<h2>SubmittedText<h2><p>Non sarà facile risolvere il problema delle eccedenze di burro. Nel 2010 l'esportazione verso Paesi al di fuori dell'UE potrebbe comportare costi superiori a 100 milioni di franchi, 30 dei quali dovrebbero venir pagati dal fondo di sostegno del latte dell'organizzazione dei produttori svizzeri di latte (PSL).</p><p>Non si potrebbe pensare di valorizzare le eccedenze di grasso del latte in Svizzera, ad esempio sostituendo l'olio di palma che, come si sa, pone problemi di deforestazione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Con l'introduzione, nel 1999, del nuovo disciplinamento del mercato lattiero, la Confederazione si è ritirata dalla commercializzazione di burro e formaggio e dal mese di maggio 2009 ha rinunciato alla gestione dei quantitativi di latte. È quindi compito degli attori di mercato impostare l'offerta in funzione della domanda. Un nuovo intervento della Confederazione sul mercato del grasso del latte comporterebbe indubbiamente misure supplementari di sostegno del mercato. Ciò sarebbe in contraddizione con le tappe della riforma della politica agricola decise dal Parlamento e, pertanto, inopportuno. </p><p>Un'aggravante nello smercio di burro - sia a livello d'esportazione che di vendite all'interno del Paese - è rappresentata, oltre che dal prezzo del latte svizzero più elevato, dalla diversa valutazione del tenore in grasso e in proteine rispetto all'estero (valutazione più elevata del grasso in Svizzera). Il grasso del latte indigeno è quindi più caro dei grassi vegetali e viene già sostituito con olio di palma o di cocco. Un graduale allineamento della valutazione del tenore in grasso e in proteine alle condizioni internazionali è di competenza soprattutto degli attori del mercato e sarebbe opportuno dal profilo dell'economia di mercato.</p><p>Sui prodotti indicati dall'autore dell'interpellanza la Svizzera preleva tributi doganali che, per determinati scopi d'utilizzo, sono più contenuti. Si tratta di tributi che permettono alle industrie di trasformazione svizzere di offrire sui mercati indigeno e d'esportazione derrate alimentari contenenti grassi a condizioni competitive. Un aumento dei tributi doganali al limite massimo consentito avrebbe ripercussioni negative sui costi di produzione e sullo smercio di queste imprese. </p><p>L'olio di palma è utilizzato in molti prodotti (p. es. derrate alimentari, cosmetici, detersivi, detergenti, ecc.) per la sua composizione particolare e le sue caratteristiche tecnologiche specifiche. L'olio di palma può essere sostituito con il grasso del latte soltanto in casi limitati. </p><p>Il Consiglio federale constata, tuttavia, che alcune imprese svizzere si stanno impegnando a ridurre l'impiego di olio di palma o ad acquistare olio di palma ottenuto nel quadro di una produzione sostenibile. Attualmente per i consumatori è difficile riconoscere se una derrata alimentare è stata prodotta con olio di palma, poiché nell'elenco degli ingredienti tale olio può essere dichiarato semplicemente come "olio vegetale". Questa norma si applica sia in Svizzera sia nell'UE. I consumatori che desiderano sapere che tipo di grasso o olio vegetale è stato impiegato, devono rivolgersi ai fabbricanti. Il Consiglio federale ritiene che una migliore informazione su base volontaria sia un mezzo efficace per dar seguito alla richiesta dell'autore dell'interpellanza nonché per promuovere l'utilizzo di materie prime prodotte in maniera sostenibile. Questa soluzione presenta inoltre il vantaggio che non vengono introdotte nuove disposizioni le quali rappresentano ostacoli tecnici al commercio o discriminano i fabbricanti svizzeri.</p>  Risposta del Consiglio federale.