B u n d e s v e rw a l t u n g s g e r i ch t T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i f f éd é r a l T r i b u n a l e am m i n i s t r a t i vo f e d e r a l e T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i v fe d e r a l Corte I A-694/2017 S e n t e n z a d e l 12 l u g l i o 2 0 1 7 Composizione Giudici Claudia Pasqualetto Péquignot (presidente del collegio), Jérôme Candrian, Jürg Steiger, cancelliera Sara Friedli. Parti A._______, rappresentata dai signori B.________ e C._______, ricorrente, contro Ufficio federale delle strade USTRA, 3003 Bern, controparte, Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni DATEC, Palazzo federale nord, 3003 Bern, autorità inferiore. Oggetto Approvazione dei piani, Protezioni foniche EP 12 Bellinzona, Comuni di Giubiasco, Sementina, Monte Carasso e Bellinzona. A-694/2017 Pagina 2 Fatti: A. Il 25 febbraio 2011, l’Ufficio federale delle strade (di seguito: USTRA) ha depositato dinanzi al Dipartimento federale dell ’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (di seguito: DATEC) la domanda di approvazione dei piani per il progetto esecutivo di strada nazionale « EP 12 Bellinzona, Comuni di Giubiasco, Sementina, Monte Carasso e Bellinzona – Protezioni foniche ». Più nel dettaglio, i l progetto di risanamento fonico riguarda la tratta autostradale N2 che si estend e dallo svincolo di Bellinzona S ud (km 48.500) allo svincolo di Bellinzona Nord (km 55.500) ed implica:  la messa in opera di ca. 4 '000 m di ripari fonici lungo 4 tratte, in pr ossimità delle zone residenziali di Bellinzona, Sementina e Monte Carasso;  l’allargamento della corsia autostradale sud-nord presso il nuovo semisvincolo di Bellinzona dal km 51.000 al km 51.320 ca. e l ’ampliamento dell ’area di servizio di Bellinzona sud. Il progetto – benché non comprendente le opere relative alla realizzazione del semisvincolo N2 Bellinzona (ad eccezione dell’allargamento sopramen- zionato) – tiene però conto nella correlata analisi ambientale dei volumi di traffico che si avranno con l’entrata in esercizio del nuovo semisvincolo di Bellinzona. In particolare, tra Carasso e Galbisio sullo stesso lato (sezioni km 53.185 – km 54.290) in direzione sud -nord, i nuovi ripari che si inseriranno tra l’autostrada e la golena del fiume Ticino, si aff iancheranno in gran parte a quelli esistenti al centro della corsia (di 3.5 m di altezza) e sul lato a monte (di 6.5 m di altezza), riprendendo di fatto la stessa struttura e le stesse dimensioni di quelle già esistenti in direzione nord-sud. B. Durante il p eriodo di pubblicazione dal 22 marzo al 6 maggio 2011, la signora A._______ – vedova del signor D._______, allora proprietario della particella n. ***1 RFD del Comune di X._______, secondo quanto risultante dal registro fondiario (di seguito: A._______) – ha presentato, per il tramite dei suoi rappresentanti, opposizione datata 7 aprile 2011 al predetto progetto. Essa, sottolineando che dall’apertura dell’autostrada la particella n. ***1 sarebbe sottoposta ad immissioni foniche superiori ai valori limite di immissione (di seguito: VLI), si è in sostanza opposta alla posa dei progettati ripari fonici, in quanto a suo avviso ciò causerebbe un aumento dei VLI dovuti alla riflessione del rumo re. Invocando tra l ’altro il principio dell’uguaglianza, essa ha pertanto postulato la non esecuzione dei ripari A-694/2017 Pagina 3 fonici oppure la verifica di tutte le varianti possibili da eseguire contemporaneamente e la costruzione di un riparo fonico di 45 ml davanti alla sua abitazione, comprendenti il lato direttamente parallelo all’autostrada e la parte laterale da sud. C. Con decisione 23 dicembre 2016, il DATEC (di seguito: autorità inferiore), ha respinto la predetta opposizione – compresa la richiesta di posa di un riparo fonico – e approvato i piani relativi al progetto esecutivo di strada nazionale, non sussistendo di fatto la necessità di adottare ulteriori misure di riduzione del carico acustico per la particella n. ***1 RFD del Comune di X._______. Per detta pa rticella non solo le immissioni foniche che la concernono si troverebbero entro i VLI e le riflessioni di rumore generate dal progetto risulterebbero impercettibili, ma inoltre l’indice di sostenibilità economica (di seguito: ISE) sarebbe insufficiente per ordinare misure di risanamento. D. Avverso la predetta decisione, la signora A.______ (di seguito: ricorrente) – per il tramite dei suoi rappresentanti – ha presentato ricorso 30 gennaio 2017 dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: Tribuna le), ribandendo in sostanza – sebbene non in maniera molto chiara e precisa – quanto già fatto valere con opposizione. E. Con risposta 7 aprile 2017, l ’autorità inferiore ha postulato la revoca dell’effetto sospensivo al ricorso, chiedendo nel contempo il suo rigetto. F. Con osservazioni 7 aprile 2017, l ’USTRA (di seguito: controparte) ha formulato le medesime richieste dell ’autorità inferiore, invocando in sostanza gli stessi motivi. G. Con ordinanza del 12 aprile 2017, il Tribunale ha invitato la ricorrente ad inoltrare le proprie osservazioni circa la richiesta d ’effetto sospensivo postulata dall ’autorità inferiore e dalla controparte, nonché a voler precisare in maniera chiara i motivi alla base del suo ricorso. H. Con scritto 27 aprile 2017, la ricorrente si è opposta alla revoca dell’effetto sospensivo. Invocando il principio dell’uguaglianza di trattamento, essa ha A-694/2017 Pagina 4 altresì precisato di opporsi in via principale alla costruzione dei progettati ripari fonici « […] dal (…), e sino al (…) […] », chiedendo in subordine – ossia, qualora detti ripari fonici dovessero comunque essere edificati – « […] che venga costruito, contemporanea mente, un riparo fonico sulla nostra particella di ml 45 e di metri 3 di altezza e ciò anche per una equa valutazione con il progetto complessivo in zona Y._______, considerando la parcella ***1 nello stesso ISE […] ». I. Con decisione incidentale del 19 maggio 2017 il Tribunale ha revocato l’effetto sospensivo al ricorso 30 gennaio 2017 in via cautelare. J. Con osservazioni finali del 12 giugno 2017, la ricorrente si è in sostanza riconfermata nel proprio ricorso. K. Ulteriori fatti e argomentazioni verranno ripresi, per quanto necessari, nei considerandi in diritto del presente giudizio. Diritto: 1. 1.1 Il Tribunale amministrativo federale giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell’art. 5 della legge federale del 20 dicembre 1968 sulla procedu- ra amministrativa (PA, RS 172.021) , emanate dalle autorità menzionate all’art. 33 della legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale amministrativo federale (LTAF, RS 173.32) riservate le eccezioni di cui all’art. 32 LTAF (cfr. art. 31 LTAF). In particolare, le decisioni rese dal DATEC in materia di approvazione dei piani concernenti i progetti esecutivi per strade nazionali ai sensi dell ’art. 26 cpv. 1 della legge federale dell ’8 marzo 1960 sulle strade nazionali (LSN, RS 725.11) possono esser impugnate dinanzi al Tribunale (cfr. art. 33 lett. d LTAF). Secondo l ’art. 37 LTAF, la procedura dinanzi al Tribunale è re tta dalla PA, in quanto la LTAF non disponga altrimenti. Il Tribunale è pertanto competente per statuire nel merito della presente vertenza. 1.2 Il Tribunale esamina d’ufficio la qualità per ricorrere ai sensi dell’art. 48 cpv. 1 PA (cfr. [tra le tante] senten za del TAF A -4887/2011 del 2 maggio 2013 consid. 2 con rinvii). Secondo tale norma, dispone della qualità per A-694/2017 Pagina 5 ricorrere chiunque ha partecipato al procedimento dinanzi all’autorità infe- riore o è stato privato della possibilità di farlo (art. 48 cpv. 1 lett. a PA), è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e ha un interesse degno di protezione al suo annullamento o alla sua modifica (art. 48 lett. b-c PA). Nel caso in disamina, è qui doveroso precisare come dal l’esame dell’estratto del registro fondiario risulti che la particella n. ***1 RFD del Comune di X._______ è ancora formalmente di proprietà del defunto marito della ricorrente, il signor D._______. In tali circostanze, non vi è dunque certezza circa l’attuale proprietà, contrariamente a quanto indicato dall’autorità inferiore nella decisione d’approvazione dei piani del 23 dicembre 2016 (cfr. decisione impugnata, pag. 23, consid. 3.1). Sennonché tale questione può rimanere qui aperta. Nella misura in cui la ricorrente risiede tutt ’ora nell’abitazione ubicata sulla particella n. ***1, la stessa risulta infatti indubbiamente toccata dalla decisione impugnata e ha un interesse degno di protezione a che la stessa venga annullata (cfr. art. 48 cpv. 1 lett. b-c PA). La ricorrente, destin ataria della decisione impugnata, ha inoltre presentato tempestiva opposizione al progetto conformemente all’art. 27d cpv. 1 LSN (cfr. art. 48 cpv. 1 lett. a PA). La ricorrente risulta dunque legittimata a ricorrere. 1.3 Il ricorso è poi stato poi interposto tempestivamente (cfr. art. 20 segg., art. 50 PA), nel rispetto delle esigenze di forma e – su riserva di alcune censure generiche non meglio precisate dalla ricorrente, malgrado il complemento al ricorso da lei trasmesso con scritto 27 aprile 2017 – di contenuto previste dalla legge (cfr. art. 52 PA). Il ricorso è dunque ricevibile in ordine, sicché vi è luogo di esaminarlo nel merito. 2. 2.1 Con ricorso al Tribunale amministrativo federale possono essere invocati la violazione del diritto federale, l ’accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rilevanti nonché l ’inadeguatezza, a condizione tuttavia che la decisione impugnata non sia stata emanata da un’autorità cantonale in veste di autorità di ricorso (cfr. art. 49 PA; cfr. MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, Prozessieren vor dem Bundesverwal - tungsgericht, 2a ed. 2013, n. 2.149). 2.2 Nell’ambito delle procedure d ’approvazione di piani, il potere d’apprezzamento dell’autorità di prima istanza è ampio, segnatamente per quanto riguarda questioni tecniche per le quali dispone delle necessarie conoscenze (cfr. DTF 135 II 296 consid. 4.4.3; sentenz e del TAF A- 3197/2014 del 22 febbraio 2016 consid. 2.2; A-523/2010 del 19 ottobre A-694/2017 Pagina 6 2010 consid. 4; BENJAMIN SCHINDLER, in: Auer/Müller/Schindler [ed .], Kommentar zum Bundesgesetz über das Verwaltungsverfahren, 2008 [di seguito: Kommentar VwVG], n. 9 ad art. 49 PA). In tali circostanze, lo scrivente Tribunale non sostituisce senza necessità il proprio potere d’apprezzamento a quello dell ’autorità infer iore, per quanto attiene alle questioni tecniche (cfr. sentenze del TAF A-3858/2016 del 21 giugno 2017 consid. 2.2; A-3713/2008 del 15 giugno 2011 consid. 4). Analogo discorso vale altresì per quanto attiene al potere d’apprezzamento delle autorità specializzate intervenute nell’ambito della procedura d’appro- vazione dei piani in oggetto. Il pieno potere d ’esame non implica, quindi, che il Tribunale sostituisca il proprio apprezzamento a quello delle autorità specializzate di prima istanza allorquando – come nel caso della determinazione della velocità massima consentita – si tratta d’apprezzare questioni che richiedono specifiche conoscenze (cfr. sentenze del TAF A- 3197/2014 del 22 febbraio 2016 consid. 2.2; A-194/2008 del 14 dicembre 2011 consid. 3 con rin vii). Va inoltre considerato che, quale autorità giudiziaria, lo scrivente Tribunale non è un ’autorità di pianificazione (cfr. DTF 129 II 331 consid. 3.2) né tantomeno autorità di vigilanza in materia ambientale. Ne discende che complementi di prova, quali perizie, devono essere ordinati o valutati solo eccezionalmente, quando tali mezzi di prova sono veramente necessari ad una corretta applicazione della legge (cfr. sentenze del TAF A-3858/2016 del 21 giugno 2017 consid. 2.2; A-194/2008 del 14 dicembre 2011 consid. 3 con rinvii). 2.3 Considerato quanto precede e conformemente all ’art. 62 PA, lo scrivente Tribunale non è legato né alle conclusioni né alle argomentazioni delle parti o dell ’autorità di prima istanza, secondo il principio iura novit curia. L’atto impugnato viene tuttavia esaminato soltanto nel quadro dei gravami adotti e l ’esame del diritto non viene esteso nella misura in cui i motivi avanzati o l ’incarto non contengano indizi propri ad incitare il Tribunale statuente a procedere in questo senso ( cfr. DTF 122 V 157 consid. 1a; DTAF 2007/27 consid. 3.3; sentenza del TAF A-1851/2006 del 18 ottobre 2010 consid. 1.3; PIERRE MOOR/ETIENNE POLTIER, Droit administratif, vol. II, 3a ed. 2011, pag. 300 segg.). 3. Nella presente fattispecie, oggetto del litigio è la contestata posa dei ripari fonici sulla strada nazionale N2 tra lo svinc olo autostradale di Bellinzona Sud (km N2 48.500) e quello di Bellinzona N ord (km N2 55.500) limitatamente per quanto concerne la tratta « […] dal (…), e sino al (…) A-694/2017 Pagina 7 […] » quale misura di risanamento fonico (cfr. scritto 27 aprile 2017 della ricorrente). Ciò premesso, p rima di entrare nel merito delle censure sollevate dalla ricorrente (cfr. consid. 3.2 del presente giudizio), qui di seguito verranno dapprima richiamati i principi applicabili in materia di approvazione dei piani di progetti esecutivi di strada nazionale, nonché in materia di risanamento fonico (cfr. consid. 3.1 del presente giudizio). 3.1 3.1.1 In virtù dei principi di coordinamento istituiti con l’entrata in vigore il 1° gennaio 2000 della legge federale del 18 giugno 1999 sul coordinamen- to e la semplificazione delle procedure d’approvazione dei piani (LCoord, RU 1999 3071), l’autorità d’approvazione dei piani, in qualità di autorità unica, controlla il rispetto del la legislazione federale pertinente nel suo insieme, mediante in particolare la consultazione delle autorità specializza- te normalmente competenti per applicare le legislazioni particolari – e numerose – che possono essere applicabili ai progetti d’infrastrutture. Essa decide non solo sulla compatibilità del progetto alla legislazione federale, ma pure sull’espropriazione. Per contro, la determinazione dell’indennità per espropriazione formale spetta alla Commissione federale di stima del circondario competente (cfr. Messaggio del 25 febbraio 1998 concernente la legge federale sul coordinamento e la semplificazione delle procedure d’approvazione dei piani, FF 1998 II 2029, 2038 [di seguito: Messaggio LCoord]; cfr. parimenti sentenze del TAF A-3197/2014 del 22 febbraio 2016 consid. 3.1; A-6547/2011 del 22 ottobre 2013 consid. 3.3; A-4988/2010 del 16 novembre 2011 consid. 3.3). 3.1.2 Di fatto, con decisione d’approvazione dei piani, la competente autorità non fa che approvare i piani relativi alla costruzione, alla m odifica o al risanamento di un impianto federale nel suo insieme. In tale contesto, l’autorità d’approvazione deve in particolare esaminare la compatibilità del progetto dal punto di vista ambientale, disponendo – laddove ciò sia richiesto dalla legge – uno studio d’impatto ambientale, consegnato in un rapporto d’impatto ambientale (di seguito: RIA) ai sensi dell’art. 10a segg. della legge federale del 7 ottobre 1983 sulla protezione dell’ambiente (LPAmb, RS 814.01), in combinato disposto con gli artt. 1 segg. dell’ordi- nanza del 19 ottobre 1988 concernente l’esame dell’impatto ambientale (OEIA, RS 814.011). 3.1.3 Nel caso specifico di una strada nazionale, la procedura d’approvazione dei piani è disciplinata dagli artt. 26 segg. LSN. Giusta A-694/2017 Pagina 8 l’art. 2 cpv. 1 OEIA, gli impianti esistenti che figurano nell’allegato all’OEIA – tra cui rientrano le strade nazionali – sono sottoposti al RIA se (lett. a) la modifica concerne trasformazioni, ingrandimenti o cambiamenti d’esercizio sostanziali e (lett. b) occorre decidere sulla modifica in una procedura che sarebbe decisiva per l’esame di un nuovo impianto ex art. 5 OEIA. In tale contesto, il RIA deve segnatamente esaminare se i seguenti valori limiti d’immissione (VLI) in rapporto all’inquinamento fonico in provenienza dal traffico stradale sanciti dalla cifra 2 dell’allegato 3 all’ordinanza del 15 dicembre 1986 contro l’inquinamento fonico (OIF, RS 814.41) sono rispettati e, in caso negativo, disporre le misure necessarie al loro rispetto: Giusta l’art. 8 cpv. 3 OIF, le trasformazioni, gli ingrandimenti e i cambia - menti dell’esercizio causati dal titolare dell’impianto sono considerati come modificazioni sostanziali di un impianto fisso, se c’è da aspettarsi che l’impianto stesso o la maggiore sollecitazione degli impiant i per il traffico esistenti provochi immissioni foniche percettibilmente più elevate. La ricostruzione dell’impianto è sempre considerata una modificazione sostanziale. 3.1.4 Gli impianti che non soddisfano le prescrizioni della LPAmb o quelle, ecologiche, di altre leggi federali, devono essere risanati (cfr. art. 16 cpv. 1 LPAmb). Di principio, le emissioni vanno limitate da misure applicate alla fonte (limitazione delle emissioni; cfr. art. 11 cpv. 1 LPAmb). Per quanto concerne l’inquinamento fonico, detto principio è concretizzato dall’art. 13 cpv. 1 OIF, secondo cui per gli impianti fissi che contribuiscono in modo determinante al superamento dei VLI l’autorità esecutiva ordina, dopo aver sentito il detentore dell’impianto, i risanamenti necessari. L’art. 13 cpv. 2 OIF precisa che gli impiant i devono essere risanati (lett. a) nella maggior A-694/2017 Pagina 9 misura possibile dal punto di vista t ecnico e dell’ esercizio e sopportabile sotto il profilo economico – misurato dal cosiddetto indice di sostenibilità economica (ISE) – e (lett. b) in modo che i VLI non siano superati. In determinati casi, qualora il risanamento risulti sproporzionato o degli interessi preponderanti si oppongano a detto risanamento , l’ autorità esecutiva accorda facilitazioni (cfr. art. 17 cpv. 1 LPAmb ; art. 14 cpv. 1 OIF). I valori d’allarme per le immissioni foniche non devono tuttavia essere superati (cfr. art. 17 cpv. 2 LPAmb; art. 14 cpv. 2 OIF). Se le misure alla fonte non permettono di ridurre a un livello inferiore al valore d ’allarme le immiss ioni foniche su edifici situati in vicinanza di strade, aeroporti, impianti ferroviari o altri impianti fissi pubblici o conces - sionati esistenti, i proprietari degli edifici sono tenuti a munire di finestre insonorizzate i locali destinati al soggiorno pr olungato di persone o a proteggerli mediante analoghe misure di natura edile (cfr. art. 20 cpv. 1 LPAmb; art. 15 cpv. 1 OIF). Di principio, spetta ai proprietari degli impianti fissi assumersi le spese di tale risanamento (cfr. art. 20 cpv. 2 LPAmb; sentenza del TAF A-1017/2015 del 9 maggio 2016 consid. 4.2). 3.1.5 Per quanto concerne il risanamento fonico delle strade, il Manuale per il rumore stradale, redatto dall’Ufficio federale dell’ambiente (di seguito: UFAM) e dall’USTRA, precisa i criteri tecnici che dev ono adempiere le misure di risanamento per essere attuabili (cfr. Manuale per il rumore. Aiuto per il risanamento. UFAM e USTRA. Stato: dicembre 2016, in: < https://www.bafu.admin.ch > Temi > Tema Rumore > Pubblicazioni e studi > Manuale per il rumore stradale >, consultato il 29.06.2017). Il merito alla realizzazione di pareti antirumore, il cap. 4.11 del predetto Manuale impone un’efficacia minima di 5 dB(A) e un ISE ≥ 1. Per quanto concerne invece la misurazione dei VLI, il cap. 4.6 precisa che « […] [i] livelli di valutazione vanno indicati senza decimali. I livelli sonori ottenuti dai calcoli vengono arrotondati matematicamente ( 65.4 = 65 e 65.5 = 66). Il valore limite si intende superato quando il livello di valutazione espresso con nu- mero intero è superiore al valore limite (p. es. valore limite GS III: a 65 dBA il valore limite è rispettato, è superato soltanto a partire da 66 dBA) […] ». 3.2 3.2.1 In concreto, la ricorrente si oppone alla posa dei ripari fonici « […] dal (…), e sino al (…) […] » (cfr. scritto 27 aprile 2017 della ricorrente) , in quanto ritiene che la loro costruzione comporterà un peggioramento della situazione sulla particella n. ***1 RFD del Comune di X._______. Più nel dettaglio, essa indica che dall’apertura dell’autostrada la particella n. ***1 – A-694/2017 Pagina 10 edificata ben prima della costruzione dell’autostrada – sarebbe sottoposta ad immissioni foniche superiori ai VLI e ciò malgrado la posa di ripari fonici negli anni passati. Essa ritiene che, dopo la costruzione dei ripari fonici sulla corsia sud/nord, a causa della riflessione del rumore, la sua situazione peggiorerà ancora di 0.3 dB di giorno e di e 0.2 dB di notte e ciò, nono- stante la posa dell’asfalto fonoassorbente (cfr. ricorso 30 gennaio 2016; osservazioni finali del 12 giugno 2017 della ricorrente). Essa chiede pertanto la costruzione di un riparo fonico di 45 m di larghezza e 3 m di altezza sulla particella n. ***1, ciò che a suo avviso permetterà di ridurre le immissioni di 5.3 dB/5.2 dB da lei percepite, così come indicato a suo tempo dalla controparte con scritto 7 maggio 2015. In caso contrario, invocando il principio dell’uguaglianza di trattamento, essa ritiene che neppure gli abitanti del quartiere in zona Y ._______ dovrebbero ottenere i ripari fonici. Peraltro detto quarti ere sarebbe stato edificato ben dopo l’autostrada, sicché gli abitanti sarebbero già stati a conoscenza della situazione prima di insediarvisi, ciò che renderebbe discutibile il loro diritto ad una tale protezione. Se per l’autorità inferiore e la controparte nel caso della particella n. ***1 ubicata più in alto rispetto all’autostrada i decibel e l’indice di sostenibilità economica risultano insufficienti per costruire detti ripari fonici, allora si pone la domanda a sapere se nel caso del quartiere di Y ._______ situato a ridosso dell’autostrada i VLI siano davvero tali da esigere dei ripari fonici (cfr. ricorso 30 gennaio 2017; scritto 27 aprile 2017 e osservazioni finali del 12 giugno 2017 della ricorrente). Al fine di stabilire la necessità d ei ripari fonici, essa ha dunque chiesto di chiarire chi li ha volut i e per quali motivi gli abitanti di detto quartiere avrebbero diritto ad ottenerli, nonché la produzione dei documenti attestanti che nel loro caso i VLI sono superati. La ricorrente ha inoltre chiesto l’esperimento di nuove misurazioni sulla particella n. ***1 e nel contempo a Y ._______, al fine d’accertare i disturbi da essa risentiti tutto l’anno. Essa solleva poi il caso del signor E._______, che dopo aver ritirato la sua opposizione – malgrado il suo ISE fosse di 0.9 – avrebbe ricevuto soddisfazione, dal momento che la controparte avrebbe riveduto il calcolo, includendo altre abitazioni anche sulla sponda sinistra del fiume Ticino. Tale episodio avrebbe creato una disparità di trattamento nei suoi confronti, in quanto la particella n. ***1 non sarebbe invece stata inclusa tra i fondi da proteggere. A sostegno della sua richiesta, essa fa inoltre riferimento a lla situazione di V._______ e W._______, per la quale sarebbe stato trovato un compromesso (cfr. ricorso 30 gennaio 2017 ; scritto 27 aprile 2017 e osservazioni finali del 12 giugno 2017 della ricorrente). A-694/2017 Pagina 11 3.2.2 Per quanto concerne la costruzione dei progettati ripari fonici sull’autostrada Bellinzona Sud – Bellinzona Nord a protezione dell a zona di Y ._______, il Tribunale rileva quanto segue. 3.2.2.1 La str ada nazionale A2 è un impianto di principio sottoposto all’esame d’impatto ambientale ai sensi della cifra 11.1 dell’allegato all’OEIA. Il progetto esecutivo in esame ne prevede tuttavia soltanto il risanamento mediante la costruzione di pareti antirumore, le quali – come giustamente rilevato dall’autorità inferiore – non possono essere valutate come modifiche sostanziali, sicché la stesura di un RIA non è in concreto richiesta (cfr. considd. 3.1.2 e 3.1.3 del presente giudizio) . Ciò premesso, è qui doveroso constatare come per quanto concerne l’inquinamento fonico tale esame sia comunque stato eseguito dalla controparte mediante relazione tecnica fonica del 30 novembre 2010 (cfr. atto n. 14/allegato g3 dell’incarto di pubblicazione « Progetto esecuti vo EP 12 Bellinzona, Bellinzona Sud – Bellinzona Nord, Comuni di Giubia sco – Sementina – Monte Carasso – Bellinzona, Protezioni foniche / Tracciato », cartella 055.155 AP [di seguito: incarto di pubblicazione]). 3.2.2.2 Dalla predetta relazione tecnica risulta in particolare che il progetto in esame mira a proteggere la collettività – e meglio gli abitanti degli stabiliti ubicati sul lato opposto del fiume Ticino (zona Y ._______ e golena del fiume Ticino) – dalle immissioni foniche in provenienza dalla corsia sud - nord della tratta autostradale Bellinzona Sud – Bellinzona Nord, mediante la costruzione di ripari fonici analoghi a quelli già presenti sulla corsia nord- sud (ripari fonici concavi sui due lati; cfr. atto n. 14/allegato g3 dell’incarto di pubblicazione, pag. 25). Di fatto sulla corsia in direzione nord -sud della tratta autostradale (ossia, la tratta più vicina al mappale n. ***1) sono già stati costruiti nel 1989, in corrispondenza della particell a n. ***1 RFD del Comune di X._______, dei ripari fonici concavi su entrambi i lati della stessa, mentre la corsia in direzione sud -nord (ossia, la tratta più lontana dal mappale n. ***1), nella parte verso il fiume Ticino, ne è sprovvista (cfr. atto n. 14/allegato g3 dell’incarto di pubblicazione, pag. 25). Il perimetro che verrà protetto dai ripari fonici – rispettivamente gli edifici che presentano superamenti dei VLI nella situazione di riferimento e che necessitano dunque di ripari fonici – è chiaramen te indicato e rappresentato graficamente nella perizia tecnica fonica, per i quali è altresì consultabile il carico fonico nell’ Annesso A2-2. Tale documentazione – giudicata dall’autorità inferiore come completa e conforme alle prescrizioni legali – risulta sufficiente sia per statuire sui progettati ripari fonici, che su quelli richiesti dalla ricorrente , sicché il Tribunale non intravvede alcun A-694/2017 Pagina 12 valido motivo per ordinare ulteriori misurazioni (cfr. consid. 2.2 del presente giudizio). La richiesta di comple mento auspicata dalla ricorrente va pertanto qui respinta. Al riguardo, si precisa unicamente che per la zona di Y ._______ i VLI in rapporto alle immissioni foniche in provenienza dell’autostrada risultano chiaramente superati, ragione per cui si impone un risanamento. Circa il calcolo dei VLI, il Tribunale rileva – come precisato dalla controparte – che la valutazione della sostenibilità economica e dell’efficacia dei ripari proposti considera unicamente gli edifici e le aree urbanizzate ed edificabili del terreno. Per contro la golena e i terreni non edificabili non rientrano in tale valutazione (cfr. osservazioni 7 aprile 2017, punto n. 21, pag. 5). La costruzione dei progettati ripari fonici risulta attuabile e proporzionata , nella misura in cui l’ISE è ben superiore al minimo richiesto di 1 (cfr. atto n. 14/allegato g3 dell’ incarto di pubblica - zione, pag. 28 segg.). In tale evenienza, non vi è alcun valido motivo che si oppone alla realizzazione dei ripari fonici approvati dall’autorità inferiore. La censura della ricorrente va pertanto respinta. A titolo abbondanziale – come già sottolineato dall’autorità inferiore (cfr. decisione impugnata, pag. 25) – si precisa che dalla relazione tecnica risulta poi che i ripari fonici nella zona di Y ._______ sono stati voluti dal Comune di X._______ e i relativi costi saranno messi a suo carico (cfr. atto n. 12/allegato g1 dell’ incarto di pubblicazione , pag. 4). Detto ciò, tale questione non necessita di essere ulteriormente chiarita. 3.2.3 Ciò precisato, per quanto concern e invece il caso specifico dell a particella n. ***1 RFD del Comune di X._______, si rileva quanto segue. 3.2.3.1 Geograficamente, come anche ammesso dalla stessa ricorrente (cfr. scritto 12 giugno 2017), la particella n. ***1 RFD del Comune di X._______ è ubicata ad una quota più alta rispetto all’autostrada, lungo la strada (…) denominata Z._______. Essa non risulta a diretto contatto con il progetto, nella misura in cui la posa dei ripari fonici concerne unicamente la corsia in direzione sud-nord della tratta autostradale, più vicina al fiume Ticino. In effetti, la particella n. ***1 risulta separata dalla corsia in direzione sud-nord della tratta autostradale grazie alla presenza della summenzionata strada Z._______ (particella n. ***2 RFD del Comu ne di X._______), della particella n. ***3 RFD del Comune di X._______ e della corsia in direzione nord -sud della tratta autostradale su cui sono già presenti su ambedue i lati dei ripari fonici concavi. In tali circostanze, mal si comprende come la prevista costruzione di ripari fonici sulla corsia in direzione sud-nord potrebbe di fatto creare un qualsiasi A-694/2017 Pagina 13 effetto di riflesso del rumore sull’abitazione della ricorrente. Peraltro, ci si potrebbe altresì domandare se il rumore di cui essa si lamenta non provenga invero dalla strada (…) anziché dall’autostrada, ciò quand’anche la ricorrente affermi che non è invece il caso (cfr. osservazioni finali del 12 giugno 2017). 3.2.3.2 Ciò indicato, s econdo la relazione tecnica fonica, nel caso della particella n. ***1 RFD del Comune di X._______ i VLI determinanti risultano rispettati (cfr. atto n. 14/allegato g3 dell’incarto di pubblicazione e piani ad essa allegati circa la situazione dopo il risanamento; decisione d’approvazione dei piani del 23 dicembre 2016, pag. 23 segg.). Più concretamente, come risulta dall’Annesso A2-2 della perizia tecnica fonica, le immissioni per l’edificio presente sulla particella n. ***1 – identificato nella perizia tecnica fonica con il numero (…) (cfr. piano 15 dell’Annesso A2-1 di cui all’atto n. 14/allegato g3 dell’incarto di pubblicazione) – dopo il risanamento sono state fissate a 57.8dB(A) di giorno e a 50.3 dB(A) di notte (cfr. pag. 27 del citato Annesso A2-2, cui all’atto n. 14/allegato g3 dell’incarto di pubblicazione). Le misurazioni effettuate dalla controparte con scritto 10 aprile 2013, hanno poi stabilito che dopo il risanamento all’orizzonte 2030, le immissioni sulla predetta particella n. ***1 saranno di 57.9dB(A) di giorno e a 50.4 dB(A) di notte (cfr. citato scritto contenuto nel separatore n. 1 del classificatore di cui all’Allegato DATEC 51). Sia che si tenga conto dei primi valori, che dei s econdi valori – dovendo arrotondare detti valori conformemente a quanto prescritto dal cap. 4.6 del Manuale per il rumore stradale (cfr. consid. 3.1.5 del presente giudizio) – in definitiva, per la particella n. ***1 le immissioni foniche previste dopo il risanamento risultano di 58 dB(A) di giorno e di 50dB(A) di notte. In tali circostanze, i VLI – e addirittura i valori di pianificazione Lr di 60 dB(A) di giorno e di 50 dB(A) di notte previsti per il grado di sensibilità III secondo la cifra 2 dell’allega to 3 all’OIF – appaiono pertanto rispettati (cfr. consid. 3.1.3 del presente giudizio). Già per tale motivo, nel caso della ricorrente la posa di ripari fonici non risulta necessaria (cfr. consid. 3.1.4 del presente giudizio). 3.2.3.3 Benché per la particella n. ***1 i VLI siano rispettati, la richiesta di posa di ripari fonici avanzata dalla ricorrente è comunque stata valutata attentamente dall’autorità inferiore e dalla controparte anche dal punto di vista dell’ISE. Sennonché, come giustamente da loro sottolineato, la posa di un riparo fonico di 45 m di lunghezza e di 3 m di altezza è stata ritenuta A-694/2017 Pagina 14 come non attuabile, in quanto quand’anche detta misura permetterebbe di raggiungere l’efficacia minima di 5 dB (A), la stessa presenta tuttavia un ISE di 0.3 inferiore al minimo richiesto di ≥ 1, ossia un rapporto costi e benefici insufficiente per consentirne la costruzione . Pure le altre tre varianti esaminate con un’altezza di 1.5 m, 2 m e 2.5 m sono state scartate, in quanto si sono avverate inefficaci e in ogni caso con un ISE insufficiente (cfr. perizia tecnica del 20 aprile 2015 della ditta IFEC Consulenze SA contenuta nel separatore n. 1 del classificatore di cui all’ Allegato DATEC 51; decisione impugnata, pag. 24 seg.; osservazioni 7 aprile 2017 della controparte, punto n. 12, pag. 3; risposta 7 aprile 2017 dell’autorità inferiore, pag. 3). La richiesta di ripari fonici avanzata dalla ricorrente è inoltre stata preavvisata negativamente anche dall’UFAM – servizio competente per i progetti esaminati da un’autorità federale ai sensi dell’art. 12 cpv. 2 OEIA – il quale, con scritto 4 novembre 2013, ha sancito che per « […] il terreno dell’abitazione in questione è stata esaminata una parete antirumore (2m x 150m), che tuttavia risulta economicamente insostenibile (ISE = 0.7). Sul terreno in questione non vengono superati i valori limite d’immissione (VLI) […] » (cfr. Allegato DATEC 23, pag. 8). Pure il Cantone Ticino, con preavviso 29 luglio 2013, si è espresso negativamente in merito alla richie- sta avanzata dalla ricorrente, nella misura in cui detta variante presenta un ISE insufficiente (cfr. Allegato DATEC 26, pag. 5). In tali circostanze, l’assenza di un ISE sufficiente conferma la mancata necessità di ripari fonici nel caso della ricorrente (cfr. consid. 3.1.4 del presente giudizio). 3.2.3.4 Visto quanto precede, il Tribunale non può che constatare come di fatto per la partic ella n. ***1 RFD del Comune di X._______ i VLI dopo il risanamento dell’autostrada saranno rispettati, sicché la posa di ripari fonici sulla predetta particella non risulta giustificata e neppure necessaria. Nella misura in cui pure l’ISE risulta insufficiente per ogni variante vagliata, non vi è luogo di costruire i postulati ripari fonici (cfr. consid. 3.1.4 del presente giudizio). A tale conclusione, nulla muta il grado di sensibilità con cui la ricorrente e i suoi famigliari possono percepire il rumore come un disagio, tale elemento soggettivo non essendo a lui solo sufficiente per ordinare delle misure di risanamento. In tali circostanze, si deve ritenere che è a giusta ragione che l’autorità inferiore ha respinto la richiesta di posa di ripari fonici s ulla particella n. ***1 RFD del Comune di X._______. Su questo punto il ricorso della ricorrente va dunque respinto. 3.2.4 In merito infine all’asserita violazione del principio dell’uguaglianza, il Tribunale rileva quanto segue. A-694/2017 Pagina 15 3.2.4.1 La richiesta di non costruire dei ripari fonici sulla tratta autostradale in questione, a motivo che andrebbe rifiutata una protezione ad altre persone in virtù del principio dell’uguaglianza di trattamento di cui all’art. 8 Cost., è del tutto irragionevole e non può in nessun modo essere seguita dal Tribunale. In effetti, il principio dell’uguaglianza di trattamento in diritto pubblico non può di fatto implicare che lo Stato rinunci ad attuare delle misure di risanamento mirate alla protezione della colletti vità laddove ciò sia richiesto dalla legge, per il solo motivo che ad un terzo non è stata concessa la medesima protezione. Il principio dell’uguaglianza di trattamento, se violato può semmai portare all’esatto opposto, ossia a garantire all’interessato la medesima protezione ottenuta da un terzo nella stessa situazione. Più in dettaglio, una decisione – o un atto legislativo – viola il principio dell’uguaglianza di trattamento quando stabilisce delle distinzioni giuridiche che non sono giustificate da alcu n motivo ragionevole in considerazione della situazione di fatto da regolamentare o nel caso in cui omette di fare delle distinzioni che si impongono tenuto conto delle circostanze. In altre parole, c’è una violazione del principio dell’uguaglianza di trat tamento quando ciò che è simile non è trattato in maniera identica e ciò che diverso non è trattato in maniera differente. Occorre che il trattamento differente – o simile – ingiustificato sia in relazione con una situazione di fatto impor - tante (cfr. DTF 134 I 23 consid. 9.1; 131 V 107 consid. 3.4.2; [tra le tante] sentenza del TAF A-524/2014 del 23 giugno 2015 consid. 5.1.2 con rinvii). 3.2.4.2 Orbene, come visto e ribadito a più riprese, nel caso della ricorrente i VLI d’immissione risultano rispettati, gli stes si non essendo superati in maniera determinante come prescritto dagli artt. 13 e 15 OIF, sicché essa non ha diritto ad ottenere dei ripari fonici (cfr. consid. 3.2.3.4 del presente giudizio). Tale situazione non ha nulla di comparabile con quella degli abitanti della zona Y ._______, ove – come visto (cfr. consid. 3.2.3 del presente giudizio) – i VLI risultano superati, non essendo ancora presenti dei ripari fonici sulla corsia in direzione sud-nord dell’autostrada nella parte verso il fiume Ticino. Il fatto che per detti abitanti vengano costruiti dei ripari fonici non può pertanto portare automaticamente ad una costruzione di un riparo fonico personal izzato sulla particella n. ***1 RFD del Comune di X._______, allorquando non sussistono i presupposti legali . Per quanto concerne il caso E._______, è qui doveroso precisare che gli edifici interessati sono semplicemente stati integrati nel perimetro di protezione dei progettati ripari fonici, sicché non è stata disposta alcuna misura di risanamento personale. Ora, ciò che chiede invece la ricorrente va ben oltre al caso E._______, la stessa esigendo la posa di ripari fonici privati. A-694/2017 Pagina 16 Benché il caso di V._______ e W._______ esuli dal contesto della presente fattispecie, nondimeno si ribadisce quanto già precisato dall’autorità inferiore: per detti Comuni sono stati misurati dei superamenti anche gravi dei VLI richiedenti un risanamento (cfr. decisione impugnata, pag. 25; osservazioni 7 aprile 2017 della controparte, punto n. 16, pag. 4; risposta 7 aprile 2017 dell’ autorità inferiore, pag. 4 seg. ). Come detto, ciò non è tuttavia il caso della ricorrente, per la quale i VLI risultano rispettati. 3.2.4.3 Ne discende che, nella misura in cui la situazione della ricorrente non è né uguale né comparabile a nessuno dei casi da lei menzionati in maniera generica, nulla agli atti permette di ritenere la sussistenza di una violazione del principio dell’uguaglianza di trattamento e dunque che la ricorrente sia stata trattata ingiustamente in maniera diversa dagli altri. Il fatto che terzi beneficino di una protezione fonica, poiché nel loro caso i VLI non sono rispettati, non può pertanto condurre a concedere alla ricorrente la medesima protezione, allorquando i presupposti non sono dati. Anche detta censura va pertanto respinta. 3.3 In conclusione, alla luce di tutto quanto suesposto, la decisione d’approvazione dei piani del 23 dicembre 2016 qui in esame non risulta contraria al diritto federale, non può inoltre essere considerata né frutto di un eccesso o di un abus o del potere di apprezzamento dell’autorità inferiore né – per quanto verificabile anche in quest’ottica – inadeguata. La decisione risulta peraltro proporzionata (art. 5 cpv. 2 Cost.), nella misura in cui l’ISE giustifica la realizzazione dei progettati ripari fonici che contribuiranno alla riduzione dei VLI attualmente superati per quanto concerne la zona di Y ._______ (cfr. consid. 3.2.2.2 del presente giudizio). È poi a giusta ragione, che l’autorità inferiore ha respinto la richiesta di ripari fonici avanzata dalla ricorrente per la particella n. ***1 RFD del Comune di X._______, difettando i presupposti per una misura di risanamento (cfr. consid. 3.2.3.4 del presente giudizio) . Non è poi ravvisabile alcuna violazione del principio dell’uguaglianza di tr attamento (cfr. consid. 3.2.4.3 del presente giudizio). In tali circostanze, la decisione impugnata va pertanto qui integralmente confermat a e il ricorso della ricorrente integralmente respinto. 4. In considerazione dell’esito della lite, giusta l’art. 63 cpv. 1 PA, le spese processuali vanno poste a carico della ricorrente qui totalmente soccombente (cfr. art. 1 segg. del regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF; RS 173.320.2]). A-694/2017 Pagina 17 Nella fattispecie – tenuto conto della complessità della causa, della decisione incidentale pronunciata in merito alla revoca dell’effetto sospensivo e degli atti dell’incarto – esse sono fissate a 2'000 franchi (cfr. art. 3 TS -TAF). Alla crescita in giudicato del presente giudizio, tale importo verrà integralmente detratto dall’anticipo spese complessivo di 2'000 franchi versato a suo tempo dalla ricorrente. Nel caso concreto, non vi è poi luogo di assegnare indennità a titolo di ripetibili (cfr. art. 7 cpv. 1 TS-TAF a contrario; art. 7 cpv. 3 TS-TAF). Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 1. Il ricorso è respinto. 2. Le spese processuali di 2'000 franchi sono poste a carico della ricorrente. Alla crescita in giudicato del presente giudizio, detto importo verrà integralmente detratto dall’anticipo spese complessivo di 2'000 franchi da lei versato a suo tempo. 3. Non vengono assegnate indennità a titolo di ripetibili. 4. Comunicazione a: – ricorrente (atto giudiziario) – controparte (atto giudiziario) – autorità inferiore (n. di rif. ***; atto giudiziario) (i rimedi giuridici sono indicati alla pagina seguente) Il presidente del collegio: La cancelliera: Claudia Pasqualetto Péquignot Sara Friedli A-694/2017 Pagina 18 Rimedi giuridici: Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e segg. e 100 LTF). Gli atti scritti devono essere redatti in una lingua ufficiale, contenere le conclusioni, i motivi e l’indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. La decisione impugnata e – se in possesso della parte ricorrente – i documenti indicati come mezzi di prova devono essere allegati (art. 42 LTF). Data di spedizione: