<h2>SubmittedText<h2><p>Secondo l'OCSE, le tecnologie di cattura e stoccaggio di CO2 dall'aria e dai gas di scarico sono un elemento fondamentale per limitare l'effetto serra. Potrebbero inoltre fornire un contributo sostanziale alla compensazione delle emissioni di CO2 sul territorio nazionale. Le aziende e gli istituti di ricerca svizzeri possono vantare approfondite conoscenze in questo settore. In questo contesto, si pongono le seguenti domande: </p><p>1. Il Consiglio federale come valuta il potenziale presente nelle tecnologie di cattura del CO2? Ritiene che esista la possibilità tecnica ed economica di stoccare anche in Svizzera il CO2 catturato dall'aria?</p><p>2. Il Consiglio federale intende utilizzare il fondo per il clima creato nell'ambito dell'attuale revisione totale della legge sul CO2 anche per il finanziamento di altri progetti di ricerca e sviluppo, in particolare per valutare il potenziale presente in Svizzera? </p><p>3. Quali basi legali dovrebbero essere adeguate o create per consentire anche in Svizzera la cattura e lo stoccaggio del CO2 dall'aria e dai gas di scarico?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1) Secondo la Strategia climatica a lungo termine della Svizzera adottata dal Consiglio federale il 27 gennaio 2021, la quantità di emissioni di gas serra difficili da prevenire e provenienti dall'industria, dalla valorizzazione dei rifiuti e dall'agricoltura ammonterà nel 2050 a circa 12 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti. Queste emissioni dovranno essere compensate con tecnologie di cattura e di stoccaggio del CO2 (CCS) direttamente presso gli impianti e con tecnologie a emissioni negative (NET; rimozione permanente del CO2 dall'atmosfera), al fine di raggiungere l'obiettivo delle emissioni nette di gas serra pari a zero. Nel suo rapporto in adempimento del postulato Thorens Goumaz (18.4211), il Consiglio federale ha commentato più nel dettaglio il potenziale di varie NET. Parte dal presupposto che il CO2 catturato nel nostro Paese sarà in parte immagazzinato nel sottosuolo svizzero - a condizione che si possano sfruttare siti per lo stoccaggio geologico del CO2 - e in parte esportato all'estero, per esempio in siti idonei nel Mare del Nord. È possibile che lo stoccaggio di CO2 a livello nazionale in materiali da costruzione come il cemento acquisti importanza. Tuttavia, queste tecnologie devono essere implementate rapidamente e su larga scala.</p><p>2) Il fondo per il clima istituito nella revisione totale della legge sul CO2 prevede il sostegno di misure di protezione del clima innovative, tra cui anche le tecnologie CCS e NET. Le disposizioni in materia sono concretizzate nella revisione totale dell'ordinanza sulla riduzione delle emissioni di CO2 (ordinanza sul CO2; RS 641.711). Il 14 aprile 2021 il Consiglio federale ha aperto la procedura di consultazione, che si concluderà il 15 luglio 2021.</p><p>3) Al momento restano ancora aperte numerose questioni legali relative all'impiego delle tecnologie CCS e NET. Per esempio, vanno approfonditi il ruolo della Confederazione e dei Cantoni nell'ambito dello stoccaggio geologico del CO2 e le necessarie infrastrutture di trasporto del CO2. Inoltre, vanno chiariti aspetti relativi alla procedura di autorizzazione, agli standard tecnici o ai modelli di finanziamento. Il Consiglio federale affronterà nuovamente la questione delle tecnologie CCS o NET nel messaggio concernente l'Iniziativa per i ghiacciai e il relativo controprogetto diretto. Sulla base del rapporto in adempimento del postulato 18.4211, l'Amministrazione federale, sotto la direzione dell'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM), metterà a punto anche una "roadmap per le NET" che, in linea con la Strategia climatica a lungo termine, illustrerà con maggiore concretezza come conseguire le emissioni negative necessarie entro il 2050.</p>  Risposta del Consiglio federale.