<h2>SubmittedText<h2><p>Il 26 maggio 2021, l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), la cui sede si trova a Ginevra, ha ancora una volta preso di mira Israele anziché concentrarsi sulla pandemia di coronavirus. È stata infatti adottata una risoluzione, proposta dalla delegazione palestinese e sostenuta da Paesi come Cuba, Iraq, Libia, Pakistan, Qatar, Arabia Saudita, Sudan, Siria, Turchia, Venezuela e Yemen, che accusa Israele di presunte violazioni dei diritti in materia di salute dei Palestinesi e della popolazione drusa sulle alture del Golan. Nel contempo è stato deciso di porre la questione all'ordine del giorno anche l'anno prossimo e di elaborare un nuovo rapporto sulla "situazione sanitaria nei territori palestinesi occupati, inclusa Gerusalemme Est, e nel Golan siriano occupato".</p><p>Le false accuse contro Israele sono state sostenute da 25 delegazioni, tra l'altro di Paesi problematici come Iran, Siria, Venezuela, Turchia, Libano e Cuba. Malgrado sia indirizzata all'OMS, la risoluzione evoca una responsabilità di Israele sui territori occupati, omettendo invece le responsabilità, queste sì reali, dell'Autorità nazionale palestinese. La messa sotto accusa di Israele diventa evidente al più tardi al punto 4 della risoluzione, che invoca "un accesso non discriminatorio, conveniente ed equo ai vaccini anti-COVID-19".</p><p>Si ignora che i Palestinesi dispongono di un proprio sistema sanitario e che, dopo l'accordo di pace Oslo II, è all'Autorità nazionale palestinese che compete la vaccinazione della popolazione di tutta la Cisgiordania. Da marzo Israele ha tra l'altro vaccinato oltre 100 000 lavoratori palestinesi e donato migliaia di dosi di vaccino a impiegati palestinesi. Questi aspetti non sembrano però interessare gli autori della risoluzione.</p><p>Considerato quanto suesposto, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Che cosa ha concretamente indotto la Svizzera a votare a favore di questa risoluzione il 26 maggio scorso, e non perlomeno ad astenersi?</p><p>2. Sussistono prove che Israele avrebbe negato l'accesso ai vaccini anti-COVID-19?</p><p>3. Come si concilia il voto della Svizzera con il suo impegno "a favore di una pace equa e duratura tra Israeliani e Palestinesi basata su una soluzione negoziata"?</p><p>4. Quali provvedimenti adotta la Svizzera contro l'abuso degli organi dell'ONU da parte dei Paesi ostili a Israele?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. - 4. La Svizzera si impegna a livello mondiale per l'accesso universale all'assistenza medica di base ("universal health coverage") e sostiene gli sforzi profusi in tal senso dall'Organizzazione mondiale della sanità (OMS). Con la sua decisione, la 74esima Assemblea mondiale della sanità chiede tra l'altro al direttore generale dell'OMS di rafforzare i sistemi sanitari locali nei territori palestinesi occupati attraverso lo sviluppo di capacità e la fornitura di sostegno tecnico, tenendo conto della pandemia e riferendo in merito ai propri sforzi, con l'obiettivo di migliorare in maniera duratura l'assistenza sanitaria nei suddetti territori.</p><p>La Svizzera ha accettato questa decisione, in linea con la strategia MENA 2021-2024 (MENA sta per "Middle East and North Africa") e la sua politica estera in materia di salute 2019-2024, approvata dal Consiglio federale, rispettivamente nell'ottobre del 2020 e nel maggio del 2019. Questa decisione invita altresì il direttore generale dell'OMS a garantire un accesso non discriminatorio, conveniente ed equo ai vaccini anti-COVID-19 nei territori palestinesi occupati. Il Consiglio federale sostiene questa richiesta rivolta all'OMS, poiché l'accesso a vaccini, test e trattamenti contro la COVID-19 in tutti i Paesi è un aspetto chiave della lotta globale alla pandemia. Inoltre la Svizzera fornisce supporto all'OMS nella Striscia di Gaza attraverso il suo Ufficio di cooperazione.</p><p>La Svizzera persegue una posizione indipendente ed equilibrata nel Vicino Oriente. L'obiettivo è una soluzione a due Stati, negoziata da entrambe le parti secondo il diritto internazionale e i parametri concordati a livello internazionale, comprese le risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell'ONU. La Svizzera invita tutte le parti in conflitto a rispettare gli obblighi derivanti dal diritto internazionale, in particolare dal diritto internazionale umanitario, secondo il quale la forza occupante ha l'obbligo di garantire l'approvvigionamento della popolazione con medicinali e la necessaria assistenza medica con tutti i mezzi a propria disposizione. Ciò si riflette anche nel comportamento di voto della Svizzera all'ONU, che non è in alcun modo indirizzato contro Israele o le autorità palestinesi. Per la Svizzera, in quanto attore affidabile e credibile sulla scena internazionale, è importante avere una posizione equilibrata.</p>  Risposta del Consiglio federale.