<h2>SubmittedText<h2><p>Da diverse fonti e a più riprese viene fatto notare che in ambito curativo si starebbe delineando una situazione d'emergenza e che soprattutto per le cure di lunga durata vi sarebbe una carenza di personale. Questa informazione è in netto contrasto con il fatto che, terminata la scuola dell'obbligo, diversi giovani che vorrebbero diventare operatori sociosanitari non trovano posti di tirocinio poiché carenti. A tale proposito pongo al Consiglio federale le seguenti domande: </p><p>1. È veramente così difficile reclutare personale curante a sufficienza? </p><p>2. Come valuta il Consiglio federale il rischio di un'emergenza in ambito curativo?</p><p>3. In che misura queste difficoltà di reclutamento sono dovute a una certa "accademizzazione" delle professioni sanitarie?</p><p>4. Se dovesse veramente manifestarsi un'emergenza in ambito curativo, perché non vengono creati sufficienti posti di formazione per operatori sociosanitari?</p><p>5. Quali possibilità intravvede il Consiglio federale per promuovere i tirocini di operatori sociosanitari e per consentire anche a coloro che provengono dal più debole livello secondario I di accedere in maggior numero a una professione sanitaria?</p><p>6. Come può essere incentivata la creazione di posti di formazione pratica?</p><p>7. Quali possibilità intravvede il Consiglio federale per promuovere e sostenere delle reti di aziende di tirocinio?</p><p>8. Quali ulteriori misure possono essere adottate per ovviare all'emergenza in ambito curativo?</p><p>9. Sono necessarie basi giuridiche a livello federale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. Il Consiglio federale è a conoscenza della problematica relativa alla carenza di personale curante e assistenziale (cfr. anche mozione Heim, 09.3409, "Investimenti nella fornitura di cure"). La Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali della sanità (CDS) e l'organizzazione mantello "OdASanté" stanno attualmente elaborando un rapporto nazionale sul fabbisogno di personale curante in ambito sanitario. A complemento di questo rapporto, il Dipartimento federale dell'economia (DFE) sta redigendo, in collaborazione con i servizi competenti, un rapporto sulla necessità politica di gestione e coordinamento per attuare il sistema di formazione e garantire un'offerta formativa orientata alle esigenze concrete, in particolare nel campo delle professioni sanitarie. </p><p>3.-6. Prima dell'entrata in vigore, nel 2004, della nuova legge sulla formazione professionale, le professioni sanitarie erano disciplinate a livello cantonale. Con il passaggio delle competenze alla Confederazione, le offerte formative sono state ristrutturate. Oggi, a tutti i livelli formativi esistono o sono in fase di preparazione offerte formative regolamentate a livello federale:</p><p>- a partire dal 2011 è prevista l'introduzione di una formazione professionale di base biennale. In tal modo possono essere reclutati ulteriori professionisti per il settore sanitario. Inoltre, i giovani più portati per le attività pratiche possono conseguire un titolo riconosciuto a livello federale;</p><p>- la formazione di operatore sociosanitario AFC è già in vigore. Per questa formazione professionale di base su tre anni c'è una forte domanda (5850 contratti di tirocinio nel 2007, 6 600 nel 2008); </p><p>- nel 2007 è stato emanato un programma quadro d'insegnamento nazionale destinato alle scuole specializzate superiori per le professioni sanitarie, che sostituisce le precedenti formazioni in cure infermieristiche della Croce Rossa Svizzera. In base a tale programma quadro d'insegnamento, gli operatori possono sviluppare cicli di studio e chiederne il riconoscimento federale (nel 2006 e nel 2007 si sono contati rispettivamente 2300 e 2500 titoli); </p><p>- per quanto concerne la validazione degli apprendimenti acquisiti, per chi mira a un reinserimento professionale in ambito sanitario esistono e sono in fase di attuazione presso i cantoni le basi per una riduzione della durata della formazione professionale di base. </p><p>A complemento delle offerte della formazione professionale, possono essere frequentati appositi cicli di studio presso determinate scuole universitarie professionali nonché il ciclo di studio in scienze infermieristiche dell'Università di Basilea. Per garantire la delimitazione rispetto alle scuole specializzate superiori, l'Ufficio federale della formazione professionale e della tecnologia (UFFT) sta elaborando un rapporto relativo alle competenze finali nelle professioni sanitarie. </p><p>7. In virtù dell'articolo 54 della legge sulla formazione professionale, la Confederazione ha la facoltà di promuovere la costituzione di reti di aziende di tirocinio mediante incentivi economici. Inoltre le organizzazioni del mondo del lavoro prevedono l'impiego di personale specializzato cui affidare la creazione di posti di tirocinio e il compito di seguire i rapporti di tirocinio.</p><p>8./9. Nel settore della formazione professionale le basi giuridiche esistono già. Le professioni sanitarie possono quindi contare su un sistema d'istruzione completo e permeabile. Per far conoscere meglio le nuove possibilità formative, l'organizzazione mantello OdA-Santé prevede di lanciare, con il sostegno dell'UFFT, adeguate misure comunicative. </p><p>Inoltre è necessaria una differenziazione dei profili professionali a livello terziario A e B affinché le persone che hanno concluso una formazione professionale di base possano accedere in tutta la Svizzera a offerte di specializzazione a livello terziario. Eventuali lacune legislative emergeranno dai rapporti menzionati nelle risposte alla domanda 1 e 2.</p>  Risposta del Consiglio federale.