<h2>SubmittedText<h2><p>Nell'ambito della legislazione relativa alla COVID-19, il Consiglio federale è incaricato di provvedere affinché per le PMI anche i crediti PLUS COVID-19 siano considerati analogamente a quanto disposto dall'articolo 24 dell'ordinanza sulle fideiussioni solidali COVID-19.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Ai fini del calcolo della copertura del capitale e delle riserve legali, rispettivamente di un'eventuale eccedenza dei debiti secondo l'articolo 725 del Codice delle obbligazioni (CO; RS 220), i crediti COVID-19 fino a 500 000 franchi garantiti al 100 per cento concessi in virtù dell'articolo 3 dell'ordinanza sulle fideiussioni solidali COVID-19 (RS 951.261) non sono considerati capitale di terzi fino al 31 marzo 2022. Questo termine decadrà in occasione della trasposizione nel diritto ordinario dell'ordinanza di necessità (art. 25 dell'avamprogetto della legge sulle fideiussioni solidali COVID-19 dell'1.7.2020). In tal modo viene inoltre attuata la mozione 20.3156 del 27 aprile 2020 della Commissione delle finanze del Consiglio degli Stati, che chiedeva di non considerare i crediti garantiti come capitale di terzi per l'intera durata della fideiussione solidale.</p><p>In caso di deroghe alle disposizioni sulla protezione del capitale si devono sempre ponderare gli interessi delle PMI mutuatarie con quelli dei creditori attuali e potenziali. Le misure di risanamento e di liquidazione che risultano inevitabili non dovrebbero essere ritardate inutilmente. Si può presupporre che i creditori non saranno gravati in misura sproporzionata da un'abolizione del termine per i crediti COVID-19 fino a 500 000 franchi, se tali crediti di entità minore continueranno a non essere considerati capitale di terzi. Il 7 luglio 2020 l'importo medio dei 130 376 accordi di credito ammontava a 103 000 franchi. Anche il condono di una parte importante delle pigioni commerciali per il periodo di chiusura delle imprese ordinato ufficialmente sgrava molte PMI (cfr. le mozioni 20.3451 della CET-N depositata il 12.5.2020 e 20.3460 della CET-S, depositata il 19.5.2020, "Pigioni commerciali dei ristoranti e di altre aziende interessati dalla chiusura. I locatari dovrebbero pagare soltanto il 40 per cento della pigione").</p><p>Per i crediti PLUS COVID-19 secondo l'articolo 4 dell'ordinanza sulle fideiussioni solidali COVID-19 superiori ai 500 000 franchi, oltre alla Confederazione anche le banche assumono il 15 per cento del rischio di mancato pagamento (7.7.2020: 782 richieste di credito; importo medio del credito 2,8 mio. fr.). Queste ultime hanno pertanto negoziato le modalità dei crediti nel dettaglio con i mutuatari, concludendo contratti di credito individuali. Le parti contraenti non potevano prevedere una deroga materiale all'articolo 725 CO al momento dell'entrata in vigore dell'ordinanza sulle fideiussioni solidali COVID-19 e quindi della conclusione del contratto. La concessione a posteriori di una deroga normativa all'articolo 725 CO non è quindi giustificabile. Il legislatore interverrebbe in rapporti contrattuali esistenti, cambiando dopo lo scadere del termine per la presentazione delle richieste di credito una regola spesso rilevante per la concessione del credito stesso. L'incertezza giuridica che ne deriverebbe per le banche e gli altri creditori dovrebbe essere evitata.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.