<h2>SubmittedText<h2><p>Nella risoluzione adottata il 22 aprile 2015 sulla discriminazione delle persone transgender in Europa, l'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa esorta gli Stati membri a vietare esplicitamente la discriminazione fondata sull'identità di genere. Li invita pure, in particolare, a istituire procedure rapide che permettano alle persone transgender di cambiare nome e sesso nei documenti d'identità. L'assemblea invita parimenti a garantire il rimborso, da parte del regime pubblico di assicurazione malattia, delle procedure di conversione sessuale.</p><p>Ora, secondo i risultati di uno studio del Centro di competenza per i diritti umani (CSDU) presentati nel rapporto del Consiglio federale del 25 maggio 2016 in adempimento del postulato Naef 12.3543, in Svizzera la protezione dalla discriminazione è particolarmente lacunosa nel settore LGBTI. Non esiste infatti alcun disciplinamento per le persone transgender o intersessuali. Il loro diritto al riconoscimento del cambiamento di sesso è regolarmente calpestato dato che le condizioni variano a seconda del Cantone. Inoltre, i transgender penano a farsi rimborsare le spese di cambiamento del sesso: alcune casse malati sono restie ad assumersi le operazioni mediche di correzione dei caratteri sessuali a dispetto della giurisprudenza (cfr. in particolare DTF 120 V 463). </p><p>La Svizzera sostiene finanziariamente l'importante ruolo rivestito dal Consiglio d'Europa in materia di lotta contro le discriminazioni fondate sull'orientamento sessuale o l'identità di genere. Il 29 aprile 2015 il Consiglio federale ha inoltre deciso di approvare la Dichiarazione di La Valletta, che conferma e completa l'impegno assunto nel quadro della Raccomandazione del 31 marzo 2010 del Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa.</p><p>Tenuto conto di quanto precede pongo le domande seguenti:</p><p>1. A che punto è l'Ufficio federale di giustizia nella sua analisi dell'opportunità di introdurre nella legislazione sullo stato civile una procedura semplice di cambiamento di sesso?</p><p>2. Il Consiglio federale prevede misure per garantire alle persone transgender certezza giuridica e parità di trattamento nell'assunzione delle prestazioni legate a un cambiamento di sesso?</p><p>3. È disposto a prevedere disposizioni legali specifiche che garantiscano alle persone transgender e intersessuali il rispetto dei loro diritti fondamentali?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. L'Ufficio federale di giustizia ha esaminato l'opportunità di istituire una base legale concernente una procedura semplice per modificare l'iscrizione del sesso nel registro dello stato civile. Sta attualmente elaborando proposte in tal senso, che saranno sottoposte al Consiglio federale.</p><p>2. Secondo la legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal), l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie assume i costi delle prestazioni atte a diagnosticare o a curare una malattia e i relativi postumi. Le prestazioni devono essere efficaci, appropriate ed economiche (art. 32 cpv. 1 LAMal). Nell'ottica dell'uguaglianza giuridica, l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie deve offrire le medesime prestazioni a tutti gli assicurati. Gli assicuratori sono infatti anche tenuti a garantire la parità di trattamento degli assicurati (cfr. art. 5 lett. f della legge sulla vigilanza sull'assicurazione malattie). L'articolo 3 capoverso 1 della legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) definisce la malattia come qualsiasi danno alla salute fisica, mentale o psichica che non sia la conseguenza di un infortunio e che richieda un esame o una cura medica oppure provochi un'incapacità al lavoro. Il transessualismo adempie le condizioni di cui all'articolo 3 capoverso 1 LPGA, come già confermato a più riprese dalla giurisprudenza del Tribunale federale. Il trattamento e i postumi del transessualismo possono pertanto comportare l'assunzione dei costi da parte dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie se nel singolo caso le prestazioni sono efficaci, appropriate ed economiche (art. 32 cpv. 1 LAMal; in tale contesto cfr. anche la mozione Föhn 09.3524, "Stralciare i cambiamenti di sesso dal catalogo delle prestazioni"). Il Consiglio federale ritiene che le basi legali attuali siano sufficienti per garantire la parità di trattamento degli assicurati affetti da transessualismo e la certezza del diritto.</p><p>3. In linea di principio i diritti fondamentali sanciti nella Costituzione federale valgono senza distinzioni per tutte le persone. Lo stesso vale per le garanzie vincolanti della CEDU. L'articolo 8 capoverso 2 della Costituzione stabilisce espressamente che nessuno può essere discriminato, in particolare a causa del sesso o del modo di vita. Il Consiglio federale è tuttavia consapevole che talvolta, nella realtà, è difficile far rispettare i diritti fondamentali. Nel suo rapporto del 25 maggio 2016 in adempimento del postulato Naef 12.3543, "Rapporto sul diritto in materia di protezione dalla discriminazione", ha indicato le misure che intende esaminare approfonditamente. Alcune di queste misure sono già attuate nell'ambito dei lavori legislativi in corso, ad esempio il disciplinamento di una procedura semplice per modificare l'iscrizione del sesso nel registro dello stato civile. In Parlamento sono inoltre in corso discussioni sul tema (cfr. decisione della CAG-N del 3 febbraio 2017 sull'iniziativa parlamentare Reynard 13.407).</p>  Risposta del Consiglio federale.