<h2>SubmittedText<h2><p>L'UFAM prevede di ridurre nettamente i valori PAH (idrocarburi policiclici aromatici) nel conglomerato bituminoso. La legislazione vigente prevede che il conglomerato bituminoso con valori fino a 20 000 milligrammi di PAH per chilogrammo (questo valore è stato stabilito a suo tempo benché nessuno sappia come) venga reintrodotto nel processo di produzione mediante speciali tecniche di preparazione. La prassi mostra che questi valori limite non sono dannosi per l'uomo e per l'ambiente. In ogni caso nessuno ha potuto finora dimostrare empiricamente il contrario. Da parte dell'UFAM sono ora in corso tentativi di ridurre questo valore limite a 5000 milligrammi di PAH per chilogrammo. Secondo l'UFAM, la parte eccedente tale limite dovrebbe in futuro essere smaltita termicamente.</p><p>In Svizzera si producono e utilizzano circa 5 milioni di tonnellate di miscela bituminosa. Un quarto di tale volume, ossia 1 250 000 tonnellate, serve per la preparazione del conglomerato bituminoso. Calcolando se circa un terzo di tale volume presenta un valore PAH superiore a 5000 milligrammi per chilogrammo, secondo l'UFAM dovrebbero essere smaltite termicamente circa 412 500 tonnellate di conglomerato bituminoso. Dato che il costo di questo tipo di smaltimento è pari a circa 150 franchi per tonnellata (incluse le spese di trasporto), per lo smaltimento termico delle 412 500 tonnellate si dovrebbero spendere 61 875 000 franchi.</p><p>Le 412 500 tonnellate di conglomerato bituminoso, che in futuro saranno smaltite termicamente, nel quadro del processo di preparazione dovrebbero essere sostituite da materiali da costruzione primari. La quantità di componenti minerali e bitumi necessari quali leganti comporterebbe ulteriori costi per circa 59 milioni di franchi.</p><p>Lo smaltimento termico del conglomerato bituminoso con valori superiori a 5000 mg/kg PAH costerebbe pertanto in totale circa 121 000 000 franchi.</p><p>Lo smaltimento termico del conglomerato bituminoso e i materiali da costruzione primari (produzione e trasporto) provocherebbero un'emissione sproporzionata di CO2, fatto al quale non si accenna minimamente nel rapporto degli specialisti dell'UFAM.</p><p>In considerazione di quanto sopra nascono i seguenti interrogativi:</p><p>1. Gli specialisti dell'UFAM sono al corrente di questi costi supplementari?</p><p>2. Gli stessi specialisti dell'UFAM sono consapevoli del fatto che lo smaltimento termico e la sostituzione con materiali da costruzione primari comportano un'emissione supplementare e sproporzionata di CO2?</p><p>3. Dopo il fallito tentativo, due anni or sono, di inserire questa regolamentazione nell'ordinanza sui prodotti chimici è opportuno riproporre questa assurda riduzione del valore PAH?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Gli idrocarburi policiclici aromatici (PAH) vengono generati dalla combustione incompleta di carbone, petrolio, legno, sigarette, ecc. Numerosi reperti epidemiologici e di sperimentazioni su animali mostrano che molti PAH sono fortemente cancerogeni e mutageni. L'esposizione a queste sostanze deve essere ridotta al minimo. Inoltre, le sostanze cancerogene devono essere sostituite nella misura del possibile con sostanze innocue o meno nocive.</p><p>Nel quadro della revisione dell'ordinanza tecnica sui rifiuti (OTR; RS 814.600) deve perciò essere posto in discussione un graduale snellimento del riciclaggio dell'asfalto di vecchie pavimentazioni contenenti catrame e quindi PAH in tenore elevato. L'utilizzazione (rimiscelazione) di conglomerato bituminoso contenente al massimo 20 000 milligrammi per chilogrammo di PAH nel legante, deve poter essere proseguita in impianti di trattamento per miscele bituminose per un periodo di transizione da 5 a 10 anni. Per contro, la lavorazione a caldo diretta di conglomerato bituminoso contenente catrame (con 5000 mg/kg PAH nel legante, ossia 250 mg/kg nel conglomerato bituminoso), criticata nell'ottica dell'igiene sul lavoro, deve essere limitata. Al termine del periodo di transizione, anche le vecchie pavimentazioni della classe d'inquinamento PAH da 5000 a 20 000 milligrammi per chilogrammo nel legante devono essere liberate dal tenore elevato in PAH mediante trattamento termico. In tal modo si avrebbe una riduzione effettiva dei carichi di PAH nelle attività di costruzione delle strade e nel patrimonio edilizio.</p><p>A titolo di confronto, nei Paesi membri dell'Unione europea, il conglomerato contenente catrame è classificato come rifiuto pericoloso. Il limite tra catramoso e non catramoso è pari allo 0,1 per cento di catrame, ovvero un valore limite pari a circa 4000 milligrammi per chilogrammo riferito al legante. Questo valore limite è inferiore a quello posto in discussione dall'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) corrispondente a 5000 milligrammi per chilogrammo nel legante da riciclare. Le prescrizioni vigenti in Germania e in Austria sono molto più severe (inferiori di ca. un fattore 10) rispetto a quelle vigenti in Svizzera.</p><p>1. Con un tasso di rinnovamento annuale dell'1,5 per cento, dai 125 milioni di tonnellate di rivestimenti stradali in asfalto della rete stradale svizzera si ricavano annualmente 1,85 milioni di tonnellate di conglomerato bituminoso, di cui circa il 10 per cento ha un tenore superiore ai 20 000 milligrammi per chilogrammo di PAH nel legante. Secondo la regolamentazione vigente questa quota non potrebbe essere riciclata. Dal 10 al 20 per cento delle vecchie pavimentazioni (max. 380 000 t) contengono leganti con tenori in PAH compresi tra i 5000 e i 20 000 milligrammi per chilogrammo. Se fra 10 anni, al termine del periodo di transizione, si conterà ancora la stessa quota di vecchie pavimentazioni inquinate, i costi per il loro smaltimento ammonterebbero a circa 60 milioni di franchi. Si può tuttavia presumere che una parte sostanziale di queste pavimentazioni venga smaltita o riciclata durante questo periodo transitorio nell'ambito dei consueti lavori di manutenzione. Va inoltre osservato che il trattamento termico del conglomerato bituminoso con un elevato tenore in PAH consente di generare un aggregato non inquinato per il riciclaggio. Pertanto, l'asfalto trattato termicamente non deve essere sostituito completamente da materiali da costruzione primari.</p><p>L'Ufficio federale dell'ambiente ritiene che i costi sono proporzionati, in particolare poiché parallalemente alle immissioni cancerogene di PAH (esalazioni dalla lavorazione a caldo e dalla miscela a caldo, abrasione del conglomerato) vengono ridotti anche i rischi per la salute, con incidenze economiche positive. Inoltre, i 60 milioni menzionati rappresentano meno del 2 per cento degli investimenti annui, pari a 3200 milioni di franchi per la manutenzione, le migliorie e gli ampliamenti delle strade (Conto stradale 2009, UST).</p><p>2. Con il trattamento termico delle 380 000 tonnellate di conglomerato bituminoso con tenori in PAH compreso fra 5000 e 20 000 milligrammi per chilogrammo nel legante, il bilancio del CO2 aumenterebbe di circa 50 000 tonnellate l'anno, ossia di circa lo 0,12 per mille delle emissioni nazionali complessive di CO2.</p><p>Da rilevamenti effettuati nei cantoni della Svizzera orientale si evince tuttavia che una parte sostanziale del conglomerato bituminoso non inquinato non viene riciclata ma smaltita in discariche o conferita in depositi intermedi. Si può quindi partire dal principio che un riciclaggio rafforzato consentirebbe di disporre di una quantità sufficiente di vecchie pavimentazioni non contenenti catrame che compenserebbe in misura sufficiente quelle fortemente inquinate senza dover ricorrere a nuovi materiali di costruzione primari.</p><p>3. La regolamentazione relativa al conglomerato bituminoso, di cui è stata avviata l'indagine conoscitiva due anni fa nel quadro di una modifica dell'ordinanza<b></b>sulla riduzione dei rischi inerenti ai prodotti chimici, non prevedeva ancora l'obbligo di trattamento termico del conglomerato bituminoso inquinato. Sarebbe stato opportuno fissare un valore limite per i PAH a partire dal quale il conglomerato bituminoso non avrebbe più dovuto essere preparato e miscelato a caldo, e un altro a partire dal quale il conglomerato bituminoso con un tenore elevato di PAH non potrebbe più essere utilizzato per gli strati di copertura. Per contro, il riciclaggio a freddo di conglomerato bituminoso con un elevato tenore di PAH e il suo utilizzo per gli strati di copertura sarebbe rimasto possibile. Questa proposta è però naufragata non avendo trovato il consenso dei cantoni. Numerosi cantoni hanno argomentato che in tal modo lungo le strade sorgerebbero discariche per rifiuti speciali e verrebbero dunque creati nuovi siti inquinati. Altri cantoni temono che la lavorazione a caldo influisca negativamente e in misura inaccettabile sulla salute dei lavoratori nonostante che i servizi competenti per la protezione dei lavoratori siano intervenuti in modo veemente per un suo disciplinamento. L'UFAM, in tale situazione, ha rinunciato in un primo tempo a una regolamentazione e si propone, nel quadro della prossima revisione dell'ordinanza tecnica sui rifiuti (OTR; RS 814.600) di porre in discussione una nuova variante (cfr. l'interrogativo 1).</p>  Risposta del Consiglio federale.