<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il continuo aumento del traffico di camion sulla A2 ha causato nel corso dell'anno problemi di smaltimento dei veicoli, in particolare alle dogane di Chiasso e Basilea. Le conseguenze sono state colonne di veicoli pesanti sull'autostrada e, per evitare una paralisi totale, l'adozione di misure di blocco temporaneo del traffico pesante a monte della galleria del San Gottardo. Una task force istituita dall'ATEC si è occupata di questi problemi dall'inizio di aprile. Il 28 maggio 2001, il Presidente della Confederazione ha organizzato una conferenza invitando tutti i Cantoni interessati. Le divergenze sulle soluzioni possibili ed idonee si sono però rivelate notevoli. L'ATEC ha perciò istituito un apposito gruppo di coordinamento tra Confederazione e Cantoni con il mandato di elaborare delle proposte a breve e a medio termine, sostenibili politicamente, per ottimizzare il traffico di mezzi pesanti sulla A2 e in entrambe le zone doganali, mantenendo l'obiettivo strategico della politica dei trasporti sostenibile e prestando particolare attenzione alle ripercussioni economiche negative sul traffico interno e alla sicurezza stradale. Naturalmente, vanno considerate le competenze della Confederazione da una parte e dei Cantoni dall'altra. Le misure sostenibili a livello politico richiedono discussioni bilaterali, con il coinvolgimento a volte delle autorità estere. Il Consiglio federale non vuole interferire nel lavoro del gruppo di coordinamento e perciò non può rispondere, per il momento, a diverse domande parziali. Ad ogni modo, è disposto a concretizzare in maniera solerte tutte le proposte d'intervento atte a risolvere il problema o perlomeno ad attenuarne le conseguenze. Il Consiglio federale deve però poter fare affidamento su un ulteriore sostegno, soprattutto da parte dei Cantoni. Al momento, alle domande poste dall'autore dell'interpellanza si possono dare le seguenti risposte:</p><p></p><p>Alla domanda 1:</p><p>Dal punto di vista della sicurezza stradale, fermare i camion sulla carreggiata risulta poco soddisfacente. È però compito della polizia stradale adottare le misure necessarie. I Cantoni interessati hanno elaborato un dispositivo di sicurezza, continuamente migliorato in base alle esperienze, che viene impiegato in caso di incolonnamenti nelle aree di sosta. </p><p>Va da sé che il gruppo di coordinamento A2 prende in esame tutti i provvedimenti che permettono di evitare inutili colonne di camion sulla carreggiata. </p><p></p><p>Alla domanda 2:</p><p>Le colonne di camion alle dogane e nelle aree di sosta sull'autostrada possono rallentare il flusso della circolazione a tutti gli utenti della strada, di conseguenza possono essere all'origine, a dipendenza della quantità di traffico, di ulteriori incolonnamenti. Questo pregiudica l'efficienza delle strade nazionali come asse portante della rete stradale svizzera.</p><p></p><p>Alla domanda 3 :</p><p>Le aree di sosta sull'autostrada pregiudicano l'approvvigionamento del Paese e in generale provocano ripercussioni negative sull'economia. Pertanto, il gruppo di coordinamento deve prestare particolare attenzione alle proposte d'intervento, cercando di evitare, tra le altre cose, le conseguenze negative per l'economia causate da impedimenti al traffico interno.</p><p></p><p>Alla domanda 4:</p><p>Dal punto di vista della sicurezza stradale, una separazione del traffico merci interno da quello in transito, per motivi di spazio, è praticamente impossibile da realizzare su un tracciato a quattro corsie come quello della A2. Il gruppo di coordinamento prende perciò in considerazione aree più appropriate per istituire parcheggi d'emergenza e studia altre soluzioni più veloci da realizzare, allo scopo di attenuare la frequenza delle colonne alle frontiere e la necessità di provvedimenti di blocco del traffico pesante.</p><p></p><p>Alla domanda 5:</p><p>Il gruppo di coordinamento esamina anche progetti privati per aree di sosta e di smistamento del traffico al di fuori della A2. Mancano tuttavia le basi legali per un sostegno finanziario da parte della Confederazione.</p><p></p><p>Alla domanda 6</p><p>In passato, il Consiglio federale fissava a livello di ordinanza le fasce orarie per il divieto di circolazione notturno e domenicale per i mezzi pesanti. Oggi, il divieto di circolazione notturno (dalle 22.00 alle 05.00) è regolato a livello di legge. Il Consiglio federale non è quindi autorizzato ad attenuare questi orari di blocco in maniera generale o limitata a singoli tratti di strada (A2). Sulla base della situazione giuridica vigente, il Consiglio federale di conseguenza non può regolare le situazioni menzionate nella domanda come auspicato dall'autore dell'interpellanza. Inoltre, in considerazione della politica generale dei trasporti, non sarebbe nemmeno disposto a farlo. Tuttavia, in virtù dell'art. 3 cpv. 6 LCStr, in situazioni straordinarie la polizia stradale è autorizzata a prendere le misure necessarie.</p><p></p><p>Alla domanda 7:</p><p>Nel traffico di transito, si applica oggi quasi esclusivamente il regime comune di transito, una soluzione elaborata insieme alla Ue. Le trattative per eventuali adattamenti devono essere condotte con l'Ue e non con singoli Stati limitrofi. Rispetto al passato regime di transito nazionale, quello comune rappresenta una procedura molto efficiente che si estende dal Paese di partenza a quello di destinazione portando un notevole risparmio di tempo alle frontiere. Inoltre, vi è da rilevare che le pratiche doganali presso i grandi posti di dogana stradali vengono effettuate assieme alle autorità doganali straniere, vale a dire seguendo un'unica procedura stabilita di comune accordo. Non è quindi possibile semplificare il sistema attuale senza mettere in serio pericolo la sicurezza doganale. Sotto la conduzione dell'UE, attualmente si sta preparando l'informatizzazione del regime di transito comune con la partecipazione attiva dell'amministrazione federale delle dogane. Al momento, questo progetto si trova in una fase pilota e prima di un'applicazione su larga scala si dovranno attendere presumibilmente ancora alcuni anni. Una volta terminata questa informatizzazione del regime di transito comune, con ogni probabilità si potranno semplificare notevolmente le procedure ai posti di dogana stradali. Al momento attuale, il Consiglio federale non ritiene opportuno avviare le trattative in merito. Tuttavia esse risultano necessarie in caso di altre ottimizzazioni riguardanti gli impianti doganali come per esempio nell'ambito del decongestionamento del traffico e nella gestione delle aree di sosta. Questo perché la maggior parte delle zone doganali in questione si trovano su territorio straniero e di conseguenza può essere rivendicato anche il diritto di reciprocità.</p><p></p><p>Alla domanda 8:</p><p>Ecopunti</p><p>In relazione al superamento della soglia del 108% (clausola di protezione dell'accordo sugli ecopunti) dei transiti attraverso l'Austria, la Commissione europea ha proposto una riduzione del numero di ecopunti corrispondente a 100'000 transiti. Tuttavia, non si tratta ancora di una decisione definitiva.</p><p>Poiché lungo l'asse stradale che attraversa l'Austria la richiesta di capacità di trasporto continua ad aumentare, si può prevedere che le relative corse di transito continueranno a svolgersi ma su altri itinerari o con regimi di autorizzazione diversi.</p><p>Il Consiglio federale prevede che le corse di transito che non potranno più avvenire attraverso l'Austria saranno compensate o trasferite in vari modi:</p><p>* parziale trasferimento ad altri valichi stradali alpini: la Svizzera è il primo Paese ad entrare in linea di conto, ma esistono anche itinerari via Ungheria-Slovenia (autotrasportatori dell'Europa orientale);</p><p>* parziale trasferimento alla ferrovia: in questo caso si tratta di utilizzare le capacità di trasporto esistenti in ambito ferroviario (traffico "huckepack" e traffico combinato non accompagnato) sia attraverso l'Austria sia attraverso la Svizzera, in particolare sfruttando la nuova offerta dell'autostrada viaggiante sull'asse Lötschberg-Sempione (corridoio per veicoli con 4m di altezza agli angoli).</p><p>La scelta di una di queste alternative dal parte dell'autotrasportatore dipende fra l'altro dai seguenti fattori:</p><p>* Lunghezza e caratteristiche geografiche dell'itinerario alternativo e rapporto con i costi supplementari (tassa sul traffico pesante, pedaggi autostradali);</p><p>* costo del trasbordo su ferrovia, flessibilità e disponibilità dell'offerta ferroviaria;</p><p>* congestionamento di determinati tratti stradali (code, perdita di tempo);</p><p>Non è possibile stimare con precisione quanto traffico si riverserà sui valichi alpini svizzeri e quanto sarà trasferito dalla strada alla ferrovia. Molto probabilmente, per esempio, gli autotrasportatori dell'Europa orientale tenderanno ad evitare la Svizzera per ragioni di costi (TTPCP).</p><p>Al momento attuale (fine giugno 2001), sembra improbabile che la riduzione degli ecopunti assuma le dimensioni indicate; questo poiché i dati statistici presentati dall'Austria sono stati messi in dubbio.</p><p>Dall'11 giugno 2001 fino alla fine dell'anno, del resto, l'autostrada viaggiante Freiburg i.Br. - Novara consente di trasportare, via Lötschberg-Sempione, 35'000 autocarri in più. Se vi sarà una sufficiente domanda, l'offerta sarà ulteriormente ampliata; dal 2002 sarà quindi possibile trasportare 105'000 autocarri, che diventeranno 165'000 dal 2003.</p><p></p><p>La galleria stradale del Monte Bianco</p><p>Questo importante valico alpino franco-italiano è chiuso al traffico dal 24 marzo 1999, data della catastrofe del Monte Bianco nella quale persero la vita 39 persone,.</p><p>Dalla data di chiusura, circa il 90% del traffico pesante (nel 1999 ca. 2300 camion al giorno) si è trasferito al valico stradale del Fréjus, mentre solo una minoranza ha scelto i passaggi svizzeri (le stime parlano di circa il 7%). Non è stato invece riscontrato un trasferimento dalla strada alla ferrovia.</p><p>La riapertura della galleria è prevista per l'autunno del 2001 e per l'occasione verranno introdotte particolari misure di sicurezza per il traffico pesante.</p><p>Per le modalità di attraversamento si applicano, oltre alle pertinenti direttive europee, le seguenti ulteriori misure:</p><p>* divieto generale per il trasporto di merci pericolose; </p><p>* limite di velocità di 70 km/h;</p><p>* distanza minima tra i veicoli di 150 m.</p><p>In considerazione delle ulteriori condizioni di sicurezza appena menzionate, dopo la riapertura della galleria nell'autunno del 2001 vi è da attendersi una leggera diminuzione del traffico medio di veicoli pesanti rispetto a quello fatto registrare fino alla chiusura del tunnel; infatti negli orari di punta verrà istituito un contingentamento dei veicoli che sosteranno in aree di sosta e dovranno ottenere una successiva autorizzazione di transito. </p><p>Dal punto di vista svizzero, dopo la riapertura della galleria non dovrebbe registrarsi alcuna sostanziale modifica per il traffico attraverso i valichi alpini svizzeri. Lo scarso stimolo alla deviazione provocato dal contingentamento dovrebbe tutt'al più essere compensato dal venire meno del traffico di aggiramento attraverso la Svizzera riscontrato dall'aprile del 1999.</p><p></p><p>Alla domanda 9 :</p><p>I Cantoni Soletta e Basilea-Campagna, insieme all'Ufficio competente, hanno elaborato un pacchetto di misure completo. Il principale obiettivo di tali misure è di evitare che il traffico di transito si sposti sulla rete di strade secondarie. Quest'obiettivo deve essere raggiunto soprattutto attraverso:</p><p>- misure organizzative nell'ambito dei cantieri, aventi lo scopo di ottimizzare il flusso di veicoli e mantenere alta l'efficienza;</p><p>- deviazioni ad ampio raggio del traffico sulla A3/A1 in direzione del San Gottardo, quando, soprattutto durante i fine settimana, si verificano importanti incolonnamenti;</p><p>- sistemi di segnalazione degli incolonnamenti, uniti a limiti di velocità variabili in funzione del traffico. Se tuttavia si verifica che i conducenti si immettono sulle strade secondarie, i Comuni interessati da questo traffico di transito possono adottare misure di protezione dei pedoni. Infine si attribuisce grande importanza all'informazione attraverso i media e internet.</p>  Risposta del Consiglio federale.