<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di sottoporre al Parlamento un disegno che vieti l'utilizzo pubblico di simboli e altre rappresentazioni di gruppi che commettono atti terroristici o estremistici che sono chiaramente in contraddizione con i valori di una società democratica, con uno Stato democratico e con l'idea della comprensione reciproca tra i popoli. </p><p>Occorre vietare di rappresentare, esporre, indossare o diffondere in pubblico, anche tramite mezzi di comunicazione elettronici, simboli di uno dei gruppi menzionati. Vanno considerati simboli anche le insegne, gli emblemi e i gesti. </p><p>Le violazioni vanno punite con una pena fino all'espulsione.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale attribuisce grande importanza alla prevenzione e alla lotta del terrorismo e dell'estremismo violento, come evidenziato anche nel suo rapporto del 13 gennaio 2021 in adempimento del postulato 17.3831 Glanzmann. La legge federale del 25 settembre 2020 sulle misure di polizia per la lotta al terrorismo (MPT) entrerà presto in vigore. Saranno così introdotte nuove misure preventive di polizia, che permetteranno di combattere in maniera tempestiva il terrorismo. Inoltre, la revisione del Codice penale entrata in vigore il 1° luglio 2021 amplia e inasprisce le sanzioni in caso di sostegno o partecipazione a un'organizzazione criminale o terroristica (art. 260ter del Codice penale; CP; RS 311.0). Per questo reato è prevista l'espulsione giudiziaria obbligatoria secondo l'articolo 66a CP. Sono pure vietate la pubblica istigazione a un crimine o alla violenza (art. 259 CP) o la pubblica propagazione di ideologie intese a screditare o calunniare sistematicamente i membri di una razza, etnia, religione od orientamento sessuale (art. 261bis cpv. 2 CP). Inoltre, la legge federale che vieta i gruppi "Al-Qaïda" e "Stato islamico" nonché le organizzazioni associate (RS 122) punisce il sostegno o la partecipazione a questo genere di gruppi. Il Consiglio federale può altresì vietare specifiche organizzazioni terroristiche o estremiste violente in virtù dell'articolo 74 della legge federale sulle attività informative (LAIn; RS 121), se le Nazioni Unite hanno adottato un corrispondente divieto o sanzioni. Sono punibili anche il sostegno e la partecipazione a organizzazioni di questo tipo (art. 74 cpv. 4 LAIn; anche qui la sanzione è correlata a un'espulsione obbligatoria).</p><p>L'utilizzo e la diffusione di simboli di organizzazioni terroristiche o estremiste violente può sicuramente rientrare nel campo di applicazione delle disposizioni penali summenzionate. Occorre rammentare che il concetto di sostegno a un'organizzazione ha un'accezione molto ampia ed è interpretato in questo modo dai giudici; include, ad esempio, anche azioni di propaganda o la promozione di altro tipo di obiettivi estremisti violenti. Per sostegno si intende ogni contributo determinante al rafforzamento dell'organizzazione. Non è quindi necessario un contributo attivo a un reato concreto. L'Ufficio federale di polizia (fedpol) può inoltre adottare misure preventive sequestrando, confiscando e distruggendo materiale che serve a scopi propagandistici e il cui contenuto incita concretamente e seriamente alla violenza contro persone o cose (art. 13e della legge federale sulle misure per la salvaguardia della sicurezza interna RS 120 in combinato disposto con art. 3 dell'ordinanza sulle misure di polizia amministrativa dell'Ufficio federale di polizia e sul sistema d'informazione HOOGAN RS 120.52).</p><p>Tenuto conto delle basi legali esistenti, il Consiglio federale non vede la necessità di emanare ulteriori disposizioni penali contro l'utilizzo di determinati simboli. Aveva già segnalato le difficoltà che l'introduzione di una nuova norma penale contro simboli estremistici e di altro genere porrebbe sul piano del principio di determinatezza e della certezza giuridica nel suo parere relativo alla mozione 19.3270 (Barrile Angelo, Divieto dell'utilizzo pubblico di simboli che esaltano i movimenti estremisti istigando alla violenza e alla discriminazione razziale).</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.