<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a verificare le relazioni bilaterali con Israele.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale esprime la sua preoccupazione riguardo alla situazione nel Territorio palestinese occupato, inclusa Gerusalemme Est. A Gaza in particolare e a partire dal conflitto scoppiato lo scorso gennaio, la situazione umanitaria e le esigenze della popolazione per la ricostruzione e lo sviluppo economico permangono senza soluzioni tangibili. La dipendenza della popolazione dall'aiuto esterno non fa che aumentare mentre il cessate il fuoco tra Israele e la striscia di Gaza permane alquanto precario. Il rapporto della missione internazionale indipendente concernente gli accertamenti nel contesto del conflitto a Gaza apporta una lettura obiettiva e globale degli avvenimenti verificatisi da dicembre 2008 a gennaio 2009. Il Consiglio federale constata con soddisfazione che la missione Goldstone ha condotto inchieste sulle presunte violazioni commesse da tutte le parti e non da una sola di esse. Tale rapporto, al pari di quello dell'alta Commissaria, dichiara che sono stati commessi crimini molto gravi dalle diverse parti nel contesto del recente conflitto, sia da parte di Israele, sia da parte di Hamas. </p><p>Il Consiglio federale ha ricordato che le parti al conflitto hanno la responsabilità principale di condurre inchieste e di tradurre in giustizia le persone sospettate di aver commesso violazioni gravi dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario. Se esse non sono intenzionate a conformarsi a tali obblighi o non sono in misura di farlo, spetta alla comunità internazionale vigilare affinché tali violazioni non restino impunite. </p><p>Il Consiglio dei diritti dell'uomo ha adottato il 16 ottobre 2009 una risoluzione concernente le conclusioni e le raccomandazioni del rapporto Goldstone, esortando i diversi attori interessati, inclusi gli organi delle Nazioni Unite, ad attuarle conformemente ai loro mandati. </p><p>L'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato a sua volta, il 5 novembre 2009, una risoluzione concernente il rapporto Goldstone, con la quale si chiede alle parti interessate di condurre inchieste, in maniera indipendente, credibile e conformemente agli standard internazionali, sulle gravi violazioni dei diritti dell'uomo e del diritto internazionale umanitario. La Svizzera ha votato in favore di tale risoluzione, la quale chiede al nostro Paese di prendere il più rapidamente possibile le misure necessarie al fine di convocare nuovamente una conferenza delle Alte Parti contraenti alle Convenzioni di Ginevra, allo scopo di fare applicare le convenzioni nel Territorio palestinese occupato, compresa Gerusalemme Est, e di garantire la loro osservanza conformemente all'articolo 1 comune. La Svizzera ha avviato i passi necessari per rendersi disponibile nei confronti delle Alte Parti contraenti. </p><p>Israele e la Svizzera intrattengono buone relazioni in numerosi settori, segnatamente economici, scientifici e culturali. Dal 2006 la Svizzera e Israele conducono regolarmente un dialogo politico che permette non soltanto di sviluppare le relazioni bilaterali bensì anche di assicurare uno scambio approfondito di opinioni sulla situazione politica nella regione. Tali scambi regolari sono espressione del principio politico di dialogo con tutte le parti, attuato dalla Svizzera allo scopo di promuovere una soluzione durevole al conflitto del Vicino Oriente. La Svizzera e Israele beneficiano di un accordo di libero scambio dal 1992 per il tramite dell'Associazione europea di libero scambio (AELS). L'accordo concerne unicamente i beni prodotti in Israele all'interno delle frontiere internazionalmente riconosciute. Affinché sia assicurata la registrazione corretta dal profilo doganale delle merci in provenienza da Israele, gli Stati dell'AELS e Israele hanno concluso, nel quadro del comitato misto AELS-Israele del 15 giugno 2005, un accordo amministrativo secondo cui le prove d'origine israeliana menzionano il luogo di produzione di tali merci, inclusa l'indicazione del codice postale. I prodotti originari del Territorio palestinese occupato non adempiono tutt'oggi le condizioni necessarie per il trattamento tariffale preferenziale previsto dall'accordo di libero scambio tra l'AELS e Israele.</p><p>La Svizzera intrattiene con Israele una cooperazione economica, scientifica e militare, com'è il caso con numerosi altri Paesi. Nelle circostanze attuali la Svizzera non prevede di modificare la natura di tale cooperazione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.