<h2>SubmittedText<h2><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Come valuta gli effetti del pagamento di compensi pecuniari sulla fiducia di tutti gli attori del sistema sanitario, e in particolare sul rapporto tra i pazienti e il loro medico di famiglia?</p><p>2. Com'è possibile che siano in uso pratiche simili, se per le spese di trattamento il sistema prevede tariffe prefissate?</p><p>3. Perché ritiene che competa in primo luogo ai cantoni impedirle?</p><p>4. Come intende rafforzare il ruolo dei medici di famiglia nel quadro del coordinamento delle cure, se al contempo la fiducia dei pazienti è scossa da casi di presunti compensi pecuniari tra medici?</p><p>5. È dell'avviso che manchi una base legale? Se sì, dove pensa che questa debba essere creata?</p><p>6. È del parere che vi potrebbero essere anche altre misure? Se sì, quali?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La questione dei compensi pecuniari tra fornitori di prestazioni è stata sollevata in diversi interventi parlamentari (Po. Heim 15.3061, Po. Hardegger 15.3062, Ip. Stolz 15.3246 e Ip. Stahl 15.3259). Pertanto il Consiglio federale si permette di rispondere allo stesso modo.</p><p>1. I fornitori di prestazioni che operano a carico dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie sono obbligati ad agire nell'interesse del paziente e ad attenersi al principio dell'economicità (art. 56 della legge federale sull'assicurazione malattie, LAMal; RS 832.10). Devono rispettare i principi di efficacia, appropriatezza ed economicità sanciti dalla legge, nonché garantire la qualità delle prestazioni fornite. Queste regole si applicano anche quando un fornitore di prestazioni indirizza un paziente a un altro fornitore di prestazioni. Esso deve consigliare il paziente secondo i principi summenzionati, affinché questi disponga delle informazioni necessarie per esercitare il diritto di scegliere liberamente tra un fornitore di prestazioni ambulatoriali o stazionarie. Inoltre i pazienti possono essere indirizzati da un fornitore a un altro unicamente per atti diagnostici o terapeutici necessari. Se chi indirizza un paziente a un altro fornitore di prestazioni dovesse ricevere un compenso per questa sua decisione, l'informazione al paziente ne sarebbe influenzata e sarebbe condizionata da un conflitto d'interessi. Il Consiglio federale ritiene preoccupante ed eticamente discutibile aggirare il diritto degli assicurati alla libera scelta con simili pratiche. Per di più, esse accrescono il pericolo di fornire prestazioni superflue e di esporre i pazienti a rischi inutili.</p><p>2. Secondo l'articolo 43 capoverso 6 LAMal, le parti alla convenzione e le autorità competenti devono provvedere affinché si conseguano cure appropriate e di alto livello qualitativo a costi il più possibile convenienti. Le convenzioni tariffali concluse tra gli assicuratori e i fornitori di prestazioni consentono pertanto di rimborsare unicamente i costi di prestazioni efficienti. I vantaggi tra fornitori di prestazioni per l'indirizzamento di pazienti, quali i compensi pecuniari, non sono considerati nelle tariffe concordate tra gli assicuratori e i fornitori di prestazioni o in quelle fissate dalle autorità competenti per i casi previsti dalla legge, secondo l'articolo 43 capoverso 4 LAMal. I vantaggi non fanno parte dei costi di trattamento rimborsati in base alle tariffe: il fornitore di prestazioni che li ha ottenuti deve farne usufruire l'assicurato o il suo assicuratore sotto forma di sconto. Di per sé le agevolazioni - in particolare i vantaggi in denaro o sotto forma di sconti - non sono illegali. L'articolo 56 capoverso 3 LAMal esige che il fornitore di prestazioni ceda gli sconti diretti o indiretti ottenuti. Il Consiglio federale rinvia al codice deontologico della Federazione dei medici svizzeri (FMH) che, all'articolo 36, vieta la remunerazione o altri vantaggi ottenuti dai medici per l'indirizzamento di pazienti a colleghi o per farsi assegnare singoli atti diagnostici o terapeutici. Se i fornitori di prestazioni sono favoriti da compensi pecuniari, l'assicuratore ha la possibilità di rivolgersi al tribunale arbitrale, secondo l'articolo 89 LAMal, ed esigere la restituzione dello sconto di cui il fornitore di prestazioni non ha fatto usufruire l'assicurato o l'assicuratore, così come previsto dall'articolo 56 capoverso 4 LAMal.</p><p>3. La legge sulle professioni mediche (LPMed; RS 811.11) prevede che chi esercita liberamente una professione medica universitaria debba tutelare, nel collaborare con membri di altre professioni sanitarie, esclusivamente gli interessi dei pazienti e operare indipendentemente da vantaggi finanziari (art. 40 lett. e). Con l'articolo 40 LPMed si vuole garantire, in ultima analisi, che il diritto del paziente alla libera scelta di un fornitore di prestazioni ambulatoriali o stazionarie - fatta eccezione per i modelli che limitano questa scelta - non sia compromesso dall'interesse a un vantaggio economico da parte del fornitore di prestazioni. Ogni cantone deve designare un'autorità incaricata di vigilare sulle persone che esercitano liberamente una professione medica universitaria sul territorio cantonale. Tale autorità di vigilanza adotta le misure necessarie affinché siano rispettati gli obblighi professionali (art. 41 LPMed). Alle attività esercitate da dipendenti si applicano le leggi sanitarie cantonali, che prevedono obblighi professionali in larga misura analoghi a quelli della LPMed. L'adozione di misure per riconoscere e sanzionare i compensi pecuniari incombe quindi ai cantoni; questa responsabilità è compatibile con la loro competenza di autorizzare e sorvegliare l'attività dei fornitori di prestazioni. Le autorità federali hanno unicamente l'obbligo di annunciare all'autorità di vigilanza cantonale i fatti che potrebbero costituire una violazione degli obblighi professionali (art. 42 LPMed).</p><p>4. Non solo l'attività dei medici di famiglia, ma anche quella di altri fornitori di prestazioni si fonda sulla fiducia dei pazienti. Per mantenere e rafforzare questa fiducia è importante che i cantoni vigilino sui fornitori di prestazioni, in particolare per richiamarli ai loro obblighi professionali e salvaguardare gli interessi dei pazienti. Pertanto è fondamentale che, nella loro veste di autorità di vigilanza, i cantoni procedano contro il versamento di compensi pecuniari. Le associazioni di categoria e le federazioni degli ospedali sono dal canto loro tenute a obbligare i loro membri ad attenersi a questo codice comportamentale. Il Consiglio federale è favorevole alla posizione chiara della FMH sulla questione della remunerazione per l'indirizzamento di un paziente a un collega. Intende tuttavia continuare a seguire la situazione insieme agli assicuratori e alla FMH.</p><p>5./6. In considerazione di quanto esposto nelle risposte alle domande da 1 a 4, la situazione giuridica è chiara secondo la LAMal e anche secondo la LPMed, e non vi è alcuna necessità di un ulteriore approfondimento né di intervenire a livello normativo. Nell'ambito dei medicamenti, la questione della cessione delle agevolazioni è già stata integrata nella revisione in corso della legge sugli agenti terapeutici (messaggio del 7 novembre 2012 concernente la modifica della legge sugli agenti terapeutici; FF 2013 1).</p>  Risposta del Consiglio federale.