<!DOCTYPE html> <html lang="it"><head><meta charset="utf-8"/></head><body><div class="Section1"> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td colspan="2" valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span><img alt="" height="38" src="http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&amp;WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&amp;WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&amp;OmnisLibrary=JURISWEB&amp;OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&amp;OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&amp;Parametername=WWWTI&amp;Schema=TI_WEB&amp;Source=&amp;Aufruf=getImage&amp;nF38_KEY=37876" width="37"/></span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span><img alt="" height="25" src="http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&amp;WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&amp;WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&amp;OmnisLibrary=JURISWEB&amp;OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&amp;OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&amp;Parametername=WWWTI&amp;Schema=TI_WEB&amp;Source=&amp;Aufruf=getImage&amp;nF38_KEY=37877" width="21"/></span></p> </td> <td valign="top"><a id="X_NOT_ACTUALIZE"></a> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Incarto n.<br/> </span><span>12.2002.181</span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Lugano</span></p> <p class="MsoNormal"><a id="IN_DATA_DECISIONE"><span>29 ottobre 2003</span></a><span>/fb</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td colspan="3" valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>In nome<br/> della Repubblica e Cantone<br/> del Ticino</span></p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> <tr> <td colspan="6" valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span>La seconda Camera civile del Tribunale d'appello</span></b></p> </td> </tr> <tr> <td colspan="6" valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> </tr> <tr> <td colspan="6" valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> </tr> <tr> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>composta dei giudici:</span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Cocchi, presidente</span></p> <p class="MsoNormal"><span>Chiesa e Rampini (giudice supplente)</span></p> </td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>segretario:</span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Bettelini, vicecancelliere</span></p> </td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>sedente per statuire nella causa inc. n. OA.97.5 della Pretura del Distretto di Riviera promossa con petizione 4 febbraio 1997 da</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span>AA0</span></b><span> (I)</span></p> <p class="MsoFooter"><span>rappr. dall' RA0 </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> </tr> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>contro</span></p> </td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span> </span></b></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span>AP0</span></b><span> </span></p> <p class="MsoFooter"><span>rappr. dall' RA0 </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span>con cui l’attrice ha chiesto la condanna della convenuta al pagamento di Fr. 19'748.65, oltre accessori, unitamente al rigetto in via definitiva dell’opposizione interposta al precetto esecutivo n. __________del 18 luglio 1996 (in materia di compravendita mobiliare internazionale);</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>domanda avversata dalla convenuta e che il Pretore, con sentenza 11 settembre 2002, ha parzialmente accolto, nel senso che ha condannato la convenuta a versare all’attrice l’importo di Fr. 14'578.65, oltre interessi al 14 % dal 10 gennaio 1996, rigettando in via definitiva l’opposizione interposta al precetto esecutivo n. __________dell’UEF di __________, limitatamente a detto importo, oltre accessori;</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>appellante la convenuta che, con gravame 7 ottobre 2002 chiede la riforma del giudizio pretorile, nel senso di respingere la petizione, protestando spese e ripetibili per entrambe le sedi,</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>mentre l’attrice, con osservazioni 3 dicembre 2002, postula la reiezione dell’appello con protesta di spese e ripetibili;</span></p> <p class="MsoNormal"><span>appellante adesiva l’attrice che, con memoriale 3 dicembre 2002, chiede la riforma del querelato giudizio, nel senso di accogliere integralmente la petizione per l’importo di fr. 19'748.65, oltre interessi al 14 % dal 30 novembre 1995, con protesta di spese e ripetibili per entrambe le sedi,</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>mentre la convenuta, con osservazioni 16 gennaio 2003, postula la reiezione del gravame adesivo.</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="R1"><span>Letti ed esaminati gli atti e i documenti prodotti</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span>Ritenuto</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><b><span>in fatto:</span></b></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><b><span> A. </span></b><span>Fra la fine del mese di luglio e l’inizio del mese di agosto del 1995 __________ SpA ha proceduto ad una prima fornitura e posa di pareti mobili modello extrastandard alla __________ SA per il prezzo di Fr. 54'830.-. Esse sono state posate nell’officina dell’eliporto di __________. Successivamente, nei mesi di settembre/ottobre 1995, __________ SpA ha proceduto ad una seconda fornitura di pareti mobili attrezzabili modello DIVA, le quali erano destinate ad essere posate negli uffici di questo impianto. Per quest’ultima fornitura, __________ SpA ha emesso due fatture: una di Lit. 27'790'000.- (doc. _) e, l’altra di Lit. 37'495'500.— (doc. _), per complessive Lit. 65'285'500 (doc. _). Secondo un estratto conto di data 10 gennaio 1996 risulta che __________ ha versato due acconti di Fr. 15'000.- ciascuno e che il saldo scoperto era di Lit. 23'793'500.- (doc. _). </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><b><span> B. </span></b><span>Con petizione 4 febbraio 1997 __________ SpA ha convenuto in giudizio __________ SA per chiederne la condanna al pagamento del saldo di Lit. 23'793'500.-, pari a Fr. 19'748,65, relativo alla seconda commessa, oltre interessi al 14% a decorrere dal 30 novembre 1995 e accessori. </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> A questa domanda si è opposta __________ rilevando che il prezzo delle pareti mobili extrastandard e DIVA ammontava comples-sivamente a Fr. 102'000.- e che all’attrice sono stati corrisposti acconti per complessivi Fr. 90'000.- (Fr. 20'000.- il 3 agosto 1995; Fr. 40'000.- il 25 settembre 1995; Fr. 15'000.- l’11 ottobre 1995; Fr. 15'000.- il 7 novembre 1995). Il saldo scoperto era quindi di Fr. 12'000.- e non di Fr. 19'748,65. Soggiungeva che la posa delle pareti mobili DIVA era avvenuta per il tramite della __________ SA, la quale rappresentava in Ticino la __________ SpA. La mercede era stata fissata in Fr. 22'000.- ed è stata fatturata separatamente. La stessa è stata liquidata il 19 dicembre 1995. __________ si è rifiutata di pagare il saldo ed ha trattenuto Fr. 12'000.- in compensazione con il minor valore che aveva l’opera, posto che le pareti mobili DIVA non erano state sufficientemente insonorizzate: da un locale all’altro si udivano rumori. La convenuta lamentava altresì che l’attrice non aveva prestato una garanzia pari al 10% del costo delle opere che sono state eseguite. </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><b><span> C. </span></b><span>Con sentenza 11 settembre 2002 il Pretore ha accolto parzialmente la petizione condannando la convenuta al pagamento di Fr. 14'578,65, oltre interessi al 14% a decorrere dal 10 gennaio 1996, rigettando nel contempo in via definitiva l’opposizione al precetto esecutivo limitatamente a questo importo. Per il Pretore le pareti mobili DIVA non sono state posate ad opera dall’attrice, ma dai signori __________ e __________, i quali hanno agito in proprio e non in rappresentanza dell’attrice. Il vizio rilevato dalla convenuta era riconducibile al montaggio delle pareti, le quali avrebbero dovuto raggiungere la quota delle tegole del tetto per evitare la trasmissione di rumori da un locale all’altro. Col che all’attrice non si poteva addebitare alcuna responsabilità per la fornitura delle pareti mobili DIVA, le quali risultavano qualitativamente conformi all’ordinazione. In ordine al pagamento del prezzo, il Pretore ha osservato che per definire il saldo occorreva tener conto di entrambe le forniture, pari a Fr. 104'578,65. Posto che la convenuta aveva corrisposto Fr. 90'000.-, lo scoperto ammontava a Fr. 14'578,65. </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><b><span> D. </span></b><span>Contro il premesso giudizio la convenuta si è aggravata in appello, assumendo che le pareti mobili DIVA non sono state posate in proprio dai signori __________ e __________ come ha ritenuto il Pretore, ma dall’attrice. __________ e __________ direttamente o per il tramite della __________ SA erano i rappresentanti in Ticino della __________ SpA. Il contratto prevedeva non solo la fornitura delle pareti, ma anche la posa. Il fatto che la posa sia stata fatturata separatamente è circostanza irrilevante, perché dalle testimonianze raccolte nel corso dell’istruttoria e dalla documentazione agli atti traspare che __________ e __________ agivano per conto della venditrice. L’attrice è quindi responsabile della posa difettosa delle pareti, le quali non sono state erette sino al plafone grezzo. Il difetto è stato notificato tempestivamente il 21 marzo 1996, ovvero qualche settimana dopo che la convenuta prese possesso dei locali. L’appellante soggiunge che nell’evenienza in cui la notifica del difetto fosse tardiva, la venditrice non è liberata della sua responsabilità, perché nella concreta evenienza l’attrice sapeva che le pareti mobili DIVA, a differenza di quelle extrastandard, erano fonoassorbenti ed erano state ordinate per garantire un’ottima isolazione fra l’officina e i locali amministrativi. Posto che il perito ha quantificato i costi per il ripristino dei difetti in Fr. 16'000.-; che il prezzo per entrambe le forniture era pari a Fr. 124'614.- (comprensivo della posa delle pareti mobili DIVA di Fr. 22'000.-) e che la convenuta ha versato acconti per complessivi Fr. 112'000.-, il saldo scoperto è di Fr. 12'284.-, che può essere posto in compensazione con la pretesa della convenuta di Fr. 16'000.-.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> Con tempestive osservazioni l’attrice ha precisato che l’oggetto del contendere si riferisce alla seconda fornitura e non anche alla prima, che è stata liquidata. In ordine alla fornitura delle pareti mobili DIVA osserva che dalla conferma d’ordine il signor __________ (che conduceva la direzione dei lavori per conto della convenuta), stralciò i costi riferiti alla posa in opera. La fattura, emessa il giorno successivo la consegna della merce, indicava “la sola fornitura” e non anche la posa. __________ accettò la merce e versò due acconti di fr. 15'000.— cadauno, per complessivi Fr. 30'000..-, lasciando quindi uno scoperto di Lit. 23'793'550, pari a Fr. 19'748,65. La posa delle pareti avvenne ad opera dei signori __________ e __________, i quali agivano in proprio e non in rappresentanza dell’attrice. Costoro hanno infatti fatturato Fr. 22'100.- e incassato personalmente detta somma di denaro dalla convenuta. L’attrice ha quindi proceduto alla consegna di pareti mobili scevre di difetti che corrispondevano alle qualità promesse. La notifica del difetto sarebbe comunque avvenuta tardivamente tanto sotto il rispetto della Convenzione delle Nazioni Unite sui contratti di compravendita, quanto sotto quello del diritto italiano o svizzero. </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> Inoltre, con l’appello adesivo, l’attrice sostiene che essa ha ricevuto acconti per soli Fr. 85'000.- e non per Fr. 90'000.- come ha ritenuto il Pretore. Fr. 5'000.- sono stati trattenuti dal signor __________, il quale non aveva alcun potere di incassare somme di denaro per conto dell’attrice. __________ e __________ erano solo dei procacciatori d’affari.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> Con le osservazioni all’appello adesivo la convenuta ha ribadito che i signori __________ e __________ erano rappresentanti dell’attrice, i quali erano autorizzati a ricevere pagamenti.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span>Considerato</span></p> <p class="R1"><b><span> </span></b></p> <p class="R1"><b><span> </span></b></p> <p class="R1"><b><span>in diritto</span></b></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><b><span> 1. </span></b><span>Fra le parti è controverso se alla materia del contendere sia applicabile il diritto italiano o la Convenzione delle Nazioni Unite sui contratti di compravendita internazionale di merci, conclusa a Vienna l’11 aprile 1980 (SR. 0.221.211.1), di seguito CV. L’Italia, ove l’attrice ha la sua sede, ha ratificato il trattato il 1° gennaio 1988. Per la Svizzera, ove ha la propria sede la convenuta, la convenzione internazionale è in vigore dal 1° marzo 1991. In presenza di un contratto di compravendita internazionale, perfezionato fra due società aventi le loro sedi sociali in Stati che hanno aderito alla CV, il trattato è applicabile alla controversia ai sensi dell’art. 1 cpv. 1 lett. a CV (sentenze TF 28 novembre 2002, 4C.296/2002 consid. 2a e 15 settembre 2000, 4C.105/2000 consid. </span><span>2a; <b>Neumayer/Ming</b>, Convention de Vienne sur les contrats de vente internationale de marchandise: commentaire, N. 3 all’art. 2; <b>Tercier</b>, Les contrats spéciaux, 3a ed. </span><span>N. 1366; <b>CR CO I, Venturi</b>, Intro. art. 184-215 N. 10). La CV si applica non solo nei casi in cui il venditore si impegna a consegnare la merce, ma anche quando, all’occorrenza, si obbliga a metterla in posa, fermo restando che il montaggio deve costituire una prestazione accessoria (art. 3 cpv. 2 CV a contrario; <b>Gauch</b>, Der Wekvertrag, 4a ed. N. 371; <b>Tercier</b>, op. cit. N. 1362). Nel caso in rassegna la materia del contendere verte essenzialmente sulla questione di sapere se la posa delle pareti mobili DIVA fosse o no parte integrante degli obblighi assunti dalla venditrice. Nell’una e nell’altra tesi sostenute dalle parti in causa, la CV è applicabile, stante che la consegna delle pareti mobili costituisce la parte preponderante e di maggior valore delle prestazioni d’insieme del contratto litigioso (<b>CR CO I, Chaix</b>, Intro. </span><span>art. 363-379 </span><span>N. 6</span><span>; <b>Gauch</b>, op. cit. </span><span>N. 372). La CV viene applicata in maniera esaustiva, poiché regge l’insieme del contratto, ovvero la formazione di quest’ultimo, nonché i diritti e gli obblighi assunti dalle parti, come pure le conseguenze di un inadempimento. Di principio l’applicazione suppletiva del diritto nazionale è esclusa (sentenza TF 15 settembre 2000, 4 C.105/2000 consid. 2a). </span></p> <p class="R1"><span> Nel caso in esame, controversi sono: l’ammontare del prezzo di compravendita che deve ancora essere corrisposto alla venditrice (art. 53 segg. CV), nonché la presenza di vizi nella fornitura delle pareti mobili DIVA (art. 36 segg. e 79 CV). </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><b><span> 2. </span></b><span>Giusta l’art. 36 cpv. 1 CV il venditore è responsabile di ogni vizio di conformità esistente al momento del trasferimento dei rischi del compratore, anche se tale vizio risulta soltanto dopo questo momento. Il Pretore, correttamente, fondandosi sul referto peritale, ha rilevato che la propagazione di suoni attraverso le pareti divisorie dei locali amministrativi era superiore alle usuali tolleranze e le cause potevano essere individuate specialmente in un mancato raccordo in talune parti delle pareti divisorie con la soletta grezza, nonché con il pavimento. Laddove il raccordo delle pareri divisorie con la soletta grezza era stato eseguito, si sono riscontrati dei passaggi di rumore superiori alle usuali tolleranze a causa (verosimilmente) di fori passanti (perizia pag. 8/9). Egli ha nondimeno escluso la responsabilità dell’attrice, giacché questi difetti sono riconducibili non già al materiale che è stato fornito, il quale è conforme alle prescrizioni tecniche ISO R717 ed ha un potere fonoassorbente di 47dB (complemento peritale pag. 5), quanto alla posa, la quale è stata eseguita non dalla venditrice ma in proprio dai signori __________ e __________.</span></p> <p class="R1"><span> La convenuta sostiene che __________ e __________, unitamente alla __________ SA erano i rappresentanti in Ticino di __________ SpA e che le prestazioni previste dal contratto annoveravano non solo la consegna della merce ordinata, ma anche la messa in opera.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><b><span> 2.1. </span></b><span>A norma dell’art. 79 CV se l’inadempienza di una parte è dovuta all’inadempimento di un terzo che essa ha incaricato di eseguire in tutto o in parte il contratto, tale parte è liberata dalla sua responsabilità (cpv. 2 lett. a), segnatamente se prova che tale inadempienza è dovuta ad un inadempimento indipendente dalla sua volontà e che non si poteva ragionevolmente attendere che la prendesse in considerazione al momento della conclusione del contratto, ch’essa la prevenisse o la superasse o che ne prevenisse o superasse le conseguenze (cpv.1). L’art. 79 cpv. 2 CV ha per scopo di mantenere in essere la responsabilità del venditore se costui fa capo a terze persone per l’esecuzione totale o parziale del contratto. Non sono considerati terzi ai sensi della CV i dipendenti e i fornitori del venditore, mentre lo sono i soggetti che, autonomamente e a titolo indipendente adempiono parte o l’intero contratto (<b>Magnus</b>, Kommentar zum UN-Kaufrecht, N. 17 e 19 all’art. 79; <b>Herbots</b>/ <b>Dessemontet</b>, La responsabilité du fait des auxiliaires et la garantie des vices cachés in: Les ventes internationales, CEDIDAC N. 36 pag. 45; <b>Neumayer/Ming</b>, op. cit. Nri 8 e 9 all’art. 79). Più in generale sono terzi ai sensi della CV i soggetti che sono incaricati dal venditore dopo la conclusione del contratto per l’adempimento di obbligazioni esistenti nei confronti dell’acquirente (<b>Ming/Neumayer</b>, op. cit. N. 9 all’art. 79). Lo sono in particolare i vettori che consegnano la merce all’acquirente e i subappaltatori che sono incaricati dal venditore per compiere delle rifiniture (<b>Magnus</b>, op. cit., N. 15 all’art. 79).</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><b><span> 2.2. </span></b><span>Si può quindi ipotizzare una responsabilità dell’attrice per i difetti riconducibili alla posa delle pareti mobili DIVA, solo se i signori __________ e __________, rispettivamente la __________ SA, sono stati incaricati dalla venditrice per eseguire questa prestazione. L’attrice ha sostenuto che il contratto di compravendita verteva solo sulla consegna della merce ordinata, mentre la posa, a differenza delle pareti Extrastandard, è stata esclusa. __________ SpA si è limitata a fatturare la fornitura delle pareti DIVA (doc. _), anche se la conferma dell’ordine prevedeva pure, in un primo momento, anche la posa (doc. _). Dagli atti traspare che la messa in opera di queste pareti è stata fatturata dai signori __________ e __________ per Fr. 22'110.- (doc. _) e non è controverso che siano stati loro ad eseguirla. Litigioso è sapere se essi hanno ricevuto l’incarico direttamente dalla venditrice o dall’acquirente. Dai documenti che sono stati acquisiti agli atti non è possibile desumere chi sia stato ad affidare tale compito ai signori __________ e __________. Il teste __________, che ha curato la progettazione e la direzione generale della costruzione dell’eliporto di __________ ha riferito che le fornitura e la posa delle pareti DIVA era stato trattato con l’attrice. Nella prima parte della sua deposizione egli ha riferito che il materiale doveva essere fornito direttamente dall’attrice, mentre la posa era stata affidata alle cure dei signori __________ e __________. Il teste non ha saputo rispondere per quali motivi si era proceduto a fatturare separatamente la posa delle pareti mobili (verbale di udienza 15 gennaio 1998, pag. 1). Costui ha però precisato e soggiunto che era stato lui a far togliere dalla conferma d’ordine la posa (pag.3), mentre il teste __________ (verbale di udienza 21 aprile 1998, pag. 3) ha riferito che lo stralcio delle voci riferite alla posa era avvenuto durante le trattative, a conferma che all’attrice non era stato conferito l’incarico di procedere alla posa. __________ ha ammesso che la posa delle pareti DIVA era stata assunta da loro (__________e __________) per motivi di praticità, come pure per ragioni di economicità, posto che se questo lavoro fosse stato eseguito dall’attrice “<i>sarebbe costato Fr. 10'000.- in più</i>” (verbale di udienza 15 gennaio 1998, pag. 5). I testi di parte attrice __________ (verbale di udienza 21 aprile 1998, pag. 3) e __________ (verbale citato pag. 5) hanno confermato anch’essi che la posa delle pareti DIVA era stata affidata a __________ e a __________. Le testimonianze di __________ (verbale di udienza 6 luglio 1998, pag. 8 segg.) e di __________ (verbale di udienza 21 aprile 1998, pag. 7-8) appaiono, su questa circostanza, confuse e contraddittorie con le altre emergenze di causa, per cui sono inutilizzabili ai fini del giudizio, mentre __________ (verbale di udienza 6 luglio 1998 pag. 3) ha dichiarato che __________ e __________ si atteggiavano sul cantiere e nelle trattative come rappresentanti della __________ SpA. Da nessuna di queste testimonianze emerge chiaramente o si può dedurre con sufficiente certezza, che sia stata l’attrice a conferire l’incarico a __________ e a __________ di procedere alla posa delle pareti mobili DIVA. Anzi, semmai vi sono degli indizi che possono propendere per una soluzione diversa avuto riguardo alle circostanze. Invero sembrerebbe che l’attrice si era offerta di procedere alla posa delle pareti (cfr. conferma dell’ordine; doc. _) e che l’iniziativa di stralciare questa posizione sia avvenuta ad opera del direttore dei lavori __________ per affidare questo compito direttamente ai signori __________ e __________, quantomeno tacitamente. Dagli atti non si può comunque concludere che i signori __________ e __________ abbiano assunto questo compito su incarico dall’attrice. In assenza di prove certe, l'onere della prova al proposito incombendo alla convenuta che se ne prevale, la decisione del Pretore va quindi confermata, senza che vi sia bisogno di esaminare se i difetti sono stati notificati tempestivamente e se la trattenuta di Fr. 12'000.- sia legittima.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><b><span> 3. </span></b><span>A norma dell’art. 53 CV il compratore è obbligato, nelle condizioni previste dal contratto e dalla CV di pagare il prezzo di compravendita e di accettare la fornitura. Per l’art. 57 CV se il compratore non è tenuto a pagare il prezzo in un altro luogo particolare, deve pagare il venditore alla stabile organizzazione del venditore (cpv. 1 lett. a) o, se il pagamento deve avvenire contro consegna della merce o dei documenti, nel luogo in cui avviene la consegna (cpv. 1 lett. b). </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><b><span> 3.1. </span></b><span>In ordine al luogo del pagamento l’attrice aveva comunicato in data 19 settembre 1995 all’acquirente per il tramite della __________ SA, che i versamenti dovevano essere effettuati sul conto __________ presso la Banca __________, succursale zona industriale, __________ (doc. _). La menzione di un conto bancario non equivale alla scelta del luogo d’esecuzione, ma deve essere intesa come un’autorizzazione accordata all’acquirente di pagare a un terzo con effetto liberatorio (<b>Tercier</b>, op. cit. N. 1511). Ne consegue che, di principio, tutti i pagamenti, in difetto di patto contrario, potevano avere effetto liberatorio se venivano effettuati presso la sede dell’attrice a __________ o presso la Banca __________. Nella specie non tutti i pagamenti sono avvenuti mediante girata/versamento bancario. Il Pretore ha assunto che i signori __________ e __________ non erano dei soli procacciatori d’affari in Ticino della __________ SpA come pretende l’attrice, ma dei veri e propri rappresentanti autorizzati a ricevere dei pagamenti. </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><b><span> 3.2. </span></b><span>A norma dell’art. 8 CV le indicazioni e gli altri comportamenti di una parte devono essere interpretati secondo l’intenzione di quest’ultima, se l’altra parte conosceva o non poteva ignorare tale intenzione (cpv. 1). Del pari i comportamenti di una parte devono essere interpretati secondo il senso che avrebbe dato loro una persona ragionevole della stessa qualità dell’altra parte, posta nella stessa situazione (cpv. 2). Per appurare l’intenzione di una parte o il parere che avrebbe avuto una persona ragionevole, occorre tenere conto delle circostanze pertinenti, in special modo delle trattative che possono essere avvenute fra le parti, delle abitudini che si sono stabilite fra loro e di qualsiasi comportamento ulteriore delle parti (cpv. 3). La CV è governata dal principio dell’affidamento (<b>Melis</b>, Kommentar zum UN-Kaufrecht, N. 2 all’art. 8) che è comune a numerose legislazioni e si applica alle dichiarazioni espresse, alle comunicazioni, ma anche ai comportamenti concludenti manifestati prima o dopo la conclusione di un contratto (<b>Neumayer/Ming</b>, op. cit. N. 1 all’art. 8; <b>Melis</b>, op. cit. N. 3 e 14 all’art. 8). Nel caso in esame non è controverso che la convenuta ha eseguito pagamenti per entrambe le forniture per Fr. 90'000.-. L’attrice ne ha però ricevuti Fr. 85'000.-, a fronte di un prezzo complessivo di Fr. 104'578,65, di cui Fr. 54'830.- per la prima fornitura e Fr. 49'748,65 per la seconda (cfr. sentenza Pretore consid. 8). Avuto riguardo alle circostanze si deve ritenere che dopo la comunicazione del 19 settembre 1995 (doc. _), nessun pagamento poteva avere effetto liberatorio se non era corrisposto alla sede dell’attrice o sul conto che era stato indicato da essa per il tramite delle __________ SA. Per contro, alla luce delle circostanze, si deve ragionevolmente ammettere che __________ e __________ fungevano in Svizzera da rappresentanti dell’attrice, i quali, quantomeno apparentemente, avevano dato l’impressione all’acquirente di svolgere un servizio che andava al di là della semplice segnalazione del cliente. Sono stati quest’ultimi a confermare l’ordine delle pareti mobili extrastandard e a sollecitare i pagamenti (doc. _), nonché a mantenere contatti stretti con la DL (__________) in vista dell’esecuzione del contratto (per i pagamenti e per la posa delle pareti extrastandard). In buona fede l’attrice non può ragionevolmente mettere in discussione questi stretti rapporti, giacché in data 13 febbraio 1996 si era sentita in dovere di revocare dei poteri di rappresentanza a __________ e a __________ (doc. _). Nell’agosto del 1995 l’attrice aveva accettato un pagamento per contanti e non aveva segnalato all’acquirente che non sarebbero più state accettate simili modalità di pagamento. Se così stanno le cose si deve ammettere che tutti i pagamenti che sono stati effettuati nelle mani di __________ prima della comunicazione del 19 settembre 1995, andavano computati sul prezzo di compravendita per entrambe le forniture, avuto riguardo al clima di fiducia che essi, con la compiacenza dell’attrice, avevano creato nei confronti dell’acquirente in ordine al pagamento di somme di denaro. L’acquirente ha appoggiato due versamenti sul conto dell’attrice: uno di Fr. 40'000.- il 25 settembre 1995 (doc. _) e, l’altro di Fr. 15'000.- il 7 novembre 1995 (doc. _). Nelle mani di __________ l’attrice ha proceduto a due pagamenti: il primo mediante la consegna di un assegno di nominali Fr. 20'000.- in data 3 agosto 1995 (doc. _) e il secondo in contanti di Fr. 15'000.- l’11 ottobre 1995 (doc. _). Dagli atti traspare che __________ nel mese di agosto del 1995 ha riversato per contanti una somma di denaro all’attrice, ma non si sa se integralmente o parzialmente (cfr. testi __________, verbale citato pag. 3 e Prodiga pag. 7). Di certo __________ ha trattenuto Fr. 5'000.- su uno di questi due acconti. Se si trattasse del primo acconto la convenuta sarebbe liberata dal suo obbligo di pagare, mentre se si trattasse del secondo, no. Con una verosimiglianza che rasenta la certezza, dall’esame della documentazione si può ritenere che l’acconto di Fr. 15’000.- dell’11 ottobre 1995 è entrato nelle casse dell’attrice, perché l’ha contabilizzato nei giorni successivi, ovvero il 17 ottobre di quell’anno (cfr. doc. _). Per esclusione si può quindi ritenere che __________ trattenne Fr. 5'000.- dal primo acconto di Fr. 20'000.- che gli fu versato, ovvero ad un’epoca in cui si poteva ritenere, in buona fede, che costui fosse autorizzato a ricevere pagamenti dall’acquirente per conto della venditrice. Ciò posto la decisione del Pretore, anche su questo punto oggetto dell'appello adesivo, merita conferma.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><b><span> 4.</span></b><span> L'addebito delle spese e delle ripetibili segue le reciproche soccombenze delle parti.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span>Per i quali motivi</span></p> <p class="R1"><span>richiamati per le spese l’art. 148 CPC, la LTG e la TOA</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><b><span>dichiara e pronuncia:</span></b></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>1.</b> L’appello 7 ottobre 2002 di __________ è respinto. </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>2.</b> Le spese della procedura di appello consistenti in:</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> a) tassa di giustizia Fr. 450.-</span></p> <p class="R1"><span> b) spese Fr. 50.-</span></p> <p class="R1"><span> totale Fr. 500.-</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> già anticipate dall'appellante, rimangono a suo carico con l’obbligo di rifondere alla parte appellata Fr. 800.- a titolo di ripetibili.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>3.</b> L’appello adesivo 3 dicembre 2002 di __________ SpA, __________ (I) è respinto.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>4.</b> Le spese della procedura di appello consistenti in:</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> a) tassa di giustizia Fr. 150.-</span></p> <p class="R1"><span> b) spese Fr. 50.-</span></p> <p class="R1"><span> totale Fr. 200.-</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> già anticipate dall'appellante adesiva rimangono a suo carico, con l’obbligo di rifondere alla controparte Fr. 350.- a titolo di ripetibili.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>5.</b> Intimazione:</span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="R1"><span> </span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>- </span></p> <p class="MsoNormal"><span>- </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> </td> </tr> </table> <p class="R1"><span> Comunicazione alla Pretura del Distretto di Riviera.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><b><span>Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello</span></b></p> <p class="MsoNormal"><span>Il presidente Il segretario</span></p> </div></body></html>