<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di esaminare nel modo seguente la richiesta principale di un'imposizione moderata per pensionati, la cui necessità è stata peraltro riconosciuta da tutti i partiti in occasione dell'ultima votazione, evitando una modifica del sistema che il popolo ha respinto: </p><p>1. Le regolamentazioni dei casi di rigore, attualmente molto diverse da cantone a cantone ed estremamente restrittive, potrebbero essere allentate moderatamente in modo che i contribuenti (non solo i pensionati) con redditi modesti non debbano pagare le imposte sul valore locativo o solo su un valore locativo ridotto. La fascia di reddito interessata potrebbe fissarsi tra i 50 000 e gli 80 000 franchi.</p><p>2. La concessione della deduzione per sottoutilizzazione potrebbe venir prescritta in tutta la Svizzera limitandola semmai a tutte le classi sociali sino al "ceto medio". Sebbene corrisponda al "modello" dell'imposizione del valore locativo (LIFD), diversi cantoni continuano a rifiutare questa deduzione.</p><p>Questi principi si fonderebbero sull'articolo 127 capoverso 2 della Costituzione (imposizione secondo la capacità economica) e sull'articolo 108 della Costituzione (promozione dell'accesso alla proprietà) e andrebbero ancorati nella LAID/LIFD o in un altro atto normativo.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il 23 settembre 2012 popolo e cantoni hanno respinto l'iniziativa popolare federale "Sicurezza dell'alloggio per i pensionati", che prevedeva un cambiamento di sistema con diritto di opzione limitato alle economie domestiche di pensionati proprietari di un'abitazione propria. Sull'arco di 13 anni questo è il terzo differente progetto riguardante l'attuale imposizione del valore locativo bocciato dalla maggioranza popolare (iniziativa popolare federale "Abitazione in proprietà per tutti", respinta il 7 febbraio 1999; "Pacchetto fiscale", respinto il 16 maggio 2004). Anche dopo la recente votazione, l'imposizione del valore locativo rimane controversa. Il Consiglio federale si è sempre mostrato aperto a una riforma dell'imposizione della proprietà abitativa, purché fosse equilibrata, di per sé consistente e finanziariamente sopportabile. Per questa ragione sostiene la mozione Streiff-Feller 12.3778, che soddisfa in ampia misura questi requisiti.</p><p>L'autore del postulato vuole percorrere una strada diversa, nel senso che intende incaricare il Consiglio federale di esaminare, sulla scorta dell'attuale imposizione del valore locativo, palliativi per sgravare fiscalmente i proprietari di abitazione a reddito relativamente modesto. A titolo di misura d'accompagnamento vengono menzionati da un canto un'estensione moderata della regolamentazione attuale dei casi di rigore e, d'altro canto, l'inserimento della deduzione per sottoutilizzazione anche nella legge sull'armonizzazione delle imposte (LAID).</p><p>Né la legge federale sull'imposta federale diretta (LIFD), né la LAID contemplano una regolamentazione dei casi di rigore volta a sgravare in maniera mirata le persone il cui valore locativo ammonta a una quota relativamente elevata del loro reddito imponibile. La legislazione di alcuni cantoni prevede tuttavia che il valore locativo possa essere ridotto nell'ipotesi che superi una determinata percentuale dei proventi imponibili determinanti. Attualmente la struttura concreta della regolamentazione dei casi di rigore costituisce quindi una mera questione cantonale. In questo modo si può tenere conto al meglio dei dati di fatto specifici. Una normativa a livello di LAID, vincolante per i cantoni, terrebbe conto in maniera adeguata dell'autonomia dei cantoni soltanto se fosse concepita in termini generali e ne affiderebbe le modalità concrete alle legislazioni cantonali. Un'attuazione come quella proposta dall'autore del postulato sarebbe inoltre consona all'obiettivo unicamente se nel caso dei beneficiari dei casi di rigore si tenesse conto non solo delle condizioni di reddito, ma anche di quelle di sostanza. Una regolamentazione dei casi di rigore in ambito di imposta federale diretta avrebbe dal canto suo un effetto molto ridotto perché essa sarebbe praticamente irrilevante per le persone a condizioni di reddito modeste.</p><p>La deduzione per sottoutilizzazione è ancorata nella LIFD. Una serie di cantoni conosce disposizioni analoghe in ambito di sottoutilizzazione. Tutte queste norme hanno in comune il fatto che questa deduzione intende tenere conto delle condizioni di spazio. Concretamente tale deduzione va concessa unicamente se, in caso di partenza ad esempio di un figlio dall'abitazione di genitori, parti dell'abitazione non più utilizzate rimangono effettivamente vuote. Nel diritto vigente questa misura non si fonda sulle condizioni di reddito e di sostanza dei proprietari di abitazione. Inoltre, la deduzione per sottoutilizzazione comprende anche una componente di politica fondiaria, nel senso che sussidia indirettamente spazi abitabili sovradimensionati. Per questi motivi, il Consiglio federale non ritiene opportuno obbligare imperativamente i cantoni con una disposizione nella LAID. In sintesi il Consiglio federale caldeggia un cambiamento equilibrato di sistema. Esso respinge nondimeno proposte che manterrebbero il sistema attuale, correggendolo e complicandolo però ulteriormente attraverso misure cosmetiche.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.