<h2>SubmittedText<h2><p>Nel rapporto sulla politica di sicurezza il Consiglio federale illustra come sia cambiata la situazione della sicurezza in Europa e nel resto del mondo. Il rapporto parla di nuove realtà e conclude che occorre adeguare l'organizzazione e l'efficienza degli strumenti della politica di sicurezza. Il Consiglio federale afferma che al di fuori del nostro Paese aumentano sempre più le minacce nell'ambito della politica di sicurezza. A causa dell'interconnessione globale e di fronte a una situazione di sicurezza globale divenuta poco chiara, segnata da guerre, crisi, instabilità e incognite, secondo il rapporto la Svizzera deve evitare dipendenze unilaterali e soprattutto essere pronta e in grado di acquisire informazioni, analizzarle e valutarle. I principali strumenti di politica di sicurezza di cui la Svizzera dispone all'estero sono gli addetti alla difesa (AD), gli addetti di polizia, gli addetti per la migrazione (Immigration Liaison Officers, ILO), il Servizio delle attività informative e il servizio diplomatico. Di conseguenza la richiesta di una maggiore autonomia nell'acquisizione delle informazioni si tradurrebbe in un potenziamento di tali strumenti.</p><p>Negli ultimi anni la rete degli addetti alla difesa è stata però ridimensionata. Tra le altre cose è appena stato chiuso il posto di addetto alla difesa in Ucraina, dove si stanno scatenando le nuove tensioni tra l'Occidente e la Russia che minacciano la sicurezza dell'Europa. Anche la rete degli addetti di polizia sembra essere inadeguata agli sviluppi nell'ambito della politica di sicurezza degli ultimi anni, sia per quanto riguarda la disponibilità di personale che per quanto riguarda la disponibilità finanziaria. Vista la crescita dei flussi migratori globali continua a porsi il quesito dell'adeguatezza della rete degli ILO rispetto alle esigenze attuali.</p><p>Questi fatti e questi sviluppi sono in contrapposizione con il rapporto del Consiglio federale. Deve essere possibile garantire ai servizi specializzati, che si occupano delle questioni urgenti in materia di sicurezza all'estero, le risorse finanziarie e di personale. Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Che cosa fa il Consiglio federale per garantire l'autonomia nell'acquisizione e nell'analisi delle informazioni richieste nel rapporto sulla politica di sicurezza?</p><p>2. Quali misure adotta per accelerare l'ampliamento necessario degli strumenti specializzati nell'ambito della politica di sicurezza all'estero?</p><p>3. Il ridimensionamento della rete degli AD non è stato controproducente? Viste le nuove sfide e minacce nell'ambito della politica di sicurezza, la Svizzera non dovrebbe piuttosto ampliare la propria rete di AD?</p><p>4. Ritiene che la rete degli addetti di polizia sia sufficiente per affrontare in modo adeguato i compiti di polizia all'estero nell'ambito della politica di sicurezza (es. lotta al terrorismo, cybercriminalità)?</p><p>5. Ritiene che la rete degli ILO sia sufficiente per affrontare in modo adeguato i compiti nell'ambito della migrazione (p. es. tratta di esseri umani, problematica dei profughi)?</p><p>6. In diversi Paesi rilevanti per la politica di sicurezza la Svizzera non dispone di strumenti di politica di sicurezza propri. Come garantisce che il servizio diplomatico abbia a disposizione sufficiente personale proprio con conoscenze ed esperienze approfondite in ambito militare e della politica di sicurezza, per poter acquisire e analizzare informazioni di politica di sicurezza e militari in modo adeguato anche in questi Stati?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale ritiene che gli addetti alla difesa, gli addetti di polizia e gli addetti per la migrazione siano importanti per acquisire informazioni, valutare la situazione sul posto e collaborare con i Paesi nei quali sono accreditati.</p><p>Il Consiglio federale risponde come segue alle singole domande:</p><p>1. L'autonomia nell'acquisizione delle informazioni per i temi rilevanti dal punto di vista della politica di sicurezza è rafforzata soprattutto dal fatto che il Servizio delle attività informative della Confederazione gestisce una rete di acquisizione orientata agli interessi svizzeri che spazia dalle fonti pubbliche ai servizi partner, dall'esplorazione delle comunicazioni radio e via satellite alle fonti proprie gestite in modo diretto ed esclusivo dal Servizio. Con la messa in atto della legge sulle attività informative verrà rafforzata la capacità di acquisire informazioni in modo autonomo.</p><p>2. Considerando la situazione attuale in materia di risorse, il Consiglio federale non vede sostanzialmente alcuna possibilità di ampliare le reti degli addetti alla difesa, degli addetti di polizia e gli addetti per la migrazione. Desidera però ricordare che anche le rappresentanze all'estero presso le quali non vi sono addetti di questo tipo stilano rapporti rilevanti dal punto di vista della sicurezza nell'ambito della loro normale attività. La presenza degli addetti deve concentrarsi nelle sedi nelle quali sussistono realmente esigenze particolari di informazione e coordinamento. Le varie autorità che dislocano stabilmente persone di collegamento all'estero sono tenute a creare sinergie reciproche.</p><p>3. La rilevanza e l'adeguatezza della rete degli addetti alla difesa viene periodicamente verificata. Sussiste una certa flessibilità che in caso di necessità consente di adeguare rapidamente gli accreditamenti e soprattutto gli accreditamenti speciali. Per quanto riguarda il numero di posti sarebbe auspicabile un ampliamento del dispositivo nei Paesi direttamente rilevanti per la Svizzera in materia di politica di sicurezza. Tuttavia gli adeguamenti del dispositivo dipendono sempre dalle risorse messe a disposizione. La tabella sottostante mostra gli adeguamenti del dispositivo AD della Svizzera negli ultimi dieci anni:</p><table border="1pt" width="452.35pt"><tr><td width="26.35pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Anno</p></td><td width="372.75pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Sedi/cambiamento</p></td><td width="40.1pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Numero</p></td></tr><tr><td width="26.35pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>2005</p></td><td width="372pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Ankara, Belgrado, Berlino, Il Cairo, Kiev, Londra, Madrid, Mosca, Parigi, Pechino, Roma, Stoccolma, Tokyo, Vienna, Washington</p></td><td width="40.1pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>15</p></td></tr><tr><td width="26.35pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>2006</p></td><td width="372pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>+ Islamabad, + New Delhi</p></td><td width="40.1pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>17</p></td></tr><tr><td width="26.35pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>2009</p></td><td width="372pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>+ Abu Dhabi, + Amman, + Giacarta, + Sarajevo, - Tokyo</p></td><td width="40.1pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>20</p></td></tr><tr><td width="26.35pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>2012</p></td><td width="372pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>- Giacarta, - Kiev</p></td><td width="40.1pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>18</p></td></tr><tr><td width="26.35pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>2013</p></td><td width="372pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>- Sarajevo</p></td><td width="40.1pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>17</p></td></tr><tr><td width="26.35pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>2016</p></td><td width="372pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Abu Dhabi, Amman, Ankara, Belgrado, Berlino, Il Cairo, Islamabad, Londra, Madrid, Mosca, New Delhi, Parigi, Pechino, Roma, Stoccolma, Vienna, Washington</p></td><td width="40.1pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>17</p></td></tr></table><p>4. La rete degli addetti di polizia è in linea con le attuali esigenze operative delle autorità di perseguimento penale della Confederazione e dei Cantoni. La rete viene valutata periodicamente e adeguata alla situazione. Gli adeguamenti si effettuano nel quadro delle risorse disponibili. Questo significa che l'apertura di nuove sedi ad esempio in Turchia o in Tunisia presuppone un'adeguata pianificazione delle rinunce in altre sedi. I dipartimenti interessati intendono migliorare in futuro lo sfruttamento reciproco della rete dei propri addetti di polizia e ufficiali di collegamento creando così delle sinergie.</p><p>5. La Svizzera ha un totale di otto posti per Immigration Liaison Officers (ILO), ad Abuja (competente per la Nigeria), Ankara (competente per la Turchia), Beirut (competente per il Libano e per il Vicino Oriente), Colombo (competente per lo Sri Lanka), Dakar (competente per Senegal, Gambia, Guinea, Guinea-Bissau, Mali, Mauritania), Khartoum (competente per il Sudan e il Corno d'Africa), Pristina (competente per Kosovo e Macedonia) e Rabat (competente per il Marocco e Africa del Nord). Con questi posti è oggi possibile coprire le regioni di provenienza più importanti per la Svizzera in materia di procedura di asilo. La dislocazione degli ILO è oggetto di verifiche regolari, e se necessario di adeguamenti, da parte del DFGP e del DFF.</p><p>6. Molti membri del servizio diplomatico hanno maturato - alla centrale di Berna o in sedi all'estero rilevanti per la politica di sicurezza - un'esperienza approfondita nell'ambito delle questioni e dei problemi di politica di sicurezza e hanno steso relativi rapporti all'attenzione dei servizi responsabili in Svizzera. Il DFAE tiene conto di questo aspetto nel riassegnare alcune funzioni mobili incentrate sulla politica di sicurezza. Garantisce inoltre il potenziamento delle competenze in materia di politica di sicurezza facendo sì che giovani diplomatici possano acquisire esperienza in sedi rilevanti per la politica di sicurezza. Per le questioni militari in senso stretto sono competenti gli addetti alla difesa, che non lavorano solo per l'ambasciata svizzera nel loro Paese ospite, ma anche per le ambasciate svizzere di altri Paesi (da una a tre). Nel caso di Stati che costituiscono una priorità assoluta per la Svizzera dal punto di vista della politica di sicurezza, gli organi di condotta in materia di politica di sicurezza hanno inoltre a disposizione mezzi di intelligence per l'acquisizione e l'analisi di informazioni.</p>  Risposta del Consiglio federale.