<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di esaminare l'opportunità di adottare misure legislative in grado di arginare il crescente indebitamento giovanile.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In quanto minorenni, le persone capaci di discernimento di età inferiore a 18 anni (cfr. art. 14 CC) non possono obbligarsi coi loro atti senza il consenso del loro rappresentante legale (art. 19 cpv. 1 CC). Nel caso di contratti di credito al consumo, il consenso del rappresentante legale deve essere dato per scritto e al più tardi al momento della firma del contratto da parte del minorenne (art. 13 LCC). Se il minorenne fornisce una prestazione lavorativa, ha l'amministrazione e il godimento di ciò che guadagna col proprio lavoro (art. 323 cpv. 1 CC).</p><p>L'indebitamento dei giovani di età compresa tra i 12 e i 18 anni è un problema sociale che, in considerazione della regolamentazione legale vigente, non può essere risolto in modo efficace attraverso l'emanazione di ulteriori disposizioni di legge. Si tratta in realtà di un problema connesso alla disciplina dei consumatori, che dovrebbe essere risolto attraverso una (migliore) educazione e informazione delle persone interessate, e non mediante provvedimenti legislativi. Occorre inoltre sottolineare che, a determinate condizioni, i debiti contratti da persone di età inferiore a 18 anni non devono essere saldati: ne può quindi conseguire un pregiudizio per i creditori, i quali hanno pertanto interesse ad agire con la massima cautela.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.