<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1 domanda</p><p></p><p>Nell'ambito degli art. 12 e 13 LAI (provvedimenti sanitari d'integrazione; infermità congenite), l'assicurazione invalidità è tenuta ad assumere provvedimenti sanitari ritenuti validi dalla scienza medica e intesi a conseguire nel modo più semplice e funzionale lo scopo terapeutico (art. 2 cpv. 1 OAI; art. 2 cpv. 3 OIC). Giusta l'art. 9 cpv. 1 LAI, i provvedimenti sanitari applicati all'estero vengono presi a carico solo eccezionalmente. Se non possono essere applicati in Svizzera, in particolare perché mancano gli istituti o gli specialisti, l'assicurazione copre i costi per un'applicazione semplice e adeguata all'estero. Qualora, per altri motivi validi, un provvedimento dovesse essere eseguito all'estero, l'assicurazione rimborsa i costi che dovrebbe assumere se le prestazioni fossero fornite in Svizzera.</p><p></p><p>Nell'assicurazione invalidità, per sapere se nel caso singolo vi sia in Svizzera l'istituto o lo specialista richiesto, l'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) si basa sull'offerta delle cliniche specializzate e sulla valutazione delle associazioni competenti. Esso è consapevole che in Svizzera il numero di assicurati affetti da infermità rare e difficili da curare è forzatamente inferiore a quello dei Paesi che offrono uno standard di cure mediche paragonabile e in cui la popolazione è più numerosa. Ad ogni modo, non è soltanto il numero di pazienti sottoposti a cure ad essere determinante per la qualità di una prestazione. </p><p></p><p>L'UFAS mira a sviluppare standard riconosciuti per potere valutare se, per una determinata terapia, vi siano in Svizzera gli istituti e gli specialisti richiesti. Sostiene l'obiettivo formulato nell'interrogazione ordinaria, ossia di designare centri di riferimento per determinati interventi, ed è disposto ad allacciare contatti con le associazioni professionali competenti e a discutere con loro. </p><p></p><p>Nell'assicurazione malattie, in base agli art. 34 cpv. 2 LAMal e 36 cpv. 1 OAMal, il Consiglio federale o il Dipartimento federale dell'interno (DFI), dopo aver consultato la commissione competente, stabilisce le prestazioni dispensate all'estero i cui costi vengono assunti dall'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie se non possono essere fornite in Svizzera. Per il momento il DFI ha rinunciato ad allestire un elenco delle cure eseguite all'estero che non possono essere dispensate in Svizzera. Le richieste di assunzione dei costi per le cure eseguite all'estero vengono esaminate dall'UFAS, che raccomanda poi agli assicuratori-malattie se approvarle o meno. Questa è una soluzione pragmatica, ma si sta cercando una soluzione duratura che sostituisca la prassi attuale.</p><p></p><p>L'UFAS deve formulare queste raccomandazioni osservando vari criteri. L'art. 32 LAMal, che prevede che una prestazione debba essere efficace, appropriata ed economica, si applica anche a queste prestazioni. Bisogna poi esaminare se veramente la prestazione in questione non può essere eseguita da un fornitore di prestazioni svizzero. In seguito va analizzato se, nel caso concreto, il fornitore di prestazioni estero menzionato nella richiesta è veramente anche il fornitore più efficiente sia dal punto di vista medico che economico. </p><p></p><p>2 domanda</p><p></p><p>Riguardo alla creazione di un fondo mancano le basi legali sia nell'assicurazione malattie che nell'assicurazione invalidità. Tuttavia, giusta l'art. 74 LAI, quest'ultima concede sussidi alle organizzazioni private d'aiuto agli invalidi, in particolare all'associazione Pro Infirmis, che prende a carico prestazioni in casi di rigore conformemente all'art. 11 LPC. Attualmente, però, le prestazioni sono limitate a 25'000 franchi per caso e per anno. Il Consiglio federale è disposto ad esaminare una modifica dei principi della Pro Infirmis, che sono vincolanti per la concessione di aiuti, in modo da poter concedere in questi casi prestazioni più elevate. In occasione del prossimo aumento delle rendite, il sussidio versato alla Pro Infirmis per l'aiuto prestato in singoli casi dovrebbe aumentare lievemente.</p><p></p><p>3 domanda</p><p></p><p>Anche nella revisione della legge federale sulla libera circolazione del personale medico (LCPM) si prevede che la responsabilità del perfezionamento e dell'aggiornamento dei medici, che poggia sull'ordinanza sul perfezionamento e sull'ordinanza sull'aggiornamento, sia affidata alla FMH. Né la LCPM e la relativa ordinanza né la legge federale sulle professioni mediche universitarie, in via di elaborazione, prevedono una tale regolamentazione nell'ambito della chirurgia pediatrica per indicazioni rare. Ci si chiede se il numero di questi interventi e l'interesse manifestato dai medici per questi programmi di perfezionamento e di aggiornamento giustifichino l'esistenza di una simile offerta in Svizzera. Se questo non fosse il caso, s'imporrebbe piuttosto una soluzione nell'ambito di una collaborazione a livello internazionale, per la quale l'interlocutore sarebbe in ogni caso la FMH.</p>  Risposta del Consiglio federale.