<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di rinunciare alla prevista campagna biennale di prevenzione contro l'Aids e di creare invece le basi legali per sottoporre le prostitute a test HIV obbligatori, per effettuare test di routine in caso di ricovero in ospedale o di gravidanza e per consentire allo Stato di emanare una disposizione vincolante che permetta di ricostruire la catena di contagio (contact tracing) nei soggetti sieropositivi.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è convinto che la combinazione di informazioni diffuse tramite i mass media e di misure di prevenzione specifiche per i gruppi target, parallelamente alla consulenza e a campagne per motivare le persone a sottoporsi volontariamente al test, costituisca la strategia più efficace ed economica per lottare contro l'Aids. Secondo l'OMS e Unaids, la Svizzera si trova da oltre vent'anni in una fase di "epidemia concentrata". Ciò significa che, grazie a importanti sforzi e a campagne efficaci, è stato possibile evitare la generalizzazione dell'epidemia. Nel corso dell'ultimo decennio, in Svizzera sono stati diagnosticati tra 750 e 850 nuovi contagi da HIV all'anno. Dopo una temporanea stabilizzazione del totale delle nuove infezioni da HIV dichiarate, dal 2006 si osserva una tendenza leggermente ascendente, riconducibile al forte aumento dei casi registrati presso gli uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini (MSM), raddoppiati tra il 2003 e il 2008. Tra tutti gli altri gruppi di popolazione, le nuove diagnosi si sono invece stabilizzate o sono addirittura diminuite. </p><p>La prosecuzione sistematica delle campagne di sensibilizzazione rivolte all'intera popolazione, combinata ad esempio con appositi corsi di educazione sessuale nelle scuole, garantisce che il livello di protezione adottato dalla popolazione resti elevato e che l'epidemia non si diffonda ulteriormente. Sulla base delle cifre, degli studi e delle analisi allora disponibili, nel 2008 il Consiglio federale ha prorogato di due anni il Programma nazionale HIV/Aids 2004-2008. La sua decisione si è basata sulla convinzione che la situazione epidemiologica è rimasta invariata e che non vi sono nuove conoscenze tali da giustificare un cambiamento della strategia finora perseguita con successo. Il Consiglio federale, soprattutto in considerazione del fatto che nel 2009 si è per la prima volta registrata una regressione dell'epidemia negli MSM, non ritiene necessario tornare sulla sua decisione.</p><p>Le richieste formulate nella presente mozione corrispondono a quelle della mozione Bortoluzzi 05.3587. Nel suo parere del 9 dicembre 2005, il Consiglio federale aveva esposto in dettaglio che:</p><p>a. i test obbligatori per le prostitute non costituiscono un provvedimento preventivo appropriato;</p><p>b. per i Paesi con un'epidemia concentrata, l'OMS non raccomanda l'adozione di test di routine in caso di ricovero in ospedale, poiché non hanno un effetto preventivo;</p><p>c. un contact tracing obbligatorio ridurrebbe la disponibilità a sottoporsi al test e a cooperare, e danneggerebbe così gli sforzi profusi nella prevenzione. </p><p>Il Consiglio federale aveva proposto di respingere la mozione Bortoluzzi. Il 19 marzo 2007, una grande maggioranza del Consiglio nazionale si è allineato a questa proposta. Nel frattempo la situazione non è cambiata. Anche nell'ottica di una nuova valutazione, il governo non ritiene oggettivamente giustificata l'adozione di misure coercitive per prevenire la diffusione dell'Aids. Il fatto che dal 1995 l'infezione da HIV sia curabile e che buona parte delle persone malate ha una speranza di vita quasi normale solleva numerosi interrogativi quanto alla proporzionalità di simili misure. Il Consiglio federale resta fedele alla propria strategia di lotta contro l'Aids. Non ritiene necessario creare una base legale e respinge pertanto la mozione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.