<h2>SubmittedText<h2><p>Per l'estivazione di ovini vengono corrisposti i cosiddetti contributi d'estivazione. Il loro importo varia se le pecore sono sorvegliate da un pastore, se si tratta dei cosiddetti pascoli da rotazione o se gli animali non sono protetti. Nell'ultimo caso gli ovini sono incustoditi per giorni e giorni sul pascolo. Ciò è tollerato perché a seconda della situazione geografica un'altra forma di estivazione viene considerata sproporzionata. Pertanto, nella regione di montagna con il denaro dei contribuenti viene sostenuta una forma di detenzione di animali che nella regione di pianura non è consentita e per la quale un detentore di animali è sanzionato.</p><p>Per tale motivo, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Perché viene corrisposto un contributo d'estivazione anche a greggi incustodite, senza che ci sia un controllo giornaliero delle greggi estivate (stato nutrizionale, salute, infortuni e ferite)?</p><p>2. Sarebbe auspicabile rinunciare a tale contributo e aumentare quello per la sorveglianza e i pascoli da rotazione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Dal 1980 vengono erogati contributi d'estivazione con l'obiettivo di garantire, tramite una gestione sostenibile, la protezione e la cura del paesaggio rurale della regione d'estivazione. La gestione fornisce un contributo sostanziale alla conservazione e alla promozione della biodiversità e della varietà del paesaggio nonché alla preservazione dell'apertura del paesaggio in tali regioni. A ciò contribuisce altresì l'estivazione degli ovini, ragion per cui, sin dalla loro introduzione, i contributi d'estivazione vengono versati anche per gli ovini. Dal 2003, nell'intento di migliorare la gestione dei pascoli si applica una differenziazione, vale a dire una promozione mirata dell'estivazione di ovini corrispondendo contributi più elevati per gli ovini sorvegliati e quelli su pascoli da rotazione. Nel frattempo i contributi sono stati aumentati a due riprese. L'aliquota di contributo per l'estivazione di ovini con uscita libera al pascolo, invece, non è più stata adeguata, ma non è stata nemmeno soppressa, perché anche questa forma di pascolo fornisce un contributo al raggiungimento degli obiettivi prefissati.</p><p>1. Il versamento dei contributi d'estivazione presuppone una gestione rispettosa dell'ambiente e adeguata. Ciò implica anche un controllo regolare degli animali che, conformemente alle disposizioni dell'ordinanza sui contributi d'estivazione (RS 910.133), deve aver luogo almeno una volta la settimana. La sorveglianza regolare degli animali estivati è prescritta anche nel diritto sulla protezione degli animali. Se nelle aziende gestite tutto l'anno lo stato di salute e il benessere degli animali sono da controllare ogni giorno, nella regione d'estivazione la frequenza dei controlli può essere ridotta in misura appropriata (art. 7 dell'ordinanza dell'UFV sulla detenzione di animali da reddito e di animali domestici; RS 455.110.1). Le greggi incustodite, vale a dire le aziende detentrici di animali senza controlli regolari, non sono pertanto consentite nemmeno nella regione d'estivazione.</p><p>2. Conformemente al messaggio del Consiglio federale del 1° febbraio 2012 concernente l'evoluzione della politica agricola negli anni 2014-2017 (Politica agricola 2014-2017), in linea di massima si prevede di mantenere invariati i contributi d'estivazione. Anche in futuro saranno pertanto versati contributi d'estivazione a favore degli alpi destinati agli ovini con uscita libera al pascolo, onde promuovere la fornitura di prestazioni d'interesse generale. Contrariamente agli altri sistemi di pascolo, per i quali è previsto un aumento dei contributi, i contributi erogati alle greggi di ovini con uscita libera al pascolo saranno mantenuti al livello attuale. Il Consiglio federale ritiene inopportuna una ridistribuzione dei contributi come da richiesta dell'autore dell'interpellanza.</p>  Risposta del Consiglio federale.