<h2>SubmittedText<h2><p>Le statistiche mostrano che negli ultimi anni dal 40 al 50 per cento dei casi di ammissione provvisoria per motivi di salute è stato deciso dal Tribunale amministrativo federale (TAF) contro il parere dell'UFM. Tale proporzione di decisioni sconfessate dell'UFM è inconsuetamente elevata dal 2004. </p><p>Alla luce di tale situazione pongo le domande seguenti al Consiglio federale: </p><p>1. Perché il tasso di ammissioni provvisorie per motivi di salute decise dal TAF è aumentato sensibilmente dal 2004?</p><p>2. Perché l'UFM non adegua la sua prassi alla giurisprudenza costante del TAF, come avviene abitualmente in tutti i servizi dell'amministrazione?</p><p>3. Le decisioni troppo numerose dell'UFM non adeguate alla giurisprudenza allungano notevolmente le procedure e costano caro alla Confederazione. Visto che la consigliera federale Sommaruga è favorevole ad accelerare e semplificare la procedura d'asilo, non occorrerebbe adattare la prassi dell'UFM a tal fine?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Tra il 2004 e il 2010 la proporzione di ammissioni provvisorie per ragioni mediche si è situata attorno all'8 per cento delle ammissioni provvisorie disposte in tale periodo. Delle complessive 29 712 persone ammesse provvisoriamente, 2365 lo sono state per ragioni mediche. Dal 2008 la proporzione di ammissioni provvisorie per ragioni mediche è in diminuzione. Nel 2010 hanno rappresentato meno del 5 per cento delle ammissioni provvisorie (2010: 4808 ammissioni provvisorie di cui 215 per ragioni mediche).</p><p>La proporzione del 50 per cento di ammissioni provvisorie per ragioni mediche ordinate dal Tribunale amministrativo federale, evocata dall'autore dell'interpellanza, si riferisce alla media degli anni 2004-2010. In tale periodo l'Ufficio federale della migrazione ha ordinato 1181 ammissioni provvisorie per ragioni mediche e il TAF 1184. Dal 2009 la proporzione di ammissioni provvisorie per ragioni mediche decise su indicazione del TAF è tuttavia in diminuzione; l'anno scorso è stata pari al 35,8 per cento. La proporzione di ammissioni provvisorie ordinate su indicazione del TAF registra un calo sia in generale sia in riferimento ai casi medici.</p><p>2./3. Le ammissioni provvisorie per ragioni mediche disposte dall'UFM su indicazione del TAF non consentono di dedurre che l'UFM non osservi la giurisprudenza del TAF. Da un lato, gli ostacoli di ordine medico all'esecuzione possono risultare soltanto in sede di ricorso e non fanno pertanto parte della fattispecie esaminata inizialmente dall'UFM. Uno dei motivi risiede nel fatto che le procedure di ricorso sono molto lunghe, come peraltro si evince dal rapporto di marzo 2011 del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) sulle misure di accelerazione nel settore dell'asilo. D'altro lato, la decisione di riconoscere un ostacolo all'esecuzione rientra nel margine discrezionale delle autorità. In tale contesto, le autorità sono chiamate a decidere tenendo conto delle conseguenze giuridiche della decisione.</p><p>All'atto pratico un'ammissione provvisoria è registrata nelle statistiche dell'UFM come avvenuta per ragioni mediche soltanto se l'ostacolo principale all'esecuzione dell'allontanamento si fonda effettivamente su un motivo medico. Tuttavia, le decisioni del TAF in materia sono spesso rilevate come casi medici anche se a rendere inesigibile l'esecuzione dell'allontanamento concorrono svariati fattori equivalenti, e non soltanto medici. Ne deriva dunque una certa imprecisione statistica.</p><p>Nel citato rapporto del DFGP si propone tra l'altro di esaminare più da vicino la nozione di ammissione provvisoria nel quadro dell'attuazione delle misure a lungo termine (opzione 1). Tale verifica può vertere anche sulla procedura di disposizione dell'ammissione provvisoria.</p>  Risposta del Consiglio federale.