<h2>SubmittedText<h2><p>Le armi leggere e di piccolo calibro sono considerate le armi di distruzione di massa del 21° secolo. In seno all'OSCE e all'ONU, la Svizzera ha partecipato in prima fila agli sforzi volti a tematizzare gli effetti negativi per la sicurezza individuale della proliferazione incontrollata delle armi leggere e di piccolo calibro e a contenere il traffico illecito di codeste armi. Invito il Consiglio federale a rispondere alle domande qui appresso.</p><p>1. La Svizzera ha presieduto il gruppo di lavoro ONU incaricato di elaborare uno strumento internazionale per una rapida e attendibile identificazione delle armi leggere e di piccolo calibro e la loro tracciabilità, documento che è stato licenziato il 27 giugno 2005. Lo scorso 5 dicembre, l'Assemblea generale dell'ONU lo ha adottato senza opposizioni; 25 Stati che auspicavano provvedimenti più incisivi si sono astenutati dal voto. L'adozione da parte dell'Assemblea generale conferisce allo strumento carattere immediatamente vincolante, sotto il profilo politico, per tutti gli Stati membri. In che cosa consistono le nuove conquiste? Come intende il Consiglio federale attuare questo strumento a livello di politica interna? Quali adeguamenti sono necessari perché la Svizzera possa trasporre compiutamente e correttamente questo strumento nella legislazione nazionale?</p><p>2. Le Nazioni Unite prevedono di convocare nell'estate 2006 una prima conferenza di verifica del piano d'azione ONU sul traffico illecito di armi leggere e di piccolo calibro per esaminare lo stato dell'attuazione nei Paesi membri e per rafforzare e sviluppare ulteriormente lo strumento sulla caratterizzazione e la tracciabilità. Quali saranno i futuri obiettivi e contributi della Svizzera al piano d'azione ONU sul traffico illecito di armi leggere e di piccolo calibro?</p><p>3. L'OSCE ha adottato, nel novembre 2000, un documento sulle armi leggere e di piccolo calibro e, nel settembre 2003, otto linee guida ("Best Practice Guides") sui principali aspetti del controllo delle armi leggere. A che punto è l'attuazione in Svizzera? Quali adeguamenti legislativi sono necessari per adempiere compiutamente e correttamente le esigenze delle otto linee guida?</p><p>4. Nel parere sulla mozione 04.3735 da me presentata il Consiglio federale affermava: "Il Consiglio federale attribuisce grande importanza alla lotta contro la criminalità organizzata e contro il traffico illegale di armi da fuoco", ricordando al tempo stesso che "le condizioni legali richieste per ratificare la Convenzione europea sul controllo di armi da fuoco e il Protocollo addizionale delle Nazioni Unite non sono date". In che cosa consistono, esattamente, queste condizioni? Quando intende il Consiglio federale sottoporre al Parlamento le relative modifiche di legge? Nel settore delle armi di piccolo calibro la Svizzera ha assunto una posizione di spicco a livello internazionale: non le converrebbe ora ratificare anche il Protocollo addizionale delle Nazioni Unite sulle armi da fuoco?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Lo strumento concepito dall'ONU si prefigge l'identificazione ed il tracciamento rapidi ed affidabili delle armi leggere e di piccolo calibro illecite. A tal fine, sono stati definiti standard per la marcatura, la tenuta di registri e la cooperazione internazionale tra gli Stati come pure con l'ONU e Interpol. Per la prima volta, nel quadro delle Nazioni Unite, una definizione delle "armi leggere e di piccolo calibro" che sia accettabile per tutti gli Stati membri ha potuto essere messa a punto. Il Consiglio federale incaricherà un gruppo di lavoro interdipartimentale di studiare le questioni relative all'applicazione di questo strumento da parte della Svizzera ed elaborare proposte quanto al seguito dei lavori.</p><p>2. Alla conferenza d'esame che si terrà dal 26 giugno al 7 luglio 2006 a New York, la Svizzera perorerà a favore del rafforzamento e dello sviluppo del programma d'azione sul commercio illecito delle armi leggere. Durante i negoziati, la Svizzera intende impegnarsi nei settori seguenti: miglioramento della sicurezza del magazzinaggio, elaborazione di concetti in attesa di integrare il controllo delle armi leggere nel corso delle operazioni di mantenimento della pace e nell'ambito della cooperazione allo sviluppo, miglioramento del coordinamento dei programmi d'aiuto, lotta contro l'utilizzo abusivo delle armi da fuoco, adozione di norme internazionali vincolanti sull'esportazione, trasferimento e mediazione di armi leggere e di piccolo calibro.</p><p>3. Le guide elaborate dall'OSCE contengono indicazioni all'attenzione degli Stati membri sul modo in cui alcuni aspetti del documento dell'OSCE sulle armi leggere possono essere messi in pratica. Queste guide hanno un carattere di raccomandazione e si riferiscono esclusivamente alle armi leggere e di piccolo calibro che sono state fabbricate o modificate conformemente a specificazioni militari per fungere da strumenti di guerra mortali. La Svizzera ha partecipato alla redazione delle guide che riguardano la sicurezza e la gestione degli stock. La pratica dell'esercito svizzero corrisponde alle raccomandazioni contenute nelle guide. Un adattamento non è necessario attualmente. D'altra parte, esperti dell'esercito svizzero utilizzano le guide dell'OSCE per effettuare all'estero visite multinazionali di valutazione di stock di armi leggere e di munizioni conformemente agli standard definiti.</p><p>4. Con l'approvazione e la messa in opera degli accordi bilaterali d'associazione a Schengen e Dublino firmati tra la Svizzera e l'Unione europea, alcune disposizioni principali del protocollo sulle armi da fuoco sono state introdotte nella legislazione svizzera sulle armi, come l'obbligo di marcatura delle armi da fuoco fabbricate o importate in Svizzera. Nella misura in cui il protocollo sulle armi da fuoco e lo strumento dell'ONU regolamentano settori simili allo scopo di identificare e seguire rapidamente ed in modo affidabile le armi leggere e di piccolo calibro illecite, il gruppo di lavoro interdipartimentale citato al punto 1 analizzerà anche gli adattamenti necessari della legislazione svizzera in previsione della ratifica del protocollo sulle armi da fuoco. Inoltre, esaminerà la questione della ratifica della Convenzione europea sul controllo dell'acquisto e della detenzione di armi da fuoco da parte di privati.</p>  Risposta del Consiglio federale.