<h2>SubmittedText<h2><p>A quanto riportato dalla stampa, nonostante cinque anni di intenso lavoro in cui sono state minuziosamente riesaminate tutte le posizioni tariffali, all'inizio del mese la revisione della struttura tariffale per singole prestazioni mediche (Tarmed) è fallita. La necessità di aggiornamento è indubbia, poiché i dati del 2004, sui quali si basano le tariffe, sono chiaramente obsoleti e conducono talvolta a rimborsi grossolanamente errati (talvolta eccessivi, talvolta insufficienti). La gravità del fallimento è data già soltanto dal fatto che si tratta di un mercato del valore di circa 11 miliardi di franchi.</p><p>Il Consiglio federale è pertanto invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Come giudica sostanzialmente il temporaneo fallimento?</p><p>2. Intende prorogare il termine entro il quale i partner tariffali dovevano presentare una struttura tariffale concordata consensualmente (fine giugno 2016)?</p><p>3. Intende avvalersi della competenza sussidiaria di cui all'articolo 43 capoverso 5bis LAMal, vigente dal 2013, che gli consente di effettuare adeguamenti della struttura tariffale per via d'ordinanza se questa "si rivela inadeguata" e se le parti non si accordano su una sua revisione?</p><p>4. Queste condizioni sono soddisfatte? Se no, quando, eventualmente, lo saranno?</p><p>5. Se sì, in quale misura il Consiglio federale intende procedere a una revisione della struttura tariffale per via d'ordinanza? Saranno adeguate soltanto singole posizioni o si tratterà di una revisione totale? È prevista l'introduzione di importi forfettari per singolo caso?</p><p>6. Sulla base di quali dati sarebbe effettuata la revisione?</p><p>7. Quali sarebbero gli eventuali effetti collaterali (p. es. aumenti quantitativi o peggioramenti qualitativi)? Come potrebbero essere evitati?</p><p>8. Quale tempistica intende darsi il Consiglio federale?</p><p>9. Quale bilancio provvisorio trae da quello che per ora è stato l'unico adeguamento delle strutture tariffali per via d'ordinanza, cioè l'adeguamento del 20 giugno 2014 concernente i fornitori di prestazioni di base, con un potenziale ridistributivo di 200 milioni di franchi? Gli obiettivi sono stati raggiunti?</p><p>10. Come si collocano il sistema e la procedura svizzeri di fissazione delle tariffe nel confronto internazionale?</p><p>11. Il Consiglio federale ravvisa la necessità di adeguamenti legislativi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale si rammarica del fatto che i partner tariffali non siano riusciti ad accordarsi su una convenzione con una struttura tariffale unitaria per tutta la Svizzera. Ha sempre sottolineato che la revisione approfondita del Tarmed è di competenza dei partner tariffali. Purtroppo in questo caso l'autonomia tariffale sancita nella legge non ha funzionato.</p><p>2. I negoziati tra i partner tariffali non hanno portato a un accordo su una struttura tariffale comune entro la scadenza del 30 giugno 2016 comunicata da questi ultimi, di cui il Consiglio federale aveva preso atto. Prima che il Consiglio federale possa avvalersi della competenza di adeguare le strutture tariffali o di stabilire una struttura tariffale uniforme per singola prestazione, secondo l'articolo 43 capoverso 5 e 5bis della legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal; RS 832.10) deve essere constatato il mancato accordo tra le parti. Pertanto, con lettera del 1° luglio 2016, il Dipartimento federale dell'interno (DFI) ha concesso alle parti tempo fino alla fine di ottobre del 2016 per accordarsi su una convenzione tariffale sottoscritta congiuntamente, con una struttura tariffale che possa essere approvata, o perlomeno per presentare insieme o separatamente soluzioni per adeguare i settori in cui la struttura vigente prevede tariffe troppo elevate.</p><p>3./4./8. Se i partner tariffali non sottoporranno per approvazione alcuna proposta comune di revisione globale o almeno parziale della struttura tariffale entro la fine di ottobre del 2016, spetterà all'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), in quanto unità amministrativa responsabile in materia, preparare e sottoporre al Consiglio federale adeguamenti della struttura tariffale vigente. A entrare in considerazione sono soprattutto le prestazioni mediche le cui tariffe sono attualmente considerate troppo elevate. Le proposte presentate dai partner tariffali saranno esaminate e prese in considerazione, per quanto possibile e se fondate, su dati concreti. Determinante per la data di entrata in vigore degli adeguamenti ordinati dal Consiglio federale sarà se e quando i partner tariffali presenteranno proposte di adeguamento dell'attuale struttura tariffale. Il Consiglio federale intende agire rapidamente.</p><p>5. Gli adeguamenti del Tarmed da parte del Consiglio federale non costituirebbero una revisione totale della struttura tariffale imposta d'autorità. Il Consiglio federale non dispone né dei necessari dati di base per elaborare una struttura completamente rivista né delle necessarie competenze legali per esigere, al di fuori di una procedura di approvazione, la fornitura di questi dati. Inoltre se il Consiglio federale stabilisse d'autorità una struttura tariffale completamente nuova e mai applicata andrebbe contro il principio che privilegia l'autonomia tariffale. Pertanto si limiterebbe ad adeguare le prestazioni le cui tariffe sono eccessive e a esaminare la possibilità di raggruppare determinate posizioni. Il Consiglio federale non dispone però di competenze legali che gli consentano di stabilire importi forfettari per singolo caso nel settore ambulatoriale.</p><p>6. Quando è stato introdotto il Tarmed, i modelli di costo e i dati alla base del calcolo dei punti di tariffa non sono stati presentati in modo trasparente al Consiglio federale, che pertanto si baserebbe sui dati del pool tariffale e del pool di dati della SASIS SA e su informazioni raccolte in proprio, ricavate da mandati esterni o ricevute dai partner tariffali.</p><p>7. Indipendentemente da chi rivedrà l'attuale struttura tariffale (partner tariffali o Consiglio federale), con una struttura tariffale per singola prestazione vi è fondamentalmente il rischio di un aumento quantitativo al momento della sua effettiva applicazione da parte dei fornitori di prestazioni. Pertanto è necessario impedire per quanto possibile gli aumenti quantitativi in occasione degli adeguamenti. Per contro, gli adeguamenti del Consiglio federale non dovrebbero comportare alcun peggioramento qualitativo nella fornitura delle prestazioni.</p><p>9. I risultati del monitoraggio degli adeguamenti effettuati con l'ordinanza del 20 giugno 2014 sull'adeguamento delle strutture tariffali nell'assicurazione malattie (RS 832.102.5) indicano che tra i medici di base si sta delineando la tendenza auspicata. Nell'anno successivo all'entrata in vigore degli adeguamenti ordinati (dal 4° trimestre 2014 al 3° trimestre 2015) hanno fatturato l'11,5 per cento in più di punti tariffali rispetto all'anno precedente, traendone quindi un beneficio. Gli adeguamenti si sono dimostrati efficaci anche per gli ospedali. Nei settori oggetto di riduzioni il volume dei punti tariffali si è ridotto del 2,2 per cento. Nel settore ospedaliero ambulatoriale, quindi, la crescita del volume dei punti tariffali è contenuta (più 1,6 per cento). Tra gli specialisti che esercitano la professione a titolo indipendente il volume dei punti tariffali, e quindi i costi, continuano a salire notevolmente (più 4,7 per cento).</p><p>10. I sistemi di tariffazione delle prestazioni mediche sono molto diversi da Paese a Paese. La legislazione svizzera accorda ai partner tariffali un'autonomia molto ampia nel confronto internazionale. Alcuni Paesi europei hanno introdotto budget globali o tariffe con struttura regressiva. L'associazione dei medici convenzionati con le casse malati di un Land della Germania, per esempio, riceve dall'assicuratore malattie una rimunerazione complessiva (una sorta di budget) che copre tutte le prestazioni dell'assistenza ordinaria, da distribuire ai singoli medici.</p><p>11. In considerazione dell'autonomia tariffale, i partner tariffali sono tenuti a concordare tariffe e prezzi in convenzioni tariffali. L'esperienza mostra che attualmente con Tarmed questo principio non funziona, forse anche perché ci saranno vincitori e vinti. Se i partner tariffali non riusciranno ad accordarsi in tempi ragionevoli su una revisione totale del Tarmed dovranno essere presi in considerazione adeguamenti legislativi, per esempio la fissazione di un quadro istituzionale per l'aggiornamento delle tariffe anche nel settore ambulatoriale.</p>  Risposta del Consiglio federale.