<h2>SubmittedText<h2><p>Di recente il Consiglio federale ha nominato tre capi: il capo di Stato Maggiore generale, il capo del Ministero pubblico della Confederazione e il segretario di Stato per l'educazione e la ricerca. Siccome quest'ultimo è ticinese, si può dare per scontato che abbia buone conoscenze di una seconda lingua ufficiale (orali e scritte). Ma gli altri due? A quanto è dato di sapere, essi sono tenuti a padroneggiare soltanto la lingua tedesca. Se l'ultima supposizione è vera si pongono le seguenti domande:</p><p>1. Non è vergognoso che un dirigente non padroneggi nemmeno una seconda lingua ufficiale?</p><p>2. L'assunzione di dirigenti non presuppone conoscenze di una seconda lingua ufficiale? In caso contrario, perché?</p><p>3. I dirigenti che padroneggiano solo la lingua tedesca come comunicano con gli interlocutori che parlano altre lingue (collaboratori propri e di altri servizi dell'ufficio, concittadini, ecc.)? Questo genera costi di traduzione aggiuntivi? A quanto sono stimate le altre perdite che ne derivano?</p><p>4. Che influsso hanno i dirigenti monolingui sulle concittadine e sui concittadini di altre lingue?</p><p>5. In che misura una politica del personale univoca come quella descritta è compatibile con gli sforzi volti a promuovere la coesione nazionale, soprattutto nel settore della formazione e nella politica culturale?</p><p>6. La mozione 05.3750 del 6 dicembre 2005, sottoscritta da 116 parlamentari, non è ancora pervenuta al Consiglio federale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La nomina da parte del Consiglio federale di un quadro superiore italofono a segretario di Stato per l'educazione e la ricerca rafforza la presenza degli italofoni nei posti chiave dell'amministrazione federale. Il Consiglio federale non condivide l'opinione dell'autore dell'interrogazione in ordine alle presunte lacune linguistiche delle altre due persone citate nell'intervento e ritiene invece che la loro nomina soddisfi le esigenze linguistiche (n. 72) di cui alle sue istruzioni concernenti la promozione del plurilinguismo.</p><p>Il brigadiere Roland Nef, nuovo capo dell'esercito, ha buone conoscenze della lingua francese. Fra i requisiti per la funzione di capo dell'esercito rientra la padronanza di due lingue ufficiali e dell'inglese. Nel DDPS e nell'esercito si richiedono in particolare agli ufficiali e ai sottufficiali di professione buone conoscenze di una seconda lingua ufficiale. La loro attività professionale di istruttori in seno all'esercito presuppone che essi siano in grado di insegnare anche in un'altra lingua ufficiale. Il DDPS e l'esercito attribuiscono una grande importanza alla coesione nazionale.</p><p>Il signor Erwin Beyeler, il nuovo procuratore generale della Confederazione, ha buone conoscenze di francese, italiano e inglese. Egli è in grado di sostenere discussioni nelle tre lingue ufficiali e in inglese, anche su temi specifici. Quale ex capo della Polizia giudiziaria federale, il signor Beyeler è abituato a comunicare all'interno dell'amministrazione federale in tutte le lingue ufficiali. In occasione della conferenza stampa che ha fatto seguito alla sua nomina è stato possibile sincerarsi delle sue conoscenze linguistiche, dato che egli ha risposto anche in francese. Questi requisiti figuravano nel bando di concorso e sono stati considerati ai fini della selezione dei candidati. Il signor Beyeler supera di gran lunga queste esigenze.</p><p>Con riferimento alla mozione Ruey 05.3750, depositata il 6 dicembre 2005, il Consiglio federale si è pronunciato il 10 marzo 2006, proponendo di respingerla. Essa non è ancora stata trattata dal Consiglio nazionale.</p>  Risposta del Consiglio federale.