<h2>SubmittedText<h2><p>Il distretto di Nyon nel cantone di Vaud sta vivendo da diversi decenni una crescita demografica ed economica importante. Alla luce delle restrizioni derivanti dalla legislazione federale in materia di pianificazione del territorio, le autorità comunali si coordinano per pianificare lo sviluppo del distretto. Per far questo si basano sul "Conseil régional" del distretto di Nyon e sulla Società fondiaria della regione di Nyon collaborando strettamente anche con il cantone di Vaud. </p><p>Iscritto nel piano direttore dell'agglomerato di Nyon, il progetto concernente la cosiddetta "route de distribution urbaine (RDU)" collegherà il distretto di Nyon da est a ovest passando in particolare da Eysins, Nyon et Prangins. La strada fungerà da colonna vertebrale per la costruzione a tappe di nuovi quartieri residenziali. </p><p>Così come è stata pianificata la strada di collegamento urbano attraversa però una serie di particelle di proprietà della Confederazione (rappresentata dall'Ufficio federale delle costruzioni e della logistica, UFCL) attualmente utilizzate dalla stazione di ricerche agronomiche Agroscope per esperimenti. </p><p>Dal 2008 sono stati compiuti importanti sforzi nel distretto di Nyon, d'intesa con Agroscope e l'UFCL, al fine di identificare terreni alternativi adatti per i lavori di ricerca in campo agronomico allo scopo di liberare le particelle necessarie alla costruzione della strada e di mettere a disposizione di Agroscope terreni alternativi di qualità. Questi sforzi sono giunti a buon fine.</p><p>La difficoltà consiste ora nella conclusione di un accordo con l'UFCL in cui siano definite le modalità finanziarie e fondiarie dell'operazione. Nel corso degli ultimi anni le autorità competenti del distretto di Nyon hanno presentato diverse proposte, tutte respinte dall'UFCL. Il progetto della strada di collegamento urbano è quindi per il momento su un binario morto. </p><p>1. L'UFCL è disposto a contribuire a trovare una soluzione finanziaria e fondiaria accettabile per tutte le parti allo scopo di sbloccare il progetto concernente la strada di collegamento urbano nel distretto di Nyon? In caso di risposta affermativa, entro quali tempi? </p><p>2. Il Consiglio federale ritiene accettabile che un progetto di pubblico interesse, conforme agli obiettivi federali in materia di pianificazione del territorio e sostenuto dagli attori politici comunali e cantonali, sia bloccato a causa dell'indecisione dell'UFCL?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nell'ambito dello sviluppo insediativo previsto secondo il piano direttore dell'agglomerato di Nyon sulle particelle di proprietà della Confederazione utilizzate da Agroscope, nel 2008 sono stati presi provvedimenti volti alla ricerca di nuove ubicazioni al fine di compensare le particelle 103 e 104.</p><p>La Società fondiaria dell'associazione dei comuni della regione (Sofren SA, organizzata secondo il diritto privato) è stata incaricata dal cantone di Vaud di svolgere tale operazione. Dopo diversi anni di studi e accertamenti, sono stati individuati terreni alternativi. Nel mese di giugno del 2014 l'Ufficio federale delle costruzioni e della logistica (UFCL) ha informato la Sofren SA che era stato possibile individuare terreni potenzialmente idonei secondo le condizioni di utilizzo di Agroscope. Nel mese di dicembre del 2014 l'UFCL ha comunicato alla regione di Nyon la propria disponibilità a offrire, sotto forma di un diritto di superficie a sé stante e permanente, una parte delle particelle 103 e 104 per l'espansione urbanistica, a condizione che i terreni alternativi fossero conformi ai requisiti richiesti da Agroscope. Il 29 gennaio 2016 Sofren SA ha presentato un documento di lavoro contenente tre varianti. L'UFCL ha analizzato le varianti basandosi sull'ordinanza del 5 dicembre 2008 sulla gestione immobiliare e la logistica della Confederazione (OILC; RS 172.010.21) ed è giunto alla conclusione che le parcelle 103 e 104 fanno parte delle superfici per l'avvicendamento delle colture del cantone di Vaud e che il principio della redditività non è soddisfatto. L'esito dell'analisi è stato comunicato al capo del DTE il 20 maggio 2016.</p><p>Il cantone è tenuto a garantire il contingente (o quota) di superfici per l'avvicendamento delle colture stabilito dal decreto del Consiglio federale dell'8 aprile 1992 e deve dimostrarlo in ogni momento. Attualmente e secondo le informazioni fornite dal cantone, il suo margine di manovra in fatto di superfici per l'avvicendamento delle colture è molto limitato. Nel quadro della revisione del suo piano direttore cantonale, esso può pertanto procedere alla ponderazione degli interessi e dare la precedenza ai progetti di insediamento al fine di determinare quali intende favorire.</p><p>Senza questo ordine delle priorità, che garantisce il rispetto del suo contingente di superfici per l'avvicendamento delle colture da parte del cantone, la parziale dislocazione di Agroscope non può essere assicurata né dal punto di vista finanziario né da quello giuridico.</p><p>1. L'UFCL è disposto a trovare una soluzione finanziaria e fondiaria accettabile per tutte le parti coinvolte che consenta di portare avanti il progetto RDU nel distretto di Nyon non appena le garanzie finanziarie e quelle relative ai fondi saranno disponibili. Finora questa condizione non si è verificata.</p><p>2. Il Consiglio federale ritiene che il progetto non sia bloccato a causa dell'indecisione dell'UFCL. Infatti, le soluzioni proposte attualmente non sono economicamente sostenibili e permetteranno di sapere se il cantone continua a soddisfare le esigenze del piano settoriale per l'avvicendamento delle colture, in particolare per quanto concerne la garanzia del contingente cantonale, solo quando sarà definito un ordine di priorità dei progetti di insediamento e dopo la revisione del piano direttore cantonale. L'UFCL deve tenere conto degli interessi della Confederazione ed è disposto a svolgere trattative che non lascino spazio a speculazioni, nel rispetto del decreto del Consiglio federale dell'8 aprile 1992 concernente il piano settoriale per l'avvicendamento delle colture.</p>  Risposta del Consiglio federale.