<h2>SubmittedText<h2><p>Il 16&nbsp;marzo 2021 il Parlamento ha approvato l’oggetto 19.037 «Stop all’isola dei prezzi elevati – per prezzi equi (Iniziativa per prezzi equi). Iniziativa popolare e il suo controprogetto indiretto.»</p><p>Ciononostante, a distanza di oltre due anni, l’inflazione sta ancora erodendo il potere d’acquisto dei nuclei familiari e i margini delle PMI del nostro Paese. Non è ancora ben nota l’entità dei costi aggiuntivi da essa derivanti, così come non è noto l’effetto concreto delle norme adottate sui prezzi di beni e servizi.&nbsp;</p><p>Ci si chiede dunque se l’Amministrazione stia monitorando l’impatto sui portafogli delle famiglie e sui margini delle imprese dovuto alla modifica dell’articolo&nbsp;3a&nbsp;della legge federale contro la concorrenza sleale LCSl (divieto di geo-blocking) e dell’articolo&nbsp;7 della legge federale sui cartelli LCart (Pratiche illecite di imprese che dominano il mercato o che hanno una posizione dominante relativa). Nella sua risposta all’interpellanza Michaud Gigon 21.4011 «Azione della Confederazione in materia di concorrenza sleale», il Consiglio federale afferma infatti che la SECO non ha né i mezzi né le competenze per effettuare studi di mercato e analisi sui prezzi.</p><p>In considerazione della spirale inflazionistica e dell’assenza di aggiornamenti sullo stato dell’isola dei prezzi elevati in Svizzera, nonché del mancato monitoraggio degli effetti prodotti dalle modifiche legislative in seguito all’adozione dell’oggetto 19.037, il Consiglio federale è incaricato di redigere un rapporto sull’evoluzione dei prezzi e sul differenziale tra i prezzi svizzeri e quelli praticati in altri Paesi europei, ossia sugli sviluppi relativi all’isola dei prezzi elevati. Il rapporto dovrà tener conto dell’andamento dei prezzi al consumo in diversi settori nell’ambito di un confronto internazionale, considerando altresì le modifiche legislative summenzionate e i loro effetti sul livello dei prezzi nel nostro Paese. Infine, dovrà illustrare eventuali modalità per ridurre il differenziale di prezzo tra la Svizzera e i suoi vicini nei vari settori osservati.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Durante le deliberazioni sull’iniziativa popolare «Stop all’isola dei prezzi elevati – per prezzi equi (Iniziativa per prezzi equi) e il suo controprogetto indiretto (FF&nbsp;<i>2019</i> <i>4665</i>), il Parlamento ha discusso approfonditamente delle possibilità e dei limiti dei nuovi concetti di potere di mercato relativo e di divieto di geo-blocking privato. In tale occasione, il Consiglio federale ha ripetutamente sottolineato che non prevede effetti tangibili sul tessuto economico e che le eventuali riduzioni di prezzo resterebbero casi isolati, soprattutto in alcuni casi specifici di abuso di potere di mercato relativo.&nbsp;</p><p>Considerando l’economia nel suo complesso, il persistente fenomeno dell’isola dei prezzi elevati è alimentato da altri fattori più rilevanti dell’abuso di potere di mercato, l’abuso di potere di mercato relativo o il geo-blocking privato, ed è qui che bisogna cercare gli strumenti per agire contro l’alto livello dei prezzi in Svizzera. Si tratta in particolare degli ostacoli importanti al commercio agricolo e delle numerose eccezioni al principio «Cassis de Dijon». Inoltre, ad aumentare i prezzi nel nostro Paese è anche il livello comparativamente elevato dei salari svizzeri (in particolare nel settore terziario) e i costi interni (ad&nbsp;es.&nbsp;i prezzi più elevati dei terreni), nonché la mancanza di concorrenza sul mercato nazionale. Il differenziale di prezzo con gli altri Paesi potrebbe dunque essere efficacemente ridotto eliminando gli ostacoli al commercio e aumentando la concorrenza sul mercato interno, mentre l’attuazione di misure isolate, qualunque esse siano, non sarebbe affatto sufficiente a far scendere i livelli dei prezzi in modo significativo.</p><p>Il Consiglio federale sta già adottando diverse misure per eliminare le restrizioni al commercio e alla concorrenza, che sono alla radice dei prezzi elevati. In tal senso, due esempi recenti sono l’abolizione dei dazi industriali, che entrerà in vigore nel 2024, e la revisione parziale della legge sui cartelli (messaggio FF&nbsp;<i>2023 1463</i>). Per quanto riguarda gli effetti specifici delle nozioni di potere di mercato relativo e di geo-blocking privato non esiste, a nostra conoscenza, alcuna sentenza emessa in virtù delle nuove disposizioni dalla loro entrata in vigore il 1°&nbsp;gennaio 2022. È quindi ancora troppo presto per analizzare gli effetti di queste disposizioni. Inoltre, per poter realizzare una valutazione adeguata è necessario un maggior numero di osservazioni e un periodo di tempo più lungo. Il Consiglio federale continuerà a monitorare la situazione e incorporerà le sue conclusioni nella valutazione periodica dell’efficacia della legge sui cartelli (LCart; RS&nbsp;<i>251</i>), che ha proposto nell’ambito della revisione parziale in corso. L’obiettivo della LCart è quello di preservare una concorrenza efficace, che solitamente va di pari passo con prezzi più bassi e prodotti di migliore qualità.&nbsp;</p><p>In considerazione delle suddette ragioni, il Consiglio federale ritiene che attualmente non sia necessario redigere un rapporto supplementare sull’andamento dei prezzi per i consumatori in Svizzera e all’estero.</p>