<h2>InitialSituation<h2><h2 class="Titel_d"><strong>Comunicato stampa del Consiglio federale del 31.10.2018</strong></h2><p class="Standard_d"><strong>Il Consiglio federale adotta la seconda fase della revisione parziale della legge sulla pianificazione del territorio</strong></p><p class="Standard_d"><strong>Il Consiglio federale intende introdurre nuove disposizioni di legge in merito alle costruzioni fuori delle zone edificabili. Il principio fondamentale della separazione tra comprensorio edificabile e comprensorio non edificabile rimane garantito. In futuro ai Cantoni verrà tuttavia concesso un margine di manovra più ampio rispetto al passato. Per poterlo sfruttare, le utilizzazioni più estese dovranno essere compensate sulla base di una strategia pianificatoria e compensatoria, demolendo ad esempio gli edifici non più utilizzati. Nella sua seduta del 31 ottobre 2018, il Consiglio federale ha adottato, all'attenzione del Parlamento, il messaggio concernente la seconda fase della revisione parziale della legge sulla pianificazione del territorio (LPT). In questo modo i problemi territoriali potranno essere risolti nel luogo in cui si presentano ricorrendo a provvedimenti ad hoc.</strong></p><p class="Standard_d">Fuori delle zone edificabili possono essere costruiti solo gli edifici e gli impianti strettamente necessari. La legge sulla pianificazione del territorio (LPT) prevede ora anche disposizioni su progetti conformi alla zona, vincolati all'ubicazione e non conformi alla zona: risultano conformi alla zona gli edifici e gli impianti necessari all'agricoltura. Vincolati all'ubicazione sono invece ad esempio le cave di ghiaia, gli acquedotti, i sentieri o gli scilift. Possono essere concesse deroghe ai progetti non conformi alla zona, come nel caso di trasformazioni di edifici abitativi non agricoli oppure trasformazioni, per scopi di immagazzinamento o per la tenuta di bestiame a scopo di hobby, di stalle non più utilizzate.</p><p class="Standard_d">Queste disposizioni permettono di soddisfare solo in maniera limitata le esigenze specifiche cantonali e regionali. Il Consiglio federale propone quindi al Parlamento, tramite una strategia pianificatoria e compensatoria, nuove regole che concedono ai Cantoni un margine di manovra più ampio per le costruzioni fuori delle zone edificabili. A determinate condizioni, in futuro si potrà andare al di là delle prescrizioni attuali in materia di costruzioni fuori delle zone edificabili. Per poter continuare a garantire il principio fondamentale della separazione tra comprensorio edificabile e comprensorio non edificabile, tali utilizzazioni devono tuttavia migliorare in ultima analisi la situazione territoriale generale. Di conseguenza, le utilizzazioni autorizzate devono essere vincolate ad apposite misure di compensazione e riqualifica, tra cui rientra, ad esempio, la demolizione di costruzioni inutilizzate e che costituiscono un elemento di disturbo. Se i Cantoni desiderano sfruttare le possibilità offerte dalla strategia pianificatoria e compensatoria, devono prevedere i necessari presupposti nel piano direttore che dovrà poi essere sottoposto per approvazione alla Confederazione. Nell'autorizzazione edilizia che consente un'utilizzazione più estesa, si dovrà garantire che anche la necessaria compensazione venga poi effettivamente eseguita.</p><p class="Standard_d">Un'ulteriore novità relativa alle costruzioni fuori delle zone edificabili riguarda l'obbligo di demolizione: le autorizzazioni edilizie per nuovi edifici o impianti conformi alla zona o vincolati all'ubicazione non saranno più concesse "ad aeternum", bensì solo per un determinato scopo concreto. Qualora questo scopo venga meno e non sia possibile destinare a una nuova utilizzazione conforme alla zona o vincolata all'ubicazione gli edifici e gli impianti interessati, questi dovranno essere demoliti. L'obiettivo di questa disposizione è stabilizzare il numero di edifici realizzati fuori delle zone edificabili e contribuire così alla protezione delle superfici coltive. In tutta la Svizzera circa 590 000 edifici sono situati fuori delle zone edificabili, di questi circa 190 000 vengono utilizzati a scopo abitativo. A seguito del cambiamento strutturale in atto nel settore agricolo, non è possibile escludere che in futuro numerosi edifici oggi utilizzati per scopi agricoli siano progressivamente abbandonati.</p><p class="Standard_d">Il Consiglio federale propone una novità anche per quel che riguarda le autorizzazioni eccezionali per progetti non conformi alla zona: in futuro le disposizioni in materia non saranno più applicate in modo uniforme in tutto il Paese. I Cantoni potranno stabilire in piena autonomia quali disposizioni derogatorie potranno trovare applicazione sul loro territorio e in quale misura. La LPT continuerà a disciplinare i limiti delle singole deroghe.</p><p class="Standard_d">La revisione comprende anche precisazioni riguardanti l'obbligo di pianificazione sancito nella legge, che permettono così di rafforzare le pianificazioni negli spazi funzionali e le ponderazioni degli interessi nella pianificazione del territorio. Anche il principio di pianificazione territoriale relativo al sottosuolo viene ora menzionato esplicitamente nel testo di legge. Infine vengono precisate le disposizioni sulle zone agricole speciali, tramite le quali si esige un migliore coordinamento con i comprensori insediativi.</p><p class="Standard_d">Grazie alla revisione parziale della LPT, le disposizioni concernenti le costruzioni fuori delle zone edificabili sono state riorganizzate dal punto di vista sistemico e riunite in un solo capitolo, allo scopo di migliorarne la chiarezza e la comprensibilità e, di conseguenza, di agevolarne un'attuazione più unitaria.</p><p class="Standard_d">&nbsp;</p><p class="Standard_d">Elaborazione del progetto</p><p class="Standard_d">La prima consultazione su un avamprogetto di legge per la seconda fase della revisione parziale della legge sulla pianificazione del territorio (LPT 2) è stata condotta dal Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) su incarico del Consiglio federale da dicembre 2014 a maggio 2015. Poiché i pareri pervenuti sono risultati per lo più critici e negativi, nel dicembre 2015 il Consiglio federale ha deciso di concentrare la revisione della legge su pochi aspetti chiave che necessitavano palesemente di una revisione. Gli ambiti identificati come tali erano: l'edificazione al di fuori delle zone edificabili, la pianificazione del territorio negli spazi funzionali, la pianificazione del territorio nel sottosuolo e la ponderazione degli interessi nella pianificazione del territorio. Nel corso dei lavori di approfondimento, con la strategia pianificatoria e compensatoria si è sviluppato un nuovo elemento che scaturisce solo indirettamente dalle richieste o dalle sollecitazioni formulate durante la consultazione 2014/2015. In considerazione dell'importanza rivestita da questa strategia in particolare per le costruzioni fuori delle zone edificabili, il Collegio ha deciso di svolgere in merito, da giugno 2017 ad agosto 2017, una procedura di consultazione complementare. Come avvenuto nella prima consultazione, i pareri espressi sono stati essenzialmente critici o di rifiuto. La Conferenza svizzera dei direttori delle pubbliche costruzioni, della pianificazione del territorio e dell'ambiente (DCPA) e alcune associazioni professionali hanno tuttavia ritenuto la strategia pianificatoria e compensatoria meritevole di essere sviluppata. Sulla base di ulteriori lavori di approfondimento e di pareri espressi da organismi cantonali, associazioni professionali, economiche e ambientali, la strategia pianificatoria e compensatoria è stata nel frattempo notevolmente specificata.</p><h2>Proceedings<h2><h4 class="SDA_Meldung_d">Notizia ATS</h4><h3 class="Debatte_sda_linksbündig_d"><strong>Dibattito al Consiglio nazionale, 03.12.2019</strong></h3><p class="Standard_d"><strong>Bocciata seconda tappa revisione LPT</strong></p><p class="Standard_d"><strong>Malgrado il Parlamento lo scorso 20 ottobre sia diventato più "verde", ciò non è bastato per far approvare la seconda tappa della revisione della legge sulla pianificazione del territorio (LPT). La maggioranza - rimasta borghese anche dopo le elezioni federali - ha bocciato l'entrata in materia (108 voti a 83) ritenendo la riforma inadeguata.</strong></p><p class="Standard_d">La precedente riforma - approvata dalle urne il 3 marzo 2013 - puntava sullo sviluppo centripeto degli insediamenti. L'attuale progetto, presentato dal governo a fine ottobre dello scorso anno, mira a regolamentare le costruzioni fuori dalle zone edificabili e a pianificare gli spazi funzionali del territorio e l'utilizzazione del sottosuolo.</p><p class="Standard_d">Al fine di ottenere un miglioramento complessivo della situazione, il governo propone che le utilizzazioni del territorio vengano autorizzate soltanto tramite misure di compensazione e di riqualifica. Le nuove costruzioni agricole o la cui ubicazione è vincolata dalla loro destinazione non riceverebbero più un'autorizzazione "ad aeternum". Qualora lo scopo iniziale venisse meno, la costruzione dovrebbe essere demolita.</p><p class="Standard_d">Questo punto è stato fortemente criticato: mette in discussione la garanzia della proprietà prevista dalla Costituzione, ha sostenuto ad esempio il relatore commissionale Stefan Müller-Altermatt (PPD/SO). L'obbligo di demolizione rischierebbe inoltre di causare elevati costi addizionali, in particolare nel settore agricolo.</p><p class="Standard_d">Gli strumenti proposti dall'esecutivo lasciano pertanto insolute troppe questioni e costituiscono un orientamento generale "non opportuno". Per Müller-Altermatt, insomma, le proposte dell'esecutivo funzioneranno solo sulla carta, la realtà sarà invece costituita da una pioggia di ricorsi che impedirà di giungere a soluzioni accettabili.</p><p class="Standard_d">Malgrado ciò, la commissione, ha spiegato Müller-Altermatt, è dell'opinione che ci sia necessità di legiferare. A tal fine, dopo che il dossier sarà passato agli Stati, presenterà una propria mozione con idee concrete sul da farsi.</p><p class="Standard_d">La minoranza ha invece chiesto di entrare nel merito sul progetto. Data la necessità di legiferare, le proposte del governo sono state ritenute una buona base per ulteriori discussioni. Tale proposta ha però ricevuto i voti di PS, Verdi e Verdi liberali, insufficienti per continuare le discussioni.</p><p class="Standard_d">&nbsp;</p><h2 class="Titel_d"><strong>Comunicato stampa della commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia del Consiglio degli Stati del 30.04.2021</strong></h2><p class="Standard_d"><strong>La Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia del Consiglio degli Stati pone in consultazione un progetto di revisione della legge sulla pianificazione del territorio che semplifica il complesso disegno del Consiglio federale e tiene in maggiore considerazione le particolarità dei vari Cantoni. Introducendo un obiettivo di stabilizzazione per le costruzioni fuori delle zone edificabili, la Commissione intende anche proporre un controprogetto indiretto all'iniziativa paesaggio.</strong></p><p class="Standard_d">La Commissione ha approvato all'unanimità un progetto di modifica della legge sulla pianificazione del territorio (LPT) in relazione alla seconda fase della revisione parziale di tale legge (<a href="https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20180077">18.077</a>). Il 16 ottobre 2020 la Commissione, considerando che vi è necessità di legiferare in questo ambito, aveva deciso di entrare in materia sul progetto <a href="https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20180077">18.077</a> ma di semplificare la complessità delle misure proposte nel disegno del Consiglio federale. Il progetto elaborato dalla Commissione riprende gli elementi su cui le organizzazioni sentite e i Cantoni hanno espresso pareri in gran parte unanimi e stralcia invece le disposizioni contestate, per le quali sarebbe difficile ottenere il consenso della maggioranza. La Commissione ha in particolar modo tenuto conto delle peculiarità cantonali in materia di pianificazione territoriale.</p><p class="Standard_d">In linea con il disegno del Consiglio federale, il progetto mette a disposizione dei Cantoni uno strumento pianificatorio che permetterà di considerare in misura maggiore le particolarità cantonali e regionali nel caso di costruzioni fuori delle zone edificabili. Sulla base di una strategia globale di sviluppo territoriale e di quanto iscritto nei rispettivi piani direttori, i Cantoni potranno così elaborare e attuare soluzioni ad hoc per comprensori determinati. Le utilizzazioni più estese che eccedono in modo puntuale i limiti fissati dalle disposizioni generali sulle costruzioni fuori delle zone edificabili saranno però vincolate a misure sostanziali di compensazione e di miglioramento.</p><p class="Standard_d">Altri elementi del progetto hanno lo scopo di integrare e concretizzare le richieste di fondo dell'iniziativa paesaggio, affinché la nuova normativa possa fungere da controprogetto indiretto a tale iniziativa. La Commissione propone così di introdurre nella LPT un nuovo obiettivo di pianificazione e un nuovo principio pianificatorio, con i quali si esplicita che il numero totale di edifici situati nei comprensori non edificabili e l'impermeabilizzazione del suolo causata dagli edifici e impianti non agricoli devono essere stabilizzati. Per stabilizzare il numero di edifici e impianti è prevista principalmente una strategia basata su incentivi sotto forma di contributi che coprono i costi per la demolizione di edifici e impianti fuori delle zone edificabili. Tali contributi saranno finanziati dai Cantoni con la partecipazione della Confederazione. L'attuazione della strategia di stabilizzazione contempla anche l'obbligo di riferire sull'evoluzione dei parametri determinanti.</p><p class="Standard_d">La Commissione non ha invece ripreso nel progetto gli elementi che sono stati fortemente criticati in occasione del dibattito sull'entrata in materia nel Consiglio nazionale e delle audizioni svolte dalle Commissioni parlamentari e per i quali pertanto non è verosimile ottenere il consenso della maggioranza. Sono stati stralciati in particolare l'obbligo generale di demolizione (art. 23d segg. D-LPT), la precisazione delle esigenze in materia di zone agricole speciali (art. 16a D-LPT), l'approccio basato sull'oggetto in quanto modalità della cosiddetta strategia pianificatoria e compensatoria (art. 8d in combinato disposto con l'art. 24g D-LPT) e le disposizioni penali (art. 24h D-LPT).</p><p class="Standard_d">&nbsp;</p><h2 class="Titel_d"><strong>Comunicato stampa del Consiglio federale del 12.05.2021</strong></h2><p class="Standard_d"><strong>Il Consiglio federale rinuncia a un proprio controprogetto indiretto all'iniziativa paesaggio</strong></p><p class="Standard_d"><strong>Il Consiglio federale accoglie con favore il controprogetto indiretto della Commissione dell'ambiente, del territorio e dell'energia del Consiglio degli Stati (CAPTE-S). Il progetto della Commissione soddisfa i parametri determinanti fissati dal Consiglio federale per un controprogetto all'iniziativa paesaggio. Nella sua seduta del 12 maggio 2021 ha perciò deciso di rinunciare a un proprio controprogetto.</strong></p><p class="Standard_d">Il 29 aprile 2021, la CAPTE-S ha posto in consultazione il proprio progetto relativo alle costruzioni al di fuori delle zone edificabili, elaborato sulla base del messaggio del Consiglio federale del 31 ottobre 2018 sulla seconda fase della revisione parziale della legge sulla pianificazione del territorio (LPT 2). La Commissione ha integrato nel progetto nuovi elementi che riprendono e concretizzano le richieste dell'iniziativa paesaggio, cosicché possa fungere anche da controprogetto indiretto a tale iniziativa.Il Consiglio federale accoglie con favore il progetto della CAPTE-S, ritenendolo suscettibile di ottenere la maggioranza in una votazione popolare. La Commissione tiene conto in ugual misura degli interessi dell'agricoltura, della protezione del paesaggio e dei Cantoni. Per il Consiglio federale è fondamentale proporre un controprogetto indiretto all'iniziativa paesaggio e rafforzare il principio della separazione fra comprensorio edificabile e comprensorio non edificabile. È quanto aveva d'altronde già stabilito nella sua decisione di principio del 18 dicembre 2020, formulando dei punti cardine da integrare nel controprogetto indiretto. Nel contempo aveva già paventato l'ipotesi di rinunciare a un proprio controprogetto indiretto, qualora la proposta della CAPTE-S avesse ripreso tali punti cardine. Nella sua seduta del 12 maggio 2021, il Consiglio federale è giunto alla conclusione che il progetto presentato dalla CAPTE-S soddisfa tutti i punti richiesti e rinuncia così a un proprio controprogetto indiretto all'iniziativa paesaggio. Entro l'8 settembre 2021, il Collegio adotterà il messaggio sull'iniziativa paesaggio, nel quale raccomanderà di respingere l'iniziativa rimandando al controprogetto indiretto della CAPTE-S. La decisione di principio di respingere l'iniziativa paesaggio è già stata presa dal Consiglio federale il 18 dicembre 2020.</p><p class="Standard_d">&nbsp;</p><h4 class="SDA_Meldung_d">Notizia ATS</h4><h3 class="Debatte_sda_linksbündig_d"><strong>Dibattito al Consiglio degli Stati, 09.06.2022</strong></h3><p class="Standard_d"><strong>"No" a "Iniziativa paesaggio", "sì" a controprogetto</strong></p><p class="Standard_d"><strong>L'iniziativa "Contro la cementificazione del nostro paesaggio (Iniziativa paesaggio)" va bocciata, ma le costruzioni fuori zona edificabile vanno comunque meglio regolamentate con un controprogetto.</strong></p><p class="Standard_d">È l'opinione del Consiglio degli Stati, che ha iniziato oggi i lavori in merito alla legge sulla pianificazione del territorio (LPT). La Camera non ha però avuto il tempo di terminare il dibattito, le votazioni sono pertanto state rimandate.</p><p class="Standard_d">L'iniziativa intende porre un freno alla cementificazione delle superfici naturali e dei terreni coltivati all'esterno delle zone edificabili, attribuendo ai Cantoni la responsabilità diretta della protezione della natura e del paesaggio. Secondo il testo - lanciato da Pro Natura, BirdLife Svizzera, Patrimonio svizzero e dalla Fondazione svizzera per la protezione e la pianificazione del paesaggio - il numero di edifici e la loro superficie nelle zone non edificabili dovrebbe rimanere invariato.</p><p class="Standard_d">Malgrado la bocciatura della proposta di modifica costituzionale da parte degli Stati sia scontata - "l'iniziativa è un attacco frontale contro le zone rurali", ha ad esempio affermato Daniel Fässler (Centro/AI) -, la necessità di rivedere le modalità di costruire all'esterno delle zone edificabili non è stata contestata dai "senatori", che oggi hanno approvato tacitamente l'entrata in materia sul controprogetto.</p><p class="Standard_d">"È incontestabile il fatto che la pressione sulla natura aumenta per le attività ricreative, l'agricoltura e le esigenze di mobilità", ha sostenuto Heidi Z'Graggen (Centro/UR). La revisione della LPT proposta dal governo è però stata giudicata da più parti troppo complessa.</p><p class="Standard_d">Per questo motivo la commissione preparatoria l'ha ampiamente rivista. La soluzione che ne è uscita è "equilibrata e pragmatica", secondo Elisabeth Baume-Schneider (PS/JU). I Cantoni, l'Unione svizzera dei contadini e il settore del turismo l'hanno accolta favorevolmente.</p><p class="Standard_d">Nel dettaglio, la nuova modifica della LPT include diverse disposizioni per stabilizzare il numero di edifici nei comprensori non edificabili e l'impermeabilizzazione del suolo. Su quest'ultimo punto sono previste eccezioni per l'agricoltura e - su richiesta di una minoranza approvata con 27 voti contro 15 - anche per le attività turistiche. Inoltre, per incentivare l'abbattimento di edifici e impianti, è previsto un contributo che copra i costi di demolizione.</p><p class="Standard_d">Sono pure stati potenziati i requisiti per i piani direttori cantonali. I cantoni dovranno illustrare come intendono raggiungere l'obiettivo di stabilizzazione con una strategia globale. Una minoranza avrebbe voluto stralciare l'articolo sugli obiettivi. "È il punto chiave della riforma", ha insistito con successo la consigliera federale Simonetta Sommaruga.</p><p class="Standard_d">Altra novità: il piano direttore potrà comprendere zone speciali nelle quali possono essere ammesse utilizzazioni a ubicazione non vincolata, a determinate condizioni. La maggioranza della commissione avrebbe voluto limitare queste zone speciali alle sole regioni di montagna. I "senatori", con 28 voti contro 17, hanno però voluto concedere questa possibilità a tutti i cantoni. "Secondo l'Ufficio federale di statistica, le zone di montagna rappresentano il 71% della superficie del Paese", ha relativizzato Daniel Fässler (Centro/AI).</p><p class="Standard_d">Con 22 voti a 19, la Camera ha anche facilitato l'utilizzo a scopo abitativo degli edifici agricoli inutilizzati. Il Consiglio federale potrà da parte sua disciplinare la demolizione, la ricostruzione e l'ampliamento moderato di aziende turistiche fuori dalle zone edificabili.</p><p class="Standard_d">&nbsp;</p><h4 class="SDA_Meldung_d">Notizia ATS</h4><h3 class="Debatte_sda_linksbündig_d"><strong>Dibattito al Consiglio degli Stati, 16.06.2022</strong></h3><p class="Standard_d"><strong>Bocciata iniziativa paesaggio, "ok" a controprogetto</strong></p><p class="Standard_d"><strong>L'iniziativa "Contro la cementificazione del nostro paesaggio (Iniziativa paesaggio)" va bocciata, ma le costruzioni fuori zona edificabile saranno comunque meglio regolamentate grazie a un controprogetto elaborato sotto forme di revisione della legge sulla pianificazione del territorio (LPT), che lascia un certo margine di manovra ai Cantoni. Lo ha deciso oggi il Consiglio nazionale.</strong></p><p class="Standard_d">L'iniziativa, bocciata oggi con 28 voti contro 6 e 5 astenuti, intende porre un freno alla cementificazione delle superfici naturali e dei terreni coltivati all'esterno delle zone edificabili, attribuendo ai Cantoni la responsabilità diretta della protezione della natura e del paesaggio. Secondo il testo - lanciato da Pro Natura, BirdLife Svizzera, Patrimonio svizzero e dalla Fondazione svizzera per la protezione e la pianificazione del paesaggio - il numero di edifici e la loro superficie nelle zone non edificabili dovrebbe rimanere invariato.</p><p class="Standard_d">La settimana scorsa, nella prima parte di dibattito, il "senatore" Daniel Fässler (Centro/AI) aveva ad esempio definito la proposta di modifica costituzionale "un attacco frontale contro le zone rurali". La necessità di rivedere le modalità di costruire all'esterno delle zone edificabili non è però stata contestata: la revisione della LPT è stata adotta oggi all'unanimità.</p><p class="Standard_d">Nel dettaglio, la modifica della LPT include diverse disposizioni per stabilizzare il numero di edifici nei comprensori non edificabili e l'impermeabilizzazione del suolo. Su quest'ultimo punto sono previste eccezioni per l'agricoltura e le attività turistiche. Inoltre, per incentivare l'abbattimento di edifici e impianti, è previsto un contributo che copra i costi di demolizione.</p><p class="Standard_d">Sono pure stati potenziati i requisiti per i piani direttori cantonali. I cantoni dovranno illustrare come intendono raggiungere l'obiettivo di stabilizzazione con una strategia globale.</p><p class="Standard_d">Altra novità: nei loro piani direttore i cantoni potranno definire delle zone speciali nelle quali possono essere ammesse utilizzazioni a ubicazione non vincolata, a determinate condizioni. "Sì" anche all'utilizzo a scopo abitativo degli edifici agricoli inutilizzati. Il Consiglio federale potrà da parte sua disciplinare la demolizione, la ricostruzione e l'ampliamento moderato di aziende turistiche fuori dalle zone edificabili. Non da ultimo, le autorità cantonali avranno così tre anni di tempo per adattare i piani direttori.</p><p class="Standard_d">&nbsp;</p><h4 class="SDA_Meldung_d">Notizia ATS</h4><h3 class="Debatte_sda_linksbündig_d"><strong>Dibattito al Consiglio nazionale, 15.06.2023</strong></h3><p class="Standard_d"><strong>Pianificazione territorio; mantenute alcune divergenze con CSt</strong></p><p class="Standard_d"><strong>Le costruzioni fuori dalle zone edificabili devono essere meglio regolamentate. Dopo il Consiglio degli Stati, anche il Nazionale ha adottato oggi - con 173 voti contro 0 e 13 astenuti - la seconda tappa della revisione della Legge sulla pianificazione del territorio (LTP2). La Camera del popolo non si è tuttavia allineata a tutte le decisioni del Consiglio degli Stati, a cui ritorna il dossier.</strong></p><p class="Standard_d">Ha in particolare accolto - seppur di stretta misura con 91 contro 90 e 5 astenuti - una proposta individuale di Fabio Regazzi (Centro/TI) che chiede di introdurre nella legge una nuova formulazione che consenta un'attuazione più flessibile dei principi che devono essere rispettati durante gli interventi sugli edifici che restano degni di protezione (rustici ticinesi, mazot vallesani e maiensässe grigionesi).</p><p class="Standard_d">Regazzi propone infatti che le caratteristiche essenziali dell'aspetto esterno, della struttura edilizia basilare e dei dintorni "siano conservate", mentre nella versione della Camera dei cantoni e della commissione preparatoria ci si voleva attenere al diritto in vigore, ossia "che restino sostanzialmente immutate".</p><p class="Standard_d">&nbsp;</p><p class="Standard_d">Ridotta portata di talune deroghe</p><p class="Standard_d">Su altri punti il Nazionale ha ridotto la portata di talune deroghe decise dal Consiglio degli Stati. Durante l'esame di dettaglio, la destra non è riuscita a mantenere diverse eccezioni introdotte dalla Camera dei cantoni per autorizzare le costruzioni al di fuori delle zone edificabili. La sinistra e il PVL hanno sottolineato che talune di esse avrebbero rimesso in discussione il principio di stabilizzazione degli edifici esistenti nelle zone non edificabili.</p><p class="Standard_d">Una proposta presentata dalla Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia del Nazionale è stata in particolare bocciata. Con essa si preconizzava che gli edifici annessi utilizzati a scopo agricolo potessero essere trasformati in edifici abitativi se dispongono di equipaggiamenti sufficienti.</p><p class="Standard_d">Beat Flach (PVL/AG) ha denunciato un privilegio che creerebbe isolati residenziali in aperta campagna. "Tale richiesta minaccerebbe tutto il progetto", gli ha fatto eco Delphine Klopfenstein Broggini (Verdi/GE). Alla fine il plenum ha dato loro ragione, respingendo la proposta della maggioranza commissionale con 101 voti contro 82 e 4 astenuti.</p><p class="Standard_d">&nbsp;</p><p class="Standard_d">Premio alla demolizione</p><p class="Standard_d">È pure previsto un premio alla demolizione, che dovrebbe incitare i proprietari a distruggere le costruzioni erette fuori dalle zone edificabili. Tale premio sarà finanziato dai Cantoni e dalla Confederazione.</p><p class="Standard_d">Il Nazionale - con 100 voti a 93 - ha reso più severe le condizioni di concessione di questi premi. Essi saranno versati solo se non verrà realizzata alcuna costruzione sostitutiva, comprese quelle agricole. Inoltre tali premi dovrebbero essere versati soltanto per la demolizione di edifici eretti in conformità al diritto anteriore.</p><p class="Standard_d">Il plenum ha pure introdotto nella revisione un termine di 30 anni entro il quale costruzioni illegali fuori dalle zone edificabili dovranno essere demolite. Al di là di questa durata, l'obbligo di ristabilire la situazione verrà prescritto.</p><p class="Standard_d">&nbsp;</p><p class="Standard_d">"Revisione più che mai necessaria"</p><p class="Standard_d">Nel dibattito di entrata in materia, che non era contestata, la relatrice commissione Christine Bulliard-Marbach (Centro/FR) ha dichiarato che una revisione legislativa in materia di pianificazione del territorio è oggi più che mai necessaria. Deve essere possibile proteggere il nostro paesaggio rispondendo alle esigenze moderne di una Svizzera da nove milioni di abitanti, ha aggiunto.</p><p class="Standard_d">Attualmente il 19% di tutti gli edifici si trovano fuori dalle zone edificabili, ovvero circa 600'000. E tale numero è in costante crescita, ha ricordato Christophe Clivaz (Verdi/VS). Molto probabilmente l'iniziativa popolare sul paesaggio non sarà ritirata se la revisione che scaturisce dai dibattiti sarà troppo debole. "Contadini e paesaggio devono essere alleati in un approccio partecipativo dei cantoni", ha aggiunto Beat Flach.</p><p class="Standard_d">&nbsp;</p><p class="Standard_d">Differenze cantonali</p><p class="Standard_d">Susanne Vincenz-Stauffacher (PLR/SG) ha ammesso come sia necessario porre fine alla dispersione insediativa e alla perdita di terre coltivabili. Tuttavia non occorrono eccessive regolamentazioni a livello federale. La liberale-radicale sangallese ha detto di apprezzare un progetto che lascia ai Cantoni la competenza di pianificare le costruzioni e che punta su incitamenti.</p><p class="Standard_d">"La Svizzera è cambiata molto dall'entrata in vigore della LPT nel 1980", ha ricordato Nicolo Paganini (Centro/SG). La flessibilità lasciata ai Cantoni è importante, poiché ad esempio Ginevra e Glarona non sono confrontate con le stesse sfide.</p><p class="Standard_d">"Proteggiamo il nostro paesaggio, ma non dimentichiamo le persone", ha rilevato dal canto suo Michael Graber (UDC/VS). A suo avviso, manca una visione d'insieme degli edifici esistenti fuori dalle zone edificabili. Il democentrista vallesano si è detto molto sensibile alle restrizioni imposte al mondo agricolo.</p><p class="Standard_d">&nbsp;</p><h4 class="SDA_Meldung_d"><span style="color:black;">Notizia&nbsp;ATS</span></h4><h3 class="Debatte_sda_linksbündig_d"><span style="color:#221E1F;"><strong>Dibattito al Consiglio nazionale, 18.09.2023</strong></span></h3><p class="Standard_d"><strong>Pianificazione territorio, permangono divergenze</strong><br><strong>Ritorna per la terza volta al Consiglio degli Stati la revisione della Legge sulla pianificazione del territorio (LTP2). Oggi il Nazionale ha eliminato alcune divergenze con la Camera dei cantoni, mantenendone altre. Non è esclusa a questo punto una conferenza di conciliazione.</strong></p><p class="Standard_d">La revisione parziale della LPT funge da controprogetto indiretto all'iniziativa popolare "Contro la cementificazione del nostro paesaggio (Iniziativa paesaggio)". La LPT2 è la seconda tappa della riforma sulla pianificazione del territorio. La prima, entrata in vigore nel 2014, concerneva lo sviluppo all'interno delle aree edificate. La revisione parziale della legge prevede di iscrivere nella Costituzione l'obiettivo di una stabilizzazione del numero di edifici nelle zone non edificabili.</p><p class="Standard_d">Oggi, la Camera del popolo ha eliminato un'importante divergenza con gli Stati riguardante la riqualificazione di edifici agricoli non più necessari in edifici residenziali nella zona agricola. Gli Stati vorrebbero consentire simili conversioni a determinate condizioni. Il Nazionale si è detto d'accordo con queste versione della legge: finora aveva sempre respinto una simile proposta.</p><p class="Standard_d">Accolta anche l'idea degli Stati di consentire sia la demolizione e la ricostruzione dei ristoranti e caffè realizzati prima del 1980, nonché il loro ampliamento (a determinate condizioni). In origine il Nazionale voleva limitare tale eccezione solo agli alberghi.</p><p class="Standard_d">Su un altro punto della legge le due Camere sono però divise. Il Consiglio degli Stati vorrebbe - a beneficio dello sviluppo economico - continuare a consentire usi al di fuori delle zone edificabili che non siano legati a un luogo specifico. Secondo la Camera del popolo, tuttavia, simili eccezioni dovrebbero essere possibili solo nelle zone montane.</p><p>&nbsp;</p><p class="Standard_d">&nbsp;</p><h4 class="SDA_Meldung_d"><span style="color:black;">Notizia ATS</span></h4><h3 class="Debatte_sda_linksbündig_d">Dibattito al Consiglio degli Stati, 23.09.2023</h3><p class="Standard_d"><strong>Pianificazione territorio, ancora divergenze</strong><br><strong>Permangono ancora divergenze fra i due rami del parlamento per quanto attiene alla revisione della Legge sulla pianificazione del territorio (LTP2), specie in merito alla stabilizzazione degli immobili ubicati nelle zone non edificabili.</strong></p><p class="Standard_d">Una questione controversa è la riqualificazione di edifici agricoli non più necessari in edifici residenziali nella zona agricola. Gli Stati vogliono consentire tali conversioni a determinate condizioni. La maggioranza del Consiglio nazionale aveva invece respinto una simile proposta durante la sessione estiva.</p><p class="Standard_d">Altre divergenze riguardano le eccezioni alle disposizioni sulle emissioni di cattivi odori quando un'area viene riqualificata da zona agricola a zona edificabile, nonché l'installazione di impianti di telefonia mobile all'esterno delle zone edificabili.</p><p class="Standard_d">Il Consiglio degli Stati vorrebbe - a beneficio dello sviluppo economico - continuare a consentire usi al di fuori delle zone edificabili che non siano legati a un luogo specifico. Secondo la camera del popolo, tuttavia, simili eccezioni dovrebbero essere possibili solo nelle zone montane.</p><p class="Standard_d">Inoltre, i "senatori" vorrebbero permettere la demolizione e la ricostruzione dei ristoranti realizzati prima del 1980, nonché il loro ampliamento. Per il Nazionale tale eccezione dovrebbe valore solo per gli alberghi.</p><p class="Standard_d">Ad eccezione di queste importanti divergenze, la camera dei Cantoni ha accolto invece l'idea - proposta al Nazionale da Fabio Regazzi (Centro/TI) - di introdurre nella legge una nuova formulazione che consenta un'attuazione più flessibile dei principi che devono essere rispettati durante gli interventi sugli edifici che restano degni di protezione (rustici ticinesi, mazot vallesani e maiensässe grigionesi).</p><p class="Standard_d">Stando alla nuova formulazione, le caratteristiche essenziali dell'aspetto esterno, della struttura edilizia basilare e dei dintorni devono essere conservate ("sono conservate", nella legge), mentre nella versione originaria ci si voleva attenere al diritto in vigore, ossia "che restino sostanzialmente immutate".</p><p class="Standard_d">La legge contempla anche un premio alla demolizione, che dovrebbe incitare i proprietari a distruggere le costruzioni erette fuori dalle zone edificabili. Tale premio sarà finanziato dai Cantoni e dalla Confederazione. Il parlamento ha pure introdotto nella revisione un termine di 30 anni entro il quale costruzioni illegali fuori dalle zone edificabili dovranno essere demolite. Al di là di questa durata, l'obbligo di ristabilire la situazione verrà prescritto.</p><p class="Standard_d">&nbsp;</p><h4 class="SDA_Meldung_d"><span style="color:black;">Notizia&nbsp;ATS</span></h4><h3 class="Debatte_sda_linksbündig_d"><strong>Dibattito al Consiglio degli Stati, 25.09.2023</strong></h3><p class="Standard_d">Il Consiglio degli Stati ha deciso di mantenere alcune divergenze col Nazionale circa la revisione della Legge sulla pianificazione del territorio - controprogetto all'iniziativa sul paesaggio - volta a meglio disciplinare la costruzione di edifici al di fuori della zona edificabile. In particolare, i "senatori" desiderano che le zone speciali che i Cantoni potranno designare nei loro piani regolatori possano essere ubicate su tutto il territorio e non solo nelle aree montane come vuole la camera del popolo. In queste zone speciali, il Consiglio nazionale ha raggiunto un compromesso consentendo la conversione a uso residenziale di edifici agricoli inutilizzati. Estendendo questa possibilità alle zone di pianura, il principio della stabilizzazione delle costruzioni al di fuori delle zone edificabili verrebbe compromesso secondo il Nazionale. Un'ultima differenza riguarda invece le antenne di telefonia mobile. Per gli Stati, tali infrastrutture dovrebbero essere raggruppate il più possibile. Possono essere autorizzate al di fuori delle zone edificabili se questa ubicazione è chiaramente più vantaggiosa di quella all'interno delle zone edificabili, sulla base di una ponderazione complessiva degli interessi.&nbsp;</p><p class="Standard_d">&nbsp;</p><h4 class="SDA_Meldung_d"><span style="color:black;">Notizia&nbsp;ATS</span></h4><h3 class="Debatte_sda_linksbündig_d"><span style="color:#221E1F;"><strong>Dibattito al Consiglio nazionale, 27.09.2023</strong></span></h3><p class="Standard_d"><strong>CN: pianificazione territorio, appianate ultime divergenze</strong><br><strong>Dopo un prolungato ping pong fra le Camere, c'è finalmente accordo totale in merito alla revisione della Legge sulla pianificazione del territorio. Oggi il Consiglio nazionale, allineandosi tacitamente agli Stati, ha infatti eliminato le due divergenze rimanenti. L'oggetto è quindi pronto per le votazioni finali.</strong></p><p class="Standard_d">Questa revisione parziale funge da controprogetto indiretto all'iniziativa popolare "Contro la cementificazione del nostro paesaggio (Iniziativa paesaggio)". Si tratta della seconda tappa della riforma sulla pianificazione del territorio.</p><p class="Standard_d">La prima, entrata in vigore nel 2014, concerneva lo sviluppo all'interno delle aree edificate. La revisione parziale della legge prevede di iscrivere nella Costituzione l'obiettivo di una stabilizzazione del numero di immobili nelle zone non edificabili.</p><p class="Standard_d">A seguito dei vari passaggi del dossier fra i due rami del Parlamento, rimanevano in sospeso ancora due divergenze. Oggi la Camera del popolo, seguendo senza obiezioni le indicazioni della sua commissione preparatoria, ha sbrogliato la matassa e scelto di appoggiare le proposte dei "senatori".</p><p class="Standard_d">"Abbiamo trovato un buon compromesso 'alla Svizzera', sono contento che possiamo varare una revisione in materia dopo oltre dieci anni", ha detto a nome della commissione Mike Egger (UDC/SG). Toni entusiasti ribaditi anche dall'altra relatrice, Christine Bulliard-Marbach (Centro/FR), che ha parlato di "momento storico".</p><p class="Standard_d">Il primo punto controverso riguardava le zone speciali che i Cantoni potranno designare nei loro piani regolatori. Esse potranno essere ubicate su tutto il territorio e non solo nelle aree montane come inizialmente auspicava il Nazionale.</p><p class="Standard_d">Un'ultima differenza concerneva invece le antenne di telefonia mobile. È stato deciso che tali infrastrutture dovranno essere raggruppate il più possibile e che potranno essere autorizzate al di fuori delle zone edificabili se questa ubicazione è chiaramente più vantaggiosa di quella all'interno di tali aree, sulla base di una ponderazione complessiva degli interessi.</p>