B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i ch t T ri b u n a l ad m i n i s t r a t i f f éd é r a l T ri b u n a l e am m i n i s t r a t i vo f e d e r a l e T ri b u n a l ad m i n i s t r a t i v fe d e r a l Corte IV D-2339/2023, D-2335/2023, D-2336/2023, D- 2337/2023 S e n t e n z a d e l l ' 8 m a g g i o 2 0 2 3 Composizione Giudice Chiara Piras, giudice unica, con l'approvazione della giudice Regula Schenker Senn; cancelliera Sebastiana Bosshardt. Parti A._______, nato il (…), con la moglie B._______, nata il (…), ed i figli C._______, nato il (…), D._______, nata il (…), E._______, nata il (…), F._______, nata il (…), G._______, nata il (…), H._______, nato il (…), I._______, nato il (…), Afghanistan, (…), ricorrenti, contro Segreteria di Stato della migrazione (SEM), Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore. Oggetto Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (procedura Dublino - art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi); decisioni della SEM del 19 aprile 2023. D-2339/2023, D-2335/2023, D-2336/2023, D-2337/2023 Pagina 2 Visto: le domande di asilo che il 13 febbraio 2023 A._______, la moglie B._______, i f igli minorenni C._______, D._______, E._______ e F._______, (N […]; di seguito: ricorrenti 1), ed i figli maggiorenni H._______ (N […]; di seguito: ricorrente 2), I._______ (N […]; di seguito: ricorrente 3) e G._______ (N […]; di seguito: ricorrente 4), tutti cittadini af- ghani, hanno presentato in Svizzera, gli estratti della banca dati dattiloscopica "EURODAC" del 15 feb- braio 2023 dai quali risultava che tutti i ricorrenti avevano già depositato una domanda d'asilo in Polonia il 30 giugno 2021 ed in Germania il 19 ago- sto 2021 e che i ricorrenti 3 e 4 avevano depositato un'ulteriore domanda in Germania il 10 febbraio 2023, le procure del 17 febbraio 2023, rispettivamente del 21 febbraio 2023, con- ferite dagli interessati alla rappresentanza legale loro assegnata, i colloqui personali del 27 febbraio 2023 (ricorrenti 1 e 4), rispettivamente del 28 febbraio 2023 (ricorrenti 2 e 3), conformemente all'art. 5 del Rego- lamento (UE) n. 604/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per l'esame di una domanda di protezione internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo o da un apolide (rifusione; Gazzetta ufficiale dell'Unione euro- pea [GU] L 180/31 del 29 giugno 201 3; di seguito: Regolamento Dublino III), nel corso dei quali è stato loro concesso il diritto di essere sentiti sull'ac- certamento medico e sull'eventuale competenza della Polonia per il tratta- mento delle loro domande d'asilo, le richieste del 28 febbraio 2023 di ripresa in carico dei richiedenti presen- tate dalla Segreteria di Stato della migrazione (di seguito: SEM) alle com- petenti autorità polacche fondate sull'art. 18 par. 1 lett. b Regolamento Du- blino III, le accettazioni del 3 marzo 2023 delle suddette richieste da parte delle au- torità polacche in applicazione della medesima disposizione per i ricor- renti 2, 3 e 4, rispettivamente in applicazione dell'art. 18 par. 1 lett. c Rego- lamento Dublino III per i ricorrenti 1, le v isite mediche a cui sono stati sottoposti B._______ ed i figli minori F._______, E._______ e C._______, D-2339/2023, D-2335/2023, D-2336/2023, D-2337/2023 Pagina 3 le decisioni della SEM del 19 aprile 2023, notificate il 20 aprile 2023, me- diante le quali la SEM non è entrata nel merito delle domande d 'asilo ai sensi dell 'art. 31a cpv. 1 lett. b della legge sull 'asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) ed ha pronunciato il trasferimento degli interessati verso la Polonia, le dichiarazioni del 20 aprile 2023 di rinuncia al mandato di rappresentanza da parte della Protezione giuridica della Regione (…), i ricorsi del 27 aprile 2023 (cfr. timbro del plico raccomandato) inoltrat i di- nanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) contro le menzionate decisioni della SEM con i quali i ricorrenti hanno chiesto l'en- trata nel merito delle loro domande d'asilo e che le procedure vengano ef- fettuate in Svizzera, con contestual i richieste di concessione dell 'assi- stenza giudiziaria e dell'effetto sospensivo, che dopo l'entrata dei ricorsi al Tribunale sono stati aperti quattro procedi- menti separati ( con il numero di dossier D -2335/2023 per N (…), D-2336/2023 per N (…), D-2337/2023 per N (…) e D-2339/2023 per N (…), le misure supercautelari del 28 aprile 2023 per il tramite delle quali il Tribu- nale ha sospeso provvisoriamente l'esecuzione dell'allontanamento di tutti i ricorrenti, e considerato: che le procedure in materia d 'asilo sono rette dalla legge federale sulla procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi), che presentati tempestivamente (art. 108 cpv. 3 LAsi) contro delle decisioni in materia di asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31‒33 LTAF), i ricorsi sono di principio ammissibili sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a‒c e art. 52 PA ed occorre pertanto entrare nel merito dei gravami, che per ragioni di economia processuale, vi è motivo di congiungere le cause D-2335/2023, D -2336/2023, D -2337/2023 e D -2339/2023 poiché poggiano su fatti e persone strettamente connessi o identici e riguardano le medesime questioni giuridiche (cfr. D-2339/2023, D-2335/2023, D-2336/2023, D-2337/2023 Pagina 4 MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER/KAYSER, Prozessieren vor dem Bundesver- waltungsgericht, 3a ed. 2022, n. marg. 3.17), che i ricorsi manifestamente infonda ti, ai sensi dei motivi che seguono, sono decisi in procedura semplificata (art. 111a LAsi) dalla giudice unica, con l'approvazione di una seconda giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la deci- sione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi), che giusta l'art. 111a cpv. 1 LAsi, il Tribunale rinuncia allo scambio di scritti, che in sede di colloquio Dublino i ricorrenti hanno in sunto dichiarato di essere rimasti rinchiusi per circa un mese e venti giorni in un campo che sembrava una prigione; che dopo essere stati trasferiti dalla Germania in Polonia essi sarebbero stati alloggiati per 11 mesi in un centro in condizioni terribili; che inoltre, per diverso tempo essi non avrebbero ricevuto aiuti da parte delle autorità polacche, né uno spillatico; che la madre non avrebbe potuto recarsi dal medico ed i figli minori che frequentavano la scuola non mangiavano poiché non avrebbero avuto i soldi per pagare il pranzo; che infine, essi sarebbero stati discriminati e la polizia avrebbe abusato di loro, che nella querelata decisione l 'autorità inferiore ha constatato la compe- tenza della Polonia per l 'esame della loro domanda d 'asilo ed ha escluso la sussistenza di carenze sistemiche ai sensi dell'art. 3 par. 2 Regolamento Dublino III o di un rischio di trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali del 4 no- vembre 1950 (CEDU, RS 0.101) o di violazione del principio del divieto di respingimento; che altresì, non sussisterebbero motivi che giustifichereb- bero l'applicazione dell'art. 16 par. 1 Regolamento Dublino III o della clau- sola di sovranità ai sensi dell 'art. 17 par. 1 Regolamento Dublino III e dell'art. 29a cpv. 3 dell'Ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni procedu- rali dell'11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311); che in particolare, i problemi medici non sarebbero ostativi al trasferimento, che in sede ricorsuale, gli insorgenti ritengono che si dovrebbe entrare nel merito della loro domanda d'asilo mediante l'applicazione dell'art. 17 par. 1 Regolamento Dublino III; che la loro incolumità fisica sarebbe in pericolo in Polonia; che essi non avrebbero potuto beneficiare di alcun aiuto nel corso della loro permanenza in tale Paese e dunque rischierebbero che la loro domanda d'asilo non verrebbe trattata correttamente e che verrebbero ri- mandati nel loro Paese d'origine; che altresì, ritenuto il loro stato di salute, sarebbe evidente che in Polonia essi non avrebbero avuto accesso alle cure mediche, D-2339/2023, D-2335/2023, D-2336/2023, D-2337/2023 Pagina 5 che, giusta l'art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi, di norma non si entra nel merito di una domanda di asilo se il richiedente può partire alla volta di uno Stato terzo cui compete, in virtù di un trattato internazionale, l 'esecuzione della procedura di asilo e allontanamento, che prima di applicare la precitata disposizione, la SEM esamina la com- petenza relativa al trattamento di una domanda di asilo secondo i criteri previsti dal Regolamento Dublino III, che se in base a questo esame è individuato un altro Stato quale respon- sabile per l'esame della domanda di asilo, la SEM pronuncia la non entrata nel merito previa accettazione, espressa o tacita, di ripresa in carico del richiedente l'asilo da parte dello Stato in questione (cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 6.2), che ai sensi dell'art. 3 par. 1 Regolamento Dublino III, la domanda di pro- tezione internazionale è esaminata da un solo Stato membro, ossia quello individuato in base ai criteri enunciati al capo III (art. 7–15), che la determinazione dello Stato membro competente avviene sulla base della situazione esistente al momento in cui il richiedente ha presentato domanda di protezione internazionale (art. 7 par. 2 Regolamento Dublino III), che nel caso di una procedura di ripresa in carico (inglese: take back), di principio non viene effettuato un nuovo esame di determinazione dello stato membro competente secondo il capo III (cfr. DTAF 2017 VI/5 con- sid. 6.2 e 8.2.1), che lo Stato membro competente in forza del presente regolamento è te- nuto a riprendere in carico – in ossequio alle condizioni poste agli art. 23, 24, 25 e 29 – il richiedente la cui domanda è in corso d 'esame e che ha presentato domanda in un altro Stato membro oppure si trova nel territorio di un altro Stato membro senza un titolo di soggiorno (art. 18 par. 1 lett. b Regolamento Dublino III), così come un cittadino di un paese terzo o un apolide che ha ritirato la sua domanda in corso d'esame e che ha presen- tato una domanda in un altro Stato membro o che si trova in altro Stato membro senza un titolo di soggiorno (art. 18 par. 1 lett. c Regolamento Du- blino III), che gli obblighi di cui all'art. 18 par. 1 lett. c–d vengono meno se l'interes- sato si è allontanato dal territorio degli Stati membri per almeno tre mesi, D-2339/2023, D-2335/2023, D-2336/2023, D-2337/2023 Pagina 6 sempre che l'interessato non sia titolare di un titolo di soggiorno in corso di validità rilasciato dallo Stato membro competente (cfr. art. 19 par. 2 Rego- lamento Dublino III), che nel caso di specie, dall'estratto "EURODAC" risulta che gli interessati avevano già depositato una domanda d 'asilo in Polonia in data 30 giu- gno 2021, che le richieste di ripresa in carico presentate dalla SEM sono state espres- samente accettate dal le competenti autorità polacche in applicazione dell'art. 18 par. 1 lett. c Regolamento Dublino III (ricorrenti 1), rispettiva- mente dell'art. 18 par. 1 lett. b Regolamento Dublino III (ricorrenti 2, 3 e 4), che di conseguenza, la competenza della Polonia è, di principio, data, che in seguito, giusta l 'art. 3 par. 2 Regolamento Dublino III, qualora sia impossibile trasferire un richiedente verso lo Stato membro inizialmente designato come competente in quanto si hanno fondati motivi di ritenere che sussistono delle carenze sistemiche nella procedura di asilo e nelle condizioni di accoglienza dei richiedenti, che implichino il rischio di un trat- tamento inumano o degradante ai sensi dell'art. 4 della Carta dei diritti fon- damentali dell'Unione europea (di seguito: CartaUE), lo Stato membro che ha avviato la procedura di determinazione dello Stato membro competente prosegue l'esame dei criteri di cui al capo III per verificare se un altro Stato membro possa essere designato come competente, che si rileva che il paese in questione è legato alla CartaUE e firmatario, della CEDU, della Convenzione del 10 dicembre 1984 contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti (Conv. tortura, RS 0.105), della Convenzione del 28 luglio 1951 sullo statuto dei rifugiati (Conv. rifugiati, RS 0.142.30), oltre che del relativo Protocollo aggiuntivo del 31 gennaio 1967 (RS 0.142.301) e ne applica le disposizioni, che, di conseguenza, il rispetto della sicurezza dei richiedenti l'asilo, in par- ticolare il diritto alla trattazione della propria domanda secondo una proce- dura giusta ed equa ed una protezione conforme al diritto internazionale ed europeo, è presunto da parte dello Stato in questione (cfr. direttiva 2013/32/UE del Parlamento eu ropeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 recante procedure comuni ai fini del riconoscimento e della revoca dello status di protezione internazionale [di seguito: direttiva procedura]; direttiva 2013/33/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 D-2339/2023, D-2335/2023, D-2336/2023, D-2337/2023 Pagina 7 recante norme relative all'accoglienza dei richiedenti protezione internazio- nale [di seguito: direttiva accoglienza]), che tale presunzione non è assoluta e può essere confutata in presenza di violazioni sistemiche delle garanzie minime previste dall'Unione europea o dal diritto internazionale (cfr. DTAF 2011/9 consid. 6; sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo [Corte EDU] M.S.S. contro Belgio e Grecia del 21 gennaio 2011, 30696/09) oppure in presenza di indizi seri che, nel caso concreto, le autorità di tale Stato non rispetterebbero il diritto internazionale (cfr. DTAF 2010/45 consid. 7.4 e 7.5), che da giurisprudenza costante del Tribunale, anche dopo l 'inizio della guerra in Ucraina la quale ha provocato un forte afflusso di persone in Po- lonia a partire dalla fine del febbraio 2022, non si può concludere che in tale Paese vi siano carenze sistemiche nella procedura di asilo o nelle con- dizioni di accoglienza dei richiedenti, che implichino il rischio di un tratta- mento inumano o degradant e ai sensi dell 'art. 4 della CartaUE (cfr. sen- tenza del Tribunale E-950/2023 del 23 febbraio 2023 consid. 6.1.4 e relativi riferimenti), che conseguentemente, l 'applicazione dell 'art. 3 par. 2 2 a frase Regola - mento Dublino III non si giustifica nel caso di specie, che resta ancora da stabilire se, come richiesto dai ricorrenti, nel loro caso trovi applicazione la clausola di sovranità, che giusta l'art. 17 par. 1 Regolamento Dublino III ("clausola di sovranità"), in deroga ai criteri di competenza sopra definiti, ciascuno Stato membro può decidere di esaminare una domanda di protezione internazionale pre- sentata da un cittadino di un paese terzo o da un apolide, anche se tale esame non gli compete, che tale disposizione è concretizzata in diritto interno svizzero dall'art. 29a cpv. 3 OAsi 1, secondo il quale se "motivi umanitari" lo giustificano la SEM può entrare nel merito della domanda anche qualora giusta il Regolamento Dublino III un altro Stato sarebbe competente per il trattamento de lla stessa, che nell'applicazione dell'art. 29a cpv. 3 OAsi 1 la SEM dispone di potere di apprezzamento (cfr. DTAF 2015/9 consid. 7 seg.); che al contrario, se il trasferimento del richiedente nel paese di destinazione contravviene ad una norma imperativa del diritto internazionale, tra cui quelle della CEDU, D-2339/2023, D-2335/2023, D-2336/2023, D-2337/2023 Pagina 8 l'autorità inferiore è obbligata ad applicare la clausola di sovranità e ad en- trare nel merito della domanda d 'asilo ed il Tribunale dispone di potere di controllo al riguardo (cfr. DTAF 2015/9 consid. 8.2.1), che i ricorrenti non hanno dimostrato che lo Stato di destinazione non sia intenzionato a riprenderli in carico ed a portare a termine la procedura re- lativa alla loro domanda di protezione in violazione della direttiva proce- dura, che inoltre, i ricorrenti non hanno apportato qualsivoglia indizio serio e con- creto suscettibile di dimostrare che lo Stato di destinazione non rispette- rebbe il principio del divieto di respingimento e, dunque, verrebbe meno nell'ossequio dei suoi obblighi internazionali, rinviandoli in un paese dove la loro vita, integrità corporale o libertà sarebbero seriamente minacciate o da dove rischierebbero di essere respinti in un tale paese, che agli atti non figurano elementi tali da indurre a concludere che un tra- sferimento nello Stato in questione esporrebbe i ricorrenti al rischio di es- sere privati del sostentamento minimo e di subire delle condizioni di vita indegna in violazione della direttiva accoglienza, che, in altre parole, essi non hanno fornito indizi seri suscettibili di compro- vare che le loro condizioni di vita o la loro situazione personale sarebbero tali da contravvenire all 'art. 4 della CartaUE, all 'art. 3 CEDU o all 'art. 3 Conv. tortura in caso di esecuzione del trasferimento in Polonia, che, ad ogni modo, appartiene ai ricorrenti sollevare l'eventuale violazione dei loro diritti fondamentali, utilizzando le adeguate vie di diritto dinanzi alle autorità dello Stato in questione, che infine, dall 'incarto non risultano problemi medici ostativi al trasferi- mento, che invero, il respingimento forzato di persone che soffrono di problematiche mediche, costituisce una violazione dell 'art. 3 CEDU unicamente in circostanze eccezionali; che ciò risulta esse re il caso segnatamente qualora vi siano dei seri motivi di ritenere che la persona, in assenza di trattamenti medici adeguati nello Stato di destinazione, sarà confrontata ad un reale rischio di un grave, rapido ed irreversibile peggioramento delle condiz ioni di salute comportante delle intense sofferenze o una significativa riduzione della speranza di vita (cfr. sentenza D-2339/2023, D-2335/2023, D-2336/2023, D-2337/2023 Pagina 9 della Corte europea dei diritti dell 'uomo [Corte EDU] Paposhvili contro Belgio del 13 dicembre 2016, 41738/10, § 181 segg.), che nel caso in disamina, F._______ è stata visitata e trattata con successo per una iperemia gengivale con conseguente stanchezza ed inappetenza (cfr. atti SEM ricorrenti 1 73/7 e 77/3), che in seguito, la sonografia di E._______ eseguita a causa di dolori addo- minali ha evidenziato una sospetta renella; che il trattamento farmacologico prescritto in caso di dolori e abbondante idratazione sarebbe risultato effi- cace (cfr. atti SEM ricorrenti 1 78/3, 80/2. 84/2, 98/2, 100/1), che per quanto riguarda invece C._______, per i dolori addominali il me- dico gli ha prescritto un antiinfiammatorio da assumere in caso di neces- sità; che l'ecografia addominale non ha dato riscontri di particolarità tranne un linfonodo reattivo a livello inguinale; che dalla visita di controllo è ri sul- tato un miglioramento della sintomatologia ed un a netta diminuzione del linfonodo, senza necessità di ulteriori controlli (cfr. atti SEM ricorrenti 1 81/2, 82/2, 88/2), che infine, alla ricorrente B._______ è stato diagnosticato un disturbo d'an- sia e insonnia, parestesia all'arto inferiore e dispepsia cronica, da trattare con tre farmaci (cfr. atti SEM ricorrenti 1 72/2, 83/3, 87/2, 97/3), che pertanto, i problemi di salute di cui soffrono gli insorgenti non risultano essere di particolare gravità ed i trattamenti che stanno seguendo non pre- senta eccezionali specificità, che contrariamente a quanto ritenuto in sede ricorsuale, seppur con qual- che difficoltà, B._______ è stata visitata da un medico (cfr. atto SEM ricor- renti 1, 65/4), che ad ogni modo, la Polonia, in quanto Stato firmatario della direttiva ac- coglienza, deve provvedere affinché i richiedenti ricevano la necessaria as- sistenza sanitaria comprendente quanto meno le prestazioni di pronto soc- corso e il trattamento essenziale di malattie e di gra vi disturbi mentali e fornire la necessaria assistenza medica o di altro tipo, ai richiedenti con esigenze di accoglienza particolari, comprese, se necessarie, appropriate misure di assistenza psichica (cfr. art. 19 par. 1 e 2 della citata direttiva), che altresì, prima del trasferimento, sarà premura delle autorità competenti informare in maniera precisa e completa le autorità polacche dell 'arrivo e dei problemi di salute dei ricorrenti (art. 31 Regolamento Dublino III), D-2339/2023, D-2335/2023, D-2336/2023, D-2337/2023 Pagina 10 che infine, non risultano neppure esserci indizi che permettano di ritenere che la SEM abbia esercitato in maniera arbitraria o non abbia esercitato il potere di apprezzamento di cui dispone nell 'applicazione dell 'art. 29a cpv. 3 OAsi 1, che pertanto, non vi è motivo di applicare la clausol a discrezionale di cui all'art. 17 par. 1 Regolamento Dublino III ("clausola di sovranità"), che, di conseguenza, in mancanza dell'applicazione di tale norma da parte della Svizzera, la Polonia è competente per l'esame della domanda di asilo dei ricorrenti ai sensi Regolamento Dublino III ed è tenut a a riprenderli in carico in ossequio alle condizioni poste agli art. 23, 24, 25, 29 Regolamento Dublino III, che infine, per quanto riguarda le modalità di trasferimento, le autorità can- tonali competenti effettueranno, per quanto possibile, il trasferimento di tutti i membri della famiglia in Polonia in maniera coordinata, che quindi, è a giusto titolo che la SEM non è entrata nel merito della do- manda di asilo dei ricorrenti, in applicazione dell'art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi ed ha pronunciato il loro trasferimento verso la Polonia conformemente all'art. 44 LAsi (cfr. art. 32 lett. a OAsi 1), che in siffatte circostanze, non vi è più luogo di esaminare in maniera di- stinta le questioni relative all 'esistenza di un impedimento all 'esecuzione del trasferimento per i motivi giusta i cpv. 3 e 4 dell'art. 83 della legge sugli stranieri e la loro integrazione del 16 dicembre 2005 (LStrI, RS 142.20), dal momento che detti motivi sono indissociabili dal giudizio di non entrata nel merito nel quadro di una procedura Dublino (cfr. DTAF 2015/18 con- sid. 5.2), che visto quanto precede, i ricorsi devono essere respinti e le decisioni della SEM confermate, che avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, le domande di con- cessione dell'effetto sospensivo e di esenzione dal versamento di un anti- cipo spese sono divenute senza oggetto, che infine, ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito favorevole, le domande di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versamento delle spese processuali, sono respinte, D-2339/2023, D-2335/2023, D-2336/2023, D-2337/2023 Pagina 11 che visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 1'350.– che seguono la soccombenza sono poste a carico dei ricorrenti (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 1-3 del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]), che le misure supercautelari ordinate dal Tribunale il 28 aprile 2023 deca- dono con la presente decisione finale (cfr. HANSJÖRG SEILER, in: Wald- mann/Weissenberger [ed.], Praxiskommentar VwVG, 2a ed. 2016, n. 54 ad art. 56 PA), che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con ricorso in materia di diritto pubblico dina nzi al Tribunale federale ( art. 83 lett. d cifra 1 LTF). (dispositivo alla pagina seguente) D-2339/2023, D-2335/2023, D-2336/2023, D-2337/2023 Pagina 12 Il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 1. Le procedure D -2335/2023, D -2336/2023, D -2337/2023 e D -2339/2023 sono congiunte. 2. I ricorsi sono respinti. 3. Le domande di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versa- mento delle spese processuali, sono respinte. 4. Le spese processuali, di CHF 1'350.–, sono poste a carico dei ricorrenti. Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministra- tivo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sentenza. 5. Questa sentenza è comunicata ai ricorrenti, alla SEM e all'autorità canto- nale. La giudice unica: La cancelliera: Chiara Piras Sebastiana Bosshardt Data di spedizione: