<h2>SubmittedText<h2><p>Nel 2006, la Svizzera è stata uno dei primi Stati a fare delle questioni di sanità pubblica un tema di politica estera. Nel 2012 ne sono stati approfonditi gli obiettivi. Oggi, nel 2018, il Consiglio federale traccia un bilancio. Per la "Politica estera in materia di salute" (PES) dei prossimi anni sembrano essere già stati definiti i sei ambiti d'intervento seguenti: </p><p>1. "Determinanti della salute" </p><p>- A cosa si mira esattamente?</p><p>2. "Rischi sanitari e crisi umanitarie"</p><p>- Come contribuisce concretamente la Svizzera alla lotta alle malattie infettive nei Paesi più poveri? </p><p>- La resistenza agli antimicrobici (AMR) e l'impiego inappropriato di antibiotici sono una minaccia globale. Il Partenariato Europa-Paesi in via di sviluppo per gli studi clinici (EDCPT) punta alla promozione delle attività di ricerca e sviluppo per contenere la diffusione della AMR. Con quali misure concrete si impegna la Svizzera in questo quadro? </p><p>- Come affronta la Confederazione il problema delle resistenze agli antibiotici negli accordi di libero scambio, per esempio sull'importazione di carne, concordando quali disposizioni concrete e con quali risultati? </p><p>- In quali accordi sono stabilite apposite disposizioni, in quali no e in quali se ne prevede concretamente l'introduzione?</p><p>- Con quali misure e contributi concreti la Svizzera partecipa alla ricerca e allo sviluppo nel quadro del centro globale di ricerca e sviluppo contro la resistenza agli antimicrobici (Global antimicrobial resistance R&amp;D Hub) e del partenariato GARD (Global Antibiotic Research and Development)? Questi progetti rientrano anch'essi nella PES? </p><p>- Come può il Consiglio federale adoperarsi a livello internazionale affinché vengano cercate soluzioni al problema della contaminazione da acque reflue contenenti antibiotici nei siti di produzione (cfr. risposta all'interpellanza 17.3792)?</p><p>3. "Sistemi sanitari e digitalizzazione": </p><p>- Come può ottenere la Svizzera che i dati rilevanti per la sanità pubblica siano considerati un bene pubblico e non siano lasciati allo sfruttamento commerciale di privati?</p><p>4. "Governance delle istanze sanitarie internazionali" </p><p>- Con quali obiettivi concreti ed entro quando la Svizzera intende attuare il Codice OMS, che prevede che ogni Paese formi personale sanitario sufficiente ai suoi bisogni?</p><p>5. "Politica delle dipendenze" </p><p>Cos'è previsto in materia?</p><p>6. "Accesso ai medicamenti e alle tecnologie sanitarie" </p><p>- Come gestisce la Confederazione i conflitti d'interesse tra la politica estera in materia di economia e la politica estera in materia di salute, per esempio per quanto riguarda l'accessibilità finanziaria dei medicamenti? In che misura la PES è coerente sotto questo aspetto?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La politica estera della Svizzera in materia di salute (PES) è di competenza del Consiglio federale. Alla fine del 2017 i servizi federali interessati l'hanno sottoposta a una valutazione, dalla quale è emerso che si è dimostrata in linea di principio valida e che, in particolare quale strumento di cooperazione interdipartimentale, ha assicurato alla Svizzera una presenza e un impegno internazionali mirati e coerenti. Nel frattempo il contesto globale è mutato, il che rende necessario un suo aggiornamento. Il Consiglio federale è pertanto attualmente impegnato nei lavori di revisione. Nell'annuale incontro pubblico, l'11 giugno 2018, delle parti impegnate nella PES sono state esposte e discusse le prime riflessioni sull'argomento maturate dagli attori interni ed esterni all'Amministrazione federale.</p><p>Dato che l'aggiornamento è ancora in corso, il Consiglio federale non può esprimersi sui futuri contenuti della PES come chiesto nelle domande 1 e 5.</p><p>2a. La Svizzera partecipa a diversi livelli alla lotta contro le malattie infettive associate alla povertà: sul piano nazionale, sostiene la ricerca nel campo delle infezioni e partecipa al finanziamento di istituzioni di ricerca, per esempio versando ogni anno 6 milioni di franchi circa all'Istituto svizzero di malattie tropicali e 1,2 milioni allo Swiss Vaccine Research Institute. Sul piano bilaterale, la Direzione dello sviluppo e della cooperazione s'impegna nei e con i Paesi partner, per esempio contro la malaria. Sul piano globale, con i contributi finanziari versati ai suoi partner prioritari multilaterali (p. es. Organizzazione mondiale della sanità, Fondo globale per la lotta contro l'AIDS, la tubercolosi e la malaria e Unaids) la Svizzera partecipa in misura importante alla lotta contro numerose malattie della povertà. Sostiene inoltre diversi partenariati globali di ricerca e sviluppo di strumenti diagnostici, medicamenti e altre tecnologie sanitarie per combattere le malattie infettive che colpiscono soprattutto i gruppi della popolazione più poveri e vulnerabili. Di questi partenariati fanno parte, ad esempio, Medicines for Malaria Venture, Drugs for Neglected Diseases initiative, Foundation for Innovative New Diagnostics e Innovative Vector Control Consortium.</p><p>2b. Il Partenariato Europa-Paesi in via di sviluppo per gli studi clinici (EDCTP) sostiene gli sforzi di ricerca finalizzati a identificare opportune possibilità diagnostiche e terapeutiche per trattare le infezioni associate alla povertà. La lotta alla resistenza agli antimicrobici (AMR) è parte integrante di diversi progetti condotti dal EDCTP nel settore della tubercolosi, del virus dell'immunodeficienza umana (HIV) e della malaria. Ai progetti del EDCTP partecipano diversi attori svizzeri, così come altri Paesi europei e Paesi africani.</p><p>2c/d. La Svizzera non ha concluso alcun accordo di libero scambio che preveda anche disposizioni sulla AMR. Le discussioni, rilevanti per il commercio, sul problema della AMR negli alimenti sono condotte in forum multilaterali come il Codex Alimentarius e in seno all'Organizzazione mondiale della sanità animale. Per garantire una corretta informazione dei consumatori, la carne degli animali cui sono stati somministrati antibiotici per aumentare le prestazioni deve essere dichiarata come tale conformemente all'ordinanza sulle dichiarazioni agricole (ODAgr; RS 916.51) e indipendentemente da un accordo di libero scambio.</p><p>2e. La Svizzera è membro del Global Antimicrobial Resistance R&amp;D Hub (un hub di collaborazione istituito dal G20) fin dall'avvio dei suoi lavori, nel maggio del 2018. Con la sua partecipazione intende gettare un ponte fra le attività di questo nuovo organo e le iniziative già in atto nel settore della AMR nella Ginevra internazionale. Fra queste si annovera, ad esempio, il Global Antibiotic Research and Development Partnership (GARDP); la Svizzera è stata fra i primi Paesi a concedere a questo partenariato, nel 2016, un finanziamento iniziale di 360 000 franchi. Nel 2017 ha deciso di prolungare il sostegno di altri due anni, portando il contributo a mezzo milione di franchi. Queste iniziative concorrono all'attuazione della PES.</p><p>2f. Come esposto nella sua risposta all'interpellanza Munz 17.3792, il Consiglio federale si adopererà a livello internazionale affinché venga dedicata la giusta attenzione al problema della contaminazione da acque reflue contenenti antibiotici nei siti di produzione e vengano cercati approcci risolutivi adeguati. Nel quadro del Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente (UNEP), il Governo si impegnerà quindi in particolare perché vengano proseguiti i lavori sulla qualità delle acque, raccolte evidenze scientifiche e presentate possibilità d'intervento.</p><p>3. I dati medici e clinici di una persona e quelli relativi al suo stile di vita appartengono ai diretti interessati (pazienti o consumatori). Di conseguenza, secondo il diritto vigente, la collettività non è autorizzata a utilizzare i dati sanitari personali. Ognuno di noi decide autonomamente se, e in che misura, mettere a disposizione della ricerca pubblica o privata i propri dati. Anche l'iniziativa Swiss Personalized Health Network, finanziata dalla Confederazione, si fonda sul rispetto di questo principio del consenso. Che uso fare delle informazioni sulla domanda e l'offerta e dei dati sui costi nel sistema sanitario è attualmente allo studio del Dipartimento federale dell'interno.</p><p>4. Nella sua strategia "Sanità 2020", il Consiglio federale si è posto anche un obiettivo riguardante la formazione del personale sanitario. Fra le misure previste in quest'ambito rientrano l'aumento del numero dei diplomi in medicina umana e l'adozione di provvedimenti nel settore delle cure per prolungare la durata di permanenza nella professione e favorire il reclutamento di personale. Nel quadro della cooperazione internazionale, la Svizzera sostiene gli sforzi intrapresi dai Paesi partner per rendere più solidi i sistemi sanitari e incrementare il numero dei professionisti della salute e la qualità del loro lavoro.</p><p>6. Il Consiglio federale si adopera per migliorare a livello mondiale l'accesso ad agenti terapeutici sicuri, efficaci, di qualità e a prezzi abbordabili - sia collaudati sia di recente sviluppo - consapevole di muoversi in un settore dominato da interessi contrapposti quali l'innovazione, la protezione brevettuale, la redditività e l'accesso agli agenti terapeutici. La PES permette alla Svizzera di ponderare questi interessi e di impegnarsi con coerenza a livello internazionale, per esempio promuovendo una serie di iniziative internazionali (fra cui Medicines Patent Pool) che utilizzano i diritti derivanti dalla proprietà intellettuale come motore dell'innovazione e contribuiscono con soluzioni pragmatiche a migliorare l'accesso agli agenti terapeutici.</p>  Risposta del Consiglio federale.