<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il rapidissimo sviluppo economico che ha caratterizzato gli ultimi anni ha provocato un </p><p>aumento della domanda di personale qualificato. Ciò si osserva segnatamente nel settore </p><p>delle tecnologie dell'informazione e delle telecomunicazioni. Il Consiglio federale deve però </p><p>tenere conto anche delle esigenze di altri settori che godono degli stessi diritti. A prescindere </p><p>dal fatto che il benessere della popolazione dipende anzitutto da una struttura economica </p><p>poliedrica, le esigenze formulate vanno parimenti situate in un contesto socio-politico.</p><p></p><p>Il Consiglio federale è conscio dell'importanza delle tecnologie di punta per lo sviluppo futuro </p><p>della nostra economia. Già nel 1998 esso approvava una strategia volta a promuovere la </p><p>società dell'informazione nel nostro Paese. I Dipartimenti interessati sono attualmente al </p><p>lavoro per attuare tale strategia. Onde colmare il più rapidamente possibile il fabbisogno di </p><p>informatici sono stati consentiti sforzi enormi segnatamente nel settore della formazione e </p><p>del perfezionamento, mediante la realizzazione di nuovi assetti nonché l'istituzionalizzazione </p><p>delle scuole universitarie professionali.</p><p></p><p>Dal punto di vista politico, la creazione di un contingente speciale annuo di 10 000 unità </p><p>destinato all'insediamento di nuove imprese tecnologiche sarebbe tuttavia difficilmente </p><p>difendibile. La motivazione della mozione spiega che questa richiesta poggia essenzialmente </p><p>su un'inchiesta svolta dall'associazione professionale "Le Réseau" a Ginevra. Queste cifre </p><p>non possono però essere applicate all'intera Svizzera. Le indagini svolte presso numerose </p><p>imprese dall'Istituto di ricerche congiunturali del politecnico di Zurigo, ad esempio, non </p><p>rilevano una carenza generale di personale specializzato nelle tecnologie di punta tale da </p><p>ostacolare in maniera rilevante lo sviluppo economico nel nostro Paese. Le imprese </p><p>sembrano peraltro trovare da sé soluzioni praticabili.</p><p></p><p>A fine ottobre 2000 il grado di utilizzo delle unità di contingente a disposizione per i permessi </p><p>annuali ha raggiunto, con il 90%, il livello più elevato mai registrato. Stando alle domande </p><p>depositate presso la Confederazione, il 20% di questi contingenti è andato a beneficio del </p><p>settore dell'informatica. Il fabbisogno prospettato a fine marzo 2001 dall'economia supera </p><p>nuovamente il valore registrato l'anno precedente, per cui il Consiglio federale segue con </p><p>vivo interesse l'ulteriore sviluppo.</p><p></p><p>Sinora il Consiglio federale ha sempre rifiutato di accordare contingenti speciali a determinati </p><p>settori, tantopiù che la legge vieta alla Confederazione di imporre ai Cantoni il rilascio di </p><p>permessi. Tra i motivi principali dell'attuale penuria di personale specializzato vi è la velocità </p><p>vertiginosa con cui le tecnologie sono evolute - processo difficilmente prevedibile all'inizio </p><p>degli anni Novanta. Un ulteriore motivo, stando a pertinenti indagini, risiederebbe nel fatto </p><p>che numerose imprese non hanno praticato una pianificazione del personale a lungo termine </p><p>e sono dunque state sorprese dai cambiamenti intervenuti rapidamente. Ora, proprio in </p><p>situazioni di forte domanda di personale qualificato, anche l'economia è chiamata ad </p><p>adoperarsi per accelerare la formazione di nuove forze lavoro.</p><p></p><p>Va detto inoltre che è difficile prevedere quanto tempo durerà l'attuale forte domanda di </p><p>informatici. Osservando i recenti valori tecnologici registrati in borsa non sarebbe da </p><p>escludere che, in un futuro ravvicinato, si assisterà a una fase di consolidamento. Per le </p><p>imprese "higtech" ciò potrebbe significare la fusione o la scomparsa dal mercato - come </p><p>dimostrato dalla prassi. Sarebbero così costantemente liberati degli specialisti che </p><p>potrebbero essere impiegati da altre imprese. Data l'attuale ricchezza delle possibilità di </p><p>formazione nel settore, è inoltre lecito presumere che tra alcuni anni gli informatici che </p><p>accederanno al mercato del lavoro basteranno a soddisfare il fabbisogno di personale </p><p>specializzato (sostituzioni e nuove assunzioni).</p><p></p><p>Sinora, di regola, le unità di contingente erano messe a disposizione senza problemi purché </p><p>fossero rispettate le condizioni salariali e lavorative in uso nella regione e nella professione. </p><p>Nel contesto del trasferimento di quadri o di mandati di ricerca vi è inoltre la possibilità, </p><p>mediante appositi moduli, di beneficiare di un trattamento accelerato da parte delle </p><p>competenti autorità cantonali e federali. Ora, se la procedura di permesso non implicasse i </p><p>Cantoni non sarebbe possibile tenere conto dei bisogni regionali né valutare correttamente la </p><p>situazione del mercato del lavoro sul posto.</p><p></p><p>Un confronto con gli USA appare per molti versi discutibile. In primo luogo non vi è un altro </p><p>Paese al mondo con una tale concentrazione di imprese-leader a livello mondiale nel settore </p><p>della software. L'elevato fabbisogno di specialisti che caratterizza l'America del Nord è </p><p>direttamente legato a questa situazione. Va detto poi che numerosi specialisti stranieri già si </p><p>trovano in territorio americano per cui non è necessario, come in Svizzera, reclutare </p><p>dapprima tale personale - in una regione non anglofona. Questi specialisti sono sovente neo-</p><p>diplomati di rinomate università statunitensi desiderosi di intraprendere un'attività </p><p>nell'industria privata americana. Si osservi infine che, sulla base di una stima effettuata dal </p><p>"Bundesverband der deutschen Informatik-Branche" secondo cui mancherebbero al Paese </p><p>circa 75'000 esperti in informatica, il Governo tedesco ha deciso di rilasciare 20 000 "Green-</p><p>Cards". La "Bundesanstalt für Arbeit" di Norimberga ha tuttavia comunicato che sinora tale </p><p>possibilità è stata sfruttata solo in minima parte.</p><p></p><p>Il Consiglio federale condivide in linea di massima l'opinione dell'autore della mozione </p><p>secondo cui la possibilità di disporre di personale qualificato costituisce un criterio </p><p>d'investimento essenziale in vista dell'insediamento di nuove imprese. La scelta </p><p>dell'ubicazione dell'impresa non dipende tuttavia esclusivamente dalla disponibilità di </p><p>contingenti e dall'efficacia della procedura di ammissione per il personale straniero. Nella </p><p>decisione entrano in gioco numerosi altri fattori che sfuggono in parte o interamente </p><p>all'influsso del Consiglio federale. Sono inoltre determinanti le condizioni geografiche, </p><p>l'offerta di alloggi e di locali commerciali adeguati, spesso anche la possibilità per i figli di </p><p>frequentare la scuola in inglese, senza dimenticare poi il contesto economico generale </p><p>nonché aspetti fiscali.</p><p></p><p>Con l'entrata in vigore dell'accordo sulla libera circolazione delle persone con l'UE, inoltre, il </p><p>padronato svizzero potrà disporre di ulteriori 150 milioni di lavoratori. Come sottolineato nel </p><p>contesto della votazione sugli accordi bilaterali con l'UE e di quella sull'iniziativa del 18% e, </p><p>più di recente, nel disegno di una nuova legge sugli stranieri, il Consiglio federale perseguirà </p><p>anche in avvenire gli obiettivi della politica in materia di stranieri:</p><p></p><p>- libera circolazione con i Paesi dell'UE/AELS e</p><p>- ammissione restrittiva di personale qualificato proveniente da Stati terzi.</p><p></p><p>Il Consiglio federale respinge pertanto le quattro mozioni Neirynck, Polla, Frey Claude e </p><p>Cornu in quanto non opportune.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.