<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di elaborare una strategia a medio termine per rendere il sistema sociosanitario svizzero indipendente dalla manodopera estera. Il progetto dovrà essere capace di generare maggiore interesse dei giovani nelle professioni del settore, attraverso la promozione e l'orientamento professionale delle varie formazioni già durante la scuola dell'obbligo, creando inoltre condizioni di lavoro e di carriera interessanti. I residenti devono poter beneficiare della preferenza nelle assunzioni del personale rispetto a chi proviene dall'estero, proprio perché settore strategico del paese.</p><p>Il Consiglio federale è inoltre incaricato, assieme ai Cantoni, di indicare le tempistiche di attuazione, i costi, gli investimenti previsti e chiari indicatori per monitorare il progetto.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In Svizzera il 26 per cento delle persone attive nel settore sociosanitario ha origini straniere (frontalieri inclusi; cfr. risposta del Consiglio federale all'interrogazione Marchesi 20.1012). L'impiego di personale straniero è dunque indispensabile per il buon funzionamento del settore. Nei rapporti con l'UE e l'AELS si applicano in linea di principio le disposizioni dell'Accordo sulla libera circolazione delle persone.</p><p>Il Consiglio federale non ha dovuto attendere le conseguenze del coronavirus per riconoscere l'importanza del personale qualificato svizzero, in particolare nel settore sanitario. Nel 2010 la Confederazione, i Cantoni e le organizzazioni del mondo del lavoro hanno avviato congiuntamente il "Masterplan Formazioni professionali sanitarie", non da ultimo con l'obiettivo di incrementare il numero di titoli ottenuti in ambito sanitario in Svizzera. Come risulta dal relativo rapporto finale e dai dati aggiornati dell'Ufficio federale di statistica, l'obiettivo è stato raggiunto. Ad esempio, il numero di operatori sociosanitari AFC è notevolmente aumentato di anno in anno, passando da 2980 nel 2012 a 4525 nel 2019, mentre gli operatori socioassistenziali AFC sono passati da 2411 nel 2012 a 3405 nel 2019. Anche nel livello terziario si è osservato un incremento. Nella professione di infermiere SSS, ad esempio, nel 2018 sono stati rilasciati 1904 diplomi contro i 1109 del 2012, mentre nel settore delle cure infermieristiche SUP il loro numero è aumentato da 741 nel 2012 a 1002 nel 2018. Con il programma speciale per la medicina umana - finanziato dalla Confederazione con un importo di 100 milioni di franchi per il periodo 2017-2020 - sono inoltre stati creati nuovi posti di formazione presso le università allo scopo di aumentare i diplomi master rilasciati ogni anno in medicina umana da 885 (nel 2016) ad almeno 1300 (entro il 2025).</p><p>Alla fine del 2016 il Consiglio federale ha inoltre deciso di promuovere l'immagine delle cure di lunga durata e di sostenere finanziariamente i corsi per il reinserimento professionale e il miglioramento effettivo dell'ambiente di lavoro. Queste misure poggiavano sul "Masterplan Formazioni professionali sanitarie" e si inserivano nel quadro della politica della Confederazione sul personale qualificato. In seguito a questa decisione le organizzazioni settoriali CURAVIVA Svizzera, Spitex Svizzera e OdA Santé hanno lanciato una campagna nazionale all'insegna dello slogan "Il lavoro più importante in Svizzera". La campagna, sostenuta dalla Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l'innovazione (SEFRI), si rivolge a giovani e adulti che si trovano di fronte a una scelta professionale e al personale del settore delle cure e della sanità, presentando anche le relative possibilità di carriera. Dal 2018 la SEFRI accorda un sostegno finanziario ai Cantoni che propongono e favoriscono programmi di reinserimento professionale del personale di cura qualificato.</p><p>Con il progetto "Misure per favorire la permanenza nella professione nel settore delle cure di lunga durata" l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) intende creare condizioni quadro ottimali per motivare i professionisti disponibili a restare nel settore. Un questionario elettronico sviluppato appositamente per gli istituti per lungodegenti permette di misurare i fattori legati all'ambiente di lavoro e aiuta a trovare soluzioni concrete ai problemi individuati. L'adeguamento dell'ordinanza sulle prestazioni, a inizio 2020, ha inoltre rafforzato le competenze del personale sanitario consentendogli di valutare i bisogni del paziente e di prestare cure di base senza il coinvolgimento del medico. In questo modo si valorizza l'attività degli infermieri e si accresce la loro soddisfazione professionale.</p><p>Il controprogetto indiretto all'iniziativa sulle cure infermieristiche, attualmente discusso in Parlamento, prevede altre misure per la formazione di personale qualificato nel settore sanitario in Svizzera. Le suddette considerazioni dimostrano che la Confederazione ha già definito una strategia, con apposite misure che sta attuando nella sua sfera di competenza. Un ulteriore rapporto non porterebbe alcun valore aggiunto.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.