<h2>SubmittedText<h2><p>Gli impieghi all'estero dei militari sono parte integrante della politica di sicurezza e della politica estera della Svizzera. Nella media annuale, vi sono ogni volta circa 280 volontari in servizio nell'ambito dei diversi impieghi. Conformemente al rapporto sulla politica di sicurezza (Rapolsic) e al rapporto sull'esercito è previsto un incremento fino a 500 militari impiegati contemporaneamente. Al fine di riconoscere l'impegno particolarmente esemplare di questi militari e trovare molte nuove persone motivate, occorre rendere attrattive le condizioni del servizio. Invito quindi il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Vi è la possibilità di sospendere l'obbligo fiscale (imposte comunali e cantonali) per i militari che prestano un servizio di promovimento della pace a titolo volontario?</p><p>2. Quali altri modelli sono ipotizzabili per rendere più attrattivo il reddito netto in caso di servizio di promovimento della pace a titolo volontario?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale risponde alle domande come segue:</p><p>1. Dal punto di vista del Consiglio federale, un tale esonero da tutte le imposte sul reddito rappresenterebbe una grave intromissione nel sistema fiscale, il quale esige che tutti i redditi vengano tassati. Il Consiglio federale ritiene che in questo caso non siano soddisfatte le condizioni indispensabili per un intervento del genere. In particolare, sorge il dubbio se tale misura in materia di politica fiscale possa produrre l'effetto desiderato e se risulti più efficace di altri provvedimenti volti ad aumentare l'attrattiva degli impieghi all'estero. Inoltre, l'esenzione fiscale complicherebbe maggiormente il sistema fiscale attuale e provocherebbe nuove difficoltà a livello di sfere di competenza che ne ostacolerebbero l'esecuzione. Ciò rappresenterebbe il contrario di quanto richiesto dal Parlamento, ovvero la semplificazione del diritto fiscale.</p><p>2. Il Consiglio federale è consapevole delle condizioni particolari entro le quali uomini e donne svolgono il proprio impiego militare o civile volontario nel quadro del promovimento della pace e dell'assistenza umanitaria e ne tiene dovutamente conto nell'ordinanza del 2 dicembre 2005 sul personale impiegato per la promozione della pace, il rafforzamento dei diritti dell'uomo e l'aiuto umanitario (RS 172.220.111.9). Il Consiglio federale è del parere che ciò rappresenti uno strumento appropriato per l'indennizzo delle condizioni d'impiego particolari nonché uno stimolo materiale adeguato. Inoltre, è disposto a verificare se possa essere realizzato un computo dei giorni di servizio nel quadro del servizio militare di promovimento della pace.</p>  Risposta del Consiglio federale.