<h2>SubmittedText<h2><p>L'iniziativa popolare pendente "contro la speculazione sulle derrate alimentari" chiede un divieto di speculazione sulle derrate alimentari molto esteso. In linea generale l'intenzione dei promotori di migliorare l'approvvigionamento alimentare nei Paesi in via di sviluppo gode di un sostegno politico. La maggioranza dei politici ritiene tuttavia che il "divieto di speculazione" sia uno strumento inadatto e inefficace che non può migliorare in modo sostenibile la situazione di questi Paesi. Sono necessarie misure a livello internazionale. </p><p>Chiedo quindi al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. In quali organizzazioni internazionali è attiva la Svizzera allo scopo di migliorare l'approvvigionamento alimentare di base nei Paesi in via di sviluppo? </p><p>2. Finora quali risultati concreti sono stati raggiunti con la partecipazione della Svizzera? </p><p>3. Quali mezzi finanziari sono stati impiegati a tale scopo?</p><p>4. Quali attività sono previste affinché l'approvvigionamento alimentare in questi Paesi possa essere migliorato?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La Svizzera è membro dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO) e si impegna a favore della sicurezza alimentare nei Paesi in via di sviluppo tramite la sua partecipazione al programma alimentare mondiale (PAM), al Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo (FISA) e al partenariato globale di ricerca agricola (CGIAR); siede negli organi direttivi di queste istituzioni e collabora alla definizione dei rispettivi orientamenti strategici e operativi. La Svizzera è anche attiva all'interno delle istituzioni di Bretton-Woods, delle banche regionali di sviluppo e dell'OMC, nelle quali l'agricoltura e l'approvvigionamento alimentare di base sono temi centrali. Tramite l'Istituto internazionale di ricerca sulle politiche alimentari (IFPRI), un centro di ricerca del partenariato CGIAR, si sono condotte indagini su tematiche particolari quali la sovranità alimentare e il commercio di prodotti alimentari sui mercati mondiali, i cui risultati sono stati presentati in occasione di manifestazioni pubbliche (anche in Svizzera). Come membro dell'OCSE, la Svizzera partecipa attivamente e regolarmente a vari comitati dedicati al tema della sicurezza alimentare.</p><p>2. Con la sua partecipazione, la Svizzera ha contribuito a migliorare la produttività delle aziende agricole di piccole dimensioni, ha facilitato l'accesso a sementi di migliore qualità e ha permesso di ridurre le perdite successive alla raccolta. La Svizzera, in particolare, sostiene:</p><p>- la trattazione, nelle citate organizzazioni, di temi come l'adattamento ai cambiamenti climatici e il conseguente costante bisogno di nuove varietà vegetali, dalla ricerca fino alla fase del raccolto;</p><p>- la definizione di programmi di assicurazione della produzione;</p><p>- l'elaborazione di stime dei raccolti più precise che consentono ai governi di adottare provvedimenti in maniera più rapida e previdente;</p><p>- la collaborazione con l'Unione africana che ha portato a un maggiore ricorso alle conoscenze della Svizzera nella definizione delle strategie agricole per l'Africa;</p><p>- il potenziamento delle organizzazioni di agricoltori tramite il FISA e l'applicazione delle direttive volontarie per una utilizzazione più sicura dei terreni del Consiglio alimentare mondiale che hanno assicurato agli agricoltori condizioni di maggiore parità;</p><p>- nel 2014 il Consiglio alimentare mondiale ha redatto e approvato le direttive volontarie per investimenti responsabili nell'agricoltura; la Svizzera ha presieduto le trattative e ha sensibilizzato il settore privato svizzero al rispetto di tali direttive;</p><p>- la Svizzera accorda inoltre preferenze tariffali ai Paesi in via di sviluppo nel quadro del Sistema di preferenze generalizzate (SPG) e in questo modo facilita l'integrazione dei Paesi in via di sviluppo nel commercio internazionale di prodotti agricoli e alimentari, contribuendo anche a migliorare e stabilizzare l'approvvigionamento alimentare di base.</p><p>3. Negli ultimi anni la DSC ha investito oltre il 13,5 per cento del proprio bilancio annuo (nel 2014 circa 300 millioni di franci) nei temi dell'agricoltura e della sicurezza alimentare. In particolar modo negli ultimi anni, segnati da crisi ricorrenti, è cresciuta l'importanza dell'aiuto alimentare.</p><p>4. Secondo l'Agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile dell'ONU, approvata nel settembre 2015, la sicurezza alimentare è una priorità, su cui continua a impegnarsi anche la Svizzera. Le attività della Svizzera continueranno a spaziare dall'aiuto alimentare immediato nelle situazioni di crisi al miglioramento a lungo termine della produttività, dall'utilizzo sostenibile delle risorse naturali al potenziamento della sostenibilità lungo l'intera catena alimentare, dalla riforma delle politiche agricole al miglioramento dei mercati di sbocco dei prodotti agricoli. Il suo impegno si tradurrà anche nel mettere in collegamento i piccoli produttori agricoli con i mercati di sbocco locali e internazionali e nel potenziare la formazione nel settore primario. Infine la DSC continua a sostenere - da sola o all'interno dei consessi internazionali - una serie di attività di base tese a una migliore comprensione delle ripercussioni del commercio internazionale e della politica di commercio internazionale sulla situazione alimentare dei Paesi prioritari della politica di sviluppo della Svizzera, come per esempio il Burkina Faso.</p>  Risposta del Consiglio federale.