<h2>SubmittedText<h2><p>L'8 giugno 2020 il consigliere federale Ignazio Cassis ha risposto oralmente a tutte le domande sui piani di annessione del Governo israeliano. Nella sua risposta ha affermato che il Consiglio federale considera la proposta degli Stati Uniti come una proposta. Se la medesima fosse ritenuta interessante da entrambe le parti e le facesse sedere a un tavolo, il Consiglio federale sarebbe soddisfatto. Ha inoltre detto che, nel contesto della pandemia, la Svizzera sta collaborando attivamente con tutte le parti per fare spazio al dialogo ed evitare azioni unilaterali.</p><p>Israele vede il piano di pace degli Stati Uniti anche come base per riprendere i negoziati e trovare una soluzione al conflitto. Il nuovo ministro degli esteri israeliano Gabi Ashkenazi ha dichiarato: "Il programma di pace del presidente Trump è una importante pietra miliare. Sarà portato avanti in maniera responsabile e in coordinamento con gli Stati Uniti, preservando gli accordi di pace e gli interessi strategici di Israele".</p><p>In questo contesto, la sospensione unilaterale del coordinamento per la sicurezza da parte dell'Autorità nazionale palestinese (ANP) danneggia i Palestinesi e la stessa ANP, minaccia la stabilità, sconvolge il tessuto della società palestinese e compromette la capacità di affrontare efficacemente i problemi sanitari e di sicurezza.</p><p>In passato la resistenza e l'ostinazione della leadership palestinese hanno fatto naufragare precedenti negoziati, e lo stallo attuale è frutto di un approccio strategico che non porrà fine al conflitto.</p><p>A questo proposito chiedo al Consiglio federale:</p><p>- Quale politica sta valutando per convincere i Palestinesi ad astenersi da azioni unilaterali e a tornare a sedersi al tavolo dei negoziati con Israele?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale sta compiendo sforzi diplomatici con tutti i principali attori - in particolare Israele, Autorità nazionale palestinese, Stati Uniti e Giordania - per esortarli ad astenersi da misure unilaterali e incoraggiarli a riprendere il dialogo. Ritiene che sia giunto il momento che le parti in conflitto tornino al tavolo dei negoziati con l'aiuto degli attori regionali e internazionali coinvolti. Spetta tuttavia all'Organizzazione per la liberazione della Palestina (OLP) e a Israele definire le modalità di tale ritorno al tavolo negoziale ed eventualmente presentare una controproposta al piano di pace statunitense. Per sostenere la ripresa di colloqui credibili e preservare le prospettive di pace nel quadro della soluzione a due Stati, la Svizzera si impegna attivamente per promuovere interazioni positive tra le parti e per cercare soluzioni costruttive, in particolare offrendo i suoi buoni uffici.</p>  Risposta del Consiglio federale.