<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di creare i presupposti affinché le aziende del settore turistico e gastronomico abbiano la possibilità, dietro presentazione di un'istanza motivata, di beneficiare di un'esenzione temporanea dall'IVA. A tale scopo verrà utilizzato come modello il meccanismo dei procedimenti di richiesta e autorizzazione in ambito di lavoro a orario ridotto nell'industria esportatrice, che contiene un elenco ben definito di criteri.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il miglioramento delle condizioni quadro per le aziende del turismo resta l'obiettivo primario della politica del turismo della Confederazione. Infatti il 18 febbraio 2015 il Consiglio federale ha approvato il messaggio concernente la promozione della piazza economica negli anni 2016-2019, che contiene diverse misure di sostegno al settore del turismo. Il Consiglio federale è tuttavia contrario a una promozione del turismo basata sull'IVA.</p><p>Per l'esenzione temporanea di alcune aziende dal pagamento dell'IVA, la presente mozione intende rifarsi all'indennità per lavoro ridotto ai sensi dell'articolo 31 segg. della legge sull'assicurazione contro la disoccupazione (RS 837.0). Il criterio determinante per stabilire se una prestazione debba essere assoggettata all'IVA dipende tuttavia dal tipo di prestazione e non dal soggetto che la eroga. Non ha alcuna rilevanza nemmeno il fatto che il fornitore di prestazioni subisca delle perdite. Accordare un'esenzione dall'IVA ad alcuni fornitori di prestazioni dei settori del turismo e della ristorazione violerebbe questo principio, indipendentemente dal fatto che tale esenzione abbia carattere temporaneo o definitivo. Vi sarebbe inoltre una violazione dei principi costituzionali della neutralità concorrenziale e dell'uniformità dell'imposizione. Per di più, sarebbe particolarmente urtante se, in una determinata località, alcune aziende venissero esonerate dal pagamento dell'IVA e altre fossero invece costrette a conteggiarla pur erogando prestazioni dello stesso tipo.</p><p>Se le aziende che soddisfano le condizioni del diritto all'indennità per lavoro ridotto -e quindi quelle dell'esenzione temporanea dall'IVA - trasferissero questa riduzione d'imposta ai propri clienti, ne risulterebbe un notevole onere amministrativo. Esse dovrebbero adeguare i loro software di contabilità, i calcoli e l'indicazione del prezzo nonché la fatturazione. Anche se dovessero ricorrere all'esenzione dall'imposta unicamente per migliorare i propri margini, le aziende sarebbero comunque costrette quanto meno ad adeguare o eliminare le indicazioni relative all'IVA dalle fatture e dai scontrini di cassa per non doverla versare ugualmente. Nel caso delle prestazioni alberghiere si aggiunge il fatto che queste sono spesso prenotate, fatturate e pagate in anticipo. Se le prenotazioni sono effettuate in un momento in cui l'azienda non beneficia dell'esonero dall'imposta, essa dovrebbe versare l'IVA all'amministrazione federale delle contribuzioni anche se il pernottamento ha avuto luogo in un periodo in cui l'azienda può erogare prestazioni alberghiere esenti da imposta. Nel caso opposto, l'azienda dovrebbe versare l'imposta anche se il pernottamento fosse stato fatturato senza l'IVA.</p><p>Con il collegamento all'indennità per lavoro ridotto vi sarebbe il rischio sostanziale che le aziende non colpite dalla debolezza dell'euro possano pure beneficiare dell'esonero. Si tratta in particolare delle aziende del settore alberghiero e della ristorazione che non sono situate in una regione turistica.</p><p>Per di più, esonerare temporaneamente dall'imposta le imprese che si trovano in difficoltà economiche sarebbe contrario all'obiettivo del Consiglio federale, che intende semplificare l'IVA per eliminare le distorsioni e ridurre l'onere amministrativo a carico dei contribuenti.</p><p>Occorre infine ricordare che solo pochissime aziende attive nel settore del turismo hanno diritto all'indennità per lavoro ridotto. Nel mese di febbraio del 2015 hanno avuto ricorso all'indennità 14 aziende dei settori delle ferrovie a cremagliera e degli impianti di trasporto a fune, tre aziende alberghiere e sei ristoranti e take away. L'effetto della misura sarebbe quindi molto modesto.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.