<h2>SubmittedText<h2><p>Numerosi nuovi parassiti importati minacciano fortemente e a breve termine i boschi svizzeri; è il caso delle specie d'importazione più recente, il cinipide galligeno del castagno e il tarlo asiatico del fusto. </p><p>I rischi sono importanti e riconosciuti sia dalle amministrazioni cantonali che da quella federale. Nell'agosto del 2012, la Consigliera federale Doris Leuthard ha raccomandato ai cantoni di lottare contro detti parassiti per prevenire la distruzione di interi settori di boschi, siano essi di protezione o meno. Alle frontiere sono stati adottati provvedimenti sanitari (notifica, quarantena, controllo sanitario), ma la Confederazione si accontenta di ricordare ai cantoni il loro obbligo di lottare contro i parassiti.</p><p>Sulla base del principio di solidarietà federale è stato annunciato un sostegno finanziario, che, tuttavia, non sarà concesso nell'immediato, ma piuttosto nell'ambito di un intervento di cosmesi sulla legge forestale, nel 2020.</p><p>Invece di proteggere i nostri boschi, mandato costituzionale e compito condiviso con i cantoni, la Confederazione si lava le mani degli aspetti finanziari e del suo dovere di coordinare le misure di lotta che i cantoni sono tenuti ad adottare. È importante evitare che il lassismo di un cantone o la negligenza di un proprietario fondiario mettano in discussione l'intero sistema di lotta contro i parassiti, rendendo inutili gli sforzi intrapresi dalla maggior parte degli attori interessati.</p><p>Non bisogna dimenticare che tali parassiti non si fermano dinanzi alle frontiere (né cantonali né catastali), e che una volta attaccata la loro preda la uccidono in pochi mesi. Soltanto la lotta che prevede l'abbattimento degli alberi aggrediti e il loro incenerimento completo in impianti di smaltimento o di valorizzazione termica dei rifiuti può contenere la diffusione dei parassiti ed eliminarli. I costi sono ingenti e unicamente un'azione immediata, rigorosa, vincolante e solidale può garantirne l'efficacia.</p><p>1. Il Consiglio federale prevede, a breve termine, di adattare la legge forestale in modo tale da estendere i mezzi finanziari di ripartizione dei costi all'insieme del territorio svizzero?</p><p>2. Per impedire che i parassiti in questione si stabiliscano in Svizzera, il Consiglio federale metterà in atto un piano d'intervento coordinato tra i cantoni e la Confederazione?</p><p>3. Per quanto concerne i mezzi finanziari, può essere presa in considerazione l'emanazione di un decreto federale urgente?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./3. Nel quadro dell'attuazione della Politica forestale 2020, il 14 settembre 2012 il Consiglio federale ha incaricato il DATEC, tramite l'UFAM, di elaborare, entro 12 mesi, un progetto di consultazione incentrato sulla prevenzione e la lotta contro i pericoli biotici al di fuori del bosco di protezione. Il sostegno finanziario da parte della Confederazione per misure di lotta e di prevenzione al di fuori del bosco di protezione è previsto per il terzo periodo NPC, ovvero dal 2016. Se in vista della revisione della legge sulle misure di lotta la situazione dovesse, da qui al 2016, peggiorare in modo considerevole, il Consiglio federale esaminerà le possibilità di accelerare la procedura e di applicare le relative modifiche in quanto legislazione d'urgenza (secondo l'art. 165 Cost.). Inoltre, dal 2014 è previsto un aumento pari a due milioni di franchi l'anno dei mezzi per misure di prevenzione, ad esempio i controlli alle frontiere. Qualora dovesse delinearsi un maggiore fabbisogno finanziario anche per il 2013, verrebbe chiesto al Parlamento un credito aggiuntivo dello stesso importo.</p><p>2. Per legge, la competenza per il controllo della salute dei boschi spetta ai cantoni, che sono inoltre tenuti a informare la Confederazione in merito a infestazioni di organismi di quarantena soggetti all'obbligo di notifica. Tra gli obiettivi della Politica forestale 2020, approvata il 31 agosto 2011, il Consiglio federale ha fissato quello di proteggere il bosco dall'introduzione di organismi nocivi particolarmente pericolosi. Per raggiungere tale obiettivo la Confederazione, in collaborazione con i cantoni, intende elaborare entro la primavera del 2013 una strategia di lotta contro il tarlo asiatico del fusto. A causa dell'attuale massiccia insorgenza di detto coleottero, i cantoni colpiti stanno già attuando delle misure, che dal 2013 saranno fissate in una direttiva (aiuto all'esecuzione) e sostituiranno le singole disposizioni. Tale direttiva fa capo alla strategia e si basa su risultati ottenuti all'estero. È stata elaborata in stretta collaborazione con i cantoni colpiti e dopo aver consultato gli attori principali. Inoltre, il Servizio fitosanitario federale applica già misure di prevenzione di base quali l'introduzione di un obbligo di notifica per i carichi di pietre e di prodotti in pietra con imballaggi di legno (secondo lo standard ISPM 15, che fissa norme dettagliate per il trattamento del legno) e controlli supplementari.</p>  Risposta del Consiglio federale.