<h2>SubmittedText<h2><p>1. Che ne sarà del plutonio proveniente dalle centrali nucleari svizzere e che è ancora stoccato all'estero? Sarà utilizzato per realizzare elementi di combustibile MOX e incenerito nei reattori nucleari svizzeri come prevede la legge? A quali basi legali e autorizzazioni è assoggettata la cessione a terzi e quali sono i potenziali acquirenti?</p><p>2. Che cosa ne sarà in futuro del plutonio e dell'uranio ritrattato proveniente dalle centrali nucleari svizzere se entrerà in vigore il divieto di ritrattamento e la cessione di questi materiali non sarà più possibile? </p><p>3. Le centrali nucleari svizzere dichiarano di aver posto fine all'impiego di barre di combustibile contenenti plutonio (programmi MOX). Barre di combustibile di provenienza russa prodotte utilizzando uranio ritrattato dovrebbero essere utilizzate in futuro solamente dalla Axpo (nelle centrali nucleari di Beznau e Leibstadt). Nei nuovi contratti, la centrale nucleare di Gösgen non prevede alcuna collaborazione con la Russia. Sono vere queste informazioni?</p><p>4. L'Ufficio federale dell'energia (UFE) si è sforzato, insieme ad Axpo, di prendere visione dei processi di ritrattamento e di arricchimento svolti in Russia. La richiesta di visitare l'impianto di Majak è stata però respinta. Di conseguenza, Axpo ha dichiarato di voler rinunciare in futuro all'uranio mediamente arricchito proveniente dall'impianto di Majak. Il materiale sarà sostituito? Con quali conseguenze ecologiche?</p><p>Dall'elenco dei materiali nucleari svizzeri all'estero pubblicato dall'UFE, risulta che al 31 dicembre 2014 gli esercenti degli impianti nucleari stoccavano in impianti esteri, fra l'altro, un chilogrammo di plutonio e 68 416 chilogrammi di cosiddetto uranio ritrattato. Il plutonio è un inevitabile sottoprodotto della reazione nucleare dei reattori ad uranio. Da quando le superpotenze si sono accordate in merito a un massiccio disarmo nucleare, nel mondo vi è un eccesso di plutonio. La Russia continua ad essere l'unico Paese che usa l'uranio ritrattato a fini commerciali. La crisi in Ucraina e le sanzioni applicate dall'UE sollevano questioni in merito al partenariato economico, anche se al momento il settore dell'energia nucleare non è toccato dalle sanzioni contro la Russia.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. Le disposizioni in materia di ritrattamento degli elementi di combustibile sono contenute nell'articolo 9 della legge federale del 21 marzo 2003 sull'energia nucleare (LENu; RS 732.1). Da luglio 2006 è in vigore, in Svizzera, una moratoria di dieci anni per il ritrattamento di elementi di combustibile esausti (cfr. art. 106 cpv. 4 LENu). Dall'entrata in vigore della moratoria, non sono stati esportati elementi di combustibile dalle centrali nucleari svizzere per operazioni di ritrattamento all'estero. Tutto il plutonio derivante dal ritrattamento di elementi di combustibile provenienti dalle centrali nucleari svizzere è stato utilizzato per realizzare elementi di combustibile a miscela di ossidi (elementi MOX) per le centrali svizzere, ed è quindi già stato reimportato e utilizzato. Dal 2013, nelle centrali nucleari svizzere non vengono più impiegati elementi di combustibile MOX, poiché tutti quelli disponibili hanno terminato il loro ciclo di vita all'interno dei reattori. All'estero si trova ancora solo un chilogrammo di plutonio che costituisce parte integrante di elementi di combustibile che devono essere sottoposti a esami scientifici. Al termine di questi esami, il materiale nucleare sarà riportato in Svizzera per essere smaltito.</p><p>Non esiste un mercato internazionale del plutonio. Gli elementi di combustibile MOX possono essere fabbricati solamente con il plutonio prodotto in proprio. Per quanto riguarda il riutilizzo dell'uranio che si trova all'estero per essere ritrattato (68 tonnellate) e che è di proprietà svizzera, gli esercenti delle centrali nucleari svizzere non hanno ancora preso alcuna decisione.</p><p>Se gli elementi non vengono ritrattati, il plutonio, l'uranio ancora disponibile e i prodotti di fissione rimangono negli elementi esausti, che vengono quindi stoccati nelle centrali nucleari e nel deposito intermedio di Würenlingen. Più avanti saranno stoccati come un tutt'uno in un deposito in strati geologici profondi.</p><p>3. La decisione strategica ed economica in merito all'acquisto degli elementi di combustibile da utilizzare nelle centrali nucleari svizzere spetta agli esercenti delle centrali stesse. L'UFE assicura che in relazione all'acquisto, al trasporto e allo stoccaggio finale siano rispettati gli accordi internazionali in materia di non proliferazione nucleare e le disposizioni internazionali sul controllo delle esportazioni. Inoltre garantisce che vengano rispettati la legislazione nazionale e gli accordi bilaterali in materia di uso pacifico dell'energia nucleare.</p><p>4. L'uranio arricchito prodotto a Majak proviene dal ritrattamento di elementi di combustibile impiegati su navi o sottomarini nucleari. La MSZ Elektrostal procede a mescolare questo uranio con altro uranio per raggiungere il grado di arricchimento desiderato. L'uranio supplementare proviene dal ritrattamento di elementi di combustibile di centrali nucleari dell'Europa occidentale e dalla produzione propria della MSZ. Rinunciare alla quota di uranio proveniente dal Majak significherebbe dover acquistare quantità supplementari di uranio "fresco".</p>  Risposta del Consiglio federale.