<h2>SubmittedText<h2><p>Con la loro rappresentazione di donne e uomini, i media trasmettono immagini di ruoli e di attività. E ciò avviene purtroppo anche nella cronaca sportiva. In questo contesto si dà l'impressione che le donne non facciano quasi sport, non siano neanche interessate allo sport e che le loro prestazioni sportive non siano quasi degne di nota. Nella cronaca sportiva l'idea della parità di trattamento rimane un'idea senza riferimento alla realtà e ciò anche se non c'è motivo di credere che le donne pratichino meno sport degli uomini. Occorrono quasi successi da campionato mondiale per parlare delle prestazioni sportive femminili. Questo ha conseguenze concrete. Infatti la promozione (sponsorizzazione incl.) va a beneficio di quelle discipline sportive di cui si parla maggiormente (ad es. calcio, hockey su ghiaccio). Si tratta di discipline praticate prevalentemente dagli uomini. Di conseguenza vengono a crearsi anche differenze di genere nella promozione, dovute alla sottorappresentazione delle donne nella cronaca sportiva.</p><p>La legge federale sulla radiotelevisione (LRTV) stabilisce nelle esigenze minime che le trasmissioni non devono essere discriminatorie. La cronaca unilaterale sulle prestazioni sportive maschili (e delle relative squadre) è però discriminatoria. Inoltre nella sezione 2, all'articolo 4 capoverso 4 si legge: "I programmi delle emittenti concessionarie devono rappresentare in modo adeguato la pluralità degli avvenimenti e delle opinioni nell'insieme delle loro trasmissioni redazionali." Favorendo chiaramente gli uomini (e le loro squadre) nella cronaca sportiva, questo punto non viene preso in dovuta considerazione. Proprio ora la disparità di trattamento dello sport femminile emerge nuovamente in modo esemplare in occasione dei Campionati mondiali di calcio femminile e della decisione incomprensibile della Televisione svizzera di trasmettere soltanto singole partite. </p><p>Alla luce di queste considerazioni invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande: </p><p>1. Come giudica il Consiglio federale il fatto che contrariamente alle disposizioni di legge la cronaca sportiva si occupi prevalentemente degli uomini (e delle loro squadre)?</p><p>2. È disposto ad adottare misure affinché lo sport femminile sia meglio rappresentato e promosso? In caso di risposta affermativa, quali sarebbero tali misure? </p><p>3. È disposto a stendere un budget in base alle specificità di genere nella promozione sportiva?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Per il Consiglio federale è compito dei media di servizio pubblico rivolgersi a tutti i gruppi della società, promuovere la coesione sociale e quindi tenere debito conto della parità tra uomo e donna nelle proprie offerte. La Svizzera si vede confrontata con questa tematica anche a livello internazionale, ad esempio a seguito del rapporto del Comitato per l'eliminazione della discriminazione nei confronti della donna del 18 novembre 2016. Il Consiglio d'Europa, dal canto suo, si è espresso in favore del pari trattamento dei generi nel settore dei media con una raccomandazione del Consiglio dei ministri del 10 luglio 2013. Il Consiglio federale vi ha reagito rilasciando la nuova concessione per la SSR nel 2018 ha mandato un segnale in questo senso. Secondo l'articolo 3 capoverso 3 della concessione SSR del 29 agosto 2018 (concessione SSR; FF 2018 4659), la SSR deve impegnarsi a presentare e rappresentare i sessi in modo adeguato nella sua offerta editoriale. In tale ottica, lo sport femminile alla SSR non deve essere un segmento di nicchia.</p><p>Secondo informazioni fornite dalla SSR, circa il 55 per cento degli eventi sportivi pianificati e già trasmessi dalla SSR nel 2019 ha come partecipanti sia atlete che atleti. Per quanto riguarda le produzioni sportive, nel 35 per cento dei casi si tratta di competizioni cui prendono parte unicamente uomini, mentre nel 10 per cento dei casi vi partecipano soltanto donne. Quindi, di fatto la SSR diffonde un po' meno trasmissioni riguardanti le atlete. In base alla concessione, la SSR dà la priorità a discipline e risultati sportivi fondamentalmente caratterizzati da un collegamento con la Svizzera (cfr. art. 10 Concessione SSR), indipendentemente da questioni di genere. Nelle sue trasmissioni segue la carriera di sportivi svizzeri di successo ed estende le cronache riguardanti la disciplina sportiva in questione, come ad esempio il biathlon o la ginnastica artistica. Riguardo al Campionato mondiale di calcio femminile, nonostante la mancata qualificazione della squadra femminile svizzera la SSR ha diffuso in diretta 25 partite sui canali SRF, RTS e RSI o, in più larga misura, attraverso i suoi canali Internet e applicazioni sportive.</p><p>Pertanto, il Consiglio federale non condivide l'opinione secondo cui al pubblico elvetico venga trasmessa una visione fuorviante e irrealistica dello sport femminile. Accoglie tuttavia favorevolmente l'evoluzione che ha portato la SSR a rafforzare i suoi reportage sulle prestazioni sportive delle donne.</p><p>2./3. Il Consiglio federale è consapevole del fatto che anche nel settore della promozione dello sport vi sia un certo divario tra i sessi. Dispone però solo di possibilità limitate per apportare un correttivo a questa tendenza. </p><p>Nel settore dello sport di competizione, la promozione da parte della Confederazione avviene allo stesso modo per uomini e donne. Chi adempie ai presupposti definiti dalle associazioni per ricevere un sostegno, ne beneficia secondo gli stessi criteri. Nell'ambito degli accordi di prestazione con Swiss Olympic si garantisce che i fondi provenienti dalla Confederazione siano impiegati in questo senso. Ciò vale anche per la promozione dello sport di punta da parte dell'esercito.</p><p>Nel settore degli sport di massa, la Confederazione promuove lo sport presso bambini e giovani nell'ambito del programma Gioventù e Sport. All'interno di prescrizioni dettagliate a livello di ordinanza è disciplinato chiaramente a quali condizioni i contributi possono essere assegnati. Tali prescrizioni sono neutrali a livello di parità dei sessi. Nell'ambito del programma Gioventù e Sport la quota delle ragazze e giovani donne raggiunge circa il 41 per cento. Attualmente, all'interno dell'Amministrazione vengono esaminate misure per valutare se, e all'occorrenza come, tale quota percentuale potrebbe essere aumentata. Il Consiglio federale presenterà un rapporto in adempimento del postulato Lohr 18.3846, "Attività fisico-sportiva quotidiana per bambini e giovani", nel quale si esprimerà anche in merito a possibili approcci per una promozione migliore, e soprattutto più equa sotto il profilo della parità dei sessi, delle prestazioni sportive di ragazze e giovani donne.</p>  Risposta del Consiglio federale.