Sentenza del 18 dicembre 2021 Corte d’appello Composizione Giudici Andrea Blum, Presidente del Collegio giudicante, Maria-Antonella Bino e Katharina Giovannone-Hof- mann, Cancelliere Paride Destefani Parti A., difeso dall'avv. d'ufficio Costantino Testa, Appellante / Imputato contro MINISTERO PUBBLICO DELLA CONFEDERAZIONE, rappresentato dal Procuratore federale Sergio Ma- stroianni Appellato / Pubblica accusa Oggetto Appello parziale del 9 ottobre 2020 contro la sentenza della Corte penale del Tribunale penale federale SK.2020.1 del 31 agosto 2020. B u n d e s s t r a f g e r i c h t T r i b u n a l p é n a l f é d é r a l T r i b u n a l e p e n a l e f e d e r a l e T r i b u n a l p e n a l f e d e r a l Numero dell’incarto: CA.2020.13 - 2 - Organizzazione criminale, ricettazione, denuncia men- dace subordinatamente sviamento della giustizia, infra- zione alla legge federale sulle armi, gli accessori di armi e le munizioni. - 3 - Fatti: A. Cronistoria del procedimento, sentenze di primo grado e rinvio del Tribu- nale federale A.1 Con sentenza SK.2018.3 del 27 novembre 2018, la Corte penale del Tribunale penale federale (in seguito: Corte penale del TPF) ha riconosciuto A. (di seguito: A. o l’appellante) colpevole dei reati di partecipazione ad un’organizzazione cri- minale, sostegno ad un’organizzazione criminale (art. 260 ter CP), ricettazione e ripetuta infrazione alla legge federale sulle armi, gli accessori di armi e le muni- zioni (RS 514.54; LArm) e lo ha condannato a u na pena detentiva di 3 anni e 8 mesi (v. SK 22.970.006 e segg.). A.2 Il 28 gennaio 2019, A. ha interposto ricorso in materia penale al Tribunale fede- rale (in seguito: TF; v. SK 22.980.009 e segg.). A.3 Con sentenza 6B_37/2019 dell’8 gennaio 2020, l’Alta Corte ha parzialmente ac- colto il ricorso di A., ritenendo che quest’ultimo fosse (consid. 11.1) “fondato limi- tatamente alla questione della qualificazione del cavetto metallico con due anelli alle estremità. Per il resto, il ricorso [doveva] essere respinto, per quanto ammis- sibile” (v. SK 22.980.070 e segg.). A.4 Con sentenza SK.2020.1 del 31 agosto 2020 la Corte penale del TPF, su rinvio del TF, ha prosciolto A. dall’accusa di ripetuta infrazione alla LArm, limitatamente al possesso del “ cavetto metallico con due anelli alle estremità ”, e gli ha inflitto una pena detentiva di tre anni e cinque mesi per i reati di partecipazione ad un’or- ganizzazione criminale, sostegno ad un’organizzazione criminale, ricettazione e ripetuta infrazione alla LArm (v. CAR 1.100.006 e segg.). B. Procedura dinanzi alla Corte d’appello del Tribunale penale federale B.1 L’8 settembre, rispettivamente il 9 ottobre 2020, A. ha presentato annuncio e dichiarazione d’appello, unitamente ad una serie di istanze probatorie, contro l’in- tera sentenza SK.2020.1 del 31 agosto 2020, fatta eccezione per i punti n. 2, 6 e 8 del dispositivo (v. CAR 1.100.003 e segg.; CAR 1.100.037 e segg.). B.2 Il 3 novembre 2020 questa Corte ha comunicato al Ministero pubblico della Con- federazione (in seguito: MPC) la crescita in giudicato dei punti 2, 6 e 8 del dispo- sitivo della sentenza della Corte penale del Tribunale penale federale SK.2020.1 - 4 - del 31 agosto 2020, avendo l’appellante rinunciato a presentare appello contro tali punti (v. CAR 12.200.001). B.3 Il 3 novembre 2020, il MPC ha presentato un’istanza di non entrata nel merito dell’appello limitata ai punti n. 1 (da 1.1 a 1.4) e 5 del dispositivo della sentenza SK.2020.1 del 31 agosto 2020 (v. CAR 2.100.002 e seg.). B.4 Con scritto del 14 dicembre 2020, l’appellante ha presentato le sue osservazioni relative all’istanza di non entrata nel merito, accompagnate da istanze probatorie supplementari (v. CAR 2.100.005 e segg.). B.5 L’11 gennaio 2021, l’avv. Costantino Testa, patrocinatore dell’appellante, ha po- stulato la conferma della difesa d’ufficio e ha presentato ulteriori istanze proba- torie (v. CAR 3.102.003 e segg.). B.6 Con osservazioni dell’11 marzo 2021, trasmesse all’appellante, il MPC si è pro- nunciato in merito alle istanze probatorie supplementari presentate dalla difesa e ha confermato la propria istanza di non entrata nel merito (v. CAR 2.100.027 e seg.). B.7 Con scritto del 30 marzo 2021, l’avv. Costantino Testa ha precisato che durante tutto il dibattimento d’appello sarebbe stato coadiuvato dall’avv. Guglielmoni (v. CAR 3.102.014 e seg.). B.8 L’8 aprile 2021, questa Corte ha reso una decisione di entrata nel merito parziale in merito all’appello interposto dall’appellante e sull’assunzione di prove (v. CAR 10.300.001 e segg.), decisione poi non contestata dalle parti . Questa Corte ha deciso segnatamente quanto segue: La Corte d’appello ordina: 1. È accertato che i punti n. 1, 2, 5, 6 e 8 del dispositivo della sentenza SK.2020.1 del 31 agosto 2020 della Corte penale del Tribunale penale federale sono cresciuti in giudicato. 2. Si entra nel merito dell’appello interposto da A. contro la sentenza SK.2020.1 del 31 agosto 2020 limitatamente ai considerandi n. 3, 4, 7, 9 e 10. Per il resto l’appello è da considerarsi inammissibile. - 5 - La Presidente del Collegio giudicante decreta: 3. L’istanza probatoria dell’avv. Costantino Testa del 9 ottobre 2021 volta“[all’] acquisi- zione dalle competenti Procure della Repubblica, ossia quella di Milano, di Catanzaro e di Torino, mediante domanda di assistenza giudiziaria internazionale, di ogni atto di indagine e procedurale svolto nei confronti di A. per ipotesi di reato asso ciativo, con particolare riferimento alle imputazioni di cui all’atto di accusa dell’11 gennaio 2018 (cf istanza probatoria del 20 agosto 2018, confermata in sede dibattimentale il 30 agosto 2018, inc, n. SK.2018.3)” è respinta. 4. L’istanza probatoria dell’avv. Costantino Testa del 9 ottobre 2021 volta “[all’] audi- zione del signor F.”, è respinta. 5. L’istanza probatoria dell’avv. Costantino Testa del 9 ottobre 2021, volta “[all’] interro- gatorio, anche a mezzo video, di G. e/o H. e/o I. e/o J. e/o K.” è respinta. 6. L’istanza probatoria dell’avv. Costantino Testa del 9 ottobre 2021, volta “[all’]interro- gatorio, anche a mezzo video, di L. e M.” è respinta. 7. L’istanza probatoria dell’avv. Costantino Testa del 9 ottobre 2021, volta alla “ tradu- zione (ex art. 68 CPP) delle dichiarazioni di N. rese nel suo interrogatorio del 14.02.2008 (18-206-0426) in relazione alla sorveglianza dei campi di canapa” è re- spinta. 8. L’istanza probatoria doc. A dell’avv. Costantino Testa del 14 dicembre 2020 e 11 gen- naio 2021, ovvero la “Sentenza del Tribunale di Solothurn Lebern del 5 novembre 2020” è accolta e la sentenza acquisita agli atti. 9. L’istanza probatoria doc. B dell’avv. Costantino Testa del 14 dicembre 2020, ovvero la “Decisione CFCG nr. 62-2018-048/01/Mak del 07.12.2020“ è accolta e la decisione acquisita agli atti. 10. L’istanza probatoria doc. C dell’avv. Costantino Testa del 11 gennaio 2021, ovvero la “Decisione della Cassa di Compensazione del 18 novembre 2020 “ è accolta e la decisione acquisita agli atti. 11. L’istanza probatoria doc. D dell’avv. Costantino Testa del 11 gennaio 2021, ovvero la “Polizza Cassa Malati P. e A.“ è accolta e il documento acquisito agli atti. 12. È confermata la nomina a difensore d’ufficio dell’avv. Costantino Testa per l’intero procedimento d’appello. 13. In vista dei dibattimenti, a tempo debito saranno acquisiti agli atti i seguenti documenti relativi all'imputato: - 6 - - attuale estratto del casellario giudiziale svizzero; - attuale estratto del registro delle esecuzioni; - ultima dichiarazione d’imposta e decisione di tassazione; - formulario sulla situazione personale e finanziaria. 14. Non si prelevano spese. B.9 In vista dei dibattimenti, questa Corte ha acquisito agli atti, e trasmesso alle parti per conoscenza, i documenti seguenti riguardanti l’appellante (v. CAR 6.401.001 – 039): - Estratto del casellario giudiziale svizzero del 19 ottobre 2021; - Estratto del casellario giudiziale italiano del 20 ottobre 2021; - Estratto del registro delle esecuzioni del 20 ottobre 2021; - Decisioni di tassazione riguardanti gli anni fiscali 2018 e 2019 e dichiarazioni per gli anni fiscali 2019 e 2020. B.10 Il 2 novembre 2021, il MPC ha indicato non avere istanze probatorie da presen- tare e neanche questioni pregiudiziali da sollevare (v. CAR 6.200.003). B.11 Con scritto del 3 novembre 2021, l’avv. Testa ha trasmesso a questa Corte il formulario riguardante la situazione personale e patrimoniale dell’appellante, in- dicato alcune modifiche intervenute riguardante la situazione lavorativa e finan- ziaria e rinunciato a presentare istanze probatorie supplementari a questo stadio del procedimento (v. CAR 6.401.040 e segg.). B.12 I pubblici dibattimenti si sono svolti a Bellinzona il 26 novembre 2021. L’appel- lante, rappresentato dagli avvocati Costantino Testa e Guglielmoni, e il MPC , erano regolarmente presenti in aula (v. CAR 7.200.001 e segg.). Durante i dibattimenti s i è, in particolare, proceduto all’interrogatorio dell’appel- lante (v. CAR 7.401.001 e segg.; CAR 7.200.004). La difesa ha inoltre ripostulato le medesime istanze probatorie già formulate con dichiarazione d’appello del 9 ottobre 2020 e già respinte mediante decisione di entrata nel merito parziale e sull’assunzione di prove dell’8 april e 2021 (v. CAR 1.100.037 e segg.; CAR 7.300.012; CAR 10.300.001 e segg.). Questa Corte ha ribadito seduta stante il respingimento di tali istanze probatorie ( v. CAR 7.200.004 e seg.). B.13 Il MPC ha concluso alla conferma della sentenza di prima istanza, con ac collo all’imputato delle spese del procedimento d’appello, rimettendosi al giudizio della - 7 - Corte d’appello per quel che concerne la difesa d’ufficio (v. CAR 7.200.009 e seg.; CAR 7.300.030 e segg.). Durante l’arringa difensiva, l’appellante ha formu- lato le seguenti conclusioni (cfr. anche dichiarazione d’appello del 9 ottobre 2020: CAR 1.100.003 e segg.; CAR 7.200.006 e seg.; CAR 7.300.013 e segg.): “A) In via principale 1. A. è prosciolto dalle imputazioni di cui all’atto di accusa dell’11 gennaio 2018, così come da qualsiasi altra ipotesi di reato in relazione ai fatti descritti nella predetta promozione dell’ac- cusa, fatta eccezione per l’accusa di infrazione alla LArm, in relazione alla quale l’imputato è condannato a una pena pecuniaria di 30 aliquote giornaliere di CHF 80.00 e una multa di CHF 500.00. L’esecuzione della pena pecuniaria è sospesa con un periodo di prova di due anni. 2. È ordinata la restituzione a A. di tutto quanto non oggetto di una istanza di confisca (e meglio come precisato in primo grado). È mantenuto il sequestro sulle rimanenti armi e munizioni, che saranno vendute a cura dell’autorità, con successiva corresponsione del ricavo all’im- putato, se del caso previa trattenuta a garanzia del pagamento delle spese procedurali e di giudizio. 3. Tassa di giustizia e disborsi (costi procedurali e di giudizio) sono a carico della Confedera- zione in ragione di 4/5, per il rimanente sono posti a carico di A. 4. Tenuto conto della sua situazione finanziaria, si prescinde dall’imporre a A. un eventuale rimborso a favore della Confederazione della retribuzione del difensore d’ufficio. 5. A A. è riconosciuto a titolo di indennizzo (ad. 429 CPP) un importo pari alla differenza tra la retribuzione ufficiale (CHF 230.-- orari) e l’onorario integrale (CHF 250. -- orari) da versare al difensore, calcolato in base alle note dettagliate in atti”; B) In via subordinata 1. A. è riconosciuto colpevole di partecipazione e sostegno ad un’organizzazione criminale (punto 1.1.2 dell’atto d’accusa), ricettazione e ripetuta infrazione alla legge federale sulle armi, gli accessori di armi e le munizioni. Per il rimanente, A. è prosciolto dalle rimanenti imputazioni di cui all’atto di accusa dell’11 gennaio 2018. 2. A. è condannato a una pena detentiva non superiore a 15 mesi, con sospensione dell’ese- cuzione della pena, ed un periodo di prova di due anni. 3. È ordinata la restituzione a A. di tutto quanto non oggetto di una istanza di confisca (e meglio come precisato in primo grado). È mantenuto il sequestro sulle rimanenti armi e munizioni, - 8 - che saranno vendute a cura dell’autorità, con successiva corresponsione del ricavo all’im- putato, se del caso previa trattenuta a garanzia del pagamento delle spese procedurali e di giudizio. 4. Tassa di giustizia e disborsi (costi procedurali e di giudizio) sono a carico della Confedera- zione in ragione di 1/2, per il rimanente sono posti a carico di A. 5. Tenuto conto della sua situazione finanziaria, si prescinde dall’imporre a A. un eventuale rimborso a favore della Confederazione della retribuzione del difensore d’ufficio. Vanno riconosciuti i costi della difesa nella misura e ammontare calcolati sulla base della notula dettagliata presentata.” B.14 La lettura pubblica del dispositivo della sentenza, con motivazione succinta, si è svolta il 21 dicembre 2021. L’appellante e i suoi difensori erano regolarmente presenti in aula ( v. CAR 7.200.011). Alla fine dell’udienza, è stato lo ro conse- gnato il dispositivo della sentenza . Al MPC, dispensato dal presenziare all’udienza dopo aver rinunciato alla lettura pubblica, il dispositivo della sentenza è stato notificato al termine dell’udienza del 21 dicembre 2021. B.15 La presente sentenza motivata, così come il verbale d’interrogatorio dell’appel- lante e il verbale principale dei dibattimenti, sono stati notificati alle parti il 22 di- cembre 2021. Le ulteriori argomentazioni di fatto e di diritto delle parti saranno r iprese, per quanto necessario, nei considerandi sottoesposti. La Corte d’appello considera in diritto: I. Considerazioni di diritto formale 1. Ricevibilità dell’appello 1.1 Questa Corte ha già implicitamente riconosciuto l’appello come ricevibile con de- cisione sull’entrata nel merito e sull’assunzione di prove dell’8 aprile 2021 (v. CAR 10.300.001 e segg.), decisione peraltro non contestata dalle parti. Sia l’annuncio d’appello dell’8 settembre 2020 che la dichiarazione d’appello del 9 novembre 2020 sono difatti stati presentati tempestivamente (cfr. art. 399 cpv. 1 e 3 CPP; v. CAR 1.100.003 e segg.; CAR 1.100.037 e segg .). L’appello è stato - 9 - proposto contro la sentenza SK.2020.1 del 31 agosto 2020, che pone fine al pro- cedimento (art. 398 cpv. 1 CPP), resa dalla C orte penale del Tribunale penale federale, autorità competente per giudicare in primo grado i casi che – come il presente procedimento (v. sentenza del Tribunale federale 6 B_37/2019 dell’8 gennaio 2020 consid. 4.3) – sottostanno alla giurisdizione federale (art. 35 cpv. 1 LOAP). La Corte d’appello del TPF, nella composizione di tre giudici, è pertanto competente per materia e per territorio per giudicare il presente appello (art. 21 cpv. 1 lett. a CPP; art. 33 lett. c, art. 38a e art. 38b LOAP). L’appellante, imputato condannato, è toccato dalla sentenza impugnata e ha un interesse giu- ridicamente protetto all’annullamento o alla modifica della stessa (art. 104 cpv. 1 lett. a, art. 111 cpv. 1 e art. 382 cpv. 1 CPP). 1.2 Tutti i presupposti processuali sono ademp iti e non vi sono impedimenti a pro - cedere. Ne consegue che l’appello è ricevibile. 2. Oggetto della procedura, potere cognitivo della Corte d’appello / divieto della reformatio in pejus 2.1 Giusta l’art. 398 cpv. 2 CPP – secondo cui il tribunale d’appello può es aminare per estenso la sentenza in tutti i punti impugnati – il tribunale di secondo grado ha una cognizione completa in fatto e in diritto su tutti gli aspetti controversi della sentenza di prime cure. La cognizione della Corte d’appello può essere limitata nella misura in cui il Tri- bunale federale abbia reso, nel corso del procedimen to, una decisione di rinvio (v. DTF 143 IV 214 consid. 5.2.1 e 5.3.3, pag. 220; sentenze del TF 2C_547/2019 del 24 luglio 2020 consid. 4.4.1; 2C_73/2019 del 9 ottobre 20 19 consid. 4.1; 2C_422/2017 del 22 maggio 2017 consid. 3.1; 9C_160/2011 del 13 dicembre 2011 consid. 2.1; 9C_203/2011 del 22 novembre 2011 consid. 4.2). 2.2 Nella fattispecie, con decisione di entrata nel mer ito e sull’assunzione di prove dell’8 aprile 2021 (v. CAR 10.300.001 e segg.), non impugnata dalle parti, questa Corte ha già fissato l’oggetto del presente procedimento – tenendo altresì conto della decisione di rinvio del Tribunale federale 6B_37/2019 dell’8 gennaio 2020 e dell’oggetto del procedimento di prima istanza – limitandolo ai punti n. 3, 4, 7, 9 e 10 del dispositivo della sentenza SK.2020.1 del 31 agosto 2020. La cogni- zione di questa Corte è pertanto limitata a tale oggetto, per il quale esame è riservato quanto segue. - 10 - 2.3 Considerato che il MPC non ha presentato appello, la cognizione del giudice nel caso concreto è inoltre limitata nella misura in cui il divieto della reformatio in peius (art. 391 cpv. 2 CPP) deve essere rispettato in relazione ai dispositivi della sentenza di primo grado impugnati e oggetto del presente procedimento. Nell'esaminare il principio del divieto della reformatio in peius, è sola determi- nante la pena complessiva che viene determinata alla fine. Questa pena com- plessiva fin ale non può essere superata (v . sentenza del Trib unale federale 6B_166/2019 del 6 agosto 2019 consid. 3.1). Ne consegue che questa Corte non può condannare l’appellante a una pena superiore rispetto a quella inflitta nella sentenza SK.2020.1, vale a dire una pena detentiva di tre anni e cinque mesi. 3. Questioni pregiudiziali e/o incidentali 3.1 Come indicato precedentemente, l’appello è limitato ai punti n. 3, 4, 7, 9 e 10 del dispositivo della sentenza SK.2020.1 del 31 agosto 2020, ovvero alle questioni riguardanti la commisurazione della pena, le misure, l’accollo delle spese e ripe- tibili e l’obbligo di rimborso delle spese della difesa d’ufficio anticipate dalla Con- federazione. 3.2 Non vi è invece spazio alcuno per rivedere gli altri punti della sentenza SK.2020.1 del 31 agosto 2020. Come fatto dal primo giudice, gli argomenti invocati dalla difesa e volti a scardinare le sentenze di prima istanza nella loro integralità, così come anche la sentenza del Tribunale federale 6B_37/2019 dell’8 gennaio 2020, e in particolare a mettere in dubbio l’adempimento delle condizioni relative ai reati di cui all’art. 260 ter CP, possono essere respinti in globo in quanto manifesta- mente privi di qualsiasi fondamento (v. DTF 141 IV 249 consid. 1.3.1 e rinvii). 3.3 Per gli stessi motivi anche le reiterate istanze probatorie della difesa, già respinte in prima istanza e da questa Corte mediante decisione dell’8 aprile 2021 (v. CAR 1.100.037 e segg.; CAR 10.300.001 e segg.), sono state nuovamente respinte da questa Corte durante i dibattimenti d’appello. Infatti, esse si fondano sull’as- sunto errato che l’oggetto del procedimento si estenda oltre a quello definito in maniera vincolante dal Tribunale federale nella sua sentenza di rinvio. Va preci- sato, che è stato respinto anche il nuovo argomento della difesa volto a indicare le istanze probatorie come utili nel quadro della commisurazione della pena, e in particolare per appurare se determinate considerazioni siano state fatte in merito ai reati perpetrati, ovvero per determinare la “pericolosità sociale” dell’imputato. Questa Corte dovrà valutare la colpa dell’appellante (ex art. 47 CP ; objektive Tatkomponenten e Tatverschulden) in base ai fatti ritenuti in prima istanza nella - 11 - sentenza SK.2018.3 del 27 novembre 2018. Tali fatti, validati dal Tribunale fede- rale nella sentenza 6B_37/2019 de ll’8 gennaio 2020, precludono un riesame dell’effettivo apporto dell’appellante nel caso dei reati per i quali è stato condan- nato. Esso è già stato determinato e, come tale, lega questa Corte , anche nell’esame della “pericolosità sociale” di A. (v. CAR 7.200.004 e seg.). Più libertà è invece concessa a questa Corte per quel che riguarda le Täterkom- ponenten, ovvero i fattori legati all’autore, per i quali questa Corte ha potuto as- sumere nuove prove. 3.4 I punti n. 1, 2, 5, 6 e 8 del dispositivo della sentenza SK.2020.1 del 31 agosto 2020 vanno quindi qui ripresi integralmente e per la motivazione si rimanda ai relativi considerandi della sentenza SK.2018.3 del 27 novembre 2018, piena- mente confermati dal Tribunale federale nella sua sentenza. Tale motivazione è poi completata, per quel che concerne il proscioglimento per il possesso del “ca- vetto metallico con due anelli alle estremità”, dal considerando 2 della sentenza SK.2020.1 del 31 agosto 2020. II. Nel merito 1. Premessa 1.1 Come indicato precedentemente, l’appello è limitato ai considerandi n. 3, 4, 7, 9 e 10, ovvero alle questioni riguardanti la commisurazione della pena , le misure, l’accollo delle spese e ripetibili e l’obbligo di rimborso delle spese della difesa d’ufficio anticipate dallo Stato. 2. Commisurazione della pena 2.1 Giusta l’art. 47 cpv. 1 CP, il giudice commisura la pena alla colpa dell’autore. Tiene conto della sua vita anteriore e delle sue condizioni personali, nonché dell’effetto che la pena avrà sulla sua vita. Il cpv. 2 della stessa norma precisa che la colpa è determinata secondo il grado di lesione o esposizione a pericolo del bene giuridico offeso, secondo la reprensibilità dell’offesa, moventi e gli obiet- tivi perseguiti nonché, tenuto conto delle circostanze interne ed esterne, secondo la possibilità che l’autore aveva di evitare l’esposizione a pericolo o la lesione . L’art. 47 CP conferisce al giudice un ampio margine di apprezzamento. Il giudice deve indicare nella sua decisione quali elementi, relativi al reato e al suo autore, sono stati presi in considerazione per fissare la pena, in modo tale da garantire - 12 - maggiore trasparenza nella commisurazione della pena, facilitandone il sinda- cato nell’ambito di un’eventuale procedura di ricorso ( v. sentenza 6B_207/2007 del 6 settembre 2007). Il giudice non è obbligato ad esprimere in cifre o in per- centuali l’importanza attribuita a ciascuno degli elementi citati, ma la motivazione del giudizio deve permettere alle parti e all’autorità di ricorso di seguire il ragio- namento che l’ha condotto ad adot tare il quantum di pena pronunciato (v . DTF 144 IV 313 consid. 12; 136 IV 55 consid. 3.6). 2.1.1 L’art. 47 cpv. 1 CP (come già l’art. 63 vCP) stabilisce che la pena deve essere commisurata essenzialmente in funzione della colpa dell’autore ( v. DTF 136 IV 55 consid. 5.4). In applicazione dell’art. 47 cpv. 2 CP — che codifica la giurispru- denza anteriore fornendo un elenco esemplificativo di criteri da considerare — la colpa va determinata partendo dalle circostanze legate all’atto stesso ( Tatkom- ponenten). In questo ambito, va considerato, dal profilo ogg ettivo, il grado di lesione o di esposizione a pericolo del bene giuridico offeso e la reprensibilità dell’offesa (ob- jektive Tatkomponenten), elementi che la giurisprudenza sviluppata nell’ambito del previgente diritto designava con le espressioni “risultato dell’attività illecita” e “modo di esecuzione” (v. DTF 129 IV 6 consid. 6.1). Vanno poi considerati, dal profilo soggettivo ( Tatverschulden), i moventi e gli obiettivi perseguiti — che corrispondono ai motivi a delinquere del vecchio diritto (art. 63 vCP) — e la possibilità che l’autore aveva di evitare l’esposizione a peri- colo o la lesione, cioè la libertà dell’autore di decidersi a favore della legalità e contro l’illegalità nonché l’intensità della volontà delinquenziale (cfr. DTF 127 IV 101 consid. 2a; sentenze del Tribunale federale 6B_1092/2009, 6B_67/2010 del 22 giugno 2010 consid 2.1). In relazione alla libertà dell’autore, occorre tener conto delle “circostanze esterne”, e meglio della situazione concreta dell’autore in relazione all’atto, per esempio situazioni d’emergenza o di tentazione che non siano così pronunciate da giustificare un’attenuazion e della pena ai sensi dell’art. 48 CP (v. Messaggio del 21 settembre 1998 concernente la modifica del codice penale svizzero e del codice penale militare nonché una legge federale sul diritto penale minorile, FF 1999, pag. 1745; v. sentenza del Tribunale federale 6B_370/2007 del 12 marzo 2008 consid. 2.2). 2.1.2 Determinata così la colpa globale dell’imputato (Gesamtverschulden), il giudice deve indicarne in modo chiaro la gravità su una scala e, quindi, determinare, nei limiti del quadro edittale, la pena ipotetica adeguata. - 13 - 2.1.3 Così come indicato dall’art. 47 cpv. 1 CP in fine e precisato dal Tribunale federale (v. in particolare DTF 136 IV 55 consid. 5.7), il giudice deve poi procedere ad una ponderazione della pena ipotetica in considerazione d ei fattori legati all’autore (Täterkomponenten), ovvero della sua vita anteriore (antecedenti giudiziari o meno), della reputazione, della situazione personale (stato di salute, età, obblighi familiari, situazione professionale, rischio di recidiva, ecc.), del comportamento tenuto dopo l’atto e nel corso del procedimento penale (confessione, collabora- zione all’inchiesta, pentimento, presa di coscienza della propria colpa) così come dell’effetto che la pena avrà sulla sua vita (v. DTF 141 IV 61 consid. 6.1.1; 136 IV 55 consid. 5.7; 134 IV 17 consid. 2.1; 129 IV 6 consid 6.1; sentenze del Tribu- nale federale 6B_759/ 2011 del 19 aprile 2012 consid. 1. 1; 6B_1092/2009; 6B_67/2010 del 22 giugno 2010 consid. 2.2.2 ; cfr. anche 6B_585/2008 del 19 giugno 2009 consid. 3.5). Con riguardo a quest’ultimo criterio, il legislatore ha precisato che la misura della pena delimitata dalla colp evolezza non deve essere sfruttata necessariamente per intero se una pena più tenue potrà presumibilmente trattenere l’autore dal compiere altri reati (Messaggio del 21 settembre 1998 concernente la modifica del codice penale svizzero e del codice penale m ilitare nonché una legge fede- rale sul diritto penale minorile, FF 1999, pag. 1744; DTF 128 IV 73 consid. 4; sentenze del Tribunale federale 6B _78/2008, 6B _81/2008, 6B _90/2008 del 14 ottobre 2008 consid. 3.2; 6B_ 370/2007 del 12 marzo 2008 consid. 2.2). La legge ha così codificato la giurisprudenza secondo cui occorre evitare di pronun- ciare sanzioni che ostacolino il reinserimento del condannato (v. DTF 128 IV 73 consid. 4c; 127 IV 97 consid. 3). Questo criterio di prevenzione speciale permette tuttavia soltanto di eseguire correzioni marginali, la pena dovendo in ogni caso essere proporzionata alla colpa (v. sentenze del Tribunale federale 6B_78/2008, 6B_81/2008, 6B _90/2008 del 14 ottobre 2008 consid. 3.2; 6B_370/ 2007 del 12 marzo 2008 consid. 2.2; 6B_14/2007 del 17 aprile 2007 consid. 5.2 e rinvii). 2.2 Secondo l’art. 49 cpv. 1 CP, se per uno o più reati risultano adempiute le condi- zioni per l’inflizione di più pene dello stesso genere, il giudice condanna l’autore alla pena prevista per il reato più grave aumen tandola in misura adeguata, rite- nuto che non è possibile, tuttavia, aumentare di oltre la metà il massimo della pena comminata per tale reato, e che il giudice è in ogni caso vincolato al mas- simo legale del genere di pena (v. art. 49 cpv. 1 CP). La pronuncia di una pena unica in applicazione del principio dell’inasprimento della pena è possibile unica- mente ove il giudice irroghi, nel caso concreto, pene dello stesso genere per ognuna delle norme violate; non basta che le disposizioni penali applicabili com- minino (parzialmente) pene dello stesso genere (v. a questo proposito DTF 144 - 14 - IV 217 consid. 3 e segg., consid. 3.6). lI reato più grave è quello per il quale la legge commina la pena più grave, non quello che, date le circostanze del caso, appare come il p iù grave dal profilo della colpevolezza ( v. DTF 93 IV 7 con- sid. 2b). 2.2.1 La determinazione della pena complessiva ex art. 49 cpv. 1 CP presuppone, se- condo la giurisprudenza, anzitutto la delimitazione della cornice edittale per il reato più grave, per poi pro cedere, entro detta cornice, con la fissazione della pena di base per l’infrazione più grave. Dopodiché occorre, in forza del principio del cumulo giuridico, procedere all’adeguato aumento della pena di base sulla scorta degli altri reati. In altre parole, il giudice deve, in un primo tempo, e in considerazione dell’insieme delle circostanze aggravanti così come attenuanti, determinare mentalmente la pena di base per il reato più grave. In un secondo tempo, il giudice deve adeguatamente aumentare, in consid erazione delle ulte- riori infrazioni, la pena, al fine di fissare una pena complessiva, fermo restando il fatto che, anche in questo secondo stadio, si dovrà tener conto delle circostanze aggravanti e attenuanti peculiari alle infrazioni in parola ( v. sentenze del Tribu- nale federale 6B_405/ 2011 e 6B_406/2011 del 24 gennaio 2012 consid. 5.4; 6B_1048/2010 del 6 giugno 2011 consid. 3.1; 6B_86 5/2009 del 25 marzo 2010 consid. 1.2.2; 6B_297/2009 del 14 agosto 2009 consid. 3.3.1; 6B 579/2008 del 27 dicembre 2008 consid. 4.2.2, con rinvii). Se vi è concorso di reati il giudice ha l’obbligo d’aggravare la pena ( v. DTF 103 IV 225). La pronuncia di una pena unitaria, intesa come considerazione complessiva di tutte le infrazioni da giudi- care, non è possibile (v. DTF 144 IV 217 consid. 3.5; DTF 6B_559/2018 del 26 ot- tobre 2018 consid. 1.4). Tuttavia, allorquando le differenti infrazioni sono stretta- mente collegate tra loro sia dal punto di vista materiale che temporale, in maniera tale da non poterle distinguere e giudicare separatamente, il giudice non viola il diritto federale se fissa globalmente la pena senza determinare una pena ipote- tica per ogni singola infrazione ( v. DTF 144 IV 217 consid. 2.4 e 4.3; sentenza del Tribunale federale 6B_523/2018 del 23 agosto 2018 co nsid. 1.2.2; 6B_1216/2017 dell’11 giugno 2018 consid. 1.1.1). 2.3 Nella fattispecie, l’appellante è stato riconosciuto colpevole di partecipazione ad un’organizzazione criminale, sostegno ad un’organizzazione criminale, ricetta- zione e di ripetuta infrazione al la legge federale sulle armi, gli accessori di armi e le munizioni. 2.4 In primo luogo, occorre definire quale sia il reato astrattamente più grave ai sensi dell’art. 49 cpv. 1 CP (v. DTF 144 IV 313 consid. 1.1.2). - 15 - 2.4.1 Ora, come giustamente sostenuto dall’appellante nelle more dei dibattimenti, sia il reato di cui all’art. 260 ter CP (partecipazione o sostegno a un’organizzazione criminale) che quello di cui all’art. 160 CP (ricettazione) sono punibili astratta- mente con una pena detentiva sino a cinque anni o con una pena pecuniaria. 2.4.2 In casu, la Corte penale ha ritenuto quale reato più grave la variante della parte- cipazione ad un’organizzazione criminale, per la quale ha indicato una pena di base vicina ai 3 anni (v. sentenza impugnata, consid. 3). Questa pena è poi stata aumentata a 3 anni e 5 mesi complessivi, come previsto dall’art. 49 CP, per i reati di sostegno ad un’organizzazione criminale, ricettazione e di ripetuta infrazione alla legge federale sulle armi, gli accessori di armi e le munizioni. 2.4.3 Per via della ripetizione, della durata e dell’intensità del reato di partecipazione all’organizzazione criminale (cfr. sentenza SK.2018.3 del 27 novembre 2018 ), così come del già menzionato legame, perlomeno indiretto, tra questo reato e gli altri per cui A. è stato condannato, la violazione all’art. 260 ter n. 1 CP, nella sua variante della partecipazione, è indubbiamente il reato principale e globalmente più grave nel contesto dell’esame di cui all’art. 49 CP. 2.5 La partecipazione all’organizzazione criminale di cui all’art. 260ter n.1 CP è punita con una pena detentiva sino a cinque anni o con una pena pecuniaria. Tale cor- nice edittale delimita l’esame del giudice, chiamato a procedere, entro detta cor- nice edittale per l’appunto, con la fissazione della pena di base per il reato più grave. 2.5.1 Occorre, dunque, determinare la colpa dell’appellante in funzione delle circo- stanze legate ai fatti commessi (Tatkomponenten), valutando dapprima le circo- stanze oggettive del reato di cui risponde (objektive Tatkomponenten) e pas- sando, poi, ad esaminare gli aspe tti soggettivi del reato ( Tatverschulden). Sol- tanto dopo la determinazione dell’intensità della colpa in relazione al reato e la determinazione della pena ad essa adeguata, vanno considerate — a pondera- zione attenuante od aggravante della pena così determi nata — le circostanze personali legate all’autore (Täterkomponenten; v. DTF 136 IV 55 consid. 5.4). 2.5.2 Dal profilo oggettivo, la Corte penale, nella sentenza SK.2018.3 del 27 novembre 2018, ha ritenuto l’imputato colpevole di partecipazione ad un’organizzazione cri- minale. Essa ha ritenuto perfezionato il capo d’accusa 1.1.1 dell’atto d’accusa dell’11 gennaio 2018, perlomeno grazie alle condotte descritte ai punti 1.1.1.1, 1.1.1.2, 1.1.1.3, 1.1.1.4, 1.1.1.6, 1.1.1.8, 1.1.1.9, 1.1.1.10 e 1.1.1.11. Il fatto che la condotta di cui al capo d’accusa 1.1.1.5 sia unicamente stata suffragata dalle - 16 - dichiarazioni del testimone CC. e che quelle descritte al punto 1.1.1.7 non ab- biano potuto essere meglio chiarite, non era sufficiente a far cadere l’accusa par- tecipativa nei confronti dell’appellante. Ne consegue che la condotta partecipa- tiva dell’appellante era riassunta , perlomeno, all’avere (v. consid. 9.3.9 e punto n. 1.1 del dispositivo della sentenza SK. 2018.3 del 27 novembre 2018; SK 22.100.001 e segg): - (capo d’accusa n. 1.1.1.1 - Fornitura a DD. di una pistola Desert Eagle) fra il 29 ottobre 2007 ed il 30 dicembre 2008, in Svizzera a X., a W. e in Italia a V., dapprima acquistato a X. senza diritto e senza permesso d’acquisto d’armi per l’importo di CHF 2000.- da AAA., poi detenuto senza diritto in Sviz- zera e successivamente fornito in Svizzera senza diritto a DD., in occasione di una delle sue visite in territorio svizzero, nonostante A. fosse intenzionato a recapitargliela personalmente in Italia, la pistola semiautomatica IMl mo- dello DESERT EAGLE, calibro 44 Magnum, numero di matricola ……, nella consapevolezza che tale arma era destinata ad attività criminose delle orga- nizzazioni di stampo ‘ndranghetistico riconducibili a DD. e alle ‘locali” di Z. e Y., arma rinvenuta con inserito il caricatore e con 7 cartucce e sequestrata nell’ambito della perquisizione avvenuta il 30 di cembre 2008 da parte dei Carabinieri della Compagnia di Y. nell’ambito del procedimento penale n. xxxxx/xx a V. in un deposito della ditta EE. S.r.l., ditta che ha la sua sede a U. accanto al Bar FF. a U., luogo di incontri dei sodali del “locale” di Z. e gestito da GG., zio materno di DD. e membro affiliato alla “locale” di Z. con il ruolo di “Contabile”, arma trasportata nel deposito da HH., alias HH_1 e membro affiliato alla “locale” di Z.; - (capo d’accusa n. 1.1.1.2 - Riscossione di assegni emessi da DD. a titolo di pagamento della fornitura allo stesso di almeno 3 pistole) nel corso del 2008, in particolare fra il 26 giugno 2008 ed il 6 luglio 2008, in Svizzera e in Italia a ZZ. e a YY., ricevuto assegni da DD. per la fornitura di almeno 3 pistole e fornito successiv amente a quest’ultimo dalla Svizzera le pis tole richieste, nella consapevolezza che le stesse erano destinate all’esecuzione delle at- tività criminose cui era dedita la “locale” di Z. e suoi membri, fra i quali DD.; - (capo d’accusa 1.1.1.3 - Fornitura e dono a II. di una pistola simile a una SIG 210) al più tardi il 28 febbraio 2010, in Svizzera ed in Italia a XX., fornito e fatto dono a II., membro della “locale” di Z. e affiliato alla stessa dal 28 feb- braio 2010, affiliazione alla quale ha assistito anche A., di una pistola prove- niente dalla Svizzera e simile a una semiautomatica marca SIG 210, edizione speciale 700esimo Jubiläum, calibro 9mm, II. che in data 28 febbraio 2010 a - 17 - XX. è stato visto da DD. e anche da CC. in possesso di detta arma a XX. e meglio al tiro al volo di XX., che si identifica nel Bar Ristorante e Tiro al Volo WW., gestito dallo stesso II., nella consapevolezza che tale arma era desti- nata all’esecuzione delle attività criminose cui era dedita la “locale” di Z. e i propri membri, fra i quali II.; - (capo d’accusa 1.1.1.4 - Richiesta e ottenimento di ‘ndranghetisti, membri della locale di Z., per la sorveglianza armata di piantagioni di canapa in Sviz- zera) nel mese di ottobre 2007, in Svizzera a VV., a UU. e in Italia, richiesto e ottenuto da DD., membro affiliato alla ‘ndrangheta almeno dal 2005 e dive- nuto capo delle locali di Z. e di Y. dal marzo del 2008, in occasione di un incontro in Italia nel quale A. si è presentato in compagnia di JJ. a bordo di un’autovettura marca Mercedes, la messa a disposizione, dietro pagamento, di due uomini nelle persone dei cugini L., M. e KK., di DD., due fra L., M. e KK., membri affiliati alla ‘ndrangheta e in particolare alla locale di Z., conse- gnando a questi ultimi delle armi che già erano in Svizzera per garantire una sorveglianza armata per alcuni giorni di piantagioni di canapa situate su una superficie di circa 7,5 ettari totali di terreno agricolo nei comuni di VV. e di UU., in cambio di un compenso di CHF 5000. -, compenso versatogli a sua volta da N., denaro che quest’ultimo ha ricevuto da LL.; - (capo d’accusa 1.1.1.6 - Incontri di ‘ndrangheta a ZZZ.) almeno a far tempo dal 7 marzo 2008 e il 21 marzo 2008, in Svizzera e in Italia a ZZZ., frequen- tato come punto di riferimento per incontri di ‘ndrangheta con DD. e MM., entrambi affiliati alle locali di Z. e di Y., il maneggio di ZZZ. in Italia, il 21 marzo 2008 recatosi al maneggio a bordo dell’autovettura SKODA FABIA di colore grigio con targa svizzera …… in uso a A., maneggio che A. sapeva essere un luogo d’incontro e vera e propria base logistica per i summit tra membri delle locali di Z. e Y., nonché deposito e nascondiglio per armi, mu- nizioni e bombe a mano e mezzi di provenienza furtiva; - (capo d’accusa 1.1.1.8 - Summit di ‘Ndrangheta presso il bar ristorante BBB. a WW. [BBB. di XX.]) in data 28 febbraio 2010, in Svizzera e Italia a XX., partecipato alla riunione di ‘ndrangheta delle “locali” di Z. e di Y. tenutasi presso il BBB. di XX. che si identifica nel Bar Ristorante BBB. WW., gestito da II., riunione nella quale A. ha assistito all’affiliazione di II. alle locali di Z. e di Y. e gli ha fornito e portato in dono la pistola simile ad una semiautoma- tica marca SIG 210, edizione specia le 700esimo Jubilaum, calibro 9mm, in occasione di tale incontro di ‘ndrangheta è stata inoltre conferita la dote di “Vangelo” a NN., OO., H. e I., ed è stata conferita a PP. la carica di “Capo - 18 - giovani”, accompagnando a tale riunione di ‘ndrangheta DD., capo delle lo- cali di Z. e di Y., a bordo del veicolo HUMMER, di colore bianco in uso a A., e apportando, nel corso di questa riunione di ‘ndrangheta, an che il proprio sostengo materiale e meglio cucinando per i membri presenti e partecipando alla “mangiata”; - (capo d’accusa 1.1.1.9 - Intermediazione a favore di DD. per traffici illeciti di stupefacenti) a far tempo dal 2006 e in particolare nell’autunno del 2006, in Svizzera in territorio di YYY. e W. e in altre località ed in Italia, fatto da tramite per DD. e QQ., entrambi affiliati alle “locali” di Z. e di Y., nell’esame delle campionature di sostanze stupefacenti, ovvero marijuana e cocaina, allo scopo di finalizzare delle compravendite delle suddette sostanze per ingenti quantitativi non inferiori a 20 o 30 chilogrammi a fornitura, con individui di origine turche, favorendo l’espansione internazionale delle attività criminose legate al traffico di stupefacenti cui erano dedite le ‘locali” di Z. e di Y., com- pravendite però non concluse a causa della scarsa qualità dello stupefacente mostrato; - (capo d’accusa 1.1.1.10 - Altre prestazioni a favore di membri della ‘ndran- gheta, viaggi di DD. e dei suoi accompagnatori in Svizzera) a partire dal 2005 e almeno fino al 13 luglio 2010, in particolare, il 21/22 ottobre 2006, il 24/25 novembre 2006, il 25 gennaio 2007 e il 10 novembre 2008, in Svizzera, nella zona di XXX. e in altre località, fornito sostegno logistico a DD. e ai membri delle “locali” di Z. e Y. che all’occasione lo accompagnavano, in occasione dei loro spostamenti in Svizzera finalizzati all’acquisito di armi e stupefacenti, segnatamente procurando loro alloggio presso un albergo di cui conosceva il proprietario e presso il quale non venivano richiesti documenti di identità e facendosi carico delle spese relative al loro soggiorno in Svizzera; - (capo d’accusa 1.1.1.11 - Altre prestazioni a favore di membri della ‘ndran- gheta, ambasciate, messaggero a favore di RRR., SS., TT. e DD.) a partire dal 2005, in particolare dopo il 27 marzo 2008 e fino al 13 luglio 2010, in Italia ed in Svizzera in diverse località, fatto personalmente da messaggero per conto di membri di spicco della ‘ndrangheta in Calabria e in Lombardia, quali RR., SS., TT. e DD., in relazione ai fini illeciti dalla stessa perseguiti e ciò, per evitare che le autorità di perseguimento penale intercettassero i mes- saggi e risalissero così ai membri di spicco dell’organizzazione. 2.5.3 Alla luce dei fatti ritenuti come comprovati dalla Corte penale in relazione al reato principale di partecipazio ne ad un’organizzazione criminale, l a colpa oggettiva - 19 - dell’appellante non può che essere qualificata come di molto grave. L’apporto partecipativo fornito dall’appellante va ben oltre la sporadica e limitata attività, ma si riscontra nella diversità delle attività fornite, sull’arco di più anni. Questa Corte ha pertanto ritenuto che, dal lato oggettivo, le attività profuse dall’appellante ab- biano comportato un livello di intensità preparatoria, organizzativa ed esecutiva elevata e duratura, dalla quale traspare indubbiamente una forte energia crimi- nale. Come indicato dalla difesa (v. CAR 7.300.020), “le organizzazioni criminali costituiscono certamente un serio pericolo per la società civile”. Orbene, questo pericolo è precisamente accresciuto grazie all’agire dell’appellante. Egli – con le sue attività – ha direttamente facilitato e preso parte all e attività dell’organizza- zione criminale sul territorio italiano, permettendo le altresì di infiltrarsi anche in Svizzera. Anche dal profilo soggettivo, si deve ritenere una colpa dell’appellante (quo alle violazioni dell’art. 260ter CP) di entità molto grave. L a Corte penale , nel primo procedimento SK.2018.3, ha constatato che l’appellante fosse consapevole di ciò che stava facendo, dell’illiceità delle sue azioni, e che avesse agito con piena intenzionalità. Non traspare che l’appellante sia mai stato forzato nel suo agire, che si trovasse in situazioni di urgenza o di tentazione. Egli ha intenzionalmente deciso di delinquere e prendere parte alle attivi tà summenzionate . Segnata- mente, la Corte penale ha ritenuto nella sentenza SK.2018.3 (consid. 9.3.9) che l’appellante fosse “ben cosciente dell’esistenza dell’organizzazione criminale in questione e sapeva di essere integrato funzionalmente alla stessa […]. A. sapeva con chi aveva a che fare e in che ambiente si muoveva. A. sapeva di fornire armi nel contesto di un’organizzazione criminale e che queste armi servivano per uc- cidere, sapeva di partecipare a riunioni di ‘ndrangheta a cui nessuno di esterno sarebbe stato mai ammesso, sapeva di agire al suo interno a stretto contatto con i vertici della stessa, e di essere da essi da tempo apprezzato e stimato al punto da essere conosciuto semplicemente come “A. lo Svizzero”. 2.5.4 Sulla scorta di quanto testé indicato, la Corte non può che valutare la colpa dell’appellante, in punto alla violazione dell’art. 260ter n. 1 CP nella sua variante di partecipazione, come di molto grave, e la pena ipotetica di base dovrà pertanto situarsi nella metà superiore della cornice edittale. 2.5.5 Questa pena, corrispondente alla colpa dell’autore va poi ponderata e commisu- rata in funzione dei fattori legati alla sua persona. In merito alla situazione personale e patrimoniale, l’appellante è cittadino italiano, titolare in Svizzera di un permesso C. È coniugato con P., con la quale convive - 20 - da 43 anni. Ha 2 figli adulti ed è domiciliato a W. Oggi è pensionato e vive di una rendita di vecchiaia anticipata di fr 1'183.--, unitamente a delle prestazioni com- plementari percepite insieme alla moglie di fr. 909. --. Quali spese fisse rilevanti risultano agli atti: il premio mensile di cassa malati di fr. 426.45, un leasing di fr. 400.-- e l’affitto di fr. 1'100. --. Come sostanza, oltre a un veicolo personale, la coppia A. e P. ha un saldo di circa fr. 27'000.-- sul proprio conto in banca. L’ap- pellante ha altresì dichiarato, dinanzi la prima istanza e questa Corte, di stare cercando di saldare i debiti iscritti nell’estratto del registro delle esecuzioni. Effet- tivo riscontro di queste dichiarazioni traspare dai documenti agli atti, come ad esempio il pagamento mensile di tasse arretrate. Interrogato in merito alla sua salute, egli ha dichiarato che, contrariamente a quanto formulato in appello dalla difesa, fatta eccezione per alcuni dolori comuni della vecchiaia, come la perdita graduale dell’udito, il suo stato di salute è relativamente buono ed è migliorato rispetto a quanto constatato durante i dibattimenti di prima istanza, (v. in partico- lare CAR 7.401.003; CAR 7.300.025). Per quel che riguarda i risvolti mediatici, l’appellante ha indicato che essi, così come i procedimenti connessi o disgiunti, hanno condizionato gli ultimi 10 anni della sua vita, sia dal punto di vista della salute che finanziario, portando anche al fallimento o alla chiusura delle sue attivi tà economiche di sostentamento (v. CAR 7.300.025). Tuttavia, quest’ultimo nesso causale non risulta sostanziato e a questa Corte non risulta che la copertura mediatica sia stata così intensa da raggiungere la soglia prevista dalla giurisprudenza per ammettere una mitiga- zione della pena (v. WIPRÄCHTIGER/KELLER, Basler Kommentar, 4 a ediz. 2019, n. 160 ad art. 47 CP e riferimenti giurisprudenziali), anche a considerazione del fatto che l’appellante stesso ha indicato la pandemia da Covid-19 come uno tra i fattori principali di chiusura del ristorante. Peraltro, come giustamente rilevato in prima istanza, il soprannome di “A. lo Svizzero” non è del resto un’invenzione né della giustizia penale né della stampa ma viene dagli ambienti criminali stessi che l’appellante ha frequentato assiduamente e che in definitiva, perlomeno per un importante lasso di tempo della sua vita si compiaceva di f requentare. L’im- putato doveva pertanto fare i conti con il fatto che le sue condotte criminali, qua- lora fossero state smascherate, avrebbero trovato riscontro nei media. Evidente- mente per i reati in questione, principalmente legati al crimine organizzato, vi è un interesse pubblico al procedimento e attraverso le sue azioni l’appellante ha attirato l’interesse del pubblico e dei media stessi. Pertanto, l’interesse mediatico non può sicuramente comportare una riduzione della pena ( v. sentenza SK.2020.1 del 31 agosto 2020 consid. 3.4.1; sentenza SK.2018.3 del 27 novem- bre 2018 consid. 9.3.8.5). - 21 - L’appellante ha sicuramente avuto sia un’infanzia che una giovinezza difficili. Ra- gazzo di strada, come lui stesso si è definito, è venuto a contatto con la giustizia penale molto presto, con effetti rieducativi non certo ottimali. Questa Corte, come la Corte penale di prima istanza , è consapevole di questo vissuto travagliato e dei tentativi comunque messi in atto dall’imputato per uscire dal circolo vizioso del crimine. Ciò non toglie che i reati per cui viene qui ritenuto colpevole sono molto gravi e denotano un inquietante crescendo della sua biografia criminale. Non si tratta di episodi sporadici e saltuari di poca importanza ma risultano invece numerosi e facenti par te, perlomeno indirettamente, della stessa costellazione criminale (crimine organizzato, armi, ricettazione). La buona condotta dopo la condanna, annullata, del 27 novembre 2018, così come l’abbandono degli altri procedimenti che erano ancora pendenti dura nte i dibattimenti dinanzi la Corte penale del 17 agosto 2020 (v. in particolare SK 23.731.001 e segg.) risultano essere un fattore neutro (v. DTF 136 IV 1 con- sid. 2.6; sentenza del Tribunale federale 6B_567/2012 del 18 dicembre 2012 consid. 3.3.5) mentre la condanna per la violazione delle norme sulla circolazione stradale, data la sua relativa anzianità giudiziaria, è solo lievemente a sfavore dell’appellante. Nonostante il diritto garantito all’imputato di non auto-incriminarsi (nemo tenetur; v. DTF 130 I 126), e di conseguenza l’impossibilità di questa Corte di trarre con- seguenze dal diniego dell’appellante, si può comunque rilevare ch’egli non ha manifestato pentimento di sorta in merito ai reati a lui contestatigli, per fattispecie oramai comprovate definitivamente. Nel suo interrogatorio del 17 agosto 2020 dinanzi la Corte penale o durante i dibattimenti d’appello, questa Corte ha avuto l’impressione che l’appellante non abbia realmente preso coscienza della gravità dei fatti da lui commessi e per i quali la sua colpevolezza era, tra l’altro, già stata pronunciata, ma ha continuato a ribadire la propria interpretazione dei fatti (v. CAR 7.200.010; CAR 7.401.003 e segg.; SK 23.720.001 e segg; SK 23.731.001 e segg.). Come nei due procedimenti di prima istanza, anche nell’ambito di que- sto procedimento d’appello non è emersa alcuna presa di coscienza da parte dell’imputato dell’illegalità e gravità di quanto da lui commesso, se non fosse per alcune ammissioni di poco conto in merito alla violazione della legge sulle armi (v. CAR 7.200.010). L’assenza di scrupoli e la noncuranza con la quale l’appel- lante ha violato le leggi svizzere, constatate dall’istanza precedente (v. sentenza SK.2018.3 del 27 novembre 2018), così come l’assenza di pentimento da p arte dell’appellante per il reato principale relativo all’art. 260ter CP, non permettono di prendere in considerazione un’eventuale attenuazione della pena. - 22 - D’altro canto, dopo la chiusura dell’attività nell’ambito gastronomico e l’otteni- mento di una rendita di pensione anticipata, l’appellante risulta sincero nella sua volontà di volersi godere la vecchiaia con sua moglie e il resto della propria fami- glia (v. CAR 7.401.007; CAR 7.300.025). A livello di effetto della pena sulla sua vita, questa Corte ha ritenuto dunque quest’ultimo elemento leggermente a suo favore, ribadito che la situazione familiare dell’appellante non raggiunge la circo- stanza straordinaria necessaria richiesta dalla giurisprudenza (v. sentenza del Tribunale federale 6.14/2007 del 17 apri le 2007 consid. 6.4) , ritenuto come l’espiazione della pena detentiva implichi per sua natura pregiudizi in ambito pro- fessionale e famigliare a discapito del condannato (v. sentenza del Tribunale fe- derale 6B_846/2015 del 31 marzo 2016 consid 2.2.1; 6B_375/2014 del 28 agosto 2014 consid. 2.6) . Inoltre, è stato debitamente tenuto conto altresì dell’impatto limitato che avrà la pronuncia della pena sul futuro lavorativo del l’appellante in quanto egli è in pensione, non desidera più reinserirsi professi onalmente e per- cepisce e percepirà – qualunque sia la pena da espiare – una rendita. L’età dell’appellante (64 anni) non ha invece ripercussioni sulla presa in considera- zione degli effetti della pena sulla sua vita , soprattutto a fronte dell’assenza di problemi reali di salute, all’infuori di qualche normale acciacco di vecchiaia ( v. CAR 7.401.003; cfr. sentenza del Tribunale federale 6S_398/2006 del 2 novem- bre 2006 consid. 2.5). 2.5.6 Tutto quanto esposto precedentemente ben ponderato, questa Corte ritiene ade- guata, a titolo di pena ipotetica di base, una pena detentiva di 36 mesi. 2.5.7 Occorre sottolineare che data la gravità intrinseca del reato, così come anche degli altri reati per i quali A. è stato condannato, questa Corte ha escluso che anche solo per uno di essi potesse entrare in linea di conto una pena pecuniaria. La partecipazione e il sostegno da parte dell’appellante alle diverse organizza- zioni di stampo mafioso e alle loro “locali”, condanne comminategli in ragione di molteplici atti, durante un arco temporale relativamente lungo e su più anni, e non solamente per una fattispecie criminosa, è effettivamente come rilevato dalla Corte penale (sentenza impugnata consid. 3.4.1) “un reato oggettivamente molto grave sia per la pericolosità intrinseca della ‘ndrangheta che per il fattivo e poli- valente contributo da lui svolto al suo interno, nell’ambito delle armi, degli stupe- facenti ma anche in generale nell’ambito logistico dal e nel nostr o Paese. La ‘ndrangheta ha grande bisogno di persone come A., non attive direttamente in omicidi o estorsioni, ma che agiscono il più possibile invisibilmente nelle retrovie (v. VARESE, Mafie in movimento, 2011, pag. 28 e segg.), per di più in una forma - 23 - come quella della fornitura di armi, che assicura la potenza di fuoco per control- lare i territori in cui essa è militarmente presente, con la scia di sangue che questo comporta”. È proprio grazie al tipo d’aiuto materiale e logistico fornito da persone come l’appellante che le associazioni mafiose riescono a perpetrare le loro atti- vità criminali, infiltrandosi anche sul territorio elvetico. Una pena pecuniaria non sarebbe pertanto certamente sufficiente, sia dal punto di vista dell’interesse al punire reati d i questa gravità, che da quello del prevenire il rischio di una loro reiterazione. Per quest’ultimo fattore, l’età dell’appellante non è certamente un motivo che permette di escludere un tale rischio in quanto la rete di contatti e i legami con il crimine organizzato permangono anche a 64 anni e il reato di so- stegno e di partecipazione a un’organizzazione criminale è già realizzato con il semplice lavoro logistico “dietro le quinte”. Anche la ripetuta violazione della legge sulle armi e la ricettazione affo ndano le proprie radici nello stesso sottobosco criminale, e devono essere considerate come interconnesse e di grave allarme sociali. Trattasi anch’esse di condotte che, anche prese singolarmente, sono oggettivamente gravi e di alto allarme so- ciale, le cui modalità di adempimento – la quantità e la varietà di armi e munizioni, magazzini carichi inseriti in pistole pronte all’uso; l’acquisto di una pistola di grosso calibro pronta all’uso dando poca importanza alla tracciabilità di quest’ul- tima – sono espressione di inquietante pericolosità. Ne consegue che, sia a livello di prevenzione speciale che a livello di prevenzione generale, per nessuno dei reati, analizzati singolarmente nel caso concreto, po- trebbe essere presa in considerazione una pena che non sia la detenzione. 2.6 Per quanto riguarda gli altri reati, occorre preliminarmente osservare che il giu- dice non può aumentare di oltre la metà il massimo della pena comminata, e che quindi la pena detentiva edittale non potrebbe comunque eccedere i 7 anni e 6 mesi (5 anni + 1/2 di cinque anni), rispettando così la durata massima della pena detentiva che è di venti anni (cfr. art. 40 CP). 2.7 In merito al sostegno all’organizzazione criminale, la Corte penale ha ritenuto che, dal profilo oggettivo, l’infrazione fosse realizzata per il capo d’accusa 1.1.2, ovvero per (v. consid. 9.4 e punto n. 1.2 del dispositivo della sentenza SK.2018.3 del 27 novem bre 2018; SK 22.100.001 e segg.) aver, dopo il 2002 e sino ad almeno al 13 luglio 2010, in Svizzera ed in Italia, sostenu to la ‘ndrangheta nella sua manifestazione delle “locali” calabresi di WWW. e VVV., associazioni ma- fiose di stampo ‘ndranghetistico, sodalizio criminale che ha esercitato il controllo dell’attività economico-imprenditoriale in precise zone del territorio d i WWW. e - 24 - dintorni e dedito alla commissione reiterata e sistematica, oltre che di omicidi di soggetti degli schieramenti criminali opposti, di un numero indeterminato di estor- sioni, danneggiamenti, mi nacce ecc. nei confronti di ope ratori economici cala- bresi. In particolare, l’appellante ha segnatamente: - preso parte ad un incontro con membri della ‘ndrangheta in un casolare nel comune di WWW., ricevendo denaro per la fornitura di armi e procurando le armi dalla Svizzera a favore delle “locali” di WWW. e VVV., fornendo altro aiuto a membri delle ‘ locali” di WWW. e VVV. qualora fosse stato richiesto o di sua iniziativa; - funto personalmente da messag gero, a favore di membri di spicco della ‘ndrangheta in Calabria e in Lombardia e in relazione ai fini illeciti perseguiti dalle associazioni mafiose di stampo ‘ndranghetistico, per evitare che le au- torità di perseguimento penale intercettassero i messaggi e risalissero così ai membri di spicco dell’organizzazione. 2.7.1 Per quel che riguarda l’analisi della colpa dell’appellante dal punto di vista ogget- tivo e soggettivo, quanto indicato precedentemente per la variante della parteci- pazione (cfr. supra consid. 2.5.3) può essere qui ripreso mutatis mutandis, con la precisazione che, come ritenuto dalla Corte penale, l’energia criminale inve- stita constatata era minore (v. sentenza SK.2018.3 del 27 novembre 2018 con- sid. 9.4.6) . Pertanto , anche se la condotta adottata dall’appellante ha sicura- mente contribuito alle attività delle organizzazioni criminali, aumentandone la po- tenza (anche di fuoco) e il pericolo che rappresentano queste organizzazioni per la società, per il reato di sostegno la colpa dell’appellante va qualificata come di media intensità. Presa isolatamente questa infrazione non potrebbe essere punita con una pena detentiva inferiore ai 6 mesi, ragion per cui, dopo aver preso altresì in considera- zione i medesimi fattori precedentemente esposti legati al la persona dell’appel- lante (cfr. supra consid. 2.5.5), questa Corte ritiene adeguato di aumentare la pena di base di 3 mesi. 2.7.2 In merito alla ricettazione, va confermata la gravità intrinseca del reato, e ciò nei termini già illustrati precedentemente (cfr. supra consid. 2.5.7). Dal punto di vista oggettivo, l’acquisizione di un’arma di grosso calibro – peraltro da nomadi, in un contesto perlomeno losco, senza accertamento della provenienza – rappresenta effettivamente una fattispecie grave del reato di ricettazione (v. sentenza - 25 - SK.2018.3 del 27 novembre 2018 consid. 11). Essa denota una particolare non- curanza dal punto di vista del rispetto della legislazione in vigore , e un agire in particolar modo pericoloso, in quanto grazie al suo comportamento l’appellan te ha promosso la circolazione di un’arma di grosso calibro. Soggettivamente, la Corte penale ha ritenuto che l’appellante non si “è minima- mente preoccupato di sapere l’origine di quella pistola: per lui era in sostanza indifferente da dove proveniva e di chi era”. Ne consegue che l’appellante non poteva non sapere ciò che stava facendo e non rendersi conto della gravità e dell’illiceità delle sue azioni. Perlomeno per dolo eventuale, l’appellante ha ac- cettato l’eventualità che la pistola fosse rubata, e che quindi il suo comporta- mento fosse illecito. Invece di rinunciare di conseguenza all’acquisto, egli ha pro- ceduto deliberatamente (v. sentenza SK.2018 .3 del 27 novembre 2018 con- sid. 11). Anche dal punto di vista soggettivo, la colpa dell’appellante va conside- rata come di medio-grave entità. Ritenuto che l’appellante è stato condannato per il reato di cui all’art. 160 CP limitatamente a una sola fattispecie criminosa, per il reato preso singolarmente si prospetterebbe una pena detentiva perlomeno di 3 mesi. In virtù del principio di accrescimento, e dopo aver preso altresì in considerazione i medesimi fattori precedentemente esposti legati alla persona dell’appellante (cfr. supra con- sid. 2.5.5), questa Corte ritiene adeguato aumentare la pena di base calcolata di ulteriori 2 mesi. 2.7.3 Infine, per quel che attiene alla violazione della legge federale sulle armi, gli ac- cessori di armi e le munizioni, sono stati ritenuti perfezionati i capi d’accusa 1.4.1, 1.4.2, 1.4.3, 1.4.4, 1.4.5, 1.4.6, 1.4.8, 1.4.9, 1.4.10, 1.4.11, 1.4.12, e 1.4.13, men- tre l’appellante è stato prosciolto per il possesso del “ cavetto metallico con due anelli alle estremità” (v. capo d’accusa 1.4.7; sentenza SK.2018.3 consid. 14 e seg.). Oltre a quanto già rilevato (cfr. supra consid. 2.5.7), dal punto di vista oggettivo la lunga lista di armi e munizioni ritrovate in possesso illecito dell’appellante, così come anche il fatto che alcune di esse fossero cariche, con il magazzino pieno e inserito, costituiscono un grave abuso della legislazione in materia di armi e non permettono di considerare la colpa come di lieve entità. L’agire di A. si situa piut- tosto nella soglia dei comportamenti medio-gravi che la legge vuole espressa- mente reprimere. - 26 - Per quel che concerne il lato soggettivo, la Corte penale ha constatato che l’ap- pellante sapeva di non essere in regola e di non avere le necessarie autorizza- zioni, delle quali non si era minimamente preoccupato, sapendo che non avrebbe sicuramente potuto ricevere visto il contesto losco in cui si procurava armi e mu- nizioni, nonché i suoi precedenti penali (v. sentenza SK.2018.3 consid. 14 e seg.). Anche dal punto di vista soggettivo, la colpa dell’appellante è quindi da considerarsi medio-grave. Ritenuto che l’appellante è stato condannato per tale reato per via di una lunga lista di armi e munizioni ritrovate, e quindi denotando un’importante intensità cri- minale, per il reato preso singolarmente non potrebbe essere determinata una pena detentiva inferiore ai 6 mesi. Tutto sommato, dopo aver preso altresì in considerazione i medesimi fattori precedentemente esposti legati alla persona dell’appellante (cfr. supra consid. 2.5.5), questa Corte ritiene dunque adeguato aumentare la pena di base di ulteriori 4 mesi. 2.8 A fronte di quanto precedentemente analizzato, la pena di base di 36 mesi va accresciuta di 3 mesi per il sostegno all’organizzazione criminale (ex 260ter CP), di 2 mesi per il reato di cui all’art. 160 CP e di 4 mesi per quello di violazione alla legge federale sulle armi, gli accessori di armi e le munizioni, portando il computo totale a 45 mesi di pena detentiva. 2.9 Questa Corte deve poi considerare i fattori particolari d’attenuazione della pena. 2.9.1 Come rilevato dalla Corte penale, fatto mediamente attenu ante risulta essere il tempo trascorso dai fatti riguardanti le fattispecie og getto dei reati di cui all’art. 260ter CP (v. art. 48 lett. e CP), terminati nel 2011. Sebbene la violazione della legge sulle armi si è poi protratta anche in seguito, un’ attenuazione della pena deve entrare in linea di conto e questa Corte ritiene adeguata una diminu- zione di 6 mesi. 2.9.2 Questa Corte non ha invece potuto dare un riscontro positivo all’invocata viola- zione del principio della celerità , così come formulata dall’appellante (ex artt. 5 cpv. 1 CPP, 29 cpv. 1 Cost., 6 n. 1 CEDU e 14 n. 3 lett. c Patto ONU II). L’art. 5 CPP concreta il principio di celerità della procedura penale, disponendo che le autorità penali avviano senza indugio i procedimenti penali e li portano a termine senza ritardi ingiustificati (cpv. 1). Tuttavia l'esame della durata del pro- cedimento non è soggetta a regole rigide, ma dev'essere valutata in ogni singolo caso sulla base delle circostanze concrete. L'obbligo di pronunciarsi entro una - 27 - scadenza ragionevole impone all'autorità competente di statuire entro un termine che risulti essere giustificato dalla natura del litigio e dall'insieme delle circo- stanze del caso, generalmente sulla base di una valutazione globale. Devono in particolare essere considerati la portata e le difficoltà della causa, il modo con il quale è stata trattata dall'autorità, l'interesse delle parti e il loro comportamento nella procedura (v. DTF 135 I 265 consid. 4.4; 130 IV 54 consid. 3.3.3; 130 I 269 consid. 3.1). 2.9.2.1 Nel caso concreto, si è preliminarmente rilevato che la durata del procedimento non può essere imputata al comportamento dell’appellante. Sebbene egli abbia sempre minimizzato le proprie responsabilità e un certo agire dilatorio – durante il secondo procedimento di prima istanza e davanti a questa Corte – possa es- sergli imputato per aver cercato temerariamente di scardinare a più riprese quanto già confermato dal TF nella sua sentenza 6B_37/2019 dell’8 gennaio 2020, non sono stati rilevati particolari comportamenti che abbiano ritardato in modo significativo il termine dell’insieme della procedura a suo carico. 2.9.2.2 Ciò sottolineato, sebbene dall’ultima fattispecie imputata all’appellante in merito al reato più grave di cui all’art. 260 ter CP (2011) siano passati due anni prima dell’apertura della fase istruttoria (2013) e ulteriori quasi 5 anni prima del suo rinvio a giudizio (2018), non traspa iono dagli incarti momenti “morti” particolar- mente scioccanti in merito all’ attività delle autorità penali durante l’insieme del procedimento. In particolar modo, questa C orte ha ritenuto che il decorso del procedimento, sebbene di lunga durata ed effettivamente al limite del rispetto dell’imperativo di celerità, fosse giustificato alla luce della sua ampiezza, delle persone coinvolte e della difficoltà intrinseca di reati portanti sul crimine organiz- zato, così come per i suoi risvolti nazionali così come internazionali, i procedi- menti interconnessi, in Svizzera e all’estero che hanno altresì comportato una stretta collaborazione con le autorità estere, in particolare italiane, allungando i tempi di istruzione. Occorre poi sottolineare che l’appellante non è stato in de- tenzione durante il procedimento e di conseguenza la durata di esso non ha avuto risvolti particolarmente incidenti sulla sua libertà personale. 2.9.2.3 Questa Corte ha tuttavia ravvisato una lieve violazione del principio di celerità nell’ambito del presente procedimento d’appello. Non è stato ritenuto in partico- lare giustificato, nonostante i problemi strutturali e organizzativi della Corte d’ap- pello del Tribunale penale federale, l’aver impiegato più di un anno per l’organiz- zazione dei dibattimenti allorquando l’oggetto del procedimento era già stato ri- stretto prevalentemente alla mera questione della commisurazione della pena (v. CAR 10.300.001 e segg.). S’impone pertanto una lieve attenuazione della pena - 28 - sulla base di quest’ultima conclusione. Una diminuzione della pena detentiva di un mese appare adeguata. 2.10 Fatte tutte le considerazio ni del caso, q uesta Corte ritiene adeguata a titolo di pena complessiva, una pena detentiva di 38 mesi, ovvero 3 anni e due mesi. 2.11 Atteso che l’appellante è stato condannato a una pena detentiva superiore ai limiti formali posti dagli artt. 42 e 43 CP, una sospensione condizionale della pena, intera o parziale, non può essere concessa. 2.12 Come constatato dalla prima Corte, vista la diversità delle pene in esame non può entrare in considerazione una pena complementare (ex art. 49 cpv. 2 CP) rispetto a quella di 30 aliquote giornaliere inflitta l’ 8 dicembre 2015 nel Canton Berna. 3. Misure (confisca /sequestro / restituzione di oggetti) 3.1 Giusta l’art. 69 CP, il giudice, indipendentemente dalla punibilità di una data per- sona, ordina la confisca degli oggetti che hanno servito o erano destinati a com- mettere un reato o che costituiscono il prodotto di un reato se tali oggetti com- promettono la sicurezza delle persone, la moralità o l’ordine pubblico. Il giudice può ordinare che gli oggetti confiscati siano resi inservibili o distrutti. Il giudice ordina la confisca dei valori patrimoniali che costituiscono il prodotto di un reato ed erano destinati a determinare o a ricompensare l’autore di un reato, a meno che debbano essere restituiti alla persona lesa allo scopo di ripristinare la situa- zione legale (art. 70 cpv. 1 CP). Il diritto di ordinare la confisca si prescrive in sette anni; se il perseguimento del reato soggiace a una prescrizione più lunga, questa si applica anche alla confisca (ar t. 70 cpv. 3 CP). Se l’importo dei valori patrimoniali sottostanti a confisca non può essere determinato o può esserlo sol tanto con spese sproporzionate, il giudice può procedere a una stima (art. 70 cpv. 5 CP). 3.2 Durante i dibattimenti, iI MPC ha chiesto, su questo punto, la conferma di quanto deciso dalla prima istanza , ovvero (v. sentenza impugnata consid. 4 ; CAR 7.300.036 e seg.): A. La confisca dei seguenti oggetti: - 29 - 01.06.0001 Berretta con manico di legno 9x19 mm, modello 92FS, ca- libro 9 Parabellum, numero di serie …… magazzino con 10 cartucce 9x19 mm e 5 cartucce di calibro non definito 01.06.0002 Arma da fuoco portatile marca Erma, modello EP 655, ca- libro 6.35/25, numero di serie ……, magazzino 6 cartucce calibro 6.35 01.07.0003 Nunchaku di metallo 01.07.0005 Proiettile 9x19 mm Parabellum 01.07.0006 4 proiettili di calibro inferiore a 4 mm 04.01.0021 Sacco di plastica contenente 11 cartucce Loose per fucile a pallini, una scatola Remington contenente 3 cartucce, una scatola Gros Gibier contenente una cartuccia 04.02.0008 Fionda 04.02.0020 GPS Tracker incl. carta SIM 1 04.02.0042 Cartucce per fucile a pallini di cui 9 cartucce per fucile a canna Rottwil e 2 cartucce a pallini 7.5 Saga e un proiettile marca Geco per fucile a canna 04.02.0043 5 cartucce calibro 7.65 Browning in contenitore nero 04.03.0004 Scatola delle cartucce per pistola 9 mm (contenente 50 pezzi) marca Geco 04.03.0005 Sacco di plastica contenente 3 scatole di cartucce 22 Long Rifle contenente 50 cartucce ciascuna 04.03.0007 10 cartucce 9 mm Geco Luger 05.04.0003 4 cartucce per fucile a pallini di cui 2 cartucce per fucile a canna Rottwil e 2 cartucce a pallini 7.5 Saga 05.08.0004 Doppietta Robust calibro 12 n. 222, canna n. …… con cin- ghia di cuoio 05.08.0005 Cintura per cartucce da caccia in cl. 18 cartucce calibro 12/70 Clever Mirage 05.09.0007 Sacchetto contenente 2 custodie nere per armi, un conte- nitore materiale di pulizia e una scatola di cartucce calibro 6.35 mm contenente 13 pezzi 07.04.0002 Pistola marca Crvena Zastava, calibro 7.65 mm modello 70 07.04.0003 Sacchetto di plastica con 3 cartucce 07.04.0004 Una scatola “Remington UMC 50 Centerfire Pistol & Revol- ver Cartridges” con 13 cartucce 07.04.0005 Coltello a serramanico con meccanism o di apertura con una sola mano, contrassegnato Speed Lock 07.05.0001 3 cartucce calibro 9 mm. - 30 - B. In quanto copie forensi i seguenti oggetti entrano a far parte del materiale probatorio agli atti e non necessitano di specifica menzione nel dispositivo della presente sentenza: 04.03.0001 Copia forense del PC non ame ….._...GB Serial number WD-WCAPZ……. 04.03.0002 Copia forense del PC noname….._...GB Serial number WD-WCAPZ……. C. Il dissequestro, in quanto non rientranti nelle fattispecie di cui al consid. 3 della presente sentenza, dei seguenti oggetti: 01.03.0001 Classificatore di colore nero con pagine scritte a m ano e giustificativi finanziari 01.05.0001 1 busta; mittente B. contenente 3 fatture 01.06.0003 Fogli con appunti presi a mano, lista di numeri di telefono 01.06.0004 BB. AG, certificato azionario (copia) 01.07.0004 Sega tascabile 01.07.0007 Copia licenza di condurre di A. 01 .07.0009 Tessera di acquisto O., a nome di P. Q. Club 01.07.0010 Lebara, Prepaid Mobile-Set senza carta SIM, numero di te- lefono cellulare: 0.. … .. .. 01.07.0011 Chiave della cassaforte Securemme 04.02.0009 Agenda 2014 R. 04.02.0015 Contratto di prestito tra C. (creditrice) e D. (debitore) deI 3 gennaio 2014 04.02.0017 Delivery Note Orange an Garage S. GmbH über Samsung Galaxy 5 V G900 black LTE, numero d’ordine 0.. … .. .. 04.02.0018 Preventivo con il titolo “Recherche de contrats pour arti- stes” relativo a due persone dell’Ucraina 04.02.0028 Carta SIM Sunrise IMEI 2 04.02.0030 Manuale d’uso per GPS Tracker 04.02.0034 Custodia chip yallo Mobile Prepaid con PIN …. PUK …….. IMEI 6 (senza carta SIM) 04.02.0040 Cellulare Nokia N76 spento mcl. carta WIND IMEI 3 04.02.0044 Cellulare LG rotto senza batteria IMEI 4 07.04.0006 Contratto di lavoro del 12 maggio 2014 sottoscritto da T. e A. AA. GmbH. - 31 - D. La restituzione alle autorità italiane della pistola semiautomatica IMl mo- dello Desert Eagle, calibro 44 Magnum, numero di matricola ……, oggetto di sequestro in Italia e richiesta dalle autorità svizzere quale mezzo di prova (v. MPC cI. 12 18.101.0805 e segg.). 3.3 La difesa si è parzialmente opposta a tali richieste (v. CAR 7.300.013 e seg.). 3.4 Questa Corte, come la precedente, ritiene che, dati i reati di alto allarme sociale per cui l’imputato è riconosciuto colpevole , tutte le armi (da fuoco, da taglio, da lancio e da percussione) e munizioni sequestrate vadano confiscate, eccettuato il detto “cavetto in metallo” o “sega tascabile” ( v. sentenza impugnata con- sid. 2.2). Il Tribunale federale non ha del resto messo in discussione questa parte della sentenza SK.2018.3, rinviando il caso alla prima ista nza unicamente per trattare della questione della qualificazione del “cavetto metallico con due anelli alle estremità” e respingendo per il resto il ricorso dell’appellante, per quanto am- missibile (v. sentenza del Tribunale federale 6B_37/2019 dell’8 gennaio 2020 consid. 11.1). Pertanto, in definitiva, sulla base dell’art. 69 CP vanno confermate la confisca e tutte le altre misure di cui sopra al considerando 3.2. 4. Spese e indennità 4.1 Le parti sostengono le spese della procedura di ricorso nella misura in cui pre- valgono o soccombono nella causa (art. 428 cpv. 1 CPP). Giusta l’art. 428 cpv. 2 CPP, se una parte ricorrente ottiene una decisione a lei più favorevole, le spese della procedura di impugnazione possono esserle addossate (lett. a) se i presup- posti della prevalenza nella causa sono stati creati soltanto nell’ambito della pro- cedura di ricorso o (lett. b) se la decisione impugnata viene modificata soltanto riguardo ad aspetti non sostanziali. Se emana essa stessa una nuova decisione, la giurisdizione di ricorso statuisce anche in merito alla liquidazione delle spese prevista dalla giurisdizione inferiore (art. 428 cpv. 3 CPP). 4.1.1 Il Tribunale penale federale disciplina in un regolamento il calcolo delle spese procedurali, gli emolumenti, le spese ripetibili, le indennità per la difesa d’ufficio, per il gratuito patrocinio, per i periti e per i testimoni (art. 73 cpv. 1 LOAP). Gli emolumenti sono fissati in funzione dell’ampiezza e della difficoltà della causa, del modo di condotta processuale, della situa zione finanziaria delle parti e dell’onere della cancelleria (art. 73 cpv. 2 LOAP, cfr. art. 5 Regolamento del Tri- bunale penale federale sulle spese, gli emolumenti, le ripetibili e le indennità della procedura penale federale [RSPPF, RS 173.713.162]). Gli emolumenti variano da un minimo di fr. 200. - fino a un massimo di fr. 100'000. - per ognuna delle - 32 - seguenti procedure: procedura preliminare, procedura di primo grado, procedura di ricorso (art. 73 cpv. 3 LOAP; cfr. art. 6-7bis RSPPF). 4.1.2 Le spese procedurali comprendono gli emolumenti e i disborsi (art. 1 cpv. 1 RSPPF). Gli emolumenti sono dovuti per le operazioni compiute o ordinate dalla polizia giudiziaria federale e dal Ministero pubblico della Confederazione nella procedura preliminare, dalla Corte penale nella procedura dibattimentale di primo grado, dalla Corte d’appello nelle procedure d’appello e di revisione e dalla Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale nelle procedure di ricorso ai sensi dell’articolo 37 LOAP (art. 1 cpv. 2 RSPPF). I disborsi sono gli importi versati a titolo di anticipo dalla Confederazione; essi comprendono segnatamente le spese della difesa d’ufficio e del gratuito patrocinio, di traduzione, di perizia, di parteci- pazione da parte di altre autorità, le spese postali e telefoniche ed altre spese analoghe (art. 1 cpv. 3 RSPPF). I disborsi sono fissati a seconda degli importi fatturati alla Confederazione o pagati da quest’ultima (art. 9 cpv. 1 RSPPF). 4.2 Nella fattispecie, la Corte penale, nella sentenza impugnata, ha confermato l’ac- collo a carico dell’appellante di un importo complessivo di fr. 30’000.-- (compren- sivo di emolumenti e disborsi) per le spese procedurali de terminato nel primo procedimento di prima istanza SK.2018.3. Per determinare tale importo comples- sivo, la Corte penale nel primo procedimento aveva considerato, in particolare, il proscioglimento dell’appellante, la sua situazione economica difficile e le sue possibilità di reinserimento sociale (v. sentenza della Corte penale SK.2018.3 del 27 novembre 2018 consid. 18.3 ; sentenza della Corte penale SK.2020.1 del 31 agosto 2020). Nella sentenza impugnata (v. consid. 5.2.2), la Corte penale aveva altresì giusti- ficato la conferma dell’accollo di tale importo in quanto gli elementi considerati che hanno condotto al calcolo dell’importo ed elencati nel paragrafo che precede, permanevano anche a seguito del rinvio dell’Alta Corte. L’appellante veniva sì condannato per un capo di imputazione in meno riguardo alla ripetuta violazione della legge federale sulle armi rispetto al giudizio precedente, ma ciò non inci- deva sul calcolo delle spese a suo carico effettuato nel contesto della causa SK.2018.3, dal momento che le spese cagionate a quel tempo rimanevano inva- riate. 4.3 La Corte penale ha inoltre posto a carico della C onfederazione le spese del se- condo procedimento SK.2020.1 per un importo di fr. 2 '000.--, in quanto non era dato nella procedura in oggetto il nesso causale, alla base dell’art. 426 cpv. 1 - 33 - CPP, tra le spese del procedimento e il comportamento dell’imputato (v. sentenza impugnata consid. 5.3). 4.4 Per quel che riguarda il procedimento in atto, la Corte d’appello conferma la sen- tenza di prima istanza. Non vi è dunque spazio per rivedere l’accollo all’appel- lante delle spese procedurali di prima istanza, ossia fr. 30’000.-- per l’incarto SK.2018.3, le quali restano poste a carico dell’appellante. Anche le spese procedurali del secondo procedi mento SK.2020.1, fissate in fr. 2'000.--, permangono a carico della Confederazione, in virtù di quanto esposto al precedente considerando. 4.5 Ricordato che ai sensi dell’art. 7bis RSPPF nelle cause giudicate dalla Corte d’ap- pello gli emolumenti di giustizia variano tra 200 e 100 000 franchi, questa Corte ritiene che un emolumento omnicomprensivo di fr. 3’000.-- sia adeguato per una procedura d’appello come quella in esame. 4.6 Questa Corte ritiene adeguato di mettere a carico della Confederazione i 3/41 – corrispondenti alla riduzione di pena complessiva operata in appello rispetto al procedimento di prima istanza – di questo emolumento. Il restante 38/41 dell’emo- lumento, ovvero un importo di fr. 2'780.--, è messo a carico dell’appellante, nella misura in cui egli è soccombuto nella causa (art. 428 cpv. 1 CPP). 5. Difesa d’ufficio 5.1 Nell'ambito di un procedimento penale federale, il difensore d'ufficio è indenniz- zato secondo la tariffa per gli avvocati della Confederazione, come fissata dal RSPPF e l’autorità giudicante stabilisce l’importo della retribuzione al termine del procedimento (art. 135 cpv. 1 e 2 CPP in combinato disposto con l’art. 73 cpv. 1 lett. c LOAP). L’art. 135 cpv. 4 CPP prevede che non appena le sue condizioni economiche glielo permettano, l’imputato condannato a pagare le spese proce- durali è tenuto a rimborsare la retribuzione alla Confederazione (lett. a) e a ver- sare al di fensore la differenza tra la retribuzione ufficiale e l’onorario integrale (lett. b). Secondo la giurisprudenza ( v. sentenza del Tribunale federale 1P_285/2004 del 10 marzo 2005 consid. 2.4 e 2.5; sentenza del Tribunale penale federale SK.2004.13 del 6 giugno 2005 consid. 13), la designazione di un difen- sore d’ufficio necessario crea una relazione di diritto pubblico tra lo Stato e il patrocinatore designato ed è compito dello Stato remunerare il medesimo, fermo restando che il prevenuto solvibile dovrà in seguito rimborsare tali costi. - 34 - 5.2 In applicazione degli art. 11 e 12 RSPPF le spese di patrocinio comprendono l’onorario e le spese indispensabili, segnatamente quelle di trasferta, di vitto e di alloggio, nonché le spese postali e telefoniche. L’onorario è fissato secondo il tempo, comprovato e necessario, impiegato dall’avvocato per la causa e neces- sario alla difesa della parte rappresentata. L’indennità oraria ammonta almeno a fr. 200.— e al massimo a fr. 300.—. Di regola, le spese sono rimborsate secondo i costi effettivi; se circostanze particolari lo giustificano, invece dei costi effettivi può essere versato un importo forfettario (art. 13 RSPPF). Giusta l’art. 13 cpv. 2 RSPPF sono rimborsati al massimo: per le trasferte in Svizzera, il costo del bi- glietto ferroviario di prima classe con l’abbonamento metà prezzo (lett. a); per il pranzo e la cena, gli importi di cui all’articolo 43 dell’ordinanza del DFF del 6 di- cembre 2001 concernente l’ordinanza sul personale federale (Iett. c); per fotoco- pia fr. 0.50 , rispettivamente fr. 0.20 per grandi quantità (lett. e). L’imposta sul valore aggiunto (in seguito: IVA) dovrà pure essere presa in considerazione (cfr. art. 14 RSPPF). Dal 1° gennaio 2018 essa è del 7,7%. 5.3 Nella fattispecie, l’indennità oraria è fissata a fr. 230.— (IVA non compresa). Per i tempi di trasferta viene applicata una tariffa oraria di fr. 200.—. 5.4 In prima istanza (v. punto n. 8 del dispositivo della sentenza SK.2020.1 del 31 agosto 2020), la retribuzione dell’avvocato d’ufficio è stata fissata a fr. 54’643.35 (IVA inclusa) per la causa SK.2018.3 e a fr. 13'601.75 (IVA inclusa) per il procedimento SK.2020.1. Le summenzionate retribuzioni, non contestate dalle parti e non oggetto del pre- sente procedimento d’appello, vanno qui confermate. 5.5 Nel presente procedimento, in linea con i corretti calcoli e le adeguate conside- razioni esposte nella nota d’onorario consegnata dall’avv. Testa alla Corte du- rante i dibattimenti del 26 novembre 2021 (v. CAR 7.300.028 e seg.), e tenuto conto altresì di ulteriori 6 ore (viaggio andata e ritorno a fr. 200.--/ora) e di una durata di un’ora (a fr. 230.--) per l’udienza di lettura della sentenza, la retribuzione va fissata in complessivi fr. 11’719.38 (IVA inclusa). 5.6 Nella sentenza impugnata (punto n. 9 del dispositivo), la Corte penale di prima istanza, tenuto conto segnatamen te del grado di proscioglimento nonché della situazione personale dell’imputato, ha condannato A. al rimborso alla Confede- razione di fr. 30 ’000.--, in applicazione dell’art. 135 cpv. 4 CPP, non appe na le sue condizioni economiche glielo permetteranno. - 35 - 5.6.1 Per quanto attiene alla condanna a risarcire alla Confederazione questa somma, la Corte penale nel procedimento SK.2020.1 aveva rilevato che gli elementi con- siderati nel primo procedimento SK.2018.3 e che hanno condotto a limitare a fr. 30’000.-- la somma da rimborsare, ovvero la volontà di non ostacolare il rein- serimento sociale dell’appellante, tenendo conto altresì del suo parziale proscio- glimento, permanevano anche a seguito del rinvio dell’Alta Corte (sentenza im- pugnata consid. 6). Ora, considerato che, nel suo insieme, la Corte d’appello conferma la sentenza di prima istanza, non vi è spazio per rivedere tali considerazioni, che vanno quindi confermate. 5.7 Per quel che riguarda il presente procedimento, questa Corte ha preso in conto la riduzione di pena operata , così come la volontà di non ostacolare il reinseri- mento sociale dell’appellante. Tenuto altresì debitamente conto dell’infondatezza generale del gr avame, l’appellante va condannato a l rimborso parziale delle spese d’avvocato d’ufficio assunte dalla Confederazione durante il procedimento d’appello in ragione di 38/41 dell’importo totale. 5.8 L’appellante è pertanto condannato a rimborsare alla Confederazi one comples- sivi fr. 30'000.-- per la difesa d’ufficio sostenuta dalla Confederazione i n prima istanza e fr. 10'861.-- (38/41 di fr. 11'719.38) per quella sostenuta nel presente procedimento d’appello, e ciò non appena le sue condizioni economiche glielo permetteranno. 6. Indennizzi durante il procedimento d’appello 6.1 Durante i dibattimenti d’appello, l’appellante ha chiesto a titolo di indennizzo (ex artt. 436 e 429 CPP) un importo pari alla differenza tra la r etribuzione ufficiale (CHF 230.-- orari) e l’onorario integrale (CHF 250.— orari) da versare al difensore d’ufficio, calcolato in base alle notule dettagliate in atti (v. 7.300.013 e seg.; CAR 7.300.028 e seg.). 6.2 Secondo l’art. 436 cpv. 1 CPP, le pretese di indennizzo e di riparazione del torto morale nell’ambito della procedura di ricorso sono rette dagli articoli 429 –434. Giusta l’art. 436 cpv. 2 CPP, se non beneficia di un’assoluzione piena o parziale, né dell’abbandono del procedimento, ma ottiene ragione su altre questioni, l’im- putato ha diritto a una congrua indennità per le spese sostenute. - 36 - Giusta l’art. 429 cpv. 1 lett. a CPP, se è pienamente o parzialmente assolto o se il procedimento nei suoi confronti è abbandonato, l’imputato ha in particolar modo diritto al risarcimento delle spese sostenute ai fini di un adeguato esercizio dei suoi diritti procedurali. All’indennizzo di cui all’art. 436 cpv. 2 CPP, così come a quello di cui all’art. 429 cpv. 1 lett. a CPP, può pretendere unicamente l’imputato che sostiene le spese di un avvocato di fiducia (v. DTF 139 IV 261 consid. 2.2.2; DTF 138 IV 205 con- sid. 1). 6.3 Nella fattispecie, l’appellante ha richiesto esplicitamente la conferma della difesa d’ufficio sostenuta dall’avv. Costantino Testa, richiesta accolta positivamente da questa Corte con decisione dell’8 aprile 2021 (v. CAR 10.300.001 e segg.). L’ap- pellante non è quindi oggi legittimato ad addurre agli artt. 436 cpv. 2 e 429 cpv. 1 lett. a CPP e la richiesta d’indennizzo va quindi respinta. Anche in considerazione dell’esito dell’appello non vi sarebbe, comunque, diritto a un indennizzo ex art 429 e 436 CPP. - 37 - La Corte d’appello dichiara e pronuncia: I. L’appello presentato da A. contro la sentenza della Corte penale del Tribunale penale federale SK.2020.1 del 31 agosto 2020 è ricevibile limitatamente contro i punti n. 3, 4, 7, 9 e 10 del dispositivo di tale sentenza. II. L’appello presentato contro la sentenza della Corte penale del Tribunale penale federale SK.2020.1 del 31 agosto 2020 è parzialmente accolto. III. La sentenza della Corte penale del Tribunale penale federale SK.2020.1 del 31 agosto 2020 è modificata come segue (modifiche di seguito in grassetto): 1. A. è riconosciuto autore colpevole di: 1.1 partecipazione ad un’organizzazione criminale; 1.2 sostegno ad un’organizzazione criminale, per il punto 1.1.2 dell’atto di ac- cusa; 1.3 ricettazione; 1.4 ripetuta infrazione alla legge federale sulle armi, gli accessori di armi e le munizioni. 2. A. è prosciolto per i punti 1.1.3, 1.3 e 1.4.7 dell’atto d’accusa. 3. A. è condannato ad una pena detentiva di tre anni e due mesi. 4. È disposta la confisca dei seguenti oggetti: 01.06.0001 Berretta con manico di legno 9x19 mm, modello 92FS, ca- libro 9 Parabellum, numero di serie ……, magazzino con 10 cartucce 9x19 mm e 5 cartucce di calibro non definito 01.06.0002 Arma da fuoco portatile marca Erma, modello EP 655, ca- libro 6.35/25, numero di serie ……, magazzino 6 cartucce calibro 6.35 01.07.0003 Nunchaku di metallo 01.07.0005 Proiettile 9x19 mm Parabellum 01.07.0006 4 proiettili di calibro inferiore a 4 mm 04.01.0021 Sacco di plastica contenente 11 cartucce Loose per fucile a pallini, una scatola Remington contenente 3 cartucce, una scatola Gros Gibier contenente una cartuccia - 38 - 04.02.0008 Fionda 04.02.0020 GPS Tracker incl. carta SIM 1 04.02.0042 Cartucce per fucile a pallini di cui 9 cartucce per fucile a canna Rottwil e 2 cartucce a pallini 7.5 Saga e un proiettile marca Geco per fucile a canna 04.02.0043 5 cartucce calibro 7.65 Browning in contenitore nero 04.03.0004 Scatola delle cartucce per pistola 9 mm (contenente 50 pezzi) marca Geco 04.03.0005 Sacco di plastica contenente 3 scatole di cartucce 22 Long Rifle contenente 50 cartucce ciascuna 04.03.0007 10 cartucce 9 mm Geco Luger 05.04.0003 4 cartucce per fucile a pallini di cui 2 cartucce per fucile a canna Rottwil e 2 cartucce a pallini 7.5 Saga 05.08.0004 Doppietta Robust calibro 12 n. 222, canna n. …… con cin- ghia di cuoio 05.08.0005 Cintura per cartucce da caccia incl. 18 cartucce calibro 12/70 Clever Mirage 05.09.0007 Sacchetto contenente 2 custodie nere per armi, un conte- nitore materiale di pulizia e una scatola di cartucce calibro 6.35 mm contenente 13 pezzi 07.04.0002 Pistola marca Crvena Zastava, calibro 7.65 mm modello 70 07.04.0003 Sacchetto di plastica con 3 cartucce 07.04.0004 Una scatola “Remington UMC 50 Centerfire Pistol & Revol- ver Cartridges” con 13 cartucce 07.04.0005 Coltello a serramanico con meccanismo di apertura con una sola mano, contrassegnato Speed Lock 07.05.0001 3 cartucce calibro 9 mm. 5. La pistola semiautomatica IMl modello Desert Eagle, calibro 44 Magnum, numero di matricola ……, è restituita alle autorità italiane. 6. È disposto il dissequestro dei restanti oggetti di cui al punto 4 dell’atto d’accusa. 7. 7.1 A. è condannato al pagamento delle spese procedurali relative al proce- dimento SK.2018.3 in ragione di fr. 30’000.--. 7.2 Le spese procedurali concernenti la causa SK.2020.1, pari a fr. 2’000. --, sono poste a carico della Confederazione. - 39 - 8. 8.1 La retribuzione del difensore d’ufficio avv. Costantino Testa relativa al pro- cedimento SK.2018.3 è fissata in fr. 54’643.35 (IVA inclusa), importo a carico della Confederazione. 8.2 La retribuzione del difensore d’ufficio avv. Costantino Testa relativa alla causa SK.2020.1 è fissata a fr. 13’601.75 (IVA inclusa), importo a carico della Confederazione. 9. A. è condannato al rimborso alla Confederazione di fr. 30’000.-- non ap- pena le sue condizioni economiche glielo permetteranno (art. 135 cpv. 4 CPP). 10. lI Canton Berna è designato Cantone cui compete l’esecuzione (art. 74 LOAP). IV. Indennizzi nella procedura d’appello 1. La richiesta di indennizzo ai sensi d ell’art. 436 e 429 CPP presentata dall’avv. Costantino Testa a favore di A. è respinta. V. Spese della procedura d’appello 1. Le spese della procedura d’appello (tassa di giustizia e altri disborsi) sono fissate in complessivi fr. 3’000.--. 1.1 A. è condannato al pa gamento delle spese della procedura d’appello in ragione di fr. 2’780.--. 1.2 Le restanti spese della procedura d’appello sono a carico della Confede- razione. VI. Difesa d’ufficio durante la procedura d’appello 1. La retribuzione del difensore d’ufficio avv. Costantino Testa relativa alla procedura d’appello CA.2020.13 è fissata in fr. 11’719.38 (IVA inclusa) a carico della Confederazione. - 40 - 2. A. è condannato al rimborso alla Confederazione di fr. 10'861.-- non ap- pena le sue condizioni economiche glielo permetteranno (art. 135 cpv. 4 CPP). In nome della Corte d’appello del Tribunale penale federale La Presidente del Collegio giudicante Il cancelliere Intimazione a (atto giudiziale): - Ministero pubblico della Confederazione, Procuratore federale Sergio Mastroianni - Avv. Costantino Testa, Testa Advokatur & Verwaltung Copia a (brevi manu): - Corte penale del Tribunale penale federale Ad avvenuta crescita in giudicato, comunicazione a: - Ministero pubblico della Confederazione, Esecuzione dell e sentenze e gestione dei beni (per l’esecuzione della sentenza e la gestione dei beni) - Amt für Bevölkerungsdienste des Kantons Bern Ostermundigenstrasse 99B (art. 82 cpv. 1 Ordinanza sull’ammissione, il soggio rno e l’attività lucrativa [OASA, RS 142.201]) - 41 - Rimedi giuridici Ricorso al Tribunale federale La presente decisione può essere impugnata mediante ricorso in materia penale al Tribunale federale entro 30 giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione. Il diritto di ricorso e gli altri requisiti di ammis- sibilità sono previsti dagli art. 78 -81 e 90 ss. della Legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF). L’atto di ricorso motivato deve essere inoltrato al Tribunale federale, 1000 Losanna 14. Giusta l’art. 48 cpv. 1 e 2 LTF, gli atti scritti devono essere consegnati al Tribunale federale oppure, all’indirizzo di questo, alla posta svizzera o a una rappresentanza diplomatica o consolare svizzera al più tardi l’ultimo giorno del termine. In caso di trasmissione per via elettronica, per il rispetto di un termine è determinante il momento in cui è rilasciata la ricevuta attestante che la parte ha eseguito tutte le operazioni necessarie per la trasmissione. Spedizione: 22 dicembre 2021