<h2>SubmittedText<h2><p>Cresce il numero dei "sans-papiers" nel nostro Paese, ossia di persone che vi soggiornano illegalmente. Chi tollera i clandestini non rispetta lo Stato di diritto. Concedendo diritti supplementari ai "sans-papiers", si incentiva gli immigrati a non annunciarsi più presso i centri di registrazione o le autorità cantonali di polizia degli stranieri. È un segnale decisamente sbagliato, un invito al soggiorno illegale; sarebbe più opportuno decidere rapidamente sullo statuto di soggiorno. Occorre pertanto fare chiarezza in merito ai costi e al numero di "sans-papiers" in Svizzera. In proposito si pongono i quesiti seguenti: </p><p>1. Quanti "sans-papiers" vivono in quale cantone (stima, compresi i dati estrapolati), quale è stata l'evoluzione di tali cifre negli ultimi dieci anni e quale sviluppo è previsto?</p><p>2. Corrisponde al vero che il cantone di Ginevra tiene dossier ed elenchi di molti clandestini nonché una cassa di soccorso per "sans-papiers"? In caso affermativo, quanti clandestini sono complessivamente registrati in questo dossier ginevrino?</p><p>3. Vi sono altri cantoni che dispongono di tali liste o casse speciali?</p><p>4. Quali diritti speciali e concessioni prevedono i cantoni per i "sans-papiers" (p. es. formazione scolastica, posti di apprendistato, cassa malati, certificato AVS, aiuto sociale, AI), indicati per cantone sotto forma di tabella? Quali diritti contempla la Confederazione per tali persone?</p><p>5. La Confederazione, in veste di autorità di vigilanza sui cantoni, non ritiene che sia un abuso di potere se alcuni cantoni, prevedendo diritti speciali per i clandestini, violano le leggi e le direttive vigenti?</p><p>6. Quali sono i costi di ogni singola misura nel cantone o nella Confederazione (indicati ciascuno separatamente)? Quali sono le ripercussioni finanziarie per le assicurazioni sociali, le casse malati e il settore della formazione?</p><p>7. Quante persone nell'amministrazione pubblica, nonché nel settore della formazione e della sanità sono impiegate per occuparsi dei "sans-papiers" (p. es. quanto tempo di lavoro vi dedicano)?</p><p>8. Quali sono i costi per l'economia causati dai sans papier, includendo il lavoro nero, il dumping salariale e la formazione?</p><p>9. Quali provvedimenti ha previsto e adottato il Consiglio federale al fine di rispedire i "sans-papier" nei loro Paesi d'origine?</p><p>10. Quali provvedimenti intende adottare il Consiglio federale per evitare un ulteriore aumento delle persone in situazione irregolare?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La richiesta degli autori esige un'analisi approfondita dei costi e del numero dei "sans-papiers" in Svizzera e andrebbe oltre il quadro della presente risposta. Inoltre, siccome numerose domande riguardano esclusivamente la sfera di competenza dei cantoni, il Consiglio federale non può esprimersi in merito. </p><p>Il Consiglio federale è consapevole del fatto che la presenza di sans papier in Svizzera rappresenti un problema effettivo e sollevi diverse questioni. La situazione è aggravata in particolare dalla domanda di cosiddetti lavoratori a buon mercato, poiché l'esperienza dimostra che le persone in situazione irregolare sono disposte ad accettare condizioni d'assunzione che non corrispondono a quelle usuali nel luogo e nel settore. In passato sono state adottate diverse misure, in particolare nella legge federale sugli stranieri (LStr; RS 142.20) e nella legge federale contro il lavoro nero (LLN; RS 822.41), tese a combattere questa situazione (cfr. risposta alle domande 9/10). Le discussioni ricorrenti sulla presenza e la regolarizzazione dei "sans-papiers", che si riflettono anche in numerosi interventi parlamentari, dimostrano l'eventuale necessità di intervento. Per quanto concerne la formazione professionale dei giovani e l'assistenza sanitaria dei "sans-papiers" sono in corso o sono previsti ulteriori accertamenti (cfr. risposta alle domande 4/5). </p><p>Le osservazioni seguenti si limitano alle questioni di competenza della Confederazione: Trattandosi prevalentemente di persone in situazione irregolare (i cosiddetti "sans-papiers"), per forza di cose non sono disponibili cifre precise in relazione a numero, costi, eccetera dei "sans-papiers" in Svizzera.</p><p>1. Secondo uno studio dell'Ufficio federale della migrazione del 24 febbraio 2005 sui "sans-papiers", ideato e valutato dall'istituto di ricerca gfs.bern, in Svizzera soggiornano illegalmente circa 90 000 persone. Stando a tale studio circa 20 000 sans papier vivono nel cantone di Zurigo, 12 000-15 000 soggiornano nel cantone di Vaud e 8000-12 000 clandestini nel cantone di Ginevra. Non è escluso che tali cifre siano nel frattempo aumentate. </p><p>2./3. Contrariamente a quanto sostengono gli autori dell'interpellanza, nel cantone di Ginevra non vi sono né elenchi di nomi di "sans-papiers" né casse di soccorso per tali persone. Anche in altri cantoni non esistono liste o casse di soccorso di questo tipo. Il soggiorno illegale non è promosso né dalle autorità cantonali né da quelle federali.</p><p>4./5. Gli stranieri devono lasciare la Svizzera se non possiedono la necessaria autorizzazione. I cantoni sono obbligati a eseguire la LStr. In via eccezionale possono rilasciare un permesso di dimora a stranieri in situazione irregolare per evitare casi di rigore personale grave. Ciononostante, analogamente a quanto succede in tutti gli altri Paesi europei, non è possibile evitare che in Svizzera soggiornino stranieri sprovvisti delle necessarie autorizzazioni. Anche gli stranieri in situazione irregolare beneficiano di determinati diritti sanciti dalla Costituzione. Per questo motivo i loro figli devono essere ammessi alla scuola dell'obbligo e gli stranieri devono avere la possibilità - indipendentemente dal loro statuto di soggiorno e in base alla legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal; RS 832.10) di stipulare un'assicurazione malattia (mozione Kuprecht 10.3203, Soppressione dell'obbligo di affiliazione all'assicurazione di base LAMal per i "sans-papiers"; postulato Heim 09.3484, Sans papiers. Assicurazione malattie e accesso all'assistenza sanitaria; interpellanza Heim 09.4122, Dignità umana dei "sans-papiers"). Inoltre, in futuro i giovani sans papier potranno, a determinate condizioni, accedere a un apprendistato (mozione Barthassat 08.3616, Giovani in situazione irregolare. Accesso all'apprendistato). </p><p>6.-8. Non è possibile dimostrare l'onere amministrativo sostenuto per questo gruppo di persone. Non è nemmeno possibile quantificare i costi per l'economia. Il rilevamento di tali comporterebbe un onere amministrativo notevole. </p><p>9./10. Negli ultimi anni il Consiglio federale e il Parlamento federale hanno dedicato particolare attenzione al tema delle persone in situazione irregolare. I cantoni allontanano ed espellono gli stranieri in situazione irregolare fondandosi sulla LStr. Secondo l'articolo 91 capoverso 1 LStr, prima che lo straniero assuma un impiego, il datore di lavoro, esaminandone la carta di soggiorno o informandosi presso le autorità competenti, deve accertarsi che l'interessato è autorizzato a esercitare un'attività lucrativa in Svizzera. Gli articoli 115 seguenti LStr prevedono disposizioni penali e misure amministrative in caso di violazione dell'obbligo di diligenza. Secondo l'articolo 117 LStr, chiunque impiega stranieri non autorizzati a esercitare un'attività lucrativa è punito con una pena pecuniaria o, in casi gravi, con una pena detentiva fino a tre anni. Spetta tuttavia ai cantoni attuare tali sanzioni. Il Consiglio federale è consapevole che vi sono datori di lavoro che permettono a persone in situazione irregolare di esercitare un'attività lucrativa. Questa situazione deve essere contrastata in maniera rigorosa, servendosi delle possibilità legali offerte dalla LStr e la LLN. I problemi d'esecuzione esistenti nell'accertamento dell'identità degli interessati e in occasione dei rinvii coatti sono affrontati in particolare mediante accordi di riammissione e convenzioni amministrative. L'Ufficio federale della migrazione assiste i cantoni nell'acquisizione dei documenti d'identità e nell'organizzazione della partenza delle persone allontanate.</p>  Risposta del Consiglio federale.