B u n d e s v e rw a l t u n g s g e r i ch t T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i f f éd é r a l T r i b u n a l e am m i n i s t r a t i vo f e d e r a l e T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i v fe d e r a l Corte IV D-6765/2019 S e n t e n z a d e l 1 7 g e n n a i o 2 0 2 0 Composizione Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio), Christa Luterbacher, Walter Lang, cancelliera Alissa Vallenari. Parti A._______, nato il (…), Somalia, rappresentato dalla signora Roberta Condemi, ricorrente, contro Segreteria di Stato della migrazione (SEM), Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore. Oggetto Asilo (senza esecuzione dell’allontanamento); decisione della SEM dell’11 dicembre 2019 / N (…). D-6765/2019 Pagina 2 Fatti: A. L’interessato, asserito cittadino somalo, di etnia somala, c on ultimo domi- cilio a B._______, dopo essere stato fermato in data (…) dalle guardie di confine presentandosi come “C._______”, nato il (…) (cfr. atti n. […], n. […], n. […] e n. […]) ha presentato una domanda d’asilo in Svizzera il (…) ottobre 2019, dichiarandosi minorenne, nato il (…) (cfr. atti n. […] e n. […], pag. 3 seg.). Nel formulario di presentazione della domanda d’asilo, da lui stesso compilato, egli ha affermato di avere quale nome “D._______” e quale cognome “E._______”. B. Il (…) ottobre 2019, il richiedente è stato sentito quale minore non accom- pagnato nell’ambito di una prima audizione (cfr. atto n. […]; di seguito: ver- bale 1), durante la quale egli è stato segnatamente questionato in merito alle sue generalità, alla sua provenienza, come pure circa la sua forma- zione scolastica e professionale, nonché relativo al viaggio che lo avrebbe condotto in Svizzera e, brevemente, riguardo ai suoi motivi d’asilo. In tale contesto egli ha dichiarato che il suo nome sarebbe “F ._______” ed il suo cognome “G._______”, mentre che “E._______” sarebbe il nome dell’intero gruppo clanico (cfr. verbale 1, p.to 1.01 segg., pag. 2 seg.). Tut- tavia, alla fine dell ’audizione succitata, il richiedente si è rifiutato di sotto- scrivere il verbale – riletto e sottoscritto dal rappresentante legale in as- senza del richiedente che ha confermato che il verbale corrisponderebbe alle dichiarazioni enunciate dall’interessato (cfr. nota manoscritta e firmata dal rappresentante legale in fine al verbale d ’audizione del (…) otto- bre 2019) – in quanto il nome e cognome presenti sul verbale non corri- sponderebbero a come egli desidererebbe fossero riportati (cfr. verbale sul diritto di essere sentito in merito al rifiuto di firmare il verbale del (…) otto- bre 2019, atto n. […], pag. 1). In relazione a ciò, l ’auditore incaricato, ha riferito che, in mancanza di un documento d ’identità attestante quest ’ul- tima, la stessa non poteva essere modificata rispetto a quanto tradotto nel verbale d’audizione, che rispetterebbe delle direttive per la trascrizione del nome dalla lingua somala a quella italiana e non secondo la trascrizione anglofona (cfr. atto n. […], pag. 1). Sempre nell’ambito dell’audizione, egli ha ribadito la sua minore età, rife- rendo essere nato in un ospedale a B._______ e di disporre nel paese d’origine di un certificato di nascita, di compiere (…) anni il (…) mese, ma di non avere dei documenti che attesterebbero della sua età (cfr. verbale D-6765/2019 Pagina 3 1, p.to 1.06, pag. 3). Interrogato più avanti se avesse visto il suo certificato di nascita, ha allegato che quando sarebbe entrato a scuola avrebbero re- gistrato la data di nascita dichiarata, ma non sarebbe in possesso di alcun documento scolastico o altro documento che provi che l’asserita età corri- sponda alla realtà (cfr. verbale 1, p.to 4.01 segg., pag. 8). Riguardo ai suoi motivi d ’asilo, l’interessato ha in particolare sostenuto di essere partito dal suo paese d’origine il (…) dicembre 2016 (cfr. verbale 1, p.to 5.01, pag. 8), rispettivamente il (…) dicembre 2016 (cfr. verbale 1, p.to 7.02, pag. 10), con il fratello e la moglie di quest ’ultimo, interrompendo la decima classe che stava frequentando, in quanto sarebbe scoppiata in me- desima data una guerra con Al Shabaab a B._______ ed in altri villaggi limitrofi, a causa del rifiuto di ottemperare alle richieste di pagamento di Al Shabaab. Negli scontri, assieme ad altre (…) persone, sarebbe deceduto anche il padre (cfr. verbale 1, p.to 5.01, pag. 8 e p.to 7.01 segg., pag. 10 seg.). C. Il (…) ottobre 2019, la Segreteria di S tato della migrazione (di seguito: SEM) ha incaricato il (…), di svolgere una perizia volta a determinare l’età dell’interessato (cfr. atto n. […]). Le risultanze della medesima, inoltrate all’autorità di prima istanza il (…) novembre 2019 e basate su di un esame clinico nonché su dei referti radiologici (panoramica dentaria, radiografia standard della mano sinistra ed una tomografia assiale computerizzata [TAC] delle articolazioni sterno-clavicolari), hanno stabilito che l’età minima dell’interessato sarebbe di 20,35 anni. Tale dato è stato dedotto in partico- lare dalla tomografia delle articolazioni sterno-clavicolari, che conferisce al richiedente un’età ossea minima di 21,6 anni e dall’esame odontostomato- logico, indicante un limite inferiore di 19,1 anni (cfr. atto n. […]). D. L’11 novembre 2019, l ’autorità inferiore ha reso partecipe il richiedente asilo delle sue conclusioni circa la sua età anagrafica, ritenendo la minore età allegata come inverosimile. Tale esito si fonderebbe sia sulle afferma- zioni illogiche, vaghe ed incongruenti rese dal medesimo interessato ri- guardo la sua scolarizzazione, la sua rete famigliare, il suo soggiorno in Italia nonché sui suoi motivi d’asilo – questi ultimi che parrebbero d’acchito infondati, in quanto le sue allegazioni i n merito conterrebbero delle con- traddizioni evidenti – che dalla mancanza di un documento d’identità e dalle affermazioni discordanti rese circa il possesso di documenti accertanti la sua data di nascita, nonché dalle risultanze della perizia medica. Pertanto, fondandosi su tali accertamenti, la SEM ha informato l’interessato che nel D-6765/2019 Pagina 4 proseguo di procedura lo avrebbe considerato maggiorenne e che la sua data di nascita nel sistema d’informazione centrale sulla migrazione SIMIC sarebbe stata modificata d’ufficio al (…). Nel contempo ha concesso all’in- teressato il diritto di essere sentito al riguardo, consegnandogli una copia anonimizzata della perizia medico-legale in parola (cfr. atto n. […]). E. Il rappresentante legale del richiedente ha presentato le proprie osserva- zioni in merito il 14 novembre 2019 (cfr. atto n. […]). Dopo aver contestato alcune incongruenze rilevate dalla SEM, ha segnatamente sottolineato come dai documenti allegati in copia del suo certificato di nascita e di due certificati rilasc iati dall ’ospedale il giorno in cui sarebbe nato (cfr. atto n. […]), ed ottenuti tramite la madre dell’interessato, si ricaverebbe effetti- vamente che la sua data di nascita è quella dichiarata ovvero il (…), e che quindi il medesimo sarebbe minorenne. Inol tre, sempre dai medesimi do- cumenti, si dedurrebbe che la traslitterazione corretta del suo nome dal somalo è “H._______”, come il richiedente avrebbe più volte fatto notare nel corso della prima audizione, e non quanto indicato nei dati SIMIC, pro- ponendo quindi all’autorità inferiore di inserire tali generalità nel predetto sistema. Concernente la perizia medica esperita, il richiedente avrebbe ac- colto con stupore i risultati della stessa e negherebbe fermamente di avere più di (…) anni. A mente sua, il suo sviluppo corporeo sarebbe stato acce- lerato dalle condizioni avverse nella sua vita, nonché dallo stato di malnu- trizione. Inoltre, il valore scientifico di questo tipo di perizie non sarebbe assoluto e le risultanze sarebbero fortemente influenzabili da fa ttori am- bientali, antropologici e genetici (cfr. atto n. […]). Allo scritto è stato allegato anche il foglio di trasmissione di informazioni mediche (F2) del (…), ine- rente lo stato di salute dell’interessato (cfr. atto n. […]). F. Con scritti rispettivamente del 22 novembre 2019 (cfr. atto n. […]) e del 29 novembre 2019 (cfr. atto n. […]), il rappresentante legale ha informato l’autorità inferiore riguardo la situazione valetudinaria del richiedente l’asilo, allegando la documentazione medica a supporto. G. Successivamente, il 22 novembre 2019, l ’interessato ha fatto pervenire alla SEM il suo presunto certificato di nascita originale del (…) otto- bre 2019, n. (…) (cfr. documentazione presente nell’incarto N […]), il quale è stato sottoposto ad una verifica di autenticità, con la conclusione che, per mancanza di materiale di riferimento, non si possa giudicare della fedefa- cenza dello stesso documento (cfr. atto n. […]). D-6765/2019 Pagina 5 H. In data 2 dicembre 2019, si è tenuta una seconda audizione dell ’interes- sato ai sensi dell’art. 29 LAsi (RS 142.31) (cfr. atto n. […]; di seguito: ver- bale 2). Nella stessa, dopo che il richiedente ha nuovamente contestato le generalità così come registrate dalla SEM, e riferito che il suo nome cor- retto sarebbe “I._______” di cui “E._______” sarebbe il cognome, l’autorità inferiore, con l ’accordo dell’interessato, ha proceduto a rettificare il suo nome e patronimico presenti nell ’intestazione del verbale in “A._______” (cfr. verbale 2, D2 segg., pag. 2 seg.). In seguito la Segreteria di Stato ha in particolare questionato l’interessato circa i suoi motivi d’asilo. Per quanto qui di rilievo, il richiedente ha in sostanza asserito di essere partito a se- guito dello scontro armato con Al Shabaab presente nel suo villaggio ed iniziato il (…) dicembre 2016, data del suo espatrio, nel corso del quale avrebbe perduto la vita anche il padre, poiché il fratello temeva che Al Sha- baab lo avrebbe sequestrato avendo già (…) anni e lo avrebbe in seguito obbligato ad uccidere qualcuno, pena la vita, visto quanto successo ad un suo amico. Il suo villaggio sarebbe ancora in mano a tale gruppo armato, contro il quale il padre avrebbe sempre combattuto (cfr. verbale 2, D15 segg., pag. 3 segg.). Ha inoltre riferito che secondo le Nazioni Unite a cui egli si sarebbe rivolto in J._______, egli sarebbe un rifugiato (cfr. verbale 2, D68, pag. 9). I. Con parere datato 10 dicembre 2019 (cfr. atto n. […]), il rappresentante le- gale del richiedente, ha fatto pervenire alla SEM le sue osservazioni ri- guardo il progetto di decisione di quest’ultima autorità del 9 dicembre 2019 (cfr. atto n. […]). J. Con decisione dell’11 dicembre 2019, notificata in medesima data (cfr. atto n. […]), la Segreteria di Stato della migrazione non ha riconosciuto la qua- lità di rifugiato ex art. 3 LAsi al richied ente, ha respinto la sua domanda d’asilo, pronunciando contestualmente il suo allontanamento dalla Sviz- zera. Tuttavia, l’autorità di prime cure ha ritenuto l’esecuzione dello stesso provvedimento non ragionevolmente esigibile, con conseguente ammis- sione provvisoria dell’interessato su suolo elvetico. K. L’(…) è giunta alla SEM la richiesta di ricovero coatto dell ’interessato da parte del medico curante (cfr. atto n. […]) nonché il certificato medico del (…) dell’ (…) di K._______ , con esito negativo riguardo alla coltura dell’espettorato del (…) e del (…) per micobatteri (cfr. atto n. […]). D-6765/2019 Pagina 6 L. Il 20 dicembre 2019 (cfr. risultanze processuali), l’interessato è insorto con- tro la suddetta decisione della SEM dinanzi al Tribunale amministrativo fe- derale (di seguito: il Tribunale), chiedendone l’annullamento, che le gene- ralità del ricorrente siano rettificate in “L._______”, nonché la restituzione degli atti di causa alla SEM per un nuovo esame delle allegazioni ed affin- ché effettui un esame nazionale della domanda d’asilo. Altresì ha presen- tato un ’istanza di concessione dell ’assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal versamento delle spese processuali e del relativo anti- cipo, con protesta di spese. M. In data 16 gennaio 2020 è pervenuto al Tribunale l’incarto N (…) da parte della SEM, nel quale sono segnatamente presenti agli atti la copia dei due certificati di nascita, entrambi datati (…) (cfr. anche atto n. […]) ed il pre- sunto certificato di nascita originale n. (…), emesso il (…) ottobre 2019 (cfr. anche atto n. […]). N. Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti saranno ripresi nei considerandi successivi, qualora risultino decisivi per l’esito della vertenza. Diritto: 1. 1.1 Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF, in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). Fatta eccezione per le decisioni previste all ’art. 32 LTAF, il Tribunale, in virtù dell ’art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell’art. 5 PA prese dalle autorità menzionate all ’art. 33 LTAF. La SEM rientra tra dette autorità (art. 105 LAsi) e l ’atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell’art. 5 PA. 1.2 Il ricorso per quanto rivolto contro il dispositivo della decisione dell’11 dicembre 2019 della SEM, adempie ai requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 1 LAsi), alla forma e al contenuto dell ’atto di ricorso (art. 52 cpv. 1 PA). Inoltre, il ricorrente ha partecipato al procedimento din- nanzi all’autorità inferiore, è particolarmente toccato dalla decisione impu- gnata e vanta un interesse degno di protezione all’annullamento o alla mo- dificazione della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a–c PA). Pertanto risulta legitti- mato ad aggravarsi contro di essa. D-6765/2019 Pagina 7 1.3 Risulta invece inammissibile la conclusione ricorsuale tendente alla ret- tifica delle generalità del ricorrente (il suo nome e cognome) nel sistema d’informazione SIMIC (cfr. cifra 2 delle conclusioni nel gravame), con l ’ar- gomentazione che le medesime verranno indicate erroneamente dalle au- torità competenti nei suoi nuovi documenti d ’identità (cfr. p.to I, pag. 5 del ricorso), in quanto esula dall’oggetto impugnato. Invero, non essendoci se- gnatamente nel dispositivo della decisione avversata alcun riferimento a tale punto posto in questione, il Tribunale, non è funzionalmente compe- tente per dirimere quest’ultimo, in mancanza di una decisione in merito da parte dell ’istanza inferiore (cfr. THOMAS FLÜCKIGER, in: Waldmann/Weis- senberger (ed.), Praxiskommentar VwVG, 2 a ed. 2016, n. 14 segg., pag. 134 segg. ad art. 7 PA). 2. Ai sensi dell’art. 111a cpv. 1 LAsi, il Tribunale rinuncia allo scambio di scritti. 3. Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati, in materia d’asilo, la vio- lazione del diritto federale e l ’accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi; cfr. DTAF 2014/26 consid. 5). Il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle argomenta- zioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2). 4. 4.1 Preliminarmente il Tribunale osserva che, essendo il ricorrente stato posto al beneficio dell ’ammissione provvisoria per inesigibilità dell ’esecu- zione dell ’allontanamento con decisione dell ’11 dicembre 2019, e non avendo lo stesso censurato la pronuncia dell ’allontanamento, oggetto del litigio in questa sede risulta pertanto essere in limine la questione inerente l’età anagrafica, e principalmente la questione riguardante il riconosci- mento della qualità di rifugiato e la concessione dell’asilo ad esclusione di quella relativa l ’allontanamento e l ’esecuzione del medesimo provvedi- mento. 4.2 In tale contesto, si ricorda che, qualora la questione della minore età dell’interessato sia contestata, si necessita di dirimere preliminarmente tale aspetto, essendo lo stesso determinante a livello procedurale, in quanto se ne è provata la verosimiglianza, occorrerà retrocedere gli atti all ’autorità inferiore e riprendere la procedura in circostanze idonee all ’età del richie- dente l’asilo (cfr. Giurisprudenza ed informazioni della Commissione sviz- zera di ricorso in materia di asilo [GICRA] 2004 n. 30 D-6765/2019 Pagina 8 consid. 6.4.5), in quanto la qualità di minore non accompagnato, impone alla SEM il rispetto di alcune esigenze procedurali nell ’ambito della tratta- zione della domanda d ’asilo, in particolare al momento dello svolgimento dell’audizione sui motivi, esaminate già nella DTAF 2014/30 (cfr. in merito anche sentenze del Tribunale D -4824/2019 del 27 settembre 2019 consid. 6 e E-2680/2019 del 19 luglio 2019 consid. 6). 5. 5.1 Nella presente disamina, l’autorità inferiore non ha creduto alla pretesa minore età dell’insorgente. Secondo quanto presente nella decisione que- relata, le dichiarazioni rese in occasione della sua prima audizione, rende- rebbero inverosimile la stessa, in quanto a tratti illogiche, incongruenti ed indistinte in merito alla sua scolarizzazione, la sua rete famigliare, ed il suo soggiorno in M._______. In particolare, egli avrebbe frequentato la scuola per più di nove anni, di conse guenza il fatto che egli asserisca di non sa- pere fare di conto poiché non riuscirebbe a determinare l ’età del fratello, nato nel (…) da sue stesse asserzioni, non sarebbe credibile. Riguardo i quesiti posti circa la sua rete famigliare, egli avrebbe dichiarato di non sa- pere da quando sua madre si troverebbe in N._______, né quando i suoi genitori avrebbero divorziato, né quanti anni egli od il fratello avrebbero avuto al momento del divorzio degli stessi, o ancora quanti anni abbia sua madre, malgrado intrattenga con la medesima dei contatti frequenti. Sem- brerebbe inoltre perlomeno strano che durante il suo soggiorno in M._______, di cui oltre due mesi trascorsi in ospedale, non abbia mai do- vuto fornire la sua data di nascita, unicamente limitandosi ad indicare il suo nome ed il suo cognome. Non avrebbe altresì fornito alcun documento d’identità, né giustificato in modo credibile la loro mancata presentazione, nonostante egli abbia dichiarato di aver viaggiato in aereo all ’interno del territorio somalo. Le du e copie dei certificati di nascita da lui prodotti, in quanto copie, non avvalorerebbero la sua presunta minore età e per di più conterrebbero degli indizi tali da ritenerli dei falsi. In particolare, il nome del luogo di rilascio differirebbe da un certif icato all’altro, così come discre- pante sarebbe il nome della madre presente negli stessi. Per quanto con- cerne invece il certificato di nascita originale datato (…) ottobre 2019, a causa della mancanza di materiale comparativo, non sarebbe stato possi- bile esprimersi sull’autenticità del documento. Sarebbe tuttavia alquanto improbabile che egli abbia potuto procurarsi, in un lasso di tempo così breve, un certificato di nascita autentico, data la situazione di violenza ge- neralizzata e di assenza di strutture s tatali nella quale verserebbe il suo Pase d’origine. Tale certificato sarebbe pertanto pure un falso. Altresì, tutti e tre i certificati di nascita sarebbero sprovvisti di una fotografia, e pertanto non sarebbe possibile determinare se l ’identità indicata sugli stessi, sia D-6765/2019 Pagina 9 davvero quella dell’interessato. Inoltre egli avrebbe fornito delle dichiara- zioni vaghe e contraddittorie in sede di prima audizione in merito all ’esi- stenza di tali certificati che contribuirebbero a metterne in dubbio la va- lenza. Infine, quale ulteriore esame, la SEM avrebbe svolto la perizia me- dico-legale che avrebbe escluso l’età di (…) anni, (…) mesi e (…) giorni da lui dichiarata, ponendo la sua età probabile tra i 20 ed i 29 anni e l ’età minima a 20,35 anni. Quanto espresso dal richi edente nel parere al pro- getto di decisione in merito non sarebbe plausibile. Invero sarebbe notorio che delle condizioni avverse di vita, in particolare lo stato di malnutrizione, rallenterebbero lo sviluppo corporeo, e di certo non lo accelererebbero. A fronte di tali considerazioni, l’autorità inferiore ha pertanto ritenuto maggio- renne il richiedente l’asilo e modificato la sua data al (…). 5.2 Nel proprio gravame l’insorgente avversa la valutazione dell’autorità in- feriore. In primo luogo, egli avrebbe da subito dichiarato di essere nato il (…) e di avere quindi (…) anni. A supporto delle stesse, dichiarazioni, in corso di procedura, l’interessato avrebbe prodotto tre certificati di nascita, di cui uno originale. Circa i risultati peritali, accolti dal medesimo con stu- pore, gli stessi sarebbero spiegabili con le condizioni avverse avute nella sua vita, segnatamente i maltrattamenti e le condizioni di vita estrema- mente disagiate, nonché dallo stato di malnutrizione, che tra l’altro la peri- zia avrebbe evidenziato. In presenza inoltre di un certificato di nascita ori- ginale, del quale non sarebbe stata attestata in modo conclusivo la sua falsità, occorrerebbe riferirsi alle generalità ivi indicate. Circa le contesta- zioni della SEM riguardo il suo percorso scolastico, l’interessato sottolinea come la dovizia di particolari da lui presentati dimostrerebbe, al contrario di quanto sostenuto dall ’autorità inferiore, che egli avesse ben chiare le tappe della sua scolarizzazione e che le stesse fossero congruenti con l’età anagrafica dichiarata. Il ricorrente nega inoltre con fermezza di aver dichia- rato di non saper fare di conto, ascrivendo la stessa asserzion e ad una scarsa comprensione reciproca con l’interprete della SEM, il quale avrebbe già riscontrato delle difficoltà nel traslitterare il suo nome. Tali difficoltà sa- rebbero già state sottolineate più volte dal richiedente nell ’ambito dell’au- dizione sui mo tivi. Per quanto attiene invece il fatto che egli non si ricor- dasse esattamente a quale età il padre sarebbe deceduto, egli sostiene che nel suo Paese d’origine il calcolo dell’età non sarebbe così importante come alle nostre latitudini e che pertanto non si ricorderebbero la data dei familiari, anche se consanguinei. Anche circa il suo non rimembrare quando la madre avrebbe abbandonato la famiglia e si sarebbe trasferita in N._______, sarebbe plausibile, in quanto egli sarebbe stato all ’epoca molto piccolo, e questo sebbene egli sia ora sporadicamente in contatto D-6765/2019 Pagina 10 con la medesima. Circa il certificato di nascita originale, l ’insorgente con- testa che sia il luogo di emissione che il nome della madre sarebbero in- congruenti e proverebbero la falsità dei document i, in quanto sarebbero stati soltanto traslitterati in modo diverso, come d’altronde accaduto per le generalità del ricorrente in corso di procedura. Infine, in merito all’asserita impossibilità per il richiedente di procurarsi un certificato in breve tempo in patria, non sarebbe stato pienamente garantito il diritto di essere sentito del medesimo, in quanto tale circostanza sarebbe stata sollevata dall ’au- torità inferiore soltanto in sede di decisione, e pertanto egli non avrebbe avuto la possibilità di spiegare in quali evenienze il certificato sarebbe stato emesso. Non vi sarebbe pertanto alcun motivo di non ritenere il certificato di nascita presentato come vero. 6. 6.1 Nelle procedure d’asilo – così come nelle altre procedure di natura am- ministrativa – si applica il principio inquisitorio. Ciò significa che l ’autorità competente deve procedere d ’ufficio all’accertamento esatto e completo dei fatti giuridicamente rilevant i (art. 6 LAsi in relazione con l ’art. 12 PA, art. 106 cpv. 1 lett. b LAsi). In concreto, essa deve procurarsi la documen- tazione necessaria alla trattazione del caso, chiarire le circostanze giuridi- che ed amministrare a tal fine le opportune prove a riguar do (cfr. DTAF 2012/21 consid. 5). Il principio inquisitorio non è tuttavia illimitato, in particolare visto il nesso con l ’obbligo di collaborare delle parti (art. 13 PA ed art. 8 LAsi; cfr. anche CHRISTOPH AUER/ANJA MARTINA BINDER, in: Auer/Müller/Schindler [ed.], Kommentar zum Bundesgesetz über das Ver- waltungsverfahren VwVG, 2a ed. 2019, ad art. 12 PA, n. 9). 6.2 Qualora un fatto rimanga non comprovato nonostante un accertamento completo dei fatti, occorre di norma fare riferimento alle regole sulla ripar- tizione dell ’onere della prova derivanti dall ’applicazione analogica dell’art. 8 CC. Le stesse hanno infatti portata allorquando le misure istrut- torie necessarie non abbiano permesso di chiarire determinati aspetti. Su tali presupposti, la parte che intende prevalersi di una circostanza è tenuta a sopportare le conseguenze della mancata prova al riguardo o, in caso di grado ridotto, dell’assenza di verosimiglianza (cfr. sentenza del Tribunale D-3567/2019 del 29 novembre 2019 consid. 5.3 con riferimenti citati). 6.3 Per quanto concerne la minore età, è al richiedente asilo che incombe l’onere della prova al riguardo (cfr. GICRA 2004 n. 30 consid. 5.1 pag. 208, 2001 n. 22 consid. 3 pag. 180 seg., 2000 n. 19 consid. 8b pag. 188; sen- tenza del Tribunale D -3567/2019 consid. 5.4 con ulteriori riferimenti). In D-6765/2019 Pagina 11 presenza di un accertamento dei fatti esaustivo e corretto (cfr. supra con- sid. 6.1), se la valutazione globale degli atti di causa non permette di rite- nere che l’interessato l’abbia resa verosimile, questi sarà tenuto ad assu- mersene le conseguenze, venendo pertanto considerato maggiorenne (cfr. GICRA 2001 n. 23 consid. 6c pag. 187, sentenza del Tribunale D-3567/2019 consid. 5.4 con ulteriori riferimenti). 6.4 Salvo casi particolari, qualora vi siano dubbi in proposito alla minore età del richiedente l’asilo, la SEM ha il diritto di pronunciarsi a titolo pregiu- diziale (cfr. DTAF 2011/23 consid. 5, DTAF 2009/54 consid. 4.1, GICRA 2004 n. 30 consid. 5.3 pag. 109, sentenze del Tribunale D-3567/2019 pre- citata consid. 5.5, E -5386/2019 del 31 ottobre 2019 consid. 4.3.1, D-4824/2019 del 27 settembre 2019 consid. 8.1). Per giungere ad una de- terminazione al riguardo, l’autorità si basa sui documenti d’identità autentici depositati agli atti così come sui risultati delle audizioni in relazione al con- testo personale dell’interessato nel paese d’origine, alla sua cerchia fami- gliare ed al suo iter scolastico (cfr. sentenze del Tribunale D -3567/2019 consid. 5.5, E -5386/2019 consid. 4.3.1, D -4824/2019 consid. 8.1, D-858/2019 del 26 febbraio 2019). Se necessario ordina una perizia me- dica volta alla determinazione dell’età (cfr. art. 17 cpv. 3bis in relazione con l’art. 26 cpv. 2 LAsi; DTAF 2018 VI/3 consid. 4.2.2; sentenze del Tribunale D-3567/2019 consid. 5.5 e D-4824/2019 consid. 8.1 con ulteriori riferimenti citati). Una volta esperita l’istruttoria, la Segreteria di Stato procede ad un apprezzamento globale degli elementi in presenza in ossequio ai principi sopra edotti (cfr. supra consid. 6.1–6.3 e riferimenti citati). 6.5 I metodi applicati in Svizzera per la determinazione medica dell’età for- niscono, a seconda del risultato, indizi da ponderare in modo diverso per stabilire se una persona è maggiorenne. Gli accertamenti fondati sull ’ap- proccio a tre pilastri prevedono, di norma, un esame cli nico ed una radio- grafia della mano seguiti da una tomografia (TAC) sterno-clavicolare e da un esame dello sviluppo dentale. L ’esame clinico e la radiografia della mano non permettono di determinare in modo attendibile se una persona abbia raggiunto o meno la maggiore età. La radiografia della mano viene però tutt’ora regolarmente utilizzata per stabilire se è necessario procedere con la tomografia sterno-clavicolare e con l ’analisi dello sviluppo dentale. La consultazione clinica permette invece, congiuntamente ad un’anamnesi dell’interessato, di riscontrare eventuali anomalie nello sviluppo corporeo influenti sulla stima dell’età. La TAC sterno-clavicolare e l’esame dello svi- luppo dentale, possono invece, a seconda del risultato, condurre ad indizi più o meno concreti sulla maggiore età del richiedente l’asilo. Qualora en- trambe le investigazioni indichino un ’età minima superiore a 18 anni, v ’è D-6765/2019 Pagina 12 da ritenere un indizio molto forte di maggiore età. Se da uno solo degli esami in parola risulti un ’età minima super iore a 18 anni, ma i rispettivi intervalli tra età minima e massima si attestino su valori equivalenti, la mag- giore età permane altamente probabile. La stessa risulta invece solo de- bolmente probabile se, con una sola età minima superiore a 18 anni, non vi è sovrapposizione tra gli intervalli, pur in presenza di una spiegazione medica plausibile giustificante la diversa scala di valori. Vi sono poi ulteriori casistiche nelle quali le risultanze della tomografia sterno -clavicolare e dell’esame dello sviluppo dentale apportano solo indizi molto deboli rispet- tivamente nessun indizio di maggiore età. Ad ogni modo, quanto più gli accertamenti medici costituiscono un indizio a favore della maggiore età, tanto meno sarà necessario procedere ad un apprezzamento gener ale delle prove (cfr. DTAF 2018 VI/3 consid. 4.2 con riferimenti citati; a titolo esemplificativo cfr. anche sentenze del Tribunale D-3567/2019 consid. 5.6 e D-4824/2019 consid. 8.2). 6.6 La valutazione dei referti medici precitati, da parte delle autorità prepo- ste, si effettua in applicazione delle norme processuali usuali (cfr. DTAF 2018 VI/3 consid. 4.2.3). L’elemento determinante per giudicare del valore probatorio di un mezzo di prova non è né l’origine del mezzo di prova né la sua designazione come rappor to o come perizia (cfr. GICRA 2002 n. 18 consid. 4aa). Gli accertamenti medici volti a determinare l ’età rien- trano nelle informazioni scritte ai sensi dell’art. 49 della Legge di procedura civile federale (PCF; RS 273), applicabile su rimando dell ’art. 19 PA. Tali referti soggiacciono al libero apprezzamento delle prove (art. 40 PCF e art. 19 PA). Tuttavia, dal momento che i riscontri in essi contenuti sono resi da una persona con conoscenze specifiche, ci si può scostare dagli stessi solo in presenza di indizi concreti atti a metterne in dubbio l’affidabilità (cfr. per maggiori sviluppi GICRA 2004 n. 31 consid. 5-6; DTF 122 V 157). 7. 7.1 Ora, nel caso di specie, sia la tomografia delle articolazioni sterno-cla- vicolari che l ’esame odontostomatologico hanno indica to un ’età minima ben superiore ai 18 anni. Già solo per queste ragioni, v’è da annoverare un indizio molto importante di maggiore età per l ’interessato. Inoltre, in una tale casistica, il fatto che gli intervalli tra età minima e massima risultanti dai due esami non siano equivalenti è privo di reale portata, dal momento che una tale circostanza risulta determinante unicamente in presenza di valori minimi discordanti. Dal canto loro, gli esiti dell ’esame osseo della mano non hanno alcun valore scientifico oltre a quello orientativo. Pertanto, il fatto che tale accertamento preliminare abbia rilevato un’età minima infe- riore ai 18 anni d’età – in casu di 16,1 anni – non risulta decisivo. Del resto, D-6765/2019 Pagina 13 quest’ultima risultanza nemmeno permette di constatare un vizio procedu- rale intrinseco alla perizia medesima. Si deve infatti partire dall’assunto che i medici chiamati a redigere un rapporto sull’età, essendo persone con co- noscenze specifiche, dispongano di un certo margine di manovra nell’esperimento degli accertamenti, essendo liberi di valutare indipenden- temente a quali degli esami disponibili fare capo. Altresì, dagli atti non tra- spare che le esigenze formali minime prescritte dalla giurisprudenza non siano nella fattispecie state rispettate. Il rapporto non è infatti contradditto- rio e si riferisce direttamente alla persona dell’insorgente. Lo stesso è ben motivato e tiene in debita considerazione l’anamnesi dell’interessato. Visti i risultati in parola, vi è dunque solo un ridotto margine di apprezzamento delle ulteriori prove versate agli atti, essendo l’esito degli accertamenti me- dici, che attestano l’età dell’interessato inequivocabilmente oltre i 18 anni, in concreto particolarmente concludente (cfr. supra consid. 6.5 in fine, cfr. anche a titolo esemplificativo la sentenza del Tribunale D-3567/2019 con- sid. 6.1). 7.2 L’insorgente, dal canto suo, non ha depositato alcun documento di le- gittimazione o d’identità ai sensi dell’art. 1a lett. c dell’ordinanza 1 sull’asilo relativa a questioni procedurali (OAsi 1, RS 142.311), il quale prescrive che in detta categoria di mezzi di prova rientrino i documenti ufficiali con foto- grafia rilasciati per comprovare l’identità del titolare. Egli ha prodotto tutta- via due copie di certificati di nascita emessi il (…), nonché un certificato di nascita originale datato (…) ottobre 2019, quest’ultimo documento di cui la SEM non è riuscita a determinare l ’effettiva autenticità. Sennonché, resta il fatto che, in assenza di una fotografia presente sui medesimi, essi non possono essere ricondotti con certezza alla persona del richiedente asilo. Inoltre, come rettamente osservato dall ’autorità inferiore nella decisione avversata, i due documenti datati (…), risultano essere delle mere copie, quindi passibili di facili manipolazioni e falsifica zioni, nonché contengono delle discrepanze importanti dall ’uno all’altro sia dal profilo contenutistico che grafico. Invero, in un certificato di nascita viene indicato quale nome della madre “O._______”, mentre che nell ’altro “P._______”, oltreché il nome dello stesso organo che avrebbe rilasciato il documento e del luogo di nascita d’un canto è citato quale “Q._______” e nell’altro invece come “B._______”. Quanto risulta però maggiormente sorprendente, è che la stessa autorità ([…] B._______; cfr. il timbro apposto su entrambi i docu- menti), in medesima data e sottoscritti dalla stessa persona – tra l’altro le firme paiono essere originali, quindi apposte solo in un secondo tempo sulle copie dei due documenti (cfr. i due documenti presenti agli atti nell’in- carto N […]) – abbia emesso due certificati completamente differenti dal D-6765/2019 Pagina 14 profilo della grafica. Invero se uno dei documenti presenta un formato ver- ticale con un bordo stellato, l’altro invece ha un formato orizzontale bordato da soli dentellati. Viste tali evenienze, non può essere seguita la tesi del ricorrente circa una diversa traslitterazione dei medesimi documenti, per spiegare le stesse . Per quanto attiene invece il certificato di nascita del (…) ottobre 2019, oltreché non contenere alcuna fotografia attestante che la persona effettivamente presente sul documento sia effettivamente il ri- chiedente l ’asilo, lo stesso è stato emesso soltanto in data (…) otto- bre 2019, quindi ben quasi (…) anni dopo le generalità che intenderebbe attestare, nonché in una da ta successiva alla prima audizione sostenuta dal ricorrente, ove in proposito ha rilasciato delle allegazioni contradditto- rie. Se dapprima egli avrebbe infatti asserito di disporre di un certificato di nascita presso il suo domicilio a B._______ (cfr. verb ale 1, p.to 1.06, pag. 3), in seguito ha riferito di non avere mai visto alcun documento, ri- spettivamente alla domanda se avesse visto il suo certificato di nascita, ha affermato che egli sarebbe stato registrato con la data di nascita indicata a scuola, ma di non disporre di alcun documento scolastico, né di poterla dimostrare tramite un documento (cfr. verbale 1, p.to 1.06, pag. 3 e p.to 4.04, pag. 8). Inoltre appare perlomeno dubbio che la madre, la quale si sarebbe trovata all ’epoca in N._______, essend o espatriata dalla R._______ quando lui era piccolo (cfr. verbale 1, p.to 3.03, pag. 7), sia nuovamente rientrata nel precitato Paese per farsi rilasciare il documento in parola. A differenza di quanto sostenuto dal ricorrente, egli si è potuto esprimere a mpiamente nel corso della procedura dinnanzi alla prima istanza in merito all ’emissione dello stesso documento, avendo d ’un lato riferito che sarebbe stata sua madre a presentarsi nell’ufficio di S._______ competente ed a trasmettergli lo stesso (cfr. verbale 2, D4, pag. 2), nonché avendo potuto avere la possibilità di farlo in merito anche al momento della presentazione del suo parere del 10 dicembre 2019 o al più tardi con il suo ricorso, senza tuttavia aggiungere qualsivoglia asserzione in merito. La presunta violazione del suo diritto di essere sentito da parte della SEM ri- guardo la tempistica di emissione del documento in parola, non risulta per- tanto essere in alcun modo fondata. Alla luce delle suesposte considera- zioni, vi è quindi modo di dubitare seriamente dell’originalità ed autenticità anche del certificato di nascita datato (…) ottobre 2019. 7.3 Del resto, pure le allegazioni dell’insorgente riguardo il suo curriculum personale lasciano a desiderare, non essendo questi stato in misura di in- dicare né quanti anni avesse il fratello al momento del suo decesso, come neppure da quando la madre si troverebbe in N._______ ed avrebbe divor- ziato dal padre, o quale età avesse avuto lui e/o il fratello al momento del divorzio, ed altresì neppure quanti anni abbia la madre, nonostante con la D-6765/2019 Pagina 15 medesima intercorrano, come da lui dichiarato, dei contatti telefonici gior- nalieri (cfr. verbale 1, p.to 3.03, pag. 7; verbale 2, D47, pag. 7), a differenza di quanto sostenuto nel ricorso dall’insorgente – il quale riferisce di essere ora soltanto “sporadicamente in contatto con lei” (cfr. ricorso, p.to II, pag. 6) –. Tali elementi mancanti circa alcuni elementi importanti del suo vissuto, non risultano spiegabili con le asserzioni esposte nel gravame dall ’insor- gente, che risultano delle mere allegazioni di parte. Da ultimo, quali ulteriori elementi atti a mettere in dubbio che la minore età allegata dal ricorrente sia quella corretta, risulta dalla data di nascita dichiarata dall ’insorgente e registrata dalle guardie di confine al momento del suo arresto – ovvero il (…) (cfr. atti n. […] e n. […]) – come pure dalla sua asserzione che in M._______, nonostante abbia trascorso oltre due mesi in un ospedale, non gli sia mai stata richiesta la data di nascita (cfr. verbale 1, p.to 2.05, pag. 6). 7.4 Anche tenendo in considerazione il fatto che egli sia stato lineare nell’enunciazione del suo percorso scolastico riguardo all’età dichiarata al momento in cui avrebbe iniziato la scuola, nonché quando avrebbe inter- rotto l’anno scolastico per espatriare, come pure rispetto a quanti anni di differenza avesse con il fratello maggiore, o ancora quanti anni approssi- mativamente avesse egli al momento del matrimonio di quest ’ultimo (cfr. verbale 1, p.to 1.17.04 segg., pag. 5 segg.), visto quanto sop ra conside- rato, risulta difficile rimettere in discussione le inequivocabili risultanze degli accertamenti medici svolti, i quali, come già sopra concluso, hanno sancito un indizio molto forte di maggiore età. Ciò a maggior ragione vista la pre- senza di mez zi di prova di cui non è stata provata in alcun modo la loro autenticità, e la presenza di elementi poco plausibili nel narrato dell ’insor- gente. Inoltre, non v ’è spazio per una diversa valutazione del caso sulla base del beneficio del dubbio. Come già esposto sopra, in presenza di una fattispecie sufficientemente acclarata, come è il caso di specie, è al richie- dente che va imputata l ’assenza di prova – da intendersi al grado della verosimiglianza – quanto all’asserita minore età. 7.5 In definitiva, v’è da partire dall’assunto che il ricorrente non sia riuscito a rendere verosimile la propria minore età. 8. 8.1 La Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le disposi- zioni della LAsi (art. 2 LAsi). L’asilo comprende la protezione e lo statuto accordati a persone in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiato. Esso include il diritto di risiedere in Svizzera. D-6765/2019 Pagina 16 8.2 Giusta l’art. 3 cpv. 1 LAsi, sono rifugiati le persone che, nel Paese d’ori- gine o d’ultima residenza, sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo so- ciale o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore d’essere esposte a tali pregiudizi. Sono pregiudizi seri segnatamente l ’esposizione a pericolo della vita, dell’integrità fisica o della libertà, nonché le misure che comportano una pressione psichica insopportabile (art. 3 cpv. 2 LAsi; cfr. anche DTAF 2007/31 consid. 5.2-5.6). 8.3 A tenore dell’art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda asilo deve provare o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato. La qualità di rifugiato è resa verosimile se l ’autorità la ritiene data con una probabilità preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi). Sono inverosimili in particolare le alle- gazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate o contraddittorie, non corrispondono ai fatti o si basano in modo determinante su mezzi di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi). È pertanto necessario che i fatti allegati dal richiedente l ’asilo siano suffi- cientemente sostanziati, plausibili e coerenti fra loro; in questo senso di- chiarazioni vaghe, quindi suscettibili di molteplici interpretazioni, contrad- dittorie in punti essenziali, sprovviste di una logica interna, incongrue ai fatti o all’esperienza generale di vita, no n possono essere considerate verosi- mili ai sensi dell ’art. 7 LAsi. È altresì necessario che il richiedente stesso appaia come una persona attendibile, ossia degna di essere creduta. Que- sta qualità non è data, in particolare, quando egli fonda le sue allega zioni su mezzi di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi), omette fatti importanti o li espone consapevolmente in maniera falsata, in corso di procedura ri- tratta dichiarazioni rilasciate in precedenza o, senza motivo, né introduce tardivamente di nuove, dimostra scarso interesse nella procedura oppure nega la necessaria collaborazione. Infine, non è indispensabile che le alle- gazioni del richiedente l’asilo siano sostenute da prove rigorose; al contra- rio, è sufficiente che l’autorità giudicante, pur nutrendo degli eventuali dubbi circa alcune affermazioni, sia persuasa che, complessivamente, tale ver- sione dei fatti sia in preponderanza veritiera. Il giudizio sulla verosimi- glianza non deve, infatti, ridursi a una mera verifica della plausibilità del contenuto di ogni singola allegazione, bensì dev’essere il frutto di una pon- derazione tra gli elementi essenziali a favore e contrari ad essa; decisivo sarà dunque determinare, da un punto di vista oggettivo, quali fra questi risultino preponderanti nella fattispecie (cfr. DTAF 2013/11 consid. 5.1 e re- lativi riferimenti). D-6765/2019 Pagina 17 9. 9.1 Nella sua decisione, la SEM ha ritenuto che una parte delle dichiara- zioni rilasciate dal ricorrente circa gli eventi che lo avrebbero spinto ad espatriare, siano contraddittorie in punti essenziali, tanto da minare la cre- dibilità dell’intero racconto. Le sue allegazioni in merito alle modalità con il quale il gruppo armato Al Shabaab avrebbe riscosso il pagamento dei cam- melli, come pure la dinamica degli eventi, e meglio ove egli si trovass e al momento dell’attacco di Al Shabaab al suo villaggio e della sequenza dei medesimi fatti, sarebbero discordanti. A ciò si aggiungerebbe la contraddi- zione rilevata da un’audizione ad un’altra, rispetto alle modalità in cui l ’in- sorgente avrebbe appreso della morte del padre. 9.2 Nel suo gravame, il ricorrente ribadisce dapprima di aver indicato il me- todo di pagamento esatto da Al Shabaab, al contrario di quanto sostenuto dall’autorità inferiore nella decisione avversata, nonché le modalità con le quali avveniva lo stesso. Circa la divergenza rilevata dalla SEM in merito alla comunicazione del decesso del padre, il ricorrente ha ribadito che a comunicarglielo sarebbe stato il fratello, ed in tal senso non si riscontre- rebbe alcuna divergenza nelle asserzioni rese nelle due audizioni. 10. 10.1 Il Tribunale non può che condividere la valutazione dell ’autorità di prima istanza circa le importanti incongruenze in cui è incorso l’insorgente nella narrazione degli eventi che lo avrebbero condotto all ’espatrio. In primo luogo, la dinamica degli eventi appare discrepante, in quanto se dap- prima il ricorrente ha riferito che Al Shabaab avrebbe richiesto a voce il pagamento (cfr. verbale 1, p.to 7.01 seg., pag. 10: “Sono venuti la prima volta da noi; abbiamo dato loro […] cammelli. […] La seconda volta, sono venuti e volevano altri soldi e cammelli. […] Hanno detto: “Dovete pagare” e ci hanno preso […] cammelli. […]”). Tuttavia, interrogato più precisa- mente in merito nel corso dell’audizione sui motivi, circa il fatto se la richie- sta venisse fatta via telefono, come esposto anche nella medesima (cfr. verbale 2, D21, pag. 5), egli ha esposto di non saperlo con certezza, ma che i capi gruppo ed i capi villaggio avrebbero comunque ricevuto un ordine per ottemperare al pagament o dei cammelli (cfr. verbale 2, D22, pag. 5). Anche in merito al luogo dove egli si sarebbe trovato nel momento in cui sarebbero iniziati gli scontri con Al Shabaab ed egli si sarebbe dato alla fuga, l’insorgente ha rilasciato tre versioni differenti. In un primo momento, ha infatti asserito che sarebbe stato a scuola, interrompendo di fatto la me- desima per darsi alla fuga (cfr. verbale 1, p.to 2.01, pag. 5). In seguito, e sempre nel corso della stessa audizione, ha narrato invece di essere partito D-6765/2019 Pagina 18 dal suo domicilio (cfr. verbale 1, p.to 7.02, pag. 11). Nella successiva audi- zione ha modificato ancora le sue affermazioni, asserendo che al momento dell’attacco di Al Shabaab, lui si sarebbe trovato nella foresta a pascolare le capre (cfr. verbale 2, D16, pag. 4 e D35, pag. 6). Infine, anche in rela- zione alle modalità in cui egli sarebbe venuto a conoscenza della morte del padre, risultano essere contraddittorie nelle due audizioni (cfr. verbale 1, p.to 7.02, pag. 11; verbale 2, D16, pag. 4 e D40 segg., pag. 6), come rile- vato rettamente dall ’autorità di prime cure nella decisione impugnata. Le asserzioni esposte in merito alle contraddizioni rilevate nel gravame, n on contribuiscono in alcun modo a rendere verosimili le sue allegazioni al ri- guardo, in quanto non di ssipano in alcun modo le divergenze importanti summenzionate in re ai motivi del suo espatrio, su degli aspetti centrali della vicenda esposta rispetto alle quali è quantomeno lecito attendersi una certa linearità del narrato. 10.2 Dette allegazioni non soddisf ano pertanto le condizioni di verosimi- glianza poste dall’art. 7 LAsi. 11. 11.1 L’autorità inferiore ha altresì considerato irrilevante il timore del ricor- rente di essere reclutato con la forza da parte di Al Shabaab . In relazione a ciò, egli non avrebbe invero fornito alcun elemento concreto che lasci presagire l’esistenza di un rischio reale e personale in tal senso, limitandosi a fornire l’esempio di quanto sarebbe accaduto ad un suo amico ed affer- mando che si tratterebbe di un rischio che incorrerebbero tutti i maschi che avrebbero dai (…) anni d’età in su. Sarebbe pertanto un rischio generaliz- zato dettato dalla situazione generale presente nel suo Paese d’origine, e non personale, e non costituirebbe di per sé un indizio di persecuzion e futura mirata nei suoi confronti. Inoltre, in proposito, l ’interessato avrebbe pure dichiarato di non nutrire un timore in tal senso, ma che sarebbe stato il fratello a provarlo e che glielo avrebbe dichiarato unicamente allorché sarebbero giunti in T._______. 11.2 L’insorgente nel gravame avversa tale valutazione, ritenendo di aver esposto che il pericolo al reclutamento da parte di Al Shaabab, lo riguar- dasse in prima persona e non fosse vago o generale. D ’un canto, egli fa- rebbe parte della categoria dei mas chi minorenni indicati, e d ’altro canto, egli avrebbe dichiarato di non essere stato reclutato dal gruppo armato menzionato, in quanto il padre avrebbe corrisposto allo stesso annual- mente quanto dal medesimo esatto, proprio per evitare che egli fosse cat- turato. A causa dello scoppio dei disordini nel suo villaggio, e con la par-D-6765/2019 Pagina 19 tenza del padre in combattimento, si comprenderebbe anche perché il fra- tello del ricorrente abbia insistito per condurlo via, in quanto deceduto il padre, nessuno avrebbe potuto corrispondere il pagamento richiesto e l’in- sorgente sarebbe pertanto stato sicuramente catturato. 11.3 È d’uopo rammentare che il fondato timore di esposizione a seri pre- giudizi, come stabilito all ’art. 3 LAsi, comprende nella sua definizione un elemento oggettivo, in rapporto con la situazione reale, e un elemento sog- gettivo. Pertanto, è riconosciuto come rifugiato solo colui che ha dei motivi oggettivamente riconoscibili da terzi (elemento oggettivo) di temere (ele- mento soggettivo) di essere esposto, in tutta probabilità e in un futuro pros- simo, a una persecuzione (cfr. DTAF 2011/51 consid. 6.2 e DTAF 2010/57 consid. 2.5). Sul piano soggettivo, deve essere tenuto conto degli antece- denti dell ’interessato, segnatamente dell ’esistenza di persecuzioni ante- riori, nonché della sua appartenenza a una razza, a un gruppo religioso, sociale o politico, che lo espongono maggiormente a un fondato timore di future persecuzioni. Invero, colui che è già stato vittima di persecuzione ha dei motivi oggettivi di avere un timore (sogge ttivo) di nuove persecuzioni più fondato di colui che ne è l’oggetto per la prima volta (cfr. DTAF 2010/57 consid. 2.5 con giurisprudenza ivi citata). Sul piano oggettivo, tale timore dev’essere fondato su indizi concreti e sufficienti che facciano apparire, in un futuro prossimo e secondo un’alta probabilità, l’avvento di seri pregiudizi ai sensi dell’art. 3 LAsi. Non sono sufficienti, quindi, indizi che indicano mi- nacce di persecuzioni ipotetiche che potrebbero prodursi in un futuro più o meno lontano (cfr. DTAF 2010/57 consid. 2.5 con rinvii). 11.4 Ora, quandanche il sequestro di minorenni da parte di Al Shabaab ai fini di reclutamento, in particolare in alcune zone della Somalia, sia del tutto plausibile come risulta da diverse fonti , è da rilevare che le ste sse sono inerenti alla situazione generale che prevale in tale paese, in modo parti- colare nelle zone sotto il dominio di tale gruppo armato (cfr. Netherlands Ministry of Foreign Affairs, Country of Origin Information Report on South and Central Somalia, ma rzo 2019, < https://www.ecoi.net/en/file/lo- cal/2010322/COISomaliaMarch2019.pdf > consultato il 10.01.2020; Au- strian Centre for Country of Origin and Asylum Research and Documenta- tion, ecoi.net featured topic on Somalia: Security Situation, 4 dicem- bre 2019, < https://www.ecoi.net/de/dokument/2020898.html#Toc520 < 443453 >, consultato il 10.01.2020; Asylum Reserach Consultancy, Situa- tion in South and Central Somalia [including Mogadishu], 25 gennaio 2018, < https://www.ecoi.net/en/file/local/1423361/90_1517484171_2018-01- arc-country-report-on-south-and-central-somalia-incl-mogadishu.pdf >, consultato il 10.01.2020; United Nations Assistance Mission in Somalia, D-6765/2019 Pagina 20 Countering Al Shabaab Propaganda and Recruitement Mechanisms in South Central Somalia, 14 agosto 2017 < https://unsom.unmissions.org/si- tes/default/files/countering_al-shabaab_propaganda_and_recruitment_ < mechanisms_report_final_-_14_august_2017.pdf >, consultato il 10.01.2020). In relazione a quanto precede, va rammentato che gli atti e le conseguenze riconducibili a delle situazioni di guerra, guerra civile o vio- lenza generalizzata, seppur di indubbia gravità, non sono ascrivibili ad una persecuzione intensa e mirat a giusta i motivi enunciati all ’art. 3 LAsi (cfr. DTAF 2008/12 consid. 7; GICRA 1998 n. 17 consid. 4c, bb). La situazione di pericolo dovuta alla situazione d’insicurezza in un determinato paese, è del resto contemplata esclusivamente dall’art. 83 cpv. 4 LStrI, il quale pre- vede che, qualora nel Paese d’origine o di provenienza lo straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo in seguito a situazioni quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza medica, l ’esecuzione dell’allontanamento non è esigibile. Nella presente disamina, oltreché il ri- corrente non rientrerebbe più nella fascia di età in cui i rapimenti ai fini del reclutamento forzato risultano più frequenti da parte del gruppo armato succitato (cfr. fonti citate), come da lui stesso asserito, non avendo egli reso verosimile la sua minore età, il timore di tale reclutamento non può in ogni caso essere ritenuto tutt’ora attuale. Dalle dichiarazioni del ricorrente non risulta inoltre che egli abbia mai avuto a che fare in modo diretto e concreto, con Al Shabaab, in quanto ha dichiarato in proposito di non aver mai avuto problemi con gli stessi né con terze persone (cfr. verbale 2, D43, pag. 7) e di essere espatriato soltanto perché il fratello lo avrebbe obbligato a partire (cfr. verbale 2, D52 segg., pag. 7), il quale temeva che lo avreb- bero sequestrato, come sarebbe successo ad un suo amico (cfr. verbale 2, D58, pag. 8). In merito alle azioni volte al sequestro di persone ai fini del reclutamento eseguite da Al Shabaab, non vi è d’altronde il rischio di subire dallo stesso maggiori pregiudizi rispetto al resto della popolazione presente in Somalia. Pertanto, le circostanze allegate sono effettivamente prive di pertinenza e non giustificano il riconoscimento dello statuto di rifugiato né la concessione dell ’asilo. Le asserzioni generiche e prive di qualsivoglia sostanza in merito contenute nell ’atto ricorsuale, non sono atte a modifi- care tale conclusione. 12. In conclusione è quindi a giusto titolo che la SEM non ha riconosciuto la qualità di rifugiato al ricorrente omettendo di concedergli asilo. Per il resto, circa tale punto in questione, non può essere seguita la conclusione ricor- suale esposta alla cifra 3 del ricorso, tendente alla cassazione della deci- sione della SEM affinché effettui un esame nazionale della domanda d’asilo, in quanto l ’autorità resistente è entrat a a ragione nel merito della D-6765/2019 Pagina 21 domanda d’asilo del ricorrente e l’ha trattata secondo la procedura nazio- nale. Il ricorso non merita dunque tutela e la decisione impugnata va con- fermata. 13. 13.1 Se respinge la domanda d ’asilo o non entra nel merito, la SEM pro- nuncia, di norma, l’allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l’esecuzione; tiene però conto del principio dell’unità della famiglia (art. 44 LAsi). 13.2 L’insorgente non adempie le condizioni in virtù delle quali la SEM avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare il suo allontanamento dalla Sviz- zera (art. 14 cpv. 1 e 2, art. 44 LAsi nonché art. 32 dell ’ordinanza 1 sull’asilo relativa a questioni procedurali dell ’11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]; cfr. anche DTAF 2013/37 consid. 4.4; DTAF 2011/24 con- sid. 10.1). 13.3 Ne consegue che, anche in merito alla pronuncia dell’allontanamento, la decisione avversata va confermata. 14. Alla luce di quanto sopra, l ’autorità inferiore con la decisione impugnata non ha violato il diritto federale, né abusato del suo potere d ’apprezza- mento ed inoltre non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giu- ridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Il ricorso va pertanto respinto. 15. Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda d’esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese processuali è divenuta priva d’oggetto. 16. Visto l’esito della procedura, le spese processuali sarebbero da porre a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. b del regola- mento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). Ciò nonostante, non potendosi considerare l’impugnativa priva di possibilità di esito favorevole, non sono riscosse le spese processuali (art. 65 PA) e l’istanza di assistenza giudiziaria presentata dall’insorgente, nel senso dell’esenzione dal versamento delle spese di giustizia, va conseguente- mente accolta. D-6765/2019 Pagina 22 17. La presente decisione non concerne una persona contro la quale è pen- dente una domanda d ’estradizione presentata dallo Stato che ha abban- donato in cerca di protezione, per il che non può essere impugnata con ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale fe derale (art. 83 lett. d cifra 1 LTF). La pronuncia è quindi definitiva. (dispositivo alla pagina seguente) D-6765/2019 Pagina 23 Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun- cia: 1. Nella misura in cui ammissibile, il ricorso è respinto. 2. La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal versa- mento delle spese processuali, è accolta. 3. Non si prelevano spese processuali. 4. Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all’autorità canto- nale competente. Il presidente del collegio: La cancelliera: Daniele Cattaneo Alissa Vallenari Data di spedizione: