<h2>SubmittedText<h2><p>Secondo l'autorizzazione a fornire i nomi degli impiegati rilasciata dal Consiglio federale in data 4 aprile 2012 alle undici banche nel mirino degli Stati Uniti, così com'è stata comunicata alla HSBC per il tramite del SFI e contrariamente alle affermazioni formulate e ripetute dalla signora Widmer-Schlumpf, presidente della Confederazione, questa autorizzazione non è sottoposta ad alcuna condizione, in particolare ad alcuna condizione che imponga il rigido rispetto del diritto svizzero, segnatamente della legge sulla protezione dei dati e della legge sul lavoro (art. 328 CO). L'autorizzazione non parla del rispetto delle disposizioni in materia di assistenza internazionale, le quali prevedono garanzie che gli interessati (in questo caso gli impiegati) possono far valere, ossia il fatto di rendere nota la propria opinione, di ricevere una decisione e, se del caso, contestarla davanti a un giudice svizzero prima che i dati siano trasmessi all'estero. La decisione del Consiglio federale è allo stesso tempo individuale e collettiva, nel senso che sembra essere stata accordata in anticipo alle undici banche incriminate, ma notificata personalmente a ciascuna di essa. Questo è in contraddizione con quanto finora affermato dal Consiglio federale. Il governo ha infatti sempre sostenuto che non ha fatto altro che rispondere alle sollecitazioni di alcune banche, mentre le autorità svizzere hanno messo gli undici istituti bancari sotto lo stesso "tetto" per una sola autorizzazione globale a loro favore.</p><p>Almeno tre delle undici banche, segnatamente Hapoalim, Leumi e Mizrahi, non hanno comunicato niente alle autorità americane. La loro situazione non è peggiorata in seguito a questa mancanza di "cooperazione", mentre il Consiglio federale sosteneva che per le banche fosse di vitale importanza cooperare.</p><p>1. Il governo svizzero riconosce di aver sacrificato oltre 10 000 persone (oltre a quelle che lo saranno in futuro, visto che gli effetti dell'autorizzazione si protrarranno sino al 31 marzo 2014) a favore di interessi privati piuttosto che limitarsi a vegliare, com'è suo dovere, al rispetto della sovranità e dello Stato di diritto svizzero?</p><p>2. La presidente della Confederazione, Eveline Widmer-Schlumpf, riconosce di aver mentito consapevolmente al popolo svizzero e pensa di trarne le debite conseguenze sul piano politico?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il 4 aprile 2012 il Consiglio federale ha rilasciato alle undici banche coinvolte nei procedimenti statunitensi un'autorizzazione conformemente all'articolo 271 numero 1 del Codice penale, al fine di assicurare che queste banche, se necessario, possano far valere i loro diritti di parte senza adempiere la fattispecie penale di atti compiuti senza autorizzazione per conto di uno Stato estero. Il medesimo giorno, la Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali (SFI) ha informato per iscritto le banche interessate sull'autorizzazione rilasciata, indicando che spetta alle singole banche valutare le responsabilità civili. In questo modo è stato precisato che l'autorizzazione non costituiva carta bianca per la trasmissione di dati agli Stati Uniti. Rilasciando tale autorizzazione il Consiglio federale non ha chiesto alle banche né esplicitamente né implicitamente di trasmettere dati al di fuori dei limiti legali. Quando trasmettono concretamente i dati, le banche devono rispettare il diritto svizzero vigente. Esse si assumono la responsabilità giuridica delle proprie azioni, in particolare nei confronti di impiegati o di altri terzi. Del resto, soprattutto per tutelare gli interessi degli impiegati di banca è stato necessario consentire la cooperazione tra le banche coinvolte e le autorità statunitensi, al fine di evitare che con un'azione penale negli Stati Uniti vengano compromessi l'esistenza di una banca e quindi posti di lavoro.</p>  Risposta del Consiglio federale.