<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In merito agli eventi tragici che hanno segnato profondamente la storia del popolo armeno, il Consiglio federale si è già pronunciato in modo chiaro ed esplicito nelle risposte all'interpellanza Fankhauser del 24 marzo 1995 "Riconoscimento del genocidio degli Armeni" (95.3186) e alla mozione Ziegler dell'11 giugno 1998 "Genocidio degli Armeni" (98.3251). Il Consiglio federale rammenta la sua condanna degli eventi tragici che hanno causato la morte di un numero impressionante di Armeni (tra 800 000 e 1,5 milioni di persone, secondo fonti attendibili) a seguito di deportazioni di massa e di massacri su vasta scala nel corso di rivolte e guerre che hanno decretato la fine dell'Impero Ottomano, dal 1894 al 1922, ma in special modo nel 1915.</p><p></p><p>Il Consiglio federale ha preso atto che diversi attori della comunità internazionale si sono pronunciati sugli eventi del 1915. Peraltro è stato informato che 51 deputati dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa hanno firmato il 24 aprile 1998 una Dichiarazione relativa a detti eventi. Dalla Dichiarazione, che impegna unicamente la Deputazione firmataria, emerge che il 24 aprile 1915 iniziò lo sterminio degli Armeni che vivevano sotto l'Impero Ottomano. Con questa dichiarazione si è voluto commemorare il primo genocidio del 20° secolo e in particolare il sacrificio degli Armeni vittime di crimini contro l'umanità. A livello statale l'iniziativa di riconoscere il genocidio armeno è partita dai parlamenti nazionali, da ultimo l'Assemblea nazionale francese il 29 maggio 1998.</p><p></p><p>A seguito dell'istituzione dei Tribunali internazionali per l'ex Iugoslavia e il Ruanda, nonché dell'adozione dello Statuto della Corte penale internazionale, il Consiglio federale ritiene che in avvenire drammi come quelli verificatisi nel XX secolo non sfuggiranno alle istituzioni penali internazionali che si adopereranno per condannare i responsabili. Tenuto conto dei recenti eventi e in particolare di diversi interventi parlamentari, il Consiglio federale intende depositare tempestivamente gli strumenti di adesione alla Convenzione per la prevenzione e la repressione dei crimini di genocidio nel corso del Vertice del Millennio che si terrà a Nuova York dal 5 all'8 settembre 2000. Ratificando la Convenzione la Svizzera colmerà una lacuna e migliorerà a livello interno la protezione delle vittime di conflitti armati dotandosi così dei mezzi necessari per collaborare, a livello internazionale, all'azione penale contro il crimine di genocidio.</p><p></p><p>Il Consiglio federale intende parimenti ratificare lo Statuto della Corte penale internazionale adottato a Roma nel luglio 1998. Il 5 giugno 2000 ha chiesto al Dipartimento federale degli affari esteri di avviare una procedura di consultazione in merito. Ratificando lo Statuto, uno Stato Parte si obbliga a cooperare con la Corte e a riconoscerne le sentenze. La Svizzera dovrà istituire in merito le necessarie basi giuridiche. La Corte è competente a riconoscere i crimini particolarmente gravi contro la comunità internazionale nel suo insieme: crimini contro l'umanità, crimini di guerra e di genocidio. Da decenni si è in attesa di una Corte penale a carattere universale e permanente tale da porre fine all'intollerabile impunità di cui sovente godono gli autori di tali crimini. La sua creazione costituirà un contributo essenziale alla pace e alla sicurezza internazionale.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.