<h2>SubmittedText<h2><p>La stampa ha rivelato che la Gioventù socialista vodese ha potuto essere spiata nel quadro di un'inchiesta sproporzionata del MPC su militanti per il clima, autorizzata espressamente dalla consigliera federale Karin Keller Sutter. Questa sorveglianza s'iscrive in un'indagine che il Consiglio federale stesso aveva rifiutato di avviare, ritenendo che l'impatto dei fatti contestati fosse minimo.</p><p>Per poter meglio comprendere la portata di questo fenomeno, invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Quanti partiti hanno in tal modo potuto essere messi sotto inchiesta/perseguimento dal MPC previa autorizzazione della Consigliera federale? Quale percentuale di domande di perseguimento/inchiesta riguardo a movimenti politici è stata accolta dalla Consigliera federale?</p><p>2. Come il Consiglio federale giustifica una violazione di tale portata della libertà politica?</p><p>3. Quali provvedimenti intende adottare per evitare derive in occasione di inchieste su partiti o movimenti politici?</p><p>4. Che ne è stato dei dati raccolti dagli inquirenti senza legame con i fatti contestati? Saranno distrutti?</p><p>5. Come il Consiglio federale intende assicurarsi che i dati raccolti non saranno utilizzati a fini politici?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>I fatti alla base della presente interpellanza sono già stati oggetto di una risposta dettagliata del Consiglio federale nel quadro dell'interpellanza 21.3887 "Autorizzazione del Ministero pubblico della Confederazione. Era proporzionata?", presentata dal Gruppo dei Verdi.</p><p>Il Consiglio federale vi ha constatato che il deposito di una denuncia penale, l'autorizzazione al perseguimento penale e l'istruzione penale vera e propria sono tre cose differenti. Come ha già indicato nella sua risposta alla domanda 20.5257 "Appel de la Grève du Climat à la "grève militaire". Y aura-t-il des poursuites pénales?" del consigliere nazionale Addor, il Consiglio federale non ha sporto denuncia contro i militanti pro clima in questione. Poiché un privato ha sporto denuncia penale, il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha tuttavia dovuto intervenire e avviare un'istruzione penale contro ignoti. Come prescritto dalla legge, il 13 ottobre 2020 il MPC ha richiesto al Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) di autorizzare il perseguimento contro ignoti per provocazione ed incitamento alla violazione degli obblighi militari (art. 276 CP; RS 311.0).</p><p>In virtù del principio costituzionale della separazione dei poteri e per evitare qualsivoglia decisione politica arbitraria, l'articolo 66 capoverso 1 della legge sull'organizzazione delle autorità penali (LOAP; RS 173.71), introdotto nel 2011, limita esplicitamente il margine di apprezzamento del DFGP nelle sue decisioni di autorizzare il perseguimento in materia di reati politici. Da allora, l'autorizzazione può essere negata soltanto nei rari casi in cui il rifiuto serve a tutelare gli interessi del Paese. In tutti gli altri casi, l'autorizzazione deve essere accordata e il procedimento penale condotto in maniera ordinaria. Negare un'autorizzazione al perseguimento per motivi di opportunità politica sarebbe pertanto incompatibile con i testi di legge in vigore.</p><p>1. In virtù della separazione dei poteri, il Consiglio federale non riceve alcuna informazione concreta relativa ai procedimenti condotti dalle autorità di perseguimento penale, che agiscono in totale indipendenza. Il Consiglio federale non può dunque rispondere alla presente domanda. Le domande di autorizzazione al perseguimento ai sensi dell'articolo 66 capoverso 1 LOAP, finora non hanno mai - nemmeno nel presente caso - riguardato nominativamente un qualsivoglia movimento politico. Inoltre, come indicato, il procedimento penale in questione era diretto contro ignoti al momento della concessione dell'autorizzazione. L'identità delle persone coinvolte nell'azione in questione non è tuttavia mai stata rilevante, anche a causa del limitato margine di apprezzamento che la legge accorda al DFGP.</p><p>2. In virtù della separazione dei poteri, la scelta delle misure istruttorie da attuare rientra nella competenza esclusiva delle autorità di perseguimento penale. Non spetta né al Consiglio federale né al DFGP definire le misure che il MPC deve adottare nel quadro delle sue prerogative. Le autorità di perseguimento penale e i giudici le valutano in piena indipendenza. In questo senso, il Consiglio federale prende atto che tutte le misure adottate dalle autorità di perseguimento penale sono state sottoposte al controllo preliminare dei giudici, che le hanno approvate.</p><p>3. Non spetta al Consiglio federale limitare il potere d'azione delle autorità di perseguimento penale in materia di inchieste riguardanti partiti o movimenti politici. Un intervento di questo tipo costituirebbe una grave violazione del principio della separazione dei poteri.</p><p>4.Il Consiglio federale non ha la competenza per rispondere a questa domanda. Il procedimento penale e tutti gli atti ad esso connessi rientrano nella competenza esclusiva delle autorità di perseguimento penale, nella fattispecie del MPC.</p><p>5.La gestione dei dati raccolti nel quadro di un procedimento penale è disciplinata severamente sia dal Codice di procedura penale (RS 312.0) sia dalla legge federale sulla protezione dei dati (RS 235.1). Il Consiglio federale non ritiene che vi siano elementi per affermare che gli strumenti legali a disposizione sono insufficienti.</p>  Risposta del Consiglio federale.