<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di adeguare l'ordinanza sugli assegni familiari:</p><p>- prolungando il diritto all'assegno per una durata di almeno un anno;</p><p>- in via subordinata, consentendo ai cantoni di adottare soluzioni più favorevoli.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In linea di principio, i salariati hanno diritto agli assegni familiari finché hanno diritto allo stipendio. Tuttavia, gli assegni familiari continuano a essere versati anche dopo l'estinzione del diritto allo stipendio, in particolare in caso di malattia: se il salariato è impossibilitato a lavorare, gli assegni familiari sono versati per il mese in cui è iniziata l'inabilità al lavoro e per i tre mesi successivi.</p><p>Considerati gli interessi in gioco, il Consiglio federale ritiene che il termine fissato nell'ordinanza sia adeguato e che non sia pertanto opportuno prolungarlo. A sconsigliare un prolungamento sono innanzitutto ragioni finanziarie: dal momento in cui una persona perde il diritto allo stipendio, il suo datore di lavoro non è più tenuto a versare i contributi per il finanziamento degli assegni familiari. Dopo l'estinzione del diritto allo stipendio, il diritto agli assegni familiari rimane tuttavia intatto per l'intero periodo contemplato dalla legge, anche qualora un'altra persona possa avanzare lo stesso diritto. Questa regola è giustificata, in quanto nella maggioranza dei casi le persone impossibilitate a lavorare riprendono il proprio lavoro. Grazie ad essa si evitano infatti gli oneri amministrativi cagionati da un cambiamento limitato nel tempo dell'avente diritto e, secondo le circostanze, della competente cassa di compensazione. Sarebbe invece svuotata di senso se il termine venisse portato a un anno, poiché ostacolerebbe la percezione degli assegni familiari da parte di un'altra persona con attività lucrativa il cui datore di lavoro versa i contributi per gli assegni familiari in funzione del salario corrisposto.</p><p>Permettere ai cantoni di modificare tale termine significherebbe contraddire il fine perseguito dalla legge federale sugli assegni familiari (LAFam), ossia un'armonizzazione a livello nazionale, in particolare delle condizioni di diritto agli assegni familiari. Una tale procedura necessiterebbe inoltre di una modifica della LAFam, che è appena entrata in vigore.</p><p>In pratica, i casi in cui, trascorso il termine stabilito dall'articolo 10 dell'ordinanza sugli asegni familiari (OAFami), non viene versato alcun assegno per figli dovrebbero essere rari. Una lacuna di questo tipo può presentarsi quando nessun'altra persona ha diritto agli assegni familiari e la persona impossibilitata a lavorare non può percepire gli assegni in qualità di persona senza attività lucrativa non essendo ancora assicurata come tale all'AVS. Non appena il suo statuto AVS sarà cambiato, avrà diritto agli assegni familiari per persone prive di attività lucrativa.</p><p>Poiché gli assegni familiari versati alle persone senza attività lucrativa sono finanziati dai cantoni, questi ultimi possono ampliare la cerchia dei beneficiari, così come possono innalzare o abolire i limiti di reddito. In altre parole, i cantoni hanno la possibilità di riconoscere un diritto agli assegni familiari per persone senza attività lucrativa alle persone impossibilitate a lavorare che non hanno più diritto allo stipendio, ma sono ancora considerate come salariati ai sensi dell'AVS. L'articolo 21 LAFam, in combinato disposto con l'articolo 18 OAFami, attribuisce ai cantoni ampie competenze nel campo degli assegni familiari per le persone prive di attività lucrativa. Alcuni di essi, del resto, hanno già precisato nelle rispettive legislazioni che talune categorie di assicurati non attivi ai sensi dell'AVS hanno diritto agli assegni familiari in qualità di persone senza attività lucrativa.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.