<h2>SubmittedText<h2><p>Con la conversione in legge del decreto sicurezza (113/2018), in Italia diventa vietato ai loro residenti guidare un'auto immatricolata in Svizzera. Ciò penalizza in particolare le PMI ticinesi che rischiano il sequestro del veicolo assegnato a un loro collaboratore, e pesanti multe. Anche stavolta siamo di fronte a una decisione presa unilateralmente.</p><p>Chiedo al Consiglio federale:</p><p>1. È al corrente della situazione?</p><p>2. Intende intervenire per correggere questa discriminazione che colpisce le aziende ticinesi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale è al corrente della situazione e segue con attenzione le possibili ripercussioni transfrontaliere delle misure introdotte dal decreto sicurezza in materia di codice della strada. </p><p>2. Le autorità svizzere, tramite l'ambasciata di Svizzera in Italia, sono già intervenute presse varie autorità italiane, vale a dire il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nonché la Commissione parlamentare Trasporti, Poste e Telecomunicazioni onde evitare potenziali implicazioni negative per le ditte svizzere che affidano un veicolo aziendale a un loro collaboratore frontaliero. Sono previsti ulteriori incontri con le autorità italiane con l'obiettivo di mitigare questi effetti.</p>