<!DOCTYPE html> <html lang="it"><head><meta charset="utf-8"/></head><!DOCTYPE html> <html lang="it"><head><meta charset="utf-8"/></head><body><div class="content"> <div class="para"> </div> <div class="para">Bundesgericht </div> <div class="para">Tribunal fédéral </div> <div class="para">Tribunale federale </div> <div class="para">Tribunal federal </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <table border="0"> <tr> <td> <img height="68" src="https://www.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/clir/http/displayimage.php?id=2016-04-15-6B_241-2016.1&amp;type=gif" width="95"/> </td> <td> <div class="para"> </div> </td> <td> <div class="para"> </div> </td> </tr> <tr> <td> <div class="para">{T 0/2} </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>6B_241/2016 </b> </div> </td> <td> <div class="para"> </div> </td> <td> <div class="para"> </div> </td> </tr> </table> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>Sentenza del 15 aprile 2016</b> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>Corte di diritto penale</b> </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Composizione </div> <div class="para">Giudici federali Denys, Presidente, </div> <div class="para">Eusebio, Rüedi, </div> <div class="para">Cancelliera Ortolano Ribordy. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Partecipanti al procedimento </div> <div class="para">A.________, </div> <div class="para">patrocinata dall'avv. Vinh Giang, </div> <div class="para">ricorrente, </div> <div class="para"> </div> <div class="para">contro </div> <div class="para"> </div> <div class="para">1. Ministero pubblico del Cantone Ticino, Palazzo di giustizia, via Pretorio 16, 6901 Lugano, </div> <div class="para">2. B.________, </div> <div class="para">patrocinato dall'avv. Ignazio Maria Clemente, </div> <div class="para">opponenti. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Oggetto </div> <div class="para">Decreto d'abbandono (coazione sessuale, sfruttamento dello stato di bisogno), </div> <div class="para"> </div> <div class="para">ricorso in materia penale contro la sentenza emanata </div> <div class="para">il 22 gennaio 2016 dalla Corte dei reclami penali del Tribunale d'appello del Cantone Ticino. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>Fatti:</b> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>A.</b> </div> <div class="para">Con decreto del 10 luglio 2015 il Procuratore pubblico del Cantone Ticino ha abbandonato il procedimento penale avviato, tra gli altri, nei confronti di B.________ per titolo di coazione sessuale, violenza carnale, sfruttamento dello stato di bisogno, coazione, lesioni semplici e minaccia. I fatti all'origine del procedimento concernono un rapporto sessuale di gruppo consumatosi il 14 settembre 2011 con il coinvolgimento di A.________. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>B.</b> </div> <div class="para">A.________ ha interposto reclamo contro il decreto di abbandono limitatamente ai reati di coazione sessuale e sfruttamento dello stato di bisogno. Con sentenza del 22 gennaio 2016, la Corte dei reclami penali del Tribunale d'appello del Cantone Ticino (CRP) lo ha respinto. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>C.</b> </div> <div class="para">Avverso questo giudizio A.________ si aggrava al Tribunale federale con un ricorso in materia penale, postulando la riapertura del procedimento penale a carico di B.________ per i reati di coazione sessuale o sfruttamento dello stato di bisogno con l'aggravante di cui all'<span class="artref">art. 200 CP</span>. Chiede inoltre di essere posta al beneficio dell'assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Non è stato ordinato uno scambio di scritti. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>Diritto:</b> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>1.</b> </div> <div class="para">La decisione impugnata conferma il decreto di abbandono e pone quindi fine al procedimento penale. Si tratta di una decisione finale pronunciata in materia penale dall'autorità cantonale di ultima istanza, contro la quale è proponibile il ricorso in materia penale (<span class="artref">art. 78 cpv. 1, <artref id="CH/173.110/80/1" type="start"></artref>art. 80 cpv. 1 e <artref id="CH/173.110/90" type="start"></artref>art. 90 LTF</span><artref id="CH/173.110/80/1" type="end"></artref><artref id="CH/173.110/78/1" type="end"></artref>). Il ricorso è tempestivo e presentato nelle forme richieste (<span class="artref">art. 100 cpv. 1 e <artref id="CH/173.110/42/1" type="start"></artref>art. 42 cpv. 1 LTF</span><artref id="CH/173.110/100/1" type="end"></artref>). </div> <div class="para"> </div> <div class="para">La ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'ultima autorità cantonale. I reati denunciati, ovvero la coazione sessuale (<span class="artref">art. 189 CP</span>), rispettivamente lo sfruttamento dello stato di bisogno (<span class="artref">art. 193 CP</span>) costituiscono delle gravi infrazioni contro l'integrità sessuale, di modo che la decisione impugnata, confermando l'abbandono del procedimento, può influire sul giudizio delle pretese civili dell'accusatrice privata. Considerata la natura dei reati ipotizzati, il generico accenno ricorsuale a pretese di risarcimento e riparazione di cui agli art. 46 seg. CO appare dunque sufficiente a fondare la legittimazione dell'insorgente giusta l'art. 81 cpv. 1 lett. a e lett. b n. 5 LTF (<a class="bgeref_id" href="https://www.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=26&amp;from_date=07.04.2016&amp;to_date=26.04.2016&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F141-IV-1%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page1">DTF 141 IV 1</a> consid. 1.1). </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>2.</b> </div> <div class="para">Dopo aver riportato le risultanze della perizia psichiatrica, la CRP ha ritenuto che quanto successo il 14 settembre 2011 sia da inserire nel contesto dei rapporti esistenti tra la ricorrente e l'opponente. La loro relazione, cominciata nel 2007, aveva natura prevalentemente sessuale, con tra l'altro incontri di gruppo in locali per scambisti e rapporti sessuali a tre. L'insorgente si è sempre dimostrata fortemente dipendente dall'uomo, che cercava di assecondare per paura di deluderlo o perderlo. Tra i due vi sono stati numerosi litigi, seguiti da messaggi elettronici in cui l'insorgente si scusava, manifestava il suo amore, si "offriva" fisicamente (con fotografie esplicite) e, contemporaneamente, proferiva minacce, provocazioni e intimidazioni. Secondo la CRP, il rapporto sessuale di gruppo del 14 settembre 2011 si colloca perfettamente in questa relazione per molti versi ossessiva e morbosa. La ricorrente ha sempre acconsentito liberamente ad avere rapporti con l'opponente e anche con altre persone, partecipando più di una volta a incontri per scambisti. Lei stessa cercava l'uomo, proponendosi in modo assai disinibito. L'opponente però non si era accorto, o non era in grado di accorgersi dei gravi scompensi e delle turbe psichiche di cui ella soffriva, approfittando dell'innamoramento incondizionato che quest'ultima provava nei suoi confronti. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>3.</b> </div> <div class="para">A mente della ricorrente, agli atti figurerebbero sufficienti indizi di reato, tali da giustificare la promozione dell'accusa giusta l'<span class="artref">art. 324 CPP</span> per il titolo di coazione sessuale o sfruttamento dello stato di bisogno. Ritiene in ogni caso applicabile il principio in dubio pro duriore. Alla luce della sua patologia, segnatamente dell'estrema fragilità caratteriale e del suo rapporto di totale sottomissione all'opponente, l'insorgente ritiene che non si potesse pretendere che si opponesse più di quanto fatto agli atti sessuali impostile. Tenuto conto della relazione instauratasi con l'opponente, le modalità con cui si sarebbero svolti i fatti il 14 settembre 2011 adempirebbero i presupposti delle pressioni psicologiche di cui all'<span class="artref">art. 189 CP</span>. A titolo subordinato, sarebbero comunque adempiuti gli estremi del reato di sfruttamento dello stato di bisogno ai sensi dell'<span class="artref">art. 193 CP</span>. La ricorrente si sarebbe prestata agli atti sessuali in ragione del suo stato di estrema prostrazione nei confronti dell'opponente, che avrebbe pesantemente compromesso il suo libero arbitrio. Egli non avrebbe potuto non sapere della sua dipendenza emotiva, che l'avrebbe portata a sopportare qualsiasi cosa pur di stare con lui. Nel ritenere che egli non si fosse accorto dei gravi scompensi dell'insorgente, la CRP avrebbe disatteso buona parte della perizia giudiziaria e di "una valanga di documenti e riscontri di segno opposto". Peraltro, l'opponente l'avrebbe frequentata per diverso tempo e si sarebbe accorto di poterla manipolare a suo piacimento. L'insorgente sostiene di non aver mai voluto partecipare ad atti sessuali di gruppo, in particolare quello consumato il 14 settembre 2011. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>4.</b> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>4.1.</b> Giusta l'<span class="artref">art. 319 cpv. 1 CPP</span>, il pubblico ministero dispone l'abbandono totale o parziale del procedimento se non si sono corroborati indizi di reato tali da giustificare la promozione dell'accusa (lett. a), non sono adempiuti gli elementi costitutivi di un reato (lett. b), cause esimenti impediscono di promuovere l'accusa (lett. c), non possono definitivamente essere adempiuti presupposti processuali o sono intervenuti impedimenti a procedere (lett. d), o ancora se una disposizione legale prevede la possibilità di rinunciare all'azione penale o alla punizione (lett. e). </div> <div class="para"> </div> <div class="para">La questione di sapere se un procedimento penale possa essere abbandonato dal pubblico ministero deve essere vagliata sulla base del principio "in dubio pro duriore", sgorgante dal principio della legalità (<span class="artref">art. 5 cpv. 1 Cost.</span> e 2 cpv. 2 CPP in relazione con gli <span class="artref"><artref id="CH/312.0/319/324" type="start"></artref><artref id="CH/312.0/319/1" type="start"></artref>art. 319 cpv. 1 e 324 CPP</span><artref id="CH/312.0/319/324" type="end"></artref><artref id="CH/312.0/324" type="end"></artref>; <a class="bgeref_id" href="https://www.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=26&amp;from_date=07.04.2016&amp;to_date=26.04.2016&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F138-IV-86%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page86">DTF 138 IV 86</a> consid. 4.2). Esso comporta che, di massima, un abbandono o un non luogo a procedere non possono essere decretati se non quando appaia chiaramente che i fatti non sono punibili o le condizioni per il perseguimento penale non sono adempiute. In quest'ambito, il pubblico ministero e l'autorità di ricorso dispongono di un potere di apprezzamento che il Tribunale federale esamina con riserbo. Per contro, l'accusa dev'essere di principio promossa, nella misura in cui non entri in linea di conto l'emanazione di un decreto d'accusa, quando una condanna appaia più verosimile che un'assoluzione (<a class="bgeref_id" href="https://www.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=26&amp;from_date=07.04.2016&amp;to_date=26.04.2016&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F138-IV-86%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page86">DTF 138 IV 86</a> consid. 4.1.1; <a class="bgeref_id" href="https://www.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=26&amp;from_date=07.04.2016&amp;to_date=26.04.2016&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F137-IV-219%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page219">137 IV 219</a> consid. 7.1-7.2 pag. 226 seg.). Ugualmente, quando la probabilità di assoluzione e di condanna appaiono equivalenti, di massima s'impone la promozione dell'accusa, in particolare se il reato è grave (v. <a class="bgeref_id" href="https://www.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=26&amp;from_date=07.04.2016&amp;to_date=26.04.2016&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F138-IV-86%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page86">DTF 138 IV 86</a> consid. 4.1.2; sentenza 1B_248/2012 del 2 ottobre 2012 consid. 2.6, in RtiD 2013 I pag. 160 segg.). </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>4.2.</b> Le fattispecie di coazione sessuale (<span class="artref">art. 189 CP</span>) e sfruttamento dello stato di bisogno (<span class="artref">art. 193 CP</span>) sono reati intenzionali. Commette con intenzione un crimine o un delitto chi lo compie consapevolmente e volontariamente. Basta a tal fine che l'autore ritenga possibile il realizzarsi dell'atto e se ne accolli il rischio (<span class="artref">art. 12 cpv. 2 CP</span>). Ciò che l'autore sa, vuole o prende in considerazione sono questioni di fatto (<a class="bgeref_id" href="https://www.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=26&amp;from_date=07.04.2016&amp;to_date=26.04.2016&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F141-IV-369%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page369">DTF 141 IV 369</a> consid. 6.3) che vincolano il Tribunale federale (<span class="artref">art. 105 cpv. 1 LTF</span>), a meno che la parte ricorrente dimostri che il relativo accertamento è stato svolto in modo manifestamente inesatto, ovvero arbitrario (<a class="bgeref_id" href="https://www.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=26&amp;from_date=07.04.2016&amp;to_date=26.04.2016&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F141-IV-249%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page249">DTF 141 IV 249</a> consid. 1.3.1 con rinvii; sulla nozione di arbitrio v. <a class="bgeref_id" href="https://www.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=26&amp;from_date=07.04.2016&amp;to_date=26.04.2016&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F140-III-267%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page267">DTF 140 III 267</a> consid. 2.3 pag. 266), o in violazione del diritto ai sensi dell'<span class="artref">art. 95 LTF</span> e che l'eliminazione del vizio può essere determinate per l'esito del procedimento (<span class="artref">art. 97 cpv. 1 LTF</span>). </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>4.3.</b> La CRP ha confermato il decreto di abbandono essenzialmente per difetto dell'aspetto soggettivo del reato, ritenendo che l'opponente non si era accorto, o non era in grado di accorgersi dei gravi scompensi e delle turbe psichiche di cui soffre la ricorrente. Le obiezioni ricorsuali al riguardo risultano meramente appellatorie e quindi inammissibili (<a class="bgeref_id" href="https://www.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=26&amp;from_date=07.04.2016&amp;to_date=26.04.2016&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F141-IV-369%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page369">DTF 141 IV 369</a> consid. 6.3) : non viene spiegato perché le conclusioni dei giudici cantonali siano non solo opinabili, ma addirittura insostenibili e in aperto contrasto con gli atti di causa. L'insorgente infatti argomenta liberamente, opponendo semplicemente la propria tesi a quanto ritenuto nella sentenza impugnata. Abbondanzialmente si può rilevare che, contrariamente a quanto sostenuto nel gravame, la CRP non ha ignorato le risultanze della perizia psichiatrica, ma si è anzi fondata sulla stessa per trarre le sue conclusioni. Se da un lato il perito ha indicato che durante i periodi di franco scompenso psicologico i disturbi che affliggono l'insorgente sono manifesti anche a una "persona normalmente psichicamente dotata senza competenze psicologiche e/o psichiatriche", dall'altro lato ha riferito che nei periodi di compenso psicologico il comportamento della ricorrente può invece apparire come quello di una ragazzina fragile e immatura, facile da influenzare e manipolare. Ha poi aggiunto che la sua modalità comunicativa interpersonale, di natura passiva-aggressiva e seduttiva, non è sempre leggibile a chi entra in relazione con lei. La ricorrente tuttavia non pretende che i fatti si siano svolti in un momento di scompenso psicologico ravvisabile anche a chi non ha competenze in materia. Certo, nel corso dell'inchiesta di polizia giudiziaria, l'opponente ha affermato di pensare che la ricorrente fosse bipolare e che prendesse psicofarmaci. Questo però non vuol ancora dire che si era accorto, o comunque poteva accorgersi della gravità dei disturbi dell'insorgente, idonei a intaccare la sua capacità di determinazione nell'ambito della sfera sessuale rilevata nella perizia psichiatrica. A ciò aggiungasi che, come accertato dalla CRP, è la stessa ricorrente che cercava l'opponente "proponendosi in modo assai disinibito" e con foto esplicite, avendo già partecipato a incontri per scambisti proprio con l'opponente. In simili circostanze, anche ammettendo che questi abbia approfittato della dipendenza dell'insorgente nei suoi confronti, ottenendo da lei l'appagamento delle sue esigenze sessuali, non sussistono elementi per ritenere che abbia commesso intenzionalmente un reato alla sua integrità e libertà sessuale. Di conseguenza, in assenza di dubbi sulla mancata realizzazione dell'aspetto soggettivo dei reati prospettati, la conferma del decreto di abbandono del procedimento da parte della CRP non viola il diritto federale e nemmeno il principio in dubio pro duriore. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>5.</b> </div> <div class="para">Per quanto ammissibile, il ricorso si rivela infondato e va pertanto respinto. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Le conclusioni ricorsuali essendo d'acchito prive di possibilità di successo, la domanda di assistenza giudiziaria non può essere accolta (<span class="artref">art. 64 cpv. 1 LTF</span>). Tuttavia, tenuto conto della situazione finanziaria dell'insorgente e delle particolari circostanze del caso, si rinuncia in via eccezionale ad addossare alla ricorrente soccombente le spese giudiziarie (<span class="artref">art. 66 cpv. 1 LTF</span>). Non essendo stato ordinato uno scambio di scritti, non v'è spazio per il riconoscimento di ripetibili (<span class="artref">art. 68 LTF</span>). </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b> Per questi motivi, il Tribunale federale pronuncia:</b> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>1.</b> </div> <div class="para">Nella misura in cui è ammissibile, il ricorso è respinto. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>2.</b> </div> <div class="para">La domanda di assistenza giudiziaria è respinta. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>3.</b> </div> <div class="para">Non si prelevano spese giudiziarie. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>4.</b> </div> <div class="para">Comunicazione ai patrocinatori delle parti, al Ministero pubblico e alla Corte dei reclami penali del Tribunale d'appello del Cantone Ticino. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Losanna, 15 aprile 2016 </div> <div class="para"> </div> <div class="para">In nome della Corte di diritto penale </div> <div class="para">del Tribunale federale svizzero </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Il Presidente: Denys </div> <div class="para"> </div> <div class="para">La Cancelliera: Ortolano Ribordy </div> </div></body></html></html>