<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di presentare un rapporto che risponda alle domande seguenti. </p><p>1. La direttiva sulla cittadinanza dell'Unione, in vigore dal 30 aprile 2006, mira a introdurre una cittadinanza dell'Unione per i cittadini degli Stati membri dell'UE al posto delle attuali cittadinanze nazionali?</p><p>2. Nell'ambito dell'obbligo di trasposizione dell'acquis comunitario previsto dagli accordi bilaterali e in particolare dall'accordo sulla libera circolazione, una tale direttiva sulla cittadinanza dell'Unione sarà ripresa automaticamente dalla Svizzera?</p><p>3. In caso affermativo, ciò significa che un giorno anche la cittadinanza svizzera sarà sostituita da quella dell'Unione in caso di rinnovo dell'accordo sulla libera circolazione delle persone dopo il 2009?</p><p>4. In caso negativo, come intende il Consiglio federale evitare alla Svizzera di dover riprendere, in tale ambito, l'acquis comunitario nel caso della direttiva sulla cittadinanza dell'Unione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La direttiva 2004/38/CE del 29 aprile 2004 disciplina la circolazione, in particolare l'entrata, il soggiorno e l'allontanamento, dei cittadini dell'Unione europea (UE) fra gli Stati membri. Lo statuto del cittadino europeo che soggiorna in un altro Stato membro è così ravvicinato a quello di un indigeno.</p><p>La nozione di cittadinanza europea è stata introdotta nell'UE con il trattato di Maastricht. È cittadino dell'Unione chiunque possiede la cittadinanza di uno Stato membro. La cittadinanza dell'Unione costituisce un complemento alla cittadinanza nazionale ma non la sostituisce. L'acquisto o la perdita della cittadinanza di uno Stato membro rientra nella competenza individuale di ciascun Paese membro. Pertanto per determinare se una persona possiede la cittadinanza di un Paese, continua a far stato unicamente il diritto nazionale dello Stato in questione.</p><p>2. La Svizzera non è membro dell'Unione europea e quindi non è vincolata dalla nozione di cittadinanza dell'Unione. La cittadinanza europea non fa parte dell'acquis comunitario ripreso nell'ambito dell'accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC). La nozione di cittadinanza e le relative conseguenze non sono pertanto applicabili alla Svizzera e ai suoi cittadini.</p><p>L'ALC non sancisce alcun obbligo per la Svizzera di riprendere nuovi atti giuridici (nuovo diritto comunitario). L'articolo 17 ALC prevede unicamente uno scambio di opinioni in seno al comitato misto sulle implicazioni di uno sviluppo della legislazione delle parti contraenti per il funzionamento dell'ALC. </p><p>3./4. La direttiva 2004/38/CE migliora soprattutto il diritto di soggiorno dei cittadini dell'UE semplificandone le condizioni e le formalità (p. es. sostituzione della carta di soggiorno con un semplice attestato), rafforza i diritti dei familiari (p. es. estendendo al partner registrato il diritto al ricongiungimento familiare), introduce un diritto di soggiorno permanente e precisa le condizioni di un allontanamento per motivi di ordine pubblico, di pubblica sicurezza e di salute pubblica. </p><p>L'ALC disciplina unicamente la libera circolazione delle persone in senso stretto, ossia nel senso classico delle quattro libertà del mercato interno.</p><p>Proponiamo di respingere il postulato poiché parte dall'idea infondata secondo cui la Svizzera sarebbe tenuta a riprendere il diritto comunitario come pure la direttiva 2004/38/CE; come indicato in precedenza, non esiste alcun obbligo di trasposizione. Anche un'eventuale trasposizione futura della direttiva da parte della Svizzera non comporterebbe la sostituzione della cittadinanza svizzera con quella dell'Unione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.