<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale riconosce le difficoltà delle numerose imprese del settore industriale e si rende conto delle preoccupazioni che assillano i rappresentanti politici e gli operatori economici dell'Arco giurassiano, regione il cui profilo demografico è poco dinamico. In questa regione che dipende fortemente dalle esportazioni e dall'indotto, le fluttuazioni congiunturali si fanno normalmente sentire in modo più marcato che nel resto del paese. La Tornos di Moutier ne é la prova più tangibile: "costretta" ad assumere nuovo personale per fare fronte al crescente volume delle vendite, ha poi dovuto procedere a licenziamenti in massa di fronte al crollo del mercato. Le conseguenze sul mercato del lavoro non si sono fatte attendere: nel 2001 il tasso di disoccupazione nel distretto di Moutier era pari all'1,4%; a fine 2002 aveva raggiunto quota 4,5%. Il Consiglio federale è disposto a sostenere gli sforzi delle regioni interessate, in particolare tramite la concertazione delle regioni di montagna, ma è dell'opinione che un Piano Marshall non sia la risposta piú idonea.</p><p>1 Piano Marshall</p><p>Il Consiglio federale ritiene la situazione seria e ne osserva con attenzione gli sviluppi. Tuttavia, la situazione appare diversa a seconda della delimitazione geografica considerata. Nelle regioni che ospitano le industrie orologiere, la situazione ha subito deterioramenti molto meno drammatici. Nel dicembre 2002, il tasso di disoccupazione per l'Arco giurassiano fra i distretti di Thal e Balsthal era del 3,3% ovvero molto al di sotto del valore registrato nel 1997 e comunque inferiore alla media nazionale pari al 3,6%. L'attuale situazione non può essere paragonata a quella delle regioni devastate dalla guerra che vennero aiutate mediante il "piano Marshall". </p><p>Il Consiglio federale non ritiene auspicabile sostenere in forma diretta singole imprese. Un aiuto finanziario diretto contravverrebbe a diversi impegni internazionali della Svizzera e non aiuterebbe a risolvere i problemi riconducibili, almeno in parte, al rallentamento della congiuntura e all'assenza di investimenti. Occorre invece impegnarsi per rendere più competitiva la nostra economia, puntando maggiormente sulla ricerca e sulla formazione e facilitando il trasferimento tecnologico verso le medie e piccole imprese. Maggiori sforzi sono necessari anche in materia di politica regionale, cosa che il Consiglio federale sta già facendo nel quadro del sostegno a favore delle zone di rilancio economico il cui obiettivo è dare vita a nuove attività economiche e a nuove imprese.</p><p>2 Mezzi finanziari a favore delle zone di rilancio economico</p><p>Nella sua risposta alla mozione Berberat (02.3343), il Consiglio federale ha sottolineato che le rimanenze dei crediti d'impegno a sostegno di misure a favore delle zone di rilancio economico sono sufficienti e che, al momento, non sono necessari mezzi supplementari per nuovi crediti.</p><p>3 Specialisti</p><p>Il decreto federale del 6 ottobre 1995 in favore delle zone di rilancio economico prevede quali prestazioni alle singole imprese la concessione di fideiussioni, di contributi al servizio dell'interesse e di agevolazioni fiscali; non è dunque possibile mettere a disposizione del personale specializzato.</p><p>4 Soluzioni alternative ai licenziamenti</p><p>In generale, vale il principio secondo cui la ricerca di alternative socialmente accettabili ai licenziamenti spetta, in linea di massima, alle parti sociali. I provvedimenti elencati sono incompatibili con la legge sull'assicurazione contro la disoccupazione (LADI), il che esclude la possibilità di un cofinanziamento da parte dell'assicurazione contro la disoccupazione. L'articolo 110a consente all'ufficio di compensazione, previa consultazione della commissione di sorveglianza, di autorizzare progetti pilota di durata limitata deroganti alla legge. Tali progetti possono essere autorizzati sempreché servano a sperimentare nuovi provvedimenti inerenti al mercato del lavoro oppure promuovano la flessibilizzazione dell'orario di lavoro per mantenere posti di lavoro o crearne di nuovi. I progetti realizzati ai sensi di questo articolo devono però soddisfare i criteri definiti dalla commissione di sorveglianza dell'assicurazione contro la disoccupazione. Fra questi criteri vi è quello dell'"unicità" del progetto - caratteristica intrinseca alla natura stessa del progetto pilota - nonché quello della durata relativamente limitata della partecipazione finanziaria dell'assicurazione contro la disoccupazione (risultati riconoscibili devono essere ottenuti in tempo utile). Queste condizioni dimostrano il carattere sperimentale dell'articolo 110a LADI e nel caso della Tornos non sono soddisfatte. I progetti pilota realizzati finora conformemente all'articolo in questione, che prevedevano l'attuazione delle misure proposte, non hanno sortito risultati convincenti e non sono pertanto stati integrati nel diritto ordinario. Nei casi menzionati è evidente che, all'occorrenza, il seco collabora con i Cantoni e gli interlocutori sociali interessati per adottare misure adeguate nell'ambito della LADI e per consentire ai lavoratori colpiti dalla disoccupazione di continuare ad esercitare la loro professione. Così, nel caso della Tornos, è stato aperto nei locali dell'impresa, sotto la responsabilità dei Cantoni interessati e in collaborazione con il seco, un centro di consulenza interno all'azienda che continuerà ad operare fino alla fine di marzo del 2003. Esso offre ai disoccupati tutta la necessaria assistenza affinché essi possano trovare rapidamente un nuovo posto di lavoro e possano acquisire le qualificazioni richieste.</p><p>5 Legge sull'assicurazione contro la disoccupazione</p><p>Conformemente alle disposizioni in materia di indennità per lavoro ridotto (art. 47 OADI), il diritto all'anzidetta indennità sussiste anche quando il datore di lavoro utilizza completamente o parzialmente il tempo di lavoro soppresso per il perfezionamento professionale dei lavoratori colpiti. A tal fine, il datore di lavoro necessita unicamente del consenso del servizio cantonale, il quale lo concede se le condizioni enunciate nell'articolo menzionato sono soddisfatte. Nella revisione dell'OADI, questo articolo verrà ripreso invariato.</p><p>6 Conservazione del know-how</p><p>Non può essere compito del Consiglio federale quello di adottare specifiche misure per la conservazione del know-how industriale in alcune regioni. Semmai, tali misure devono essere realizzate dalle regioni interessate.</p><p>7 Programmi di formazione interni alle imprese</p><p>Stando alla legge federale del 19 aprile 1978 sulla formazione professionale (LFPr), la Confederazione non può erogare contributi alle imprese per finanziare i loro programmi di formazione. Neppure la nuova legge sulla formazione professionale (nLFPr), approvata dal Parlamento il 13 dicembre 2002 e non ancora in vigore, prevede modifiche in tal senso.</p><p>Nel quadro della LADI sono stati messi a punto dei provvedimenti inerenti al mercato del lavoro (PIML) il cui obiettivo è contribuire, nel quadro della formazione e del perfezionamento, alla conservazione e al rafforzamento del capitale umano. Anche se si tratta di provvedimenti idonei a soddisfare le esigenze del mercato del lavoro, la LADI ne consente il finanziamento solo se vi è un'effettiva minaccia di soppressione di posti di lavoro. I PIML sono strumenti il cui obiettivo è prevenire la disoccupazione imminente e combattere quella esistente (art. 1a cpv. 2 LADI). Essi devono migliorare l'idoneità al collocamento (art. 59 cpv. 3) e consentire la reintegrazione duratura delle persone assicurate nel mercato del lavoro primario. Nel quadro dei provvedimenti a favore di persone minacciate dalla disoccupazione (art. 98a OADI), l'assicurazione contro la disoccupazione può partecipare al finanziamento delle misure collettive intese a consentire la conservazione del posto mediante il perfezionamento professionale o a trovare un nuovo impiego prima della scadenza del termine di disdetta. I provvedimenti in questione vanno elaborati con il servizio cantonale competente nel quadro delle possibilità definite e sottoposte per approvazione al seco. In genere i servizi cantonali competenti adottano le misure seguenti:</p><p>- autorizzazione delle indennità per lavoro ridotto al fine di preservare posti di lavoro;</p><p>- corsi (bilancio professionale, tecniche per la presentazione di candidature e offerte di lavoro) già durante il termine di disdetta;</p><p>- provvedimenti destinati in modo specifico ai lavoratori anziani per i quali si delinea una disoccupazione di lunga durata con successivo esaurimento del diritto alle indennità di disoccupazione (queste misure sono interamente finanziate dal Cantone);</p><p>- provvedimenti speciali per gli apprendisti licenziati (in collaborazione con l'ufficio cantonale della formazione professionale), affinché essi possano trovare un nuovo posto di tirocinio senza interrompere la formazione.</p><p>8 Offensiva sul fronte della formazione</p><p>Il Consiglio federale non è disposto a lanciare di sua iniziativa un'importante offensiva sul fronte della formazione a favore di una singola parte del paese. Una valida alternativa potrebbe essere quella di un programma per il coordinamento di varie misure formative, elaborato da un'istituzione regionale e sovraziendale dell'Arco giurassiano, conformemente:</p><p>a) alla legislazione cantonale in materia di formazione;</p><p>b) alla legge federale del 25 giugno 1982 su l'assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione e l'indennità per insolvenza (LADI);</p><p>c) alla LFPr rispettivamente nLFPr;</p><p>d) alla legge federale del 30 settembre 1954 sulle misure preparatorie intese a combattere le crisi e a procurare lavoro;</p><p>e) alla legge federale del 14 dicembre 2001 che promuove l'impiego delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione nelle scuole;</p><p>f) alla legge federale del 6 ottobre 1995 sulle scuole universitarie professionali (LSUP).</p><p>In fase di elaborazione di tale programma, la Confederazione potrebbe sostenere gli operatori regionali, nel quadro della sua politica regionale, sia attraverso misure d'accompagnamento alla legge federale sull'aiuto agli investimenti nelle regioni montane sia mediante gli aiuti finanziari sovraziendali introdotti recentemente con il decreto federale in favore delle zone di rilancio economico. </p><p>9 Mantenimento del servizio pubblico e decentralizzazione dell'amministrazione</p><p>Come già anticipato nella risposta all'interrogazione ordinaria Rennwald "Trasferimento nel Giura dell'Ufficio federale per l'uguaglianza" (02.1023), il Consiglio federale ha incaricato un gruppo interdipartimentale di redigere un rapporto sulla decentralizzazione per rispondere al postulato Pfisterer "Centri di servizi regionali dell'Amministrazione federale" (02.3065) e alla raccomandazione Lombardi "Decentralizzazione degli Uffici federali: iniziare da Aarau e Friburgo" (02.3377). Detto gruppo di lavoro deve esaminare le proposte contenute negli interventi citati per poi chiarire gli aspetti e i problemi legati ad un'ulteriore decentralizzazione dell'amministrazione federale, tenendo conto in particolare dei criteri dell'efficacia e dell'economicità dell'amministrazione. Sulla base di questo rapporto, il Consiglio federale intende innanzitutto fare il punto della decentralizzazione dell'amministrazione federale e procedere successivamente ad una sua valutazione. In effetti non è che sulla base di una panoramica generale della ripartizione geografica degli impieghi della Confederazione che si potrà decidere in merito ad un'ulteriore decentralizzazione che sia equamente distribuita fra i Cantoni e risponda ai criteri dell'efficacia e dell'economicità della gestione pubblica.</p><p>Per quanto riguarda il mantenimento del servizio pubblico, la decisione circa la creazione di nuovi posti di lavoro non spetta al Consiglio federale bensì alla direzione operativa della Posta, delle FFS e della Swisscom. Tra il 1991 e il 1998, le tre ex regie federali hanno dovuto sopprimere nei Cantoni appartenenti all'Arco giurassiano, ovvero JU, NE e BL, un numero di posti di lavoro superiore alla media nazionale (-12,9%). Tuttavia, fra il 1998 e il 2001, tali smantellamenti hanno potuto essere compensati in parte grazie a nuovi posti di lavoro (+7,0%; media svizzera: -1,1%).</p><p>La Posta, le FFS e la Swisscom sono consapevoli dei problemi che la soppressione di posti di lavoro causa soprattutto nelle regioni periferiche e per questo si impegnano regolarmente insieme alle autorità cantonali e alle regioni nella ricerca di nuove soluzioni. Questa è anche la ragione per la quale rappresentanti delle tre ex regie federali hanno presenziato, sin dall'inizio, al comitato direttivo preposto all'applicazione del decreto federale dell'agosto 2000 ("Misure limitate nel tempo per far fronte agli eventuali effetti negativi della liberalizzazione a livello regionale"). In questo modo si intende, fra l'altro, garantire il migliore coordinamento possibile fra politica regionale e politica d'assetto del territorio.</p><p>Che lo sviluppo di nuovi progetti finalizzati alla creazione di posti di lavoro in zone periferiche non avvenga sempre senza problemi, lo dimostra l'insediamento di un centro di vendita diretta di Postfinance a Delémont. Il progetto iniziale che prevedeva la creazione, a medio termine, di una cinquantina di nuovi posti di lavoro a Delémont ha dovuto essere modificato proprio per la difficoltà di reclutare sul posto un numero sufficiente di persone; conseguentemente il progetto è stato realizzato coinvolgendo anche la città di Bienne. </p><p>10 Investimenti nelle vie di comunicazione</p><p>Vista la sempre crescente mobilità, collegamenti fitti e funzionali con la rete stradale e ferroviaria nazionale e internazionale costituiscono un presupposto centrale per un effettivo sviluppo regionale. I diversi progetti stradali e ferroviari menzionati dall'autore dell'interpellanza e che avranno il merito di potenziare l'attrattiva dell'Arco giurassiano si trovano in diverse fasi di pianificazione e realizzazione. </p><p>Per quanto riguarda il collegamento ferroviario Delle-Belfort, si sta attualmente esaminando se esso debba essere inserito nel progetto del raccordo alla rete ferroviaria europea ad alta velocità; detto collegamento sarà l'oggetto di una procedura di consultazione nella primavera del 2003. Il progetto del 3° binario fra Glovelier e Delémont presenta ancora problemi irrisolti di natura tecnica e finanziaria che necessitano di ulteriori accertamenti.</p><p>In questi ultimi anni, il progetto di costruzione della Transjurane è stato fortemente sostenuto dalla Confederazione che intende portarlo a termine secondo il programma stabilito. Tuttavia, i previsti tagli al bilancio e al piano finanziario si ripercuoteranno anche su questo progetto che dovrà altresì fare i conti con le priorità delle politiche dei trasporti e con le possibilità finanziarie dei Cantoni Berna e Giura. L'ufficio federale competente sta attualmente elaborando il 7° programma pluriennale per la costruzione delle strade nazionali. In questo contesto verrà esaminato l'obiettivo dell'interpellanza. Il Consiglio federale licenzierà il programma nel corso dei prossimi mesi.</p>  Risposta del Consiglio federale.