<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di rielaborare il prossimo messaggio concernente la cooperazione internazionale 2017-2020 in modo che le sfide legate all'attuale problematica dei profughi vengano adeguatamente considerate nel quadro della cooperazione allo sviluppo tenendo conto delle risorse disponibili.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Le attuali crisi umanitarie e i flussi di profughi preoccupano fortemente il Consiglio federale. L'aiuto di emergenza è indispensabile. Il 18 settembre 2015 il Consiglio federale ha quindi deciso di devolvere entro la fine del 2015 e nel 2016 altri 70 milioni di franchi per aiutare direttamente sul posto le persone colpite dalle crisi in Siria, Iraq e Corno d'Africa. 30 di questi milioni sono mezzi supplementari richiesti tramite un credito aggiuntivo con anticipazione. Questi fondi supplementari sono fra l'altro destinati a migliorare le condizioni nei campi profughi e nei Paesi ospitanti (in particolare Libano e Giordania), ad aiutare i profughi affinché evitino i rischi di un'ulteriore migrazione e a contribuire a una soluzione politica del conflitto. Nel mese di ottobre 2015 sono già stati stanziati 49 dei 70 milioni di franchi in favore di organizzazioni internazionali, quali il CICR, l'Alto commissariato dell'ONU per i rifugiati e il programma alimentare mondiale, i cui programmi nel Vicino Oriente e nel Corno d'Africa evidenziano un finanziamento insufficiente. Questi contributi vanno ad aggiungersi ai 178 milioni di franchi che la Svizzera ha stanziato dallo scoppio della crisi nel 2011 per gli aiuti in Siria e nei Paesi confinanti nonché ai 20 milioni di franchi dallo scoppio della crisi in Iraq.</p><p>Il messaggio relativo alla cooperazione internazionale 2017-2020 è in fase di elaborazione e sarà sottoposto all'approvazione del Consiglio federale entro febbraio 2016. A fronte dell'incremento del numero delle crisi e del loro acutizzarsi, per il prossimo periodo del messaggio si prevede di porre l'accento dell'Aiuto umanitario della Svizzera maggiormente sull'aiuto di emergenza. Oltre agli aiuti a breve termine non si può assolutamente trascurare nemmeno l'impegno a medio e lungo termine della cooperazione svizzera. La crisi migratoria è frutto delle crisi che sconvolgono i Paesi di provenienza dei migranti, dove regnano conflitti, violazioni dei diritti umani, povertà e mancanza di prospettive. Il progetto di messaggio 2017-2020 tiene conto sia di questi fattori sia degli sviluppi del contesto internazionale, in particolare dell'elevato numero e della gravità delle crisi. Ad esempio è previsto il rafforzamento della cooperazione internazionale nei Paesi dell'Africa sub-sahariana, in Nord Africa e nel Vicino Oriente.</p><p>Le misure volte a promuovere la pace e la sicurezza umana saranno già parte integrante del messaggio 2017-2020 e rafforzeranno così le sinergie tra gli strumenti della cooperazione internazionale per un forte impegno della Svizzera, in particolare in contesti fragili. Nelle regioni colpite da conflitti di lunga durata le attività umanitarie, la promozione della pace e la cooperazione allo sviluppo saranno realizzate in modo coordinato. La cooperazione internazionale dovrà assolutamente essere orientata al lungo termine come finora, anche se sarà confrontata con restrizioni budgetarie dei crediti. Sarà così in grado di contribuire alla riduzione delle cause dei conflitti - quali esclusione sociale e politica, carenza di opportunità economiche o assenza dello Stato di diritto - e offrire in tal modo nuove prospettive alla popolazione coinvolta.</p><p>La problematica sollevata nella mozione è già tenuta in debita considerazione nel disegno di messaggio sulla cooperazione internazionale 2017-2020.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.