<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di provvedere affinché la problematica del diritto di morire e dell'assistenza al suicidio sia trattata nel corso di formazione delle facoltà di medicina e in quello delle scuole d'infermieri, come obiettivo di studio complementare a quello delle cure palliative.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La mozione solleva una questione sociale importante che s'inserisce nel dibattito pubblico concernente le condizioni delle cure e dell'accompagnamento dei malati in fase terminale. La proposta d'integrare la tematica dell'assistenza al suicidio nella formazione universitaria e nel perfezionamento dei futuri medici e nell'iter di formazione del personale di cura non è nuova. Infatti, già nel suo rapporto intitolato "Eutanasia e medicina palliativa - la Confederazione deve legiferare?" del 24 aprile 2006, il Consiglio federale raccomandava d'introdurre questa tematica nella formazione universitaria e nel perfezionamento per motivi di ordine etico. In effetti, è importante che i professionisti del settore siano meglio preparati a situazioni particolari che si pongono alla fine della vita di una persona e alle questioni che vi sono legate. Tuttavia, tali misure rientrano esclusivamente nel contesto delle cure palliative e non in quello dell'assistenza al suicidio.</p><p>Dalla sua entrata in vigore il 1° settembre 2007, la legge sulle professioni mediche (LPMed; RS 811.11) costituisce la base giuridica di riferimento per la formazione universitaria e per il perfezionamento delle professioni mediche universitarie. Nel quadro di tale disciplinamento, il legislatore ha tenuto conto delle cure e dell'accompagnamento da dispensare ai pazienti in fase terminale. Egli ammette esplicitamente che la medicina palliativa è un modo degno di curare e di accompagnare i pazienti durante una malattia incurabile ed evolutiva. Inoltre, un ricorso alle cure palliative e un accompagnamento qualificato contribuiscono a ridurre in modo significativo le domande di suicidio assisitito.</p><p>Conformemente agli obiettivi fissati per legge, la formazione universitaria deve fornire le basi scientifiche necessarie per adottare misure preventive, diagnostiche, terapeutiche, palliative e di riabilitazione. Inoltre, essa deve abilitare i futuri medici a dispensare ai pazienti un'assistenza completa e a preparare le persone a loro più vicine, tenendo conto dei fattori di natura psichica, sociale, giuridica, culturale ed etica. In proposito vanno pure sottolineati gli obiettivi relativi alla capacità di collaborare con altri professionisti del settore sanitario. Prestare cure di qualità elevata a un paziente terminale esige infatti un rapporto di collaborazione interprofessionale. Nel contesto di un trattamento vanno rispettati il diritto all'autodeterminazione e la dignità dei pazienti. La formazione universitaria e il perfezionamento hanno il compito di sensibilizzare i professionisti del settore sanitario su tali questioni e di permetter loro di darvi risposta. Gli obiettivi della formazione universitaria sono stati integrati nel nuovo catalogo svizzero degli obiettivi didattici della medicina umana. Quest'ultimo diventerà obbligatorio in tutte le facoltà della Svizzera a partire dalla seconda metà del 2008 e sostituirà il catalogo precedente.</p><p>Conformemente alle prescrizioni della LPMed, gli obiettivi summenzionati vanno approfonditi in sede di specializzazione. Secondo l'attuale ripartizione delle competenze, è l'associazione professionale ad essere incaricata di determinare i contenuti del perfezionamento corrispondente. La Confederazione assume le propria responsabilità, insistendo presso i comitati responsabili sull'importanza di tale obiettivo.</p><p>Gli iter di formazione del personale di cura presso le alte scuole specializzate e le scuole superiori prevedono un insegnamento approfondito in materia di cure e accompagnamento di pazienti in fase terminale. In futuro, l'accento sarà messo sull'armonizzazione dei programmi d'insegnamento delle professioni mediche universitarie e non universitarie allo scopo di garantire una collaborazione ottimale in una situazione di reale accompagnamento.</p><p>Il Consiglio federale ritiene quindi che con l'introduzione della LPMed e il nuovo catalogo svizzero degli obiettivi didattici, tutti gli aspetti relativi all'accompagnamento dei pazienti in fase terminale sono tenuti in considerazione nell'ambito della formazione universitaria e del perfezionamento. L'esigenza dell'autore della mozione è dunque ampiamente rispettata sul piano pratico. L'obiettivo della mozione è considerato quindi raggiunto.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.