<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Fino ad oggi le politiche svizzere dell'infanzia e della gioventù non sono riuscite ad evolvere nella misura auspicata. Un ostacolo è rappresentato dalla forte disgregazione delle competenze, essendo questi ambiti di attività affidati a vari livelli decisionali all'interno dei Comuni, dei Cantoni e della Confederazione. Di conseguenza questi settori sono anche impostati in modo altrettanto vario. Grazie alla pluriennale attività dell'istituzione federale "Gioventù + Sport" nell'ambito della formazione sportiva, ad esempio, esiste già una politica dell'infanzia e della gioventù ben funzionante; del resto le novità previste nel quadro del progetto "G+S 2000" vengono già incontro alle rivendicazioni di partecipazione formulate nella mozione. La sola dimensione sportiva non è tuttavia in grado di cogliere l'intera portata della politica dell'infanzia e della gioventù. Si tratta infatti di prendere in considerazione anche tutti gli altri settori evocati dalla mozione, come ad esempio la salute, la cultura, il tempo libero, il volontariato e la partecipazione politica.</p><p></p><p>La mozione dà corpo ad un'esigenza che tutte le parti interessate (federazioni nazionali giovanili, organizzazioni di tutela dell'infanzia, responsabili cantonali della gioventù, Commissione federale per la gioventù) hanno presentato a più riprese sin dalla pubblicazione del Manifesto per la gioventù, avvenuta a Bienne nel 1995, chiedendo al contempo con determinazione un impegno conforme da parte della Confederazione.</p><p></p><p>Per consentire la realizzazione di una politica più coordinata dell'infanzia e della gioventù e delle loro peculiarità, che ponga in relazione i differenti contenuti e livelli istituzionali occorre una base legale di più ampia portata rispetto alla legge sulle attività giovanili, in vigore con efficacia da una decina di anni. La Confederazione è chiamata a intervenire fornendo impulsi e assumendo un ruolo di coordinatrice, pur nel rispetto delle competenze esistenti. Tuttavia occorre anche migliorare la coordinazione e la collaborazione.</p><p></p><p>Queste riflessioni sono confluite nei nuovi articoli costituzionali 11, 41 e 67 citati nella mozione e sono alla base anche dell'articolo 317 CC. Insieme ai Cantoni la Confederazione è tenuta ad assumere la propria responsabilità applicando la nuova Costituzione federale e mettendo in chiaro la propria politica di promozione delle generazioni più giovani. Una base la può fornire una legge quadro. Per questa ragione il Consiglio federale nella sua risposta alla mozione Wyss (00.3400) ha esplicitamente manifestato la propria intenzione di creare una legge quadro a medio termine.</p><p></p><p>Al fine di coinvolgere in modo adeguato ed equilibrato le parti implicate nella politica dell'infanzia e dei giovani, i vari livelli dello Stato federalista e le differenti esigenze in materia di tutela e promozione nonché di fissare gli scopi e le dovute misure in una legislazione sensata, occorre un'accurata preparazione, che richiede tempo. Tantopiù che le risorse attualmente disponibili nella Confederazione sono rare. Inoltre sarà necessario collaborare strettamente con i Cantoni per chiarire come possano in futuro contribuire alla realizzazione di quanto chiesto nel presente intervento. È dunque giustificato, accettare la mozione sotto forma di postulato.</p>  Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.