<h2>SubmittedText<h2><p>Vista la preoccupante situazione in Tibet, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quali sono le conclusioni a cui sono giunti i rappresentanti dell'ambasciata svizzera a Pechino durante le loro visite in Tibet nel settembre del 2011 e nel giugno del 2012? In base a tali conclusioni, quali misure intende intraprendere?</p><p>2. Durante la riunione del Consiglio dei diritti dell'uomo nel settembre del 2012 ha discusso della situazione dei diritti dell'uomo in Tibet come aveva annunciato in precedenza? Qual è stato il suo messaggio?</p><p>3. In segno di solidarietà, come intende impegnarsi a favore della popolazione del Tibet?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è preoccupato della situazione dei diritti dell'uomo nei territori tibetani della Cina, in particolare delle autoimmolazioni di cittadini tibetani.</p><p>1. Per i rappresentanti della Svizzera i viaggi sul posto e i contatti diretti sono importanti strumenti per segnalare un interesse particolare, sollevare questioni e comprendere direttamente e meglio i problemi e gli ultimi sviluppi in loco. In questo senso, i viaggi nella regione autonoma del Tibet (2011) e nella provincia di Qinghai (2012) integrano e favoriscono il dialogo politico con le autorità cinesi sul tema dei diritti dell'uomo. In base alle esperienze raccolte e ad altre fonti, nel luglio 2012 il segretario di Stato Rossier ha ripreso e discusso apertamente della situazione dei diritti dell'uomo in Cina nel quadro della quarta tornata del dialogo politico. La preoccupante problematica delle autoimmolazioni viene discussa regolarmente a livello bilaterale a Berna e a Pechino. La situazione dei territori tibetani continuerà a essere seguita attivamente dalla Svizzera sia sul piano bilaterale sia nell'ambito di consessi multilaterali.</p><p>2. Sì, nel corso della 21a sessione del Consiglio dei diritti dell'uomo del 17 settembre 2012 la Svizzera ha espresso le sue preoccupazioni sulla restrizione delle libertà culturali e religiose facendo presente il loro nesso con gli ultimi eventi verificatisi nelle regioni della Cina popolate da minoranze. Citazione: "Nous sommes également préoccupés par les restrictions des libertés culturelles et religieuses. Les tensions récurrentes dans les zones de minorités nationales, que nous déplorons, sont aussi l'expression des frustrations vécues dans ces domaines."</p><p>3. I diritti dell'uomo sono una delle principali priorità della politica estera svizzera, sia a livello multilaterale sia nelle relazioni bilaterali. In questo spirito, la Svizzera si impegna in favore della promozione e dell'applicazione dei diritti dell'uomo in Cina, con particolare accento sui diritti fondamentali in Tibet. Nell'ambito delle consultazioni sui diritti dell'uomo, il Dipartimento federale degli affari esteri si prodiga per migliorare la situazione delle comunità tibetane, fra l'altro discutendo con le autorità cinesi dei diritti delle minoranze e della libertà di religione. Gli incontri con i rappresentanti del governo cinese vengono inoltre sfruttati per discutere in modo aperto e critico degli ultimi sviluppi, come le autoimmolazioni. A livello multilaterale, il secondo ciclo della verifica periodica universale dei diritti dell'uomo della Cina presso il Consiglio dei diritti dell'uomo dell'ONU nell'ottobre 2013 offrirà l'opportunità di riprendere la problematica e di rendere attenti sulle raccomandazioni espresse dalla Svizzera, come ad esempio il rispetto dei diritti fondamentali, in particolare della libertà di religione. Il Dipartimento federale degli affari esteri e l'ambasciata svizzera di Pechino sosterranno anche in futuro la promozione dei diritti dell'uomo e il miglioramento della situazione della comunità tibetana a vari livelli e nell'ambito di regolari contatti con le autorità cinesi.</p>  Risposta del Consiglio federale.