<h2>SubmittedText<h2><p>Nel quadro dell'ulteriore sviluppo della politica volta a rendere la piazza finanziaria conforme sotto il profilo fiscale, il Consiglio federale è incaricato di elaborare una strategia che permetta di instaurare uno scambio automatico di informazioni all'interno dell'UE e/o dell'OCSE e di garantire a medio e a lungo termine l'accesso ai mercati esteri degli istituti e degli intermediari finanziari svizzeri.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel suo rapporto sulla politica della Confederazione in materia di mercati finanziari del 19 dicembre 2012 (cfr. <a href="http://www.efd.admin.ch">www.efd.admin.ch</a> &gt; documentazione &gt; rapporti), il Consiglio federale conferma la sua volontà di proseguire coerentemente la via intrapresa dal 2009 per risolvere i problemi connessi con la piazza finanziaria e riguardanti l'ambito fiscale. Il modello di convenzioni sull'imposizione alla fonte, l'assistenza amministrativa e giudiziaria secondo gli standard internazionali e i previsti nuovi obblighi di diligenza per gli intermediari finanziari costituiscono un dispositivo efficace e promettente contro abusi in campo fiscale. Lo scambio automatico di informazioni ha i suoi svantaggi, poiché costituisce un'ingerenza nella sfera privata dei clienti. Inoltre, presenta difetti riguardo alla sua efficienza e comporta lo scambio di una notevole mole di dati, la cui analisi determina difficoltà di ordine amministrativo. Con lo scambio automatico di informazioni l'obiettivo dell'imposizione di tutti i contribuenti può essere raggiunto solo in modo lacunoso.</p><p>Con l'entrata in vigore il 1° gennaio 2013 delle convenzioni sull'imposizione alla fonte con l'Austria e il Regno Unito, emerge che il modello può essere eseguito regolarmente nella pratica e che gli importi fiscali possono essere versati. Trattative per la conclusione di analoghe convenzioni sono in corso con Grecia e Italia. Altri Paesi europei ed extraeuropei sono altresì interessati. Il modello dell'imposizione alla fonte è un'alternativa credibile allo scambio automatico di informazioni.</p><p>L'orientamento strategico della politica svizzera in materia di mercati finanziari si prefigge in particolare di rafforzare la competitività. Al riguardo rientra anche il miglioramento dell'accesso al mercato. In relazione con le vigenti convenzioni sull'imposizione alla fonte, quale importante elemento dell'attuale strategia sono stati concordati miglioramenti in ambito di accesso al mercato. Questi miglioramenti verranno perseguiti anche con altri Paesi. L'UE esige comunque dalle imprese fornitrici di servizi finanziari provenienti da Paesi terzi come la Svizzera viepiù una regolamentazione dei mercati finanziari equivalente, anche per quanto concerne la vigilanza e l'affermazione del diritto. Nel frattempo l'UE ha ribadito chiaramente a più riprese che il suo interesse a un accordo settoriale sui servizi, che inglobi soltanto i servizi finanziari, è scarso. In generale un accordo sui servizi, sia esso settoriale o generale, solleva tutta una serie di questioni delicate. Dal momento che si tratterebbe di un accordo di accesso al mercato, bisognerebbe risolvere anche le questioni istituzionali nelle relazioni con l'UE (per quanto concerne il trattamento degli sviluppi dell'acquis rilevante, la sorveglianza e l'interpretazione di un eventuale accordo, nonché la composizione delle controversie).</p><p>Un gruppo di esperti istituito dal Dipartimento federale delle finanze (DFF) nel mese di dicembre del 2012 ha ricevuto il mandato di elaborare le basi per l'ulteriore sviluppo della strategia in materia di mercati finanziari della Confederazione e di sottoporre proposte e opzioni d'intervento.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.