<h2>InitialSituation<h2><p><b>Comunicato stampa del Consiglio federale del 30.06.2021</b></p><p><b>Il Consiglio federale vuole migliorare le condizioni quadro per PostFinance</b></p><p><b>Il 30 giugno 2021 il Consiglio federale ha adottato il messaggio concernente la modifica della legge sull'organizzazione della Posta (LOP) all'attenzione del Parlamento. PostFinance dovrà essere autorizzata a concedere in modo autonomo ipoteche e crediti a terzi. L'ingresso di PostFinance sul mercato creditizio e ipotecario sarà accompagnato dalla cessione della partecipazione maggioritaria della Posta (e quindi indirettamente della Confederazione) a PostFinance. La Confederazione dovrà inoltre essere autorizzata a concedere al gruppo Posta una garanzia di capitalizzazione, limitata nel tempo e nella portata, per coprire l'attuale carenza di capitale d'emergenza di PostFinance.</b></p><p>PostFinance è una società affiliata al 100 per cento della Posta Svizzera. L'azienda adempie il mandato di servizio universale sancito dalla legge nel settore del traffico dei pagamenti. Secondo la legge sull'organizzazione della Posta (LOP), PostFinance non è autorizzata a concedere crediti e ipoteche a terzi. Per questo motivo l'istituto detiene una quota elevata del suo patrimonio in obbligazioni e liquidità. A causa del perdurare della situazione dei bassi tassi d'interesse dal 2008, il rendimento di PostFinance ha subito un forte calo e continuerà a ridursi se non verranno adottate contromisure. Il valore aziendale è diminuito e la capacità di PostFinance di accumulare capitale proprio o di pagare dividendi è stata ridotta. Il finanziamento del servizio universale è pertanto più difficile.</p><p>Con il suo ingresso sul mercato creditizio e ipotecario PostFinance può nuovamente raggiungere una redditività in linea con il settore. Per tenere conto delle perplessità espresse nell'ambito della procedura di consultazione in materia di costituzionalità, neutralità concorrenziale, federalismo e stabilità del mercato finanziario, verranno creati i requisiti legali per la privatizzazione di PostFinance. Ciò consentirà di sviluppare ulteriormente PostFinance e di trasformarla in una vera e propria banca commerciale orientata alla clientela svizzera.</p><p>La privatizzazione di PostFinance significa il suo scorporo dal gruppo Posta. Gli attuali stretti legami e la collaborazione tra PostFinance e gli altri settori del gruppo Posta, in particolare nell'ambito della fornitura di prestazioni nel quadro del servizio universale, devono essere adeguati di conseguenza nella legge sulle poste. Questo dovrà avvenire tramite una revisione della legge sulle poste (LPO). Un gruppo di lavoro, diretto dall'ex consigliera agli Stati Christine Egerszegi, sta attualmente elaborando proposte concrete per l'ulteriore sviluppo del servizio universale nei settori dei servizi postali e del traffico dei pagamenti. Nonostante i punti di contatto sostanziali con la revisione della LPO, la modifica della LOP viene anticipata a causa del rapido peggioramento della situazione finanziaria di PostFinance.</p><p>In qualità di proprietaria unica indiretta, la Confederazione è obbligata a sostenere PostFinance nel quadro dell'attuazione della legislazione "too big to fail". Considerata un istituto finanziario di rilevanza sistemica, PostFinance è tenuta a soddisfare severi requisiti patrimoniali. A seguito del minore rendimento, la Posta e PostFinance non sono in grado di fornire integralmente, in modo autonomo e nei tempi debiti i fondi propri supplementari richiesti dalla FINMA. Nell'ambito della procedura di risanamento, la Confederazione garantisce la copertura della carenza restante nei fondi propri e la rilevanza sistemica di PostFinance (traffico dei pagamenti). Questa garanzia è limitata nel tempo e nell'importo e viene corrisposta dalla Posta alle usuali condizioni di mercato. Il necessario credito d'impegno di 1,7 miliardi di franchi dovrà essere approvato dall'Assemblea federale mediante decreto federale semplice.</p><h2>Proceedings<h2><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 31.05.2022</b></p><p><b>"No" a privatizzazione parziale PostFinance</b></p><p><b>PostFinance non dovrebbe, per il momento almeno, essere privatizzata. Con 43 voti a 0, il Consiglio degli Stati ha deciso di non entrare in materia sulla revisione parziale della legge sull'organizzazione della Posta. La Camera dei cantoni ha così seguito il parere della sua commissione preparatoria che all'unanimità proponeva di non entrare nel merito.</b></p><p>Durante l'estate 2021, il Consiglio federale aveva trasmesso al Parlamento un progetto di legge che prevedeva che PostFinance potesse essere autorizzata a concedere in modo autonomo ipoteche e crediti a terzi nonché una privatizzazione parziale dei servizi finanziari. Il Governo intendeva così permettere alla filiale della Posta, controllata dalla Confederazione, di poter realizzare una redditività in linea con il settore.</p><p>Il disegno di legge non è soddisfacente per far fronte all'evoluzione della Posta, ha indicato Hans Wicki (PLR/NW) a nome della commissione. A suo parere e secondo diversi altri oratori espressisi in aula, occorre innanzitutto ottenere una visione d'insieme della tematica e chiarire la questione del servizio postale universale del futuro prima di poterne regolare il finanziamento.</p><p>Una privatizzazione di PostFinance implicherebbe la sua separazione dalla Posta. E ciò rimetterebbe in discussione la stretta cooperazione che esiste attualmente tra PostFinance e le altre unità del gigante giallo.</p><p><b></b></p><p>Motivi divergenti per il "no"</p><p>Alla luce del rapporto finale della Commissione di esperti sul servizio postale universale, il Consiglio degli Stati reputa inoltre che non si possa parlare di privatizzazione parziale o totale di Postfinance senza definire il mandato futuro del servizio universale.</p><p>Stamane destra e sinistra hanno avanzato motivi divergenti per giustificare la loro opposizione al progetto. Hansjörg Knecht (UDC/AG) ha detto di non volere che PostFinance faccia della concorrenza alla banche private sul mercato dei crediti e delle ipoteche.</p><p>Secondo Paul Rechsteiner (PS/SG), invece, la privatizzazione presenta più svantaggi che vantaggi. La debolezza dei tassi di interesse era il punto di partenza della revisione. Nel frattempo l'inflazione è alle porte e i tassi ricominciano a salire.</p><p>Una privatizzazione avrebbe degli effetti sui clienti ma anche sui 50'000 collaboratori della Posta, ha rilevato dal canto suo Stefan Engler (Centro/GR). A suo avviso, spetta al Parlamento definire il mandato di servizio pubblico della Posta.</p><p>Per il "senatore" grigionese, da un lato occorre tener conto dell'evoluzione tecnologica, ma dall'altro vi sono tre criteri essenziali: copertura nazionale dei servizi, stessa qualità dappertutto e servizi a prezzi abbordabili.</p><p><b></b></p><p>Strada irta d'ostacoli</p><p>La consigliera federale Simonetta Sommaruga era consapevole sin dall'inizio che sarebbe stato difficile trovare una maggioranza sul progetto viste le opposizioni provenienti da un po' tutti gli schieramenti. Si tratta ora di riorientare il servizio universale, ma la strada è irta di ostacoli. Il Consiglio federale si pronuncerà entro l'estate sul rapporto degli esperti.</p><p>In questo contesto, il Governo auspica che la Confederazione conceda alla Posta una garanzia di capitalizzazione di 1,7 miliardi di franchi a titolo transitorio affinché Postfinance possa soddisfare le esigenze in materia di fondi propri previste dalla legislazione "too big to fail". Con la non entrata in materia odierna e la possibile bocciatura da parte del Nazionale a cui ora tocca il dossier, tale aspetto potrebbe essere rinviato alle calende greche.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 26.09.2022</b></p><p><b>CN: "no" definitivo a privatizzazione PostFinance</b></p><p><b>PostFinance rimarrà nel girone della Posta e non sarà privatizzata. Dopo gli Stati a fine maggio, anche oggi il Consiglio nazionale non è entrato nel merito (156 voti senza opposizioni e 32 astenuti) sul progetto di revisione legislativa che chiedeva lo scorporo del ramo finanziario del Gigante giallo. Il dossier è definitivamente liquidato.</b></p><p>Durante l'estate 2021, il Consiglio federale aveva trasmesso al Parlamento un progetto di revisione della legge sull'organizzazione della Posta che prevedeva che PostFinance potesse essere autorizzata a concedere in modo autonomo ipoteche e crediti a terzi nonché una privatizzazione parziale dei servizi finanziari.</p><p>Il Governo intendeva così permettere alla filiale della Posta, controllata dalla Confederazione, di poter realizzare una redditività in linea con il settore. Da anni gli utili di PostFinance sono in flessione: con questi soldi viene in parte anche finanziato il servizio pubblico della Posta.</p><p>Ma oggi il plenum, nonostante l'intervento della consigliera federale, non ha voluto sentir ragioni. Diversi gli argomenti che hanno spinto la maggioranza a sconfessare il Governo: benché PostFinance sia attualmente confrontata con grandi sfide, una sua privatizzazione implicherebbe la sua separazione dalla Posta, ciò che rimetterebbe in discussione la stretta cooperazione che esiste attualmente tra PostFinance e le altre unità del gigante giallo.</p><p>Prima di decidere il destino di PostFinance, hanno sostenuto diversi oratori, occorre inoltre ottenere una visione d'insieme della tematica e chiarire la questione del servizio postale universale del futuro.</p><p>Una revisione legislativa dovrà insomma permettere di elaborare un nuovo disegno di legge che affronti il futuro dell'intero gruppo della Posta in modo globale e contenga proposte sia sull'assetto organizzativo in concreto, sia sul finanziamento del servizio universale con i servizi postali e il traffico dei pagamenti.</p><p>Diversi oratori hanno tirato in ballo anche la concorrenza nel campo delle ipoteche e dei prestiti che un nuovo attore sul mercato farebbe alle altre banche. Si tratta, ha detto Olivier Feller (PLR/VD) a nome della commissione, di un segmento di mercato dove vige già ora una forte concorrenza; inutile quindi aggiungervi PostFinance, che tra l'altro godrebbe di un'iniezione finanziaria della Confederazione, distorcendo così la concorrenza.</p><p>Per i socialisti, invece, la privatizzazione di PostFinance è vista come fumo negli occhi. Stando a Jon Pult (PS/GR), tale idea è frutto del periodo di tassi negativi che ha avuto effetti sugli utili di questa divisione. Ora la situazione è cambiata. A detta del deputato socialista dei Grigioni, PostFinance è un pilastro della Posta che consente il mantenimento delle reti di uffici postali in tutto il paese, anche nelle zone discoste, contribuendo alla coesione del Paese. A parere del suo gruppo, una privatizzazione - che non avrebbe alcuna possibilità di essere accolta alle urne, secondo il deputato, qualora si andasse a votare - rischierebbe, come accaduto in altri Paesi, di sfociare in uno scadimento dei servizi offerti alla popolazione.</p><p>Improbo il compito della ministra bernese della comunicazioni la quale, di fronte a una decisione ormai già presa, ossia la non entrata in materia, non ha potuto far altro che ribadire che il Consiglio federale e il suo dipartimento stanno lavorando a un rapporto sul futuro della Posta.</p><p>Tuttavia, benché rassegnata, ha approfittato dell'occasione per togliersi qualche sassolino dalla scarpa, facendo notare che anche le banche cantonali godono di una garanzia dello Stato, ma a nessuno viene in mente di parlare di una distorsione della concorrenza o di condizioni di partenza di vantaggio nei confronti degli altri istituti. Quanto alla strategia futura sullo sviluppo della Posta, Sommaruga ha ricordato che l'azienda ne ha già per i prossimi anni e che intende perseguirla con coerenza.</p><p>Il fatto che il plenum non voglia nemmeno affrontare il progetto pur dicendosi consapevole delle difficoltà di PostFinance e, in parte, si dica anche favorevole ad ampliarne il raggio d'azione, lancia un segnale poco chiaro all'indirizzo di questa società, secondo Sommaruga.</p>