<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a modificare la legge sulla protezione dell'ambiente (LPAmb) e l'ordinanza contro l'inquinamento fonico (OIF) in modo tale da escludere che le emissioni foniche causate da determinati comportamenti scaturiti da attività, allenamenti e competizioni sportive non siano più disciplinate dalla LPAmb e dall'OIF.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nella sua risposta all'interpellanza Humbel Näf 06.3841, "Nessuna limitazione per lo sport societario", il Consiglio federale aveva a suo tempo già spiegato che nelle zone densamente popolate può esservi un certo potenziale di conflitto tra l'esigenza di quiete dei residenti e l'interesse degli utenti degli impianti sportivi. La crescente urbanizzazione ed espansione edilizia rafforza questa tendenza.</p><p>La legge sulla protezione dell'ambiente (LPAmb) e l'ordinanza contro l'inquinamento fonico (OIF) hanno lo scopo di proteggere la popolazione dalle immissioni foniche nocive o moleste. L'OIF concretizza tale protezione fissando dei valori limite di immissione (VLI) per i diversi tipi di impianti come le strade o la ferrovia. Sulla base dei criteri di cui all'articolo 15 LPAmb, i VLI sono fissati in modo tale da prevenire disturbi notevoli a danno del benessere della popolazione. La legislazione non prevede tuttavia alcun valore limite d'esposizione per gli impianti sportivi e i parchi giochi. Di conseguenza, le immissioni foniche devono essere valutate sulla base dei criteri relativi alla salute di cui all'articolo 15 LPAmb.</p><p>Secondo l'articolo 7 capoverso 7 LPAmb, gli impianti sportivi sono considerati istallazioni fisse. La loro gestione causa immissioni foniche che, in singoli casi e sulla base delle condizioni locali e dell'utilizzazione concreta di un impianto, possono effettivamente molestare notevolmente la popolazione. Per tale motivo, gli impianti sportivi, in linea di principio, sono soggetti alle stesse basi giuridiche che disciplinano tutti gli impianti la cui utilizzazione può generare immissioni foniche. Non sarebbe pertanto conforme agli obiettivi della protezione contro l'inquinamento fonico escludere a priori gli impianti sportivi quali potenziali fonti di rumore dal campo di applicazione della legge sulla protezione dell'ambiente.</p><p>In genere, sono minimi i problemi causati dalle immissioni foniche provocate dalle attività puramente scolastiche o gli allenamenti delle società sportive svolti in tali impianti. La protezione contro l'inquinamento fonico non provoca conflitti di fondo fra lo sviluppo sportivo dei giovani, la promozione della salute della popolazione o il miglioramento delle prestazioni fisiche. Problematici sono invece spesso gli eventi, previsti il fine settimana o durante le ore serali, con una forte affluenza di pubblico e prevedono, in particolare, l'uso di impianti sonori o tendoni che possono causare disturbi ai residenti. In questi casi si tratta di trovare un equilibrio fra gli interessi sportivi e gli interessi di protezione contro il rumore molesto. Nella maggioranza dei casi questo equilibrio può essere raggiunto.</p><p>La normativa attualmente in vigore nell'ambito della legislazione contro il rumore offre i margini di manovra necessari per una ponderazione degli interessi adeguata. Pertanto, il Consiglio federale non ha alcun motivo per modificare le disposizioni di legge vigenti.</p><p>Dalle procedure di autorizzazione, in parte ancora in corso, è tuttavia emersa una certa necessità di precisare i metodi di valutazione del disturbo provocato dal rumore proveniente dagli impianti sportivi. In collaborazione con il DDPS (più precisamente con l'Ufficio federale dello sport), il DATEC compierà i passi necessari per dare concretezza ai metodi di valutazione, affinché in tale settore possa essere semplificata l'esecuzione delle basi giuridiche.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.