<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di creare le basi legali necessarie e di provvedere, in collaborazione con i cantoni e le organizzazioni specializzate, a che nel nostro Paese tutti i luoghi con forte affluenza di pubblico o che presentano rischi particolari siano equipaggiati al più presto di defibrillatori automatici esterni (DAE). Dovrà inoltre essere promossa l'istruzione di vaste fasce della popolazione all'impiego di questi apparecchi.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Confederazione non ha sinora provveduto a disciplinare sul piano legale la fornitura di prestazioni e la dotazione di apparecchiature nel settore della medicina d'urgenza o, più specificatamente, delle patologie cardiache gravi. Di norma, essa non dispone di competenze nel settore delle prestazioni sanitarie: conformemente all'articolo 3 della Costituzione federale (Cost.), infatti, è compito dei cantoni regolamentare la fornitura di prestazioni sanitarie, fra cui rientra senza dubbio anche un'adeguata organizzazione e dotazione dei servizi di pronto soccorso medico. Resta da verificare con maggiore attenzione se le gravi patologie cardiache, e segnatamente la fibrillazione ventricolare, possano essere considerate malattie maligne ai sensi dell'articolo 118 capoverso 2 lettera b della Costituzione e se perciò spetti alla Confederazione adottare i provvedimenti per combatterle.</p><p>In effetti, l'unico mezzo per porre fine efficacemente alla fibrillazione ventricolare è in pratica costituito dalla defibrillazione. Questo intervento dovrebbe tuttavia essere effettuato, senza misure di rianimazione immediate (respirazione artificiale e massaggio cardiaco), nei 4-5 minuti che seguono il collasso. Anche ipotizzando le più svariate situazioni, si tratta di un periodo di tempo molto critico: se il soccorso arriva dopo 5 minuti dal collasso, occorrerebbe procedere dapprima con la rianimazione e poi con il defibrillatore. La conoscenza delle misure salvavita immediate costituisce quindi il fondamento della rianimazione. Per questo motivo, senza un consistente investimento di mezzi per la formazione sulle misure di pronto intervento, un programma finalizzato a collocare in modo capillare defibrillatori in luoghi a forte affluenza di pubblico risulterebbe poco efficace.</p><p>La densità relativamente elevata di prestazioni mediche in Svizzera (p.es. distanza media dal prossimo studio medico 1 km e dal prossimo ospedale 5 km) contribuisce in modo decisivo a evitare numerosi decessi. Tra il 1995 e il 2004, secondo la statistica sulle cause di morte stilata dall'Ufficio federale di statistica, sarebbero 1821 le persone decedute a seguito di un arresto cardiaco; si tratta dunque di circa 200 casi all'anno. La maggior parte dei collassi circolatori avviene a casa propria (70-80 per cento).</p><p>In considerazione di tali premesse, un programma di dislocazione capillare di defibrillatori, come nel caso degli estintori in tutti gli edifici pubblici, appare poco utile. Secondo le stime, infatti, anche se si migliorasse notevolmente l'organizzazione e si potenziassero i mezzi finanziari in questo settore, il tasso di sopravvivenza non potrebbe essere incrementato in misura significativa. L'onere per l'acquisto e la manutenzione di detti apparecchi, nonché per la formazione della popolazione sul loro uso non sarebbe quindi affatto commisurato all'efficacia della misura. </p><p>Il Consiglio federale è piuttosto scettico su quanto chiesto dall'autrice della mozione, ma è disposto a discutere la problematica con i direttori cantonali della sanità nel progetto "Politica nazionale svizzera della sanità" nell'ambito delle attività di follow-up per la verifica dei servizi di pronto soccorso.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.