<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a intensificare il suo impegno nella lotta contro le mutilazioni genitali, in particolare sostenendo le campagne d'informazione regolarmente lanciate in Svizzera e adottando misure formative e educative nei confronti delle persone direttamente interessate (migranti, personale medico e di cura, corpo insegnante, personale dell'amministrazione pubblica ecc.).</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è consapevole della problematica evocata nella mozione. Il rispetto della dignità umana e il promovimento di condizioni di vita che favoriscano la salute, nonché la parità di diritti fra donne e uomini e la solidarietà sono valori fondamentali della politica svizzera della sanità. Tali valori coincidono con quelli dichiarati nella strategia globale "Salute per tutti nel XXI secolo" approvata nel 1998 dall'OMS. La pratica della mutilazione genitale rappresenta una pesante violazione di questi valori fondamentali come anche del diritto all'integrità fisica. Inoltre, in Svizzera la mutilazione genitale femminile è perseguibile penalmente. Essa costituisce la fattispecie del reato di lesioni gravi.</p><p>La Svizzera sostiene il rispetto dei diritti umani nella sua qualità di Stato membro delle Nazioni Unite, ma anche nel quadro della sua collaborazione con le organizzazioni internazionali e, soprattutto, nella cooperazione allo sviluppo. Inoltre, con la ratifica delle convenzioni sui diritti umani essa si è impegnata a promuovere l'osservanza e il rispetto di tali diritti in Svizzera. L'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ha elaborato in collaborazione con l'Ufficio federale della migrazione (UFM) e la Commissione federale degli stranieri (CFS) la strategia su scala nazionale "Migrazione e salute 2002-2007", che affronta anche il tema trattato nella mozione.</p><p>Tale strategia viene applicata realizzando progetti volti a informare e sensibilizzare i migranti in merito alla salute sessuale e riproduttiva. La realizzazione è stata affidata ad un gruppo di lavoro interdisciplinare costituito su incarico dell'UFSP e formato da specialisti provenienti da varie organizzazioni molto diverse fra loro (UNICEF, Caritas Svizzera, Iamaneh Svizzera, Terre des Femmes Svizzera, PLANeS). Il gruppo di lavoro ha preparato delle linee guida destinate al personale medico specializzato, segnatamente sulla problematica della mutilazione genitale femminile. Sono in elaborazione un opuscolo informativo per migranti, un pacchetto informativo per direttrici di corsi (preparazione al parto, parto, cura dei neonati, educazione della prima infanzia) nonché un modulo di formazione per la traduzione transculturale. In futuro è prevista la creazione di una rete di contatto tra i vari operatori. Lo scopo dei provvedimenti è di impedire la mutilazione genitale femminile e ridare fiducia a ragazze e donne colpevolizzate perché già vittime di questo abuso.</p><p>Gli altri provvedimenti di sensibilizzazione richiesti dalla mozione necessiterebbero risorse finanziarie e personali supplementari per un importo superiore ai 600 000 franchi all'anno di cui l'UFSP non dispone.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.