<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di considerare l'ipotesi di invitare le associazioni preoccupate per l'impatto climatico dei progetti del CERN a esprimere le loro opinioni, di tenerne conto nel messaggio che sta preparando e di presentare un rapporto al riguardo.</p><p>In un comunicato del 10 dicembre 2021 il Consiglio federale afferma di voler promuovere "il potenziale di sviluppo a lungo termine del Centro europeo per la ricerca nucleare (CERN), in particolare per quanto riguarda la pianificazione del territorio. Per questo motivo, il Consiglio federale ha avviato i lavori relativi a un piano settoriale della Confederazione incentrato sui progetti del CERN". Si tratta in questo caso del progetto Future Circular Collider (FCC): oltre alle sue dimensioni, paragonabili al tunnel di base del Gottardo, il FCC triplicherebbe il consumo di elettricità del CERN. L'aumento sarebbe di 4 TWh all'anno, il doppio dell'energia di trazione totale utilizzata dal trasporto pubblico elettrico svizzero (treni, tram, filobus, impianti di risalita).</p><p>Nella sua risposta all'interpellanza 21.4255 sull'impatto del FCC, il Consiglio federale considerava "prematuro valutare il suo impatto sul clima", benché il consumo annuo del progetto, stimato appunto a 4 TWh, figuri nei documenti liberamente accessibili del CERN. La ricerca sulla fisica delle particelle esula forse dagli sforzi generali di risparmio energetico resi necessari dalla crisi climatica? Come può il CERN decidere di triplicare il proprio consumo di energia elettrica beffandosi così degli sforzi di risparmio energetico compiuti da famiglie, aziende, Comuni, Cantoni e dal nostro Paese?</p><p>Il Consiglio federale prevede di "trasmettere un messaggio al Parlamento entro la fine del 2022 per creare la base giuridica necessaria" per il suo piano settoriale. Secondo l'articolo 141 capoverso 2 lettera c della legge sull'Assemblea federale, il Consiglio federale illustra in particolare, nel suo messaggio, "i punti di vista e le alternative discusse nella procedura preparlamentare, nonché il relativo parere dell'Esecutivo". Alla luce dell'attuale emergenza climatica e dell'impellenza di un risparmio energetico è opportuno intavolare un dibattito pubblico su questo argomento.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il 10 dicembre 2021 il Consiglio federale ha deciso di perfezionare il sostegno della Svizzera ai progetti del CERN.</p><p>In considerazione del notevole apporto del CERN alla scienza e all'innovazione, delle conseguenze economiche che la sua presenza genera in Svizzera e del suo contributo alla reputazione del nostro Paese e della Ginevra internazionale, il Consiglio federale ritiene essenziale stabilire il quadro amministrativo più appropriato possibile per promuovere lo sviluppo sostenibile di questa organizzazione internazionale di ricerca.</p><p>L'Esecutivo vede nel piano settoriale federale lo strumento più adatto per raggiungere questo obiettivo. Il documento chiarisce e facilita le procedure amministrative per la pianificazione territoriale di tutti i progetti del CERN sul territorio svizzero, sia che si tratti di nuove costruzioni che di ristrutturazioni di strutture esistenti. L'elaborazione di un tale piano risponde anche a una richiesta della Repubblica e del Cantone di Ginevra.</p><p>La decisione del Consiglio federale di avviare i preparativi per un tale piano non riguarda specificamente il progetto Future Circular Collider (FCC), bensì lo sviluppo complessivo del CERN sul territorio svizzero. La preparazione di questo piano settoriale non significa automaticamente che la Svizzera si impegni a sostenere il lancio del FCC.</p><p>La stesura del piano settoriale richiede la creazione di un'apposita base legale. È in fase di preparazione un messaggio che comprenderà anche una procedura di consultazione volta a coinvolgere i Cantoni, i partiti politici e le parti interessate. Dal 2020 il CERN pubblica un rapporto annuale dettagliato sull'impronta ambientale dei suoi progetti, per cui il Consiglio federale non intende presentare un rapporto specifico sul loro impatto climatico.</p><p>La Strategia europea per la fisica delle particelle (<a href="https://home.cern/resources/brochure/cern/european-strategy-particle-physics">https://home.cern/resources/brochure/cern/european-strategy-particle-physics</a>) è stata aggiornata dal Consiglio del CERN nel 2020 a seguito di un'ampia consultazione della comunità mondiale della fisica delle particelle, alla quale hanno partecipato attivamente anche gli ambienti della ricerca svizzeri. La comunità ha sottolineato la necessità di ridurre al minimo l'impatto ambientale e di risparmiare e riciclare l'energia per i grandi progetti futuri. La strategia conclude che l'Europa, insieme ai suoi partner internazionali, dovrebbe studiare la fattibilità tecnica e finanziaria di un futuro collisore di adroni, che corrisponde al progetto FCC. Il CERN ha quindi avviato uno studio nel 2021 per determinare la fattibilità tecnica e finanziaria del FCC. Lo studio affronta anche la fattibilità ambientale e lo sviluppo di una modalità operativa sostenibile in termini di efficienza energetica. Il progetto si concluderà non prima del della fine del 2025. La maggiore sicurezza di pianificazione garantita dal piano settoriale federale confluirà probabilmente nello studio di fattibilità, pur rimanendo uno di tanti elementi. Una volta noti i risultati dello studio, gli Stati membri del CERN, Svizzera compresa, saranno chiamati a decidere sulla realizzazione del FCC. Questo processo non inizierà prima del 2026, in vista di una decisione a partire dal 2028. Viste le innumerevoli questioni decisive in gioco, sarà comunque condotto un ampio dibattito pubblico non solo in Svizzera, ma anche in Francia e tra tutti gli Stati coinvolti nei progetti del CERN.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.