<h2>SubmittedText<h2><p>Da un po' di tempo sui giornali, ma anche nelle lettere alle redazioni, si parla delle prescrizioni, ritenute troppo superficiali, di psicofarmaci a bambini e giovani affetti da DDAI (disturbo da deficit di attenzione e iperattività) in Svizzera. Si tratta soprattutto del farmaco Ritalin, ma anche di prodotti analoghi. Inoltre vengono indicate le conseguenze che un'eventuale somministrazione può avere sulla salute. Chiedo dunque al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. La sostanza attiva del Ritalin (metilfenidato) e i prodotti analoghi sono anfetamine e sottostanno alla legge sugli stupefacenti. Il Consiglio federale è in grado di indicare, in base all'obbligo medico di prescrizione, quanti scolari e adolescenti fino ai 18 anni sono stati curati nel 2004 in Svizzera con il Ritalin, con prodotti analoghi o con altri psicofarmaci? Quali sono le cifre esatte suddivise per cantone, età, sesso e nazionalità degli scolari e adolescenti?</p><p>2. Il Consiglio federale è a conoscenza di casi in cui è stato stabilito un nesso tra la prescrizione di Ritalin o di prodotti analoghi e una successiva tossicodipendenza dei pazienti? I pazienti trattati vengono sorvegliati e assistiti? In caso di risposta negativa, per quale ragione?</p><p>3. Corrisponde al vero che sotto la sorveglianza dell'UFSP vengono somministrati Ritalin o altri prodotti analoghi a tossicodipendenti, in particolare a cocainomani, a scopi sperimentali? In caso di risposta affermativa, da quando? Quanti sono i pazienti? Quali sono le basi giuridiche su cui si fondano questi esperimenti?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Sia il commercio all'ingrosso sia i fabbricanti di sostanze stupefacenti sono minuziosamente controllati da Swissmedic, l'Istituto svizzero per gli agenti terapeutici. Oltre a tenere una contabilità, devono notificare entro un mese a Swissmedic ogni consegna di sostanze stupefacenti. L'Istituto è in grado di ricostruire le tappe percorse dalla sostanza dal momento della produzione al momento della vendita presso il dettagliante. In questo modo si vuole impedire che sostanze di questo tipo possano prendere strade illegali. La dispensazione ai pazienti invece non è più controllata da Swissmedic, ma rientra nella responsabilità dei cantoni. Perciò Swissmedic non dispone di dati sulle prescrizioni, ottenibili solo se le autorità sanitarie cantonali raccolgono e analizzano le prescrizioni di sostanze stupefacenti. A questo riguardo sono state eseguite valutazioni parziali apparse nelle seguenti pubblicazioni: nel bollettino dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) dell'8 aprile 2002 (bollettino UFSP 15/02, pagg. 284-289, articolo sull'evoluzione del numero di prescrizioni di Ritalin nel cantone di Neuchâtel tra il 1996 e il 2000) e nel rapporto su uno studio condotto nel 2001 a Morges sui disturbi da deficit di attenzione e iperattività nei bambini e nei giovani (consultabile all'indirizzo Internet http://www.suchtundaids.bag.admin.ch/imperia/md/content/forschung/50.pdf).</p><p>2. Secondo i dati attualmente a disposizione non sussiste un rischio particolare di sviluppare una tossicodipendenza se le sostanze sono somministrate sotto controllo medico. Lo attestano oltre 3000 indagini condotte a livello mondiale e i cui risultati sono confermati da recenti dichiarazioni di importanti organizzazioni americane di psichiatri. Ci sono per contro indicazioni secondo cui le persone affette da DDAI/DDA (disturbo da deficit di attenzione e iperattività/disturbo da deficit di attenzione) non curate con stimolanti a fini terapeutici (p. es. il Ritalin) corrono un rischio maggiore di sviluppare una dipendenza da sostanze affini. Nella maggior parte dei casi i farmaci sono impiegati per trattamenti integrati (assistenza, psicoterapia, ergoterapia e terapia familiare).</p><p>3. L'UFSP sostiene finanziariamente uno studio pilota per stabilire se il Ritalin è idoneo alla cura della cocainodipendenza. L'analisi è condotta (responsabilità) dalla clinica psichiatrica dell'Università di Basilea.</p><p>L'assistenza e la cura di cocainomani pone particolari difficoltà agli esperti. Fino ad oggi non sono state sviluppate terapie specifiche per questi pazienti. Tuttavia, alcuni tentativi di cura con il metilfenidato (Ritalin) e con interventi di psicoterapia comportamentale di gruppo (cognitive behavioral therapy, CBT) svolti durante studi condotti all'estero hanno ottenuto risultati in parte promettenti.</p><p>Per analizzare in maniera più approfondita l'efficacia delle forme di cura menzionate, tra luglio 2004 e settembre 2005 è stato svolto uno studio pilota su 64 persone che partecipano a una terapia di prescrizione di eroina sotto controllo medico e che consumano regolarmente cocaina. Lo studio è stato concluso alla fine di settembre 2005. Una prima valutazione dei risultati è prevista per gli inizi del 2006. Non appena sarà a disposizione il rapporto finale, verrà deciso insieme ai partner contrattuali quando pubblicarlo o fornire le informazioni a riguardo e in che forma.</p><p>L'articolo 15c capoverso 1 della legge sugli stupefacenti (RS 812.121) e il decreto federale del 20 febbraio 1991 (sulle misure al fine di ridimensionare i problemi dovuti alla droga) forniscono all'UFSP le basi legali per promuovere e finanziare ricerche che abbiano attinenza con la politica dei quattro pilastri. La realizzazione dello studio in questione poggia sulle disposizioni del diritto in materia di agenti terapeutici (ordinanza sulle sperimentazioni cliniche con agenti terapeutici; RS 812.214.2), motivo per cui l'UFSP e Swissmedic collaborano in questo ambito.</p>  Risposta del Consiglio federale.