<h2>SubmittedText<h2><p>L'avamprogetto di ordinanza sull'assistenza di minori elaborato dal Dipartimento federale di giustizia e polizia si proponeva di concentrarsi sul bene del minore. L'ordinanza deve pertanto intervenire laddove gli interessi del minore sono in pericolo e non possono essere garantiti dai genitori. Di norma ciò si verifica soltanto nel caso di collocamenti di minori disposti dall'autorità tutoria.</p><p>La nuova ordinanza contiene tuttavia molti errori. L'avamprogetto non centra l'obiettivo, dimenticando di prendere in debita considerazione i genitori quale componente principale nell'assistenza. I genitori - e non le autorità - devono poter decidere in modo autonomo e responsabile in che modo e a chi far assistere i loro figli. Non può essere compito dello Stato e delle autorità intervenire e regolamentare nel minimo dettaglio i più disparati modi di vita, soprattutto se i principi più importanti del bene del minore sono già disciplinati in disposizioni di legge esistenti. La nuova ordinanza sottrae ogni responsabilità ai genitori, non riconoscendo loro la capacità di valutare in maniera autonoma le condizioni dell'assistenza. In tal modo si dimentica che i genitori che fanno volontariamente capo a terzi hanno interesse a che i loro figli ricevano la migliore assistenza possibile.</p><p>Il gruppo liberale-radicale pone al Consiglio federale le domande seguenti:</p><p>1. L'avamprogetto sottoposto a consultazione è stato oggetto di molte critiche. In che misura tali critiche sono state prese in considerazione al momento di rielaborare l'avamprogetto?</p><p>2. Non è anch'esso dell'avviso che la nuova ordinanza manchi di buon senso?</p><p>3. La durata di due giorni e due notti per un'assistenza a tempo pieno non è forse troppo breve?</p><p>4. Il Consiglio federale non ritiene che l'OAMin debba soddisfare requisiti diversi da quelli previsti per l'AP-OAssM?</p><p>5. Non sarebbe sensato continuare a separare rigorosamente le ordinanze menzionate alla domanda 2 (OAMin, OAssM) per evitare ulteriore confusione?</p><p>6. Il Consiglio federale è convinto che l'obbligo d'autorizzazione statale previsto dalla nuova ordinanza permetta di proteggere meglio i minori dalle aggressioni da parte di terzi?</p><p>7. Non è anch'esso dell'opinione che i programmi di scambio scolastici o i soggiorni alla pari non dovrebbero sottostare a tale ordinanza?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Le critiche e le proposte avanzate in sede di consultazione sono valutate in maniera molto seria ed accurata. Il risultato di tale valutazione è integrato nell'avamprogetto di ordinanza sull'assistenza di minori (AP-OAssM) rielaborato in seguito alla consultazione.</p><p>2. No.</p><p>3. Secondo gli specialisti, di principio l'accertamento dell'idoneità e la vigilanza su un posto di collocamento si impongono se un minore inizia a spostare il suo centro di vita e trascorre altrettanto o addirittura più tempo presso la famiglia o l'istituto in cui è assistito che a casa. Nel caso di bambini piccoli già una notte trascorsa regolarmente fuori da casa può lasciare il segno, mentre nel caso di minori più grandi appare accettabile una soglia di tre o eventualmente quattro notti. L'AP-OAssM ha proposto una durata media di assistenza di due giorni e due notti. Tale normativa è riesaminata tenendo conto dei risultati della consultazione.</p><p>4./5. Se, come nell'OAssM, si ritiene prioritario il bene del minore, i requisiti previsti per un posto di assistenza sono sempre i medesimi: si tratta, in ogni caso, di un'assistenza di buona qualità, che può essere fornita da un privato o da un istituto; i requisiti relativi alla durata e allo scopo dell'assistenza (assistenza diurna o a tempo pieno) possono essere strutturati in maniera del tutto flessibile. Peraltro, l'ordinanza attualmente in vigore sull'accoglimento di minori a scopo di affiliazione e di adozione (OAMin) applica già questo approccio, in quanto prevede disposizioni per l'assistenza diurna presso privati e istituti (art. 12 e 13 cpv. 1 lett. b segg. OAMin). In altre parole, l'assistenza diurna e quella a tempo pieno sono già disciplinate attualmente nella medesima ordinanza. Questa soluzione è in sintonia con l'articolo 316 del Codice civile, che costituisce la base legale sia dell'attuale OAMin sia della futura OAssM e mira di principio a proteggere preventivamente tutti i minori assistiti da terzi, indipendentemente dalla durata dell'assistenza, dal motivo o dalla persona che ha deciso tale assistenza. Pertanto, attualmente non si ritiene necessario suddividere l'assistenza diurna e a tempo pieno in due ordinanze.</p><p>6. La prevenzione di abusi è uno scopo importante, ma non l'unico, perseguito con l'obbligo di autorizzazione. Si tratta piuttosto di fissare, sul piano generale, standard minimi, garantendo così la qualità necessaria nell'assistenza dei minori.</p><p>7. Il Consiglio federale non intende né ostacolare né tantomeno impedire i soggiorni alla pari o i programmi di scambio scolastici. Al momento di valutare i risultati della consultazione e di rielaborare l'avamprogetto ci si soffermerà in particolare su tale punto.</p>  Risposta del Consiglio federale.