<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di sottoporre a esame, immediatamente dopo la pubblicazione del nuovo rapporto sulla politica di sicurezza, le misure in vigore per garantire la sicurezza interna del Paese e di sottoporre al Parlamento un rapporto - allestito in collaborazione con i cantoni e altri organi addetti alla sicurezza - sui compiti di sicurezza e la loro ripartizione tra i diversi livelli statali e organi mandatari.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale dà grande importanza alla cooperazione all'interno del Paese per la sicurezza dei cittadini e la sicurezza dello Stato. La cooperazione nazionale per la sicurezza sarà uno dei temi centrali del nuovo rapporto sulla politica di sicurezza. Per questa ragione saranno coinvolti nell'allestimento del rapporto, accanto a rappresentanti della Confederazione, anche - e nella stessa misura - rappresentanti delle competenti conferenze cantonali (Conferenza dei direttori cantonali degli affari militari e della protezione civile e Conferenza dei direttori cantonali di giustizia e polizia). Benché i compiti di polizia continuino a rientrare nella sfera di competenza cantonale e comunale, i cantoni, contrariamente a quanto avvenuto per il rapporto sulla politica di sicurezza del 2000, hanno manifestato la disponibilità ad analizzare nel nuovo rapporto sulla politica di sicurezza anche i mezzi e le misure finalizzati alla sicurezza dei singoli cittadini. Tutti gli interessati devono diventare consapevoli che è impossibile trattare come due tematiche separate l'esistenza quotidiana e le situazioni di crisi, che formano un continuum per il quale sono indispensabili pertinenti accordi e attività di coordinamento.</p><p>Nel nuovo rapporto sulla politica di sicurezza, destinato a comprendere linee direttrici e impulsi di fondo, non sarà possibile disciplinare tutti i dettagli. Per il momento, il Consiglio federale non giudica ragionevole l'allestimento di un rapporto sulla sicurezza interna e sulla cooperazione nazionale per la sicurezza materialmente separato e successivo al rapporto sulla politica di sicurezza. Ciò comporterebbe dei doppioni che non gioverebbero alla chiarezza delle analisi e non corrisponderebbero a una gestione parsimoniosa delle risorse. Un ulteriore approccio alternativo consisterebbe nell'escludere completamente la sicurezza interna dal rapporto sulla politica di sicurezza, ma il Consiglio federale giudica inappropriata anche questa alternativa: benché in tal modo si eviterebbero dei doppioni, il rapporto sulla politica di sicurezza finirebbe per essere soltanto un rapporto sulla politica di sicurezza esterna, il che non sarebbe nell'interesse di una politica di sicurezza avveduta. Il nuovo rapporto sulla politica di sicurezza deve contenere una descrizione globale della politica di sicurezza svizzera.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.