<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale ha espresso l'intenzione di contenere i costi della salute di richiedenti l'asilo, profughi accolti temporaneamente e persone bisognose di protezione senza permesso di soggiorno che risiedono in Svizzera e dipendono dall'assistenza. Al riguardo ha già adottato diversi provvedimenti volti a realizzare risparmi, ma anche a garantire un'applicazione corretta ed efficiente della legge sull'assicurazione malattie. </p><p>Il Consiglio federale ha così modificato per il 1° ottobre 1999 l'ordinanza 2 sull'asilo obbligando i Cantoni a limitare la libera scelta degli assicuratori e dei fornitori di prestazioni di richiedenti l'asilo, profughi accolti temporaneamente e persone bisognose di protezione senza permesso di soggiorno. Spetta ora ai Cantoni introdurre un modello gatekeeper adatto alla loro situazione. </p><p>Inoltre, nel messaggio concernente il decreto federale sui provvedimenti urgenti nell'ambito della compensazione dei rischi nell'assicurazione malattie del 18 agosto 1999 il Consiglio federale ha proposto di escludere i richiedenti l'asilo, i profughi accolti temporaneamente e le persone bisognose di protezione senza permesso di soggiorno che risiedono in Svizzera e dipendono dall'assistenza dall'effettivo di assicurati determinante per la compensazione dei rischi. Lo scopo era di ridurre l'onere finanziario dei pochi assicuratori-malattie che, avendo assicurato i richiedenti l'asilo, i profughi accolti temporaneamente e le persone bisognose di protezione che dipendono dall'assistenza mediante contratti quadro conclusi con i Cantoni, sono eccessivamente gravati dal punto di vista finanziario, garantendo così un'applicazione corretta ed efficiente della legge sull'assicurazione malattie. </p><p>Il Parlamento non ha però dato seguito alla proposta del Consiglio federale; ha invece accolto una mozione della Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio degli Stati (99.3567) che incaricava il Consiglio federale di proporre una soluzione uniforme per quanto riguarda l'assunzione delle spese di cura di richiedenti l'asilo, profughi accolti temporaneamente e persone bisognose di protezione senza permesso di soggiorno che risiedono in Svizzera e dipendono dall'assistenza. Questa soluzione doveva tenere conto degli interessi delle persone in questione, degli assicuratori-malattie, dei Cantoni e della Confederazione ed essere facilmente applicabile dal punto di vista amministrativo.</p><p>Nel frattempo gli uffici competenti (Ufficio federale delle assicurazioni sociali e Ufficio federale dei rifugiati) hanno svolto in stretta collaborazione e con la partecipazione di un esperto esterno i lavori preliminari relativi alla richiesta contenuta nella mozione della Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio degli Stati. Pertanto, già nel messaggio del 18 settembre 2000 sulla revisione parziale della legge sull'assicurazione malattie (LAMal) il Consiglio federale ha annunciato che nel disegno di revisione della legge sull'asilo proporrà una soluzione nell'ambito della LAMal conformemente a quanto chiesto nella mozione citata. Nel disegno saranno quindi previste le modifiche della LAMal necessarie per tenere conto delle particolarità dal punto di vista tecnico-assicurativo inerenti la cerchia di persone che devono essere assicurate, ma non un'assicurazione a sé stante. </p><p>Il Consiglio federale propone quindi di trasformare la mozione in postulato in quanto la revisione di legge prevista permette di raggiungere sostanzialmente gli obiettivi contenuti nella mozione.</p>  Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.