<h2>SubmittedText<h2><p>La repressione da parte dell'esercito israeliano delle manifestazioni che si sono svolte ad aprile e maggio presso la frontiera tra Israele e Gaza ha causato la morte di più di 120 persone, tutte palestinesi.</p><p>Va sottolineato che tutte le vittime di questa dura repressione sono state uccise da tiratori scelti dell'esercito israeliano mentre si trovavano nel territorio della Striscia di Gaza, a oltre 50 metri dalla frontiera. Secondo de Villepin, ex primo ministro ed ex ministro degli affari esteri della Repubblica francese, adulti, adolescenti e bambini sono rimasti vittime di questo massacro. </p><p>L'ONG Reporter senza frontiere ha annunciato di aver investito la Corte penale internazionale della questione dei crimini di guerra perpetrati dall'esercito israeliano contro i giornalisti palestinesi. Nella sua istanza Reporter senza frontiere menziona che, in occasione delle manifestazioni organizzate per la "Marcia del Ritorno", i tiratori scelti israeliani hanno sparato deliberatamente su una ventina di giornalisti palestinesi che si trovavano nel territorio di Gaza.</p><p>La Svizzera ha condannato l'uso della forza da parte di Israele nella Striscia di Gaza e ha ricordato la necessità di un'inchiesta indipendente; tuttavia tale presa di posizione è a nostro parere assolutamente insufficiente davanti a tali violenze.</p><p>Il Consiglio federale ha intenzione di:</p><p>1. Sospendere tutte le collaborazioni tra l'Esercito svizzero e l'esercito israeliano fino a quando non sarà noto l'esito dell'inchiesta indipendente?</p><p>2. Sospendere tutti gli acquisti di armamenti prodotti in Israele o prodotti da un'azienda israeliana?</p><p>3. Negli ultimi anni il DDPS ha effettuato circa 25 viaggi l'anno in Israele. Il Consiglio federale ritiene che sia opportuno mantenere una collaborazione così intensa anche quando l'esercito israeliano è unanimemente condannato e si trova confrontato con un'ondata di disapprovazione internazionale?</p><p>4. Il Consiglio federale non ritiene che sia ora di riconoscere uno Stato palestinese come d'altronde lo hanno già fatto 135 Paesi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Non esiste alcuna cooperazione vera e propria tra l'Esercito svizzero e le Forze armate israeliane, ma vi sono piuttosto dei "contatti" per lo più concernenti acquisti già avvenuti o possibili acquisti futuri nonché per lo scambio di informazioni in alcuni ambiti tematici.</p><p>2. Quando la Svizzera esamina l'acquisto di beni d'armamento da Israele, oltre agli aspetti tecnico-militari considera anche gli aspetti inerenti alla politica estera. In questo contesto occorre sottolineare che in determinati settori dell'armamento Israele è tra i Paesi leader a livello internazionale.</p><p>Il Consiglio federale non vede alcun motivo per un drastico cambiamento della prassi. È inoltre noto che la Svizzera non autorizza l'esportazione di materiale bellico verso Israele.</p><p>3. Per quanto riguarda la maggior parte dei viaggi di servizio di collaboratori del DDPS in Israele, si tratta di contatti a livello tecnico in relazione a progetti d'armamento passati o possibili in futuro. Il Consiglio federale ritiene che questi contatti debbano continuare affinché tali progetti possano essere concretizzati in modo corretto ed efficace.</p><p>4. La Svizzera ha condannato l'uso della violenza da parte di Israele nella Striscia di Gaza, ha chiesto il rispetto dei diritti dell'uomo e si è associata alla richiesta di un'inchiesta indipendente da parte dell'ONU. Il Consiglio federale ritiene che i Palestinesi abbiano diritto a un proprio Stato. Reputa inoltre molto importante che tale Stato sia duraturo. Detto questo, come indicato nella risposta dell'11 giugno 2018 all'interrogazione Sommaruga Carlo 18.5392, il Consiglio federale ritiene che un riconoscimento bilaterale della Palestina non sia opportuno nel contesto attuale. Non contribuirebbe a creare una dinamica favorevole al rilancio di un processo di pace credibile fondato su una soluzione negoziata basata su due Stati, con uno Stato palestinese duraturo. Il Consiglio federale continuerà a seguire attentamente la situazione nel Vicino Oriente affinché possa decidere, nel momento in cui lo riterrà opportuno, in merito alla questione di un riconoscimento bilaterale della Palestina.</p>  Risposta del Consiglio federale.