<h2>SubmittedText<h2><p>A fronte degli ingenti danni causati dalle inondazioni in diverse regioni della Svizzera, chiediamo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. A quanto stima attualmente l'ammontare totale dei danni?</p><p>2. Quale necessità d'intervento riconosce  a breve, medio e lungo termine sul piano materiale e politico per adottare, nell'ambito delle sue competenze, ulteriori misure di prevenzione?</p><p>3. Le conoscenze acquisite dopo le catastrofi naturali passate, e le misure adottate di conseguenza, hanno consentito di evitare danni ancora maggiori?</p><p>4. Che cosa può fare il Consiglio federale affinché i cantoni allestiscano carte dei pericoli già nei prossimi 2 - 3 anni e non soltanto tra 8 - 10 anni? Quali strategie persegue per colmare le lacune riscontrate nella protezione contro le piene?</p><p>5. Quali aiuti supplementari prevede in particolare al fine di ripristinare tempestivamente le infrastrutture danneggiate e per fornire un sostegno economico alla popolazione colpita?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Le assicurazioni immobiliari cantonali e gli assicuratori privati attualmente stimano i danni dovuti al maltempo a circa 1,85 miliardi di franchi. Gran parte dei danni privati verrà coperta da queste due assicurazioni. I costi di ripristino delle infrastrutture saranno invece a carico dei poteri pubblici. Attualmente è in corso il rilevamento dei danni; prime cifre affidabili saranno a disposizione verso fine ottobre. Con ogni probabilità, l'ammontare dei danni causati dalle inondazioni di quest'estate sarà paragonabile a quello delle intemperie del 1987.</p><p>2. Le opere di prevenzione già realizzate in linea di principio si sono rivelate efficaci e dimostrano che le basi legali per una politica di protezione basata su una gestione integrale del rischio sono sufficienti.</p><p>I maggiori problemi si riscontrano a livello finanziario, e ciò a tutti i livelli: federale, cantonale e comunale. Una politica duratura nel campo della protezione contro i pericoli naturali deve poter contare su basi finanziarie solide e costanti. A livello federale, nel bilancio 2005/2006 e nel piano finanziario 2007-2009 sono a disposizione annualmente circa 60 milioni di franchi per la realizzazione di opere di protezione contro le piene. Gli investimenti vanno effettuati a lungo termine affinché le misure preventive siano efficaci. Di queste misure fanno parte segnatamente la manutenzione dei corsi d'acqua (incl. la cura dei boschi di protezione nonché i provvedimenti intesi ad impedire l'erosione attraverso la cura dei terreni agricoli), la pianificazione del territorio, la realizzazione di opere di protezione e l'allestimento di piani d'emergenza e di intervento (protezione della popolazione).</p><p>Le maggiori difficoltà nell'attuazione dei piani di protezione si riscontrano a livello di utilizzazione del territorio. Aumentare il grado di sicurezza significa prevedere spazi sufficienti per lo scorrimento di fiumi e ruscelli, per il deflusso in caso di piene, lo sfogo di colate detritiche, le aree di deposito di materiale franato e i canali di deflusso. In tal modo è possibile limitare i danni in caso di forti piene. L'esigenza di prevedere sufficienti spazi contrasta con l'attuale utilizzazione del territorio. Al momento di attuare misure concrete, spesso gli interessati non sono infatti disposti a fare concessioni.</p><p>Un congruo grado di sicurezza può essere garantito soltanto attraverso una gestione globale dei rischi, che comprenda la prevenzione (per es. misure di manutenzione e di pianificazione come la realizzazione di aree di deflusso e di opere di protezione, l'organizzazione, la predisposizione di mezzi e piani d'intervento, la formazione), il tempestivo intervento (avvertimento, allarme, informazione, salvataggio, evacuazione) e il ripristino delle strutture (approvvigionamento e sgombero, sistemi di trasporto, comunicazione).</p><p>Le misure di prevenzione devono essere coordinate con tutti gli attori interessati, ossia i proprietari degli immobili, gli assicuratori, i comuni, i cantoni e la Confederazione. Occorre esaminare provvedimenti finalizzati a mettere a disposizione gli spazi necessari nell'ottica della sicurezza (adeguamento delle utilizzazioni, se del caso addirittura smantellamento di edifici in prossimità di passaggi obbligati). Per quanto riguarda le misure d'intervento, occorre accordare ancora maggiore importanza alla tempestiva e possibilmente precisa informazione della popolazione.</p><p>3. Nelle regioni in cui sono state realizzate opere di protezione contro le piene secondo principi moderni, è stato possibile evitare danni di ampia portata. È il caso per esempio del fiume Engelbergeraa e del comune di Sachseln.</p><p>Anche la riorganizzazione dei piani di intervento e di soccorso, avvenuta nel quadro della riforma della protezione della popolazione, rispetto ad eventi passati ha portato ad una maggiore efficacia delle operazioni. Inoltre, a seguito dell'uragano Lothar (1999), Meteo Svizzera ha messo a punto un moderno sistema di allarme "maltempo". I miglioramenti ottenuti sono pure dovuti a un'attuazione sistematica degli insegnamenti e delle esperienze tratte dalle catastrofi naturali verificatesi negli scorsi 20 anni.</p><p>Anche le inondazioni dell'estate 2005 vengono analizzate dai servizi competenti allo scopo di trarne i dovuti insegnamenti. Questo esame, fondato sul modello della gestione integrale dei rischi, richiederà un certo tempo. L'esperienza insegna che l'eliminazione dei danni più palesi dura circa 1-2 anni; gli insegnamenti tratti potranno in seguito essere messi a buon frutto per i progetti susseguenti.</p><p>4. L'allestimento delle carte dei pericoli e, in particolare, la successiva attuazione di misure di pianificazione del territorio, è un processo che non può essere accelerato a piacimento. La messa a punto delle carte spetta ai cantoni e ai comuni. La loro partecipazione diretta al processo è importante in quanto garantisce la presa in considerazione della realtà locale e, di conseguenza, l'accettazione da parte della popolazione. Quest'accettazione è una condizione imprescindibile per l'attuazione delle misure nel quadro dei piani di utilizzazione. In questo contesto, sono le procedure di approvazione dei piani e le possibilità di ricorso a determinare il quadro temporale. I ritardi nella fase di attuazione a livello di pianificazioni territoriale sono di gran lunga maggiori rispetto ai tempi di allestimento delle carte dei pericoli, che potrebbe concludersi entro il 2011. I ritardi sono a volte da attribuire anche alle limitate disponibilità degli esperti che partecipano ai lavori. Sul piano temporale, occorre pertanto cercare una via ottimale per entrambe le fasi procedurali, ossia per l'allestimento delle carte e la loro attuazione. Se confrontata con altri Paesi, la situazione della Svizzera è comunque soddisfacente sia nell'ottica dei tempi che della qualità. Ne è prova l'interesse dimostrato dai Paesi limitrofi nei confronti dei processi in corso in Svizzera.</p><p>La strategia applicata finora per attuare misure preventive in relazione alle lacune riscontrate in linea di principio si è rivelata positiva. L'elemento centrale è costituito da una procedura partecipativa, intesa ad integrare tutti gli attori in un piano globale; quest'ultimo, oltre a garantire protezione contro eventi naturali ricorrenti, consente pure di ridurre notevolmente i danni nel caso di catastrofi imprevedibili di ampia portata. L'obiettivo è di rendere partecipe del processo la popolazione colpita da un evento.</p><p>5. I costi dei danni subiti direttamente dalla popolazione sono coperti in primo luogo dalle assicurazioni e, in casi estremi, dai fondi raccolti dalla Catena della solidarietà. Il rapido ripristino delle infrastrutture è l'aiuto più efficace che i poteri pubblici possono offrire sul piano economico alla popolazione colpita. Come già avvenuto dopo le ondate di maltempo del 1987, 1993, 1999 e del 2000, il contributo della Confederazione consisterà anche stavolta nel sostenere i cantoni nell'espletamento dei propri compiti. Indicazioni dettagliate circa i mezzi finanziari supplementari da devolvere a questo scopo potranno essere fornite soltanto dopo che i cantoni avranno stilato un inventario dei danni.</p>  Risposta del Consiglio federale.