<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Questa nuova tecnica comprende una cosiddetta pavimentazione composita (sottostruttura in cemento e sovrastruttura in bitume). Essa è naturalmente nota al Consiglio federale e, in particolare, all'Ufficio federale delle strade, autorità preposta alla costruzione delle strade nazionali.</p><p>2. La stima secondo cui la nuova tecnica permette di ridurre del 10 per cento i costi di manutenzione è in parte contestata dagli stessi specialisti. Le pavimentazioni in cemento risultano in media più durature, mentre i rivestimenti in bitume hanno bisogno di essere risanati dopo circa 20-25 anni.</p><p>3. In linea di massima, le pavimentazioni composite offrono le stesse possibilità di riduzione dell'inquinamento fonico come i rivestimenti classici. La nuova tecnica in quanto tale non incide sulla diminuzione del rumore; in questo contesto è determinante soltanto la sovrastruttura in bitume. Stando all'attuale stato della tecnica, gli strati compatti non consentono tuttavia di ridurre in modo duraturo l'inquinamento fonico di 7 dB(A).</p><p>4. La tecnica illustrata con uno strato di base impastato a caldo, ovvero con una sottostruttura legata sotto un rivestimento in cemento, viene applicata da diversi anni nel settore delle costruzioni stradali. Ma anche in questo caso, l'aderenza alla carreggiata dipende soltanto dal sedime, vale a dire dal rivestimento in cemento, che non può tuttavia portare ai risultati illustrati nel presente intervento. In questo contesto va osservato che un invecchiamento e un'usura progressivi del rivestimento in cemento fanno diminuire l'aderenza (cosiddetta "politura"), situazione che può rivelarsi problematica. </p><p>5. L'Associazione svizzera per la luce (SLG), competente in materia di luce e sistemi d'illuminazione, ha calcolato il risparmio in termini di energia utilizzata per l'illuminazione se la carreggiata di una galleria è bianca. Effettivamente, in una fase iniziale, rivestimenti più chiari possono contribuire in modo limitato a risparmiare energia. Tuttavia, occorre tenere presente che le pavimentazioni chiare si scuriscono assai in fretta per il passaggio dei veicoli (polvere, fuliggine, abrasione della gomma dei pneumatici, ecc.), rendendo subito necessario intensificare l'illuminazione per raggiungere lo stesso grado di luminosità ottenuto all'inizio. Una pavimentazione in bitume inizialmente nera, invece, con il tempo si schiarisce. Con il passare del tempo, il colore dei diversi strati diventa uniforme. Considerando dunque l'intera durata d'utilizzazione della pavimentazione, le differenze in materia di consumo di energia per l'illuminazione risultano esigue. Infine, va rilevato che i rivestimenti schiariti sono più costosi rispetto ai classici rivestimenti in bitume.</p><p>6. Esami specifici hanno rivelato che il rivestimento in bitume non brucia e, di conseguenza, non risulta più problematico rispetto ad una superficie in cemento. Non è pertanto possibile affermare che un rivestimento in cemento permette di ridurre il rischio d'incendio nelle gallerie.</p><p>7. Le pavimentazioni composite, grazie alla sottostruttura in cemento, sono più stabili e durature. In futuro, si prevede perciò di indire gare d'appalto per pavimentazioni composite su alcuni tratti autostradali ben definiti con un intenso traffico di mezzi pesanti.</p>  Risposta del Consiglio federale.