<h2>SubmittedText<h2><p>Con il piano d'azione contro le polveri fini emesse dai motori diesel, il Consiglio federale prevede d'introdurre l'obbligo di installare filtri antiparticolato per alcune categorie di veicoli diesel. La questione, non risolta, della praticabilità dell'obbligo di montare questi filtri sulle macchine da cantiere dimostra che la strategia scelta dal Consiglio federale, ossia prescrivere un sistema e non  come il resto del mondo  un valore limite, è sbagliata. Con il nuovo piano d'azione il Consiglio federale ripete in parte lo stesso errore, cosa ancor più problematica se si pensa che, a partire dal 2007, le nuove macchine da cantiere importate emetteranno meno particelle; e ciò, senza essere equipaggiate di filtri ma grazie a una tecnologia migliore.</p><p>È attualmente noto che questo approccio errato è stato scelto in base ai forti interessi finanziari personali di un esperto introdotto all'UFAM dalla lobby dei fabbricanti di filtri antiparticolato. Il Consiglio federale vorrebbe peraltro che siano l'OMC, l'AELS e l'UE a notificare per prime queste nuove misure.</p><p>1. Perché queste organizzazioni non hanno notificato l'obbligo di installare filtri antiparticolato sulle macchine da cantiere?</p><p>2. Come spiega il Consiglio federale che a queste macchine si applichino direttive diverse rispetto a tutti gli altri veicoli e che le imprese di costruzione debbano fungere, a proprie spese, da cavia per i fabbricanti di filtri antiparticolato?</p><p>3. Perché si è optato per questo approccio, ossia prescrivere un sistema anziché un valore limite (come si fa in tutti gli altri Paesi), lasciando così ai tecnici il compito di trovare una soluzione al problema?</p><p>4. Perché il Consiglio federale prevede l'adozione affrettata di questa misura, benché nel nostro Paese l'industria dei motori sia poco rappresentata e i fabbricanti, come dimostra l'esperienza, si attengano alle norme dei mercati più grandi e importanti?</p><p>5. Si è tenuto conto dei risultati pratici, catastrofici in termini di economicità, funzionalità e durabilità, dei filtri installati a posteriori sulle macchine di cantiere? Dove possono essere consultati o verificati detti risultati?</p><p>6. Il Consiglio federale è consapevole del fatto che l'installazione a posteriori dei filtri antiparticolato nella pratica conduce a un aumento massiccio del consumo di diesel?</p><p>7. Come può la Confederazione arrogarsi il diritto di acquistare veicoli muniti di filtro antiparticolato soltanto se sono disponibili sul mercato, imponendo nel contempo alle imprese di costruzione di equipaggiare tutti i veicoli, nuovi o vecchi che siano, con filtri antiparticolato?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La notifica all'OMC, all'AELS e all'UE è indicata e necessaria solo se la prescrizione tange l'immissione in commercio di prodotti, creando ostacoli tecnici al commercio. La "direttiva aria cantieri" regola l'utilizzazione di filtri antiparticolato sulle macchine nuove o già in funzione soltanto in merito ai cantieri più grandi e importanti. Ciò implica una limitazione della scelta delle macchine da impiegare su un determinato cantiere. D'altro canto però, non esistono restrizioni per la vendita e l'immissione in commercio di tali macchine. La "direttiva aria cantieri" non ha quindi dovuto essere notificata.</p><p>2. Le disposizioni di legge per le macchine da cantiere non possono essere paragonate a quelle per i veicoli stradali. Secondo l'ordinanza contro l'inquinamento atmosferico (OIAt), le macchine da cantiere non sono considerate veicoli bensì apparecchi o macchine. Un cantiere è ritenuto un impianto stazionario, come le aziende industriali. L'OIAt stabilisce che, nel complesso, le limitazioni delle emissioni degli impianti stazionari (comprese quelle degli apparecchi e delle macchine impiegati) devono essere definite secondo lo stato attuale della tecnica. Nella "direttiva aria cantieri" è spiegato come procedere per fissare tali limitazioni. Le grosse macchine impiegate su grandi cantieri devono quindi essere equipaggiate con filtri antiparticolato.</p><p>3. Oggi come ieri, la tecnica dei filtri antiparticolato è di gran lunga la più efficace per ridurre le emissioni di fuliggine da diesel. Grazie a filtri di qualità superiore è possibile ridurre di oltre il 95 per cento tali emissioni. L'impiego di questi filtri sui grandi cantieri è possibile dal punto di vista tecnico e dell'esercizio e sopportabile sotto il profilo economico.</p><p>4. Rispetto agli altri Paesi dell'UE, in Svizzera l'inquinamento dell'aria da polveri fini costituisce un problema specifico soprattutto in inverno. La situazione topografica e climatica del nostro Paese porta a lunghi periodi di inversione termica caratterizzati da nebbia alta e scarso ricambio d'aria. Questi fenomeni si verificano con particolare frequenza nell'altopiano svizzero, regione quasi interamente circondata da montagne e dove vive gran parte della popolazione. Con il piano d'azione contro le polveri fini, il Consiglio federale prevede di anticipare l'introduzione dei valori limite europei di emissione per le automobili, i veicoli utilitari leggeri e i trattori. Anche nel caso dell'industria dell'automobile, il filtro antiparticolato si è dimostrato essere la migliore tecnologia di cui disponiamo per ridurre le emissioni di particelle nocive. In Svizzera, è disponibile già da oggi sui modelli più richiesti di veicoli privati e veicoli utilitari leggeri.</p><p>5. In ragione di problemi tecnici diversi, elencati dall'Associazione svizzera dell'industria degli inerti e del calcestruzzo (ASIC), è stato istituito un gruppo di lavoro voluto dall'UFAM. Nel frattempo, parte di questi problemi è stata risolta. Nei singoli casi, però, il problema rimane, perché le macchine da cantiere non sono dotate di filtro antiparticolato di serie e l'impiego di queste macchine non è sempre adatto al tipo di filtro installato. Per poter approfondire e risolvere gli attuali problemi, occorre perfezionare le conoscenze in materia di scelta, installazione e manutenzione dei filtri antiparticolato.</p><p>6. Di fatto, a causa della più elevata contropressione dei gas di scarico, i veicoli diesel post-equipaggiati con filtro antiparticolato consumano in media il 2 per cento in più di carburante. D'altra parte, però, l'impiego del filtro comporta benefici ben più importanti per la salute.</p><p>7. Vedi risposta alla domanda 2.</p>  Risposta del Consiglio federale.