<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Domanda 1 e 1a : il Consiglio federale non è in possesso di alcuno studio o calcolo che dia indicazioni sulla possibile portata delle importazioni parallele in Svizzera e sul relativo potenziale di risparmio per quanto riguarda i farmaci a carico delle casse malati. In questo ambito, le stime sono difficilmente affidabili. L'UFAS a tentato di quantificare la riduzione massimale teorica dei prezzi dei farmaci a carico delle casse malati nel quadro dell'assicurazione obbligatoria. Questi costi si aggirano attorno a 2,9 miliardi di franchi all'anno (Das Gesundheitswesen in der Schweiz, Pharma Information 1999, Basilea). Tenuto conto della probabile pressione sul livello dei prezzi comunque elevato in Svizzera e dell'ipotesi secondo la quale coloro che immettono per la prima volta un farmaco sul mercato riducono spontaneamente i prezzi dei loro farmaci per ostacolare le importazioni parallele, l'UFAS ritiene che queste ultime rappresenterebbero un possibile ma statisticamente non convalidato potenziale di risparmio del 10 - 15 % e quindi di circa 300 milioni di franchi. L'esperienza di altri Paesi insegna però che il potenziale di risparmio teorico, nella pratica di regola non viene sfruttato al massimo.</p><p>Domanda 1b: al Consiglio federale non risulta che esperienze fatte nell'UE con le importazioni parallele abbiano portato a nuove conclusioni. È però a conoscenza di uno studio sulle importazioni parallele di farmaci in Germania ("Gibt es in Deutschland zu viele Arzneimittel?"; J.M. Fox, Universität des Saarlandes, e Merz + Co., Frankfurt/Main; Pharm Ind. 61, n. 9, 1999). Conformemente a questo studio, nel 1998 in Germania le importazioni parallele costituivano il 13,4% del totale di 16'082 farmaci (senza diagnostici). L'elevato tasso percentuale dei farmaci da importazioni parallele non si riflette né nelle vendite né nel fatturato. Inoltre, si afferma che di regola non vi è concorrenza tariffaria tra gli importatori paralleli. Il Consiglio federale è tuttavia del parere che non si possono trarre conclusioni affidabili per la Svizzera da studi effettuati da altri Paesi, poiché nell'UE vi sono altre condizioni per le importazioni parallele nel mercato dei farmaci e meccanismi di mercato e dei prezzi non paragonabili ai nostri.</p><p>Domanda 1c e 2: il 24 gennaio 2000, la Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio nazionale (CET) ha chiesto al Consiglio federale di stabilire entro il 9 giugno 2000 i passi necessari nell'ambito delle importazioni parallele. Come dichiarato nella risposta del Consiglio federale all'interpellanza Sommaruga (99.3647), un gruppo di lavoro interdipartimentale diretto dall'Istituto federale della proprietà intellettuale sta redigendo un rapporto che comprende una visione d'insieme delle importazioni parallele e include in particolare gli aspetti economici e le esigenze di base del diritto dei brevetti e della concorrenza. In questo rapporto si terrà conto quindi anche delle possibili ripercussioni sull'economia, compresi i settori svizzeri della ricerca e dell'occupazione. Alla luce dei risultati ottenuti dal gruppo di lavoro summenzionato, il Consiglio federale deciderà se e come la questione dell'esaurimento dei diritti derivanti dai brevetti deve essere inclusa nella revisione parziale della legge sui brevetti attualmente in preparazione (adeguamento del diritto svizzero sui brevetti alla direttiva dell'UE sulla biotecnologia, conformemente alla mozione Leumann 98.3243).</p>  Risposta del Consiglio federale.