<h2>SubmittedText<h2><p>Lo stato attuale delle nostre conoscenze permette di distinguere fra particelle fini (ovvero i PM10) e particelle ultrafini (nanoparticelle). Per quale motivo le misure non sono adottate in funzione della dimensione, visto che le nanoparticelle sono più pericolose per la salute degli esseri viventi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In linea di principio occorre operare una distinzione fra le particelle fini e i nanomateriali o le nanoparticelle di produzione industriale citati nell'interpellanza. Le particelle appartenenti a quest'ultima categoria non si diffondono nell'aria, al contrario delle particelle fini.</p><p>I nanomateriali e le nanoparticelle di produzione industriale sono disciplinati implicitamente dal diritto sui prodotti chimici e devono pertanto essere valutati in merito ai pericoli che possono costituire. Le nuove tecnologie comportano sempre dei rischi, ma offrono anche delle opportunità. Con il piano d'azione nazionale sui nanomateriali di sintesi del 9 aprile 2008, il Consiglio federale ha compiuto un passo importante verso la gestione complessiva dei rischi inerenti ai nanomateriali di sintesi. Il piano d'azione serve anche a determinare i settori in cui la normativa esistente è ancora lacunosa. Inoltre, offre diversi strumenti ausiliari con istruzioni sull'utilizzo sicuro di tali materiali, dalla produzione alla lavorazione, dal consumo allo smaltimento. La valutazione dei rischi tiene conto dei valori empirici nell'ambito della protezione dell'aria.</p><p>Nel 1998 il Consiglio federale ha fissato nell'ordinanza federale contro l'inquinamento atmosferico (OIAt; RS 814.318.142.1) dei valori limite d'immissione per le particelle fini (PM 10). Questi valori si basano sui progetti di ricerca svizzeri Sapaldia e Scarpol, che studiano l'inquinamento atmosferico e le malattie delle vie respiratorie di adulti e bambini. Numerosi studi hanno nel frattempo confermato e rafforzato l'opportunità di tali valori limite. L'organizzazione mondiale della sanità ha raccomandato nel 2006 di applicare detti valori alla stregua di direttive per la qualità dell'aria su scala mondiale.</p><p>E noto che le particelle di fuliggine ultrafini generate da processi di combustione appartengono alla categoria delle polveri fini, hanno un notevole potenziale tossico e possono provocare nell'uomo il cancro ai polmoni. Fonti importanti di particelle di fuliggine sono costituite dai motori diesel privi di filtri antiparticolato efficaci e da piccoli impianti di riscaldamento a legna.</p><p>I valori limite per le polveri fini fissati nell'OIAt sono tuttora superati con frequenza, in alcuni casi anche in modo significativo, soprattutto nelle città e negli agglomerati. Circa il 40 per cento della popolazione svizzera è esposto periodicamente a livelli eccessivi di polveri fini. In considerazione di questo dato di fatto e della tossicità delle particelle di fuliggine ultrafini, il Consiglio federale ha promosso nel 2006 un piano d'azione contro i livelli eccessivi di polveri fini. La riduzione al minimo delle emissioni di fuliggine da diesel cancerogena e un abbattimento significativo del particolato generato dalla combustione del legno rimangono i principali obiettivi di tale piano. Con le prescrizioni sancite dall'OIAt per le macchine di cantiere e la loro prevista estensione ad altri ambiti del settore dei fuoristrada la Svizzera compie un ulteriore passo decisivo per realizzare gli obiettivi stabiliti. I più recenti risultati emersi dal progetto di ricerca Sapaldia mostrano che le misure adottate sinora hanno un effetto positivo sulla salute della popolazione svizzera. Secondo tali studi, il continuo miglioramento della qualità dell'aria ha comportato un progressivo calo delle concentrazioni di PM 10 e, di pari passo, la riduzione delle malattie delle vie respiratorie. Gli obiettivi non sono tuttavia ancora stati raggiunti. I valori d'immissione per i PM 10 stabiliti dall'OIAt sono tuttora superati e le emissioni di particelle di fuliggine cancerogena sono ancora troppo elevate.</p><p>Da tempo, determinate stazioni della rete nazionale di rilevazione delle immissioni (NABEL), oltre ai valori relativi ai PM 10 menzionati dall'autore dell'interpellanza, rileva anche valori più fini. Si tratta dei valori relativi ai PM 2,5 (valori del particolato con un diametro pari o inferiori a 2,5 micrometri), dei PM 1 (valori del particolato con un diametro pari o inferiore a un micrometro), come pure i valori relativi alle concentrazioni di particelle di fuliggine ultrafini, con un diametro pari o inferiore a 0,1 micrometri. Le richieste dell'autore dell'interpellanza sono pertanto già state esaudite.</p>  Risposta del Consiglio federale.