<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Qual è la perdita risultante, per i cantoni e la Confederazione nonché per anno fiscale (passato e futuro), dall'adozione della seconda riforma dell'imposizione delle imprese su cui nel febbraio 2008 il popolo è stato chiamato a esprimersi in un referendum?</p><p>2. Qual è la differenza rispetto alle cifre annunciate dal governo e dai fautori di questa riforma al momento dei dibattiti parlamentari e della campagna referendaria?</p><p>3. I dibattiti parlamentari e referendari sono stati gravemente distorti?</p><p>4. Indipendentemente dalle risposte alle domande che precedono, quali conseguenze ci sarebbero se si scoprisse un motivo che distorce gravemente una votazione popolare?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nell'opuscolo sulle votazioni "Spiegazioni del Consiglio federale" le minori entrate della Confederazione imputabili all'attenuazione della doppia imposizione economica e all'imposizione più bassa degli utili di liquidazione erano stimate a 86 milioni di franchi all'anno, mentre le minori entrate previste per i cantoni dovute all'imposizione parziale dei dividendi e al computo dell'imposta sull'utile nell'imposta sul capitale erano valutate al massimo a 850 milioni di franchi all'anno. Queste cifre non prevedevano le minori entrate provenienti dalla sostituzione del principio del valore nominale con il principio degli apporti di capitale. In considerazione delle informazioni sulle riserve aggio nel frattempo pervenute, le minori entrate previste sono ora stimabili in funzione del principio degli apporti di capitale: per la Confederazione risultano minori entrate sul fronte dell'imposta preventiva e dell'imposta sul reddito. Dato che nel 2011 viene rimborsata l'imposta preventiva sui pagamenti di dividendi dell'anno precedente e che a seguito dei rimborsi di capitale effettuati in luogo della distribuzione dei dividendi non affluiscono nuove entrate a titolo di imposta preventiva, per lo stesso anno risultano minori entrate una tantum pari a 1,2 miliardi di franchi. Questo crollo è da ricondurre ai rimborsi, attualmente noti di apporti di capitale, che ammontano a 8 miliardi di franchi e effettuati nel 2011. I 2,8 miliardi di franchi mancanti nelle entrate di quest'anno (35 per cento di 8 miliardi di franchi) sono parzialmente compensati dalla riduzione degli acconti per circa 1,6 miliardi di franchi. Al termine del periodo di rimborso del capitale, queste minori entrate saranno di nuovo controbilanciate da maggiori entrate una tantum pari a 1,2 miliardi di franchi, in quanto a quel momento sarà ridistribuito un dividendo imponibile e non si riscontrerà nessun rimborso imputabile all'anno precedente. Il periodo di rimborso del capitale è la fase in cui il rimborso esentasse a carico delle riserve da apporti di capitale sostituisce il versamento di dividendi imponibili provenienti dagli utili realizzati, fino al momento in cui la riserva da apporti di capitale è completamente esaurita. Fintanto che le imprese si trovano in questa fase, si stima che inizialmente dall'imposta preventiva risulteranno ulteriori minori entrate annuali comprese tra 200 e 300 milioni di franchi per poi diminuire nel corso di questa fase. Le minori entrate sono dovute al fatto che secondo valori empirici, circa il 10 per cento dei proventi dell'imposta preventiva non vengono rimborsati. Per quanto riguarda l'imposta sul reddito, le minori entrate della Confederazione ammontano in un primo tempo a 70-100 milioni di franchi. A prescindere dall'effetto una tantum dell'imposta preventiva, che a lungo termine risulterà nullo, la Confederazione dovrà attendersi a medio termine minori entrate comprese tra 270 e 400 milioni di franchi all'anno, mentre sul fronte dell'imposta sul reddito cantoni e comuni dovranno prendere in considerazione minori entrate di 140-200 milioni di franchi all'anno. Queste stime si basano sui rimborsi attualmente noti di 8 miliardi di franchi all'anno. Non è possibile prevedere come evolveranno i rimborsi nei prossimi anni.</p><p>2. Il Consiglio federale e l'amministrazione non hanno sostenuto che il passaggio al principio degli apporti di capitale non comporti nessuna minore entrata. Dato che prima del 2011 era impossibile quantificare precisamente le minori entrate, il Consiglio federale e l'amministrazione non avevano comunicato e pertanto nemmeno fornito dati al riguardo. Pertanto, nell'ottica del Consiglio federale non si può parlare di una differenza.</p><p>3. L'amministrazione aveva fatto notare che le minori entrate non erano quantificabili, senza tuttavia rilasciare ulteriori commenti. In particolare nell'opuscolo sulle votazioni "Spiegazioni del Consiglio federale" sarebbe stato opportuno ribadire ai cittadini che non era possibile quantificare precisamente le minori entrate dovute al principio degli apporti di capitale. La mancata informazione ha lasciato intendere che le minori entrate dovute all'introduzione di tale principio sarebbero state nulle o trascurabili. Il Consiglio federale se ne rammarica.</p><p>4. L'informazione secondo cui erano da attendersi minori entrate dal principio degli apporti di capitale era contenuta nel messaggio trasmesso al Parlamento, ai numeri 8.1.6. e 8.3.1.2: "Non sono praticamente quantificabili le minori entrate che derivano alla Confederazione e ai cantoni (...) in seguito all'introduzione del principio degli apporti di capitale (...). Si rinuncia perciò a una stima di queste minori entrate." Nell'ambito della campagna che ha preceduto la votazione, la discussione si è focalizzata principalmente su altri temi, segnatamente l'attenuazione della doppia imposizione economica tramite l'imposizione parziale dei dividendi. In confronto a questo argomento, nella documentazione relativa alla votazione è infatti stato dato poco spazio al principio degli apporti di capitale. Non vi era menzione di eventuali minori ricavi. Nessuno ha sollevato o tematizzato la questione riguardante l'ammontare elevato delle riserve da apporti di capitale quale conseguenza degli aumenti di capitale delle società con azioni. Sono stati posti in primo piano gli sforzi profusi per stimare in modo affidabile i minori ricavi della procedura d'imposizione parziale, nonostante l'assenza di basi. Dato che nel frattempo sono stati presentati ricorsi, spetta ora ai Tribunali pronunciarsi sulla fattispecie.</p>  Risposta del Consiglio federale.