<h2>SubmittedText<h2><p>La legge federale sulla protezione dell'ambiente prevede la protezione preventiva dell'uomo, degli animali e delle piante contro le emissioni nocive e fastidiose. Tali immissioni comprendono i campi elettromagnetici a bassa frequenza delle linee ad alta tensione e i campi elettromagnetici ad alta frequenza della telefonia mobile. L'ampliamento in corso della rete di telefonia mobile di quinta generazione dà adito a nuove discussioni sugli effetti dei campi elettromagnetici.</p><p>Le disposizioni della legge sulla protezione dell'ambiente in materia di campi elettromagnetici sono state attuate dal Consiglio federale nel 1999 con l'ordinanza sulle radiazioni non ionizzanti (ORNI). Le norme vigenti sui valori limite ivi contenute si riferiscono solo all'uomo, ma non agli animali e alle piante. Finora si sa molto poco sui possibili danni causati dai campi elettromagnetici generati tecnicamente, soprattutto su animali e piante. Gli autori di un nuovo studio dell'UE sono giunti alla conclusione che le conoscenze acquisite finora inducono a temere effetti negativi sugli animali e sulle piante. Occorre quindi approfondire la ricerca in materia.</p><p>Il Consiglio federale è pertanto invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quali sono gli uffici federali responsabili della protezione degli animali e delle piante dai campi elettromagnetici? Esistono studi su questo argomento noti a tali uffici?</p><p>2. Il Consiglio federale è disposto a promuovere la ricerca sui rischi dei campi elettromagnetici per gli animali e le piante?</p><p>3. Il Consiglio federale intende attuare le disposizioni della legge sulla protezione dell'ambiente ed emanare apposite ordinanze volte a proteggere a titolo preventivo l'uomo, gli animali e le piante dai rischi legati ai campi elettromagnetici?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La protezione degli animali e delle piante è di competenza di più uffici federali. L'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria è responsabile per gli animali da reddito, l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) per la flora e la fauna selvatiche e l'Ufficio federale dell'agricoltura per le piante utili.</p><p>Su mandato dell'UFAM, un gruppo consultivo di esperti in materia di RNI (Berenis) esamina dal 2014 i lavori scientifici pubblicati relativi agli effetti sulla salute delle radiazioni non ionizzanti. Seleziona gli studi da sottoporre a una valutazione dettagliata, che a suo parere sono o potrebbero essere rilevanti per la protezione dell'uomo. La Confederazione ha adottato misure anche per quanto riguarda gli effetti delle radiazioni non ionizzanti su animali e piante:</p><p>- il centro di notifica "Animali da reddito e radiazioni non ionizzanti", istituito temporaneamente su mandato dell'UFAM e destinato ai detentori svizzeri di animali, ha dimostrato che solo pochi di essi hanno il sospetto che i disturbi alla salute dei loro animali siano riconducibili alle radiazioni non ionizzanti;</p><p>- in base a numerosi studi, il centro per la ricerca sulle api di Agroscope a Liebefeld-Posieux e la comunità internazionale di ricerca ritengono poco probabile che l'aumento delle perdite, durante il periodo invernale, nelle popolazioni di api mellifere e selvatiche sia riconducibile alle radiazioni non ionizzanti;</p><p>- per le piante, la ricerca si focalizza su altri fattori di stress, ragione per cui non sono al momento in corso studi nell'ambito delle radiazioni non ionizzanti.</p><p>2. Se sussiste un sospetto concreto che le radiazioni non ionizzanti danneggiano animali e/o piante il Consiglio federale, nel quadro del credito attuale degli uffici federali, è disposto a rafforzare la ricerca anche nel settore degli effetti dei campi elettromagnetici su animali e piante.</p><p>3. Il Consiglio federale si preoccupa di proteggere contro gli effetti delle radiazioni non ionizzanti sia l'uomo sia gli animali e le piante. In presenza di un sospetto avvalorato a livello scientifico che tali radiazioni potrebbero nuocere a piante e/o animali, i servizi federali competenti valuteranno eventuali integrazioni delle basi legali. Al momento non sussiste tuttavia alcuna necessità in tal senso.</p>  Risposta del Consiglio federale.