<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nell'autunno del 2000 le autorità giudiziarie del Canton Zurigo hanno bloccato conti bancari </p><p>per un importo di 70 milioni di dollari USA che potrebbero risalire a Vladimiro Lenin </p><p>Montesinos Torres o a persone a lui vicine (cfr. al riguardo l'interpellanza 00.3523, Gysin </p><p>Remo, Fondi di Montesinos in Svizzera). Nel corso di questa primavera sono stati bloccati </p><p>altri conti bancari. I valori bloccati riguardano un deputato del Congresso peruviano (circa 15 </p><p>milioni di dollari USA), un generale peruviano (circa 15 milioni di dollari USA) e una persona </p><p>della cerchia di Montesinos (circa 10 milioni di dollari USA). Nel quadro dell'affare dei fondi </p><p>Montesinos in Svizzera sono stati complessivamente bloccati circa 105 milioni di dollari USA.</p><p></p><p>La Commissione federale delle banche (CFB) sta attualmente conducendo un procedimento </p><p>contro cinque banche che hanno concluso relazioni d'affari da collegare con Montesinos. </p><p>Nell'ambito di questo procedimento dev'essere chiarito se i suddetti istituti hanno adoperato </p><p>la necessaria diligenza, rispettivamente se hanno rispettato la prassi della CFB in merito alla </p><p>garanzia di un'attività irreprensibile che vieta alle banche di accettare capitali provenienti </p><p>dalla corruzione o dall'abuso di fondi pubblici (cfr. Rapporto di gestione 1997, pag. 20 segg., </p><p>versione tedesca) e le attuali direttive del 26 marzo 1998 della CFB relative alla prevenzione </p><p>e alla lotta contro il riciclaggio di denaro. I procedimenti sono ancora in corso.</p><p></p><p>Nel 1996 la CFB non aveva motivo di avviare un'inchiesta per violazione degli obblighi di </p><p>diligenza connessi con le relazioni d'affari risalenti a Montesinos. Inoltre, non aveva nessun </p><p>indizio che fondi di Montesinos fossero depositati su conti di istituti vigilati dalla stessa CFB. </p><p>È senza dubbio vero che già a metà degli anni Novanta nella stampa si era parlato di </p><p>Montesinos. Tuttavia, a tenore dell'articolo 9 della legge sul riciclaggio di denaro, l'obbligo di </p><p>comunicazione in vigore per le banche dal 1° aprile 1998 scatta soltanto se l'intermediario </p><p>finanziario sa o ha il sospetto fondato che i valori patrimoniali oggetto di una relazione d'affari </p><p>sono connessi con un reato ai sensi dell'articolo 305bis CP, provengono da un crimine o </p><p>sottostanno alla facoltà di disporre di un'organizzazione criminale (art. 260ter n. 1 CP). </p><p>Semplici supposizioni nella stampa non bastano per fare scattare l'obbligo di comunicazione.</p><p></p><p>Negli incarti delle autorità federali non esiste alcun elemento che permetta di sospettare che </p><p>le autorità americane siano all'origine delle informazioni che hanno reso possibile l'apertura </p><p>di un'inchiesta penale in Svizzera nell'affare Montesinos. L'apertura dell'inchiesta è da </p><p>mettere in relazione alle comunicazioni fatte in applicazione della legge sul riciclaggio di </p><p>denaro e analizzate dall'Ufficio di comunicazione in materia di riciclaggio dell'Ufficio federale </p><p>di polizia.</p><p></p><p>Il caso Montesinos ha mostrato che il segreto bancario non ha protetto il titolare del conto. Le </p><p>banche in questione hanno informato l'Ufficio di comunicazione in materia di riciclaggio di </p><p>denaro dell'esistenza di tali conti dopo che la corruzione di deputati del Parlamento </p><p>peruviano da parte di titolari di conti è stata resa nota al pubblico. In seguito, i conti in </p><p>Svizzera sono stati bloccati e le autorità peruviane informate. Le informazioni provenienti </p><p>dalla Svizzera hanno permesso alle competenti autorità peruviane di formulare una </p><p>corrispondente domanda d'assistenza giudiziaria internazionale. Le autorità svizzere hanno </p><p>contribuito in maniera importante a scoprire questo affare fondandosi sul dispositivo della </p><p>lotta contro il riciclaggio di denaro.</p><p></p><p>Nella sua risposta alla mozione Grobet, 00.3470, "Penalizzazione delle infrazioni in materia </p><p>di riciclaggio di capitali", il Consiglio federale non ha ritenuto necessario inasprire le sanzioni </p><p>in materia di riciclaggio di denaro. Il 6 marzo 2001 il Consiglio nazionale ha condiviso </p><p>l'opinione del Consiglio federale respingendo con 107 voti contro 56 la mozione Grobet. La </p><p>risposta del Consiglio federale alla mozione Grobet resta quindi valida. </p><p></p><p>Visto che gli averi sono bloccati nell'ambito di una procedura penale aperta nel Canton </p><p>Zurigo, spetterà alle autorità zurighesi decidere della loro sorte. Allo stadio attuale è </p><p>prematuro decidere sull'assegnazione dei fondi bloccati, perché l'origine dei fondi in </p><p>questione non è comunque ancora stabilita con certezza. Di conseguenza non è ancora </p><p>possibile fare previsioni sulla loro eventuale restituzione al Perù. Inoltre, occorre pure </p><p>attendere il prosieguo rispettivamente l'esito della procedura penale peruviana.</p>  Risposta del Consiglio federale.