<h2>SubmittedText<h2><p>Con la crescente diffusione sul mercato dei televisori digitali anche il numero e il tipo di set-top-box (STB) è in costante aumento. Questi apparecchi sono responsabili di un elevato consumo di corrente, in molti casi inutile. Nell'ottica dell'efficienza energetica, si rende necessaria una strategia per ridurre il consumo di corrente causato dai STB. Questa strategia da una parte può intervenire per ridurre i tassi di consumo energetico dei set-top-box durante il funzionamento e la fase di stand-by. Dall'altra parte si dovrebbero agevolare le alternative ai STB, quali le schede con smart card (Common Interface).</p><p>A questo proposito pongo al Consiglio federale le seguenti domande:</p><p>1. Nella sua risposta al postulato 10.4151 il Consiglio federale ha annunciato di voler rielaborare e ampliare le prescrizioni di efficienza applicate agli elettrodomestici. Si prevede quindi di emanare prescrizioni di efficienza per tutte le categorie di elettrodomestici (ricevitori via cavo digitali, ricevitori satellitari, apparecchi per la televisione via Internet IPTV)?</p><p>2. Il numero di apparecchi televisivi digitali moderni con standard CI attualmente in uso è stimato a circa 400 000. Questi apparecchi possono essere usati senza problemi nelle reti via cavo ad accesso libero dotandosi di una scheda con smart card. Se tuttavia i segnali vengono criptati con standard CI+ come ha fatto il leader del mercato, Cablecom, è comunque indispensabile dotarsi di un STB. Come pensa di intervenire il Consiglio federale, per assicurare anche a questi apparecchi la retrocompatibilità?</p><p>3. Lo standard CI+ supportato dai televisori via cavo disponibili sul mercato funziona con la scheda con smart card ma non senza inconvenienti. I clienti che per ragioni di efficienza energetica volessero rinunciare al proprio set-top-box troverebbero degli ostacoli e ne sarebbero scoraggiati. Siccome non si tratta di uno standard vero e proprio, è necessaria una certificazione degli apparecchi da parte di chi offre sul mercato la televisione via cavo. Nonostante ciò intervengono problemi di avvio ritardato, disturbi nell'immagine, scadenza dei diritti, ecc. Il Consiglio federale è pronto a intervenire in modo che chi offre sul mercato la televisione via cavo si adoperi a favore di soluzioni ottimali di schede con smart card, che non presentino ostacoli tecnici?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale prevede di introdurre valori limite di consumo per tutti i set-top-box attualmente in uso. Questi valori riguarderanno tutti i sistemi di diffusione del segnale ovvero cavo, satellite, protocollo Internet e televisione digitale terrestre. Il progetto di ordinanza si trovava in fase di indagine conoscitiva al momento dell'inoltro della presente interpellanza.</p><p>2. Nel settembre 2010, nell'ambito dell'attuazione della mozione Sommaruga 07.3484, "Codifica dei set-top-box nella rete via cavo digitale", il Consiglio federale aveva presentato il messaggio concernente la modifica della legge federale del 24 marzo 2006 sulla radiotelevisione (LRTV; RS 784.40; messaggio del 17 settembre 2010, FF 2010 6059). Il progetto di revisione avrebbe dato al Consiglio federale la possibilità di prescrivere la libera scelta dell'apparecchio di ricezione dei programmi televisivi e l'impiego di interfaccia aperte e standardizzate. Tuttavia né le Commissioni né il Parlamento sono entrati nel merito del progetto, adducendo il motivo che gli utenti già oggi possono scegliere tra diversi tipi di ricezione televisiva (cavo, antenne, satellite, SwisscomTV e Web TV) e pertanto non è necessaria una nuova regolamentazione. Un'altra ragione della non entrata in materia è che con una nuova regolamentazione si rischierebbe una distorsione della concorrenza o l'imposizione di direttive sulle interfacce che non sono al passo con l'attuale stato della tecnica. Rinunciando a imporre direttive sulla codifica dei programmi televisivi, le Camere hanno accettato anche le incompatibilità a livello tecnico, come emerso nel corso delle deliberazioni parlamentari.</p><p>3. Il Consiglio federale è consapevole dei problemi legati all'interfaccia CI+, tuttavia nella LRTV attualmente in vigore manca la base giuridica necessaria per prendere le relative contromisure. Il collegio, come la maggior parte dei parlamentari, è tuttavia dell'avviso che la concorrenza sul mercato tra i vari sistemi di ricezione sia diventata più vivace; pertanto gli utenti possono optare per un'altra offerta quando le loro aspettative non sono più soddisfatte o se si presentano problemi di tipo tecnico.</p>  Risposta del Consiglio federale.