<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di modificare la legislazione per aumentare le rendite AVS e permettere così ai pensionati di vivere dignitosamente.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Svizzera dispone di un solido sistema di sicurezza sociale, che protegge bene la popolazione contro i rischi di vecchiaia, decesso e invalidità. Tuttavia, le rendite di vecchiaia e per superstiti non sempre bastano a coprire tutte le spese correnti. Ciò vale in particolare quando la rendita percepita è modesta a causa di interruzioni nel percorso professionale, in caso di durata di contribuzione incompleta (arrivo in Svizzera dopo i 21 anni) o quando una persona ha bisogno di cure o deve trasferirsi in un istituto e non ha più risparmi. Le prestazioni complementari all'AVS e all'AI (PC) servono a ovviare a queste situazioni, coprendo le spese di mantenimento, le spese di pigione, le cure mediche o le spese di soggiorno in istituto che il beneficiario di una rendita non riesce a coprire con i propri mezzi. Nel 2018, 212 958 beneficiari di rendite AVS avevano diritto a queste prestazioni (il 12,5 per cento dei beneficiari di una rendita di vecchiaia e il 9,1 per cento dei beneficiari di una rendita per superstiti). Circa la metà delle persone che risiedono in un istituto riceve PC, il che rappresenta il 23 per cento di tutti coloro che beneficiano di queste prestazioni a complemento di una rendita di vecchiaia o per superstiti.</p><p>Come già sottolineato nella risposta all'interpellanza Nicolet 17.3145, "Condizioni di vita precarie degli attuali pensionati. Come aumentare il loro potere d'acquisto?", la situazione finanziaria dei pensionati è relativamente stabile. La maggior parte dei beneficiari di rendita vive in condizioni economiche piuttosto favorevoli e solo una minoranza è colpita dal rischio di precarietà, in particolare in età avanzata (P. Wanner, "La situation économique des actifs et des retraités", in Aspects de la sécurité sociale, rapporto di ricerca n. 1/08.1, Berna 2008). Lo studio dell'OCSE citato dall'autrice della mozione considera soltanto il reddito, senza tener conto della sostanza, e non costituisce dunque un buon indicatore. In effetti, le prestazioni in capitale del secondo e del terzo pilastro e il risparmio individuale non sono presi in considerazione nella stima del rischio di povertà. </p><p>Il 25 settembre 2016 Popolo e Cantoni hanno inoltre respinto l'iniziativa popolare "AVS plus: per un'AVS forte", che chiedeva un aumento del 10 per cento per tutte le rendite di vecchiaia AVS.</p><p>Infine, dal 2014 il finanziamento dell'AVS si sta deteriorando e la situazione si aggraverà ulteriormente a partire dal 2020 con il pensionamento della generazione del baby boom. Malgrado il finanziamento supplementare previsto nel quadro della legge federale concernente la riforma fiscale e il finanziamento dell'AVS (RFFA; FF 2018 5105), nel 2030 il fabbisogno finanziario dell'AVS ammonterà a circa 26 miliardi di franchi. Per questo motivo è assolutamente essenziale stabilizzare l'AVS, mantenendo il livello delle rendite e garantendo il finanziamento dell'assicurazione. Un aumento delle rendite non sarebbe dunque compatibile né con la situazione finanziaria dell'AVS né con l'obiettivo della riforma AVS 21.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.