<h2>SubmittedText<h2><p>1. Il Consiglio federale riconosce il fatto che la liberalizzazione forte e rapida dei mercati agricoli dei Paesi in via di sviluppo durante gli ultimi quindici anni ha contribuito al tracollo della produzione locale di derrate alimentari e quindi anche all'aggravamento dell'attuale crisi alimentare?</p><p>2. Il Consiglio federale può valutare l'impatto degli accordi di libero scambio già conclusi dalla Svizzera sul settore agricolo e sulla capacità di approvvigionamento dei Paesi in via di sviluppo in questione? A tale proposito interessano in particolare gli effetti potenziali della liberalizzazione del settore bancario (accesso ai piccoli crediti per i contadini), del settore agroalimentare e della distribuzione, ma anche dei provvedimenti più restrittivi in materia di proprietà intellettuale (accesso dei contadini alle sementi e alle risorse genetiche).</p><p>3. Il Consiglio federale può valutare l'impatto di un eventuale accordo di libero scambio con l'India sul settore agricolo e sulla capacità di approvvigionamento di questo Paese? A tale proposito interessano in particolare i possibili effetti dei provvedimenti menzionati in precedenza.</p><p>4. Nel caso in cui un eventuale accordo di libero scambio avesse un impatto negativo sul settore agricolo e sulla capacità di approvvigionamento dell'India, il Consiglio federale sarebbe disposto a prendere i provvedimenti necessari per porvi rimedio? Esso potrebbe, per esempio, prendere in considerazione la possibilità di adeguare le proprie rivendicazioni in materia di proprietà intellettuale nonché di liberalizzazione del settore finanziario e dei servizi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nell'ambito dei suoi negoziati di libero scambio la Svizzera non tiene conto soltanto delle condizioni quadro della propria politica agricola, ma anche di quelle dei suoi partner negoziali nonché degli attuali impegni internazionali (OMC, FAO, ONU, ecc.). Inoltre il Consiglio federale provvede affinché gli accordi di libero scambio conclusi dalla Svizzera non siano in contraddizione con gli impegni internazionali, in particolare per quanto riguarda gli standard ambientali e sociali nonché i diritti umani, tra cui anche il diritto al cibo.</p><p>L'approccio adottato nei negoziati di libero scambio nel settore agricolo si basa sul conferimento di concessioni reciproche su determinati prodotti scelti a tale scopo. Ciò permette alle parti di ottenere reciprocamente un migliore accesso al mercato per i prodotti rispetto ai quali esse beneficiano di un vantaggio concorrenziale. Le concessioni vengono accordate nel quadro delle rispettive politiche agricole. Ciò vale sia per la Svizzera che per i suoi partner, compresi i Paesi in via di sviluppo, anche se questi ultimi spesso perseguono un approccio più offensivo rispetto alla Svizzera.</p><p>Il Consiglio federale risponde come segue alle domande poste dall'autrice dell'interpellanza:</p><p>1. La liberalizzazione dei mercati agricoli nei Paesi in via di sviluppo durante gli ultimi quindici anni ha avuto effetti differenti a seconda del Paese, della rispettiva politica agricola e del prodotto in questione. Di conseguenza non è possibile trarre conclusioni generali per quanto riguarda l'influsso sulla struttura dell'agricoltura e sull'agricoltura di produzione delle derrate alimentari.</p><p>Il Consiglio federale ritiene che, considerata l'attuale crisi alimentare, occorra cercare una soluzione a lungo termine basata su un'agricoltura sostenibile e multifunzionale, sull'apertura progressiva dei mercati agricoli a condizioni eque per i produttori e i consumatori, anche nei Paesi in via di sviluppo, nonché sulla promozione della ricerca e dell'innovazione.</p><p>2. Nell'ambito degli accordi di libero scambio AELS viene normalmente istituito un comitato misto. Grazie a ciò le parti in causa hanno la possibilità di discutere gli effetti positivi e le eventuali conseguenze negative di tali accordi e, se necessario, di procedere agli indispensabili adeguamenti. Nel settore agricolo non sono finora state constatate o fatte valere da un partner conseguenze negative a causa di un accordo.</p><p>Per quanto riguarda il miglioramento dell'accesso non discriminatorio al mercato per i servizi finanziari a cui mira la Svizzera nel quadro dei suoi accordi di libero scambio, il Consiglio federale ritiene che tale miglioramento non abbia un influsso tangibile sulla situazione alimentare nei Paesi in via di sviluppo. Nel settore dei servizi finanziari la Svizzera persegue in primo luogo l'obiettivo, in occasione dei negoziati di libero scambio, di vincolare nel diritto internazionale il livello di accesso al mercato già accordato basandosi sulle leggi nazionali. Per quanto concerne la concessione di piccoli crediti nei Paesi in via di sviluppo, il Consiglio federale ritiene che l'accesso al mercato garantito giuridicamente alle banche estere permetta di rafforzare il rispettivo settore finanziario. In generale la presenza di banche estere contribuisce ad aumentare l'offerta di crediti sul mercato finanziario locale. Mediante l'assegnazione di crediti a piccole imprese e ad aziende agricole, esse possono essere inserite nel sistema finanziario ufficiale.</p><p>Per quanto riguarda la protezione delle sementi e il relativo accesso, l'AELS richiede normalmente ai suoi partner di aderire all'Unione internazionale per la protezione delle novità vegetali (UPOV). A tale proposito per l'AELS è sufficiente il livello di protezione stabilito dall'UPOV nel 1978. Per gli Stati membri dell'OMC come la Svizzera e l'India, l'adesione all'UPOV rappresenta una possibilità di rispettare i loro impegni, previsti dall'accordo TRIPS (art. 27.3 b) sotto forma di un sistema di protezione sui generis. L'obiettivo dell'UPOV e della protezione delle varietà in generale consiste nella promozione dell'innovazione e, in particolare, nella selezione di nuove varietà più produttive, resistenti ai parassiti e alle intemperie. La protezione delle varietà rappresenta il presupposto affinché i costitutori riescano a portare sul mercato le loro nuove varietà in un determinato Paese. La protezione di tali selezioni mediante un sistema come l'UPOV incentiva quindi gli investimenti dell'economia privata in questo settore e costituisce pertanto un contributo importante per superare l'attuale crisi alimentare.</p><p>3. Nel caso dei negoziati di libero scambio con l'India, gli Stati dell'AELS hanno effettuato uno studio di fattibilità in collaborazione con questo Paese. Nell'ambito di questo studio sono stati illustrati anche gli obiettivi e le sensibilità di entrambe le parti nel settore dell'agricoltura.</p><p>I possibili effetti di un accordo di libero scambio con l'India devono essere considerati in relazione alle dimensioni dei rispettivi mercati e dell'importanza estremamente ridotta della Svizzera quale Paese importatore di prodotti agricoli indiani. Di conseguenza non bisogna attendersi che la conclusione di un accordo di libero scambio possa influenzare sensibilmente l'approvvigionamento di derrate alimentari in India.</p><p>4. Non occorre attendersi un impatto negativo sul settore agricolo indiano e sulla capacità di approvvigionamento dell'India. Nei confronti dei partner negoziali che non intendono aderire all'UPOV, tuttavia, la Svizzera è disposta a discutere soluzioni alternative come la proposta di stabilire uno standard di protezione corrispondente senza l'obbligo di adesione all'UPOV. Anche in merito alle richieste avanzate nel settore dei servizi, compresi i servizi finanziari, la Svizzera tiene conto della situazione esistente nei singoli Stati partner.</p>  Risposta del Consiglio federale.