<h2>SubmittedText<h2><p>L'aiuto sociale è uno dei pilastri della sicurezza sociale svizzera. In virtù della struttura federalista del Paese, compete ai Cantoni e ai Comuni. Ciò nonostante, i principali attori sono concordi nel ritenere che i suoi principi fondamentali debbano essere disciplinati in maniera uniforme a livello nazionale. I Cantoni e le Camere federali si oppongono tuttavia a un trasferimento di competenze alla Confederazione e all'emanazione di una legge quadro sull'aiuto sociale. Ai fini dell'armonizzazione dell'aiuto sociale, essi intendono rafforzare il carattere vincolante delle direttive della Conferenza svizzera delle istituzioni dell'azione sociale (COSAS), elaborate tenendo conto delle pertinenti statistiche.</p><p>In un rapporto del 25 febbraio 2015, il Consiglio federale plaude agli sforzi profusi dalla Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali delle opere sociali per rafforzare le direttive della COSAS. Purtroppo però diversi Cantoni non stanno rispettando le promesse. La spirale dei tagli continua nonostante la revisione delle direttive COSAS, che prevede regole più severe per categorie specifiche (p. es. riduzione del 20 per cento a 789 franchi al mese del forfait di mantenimento per i giovani adulti fino a 25 anni, riduzioni per le economie domestiche con oltre cinque persone, maggiori possibilità di sanzioni). Decurtando il forfait di mantenimento per quasi tutti i beneficiari dell'aiuto sociale dell'8 per cento rispetto alle direttive COSAS, il Cantone di Berna segnerà probabilmente un nuovo primato negativo sia nella lotta alla povertà che nella solidarietà confederale. Si pongono quindi le seguenti domande:</p><p>1. Alla luce degli sviluppi degli ultimi anni, il Consiglio federale ritiene che i Cantoni siano ancora in grado di rispettare la promessa di armonizzare le prestazioni di aiuto sociale e di rendere più vincolanti le direttive in materia?</p><p>2. Nel quadro della legislazione vigente, quali passi può intraprendere la Confederazione per bloccare la concorrenza al ribasso tra i Cantoni nell'ambito dell'aiuto sociale e imporre principi sanciti dalla Costituzione federale quali il diritto all'aiuto in caso di bisogno (art. 12), l'uguaglianza giuridica e il divieto di discriminazione (art. 8)?</p><p>3. Le pressioni per contenere la crescita dei costi dell'aiuto sociale sono tra l'altro dovute al fatto che "diversi sistemi assicurativi a monte dell'aiuto sociale (p. es. AI, AD) sono interessati da misure di risparmio e ristrutturazioni" (rapporto Cantone di Berna). Il Consiglio federale è in grado di confermare questa correlazione? Quali contromisure prevede?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel rapporto del 25 febbraio 2015 sull'impostazione dell'aiuto sociale e delle prestazioni cantonali versate in funzione del bisogno ("Ausgestaltung der Sozialhilfe und der kantonalen Bedarfsleistungen: Handlungsbedarf und -möglichkeiten"; disponibile anche in francese), il Consiglio federale è giunto alla conclusione che la soluzione non vincolante adottata nel settore dell'aiuto sociale non è più al passo coi tempi. Poiché la Confederazione non ha la competenza di legiferare in materia, auspica che siano i Cantoni stessi a fissare un quadro vincolante, assumendosi così le proprie responsabilità.</p><p>1. L'ultima revisione, avvenuta in due tappe, delle direttive elaborate dalla Conferenza svizzera delle istituzioni dell'azione sociale (COSAS) ha permesso di mantenere un ampio consenso sul loro contenuto. Le direttive sono state adottate dalla Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali delle opere sociali (CDOS), il che doveva rafforzare il loro valore di riferimento senza tuttavia renderle obbligatorie, e sono applicate dalla maggior parte dei Cantoni. La seconda parte della revisione è in vigore solo dal gennaio del 2017. Al momento non vi sono verosimilmente da attendersi altri interventi dei Cantoni nel senso di un obbligo di armonizzare maggiormente le prestazioni di aiuto sociale. D'altra parte, il Consiglio federale osserva che alcuni Cantoni hanno avviato una revisione delle loro leggi sull'aiuto sociale scostandosi dalle direttive della COSAS.</p><p>2. Da queste osservazioni il Consiglio federale deduce che i Cantoni non sono riusciti a definire un quadro vincolante per l'aiuto sociale. La Confederazione non ha però la competenza per farlo al posto loro.</p><p>Le leggi cantonali possono essere oggetto di un controllo astratto o concreto dinanzi ai tribunali. Per contro, non spetta al Consiglio federale valutare se queste leggi o le loro revisioni violino i diritti fondamentali, fatta eccezione per i casi in cui la legislazione federale prevede che le disposizioni cantonali richiedano la sua approvazione.</p><p>3. Nel pertinente rapporto del 6 settembre 2017 ("Kostenentwicklung in der Sozialhilfe"; disponibile anche in francese), il Consiglio federale ha esaminato l'evoluzione dei costi dell'aiuto sociale e le sue cause. Dai dati disponibili non risulta che vi siano stati trasferimenti sistematici, unilaterali e diretti di oneri dalle assicurazioni sociali all'aiuto sociale. È tuttavia necessario continuare a monitorare la situazione.</p>  Risposta del Consiglio federale.