<h2>SubmittedText<h2><p>L'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) sembra aver elaborato la sua campagna d'informazione concernente il coronavirus "Così ci proteggiamo" in modo unilaterale e con criteri poco comprensibili. Per la sua diffusione sono state considerate soprattutto le principali testate nazionali e sovraregionali. Lo stesso approccio è del resto applicato anche nel quadro di altre campagne federali e in aziende legate alla Confederazione. L'UFSP difende questa strategia affermando che le grandi aziende mediatiche sono in grado di reagire rapidamente a una situazione in evoluzione. Tuttavia, i piccoli editori e gli editori locali sono altrettanto flessibili e reattivi, se non addirittura più veloci ed efficaci quando si tratta di apportare modifiche all'ultimo minuto prima della chiusura della redazione.</p><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Su quali basi si fonda per l'attribuzione di tali campagne d'informazione?</p><p>2. Oltre alle dimensioni dell'editore vengono presi in considerazione altri criteri, come la flessibilità e la copertura locale?</p><p>3. Spesso i giornali regionali e locali sono fortemente radicati in una regione, sono importanti media di riferimento e hanno un carattere identitario. Attraverso questo stretto legame acquistano credibilità e accettazione. Se l'UFSP o altre istituzioni federali vogliono raggiungere il grande pubblico, i piccoli editori sono partner importanti e affidabili. Perché dunque non tenerne conto? Quanto peso viene dato a questo stretto legame che unisce i piccoli editori con la propria regione?</p><p>4. Perché l'UFSP e altre istituzioni federali ricorrono ad agenzie di comunicazione esterne per diffondere i loro annunci? Le segreterie generali e la Cancelleria federale dovrebbero disporre di sufficienti risorse e competenze interne nel campo della comunicazione, soprattutto in una situazione straordinaria quale la crisi sanitaria attuale durante la quale sono sgravati da taluni compiti quotidiani.</p><p>5. Dato che nel caso della campagna concernente il coronavirus non si è trattato di una campagna mediatica complessa bensì della diffusione e della pubblicazione di istruzioni di base, il ricorso a un'agenzia è discutibile. Quali erano esattamente i compiti di questa agenzia e quali risorse sono state impiegate a tal fine?</p><p>6. Esistono basi giuridiche e formali e, se del caso, direttive interdipartimentali che definiscono il modo in cui la popolazione svizzera debba essere informata in tempi di crisi? Esistono una strategia o linee guida concernenti il ricorso a vari media online e offline per le campagne d'informazione a livello nazionale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1.-3. Nel mix mediatico sviluppato con gli esperti del settore, le inserzioni sono una delle numerose parti della pianificazione mediatica della campagna, che tiene conto anche di tutti gli altri canali. L'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) persegue una strategia volta a ottenere il miglior rapporto qualità/prezzo e la massima efficacia comunicazionale. Date di pubblicazione, coperture e un ampio gruppo destinatario hanno un significato fondamentale. Per la pianificazione della campagna le dimensioni di una casa editrice non hanno importanza.</p><p>La pianificazione mediatica segue la strategia di comunicazione, gli obiettivi, i messaggi e il(i) gruppo(i) destinatario(i). Le misure di comunicazione vengono riesaminate costantemente, adeguate e integrate secondo la situazione attuale della pandemia. L'evoluzione volatile richiede vie di comunicazione il più possibile rapide e dirette e un'elevata flessibilità. Per questo motivo, l'UFSP tiene conto di un piano editoriale composto primariamente da testate quotidiane. Sporadicamente si è tenuto conto anche di case editrici regionali. Nel contempo ci si impegna anche per una diffusione nazionale equilibrata dei messaggi di prevenzione, per raggiungere tutte le persone in ogni regione linguistica della Svizzera offrendo per quanto possibile pari opportunità a tutti. Oltre alle riflessioni di carattere economico, è questo il motivo per il quale al centro della strategia mediatica vi sono testate nazionali e sovraregionali con un'ampia copertura.</p><p>Tramite l'Associazione dei Comuni svizzeri e l'Unione delle città svizzere sono stati e vengono messi a disposizione delle autorità locali gratuitamente manifesti da affiggere negli spazi di affissione dell'Ufficio prevenzione infortuni (UPI). I Comuni e le città hanno ampiamente usufruito di quest'offerta. Finora i Comuni hanno ordinato e affisso circa 40 000 manifesti. Gli spazi per l'affissione sono stati messi a disposizione gratuitamente dall'UPI.</p><p>4. - 5. Per la pianificazione e l'attuazione di una campagna nazionale per la popolazione sono necessarie prestazioni dai settori media, pubblicità, online/social media, PR, branding, redazione di testi, grafica, produzione cinematografica e ricerche di mercato. L'agenzia capofila elabora insieme all'UFSP la strategia della campagna, è responsabile della sua ideazione, creazione e attuazione e dirige gli specialisti coinvolti. Da parte dell'agenzia capofila hanno collaborato alla campagna fino a 20 persone per una percentuale d'impiego del 940 per cento circa. La pianificazione mediatica è svolta dall'agenzia capofila e da altre agenzie di media specializzate tenendo conto degli obiettivi della campagna.</p><p>Gli specialisti in comunicazione della Confederazione dispongono di ampie conoscenze e competenze nella direzione di campagne, dirigono l'agenzia e garantiscono che le decisioni e le misure dei servizi federali vengano integrate correttamente nella campagna e che le altre attività di comunicazione dell'Amministrazione federale siano armonizzate con i portatori di interessi dell'economia, della politica, della popolazione e della società civile. Inoltre i messaggi della campagna sono stati realizzati in lingua facile, in lingua dei segni e in 23 lingue parlate dai migranti (pari opportunità di accesso). Presso l'UFSP si occupano della campagna circa 9 persone per una percentuale d'impiego dell'800 per cento circa.</p><p>6. Le basi legali sono costituite dall'articolo 10 della legge sull'organizzazione del Governo e dell'Amministrazione (LOGA; RS 172.010) nonché dall'articolo 9 della legge sulle epidemie (LEp; RS 818.101). Nel Piano svizzero per pandemia influenzale 2018 dell'UFSP è stato specificato il quadro per la comunicazione in tempi di crisi, nel quale sono definite le competenze nonché gli obiettivi della comunicazione riguardanti la conoscenza e il comportamento. Questi ultimi devono essere portati a conoscenza del grande pubblico e di gruppi destinatari specifici in particolare tramite apposite campagne. L'impiego concreto dei prodotti online e offline viene pianificato in caso di evento. Per quanto riguarda la scelta dei formati dei media e la diffusione, si rimanda alle spiegazioni fornite sopra in risposta alla domanda 2.</p>  Risposta del Consiglio federale.