<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di ripristinare controlli fissi alle frontiere unicamente su assi stradali secondari poco frequentati tramite i quali la malavita elude i dispositivi di sicurezza della polizia e delle guardie di confine.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Contrariamente a quanto sostenuto dall'autore della mozione, già prima dell'entrata in vigore dell'accordo di Schengen numerosi valichi doganali minori non erano sorvegliati permanentemente. In seguito all'associazione della Svizzera a Schengen anche ai valichi più importanti sono effettuati soltanto controlli doganali e non più controlli personali indipendenti da un sospetto, che peraltro non erano più eseguiti sistematicamente già prima dell'adesione a Schengen (cfr. la risposta del Consiglio federale all'interpellanza Keller 12.4104). Inoltre, il ripristino di controlli sistematici indipendenti da un sospetto esclusivamente ai valichi secondari poco frequentati non sarebbe adeguato alla situazione, non risponderebbe a un impiego efficiente delle risorse e probabilmente non comporterebbe una riduzione sensibile della criminalità transfrontaliera. Ogni tipo di impiego statico e prevedibile delle risorse si tradurrebbe presumibilmente in uno spostamento dei passaggi della frontiera. Inoltre, effettuare controlli delle persone indipendentemente da un sospetto, seppure soltanto ai valichi minori e poco frequentati, limiterebbe la libera circolazione delle persone con i Paesi limitrofi e non sarebbe pertanto nell'interesse della Svizzera.</p><p>Appare più sensato combattere la criminalità transfrontaliera nell'ambito delle misure ordinarie di politica di sicurezza (controlli mobili di polizia nei pressi della frontiera, cooperazione con le autorità degli Stati limitrofi, azioni di polizia mirate), tuttora ammesse conformemente all'articolo 21 lettera a del codice frontiere Schengen (regolamento, CE, n. 562/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio del 15 marzo 2006 che istituisce un codice comunitario relativo al regime di attraversamento delle frontiere da parte delle persone, codice frontiere Schengen, GU L 105 del 13 aprile 2006, pag. 1). I controlli mobili nei pressi della frontiera e le azioni di polizia permettono di effettuare controlli laddove necessario. Il corpo delle guardie di confine ha infatti già potenziato i suoi interventi tesi a migliorare la lotta contro la criminalità transfrontaliera nelle regioni di Ginevra e del Ticino, maggiormente interessate dal problema (cfr. risposta del Consiglio federale alla mozione Romano 12.3071).</p><p>L'abolizione dei controlli alle frontiere comuni degli Stati Schengen (frontiere interne) rappresenta un pilastro della cooperazione Schengen e garantisce la libera circolazione delle persone in tutto lo spazio Schengen. In compenso Schengen offre migliori possibilità per lottare in maniera coordinata contro la criminalità transfrontaliera, come indicato di recente dal Consiglio federale nella sua risposta all'interpellanza Keller 12.4104. Gli Stati Schengen possono sì ripristinare i controlli alle frontiere interne per un periodo limitato e in via eccezionale, ma soltanto a condizione che sussista una grave minaccia dell'ordine pubblico o della sicurezza interna (Capo II codice frontiere Schengen). Tali misure sono per il momento escluse. I dati attuali non permettono inoltre di stabilire una correlazione diretta tra l'associazione a Schengen, inclusa l'abolizione dei controlli alle frontiere interne, e un aumento della criminalità in Svizzera (cfr. anche il parere del Consiglio federale relativo al postulato Aeschi 12.3117).</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.