<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di sottoporre al Parlamento una revisione della legge federale sul credito al consumo e della legge federale sulla esecuzione e sul fallimento, al fine di vietare il pignoramento dello stipendio del debitore per crediti al consumo concessi malgrado l'insolvibilità di quest'ultimo.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La legge federale sul credito al consumo (LCC; RS 221.214.1) è entrata in vigore il 1° gennaio 2003. La LCC mira in primo luogo a migliorare la protezione del consumatore contro gli abusi nell'ambito del credito al consumo. In particolare, i consumatori devono essere protetti contro il sovraindebitamento. L'esame della capacità creditizia rappresenta il principale strumento per lottare contro l'indebitamento eccessivo (art. 28 segg. LCC). Il creditore deve dunque esaminare la capacità creditizia del consumatore prima della conclusione del contratto. Il creditore che non rispetta tale obbligo rischia di perdere il credito o perlomeno gli interessi dovuti dal creditato (art. 32 LCC). La Svizzera dispone quindi di sanzioni molto severe. Il consumatore può far valere la violazione del contratto quando fa opposizione, così che il creditore non può continuare l'esecuzione (si veda l'art. 74 segg. LEF; RS 281.1). Di conseguenza, il salario del debitore non può essere pignorato. Il Consiglio federale si rifiuta di prevedere altre sanzioni (si vedano anche il parere del Consiglio federale sulla mozione Meier-Schatz 04.3640, "Legge sul piccolo credito. Migliorare la protezione dei giovani adulti", e la risposta all'interpellanza John-Calame 06.3498, "Creazione di un fondo per il disindebitamento").</p><p>Anche recenti studi scientifici mostrano che una revisione della LCC non è necessaria. Dalle inchieste e dai sondaggi svolti dall'Università di Zurigo e dall'Alta scuola specializzata della Svizzera nord-occidentale emerge infatti che il problema dell'indebitamento dei giovani adulti è stato ampiamente sopravvalutato. È vero che anche i giovani adulti hanno debiti, ma perlopiù presso parenti o conoscenti. I crediti al consumo in senso proprio portano soltanto di rado all'indebitamento. Infine, occorre parimenti rilevare che il 26 settembre 2007 il Consiglio nazionale ha deciso di non dare seguito all'iniziativa parlamentare Rossini 06.417, "Indebitamento, piccolo credito e carte di credito". Anche il Consiglio nazionale non vede dunque la necessità di legiferare in materia di credito al consumo.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.