<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'interpellanza mira ad agevolare l'ammissione degli stranieri in favore del turismo, il quale accoglie un numero sempre maggiore di ospiti provenienti da altri continenti. La struttura degli ospiti è soggetta a continui mutamenti e pertanto modifica anche le esigenze in materia di personale. Per questi motivi l'interpellante auspica che per le necessità specifiche degli ospiti sia possibile derogare alle esigenze ordinarie di formazione all'atto dell'ammissione di cittadini di uno Stato terzo. Non si dovrebbero quindi prendere esclusivamente in considerazione diplomi specialistici o certificati professionali ma anche altri criteri quali le conoscenze linguistiche, le conoscenze specifiche della regione, l'esperienza professionale o la particolare predisposizione per quelle attività del mondo alberghiero. Affinché le aziende alberghiere possano meglio tener conto della mutata origine dei turisti, dovrebbe per esempio essere agevolato anche il reclutamento del personale di cucina, della ricezione e del servizio nei Paesi d'origine dei turisti. </p><p></p><p>Il Consiglio federale è consapevole che il reclutamento del personale in determinati settori, fra l'altro in quello alberghiero, talvolta è più arduo che in altri rami economici con condizioni di lavoro più attrattive. Lo sviluppo turistico rispettivamente un mutamento dei Paesi di provenienza dei turisti è un fenomeno ben noto. Perciò, il Consiglio federale condivide l'opinione degli interpellanti secondo cui l'industria alberghiera deve adeguarsi alle nuove esigenze di questa categoria di ospiti. Tuttavia, è anche vero che i datori di lavoro del ramo alberghiero non trovano il personale adatto perché non offrono condizioni salariali e lavorative concorrenziali o possibilità di perfezionamento che soddisfino le esigenze di particolari categorie di ospiti. Ma a lungo termine questa potrebbe essere la strada giusta per impiegare lavoratori dei Paesi di provenienza dei turisti. I flussi e le esigenze del turismo possono mutare molto rapidamente. </p><p></p><p>La legislazione in materia di stranieri consente già attualmente di venire incontro alle richieste essenziali degli interpellanti. Questo avviene per i lavoratori provenienti da Paesi terzi, la cui esperienza professionale viene presa in considerazione, di regola con la riserva di un diploma professionale verificabile, che fornisca informazioni sull'idoneità del lavoratore. Inoltre, le autorizzazioni sono accordate nell'ambito dei contingenti. In questo momento, il Consiglio federale vuole in principio attenersi al vecchio concetto concernente l'ammissione di lavoratori altamente qualificati provenienti da Paesi terzi.</p><p></p><p>Per quanto concerne gli aspetti essenziali di un'ammissione agevolata di lavoratori dei Paesi da cui provengono i turisti, il Consiglio federale rinvia al suo parere del 5 giugno 2001 all'atto di respingere la mozione Suter (01.3200) che si prefiggeva finalità analoghe alla presente interpellanza.</p><p></p><p>1. Nella misura in cui ci si attiene al principio dell'ammissione di personale altamente qualificato, spetta in primo luogo al datore di lavoro, tranne nel caso in cui sia presente un attestato di capacità professionale, dimostrare l'idoneità dei futuri collaboratori della sua impresa. È nel suo interesse che per tutte le imprese valgano gli stessi trasparenti requisiti. Il richiedente può dimostrare secondo criteri oggettivi e senza una grossa perdita di tempo di disporre di un diploma professionale nonché della pertinente esperienza nel settore. Ciò presenta anche il vantaggio che le autorità possono garantire una pratica di ammissione la più equa possibile per tutti i settori e i Cantoni, accelerando in tal modo la procedura di richiesta.</p><p></p><p>Più dispendioso e problematico è provare oggettivamente criteri più difficilmente dimostrabili, come ad esempio la particolare idoneità di lavoratori per compiti specifici alla clientela o la flessibilità a seconda delle esigenze dei clienti. Nell'interesse di un'economia equilibrata, anche altri rami oltre al settore turistico dipendono da forze lavorative qualificate. Se i lavoratori non potessero dimostrare con un diploma di disporre di capacità importanti per il settore, si potrebbe tuttavia aggiungere criteri supplementari, ad esempio nel caso in cui tali capacità sono riconosciute da organizzazioni professionali o sono diffuse a livello internazionale. Anche il livello degli stipendi, la specializzazione o il grado di indipendenza dei lavoratori sono elementi che possono essere presi in considerazione di conseguenza. Le autorità competenti presteranno la dovuta attenzione a esigenze fondate. A tal fine, il Consiglio federale sostiene un pragmatismo delle autorità per tener conto delle più importanti richieste di una clientela attenta alle esigenze degli ospiti.</p><p></p><p>2. Nel quadro del diritto vigente le autorità hanno dimostrato molta flessibilità in casi ben motivati d'economia globale, in particolare per il permesso di cuochi specializzati, di personale di vendita per negozi di specialità o di altri settori nell'ambito del turismo con struttura unilaterale rivolta ai clienti. Inoltre, per motivi di politica economica ed integrativa la qualifica professionale riconosciuta per le forze lavorative di Stati terzi deve continuare ad avere un ruolo centrale; ciò vale fondamentalmente per le dimore temporanee. Se le persone con un'attività lucrativa sono previste per un soggiorno più lungo, in avvenire si devono considerare ancora più seriamente anche gli aspetti sociali e del mercato del lavoro. In ogni caso deve essere richiesto un valido profilo formativo con sufficienti conoscenze linguistiche - rientrano nella qualifica anche le conoscenze delle lingue nazionali. Questo consentirebbe anche di porre rimedio a un'eventuale perdita del posto.</p><p></p><p>3. Ai sensi di quanto detto sopra, l'avamprogetto sulla nuova legge in materia di stranieri è stato portato avanti sulla base dei risultati della consultazione e il Parlamento potrebbe avere presto l'occasione di esprimersi in merito alle questioni fondamentali del livello di formazione dei lavoratori che vanno ammessi, provenienti da Paesi non UE/AELS. Si deve tuttavia essere consapevoli, in base alle esperienze, che una deroga alle condizioni per l'ammissione porterebbe a una maggiore offerta rispettivamente a una crescente domanda di lavoratori da Stati terzi. Per trattare equamente le relative esigenze dell'economia nei differenti settori, ciò comporterebbe a sua volta un forte incremento dei contingenti di manodopera provenienti da Paesi non UE/AELS. È quindi necessario soppesare interessi specifici al settore e considerazioni di economia globale e di politica dello Stato.</p><p></p><p>4. Le aziende dovrebbero avere un particolare interesse al livello di formazione del proprio personale. Ciò vale parimenti per le forze lavorative attive a corto termine. Spesso per le forze lavorative che sono state già attive più volte in Svizzera sorge il bisogno di occuparle permanentemente poiché nel frattempo sono diventate indispensabili per l'azienda. Per questo, i diplomi e le comprove di formazione sono trasparenti e dimostrano le singole fasi della formazione come anche conoscenze fondate che, alla fine, diventano vantaggi anche per i settori richiedenti e per la clientela.</p>  Risposta del Consiglio federale.