tresì, preteso nel gravame di soffrire di gravi problemi di salute che possano giustificare la sua ammissione provvisoria (GI- CRA 2003 n. 24), senza che ad un esame d'ufficio degli atti di causa emerga la necessità di una permanenza in Svizzera per motivi medici; che, per le ragioni sopraindicate, l'autorità inferiore ha rettamente rite- nuto siccome ammissibile e ragionevolmente esigibile l'esecuzione dell'allontanamento; che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibi- lità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 44 cpv. 2 LAsi ed art. 83 cpv. 2 LStr); che il ricorrente, usando la necessaria diligenza, potrà procurarsi ogni documento indispensabile al rimpatrio (art. 8 cpv. 4 LAsi); che l'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile; che, per conseguenza, anche in materia d'allontanamento e relativa esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione confer- mata; che, il ricorso, manifestamente infondato, è deciso in procedura sem- plificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di un se- condo giudice (art. 111 lett. e LAsi); che avendo il TAF statuito nel merito del ricorso, la domanda d'esen- zione dal versamento dell'anticipo equivalente alle presunte spese processuali è divenuta senza oggetto; Pagina 7D-6650/2010 che essendo le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità d'esito favorevole, la domanda d'assistenza giudiziaria, nel senso della di- spensa dal pagamento delle spese processuali, è respinta (art. 65 cpv. 1 PA); che, visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.-, che seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fe- derale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]); che la presente decisione non può essere impugnata con ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d LTF); che la pronuncia è quindi definitiva e la presente decisione non può essere impugnata con ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d LTF); che la pronuncia è quindi definitiva; (Dispositivo alla pagina seguente) Pagina 8D-6650/2010 Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 1. Il ricorso è respinto. 2. La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso dell'esenzione dal pa- gamento delle spese processuali, è respinta. 3. Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico dei ricorrenti. Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale ammini- strativo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sentenza. 4. Comunicazione a: - ricorrente, tramite il G._______ (plico raccomandato; allegato: bol- lettino di versamento) - all'UFM, G._______ (via fax, per l'incarto N [...], con preghiera di notificare la sentenza al ricorrente e di ritornare l'avviso di ricevimento allegato al Tribunale amministrativo federale; con allegata copia del ricorso del 15 settembre 2010) - H._______ (in copia) Il giudice unico: Il cancelliere: Daniele Cattaneo Federico Pestoni Data di spedizione: Pagina 9