Corte III C-921/2006 {T 0/2} Sentenza del 19 ottobre 2007 Giudici Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio), Blaise Vuille, Andreas Trommer, cancelliere Graziano Mordasini. A._______, patrocinato dal Lic. iur. lic. oec. Aron Camponovo, via Nassa 36-38, casella Postale 5709, 6900 Lugano, ricorrente, contro Ufficio federale della migrazione (UFM) , Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore. Rifiuto dell'autorizzazione d'entrata relativa a B._______. B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t T r i b u n a l a d m i n i s t r a t i f f é d é r a l T r i b u n a l e a m m i n i s t r a t i v o f e d e r a l e T r i b u n a l a d m i n i s t r a t i v f e d e r a l Composizione Parti OggettoC-921/2006 Ritenuto in fatto e considerato in diritto: che con lettera dell'11 luglio 2006, A._______ ha invitato B._______, cittadina indiana nata il..., a venire in Svizzera per una visita, garantendo nel contempo l'assunzione di tutte le spese relative al soggiorno di quest'ultima; che in data 6 settembre 2006, l'interessata ha presentato all'Ambasciata di Svizzera a Delhi una domanda di visto turistico per la Svizzera, al fine di soggiornare per un periodo di un mese presso l'invitante, precisando nel contempo di essere coniugata e cantante; che a sostegno della succitata domanda di visto, B._______ ha in particolare prodotto agli atti un'attestazione con la quale essa si impegnava a fare ritorno in patria allo scadere del visto richiesto e una dichiarazione del marito che ne confermava questa intenzione; che il 20 novembre 2006, l'UFM ha emesso una decisione di rifiuto dell'autorizzazione d'entrata in Svizzera nei confronti di B._______, considerando in sostanza che, tenuto conto della situazione socioeconomica prevalente in India, ed in particolare delle disparità economiche esistenti tra questo paese e la Svizzera, la sua uscita dal territorio della Confederazione alla scadenza del soggiorno previsto non poteva essere considerata come sufficientemente assicurata; che l'autorità intimata ha inoltre sottolineato il fatto che l'interessata non poteva avvalersi di legami familiari o professionali stretti con il paese d'origine atti a garantire il ritorno in patria; che con scritto del 28 novembre 2006, A._______ ha interposto ricorso avverso la precitata decisione, affermando che B._______ intrattiene stretti legami con l'India, paese in cui risiede con il figlio sedicenne, la madre ed un fratello e sottolineando come la richiedente intenda venire in Svizzera unicamente per un soggiorno turistico della durata di 2/3 mesi; che questi ha infine dichiarato la sua volontà di assumersi tutte le spese relative alla visita dell'interessata, portandosi inoltre garante del suo rientro in patria al termine della stessa; Pagina 2C-921/2006 che chiamato ad esprimersi sul ricorso, con preavviso del 21 marzo 2007, l'UFM ha postulato la reiezione del gravame, sottolineando in particolar modo come il rientro in patria della richiedente non fosse sufficientemente garantito, ritenendo inoltre come non decisivo il fatto che l'interessata volesse recarsi in Svizzera senza i familiari, potendo essa farsi raggiungere in seguito dal figlio rimasto in patria; che, invitato a prendere posizione in merito al preavviso dell'autorità intimata, agendo per il tramite del suo patrocinatore, in data 26 aprile 2007 il ricorrente ha prodotto un atto di replica; che A._______ ha in primo luogo sottolineato come la decisione impugnata fosse fondata su elementi generici e semplici supposizioni e non su un'approfondita e completa analisi della situazione personale della richiedente; che a mente del ricorrente inoltre la presenza in patria di membri della famiglia dell'interessata, elemento personale che per sua natura è tale da sorreggerne l'attendibilità del rientro, è arbitrariamente e in modo contrario al principio della buona fede, ritenuto un aspetto svantaggioso della domanda di visto; che egli ha poi affermato come B._______ conduca in patria un'esistenza agevole ed abbiente in rapporto alla gran maggioranza della popolazione indiana e prodotto agli atti una polizza assicurativa a copertura di eventuali costi derivanti dalla visita postulata; che il ricorrente ha infine manifestato la volontà di convolare a nozze con l'interessata nel corso del 2008 e dichiarato di aver raccolto le informazioni necessarie all'espletazione delle relative formalità burocratiche, in modo da permettere a quest'ultima di recarsi in Svizzera nel febbraio 2008 al termine di un tour organizzato in India a cui essi prenderanno parte agli inizi del nuovo anno; che, riservate le eccezioni previste all'art. 32 della legge federale del 17 giugno 2005 sul Tribunale amministrativo federale (LTAF, RS 173.32), giusta l'art. 31 LTAF il Tribunale amministrativo federale (TAF) giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 della legge federale del 20 dicembre 1968 sulla procedura amministrativa (PA, RS 172.021) prese dalle autorità menzionate agli art. 33 e 34 LTAF; Pagina 3C-921/2006 che in particolare, le decisioni rese dall'UFM in materia di rifiuto dell'autorizzazione d'entrata in Svizzera possono essere impugnate dinanzi al Tribunale amministrativo federale conformemente all'art. 20 cpv. 1 della Legge federale del 26 marzo 1931 concernente la dimora e il domicilio degli stranieri (LDDS, RS 142.20); che nella presente fattispecie un ricorso al Tribunale federale è inammissibile in ragione della materia (art. 83 let. c cifra 1 della legge federale del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale [LTF, RS 173.110]), di modo che il Tribunale amministrativo federale statuisce in via definitiva (cfr. art. 1 cpv. 2 LTAF); che il Tribunale amministrativo federale giudica, in quanto sia competente, i ricorsi pendenti presso le commissioni federali di ricorso o d'arbitrato o presso i servizi dei ricorsi dei dipartimenti al 1° gennaio 2007 (art. 53 cpv. 2 LTAF prima frase); che il nuovo diritto processuale trova applicazione (art. 53 cpv. 2 LTAF ultima frase); che, salvo i casi in cui la LTAF non disponga altrimenti, la procedura davanti al Tribunale amministrativo federale è retta dalla PA (art. 37 LTAF); che A._______, agendo in qualità di interessato alla procedura, ha diritto di ricorrere (art. 20 cpv. 2 LDDS e art. 48 PA); che, presentato nella forma e nei termini prescritti dalla legge, il suo ricorso è ricevibile (cfr. art. 50 e 52 PA); che per l'entrata in Svizzera gli stranieri devono disporre di un visto (cfr. art. 1 cpv. 1 in fine e art. 3 dell'Ordinanza del Consiglio federale del 14 gennaio 1998 concernente l'entrata e la notificazione degli stranieri [OEnS, RS 142.211]); che, salvo disposizioni contrarie, il rilascio del visto compete all'UFM (art. 18 OEnS in relazione con l'art. 25 cpv. 1 lett. a LDDS); che nelle loro decisioni, le autorità competenti a concedere i permessi terranno conto degli interessi morali ed economici del paese nonché dell'eccesso della popolazione straniera (cfr. art. 16 cpv. 1 LDDS) e saranno tenute ad assicurare un rapporto equilibrato tra l'effettivo della Pagina 4C-921/2006 popolazione svizzera e quello della popolazione straniera residente (cfr. art. 1 lett. a dell'Ordinanza del 6 ottobre 1986 che limita l'effettivo degli stranieri [OLS, RS 823.21]); che la Svizzera non può accogliere tutti gli stranieri che desiderano venire in questo paese, sia che si tratti di soggiorni di breve che di lunga durata, quindi è legittimo applicare una politica restrittiva in materia di ammissione (cfr. DTF 122 II 1 consid. 3a p. 6 segg.; ALAIN W URZBURGER , La jurisprudence récente du Tribunal fédéral en matière de police des étrangers, Rivista di Diritto amministrativo e di Diritto fiscale [RDAF] 1997, p. 287); che esse devono quindi assicurarsi che gli stranieri ammessi in Svizzera dispongano sia della possibilità che della volontà di rientrare nel loro paese d'origine, in caso di bisogno o al termine del loro soggiorno (cfr. art. 1 cpv. 2 lett. c e 14 cpv. 1 OenS); che a questo proposito giova sottolineare che l'ordinamento giuridico svizzero non garantisce alcun diritto all'entrata in Svizzera, né alla concessione di un visto (cfr. art. 4 LDDS, in relazione con l'art. 9 cpv. 1 OEnS; cfr. inoltre PHILIP GRANT , La protection de la vie familiale et de la vie privée en droit des étrangers, Basilea/Ginevra/Monaco 2000, p. 24; PETER U EBERSAX , Einreise und Anwesenheit in: Uebersax/Münch/ Geiser /Arnold, Ausländerrecht, Basilea/Ginevra/Monaco 2002, n. 5.28 ss); che il visto è rifiutato se lo straniero non adempie alle condizioni d'entrata di cui all'art. 1 OEnS (cfr. 14 cpv. 1 OEnS), vale a dire in particolare se non fornisce garanzie necessarie che la sua partenza dalla Svizzera avverrà nei termini prescritti (cfr. art. 1 cpv. 2 lett. c OenS); che inoltre il visto è rifiutato se sussistono fondati dubbi sullo scopo del soggiorno (art. 14 cpv. 2 let. c OenS); che un permesso d'entrata in Svizzera non può quindi essere rilasciato allorquando il rientro nel paese d'origine non è assicurato, sia in ragione della situazione politica o economica difficile prevalente, sia in funzione della situazione personale del richiedente; che nella fattispecie, tenuto conto dell'insieme delle risultanze dell'incarto, il TAF ritiene che l'uscita dalla Svizzera di B._______ alla Pagina 5C-921/2006 scadenza del soggiorno previsto non può essere considerata come sufficientemente assicurata; che in effetti, in ragione della situazione socio-economica difficile regnante in India, e viste le considerevoli disparità economiche esistenti tra questo paese e la Svizzera, il TAF non può escludere il rischio che l'interessata non faccia ritorno in patria alla scadenza del visto richiesto; che l'esperienza insegna inoltre che sovente i beneficiari di un permesso d'entrata, dal momento in cui si trovano in Svizzera, non prendono più in considerazione il ritorno nel loro paese d'origine, e che, nonostante le promesse di lasciare il territorio della Confederazione al termine del periodo di visita concesso, non esitano ad utilizzare tutti i mezzi a loro disposizione, mettendo a profitto il loro soggiorno in questo paese per cercarvi un impiego o risiedervi ad un titolo qualsiasi; che, in ragione della situazione personale di B._______, questa ipotesi non può essere esclusa nella fattispecie; che infatti dalle informazioni fornite alle autorità elvetiche nel corso della procedura tendente al rilascio del visto risulta che la richiedente è coniugata (cfr. dichiarazione del marito) ed in patria vive con il figlio sedicenne, la madre ed un fratello; che, sebbene si debba riconoscere che dei legami familiari così stretti siano tali, in una certa misura, da incitare una persona a rientrare in patria al termine del soggiorno auspicato, essi non sono comunque sufficienti ad assicurarne il ritorno nel paese d'origine; che in caso di arrivo in Svizzera, nulla impedirebbe infatti a B._______ di intraprendere i passi necessari al fine di farsi in seguito raggiungere dai membri della propria famiglia; che nella sua replica del 26 aprile 2007, il ricorrente ha indicato la sua volontà di unirsi in matrimonio con l'invitata nel corso del 2008 e di voler intraprendere le pratiche burocratiche del caso al momento del ritorno in patria di quest'ultima, in modo da permetterle l'entrata in Svizzera il 18 febbraio 2008 (cfr. doc. G); Pagina 6C-921/2006 che tale affermazione è in netta contraddizione con quanto affermato al momento della domanda di visto (richiesta a scopo turistico e dichiarazione del marito) e quindi lo scopo del soggiorno appare dubbio; che i succitati legami personali intrattenuti dall'interessata in patria devono pertanto essere oltremodo relativizzati; che nel quadro della sua domanda di visto B._______ ha affermato di essere cantante, senza tuttavia fornire alcun documento tale da comprovare l'esercizio di tale attività, le sue dichiarazioni a questo proposito rimangono pertanto allo stadio della mera allegazione di fatto; che i legami professionali che la richiedente intratterrebbe con il suo paese d'origine non appaiono ad ogni modo sufficientemente intensi da garantirne il ritorno in India; che, di transenna, il rifiuto di cui è stato oggetto l'interessata non è tale da costituire un ostacolo al mantenimento delle relazioni con l'invitante residente in Svizzera, potendo quest'ultimo renderle a sua volta visita, e questo nonostante gli inconvenienti di ordine pratico o economico che ne potrebbero derivare; che le garanzie fornite da A._______ in relazione alla presa a carico delle spese cagionate dal soggiorno auspicato, nonché le sue assicurazioni secondo le quali B._______ avrebbe lasciato la Svizzera allo spirare del visto, non sono tali da impedire ad una cittadina straniera, una volta sul territorio elvetico, di intraprendere i passi necessari per stabilirvisi durevolmente; che l'esperienza ha a più riprese dimostrato come le dichiarazioni d'intenzione formulate in merito all'uscita puntuale dalla Svizzera allo scadere del visto, così come le garanzie finanziarie fornite dall'ospitante, costituiscono delle semplici dichiarazioni d'intenzione, prive di effetti giuridici e non sono pertanto sufficienti ad assicurare la partenza di un cittadino straniero nei termini stabiliti (cfr. Giurisprudenza delle autorità amministrative della Confederazione [GAAC] 57.24); che a questo proposito occorre precisare che il rifiuto dell'autorizazzione d'entrata in oggetto non è tale da mettere in Pagina 7C-921/2006 discussione la buona fede di una persona residente regolarmente in Svizzera, la quale ha invitato un terzo domiciliato all'estero per un soggiorno turistico; che l'avvenuta stipulazione da parte dell'invitante di una polizza assicurativa relativa al prospettato soggiorno in Svizzera di B._______ non è tale da modificare la situazione, in quanto le garanzie fornite sul piano finanziario, sebbene siano effettivamente prese in considerazione al momento di pronunciarsi sulla questione di sapere se un visto può essere accordato ad un cittadino straniero che lo sollecita, non possono essere considerate come decisive, nella misura in cui esse non vincolano la richiedente, la quale risponde individualmente del proprio comportamento e di conseguenza non permettono di escludere l'eventualità che l'interessata, una volta in Svizzera, non cerchi di prolungare la sua presenza (cfr. a questo proposito la decisione del Tribunale federale 6S.281/2005 del 30 settembre 2005); che, alla luce di quanto esposto, il TAF ritiene che il ritorno in patria dell'interessata non può essere considerato come sufficientemente garantito (cfr. art. 1 cpv. 2 lett. c OenS) e che sussistono dei fondati dubbi in merito allo scopo del soggiorno (art. 14 cpv. 2 let. c OenS), di modo che quindi le condizioni per il rilascio di un permesso d'entrata non sono adempiute; che la decisione impugnata si rileva essere conforme al diritto (cfr. art. 49 PA); che il ricorso è respinto; che le spese di procedura sono pertanto poste a carico del ricorrente (cfr. art. 63 cpv. 1 prima frase PA in relazione con gli art. 1 e 3 del Regolamento dell'11 dicembre 2006 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]); Pagina 8C-921/2006 Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 1. Il ricorso è respinto. 2. Le spese processuali, pari a fr. 600.-, sono poste a carico del ricorrente e sono computate con l'anticipo dello stesso importo versato in data 25 gennaio 2007. 3. Comunicazione a: - ricorrente (Raccomandata) - autorità inferiore (incarto 2 259 565 di ritorno) La presidente del collegio: Il cancelliere: Elena Avenati-Carpani Graziano Mordasini Data di spedizione: Pagina 9