<h2>SubmittedText<h2><p>Al momento il corso del franco è molto alto e i tassi d'interesse sono bassi. Questa sfida racchiude pure opportunità. Anche la situazione finanziaria è in generale peggiorata. Inoltre sorge l'interrogativo a sapere in che modo in futuro il bilancio della Confederazione possa essere tenuto in equilibrio.</p><p>Il Consiglio federale è pertanto invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. In quali settori la Confederazione può trarre maggiormente profitto dalla situazione di bassi tassi d'interesse, da una parte sul fronte delle uscite e, d'altra parte sul versante delle entrate? In che modo vengono impiegati questi risparmi o queste entrate supplementari?</p><p>2. Il Consiglio federale sta esaminando se al momento in una fase di bassi tassi d'interesse sarebbe sensato anteporre certi investimenti piuttosto di ridurre il debito?</p><p>3. Il Consiglio federale è disposto a fare una correlazione tra la fase di bassi tassi d'interesse e il livello d'indebitamento e di utilizzarla positivamente per il bilancio della Confederazione?</p><p>4. Il Consiglio federale dove situerebbe la soglia ottimale d'indebitamento della Confederazione?</p><p>5. Il Consiglio federala ha già elaborato un progetto finanziario o qualcosa di simile cui poter fondare le decisioni finanziarie pluriennali? In caso affermativo, come è impostato tale progetto?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. I bassi tassi d'interesse hanno in questi ultimi anni concesso alla Confederazione un considerevole margine di manovra, che è stato utilizzato per i compiti prioritari. Il 70 per cento circa della riduzione delle uscite annuali da 3,8 miliardi (2006) a 1,9 miliardi di franchi (2014) è riconducibile alla diminuzione dei tassi d'interesse.</p><p>Negli ultimi anni l'Amministrazione federale delle finanze ha viepiù emesso prestiti a lungo termine. Nel 2014 la durata media delle emissioni di prestiti era di 22,7 anni e, tra il 2008 e il 2014, la durata media residua del debito della Confederazione sul mercato monetario e finanziario è passata da 6,5 a oltre 8,5 anni. Le basse uscite a titolo di interessi permangono in tal modo nel lungo termine e la Confederazione si assicura contro nuovi aumenti dei tassi d'interesse.</p><p>2. Il rapporto a lungo termine tra costi e benefici è determinante per le decisioni di investimento della Confederazione, ritenuto che in particolare anche i costi degli investimenti, nella forma delle spese d'esercizio e di manutenzione che ne discendono, devono essere presi debitamente in considerazione. Tale rapporto non viene influenzato in misura essenziale dagli attuali bassi tassi d'interesse. D'altra parte gli interessi ricominceranno a salire e in futuro non sono da escludere nuovamente fasi con elevati tassi d'interesse.</p><p>3. Un'interazione tra tassi d'interesse e livello d'indebitamento significherebbe che nei periodi di bassi tassi d'interesse è ammesso un maggiore indebitamento (e viceversa). Fino a un certo limite il freno all'indebitamento stabilisce una simile relazione, nel senso che in tempi di sottoutilizzo congiunturale - ove di regola anche i tassi sono più bassi - ammette deficit rispettivamente un aumento dell'indebitamento mentre in tempi di sovrautilizzo della capacità produttiva esige eccedenze rispettivamente una riduzione del debito. Il finanziamento di investimenti attraverso un indebitamento supplementare duraturo contraddice tuttavia le prescrizioni del freno all'indebitamento. Questo chiede che a medio termine il debito lordo sia stabilizzato.</p><p>4. Alla fine del 2014 il debito lordo della Confederazione ammontava a 109 miliardi di franchi ossia al 16,8 per cento del prodotto interno lordo. Gli economisti non sono unanimi su quale sia il livello ottimale d'indebitamento per uno Stato. Di principio un tasso d'indebitamento basso concede più margine di manovra e aumenta la resistenza dell'economia nazionale alle crisi.</p><p>5. Le decisioni finanziarie pluriennali sono armonizzate al programma di legislatura e alle prescrizioni del freno all'indebitamento. Già nel mese di febbraio del 2015 il Consiglio federale ha fissato i primi valori finanziari di riferimento per le relative decisioni finanziarie degli anni 2017 a 2020 e le adatta di continuo alle vigenti possibilità finanziarie della Confederazione. Nel corso della primavera del 2016 licenzierà i messaggi concernenti i decreti finanziari e baderà affinché i conti pubblici siano in equilibrio.</p>  Risposta del Consiglio federale.