<h2>SubmittedText<h2><p>Finalmente, anche sulla base di estemporanee dichiarazioni della Capo di Fedpol, il Consiglio federale ha recentemente ammesso che "negli ultimi decenni la presenza e le attività delle organizzazioni di stampo mafioso in Svizzera sono state sottovalutate" e ha rivelato la volontà di queste ultime di "influire sulle Istituzioni statali". L'ammissione cozza con dati oggettivi di cui anche il Consiglio federale verosimilmente doveva o comunque poteva disporre. Infatti, da oltre un decennio, sulla base di riscontri concreti nel nostro Paese addetti ai lavori credibili richiamano all'attenzione sul pericolo incombente. Quanto si afferma e commenta oggi, non ne è che una semplice ripetizione. Dal canto suo, la rivelazione è agghiacciante: la disattenzione verso la minaccia per le Istituzioni ha permesso situazioni di potenziale pericolo per la sicurezza interna, peraltro impensabili all'estero. Un esempio: il Ministero pubblico della Confederazione ha potuto assumere sostituti procuratori stranieri, anche se da breve tempo in Svizzera, dunque senza possibilità di preliminari attendibili verifiche in materia di sicurezza personale. Insomma, anni di sottovalutazione della situazione di pericolo concreto ha certamente favorito il radicamento delle organizzazioni mafiose e una certa contaminazione dell'economia. Tali ammissioni e rivelazioni devono portare a riflessioni, prima ancora a individuare le cause e i responsabili di tale sottovalutazione.</p><p>Chiedo al Consiglio federale:</p><p>1. Da chi precisamente, a livello federale, è stata sottovalutata la presenza e l'attività delle organizzazioni di stampo mafioso?</p><p>2. Anche il Consiglio federale ne ha sottovalutata la presenza e l'attività? Quale apparato amministrativo è deputato a riportargli tale genere di minaccia?</p><p>3. Esattamente sulla base di quali dati oggettivi, semmai ritiene il Consiglio federale che tale sottovalutazione avrebbe potuto essere evitata?</p><p>4. Se e quali conseguenze avrà, per chi ne è all'origine e per l'organizzazione interna, tale sottovalutazione?</p><p>5. Se e quali concrete misure, segnatamente di natura organizzativa, intraprenderà il Consiglio federale per evitare in futuro la sottovalutazione di minacce tanto gravi e incombenti?</p><p>6. La risposta al postulato del Consigliere agli Stati Marco Chiesa ("Quali risultati per il progetto efficienza, progetto f4") conterrà valutazioni e analisi precise in punto alla sottovalutazione? Se no, perché?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. - 4. La potenza e la diffusione delle strutture mafiose, in particolare italofone, sono state a lungo sottovalutate in tutto il mondo. Le organizzazioni mafiose sono state infatti per molto tempo considerate come un problema puramente italiano. Anche in Svizzera tali organizzazioni criminali non sono facilmente individuabili. I loro membri vivono spesso da diversi decenni nel nostro Paese, mantengono solitamente un basso profilo e sono ben integrati. In particolare sulla scia delle indagini sulla cosiddetta cellula di Frauenfeld, diverse ulteriori inchieste hanno evidenziato la presenza di strutture mafiose in Svizzera. Grazie a un oneroso lavoro di analisi e a uno scambio intenso di informazioni con l'estero, segnatamente con le autorità italiane, fedpol è oggi in grado di tracciare un quadro generale complesso delle possibili strutture mafiose in Svizzera. Ad esempio, indagini già concluse non incentrate sulla mafia vengono riesaminate sulla scorta delle informazioni e dei metodi attuali, consentendo così di rilevare a posteriori il legame con attività mafiose. La cooperazione con partner esteri, Cantoni e attori esterni alla polizia quali le autorità di migrazione o fiscali si rivela altrettanto fondamentale quanto la sensibilizzazione delle autorità potenzialmente toccate. Questa cooperazione va ulteriormente intensificata.</p><p>5. La lotta alle organizzazioni criminali rappresenta una priorità secondo la Strategia di lotta alla criminalità 2020-2023 del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP). Anche il Ministero pubblico della Confederazione, nella sua strategia 2020-2023, definisce la lotta alle organizzazioni criminali internazionali come una delle sue priorità in materia di politica criminale. All'inizio del 2020 la struttura di fedpol è stata adeguata di conseguenza, istituendo unità specializzate d'indagine e analisi criminale. La lotta alle mafie è un compito congiunto della Confederazione e dei Cantoni. Dall'estate del 2020 la piattaforma di cooperazione interdisciplinare Countering Organised Crime (COC) consente un migliore coordinamento tra le autorità federali e cantonali che svolgono compiti di prevenzione, coordinamento e repressione nel quadro della lotta alla criminalità organizzata. Come illustrato nelle risposte alle interpellanze 21.3658 Romano (Presenza attiva di organizzazioni internazionali di stampo mafioso in Svizzera) e 21.4128 Regazzi (Prevenzione e cooperazione nella lotta alla criminalità organizzata in Svizzera: quali misure sono in vigore?) come pure all'interrogazione 21.1068 Marchesi (Mafia in Svizzera. La combattiamo o la subiamo passivamente?), le misure preventive di polizia quali i divieti di entrata vengono sistematizzate, le autorità interessate sensibilizzate e la cooperazione con le autorità estere rafforzata. Inoltre, Confederazione e Cantoni stanno attualmente creando le necessarie basi giuridiche volte a interconnettere meglio i corpi di polizia nazionali (attuazione della mozione 18.3592 Eichenberger, Scambio di dati di polizia su scala nazionale). A livello federale, si tratta della revisione della legge federale sui sistemi d'informazione di polizia della Confederazione (LSIP; RS 361), che mira innanzitutto a migliorare l'utilizzo delle informazioni rilevanti per la polizia, ma anche a concedere un diritto di comunicazione alle autorità non di polizia ai fini di una lotta più efficace alla criminalità organizzata e al terrorismo.</p><p>6. Il Consiglio federale non può esprimersi sulle conclusioni del rapporto che l'Autorità di vigilanza sul Ministero pubblico della Confederazione deve redigere in adempimento del postulato in questione prima che il suddetto rapporto sia disponibile.</p>  Risposta del Consiglio federale.