<h2>SubmittedText<h2><p>Con una cosiddetta Carta blu, l'UE prevede di attrarre nella zona UE milioni di lavoratori "altamente qualificati" provenienti dall'Asia e dall'Africa. Nello Stato dell'Africa occidentale Mali (al 90 per cento musulmano) è già stato aperto il primo ufficio di collocamento. Tale svolta nella politica europea in materia di immigrazione comporterà un forte aumento all'interno dell'UE della quota di popolazione musulmana e non europea.</p><p>In vista del possibile referendum relativo all'introduzione definitiva della libera circolazione delle persone con l'UE, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. In quale forma le disposizioni in materia di libera circolazione delle persone negoziate con l'UE si applicano anche agli immigrati nell'UE con una Carta blu, ai quali, dopo cinque anni di soggiorno, è accordato un diritto di rimanere nell'UE?</p><p>2. Quali conseguenze sul mercato svizzero del lavoro si attende il Consiglio federale in seguito al reclutamento di massa, da parte dell'UE, di stranieri provenienti da Paesi non membri dell'UE?</p><p>3. L'attesa immigrazione di massa nell'UE soprattutto dal mondo islamico non potrebbe comportare anche rischi in materia di sicurezza per la Svizzera? In che modo il Consiglio federale intende impedire che con tale immigrazione approdino nell'UE e - "grazie" alla libera circolazione delle persone - anche in Svizzera fondamentalisti e terroristi islamici?</p><p>4. Se per l'UE si tratta veramente di attrarre lavoratori "altamente qualificati", perché essa recluta prevalentemente in Paesi con un basso livello formativo come ad esempio il Mali?</p><p>5. L'atteso surplus di manodopera a buon mercato nell'UE non avrà come conseguenza che ancora più europei (ad es. provenienti dalla Germania) di quanto avvenga già oggi ripiegheranno sul mercato del lavoro svizzero?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Di principio, l'accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC) attribuisce soltanto ai cittadini dei Paesi membri dell'UE il diritto a entrare, soggiornare ed esercitare un'attività lucrativa in Svizzera. L'ALC non regge pertanto lo statuto di cittadini di Stati terzi. Per contro, si applica indirettamente ai cittadini di Paesi terzi residenti nell'UE che si trasferiscono in Svizzera come famigliari di un cittadino dell'UE (ricongiungimento famigliare). L'ALC definisce a quali persone può essere rilasciato un permesso; il legame famigliare deve esistere prima dell'entrata in Svizzera e la relazione deve essere stata effettivamente vissuta nell'UE.</p><p>2. Anche se la Carta blu dovesse centrare l'obiettivo auspicato dall'UE, ossia attirare numerosi cittadini (altamente) qualificati di Stati terzi, la domanda, da parte delle imprese svizzere, di personale qualificato proveniente da Paesi terzi dovrebbe poter essere assicurata anche per i prossimi anni. Il livello dei salari e la qualità di vita restano infatti criteri determinanti nella scelta del Paese di destinazione.</p><p>Appare improbabile che la Carta blu comporti un sensibile aumento dell'offerta di manodopera sul mercato svizzero del lavoro. Fintanto che i cittadini di Paesi terzi non si trasferiscono in Svizzera nell'ambito del ricongiungimento famigliare (punto 1), il loro accesso al mercato del lavoro resta limitato sia secondo la vigente che secondo la nuova legislazione in materia di stranieri. Visto che i futuri titolari di una Carta blu disporranno di un posto di lavoro attrattivo nell'UE, la tentazione di abbandonarlo per trasferirsi in Svizzera non sarà molto grande.</p><p>3. Se elementi concreti indicano che una persona straniera potrebbe costituire un pericolo per l'ordine, la sicurezza o la sanità pubblici, le può essere negata l'entrata o può essere pronunciata una misura d'espulsione. Tale principio è applicabile a tutti gli stranieri, anche ai cittadini dell'UE, a prescindere dalla loro nazionalità o dal loro statuto di soggiorno. Né l'ALC né la Carta blu riducono il margine di manovra della Svizzera in tale ambito; le misure a tutela della sicurezza interna ed esterna possono essere mantenute.</p><p>4. L'UE ha creato nel Mali (Bamako) un "centro d'informazione e di gestione delle migrazioni". A differenza della Carta blu, tale centro mira in primo luogo ad arginare la migrazione irregolare. Le persone che vogliono migrare sono così informate sui rischi e sugli svantaggi di un'emigrazione illegale verso l'Europa nonché sulle possibilità offerte da una migrazione legale, in particolare nella regione. La Carta blu persegue un altro obiettivo. Grazie a tale strumento, l'UE punta a diventare più attrattiva per i lavoratori ricercati a livello internazionale.</p><p>5. Secondo il progetto della Commissione europea, la Carta blu sarà rilasciata soltanto a lavoratori qualificati cui è offerto un posto di lavoro per almeno un anno. Il loro stipendio dovrà ammontare ad almeno il triplo del salario minimo nel Paese di destinazione. Non vi è dunque motivo di temere che la Carta blu comporti un surplus di manodopera "a buon mercato" nell'UE. Le esperienze finora maturate con l'ALC hanno inoltre mostrato che l'immigrazione dalla zona UE è stata determinata in primo luogo dalla situazione congiunturale in Svizzera e dal fabbisogno dell'economia.</p><p>Per quanto concerne il concetto di Carta blu, attualmente si tratta soltanto di una proposta della Commissione europea. Le ripercussioni effettive della Carta blu sul mercato svizzero del lavoro dipenderanno in primo luogo dall'attuazione del progetto definitivo da parte degli Stati membri dell'UE. Secondo le informazioni attuali occorre tuttavia supporre che tale proposta interna all'UE avrà soltanto un influsso limitato sul mercato svizzero del lavoro.</p>  Risposta del Consiglio federale.