<h2>SubmittedText<h2><p>Sebbene sia stata respinta, l'iniziativa "per le vacche con le corna" ha comunque raccolto delle forti simpatie. Se l'idea d'iscrivere il principio di questa iniziativa nella Costituzione è stata una delle ragioni del suo rigetto, si può legittimamente dedurre che ora occorre trattare questa tematica a livello legislativo. È quindi opportuno esaminarla dal profilo del benessere degli animali (integrità fisica) e del gestore (sicurezza ed efficienza del lavoro) senza contrapporre le forme di detenzione a stabulazione libera e fissa, poiché entrambe presentano dei vantaggi.</p><p>La razionalizzazione del lavoro grazie all'evoluzione delle tecniche semplifica le mansioni pesanti e gravose dell'allevatore e permette di risparmiare tempo ed energia a favore del benessere degli animali (più tempo per l'allevatore per il proprio bestiame, uscita URA, osservazione, contatto e accompagnamento nell'uscita). Le tecniche e le tecnologie evolvono quotidianamente, non possiamo attendere l'attuazione della PA22+ per applicare incentivi a favore di tali misure. In quest'ottica, il Consiglio federale è disposto a:</p><p>1. permettere in tempi brevi un sostegno per l'accesso alle nuove tecniche e tecnologie al fine di facilitare il lavoro degli allevatori e di garantire il benessere degli animali al momento della costruzione o del risanamento di edifici di economia rurale? Un sostegno di questo tipo sarebbe un incentivo che risponde alla volontà di favorire il benessere degli animali e permette di razionalizzare il lavoro degli allevatori (sistemazione della lettiera, foraggiamento automatizzato, sistema di mungitura, evacuazione delle deiezioni, ecc.);</p><p>2. derogare ai limiti minimi per quanto concerne le dimensioni delle aziende (USM) per questo tipo di miglioria nelle regioni in cui la continuità dell'agricoltura è minacciata?</p><p>3. provvedere affinché Agroscope sviluppi e testi una stalla d'alta montagna 4.0 che tenga conto del benessere degli animali (integrità fisica) e del gestore (sicurezza ed efficienza del lavoro) nonché di aspetti come la superficie minima, la forte pendenza e le abbondanti precipitazioni invernali?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'iniziativa "per le vacche con le corna", secondo i dati provvisori, è stata respinta dal Popolo con il 54,7 per cento dei voti e da 18 Cantoni contro 5.</p><p>1. Attualmente la Confederazione promuove la detenzione particolarmente rispettosa degli animali tramite i cosiddetti contributi per il benessere degli animali erogati indipendentemente dal fatto che gli animali portino le corna o no. Gli strumenti necessari a tal fine esistono, si sono da tempo affermati nella pratica e saranno ulteriormente sviluppati nell'ambito della Politica agricola a partire dal 2022. Concretamente la Confederazione sostiene mediante contributi forme di produzione particolarmente rispettose degli animali come i sistemi di stabulazione particolarmente rispettosi degli animali e l'uscita regolare all'aperto (art. 72 cpv. 1 OPD; RS 910.13).</p><p>L'accesso a nuove tecnologie è sostenuto dalla Confederazione attraverso la ricerca e la consulenza. Da sottolineare, in particolare, sono le attività finalizzare alla digitalizzazione e all'automatizzazione svolte nel campo di ricerca di Agroscope "Ottimizzazione dei sistemi di produzione tramite smart farming". Grazie a queste nuove tecnologie il lavoro dell'agricoltore può essere razionalizzato, semplificato e reso più sicuro. I sistemi automatizzati sono esaminati anche dal profilo della reddittività, della protezione degli animali e dell'ambiente nonché tenendo conto degli aspetti dell'economia del lavoro. Inoltre si appura a quali condizioni i nuovi sistemi portano un valore aggiunto alla filiera agroalimentare svizzera.</p><p>L'impiego di nuove tecnologie nella detenzione di animali è sostenuto mediante aiuti forfettari agli investimenti (OMSt; RS 913.1). Nell'avamprogetto relativo alla Politica agricola a partire dal 2022 (PA 22+) si propone di erogare per la prima volta all'interno dei limiti di spesa prospettati anche aiuti agli investimenti per tecnologie innovative (incl. quelle di smart farming) per la riduzione dell'impatto sull'ambiente nonché la promozione del benessere e della salute degli animali (art. 87a cpv. 1 lett. h disegno LAgr). Anche la proposta di sostenere progetti pilota e dimostrativi può potenzialmente contribuire ad accelerare l'introduzione di tecnologie di smart farming nella pratica (art. 118 lett. b e c disegno LAgr). </p><p>2. Nella regione di montagna e in quella collinare in cui è a rischio la gestione o una densità d'insediamento sufficiente, le aziende agricole possono essere sostenute tramite provvedimenti nell'ambito dei miglioramenti strutturali (art. 3a OMSt) già a partire da una dimensione di 0,6 unità standard di manodopera (USM). Ciò corrisponde, per esempio, a un'azienda con una dimensione minima di 8 ettari di superficie agricola utile, una declività di oltre il 18 per cento e un effettivo di 8 vacche da latte. Nelle regioni restanti l'esigenza minima per il versamento di aiuti agli investimenti è di 1,0 USM (art. 3 OMSt). Nel quadro dell'evoluzione della politica agricola l'accento è posto sul rafforzamento dell'imprenditorialità e dell'efficienza aziendale, mantenendo al contempo un'ampia gamma di strutture contadine. Il progresso tecnologico e la digitalizzazione devono poter essere utilizzati in modo ottimale. A tal fine occorrono aziende che abbiano una dimensione minima. Non è quindi opportuno ridurre il limite di USM. I pagamenti diretti sono concessi già da una dimensione dell'azienda di 0,2 USM.</p><p>3. Nel quadro del campo di ricerca strategico 11 "Ottimizzazione dei sistemi di produzione tramite smart farming", Agroscope svolge un'intensa attività di ricerca nell'ambito della digitalizzazione della detenzione di bestiame bovino. È opportuno investire fondi di ricerca in progetti che studiano le tecnologie applicabili sia nella regione di pianura sia in quella di montagna. Lo sarebbe meno se Agroscope realizzasse ricerche su una stalla standard per la regione di montagna. Le stalle standard non sono trasponibili in altre regioni a causa di forme di produzione, conformazioni del suolo e altitudini diverse o di eventuali zone a rischio. Nella costruzione, inoltre, si tiene conto degli edifici e degli impianti esistenti, nonché delle esigenze e delle richieste specifiche dell'azienda. Ciò richiede soluzioni flessibili e definite in base alla situazione. L'attuazione concreta deve avvenire in stretta collaborazione con gli specialisti del settore edilizio. Entro i limiti previsti dal diritto la libertà di pianificazione non va limitata ulteriormente con stalle standard e le inevitabili norme che queste comportano. Una stalla sperimentale specifica per la regione di montagna, inoltre, vincolerebbe in maniera significativa le risorse finanziarie a un campo di ricerca. Agroscope sostiene, congiuntamente ad Agridea, la trasmissione delle conoscenze con corsi di perfezionamento specifici per gli specialisti del settore edilizio. In tale ambito è presa in considerazione anche la regione di montagna.</p>  Risposta del Consiglio federale.