<h2>SubmittedText<h2><p>La Svizzera deve intensificare gli sforzi con gli altri Paesi, in particolare gli Stati limitrofi e quelli balcanici, per migliorare l'esecuzione delle pene detentive nel Paese d'origine.</p><p>Ovviamente l'esecuzione va garantita e controllata in modo tale da rispettare le regole di un'esecuzione umana.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Dall'adozione delle mozioni Stamm Luzi (08.3441) e Darbellay (07.3710) la Svizzera ha intensificato gli sforzi volti a trasferire i condannati stranieri nel loro Paese d'origine. Si adopera in particolare affinché l'Italia, l'Albania e la Bosnia e Erzegovina ratifichino il Protocollo addizionale; prima di ciò non sarà possibile trasferirvi condannati contro la loro volontà.</p><p>La Svizzera non può tuttavia influire in alcun modo sulla durata delle procedure di trasferimento, notoriamente lunga, né sul loro esito. Non esiste alcun obbligo per gli Stati contraenti di accogliere una domanda di trasferimento. In Svizzera, è l'Ufficio federale di giustizia a decidere, in collaborazione con le autorità cantonali competenti, se è possibile accogliere una domanda di trasferimento. Se l'autorità cantonale d'esecuzione respinge la domanda, la Confederazione non ha alcuna possibilità di opporsi. La Confederazione si impegna pertanto a intensificare la collaborazione con i Cantoni in questo settore.</p><p>In tal senso il Consiglio federale è disposto a intensificare ulteriormente gli sforzi profusi al fine di migliorare la cooperazione, sia all'interno del Paese sia all'estero, nell'ambito dei trasferimenti di condannati.</p>  Il Consiglio federale propone di accogliere la mozione.