<h2>SubmittedText<h2><p>In vista dell'entrata in vigore della nuova legge sull'asilo, chiedo al Consiglio federale:</p><p>1. Ritiene il Consiglio federale che un certo numero di persone opterà per la dimora illegale in Svizzera senza nemmeno depositare una domanda d'asilo?</p><p>2. Pensa che sarà più facile rimpatriare persone con dimora illegale piuttosto che richiedenti l'asilo?</p><p>3. I controlli d'identità e le espulsioni incombono ai cantoni? Come intende la Confederazione coadiuvare questi ultimi in tale compito?</p><p>4. Che ne sarà delle persone che dimorano da anni in Svizzera, che hanno figli scolarizzati nel nostro Paese e che lavorano in nero per il conto di cittadini svizzeri? Tra di esse non vi sono forse casi di rigore che vanno esaminati individualmente?</p><p>5. Cosa pensa il Consiglio federale del fatto che:</p><p>- le persone con dimora illegale non hanno nessun diritto e sono sfruttate (non stiamo forse assistendo a una nuova forma di schiavitù)?</p><p>- non sono percepiti premi assicurativi né contributi alle assicurazioni sociali, mentre le spese d'ospedale, ad esempio, sono a carico dall'ente pubblico?</p><p>- persone senza permesso di soggiorno e senza lavoro possiedono una carta AVS?</p><p>- i loro figli frequentano le nostre scuole, mentre queste persone non pagano le imposte?</p><p>- la protezione dei dati vieta lo scambio di dati tra servizi amministrativi, mentre ciò consentirebbe di ristabilire l'ordine?</p><p>6. Sarebbe disposto il Consiglio federale a riflettere sul fatto che certe persone perderanno il loro diritto di dimorare in Svizzera nonostante il loro ritorno nel Paese d'origine le esporrà a terribili umiliazioni (p. es. donne che hanno sposato un cittadino svizzero e sono poi state abbandonate)? Per quale categoria di "sans-papiers" si potrebbe prevedere un permesso di dimora e a quali condizioni?</p><p>7. Intende il Consiglio federale indugiare sino a che la questione della dimora irregolare divenga un nuovo tema esplosivo oppure pensa di fronteggiare seriamente il problema?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale si è già espresso a più riprese sul problema della dimora illegale (p. es.: postulato Pfister Gerhard 05.3106, "Stranieri la cui presenza è illegale. Strategia e misure della Confederazione", con ulteriori rinvii). Esso è stato discusso a fondo anche nel contesto dei dibattiti inerenti alla legge sull'asilo e alla legge sugli stranieri. Il Consiglio federale auspica che tali revisioni porteranno, oltre alla garanzia della tradizione umanitaria, anche un miglioramento per quel che concerne la lotta agli abusi.</p><p>1. Attualmente è difficile pronosticare se in avvenire vi sarà un numero maggiore di persone residenti illegalmente in Svizzera. I presupposti per il riconoscimento dello statuto di rifugiato e per la concessione dell'asilo non sono modificati nel contesto della revisione parziale della legge sull'asilo. Le persone che sono veramente vittime di persecuzione e che nel loro Paese d'origine o di provenienza sono minacciate, ottengono protezione secondo i criteri applicati sinora e che si sono rivelati efficaci. La nuova legge sugli stranieri prevede provvedimenti volti a ridurre l'attrattiva della Svizzera quale luogo di dimora illegale. Dal monitoraggio relativo alle ripercussioni del blocco dell'aiuto sociale nel settore dell'asilo per le persone con decisione di non entrata nel merito cresciuta in giudicato (EP 2003) si evince che tale provvedimento sta dando i risultati sperati; sinora non sono stati constatati effetti negativi sull'effettivo delle persone straniere con dimora illegale. Sulla base di questi sviluppi, al momento attuale il Consiglio federale non ritiene che la tendenza sarà quella di aggirare la procedura d'asilo optando per il soggiorno illegale. Se tuttavia ciò dovesse accadere, verrebbe esaminata l'opportunità di adottare ulteriori provvedimenti.</p><p>2. Il rapporto del 15 marzo 2005 del Controllo parlamentare dell'amministrazione concernente la valutazione delle misure coercitive nel diritto in materia di stranieri rileva che la carcerazione in vista del rinvio forzato è più efficace nel settore degli stranieri che non in quello dell'asilo. Ciò si spiega in quanto la maggior parte delle persone che dimorano illegalmente in Svizzera possiedono documenti di legittimazione e provengono da Paesi con i quali la Svizzera non ha difficoltà per quel che concerne la riammissione.</p><p>3. L'esecuzione del diritto in materia di stranieri compete ai cantoni. La Divisione Ritorno, aggregata all'Ufficio federale della migrazione, è competente per l'aiuto all'esecuzione destinato ai cantoni per l'intero settore dell'asilo e degli stranieri. Su richiesta dell'autorità cantonale competente in materia di migrazione, le incombono segnatamente l'acquisizione centrale dei documenti di viaggio per le persone straniere allontanate o espulse nonché l'organizzazione del ritorno; essa è inoltre l'interlocutore delle autorità del Paese d'origine.</p><p>4./6. Con circolare del 17 settembre 2004, l'Ufficio federale della migrazione illustrava la prassi in caso di regolamento del soggiorno di stranieri in situazione di rigore personale. Nell'esame di queste domande è tenuto conto, anche in caso di soggiorno illegale, di tutti gli aspetti e le particolarità del caso individuale. Conformemente alla giurisprudenza costante del Tribunale federale, occorre che le condizioni di vita ed esistenziali dello straniero interessato, se raffrontate con quelle della media degli stranieri, siano messe in causa in maniera accresciuta. Se tale è il caso, è possibile procedere al regolamento del soggiorno.</p><p>5. Il Consiglio federale è parimenti cosciente delle ulteriori conseguenze di un soggiorno illegale. Al momento di trattare in Parlamento la legge sul lavoro nero sono stati chiaramente disciplinati i presupposti per la cooperazione (scambio di dati) tra autorità interessate (cfr. art. 12 della legge sul lavoro nero). Con la revisione della legge sull'asilo e della legge sugli stranieri sono inoltre state create misure volte a rendere meno attrattiva l'illegalità in Svizzera (estensione del blocco dell'aiuto sociale, misure coercitive ecc.). Grazie a tali misure, il Consiglio federale si ripromette di diminuire il numero di persone straniere dimoranti illegalmente nel nostro Paese e di migliorare la cooperazione tra le diverse autorità.</p><p>7. Il Consiglio federale segue attentamente la problematica relativa agli stranieri presenti illegalmente. Dalle revisioni legislative in corso si attende - oltre alla tutela della tradizione umanitaria - ulteriori miglioramenti nella lotta agli abusi. Le autorità competenti allontanano o espellono dalla Svizzera gli stranieri che non soddisfano le condizioni di ammissione o ai quali non può essere riconosciuto lo statuto di rifugiato. Se necessario, l'obbligo di lasciare il nostro Paese sarà fatto rispettare anche con l'adozione di misure coercitive.</p>  Risposta del Consiglio federale.