<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di elaborare i disposti esecutivi concernenti la legge federale sull'imposizione degli oli minerali nonché di promuovere iniziative di politica estera, con l'obiettivo di</p><p>- vietare a livello mondiale la produzione di agrocarburanti derivati da derrate alimentari quali l'olio di palma, la soia, i cereali, la colza e le barbabietole da zucchero;</p><p>- abolire le agevolazioni finanziarie (sussidi, esenzioni fiscali, franchigie doganali ecc.) nel caso di agrocarburanti la cui produzione non rispetta gli elevati standard ecologici e sociali ed è "in concorrenza" con la produzione di derrate alimentari o lo sfruttamento sostenibile delle foreste;</p><p>- definire standard ecologici e sociali vincolanti nonché label riconosciute a livello internazionale per i carburanti provenienti da materie prime rinnovabili che non derivano da derrate alimentari. Per stabilire gli standard sociali devono essere osservate almeno le principali convenzioni dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) e le legislazioni nazionali.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Da studi di diversi istituti di ricerca (soprattutto l'istituto di ricerca sull'alimentazione e la politica agricola, FAPRI, nonché l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, OCSE-FAO) emerge che l'aumento dei prezzi delle derrate alimentari dipende da diverse cause, ovvero dalla maggiore richiesta dovuta a fattori demografici e dall'aumento del potere d'acquisto nei Paesi in via di sviluppo più avanzati e dunque dalle nuove abitudini di consumo. A ciò si sono aggiunti, negli ultimi mesi, fattori straordinari, quali siccità o catastrofi naturali in importanti zone di produzione dell'Australia e dell'Asia nonché speculazioni nell'ambito del mercato agricolo mondiale. Il suddetto aumento è stato influenzato, infine, anche dal rincaro dei prezzi degli agenti energetici fossili e dalla richiesta di carburanti provenienti da materie prime rinnovabili.</p><p>Il Consiglio federale è consapevole del fatto che l'incentivazione di questi carburanti richiede cautela e differenziazione. Il comportamento della Svizzera nei confronti dei carburanti biogeni è restrittivo. Con l'entrata in vigore al 1° luglio 2008 della riveduta legge federale sull'imposizione degli oli minerali (LIOm) e dell'Ordinanza sull'imposizione degli oli minerali (OIOm), il nostro Paese è il primo al mondo a introdurre criteri ecologici e sociali vincolanti per l'incentivazione dei carburanti biogeni. Quali esigenze sociali minime valgono le principali convenzioni dell'OIL. L'articolo 19d OIOm definisce in modo sufficientemente preciso le condizioni di produzione socialmente accettabili, le quali rappresentano criteri misurabili. Per il momento si può pertanto rinunciare a ulteriori atti d'esecuzione. Il governo ritiene che attualmente i criteri esistenti relativi all'esenzione fiscale di carburanti biogeni siano sufficienti e conformi al principio secondo cui la produzione di carburanti provenienti da materie prime rinnovabili non deve essere in contrasto con il diritto all'alimentazione e all'acqua né con altri diritti umani. Quando saranno state raccolte sufficienti esperienze con il regolamento vigente, il Consiglio federale effettuerà una valutazione delle condizioni quadro.</p><p>Benché, con il suo operato, esso sia in grado di trasmettere un segnale importante a livello internazionale, il Consiglio federale non possiede la facoltà di imporre un divieto globale. Un tale divieto rappresenterebbe inoltre un duro intervento sul mercato che dovrebbe essere adeguato e motivato dalla difesa di un interesse pubblico (p.es. sanità e ambiente). Il diritto umano all'alimentazione deve in ogni caso prevalere sulla produzione di agrocarburanti. Purché derivati da rifiuti o provenienti da materie prime con un bilancio ecologico globale positivo, i carburanti biogeni possono rappresentare, dal punto di vista della politica climatica, un'interessante alternativa ai carburanti fossili. A livello internazionale, la Svizzera intende pertanto adoperarsi a favore di provvedimenti di incentivazione per carburanti provenienti da materie prime rinnovabili, tenendo innanzitutto conto dei criteri ecologici e sociali.</p><p>Nei confronti delle label, la Confederazione svolge un ruolo sussidiario. Le label sono fondamentalmente un ambito del settore privato. La Confederazione interviene unicamente al fine di migliorare le condizioni quadro oppure eventualmente promuovere iniziative private. Al momento sul mercato non esiste alcuna label per criteri ecologici e sociali riguardanti gli agrocarburanti; sono tuttavia in fase di elaborazione diverse label per carburanti biogeni, come ad esempio l'etichetta ecologica Cigno nordico ("nordic swan"). Anche se richiederà ancora un certo periodo di tempo, la creazione di questi tipi di standard a livello internazionale deve essere auspicata. Il Politecnico federale di Losanna, in collaborazione con un gruppo di rappresentanti ampiamente sostenuti, sta lavorando a una label riconosciuta a livello internazionale per carburanti provenienti da materie prime rinnovabili (bioetanolo, biodiesel e biogas). Questo progetto è sostenuto dalla Confederazione (Ufficio federale dell'energia e Segreteria di Stato dell'economia).</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.