<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. È d'accordo sul fatto che l'attuale cambiamento strutturale nel settore dei mass media potrebbe avere conseguenze negative sul processo democratico di formazione delle opinioni in Svizzera?</p><p>2. È disposto ad assumersi l'impegno di commissionare al fondo nazionale per la ricerca scientifica un programma di ricerca volto ad analizzare il profondo cambiamento del paesaggio mediatico svizzero e a fornire soluzioni per garantire la produzione e il finanziamento durevoli di un giornalismo di qualità?</p><p>3. Prevede di adottare altre misure per contrastare la crisi mediatica e fare in modo che l'infrastruttura propria a garantire l'esercizio della democrazia non venga scalfita?</p><p>4. Nel contesto di questa crisi, il Consiglio federale non si sente inoltre in dovere di accordare particolare attenzione alle aree linguistiche meno estese?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è consapevole dell'importante ruolo che svolgono i media nel dibattito democratico. Essi e in modo particolare il giornalismo di qualità assumono una funzione determinante a livello di politica nazionale. Affinché possano assolvere tale compito nel migliore dei modi occorre garantire il buon funzionamento della concorrenza editoriale, peraltro mediante la creazione di una solida base economica. Per questi motivi l'acquisizione di Edipresse da parte di Tamedia va letta con un certo spirito critico, sebbene la concentrazione dei media non comporta di per sé unicamente conseguenze negative. Spetta alla Commissione della concorrenza (COMCO) valutare eventuali rilevamenti o fusioni dal punto di vista della legislazione sulla concorrenza, purché le concentrazioni in questione siano sottoposte all'obbligo d'annuncio. La politica dei media non deve costituire un criterio per la valutazione. Per quanto riguarda il progetto di convergenza della SSR, il fatto che la SSR analizzi criticamente i propri processi e desideri per adeguarli opportunamente è del tutto positivo; resta tuttavia da affrontare la questione di come portare a termine il processo di convergenza senza pregiudicare né la pluralità tematica e delle opinioni né la qualità dei contenuti. </p><p>Il Consiglio federale risponde alle singole domande come segue:</p><p>1. Di regola il fenomeno della concentrazione dei media racchiude in sé un potenziale rischio per la pluralità del panorama mediatico. La pluralità è un importante presupposto per lo svolgimento da parte dei media della propria funzione a livello di politica nazionale. Tuttavia, un'impresa mediatica forte è più facilmente in grado di garantire la sopravvivenza di molte testate giornalistiche. Una grande azienda può infatti affermarsi quale partner pubblicitario privilegiato e sfruttare le sinergie nel processo di produzione. Tali considerazioni valgono anche per il progetto di convergenza della SSR: anch'esso comporta rischi iniziali dal punto di vista della pluralità editoriale e della qualità, tuttavia l'avvicinamento fra radio e televisione permette nel contempo di potenziare l'efficienza editoriale. In vista della realizzazione del progetto occorre dunque analizzare e soppesare accuratamente i pro e i contro di una simile soluzione. </p><p>2. Il cambiamento delineatosi di recente nel paesaggio mediatico pone il processo di formazione delle opinioni di fronte a sfide considerevoli. La portata di questo cambiamento e le sue inevitabili conseguenze per il dibattito pubblico non sono per il momento prevedibili. Il Consiglio federale è pertanto disposto ad impegnarsi a favore di progetti di ricerca che analizzino il cambiamento mediatico nonché le possibilità per una produzione e un finanziamento durevoli di un giornalismo di qualità. Ritiene tuttavia che simili questioni siano troppo specifiche per essere trattate nel quadro di un programma nazionale di ricerca. </p><p>3. Per il momento manca la base costituzionale che consentirebbe alla Confederazione di promuovere direttamente la stampa attraverso un sostegno economico. Un sostegno di tipo indiretto ai giornali a pagamento può essere garantito unicamente attraverso le riduzioni per il trasporto concesse dalla Posta (art. 15 della legge sulle poste, LPO; RS 783.0).</p><p>L'istituzione di misure di accompagnamento può tuttavia contribuire ulteriormente e in diversi modi alla promozione e allo sviluppo dei media quali importanti attori nel processo democratico di formazione delle opinioni. Oltre alla ricerca scientifica negli ambiti del cambiamento mediatico e del giornalismo di qualità occorre incentivare anche la formazione, affinché attraverso lo sviluppo delle competenze mediatiche sia possibile rafforzare la posizione dei media di qualità. Non bisogna infine dimenticare che anche la COMCO incoraggia la pluralità dei media, assicurandosi che la concorrenza economica funzioni correttamente.</p><p>4. Il Consiglio federale comprende la sensibilità e le preoccupazioni manifestate dalle aree linguistiche meno estese. Tuttavia, per quanto riguarda l'acquisizione di Edipresse da parte di Tamedia, le sue possibilità d'intervento sono estremamente ridotte. Il Consiglio federale si aspetta comunque che Tamedia prenda sul serio il proprio ruolo di protagonista di peso sul mercato nazionale, assumendosi le responsabilità politiche che ne conseguono. </p><p>Il progetto di convergenza della SSR deve riallacciarsi al mandato di programma definito nella legge sulla radiotelevisione (LRTV; RS 784.40). Esso prevede tra le altre cose che la SSR deve promuove la comprensione, la coesione e lo scambio fra le regioni del Paese e le comunità linguistiche. La LRTV prescrive inoltre che programmi della SSR devono essere prodotti prevalentemente nelle regioni linguistiche del Paese alle quali sono destinati. Questo mandato legale dev'essere pienamente adempiuto. Ecco perché nel fissare le condizioni quadro nazionali del progetto di convergenza, la SSR è determinata a mantenere gli attuali luoghi di produzione.</p>  Risposta del Consiglio federale.