<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel mese di ottobre del 2001 il Consiglio federale si è interessato approfonditamente all'idea sollevata dal postulante. Gli studi eseguiti a quel momento hanno dato i risultati seguenti:</p><p></p><p>1. Di principio una società per azioni può emettere "opzioni" solo in concomitanza con l'emissione di obbligazioni convertibili e obbligazioni ad opzione. Questo avrebbe presupposto che l'avente diritto (nel caso concreto la Confederazione) sarebbe innanzi tutto diventato portatore di obbligazioni della società, dunque creditore della nuova compagnia di volo Crossair con diritto al pagamento degli interessi e al rimborso del capitale (di terzi) che egli ha messo a disposizione.</p><p></p><p>Nel caso di obbligazioni convertibili il creditore ha il diritto di scambiare il suo statuto di creditore con quello di azionista o partecipante.</p><p></p><p>Nel caso di un'obbligazione ad opzione il creditore, oltre alla sua posizione quale portatore di obbligazioni, può acquisire diritti di partecipazione. Pertanto questo "diritto d'opzione" è generalmente munito di un "certificato d'opzione" indipendente.</p><p></p><p>2. La nuova compagnia di volo necessitava di capitale proprio (nuovo capitale azionario) e non di capitale di terzi che l'avrebbe ulteriormente gravata. Una tale forma di capitalizzazione non poteva entrare in linea di conto e non avrebbe aiutato nessuno.</p><p></p><p>Parimenti, l'aumento di un miliardo di franchi del capitale azionario della Crossair, allo scopo di mantenere fino alla fine dell'orario invernale il piano di volo ridotto di Swissair, ha dovuto essere escluso per motivi giuridici. </p><p></p><p>Per la nuova Crossair ciò avrebbe significato una perdita di liquidità mensile di circa 200 milioni di franchi. In cinque mesi (da novembre 2001 fino a marzo 2002) il controvalore del capitale azionario si sarebbe ridotto di un miliardo di franchi svizzeri. Il consiglio d'amministrazione della Crossair non avrebbe accettato in nessun caso questo annacquamento del capitale azionario a svantaggio dei rimanenti investitori della Crossair, perché innanzi tutto, in breve tempo, si sarebbe reso necessario un risanamento della Crossair e perché secondariamente, a queste condizioni, non sarebbe stato possibile trovare alcun investitore privato. Una soluzione di questo genere avrebbe inoltre aumentato sensibilmente il rischio di una presa di controllo dei vecchi creditori di Swissair sulla nuova Crossair e avrebbe condotto a seri problemi di natura di diritto fallimentare.</p><p></p><p>3. I diritti d'opzione, dal canto loro, presuppongono che l'avente diritto sia già azionista. Conformemente all'articolo 652b CO, nel caso di un aumento del capitale azionario, ogni azionista "ha diritto alla parte delle nuove azioni emesse che corrisponde alla sua partecipazione anteriore". Privilegiare certi gruppi di azionisti non è invece ammesso. Quindi anche in questo modo non sarebbe stato possibile raggiungere l'obiettivo desiderato. Per contro sarebbe stato possibile conferire alla Confederazione dei buoni di godimento per le sue "prestazioni" nella creazione della nuova società (segnatamente per la presa a carico dei costi d'esercizio della Swissair per un certo periodo ai fini di un corretto trasferimento alla nuova Crossair). Questi buoni non hanno alcun valore nominale e vengono emessi a favore di persone che "sono in relazione con la società a seguito di una precedente partecipazione finanziaria o quali azionisti, creditori, lavoratori, o per altri motivi analoghi" (art. 657 CO). Mediante i buoni di godimento può essere conferito ai loro titolari soltanto il diritto ad una quota dell'utile risultante dal bilancio o un diritto di opzione per la sottoscrizione di nuove azioni. Un tale trattamento privilegiato della Confederazione, in segno di ringraziamento per gli sforzi profusi nell'azione di salvataggio in occasione dell'operazione di trasformazione, avrebbe tuttavia scoraggiato gli investitori privati. In definitiva, anche limitando nel tempo questi privilegi, questa soluzione sarebbe stata inadeguata.</p><p></p><p>4. Infine rimane la possibilità, discussa nella letteratura e nella prassi, della creazione di cosiddette opzioni semplici (vale a dire opzioni non legate a un prestito) nell'ambito di aumenti condizionali del capitale. Secondo l'opinione di taluni (peraltro controversa), vi sarebbe anche la possibilità, nell'ambito di un aumento condizionale del capitale, anziché di dare opzioni normali dotate del diritto di sottoscrizione di nuove azioni soltanto ai creditori di obbligazioni di prestiti o di obbligazioni simili, di estendere tali diritti d'opzione anche a terzi. Ciò è però solo possibile quando le opzioni emesse in tal modo vengono prima offerte agli azionisti.</p><p></p><p>Se la nuova Crossair si rivelasse redditizia, gli azionisti attuali non vorranno certamente rinunciare ai loro diritti d'opzione. Pertanto, anche questo strumento non è adatto per "indennizzare" la Confederazione per le sue "prestazioni preliminari" nell'ambito della trasformazione di Swissair.</p><p></p><p>In conclusione risulta giuridicamente molto difficile, se non totalmente escluso, per la Confederazione far imputare i prestiti consentiti intesi alla continuazione dei voli della Swissair durante il piano di volo invernale al capitale della nuova società.</p><p></p><p>In occasione della presentazione del suo intervento davanti alla commissione delle finanze del Consiglio nazionale, l'autore del postulato ha indicato che la sua proposta prendeva essenzialmente in considerazione la prospettiva di un futuro aumento del capitale della nuova compagnia e di un mandato di negoziazione del Consiglio federale in tale contesto.</p><p></p><p>Al riguardo bisogna ricordare che il Consiglio federale non intende partecipare a futuri aumenti di capitale della nuova società che andrebbero oltre le decisioni già prese. Al contrario, auspica che la Confederazione riduca e, infine, rinunci alla sua partecipazione in seno alla nuova società, non appena la salute finanziaria di quest'ultima e le condizioni del mercato lo permetteranno.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.