<h2>SubmittedText<h2><p>La nostra previdenza per la vecchiaia si fonda tra l'altro sull'AVS e le casse pensioni, che costituiscono insieme un pilastro importante per una quiescenza priva di problemi finanziari. Il nostro sistema previdenziale è una conquista sociale che va salvaguardata.</p><p>Negli ultimi tempi sono emersi problemi per il finanziamento a medio e lungo termine ed è giusto che se ne discuta apertamente e si cerchino soluzioni efficaci. Un importante tema di dibattito sono i prelievi di capitale. Non per niente, le conseguenze dei prelievi sulla situazione finanziaria delle casse pensioni vengono spesso documentate. Si parla poco, invece, delle conseguenze a lungo termine sugli assicurati.</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quali sono frequenza e dimensioni dei prelievi di capitale del secondo pilastro (anticipatamente o al momento del pensionamento)?</p><p>2. Ne sono note le conseguenze a medio e lungo termine sulla situazione finanziaria degli assicurati?</p><p>3. Si sa se i prelievi di capitale possono sfociare, a lungo termine, nel ricorso all'aiuto sociale?</p><p>4. Se sì, succede spesso? E quali costi ne derivano per lo Stato?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il 20 novembre 2013, il Consiglio federale ha adottato un rapporto sull'aumento dei costi e la necessità di riforma delle prestazioni complementari ("Prestations complémentaires à l'AVS/AI: accroissement des coûts et besoins de réforme", disponibile in francese e in tedesco) che contiene un'analisi dettagliata dell'evoluzione dei prelievi di capitale del secondo pilastro dal 2005. Ne emerge che negli ultimi anni non si è registrato un aumento rilevante dei versamenti in capitale, bensì una tendenza alla stabilizzazione. Nel 2011, circa 30 000 neopensionati hanno prelevato del tutto o in parte in capitale gli averi del secondo pilastro, per un importo complessivo di 5 miliardi di franchi. Circa 25 000 assicurati hanno effettuato prelievi anticipati per l'acquisto di proprietà d'abitazioni, per un totale di 2 miliardi di franchi. Per quanto attiene agli altri prelievi di capitale prima del pensionamento, poco più di 25 000 assicurati hanno impiegato fondi previdenziali (nella maggior parte dei casi per avviare un'attività lucrativa indipendente) per un ammontare di circa 700 milioni di franchi. Stando ai primi risultati provvisori concernenti il 2012, il numero degli assicurati che hanno ritirato il proprio capitale di previdenza al momento del pensionamento sarebbe lievemente aumentato, rimanendo però inferiore al massimo registrato negli anni precedenti. Per quanto riguarda gli altri versamenti in capitale, invece, il numero dei beneficiari sarebbe in lieve calo (in particolare per la proprietà d'abitazioni).</p><p>2./4. Il rapporto summenzionato ha evidenziato diversi aspetti del sistema delle prestazioni complementari (PC) che occorre approfondire per procedere, se del caso, a una riforma. Tra questi rientra la problematica dei prelievi di capitale del secondo pilastro e della possibilità che le persone che li hanno operati siano maggiormente esposte al rischio di dover ricorrere alle PC. Il Consiglio federale ha quindi incaricato il Dipartimento federale dell'interno (DFI) di sottoporgli, entro l'estate del 2014, una nota di discussione su un'eventuale riforma delle PC, coinvolgendo i cantoni nei lavori. I dati attualmente disponibili non permettono di stabilire un nesso di causalità tra i prelievi di capitale del secondo pilastro e l'aumento dei costi per le PC. Per migliorare le conoscenze sul tema, sono stati avviati i lavori seguenti: innanzitutto l'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS), in collaborazione con diversi cantoni, sta conducendo un'inchiesta su un campione rappresentativo di assicurati che hanno inoltrato una richiesta di PC. L'indagine, i cui risultati sono previsti per la fine del 2014, permetterà in particolare di avere informazioni sul tipo di prestazioni percepite nella previdenza professionale (rendita/capitale), sul loro importo e sul tempo trascorso fino alla richiesta di PC e di valutare meglio l'entità del fenomeno nel contesto del diritto alle PC. A più lungo termine, l'Ufficio federale di statistica (UST) sta svolgendo un progetto volto a raggruppare tutte le notifiche di nuove prestazioni del secondo e del terzo pilastro (rendite e capitali) che passano per l'Amministrazione federale delle contribuzioni (come indicato nel parere in risposta alla mozione Schwaller 13.3656 "Rilevazione di dati sui prelievi di capitale nel secondo pilastro"). Una volta costituita, questa banca dati potrà essere collegata a quelle del primo pilastro (comprese le PC), il che costituirà la fonte d'informazioni più completa sul tema.</p><p>3. La problematica dei prelievi di capitale del secondo pilastro è connessa in primo luogo alla situazione degli assicurati durante gli anni successivi al raggiungimento dell'età pensionabile. In questi anni essi ricorrono in primo luogo alle PC, e non all'aiuto sociale, che svolge quindi solo un ruolo marginale e per il quale non sono disponibili dati collegati con i prelievi di capitale. Secondo la statistica dell'UST sull'aiuto sociale nel 2012, le persone di 65 anni e oltre costituiscono la fascia d'età che beneficia in minor misura delle prestazioni dell'aiuto sociale (0,2 per cento; tasso medio: 3,1 per cento). La percentuale dei beneficiari di PC all'AVS segue l'evoluzione demografica ed è stabile da ormai diversi anni: nel 2012, il tasso dei nuovi beneficiari di una rendita AVS che hanno inoltrato una richiesta di PC (esclusi i beneficiari di PC all'AI che passano nel sistema dell'AVS) ammontava al 4 per cento. Il tasso di beneficiari di PC aumenta con l'avanzare dell'età, parallelamente al rischio di ricovero in un istituto.</p>  Risposta del Consiglio federale.