<h2>SubmittedText<h2><p>Durante la pandemia di COVID-19 il Consiglio federale ha raccomandato la vaccinazione come unico provvedimento di prevenzione e non era disposto a sostenere la ricerca scientifica sull'utilità della medicina complementare nella prevenzione e nel trattamento delle infezioni virali (mozione 20.4287).</p><p>Anche se gli studi scientifici sulle conseguenze di una carenza di vitamine come la C o la D, di minerali come lo zinco o il selenio e di acidi grassi omega 3 giungono a conclusioni diverse, vi sono indizi che suggeriscono che le persone si infettano meno e, in caso di contagio, hanno un decorso più lieve se il loro organismo dispone di un sufficiente apporto di vitamine e sali minerali. Questi indizi non sono stati né oggetto di ricerche specifiche né utilizzati sistematicamente per prevenire e abbreviare i ricoveri in ospedale o per mitigare gli effetti della sindrome post-COVID. I medici con un perfezionamento in medicina complementare, i terapisti con diploma federale e altri specialisti in medicina complementare hanno fatto buone esperienze nell'assistenza ai malati di COVID-19. Gli studi realizzati sono ancora troppo pochi per trarre conclusioni definitive; ulteriori ricerche in materia sarebbero invece opportune e degne di essere sostenute. La pandemia ha mostrato quanto sia importante rafforzare la capacità di resistenza e l'alfabetizzazione sanitaria della popolazione per evitare i contagi, i decorsi gravi e i disturbi psichici. Occorre pertanto verificare come sfruttare meglio le possibilità offerte dalla medicina complementare nella prevenzione e gestione delle epidemie e delle pandemie.</p><p>Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Perché ha puntato unicamente sulla vaccinazione anti-COVID-19 come provvedimento di prevenzione?</p><p>2. Perché non è disposto a sensibilizzare la popolazione sull'importanza di rafforzare il sistema immunitario e a promuovere l'alfabetizzazione sanitaria?</p><p>3. Perché non è disposto a investire nella ricerca scientifica sulla medicina complementare, benché gli indizi scientifici siano in parte promettenti e gli investimenti relativamente contenuti?</p><p>4. È disposto a tenere in maggiore considerazione le esperienze maturate con la medicina complementare in vista della preparazione e gestione di future epidemie e pandemie?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. Le vaccinazioni sono tra gli interventi medici più efficaci ed economici e dispongono di un elevato profilo di sicurezza. Pertanto rientrano fra le misure di prevenzione più importanti per la lotta alle malattie infettive. Per offrire alle persone la migliore protezione possibile dai decorsi gravi e dai ricoveri ospedalieri, il Consiglio federale ha garantito quanto prima l'accesso a un vaccino sicuro ed efficace. Oltre alla vaccinazione, fin dall'inizio della pandemia di COVID-19 sono stati adottati altri provvedimenti non farmacologici per contenere l'epidemia. La Confederazione acquisterà inoltre medicamenti per la prevenzione della COVID-19 destinati ai gruppi a rischio con un sistema immunitario indebolito che non rispondono alla vaccinazione contro il coronavirus. Fondamentalmente, per la profilassi, è possibile tenere conto anche della medicina complementare, purché la sua efficacia sia comprovata e vi sia una raccomandazione delle società specialistiche competenti.</p><p>La popolazione è sempre stata informata delle misure di prevenzione in modo trasparente e sulla base di conoscenze scientifiche. Nel contempo, il Consiglio federale ha fatto appello ripetutamente alla responsabilità individuale dei cittadini. Per una possibile raccomandazione dell'impiego di vitamine e sali minerali quale rimedio efficace contro i decorsi gravi della COVID-19, i ricoveri ospedalieri e le conseguenze a lungo termine della malattia non vi sono, al momento, evidenze scientifiche sufficienti.</p><p>3. Il Consiglio federale promuove la ricerca sulla COVID-19 fin dall'inizio della pandemia. Il Fondo nazionale svizzero ha potuto avviare tre programmi prioritari sulla COVID-19 per un investimento totale di 44 milioni di franchi, con l'obiettivo tra l'altro di identificare possibili nuovi approcci in materia di prevenzione, fare ricerca e sviluppare medicamenti. Questi bandi erano aperti a tutti i ricercatori di qualsiasi disciplina. Nel luglio 2021 è stato possibile presentare domande di finanziamento per lo sviluppo di medicamenti anti-COVID-19 della medicina complementare anche nell'ambito del programma di promozione della Confederazione per medicamenti anti-COVID-19. Sulla base dei programmi di promozione già in corso, il Consiglio federale non ritiene necessario investire ulteriormente nella ricerca sulla medicina complementare.</p><p>4. Come spiegato dal Consiglio federale nel suo parere sulla mozione 20.3664 Graf-Litscher, spetta alle società mediche specialistiche svizzere emanare raccomandazioni per il trattamento della COVID-19. Anche gli esperti di medicina complementare possono definire e pubblicare le loro raccomandazioni terapeutiche. Se è disponibile un intervento di medicina complementare di comprovata efficacia con rilevanza per la preparazione alla pandemia, la sua ammissione nel catalogo dei provvedimenti viene esaminata in modo corrispondente. Inoltre, come annunciato più volte, il Consiglio federale sottoporrà a revisione la legge sulle epidemie (LEp; RS 818.101) e il piano pandemico tenendo conto delle conoscenze acquisite durante l'emergenza COVID-19.</p>  Risposta del Consiglio federale.