<h2>SubmittedText<h2><p>Conformemente all'articolo 53 della legge sull'asilo (RS 142.31), "non è concesso asilo al rifugiato che abbia attentato alla sicurezza interna o esterna della Svizzera o la comprometta". Parimenti, la cittadinanza svizzera non è concessa alle persone che compromettono la sicurezza interna o esterna della Svizzera (art. 11 della legge sulla cittadinanza; RS 141.0).</p><p>Nel 2017 il Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) ha raccomandato di respingere, per importanti ragioni di sicurezza, 38 domande di asilo e sette domande di naturalizzazione.</p><p>1. Secondo la risposta alla mia interpellanza 18.3252, "Raccomandazioni del Servizio delle attività informative della Confederazione concernenti il rigetto di domande di asilo e minaccia terroristica", del 15 marzo 2018, il 23 maggio 2018 soltanto due di queste persone potenzialmente pericolose avevano lasciato la Svizzera. Quante di queste 38 persone si trovano ancora in Svizzera, e dove?</p><p>2. Risulta che cinque di queste persone potenzialmente pericolose non sono state espulse, anzi, sono state addirittura "ammesse provvisoriamente". Con quale motivazione la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) ha ignorato la chiara raccomandazione del SIC e ha addirittura offerto loro un trattamento preferenziale, assumendo consapevolmente il rischio di mettere in pericolo la propria popolazione?</p><p>3. Nel caso di sette di queste persone potenzialmente pericolose era all'epoca in corso una procedura di naturalizzazione. Quale è stato l'esito di tali procedure? Alcune di esse hanno portato alla naturalizzazione? In caso affermativo, in quali Cantoni e con quali motivazioni?</p><p>4. Chi è responsabile se una persona notoriamente pericolosa ma protetta dalla SEM uccide persone in Svizzera, ad esempio in un mercatino di Natale?</p><p>5. Come è possibile che ponderando gli interessi la SEM decida in favore dell'immigrato potenzialmente pericoloso e non della propria popolazione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. 34 delle 38 persone menzionate nell'interpellanza si trovano ancora in Svizzera. Nella maggior parte dei casi è ancora in corso una procedura d'asilo di primo grado, di ricorso o di esecuzione dell'allontanamento. Le autorità di sicurezza conoscono la loro identità e il loro luogo di soggiorno. La Segreteria di Stato della migrazione (SEM) decide in via prioritaria e in stretta collaborazione con le suddette autorità sui casi rilevanti per la sicurezza interna.</p><p>2./5. Nella sua decisione la SEM tiene conto della valutazione del Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC), di cui segue di regola le raccomandazioni. In alcuni casi può accadere che, nonostante tali raccomandazioni, le disposizioni nazionali e internazionali vigenti non permettano di eseguire all'allontanamento o l'espulsione. Se un richiedente l'asilo mette in pericolo la sicurezza interna o esterna, la sua domanda d'asilo è respinta e in linea di principio deve lasciare la Svizzera. Sono tuttavia fatti salvi i casi in cui l'esecuzione dell'allontanamento è inammissibile, in particolare in considerazione del principio di non respingimento garantito dal diritto costituzionale e da quello internazionale (cfr. in particolare art. 25 cpv. 3 della Costituzione federale [Cost.; RS 101] e art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali [CEDU; RS 0.101]). Secondo queste disposizioni, che rientrano nello ius cogens internazionale, nessuno può essere rinviato in uno Stato in cui rischia la tortura o un altro genere di trattamento o punizione crudele o inumano.</p><p>3./5. Il citato elenco di casi di naturalizzazione è il risultato di una verifica completa di tutti i richiedenti da parte del SIC. Non si può tuttavia considerare in maniera generalizzata pericolose tutte le persone che vi figurano. Si tratta invece di candidati alla naturalizzazione il cui passato e ambiente richiedono una verifica particolarmente accurata del possibile rischio per la sicurezza interna o esterna della Svizzera. Anche se le riserve formulate dal SIC non sono corroborate nel corso della verifica effettuata dalle autorità preposte alla naturalizzazione, sia l'autorizzazione di naturalizzazione sia la naturalizzazione stessa può essere concessa soltanto se sono adempiute le ulteriori condizioni necessarie per la concessione della cittadinanza svizzera.</p><p>Per quanto riguarda i sette incarti menzionati, si può osservare quanto segue. In due casi la competente autorità federale ha respinto la domanda di naturalizzazione conformemente alle basi legali pertinenti. Una decisione di rifiuto è nel frattempo passata in giudicato, mentre l'altra è stata impugnata ed è ancora pendente dinanzi al Tribunale amministrativo federale. In un caso l'interessato ha ritirato la sua domanda. Due altri casi sono ancora oggetto di accertamenti complementari presso il SIC. Negli ultimi due casi, le riserve formulate inizialmente dal SIC non sono state confermate. Dato che gli interessati adempivano tutte le condizioni per la naturalizzazione, la SEM ha emanato una decisione positiva, che i Cantoni di domicilio Berna e Zurigo hanno approvato.</p><p>4. Le autorità competenti (Fedpol, SIC, SEM, polizia cantonale interessata) adottano le misure necessarie e appropriate per lottare contro qualsiasi minaccia alla sicurezza interna o esterna della Svizzera. Svolgono i loro compiti conformemente al quadro legale e ai loro obblighi internazionali, e si assumono la responsabilità che ne risulta nel loro settore di competenza. Nei confronti degli stranieri potenzialmente pericolosi è pronunciato un divieto d'entrata ed essi sono segnalati nel sistema d'informazione Schengen (SIS). Se hanno il diritto di soggiornare in Svizzera, sono espulsi dal nostro Paese e anche nei loro confronti è pronunciato un divieto d'entrata (cfr. art. 67 cpv. 4 della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione [LStrI; RS 142.20]). Queste persone non possono più entrare in Svizzera o addirittura nello spazio Schengen per un periodo di tempo fissato caso per caso. Nel 2018 Fedpol ha pronunciato un divieto d'entrata nei confronti di 78 persone potenzialmente pericolose (2017: 140) ed espulso cinque persone (2017: 13). Se l'espulsione di una persona potenzialmente pericolosa non può essere eseguita in ragione del principio di non respingimento, essa resta in Svizzera. Per tenere sotto controllo il rischio esistente in permanenza per la sicurezza e impedire attività terroristiche, i competenti servizi federali e cantonali collaborano strettamente a diversi livelli. A tal fine è stato istituito il coordinamento operativo TETRA (Terrorist Tracking), organo che offre a tutti gli attori dell'antiterrorismo una piattaforma di coordinamento per promuoverne la collaborazione. Il piano d'azione nazionale del dicembre 2017 per prevenire e combattere la radicalizzazione e l'estremismo violento (PAN) contribuisce a migliorare la collaborazione interdisciplinare tra le autorità competenti. Prevede 26 misure che si fondano sul dispositivo esistente e integra i progetti legislativi in corso tesi a potenziare la lotta contro il terrorismo. L'idea è che le misure preventive proposte nella prevista legge federale sulle misure di polizia per la lotta al terrorismo (MPT) vengano a completare le misure previste nel PAN nonché gli strumenti di polizia esistenti al di fuori di un procedimento penale. Sebbene le autorità di sicurezza svizzere facciano tutto il possibile per impedire a individui o piccoli gruppi di individui radicalizzati di commettere un attentato anche con pochi mezzi logistici, rimarrà sempre un rischio residuo.</p><p>5. Si vedano le risposte alle domande 2 e 3.</p>  Risposta del Consiglio federale.