<h2>SubmittedText<h2><p>Secondo la stampa, durante la campagna che ha preceduto la votazione sull'iniziativa contro le retribuzioni abusive, alcuni studenti sarebbero stati incaricati, dietro remunerazione, di scrivere delle lettere da parte dei lettori e di presentarsi su Internet senza firmarsi con il loro vero nome. Apparentemente hanno anche dovuto firmare una clausola sul mantenimento del segreto.</p><p>Pongo pertanto le domande seguenti:</p><p>1. Il Consiglio federale è al corrente di tali macchinazioni?</p><p>2. Tali azioni sono legali?</p><p>3. Qual è l'opinione del Consiglio federale in merito a tali azioni?</p><p>4. Il Consiglio federale ritiene di dover intervenire?</p><p>5. Se sì, come intende farlo?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale ha preso atto di quanto riportato dai media a tale proposito. Non dispone tuttavia di informazioni più dettagliate.</p><p>2. L'utilizzo di pseudonimi o nomi di fantasia nella firma di lettere di lettori o in Internet non è penalmente punibile, in quanto non si tratta di documenti ai sensi dell'articolo 110 capoverso 4 del Codice penale svizzero (CP) che godono di particolare protezione penale alla luce della loro elevata credibilità. Nonostante la connessione con una campagna precedente una votazione, non si può nemmeno presumere un attentato contro il diritto di voto ai sensi dell'articolo 280 CP. Il Consiglio federale non può valutare se le corrispondenti pratiche abbiano eventualmente violato diritti della personalità di terzi protetti dal diritto civile (art. 28 del Codice civile svizzero) o direttive di pubblicazione interne dei media interessati. Spetterebbe agli interessati far valere tali violazioni ed eventualmente il danno economico o il torto immateriale arrecato.</p><p>3. Il Consiglio federale ritiene che prese di posizione trasparenti in vista di votazioni forniscano un contributo fondamentale alla qualità del processo di formazione dell'opinione pubblica. Pertanto disapprova l'utilizzo organizzato di nomi falsi nell'ambito di campagne politiche.</p><p>4./5. Il Consiglio federale non ritiene necessario intervenire. Non dispone infatti di alcun indizio secondo cui le pratiche criticate dall'interpellante si moltiplicherebbero in misura problematica. Se durante la campagna che ha preceduto la votazione sull'iniziativa contro le retribuzioni abusive sono effettivamente state pubblicate lettere e presentazioni Internet anonime o sotto falsa identità, si è trattato di un fenomeno di portata limitata. Oggigiorno gli elettori dispongono di numerose possibilità per informarsi in merito a un oggetto in votazione. Gli interessati avrebbero potuto opporsi tramite il diritto dei media (Consiglio svizzero della stampa) o eventualmente il diritto privato. Il Consiglio federale non intende intervenire regolamentando il settore dei media. È compito dei media adottare misure adeguate nel caso lo ritengano necessario.</p>  Risposta del Consiglio federale.