<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale condivide il desiderio dell'autore di una maggiore cooperazione della </p><p>Svizzera con i Paesi del Bacino a Sud e a Est del Mediterraneo, non solo per la loro </p><p>vicinanza geografica o per gli importanti legami storici, ma anche perché questa regione </p><p>sta vivendo un difficile periodo di transizione (crisi interne, problemi generali di sviluppo, </p><p>conflitti latenti o aperti). Questo contesto rende necessario da parte della Svizzera un </p><p>rafforzamento del dialogo e del suo impegno, in particolare nel settore della cultura. </p><p></p><p>Gli interessi della Svizzera coincidono con quelli dei suoi vicini europei e comprendono </p><p>diversi settori (sicurezza, migrazioni, sviluppo economico e sociale ecc.). Ciò nonostante, </p><p>non essendo membro dell'Unione europea, la Svizzera non ha accesso alle strutture </p><p>multilaterali istituite dai nostri vicini con i loro partner dell'area del Mediterraneo. Deve </p><p>quindi concentrare la sua cooperazione nell'ambito di organizzazioni di cui fa parte o agire </p><p>a livello bilaterale. A questo proposito può contare sui suoi punti forti, in particolare sulla </p><p>sua presenza diplomatica ed economica in ognuno dei Paesi del Mediterraneo, </p><p>sull'importanza a livello internazionale delle sue città e delle sue università, sulla sua </p><p>tradizione umanitaria e sul suo modello di coesistenza tra diverse comunità linguistiche e </p><p>religiose.</p><p></p><p>Nel suo rapporto scritto del 5 aprile 1995 in risposta alla mozione Spielmann "Zona di </p><p>scambio culturale ed economico con i Paesi del Bacino mediterraneo" (95.3046), il cui </p><p>contenuto è essenzialmente ripreso nella presente mozione, il Consiglio federale aveva </p><p>indicato i settori nei quali la Svizzera è attiva nel Mediterraneo. Aveva inoltre espresso la </p><p>sua volontà di intensificare la sua presenza e il suo impegno, concludendo con la proposta </p><p>di togliere di ruolo la mozione.</p><p></p><p>Da allora, le preoccupazioni del Consiglio federale nei confronti dei Paesi del Bacino a </p><p>Sud e a Est del Mediterraneo sono rimaste costanti. Nel suo "Rapporto sulla politica estera </p><p>2000" sottolinea che "gli sviluppi in questa regione richiedono un'attenzione costante da </p><p>parte della politica estera e di sicurezza della Svizzera" e definisce questa regione "una </p><p>priorità geografica". Un ampio lavoro di consultazione e di riflessione interdipartimentale </p><p>riguardante questa stessa regione sta peraltro terminando; si è concretizzato con la </p><p>redazione di una "strategia di politica estera della Svizzera per il Bacino a Sud e a Est del </p><p>Mediterraneo" che sarà comunicata al Parlamento al momento opportuno. Questo </p><p>documento è uno strumento di attuazione della politica estera della Svizzera nel Bacino </p><p>mediterraneo allo scopo di promuovere al meglio i suoi interessi, in particolare politici ed </p><p>economici, ma anche di rafforzare le relazioni reciproche mediante il dialogo tra le culture, </p><p>le religioni e le civilizzazioni, scambi scientifici e programmi di cooperazione. </p><p></p><p>Nei settori sociale, culturale e umanitario, la Svizzera si dimostra molto attiva : organizza </p><p>conferenze (ad es. ad Amman sui "conflitti e le religioni nel Medio Oriente" o a Nazareth su </p><p>"l'entrata nel nuovo millennio: i diritti del fanciullo") o manifestazioni itineranti (esposizioni </p><p>di Mario Botta e del fotografo Michael von Graffenried) e partecipa a festival artistici </p><p>(musica, cinema, letteratura, architettura). In occasione dell'anno del "dialogo delle </p><p>civilizzazioni" delle Nazioni Unite, un progetto iniziato dall'Iran, la Svizzera partecipa </p><p>attivamente versando in particolare un aiuto finanziario diretto al segretario generale </p><p>dell'ONU, ma anche collaborando all'organizzazione dei colloqui (es. "Africanità e </p><p>universalità di Sant'Agostino" ad Algeri) o attuando progetti concernenti la società civile </p><p>(per es. le donne). Infine, un'antenna della fondazione Pro Helvetia è stata aperta al Cairo, </p><p>allo scopo di favorire progetti culturali orientati anch'essi al dialogo e alla comprensione </p><p>reciproca. La Svizzera promuove inoltre gli scambi interuniversitari, concedendo in </p><p>particolare borse di studio. In materia di diritti dell'uomo e di diritto umanitario, sono stati </p><p>presi provvedimenti bilaterali allo scopo di promuovere il rispetto degli standard umanitari </p><p>fondamentali, in particolare in occasione delle visite che il capo del DFAE ha effettuato in </p><p>Algeria, Tunisia, Egitto, Siria, Libano, Israele, nei Territori palestinesi e in Turchia e delle </p><p>visite effettuate dal segretario di Stato del DFAE in Marocco e in Libia. L'aiuto allo sviluppo </p><p>si manifesta sotto forma di progetti diversi come quello della formazione professionale </p><p>delle donne, del sostegno all'agricoltura, del sostegno all'attività delle ONG o di programmi </p><p>di controllo, di gestione e di riciclaggio dei rifiuti. La Svizzera intende proseguire e </p><p>intensificare queste attività, in particolare quelle che servono a creare ponti tra le culture e </p><p>le civilizzazioni.</p><p></p><p>Nell'ambito dell'Organizzazione internazionale della Francofonia, assieme a Francia, </p><p>Monaco, Marocco, Tunisia, Egitto, Libano, ma anche Albania e Macedonia, la Svizzera </p><p>partecipa inoltre a una cooperazione, pur non limitata al Bacino mediterraneo, in cui il </p><p>francese è il vettore di valori comuni soprattutto in campo culturale. Il prossimo vertice </p><p>dell'Organizzazione avrà luogo a Beirut nell'ottobre 2001 sul tema del dialogo tra le </p><p>culture. Nell'ambito dell'UNESCO, infine, i programmi interculturali concernono anche </p><p>questa regione: ad esempio, il Comitato esecutivo della campagna internazionale per </p><p>l'istituzione del Museo della Nubia ad Assuan e del Museo nazionale della civilizzazione </p><p>egiziana al Cairo è presieduto da un rappresentante svizzero, il professor Michel Vallogia </p><p>dell'Università di Ginevra. </p><p></p><p>Le domande dell'autore della mozione sono quindi soddisfatte.</p>  Il Consiglio federale propone di togliere la mozione di ruolo.