<h2>SubmittedText<h2><p>Nel suo rapporto "Settore delle materie prime in Svizzera: bilancio della situazione e prospettive" della fine del 2018 il Consiglio federale specifica che "per quanto riguarda il rispetto dei diritti umani, degli standard ambientali e sociali in Svizzera e all'estero, si aspetta da tutti gli operatori della piazza commerciale elvetica un comportamento integro e responsabile". Questa buona volontà espressa sulla carta non ha però alcuna ricaduta sulla prassi. Due anni dopo l'adozione del piano d'azione nazionale (PAN) l'analisi effettuata da un organismo esterno su mandato del Governo dà una valutazione critica delle misure prese dalla Confederazione per garantire il rispetto dei Principi guida dell'ONU da parte delle imprese svizzere. A questo proposito chiedo al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. La Confederazione ha proposto varie attività per incentivare le imprese commerciali a servirsi dei Principi guida dell'ONU, in particolare l'organizzazione di una conferenza nel 2019 volta a verificare in che modo tali principi vengono applicati. Non dovrebbe piuttosto finanziare uno studio che valuti in maniera seria il modo in cui le imprese commerciali applicano i Principi guida?</p><p>2. La Svizzera finanzia il Responsible Mining Index (RMI), un indice che giudica la prassi delle imprese minerarie secondo criteri che corrispondono ai Principi guida dell'ONU. Perché la Svizzera dà un contributo finanziario a questa fondazione, che esamina l'operato di imprese minerarie straniere (ad eccezione di Glencore), ma rifiuta di finanziare un'analisi che prenda in considerazione l'applicazione dei Principi guida dell'ONU da parte delle imprese commerciali svizzere? Come si può mettere fine a questa incoerenza? Attraverso la creazione di un Responsible Trading Index?</p><p>3. Il Consiglio federale può dirsi soddisfatto di un'applicazione minima dei Principi guida dell'ONU da parte delle società svizzere, come quella messa in evidenza dallo studio qualitativo contenuto nel rapporto esterno sul PAN, quando continua a dichiarare che la Svizzera deve impegnarsi a favore della "diffusione e dell'effettiva attuazione delle norme CSR" (ossia le norme di responsabilità sociale delle imprese)? Come può affermare che i valori misurati siano sufficienti a fronte dei risultati di Glencore al punto D.01.1.2 e 3 dell'RMI? Perché respinge le numerose raccomandazioni formulate in uno studio esterno al momento dell'analisi del PAN?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./3. L'Amministrazione federale ha commissionato a un ufficio di consulenza esterno la valutazione dei progressi compiuti nell'attuazione dei Principi guida dell'ONU (gap analysis). </p><p>Lo studio conclude in sostanza che il piano d'azione nazionale (PAN) sull'attuazione dei Principi guida dell'ONU per l'economia e i diritti umani garantisce in maniera efficace e in conformità con gli impegni internazionali della Svizzera il rispetto dell'obbligo di protezione. Sono state tuttavia identificate alcune sfide legate all'attuazione dei Principi guida dell'ONU. Lo studio ha mostrato ad esempio che tali principi e il PAN sono poco noti tra le imprese svizzere, in particolare tra le PMI. Il Consiglio federale era consapevole di questo problema già in fase di elaborazione del PAN e per questo motivo ha deciso di integrarvi alcune misure che prevedono in particolare la divulgazione dei Principi guida dell'ONU e dello stesso PAN (workshop di formazione). Sono stati pertanto messi a punto mezzi di comunicazione e attività di sensibilizzazione adeguati al settore privato: finora, ad esempio, 360 persone impiegate in 300 imprese hanno partecipato a un workshop di formazione. Due terzi dei partecipanti erano rappresentanti di PMI. Un opuscolo destinato alle PMI è stato pubblicato. Il Consiglio federale porterà avanti questo impegno anche in futuro.</p><p>Il Dipartimento federale degli affari esteri e il Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca hanno analizzato le raccomandazioni dello studio e fatto il punto della situazione in merito all'attuazione dei Principi guida dell'ONU. Durante la sua seduta del 14 dicembre 2018 il Consiglio federale ha preso atto delle conclusioni cui si è giunti. L'Esecutivo terrà conto di alcune raccomandazioni dello studio nell'elaborazione del PAN per la legislatura 2020-2023. Nel quadro del processo di rielaborazione si terrà una tavola rotonda cui parteciperanno i gruppi di interesse coinvolti, tra cui associazioni dell'economia, sindacati, ONG e scuole universitarie.</p><p>2. Il "Responsible Mining Index" (RMI) deve incentivare i gruppi minerari a migliorarsi in termini economici, sociali, ecologici e di buongoverno (EESG). La pubblicazione delle valutazioni e dei modelli di successo rappresenta un incentivo positivo al continuo miglioramento delle imprese minerarie e promuove lo scambio fattivo tra i vari gruppi di interesse che operano nel settore delle materie prime. Tali miglioramenti vanno a beneficio delle fasce della popolazione interessate dall'attività estrattiva. L'RMI è sostenuto dalla Svizzera in collaborazione con altri attori dello sviluppo, tra cui il ministero degli esteri olandese e fondazioni di beneficenza. </p><p>L'RMI non si applica alle società di brokeraggio che operano nel settore delle materie prime, ma i miglioramenti nell'ambito EESG hanno effetti indiretti positivi sull'attuazione dei Principi guida dell'ONU da parte di queste società. </p><p>Nel novembre 2018 il Consiglio federale ha inoltre pubblicato una guida che si prefigge di sostenere i gruppi che operano nelle materie prime affinché osservino l'obbligo di diligenza nel settore dei diritti umani. È quindi prematuro commissionare uno studio sull'attuazione dei Principi guida dell'ONU. </p>  Risposta del Consiglio federale.