<h2>SubmittedText<h2><p>Nel nostro Paese, dove il formaggio, sia a pasta dura che a pasta molle, è particolarmente apprezzato, nel 2009 si è registrato un aumento dei consumi di questo prodotto. Tuttavia, leggendo il comunicato stampa delle organizzazioni di categoria pubblicato a marzo di quest'anno, emerge un calo significativo del consumo di formaggi svizzeri a favore di quelli esteri.Il consumo di formaggi esteri è aumentato del 5,9 per cento rispetto al 2008. A risentire maggiormente e in maniera più diretta delle importazioni del 2009 sono stati i formaggi svizzeri a pasta dura il cui consumo è sceso del 5,3 per cento. Nella prospettiva di un ALSA e di un accordo nell'ambito dell'OMC, è stato più volte ribadito che i nostri prodotti di alta qualità, prodotti di nicchia per eccellenza, continueranno comunque ad essere ricercati. Ma visto e considerato quanto accade per il formaggio, fiore all'occhiello della nostra produzione agricola, non si può che constatare che la realtà smentisce le affermazioni del Dipartimento federale dell'economia.</p><p>1. Qual è la reazione del Consiglio federale considerati i dati relativi al consumo di formaggio nel mese di marzo e, a seguito del comunicato stampa, non vorrebbe forse rivedere le sue affermazioni?</p><p>2. Pensa di prendere posizione pubblicamente?</p><p>3. Ritiene, date le circostanze, che gli altri nostri prodotti agricoli di qualità confrontati con i prodotti esteri reagiranno allo stesso modo?</p><p>4. Non ritiene sia azzardato e pericoloso aprire i nostri mercati (ALSA, OMC) a prodotti estremamente competitivi e a una concorrenza che le famiglie contadine e le aziende di trasformazione svizzere non potranno sostenere?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Per valutare gli effetti delle aperture del mercato vanno presi in considerazione il mercato svizzero e quello estero. Gli scambi sul mercato caseario con l'UE sono stati completamente liberalizzati già a partire dal 1° giugno 2007 e quindi l'andamento del mercato dal 2008 al 2009 non è da imputare in primo luogo al libero scambio. </p><p>1./2. Nel 2009 in Svizzera la quota di mercato del formaggio svizzero è calata dal 75 al 74 per cento. Questa diminuzione è riconducibile essenzialmente al rincaro dei prezzi al consumo del formaggio svizzero cui si è contrapposto un ribasso dei prezzi del formaggio importato. Come si evince dal rapporto sul mercato del latte, pubblicato mensilmente dall'Ufficio federale dell'agricoltura, i prezzi medi al consumo di praticamente tutti i formaggi svizzeri a pasta dura e semidura sono aumentati nel 2009 rispetto all'anno precedente. I prezzi medi all'importazione del formaggio (valore commerciale, non sdoganato franco frontiera), secondo la statistica doganale, sono invece scesi da fr. 9.30 a 8.45 il chilo. I formaggi più economici sono impiegati principalmente nell'industria e stanno soppiantando via via i formaggi svizzeri. Fortunatamente le esportazioni di formaggio svizzero (fonduta pronta esclusa) nei Paesi dell'UE sono aumentate di circa 2200 tonnellate (più 4,8 per cento) raggiungendo quota 48000 tonnellate nel 2009. Questa compensazione ha interessato in gran parte varietà che prima della completa liberalizzazione del mercato caseario erano soggette a dazio all'atto dell'importazione nell'UE. Nel complesso il bilancio del Consiglio federale sulla liberalizzazione del mercato caseario rispetto all'UE è positivo perché la perdita di quote di mercato all'interno del Paese è stata compensata da una crescita delle esportazioni. È bene anche sottolineare che prima della liberalizzazione del mercato caseario, la Confederazione garantiva un notevole sostegno finanziario all'esportazione di formaggio e quindi l'evoluzione delle esportazioni è da interpretare di conseguenza. Per l'ulteriore sviluppo in ambito commerciale sono particolarmente decisive le differenze di prezzo tra Svizzera e UE. </p><p>3. Oltre alla qualità dei prodotti e ad altri elementi integrati come confezione, presentazione, eccetera, il prezzo è un fattore che incide notevolmente sulla scelta d'acquisto. I consumatori sono disposti, entro certi limiti, a pagare di più per un prodotto svizzero qualitativamente valido. Tuttavia l'andamento dei prezzi sul mercato caseario nel 2009 dimostra che un aumento della differenza tra i prezzi al consumo dei prodotti svizzeri e quelli dei prodotti importati può comportare svantaggi tangibili per i prodotti autoctoni. Il progetto di legislazione relativo al concetto di "swissness", a tal riguardo, è molto importante per l'agricoltura svizzera. </p><p>4. La Svizzera, quale membro dell'OMC, non può sottrarsi al miglioramento dell'accesso al mercato attraverso la riduzione dell'elevata protezione doganale rispetto al contesto internazionale. Considerata la riduzione generalizzata della protezione doganale in ambito agricolo, un'apertura rispetto all'UE è soprattutto un'opportunità per offrire una prospettiva all'agricoltura svizzera. Un accordo di libero scambio nel settore agroalimentare consente inoltre ai nostri prodotti di qualità di accedere a nuovi mercati. Per contenere i costi di adeguamento di un'eventuale apertura del mercato il Consiglio federale ha profilato una serie di misure collaterali.</p>  Risposta del Consiglio federale.