<h2>SubmittedText<h2><p>Il periodo attuale ha richiesto di introdurre diversi regimi di controllo alle frontiere:</p><p>1. Quale è stato l'andamento dei crimini tipicamente transfrontalieri (p.es. furti, rapine) nelle regioni di frontiera, quindi non solo in Ticino, nei mesi di marzo, aprile e maggio del 2020? (si chiede che siano prese in esame almeno 3 regioni effettuando un paragone con gli stessi mesi di anni precedenti)</p><p>2. In queste regioni, il personale delle Guardie di confine in che misura è stato suddiviso tra controlli mobili e controlli ai valichi? (anche in questo caso si chiede un confronto sull'arco di alcuni anni). </p><p>3. Con quale effettivo si è gestita la situazione (specificando anche i collaboratori non disponibili e i rinforzi disponibili). Quale è stato l'eventuale l'onere lavorativo supplementare per gestire la situazione? </p><p>4. Cosa pensa il Consiglio federale della possibilità di proseguire, anche in periodi normali, la chiusura parziale in particolare durante la notte di alcuni valichi secondari? (si chiede una valutazione tecnica e una politica)</p><p>5. Alla luce del supporto dato dalla Polizia militare, cosa pensa il Consiglio federale della possibilità di proseguire, anche in periodi normali, con una maggiore presenza delle Guardie di confine ai valichi? (si chiede una valutazione tecnica e una politica)</p><p>6. Il Consiglio federale intende svolgere un approfondimento in merito alla tematica sollevata (chiusure parziali e maggior controllo delle frontiere)?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La lotta alla criminalità transfrontaliera è una delle maggiori priorità per il Consiglio federale. Al contempo quest'ultimo rammenta che la lotta alla criminalità è uno dei compiti originari dei Cantoni, i quali gestiscono anche le statistiche sulla criminalità. Per ora il Consiglio federale non può pertanto dare una risposta definitiva sui recenti sviluppi della criminalità nelle regioni e nei periodi richiesti. Tuttavia, dai dati rilevati dall'Amministrazione federale delle dogane (AFD), per il periodo marzo-maggio 2020 emerge il seguente quadro rispetto allo stesso periodo nei tre anni precedenti: a livello nazionale, il numero di fermi effettuati in materia della ricerca di persone è diminuito di circa il 40 per cento, mentre nell'ambito del contrabbando di merci e dei passatori del 55 per cento. In seguito ai diversi provvedimenti di lockdown e shutdown adottati dai Paesi europei e alle conseguenti restrizioni di viaggio, la vita pubblica in Europa si è praticamente fermata, influendo quindi anche sulle attività criminali. Per tale motivo non è possibile trarre conclusioni per quanto riguarda l'impatto della chiusura dei confini sulla diminuzione della criminalità transfrontaliera in una situazione normale.</p><p>2. Durante la situazione straordinaria, l'AFD ha adottato diversi provvedimenti al fine di applicare il divieto di entrata in Svizzera valido di principio. Oltre alla reintroduzione dei controlli doganali e delle persone statici presso i valichi di confine aperti (controlli sistematici al confine), in tutta l'area d'impiego, quindi anche presso i valichi di confine chiusi e nell'area interstiziale, sono stati eseguiti controlli doganali e delle persone mobili.</p><p>3. I provvedimenti straordinari sono stati eseguiti dai collaboratori operativi dell'intera AFD. Nel quadro del servizio d'appoggio questi ultimi sono stati supportati in via sussidiaria da 50 membri della polizia militare e, in diverse fasi, anche da alcuni battaglioni di fanteria che si sono occupati in particolare di sorvegliare i valichi di confine chiusi e il terreno interstiziale. Gli effettivi impiegati sono stati definiti e ripartiti a seconda della situazione. Ciò ha permesso ai collaboratori dell'AFD di concentrarsi sui controlli delle condizioni d'entrata nonché del traffico delle merci. In tale contesto, grazie alle misure di canalizzazione, l'AFD è riuscita a impiegare presso i valichi di confine aperti tutti i mezzi a disposizione, senza accumulare lavoro aggiuntivo o straordinario e mantenendo la fluidità del traffico nonostante i controlli sistematici.</p><p>4./6. Al termine della crisi attuale, il Consiglio federale analizzerà a esito aperto i provvedimenti attuati e trarrà le rispettive conclusioni nel rispetto dell'ordinamento giuridico nazionale e internazionale. Il Consiglio federale non ritiene necessario reintrodurre i controlli sistematici al confine in una situazione normale. Inoltre, una reintroduzione generale dei controlli sistematici al confine violerebbe l'acquis di Schengen. Il Consiglio federale continua a prendere sul serio le preoccupazioni delle autorità locali e della popolazione. La situazione relativa alla sicurezza in Svizzera e, in particolare, nelle regioni di confine è sotto costante osservazione, al fine di poter adottare per tempo le misure necessarie. Già nel 2017 l'AFD ha testato la chiusura notturna dei valichi secondari nell'ambito di un progetto pilota (<a href="https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20143035">14.3035 mozione Pantani</a>), dal quale è risultato che una simile chiusura non avrebbe una notevole incidenza sul tasso di criminalità.</p><p>5. Grazie a impieghi di rinforzo, l'AFD è in grado di fornire sostegno, in termini di personale, a singole regioni nell'esecuzione dei controlli. Tuttavia, vista l'odierna organizzazione dell'AFD, tali collaboratori dovrebbero essere spostati da altre regioni, dove poi verrebbero a mancare. Nel quadro dell'ulteriore sviluppo dell'AFD e della futura formazione di base operativa uniforme, l'effettivo per tali impieghi di rinforzo sarà aumentato anche a favore di una maggiore capacità di resistenza. Dalle cifre relative alla situazione straordinaria emerge tuttavia che in una situazione normale i controlli sistematici al confine non possono essere mantenuti a lungo termine con le risorse ordinarie disponibili. Nelle situazioni straordinarie rimarrà necessario il sostegno sussidiario da parte dell'esercito. Il Consiglio federale non vede la necessità di un sostegno permanente da parte dell'esercito in una situazione normale. Inoltre, a tale proposito attualmente non esiste alcuna base legale.</p>  Risposta del Consiglio federale.