<h2>InitialSituation<h2><p><b>Comunicato stampa del Consiglio federale del 25.05.2016</b></p><p><b>Il Consiglio federale licenzia il messaggio concernente la legge federale sul programma di stabilizzazione 2017-2019 </b></p><p><b>In data odierna il Consiglio federale ha licenziato il messaggio concernente la legge federale sul programma di stabilizzazione 2017-2019 e l'ha trasmesso al Parlamento per deliberazione. Il programma prevede sgravi annui compresi tra 800 milioni e 1 miliardo di franchi. Tutti i settori di compiti della Confederazione contribuiscono allo sgravio di bilancio complessivamente con 24 misure. </b></p><p>Il forte apprezzamento del franco svizzero, innescato dall'abbandono della soglia minima del cambio franco-euro da parte della Banca nazionale svizzera (BNS), ha lasciato tracce evidenti nel bilancio della Confederazione. È stato necessario correggere notevolmente al ribasso le previsioni relative alla crescita economica e al rincaro. Di conseguenza, le entrate della Confederazione hanno avuto un'evoluzione molto più lenta di quanto era stato previsto inizialmente. Il Parlamento ha approvato le prime misure di sgravio di circa 1 miliardo già nell'ambito del Preventivo 2016. Tuttavia, i rimanenti deficit strutturali negli anni di pianificazione finanziaria 2017-2019 rendono necessarie misure di risparmio più capillari. Con il programma di stabilizzazione 2017-2019 il Consiglio federale intende sgravare il bilancio della Confederazione di un ulteriore importo compreso tra gli 800 milioni e 1 miliardo di franchi all'anno.Stando alle conoscenze attuali, nei prossimi anni il programma di stabilizzazione non sarà sufficiente per ottemperare alle direttive del freno all'indebitamento. Dal 2018 incomberanno sull'attuazione del progetto deficit strutturali fino a 1,5 miliardi. Ciò è dovuto, da un lato, alle uscite crescenti nel settore dell'asilo e, dall'altro, a decisioni del Parlamento con incidenza sui costi (riforma della previdenza per la vecchiaia 2020, esercito, Fondo per le strade nazionali e il traffico d'agglomerato, Riforma III dell'imposizione delle imprese). Nelle prossime settimane il Consiglio federale si occuperà in maniera approfondita dell'evoluzione del bilancio e deciderà se introdurre ulteriori misure di risanamento.</p><p></p><p>Risultati della consultazione</p><p>Nella consultazione sul programma di stabilizzazione 2017-2019 la maggioranza dei partecipanti ha espresso parere in linea di massima favorevole sul consolidamento delle finanze della Confederazione. È stata accolta anche l'intenzione di prevederlo principalmente sul versante delle uscite. Per quanto riguarda l'entità e il tipo di sgravi, le opinioni divergono ampiamente. Di conseguenza, pressoché nessuna misura prevista nel programma di stabilizzazione è stata accolta all'unanimità. I Governi cantonali si sono opposti al trasferimento degli oneri ai Cantoni. Nel messaggio il Consiglio federale rinuncia, pertanto, a quelle misure che avrebbero gravato eccessivamente i bilanci cantonali. In questo modo, ad esempio, non è necessario procrastinare l'apertura di altri centri di accoglienza federali per i richiedenti asilo e l'indicizzazione del versamento nel Fondo per l'infrastruttura ferroviaria (FIF) viene leggermente modificata.Rispetto all'avamprogetto per la consultazione, la modifica più consistente è stata apportata all'esercito: a seguito della decisione del Parlamento di stabilire un limite di spesa di 20 miliardi, non si dovrebbero effettuare tagli in questo settore come era stato pianificato. I risultati della consultazione sono riassunti in un rapporto separato.</p><p></p><p>Esternalizzazione dell'Autorità federale di vigilanza sulle fondazioni</p><p>Oltre alla legge federale sul programma di stabilizzazione 2017-2019, nel quadro del presente progetto deve essere approvata una nuova legge per esternalizzare l'Autorità federale di vigilanza sulle fondazioni in un istituto di diritto pubblico. In questo modo, il bilancio della Confederazione beneficerà di un ulteriore sgravio di circa 650 000 franchi all'anno.</p><h2>Proceedings<h2><p><b>Disegno 1</b></p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 28.09.2016</b></p><p><b>Programma stabilizzazione, meno tagli a ricerca e agricoltura </b></p><p><b>La ricerca e l'agricoltura dovranno risparmiare di meno in futuro rispetto ai piani del Consiglio federale. È quanto ha deciso oggi il Consiglio degli Stati durante l'esame del programma di stabilizzazione delle finanze federali approvato per 30 voti a 5 a 9 astenuti. Il dossier va al Consiglio nazionale.</b></p><p>Il programma di stabilizzazione del Governo prevede minori uscite rispetto al piano finanziario di 2,7 miliardi di franchi per il triennio 2017-2019. Per il 2017 le minori uscite sono state fissate in 800 milioni, per il 2018 in 900 milioni e per l'anno seguente in 1 miliardo.</p><p>Rispetto a questo progetto, la commissione preparatoria degli Stati aveva deciso di aumentare i risparmi di 190,6 milioni. Questo obiettivo è stato completamente sconvolto oggi dal "plenum" che, in particolare, ha voluto fare un gesto per l'aiuto allo sviluppo, per la ricerca e l'innovazione e per l'agricoltura.</p><p></p><p>Meno tagli all'aiuto allo sviluppo</p><p>Circa l'aiuto allo sviluppo e umanitario, la commissione proponeva - anche se di misura - tagli su tre anni per 886,9 milioni invece dei 586,9 milioni del Governo, un aggravio insomma di 300 milioni esatti. Una proposta difesa in aula dal esponenti UDC e PLR.</p><p>Al voto, tuttavia, ha prevalso la versione meno "punitiva" del Governo. Il plenum ha giudicato questo ulteriore taglio poco ragionevole e completamente sproporzionato. Se accolto, solo il settore dell'aiuto allo sviluppo dovrebbe sobbarcarsi oltre un terzo dell'intero programma di stabilizzazione, ciò che è completamente esagerato, ha dichiarato in aula il "senatore" Fabio Abate (PLR/TI), spalleggiato anche dal Consigliere federale Ueli Maurer.</p><p></p><p>No soppressione posti doganali</p><p>Nel corso del dibattito, per quanto riguarda il personale federale la Camera dei cantoni ha deciso di togliere dal programma di stabilizzazione circa 16 milioni di franchi per evitare la chiusura di alcune dogane. I risparmi per il personale risultano quindi inferiori: 411,8 milioni su tre anni rispetto alla versione dell'Esecutivo di 428,4 milioni.</p><p>A proposito del settore migratorio, i "senatori" hanno voluto concedere 23,3 milioni supplementari in tre anni ai Cantoni. Per la maggioranza si tratta di aiutarli ad integrare il più velocemente possibile i migranti che hanno ottenuto protezione in Svizzera.</p><p></p><p>Ridotti tagli alla ricerca e innovazione</p><p>Per quanto attiene a ricerca e innovazione, il Consiglio federale aveva stabilito minori uscite su tre anni pari a 485,3 milioni. L'UDC avrebbe voluto rincarare la dose, mentre la commissione proponeva lo statu quo.</p><p>Al voto, tuttavia, l'ha spuntata la proposta di minoranza di Ruedi Noser (PLR/ZH) che prevede un drastico ridimensionamento - 196,2 milioni - dei tagli per questo settore considerato vitale per l'economia nazionale.</p><p></p><p>Agricoltura, no tagli a pagamenti diretti</p><p>In merito all'agricoltura, sia il Consiglio federale che la commissione proponevano un sacrificio di 190,4 milioni solo per i pagamenti diretti (255,5 in totale per l'agricoltura). Alla fine però, l'ha spuntata una minoranza eterogenea che domandava di non aggravare i bilanci già magri delle famiglie contadine. Per 31 voti a 12, questa voce è stata quindi azzerata.</p><p>Per 24 voti a 19, inoltre, sempre una minoranza è riuscita ad annullare i risparmi di 10 milioni riguardanti la promozione della qualità e delle vendite. No quindi ad economie sulle misure di marketing per il sostegno all'export elvetico (leggi: formaggi per esempio).</p><p>No tagli contributi premi assicurativi</p><p>Nel corso della seduta, il plenum ha deciso di allinearsi alla sua commissione stabilendo di non tagliare, come voleva il governo, i contributi federali destinati ai Cantoni per i sussidi di cassa malattia. Nella sua proposta, il Consiglio federale proponeva minori uscite per 150,5 milioni (biennio 2018-2019).</p><p></p><p>Nessun rinvio al Governo</p><p>Prima dell'esame particolareggiato del programma di stabilizzazione, la Camera dei Cantoni ha respinto (31 voti a 13) una proposta di rinvio al Consiglio federale difesa dal campo rosso-verde affinché il Governo rivedesse i propri piani.</p><p>Roberto Zanetti (PS/SO) ha invano perorato la causa del rinvio affinché il Consiglio federale riesamini il meccanismo del freno all'indebitamento tenendo conto degli interessi negativi e dell'apprezzamento del franco.</p><p>Stando al "senatore", l'esistenza di questi fattori permette un maggior spazio di manovra per il Governo che potrebbe approfittarne per decidere maggiori investimenti, ossi indebitandosi un po' di più, allo scopo di stimolare l'economia.</p><p>Il plenum non ha però seguito questo ragionamento giudicando invece urgente agire subito per garantire finanze equilibrate in un prossimo futuro.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 28./29./30.11.2016</b></p><p><b>Approvato programma stabilizzazione, tagli a sussidi LAMal </b></p><p><b>Il Consiglio nazionale ha concluso l'esame, iniziato lunedì, del programma di stabilizzazione delle finanze federali per il periodo 2017-2019, approvato con 132 voti a 53. Tra le misure adottate oggi figura un taglio di 77 milioni nei contributi federali destinati ai Cantoni per i sussidi di cassa malattia.</b></p><p>La sinistra chiedeva di rinunciare a questi risparmi. Ieri Marina Carobbio Guscetti ha sostenuto che i tagli avranno un effetto pesante sui cantoni, ma soprattutto su molte famiglie "che già oggi fanno fatica a pagare i premi cassa malati". Di parere opposto l'UDC che, per bocca di Thomas Aeschi (UDC/ZG), ha chiesto risparmi più consistenti. Entrambe le proposte sono però state bocciate: la prima con 99 voti contro 85, la seconda con 123 voti a 59.</p><p>Il taglio di 77 milioni diventerà effettivo soltanto quando sarà entrata in vigore la revisione della legge sulle prestazioni complementari prevista al più presto nel 2019. Il governo auspicava un'applicazione più rapida di questi risparmi, ma il Nazionale si è però opposto.</p><p>La Camera del popolo ha anche approvato, con 127 voti contro 54 e un'astensione, i risparmi nell'assicurazione invalidità (61 milioni nel 2018 e 62 l'anno seguente). Pure approvate le riduzioni degli aiuti finanziari ai Cantoni plurilingui (Berna, Friburgo, Grigioni e Vallese) e all'Istituto federale di metrologia (METAS).</p><p>Nel suo messaggio, il Consiglio federale propone per il 2017 complessive minori uscite per 800 milioni di franchi, 900 milioni per il 2018 e 1 miliardo per l'anno seguente. Il Consiglio degli Stati si era mostrato meno ambizioso: il governo dovrebbe risparmiare 144 milioni di franchi in meno nel 2017, 261 milioni in meno nel 2018 e 276 milioni in meno nel 2019.</p><p>La versione uscita oggi dal Consiglio nazionale si situa a metà strada, con risparmi per 658 milioni nel 2017, 772 milioni nel 2018 e 914 nel 2019. I tagli stabiliti dal programma di stabilizzazione si riferiscono a quanto previsto dal piano finanziario e non alla situazione attuale. Ad esempio, malgrado i risparmi di 77 milioni, i contributi destinati ai sussidi di cassa malattia continueranno comunque ad aumentare, seppur in modo inferiore a quanto previsto inizialmente.</p><p>Lo scopo del programma di stabilizzazione, infatti, non è tagliare le prestazioni, ma limitare le spese supplementari gravanti sul bilancio e dovute all'assunzione di nuovi compiti o all'intensificazione di quelli esistenti. Il programma di stabilizzazione 2017-2019 interessa tutti i settori della Confederazione ad eccezione dell'esercito.</p><p></p><p>Le decisioni di ieri</p><p>Ieri la Camera del popolo aveva già deciso di tagliare 100 milioni in più nel 2018 e nel 2019 nell'Amministrazione federale. Oltre al personale saranno toccati i beni e servizi nonché gli oneri d'esercizio e gli investimenti.</p><p>Contrariamente a quanto auspicato dalla commissione preparatoria, il Nazionale ha invece respinto la proposta di tagliare 100 milioni supplementari nella cooperazione internazionale. Pure respinti i risparmi di 2 milioni annui nell'ambito dell'offerta editoriale della SSR destinata all'estero (ad esempio Swissinfo). </p><p>Anche l'agricoltura è stata risparmiata: contrariamente a quanto chiesto dal governo, la camera ha rinunciato a tutti i tagli nei pagamenti diretti (60-69 milioni) e annullato anche quelli riguardanti la promozione della qualità e delle vendite (2,5-5 milioni).</p><p>Anche i risparmi del settore della formazione e della ricerca sono stati ridotti. Il Consiglio federale proponeva tagli annui da 142 a 174 milioni di franchi. Nazionale e Stati hanno però deciso di limitarli a una forbice compresa tra 61 e 69 milioni all'anno.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 12.12.2016</b></p><p><b>Programma stabilizzazione, "no" a tagli sussidi casse malattia </b></p><p><b>Nessun taglio ai contributi federali destinati ai Cantoni per i sussidi di cassa malattia. Con 33 voti contro 10, il Consiglio degli Stati ha oggi nuovamente bocciato questa misura di risparmio prevista dal programma di stabilizzazione delle finanze federali per il periodo 2017-2019.</b></p><p>Nel suo messaggio, il Consiglio federale proponeva una diminuzione delle spese rispetto al piano finanziario di 73,5 milioni nel 2018 e di 77 milioni l'anno successivo. Il Nazionale ha poi proposto di limitare i tagli al 2019, quando dovrebbe entrare in vigore la nuova legge sulle prestazioni complementari.</p><p>Il Consiglio degli Stati si era già opposto a questi risparmi durante la prima lettura, lo scorso 28 settembre. Non si può basare una decisione su una revisione legislativa il cui dibattito parlamentare non è ancora iniziato, ha sostenuto, con successo, la relatrice della commissione Anita Fetz (PS/BS).</p><p>Con 27 voti contro 15, i "senatori" hanno anche bocciato un taglio di 100 milioni supplementari nell'amministrazione federale. Pure respinti i risparmi di 11,4 milioni nei programmi d'integrazione dei migranti, di 10 milioni supplementari nel 2018 e 2019 nella politica regionale e di 5,5 milioni nelle dogane.</p><p>Approvata invece la decisione del Nazionale di rinunciare ai tagli nel budget della rivista destinata agli Svizzeri all'estero. Le due camere si erano inoltre già accordate per ridurre fortemente i risparmi nell'agricoltura, nella formazione e nella ricerca.</p><p>I tagli stabiliti dal programma di stabilizzazione si riferiscono a quanto previsto dal piano finanziario e non alla situazione attuale. Il suo scopo, infatti, non è tagliare le prestazioni, ma limitare le spese supplementari gravanti sul bilancio e dovute all'assunzione di nuovi compiti o all'intensificazione di quelli esistenti.</p><p>Ad esempio, se i tagli ai sussidi di cassa malattia venissero approvati, i contributi continuerebbero comunque ad aumentare, seppur in modo inferiore a quanto previsto inizialmente. Il programma di stabilizzazione 2017-2019 interessa tutti i settori della Confederazione ad eccezione dell'esercito.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 27.02.2017</b></p><p><b>Programma di stabilizzazione, ancora grosse divergenze </b></p><p><b>Rimangono grosse divergenze tra le due camere in merito al programma di stabilizzazione delle finanze federali per il periodo 2017-2019. Oggi il Consiglio nazionale ha nuovamente approvato i tagli concernenti il personale federale, i programmi d'integrazione dei migranti e i contributi federali destinati ai Cantoni per i sussidi di cassa malattia.</b></p><p>La Camera del popolo, con 96 voti contro 93 e tre astenuti, ha invece rinunciato a effettuare nuovi risparmi nel Fondo per lo sviluppo regionale. La maggioranza ha ritenuto che i tagli, di modesta entità, penalizzerebbero le zone periferiche del Paese.</p><p>Come detto, il Nazionale ha voluto mantenere i risparmi nel personale federale, prevedendo tagli per 243,4 milioni nel 2018 e per 249,8 nel 2019, ovvero 100 milioni all'anno in più rispetto a quanto ventilato da Consiglio federale e Consiglio degli Stati.</p><p>Con lo stessa proporzione di voti - 110 a 82 - la camera ha mantenuto i risparmi anche per quel che concerne la legge federale sull'assicurazione malattie. Il Nazionale vuole tagliare i contributi federali destinati ai Cantoni per i sussidi di cassa malattia, mentre il Consiglio degli Stati è contrario a questa misura di risparmio.</p><p>Il Nazionale, con 107 voti contro 85, ha infine mantenuto anche i tagli nei programmi d'integrazione dei migranti.</p><p>Nel suo messaggio, il Consiglio federale propone per il 2018 complessive minori uscite per 900 milioni e 1 miliardo per l'anno seguente. Il Consiglio degli Stati si era mostrato meno ambizioso: il governo dovrebbe risparmiare 683 milioni in meno nel 2018 e 703 milioni in meno nel 2019.</p><p>La versione uscita oggi dal Consiglio nazionale si situa a metà strada, con risparmi per 755 milioni nel 2018 e 896 nel 2019. I tagli stabiliti dal programma di stabilizzazione si riferiscono a quanto previsto dal piano finanziario e non alla situazione attuale.</p><p>Lo scopo del programma di stabilizzazione, infatti, non è tagliare le prestazioni, ma limitare le spese supplementari gravanti sul bilancio e dovute all'assunzione di nuovi compiti o all'intensificazione di quelli esistenti. Il programma di stabilizzazione 2017-2019 interessa tutti i settori della Confederazione ad eccezione dell'esercito.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 09.03.2017</b></p><p><b>Programma di stabilizzazione, ancora divergenze </b></p><p><b>Rimangono divergenze tra le due camere in merito al programma di stabilizzazione delle finanze federali per il periodo 2017-2019. Oggi il Consiglio degli Stati ha nuovamente respinto i tagli concernenti i contributi federali destinati ai Cantoni per i sussidi di cassa malattia e quelli riguardanti i programmi d'integrazione dei migranti.</b></p><p>La Camera dei cantoni si è invece allineata al Nazionale per quel che concerne i risparmi nel personale federale. I "senatori" hanno accettato tagli per 243,4 milioni nel 2018 e per 249,8 nel 2019, ovvero 100 milioni all'anno in più rispetto a quanto ventilato dal Consiglio federale.</p><p>Nel frattempo il Parlamento ha incaricato il Governo di procedere a tali economie nell'ambito del preventivo 2018, ha spiegato Anita Fetz (PS/BS) a nome della commissione. La "senatrice" basilese ha sottolineato come le chiusure delle dogane - tra cui quella di Ponte Tresa - previste in un primo tempo e alle quali la Camera dei cantoni si è sempre opposta non avranno luogo.</p><p>Come detto - con 27 voti contro 15 - i "senatori" hanno nuovamente bocciato i risparmi per quel che concerne la legge federale sull'assicurazione malattie. Gli Stati non vogliono tagliare i contributi federali - 73,5 milioni nel 2018 e 77 milioni nel 2019 - destinati ai Cantoni per i sussidi di cassa malattia, mentre il Nazionale è favorevole a questa misura di risparmio.</p><p>I "senatori, con 33 voti contro 9, non hanno neppure voluto tagliare 11,4 milioni di franchi nei programmi d'integrazione dei migranti. Se questa misura fosse accettata, gli oneri verrebbero trasferiti sui cantoni, ha spiegato Anita Fetz.</p><p>Nel suo messaggio, il Consiglio federale propone per il 2018 complessive minori uscite per 900 milioni e 1 miliardo per l'anno seguente. Le due camere si sono già accordate per rivedere al ribasso l'ampiezza dei tagli nell'agricoltura, la formazione e la ricerca.</p><p>La versione uscita dal Consiglio nazionale prevede risparmi per 755 milioni nel 2018 e 896 nel 2019. Il Consiglio degli Stati si è oggi mostrato un po' meno ambizioso: il governo dovrebbe risparmiare 744 milioni in meno nel 2018 e 809 milioni in meno nel 2019.</p><p>I tagli fissati nel programma di stabilizzazione si riferiscono a quanto previsto dal piano finanziario e non alla situazione attuale. Lo scopo del programma, infatti, non è tagliare le prestazioni, ma limitare le spese supplementari gravanti sul bilancio e dovute all'assunzione di nuovi compiti o all'intensificazione di quelli esistenti. Il programma di stabilizzazione 2017-2019 interessa tutti i settori della Confederazione ad eccezione dell'esercito.</p><p></p><p>Notizia ATS, 15.03.2017</p><p><b>Approvato programma di stabilizzazione </b></p><p><b>Il Parlamento ha approvato oggi le proposte della Conferenza di conciliazione concernenti il programma di stabilizzazione delle finanze federali per il periodo 2017-2019. Due erano le divergenze che ancora esistevano tra Nazionale e Stati, che concernevano i contributi federali destinati ai Cantoni per i sussidi di cassa malattia e quelli riguardanti i programmi d'integrazione dei migranti.</b></p><p>La Conferenza di conciliazione ha proposto di seguire il Nazionale per quel che concerne i tagli nei programmi d'integrazione dei migranti (11,4 milioni di franchi all'anno) e che gli Stati hanno sempre bocciato.</p><p>La Camera dei cantoni l'ha invece avuta vinta per quel che concerne i risparmi nella legge federale sull'assicurazione malattie (73,5 milioni nel 2018, e 77 nel 2019). Il Nazionale voleva tagliare i contributi federali destinati ai Cantoni per i sussidi di cassa malattia, mentre il Consiglio degli Stati si era sempre detto contrario a questa misura di risparmio.</p><p></p><p><b></b></p><p><b>Disegno 2</b></p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 13.06.2017</b></p><p><b>Vigilanza sulle fondazioni non deve essere esternalizzata </b></p><p><b>L'Autorità federale di vigilanza sulle fondazioni (AFV) non deve essere esternalizzata e trasformata in un istituto di diritto pubblico separato. Il Consiglio degli Stati ha bocciato oggi - con 31 voti contro 8 e 4 astensioni - questa proposta inizialmente contenuta nel messaggio governativo riguardante la legge federale sul programma di stabilizzazione 2017-2019. Il dossier passa ora al Nazionale.</b></p><p>Il Consiglio federale aveva sottoposto alle Camere il progetto di scorporo dell'AFV nel programma di stabilizzazione. Puntava così a ridurre di circa 650'000 franchi le uscite annue della Confederazione. Tale decisione non dovrebbe essere presa in questo ambito, ha sottolineato Fabio Abate (PLR/TI) a nome della commissione.</p><p>La maggioranza dei "senatori" non esclude la necessità di legiferare, ma diverse questioni devono essere chiarite, in particolare sui mezzi finanziari, gli emolumenti presso le fondazioni e la necessità di nuovi effettivi per sorvegliare un numero sempre maggiore di donazioni.</p><p>Occorrerebbe inoltre modificare il Codice civile e la competenza dei Comuni in materia, ciò che necessiterebbe una procedura di consultazione, ha aggiunto Robert Cramer (Verdi/GE).</p><p>Secondo la maggioranza, un eventuale progetto legislativo dovrebbe inoltre essere presentato solo quando ci sarà una visione globale. La proposta del Consiglio federale invece tratta unicamente l'aspetto dell'organizzazione della vigilanza sulle fondazioni.</p><p>Dal canto suo, una minoranza capeggiata da Christian Levrat (PS/FR) era favorevole a entrare in materia sull'oggetto per consentire un esame di dettaglio. La questione ritornerà ben presto sul tavolo, ha avvertito il consigliere federale Alain Berset. Lo scopo principale non è realizzare risparmi ma assicurare l'indipendenza dell'autorità di vigilanza nonché il suo autofinanziamento, ha sottolineato invano il ministro socialista.</p><p>A suo avviso, non occorre un'ampia consultazione e non sussistono molte altre strade rispetto a quella proposta dal Consiglio federale. Ma la Camera dei cantoni non ha seguito le raccomandazioni di Berset e ha bocciato l'entrata nel merito.</p><p>Rimane tuttavia aperta la questione dell'aumento esponenziale delle fondazioni, che dispongono di un patrimonio di oltre 100 miliardi: con una crescita effettiva annua del loro numero di circa 140 unità, negli ultimi anni la mole di lavoro dell'AVF è aumentata costantemente.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 11.12.2017</b></p><p><b>Autorità vigilanza fondazioni non sarà esternalizzata </b></p><p><b>L'Autorità federale di vigilanza sulle fondazioni (AFV) non sarà esternalizzata e trasformata in un istituto di diritto pubblico separato. Dopo gli Stati, oggi anche il Nazionale ha infatti respinto - con 135 voti contro 46 e 4 astenuti - l'entrata in materia.</b></p><p>Il Consiglio federale aveva sottoposto alle Camere il progetto di scorporo dell'AFV nel quadro del programma di stabilizzazione. Puntava così a ridurre di circa 650'000 franchi le uscite annue della Confederazione, ha ricordato Giovanni Merlini (PLR/TI) a nome della commissione.</p><p>Per la maggioranza, l'esternalizzazione non porterà alcun vantaggio, soprattutto considerato il buon funzionamento dell'attuale sistema di vigilanza sulle fondazioni, ha aggiunto l'altro relatore commissionale Karl Vogler (PCS/OW).</p><p>Un eventuale progetto legislativo - ha aggiunto l'obvaldese - dovrebbe inoltre essere presentato solo quando ci sarà una visione globale. La proposta del Consiglio federale invece tratta unicamente l'aspetto dell'organizzazione della vigilanza sulle fondazioni.</p><p>Una minoranza avrebbe voluto entrare in materia sostenendo che la sorveglianza delle fondazioni è un compito che va svolto non da un'unità amministrativa, ma da un ente esternalizzato. Tale pratica è del resto già in uso nei Cantoni, ha ricordato, invano, Laurence Fehlmann Rielle (PS/GE).</p>