<h2>SubmittedText<h2><p>Oggi i grandi fiumi alpini forniscono acqua a quasi 200 milioni di persone. Di conseguenza, crescono le esigenze e i conflitti tra l'approvvigionamento di acqua potabile, la produzione di energia, il turismo e la protezione della natura. Nelle ultime settimane, diversi media tedeschi hanno annunciato che a livello europeo, segnatamente nel Parlamento europeo, sono in corso discussioni e si profilano decisioni volte a definire una strategia comune concernente le regioni alpine, al fine di privatizzare l'approvvigionamento di acqua potabile e rendere obbligatoria la messa in atto di un sistema di concessioni.</p><p>Sebbene la Svizzera non sia membro dell'UE, le decisioni che verranno adottate in merito all'acqua si ripercuoteranno anche sul nostro Paese. Poiché la sovranità sull'acqua compete allo Stato, pongo quindi le seguenti domande:</p><p>1. La privatizzazione e la liberalizzazione dell'acqua, di cui si discute a livello europeo, sono argomenti trattati anche nel Consiglio federale o nel dipartimento interessato?</p><p>2. Come giudica il Consiglio federale il progetto europeo di privatizzazione dell'acqua e come intende opporvisi?</p><p>3. L'obbligo di mettere in atto un sistema di concessioni per l'acqua potabile è oggetto di discussione anche in Svizzera?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale attribuisce grande importanza al mantenimento delle strutture attuali di approvvigionamento idrico, che sono di competenza comunale. Il fatto di garantire in modo illimitato un approvvigionamento idrico sicuro e ineccepibile dal punto di vista qualitativo riveste un'importanza enorme per l'economia nazionale e la salute pubblica. I comuni assicurano l'approvvigionamento locale e sostenibile a prezzi ridotti e in uno standard qualitativo di eccellenza a livello europeo. In tal modo riescono a gestire questa preziosa risorsa tenendo conto delle esigenze locali e regionali e a fornire in modo quasi capillare, e in qualsiasi momento, una quantità sufficiente di acqua potabile, industriale e di spegnimento alle economie domestiche, all'industria, all'artigianato e ai servizi pubblici. Nell'Unione europea la questione di come gestire l'approvvigionamento di acqua potabile viene affrontata, tra l'altro, con il progetto di una direttiva sulle concessioni ("Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sulle procedure d'appalto degli enti erogatori nei settori dell'acqua, dell'energia, dei trasporti e dei servizi postali; COM (2011) 895") che attualmente sta seguendo l'iter normativo europeo. Il progetto di questo atto giuridico ha lo scopo di stabilire regole fondamentali per garantire trasparenza nel rilascio delle concessioni. L'obiettivo è di incrementare la trasparenza e l'efficacia nell'aggiudicazione di commesse pubbliche. Secondo quanto indicato dalla commissione la direttiva proposta non dovrebbe tuttavia portare a una privatizzazione forzata dei servizi di approvvigionamento idrico.</p><p>2. La direttiva sulle concessioni attualmente sta ancora seguendo l'iter legislativo europeo. Al momento attuale non è quindi ancora possibile valutare la sua versione definitiva. Inoltre, l'organizzazione dell'approvvigionamento idrico in Svizzera si è dimostrata valida (cfr. risposta 3). Il Consiglio federale non ha quindi motivo di metterla in questione.</p><p>3. L'articolo 76 capoverso 4 della Costituzione federale della Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (RS 101) statuisce che in Svizzera la sovranità delle acque spetta ai cantoni. Secondo la Costituzione attualmente in vigore, le decisioni sulla privatizzazione o la liberalizzazione dell'approvvigionamento di acqua potabile competono quindi ai cantoni e non alla Confederazione.</p><p>Come illustrato nella risposta alla prima domanda, la Svizzera dispone di una struttura di approvvigionamento idrico ben funzionante. La maggior parte dei servizi di interesse pubblico della Svizzera è costituita da istituti o enti di diritto pubblico dei comuni competenti. Negli ultimi anni, alcuni fornitori privati di acqua sono diventati delle società anonime, anche se la maggioranza delle azioni è detenuta dagli enti pubblici. L'approvvigionamento affidabile e ineccepibile di acqua potabile, industriale e di spegnimento è d'importanza centrale per i comuni. In Svizzera le concessioni sono tuttavia uno strumento ben collaudato nell'ambito dello sfruttamento della forza idrica. In base alla revisione della legge del 23 dicembre 2011 sulle forze idriche in questo caso non sussiste però un obbligo di indire bandi pubblici. Anche per le acque cantonali le concessioni devono essere rilasciate con un procedimento trasparente e privo di discriminazioni. Il Consiglio federale non ritiene quindi che l'adeguamento del sistema attuale sia urgente.</p>  Risposta del Consiglio federale.