<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di precisare nella legge il freno all'indebitamento, un meccanismo che ha dato risultati positivi, in modo da escludere un allentamento della regolamentazione in vigore.</p><p>Una minoranza (Gschwind, Amarelle, Brélaz, Carobbio, Gmür Alois, Hadorn, Kiener, Maire Jacques-André, Meyer Mattea, Schmidt Roberto) propone di respingere la mozione.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Costituzione federale definisce l'obiettivo del freno all'indebitamento, secondo cui la Confederazione equilibra a lungo termine le sue uscite ed entrate. Questo equilibrio implica una stabilizzazione del debito nominale. Dal 2006 la Confederazione registra eccedenze strutturali. La direttiva del freno all'indebitamento è quindi rispettata. Le eccedenze strutturali hanno addirittura permesso di ridurre il debito di circa 20 miliardi di franchi.</p><p>Dal 2007 gli errori di stima delle entrate riguardano prevalentemente l'imposta preventiva, che è nota per la sua volatilità. Infatti quest'imposta registra maggiori entrate rispetto a quanto previsto. Tuttavia, il metodo applicato dal 2012 ha consentito di migliorare l'accuratezza delle stime. Grazie a questo miglioramento, in futuro le previsioni delle entrate dovrebbero contenere meno errori.</p><p>Poiché spesso i crediti a preventivo stanziati dal Parlamento non vengono interamente utilizzati, le uscite restano di regola inferiori ai valori preventivati. Questi scostamenti rispetto agli importi iscritti a preventivo sono dovuti al sistema e continueranno a persistere, ma saranno di entità minore.</p><p>Il Consiglio federale non intende rivedere le direttive del freno all'indebitamento stabilite nella Costituzione né le attuali misure di riduzione del debito. Tuttavia ha incaricato il Dipartimento federale delle finanze di esaminare in modo approfondito la possibilità di una "gestione simmetrica del conto di compensazione" e di presentargli il relativo rapporto entro la fine del 2016. Questo tipo di gestione del conto di compensazione permetterebbe di destinare, per un importo pari alle minori uscite realizzate, le eccedenze strutturali a scopi diversi da quello della riduzione del debito. Il cambiamento di destinazione delle eccedenze strutturali richiederebbe una modifica di legge che dovrebbe poi essere approvata dal Parlamento.</p><p>Poiché vuole prima prendere conoscenza del risultato dell'esame commissionato e non intende nemmeno anticipare un eventuale dibattito parlamentare, il Consiglio federale respinge la mozione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.