<h2>SubmittedText<h2><p>Come giudica il Consiglio federale l'attuazione della legge sul CO2 nel settore dei carburanti?</p><p>Come considera il Consiglio federale la credibilità e lo sviluppo dei carburanti biogeni dopo il 2020?</p><p>Il Consiglio federale è disposto, se del caso, a prorogare la legge e l'ordinanza sul CO2 mediante modifiche fino al 2030 per garantire una sicurezza degli investimenti?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Oggi l'importazione e l'impiego di carburante da materie prime rinnovabili sono incentivati sia mediante l'agevolazione fiscale per gli oli minerali secondo la legge federale sull'imposizione degli oli minerali (LIOm; RS 641.61), sia considerandoli alla stregua di una misura di riduzione delle emissioni a livello nazionale ai sensi della legge sulla riduzione delle emissioni di CO2 (legge sul CO2; RS 641.71). Questo, però, a condizione che i carburanti soddisfino le esigenze ecologiche e sociali minime definite nella legislazione. Negli ultimi mesi la combinazione dei due strumenti ha fatto aumentare sensibilmente l'importazione di carburanti da materie prime rinnovabili.</p><p>2. Il Consiglio federale e il Parlamento sono d'accordo sul fatto che il carburante da materie prime rinnovabili impiegato in Svizzera debba soddisfare esigenze ecologiche e sociali minime. Al momento, i carburanti da materie prime rinnovabili senza agevolazione fiscale e non autorizzati come misura di riduzione delle emissioni a livello nazionale ai sensi della legge sul CO2 non sono redditizi nell'ambito dei trasporti.</p><p>Indipendentemente dalla futura modalità di eventuali strumenti di promozione, il Consiglio federale è dell'opinione che la quota delle materie prime rinnovabili nel settore dei trasporti aumenterà e che il rispetto delle esigenze ecologiche e sociali minime sarà garantito anche dopo il 2020.</p><p>3. Nel novembre del 2014 il Consiglio federale ha stabilito che le emissioni di gas serra in Svizzera dovranno essere ridotte almeno del 50 per cento rispetto al 1990 entro il 2030. Almeno il 30 per cento di queste riduzioni sarà ottenuto tramite misure a livello nazionale.</p><p>Già nel maggio 2014 il Consiglio federale aveva deciso di realizzare e rafforzare in modo mirato nel periodo tra il 2021 e il 2030 gli strumenti previsti nella legge sul CO2 in vigore, tra cui anche il proseguimento dell'obbligo di compensazione per gli importatori di carburanti. Tali strumenti continueranno a compensare una parte delle emissioni di CO2 prodotte dall'energia ricavata dalla quantità di carburanti immessa in consumo tramite misure a livello nazionale e in futuro anche a livello internazionale. In questo modo il Consiglio federale intende garantire la sicurezza degli investimenti e della pianificazione per le attività avviate nell'ambito della politica climatica tra il 2013 e il 2020 da chi è soggetto all'obbligo di compensazione. Tali attività riguardano, ad esempio, la creazione di capacità per l'aggiunta di carburanti da materie prime rinnovabili prodotti con metodi sostenibili.</p><p>Nella seconda metà del 2016 il Consiglio federale presenterà il progetto posto in consultazione sulla forma della politica climatica post-2020.</p>  Risposta del Consiglio federale.