<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato, entro un anno,</p><p>1. di formulare proposte in vista di un ulteriore sviluppo dell'attuale sistema d'importazione caratterizzato dalla vendita all'asta dei contingenti doganali di bestiame da macello e carne nonché</p><p>2. di sgravare in modo rapido ed efficace la catena di valore aggiunto dell'economia animale e di quella carnea dai costi che l'attuale disciplinamento del mercato comporta.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel rapporto del 28 giugno 2006 "Conseguenze della vendita all'asta di contingenti d'importazione di carne" in risposta al postulato Walter (05.3883) il Consiglio federale ha analizzato l'attuale sistema d'importazione rilevando che la formazione dei prezzi sui mercati segue l'andamento dell'offerta e della domanda e che la maggiore concorrenza risultante dalle vendite all'asta ha contribuito, nella maggior parte dei casi, a ridurre i margini lordi a livello di trasformazione e distribuzione. Nel primo anno in cui si è svolta la vendita all'asta (2005) un terzo circa delle aziende partecipanti ha potuto acquisire per la prima volta contingenti d'importazione. Alla luce dell'andamento dei prezzi all'importazione non risulta che sia stato importato un quantitativo maggiore di prodotti a basso costo. Il Consiglio federale ritiene che la vendita all'asta dei contingenti d'importazione di carne rappresenti tuttora la migliore modalità di ripartizione sia dal profilo economico che da quello del diritto sulla concorrenza. Il ripristino di un sistema che comporta la fornitura di una prestazione all'interno del Paese ridimensionerebbe nuovamente la concorrenza. </p><p>In linea di massima, attualmente l'attribuzione di quote d'importazione in funzione delle esportazioni è possibile nel quadro del traffico di perfezionamento in virtù della legislazione doganale. Le imprese svizzere che esportano prodotti carnei possono importare le materie prime estere necessarie in esenzione da dazio e addirittura scambiarle con materie prime indigene di qualità parificabile (principio dell'equivalenza).</p><p>Il Consiglio federale intravede un'evoluzione dell'attuale sistema d'importazione verso un sistema a dazio unico. Per alcuni prodotti il passaggio dai contingenti doganali al sistema a dazio unico verrà esaminato tenendo in considerazione i risultati dei negoziati del ciclo di Doha dell'OMC tuttora in atto. Un'altra opzione per un ulteriore sviluppo è rappresentata dalla conclusione, con l'UE, di un accordo bilaterale globale di libero scambio nel settore agroalimentare. Il Consiglio federale deciderà al più presto nella primavera 2007 se intavolare negoziati in tal senso. </p><p>La destinazione del ricavo delle vendita all'asta stimato a circa 150 milioni di franchi all'anno è stata illustrata nel corso del dibattito parlamentare sulla "Politica agricola 2007". Grazie al contributo di 100 milioni di franchi al freno all'indebitamento, il limite di spesa per l'agricoltura non ha dovuto venir decurtato in misura corrispondente. Inoltre, ogni anno 50 milioni di franchi circa vengono restituiti alla filiera della carne sotto forma di contributo ai costi di smaltimento dei sottoprodotti animali. I ricavi delle vendite all'asta di carne rifluiscono pertanto nella filiera. </p><p>Mediante la riduzione di 3 franchi il quintale dei prezzi soglia degli alimenti per animali decisa dal Consiglio federale ed applicabile dal 1° luglio 2007 viene sgravata la catena di valore aggiunto della carne. Un'altra riduzione di 4 franchi il quintale è prevista per il 1° luglio 2009.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.