<h2>SubmittedText<h2><p>L'articolo 23 capoverso 3bis della legge sull'assicurazione contro la disoccupazione (LADI) stabilisce che "il guadagno conseguito partecipando a un provvedimento inerente al mercato del lavoro finanziato dall'ente pubblico non è assicurato. Sono fatti salvi i provvedimenti di cui agli articoli 65 e 66a".</p><p>Gli assegni per il periodo d'introduzione (art. 65) e gli assegni di formazione (art. 66a) sono riservati a chi lavora e versa contributi che in seguito potranno dare diritto ad alcune prestazioni dell'assicurazione contro la disoccupazione.</p><p>Qual è invece la situazione di chi lavora in un'impresa sociale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Per poter applicare l'articolo 23 capoverso 3bis della legge sull'assicurazione contro la disoccupazione (LADI) sono necessarie due condizioni cumulative: primo la presenza di un provvedimento inerente al mercato del lavoro (PML) e secondo il finanziamento del PML da parte dell'ente pubblico. Se una di queste due condizioni non è adempiuta l'articolo non viene applicato.</p><p>Inoltre, è opportuno ricordare che non tutte le misure finanziate dall'ente pubblico rientrano necessariamente nel campo d'applicazione dell'articolo 23 capoverso 3bis. Il finanziamento deve essere subordinato alla volontà statale di sostenere un programma per favorire l'integrazione delle persone in cerca d'impiego. Ciò esclude, ad esempio, i sostegni finanziari in alcuni settori professionali come i sussidi a favore dell'agricoltura.</p><p>La prima condizione, ovvero la presenza di un PML, deve essere verificata in base ad alcuni criteri che permettono di distinguerlo dal contratto di lavoro, come ad esempio:</p><p>- l'effettiva necessità di effettuare le prestazioni richieste dal datore di lavoro per realizzare gli obiettivi aziendali. Lo scopo, in tal caso, non è solo fornire alle persone assunte un impiego per mantenere o migliorare la loro idoneità al collocamento oppure per (ri)stabilirne il diritto all'indennità di disoccupazione;</p><p>- la fissazione del salario da parte del datore di lavoro oppure in base a un contratto collettivo di lavoro o a un contratto normale di lavoro come giusto compenso per la prestazione lavorativa effettuata;</p><p>- lo svolgimento di un colloquio di lavoro vero e proprio;</p><p>- la sottoscrizione di un contratto a tempo indeterminato o di un contratto a tempo determinato se quest'ultimo è motivato da un fatto oggettivo o dal tipo di attività.</p><p>Tenuto conto di tutte le circostanze specifiche, la verifica di questi criteri permette di stabilire se si è o meno in presenza di un PML. Pertanto, occorre valutare caso per caso, in base a tutti gli elementi, se l'attività di un'impresa sociale rientra nel campo d'applicazione dell'articolo 23 capoverso 3bis LADI.</p>  Risposta del Consiglio federale.