<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di definire un sistema di incentivazione per il rimborso dei crediti COVID-19 una volta scaduto il termine di ottenimento dei crediti. Il meccanismo di recupero dei crediti deve essere associato all'indennizzo totale o parziale dei danni.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La mozione chiede che ai beneficiari di crediti COVID sia concesso un condono parziale del debito in proporzione al danno subito a causa della pandemia, a patto che la parte restante del debito sia rimborsata entro il termine stabilito. Per le ragioni esposte di seguito il Consiglio federale non ritiene necessario né appropriato ricorrere a un tale sistema di incentivazione.</p><p>- Conformemente all'avamprogetto relativo alla legge sulle fideiussioni solidali COVID-19 posto in consultazione, il termine di ammortamento pari a cinque anni per i crediti COVID-19 potrà essere prorogato di altri cinque anni. Ciò significa che un'impresa deve utilizzare annualmente solo l'1-2 per cento della sua cifra d'affari per ammortizzare un credito COVID-19 nella misura di un decimo al massimo del suo fatturato annuo. Inoltre, i crediti COVID-19 garantiti d'importo inferiore a 500 000 franchi non saranno più considerati capitale di terzi dell'impresa per l'intera durata del credito. L'ammortamento dovrebbe quindi essere sostenibile per un'impresa economicamente sana. Per le organizzazioni che concedono fideiussioni sono inoltre previsti diversi strumenti volti a prevenire singoli casi di rigore (in particolare postergazione del credito e collaborazione nei risanamenti). Infine, secondo i documenti relativi alla procedura di consultazione a partire dall'erogazione di un credito COVID-19 fino al suo rimborso totale in generale dovrebbe essere vietata la distribuzione di dividendi, il versamento di tantièmes e la restituzione di apporti di capitale. La relativa disposizione serve da incentivo affinché i mutuatari ammortizzino rapidamente il proprio credito COVID-19 per godere nuovamente di tutte le libertà imprenditoriali. Il Consiglio federale prevede che la maggior parte delle imprese rimborsino i propri crediti entro il termine stabilito senza ulteriori sistemi di incentivazione.</p><p>- La Confederazione ha già indennizzato una parte consistente dei danni economici causati alle imprese e ai lavoratori indipendenti mediante le indennità per lavoro ridotto e le indennità di perdita di guadagno in caso di provvedimenti per combattere il coronavirus. Inoltre sono stati accordati aiuti settoriali, ad esempio nei settori della cultura e dello sport. Il Parlamento ha altresì deciso altri aiuti, segnatamente a favore di asili nido, media e operatori turistici e ha trasmesso al Consiglio federale due mozioni relative al condono degli affitti.</p><p>- Un condono parziale dei debiti in caso di rimborso puntuale potrebbe pregiudicare la concorrenza: le imprese che non hanno richiesto un credito COVID-19 perché hanno ottenuto un finanziamento transitorio da altre fonti o temevano di non riuscire a rimborsare il credito entro il termine stabilito non potrebbero beneficiare del parziale condono dei debiti.</p><p>- Il danno subito direttamente o indirettamente dalle singole imprese a causa della pandemia non è misurabile in modo obiettivo e semplice. Per poter attuare il sistema di incentivazione proposto, i danni subiti dovrebbero quindi essere calcolati singolarmente a fronte di un grande dispendio e potrebbero comportare problemi di delimitazione, tenendo conto che i crediti concessi sono più di 130 000. Le organizzazioni che concedono fideiussioni vantano invece un'esperienza pluriennale nella gestione delle fideiussioni. Grazie al supporto di risorse esterne sono in grado di sorvegliare le fideiussioni correnti e di evadere le formalità in caso di danni. Tali organizzazioni sarebbero oberate dal punto di vista materiale e tecnico se venissero incaricate di attuare un sistema di incentivazione, considerando in particolare le verifiche che questo necessiterebbe, le decisioni da prendere e le relative procedure.</p><p>- Una semplificazione delle basi di calcolo dei danni, senza possibilità di differenziazione, comporterebbe comunque delle ingiustizie (ad es. se non si prendono in considerazione le perdite di entrate straordinarie durante gli anni di calcolo).</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.