<h2>SubmittedText<h2><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Ritiene che i risultati del rapporto Bergier siano entrati sufficientemente nel sentire comune della popolazione svizzera?</p><p>2. In che misura è disposto a legittimare la rilevanza storiografica dei risultati del rapporto Bergier e a agevolarne la ricezione, ad esempio negli strumenti didattici?</p><p>3. Come potrebbero essere recepiti i risultati di queste ricerche nella lotta alla xenofobia e al sorgere di nuove correnti nazionalsocialiste?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nell'ambito delle sue competenze, il Consiglio federale contribuisce a far conoscere alla popolazione i risultati della commissione indipendente di esperti Svizzera/seconda guerra mondiale (CIE) al fine di consentire il dibattito e l'approfondimento sulla questione. Il rapporto di sintesi è disponibile in quattro lingue sul sito www.uek.ch gestito dalla Cancelleria federale. Il Museo nazionale svizzero a Zurigo si è dichiarato disposto a esporre durevolmente parte del materiale della mostra "Il rapporto Bergier". Nell'aprile 2008 la Confederazione ha trasferito alla casa editrice "Editions page 2" i diritti esclusivi di traduzione, pubblicazione e diffusione in lingua francese dello studio svolto dalla CIE sui nomadi. Senza dimenticare che non è compito del Consiglio federale esprimersi su come la popolazione recepisca i risultati delle ricerche storiche.</p><p>2. Conformemente a quanto ribadito a più riprese dal Consiglio federale, i risultati della CIE raccolti in oltre 10 000 pagine non rientrano nella storiografia ufficiale. È quanto sostiene anche la CIE che, rammentando il suo statuto di commissione indipendente, non considera in alcun modo le sue interpretazioni in quanto "verità di Stato" né verità definitive (rapporto di sintesi, pag. 515).</p><p>3. Fra le numerose questioni esaminate dalla CIE vi è l'atteggiamento della Svizzera nei confronti delle vittime di genocidi e persecuzioni. La Confederazione e i cantoni hanno intrapreso iniziative proprie per sensibilizzare la gente, in particolare le giovani generazioni, sull'osservanza dei diritti umani e contro il razzismo. La giornata della memoria dell'olocausto e della prevenzione dei crimini contro l'umanità, istituita nel 2004, ha costituito lo spunto per elaborare e introdurre nuovo materiale didattico per l'insegnamento della storia (lista non esaustiva sul sito www.educa.ch). Per quanto concerne l'educazione ai diritti umani, i provvedimenti contro la discriminazione razziale sono trattati nell'ambito dell'educazione allo sviluppo sostenibile, una disciplina integrata nei programmi, nella formazione degli insegnanti e nel miglioramento della qualità delle scuole. Da ultimo va menzionato il servizio specializzato per l'estremismo in seno all'esercito.</p>  Risposta del Consiglio federale.