<h2>SubmittedText<h2><p>Le imprese che finora hanno coperto il proprio fabbisogno di energia elettrica acquistandola sul mercato libero devono poter tornare al servizio universale con un determinato periodo di preavviso (ad esempio 2 anni), a condizione che rimangano nel servizio universale per un periodo minimo di 10 anni e che diano un contributo alla transizione energetica acquistando energia elettrica rinnovabile oppure autoproducendone e immettendone in rete esse stesse una parte.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Recentemente i prezzi dell'energia sono scesi ben al di sotto degli importi massimi registrati alla fine di agosto 2022. Pertanto, il Consiglio federale attualmente non ritiene necessario adottare misure straordinarie per l'inverno 2022/23.</p><p>Pure essendo vero che l'entità effettiva delle oscillazioni dei prezzi registrata oggi era difficilmente prevedibile, è ovvio che la partecipazione al mercato dell'energia elettrica comporti sia rischi che opportunità. Il Consiglio federale ritiene pertanto che spetti in primo luogo alle imprese affrontare questi rischi. Per il settore privato sussistono tuttora diverse opzioni per attenuare gli attuali picchi di prezzo. Tuttavia, nell'ambito della valutazione delle possibili misure, il 2 novembre 2022 il Consiglio federale ha discusso varie alternative per quanto riguardo il ritorno al regime di servizio universale. Al pari di altre misure le ha però respinte in considerazione dei potenziali problemi di attuazione e degli effetti collaterali indesiderati. La misura proposta dalla mozione a breve termine non può contribuire a sgravare finanziariamente le PMI, poiché tali imprese potrebbero ritornare al servizio universale soltanto dopo due anni.</p><p>Inoltre, il Consiglio federale sottolinea che, secondo la prassi della Commissione federale dell'energia elettrica (EICom), il principio secondo cui "una volta libero, per sempre libero" viene già ora leggermente ridimensionato per quanto riguarda i raggruppamenti ai fini del consumo proprio (RCP). A un centro di consumo, che in precedenza operava sul libero mercato, è consentito aderire a un RCP con servizio universale, tranne in casi palesi di abuso di diritto. Questa interpretazione del diritto è motivata dal fatto che la partecipazione a un RCP è aperta a tutti e che un RCP ha anche diritto al servizio universale poiché, nel complesso, va considerato come un centro di consumo proprio (art. 11 cpv. 2 secondo periodo dell'ordinanza sull'approvvigionamento elettrico [OAEl; RS 734.71]). Se si costituisce un RCP, sostanzialmente, si ricomincia da capo e occorre nuovamente scegliere tra servizio universale e libero mercato. Il Consiglio federale sta ora integrando esplicitamente la suddetta prassi dell'ElCom nell'OAEl a partire dal 1° gennaio 2023. Ciò a condizione che, anche con la partecipazione del rispettivo centro di consumo, restino soddisfatte le condizioni per la costituzione di un RCP.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.