<h2>SubmittedText<h2><p>Con l'approvazione dell'ultimo accordo sull'estensione della libera circolazione delle persone il popolo ha chiaramente confermato la via bilaterale della Svizzera. Anche il Consiglio federale, in occasione della sua seduta speciale del 26 ottobre 2005, ha riaffermato il successo della via bilaterale "per la difesa degli interessi della Svizzera in Europa". La Svizzera finora ha concluso 18 accordi con l'UE. A quanto si dice, dietro le quinte si discute già di un accordo quadro nonché di ulteriori accordi bilaterali o di un ciclo di negoziati. Nella primavera del 2006 il Consiglio federale intende presentare un rapporto sulla sua politica europea, nel quale verranno esaminate diverse opzioni politiche fra cui anche quella di un'adesione della Svizzera all'UE oppure di un'adesione cosiddetta "light". Nel contempo rimangono in sospeso i contributi agli sforzi di coesione, per i quali tuttavia finora manca una base legale. La seduta speciale del Consiglio federale non ha contribuito a chiarire la strategia del collegio governativo e, fino alla presentazione del rapporto sulla politica europea, la cooperazione con l'UE rimarrà pertanto poco trasparente. Considerando questa situazione e l'insicurezza che essa provoca nella popolazione, preghiamo il Consiglio federale di rispendere con urgenza alle seguenti domande:</p><p>1. Quale decorso prevede il Consiglio federale per l'attuazione, rispettivamente la realizzazione degli accordi conclusi? Quali tempi si prospettano, in particolare per quanto riguarda gli accordi di Schengen/Dublino? L'evoluzione dei costi corrisponde alle previsioni?</p><p>2. Nell'ambito degli accordi bilaterali sembra che il Consiglio federale intenda disciplinare anche i settori dell'elettricità, della sanità pubblica e della protezione delle denominazioni di origine controllata nonché la partecipazione al sistema di navigazione satellitare Galileo. In quale stadio si trovano questi previsti negoziati? Secondo il Consiglio federale, quali vantaggi procurerebbero questi accordi alla piazza economica svizzera?</p><p>3. In quali altri settori il Consiglio federale intende avviare negoziati con l'UE oppure ha già impartito mandati di negoziazione?</p><p>4. Il Consiglio federale ha l'intenzione di concludere un accordo quadro per i 18 accordi bilaterali oppure ha già preso in esame questa eventualità? Ha già idee concrete sul contenuto di questo accordo? Secondo il Consiglio federale, quali conseguenze avrebbe un simile accordo quadro? Come intende scongiurare il pericolo che in futuro un comitato misto prenda decisioni politiche?</p><p>5. Quali condizioni sono stabilite per il contributo agli sforzi di coesione? Il Consiglio federale condivide l'opinione che il contributo finale sarà di oltre 1 miliardo di franchi e che questo importo sia da computare ai bilanci del DFAE e del DFE per il settore politica estera? Garantisce che questi mezzi saranno amministrati e impiegati dalla Svizzera? Come giudica l'auspicio espresso dall'UE secondo cui il contributo garantito dovrebbe costituire la base per ulteriori prestazioni future?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In seguito alle due votazioni popolari su Schengen/Dublino e sulla libera circolazione delle persone, nelle quali il popolo ha chiaramente seguito le raccomandazioni governative, il Consiglio federale si è riunito il 26 ottobre 2005 in seduta speciale decidendo le prossime mosse in materia di politica europea.</p><p>Le esperienze maturate con gli accordi bilaterali I, entrati in vigore nel 2002, si sono rivelate molto positive. Per quanto riguarda gli accordi bilaterali II, quelli sui prodotti agricoli trasformati, sulle pensioni e sulla fiscalità del risparmio sono già entrati in vigore, rispettivamente il 30 marzo, il 31 maggio e il 1° luglio 2005. Le esperienze maturate con il primo accordo sono assolutamente convincenti. Una valutazione degli altri due è per contro ancora prematura. Gli accordi di associazione a Schengen/ Dublino dovrebbero entrare in vigore nel corso del 2006, ma la loro applicazione effettiva prenderà avvio soltanto nel 2008. È già possibile tuttavia partecipare ai comitati misti e le esperienze in merito sono molto positive dal momento che la Svizzera può far valere chiaramente la sua posizione. Un calcolo costi/benefici sarà possibile soltanto quando questo accordo sarà applicato e produrrà i suoi effetti.</p><p>2./3. Colloqui esplorativi sono attualmente in corso con l'UE nei settori dell'elettricità, della sanità pubblica, di Galileo e del marchio DOC (riconoscimento reciproco di designazioni di provenienza). Mandati negoziali devono ancora essere approvati dal Consiglio federale, ad eccezione di quello per il marchio DOC che è già stato assegnato. I vantaggi per la piazza economica svizzera di questi futuri accordi sono evidenti. Nel settore dell'elettricità, la Svizzera si assicurerà un ruolo di piattaforma girevole per il transito della corrente. Per quanto riguarda Galileo, l'accordo permetterà una partecipazione delle industrie svizzere attive nelle alte tecnologie; i benefici saranno sia economici sia tecnologici. L'accordo sulla sanità pubblica permetterà di meglio far fronte alle prossime epidemie. In merito al marchio DOC, il relativo accordo permetterà di proteggere meglio le nostre designazioni di provenienza e di migliorare così le opportunità dei prodotti svizzeri sul mercato. Nuovi negoziati saranno necessari nei settori della ricerca, della formazione e della gioventù. In futuro altri negoziati specifici non sono da escludere se emergerà un interesse comune.</p><p>4. La fattibilità e l'opportunità di un accordo quadro sono attualmente allo studio di esperti svizzeri e dell'UE. Un tale accordo potrebbe rivestire un certo interesse in particolare nel garantire una gestione coerente ed efficace degli accordi bilaterali esistenti e futuri. In merito ai comitati misti, essi non hanno la competenza di prendere decisioni che non siano sottoposte al processo legislativo svizzero.</p><p>5. Il Consiglio federale ha previsto di versare una somma unica. Gli importi previsti saranno amministrati e impiegati unicamente dalla Svizzera secondo una procedura condivisa dall'UE. Per quanto riguarda il finanziamento, il 12 maggio 2004 il Consiglio federale ha deciso per principio di compensare i fondi necessari nei preventivi del DFAE e del DFE. Nel suo rapporto sul piano finanziario 2006-2008 del 24 settembre 2004, il Consiglio federale ritiene tuttavia che eventuali introiti connessi all'accordo sulla fiscalità del risparmio potrebbero, eventualmente, essere presi in considerazione a tale scopo. I dettagli del finanziamento potranno tuttavia essere definiti soltanto quando i programmi nazionali, che devono ancora essere negoziati con i singoli Stati beneficiari, saranno sufficientemente precisi e gli introiti della fiscalità del risparmio saranno conosciuti.</p>  Risposta del Consiglio federale.