<!DOCTYPE html> <html lang="it"><head><meta charset="utf-8"/></head><body><div class="content"> <div class="para"> </div> <div class="para">[AZA 0] </div> <div class="para"> </div> <div class="para">1P.213/1999 </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> I C O R T E D I D I R I T T O P U B B L I C O </div> <div class="para"> ***************************************************** </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <u>30 marzo 2000 </u> </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Composizione della Corte: giudici federali Aemisegger, pre- </div> <div class="para">sidente della Corte, Favre e Scartazzini, supplente. </div> <div class="para">Cancelliere ad hoc: Verzasconi. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">_________ </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Visto il ricorso di diritto pubblico dell'8 aprile 1999 </div> <div class="para">presentato dalla <u>A.________ S.A.</u>, Paradiso, patrocinata </div> <div class="para">dall'avv. Caterina Colombo, Lugano, contro la decisione re- </div> <div class="para">sa l'11 marzo 1999 dal <u>Tribunale amministrativo del Cantone</u> </div> <div class="para"> <u>Ticino</u>, in merito all'ordine impartito dal <u>Comune di P a -</u> </div> <div class="para"> <u>r a d i s o</u>, rappresentato dal Municipio e patrocinato </div> <div class="para">dall'avv. dott. Dario Item, Lugano, di ripristinare la </div> <div class="para">destinazione abitativa dell'immobile sito sulla particella </div> <div class="para">n. XXX RFD di proprietà della ricorrente; </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <u>R i t e n u t o i n f a t t o </u> </div> <div class="para">: </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <u>A.- </u> </div> <div class="para"> Il 28 gennaio 1988 e il 6 maggio 1988 il Muni- </div> <div class="para">cipio di Paradiso ha rilasciato alla A.________ S.A. una </div> <div class="para">licenza edilizia per costruire sulla particella n. XXX RFD </div> <div class="para">del Comune di Paradiso uno stabile comprendente 19 apparta- </div> <div class="para">menti da 1½ locali, 5 da 2½ locali e 4 da 3 locali, da </div> <div class="para">adibire ad abitazione primaria. Situato sulla strada che </div> <div class="para">porta verso Carona, a monte della linea ferroviaria del San </div> <div class="para">Gottardo, il fondo era incluso nella zona R5 del piano re- </div> <div class="para">golatore comunale del 1979 (in seguito PR 1979), in vigore </div> <div class="para">a quel momento, ove erano ammessi edifici di carattere </div> <div class="para">residenziale, commerciale e artigianale (cfr. art. 32 delle </div> <div class="para">norme di attuazione del piano regolatore del 1979, in se- </div> <div class="para">guito NAPR 1979). </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> Avvertito del fatto che lo stabile era stato tra- </div> <div class="para">sformato in un postribolo, a partire dal 1995 il Municipio </div> <div class="para">ha effettuato alcuni controlli sia sui locatari, sia sui </div> <div class="para">frequentatori dell'immobile. Sulla base dei risultati sca- </div> <div class="para">turiti da queste verifiche, che confermavano le supposizio- </div> <div class="para">ni dell'Autorità comunale, con decisione del 12 marzo 1997 </div> <div class="para">il Municipio ha ordinato alla A.________ S.A. di inoltrare </div> <div class="para">una domanda di costruzione volta a sanare l'avvenuto cam- </div> <div class="para">biamento della destinazione dell'immobile, da residenziale </div> <div class="para">a commerciale, attuato senza permesso. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <u>B.- </u> </div> <div class="para"> Adito dalla A.________ S.A., il Consiglio di </div> <div class="para">Stato del Cantone Ticino ha accolto il ricorso e annullato </div> <div class="para">l'ordine impartito dal Municipio. Ha ritenuto che un cam- </div> <div class="para">biamento di destinazione non potesse essere autorizzato, </div> <div class="para">poiché incompatibile con la funzione residenziale della </div> <div class="para">zona e che la procedura di rilascio della licenza edilizia </div> <div class="para">in sanatoria fosse superflua. Ha pertanto invitato il Comu- </div> <div class="para">ne ad adottare i provvedimenti necessari atti a ristabilire </div> <div class="para">una situazione conforme al diritto. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> Contro questa decisione la A.________ S.A. è insor- </div> <div class="para">ta al Tribunale amministrativo del Cantone Ticino che, con </div> <div class="para">sentenza del 26 novembre 1997, ha annullato la decisione </div> <div class="para">governativa, rinviando gli atti al Consiglio di Stato per </div> <div class="para">nuova decisione. La Corte cantonale ha in effetti accertato </div> <div class="para">una violazione del diritto di essere sentito, poiché il </div> <div class="para">giudizio impugnato si fondava su documenti acquisiti agli </div> <div class="para">atti senza che la ricorrente avesse avuto la possibilità di </div> <div class="para">esprimervisi; inoltre, il rinvio degli atti al Municipio </div> <div class="para">per l'adozione di misure di ripristino avrebbe configurato </div> <div class="para">una inammissibile reformatio in peius. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <u>C.- </u> </div> <div class="para"> Il 10 febbraio 1998 il Municipio di Paradiso, </div> <div class="para">ritenendo che le attività esercitate nello stabile della </div> <div class="para">A.________ S.A. si ponessero in contrasto con la destina- </div> <div class="para">zione di zona, che il piano regolatore nel frattempo entra- </div> <div class="para">to in vigore aveva reso esclusivamente residenziale, ha </div> <div class="para">ordinato alla A.________ S.A. di ripristinare l'uso abita- </div> <div class="para">tivo primario dell'immobile, conformemente a quanto stabi- </div> <div class="para">lito nelle licenze edilizie e ha imposto il divieto di dare </div> <div class="para">in locazione gli appartamenti in particolare a turiste, </div> <div class="para">titolari di un permesso di soggiorno di breve durata, che </div> <div class="para">avrebbero esercitato la prostituzione. Ha infine fatto </div> <div class="para">obbligo alla A.________ S.A. di effettuare dei controlli </div> <div class="para">prima di dare in locazione gli appartamenti, al fine di </div> <div class="para">garantire la residenza primaria dello stabile. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> La A.________ S.A. ha impugnato anche questa deci- </div> <div class="para">sione con ricorso al Consiglio di Stato, il quale, il 26 </div> <div class="para">maggio 1998, ha statuito con decisioni separate sia sull' </div> <div class="para">ordine del 12 marzo 1997 del Comune di presentare una do- </div> <div class="para">manda di costruzione in sanatoria, sia sull'ordine del 10 </div> <div class="para">febbraio 1998 di ripristinare l'uso abitativo primario </div> <div class="para">dell'immobile. Sul primo oggetto, il Governo ha ritenuto la </div> <div class="para">domanda di costruzione in sanatoria viziata da un formali- </div> <div class="para">smo eccessivo, visto che l'attività svolta nell'edificio </div> <div class="para">non avrebbe mai potuto essere autorizzata in una zona resi- </div> <div class="para">denziale. Sul secondo, il Consiglio di Stato ha ritenuto </div> <div class="para">giustificata l' adozione di misure volte a ristabilire una </div> <div class="para">situazione conforme al diritto; ha tuttavia riformato il </div> <div class="para">giudizio con riferimento al divieto di locare gli apparta- </div> <div class="para">menti a persone dedite alla prostituzione, imponendo unica- </div> <div class="para">mente alla A.________ S.A. di vigilare con tutti i mezzi </div> <div class="para">possibili affinché nell'immobile di sua proprietà non ve- </div> <div class="para">nisse esercitata alcuna attività commerciale di tipo mo- </div> <div class="para">lesto. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <u>D.- </u> </div> <div class="para"> La proprietaria ha impugnato entrambe le deci- </div> <div class="para">sioni davanti al Tribunale amministrativo chiedendone, con </div> <div class="para">due ricorsi del 5 e del 12 giugno 1998, l'annullamento. </div> <div class="para">Esperiti due sopralluoghi, di cui uno non preannunciato, e </div> <div class="para">accertato che lo stabile presentava tutte le caratteristi- </div> <div class="para">che di un postribolo, la Corte cantonale ha respinto i ri- </div> <div class="para">corsi riguardo alla conformità della costruzione alla zona, </div> <div class="para">ritenendo che l'utilizzazione non corrispondesse alla li- </div> <div class="para">cenza edilizia; i provvedimenti decisi dalle istanze infe- </div> <div class="para">riori (controllo affinché all'interno dello stabile non ve- </div> <div class="para">nissero esercitate attività moleste, in particolare la pro- </div> <div class="para">stituzione) sono stati ritenuti proporzionati e adeguati </div> <div class="para">agli scopi prefissi. Il Tribunale amministrativo ha invece </div> <div class="para">accolto i due ricorsi per quanto riguarda le spese e ripe- </div> <div class="para">tibili fissate dal Consiglio di Stato. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <u>E.- </u> </div> <div class="para"> La A.________ S.A. ha impugnato la sentenza </div> <div class="para">del Tribunale cantonale amministrativo, con la quale esso </div> <div class="para">statuiva sul gravame del 12 giugno 1998 (concernente il </div> <div class="para">ripristino) con un ricorso di diritto pubblico al Tribunale </div> <div class="para">federale. Ha chiesto di annullare il giudizio, perché con- </div> <div class="para">trario agli <span class="artref"><artref id="CH/31/4" type="start"></artref>art. 4, 22tere 31</span><artref id="CH/31/22^tere" type="end"></artref> vCost., e all'art. 2 Disp. </div> <div class="para">trans. vCost. Dei motivi del gravame si dirà nei conside- </div> <div class="para">randi. </div> <div class="para"> Il Municipio di Paradiso ha chiesto di respingere </div> <div class="para">il ricorso, nella misura della sua ammissibilità. Il Consi- </div> <div class="para">glio di Stato e il Tribunale cantonale amministrativo hanno </div> <div class="para">postulato la conferma della sentenza impugnata. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> Con decreto presidenziale del 27 maggio 1999 è </div> <div class="para">stata respinta la domanda d'effetto sospensivo. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <u>C o n s i d e r a n d o i n d i r i t t o : </u> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <u>1.- </u> </div> <div class="para"> a) Il Tribunale federale esamina d'ufficio e </div> <div class="para">con piena cognizione l'ammissibilità dei rimedi che gli </div> <div class="para">vengono sottoposti senza essere vincolato, in tale ambito, </div> <div class="para">dagli argomenti delle parti o dalle loro conclusioni (DTF </div> <div class="para">125 I 14 consid. 2a, 253 consid. 1a). </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> b) La ricorrente censura, con un ricorso di dirit- </div> <div class="para">to pubblico, la mancata applicazione da parte dell'autorità </div> <div class="para">cantonale della legge federale sulla protezione dell'am- </div> <div class="para">biente, del 7 ottobre 1983 (LPAmb), che sarebbe da sé sola </div> <div class="para">determinante ai fini della valutazione del grado di mole- </div> <div class="para">stia delle immissioni. L'esclusiva applicabilità della nor- </div> <div class="para">mativa federale svuoterebbe di significato le regole detta- </div> <div class="para">te dal diritto comunale e cantonale per la determinazione </div> <div class="para">della compatibilità dell'utilizzazione di un fondo alla de- </div> <div class="para">stinazione della zona in cui è sito. Occorre dunque verifi- </div> <div class="para">care se e in che misura il ricorso presentato come ricorso </div> <div class="para">di diritto pubblico non debba essere trattato come ricorso </div> <div class="para">di diritto amministrativo per violazione del diritto fede- </div> <div class="para">rale. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> Secondo gli art. 97 e 98 lett. g OG, combinati con </div> <div class="para">l'<span class="artref">art. 5 PA</span>, la via del ricorso di diritto amministrativo è </div> <div class="para">aperta contro le decisioni delle autorità cantonali d'ulti- </div> <div class="para">ma istanza fondate sul diritto federale - o che avrebbero </div> <div class="para">dovuto esserlo - sempre che non sia realizzata nessuna del- </div> <div class="para">le eccezioni previste agli <span class="artref">art. 99 a 102</span> OG o nella legi- </div> <div class="para">slazione speciale (<a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=10&amp;from_date=22.03.2000&amp;to_date=10.04.2000&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F125-II-10%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page10">DTF 125 II 10</a> consid. 2a, 124 I 223 con- </div> <div class="para">sid. 1a/aa, 231 consid. 1a, 124 II 409 consid. 1d/dd, 123 </div> <div class="para">II 231 consid. 2, 122 I 328 consid. 1a, 122 II 274 consid. </div> <div class="para">1). Il ricorso di diritto amministrativo è pure ammissibile </div> <div class="para">contro le decisioni cantonali fondate nel medesimo tempo </div> <div class="para">sul diritto federale e sul diritto cantonale, in quanto sia </div> <div class="para">in gioco la violazione di norme di diritto federale diret- </div> <div class="para">tamente applicabili (<a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=10&amp;from_date=22.03.2000&amp;to_date=10.04.2000&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F124-II-409%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page409">DTF 124 II 409</a> consid. 1d/dd, 123 I </div> <div class="para">231 consid. 2 e rinvii). Realizzandosi una simile connes- </div> <div class="para">sione tra le norme di diritto cantonale e quelle di diritto </div> <div class="para">federale, il Tribunale federale esamina liberamente, nell' </div> <div class="para">ambito del ricorso di diritto amministrativo, se il diritto </div> <div class="para">cantonale sia conforme alle norme superiori federali (cfr. </div> <div class="para">104 lett. a OG; <a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=10&amp;from_date=22.03.2000&amp;to_date=10.04.2000&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F123-II-231%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page231">DTF 123 II 231</a> consid. 2, 121 II 39 consid. </div> <div class="para">2a, 72 consid. 1b). Per contro, è il rimedio del ricorso di </div> <div class="para">diritto pubblico a essere dato contro decisioni fondate </div> <div class="para">esclusivamente sul diritto cantonale e che non presentino </div> <div class="para">alcuna connessione con l'applicazione del diritto federale </div> <div class="para">(<a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=10&amp;from_date=22.03.2000&amp;to_date=10.04.2000&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F125-II-10%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page10">DTF 125 II 10</a> consid. 2a, 124 II 409 consid. 1d/dd, 123 II </div> <div class="para">359 consid. 1a/aa). </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> La protezione delle persone da effetti dannosi o </div> <div class="para">molesti, segnatamente dal rumore, è regolata dalla LPAmb </div> <div class="para">(art. 1 cpv. 1), la quale esclude l'installazione di nuovi </div> <div class="para">impianti che provocano rumore solo qualora le immissioni </div> <div class="para">foniche prodotte superino determinati valori nelle vicinan- </div> <div class="para">ze (art. 25 cpv. 1). Negli altri casi vengono imposte limi- </div> <div class="para">tazioni concernenti in particolare la costruzione, l'at- </div> <div class="para">trezzatura, il traffico e l'esercizio (art. 11 e 12). Que- </div> <div class="para">sta regolamentazione ha di massima abrogato le disposizioni </div> <div class="para">cantonali e comunali tendenti in generale alla limitazione </div> <div class="para">delle immissioni foniche (<span class="artref">art. 2 Disp. trans. vCost.</span>, cor- </div> <div class="para">rispondente all'<span class="artref">art. 49 Cost.</span>), ma non le prescrizioni che </div> <div class="para">fissano gli obiettivi particolari della pianificazione, </div> <div class="para">quali le norme sull'utilizzazione del suolo destinate a de- </div> <div class="para">finire il carattere di una determinata zona. Il diritto </div> <div class="para">cantonale o comunale può così vietare, in un luogo ove abi- </div> <div class="para">tazioni e commerci devono coesistere, una destinazione che </div> <div class="para">preveda un'attività svolta per sua natura di sera e di not- </div> <div class="para">te (<a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=10&amp;from_date=22.03.2000&amp;to_date=10.04.2000&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F123-II-325%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page325">DTF 123 II 325</a> consid. 4, 117 Ib 147 consid. 2d/cc, 116 </div> <div class="para">Ia 491 consid. 1a) : in tale ambito, le norme cantonali e </div> <div class="para">comunali si fondano sulla competenza del Cantone o del Co- </div> <div class="para">mune in materia di pianificazione del territorio. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> La sentenza impugnata poggia unicamente su queste </div> <div class="para">ultime prescrizioni, in particolare sull'art. 32 cpv. 2 </div> <div class="para">NAPR 1979, che nella zona R5 del piano regolatore di Para- </div> <div class="para">diso sancisce il divieto di esercire aziende di tipo mole- </div> <div class="para">sto. Ne consegue che essa non può essere oggetto di ricorso </div> <div class="para">di diritto amministrativo (cfr. anche la decisione inedita </div> <div class="para">del 26 novembre 1997 in re P., consid. 1). </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> c) Il ricorso di diritto pubblico, tempestivo, è </div> <div class="para">rivolto contro una decisione cantonale di ultima istanza ed </div> <div class="para">è fondato su una pretesa violazione degli <span class="artref"><artref id="CH/31/4" type="start"></artref>art. 4, 22tere </span></div> <div class="para">31<artref id="CH/31/22^tere" type="end"></artref> vCost., nonché dell'<span class="artref">art. 2 Disp. trans. vCost.</span> (corri- </div> <div class="para">spondenti agli art. 9, 26, 27 e 49 Cost.). Esso è, di mas- </div> <div class="para">sima, ammissibile giusta gli <span class="artref"><artref id="CH/173.110/84/87" type="start"></artref><artref id="CH/173.110/84/1/87" type="start"></artref><artref id="CH/173.110/84/1/a" type="start"></artref>art. 84 cpv. 1 lett. a, 87 OG</span><artref id="CH/173.110/84/1/87" type="end"></artref><artref id="CH/173.110/84/87" type="end"></artref><artref id="CH/173.110/87" type="end"></artref> </div> <div class="para">e 89 OG. Alla ricorrente, proprietaria del fondo oggetto </div> <div class="para">del litigio, deve senz'altro essere riconosciuta la legit- </div> <div class="para">timazione ricorsuale (<span class="artref">art. 88 OG</span>). </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> d) A mente della ricorrente la Corte cantonale sa- </div> <div class="para">rebbe incorsa in una violazione dell'art. 2 Disp. trans. </div> <div class="para">vCost. (corrispondente all'<span class="artref">art. 49 Cost.</span>), concernente il </div> <div class="para">primato del diritto federale sul diritto cantonale contra- </div> <div class="para">rio. Infatti, la sentenza impugnata tenderebbe a inibire </div> <div class="para">con ogni mezzo un'eventuale attività di prostituzione nell' </div> <div class="para">immobile, in contrasto con l'ordinamento giuridico svizze- </div> <div class="para">ro, che non la vieta. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> La censura non è stata sollevata davanti alle </div> <div class="para">istanze cantonali di ricorso (cfr. in particolare la memo- </div> <div class="para">ria ricorsuale al Tribunale amministrativo del 5 giugno </div> <div class="para">1998), e presenta dunque un carattere di novità. Il requi- </div> <div class="para">sito dell'esaurimento delle istanze cantonali non è pertan- </div> <div class="para">to rispettato (<span class="artref">art. 86 cpv. 1 OG</span>; cfr. <u>Walter Kälin</u>, Das </div> <div class="para">Verfahren der staatsrechtlichen Beschwerde, 2aed., Berna </div> <div class="para">1994, pag. 329 e segg.; <u>Karl Spühler</u>, Die Praxis der </div> <div class="para">staatsrechtlichen Beschwerde, Berna 1994, n. 292 e segg.) e </div> <div class="para">il ricorso su tale punto sfugge a un esame del merito. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> e) Il quesito di sapere se la ricorrente avrebbe </div> <div class="para">dovuto presentare un'istanza di interpretazione o rettifica </div> <div class="para">in sede cantonale giusta l'art. 40 della legge cantonale di </div> <div class="para">procedura per le cause amministrative, del 19 aprile 1966, </div> <div class="para">piuttosto che impugnare la sentenza per una presunta viola- </div> <div class="para">zione del divieto dell'arbitrio, così come richiesto dal </div> <div class="para">Comune nelle osservazioni al presente ricorso, può rimanere </div> <div class="para">aperto, considerato che l'impugnativa deve comunque essere </div> <div class="para">respinta nel merito. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <u>2.- </u> </div> <div class="para"> La ricorrente sostiene che l'autorità cantona- </div> <div class="para">le sarebbe incorsa in una manifesta contraddizione per ave- </div> <div class="para">re, da un lato, riconosciuto l'applicabilità delle NAPR del </div> <div class="para">1979 del Comune di Paradiso, in particolare l'art. 32 cpv. </div> <div class="para">2, che prevede di poter insediare, sul fondo di sua pro- </div> <div class="para">prietà, oltre a edifici di carattere residenziale, anche </div> <div class="para">attività commerciali e artigianali non moleste, e dall'al- </div> <div class="para">tro per avere confermato la limitazione dell'uso degli ap- </div> <div class="para">partamenti del suo stabile alla sola destinazione abitati- </div> <div class="para">va. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> La Corte cantonale ha confermato sia l'ordine di </div> <div class="para">ripristinare l'immobile secondo la sua destinazione abita- </div> <div class="para">tiva sia l'ordine alla proprietaria di vigilare con tutti i </div> <div class="para">mezzi possibili affinché nello stabile non venisse eserci- </div> <div class="para">tata alcuna attività commerciale di tipo molesto, quale la </div> <div class="para">prostituzione; entrambi gli ordini sono stati impartiti con </div> <div class="para">la comminatoria dell'<span class="artref">art. 292 CP</span>. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> L'oggetto del presente litigio è la - contestata - </div> <div class="para">costituzionalità dell'ordine di ripristinare l'utilizzazio- </div> <div class="para">ne abitativa della particella n. XXX RFD. La questione re- </div> <div class="para">lativa alla domanda di costruzione in sanatoria per il cam- </div> <div class="para">biamento di destinazione del fondo non è litigiosa, avendo </div> <div class="para">la ricorrente rinunciato a impugnare la sentenza del Tribu- </div> <div class="para">nale amministrativo su questo punto. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> Con le licenze edilizie del 28 gennaio e del 6 mag- </div> <div class="para">gio 1988 l'autorità aveva autorizzato la costruzione di uno </div> <div class="para">stabile plurifamiliare a carattere residenziale. Le licenze </div> <div class="para">sono cresciute in giudicato, sicché il loro contenuto non </div> <div class="para">può essere posto in discussione in questa sede. Accertato </div> <div class="para">un cambiamento di destinazione non conforme alle licenze </div> <div class="para">edilizie originarie e alle NAPR 1979, l'autorità comunale </div> <div class="para">ha ordinato il ripristino dell'utilizzazione del fondo se- </div> <div class="para">condo la destinazione autorizzata, al fine di ristabilire </div> <div class="para">una situazione di legalità. L'art. 43 della legge edilizia </div> <div class="para">cantonale del 13 marzo 1991 (LE) conferisce al Municipio la </div> <div class="para">competenza di ordinare la demolizione o la rettifica delle </div> <div class="para">opere eseguite in contrasto con la legge, i regolamenti </div> <div class="para">edilizi o i piani regolatori, tranne il caso in cui le dif- </div> <div class="para">ferenze siano minime e senza importanza per l'interesse </div> <div class="para">pubblico; l'adozione di un provvedimento di ripristino pre- </div> <div class="para">suppone l'esistenza di una violazione formale (difetto del- </div> <div class="para">la licenza edilizia) o materiale della legge (opera esegui- </div> <div class="para">ta o utilizzata in contrasto insanabile con il diritto edi- </div> <div class="para">lizio applicabile). In concreto, l'ordine non poteva che </div> <div class="para">concernere il ripristino della destinazione residenziale, a </div> <div class="para">esclusione di ogni attività commerciale di tipo molesto, </div> <div class="para">incompatibile con la destinazione della zona in cui è sito </div> <div class="para">il fondo. La sentenza impugnata peraltro non vieta alla ri- </div> <div class="para">corrente di presentare una nuova domanda di costruzione de- </div> <div class="para">stinata all'ottenimento di un'autorizzazione di eventuali </div> <div class="para">nuove attività che intendesse esercitare sul fondo di sua </div> <div class="para">proprietà, compatibilmente con le prescrizioni alle quali </div> <div class="para">la particella è sottoposta. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> Ne discende che la censura di arbitrio è infondata </div> <div class="para">e la sentenza impugnata regge pertanto, da questo profilo, </div> <div class="para">alle censure ricorsuali. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <u>3.- </u> </div> <div class="para"> La ricorrente rimprovera all'autorità cantona- </div> <div class="para">le di non aver tenuto in considerazione la legislazione </div> <div class="para">federale sulla protezione dell'ambiente, in particolare la </div> <div class="para">LPAmb, per determinare se l'immobile di sua proprietà sia </div> <div class="para">fonte di immissioni moleste, tali da renderlo non conforme </div> <div class="para">alla destinazione prevista dalle NAPR 1979 per la zona in </div> <div class="para">questione: già per questo motivo la sentenza impugnata </div> <div class="para">andrebbe annullata. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> La ricorrente sostiene in secondo luogo che l'auto- </div> <div class="para">rità cantonale non avrebbe riscontrato alcuna immissione </div> <div class="para">concreta proveniente dal suo stabile e avrebbe proceduto </div> <div class="para">all'esame della conformità della zona basandosi su una </div> <div class="para">inammissibile valutazione astratta delle ripercussioni. </div> <div class="para">Sostiene inoltre che non sarebbero state rinvenute immis- </div> <div class="para">sioni immateriali quali il degrado della qualità di vita e </div> <div class="para">delle caratteristiche di quartiere. Aggiunge che l'attività </div> <div class="para">svolta nello stabile non potrebbe essere considerata di </div> <div class="para">tipo molesto, sicché essa sarebbe quindi compatibile con le </div> <div class="para">norme del PR del 1979. L'ordine rivoltole di vigilare con </div> <div class="para">tutti i mezzi possibili affinché sul mappale di sua pro- </div> <div class="para">prietà non venga esercitata alcuna attività commerciale di </div> <div class="para">tipo molesto, quale la prostituzione, contrasterebbe con la </div> <div class="para">situazione di fatto e configurerebbe un'urtante violazione </div> <div class="para">del senso di giustizia, equivalente ad arbitrio. </div> <div class="para"> a) Già si è detto che l'entrata in vigore della </div> <div class="para">LPAmb e delle sue norme di applicazione ha comportato l' </div> <div class="para">abrogazione delle norme di diritto cantonale e comunale che </div> <div class="para">sono loro contrarie (vedi anche <span class="artref">art. 65 LPAmb</span>). Tuttavia, </div> <div class="para">secondo la giurisprudenza, il diritto federale non impedi- </div> <div class="para">sce, per motivi attinenti alla pianificazione del territo- </div> <div class="para">rio, al legislatore cantonale o comunale di vietare un cer- </div> <div class="para">to tipo di attività in determinati settori, segnatamente di </div> <div class="para">proscrivere attività moleste non conformi alla natura della </div> <div class="para">zona (<a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=10&amp;from_date=22.03.2000&amp;to_date=10.04.2000&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F118-IA-112%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page112">DTF 118 Ia 112</a> consid. 1b, 118 Ib 590 consid. 3a, 117 </div> <div class="para">Ia). Infatti, come già rilevato dal Tribunale amministrati- </div> <div class="para">vo, queste prescrizioni rivestono un'importanza puramente </div> <div class="para">pianificatoria, concernono in particolare gli obiettivi ur- </div> <div class="para">banistici e servono unicamente a meglio definire il carat- </div> <div class="para">tere e la funzione assegnati alla zona di utilizzazione, </div> <div class="para">precisando il genere di insediamenti ammissibili al suo in- </div> <div class="para">terno (<a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=10&amp;from_date=22.03.2000&amp;to_date=10.04.2000&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F117-IB-147%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page147">DTF 117 Ib 147</a> consid. 2d/cc, 116 Ia 491 consid. 1a; </div> <div class="para"> <u>Adelio Scolari</u>, Commentario, Bellinzona 1996, ad art. 28 </div> <div class="para">LALPT n. 250). A ragione il Tribunale amministrativo pote- </div> <div class="para">va, viste le particolarità della fattispecie, determinarsi </div> <div class="para">unicamente sulla base delle possibili utilizzazioni confor- </div> <div class="para">memente a quanto previsto dalle NAPR. Su questo punto la </div> <div class="para">censura ricorsuale deve pertanto essere respinta. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> b) Occorre a questo punto esaminare se la conclu- </div> <div class="para">sione del Tribunale amministrativo, secondo cui nell'immo- </div> <div class="para">bile della ricorrente viene svolta un'attività non conforme </div> <div class="para">alla destinazione della zona, regge alle critiche di arbi- </div> <div class="para">trio. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> Al riguardo si osserva che vi è arbitrio quando </div> <div class="para">l'autorità cantonale adotta una decisione non solo opinabi- </div> <div class="para">le, ma del tutto insostenibile, che contraddice manifesta- </div> <div class="para">mente la situazione di fatto, o che viola in modo palese </div> <div class="para">una norma o un principio giuridico chiaro, o che contrasta </div> <div class="para">in modo urtante con il sentimento della giustizia e dell' </div> <div class="para">equità; arbitrio non può essere ravvisato già nella circo- </div> <div class="para">stanza che un'altra soluzione sarebbe immaginabile o addi- </div> <div class="para">rittura preferibile a quella scelta dall'autorità cantonale </div> <div class="para">di ultima istanza. Tuttavia, l'annullamento del giudizio </div> <div class="para">impugnato si giustifica unicamente quando esso è arbitrario </div> <div class="para">nel suo risultato e non unicamente nella motivazione (DTF </div> <div class="para">125 I 1 consid. 2b/aa, 125 II 10 consid. 3a, 123 I consid. </div> <div class="para">4a). </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> L'art. 32 cpv. 2 NAPR 1979 ammette nella zona resi- </div> <div class="para">denziale intensiva edifici di carattere residenziale, com- </div> <div class="para">merciale e artigianale non molesto. L'art. 7 lett. e n. 1 </div> <div class="para">NAPR 1979 definisce come non moleste le aziende che per la </div> <div class="para">loro natura si inseriscono nell'abitato e non hanno riper- </div> <div class="para">cussioni diverse da quelle che derivano dall'abitare, men- </div> <div class="para">tre poco moleste sono considerate quelle aziende le cui </div> <div class="para">attività rientrano nell'ambito delle aziende artigianali, </div> <div class="para">ove il lavoro si svolge solo di giorno ed eventuali immis- </div> <div class="para">sioni hanno carattere temporaneo (art. 7 lett. e n. 2 NAPR </div> <div class="para">1979). </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> Secondo la giurisprudenza federale, il grado di </div> <div class="para">immissioni può inoltre essere determinato anche dagli ef- </div> <div class="para">fetti nocivi causati dalle cosiddette immissioni immateria- </div> <div class="para">li, ossia da quelle ripercussioni atte a ferire la sensibi- </div> <div class="para">lità morale delle persone, o a destare sentimenti psichici </div> <div class="para">sgradevoli. Queste immissioni possono disturbare i vicini </div> <div class="para">direttamente, come pure avere effetti nocivi indiretti, </div> <div class="para">quali una maggiore difficoltà a locare appartamenti siti </div> <div class="para">nella medesima zona, oppure un allontanamento della clien- </div> <div class="para">tela da negozi e commerci (<a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=10&amp;from_date=22.03.2000&amp;to_date=10.04.2000&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F108-IA-140%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page140">DTF 108 Ia 140</a> consid. 5c/aa). </div> <div class="para">Gli effetti negativi sul vicinato sono tanto più importanti </div> <div class="para">quanto più vicino alle aziende che li generano risultano </div> <div class="para">essere i locali destinati all'abitazione (<a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=10&amp;from_date=22.03.2000&amp;to_date=10.04.2000&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F117-IB-147%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page147">DTF 117 Ib 147</a> </div> <div class="para">consid. 2d, 114 Ib 214 consid. 5; sentenza inedita del 26 </div> <div class="para">novembre 1997 in re P., consid. 5b e c in fine). </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> c) L'accertamento effettuato dall'autorità canto- </div> <div class="para">nale in merito all'attività svolta nello stabile della </div> <div class="para">ricorrente e alle molestie che ne derivano si basa su ele- </div> <div class="para">menti concreti e precisi emersi dall'istruttoria, in parti- </div> <div class="para">colare sulle caratteristiche della costruzione, con in </div> <div class="para">prevalenza appartamenti di piccole dimensioni (monolocali), </div> <div class="para">sul prezzo esorbitante delle pigioni richieste, sulla dura- </div> <div class="para">ta assai breve della locazione, sugli inquilini dello sta- </div> <div class="para">bile, perlopiù giovani donne sole, straniere, provenienti </div> <div class="para">da paesi sudamericani o orientali, che soggiornano in Sviz- </div> <div class="para">zera grazie a un permesso turistico, sull'atteggiamento </div> <div class="para">delle inquiline verso terzi, persone di sesso maschile at- </div> <div class="para">tese sull'uscio delle porte degli appartamenti, sul traffi- </div> <div class="para">co di veicoli e di visitatori, in particolare durante le </div> <div class="para">ore della notte, ecc. In base a questi puntuali accertamen- </div> <div class="para">ti, che la ricorrente nemmeno contesta con una motivazione </div> <div class="para">conforme ai requisiti di motivazione dell'<span class="artref">art. 90 cpv. 1 </span></div> <div class="para">lett. b OG (v. <a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=10&amp;from_date=22.03.2000&amp;to_date=10.04.2000&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F125-I-71%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page71">DTF 125 I 71</a> consid. 1c, 492 consid. 1b), la </div> <div class="para">Corte cantonale ha concluso per il verificarsi di un muta- </div> <div class="para">mento della destinazione dell'immobile, il cui carattere </div> <div class="para">residenziale determinato dalle originarie licenze edilizie, </div> <div class="para">è tramutato in un carattere essenzialmente commerciale. A </div> <div class="para">ragione dunque l'autorità cantonale ha considerato come di- </div> <div class="para">sattesa la destinazione per la quale era stata concessa la </div> <div class="para">licenza edilizia, osservando che l'attività svolta nell'im- </div> <div class="para">mobile della ricorrente assumeva le caratteristiche di un' </div> <div class="para">attività commerciale. Le critiche ricorsuali su questo pun- </div> <div class="para">to non hanno fondamento. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> Nemmeno la conclusione alla quale giungono i Giudi- </div> <div class="para">ci cantonali in merito al grado di molestia dell'attività </div> <div class="para">svolta sul fondo della ricorrente può essere criticata. </div> <div class="para">L'interpretazione dell'art. 32 n. 2 NAPR 1979, da un punto </div> <div class="para">di vista funzionale, secondo cui in quella zona del piano </div> <div class="para">regolatore sono ammessi solo edifici di carattere residen- </div> <div class="para">ziale, commerciale e artigianale non molesto, che si inse- </div> <div class="para">riscono cioè per la loro natura nell'abitato e non hanno </div> <div class="para">ripercussioni diverse da quelle che derivano dall'abitare </div> <div class="para">(cfr. art. 7 lett. e n. 1 NAPR 1979), è conforme agli </div> <div class="para">obiettivi e ai principi stabiliti dalla legislazione fede- </div> <div class="para">rale e cantonale in materia di pianificazione del territo- </div> <div class="para">rio: tale regolamentazione mira infatti a creare e a con- </div> <div class="para">servare insediamenti accoglienti (<span class="artref">art. 1 cpv. 2 lett. b </span></div> <div class="para">LPT, art. 2 cpv. 2 lett. b LALPT), nonché a decentralizzare </div> <div class="para">adeguatamente l'insediamento e l'economia (art. 1 cpv. 2 </div> <div class="para">lett. c LPT, art. 2 cpv. 2 lett. c LALPT). Il citato dispo- </div> <div class="para">sto comunale, che consente l'insediamento nella zona resi- </div> <div class="para">denziale di sole aziende non moleste, si concilia peraltro </div> <div class="para">con i principi pianificatori dettati dall'<span class="artref">art. 3 cpv. 3 </span></div> <div class="para">lett. a LPT, che sanciscono l'obbligo di ripartire razio- </div> <div class="para">nalmente i luoghi destinati all'abitazione e al lavoro, </div> <div class="para">preservando quanto possibile i primi da immissioni nocive o </div> <div class="para">moleste come l'inquinamento dell'aria, il rumore e gli sco- </div> <div class="para">timenti (<span class="artref">art. 3 cpv. 3 lett. b LPT</span>). Tra le attività non </div> <div class="para">moleste si annoverano ad esempio negozi, macellerie, sarto- </div> <div class="para">rie, calzolerie, piccoli commerci, studi medici, ecc. (DTF </div> <div class="para">117 Ib 147 consid. 5b; <u>Scolari</u>, op. cit., n. 250 e segg. ad </div> <div class="para">art. 28 LALPT). </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> Nella fattispecie l'accertato esercizio della pro- </div> <div class="para">stituzione si differenzia chiaramente dalle attività svolte </div> <div class="para">dalle aziende appena citate, per le quali non osterebbe un </div> <div class="para">inserimento anche nella zona residenziale e che consenti- </div> <div class="para">rebbero di soddisfare i bisogni "comuni" di tutte le fasce </div> <div class="para">della popolazione residente nella zona in questione. L'at- </div> <div class="para">tività in discussione è infatti svolta in prevalenza duran- </div> <div class="para">te le ore notturne ed è fonte di disagi non indifferenti </div> <div class="para">quanto a traffico di vetture e di persone, e ingenera ri- </div> <div class="para">percussioni diverse da quelle dell'abitare. Per questi </div> <div class="para">motivi, la sentenza impugnata, che qualifica l'esercizio </div> <div class="para">della prostituzione come attività molesta nel senso delle </div> <div class="para">NAPR, non presta il fianco a critica alcuna. E ciò a mag- </div> <div class="para">gior ragione se si considera che le NAPR 1979 definiscono </div> <div class="para">poco moleste le aziende le cui attività rientrano nell'am- </div> <div class="para">bito delle aziende artigianali, ove il lavoro si svolge so- </div> <div class="para">lo di giorno ed eventuali immissioni hanno carattere tempo- </div> <div class="para">raneo, mentre reputano moleste le aziende che ingenerano </div> <div class="para">ripercussioni più marcate (art. 7 lett. e n. 2 e 3 NAPR </div> <div class="para">1979). </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> d) Nell'ambito della valutazione della conformità </div> <div class="para">alla zona di utilizzazione occorre prendere in considera- </div> <div class="para">zione, come si è visto, anche le immissioni immateriali </div> <div class="para">causate da una determinata attività e comportanti influssi </div> <div class="para">negativi diretti e indiretti sull'ambiente circostante. La </div> <div class="para">giurisprudenza federale ha già ammesso, a titolo di esem- </div> <div class="para">pio, che l'esercizio di un salone di massaggi, ove in real- </div> <div class="para">tà venivano erogate prestazioni a carattere sessuale, pro- </div> <div class="para">vocava, secondo la comune esperienza, un degrado della </div> <div class="para">qualità della vita e delle caratteristiche del quartiere, </div> <div class="para">tali da far concludere per la non conformità alla destina- </div> <div class="para">zione residenziale della zona in cui era sito l'immobile </div> <div class="para">ospitante il salone (sentenza inedita del 26 novembre 1997 </div> <div class="para">in re P., consid. 5c in fine). Orbene, anche in concreto </div> <div class="para">non può essere negato che l'esercizio della prostituzione </div> <div class="para">su scala alquanto vasta nell'immobile della ricorrente trae </div> <div class="para">seco analoghe conseguenze per un quartiere che si trova a </div> <div class="para">tutt'oggi, come rilevato dal Tribunale amministrativo, in </div> <div class="para">una zona sostanzialmente tranquilla destinata principalmen- </div> <div class="para">te all'abitazione. Del resto, la ricorrente non contesta, </div> <div class="para">con una motivazione secondo l'<span class="artref">art. 90 cpv. 1 lett. b OG</span>, </div> <div class="para">che la presenza di un postribolo possa determinare un dete- </div> <div class="para">rioramento della qualità di vita, ma asserisce unicamente </div> <div class="para">che in concreto non sarebbe stato rilevato questo genere di </div> <div class="para">immissioni. Tuttavia, la valutazione delle conseguenze che </div> <div class="para">l'esercizio di questa attività comporta non dipende, di </div> <div class="para">massima, secondo la comune esperienza, dal riscontro effet- </div> <div class="para">tivo di tali effetti nocivi. La sentenza impugnata deve </div> <div class="para">pertanto essere confermata anche su questo punto. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <u>4.- </u> </div> <div class="para"> La ricorrente invoca pure una lesione dell' </div> <div class="para"><span class="artref">art. 22ter vCost.</span> (corrispondente all'<span class="artref">art. 26 Cost.</span>); in </div> <div class="para">effetti, dal 1990 non avrebbe minimamente modificato l'uti- </div> <div class="para">lizzazione dell'immobile beneficiando pertanto della prote- </div> <div class="para">zione dei diritti acquisiti. Essa sostiene che nessuna base </div> <div class="para">legale e nessun interesse pubblico preminente e rispettoso </div> <div class="para">del principio della proporzionalità consentirebbero la </div> <div class="para">soppressione del diritto acquisito a mantenere l'immobile </div> <div class="para">nello stato attuale e a proseguire come operato sino ad </div> <div class="para">oggi. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> La giurisprudenza ha dedotto dal principio della </div> <div class="para">garanzia della proprietà e dal principio della non retroat- </div> <div class="para">tività delle leggi una protezione dei diritti acquisiti, </div> <div class="para">per i quali nuove disposizioni più restrittive di quelle in </div> <div class="para">vigore precedentemente possono essere applicate a costru- </div> <div class="para">zioni preesistenti solo se un interesse pubblico importante </div> <div class="para">lo esige e se il principio della proporzionalità è rispet- </div> <div class="para">tato (<a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=10&amp;from_date=22.03.2000&amp;to_date=10.04.2000&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F113-IA-119%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page119">DTF 113 Ia 119</a> consid. 2a). Tuttavia questo principio </div> <div class="para">giurisprudenziale si applica solo nel caso in cui l'opera o </div> <div class="para">la sua utilizzazione fosse conforme al vecchio diritto, ciò </div> <div class="para">che, come visto, non è il caso nella fattispecie. Infatti </div> <div class="para">l'utilizzazione dello stabile non è conforme alle NAPR del </div> <div class="para">1979 e alle licenze edilizie accordate alla ricorrente, </div> <div class="para">che, lo si ricorda, non ha contestato l'utilizzazione resi- </div> <div class="para">denziale della sua particella concessa dall'Esecutivo comu- </div> <div class="para">nale con le licenze in questione. Essa non può pertanto </div> <div class="para">invocare con successo la protezione dei diritti acquisiti. </div> <div class="para">La critica ricorsuale deve di conseguenza essere respinta. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <u>5.- </u> </div> <div class="para"> La ricorrente fa pure valere una violazione </div> <div class="para">della libertà di commercio e di industria garantita dall' </div> <div class="para"><span class="artref">art. 31 vCost.</span>, cui corrisponde l'<span class="artref">art. 27 Cost.</span>, perché, </div> <div class="para">con il provvedimento emanato dal Municipio e confermato in </div> <div class="para">sostanza dapprima dal Consiglio di Stato e in seguito dal </div> <div class="para">Tribunale amministrativo, essa non potrebbe più scegliere </div> <div class="para">liberamente i suoi inquilini e dovrebbe restringere l'og- </div> <div class="para">getto della locazione alla sola destinazione abitativa. </div> <div class="para">Inoltre essa sarebbe tenuta e vigilare con tutti i mezzi </div> <div class="para">possibili, affinché nel suo stabile non vengano svolte </div> <div class="para">attività commerciali di tipo molesto quali la prostituzio- </div> <div class="para">ne. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> a) Per costante giurisprudenza, la libertà di </div> <div class="para">commercio e di industria protegge ogni attività economica </div> <div class="para">privata esercitata a titolo professionale e volta al conse- </div> <div class="para">guimento di un guadagno o di un reddito (<a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=10&amp;from_date=22.03.2000&amp;to_date=10.04.2000&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F125-I-322%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page322">DTF 125 I 322</a> con- </div> <div class="para">sid. 3a, 335 consid. 2a, 124 I 310 consid. 3a). Ai Cantoni </div> <div class="para">non è tuttavia impedito di apportare restrizioni di polizia </div> <div class="para">al diritto di esercitare liberamente un'attività economica </div> <div class="para">al fine di tutelare l'ordine pubblico, la salute, i buoni </div> <div class="para">costumi e la buona fede nei rapporti commerciali come pure </div> <div class="para">di prevedere delle limitazioni fondate su motivi di politi- </div> <div class="para">ca sociale. Tali misure devono poggiare su di una base le- </div> <div class="para">gale, essere giustificate da un interesse pubblico prepon- </div> <div class="para">derante e limitarsi, conformemente al principio della pro- </div> <div class="para">porzionalità, a quanto necessario per realizzare gli scopi </div> <div class="para">d'interesse pubblico perseguiti ( <u>René Rhinow</u>, Wirtschafts-, </div> <div class="para">Sozial- und Arbeitsverfassung, in: Die neue Bundesverfas- </div> <div class="para">sung, BTJP 1999, Berna 2000, pag. 165/166). Anche le perso- </div> <div class="para">ne giuridiche, di regola, beneficiano della tutela dell' </div> <div class="para"><span class="artref">art. 27 Cost.</span> ( <u>Étienne Grisel</u>, Liberté du commerce et de </div> <div class="para">l'industrie, Berna 1993, Vol. I n. 422 pag. 154). </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> Contrariamente all'opinione della ricorrente, nella </div> <div class="para">fattispecie non è data una grave limitazione della sua li- </div> <div class="para">bertà di commercio e di industria. Il provvedimento non le </div> <div class="para">impedisce infatti di utilizzare lo stabile conformemente </div> <div class="para">alle licenze edilizie rilasciate, limitando l'uso alla sola </div> <div class="para">destinazione abitativa. È dunque unicamente dal profilo </div> <div class="para">dell'arbitrio che il Tribunale federale esamina se sono </div> <div class="para">adempiute le citate condizioni per una restrizione di que- </div> <div class="para">sto diritto costituzionale. Con la stessa cognizione il </div> <div class="para">Tribunale valuta l'interpretazione e l'applicazione del di- </div> <div class="para">ritto cantonale. È per contro con pieno potere cognitivo </div> <div class="para">che questa Corte esamina se l'interpretazione e l'applica- </div> <div class="para">zione non arbitraria del diritto cantonale sia conforme al- </div> <div class="para">la libertà di commercio e di industria (<a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=10&amp;from_date=22.03.2000&amp;to_date=10.04.2000&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F124-I-310%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page310">DTF 124 I 310</a> con- </div> <div class="para">sid. 3b, 122 I 236 consid. A, 121 I 117 consid. 3c). </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> b) La ricorrente censura in primo luogo la mancan- </div> <div class="para">za di una base legale a fondamento del provvedimento adot- </div> <div class="para">tato nei suoi confronti. A torto. L'art. 32 n. 2 NAPR 1979, </div> <div class="para">unitamente all'art. 43 LE, rappresentano infatti una suffi- </div> <div class="para">ciente base legale per ordinare il ripristino di una situa- </div> <div class="para">zione conforme al diritto e alle licenze edilizie. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> Quanto all'interesse pubblico si rileva che una mi- </div> <div class="para">sura pianificatoria volta ad assicurare un'appropriata e </div> <div class="para">parsimoniosa utilizzazione del suolo e un ordinato insedia- </div> <div class="para">mento del territorio persegue uno scopo di interesse pub- </div> <div class="para">blico espressamente riconosciuto dalla Costituzione (<span class="artref">art. </span></div> <div class="para">75 cpv. 1 Cost. di analogo tenore all'art. 22quater </div> <div class="para">vCost.). Le restrizioni si conciliano con l'<span class="artref">art. 27 Cost.</span> </div> <div class="para">sempreché corrispondano agli imperativi della pianificazio- </div> <div class="para">ne del territorio e alle finalità dell'<span class="artref">art. 75 Cost.</span> e non </div> <div class="para">privino di qualsiasi contenuto la libertà di commercio e di </div> <div class="para">industria. Si pongono per contro in contrasto con l'<span class="artref">art. 27 </span></div> <div class="para">Cost. nel caso in cui, dietro a un intervento pianificato- </div> <div class="para">rio, si vogliano perseguire fini di natura economica o vi </div> <div class="para">sia la volontà di interferire nella libera concorrenza per </div> <div class="para">favorire certi rami di attività lucrativa o per dirigere </div> <div class="para">l'attività economica secondo un piano prestabilito (deci- </div> <div class="para">sione del Tribunale federale del 21 marzo 1997 pubblicata </div> <div class="para">in Pra 86/1997 n. 101 pag. 545 consid. 3e; <a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=10&amp;from_date=22.03.2000&amp;to_date=10.04.2000&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F119-IA-378%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page378">DTF 119 Ia 378</a> </div> <div class="para">consid. 4b, 110 Ia 167 consid. 7b/bb, 102 Ia 104 consid. </div> <div class="para">5a). Queste considerazioni non sono contestate dalla ricor- </div> <div class="para">rente, per cui dal punto di vista dell'interesse pubblico </div> <div class="para">il provvedimento adottato non dà adito a critica alcuna. Né </div> <div class="para">del resto si potrebbe in concreto contestare un interesse </div> <div class="para">pubblico preponderante a salvaguardare la tranquillità (so- </div> <div class="para">prattutto notturna) del quartiere e a preservarlo dal de- </div> <div class="para">grado della qualità di vita al quale sarebbe senz'altro </div> <div class="para">sottoposto con l'esercizio di un postribolo di tali dimen- </div> <div class="para">sioni. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> Nemmeno il principio della proporzionalità risulta </div> <div class="para">essere leso in concreto. Il fatto di chiedere alla ricor- </div> <div class="para">rente di vigilare affinché nel suo stabile non vengano </div> <div class="para">esercitate attività moleste quali la prostituzione appare </div> <div class="para">una misura non certo eccessiva al fine di garantire un'uti- </div> <div class="para">lizzazione conforme alle normative legali applicabili alla </div> <div class="para">fattispecie e alle licenze edilizie. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> Stante quanto precede, la decisione impugnata non </div> <div class="para">risulta lesiva della libertà di commercio e di industria. </div> <div class="para">Ne segue che il ricorso deve essere respinto anche su que- </div> <div class="para">sto punto. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <u>6.- </u> </div> <div class="para"> Nella misura della sua ammissibilità, il ri- </div> <div class="para">corso deve quindi essere respinto. Le spese seguono la soc- </div> <div class="para">combenza (<span class="artref">art. 156 cpv. 1 OG</span>). La ricorrente rifonderà al </div> <div class="para">Comune di Paradiso, che non è dotato di un proprio servizio </div> <div class="para">giuridico e che in questa sede ha fatto capo a un legale, </div> <div class="para">un'indennità a titolo di ripetibili (<span class="artref">art. 159 cpv. 1 OG</span>). </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Per questi motivi </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <u>i l T r i b u n a l e f e d e r a l e </u> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <u>p r o n u n c i a : </u> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> 1. Nella misura in cui è ammissibile, il ricorso è </div> <div class="para">respinto. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> 2. La tassa di giustizia di fr. 4'000.-- è posta a </div> <div class="para">carico della ricorrente, che rifonderà al Comune di Paradi- </div> <div class="para">so fr. 2'500.-- a titolo di ripetibili della sede federale. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> 3. Comunicazione ai patrocinatori delle parti, al </div> <div class="para">Consiglio di Stato e al Tribunale amministrativo del Canto- </div> <div class="para">ne Ticino. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Losanna, 30 marzo 2000 </div> <div class="para">MDE </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> </div> <div class="para">In nome della I Corte di diritto pubblico </div> <div class="para"> </div> <div class="para">del TRIBUNALE FEDERALE SVIZZERO: </div> <div class="para">Il Presidente, </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> </div> <div class="para">La Cancelliere ad hoc, </div> </div></body></html>