<h2>SubmittedText<h2><p>Si incarica il Consiglio federale di sospendere a tempo indeterminato l'introduzione di supplementi volti ad incentivare le energie alternative (art. 15b della legge sull'energia).</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La rimunerazione a copertura dei costi per l'immissione in rete di energia elettrica prodotta a partire da fonti rinnovabili (RIC) è stata decisa dal Parlamento nel quadro di una modifica della legge sull'energia, e concretizzata nel marzo 2008 nell'ordinanza sull'energia. Dal 1° maggio 2008 si applica inoltre la procedura di notifica per i beneficiari della RIC. Attualmente sono in corso i preparativi per la sua attuazione a partire dal 1° gennaio 2009. Il Consiglio federale altro non fa che attuare il mandato del Parlamento; per questo motivo non può sospendere il supplemento, previsto a partire dal 2009, di 0,45 centesemi per chilowattora sul consumo di energia elettrica. Solo il Parlamento sarebbe legittimato a compiere questo passo. La questione rimarrebbe comunque molto delicata, non fosse altro che per la ragione seguente: confidando nel fatto che questo strumento incitativo verrà introdotto all'inizio del 2009 e sarà applicato a tutti gli impianti messi in esercizio il 1° gennaio 2009, numerosi progettisti hanno effettuato ingenti investimenti.</p><p>Il supplemento di 0,45 centesemi per chilowattora influisce tuttavia in misura limitata sugli aumenti tariffari annunciati: una famiglia media, ad esempio, consumando 4500 chilowattora di elettricità all'anno, per la RIC pagherebbe circa 20 franchi. Ciò corrisponde a un onere supplementare mensile inferiore ai 2 franchi. Il Parlamento ha ritenuto che questi costi supplementari siano sostenibili.</p><p>La RIC non costituisce affatto un fattore di concorrenza per l'energia idroelettrica o nucleare. Con la RIC viene infatti incentivata anche l'energia elettrica prodotta con la forza idrica (fino a 10 MW). Unitamente all'energia eolica, fotovoltaica, alla geotermia, alla biomassa e ai rifiuti da biomassa si crea così un notevole potenziale, sinora poco sfruttato, la cui utilizzazione contribuirebbe a un approvvigionamento più sicuro; e ciò non solo perché in tal modo le importazioni di energia dall'estero saranno minori, ma anche perché l'approvvigionamento elettrico del Paese risulterà diversificato. In futuro i costi di produzione dell'energia elettrica da fonti rinnovabili potranno sì diminuire grazie ai progressi tecnologici e alla costante evoluzione del mercato, ma soltanto a condizione di continuare ad incentivare le energie rinnovabili. Infine, affinché le imprese svizzere possano mantenere e rafforzare la loro forte posizione sui mercati internazionali, è necessario anche un mercato indigeno.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.