<h2>SubmittedText<h2><p>Nelle sue risposte alla MO 20.3920 e alla PO 20.3921 depositate dalla CIP-N, il Consiglio federale scrive che</p><p>"Il rapporto di valutazione 2015-2019 del 20 dicembre 2019 sulla promozione del plurilinguismo mostra che i valori di riferimento relativi alla rappresentanza delle comunità linguistiche sono complessivamente raggiunti in tutte le classi di stipendio e in tutti i Dipartimenti e che sono stati compiuti progressi.".</p><p>Un'attenta lettura del rapporto sulla promozione del plurilinguismo mostra un quadro meno roseo, ed evidenzia forti squilibri e valori inferiori ai minimi OLing a partire dalla 24 classe (pp. 16-17): </p><p>"- una rappresentanza italofona che rientra negli obiettivi dell'OLing (2008: 6,7 %, 2014: 6,9 %, 2017: 7,1 %, 2018: 6,6 %, considerando le classi di stipendio senza distinzioni): aumento dal 4,4 al 5,7 per cento (percentuale minima secondo l'OLing: 6,5 %) nelle classi di stipendio dalla 34 alla 38 (quadri dirigenti); una certa stabilità nelle classi di stipendio dalla 30 alla 38 (dal 4,2 al 4,1 %) e un leggero aumento nelle classi di stipendio dalla 24 alla 29 (dal 4,8 al 5 %);</p><p>- un lieve aumento della rappresentanza romancia dallo 0,3 allo 0,4 per cento, che si colloca così leggermente al di sotto della percentuale minima secondo l'OLing; una diminuzione dallo 0,7 allo 0 per cento nelle classi di stipendio dalla 34 alla 38 (quadri superiori)".</p><p>Si legge inoltra che "il risultato complessivo è da ricondurre all'impegno profuso dalla CaF, da alcuni dipartimenti e dalle rispettive unità amministrative. Gli sforzi degli uni compensano così le lacune e i ritardi degli altri. (...) per le classi di stipendio da 34 a 38, il DFI, il DFGP, il DDPS, il DFF e il DATEC non registrano alcun rappresentante della comunità italofona né della comunità romancia. Tali tendenze dimostrano che il livello retributivo e il grado di responsabilità sono sempre un fattore decrescente nella rappresentanza delle minoranze linguistiche.".</p><p>Alla luce di quanto sopra, il Consiglio federale</p><p>- riconosce che quanto scritto nelle risposte agli atti parlamentari di cui sopra non corrisponde a quanto rilevato nel rapporto sul plurilinguismo? </p><p>- riconosce che la comunità italofona e quella romancia sono sottorappresentate in più di un dipartimento?</p><p>- riconosce che tanto più aumenta la classe di stipendio, tanto più diminuisce la presenza delle minoranze linguistiche?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Le affermazioni contenute nel rapporto sul plurilinguismo e quelle contenute negli interventi parlamentari succitati coincidono e non vi sono contraddizioni. Le affermazioni contenute negli interventi parlamentari menzionati si fondano su dati a livello federale, comprendono tutte le classi di stipendio e tutti i dipartimenti. Nel rapporto sul plurilinguismo i dati sono esposti in modo dettagliato. Perciò essi variano a seconda del livello di valutazione (suddivisione per dipartimenti, per classi di stipendio). Tuttavia, il quadro generale rimane invariato.</p><p>Il Consiglio federale condivide la constatazione secondo cui la comunità italofona e quella romancia sono sottorappresentate in più di un dipartimento. Questa sottorappresentanza si evince dal rapporto sul plurilinguismo (cfr. in particolare dall'all. 4 pag. 2 del rapporto).</p><p>È difficile fare affermazioni di carattere generale sulla rappresentanza delle minoranze linguistiche nelle classi di stipendio più elevate, perché la comunità francofona, quella italofona e quella romancia si evolvono in modo differente. Anche all'interno dei dipartimenti la situazione è eterogenea perché, ad esempio, la rappresentanza di una comunità linguistica aumenta in un dipartimento e diminuisce in un altro. Considerando l'Amministrazione federale nella sua totalità, si può dire che la rappresentanza della comunità italofona e di quella romancia diminuisce nelle classi di stipendio più elevate, mentre la rappresentanza della comunità francofona diventa più consistente man mano che la classe di stipendio aumenta.</p>  Risposta del Consiglio federale.