<h2>SubmittedText<h2><p>All'inizio del 2015 è emerso che i casi in cui medici indirizzano i loro pazienti a determinati specialisti o ospedali dietro compenso sono apparentemente più numerosi di quanto finora stimato.</p><p>1. L'UFSP è a conoscenza di casi del genere?</p><p>2. Sono stati adottati provvedimenti penali? Se no, perché?</p><p>3. Quali possibilità ci sono per perseguire e sanzionare queste pratiche, di comune accordo e sotto l'egida delle associazioni di categoria?</p><p>4. L'abolizione parziale dell'obbligo di contrarre non potrebbe porvi rimedio e quindi migliorare la qualità del sistema sanitario?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La questione dei compensi pecuniari tra fornitori di prestazioni è stata sollevata in diversi interventi parlamentari (Po. Heim 15.3061, Po. Hardegger 15.3062, Ip. Stolz 15.3246 e Ip. Stahl 15.3259). Pertanto il Consiglio federale si permette di rispondere allo stesso modo.</p><p>I fornitori di prestazioni che operano a carico dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie sono obbligati ad agire nell'interesse del paziente e ad attenersi al principio dell'economicità (art. 56 della legge federale sull'assicurazione malattie, LAMal; RS 832.10). Devono rispettare i principi di efficacia, appropriatezza ed economicità sanciti dalla legge, nonché garantire la qualità delle prestazioni fornite. Queste regole si applicano anche quando un fornitore di prestazioni indirizza un paziente a un altro fornitore di prestazioni. Esso deve consigliare il paziente secondo i principi summenzionati, affinché questi disponga delle informazioni necessarie per esercitare il diritto di scegliere liberamente tra un fornitore di prestazioni ambulatoriali o stazionarie. Inoltre i pazienti possono essere indirizzati da un fornitore a un altro unicamente per atti diagnostici o terapeutici necessari. Se chi indirizza un paziente a un altro fornitore di prestazioni dovesse ricevere un compenso per questa sua decisione, l'informazione al paziente ne sarebbe influenzata e sarebbe condizionata da un conflitto d'interessi. Il Consiglio federale ritiene preoccupante ed eticamente discutibile aggirare il diritto degli assicurati alla libera scelta con simili pratiche. Per di più, esse accrescono il pericolo di fornire prestazioni superflue e di esporre i pazienti a rischi inutili.</p><p>Di per sé le agevolazioni - in particolare i vantaggi in denaro o sotto forma di sconti - non sono illegali. Per quanto riguarda la LAMal, la situazione giuridica è chiara: come stabilito all'articolo 56 capoverso 3, i fornitori di prestazioni devono fare usufruire l'assicurato o il loro assicuratore degli sconti diretti o indiretti ottenuti. Il Consiglio federale rinvia al codice deontologico della Federazione dei medici svizzeri (FMH) che, all'articolo 36, vieta la remunerazione o altri vantaggi ottenuti dai medici per l'indirizzamento di pazienti a colleghi o per farsi assegnare singoli atti diagnostici o terapeutici.</p><p>Il Consiglio federale non esercita alcuna vigilanza sui fornitori di prestazioni e pertanto non dispone d'informazioni dirette su casi di compensi pecuniari. Parimenti non è informato sulle dimensioni del fenomeno delle agevolazioni tra fornitori di prestazioni e dei relativi indirizzamenti di pazienti, né sa se sono stati avviati procedimenti penali o se sono state adottate sanzioni. L'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ha sottoposto la questione alle associazioni degli assicuratori, nell'ambito degli incontri che si tengono regolarmente. Gli assicuratori non sono a conoscenza di casi di compensi pecuniari versati per indirizzare un paziente tra un fornitore di prestazioni e l'altro. Il Consiglio federale intende tuttavia continuare a seguire la situazione insieme agli assicuratori e alla FMH.</p><p>La legge sulle professioni mediche (LPMed; RS 811.11) prevede che chi esercita liberamente una professione medica universitaria debba tutelare, nel collaborare con membri di altre professioni sanitarie, esclusivamente gli interessi dei pazienti e operare indipendentemente da vantaggi finanziari (art. 40 lett. e). Con l'articolo 40 LPMed si vuole garantire, in ultima analisi, che il diritto del paziente alla libera scelta di un fornitore di prestazioni ambulatoriali o stazionarie - fatta eccezione per i modelli che limitano questa scelta - non sia compromesso dall'interesse a un vantaggio economico da parte del fornitore di prestazioni. Ogni cantone deve designare un'autorità incaricata di vigilare sulle persone che esercitano liberamente una professione medica universitaria sul territorio cantonale. Tale autorità di vigilanza adotta le misure necessarie affinché siano rispettati gli obblighi professionali (art. 41 LPMed). Alle attività esercitate da dipendenti si applicano le leggi sanitarie cantonali, che prevedono obblighi professionali in larga misura analoghi a quelli della LPMed. L'adozione di misure per riconoscere e sanzionare i compensi pecuniari incombe quindi ai cantoni; questa responsabilità è compatibile con la loro competenza di autorizzare e sorvegliare l'attività dei fornitori di prestazioni. Le autorità federali hanno unicamente l'obbligo di annunciare all'autorità di vigilanza cantonale i fatti che potrebbero costituire una violazione degli obblighi professionali (art. 42 LPMed).</p><p>Se i fornitori di prestazioni sono favoriti da compensi pecuniari, l'assicuratore ha la possibilità di rivolgersi al tribunale arbitrale, secondo l'articolo 89 LAMal, ed esigere la restituzione dello sconto di cui il fornitore di prestazioni non ha fatto usufruire l'assicurato o l'assicuratore, così come previsto dall'articolo 56 capoverso 4 LAMal. In questo caso il tribunale arbitrale fonderà la propria decisione sulle prove concernenti la mancata cessione degli sconti di cui l'assicurato o l'assicuratore avrebbero dovuto usufruire. Anche in un sistema che non prevede il vincolo contrattuale, le prove riguardanti i compensi pecuniari sarebbero necessarie affinché gli assicuratori possano rifiutare d'intavolare trattative contrattuali con un fornitore di prestazioni.</p>  Risposta del Consiglio federale.