<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di stralciare senza sostituzione l'articolo 28 capoversi 2 a 4 LAID per garantire in tal modo un sistema d'imposizione delle imprese conforme agli standard internazionali. Le ripercussioni di questa proposta sulle finanze cantonali dovranno essere compensate attraverso la perequazione finanziaria.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Con decisione del 1° giugno 2012 il Consiglio federale ha incaricato il Dipartimento federale delle finanze (DFF) di elaborare misure nell'ambito dell'imposizione delle imprese, d'intesa con i cantoni e previa consultazione delle cerchie economiche interessate. Successivamente, il DFF, congiuntamente alla Conferenza dei direttori cantonali delle finanze (CDCF), ha affidato a un gruppo paritetico l'organizzazione del progetto. Secondo la decisione del Consiglio federale, tali lavori devono tenere conto dei seguenti obiettivi:</p><p>- mantenere e sviluppare l'attrattiva fiscale della piazza imprenditoriale svizzera;</p><p>- promuovere il consenso internazionale nei confronti del regime fiscale svizzero;</p><p>- garantire entrate sufficienti per il finanziamento di attività statali di Confederazione, cantoni e comuni.</p><p>In base a questo principio, il gruppo che si occupa dell'organizzazione comune del progetto di Confederazione e cantoni ha definito l'orientamento per la politica fiscale della riforma dell'imposizione delle imprese III, costituito dai seguenti tre elementi:</p><p>- introduzione di nuove regole riguardanti i ricavi da attività mobiliari che godano di maggiore consenso internazionale;</p><p>- riduzione delle aliquote cantonali dell'imposta sull'utile;</p><p>- ulteriori misure fiscali volte a rafforzare l'attrattiva della piazza.</p><p>Il gruppo che si occupa dell'organizzazione del progetto è tra l'altro partito dal presupposto secondo cui la Svizzera, per quanto riguarda l'imposizione ordinaria dell'utile, nel confronto internazionale occupa una buona posizione. Oltre all'imposizione ordinaria dell'utile, a livello internazionale per gli utili derivanti da determinate attività mobiliari spesso si riscontrano tuttavia oneri fiscali più bassi. L'attuale statuto fiscale cantonale, disciplinato all'articolo 28 capoversi 2-4 della legge sull'armonizzazione delle imposte dirette dei cantoni e dei comuni, rappresenta uno strumento grazie al quale la Svizzera si dimostra concorrenziale anche in questo ambito. Questo statuto è però oggetto di critiche in ambito internazionale nonché fonte di incertezza del diritto così come a livello di pianificazione per le imprese interessate. Nell'ambito della riforma dell'imposizione delle imprese III esso deve quindi essere abolito. Per poter mantenere l'attrattiva nei confronti delle imprese che svolgono attività mobiliari, lo statuto fiscale cantonale non deve tuttavia essere stralciato senza sostituzione, bensì sostituito con regolamentazioni adeguate. Gli oneri finanziari della Riforma III devono essere sostenuti congiuntamente da Confederazione, cantoni e comuni. Nell'ambito di una consultazione condotta dal DFF, la maggior parte dei cantoni si è associata a queste considerazioni e ha accolto favorevolmente l'orientamento della politica fiscale proposto.</p><p>Con la riforma dell'imposizione delle imprese III il Consiglio federale si prefigge di preservare l'attrattiva della piazza economica svizzera a livello internazionale e quindi di garantire posti di lavoro e crearne di nuovi. Il governo intende adottare misure equilibrate che tengano conto degli obiettivi della riforma dell'imposizione delle imprese III. Per questo motivo il Consiglio federale respinge la soppressione senza sostituzione dello statuto fiscale cantonale proposto nella mozione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.