<h2>SubmittedText<h2><text><p>In occasione delle ultime elezioni, parte dei cittadini svizzeri all'estero ha ricevuto il materiale di voto troppo tardi e non ha dunque potuto votare. Anche ipotizzando il massimo impegno delle autorità competenti e sfruttando tutte le opzioni disponibili, con il sistema attuale non è possibile inviare il materiale di voto in tempo utile a tutti gli Svizzeri all'estero. Soltanto l'introduzione del voto elettronico per tutti i cittadini all'estero permetterà di ovviare al problema. La Confederazione e i cantoni si sono posti l'obiettivo a lungo termine di introdurre il voto elettronico generalizzato. Gli Svizzeri all'estero trarranno particolare beneficio da questa modalità di voto, in quanto l'esercizio del loro diritto di voto non dipenderà più dal fatto che il materiale di voto sia inviato per posta in tempo utile. Allo scopo di porre rimedio quanto prima a questa situazione insoddisfacente, pongo al Consiglio federale le seguenti domande:</p><p>1. Come valuta la soluzione temporanea di inviare per via elettronica il materiale di voto agli Svizzeri all'estero?</p><p>2. Ritiene praticabile una soluzione temporanea secondo cui agli Svizzeri all'estero è concesso di votare presso una rappresentanza svizzera all'estero (ambasciata, consolato, ecc.)?</p><p>3. Intravede altre opzioni che possano garantire agli Svizzeri all'estero di votare in tempo utile? In caso affermativo, quali?</p></text><h2>FederalCouncilResponseText<h2><text><p>1. Il Consiglio federale è consapevole delle difficoltà pratiche connesse talvolta con l'esercizio del voto dall'estero. Dall'introduzione del diritto di voto per gli Svizzeri all'estero esso si è adoperato in diversi modi per agevolare l'esercizio dei diritti politici da parte degli Svizzeri all'estero. Si pensi, ad esempio, al gruppo di lavoro composto da rappresentanti di Confederazione, cantoni e Posta Svizzera incaricato di individuare margini di miglioramento, che sono poi stati anche sfruttati. Dal novembre 2015, la legge federale sui diritti politici (LDP; RS 161.1) obbliga i cantoni a inviare il materiale di voto per le elezioni del Consiglio nazionale agli aventi diritto di voto almeno tre settimane prima del giorno della votazione. Secondo l'articolo 2b dell'ordinanza sui diritti politici (ODP; RS 161.11) il materiale di voto può essere recapitato agli Svizzeri all'estero aventi diritto di voto anche prima di tale data. La legge del 26 settembre 2014 sugli Svizzeri all'estero (LSEst; RS 195.1) in vigore dal 1° novembre 2015 apporta inoltre alcune semplificazioni e con l'introduzione del voto elettronico gli Svizzeri all'estero aventi diritto di voto sono trattati come gruppo prioritario. L'invio elettronico del materiale di voto non può essere realizzato quale soluzione temporanea (cfr. al riguardo la risposta all'interrogazione Amaudruz 15.5469, "Gli Svizzeri all'estero devono poter votare"; Boll. Uff. N 2015 1677 seg.). Quest'ultima costituirebbe un approccio completamente nuovo, attuabile solo con un grande dispendio di tempo e notevoli oneri amministrativi. Occorrerebbe infatti adeguare dapprima la legge sui diritti politici e formulare un'eccezione al principio secondo cui vanno utilizzate le schede ufficiali. Inoltre bisognerebbe conoscere gli indirizzi di posta elettronica degli Svizzeri all'estero e recepirli nei registri di voto (decentralizzati). Andrebbero parimenti chiariti il problema delle schede stampate male o in modo incompleto, come pure il pericolo di abusi per il materiale di voto messo a disposizione elettronicamente. Alla luce di questi punti in sospeso è opportuno proseguire coerentemente nella realizzazione dell'attuale strategia invece di considerare nuovi modelli, permettendo così a tutti gli Svizzeri all'estero aventi diritto di voto di poter votare elettronicamente.</p><p>2. La consegna del voto presso una rappresentanza svizzera non si presta nemmeno quale soluzione temporanea, dal momento che i processi esistenti dovrebbero essere notevolmente adeguati. Il legislatore ha confermato detti processi solo recentemente con la LSEst. Attualmente l'invio del materiale di voto, il ricevimento e il conteggio dei voti sono effettuati dal comune di voto o più precisamente dai servizi incaricati di tenere il registro elettorale. Le diverse fasi confluiscono verso questo servizio che può quindi verificare la legittimazione al voto. Il coinvolgimento delle rappresentanze quale servizio di mediazione non sarebbe sensato dal profilo logistico, poiché sovraccaricherebbe inutilmente l'infrastruttura delle rappresentanze senza migliorare la procedura. A suo tempo, nell'introdurre il voto per corrispondenza si era anche rinunciato volutamente a coinvolgere le rappresentanze nel voto per corrispondenza per gli Svizzeri all'estero aventi diritto di voto (FF 1990 III 407).</p><p>3. Gli Svizzeri all'estero hanno già oggi la possibilità di ritirare il materiale di voto presso il comune di voto e di votare. Nel processo di digitalizzazione dei diritti politici si potrebbe inoltre mirare, quale scenario a lungo termine, a procedure di voto ed elezione completamente prive del supporto cartaceo, che renderebbero quindi superflua la consegna fisica del materiale di voto. A questo proposito si pongono tuttavia ancora numerose questioni di carattere giuridico, politico e anche tecnico. Il Consiglio federale è in linea di principio disposto a esaminare a tempo debito la possibilità futura di un voto tutto elettronico, senza quindi il supporto cartaceo. Al momento le forze devono però essere impiegate con la massima priorità affinché il voto elettronico si affermi come terzo canale di voto complementare (cfr. risposta alle mozioni Guldimann 15.4139 e Lombardi 15.4260).</p></text>