<h2>SubmittedText<h2><text><p>L'Ufficio è incaricato di studiare e proporre soluzioni che permettano di limitare, oppure disciplinare, il diritto dei membri dell'Assemblea federale a depositare atti parlamentari.</p></text><h2>FederalCouncilResponseText<h2><text><p>Il numero degli oggetti depositati dai parlamentari (iniziative e interventi) è aumentato ma l'evoluzione non è così allarmante come descritto dall'autore del postulato.</p><p>Nel giro di dieci anni il numero di iniziative e di interventi è nel complesso raddoppiato. Tuttavia tale aumento non è uguale per tutti i tipi di oggetti.</p><p>L'incremento più marcato si è verificato durante la prima metà della 48a legislatura (2008/09). Da allora la situazione si è stabilizzata.</p><p>Il numero di iniziative e di interventi è soprattutto un problema per il Consiglio nazionale: i 46 consiglieri agli Stati sono dieci volte meno attivi dei 200 consiglieri nazionali e il Consiglio degli Stati non ha difficoltà nel trattare durante ogni sessione gli interventi depositati nel corso del trimestre precedente.</p><p>Per quanto riguarda le possibili soluzioni, la situazione non è cambiata a seguito della risposta del 28 febbraio 2011 dell'Ufficio alla mozione Jenny 10.3465, "Contenere la marea di interventi parlamentari": sancito dalla Costituzione (art. 160 e 171) il deposito di iniziative e di interventi è un diritto di ogni parlamentare (art. 6 cpv. 1 della legge sul Parlamento). Sebbene sia ammissibile, la sua limitazione non è automatica.</p><p>Attualmente i consiglieri agli Stati depositano circa 150 interventi all'anno di ogni genere, mentre il numero di iniziative parlamentari è più di dieci volte inferiore. Se si volesse veramente ottenere una riduzione del numero di oggetti depositati, bisognerebbe fissare un limite di due interventi per deputato all'anno, il che sembra difficilmente ammissibile. Tale limite sarebbe d'altra parte facilmente aggirato, chiedendo a un collega condiscendente. Paradossalmente il limite potrebbe inoltre tradurre in un incentivo per i deputati relativamente poco attivi.</p><p>In conclusione l'Ufficio insiste sul fatto che il deposito di iniziative e di interventi non è soltanto un diritto dei parlamentari ma è anche uno dei loro principali mezzi per intervenire. L'autodisciplina dei parlamentari al momento del deposito e la disciplina collettiva dei membri delle commissioni e della Camera al momento dell'esame degli oggetti sono una barriera sufficiente. Siccome il numero di oggetti depositati non costituisce un problema per il Consiglio degli Stati, l'Ufficio propone all'unanimità di respingere il postulato.</p><p>Se è auspicato un intervento per il Consiglio nazionale, spetta a tale Camera agire forse mediante un'iniziativa parlamentare.</p></text>