<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Le tecnologie dell'informazione e della comunicazione sono le tecnologie chiave della fine del 20° secolo. La loro perfetta conoscenza e il loro sviluppo sono fondamentali non soltanto per l'economia, ma anche per lo Stato e la società. Il compito della formazione in questo settore mira, da un lato, a promuovere le capacità di utilizzazione delle nuove tecnologie e, dall'altro, a mettere a disposizione dell'economia un numero sufficiente di specialisti qualificati a tutti i livelli.</p><p>Con la sua infrastruttura tecnica, la Svizzera si trova in una situazione di partenza favorevole. A livello europeo, il nostro Paese è in testa per quanto riguarda la dotazione in ordinatori delle aziende e delle economie domestiche. Tuttavia, la transizione verso una società dell'informazione viene rallentata dall'ostacolo principale, rappresentato dall'accentuata mancanza di specialisti: si tratta di un fenomeno che non interessa soltanto la Svizzera, ma anche quasi tutti i Paesi dell'OCSE. Secondo le valutazioni - piuttosto prudenti - dell'associazione per la formazione professionale in questo ramo economico (Schweizerischer Verband für die Informatik-Berufsbildung), ogni anno sarebbero necessari da 5000 a 7000 giovani professionisti per garantire l'attuale effettivo di circa 130'000 informatici e 36'000 specialisti della comunicazione, per circa 10'000 posti vacanti. A ciò si aggiunge il fatto che le donne sono nettamente sottorappresentate nell'ambito della formazione in informatica. Le lacune constatate sul piano didattico e metodologico nella formazione e nel perfezionamento del corpo insegnante a tutti i livelli rende ancora più cupo tale quadro.</p><p>Tuttavia, il mercato della formazione in informatica registra attualmente una fase particolarmente dinamica, dovuta segnatamente a fattori strutturali e temporanei come il problema del passaggio all'anno 2000 e l'introduzione dell'Euro. Gli attori più disparati sono impegnati su questo mercato; citiamo a titolo esemplificativo:</p><p>- i notevoli sforzi intrapresi a livello interno dalle grandi banche, ma anche dai fornitori esteri di servizi di telecomunicazione;</p><p>- le innumerevoli offerte di formazione e di perfezionamento proposte dalle istituzioni private;</p><p>- i provvedimenti adottati dalle scuole primarie, da quelle del livello secondario I e dai licei allo scopo di diffondere l'utilizzazione delle nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione;</p><p>- l'ampia gamma di corsi di riqualificazione e di perfezionamento professionale proposta ai disoccupati: per quanto riguarda il 1999, si contano non meno di 1'570 posti di formazione annuale nel settore dell'informatica generale e 680 in quello dell'informatica specializzata, ciò che corrisponde a spese per un importo di 76 milioni di franchi;</p><p>- il numero di studenti iscritti alla facoltà di informatica del Politecnico di Zurigo, che quest'anno per la prima volta è superiore a quello degli studenti iscritti alla facoltà di ingegneria civile e di architettura;</p><p>- la possibilità offerta, da appena cinque anni, di accedere alle professioni dell'informatica mediante il tirocinio: mentre nel 1994 soltanto 75 giovani avevano optato per questa via, gli apprendisti che quest'anno seguiranno tale formazione dovrebbero raggiungere il migliaio, secondo le nostre valutazioni;</p><p>- la decuplicazione dei contratti di tirocinio, tra il 1994 e il 1998, nell'ambito di sei professioni supplementari dell'informatica, senza calcolare i circa 50'000 giovani a cui vengono impartite conoscenze d'informatica nel corso del tirocinio (impiegati di commercio, professioni ASM, ecc.);</p><p></p><p>- l'aumento del numero degli studenti che seguono una formazione in informatica nelle scuole universitarie professionali: tra il 1995 e il 1998, il loro numero è passato da 600 a 1'350;</p><p>- la moltiplicazione dei posti di studio offerti dalle scuole universitarie professionali: l'anno scorso sono stati introdotti in quattro scuole nuovi cicli di studio di informatica di gestione, mentre tre altri cicli di studio sono in fase di pianificazione.</p><p>La Confederazione prevede l'adozione di altri provvedimenti nell'ambito dei due decreti federali sui posti di tirocinio. Quelli elencati qui di seguito sono già in fase di realizzazione:</p><p>- Alla fine dell'estate di quest'anno verranno lanciati dieci esperimenti pilota che propongono, durante la fase iniziale del tirocinio, una formazione di base in informatica della durata di un anno. Probabilmente saranno creati circa 250 posti di tirocinio, che offriranno ai giovani che iniziano il tirocinio un'introduzione sistematica alla professione e una formazione scolastica più ampia. Grazie a ciò le aziende di tirocinio potranno contare su apprendisti meglio preparati e non dovranno più assumersi l'onere dell'assistenza intensiva durante la fase introduttiva del tirocinio. </p><p>All'insegna di "Sigmedia" si dovrebbero offrire formazioni di base di due anni ai futuri mediamatici nei cosiddetti "project learning centers", allo scopo di accelerare l'introduzione di questa nuova professione.</p><p>Tutti questi progetti si prefiggono di fornire informazioni empiriche, che consentiranno di stabilire se tali tirocini di base generalizzati, della durata di un anno, rappresentano per i giovani e per le imprese un'attrattiva reale, suscettibile di aumentare il loro impegno nella formazione. Se queste esperienze si riveleranno positive, l'offerta in materia di formazione verrà ampliata in misura considerevole nel 2000 e nel 2001, grazie ai mezzi disponibili nell'ambito del decreto federale sui posti di tirocinio II (DPT II).</p><p>- L'utilizzazione della stessa fonte servirà, a titolo di aiuto finanziario iniziale, a promuovere l'istituzione di strutture comuni di formazione a favore delle imprese più piccole.</p><p>- Il progetto della nuova legge sulla formazione professionale, messo in consultazione all'inizio di maggio del 1999, prevede l'istituzione di scuole professionali specializzate, in analogia alle attuali scuole di commercio. Queste nuove scuole avranno il compito di preparare i giovani alle attività di punta nel settore delle nuove tecnologie e di quello dei servizi. Per contribuire al finanziamento dei provvedimenti adottati a titolo sperimentale in tal senso, l'UFFT intende ricorrere, già prima dell'entrata in vigore della nuova legge sulla formazione professionale, ai mezzi finanziari conferiti dal DPT II.</p><p>- A livello delle scuole universitarie professionali vengono create strutture di formazione adeguate mediante l'istituzione di settori di specializzazione.</p><p>- I tre centri dell'Istituto svizzero di pedagogia per la formazione professionale sono stati dotati di infrastrutture specifiche, destinate alla formazione e al perfezionamento del corpo insegnante nelle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (laboratorio CIM, Server Pyramide, progetto Poschiavo). Inoltre, tutti gli insegnanti possono beneficiare di una formazione di base in materia di tecnica dell'informazione e, secondo l'insegnamento impartito, di una formazione e di un perfezionamento nel ramo dell'informatica tecnica.</p><p>I provvedimenti adottati dalla Confederazione saranno tuttavia insufficienti se l'economia non vi parteciperà e non metterà a disposizione in misura maggiore posti di formazione moderni e orientati al futuro. Soltanto un partenariato efficace tra la Confederazione, i Cantoni e l'economia può contribuire a fare in modo che le persone attive possano muoversi con successo sul mercato del lavoro e che le imprese possano contare su una sufficiente manodopera qualificata.</p><p>Occorre infine precisare che le misure, adottate a livello federale, intese a promuovere lo sviluppo della formazione professionale, esplicheranno i loro effetti soltanto dopo un certo lasso di tempo. I giovani che, ad esempio, iniziano quest'anno un tirocinio in informatica, giungeranno sul mercato del lavoro nel 2003 come specialisti qualificati e, nel migliore dei casi, nel 2006 quali diplomati di una scuola universitaria professionale.</p><p>Per quanto riguarda le singole domande, il Consiglio federale risponde come segue:</p><p>1. Da alcuni decenni la formazione professionale in Svizzera è un compito comune a cui partecipano la Confederazione, i Cantoni, le imprese, le associazioni professionali, i partner sociali e i giovani in fase di formazione. Anche se il nostro sistema duale della formazione professionale ha dato buona prova, il settore dell'informatica deve soddisfare esigenze nuove e più elevate. Sia il DPT II che la revisione della legge sulla formazione professionale permettono di procedere agli adeguamenti necessari e di rendere più flessibile tale sistema. Occorre comunque precisare che l'approntamento di posti di formazione adeguati e l'evoluzione delle risorse umane nel settore dell'informatica rappresentano una sfida importante, sia per l'economia che per i poteri pubblici.</p><p>2. In un convegno che ha avuto luogo nel mese di febbraio del 1999, l'UFFT ha affrontato la questione del nuovo ordinamento delle formazioni in informatica a livello non universitario. Una Task-Force, formata da eminenti rappresentanti dell'economia e della scienza, sta elaborando in collaborazione con l'UFFT un concetto per la realizzazione di un sistema coerente della formazione professionale in informatica a tutti i livelli. Questa misura dovrebbe tradursi nell'aumento del numero dei posti di formazione; inoltre, l'UFFT è alla ricerca di nuove soluzioni per coprire il fabbisogno di nuovi formatori. Mediante programmi speciali vengono motivati e preparati specialisti qualificati destinati all'attività di formazione.</p><p>3. La legislazione in materia di telecomunicazioni precisa in ultima analisi quali condizioni devono essere soddisfatte dai fornitori di servizi di telecomunicazione per poter ottenere una concessione. Se un fornitore adempie tali condizioni, occorre rilasciargli la concessione. Questo rilascio non può essere vincolato a condizioni supplementari che non concernono la legge sulle telecomunicazioni, quali per esempio l'obbligo di formare i giovani.</p><p>4. Due punti focali del DPT II sono la creazione di possibilità di formazione in settori esigenti, quindi anche nel campo delle tecnologie avanzate, nonché la realizzazione dell'uguaglianza fra uomo e donna nella formazione professionale, segnatamente per quanto riguarda le pari opportunità. Si tratta concretamente di progetti di sensibilizzazione per giovani donne che devono prendere una decisione in merito alla scelta della professione e alla loro carriera. L'UFFT intende applicare in modo mirato il DPT II, al fine di sfruttare meglio le doti potenziali delle donne nel campo dell'informatica.</p>  Risposta del Consiglio federale.