<h2>SubmittedText<h2><p>Le modalità di approvvigionamento economico di un Paese subiscono l'influsso di diversi fattori: i rischi incombenti in ambito di politica di sicurezza, gli effetti dell'integrazione europea, o l'inarrestabile processo di globalizzazione; ma anche le catastrofi naturali, gli eventi di natura tecnica e la spinta al risparmio in atto in molti Stati industrializzati. Riguardo alla Svizzera, agli elementi suddetti si aggiungono un grado di autoapprovvigionamento di appena il 60 per cento ed un mutamento strutturale ancora in atto nel settore agricolo.</p><p>Sulle base di queste considerazioni, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. A quanto ammontano le attuali scorte obbligatorie nei settori delle derrate alimentari, dell'energia e dei medicamenti? Secondo quali criteri vengono definiti tali quantitativi? Considerate l'accresciuta concorrenza e le scarse risorse finanziarie, negli ultimi anni la costituzione di scorte obbligatorie è stata ridotta oppure è previsto un provvedimento in tal senso?</p><p>2. La Svizzera è preparata ad affrontare periodi di penuria, siano essi brevi o lunghi? Quali provvedimenti verrebbero disposti nel caso in cui la Svizzera - in seguito all'esaurimento delle scorte obbligatorie - dovesse affrontare un lungo periodo di penuria?</p><p>3. I processi legati alla globalizzazione e all'esternalizzazione della produzione a livello mondiale, determinano una maggiore vulnerabilità in caso di crisi. La Svizzera come si dispone ad affrontare tali sviluppi?</p><p>4. Il Consiglio federale come valuta l'approvvigionamento economico del Paese nell'ottica della cooperazione internazionale in materia di politica di sicurezza?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Diversi rischi inerenti alla politica dell'approvvigionamento, descritti dall'autore dell'interpellanza, sono legati al mutamento strutturale dell'economia in atto a livello mondiale, caratterizzato dalla globalizzazione dei mercati e dal conseguente aumento dell'esternalizzazione a livello internazionale, della concorrenza e della pressione sui costi. Negli anni scorsi, ciò ha portato ad una massiccia riduzione delle scorte commerciali, industriali e agricole, resa possibile anzitutto da una rapida crescita delle prestazioni fornite nel settore dei servizi, in particolare per ciò che concerne i trasporti e la comunicazione. Secondo il principio del "just in time", le merci vengono fornite soltanto al momento in cui servono, e la loro produzione avviene dove i costi sono più bassi. Ne deriva una maggiore vulnerabilità delle linee di approvvigionamento. Anche considerando il radicale mutamento del contesto geostrategico, il Consiglio federale segue tali sviluppi con particolare attenzione. Alla luce della situazione relativa ai rischi di perturbazioni o difficoltà di approvvigionamento, le linee direttive seguite dal DFE in questo ambito perseguono il superamento di crisi settoriali, a breve o medio termine, della durata di sei rispettivamente diciotto mesi al massimo. Nell'ambito dell'approvvigionamento economico si opera al fine di sormontare le perturbazioni riconducibili a delle crisi, mentre gli aspetti concernenti le strutture di approvvigionamento, e la garanzia del loro funzionamento mediante condizioni quadro favorevoli, per ragioni di natura istituzionale rientrano nella sfera di responsabilità di altri settori politici, come quelli agricolo ed energetico.</p><p>In merito alle singole domande:</p><p>1. Un'importante conseguenza di questo approccio strategico consiste nel fissare il volume delle scorte obbligatorie ad un livello commisurato alla situazione e finanziariamente sopportabile. Ad esempio, nel caso di cinque derrate alimentari di base - corrispondenti a circa il 30 per cento dell'apporto calorico - nonché degli alimenti per animali, attualmente le scorte obbligatorie coprono il normale fabbisogno per un periodo di tre o quattro mesi, a seconda del prodotto in questione. Per quanto concerne i carburanti e i combustibili, il volume delle scorte copre all'incirca il fabbisogno di quattro mesi e mezzo (nel caso del cherosene per aeromobili: tre mesi); per i consumatori di gas naturale che dispongono di un impianto policombustibile, a titolo suppletivo viene costituito un volume corrispondente di scorte obbligatorie sotto forma di olio da riscaldamento. Nel settore agenti terapeutici sono disponibili scorte obbligatorie di farmaci antibiotici in quantità sufficiente per du mesi, come pure di principi attivi ad azione antibatterica utilizzabili nell'ambito della medicina umana o veterinaria, in quantità sufficiente per quattro rispettivamente due mesi. Nel caso di una pandemia di influenza con una morbilità del 25 per cento, i farmaci antivirali basterebbero per la terapia di tutti i pazienti e per una profilassi di sei settimane del personale sanitario.</p><p>Ogni quattro anni, la quantità disponibile e il fabbisogno di scorte obbligatorie sono oggetto di verifiche effettuate mediante analisi di rischio e con il contributo degli ambienti economici. Sulla base di tali verifiche, a partire dall'inizio degli anni Novanta è stato possibile sopprimere l'obbligo di costituire le scorte di singoli prodotti, riducendo altresì considerevolmente il volume delle scorte obbligatorie restanti. Sono state costituite alcune scorte, di pochi nuovi prodotti, unicamente nel settore degli agenti terapeutici. Il Consiglio federale ritiene che l'attuale volume di scorte obbligatorie debba sostanzialmente essere mantenuto, così da non pregiudicare la possibilità di attuare i necessari provvedimenti di disciplinamento in caso di crisi.</p><p>2. Allo scopo di evitare improvvisi crolli economici, la strategia dell'approvvigionamento economico prevede un rifornimento al 100 per cento del mercato con beni di prima necessità durante almeno sei mesi, così da consentire anche la preparazione di misure più incisive da adottare nel caso di un aggravamento della situazione. L'obiettivo consiste nel superamento, durante i primi sei mesi, delle carenze di approvvigionamento, principalmente con un incremento dell'offerta ottenuto grazie alla liberazione di scorte obbligatorie e, se del caso, mediante un aumento delle importazioni e della produzione nazionale. Di norma, sul fronte dei consumi lo Stato interviene mediante contingentamenti, razionamenti e altri strumenti attuativi soltanto quando gli interventi di orientamento dell'offerta non sono più sufficienti. Vista la riduzione allo stretto necessario degli obiettivi in materia di approvvigionamento economico, deve essere considerata l'eventualità che, in determinati casi, possano verificarsi situazioni di carenza.</p><p>3. Come già ricordato al punto 2, attualmente, in un contesto globalizzato, per affrontare le possibili situazioni di crisi nell'ambito dell'approvvigionamento di beni è previsto il ricorso a misure di orientamento dell'offerta: liberazione di scorte obbligatorie, orientamento della produzione (soprattutto nel settore agricolo) e importazioni. Tuttavia, essendo i settori secondario e terziario molto importanti in Svizzera, per garantire lo scambio delle merci con il resto del mondo il nostro Paese necessita fortemente di infrastrutture affidabili e funzionali. Perciò gli sforzi intrapresi nell'ambito dell'approvvigionamento economico sono destinati anche a garantire il funzionamento delle più importanti infrastrutture di trasporto e comunicazione, ad esempio i trasporti internazionali e marittimi. Quest'ultimo settore è particolarmente vulnerabile, considerato che la Svizzera è un Paese senza sbocchi sul mare. Inoltre, viene prestata particolare attenzione alla funzionalità delle strutture dell'informazione e della telecomunicazione.</p><p>4. In caso di crisi, l'interdipendenza globale dei mercati non consente più di reagire in modo completamente autonomo rispetto agli altri Paesi. Per evitare situazioni di squilibrio - ad esempio il deflusso di merci da regioni limitrofe in stato di penuria - oppure allo scopo di garantire l'accesso a beni di approvvigionamento, servizi e informazioni, è sempre più necessario concertare i provvedimenti nazionali con quelli adottati all'estero, provvedendo al necessario scambio d'informazioni. L'esempio più importante da questo punto di vista è costituito dalla partecipazione svizzera all'Agenzia internazionale dell'energia, nel settore dell'approvvigionamento petrolifero. Da alcuni anni, un'importante piattaforma di scambio d'informazioni relative all'approvvigionamento è rappresentata dal Consiglio di partenariato euro-atlantico, di cui la Svizzera è parte. È però necessario sottolineare che in ultima analisi l'approvvigionamento in caso di crisi resta un compito nazionale, di cui devono farsi carico i poteri pubblici e il settore privato.</p>  Risposta del Consiglio federale.