B u n d e s v e rw a l t u n g s g e r i ch t T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i f f éd é r a l T r i b u n a l e am m i n i s t r a t i vo f e d e r a l e T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i v fe d e r a l Corte IV D-5233/2019 S e n t e n z a d e l 2 3 o t t o b r e 2 0 1 9 Composizione Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio), Barbara Balmelli, Gérard Scherrer, cancelliere Lorenzo Rapelli. Parti A.______, nato il (…), con la moglie B.______, nata il (…), Siria, patrocinati da Cinzia Chirayil, Protezione giuridica della Regione Ticino e Svizzera centrale - Caritas Svizzera, Via 1° Agosto, casella postale 1328, 6830 Chiasso, ricorrenti, contro Segreteria di Stato della migrazione (SEM), Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore. Oggetto Asilo (senza esecuzione dell’allontanamento); decisione della SEM del 27 settembre 2019 / N (…). D-5233/2019 Pagina 2 Fatti: A. I ricorrenti, cittadini siriani di etnia curda con ultimo domicilio a C.______ (in arabo fonetizzato: D.______), nel distretto di Afrin, sono espatriati nel gennaio del 2019 giungendo in Svizzera il 5 agosto 2019, data in cui hanno depositato una domanda d’asilo. B. B.a Sentito sui motivi alla base della medesima, A.______ ha asserito, in sostanza e per quanto qui di rilievo, di essere ricercato dalle autorità cen- trali siriane a causa delle sue attività politiche. Questi sarebbe invero stato il responsabile del settore giovanile del Partito comunista dal 1990 al 1995, cosa che avrebbe comportato anche la convocazione del padre da parte dei servizi segreti. A partire dal 2003 l ’insorgente avrebbe quindi collabo- rato con il Partito dell’Unione Democratica (PYD), sostenendo la causa del federalismo in Siria e l’uso della lingua curda nelle scuole. Per questi mo- tivi, il 17 agosto 2008 il richiedente asilo sarebbe stato arrestato e trattenuto per una settimana dalle autorità siriane, le quali lo avrebbero interrogato in merito alle predette attività. Egli sarebbe poi stato rilasciato dietro il paga- mento di una somma di denaro da parte del padre. Sennonché, il 23 marzo 2010, l’interessato sarebbe stato nuovamente arrestato dalle forze di sicu- rezza siriane, le quali lo avrebbero prelevato dal suo domicilio e trasportato in una prigione sotterra nea ove avrebbe subito maltrattamenti e sarebbe stato inquisito in re ai suoi rapporti con il PYD . Anche in tale contesto sa- rebbe poi stato rimesso in libertà previo deposito di una somma di denaro, traferendosi in seguito nel nord -ovest siriano onde sottrarsi alle autorità centrali. Ciò nonostante, egli sarebbe stato oggetto di ricerche da parte del regime anche in loco, ricerche che si sarebbe ro protratte sino ai prodromi della guerra civile siriana. Anche in tale luogo, egli avrebbe tuttavia conti- nuato a svolgere attività per il PYD, fornendo anche supporto per la presa a carico delle vittime di guerra. Nel febbraio del 2018 le forze armate tur- che, contestualmente all ’occupazione di Afrin, a vrebbero bombardato la casa del richiedente ferendo il fratello e la madre, poi deceduta a caus a delle ferite riportate. L’interessato avrebbe quindi fatto in modo che la mo- glie espatriasse per poi lasciare a sua volta il paese in un secondo tempo. B.b B.______ ha dal canto suo affermato di aver lavorato come funzionaria amministrativa presso l’università di Aleppo. In una circostanza, quest’ul- tima sarebbe stata con vocata dalla direzione in quanto aveva risposto in curdo ad una domanda. Durante la rivolta del 2012, l’interessata avrebbe D-5233/2019 Pagina 3 partecipato ad alcune manifestazioni di protesta contro il regime si riano, contribuendo, assieme ad un ’amica, all’organizzazione di un sit-in all’in- terno dell’ateneo e avete costituito un ’associazione di aiuto alle vittime della guerra. Per queste attività, nell’aprile del 2014, la sicurezza interna avrebbe arrestato la conoscente in questione. La madre di quest’ultima le avrebbe quindi telefonato consigliandole di andarsene dal suo domicilio. La richiedente si sarebbe quindi recata a casa di un suo parente, rimanen- dovi un paio di giorni nell’ottica di lasciare la città. Durante queste sog- giorno, ella sarebbe poi venuta a sapere dai vicini di casa che le autorità avrebbero fatto irruzione presso il suo luogo di dimora. Allo stesso tempo, una sua c ollega le avrebbe comunicato che la sicurezza interna l ’aveva cercata sul posto di lavoro. La richiedente sarebbe quindi fuggita da Aleppo per recarsi a C.______. Durante il viaggio , l’autobus sul quale viaggiava sarebbe stato fermato da alcuni esponenti di gruppi Jihadisti, i quali avreb- bero minacciato di prendere in ostaggio i passeggeri di etnia curda. Tutta- via grazie all’imminenza di un attacco aereo governativo, il gruppo armato avrebbe interrotto quest’operazione ed il suo viaggio sarebbe proseguito. Circa una settimana dopo il suo arrivo a C.______, una col lega avrebbe telefonato all’interessata rendendola edotta circa la notifica di un ordine di licenziamento nei suoi confronti . A C.______, la richiedente avrebbe vis- suto fino al 2015 in casa dei suoi genitori, sposandosi l’11 ottobre 2015 e trasferendosi quindi a casa del ma rito. In quanto tutta la famiglia del co- niuge era coinvolta nelle attività del PYD, l a richiedente avrebbe parteci- pato, come volontaria, alla distribuzione di generi alimentari per un ’asso- ciazione legata al PYD. In seguito al bombardamento dell’abitazione in cui risiedeva col coniuge ad opera dell’aviazione turca, ella sarebbe espatriata verso la Turchia il 5 febbraio 2018. B.c A sostegno della loro domanda d’asilo i richiedenti asilo hanno pre- sentato la seguente documentazione: – fotocopia del registro dello stato civile di A.______; – carta d’identità di B.______; – indirizzo internet della banca dati zamanalwsl.net e istantanea della schermata corrispondente alla sua identità; – conteggio di salario dell’università di Aleppo concernente B.______; – tessera bancaria di B.______; D-5233/2019 Pagina 4 C. Con decisione del 27 settembre 2019, notificata il medesimo giorno, la Se- greteria di Stato della migrazione (di seguito: SEM) ha respinto la succitata domanda d ’asilo pronunciando contestualmente l ’allontanamento dei ri- chiedenti dalla Svizzera. Gli stessi sono però stati ammessi provvisoria- mente per causa d ’inesigibilità dell ’esecuzione del loro allontanamento verso la Siria. D. L’8 ottobre 2019 (cfr. tracciamento degli invii; data d ’entrata: 9 otto- bre 2019), i ricorrenti sono insorti dinanzi al Tribunale amministrativo fede- rale (di seguito: il Tribunale), postulando in via principale l’annullamento del provvedimento querelato, il riconoscimento della qualità di rifugiato e la concessione dell’asilo; in subordine il rinvio degli atti di causa all ’autorità inferiore per una nuova valutazione; contestualmente di essere ammessi al beneficio dell’assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal versa- mento delle spese processuali e del relativo anticipo, il tutto sotto protesta di spese e ripetibili. E. Il 21 ottobre 2019 il ricorrente ha trasmesso al Tribunale dei mezzi di prova in lingua straniera. Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti saranno ripresi nei conside- randi qualora risultino decisivi per l’esito della vertenza. Diritto: 1. Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF, in quanto la legge sull’asilo (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). Fatta eccezione per le decisioni previste all’art. 32 LTAF, il Tribunale, in virtù dell ’art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell’art. 5 PA prese dalle autorità menzionate all’art. 33 LTAF. La SEM rien- tra tra dette autorità (art. 105 LAsi). L’atto impugnato costituisce una deci- sione ai sensi dell’art. 5 PA. I ricorrenti hanno partecipato al procedimento dinanzi all’autorità inferiore, sono particolarmente toccati dalla decisione impugnata e vantano un inte- resse degno di protezione all ’annullamento o alla modificazione della D-5233/2019 Pagina 5 stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a-c PA). Pertanto sono legittimati ad aggravarsi contro di essa. I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 1 LAsi), alla forma e al contenuto dell’atto di ricorso (art. 52 cpv. 1 PA) sono soddisfatti. 2. Con ricorso al Tribunale, possono es sere invocati la violazione del diritto federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile- vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impu- gnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2). Il Tribunale può rinunciare allo scambio di scritti (art. 111a cpv. 1 LAsi). 3. La Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le disposizioni della LAsi (art. 2 LAsi). L’asilo comprende la protezione e lo statuto accor- dati a persone in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiato. Esso include il diritto di risiedere in Svizzera. Giusta l ’art. 3 cpv. 1 LAsi, sono rifugiati le persone che, nel Paese d ’origine o d ’ultima residenza, sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro opinioni poli- tiche, ovvero hanno fondato timore d’essere esposte a tali pregiudizi. Sono pregiudizi seri segnatamente l ’esposizione a pericolo della vita, dell ’inte- grità fisica o della libertà, nonché le misure che comportano una pressione psichica insopportabile (art. 3 cpv. 2 LAsi). Occorre altresì tenere conto dei motivi di fuga specif ici della condizione femminile (art. 3 cpv. 2 2ª frase LAsi). 4. 4.1 Nella decisione oggetto di impugnativa, l’autorità inferiore ha conside- rato decaduto il nesso causale tra la le attività politiche svolte dagli insor- genti e la successiva fuga dal paese d’origine. I problemi dei ricorrenti sa- rebbero infatti terminati contestualmente al loro spostamento verso C.______, luogo nel quale quest ’ultimi non avrebbero più avuto contatti con le autorità. D’altro canto, ha proseguito la Segreteria di stato, per sfug- gire alle ricerche delle autorità siriane, gli interessati avrebbero beneficiato di un’alternativa di fuga interna ove avrebbero potuto risiedere senza incor- rere in persecuzioni da parte dello Stato. Tali allegazioni non risulterebbero pertanto rilevanti in materia d’asilo. Alla medesima conclusione si giunge- rebbe relativamente ai timori derivanti dall ’occupazione della regione di Afrin. D-5233/2019 Pagina 6 4.2 Con ricorso, gli insorgenti, dopo aver richiamato e precisato i fatti og- getto del procedimento, contestano la valutazione dell’autorità di prima istanza. Anche in presenza di un decadimento del nesso causale, esordi- scono i ricorrenti, non sarebbe possibile escludere di per sé la sussistenza di un timore fondato, necessitandosi invece un esame di ogni motivo sog- gettivo ed oggettivo che abbia potuto impedire l’espatrio anteriormente. In altri termini, non sarebbe determinante unicamente l ’aspetto soggettivo, bensì occorrerebbe valutare se al momento dell’espatrio sussisterebbe un rischio oggettivo di ripetizione della persecuzi one anteriore. Infatti, l ’as- senza di misure persecutorie in capo al ricorrente sarebbe essenzialmente da imputarsi allo scoppio del conflitto siriano ed alle mutate condizioni sul territorio, e meglio, al porsi in essere di zone esenti dal controllo del go- verno centrale, quali quella di Afrin. Il proseguimento delle attività in favore del PYD non avrebbe pertanto alcuna portata, visto che sarebbe stata pro- prio detta entità a controllare il territorio in cui risiedevano gli interessati. D’altro canto, allorquando l’autorità disquisisce in merito all’esistenza di un’alternativa di protezione interna proprio in tale regione, essa omette- rebbe di considerare l’immutato interesse persecutorio da parte delle auto- rità siriane nei confronti delle persone con profilo opposizionale. Oltre- modo, il richiedente avrebbe trasmesso un estratto recuperato dal sito Za- man Al Wasl, così come un link al sito internet in parola, in base al quale egli risulterebbe oggetto di una misura d ’arresto ordinata dai servizi di si- curezza. Complessivamente, quindi, la decisione avversata non corrispon- derebbe alla realtà dei fatti, essendo stati omessi elementi determinanti. 5. 5.1 Il fondato timore di esposizione a seri pregiudizi, come stabilito all’art. 3 LAsi, comprende nella sua definizione un elemento oggettivo, in rapporto con la situazione reale, e un elemento soggettivo. Sarà quindi riconosciuto come rifugiato colui che ha dei motivi oggettivamente riconoscibili da terzi (elemento oggettivo) di temere (elemento soggettivo) d’essere esposto, in tutta verosimiglianza e in un futuro prossimo, ad una persecuzione (cfr. DTAF 2011/51 consid. 6.2 e 2010/57 consid. 2.5). Sul piano sogget- tivo, deve essere tenuto conto degli antecedenti dell’interessato, segnata- mente dell’esistenza di persecuzioni anteriori, nonché della sua apparte- nenza ad una razza, ad un gruppo religioso, sociale o politico, che lo espongono maggiormente ad un fondato timore di future persecuzioni. In- fatti, colui che è già stato vittima di persecuzione ha dei motivi oggettivi di avere un timore (soggettivo) di nuove persecuzioni più fondato di colui che ne è l’oggetto per la prima volta (DTAF 2010/57 consid. 2.5 e relativi riferi- menti). Sul piano oggettivo, tale timore deve essere fondato su indizi con- creti e sufficienti che facciano apparire, in un futuro prossimo e secondo D-5233/2019 Pagina 7 un’alta probabilità, l’avvento di seri pregiudizi ai sensi dell’art. 3 LAsi. Non sono sufficienti, quindi, indizi che indicano minacce di persecuzioni ipoteti- che che potrebbero prodursi in un futuro più o meno lontano (cfr. DTAF 2010/57 consid. 2.5 e relativi riferimenti). 5.2 Il timore di essere perseguitato presuppone inoltre l ’esistenza di mi- nacce attuali e concrete. In tal senso, tra i pregiudizi e la fuga deve inter- correre un nesso causale temporale. Quest’ultimo è da considerarsi deca- duto, in regola generale, allorquando tra l ’ultima persecuzione subita e l’espatrio è trascorso un lasso di tempo relativamente lungo. A norma della giurisprudenza, la qualità di rifugiato non può quindi più essere riconosciuta quando la fuga interviene dai sei a dodici mesi dopo la fine delle persecu- zioni. Vanno tuttavia riservati i casi nei quali vi sono motivi oggettivamente plausibili o valide ragioni di natura personale atti a giustificare una partenza differita dal paese d ’origine (cfr. DTAF 2011/50 consid. 3.1.2.1; 2009/51 consid. 4.2.5). Oltre al nesso causale temporale, l’attualità e la concretezza delle minacce implica altresì la persistenza di un legame di causalità ma- teriale entro queste ultime ed il bisogno di protezione. Lo stesso si ritiene interrotto allorquando , al momento della pronuncia della decisione , nel paese d’origine sia già intervenuto un cambi amento oggettivo delle circo- stanze tale da non potersi più presupporre l’esistenza di un rischio concreto di ripetizione delle persecuzioni (cfr. DTAF 2011/50 consid. 3.1.2.2 e riferi- menti citati, in particolare quanto all’esistenza di ragioni imperiose che per- mettano di derogare alla condizione dell’attualità del bisogno di protezione; DTAF 2010/57 consid. 4.1). Il nesso di causalità materiale fa parimenti di- fetto se, al momento dell’espatrio, il fondato timore di essere perseguitato sia originato da cause che non siano riconducibili alle persecuzioni subite sino ad allora (cfr. WALTER KÄLIN, Grundriss des Asylverfahrens, pag. 129 e, a titolo esemplificativo , sentenza del Tribunale D -2243/2015 del 15 di- cembre 2017 consid. 8.4.1). 5.3 La nozione di alternativa di protezione interna può trovare applicazione nelle casistiche nelle quali le persecuzioni non risultano imputabili allo stato in quanto tale ma ad un’entità quasi-statale che esercita un potere di fatto limitatamente ad alcune zone del paese d’origine (cfr. sulla nozione Giuri- sprudenza ed informazioni della Commissione svizzera di ricorso in mate- ria d’asilo [GICRA] 2000 n. 2 e 1997 n. 14). Infatti, in un tale contesto, per- ché lo statuto di rifugiato possa essere riconosciuto, occorre ancora che il ricorrente non sia in misura di ottenere una protezione adeguata in un’altra regione del paese. Tale assunto è deducibile dalla cosiddetta teoria della protezione ("Schutztheorie"; precisata nella sentenza di principio DTAF 2011/51), secondo la quale il riconoscimento della qualità di rifugiato non D-5233/2019 Pagina 8 dipende dall’autore della persecuzione, ma dalla possibilità di ottenere, nel proprio Stato di origine, una difesa adeguata contro gli atti pregiudizievoli. Si quel che sia, occorre altresì rammentate che la constatazione di un’al- ternativa di protezione presuppone che l’interessato non si trovi in una si- tuazione di minaccia esistenziale nel luogo laddove il sostegno sia acces- sibile (cfr. DTAF 2011/51 consid. 8). In altri termini, è necessario che l ’al- ternativa di protezione interna sia realisticamente attuabile e che ci si possa ragionevolmente attendere dalla persona interessata ch ’ella vi faccia ri- corso. In altre parole, va fatta applicazione della nozione di inesigibilità ai sensi dell’art. 83 cpv. 4 LStr (cfr. DTAF 2011/51 consid. 8.5.2-8.5.3). 6. 6.1 Ora, alla luce di quanto precede risulta pacifico che le argomentazioni di cui alla sindacata decisione non risultino condivisibili. 6.2 È infatti n otorio che l a frammentazione del territorio siriano susse- guente alla gu erra civile ha creato delle zone che non sono più sotto la vigilanza del governo centrale della Repubblica Araba di Siria, tra cui quella di Afrin, dapprima controllata dalle milizie filocurde ed in seguito da gruppi armati sostenuti dalla Turchia . Ebbene, un’applicazione senza i debiti di- stinguo della teoria sulla decadenza del nesso causale pare d ’acchito in- sostenibile. Invero, quandanche gli insorgenti non abbiano abbandonato quello che de jure era il territorio siriano, gli stessi si sono infatti de facto sottratti alla potestà del regime, recandosi in una regione controllata da altri attori attivi nel conflitto. Il legame di causalità non può dunque ritenersi in- terrotto né dal punto di vista temporale né tantomeno in senso sostanziale. Gli interessati hanno infatti almeno in parte ricondotto la loro fuga al timore di subire atti pregiudizievoli da pa rte del governo centrale. In un tale con- testo, la loro scelta di dirigersi verso un ’enclave esclusa dal controllo go- vernativo può inoltre venir equiparata ad una fuga dal paese d ’origine e rientra nelle valide ragioni atte a giustificare una partenza differita da quelli che politicamente permangono identificabili come i confini politici del me- desimo. 6.3 D’altro canto, anche l’argomento alternativo proposto dall’autorità infe- riore è lungi dal convincere il Tribunale. L ’esecuzione dell’allontanamento degli insorgenti è infatti stata ritenuta inesigibile a fronte della situazione di guerra civile in essere in Siria. A causa di ciò, non si può partire dall’assunto che gli interessati dispongano di un ’alternativa di protezione interna nel paese d’origine, e ciò tanto più che l ’agente persecutore risulta essere lo stesso apparato statale. A tal riguardo, va anche rammentato che la situa- zione in loco risulta estremamente volatile ed i capovolgimenti di fronte D-5233/2019 Pagina 9 sono a tal punto frequenti che non si possono al momento fare valutazioni concrete quanto all’esistenza di rischi di persecuzione unicamente in base alle fazioni che esercitano il controllo de facto o de jure su determinate porzioni del territorio. Visto il continuo mutare dello scacchiere delle al- leanze tra le fazioni attive nella guerra civile siriana (si veda quale esempio principe il recente accordo tra PYD e governo centrale; Siria: accordo As- sad-curdi, ecco cosa cambia , consultato il 16.10.2019 su < https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/siria-accordo-assad-curdi-ecco- cosa-cambia-24166 >), tale analisi avr ebbe invero dovuto partire dal pre- supposto che le forze governative fossero in misura, in un momento o nell’altro, di estendere il proprio controllo sugli interessati, e ciò quandan- che essi avessero riparato in territori provvisoriamente esenti da autorità statali. 7. Con ciò il Tribunale non vuole affermare il proprio convincimento circa il fatto che vi fossero rischi concreti di esposizione a problematiche rilevanti per l’asilo, quanto più precisare che per rispondere ad un tale interrogativo fosse necessario un altro tipo di disamina, di cui l ’autorità inferiore non si pare essersi fatta adeguatamente carico. Tutto ciò in constatazione di un’applicazione errata dell’art. 3 LAsi che deve condurre all ’annullamento della decisione della SEM del 27 settembre 2019. 8. 8.1 In assenza di una fattispecie sufficientemente matura per il giudizio e non essendo in casu giudizioso privare il ricorrente di un’istanza di ricorso su di aspetti non trattati nella decisione sindacata, si giustifica la ritrasmis- sione degli atti all’autorità di prime cure per il completamento dell’istruttoria e l’emanazione di una nuova decisione (art. 61 cpv. 1 PA). 8.2 La SEM è invitata ad accertare se gli insorgenti possano o meno avvalersi di un fondato timore di essere esposti ad atti pregiudizievoli in caso di rien- tro in Siria. Tale analisi valuterà le forze attive nel paese nel suo complesso senza riguardo quanto alla presenza di zone sotto il controllo di fazioni di- verse dal governo centrale e verso le quali l’esecuzione di un ipotetico al- lontanamento non risulti esigibile. Essa terrà pure conto della complessità del sistema giudiziario siriano e del fatto che il medesimo operi spesso sotto l’egida di differenti organi e procedure, tra cui figurano una serie di istanze giudiziarie distinte e create appositamente per il trattamento di que- stioni riguardanti la sicurezza (cfr. cfr. sentenza del Tribunale D-5861/2016 D-5233/2019 Pagina 10 del 23 marzo 2018 consid. 9; HEYDEMANN/LEENDERS, Authoritarian Gov- ernance in Syria and Iran: Challenged Reconfiguring and Resilient in: Hey- demann/Leenders, Middle East Authoritarianisms, 2013, pag. 10). Se ne- cessario, per giungere a determinarsi in merito, l ’autorità inferiore proce- derà con ulteriori accertamenti nei termini di cui all’art. 12 PA. In tale con- testo, terrà in debita considerazione i mezzi di prova prodotti e ne apprez- zerà il valore alla luce del reale profilo di rischio in capo agli insorgenti. 9. Visto l’esito della procedura, non sono riscosse delle spese processuali (art. 63 cpv. 1 PA). Inoltre che ai sensi dell ’art. 111ter LAsi non sono attri- buite indennità ripetibili quanto il ricorrente è assistito dal rappresentante legale designato dalla SEM a norma dell’art. 102h LAsi. 10. La decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con ri- corso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 LTF). (dispositivo alla pagina seguente) D-5233/2019 Pagina 11 Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun- cia: 1. Il ricorso è accolto. La decisione della SEM del 27 settembre 2019 è an- nullata e gli atti di causa sono trasmessi all ’autorità di prima istanza per il completamento dell ’istruttoria e la pronuncia di una nuova decisione ai sensi dei considerandi. 2. Non si prelevano spese processuali. 3. Non si attribuiscono indennità ripetibili. 4. Questa sentenza è comunicata ai ricorrenti, alla SEM e all’autorità canto- nale competente. Il presidente del collegio: Il cancelliere Daniele Cattaneo Lorenzo Rapelli Data di spedizione: