B u n d e s v e rw a l t u n g s g e r i ch t T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i f f éd é r a l T r i b u n a l e am m i n i s t r a t i vo f e d e r a l e T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i v fe d e r a l Corte III C-5873/2011 S e n t e n z a d e l 2 6 g i u g n o 2 0 1 3 Composizione Giudici Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio), Jean-Daniel Dubey, Jenny de Coulon Scuntaro, cancelliere Manuel Borla. Parti A._______, …, patrocinato dall'avv. Enrico Bonfanti, Studio legale e notarile, via Gian Battista Pioda 1, Casella Postale 543, 6600 Muralto, ricorrente, contro Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore. Oggetto Rilascio di un documento di viaggio per stranieri. C-5873/2011 Pagina 2 Fatti: A. A._______ (di seguito: A._______), cittadino cinese e monaco tibetano ri- fugiato in India, nato a … (recte …) – nello stato federato del Bengala Occidentale (India) - il …, ha ottenuto il 12 aprile 2000 un visto d'entrata per la Svizzera, dove è entrato il 15 maggio successivo - a beneficio pure di un permesso di dimora B valido sino al 14 maggio 2001 - iniziando l'at- tività di monaco presso il Centro Buddista … di … e … . Contestualmen- te, il 19 settembre 2000, l'interessato, privo di documenti di legittimazione (passaporto) ad eccezione di un Identity Certificate rilasciato dal Governo Indiano, ha ottenuto dall'Ufficio federale dei rifugiati (UFR, le cui comp e- tenze sono oggi dell'Ufficio federale della migrazione, UFM) un passapo r- to per persone straniere, valido sino al 19 sette mbre 2003. Successiv a- mente A._______ ha rinnovato a scadenza annuale il permesso di dimora B, e meglio con validità al 14 maggio 2002, 2003, 2004, 2005, 2006 e 2007. B. Con istanza del 12 dicembre 2005 l'interessato ha chiesto all 'UFM il ri n- novo del passapor to per stranieri. Con decisione del 21 dicembre 2005 l'autorità di prime cure ha negato la richiesta, rilevando che il rinnovo dell'Identity Certificate poteva essere effettuato con regolare domanda a l- la rappresentanza diplomatica indiana in Svizzera. Il 4 gennaio 2006, l'interessato ha presentato un ricorso all'Ufficio dei r i- corsi del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP), rilevando in particolare di aver fatto richiesta di rinnovo all'Ambasciata indiana ma di avere ottenuto esito negativo. Conseguentemente, con decisi one del 26 gennaio 2006, l'UFM, tenuto conto delle specificità del caso , ha riconsiderato la propria decisione, a n- nullandola e rilasciando il passaporto per stranieri all'interessato. Con decisione del 3 febbraio 2006 l'Ufficio r icorsi del DFGP ha quindi stralciato il ricorso dai ruoli. Conseguentemente l'UFM ha rinnovato il d o- cumento di viaggio per stranieri a far tempo dal 3 febbraio 2006, con val i- dità sino al 3 febbraio 2011. C. Il 5 febbraio 2007 la Sezione della popolazione del Cantone Ticino (in se-C-5873/2011 Pagina 3 guito SP) ha rilasciato a nome dell'interessato un permesso di domicilio "C", valido sino al 2 febbraio 2011 con termine di controllo il 14 maggio 2010 (cfr. incarto cantonale). Con decisione del 26 marzo 2010 le autorità cantonali preposte hanno prorogato il permesso di domicilio "C" con validità al 14 maggio 2015, sot- toponendolo però alla condizione della presentazione di un documento di viaggio per stranieri valido. D. Conseguentemente con richiesta del 19 aprile 2011, presentata tramite le autorità cantonali, l'interessato ha postulato il rinnovo del passaporto per stranieri, la cui validità era fissata al 3 febbraio 2011 . Con scritto del 23 giugno 2011 l'autorità di prime cure ha rilevato che le condizioni poste al rilascio dello stesso non erano adempiute. Dopo ulteriori scritti dell'int e- ressato e dell'UFM del 28 giugno, 22 luglio e 18 agosto 2011, l'autorità federale ha emanato il 6 ottobre 2011, la decisione formale di rifiuto. A sostegno della propria conclusione l'UFM ha osservato che A._______ mai ha chiesto il riconoscimento dello statuto di rifugiato in Svizzera, di modo che è lecito pretendere che lo stesso si adoperi, presso la propria rappresentanza nazionale in Svizzera, per ott enere il rilascio del doc u- mento di viaggio. Inoltre, contrariamente a quanto asserito dal patrocin a- tore del richiedente e sulla base di accertamenti effettuati presso la ra p- presentanza cinese in Svizzera, l'UFM constata che, qualora le condizioni poste dalla legge siano adempiute, il rilascio di un passaporto cinese è concesso anche alle persone originarie del Tibet. L'autorità di prime cure conclude sottolineando che agli atti non vi sono elementi concreti che permettano di asserire un diniego del passapor to nel caso in esame e dunque che portino ad ammettere la richiesta dell'interessato. E. Con ricorso del 24 ottobre 2011 A._______ ha chiesto al presente Trib u- nale di annullare la decisione dell'UFM e di accogliere la domanda di ri n- novo / rilascio di un docu mento di viaggio per stranieri. A sostegno delle proprie richieste l'interessato ha rilevato che la decisione dell'autorità di prime cure si fonda su una valutazione arbitraria in violazione di "tutta una serie di diritti fondamentali". In particolare, l'UFM nel rifiutare il rinnovo del documento di viaggio per stranieri, ottenuto nel 2000 e poi già rinnovato, non si fonda su alcun documento o posizione ufficiale. In altre parole, nel- la fattispecie ci si trov a di fronte a due versioni contrappost e, fondate su informazioni assunte oralmente dalle parti presso la rappresentanza cine-C-5873/2011 Pagina 4 se in Svizzera. Da un parte le indicazioni dell'UFM secondo cui sarebbe possibile ottenere una documento nazionale per l'interessato, dall'altra le informazioni assunte dal legale di quest'ultimo, secondo cui un' eventuale richiesta dello stesso non verrebbe nemmeno trattata dalle autorità cinesi, poiché il richiedente, rifugiato tibetano e fuggito dal suo paese, nemmeno esisterebbe per l'autorità cinese (ricorso, pag. 4). In particol are il patroci- natore rileva che le medesime autorità si sono rifiutate espressamente di mettere per iscritto quanto riferito o ralmente al patrocinatore. In questo contesto, benché l'UFM abbia una versione contrapposta ma non co m- provata da documenti versati agli atti, è inaccettabile che sia l'interessato a comprovare il mancato rilascio del documento in esame (cfr. ricorso, pag. 5). Tale agire dell'UFM, che pretende una comprova allorquando non è in grado di provare la veridicità delle proprie affermazioni, configurereb- be l'abuso di diritto (cfr. ricorso , pag. 6). Infine l'interessato ha rilevato che è impensabile pretendere un suo ritorno in Patria, dove verrebbe a r- restato e incarcerato immediatamente. F. Con risposta del 9 dicembre 2011 l'UFM ha ribadito le proprie conclusioni. L'autorità di prime cure ha precisato però che, in risposta ad una corri- spondenza dell'aprile 2011, l'Ambasciata cinese a Berna ha indicato che le norme per l'ottenimento del passaporto cinese si applicano a tutte le nazionalità della Cina, compresi i cittadini cinesi di nazionalità tibetana. L'autorità cinese ha però anche sottoline ato che in caso di rifiuto della r i- chiesta, l'Ambasciata non rilascia alcuna conferma per scritto di tale rifi u- to. G. Con replica del 19 dicembre 2011 il ric orrente si è riconfermato nelle pr o- prie allegazioni di fatto e di diritto. Anzitutto egli sottolinea che agli atti non risultano documenti che compr o- vino quanto asserito de ll'autorità federale. Inoltre quanto affermato da quest'ultima, ovvero che "l'ambasciata [cinese] non rilascia una conferma scritta del rifiuto" collima con quanto da egli sempre sostenuto. Infine sempre stando alle presunte affermazioni dell'Ambasciata cinese, risulta ancora di più che il ricorrente non p uò ottenere alcun documento: infa tti egli non è in possesso, e non lo è mai stato, di alcun documento cinese scaduto. H. Con duplica del 24 gennaio 2012, l'autorità di prime cure si è riconfermata C-5873/2011 Pagina 5 nelle proprie allegazioni di fatto e di diritto rilevando che le informazioni su cui si fonda la decisione sono contenute in un'email trasmessa all'UFM dalle autorità cinesi, presente nel proprio incarto. I. Con osservazioni del 27 febbraio 2012, A._______ si è riconfermato nelle proprie conclusioni sottolineando di non essere in grado di fornire la pr o- va della richiesta della documentazione all'autorità cinese poiché, non avendo mai ottenuto un passaporto cinese, non è in grado di fornire la documentazione richiesta delle autorità del proprio Paese. In questo se n- so "[r]ichiedere la prova dell'invio di una richiesta destinata ad essere re- spinta, poiché incompleta ad inizio, è una cosiddetta probatio diabolica". Diritto: 1. 1.1 Riservate le eccezioni previste all'art. 32 della legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale amministrativo federale (LTAF, RS 173.32), giusta l'art. 31 LTAF il Tribunale amministrativo federale (di seguito: TAF o il Tribuna- le) giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 dall a legge fede- rale del 20 dicembre 1968 sulla procedura amministrativa (PA, RS 172.021) prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF. In particolare, le decisioni in materia di rilascio di documenti di viaggio r e- se dall'UFM - il quale costituisce un'unit à dell'ammi nistrazione fede rale come definita all'art. 33 let. d LTAF – possono essere impugnate dinanzi al TAF, il quale statuisce in via definitiva (cfr. art. 1 cpv. 2 LTAF in relazio- ne con l'art. 83 let. c cifra 6 in fine della legge del 17 giugno 20 05 sul Tri- bunale federale [LTF, RS 173.110]). 1.2 Salvo i casi in cui la LTAF non disponga altrimenti, ai sensi dell'art. 37 LTAF la procedura dinanzi al Tribunale è retta dalla PA. 1.3 Giusta l'art. 48 cpv. 1 PA i ricorrenti hanno il diritto di ricorrere e il loro ricorso, presentato nella forma e nei termini prescritti dalla legge, è ricevi - bile (art. 50 e 52 PA). 2. Ai sensi dell'art. 49 PA il ricorrente può invocare davanti al Tribunale la vio lazione del diritto federale, compreso l'eccesso o l'abuso del pot ere di ap-C-5873/2011 Pagina 6 prezzamento, l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridi camente rilevanti nonché l'inadeguatezza, nella misura in cui un'autori tà cantonale non abbia giudicato quale autorità di ricorso. Il Tribunale applica d'ufficio il diritto federale nella procedura ricorsuale e non è vincolato in nessun c a- so dai motivi del ricorso (cfr. art. 62 cpv. 4 PA). Rilevante è in primo luogo la situazione di fatto al mo mento del giudizio (DTAF 2011/1 consid. 2 e giurisprudenza ivi citata; DTAF 2011/43 consid. 6.1). 3. L'entrata in vigore il 1° gennaio 2008 della legge federale sugli stra nieri del 16 dicembre 2005 (LStr, RS 142.20) ha comportato l'abrogazione del- la legge federale concernente la dimora e il domicilio degli stranieri del 26 marzo 1931 (LDDS, CS 1 117) conformemente all'art. 125 LStr in relazio- ne con il suo allegato 2, cifra I. Inoltre, l'introduzione di documenti biom e- trici ha reso necessaria una revisione totale dell'ordinanza concernente il rilascio di documenti di viaggio per stranieri del 27 ottobre 2004 (ODV, RU 2004 4577). Abrogata il 28 febbraio 2010, essa è stata sostituita dall'ord i- nanza concernente il rilascio di documenti di viaggio per stranieri del 20 gennaio 2010 entrata in vigore il 1° marzo 2010 (ODV, RU 2010 621), e quindi sostituita dalla nuova versione entrata in vigore il 1° dicembre 2012 (ODV, RS 143.5). Secondo le disposizioni transitorie, alle procedure rela- tive al rilascio di un documento di viaggio - pendenti al momento dell’entrata in vigore della presente ordinanza - si applica il nuovo diritto. Nel caso in esame, è dunque applicabile la nuova ODV, le cui disposizioni pertinenti alla fattispecie non hanno subito delle modifiche (significative) in termini di contenuto rispetto alla precedente ODV. 4. 4.1 Giusta i combinati disposti degli art. 4 cpv. 1 ODV e 59 cpv. 2 let. b e c LStr hanno diritto ad un passaporto per stranieri, gli stranieri ricono sciuti quali apolidi dalla Svizzera secondo la Convenzione del 28 set tembre 1954 sullo statuto degli apolidi (RS 0.142.40) (let . b), come pure gli str a- nieri privi di documenti e titolari di un permesso di domicilio (let. c). Inoltre ai sensi dell'art. 4 cpv. 2 ODV alle persone sprovviste di documenti e tit o- lari di un permesso di dimora annuale può essere rilasciato un passapo r- to per stranieri. In proposito l'assenza di docu menti è ac certata dall'UFM sulla scorta dell'art. 10 ODV. 4.2 Ai sensi dell'art. 10 cpv. 1 ODV è considerato sprovvisto di documenti lo straniero che non possiede documenti di viaggio validi del suo Stato d'origine o di provenienza e dal quale non si può pretendere che si ad o-C-5873/2011 Pagina 7 peri presso le autorità competenti del suo Stato d'origine o di provenienza per ottenere il rilascio o la proroga di un documento di viag gio (let. a) o per il quale l'ottenimento di documenti di viaggio non è possibile (let. b). 4.3 Al fine di valutare se sia ragionevole esigere da uno straniero di rivo l- gersi alle autorità del proprio Paese d'origine per il rilascio o il rinnovo dei suoi documenti di viaggio nazionali (cfr. art. 10 cpv. 1 let. a ODV), occorre esaminare il caso di specie servendosi di criteri oggetti vi conformemente alla giurisprudenza del Tribunale fede rale (cfr. sentenza del Tribunale f e- derale 2A.335/2006 del 18 ottobre 2006 consid. 2.1 e la giurisprudenza ivi citata). 4.4 Inoltre la giurisprudenza ha determinato che il rilascio di un documen- to di viaggio può essere ritenuto oggettivamente impossibile giusta l'art. 10 cpv. 1 let. b ODV nell'ipotesi in cui il cittadino straniero ha intrapreso i passi necessari per tale ri chiesta ma questa viene rifiutata senza motivi sufficienti ("ohne zureichende Gründe" [cfr. sentenza del Tribunale amm i- nistrativo federale C-6980/2007 del 2 settembre 2008 consid. 4.3 e giur i- sprudenza ivi citata]). In virtù del nuovo cpv. 2 dell'art. 10 ODV, i ritardi nel rilascio di un documento di viaggio da parte delle competenti autorità de l- lo Stato d'origine o di provenienza non motivano l'assenza di documenti. 4.5 Va infine ribadito che giusta l'art. 10 cpv. 3 ODV non può essere chie- sto alle persone bisognose di protezione e ai richiedenti l'asilo di contatta- re le autorità competenti del loro Stato d'origine o di provenienza. Di pri n- cipio non lo si può esigere neppure dalle persone sprovviste di documenti validi che sono state ammesse prov visoriamente in ragione del carattere illecito dell'esecuzione ai sensi dell'art. 83 cpv. 3 LStr, ossia allorquando l'esecuzione del rinvio è con traria agli impegni di diritto internazionale pubblico della Svizzera, fatta salva l'evenienza in cui non vi sia alcun nesso tra l'illegalità e l'autorità del paese d'origine in questione. 4.6 L'UFM è competente per rilasciare i seguenti documenti di viaggio (cfr. art. 1 cpv. 1 ODV): titoli di viaggio per rifugiati (let. a), passaporti per stranieri (let. b), certificati d’identità per r ichiedenti l’asilo che lasciano de- finitivamente la Svizzera o per persone la cui procedura d'asilo è concl u- sa e la cui decisione di allontanamento è passata in giudicato (let. c) e i n- fine documenti di viaggio sostitutivi per l’esecuzione dell’allontanamento o dell’espulsione di stranieri (let. d). 5. Va rammentato inoltre che la legislazione svizzera in ma teria di diritto su-C-5873/2011 Pagina 8 gli stranieri esige dallo straniero durante il suo soggiorno in territorio elve- tico che sia in possesso di un documento di le gittimazione valido e ric o- nosciuto (cfr. art. 89 LStr in relazione con gli art. 13 cpv. 1 LStr e 8 dell'or- dinanza del 24 ottobre 2007 sull'ammissione, il soggiorno e l'attività lucra- tiva [OASA, RS 142.201]). In assenza di documenti di legittimazione l'i n- teressato è tenuto a procurarseli o collaborare a tal fine con le autorità (cfr. art. 90 let. c LStr). I documenti di viaggio rilasciati dalle autorità svi z- zere agli stranieri, salvo quelli ri lasciati ai rifugiati o agli apolidi ai quali si applicano altre norm e, non sostituiscono un passaporto valido ricono - sciuto dalla comunità interna zionale. Come dispone d'altronde l'art. 12 cpv. 1 ODV, i docu menti di viaggio costituiscono documenti di legittim a- zione di polizia degli stranieri e non provano né l'identità né la cittadinan- za del detento re. Giova inoltre sottolineare che l'emissione di un pass a- porto è di esclu siva competenza del Paese d'origine della persona int e- ressata, il quale decide sulla base di procedure e modalità previste dalla normativa interna. In altri termini il rilascio, il ritiro e l'annullamento di un passaporto fanno parte della competenza sovrana di ogni Stato ed è nell'ambito di tale competenza che vengono definite le condizioni nella l e- gislazione nazionale (cfr. l'avviso giuridico dell a Direzione di diritto inte r- nazionale pubblico del Diparti mento degli affari esteri del 17 feb braio, 17 giugno e del 23 luglio 1999, Giurisprudenza delle autorità amministrative della Confederazione [GAAC] 64.158, 64.22 cifra 1.1 nonché 65.70, parti A e C). Le prescrizioni soprammenzionate implica no pertanto che, rise r- vati i casi in cui anteriormente si abbia ottenuto lo statuto di rifugiato o quello dell'ammissione provvisoria in ragione dei pericoli a cui l'interess a- to era personalmente esposto nel su o Paese d'origine, lo straniero con un'autorizzazione di soggiorno in Svizze ra si conformi alle condizioni d'ordine formali e materiali delle leggi del proprio Paese d'origine che d i- sciplinano il rilascio dei documenti di legittimazione nazionali. 6. 6.1 Il ricorrente appartiene all'etnia tibetana. L'appartenenza del Tibet alla Repubblica popolare cinese rimane controversa. Infatti siccome il Tibet quale Paese autonomo e indipendente non esiste, alla luce dell'anne s- sione di questo da parte della Cina, resta da determinare quale nazionali- tà hanno le persone originarie di questa regione e i loro discendenti. Se da una parte il governo tibetano in esilio ritiene che il Tibet sia occupato il- legalmente dalla Cina negli anni 1949/50, al contrario la Cina ritiene c he si tratti di un puro conflitto interno , a motivo che la regione controversa appartiene alla Cina da centinaia di anni. Su questa problematica, la Svizzera ha già avuto modo, come numerosi altri Paesi della comunità in-C-5873/2011 Pagina 9 ternazionale, di riconoscere e considerare il Tibet quale regione auton o- ma (Provincia), che appartiene però integralmente alla Repubblica pop o- lare cinese (cfr. rapporto della Commissione degli affari esteri del Cons i- glio nazionale del 4 aprile 2004 e del Consiglio degli Stati del 7 settembre 2004 in merito alla petizione "Schweizer Tibet-Organisationen", citata nel- la sentenza della Commissione di ricorso in materia di asilo [CRA] del 13 dicembre 2005, in GICRA 2006/1 consid. 4.4). Come già considerato cor- rettamente dall'UFM, i cittadini originari della regione del Tibet come pure i loro discendenti, devono essere considerati cittadini cinesi alla luce della legge relativa alla cittadinanza della Repubblica popolare cinese del 1 settembre 1980 ( "Nationality Law of the People's Republic of China", www.china.org.cn/english/LivinginChina/184710.htm; in seguito legge sul- la cittadinanza). La CRA si è inoltre già chinata sulla questione della n a- zionalità di tibetani in esilio, concludendo che anche questi possono esse- re considerati cittadini cine si (sentenza della Commissione di ricorso in materia di asilo del 30 novem bre 2004, in GICRA 2005/1; cfr. anche sen- tenza TAF C-1048/2006 del 21 luglio 2010, consid. 5). 7. 7.1 Il Tribunale rammenta che di principio i fatti giuridicamente rile vanti sono esaminati d'ufficio dalle autorità amministrative. Tale principio va tut- tavia relativizzato, nella misura in cui le parti sono tenute a collaborare al fine di accertare le prove giuridicamente rilevanti confor memente all'art. 13 PA (cfr. DTF 130 II 449 consid. 6 .6.1). In particolare, incombe al rico r- rente fornire le prove qualora non ve ne siano o qualora non si possa r a- gionevolmente esigere che l'autorità le fornisca in conformità alla regola universale dell'onere della prova di cui all'art. 8 del Titolo preliminare del Codice civile svizzero del 10 dicembre 1907 (CC, RS 210). Nel caso di mancata collaborazione sarà il ricor rente a subirne le conseguenze (cfr. DTF 125 V 193 consid. 2, 122 II 385 consid. 4c/cc, 114 Ia 1 consid. 8c). 7.2 7.2.1 Nel caso che qui ci ri guarda, il Tribunale osserva anzitutto che il ri- corrente ha già ottenuto il documento di viaggio per stranieri nel 2000, poi rinnovato nel 2006. In proposito le autorità federali, ammettendo l'asse n- za di documenti di legittimazione, accettarono la dichiara zione giurata del ricorrente che riferiva le proprie generalità in A._______, cittadino cinese di origine tibetana, nato il … (cfr. dichiarazione giurata versata agli atti). C-5873/2011 Pagina 10 7.2.2 Nel quadro della procedura per il rinnovo del permesso di soggiorno in Svizzera, il ricorrente ha riferito di essersi nuovamente rivolto alle aut o- rità cinesi, le quali, contrariamente a quanto indicato dalla legge sulla ci t- tadinanza cinese sopra menzionata, hanno riferito che non vi sarebbe a l- cuna possibilità, per un rifugiato tibetano fuggito dalla Cina, di ottenere un passaporto cinese. Invitate a produrre per iscritto tale conclusione le a u- torità si sarebbero però rifiutate. Queste allegazioni sono co nfermate dall'UFM stesso, secondo cui per l'ottenimento dei documenti di viaggio cinesi occorre, tra le altre condizi o- ni, consegnare il vecchio documento (in caso di rinnovo), o in caso di perdita produrre la notifica di smarrimento alla polizia o la conferma della stessa (cfr. osservazioni dell'UFM del 9 dicembre 2011, pag. 2). L'autorità di prime cure ha parimenti osservato che in caso di rifiuto del rilascio dei documenti di viaggio "l'ambasciata [cinese] non rilascia una conferma scritta del rifiuto. Di norma le spiegazioni sono fornite oralmente durante il colloquio, ma non vi è alcun obbligo in tal senso" (cfr. osservazioni dell'UFM del 9 dicembre 2011, pag. 2). Il Tribunale rileva inoltre che un recente Rapporto del Dipartimento di Sta- to americano (Report on International Religious Freedom – China, [inclu- des Tibet, Hong Kong and Macau], del 30 luglio 2012, http://www.mrt- rrt.gov.au/ArticleDocuments/97/npl36609.pdf.aspx), indica che sono n u- merosi i rifiuti alle domande di ottenimento dei passaporti inoltrate da T i- betani, allorquando altri cittadini cinesi appartenenti ad altre etnie non hanno alcun problema nel loro ottenimento. Nel Rapporto si rileva inoltre che alcuni tibetani hanno dovuto pagare importanti "tangenti" per l'otten i- mento del passaporto, come pure che esistono casi di confisca del pa s- saporto in possesso ai cittadini tibetani. 7.2.3 Ciò detto, le conclusioni dell'UFM, secondo cui il ricorrente dovre b- be fornire prova documentale della richiesta alle autorità cinesi, richiesta peraltro nemmeno possibile poiché manca nte delle condizioni elencate dalle autorità cinesi e riferite dall' autorità svizzera stessa , in partico lare del documento scaduto o della notifica del documento andato perso, e che non vi sono elementi concreti che permettano di asserire che le auto- rità cinesi gli negano il rilascio di un passaporto nazionale, n on possono essere condivise dal Tribunale. Ne consegue che A._______ deve essere riconosciuto quale straniero sprovvisto di documenti di viaggio vali di del suo Stato d'origine o di pr o-C-5873/2011 Pagina 11 venienza, e per il quale l'ottenimento non è possibile giusta l'art. 10 cpv. 1 let. b ODV. 8. Ciò detto, la decisione dell'UFM del 24 ottobre 2011, viola il diritto feder a- le. Ne discende che il ricorso presentato deve essere ammesso e la deci- sione dell'autorità di prime cure deve essere annullata. L'incarto è quindi trasmesso all'UFM il quale è invitato a concedere il documento per str a- nieri richiesto. 9. Visto l'esito del ricorso le spese processuali sono poste a carico dell'auto- rità di prime cure (cfr. art. 63 cpv. 1 PA e art. 1 segg. del regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle ripetibili nelle ca use dinanzi al Tribu- nale amministrativo federale [TS -TAF, RS 173.320.2]). Il ricorrente ha inoltre diritto alle ripetibili, nella misura in cui ha sopportato le spese di pa- trocinio (art. 7 e 8 TS-TAF), che alla luce dell'importanza del caso e del grado di difficoltà, come pure al lavoro svolto dal patrocinatore, il Tribuna- le ritiene eque per un importo pari a fr. 1'200.- (art. 14 TS-TAF). (dispositivo sulla pagina seguente) C-5873/2011 Pagina 12 Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronu n- cia: 1. Il ricorso è ammesso e la decisione impugnata annullata. L'UFM è invitato a concedere il passaporto per stranieri richiesto. 2. Non si prelevano spese processuali. Al ricorrente viene rifuso l'importo di fr. 800.- versato l'11 novembre 2011 a titolo di anticipo spese. 3. L'UFM verserà al ricorrente un'indennità di fr. 1'200.- a titolo di spese ripe- tibili. 4. Comunicazione a: – ricorrente (Raccomandata; formulario per il versamento) – autorità inferiore (n. di rif. N 397 201; incarto di ritorno) – Sezione della popolazione, Bellinzona, per informazione (incarto di ritorno) La presidente del collegio: Il cancelliere: Elena Avenati-Carpani Manuel Borla Data di spedizione: