<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La World Trade Organisation (OMC), organizzazione subentrata al GATT, fra le due candidate ad ospitarne la sede, Ginevra e Bonn, ha preferito la città svizzera. L'OMC si è però, riservata la conclusione di trattative soddisfacenti. Per poter esaudire le richieste dell'OMC e garantire la sede a Ginevra, la Svizzera ha dovuto venire incontro, su alcuni punti, all'OMC. Visto che il Consiglio federale attribuisce un'elevata priorità alla Svizzera quale sede delle organizzazioni internazionali, ecco spiegata questa compiacenza, tanto più giustificabile quanto più gli effetti non saranno rilevanti.</p><p></p><p>Il 2 giugno 1995 tra l'OMC e la Confederazione svizzera è quindi stato firmato l'accordo di sede. In esso il Consiglio federale si impegna, tra l'altro, a sottrarre i veicoli del personale diplomatico all'applicazione delle prescrizioni svizzere in materia di costruzione ed equipaggiamento.</p><p></p><p>Le eccezioni accolte nella nuova ordinanza concernente le esigenze tecniche per i veicoli stradali (OETV) non significano però che per i veicoli del personale diplomatico non esistano più prescrizioni. I veicoli i cui detentori godono di diritti e immunità diplomatiche o consolari devono adempiere le prescrizioni dello Stato d'origine nonché almeno le esigenze tecniche dell'allegato 5 della Convenzione dell'8 novembre 1968 sulla circolazione stradale.</p><p></p><p>Il loro veicoli soddisfano quindi norme minime uguali a quelle vigenti per i veicoli ammessi all'estero che circolano in Svizzera. Con questo disciplinamento è reso possibile ai diplomatici che di norma risiedono in Svizzera solo temporaneamente, usare anche da noi i veicoli acquistati all'estero.</p><p></p><p>La polizia può anche esaminare i veicoli di diplomatici. Se accerta carenze gravi ti annuncia all'autorità di ammissione. I veicoli in questione devono subire un esame successivo.</p><p></p><p>Il Consiglio federale ha inoltre rinunciato all'esigenza di permutare la licenza di condurre dopo un anno e di sottoporre il conducente del veicolo a una corsa di controllo.</p><p></p><p></p><p>Alle singole domande si risponde come segue:</p><p></p><p>1 e 2: Di norma i veicoli del personale diplomatico non sono meno sicuri o meno rispettosi dell'ambiente dei veicoli ordinariamente ammessi in Svizzera, poiché essi devono rispondere almeno a esigenze analoghe vigenti all'estero (segnatamente i veicoli provenienti da Paesi UE e dagli Stati Uniti d'America).</p><p></p><p>Inoltre tali veicoli godono di solito di buona manutenzione, fatto che influisce tanto sulla sicurezza della circolazione e di funzionamento che sui tassi delle emissioni dei gas di scarico.</p><p></p><p>3. Dopo che le esigenze tecniche svizzere per i veicoli stradali sono state armonizzate con quelle dell'Unione Europea a partire dal 1. ottobre 1995, agevolando notevolmente l'importazione diretta, le prescrizioni in materia di costruzione ed equipaggiamento dei veicoli non possono più essere fraintese come misure protezionistiche a favore degli importatori.</p><p></p><p></p><p>4. I disciplinamenti d'eccezione, in considerazione delle particolari circostanze, sono giustificati, tanto più che non hanno grande influsso sulla sicurezza stradale e di funzionamento nonché sulle emissioni dei gas di scarico.</p>  Risposta del Consiglio federale.