<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di presentare un progetto che spieghi come intende incentivare i programmi a favore della migrazione di transito, il programma "Protezione nella regione" e i programmi di aiuto al ritorno, nonché potenziarli nel quadro degli attuali fondi stanziati per l'aiuto allo sviluppo.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In collaborazione con altri servizi federali (DSC, DFAE), l'Ufficio federale della migrazione (UFM) sta già attuando diversi programmi e misure tesi a trovare soluzioni con i Paesi d'origine e di transito, da un lato, per aiutare rapidamente i rifugiati e le persone bisognose di protezione e, dall'altro, per ridurre la migrazione irregolare. Inoltre, promuove il ritorno volontario delle persone sottoposte alla legislazione sull'asilo e di determinate persone del settore degli stranieri (p. es. vittime della tratta di esseri umani).</p><p>L'aiuto al ritorno e al reinserimento secondo l'articolo 93 della legge sull'asilo (LAsi), fornito dall'UFM, coinvolge più dipartimenti. Il coordinamento compete al Gruppo interdipartimentale Aiuto al ritorno (ILR), diretto dall'UFM e dalla DSC. L'ILR decide in merito all'esecuzione e al finanziamento di programmi e progetti. I fondi per tali programmi provengono dal budget per l'aiuto al ritorno dell'UFM.</p><p>Anche nell'ambito della prevenzione della migrazione irregolare secondo l'articolo 93 LAsi, l'ILR decide in merito all'esecuzione e al finanziamento di progetti. Analogamente alla linea d'azione precedente, la decisione sull'esecuzione concreta è presa in base agli sviluppi in materia di politica migratoria e agli interessi della Svizzera. Le attività sono incentrate su progetti di informazione e sensibilizzazione dei potenziali migranti, nonché sull'aiuto al ritorno in Patria per migranti provenienti da Paesi di transito.</p><p>Oltre a queste due linee d'azione dell'ILR, il comitato Gruppo di lavoro interdipartimentale per le questioni delle migrazioni coordina l'attuazione dei due programmi "Protezione nella regione" e Partenariati in materia di migrazione. I progetti sono finanziati dagli uffici specializzati competenti (DP IV, DSC, UFM) conformemente ai rispettivi mandati.</p><p>L'impegno svizzero nel quadro di "Protezione nella regione" si propone di fornire un contributo affinché i rifugiati possano trovare il più rapidamente possibile una protezione efficace nella loro regione d'origine. Inoltre, i Paesi di prima accoglienza sono assistiti nell'offrire la necessaria protezione a tali persone. Per conseguire tale obiettivo sono previste diverse misure, ad esempio nel quadro dell'assistenza alle autorità nazionali e alle parti coinvolte della società civile al fine di creare procedure d'asilo eque ed efficaci.</p><p>La migrazione globale è gestita mediante un dialogo bilaterale o multilaterale tra Paesi d'origine, di transito e di destinazione. Nello spirito di una politica migratoria coerente, un partenariato in materia di migrazione secondo l'articolo 100 capoverso 1 della legge federale sugli stranieri mira a promuovere gli effetti positivi della migrazione e ad arginare quelli negativi. È un progetto di lungo periodo e andrebbe mantenuto finché comporta vantaggi per entrambi gli Stati. Un partenariato in materia di migrazione consiste in un pacchetto di misure strutturabili in maniera flessibile, che può comprendere, oltre alle linee d'azioni descritte, in particolare anche la politica dei visti, il contributo al rafforzamento della gestione della migrazione e il sostegno alla lotta contro la tratta degli esseri umani.</p><p>Tutte queste misure contribuiscono effettivamente a ridurre la migrazione irregolare e le domande d'asilo in Svizzera. Soltanto una parte di queste linee d'azione dell'UFM può essere finanziata tramite il budget per l'aiuto allo sviluppo. Si prevede di promuovere le linee d'azione descritte sopra e di avviare altre misure e programmi nel quadro della programmata riorganizzazione, in seno all'UFM, della cooperazione internazionale in materia di migrazione e grazie a un maggiore impegno del DFAE in tale ambito. A tal fine il DFGP (UFM) elaborerà, in collaborazione con il DFAE, una strategia che tenga conto delle richieste dell'autore della mozione. È necessario prendere in considerazione la correlazione tra migrazione e sviluppo, che impone una collaborazione interdipartimentale. Per motivi di ordine tecnico-amministrativo non è tuttavia opportuno, e nemmeno auspicabile sul piano della politica di sviluppo, inserire tutte le linee d'azione nel quadro del budget per l'aiuto allo sviluppo.</p><p>Il Consiglio federale propone pertanto di respingere la mozione. Se quest'ultima dovesse essere accolta dalla Camera prioritaria, si riserva di proporre alla commissione della seconda Camera di trasformare la mozione in un mandato d'esame.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.