<h2>SubmittedText<h2><p>Centinaia di migliaia di siriani stanno fuggendo dal regime sempre più violento, dalla sua politica sprezzante dei diritti dell'uomo e dalle conseguenze della guerra civile. Molti degli Stati confinanti che accolgono i rifugiati sono ormai oberati.</p><p>Non sarebbe nell'interesse di tutti, e soprattutto nell'interesse di un'assistenza rapida e adeguata ai rifugiati, se Stati come il Libano, la Giordania e la Turchia, che stanno compiendo sforzi notevoli, venissero sostenuti in modo massiccio dagli Stati europei? Il Consiglio federale è disposto a fornire tale sostegno?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è molto preoccupato per la situazione in Siria e per le ripercussioni umanitarie sulla popolazione civile. La crisi siriana produce effetti anche negli Stati confinanti, che finora si sono mostrati molto generosi nell'ammettere e nell'assistere i profughi. Nonostante le grandi difficoltà, con il sostegno dell'ONU questi Stati sono riusciti a fornire ampi e preziosi aiuti in relativamente poco tempo.</p><p>La Svizzera sostiene gli sforzi della Giordania, del Libano, dell'Iraq e della Turchia. A tale scopo, la Confederazione ha aumentato progressivamente il bilancio per l'aiuto umanitario destinato alla crisi siriana. Più o meno la metà dei circa 13 milioni di franchi stanziati va all'assistenza ai profughi negli Stati limitrofi, mentre l'altra metà è destinata alla popolazione bisognosa in Siria.</p><p>In collaborazione con gli Stati ospitanti, l'ONU sostiene 325 000 profughi registrati (stato ottobre 2012) che, secondo le stime delle Nazioni Unite, entro fine anno supereranno quota 700 000 per un fabbisogno finanziario di 488 milioni di dollari. La Svizzera è disposta a stanziare altri fondi nel quadro degli aiuti umanitari e invita gli altri Stati donatori ad aumentare il loro bilancio per la crisi siriana. In occasione della sua visita in Libano a fine luglio 2012, il capo del Dipartimento federale degli affari esteri ha avuto l'opportunità di informarsi presso i partner governativi libanesi sulle esigenze umanitarie e di ribadire la solidarietà della Svizzera.</p><p>L'impegno svizzero nel quadro della crisi siriana prevede tre componenti:</p><p>1. Aiuto umanitario: la DSC concentra i suoi sforzi sulla protezione e il sostegno della popolazione colpita in Siria e dei profughi negli Stati confinanti:</p><p>- sostegno finanziario e prestazioni in natura a partner multilaterali affermati (CICR, agenzie ONU);</p><p>- azioni bilaterali dirette e sostegno alla società civile con il coinvolgimento di specialisti del corpo svizzero di aiuto umanitario che lavorano presso agenzie dell'ONU.</p><p>La Svizzera ha inoltre dato seguito a una richiesta dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (ACNUR) accogliendo 36 persone. La Svizzera è pronta a esaminare altre richieste da parte dell'ACNUR.</p><p>2. Sostegno al processo politico di pace: la Svizzera si impegna a favore di una soluzione politica (incluso appoggio alla missione di Lakhdar Brahimi e prima di Kofi Annan). Qualsiasi altro approccio sfocerebbe in una pericolosa destabilizzazione della regione.</p><p>3. Lotta all'impunità dei crimini di guerra e promozione del diritto umanitario internazionale: in Siria, la lotta all'impunità è una delle priorità della Svizzera. Il Consiglio federale si sta al momento consultando con altri Paesi allo scopo di chiedere al Consiglio di sicurezza dell'ONU di sottoporre la questione alla Corte penale internazionale.</p><p>La Svizzera ha reagito tempestivamente emanando il 18 maggio 2011 un'ordinanza che istituisce provvedimenti nei confronti della Siria. Considerato il peggioramento della situazione politica, il Consiglio federale ha poi inasprito progressivamente tali misure, prima di rivedere completamente l'ordinanza l'8 giugno 2012.</p>  Risposta del Consiglio federale.