<h2>SubmittedText<h2><p>Negli ultimi tempi sempre più persone si interessano alle criptovalute. Al momento ne esistono circa 1300, in Svizzera la più conosciuta è il bitcoin. Con l'emergere di queste nuove valute sorgono svariate domande, anche per il settore pubblico.</p><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale ritiene che sia necessario intervenire per introdurre una vigilanza sulle criptovalute?</p><p>2. Esistono rischi economici nel caso in cui le criptovalute raggiungano un certo volume? In caso affermativo, a partire da quale volume (ad es. una quota del denaro totale circolante)?</p><p>3. Esistono rischi economici qualora i tassi di cambio di tali valute dovessero subire fluttuazioni estreme?</p><p>4. Come si possono garantire la gestione della massa monetaria e la stabilità dei prezzi in Svizzera se si crea una moneta che non può essere gestita dalla Banca nazionale svizzera?</p><p>5. I redditi e i patrimoni in criptovalute sono tassati dalla Confederazione? Qualora non lo siano, il Consiglio federale intende creare le basi necessarie?</p><p>6. Vi sono nuovi rischi e/o problemi nella lotta contro il riciclaggio di denaro e il terrorismo?</p><p>7. La Confederazione riconoscerà in futuro le criptovalute come mezzo di pagamento?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Le prestazioni relative alle criptovalute sono sottoposte alla legislazione sul riciclaggio di denaro e dunque alla vigilanza pertinente. Le autorità competenti osservano con attenzione l'evoluzione di varie criptovalute e le loro basi concettuali. Allo stato attuale delle cose, il Consiglio federale non ritiene necessario introdurre un meccanismo supplementare di vigilanza su tali valute.</p><p>2./3. A causa della loro grande volatilità, le criptovalute attuali sembrano piuttosto avere le caratteristiche di un investimento speculativo che non di un mezzo di pagamento. La probabilità che esse, in Svizzera, diventino un mezzo di pagamento a breve o a medio termine è molto bassa. Il bitcoin, ad esempio, non sarà un'alternativa al franco. Nell'utilizzo come mezzo di pagamento è un prodotto di nicchia.</p><p>Come per tutti gli investimenti rischiosi, l'investitore si espone a una perdita di valore che dipende dalle fluttuazioni dei tassi di cambio. Il Consiglio federale condivide però l'opinione espressa nel dicembre 2017 dalla Banca nazionale svizzera (BNS), secondo cui, attualmente, le criptovalute non costituiscono un vero rischio per la stabilità finanziaria. Esse non rappresentano dunque alcun rischio per l'economia nazionale. Quest'ultima sarebbe invece in pericolo nell'ipotetica situazione in cui gli investitori si indebitassero in valute convenzionali per acquistare quantità importanti di criptovalute. Una caduta del cambio potrebbe allora determinare una situazione in cui i debiti nelle valute convenzionali non possono più essere estinti.</p><p>4. Le innovazioni introdotte dalle banche commerciali nel traffico scritturale dei pagamenti (e-banking, carte di credito e di debito ecc.) non costituiscono alcun pericolo per la stabilità dei prezzi. Tali innovazioni offrono già oggi ai clienti delle banche commerciali varie possibilità per effettuare trasferimenti elettronici di moneta scritturale. Oltre alla credibilità della BNS e alla stabilità del sistema finanziario, questa è una delle ragioni per cui le valute virtuali sono, almeno finora, soltanto un fenomeno marginale in Svizzera.</p><p>Considerata la loro scarsa diffusione, le valute virtuali non rappresentano alcun pericolo per la stabilità dei prezzi. Questo aspetto è importante poiché la BNS non può gestire la massa di monete virtuali, contrariamente alla massa di denaro della banca centrale e alla massa di moneta scritturale. La BNS non può perciò mantenere a un livello stabile il prezzo di un paniere in una valuta virtuale.</p><p>5. Il sistema fiscale svizzero è concepito in maniera tale da tassare in linea di principio la totalità dei proventi unici e periodici. Dunque, anche i redditi provenienti dalle criptovalute sono tassati. Fanno eccezione gli utili in capitale conseguiti nella realizzazione di sostanza privata, che sono esenti da imposta. L'eccezione riguarda anche l'alienazione di criptovalute nella sostanza privata. L'imposta sulla sostanza è riscossa dai Cantoni e non dalla Confederazione. Tale imposta riguarda la sostanza netta. La sostanza imponibile comprende soprattutto i beni mobili (ad es. denaro contante, titoli, averi bancari, automobili e crediti) e immobili (ad es. fondi). La sostanza in criptovaluta rappresenta un diritto monetizzabile su un bene sottoposto anch'esso all'imposta sulla sostanza.</p><p>6. Secondo il rapporto redatto nel 2014 dal Consiglio federale sulle valute virtuali in risposta ai postulati Schwaab 13.3687 e Weibel 13.4070, che contiene anche un'analisi delle tipologie di rischio, un problema fondamentale delle valute virtuali è la confisca dei valori patrimoniali da parte delle autorità di perseguimento penale. Il rapporto menziona poi il problema dell'anonimato. Inoltre, rimangono da chiarire alcune questioni, come quella dell'applicabilità e dell'adeguatezza della regolamentazione esistente, soprattutto nel settore dei mercati finanziari. I lavori in proposito saranno eseguiti ad esempio in seno al gruppo di lavoro menzionato dal Consiglio federale nel suo parere sulla mozione Béglé 17.3818 e posto sotto l'egida del Dipartimento federale delle finanze. Il gruppo di lavoro verificherà, fra l'altro, se nel campo della lotta contro il riciclaggio di denaro e il terrorismo è necessario agire a livello legislativo e, in caso affermativo, in quale misura.</p><p>7. La Confederazione non è intenzionata a riconoscere le criptovalute come mezzi di pagamento legali. Di comune accordo, i partner di una transazione possono tuttavia eseguire pagamenti in altre valute (ad es. un ristorante svizzero che accetta gli euro o l'ufficio del registro di commercio del Cantone di Zugo che accetta i bitcoin e gli ether come mezzo di pagamento).</p>  Risposta del Consiglio federale.