<h2>SubmittedText<h2><p>Nell'autunno del 2023 si terrà a Bonn la quinta Conferenza internazionale sulla gestione delle sostanze chimiche (ICCM5). In quell'occasione si deciderà, tra le varie cose, se rinnovare l'Approccio strategico alla gestione delle sostanze chimiche a livello internazionale (Strategic Approach to International Chemicals Management, SAICM) dopo il 2020 e come gestire una serie di questioni preoccupanti ("issues of concern"). Tra queste rientrano anche i "prodotti fitosanitari (PF) altamente pericolosi".</p><p>Finora, tuttavia, i progressi nell'affrontare questo problema sono stati "lenti" e "disomogenei", come ha evidenziato in un rapporto il Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente (UNEP). In particolare i Paesi a basso reddito devono ancora affrontare sfide importanti, e vi è un "urgente bisogno" di intensificare le azioni a livello internazionale. </p><p>Anche secondo la FAO e l'OMS è del tutto possibile sostituire i PF altamente pericolosi con alternative sicure: molti sono già stati ritirati dal mercato in numerosi Paesi, e questo senza "impatti negativi sulla produttività agricola". </p><p>Anche la Svizzera ha vietato sul suo territorio la maggior parte di queste sostanze. Essendo tuttavia un'importante piazza produttiva di PF, il nostro Paese ha una particolare responsabilità a livello internazionale. Con il divieto di esportazione approvato nel 2020 per alcuni PF altamente pericolosi e particolarmente problematici, la Svizzera può assumere un ruolo pionieristico. </p><p>Alla luce di quanto sopra, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Considerate le gravi conseguenze ambientali e sanitarie derivanti da PF altamente pericolosi, la Svizzera è favorevole a richiedere una procedura internazionale più incisiva e in che misura si sta impegnando in tal senso? </p><p>2. In vista dell'ICCM5 il Consiglio federale si sta impegnando ai fini dell'adozione di obiettivi ambiziosi per i PF altamente pericolosi tra cui l'abbandono del loro utilizzo a livello mondiale? </p><p>3. Ai fini dell'attuazione di questi obiettivi, la Svizzera si sta impegnando nel quadro dell'ICCM5 per la creazione di un meccanismo che preveda la partecipazione dei vari portatori d'interesse (multistakeholder)? </p><p>4. In che misura sostiene i Paesi emergenti e in via di sviluppo nel passaggio da PF altamente pericolosi ad alternative più sostenibili? La Svizzera incoraggia altri Paesi a introdurre un divieto alle esportazioni per i PF banditi sul proprio territorio?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. e 2. L'importanza del tema dei pesticidi altamente pericolosi è già stata riconosciuta nel 2015 in occasione della quarta Conferenza internazionale sulla gestione delle sostanze chimiche (ICCM4). La Svizzera ha sostenuto la strategia sui prodotti chimici (SAICM) elaborata successivamente da diverse organizzazioni dell'ONU (ad es. OMS e FAO). Detta strategia include tra l'altro l'identificazione e la valutazione dei pesticidi altamente pericolosi in uso, la definizione di misure appropriate per la riduzione dei rischi, la sostituzione con pesticidi meno pericolosi o anche divieti di messa in commercio e impiego. L'accordo su norme globali consentirà inoltre di evitare ostacoli commerciali. Una valutazione dei lavori effettuati ha evidenziato che i progressi realizzati finora sono ancora insufficienti. Pertanto, la Svizzera si impegna a favore di una procedura rafforzata a livello internazionale e, più in particolare, nei due processi seguenti:</p><p>nel quadro dei negoziati per una strategia globale sui prodotti chimici e i rifiuti dopo il 2020, la Svizzera si impegna per obiettivi ambiziosi e misurabili, allo scopo di ottenere maggiori progressi nella protezione della salute umana e dell'ambiente; la rinuncia all'impiego di pesticidi altamente pericolosi è uno degli elementi di tale strategia.</p><p>Nel quadro della Convenzione di Rotterdam, la Svizzera si impegna per l'integrazione in detta Convenzione dei prodotti chimici, e quindi anche di determinati pesticidi altamente pericolosi, menzionati dal Comitato di esame dei prodotti chimici. Dato che il processo è bloccato per certi prodotti chimici, la Svizzera e altri Paesi hanno avanzato una proposta su come superare tale blocco e rafforzare il controllo sul commercio internazionale di questi prodotti. La proposta prevede tra l'altro che, se non si riesce a raggiungere un consenso, in futuro i prodotti chimici potranno essere recepiti nella Convenzione con una decisione a maggioranza qualificata.</p><p>3. Sì, la Svizzera si impegna per l'adozione, in occasione dell'ICCM5, di una disciplina multisettoriale che coinvolga i vari portatori d'interesse e garantisca in tal modo la collaborazione di tutti i principali operatori volta al raggiungimento degli obiettivi.</p><p>4. Per l'attuazione della strategia globale sui prodotti chimici (SAICM) sono state stanziate risorse finanziarie, tra l'altro dal Fondo mondiale per l'ambiente (GEF), al quale la Svizzera partecipa finanziariamente. In questo modo vengono finanziati anche progetti che mirano a sostituire pesticidi altamente pericolosi con alternative meno pericolose.</p><p>Una raccomandazione della Svizzera ad altri Paesi di prevedere un blocco delle importazioni di prodotti fitosanitari vietati in Svizzera sarebbe ipotizzable solo nel quadro di una dichiarazione multilaterale. Spetta ai relatori speciali dell'ONU emanare tali raccomandazioni ai Paesi.</p>  Risposta del Consiglio federale.