<h2>SubmittedText<h2><p>Da luglio 2013 l'UE e gli USA stanno negoziando un Partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti (TTIP). La Svizzera non partecipa ai negoziati e non è ammessa nemmeno come Paese osservatore. Non può dunque né difendere i propri interessi né trarre beneficio da un eventuale futuro TTIP. </p><p>Il Consiglio federale ha adottato varie misure per esaminare le ripercussioni che un partenariato transatlantico potrebbe avere per il nostro Paese: un gruppo di lavoro interdipartimentale diretto dalla SECO è incaricato di identificare gli effetti potenziali per la Svizzera di un accordo di libero scambio tra gli USA e l'UE. Anche due rapporti commissionati dalla SECO analizzano gli effetti che un tale accordo potrebbe avere sull'economia svizzera. </p><p>Il Consiglio federale intende esaminare varie opzioni concrete in base alle prospettive e ai contenuti di un eventuale accordo di libero scambio USA-UE al fine di mantenere la competitività dell'economia svizzera e l'attrattività della piazza economica del nostro Paese. Una delle possibilità consisterebbe nel negoziare un accordo di libero scambio con gli Stati Uniti o di aderire al TTIP. Attualmente non è chiaro se e a quali condizioni un Paese terzo vi potrà aderire.</p><p>Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale intende definire la strategia della Svizzera in base ai contenuti dell'accordo TTIP non appena saranno resi noti (al momento non si conoscono dato che i negoziati sono ancora in corso)? Che cosa fa concretamente oggi per consentire alla Svizzera di aderire al TTIP, a prescindere dai contenuti dell'accordo?</p><p>2. Insieme agli altri Stati AELS la Svizzera ha avviato un dialogo sulla politica commerciale con gli Stati Uniti affinché i suoi interessi e quelli degli Stati AELS siano rappresentati oltre Atlantico. Gli Stati SEE, per esempio la Norvegia, sono in una posizione migliore per aderire all'accordo come Paesi terzi?</p><p>3. Tra i Paesi terzi interessati alla possibilità di aderire al TTIP, per esempio la Turchia, è in corso un dialogo e/o vengono adottate misure concrete per tutelare gli interessi comuni?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La Svizzera fa ricorso sia ai suoi contatti e agli incontri con l'UE a diversi livelli sia al dialogo sulla politica commerciale avviato tra gli Stati AELS e gli Stati Uniti per ottenere informazioni in merito ai negoziati di libero scambio in corso tra l'UE e gli USA e far valere i propri interessi nei confronti dei suoi due principali partner commerciali. La Svizzera ribadisce ogni volta che se ne presenta l'occasione il suo interesse per un TTIP accessibile ai Paesi terzi. Stando ai responsabili politici dell'UE e degli USA incaricati di condurre i negoziati sul TTIP l'accordo dovrebbe essere aperto ai Paesi terzi che soddisfano le condizioni poste per l'adesione. Durante la loro ultima conferenza ministeriale (22 giugno 2015) i ministri degli Stati AELS hanno deciso di intensificare il dialogo avviato con gli USA. Nel corso di questo processo saranno esaminate le possibilità di rafforzare le relazioni commerciali tra l'AELS e gli USA. A questo stadio è importante che tutte le opzioni rimangano aperte in vista del momento in cui il Consiglio federale definirà la propria strategia.</p><p>2. Per quanto riguarda un'eventuale adesione al TTIP gli Stati AELS si trovano in una situazione simile: l'Islanda, il Liechtenstein, la Norvegia e la Svizzera beneficiano, anche se in maniera diversa, di un accesso facilitato al mercato interno europeo. Diversamente dai tre Stati AELS membri dello SEE, per la Svizzera l'accesso al mercato interno dell'UE è assicurato da accordi bilaterali (Accordo di libero scambio del 1972, Accordi bilaterali I e II) che coprono meno ambiti dell'Accordo SEE. I quattro Stati dell'AELS condividono lo stesso interesse di poter accedere al mercato americano per quanto possibile senza discriminazioni rispetto ai loro concorrenti dell'UE.</p><p>3. La Svizzera discute gli effetti dei negoziati TTIP con altri Paesi terzi, come la Turchia, soprattutto nell'ambito delle commissioni economiche bilaterali o delle consultazioni politiche. È tuttavia difficile prevedere misure comuni, dato che la situazione politica ed economica e il quadro legislativo variano da Paese a Paese. A differenza della Svizzera, la Turchia, per esempio, forma un'unione doganale con l'UE. Per questo motivo la Turchia dovrà attuare le concessioni fatte dall'UE nel quadro del TTIP (per il commercio delle merci) senza aver partecipato ai negoziati. La Turchia, inoltre, beneficerà delle concessioni fatte dagli USA solo se potrà aderire al TTIP. Essa ha dunque tutto l'interesse a che il TTIP sia aperto ai Paesi terzi. La Svizzera continuerà i suoi scambi su tale questione con la Turchia, con la quale esaminerà le possibilità di intraprendere azioni comuni, e farà lo stesso con tutti gli altri Paesi che condividono queste stesse preoccupazioni.</p>  Risposta del Consiglio federale.