<h2>SubmittedText<h2><p>Sempre più spesso nelle settimane precedenti i dibattiti del Consiglio nazionale sull'iniziativa "No Billag", la SSR ha diffuso pubblicità di propria produzione, anche in contesti chiave a livello politico. Agli spettatori viene spiegato perché la televisione svizzera e il suo servizio pubblico sono indispensabili nel paesaggio mediatico svizzero. La campagna di immagine "Die Schweiz im Herzen", che SRF ha lanciato a fine 2016 con il fine di consolidare il marchio, si rivela però essere una campagna di votazione preliminare contro l'iniziativa "No Billag".</p><p>Alla luce di tali constatazioni il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Nella concessione SSR (art. 3 cpv. 2) è sancito che la SSR non deve valutare il gradimento in primo luogo in base alla quota di mercato. Perché un'emittente finanziata da fondi pubblici, per cui conformemente al mandato di concessione gli indici di ascolto e le quote di mercato sono elementi trascurabili, deve avviare una campagna di immagine?</p><p>2. Su quali canali, portali Internet e piattaforme sociali sono collocati i relativi spot della serie "Die Schweiz im Herzen"?</p><p>3. Sulle piattaforme sociali vengono attuate altre misure volte a curare l'immagine e il marchio SRF?</p><p>4. È corretto che già solo in televisione gli spot menzionati sono diffusi circa 100 volte la settimana?</p><p>5. Secondo quanto riportato dai media il valore degli spazi pubblicitari occupati dalla SRF settimanalmente con spot pubblicitari propri (circa 100 spot pubblicitari) si aggira tra i 100 000 e i 200 000 franchi a settimana. Questa stima è corretta o il valore effettivo è superiore?</p><p>6. I diversi portali Internet o di media sociali gestiti dalla SSR rientrano nel mandato di servizio pubblico? Quanti profili sui media sociali gestisce la SSR al momento? A quanto ammontano i rispettivi costi del personale e finanziari?</p><p>7. Il Consiglio federale ritiene che la gestione di portali con un nome diverso, come "Nouvo", rafforzi il marchio SSR?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. L'articolo 3 capoverso 2 della Concessione SRG SSR del 28 novembre 2007 (Concessione SSR; FF 2011 7089, 2012 7991, 2013 2747, 2016 55, 2016 4105, 2017 4987) richiede che la SSR si adoperi per conseguire un elevato gradimento presso le varie categorie di pubblico. Anche se, conformemente alla concessione, la SSR non è tenuta a misurare il suo livello di gradimento primariamente in base alle quote di mercato, è comunque obbligata a fare in modo che il servizio pubblico riscuota un certo successo e non sia marginalizzato. Deve essere competitiva sul mercato dei media e della pubblicità (messaggio del 18 dicembre 2002 concernente la revisione totale della legge federale sulla radiotelevisione; FF 2003 1534). Alla luce di queste considerazioni è comprensibile che la SSR pubblicizzi la propria immagine, proprio come le altre imprese mediatiche.</p><p>2.-4. Stando alle informazioni della SSR, gli spot a cura della propria immagine sono stati mandati in onda principalmente sui canali SRF 1 e SRF 2. Complessivamente in televisione ne sono stati trasmessi circa un centinaio alla settimana. Alcuni di questi contributi erano disponibili anche su SRF Play o sono stati collocati su Youtube, Facebook e Instagram. Stando alle proprie informazioni, la SSR non prevede di condurre altre campagne simili oltre agli spot menzionati.</p><p>5. La SSR ha piazzato gli spot a cura della propria immagine nel programma redazionale. La loro diffusione non ha pertanto occupato alcuno spazio pubblicitario.</p><p>6. La presenza on line della SSR rientra nell'ulteriore offerta editoriale della SSR secondo l'articolo 13 della concessione SSR. L'organizzazione e la forma delle offerte on line della SSR non sono definite nella concessione.</p><p>Stando alle informazioni dell'azienda, la SSR, o meglio le sue cinque unità aziendali RSI, RTR, RTS, SRF e Swissinfo gestiscono otto siti web con un'offerta informativa. I contenuti sono pubblicati nelle quattro lingue nazionali e, conformemente all'Accordo sulle prestazioni del 3 giugno 2016 concernente l'offerta editoriale destinata all'estero (FF 2016 4107), stipulato con la Confederazione, anche in altre sei lingue (rsi.ch, rtr.ch, rts.ch, srf.ch, swissinfo.ch, tvsvizzera.it, vxm.ch, ssatr.ch). La SSR mette a disposizione inoltre cinque siti web di servizi.</p><p>In aggiunta, le unità aziendali della SSR dispongono di 108 conti su Facebook, 54 su Twitter e 32 su Instagram, oltre a 42 canali Youtube in dieci lingue. Le attività della SSR in questo ambito sono comparabili a quelle di altri fornitori di servizio pubblico in Europa. Per contro, la radiotelevisione bavarese, membro di ARD, gestisce quasi il doppio dei conti (153) della SRF (79).</p><p>In un contesto lavorativo sempre più convergente, nel quale si opera in modo trasversale su più mezzi di comunicazione, non è più possibile determinare esattamente la parte di personale che si dedica al settore Internet. I costi per l'offerta on line della SSR oggetto della concessione ammontano a circa 56 milioni di franchi.</p><p>7. Rientra nelle competenze imprenditoriali e giornalistiche della SSR decidere come chiamare i propri portali. Per garantire la trasparenza è importante che i contenuti siano sempre contrassegnati dalla sigla della relativa unità aziendale della SSR.</p>  Risposta del Consiglio federale.