<h2>SubmittedText<h2><p>Durante la pandemia di coronavirus le farmacie e i gruppi farmaceutici tradizionali hanno offerto un servizio a domicilio per medicamenti soggetti a prescrizione medica e non. Come dimostrano gli acquisti da me effettuati per testare il servizio, i medicamenti non soggetti a prescrizione sono stati spediti per posta non raccomandata o depositati nella cassetta delle lettere in un sacchetto di plastica (quindi non consegnati brevi manu) e senza protezione. Allo stesso tempo il Consiglio federale rifiuta di concedere alle farmacie che operano online, le quali dispongono di elevati standard di sicurezza, un'autorizzazione eccezionale di durata limitata per l'invio di medicamenti non soggetti a prescrizione adducendo di non voler legiferare a livello federale dal momento che le farmacie tradizionali propongono il servizio a domicilio. È necessario fare chiarezza.</p><p>1. Il Consiglio federale ha deciso di non accordare un'autorizzazione eccezionale durante la pandemia di coronavirus per l'invio online di medicamenti non soggetti a prescrizione medica. Può motivare in dettaglio la sua decisione, considerata la necessità manifesta di disporre di una siffatta prestazione?</p><p>2. Come valuta il Consiglio federale il "servizio di recapito a domicilio esteso" offerto da pharmaSuisse durante la pandemia di coronavirus a partire dal 20 maggio e che l'associazione pubblicizza attivamente?</p><p>3. Come giustifica la sua decisione di non accordare un'autorizzazione eccezionale  per gli invii online dal profilo del diritto sulla concorrenza?</p><p>4. Come spiega il Consiglio federale il fatto che le farmacie online non possono fornire ai clienti esistenti medicamenti OTC senza ricetta, mentre le farmacie tradizionali possono offrire la stessa prestazione definendola "servizio a domicilio"?</p><p>5. Quando intende il Consiglio federale prendere decisioni, in tempi di crisi e di digitalizzazione, volte a modernizzare le basi legali fortemente protezioniste che impediscono di acquistare medicamenti più economici - fino al 40 per cento - e favoriscono gli acquisti all'estero?</p><p>6. Come si pone rispetto all'esigenza di garantire ai pazienti in tempi brevi la libera scelta del canale di approvvigionamento?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Durante la prima fase della pandemia di COVID-19 è stata presentata al Dipartimento federale dell'interno (DFI) una domanda di autorizzazione temporanea per la vendita per corrispondenza di medicamenti della categoria D non soggetti a prescrizione medica, nonché di alcuni medicamenti della categoria B che vi sono soggetti, adatti all'automedicazione e in grado di alleviare sintomi come dolori, tosse e febbre, anche senza prescrizione medica. Questa domanda è stata motivata rimandando alla salute pubblica e all'urgenza di garantire l'approvvigionamento e di rallentare la diffusione dell'infezione. La legge sugli agenti terapeutici (LATer; RS 812.21) prevede infatti l'obbligatorietà di una prescrizione medica per tutte le vendite di medicamenti per corrispondenza. Questa volontà del legislatore è stata confermata dalle Camere federali nel corso dei dibattiti parlamentari relativi alla recente revisione ordinaria della LATer, entrata in vigore il 1° gennaio 2019 (RU 2018 3575).</p><p>Su mandato del DFI, l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ha esaminato la domanda insieme a Swissmedic, all'Ufficio federale per l'approvvigionamento economico del paese (UFAE) e alle autorità di esecuzione cantonali competenti per la sorveglianza del mercato, le autorizzazioni alla vendita per corrispondenza e l'approvvigionamento. Insieme le autorità sono giunte alla conclusione che l'attuale distribuzione capillare dei medicamenti tramite le farmacie pubbliche e per corrispondenza, le drogherie, gli ospedali e gli studi medici, che attuano anche eventuali limitazioni quantitative del Consiglio federale alla dispensazione di determinati medicamenti, ha funzionato bene anche nella situazione straordinaria. I servizi Spitex, le consegne a domicilio delle farmacie e drogherie pubbliche (di medicamenti non disponibili in pronta consegna), nonché l'aiuto dei familiari hanno garantito l'approvvigionamento anche quando le persone non hanno potuto uscire di casa.</p><p>In questo contesto il DFI non ha ravvisato alcuna necessità di abrogare temporaneamente con disposizioni di necessità il divieto di polizia sanitaria concernente la vendita per corrispondenza di medicamenti senza prescrizione medica.</p><p>2./3./4./5./6. I requisiti per la vendita di medicamenti per corrispondenza sono disciplinati a livello federale nel diritto sugli agenti terapeutici. Non rientra nella vendita per corrispondenza l'invio a domicilio di medicamenti non disponibili in pronta consegna (o il servizio di consegna a domicilio) da parte di farmacie e drogherie fisiche o di farmacie private di studi medici. I requisiti del servizio di consegna a domicilio e la sua distinzione rispetto alla vendita per corrispondenza soggetta ad autorizzazione, tuttavia, sono disciplinati a livello cantonale (cfr. il documento in tedesco "Regeln der guten Versandhandelspraxis von Arzneimitteln für öffentliche Apotheken mit Bewilligung zum Versandhandel mit Arzneimitteln" dell'Associazione dei farmacisti cantonali del 24 maggio 2013). L'invio a domicilio di medicamenti non disponibili in pronta consegna, per esempio, deve avvenire soltanto in singoli casi concreti e motivati. Esso rappresenta un servizio del punto di dispensazione per la cerchia dei clienti abituali e di norma è limitato al "bacino d'utenza" a livello regionale. Inoltre il servizio di consegna a domicilio non deve essere esercitato come attività principale e di norma non deve essere pubblicizzato. In questo contesto spetta quindi ai Cantoni e non alla Confederazione decidere se i requisiti per la consegna a domicilio possono essere allentati in caso di crisi.</p><p>Il Consiglio federale riconosce che di fatto l'attuale disciplinamento della consegna di medicamenti a domicilio comporta delle disparità rispetto al disciplinamento della vendita per corrispondenza. Attualmente sta esaminando, in adempimento al postulato Stahl 19.3382 "Vendita per corrispondenza di medicamenti non soggetti a prescrizione medica", come rendere possibile la vendita per corrispondenza di medicamenti non soggetti a prescrizione senza compromettere la sicurezza e la qualità del trattamento rispetto alla dispensazione di rivenditori specializzati stazionari. In questo contesto, il Consiglio federale è disposto a considerare una migliore distinzione a livello federale tra vendita per corrispondenza e consegna a domicilio, al fine di evitare distorsioni indesiderate della concorrenza. Il rapporto sarà pubblicato nel corso del 2021.</p>  Risposta del Consiglio federale.