<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di sottoporre al Parlamento una modifica del Codice penale affinché sia impiantato un chip elettronico alle persone condannate con sentenza passata in giudicato per assassinio, omicidio, violenza carnale, atti sessuali con minori o per qualsiasi altro reato ritenuto grave dal Consiglio federale.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La mozione parte dal principio che le persone condannate per crimini o delitti gravi - anche se hanno scontato la pena e sono state rimesse in libertà - continuano a rappresentare un pericolo per la collettività. Ciò non dovrebbe tuttavia essere il caso se le autorità competenti applicono correttamente il Codice penale, che impone - al momento della condanna o durante l'esecuzione di una pena privativa della libertà - di disporre un trattamento terapeutico stazionario o un internamento dal quale non è possibile liberarle condizionalmente fintantoché sono pericolose. Se invece ne è stata disposta la liberazione e hanno superato il periodo di prova vincolato a istruzioni e a un'assistenza riabilitativa senza che sia stato necessario prolungare tale periodo, le autorità competenti possono presumere che tali persone non rappresentino più un pericolo per la collettività.</p><p>Da quanto precede risulta che misure di accompagnamento o di sorveglianza sono possibili soltanto nei confronti di condannati liberati condizionalmente sulla base di una prognosi favorevole. Le misure principali previste dal Codice penale sono l'assistenza riabilitativa e le norme di condotta; a seconda delle circostanze può essere disposta anche un'interdizione dell'esercizio di una professione. A queste misure di accompagnamento contemplate dal diritto vigente dovrebbero aggiungersi quelle previste dal disegno di attuazione della mozione Sommaruga Carlo 08.3373, "Rafforzare il diritto penale per prevenire la pedocriminalità e altri reati", ossia l'interdizione di esercitare un'attività e il divieto di avere contatti e di accedere ad aree determinate (FF 2012 7827), nonché quella prevista dalla modifica del regime sanzionatorio (FF 2012 4217), ossia la sorveglianza elettronica (o electronic monitoring, EM). L'EM, che più si avvicina all'impianto di un chip elettronico, è attualmente testato in sette cantoni, che possono fare eseguire sotto sorveglianza elettronica le pene detentive da venti giorni a dodici mesi. Possono parimenti utilizzare questa soluzione come fase supplementare dell'esecuzione progressiva della pena, per un periodo da uno a dodici mesi, per persone condannate a una pena detentiva lunga che beneficeranno di una liberazione condizionale.</p><p>In tale contesto ci si può interrogare sul plusvalore apportato dall'impianto di un chip elettronico alle persone scarcerate. La mozione non si pronuncia in merito alle modalità di applicazione (sorveglianza permanente con l'allestimento di una cellula d'intervento? semplice registrazione degli spostamenti? durata dell'impianto?) e si limita a evocare il suo eventuale effetto preventivo. A parere del Consiglio federale, un effetto preventivo può essere garantito soltanto con un'applicazione rigorosa delle disposizioni legali applicabili, in particolare negando qualsiasi liberazione condizionale a un condannato giudicato pericoloso, o pronunciando nei suoi confronti un trattamento terapeutico stazionario o un internamento. Inoltre, se un condannato beneficia di una prognosi favorevole e a questo titolo può essere liberato condizionalmente, le misure di accompagnamento del diritto vigente e quelle previste dalle due revisioni summenzionate dovrebbero bastare per minimizzare il rischio di recidiva. Impiantare - per una durata indeterminata - un chip elettronico a una persona al beneficio di una prognosi favorevole sarebbe non soltanto contradditorio, ma anche sproporzionato.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.