<h2>SubmittedText<h2><p>1. Come possono i rodenticidi anticoagulanti essere compatibili con l'articolo 16 capoverso 2 lettera a dell'ordinanza sulla protezione degli animali ?</p><p>2. In considerazione del fatto che esistono alternative per eliminare i roditori in modo più rapido e meno doloroso, la Confederazione prevede di vietare i rodenticidi contenenti le sostanze summenzionate? Se sì, come intende procedere e se no, perché? </p><p>3. Vi sono altre misure che la Confederazione sarebbe disposta ad adottare per evitare la sofferenza di ratti, topi e altri animali?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Poiché topi e ratti possono essere portatori di vari agenti patogeni e costituire così un rischio per la salute pubblica, la loro popolazione deve poter essere regolata. Dopo aver ingerito un'esca contenente anticoagulanti, i roditori muoiono entro pochi giorni per collasso cardiocircolatorio. L'intervallo di tempo tra l'ingestione e l'effetto dell'esca è importante per una disinfestazione efficace, in quanto soprattutto i ratti sono prudenti nella ricerca di cibo e potrebbero sviluppare una certa diffidenza se vedessero i loro conspecifici morire poco dopo l'ingestione di un'esca. I rodenticidi anticoagulanti sono stati oggetto di valutazione approfondita nell'ambito di una procedura armonizzata con l'Unione europea e sono stati omologati secondo l'ordinanza sui biocidi (RS 813.12) ponderando debitamente gli interessi della protezione degli animali e quelli della salute pubblica. Fino a quando non saranno disponibili principi attivi ugualmente efficaci e meno dolorosi o alternative non chimiche (cfr. punto 2), l'impiego di rodenticidi anticoagulanti contro ratti e topi resta indispensabile. Tenuto conto delle circostanze, la loro omologazione come biocidi in virtù della legislazione sui prodotti chimici e la protezione dell'ambiente non costituisce una violazione della legislazione sulla protezione degli animali.</p><p>2. In Svizzera e nell'Unione europea, i principi attivi omologati contenuti nei biocidi sono rivalutati ogni cinque anni. Nel 2017 si era giunti alla conclusione che, secondo i dati disponibili, i metodi non chimici di controllo o prevenzione quali trappole meccaniche, elettriche o a colla non fossero sufficientemente efficaci e sollevassero interrogativi circa il benessere degli animali. I principi attivi chimici alternativi non sembravano essere idonei per tutte le categorie di utilizzatori o efficaci per tutte le specie di roditori (indicazioni sul principio attivo difenacum: cfr. Regolamento di esecuzione [UE] 2017/1379 del 25 luglio 2017). La prossima verifica sarà avviata quest'anno. Qualora dimostrasse che sono disponibili alternative adatte ed efficaci, i rodenticidi anticoagulanti non sarebbero più omologati.</p><p>3. Da anni le autorità di omologazione svizzere prestano particolare attenzione ai rodenticidi anticoagulanti. Nel 2015, insieme agli Stati membri dell'UE, hanno contribuito attivamente alla redazione del rapporto sulle misure di mitigazione del rischio per i rodenticidi anticoagulanti come prodotti biocidi ("Risk mitigation measures for anticoagulant rodenticides as biocidal products") e sono regolarmente in contatto con la Federazione svizzera dei disinfestatori. Sulla pagina web "Uso corretto dei prodotti biocidi" dell'Ufficio federale dell'ambiente sono indicate misure per prevenire un'infestazione da ratti o topi e nella scheda informativa "Veleni per topi e ratti" dell'Ufficio federale della sanità pubblica sono disponibili informazioni sul corretto utilizzo dei prodotti.</p><p>Dal 2017, gli utilizzatori non professionali sono autorizzati ad impiegare solamente prodotti senza applicazione esterna contenenti basse concentrazioni di principio attivo in confezioni di dimensioni ridotte. Possono inoltre essere impiegati soltanto contenitori per esche a prova di manipolazione e fissabili.</p>  Risposta del Consiglio federale.