<h2>SubmittedText<h2><p>La rete esterna è uno strumento fondamentale per l'attuazione della strategia di politica estera, come ha riconosciuto il Consiglio federale nel suo rapporto del 2 marzo 2012 sugli indirizzi strategici della politica estera per la legislatura in corso. Tale rapporto definisce quattro indirizzi strategici, tre dei quali riferiti all'UE: </p><p>1. Intrattenere e ampliare i rapporti con gli Stati limitrofi.</p><p>2. Adeguare e approfondire i rapporti con l'Unione europea salvaguardando a lungo termine il nostro margine di manovra politico e i nostri interessi economici.</p><p>3. Proseguire e adeguare l'impegno della Svizzera a favore della stabilità in Europa, nelle regioni limitrofe all'Europa e nel resto del mondo.</p><p>442 400 svizzere e svizzeri, ossia il 62 per cento di tutti gli svizzeri all'estero, vivono in Stati UE/AELS (2012).</p><p>Ciò malgrado, negli ultimi anni le ambasciate e i consolati svizzeri nei Paesi dell'UE sono stati fortemente ridimensionati. Il DFAE ha addirittura declassato a posto di tutela degli interessi tutta una serie di ambasciate all'interno dell'UE, tra cui quelle di Lussemburgo, Copenhagen, Dublino, Helsinki, Lisbona, Bratislava e Zagabria. Stessa sorte è toccata all'ambasciata di Oslo in Norvegia, uno dei nostri partner in seno all'AELS. I posti ridotti a un solo diplomatico svizzero sono designati con il termine di "ambasciate laptop".</p><p>La diplomazia richiede una cura costante delle relazioni sul posto e non si svolge solo in orario d'ufficio. I viaggi lampo di diplomatici svizzeri in queste capitali europee così importanti per noi non consentono una rappresentanza duratura dei nostri interessi.</p><p>A questo proposito chiedo al Consiglio federale:</p><p>1. È disposto a rinunciare alla trasformazione di altre ambasciate in posti di tutela degli interessi ed eventualmente a non smantellare ulteriormente o chiudere i posti di tutela degli interessi esistenti?</p><p>2. È disposto a sostenere l'operato degli ambasciatori nelle capitali europee importanti per la Svizzera con almeno un rappresentante diplomatico trasferibile?</p><p>3. È disposto a sottoporre al Parlamento gli interventi previsti sul parco immobiliare relativo alla rete esterna?</p><p>4. È disposto a non smantellare ulteriormente i consolati e se possibile a tenere conto anche dei fattori linguistici (ad es. chi risiede in Portogallo deve ora rivolgersi al consolato in Spagna)? </p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il funzionamento e l'utilità della rete delle rappresentanze svizzere all'estero vengono costantemente monitorati e, all'occorrenza, adeguati. Al fine di tutelare in tutto il mondo gli interessi della Svizzera con la massima efficacia e in conformità agli obiettivi definiti dalla strategia di politica estera, il Consiglio federale e il DFAE devono necessariamente disporre di una sufficiente flessibilità nella configurazione della rete, tenendo conto dell'evoluzione delle grandi sfide internazionali, della crescente multipolarità del mondo moderno, delle sempre maggiori esigenze che la politica estera della Svizzera e i relativi servizi consolari devono soddisfare e del budget fissato dal Parlamento.</p><p>1./2. Per quanto concerne le attività di politica estera svolte dalle rappresentanze, è opportuno distinguere tra la tutela degli interessi politici ed economici, la cooperazione internazionale e le prestazioni consolari.</p><p>La creazione di posti finalizzati alla tutela degli interessi politici e diplomatici della Svizzera e al mantenimento di un'adeguata rete di contatti in loco è in linea con le priorità della politica estera svizzera nel Paese in questione, tenuto conto dei vincoli legati al budget della rete esterna.</p><p>Il numero di collaboratori diplomatici di una rappresentanza non dipende direttamente dall'importanza politica di quest'ultima, ma è legato alla complessità del contesto in cui la rappresentanza stessa si trova. Per questo, in genere, i rapporti con i ministeri dei Paesi dell'Europa occidentale non pongono praticamente alcun problema, o comunque richiedono un minor dispendio di tempo e di risorse rispetto ad altre regioni del mondo. Occorre inoltre precisare che il personale della sezione consolare di un'ambasciata svolge un lavoro molto diverso che non fornisce un supporto diretto all'attività di tutela degli interessi.</p><p>Quanto alle relazioni con l'UE, il ruolo centrale spetta alla missione della Svizzera presso l'Unione europea a Bruxelles, il cui organico è stato potenziato negli ultimi anni. Anche le rappresentanze situate negli Stati membri dell'UE continuano a svolgere una funzione importante in tale ambito e il Consiglio federale non prevede pertanto di procedere a eventuali chiusure.</p><p>Circa un quarto del personale della rete esterna (escluso il personale della DSC soggetto a rotazione e il personale locale) è impiegato nei Paesi dell'UE e dell'AELS.</p><p>3. In base alla nuova legge federale concernente persone e istituzioni svizzere all'estero (legge sugli svizzeri all'estero), che sottostà a referendum facoltativo e il cui termine di referendum non è ancora scaduto, in caso di modifiche pianificate nella rete di rappresentanze diplomatiche e consolari svizzere all'estero, il Consiglio federale consulta le commissioni competenti per la politica estera e le informa sullo stato di realizzazione dei relativi lavori.</p><p>Per quanto concerne gli immobili, il parco immobiliare della Confederazione all'estero comprende circa 700 beni. I singoli progetti di costruzione o di acquisto di beni che comportano spese superiori a 10 milioni di franchi sono sottoposti anche all'approvazione del Parlamento nei messaggi sugli immobili del DFF, come avvenuto ad esempio per la costruzione della nuova ambasciata di Svizzera a Mosca. Ogni anno il messaggio sugli immobili del DFF viene presentato nel dettaglio alle sottocommissioni delle Commissioni delle finanze. I progetti di costruzione di dimensioni più contenute sono invece finanziati nell'ambito dei crediti quadro, anch'essi proposti nei messaggi sugli immobili. In questo settore è indispensabile poter reagire rapidamente quando si presenta un'occasione favorevole, in modo da gestire al meglio le risorse, ed è per tale ragione che il Parlamento ha deciso di concedere una sufficiente flessibilità al Consiglio federale assegnandogli appositi crediti quadro.</p><p>4. È importante che il Consiglio federale adegui sistematicamente la rete delle rappresentanze in funzione degli sviluppi della situazione, della domanda di prestazioni e dell'aumento delle esigenze in alcuni Paesi emergenti, in particolare in vari Paesi dinamici dell'Asia. Non è quindi da escludere che, in caso di un esiguo numero di affari da trattare, si decida di non mantenere una determinata sezione consolare. Il DFAE non ha tuttavia alcun piano in tal senso e, in linea di principio, non prevede di procedere a ulteriori unificazioni di sezioni consolari su larga scala in Europa, come avvenuto negli ultimi anni.</p><p>L'erogazione di servizi consolari per vari Paesi da parte di un'unica ambasciata non è una novità e questa formula si è rivelata efficace per garantire l'efficienza auspicata nonché un volume di lavoro sufficiente e una buona gestione delle risorse finanziarie. Nelle sedi in cui vengono erogati servizi consolari per un altro Paese nell'ambito di un co-accreditamento, il DFAE provvede pertanto, nei limiti del possibile, ad assumere personale locale che ne parli la rispettiva lingua.</p>  Risposta del Consiglio federale.