B u n d e s v e rw a l t u n g s g e r i ch t T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i f f éd é r a l T r i b u n a l e am m i n i s t r a t i vo f e d e r a l e T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i v fe d e r a l Corte IV D-3164/2015 S e n t e n z a d e l 9 g i u g n o 2 0 1 5 Composizione Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, con l'approvazione della giudice Sylvie Cossy; cancelliera Zoe Cometti. Parti A._______, nato il (…), alias B._______, nato il (…), alias C._______, nato il (…), Nigeria, ricorrente, contro Segreteria di Stato della migrazione (SEM; già Ufficio federale della migrazione, UFM), Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore. Oggetto Asilo ed allontanamento; decisione della SEM del 13 maggio 2015 / N […]. D-3164/2015 Pagina 2 Visto: la domanda d'asilo che l'interessato ha presentato in Svizzera in data 10 aprile 2015; i verbali d'audizione del 15 aprile 2015 (di seguito: verbale 1) e del 30 aprile 2015 (di seguito: verbale 2); la decisione della Segreteria di Stato della migrazione (SEM, già Ufficio federale della migrazione, UFM) del 13 maggio 2015, notificata al richie- dente il giorno stesso (cfr. atto A12/1); il ricorso del 18 maggio 2015 (cfr. timbro del plico raccomandato; data d'en- trata: 19 maggio 2015); ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti che verranno ripresi nei consi- derandi qualora risultino decisivi per l'esito della vertenza; e considerato: che presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 1 LAsi [RS 142.31]) contro una decisione in materia d'asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi, art. 31-33 LTAF), il ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a-c e 52 cpv. 1 PA; che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso; che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, sono decisi dal giudice in qualità di giudice unico, con l’approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi); che, ai sensi dell’art. 111a cpv. 1 LAsi, si rinuncia allo scambio degli scritti; che con ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d'asilo, la violazione del diritto federale e l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi) e, in materia di diritto degli stranieri, pure l'inadeguatezza ai sensi dell'art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 consid. 5); D-3164/2015 Pagina 3 che il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle argo- mentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2); che nel corso dell'audizione sulle generalità il richiedente ha dichiarato di essere cittadino nigeriano e di essere nato a D._______ (Edo State) e di aver vissuto gli ultimi anni prima dell'espatrio a E._______ (Edo State) in Nigeria (cfr. verbale 1, pagg. 1, 3 seg.); che sarebbe espatriato poiché minacciato di morte da membri di un culto che sarebbero responsabili della morte del padre e del fratello (cfr. ver- bale 1, pag. 6); che ha reiterato tali motivi in occasione dell'audizione fede- rale sui motivi d'asilo (cfr. verbale 2, pagg. 4 seg.); che, nella decisione impugnata, la SEM ha considerato inverosimili le di- chiarazioni dell'interessato circa i suoi motivi d'asilo; che, in particolare, il richiedente non avrebbe saputo fornire dettagli relativi ai membri del culto che lo avrebbero minacciato; che parimenti sarebbe stato poco dettagliato nel raccontare il momento in cui sarebbe stato minacciato; che infine avrebbe fornito date discordanti circa la morte dei suoi famigliari; che pertanto, la SEM ha respinto la domanda d'a silo ed ha pronunciato l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera e l'esecuzione dello stesso verso la Nigeria siccome lecita, esigibile e possibile; che nel ricorso, l'insorgente ha contestato la decisione della SEM circa l'in- verosimiglianza rilevata dei suoi motivi d'asilo indicando d'aver esposto tutti gli eventi vissuti in maniera dettagliata e approfondita; che le inesattezze delle date della morte del padre e del fratello sarebbero da ricondurre ad errori dell'interprete durante la rilettura in inglese del verbale in italiano; che inoltre, l'esecuzione dell'allontanamento non sarebbe ragionevolmente esigibile poiché in Nigeria vi sarebbe una situazione di violenza generaliz- zata causata da Boko Haram; che in conclusione, il ricorrente ha chiesto, in via principale, il riconosci- mento della qualità di rifugiato nonché la concessione dell'asilo; che in via sussidiaria ha chiesto la trasmissione degli atti alla SEM per una nuova decisione oppure la concessione dell'ammissione provvisoria; che ha al- tresì chiesto l'esenzione dal pagamento anticipato delle spese processuali con protestate spese e ripetibili; D-3164/2015 Pagina 4 che, giusta l'art. 2 cpv. 1 LAsi, la Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati; che l'asilo comprende la protezione e lo statuto accordati a per- sone in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiato; che esso include il diritto di risiedere in Svizzera; che, giusta l'art. 3 cpv. 1 LAsi, sono rifugiati le persone che, nel Paese d'origine o di ultima residenza, sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, nazionalità, apparte- nenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore di essere esposte a tali pregiudizi; che sono pregiudizi seri segnatamente l'esposizione a pericolo della vita, dell'inte- grità fisica o della libertà, nonché le misure che comportano una pressione psichica insopportabile (art. 3 cpv. 2 LAsi); che, a tenore dell'art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda l'asilo deve provare o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato; che la qualità di rifugiato è resa verosimile se l'autorità la ritiene data con una probabilità preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi); che sono inverosimili in particolare le allegazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate o contraddit- torie, non corrispondono ai fatti o si basano in modo determinante su mezzi di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi); che è pertanto necessario che i fatti allegati dal richiedente siano sufficien- temente sostanziati, plausibili e coerenti fra loro; che in questo senso di- chiarazioni vaghe, quindi suscettibili di molteplici interpretazioni, contrad- dittorie in punti essenziali, sprovviste di una logica interna, incongrue ai fatti o all'esperienza generale di vita, non possono essere considerate verosi- mili ai sensi dell'art. 7 LAsi; che è altresì necessario che il richiedente stesso appaia come una persona attendibile, os sia degna di essere cre- duta; che questa qualità non è data, in particolare, quando egli fonda le sue allegazioni su mezzi di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi), omette fatti importanti o li espone consapevolmente in maniera falsata, in corso di procedura ritratta dichiarazioni rilasciate in precedenza o, senza motivo, ne introduce tardivamente di nuove, dimostra scarso interesse nella proce- dura oppure nega la necessaria collaborazione; che infine, non è indispen- sabile che le allegazioni del rich iedente l'asilo siano sostenute da prove rigorose; che al contrario, è sufficiente che l'autorità giudicante, pur nu- trendo degli eventuali dubbi circa alcune affermazioni, sia persuasa che, complessivamente, tale versione dei fatti sia in preponderanza ver itiera; che il giudizio sulla verosimiglianza non deve, infatti, ridursi a una mera verifica della plausibilità del contenuto di ogni singola allegazione, bensì dev'essere il frutto di una ponderazione tra gli elementi essenziali a favore e contrari ad essa; che decisivo sarà dunque determinare, da un punto di D-3164/2015 Pagina 5 vista oggettivo, quali fra questi risultino preponderanti nella fattispecie (cfr. DTAF 2013/11 consid. 5.1 e giurisprudenza ivi citata); che come rettamente ritenuto nella querelata decisione, questo Tribunale ritiene che le dichiarazioni decisive rese dal ricorrente in corso di procedura sono inverosimili giacché contraddittorie e non corroborate da elementi consistenti, limitandosi, quo ai fatti evocati, ad esprimere delle congetture non fondate su un indizio oggettivo; che il suo racconto circa i motivi d'asilo allegati è caratterizzato da conget- ture non corroborate da elementi concreti; che a titolo d'esempio egli ha indicato che la morte del fratello in un incidente d'auto sarebbe stata or- chestrata dai membri del culto perché il fratello sarebbe stato maleducato con loro (cfr. verbale 2, pag. 5); che il suo racconto è caratterizzato da di- chiarazioni vaghe e poco dettagliate; che infatti chiamato ad indicare il luogo dell'incidente dove suo fratello avrebbe incontrato la morte egli si è limitato ad indicare che sarebbe successo sulla strada in Edo State senza aggiungere ulteriori dettagli (cfr. verbale 2, pag. 7); che oltracciò il ricorrente si è contraddetto sulla cronologia degli eventi raccontati; che dapprima ha indicato che i membri del gruppo lo avrebbero minacciato dopo la morte del padre e del fratello, ossia la seconda settimana di febbraio, mentre poi ha indicato che il fratello sarebbe deceduto il 26 febbraio e dopo due setti- mane avrebbe ricevuto la visita di tali membri (cfr. verbale 1, pag. 6 e ver- bale 2, pagg. 7 seg.); che tale contraddizione, il racconto poco dettagliato e la congettura testé esposta non permettono al Tribunale d'intravvedere dei motivi d'asilo verosimili; che, per il res to, onde evitare ulteriori ripeti- zioni, si rimanda alle considerazioni della decisione della SEM; che inoltre, nel gravame non vi sono elementi atti a provare l'improvvisa verosimiglianza dei suoi motivi d'asilo; che anche ammettendo che il padre sia morto nel dicembre 2013 ed il fratello nel febbraio 2014 non cambie- rebbe l'esito dell'esame della verosimiglianza precedentemente illustrato; che sia come sia, il ricorrente ha trascorso ben due mesi a D._______ prima dell'espatrio dove ha condotto una vita nor male e non ha ricevuto delle minacce (cfr. verbale 1, pag. 7 e verbale 2, pag. 10); che pertanto giusta il principio della sussidiarietà della protezione internazionale come pure la teoria dell'alternativa di rifugio interno (cfr. DTAF 2011/51 consid. 8) i suoi motivi d'asilo difetta no di rilevanza potendo pretendere dallo stesso di recarsi nella sua città natale anziché espatriare in Svizzera; D-3164/2015 Pagina 6 che, in considerazione di quanto esposto, il ricorso in materia di riconosci- mento della qualità di rifugiato e di concessione dell'asilo, destituito di fon- damento, non merita tutela e la decisione impugnata va confermata; che se respinge la domanda d'asilo o non entra nel merito, la SEM pronun- cia, di norma, l'allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l'esecuzione; che tiene però conto del principio dell'unità della famiglia (art. 44 LAsi); che l'insorgente non adempie le condizioni in virtù delle qua li la SEM avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera (art. 14 cpv. 1 seg., art. 44 LAsi nonché art. 32 dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni procedurali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]; cfr. DTAF 2013/37 consid. 4.4); che codesto Tribunale è pertanto tenuto a confermare la pronuncia dell'al- lontanamento; che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 LStr (RS 142.20), giusta il quale l'esecuzione dell'allontanamento dev'essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragione- volmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr); che nella misura in cui codesto Tribunale ha confermato la decisione della SEM relativa alla domanda d'asilo dell'insorgente, quest'ultimo non può prevalersi del principio del divieto di respingimento (art. 5 cpv. 1 LAsi), ge- neralmente riconosciuto nell'ambito del diritto internazionale pubblico ed espressamente enunciato all'art. 33 della Convenzione sullo statuto dei ri- fugiati del 28 luglio 1951 (Conv., RS 0.142.30); che in siffatte circostanze, non v'è motivo di considerare l'esistenza di un rischio personale, concreto e serio per il ricorrente di essere esposto, in caso di allontanamento nel suo Paese d'origine ad un trattamento proibito, in relazione all'art. 3 CEDU o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicem- bre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105); che pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile (cfr. art. 83 cpv. 3 LStr in relazione all'art. 44 LAsi); che, inoltre, nonostante la presenza di Boko Haram nel nord del Paese, la situazione vigente in Nigeria non risulta caratterizzata da guerra, guerra D-3164/2015 Pagina 7 civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme della popolazione nell'integralità del territorio nazionale; che egli è giovane, ha frequentato l'Università di D._______ ed ha un'esperienza lavorativa come fotografo (cfr. verbale 1, pag. 4 e verbale 2, pagg. 2 seg.); che avendo alcuni parenti che vivono a tuttora nel Paese d'origine ed avendovi vissuto gran parte della sua esistenza (cfr. verbale 1, pagg. 3 seg.) si può partire dal presupposto che abbia un'ottima rete sociale in Patria; che, in aggiunta, il ricorrente non ha preteso nel gravame di soffrire di gravi problemi di salute che possano giustificare la sua ammissione provvisoria (cfr. DTAF 2011/50 consid. 8.1-8.3; 2009/2 consid. 9.3.2); che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento dell'insorgente nel suo Paese d'origine è ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr in relazione all'art. 44 LAsi); che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr in relazione all'art. 44 LAsi); che l'insorgente, usando della necessaria diligenza, potrà procurarsi ogni documento indispensabile al rimpatrio (cfr. art. 8 cpv. 4 LAsi; DTAF 2008/34 consid. 12); che l'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile; che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, ra- gionevolmente esigibile e possibile; che, di conseguenza, anche su questo punto la querelata decisione dell'autorità inferiore va confermata; che di conseguenza, la SEM con la decisione impugnata non ha violato il diritto federale né abusato del suo potere d’apprezzamento ed inoltre non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicament e rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi), altresì, per quanto censurabile, la decisione non è inadeguata (art. 49 PA); che pertanto il ricorso va respinto; che avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda d'esenzione dal versamento d'un anticipo equivalente alle presunte spese processuali è divenuta senza oggetto; che la presente decisione non concerne persone contro le quali è pendente una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che hanno abbando- nato in cerca di protezione (art. 83 lett. d cifra 1 LTF); D-3164/2015 Pagina 8 che la decisione non può essere impugnata con ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d LTF); che la pronuncia è quindi definitiva; (dispositivo alla pagina seguente) D-3164/2015 Pagina 9 il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 1. Il ricorso è respinto. 2. Le spese processuali, di CHF 600. –, sono poste a carico del ricorrente. Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministra- tivo federale entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sentenza. 3. Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto- nale competente. Il giudice unico: La cancelliera: Daniele Cattaneo Zoe Cometti Data di spedizione: