<h2>SubmittedText<h2><p>&nbsp;</p><p>Nel settembre 2023, l’Assemblea federale ha adottato la seconda fase della revisione parziale della legge sulla pianificazione del territorio (LPT&nbsp;2). Questo complesso testo di legge rischia di essere imbottito di disposizioni esecutive troppo dettagliate, poco pragmatiche e difficili da gestire per i Cantoni. Una tale rigidità amministrativa complicherebbe e prolungherebbe i processi, ostacolando in questo modo il raggiungimento degli obiettivi stabiliti nella LPT.</p><p>&nbsp;</p><p>Alla luce di quanto esposto, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>&nbsp;</p><p>1. L’approccio territoriale introduce la possibilità per i Cantoni, a patto che vi sia una compensazione, di derogare alle disposizioni relative all’edificazione al di fuori delle zone edificabili. Questa flessibilità, voluta dal legislatore e che lascia ai Cantoni un margine di manovra per poter adattare le disposizioni alle specificità regionali, è di fondamentale importanza. Il Consiglio federale si assicurerà che questo margine di manovra cantonale possa essere utilizzato tramite requisiti amministrativi e normativi contenuti, in modo da non ostacolare gli approcci innovativi?</p><p>&nbsp;</p><p>2. Per essere efficaci, le disposizioni esecutive relative alla revisione della LPT devono essere semplici e pragmatiche. Ciò vale ad esempio per i criteri di compensazione, che il Consiglio federale deve specificare nell’ordinanza d’attuazione (OPT). Il principio di stabilizzazione si basa sul numero di edifici, per cui un’eventuale estensione dei criteri alle superfici e al volume degli edifici soggetti a compensazione complicherebbe l’attuazione della LPT&nbsp;2. Il Consiglio federale è consapevole di queste potenziali complicazioni? Quali soluzioni propone per garantire l’attuabilità delle disposizioni? &nbsp;</p>