<h2>SubmittedText<h2><p>La concentrazione dei microinquinanti nelle acque non cessa di aumentare e i loro effetti sulla fauna, la flora e l'essere umano sono ancora poco conosciuti. Per questo motivo occorrerebbe applicare il principio di precauzione e adottare alcune semplici misure.</p><p>La Svezia ha istituito una classificazione ambientale dei medicamenti dopo un eco-audit condotto nel 2000, dal quale è emerso, fra l'altro, che nei pesci si rilevano concentrazioni di farmaci mille volte più elevate che non nelle acque.</p><p>Ancora troppi medicamenti sono gettati nello scarico del lavandino o del gabinetto perché se ne ignorano gli effetti. È quindi necessario migliorare ulteriormente l'informazione al cittadino sulle modalità corrette di smaltimento dei farmaci inutilizzati.</p><p>Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Non si potrebbe apporre un testo sull'imballaggio dei medicamenti, come si fa in Europa, con la dicitura "non gettare nello scarico del lavandino o del gabinetto"?</p><p>2. Il Consiglio federale è disposto a introdurre una classificazione ambientale dei medicamenti analogamente alla Svezia, affinché i pazienti e i medici possano scegliere i prodotti con cognizione di causa?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. L'autrice dell'interpellanza chiede sostanzialmente se non sia possibile introdurre sull'imballaggio dei medicamenti un testo che inviti a non gettare il prodotto nelle acque di scarico (lavandino o gabinetto). L'Istituto svizzero per gli agenti terapeutici, si dichiara disposto a raccomandare alle imprese l'introduzione di un simile testo nel foglietto illustrativo. Sull'imballaggio, invece, non c'è sufficiente spazio per una simile avvertenza.</p><p>Il tenore esatto dell'avvertenza richiede tuttavia una riflessione accurata, poiché occorre evitare che il pubblico venga indotto a gettare i medicamenti non utilizzati nei rifiuti domestici, quando invece vanno considerati rifiuti speciali che devono essere smaltiti in modo adeguato. Si tratterà quindi piuttosto di indicare ai consumatori che i medicamenti non utilizzati o scaduti devono essere consegnati a un punto di raccolta specializzato (p. es. studio medico, farmacia o drogheria). L'introduzione di simili modifiche nel foglietto illustrativo durante la procedura ordinaria di rinnovo dell'omologazione non dovrebbe comportare costi eccessivi per le imprese.</p><p>2. Il Consiglio federale ritiene che introdurre una classificazione ambientale dei medicamenti come quella proposta nell'interpellanza sia problematico per più ragioni.</p><p>Gli studi sull'ecotossicità dei medicamenti coprono solo le sostanze autorizzate su scala internazionale dalla fine degli anni 1990. In Svizzera, la presentazione di una documentazione relativa agli esami farmacologici e tossicologici è obbligatoria dal 1° gennaio 2002 (art. 4 cpv. 2 lett. d OOMed). I dati disponibili attualmente riguardano pertanto solo una parte dell'arsenale terapeutico.</p><p>Inoltre, la fonte di inquinamento principale non è lo smaltimento inadeguato dei medicamenti, ma la loro metabolizzazione nel corpo e le deiezioni naturali dell'essere umano e degli animali. E qui qualsiasi classificazione è inutile.</p><p>Per queste ragioni il Consiglio federale considera che introdurre una classificazione ambientale dei medicamenti non sia una soluzione adeguata per lottare contro l'impatto delle sostanze medicamentose sull'ambiente. Segue comunque l'evoluzione della situazione a livello internazionale.</p>  Risposta del Consiglio federale.