<h2>SubmittedText<h2><p>La Confederazione, tramite il DDPS, acquista prodotti petroliferi (benzina, gasolio e olio da riscaldamento extra leggero). Questi prodotti vengono poi utilizzati per il fabbisogno della Confederazione ed in parte, sicuramente nel caso della Posta, rivenduti al pubblico nelle stazioni di servizio.</p><p>La politica dei prezzi adottata presso i distributori di carburante della Posta aperti al pubblico si allinea a quella dei fornitori a buon mercato. Secondo quanto dichiarato dalla Confederazione, i prezzi alle colonne di benzina e diesel sono normalmente tra 1 e 3 centesimi al litro inferiori ai prezzi di mercato. In questo modo, i distributori della Posta costituiscono un importante fattore concorrenziale.</p><p>Questa politica dei prezzi bassi della Posta è resa possibile solo dal fatto che l'approvvigionamento di carburante è garantito dalle installazioni militari e con veicoli dell'esercito, esentati dalla TTPCP.</p><p>Chiedo quindi al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Come e da chi vengono stabiliti i prezzi dei diversi carburanti della Posta forniti dall'esercito? Come vengono conteggiati i costi di trasporto con i veicoli militari? Aggiungendo l'imposta sugli oli minerali, la TTPCP e l'IVA, si ottengono prezzi di mercato comparabili?</p><p>2. C'è una differenza di prezzo tra il carburante destinato al parco veicoli della Posta, il carburante per i dipendenti e quello messo in vendita al pubblico nelle stazioni di servizio della Posta?</p><p>3. Qual è la quantità di carburante venduto annualmente ai dipendenti e a terzi?</p><p>4. Trova giusto che, per la consegna del carburante destinato al pubblico, si faccia ricorso a veicoli dell'esercito esentati dalla TTPCP?</p><p>5. Non è anch'esso dell'opinione che in questo modo si crea una distorsione illecita della concorrenza a scapito delle stazioni di servizio private?</p><p>6. Con quali misure intende porre rimedio a questa distorsione della concorrenza (misure possibili: riscuotere la TTPCP sui veicoli militari impiegati per fini commerciali; riscuotere l'imposta sugli oli minerali e l'IVA)?</p><p>7. Il commercio privato di carburante effettuato dalla Posta è compatibile con il mandato dell'azienda e la legge sulle poste?</p><p>8. Questo tipo di approvvigionamento di carburante viene garantito anche ad altre aziende autonome della Confederazione, come ad esempio le FFS, la SSR, Swisscom e RUAG? Se sì, a quali condizioni (vedi domande 1 a 4)?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Posta svizzera si rifornisce di carburante dal DDPS prima di rivenderlo, attraverso la propria rete di stazioni di servizio, alle unità della Posta, alle aziende della Confederazione e alle società consociate incaricate di fornire delle prestazioni, nonché a terzi (come ad esempio i collaboratori, gli assuntori postali e le imprese che effettuano il trasporto di invii postali). Grazie alle sue semplici stazioni di servizio, la Posta può proporre prezzi dei carburanti leggermente inferiori (1 a 3 centesimi al litro), stabilendo i prezzi sulla base delle tariffe locali applicate dalle compagnie petrolifere.</p><p>Malgrado la quantità di carburante venduta a terzi - tramite la Postcard - nelle stazioni di servizio della Posta risulti particolarmente esigua (cfr. la risposta alla domanda 3), anche il Consiglio federale è del parere che occorra intervenire.</p><p>Al fine di risolvere questo problema, tra la Posta e i rappresentanti dell'Unione petrolifera sono attualmente in corso delle trattative sulla consegna diretta di carburante, tramite le compagnie petrolifere, per il quantitativo che la Posta rivende a privati dalle proprie pompe di carburante. Una soluzione in tal senso eviterà che sia dato adito alle insinuazioni secondo le quali la Posta, grazie alla non riscossione della TTPCP per i trasporti del DDPS, beneficia di vantaggi illeciti negli affari con terzi rispetto alla concorrenza.</p><p>1. I prezzi per il carburante della Posta sono stabiliti dal DDPS sulla base dei suoi prezzi d'acquisto e dei costi di produzione. Si tratta quindi di un prezzo di mercato franco consegna (incl. fornitura, imposta sugli oli minerali e sul valore aggiunto).</p><p>2. Non vi è nessuna differenza di prezzo per l'acquisto. La Posta versa al DDPS il prezzo di mercato trattato, indipendentemente dal cliente finale.</p><p>3. A tutt'oggi la Posta (uffici postali, società consociate, trasportatori incaricati e assuntori postali) si rifornisce per circa il 20 a 25 per cento del suo consumo totale di carburante presso la rete di distributori privata, poiché le proprie stazioni di servizio non sono sempre collocate a una distanza utile. La quantità di carburante messa in vendita a veri e propri terzi (senza nessun legame con la Confederazione o la Posta) corrisponde a circa lo 0,2 per cento del consumo totale in Svizzera (il consumo globale di benzina e di diesel in Svizzera ammontava nel 2003 a 6,6 miliardi di litri. Fonte: rapporto annuale dell'Unione petrolifera).</p><p>4. Il DDPS e la Posta svizzera gestiscono ormai da alcuni decenni una rete comune di distributori di carburante composta da circa 200 stazioni di servizio, presso le quali i veicoli delle due parti possono fare il pieno. La collaborazione si basa sulla considerazione che, con una rete comune di distributori, in periodi di crisi o per altre situazioni di pericolo, l'approvvigionamento di carburante per entrambe le parti può essere garantito il più a lungo possibile. Inoltre, la Posta ha il mandato di assicurare il traffico postale anche in presenza di situazioni straordinarie. In considerazione del mandato di servizio universale conferito alla Posta, appare giustificato che i distributori di carburante siano serviti con veicoli dell'esercito e che tali corse siano esonerate dalla TTPCP.</p><p>5. La centralizzazione degli acquisti (pooling) presso il DDPS permette di realizzare una serie di risparmi, di cui possono approfittare anche le circa 100 stazioni di servizio della Posta, ubicate per lo più in aree d'esercizio della Posta, lontano dai principali assi di traffico e spesso con un orario di apertura limitato. Poiché presso questi distributori è possibile fare solo il pieno (senza nessun altro servizio ai veicoli, negozi ecc.), questa offerta risulta meno attraente di quelle delle compagnie petrolifere. Si tratta quindi di un mercato di nicchia senza particolari ripercussioni sulle cifre d'affari complessive.</p><p>6./7. In merito all'imposta sugli oli minerali e all'imposta sul valore aggiunto non vi è nessuna necessità d'intervento, poiché il DDPS le fattura normalmente alla Posta. Per quel che concerne la TTPCP, si rimanda alle summenzionate trattative in corso con l'Unione petrolifera.</p><p>8. Contro pagamento al DDPS, le FFS e RUAG acquistano carburante dalle stazioni di servizio della Confederazione, a condizioni meno vantaggiose della Posta. Si tratta all'incirca dello 0,7 per cento della quantità annua di carburanti trasportata dal DDPS. Swisscom non si rifornisce di carburante presso il DDPS.</p>  Risposta del Consiglio federale.