<h2>SubmittedText<h2><p>L'unità FICC del settore investment banking di UBS a causa dei titoli tossici ha registrato perdite per 50 miliardi di franchi (pari pressoché alla metà delle finanze federali), che figurano ancora oggi nei libri contabili della Banca nazionale. Attraverso la stessa unità, UBS torna ora a effettuare operazioni ad alto rischio con derivati (CDS, ABS, CLO ecc.). La FINMA aveva rilevato in precedenza che UBS non disponeva di sufficiente capitale proprio per far fronte alle perdite e non sapeva con certezza quali posizioni figurassero nel bilancio né era in grado di valutare correttamente i rischi, al pari della FINMA. </p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale:</p><p>1. UBS dispone ora di sufficiente capitale proprio per escludere rischi per lo Stato?</p><p>2. La banca (e i suoi sistemi informatici) e la FINMA sono in grado di valutare tali rischi attendibilmente?</p><p>3. Il Consiglio federale come reputa il fatto che UBS torni a versare retribuzioni e bonus eccessivi nonostante le perdite?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. Grazie agli aumenti di capitale e alla riduzione dei rischi e del bilancio, attualmente UBS non soddisfa solo le prescrizioni legali, ma si avvicina anche agli obiettivi relativi ai fondi propri fissati dalla FINMA per il 2013. Sotto il profilo del capitale la situazione della banca è pertanto nettamente migliorata. Il capitale di UBS e la relativa pianificazione sono inoltre costante oggetto di verifica della FINMA nell'ambito della sua attività di vigilanza.</p><p>La banca sta progressivamente sopperendo a quelle carenze che aveva identificato come causa delle perdite subite (cfr. Shareholder Report on UBS's Write-Downs, aprile 2008). La FINMA segue da vicino questo processo.</p><p>In questo settore tuttavia i rischi non possono mai essere completamente esclusi. Per ridurre al minimo quelli a carico dell'economia nazionale, il Consiglio federale ritiene che le banche di rilevanza sistemica vadano regolamentate più rigorosamente. Al riguardo, esso ritiene il testo di legge proposto dalla commissione di esperti in merito alle misure centrali una base adeguata per i lavori legislativi della Confederazione. L'obiettivo è che le banche e i suoi finanziatori siano in grado, da un lato, di sostenere sempre le proprie perdite senza ricorrere all'intervento dello Stato e, dall'altro, di diversificare i ricavi facendo leva su un bacino di clienti più ampio possibile.</p><p>3. Con la circolare sui "Sistemi di remunerazione", in vigore dal 1° gennaio 2010, la FINMA ha assoggettato la politica di remunerazione degli istituti finanziari a regole di vigilanza, influenzando così in modo duraturo le pratiche remunerative del settore finanziario. In particolare, in futuro i sistemi di remunerazione non dovranno incentivare l'assunzione di rischi inappropriati che possono mettere a repentaglio la stabilità degli istituti finanziari. La Svizzera ha affrontato questa problematica in tempi rapidi, fungendo a livello internazionale da precorritrice. Per quanto riguarda le remunerazioni relative al 2010, la FINMA ha già avviato un dialogo formale con UBS, nell'ambito del quale sarà esaminata la compatibilità della prassi seguita dalla banca con la menzionata circolare. Durante la seduta del 28 aprile 2010, il Consiglio federale ha inoltre incaricato il Dipartimento federale delle finanze di mettere a punto tre misure in ambito salariale. La prima prevede Ia regolamentazione dei sistemi salariali delle imprese finanziarie che ricorrono all'aiuto dello Stato per tutta la durata dell'aiuto. La seconda predispone che le remunerazioni variabili, dipendenti dall'utile dell'impresa, siano tassate a titolo di distribuzione degli utili. Infine, le opzioni dei collaboratori non saranno più tassate al momento dell'assegnazione, bensì all'atto dell'esercizio delle stesse. Con queste misure il Consiglio federale lancia un segnale contro gli eccessi retributivi del settore finanziario, tanto più inaccettabili se le imprese sono in perdita.</p>  Risposta del Consiglio federale.