<h2>SubmittedText<h2><p>In relazione ai recenti casi di maltrattamento di cavalli in un macello in Australia, pongo al Consiglio federale le seguenti domande:</p><p>1. Intende impegnarsi sul piano internazionale per la definizione di norme di protezione degli animali?</p><p>2. Se sì, come ed entro quando? Se no, perché?</p><p>3. In caso di comprovati maltrattamenti di animali, come è avvenuto nel macello in Australia, quali sono le possibilità d'intervento del Consiglio federale?</p><p>4. Non bisognerebbe sospendere immediatamente l'importazione di carne di animali che hanno subito maltrattamenti?</p><p>5. In questi casi non bisognerebbe rafforzare l'informazione e la dichiarazione in modo che i consumatori siano maggiormente sensibilizzati?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1.-3. Il Consiglio federale è consapevole del problema dei prodotti di origine animale ottenuti violando la protezione degli animali e deplora questo tipo di pratiche. La Svizzera importa carne di cavallo da diversi Paesi, tra cui l'Australia. Poiché, secondo l'allegato 11 dell'Accordo agricolo bilaterale (RS 0.916.026.81), la Svizzera e l'UE formano un unico "spazio veterinario", le partite importate in Svizzera devono soddisfare le stesse condizioni di quelle importate in uno Stato membro dell'UE. La carne è accompagnata da un certificato sanitario ufficiale del Paese terzo, che conferma anche il rispetto delle norme UE e svizzere in materia di protezione degli animali durante la macellazione. Il comportamento del personale del macello ripreso nel filmato dimostra che le norme UE non sono state rispettate. Spetta quindi in primo luogo alle autorità australiane attuare le misure necessarie.</p><p>Il Consiglio federale ritiene inoltre che, indipendentemente dalle misure ufficiali, si debba garantire che gli operatori del mercato (importatori, rivenditori) si assumano le proprie responsabilità, in particolare verificando tutte le condizioni di importazione.</p><p>Il 18 febbraio 2020 l'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) è intervenuto presso le autorità competenti australiane, chiedendo in particolare quali misure siano state adottate per porre immediatamente rimedio alla situazione. Il filmato è stato pubblicato anche in Australia, suscitando una grande eco mediatica. Successivamente è stata istituita una commissione per chiarire la questione. Il dettagliato rapporto della commissione, di cui l'USAV è in possesso, contiene diverse raccomandazioni. Le autorità veterinarie australiane prendono il problema sul serio e hanno ordinato e attuato diverse misure. In particolare, stanno intensificando la sorveglianza e il controllo dei macelli. L'USAV sarà tenuto costantemente informato. Anche la Commissione europea è intervenuta presso le autorità australiane per gli stessi fatti.</p><p>4. In questo caso, un divieto di importazione da parte della Svizzera sarebbe sproporzionato. Come la Svizzera, anche l'Australia dispone di norme severe in materia di protezione degli animali nella macellazione, ma deve applicarle con coerenza e rigore. In caso contrario, i certificati sanitari ufficiali (v. sopra) potrebbero non essere rilasciati. L'USAV consulterà regolarmente la Direzione Generale competente della Commissione europea. In caso di comprovata ulteriore inosservanza delle norme di protezione degli animali, gli stabilimenti inadempienti verrebbero cancellati dall'elenco degli stabilimenti autorizzati (art. 5 del regolamento delegato (UE) 2019/625 della Commissione, del 4 marzo 2019; GU L 131 del 17.5.2019, pag. 18).</p><p>5. Per quanto riguarda l'informazione e la caratterizzazione, occorre precisare che anche nel caso della carne di cavallo, il Paese di provenienza deve essere indicato al momento della consegna. I consumatori possono così decidere consapevolmente se acquistare carne dal Paese in questione.</p>  Risposta del Consiglio federale.