<h2>SubmittedText<h2><p>A causa della guerra di aggressione nei confronti dell'Ucraina, si profila una carestia globale. I contadini ucraini hanno bisogno di sostegno e le vie di trasporto devono essere sbloccate.</p><p>La Svizzera ha una lunga tradizione umanitaria in loco e un grande know-how nel campo dell'agricoltura e della logistica e, quindi, può fornire aiuto in modo efficace ed efficiente. A questo proposito chiedo al Consiglio federale:</p><p>- Di cosa hanno bisogno la popolazione civile e l'economia ucraina?</p><p>- Cosa pensa la Svizzera di un aiuto consistente in prodotti fitosanitari, macchinari agricoli, sementi, medicinali veterinari o altri prodotti?</p><p>- Quali possibilità ha la Svizzera di contribuire a sbloccare le forniture di generi alimentari dall'Ucraina?</p><p>- Quali sono i colloqui che hanno luogo con le aziende e le istituzioni statali e come può la Svizzera svolgere il proprio ruolo di mediatrice?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Attualmente in Ucraina oltre 17,8 milioni di persone dipendono dagli aiuti umanitari e più di 6,7 milioni di profughi si sono rifugiati nei Paesi vicini. La distruzione dei loro mezzi di sussistenza, i problemi di accesso a viveri di prima necessità, le interruzioni delle forniture, la scarsità della produzione e le limitate possibilità economiche fanno sì che la popolazione incontri grandi difficoltà nel soddisfare il proprio fabbisogno alimentare quotidiano. Secondo un'indagine del Programma alimentare mondiale (PAM) di aprile del 2022, le principali sfide nell'Est e nel Sud dell'Ucraina sono la sanità e l'assistenza medica, la sicurezza, i trasporti e il carburante, seguiti dai generi alimentari.</p><p>2. Nel marzo del 2022 il Consiglio federale ha aumentato i fondi per l'aiuto umanitario in Ucraina e nella regione portandoli a 80 milioni di franchi. Dall'inizio di aprile del 2022 la Svizzera ha fornito oltre 5000 tonnellate di aiuti, di cui 4765 tonnellate sotto forma di generi alimentari di prima necessità diretti a Odessa, Vinnytsia, Mykolaïv, Kharkiv, Sumy e Dnipro. Questi includevano zucchero, farina, cereali, olio, conserve e latte in polvere per un totale di 5,7 milioni di franchi svizzeri. Inoltre, il nostro Paese ha messo a disposizione esperte ed esperti del Corpo svizzero di aiuto umanitario, e finanziato progetti propri e di organizzazioni partner allo scopo di potenziare la sicurezza alimentare, l'assistenza sanitaria, l'approvvigionamento idrico e la protezione delle persone più vulnerabili. Tramite il PAM ha poi sovvenzionato programmi nel campo degli aiuti alimentari. Con i suoi contributi ordinari, la Svizzera finanzia l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO), che sostiene la popolazione ucraina fornendole, tra le altre cose, sementi, fertilizzanti e know-how tecnico. Il nostro Paese aiuta anche le aziende ucraine a mantenere la produzione di latte e derivati nel rispetto degli standard igienici in modo da poter immettere sul mercato questo alimento di cui c'è urgente necessità. Questo progetto si basa su un programma esistente frutto della collaborazione tra la cooperazione allo sviluppo e il settore privato locale.</p><p>L'aiuto umanitario è indispensabile, ma nelle crisi di lunga durata non è sufficiente. Dal 2014 la sicurezza alimentare globale si sta deteriorando. La pandemia, l'inflazione e la guerra in Ucraina hanno aggravato ulteriormente la situazione. Per combattere la fame e la malnutrizione, la Svizzera si impegna quindi a lungo termine a realizzare sistemi alimentari efficienti, resilienti e sostenibili. Rafforza il buongoverno nei Paesi colpiti e, attraverso iniziative multilaterali, favorisce il miglioramento delle condizioni quadro per la produzione locale nonché la ricerca e lo sviluppo di soluzioni sostenibili. Rispetto all'anno precedente, la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) ha aumentato di circa il 20 per cento i fondi destinati a progetti nei settori della sicurezza alimentare, dell'alimentazione, dell'agricoltura e degli aiuti alimentari, portandoli a quasi 378 milioni di franchi.</p><p>3. e 4. La Svizzera è in stretto contatto con l'UE e gli Stati europei. Mediante piattaforme virtuali devono essere semplificati i contatti tra produzione, trasporto e vendita, in modo da creare corridoi di esportazione alternativi. Anche durante l'Ukraine Recovery Conference (URC2022) le e i numerosi rappresentanti di governi, organizzazioni internazionali, aziende e mondo scientifico hanno discusso a più riprese di sicurezza alimentare. Con la Dichiarazione di Lugano, adottata al termine della conferenza, sono stati sanciti i principi della ricostruzione dell'Ucraina.</p>  Risposta del Consiglio federale.