<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>I due grandi progetti nell'ambito della politica di sicurezza, Esercito XXI e USIS, si trovano a differenti stadi, e per ognuno di essi valgono anche differenti condizioni quadro. Mentre la riforma dell'esercito è già in fase avanzata di dibattito parlamentare, l'USIS si trova ancora nella fase concettuale. Nell'autunno del 2002 il rapporto USIS III presenterà un concetto dettagliato sullo stato previsto e nella primavera del 2003 sarà pubblicato il rapporto finale con il piano di realizzazione. Mentre la riforma dell'esercito si fonda sulla Costituzione federale in vigore, per quanto riguarda l'USIS non è possibile escludere a priori talune revisioni della Costituzione. Infine, mentre Esercito XXI resta un progetto della Confederazione nonostante il mantenimento di una sostanziale corresponsabilità dei Cantoni in materia militare, l'USIS costituisce un progetto comune del DFGP e della CDCGP (Conferenza dei Direttori e delle Direttrici cantonali di giustizia e polizia).</p><p>Il Consiglio federale condivide l'opinione degli autori della mozione sulla necessità di coordinare i due progetti Esercito XXI e USIS, e che questi non si debbano pregiudicare a vicenda. Poiché, a causa delle condizioni sovresposte, il coordinamento cronologico non è possibile, il Concetto direttivo Esercito XXI stabilisce espressamente il fatto che le disponibilità dell'esercito previste per impieghi di sicurezza sussidiari dovranno essere verificate in seguito, alla luce dei risultati dell'USIS, e, se necessario, adeguate. Così, Esercito XXI costituirà un sistema flessibile anche presso l'interfaccia con la sicurezza interna. Contrariamente a quanto affernmato nella motivazione della mozione, non corrisponde al vero che in Esercito XXI sono costituiti nuovi potenziali in materia di forze di sicurezza. Esercito XXI si orienta press'a poco alla domanda quantitativa di impieghi di sicurezza sussidiari dell'esercito che si è potuta osservare finora; esso vuole migliorare la qualità e organizza diversamente la fornitura di prestazioni. La Polizia militare XXI (effettivo di circa 800 militari professionisti) sarà costituita quasi esclusivamente dal personale esistente dell'attuale Corpo della guardia delle fortificazioni e della Polizia stradale militare. La PM XXI opererà a pieno regime per adempiere incarichi di sicurezza e di polizia militari (polizia di sicurezza, criminale e stradale presso la truppa, il cui volume complessivo di giorni di servizio subirà, nonostante la marcata riduzione degli effettivi, una diminuzione del 10-15 percento solamente; requisizioni di polizia della giustizia militare; sostegno all'istruzione alla "sicurezza" per altre truppe; incarichi di sorveglianza e di protezione per l'esercito; moduli di sicurezza per impieghi all'estero). Inoltre dovrà garantire un elemento di picchetto dell'esercito costituito da 50 persone utilizzabile anche per impieghi sussidiari di sicurezza, nel quale caso sarà possibile, a corto termine e in seguito a una temporanea riduzione dell'esecuzione di incarichi militari, far fronte anche a momenti di punta iniziali in occasione di impieghi a favore delle autorità civili. La parziale professionalizzazione della Polizia militare consentirà di ridurre l'effettivo dei funzionari di polizia civili incorporati nel sistema di milizia dall'attuale migliaio a tre centinaia e di alleggerire così il carico dei Corpi di polizia cantonali e comunali. (Una rinuncia completa all'incorporazione militare di poliziotti civili non è possibile a causa delle necessità in materia di trasferimento di know-how.) I militari della fanteria in ferma continuata istruiti per incarichi di protezione e di sorveglianza alleggeriranno in una certa qual misura il carico di impieghi di sicurezza sussidiari delle truppe di CR, il cui effettivo è fortemente ridotto. Il principio della sussidiarietà dell'impiego dell'esercito a favore della sicurezza interna continuerà a valere anche in futuro.</p><p>Il progetto USIS, come è stato giustamente constatato nella motivazione della mozione, prevede per l'eliminazione della lacuna esistente nel settore della polizia di sicurezza diversi modelli, attualmente in fase di elaborazione dettagliata. Le disponibilità dell'esercito dovranno essere fissate in conformità al modello scelto, tenendo conto dell'opinione unanime che in particolare gli incarichi permanenti di polizia di sicurezza dovranno in futuro essere gestiti con mezzi civili, sempreché non debbano essere prese temporaneamente delle misure di protezione supplementari a causa di un aumento della minaccia. Il Consiglio federale è del parere che questi fatti escludano il timore che Esercito XXI possa pregiudicare l'USIS, per cui la mozione parrebbe fondarsi su basi non comprovate dai fatti. Il 1° numero della mozione può perciò essere tolto di ruolo poiché l'obiettivo è già realizzato.</p><p>Per quanto riguarda la richiesta al numero 2 della mozione, il Consiglio federale risponde come segue:</p><p>in base alla sua competenza costituzionale nel settore della legislazione (legge militare e atti normativi concernenti l'organizzazione dell'esercito, ma soprattutto la legislazione federale che risulterà dal progetto USIS), l'Assemblea federale potrà sempre stabilire "come e per il tramite di chi la Confederazione assolve i suoi compiti di polizia di sicurezza". Per ciò che concerne l'impiego dell'esercito, si aggiungono le competenze costituzionali in caso di chiamata al servizio d'assistenza, che pure forniscono all'Assemblea federale possibilità d'influsso. La strutturazione del sistema della sicurezza interna spetterà dunque anche in futuro alle Camere federali, nella misura in cui ciò sia effettivamente di competenza della Confederazione. In base alla sovranità della Polizia cantonale conformemente alla Costituzione federale in vigore, nel progetto USIS i Cantoni occupano giustamente la posizione di partner della Confederazione aventi uguali diritti. Per quanto concerne il problema centrale "lacuna" (mancanza di forze di polizia civili a livello federale e cantonale) gli organi del progetto USIS approfondiscono attualmente le due varianti proposte dal Consiglio federale e dalla CDCGP: la variante "Cantoni" (aumento delle Forze di polizia cantonali con il sostegno della Confederazione e esecuzione degli incarichi di sicurezza della Confederazione tramite i Cantoni) e la variante "mista" (creazione di un distaccamento di sicurezza della Confederazione per l'esecuzione degli incarichi di polizia di sicurezza propri della Confederazione e sostegno sussidiario vicendevole tra la Confederazione e i Cantoni). Se attualmente, prima che siano a disposizione risultati di progetto consolidati, la Confederazione stabilisse delle disposizioni unilaterali per il tramite della legislazione militare, ciò sarebbe problematico e potrebbe comportare un pregiudizio per l'USIS, eventualmente a scapito dei Cantoni. Poiché la riforma Esercito XXI, come spiegato più sopra, non creerà né nuovi potenziali presso le Forze di sicurezza né un eccesso di capacità nel sistema globale e dunque non pregiudicherà alcunché, il Consiglio federale è segnatamente del parere che attualmente non avrebbe senso creare speciali competenze giuridico-organizzative per la costituzione di forze di sicurezza militari. Simili regolamenti ridurrebbero inoltre la flessibilità di tutto il sistema.</p><p>Perciò il Consiglio federale è del parere che neanche dal numero 2 della mozione, di cui approva il contenuto e che ritiene già realizzato, risulti una necessità di agire.</p>