<h2>SubmittedText<h2><p>La nostra economia è già messa a dura prova dal rallentamento economico globale, causato anche dalla pandemia di COVID-19. Per molte imprese la guerra contro l'Ucraina aggrava ulteriormente la situazione. L'aumento dei prezzi dei combustibili fossili e i colli di bottiglia nelle catene di fornitura internazionali di beni d'uso quotidiano fanno lievitare i prezzi al consumo in Svizzera e rischiano di generare tensioni sociali.</p><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere concretamente alle seguenti domante:</p><p>1. Come giudica il Consiglio federale il pericolo di un'inflazione persistente o addirittura crescente? È realistico lo scenario di una stagflazione? Quali sarebbero le ripercussioni sociali di questi scenari?</p><p>2. Alla luce dei vari scenari inflazionistici, il Consiglio federale</p><p>- è disposto a prendere misure per preservare il potere d'acquisto del ceto medio e dei soggetti socialmente più deboli,</p><p>- è disposto a prendere misure per evitare un'erosione in termini reali nel 1° e nel 2° pilastro,</p><p>- se i prezzi dei carburanti dovessero permanere a livelli esorbitanti (secondo il consigliere federale Guy Parmelin è ipotizzabile un prezzo di 4 franchi al litro), è disposto a concedere sovvenzioni ai soggetti a basso reddito che dipendono dall'auto perché abitano in zone mal collegate con i mezzi pubblici, ad esempio mediante "buoni per il carburante"?</p><p>3. Visto il pericolo di un rincaro dei prodotti alimentari, il Consiglio federale è disposto a organizzare una tavola rotonda con tutti gli attori rilevanti della catena di valore - in particolare con i produttori e i commercianti all'ingrosso e al dettaglio - per passare in rassegna diverse contromisure?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Domanda 1:</p><p>Fino a poco fa l'economia si stava progressivamente riprendendo dalla pandemia. La guerra in Ucraina sta ora gravando sulle prospettive di crescita. Per l'economia svizzera saranno soprattutto gli effetti indiretti del conflitto a pesare di più. A seguito del rincaro globale dell'energia e di altre materie prime (p. es. alimenti di base e metalli industriali) è previsto un forte aumento dei tassi d'inflazione. Fino a metà aprile, cioè nelle prime settimane di guerra in Ucraina, il franco svizzero tendeva ad apprezzarsi in termini nominali, soprattutto rispetto all'euro.</p><p>Al momento questo aiuta a limitare in Svizzera la pressione inflazionistica importata. Per il 2022 il gruppo di esperti della Confederazione addetto alle previsioni congiunturali prevede un tasso d'inflazione dell'1,9 per cento (previsione di dicembre 2021: 1,1 %), con i corrispondenti effetti negativi sull'evoluzione del consumo privato.</p><p>La guerra in Ucraina comporta grandi rischi per la congiuntura globale. Sulla scia di una progressiva carenza di importanti materie prime, l'economia svizzera rischia in particolare di risentire della flessione congiunturale in importanti Paesi partner commerciali. Anche nel nostro Paese ciò si tradurrebbe molto probabilmente in tassi d'inflazione più elevati e in una flessione economica. Per il gruppo di esperti lo scenario di una stagflazione, di una recessione accompagnata da un forte rialzo dei prezzi, è attualmente poco probabile.</p><p>In questa situazione un'elevata inflazione colpirebbe in modo diverso i vari gruppi demografici: eroderebbe il valore dei risparmi, ma allo stesso tempo svaluterebbe i debiti, il che porterebbe a una ridistribuzione tra debitori e creditori.</p><p>Domanda 2:</p><p>Il Consiglio federale è consapevole dei problemi legati al rincaro dell'energia, ma non ritiene necessario un intervento immediato. Visto tuttavia che i prezzi rimangono volatili e gli sviluppi incerti, è stato costituito un gruppo di lavoro interdipartimentale composto da esponenti del DATEC, del DEFR e del DFF. L'obiettivo è sviluppare costantemente le basi e soppesare i margini d'intervento della Confederazione in vista dell'eventuale adozione di misure, nonché del loro finanziamento e impatto.</p><p>Il Consiglio federale adegua solitamente ogni due anni le rendite ordinarie all'evoluzione dei prezzi e dei salari secondo l'articolo 33ter della legge sull'AVS, con effetto a partire dall'inizio di un anno civile,. È determinante a questo proposito l'indice delle rendite, composto dalla media aritmetica dell'indice dei salari e dell'indice nazionale dei prezzi al consumo (indice misto). Il Consiglio federale adegua le pensioni ordinarie prima del previsto se in un determinato anno l'indice nazionale dei prezzi al consumo aumenta più del 4 per cento. L'ultimo adeguamento è avvenuto il 1° gennaio 2021. Compete alle singole casse pensioni adeguare le rendite di vecchiaia del secondo pilastro in base all'andamento dei prezzi.</p><p>Domanda 3:</p><p>In caso di grave carenza di derrate alimentari, la Confederazione può liberare determinate scorte obbligatorie, promuovere le importazioni, limitare i tributi sul fronte delle vendite e razionare il cibo. Al momento nessuno di questi provvedimenti è necessario visto che l'approvvigionamento di alimenti di prima necessità non è a rischio. Per valutare le ripercussioni della guerra in Ucraina sui mercati dei prodotti agroalimentari in Svizzera, l'Ufficio federale dell'agricoltura (UFAG) ha svolto/organizzato in aprile una tavola rotonda con esponenti del settore in questione, prendendo atto delle loro valutazioni e preoccupazioni. Il Consiglio federale segue attentamente la situazione in Ucraina, comprese le sue ripercussioni sull'approvvigionamento nazionale, e prenderà se del caso le misure necessarie.</p>  Risposta del Consiglio federale.