<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Sin dal 1977 (gruppo di lavoro Jeanmaire della CG), le Camere esigono un disciplinamento dei controlli di sicurezza che sia conforme alle norme dello Stato di diritto. Nel 1986 esse avevano deciso che un siffatto disciplinamento non aveva posto nella legge sullo statuto dei funzionari; all'inizio degli anni Novanta disposizioni analoghe erano state cancellate dalla legge federale sull'esercito e rinviate alla futura legge sulla protezione dello Stato.</p><p></p><p>Un nuovo rinvio di tale compito legislative non solo non risolve nessuna questione, anzi rinvia alle calende greche questo progetto legislative, urgente da vent'anni. La certezza che i posti chiave dell'amministrazione e dell'esercito siano occupati da persone degne di fiducia, non siano ricattabili o corrompibili è fattore importante di stabilità dello Stato. Il controllo di questi criteri di sicurezza è in gran parte basato sulla consultazione di informazioni delle quali dispongono polizia e autorità preposte al perseguimento penale. S'impone quindi senz'altro disciplinare i controlli di sicurezza nella legge federale sulle misure per la salvaguardia della sicurezza interna. La circostanza che un servizio specializzato all'esterno dell'organizzazione della polizia esegua i controlli, non giustifica di per sé che sia promulgata una legge speciale. A quest'osservazione si aggiunga poi il fatto che il Consiglio degli Stati che ha trattato il progetto come primo Consiglio non abbia contestato il disciplinamento dei controlli di sicurezza proposti della pertinente sezione, ma introdotto soltanto alcune esemplificazioni e miglioramenti elaborati in comune dalla Commissione e dal Parlamento.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.