<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Per quali sostanze sono stabilite concentrazioni massime nelle acque?</p><p>2. In base a quali criteri sono stabilite tali concentrazioni?</p><p>3. Per stabilire dette concentrazioni sono applicati criteri differenti in funzione della provenienza della sostanza? Se sì, per quale ragione?</p><p>4. Dal punto di vista dell'impatto ambientale quali sono le fonti di emissione e gli apporti più significativi? Come si giustificano?</p><p>5. Come si garantisce che le misure di riduzione dei microinquinanti si riferiscano a una base unica e siano adattate alla rilevanza delle fonti di emissioni e degli apporti?</p><p>6. I dati disponibili sui prodotti fitosanitari quali possibili fonti di emissione nelle acque sono molto buoni e consentono un monitoraggio mirato. Come si garantisce che anche altre possibili fonti di emissione e apporti siano considerati nella giusta misura?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. È impossibile stabilire e verificare le concentrazioni massime ammesse nelle acque per migliaia di sostanze. Occorre pertanto fare una scelta. Per quanto riguarda le acque superficiali, per determinare le concentrazioni massime ammesse vengono selezionate le sostanze che sono già state misurate in concentrazioni elevate o problematiche dal punto di vista ecotossicologico, oppure le sostanze che si suppone possano essere registrate in tali concentrazioni sulla base delle loro proprietà, delle quantità e dei luoghi di utilizzo. A tal fine si considerano le sostanze che provengono dalle maggiori fonti di emissione. Per le acque sotterranee utilizzate come acqua potabile vengono selezionate le sostanze presenti in maniera diffusa e a concentrazioni elevate nelle acque sotterranee.</p><p>2./3. Le nuove esigenze numeriche per le acque superficiali consentono di valutare se l'inquinamento è talmente elevato da non poter più escludere effetti pregiudizievoli sugli organismi acquatici. La determinazione delle esigenze avviene sulla base di una procedura uniforme e standardizzata a livello internazionale, indipendentemente dalla provenienza e dalla modalità di utilizzo delle sostanze (Technical Guidance For Deriving Environmental Quality Standards, Guidance Document No. 27, EC, 2011).</p><p>La determinazione di nuove esigenze numeriche relative alle acque sotterranee utilizzate come acqua potabile è orientata agli obiettivi dell'allegato 1 dell'ordinanza sulla protezione delle acque (OPAc, RS 814.201).</p><p>4. Esistono due principali vie di apporto di microinquinanti organici con conseguenze problematiche sulle acque superficiali:</p><p>- apporto di sostanze da economie domestiche e industria/artigianato tramite acque di scarico depurate provenienti da impianti di depurazione delle acque di scarico. Questo apporto è rilevante soprattutto per i corsi d'acqua di medie e grandi dimensioni.</p><p>- apporto di prodotti fitosanitari dall'agricoltura. Questo apporto è rilevante soprattutto per i corsi d'acqua di piccole e medie dimensioni. In queste acque la diluzione è minore, quindi le concentrazioni di prodotti fitosanitari che vi si trovano possono essere oltre cento volte superiori a quelle che si riscontrano nei corsi d'acqua di grandi dimensioni come il Reno vicino a Basilea.</p><p>Le basi scientifiche per la determinazione di queste principali vie di apporto si trovano in diverse analisi di situazione svolte su mandato della Confederazione. Gli attuali risultati dell'Osservazione nazionale della qualità delle acque superficiali (NAWA 2012 e 2015) confermano tali analisi.</p><p>I risultati dell'Osservazione nazionale delle acque sotterranee NAQUA mostrano che le fonti di apporto più rilevanti per quanto concerne le acque sotterranee sono rappresentate dall'agricoltura (nitrato, prodotti di degradazione dei prodotti fitosanitari) e dall'utilizzo di carburanti (antidetonanti MTBE, apporto principale per via atmosferica).</p><p>5. La base unica si trova all'articolo 6 della legge federale sulla protezione delle acque (LPAc, RS 814.20), il quale sancisce il divieto generale di inquinamento delle acque come pure all'allegato 2 dell'OPAc in cui sono elencate le esigenze relative alla qualità delle acque. In caso di necessità, a partire da queste basi vengono prese varie misure volte alla riduzione degli apporti di microinquinanti nelle acque.</p><p>6. Le analisi di situazione svolte su mandato della Confederazione, comprendenti per esempio le ricerche tuttora in corso sugli apporti provenienti da industria e artigianato e un monitoraggio federale delle acque esaustivo in collaborazione con i Cantoni, costituiscono la base per la presa in considerazione il più possibile completa di tutte le fonti di emissione rilevanti. In base al caso specifico vengono poi introdotte le misure necessarie affinché l'inquinamento causato dalle varie fonti sia ridotto il più rapidamente possibile.</p>  Risposta del Consiglio federale.