<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di esaminare e di presentare un rapporto sugli effetti che un parziale recepimento del diritto dell'UE nell'ambito della politica climatica avrebbe sulla Svizzera. Nel quadro del Green new deal europeo, la Commissione ha proposto, a settembre 2020, di aumentare entro il 2030 l'obiettivo di riduzione delle emissioni di gas serra ad almeno il 55 per cento rispetto al 1990 (COM(2020) 562 final). Per realizzare questo obiettivo, attualmente gli atti legislativi chiave per il clima sono in corso di aggiornamento e saranno presentati entro luglio 2021. Il rapporto deve concentrarsi in particolare sull'adozione di questi atti normativi, nonché sul Regolamento relativo all'informativa sulla sostenibilità 2019/2088, che prevede l'obbligo di informativa sui rischi legati alla sostenibilità nei processi di investimento a livello aziendale. </p><p>L'UE si impegna nella protezione del clima con maggiore coerenza rispetto alla Svizzera. L'attuale obiettivo della Svizzera di ridurre del 50 per cento le emissioni entro il 2030 è meno ambizioso di quello dell'UE (55% di riduzione entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990). Allo stesso tempo, nel quadro del Green new deal europeo, l'UE prevede investimenti pubblici per la trasformazione socio-ecologica molto più importanti rispetto alla Svizzera. Uno dei motivi principali di questo divario è che la Svizzera non unisce quasi mai le misure contro il COVID-19 alla protezione del clima e alla politica industriale. Inoltre, l'UE si sta muovendo per incentivare con i suoi investimenti la trasformazione socio-ecologica. Il Regolamento 2019/2088 relativo agli obblighi informativi sulla sostenibilità nel settore dei servizi finanziari affronta due questioni. Dichiara vincolanti a livello aziendale gli obblighi informativi: le aziende devono da un lato dichiarare pubblicamente come integrano i rischi di sostenibilità nei processi di investimento, dall'altro devono dimostrare che il loro modello di compensazione è compatibile con tali processi di investimento e adattare i regolamenti interni per la gestione dei rischi, la compensazione e il marketing. In Svizzera, non ci sono approcci per un corrispondente obbligo di informativa.</p><p>A seguito dell'interruzione dei negoziati con l'UE sull'accordo istituzionale, il Consiglio federale ha deciso di esaminare la possibilità di adeguare autonomamente il diritto nazionale, con l'obiettivo di stabilizzare le relazioni bilaterali. In questo processo si esamineranno anche le possibilità di un adeguato allineamento giuridico nel campo della politica climatica e gli effetti che ciò comporterebbe.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Dopo che la revisione totale della legge sul CO2 (legge federale sulla riduzione delle emissioni di CO2, FF 2020 6901) è stata respinta in votazione popolare dalla maggioranza dei votanti, il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) sta esaminando diverse opzioni per l'ulteriore sviluppo della politica climatica svizzera. Il Consiglio federale condivide l'opinione della postulante secondo cui gli strumenti esistenti non sono sufficienti e che sono necessarie ulteriori misure per raggiungere gli obiettivi climatici della Svizzera e, in particolare, l'obiettivo del saldo netto delle emissioni pari a zero entro il 2050. Dopo aver analizzato il risultato della votazione e le relative cause, si esprimerà quanto prima sui prossimi passi. Nel quadro di questi lavori, il Consiglio federale tiene conto anche dei lavori in corso nell'UE sul Green deal e analizza le possibili ripercussioni per la Svizzera. La richiesta della postulante è quindi già soddisfatta.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.