<h2>InitialSituation<h2><p><b>Comunicato stampa del Consiglio federale del 13.02.2019</b></p><p><b>Tre progetti per una maggiore sicurezza nello spazio Schengen </b></p><p><b>Berna, 13.02.2019 - La Svizzera intende rafforzare ulteriormente la sua collaborazione con gli Stati dello spazio Schengen nel settore della sicurezza e della migrazione, ad esempio mediante lo sviluppo del sistema d'informazione Schengen (SIS): d'ora in poi sarà infatti obbligatorio segnalare nel SIS i sospetti terroristi. Inoltre, sarà migliorato il controllo preventivo degli ingressi nello spazio Schengen. Nella sua seduta del 13 febbraio 2019 il Consiglio federale ha avviato le procedure di consultazione relative a questi due progetti. Contemporaneamente ha adottato il messaggio concernente la partecipazione della Svizzera all'agenzia europea che gestisce le banche dati Schengen/Dublino. </b></p><p>Da poco più di dieci anni la Svizzera opera nel settore della sicurezza e dell'asilo in stretta collaborazione con gli Stati europei. Tale collaborazione è di notevole importanza anche per la sicurezza e per il settore dell'asilo in Svizzera. In particolare il SIS è diventato uno strumento indispensabile per la polizia e il corpo delle guardie di confine e facilita il lavoro volto a garantire la sicurezza in Svizzera.</p><p>Questa collaborazione sarà ora rafforzata. Da adesso in poi sarà ad esempio obbligatorio segnalare nel SIS le persone sospettate di essere coinvolte in attività terroristiche ai fini dello svolgimento di indagini in incognito. Questa possibilità è prevista già oggi, ma è di natura soltanto facoltativa. Gli Stati membri la sfruttano sempre più spesso soprattutto in seguito agli attentati terroristici del 2015. In futuro, tutte le persone che potrebbero costituire un pericolo di natura terroristica saranno visibili nel SIS.</p><p>Inoltre, si potranno effettuare segnalazioni preventive per le persone particolarmente vulnerabili, come ad esempio i minori a rischio di essere rapiti da uno dei genitori, o per le vittime di matrimoni forzati o della tratta di esseri umani. Il SIS così ampliato dovrebbe quindi permettere anche una migliore attuazione delle decisioni di rinvio dei cittadini di Stati terzi che soggiornano irregolarmente nello spazio Schengen. La Svizzera, in quanto Stato associato a Schengen, ha partecipato alle discussioni relative ai nuovi regolamenti concernenti l'ulteriore sviluppo del SIS e ha così potuto manifestare la sua posizione.</p><p></p><p>Riconoscere meglio i rischi alle frontiere</p><p>Inoltre, in futuro la Svizzera intende usare e sfruttare anche il sistema europeo di informazione e autorizzazione ai viaggi (ETIAS). Si tratta di un sistema automatizzato usato in tutto lo spazio Schengen per identificare rischi collegati all'ingresso nello spazio Schengen di cittadini di Stati terzi non soggetti all'obbligo del visto. Il sistema mira ad assicurare un rapporto equilibrato tra garanzia della mobilità e potenziamento della sicurezza, nonché contemporaneamente consentire l'ingresso legale nello spazio Schengen senza l'obbligo del visto mediante una verifica preliminare. Come Stato associato a Schengen, la Svizzera ha partecipato anche alla progettazione di ETIAS. Nella sua seduta del 13 febbraio 2019, il Consiglio federale ha avviato le procedure di consultazione su questi due progetti, che si concluderanno il 20 maggio 2019.</p><p></p><p>Agenzia per la gestione delle banche dati Schengen/Dublino</p><p>Sempre nella sua seduta del 13 febbraio 2019 il Consiglio federale ha adottato il messaggio che approva l'accordo aggiuntivo concernente la partecipazione della Svizzera all'agenzia che gestisce le banche dati Schengen/Dublino. L'agenzia è ufficialmente denominata "eu-LISA", abbreviazione di "European Union - Large scale Information Systems Agency". L'accordo concluso con l'UE permette alla Svizzera di partecipare a pieno titolo all'agenzia, che è competente per la gestione delle banche dati Schengen/Dublino.</p><p>I diritti di partecipazione ottenuti dalla Svizzera vanno oltre quelli previsti nell'accordo di associazione a Schengen, poiché i rappresentanti svizzeri possono, in determinati casi, partecipare al processo decisionale formale (diritto di voto).</p><p>Eu-LISA assicura dal 2012 il funzionamento del sistema di informazione visti (VIS), del sistema d'informazione Schengen (SIS) e della banca dati dattiloscopica Eurodac. Dal 2018 è responsabile anche per l'allestimento del sistema per la registrazione dei dati relativi agli ingressi e alle uscite dei cittadini di Stati terzi (EES) e dal 2019 per lo sviluppo di ETIAS. In futuro si assumerà anche la gestione di questi due sistemi.</p><h2>Proceedings<h2><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 19.06.2019</b></p><p>Il Consiglio degli Stati ha deciso che la Svizzera deve aderire all'agenzia europea per la gestione delle banche dati di Schengen e Dublino. L'agenzia IT (ufficialmente denominata "eu-LISA") è operativa dal dicembre 2012. Il suo compito è garantire il funzionamento delle banche dati Schengen/Dublino, ossia del Sistema d'informazione visti (VIS), della banca dati EURODAC e del Sistema d'informazione di Schengen (SIS). La partecipazione elvetica ammonta a 26,5 milioni per il periodo 2012-2020.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 24.09.2019</b></p><p><b>CN: "sì" a accordo su banche dati Schengen/Dublino </b></p><p>Dopo il Consiglio degli Stati, oggi anche il Nazionale ha approvato - con 133 voti contro 49 e 4 astensioni - l'accordo aggiuntivo sulla partecipazione della Svizzera all'agenzia che gestisce le banche dati Schengen/Dublino, denominata "eu-LISA", abbreviazione di "European Union - Large scale Information Systems Agency". L'intesa permette a Berna di partecipare a pieno titolo all'agenzia: in determinati casi i rappresentanti elvetici avranno diritto di voto.</p><p>Eu-LISA assicura dal 2012 il funzionamento del sistema di informazione visti (VIS), del SIS e della banca dati dattiloscopica Eurodac. Dal 2018 è responsabile anche per l'allestimento del sistema per la registrazione dei dati relativi agli ingressi e alle uscite dei cittadini di Stati terzi (EES) e dal 2019 per lo sviluppo del sistema europeo di informazione e autorizzazione ai viaggi (ETIAS).</p>