<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di esaminare se e in che misura i debiti che la Grecia ha contratto durante il periodo 2010-2015 possano essere qualificati come "debiti odiosi".</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il concetto di "debito odioso" (ossia un debito opinabile e deprecabile) non si basa su una pratica giuridica consolidata, ma si tratta di una dottrina che deriva da considerazioni di equità, generalmente discussa da accademici e ONG in contesti postrivoluzionari, postcoloniali o postbellici. Anche se il concetto fosse generalmente accettato, non sarebbe applicabile a un debito contratto liberamente e democraticamente da uno Stato industrializzato e non può essere invocato nella fattispecie. Inoltre, questo concetto non è mai stato applicato a impegni nei confronti di istituzioni multilaterali (ad es. il FMI e la Banca mondiale). Importanti iniziative, in particolare quella volta alla riduzione del debito multilaterale (MDRI, 2005) o quella a favore dei Paesi poveri altamente indebitati (HIPC) del 1999, non derivano da questa dottrina. Pertanto, il Consiglio federale ritiene che gli impegni assunti dalla Grecia dal 2010 non siano da qualificare come "debiti odiosi".</p><p>Dal punto di vista economico, il rapporto della commissione parlamentare greca ha comunque il merito di affrontare la questione della sostenibilità del debito greco. Nel mese di maggio del 2010 la Svizzera, tramite il suo direttore esecutivo presso il FMI, aveva suggerito di considerare la possibilità di una ristrutturazione del debito tra i dispositivi dei programmi di adeguamento. Un intervento di ristrutturazione è effettivamente avvenuto nel mese di marzo del 2012, ma non è stato sufficiente a garantire la sostenibilità del debito a lungo termine e, di fatto, ha prodotto un trasferimento del debito dal settore privato a quello pubblico. Nella sua recente analisi della sostenibilità del debito greco, pubblicata nel mese di luglio del 2015, il FMI ha sottolineato la necessità di un ulteriore sostanziale sgravio. Riferendosi a questa analisi, il FMI ha dichiarato che un suo eventuale impegno finanziario nel terzo programma di adeguamento, convenuto nel mese di agosto del 2015 tra la Commissione europea e la Grecia, dipenderà dalle misure adottate dai partner europei per ristabilire la sostenibilità del debito greco. Il Consiglio federale appoggia la posizione del FMI.</p><p>Il caso della Grecia dimostra che generalmente le ristrutturazioni vengono effettuate troppo tardi o la loro portata sia spesso insufficiente, incrementando l'onere finanziario del settore pubblico. Un quadro prevedibile per la ristrutturazione del debito pubblico sarebbe un elemento essenziale per combattere le crisi in maniera credibile. Inoltre, contribuirebbe a migliorare la valutazione dei rischi da parte dei mercati e quindi a impedire più efficacemente le crisi. Come si evince dal rapporto in risposta al postulato Gutzwiller 11.4033, il Consiglio federale ritiene importante che la Svizzera continui ad adoperarsi a favore di un quadro più efficace per la ristrutturazione del debito pubblico.</p>  Risposta del Consiglio federale.