<h2>SubmittedText<h2><p>Dal 1991 la Svizzera e la Cina portano avanti un dialogo politico bilaterale sui diritti umani che, come si evince dal rapporto del Consiglio federale sulla politica estera in materia di diritti dell'uomo 2015-2018, verte anche sui diritti delle minoranze e delle comunità religiose. Stando a tale rapporto, la Svizzera interviene a favore dei diritti delle minoranze e affronta il tema della libertà di religione e di credo.</p><p>Buona parte dei circa 100 milioni di cristiani in Cina è esposta alla persecuzione dello Stato poiché appartiene alle cosiddette chiese domestiche non registrate. Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Sulla base di quali criteri e priorità la Svizzera decide quali contenuti in tema di diritti umani intende affrontare nel dialogo con la Cina in relazione ai diritti delle minoranze?</p><p>2. In che misura la Svizzera, nel dialogo con la Cina, tematizza la situazione e i diritti dei cristiani vittime di oppressione nel Paese asiatico?</p><p>3. I viaggi in loco e i contatti diretti sono strumenti importanti per comprendere meglio gli attuali sviluppi e per segnalare l'interesse della Svizzera in proposito. È quanto sostiene il Consiglio federale nella risposta all'interpellanza 17.3919, "Peggioramento della situazione dei diritti umani in Cina". Fino a che punto la Svizzera dispone di contatti diretti per quanto riguarda la persecuzione dei cristiani in Cina? Hanno luogo viaggi sul posto e incontri con i decisori?</p><p>4. Nel dialogo con la Cina, la Svizzera cita anche singoli casi rappresentativi di violazione dei diritti delle minoranze. Menziona anche quelli di cristiani cinesi vittime di discriminazioni e persecuzioni?</p><p>5. Stando a quanto affermato nel parere del Consiglio federale relativo al postulato 18.3111, "Valutazione del dialogo in materia di diritti umani con la Cina", si fa ricorso a numerosi strumenti bilaterali per discutere di diritti umani con la Cina. Tra questi figurano anche casi di persecuzione dei cristiani? Quanti casi si sono verificati nel 2018?</p><p>6. Il Consiglio federale è disposto a riferire in futuro, nel rapporto sulla politica estera e in quello sulla politica estera in materia di diritti umani, anche in merito al proprio impegno a favore dei cristiani oppressi in Cina?</p><p>7. In che misura la Svizzera intrattiene un dialogo con le organizzazioni svizzere che sostengono i cristiani perseguitati in Cina? Fino a che punto collabora con tali organizzazioni?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./7. La strategia del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) sui diritti umani definisce l'indirizzo della politica in materia di diritti umani ed è integrata da specifici piani d'azione e linee guida, per esempio sull'abolizione della pena di morte o sulla prevenzione della tortura. La protezione delle minoranze etniche e religiose è una priorità per la Svizzera, la cui identità si basa proprio sul pluralismo e sulla coesistenza pacifica di comunità diverse. Il DFAE segue con attenzione la situazione in Cina, anche nell'intervallo di tempo tra un dialogo sui diritti umani e l'altro, e consulta periodicamente le organizzazioni che si occupano di diritti umani, tra cui si contano anche esponenti di minoranze religiose sul posto e in Svizzera, per avere un quadro della situazione il più possibile preciso.</p><p>2./4.-6. Poiché il dialogo in materia di diritti umani ha carattere confidenziale, sia la Svizzera sia la Cina evitano di fornire indicazioni dettagliate sul suo contenuto. Il consigliere federale Ignazio Cassis ha recentemente sollevato, nel quadro del secondo dialogo strategico tra la Svizzera e la Cina, la situazione dei diritti dell'uomo in Cina durante un incontro con il Ministro cinese degli affari esteri Wang Yi. Come indicato nel rapporto sulla politica estera in materia di diritti dell'uomo 2015-2018, i diritti delle minoranze in Cina sono una priorità di tale dialogo. Spesso la Svizzera prende pubblicamente posizione sulla situazione dei diritti umani nel Paese asiatico, per esempio in occasione dell'Esame periodico universale (EPU) alla Cina del novembre 2018 o in riferimento al punto 4 dell'ordine del giorno permanente del Consiglio dei diritti umani dell'ONU (casi più recenti: marzo e settembre 2019). Tuttavia, la situazione dei cristiani non è stata ancora affrontata direttamente con il Governo cinese.</p><p>3. Il DFAE constata con preoccupazione le discriminazioni nei confronti dei cristiani in Cina, come nelle altre parti del mondo, ed è costantemente in contatto con i rappresentanti delle minoranze religiose perseguitate. Per proteggere queste organizzazioni e i rappresentanti religiosi non vengono resi noti dettagli sulla loro identità.</p>  Risposta del Consiglio federale.