<h2>SubmittedText<h2><p>Il 31 ottobre 2000, il Consiglio di sicurezza dell'ONU ha adottato la risoluzione 1325 la cui applicazione è seguita in particolare dal "Group of Friends of the Resolution 1325". Benché si sia impegnata a favore della "gendering human security" nel quadro della rete sicurezza uma-na dell'ONU, la Svizzera non fa parte di questo gruppo.</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale: </p><p>1. Per quale ragione la Svizzera non è (ancora) membro del "Group of Friends of the Resolu-tion 1325"? È prevista la sua adesione? </p><p>2. Quali sono i contributi della Svizzera, a livello nazionale e internazionale, all'applicazione della risoluzione 1325? Quali sono, concretamente, i contributi dell'amministrazione e delle organizzazioni non governative? </p><p>3. Nel suo rapporto sulla Convenzione per l'eliminazione della discriminazione contro le donne (CEDAW), il Consiglio federale prevede di fornire anche un resoconto concernente l'attuazione della risoluzione 1325? </p><p>4. Quali misure concrete prevede di adottare il Consiglio federale per far conoscere meglio in Svizzera la risoluzione 1325? </p><p>5. Come sono state seguite e applicate le raccomandazioni elaborate nel 2001 dal NUPI-Fafo Forum on Gender Relations in Postconflict Transition su mandato della Norvegia, del Canada e della Svizzera?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La risoluzione 1325 del Consiglio di sicurezza dell'ONU su "donne, pace e sicurezza", approvata nel 2000, rappresenta un documento fondamentale per la politica svizzera nel settore "specificità dei sessi e promozione della pace". La risoluzione 1325 chiede la partecipazione delle donne e l'integrazione di una prospettiva che tenga conto della specificità dei sessi a tutti i livelli dei processi di pace, nonché una maggiore protezione di donne e bambini durante gli scontri bellici. Il Consiglio federale imposta la propria politica di pace e sicurezza sulla base di questa risoluzione e intende prestare un'attenzione ancora maggiore al coinvolgimento delle donne nella promozione dei processi di pace.</p><p>1. La Svizzera appartiene alla rete informale del "Group of Friends of the Resolution 1325" dal momento della sua adesione all'ONU e partecipa regolarmente agli incontri convocati dal Canada a New York. Il "Group of Friends" si adopera per l'applicazione della risoluzione 1325 del Consiglio di sicurezza dell'ONU esercitando la cosiddetta avvocatura ("advocacy"). Anche l'Human Security Network, di cui la Svizzera è membro attivo, costituisce una rete importante per un'adeguata attività di avvocatura.</p><p>2. La Svizzera contribuisce all'applicazione della risoluzione 1325 del Consiglio di sicurezza dell'ONU con diverse misure, sia di tipo operativo sia di ordine politico. Sostiene progetti concreti e organizzazioni all'estero che s'impegnano per la protezione di donne e bambini durante i conflitti, nonché per un maggior coinvolgimento delle donne nei processi di pace. A questo proposito segnaliamo anche l'impegno svizzero per il rispetto del diritto umanitario internazionale e in particolare della Convenzione di Ginevra del 1949, nonché dei relativi protocolli aggiuntivi del 1977. La Svizzera interviene inoltre nei fori multilaterali, come all'ONU o nell'Organizzazione sulla sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), per sottolineare l'importanza della tematica della specificità dei sessi nel quadro delle discussioni politiche in materia di pace e di diritti umani. Il DFAE verifica le attività, in corso o pianificate, in materia di programmi e di progetti, al fine di garantire che il rispetto della specificità dei sessi diventi parte integrante di tutte le attività di promozione civile della pace e dei diritti dell'uomo. Il sostegno mirato delle reti femminili dovrebbe garantire che le organizzazioni femminili vengano attivamente coinvolte nella ricostruzione e che il rispetto della specificità dei sessi venga sufficientemente considerato negli impieghi umanitari e nella ricostruzione. Con le misure interne di formazione continua in Svizzera e nel Paese di impiego si persegue l'obiettivo di familiarizzare i responsabili di programma e di progetto con le conoscenze scientifiche più recenti in materia di specificità dei sessi, in modo che possano applicarle nel loro lavoro. Gli esperti impiegati nel pool svizzero di esperti per la promozione civile della pace vengono sensibilizzanti durante la formazione e la formazione continua sul ruolo delle donne nei processi di pace. A tale scopo, quest'anno è stato organizzato un corso specifico che riunisce testi fondamentali sul tema "specificità dei sessi e promozione della pace". Per un approccio integrato della parità uomo-donna è stato inoltre approntato un "toolkit", un sussidio di lavoro per l'applicazione di misure adeguate. Si persegue l'obiettivo di aumentare la quota delle donne da inviare in missioni di pace. Con un contributo sostanzioso il DFAE sostiene inoltre il Centro di competenza per la promozione della pace (KOFF), che sul tema "donne e promozione della pace" mette in contatto fra loro diversi attori nazionali grazie alla tavola rotonda che organizza a scadenza bimestrale. Nel DDPS la risoluzione 1325 è presentata nei corsi di perfezionamento. Per la formazione che precede l'impiego all'estero sono in preparazione speciali moduli sul tema della specificità dei sessi. Mediante appuntamenti informativi mirati si dovrebbe raggiungere un numero maggiore di donne per le missioni di mantenimento della pace e in generale si dovrebbe riuscire a sensibilizzarle maggiormente sulla politica di sicurezza. Oltre a presentare il lavoro civile delle donne a favore della pace, un'esposizione itinerante con opuscoli sul tema "donne al servizio della pace" contribuisce anche a far conoscere su scala più ampia la risoluzione 1325.</p><p>3. Il Consiglio federale può presentare un resoconto delle attività più importanti svolte dalla Svizzera nel quadro della risoluzione 1325 nel suo terzo rapporto sull'applicazione della Convenzione per l'eliminazione della discriminazione contro le donne (Convention on the Elimination of all Forms of Discrimination against Women, CEDAW) e previsto per il 26 aprile 2006. In tal modo risponde anche alle raccomandazioni finali del gennaio 2003 elaborate dal Comitato per l'eliminazione delle discriminazioni delle donne secondo il quale la Svizzera è invitata a presentare un rapporto sulle misure adottate sulla base di importanti conferenze e sessioni straordinarie dell'ONU, fra cui in particolare la XXIII sessione straordinaria dell'Assemblea generale sul tema "Le donne nell'anno 2000: pari opportunità tra i sessi, sviluppo e pace per il XXI secolo", che condivide le richieste della risoluzione 1325 concernenti le donne, i conflitti armati e la promozione della pace.</p><p>4. Il Consiglio federale considera le reti, come la menzionata tavola rotonda del KOFF sulla specificità dei sessi, nonché gli appuntamenti informativi mirati, importanti piattaforme di comunicazione capaci di contribuire ad incrementare in Svizzera il grado di conoscenza della risoluzione 1325. Anche il bollettino informativo del DFAE "Specificità dei sessi e sviluppo della pace", pubblicato per la prima volta nel marzo di quest'anno e destinato ai servizi interni e alle organizzazioni partner, contribuisce alla divulgazione della risoluzione 1325 e alle misure dell'amministrazione per l'applicazione della risoluzione.</p><p>5. Le raccomandazioni del Norwegian Institute of International Affairs (NUPI) e del Fafo Institute for Applied Social Science, elaborate su mandato della Norvegia, del Canada e della Svizzera e pubblicate nel 2001 a conclusione del NUPI-Fafo Forum on Gender Relations in Postconflict Transition, sono state seguite e applicate. A tale proposito il Consiglio federale considera prioritarie le raccomandazioni per un approccio integrato della parità uomo-donna nella promozione della pace e per una formazione di esperti attenta alla specificità dei sessi prima del loro impiego all'estero al servizio della pace. Già in passato la Svizzera si è adoperata affinché fosse discusso, nel quadro dell'Human Security Network, il ruolo delle donne nei conflitti. In vista del vertice dei ministri, in agenda dal 27 al 29 maggio 2004 a Bamako, il Mali, a cui spetta la presidenza per l'anno in corso, ha annunciato uno studio sul tema "specificità dei sessi in operazioni di mantenimento della pace" elaborato in collaborazione con la Economic Community of West African States (ECOWAS).</p>  Risposta del Consiglio federale.