<h2>SubmittedText<h2><p>Il 5 maggio 2011 la presidente della Confederazione ha inaugurato il centro svizzero di competenza per i diritti umani (CSDU), che è sovvenzionato con un contributo della Confederazione e funziona in base a un contratto di prestazioni stipulato con l'amministrazione federale. Il CSDU dovrebbe costituire una prima tappa verso l'istituzione di un'istanza nazionale per i diritti dell'uomo, come richiesto dall'ONU, che avrebbe il compito di vigilare sul rispetto di tali diritti nel nostro Paese. Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quali sono le basi legali su cui si fondano la creazione del CSDU e il suo finanziamento?</p><p>2. Quali sono i termini del contratto di prestazioni stipulato tra l'amministrazione federale e il CSDU?</p><p>3. Quali sono i servizi dell'amministrazione che finanziano il CSDU? Quali sono i mezzi a disposizione del Consiglio federale per controllare in che modo il CSDU rispetta il suo mandato secondo i termini del contratto di prestazioni?</p><p>4. Com'è organizzato il CSDU e quali sono gli organi incaricati di assicurare la buona gestione del centro e delle risorse finanziarie messe a disposizione?</p><p>5. Entro quale termine il CSDU deve rendere conto della sua attività al Consiglio federale?</p><p>6. Le Commissioni di politica estera dovranno essere regolarmente informate sulle attività del CSDU?</p><p>7. Quali sono le priorità strategiche e le attività specifiche del CSDU?</p><p>8. Il finanziamento della Confederazione copre tutte le attività del CSDU? All'occorrenza sono possibili finanziamenti esterni e in che modo il CSDU ne rende conto ai propri organi di controllo e al Consiglio federale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. L'istituzione e il finanziamento del Centro svizzero di competenza per i diritti umani (CSDU) da parte dell'amministrazione federale si fondano sulla Costituzione federale: secondo l'articolo 35 della Costituzione la Svizzera è tenuta a rispettare i diritti dell'uomo e secondo l'articolo 54 della Costituzione la Svizzera si adopera per promuovere tali diritti. L'istituzione del centro risale a una decisione presa dal Consiglio federale il 1° luglio 2009. Durante una fase pilota di cinque anni è previsto lo stanziamento di un milione di franchi all'anno per l'acquisto di prestazioni di servizio presso una o più università. L'acquisto di tali prestazioni di servizio risponde a un bisogno di sostegno riconosciuto da tutti gli attori. Per tale acquisto non occorre una base legale supplementare poiché esso rientra nell'amministrazione ausiliare. Oltre alla Confederazione possono avvalersi dei servizi del CSDU anche i cantoni, i comuni e l'economia privata. La Confederazione ha incaricato le Università di Berna, Friburgo, Neuchâtel e Zurigo nonché i relativi istituti partner di creare il centro al termine di una gara pubblica. Il loro operato si basa sul contratto quadro firmato con la Confederazione per la fase pilota e sui singoli contratti stipulati tra le università e i loro partner (cfr. www.csdh.ch). Le prestazioni attese dal comitato interdipartimentale (punto 3) sono precisate annualmente in un contratto di prestazioni (punto 2).</p><p>2. Il contratto quadro stipulato tra la Confederazione e il CSDU stabilisce le prestazioni generali. Tra di esse figurano la messa a disposizione di know-how orientato alla pratica, progetti di ricerca e valutazioni sull'attuazione concreta dei diritti dell'uomo, sostegno tecnico, metodologico e contenutistico alle autorità a fini di analisi e documentazione, la promozione degli scambi di know-how e del dialogo nonché la messa a disposizione di strumenti di sensibilizzazione. Il contratto di prestazioni 2011 contemplava tra l'altro la preparazione di studi su vari temi, ad esempio sul monitoraggio delle raccomandazioni indirizzate alla Svizzera dagli organi istituiti da trattati delle Nazioni Unite o nell'ambito degli esami periodici universali, sulla formazione continua in materia di diritti dell'uomo (in Svizzera nel settore dell'istruzione non formale) e sulle norme di vari organi delle Nazioni Unite (in materia di migrazione, giustizia e polizia). Accanto a questi studi, il centro ha inoltre dovuto organizzare iniziative di sensibilizzazione e discussioni con gli attori chiave.</p><p>3./5. Il Consiglio federale ha assegnato al DFAE e al DFGP il mandato di gestire congiuntamente il progetto pilota. A tal fine è stato costituito un comitato interdipartimentale, formato da tre rappresentanti del DFAE (DSU, DDIP) e tre del DFGP (UFG, UFM, Fedpol) e copresieduto dalla Divisione sicurezza umana (DSU) e dall'Ufficio federale di giustizia (UFG). Tra i suoi compiti figurano l'approvazione dei contratti di prestazioni nonché il controllo regolare e sistematico dell'impiego delle risorse. A tal fine, ogni anno al comitato interdipartimentale sono sottoposti un rapporto di attività e un consuntivo per l'anno precedente (entro il 31 marzo dell'anno successivo), un programma di lavoro e un preventivo dettagliato per l'anno successivo (entro il 1° novembre dell'anno in corso) nonché un rapporto intermedio sulle attività correnti (entro il 31 luglio dell'anno in corso). Per il 2014 è inoltre prevista una valutazione esterna, che dovrà fornire al Consiglio federale le basi necessarie per poter decidere in merito all'eventuale continuazione e ulteriore sviluppo del progetto.</p><p>4. Il centro è imperniato su sei settori tematici (migrazione, polizia e giustizia, politica di genere, politica dell'infanzia e della gioventù, questioni istituzionali, diritti dell'uomo ed economia) e due compiti trasversali (informazione e sensibilizzazione, educazione sui diritti dell'uomo), posti sotto la responsabilità delle università e dei relativi partner. L'attuazione è di competenza del comitato direttivo e dell'ufficio. Il comitato direttivo, formato da delegati delle università e degli istituti partner, dal direttore e dall'amministratrice delegata, dirige il centro: stabilisce la linea strategica del CSDU e il suo regolamento interno e approva il programma di lavoro annuale, il preventivo, il consuntivo e i rapporti di attività. L'ufficio, composto dal direttore, dall'amministratrice delegata e dalla segreteria, è responsabile della gestione amministrativa e finanziaria nonché del coordinamento generale del centro e lo rappresenta verso l'esterno: esso funge pertanto da "sportello unico" per l'amministrazione e gli altri ambienti interessati. È inoltre stato istituito un comitato consultivo, formato da delegati della Confederazione (segnatamente DFAE-DSU, DFGP-UFG, DFI-Servizio per la lotta al razzismo), dei cantoni, dei comuni, delle commissioni federali, della politica, della scienza, dell'economia e della società civile, che presta consulenza al centro in merito alla linea strategica. Nel 2011 si è riunito in due occasioni.</p><p>6. Nel corso degli ultimi dieci anni, la creazione di questa istituzione è stata oggetto di discussioni regolari in seno alle Commissioni di politica estera del Consiglio nazionale e del Consiglio degli Stati nonché alla Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale. Il Consiglio federale è disposto a continuare a informare le Commissioni di politica estera. Vari parlamentari sono inoltre membri del comitato consultivo.</p><p>7. Il compito del centro è di rafforzare le capacità delle autorità e di altri ambienti interessati nell'ambito della protezione e della promozione dei diritti dell'uomo in Svizzera conformemente alla Costituzione federale e agli impegni internazionali della Svizzera in materia di diritti dell'uomo. Le attività specifiche del centro durante la fase pilota sono descritte nel contratto di prestazioni (punto 2). Il centro stabilisce le sue priorità nel programma di lavoro, che sottopone al comitato interdipartimentale.</p><p>8. Il contributo del DFAE e del DFGP previsto nella decisione del Consiglio federale del 1° luglio 2009 copre unicamente le attività descritte nel contratto di prestazioni. Il centro può accettare altri mandati di autorità federali o terzi. Questi mandati sono finanziati direttamente dai mandanti. La Confederazione ha esortato il centro a diversificare e ampliare le sue fonti di finanziamento, offrendo i suoi servizi anche ad altre istituzioni pubbliche in Svizzera, segnatamente ai cantoni e ai comuni, ma anche al settore privato e a organizzazioni non governative che si occupano di diritti dell'uomo. Il centro deve informare la Confederazione in merito a tali mandati: lo fa attraverso il programma di lavoro e il rapporto di attività, sottoposti al comitato interdipartimentale.</p>  Risposta del Consiglio federale.