<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. In Svizzera tutti gli anticoncezionali devono essere pagati di tasca propria; ciò significa che spesso le donne, a seconda del loro status sociale ed economico, non scelgono il metodo contraccettivo più sicuro e adatto a loro. Come valuta questa affermazione in riferimento alla prevenzione delle gravidanze non desiderate, al numero delle interruzioni di gravidanza e alla parità di trattamento nelle cure mediche prestate alle donne, indipendentemente dal loro status?</p><p>2. Qual è la sua posizione in merito a un eventuale rimborso di determinati anticoncezionali e/o in determinate situazioni e fasce d'età da parte dell'assicurazione malattie obbligatoria?</p><p>3. Dove si colloca la Svizzera nel confronto internazionale per ciò che concerne le domande poste sopra? Qual è l'impatto che le soluzioni adottate in altri Paesi hanno sul loro numero di gravidanze non desiderate e di interruzioni di gravidanza?</p><p>4. Riconosce che un facile e libero accesso agli anticoncezionali e un'interruzione di gravidanza eseguita in condizioni di sicurezza sono aspetti centrali per la salute riproduttiva delle donne?</p><p>5. Vi è l'esigenza di condurre degli studi in questo ambito per poter prendere decisioni politiche e metterle in atto?</p><p>6. Come valuta la collaborazione internazionale degli esperti e degli organi decisionali politici nel settore della salute sessuale e riproduttiva della donna?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è consapevole che una gravidanza indesiderata può avere gravi conseguenze per la donna interessata. Anche se oggi, nella maggioranza dei casi, sono eseguite senza complicazioni (in quasi il 60 per cento dei casi per via medicamentosa), le interruzioni di gravidanza non sono esenti da rischi medici. Inoltre, per alcune donne, questi interventi rappresentano un carico psichico, con possibili conseguenze sulla loro salute. Secondo la legge federale sui consultori di gravidanza (RS 857.5), Confederazione e cantoni devono provvedere affinché le persone direttamente interessate possano beneficiare del diritto alla consulenza gratuita e all'aiuto. Ciò comprende anche la consulenza in materia di contraccezione. In questo senso, l'ente pubblico è coinvolto nella prevenzione delle gravidanze indesiderate. Sulla scorta di quanto precede, il Consiglio federale risponde alle domande dell'autrice dell'interpellanza come segue:</p><p>1. Dal 2003, il numero delle interruzioni di gravidanza praticate in Svizzera è stabile, situandosi tra i 10 000 e gli 11 000 interventi l'anno. Da diverse indagini emerge tuttavia che il numero delle interruzioni di gravidanza cui si sottopongono le donne migranti è circa tre volte superiore a quello osservato presso le donne svizzere. Le esperienze realizzate nei centri di pianificazione familiare indicano che un'ampia percentuale di gravidanze indesiderate concerne donne migranti con uno statuto di soggiorno precario. Nel contesto migratorio, le lacune nel campo della prevenzione delle gravidanze sono spesso spiegabili con la mancanza di mezzi finanziari, con riserve nei confronti dei metodi profilattici oppure con costrizioni legate allo statuto di soggiorno, al partner o alle condizioni economiche. Inoltre, un rilevamento della situazione su scala nazionale realizzato dalla fondazione PLANeS (l'organizzazione mantello dei centri di pianificazione familiare) mostra che le donne migranti ricorrono meno spesso alla consulenza in materia di contraccezione che non le donne svizzere, e questo per problemi di accessibilità. La maggioranza dei consultori interpellati reclama maggiori mezzi finanziari per permettere alle donne migranti l'acquisto di anticoncezionali. Il Consiglio federale ritiene opportuno potenziare tali attività di prevenzione. Tuttavia, secondo la legge federale sui consultori di gravidanza, l'esercizio di tali consultori rientra nella sfera di competenza dei cantoni.</p><p>2. L'incremento dei costi della salute e l'aumento dei premi impongono una grande cautela nell'ampliare ulteriormente il catalogo delle prestazioni dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie. Il Consiglio federale ritiene che in Svizzera le donne dispongano di metodi contraccettivi economici, di facile accesso ed efficaci. Come spiegato nella risposta alla domanda Stump 10.5073, "Contraccettivi accessibili a tutti gratuitamente", il Consiglio federale ritiene che la responsabilità di evitare gravidanze indesiderate incomba agli assicurati. In determinati gruppi di popolazione (in particolare le donne migranti in condizioni precarie o le giovani donne), questa responsabilità individuale può essere incoraggiata mediante l'offerta di anticoncezionali sovvenzionati nei consultori a bassa soglia. Si tratta di una pratica comune in diversi cantoni. È quindi possibile risolvere il problema in questo modo, senza che l'assicurazione malattie, e di conseguenza chi paga i premi, debbano addossarsi nuovi costi.</p><p>3. Su 1000 donne in età fertile 6,5 ricorrono a un'interruzione di gravidanza. Nel confronto internazionale, tale numero è molto contenuto. In quasi tutti i Paesi dell'Europa occidentale le interruzioni di gravidanza sono coperte dall'assicurazione sociale o malattie. Tuttavia, nella maggioranza dei casi i costi degli anticoncezionali sono a carico delle persone interessate. Alcuni Paesi offrono però programmi tesi a sovvenzionare i contraccettivi per le giovani donne (p. es. in Germania le casse malati rimborsano i costi sostenuti dalle donne di età inferiore ai 20 anni per l'acquisto di anticoncezionali prescritti dal medico).</p><p>4. Il Consiglio federale condivide l'opinione dell'autrice dell'interpellanza, secondo cui la possibilità di accedere ad anticoncezionali efficaci, a una consulenza adeguata e a un'interruzione di gravidanza eseguita in condizioni di sicurezza sono aspetti centrali per la salute riproduttiva delle donne. Esso ritiene che un tale accesso sia già garantito. </p><p>5. Il Consiglio federale non considera necessari ulteriori studi in questo settore. I risultati disponibili sono ampiamente sufficienti (vedi p. es. il rapporto "Bestandesaufnahme bei den Beratungsstellen für Schwangerschaft und Familienplanung", PLANeS, Berna, 2009). </p><p>6. Quasi tutte le organizzazioni considerate dai cantoni come centri di pianificazione familiare sono riunite nella fondazione PLANeS che, nella sua qualità di membro della International Planned Parenthood Federation IPPF, collabora in modo attivo con esperti internazionali . Anche a livello di ricerca universitaria (p. es. nel settore delle malattie sessualmente trasmissibili) vi è un fitto scambio con specialisti all'estero.</p>  Risposta del Consiglio federale.