<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di proporre al Parlamento la modernizzazione delle misure collaterali, considerando l'effetto auspicato e le esperienze maturate e sfruttando le nuove possibilità offerte dalla tecnologia in modo tale che possa essere ridotto il temine di notifica e garantita appieno l'attuale protezione dei salari. Va verificata anche la possibilità di certificare le imprese che distaccano lavoratori accordando a tali imprese un'autorizzazione globale a tempo determinato.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Le misure collaterali sono entrate in vigore nel 2004. Da allora ne è stata verificata regolarmente l'efficacia e, se necessario, sono state adeguate.</p><p>Il 1° gennaio 2017 sono quindi stati aumentati gli importi massimi delle sanzioni per le violazioni della legge sui lavoratori distaccati. Nell'autunno del 2017 il Consiglio federale ha inoltre portato a 35 000 il numero minimo di controlli annui da effettuare nel quadro delle misure collaterali. Recentemente, oltre che sulle modifiche della legislazione, l'accento è stato posto soprattutto su miglioramenti nell'ambito dell'esecuzione.</p><p>Anche il Consiglio federale ritiene che gli strumenti tecnici per l'esecuzione delle misure collaterali, in particolare la procedura di notifica on line, siano da ottimizzare. Nel suo parere alla mozione Regazzi 18.3758 ha pertanto affermato che occorre attuare, entro i limiti dei mezzi disponibili, le possibilità di ottimizzazione esistenti nel senso perseguito dall'autore della mozione.</p><p>La certificazione delle imprese che distaccano lavoratori citata dall'autore della mozione è stata analizzata nel 2012 dalla SECO con il coinvolgimento dei Cantoni e delle parti sociali interessati e infine abbandonata sulla base del rapporto costi-benefici risultato dall'analisi. La situazione andrà riesaminata tenendo conto delle tecnologie oggi esistenti.</p><p>Nei negoziati con l'UE, il Consiglio federale ha deciso per ora di non siglare l'accordo istituzionale, in particolare a causa delle domande irrisolti legati alle misure di accompagnamento e di direttiva sulla libera circolazione dei cittadini UE. Attualmente si sta consultando sul progetto di testo. Al momento il Consiglio federale ritiene tuttavia prematuro esaminare la possibilità di apportare modifiche alla legislazione per ridurre il termine di notifica. Si occuperà dei risultati di tali consultazioni in primavera e deciderà a quel punto come procedere.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.