<h2>SubmittedText<h2><p>Il direttore del DFAE Ignazio Cassis ha di recente annunciato che la Svizzera verserà all'Ucraina, da qui al 2028, 1,8 miliardi di franchi di ulteriori aiuti. Si tratta, evidentemente, di una somma enorme. Il Consiglio federale Cassis l'ha pubblicamente giustificata con la motivazione: "La Svizzera deve fare la propria parte". L'argomentazione appare infelice dal momento che la Svizzera, nell'ambito della guerra in Ucraina - per la quale ovviamente non porta alcuna responsabilità - ha fatto e sta facendo assai più della propria parte. E non solo sotto l'aspetto finanziario.</p><p>La considerevole entità delle somme spese a causa della guerra in Ucraina merita maggiore trasparenza. Trasparenza che, allo stato attuale, non risulta data.</p><p>Chiedo al Consiglio federale:</p><p>- Quanto ha speso, ad oggi, la Svizzera nell'accoglienza a profughi ucraini (inclusi i costi per l'assicurazione sanitaria)?</p><p>- Quanti aiuti ha versato, in varie forme, all'Ucraina?</p><p>- Quanti aiuti ha versato ad altri paesi in relazione all'invasione dell'Ucraina?</p><p>- E' intenzione del Consiglio federale aggiornare periodicamente e rendere pubbliche, ad esempio a cadenza di 6 mesi, le cifre sopra richieste?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Dall’inizio della guerra in Ucraina la Confederazione ha versato complessivamente, fino al 31 luglio 2023, 2,03&nbsp;miliardi di franchi in aiuti alla popolazione colpita dal conflitto.</p><p>Di questa somma, 295&nbsp;milioni (pari al 14&nbsp;%) provengono dalle tre unità responsabili della cooperazione internazionale (DSC, SECO e DPDU) per l’aiuto umanitario e per le misure di cooperazione economica e allo sviluppo. I fondi sono stati impiegati per il soccorso invernale, la consegna di oltre 1200&nbsp;tonnellate di materiale di soccorso, il sostegno ai sistemi sanitari, alla decentralizzazione, alla digitalizzazione, alla formazione professionale e alle PMI e per il rafforzamento del settore agricolo. Alcuni progetti e fondi multilaterali sono destinati a più Paesi. Circa&nbsp;45&nbsp;milioni di franchi sotto forma di spese della cooperazione internazionale sono andati a beneficio delle popolazioni colpite dalla guerra che vivono nei Paesi della regione, in particolare in Moldova.&nbsp;</p><p>32&nbsp;milioni di franchi (pari al 2&nbsp;%) sono stati messi a disposizione dal DDPS per finanziare la fornitura di materiale all’Ucraina (p. es. camion dei pompieri, attrezzature mediche, abbigliamento invernale).</p><p>Un importo pari a 1,68&nbsp;miliardi di franchi (l’82&nbsp;%), versato dalla Segreteria di Stato della migrazione (SEM), è destinato principalmente ad accogliere e sostenere, in Svizzera, le persone con lo statuto di protezione S, tramite per esempio il sostegno della Confederazione ai Cantoni per l’aiuto sociale e vari programmi di sostegno cantonali. Circa 10&nbsp;milioni di franchi sono impiegati per sostenere l’attuazione, da parte di organizzazioni internazionali, di progetti nei Paesi limitrofi all’Ucraina, per esempio nei settori dell’integrazione, delle infrastrutture, della protezione e dell’inserimento nel mercato del lavoro.</p><p>Altri uffici federali hanno contribuito con circa 25&nbsp;milioni di franchi (l’1&nbsp;%) per prestare aiuto alla popolazione colpita, tutelando i beni culturali, sostenendo ricercatrici e ricercatori ucraini in Svizzera o partecipando all’organizzazione della Ukraine Recovery Conference a Lugano.</p><p>Queste informazioni – regolarmente aggiornate – sono consultabili sul sito Internet del DFAE (www.dfae.admin.ch &gt; DFAE &gt; Attualità &gt; Dossier &gt; Guerra contro l’Ucraina – Misure adottate dalla Confederazione dal 24 febbraio 2022 &gt; Sostegno finanziario della Confederazione dal 24 febbraio 2022).</p>