B u n d e s v e rw a l t u n g s g e r i ch t T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i f f éd é r a l T r i b u n a l e am m i n i s t r a t i vo f e d e r a l e T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i v fe d e r a l Corte IV D-3989/2013 S e n t e n z a d e l 2 2 l u g l i o 2 0 1 3 Composizione Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, con l'approvazione del giudice Martin Zoller, cancelliera Camilla Fumagalli. Parti A._______, nato il (...), Gambia, ricorrente, contro Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore. Oggetto Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; decisione dell'UFM del 12 luglio 2013 / N [...]. D-3989/2013 Pagina 2 Visto: la domanda di asilo che l'interessato ha presentato in Svizzera in data 6 maggio 2013; il documento che l'UFM ha rimesso al ricorrente e mediante il quale lo ha reso attento circa la necessità di consegnare, entro le 48 ore successive all'inoltro della sua istanza, un documento d'identità o di viaggio, con comminatoria che, in caso di mancata consegna e in assenza di motivi scusabili, non si entra nel merito della sua domanda di asilo; i verbali di audizione del 23 maggio 2013 (di seguito: verb ale 1) e dell'8 luglio 2013 (di seguito: verbale 2); la decisione dell'UFM del 12 luglio 2013 , notificata al ricorrente in mede- sima data (cfr. atto A20/1), con la quale detto Ufficio non è entrato nel me- rito della citata domanda di asilo ai sensi del l'art. 32 cpv. 2 lett. a della Legge sull’asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) ed ha pronunciato l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera, nonché l'esecuzione dell'allontanamento medesimo; il ricorso inoltrato dal ricorrente al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) il 12 luglio 2013 (cfr. timbro del plico raccomanda- to); la copia dell'incarto dell'UFM, pervenuta via fax al Tribunale in data 15 luglio 2013; l'incarto originale dell'UFM, pervenut o a codesto Tribunale in data 19 luglio 2013; i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei consid e- randi che seguono; e considerato: che presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 2 LAsi) contro una dec i- sione in materia di asilo dell'UFM (art. 6 e 105 LAsi, art. 31-33 della Leg- ge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 [LTAF, RS 173.32]), il ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, D-3989/2013 Pagina 3 48 cpv. 1 lett. a-c e 52 della Legge federale sulla procedura amministrat i- va del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021); che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, sono decisi in procedura semplificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l’approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la dec i- sione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi); che, ai sensi dell’art. 111a cpv. 1 LAsi, si rinuncia allo scambio degli scritti; che, nell'ambito dell'audizione sommaria, il richiedente ha dichiarato di essere minorenne, cittadino del Gambia di etnia mandinga e di aver avuto quale ultimo domicilio in Patria B._______, dove avrebbe vissuto fino al giorno dell'espatrio (cfr. verbale 1, pp. 3 e 4); che sarebbe espatriato per i problemi riscontrati dal padre adottivo con il presidente, a causa della sua attività di predicatore (cfr. verbale 1, pp. 8 e 9); che nella decisione impugnata l'UFM ha rit enuto che l'interessato non sa- rebbe stato in grado di rendere verosimile la sua minore età; che, inoltre, da un lato, il ricorrente non avrebbe consegnato alle autorità c ompetenti in materia di asilo alcun documento d'identità o di viaggio valevole ai sen- si dell'art. 1a lett. b e c dell'O rdinanza 1 sull'asilo relativa a questioni pr o- cedurali dell'11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311); che, dall'altro lato, det- to Ufficio non ha ritenuto realizzata nessuna delle eccezioni previste all'art. 32 cpv. 3 LAsi; che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel mer i- to della citata domanda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi e cont e- stualmente ha pronunciato l'allontanamento dell'interessato dalla Svizz e- ra e l'esecuzione dell'allontanamento verso il Gambia siccome lecita, esi- gibile e possibile; che nel ricorso l'insorgente ha anzitutto contestato le valutazione dell'UFM sulla denegata minore età; che circa la questione dei motivi scusabili per la mancata consegna dei documenti ai sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi, egli ha allegato di avere fornito spiegazioni valide; che, inoltre, in Gambia rischierebbe ulteriori persecuzioni in quanto sarebbe già stato perseguitato, ingiustamente detenuto e picchiato; che erroneamente , quindi, l'UFM non avrebbe ritenuto necessari u lteriori chiarimenti ; che, in conclusione , egli ha chiesto l'annullamento della decisione impugnata, la trasmissione degli atti di causa all 'autorità inferiore per una nuova decisi one nel merito; che egli ha, altresì, presentato una domanda di esenzione dal pagamento anticipato delle spese di giustizia; D-3989/2013 Pagina 4 che, preliminarmente, giusta l'art. 7 cpv. 2 OAsi 1, per il richiedente l'asilo minorenne, che non è accompagnato, viene nominata una persona di f i- ducia per la durata della procedura di asilo o di allontan amento, ma al massimo fino alla nomina di un curatore o di un tutore, oppure fino al ra g- giungimento della maggiore età; che la designazione di una persona di f i- ducia presuppone tuttavia la dimostrazione da parte del richiedente l'as i- lo, perlomeno nel senso della probabilità preponderante, dell'allegata m i- norità (cfr. Giurisprudenza ed informazioni della Commissione svizzera di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2001 n. 22 e relativo riferimento); che, nell'ambito dell'accertamento dei fatti, è altresì possi bile ricorrere all'ausi- lio di metodi scientifici (art. 7 cpv. 1 OAsi 1); che, nella fattispecie, l'insorgente non ha saputo fornire né indicazioni s u- scettibili di rendere altrimenti plausibile la dichiarata minore età, né valide giustificazioni per la manc ata produzione di documenti d'identità o di viaggio, essenzialmente per le ragioni indicate nel provvedimento litigi o- so, cui può essere rimandato; che, peraltro, non soccorrono il ricorrente le stereotipate e vaghe dichiarazioni circa la mancata produzio ne di documenti d'identità o di viaggio (cfr. verbale 2, pp. 2 e 3); che, per quanto l'onere della prova spetti in casu al ricorrente, dal rappo r- to dell'esame radiologico dell'8 maggio 2013 (cfr. atto A6/1) risu lta un'età ossea superiore ai 19 anni; che il menzionato rapporto dell'esame radiologico adempie le condizioni formali stabilite dalla giurisprudenza (cfr. GICRA 2004 n. 31 consid. 7.3); che nemmeno il rappresentante dell'opera a ssistenziale (ROA), presente all'audizione sui motivi d'asilo ( cfr. verbale 2, p. 11), ha formulato obbie- zioni in merito alla valutazione dell'UFM (cfr. art. 30 cpv. 4 LAsi); che, in considerazione di quanto sopra esposto, l'insorgente non è stato in grado di rendere verosimile e provare l'asserita minore età; che, pertanto, sulla base dell'incarto e delle audizioni, l'UFM ha rettamen- te considerato il ricorrente quale maggiorenne e non ha nominato una persona di fiducia che lo accompagnasse nella procedura di asilo; che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una d o- manda di asilo se il richiedente non consegna alle autorità alcun doc u- mento di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione della d o-D-3989/2013 Pagina 5 manda; che, giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si applica se il richiedente può re ndere verosimile di non essere in grado, per motivi scusabili, di consegnare documenti di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione della domanda (lett. a), se la qualità di rifugiato del ri- corrente è accertata in base all'audizione, nonché in base all'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), oppure se l'audizione rileva che sono necessari u l- teriori chiarimenti per accertare la qualità di rifugiato o l'esistenza di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. c); che, inoltre, con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legislatore ha pure introdotto, con l'art. 32 cpv. 2 lett. a nonché cpv. 3 LAsi, una pr o- cedura sommaria nell'ambito della quale è statuito sull'adempimento o meno della qualità di rifugiato, nonostante la stessa te rmini con una deci- sione di non entrata nel merito (DTAF 2007/8 consid. 5); che nel caso concreto , a distanza di più di due mesi dalla presentazione della domanda di asilo, il ricorrente non ha esibito alcun documento; che secondo le sue dichiarazioni egli non avrebbe mai posseduto né r i- chiesto un passaporto o una carta d'identità; che il medesimo sarebbe impossibilitato nel procurarsi qualsiasi documento, siccome non potrebbe contattare la propria famiglia in Patria ; che il padre adottivo sarebbe espatriato, la madre non possiederebbe alcun numero di telefono ed egli non sarebbe in grado di spedire una lettera in quanto non sarebbe mai stato all'estero prima (cfr. verbale 1, p. 6 e verbale 2, pp. 2 e s.); che le argomentazioni quo al possesso di documenti , come pure quelle addotte relativamente al viaggio di espatrio, risultano inattendibili come rettamente ritenuto nella decisione impugnata a cui si rimanda; che vista l'inconsistenza e l'inattendibilità delle suddette dichiarazioni del ricorrente circa il viaggio e il possesso di documenti, il Tribunale conclude che egli li dissimuli per i bisogni della causa; che il ricorrente deve quindi sopportare le conseguenze della mancata consegna dei documenti d'identità; che, in conclusione, non avendo esibito alcun documento d'identità, né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli stessi, l'eccezione prevista all'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi a favore dell'insorgente non è applicabile; D-3989/2013 Pagina 6 che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, in ba- se agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione, è accertata la qualità di rif u- giato del richiedente; che, come rettamente considerato nella querelata decisione, alla quale si rinvia, questo Tribunale ritiene che le dichiarazioni del ricorrente siano i n- verosimili; che, in particolare, il ricorrente ha descritto in maniera poco circoscritta e superficiale gli acca dimenti; che sollecitato a descrivere la propria permanenza in carcere per una settimana, il medesimo non è stato in grado di fornire indicazioni dettagliate e concrete (cfr. verbale 2, p. 6); che egli non è stato in grado di descrivere nemmeno i funziona ri statali che si sarebbero presentati diverse volte al suo domicilio (cfr. verbale 2, pp. 5-6); che neppure dalle allegazioni ricorsuali emergono nuovi elementi, fatti o mezzi di prova, atti a modificare quanto già ritenuto in prima istanza, si c- ché al fine di evitare ulteriori ripetizioni, si rimanda alle considerazioni del- la decisione impugnata; che, pertanto, non risultano elementi ai sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi da cui dedurre la necessità di ulteriori accertamenti ai fini della determ i- nazione della qualità di rifugiato dell'insorgente medesimo; che, inoltre, non si giustificano neppure delle misure di istruzione co m- plementari ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedimento all'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente dal pu nto di vista dell'ammissibilità (cfr. DTAF 2009/50 consid. 5 -8, pp. 725 -733 e DTAF 2007/8 consid. 5.6.5-5.7, pp. 90 e ss.); che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere che l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente in Gambia possa violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della Convenzione del 28 luglio 1951 sullo statuto dei rifugiati (Conv., RS 0.142.30), l'art. 5 LAsi (divieto di respingimento) nonché l'art. 83 cpv. 3 della Legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) o esporre il ricorrente in Patria al rischio reale ed immediato di trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione del 4 novembre 1950 per la salvaguardia dei diritti dell'u o- mo e delle libertà fondamentali (CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Co n-D-3989/2013 Pagina 7 venzione del 10 dicembre 1984 contro la tortura ed altre pene o tratt a- menti crudeli, inumani o degradanti (Conv. tortura, RS 0.105); che, da quanto esposto, ne discende che l'UFM rettamente non è entrato nel merito della domanda di asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi; che, di conseguenza, in materia di non entrata nel merito, il ricorso, dest i- tuito di ogni e benché minimo fondamento, n on merita tutela e la decisi o- ne impugnata va confermata; che il r icorrente non adempie le condizioni in virtù delle quali l'UFM avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera (art. 14 cpv. 1 e 2, art. 44 cpv. 1 LAsi nonch é art. 32 OAsi 1; DTAF 2009/50 consid. 9, p. 733); che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 LStr, giu- sta il quale l'esec uzione dell'allontanamento deve essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragionevolm ente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr); che, in virtù di quanto indicato poc'anzi, ai sensi delle norme di diritto i n- ternazionale pubblico nonché della LAsi, l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile (art. 44 cpv. 2 LAsi e all'art. 83 cpv. 3 LStr); che la situazione vigente in Gambia non è caratterizzata da guerra, guer- ra civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme della popolazi o- ne nell'integralità del territorio nazionale; che quanto alla situazione personale del ricorrente egli è giovane, scolarizzato (cfr. verbale 1, p. 4 ); che vi è motivo di ammettere che egli disponga in P atria di un'ampia rete sociale ritenuto che vi risiedono la madre, il patrigno, due fratellastri, due sorellastre e una zia (cfr. verbale 1, p. 5); che, infine, il ricorrente non ha preteso nel gravame di soffrire di gravi problemi di salute che possano giustificare la sua ammissione provvisoria (cfr. DTAF 2009/2 consid. 9.3.2 e relativi riferimenti), senza che da un esame d'ufficio degli atti d i causa emerga la necessità di una sua permanenza in Svizzera per motivi medici; che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente nel suo Paese di ori gine è ragionevolmente esigibile (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 cpv. 4 LStr); D-3989/2013 Pagina 8 che, per concludere, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr in rel a- zione all'art. 44 cpv. 2 LAsi ); che usando la necessaria diligenza, egli potrà procurarsi ogni documento indispe nsabile al rimpatrio (cfr. DTAF 2008/34 consid. 12); che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, ragionevolmente es i- gibile e possibile; che, di conseguenza, anche in materia di allontanamen- to e relativa esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata; che, in virtù di quanto precedentemente enunciato, le conclusioni rico r- suali tendenti all'annullamento della decisione impugnata ed alla trasmis- sione degli atti all'autorità inferiore per nuova decisione vanno respinte; che, avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese processuali è divenuta senza oggetto; che visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.–, che seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del Regolamento sulle tas- se e sulle spese r ipetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]); che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federal e (art. 83 lett. d cifra 1 Legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale [LTF, RS 173.110]). (dispositivo alla pagina seguente) D-3989/2013 Pagina 9 Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronu n- cia: 1. Il ricorso è respinto. 2. Le spese processuali, di CHF 600.–, sono poste a carico del ricorrente. Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sentenza. 3. Questa sentenza è comunicata al ricorrente, all'UFM e all'autorità cant o- nale. Il giudice unico: La cancelliera: Daniele Cattaneo Camilla Fumagalli Data di spedizione: