<h2>SubmittedText<h2><div><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">Il Consiglio federale è incaricato di adeguare come segue nella legge federale sulla parità dei sessi il disciplinamento dell’analisi della parità salariale:</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">Il secondo test di significatività previsto finora nella procedura di analisi della parità salariale svolta con lo strumento standard gratuito (Logib) è mantenuto fino al 30 giugno 2032 .</span></p></div><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In virtù delle disposizioni sull’analisi della parità salariale della legge federale del 24 marzo 1995 sulla parità tra i sessi (LPar; RS&nbsp;151.1), i datori di lavoro che impiegano almeno 100 lavoratori sono tenuti a eseguire un’analisi della parità salariale secondo un metodo scientifico e conforme al diritto (art. 13c cpv. 1 LPar). A questo scopo, la Confederazione mette a disposizione dei datori di lavoro uno strumento di analisi standardizzato gratuito (Logib) (art.&nbsp;13c cpv. 2 LPar). Le analisi della parità salariale secondo l’articolo 13a LPar possono tuttavia essere eseguite anche con altri metodi, a condizione che siano scientificamente riconosciuti e conformi al diritto (art. 13c cpv. 1 LPar).</p><p>Per quanto concerne i fattori menzionati dall’autrice della mozione, quali la variazione del grado d’occupazione nel corso della carriera professionale, i corsi di formazione continua, le conoscenze linguistiche o l’esperienza dirigenziale, nel suo rapporto del 18 novembre 2015 in adempimento del postulato 14.3388 Noser «Rilevazione della parità salariale. Migliorare l’attendibilità», il Consiglio federale ha osservato che celano un potenziale di discriminazione e non sono quindi adatti ad essere integrati in Logib. Inoltre, la rilevazione di questi dati rappresenterebbe un onere lavorativo troppo elevato per le imprese, in particolar modo per le PMI. Queste osservazioni sono tuttora valide.</p><p>In adempimento del postulato&nbsp;20.4263 della Commissione della scienza, dell’educazione e della cultura del Consiglio nazionale «Strategia per rafforzare la Carta per la parità salariale», il DFI (l’UFU) è stato quindi incaricato di riesaminare la soglia di tolleranza (5%), al di là della quale la parità salariale non è più data.</p><p>A questo scopo ha commissionato diversi studi e simulazioni econometriche supplementari, da cui è emerso che la combinazione, metodologicamente molto inusuale, di una soglia di tolleranza del 5 per cento con un doppio test di significatività limita sensibilmente l’individuazione delle disparità salariali – al punto che anche consistenti differenze di salario tra i sessi (anche oltre il 10&nbsp;%) non sarebbero identificate come tali. Considerati questi risultati, il DFI ha deciso di rinunciare al secondo test di significatività a decorrere dal 2024. Il rischio di rilevare disparità salariali inesistenti resta così molto limitato, in quanto il passaggio da due a un solo test di significatività è accompagnato da misure mirate quali l’ammorbidimento delle variabili specifiche al posto di lavoro mediante un maggior numero di livelli di qualifica e un sostegno proposto ai datori di lavoro.</p><p>L’adeguamento di Logib concernente il secondo test di significatività non modifica in alcun modo l’obbligo legale di eseguire un’analisi della parità secondo la LPar. I risultati non devono essere trasmessi ad alcuna autorità e non è prevista alcuna sanzione in caso di sforamento. In virtù di quanto precede, il Consiglio federale non vede la necessità di modificare le disposizioni della LPar.</p><p><br><br>Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.</p>