<h2>SubmittedText<h2><p>Differenti avvenimenti hanno messo in luce, di recente, gravi lacune in materia di protezione dei dati in seno al DDPS. Ne sono stati interessati, in successione, il Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC), il dossier relativo ai Gripen (fughe di informazioni sulla valutazione, verbali della sottocommissione trasmessi alla stampa) e il rapporto relativo all'esercizio quadro di Stato Maggiore "Stabilo Due" che, sebbene non fosse stato trasmesso alle Commissioni della politica di sicurezza delle Camere con la motivazione che conteneva dati sensibili e confidenziali, è giunto ugualmente in mano a giornalisti.</p><p>Che cosa succede in questo dipartimento?</p><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. A parte la fuga di informazioni avvenuta in seno al SIC, ormai chiarita, a che punto sono i procedimenti concernenti gli altri affari?</p><p>2. Nel corso di questi procedimenti, hanno potuto essere individuati dei punti deboli?</p><p>3. Sono state pianificate misure concrete volte a ripristinare per quanto possibile la credibilità del dipartimento?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La protezione dei dati ha quale scopo la protezione della personalità e dei diritti fondamentali delle persone di cui vengono trattati i dati. Né nel caso del furto di dati da parte di un collaboratore del SIC né nell'ambito del processo di valutazione relativo al Gripen o dell'esercizio quadro di Stato Maggiore "Stabilo Due", in seguito al trattamento di dati persone sono state lese nella loro personalità o sono stati violati i loro diritti fondamentali. Per quanto concerne i verbali della sottocommissione SPFT della CPS-N non è ancora accertato se questi siano stati divulgati da personale dell'amministrazione. Per quanto riguarda la protezione dei dati, non si possono pertanto constatare lacune in seno al DDPS. Nel SIC vi sono tuttavia problemi in materia di sicurezza delle informazioni, trattati in maniera approfondita anche nel rapporto della Delegazione delle Commissioni della gestione del 30 agosto 2013.</p><p>Il Consiglio federale risponde alle domande come segue:</p><p>1. La pubblicazione non autorizzata di rapporti di valutazione confidenziali e di rapporti classificati "segreto" concernenti esercizi dell'esercito è condannata energicamente dal Consiglio federale. Simili indiscrezioni rappresentano un rischio per la sicurezza che non va sottovalutato. Sono state tratte le dovute conseguenze a livello di diritto del lavoro e avviati procedimenti penali.</p><p>2. Per quanto concerne le indiscrezioni, il punto debole può sempre essere ricondotto al comportamento umano. Con il Codice del 15 agosto 2012 per il personale dell'amministrazione federale per evitare conflitti d'interesse e per gestire le informazioni che non sono di dominio pubblico, il Consiglio federale ha quindi nuovamente reso attento il personale federale sulla problematica. Il Codice è stato inviato per posta a tutti gli impiegati. Gli impiegati sono comunque tenuti per legge a mantenere il più stretto riserbo su questioni professionali e di affari che per loro natura o per prescrizione particolare devono essere mantenute segrete (art. 22 della legge sul personale federale; RS 172.220.1). Inoltre, gli impiegati che trattano informazioni degne di protezione conformemente all'ordinanza sulla protezione delle informazioni (RS 510.411) conoscono molto bene le regole di comportamento relative al trattamento delle informazioni di natura confidenziale o segreta.</p><p>3. Un elemento che depone a favore del DDPS è che le indiscrezioni constatate sono oggetto di accertamenti e punite di conseguenza. In seno al DDPS non s'impongono pertanto ulteriori misure.</p>  Risposta del Consiglio federale.