<h2>SubmittedText<h2><p>Lunedì 17 marzo 2008 è stato firmato a Teheran un contratto di fornitura di gas tra la società elettrica di Laufenburg e la società nazionale iraniana di esportazione di gas. Siccome l'affare è di grande interesse strategico per la politica estera in materia di energia della Svizzera, il nostro ministro degli affari esteri era presente di persona a Teheran. La consigliera federale Micheline Calmy-Rey ha colto l'occasione per fare una visita di cortesia al presidente iraniano, alla quale si è presentata con il velo - con evidente compiacimento del presidente stesso. Gli Stati Uniti hanno aspramente criticato il contratto per la fornitura di gas che, secondo loro, è contrario allo spirito delle sanzioni decise contro l'Iran; in questo modo la Svizzera lancia un segnale sbagliato.</p><p>In questo contesto chiedo al Consiglio federale di rispondere senza indugio e in modo dettagliato alle seguenti domande:</p><p>1. Perché il ministro degli affari esteri era presente di persona alla firma di un contratto di fornitura di gas concluso tra due compagnie? Secondo il Consiglio federale la sua presenza era davvero necessaria? Quest'ultima è stata decisa dal Consiglio federale in corpore?</p><p>2. In vista della conclusione del contratto c'erano ancora aspetti da definire o da dirimere a livello ministeriale?</p><p>3. La consigliera federale Calmy-Rey ha firmato personalmente il contratto?</p><p>4. In caso negativo, il ministro degli affari esteri della Svizzera (neutrale) ha voluto ancora una volta mettersi in mostra e "fare politica mondiale"?</p><p>5. In merito alla visita al presidente iraniano: la consigliera federale Micheline Calmy-Rey è cosciente del fatto che il presidente iraniano ha affermato di voler annientare Israele?</p><p>6. La consigliera federale Micheline Calmy-Rey si è recata a Teheran in primo luogo per la firma del contratto o per rendere visita al presidente iraniano?</p><p>7. In quanto ministro degli affari esteri della Svizzera neutrale si è di nuovo immischiata nella "questione nucleare"? O ha proposto ai dirigenti iraniani un seminario sulle "diverse interpretazioni dell'olocausto", come aveva già accennato nel dicembre del 2006?</p><p>8. Perché alla visita al presidente iraniano la consigliera federale si è presentata con il velo? È consuetudine per i membri del nostro governo federale vestirsi secondo le usanze del Paese ospite quando si recano in visita all'estero?</p><p>9. Il Consiglio federale ritiene parimenti che il velo, indossato in modo dimostrativo e ostentato da parte della consigliera federale Calmy-Rey, possa venir interpretato come segno di ingraziamento o addirittura di sottomissione?</p><p>10. Come giudica il Consiglio federale le aspre critiche mosse dagli Stati Uniti?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La presenza di un membro del Consiglio federale era importante per la firma dell'accordo. Questa visita s'inserisce nel quadro di una strategia più generale di politica energetica e di politica esterna approvata dal Consiglio federale.</p><p>2. No.</p><p>3. No.</p><p>4. No.</p><p>5. Sì. Il Consiglio federale condanna la retorica anti israeliana delle autorità iraniane e reputa inaccettabile negare il diritto di Israele all'esistenza e la realtà dell'olocausto.</p><p>6. L'occasione di questa visita era di permettere la conclusione del contratto tra EGL e NIGEC. Secondo il protocollo iraniano, la visita di cortesia al presidente è un passo obbligato per ogni ministro degli esteri.</p><p>7. Il rafforzamento del dispositivo internazionale contro la proliferazione nucleare e la questione dei diritti dell'uomo corrispondono a interessi importanti della politica estera della Svizzera.</p><p>8. Il porto del velo in pubblico è un obbligo per ogni donna in Iran.</p><p>9. No.</p><p>10. In merito al contratto d'acquisto di gas tra EGL e NIGEC ha avuto luogo uno scambio regolare con i rappresentanti americani.</p>  Risposta del Consiglio federale.