<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è pregato di esaminare in una perizia giuridica se, per proteggere i consumatori, non sia necessario proporre un'apposita legge sulla nanotecnologia impiegata nei prodotti di consumo.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>I processi nanotecnologici sono utilizzati in numerosi ambiti molto diversi tra loro come l'energia solare, la medicina, le derrate alimentari, l'elettronica o la preparazione dell'acqua. I nanomateriali sono perciò soggetti alla legislazione inerente al loro campo di applicazione.</p><p>Nel primo rapporto sull'attuazione del piano d'azione Nanomateriali di sintesi sono stati valutati gli effetti e le esigenze in materia di regolamentazione. Il Consiglio federale è giunto alla conclusione che l'adeguamento settoriale del diritto era conforme alle necessità. Questa scelta è stata discussa preliminarmente e poi approvata dalla maggioranza in seno al gruppo di accompagnamento del piano d'azione, insieme a rappresentanti dell'industria, delle organizzazioni di protezione dei consumatori e di tutela dell'ambiente, dei sindacati e a scienziati. I nanomateriali sono quindi disciplinati in funzione del loro utilizzo. L'elaborazione di una legge sulle nanotecnologie per il disciplinamento di una categoria di prodotti chimici implicherebbe numerose sovrapposizioni tra i testi normativi che ne renderebbero estremamente complessa l'applicazione, senza migliorare in alcun modo la sicurezza dei consumatori. Nel quadro del piano d'azione del Consiglio federale sono state individuate ed eliminate le lacune in ambito normativo. Durante il periodo 2015-2019 si prevede di esaminare in particolare l'attuazione dell'obbligo di notifica e di comunicazione per i nanomateriali. Le esigenze in materia di adeguamento della legislazione sono regolarmente valutate da un gruppo nazionale di esperti e dai rappresentanti di tutti gli ambienti interessati, il che consente anche di garantire una migliore compatibilità con la legislazione europea.</p><p>Le basi metodologiche necessarie alla valutazione dei pericoli e dei rischi relativi ai nanomateriali sono diverse a seconda del loro campo di applicazione. Attualmente questi materiali sono esaminati caso per caso nel quadro dei processi legislativi esistenti. Per il momento, tuttavia, mancano metodi di valutazione dei rischi standardizzati e armonizzati su scala internazionale. È proprio su questo punto che la Svizzera lavora intensamente, in particolare in seno all'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, all'Organizzazione internazionale per la normazione e nel quadro dei programmi di ricerca europei. Le ordinanze potranno essere adeguate e completate in modo mirato non appena saranno stati definiti e saranno disponibili standard appropriati.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.