<h2>SubmittedText<h2><p>Sulla scorta di un'analisi della situazione, nel 2014 l'Ufficio federale della migrazione pare aver inasprito i criteri per i rimpatri verso lo Sri Lanka. Le decisioni d'asilo negative relative a persone provenienti dallo Sri Lanka sono state riesaminate in base al nuovo profilo di rischio. In seguito a questo nuovo esame la quota di riconoscimento delle domande presentate da persone provenienti da questo Paese è aumentata sensibilmente. Ad agosto 2014 la quota di riconoscimento dei cittadini srilankesi era superiore all'80 per cento (agosto 2013: 7 per cento). Tra il 1° gennaio e il 31 agosto 2014 21 persone provenienti dallo Sri Lanka sono rientrate in patria, nello stesso periodo dell'anno precedente erano state 82. Questo allentamento della prassi solleva interrogativi sulla coerenza della prassi svizzera in materia di rimpatri verso lo Sri Lanka. </p><p>1. In seguito alla modifica del profilo di rischio è di fatto bloccata l'esecuzione degli allontanamenti di richiedenti l'asilo respinti verso lo Sri Lanka?</p><p>2. Qual è la prassi in materia di rimpatri verso lo Sri Lanka applicata da altri Paesi europei, in particolare da Germania, Francia, Gran Bretagna, Austria e Canada? Qual è la quota di riconoscimento in questi Paesi?</p><p>3. La nuova ed eccezionalmente elevata quota di riconoscimento dei richiedenti l'asilo srilankesi non comporta una concentrazione di queste persone in Svizzera?</p><p>4. Alla luce di questa elevata quota di riconoscimento, la Svizzera non è particolarmente attrattiva rispetto ad altri Paesi europei, il che comporta un'immigrazione particolarmente elevata di persone provenienti dallo Sri Lanka?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. A marzo 2014 l'Ufficio federale della migrazione (UFM) ha definito una nuova prassi d'asilo e d'allontanamento per lo Sri Lanka, fondata sull'andamento attuale della situazione e improntata sia alle raccomandazioni dell'UNHCR, sia alla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo.</p><p>Attualmente sono trattate in via prioritaria le domande presentate da persone giunte in Svizzera prima del 2010, che hanno lasciato lo Sri Lanka durante o appena dopo la fine della guerra. Per questo gruppo di persone il rischio di esposizione a pericolo della vita, dell'integrità fisica o della libertà è particolarmente elevato. L'adeguamento dei profili di rischio ha quindi comportato un sensibile aumento della quota di protezione.</p><p>Se una domanda d'asilo è respinta, l'UFM continua a considerare l'esecuzione dell'allontanamento verso lo Sri Lanka come in linea di massima ammissibile e, a seconda della regione d'origine, anche ragionevolmente esigibile. Esamina in ogni singolo caso se sussistono ostacoli all'esecuzione. Da fine maggio 2014 non vige più alcun blocco delle esecuzioni. Nell'anno in corso (stato: fine settembre) 22 persone sono ritornate autonomamente in Sri Lanka. Due persone sono state rimpatriate.</p><p>2. Francia, Gran Bretagna e Germania rappresentano, oltre alla Svizzera, i principali Paesi di destinazione dei richiedenti l'asilo di origine sri lankese. Il numero di domande d'asilo presentate da questi cittadini in Austria e in Canada è relativamente esiguo. La quota di protezione varia considerevolmente da uno Stato europeo all'altro. Stando ai dati ufficiali, nel primo semestre del 2014 era pari al 17 per cento circa in Gran Bretagna, e al 53 per cento in Francia e Germania (gennaio-agosto 2014). Nel primo semestre del 2014 la Gran Bretagna ha rimpatriato in maniera coatta in Sri Lanka 69 persone, la Germania tre persone. Nel 2014 la Francia ha eseguito 25 allontanamenti. Di fatto, tuttavia, praticamente tutti i richiedenti l'asilo sri lankesi possono restare in Europa, dato che la maggior parte dei Paesi europei non esegue rimpatri verso lo Sri Lanka a causa della difficile situazione sul piano dei diritti umani.</p><p>3./4. Negli ultimi mesi la Svizzera ha registrato un aumento delle domande d'asilo presentate da cittadini di origine sri lankese. Tuttavia, un quinto degli 845 interessati che quest'anno hanno chiesto asilo in Svizzera soggiornava già nel nostro Paese e ha depositato una nuova domanda in seguito alla modifica della prassi. A titolo di paragone, tra gennaio e agosto 2014 circa 1800 persone di origine sri lankese hanno chiesto asilo in Francia e un migliaio in Gran Bretagna. Nonostante l'aumento constatato, attualmente non è pertanto possibile parlare di una concentrazione di domande d'asilo di persone di origine sri lankese in Svizzera o di una particolare attrattività del nostro Paese.</p>  Risposta del Consiglio federale.