<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale condivide l'opinione che i progressi tecnologici potranno provocare </p><p>trasformazioni fondamentali nella nostra società, e che spetta ai pubblici poteri creare le </p><p>condizioni quadro per mantenere il controllo collettivo di questi sviluppi.</p><p></p><p>Esso è convinto della necessità di valutare le nuove tecnologie e di rafforzare il dibattito </p><p>democratico sui rischi che esse comportano. È opportuno reinserire la scienza nella società </p><p>grazie a una cooperazione rafforzata tra le attuali istituzioni culturali e scientifiche.</p><p></p><p>L'inserimento della scienza nella società e il rafforzamento del dibattito democratico </p><p>permetteranno di creare un clima di fiducia critica che favorirà la stabilità dell'ambiente politico e </p><p>sociale in rapporto alla scienza.</p><p></p><p>La questione è a sapere come queste attività debbano essere organizzate. La tendenza </p><p>internazionale è di evitare lo sviluppo di grandi servizi specializzati e di indurre la comunità </p><p>scientifica a dialogare direttamente con il pubblico. Questo trova espressione innanzitutto negli </p><p>sforzi notevoli e determinanti dei ricercatori delle scuole universitarie, e nel lavoro essenziale </p><p>fornito dalle differenti accademie scientifiche e tecniche.</p><p></p><p>È con questo spirito che il Consiglio federale ha scelto la via esposta nel Messaggio sul </p><p>promovimento della formazione, della ricerca e della tecnologia (98.070).</p><p></p><p>Da un canto, esso ha proposto di creare la fondazione Science et Cité, che, dalla sua </p><p>approvazione dal Parlamento, lavora attivamente al dialogo tra scienza e società.</p><p></p><p>D'altro canto, il Consiglio svizzero della scienza, organo consultivo, è stato riformato ed è </p><p>diventato il Consiglio svizzero della scienza e della tecnologia (CSST). Come previsto dal </p><p>messaggio, esso dovrà orientare la sua attività sull'analisi, la valutazione, la prospettiva delle </p><p>attività scientifiche e tecnologiche e sul loro impatto sulla società. A tal scopo, il CSST baserà le </p><p>sue perizie su un'analisi prospettiva dell'evoluzione della scienza e della tecnologia, </p><p>appoggiandosi alla sua rete di corrispondenti, soprattutto stranieri.</p><p></p><p>Questa riforma si concretizza con la messa in opera di un programma istituzionalizzato di </p><p>Technology Assestment, che ha ricevuto, sotto forma di un centro TA (www.ta-swiss.ch), uno </p><p>statuto permanente e una missione chiara che contempla largamente gli incarichi proposti </p><p>dall'interpellante per il nuovo organo consultivo (Legge sulla ricerca, art. 5a, cpv. 4; RS 420.1). </p><p>Questo centro deve in particolare mettere a disposizione del pubblico e del Parlamento aiuti per </p><p>la decisione ("studi TA") sulla valutazione degli effetti degli sviluppi tecnologici; deve adoperarsi </p><p>per un tempestivo dibattito politico sugli effetti negativi o positivi dello sviluppo scientifico, </p><p>attivando processi partecipativi (ad esempio forum pubblici) che contribuiscano alla formazione </p><p>della pubblica opinione e all'adozione democratica delle decisioni, soprattutto in quei settori nei </p><p>quali l'asimmetria dell'informazione tra esperti e cittadini costituirebbe a lungo termine un </p><p>pericolo per la democrazia.</p><p></p><p>Il Consiglio federale ritiene dunque che con queste tre iniziative - la creazione della fondazione </p><p>Science et Cité, l'ampliamento del mandato del Consiglio svizzero della scienza e della </p><p>tecnologia, e l'istituzione di un centro di TA - i desideri dell'interpellante siano largamente </p><p>soddisfatti. Sarà compito del Consiglio federale e del Parlamento valutare queste decisioni alla </p><p>fine del periodo del messaggio di promovimento, nel 2003, e di prendere, se del caso, misure </p><p>supplementari.</p>  Il Consiglio federale propone di togliere il postulato di ruolo.