<h2>SubmittedText<h2><p>In conformità all'articolo 8 della Costituzione federale (divieto di discriminazione e garanzia dell'uguaglianza dell'uomo e della donna), il Consiglio federale è incaricato di promuovere la parità dei sessi gestendo le finanze della Confederazione mediante il bilancio di genere (gender budgeting).</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nella sua risposta alla mozione Kiener Nellen 09.3706, "Progetto pilota gender budgeting. Parità dei sessi e politica budgetaria", il Consiglio federale spiega perché ritiene i metodi del gender budgeting a livello federale una base politica inappropriata per raggiungere gli obiettivi della parità tra uomo e donna.</p><p>Da un lato, ciò è riconducibile alla cospicua quota di riversamento delle uscite della Confederazione. Oltre ai costi di riscossione sensibilmente più elevati, una ripartizione delle risorse federali in base ai sessi è pressoché impossibile a causa dell'autonomia in parte rilevante - e politicamente voluta - concessa ai beneficiari (segnatamente ai cantoni) in relazione all'impiego delle risorse, oppure - al contrario - è in ultima analisi inutile a causa di un elevato vincolo legale (specialmente nell'ambito delle assicurazioni sociali), poiché le possibilità di controllo politico(-finanziario) in questo contesto sono molto limitate. D'altro canto, a causa delle caratteristiche di determinati compiti federali (ad es. difesa nazionale, relazioni con l'estero) non è possibile ripartirne i fondi in base ai sessi, poiché il godimento di tali beni pubblici spetta alla popolazione senza limitazioni reciproche e senza possibilità statali di esclusione. Infine, un'applicazione globale del gender budgeting dovrebbe comprendere anche le entrate, cosa che sarebbe molto problematica per quanto riguarda il metodo e le banche dati (imposizione dei coniugi, imposte indirette).</p><p>Nell'insieme, l'analisi globale del bilancio della Confederazione secondo il gender budgeting secondo il Consiglio federale mostra un rapporto costi-benefici molto sfavorevole. Alla luce della situazione che si profila tesa dal punto di vista politico-finanziario, il Consiglio federale non ritiene perciò opportuno adottare un nuovo compito permanente in questo ambito. Effettuerà invece, come ha fatto finora, le relative valutazioni in settori di attività selezionati e particolarmente adatti.</p><p>L'integrazione della Costituzione in Austria, menzionata dall'autrice della mozione, non si prefigge tanto un gender budgeting nei bilanci pubblici quanto una sensibilizzazione sul tema della parità fra donne e uomini con riferimento all'introduzione di una gestione dell'amministrazione pubblica orientata all'efficacia. Nella Repubblica austriaca la norma costituzionale è attualmente applicata a livello federale nel contesto dell'elaborazione del preventivo: ogni ministero deve infatti presentare un progetto che riguardi il gender budgeting. Nel 2013 sarà varato un ulteriore articolo della Costituzione che statuisce l'importanza della parità nell'ambito dei principi dell'orientamento all'efficacia a livello federale. L'attuazione avverrà in particolare attraverso la definizione degli obiettivi delle unità amministrative, che in futuro dovranno stabilire le proprie misure e obiettivi di efficacia anche in funzione dell'obiettivo della parità.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.