<h2>SubmittedText<h2><p>Nel mio postulato 13.4156, "Vendita di medicamenti sfusi per ridurre gli sprechi", avevo chiesto al Consiglio federale di studiare a fondo come sperimentare la vendita sfusa di alcuni medicamenti e di presentare un rapporto in merito. Il Collegio governativo ha respinto l'oggetto sottolineando come la vendita sfusa non fosse priva di rischi (conservazione dei medicamenti, etichettatura incompleta che accresce il rischio di confusione o un uso inappropriato, costi supplementari per medici e farmacisti). Ma il problema dello spreco di farmaci, che costa caro alla collettività, rimane. Secondo l'Ufficio federale dell'ambiente, il 30 per cento dei medicamenti acquistati in Svizzera non viene consumato. I vantaggi di una vendita sfusa sono evidenti. Vendere medicamenti sfusi riduce lo spreco e il rischio di automedicazione con le pastiglie rimaste nella confezione. Sarebbe anche un modo per risolvere il problema della resistenza di determinati batteri favorita dal fatto che il paziente non finisce la terapia antibiotica prescrittagli dal medico. La vendita sfusa garantisce inoltre la sicurezza per quanto riguarda l'identificazione e le condizioni di conservazione dei farmaci al domicilio dei pazienti, per esempio grazie alla loro sistemazione in un portapillole, una soluzione adatta in particolare alle persone anziane. Infine, una misura di questo tipo consente all'assicurazione malattie di realizzare ingenti risparmi. Diventa quindi imperativo sperimentare il sistema della vendita sfusa, riservandolo per ora agli antibiotici; i test dovranno avvalersi della partecipazione volontaria dei farmacisti.</p><p>Il Consiglio federale è pertanto incaricato di elaborare le disposizioni necessarie per avviare una fase di test per la vendita di antibiotici sfusi.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Per evitare sprechi, la vendita di medicamenti dovrebbe corrispondere il più possibile al consumo effettivo. Inoltre, le rimanenze di antibiotici utilizzate successivamente senza prescrizione medica come automedicazione o consegnate a terzi possono contribuire significativamente allo sviluppo di antibiotico-resistenze. Una dispensazione di antibiotici corretta e adeguata è dunque estremamente importante, e per questo motivo è stata inserita come misura nella Strategia contro le resistenze agli antibiotici.</p><p>In Svizzera, la vendita di medicamenti sfusi (vendita di singole unità di una confezione) è in principio ammessa e rientra nella responsabilità dei Cantoni. Nonostante la mancanza di dati sui possibili effetti, si può ritenere che questa prassi sia poco diffusa. Uno studio pubblicato recentemente in Francia sulla vendita sfusa di 14 antibiotici selezionati ha mostrato che in oltre la metà dei casi il dosaggio prescritto non corrispondeva alla grandezza della confezione. La vendita sfusa ha permesso di ridurre il numero di pastiglie dispensate del 10 per cento, facendo registrare tra l'altro un aumento inaspettato della compliance. Mentre nel gruppo di pazienti esaminati soltanto i due terzi hanno assunto l'intera dose prescritta, con la vendita sfusa questa quota ha superato il 90 per cento.</p><p>Lo studio francese rileva una potenziale utilità della vendita di antibiotici sfusi nella lotta alle antibiotico-resistenze e allo spreco di medicamenti. Per questo motivo il Consiglio federale propone di svolgere uno studio pilota analogo allo scopo di conoscere la prassi in materia di prescrizione di antibiotici e analizzare i possibili effetti della vendita sfusa sulla qualità, la sicurezza, l'efficacia, l'appropriatezza e l'economicità. La partecipazione ai costi della Confederazione verrebbe finanziata tramite le risorse già a disposizione.</p>  Il Consiglio federale propone di accogliere la mozione.