<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di presentare al Parlamento un disegno volto a modificare la pertinente legislazione (legge sul trasporto di viaggiatori, RS 745.1; legge federale sugli organi di sicurezza delle imprese di trasporto pubblico, RS 745.2; legge federale sulle ferrovie, RS 742.101; legge federale sulla navigazione interna, RS 747.201; legge sugli impianti a fune, RS 743.01) affinché il governo possa abilitare gli organi di sicurezza di imprese di trasporto pubblico a sanzionare con multe, stabilite in un catalogo ad hoc, le infrazioni da esso definite.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Parlamento e il Consiglio federale hanno già esaminato in passato l'opportunità di abilitare gli organi di sicurezza delle imprese di trasporto pubblico a sanzionare determinate contravvenzioni con multe disciplinari. Nell'ambito della modifica della legge sul trasporto di viaggiatori (Accesso alle professioni di trasportatore su strada e diritto penale in materia di trasporti; affare 13.072), la Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni del Consiglio nazionale ha respinto tale idea; una proposta di minoranza è stata ritirata nella seduta plenaria (BU 2014 N 646). Il Consiglio federale ha esaminato la questione nel quadro della revisione totale della legge sulle multe disciplinari, respingendola per vari motivi (messaggio del 17 dicembre 2014 concernente la legge sulle multe disciplinari, FF 2015 869, 877 seg.).</p><p>Le considerazioni del Parlamento e del Consiglio federale restano valide e inducono il collegio governativo a respingere la mozione.</p><p>- La procedura delle multe disciplinari è idonea a sanzionare esclusivamente reati perseguiti d'ufficio. Le contravvenzioni alla legge federale sul trasporto di viaggiatori (LTV) alle quali si potrebbe applicare tale procedura sono invece sempre reati perseguiti a querela di parte. La trasformazione di queste contravvenzioni in reati perseguiti d'ufficio creerebbe incoerenze e contraddizioni all'interno del sistema penale. Alcune fattispecie della LTV puniscono infatti comportamenti i cui elementi costitutivi non figurano nel Codice penale, in quanto la lesione del bene giuridico è ritenuta troppo lieve. Se la contravvenzione minore prevista dalla LTV dovesse essere perseguita d'ufficio, vi sarebbero incoerenze all'interno del sistema penale: ad esempio, il fatto di insudiciare un sedile del treno costituirebbe un reato perseguito d'ufficio (art. 57 cpv. 2 lett. f LTV), mentre il suo danneggiamento (art. 144 cpv. 1 del Codice penale) sarebbe perseguito soltanto a querela di parte.</p><p>- Le contravvenzioni nell'ambito dei trasporti pubblici causano spesso un danno alle imprese di trasporto (p. es. costi di pulizia). A differenza della procedura ordinaria, nella procedura delle multe disciplinari le pretese civili non potrebbero essere giudicate ed evase simultaneamente alla sanzione. Il risarcimento del danno andrebbe quindi fatto valere e giudicato in una procedura separata, il che è contrario all'economia della procedura.</p><p>- Gli organi di sicurezza delle imprese di trasporto non sono autorità statali, bensì parte delle imprese di trasporto e quindi privati. Autorizzare impiegati dell'impresa danneggiata dal reato a infliggere multe disciplinari sarebbe contrario al sistema e potrebbe comportare una collisione d'interessi.</p><p>- L'irrogazione di multe disciplinari da parte di organi di sicurezza delle imprese di trasporto comporta una delega di compiti pubblici a privati, la quale presuppone in particolare un interesse pubblico, ad esempio se la delega mira a sgravare i servizi statali. Nel presente caso la situazione non è così semplice: per permettere l'irrogazione di multe disciplinari occorrerebbe infatti rendere le contravvenzioni in questione perseguibili d'ufficio, il che, alla luce dell'obbligo di procedere, implicherebbe un maggiore onere per le autorità preposte al sanzionamento.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.