<h2>SubmittedText<h2><p>La direzione della Posta svizzera ha annunciato la sua intenzione di esaminare la situazione di 400 uffici postali destinati a chiudere, 48 dei quali si trovano nel cantone Vaud.</p><p>La trasformazione della Posta in una società anonima rappresenta un'aberrazione e un'operazione insensata, di cui constatiamo oggi le conseguenze. Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. La Posta, concessionaria del servizio universale, ha la responsabilità di erogare le sue prestazioni su tutto il territorio svizzero, anche nelle regioni più isolate. Il Consiglio federale non dovrebbe sostenere tale missione, sovvenzionando anche il disavanzo dell'impresa?</p><p>2. La posta elettronica sostituisce la posta tradizionale provocando grosse perdite finanziarie per l'impresa. Non sarebbe legittimo che la Posta beneficiasse, se non dell'insieme degli utili della corrispondenza elettronica, almeno di una parte di essi?</p><p>3. Invece di aprire delle filiali nei negozi di generi alimentari, non si potrebbe preconizzare dei partenariati pubblico-pubblico, ossia degli accordi con i comuni o con gruppi di comuni, che gestirebbero le filiali adeguando gli orari ai bisogni dei clienti e dei contribuenti (controllo abitanti, servizi sociali)?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Per finanziare il servizio universale e la relativa rete capillare di uffici postali, la Posta dispone degli introiti provenienti dal settore riservato e non riservato, conformemente a quanto esposto nel 2002 nel rapporto "Panoramica sull'evoluzione del settore postale in Svizzera". Oltre a ciò la Posta è tenuta ad aprire nuovi settori di attività e ad adottare misure di razionalizzazione e ottimizzazione dei costi. Se la Posta, nonostante una gestione conforme alle regole dell'economia di mercato, non dovesse riuscire a coprire i costi del servizio universale, si procederebbe alla riscossione di tasse di concessione sulle cifre d'affari degli operatori privati di servizi postali non riservati.</p><p>Sulla base di questa strategia di finanziamento, finora la Posta è sempre riuscita a fornire il servizio di base in modo economicamente indipendente, senza che si dovesse fare ricorso alle tasse di concessione.</p><p>Il progetto di riforma della legge sulla Posta, recentemente approvato dal Consiglio federale, prevede una strategia di finanziamento secondo cui la Posta è tenuta ad erogare il servizio di base, in linea di massima, in modo economicamente indipendente. Nel caso in cui il servizio di base comporti dei costi netti, la Posta ha diritto all'indennizzo tramite la riscossione di una tassa presso tutti gli operatori di servizi postali. Se queste tasse non sono sufficienti a coprire i costi, la Confederazione riscuote i contributi necessari sotto forma di sovvenzioni.</p><p>2. La Posta accusa effettivamente perdite annue nel volume delle lettere a causa dei mezzi di comunicazione elettronici. Contemporaneamente beneficia tuttavia degli sviluppi tecnologici per la propria offerta (per es. Hybrid Post, Swiss Post Box) e di merci ordinate via Internet.</p><p>Il Consiglio federale ritiene che la proposta dell'autore dell'interpellanza sia irrealizzabile nella pratica poiché le email non generano di per sé guadagni e il loro traffico è vieppiù internazionale e incontrollabile.</p><p>3. La Posta è in stretto contatto con i comuni interessati dalla chiusura o dallo spostamento di un ufficio postale. Ogni comune è libero di farle una proposta per il mantenimento dell'ufficio postale. Il Consiglio federale è del parere che, insieme alle partnership con i negozi di generi alimentari, anche quelle con i comuni rappresentino una buona soluzione per la creazione di agenzie.</p>  Risposta del Consiglio federale.