<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Lo sviluppo della ricerca scientifica nell'ambito degli effetti dei campi elettromagnetici sulla salute è seguito attentamente dai servizi competenti della Confederazione. Tale attenzione è in sintonia con il progetto dell'O.M.S. "International EMF Project", al quale la Svizzera partecipa attivamente.</p><p></p><p>2. Tutti i gruppi d'esperti interpellanti, dopo aver studiato attentamente il problema, sono giunti alla conclusione che non vi è nessuna ragione di ritenere che le emissioni elettromagnetiche degli schermi di ordinatori e televisioni abbiano effetti nocivi sulla salute. Se è vero che sono stati fatti degli studi sociologici che mettono in evidenza la correlazione esistente tra il numero delle ore trascorse davanti al televisore e l'aggressività degli adolescenti, per esempio, è anche vero che negli studi sono le immagini veicolate e la carica emozionale o addirittura violenta ad essere messe in causa, non gli effetti dello scherno in sé. D'altra parte, le onde elettromagnetiche emesse da uno schermo sono di debole intensità: la loro gamma di frequenza varia da 50 a 80 Hz e da 15 a 35 kHz. Se si comparano queste cifre a quelle concernenti altri elettrodomestici, non si può certo dire che il campo elettromagnetico di uno schermo televisivo o di un ordinatore sono fonte di radiazioni eccessive. Dalle conoscenze che si hanno attualmente si può affermare che la salute degli utenti di ordinatori i di televisori non è in nessun caso messa in pericolo da campi elettromagnetici. E ciò vale anche per bambini e donne incinte. Queste conclusioni sono pubblicate dai seguenti organismi: Organizzazione Internazionale del Lavoro (O.I.L.), Organizzazione Mondiale della Sanità (O.M.S.), International Commission of Non-ionizing Radiation Protection (ICNIRP), Swedish National Institute of Occupational Health e Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni (INSAI). Quest'ultimo, d'altronde, ha pubblicato nell'ambito della sicurezza sul lavoro, un opuscolo di raccomandazioni dal titolo "L'uso del videoterminale". Sulla base di quanto detto, oggettivamente non vi è la necessità, almeno per ora, di imporre delle misure di protezione supplementari. Il consumatore che lo desidera, ha tuttavia sempre la possibilità di acquistare schermi a deboli radiazioni, caratteristica definita "Norma svedese".</p><p></p><p>3. I servizi della Confederazione hanno preso conoscenza di determinati studi condotti da un'azienda ginevrina. Occorre subito precisate che i risultati di una ricerca scientifica sono validi se sono pubblicati su una rivista scientifica, i cui articoli sono sottoposti al controllo di almeno due esperti nella materia, e se i risultati menzionati possono essere riprodotti da un altro gruppo di scienziati indipendenti. Il Consiglio federale non è a conoscenza di tali pubblicazioni scientifiche del gruppo di scienziati di Ginevra. D'altra parte, da misurazioni eseguite da altri gruppi di ricercatori, di cui i Servizi competenti della Confederazione sono a conoscenza, non risulta che, utilizzando i dispositivi di sicurezza messi a punto dall'azienda di Ginevra, vi siano delle variazioni misurabili dei campi elettromagnetici.</p>  Risposta del Consiglio federale.