<h2>SubmittedText<h2><p>Nel suo comunicato stampa del 23 settembre 2011, il Consiglio federale ha fornito i dati sui danni finanziari subiti dagli orticoltori svizzeri in seguito alla cosiddetta crisi EHEC dell'estate scorsa. Questa è esplosa con massicci cali del fatturato sui mercati orticoli di tutta Europa ed è stata acutizzata da affermazioni e false informazioni divulgate dalle autorità sanitarie tedesche. Successivamente era infatti emerso che il focolaio infettivo era in Germania e non in Svizzera o in altri Paesi europei. Evidentemente il Consiglio federale vuole che i contribuenti svizzeri si assumano una parte del danno finanziario causato ai connazionali orticoltori. A tal proposito, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Chi o quale comportamento, secondo il Consiglio federale, ha causato la profonda insicurezza a livello nazionale, instillatasi nei consumatori, che è sfociata nei citati cali di fatturato?</p><p>2. Com'è possibile evitare che alla fine siano i contribuenti svizzeri o l'economia a dover rispondere dei danni occorsi, pur non avendo alcuna responsabilità per la crisi EHEC?</p><p>3. Il Consiglio federale è intenzionato a chiedere con fermezza agli autori del danno, ovvero allo Stato tedesco, il rimborso dei 2,9 milioni di franchi con i quali ha deciso di indennizzare gli orticoltori svizzeri? Se no, perché?</p><p>4. Nella legge sulle epidemie, per la quale sono attualmente in corso i dibattiti parlamentari, è prevista una serie di misure con le quali la Confederazione potrà limitare la libertà dei cittadini e dell'economia, o imporre determinati provvedimenti o comportamenti, per evitare presunti pericoli per la salute pubblica. L'esperienza dell'influenza suina (distruzione dei vaccini per ca. 56 milioni di franchi) o, più recentemente, della crisi EHEC, hanno dimostrato che simili misure statali non solo sono assolutamente inefficaci, ma possono anche avere effetti indesiderati o essere dannose. In futuro, come potranno contribuenti, cittadini ed economia difendersi da simili strumenti di potere e d'intervento dello Stato e delle autorità?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. In Germania, l'EHEC ha causato il decesso di oltre cinquanta persone e gravi nefropatie a più di 850; altre 3000 hanno sofferto di episodi acuti di diarrea. A causa del velocissimo moltiplicarsi dei casi, le autorità tedesche dovevano assolutamente arrestare la diffusione dell'agente patogeno dell'EHEC. A seguito di un'indagine tra i pazienti, era stato sconsigliato il consumo di pomodori, insalata e cetrioli. Il 26 maggio 2011, l'Istituto di igiene di Amburgo rendeva noto che il batterio EHEC era stato rilevato su cetrioli importati dalla Spagna. Tuttavia, il batterio isolato non corrispondeva all'agente patogeno all'origine del focolaio infettivo. I moderni media sono, per natura, globali e i messaggi destinati a un determinato Paese possono varcare le frontiere politiche. Nonostante il focolaio infettivo fosse circoscritto al nord della Germania, quindi, tale raccomandazione ha causato un crollo della domanda ben oltre i confini della regione interessata. </p><p>2. È comprensibile che le autorità tedesche abbiano immediatamente preso provvedimenti per circoscrivere la diffusione. A causa del crollo della domanda, gli orticoltori svizzeri hanno subito ingenti perdite in termini di cifra d'affari, senza avere colpe. L'indennizzo deciso dal Consiglio federale li aiuta a superare le perdite di ricavo.</p><p>3. Negli accordi in vigore con la Germania non esiste una base legale in virtù della quale possono essere fatte valere pretese di risarcimento dei danni causati da informazioni eventualmente lacunose divulgate dalle autorità. Inoltre, è possibile appellarsi alla responsabilità di uno Stato a livello internazionale solo a condizioni severe, fissate nel diritto internazionale. Il Consiglio federale ritiene che per questo caso non si presentino dette condizioni.</p><p>4. Con la revisione totale della legge sulle epidemie si ribadisce il principio dell'autodeterminazione e della responsabilità individuale. Il disegno di legge prevede, inoltre, disposizioni preventive e precisa le misure classiche di lotta alle epidemie, come l'ordine di sorveglianza sanitaria, la quarantena e l'isolamento, lo studio e il trattamento o il divieto d'esercizio e d'attività. I rispettivi provvedimenti delle autorità sanitarie devono tutelare gli interessi pubblici evitando di ledere i diritti fondamentali. Di principio, deve essere preso solo quel provvedimento che limita il minimo possibile i diritti della persona interessata. Lo stesso deve essere necessario, proporzionato e ragionevole. Inoltre, i provvedimenti di protezione della salute pubblica previsti dalla legge sulle epidemie non devono causare inutili pregiudizi a società ed economia. La precisazione legale di natura e ambito d'applicazione, pertanto, contribuisce notevolmente a prevedere interventi statali e consente agli attori economici di adottare adeguate misure preventive. </p>  Risposta del Consiglio federale.