<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di ampliare, entro i prossimi due anni, l'insieme delle competenze della Confederazione nell'ambito della cyberdifesa inerenti alla politica di sicurezza e di istituire un comando indipendente preposto a questo ambito presso l'esercito o il Dipartimento federale della difensa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS). Le spese supplementari necessarie al riguardo devono essere coperte dal budget per l'armamento. Inoltre, negli anni a venire occorrerà porre l'accento sull'aspetto della cybersicurezza anche negli acquisti di armamenti e nel settore dell'educazione, della ricerca e dell'innovazione (ERI). Le modifiche legislative necessarie a tale scopo devono essere avviate.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'attuazione della Strategia nazionale per la protezione della Svizzera contro i cyberrischi (SNPC) ha permesso di potenziare le capacità della Confederazione in questo settore. Inoltre, lo studio concettuale Cyber-difesa dell'esercito (2013) e il relativo piano di azione del DDPS rafforzano ulteriormente le capacità militari nell'ambito della cybersicurezza, in particolare per quanto riguarda l'armamento e il Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC). Il Consiglio federale condivide l'opinione dell'autore della mozione, secondo cui alla luce degli sviluppi di minaccia e al rapido progresso della digitalizzazione della società e dell'economia è necessario continuare a potenziare sostanzialmente le capacità, la ricerca e la formazione.</p><p>Oltre che per l'esercito, i cyberrischi sono una minaccia per tutti i settori dell'amministrazione, dell'economia e della popolazione. Di conseguenza, diverse autorità devono garantire la protezione contro i cyberrischi nei loro ambiti di competenza quali la polizia e l'autorità di perseguimento penale, il servizio informazioni civile e quello militare, le varie autorità di vigilanza settoriali (energia, finanze, comunicazione, trasporti, sanità ecc.) nonché i gestori di infrastrutture critiche. Tra questi ultimi rientra anche l'esercizio dell'informatica nell'amministrazione. A tale scopo questi servizi hanno bisogno di capacità e risorse personali e finanziarie che non possono essere scorporate e trasferite in un cybercomando all'interno dell'esercito. È necessario instaurare una collaborazione trasversale e coordinata in funzione dei rispettivi ruoli. Questo è quanto è emerso anche nel quadro dell'attuazione della SNPC. Del resto, i cybercomandi menzionati dall'autore della mozione (ad es. in Francia o in Germania) riguardano esclusivamente le forze armate e non possono essere presi ad esempio per una centralizzazione di tutte le competenze di politica di sicurezza in ambito di cyberdifesa.</p><p>Cionondimeno occorre garantire che i mezzi disponibili siano organizzati in modo efficiente e coordinato. Nel quadro dell'ulteriore sviluppo della SNPC il Consiglio federale intende pertanto esaminare un'eventuale concentrazione delle competenze in ambito di cybersicurezza e chiarire la collaborazione tra le autorità civili e l'esercito, comprese le rispettive competenze.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.