<!DOCTYPE html> <html lang="it"><head><meta charset="utf-8"/></head><body><div class="Section1"> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td colspan="2" valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span><img alt="" height="38" src="http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&amp;WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&amp;WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&amp;OmnisLibrary=JURISWEB&amp;OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&amp;OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&amp;Parametername=WWWTI&amp;Schema=TI_WEB&amp;Source=&amp;Aufruf=getImage&amp;nF38_KEY=12433" width="37"/></span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span><img alt="" height="25" src="http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&amp;WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&amp;WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&amp;OmnisLibrary=JURISWEB&amp;OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&amp;OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&amp;Parametername=WWWTI&amp;Schema=TI_WEB&amp;Source=&amp;Aufruf=getImage&amp;nF38_KEY=12434" width="21"/></span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Incarto n.<br/> </span><a id="IN_NUMERO"><span>14.2002.00037</span></a></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><a id="ID_LUOGO"><span>Lugano</span></a></p> <p class="MsoFooter"><a id="IN_DATA_DECISIONE"><span>28 gennaio 2003</span></a></p> <p class="MsoNormal"><span>EC/fc/dp</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td colspan="3" valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>In nome<br/> della Repubblica e Cantone<br/> del Ticino</span></p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> <tr> <td colspan="6" valign="top"> <p class="MsoNormal"><a id="IN_ISTANZA_SPEC"><b><span>La Camera di esecuzione e fallimenti<br/> del Tribunale d'appello</span></b></a></p> </td> </tr> <tr> <td colspan="6" valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> </tr> <tr> <td colspan="6" valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> </tr> <tr> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>composta dei giudici:</span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Cometta, presidente, <br/> Pellegrini e Chiesa</span></p> </td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>segretario:</span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Cassina, vicecancelliere</span></p> </td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>statuendo sulla causa a procedura sommaria appellabile promossa con istanza 27 febbraio 2002 da</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span> </span></b></p> </td> <td colspan="2" valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span>avv. __________</span></b></p> <p class="MsoNormal"><span>patr. dall’avv. __________</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> </tr> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>contro</span></p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span>ing. __________</span></b></p> <p class="MsoNormal"><span>patr. dall’avv. __________</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="R1"><span>tendente ad ottenere il rigetto provvisorio dell’opposizione interposta al PE n. __________ dell’8/11 febbraio 2002 dell’UEF di Bellinzona;</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span>sulla quale istanza il segretario assessore della Pretura del Distretto di Bellinzona con sentenza 12/15 aprile 2002, rettificata nel suo dispositivo n. 2 il 12 aprile 2002, ha così deciso:</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><i><span>"<b>1. </b>L'istanza è respinta.</span></i></p> <p class="R1"><i><span> <b>2. </b>La tassa di giustizia e le spese di complessivi fr. 250.-- sono a carico della parte istante, la quale di rifonderà alla controparte fr. 1’000.-- per ripetibili."</span></i></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span>Sentenza dedotta tempestivamente in appello dal procedente che con atto 24 aprile 2002 ha postulato, con protesta di spese, tasse e ripetibili, l’accoglimento dell’istanza; </span></p> <p class="R1"><span>con osservazioni 22 maggio 2002 la parte appellata ha chiesto, con pretesta di spese, tasse e ripetibili, la reiezione del gravame;</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span>esaminati atti e documenti;</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span>ritenuto</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><b><span>in fatto:</span></b></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><b><span> A. </span></b><span>Con PE n. __________ dell’8/11 febbraio 2002 dell'UEF di Bellinzona __________ ha escusso __________ per l'incasso di fr. 106’386.-- oltre interessi al 6% dal 30 giugno 2001 indicando quale titolo di credito “vaglia cambiario 13.3.1995 di nominali 350'000.--”.</span></p> <p class="R1"><span> Interposta tempestiva opposizione dall'escusso, il procedente ne ha chiesto il rigetto provvisorio al Pretore.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>B.</b> Il procedente fonda la sua pretesa su un vaglia cambiario di fr. 350'000.-- emesso il 13 marzo 1995 in bianco di scadenza da __________, __________, e sottoscritto per avallo da __________, __________, pagabile all'ordine della __________, Bellinzona (doc. B). Il vaglia non è stato successivamente completato in ordine alla scadenza.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><b><span> C. </span></b><span>Con il memoriale di risposta scritto prodotto all'udienza di contraddittorio l'escusso ha sostenuto che il vaglia cambiario sarebbe stato emesso all’ordine della Banca __________ e non a favore dell’istante. La banca con scritto del 18 luglio 2001 avrebbe comunicato al convenuto di svincolarlo dai suoi impegni derivanti dall’effetto cambiario: per questo motivo quindi l’obbligo cambiario sarebbe estinto.</span></p> <p class="R1"><span> L’escusso ha evidenziato che non vi sarebbe una girata a favore dell’istante, così da legittimarlo a procedere contro il convenuto.</span></p> <p class="R1"><span> Ex art. 1061 CO “a avvenuto pagamento deve essere indicato sulla cambiale per chi è fatto”: in mancanza di tale indicazione il pagamento si intenderebbe fatto per il traente ossia l’emittente.</span></p> <p class="R1"><span> A mente di __________ dal doc. 1 emerge che “l’istante avrebbe ripreso la posizione della __________ per fr. 319'160.--“. Essendo però la __________ emittente del vaglia cambiario, la stessa non potrebbe agire contro di lui. Infatti “dato che la posizione dell’avallante, quale quella del convenuto, è di garantire il pagamento di una cambiale, quando detto pagamento è effettuato dall’emittente (si contesta comunque detto pagamento) o da chi ne fa le veci, quest’ultimo non ha regresso cambiario contro l’avallante”.</span></p> <p class="R1"><span> All’istante sarebbe stato restituito il titolo in quanto, quale rappresentante della __________, avrebbe pagato il debito di quest’ultima.</span></p> <p class="R1"><span> Per __________ anche l’art. 1022 cpv. 3 CO non sarebbe in concreto applicabile, ritenuto che l’istante non sarebbe intervenuto quale avallante, “ma come rappresentante della __________, riprendendo il debito di quest’ultima”. </span></p> <p class="R1"><span> Inoltre la cambiale sarebbe stata messa in circolazione in mala fede dalla banca e dall’istante, perché gli avallanti avevano autorizzato la banca “a mettere in circolazione in qualsiasi momento l’obbligo cambiario, previa regolare disdetta e notifica alle parti, qualora la Banca __________ (…) lo ritenesse opportuno ai fini del rientro del proprio credito”. In concreto infatti il credito non sarebbe stato disdetto né sarebbe stato comunicato al convenuto, da parte della creditrice Banca __________, altro se non che veniva ritenuto libero da qualsiasi impegno (doc. 3): per questo motivo quindi il titolo non poteva essere messo in circolazione.</span></p> <p class="R1"><span> __________ rileva che agli atti non figura un’assunzione di debito interna da parte di __________ e neppure vi è traccia dell’avvenuto pagamento.</span></p> <p class="R1"><span> Inoltre chi pagherebbe un vaglia cambiario prima della scadenza (art. 1030 cpv. 2 CO per il rinvio dell’art. 1098 CO) lo farebbe a suo rischio e pericolo. In concreto la cambiale non indicherebbe la scadenza motivo per cui non vi potrebbe essere rigetto dell’opposizione.</span></p> <p class="R1"><span> Il vaglia non sarebbe stato presentato al convenuto per il pagamento né sarebbe stato levato protesto. Ritenuto che solo contro “l’avallante dell’accettante, rispettivamente dell’emittente (nel vaglia cambiario) non è necessario il protesto”, “se l’istante agisse in qualità di avallante che ha pagato (è l’istante che deve fornire la prova) la cambiale ciò che, come già detto si contesta, quest’ultimo aveva l’obbligo di levare protesto prima di procedere contro il convenuto”.</span></p> <p class="R1"><span> Ex art. 1050 cpv. 1 CO spirati i termini stabiliti per levare il protesto per mancato pagamento, il portatore decadrebbe dai suoi diritti contro i giranti, contro il contraente e contro gli altri obbligati, ad eccezione dell’accettante, rispettivamente dell’emittente e del suo avallante. Agendo l’istante quale emittente non ha il diritto di chiedere un centesimo al suo avallante: se agisse invece quale avallante che ha estinto il debito dell’emittente non avrebbe azione contro l’altro avallante.</span></p> <p class="R1"><span> __________ ha asseverato che l’avallante che paga la cambiale acquista i diritti cambiari ad essa inerenti contro l’avallato e contro coloro che sono obbligati cambiarmente verso quest’ultimo (art. 1022 cpv. 3 CO) ma non contro un avallante di pari grado.</span></p> <p class="R1"><span> L’escusso ha rilevato che la cambiale non sarebbe stata completata per quanto attiene alla scadenza. La cambiale in bianco può essere riempita successivamente risp. in qualsiasi momento (art. 1000 CO), ma al più tardi al momento in cui viene chiesto il pagamento o vengono fatte valere le pretese fondate su di essa, ossia il 31 luglio 2001. In concreto ciò non sarebbe avvenuto e la cambiale sarebbe prescritta ex art. 1069 cpv. 1 CO, applicabile anche in caso di azioni contro l’avallante.</span></p> <p class="R1"><span> La cambiale risp. il vaglia cambiario se pagabile a vista deve essere presentato per il pagamento entro il termine di un anno dalla sua data (art. 1024 CO, 1098 CO) pena la perenzione dei diritti. In concreto il termine per presentare la cambiale in oggetto sarebbe già scaduto da anni ed il vaglia sarebbe perento, perché per l’art. 1097 cpv. 2 CO il vaglia cambiario senza indicazione della scadenza si considera pagabile a vista.</span></p> <p class="R1"><span> Luogo di pagamento è la Banca __________, motivo per cui sarebbe stato necessario levare il protesto.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> In replica l’istante ha evidenziato di essere surrogato ex lege nei diritti della Banca __________ e quindi nell’ambito della procedura esecutiva ordinaria il vaglia cambiario costituirebbe titolo di rigetto dell’opposizione.</span></p> <p class="R1"><span> Il creditore ha argomentato che le eccezioni sollevate dal convenuto sarebbero di natura cambiaria e pertanto irricevibili in questa sede, ritenuto che la procedura esecutiva che ci occupa è ordinaria e non cambiaria e che in concreto vi sarebbe agli atti valido riconoscimento di debito a favore del portatore della cambiale, surrogato per legge nei diritti del precedente creditore.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><b><span> D. </span></b><span>Con sentenza 12 aprile 2002 il Segretario assessore della Pretura del Distretto di Bellinzona dopo aver rilevato che dal doc. 1 emerge che il procedente ha “ripreso la posizione debitoria della __________ per l’importo di fr. 319’160”, ha respinto l’istanza perché in concreto non risulterebbe che l’istante abbia pagato il debito, motivo per cui quest’ultimo nulla potrebbe pretendere dai coobbligati. </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><b><span> E. </span></b><span>Contro la sentenza pretorile si è tempestivamente __________ postulando, con protesta di spese, tasse e ripetibili, il rigetto dell’opposizione </span></p> <p class="R1"><span> L’appellante ha rilevato di essere entrato in possesso del vaglia cambiario dopo “aver soluto alla Banca __________ il debito della fallita società __________ ”. Ciò è stato fatto nella sua veste di avallante: se così non fosse stato mal si comprende come l’appellante “possa essere entrato in possesso dell’originale del vaglia cambiario”.</span></p> <p class="R1"><span> Per l’art. 1046 CO chi ha pagato il vaglia cambiario può ripetere dai suoi garanti la somma integrale sborsata oltre accessori.</span></p> <p class="R1"><span> A mente del creditore le eccezioni di controparte riguardano il merito e non devono pertanto essere considerate in sede di rigetto dell’opposizione.</span></p> <p class="R1"><span> Per l’appellante “la qualità per ottenere il rigetto dell’opposizione risulta dalla semplice detenzione del titolo cambiario”.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><b><span> F.</span></b><span> Con osservazioni 22 maggio 2002 __________ si è opposto al gravame, asseverando che l’appellante sosterrebbe per la prima volta con appello di “essere entrato in possesso del vaglia cambiario dopo aver soluto alla Banca __________ il debito della fallita società __________ ”. A mente dell’osservante dal doc.1 emergerebbe “che l’avv. __________ ha semplicemente ripreso la posizione debitoria della __________, non che ha pagato, rispettivamente saldato il debito”.</span></p> <p class="R1"><span> A mente dell’escusso anche nell’ipotesi in cui il procedente avesse pagato il debito egli non acquisterebbe per surrogazione i diritti inerenti il vaglia cambiario.</span></p> <p class="R1"><span> __________ ripropone poi le eccezioni già sollevate in prima sede.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span>Considerato</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><b><span>in diritto:</span></b></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><b><span> 1.a) </span></b><span>Ex art. 82 cpv. 1 LEF se il credito si fonda sopra un riconoscimento di debito constatato mediante atto pubblico o scrittura privata, il creditore può chiedere il rigetto provvisorio dell'opposizione.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>b) </b>La nozione di riconoscimento di debito constatato mediante scrittura privata ex art. 82 cpv. 1 LEF, che non è definita dalla legge, implica necessariamente il riconoscimento da parte dell’escusso o del suo rappresentante di un’obbligazione in relazione ad una somma di denaro determinata o facilmente determinabile. Il riconoscimento di debito può essere dedotto anche da un insieme di documenti a condizione che da essi risultino gli elementi necessari. Conditio sine qua non è che la somma di denaro riconosciuta sia facilmente determinabile secondo criteri oggettivi stabiliti in precedenza o sottratti a possibilità di modifica unilaterale dipendente dalla volontà delle parti (cfr. <b>Flavio <span>Cometta</span></b>, Il rigetto provvisorio dell’opposizione nella prassi giudiziaria ticinese, in Rep 1989 p. 338 con riferimenti).</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>c)</b> Nel caso di un'esecuzione ordinaria per titolo cambiario l'esame della sua esecutività si estende all'accertamento della validità del titolo sotto il profilo del diritto cambiario (<b><span>Rep </span></b>1979 pag. 400-401 e <b><span>Rep </span></b>1949 pag. 312; <b><span>Panchaud/Caprez</span></b>, Die Rechtsöffnung, Zurigo 1980, § 59 pag. 141).</span></p> <p class="R1"><span> Una cambiale, così come un vaglia cambiario, valida e non prescritta costituisce riconoscimento di debito per tutti i firmatari debitori secondo il diritto cambiario (cfr. <b><span>Panchaud/Caprez</span></b>, op. cit., § 65 pag. 153).</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><b><span> d)</span></b><span> Il giudice del rigetto accerta d'ufficio ed in ogni stadio di causa (quindi anche in sede di appello) se la documentazione prodotta costituisce valido riconoscimento di debito e se vi è identità fra il creditore, il debitore e il credito indicati nel precetto esecutivo e nell'istanza con il creditore, il debitore ed il credito di cui ai documenti prodotti (<b><span>Cometta</span></b>, op. cit. in <b><span>Rep </span></b>1989 pag. 331). </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>e)</b> Per l’art. 82 cpv. 2 LEF il giudice pronuncia il rigetto provvisorio dell’opposizione a meno che il debitore sollevi e giustifichi immediatamente delle eccezioni tali da infirmare il riconoscimento di debito; all’escusso incombe l’onere di dimostrare la verosimiglianza delle eccezioni che deduce in giudizio. Secondo la giurisprudenza le eccezioni non solo devono essere esposte in modo convincente ma devono anche essere sostanziate in modo perlomeno verosimile nel senso che a conforto delle allegazioni devono esserci riscontri oggettivi (cfr. in senso convergente l’obiter dictum della II Corte civile del Tribunale federale nella sentenza 13 ottobre 1986 in re H.B. c. H. SA in <b><span>Rep </span></b>1987 p. 150-151 cons. 3; CEF 12 gennaio 1988 in re Na. c. V.O.; <b><span>Panchaud/ Caprez</span></b>, op. cit., § 26 p. 61; BlSchK 1982 p. 95-97; SJZ 1974 p. 228 n. 44, 1971 p. 26-28; BJM 1970 p. 83-85; ZR 1967 n. 110; <b>Marcel <span>Caprez</span></b>, La mainlevée provisoire, FJS 186 p. 6; ZBJV 1944 p. 416).</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>f)</b> L'effetto cambiario può essere emesso quale garanzia di crediti presenti o futuri. Siccome la firma del debitore viene apposta solo quale garanzia, si parla di effetto cambiario di garanzia. Per esempio quale garanzia di conti correnti la banca può far emettere dal suo cliente un vaglia cambiario. Di regola l'importo non viene indicato (vaglia cambiario in bianco). Questo titolo cambiario non è destinato alla circolazione, ma viene lasciato in deposito. L'effetto cambiario di garanzia viene emesso sotto una condizione sospensiva: prima che il credito (del rapporto base) del beneficiario contro l'emittente divenga esigibile e non venga pagato, il creditore/beneficiario non può far valere alcun diritto derivante dall'effetto cambiario. Quest'ultimo non può essere né trasferito, né discontato. Se l'emittente adempie i suoi obblighi, allora egli ha diritto alla consegna dell'effetto cambiario. Questa forma di garanzia comporta dei vantaggi sia per il creditore che per il debitore. Il debitore non deve consegnare né soldi, né altri valori patrimoniali; la sua firma sul titolo cambiario è sufficiente. Il creditore non riceve una garanzia reale, come nel caso di un pegno, né un'ulteriore garanzia personale, come nel caso della fideiussione. Grazie al rigore formale dei titoli cambiari, ha tuttavia, in caso di ritardo nel pagamento, la possibilità di un'esecuzione rapida e priva di difficoltà (<b><span>A. Meier/Hayoz/H.C. von der Crone</span></b>, Wertpapierrecht, Berna 2000, § 16 m. 30-33 p. 218 s.). </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><b><span> 2. </span></b><span>Dallo scritto 13 marzo 1995 (doc. 2), firmato dalla debitrice e dagli avallanti, tra cui l’ing. __________, emerge che la __________ ha rilasciato alla Banca __________ a garanzia di un credito di fr. 650'000.-- il vaglia cambiario in oggetto, di fr. 350'000.--, emesso in bianco di data di scadenza, autorizzandola a “mettere in circolazione in qualsiasi momento l’obbligo cambiario, previa regolare disdetta e notifica alle parti, qualora la Banca __________, in quanto creditrice nei confronti della spett. _________, lo ritenesse opportuno ai fini del rientro del proprio credito”.</span></p> <p class="R1"><span> Dall’avviso di accredito dell’11 luglio 2001 (doc. 1) emerge poi che sulla relazione bancaria della __________ presso la Banca del __________ sono stati bonificati fr. 319'160.--, valuta 30 giugno 2001, a seguito della ripresa della posizione debitoria da parte dell’avv. __________. Il 18 luglio 2001 (doc. 3) il servizio giuridico della Banca __________ ha poi comunicato all’escusso di aver deciso “di svincolarla dai suoi impegni nei nostri confronti derivanti dall’effetto cambiario di fr. 350'000.-- da lei sottoscritto il 13.3.1995”.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>3.a)</b> Ex art. 1020 CO, applicabile al vaglia cambiario per il rinvio dell’art. 1098 cpv. 3 CO, il pagamento di un vaglia cambiario può essere garantito con avallo per tutta o parte della somma. Secondo l’art. 1021 CO, pure applicabile al vaglia cambiario per il rinvio dell’art. 1098 cpv. 3 CO, l’avallo è apposto sul vaglia cambiario o sull’allungamento. È espresso con le parole “per avallo” o con ogni altra formula equivalente ed è sottoscritto dall’avallante. Si considera dato con la sola firma dell’avallante apposta sulla faccia anteriore del vaglia cambiario, purché non si tratti della firma dell’emittente. L’avallo deve indicare per chi è dato. In mancanza di questa indicazione si intende dato per l’emittente. </span></p> <p class="R1"><span> Dall’esame del vaglia cambiario doc. B risulta chiaramente che l’escusso ha sottoscritto una dichiarazione d’avallo apposta sulla faccia anteriore del vaglia cambiario, il quale avallo, in mancanza di un’indicazione in tal senso, è inteso dato per l’emittente.</span></p> <p class="R1"><span> Ex art. 1022 CO, applicabile anche al vaglia cambiario per il rinvio dell’art. 1098 cpv. 3 CO, l’avallante è obbligato nello stesso modo di colui per il quale l’avallo è stato dato.</span></p> <p class="R1"><span> L‘escusso, quale avallante, è pertanto obbligato nello stesso modo come l’emittente e debitrice principale __________.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><b><span> b) </span></b><span>Ex combinati art. 1044 cpv. 1, 2 e 4 CO e 1098 cpv. 1 CO, l'emittente, il girante e l’avallante del vaglia cambiario rispondono in solido verso il portatore. Il portatore ha diritto di agire contro queste persone individualmente o congiuntamente e non è tenuto ad osservare l’ordine nel quale si sono obbligate. L’azione promossa contro uno degli obbligati non impedisce di agire contro gli altri, anche se posteriori a colui contro il quale si sia prima proceduto.</span></p> <p class="R1"><span> Il portatore non è nemmeno legato alla scelta effettuata. Fintanto che non è soddisfatto, può agire contro un altro obbligato, senza che con ciò un obbligato venga liberato (cfr. <b><span>A. Meier-Hayoz/H.C. von der Crone</span></b>, op. cit., § 13 n. 25 p. 203).</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><b><span> 4.a)</span></b><span> Giusta l’art. 1001 cpv. 1 CO il vaglia cambiario è trasferibile mediante girata. La girata trasferisce tutti i diritti inerenti al vaglia cambiario. </span></p> <p class="R1"><span> Secondo i combinati art. 1003 CO e 1098 cpv. 1 CO, la girata deve essere scritta sul vaglia cambiario o su un foglio ad essa attaccato (allungamento). Deve essere scritta dal girante. La girata è valida ancorché il beneficiario non sia indicato o il girante abbia apposto soltanto la firma (girata in bianco). In questo caso la girata per essere valida deve essere scritta a tergo del vaglia cambiario o sull’allungamento.</span></p> <p class="R1"><span> Ex art. 1004 cpv. 1 CO, applicabile secondo l’art. 1098 cpv. 1 CO anche al vaglia cambiario, la girata trasferisce tutti i diritti inerenti al titolo cambiario.</span></p> <p class="R1"><span> Secondo l’art. 1006 cpv. 1 CO il detentore del vaglia cambiario è considerato portatore legittimo se giustifica il suo diritto con una serie continua di girate. Chi si legittima in tal modo, vale fino a prova contraria, anche come legittimato materialmente, come proprietario del titolo cambiario e pertanto come creditore del credito cambiario (cfr. <b><span>A. Meier-Hayoz/H.C. von der Crone</span></b>, op. cit. § 11. n. 53 p. 181).</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><b><span> b) </span></b><span>Dall’esame del vaglia cambiario doc. B si evince che questo, oltre a non essere stato compilato relativamente alla data della scadenza, non è stato girato, neppure in bianco, dalla Banca __________, non essendo stato firmato a tergo. Pertanto l’avv. __________ non risulta legittimato materialmente quale creditore del credito cambiario: egli non può quindi validamente agire contro gli obbligati quale titolare del credito cambiario. Il vaglia cambiario doc. B non può di conseguenza costituire valido riconoscimento di debito ex art. 82 LEF a favore dell’avv. __________ nella sua pretesa qualità di legittimo portatore.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>5.a)</b> L’avv. __________ ha rilevato di essere entrato in possesso del vaglia cambiario dopo aver soluto, nella sua veste di avallante, il debito della fallita società __________.</span></p> <p class="R1"><span> A mente dell’appellante per l’art. 1046 CO egli avrebbe diritto di ripetere dall’ing. __________ quanto corrisposto alla Banca __________.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>b)</b> Ex art. 1046 cpv. 1 cifra 1 CO chi ha pagato la cambiale può ripetere dai suoi garanti la somma integrale sborsata.</span></p> <p class="R1"><span> Colui che ha pagato la cambiale (“Einlöser”) ex art. 1046 CO, al quale competono i medesimi diritti del titolare, non è ogni persona obbligata cambiariamente che ha provveduto al pagamento (cfr. art. 1044 cpv. 3 CO), ma unicamente un cosiddetto “Garantieschuldner” (cfr. <b>Thomas <span>Bauer</span></b>, Kommentar zum schweizerischen Privatrecht, Obligationenrecht II, Basilea e Francoforte, 1993, n. 2 ad art. 1046 CO).</span></p> <p class="R1"><span> Il pagamento della cambiale risp. del vaglia cambiario da parte di altre persone, quali ad esempio l’emittente e l’avallante di quest’ultimo non costituisce pagamento ex art. 1046 CO. Con il pagamento da parte di questi ultimi infatti il debito cambiario viene estinto (<b>Daniel <span>Stoll</span></b><span>, H</span>andkommentar OR, Zurigo 2002, n. 1 all’art. 1046 CO; <b><span>Baur</span></b>, op. cit., n. 3 ad art. 1046 CO).</span></p> <p class="R1"><span> Sulla base della normativa richiamata il vaglia cambiario agli atti non può pertanto costituire titolo di rigetto dell’opposizione interposta dall’ing. __________ al PE n. __________.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><b><span> 6.a)</span></b><span> Nell’esecuzione promossa dall’avallante che ha pagato la cambiale contro un coavallante i diritti del primo contro il secondo corrispondono a quelli che ha un debitore solidale che ha pagato contro un condebitore solidale (<b><span>Panchaud/ Caprez</span></b>, op. cit., § 59 n. 13 e rif. ivi).</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>b)</b> Al debitore solidale che ha pagato al creditore più della sua parte di debito spetta il regresso verso altri condebitori per l’importo pagato in più nella misura delle rispettive parti di debito (<b>Peter <span>Stücheli</span></b>, Die Rechtsöffnung, Zurigo 2000, p. 175). </span></p> <p class="R1"><span> Egli può pertanto chiedere il rigetto dell’opposizione nei confronti del condebitore solidale quando dispone contro di lui di un proprio titolo di rigetto oppure quando produce il titolo del creditore soddisfatto che regola contestualmente il rapporto giuridico esistente tra i condebitori solidali (<b><span>Stücheli</span></b>, op. cit., p. 175-176).</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>c)</b> Nel caso di specie dalla documentazione agli atti non risulta che l’avv. __________ abbia versato l’importo di fr. 319'160.-- alla Banca __________ nella sua qualità di avallante del vaglia cambiario di cui al doc. B. Dall’avviso di accredito 30 giugno 2001 (doc. 1) emerge infatti che l’avv. __________ ha bonificato sulla relazione bancaria della __________ presso la Banca __________ fr. 319'160.-- a titolo di “ripresa posizione debitoria”. Tale circostanza viene del resto ribadita nella lettera 31 luglio 2001 del patrocinatore dell’istante al convenuto (doc. 1), nella quale è espressamente evidenziato che “l’avv__________ ha ripreso la posizione debitoria della __________ per fr. 319'160.-- (valuta 30.6.2001)”.</span></p> <p class="R1"><span> Per questi motivi quindi non vi può essere regresso dell’istante contro il convento quale debitore solidale che ha pagato al creditore più della sua parte di debito.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>7.</b> Dal doc. 1 (avviso di accredito del 30 giugno 2001 emesso dalla Banca __________ e lettera del 31 luglio 2001 del patrocinatore dell’istante al convenuto) risulta, come visto, che l’avv. __________ sulla relazione bancaria della __________ presso la Banca __________ fr. 319'160.-- a titolo di ripresa della posizione debitoria della società nei confronti della banca. </span></p> <p class="R1"><span> Dalla documentazione versata agli atti e avuto riguardo al limitato potere di cognizione del giudice del rigetto emerge che, in concreto, vi è stata da parte dell’istante assunzione ex art. 176 cpv. 1 CO del debito della __________ nei confronti della Banca __________: a seguito di ciò __________ ha poi effettuato il bonifico di cui al doc. 1. Per l’art. 178 cpv. 1 CO nel caso di sostituzione nel debito di un nuovo debitore al posto e con liberazione del debitore precedente i diritti accessori, tra cui evidentemente figurano i diritti inerenti al vaglia cambiario emesso a garanzia del credito, continuano a sussistere (a favore del creditore), in quanto non siano inseparabili dalla persona del debitore precedente. </span></p> <p class="R1"><span> Al momento del pagamento del debito da parte dell’assuntore vi è estinzione del credito e quest’ultimo avendo pagato nella sua qualità di nuovo debitore, non subentra per legge nei diritti del creditore soddisfatto e quindi non può beneficiare delle garanzie che erano state costituite a favore di quest’ultimo. Per questo motivo quindi l’avv. __________, non può chiedere il rigetto dell’opposizione al PE n. __________ contro l’ing. __________ sulla scorta del vaglia cambiario di cui al doc. B.</span></p> <p class="R1"><span> La sentenza pretorile va quindi confermata anche se per argomentazioni diverse rispetto a quelle di prima sede.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><b><span>8.<span> </span></span></b><span>Visto l’esito del gravame si prescinde dall’esaminare le ulteriori eccezioni sollevate dall’escusso in sede di udienza di contraddittorio e riproposte con le osservazioni all’appello. Si prescinde altresì dal richiamare dall’avv. __________, patrocinatore dell’appellante, l’originale dell’effetto cambiario inviatogli il 2 dicembre 2002.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>9.</b> L'appello 24 aprile 2002 dell’avv. __________ è respinto.</span></p> <p class="R1"><span> Tassa di giustizia e indennità seguono la soccombenza (art. 48, 49, 61 cpv. 1 e 62 cpv. 1 OTLEF).</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span>Per i quali motivi,</span></p> <p class="R1"><span>richiamati gli art. 82 LEF; 1001 cpv. 1, 1003, 1004 cpv. 1, 1006 cpv. 1, 1020, 1021, 1022, 1098 cpv. 1 e 3, 1044 cpv. 1, 2, 3, 4 CO</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><b><span> </span></b></p> <p class="R1"><b><span>pronuncia:</span></b></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><b><span> 1.</span></b><span> L'appello 24 aprile 2002 dell’avv. ________, è respinto.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>2.</b> La tassa di giustizia di fr. 400.--, già anticipata dall'appellante, è a carico dell’avv. __________, il quale rifonderà all’ing. __________ fr. 1’000.-- a titolo di indennità.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>3.</b> Intimazione: __________</span></p> <p class="R1"><span> Comunicazione alla Pretura di Bellinzona.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <h2><span>Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello</span></h2> <p class="MsoNormal"><span>Il presidente Il segretario</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </div></body></html>