<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale condivide l'opinione degli autori del postulato, secondo i quali la Svizzera non può risolvere da sola i problemi legati al traffico ed è quindi necessario elaborare una strategia comune per gestire il previsto aumento del traffico merci nell'arco alpino. L'accordo sui trasporti terrestri è stato concluso proprio con l'intento di concordare ed armonizzare la nostra politica dei trasporti con quella dell'UE. La Svizzera è riuscita, in questo caso, a fissare nell'accordo gli obiettivi e strumenti della propria politica dei trasporti. </p><p>Per quanto concerne lo sviluppo della politica dei trasporti, la Commissione europea persegue oggi obiettivi paragonabili a quelli della Svizzera. Nel Libro bianco del 12 settembre 2001 sulla politica europea dei trasporti fino al 2010 sono proposte varie misure per promuovere il trasferimento del traffico dalla strada alla rotaia. Diversi Stati membri, in particolare la Germania, l'Austria e i Paesi Bassi, stanno progettando l'introduzione di tasse sul traffico stradale commisurate alle prestazioni. Riteniamo esatta la previsione secondo la quale questo sviluppo potrebbe contribuire notevolmente ad accrescere la competitività dei trasporti ferroviari nord-sud, visto che gran parte del percorso per il traffico di transito sarebbe tassato.</p><p>Si tratta di sviluppi incoraggianti, che rafforzeranno gli effetti ricercati mediante le misure di accompagnamento, l'aumento progressivo della tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni (TTPCP) e, infine, l'entrata in servizio della NFTA. Della TTPCP è stato ora introdotto un primo livello tariffario - la tariffa sarà aumentata in misura rilevante nel 2005 e di nuovo dopo l'entrata in servizio della galleria di base del Lötschberg. Il 1° maggio 2002 il Consiglio federale ha approvato il primo rapporto sul trasferimento del traffico. L'incremento del traffico merci in transito attraverso le Alpi ha potuto essere contenuto grazie alle misure poste in vigore nel 2001. Nei prossimi anni il Consiglio federale concentrerà tutti i suoi sforzi, con le misure di accompagnamento, per convincere i trasportatori a scegliere la rotaia e per ridurre i transiti di automezzi pesanti sulle Alpi. Le attuali misure di accompagnamento dovranno quindi essere ottimizzate e integrate nell'ambito di un programma articolato in 16 punti. Devono essere vagliati e, se giudicati opportuni e finanziabili, attuati provvedimenti volti a migliorare la qualità nel traffico merci internazionale su rotaia, intensificare i controlli sul traffico pesante, aumentare le ordinazioni nel traffico combinato e i contributi federali per terminali e binari di raccordo.</p><p>Il Consiglio federale non ritiene quindi opportuno introdurre ora un altro pedaggio per il traffico di transito sulle Alpi. L'importo complessivo delle tasse esigibili per un trasporto attraverso la Svizzera è fissato nell'accordo sui trasporti terrestri e il suo limite massimo è ora stato raggiunto con la TTPCP. L'introduzione dell'importo massimo, in media di 325 franchi (Basilea-Chiasso), a partire dall'entrata in servizio della galleria di base del Lötschberg o al più tardi dal 1° gennaio 2008, è stata ottenuta con ardue trattative. L'introduzione di una tassa sul transito alpino sarebbe però possibile applicando la clausola di salvaguardia fiscale che, ai sensi dell'accordo, permette un aumento temporaneo della tassazione del 12,5% a certe condizioni e a partire dall'entrata in servizio della galleria di base del Lötschberg. Non bisogna inoltre aspettarsi una normativa speciale per il traffico regionale: durante le trattative per tutti gli accordi bilaterali, l'equilibrio di tutto il pacchetto e la non discriminazione hanno sempre rappresentato per l'UE degli elementi chiave. La regola della non discriminazione è inoltre della massima importanza anche per la Svizzera, quale stato esportatore. Anche nel caso dell'accordo sui trasporti terrestri l'uguaglianza di trattamento tra i diversi tipi e vettori di trasporto rappresentava per l'UE - de jure e de facto - un punto centrale. Una richiesta da parte svizzera di riprendere le trattative su questi settori delicati dell'accordo potrebbe provocare reazioni controproducenti e la richiesta di una contropartita dell'UE che potrebbero ripercuotersi su tutti e sette gli accordi.</p><p>Dopo l'incidente del San Gottardo, il desiderio di sviluppare soluzioni comuni per il traffico transalpino ha indotto la Svizzera, il 30 novembre 2001, a sottoporre ai ministri dei trasporti dei maggiori paesi alpini riuniti a Zurigo il testo di una dichiarazione comune. Emerge così la possibilità di una più intensa collaborazione internazionale nel campo della sicurezza stradale nelle gallerie e del trasferimento alla rotaia. Per l'applicazione della dichiarazione congiunta è stato insediato un organo permanente, la cui riunione costitutiva si è già svolta nel giugno 2002 e che è stato denominato "Comitato direttivo Sicurezza dei trasporti e mobilità nella regione alpina".</p><p>Tramite diversi gruppi di lavoro, il Comitato esamina e realizza misure volte ad accrescere la sicurezza del traffico. Da un lato sono prese in esame, tra le altre, anche le possibilità di effettuare controlli più frequenti e severi del rispetto delle prescrizioni tecniche e sociali nel settore dell'autotrasporto nonché, se del caso, un inasprimento delle prescrizioni. Dall'altro sono esaminate le possibili misure per ottimizzare la regolazione e il flusso del traffico (ad es. sull'asse del San Gottardo e del San Bernardino), tra le quali figurano anche provvedimenti volti a trasferire il traffico per ottenere una mobilità più rispettosa dell'ambiente; a questo riguardo saranno analizzati tra gli altri sia aspetti dell'esercizio per il traffico combinato (strada - ferrovia) sia gli elementi fiscali citati dagli autori del postulato. In questo ambito il Consiglio federale è disposto ad adoperarsi, all'interno di quest'organo, per un'introduzione coordinata a livello europeo di una tassa sul traffico pesante. È comunque del parere che, prima di condurre trattative formali, sia opportuno ottenere il consenso da parte dei paesi alpini europei. </p><p>Inoltre, nel quadro dell'ottimizzazione del sistema di dosaggio, sono ora all'esame tutte le possibili soluzioni anche a livello nazionale che permettano di alleggerire il traffico pesante da e verso la Svizzera meridionale, con lo scopo di garantire il funzionamento economico di questa regione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.