<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di elaborare le basi legali necessarie affinché gli importi dell'imposta sul valore aggiunto (IVA) sul canone radiotelevisivo riscossi in eccesso possano essere rimborsati, con effetto retroattivo su cinque anni, a tutti i consumatori e alle imprese.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Con le sentenze del 25 gennaio e del 6 marzo 2017, il Tribunale amministrativo federale ha ordinato il rimborso dell'imposta sul valore aggiunto versata sul canone di ricezione, richiesto da cinque contribuenti per il periodo rispettivamente da gennaio 2007 o giugno 2005. L'UFCOM ha interposto ricorso contro queste sentenze presso il Tribunale federale. Circa 4500 domande di rimborso a partire da giugno 2005 sono al momento pendenti presso la Billag.</p><p>Parallelamente alla questione del rimborso in sospeso presso il Tribunale federale, il 4 maggio 2017 il Consiglio nazionale ha accolto la mozione Flückiger Sylvia 15.3416, "Restituzione dell'IVA riscossa illegalmente sui canoni di ricezione radiotelevisivi".</p><p>Questa non si limita a una restituzione dell'imposta sul valore aggiunto per gli ultimi cinque anni. Se il Tribunale federale dovesse confermare la sentenza del Tribunale amministrativo federale, i ricorrenti dovrebbero beneficiare di un rimborso sull'arco di dieci anni. In questo caso la mozione 15.3416, contrariamente alla presente, offrirebbe il margine di manovra necessario per evitare contraddizioni nella giurisprudenza.</p><p>Il Consiglio federale ribadisce tuttavia la sua opinione secondo cui la creazione di una base legale per il rimborso dovrebbe essere valutata soltanto una volta che il Tribunale federale si sarà pronunciato definitivamente sulla questione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.