<h2>SubmittedText<h2><p>Durante la trasmissione di una delle partite di Euro 2008, il collegamento televisivo è improvvisamente saltato per una decina di minuti circa a causa di un'interruzione di corrente. Il cortocircuito è stato ricondotto all'azione di uno scoiattolo introdottosi furtivamente in una cabina di distribuzione dell'energia elettrica ubicata nella zona di Zurigo-Leutschenbach. Alcune settimane prima, un'altra interruzione indesiderata dell'elettricità era stata provocata da una martora penetrata nella sottostazione di Strengelbach.</p><p>Il Consiglio federale ritiene che anche l'edificio e i principali studi della televisione svizzera di Stato - dai quali, in caso di crisi, devono essere trasmesse informazioni importanti alla popolazione - possano essere a rischio di simili incidenti e messi fuori servizio da animali di piccola taglia?</p><p>È possibile e auspicabile proteggere i locali che ospitano importanti impianti di distribuzione dell'energia elettrica dall'intrusione di animali di piccola taglia suscettibili di causare cortocircuiti?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Le imprese che gestiscono impianti il cui funzionamento deve essere garantito anche in caso di interruzione della corrente dispongono di regola di un generatore elettrico d'emergenza (ad es. generatori diesel, batterie) che assicura l'esercizio di detti impianti, anche se dovesse saltare la fornitura pubblica di corrente. I generatori elettrici d'emergenza si trovano, ad esempio, negli ospedali per l'alimentazione delle sale operatorie e delle unità di cura intensiva oppure nelle banche per la sicurezza dei dati.</p><p>Per assicurare e mantenere la continuità delle trasmissioni, per esempio anche in caso di black out elettrici, la televisione svizzera dispone di due centri di trasmissione (playout) completamente ridondanti e indipendenti a livello di ubicazione, ciascuno dei quali dotato di un sistema di alimentazione di emergenza autonomo. L'interruzione delle trasmissioni che si è potuta verificare nonostante queste misure, è stata determinata dal fatto che, per errore, due apparecchiature necessarie alla diffusione dei programmi (DVB-S Multiplexer) non erano collegate all'alimentazione d'emergenza. Ottemperando alla propria funzione di sorveglianza, subito dopo la fine dell'interruzione l'UFCOM è intervenuto presso la SSR. Con lettera del 3 settembre 2008, la SSR ha spiegato in maniera dettagliata le ragioni dell'interruzione e ha illustrato compiutamente come siano state adottate le misure atte ad escludere la possibilità che simili interruzioni si ripetano in futuro.</p><p>2. Ai sensi dell'articolo 20 capoverso 1 dell'ordinanza sulla corrente forte (RS 734.2) gli esercenti degli impianti a corrente forte sono tenuti a prendere le misure atte, per quanto possibile, ad evitare l'accesso alle persone non autorizzate e ad impedire che animali, liquidi o gas nocivi possano penetrare all'interno. Giusta l'articolo 41 dell'ordinanza di cui sopra, la zona d'esercizio di un impianto all'aperto deve essere protetta per mezzo di una recinzione; per gli impianti al chiuso le griglie alle porte, finestre, orifizi di ventilazione e fori di introduzione dei cavi devono impedire l'ingresso di piccoli animali e l'introduzione di oggetti solidi (art. 38 cpv. 5 dell'ordinanza sulla corrente forte). In conclusione, esistono le basi legali che permettono, per quanto sensato e tecnicamente possibile, di proteggere gli impianti elettrici da elementi esterni.</p>  Risposta del Consiglio federale.