<h2>SubmittedText<h2><p><span style="color:black;">Il 12&nbsp;settembre 2023 la NZZ ha pubblicato un articolo in cui scrive che nei due anni dalla presa di potere dei talebani, l’Afghanistan è diventato tanto sicuro come non lo era più stato da vari decenni. Questa affermazione porta a chiedersi a quali condizioni l’Afghanistan può essere di nuovo considerato un Paese sicuro, in particolare nel contesto del diritto d’asilo. Alcuni Stati quali la Turchia o gli Emirati Arabi Uniti sembrano reputare l’Afghanistan un Paese sicuro. Concretamente, negli ultimi mesi la situazione non è mutata all’interno dell’Afghanistan. Il regime ha proclamato un’amnistia generale che include i soldati, i poliziotti e i collaboratori del vecchio regime nonché ex membri delle forze armate occidentali. Oggi non vi sono né una persecuzione sistematica degli oppositori né pene collettive o di massa.&nbsp;</span></p><p><span style="color:black;">Il Consiglio federale è pertanto pregato di rispondere alle domande seguenti:&nbsp;</span></p><ol><li>Numerosi indizi indicano che soprattutto i giovani uomini potrebbero ritornare senza problemi in patria (si veda il citato articolo della NZZ). Il Consiglio federale è anch’esso dell’opinione che il ritorno in patria non sarebbe problematico soprattutto per gli uomini?</li><li>Il Consiglio federale dispone di indizi concreti secondo cui l’amnistia decretata dal regime non sia attuata seriamente? Quali sono i criteri in base ai quali valuta concretamente il rischio individuale che impedisce di eseguire l’allontanamento di un richiedente l’asilo proveniente dall’Afghanistan?</li><li>Su quali criteri obiettivi si fonda per concludere che, in linea di massima, gli uomini afghani devono essere ammessi provvisoriamente e le donne afghane ottenere l’asilo?</li><li>In che misura la Svizzera dispone ancora di contatti e partner in loco in grado di riportare gli sviluppi reali della situazione? La SEM valuta concretamente la situazione attuale? In caso affermativo, in che modo? In caso negativo, perché no?</li><li>Come procede la SEM per accertare se un richiedente l’asilo di sesso maschile proveniente dall’Afghanistan adempie effettivamente i motivi d’asilo sanciti nella legge sull’asilo? Qual è la procedura per le richiedenti l’asilo?</li><li>Qual è stata l’evoluzione delle domande di visto umanitario dall’Afghanistan negli ultimi cinque anni (numero complessivo e domande accolte)?</li><li>È vero che gli osservatori dei diritti umani dell’ONU hanno lanciato un appello per accordare lo statuto di rifugiato a tutte le donne e ragazze afghane, e che la SEM ha seguito questa raccomandazione?</li><li>È vero che l’ONU vorrebbe che la Svizzera attui il patto globale ONU sulla migrazione e quindi in tal modo accetti di fatto una libera circolazione delle persone a livello mondiale?</li></ol><h2>FederalCouncilResponseText<h2><div><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">1. Dopo un’analisi completa delle circostanze in Afghanistan (v. risposta alla domanda 4), la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) è giunta alla conclusione che dalla presa di potere da parte dei talebani la situazione in loco si è deteriorata in molti ambiti e che al momento l’esecuzione dell’allontanamento continua di norma a non essere ragionevolmente esigibile. </span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">2. Secondo informazioni regolarmente aggiornate della SEM, in linea di massima i talebani hanno mantenuto la loro promessa orale di amnistia. Tuttavia, molti atti di vendetta (omicidi, perquisizioni domiciliari, arresti, tortura e maltrattamenti) sono stati commessi subito dopo la presa di potere. Fino ad oggi sono occasionalmente condotte azioni punitive nei confronti di ex membri del governo e delle forze di sicurezza nonché di loro familiari, giornalisti o attivisti per i diritti umani. </span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">La SEM esamina l’ammissibilità, esigibilità e possibilità di eseguire l’allontanamento soltanto se respinge o non entra nel merito di una domanda d’asilo. Dato che a suo avviso al momento l’esecuzione dell’allontanamento verso l’Afghanistan non è in genere esigibile a causa della situazione in loco, di norma le circostanze personali di un richiedente non sono rilevanti. Lo sono invece per l’asilo, che è sempre oggetto di un esame individuale. </span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">3. Le numerose restrizioni e norme comportamentali imposte dai talebani hanno gravi ripercussioni sui diritti umani fondamentali delle donne e delle ragazze afghane. In queste condizioni, le richiedenti l’asilo afghane possono essere considerate vittime sia di una legislazione discriminatoria (appartenenza a un determinato gruppo sociale) sia di una persecuzione religiosa, il che non esclude altri motivi di persecuzione rilevanti sotto il profilo del diritto in materia d’asilo; pertanto va riconosciuta loro la qualità di rifugiato. La SEM esamina singolarmente le domande d’asilo dei richiedenti afghani, a prescindere dal loro sesso. </span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">4. La SEM segue con attenzione la situazione in Afghanistan e aggiorna costantemente i suoi pertinenti rapporti, tenendo conto dei rapporti stilati dall’Agenzia dell’Unione europea per l’asilo (EUAA), dalle autorità partner europee e dalle organizzazioni dell’ONU nonché della letteratura specialistica. Intrattiene contatti regolari con le competenti autorità partner svizzere (DFAE, DDPS) nonché stretti scambi con la Direzione dello sviluppo e della cooperazione, che attua programmi in loco insieme a partner di lunga data. Tiene inoltre conto della prassi del Tribunale amministrativo federale. </span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">5. Come per tutti gli altri richiedenti l’asilo, la SEM rileva le generalità e svolge un’audizione sui motivi d’asilo per determinare i fatti rilevanti per la decisione. In seguito, valuta in ogni singolo caso se le allegazioni sono verosimili e rilevanti per il riconoscimento dello statuto di rifugiato, conformemente agli articoli</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">3 e 7 della legge sull’asilo (LAsi; RS</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">142.31). </span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">6. Il numero di visti umanitari ai sensi dell’articolo</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">4 capoverso</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">2 dell’ordinanza concernente l’entrata e il rilascio del visto (OEV; RS</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">142.204) rilasciati e rifiutati a cittadini afghani nel corso degli ultimi cinque anni è evoluto come segue: nel 2019, 75 domande presentate, 66 respinte e 9 visti umanitari concessi. Nel 2020, 41 domande presentate, 36 respinte e 5 visti umanitari rilasciati. Nel 2021, 500 domande presentate, 463 respinte e 37 visti umanitari rilasciati. Nel 2022, 1766 domande presentate, 1668 respinte e 98 visti umanitari rilasciati. Infine, dal 1°</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">gennaio al 30 settembre 2023, sono state presentate 511 domande, 480 respinte e 31 visti umanitari rilasciati. </span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">7. </span><a name="_Hlk148006918"><span style="font-family:Arial">La prassi della SEM si fonda sulla propria valutazione della situazione e tiene sempre conto di diverse fonti </span></a><span style="font-family:Arial">(v. risposta 4). </span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">8. Il Patto globale ONU sulla migrazione non prevede l’accoglienza generalizzata di gruppi di persone o una libera circolazione mondiale delle persone. Come già osservato dal Consiglio federale nel suo parere del 21</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">novembre 2018 relativo alla mozione 18.3838 Aeschi «La Svizzera non deve firmare il Patto ONU per la migrazione» e nel messaggio del 3</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">febbraio 2021 concernente il Patto globale ONU sulla migrazione (FF</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">2021 359), non costituisce un trattato internazionale e quindi non è giuridicamente vincolante. Ribadisce esplicitamente «il diritto sovrano degli Stati di determinare la propria politica migratoria nazionale» e deve essere attuato nel rispetto della politica e delle priorità nazionali. Mira anzitutto a rendere più sicura e ordinata la migrazione riducendo quella irregolare. </span></p></div>