<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale sembra intenzionato a procedere allo scardinamento del segreto bancario anche per gli svizzeri (concretizzazione della mozione Schweiger).</p><p>Tale evoluzione è peraltro la logica conseguenza della deplorevole politica di cedimento in atto da tempo in materia di tutela del segreto bancario e, di conseguenza, della piazza finanziaria elvetica. Una politica che, c'è da sospettarlo, proseguirà fino all'abolizione del segreto bancario e, pertanto, porterà alla cancellazione di svariate decine di migliaia di posti di lavoro in Svizzera (posti di lavoro occupati prevalentemente da svizzeri o residenti).</p><p>Ovviamente la dinamica innescatasi è a "boule de neige". Si comincia a fare delle concessioni al pretendente più forte (USA); poi, in base alla parità di trattamento si deve (o piuttosto, si sostiene di dovere) concedere le medesime facoltà a tutti gli altri Paesi con cui si concluderanno accordi fiscali (vedi il caso della presentazione di cosiddette domande raggruppate). Logica e prevedibile evoluzione era che anche le autorità fiscali cantonali avrebbero rivendicato l'accesso alle medesime informazioni che Paesi stranieri possono ottenere.</p><p>Si aggiungerebbe a tutta la vicenda un ulteriore elemento inaccettabile se si allentasse il segreto bancario anche nei confronti dei residenti in Svizzera senza procedere prima ad un'adeguata amnistia, che permetta a questi ultimi di mettersi in regola.</p><p>Chiedo al lodevole Consiglio federale:</p><p>1. Quando si fermerà lo smantellamento progressivo del segreto bancario e della piazza finanziaria ad opera del Consiglio federale?</p><p>2. Sapeva fin all'inizio dove avrebbe portato la strada imboccata?</p><p>3. Ha stimato quanti posti di lavoro, in quali cantoni, e per quali indotti ed introiti fiscali, sono a rischio a seguito della progressiva politica di smantellamento del segreto bancario e quindi della piazza finanziaria?</p><p>4. Corrisponde al vero che la recente evoluzione giuridica ha reso la piazza finanziaria svizzera una delle meno competitive a livello internazionale?</p><p>5. Se il segreto bancario dovesse, ciò che chi scrive non auspica, venire "allentato" (eufemismo) anche per i cittadini svizzeri o residenti in Svizzera: in che modo si permetterà a questi ultimi di mettersi in regola prima dell'eventuale entrata in vigore del "nuovo regime"?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1.-4. A seguito della crisi mondiale della finanza e del debito organizzazioni internazionali come l'OCSE e il G-20, ma anche gli Stati Uniti e l'UE hanno fatto grandi sforzi per estendere l'assistenza amministrativa internazionale in materia fiscale. Questi lavori vengono svolti alla luce della difficile situazione politico-finanziaria in molti Paesi e mirano ad aumentare il gettito fiscale grazie ad una lotta intensificata contro la sottrazione d'imposta.</p><p>Il Consiglio federale sostiene i provvedimenti che salvaguardano l'integrità della piazza finanziaria. Il 16 dicembre 2009 l'esecutivo ha approvato il rapporto "Indirizzi strategici della politica svizzera in materia di mercati finanziari" e il 22 febbraio 2012 il documento interlocutorio "Strategia per una piazza finanziaria concorrenziale e conforme dal profilo fiscale". Nei citati documenti dichiara di non voler attirare in Svizzera dall'estero denaro non tassato. L'obiettivo di avere una piazza finanziaria conforme dal profilo fiscale deve essere raggiunto con la conclusione di convenzioni sull'imposizione alla fonte, un'assistenza giudiziaria e amministrativa migliorata secondo gli standard internazionali e con un'estensione degli obblighi di diligenza degli istituti finanziari.</p><p>Il Consiglio federale ritiene che gli sviluppi internazionali menzionati e i provvedimenti adottati dalla Svizzera non indeboliscono la piazza finanziaria del nostro Paese. Questa politica rafforzerà piuttosto l'integrità e la qualità dei servizi offerti garantendo in questo modo anche in futuro la creazione di valore aggiunto e di posti di lavoro.</p><p>5. La Svizzera continuerà ad essere libera di disciplinare nel proprio diritto nazionale l'accesso delle autorità fiscali svizzere a banche dati. Il fatto che non vi possano accedere completamente è abbastanza noto. Con la nuova politica di assistenza amministrativa ciò causa un'evidente discrepanza rispetto alle possibilità di accesso delle autorità fiscali di quei Paesi ai quali la Svizzera concede assistenza amministrativa secondo il vigente standard internazionale.</p><p>Il 21 settembre 2012 il Consiglio federale ha approvato gli indirizzi per una revisione del diritto penale fiscale che dovrebbe uniformare in particolare anche il diritto procedurale. L'uniformazione delle procedure implicherebbe, tra l'altro, che in procedimenti penali fiscali per sottrazione d'imposta, ossia se sussiste un sospetto fondato di reato fiscale, i cantoni avrebbero accesso a banche dati. Questa modifica - equiparabile a un'armonizzazione con tutti gli altri procedimenti penali fiscali - non si discosterebbe molto dalle modifiche nella politica di assistenza amministrativa nei confronti dei Paesi esteri. Nel contempo i cantoni avrebbero migliori opportunità per chiarire casi di sottrazione d'imposta. Questo provvedimento è in linea con l'obiettivo del Consiglio federale di rafforzare l'integrità della piazza finanziaria svizzera.</p><p>Le persone che dispongono di patrimoni non dichiarati hanno già oggi un'unica possibilità di regolarizzare la propria situazione fiscale con un'autodenuncia senza essere perseguiti penalmente. Questa possibilità verrebbe offerta se nell'ambito della revisione programmata del diritto penale fiscale fosse facilitato l'accesso delle autorità fiscali svizzere a banche dati.</p>  Risposta del Consiglio federale.