<h2>SubmittedText<h2><p>A proposito di uguaglianza davanti alla legge mi viene in mente la battuta secondo cui tutti sono uguali davanti alla legge, ma alcuni lo sono più di altri. Questa introduzione è la migliore possibile alla presente interrogazione. </p><p>Benché sia giusto presupporre che ogni parlamentare comprenda la lingua ufficiale utilizzata dai colleghi, accade troppo spesso che i testi distribuiti ai membri delle commissioni non siano tradotti in francese o che, se tradotti, siano distribuiti all'ultimo minuto. Ovviamente sono cose che di tanto in tanto possono succedere e per le quali i rappresentanti delle minoranze linguistiche hanno comprensione se si tratta di documenti semplici e di poche pagine. È invece totalmente inammissibile che un documento di lavoro di numerose pagine non sia messo a disposizione di tutti i commissari almeno alcuni giorni prima della seduta della commissione e nella rispettiva lingua madre.</p><p>L'ultimo caso si è verificato la settimana scorsa quando i membri francofoni della Commissione della politica di sicurezza del Consiglio nazionale hanno discusso per più di un ora un testo ricevuto cinque giorni prima nella sola versione tedesca con l'indicazione che la traduzione francese era in corso. Il giorno della seduta, l'usciere ha comunicato loro che la traduzione sarebbe stata distribuita durante la giornata. Di fatto, la traduzione è arrivata tre giorni dopo la seduta.</p><p>In attesa del testo francese, i commissari francofoni non hanno potuto fare altro che seguire la lettura e la discussione del testo nella lingua di Goethe. Si tratta di un fatto inaccettabile se si pensa che, secondo informazioni ottenute dall'amministrazione, la discussione di un oggetto è rinviata ad un'altra seduta se per una qualche ragione il testo tedesco non è disponibile. Rinviare la discussione nel caso in cui manchi il testo tedesco, ma tenerla comunque se a mancare è il testo francese costituisce una palese disparità di trattamento.</p><p>Chiedo dunque al Consiglio federale:</p><p>- Intende accettare tali disparità di trattamento fra parlamentari?</p><p>- È diposto ad accettare che documenti corposi non siano messi a disposizione di tutti i parlamentari nella rispettiva lingua madre, tenuto conto che per le discussioni nelle commissioni non è prevista l'interpretazione simultanea?</p><p>- Come intende procedere per evitare in futuro il ripetersi di tali situazioni?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La specificità della Svizzera come Paese multilingue si basa sul fatto che molte lingue sono riconosciute come lingue ufficiali. Il plurilinguismo è dunque un elemento sostanziale della nostra identità, ed è una delle caratteristiche del nostro Stato. È per questo che l'impiego delle lingue ufficiali da parte delle autorità e nelle relazioni con esse deve essere regolato in modo da rispettare tutte le comunità linguistiche del Paese, anche quelle minoritarie.</p><p>La legge sulle pubblicazioni ufficiali prescrive che la pubblicazione nella raccolta ufficiale e sistematica del diritto federale e nel foglio federale avvengano simultaneamente nelle tre lingue ufficiali, cioè in tedesco, francese e italiano. Al momento della decisione del Consiglio federale, le tre versioni sono di principio pronte e le commissioni ne dispongono per i loro lavori.</p><p>Il Consiglio federale considera, come l'autore dell'interrogazione, che non è in linea di massima ammissibile che i deputati siano trattati differentemente a seconda della loro lingua. Ribadisce il suo impegno affinché i documenti trasmessi al Parlamento dall'amministrazione, in particolare alle commissioni parlamentari, siano disponibili simultaneamente nelle lingue ufficiali, ma almeno in francese ed in tedesco. Il Consiglio federale sostiene la diversità culturale e linguistica, che è una delle caratteristiche fondamentali del nostro Stato.</p><p>Constata che il problema sollevato è ricorrente e che la sua soluzione richiede un'attenzione costante come pure una politica volontaristica.</p><p>Negli ultimi anni, diversi interventi dei presidenti dei Consigli o della Delegazione svizzera presso l'assemblea parlamentare della francofonia hanno permesso di abbordare i problemi legati a questa tematica. Gli sforzi intrapresi a seguito di questi interventi consistono in un certo numero di raccomandazioni che sono state fatte ai dipartimenti federali nel quadro della Conferenza dei segretari generali. È stato ricordato ai dipartimenti il principio secondo il quale i documenti destinati alle commissioni parlamentari devono essere presentati in almeno due lingue, cioè in tedesco ed in francese; inoltre che i rappresentanti dell'amministrazione nell'ambito delle commissioni si esprimono nella loro lingua materna e che, quando utilizzano trasparenze per relazioni, queste devono essere redatte nell'altra lingua. Occorre tuttavia anche ricordare che termini ragionevoli devono essere previsti per permettere di effettuare in tempo utile traduzioni di qualità.</p><p>Il Consiglio federale è cosciente che solo gli sforzi combinati dell'amministrazione, delle commissioni parlamentari e dei membri del Parlamento permetteranno di evitare che i rappresentanti delle minoranze siano discriminati e di raggiungere, riprendendo le parole dell'autore dell'interrogazione, l'obiettivo di rendere i rappresentanti delle minoranze altrettanto uguali come quelli della maggioranza.</p>  Risposta del Consiglio federale.