<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di adeguare le basi legali dell'imposizione della famiglia affinché le famiglie che custodiscono esse stesse i propri figli non siano discriminate rispetto alle famiglie che ricorrono alla custodia dei figli complementare alla famiglia.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Secondo la vigente legislazione sull'imposta federale diretta, le spese per la custodia dei figli all'interno della famiglia e quelle per la cura prestata da terzi ai figli non possono essere dedotte.</p><p>Il Consiglio federale condivide l'avviso dell'autore della mozione secondo cui le famiglie in cui i genitori stessi si occupano dei figli e le famiglie che affidano la cura dei loro figli a terzi devono essere trattate fiscalmente allo stesso modo. Il 12 novembre 2008 esso ha quindi incaricato il Dipartimento federale delle finanze (DFF) di elaborare un progetto per la consultazione sullo sgravio fiscale delle famiglie con figli. Oltre al miglioramento dell'equità fiscale orizzontale tra contribuenti con figli e contribuenti senza figli, questa riforma si prefigge per l'appunto di conseguire la parità di trattamento tra custodia dei figli all'interno della famiglia e cura prestata da terzi ai figli.</p><p>Nel quadro dei lavori preliminari per questa consultazione, un gruppo di lavoro istituito dal capo del DFF ha esaminato diverse possibilità per attenuare l'onere fiscale delle famiglie con figli. In questo rapporto del 26 settembre 2008 sullo sgravio fiscale delle famiglie con figli ("Steuerliche Entlastung von Familien mit Kindern", pag. 16 seg.), il gruppo di lavoro ha tuttavia evidenziato che in virtù della vigente legislazione i coniugi con doppio reddito, i cui figli vengono accuditi da terzi, sono penalizzati fiscalmente rispetto a famiglie tradizionali, in cui solo un coniuge esercita un'attività lavorativa mentre l'altro si occupa della custodia dei bambini. I coniugi con doppio reddito hanno un reddito disponibile più basso dei coniugi con un unico reddito nella stessa situazione economica, poiché devono sopportare le spese di cura prestata da terzi ai figli.</p><p>Introducendo una deduzione delle spese per la custodia prestata da terzi ai figli, non vengono discriminate le famiglie che si prendono cura personalmente della prole, bensì viene soppresso lo svantaggio fiscale dei genitori che affidano i loro figli a terzi. I coniugi o i genitori sono quindi liberi di gestire la loro vita famigliare come meglio credono, senza che la loro decisione di occuparsi personalmente dei figli - rinunciando quindi a un'attività lucrativa - oppure di esercitare un'attività lucrativa affidando la cura dei figli a terzi, non venga influenzata dal diritto fiscale. Contemporaneamente viene migliorata la conciliabilità tra famiglia e lavoro.</p><p>Se anche ai genitori che curano personalmente la prole si concedesse un'agevolazione sotto forma di deduzione per la custodia personale dei figli, come si può dedurre dalla motivazione dell'autore della mozione, l'equilibrio dell'imposizione sarebbe nuovamente pregiudicato, per quanto attiene alla parità di trattamento tra i genitori che si occupano personalmente dei figli e coloro che li affidano alle cure di terzi, a scapito dei coniugi con doppio reddito che affidano la cura dei figli a terzi e non soddisferebbe il concetto di tassazione in base alla capacità economica. È vero che i genitori che custodiscono essi stessi i figli o che li affidano a persone all'interno della propria famiglia devono rinunciare a un'attività lucrativa e di conseguenza a un reddito supplementare, ma non devono sopportare spese supplementari che giustificherebbero un ulteriore sgravio. Una deduzione a favore di questa categoria a titolo di cura dei figli comporterebbe quindi una violazione del principio della capacità contributiva.</p><p>L'11 febbraio 2009 il Consiglio federale ha aperto la consultazione. Di conseguenza i partecipanti alla consultazione potranno esprimersi sulla questione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.