<h2>SubmittedText<h2><p>Fondandosi sull'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale, il cantone de Sciaffusa presenta la seguente iniziativa:</p><p>La legge sull'energia nucleare deve essere completata con una disposizione secondo cui la costruzione di un deposito finale di scorie radioattive deve essere approvata dai cantoni di sito.</p><h2>InitialSituation<h2><p>Fondandosi sull'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale, il cantone de Sciaffusa presenta la seguente iniziativa:</p><p>La legge sull'energia nucleare deve essere completata con una disposizione secondo cui la costruzione di un deposito finale di scorie radioattive deve essere approvata dai cantoni di sito.</p><h2>Proceedings<h2><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 25.09.2015</b></p><p><b>Deposito scorie, cittadini non hanno diritto parola </b></p><p><b>(ats) La popolazione non ha diritto di parola sulla costruzione di un deposito finale di scorie radioattive sul proprio territorio. Lo ha deciso oggi il Consiglio nazionale, che con 112 voti contro 78 e 2 astensioni ha bocciato un'Iniziativa del canton Sciaffusa.</b></p><p>Il testo chiede nello specifico che la legge sull'energia nucleare venga completata con una disposizione secondo cui la costruzione di un deposito finale di scorie radioattive venga approvata dai cantoni scelti.</p><p>Il relatore della Commissione preparatoria, Guy Parmelin (UDC/VD), ha raccomandato la bocciatura del testo. In particolare viene contestato il fatto che l'iniziativa vuole permettere ai cantoni di prendere una decisione che è invece di interesse nazionale.</p><p>"I siti già trovati sono stati analizzati con attenzione e sono in assoluto i migliori", ha spiegato Parmelin, secondo cui opposizioni cantonali creerebbero problemi evitabili anche dal punto di vista della sicurezza. "Non si possono cambiare le regole del gioco a partita in corso", ha aggiunto.</p><p>"Non è mai una buona idea prendere una decisione senza interpellare i diretti interessati", ha invece vanamente replicato il socialista Max Chopard-Acklin (AG). Serve sempre una legittimazione democratica, anche per argomenti delicati come questi, e anche se il risultato potrebbe non essere quello desiderato, ha sottolineato. </p>