<h2>SubmittedText<h2><p>Il 15 dicembre 2006, il Consiglio federale ha inaspettatamente approvato esportazioni di materiale bellico verso l'India, il Pakistan e l'Arabia Saudita, per un valore superiore ai 500 milioni di franchi. In questo modo ha incomprensibilmente liberalizzato la sua politica delle autorizzazioni per il materiale bellico.</p><p>1. Perché il Consiglio federale autorizza esportazioni di materiale bellico in India, che si dota di armi atomiche, in Pakistan che fa lo stesso e viola i diritti umani e in Arabia Saudita, dove ugualmente si violano i diritti dell'uomo?</p><p>2. Perché il Consiglio federale non prende sul serio la critica assolutamente evidente rivoltagli dalla Commissione della Gestione del Consiglio nazionale in quest'occasione delicata?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale conferma l'importanza che attribuisce al rispetto dei diritti dell'uomo quale criterio di autorizzazione all'esportazione di materiale bellico. Il mancato rispetto dei diritti umani è stato il criterio determinante nella maggior parte dei rifiuti delle domande di esportazione e delle domande preliminari presentate in questi ultimi anni.</p><p>Nonostante nella regione Jammu e Kashmir il conflitto tra Pakistan e India continui, negli ultimi tempi le tensioni tra i due Paesi si sono allentate (apertura della linea del cessate il fuoco, ripresa dei colloqui tra capi di Stato e di governo dei due Paesi, creazione di una linea di bus). Tale situazione ha contribuito alla decisione del Consiglio federale del 29 giugno 2005, con la quale si revocava il divieto di esportazione stabilito nel 1998, in seguito agli esperimenti atomici eseguiti da entrambi i Paesi in questione, e si ripristinava la precedente procedura ordinaria. La situazione dei diritti dell'uomo in India è sicuramente migliorabile, ciononostante le violazioni di questi diritti non sono così gravi e sistematiche da giustificare un arresto totale delle esportazioni di materiale bellico verso questo Paese. Anche in Pakistan la situazione in tale ambito registra dei progressi: l'Alta corte di giustizia, negli ultimi tempi, ha adottato diverse decisioni in favore dei diritti dell'uomo. Le esportazioni verso il Pakistan autorizzate dal Consiglio federale riguardano soprattutto l'invio di cannoni per la difesa contraerea, utilizzati esclusivamente per la difesa.</p><p>I fucili d'assalto che verranno esportati in India sono destinati alla National Security Guard a New Delhi e saranno spediti via Austria. L'Austria ha già autorizzato importazioni e successive riesportazioni verso l'India e non ritiene la situazione sul posto problematica.</p><p>Dall'entrata in vigore della nuova legge sul materiale bellico, nel 1998, sono state continuamente accettate le domande di esportazione verso l'Arabia Saudita. La situazione dei diritti dell'uomo non è cambiata dalle ultime decisioni del Consiglio federale risalenti al 22 marzo 2004 e al 10 marzo 2006, non esiste quindi una motivazione valida per procedere a un cambiamento della politica finora attuata. Ciononostante è consigliabile continuare a seguire attentamente la situazione dei diritti dell'uomo e della politica dello sviluppo.</p><p>Gli Stati membri dell'UE, nel 2005, hanno autorizzato esportazioni di materiale bellico per più di 925 milioni di euro verso l'India, per più di 1,4 miliardi di euro verso il Pakistan e per più di 973 milioni di euro verso l'Arabia Saudita. Da menzionare sono soprattutto la Germania, di cui è nota la politica molto restrittiva di controllo delle esportazioni, l'Austria e la Svezia. Nel decidere sulle domande d'esportazione gli Stati membri dell'UE sono in particolare tenuti a tener conto dei criteri del codice di condotta sulle esportazioni di armi che, per quanto riguarda l'esame della situazione in materia di diritti dell'uomo, corrispondono in larga misura alle disposizioni dell'articolo 5 dell'ordinanza sul materiale bellico.</p><p>2. Il Consiglio federale accoglie favorevolmente il dialogo costruttivo con la CdG-N, la quale nel suo rapporto precisa in modo chiaro che il Consiglio, con le sue decisioni del 29 giugno 2005, ha agito legalmente. Già prima della conclusione degli esami della commissione, il Consiglio federale ha introdotto misure aggiuntive che regolano in parte i punti criticati e ha quindi avviato una nuova politica restrittiva riguardo al riciclaggio del materiale bellico in esubero e migliorato l'applicabilità delle dichiarazioni di non riesportazione e della collaborazione tra unità amministrative. Nell'ottica di una revisione dell'ordinanza sul materiale bellico il DFE incaricherà un gruppo di lavoro di precisare i criteri di rilascio delle autorizzazioni all'esportazione.</p>  Risposta del Consiglio federale.