<h2>SubmittedText<h2><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quali quantità di sigarette contrabbandate e contraffatte sono state scoperte annualmente in Svizzera dal 2000?</p><p>2. Come giudica la particolare responsabilità della Svizzera, in quanto sede di multinazionali del tabacco, nei confronti dei consumatori e dell'economia a livello nazionale e internazionale?</p><p>3. Quali misure prevede nell'ambito della lotta al contrabbando, alla contraffazione e ai prodotti altamente nocivi che ne risultano? Come intende soddisfare le esigenze poste dalla Convenzione quadro dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) per la lotta al tabagismo in vista della sua ratifica?</p><p>4. Concretamente come si può adempiere all'articolo 15 della convenzione, dedicato alla lotta al contrabbando e alla contraffazione? Il Consiglio federale è disposto a gettare le basi, nella legge sui prodotti del tabacco, per la creazione di un sistema di tracciabilità indipendente dal settore industriale?</p><p>5. La Direzione generale delle dogane (DGD) ha testato il sistema di autocontrollo in uso nell'industria del tabacco messole gratuitamente a disposizione da quest'ultima, affermando poi di trarne attualmente solo vantaggi limitati. Qual è la posizione del Consiglio federale al riguardo?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. A causa della preoccupante situazione in materia di contrabbando di sigarette all'importazione cui si sta assistendo da diversi anni in più Paesi dell'UE, l'Amministrazione federale delle dogane (AFD) è costantemente in contatto, nel quadro di accordi internazionali, con le rispettive autorità doganali degli Stati dell'UE, al fine di poter reagire per tempo a eventuali cambiamenti della situazione o a nuovi fenomeni. Nell'ambito della cooperazione internazionale doganale e di polizia, l'AFD è attiva anche in un gruppo di esperti dell'Europol che si occupa della lotta al contrabbando di tabacco in Europa.</p><p>Dal 2006 l'AFD ha inoltre sottoscritto con i tre principali fabbricanti svizzeri di sigarette delle dichiarazioni d'intenti volte a ridurre ed eliminare la contraffazione e il contrabbando di tabacchi manufatti. Nel quadro di queste dichiarazioni vi è un regolare scambio di informazioni sugli sviluppi nazionali e internazionali. Su tale base è stata definita un'impresa specializzata indipendente che, su mandato e a spese dei fabbricanti di sigarette, dal 2010 esegue annualmente analisi di pacchetti di sigarette vuoti in 20 città svizzere.</p><p>Tale impresa si occupa di raccogliere sistematicamente pacchetti di sigarette vuoti trovati per strada e chiarirne la provenienza. Si osserva che, in media, circa il 12 per cento dei pacchetti non è imposto, vale a dire non proviene dalla vendita al dettaglio svizzera. Oltre la metà di queste sigarette non imposte è stata acquistata presso negozi duty free (circa il 25 a 30 per cento) oppure in Germania e in Italia. Le restanti sigarette provengono dai Paesi più disparati, il che significa che sono state importate soprattutto nel traffico turistico ai fini del consumo personale. Tali analisi indicano all'AFD che la quota di sigarette effettivamente contrabbandate in Svizzera è di gran lunga inferiore al 5 per cento.</p><p>Ciononostante, negli ultimi anni i casi di contrabbando nell'ambito del turismo degli acquisti sono costantemente aumentati. Ciò è da ricondurre soprattutto al fatto che, nell'ultimo quinquennio, il sistema dei prezzi si è evoluto in modo nettamente sfavorevole per la Svizzera rispetto a Germania, Austria e Italia. Negli ultimi anni l'AFD ha constatato pochissimi casi di contrabbando professionale. Durante i controlli doganali non sono mai state trovate sigarette contraffatte, mentre nelle analisi dei pacchetti vuoti raccolti sulle strade vengono regolarmente scoperti alcuni pacchetti di sigarette contraffatte.</p><p>Visto l'esiguo volume complessivo, finora non sono stati eseguiti rilevamenti quantitativi delle sigarette contrabbandate, bensì si è provveduto unicamente a registrare il numero di casi al fine di analizzare la situazione. Con l'introduzione di un nuovo sistema informatico per le cause penali, dal 2015 l'AFD introdurrà un rilevamento quantitativo anche per il settore del tabacco.</p><p>Il 75 per cento delle sigarette fabbricate in Svizzera è destinato all'esportazione. L'AFD sorveglia tutti gli invii all'esportazione. Inoltre, nella statistica del commercio esterno le esportazioni vengono registrate in modo trasparente in base alla quantità e al Paese di destinazione. Negli ultimi dieci anni non è noto alcun caso di contrabbando di sigarette fabbricate in Svizzera.</p><p>3./5. Nel 2011 l'AFD ha potuto testare, nel quadro di un progetto pilota, un programma informatico sviluppato dall'industria ma gestito da un fornitore terzo indipendente, e da allora lo può utilizzare gratuitamente. Un codice alfanumerico di 12 caratteri stampato sui pacchetti di sigarette ne permetterà, in futuro, la tracciabilità nel quadro di una chiara standardizzazione a livello internazionale. Dato che il 95 per cento delle sigarette vendute in Svizzera viene fabbricato all'interno del Paese e il sistema di riscossione dell'imposta funziona in modo ottimale, questa soluzione non è necessaria a fini della percezione dell'imposta; per l'AFD essa rappresenta tuttavia un importante strumento di controllo supplementare.</p><p>Nel corso del 2014, tutte le sigarette dei tre principali fabbricanti destinate al mercato svizzero verranno munite di tale codice. Ciò sarà particolarmente utile per gli organi di controllo e soprattutto per i consumatori, poiché in futuro un sistema di consultazione accessibile al pubblico (Internet/sms) permetterà di verificare l'autenticità e la provenienza dei prodotti.</p><p>Sulla base della nuova direttiva sui prodotti del tabacco, emanata il 14 marzo 2014 dal Consiglio dell'Unione europea, nell'UE dovrà essere introdotto un sistema di tracciabilità dei prodotti. Le disposizioni tecniche per la sua creazione e gestione sono in fase di progetto. Nel quadro dell'elaborazione di tali disposizioni l'UE sta esaminando se nel suo nuovo sistema sia possibile integrare le diverse soluzioni informatiche impiegate nell'industria. Occorre pertanto attendere gli sviluppi e la loro attuazione nell'UE prima di poter valutare eventuali misure da adottare in Svizzera. La base legale per l'introduzione di una simile regolamentazione in Svizzera sarebbe tuttavia la legge sull'imposizione del tabacco, e non la legge sui prodotti del tabacco come menzionato nel testo dell'interpellanza.</p><p>4. Nell'ambito della lotta al contrabbando e alle contraffazioni, le esigenze poste dall'articolo 15 della Convenzione quadro dell'OMS per la limitazione del consumo di tabacco vengono attualmente già adempiute dalle disposizioni contenute nella legge sull'imposizione del tabacco in vigore. La ratifica della convenzione non richiede alcun adeguamento legislativo.</p>  Risposta del Consiglio federale.