<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il livello terziario della formazione attraversa da alcuni anni in una fase di cambiamento. Le scuole specializzate superiori costituiscono un elemento importante della formazione professionale superiore. Consentono l'acquisizione di qualifiche indispensabili per l'esercizio di una attività professionale complessa e di responsabilità e insegnano a lavorare in maniera autonoma nella propria specializzazione assumendo compiti direttivi. Ad esse si contrappongono le sette scuole universitarie professionali. Esse occupano un posto importante come terzo elemento del sistema universitario, a fianco delle università cantonali e dei politecnici federali.</p><p>Finora i due tipi di formazione, le scuole specializzate superiori da una parte e le scuole universitarie professionali dall'altra, si erano sviluppati senza difficoltà di rilievo ad opera della Confederazione, dei Cantoni, delle organizzazioni del mondo del lavoro e degli operatori della formazione del settore tecnico, economico e del design. Con la revisione totale della Costituzione federale, nel 1999, alla Confederazione sono state attribuite nuove competenze legislative in ambito educativo. Con l'entrata in vigore della nuova legge sulla formazione professionale all'inizio del 2004, la sua competenza nella formazione professionale si è estesa al settore sociosanitario e artistico (cfr. anche l'ampliamento del campo d'applicazione con l'attuale revisione della LSUP). Al momento attuale è all'esame la posizione occupata dal settore SSA. Un esame più accurato è necessario anche per quanto concerne la posizione del livello di formazione secondario superiore II e di quello terziario. Il Consiglio federale è intenzionato a trovare delle soluzioni ottimali nei nuovi settori di competenza avvalendosi della collaborazione di tutte le parti interessate e questo entro i cinque anni previsti come periodo di transizione.</p><p>Risposta alla domanda 1:</p><p>Le offerte formative in tecnica, economia e design a livello terziario hanno chiari tratti distintivi: le scuole universitarie professionali rientrano nella formazione terziaria universitaria (terziario A). Per l'ammissione è richiesta la maturità professionale. Le scuole specializzate superiori fanno parte della formazione terziaria non universitaria (terziario B). Per l'ammissione è richiesto l'attestato federale di capacità ed esperienza pratica nel relativo settore. Il mandato di prestazioni delle scuole universitarie professionali è più ampio e, oltre al tirocinio, include anche la ricerca applicata, lo sviluppo e la fornitura di servizi. Vi sono anche differenze per quanto riguarda le competenze: le SUP hanno un'impostazione più marcatamente generale; insegnano agli studenti a svolgere un lavoro di sviluppo basato sulla ricerca applicata. Le scuole specializzate superiori, invece, danno più rilievo alla specializzazione: l'accento, qui, è posto sulla capacità degli studenti di attuare soluzioni basandosi sull'analisi delle diverse situazioni.</p><p>I cicli di formazione di entrambi i tipi di scuole presuppongono un alto livello di autonomia e iniziativa da parte degli studenti.</p><p>In collaborazione con la Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE) e con la Conferenza svizzera dei direttori cantonali della sanità (CDS), l'Ufficio federale della formazione professionale e della tecnologia (UFFT) sta elaborando dei criteri per la classificazione dei cicli di formazione tra scuole specializzate superiori e SUP, in vista dell'integrazione del settore SSA. Nel corso dei lavori si è constatato che le scuole spesso si sono posizionate ad un determinato livello in ragione di sviluppi storici e non sempre secondo criteri di differenziazione sistematici. Inoltre, per quanto riguarda la posizione delle scuole e dei cicli di formazione, hanno un peso rilevante anche determinati aspetti finanziari e di politica regionale. Bisogna poi tenere sempre presente la necessità di paragonare i diplomi rilasciati a livello internazionale.</p><p>Ciò che conta, alla fine, è che i due tipi di scuole permettano di seguire percorsi formativi diversi con possibilità di carriera diverse. È anche importante soddisfare il fabbisogno, sul mercato del lavoro di oggi e di domani, di forza lavoro con qualifiche diverse. La distinzione fra terziario A e B non sarà sempre possibile in maniera assoluta. Anche in futuro sarà inoltre indispensabile lasciare ai principali operatori (Confederazione, Cantoni e organizzazioni del mondo del lavoro) un margine di manovra per definire il livello e lo sviluppo delle offerte di formazione.</p><p>Risposta alla domanda 2:</p><p>I titoli rilasciati dalle scuole specializzate superiori e dalle scuole universitarie professionali sono ben identificabili. La differenza è marcata ulteriormente da una sigla riferita al ciclo di formazione seguito. Le denominazioni di un tempo vengono adeguate alla nuova terminologia: per esempio, "Tecnico ST/Tecnica ST" diventerà "Tecnico SSS/Tecnica SSS". Con l'attuazione della riforma di Bologna nelle scuole universitarie professionali i nuovi titoli di bachelor e master accentueranno ulteriormente la differenziazione. Con il riconoscimento dei cicli di studio delle scuole specializzate superiori e delle SUP l'UFFT presta particolare attenzione affinché i titoli rilasciati siano chiaramente distinguibili.</p><p>Risposta alla domanda 3:</p><p>Come si è già detto nella risposta alla domanda 1, è importante soprattutto attribuire alle SUP e alle scuole specializzate superiori la posizione adeguata e la giusta possibilità di sviluppo. In questo modo si garantisce trasparenza, assecondando inoltre la necessità di distinguere chiaramente i due livelli di studio. In futuro, sarà inoltre fondamentale migliorare e rendere più trasparenti le passerelle tra i due tipi di formazione per consentire il passaggio dall'uno all'altro. Tanto per chi segue le formazioni quanto per chi offre i corsi ciò permetterà di adeguarsi in maniera ottimale alla maggiore mobilità professionale e al costante mutamento delle condizioni del mercato del lavoro. L'UFFT, la CDPE e la CDS stanno elaborando proposte miranti ad incrementare la permeabilità dei corsi. Lo scopo che si prefiggono è di elaborare un quadro di riferimento che dia maggiore trasparenza per le scuole e per le persone in formazione e nel contempo permetta un approccio univoco per la questione del computo di conoscenze e competenze acquisite precedentemente. I risultati concreti sono attesi per la fine di quest'anno.</p>  Risposta del Consiglio federale.