<!DOCTYPE html> <html lang="it"><head><meta charset="utf-8"/></head><body><div class="Section1"> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td colspan="2" valign="top"> <p class="MsoNormal"> </p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><img alt="" height="5" src="http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&amp;WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&amp;WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&amp;OmnisLibrary=JURISWEB&amp;OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&amp;OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&amp;Parametername=WWWTI&amp;Schema=TI_WEB&amp;Source=&amp;Aufruf=getImage&amp;nF38_KEY=4299" width="3"/></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><img alt="" height="24" src="http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&amp;WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&amp;WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&amp;OmnisLibrary=JURISWEB&amp;OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&amp;OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&amp;Parametername=WWWTI&amp;Schema=TI_WEB&amp;Source=&amp;Aufruf=getImage&amp;nF38_KEY=4300" width="21"/></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"> </p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Incarto n.<br/> </span><a id="IN_NUMERO">12.98.00223</a></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><a id="ID_LUOGO"><span>Lugano</span></a></p> <p class="MsoNormal"><a id="IN_DATA_DECISIONE">2 aprile 1999</a>/fb</p> <p class="MsoNormal"> </p> </td> <td colspan="3" valign="top"> <p class="MsoNormal">In nome<br/> della Repubblica e Cantone<br/> del Ticino</p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> <tr> <td colspan="6" valign="top"> <p class="MsoNormal"><a id="IN_ISTANZA_SPEC"><b><span>La seconda Camera civile del Tribunale d'appello</span></b></a></p> </td> </tr> <tr> <td colspan="6" valign="top"> <p class="MsoNormal"> </p> </td> </tr> <tr> <td colspan="6" valign="top"> <p class="MsoNormal"> </p> </td> </tr> <tr> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>composta dei giudici:</span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Cocchi, presidente <br/> Chiesa e Zali</span></p> </td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>segretario:</span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Petrini</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>sedente per statuire nella causa -</span><span>inc. no. OA.94.01226 (già 1263)</span><span> della Pretura del distretto di Lugano, Sezione 3- promossa con petizione 30 settembre 1991 da</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span> </span></b></p> </td> <td colspan="2" valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span>__________</span></b></p> <p class="MsoNormal"><span>rappr. dall’avv. __________ </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> </tr> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>contro</span></p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span>__________</span></b><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>rappr. dall’avv. __________ </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> </tr> </table> <p class="R1">con cui l’attore ha chiesto la condanna della convenuta al pagamento di fr. 194’929.- più interessi (pretesa derivante da un contratto di lavoro);</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1">domanda avversata dalla convenuta, che si è opposta alla petizione, e in via riconvenzionale ha chiesto la condanna della controparte al pagamento di fr. 106’000.- oltre interessi, richiesta quest’ultima abbandonata in sede conclusionale;</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1">atteso che il Pretore, con sentenza 24 settembre 1998, ha respinto la petizione;</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1">appellante l’attore, che con atto di appello 15 ottobre 1998 chiede la riforma del querelato giudizio nel senso di accogliere integralmente la petizione, con protesta di spese e ripetibili di entrambe le sedi;</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1">mentre la convenuta con osservazioni 21 dicembre 1998 ha postulato la reiezione del gravame, protestando spese e ripetibili;</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1">letti ed esaminati gli atti ed i documenti prodotti,</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1">Ritenuto</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"><b>in fatto</b></p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> <b>A.</b> Con contratto 8/15 maggio 1990 __________ è stato assunto dalla __________ quale decano del College di __________ per l’anno accademico 1990-1991 e meglio dal 1° agosto 1990 al 31 luglio 1991: in base agli accordi, in assenza di una disdetta di una delle parti entro il 31 gennaio 1991 il contratto si sarebbe rinnovato tacitamente di un anno (doc. A).</p> <p class="R1"> L’11 luglio 1991 la fondazione ha comunicato al decano di accettare le dimissioni da lui inoltrate con lettera 13 giugno (doc. E) e di considerare terminato il rapporto contrattuale con effetto immediato.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> <b>B.</b> Con la petizione in rassegna __________ contesta di aver rassegnato le dimissioni e chiede, ritenendo piuttosto di essere stato oggetto di un licenziamento in tronco, la condanna della __________ a rifondergli complessivi fr. 194’929.- e meglio il salario fino al 31 luglio 1992 (fr. 110’000.-), l’assicurazione malattia compresa nel contratto (fr. 2’000.-), gli assegni familiari (fr. 1’932.-), le spese di viaggio (fr. 6’688.-), le spese per ricerca nuovo lavoro (fr. 1’500.-), il sussidio trasloco (fr. 7’500.-), le spese per immatricolazione auto (fr. 1’976.-), il salario di agosto 1991 (fr. 8’333.-) nonché un’indennità per licenziamento ingiustificato (fr. 55’000.-).</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> <b>C.</b> La convenuta si è opposta alla petizione, contestando di aver licenziato in tronco l’attore, anche se nell’occasione un tale provvedimento sarebbe stato senz’altro giustificato; essa rileva per contro di aver semplicemente accettato l’offerta di dimissioni presentata dall’attore con la lettera 13 giugno 1991 (doc. E).</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> <b>D.</b> Con la sentenza impugnata il Pretore ha respinto la petizione, ritenendo in sostanza che la lettera di cui al doc. E andava effettivamente interpretata, visto il suo chiaro tenore, quale offerta di dimissioni; indipendentemente da ciò, vi era comunque da chiedersi se in concreto non fossero dati i presupposti per un licenziamento per motivi gravi.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> <b>E.</b> Con l’appello l’attrice chiede la riforma del querelato giudizio nel senso di accogliere integralmente la petizione.</p> <p class="R1"> A suo giudizio, una corretta lettura degli atti di causa avrebbe permesso di evidenziare che l’attore non era affatto intenzionato a lasciare anticipatamente il __________ e che nella lettera di cui al doc. E non si poteva ravvisare un’offerta di dimissioni, tanto più che nell’occasione non risultava una chiara, univoca, inequivocabile volontà di dare disdetta; contrariamente a quanto ritenuto dal Pretore, non vi era inoltre alcun valido motivo che potesse eventualmente giustificare un suo licenziamento immediato.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> <b>F.</b> Delle osservazioni con cui la convenuta postula la reiezione del gravame si dirà, se necessario, nei successivi considerandi.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1">Considerando</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"><b>in diritto</b></p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> <b>1. </b>L’appellante afferma innanzitutto che una corretta interpretazione degli atti di causa avrebbe senz’altro permesso di accertare -contrariamente a quanto ritenuto dal giudice di prime cure- che la lettera di cui al doc. E in realtà non costituiva un’offerta di dimissioni da parte sua.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"><b> 1.1 </b>Per l’art. 1 CO un contratto non è perfetto se non quando i contraenti abbiano concordemente manifestato, in modo espresso oppure tacito, la loro reciproca volontà; mentre, secondo l’art. 18 cpv. 1 CO, un contratto va interpretato, sia per la forma che per il contenuto, indagando sulla vera e concorde volontà dei contraenti.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> Quando la concordanza delle volontà delle parti non è evidente, le disposizioni contrattuali sono da interpretare in base al principio dell’affidamento, per il quale è determinante il senso che, secondo le regole della buona fede, ogni contraente poteva e doveva ragionevolmente dare alle dichiarazioni di volontà dell’altro (<b>DTF</b> 119 II 451, 118 II 132). Ne consegue, in particolare, che se il destinatario di una dichiarazione scritta la interpreta erroneamente perché non la esamina nel dovuto modo o omette di considerare particolari che non avrebbero dovuto sfuggirgli, egli non può avvalersi di tale negligenza e la dichiarazione vale per come avrebbe dovuto essere ragionevolmente intesa (<b>DTF</b> 111 II 457; <b>Von Tuhr/Peter</b>, Allgemeiner Teil des Schweizerischen Obligationenrechts, 3. ed., Zurigo 1974, vol. 1, p. 290).</p> <p class="R1"> Se, applicando questo principio, il giudice può dare un senso chiaro e conferire un effetto giuridico alle dichiarazioni di volontà, un’interpretazione più approfondita è superflua (<b>DTF</b> 119 II 372, 111 II 287; <b>IICCA</b> 4 maggio 1994 in re B./Q., 20 marzo 1995 in re R./W.).</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> In caso contrario, occorre esaminare, sempre alla luce del medesimo principio, tutte le circostanze relative alla conclusione del contratto (<b>DTF</b> 113 II 51). In quest’ambito, sono in particolare da considerare lo scopo del contratto, avuto riguardo agli interessi delle parti al momento della stipula (<b>DTF</b> 100 II 155; <b>Jäggi/Gauch</b>, Zürcher Kommentar, n. 362, 363, 370 e segg. ad art. 18 CO; <b>Kramer/Schmidlin</b>, Berner Kommentar, n. 35 ad art. 18 CO), le loro condizioni personali, specie l’attività professionale, le conoscenze e l’esperienza (<b>DTF</b> 118 Ia 297; <b>Jäggi/Gauch</b>, op. cit., n. 364 ad art. 18 CO e rif.), se del caso i preliminari della contrattazione e anche il comportamento successivo dei contraenti (<b>ICCA</b> 22 giugno 1988 in re H. e llcc./B.; <b>Jäggi/Gauch</b>, op. cit., n. 357 e segg. ad art. 18 CO) ed in particolare il tipo di adempimento effettuato (<b>IICCA</b> 29 settembre 1993 in re F.M./S. SA; <b>Kramer/Schmidlin</b>, op. cit., n. 28 ad art. 18 CO), il quale permette di risalire alla reale volontà delle parti al momento della stipulazione (<b>DTF </b>107 II 417; <b>IICCA</b> 20 marzo 1995 in re R./W., 24 luglio 1996 in re T. SA/R.B. SA, 12 agosto 1996 in re G. SA/R. SA).</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"><b> 1.2</b> In realtà il tenore letterale della lettera doc. E (tradotta al doc. 5) è estremamente chiaro e non può lasciare adito ad incertezze.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> Con lo scritto in questione, indirizzato a __________, presidente del Consiglio direttivo del __________ che fiancheggia l’attività della convenuta negli __________ - l’attore ha innanzitutto ricordato di aver già in precedenza (l’8 aprile, cfr. doc. C) consegnato una lettera al presidente degli affari accademici __________, nella quale egli annunciava la sua decisione di rimanere al __________ al massimo per un anno ancora, fino a giugno 1992, a meno che la situazione non si fosse deteriorata; egli si diffonde in seguito sui motivi che hanno recentemente reso “intollerabile” la convivenza con il presidente __________ e comunica infine di essere “giunto alla conclusione che preferisco di non continuare come vice presidente per affari accademici e decano per l’anno 1991-1992” rispettivamente che “non posso continuare in una posizione di responsabilità nelle circostanze attuali e non posso neanche credere che Lei voglia che io continui in tali circostanze”: per tutti questi motivi, egli si vede costretto “a ritornare il mio contratto non firmato e a pregare il Consiglio di essere rilasciato in una data conveniente per ambedue le parti”, ribadendo ancora più in avanti di non poter riconsiderare “la mia decisione di partire” e di non poter né voler esprimere sulla carta i seri motivi etici che lo “inducono a richiedere il rilascio anticipato”.</p> <p class="R1"> Non vi è dubbio sul fatto che le dimissioni, così offerte, avrebbero dovuto diventare effettive al più presto -egli stesso ritiene opportuno per tutti che “sig. __________ ed io ci dividiamo presto”- e meglio prima dell’inizio dell’anno accademico 1991-1992: l’attore ha in effetti specificato di non voler “continuare come vice presidente per affari accademici e decano per l’anno 1991-1992”, né di non voler “soffrire un altro anno di memo-boxing con __________”, ed ha significativamente concluso la missiva dicendo di “essere grato se Lei potesse informarmi sulla sua decisione per quello che concerne la terminazione del contratto al più presto possibile”.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> <b>1.3</b> Nemmeno le testimonianze agli atti -per altro superflue, visto il chiarissimo tenore della lettera di cui al doc. E- permettono di darne una diversa interpretazione.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> Il teste __________, come correttamente evidenziato dal Pretore, ha tentato di distogliere l’attore dallo spedire quella lettera, facendogli intendere senza mezzi termini che la stessa sarebbe stata considerata quale “autolicenziamento”; il teste __________ a sua volta, ha confermato come lo scritto fosse stato inteso dai membri del Consiglio quale lettera di dimissioni. Neppure la testimonianza __________ evocata dall’appellante, gli è in definitiva favorevole: il teste, pur ritenendo a titolo personale che lo scritto in questione aveva lo scopo di spingere il Consiglio a prendere una decisione in merito al presidente __________ che non si trattava perciò di una lettera di dimissioni, ha tuttavia dovuto ammettere che “ne aveva la forma” e che “una minaccia delle dimissioni ... pure c’era nella lettera”.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> Per stabilire il significato della lettera, non è per conto necessario né utile conoscere quali fossero a quel momento le reali intenzioni dell’attore, ovvero se egli fosse effettivamente intenzionato a rimanere nel College ancora per un anno: nella misura in cui tale intenzione non risulta da quello scritto, la circostanza è infatti ampiamente irrilevante.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> <b>2.</b> Dovendosi con ciò ravvisare nello scritto di cui al doc. E un’offerta di dimissioni ed essendo pacificamente assodato che l’offerta è stata accettata sia dal Consiglio americano (doc. I), sia dal Consiglio svizzero della convenuta (doc. O), è chiaro che in applicazione dell’art. 115 CO il contratto tra le parti è stato sciolto consensualmente, quest’ultima norma di legge non esigendo che l’accordo di scioglimento sia sottoposto ad una forma particolare, anche se quest’ultima -come nella fattispecie- era stata concordata nel contratto (doc. A).</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> <b>3.</b> In assenza di una qualsiasi disdetta del contratto, non torna infine conto chinarsi sulla questione, sollevata dall’appellante, a sapere se la stessa fosse chiara, univoca e inequivocabile.</p> <p class="R1"> Parimenti ininfluente per l’esito della causa è poi il quesito, lasciato per altro indeciso dal primo giudice, se le circostanze del caso non avrebbero eventualmente consentito alla convenuta di significare un licenziamento immediato per motivi gravi. </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> <b>4.</b> Ne discende la reiezione del gravame, manifestamente infondato ed al limite del temerario.</p> <p class="R1"> La tassa di giustizia, le spese e le ripetibili seguono la soccombenza (art. 148 CPC).</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1">Per i quali motivi,</p> <p class="R1">richiamati gli art. 148 CPC e la TG</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"><b>dichiara e pronuncia</b></p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"><b> I. </b>L’appello 15 ottobre 1998 di __________ <b>è respinto. </b></p> <p class="R1"><b> </b></p> <p class="R1"><b> </b></p> <p class="R1"><b> </b></p> <p class="R1"><b> </b></p> <p class="R1"><b> </b></p> <p class="R1"><b> II. </b>Le spese della procedura d’appello consistenti in:</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> a) tassa di giustizia fr. 3’450.-</p> <p class="R1"> b) spese fr. 50.-</p> <p class="R1"> Totale fr. 3’500.-</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> da anticiparsi dall’appellante, restano a suo carico con l’obbligo di rifondere alla parte appellata fr. 7’000.- per ripetibili.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"><b> III. </b>Intimazione a: - __________</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="MsoNormal"><b><span>Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello</span></b></p> <p class="MsoNormal"><span>Il presidente Il segretario</span></p> </div></body></html>