<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale ritiene che si possa stabilire un legame diretto fra il livello di sicurezza e di stabilità socio-economica del Paese e quello della produzione di oppiacei. L'80-90 percento dell'eroina consumata in Svizzera è di provenienza afgana. Per questo, in occasione della visita ufficiale di lavoro a Berna del presidente dello Stato islamico dell'Afghanistan Hamid Karzai, il 27 giugno 2003, il presidente della Confederazione ha chiesto alla delegazione afgana quali provvedimenti ha preso il governo ad interim per lottare efficacemente contro questo flagello. Il presidente Karzai ha riconosciuto la gravità del problema, considerando che in Afghanistan la produzione e il traffico di droga criminalizzano, di fatto, l'intera economia del Paese. </p><p>Dopo la fine del regime dei Taliban, la produzione di papavero ha conosciuto un importante rilancio in Afghanistan. Ciò ha spinto il presidente Karzai a emanare un decreto presidenziale che proibisce la produzione di oppiacei. Purtroppo, tenuto conto anche della scarsità evidente di mezzi di cui dispone il governo afgano ad interim per fare applicare la decisione su tutto il territorio nazionale, questo decreto non ha avuto alcun effetto. È tuttavia indispensabile ricordare che per lottare efficacemente contro il traffico di droga non basta agire unicamente a livello della produzione. Incombe a ciascuno dei Paesi afflitti da gravi problemi di consumo mettere in atto misure di prevenzione adeguate. </p><p>Oggi il governo afgano ad interim fa appello al sostegno della Comunità internazionale per allestire programmi efficienti di lotta contro la produzione del papavero. Attualmente, infatti, la coltivazione del papavero in Afghanistan è ancora una tentazione allettante per alcuni: la produzione è relativamente facile e i benefici che si possono ricavare sono ingenti. Il Consiglio federale è consapevole del fatto che, anziché contentarsi di incriminare i contadini che praticano questa coltura, la vera sfida consiste nell'individuare alternative valide a una produzione estremamente lucrativa in un Paese dove l'economia deve essere completamente ricostruita, e nel garantire la sostenibilità ecologica e la redditività economica di tali alternative. Per la realizzazione di programmi efficaci di sostituzione del papavero saranno necessarie somme considerevoli, che potranno essere riunite soltanto grazie alla concertazione tra i Paesi donatori. </p><p>Il Consiglio federale, in collaborazione con la Comunità internazionale, s'impegna in questo senso. Le operazioni d'aiuto umanitario realizzate dalla Svizzera in Afghanistan, il sostegno agli sforzi internazionali (ISAF, ecc.) nel proseguimento di impegni assunti anteriormente in materia di politica della pace, come pure la cooperazione allo sviluppo svizzera in vari Stati dell'Asia centrale sono finalizzati alla stabilizzazione della situazione economica e sociale delle popolazioni interessate, come pure a rendere queste popolazioni meno dipendenti da attività illecite quali la produzione e il traffico di droga.</p>  Risposta del Consiglio federale.