<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La frase del rapporto messa in discussione è la seguente:</p><p>"FOCA personnel stated that they felt they could have lost their jobs if they would have pushed ahead with a stronger oversight regime for some airlines" (rapporto NLR, pag. 92).</p><p>Siccome questa affermazione appare nel rapporto senza alcun contesto e senza ulteriori precisazioni, il Dipartimento ha chiesto al NLR di prendere posizione in merito. La spiegazione fornita ha rivelato che la frase messa in discussione è stata formulata nel rapporto in modo poco scrupoloso. Nella precisazione del NLR risulta che l'affermazione "avrei potuto temere per il mio posto di lavoro, se avessi attuato un regime di sorveglianza più rigido" non è da imputare a un collaboratore dell'UFAC, ma a una persona esterna all'Ufficio.</p><p>La citazione non si riferisce nemmeno agli ispettori o ad altri collaboratori "usuali" dell'UFAC. La persona interpellata dal NLR aveva invece dichiarato che il Direttore dell'UFAC, ai tempi in cui la Swissair procedeva a gonfie vele, avrebbe voluto un regime di sorveglianza più severo e avrebbe temuto per il proprio posto di lavoro, poiché era stato oggetto di forti critiche e di pressioni politiche da parte del Parlamento.</p><p>Sulla base delle suddette spiegazioni, alcuni punti importanti della presente interrogazione sono già stati evasi.</p><p>1. Non si può parlare di "pratiche", ma di un'affermazione che fa riferimento alle modalità generali dei controlli. Se tra le compagnie aeree Swissair rappresentava la parte coinvolta più importante, ciò è dovuto al fatto che, in quel periodo, la compagnia di bandiera dominava il mercato nazionale.</p><p>2. Come poc'anzi spiegato, nessuna carica direttiva dell'UFAC ha esercitato pressioni di questo genere.</p><p>3. Il Consiglio federale non prevede di stabilire particolari conseguenze nei confronti delle cariche direttive o delle compagnie aeree. Per contro, dal rapporto della NLR, il Dipartimento ha riconosciuto una necessità d'intervento ed ha avviato diversi progetti atti a migliorare la sorveglianza sulla sicurezza aerea: in primo piano vi sono state la nomina di un delegato alla sicurezza in seno al Dipartimento, con ampie competenze per il settore aeronautico, e la riorganizzazione dell'UFAC.</p><p>4. Nell'ambito della sicurezza aeronautica, il mercato del lavoro non è particolarmente grande e illimitato. Per l'UFAC non è possibile rinunciare completamente alla collaborazione con persone che lavorano a tempo parziale anche per le compagnie aeree. Ciò concerne l'ambito delle attività di ispezione. Gli ispettori devono infatti frequentare regolarmente corsi di aggiornamento orientati alla pratica e questo obbligo lo possono adempiere solo svolgendo la loro attività di piloti presso una compagnia aerea. Quest'attività rappresenta l'unica possibilità atta a garantire una sorveglianza efficace. Tramite misure d'esercizio e organizzatorie viene tuttavia assicurata un'ispezione indipendente e obiettiva. Tra queste misure rientra la regola per cui un ispettore non può mai effettuare controlli presso una compagnia per la quale vola.</p><p>5. Per i motivi summenzionati, non è possibile separare completamente, a livello di risorse del personale, gli ispettori dell'UFAC dalle loro attività presso le compagnie aeree. L'UFAC dovrebbe infatti gestire e mantenere una propria flotta di velivoli per poter garantire agli ispettori una formazione e un aggiornamento pratico.</p>  Risposta del Consiglio federale.