<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di rivedere l'ordinanza del 20 maggio 2020 per attenuare l'impatto economico dei provvedimenti per combattere il coronavirus (COVID-19) nel settore della custodia istituzionale di bambini complementare alla famiglia (Ordinanza COVID-19 custodia di bambini complementare alla famiglia), affinché tutte le strutture per la custodia di bambini complementare alla famiglia, a prescindere dal loro statuto giuridico, possano beneficiare degli aiuti finanziari, per i quali il Parlamento ha deciso di stanziare un importo di 65 milioni di franchi. Si tratta di garantire la parità di trattamento.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La custodia di bambini complementare alla famiglia è principalmente di competenza dei Cantoni e dei Comuni. Questi ultimi devono dunque assumere le proprie responsabilità in questa situazione di crisi e coprire le perdite derivanti da quest'ultima.</p><p>Il sostegno della Confederazione è un aiuto d'urgenza per le istituzioni private la cui esistenza è messa a rischio dalle perdite di guadagno subite. I relativi costi sono stimati a 65 milioni di franchi. Se la Confederazione dovesse compensare anche le perdite di guadagno delle istituzioni gestite da enti pubblici, dovrebbe far fronte a costi supplementari pari a circa 20 milioni di franchi, importo per il quale non dispone di alcun credito. La distinzione tra istituzioni pubbliche e private, ai sensi dell'ordinanza, si applica anche alle indennità per lavoro ridotto, poiché il settore pubblico non deve compensare le perdite finanziarie di altri enti pubblici.</p><p>Inoltre, l'ordinanza è entrata in vigore con effetto retroattivo a partire dal 17 marzo 2020 e scadrà il 16 settembre 2020, il che renderebbe comunque impossibile la sua revisione e la sua attuazione da parte dei Cantoni in tempi utili.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.