<h2>SubmittedText<h2><text><p>Nel parere in risposta all'interpellanza Minder 16.3663 concernente il conferimento di mandati remunerati a parlamentari, il Consiglio federale ha affermato che attualmente esistono mandati assegnati a imprese più o meno strettamente connesse con parlamentari. Spetta all'Assemblea federale decidere se e a quali condizioni tali mandati sottostiano all'indicazione delle relazioni d'interesse secondo l'articolo 11 LParl e alle disposizioni relative ai motivi di incompatibilità secondo l'articolo 14 LParl. </p><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Con che frequenza l'Amministrazione federale conferisce mandati a imprese che hanno legami con parlamentari?</p><p>2. Quali sono i termini dei legami con i parlamentari (relazioni dirette o indirette, proprietari o copropretari, relazioni di parentela)?</p><p>3. Quanti di questi mandati sono stati conferiti negli anni 2015-2017?</p><p>4. A quanto ammonta la somma degli importi di tali mandati?</p><p>5. Ci sono dipartimenti o ambiti (servizi, costruzioni ecc.) dove questi mandati sono più frequenti? Se sì, quali?</p></text><h2>FederalCouncilResponseText<h2><text><p>Per rispondere all'interpellanza Minder 16.3663, "Il Consiglio federale o l'amministrazione conferiscono mandati remunerati a parlamentari?", all'interno dell'Amministrazione federale è stata condotta una indagine sui mandati conferiti ai parlamentari contro rimunerazione. È risultato che, oltre ai mandati conferiti direttamente ai parlamentari, vi sono/erano una serie di rapporti contrattuali con imprese più o meno strettamente connesse con essi. Queste situazioni sono tuttavia state segnalate ad hoc e solo nei casi in cui, a causa di circostanze particolari, il nesso fra una determinata impresa e un parlamentare era noto all'Ufficio che rispondeva all'indagine, ad esempio quando il legame fra l'impresa e il parlamentare era di dominio pubblico oppure perché l'indennità veniva versata all'impresa mentre il mandato era svolto dal parlamentare.</p><p>Non è quindi affatto scontato che un'indagine dettagliata conforme ai criteri elencati nell'ordinanza - peraltro oggetto di una definizione assai ampia (relazioni dirette o indirette, proprietari o coproprietari, relazioni di parentela) - conduca a risultati attendibili. Ne deriverebbe in ogni caso un'enorme mole di lavoro. In tutti i dipartimenti e in tutti gli uffici occorrerebbe esaminare, per ogni mandato conferito all'interno dell'Amministrazione federale negli ultimi tre anni, se vi siano (stati) legami con parlamentari e, in caso affermativo, di che tipo. Solo nel 2016 l'Amministrazione federale ha concluso più di 100 000 contratti retti dalle basi legali definite nella legge federale sugli acquisti pubblici (LAPub; 172.056.1) e nella relativa ordinanza (OAPub; RS 172.056.11). A dipendenza di come verrebbero interpretati i criteri menzionati nell'ordinanza, il numero di persone interessate per le quali occorrerebbe accertare eventuali legami con parlamentari potrebbe quindi essere molto alto. Per ognuna di queste persone sarebbe necessario condurre dispendiose ricerche (p. es. nel registro di commercio), un'indagine che va ben al di là di una risposta a un'interpellanza.</p><p>Il Consiglio federale reputa infine che spetti al Parlamento assicurarsi che i parlamentari adempiano l'obbligo di indicare le loro relazioni di interesse di cui all'articolo 11 della legge sul Parlamento (LParl; RS 171.10). Rinvia a tale proposito all'iniziativa parlamentare 16.457 della Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale, "Diverse modifiche del diritto parlamentare", nel quadro della quale viene in particolare esaminata la possibilità di modificare il suddetto articolo 11 LParl.</p></text>