<h2>SubmittedText<h2><p>Nell'ambito delle misure tariffarie previste a partire dal 12 dicembre 2010, l'Unione dei trasporti pubblici (UTP) ha deciso di aumentare il prezzo delle carte giornaliere comunali e di modificare la loro durata di validità di modo che dal lunedì al venerdì potranno essere utilizzate solo a partire dalle ore 9.</p><p>Tale decisione, non ancora definitiva, è da considerare problematica, visto che le carte giornaliere messe a disposizione dai comuni riscuotono un grande successo e favoriscono l'utilizzo dei trasporti pubblici rispetto a quelli individuali, come propugnato dalla politica seguita dalla Confederazione in questo campo.</p><p>Se un lieve aumento del prezzo di tali carte può anche apparire comprensibile, la prevista riduzione della loro durata di validità non è ammissibile, in quanto costituisce una grave discriminazione nei confronti delle regioni periferiche limitando le possibilità di raggiungere località molto distanti del nostro Paese.</p><p>Alla luce di queste considerazioni desidero sapere se il Consiglio federale, responsabile della politica dei trasporti a livello nazionale e - in veste di governo della Confederazione - proprietario della maggiore compagnia membro dell'UTP (le FFS), intende intervenire per modificare tale decisione, in particolare per quanto concerne la durata di validità delle carte.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Secondo la legislazione vigente, la definizione delle tariffe nel settore dei trasporti pubblici è di competenza delle imprese di trasporto (art. 15 della legge del 20 marzo 2009 sul trasporto viaggiatori; RS 745.1). Le imprese provvedono congiuntamente a questo compito affidandone la gestione a ch-direct, una divisione dell'Unione dei trasporti pubblici (UTP). La carta giornaliera comunale è un'offerta comune delle circa 140 imprese di trasporto.</p><p>Secondo il Consiglio federale, il sistema tariffario previsto non è discriminante. Le tariffe sono le stesse per tutti i comuni. Non sussiste alcun diritto a una carta giornaliera comunale, che peraltro non è offerta da tutti i comuni. La sua validità è stata limitata nei giorni feriali, ma non durante il fine settimana. Contrariamente alle carte giornaliere ordinarie, quelle comunali saranno ottenibili anche in futuro senza abbonamento metà-prezzo.</p><p>Secondo le imprese di trasporto, nel settore delle carte giornaliere la situazione sul piano dei ricavi è in generale difficile e va migliorata. Per questo motivo è stato deciso di aumentare del 15 per cento il prezzo della carta giornaliera comunale. Rispetto alle carte giornaliere ordinarie, utilizzabili solo in combinazione con un abbonamento metà-prezzo, quelle comunali saranno decisamente più convenienti anche dopo il 12 dicembre 2010. Il loro prezzo (variabile secondo il comune) sarà di circa 40 franchi contro i 58 franchi per la giornaliera impiegabile a partire dalle ore 9 e contro i 68 franchi per quella senza limitazioni.</p><p>L'UTP ha fatto sapere di aver comunque interpellato l'Associazione dei comuni svizzeri e l'Unione delle città svizzere per analizzare i vari punti di vista. Le parti hanno convenuto di incontrarsi per discutere in maniera approfondita di prezzo, validità e sistema di distribuzione della carta giornaliera comunale, ritenendo di poter giungere a una soluzione condivisa. Poiché le modifiche previste in materia di carta giornaliera comunale fanno parte del pacchetto di misure tariffarie 2010, il sorvegliante dei prezzi sarà chiamato a pronunciarsi in merito nell'ambito della relativa procedura di approvazione.</p><p>Anche dalle regioni periferiche in cui i collegamenti sono meno frequenti e capillari deve essere possibile per i viaggiatori giungere a destinazione in tempi ragionevoli. Secondo il Consiglio federale le tariffe normalmente applicate nel settore dei trasporti pubblici non sono troppo elevate. Per gli utenti abituali di tali trasporti è conveniente possedere un abbonamento metà-prezzo: in tal modo i prezzi sono paragonabili a quelli di un'auto, considerati i costi complessivi.</p><p>Il Consiglio federale non intende pertanto intervenire presso le imprese di trasporto, il che significherebbe peraltro interferire in decisioni di loro competenza.</p>  Risposta del Consiglio federale.