<h2>SubmittedText<h2><p>Secondo l'articolo 20 capoverso 2 dell'ordinanza del DDPS sul tiro fuori del servizio (ordinanza del DDPS sul tiro), gli ufficiali subalterni obbligati al tiro possono eseguire il programma obbligatorio a 300 metri con un'arma in prestito non personale messa a disposizione da una società di tiro riconosciuta e da restituire sul posto una volta eseguito il programma. Il Consiglio federale è incaricato di modificare le basi legali affinché tutti i militari obbligati al tiro possano beneficiare di tale privilegio.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>I 16 800 F ass 90 a cui si fa riferimento nella mozione sono armi che vengono messe a disposizione delle società di tiro come armi in prestito non personali per l'organizzazione di corsi per giovani tiratori.</p><p>Secondo l'articolo 20 capoverso 1 dell'ordinanza del DDPS dell'11 dicembre 2003 sul tiro fuori del servizio (ordinanza del DDPS sul tiro; RS 512.311), i sottufficiali e i militari di truppa devono eseguire il programma obbligatorio a 300 metri con la loro arma personale. Gli esercizi possono essere eseguiti con l'arma di un altro tiratore soltanto per motivi di forza maggiore. Questa norma consente in particolare di verificare l'efficienza dell'arma personale (art. 2 lett. d dell'ordinanza sul tiro del 5 dicembre 2003; RS 512.31).</p><p>Gli ufficiali subalterni obbligati al tiro possono eseguire il programma obbligatorio con la loro arma personale (pistola) a 25 metri o con la loro arma personale in prestito (fucile d'assalto) a 300 metri. Se non hanno un'arma personale in prestito, possono utilizzare l'arma di un altro tiratore (art. 20 cpv. 2 e 3 dell'ordinanza del DDPS sul tiro).</p><p>Il capo del DDPS ha istituito un gruppo di lavoro interdipartimentale denominato "Armi d'ordinanza", incaricato di effettuare, entro fine 2008, un'analisi completa degli aspetti militari, giuridici, istituzionali e sociologici del problema dell'arma di servizio personale. Detto gruppo di lavoro valuterà l'opportunità di introdurre criteri più severi per la consegna di armi d'ordinanza a domicilio, equivalenti ai criteri previsti dalla normativa civile sull'acquisto di armi, comprese misure cautelari in vista dell'attuazione giuridica di detti provvedimenti nonché misure di carattere tecnico (ad es. blocco meccanico o elettronico dell'arma fuori del servizio) e considerazioni sul significato tradizionale delle armi in una società in evoluzione.</p><p>Il 7 dicembre 2007 il Consiglio federale è stato informato dal capo del DDPS in merito alle attività del gruppo di lavoro e ha ribadito nel contempo che fino ad accertamenti ultimati le vigenti basi legali rimarranno in vigore senza cambiamenti. Il Consiglio federale adotterà le necessarie decisioni non appena sarà disponibile il rapporto del gruppo di lavoro "Armi d'ordinanza". Il rapporto metterà in luce i margini di manovra esistenti per misure a favore della sicurezza conto tenuto del mandato affidato all'esercito dal legislatore e degli interessi delle cerchie interessate (esercito, polizia, popolazione, tiratori ecc.).</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.