<h2>SubmittedText<h2><p>A inizio novembre un importante studio di consulenza rendeva noto che le due grandi catene svizzere di distribuzione hanno realizzato sostanziali margini di guadagno (le piú alte d'Europa!). A tal proposito chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>- In che misura il Consiglio federale ritiene accettabile che da 10 anni i margini di guadagno dei produttori svizzeri principali fornitori di queste grandi catene di distribuzione diminuiscano di oltre il 20 per cento mentre quelli dei grandi distributori siano aumentati del 10 per cento ?</p><p>- Il Consiglio federale è consapevole che questi margini sono realizzati in parte grazie alla mondializzazione senza riguardi per la natura, i lavoratori, le condizioni e la qualità della produzione ?</p><p>- Essendo questi margini superiori al 33 per cento e toccando persino il 37 per cento, non è forse in contraddizione con le norme della Comco sul monopolio delle imprese ?</p><p>- Se così non fosse il Consiglio federale ha i mezzi per obbligare le grandi catene di distribuzione a ripercuotere tali margini sui produttori e sui consumatori ?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale non ha avuto occasione di prendere conoscenza in modo approfondito dello studio su cui si basa l'interpellanza. Commissionato da un'associazione europea di produttori di articoli di marca, lo studio è stato reso noto in Svizzera dall'organizzazione nazionale omologa. Per i commercianti al dettaglio che, dal canto loro, attribuiscono il livello più elevato dei prezzi in Svizzera ai prezzi d'acquisto superiori, la pubblicazione dello studio riflette le tensioni createsi dalle attuali negoziazioni tra i produttori e i commercianti.</p><p>Fatte queste premesse, il Consiglio federale risponde alle domande dell'autrice dell'interpellanza come segue:</p><p>Il margine lordo indicato sembra risultare dal fatturato realizzato con i consumatori al quale si sottraggono le uscite dei grandi distributori per i loro acquisti. Poiché lo studio si basa sui rapporti di gestione pubblicati, le misure interne adottate dalle grandi catene di distribuzione per quanto concerne la catena di creazione di valore aggiunto potrebbero aver influito in maniera notevole sul margine indicato. Poiché i dati forniti dalla statistica ufficiale non sono sufficienti, non è possibile dare una risposta affidabile alla domanda relativa all'evoluzione dei margini del commercio al dettaglio negli ultimi anni.</p><p>Nel settore dell'agricoltura, l'articolo 27 della legge sull'agricoltura sottopone a monitoraggio i prezzi delle merci influenzati dai provvedimenti di politica agricola della Confederazione. Il monitoraggio viene effettuato dall'Ufficio federale dell'agricoltura (UFAG). Ogni mese viene rilevato lo sviluppo dei margini lordi per i principali prodotti agricoli. Tale margine lordo, detto in modo semplificato, equivale alla differenza tra il prezzo al consumo di un prodotto e il prezzo di produzione della rispettiva materia prima agricola. Per motivi metodologici e di protezione dei dati, i risultati sono pubblicati in maniera aggregata e non azienda per azienda e possono essere consultati sul sito Internet dell'UFAG (vgl. http//www.blw.admin.ch/dokumentation/00844/00859/index.html?lang=de). Nel contesto dell'economia di mercato, non è di competenza della politica indicare quando i margini sono troppo elevati. La politica deve creare una concorrenza nazionale e internazionale sufficiente a esercitare pressione sui margini e a emanare disposizioni di protezione, laddove l'interesse pubblico lo richiede.</p><p>Per quanto concerne l'intensità della concorrenza bisogna ricordare che negli ultimi anni l'autorità in materia di concorrenza si è dovuta occupare ripetutamente del commercio al dettaglio svizzero in seguito a numerose concentrazioni di imprese importanti. Queste sono state però tutte approvate, sebbene in parte vincolate a condizioni che, agli occhi della Commissione della concorrenza, sono il motivo per cui Coop e Migros occupano una posizione dominante collettiva.</p><p>Tali concentrazioni erano tra l'altro legate all'entrata sul mercato di nuovi concorrenti, che hanno indotto i due giganti del commercio al dettaglio svizzero organizzati su base cooperativa a procedere ad adeguamenti sul piano strutturale e dei prezzi, e a lanciarsi nella cooperazione internazionale in materia di acquisti. Il cambiamento della situazione concorrenziale ha quindi avuto ripercussioni anche sui produttori.</p><p>Per il Consiglio federale la risposta all'ultima domanda dell'autrice dell'interpellanza prevede di proseguire l'apertura internazionale e lo sviluppo in materia di diritto dei cartelli, posto in consultazione nel secondo semestre del 2010. </p>  Risposta del Consiglio federale.