<h2>SubmittedText<h2><p>Sull'onda delle previsioni legate alla svolta energetica voluta dalla Confederazione, diversi produttori e distributori di energia svizzeri, per poter beneficiare di sovvenzioni di tutti i tipi (anche la rimunerazione a copertura dei costi per l'immissione in rete di energia elettrica, RIC), hanno investito grandi somme nelle energie rinnovabili sia nel nostro Paese che all'estero. Tuttavia, questi investimenti, concepiti per essere durevoli, si sono rivelati un vero e proprio disastro finanziario. Recentemente le Industrielle Werke Basel (IWB) hanno annunciato la perdita dei 14 milioni di franchi che avevano investito nella centrale a energia solare Puerto Errado 2 nella regione di Murcia in Spagna, dal costo complessivo di 200 milioni di franchi. Oltre alle IWB anche la Genossenschaft Elektra Baselland (EBL) e altre imprese quali le Elektrizitätswerke Zürich (EWZ) hanno dovuto dire addio ai loro investimenti. A farne le spese sarà il consumatore, ovvero le imprese e i privati, che vedranno lievitare le loro bollette dell'elettricità. </p><p>A questo proposito, il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. A quanto stima gli investimenti complessivi effettuati negli ultimi cinque anni (sia in Svizzera che all'estero) dal settore elettrico elvetico in progetti di energie rinnovabili (energia eolica e solare) o non rinnovabili (centrali a gas a ciclo combinato e centrali termoelettriche a carbone)?</p><p>2. Come valuta sostanzialmente il rischio di dover dare anzitempo per persi gli investimenti di cui si parla alla domanda 1 e quale pensa che sarà l'impatto di queste perdite finanziarie sui prezzi dell'elettricità per i consumatori e gli azionisti svizzeri?</p><p>3. È vero che si è dovuto procedere ad ammortamenti contabili per investimenti all'estero perché gli Stati nei quali sono stati effettuati non hanno rispettato gli impegni presi? In caso affermativo, come si può evitare che in futuro si ripresenti la stessa situazione?</p><p>4. Come intende garantire che le mutate condizioni del mercato non ricreino la stessa situazione in Svizzera e che non ci si veda costretti a dare anzitempo per persi gli investimenti statali sovvenzionati, causando un ulteriore aumento dei prezzi dell'elettricità?</p><p>5. Pensa che esista il rischio che l'intensa promozione dei vettori energetici dalla produzione fluttuante, quali l'energia eolica e solare, finirà per obbligare lo Stato ad aumentare, a sue spese, le capacità della rete elettrica? </p><p>6. Con quali misure potrebbe essere evitata tale situazione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La Confederazione non monitora gli investimenti che il settore elettrico svizzero effettua in progetti di centrali elettriche. Non sono pertanto disponibili dati sugli investimenti all'estero. L'Ufficio federale dell'energia (UFE) stima che finora le aziende elettriche del nostro Paese abbiano investito in impianti di produzione elettrica a partire da fonti rinnovabili per una potenza complessiva di oltre 1000 MW e che la produzione energetica attesa sia di oltre 2 terawatt l'anno.</p><p>Dalla statistica dell'elettricità 2012 risultano gli investimenti che le aziende elettriche considerate (in media 170-230) hanno effettuato in impianti per la produzione di elettricità in Svizzera. Nel 2008 essi ammontavano a 562 milioni di franchi, nel 2009 a 524 milioni di franchi, nel 2010 a 1548 milioni di franchi e nel 2011 a 1066 milioni di franchi. Non sono disponibili dati relativi alle quote effettivamente investite in energie rinnovabili e in impianti termici.</p><p>2. Gli investimenti in centrali elettriche celano rischi tecnologici, di mercato e regolatori che le imprese devono valutare. I rischi variano considerevolmente a seconda della tecnologia o del mercato. Per questo motivo non è possibile effettuarne una valutazione di massima. Vi è sempre la possibilità che tali investimenti siano ammortizzati anzitempo.</p><p>Se gli impianti di produzione esteri non vengono utilizzati per l'approvvigionamento energetico svizzero e l'elettricità non viene impiegata dai consumatori finali svizzeri, con la verifica dei costi operata dalla ELCom queste perdite non possono essere trasferite sui consumatori svizzeri con servizio universale. Teoricamente sul libero mercato tale trasferimento dei costi sui consumatori finali si potrebbe verificare, ma nella pratica esso è reso impossibile dalla forte concorrenza sul mercato elettrico. A causa delle perdite, calano i profitti delle imprese e i rendimenti degli azionisti. Se gli impianti di produzione sono utilizzati per il servizio universale in Svizzera, la quota tariffaria per la fornitura di energia ai consumatori finali con servizio universale si basa sui prezzi di costo di una produzione efficiente (art. 4 cpv. 1 dell'ordinanza sull'approvvigionamento elettrico, OAEI; RS 734.71). La ElCom vigila sulle tariffe e può vietare aumenti ingiustificati delle tariffe dell'energia elettrica oppure ridurre con effetto retroattivo prezzi giudicati troppo elevati.</p><p>3. In Spagna, a causa della modifica del quadro legislativo in materia di promozione delle energie rinnovabili, talvolta non è stato possibile soddisfare le aspettattive degli investitori. Quando decidono di investire, le imprese devono valutare i rischi e, nel caso di rischi di tipo regolatorio, tenere conto degli azionisti.</p><p>4. In Svizzera la rimunerazione a copertura dei costi per l'immissione in rete di energia elettrica dà agli investitori un'elevata sicurezza e, per il momento, li esonera totalmente dai rischi di mercato, garantendo loro una rimunerazione per l'imissione in rete di energia fissa per una durata definita e rendendo, pertanto, improbabile che gli investimenti debbano essere ammortizzati anzitempo. È importante dare agli investitori la sicurezza giuridica necessaria (ovvero garantire loro che riceveranno veramente la rimunerazione per l'immissione in rete di energia nel periodo di tempo limitato definito), sostenendo così le loro decisioni di investimento. Inoltre, con il messaggio concernente la Strategia energetica 2050, la Confederazione ha comunicato di voler sviluppare ulteriormente il programma di incentivazione in modo tale che i rischi regolatori per tali investimenti siano valutati meglio e ridotti al minimo.</p><p>5. Il fatto che in futuro verrà immessa in rete molta più energia elettrica proveniente dalle nuove energie rinnovabili (in particolare, eolica e solare), la cui produzione è decentrata e volatile, renderà necessarià una trasformazione e un potenziamento delle reti. Già oggi vi è un'esigenza di potenziamento delle reti di trasporto che, a parere dell'UFE, verrà rafforzata solo marginalmente dalla trasformazione della produzione elettrica. Tuttavia, l'imissione in rete dei nuovi vettori energetici dalla produzione decentrata fa sì che siano le reti di distribuzione ad avere il maggior fabbisogno di potenziamento, dato che i loro gestori hanno l'obbligo di allacciare alla rete gli impianti di produzione di energia elettrica. I costi di un potenziamento delle reti di distribuzione possono essere ridotti con misure innovative e tecniche nel settore delle smart grid. Il potenziamento delle reti di trasporto e di distribuzione dovrà continuare a non essere finanziato dallo Stato, ma attraverso i corrispettivi per l'utilizzazione della rete. Il Consiglio federale affronta le sfide nel settore delle reti elettriche, in primo luogo, con la strategia reti elettriche che mira a uno sviluppo delle reti elettriche secondo i tempi previsti e in base alle reali necessità. Si prevede che il relativo progetto per la consultazione sarà disponibile entro l'autunno 2014. Al contempo, viene elaborata una Smart Grid Road Map sotto la direzione dell'UFE e con la collaborazione di numerosi importanti gruppi di interesse. Il documento mostra le opzioni per l'ulteriore sviluppo delle reti elettriche e la necessità di intervento a livello tecnico e regolatorio, ordinandole dal punto di vista cronologico e stabilendo una tabella di marcia per lo sviluppo di una smart grid.</p><p>6. Per limitare i costi dei necessari interventi di trasformazione e di potenziamento delle reti, occorre esaminare e, eventualmente, attuare nuove misure quali un utilizzo più efficiente delle reti, una migliore controllabilità degli impianti di produzione elettrica, in particolare di quelli che sfruttano le nuove energie rinnovabili, attraverso un modello di commercializzazione diretta, e interventi nell'ambito delle smart grid. Questi ultimi sono approfonditi nella Smart Grid Road Map e prevedono, tra le altre cose, la flessibilizzazione della domanda, soluzioni di immagazzinamento, nonché la regolazione della tensione nelle reti di distribuzione.</p>  Risposta del Consiglio federale.