<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di redigere un rapporto che presenti alcune proposte in vista della distribuzione dell'utile a partire dal 2021. Tali devono considerare in modo più realistico le riserve e l'utile della Banca nazionale svizzera (BNS) così come l'articolo 99 della Costituzione federale. Il rapporto valuterà anche le possibilità di modificare già nel 2020 la convenzione tra il Dipartimento federale delle finanze e la BNS.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Dopo la crisi finanziaria il bilancio della BNS ha registrato una forte espansione; alla fine del 2018 il totale di bilancio è ammontato a 817 miliardi di franchi contro i 127 miliardi della fine del 2007. L'espansione del bilancio era dovuta alle misure di politica monetaria adottate per garantire la stabilità dei prezzi, in particolare agli acquisti di valuta volti a impedire un eccessivo apprezzamento del franco. L'espansione degli investimenti in valuta e quindi del bilancio fa aumentare il rischio di oscillazioni al rialzo e al ribasso degli utili d'esercizio della BNS, come è stato confermato negli ultimi anni. Di conseguenza, ad anni straordinariamente redditizi come il 2017 (54,4 miliardi franchi) o il 2014 (38,3 miliardi) si sono alternati anni caratterizzati da perdite elevate (20,8 miliardi nel 2010, 23,2 miliardi nel 2015, 14,9 miliardi nel 2018). A causa dell'evoluzione altalenante degli utili, la riserva per future ripartizioni può variare notevolmente di anno in anno. Ad esempio, la perdita registrata nell'esercizio 2018 di 67,3 miliardi ha fatto diminuire la riserva agli attuali 45 miliardi di franchi. In caso di altri anni in perdita, eventualità non da escludere, la riserva disponibile potrebbe ridursi ulteriormente. Quest'ultima funge da ammortizzatore per attenuare possibili oscillazioni e contribuisce pertanto a garantire la distribuzione costante dell'utile prescritta dalla legge. Tale meccanismo consente alla BNS di procedere alla distribuzione dell'utile anche in anni caratterizzati da perdite (talvolta elevate). Soltanto nel 2013 si è dovuto rinunciare alla distribuzione dell'utile perché la riserva presentava un saldo negativo.</p><p>Nel postulato ci si chiede inoltre se le perdite annue della BNS non possano essere attenuate grazie a minori accantonamenti per le riserve monetarie anziché riducendo la riserva per future ripartizioni. Secondo l'articolo 30 capoverso 2 LBN, l'utile iscritto a bilancio che può essere distribuito è tuttavia il prodotto risultante dopo l'attribuzione di un importo agli accantonamenti per le riserve monetarie. La disposizione legale è stata formulata intenzionalmente in questo modo, dal momento che la costituzione di accantonamenti adeguati (riserve) ha la priorità. A seguito del forte aumento degli investimenti in valuta, il totale di bilancio è cresciuto notevolmente, ma il capitale proprio e gli accantonamenti sono aumentati in misura nettamente inferiore. Mentre gli investimenti in valuta sono cresciuti di 15 volte nel periodo 2007-2018 e il totale di bilancio di 6,4 volte, il capitale proprio (principalmente accantonamenti e riserva per future ripartizioni) è aumentato soltanto di 1,8 volte. Gli accantonamenti per le riserve monetarie costituiscono il nucleo del capitale proprio, garantiscono la solidità del bilancio e svolgono pertanto un ruolo importante per la capacità di azione della politica monetaria.</p><p>Il Consiglio federale considera appropriata la vigente convenzione sulla distribuzione dell'utile per gli esercizi 2016-2020 e non ritiene necessario redigere un rapporto separato contenente proposte alternative. Nell'ambito dell'elaborazione periodica della prossima convenzione tra il DFF e la BNS relativa agli esercizi 2021-2025 saranno esaminate in dettaglio, come di consueto, diverse varianti.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.