<h2>SubmittedText<h2><p>Secondo alcune ricerche eseguite dal centro per il controllo dei metalli preziosi dell'aeroporto di Zurigo e dal laboratorio cantonale di Zurigo, attualmente in Svizzera circolano gioielli contenenti argento, costituiti tuttavia per quasi la metà del loro peso da altri metalli più scadenti, in particolare dal cadmio, estremamente tossico. Tali informazioni sono state fornite agli esperti dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) e dell'Ufficio federale dell'ambiente a Berna. 5 campioni su 21 (24 per cento) sono stati definiti nocivi per la salute dall'UFSP. In base alla loro composizione, tali "gioielli" devono essere classificati come rifiuti speciali.</p><p>Il cadmio è un metallo molto tossico per l'essere umano e per l'ambiente. I gioielli contenenti cadmio costituiscono quindi un problema sia quando sono indossati, sia al momento del loro smaltimento, in primo luogo per la salute e quindi anche per l'ambiente. Per questa ragione, in tanti altri prodotti come le plastiche, le automobili, le batterie, gli apparecchi elettrici ed elettronici, gli oggetti zincati, le lacche e gli imballaggi, il tenore di cadmio è limitato, a seconda del settore, allo 0,01 fino allo 0,1 per cento.</p><p>1. Come interviene la Confederazione per ridurre i rischi che questi gioielli contaminati comportano per la salute della popolazione?</p><p>2. Quali misure adotta la Confederazione per proteggere l'ambiente dai metalli pesanti contenuti in questi oggetti?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Poco dopo aver preso conoscenza della problematica, l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ha effettuato una valutazione provvisoria dei rischi. Come evocato dall'autore dell'interrogazione, cinque campioni sono risultati pericolosi per la salute. L'UFSP ha poi discusso con l'Ufficio centrale del controllo dei metalli preziosi, l'Ufficio federale dell'ambiente e il laboratorio cantonale di Zurigo la procedura da seguire.</p><p>È prevista la fissazione di un valore limite per la quantità di cadmio ceduto dai gioielli che entrano in contatto diretto con la pelle nell'ordinanza sugli oggetti che vengono a contatto con il corpo umano (RS 817.023.41). Dapprima dovrà però essere eseguita una valutazione più precisa dei rischi tossicologici e dovranno essere risolti problemi di ordine chimico-analitico. Nel corso delle analisi effettuate finora è stato constatato che la quantità di cadmio ceduta non dipende dal tenore complessivo di questa sostanza nei gioielli. Ciò implica un lavoro di analisi supplementare e lo sviluppo di nuovi metodi analitici. Non esistono norme europee per questa problematica.</p><p>L'UFSP prevede inoltre di rendere attenta la popolazione in merito a questa problematica con misure di comunicazione.</p><p>2. Come già osservato nell'interrogazione, per proteggere l'ambiente il Consiglio federale ha iniziato alla fine degli anni 1980 a imporre limitazioni e divieti commerciali per una serie di prodotti contenenti cadmio. Oggi vigono disposizioni che disciplinano la presenza di cadmio impiegato come stabilizzante nelle materie plastiche o come pigmento in vernici e lacche, oppure utilizzato in prodotti anticorrosivi, batterie, apparecchi elettrici e elettronici, automobili, materiali legnosi e imballaggi. Per armonizzare il diritto svizzero con quello europeo, il Consiglio federale prevede di introdurre limitazioni per l'immissione in commercio di accumulatori al nichel-cadmio. In tutti questi casi sono state trovate sostanze sostitutive meno problematiche che assolvono funzioni equiparabili a quelle del cadmio. La raccolta separata e lo smaltimento appropriato degli apparecchi elettrici ed elettronici e di batterie usate, prescritti dalla legge, garantiscono che sostanze a rischio come il cadmio non siano immesse nell'ambiente in modo incontrollato insieme ai rifiuti normali. Con le limitazioni e i divieti menzionati sono disciplinati i più importanti settori in cui è impiegato il cadmio. Vi sono però anche alcuni nuovi impieghi del cadmio insensati dal profilo ambientale, come mostra l'esempio dei gioielli in argento contenenti tale sostanza. Il Consiglio federale ritiene tuttavia inadeguata una strategia ambientale che vieta, caso per caso, impieghi di questo metallo manifestamente estranei alla sua destinazione. A suo avviso spetta al settore commerciale in questione assumere maggiori responsabilità e nel caso dei gioielli al cadmio rinunciare alla loro importazione. Secondo la legge sulla protezione dell'ambiente, chi importa gioielli al cadmio deve effettuare un controllo autonomo per assicurarsi che il loro smaltimento non costituisca un pericolo per l'ambiente e, indirettamente, per l'essere umano.</p>  Risposta del Consiglio federale.