<h2>SubmittedText<h2><p>In passato, il gruppo UDC ha più volte sollecitato dibattiti parlamentari urgenti a seguito delle pressioni dell'UE sul nostro ordinamento fiscale. Purtroppo gli altri partiti hanno ritenuto che una discussione sugli attacchi alla sovranità non fosse urgente. Intanto i colloqui con l'UE hanno avuto luogo ma, soprendentemente, non è stata fornita alcuna informazione al riguardo. Sorge pertanto il dubbio che l'UE abbia esercitato forti pressioni diplomatiche e che, nei mesi a venire, possa avanzare pesanti richieste nei confronti del nostro Paese. Al fine di impedire sviluppi indesiderati, il governo deve informare i cittadini con la massima trasparenza sullo stato dei colloqui.</p><p>1. Qual è lo stato del dialogo con l'UE sulla controversia fiscale? Quali sono i concreti risultati di questo dialogo?</p><p>2. Perché i colloqui sono stati avviati proprio all'indomani delle elezioni?</p><p>3. È possibile che l'UE intraveda una maggior disponibilità del Consiglio federale a negoziare e scendere a compromessi dopo le elezioni federali?</p><p>4. Come è cambiato l'atteggiamento dell'UE dopo le elezioni del 21 ottobre 2007?</p><p>5. Esistono ora indizi che l'UE voglia trattare la questione fiscale congiuntamente ad altri dossier (libera circolazione delle persone, elettricità o altri)?</p><p>6. Dato che il 12 novembre 2007 è stato possibile spiegare i reciproci punti di vista di Svizzera e UE riguardo alla controversia fiscale, cosa bisogna ora attendersi dal prossimo appuntamento previsto per inizio 2008?</p><p>7. L'UE ha accettato che il nostro Paese non intende negoziare?</p><p>8. In occasione dei vari incontri tenutisi tra la consigliera federale Calmy-Rey e i rappresentanti politici di alcuni Stati membri dell'UE (Francia, Repubblica ceca, Romania, Slovenia) è stata discussa anche la questione fiscale? In caso affermativo, qual è la posizione di questi Paesi? La Romania sarebbe disposta ad appoggiare la Svizzera in cambio dei contributi di coesione richiesti al nostro Paese?</p><p>9. Quali incontri a livello di ministri o di alti funzionari sono previsti nei prossimi mesi tra la Svizzera e l'UE?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il 12 novembre 2007 si è svolto a Berna un primo incontro tra rappresentanti del nostro Paese e della Commissione UE nel quadro del dialogo sulla controversia fiscale. Con il colloquio tecnico si intendeva chiarire se le discusse disposizioni cantonali sull'imposizione delle imprese rientrano nel campo di applicazione dell'accordo di libero scambio Svizzera-CE del 1972, se tali disposizioni compromettono lo scambio commerciale tra Svizzera ed UE e se falsano la concorrenza. La Svizzera ha riaffermato i motivi per cui respinge i tre giudizi dell'UE. È stata inoltre dibattuta la questione della diversa tassazione applicata alle entrate derivanti da fonti nazionali e a quelle provenienti da fonti estere. Il 23 gennaio 2008 si è tenuto un secondo incontro a Bruxelles. La seconda tornata del dialogo ha contribuito a chiarire le posizioni delle parti, ma anche in questa occasione le rispettive posizioni sono rimaste distanti. Il prossimo incontro si terrà dopo Pasqua.</p><p>2. La prima tornata del dialogo non si è svolta "all'indomani delle elezioni", bensì il 12 novembre 2007. Tale data era stata concertata dai capi delegazione.</p><p>3. Il Consiglio federale ha difeso in modo deciso la sua opinione fin dall'inizio, ribadendo che la Svizzera non viola l'accordo di libero scambio del 1972, né essa fa parte del mercato interno della CE. Non vi sono quindi margini per negoziati. Tale posizione è stata ribadita dopo le elezioni federali del 21 ottobre 2007 nel quadro del suddetto dialogo.</p><p>4. Il Consiglio federale non ha notato alcun cambiamento nell'atteggiamento dell'UE dopo le elezioni del 21 ottobre 2007.</p><p>5. Finora non si è mosso nulla in tale direzione. I lavori sui dossier in discussione proseguono secondo programma (ad es. il rinnovo dell'accordo sulla partecipazione del nostro Paese al settimo programma quadro di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione dell'Unione europea). Il Consiglio federale farà in modo di salvaguardare, in caso di eventuali nuove trattative fra la Svizzera e l'UE, gli interessi svizzeri anche in ambito fiscale.</p><p>6. Il colloquio tecnico serve a promuovere lo scambio di opinioni e a chiarire le rispettive posizioni. Durante l'incontro del 12 novembre 2007 non tutte le principali questioni giuridiche ed economiche sono state trattate in modo approfondito. Il 23 gennaio 2008 si è perciò svolto un secondo incontro. Il prossimo si terrà dopo Pasqua.</p><p>7. I rappresentanti della Commissione UE hanno lasciato intendere che dal dialogo sulla controversia fiscale si aspettano dei risultati, ma che non vogliono ottenere a tutti i costi un accordo contrattuale con la Svizzera.</p><p>8. Nei contatti politici la controversia fiscale è un tema che i consiglieri federali e i rappresentanti dell'UE affrontano regolarmente. In queste occasioni la posizione della Svizzera viene illustrata e ribadita e si delineano valutazioni contrastanti dei singoli Stati membri riguardo al modo di procedere della commissione sulla questione. Nel contempo va anche detto che il Consiglio dei ministri ha approvato e dunque affidato il mandato alla commissione per trovare una soluzione con la Svizzera.</p><p>9. Gli incontri politici si svolgeranno anche nel 2008 nel quadro ordinario.</p>  Risposta del Consiglio federale.