<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nella sua valutazione interna il Dipartimento federale di giustizia e polizia è giunto alla conclusione che il servizio di analisi e prevenzione in seno all'Ufficio federale di polizia ha agito correttamente e con successo nell'ambito delle sue competenze legali. Nel momento in cui il caso ha assunto rilevanza penale, ha informato immediatamente il Ministero pubblico della Confederazione e la Polizia giudiziaria federale, fornendo la necessaria documentazione. In seguito il Ministero pubblico della Confederazione ha avviato un'inchiesta di polizia giudiziaria. Va inoltre rilevato che attualmente, in relazione con il caso Achraf, la Delegazione delle Commissioni della gestione delle Camere federali sta analizzando in particolare la collaborazione tra i servizi della Confederazione coinvolti.</p><p>2. Indipendentemente dal caso summenzionato, già nell'estate del 2004 l'Ufficio federale di polizia e il Ministero pubblico della Confederazione hanno stipulato un accordo sulla cooperazione nei settori dell'analisi e della prevenzione. Poiché in relazione con questo caso non si sono constatate delle lacune, non sono state adottate ulteriori misure.</p><p>3./4. Il Consiglio federale non è in grado di giudicare di quali informazioni disponessero le autorità spagnole e in quale momento. Di conseguenza non può valutare se lo scambio di informazioni sia stato completo e tempestivo e in che modo abbiano influito eventuali interessi spagnoli. Il fatto che, grazie alla collaborazione dei servizi d'informazione svizzeri e spagnoli, Achraf sia stato identificato come Kamel Saadi, in carcerazione in Svizzera in vista dell'espulsione, e in seguito consegnato alle autorità giudiziarie , induce a concludere che non vi siano delle lacune.</p><p>5. Da anni la Svizzera collabora con la Spagna nella lotta contro il terrorismo mediante i servizi d'informazione e l'assistenza giudiziaria in materia penale. Il caso summenzionato costituisce per tutte le autorità svizzere coinvolte un motivo per approfondire la collaborazione con le autorità spagnole. Il Consiglio federale non intende adottare misure particolari.</p><p>6. Mohammed Achraf alias Kamel Saadi non stava scontando una pena, bensì si trovava in detenzione in vista dell'espulsione. Per quest'ultima sussistono regole di detenzione molto meno severe, perché serve unicamente a garantire l'esecuzione della procedura d'espulsione dopo una decisione negativa in materia d'asilo. Dopo che tali regole di detenzione sono state attenuate in virtù di decisioni del Tribunale federale, si sta attualmente valutando se sia possibile renderle più severe, pur tenendo conto della Convenzione europea dei diritti dell'uomo. Al momento non vi è alcuna ragione di rendere in generale più severe le regole di detenzione unicamente a causa di questo singolo caso. Durante le procedure penali in corso in Svizzera e in Spagna, si dovrà tuttavia accertare se Mohammed Achraf abbia realmente commesso dei reati mentre era detenuto in vista dell'espulsione e, in caso affermativo, come impedire che un caso del genere si ripeta in futuro.</p>  Risposta del Consiglio federale.