<h2>SubmittedText<h2><p>Il servizio della trasmissione "Cash Investigation" sull'impatto dei pesticidi sulla salute e sull'ambiente ha suscitato enorme scalpore in Francia e in Svizzera romanda, confermando i timori degli ecologisti riguardo all'impiego di prodotti tossici nell'agricoltura. Sulla scorta delle recenti rivelazioni emerse dal servizio, pongo le seguenti domande:</p><p>1. Il servizio mostra che in Francia molti bambini entrano in contatto con pesticidi, quali il Folpel, attraverso l'aria ambiente. Qual è la situazione in Svizzera?</p><p>2. Il servizio mostra che in Francia è stata rilevata la presenza, nel corpo dei bambini, di numerosi pesticidi, compresi prodotti tossici di cui la Francia ha oggi vietato l'impiego. Qual è la situazione in Svizzera?</p><p>3. I giornalisti di "Cash Investigation" sono riusciti a disegnare una mappa dell'esposizione ai pesticidi per il territorio francese. Disponiamo di informazioni simili anche per la Svizzera? Se no, perché?</p><p>4. Disponiamo anche di informazioni sul grado di esposizione e sul rispettivo impatto su diversi gruppi, tra i quali gli agricoltori? A che punto è il progetto di biosorveglianza umana?</p><p>5. Il Consiglio federale conferma che alcuni pesticidi, dei quali è stata appurata la tossicità per l'uomo e la Svizzera ha vietato l'uso sul proprio territorio (p. es. l'atrazina), sono tuttora prodotti per l'esportazione da aziende elvetiche come Syngenta, causando danni all'ambiente e alla salute all'estero? Il Consiglio federale ritiene che ciò sia coerente ed eticamente sostenibile?</p><p>6. Il Consiglio federale non trova nulla da ridire riguardo al fatto che, tramite le importazioni di prodotti alimentari, probabilmente i consumatori svizzeri sono esposti, come quelli francesi, a pesticidi tossici il cui uso è stato proibito sul territorio nazionale, o a pesticidi che potrebbero addirittura essere prodotti da aziende elvetiche per l'esportazione?</p><p>7. Nell'acqua potabile di alcune regioni francesi persistono tracce di atrazina, vietata sia in Francia che in Svizzera. Com'è la situazione in Svizzera?</p><p>8. Gli Stati Uniti e la Francia prevedono di vietare l'impiego di Clorpirifos. Quando lo farà il Consiglio federale?</p><p>9. Il Consiglio federale può garantire che il piano d'azione sui pesticidi tenga conto di questi recenti sviluppi, che indicano palesemente che siamo esposti a prodotti tossici?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>I prodotti fitosanitari sono utilizzati per proteggere le colture dagli organismi nocivi per le piante. Contribuiscono a limitare le perdite di resa e ad assicurare il rispetto delle norme qualitative del mercato. Essendo biologicamente attivi, possono presentare effetti collaterali. Sono sottoposti a una procedura d'esame prima della loro immissione sul mercato, allo scopo di definire condizioni d'uso tali da escludere ogni rischio inaccettabile per l'uomo e l'ambiente.</p><p>Il servizio citato trasmette ripetutamente un'affermazione inesatta. Basandosi su uno studio pubblicato dall'Autorità europea per la sicurezza degli alimenti (EFSA), nel servizio si afferma, a torto, che il 97 per cento dei prodotti alimentari contiene residui di pesticidi. Di fatto nel 55 per cento dei campioni analizzati in Europa non sono stati riscontrati residui. Il 97 per cento dei prodotti alimentari rispetta le norme in materia di residui e soltanto nel 3 per cento dei casi vengono superati i valori a norma di legge.</p><p>Di seguito le risposte ai singoli punti dell'interpellanza:</p><p>1. Durante la polverizzazione, può verificarsi la deriva di parte del prodotto all'esterno della particella con conseguente esposizione per le persone che si trovano nelle vicinanze, come ad esempio per chi abita nei dintorni. Questo rischio è valutato nel quadro dell'omologazione da parte dell'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria. Se necessario, nelle condizioni d'uso vengono fissate misure di attenuazione. La deriva diminuisce rapidamente con la distanza. Può essere limitata con tecniche di polverizzazione che consentano di ridurre la formazione di polveri o installando barriere vegetali che le contengano. Nel caso del Folpet utilizzato in viticoltura non sono necessarie misure specifiche. Infatti, se utilizzato come prescritto, non pone rischi inaccettabili per la salute.</p><p>2. Residui di prodotti fitosanitari possono essere presenti nelle derrate alimentari. In quelle importate possono altresì trovarsi residui di prodotti fitosanitari ritirati in Svizzera. È dunque possibile riscontrare tracce nei prelievi effettuati sulla popolazione svizzera, bambini compresi. Le derrate alimentari sono controllate per accertarsi del rispetto delle norme in materie di residui (v. risposta 6).</p><p>3. È stata creata una rete di aziende allo scopo di acquisire informazioni soprattutto sull'utilizzo dei prodotti fitosanitari. I primi risultati di questo monitoraggio agroambientale sono stati pubblicati nel rapporto agricolo 2012. Attualmente questa rete non è abbastanza fitta per fornire dati a livello regionale. I dati in base alla coltura indicano che il numero di trattamenti è più elevato in frutticoltura e viticoltura che in campicoltura.</p><p>Se ne può desumere, quindi, che l'esposizione sarà potenzialmente più elevata nelle regioni con colture speciali che in quelle campicole e che sarà bassa nelle regioni con prati e pascoli.</p><p>4. Le persone maggiormente esposte ai prodotti fitosanitari sono gli utilizzatori, che sono in contatto diretto con i prodotti concentrati durante le operazioni di riempimento dei polverizzatori e con le polveri durante i trattamenti. I lavori nelle colture trattate sono un'altra possibile via di esposizione. Se necessario, nelle condizioni d'uso dei prodotti vengono fissate misure specifiche. Anche chi si trova nelle vicinanze delle particelle trattate può essere esposto, ma in misura nettamente minore rispetto a chi utilizza il prodotto (v. risposta 1). Uno studio francese (Agrican) mostra che il tasso di mortalità per cancro, senza distinzioni in base alla forma, è inferiore del 24 per cento nella popolazione agricola femminile e del 30 per cento in quella maschile rispetto alla popolazione generale. Alcune forme di cancro sono più frequenti nella popolazione agricola. L'Ufficio federale della sanità pubblica sta elaborando il progetto di biosorveglianza umana della popolazione generale adulta in Svizzera. Questo studio di portata nazionale inizierà con una fase pilota che durerà per i prossimi tre anni. Verrà determinata la presenza di sostanze d'interesse sanitario in campioni biologici di sangue e urine. Associato a una raccolta di dati sulla salute, il programma ha lo scopo di valutare l'impatto dell'esposizione a prodotti chimici sulla salute della popolazione svizzera.</p><p>5. La Svizzera è firmataria della Convenzione di Rotterdam e applica le sue disposizioni nel quadro del commercio internazionale. Questa convenzione del programma delle Nazioni Unite per l'ambiente (UNEP) e dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'agricoltura e l'alimentazione (FAO) permette a una parte contraente di decidere quali prodotti chimici industriali o pesticidi pericolosi, elencati nella convenzione, vuole ricevere attraverso la "procedura di assenso informato in conoscenza di causa". Inoltre, i Paesi firmatari che prevedono di esportare determinati prodotti chimici vietati o rigidamente disciplinati sul loro territorio devono informare i Paesi importatori e ottenere il loro permesso. Questa convenzione, quindi, assicura la gestione dell'importazione dei prodotti chimici elencati nella convenzione e lo scambio di informazioni relative ai prodotti chimici vietati o rigidamente disciplinati che vengono esportati.</p><p>6. Negli ultimi dieci anni è stata ritirata l'autorizzazione di 124 principi attivi. Il fatto che una sostanza sia stata ritirata non significa tuttavia che i residui negli alimenti rappresentino un rischio per la salute dei consumatori. Nella maggior parte dei casi queste sostanze sono state ritirate perché l'industria non ha presentato la richiesta di riesame oppure non ha fornito i dati necessari a questo riesame. La questione dei residui nelle derrate alimentari commercializzate a livello internazionale è oggetto di raccomandazioni e norme FAO/OMS, che riflettono lo stato delle conoscenze scientifiche sui vari alimenti e sostanze. In esse vengono fissati i tenori massimi in residui di pesticidi nelle derrate alimentari, a garanzia della sicurezza delle derrate alimentari commercializzate a livello internazionale.</p><p>Possono essere fissati valori più rigorosi a condizione che ciò sia giustificato scientificamente; in alcuni casi la Svizzera è già ricorsa a questa possibilità.</p><p>7. Le analisi svolte nel 2004 indicavano una concentrazione superiore al valore limite di 0,1 microgrammi per litro nel 5 per cento delle stazioni di campionamento per l'atrazina e nel 6 per cento per un metabolita. Nel 2011, la proporzione era pari rispettivamente a 1,1 e a 2,6 per cento. L'utilizzo dell'atrazina, in Svizzera, è stato vietato nel 2008 con un termine per l'utilizzo fino al 2011. Considerata la persistenza di questa sostanza, v'è da presumere che se ne riscontreranno tracce nell'acqua ancora per qualche anno, ma la concentrazione sarà sempre minore.</p><p>8. Nell'UE il Clorpirifos è autorizzato fino al 2018, dopodiché dovrà essere emessa un'altra decisione in merito al rinnovo dell'autorizzazione. In Svizzera è in corso una procedura di riesame volta ad assicurare che le prescrizioni d'uso del Clorpirifos escludano ogni rischio inaccettabile per l'uomo e l'ambiente. Se necessario, tali prescrizioni saranno adattate.</p><p>9. Il piano d'azione sui prodotti fitosanitari è uno strumento in costante evoluzione, che deve tenere conto delle più recenti conoscenze del settore. Deve permettere di ridurre i rischi in maniera mirata e, laddove possibile, l'impiego di prodotti fitosanitari.</p>  Risposta del Consiglio federale.