<h2>FederalCouncilResponseText<h2><text><p>La collisione aerea del 1° luglio 2002 sopra la località tedesca di Überlingen in cui perirono 71 persone, tra cui 45 bambini, per lo più provenienti dalla Repubblica della Bashkiria (Federazione Russa), non ha suscitato sgomento solamente in Russia e in Germania, bensì anche in Svizzera. Sebbene lo spazio aereo nel quale è accaduto l'incidente si trovi sopra il territorio tedesco, esso era però controllato dalla società per il servizio della sicurezza aerea svizzera Skyguide.</p><p>La Svizzera ha reagito subito alla sciagura, e non soltanto con provvedimenti tecnici e finanziari (sicurezza nel traffico aereo, fondo di indennizzo per le famiglie delle vittime), bensì egualmente con misure di carattere simbolico: l'allora presidente della Confederazione Kaspar Villiger ha immediatamente inviato un telegramma al presidente russo Wladimir Putin, esprimendogli le sue condoglianze. Anche nei confronti della popolazione colpita la Svizzera ha espresso la propria partecipazione al dolore delle famiglie. Il 13 luglio 2002 il consigliere federale Moritz Leuenberger è intervenuto alla commemorazione a Überlingen e il 2 luglio 2003 la consigliera federale Micheline Calmy-Rey ha partecipato alla celebrazione del primo anniversario della sciagura.</p><p>La sciagura e le sue conseguenze, in particolare l'inchiesta aperta in Germania nonché il fondo di indennizzo extragiudiziale creato dalla Germania, dalla Svizzera e dalla Skyguide, sono stati regolarmente trattati durante i contatti ai massimi livelli tra la Svizzera e la Russia svoltisi nel corso dell'anno passato, tra l'altro in occasione de dell'incontro tra il presidente Putin e l'allora presidente della Confederazione Pascal Couchepin durante la sua visita a Mosca l'11 luglio 2003 e nel quadro della visita ufficiale del ministro degli esteri russo Iwanow alla consigliera federale Calmy-Rey a Berna il 13 ottobre 2003.</p><p>Il 19 maggio 2004 l'Ufficio d'inchiesta tedesco sugli infortuni aeronautici (BFU) ha pubblicato i risultati della sua indagine circa la collisione aerea del 1° luglio 2002. Esso è giunto alla conclusione che anche in Svizzera e in particolare alla Skyguide sono stati commessi errori che hanno contribuito a causare la sciagura e quindi la morte di 71 persone. La reazione della Svizzera al rapporto ha presentato diversi aspetti:</p><p>In una lettera al presidente della Federazione Russa Wladimir Putin, il presidente della Confederazione Joseph Deiss ha presentato le proprie scuse a nome del Consiglio federale; lo stesso giorno anche Skyguide ha chiesto perdono alle famiglie delle vittime.</p><p>Già immediatamente dopo la sciagura il DATEC ha sottoposto a un esame approfondito l'intero settore della sicurezza del traffico aereo e avviato una completa riorganizzazione della vigilanza sulla sicurezza (vigilanza Skyguide, progetto SAFIR, aumento e ristrutturazione dell'UFAC). Da allora, tali misure di ottimizzazione vengono portate avanti in modo prioritario, tanto che le raccomandazioni del BFU in materia di sicurezza sono già state in gran parte attuate.</p><p>Subito dopo l'incidente, la competente procura pubblica distrettuale di Bülach ha avviato inchieste penali. Le indagini sono ancora in corso. Mostreranno se le persone coinvolte sono perseguibili penalmente. Se fosse il caso, saranno i tribunali competenti a pronunciarsi in merito.</p><p>Riguardo alle singole domande dell'interpellante, il Consiglio federale esprime il seguente parere:</p><p>Domande 1 e 2:</p><p>Il Consiglio federale dispone di strutture organizzative per situazioni straordinarie, ma non di direttive che disciplinano il comportamento emotivo da adottare di fronte a crisi o catastrofi. Ciò non avrebbe del resto alcun senso, poiché non è possibile gestire sul piano emotivo eventi negativi con l'aiuto di uno schema prestabilito. Ogni avvenimento deve piuttosto essere valutato singolarmente e affrontato di conseguenza. In particolare nei casi di catastrofi in cui perdono la vita delle persone le reazioni delle autorità e le misure da adottare devono essere focalizzate in maniera sottile e specifica sull'evento corrispondente.</p><p>All'indomani della catastrofe di Überlingen è stato immediatamente istituito un gruppo di lavoro interdipartimentale che ha assunto la gestione dell'evento dal punto di vista della Svizzera e ha fornito al Consiglio federale l'assistenza necessaria. Occorre tuttavia ammettere che nelle prime ore e nei primi giorni dopo la sciagura non si è riusciti a coordinare adeguatamente la comunicazione tra gli uffici interessati e a inviare i segnali attesi ai famigliari delle vittime.</p><p>Domande 3, 4 e 5:</p><p>Dopo la sciagura di Überlingen, il Consiglio federale ha intrapreso quanto era in suo potere per reagire rapidamente e in forma adeguata alla tragicità dell'evento (cfr. considerazioni sopra). Si rammarica tuttavia di non essere riuscito a esprimere pienamente la nostra partecipazione al dolore dei familiari delle vittime. Rammentiamo che l'allora presidente della Confederazione Kaspar Villiger intendeva partecipare alle esequie della vittime a Ufa, la capitale della Bashkiria, ma che le autorità locali vi si erano opposte poiché all'epoca a Ufa regnava un forte malumore nei confronti della Svizzera. Non era stato neppure possibile dare seguito a un invito rivolto dalle autorità svizzere a una delegazione bashkira affinché visitasse il nostro Paese.</p><p>Per quanto concerne la questione della colpa, il Consiglio federale ha dovuto dapprima attendere il rapporto conclusivo dell'Ufficio d'inchiesta tedesco sugli infortuni aeronautici. Senza prove sufficienti, la condanna prematura di un'istituzione o l'attribuzione della colpa alle persone coinvolte non corrispondono al senso di giustizia che vige nel nostro Paese . Per quanto riguarda invece i requisiti tecnici e organizzativi, già poco tempo dopo la sciagura il DATEC, l'UFAC e Skyguide hanno adottato tutte le misure necessarie (cfr. le considerazioni introduttive).</p></text>