B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i ch t T ri b u n a l ad m i n i s t r a t i f f éd é r a l T ri b u n a l e am m i n i s t r a t i vo f e d e r a l e T ri b u n a l ad m i n i s t r a t i v fe d e r a l Corte IV D-612/2025 S e n t e n z a d e l 4 f e b b r a i o 2 0 2 5 Composizione Giudice Manuel Borla, giudice unico, con l'approvazione del giudice Lukas Müller; cancelliere Matteo Piatti. Parti A._______, nata (…), Afghanistan, (…), ricorrente, contro Segreteria di Stato della migrazione (SEM), Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore. Oggetto Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (paese terzo sicuro - art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi); decisione della SEM del 21 gennaio 2025. D-612/2025 Pagina 2 Fatti: A. Il 13 novembre 2024, l’interessata ha presentato una domanda d’asilo in Svizzera insieme a suo fratello Y . S. (cfr. incarto della Segreteria di Stato della migrazione [di seguito: SEM] N […]) – anch’egli oggetto di una proce- dura analoga, ma distinta. Dalle informazioni contenute nella banca dati europea di rilevamento delle impronte digitali (Eurodac) è risultato che, il 14 giugno 2024, la richiedente aveva depositato una domanda d'asilo in Grecia, ottenendo la protezione internazionale il 16 luglio successivo. Agli atti sono stati depositati il suo titolo di viaggio greco valido fino al 24 set- tembre 2029 nonché il permesso di soggiorno per rifugiati valido dal 16 luglio 2024 al 15 luglio 2027. Il 28 novembre 2024, la SEM ha quindi effet- tuato con l'interessata un colloquio in merito al rinvio verso uno Stato terzo sicuro, nel contesto del quale è stato concesso il diritto di essere sentita in relazione al suo stato di salute, alla possibile non entr ata nel merito della domanda d'asilo secondo l'art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi (RS 142.31), nonché al prospettato allontanamento dalla Svizzera verso la Grecia. Il 28 novem- bre 2024, l’autorità inferiore ha presentato alle competenti autorità greche una domanda di riammissione della richiedente conformemente alla Diret- tiva 2008/115/CE del Parlamento europeo e del Consiglio recante le norme e procedure comuni applicabili negli Stati membri al rimpatrio di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare (GU L 348/98 del 24 dicembre 2008; di seguito: direttiva ritorno) e all'Accordo bilaterale di riammissione tra la Grecia e la Svizzera per le persone a beneficio di una prote zione interna- zionale (Accordo tra il Consiglio federale svizzero e il Governo della Re- pubblica ellenica concernente la riammissione di persone in situazione ir- regolare [RS 0.142.113.729]). Il 2 dicembre 2024, la Grecia ha accettato la riammissione dell’interessata confermando che, il 16 luglio 2024, quest’ul- tima ha ottenuto lo statuto di rifugiata, unitamente ad un permesso di sog- giorno valido fino 15 luglio 2027. Con scritto del 21 gennaio 2025, la rap- presentanza legale si è espressa in merito al progetto di decisione negativa della SEM. B. Con decisione del 21 gennaio 2025, notificata il giorno successivo, la SEM non è entrata nel merito della domanda d'asilo e ha pronunciato l'allonta- namento dell’interessata dalla Svizzera, incaricando il Canton B._______ dell’esecuzione della misura e disponendo la consegna degli atti procedu- rali conformemente al relativo indice. D-612/2025 Pagina 3 C. Con ricorso del 29 gennaio 2025, l’interessata avversa la decisione succi- tata dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale o TAF) concludendo all’annullamento della stessa nonché alla trattazione nel merito della sua domanda d’asilo. Sul piano procedurale, ella chiede il con- ferimento dell’effetto sospensivo al ricorso e la concessione dell’assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal versamento delle spese proces- suali. Al gravame non sono stati acclusi nuovi mezzi di prova. Diritto: 1. 1.1 Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF, in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 1.2 Il ricorso, presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 3 LAsi) contro una decisione in materia di asilo della SEM (artt. 6 e 105 LAsi e 31-33 LTAF), è di principio ricevibile sotto il profilo degli artt. 5, 48 cpv. 1 lett. a -c nonché 52 cpv. 1 PA. Occorre pertanto entrare nel merito del gravame 1.3 I ricorsi manifestamenti infondati, come quello in esame, sono decisi da un giudice unico con l'approvazione di un secondo giudice e la sentenza è motivata soltanto sommariamente (artt. 111 lett. e cum 111a cpv. 2 LAsi). Nello specifico, il Tribunale rinuncia inoltre allo scambio degli scritti in virtù dell'art. 111a cpv. 1 LAsi. 2. In materia d’asilo, il potere di cognizione del Tribunale e le censure ammis- sibili sono disciplinati dall’art. 106 cpv. 1 LAsi (art. 62 cpv. 4 PA; cfr. DTAF 2014/1 consid. 2; 2014/26 consid. 5 secondo cui, in materia di diritto degli stranieri, resta censurabile l’inadeguatezza ai sensi dell’a rt. 49 PA). Adito su ricorso contro una decisione di non entrata nel merito di una domanda d’asilo, il Tribunale si limita ad esaminare la fondatezza di tale decisione (cfr. DTAF 2012/4 consid. 2.2; 2009/54 consid. 1.3.3; 2007/8 consid. 5). 3. 3.1 Nella decisione impugnata, la SEM rileva anzitutto che, in virtù della sua qualità di rifugiata, la ricorrente avrebbe già ottenuto in Grecia un valido titolo di soggiorno e che, il 2 dicembre 2024, detto Paese avrebbe accettato la domanda della sua riammissione sul proprio territorio. Inoltre, il Consiglio federale avrebbe designato la Grecia come Stato terzo sicuro ai sensi D-612/2025 Pagina 4 dell’art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi. In virtù dell’art. 31 a cpv. 1 lett. a LAsi, tali circostanze imporrebbero di non entrare nel merito della domanda d’asilo in oggetto. Inoltre, considerate le dichiarazioni relative al suo stato valetu- dinario e alle vicende occorse durante il precedente soggiorno in Grecia, la richiedente potrebbe rientrare nello Stato in parola senza temere tratta- menti contrari agli impegni di diritto internazionale pubblico della Svizzera o un allontanamento in violazione del divieto di respingimento. Ella non apparterrebbe poi alla categoria delle persone particolarmente vulnerabili, poiché le sue affezioni non sarebbero gravi ai sensi della sentenza di rife- rimento del Tribunale E-3427/2021 e E-3431/2021 del 28 marzo 2022. L’in- sorgente potrebbe altresì rivolgersi alle competenti autorità greche per far valere i suoi diritti derivanti dallo statuto di rifugiata posta al beneficio della protezione internazionale, segnatamente per cercare un lavoro e un allog- gio, nonché per ottenere la necessaria assistenza medica. In questo senso, l’esecuzione del suo allontanamento sarebbe ammissibile, possibile e ra- gionevolmente esigibile. 3.2 L’insorgente contesta tuttavia la competenza della Grecia per la tratta- zione della sua domanda d’asilo e chiede che quest’ultima venga trattata in Svizzera in virtù della clausol a di sovranità di cui all’art. 17 par. 1 del regolamento (UE) n. 604/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per l’esame di una domanda di protezione internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo o da un apolide (rifusione; Gazzetta ufficiale dell’Unione euro- pea [GU] L 180/31 del 29.06.2013; di seguito: RD III). In detto Paese, la sua incolumità sarebbe infatti gravemente a rischio poiché, durante il suo precedente soggiorno, avrebbe vissuto in condizioni estremamente preca- rie, caratterizzate da gravi carenze igienico-sanitarie e dalla mancanza di un adeguato supporto medico nei centri d’accoglienza . Suo frate llo sa- rebbe stato poi aggredito dal cugino, riuscendo ad evitare lesioni corporee grazie all’intervento di un amico che, tuttavia, sarebbe stato accoltellato. Temendo ch’egli possa essere nuovamente aggredito dal parente, ella so- stiene altresì che le autorità greche non garantiscano “un’adeguata tutela ai rifugiati minacciati da violenze familiari e altre forme di persecuzione ” (cfr. ricorso, pagg. 1-2). Infine, l’interesse degno di protezione per entrare nel merito della domanda d’asilo sarebbe giustificat o dalle sue condizioni di vulnerabilità e dall’inadeguatezza del sistema greco nel garantire la sua sicurezza e il suo benessere. D-612/2025 Pagina 5 3.3 3.3.1 In virtù dell’art. 31 a cpv. 1 lett. a LAsi, non si entra nel merito della domanda d’asilo se il richiedente può ritornare in uno Stato terzo sicuro secondo l’art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi nel quale aveva soggiornato preceden- temente. Si tratta di Paesi nei quali il Consiglio federale ritiene che vi sia un effettivo rispetto del principio di “non-refoulement” ai sensi dell’art. 5 cpv. 1 LAsi, tra i quali figura anche la Grecia (art. 2 cpv. 2 unitamente all’allegato 2 dell’ordinanza 1 sull’asilo relativa a questioni procedurali dell’11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]). Tale principio presuppone imperativamente la ratifica ed il rispetto della CEDU, della Convenzione sullo statuto dei rifu- giati (Conv. Rifugiati, RS 0.142.30) o di norme giuridiche equivalenti (cfr. DTAF 2010/56 consid. 3.2). È inoltre necessario che lo Stato in esame ab- bia garantito la riammissione della p ersona interessata nei confronti delle autorità svizzere preposte all’asilo. Senza tale garanzia, l’allontanamento verso lo Stato terzo non può infatti essere eseguito (cfr. DTAF 2010/56 consid. 5.2.2; FF 2002 6087, 6125). La giurisprudenza ha poi precisat o come non v’è luogo di entrare nel merito della domanda d’asilo se la per- sona richiedente, che avrebbe manifestamente la qualità di rifugiata (art. 31a cpv. 4 LAsi), ha già ottenuto l’asilo o una protezione effettiva compa- rabile in uno Stato terzo designato come sicuro dal Consiglio federale (cfr. DTAF 2010/56 consid. 5 e 5.4, che si basa sull’analisi del vecchio art. 34 LAsi). 3.3.2 Nel caso concreto, il 16 luglio 2024 la Grecia ha riconosciuto alla ri- corrente, la qualità di rifugiata, concedendole la protezione internazionale unitamente ad un permesso di soggiorno, mentre il 2 dicembre seguente, su richiesta della Svizzera, ha accettato la riammissione dell a stessa sul proprio territorio (cfr. atto SEM n. 20/2). Tali elementi non sono stati peraltro contestati nel ricorso. 3.3.3 Il Tribunale osserva inoltre che, contrariamente a quanto asserito nel gravame, alla SEM risultava preclusa ogni valutazione della fattispecie sotto il profilo dell’art. 17 par. 1 RD III (clausola di sovranità). Infatti, trattan- dosi di una procedura vertente sul ritorno in uno Stato terzo sicuro (art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi), nell’ambito della quale è stato preliminarmente accertato l’ottenimento della protezione internazionale e dello statuto di rifugiat a, le specifiche disposizioni contenute nei trattati internazionali inerenti all’ese- cuzione delle procedure d’asilo – quali il RD III – non risultano pertinenti per valutazione della sua domanda d’asilo in Svizzera. D-612/2025 Pagina 6 3.3.4 Ciò posto, le condizioni legali dell’art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi risultano pacificamente ottemperate. È quindi a giusto titolo che la SEM non è en- trata nel merito della domanda d'asilo dell’insorgente. 4. Se respinge la domanda d’asilo o non entra nel merito, la SEM pronuncia, di norma, l’allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l’esecuzione, te- nendo però conto del principio dell’unità della famiglia (art. 44 LAsi). Nella fattispecie, la ricorrente non adempie alle condizioni in virtù delle quali l’au- torità inferiore avrebbe dovuto astenersi dal pronunc iare il suo allontana- mento (art. 14 cpv. 1 e 2 cum art. 44 LAsi nonché art. 32 OAsi 1; cfr. DTAF 2013/37 consid. 4.4; 2009/50 consid. 9) e, pertanto, il Tribunale conferma la pronuncia di tale misura. 5. 5.1 L’art. 83 della legge sugli stranieri e la loro integrazione del 16 dicembre 2005 (LStrI, RS 142.20), applicabile per rinvio dell'art. 44 LAsi, dispone che l'esecuzione dell'allontanamento – contestata indirettamente nel ricorso – dev’essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr). Qualora non sia adempiuta una di queste condizioni, la SEM dispone l'ammissione provvisoria in Sviz- zera (art. 83 cpv. 1 LStrI). 5.2 5.2.1 Giusta l’art. 83 cpv. 3 LStrI, l'esecuzione dell'allontanamento non è ammissibile quando comporta una violazione degli impegni di diritto inter- nazionale pubblico della Svizzera. Detta norma non si esaurisce nel princi- pio del divieto di respingimento. Infatti, anche altri impegni di diritto inter- nazionale possono risultare ostativi all'esecuzione del rimpatrio, in partico- lare l'art. 3 CEDU o l'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti (Conv. Tortura, RS 0.105). In proposito, la Corte europea dei diritti dell'uomo (Corte ED U) ha più volte ribadito che la sola possibilità di subire dei maltrattamenti dovuti a una si- tuazione di insicurezza generale o di violenza generalizzata nel Paese di destinazione non è tuttavia sufficiente per ritenere una violazione dell'art. 3 CEDU. Spe tta infatti all'interessato provare o rendere verosimile l'esi- stenza di seri motivi che permettano di ritenere ch’egli correrà un reale ri- schio ("real risk") di essere sottoposto, nel Paese verso il quale sarà allon- tanato, a trattamenti contrari a detti articoli (cfr. DTAF 2013/27 consid. 8.2). In punto all'ammissibilità dell'esecuzione dell'allontanamento verso la Gre- cia, il Tribunale ha poi stabilito che vanno riconosciuti degli ostacoli D-612/2025 Pagina 7 unicamente a condizioni molto severe (cfr. sentenza del TAF E-3427/2021, E-3431/2021 del 28 marzo 2022 consid. 11.2 [sentenza di riferimento]). Si può infatti partire dal presupposto che, essendo firmataria della CEDU, della Conv. tortura e della Conv. rifugiati, la Grecia rispetti di principio gli obblighi del diritto i nternazionale. Sebbene dalle informazioni a disposi- zione di questo Tribunale risulti che i beneficiari della protezione sussidia- ria, così come i rifugiati, siano esposti al rischio di vivere in condizioni pre- carie, non emergono da fonti attendibili e concordi degli elementi che com- provino l'adozione di una pratica sistematica di discriminazione nei con- fronti di tali soggetti rispetto ai cittadini greci, in relazione all’accesso all’oc- cupazione, all’assistenza sociale, all’assistenza sanitaria, all’i struzione e all’alloggio. Nonostante le carenze nel sistema d’accoglienza, non è inoltre possibile ammettere che, in detto Stato, i beneficiari della protezione inter- nazionale si trovino, in maniera generale (quindi indipendentemente dalle fattispecie concrete), totalmente dipendenti dall'aiuto pubblico, confrontati all'indifferenza delle autorità oppure in una situazione di privazione o man- canza di assistenza incompatibile con la dignità umana (sentenza E-3427/2021 e E-3431/2021 consid. 9 e 11.2 confermata a più riprese, cfr. ex pluris sentenze del TAF D -6873/2024 del 25 novembre 2024 consid. 8.2.1; D-4625/2024 del 20 agosto 2024 consid. 6.2.3.2). 5.2.2 5.2.2.1 In casu la ricorrente è rinviata in uno Stato terzo designato come sicuro da parte del Consiglio federale (a rt. 6a cpv. 2 lett. b LAsi), ove vi è una presunzione di rispetto degli impegni di diritto internazionale pubblico, tra cui il principio di non respingimento ai sensi dell'art. 5 cpv. 1 LAsi, così come il principio del divieto della tortura sancito dall'art. 3 CEDU e dall'art. 3 della Conv. tortura. 5.2.2.2 Inoltre, posta l’assenza di ulteriori elementi avvalorati da riscontri documentali, le allegazioni per cui l’interessata non sarebbe abile al lavoro, sarebbe stata accolta in pessime condizioni e si sarebbe ritrovata in diffi- coltà nell’ottenimento di trattamenti medici e di un alloggio, non risultano dirimenti per il giudizio. Infatti, posto c h’ella non ha mai rivendicato i suoi diritti e le prestazioni d ’assistenza presso le autorità competenti (cfr. atto SEM n. 16/8 D25 e D41-42), va rilevato che i beneficiari della protezione internazionale possono contare sulle garanzie derivanti dalla Direttiva 2011/95/UE del Parlamento e del Consiglio del 13 dicembre 2011 recante norme sull’attribuzione, a cittadini di paesi terzi o apolidi, della qualifica di beneficiario di protezione internazionale, su uno status uniforme per i rifu- giati o per le persone aventi titolo a beneficiare della protezione sussidiaria, nonché sul contenuto della protezione riconosciuta (rifusione; GU L 337/9 D-612/2025 Pagina 8 del 20.12.2011 [di seguito: direttiva qualificazione]). Quest’ultima è stata trasposta dalla Grecia nel diritto nazionale interno con decreto presiden- ziale (P .D.) 141/2013, pubblicato nella gazzetta ufficiale A 226/21.10.2013. Gli obblighi dello Stato greco nei confronti dei beneficiari della protezione internazionale impongono inoltre l'accesso all'occupazione, all'istruzione, all'assistenza sociale, all'assistenza sanitaria, all'accesso all'alloggio e agli strumenti di integrazione (cfr. capo VII [contenuto della protezione interna- zionale] della direttiva qualificazione). In caso di violazione dei diritti sanciti dalla CEDU, le persone interessate possono poi adire i tribunali greci e, in ultima istanza, la Corte EDU (art. 34 CEDU). Per le aggressioni subite dal fratello, non riconducibili ad organi statali, la vittima potrà altresì rivolgersi, se del caso, alle autorità di polizia e giudiziarie greche per denunciare i fatti ed ottenere protezione. Il fatto che l’autorità di polizia abbia chiesto di “por- tare un testimone” del tentato omicidio (cfr. atto SEM n. 16/8 D51) non comprova, contrariamente a quanto stabilito dall’invalsa giurisprudenza, né un’assenza di volontà né un’incapacità delle autorità greche di perseguire i reati penali e di garantire un’adeguata protezione (cfr. ex pluris sentenze del TAF E-8131/2024 dell’8 gennaio 2025 consid. 9.6; E -6870/2024 del 7 gennaio 2025 consid. 7.1.1; D-7503/2024 del 5 dicembre 2024 consid. 9.7). 5.2.2.3 Infine, con sentenza odierna di cui all’incarto D -619/2025, il Tribu- nale ha respinto anche il ricorso presentato dal fratello, sicché il presente giudizio non comporta alcuna separazione dell’insorgente dalla sua fami- glia nucleare. 5.2.3 L’esecuzione dell’allontanamento risulta quindi ammissibile. 5.3 5.3.1 Secondo l’art. 83 cpv. 4 LSt rI, l’esecuzione dell’allontanamento non può essere ragionevolmente esigibile qualora, nello Stato d’origine o di provenienza, lo straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo a seguito di situazioni quali guerra, guerra civile, violenza generaliz zata o emergenza medica. 5.3.2 Ai sensi dell’art. 83 cpv. 5 LStrI, l’allontanamento verso i paesi UE/AELS è da ritenersi di principio esigibile e tale presunzione legale può essere sovvertita solo se la persona interessata rende verosimile che, per delle ragio ni personali, varrebbe il contrario (cfr. sentenza del TAF D-559/2020 del 13 febbraio 2020 consid. 9 [sentenza di riferimento]). A tal fine, la persona richiedente d’asilo deve addurre seri indizi che, con riferi- mento al caso specifico, le autorità dello Stato in questione vìolino il diritto internazionale, non le concedano la necessaria protezione o la espongano D-612/2025 Pagina 9 a condizioni di vita disumane, oppure che si troverebbe in una situazione d’emergenza esistenziale a causa di circostanze individuali di natura so- ciale, economica o sanitaria (cfr. ex pluris sentenze del TAF D-628/2024 del 9 febbraio 2024 consid. 12.2; D-4606/2022 del 9 dicembre 2022 consid. 6.4; D-911/2021 del 25 maggio 2022 consid. 9.3). Il Tribunale ha inoltre statuito che l’esecuzione dell’allontanamento di persone beneficiarie della protezione internazionale in Grecia rimane esigibile anche se trattasi di persone vulnerabili, quali ad esempio donne incinte o persone che soffrono di problemi di salute, che non sono da considerare come malattie gravi (cfr. sentenza E-3427/2021 e E-3431/2021 consid. 11.3–11.5.1). La giurispru- denza ha fissato dei criteri più rigidi soltanto per i nuclei familiari e per le persone particolarmente vulnerabili, quali i minorenni non accompagnati o persone il cui stato d i salute è compromesso in modo particolarmente grave, tale da esporle ad un rischio di trovarsi, in modo duraturo, in gravi difficoltà in ragione dell’impossibilità di rivendicare con le proprie forze i loro diritti (idem consid. 11.5.2-11.5.3). 5.3.3 Nel caso concreto, si rileva innanzitutto che la ricorrente non ha for- nito elementi concreti a dimostrazione del fatto che la Grecia non le garan- tirebbe le prestazioni assistenziali di cui ha diritto. Peraltro, ella ha ingiusti- ficatamente omesso di rivolge rsi alle autorità competenti per denunciare l’asserita mancanza di alloggio e per ottenere le prestazioni di assistenza (cfr. atto SEM n. 16/8 D25 e D41-42). Inoltre, con riferimento alle sue affe- zioni (connettivite indifferenziata, depressione e infezione alle vie respira- torie, attualmente in trattamento con (…); cfr. atto SEM n. 25/2), occorre rilevare che lo Stato in parola dispone di strutture mediche sufficienti che possono offrirle i trattamenti necessari, tra cui le analisi reumatologiche in- dicate nell’ultimo referto agli atti. L’interessata ha poi accesso alle cure me- diche alle stesse condizioni dei cittadini greci (cfr. artt. 2 lett. b e g cum 30 par. 1 della direttiva qualificazione; cfr. sentenza E -3427/2021 e E-3431/2021 consid. 8-9.10; sentenze del TAF D-2685/2024 del 10 maggio 2024 consid. 7.4.4; D-1522/2024 del 14 marzo 2024 consid. 11.2.3). Infine, lo stato valetudinario succitato non è suscettibile, dal profilo della sua gra- vità, di porre concretamente e seriamente in pericolo la vita o la sa lute a breve termine in caso di un ritorno in Grecia, rispettivamente di considerare la ricorrente come una persona vulnerabile incapace di integrarsi nel si- stema sociale ed economico greco. 5.3.4 Per queste ragioni, l’esecuzione dell’allontanamento si rivela r agio- nevolmente esigibile. D-612/2025 Pagina 10 5.4 Infine, non risultano impedimenti sotto il profilo della possibilità dell’ese- cuzione dell’allontanamento ai sensi dell’art. 83 cpv. 2 LStrI. 5.5 Per il resto, conviene rinviare agli accertamenti e alle motivazioni con- tenute nella decisione impugnata, alla quale può essere prestata adesione (art. 109 cpv. 3 LTF per rinvio dell’art. 4 PA). 6. Visto quanto precede, la SEM non ha violato il diritto federale e neppure accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). La decisione avversata non è inoltre inadeguata per quanto attiene all’esecuzione dell’allontanamento (art. 49 PA). Il ricorso va quindi respinto. 7. Posto che le richieste di giudizio contenute nel ricorso erano sprovviste di probabilità di successo, occorre inoltre respingere la domanda di assi- stenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versamento delle spese processuali (art. 65 cpv. 1 PA). 8. Visto l’esito della vertenza, le spese processuali di CHF 750.– sono quindi poste a carico della ricorrente soccombente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché artt. 1-3 del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause di- nanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS -TAF, RS 173.320.2]). 9. Questa sentenza è definitiva e non può essere impugnata con ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 LTF). (dispositivo alla pagina seguente) D-612/2025 Pagina 11 Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun- cia: 1. Il ricorso è respinto. 2. La domanda di assistenza giudiziaria è respinta. 3. Le spese processuali di CHF 750. – sono poste a carico della ricorrente. Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministra- tivo federale entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sentenza. 4. Questa sentenza è comunicata alla ricorrente, alla SEM e all'autorità can- tonale competente. Il giudice unico: Il cancelliere: Manuel Borla Matteo Piatti Data di spedizione: