<!DOCTYPE html> <html lang="it"><head><meta charset="utf-8"/></head><body><div class="Section1"> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td colspan="2" valign="top"> <p class="R2"><span> </span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span><img alt="" height="38" src="http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&amp;WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&amp;WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&amp;OmnisLibrary=JURISWEB&amp;OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&amp;OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&amp;Parametername=WWWTI&amp;Schema=TI_WEB&amp;Source=&amp;Aufruf=getImage&amp;nF38_KEY=227597" width="37"/></span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span><img alt="" height="25" src="http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&amp;WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&amp;WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&amp;OmnisLibrary=JURISWEB&amp;OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&amp;OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&amp;Parametername=WWWTI&amp;Schema=TI_WEB&amp;Source=&amp;Aufruf=getImage&amp;nF38_KEY=227598" width="21"/></span></p> </td> <td valign="top"><a id="X_NOT_ACTUALIZE"></a> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Incarto n.<br/> </span><span>52.2012.333</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Lugano</span></p> <p class="MsoNormal"><span>27 novembre 2013</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td colspan="3" valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>In nome<br/> della Repubblica e Cantone<br/> Ticino</span></p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> <tr> <td colspan="6" valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span>Il Tribunale cantonale amministrativo</span></b></p> </td> </tr> <tr> <td colspan="6" valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> </tr> <tr> <td colspan="6" valign="top"><a id="INIZIO_TESTO"></a> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> </tr> <tr> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>composto dei giudici:</span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Raffaello Balerna, presidente,</span></p> <p class="MsoNormal"><span>Giovan Maria Tattarletti, Lorenzo Anastasi, supplente </span></p> </td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>segretaria:</span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Sarah Socchi, vicecancelliera</span></p> </td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>statuendo sul ricorso 27 agosto 2012 di</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span> </span></b></p> </td> <td colspan="2" valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span>RI 1</span></b><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><b><span>RI 2</span></b><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><b><span>RI 3</span></b><span> </span></p> <p class="MsoFooter"><span>rappresentati da: RA 1 </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> </tr> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>contro</span></p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>la decisione 11 luglio 2012 del Consiglio di Stato (n. 4045) che accoglie l'impugnativa inoltrata da CO 1 avverso la decisione 21 dicembre 2011 con cui il municipio di Lugano ha concesso a RI 1<span> il permesso di costruire due case unifamiliari a</span> Barbengo (part. __________);</span></p> </td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="R2"><span>ritenuto, <b>in fatto</b></span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="normale0"><span>che con domanda di costruzione 21 settembre 2011, RI 1<span>, </span>qui ricorrente, ha chiesto al municipio di Lugano il permes-so di edificare due case unifamiliari (A e B) su un terreno (part. <br/> <br/> __________<span>) situato a Barbengo, a valle di una strada comunale, all'interno</span> della zona residenziale R2;<br/> <br/> <span>che i due stabili, articolati su due livelli (PT e 1P), non sono allineati</span>; le loro facciate [sud-est (A) rispettivamente nord-ovest (B)] <span>si fronteggiano, al piano superiore, limitatamente ad un tratto</span> lungo ca. m 1.80, ad una distanza di m 2.85; al livello inferiore, alla <span>facciata sud-est dello stabile A è addossato un corpo largo m</span> 1.65 (adibito a vano cantina e collegato ad una lavanderia); tra questo e lo stabile B, è incuneato un terrapieno (L = m 1.65) di pari altezza, sorretto da un muro; <br/> <br/> che nel termine di pubblicazione alla domanda di costruzione si è opposta CO 1, qui resistente, comproprietaria di un edificio (part. __________) situato a monte della citata strada; <br/> <br/> che, raccolto l'avviso favorevole dei Servizi generali del Dipartimento del territorio (n. 77402), il 21 dicembre 2011 il municipio <span>ha rilasciato all'insorgente il permesso richiesto, respingendo</span> l'opposizione della vicina; <br/> <br/> che con <span>giudizio 11 luglio 2012, il Consiglio di Stato ha accolto</span> l'impugnativa inoltrata da CO 1 avverso la suddetta decisione, che ha annullato; <br/> <br/> <span>che, disattesa una censura di natura formale, il Governo ha respinto</span> le eccezioni riferite alle distanze da confine e quelle tra edifici su fondi vicini, mentre ha stabilito che i due stabili <span>progettati non rispettano la distanza minima tra edifici sullo stesso</span><span> fondo (6.00 m) prescritta dagli art. 14 cpv. 2 e 58 delle norme d'attuazione</span> del piano regolatore (NAPR); fondo che era frattanto divenuto di comproprietà dell'insorgente RI 2 e RI 3, pure qui ricorrenti; <br/> <br/> che avverso la predetta risoluzione governativa, con ricorso 27 agosto 2012 questi ultimi si aggravano ora dinnanzi al Tribunale <span>cantonale amministrativo, chiedendo che sia annullata e sia ripristinata</span> la licenza edilizia rilasciata dal municipio; <br/> <br/> <br/> che gli insorgenti sostengono che la disattenzione della distanza minima tra edifici sarebbe di lieve entità: il diniego del permesso non sarebbe pertanto giustificato, così come deciso dal <span>municipio; al difetto, aggiungono, potrebbe essere posto rimedio <i>mediante</i></span><i> semplice unione dei due fabbricati</i>; <br/> <br/> <span>che all'accoglimento dell'impugnativa si oppone il Consiglio di</span> Stato, senza formulare particolari osservazioni; ad opposta conclusione perviene il municipio, mentre CO 1 chiede <span>che il ricorso venga respinto; delle loro argomentazioni si dirà,</span> per quanto occorre, in appresso; <br/> <br/> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="R2"><span>considerato, <b>in diritto<br/> <br/> </b>che la competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 21 cpv. 1 della legge edilizia cantonale del 13 marzo 1991 (LE; RL 7.1.2.1); <br/> <br/> <span>che legittimato a ricorrere è unicamente RI 1, quale istante in licenza (cfr. art. 21 cpv. 1 LE), personalmente e direttamente toccato dal giudizio impugnato (art. 43 cpv. 1 legge di procedura per le cause amministrative del 19 aprile 1966;</span> LPamm; RL 3.3.1.1); RI 3 e RI 2 - i quali, stando agli atti, hanno presenziato al sopralluogo disposto dal Governo nella veste di comproprietari del fondo (che peraltro risulta ora appartenere unicamente ad RI 2, a seguito del recente scioglimento della comproprietà; cfr. estratto RF) - non sono per contro abilitati ad agire in giudizio; la decisione governativa - intimata solo a RI 1 - non li grava in alcun modo; <br/> <br/> che del resto l'art. 21 cpv. 2 LE conferisce il diritto di impugnare le decisioni del municipio soltanto all'istante in licenza, agli opponenti, al Dipartimento ed in seconda istanza al Comune; non lo conferisce anche al proprietario (cfr. STA 52.2002.344 del 9 gennaio 2002 consid. 1.1., con distinzione del caso di una procedura di rilascio del permesso a posteriori); di riflesso, <span>quest'ul-timo non viene di regola neppure coinvolto nell'ambito di una</span> procedura di ricorso promossa da un vicino opponente; <br/> <br/> che, con questa riserva, l'impugnativa, tempestiva (art. 46 cpv. 1 <span>LPamm), è ricevibile in ordine e può essere evasa sulla base</span> degli atti, senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 LPamm); non occorre assumere le prove (audizione delle parti, ecc.) genericamente richieste dalla resistente; <br/> <br/> che secondo l'art. 14 NAPR la distanza tra due edifici su fondi contigui è la somma delle rispettive distanze dallo stesso confine; tra edifici sullo stesso fondo, soggiunge la norma, è da considerare un confine ideale; <br/> <br/> <span>che nella zona R2, per lunghezza di facciata fino a 16.00 metri, la </span><span>distanza minima da confine è pari a 3.00 m (cfr. art. 58 NAPR);</span> quella minima tra edifici è dunque pari a 6.00 m; <br/> <br/> <span>che nel caso concreto, è certo che i due edifici (A e B), in corrispondenza</span> delle facciate sud-est e nord-ovest, al livello <span>superiore, disattendono di gran lunga la distanza minima (6.00 m) tra</span> <span>edifici esatta dall'art. 14 NAPR, essendo staccati solo m 2.85 l'una</span> dall'altra (cfr. pianta 1P); <br/> <br/> che, contrariamente a quanto sostiene il municipio, il fatto che la distanza mancante sia limitata ad un tratto di facciata lungo ca. m 1.80 non permette di prescindere dal rispetto di questo requisito; <br/> <br/> che nella situazione concreta del fondo non è inoltre ravvisabile alcunché di particolare, segnatamente dal profilo di una sua <span>edificazione razionale, tale da giustificare - eccezionalmente - la</span> concessione di una deroga ai sensi dell'art. 3 NAPR a questo parametro; deroga che non è comunque stata richiesta, né concessa; <br/> <br/> <span>che, come concluso dal Governo, una <i>deroga </i>giusta l'art. 15</span> NAPR (titolo: <i>convenzioni fra privati</i>)<i> </i>non entra invece in considerazione, poiché riferita alla distanza tra edifici; solo le distanze da confine possono formare l'oggetto di un accordo fra privati, ri-servato il rispetto delle distanze tra edifici; neppure il ricorrente RI 2 lo contesta;<br/> <br/> <br/> che, contrariamente a quanto sostiene lo stesso insorgente, al difetto non può essere posto rimedio <i>mediante semplice unione dei due fabbricati</i>; di principio, la rimozione di difetti del <span>permesso di costruzione mediante l'imposizione di clausole accessorie è</span> infatti esclusa quando la correzione - come in concreto - deve essere ulteriormente definita mediante un'adeguata progettazione (cfr. STA 52.2012.137/142/161 del 13 novembre 2012, consid. 2.3); <br/> <br/> <span>che verosimilmente la modifica auspicata non sarebbe peraltro</span> suscettibile di porre rimedio alla lacuna del progetto; l'inserimento di un corpo intermedio fra i due stabili, alto quanto questi ultimi <span>(+ 5.85 m), andrebbe assimilato ad una costruzione principale,</span> che non rispetterebbe tuttavia la distanza minima (6.00 m) tra <span>edifici dall'ala sporgente a valle (lato nord-ovest) dello stabile B (cfr. anche <span>Christoph Fritzsche/Peter Bösch/Thomas Wipf</span>, Zürcher Planungs- und Baurecht, 5. ed., Zurigo 2011, pag. 867</span> seg.);<br/> <br/> che già per questo motivo, il progetto non può essere autorizzato, in quanto non conforme alle normative concretamente applicabili;<br/> <br/> che a pian terreno, il corpo stretto m 1.65 (adibito a vano cantina <span>e collegato ad una lavanderia) addossato alla facciata sud-est</span> dello stabile A, nella misura in cui non superi l'altezza di 3.00 m - ovvero eliminando il muro (parapetto; h: +3.40) che lo sormonta <span>e rendendo inaccessibile il suo tetto sistemato a giardino - potrebbe</span> invece essere assimilato ad una costruzione accessoria che può sorgere in contiguità con il terrapieno (L = m 1.65) di pari altezza, sorretto da un muro, a lato dello stabile B; <br/> <br/> <span>che dal profilo degli ingombri, l'edificazione rientrerebbe nei parametri</span> esatti dall'art. 26 NAPR per le costruzioni accessorie, che possono sorgere a confine, se contigue;<br/> <br/> che considerato che la licenza edilizia non può comunque essere rilasciata non occorre soffermarsi ulteriormente su tale aspetto; <br/> <br/> che, sulla base delle considerazioni che precedono, nella misura in cui è ricevibile, il ricorso deve dunque essere respinto; <br/> <br/> <span>che la tassa di giustizia (art. 28 LPamm) è posta a carico degli</span> insorgenti secondo soccombenza, i quali rifonderanno inoltre ad RI 2, patrocinata da un legale, un'adeguata indennità a titolo di ripetibili (art. 31 LPamm). </span></p> <p class="R2"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>Per questi motivi,</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="R2"><b><span>dichiara e pronuncia:</span></b></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> 1. Nella misura in cui è ricevibile, il ricorso è <a id="IN_ESITO">respinto</a>.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> 2. La tassa di giustizia di fr. 1'000.- è posta a carico di RI 1, RI 2 e RI 3, in solido, i quali rifonderanno inoltre a CO 1, complessivamente, un identico importo a titolo di ripetibili. </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> 3. Contro la presente decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale a Losanna entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 segg. legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005; LTF; RS 173.110).</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="R1"><span> 4. Intimazione a:</span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>Per il Tribunale cantonale amministrativo</span></p> <p class="MsoNormal"><span>Il presidente La segretaria</span></p> </div></body></html>