<h2>SubmittedText<h2><p>I motivi di asilo specifici della condizione femminile (p. es. mutilazioni genitali, matrimoni forzati o delitti d'onore) sono troppo poco riconosciuti in Svizzera. È quanto emerge dall'analisi di 32 procedure di asilo recenti concernenti domande presentate da donne.</p><p>Il Consiglio federale è disposto a dare seguito alle proposte avanzate in tale studio al fine di garantire alle donne una procedura di asilo equa, ossia a:</p><p>1. sviluppare la formazione e la sensibilizzazione del personale competente per quanto riguarda le peculiarità dei Paesi di origine delle richiedenti, segnatamente la condizione delle donne?</p><p>2. rendere note le informazioni sul Paese di origine che sono servite da base per la decisione, affinché la richiedente possa verificarne e se del caso contestarne la pertinenza?</p><p>3. provvedere affinché tutte le richiedenti l'asilo beneficino durante tutta la procedura dell'assistenza legale da parte di una persona qualificata?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'autrice dell'interpellanza fa riferimento a uno studio pubblicato nel dicembre 2011 da Terre des femmes, il quale, dopo aver analizzato 32 domande di asilo depositate tra il 2004 e il 2010, giunge alla conclusione che troppe poche richiedenti l'asilo si vedono riconoscere la qualità di rifugiato per motivi di asilo specifici alla condizione femminile. La constatazione fatta in tale studio, in particolare per quanto riguarda il tasso di riconoscimento in seconda istanza, va tuttavia relativizzata nella misura in cui dalle statistiche dell'Ufficio federale della migrazione risulta che i motivi di fuga specifici alla condizione femminile sono identificati nelle procedure di asilo. Nel 2010 il tasso di riconoscimento è infatti del 26,7 per cento per le donne e del 14,5 per cento per gli uomini. 1178 delle 20 690 decisioni complessivamente pronunciate nel 2010 (ossia il 6 per cento) si fondavano su un motivo di persecuzione legato al sesso. 668 di queste decisioni riguardavano donne, 109 delle quali si sono viste riconoscere la qualità originaria di rifugiato. Nel medesimo periodo sono state ammesse provvisoriamente 1369 donne.</p><p>1. Viste le conoscenze variegate di cui devono disporre le persone chiamate a decidere in merito a domande contenenti motivi di persecuzione legati al sesso, la formazione e la sensibilizzazione sulla questione rivestono grande importanza e sono dispensate a intervalli regolari in seno all'ufficio interessato. Si tratta di formazioni di portata generale, soprattutto per quanto attiene alla tecnica di audizione o all'acquisizione di nozioni mediche e psicologiche. D'altro canto, vengono organizzate giornate di sensibilizzazione su temi particolari (come p. es. i matrimoni forzati, la violenza domestica o le mutilazioni genitali femminili), in funzione delle esigenze e delle situazioni prevalenti nei Paesi di origine delle richiedenti l'asilo. In occasione di tali formazioni continue intervengono relatori esperti in materia di modo da permettere alle persone incaricate di istruire i dossier su casi di persecuzioni legate al sesso di affinare le proprie conoscenze.</p><p>2. I considerandi delle decisioni contengono le informazioni sulle quali si fonda l'esame che ha portato a respingere una domanda di asilo. La persona interessata dispone pertanto degli elementi necessari per poterne contestare la pertinenza. In tale ambito, è indispensabile un esame individuale, che tenga conto di tutti gli aspetti, oggettivi e soggettivi, per determinare se esiste davvero una tutela nel Paese in questione.</p><p>3. Si rammenta che la procedura di asilo è retta dalla massima d'ufficio. Se la domanda solleva complesse questioni di fatto o di diritto, si applicano le disposizioni relative alle garanzie procedurali generali, che permettono all'interessato di richiedere il patrocinio gratuito qualora la presenza di un legale sia necessaria per tutelare i suoi diritti (art. 29 cpv. 3 della Costituzione federale e art. 65 cpv. 2 della legge federale sulla procedura amministrativa). Le richiedenti l'asilo possono quindi già farsi assistere da un legale nel corso della procedura di asilo nel caso in cui la loro causa, in fatto o in diritto, presenti difficoltà particolari che non sarebbero in grado di risolvere da sole. Nel messaggio aggiuntivo del 23 settembre 2011, il Consiglio federale ha inoltre proposto l'accesso facilitato al gratuito patrocinio. Nella nuova normativa sarebbe implicito il requisito della necessità di un rappresentante legale assegnato d'ufficio (FF 2011 6503, 6510). Tale proposta è attualmente sottoposta a delibera parlamentare.</p>  Risposta del Consiglio federale.