<h2>SubmittedText<h2><p>L'attuale organizzazione di professionisti sicurezza militare (Sic mil) in passato ha subito alcuni cambiamenti, evoluzioni e sviluppi che purtroppo non erano sempre volti a creare una maggiore sicurezza per i cittadini. Troppo spesso l'organizzazione si è trovata in balia delle manovre dei vertici dell'esercito e dei politici. Bisogna uscire da questa spirale e guidare lo sviluppo della Sic mil verso una miglior sicurezza per le persone nel nostro Paese.</p><p>Sappiamo tutti cosa è successo a Parigi e a Bruxelles. Fanatici si sono lasciati prendere la mano nel compiere atti disumani. La minaccia terroristica non è sconfitta, anzi potrebbe manifestarsi anche in futuro con attentati terroristici, e anche nel nostro Paese. L'attacco alla redazione di un giornale a Parigi ha mobilitato 80 000 poliziotti e 12 000 soldati. Ma purtroppo in Svizzera la situazione della sicurezza è vulnerabile ...</p><p>Secondo una raccomandazione ONU alla Svizzera mancano 7000 poliziotti (numeri consigliati: 300 poliziotti ogni 100 000 abitanti). Ai cantoni mancano però le risorse finanziarie per aumentare gli effettivi di polizia.</p><p>Le autorità cantonali continuano a chiedere l'appoggio della Sic mil. Gli impieghi sono sempre più frequenti, ma gli effettivi vengono ridotti. Tutto ciò è inaccettabile!</p><p>Oggi la Sic mil si affaccia su una nuova era. Nel quadro dell'USEs verrà eliminata la regionalizzazione e verranno soppressi circa 15 a 20 posti di lavoro! Si tratterà principalmente di trasformare posti dirigenziali delle regioni della polizia militare in posti per gli impieghi sul campo, in modo da poter garantire le prestazioni richieste. Vi è il rischio che, per motivi familiari e sociali, questi collaboratori altamente qualificati non accettino il cambio di funzione e di luogo di lavoro. Importanti reti costruite negli anni e preziose competenze dei collaboratori andrebbero quindi perse.</p><p>Per questi e per altri motivi, che sconfinerebbero dal contesto di un intervento parlamentare, chiedo al Consiglio federale di verificare:</p><p>1. se non sarebbe opportuno mantenere l'attuale e collaudata ripartizione regionale con quattro centri (Payerne, Berna, Sarnen e Mels), che garantisce un interlocutore diretto nella regione;</p><p>2. se la Sic mil necessita di una legge sulla polizia, analoga a quella delle autorità cantonali.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La riorganizzazione delle strutture della sicurezza militare - dal 1° gennaio 2018 comando della polizia militare - è parte integrante dell'ulteriore sviluppo dell'esercito. Bisogna inoltre tener presente che il 25 febbraio 2015 il Parlamento ha deciso che gli impieghi sussidiari dell'esercito per la vigilanza delle ambasciate dureranno al massimo fino alla fine del 2018. In questo contesto l'esercito cerca soluzioni senza ridurre l'effettivo di agenti della polizia militare e mantenendo la fitta rete di posti di polizia militare. L'impiego più efficiente di risorse che ne conseguirà e la possibilità di stabilire delle priorità andranno anche a beneficio dei cantoni nell'ambito della collaborazione.</p><p>La sicurezza militare è impiegata come polizia e come servizio di sicurezza dell'esercito. Dispone delle basi legali necessarie per adempiere i suoi compiti. Il Consiglio federale non vede quindi alcuna necessità di intervenire.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.