B u n d e s v e rw a l t u n g s g e r i ch t T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i f f éd é r a l T r i b u n a l e am m i n i s t r a t i vo f e d e r a l e T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i v fe d e r a l Corte IV D-794/2013 S e n t e n z a d e l 2 1 f e b b r a i o 2 0 1 3 Composizione Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, con l'approvazione del giudice Markus König, cancelliera Camilla Fumagalli. Parti A._______, nato il (...), Nigeria, ricorrente, contro Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore. Oggetto Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; decisione dell'UFM del 15 gennaio 2013 / N [...]. D-794/2013 Pagina 2 Visto: la domanda di asilo che il ricorrente ha presentato in Svizzera in data 10 gennaio 2003; la decisione dell'UFM del 24 aprile 2003, che ha respinto la menzionata domanda ed ha ordinato l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera; la sentenza del 18 luglio 2003 dell'allora Commissione svizzera di ricorso in materia d'asilo (CRA, attualmente Tribunale amministrativo federale, di seguito: il Tribunale) che ha respinto il ricorso inoltrato dal ricorrente con- tro la suddetta decisione dell'autorità inferiore; la seconda domanda di asilo che l'interessato ha presentato in Svizzera in data 26 gennaio 2013; il verbale di audizione del 1° febbraio 2013 (di seguito: verbale 1), nonché quello relativo al diritto di essere sentito in merito all'applicazi one dell'art. 32 cpv. 2 lett. e della Legge sull’asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) di medesima data (di seguito: verbale 2); la decisione dell'UFM del 15 febbraio 2013 , notificata all'interessato il giorno stesso (cfr. Atto B14/1); il ricorso inoltrato dal ricorrente il 15 febbraio 2013 (cfr. timbro del plico raccomandato); la copia dell'incarto dell'UFM, trasmessa via fax al Tribunale in data 18 febbraio 2013; l'incarto originale completo dell'UFM, pervenuto a codesto Tribunale in data 19 febbraio 2013; i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei consid e- randi che seguono; e considerato: che presentato tempe stivamente (art. 108 cpv. 2 LAsi) contro una dec i- sione in materia di asilo dell'UFM (art. 6 e 105 LAsi, art. 31-33 della Leg-D-794/2013 Pagina 3 ge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 [LTAF, RS 173.32]), il ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a-c e 52 della Legge federale sulla procedura amministrat i- va del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021); che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, sono decisi in pr ocedura semplificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l’approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la dec i- sione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi); che, nell'ambito delle audizioni sui motivi di asilo, l'interessato ha dichia- rato di essere cittadino nigeriano nato a Benin City (Nigeria) e di aver vis- suto in tale città sino al suo espatrio nel 2002; che egli ha affermato di aver lasciato la Svizzera nel luglio 2004, dopo la conclusione infruttuosa della sua procedura di asilo, e di non essere ritornato nel proprio Paese d'origine (cfr. verbale 1 pp. 6-7 e p. 9); che egli ha, altresì, dichiarato di n on avere nuovi motivi di asilo (cfr. verbale 1 p. 9); che, nell'ambito dell'audizione in merito al diritto di essere sentito a r i- guardo dell'applicazione dell'art. 32 cpv. 2 lett. e LAsi, egli ha dichiarato di essere espatriato per motivi economici e che attualmente vorrebbe trova- re un lavoro in Svizzera; che, ad ogni modo, in caso di rientro Patria egli non avrebbe nessun tipo di problema (cfr. verbale 2, p. 1); che, dopo la conclusione della prima procedura di asilo, il medesimo avrebbe lasciato la Svizzera a (…) 2004 per recarsi in Italia, a B._______; che in tale Paese avrebbe vissuto, fino al 2011, facendo spola tra B._______ e C._______ in quanto venditore ambulante; che, di seguito, egli si sarebbe recato in D._______, dove avrebbe vissuto sino a (...) 2012; che, in fine, sarebbe rientrato a B._______ e C._______ per poi decidere di ripartire verso la Svizzera (cfr. verbale 1, pp. 6-8); che, nella decisione del 15 febbraio 2013, l'UFM ha considerato, da un la- to, che la prima procedura di asilo è definitivamente conclusa e che i fatti addotti dal ricorrente nella presente procedura non sono propri a motivare la qualità di rifugiato o deter minanti per la concessione dell'ammissione provvisoria; che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata domanda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. e LAsi; che l'autorità inferiore ha pronuncia-D-794/2013 Pagina 4 to l'allontanamento del ricorrente dalla Svizzera e la sua esecuzione ver- so la Nigeria siccome lecita, esigibile e possibile; che la stessa ha, altresì, fissato un emolumento, giusta l'art. 17b cpv. 4 LAsi, di CHF 600.– a carico del richiedente; che, nel ricorso, il ricorrente sottolinea dalla sua prima domanda di asilo sarebbero trascorsi dieci anni e che per questo motivo l'UFM sarebbe do- vuto entrare nel merito della sua nuova domanda di asilo , ritenuto che egli dopo la sua prima domanda di asilo non avrebbe potuto fare rientro in Nigeria; che, inoltre, durante questi dieci anni trascorsi in Europa, sareb- be spesso stato costretto a chiedere l'elemosina e avrebbe vissuto in condizioni disagiate; che, nondimeno, in Nigeria non avrebbe nulla e nes- suno e che in tale Paese vi sarebbero problemi di violenza e corruzione che impedirebbero ogni pos sibilità di costruirsi un futuro; che, ad ogni modo, egli non avrebbe un passaporto e non potrebbe quindi fare rientro nel suo Paese; che, in conclusione, il ricorrente ha chiesto, in via principale, l'annull a- mento della decisione impugnata e l'esame nel merito della sua domanda di asilo e, in via sussidiaria, la concessione dell'ammissione provvisoria; che ha, altresì, presentato una domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versamento delle spese processuali e del relativo anticipo; che, inoltre, l'autore del gra vame chiede che sia revoc a- to l'emolumento posto a suo carico dall'UFM in ragione del lungo periodo trascorso dalla prima domanda di asilo; che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. e LAsi, non si entra nel merito di una d o- manda di asilo se il richiedente è già stato oggetto in Svizzera di una pro- cedura di asilo terminata con decisione negativa o se, mentre era pe n- dente la procedura di asilo, è rientrato nel Paese d'origine o di provenien- za, a meno che dall'audizione non vi siano indizi che siano intervenuti nel frattempo fatti propri a motivare la qualità di rifugiato o determinanti per la concessione dell'ammissione provvisoria; che la precedente procedura di asilo si è definitivamente conclusa con la crescita in giudicato della decisione dell'UFM del 24 aprile 2003, a seguito della sentenza del 18 luglio 2003 con la quale il Tribunale ha respinto il ricorso interposto dall'insorgente; che il ricorrente non ha presentato, all'infuori di generiche censure, arg o- menti o prove suscettibili di giustificare una diversa valutazione, rispetto a quella di cui all'impugnata decisione (di non entrata nel merito della d o-D-794/2013 Pagina 5 manda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. e LAsi) in sostanza per le ragioni indicate nel provvedimento litigioso, cui può essere rimandato; che, segnatamente, il ricorrente ha espressamente dichiarato di non e s- sere rientrato nel suo Paese di origine tra la crescita in giudicato della de- cisione del 24 apri le 2003 e l'inoltro della seconda domanda di asilo in Svizzera e di fare valere gli stessi motivi già invocati nel corso del primo procedimento di asilo (cfr. verbale 1, p. 9 e verbale 2, p. 1); che, del resto, le allegazioni ricorsuali, si esauriscono in mere affermazio- ni di parte non corroborate da alcun elemento della benché minima co n- sistenza; che, alla luce di quanto evocato, vi è, dunque, ragione di concludere che non vi siano indizi che siano intervenuti nel frattempo fatti propri a motiva- re la qualità di rifugiato o determinanti per la concessione della protezione provvisoria ai sensi della giurisprudenza (c fr. DTAF 2009/53 consid. 4.2 p. 769 e i relativi riferimenti); che, per conseguenza, l'UFM ha rettamente considerato che i fatti addotti dal ricorrente nella presente procedura di asilo, non sono propri a motiva- re la qualità di rifugiato o determinanti per la concessione dell'ammissione provvisoria; che, da quanto esposto, discende che in materia di non entrata nel merito il ricorso, destituito di ogni e benché minimo fondamento, non merita tute- la e la decisione impugnata va confermata; che il ricorrente non adempie le condizioni in virtù delle quali l'UFM avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi e art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 dell'Ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni pro cedurali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]); che l'esecuzione dell'allontanamento è r egolamentata all'art. 83 della Legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20); che, giusta suddetta norma, l'esecuzione dell'allontanamento deve essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragion e- volmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr); che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere che l'esecuzione dell'allontanamento del ricorre nte in Nigeria possa violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione Svizzera D-794/2013 Pagina 6 del 18 aprile 1999 (C ost., RS 101), l'art. 33 della C onvenzione del 28 luglio 1951 sullo statuto dei rifugiati (Conv. rifugiati, RS 0.142.30), l'art. 5 LAsi (divieto di respingimento) nonché l'art. 83 cpv. 3 LStr o espor- re il ricorrente in Patria al rischio reale ed immediato di trattamenti contra- ri all'art. 3 della C onvenzione del 4 novembre 1950 per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle l ibertà fondamentali (CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione del 10 dicembre 1984 contro la tortura ed a l- tre pene o trattamenti crudeli, inumani o degra danti (Conv. tortura, RS 0.105); che, in considerazione di quanto precede, l'esecuzione dell'allontanamen- to è ammissibile; che considerata la situazione generale in Nigeria e la situazione person a- le del ricorrente; che egli è giovane, possiede una discreta formazione scolastica (cfr. verbale 1, p. 4), ha una certa esperienza professio nale come manovale nel settore edile (cfr. ibidem), parla bene inglese e ha delle conoscenze di italiano (cfr. verbale 1, p. 4); che, inoltre, il medesimo dispone di un'importante rete sociale in Patria, ritenu to che vi risiedono il padre, due sorelle, un fratello, una sorellastra, altri parenti, zii e cugini (cfr. verbale 1, p. 5); che il ricorrente non ha, altresì, preteso nel gravame di soffrire di gravi problemi di salute che possano giustificare la sua am- missione provvisoria (cfr. sulla problematica DTAF 2009/2, consid. 9.3.2 p. 21), senza che da un esame d'ufficio degli atti di causa emerga la n e- cessità di una permanenza in Svizzera per motivi medici; che, conseguentemente, l'allontanamento del ricorrente nel suo Paese d'origine è ragionevolmente esigib ile (art. 83 cpv. 4 LStr in relazione all'art. 44 cpv. 2 LAsi); che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr); che il ricorrente, usando della necessaria diligenza, potrà procurarsi ogni documento ind i- spensabile al rimpatrio (cfr. DTAF 20 08/34, consid. 12 pp . 513-515); che l'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile; che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, r a- gionevolmente esigibile e possibile; che per conseguenza, anche in mate- ria di allontanamento e relativa esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata; D-794/2013 Pagina 7 che, per quanto attiene all'emolumento fissato dall'UFM, il Tribunale o s- serva che, giusta l'art. 17b cpv. 4 LAsi, se u na persona presenta una nuova domanda di asilo dopo che una procedura di asilo e allontanamen- to nei suoi confronti è stata chiusa con decisione passata in giud icato, l'Ufficio riscuote un emolumento qualora non entri nel merito o respinga la domanda; che, a richiesta, l'autorità inferiore esonera dal pagamento del- le spese procedurali il richiedente indigente la cui domanda non sembri a priori destinata all'insuccesso, eccetto che il richiedente sia tornato in Svizzera dallo Stato d'origine o di provenienza; che, ciò posto, l'autorità inferiore ha rettamente fissato un emolumento al ricorrente, per il che la censura in questo senso va respinta; che, avando il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di esenzione dal versamento di un ant icipo equivalente alle presumibili spese processuali è divenuta senza oggetto; che, infine, ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esi- to favorevole, la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versamento delle spes e processuali, è respinta (art. 65 cpv. 1 PA); che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.–, che seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del Regolamento sulle tas- se e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]); che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con ricorso in materia di dirit to pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 della Legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale federa- le [LTF, RS 173.110]). (dispositivo alla pagina seguente) D-794/2013 Pagina 8 Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 1. Il ricorso è respinto. 2. La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versamento delle spese processuali, è respinta. 3. Le spese processuali, di CHF 600.–, sono poste a carico del ricorrente. Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sentenza. 4. Questa sentenza è comunicata al ricorrente, all'UFM e all'autorità cant o- nale competente. Il giudice unico: La cancelliera: Daniele Cattaneo Camilla Fumagalli Data di spedizione: