<h2>SubmittedText<h2><p>Nei giornali si è letto che il Dipartimento federale delle finanze (DFF) ha intenzione di introdurre una nuova tassa d'incentivazione sulle bevande alcoliche. A questo proposito si pongono le seguenti domande:</p><p>1. Si tratta di una strategia voluta dall'intero Consiglio federale oppure solo di una proposta della capa del DFF?</p><p>2. Il Consiglio federale è del parere che una tassa d'incentivazione su tutti i prodotti alcolici al fine di limitarne l'eccessivo consumo da parte di alcuni giovani corrisponda al principio della proporzionalità? Nelle sue considerazioni, il governo ha tenuto conto del fatto che il consumo di alcol da parte della stragrande maggioranza della popolazione svizzera è moderato e che il consumo eccessivo da parte di giovani che bevono per ubriacarsi si concentra soprattutto sugli alcopop e le bevande spiritose? Il governo sta cercando di introdurre una nuova imposta sfruttando l'argomento della prevenzione?</p><p>3. Il Consiglio federale può fornire dati che indichino l'aggravio effettivo provocato da una tassa d'incentivazione sui singoli prodotti alcolici, peraltro già oggi colpiti dall'imposta sulle bevande spiritose, dall'imposta sulla birra e dall'imposta sul valore aggiunto?</p><p>4. Il Consiglio federale condivide i nostri timori, ossia che in ragione di questo rincaro i produttori indigeni di vino perderanno importanti quote di mercato nei confronti dei loro colleghi esteri, in particolare alla luce del fatto che già oggi devono far fronte ad elevati costi salariali e di produzione e a un franco forte rispetto all'euro e al dollaro?</p><p>5. Come giudica il governo la costituzionalità di una tassa d'incentivazione in particolare sul vino, tenuto conto dell'articolo 131 della Costituzione federale?</p><p>6. Alla luce degli elevati costi amministrativi per la riscossione e l'incasso nonché il rimborso dei contributi prelevati, il Consiglio federale ritiene che la tassa d'incentivazione sia uno strumento adeguato ai fini della prevenzione e della protezione della gioventù?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Attualmente, 0,7 litri di Vodka costano meno di 10 franchi, mezzo litro di birra meno di 60 centesimi e un litro di vino meno di fr. 1.50. A fronte di tali dati il consumo problematico di alcol genera costi notevoli per la collettività. In base a uno studio (Jeanrenaud, Claude et al., 2005, Le coût de la sonsommation de drogues illégales en Suisse. Schlussbericht), attualmente i costi sociali legati alla dipendenza dall'alcol ammontano annualmente a 6,5 miliardi di franchi.</p><p>Nell'aprile del 2009 il Consiglio federale ha incaricato il Dipartimento federale delle finanze di esaminare, nel quadro della revisione totale della legge sull'alcool, possibili misure contro le bevande alcoliche a basso costo, quali prezzi minimi e tasse d'incentivazione. Da un esame approfondito è emerso che le misure rivolte esclusivamente alle offerte a basso prezzo violano l'accordo di libero scambio tra la Svizzera e l'UE come pure la libertà economica. Nell'ambito della consultazione, il Consiglio federale ha proposto unicamente l'obbligo di praticare prezzi che coprano i costi delle bevande alcoliche.</p><p>Molti partecipanti alla consultazione sulla revisione totale della legge sull'alcool e diversi cantoni ritengono che tale misura non sia abbastanza incisiva e chiedono l'esame o l'introduzione di una tassa d'incentivazione commisurata al tenore alcolico.</p><p>Il 7 settembre 2011 il Consiglio federale ha preso atto dei risultati della consultazione e ha deciso di rinunciare all'introduzione di una tassa d'incentivazione sulle bevande alcoliche.</p><p>2./3./5. Una tassa d'incentivazione commisurata al tenore alcolico non viola tuttavia l'accordo di libero scambio tra la Svizzera e l'UE, poiché il rincaro interesserebbe tutte le categorie di prezzi e non avrebbe un effetto discriminatorio sui prodotti d'importazione (Epiney, Astrid/Pirker, Benedikt, 2009, Zur Vereinbarkeit ausgewählter Modelle von Lenkungsabgaben auf Alkoholika mit dem Freihandelsabkommen Schweiz - EU und der Wirtschaftsfreiheit, Fribourg). Tuttavia, la questione solleva interrogativi di ordine costituzionale, tanto che una perizia (Pascal Mahon, 2011, Integration de la réglementation sur le commerce des boissons fermentées dans la lois sur l'alcool. Questions de constitutionalité - avis de droit complémentaire à celui du 28 février 2011 -, Neuenburg) definisce incostituzionale la tassa d'incentivazione commisurata al tenore alcolico. Un'altra perizia (Keller, Helen/Hauser Matthias, 2011, Rechtsgutachten über die Bundeskompetenz zur Erhebung einer Lenkungsabgabe auf alkoholhaltigen Getränken) ne conferma per contro l'ammissibilità costituzionale, evidenziando tuttavia incongruenze a livello di proporzionalità, in quanto una tassa d'incentivazione sulle bevande alcoliche ottiene effetti soltanto se l'aumento dei prezzi è considerevole (cfr. n. 2.1.5 del rapporto esplicativo concernente la legge sull'alcool). Un rincaro di tale entità è tuttavia difficilmente giustificabile, tanto più che la maggior parte delle bevande alcoliche non pone problemi di prezzo e da vent'anni a questa parte il consumo di alcol in Svizzera è in costante calo. Inoltre, sarebbe da chiedersi se il giusto obiettivo di arginare il consumo eccessivo di alcol tra i giovani sia attuabile a lungo termine attraverso una misura di questo genere.</p><p>4./6. La tassa d'incentivazione sulle bevande alcoliche solleva problematiche sulla proporzionalità oppure sulla sostenibilità. Per questa ragione il Consiglio federale ha rinunciato ad approfondire l'esame degli effetti che produrrebbe.</p>  Risposta del Consiglio federale.