<h2>SubmittedText<h2><p>Il 20 aprile 2021 l'Iran è stato eletto nella Commissione per i diritti delle donne dell'ONU con un voto a scrutinio segreto. Secondo il sito <a href="https://unwatch.org/un-elects-iran-to-top-womens-rights-body/">https://unwatch.org/un-elects-iran-to-top-womens-rights-body/</a> , almeno quattro Paesi dell'UE e altri Stati occidentali hanno votato a favore. I Paesi interessati potrebbero essere l'Australia, l'Austria, il Canada, la Finlandia, la Francia, la Germania, la Lettonia, il Lussemburgo, la Norvegia, i Paesi Bassi, il Regno Unito, gli Stati Uniti e la Svizzera.</p><p>Ai sensi e a complemento del postulato 20.4145, secondo cui il Consiglio federale si è dichiarato disposto a redigere un rapporto sulla trasparenza, la coerenza e il coordinamento nel comportamento di voto della Svizzera in seno alle organizzazioni ONU, chiedo all'Esecutivo di spiegare se il comportamento di voto della Svizzera può essere reso noto e se questa decisione può essere motivata. Eleggere un regime come l'Iran in una commissione per i diritti delle donne è dannoso per la credibilità dell'ONU e vi è un interesse pubblico riguardo al comportamento di voto della Svizzera.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale non rende pubblico il suo comportamento di voto per i motivi esposti qui di seguito.</p><p>- Proprio come nell'Assemblea federale svizzera, le elezioni nel sistema dell'ONU sono a scrutinio segreto. Questo per un valido motivo: ogni Paese deve poter esprimere la propria volontà elettorale in modo sovrano e libero, senza dover temere di essere messo sotto pressione da una parte o dall'altra o senza doversi aspettare misure di ritorsione. Di conseguenza, per una questione di principio la Svizzera non comunica il proprio comportamento di voto né pubblicamente né ai Paesi interessati.</p><p>- La non divulgazione del comportamento elettorale è una pratica internazionale consolidata. Non è nell'interesse della Svizzera non seguirla. I Paesi non sostenuti potrebbero vedersi costretti, per ragioni di politica interna o estera, a ripagare la Svizzera con la stessa moneta o a penalizzarla in altri modi. Con l'eccezione del Canada, nessuno dei 15 Paesi citati da UN Watch ha reso pubblico il suo voto nell'elezione della Commissione delle Nazioni Unite sulla condizione delle donne.</p><p>- In molti organismi dell'ONU e in numerose organizzazioni internazionali, i membri o i massimi vertici vengono eletti. La Svizzera, in quanto Stato impegnato a rispettare il principio di universalità nonché sede di numerosi organismi e organizzazioni internazionali, deve poter cooperare con tutti i Paesi o dirigenti eletti, indipendentemente dal fatto che li abbia sostenuti o meno. La divulgazione del comportamento di voto sarebbe dannosa nell'ottica del raggiungimento di questo obiettivo.</p><p>Ogni decisione elettorale presa dalla Svizzera è soggetta a un attento esame individuale in cui la valutazione dell'operato precedente degli Stati candidati svolge un ruolo particolarmente importante. Per questo vengono previamente consultati tutti i servizi dell'Amministrazione federale competenti per l'organizzazione internazionale in questione. In caso di divergenze di opinione, viene presa una decisione al livello gerarchico appropriato.</p><p>La distinzione operata nel sistema dell'ONU tra voti pubblici sulle risoluzioni ed elezioni a scrutinio segreto ha senso. Le risoluzioni vengono infatti votate al termine di un processo aperto di formazione dell'opinione. Nel quadro di tale processo, gli Stati membri dell'ONU possono partecipare attivamente ai negoziati esponendo le loro posizioni. Nel caso delle elezioni, invece, non c'è questo margine di manovra: la Svizzera può solo sostenere o rifiutare le candidature presentate.</p>  Risposta del Consiglio federale.