<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quali misure adotta il Consiglio federale per mettere fine alle esportazioni di armamenti in Ungheria?</p><p>2. A quanti milioni di franchi all'anno ammonta il materiale d'armamento che la Svizzera ha esportato in Ungheria nell'ultimo decennio?</p><p>3. Il Consiglio federale ha già inserito la tematica di queste esportazioni in un ordine del giorno? In caso negativo, quando intende decidere al riguardo?</p><p>Le immagini di profughi che in questo periodo appaiono ogni giorno sui media scuotono le coscienze. Al confine ungherese migliaia di persone aspettano, davanti a muri e recinzioni, di poter entrare. L'Ungheria non offre asilo ai migranti oppure li porta in campi chiusi, infrangendo sistematicamente i diritti umani. E la Svizzera cosa fa?</p><p>Continua a esportare in Ungheria materiale bellico per milioni di franchi. Questo è inammissibile e non si addice a un Paese in cui ha sede l'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati. Il Consiglio federale dovrebbe intervenire come ha fatto in altri casi, ad esempio con l'Arabia saudita, e in tempi rapidi. Al tempo stesso dovrebbe sospendere senza indugio i rimpatri in Ungheria previsti secondo il regolamento di Dublino.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Le domande di esportazione di materiale bellico sono soggette a un'autorizzazione specifica. In caso di violazioni gravi e sistematiche dei diritti umani nel Paese destinatario, l'autorizzazione può essere rilasciata solo se è esiguo il rischio che il materiale bellico da esportare venga impiegato per commettere gravi violazioni dei diritti umani, altrimenti la domanda deve essere obbligatoriamente respinta (art. 5 cpv. 2 lett. b in combinato disposto con art. 5 cpv. 4 dell'ordinanza sul materiale bellico, OMB; RS 514.511). Per violazioni gravi e sistematiche dei diritti umani si intendono l'applicazione sistematica della tortura, l'imposizione di punizioni corporali da parte di tribunali, l'amputazione degli arti come sanzione, la soppressione sistematica e violenta della libertà d'espressione e l'imposizione della pena di morte per reati non gravi.</p><p>L'esportazione di materiale bellico deve essere respinta anche se esiste un forte rischio che, nel Paese destinatario, il materiale bellico da esportare sia impiegato contro la popolazione civile (art. 5 cpv. 2 lett. d OMB).</p><p>Il Consiglio federale non ritiene pertanto necessario un adeguamento generale della prassi attuale per l'autorizzazione delle esportazioni in Ungheria. Nel quadro dell'esame del singolo caso, il Consiglio federale dispone degli strumenti per tutelare i propri interessi di politica esterna e di politica della sicurezza.</p><p>Nel periodo 2004-2015 le esportazioni di materiale d'armamento in Ungheria sono ammontate a circa 12 milioni di franchi:</p><p>- 2004: 9970 franchi;</p><p>- 2005: 90 052 franchi;</p><p>- 2006: 13 740 franchi;</p><p>- 2007: 205 302 franchi;</p><p>- 2008: 0 franchi;</p><p>- 2009: 67 717 franchi;</p><p>- 2010: 124 625 franchi;</p><p>- 2011: 2 047 742 franchi;</p><p>- 2012: 2 891 007 franchi;</p><p>- 2013: 1 688 178 franchi;</p><p>- 2014: 2 667 626 franchi;</p><p>- 2015 (fino al 30 agosto 2015): 1 780 856 franchi:</p><p>- totale: 11 586 815 franchi.</p>  Risposta del Consiglio federale.