<h2>SubmittedText<h2><p>Il 4 marzo 2018 l'iniziativa "No Billag" è stata chiaramente respinta da Popolo e Cantoni poiché considerata troppo radicale. L'argomento più forte dei favorevoli era probabilmente il fatto di essere obbligati a pagare per qualcosa che si usa poco o affatto. Ora, se gli assoggettati al canone beneficiassero di un diritto parziale a partecipare alle decisioni in merito alla ripartizione dei proventi del canone a carico delle economie domestiche, a lungo termine l'intero sistema composto da media di diritto pubblico e privato ne risulterebbe rafforzato e legittimato. Questo approccio democratico potrebbe essere messo in pratica nella nuova legge sui media. In tale contesto, il Consiglio federale è invitato a esprimere un parere in merito alle seguenti domande:</p><p>1. Ha esaminato delle proposte che comprendano tale approccio e che al contempo tengano conto della particolare posizione della SSR?</p><p>2. Cosa ne pensa del fatto che con questi approcci si introdurrebbero elementi della democrazia diretta nel sistema mediatico, i quali rafforzerebbero non solo i fornitori privati, ma a lungo termine anche la legittimità della SSR?</p><p>3. Il concetto mediatico proposto da Roger Schawinski illustra una possibile realizzazione di tale sistema: una quota fissa dei proventi del canone è destinata alla SSR e una quota flessibile a una lista di destinatari, tra i quali ciascun assoggettato può esprimere liberamente la propria preferenza. Il Consiglio federale ha preso in esame questo approccio? Qual è la sua opinione di fondo in merito?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La SSR occupa una posizione particolare sia nella legge federale sulla radiotelevisione in vigore (LRTV; RS 784.40) sia nell'avamprogetto posto in consultazione concernente una futura legge federale sui media elettronici (AP-LME). L'idea di partecipazione alle decisioni sulla ripartizione del canone a carico delle economie domestiche non è nuova ed è già stata proposta in passato e in diverse forme durante il dibattito.</p><p>2. Vi sono diverse idee in merito a un parziale diritto di partecipazione alle decisioni sulla ripartizione del canone. A livello di contenuto queste si differenziano in alcuni punti essenziali. Ad esempio in merito all'importo a libera disposizione o alle condizioni imposte a un'offerta mediatica affinché possa essere favorita. In nessun modello è possibile prevedere quale effetto questa partecipazione alle decisioni avrebbe sulla legittimazione della SSR.</p><p>Per tutti i modelli vengono a porsi altre domande, in particolare per quanto riguarda la garanzia della qualità auspicata del servizio pubblico, l'adeguata considerazione delle regioni periferiche, della chiave di ripartizione, che tenga conto in modo appropriato dei media nelle diverse lingue nazionali, nelle regioni, eccetera, la definizione e il controllo del rispetto dei criteri (qualitativi) per i media che potrebbero essere favoriti nonché in merito agli effetti sulla sicurezza di pianificazione dei media.</p><p>Nell'ambito della consultazione inerente all'AP-LME sono state presentate delle proposte che mirano a dare a chi paga il canone un parziale diritto di partecipazione alle decisioni. In vista del messaggio su una futura legge federale sui media elettronici saranno tenuti in debita considerazione i pareri ed esaminate le relative misure.</p><p>3. Il piano mediatico 21 ("Medienkonzept 21") di Roger Schawinski è stato presentato nell'ambito della consultazione menzionata. In vista del messaggio su una futura legge federale sui media elettronici sarà ora oggetto di analisi come gli altri pareri della consultazione.</p>  Risposta del Consiglio federale.