<h2>SubmittedText<h2><p>La Posta obbliga i suoi impiegati nelle filiali a imporre ai clienti prodotti o servizi che non hanno alcun legame con le prestazioni desiderate, li invita ad esempio a stipulare una garanzia di affitto (costituzione in pegno del deposito cauzionale). Da settembre 2022 gli impiegati della Posta sono anche tenuti a invogliare i clienti a fissare appuntamenti per colloqui di vendita con un gruppo assicurativo e da ottobre a organizzare colloqui di consulenza per la Banca Migros. La Posta sfrutta quindi la propria posizione sul mercato. Dato il monopolio parziale, i clienti insoddisfatti da determinati servizi non possono affidarsi a un'altra impresa. È quindi singolare che un'impresa, che indirettamente appartiene al 100 per cento ai cittadini, per ottimizzare gli utili faccia capo a prodotti e servizi di terzi. Inoltre, se gli impiegati sono occupati a offrire e a vendere prodotti e servizi di terzi i tempi di attesa nelle filiali si allungano inutilmente. </p><p>1. Il Consiglio federale non ritiene anch'esso che sia inopportuno che gli impiegati della Posta offrano attivamente in loco ai propri clienti servizi, appuntamenti o prodotti che non hanno alcun legame diretto con le prestazioni desiderate? </p><p>2. È vero che da settembre 2022 gli impiegati della Posta sono tenuti a fissare colloqui di consulenza con la Cassa malati Sympany? Qual è la posizione del Consiglio federale? </p><p>3. È vero che da ottobre 2022 gli impiegati della Posta sono tenuti a fissare colloqui di consulenza con la Banca Migros? Qual è la posizione del Consiglio federale? </p><p>4. In generale cosa ne pensa il Consiglio federale delle aziende di terzi e dei loro impiegati che occupano o presenziano nelle filiali della Posta o in altri punti di accesso per convincere i clienti della Posta ad acquistare i loro prodotti? Secondo il Consiglio federale quali sono i limiti?</p><p>5. Con questa soluzione "shop in shop" della Posta, la cassa malati non aggira il divieto di acquisizione a freddo stabilito nell'accordo settoriale sugli intermediari?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1-4 La Posta Svizzera è tenuta a fornire il servizio universale nel settore dei servizi postali e del traffico dei pagamenti con mezzi finanziari propri. Questo include anche la gestione di una rete capillare di punti di accesso serviti. A lungo termine il graduale calo delle transazioni allo sportello determinato dalla digitalizzazione incalzante mette a rischio il finanziamento autonomo del servizio universale e quindi della rete degli uffici postali. Nel 2021, le perdite della rete postale ammontavano a 68 milioni di franchi. Per contrastare tale tendenza e compensare le perdite di efficienza, da anni la Posta fa evolvere la propria rete di accesso. Per il periodo strategico 2021-2024 la Posta intende ottimizzare ulteriormente gli uffici postali gestiti in proprio, aprendoli alle prestazioni di altri operatori di mercato. Ciò permette di creare sinergie nel settore dei servizi, accrescere l'importanza della rete postale e contribuire positivamente ai risultati. Sono in discussione partner del settore bancario, assicurativo, sanitario e statale. In questo contesto si inserisce la collaborazione con la cassa malati Sympany e la Banca Migros.</p><p>Il 18 dicembre 2020, il Consiglio federale ha adottato gli obiettivi strategici 2021-2024 per la Posta. In questa sede ha affermato che nei prossimi quattro anni si aspetta una stabilizzazione del numero di uffici postali a circa 800, nella misura in cui ciò è economicamente ammissibile. Per quanto riguarda un'eventuale apertura della rete di uffici postali a soggetti terzi, il Consiglio federale si attende che la Posta proponga loro una collaborazione su base non discriminatoria, a condizioni equivalenti e opti per una procedura di selezione trasparente. Come di consueto, i dipartimenti proprietari hanno sottoposto per parere la bozza degli obiettivi strategici anche alle Commissioni dei trasporti e delle telecomunicazioni competenti.</p><p>5. Sulla base dell'articolo 19 capoverso 3 della legge federale concernente la vigilanza sull'assicurazione sociale contro le malattie (LVAMal; RS 832.12) e dell'articolo 31a della legge federale sulla sorveglianza delle imprese di assicurazione (LSA; RS 961.01), gli assicuratori malattie hanno stipulato un accordo di settore sugli intermediari, entrato in vigore il 1°gennaio 2021. Secondo il diritto vigente, gli assicuratori sono gli unici responsabili di questo accordo. Attualmente il Parlamento si occupa del progetto della legge federale sul disciplinamento dell'attività degli intermediari assicurativi (FF 2021 1479) che prevede che il Consiglio federale possa dichiarare obbligatori certi aspetti dell'accordo di settore, ossia quelli concernenti il divieto della pubblicità telefonica senza preavviso nonché la formazione e la remunerazione degli intermediari. Dopo l'entrata in vigore della presente legge, il Consiglio federale valuterà se l'attività degli impiegati della Posta in cui propongono ai loro clienti dei colloqui di consulenza con un assicuratore malattie è conforme ai punti dell'accordo di settore dichiarati obbligatori.</p>  Risposta del Consiglio federale.