<!DOCTYPE html> <html lang="it"><head><meta charset="utf-8"/></head><body><div class="WordSection1"> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable" width="655"> <tr> <td colspan="2" valign="top"> <p class="R2"> </p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><img alt="" height="38" src="http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&amp;WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&amp;WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&amp;OmnisLibrary=JURISWEB&amp;OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&amp;OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&amp;Parametername=WWWTI&amp;Schema=TI_WEB&amp;Source=&amp;Aufruf=getImage&amp;nF38_KEY=265636" width="37"/></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><img alt="" height="25" src="http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&amp;WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&amp;WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&amp;OmnisLibrary=JURISWEB&amp;OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&amp;OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&amp;Parametername=WWWTI&amp;Schema=TI_WEB&amp;Source=&amp;Aufruf=getImage&amp;nF38_KEY=265637" width="21"/></p> </td> <td valign="top"><a id="X_NOT_ACTUALIZE"></a> <p class="MsoNormal"> </p> </td> </tr> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Incarto n.<br/> </span>90.2017.40</p> <p class="MsoNormal"> </p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Lugano</span></p> <p class="MsoNormal"><a id="IN_DATA_DECISIONE">23 aprile 2018</a></p> <p class="MsoNormal"> </p> </td> <td colspan="3" valign="top"> <p class="MsoNormal">In nome<br/> della Repubblica e Cantone<br/> Ticino</p> </td> </tr> <tr> <td colspan="5" valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span>Il Tribunale cantonale amministrativo</span></b></p> </td> </tr> <tr> <td colspan="5" valign="top"> <p class="MsoNormal"> </p> </td> </tr> <tr> <td colspan="5" valign="top"><a id="INIZIO_TESTO"></a> <p class="MsoNormal"> </p> </td> </tr> <tr> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"> </p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>composto dei giudici:</span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Matteo Cassina, vicepresidente,</span></p> <p class="MsoNormal"><span>Matea Pessina, Sarah Socchi</span></p> </td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>vicecancelliera:</span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Laura Bruseghini</span></p> </td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>statuendo sul ricorso 7 settembre 2017 della</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span> </span></b></p> </td> <td colspan="2" valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span>RI 1</span></b><span> </span></p> <p class="MsoFooter"><span>patrocinata da: PR 1 </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> </tr> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>contro</span></p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable" width="655"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>la risoluzione 4 luglio 2017 (n. 383), con cui il municipio del comune di Monteceneri ha istituito la zona di pianificazione concernente l'<i>''Area mista'' </i>di Bironico, pubblicata dal 10 luglio al 9 agosto 2017 (cfr. FU 54/2017 del 7 luglio 2017, pag. 6102);</span></p> </td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="R2">ritenuto, <b>in fatto</b></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="R1">A.<span> </span>RI 1 è proprietaria dei fondi confinanti ai mapp. 352 e 353 di Monteceneri, sezione Bironico, delimitati a nord da via Vigneto, a ovest da via Industria e situati nel comparto posto a ovest della linea ferroviaria Lugano-Bellinzona. Il piano regolatore del comune di Bironico, approvato con risoluzione 20 <span>novembre 2002 (n. 5498) dal Consiglio di Stato e integrato da successive varianti, assegna tali fondi alla zona industriale-</span>commerciale. RI 1 li utilizza quali magazzini, piazzali, mensa e rimesse a supporto della propria attività nell'ambito della progettazione e della costruzione edilizia. </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1">B. a. Con risoluzione 4 luglio 2017 (n. 383) il municipio di Monteceneri ha adottato una zona di pianificazione comunale riguardante l'area della sezione di Bironico inclusa tra la strada cantonale a ovest, la linea ferroviaria a est, via Bella e via Industria a sud e via Bricola a nord. La zona di pianificazione prevede una suddivisione del comparto in cinque settori (A, B, C, D, E), delimitati in conformità degli scopi pianificatori prospettati, e include i fondi della ricorrente nel settore E. Il provvedimento si prefigge di migliorare l'utilizzo del suolo e razionalizzare l'organizzazione territoriale attraverso il riordino delle destinazioni e dei contenuti ammessi all'interno del comprensorio toccato dalla misura. La zona di pianificazione vieta ogni intervento che possa rendere più ardua la pianificazione dell'utilizzazione futura (cfr. Scheda descrittiva, ''Effetti e durata'').</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1">b. Raccolto l'avviso favorevole 12 giugno 2017 della Sezione dello sviluppo territoriale (in seguito: Sezione), il municipio ha poi disposto la pubblicazione presso la cancelleria comunale della zona di pianificazione dal 10 luglio al 9 agosto 2017, indicando tuttavia che il termine era sospeso per le ferie giudiziarie dal 15 luglio al 15 agosto 2017 (cfr. FU 54/2017 del 7 luglio 2017, pag. 6102). La durata della misura è stata fissata in cinque anni.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1">C.<span> </span>Avverso il citato provvedimento RI 1 insorge davanti al Tribunale cantonale amministrativo, postulandone l'annullamento. Anzitutto la ricorrente contesta l'esistenza di un interesse pubblico alla modifica del piano regolatore vigente e all'impiego transitorio della zona di pianificazione. Osserva nel merito come il provvedimento adottato non presenti la densità richiesta e non sia sorretto da alcuna visione in merito ai contenuti. In altri termini, la ricorrente sostiene che, così come indicato dalla Sezione nel proprio preavviso, la zona di pianificazione non si inserirebbe in una strategia pianificatoria globale e non sarebbe dunque fondata su una ponderazione completa di tutti gli interessi in gioco. In secondo luogo, a mente dell'insorgente l'impostazione pianificatoria prospettata dall'autorità, oltre che a essere contraria al principio della proporzionalità, sarebbe manifestamente erronea. A tal proposito essa osserva come per il settore E, nel quale si situano i suoi fondi, la scheda della zona di pianificazione preveda l'inserimento di <i>''contenuti residenziali e amministrativi da promuovere secondo i più attuali e recenti standard costruttivi''</i>, oltre che <i>''attività lavorative integrate al tessuto urbano''</i> e <i>''infrastrutture di interesse pubblico''</i> che contrastano con le attività artigianali caratterizzanti il comparto. Secondo l'insorgente, la realizzazione di tali nuovi contenuti non sarebbe sorretta da alcun interesse pubblico manifesto, in quanto comporterebbe la perdita di ulteriori superfici artigianali, già carenti in Ticino, a scapito delle piccole e medie imprese. Infine, la ricorrente ritiene che l'esecutivo comunale di Monteceneri non abbia dimostrato la sussistenza di un notevole cambiamento delle circostanze ai sensi dell'art. 21 cpv. 2 della legge federale sulla pianificazione del territorio (LPT; RS 700), atto a giustificare un adattamento del piano regolatore e del tipo di attività svolte nel comparto. Per questi motivi, secondo la ricorrente, una modifica della pianificazione territoriale in vigore contrasterebbe con i principi della stabilità dei piani e della sicurezza del diritto.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1">D.<span> </span>a. Il comune di Monteceneri, tramite il suo municipio, postula in sede di risposta la reiezione del gravame. Sottolineando anzitutto che per il comparto toccato dalla zona di pianificazione il piano regolatore in vigore delimita svariate zone di utilizzazione, in parte frammentate, esso rileva che <i>''l'utilizzazione del suolo non corrisponde sempre all'azzonamento''</i> e che <i>''esistono importanti riserve edificabili''</i>. A mente del comune dunque la zona toccata dalla misura sarebbe caratterizzata da una situazione di disordine pianificatorio tale da rendere necessaria una riorganizzazione territoriale da estendersi in un secondo tempo all'intero territorio comunale, ritenuto come dall'aggregazione del 2010, che ha dato vita al nuovo comune di Monteceneri, l'assetto pianificatorio non sia ancora stato sottoposto a una revisione globale che tenga conto dei cambiamenti locali e istituzionali intercorsi negli anni. Secondo il comune un adattamento della pianificazione del suo territorio si renderebbe ancor più necessario alla luce del mutato quadro giuridico di riferimento entrato in vigore nel 2014 con la modifica legislativa concernente la LPT, nonché delle risultanze degli studi pianificatori commissionati (tre Masterplan), i quali dimostrerebbero in particolare che l'area toccata dalla zona di pianificazione riveste un'importanza strategica, possiede un notevole potenziale di sviluppo e è toccata da problemi e conflitti per i quali si giustifica un intervento mirato dal punto di vista pianificatorio. Infine, il comune osserva come le doglianze della ricorrente riferite agli intendimenti pianificatori per l'area sottoposta alla misura siano irrilevanti ai fini del giudizio in merito alla legittimità del provvedimento, ritenuto come lo stesso debba essere esaminato distintamente dalla legittimità delle intenzioni pianificatorie future. L'autorità comunale conclude sostenendo che la zona di pianificazione non si porrebbe in contrasto con il principio della stabilità dei piani e della sicurezza del diritto e osserva come i tre studi allestiti dimostrino la serietà e la concretezza della sua intenzione pianificatoria. Il provvedimento adottato sarebbe dunque inserito in un disegno pianificatorio generale, giustificato da un interesse pubblico e conforme al principio della proporzionalità.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1">b. Con risposta 30 novembre 2017, la Sezione si riconferma nelle proprie conclusioni così come esposte nell'avviso 12 giugno 2017 e si rimette al giudizio di questo Tribunale.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1">E.<span> </span>In sede di replica, in merito alla risposta del comune, RI 1 rileva che <i>''sul tema centrale sollevato con il ricorso, ossia l'assenza totale della densità esatta dalla giurisprudenza e il fatto che il comparto è caratterizzato proprio dalle attività artigianali, non vi è una sola riga di contestazione se non, come detto, considerazioni generiche sugli scopi generali delle zone di pianificazione (…)''</i>. Osserva inoltre che il comune, nel definire il tipo di utilizzazione prospettata per il comparto toccato dalla zona di pianificazione, avrebbe disatteso la possibilità di prevedere zone polifunzionali e miste nelle quali siano ammessi insediamenti di tipo eterogeneo. Dal canto suo, il comune rileva come quest'ultimo argomento, poiché relativo agli intendimenti pianificatori futuri, sia prematuro. </p> <p class="MsoListParagraph"> </p> <p class="R1">F.<span> </span>a. Facendo seguito alla richiesta del Tribunale, in data 14 febbraio 2018 il municipio ha trasmesso i tre Masterplan (<span>Commissione Vedeggio Valley (CVV), </span><span>Masterplan Medio-Alto Vedeggio, 13 marzo 2012, in seguito: Masterplan Medio-Alto Vedeggio;<span> P__________ SA,</span></span><span> </span>Masterplan Comune di Monteceneri, aprile 2015, in seguito: Masterplan Comune di Monteceneri; <span>P__________ SA,</span><span> </span>Masterplan Comune di Monteceneri, Analisi e proposte pianificatorie per il Comparto Parrocchia di Bironico, maggio 2015, in seguito: Masterplan Comparto Parrocchia<span>) </span>inerenti, rispettivamente, la futura pianificazione del comprensorio della Valle del Vedeggio, del comune di Monteceneri e del comparto oggetto del provvedimento contestato. La documentazione è stata inviata per consultazione alla ricorrente e alla Sezione.</p> <p class="MsoListParagraph"> </p> <p class="R1">b. Con scritto 5 marzo 2018, la ricorrente ha presentato le proprie osservazioni in merito, contestandone in via preliminare il carattere vincolante e rilevando in secondo luogo come dal Masterplan <span>Medio-Alto Vedeggio risulti chiaramente la vocazione quale ''valle per insediamenti produttivi'' della Valle del Vedeggio e della zona lavorativa di Bironico nella quale si inseriscono le sue strutture. Secondo l'insorgente, l'unico documento formale atto a fornire informazioni in merito alla situazione vigente sarebbe il piano direttore cantonale, e in particolare le schede M7 e R/M 3, relative alla prospettata fermata ferroviaria di Bironico e al concetto di sviluppo della Valle del Vedeggio. A mente dell'insorgente i documenti prodotti dal comune non aggiungerebbero <i>''nulla di significativo''</i>, ma sarebbero piuttosto atti a rafforzare le sue critiche concernenti le finalità della zona di pianificazione, che sarebbero <i>''in netto contrasto con il Masterplan Vedeggio Valley, ripreso formalmente dal Piano direttore nella scheda R/M 3''</i>.</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="R2">Considerato, <b>in diritto</b></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1">1.1.1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo e la tempestività del ricorso discendono dall'art. 64 cpv. 1 della legge sullo sviluppo territoriale del 21 giugno 2011 (LST; RL 7.1.1.1). Certa è la legittimazione attiva dell'insorgente, toccata dalla misura in qualità di proprietaria (art. 64 cpv. 2 lett. a LST). Il ricorso, tempestivo, è dunque ricevibile in ordine.</p> <p class="R1">1.2. Il giudizio può essere reso sulla base degli atti, completati dai tre Masterplan di cui si è detto in narrativa (cfr. <i>supra</i>, consid. F). Non occorre per il resto procedere all'assunzione di particolari prove (art. 25 cpv. 1 legge sulla procedura amministrativa del 24 settembre 2013; LPAmm; RL 3.3.1.1). </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"><span>2.<span> </span></span><span>2</span>.1. Secondo l'art. 27 cpv. 1 LPT, se i piani d'utilizzazione mancano o devono essere modificati, l'autorità competente può stabilire zone di pianificazione per comprensori esattamente delimitati, al cui interno nulla è lecito intraprendere che possa rendere più ardua la pianificazione dell'utilizzazione. Il principio è ripreso, a livello cantonale, all'art. 57 LST, che consente di istituire zone di pianificazione se i piani mancano o devono essere modificati, oppure in caso di problemi riguardo all'uso del territorio o conflitti con principi pianificatori. La zona di pianificazione è adottata, nell'ambito delle proprie competenze, dal municipio, rispettivamente dal Consiglio di Stato (art. 59 LST); quest'ultimo può inoltre stabilire zone di pianificazione a salvaguardia di obiettivi di sviluppo territoriale e per garantire l'adeguamento delle pianificazioni locali (art. 57 cpv. 2 LST). Il diritto cantonale riprende all'art. 62 cpv. 2 LST gli effetti del provvedimento prescritti all'art. 27 cpv. 1 LPT, secondo cui all'interno della zona nulla può essere intrapreso che possa rendere più ardua la pianificazione dell'utilizzazione, precisando inoltre che le domande di costruzione in contrasto con gli obiettivi del piano in formazione sono decise negativamente (art. 62 cpv. 3 LST). La zona di pianificazione entra in vigore con la sua pubblicazione e lo resta fino a che sia pubblicato il piano sostitutivo, ma comunque non oltre cinque anni, con facoltà del Consiglio di Stato di concedere, per fondati motivi, una proroga di due anni al massimo (art. 27 cpv. 2 LPT e art. 60 LST). </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"><span>2.2. La zona di panificazione è un provvedimento conservativo (RDAT 1990 n. 79 consid. 2b), volto a evitare che la pianificazione in atto o in procinto di essere intrapresa venga ostacolata o comunque sia influenzata negativamente da un uso del territorio contrastante col suo indirizzo. Lo scopo principale dell'istituto consiste quindi nel tutelare la libertà di decisione dell'autorità durante lo svolgimento del processo di pianificazione (DTF 118 Ia 510 consid. </span><span>4d, 113 Ia 362 consid. 2a/bb; <span>Alexander Ruch</span>, Kommentar RPG, n. 21 ad art. 27; <span>Bernhard Walmann/Peter Hänni</span>, Raumplanungsgesetz, Berna 2006, n. 7 seg. ad art. 27). </span><span>A questo stadio l'assetto definitivo dell'ordinamento allo studio non può essere dato per certo. Non si può, in particolare, affermare che ne deriverà effettivamente la restrizione della proprietà che l'indirizzo pianificatorio potrebbe far temere. La zona di pianificazione non si confonde con la pianificazione soggiacente: è un provvedimento a sé stante che, pur condizionato nei suoi effetti dall'indirizzo pianificatorio di cui si pone a tutela, provoca direttamente, per la sua durata, una restrizione della proprietà. La legittimità della zona di pianificazione va dunque esaminata distintamente da quella delle intenzioni pianificatorie che, pur nei limiti della loro indeterminatezza, ne informano l'azione. Per i motivi che sono appena stati spiegati, l'esame giurisdizionale che l'art. 33 cpv. 3 lett. b LPT garantisce nella materia specifica non può estendersi, salvo il caso di un'impostazione manifestamente erronea, all'ordinamento pianificatorio nel quale dovrebbero sfociare gli studi avviati, bensì e soltanto alla fondatezza e all'idoneità del vincolo istituito per non compromettere la loro efficacia (RDAT 1990 n. 79 consid. 2b). Solo importa dunque, in questo contesto, determinare se il provvedimento si giustifichi in quanto tale.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span>3.<span> </span></span><span>Una restrizione di diritto pubblico è compatibile con la garanzia della proprietà sancita dall'art. 26 della Costituzione federale della Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost.; RS 101) solo se si fonda su una base legale, è giustificata da un interesse pubblico preponderante e rispetta il principio della proporzionalità (art. 36 cpv. 1-3 Cost.).</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span>3.1. In linea generale, è pubblico l'interesse che coinvolge la generalità dei cittadini o una sua frazione significativa e che compete al potere pubblico promuovere nell'esercizio delle sue funzioni. L'interesse pubblico a un provvedimento di pianificazione del territorio è, pertanto, segnatamente dato quando la sua adozione corrisponde a un bisogno importante, chiaramente avvertito dalla collettività. Tale interesse deve prevalere sui contrapposti interessi pubblici e privati in gioco (RDAT I-2000 n. 24 consid. 4.1. con rinvii; <span>Piermarco Zen-Ruffinen/Christine Guy-Ecabert</span>, Aménagement du territoire, construction, expropriation, Berna 2001, n. 98-102; <span>Adelio Scolari</span>, Diritto amministrativo, Parte generale, II<sup>a</sup> ed., Cadenazzo 2002, n. 558-594). L'adozione di una misura di salvaguardia della pianificazione presuppone, come requisito centrale, una seria intenzione di mutare l'ordinamento pianificatorio vigente (RDAT I-1995 n. 31 consid. 2b <i>i.f.</i>; <span>Ruch</span>, op. cit., n. 27 ad art. 27): questo significa che deve sussistere un interesse pubblico sia alla modificazione del piano di utilizzazione (piano regolatore, a livello comunale) sia all'impiego transitorio dello strumento della zona di pianificazione (<span>Ruch</span>, op. cit., n. 25 seg. ad art. 27; <span>Waldmann/Hänni</span>, op. cit., n. 12 seg. ad art. 27). Il grado di concretizzazione di questa intenzione non deve essere, tuttavia, necessariamente elevato, in particolare quando il provvedimento è adottato, come si avvera nel nostro Cantone, dall'esecutivo comunale, che non è l'autorità competente a adottare il piano di utilizzazione che la zona di pianificazione vuole tutelare (cfr. <span>Ruch</span>, op. cit., n. 27 seg. ad art. 27; <span>Zen-Ruffinen/Guy-Ecabert</span>, op. cit., n. 457). </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span>3.2. Il principio della proporzionalità esige invece che le restrizioni della proprietà siano idonee a raggiungere lo scopo d'interesse pubblico desiderato (regola dell'idoneità), che tra i diversi provvedimenti a disposizione per conseguire tale scopo venga scelto quello che lede in misura minore gli interessi del proprietario (regola della necessità), infine che sussista un rapporto ragionevole tra lo scopo d'interesse pubblico perseguito e i mezzi utilizzati (regola della proporzionalità in senso stretto; RDAT II-2000 n. 75 consid. 5<i>b</i> con rinvii; <span>Zen-Ruffinen/Guy-Ecabert</span>, op. cit., n. 103-106; <span>Scolari</span>, op. cit., n. 595-610).</span></p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1">4.<span> </span>Secondo l'insorgente la zona di pianificazione sarebbe lesiva della garanzia della proprietà. Pur non mettendo in dubbio la sua base legale, in ogni caso come visto data (cfr. <i>supra</i>, consid. 2), essa ritiene anzitutto che il provvedimento pianificatorio non sia sorretto da un interesse pubblico preponderante rispetto a tutti gli altri interessi pubblici e privati in gioco. In proposito si osserva quanto segue.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1">4.1. <span>Una pianificazione razionale del territorio risponde di principio a un pubblico interesse, costituendo un preciso mandato costituzionale all'indirizzo dell'ente pubblico (art. 75 cpv. 1 Cost.). Nel caso concreto è fuori dubbio che le caratteristiche del comparto toccato dalla zona di pianificazione e delle ulteriori problematiche individuate dal municipio giustifichino pienamente un riesame della sua pianificazione per i motivi che seguono. </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span>4.2. Secondo il piano regolatore di Monteceneri, sezione Bironico, in vigore, l'area compresa nella zona di pianificazione è suddivisa in svariate zone di utilizzazione (zona industriale-commerciale, zona per attrezzature ed edifici pubblici, zona per attrezzature ed edifici privati di interesse pubblico, zona residenziale semi intensiva, zona residenziale intensiva, zona mista), disposte in modo disordinato e intercalate da spazi liberi più o meno estesi. Il Masterplan Comune di Monteceneri evidenzia a pagina 10, n. 1, come <i>''nelle sezioni di Rivera e Bironico vi sono aree industriali sulle quali è necessario intervenire a livello pianificatorio per assicurare uno sviluppo più ordinato che risponda ad una logica e a un disegno generale anche per quanto concerne i contenuti''</i></span>. Anche dalla scheda del Masterplan Comparto Parrocchia, che illustra a pag. 5 il piano regolatore in vigore, si evince che <i>''le aree oggetto dell'analisi iniziale non presentano ancora un azzonamento ordinato e coerente con un progetto unitario e più esteso (…)''</i>. <span>Con particolare riferimento alle aree industriali di Bironico e al settore E della zona di pianificazione, che comprende i fondi di proprietà della ricorrente che ricoprono una porzione della zona industriale-commerciale pari a 5'572 mq, il Masterplan Comune di Monteceneri illustra a pag. 10, n. 1.2, che le stesse <i>''presentano una struttura urbana fortemente disordinata, la quale necessita una rivisitazione urbanistica precisa e ordinata''</i></span>. Il disordine insediativo che caratterizza l'area toccata dal provvedimento è evidente e contrasta con <span>l'interesse pubblico a uno sviluppo ordinato e a una pianificazione razionale del territorio. Esso giustifica pienamente la scelta del municipio di impiegare lo strumento transitorio della zona di pianificazione</span><span> </span>che garantisca un adeguamento della pianificazione locale e permetta quindi all'autorità pianificante di intervenire attraverso il <i>''riordino delle destinazioni e dei contenuti ammessi all'interno del comprensorio con lo scopo di migliorare l'utilizzo del suolo e razionalizzare l'organizzazione territoriale''</i> (cfr. Scheda descrittiva, ''Tipo di intervento''). </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1">4.3. L'interesse pubblico a una misura di protezione della pianificazione presuppone una seria intenzione di voler modificare la pianificazione vigente (cfr. <i>supra</i>, consid. 3.1). Nel caso concreto, l'intenzione pianificatoria del comune è dimostrata dai tre Masterplan prodotti, che rappresentano gli studi di base sui quali potrà essere sviluppata la futura pianificazione dell'area del Vedeggio (cfr. Masterplan <span>Medio-Alto Vedeggio)</span>, rispettivamente dell'esteso territorio comunale di Monteceneri, che comprende la sezione di Bironico (cfr. Masterplan Comune di Monteceneri) e l'area oggetto della zona di pianificazione (cfr. Masterplan Comparto Parrocchia). Sebbene tali studi non siano vincolanti, aspetto quest'ultimo peraltro rettamente rilevato dalla ricorrente, essi rappresentano degli strumenti di cui l'autorità pianificante può servirsi per affrontare con coerenza territoriale e urbanistica una serie di approfondimenti tematici che potranno se del caso venir concretizzati attraverso un adattamento del piano di utilizzazione. Nel caso concreto, il Masterplan <span>Medio-Alto Vedeggio</span> illustra il contributo essenziale che l'intera Valle del Vedeggio è in grado di offrire al progetto di sviluppo dell'agglomerato del Luganese, sia dal punto di vista residenziale e di svago, che produttivo e di collegamento tra il nord e il sud del Cantone. Il Masterplan Comune di Monteceneri propone interventi volti a <i>''rafforzare il valore degli spazi urbani liberi''</i>, <i>''sviluppare nuove centralità, che possano dare identità alla nuova realtà comunale''</i>, valorizzare le zone industriali <i>''attraverso un riordino urbano capace di infondere qualità spaziale, sociale e di rapporto con il tessuto urbano residenziale esistente (…)''</i>, riconvertire a destinazioni più adatte le zone che presentano contenuti non più sostenibili e a inserire nuovi elementi di mobilità pubblica nel comparto (cfr. in particolare pag. 18). Il Masterplan Comparto Parrocchia sottolinea invece a pag. 1 la volontà del comune di valorizzare l'area attraverso la riconversione della stessa, <i>''in modo tale da proporre un'edificazione che abbia qualità urbanistica, e che tenga conto dei problemi del traffico, dei trasporti, dei posteggi e delle connessioni pedonali (…)''</i>. Gli obiettivi e gli interventi pianificatori prospettati dai tre Masterplan, e in particolare quelli descritti nei documenti di studio che si riferiscono al comune di Monteceneri, non lasciano dubbi circa la concretezza e la serietà dell'intenzione dell'autorità comunale di affrontare determinati problemi e conflitti di carattere pianificatorio riscontrati all'interno del perimetro comunale, tra i quali spicca l'attuale disordine urbanistico del comparto racchiuso nel perimetro della zona di pianificazione. </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"><span>4.4. Tutto ciò considerato, il provvedimento impugnato appare fondato sotto il criterio dell'interesse pubblico, così come risulta dimostrata l'intenzione seria e concreta del comune di Monteceneri di mutare l'ordinamento pianificatorio vigente nel comparto toccato dalla misura. </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span>5.<span> </span></span><span>Secondo la ricorrente </span>il provvedimento pianificatorio adottato, così come proposto, non presenterebbe la densità richiesta. La doglianza non viene ulteriormente dettagliata. Ora, se la critica si riferisce all'assenza di concretizzazione dell'intenzione del comune di modificare il piano regolatore vigente, si rileva come la stessa sia infondata. Infatti, come rilevato nei considerandi che precedono, l'intenzione del comune di Monteceneri di modificare la pianificazione attuale appare sufficientemente concreta e seria da legittimare l'introduzione di una zona di pianificazione per il comparto in oggetto. Del resto, va considerato come il <span>grado di concretizzazione di questa intenzione non debba essere necessariamente elevato (</span>cfr. <i>supra</i>, consid. 3.1)<span>, ritenuto come sia sufficiente che l'autorità pianificante sia in grado di provare l'insufficienza dell'assetto pianificatorio attuale e la conseguente necessità di modificare il piano di utilizzazione, ciò che nella fattispecie è stato fatto. Inoltre, si ritiene che l'intenzione dell'autorità appaia sufficientemente concretizzata nella misura in cui il proprietario stesso sia in grado di concepire le ragioni essenziali alla base della pianificazione prospettata (cfr. </span><span>Alexander Ruch</span><span>, Commentaire pratique LAT: Planifier l'affectation, Ginevra, Zurigo, Basilea 2016, </span><span>n. 35 ad art. 27), ciò che, alla luce dei contenuti del ricorso, appare in concreto avvenuto. Infine, si conviene con la Sezione come, dal profilo formale, la documentazione presentata sia completa, di chiara lettura e conforme agli art. 58 LST e 81 del regolamento della legge sullo sviluppo territoriale del 20 dicembre 2011 (RLst; RL 7.1.1.1.) (cfr. preavviso 12 giugno 2017, cap. 3.1, pag. 2).</span></p> <p class="R1">6.<span> </span><span>La ricorrente, estrapolando un passaggio del testo del preavviso della Sezione, sostiene che il provvedimento pianificatorio non sarebbe sorretto <i>''da alcuna visione in merito ai contenuti''</i> e meglio, che esso non sarebbe inserito in una strategia complessiva. A torto. Infatti, la Sezione nel suo preavviso ha indicato al cap. 3.2 a pag. 2 quanto segue:</span></p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"><span>Si rileva come il Municipio individui una parte ben delimitata del proprio territorio per avviare una puntuale modifica del Piano regolatore nel complesso contesto della pianificazione esistente. La stessa è stata concepita verso la metà degli anni '90 mentre l'approvazione del Piano regolatore di Bironico è avvenuta nel 2002. Il nuovo Comune di Monteceneri si è formato nel 2010 e da allora l'assetto delle singole pianificazioni che lo compongono è rimasto pressoché il medesimo.</span></p> <p class="R1"><span>Considerate le ragioni alla base della Zona di pianificazione e ritenuto quanto sopra, l'inquadramento del provvedimento qui in discussione in una strategia complessiva renderebbe lo stesso più solido e comprensibile. A tal proposito entra in linea di conto il contenuto del progetto di adattamento del PD alla LPT che sarà oggetto di consultazione da metà giugno 2017.</span></p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"><span>Tali considerazioni, così come le ulteriori questioni sollevate nel preavviso, non invalidano il provvedimento della zona di pianificazione, bensì rappresentano dei suggerimenti che il comune è stato invitato a considerare e che, alla luce del contenuto della sua risposta, esso ha pienamente dimostrato di aver recepito (cfr. ''Osservazioni ai ricorsi contro l'introduzione di una zona di pianificazione a Bironico'', 16 novembre 2017, pag. 4: <i>''Ciò significa che il Municipio, in ambito di allestimento del piano di indirizzo relativo all'adeguamento del PR in questo comparto, terrà evidentemente conto di quanto avviene anche all'esterno dei limiti della ZP, affinché sia garantita la coerenza anche ad una scala superiore''</i>). In ogni caso, il fatto che vi sia una revisione del piano regolatore in atto non esclude la possibilità per il municipio di istituire una zona di pianificazione che consenta di preservare l'assetto territoriale attuale e contemporaneamente di valutare nuove soluzioni volte a ottimizzare il potenziale strategico del comparto e a risolvere le problematiche esistenti.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1">7.<span> </span>Infine, l'insorgente sostiene che l'impostazione pianificatoria prospettata dal comune sarebbe manifestamente erronea, perché sovvertirebbe completamente l'assetto attuale del settore E dove sono inserite le sue proprietà. La critica non viene tuttavia estesa agli altri settori contemplati dal provvedimento, ciò che la indebolisce notevolmente. A ogni modo, la doglianza si riferisce alla futura pianificazione, ciò che non è permesso contestare già nell'ambito della procedura volta a valutare esclusivamente la fondatezza e l'idoneità della zona di pianificazione. Infatti, come già rilevato in precedenza (cfr. <i>supra</i>, consid. 2.2), lo scopo principale della misura consiste nel tutelare la libertà di decisione dell'autorità durante lo svolgimento del processo di pianificazione. Spetterà quindi agli studi pianificatori in atto trovare la soluzione migliore sotto questo profilo. La zona di pianificazione non va confusa con la pianificazione soggiacente: soluzioni alternative al progetto pianificatorio elaborato dal municipio, così come eventuali contestazioni, potranno semmai essere proposte, rispettivamente sollevate in seguito, nell'ambito della procedura di revisione del piano regolatore. Del resto non è possibile prevedere oggi che, una volta effettuato il riordino territoriale auspicato dal comune, all'interno del comparto toccato dalla zona di pianificazione non potranno più inserirsi superfici con destinazione industriale-commerciale. In ogni caso, in base all'esame della documentazione, non risulta che gli intendimenti pianificatori del comune siano manifestamente erronei, ovvero contrari al diritto o sprovvisti di senso. Le spiegazioni fornite dal municipio in proposito alla pianificazione prospettata e agli effetti della zona di pianificazione, desumibili dalla documentazione agli atti e, più precisamente, dalla scheda descrittiva del provvedimento, appaiono del tutto condivisibili. La doglianza va dunque respinta. </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1">8.<span> </span>Neppure può essere condivisa la tesi sostenuta dall'insorgente nelle osservazioni, secondo la quale la zona di pianificazione sarebbe <i>''in netto contrasto con il Masterplan Vedeggio Valley, ripreso formalmente dal piano direttore nella scheda R/M 3''</i>. Infatti, la Sezione ha preavvisato favorevolmente la zona di pianificazione contestata, escludendo la sussistenza di eventuali motivi di contrasto con obiettivi pianificatori superiori (cfr. preavviso 12 giugno 2017, cap. 4, pag. 5). Parere che l'autorità cantonale ha in seguito confermato in sede responsiva. Inoltre, si rileva come anche in questo caso la censura della ricorrente si riferisca alla pianificazione futura, che deve essere ben distinta dallo strumento pianificatorio avversato. Non essendo la pianificazione soggiacente definitiva, non è possibile prevedere già ora le destinazioni d'uso che saranno attribuite alle zone comprese nel perimetro del contestato provvedimento. In ogni modo, si rileva che i contenuti della scheda R/M 3 del piano direttore cantonale, cui la ricorrente fa riferimento, non riguardano precipuamente il comparto del comune di Monteceneri interessato dal vincolo pianificatorio, bensì l'area territoriale più estesa della Valle del Vedeggio nel suo complesso. </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1">9.<span> </span><span>Fondata</span> sotto il criterio dell'interesse pubblico, va ancora esaminato se, per rapporto alle circostanze concrete, la misura pianificatoria all'esame risulta ragionevole, idonea e necessaria; <span>segnatamente</span> se non sacrifica sproporzionatamente l'interesse privato contrapposto. </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1">In concreto, l'insorgente sostiene che la zona di pianificazione leda il principio della proporzionalità, tuttavia, non sostanzia in alcun modo tale censura. A ogni modo, a titolo generale si rileva come la misura conservativa adottata dal municipio soddisfi i requisiti di idoneità, di necessità e di proporzionalità in senso stretto. Da un canto, il provvedimento, senz'altro idoneo, è nello stesso tempo necessario a assicurare che la modifica del piano regolatore possa compiutamente conseguire gli obiettivi che il municipio si è prefisso, tra cui figurano il riordino delle zone industriali, la riqualifica delle aree, la riconversione delle zone, la tutela e l'utilizzo degli spazi liberi e la realizzazione di nuove connessioni di mobilità sia lenta che motorizzata (cfr. Masterplan Comune di Monteceneri, pag. 9). La zona di pianificazione vieta, di conseguenza, ogni intervento che possa rendere più ardua la pianificazione dell'utilizzazione in via di studio e adozione. Va poi considerata la durata comunque limitata del provvedimento impugnato: considerata la rilevanza della pianificazione da salvaguardare da un punto di vista strategico e la complessità delle problematiche che la concernono, la durata massima di cinque anni è più che giustificata. In conclusione, malgrado si possa riconoscere che il vincolo all'esame imponga un sacrificio alla ricorrente, la bilancia pende tuttavia a favore dell'interesse pubblico. La scelta operata dal comune<span> di mantenere la pianificazione al riparo da iniziative edilizie, che potrebbero seriamente compromettere la pianificazione <i>in fieri</i> o comunque renderne più arduo lo svolgimento appare pienamente condivisibile. </span>In ogni caso, per la durata di validità del provvedimento la ricorrente potrà continuare a godere degli stabili a sua disposizione per svolgere la propria attività professionale. Di conseguenza, la zona di pianificazione risulta proporzionata.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"><span>10.<span> </span></span>Secondo la ricorrente il vincolo pianificatorio contrasterebbe con il principio della stabilità dei piani e della sicurezza del diritto. Il municipio non avrebbe dimostrato un notevole mutamento delle circostanze atto a giustificare un adattamento dell'assetto pianificatorio del comparto toccato dal provvedimento conservativo. La tesi non è condivisibile. </p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span>10.1. </span>Il principio della stabilità dei piani, deducibile dagli art. 21 cpv. 2 LPT e 33 LST, ha una portata per sua natura limitata. Il diritto pianificatorio cantonale prescrive infatti che i piani regolatori sono sottoposti a verifica di regola ogni dieci anni (33 cpv. 1 LST, che ha ripreso il contenuto dell'art. 41 cpv. 1 LALPT). Inoltre, le zone fabbricabili vanno definite in modo da soddisfare <span>il fabbisogno prevedibile per quindici anni (art. 15 cpv. 1 LPT). Più questo orizzonte temporale si avvicina, più la portata di tale principio è dunque attenuata e la revisione del piano può risultare giustificata anche da visioni e esigenze diverse da parte delle autorità (cfr. STF 1A.125/2005 del 21 settembre 2005 consid. 4.2,</span> 1P.611/2001 del 25 gennaio 2002 consid. 3.2, pubbl. in: ZBl 104/2003 pag. 654 segg.). A prescindere da ciò, la revisione del piano regolatore può apparire giustificata - anche prima - a seguito di un notevole cambiamento delle circostanze (art. 21 cpv. 2 LPT, art. 33 cpv. 2 LST; cfr. <span>Waldmann/Hänni</span><span>, op. cit., n. 15 segg. ad art. 21</span>).</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1">10.2. In concreto, <span>il </span>piano regolatore del comune di Bironico è entrato in vigore il 20 novembre 2002, mentre il nuovo comune di Monteceneri si è formato nel 2010 a seguito dell'aggregazione dei comuni di Rivera, Bironico, Camignolo, Medeglia e Sigirino. Dal 2002 sino all'adozione della misura qui in contestazione sono trascorsi quindici anni, per cui è escluso che il principio della stabilità dei piani si opponga alla verifica dei contenuti pianificatori. <span>Già solo per tale motivo, tenuto oltremodo conto del limitato esame che qui si è chiamati a svolgere, la zona di pianificazione non viola il precetto della sicurezza giuridica e il principio della stabilità dei piani. </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1">11.<span> </span>11.1. Per i motivi che precedono, il ricorso dev'essere integralmente respinto.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1">11.2. La tassa di giustizia è posta a carico della ricorrente, soccombente (art. 47 cpv. 1 LPAmm), la quale verserà al comune, patrocinato, congrue ripetibili (art. 49 cpv. 1 e 2 LPAmm).</p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>Per questi motivi,</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="R2"><b>dichiara e pronuncia:</b></p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> 1. Il ricorso è <a id="IN_ESITO">respinto</a>.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> 2. La tassa di giustizia di fr. 1'500.-, già anticipata dalla ricorrente, rimane a suo carico. L'insorgente verserà al comune il medesimo importo (fr. 1'500.-) a titolo di ripetibili.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> 3. Contro la presente decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale a Losanna entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 segg. legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005; LTF; RS 173.110).</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable" width="637"> <tr> <td valign="top"> <p class="R1"> 4. Intimazione a:</p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><b><span> </span></b></p> <p class="MsoNormal"><b><span> </span></b></p> <p class="R1"> </p> </td> </tr> </table> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="MsoNormal"><span>Per il Tribunale cantonale amministrativo </span></p> <p class="MsoNormal"><span>Il vicepresidente La vicecancelliera</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </div></body></html>