<h2>SubmittedText<h2><p>Conformemente ai parametri fissati per la revisione del diritto della società anonima, il Consiglio federale intende imporre una quota femminile del 20 per cento per le direzioni e del 30 per cento per i consigli d'amministrazione delle maggiori imprese quotate in borsa. A tale proposito pongo le domande seguenti:</p><p>1. Come giustifica tale quota sul piano della politica economica?</p><p>2. Come la giustifica su quello della politica sociale?</p><p>3. Su quale base costituzionale poggia la quota?</p><p>4. Il Consiglio federale presuppone che gli azionisti di imprese quotate in borsa vogliano una quota di questo tipo? In caso affermativo, su quale base poggia la sua supposizione? In caso negativo, come giustifica l'intenzione di imporre comunque una quota?</p><p>5. È al corrente che gli investitori istituzionali reputano importante la varietà professionale, ma non quella personale dei membri degli organi direttivi?</p><p>6. È al corrente che la ricerca nel campo delle scienze economiche non è stata in grado di individuare alcun chiaro vantaggio delle quote femminili? In caso di risposta affermativa, che cosa significa, a suo avviso, per la prevista quota femminile?</p><p>7. Il Consiglio federale non ritiene possibili altre misure meno drastiche di un obbligo legale (di fatto risultante dall'approccio "comply or explain") per raggiungere l'obiettivo prefissato (quali p. es. un "opting-out" legale o l'obbligo per le imprese di stabilire principi nei propri statuti)? </p><p>8. Se con la sua proposta il Consiglio federale intende conseguire una diversità negli organi direttivi, non sarebbe meglio puntare a una composizione generalmente variegata, non soltanto in relazione al sesso?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1.-3./8. Dal 1981 l'articolo 8 capoverso 3 della Costituzione federale esige che la legge assicuri l'uguaglianza, di diritto e di fatto, tra donna e uomo, in particolare per quanto concerne l'istruzione e il lavoro. Malgrado gli sforzi profusi da alcuni anni da grandi aziende al fine di conseguire un maggiore equilibrio tra i sessi nella composizione dei quadri superiori, la situazione è ancora deludente. A fine 2014 la quota femminile era soltanto del 16 per cento nei consigli d'amministrazione e addirittura soltanto del 6 per cento nelle direzioni aziendali. La necessità d'intervenire è pertanto indiscutibile. Alla luce dei risultati della consultazione e dell'analisi delle conseguenze della regolamentazione, il 4 dicembre 2015 il Consiglio federale ha dunque deciso di confermare l'introduzione di percentuali per la rappresentanza dei due sessi nelle società quotate in borsa ed economicamente importanti, come in linea di massima proposto nell'avamprogetto del 28 novembre 2014 concernente la modifica del Codice delle obbligazioni (diritto della società anonima). Ha incaricato il DFGP di presentare un disegno e un messaggio entro fine 2016. Per il momento non ritiene vi sia motivo di adottare ulteriori misure legislative volte a promuovere la diversità negli organi direttivi.</p><p>4./5. Il Consiglio federale ha posto in consultazione il suddetto avamprogetto di revisione del diritto della società anonima. A una procedura di consultazione può partecipare qualsiasi persona o organizzazione (art. 4 della legge sulla consultazione, LCo), e dunque anche gli azionisti di società quotate in borsa e gli investitori istituzionali. Si prende atto dei pareri espressi, li si soppesa e li si valuta (art. 8 LCo). Quasi tutti i pareri espressi in occasione della consultazione sul suddetto avamprogetto hanno ritenuto che la rappresentanza di entrambi sessi nei consigli d'amministrazione e nelle direzioni sia un obiettivo auspicabile. Alla luce delle reazioni in parte controverse all'introduzione di una percentuale di rappresentanti dei due sessi nelle società quotate in borsa ed economicamente importanti, il Consiglio federale ha tuttavia deciso di ridurre al 20 per cento il valore previsto nell'avamprogetto per le direzioni aziendali e di prolungare il termine di transizione a 10 anni, basandosi sulla considerazione che una direzione aziendale richiede maggiori conoscenze tecniche specifiche di un consiglio d'amministrazione.</p><p>6./7. Il Consiglio federale ha incaricato l'Haute école de gestion Arc e la Scuola universitaria di scienze applicate di Zurigo di sottoporre il progetto d'introduzione di una rappresentanza dei due sessi a un'analisi dell'impatto della regolamentazione. L'analisi del 30 settembre 2015 è consultabile in francese e tedesco sul sito dell'Ufficio federale di giustizia. Prevede effetti positivi sia a livello di consigli d'amministrazione che di direzioni delle società interessate (pag. 35). Visti e considerati i sistemi alternativi di disciplinamento e sanzionamento, pure oggetto dell'analisi (pag. 40 e segg.), il Consiglio federale ritiene che con l'approccio "comply or explain" si ottenga il migliore rapporto tra intensità d'intervento e conseguimento degli obiettivi.</p>  Risposta del Consiglio federale.