<h2>SubmittedText<h2><p>1. Per il Consiglio federale quali sono i criteri rilevanti sotto il profilo economico, finanziario e dell'economia esterna che permettono di definire una banda di oscillazione ragionevole del debito per il bilancio generale della Confederazione?</p><p>2. Come si presenta questa banda d'oscillazione del debito per i prossimi cinque anni?</p><p>3. Su questa base, il Consiglio federale ravvisa la necessità di intervenire sul piano legislativo?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Secondo il consuntivo 2012, il debito lordo ammonta a 112,4 miliardi di franchi, vale a dire al 19 per cento del prodotto interno lordo (PIL). Anche includendo cantoni, comuni e assicurazioni sociali, il debito lordo (calcolato seguendo la definizione di Maastricht) non supera comunque il 35,3 per cento del PIL.</p><p>Benché questo tasso di indebitamento appaia relativamente basso nel confronto internazionale, il Consiglio federale è tuttora convinto, sullo sfondo degli oneri prevedibili legati all'invecchiamento della società, che sia ragionevole procedere ancora a un'ulteriore moderata riduzione del debito (cfr. pareri alle mozioni 11.3486 e 12.3551). Le crisi debitorie che affliggono attualmente numerosi Paesi industrializzati testimoniano di quanto sia importante un tasso di indebitamento contenuto per la capacità di agire di uno Stato. Per di più, la riduzione del debito diminuisce le uscite per interessi accrescendo di conseguenza il margine di manovra a livello di bilancio.</p><p>2. Dal punto di vista economico, non esiste un consenso sull'ammontare del debito (solitamente espressa in punti percentuali del PIL) da considerare sostenibile a lungo termine o addirittura auspicabile. Troppi sono i parametri che rivestono un ruolo importante, come ad esempio la questione di sapere verso chi sia indebitato lo Stato (debito interno o con l'estero). Grazie alla stabilizzazione nominale del debito secondo il freno all'indebitamento, in tutti i casi, nel confronto internazionale la Confederazione è ben posizionata.</p><p>Peraltro, l'entità del debito non esercita un influsso durevole sul corso dei cambi. A lungo termine questi sono determinati da differenze internazionali sul piano della competitività, del livello reale dei tassi d'interesse e del rincaro. Il grado di indebitamento influisce soltanto a corto termine sul corso dei cambi, ad esempio riguardo alla scelta di una valuta come porto sicuro nel mezzo di una crisi debitoria, come appunto accade attualmente. Questa scelta si fonda sui punti di forza della Svizzera; l'indebolimento della posizione debitoria della Svizzera per ridurre l'effetto "safe haven" non può costituire un obiettivo e avrebbe pesanti conseguenze sull'attrattiva del nostro Paese.</p><p>3. Secondo le regole del freno all'indebitamento, il meccanismo impedisce un aumento duraturo dell'indebitamento nominale a livello di Confederazione. Di conseguenza, la crescita del PIL provoca un graduale calo del tasso di indebitamento. Per le ragioni indicate al numero 1, questo fenomeno è da ritenersi sostanzialmente positivo.</p><p>La questione dell'evoluzione del debito non deve però essere considerata isolatamente, bensì deve essere inserita nel più ampio contesto del rapporto sul freno all'indebitamento e come tale deve essere discussa. La presentazione del rapporto in adempimento del postulato Graber Jean-Pierre 10.4022 è prevista nel corso di quest'anno.</p>  Risposta del Consiglio federale.