<h2>SubmittedText<h2><p>Sulla base di reazioni di persone residenti nei pressi dell'aerodromo di Sion invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il numero di movimenti di volo militari sull'aerodromo di Sion è destinato ad aumentare nei prossimi anni? Il Consiglio federale condivide l'opinione dell'autore dell'interpellanza secondo cui un aumento di tali voli rappresenterebbe un problema per il turismo vallesano?</p><p>2. Sembra che attualmente dei piloti austriaci effettuino dei voli militari a partire dall'aerodromo di Sion. Il Consiglio federale conferma tali informazioni? Se sì, quali ne sono i retroscena?</p><p>3. Le alpi vallesane sono già oggi sorvolate da velivoli della NATO provenienti dall'aerodromo di Sion? Se sì, come si concilia ciò con la neutralità del nostro Paese? </p><p>È previsto un aumento di simili voli nei prossimi anni?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Rispetto all'anno 2001 (anno di riferimento per le misure di protezione fonica) si registreranno probabilmente un lieve incremento del totale complessivo dei movimenti aerei e una discreta riduzione del numero dei movimenti di aviogetti. La maggior parte dei movimenti di aviogetti concerne gli F/A-18. Questa evoluzione è dovuta al processo di concentrazione in atto nel quadro del nuovo concetto relativo agli stazionamenti dell'esercito e delle Forze aeree.</p><p>Il Consiglio federale è consapevole che l'esercizio di volo è connesso a immissioni foniche e che quest'ultime non sono propizie per il turismo della regione. Nondimeno l'esercito deve adempiere la missione assegnatagli dalla Costituzione federale. Occorre inoltre rilevare che a Sion l'infrastruttura militare va a vantaggio del traffico aereo civile, con un conseguente miglioramento dell'accesso alla regione turistica e un incremento dell'attrattività di quest'ultima. La coesistenza tra il settore civile e militare sarà pertanto necessaria anche in futuro, in un clima di riguardo e di comprensione reciproci.</p><p>2. La Svizzera ha noleggiato alla Repubblica d'Austria 12 velivoli da combattimento del tipo F-5E ai fini della sorveglianza attiva dello spazio aereo. Il necessario perfezionamento dei piloti militari austriaci ha luogo sotto la responsabilità delle Forze aeree svizzere. Per tale motivo, si è svolto a Sion dal 16 maggio al 1° luglio 2005 nel quadro del progetto Aquila, l'allenamento su F-5E di 5 piloti Saab austriaci, ognuno dei quali ha assolto in media due voli d'istruzione al giorno per un totale complessivo di circa 50 voli settimanali.</p><p>3. Sinora l'aerodromo di Sion non è stato utilizzato da velivoli da combattimento stranieri quale punto di partenza per esercitazioni di combattimento aereo sopra il territorio svizzero. L'atterraggio e il decollo nella primavera del 2005 nel cantone del Vallese di velivoli da combattimento stranieri, ha avuto luogo nel quadro di un seminario periodico concernente la tematica della difesa aerea (senza allenamenti al combattimento aereo).</p><p>In passato l'aerodromo di Sion è stato utilizzato quale punto di partenza da equipaggi di elicotteri stranieri nell'ambito dell'istruzione di montagna per piloti d'elicottero (White Hart, Mountain Lion) dispensata dalle Forze aeree svizzere. Una simile sequenza d'istruzione potrebbe aver luogo anche in futuro, tra l'altro nuovamente a partire da Sion.</p><p>Quale Paese neutrale, la Svizzera deve poter contare sulla collaborazione internazionale anche nel settore della difesa aerea, ciò che costituisce il presupposto per garantire le conoscenze specialistiche necessarie per difendere efficacemente il nostro spazio aereo in caso di crisi. Un effetto collaterale positivo di tale collaborazione è che i piloti svizzeri possono usufruire all'estero di ideali condizioni di addestramento, tali da consentire, non da ultimo, l'esecuzione di esercitazioni rumorose e d'allenamenti di volo notturno ad esempio al di sopra del Mare del Nord o nello spazio aereo della Norvegia, evitando il sorvolo di zone di densa agglomerazione in Svizzera.</p><p>D'altro canto le Forze aeree svizzere non possono partire dal presupposto di poter addestrarsi all'estero senza offrire di tanto in tanto, nel limite del possibile, una contropartita. La collaborazione avviene prioritariamente con gli Stati limitrofi e con gli utenti di F/A-18 (per es. Finlandia, Spagna). Per questa ragione la Svizzera collabora pure con le aviazioni militari di Stati della NATO.</p><p>In tale contesto è ipotizzabile che l'aerodromo di Sion possa essere utilizzato per sequenze di istruzione anche in collaborazione con partner stranieri. Non occorre tuttavia attendersi nei prossimi anni un aumento importante di questo genere di voli.</p><p>Per il Consiglio federale una simile collaborazione è compatibile con la nostra neutralità.</p>  Risposta del Consiglio federale.