<!DOCTYPE html> <html lang="it"><head><meta charset="utf-8"/></head><body><div class="WordSection1"> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable" width="0"> <tr> <td colspan="2" valign="top"> <p class="MsoNormal"> </p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><img alt="" height="38" id="Immagine 5" src="http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&amp;WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&amp;WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&amp;OmnisLibrary=JURISWEB&amp;OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&amp;OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&amp;Parametername=WWWTI&amp;Schema=TI_WEB&amp;Source=&amp;Aufruf=getImage&amp;nF38_KEY=304456" width="37"/></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><img alt="" height="25" id="Immagine 6" src="http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&amp;WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&amp;WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&amp;OmnisLibrary=JURISWEB&amp;OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&amp;OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&amp;Parametername=WWWTI&amp;Schema=TI_WEB&amp;Source=&amp;Aufruf=getImage&amp;nF38_KEY=304457" width="21"/></p> </td> <td valign="top"><a id="X_NOT_ACTUALIZE"></a> <p class="MsoNormal"> </p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Incarto n.<br/> </span>15.2021.119</p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Lugano</span></p> <p class="MsoNormal">17 febbraio 2022</p> <p class="MsoNormal"> </p> </td> <td colspan="3" valign="top"> <p class="MsoNormal">In nome<br/> della Repubblica e Cantone<br/> Ticino</p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> <tr> <td colspan="6" valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span>La Camera di esecuzione e fallimenti</span></b></p> <p class="MsoNormal"><b><span>del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza</span></b></p> </td> </tr> <tr> <td colspan="6" valign="top"> <p class="MsoNormal"> </p> </td> </tr> <tr> <td colspan="6" valign="top"> <p class="MsoNormal"> </p> </td> </tr> <tr> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable" width="0"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>composta dei giudici:</span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Jaques, presidente</span></p> <p class="MsoNormal"><span>Walser e Grisanti</span></p> </td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable" width="0"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>vicecancelliere:</span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Cortese</span></p> </td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>statuendo sul ricorso presentato il 21 ottobre 2021 dall’</span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable" width="0"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span> </span></b></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>arch. <b> RI 1</b> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>(patrocinato dagli __________ PA 1 e Alan Gianinazzi,</span></p> <p class="MsoNormal"><span>__________)</span></p> </td> </tr> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>contro</span></p> </td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span>l’operato dell’<b>Ufficio d’esecuzione, sede di Lugano</b>, o meglio contro il verbale di pignoramento emesso l’8 ottobre 2021 nelle esecuzioni n. (50)1735738 e 3044048 promosse dal ricorrente nei confronti di</span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable" width="0"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span>PI 1</span></b><span>, __________</span></p> <p class="MsoNormal"><span>(patrocinato dall’__________ PA 2, __________)</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> </tr> </table> <p class="R1"><span>ritenuto</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><b><span>in fatto:</span></b><span> </span><b><span>A.</span></b><span> In base alle domande di continuazione delle due esecuzioni appena menzionate presentate dall’arch. RI 1 nei confronti d’PI 1 rispettivamente il 18 gennaio e l’8 giugno 2021, il 25 agosto 2021 l’Ufficio d’esecuzione (UE), sede di Lugano, ha pignorato un credito dell’escusso nei confronti di un terzo, stimato in fr. 25'000.–, le particelle n. __________ e __________ RFD __________, di proprietà dell’escusso, il cui valore di stima ufficiale ammonta rispettivamente a fr. 1'700'000.– e fr. 100'000.–, e il reddito da attività indipendente da lui percepito, a concorrenza di fr. 3'000.– mensili.</span></p> <p class="R1"><span> <b>B.</b> Scaduto il termine di partecipazione di 30 giorni, l’UE ha emesso il verbale di pignoramento l’8 ottobre 2021.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>C.</b> <span>Con ricorso del 21 ottobre 2021, l’arch. RI 1 ha impugnato</span> “i due verbali” di pignoramento, chiedendo di far ordine all’UE di pignorare immediatamente anche la particella n. 6__________ RFD __________, nonché </span><i><span>“ogni altro bene pignorabile dovesse risultare da ulteriori verifiche sulla reale situazione finanziaria del debitore”</span></i><span>. A scanso di equivoci, il verbale di pignoramento impugnato è uno solo, inviato a ciascuno degli escutenti, che a ben vedere è sempre l’arch. RI 1, sebbene il precetto esecutivo n. __________, <span>diventato n. <i>50__________</i> con il nuovo programma informatico dell’UE,</span> sia intestato allo “Studio __________ RI 1”, che però non ha personalità giuridica propria.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>D.</b> Con osservazioni dell’8 novembre 2021, PI 1 si è opposto al ricorso, come pure l’UE nelle sue del 10 novembre. Mediante replica spontanea del 22 novembre 2021, l’arch. RI 1 ha ribadito le proprie conclusioni e con scritto del 29 novembre si è brevemente espresso sulla precisazione contenuta nell’atto con cui l’UE ha trasmesso la replica alla Camera. Nella sua duplica spontanea del 9 dicembre 2021, l’escusso si è nuovamente opposto alle conclusioni dell’istanza e della replica.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span>Considerato</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><b><span>in diritto: 1.</span></b><span> Interposto all’autorità di vigilanza cantonale – nel Canton Ticino la Camera esecuzione e fallimenti (CEF)</span><span> del Tribunale d’appello</span><span> (art. 3 LPR) – entro dieci giorni dalla notifica dell’atto impugnato, avvenuta l’11 ottobre 2021, il ricorso è in linea di principio ricevibile (art. 17 LEF).</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>2.</b> Il ricorrente si duole anzitutto che l’annotazione del pignoramento dei due fondi dell’escusso sia avvenuta cinque mesi dopo la presentazione della domanda di continuazione della prima esecuzio­ne. Non ne trae però alcuna conclusione per quanto attiene alla procedura di ricorso. La censura è pertanto irricevibile. Ad ogni modo, il ricorrente ha preso nota il 29 aprile 2021 che il pignoramento avrebbe avuto luogo il 7 giugno 2021, senza dolersene, e il pignoramento dei fondi è stato annotato a registro fondiario il 10 giugno 2021 dopo che, il 4 maggio 2021, l’UE aveva pignorato il credito dell’escusso, che inizialmente si pensava fosse di fr. 200'000.–, sufficienti a coprire, unitamente al reddito pignorabile dell’escusso, entrambe le pretese del ricorrente (ad oggi di circa fr. 174'000.– complessivi, dedotti gli acconti di fr. 25'125.60 del 29 settembre 2021 e di fr. 15'034.45 del 2 dicembre 2021 versati dall’UE a favore della prima esecuzione).</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>3.</b> Il ricorrente ritiene poi insufficiente il pignoramento perché sui due fondi pignorati grava un divieto di disporre del Ministero pubblico ticinese e chiede pertanto di estendere il pignoramento a un terzo fondo (n. 6__________ RFD __________). Sostiene che il valore dei due fondi (stimati dall’UE in fr. 1'800'000.–), tolto l’aggravio ipotecario di fr. 1'550'000.– oltre ad almeno fr. 232'500.– per gli interessi del 5% per tre anni giusta l’art. 818 cpv. 1 n. 3 CC, non copre i suoi crediti più le spese fino alla realizzazione. Postula pertanto l’estensione del pignoramento al fondo n. 6__________, che è la proprietà di maggior valore ed è libera da divieti di disporre penali.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>3.1</b> Nel verbale di pignoramento impugnato, l’UE ha indicato, in merito alla menzione del blocco penale gravante i fondi pignorati, che </span><i><span>“da dichiarazione dell’escusso la procedura a suo carico presso il Ministero pubblico dovrebbe essere risolta prima della prima da[ta] utile <span>per la richiesta della realizzazione del bene immobile”</span></span></i><span>. Non risulta tut­tavia</span><span> dagli atti che l’UE abbia verificato le allegazioni dell’escusso, segnatamente contattando il Ministero pubblico. Si è limitato nelle sue osservazioni al ricorso a rinviare alla propria indicazione nel <span>verbale di pignoramento. Quanto all’escusso, si è opposto al richia­mo</span><span> dell’incarto del Ministero pubblico, reputandolo </span></span><i><span>“estran[e]o”</span></i><span> alla presente vertenza. A suo dire è sufficiente il rinvio all’istanza di dissequestro da lui inoltrata il 12 maggio 2021, una lesione dei diritti del ricorrente essendo esclusa in considerazione del valore degli immobili.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>3.2</b> Ove mira a garantire la successiva confisca del fondo gravato o </span><span>la sua restituzione alla persona lesa giusta l’art. 70 CP</span><span>, il blocco <span>penale ne </span></span><span>impedisce la realizzazione nella procedura esecutiva (DTF</span><span> 131 III 657 consid. 3.2) e fa correre ai creditori pignoranti il rischio che al termine del procedimento penale il fondo venga confiscato (art. 44 LEF), ovvero distratto dal patrimonio dell’escusso e pertanto dall’attivo destinato a garantire i loro crediti (DTF 142 III 176 consid. 3.1.1). Ma anche se il blocco assume i tratti di un semplice sequestro conservativo a garanzia dell’esecuzione del risarcimen­to equivalente, che secondo l’art. 71 cpv. 3 CP non conferisce alcun privilegio allo Stato o alla persona lesa, secondo la giurisprudenza del Tribunale federale lo Stato, a favore del quale potrebbe essere ordinato il risarcimento equivalente, partecipa di diritto in via provvisoria a un eventuale pignoramento in corso in applicazione analogica dell’art. 281 LEF (già citata DTF 142 III 178 seg. consid. 3.4). Significa che i creditori pignoranti dovranno condividere il provento della realizzazione del fondo con lo Stato, ciò che potrebbe condurre, a seconda del valore del fondo, a una riduzione del dividendo sul quale essi avrebbero potuto contare senza la partecipazione dello Stato.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>3.3</b> Nel caso in esame, dagli atti non risultano elementi utili per determinare il genere del blocco penale menzionato a registro fondiario e per quantificare l’eventuale risarcimento equivalente a favore dello Stato. Neppure l’escusso ha fornito informazioni al riguardo, non degnandosi di produrre l’istanza di dissequestro cui accenna nelle sue osservazioni. Contrariamente a quanto egli allega (osservazioni ad 9.3), l’incarto penale, per quanto attiene al blocco in discussione, è di rilievo, perché, come appena ricordato, dal suo esito potrebbe risultare una riduzione o l’annientamento della garanzia a favore dell’escutente. Del resto, giusta l’art. 95 cpv. 3 LEF gli oggetti colpiti da sequestro come quelli rivendicati da terzi sono pignorati per ultimi, in particolare dopo i beni immobili (art. 95 cpv. 2 LEF). Avendo la confisca penale gli stessi effetti della rivendicazione di un diritto di proprietà – la distrazione del bene confiscato o rivendicato con successo dall’esecuzione forzata –, anche i beni suscettibili di essere confiscati vanno pignorati per ultimi; lo stesso vale per i beni sequestrati penalmente a norma dell’art. 71 cpv. 3 CP prima del pignoramento, vista l’analogia stabilita dal Tribunale federale tra sequestro LEF e sequestro penale circa i loro effetti in un pignoramento successivo (sopra ad consid. 3.2).</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>3.4</b> Nella fattispecie, l’ultimo divieto di disporre (blocco) dei fondi <span>pignorati è stato menzionato nel registro fondiario l’11 gennaio 2016,</span> ossia oltre cinque prima del pignoramento, annotato nello stesso registro il 10 giugno 2021. Anche se i blocchi dovessero essere destinati solo a garantire un risarcimento equivalente (e non la <span>confisca), in mancanza d’indicazioni sull’importo di tale risarcimen­to</span> l’UE avrebbe dovuto pignorare i fondi n. __________</span><span> e __________ in ultima linea (art. 95 cpv. 3 LEF e sopra consid. 3.3), in particolare dopo il fondo n. __________1, che non è oggetto di un blocco penale (e del resto figura come pignorato nel verbale delle operazioni di pignoramen­to del 25 agosto 2021).</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>3.5</b> <span>A fronte di un valore di stima ufficiale di fr. 980'399.–, il fondo n. __________1</span> <span>appare invero sovraipotecato (i pegni ammontano a fr. 1'680'000.–</span> complessivi, saliti a fr. 9'520'000.– il 22 luglio 2021, v. doc. M accluso al ricorso). Incomberà però all’UE verificare qual è l’onere ipotecario effettivo (v. sentenza della CEF 15.2019.104 del 20 gennaio 2020 consid. 3.2) e stimare il valore di realizzazione del fon­do, se del caso facendo capo a un perito, il cui costo dovrà essere anticipato dall’escutente, ove non esista già una perizia recente. In base a tale accertamento, l’UE potrà anche stabilire se il pignoramento degli altri due fondi dev’essere mantenuto (per analogia: sentenza della CEF 15.2015.52 del 21 settembre 2015 consid. 3.1 </span><i><span>i.f.</span></i><span>, massimata in RtiD 2016 I 753 n. 58c) e se, tenuto conto del pignoramento di reddito in corso e degli acconti già versati, debbano essere pignorati altri beni. Al riguardo, l’UE non potrà esimersi dall’interrogare l’escusso su eventuali suoi conti bancari o postali, in merito al quale non si è determinato nelle osservazioni al ricorso (ad. 9.4), ricordato che i crediti (contro banche o <span>la PostFinance) vanno pignorati in primo luogo (art. 95 cpv. 1 LEF).</span> Il ricorso va pertanto accolto nel senso di ordinare all’UE di <span>procedere agli accertamenti complementari appena menzionati (su even­tuali</span> conti bancari o postali dell’escusso e sul fondo n. __________1 RFD __________) e in esito degli stessi di modificare se del caso il provvedimento impugnato (art. 21 cpv. 4 LPR).</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>4.</b> Per legge </span><span>non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 20<i>a</i> cpv. 2 n. 5 LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF </span>[<span>RS 281.35</span>]<span>).</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span>Per questi motivi,</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><b><span>pronuncia: 1.</span></b><span> Nella misura in cui è ammissibile il ricorso è parzialmente accolto nel senso che è fatto ordine all’Ufficio d’esecuzione di procedere agli accertamenti indicati nel soprastante considerando 3.5 e in esito agli stessi di modificare se del caso il provvedimento impugnato.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>2.</b> </span><span>Non si prelevano spese né si assegnano indennità.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><b><span> 3.</span></b><span> Notificazione a:</span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable" width="0"> <tr> <td valign="top"> <p class="R1"><span> </span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>– ;</span></p> <p class="MsoNormal"><span>– </span></p> <p class="MsoNormal"><span> .</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> </td> </tr> </table> <p class="R1"><span> Comunicazione all’Ufficio d’esecuzione, Lugano.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><b><span>Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello</span></b></p> <p class="MsoNormal"><span>Il presidente Il vicecancelliere</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><b><span>Rimedi giuridici</span></b></p> <p class="MsoNormal"><span>Contro la presente decisione è possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro dieci giorni dalla notificazione, ridotti a cinque ove la decisione impugnata sia stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione cambiaria (art. 74 cpv. 2 lett. c, 100 cpv. 2 lett. a e cpv. 3 lett. a LTF). Il termine non è sospeso durante le ferie giudiziarie nei casi previsti all’art. 46 cpv. 2 LTF.</span></p> </div></body></html>