<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a istituire le basi giuridiche per controllare gli investimenti diretti esteri nelle imprese svizzere nonché a creare un'autorità competente per il rilascio delle autorizzazioni relative agli affari soggetti a questo tipo di controllo.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'elevato tenore di vita del nostro Paese è dovuto in ampia misura alla sua tradizionale apertura. La politica Svizzera, aperta agli investimenti esteri, garantisce che la piazza economica sia sufficientemente alimentata da capitale e know-how e contribuisce alla creazione di valore aggiunto nonché al mantenimento e alla creazione di posti di lavoro. Secondo i dati più recenti, nel 2015 le affiliate ubicate in Svizzera di società multinazionali straniere davano lavoro a 470 000 persone, mentre nel 2016 il volume degli investimenti diretti esteri nel nostro Paese era di circa 965 miliardi di franchi svizzeri (a titolo di confronto: l'intero volume degli investimenti diretti svizzeri all'estero ammonta a 1215 miliardi di franchi svizzeri).</p><p>L'interesse degli investitori stranieri per le aziende svizzere dimostra quanto siano attrattive la piazza economica svizzera e le sue condizioni quadro stabili e di qualità.</p><p>L'indiscusso vantaggio di questo scenario può però comportare anche qualche rischio, ad esempio quello di falsare la concorrenza o di pregiudicare la sicurezza e l'ordine pubblico. Tuttavia, le aziende di servizi pubblici attive in settori cruciali sono già oggi al riparo da acquisizioni indesiderate perché possedute da enti pubblici o disciplinate da leggi speciali.</p><p>Come illustrato in risposta alle interpellanze Vogt 17.3387, 17.3388 e 17.3671 e alla mozione de Buman 13.3280, il Consiglio federale è finora giunto alla conclusione che il controllo sugli investimenti sarebbe inopportuno e superfluo.</p><p>Come affermato in risposta al postulato Bischof Pirmin 18.3376, "Acquisizioni di imprese svizzere da parte di investitori stranieri. La totale mancanza di controlli è ancora sostenibile?", il Consiglio federale è tuttavia disposto a valutare in un rapporto i pro e i contro derivanti dalla creazione delle basi legali necessarie per controllare gli investimenti diretti esteri in aziende svizzere.</p><p>Per quanto riguarda la vendita di infrastrutture in sé, rinviamo a questo punto all'iniziativa parlamentare Badran Jacqueline 16.498 che la Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia del Consiglio degli Stati ha accolta il 19 marzo 2018. L'iniziativa chiede che le infrastrutture strategicamente importanti del settore energetico - in particolare le centrali idroelettriche, le reti elettriche e le reti del gas - siano subordinate alla legge federale sull'acquisto di fondi da parte di persone all'estero (Lex Koller).</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.