<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale risponde alle due domande come segue:</p><p>1. Incentivi fiscali</p><p>La presente interpellanza poggia sugli stessi argomenti presentati nella mozione Leuthard del 2 ottobre 2002 (02.3546: Sostegno all'assistenza a domicilio prestata da parenti e conoscenti), nel frattempo tolta di ruolo. In quell'occasione, il Consiglio federale era stato incaricato di modificare la legge federale sull'imposta federale diretta e la legge federale sull'armonizzazione delle imposte dirette dei cantoni e dei comuni allo scopo di sgravare finanziariamente con deduzioni fiscali le persone che prestano assistenza a familiari. Nella sua presa di posizione del 26 febbraio 2003, il Consiglio federale, basandosi sulle constatazioni e le conclusioni formulate dalla commissione peritale istituita per riesaminare il sistema dell'imposizione della coppia e della famiglia, propose di respingere la mozione. Le riflessioni fatte dalla commissione peritale e dal Consiglio federale sono tuttora valide e si possono riassumere come segue: il sistema fiscale non tiene conto dei lavori domestici e d'assistenza, nonostante siano di grande valore sul piano economico. Il principale motivo è l'impossibilità di valutare adeguatamente queste attività nei singoli casi e di prenderle debitamente in considerazione sul piano fiscale. Gli effetti di queste deduzioni nel sistema fiscale attuale dipenderebbero inoltre necessariamente dal livello dei redditi conseguiti dalla persona curante al di fuori della sua attività di assistenza, sia sotto forma di redditi patrimoniali che di redditi previdenziali o da lavoro. Dal punto di vista dell'equità ciò sarebbe discutibile. Va infine aggiunto che l'introduzione di tali deduzioni contrasterebbe con la volontà di semplificare il sistema fiscale. Le deduzioni con finalità extrafiscali sono inoltre problematiche sul piano della legislazione in materia di bilancio pubblico. Esse violano in particolare il principio dell'espressione al lordo (iscrizione separata delle entrate e delle uscite) del bilancio pubblico, il che riduce la trasparenza della politica finanziaria. Per questi motivi la promozione dell'assistenza volontaria tramite incentivi fiscali non è il metodo adeguato e va quindi respinta.</p><p>2. Incentivi nell'ambito della legislazione delle assicurazioni sociali</p><p>La questione dell'indennizzo dell'assistenza prestata a familiari bisognosi non è nuova neppure nell'AVS. Il Consiglio federale è cosciente dell'importanza di questa attività. Già in occasione della 10a revisione AVS sono stati introdotti nell'AVS gli accrediti per compiti assistenziali destinati agli assicurati che si occupano di familiari bisognosi che vivono in comunione domestica con essi (art. 29 LAVS). Gli accrediti per compiti assistenziali sono equiparati ad un reddito da lavoro e vengono presi in considerazione a tempo debito per il calcolo della rendita di vecchiaia o d'invalidità della persona curante.</p><p>Le prime esperienze fatte hanno però ben presto mostrato che le condizioni di diritto sono troppo restrittive. In particolare le condizioni per la concessione di un assegno per grandi invalidi dell'AVS o dell'AI e quella della comunione domestica tra persona assistita e persona curante sono sempre state giustamente criticate. Nel messaggio del 2 febbraio 2000 sull'11a revisione AVS il Consiglio federale ha perciò proposto un allentamento delle condizioni di diritto di cui all'articolo 29 capoverso 1 LAVS (FF 2000, 1758). Con la soppressione della clausola della comunione domestica proprio l'assistenza prestata a familiari anziani bisognosi di cure avrebbe dato la possibilità di ottenere accrediti per compiti assistenziali ad un maggior numero di persone. Nel corso dei dibatti parlamentari, i miglioramenti proposti avevano trovato un largo consenso.</p><p>L'11a revisione AVS è stata però respinta nella votazione popolare del 16 maggio 2004. Nel quadro dei lavori in vista della prossima revisione il Consiglio federale valuterà in che misura sia possibile tenere conto della richiesta.</p>  Risposta del Consiglio federale.