<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Le scorte obbligatorie contribuiscono in modo essenziale a garantire l'approvvigionamento della Svizzera in tempi di crisi, in cui possono verificarsi situazioni di grave penuria. I costi che ne risultano per lo Stato e per i consumatori, e quindi per l'economia, sono stati riesaminati nel 1991 e nel 1995. Sono stati decisi provvedimenti che hanno comportato risparmi annuali per un ammontare di circa 200 milioni di franchi. Misure successive permetteranno, entro il 1999, ulteriori risparmi di circa 100 milioni di franchi all'anno. I rischi che possono minacciare l'approvvigionamento della Svizzera sono indubbiamente cambiati, ma non sono affatto diminuiti.</p><p></p><p>- Il pericolo di un conflitto armato è passato in secondo piano. L'approvvigionamento della Svizzera può essere seriamente pregiudicato da interventi politici (p.es. un embargo), da catastrofi naturali o tecnologiche (cattivi raccolti, contaminazione nucleare, ecc.), da un sabotaggio o da un atto terroristico. A lungo termine i rischi di una penuria di energia o di cereali tendono ad aumentare.</p><p></p><p>- La nostra dipendenza dall'estero continua ad essere molto elevata (100% nel caso del petrolio, del gas naturale e di numerose materie prime industriali, circa il 40% per quanto concerne le derrate alimentari).</p><p></p><p>- La riduzione al minimo delle scorte ("just in time") ha aumentato sensibilmente la vulnerabilità del nostro approvvigionamento.</p><p></p><p>In merito alle singole domande rispondiamo come segue:</p><p></p><p>1. Il mandato costituzionale inteso a garantire l'approvvigionamento può essere adempiuto anche dopo la riduzione delle scorte in diverse settori principali, sebbene, considerato globalmente, sia stato raggiunto il livello minimo sostenibile. Il principio secondo cui occorre separare ciò che è necessario da ciò che è auspicabile costituisce la base della decisione di riduzione e dei rispettivi risparmi in materia di costi.</p><p></p><p>2. Il Rapporto del 1995 sulla politica attuata in materia di scorte obbligatorie prende in considerazione l'abolizione delle scorte obbligatorie propriamente dette per quanto concerne il carbone. Tale questione è oggetto di un esame approfondito. Già alla metà del 1996 si era potuto eliminare completamente l'obbligo di costituire scorte di detersivi per le lavastoviglie, essendo riusciti, in collaborazione con l'industria, ad elaborare un concetto per la produzione d'emergenza sulla base di materie prime disponibili.</p><p></p><p>Si sta esaminando se sono possibili nuove riduzioni o soppressioni in altri settori delle scorte obbligatorie come il tè e il caffè.</p><p></p><p>3. Un'analisi dettagliata della situazione (Rapporto 1995 - 1999 sulle scorte obbligatorie) ha stabilito che, per il momento, nessun nuovo prodotto deve costituire l'oggetto di scorte obbligatorie. Evidentemente si dovrà tenere conto dell'evoluzione dei mercati.</p><p></p><p>4. Nel 1995 i costi della costituzione di scorte obbligatorie per i consumatori ammontavano a 406 milioni di franchi (l'anno precedente: 590 milioni di franchi), mentre le scorte obbligatorie della Confederazione, durante lo stesso periodo, hanno raggiunto un importo di 5,7 milioni di franchi. Ulteriori costi possono risultare alla Confederazione dal finanziamento delle merci previste per le scorte obbligatorie (assunzione di cambiali in caso di fallimento o moratoria concordataria). Nel periodo tra il 1990 e il 1995, la media dei mutui garantiti ogni anno ammontava a 1,564 miliardi di franchi, con una perdita globale, durante lo stesso periodo, di 0,7 milioni di franchi ossia 0,12 milioni di franchi all'anno, ciò che equivale allo 0,01% della media annuale dei mutui garantiti.</p><p></p><p>5. Esiste un potenziale di risparmio sotto due punti di vista:</p><p></p><p>- La questione della necessità vitale di diverse merci che compongono le scorte obbligatorie deve rimanere permanentemente aperta; ciò può condurre a nuove riduzioni del genere di quelle decise nel 1991 e nel 1995.</p><p></p><p>- Per quanto concerne i costi amministrativi di diverse organizzazioni preposte alla costituzione di scorte obbligatorie esistono ancora possibilità di risparmio, anche se in misura esigua. Così, per esempio, grazi alla fondazione dell'Ufficio fiduciario dei detentori svizzeri di scorte obbligatorie di cereali (organizzazione che è succeduta alla Società cooperativa svizzera dei cereali e dei foraggi e alla Società cooperativa degli importatori di sementi da campo) e al trasferimento della direzione dello stesso all'Ufficio fiduciario degli importatori svizzeri di derrate alimentari, si sono ottenuti risparmi di costi per un importo di 800'000 franchi all'anno.</p>  Risposta del Consiglio federale.