<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è pregato di rispondere alle domande seguenti per illustrare la strategia per confiscare i valori patrimoniali (russi) di origine criminale appartenenti a privati e organizzazioni e come coordinarla sul piano internazionale.</p><p>- Come confiscare i valori patrimoniali (russi) che costituiscono il prodotto di un reato o erano destinati a determinare o a ricompensare l'autore di un reato (art. 70 CP)?</p><p>- Come confiscare i valori patrimoniali (russi) di cui un'organizzazione criminale o terroristica ha facoltà di disporre o quelli appartenenti a una persona che abbia partecipato a una simile organizzazione o l'abbia sostenuta (art. 72 CP)?</p><p>- Quale potrebbe essere una strategia irreprensibile sul piano dello Stato di diritto per confiscare i valori patrimoniali russi acquisiti illecitamente?</p><p>- A che punto sono i lavori nella cooperazione europea e internazionale? Questa cooperazione potrebbe eventualmente portare la Svizzera ad agire sul piano legislativo?</p><p>- Quali basi (legali) permetterebbero di impiegare per la ricostruzione dell'Ucraina i valori patrimoniali russi lecitamente confiscati?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Conformemente all'articolo 70 del Codice penale (CP; RS 311.0), il giudice può confiscare valori patrimoniali conseguiti in maniera illecita. La confisca non ha carattere penale, bensì intende ripristinare la situazione anteriore in virtù del principio secondo cui non deve valere la pena di commettere reati. La condizione di base è un reato ai sensi del diritto svizzero con un nesso di causalità con il vantaggio illecito. In linea di massima, i valori patrimoniali confiscati in Svizzera in seguito a un procedimento penale possono essere restituiti soltanto alla persona danneggiata dal reato.</p><p>Se i valori patrimoniali che si trovano in Svizzera hanno un legame soltanto con un reato commesso in Russia, le autorità penali svizzere non sono competenti per confiscarli. I proventi di un reato commesso in Russia possono invece essere confiscati se sono stati riciclati in Svizzera (riciclaggio di denaro, art. 305bis CP) e quindi è stato commesso un reato nel nostro Paese. Il successo di un tale procedimento dipende tuttavia dalla cooperazione giudiziaria con le autorità russe, in quanto si deve dimostrare anche il reato commesso in Russia. Una cooperazione di questo tipo non appare realistica nella situazione attuale.</p><p>2. L'articolo 72 CP prevede la confisca dei valori patrimoniali di cui un'organizzazione criminale o terroristica ha facoltà di disporre, a prescindere che possa esserne dimostrata la provenienza delittuosa. Fino a prova del contrario, si presume che i valori appartenenti a persone che hanno partecipato o sostenuto una simile organizzazione sottostiano alla facoltà di disporre dell'organizzazione. Per poter essere confiscati, i valori patrimoniali devono trovarsi in Svizzera, ma non è necessario che l'organizzazione vi sia attiva. L'elemento centrale di questa disposizione risiede nell'esistenza di un'organizzazione criminale o terroristica ai sensi dell'articolo 260ter CP. Per qualificare un'organizzazione come terroristica o criminale, i giudici competenti devono valutare singolarmente ogni caso. La giurisprudenza del Tribunale federale lascia intendere che la qualifica di un governo come un'organizzazione criminale ai sensi dell'articolo 260ter CP porrebbe inevitabilmente grandi difficoltà, in particolare per quanto riguarda la definizione degli obiettivi di questa organizzazione o in questo caso del governo, nonché l'assunzione delle prove (DTF 145 IV 470 dell'8 novembre 2019 consid. 4.8).</p><p>La legge federale del 18 dicembre 2015 concernente il blocco e la restituzione dei valori patrimoniali di provenienza illecita di persone politicamente esposte all'estero (LVP; RS 196.1) non è pertinente nel contesto attuale. Questa legge permette di confiscare valori patrimoniali se uno Stato estero ha avviato un procedimento penale, in tale quadro ha domandato assistenza giudiziaria alla Svizzera ma la cooperazione in materia fallisce. Ciò non è il caso nella situazione russa.</p><p>Per quanto concerne la conformità allo Stato di diritto menzionata nell'interpellanza, il Consiglio federale osserva che secondo il principio di legalità (cfr. art. 7 CEDU; RS 0.101, e art. 1 CP) gli elementi essenziali di un'ingerenza grave nella garanzia della proprietà devono essere sanciti in una legge in senso formale. Le disposizioni di legge, sia nuove che vigenti, devono rispettare queste garanzie costituzionali. Poiché, per loro natura, tangono diritti civili ai sensi della CEDU, le confische devono essere ordinate da un giudice e deve essere garantita una sufficiente tutela giurisdizionale (art. 6 CEDU).</p><p>3.-5. Il Consiglio federale segue gli sviluppi nell'Unione europea e in alcuni Paesi esteri volti a potenziare le possibilità di confiscare valori patrimoniali di provenienza illecita di persone e organizzazioni private russe. Per quanto concerne il blocco e la restituzione di valori patrimoniali di provenienza illecita di persone politicamente esposte all'estero, anche in Russia, il Consiglio federale ha previsto di finalizzare nel secondo trimestre del 2023 il suo rapporto in adempimento del postulato 19.3414 della Commissione della politica estera "Nuove disposizioni che permettono di seguire la restituzione di valori patrimoniali di provenienza illecita". Sulla base di queste analisi si potrà esaminare l'opportunità e la necessità di adeguare le basi legali del diritto svizzero.</p><p>Per utilizzare valori patrimoniali confiscati a privati russi per la ricostruzione dell'Ucraina occorre una base legale, in un trattato internazionale o in una legge nazionale in senso formale, che per ora manca.</p>  Risposta del Consiglio federale.