<!DOCTYPE html> <html lang="it"><head><meta charset="utf-8"/></head><body><div class="WordSection1"> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td colspan="2" valign="top"> <p class="MsoNormal"> </p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><img alt="" height="38" id="Immagine 5" src="http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&amp;WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&amp;WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&amp;OmnisLibrary=JURISWEB&amp;OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&amp;OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&amp;Parametername=WWWTI&amp;Schema=TI_WEB&amp;Source=&amp;Aufruf=getImage&amp;nF38_KEY=294714" width="37"/></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><img alt="" height="25" id="Immagine 6" src="http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&amp;WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&amp;WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&amp;OmnisLibrary=JURISWEB&amp;OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&amp;OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&amp;Parametername=WWWTI&amp;Schema=TI_WEB&amp;Source=&amp;Aufruf=getImage&amp;nF38_KEY=294715" width="21"/></p> </td> <td valign="top"><a id="X_NOT_ACTUALIZE"></a> <p class="MsoNormal"> </p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Incarto n.<br/> </span>11.2020.137</p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Lugano</span></p> <p class="MsoNormal"><a id="IN_DATA_DECISIONE">18 marzo 2021</a>/rg</p> </td> <td colspan="3" valign="top"> <p class="MsoNormal">In nome<br/> della Repubblica e Cantone<br/> Ticino</p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> <tr> <td colspan="6" valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span>La prima Camera civile del Tribunale d'appello</span></b></p> </td> </tr> <tr> <td colspan="6" valign="top"> <p class="MsoNormal"> </p> </td> </tr> <tr> <td colspan="6" valign="top"> <p class="MsoNormal"> </p> </td> </tr> <tr> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>composta dei giudici:</span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>G. A. Bernasconi, presidente,</span></p> <p class="MsoNormal"><span>Giani e Grisanti</span></p> </td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>vicecancelliera:</span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>F. Bernasconi</span></p> </td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>sedente per statuire nella causa </span><span>DM.2019.59</span><span> (divorzio su azione di un coniuge: provvedimenti cautelari) della Pretura del Distretto di Bellinzona promossa con petizione del</span></p> <p class="MsoNormal"><span>30 aprile 2019</span><span> da</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"><a id="INIZIO_TESTO"></a> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span> AO 1 </span></b><span> </span></p> <p class="MsoFooter"><span>(patrocinato dall'avv. PA 2 )</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> </tr> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>contro</span></p> </td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable" width="0"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span> </span></b></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span> AP 1<span> </span> </span></b><span> </span></p> <p class="MsoFooter"><span>(patrocinata dall'avv. PA 1 ),</span></p> </td> </tr> </table> <p class="R1"> </p> <p class="R1">giudicando sull'appello del 2 ottobre 2020 presentato da AP 1 contro il decreto cautelare emesso dal Pretore il 24 settembre 2020;</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1">Ritenuto</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"><b>in fatto: A.</b> AO 1 (1959), cittadino italiano, divorziato, padre di quattro figli (tutti maggiorenni) e AP 1 (1965), cittadina brasiliana, divorziata, madre di<span> due figli (entram­bi maggiorenni</span>) si sono sposati a __________ il 17 febbraio 2012. <span>Dal matrimonio non è </span>nata prole<span>. </span>Il marito è invalido al 50% e per il resto è attivo nel settore immobiliare.<span> La moglie ha collaborato durante la comunione domestica all'attività del marito, lavorando inoltre presso terzi come addetta delle pulizie. I coniugi vivono separati dal 22 febbraio 2017.</span></p> <p class="R1"><span> <b>B.</b> Nell'ambito di una procedura a tutela dell'unione coniugale promossa da AO 1 davanti al Pretore del Distretto di Riviera, con istanza del 24 agosto 2018 AP 1 ha chiesto al Pretore di decretare in via cautelare una restrizione <span>della facoltà di disporre sulla</span></span><span> particella n. 1198 RFD di __________,</span> sezione __________, appartenente al marito, su cui sorge un immobile composto di tre proprietà per piani (dalla n. 8964 alla n. 8966). Il 12 ottobre 2018 le parti hanno comunicato al Pretore di avere<span> raggiunto un accordo in virtù del quale il notaio __________ __________ avreb­be trattenuto dal provento della vendita di un altro immobile appartenente al marito l'importo di fr. 62</span><span> </span><span>602.80, il marito impegnandosi a versare alla moglie un acconto di fr. 15</span><span> </span><span>000.– sulla liquidazione del regime dei beni. AO 1 ha consentito inoltre a iscrivere una restrizione della facoltà di disporre sulla</span> nota particella n. 1198. Il <span>17 ottobre 2018 il Pretore ha </span>omologato</p> <p class="R1"><b><span> </span></b>l'accordo e ha ordinato all'<span>ufficiale del registro fondiario di annotare </span>la restrizione del potere di disporre<span> sulla particella n. 1198 </span>(inc.<span> SO.2017.21</span> e CA.2018.43). La procedura a tutela dell'unio­ne coniugale è poi stata sospesa.</p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>C.</b> </span><span>Il 30 aprile 2019 AO 1 ha introdotto azione di divorzio davanti al Pretore del Distretto di Bellinzona, proponendo di rinunciare a contributi alimentari tra coniugi, di respingere ogni eventuale pretesa della moglie in liquidazione del regime dei beni e di suddividere <span>gli averi previdenziali maturati dai coniugi durante il matrimonio. All'udienza di conciliazione, tenutasi il 29 maggio 2019, i coniugi si sono accordati sullo sblocco del-</span></span></p> <p class="R1"><b><span> </span></b><span>­l'avere depositato sul conto del notaio __________ __________ in ragione di metà ciascuno, ‟impregiudicata ogni pretesa in liquidazione dei rapporti tra le parti e a valere come acconto sulla pretesa finale rivendicata dalla moglie”. Essi si sono intesi altresì sul mantenimento della restrizione riguardante il potere di disporre sulla particella n. 1198. All'udienza il Pretore ha accertato l'esistenza del motivo di divorzio. Rimanendo litigiose le relative conseguenze, egli ha assegnato alla convenuta un termine di 30 giorni per presentare il memoriale di risposta. In tale allegato, del 7 febbraio 2020, AP 1 ha rivendicato un contributo <span>alimentare di fr. 500.– mensili, come pure il versamento di fr. 274</span></span><span> </span><span>698.60</span><span> in liquidazione del regime dei beni e di fr. 50</span><span> </span><span>000.– quale “indennità per gli averi pensionistici”. La causa è attualmente al secon­do scambio di atti scritti.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>D. </b>Nel frattempo, intenzionato a vendere la proprietà per piani n. 8964 della particella n. 1198, AO 1 ha chiesto</span></p> <p class="R1"><b><span> </span></b><span>il 27 gennaio 2020 al Pretore di cancellare la restrizione della</span></p> <p class="R1"><span> facol­tà di disporre gravante tale fondo. Invitata a esprimersi, il 7 febbraio 2020 AP 1 ha avversato la richiesta. Con decreto cautelare del 13 febbraio 2020 il Pretore ha accolto l'istanza e il 19 giugno successivo AO 1 ha venduto l'appartamento.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>E.</b> Il 22 luglio 2020 AO 1 si è nuovamente rivolto al Pretore per ottenere la cancellazione della restrizione del potere di disporre a carico della proprietà per piani n. 8965. Nelle sue osservazioni del 7 agosto 2020 la moglie ha postulato anche in questo caso il rigetto dell'istanza. Statuendo con decreto cautelare del 24 settembre 2020, il Pretore ha ordinato la cancellazio­ne richiesta, senza riscuotere spese né assegnare ripetibili.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>F. </b></span>Contro il decreto cautelare appena citato AP 1 è insorta a questa Camera con un appello del 2 ottobre 2020 per ottenere la riforma del giudizio impugnato nel senso di respingere l'istanza del marito e di mantenere la restrizione del potere di disporre sulla proprietà per piani n. 8965. Nelle sue osservazioni del 2 novembre 2020 AO 1 propone di respingere l'appello.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1">Considerando</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"><b>in diritto: 1.</b> <span>Le decisioni in materia di provvedimenti cautelari </span>(art. 276 cpv. 1 CPC) sono adottate con la <span>procedura sommaria (art. 248 lett. d</span> CPC) e sono <span>appellabili perciò entro </span>10 giorni dalla notificazione (art. 314 cpv. 1 CPC), sempre che, ove si tratti di controversie meramente patrimoniali, il valore litigioso raggiungesse almeno fr. 10<span> </span>000.– “secondo l'ultima conclusione riconosciuta nella decisione” impugnata (art. 308 cpv. 2 CPC). Dandosi <span>una restrizione del potere di disporre, </span><span>i</span><span>l valore litigioso corrisponde, alla stessa stregua di quanto vale per un provvedimento <span>assicurativo a tutela della devoluzione ereditaria </span>o per un sequestro, al valore venale del bene oggetto del provvedimento, dedotto l'onere ipotecario <span>(I CCA sentenza inc. 1</span></span><span>1.2016.127 del 17 luglio 2018 consid. 12 con rinvio)</span><span>. Premesso ciò, in concreto, il valore litigioso risulta di fr. 70</span><span> </span><span>000.– (</span><span>fr. 635</span><span> </span><span>000.–</span><span> ./. fr. 490</span><span> </span><span>000.–). </span>Quanto alla tempestività del rimedio giuridico, il decreto impugnato è pervenuto al patrocinatore della moglie il 25 settembre 2020 (tracciamento del­l'invio n. __________, agli atti). Presentato il 2 ottobre 2020, l'appello in esame è pertanto ricevibile.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> <b>2.</b> Il Pretore ha accolto l'istanza cautelare del marito, non essendo dato a divedere – né la moglie revocando in dubbio – “come il mantenimento della restrizione a carico della economicamente equivalente proprietà per piani n. 8966 non possa essere da sé solo suscettibile di assicurare le sue pretese”. Secondo il Preto­re, di fronte a un carico ipotecario di fr. 270<span> </span>000.–, il valore della proprietà per piani n. 8966, di fr. 635<span> </span>000.–, basta sicuramente per garantire le pretese della moglie in liquidazione del regime dei beni.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> <b>3.</b> <span>L'appellante contesta che il valore della proprietà per piani n. 8966</span> sia sufficiente per garantire la sua pretesa in liquidazione del regime dei beni, da lei quantificata in fr. 274<span> </span>689.60. A suo parere, i dati considerati dal Pretore sono erronei. Dagli stessi si evince infatti – essa adduce – un debito ipotecario, il 15 luglio 2020, di fr. 765<span> </span>000.–, “per cui deducendo fr. 145<span> </span>000.– come indicato rimarrebbero fr. 490<span> </span>000.–, dunque non fr. 270<span> </span>000.–”. Inoltre, es­sa soggiunge, “dal doc. O emerge che per esserci un debito di soli fr. 270<span> </span>000.– occorra un ammortamento di fr. 490<span> </span>000.–, ipotesi incerta e non provata”. Sulla base dei calcoli dell'appellante, dunque, al marito rimarrebbero soltanto fr. 60<span> </span>000.–, somma insufficiente per garantire la pretesa di lei. Contrariamente all'opinione del Pretore, essa continua, il primo appartamento è stato venduto per fr. 550<span> </span>000.–, sicché “non può essere considerato un valore di fr. 635<span> </span>000.– per l'altro”. L'appellante fa valere inoltre che la proprietà per piani n. 8966 consta essere gravata da ipoteche per fr. 880<span> </span>000.– (senza che sia noto l'attuale aggravio), di modo che tale bene non può garantire la sua spettanza. Per di più, essa epiloga, la situazione finanziaria del marito è precaria, giacché costui è in arretrato con il pagamento delle imposte e ha accumulato ulteriori debiti.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> <b>4.</b> Nel caso in esame AO 1 ha chiesto di cancellare la restrizione della facoltà di disporre sulla proprietà per piani n. 8965, poiché intenzionato a venderla. Non risulta che egli si sia rivolto alla moglie per ottenere il consenso e che costei si sia rifiutata di rilasciarlo (art. 178 cpv. 1 in fine CC). Ciò non gli impedisce di adire il giudice per ottenere la soppressione del provvedimento, rendendo verosimile che per quanto riguarda l'operazione prospettata non sussistono più i presupposti dell'art. <span>178 cpv. 1 CC (<span>Hausheer/Reusser/Geiser</span> in: Berner Kommentar, edizione 1999, n. 17a ad art. 178 CC; <span>Deschenaux/Steinauer/ Baddeley</span>, Les effets du mariage, 3ª edizione, pag. 454 seg. n. 708c e 708d; <span>Isenring/Kessler </span>in: Basler Kommentar, ZGB I, 6ª edizione, n. 15 ad art. </span>178). </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> Ora, secondo l'art. 178 cpv. 1 CC<span>, applicabile per analogia ai provvedimenti cautelari nelle cause di stato (sentenza del Tribu-nale federale 5A_866/2016 del 3 aprile 2017 consid. 4.1.1; cfr. anche RtiD I-2019 pag. 510 consid. 4; I-2010 pag. 697 consid. 5), </span>se appare necessario per assicurare le basi economiche della famiglia o per adempiere un obbligo patrimoniale derivante dall'unione coniugale, il giudice, ad istanza di un coniuge, può subordinare al consenso di questo la disposizione di determinati beni da par­te dell'altro. La norma mira a evitare che un coniuge, procedendo ad atti di disposizione volontari, si metta nell'impossibilità di far fronte ai propri obblighi pecuniari nei confronti dell'altro, sia che tali obblighi derivino dagli effetti generali del matrimonio sia che derivino dal regime dei beni matrimoniali (RtiD I-2020 pag. 602 consid. 5 con rinvii, I-2019 pag. 507 consid. 6). Mette a rischio “obblighi patrimoniali derivanti dal­l'unione coniugale” il coniuge che, in particolare, espone a pericolo le pretese derivanti all'altro coniuge dal regime dei beni, che si tratti – per limitarsi alla partecipazione agli acquisti – del diritto all'au­mento (art. 215 segg. CC), alla partecipazione al plusvalore (art. 206 CC), al compen­so tra acquisti e beni propri (art. 209 CC) o all'attribuzione di suppellettili (art. 219 CC; RtiD I-2019 pag. 508 consid. 7b). </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> <b>5. </b>In concreto v'è da domandarsi anzitutto se le argomentazioni ad<span>dotte in appello siano ricevibili. In prima sede – come ha rilevato il Pretore – la convenuta non ha contestato il valore di fr. 635</span><span> </span><span>000.–</span> della proprietà per piani n. 8966 né il programma di ammortamento deciso dalla banca creditrice, secondo cui il carico ipotecario gravante quel fondo va ridotto a fr. 270 000.–. La ricevibilità delle relative censure, formulate per la prima volta in appello, appare dunque più che dubbia (art. 317 cpv. 1 CPC). <span>Si volesse anche </span>transigere in proposito<span>, l'appello non sarebbe destinato a miglior sorte, come si vedrà in appresso.</span></p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> <b>a)</b> In merito al valore di fr. 635<span> </span>000.– riferito alla proprietà per piani n. 8966, che in ogni modo rimane oggetto di restrizione del potere di disporre, il paragone adombrato dall'appellante con il prezzo di vendita della proprietà per piani n. 8964, di fr. 550<span> </span>000.– (doc. I), non appare sostenibile. L'unità n. 8964 rappresenta <sup><span>288</span></sup>/<sub>1000</sub> del fondo di base, mentre l'unità n. 8966 è di <sup><span>372</span></sup>/<sub>1000</sub>. La tipologia dei due appartamenti poi è diversa: l'unità n. 8966 si trova al secondo piano, dispone di un servizio in più e della terrazza. Quanto alla proprietà per piani n. 8965, pari a <sup><span>340</span></sup>/<sub>1000</sub> del fondo base, essa ha il medesimo numero di locali della n. 8966 e il suo prezzo di vendita è stato fissato dalla società immobiliare incaricata dell'alienazione in fr. 635<span> </span>000.– (doc. Q), non molto lontano da quello stimato dalla banca creditrice ipotecaria (tra fr. 620<span> </span>000.– e fr. 635<span> </span>000.–: doc. O). A livello di verosimiglianza nulla indu-ce a supporre che tale valutazione non sia attendibile e non corrisponda al prezzo di mercato di analoghi appartamenti __________. Il tutto senza dimenticare che l'appellante medesima quotava il valore della proprietà per piani n. 8966 in fr. 650<span> </span>000.– (risposta di merito del 7 febbraio 2020, pag. 7 in alto), importo finanche superiore a quello accertato dal Pretore.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> <b>b) </b>Relativamente al carico ipotecario, è vero che dall'estratto del registro fondiario risulta iscritta sulla proprietà per piani n. 8966 una cartella ipotecaria registrale di fr. 880<span> </span>000.– (doc. 2) e che il 15 luglio 2020 l'aggravio ammontava ancora a fr. 765<span> </span>000.– (doc. O). Tale importo costituisce nondimeno l'onere complessivo gravante collettivamente le proprietà per piani n. 8965 e 8966. Secondo il programma di rientro della __________, con la vendita dell'unità 8965 il debito ipotecario a carico della proprietà per piani n. 8966 si ridurrà di fr. 490<span> </span>000.–, onde un debito residuo di fr. 270<span> </span>000.– al massimo (doc. O). Contrariamente al­l'asserto dell'appellante, poi, dagli atti non risulta che al marito rimarrebbero soli fr. 60<span> </span>000.–, giacché tale importo corrisponde al presumibile provento netto della vendita della proprietà per piani n. 8965 (doc. O). Detto altrimenti, tale cifra non è in alcun rapporto con la proprietà per piani n. 8966, a carico della quale rimane annotata la restrizione della facoltà di disporre. Quale sia poi la rilevanza ai fini del giudizio delle modalità con cui il marito ha finanziato i lavori sulla particella n. 1198 non è dato di comprendere, né l'appellante spiega.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"><b> c) </b>Non si disconosce che AO 1 ha accumulato debiti per complessivi fr. 145<span> </span>545.– (doc. S e T). Se non che, dopo avere estinto tali debiti con il ricavo della vendita del­l'appartamento n. 8965 (stimato fr. 60<span> </span>000.–: doc. O), lo scoperto ammonterebbe a circa fr. 85<span> </span>545.–. Visto che egli rimane titolare di un appartamento del valore di fr. 635<span> </span>000.–, dopo avere estinto il debito ipotecario di fr. 270<span> </span>000.– e debiti privati per fr. 85<span> </span>545.–, a un esame di verosimiglianza gli rimangono fr. 279<span> </span>455.–, sufficienti per garantire il credito della moglie in liquidazione del regime dei beni (di fr. 235<span> </span>939.60), considerato che AP 1 ha già ricevuto almeno fr. 38<span> </span>750.– a titolo di anticipo (sopra, consid. C). Ne discende che la conclusione del Pretore volta a cancellare la restrizione della facoltà di disporre sulla proprietà per piani n. 8965 resiste alla critica. Privo di consistenza, l'appello vede così la sua sorte segnata.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> <b>6.</b> Le spese processuali seguono la soccombenza dell'appellante (art. 106 cpv. 1 CPC). Quanto alle ripetibili, AO 1 postula un'indennità di fr. 2000.–, calcolata in applicazione della tariffa secondo il valore prevista all'art. 11 cpv. 1 del regolamento sulla tariffa per i casi di patrocinio d'ufficio e di assistenza giudiziaria e per la fissazione delle ripetibili (RL 178.310). Per costan­te giurisprudenza di questa Camera, tuttavia, nelle cause vertenti sull'emanazione di provvedimenti cautelari in cause di divorzio</p> <p class="R1"><b> </b>(o di misure a protezione dell'unione coniugale) le ripetibili sono definite in base al dispendio di tempo (retribuito fr. 280.– orari: art. 12 del regolamento citato) che un avvocato solerte, diligente, conciso e speditivo avrebbe dedicato all'adempimento di un mandato analogo (I CCA, sentenza inc.11.2018.126 del 4 maggio 2020 consid. 8). N<span>el caso specifico il patrocinio è consistito, in appello, nella stesura di un memoriale di osservazioni (6 pagine, compreso il frontespizio e le richieste di giudizio) nel quadro di una causa già nota e giuridicamente di media difficoltà.</span></p> <p class="R1"><span> Si giustifica così di retribuire cinque ore di lavoro, compreso un presumibile colloquio (o una breve corrispondenza) con il cliente. A ciò si aggiunge il 10% per le spese (art. 6 cpv. 1 del menzionato regolamento) e l'IVA. Ne segue un'indennità per ripetibili di fr. 1650.– (arrotondati).</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"> <b>7.</b> Circa i rimedi giuridici esperibili contro la presente sentenza sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso raggiunge agevolmente la soglia di fr. 30<span> </span>000.– ai fini dell'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF. Trattandosi in concreto di un decreto cautelare, <span>nondimeno, il ricorrente può far valere davanti al Tribunale federale soltanto la violazione di diritti costituzionali (art. 98 LTF).</span></p> <p class="R1"> </p> <p class="R1">Per questi motivi,</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"><b>decide:</b> 1. Nella misura in cui è ricevibile, l'appello è respinto e il decreto cautelare impugnato è confermato.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> 3. Le spese processuali, di fr. 1000.–, sono poste a carico dell'appellante, che rifonderà alla controparte fr. 1650.– per ripetibili.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> 3. Notificazione a:</p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="R1"> </p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>– avv. ;</span></p> <p class="MsoNormal"><span>– avv. .</span></p> </td> </tr> </table> <p class="R1"> Comunicazione alla Pretura del Distretto di Bellinzona.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="MsoNormal"><b><span>Per la prima Camera civile del Tribunale d</span></b><b><span>'</span></b><b><span>appello</span></b></p> <p class="MsoNormal"><span>Il presidente La vicecancelliera</span></p> <p class="R1"> </p> <p class="MsoNormal"><b> </b></p> <p class="MsoNormal"><b> </b></p> <p class="MsoNormal"><b> </b></p> <p class="MsoNormal"><b> </b></p> <p class="MsoNormal"><b> </b></p> <p class="MsoNormal"><b> </b></p> <p class="MsoNormal"><b> </b></p> <p class="MsoNormal"><b> </b></p> <p class="MsoNormal"><b> </b></p> <p class="MsoNormal"><b> </b></p> <p class="MsoNormal"><b> </b></p> <p class="MsoNormal"><b> </b></p> <p class="MsoNormal"><b> </b></p> <p class="MsoNormal"><b> </b></p> <p class="MsoNormal"><b> </b></p> <p class="MsoNormal"><b> </b></p> <p class="MsoNormal"><b> </b></p> <p class="MsoNormal"><b> </b></p> <p class="MsoNormal"><b>Rimedi giuridici</b></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni finali, parziali, pregiudiziali e incidentali previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro 30 giorni dalla notificazione della decisione impugnata. Nelle cause aventi carattere pecuniario invece il ricorso in materia civile è am­missi­bile soltanto se il valore litigioso ammonta ad almeno 30</span><span> </span><span>000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale somma, il ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso <span>termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art. 116</span> LTF (art. 113 LTF). Il termine di ricorso al Tribunale federale è sospeso durante le ferie giudiziarie, ma non nei procedimenti concernenti l'effetto sospensivo né altre misure provvisionali (art. 46 cpv. 2 LTF).</span></p> </div></body></html>