<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di proporre al Parlamento le necessarie basi legali affinché Consiglio federale e Parlamento abbiano la possibilità di non dover impiegare integralmente le eccedenze delle finanze federali per la riduzione del debito, ma che possa destinare la metà all'estinzione del debito e l'altra metà al fondo di compensazione AVS, purché il tasso d'indebitamento netto non superi il 10 per cento del PIL.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Dal 2006 i conti della Confederazione registrano regolarmente eccedenze strutturali e quindi una corrispondente riduzione del debito. Il debito lordo della Confederazione è infatti passato dai 130 miliardi di franchi del 2005 ai 104 miliardi del 2015. Dopo deduzione dei beni patrimoniali, il debito netto ammonta a 71 miliardi di franchi ovvero all'11,1 per cento del PIL. Prima della crescita del debito negli anni Novanta il tasso d'indebitamento netto ascendeva al 7 per cento (1990).</p><p>Il freno all'indebitamento esige almeno un bilancio equilibrato in termini strutturali. La regolamentazione proposta sarebbe perciò da limitare all'impiego delle eccedenze cicliche o strutturali. Dal 2006 al 2015 le eccedenze strutturali sono ammontate in media a 2,8 miliardi di franchi. Circa la metà è riconducibile alle entrate supplementari provenienti dall'imposta preventiva, mentre la restante metà si spiega con uscite al di sotto dei valori di preventivo. In avvenire l'evoluzione sul fronte delle entrate potrebbe però anche subire un'inversione di tendenza. Supponendo che le eccedenze future equivalgano ai residui di credito medi degli anni passati di 1,2 miliardi di franchi, risulterebbe un contributo supplementare di circa 600 milioni di franchi all'AVS. Nel 2015, il contributo annuale della Confederazione all'AVS era di 8,2 miliardi di franchi.</p><p>Secondo le vigenti regole del freno all'indebitamento, le eccedenze strutturali devono essere destinate alla riduzione del debito. L'attuazione della proposta formulata con la mozione presupporrebbe un adeguamento delle prescrizioni legali. Considerando che il freno all'indebitamento prescrive la stabilizzazione nominale del debito e che, dal 2006, tale obiettivo minimo è stato superato, il Consiglio federale sta esaminando se bisogna mantenere le regole attualmente in vigore in materia di freno all'indebitamento oppure se è opportuno effettuare un loro adeguamento. Il Consiglio federale non ha ancora deciso se sottoporre effettivamente al Parlamento tale adeguamento. Alla luce di queste considerazioni sarebbe prematuro concentrare l'attenzione su un impiego parziale dei residui di credito a favore dell'AVS.</p><p>Il Consiglio federale è consapevole della notevole importanza della sicurezza finanziaria della previdenza per la vecchiaia. Per questa ragione ha elaborato la riforma della previdenza per la vecchiaia 2020 che è attualmente oggetto di dibattito parlamentare.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.