B u n d e s v e rw a l t u n g s g e r i ch t T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i f f éd é r a l T r i b u n a l e am m i n i s t r a t i vo f e d e r a l e T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i v fe d e r a l Corte IV D-3265/2012 S e n t e n z a d e l 22 g i u g n o 2 0 1 2 Composizione Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, con l'approvazione del giudice Thomas Wespi; cancelliera Camilla Fumagalli. Parti A._______, nato il (…), Georgia, ricorrente, contro Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore. Oggetto Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; decisione dell'UFM del 12 giugno 2012 / N […]. D-3265/2012 Pagina 2 Visto: la prima domanda di asilo che l'interessato ha presentato in data (…) in Svizzera, la decisione dell'UFM del 9 luglio 2010 di non entrata nel merito ai sensi dell'art. 34 cpv. 2 lett. d Legge sull’asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31), nella quale l'autorità inferiore ha pronunciato l'allontaname n- to e l'esecuzione dell'allontanamento dell'interessato verso l'Austria, l'irreperibilità dell'interessato e la conseguente impossibilità di eseguir ne l'allontanamento nei termini previsti dal Regolamento Dublino ([CE] n. 343/2003 del 18 febbraio 2003 [GU L 50 del 25 febbraio 2003]), la seconda domanda di asilo che l'interessato ha presentato in data (…) in Svizzera, i documenti che l'UFM ha rimesso al ricorrente, in ambo le procedure di asilo, mediante i quali lo ha reso attento circa la necessità di consegnare, entro le 48 o re successive all'inoltro della sua istanza, un documento d'identità o di viaggio, con comminatoria che, in caso di mancata cons e- gna e in assenza di motivi scusabili, non si entra nel merito della sua d o- manda d'asilo, i verbali di audizione del 10 maggio 2010 (di seguito: verbale 1), del 28 febbraio 2012 (di seguito: verbale 2) e del 12 giugno 2012 (di seguito: verbale 3), il verbale della decisione dell'UFM del 12 giugno 2012, notificata oralmen- te all'interessato il medesimo giorno (cfr. risultanze processuali), con la quale detto ufficio non è entrato nel merito della citata domanda di asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi ed ha pronunciato l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera, nonché l'esecuzione dell'allontanamento medesimo, il ricorso inoltrato dal ricorrente il 19 giugno 2012 (cfr. timbro del plico rac- comandato), l'incarto originale dell'UFM, pervenuto al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) in data 20 giugno 2012, D-3265/2012 Pagina 3 i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei consid e- randi che seguono, e considerato: che le procedure in materia di asilo sono rette dalla Legge federale del 20 dicembre 1968 sulla procedura amministrativa (PA, RS 172.021), dalla Legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale amministrativo federale (LTAF, RS 173.32) e dalla Legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale (LTF, RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi), che il Tribunale giudica definitivamente i ricorsi contro le decisioni dell'UFM in materia di asilo, salvo se è stata depositata una domanda di estradizione da parte dello Stato abban donato dal richiedente l'asilo in cerca di protezione (art. 31 e art. 33 lett. d LTAF, nonché art. 105 LAsi e art. 83 lett. d cpv. 1 LTF), che vi è motivo di entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni di ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 e all 'art. 52 PA nonché all'art. 108 cpv. 2 LAsi, che, nell'ambito delle audizioni sui motivi di asilo , l'interessato ha dichia- rato di essere cittadino georgiano, originario di B._______ (Georgia), che egli ha affermato di essere espatriato in quanto ritenuto traditore della Patria, e quindi ricercato dalle autori tà del proprio P aese, a causa dei propri contatti con un ribelle che sarebbe poi stato ucciso dalle autorità governative (cfr. verbale 1, p. 5; verbale 2, pp. 8-9; verbale 3, pp. 3-6), che, n ell'ambito delle audizioni sulle generalità (verbale 1 e verbale 2), l'interessato ha dichiarato di avere lasciato il proprio Paese nell' (…) del 2008 ([…] 2009, a seconda delle versioni) ; che avrebbe preso l'aereo da C._______ (Georgia) fino a D._______ (Ucraina) e che in seguito si s a- rebbe recato a E._______ (Austria) nascosto a bordo di un TIR ; che, o t- tenuta la risposta negativa dalle autorità austriache circa la propria d o- manda di asilo, si sarebbe recato in Italia nel (…); che sarebbe rimasto in tale Paese per poco più di un anno , prima di giungere in Svizzera , viag- giando su rotaia fino a F._______, dove ha inoltrato la pr ima domanda di asilo (cfr. verbale 1, p. 6 -7); che, successivamente alla fine della prima procedura di asilo nel nostro Paese, si sare bbe recato in Portogallo, Pae-D-3265/2012 Pagina 4 se dal quale è stato poi rinviato in Svizzera in data (…) (cfr. verbale 2, p. 7), che, nella decisione del 12 giugno 2012, l'UFM ha considerato, da un l a- to, che l'interessato non ha consegnato alle autorità competenti in materia di asilo un documento d'identità o di viagg io valido entro le 48 ore su c- cessive all'inoltro della sua istanza; che, per di più, sebbene sia la secon- da volta che il medesimo chiede asilo in Svizze ra, nessuna seria pratica in questo senso sarebbe stata da lui intrapresa; che, nondimeno, le giusti- ficazioni fornite dall'interessato sui motivi di tale atteggiamento sarebbero contraddittorie e atte a dimostrar ne la volontà di dissimulare i documenti per i bisogni di causa; che, dall'altro lato, l'autorità di prime cure ha ritenu- to che nessuna delle eccezioni pr eviste all'art. 32 cpv. 3 LAsi sarebbe realizzata nel caso di specie, che, nel ricorso, il ricorrente fa valere di non avere potuto consegnare al- cun documento, non per una sua mancanza di volontà, bensì per una s i- tuazione di oggettiva impossibilità; che, infatti, il proprio documento si tro- verebbe effettivamente in Italia presso un conoscente; che, per quanto at- tiene alle contraddizioni in tal proposito nei propri racconti egli avrebbe dapprima riferito che il documento sarebbe stato gettato dal passatore, ma che in seguito avrebbe ammesso che alcuni georgiani gli avrebbero consigliato di non fornirlo alle autorità; che, ad ogni modo, attualmente, egli sarebbe in attesa di riceverlo per posta e nel frattempo ne allega la fotocopia al ricorso (doc. 1), che, in conclusione, il ricorrente ha chiesto, in via principale, l'annull a- mento della decisione impugnata e la trasmissione degli atti all'autorità in- feriore per una nuova decisione ; che egli ha, altresì, presentato una domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versamento delle spese processuali e del relativo anticipo, che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una d o- manda di asilo se il richiedente non consegna alle autorità alcun doc u- mento di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione della d o- manda; che, giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si applica se il richiedente può rendere verosimile di non essere in grado, per motivi scusabili, di consegnare documenti di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione della domanda (lett. a), se la qualità di rifugiato del ri- corrente è a ccertata in base all'audizione, nonché in base all'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), oppure se l'audizione rileva che sono necessari u l-D-3265/2012 Pagina 5 teriori chiarimenti per accertare la qualità di rifugiato o l'esistenza di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. c), che sono documenti di viaggio o d'identità ai sensi di legge quelli ufficiali, segnatamente il passaporto e la carta d'identità, che permettono un'ide n- tificazione certa del richiedente l'asilo (in particolare della sua cittadina n- za) e che ne assicurano il rimpatrio senza necessità di particolari formal i- tà amministrative; che, per contro, non lo sono quelli emessi per altri sco- pi, come la licenza di condurre, la carta professionale, il certificato di n a- scita, la carta scolastica o l' attestato di fine degli studi (cfr. DTAF 2007/7, consid. 6 pp. 69-70), che, nel caso concreto, il ricorrente non ha esibito alcun documento che adempia i citati criteri, che il doc. 1 depositato dal ricorrente non costituisce un documento val i- do ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, che, infatti, la copia di un passaporto, peraltro presentata solo in sede di ricorso in seconda procedura di asilo , non costituisce manifestamente un documento valido ai sensi di legge (cfr. Sentenza del Tribunale E-7458/2007 del 13 novembre 2007, consid. 3.1), che, in via preliminare, è d'uopo rilevare che l'autore del gravame è venu- to a conoscenza della necessità d i produrre un documento d'iden tità già nel corso della sua prima domanda di asilo in Svizzera il (…); che già nel corso della prima audizione egli ha dichiarato di aver contattato il proprio domicilio georgiano e di essere in attesa dell'invio delle fotoco pie dei pro- pri documenti rimasti nel Paese (cfr. verbale 1, p. 4), che, inoltre, non soccorrono il ricorrente le vaghe e contraddittorie alleg a- zioni circa il possesso dei suoi documenti; che, infatti, in merito agli stessi egli ha dichiarato dapprima che il proprio passaporto lo avrebbe cons e- gnato al passatore il quale lo avrebbe gettato (cfr. verbale 1, pp. 3 -4); che, in seguito, ha invece affermato che il proprio documento si trovere b- be in Italia presso un conoscente e di essere intenzionato a farselo spedi- re in Svizzera per poi rientrare in Georgia (cfr. verbale 2, p. 6); che, in me- rito alla carta di identità, essa sarebbe in Georgia, probabilmente presso il proprio domicilio (cfr. verbale 2, p. 7); che non avrebbe fatto ancora nulla per consegnare un documento in quanto non avrebbe potuto accedere ad internet per prendere contatto con la persona che avrebbe il proprio pa s- saporto, dato che non ne avrebbe il numero di telefono (cfr. verbale 2, D-3265/2012 Pagina 6 p. 7); che, interpellato in merito alle dichiarazioni rilasciate nel corso della prima audizione della precedente procedura circa la propria attesa dell'in- vio di fotocopie, il ricorrente ha reso ulteriori dichiarazioni contraddittorie e palesemente inverosimili, sostenendo segnata mente che egli necessit e- rebbe di un indirizz o e che comunque una volta trasferito a G._______ nessuno gli avrebbe più chiesto nulla in proposito (cfr. verbale 2, p. 7), che, per di più, nel corso dell'ultima audizione ha addirittura dichiarato che il passaporto si troverebbe in Georgia o in Italia e che la persona che lo custodirebbe glielo avrebbe spedito a giorni (cfr. verbale 3, D4-D5 p. 2); che, circa alle proprie contraddizioni iniziali, esse sarebbero dovute al fat- to che alcuni georgiani l' avrebbero consigliato dicendogli di non produrre il proprio documento (cfr. verbale 3, D6 p. 2), che il ricorrente ha cercato maldestramente di giustificare tali contradd i- zioni adducendo che, nel corso della sua seconda audizione, avrebbe ammesso la circostanza per cui i documenti non sar ebbero stati eliminati dal passatore, bensì effettivamente consegnati ad un conos cente in Italia (cfr. ricorso, p. 2); che, infine, dopo oltre (…) anni dall'inizio della prima procedura e oltre (…) mesi trascorsi dalla seconda domanda di asilo in Svizzera, l'autore del gravame ha prodotto solo in sede di ricorso una fo- tocopia del proprio documento, peraltro giuntagli via fax (cfr. doc. 1), che, vista l'inverosimiglianza, nonché l'inco nsistenza e l'inattendibilità di suddette dichiarazioni circa il possesso dei documenti d'i dentità, vi è ra- gione di concludere che il ricorrente dissimuli i suoi documenti d'identità per i bisogni della causa, che il ricorrente deve quindi sopportare le conseguenze della mancata consegna dei documenti d'identità, che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli stessi, l'eccezione prevista all'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi a favore dell'insorgente non è applicabile, che, in assenza d i documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, in ba- se agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione, è accertata la qualità di rif u- giato del richiedente, D-3265/2012 Pagina 7 che, inoltre, con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legislatore ha pure introdotto una procedura di esame materiale, accelerata e so m- maria, delle domande che si fondano su allegazioni manifestamente i n- consistenti o manifestamente irrilevanti; che la manifesta irril evanza può risultare, fra l'altro, dalla palese assenza di una sufficiente intensità dei pregiudizi, dall'inattualità degli stessi nonché dall'evidente esistenza di un'alternativa di rifugio interna dalle persecuzioni statali oppure di un'a p- propriata prote zione statale contro l'agire illegittimo di terzi (cfr. DTAF 2007/8, consid. 5.6.4 e 5.6.5 pp. 89-91), che il ricorrente non ha presentato, all'infuori di generiche censur e, argo- menti o prove suscettibili di giustificare una diversa valutazione, rispetto a quella di cui all'impugnata decisione (di non entrata nel merito della d o- manda di asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi), che, infatti, le allegazioni decisive in materia di asilo si esauriscono in me- re affermazioni di parte non corroborate da alcun elemento della benché minima consistenza, in sostanza per le ragioni indicate nel provvedimento litigioso, cui può essere rimandato, che, segnatamente, in primo luogo e come rettamente osservato dall'a u- torità di prime cure, se l'insorgente temesse realmente le autorità del pr o- prio Paese non avrebbe certo effettuato l'espatrio partendo con volo a e- reo, quindi munito di passaporto (cfr. verbale 2, p. 7; verbale 3, p. 6); che, inoltre, anche il racconto sulle circostanze che hanno condotto alla pro- pria presunta persecuzione è estremamente contraddittorio, nonché inv e- rosimile; che, nel corso della prima audizione, egli ha dichiarato di essere stato ricercato a partire dal (…) giorno dopo una rivolta scoppiata in seno all'esercito nel (…) organizzata da un amico con il quale avrebbe avuto contatti telefonici, per poi addurre insensatamente di essere ricercato da (…) (cfr. verbale 1, p. 5); che, nella medesima audizione messo di fronte alle proprie incongruenze, ha dichiarato di essere stato in patria quando è avvenuta la rivolta ma di non ricordare quando essa sia avvenuta esatt a- mente; che, peraltro, il ricorrente ha chiesto asilo in Austria nell' (…) (cfr. verbale 1, pp. 5-6); che, nella medesima sede, aveva dichiarato di essere già espatriato quando il suo amico il (…) sarebbe stato assassinato (cfr. verbale 1, p. 5), mentre nel corso della prima audizione della pres ente procedura egli ha asserito di essere espatriato a fine (…) o inizio (…) per poi confermare che si sarebbe trattato invece di (…) (cfr. verbale 2, p. 7); che, in aggiunta , stando all'ultima audizione egli avrebbe invece già l a- sciato definitivamente la Georgia nel (…) per recarsi in Grecia, rettifica n- do in seguito che si sarebbe trattato di (…) (cfr. verbale 3, D11-D12 pp. 3 D-3265/2012 Pagina 8 e 5); che, per quanto attiene all'uccisione dell'amico, l'autore del gravame ha poi asserito che questa sarebbe avvenuta qualche mese dopo la guer- ra di (…) e di averne appreso la notizia, non più mentre si trovava già all'estero come asserito inizialmente (cfr. verbale 1, pp. 5 -6), ma quando era ancora in Georgia , tramite la televisione (cfr. verbale 2, p. 9), che l'autore del gravame in sede di ricorso non entra nel merito dei propri motivi di asilo, che, di conseguenza, l'UFM ha rettamente considerato inverosimili, con riferimento all'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, le dichiarazioni rese dal ricorrente, che, pertanto, non risultano elementi ai sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi da cui dedurre la necessità di ulteriori accertamenti ai fini della determ i- nazione della qualità di rifugiato dell'insorgente medesimo, che, inoltre, non si giustificano neppure delle misure di istruzione co m- plementari ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedimento all'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente dal punto di vista dell'ammissibilità (cfr. DTAF 2009/50, consid. 5 -8 pp. 725 -733 e DTAF 2007/8, consid. 5.6.5-5.7 pp. 90 e ss.), che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere che l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente in Georgia possa violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (C ost., RS 101), l'art. 33 della C onvenzione del 28 luglio 1951 sullo statuto dei rifugiati (Conv., RS 0.142.30), l'art. 5 LAsi (divieto di respingimento) nonché l'art. 83 cpv. 3 della Legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) o esporr e il ricorrente in Patria al rischio reale ed immediato di trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione del 4 novembre 1950 per la salvaguardia dei diritti dell'u o- mo e d elle libertà fondamentali (CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della C on- venzione del 10 dicembre 1984 contro la tortura ed altre pene o tratt a- menti crudeli, inumani o degradanti (Conv. tortura, RS 0.105), che, da quanto esposto, ne discende che l'UFM rettamente non è entrato nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, che, di conseguenza, in materia di non entrata nel merito, il ricorso, dest i- tuito di ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la decisi o- ne impugnata va confermata, D-3265/2012 Pagina 9 che il ricorrente non adempie le condizioni in virtù delle quali l'UFM avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera (art. 14 cpv. 1 e cpv. 2, art. 44 cpv. 1 LAsi , nonché art. 32 Ordinanza 1 dell'11 agosto 1999 sull'asilo relativa a questioni procedurali [OAsi 1, RS 142.311] ; DTAF 2009/50 consid. 9, p. 733), che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 LStr; che, giusta suddetta norma, l'esecuzione dell'allontanamento deve essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragion e- volmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr), che, in considerazione di quanto indicato poc'anzi, l'esecuzione dell'allon- tanamento è ammissibile (art. 44 cpv. 2 LAsi e all'art. 83 cpv. 3 LStr), che la situazione vigente in Georgia non è caratterizzata da guerra, gue r- ra civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme della popolazi o- ne nell'integralità del territorio nazionale, che, quanto alla situazione personale del ricorrente, egli è giovane e celi- be; che lo stesso ha frequent ato le scuole per (…) anni, parla bene il (…) ed ha svolto le professioni di (…), (…), (…) e (…) (cfr. verbale 1, p. 2; verbale 2, p. 4); che, inoltre, l'insorgente dispone in Patria di una rete s o- ciale, ritenuto che vi risiedono il padre, due fratelli, una sorella (cfr. verba- le 1, p. 3) e due zie (cfr. verbale 3, D43 p. 5); che, infine, il ricorrente non ha preteso nel gravame di soffrire di gravi problemi di salute che possano giustificare la sua ammissione provvisoria (cfr. DTAF 2009/2 consid. 9.3.2, p. 21 e relativi riferimenti), senza che da un esame d'ufficio degli at- ti di causa emerga la necessità di una sua perma nenza in Svizzera per motivi medici, che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente nel suo Pa- ese d'origine è ragionevolmente esigibile (art. 44 cp v. 2 LAsi e art. 83 cpv. 4 LStr), che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 cpv. 2 LStr); che, infatti, il ricorrente, usando della necessaria dil i- genza, potrà procurarsi ogni documento indispensabile al rimpatrio (cfr. DTAF 2008/34 consid. 12 pp. 513-515); che l'esecuzione dell'allonta- namento è dunque pure possibile, D-3265/2012 Pagina 10 che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, r a- gionevolmente esigibile e possibile; che, di conseguenza, anche in mate- ria di allontanamento e relativa esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata, che, in virtù di quanto precedentemente enunciato, le conclusioni rico r- suali tendenti all'annullamento della decisione impugnata ed alla trasmis- sione degli atti all'autorità inferiore per nuova decisione vanno respinte, che il ricorso, manifestamente infondato, è deciso in procedura semplif i- cata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi), che, avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili spese processuali è divenuta senza oggetto, che, infine, ritenute le allegazioni ricorsua li sprovviste di probabilità di esito favorevole, la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versamento delle spese processuali, è respinta (art. 65 cpv. 1 PA), che, visto l'esito della procedura le spese processuali , di CHF 600.–, che seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del Regolamento sulle tas- se e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale ammini strativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). (dispositivo alla pagina seguente) D-3265/2012 Pagina 11 Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronu n- cia: 1. Il ricorso è respinto. 2. La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versamento delle spese processuali, è respinta. 3. Le spese proces suali, di CHF 600.–, sono poste a carico del ricorrente. Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sentenza. 4. Questa sentenza è comunicata al ricorrente, all'UFM e all'autorità cant o- nale competente. Il giudice unico: La cancelliera: Pietro Angeli-Busi Camilla Fumagalli Data di spedizione: