<h2>SubmittedText<h2><p>Nella sua interrogazione 15.5611 il consigliere nazionale Aebischer Matthias era interessato a conoscere il parere del Consiglio federale in merito allo studio "Servizio privato. Un'analisi dell'offerta della radiotelevisione privata" (Service privé - Eine Analyse der Angebote des privaten Rundfunks), pubblicato recentemente dall'Università di San Gallo. L'altera risposta del Consiglio federale solleva più quesiti di quanti ne risolva. Alla luce di queste circostanze, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quando il Consiglio federale definisce lo studio in questione "non rappresentativo" e pertanto "non conforme a criteri scientifici", quali criteri scientifici considera? Come stabilisce la "rappresentatività" e la "scientificità" di uno studio empirico?</p><p>2. Il Consiglio federale ritiene che sia suo compito giudicare la qualità scientifica degli studi delle università svizzere? Da cosa deduce un tale compito?</p><p>3. Quando il Consiglio federale dichiara che lo studio dell'Università di San Gallo non può essere confrontato con le analisi dei programmi effettuate dall'Ufficio federale delle comunicazioni, quali sono le discrepanze che il Consiglio federale crede di rilevare?</p><p>4. Quali studi dell'Ufficio federale delle comunicazioni analizzano, a livello di contenuto, l'intera offerta di programmi radiotelevisivi privati senza partecipazione al canone? </p><p>5. Il Consiglio federale riterrebbe opportuno realizzare analisi approfondite di programmi radiotelevisivi privati senza partecipazione al canone per poter identificare punti di sovrapposizione tra i programmi privati e quelli finanziati con i proventi del canone?</p><p>6. Come valuta il Consiglio federale, sul piano contenutistico, la quintessenza dello studio dell'Università di San Gallo secondo cui l'ampia offerta dei programmi con partecipazione al canone ostacola i programmi privati nel loro sviluppo?</p><p>7. Come valuta il Consiglio federale la conclusione dello studio secondo cui i consumatori svizzeri devono oggi pagare il canone per programmi che potrebbero ricevere anche gratuitamente tramite offerte private?</p><p>8. Come valuta il Consiglio federale la conclusione dello studio secondo cui le emittenti con partecipazione al canone fanno aumentare i prezzi per le trasmissioni nazionali ed estere tramite la loro domanda finanziariamente forte, rendendo difficile il rifinanziamento ai programmi privati senza partecipazione al canone?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. Il Consiglio federale ha proceduto a una breve valutazione dello studio summenzionato soltanto perché gli è stato chiesto dal consigliere nazionale Aebischer in occasione dell'ora delle domande del 14 dicembre 2015. Generalmente, per questo tipo di risposte, il Consiglio federale ricorre alle competenze specialistiche dell'amministrazione.</p><p>Per valutare il carattere scientifico di uno studio quantitativo si applicano i criteri generali della ricerca empirica nell'ambito delle scienze sociali. Uno studio di questo tipo soddisfa gli standard scientifici se definisce precisamente l'oggetto dell'analisi, le domande di partenza e la metodologia adottata. Questa descrizione permette agli osservatori esterni di verificare i risultati e di giungere alle stesse conclusioni degli autori dello studio. Il Consiglio federale ritiene che ciò non sia il caso dello studio "Servizio privato", ma accoglie ovviamente di buon grado tutti i lavori e i contributi che possono stimolare e alimentare il dibattito sul servizio pubblico.</p><p>3. Le analisi dei programmi effettuate su mandato dell'Ufficio federale delle comunicazioni costituiscono studi empirici nell'ambito delle scienze sociali. Queste analisi esaminano al secondo una serie di programmi radiofonici e televisivi registrati e, su tale base, ne indagano le strutture, i contenuti e gli attori coinvolti, tracciando così un quadro preciso e dettagliato della portata e dei contenuti dei programmi. Le considerazioni formulate nello studio "Servizio privato" non si basano evidentemente sui programmi trasmessi, come avviene per gli studi commissionati dall'UFCOM, bensì sulla documentazione relativa ai programmi e sulle informazioni fornite dalle emittenti. Pertanto, il suddetto studio non può fornire indicazioni esatte sulla portata e sui contenuti concreti dei programmi, e non è comparabile con le analisi dei programmi dell'UFCOM.</p><p>4. Oltre ai 21 programmi radiofonici e ai 13 programmi televisivi con partecipazione al canone, monitorati ogni anno, sono sottoposti a controlli periodici anche i programmi non finanziati dai proventi del canone. Dal 2011, TeleZüri è oggetto delle analisi annuali effettuate sui programmi delle televisioni regionali. Le radio commerciali senza partecipazione al canone sono esaminate dal 2009. Negli anni 2012 e 2013, tutte le radio private su OUC sono state passate in rassegna. Le analisi dei programmi commissionate dall'UFCOM sono pubblicate sul suo sito Internet.</p><p>5. Il Consiglio federale può dunque pensare di commissionare ulteriori studi, soprattutto considerando la prospettiva economica. Simili studi, tuttavia, presupporrebbero che tutte le emittenti esaminate permettano uno sguardo completo su tutte le loro spese e i loro ricavi. Questi studi sono però laboriosi e costosi, motivo per cui la loro realizzazione dipende fondamentalmente dai fondi di ricerca a disposizione.</p><p>6.-8. Il Consiglio federale risponderà a queste domande nel suo "Rapporto relativo alle prestazioni del servizio pubblico della SSR", richiesto dal postulato 14.3298; il rapporto sarà pubblicato presumibilmente entro la metà del 2016.</p>  Risposta del Consiglio federale.