<h2>SubmittedText<h2><p>Considerata la congiuntura attuale e le previsioni per il futuro dell'economia svizzera, il Consiglio federale è incaricato di riconsiderare la propria decisione del 21 gennaio 2009 relativa all'aumento di 22 milioni di franchi dell'imposta sulle case da gioco per i sette casinò A. Come per qualsiasi altro ramo, un eventuale aumento dell'imposta può essere preso in considerazione solo in presenza di una crescita economica comprovata o di una ripresa dalla recessione.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'articolo 41 capoverso 1 della legge sulle case da gioco (RS 935.52) impone al Consiglio federale di fissare l'aliquota della tassa in modo da permettere alle case da gioco gestite secondo i principi della sana gestione di ricavare un rendimento adeguato dal capitale investito. La tassa sulle case da gioco, sancita nell'articolo 106 Costituzione (RS 101), è finalizzata a prelevare i rendimenti in eccesso destinandoli alla collettività (AVS).</p><p>Alla fine del 2006 si era constatata l'esistenza di un sufficiente margine di manovra per aumentare la progressione delle aliquote tributarie per le case da gioco (prodotto lordo complessivo per il 2004 e il 2005: risp. 769 e 874 milioni di franchi; redditività delle attività - "return on assets", ROA - per i casinò di tipo A: oltre il 13 per cento; a titolo di paragone, la media di tutti i settori economici è del 5 per cento). Nel 2007 il prodotto lordo delle case da gioco è salito a 1,02 miliardi di franchi, mentre la redditività (ROA) dei casinò di tipo A ha superato il 17 per cento. Il 21 gennaio 2009 il Consiglio federale ha tuttavia rinunciato ad aumentare la progressione, anche se la situazione avrebbe giustificato tale misura. Si rendeva conto della situazione congiunturale, e infatti alla fine del 2008 si delineava già un'evoluzione negativa del prodotto lordo complessivo dei giochi (-2.7 per cento; 992 milioni di franchi); che si acuirà nel 2009. Considerati i risultati tuttora elevati, non ha invece potuto rinunciare a livellare la differenza, oggettivamente ingiustificata, delle soglie di progressione applicate alle case da gioco di tipo A e B. </p><p>I risultati del 2008, da poco disponibili, mostrano che la redditività dei casinò di tipo A non è calata drasticamente, nonostante la citata diminuzione del 2,7 per cento del prodotto lordo dei giochi. Nel 2008 la redditività delle attività ROA ammontava, infatti, ancora al 16,39 per cento. Alla luce di tali cifre, resta possibile attuare il moderato aumento dell'imposizione fiscale previsto, compensando le soglie di progressione. Visto il mandato legale, non sarebbe opportuno attendere una crescita economica comprovabile. D'altro canto, considerata l'attuale situazione economica, appare tuttora corretto rinunciare ad aumentare la progressione.</p><p>I timori di un eventuale futuro allentamento del divieto dei giochi in Internet non devono essere determinanti per la valutazione della redditività attuale. Inoltre, uno degli scopi di questo progetto è fare una forte concorrenza ai giochi stranieri in Internet, non ai giochi d'azzardo nei casinò. I tornei di poker che possono essere considerati giochi di destrezza non dovrebbero nemmeno costituire una concorrenza determinante per l'offerta di giochi dei casinò.</p><p>Il sistema di imposizione fiscale delle case da gioco permette già di ovviare al problema della progressione a freddo, in quanto il Consiglio federale fissa le tariffe fiscali in funzione della redditività sostanziale dei casinò, che deve essere costantemente verificata e dipende a sua volta anche dall'onere fiscale delle imprese. Un'ulteriore compensazione della progressione a freddo non sarebbe opportuna, poiché si tradurrebbe in un miglioramento eccessivo della redditività, che occorrerebbe correggere aumentando il tasso d'imposizione. Il 21 gennaio 2009 il Consiglio federale ha tuttavia tenuto conto della progressione a freddo, rinunciando quindi a proporre una soluzione più onerosa.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.