<h2>SubmittedText<h2><p>In un comunicato del 2 giugno 2017 il Consiglio federale ha annunciato che la revisione della legge sull'IVA, adottata dal Parlamento il 30 settembre 2016, sarebbe entrata in vigore il 1° gennaio 2018. Tuttavia, ha aggiunto quanto segue: "La regolamentazione per le vendite per corrispondenza entrerà in vigore con un ritardo di un anno, ovvero solo il 1° gennaio 2019, poiché per motivi tecnici la Posta Svizzera necessita di più tempo per attuare le disposizioni di legge. Le imprese di vendita per corrispondenza saranno quindi assoggettate all'IVA dal 2019 se con tanti piccoli invii esenti dall'imposta sull'importazione realizzano una cifra d'affari di almeno 100 000 franchi all'anno ... Queste misure permettono di ridurre gli svantaggi che le imprese elvetiche subiscono rispetto ai loro concorrenti esteri."</p><p>L'attuale regolamentazione sull'IVA, la cui validità è stata prolungata di un anno per "ragioni tecniche" invocate dalla Posta, prevede che gli invii gravati da un importo IVA inferiore a 5 franchi siano esenti dall'imposta sull'importazione. È pertanto possibile eludere l'IVA acquistando libri per un importo non superiore a 200 franchi o altri beni soggetti all'aliquota ordinaria del 7,7 per cento per un importo non superiore a 65 franchi. Questa regolamentazione offre un vantaggio competitivo ai rivenditori on line stranieri, ad esempio Amazon, a discapito delle aziende svizzere.</p><p>1. Quali sono le "ragioni tecniche" che hanno impedito alla Posta di applicare dal 1° gennaio 2018 le nuove disposizioni legali relative alla vendite per corrispondenza e che hanno spinto il Consiglio federale a decidere di rimandare l'entrata in vigore di tali disposizioni al 1° gennaio 2019, ovvero con un ritardo di un anno?</p><p>2. Come si spiega il fatto che la Posta sia l'unica azienda che ha avuto bisogno del periodo supplementare di un anno per mettere in atto le nuove disposizioni legali?</p><p>3. Se, per ipotesi, la Posta non fosse la sola azienda toccata dai problemi tecnici in questione, perché il Consiglio federale ha menzionato solo la Posta nel suo comunicato del 2 giugno 2017?</p><p>4. In quali circostanze il Consiglio federale ha già tenuto conto delle "ragioni tecniche" invocate da un'azienda per ritardare l'entrata in vigore di una parte di una legge adottata dal Parlamento?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Le modalità di attuazione della regolamentazione relativa alla vendita per corrispondenza della Posta Svizzera non sono del tutto paragonabili a quelle di altre imprese analoghe (ad es. corrieri, spedizionieri). Mentre queste ultime stipulano un contratto di spedizione o di trasporto con il mittente e ricevono da esso le istruzioni su come procedere allo sdoganamento, nell'ambito del traffico postale fondato sulle disposizioni della Convenzione postale universale la Posta Svizzera non ha alcun rapporto contrattuale con il mittente. In virtù di tale convenzione essa è tenuta a prendere in carico i beni introdotti in territorio svizzero per via postale (traffico UPU) e a consegnarli al destinatario. Nella maggior parte dei casi la Posta Svizzera non conosce l'identità del mittente di questi invii postali e non sa nemmeno se il mittente è iscritto nel registro dei contribuenti IVA in base alla regolamentazione della vendita per corrispondenza. Tuttavia, secondo questa nuova regolamentazione, la Posta Svizzera è tenuta a fatturare l'imposta sull'importazione che versa all'Amministrazione federale delle dogane (AFD) all'impresa di vendita per corrispondenza iscritta nel registro dei contribuenti IVA oppure - nel caso in cui il mittente non sia assoggettato all'imposta - a chiedere il pagamento dell'imposta sull'importazione al consumatore finale. Nell'ambito della procedura di consultazione concernente la revisione dell'ordinanza sull'IVA, la Posta Svizzera, unica azienda ad aver segnalato questi problemi nel traffico postale, ha chiesto di rinviare l'entrata in vigore delle pertinenti disposizioni.</p><p>2. Il rinvio di un anno dell'introduzione della regolamentazione della vendita per corrispondenza, posticipata al 1° gennaio 2019, serve semplicemente a rendere possibile l'attuazione di questa difficile procedura e ad evitare al consumatore finale svizzero una doppia imposizione, che potrebbe sorgere se al consumatore finale venisse fatturata a torto sia l'imposta sulle prestazioni eseguite sul territorio svizzero computata dall'impresa di vendita per corrispondenza sia l'imposta sull'importazione. Per quanto riguarda la procedura di dichiarazione doganale, occorre definire in particolare chi deve fornire informazioni, quali, a chi e in che modo, al fine di applicare la regolamentazione della vendita per corrispondenza nel traffico postale. Inoltre, la nuova regolamentazione deve essere implementata nel sistema informatico di sdoganamento della Posta, e ciò richiede un certo lasso di tempo. La Posta Svizzera è l'unica azienda a risentire direttamente e in questa portata della problematica suesposta.</p><p>3. Quale dichiarante doganale di invii nel traffico UPU in Svizzera, la Posta Svizzera è l'unica azienda toccata da tali problemi tecnici. La mancata attuazione della regolamentazione nel traffico postale avrebbe conseguenze per migliaia di suoi clienti (imprese di vendita per corrispondenza e, soprattutto, consumatori finali). In questo contesto è giustificato porre in vigore la regolamentazione della vendita per corrispondenza un anno dopo le altre disposizioni della legge sull'IVA riveduta.</p><p>4. Per rispondere alla domanda occorrerebbe effettuare ampi accertamenti. Considerando il dispendio di risorse correlato, il Consiglio federale ha rinunciato a procedere in tal senso. Tuttavia, sulla base delle informazioni attualmente disponibili, il Consiglio federale non è al corrente di casi analoghi. </p><p>Infine è opportuno precisare che l'Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC), in collaborazione con l'AFD, d'intesa con la Posta Svizzera e a seguito di una consultazione pubblica degli ambienti interessati, a metà febbraio 2018 ha emanato delle istruzioni affinché la regolamentazione della vendita per corrispondenza sia attuata in modo corretto da parte di tutti gli attori coinvolti.</p>  Risposta del Consiglio federale.