<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Negli ultimi anni le condizioni generali in cui deve operare la protezione contro le piene sono considerevolmente cambiate sia sul piano della legge che su quello della tecnica. Il 1° gennaio 1993 è entrata in vigore la nuova legge federale sulla sistemazione dei corsi d'acqua (LSCA), il cui scopo è proteggere le persone, le basi vitali naturali e importanti beni materiali dall'azione dannosa delle acque.</p><p>Gli elementi principali della nuova strategia di protezione contro le piene, incentrata in primo luogo sulla prevenzione, sono l'analisi dei pericoli, la pianificazione adeguata delle misure e la limitazione del rischio restante.</p><p>La conoscenza dei pericoli principali è una condizione indispensabile alla valutazione delle situazioni di rischio: a questo scopo sono di particolare importanza le cosiddette carte dei pericoli. La valutazione periodica delle situazioni di rischio e dell'efficacia delle misure di protezione adottate serve a determinare i possibili cambiamenti e punti deboli. Inoltre, in questo contesto non vanno sottovalutate le conseguenze dei cambiamenti climatici.</p><p>Per garantire la sicurezza occorre una cura dei corsi d'acqua e una manutenzione delle opere di protezione adeguate. Grazie a provvedimenti a livello di pianificazione del territorio è possibile ricavare o ampliare gli spazi per le acque. Evitando le zone a rischio (piani direttori e di utilizzazione) ed emanando direttive (ad es. divieti di costruzione nelle zone molto esposte ai pericoli, misure di protezione individuali per determinati oggetti), si può contenere o impedire l'aumento del danno potenziale. Dal 1999 l'ordinanza sulla sistemazione dei corsi d'acqua prescrive uno spazio minimo per i corsi d'acqua e la sua garanzia tramite misure di prevenzione, al fine di evitare provvedimenti di protezione contro le piene e adempiere le esigenze a livello ambientale.</p><p>A seguito della forte espansione edilizia degli ultimi decenni e all'accresciuta utilizzazione del suolo ad essa collegata, si sono verificati in molti luoghi deficit di protezione, che non possono essere colmati soltanto con misure di manutenzione e di pianificazione. Altre misure di protezione edilizie si fanno quindi indispensabili. Tali misure devono essere realizzate nel modo più conforme alla natura e alla conservazione del paesaggio.</p><p>Non esiste una sicurezza assoluta per tutto e per tutti. A prescindere da provvedimenti di pianificazione e di costruzione, è necessario elaborare un piano di emergenza allo scopo di ridurre possibilmente al minimo il rischio restante. Con questi provvedimenti si intende raggiungere uno standard di sicurezza comparabile in tutta la Svizzera in materia di protezione contro le piene.</p><p>La protezione contro le piene è un compito svolto in comune tra Confederazione e Cantoni. La prima è responsabile della sua conduzione strategica e fornisce in particolare le basi necessarie ai provvedimenti di protezione, offre consulenza per progetti di una certa importanza, esamina l'opportunità dei progetti da essa cofinanziati e promuove la formazione e il perfezionamento professionale in materia. In virtù della LSCA, la Confederazione accorda indennità e aiuti finanziari ai Cantoni con debole e media capacità finanziaria. Questi ultimi sono responsabili degli aspetti operativi ed esecutivi.</p><p>Ad 1:</p><p>La responsabilità di interventi immediati in caso di piene spetta in primo luogo ai Cantoni e ai Comuni, che hanno istituito e formato organi direttivi allo scopo. In caso di necessità, la Confederazione offre loro soprattutto mezzi dell'esercito e eventualmente anche il sostegno di operatori della protezione civile. Oltre a ciò sono disponibili i servizi dell'Istituto svizzero di meteorologia, l'assistenza del Servizio idrologico e geologico nazionale e la consulenza e il sostegno tecnico dell'Ufficio federale dell'economia delle acque.</p><p>Viene data molta importanza alla prevenzione negli interventi volti a ridurre i danni causati dalle inondazioni.</p><p>Allo scopo di migliorare a lungo termine la prevenzione dei pericoli naturali, il Consiglio federale ha creato nel 1997 la piattaforma nazionale pericoli naturali PLANAT, una commissione extraparlamentare in cui sono rappresentati Confederazione, Cantoni, il settore della ricerca, le associazioni professionali e le diverse assicurazioni. L'organo provvede al coordinamento delle misure preventive a livello svizzero.</p><p>Ad 2:</p><p>Gli organi direttivi cantonali e comunali hanno dato prova di sé nell'affrontare l'emergenza inondazioni. Grazie agli interventi mirati di vigili del fuoco, protezione civile e polizia, si è riusciti a fornire un valido aiuto alle zone colpite, a proteggere persone e animali dalle grosse masse d'acqua e a limitare i danni materiali. Anche l'esercito svolge un ruolo importante, con interventi sussidiari nei luoghi dove le capacità degli organi civili non sono più sufficienti. Va infine sottolineato che chiunque può dare un importante contributo alla limitazione dei danni, mettendo al sicuro tempestivamente oggetti preziosi o adottando misure di protezione individuali per determinati oggetti. </p><p>Tutto ciò presuppone tuttavia la conoscenza dei possibili pericoli. A questo scopo la Confederazione promuove la realizzazione delle cosiddette carte dei pericoli, la cui elaborazione spetta ai Cantoni. La Confederazione definisce i relativi standard e mette a disposizione i necessari strumenti di lavoro. Dal canto suo, l'Ufficio federale dell'economia delle acque fornisce l'assistenza tecnica a progetti di una certa importanza e assicura il coordinamento a livello federale.</p><p>La protezione contro le piene è un compito permanente. I pericoli legati all'azione dannosa dell'acqua e l'efficacia delle misure adottate devono essere verificati periodicamente. Nell'ambito di alcune di queste verifiche è stato constatato che le dighe di protezione si trovano in parte in cattivo stato (Rodano, Reuss, Alpenrhein, canale della Linth, ecc.) e che esistono lacune di concezione delle opere di protezione.</p><p>Alcuni progetti di risanamento sono in fase di elaborazione o di esecuzione e riguardano in particolare il Rodano, l'Engelbergeraa, la Thur, la Reuss, l'Alpenrhein, la Linth e il relativo canale, il Ticino, ecc. Inoltre si fanno necessari interventi anche per corsi d'acqua più piccoli. Questi provvedimenti richiedono l'impegno di Confederazione, Cantoni e Comuni nei prossimi anni.</p><p>La nuova strategia per la protezione contro le piene ha dato buoni risultati. Le misure adottate negli ultimi tempi sono state soddisfacenti e hanno permesso in alcuni casi di evitare danni.</p>  Risposta del Consiglio federale.