<h2>SubmittedText<h2><p>In occasione della sessione autunnale 2010, l'Assemblea federale ha eletto per la prima volta l'autorità di vigilanza sul Ministero pubblico della Confederazione (MPC), operativa dal 1° gennaio 2011. Questa istituzione indipendente è composta da sette membri, tra i quali figurano tre specialisti che non appartengono a un tribunale federale e non sono iscritti in un registro cantonale degli avvocati. La Commissione giudiziaria ha quindi proposto la candidatura di David Zollinger, associato a responsabilità limitata della banca privata Wegelin &amp; Co. e responsabile dei nuovi mercati in seno a tale istituto, quale membro dell'autorità di vigilanza sul MPC.</p><p>Tale candidatura è stata contestata da un certo numero di parlamentari, che avrebbero preferito un professore di diritto costituzionale il cui unico difetto era di non essere affiliato ad alcun partito. Dinanzi all'Assemblea federale l'ex consigliere agli Stati Dick Marty ha rammentato che l'indipendenza è costituita da due aspetti fondamentali: l'indipendenza personale, che si possiede o meno, e l'immagine di indipendenza, che deve trasparire all'esterno. Ora, anche se la sua indipendenza e la sua integrità personale non sono messe in discussione, un banchiere in attività, dotato di competenze operative in seno al suo istituto, non può trasmettere all'opinione pubblica, in particolare all'estero, un'immagine indipendente e imparziale (BU 2010 N 1699ss.).</p><p>Purtroppo tale argomento, essenziale in termini di credibilità dell'istituzione, non ha fatto breccia nell'Assemblea federale, che ha eletto il signor Zollinger. In seguito la banca Wegelin &amp; Co. è stata la prima banca privata svizzera a essere perseguita negli Stati Uniti, decidendo quindi di trasferire le sue attività non americane alla banca Raiffeisen.</p><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Mentre la Svizzera è sottoposta a enormi pressioni da parte degli Stati Uniti in ambito bancario e fiscale, come percepisce il Consiglio federale la presenza di un alto responsabile della banca privata Wegelin &amp; Co. in seno all'autorità di vigilanza sul MPC?</p><p>2. Per evitare che tali situazioni, nefaste per l'immagine dell'autorità di vigilanza sul MPC, si riproducano in futuro, è disposto a proporre una modifica della legge federale in materia al fine di garantire l'indipendenza di tale istituzione?</p><p>3. Il signor Zollinger non renderebbe più credibile questa importante autorità di vigilanza rassegnando le dimissioni?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Secondo l'articolo 23 capoverso 2 della legge sull'organizzazione delle autorità penali (LOAP; RS 173.71), l'autorità di vigilanza sul MPC conta sette membri e si compone di un giudice del Tribunale federale e un giudice del Tribunale penale federale, due avvocati iscritti in un registro cantonale degli avvocati e tre specialisti che non facciano parte di un tribunale della Confederazione né siano iscritti in un registro cantonale degli avvocati. I membri dell'autorità di vigilanza sono eletti dall'Assemblea federale plenaria per un quadriennio. L'elezione è preparata dalla Commissione giudiziaria. Spetta pertanto all'organo responsabile dell'elezione e alla sua commissione preparatoria valutare quali attività professionali dei candidati - in particolare dei tre specialisti - sono compatibili con tale carica.</p><p>2. Per il legislatore era molto importante che l'autorità di vigilanza sul MPC assumesse la forma di un organo di specialisti, e non di un organo politico. La vigilanza non riguarda soltanto il perseguimento penale, bensì anche l'organizzazione e l'impiego delle risorse. I membri svolgono le loro funzioni a titolo accessorio. Di conseguenza, di norma svolgono un'attività professionale il che consente loro di mettere a disposizione delle autorità di vigilanza le proprie conoscenze. Alla luce di tale interazione non è possibile escludere del tutto che le attività professionali dei membri possano influire in qualche modo sulle loro funzioni di vigilanza. Lo stesso vale per la loro vita privata.</p><p>Per tali casi la LOAP prevede - analogamente ad altre leggi - quanto segue: l'Assemblea federale plenaria può destituire un membro dell'autorità di vigilanza prima della scadenza del suo mandato se questi intenzionalmente o per negligenza grave ha violato gravemente i suoi doveri d'ufficio o ha durevolmente perso la capacità di esercitare il suo ufficio (art. 26 LOAP). Inoltre, le disposizioni del Codice di procedura penale concernenti la ricusazione (art. 56 CPP) si applicano per analogia anche ai membri dell'autorità di vigilanza (art. 28 LOAP). Il Consiglio federale ritiene sufficienti tali disposizioni. Una normativa troppo rigida e restrittiva potrebbe peraltro limitare considerevolmente se non addirittura rendere quasi impossibile la ricerca di specialisti idonei.</p><p>3. Il signor Zollinger è un membro dell'autorità di vigilanza eletto dall'Assemblea federale plenaria. Tale autorità non fa parte dell'amministrazione federale generale e pertanto non sottostà alla vigilanza del Consiglio federale, bensì a quella del Parlamento. Non spetta pertanto al Consiglio federale esprimersi in merito a eventuali dimissioni di un membro di tale autorità.</p>  Risposta del Consiglio federale.