<h2>SubmittedText<h2><p>Con i Paesi che non lottano efficacemente contro gli incendi di disboscamento, la Svizzera non deve sottoscrivere accordi di libero scambio nel settore agricolo. Quelli vigenti vanno disdetti al più presto.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nell'ottica di una politica estera coerente, il Consiglio federale si serve dell'intero ventaglio di strumenti di cui dispone per promuovere gli obiettivi di sviluppo sostenibile, sia in Svizzera sia all'estero.</p><p>Per prima cosa occorre notare che di norma gli accordi di libero scambio (ALS) stipulati dalla Svizzera non prevedono il libero scambio in ambito agricolo, limitandosi a concessioni mirate per alcuni prodotti agricoli. In questo modo il Consiglio federale può garantire che le concessioni siano accettabili anche per il settore agricolo svizzero.</p><p>Anche se tengono conto degli aspetti sociali ed ecologici del commercio, gli ALS sono accordi economici e perciò servono principalmente allo sviluppo economico. Gli ALS più recenti comprendono un capitolo che tratta in modo approfondito gli aspetti inerenti a scambi e sviluppo sostenibile, anche mediante obblighi relativi al rispetto delle leggi nazionali per la tutela ambientale e delle norme sul lavoro, come pure al mantenimento del livello di protezione esistente. Altre disposizioni concernono lo sfruttamento sostenibile delle foreste e delle risorse ittiche, nonché la promozione degli investimenti e il commercio di beni e servizi che favoriscono lo sviluppo a lungo termine. Nei negoziati di libero scambio più recenti la Svizzera si è inoltre impegnata per un dialogo bilaterale incentrato sull'agricoltura sostenibile.</p><p>In virtù delle suddette disposizioni gli ALS costituiscono una piattaforma supplementare, utilizzabile dalla Svizzera per affrontare direttamente con le autorità competenti dei Paesi partner le tematiche legate, ad esempio, allo sfruttamento sostenibile delle foreste, a nuove forme di coltivazione e alla deforestazione illegale, ponendole in relazione agli scambi commerciali. Perciò gli ALS possono risultare utili anche ai fini della sostenibilità.</p><p>Anche nel quadro dei negoziati multilaterali e negli organi preposti, la Svizzera si impegna in favore della protezione e della gestione sostenibile delle risorse naturali e di un solido ordinamento in questa materia. </p><p>Con le sue attività in seno al Forum delle Nazioni Unite sulle foreste, alla Convenzione quadro sul clima, alla Convenzione sulla biodiversità e alla Convenzione sulla lotta contro la desertificazione, la Svizzera si impegna in favore di condizioni quadro per quanto possibile vincolanti in materia di gestione sostenibile delle foreste, anche di quelle pluviali tropicali. Le priorità della Svizzera riguardano la governance, la protezione della biodiversità, la trasparenza giuridica per ciò che concerne i diritti di sfruttamento e la partecipazione di tutti gli attori interessati, in particolare delle popolazioni locali e delle comunità indigene, ai processi decisionali che riguardano le foreste.</p><p>Da ultimo, la domanda dei consumatori di prodotti ottenuti in modo sostenibile contribuisce in misura decisiva all'assunzione di responsabilità da parte degli importatori, e all'importazione di merci in grado di soddisfare questa esigenza. Ad esempio, il settore della soia si impegna già a importare prodotti ottenuti mediante coltivazione responsabile. Nel 2018 la quota di mercato delle importazioni di questo tipo di soia era almeno del 90 per cento. Si tratta di soia ottenuta senza ricorrere agli OGM e proveniente da aree che non sono state non disboscate, dove i diritti delle popolazioni indigene e locali sono rispettati.</p><p>Riassumendo, occorre rilevare che la Svizzera si impegna già attivamente a livello internazionale per lo sfruttamento sostenibile delle risorse naturali, in particolare delle foreste. Questo aspetto rientra negli ALS negoziati ed è un obiettivo di importanti iniziative del settore privato.</p><p>Il Consiglio federale ritiene inopportuno escludere da un regime di scambi preferenziali con la Svizzera Paesi già alle prese con problemi importanti legati allo sfruttamento sostenibile delle risorse naturali. Preferisce invece coinvolgerli globalmente negli sforzi in atto sul piano internazionale nei diversi settori e allacciare con loro relazioni economiche che contribuiscano alla sostenibilità dello sviluppo.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.