<h2>SubmittedText<h2><p>Il capo dell'esercito Thomas Süssli, ha dichiarato di recente che l'adesione del nostro Paese alla NATO non era "per ora" all'ordine del giorno. "Per ora" significa che la questione potrebbe essere esaminata a breve? Ai nostri occhi queste dichiarazioni sono assolutamente inaccettabili. Il signor Süssli ignora che il nostro è un Paese neutrale e che la Svizzera ha attraversato l'intero periodo della Guerra fredda senza avviare discussioni di adesione alla NATO. Altrettanto inaccettabile è il silenzio del Consiglio federale dopo tali dichiarazioni. Il Consiglio federale e il capo del dipartimento, signora Viola Amherd, avrebbero dovuto richiamare all'ordine il signor Süssli e ricordargli alcune verità, in particolare che non è il capo dell'esercito a decidere della politica estera del nostro Paese. Invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:</p><p>- Da quando il capo dell'esercito si dichiara competente per decidere della politica estera della Svizzera? </p><p>- L'adesione del nostro Paese a un'organizzazione militare straniera e l'abbandono della neutralità sono nell'agenda segreta del Consiglio federale? </p><p>- Non sarebbe meglio se il nostro Paese continuasse la sua politica dei buoni uffici e cercasse di placare questi sanguinosi conflitti piuttosto che alimentarli lasciando che il suo capo dell'esercito parli di un'eventuale adesione alla NATO? </p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Né il capo dell'esercito, né il Consiglio federale stanno valutando un'adesione della Svizzera alla NATO.</p><p>Secondo il rapporto del Consiglio federale del 24 novembre 2021 sulla politica di sicurezza della Svizzera, la neutralità e la cooperazione internazionale - come anche ad esempio la democrazia, il rispetto del diritto internazionale e il federalismo - fanno parte dei principi sui quali si basa la politica di sicurezza della Svizzera. Il rapporto precisa che questi principi definiscono il quadro per l'impostazione della politica di sicurezza svizzera, ma che, alla luce degli sviluppi politici e sociali, la sua interpretazione deve essere verificata regolarmente.</p><p>Il potenziamento della collaborazione, in particolare con la NATO e l'UE, costituisce uno degli obiettivi della politica di sicurezza secondo il rapporto del Consiglio federale. La neutralità permette alla Svizzera di collaborare militarmente a livello internazionale. Dal 1996 la Svizzera partecipa al Partenariato per la pace della NATO, soprattutto in ambito di istruzione e addestramento. Questa partecipazione non ha niente a che vedere con un'adesione alla NATO o con la preparazione in vista di un'adesione.</p><p>Dato che alla luce della guerra in Ucraina si possono presupporre conseguenze a lungo termine sulla sicurezza e sulla cooperazione in materia di sicurezza in Europa, il DDPS ha avviato un'analisi delle sue ripercussioni per la politica di sicurezza. I risultati di questa analisi saranno presentati in un rapporto complementare che valuterà, tra l'altro, l'idoneità e le possibilità di un potenziamento della cooperazione internazionale, compresa quella con la NATO. Il rapporto sarà sottoposto al Consiglio federale entro l'autunno. Dal canto suo il DFAE sta elaborando simultaneamente un nuovo rapporto del Consiglio federale sulla neutralità della Svizzera.</p>  Risposta del Consiglio federale.