<h2>SubmittedText<h2><p>Il 19 ottobre 2021 il ministro della difesa israeliano ha dichiarato come "organizzazioni terroristiche" ai sensi della legge nazionale antiterrorismo israeliana del 2016 sei organizzazioni non governative palestinesi: Addameer, al-Haq, Defense for Children Palestine, Union of Agricultural Work Committees, Bisan Center for Research and Development e Union of Palestinian Women Committees. Il 3 novembre questa formulazione è stata recepita, per ordine militare, nella legge marziale del Territorio palestinese occupato.</p><p>Le sei organizzazioni, che oggi rischiano di essere paralizzate da questa decisione, sono riconosciute a livello internazionale per il loro impegno umanitario e la difesa dei diritti umani. Alcune di loro documentano violazioni dei diritti umani all'attenzione del procuratore della CPI e tutte lavorano nell'ambito di partenariati pluriennali con l'ONU, organizzazioni internazionali e Paesi terzi (una di loro collabora anche con la Svizzera).</p><p>L'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani ha definito questa decisione una "misura volta a indebolire e a limitare i difensori dei diritti umani e le organizzazione della società civile che si battono per i diritti dei Palestinesi". </p><p>Ad oggi, malgrado le reiterate richieste delle autorità nazionali e internazionali, le autorità israeliane non hanno fornito alcuna prova delle accuse rivolte contro le sei ONG. Il 7 marzo il Consiglio federale ha dichiarato che la Svizzera non aveva ancora ricevuto informazioni in proposito malgrado le sue richieste. </p><p>Tenuto conto della criticità della situazione per le ONG interessate e per la stabilità della regione, pongo le seguenti domande:</p><p>- In che modo il Consiglio federale analizza le conseguenze della decisione israeliana?</p><p>- Secondo la Strategia di cooperazione internazionale e la Strategia MENA 2021-2024 del Consiglio federale, una società forte e ben organizzata è fondamentale per una difesa efficace dei diritti umani. Di conseguenza, il Consiglio federale è pronto a contestare formalmente le restrizioni imposte alla società civile palestinese e a chiedere alle autorità israeliane di annullare la loro recente decisione?</p><p>- Viste le conseguenze della decisione del Governo israeliano sul finanziamento di queste ONG, il Consiglio federale sta valutando la possibilità di aumentare le sue sovvenzioni a queste istituzioni affinché possano portare avanti il loro lavoro?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1-2. La Svizzera vede con preoccupazione le rappresaglie contro la società civile e le restrizioni alla libertà di espressione messe in atto da tutte le parti coinvolte. Una società civile attiva dà un importante contributo al rispetto dei diritti umani in contesti difficili come il Medio Oriente. La Confederazione non finanzia le sei ONG menzionate, ma monitora le conseguenze di queste decisioni sull'intera società civile. Il DFAE ha discusso di tale questione a livello bilaterale con le autorità israeliane e ha preso atto del fatto che i donatori hanno confermato di continuare a sostenere le sei ONG.</p><p>3. Nell'ambito delle strategie del Consiglio federale, il DFAE analizza costantemente i propri partenariati e le opportunità di nuove collaborazioni. Qualsiasi collaborazione futura resta subordinata al rispetto dei principi per la selezione delle ONG in Medio Oriente: 1) conformità ai valori della politica estera svizzera, 2) contributo agli obiettivi della Svizzera in Medio Oriente, 3) rispetto del diritto internazionale, 4) presa di distanza dal terrorismo, dalla violenza e dall'odio, 5) professionalità, efficacia e impatto.</p>  Risposta del Consiglio federale.