<h2>SubmittedText<h2><p>Dalla presentazione del rapporto conclusivo sulle basi di una politica della sicurezza stradale, nell'estate del 2002, sono state proposte e adottate diverse misure.</p><p>Le caratteristiche di determinate misure e il modo in cui sono applicate dai cantoni rafforzano i dubbi, da tempo presenti, riguardo alla sincerità della politica del traffico attuata dalla Confederazione. Le proposte di installare tachigrafi e di vietare l'uso di strumenti di comunicazione mobile sono state abbandonate dopo che si era formato un fronte di opposizione. Altre proposte, come permettere alle biciclette e ai ciclomotori di viaggiare affiancati nelle zone d'incontro e nelle zone con limite di 30 chilometri all'ora, oppure il fatto che le carrozzelle per invalidi possano accedere alle superfici di traffico aperte a tutti i veicoli, non sono evidentemente atte ad aumentare la sicurezza della circolazione stradale. La pretesa, infine, di infliggere multe diverse a automobilisti e ciclisti per le medesime infrazioni si basa su considerazioni di evidente carattere ideologico più che su dati di fatto oggettivi.</p><p>Nel contempo si registra un massiccio aumento, presso i cantoni, degli introiti derivanti dalle multe. Finora non esistono prove che le misure siano effettivamente adottate laddove è messa in pericolo la sicurezza stradale. Considerato l'incremento dell'attività repressiva della polizia verso la fine dell'anno, si insinua piuttosto il sospetto che lo scopo sia il raggiungimento degli obiettivi budgetari e non tanto la riduzione del numero di vittime della strada.</p><p>Tutto ciò non favorisce certo la comprensione da parte della popolazione. Vi è piuttosto da temere che una politica del traffico sbagliata porti ad un cambiamento di mentalità in senso negativo. Le multe non saranno più considerate sanzioni per un comportamento sbagliato, quanto piuttosto inevitabili balzelli. Il rispetto delle norme della circolazione viene così intenzionalmente scalzato e indebolito.</p><p>In considerazione del crescente clima di scontentezza, si invita il Consiglio federale a prendere urgentemente posizione sulle seguenti domande:</p><p>1. Può confermare che tutte le misure proposte, senza eccezione, sono atte ad aumentare la sicurezza stradale? Con le misure proposte per aumentare la sicurezza stradale, il Consiglio federale persegue anche altri obiettivi di politica dei trasporti?</p><p>2. È anch'esso dell'opinione che i cantoni abusano delle misure di politica della sicurezza stradale, utilizzandole ad altri fini? Che cosa intende fare per contrastare questa tendenza?</p><p>3. È consapevole del fatto che gli abusi nell'applicazione delle misure non fanno che ridurre l'attitudine al rispetto delle leggi da parte dei cittadini, soprattutto nell'ambito della circolazione stradale?</p><p>4. Prevede altre misure per incrementare la sicurezza stradale, per esempio indicatori della velocità senza attribuzione di multe?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il 23 novembre 2005, il Consiglio federale ha preso atto del programma d'azione e si è prefisso di ridurre in modo significativo il numero dei morti e dei feriti sulle strade. Ha incaricato il DATEC di presentargli diverse varianti attuative corredate di priorità, valutazione dei costi e soluzioni alternative. Le misure elaborate nel quadro di un processo partecipativo in cui sono coinvolti circa 80 rappresentanti di organizzazioni specializzate, associazioni, gruppi d'interesse, autorità cantonali e comunali, economia e politica, vengono ponderate in base all'efficacia e al dispendio in termini di tempo e di costi. In merito alle singole domande il Consiglio federale prende posizione per come segue:</p><p>1. Delle oltre cento misure inizialmente previste sono state riprese nel programma d'azione soltanto quelle che, presentando un buon rapporto costo-benefici, possono contribuire ad aumentare la sicurezza stradale. Con esse non si vuole perseguire alcun altro scopo.</p><p>2. Il Consiglio federale non ritiene che i cantoni abusino delle misure di politica della sicurezza stradale per fini diversi da quelli previsti. Per questo motivo non reputa necessario intervenire.</p><p>3. Come illustrato nella risposta alla domanda 2, il Consiglio federale non ritiene che sussista il rischio di attuazione illegittima della politica della sicurezza stradale. Se fosse necessario, interverrebbe presso i cantoni.</p><p>4. Il pacchetto di misure di Via sicura si suddivide in dieci campi d'intervento. Uno dei campi d'intervento concerne la "sensibilizzazione e l'educazione"; in esso rientra l'allestimento di apparecchiature per la misurazione della velocità a scopo d'informazione (senza sanzioni penali). Il Consiglio federale ha da poco preso atto del programma d'azione e non ha ancora deliberato alcuna misura. Ha incaricato il DATEC di presentargli varianti attuative corredate di priorità, valutazione dei costi e soluzioni alternative. Le misure del programma d'azione che sono già state valutate continueranno ad essere applicate. Il progresso tecnico e le conoscenze scientifiche sono monitorati di continuo e se risultano idonei al raggiungimento dell'obiettivo, vengono presi in considerazione dal progetto.</p>  Risposta del Consiglio federale.