<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di adeguare le basi legali in modo che i prestiti convertibili emessi dalle banche in adempimento alle prescrizioni riguardanti i fondi propri in virtù del diritto in materia di vigilanza possano essere esentati dall'imposta preventiva e dalle tasse di bollo.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Per il Consiglio federale i contingent convertible bonds (CoCos) costituiscono un elemento essenziale per rafforzare i fondi propri delle banche di rilevanza sistemica. Affinché la conversione di CoCos, eventualmente diventata necessaria, possa essere effettuata per quanto possibile senza problemi, i rischi giuridici dovrebbero essere limitati il più possibile. Una conversione senza problemi può essere garantita se l'emissione di CoCos viene effettuata in Svizzera in base al diritto svizzero. </p><p>Il Consiglio federale condivide l'opinione secondo cui l'attuale tassa d'emissione sulle obbligazioni e sui titoli del mercato monetario e l'attuale imposta preventiva costituiscano un ostacolo considerevole allo sviluppo di un mercato svizzero delle obbligazioni. Esso è pertanto disposto a creare le condizioni quadro fiscali che consentano l'emissione di CoCos in Svizzera a condizioni concorrenziali. In tal modo vuole impedire che, a seguito dell'emissione di CoCos in Svizzera, gli istituti interessati debbano subire uno svantaggio in termini di competitività sui mercati finanziari internazionali.</p><p>In quest'ottica l'esenzione dei CoCos dall'imposta preventiva e dalle tasse di bollo - chiesta nella presente mozione - sarebbe appropriata, ma comporterebbe due notevoli svantaggi:</p><p>1. La misura privilegia i CoCos rispetto ad altri prestiti, senza migliorare le condizioni quadro del mercato svizzero dei capitali. A causa del volume contenuto del mercato dei capitali, il trattamento fiscale privilegiato dei CoCos potrebbe generare effetti di spiazzamento (crowding out) a scapito degli altri emittenti in Svizzera. Ciò si tradurrebbe per questi ultimi in un aumento dei costi di finanziamento. Ne sarebbero toccati in particolare la Confederazione, i cantoni e i comuni, le cui uscite aumenterebbero sotto forma di maggiori spese a titolo di interessi.</p><p>2. L'esenzione dei CoCos dall'imposta preventiva minerebbe il sistema svizzero dell'imposta con funzione di garanzia, fatto che potrebbe ripercuotersi negativamente sull'etica fiscale. </p><p>Per evitare questi svantaggi il Consiglio federale intende garantire in un altro modo le condizioni quadro fiscali per l'emissione di CoCos. A questo scopo, nel rapporto del 22 dicembre 2010 concernente la problematica "too big to fail" posto in consultazione esso propone tre misure di accompagnamento in materia fiscale:</p><p>1. la soppressione della tassa d'emissione su tutte le obbligazioni e tutti i titoli del mercato monetario (ovvero non solo sui CoCos);</p><p>2. l'esenzione dei diritti di partecipazione dalla tassa d'emissione, purché questi provengano dalla conversione di CoCos;</p><p>3. il passaggio dal principio del debitore a quello dell'agente pagatore nell'ambito dell'imposta preventiva sugli interessi delle obbligazioni e dei titoli del mercato monetario. </p><p>Il principio dell'agente pagatore consentirebbe di limitare la riscossione dell'imposta preventiva agli aventi economicamente diritto, per i quali l'imposta deve effettivamente svolgere la funzione di garanzia. In questo modo, ad esempio, verrebbe a cadere l'imposta preventiva per gli investitori istituzionali o le persone giuridiche. La soppressione generale della tassa d'emissione su obbligazioni e titoli del mercato monetario contribuirebbe inoltre ad accrescere sostanzialmente l'attrattiva del mercato svizzero dei capitali, generando ulteriore valore aggiunto in Svizzera. Con la parità di trattamento fiscale tra i CoCos e le altre forme di prestito si eviterebbero inoltre indesiderati effetti di spiazzamento per queste ultime.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.