<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di verificare se:</p><p>1. l'efficienza e lo sfruttamento delle capacità sull'asse Lötschberg-Sempione possano essere migliorati e incrementati affidando a BLS o a le FFS la gestione operativa dell'esercizio e la manutenzione della tratta tra Iselle e Domodossola; </p><p>2. sia opportuno avviare colloqui con l'Italia in merito a un eventuale trasferimento dei compiti. </p><p>Una minoranza (Binder, Fluri, Français, Giezendanner, Huber Gabi, Killer, Rickli Natalie, Wobmann) propone di respingere il postulato.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'esercizio sull'asse del Sempione dal confine fino allo scambio d'entrata nord di Iselle è disciplinato dalla convenzione del 28 marzo 2006 tra il Consiglio federale svizzero e il governo della Repubblica italiana per il rinnovo della concessione del Sempione (RS 0.742.140.22).</p><p>I gestori dell'infrastruttura interessati - per parte svizzera le FFS, incaricate dell'esercizio della tratta fino allo scambio d'entrata nord di Iselle, e per parte italiana RFI (Rete Ferroviaria Italiana) - possono concordare fra loro, previa approvazione dei rispettivi governi, un'estensione territoriale della gestione unitaria della tratta ferroviaria Iselle - Domodossola (art. 5 par. 1 lett. e della convenzione). Quanto richiesto dall'autrice del postulato è quindi possibile soltanto con il sostegno di RFI e previa approvazione del governo italiano.</p><p>Un'assunzione della responsabilità integrale da parte delle FFS per l'intera tratta dal confine fino a Domodossola è stata già presa in considerazione in occasione del rinnovo della concessione per il Sempione nel 2006. L'Italia non era allora disponibile ad approfondire questa possibilità e non vi è motivo di ritenere che la sua posizione sia cambiata.</p><p>L'assunzione della responsabilità integrale da parte di un gestore dell'infrastruttura svizzero permetterebbe di semplificare i processi sulla tratta del Sempione. Tuttavia, le difficoltà che caratterizzano da anni questa tratta non sono dovute tanto a procedure amministrative disomogenee o a tecniche datate, quanto a condizioni geologiche che richiedono ripetutamente risanamenti per importi milionari. Occorrerebbe altresì stabilire se una tale assunzione di responsabilità implicherebbe anche l'assunzione dei costi da parte della Svizzera, nel qual caso si abbandonerebbe il principio della territorialità.</p><p>L'autrice del postulato ritiene che le cabine di manovra antiquate e non comandabili a distanza pregiudichino lo sfruttamento ottimale delle capacità e la gestione regolare del traffico. L'esperienza mostra che un'automazione dei processi operativi consente di migliorare l'efficienza e la gestione del traffico. (Soltanto nei rari casi in cui si verificano guasti tecnici, a determinate condizioni un azionamento manuale degli apparati centrali permette di garantire un esercizio minimo.) Spetta tuttavia a RFI decidere in merito a un'automazione, che implicherebbe comunque grossi investimenti per la sostituzione delle cabine di manovra e per il comando a distanza lungo la tratta.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.