<!DOCTYPE html> <html lang="it"><head><meta charset="utf-8"/></head><body><div class="WordSection1"> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td colspan="2" valign="top"> <p class="MsoNormal"> </p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><img alt="" height="47" src="http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&amp;WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&amp;WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&amp;OmnisLibrary=JURISWEB&amp;OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&amp;OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&amp;Parametername=WWWTI&amp;Schema=TI_WEB&amp;Source=&amp;Aufruf=getImage&amp;nF38_KEY=245911" width="46"/></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><img alt="" height="31" src="http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&amp;WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&amp;WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&amp;OmnisLibrary=JURISWEB&amp;OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&amp;OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&amp;Parametername=WWWTI&amp;Schema=TI_WEB&amp;Source=&amp;Aufruf=getImage&amp;nF38_KEY=245912" width="26"/></p> </td> <td valign="top"><a id="X_NOT_ACTUALIZE"></a> <p class="MsoNormal"> </p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Incarto n.<br/> </span>16.2013.33</p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Lugano</span></p> <p class="MsoNormal"><a id="IN_DATA_DECISIONE">16 giugno 2014</a>/jh</p> <p class="MsoNormal"> </p> </td> <td colspan="3" valign="top"> <p class="MsoNormal">In nome<br/> della Repubblica e Cantone<br/> Ticino</p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> <tr> <td colspan="6" valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span>La Camera civile dei reclami del Tribunale d'appello</span></b></p> </td> </tr> <tr> <td colspan="6" valign="top"> <p class="MsoNormal"> </p> </td> </tr> <tr> <td colspan="6" valign="top"> <p class="MsoNormal"> </p> </td> </tr> <tr> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>composta dei giudici:</span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Giani, presidente,</span></p> <p class="MsoNormal"><span>Fiscalini e Stefani</span></p> </td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>vicecancelliera:</span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Jurissevich</span></p> </td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>sedente per statuire sul reclamo del 5 agosto 2013 presentato da</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span> </span></b></p> </td> <td colspan="2" valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span>RE 1</span></b><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> </tr> <tr> <td valign="top"><a id="INIZIO_TESTO"></a> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>contro la decisione emessa il 15 luglio 2013 dal Giudice di pace del circolo di Paradiso nella causa E13-036 (indebito arricchimento) promossa con istanza del </span><span>27 maggio 2013</span><span> da</span></p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable" width="821"> <tr> <td colspan="2" valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td colspan="2" valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span>CO 1</span></b><span>; </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> </tr> <tr> <td valign="top"> <p class="R1"><span> </span></p> </td> <td colspan="2" valign="top"> <p class="R1"><span> </span></p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> <tr> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> </tr> </table> <p class="R1"> </p> <p class="R1">esaminati gli atti</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1">ritenuto</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"><b>in fatto:</b> <b>A. </b>Il 15 novembre 2011 CO 1 ha consegnato a RE 1 fr. 2000.– quale acconto sul prezzo d'acquisto di un'automobile __________. La compravendita del veicolo non si è però perfezionata sicché CO 1 ha chiesto a RE 1 la restituzione dell'acconto, senza esito. </p> <p class="R1"><b> </b></p> <p class="R1"> <b>B.</b> Con istanza del 27 maggio 2013 CO 1 si è rivolto al Giudice di pace del circolo di Paradiso chiedendo di convocare le parti a un tentativo di conciliazione per ottenere il pagamento di fr. 2000.– oltre interessi al 5% dal 30 marzo 2013. All'udienza di conciliazione del 5 luglio 2013 l'istante ha confermato le sue domande e chiesto l'emanazione di una decisione ai sensi dell'art. 212 CPC, mentre il convenuto non è comparso. Statuendo il medesimo giorno, il Giudice di pace ha accolto l'istanza e ha obbligato RE 1 a pagare a CO 1</p> <p class="R1"><b> </b>fr. 2000.– oltre interessi al 5% dal 30 marzo 2013. La tassa di giustizia di fr. 150.– è stata posta a carico del convenuto, tenuto a rifondere alla controparte fr. 100.– a titolo di indennità.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> <b>C. </b>Contro la decisione appena citata RE 1 è insorto a questa Camera con un reclamo del 5 agosto 2013 chiedendone l'annullamento con rinvio della causa al Giudice di pace. Nelle sue osservazioni dell'11 settembre 2013 l'istante ha concluso per la reiezione del reclamo. </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1">Considerando</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"><b>in diritto:</b> <b>1. </b>Le decisioni emanate dal Giudice di pace come autorità di conciliazione ai sensi dell'art. 212 cpv. 1 CPC sono impugnabili con reclamo entro trenta giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 1 CPC; CCR, sentenza inc. 16.2013.34 del 14 ottobre 2013 con riferimento a <span>Honegger </span><span>in: Sutter-Somm/Hasen­böhler/Leuen­berger [curatori], ZPO Kommentar, </span>2ª edizione<span>, n. 10 ad art. 212</span>). Nella fattispecie, la decisione impugnata è pervenuta al convenuto il 23 luglio 2013, durante le ferie giudiziarie (art. 145 cpv. 1 lett. b CPC). Introdotto il 5 agosto 2013 (cfr. attestazione postale sulla busta d'invio) il reclamo è pertanto tempestivo. </p> <p class="R1"><b> </b></p> <p class="R1"><b> 2. </b>Secondo l'art. 320 CPC con il reclamo può essere censurata l'errata applicazione del diritto (lett. a) e/o l'accertamento manifestamente errato dei fatti (lett. b). <span>L'autorità di reclamo esamina con pieno potere di cognizione le censure concernenti l'errata applicazione del diritto – </span>federale<span>, cantonale o estero – da parte del giudice di prime cure. Spetta al reclamante, pena l'irricevibilità del suo reclamo, </span>spiegare in modo conciso in cosa consista la violazione del diritto e su quali punti il giudizio contestato viene impugnato <span>(DTF 134 II 246, consid. 2.1). Per quanto concerne invece i fatti, l'autorità di reclamo ha un potere di cognizione limitato, potendo rivedere i fatti soltanto se essi sono stati accertati in modo manifestamente errato. Anche in tal caso occorre in particolare esporre le critiche in maniera chiara e circostanziata, accompagnandole da un'argomentazione esaustiva. La definizione di “manifestamente errato” corrisponde a quella dell'arbitrio (art. 9 Cost.) nell'apprezzamento delle prove o nell'accertamento dei fatti. </span>Per motivare l'arbitrio non basta criticare semplicemente la decisione impugnata contrapponendole una versione propria, ma occorre dimostrare per quale motivo l'accertamento dei fatti o la valutazione delle prove sarebbero <span>manifestamente insostenibili, in aperto contrasto con la situazione reale, gravemente lesivi di una norma o di un principio giuridico chiaro e indiscusso oppure in contraddizione urtante con il sentimento di giustizia e d'equità (DTF 138 I 51, consid. 7.1). </span>Un apprezzamento delle prove è arbitrario solo quando l'autorità di prime cure abbia manifestamente disatteso il senso e la rilevanza di un mezzo probatorio o abbia omesso, senza fondati motivi, di tenere conto di una prova importante, idonea a influire sulla decisione presa; oppure quando, sulla base degli elementi raccolti, essa abbia fatto delle deduzioni insostenibili (DTF 137 III 234, consid. 4.2 e rinvii). </p> <p class="R1"><b> </b></p> <p class="R1"><b> 3. </b>Il reclamante si duole della lesione del suo diritto di essere sentito per non aver potuto partecipare all'udienza di conciliazione del 5 luglio 2013, il plico raccomandato contenente la relativa citazione non essendogli mai pervenuto. Asserisce che il 1° giugno 2013 si è trasferito da __________ a __________ e che la Posta ha iniziato a recapitargli la corrispondenza al nuovo indirizzo solo dal 21 giugno 2013. </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> <b>a) </b>Per l’art. 138 CPC<b> </b>la notificazione di una citazione è fatta mediante invio postale raccomandato o in altro modo contro ricevuta (cpv. 1) e si considera avvenuta quando l'invio è preso in consegna dal destinatario (cpv. 2). La notificazione si ritiene altresì avvenuta, segnatamente, in caso di invio postale raccomandato non ritirato, il settimo giorno dal tentativo di consegna infruttuoso, a condizione che il destinatario dovesse aspettarsi una notificazione (art. 138 cpv. 3 lett. a CPC). Secondo l'art. 141 CPC la notificazione è fatta mediante pubblicazione nel Foglio ufficiale cantonale o nel foglio ufficiale svizzero di commercio in particolare se il luogo di dimora del destinatario è sconosciuto e non può essere individuato nemmeno con debite, ragionevoli ricerche (lett. a).</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> <b>b)</b> In concreto, dagli atti del Giudice di pace si evince che la busta contenente la citazione del 18 giugno 2013 per l'udienza del 5 luglio 2013 è stata spedita mediante invio raccomandato n. __________ all'indirizzo indicato nell'istanza 27 maggio 2013 da CO 1 quale domicilio di RE 1, ovvero “__________, __________”. Se non che, il recapito è risultato infruttuoso e il plico è stato ritornato alla Giudicatura di pace con la dicitura “il destinatario è irreperibile all'indirizzo indicato”. In tali circostanze, per tacere del fatto che a RE 1 non incombeva l'obbligo di annunciare al Giudice di pace un cambiamento di domicilio, nessun procedimento giudiziario essendo in corso (DTF 134 V 51 consid. 4), la finzione di notifica dell'art. 138 cpv. 3 lett. a CPC non poteva essere opposta al convenuto giacché la fattispecie non può essere assimilabile al caso in cui una raccomandata non viene ritirata dopo il deposito del relativo invito (cfr. <span>Frei </span>in: Berner Kommentar, Schweizerische Zivilprozessordnung, Vol I; Berna 2012 n. 8 ad art. 141; <span>Donzallaz, </span>La notification en droit interne suisse, Berna 2002, pag. 451 n. 917). </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> Ciò premesso, il primo giudice avrebbe quindi dovuto nuovamente notificare la citazione al corretto domicilio o luogo di dimora del convenuto o chiedendo all'istante di fornirgli il nuovo recapito o partecipando egli stesso alle ricerche per individuarlo, interpellando l'Ufficio controllo abitanti dell'ultimo domicilio del convenuto o altri servizi (<span>Frei, </span>loc. cit). Ove le ricerche fossero risultate infruttuose egli avrebbe dovuto procedere per via edittale (art. 141 CPC; <span>Trezzini</span><span> </span>in: Commentario al Codice di diritto processuale civile svizzero, Lugano 2011, pag. 593-597). Ne discende che la notificazione della citazione al precedente domicilio del convenuto ha impedito a quest'ultimo di partecipare all'udienza e di difendersi nella procedura, ciò che configura una lesione del suo diritto di essere sentito (art. 53 CPC). Ciò posto, la decisione impugnata deve essere annullata e l'incarto va rinviato al Giudice di pace, affinché riconvochi le parti a una nuova udienza di conciliazione mediante notifica regolare delle citazione (art. 138 e segg. CPC).</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> <b>4. </b>Le spese processuali seguirebbero la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC). Tenuto conto <span>de</span>i motivi di annullamento del giudizio impugnato si giustifica di rinunciare alla riscossione di spese<span> giudiziarie </span>(art. 107 cpv. 1 lett. f CPC). Non si assegna un'indennità d'inconvenienza in favore del reclamante (art. 95 cpv. 3 lett. c CPC), la stesura del reclamo non avendo verosimilmente comportato dispendi di tempo e spese apprezzabili.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1">Per questi motivi, </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"><b>decide:</b> 1. Il reclamo è accolto. La decisione impugnata è annullata e gli atti sono ritornati al Giudice di pace, affinché proceda nel senso dei considerandi. </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> 2. Non si prelevano spese giudiziarie.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> 3. Notificazione a:</p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="R1"> </p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal">–<span>;</span></p> <p class="MsoNormal">–<span>.</span></p> <p class="MsoNormal"> </p> </td> </tr> </table> <p class="R1"> Comunicazione alla Giudicatura di pace del circolo di Paradiso.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="MsoNormal"><b><span>Per la Camera civile dei reclami del Tribunale d'appello</span></b></p> <p class="MsoNormal"><span>Il presidente La vicecancelliera</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><b><span>Rimedi giuridici</span></b></p> <p class="MsoNormal"><b><span> </span></b></p> <p class="MsoNormal"><span>Nelle cause di carattere pecuniario che non raggiungono il valore litigioso di almeno 30 000 franchi (o almeno 15 000 franchi nelle controversie in materia di diritto del lavoro e di locazione), è ammissibile, entro trenta giorni dalla notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 72 e 74 LTF), solo se la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamen­tale (art. 74 cpv. 2). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.</span></p> </div></body></html>