<h2>SubmittedText<h2><p>Nel 2018 l'OCSE ha introdotto un nuovo indicatore di politica di inclusione e responsabilizzazione delle persone con disabilità, in modo da capire quanto si tenga conto di queste persone nella cooperazione allo sviluppo e nell'aiuto umanitario. La DSC ha utilizzato per la prima volta questo "disability marker" per alcuni progetti nel 2018 e nel 2019.</p><p>I primi dati del 2019 dell'indicatore di politica del Comitato di aiuto allo sviluppo (CAS) dell'OCSE mostrano che solo il 3 per cento di tutti i progetti umanitari e di sviluppo svizzeri puntava a tenere in considerazione le persone con disabilità in modo equo. Inoltre, l'inclusione di queste persone è stata verificata solo nel 13 per cento di tutti i progetti svizzeri, vale a dire in cui è stato utilizzato l'indicatore. A titolo di confronto, nel 2019 il marker di genere è stato invece impiegato in quasi il 100 per cento dei progetti. L'utilizzo dell'indicatore in tutti i progetti e la garanzia della qualità della sua applicazione sono di estrema importanza per assicurare l'inclusività della cooperazione allo sviluppo svizzera, conformemente alla Convenzione sui diritti delle persone con disabilità dell'ONU.</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>- In che modo la Svizzera assicura la qualità dell'applicazione del "disability marker" dell'OCSE? </p><p>-Cosa vuole fare la Svizzera per aumentare i progetti in cui viene utilizzato questo indicatore?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Strategia di cooperazione internazionale (CI) 2021-2024 tiene esplicitamente conto anche delle persone con disabilità. Per ulteriori dettagli, il Consiglio federale rimanda alla sua risposta del 24 febbraio 2021 all'interpellanza 20.4413 Streiff-Feller "Coinvolgimento paritario delle persone con disabilità nelle misure anti-Covid della DSC" e a quella del 25 agosto 2021 all'interpellanza 21.3753 Roth "Attuazione delle raccomandazioni del Comitato per i diritti delle persone con disabilità nella cooperazione internazionale".</p><p>Dal 2019 la Svizzera raccoglie e comunica i dati sul "disability marker". Oltre ai dati della DSC, vengono raccolti anche quelli degli altri uffici federali attivi nell'ambito della CI svizzera nonché i dati dei Cantoni e dei Comuni e quelli dell'aiuto privato delle ONG.</p><p>In tutti i nuovi progetti della DSC è obbligatorio inserire un valore per questo indicatore di politica, introdotto di recente. Per tale motivo la DSC forma regolarmente il personale competente al fine di garantire la qualità dei dati. Come per ogni nuovo indicatore di politica, sono necessari alcuni anni per raggiungere una mappatura più estesa, visto che l'utilizzo degli indicatori nei progetti non è retroattivo. Il marker di genere menzionato a titolo di confronto è stato introdotto nel 1997 e nel corso degli anni la qualità e la copertura dei dati sono gradualmente migliorate, cosa che dovrebbe accadere anche con il "disability marker".</p><p>Le regole per l'assegnazione dei marker nelle statistiche internazionali seguono criteri rigorosi e chiari. Servono a identificare i progetti che contribuiscono principalmente o significativamente a un obiettivo specifico. A prescindere dalle attività che riguardano principalmente o significativamente la disabilità, nei suoi progetti la DSC segue il principio del "non lasciare indietro nessuno" (Leave No One Behind, LNOB). Questo assicura l'inclusione dei gruppi di popolazione più vulnerabili, comprese le persone con disabilità.</p>  Risposta del Consiglio federale.