<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nel dibattito sull'allargamento della NATO il Consiglio federale non si è pronunciato né in un senso né nell'altro. Oltre alla riservatezza imposta dalla sua politica di neutralità, le considerazioni determinanti sono le seguenti:</p><p></p><p>Il diritto riconosciuto a livello internazionale all'autodifesa autorizza qualsiasi Stato ad allearsi a tal fine con altri Stati.</p><p>Il diritto di qualsiasi Stato di concludere liberamente accordi di sicurezza o di adattarli con il passare del tempo è stato espressamente confermato dall'OSCE in occasione dei vertici di Budapest e di Lisbona e approvato da tutti i partecipanti.</p><p></p><p>Visti gli sviluppi degli ultimi anni il Consiglio federale non ha interesse a rimettere in questione il carattere difensivo del Patto dell'Atlantico del Nord. L'iniziativa volta all'estensione è partita dai Paesi dell'Europa centrale e orientale. Le condizioni relative alla democrazia, al rispetto dello Stato di diritto, al controllo democratico delle forze armate e alle relazioni di buon vicinato poste dalla NATO ai candidati all'adesione sono volte a contribuire a rafforzare la stabilità della sicurezza e della pace.</p><p></p><p>Quest'obiettivo sarà tuttavia raggiunto soltanto se si ottiene un largo consenso e se l'allargamento della NATO non determina un nuovo antagonismo in Europa. Come sottolinea giustamente l'autore dell'interpellanza, in merito a questo soggetto vi sono opinioni diverse.</p><p></p><p>Benché il Governo russo consideri da sempre l'allargamento della NATO un errore politico, esso è tuttavia interessato ad una collaborazione concreta con la NATO. L'atto fondatore sulle relazioni, la cooperazione e la sicurezza reciproche tra la Federazione di Russia e la NATO è stato firmato il 27 maggio dai capi di stato e di governo.</p><p></p><p>Senza la partecipazione della Russia una vera sicurezza in Europa non è possibile. Sulla base della sicurezza cooperativa questo Paese deve poter occupare il posto che gli spetta nell'architettura della sicurezza europea. Il Consiglio federale vede pertanto di buon occhio gli sforzi compiuti in vista di approfondire, con un accordo speciale, le relazioni tra la NATO e la Russia e di svilupparle parallelamente al processo di ampliamento.</p><p></p><p>2. La definizione delle relazioni tra la NATO e la Russia influenza la discussione sul modello di sicurezza in seno all'OSCE. I lavori avanzano attualmente al rallentatore. Per quanto concerne le prospettive future, occorre osservare che la NATO studia la sicurezza militare nelle sue dimensioni classiche mentre l'OSCE considera la sicurezza nella sua globalità e la vede come un'entità indivisibile. Questo approccio assume importanza sempre maggiore con la scomparsa di una minaccia militare imminente. Indipendentemente dall'esito della discussione in merito al modello di sicurezza, il ruolo principale dell'OSCE nei settori dell'allarme tempestivo, della diplomazia preventiva e della ricostruzione postconflittuale non sarà sminuito da un allargamento della NATO. Nelle discussioni sul modello di sicurezza la Svizzera vuole innanzitutto elaborare meccanismi più efficaci che garantiscano il rispetto degli obblighi dell'OSCE e la protezione delle minoranze. Inoltre, conformemente alla dichiarazione approvata a Lisbona, deve essere incoraggiata la cooperazione tra le diverse organizzazioni competenti in materia di sicurezza e elaborata una carta sulla sicurezza europea. Attualmente è difficile prevedere fino a che punto detti obiettivi saranno raggiunti. Tuttavia, l'OSCE manterrà la sua attrattiva anche solamente per il fatto che, contrariamente alla NATO, tutti gli Stati della zona euroatlantica vi sono rappresentati con gli stessi diritti.</p><p></p><p>3. Il Dipartimento federale degli affari esteri e il Dipartimento militare federale hanno stabilito un dialogo costante sull'evoluzione della politica di sicurezza in Europa. Tutte le questioni di principio determinano un coordinamento dei pareri. La partecipazione della Svizzera al Partenariato per la Pace avviene sotto direzione congiunta dei due dipartimenti.</p><p></p><p>4. La Svizzera esprime i suoi pareri in merito all'evoluzione della politica di sicurezza in Europa soprattutto in seno all'OSCE. Come già esposto, la Svizzera prosegue, dopo il suo anno di presidenza, il suo impegno attivo nell'ambito della discussione sul modello di sicurezza in favore della creazione di uno spazio di sicurezza cooperativa senza divisioni in Europa. Dalla firma del documento quadro ha inoltre più volte sfruttato la possibilità di esprimere il suo parere in occasione dei contatti con i suoi interlocutori della NATO a Bruxelles o con gli Stati membri della NATO.</p>  Risposta del Consiglio federale.