<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di introdurre nella legislazione la protezione elettronica delle armi.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il gruppo di lavoro "Armi d'ordinanza" istituito dal DDPS nel dicembre 2007 ha esaminato diversi aspetti concernenti l'uso dell'arma d'ordinanza. Ha anche riflettuto sulla necessità di introdurre, per motivi di sicurezza, dispositivi di protezione meccanica o elettronica per le armi d'ordinanza. L'equipaggiamento con questi sistemi potrebbe in linea di massima fornire un contributo ragionevole e opportuno alla prevenzione degli abusi di armi. L'introduzione di tali misure nel settore militare è tuttavia ostacolata dagli elevati costi d'investimento e dal considerevole onere amministrativo correlato. Il gruppo di lavoro si è pertanto espresso unanimemente contro l'introduzione di dispositivi di protezione per le armi d'ordinanza. In seguito a questa decisione, il 25 febbraio 2009 il Consiglio federale ha incaricato il DDPS di esaminare altre misure che consentano di ottimizzare la gestione delle armi d'ordinanza nell'esecuzione dei compiti ordinari da parte dei militari.</p><p>Il fatto che, sia nel settore militare sia in quello privato, le armi potrebbero comunque essere utilizzate come strumento di minaccia depone a sfavore dell'equipaggiamento delle armi da fuoco con una protezione particolare. Una persona che si vede puntare contro un'arma parte dal presupposto che essa sia pronta al fuoco. Secondo il rapporto finale del gruppo di lavoro, anche nell'ambito della violenza domestica le armi da fuoco sono spesso utilizzate per minacciare donne e bambini. Di solito la persona che punta l'arma da fuoco ne è anche il legittimo proprietario o detentore. In questi casi una protezione elettronica dell'arma è inutile, come pure nelle altre situazioni in cui l'abuso è commesso dal legittimo proprietario o detentore dell'arma.</p><p>Già da diversi anni il settore industriale svolge ricerche nell'ambito dei sistemi di protezione meccanici ed elettronici volti a impedire l'uso di armi da fuoco da parte di persone non autorizzate. I sistemi meccanici attualmente disponibili permetterebbero un equipaggiamento a posteriori delle armi da fuoco già in circolazione. Questi dispositivi di sicurezza possono essere tuttavia elusi in modo relativamente facile. I sistemi di protezione elettronici che impediscono l'uso abusivo dell'arma da fuoco tramite un chip protetto con un codice o un'impronta digitale invece devono essere inseriti durante la fabbricazione dell'arma. Tali sistemi non consentono quindi di equipaggiare a posteriori le armi da fuoco già fabbricate.</p><p>Inoltre, sia il diritto sulle armi sia la legislazione militare contengono prescrizioni sulla custodia di armi finalizzate in particolare a prevenire eventuali incidenti. Secondo la legge sulle armi, queste ultime vanno custodite con diligenza e non devono essere accessibili a terzi non autorizzati. Le misure di sicurezza vengono adottate tenendo conto delle relative circostanze. Per quanto concerne la custodia di armi per il tiro a raffica e di armi che si trovano in case in cui vivono bambini, vigono obblighi di diligenza ancora più rigorosi. La violazione di tali obblighi è sanzionata secondo l'articolo 34 capoverso 1 lettera e della legge sulle armi. Anche la legislazione militare statuisce che l'arma d'ordinanza deve essere custodita al sicuro. La violazione di tale obbligo può essere punita con il ritiro dell'arma d'ordinanza.</p><p>Per quanto concerne l'introduzione di sistemi di protezione delle armi, complessivamente si può quindi affermare che al momento gli svantaggi prevalgono sui vantaggi.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.