<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Scoprire e sconfiggere in modo permanente l'uso improprio di indicazioni geografiche è estremamente importante per l'economia svizzera. Solo in questo modo, infatti, è possibile evitare che venga compromessa la sua immagine quale simbolo di qualità, che ai suoi prodotti siano attribuite denominazioni prive di connotazioni e che i suoi valori economici, tradizionali e culturali vadano così persi. Per l'economia svizzera, il cui successo sul mercato mondiale e nella concorrenza internazionale è legato più alla qualità che alla quantità dei suoi prodotti tradizionali, le indicazioni geografiche rappresentano uno strumento di marketing determinante, nonché un elemento centrale per lo sviluppo sostenibile e la politica agricola multifunzionale. Soprattutto nelle regioni periferiche, una strategia di produzione e di mercato basata sulla particolare qualità che l'origine geografica e la tradizione locale conferiscono ai prodotti permette di valorizzare e di ottimizzare l'utilizzo economico delle strutture tradizionali e può garantirne la sopravvivenza.</p><p>La Svizzera sostiene quindi attivamente lo sviluppo di una protezione migliore e più efficace delle indicazioni geografiche nell'ambito del ciclo di Doha dei negoziati OMC in corso. L'Accordo TRIPS in vigore prevede due livelli di protezione delle indicazioni geografiche: uno di base, relativo alle indicazioni geografiche di tutti i prodotti (art. 22) e uno aggiuntivo, relativo alle indicazioni geografiche di vini e alcolici (art. 23). La differenza consiste nel fatto che, secondo l'articolo 22, la protezione è accordata soltanto se è dimostrabile un uso improprio di un'indicazione geografica, che tragga cioè in inganno il pubblico o generi concorrenza sleale. L'articolo 23, invece, garantisce la protezione delle indicazioni geografiche per vini e alcolici indipendentemente da qualsiasi uso ingannevole o concorrenza sleale e quindi, fondamentalmente, contro ogni utilizzo di un'indicazione geografica per un prodotto la cui origine non coincide con quella segnalata nella sua denominazione.</p><p>Uno degli obiettivi fondamentali della Svizzera nel quadro dei negoziati in corso consiste nell'ottenere un'estensione alle indicazioni geografiche di tutti i prodotti del livello aggiuntivo di protezione garantito nell'articolo 23. La Dichiarazione di Doha (che stabilisce il programma per il ciclo di negoziati) include anche un mandato per tale estensione. Fino ad oggi, tuttavia, non sono ancora state avviate trattative sostanziali al riguardo perché i membri dell'OMC non hanno raggiunto un accordo sull'esatta portata e sul tono da attribuire alla questione nel quadro dei negoziati. Fin dall'inizio del ciclo di Doha, il Consiglio federale ha chiaramente formulato il suo obiettivo strategico di estendere a tutti i prodotti il secondo livello di protezione delle indicazioni geografiche relativo a vini e alcolici. Al momento, negli organi dell'OMC competenti si discute a fondo sia di come presentare formalmente, nel quadro dei negoziati, la questione dell'estensione del livello di protezione di cui all'articolo 23, sia di come migliorare in generale la protezione delle indicazioni geografiche. Ma, alcuni esportatori agricoli, fondamentalmente molto scettici se non addirittura contrari all'estensione di una tale protezione, continuano ad opporsi all'intenzione di far figurare la questione nell'ordine del giorno dei negoziati di Doha.</p><p>Il Consiglio federale continua, però, a perseguire fermamente l'obiettivo di includere l'estensione della protezione delle indicazioni geografiche in un accordo unico (Single Undertaking) nel quadro dei negoziati di Doha. La gran parte dei membri dell'OMC condivide questa linea di condotta; tra questi, ad esempio, CE, India, Sri Lanka, Tailandia, Bulgaria, Romania, Marocco, Kenya e Cuba. La questione ha gradualmente acquistato sempre più importanza anche per i Paesi in via di sviluppo e, in particolare, per quelli meno avanzati. È infatti stato dimostrato come alcuni dei prodotti provenienti da questi Paesi potrebbero trarre beneficio da un maggiore livello di protezione delle indicazioni geografiche. L'altro fronte è rappresentato soprattutto dai grandi esportatori agricoli come Stati Uniti, Australia, Cile e Argentina, i quali si oppongono all'avvio di trattative formali per l'estensione a tutti i prodotti della protezione delle indicazioni geografiche prevista dall'articolo 23. Per questo, fino ad oggi, la situazione non si è smossa. Si può però considerare di aver fatto un passo avanti con la decisione di fine luglio 2004 del Consiglio generale che sollecita il Direttore generale dell'OMC a proseguire le consultazioni sull'estensione della protezione delle indicazioni geografiche.</p><p>La questione di un'adeguata protezione delle indicazione geografiche è anche oggetto dei negoziati in corso sull'agricoltura. Fin dall'inizio di questi negoziati, la Svizzera ha sottolineato il fatto che l'estensione a tutti i prodotti della protezione delle indicazioni geografiche costituisce una delle condizioni per ottenere delle concessioni nel settore agricolo. Poiché, tuttavia, l'obiettivo è di estendere la protezione delle indicazioni geografiche a tutti i prodotti, resta prioritario per la Svizzera negoziare una tale estensione nel quadro dell'Accordo TRIPS.</p><p>La Dichiarazione di Doha prevedeva, inoltre, che le trattative su un registro multilaterale delle indicazioni geografiche per vini e alcolici si concludessero al più tardi con la quinta conferenza ministeriale nell'ottobre 2003. Alla conferenza di Cancun non si è però raggiunto alcun accordo. Il problema principale consiste nello stabilire se il registro debba avere effetti giuridici o soltanto carattere informativo e se debba essere vincolante per tutti i membri dell'OMC o solo per quelli che vi partecipano. Fin dall'inizio dei negoziati, la Svizzera si è schierata a favore delle proposte della CE e dell'Ungheria di istituire un registro avente effetti giuridici per tutti i membri dell'OMC, affinché si possa effettivamente garantire la protezione delle indicazioni geografiche in esso contenute. Nell'ambito dei negoziati sulle indicazioni geografiche, l'obiettivo primario del Consiglio federale è di ottenere che il livello di protezione aggiuntivo, e più efficace, delle indicazioni geografiche sia esteso a tutti i prodotti.</p><p>Riassumendo, il Consiglio federale ribadisce che la sua posizione nel quadro dei negoziati Doha è di appoggiare con fermezza l'estensione a tutti i prodotti del livello di protezione aggiuntivo di cui godono le indicazioni geografiche di vini e alcolici e di giungere alla stesura di un registro vincolante dal punto di vista giuridico che contenga le indicazioni geografiche di vini e alcolici.</p>  Risposta del Consiglio federale.