<h2>SubmittedText<h2><p>1. Le conseguenze del devastante terremoto in Turchia e in Siria sono terribili. Cosa sa il Consiglio federale della perdita di vite umane e della distruzione di abitazioni e infrastrutture? L'aiuto fornito ha effettivamente raggiunto tutte le regioni colpite? Quali altri aiuti ha in programma il Consiglio federale? In che modo il Consiglio federale e la comunità internazionale garantiscono sostegno a tutte le persone bisognose?</p><p>2. D'intesa con le autorità turche, l'UE ha indetto una conferenza internazionale dei donatori per il 20 marzo 2023. La Svizzera si impegna in questa sede e tramite altri canali - sulla falsariga dei Principi di Lugano - per creare un quadro politico affinché l'aiuto umanitario e la ricostruzione avvengano secondo una programmazione sensibile ai conflitti ("do no harm") e raggiungano le persone e le regioni che ne hanno più bisogno, rafforzandone i diritti e la partecipazione, indipendentemente dalla loro appartenenza etnica, religiosa e politica?</p><p>3. Quanti degli edifici distrutti in Turchia sono stati costruiti dopo il 1999, anno in cui il Governo ha emanato norme severe per l'edilizia antisismica dopo il terremoto di Gölcük? In quali regioni queste norme sono state applicate in modo sistematico e in quali invece sono state praticamente ignorate? Perché? In che modo la Svizzera e le sue organizzazioni partner umanitarie possono contribuire a un buongoverno che garantisca la ricostruzione secondo norme antisismiche?</p><p>4. Negli ultimi dieci anni il Governo dell'AKP ha distrutto varie strutture di quartiere e importanti edifici culturali curdo-aleviti in molte città, evacuandone la popolazione e creando al loro posto ampi spazi aperti e nuove costruzioni socialmente sterili per l'insediamento di nuovi arrivati sunniti-conservatori. Come fanno la Svizzera e i suoi partner a garantire che l'aiuto internazionale non rafforzi queste tendenze, bensì tuteli i diritti della popolazione residente?</p><p>5. In Siria, le massicce e sistematiche violazioni del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani hanno provocato centinaia di migliaia di vittime, lo sfollamento di metà della popolazione e profonde cicatrici visibili e invisibili. Damasco sta cercando di strumentalizzare l'aiuto umanitario a seguito del terremoto per consolidare il proprio regime del terrore. Cosa sta facendo il Consiglio federale per garantire che gli aiuti transfrontalieri raggiungano la popolazione bisognosa nella Siria nord-occidentale malgrado la resistenza siriana e russa?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Secondo le Nazioni Unite, quest'anno in Siria 15,3 milioni di persone dipendono dall'aiuto umanitario e il terremoto non ha fatto che aggravare la situazione. Sempre stando all'ONU, è stata superata la soglia delle 52 000 vittime tra Turchia e Siria. Le Nazioni Unite stimano inoltre che più di tre milioni di persone siano state costrette a lasciare la propria abitazione a causa del sisma.</p><p>L'ONU ha assunto un ruolo centrale nel coordinamento dell'aiuto umanitario a seguito del terremoto, assicurando che l'assistenza giunga a chi ne ha effettivamente bisogno. In Siria persegue un approccio di aiuto su tutto il territorio nazionale, a prescindere dalle linee di controllo, mentre in Turchia ha allestito una struttura di coordinamento, composta da un totale di quattro centrali di intervento, che garantisce la copertura delle zone colpite.</p><p>Dal 2011 la cooperazione internazionale della Svizzera ha stanziato oltre 610 milioni di franchi a favore della popolazione in Siria e nella regione circostante. La Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) mette inoltre a disposizione 8,5 milioni di franchi per assistere le vittime del sisma in Turchia e in Siria, un impegno che la Svizzera si è assunta nel quadro della conferenza dei donatori del 20 marzo a Bruxelles. L'aiuto umanitario della Svizzera è orientato a bisogni concreti, indipendente e imparziale. Il Consiglio federale si pronuncia sistematicamente a favore di un accesso umanitario rapido, duraturo e privo di ostacoli in Siria, anche in qualità di membro non permanente del Consiglio di sicurezza dell'ONU.</p><p>Oltre all'aiuto umanitario, la Svizzera è attiva nel Paese anche sul fronte della politica di pace e si adopera per il rispetto e la promozione del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani, così come per la lotta all'impunità. In Turchia la Svizzera sfrutta il dialogo bilaterale e multilaterale per riaffermare regolarmente l'importanza dello Stato di diritto e della salvaguardia dei diritti umani, compresi i diritti democratici come la libertà di espressione e di riunione, ma anche la tutela dei diritti delle minoranze.</p><p>Per la domanda riguardante l'aiuto umanitario transfrontaliero in Siria, il Consiglio federale rimanda alla risposta all'interrogazione 23.1012 Prezioso "Aiuto umanitario. Serve un'azione urgente per il Nord della Siria".</p>  Risposta del Consiglio federale.