<h2>SubmittedText<h2><p>In occasione della giornata informativa dell'8 novembre 2012 dedicata all'industria degli armamenti (Journée d'orientation de l'industrie), il capo dell'armamento ha presentato un lucido che illustra la ripartizione delle ordinazioni e degli investimenti in armamenti in Svizzera. La Svizzera romanda vi figura con l'1 per cento degli investimenti!</p><p>Il Consiglio federale è pertanto inviato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Come sono stati ripartiti nelle diverse regioni del Paese gli acquisti e gli investimenti diretti e indiretti di Armasuisse negli ultimi cinque anni?</p><p>2. In particolare, come sono state ripartire le spese dei diversi programmi d'armamento (dal 2008 al 2012)?</p><p>3. Come sono stati ripartiti i crediti per la copertura del fabbisogno di materiale dell'esercito (CFME), escluso il settore immobiliare, ovvero: progettazione, collaudo e preparazione dell'acquisto (PCPA), equipaggiamento e fabbisogno di rinnovamento (E&amp;FR), materiale di ricambio e manutenzione (MR&amp;M), munizioni d'istruzione e gestione delle munizioni (MI&amp;GM)?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è consapevole dell'importanza politica della ripartizione regionale di progetti d'acquisto pubblici della Confederazione e si è già ripetutamente espresso al riguardo in risposta a interventi parlamentari in materia (cfr. p. es. interpellanza Caroni 12.3709, interpellanza Candinas 12.3757, interpellanza Fehr Hans-Jürg 13.3041, postulato Darbellay 12.3910 e mozione Hodgers 12.3739).</p><p>Per quanto concerne la quota a beneficio della Svizzera latina, nel caso della cifra menzionata dall'autore dell'interpellanza (1 per cento), si tratta per l'esattezza della percentuale relativa agli investimenti per l'armamento stricto sensu nel quadro dei programmi d'armamento durante gli anni 2001 a 2011. In occasione della giornata informativa all'attenzione dell'industria tenutasi l'8 novembre 2012 a Berna, è stata anche comunicata la percentuale complessiva, relativa a tutti i crediti d'armamento (crediti "Equipaggiamento e fabbisogno di rinnovamento", "Munizioni d'istruzione e gestione delle munizioni", "Materiale di ricambio e manutenzione" e "Progettazione, collaudo e preparazione dell'acquisto", programmi d'armamento compresi) che nel periodo 2001-2011 è andata a beneficio della Svizzera latina, pari a circa il 3 per cento delle spese complessive e a un importo, in cifre assolute, di circa 380 milioni di franchi. La situazione è identica a quella registrata nell'ambito degli acquisti civili della Confederazione: la quota delle spese per l'armamento a beneficio della Svizzera latina è percentualmente inferiore alla sua reale importanza economica.</p><p>Il Consiglio federale risponde come segue alle singole domande poste dall'autore dell'interpellanza in merito al periodo 2008-2012:</p><p>1. Le ripercussioni positive per la Svizzera latina generate durante gli scorsi cinque anni dalle spese complessive d'armamento (budget "Equipaggiamento e fabbisogno di rinnovamento", "Munizioni d'istruzione e gestione delle munizioni", "Materiale di ricambio e manutenzione" nonché "Progettazione, collaudo e preparazione dell'acquisto", programmi d'armamento compresi) ammontano a circa 155 milioni di franchi, equivalenti a circa il 2,4 per cento del totale.</p><p>2. Per contro, le ripercussioni positive per la Svizzera latina generate nello stesso periodo dagli investimenti per l'armamento stricto sensu (programmi d'armamento) hanno continuato a situarsi attorno all'1 per cento del totale, per un importo complessivo pari a circa 20 milioni di franchi.</p><p>3. Per quanto concerne la ripartizione a livello regionale, sussistono notevoli differenze tra i singoli crediti d'armamento: la Svizzera latina ha beneficiato del credito "Equipaggiamento e fabbisogno di rinnovamento" dell'esercito nella misura di circa il 7,5 per cento del totale (per un importo complessivo di circa 90 milioni di franchi); per quanto concerne il credito "Progettazione, collaudo e preparazione dell'acquisto", nella misura di circa l'8 per cento (per un importo complessivo di circa 32 milioni di franchi). Per contro, la quota a beneficio della Svizzera latina ha continuato a situarsi a livelli molto modesti per quanto riguarda il credito "Munizioni d'istruzione e gestione delle munizioni" (0,1 per cento, per un importo complessivo di 0,2 milioni di franchi) e il credito "Materiale di ricambio e manutenzione" (0,7 per cento, per un importo complessivo di 12,5 milioni di franchi).</p><p>Le cifre indicate sopra rappresentano soltanto una parte dei flussi di denaro a beneficio della Svizzera latina. In effetti, non comprendono la creazione di valore aggiunto nelle singole aziende destinatarie dei pagamenti. Né sono contemplati i subfornitori e i subcontraenti con cui tali aziende hanno collaborato. Infine, gli importi menzionati non forniscono informazioni in merito all'entità e alla ripartizione a livello regionale degli affari di compensazione (affari offset) conclusi con successo. O non sono disponibili cifre al riguardo oppure i fattori d'introito - come è il caso per gli affari di compensazione - sono ancora in fase di realizzazione. Dalle prime analisi provvisorie dei pagamenti offset risulta che dal 2008 circa il 25 per cento di tutti gli impegni giunti a pagamento sono andati a beneficio della Svizzera latina.</p><p>In virtù della legge federale sugli acquisti pubblici, i servizi di acquisto della Confederazione sono tenuti a optare per l'offerta risultata economicamente più vantaggiosa sulla base di criteri d'idoneità e di criteri d'aggiudicazione nonché a osservare la parità di trattamento di tutti gli offerenti. Le decisioni in materia di acquisti non devono in nessun modo fondarsi su criteri di natura regionale o cantonale: la provenienza geografica di un'offerta non costituisce pertanto un criterio di selezione secondo la legislazione in materia di acquisti.</p><p>Le cause delle differenze riscontrate nella ripartizione delle aggiudicazioni tra le diverse regioni linguistiche non sono chiaramente riconoscibili. Si rammenta che per questo motivo il Consiglio federale ha incaricato la Commissione degli acquisti della Confederazione di determinare, per mezzo di un'analisi globale, le cause di cui sopra e di presentargli al riguardo un rapporto entro la fine del 2013. In un secondo momento, il Consiglio federale verificherà la possibilità di adottare eventuali misure volte a un miglioramento della situazione attuale.</p>  Risposta del Consiglio federale.