<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di rielaborare l'articolo 48 della legge sull'acquisto e sulla perdita della cittadinanza svizzera, la cui portata attuale è pressoché nulla, affinché i cittadini naturalizzati che si macchiano dei crimini più gravi - in particolare quelli contro la vita e l'integrità della persona - perdano la cittadinanza svizzera.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'autore della mozione chiede di modificare l'articolo 48 della legge federale sulla cittadinanza (LCit; RS 141.0). La revisione totale di questa legge entrerà in vigore il 1° gennaio 2018 e il suo articolo 42 riprenderà tale e quale l'articolo 48 LCit. La richiesta avanzata nella mozione riguarda dunque anche il nuovo articolo 42 nLCit.</p><p>L'articolo 48 LCit autorizza la Segreteria di Stato della migrazione, con il consenso dell'autorità del Cantone d'origine, a revocare la cittadinanza svizzera, la cittadinanza cantonale e l'attinenza comunale a una persona che possiede anche un'altra cittadinanza, se la sua condotta è di grave pregiudizio agli interessi o alla buona reputazione della Svizzera. L'articolo 41 LCit permette pure di annullare, entro otto anni, la naturalizzazione conseguita con dichiarazioni false o in seguito all'occultamento di fatti essenziali.</p><p>Come già illustrato dal Consiglio federale nel parere relativo alla mozione Romano 14.3705 dell'11 settembre 2014, le condizioni per revocare la cittadinanza svizzera sono molto severe. Oggigiorno ciò è possibile se l'interessato ha commesso reati quali il genocidio e crimini contro l'umanità (art. 264 segg. del Codice penale), crimini di guerra (art. 264b segg. del Codice penale) o crimini contro lo Stato e la difesa nazionale (art. 265 segg. del Codice penale). I reati contro la vita e l'integrità della persona, seppur riprovevoli, non pregiudicano gli interessi o la reputazione della Svizzera in misura tale da giustificare una revoca della cittadinanza. L'articolo 30 dell'ordinanza sulla cittadinanza (RS 141.01), che entrerà anch'essa in vigore il 1° gennaio 2018, precisa inoltre cosa s'intende per "grave pregiudizio agli interessi o alla buona reputazione della Svizzera", menzionando esplicitamente, ad esempio, il genocidio e i crimini contro l'umanità, i crimini contro lo Stato e la difesa nazionale nonché l'oltraggio a uno Stato estero. Il Consiglio federale ritiene pertanto sproporzionata l'estensione del campo di applicazione dell'articolo 48 LCit ad altri reati.</p><p>Inoltre, la richiesta dell'autore della mozione riguarda soltanto le persone naturalizzate. Come già sostenuto a più riprese dal Consiglio federale in risposta a vari interventi parlamentari, questa distinzione tra cittadini che hanno acquisito per legge la cittadinanza svizzera e quelli che l'hanno acquisita per decisione dell'autorità è contraria alla Costituzione federale e al diritto internazionale. Tutti gli Svizzeri devono avere i medesimi diritti e doveri.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.