<h2>SubmittedText<h2><p>L'attuazione degli accordi di Parigi vedrà l'introduzione di obiettivi specifici per settore volti a ridurre le emissioni di CO2. Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Prevede di coordinare i vari livelli istituzionali e privati per garantire un'attuazione non discriminatoria di questi obiettivi?</p><p>2. Come intende evitare la concorrenza sleale con i prodotti importati?</p><p>3. Prevede, per esempio, una dichiarazione obbligatoria dell'impronta energetica sui prodotti importati (etichetta energetica)?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. L'Accordo di Parigi consente alle Parti di decidere come raggiungere i loro obiettivi di riduzione. Con la legge sul CO2, la Svizzera attua il suo impegno internazionale di dimezzare entro il 2030 le emissioni di gas serra rispetto al 1990. La legge consente al Consiglio federale di stabilire obiettivi settoriali intermedi. Nel determinarli, il Consiglio federale continuerà, come finora, a orientarsi al progresso tecnologico e al potenziale di riduzione che può essere realizzato nei singoli settori adottando misure adeguate. In tal ambito si prevede anche un'equa distribuzione degli oneri fra i diversi attori pubblici e privati.</p><p>2. Per attenuare eventuali svantaggi competitivi a carico dei produttori svizzeri dovuti all'adozione della tassa sul CO2 applicata ai combustibili, la legge prevede la possibilità di esentarli dalla tassa, purché si impegnino in cambio a ridurre le emissioni di CO2 nelle loro aziende. In tal ambito si chiede loro di adottare solo misure di natura economica i cui costi si ammortizzano entro pochi anni grazie all'aumento dell'efficienza ottenuto. Le aziende più importanti sono coinvolte nello scambio di emissioni, che dal 2020 è collegato con quello dell'UE e funziona secondo le stesse regole per garantire sul mercato una competitività in condizioni eque.</p><p>3. Le etichette energetiche sono ora obbligatorie per determinati impianti, veicoli ed elettrodomestici fabbricati in serie. Esse riguardano il consumo di energia come pure le emissioni di CO2 generate dall'utilizzo dei veicoli, ma non l'energia utilizzata nella fabbricazione o i gas serra emessi. Vista la complessità della raccolta meticolosa di questi dati lungo l'intera catena di valore, il Consiglio federale non prevede nel prossimo futuro di ampliare l'applicazione dell'etichetta energetica.</p>  Risposta del Consiglio federale.