<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di promuovere l'acquisizione di almeno una lingua ufficiale presso i rifugiati riconosciuti e ammessi provvisoriamente di tutte le fasce d'età. Il rapido apprendimento linguistico costituisce un presupposto essenziale per l'integrazione economica e sociale. I cantoni e i comuni vanno sostenuti nell'offerta di corsi di lingua. Il conseguimento degli obiettivi va controllato sulla base di requisiti qualitativi.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'apprendimento di una lingua nazionale costituisce un criterio centrale per l'integrazione. L'articolo 4 capoverso 4 della legge sugli stranieri (LStr; RS 142.20) esige che gli stranieri si familiarizzino con la realtà sociale e le condizioni di vita in Svizzera, segnatamente imparando una lingua nazionale.</p><p>L'integrazione degli stranieri è un compito comune di Confederazione, cantoni e comuni. Secondo l'articolo 53 capoverso 3 LStr, i tre livelli statali hanno tra gli altri il compito di incoraggiare con mezzi adeguati l'apprendimento della lingua.</p><p>Dal 2008 la Confederazione versa ai cantoni una somma forfetaria una tantum di 6000 franchi per l'integrazione di ogni persona ammessa provvisoriamente o rifugiato riconosciuto o persona bisognosa di protezione con un permesso di dimora. Dal 2014 il versamento di tali importi è vincolato al conseguimento di obiettivi strategici nel quadro di programmi cantonali d'integrazione quadriennali. Il promovimento linguistico rappresenta un settore centrale dei programmi cantonali d'integrazione, in cui le persone ammesse provvisoriamente e i rifugiati riconosciuti costituiscono un importante gruppo target. Nel 2014 i cantoni hanno ricevuto importi forfetari pari a 38,6 milioni di franchi per l'integrazione linguistica e professionale di tali persone, a cui si sono successivamente aggiunti 47 milioni di franchi dovuti all'elevato numero di permessi d'asilo e di ammissioni provvisorie concessi.</p><p>Al fine di aumentare l'efficacia del promovimento linguistico, la Confederazione ha lanciato il progetto "fide | Français, Italiano, Deutsch in Svizzera - imparare, insegnare, valutare", che tra l'altro prevede l'introduzione di standard di qualità (sistema di qualità fide) volti a garantire che i corsi linguistici finanziati dallo Stato adempiano criteri qualitativi vincolanti. Il sistema sarà introdotto dopo una fase di prova che durerà fino a fine 2016. Esso è conforme alle prescrizioni dell'articolo 6 della legge federale sulla formazione continua (LFCo; FF 2014 4503), adottata dal Parlamento, secondo cui la Confederazione e i cantoni possono vincolare la concessione di contributi per la promozione della formazione continua all'adempimento di criteri qualitativi.</p><p>Per sfruttare meglio il potenziale lavorativo già presente sul territorio e integrare più rapidamente le persone ammesse provvisoriamente e i rifugiati riconosciuti, il 18 dicembre 2015 il Consiglio federale ha inoltre preso la decisione di principio di lanciare un programma pilota che preveda la creazione annuale, a partire dal 2018, di 800 a 1000 posti per il promovimento linguistico precoce e i pretirocini d'integrazione. I contributi della Confederazione coprono la metà dei costi. I cantoni e altri partner che attueranno il programma devono contribuire con mezzi propri, dato che a medio e lungo termine beneficeranno anche loro della integrazione più rapida di tali persone. Il programma pilota prevede il coinvolgimento stretto dell'economia e sarà attuato in collaborazione con il settore della formazione professionale.</p><p>Il Consiglio federale ritiene pertanto che i suddetti lavori già adempiano le richieste formulate nella mozione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.