<!DOCTYPE html> <html lang="it"><head><meta charset="utf-8"/></head><body><div class="Section1"> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td colspan="2" valign="top"> <p class="MsoNormal"> </p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><img alt="" height="5" src="http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&amp;WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&amp;WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&amp;OmnisLibrary=JURISWEB&amp;OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&amp;OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&amp;Parametername=WWWTI&amp;Schema=TI_WEB&amp;Source=&amp;Aufruf=getImage&amp;nF38_KEY=47575" width="3"/></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><img alt="" height="24" src="http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&amp;WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&amp;WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&amp;OmnisLibrary=JURISWEB&amp;OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&amp;OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&amp;Parametername=WWWTI&amp;Schema=TI_WEB&amp;Source=&amp;Aufruf=getImage&amp;nF38_KEY=47576" width="21"/></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"> </p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Incarto n.<br/> </span><a id="IN_NUMERO">80.97.00121</a></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><a id="ID_LUOGO"><span>Lugano</span></a></p> <p class="MsoNormal">14 aprile 1998</p> <p class="MsoNormal"> </p> </td> <td colspan="3" valign="top"> <p class="MsoNormal">In nome<br/> della Repubblica e Cantone<br/> del Ticino</p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> <tr> <td colspan="6" valign="top"> <p class="MsoNormal"><a id="IN_ISTANZA_SPEC"><b><span>La Camera di diritto tributario del Tribunale d'appello</span></b></a></p> </td> </tr> <tr> <td colspan="6" valign="top"> <p class="MsoNormal"> </p> </td> </tr> <tr> <td colspan="6" valign="top"> <p class="MsoNormal"> </p> </td> </tr> <tr> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>composta dai giudici:</span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Alessandro Soldini, presidente, <br/> Stefano Bernasconi, Lorenzo Anastasi</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>segretario:</span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Fiorenzo Gianinazzi</span></p> </td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>statuendo sul ricorso del 22 luglio 1997</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>in materia di: IC/IFD 95/96</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>presentato da:</span></p> </td> <td colspan="2" valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span>__________ e __________ __________,</span></b><span> __________ __________, </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> </tr> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span> </span></b></p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>ritenuto </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><b><span>in fatto ed in diritto</span></b></p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> <b>1.</b> Nella dichiarazione d’imposta IC/IFD 1993-94 __________ __________ dichiarava, oltre al valore locativo della propria abitazione, un salario netto di fr. 57'612.- di media annua. L’Ufficio di tassazione, nella notifica del 15 gennaio 1996, elevava il salario a fr. 65'184.- di media annua in base ai certificati di salario presentati, rettificava il reddito della sostanza riducendolo da fr. 22'270.- a fr. 15'000.- di media annua e aggiungeva, alla luce del calcolo del dispendio, un reddito d’altra fonte annuo di fr. 50'000.-, comprensivo dei vantaggi goduti nella __________, in considerazione della parziale inattendibilità dei dati presentati e della loro incompletezza.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> <b>2.</b> Con tempestivo ricorso del 5 febbraio 1996 __________ __________ contestava la notifica di tassazione dell’UT limitandosi ad asserire di avere uno stipendio annuale di fr. 60'000.- e di non aver beneficiato di un reddito d’altra fonte.</p> <p class="R1"> Con decisione su reclamo del 23 giugno 1997 l’UT, dopo ulteriori accertamenti e aver sentito il contribuente, rettificava il salario portandolo a fr. 88'000.- di media annua e il reddito d’altra fonte elevandolo a fr. 69'000.- di media annua. Sarebbe infatti emerso da informazioni fornite dall'Ufficio tassazione delle persone giuridiche (UTPG) che il contribuente non avrebbe dichiarato il credito vantato verso la __________ __________ di fr. 164'000.- valuta 1° gennaio 1995, che avrebbe conosciuto un considerevole incremento negli anni 1993-1994. Alla __________ __________ sarebbe inoltre stato addebitato un importo per stipendi di fr. 80'000.- nel 1993 e di fr. 96'000.- nel 1994. Il nuovo calcolo del dispendio, rettificato in base alle nuove emergenze istruttorie, tenendo altresì conto del normale fabbisogno della famiglia, denunciava una mancanza di liquidità di fr. 69'000.- di media annua (cfr. verbale del 27 maggio 1997).</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> <b>3.</b> Con scritto del 22 luglio 1997 __________ __________ dichiarava di inoltrare ricorso contro la suddetta decisione su reclamo, domandando a causa di un’asserita mancanza di documenti, una proroga fino al 31 agosto 1997 per presentare la motivazione.</p> <p class="R1"> Il 24 luglio 1997 la Camera di diritto tributario assegnava al ricorrente un termine fino 25 agosto 1997 per presentare motivazione e documenti.</p> <p class="R1"> Il 25 agosto 1997 __________ __________ motivava il ricorso, corredandolo dei relativi documenti. Contestava in particolare la ripresa sul salario, affermando di aver percepito dalla società solo fr. 60'000.- all’ anno. Spiegava che negli anni di computo 1993-94 la società gli ha accreditato sul suo conto presso la società fr. 20'000.- nel 1993 e fr. 36'000.- nel 1994, a parziale compenso del reddito d’altra fonte di fr. 36'000.-, che l’UT gli aveva esposto negli anni di computo 1991-92. Contestava inoltre il reddito d’altra fonte, argomentando tra l’altro che aveva ricevuto in eredità alla morte di sua madre un importo di fr. 24'354.- e che sua moglie aveva beneficiato di una donazione da parte di suo padre di fr. 25'000.-. Ne deriverebbe una disponibilità finanziaria sufficiente per far fronte al dispendio.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> Con osservazioni dell’11 marzo 1998 l’Amministrazione federale delle contribuzioni chiede in via principale di dichiarare irricevibile il ricorso e in via subordinata di respingerlo nel merito. Delle argomentazioni in esse contenute verrà detto in seguito, per quanto necessario.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> A sua volta la Divisione cantonale delle contribuzioni, con osservazioni dell’30 marzo 1998, chiede di respingere il ricorso nel merito. Delle argomentazioni in esse contenute verrà detto in seguito, per quanto necessario.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> <b>4.</b> 4.1.</p> <p class="R1"> Secondo l'art. 227 cpv. 1 LT 1994, se il ricorso non soddisfa i requisiti stabiliti dalla stessa norma, secondo la quale cioè il ricorrente deve indicare le conclusioni, i fatti sui quali esse sono fondate e i mezzi di prova, mentre i documenti probatori devono essere allegati o designati esattamente, al ricorrente è assegnato un congruo termine per rimediarvi con la comminatoria dell'irricevibilità. Lo stesso principio vale ora anche in materia di imposta federale diretta, in virtù dell'art. 140 cpv. 2 LIFD, che contiene una norma analoga a quella cantonale (cfr. sent. <b>CDT</b> n. ______________________________.__________ del 28 agosto 1995 in re N. e L. R.; <b>CDT</b> n. __________.__________.__________ dell' 11 ottobre 1996 in re G.P.; v. inoltre <b>Meister</b>, Rechtsmittelsystem der Steuerharmonisierung – Der Rechtsschutz nach StHG und DBG, Berna/Stoccarda/Vienna 1995, p. 191-192; <b>X. Oberson</b>, Le contentieux fiscal, in: Ordre romand des experts fiscaux diplômés [a cura di], Les procédures en droit fiscal, Berna/Stoccarda/Vienna 1997, p. 147);</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> 4.2.</p> <p class="R1"> In materia di imposta federale diretta, la nuova procedura è più favorevole ai ricorrenti di quella previgente, per il fatto che, in virtù dell'abrogato art. 101 cpv. 2 DIFD, applicabile in virtù del rimando dell'art. 106 cpv. 3 DIFD, un ricorso generico doveva considerarsi irricevibile senza che occorresse assegnare un termine supplementare per rimediare al difetto di motivazione e di una proposta concreta, sicché l'autorità fiscale non doveva tener conto di reclami generici che non contenessero «una motivazione oggettiva delle proposte fatte» (cfr. <b>RF</b> 1989 p. 536; <b>ASA</b> 58 p. 285; <b>CDT</b> 323/88 in re C.S.; <b>CDT</b> 116-118 del 17 maggio 1991 in re S.K.), né era sufficiente la motivazione secondo cui una tassazione «sarebbe fortemente esagerata» (<b>ASA</b> 48 p. 193) e neppure bastava la richiesta di essere convocato ad un'udienza (<b>CDT</b> n. 7 del 22 febbraio 1991 in re G. D. e V).</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> 4.3.</p> <p class="R1"> In un recente giudizio questa Camera ha esaminato la questione sollevata dall’AFC nelle sue osservazioni di sapere se l’art. 140 cpv. 2 LIFD, che ammette la facoltà di emendare il ricorso, sia applicabile anche di fronte ad una mera domanda di proroga del ricorso (<b>CDT</b> n. 80.97.00049 del 31 luglio 1997 in re A.M.).</p> <p class="R1"> La risposta è stata affermativa per ragioni pratiche e, meglio, per superare la difficoltà di delimitare il caso della semplice domanda di proroga del termine rispetto a quello del ricorso privo di motivazione e di designazione dei mezzi di prova. Chi chiede la proroga del termine manifesta infatti, secondo il citato giudizio di questa Camera, almeno la volontà di contestare la decisione su reclamo, non diversamente da chi inoltra un ricorso privo di ogni ulteriore indicazione utile a orientare l’autorità di ricorso nella propria decisione.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> 4.4.</p> <p class="R1"> Conformemente a quanto stabilito nel succitato giudizio, questa Camera non può quindi non ammettere anche nel caso in esame la tempestività del ricorso.</p> <p class="R1"> Certo, si può discutere se il termine di grazia assegnato da questa Camera al ricorrente sia ancora rimasto entro i limiti della congruità, quando normalmente un termine di dieci giorni viene considerato sufficiente (cfr. anche <b>Agner/Jung/Steinmann</b>, Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, p. 428), dato che il termine è stato prorogato con scritto del 24 luglio fino al 25 agosto. La mera apparenza sembrerebbe dar ragione all'AFC. Non si deve nondimeno dimenticare che il periodo durante il quale è stato prorogato il termine coincideva con le ferie di Ferragosto, periodo durante il quale il reperimento di documenti presso terzi non è dei più agevoli. Se si guarda la sostanza delle cose, al ricorrente è stata in pratica concessa esattamente una settimana a partire dal rientro del Ferragosto, fino a lunedì 25 agosto.</p> <p class="R1"> A questa non sembra inoltre potersi affermare che la richiesta di proroga presentata dal ricorrente configuri un abuso di diritto, volto a ottenere una proroga abusiva del termine di ricorso. Non si può certo dedurre tale circostanza dalla data dei documenti prodotti con la motivazione del ricorso. Anche se anteriori alla data del ricorso e addirittura della notifica della tassazione, non necessariamente essi si trovavano già in possesso del ricorrente e la necessità di averli a disposizione è in sostanza sorta al momento in cui il ricorrente ha conosciuto la motivazione della decisione su reclamo, con la quale non solo non si stralciava il reddito d'altra fonte, ma lo si aumentava ulteriormente.</p> <p class="R1"> In simili condizioni questa Camera ritiene legittima la proroga concessa al ricorrente per motivare il ricorso e produrre la relativa documentazione e quindi tempestivo il ricorso. L'eccezione sollevata dall'AFC non può quindi essere accolta.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> <b>5.</b> 5.1.</p> <p class="R1"> L’art. 130 cpv. 2 LIFD e l’art. 204 cpv. 2 LT 1994 consentono all’autorità di tassazione di procedere ad una tassazione d’ufficio se, nonostante diffida, il contribuente non soddisfa i suoi obblighi procedurali oppure se gli elementi imponibili non possono essere accertati esattamente per mancanza di documenti attendibili. In tale sede può tener conto di coefficienti sperimentali, dell’evoluzione patrimoniale e del tenore di vita del contribuente. La legge precisa ancora che l’autorità deve effettuare una «valutazione coscienziosa».</p> <p class="R1"> La tassazione d’ufficio sostituisce quella ordinaria, che si fonda su di un esauriente accertamento dei fatti. La valutazione cui procede l’autorità fiscale si basa invece su considerazioni di verosimiglianza, il più possibile vicine alla verità (<b>Zweifel</b>, Die Sachverhaltsermittlung im Steuerveranlagungsverfahren, Zurigo 1989, p. 120 ss.; <b>Känzig/Behnisch</b>, Direkte Bundessteuer, II ediz., vol. III, Basilea 1992, n. 3 ad art. 92 DIFD, p. 163).</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> 5.2.</p> <p class="R1"> Il legislatore federale ha definito i presupposti, in presenza dei quali si procede ad una tassazione per apprezzamento, conformandosi alla giurisprudenza del Tribunale federale, che, vigente il Decreto concernente l’imposta federale diretta (DIFD) del 1940, aveva esteso le condizioni previste da quest’ultimo. L’art. 92 cpv. 1 DIFD infatti limitava la possibilità di intraprendere una tassazione d’ufficio ai soli casi in cui il contribuente avesse violato i propri obblighi procedurali («il contribuente non presenta o non completa in tempo utile la sua dichiarazione, se non comparisce a dare informazioni, non ottempera a una domanda di ragguagli, se, benché obbligato a tenere i libri contabili, non li presenta o ne presenta di quelli tanto difettosi da rendere impossibile il calcolo dei fattori imponibili o non produce i documenti giustificativi richiesti»). Il Tribunale federale aveva però chiarito che una tassazione d’ufficio deve poter essere eseguita anche nei casi in cui l’autorità fiscale, alla luce dell’insieme delle circostanze, scopre che i ragguagli forniti dal contribuente non sono sufficienti o che la prova della loro veridicità non è stata fornita (cfr. <b>DTF</b> 106 I b 314; <b>STF</b> II Corte di diritto pubblico del 5 settembre 1984 in re D. Me. cons. 3 a, non pubblicata). Ciò può avvenire anche al termine della procedura d’accertamento, quando non sono chiariti o rimangono incerti i fatti essenziali per la determinazione degli elementi imponibili e quando i dati forniti dal contribuente sono insufficienti, oppure non suffragati o suffragati in modo non convincente da validi documenti probatori (cfr. <b>Rep</b>. 1984 p. 92, cons. 4 a). </p> <p class="R1"> Condizione imprescindibile per intraprendere una tassazione per apprezzamento è dunque l’incertezza delle circostanze di fatto, sia che essa sia determinata da una insoddisfacente collaborazione del contribuente sia che abbia un’altra causa, come per esempio l’inosservanza degli obblighi di collaborazione di un terzo obbligato (il datore di lavoro che non compila il certificato di salario). L’autorità di tassazione deve però avere prima esaurito tutti gli strumenti di indagine che potevano condurre ad un accertamento dei fatti (<b>Zweifel</b>, op. cit., p. 129; <b>Känzig/Behnisch</b>, op. cit., n. 9 ad art. 92 DIFD, p. 166).</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> <b>6.</b> 6.1.</p> <p class="R1"> Il ricorrente afferma di aver ricevuto un salario di soli fr. 60'000.- annui e contesta quindi la sua rivalutazione a fr. 88'000.- di media annua. La censura non può essere accolta. Il ricorrente dimentica infatti che l'UTPG ha constatato che il salario allibrato nei conti della __________ __________ era di fr. 80'000.- nel 1993 e di fr. 96'000.- nel 1994 e non di soli fr. 60'000.- all'anno, come sostenuto dal ricorrente. Che poi il ricorrente, che ha firmato il proprio certificato di salario, non abbia effettivamente prelevato il salario allibrato, non è di rilievo. Il sostanziale aumento del conto del correntista della __________ __________ conferma, quanto meno implicitamente, che la pretesa salariale per il salario non prelevato è stata novata e quindi trasformata in credito.</p> <p class="R1"> Questa Camera ha infatti già avuto modo di riconoscere, che la rinuncia a percepire il salario da parte del dipendente-azionista, acconsentendo che vada ad aumentare il credito del correntista, con l'approvazione del saldo fine anno o quanto meno in occasione dell'assemblea generale, produce giuridicamente una novazione della pretesa (cfr. art. 117 cpv. 2 CO; <b>Bucher</b>, Schweizerisches Obligationenrecht, 2.a ed., p. 413; <b>Gauch/Schlüp</b>, Schweizerisches Obligationenrecht, II, 4.a ed. p. 176 s.). L'asserita pretesa salariale si è così trasformata (novazione) in prestito alla società datrice di lavoro da parte del dipendente-azionista. Non è quindi più il salario ad essere diventato inesigibile, bensì il prestito. In altre parole, la situazione non sarebbe diversa da quella considerata dall'UT e, meglio, come se il salario fosse stato percepito e in pari tempo sia stato concesso in prestito per pari importo (<b>CDT</b> n 79 del 22 aprile 1992 in re G. A).</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> 6.2.</p> <p class="R1"> Il calcolo del dispendio denota nel periodo di computo una mancanza di liquidità di fr. 88'000.- (cfr. verbale d'audizione del 27 maggio 1997 e ricostruzione Ufficio di tassazione, doc. 45), senza considerare il fabbisogno per vivere di una famiglia di tre persone, che denota, da quanto si evince dai dati dell'incarto, un certo qual tenore di vita. Basti considerare che, ancora nel 1996, il ricorrente ha immatricolato un'automobile del valore di fr. 100'000.-. L'UT, aggiungendo per il fabbisogno del contribuente e della sua famiglia, un importo di fr. 25'000.- di media annua, si situa addirittura ai limiti del minimo d'esistenza del diritto esecutivo. Esso va quindi congruamente aumentato.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> 6.3.</p> <p class="R1"> Vero è che con il ricorso il ricorrente ha documentato d'aver ricevuto una quotaparte nella successione della madre ammontante a poco più di fr. 22'000.-, che consentirebbe di ridurre il reddito d'altra fonte di fr. 11'000.- di media annua.</p> <p class="R1"> Tale importo è tuttavia appena sufficiente per compensare la commisurazione del fabbisogno familiare effettuata dall'UT, che, come si è visto, è inadeguata al tenore di vita del ricorrente e della sua famiglia.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> 6.4.</p> <p class="R1"> Non si può invece tener conto, come rilevato nelle osservazioni dell' Amministrazione federale delle contribuzioni e della Divisione cantonale delle contribuzioni, delle asserite donazioni di fr. 8'500.- e di fr. 20'000.- che la moglie del contribuente avrebbe ricevuto da suo padre. La dichiarazione sottoscritta dal signor Weder il 20 agosto 1997, oltre a utilizzare il termine donazione con cautela, inserendolo tra virgolette, risulta postdatata di alcuni anni. Senza il supporto di ulteriori documenti che la comprovino, ad es. il loro assoggettamento all'imposta di donazione, esse non possono essere prese in considerazione.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> 6.5.</p> <p class="R1"> È infine appena il caso di rilevare che il calcolo del dispendio contenuto nella motivazione del ricorso non può essere seguito. In esso vengono tra l'altro dimenticate alcune delle spese per le quali il ricorrente chiede la deduzione nella dichiarazione d'imposta.</p> <p class="R1"> Questa Camera non può quindi che confermare la decisione su reclamo dell'UT, con parziale sostituzione dei motivi e, meglio, nel senso che la quotaparte avuta nella successione della madre è ampiamente compensata dalla sottovalutazione del fabbisogno per vivere del contribuente e della sua famiglia nel periodo di computo.</p> <p class="R1"> </p> <p class="MsoNormal"> </p> <p class="MsoNormal"> </p> <p class="MsoNormal"> </p> <p class="R1">Per questi motivi,</p> <p class="R1">visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT 1994</p> <p class="R1"> </p> <p class="MsoNormal"> </p> <p class="R1"><b><span>dichiara e pronuncia</span></b></p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> 1. Il ricorso è <b>respinto</b>.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> 2. Le spese processuali consistenti:</p> <p class="R1"> a. nella tassa di giustizia di fr. 600.–</p> <p class="R1"> b. nelle spese di cancelleria di complessivi fr. 80.–</p> <p class="R1"> per un totale di fr. 680.–</p> <p class="R1"> sono a carico del ricorrente.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> 3. Intimazione alle parti.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> 4. Per l'IC il presente giudizio è definitivo (art. 230 cpv. 3 LT 1994).</p> <p class="R1"> Per l'IFD è ammesso il ricorso entro 30 giorni al Tribunale federale in Losanna (art. 146 LIFD).</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="MsoNormal"> </p> <p class="MsoNormal"> </p> <p class="MsoNormal"><span>per la Camera di diritto tributario</span></p> <p class="MsoNormal"><span>del Tribunale d’appello</span></p> <p class="MsoNormal"><span>Il Presidente: Il Segretario:</span></p> </div></body></html>