<h2>SubmittedText<h2><p>In base alla risoluzione 1325 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, la comunità internazionale è tenuta a impegnarsi per garantire la partecipazione paritaria delle donne a tutti i livelli della politica di pace e sicurezza. A tal fine la Svizzera ha adottato finora quattro piani d'azione nazionali (PAN). </p><p>L'attuale PAN 1325 (2018-2022) punta a coinvolgere maggiormente le donne nella prevenzione dell'estremismo violento (PEV). La Svizzera si basa sulla risoluzione 2242 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite il cui scopo è collegare l'agenda su donne, pace e sicurezza con la PEV e che segue le raccomandazioni del Comitato delle Nazioni Unite per l'eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne del 2016.</p><p>Una politica di pace e di sicurezza attenta alle questioni di genere non può che essere accolta con favore. La focalizzazione eccessiva sulla PEV rischia tuttavia di avere effetti negativi sui diritti umani e i diritti delle donne. In molti luoghi la prevenzione contro l'estremismo implica misure di sicurezza "dure", accompagnate di frequente da violazioni dei diritti umani. Le donne e le organizzazioni femminili impegnate nella prevenzione dell'estremismo si espongono a enormi rischi per la propria sicurezza e restano schiacciate tra la violenza esercitata da attori armati non statali e quella esercitata delle forze di sicurezza statali. Le donne si trovano, inoltre, spesso confinate nel proprio ruolo di mogli e madri e ad esse viene affidata la responsabilità di impedire agli uomini della loro famiglia di partecipare ad azioni estremiste. Questo fatto non solo carica troppe responsabilità sulle spalle delle donne, ma promuove anche stereotipi che rafforzano le disuguaglianze strutturali tra i sessi.</p><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande: </p><p>1. In che modo la Svizzera garantisce che i programmi di prevenzione che sostiene siano adeguati alle esigenze della popolazione locale e non abbiano un impatto negativo sui diritti umani e sui diritti delle donne?</p><p>2. In che modo si assume la propria responsabilità quando si tratta di proteggere le donne e le organizzazioni femminili, suoi partner locali per la prevenzione dell'estremismo violento, contro ogni forma di criminalizzazione, repressione e violenza?</p><p>3. In che modo la Svizzera promuove una rappresentazione differenziata dei diversi ruoli di genere e un'effettiva parità nell'attuazione dei programmi di prevenzione dell'estremismo violento?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Le misure della Svizzera a livello di prevenzione dell'estremismo violento mirano anzitutto a combattere le cause della violenza. Il nostro Paese cerca di stabilire una separazione tra i programmi di prevenzione e le misure di sicurezza drastiche. Un'analisi preliminare del contesto e della parità tra i sessi premette di garantire che le misure previste corrispondano alle esigenze della popolazione locale e non abbiano un impatto negativo sui diritti umani, in particolare su quelli delle donne. Esperti ed esperte di sicurezza umana sul campo assicurano l'attuazione di queste misure. Lo stretto legame tra il quarto piano d'azione nazionale della Svizzera per l'attuazione della risoluzione 1325 del Consiglio di sicurezza dell'ONU e la Convenzione sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna (Comitato CEDAW) fa sì che i diritti delle donne siano presi sistematicamente in considerazione nella messa in atto di misure relative alla politica di pace e di sicurezza.</p><p>2. Le linee guida del Dipartimento federale degli affari esteri DFAE concernenti i difensori dei diritti umani (DDU) sono uno strumento per sensibilizzare i collaboratori e le collaboratrici sulle attività spesso rischiose dei DDU. Descrivono possibilità di intervento per tutelare queste persone, tra cui figurano azioni che le rappresentanze svizzere all'estero possono adottare per proteggerle da repressioni, violenze o incriminazioni, per esempio attraverso contatti bilaterali con il governo, il sostegno alla società civile sul posto o la collaborazione con le istituzioni nazionali per i diritti umani.</p><p>3. La Svizzera è uno dei pochi Paesi che citano esplicitamente il ruolo delle donne nel proprio Piano d'azione di politica estera per prevenire l'estremismo violento e nel proprio Piano d'azione nazionale contro la radicalizzazione e l'estremismo violento. Nelle sue attività di consulenza sulla prevenzione dell'estremismo violento nei Paesi partner la Svizzera tiene sempre conto delle questioni legate alla parità di genere. Per esempio, nei suoi scambi con le forze di difesa e di sicurezza dell'Africa occidentale, la Svizzera si adopera per integrare sistematicamente il punto di vista delle donne sulla sicurezza e la prevenzione della violenza. Collabora infine sul campo con una serie di organizzazioni femminili specializzate in questo ambito.</p>  Risposta del Consiglio federale.