<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale risponde ai diversi punti sollevati dall'interpellante nel modo seguente:</p><p>1.-3. Swissaid è un partner di lunga data della cooperazione allo sviluppo. La Direzione dello sviluppo e della cooperazione del DFAE (DSC) versa annualmente 6 milioni di franchi circa a Swissaid per sostenere progetti e programmi da essa realizzati nei Paesi in sviluppo. Con questo contributo di programma, la Confederazione non sostiene né il lavoro di informazione, né le attività che Swissaid svolge attraverso i media in Svizzera.</p><p>In quanto fondazione privata indipendente, Swissaid può decidere liberamente nell'ambito del dibattito democratico delle iniziative popolari e delle campagne di votazione. È però escluso un finanziamento pubblico. L'utilizzazione del contributo finanziario della DSC è regolarmente controllata.</p><p>In virtù della legge federale del 21 marzo 2003 sull'ingegneria genetica (art. 1 e 26 cpv. 2), il Consiglio federale si adopera per informare la popolazione e incoraggia il dibattito pubblico sull'impiego delle biotecnologie, come pure sui rischi e i vantaggi impliciti in tale impiego. Il Consiglio federale è tenuto ad adempiere questo mandato informativo anche nel caso presente, relativo all'iniziativa popolare "per alimenti prodotti senza manipolazioni genetiche".</p><p>La DSC ha finanziato la partecipazione dei quattro oratori provenienti da Paesi in sviluppo che hanno preso parte al simposio "Tecnologia genetica nell'agricoltura - cronaca di una catastrofe annunciata?". Il sostegno finanziario della DSC è stato accordato separatamente dal contributo al programma di Swissaid, a condizione che nel quadro del simposio la parola fosse data sia ai sostenitori che agli oppositori del genio genetico e che venissero discusse apertamente le chance e i limiti della tecnologia genetica.</p><p>4. L'ingegneria genetica e i problemi relativi allo sviluppo sono intimamente legati. L'impiego di organismi geneticamente modificati (OGM) pone l'agricoltura dei Paesi in sviluppo di fronte a nuove sfide. In tale prospettiva, questi Paesi devono esaminare se l'utilizzazione di sementi geneticamente modificate è in grado di migliorare la loro sicurezza alimentare e le loro opportunità di sviluppo economico e se la stessa avrà ripercussioni globalmente positive o negative sull'ambiente. Dal punto di vista della politica dello sviluppo, è comunque auspicabile che l'agricoltura dei Paesi in sviluppo possa disporre di un ventaglio di sementi il più ampio possibile. Per questa ragione, il Consiglio federale sostiene lo sviluppo delle capacità pubbliche necessarie per garantire un impiego e un controllo adeguati delle biotecnologie nei Paesi in sviluppo, conformemente alle decisioni adottate sovranamente nei rispettivi Paesi.</p>  Risposta del Consiglio federale.