<h2>SubmittedText<h2><p>La riforma della formazione di base commerciale, che la SEFRI ha rimandato all'estate 2023, intende garantire ai futuri impiegati di commercio una preparazione efficace e al passo coi tempi, adattando i contenuti alle esigenze del mercato del lavoro. L'effetto però è quello di suscitare ulteriori interrogativi presso gli attori interessati, per i quali diventa difficile pianificare correttamente i nuovi contenuti e garantire una formazione commerciale di alta qualità. I Cantoni, i partner sociali e altri stakeholder criticano la riforma e chiedono maggiore trasparenza. I rappresentanti dei 21 rami di formazione e d'esame e delle scuole professionali devono affrontare grandi cambiamenti e hanno bisogno di tempistiche adeguate. Sebbene tutti siano concordi sulla necessità di una riforma, i pareri sul momento in cui attuarla sono discordanti e le opinioni sull'impatto concreto sono diametralmente opposte.</p><p>Desidero quindi porre le seguenti domande:</p><p></p><p>1. L'eliminazione di alcune materie importanti - come tedesco, inglese, francese, economia e società, informazione, comunicazione e amministrazione - nonché l'abolizione dei profili B ed E non comporterà un abbassamento del livello? Quali misure specifiche sono previste per evitare che ciò accada?</p><p>2. I 13 000 apprendisti che inizieranno il tirocinio nel 2023 non saranno trattati consapevolmente come cavie, mettendo così a rischio il loro futuro professionale?</p><p>3. I lavori pratici che dovranno essere organizzati dalle aziende di tirocinio non rappresentano un'ingerenza eccessiva nell'autonomia delle imprese? In che modo è possibile garantire una pianificazione flessibile della formazione all'interno delle aziende?</p><p>4. In che misura le esperienze compiute nel settore del commercio al dettaglio potrebbero fornire informazioni utili anche per la riforma della formazione di base commerciale?</p><p>5. I direttori delle scuole saranno in grado di pianificare tempestivamente gli orari delle lezioni se, come prevedono le nuove norme, gli ambiti a scelta dovranno essere pubblicati prima dell'inizio del tirocinio ma nel primo anno della riforma (da agosto 2023) saranno resi noti solo nel momento in cui inizierà ufficialmente la formazione? Quale effetto avrà l'abolizione di importanti materie sulla pianificazione del personale nelle scuole professionali?</p><p>6. È prevista una compensazione per l'aumento degli oneri burocratici a carico delle aziende di tirocinio? In cosa consisterà esattamente?</p><p>7. In che modo sarà garantito che, nonostante la riforma, vi saranno ancora abbastanza aziende che offriranno un numero sufficiente di posti per la formazione più popolare della Svizzera?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Con la nuova ordinanza sulla formazione professionale di base per gli impiegati di commercio AFC l'insegnamento delle conoscenze professionali sarà orientato alle competenze operative. Questo cambiamento didattico, che riguarda la maggior parte delle formazioni professionali di base, non implica un abbassamento del livello. Infatti, i contenuti delle lezioni sono definiti sulla base di situazioni tipiche della pratica professionale e quindi assolutamente verosimili. La lingua nazionale del luogo in cui si svolge la formazione e le due lingue straniere (di cui una nazionale) continueranno a essere insegnate ma in un contesto didattico diverso, che consente di agevolare il processo di apprendimento e migliorare l'occupabilità degli apprendisti. L'abolizione dei profili (B ed E) è compensata dalla creazione di due ambiti a scelta. D'ora in poi tutti gli apprendisti impareranno due lingue straniere, mentre finora nel profilo B era obbligatoria solo una lingua straniera. Non vi è quindi nessun abbassamento del livello.</p><p>2/4. I contenuti formativi sono stati definiti dalle associazioni professionali, che conoscono meglio di tutti i bisogni attuali e futuri del mercato del lavoro. In questo modo gli apprendisti saranno attrezzati ancora meglio per lanciarsi nella vita professionale o per specializzarsi una volta conseguito l'AFC. Inoltre, è stato istituito un Comitato di coordinamento nazionale (CCN) sotto la responsabilità dei Cantoni incaricato di garantire l'attuazione della nuova ordinanza nelle migliori condizioni e di sfruttare le sinergie con la nuova formazione del commercio al dettaglio, entrata in vigore nel 2022. Le due professioni, infatti, sono spesso insegnate nelle stesse scuole professionali e il settore commerciale potrà beneficiare delle esperienze compiute nella fase di attuazione.</p><p>3. Così come avvenuto finora, alla fine di ogni semestre le aziende di tirocinio effettueranno i controlli delle competenze. Questo strumento di valutazione, introdotto su richiesta degli attori economici, si è dimostrato efficace. I lavori pratici vengono realizzati nel quadro della formazione di base scolastica per favorire uno sviluppo ottimale delle competenze pratiche che potrebbero mancare alle persone che non seguono la classica formazione duale e si svolgono in azienda oppure in forma virtuale. Inoltre, è possibile prevedere compiti o progetti da far eseguire agli apprendisti in classe o nel loro tempo libero.</p><p>5. All'inizio della formazione, dopo aver consultato la scuola professionale, le parti contrenti si accordano su un ambito a scelta. I due ambiti a scelta previsti dall'ordinanza sono di competenza delle scuole, che possono prevedere una prima parte in comune per sfruttare tutte le sinergie e facilitare l'attuazione. Il CCN ha già elaborato un piano di attuazione indirizzato alle scuole per aiutarle a orientarsi tra le varie opzioni disponibili. La sostituzione dei rami di formazione e d'esame con i campi di competenze non comporta una diminuzione delle ore d'insegnamento nelle scuole professionali, ma s'inserisce nel contesto di una riforma didattica che i docenti e i direttori delle scuole sono in grado di applicare.</p><p>6. Il passaggio alla nuova ordinanza, con tutti i cambiamenti e le novità, rappresenta una fase di transizione e implica sicuramente un aumento degli oneri, che saranno però compensati rapidamente dato che la nuova formazione risponde meglio ai bisogni del mercato del lavoro.</p><p>7. Essendo stata avviata dai settori economici interessati, la riforma soddisfa le attese del mercato del lavoro. Pertanto, la nuova ordinanza non dovrebbe avere come effetto un calo dei posti di tirocinio.</p>  Risposta del Consiglio federale.