Trattato di domicilio del 13 novembre 1909 tra la Confederazione Svizzera e l'Impero Germanico <?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><akomaNtoso xmlns="http://docs.oasis-open.org/legaldocml/ns/akn/3.0" xmlns:fedlex="http://fedlex.admin.ch/"><act name="publicLaw"><meta><identification source="#ch.bk"><FRBRWork><FRBRthis value="https://fedlex.data.admin.ch/eli/cc/27/681_677_703/19111001/main-text"/><FRBRuri value="https://fedlex.data.admin.ch/eli/cc/27/681_677_703/19111001"/><FRBRdate date="1911-10-01" name="jolux:dateApplicability"/><FRBRdate date="1911-10-01" name="jolux:dateEntryInForce"/><FRBRdate date="1909-11-13" name="jolux:dateDocument"/><FRBRauthor href="#ch.bk" as="#publisher"/><FRBRauthor href="#ch.bk" as="#rightsHolder"/><FRBRcountry value="CH"/><FRBRnumber value="0.142.111.361"/><FRBRname xml:lang="it" value="Trattato di domicilio del 13 novembre 1909 tra la Confederazione Svizzera e l'Impero Germanico" shortForm=""/><FRBRname xml:lang="fr" value="Traité d'établissement du 13 novembre 1909 entre la Confédération suisse et l'Empire allemand" shortForm=""/><FRBRname xml:lang="de" value="Niederlassungsvertrag vom 13. November 1909 zwischen der Schweizerischen  Eidgenossenschaft und dem Deutschen Reich" shortForm=""/><FRBRauthoritative value="true"/></FRBRWork><FRBRExpression><FRBRthis value="https://fedlex.data.admin.ch/eli/cc/27/681_677_703/19111001/it/main-text"/><FRBRuri value="https://fedlex.data.admin.ch/eli/cc/27/681_677_703/19111001/it"/><FRBRdate date="1911-10-01" name="jolux:dateApplicability"/><FRBRdate date="1911-10-01" name="jolux:dateEntryInForce"/><FRBRdate date="1909-11-13" name="jolux:dateDocument"/><FRBRauthor href="#ch.bk" as="#publisher"/><FRBRauthor href="#ch.bk" as="#rightsHolder"/><FRBRlanguage language="it"/></FRBRExpression><FRBRManifestation><FRBRthis value="https://fedlex.data.admin.ch/eli/cc/27/681_677_703/19111001/it/xml/main-text"/><FRBRuri value="https://fedlex.data.admin.ch/eli/cc/27/681_677_703/19111001/it/xml"/><FRBRdate date="1911-10-01" name="jolux:dateApplicability"/><FRBRdate date="1911-10-01" name="jolux:dateEntryInForce"/><FRBRdate date="1909-11-13" name="jolux:dateDocument"/><FRBRauthor href="#ch.bk" as="#publisher"/><FRBRauthor href="#ch.bk" as="#rightsHolder"/><FRBRformat value="xml" fedlex:generator="2024-q4-rel-1.6.5"/></FRBRManifestation></identification><references source="#ch.bk"><TLCOrganization eId="ch.bk" href="https://fedlex.data.admin.ch/vocabulary/legal-institution/2" showAs="Cancelleria federale"/><TLCRole eId="publisher" href="http://data.legilux.public.lu/resource/ontology/jolux#publisher" showAs="Editeur"/><TLCRole eId="rightsHolder" href="http://data.legilux.public.lu/resource/ontology/jolux#rightsHolder" showAs="Détenteur des droits"/><TLCReference name="language" href="http://publications.europa.eu/resource/authority/language/ITA" showAs="it"/><TLCReference name="format" href="https://fedlex.data.admin.ch/vocabulary/user-format/xml" showAs="xml"/></references></meta><preface><p> (Stato 5  novembre 1999)</p><p>0.142.111.361Nicht löschen bitte "<authorialNote><p> CS <b>11 </b>620; FF <b>1911 </b>I <break><orig>2</orig><clone>V153ediz.ted.,1327IV171ediz.franc.</clone></break></p></authorialNote> " !! </p><p><docNumber>0.142.111.361</docNumber></p><p xmlns:mig="urn:com:c-moria:legi4ch:xslt:migration">Traduzione<i><authorialNote><p> Il testo originale è pubblicato sotto lo stesso numero nell’ediz. ted. della presente Raccolta.</p></authorialNote></i></p><p><docTitle>Trattato di domicilio<br/>fra la Confederazione Svizzera e l’Impero Germanico</docTitle></p><p>Conchiuso il 13 novembre 1909<br/>Approvato dall’Assemblea federale il 23 giugno 1911<authorialNote><p> RU <b>27</b> 701</p></authorialNote><br/>Istrumenti di ratificazione scambiati il 1° agosto 1911<br/>Entrato in vigore il 1<sup>o</sup> ottobre 1911</p></preface><preamble><p>Il Consiglio federale svizzero,<br/>in nome della Confederazione Svizzera,<br/>e<br/>Sua Maestà l’Imperatore di Germania, Re di Prussia,<br/>in nome dell’Impero Germanico,</p><p>desiderando migliorare e integrare in vari punti le disposizioni dei trattato di domicilio fra la Confederazione Svizzera e l’Impero Germanico del 31 maggio 1890<authorialNote><p> [RU <b>11</b> 515]</p></authorialNote>,</p><p>si sono accordati di concludere a tale scopo un nuovo trattato e hanno nominato a loro plenipotenziari:</p><p xmlns:mig="urn:com:c-moria:legi4ch:xslt:migration">(Seguono i nomi dei plenipotenziari)</p><p>i quali, dopo essersi comunicati i loro pieni poteri trovati in buona e debita forma, hanno concordato i seguenti articoli:</p></preamble><body><article eId="art_1"><num><b>Art. 1</b></num><paragraph eId="art_1/para"><content><p>I cittadini di ciascuna delle parti contraenti avranno il diritto di prendere stabile domicilio nel territorio dell’altra parte o di soggiornarvi in permanenza o a tempo, a condizione e fintanto che si conformino alle leggi e ai regolamenti di polizia del paese.</p><p>Per poter far valere questo diritto essi dovranno essere forniti di un certificato d’origine valido.</p><p>Ciascuna delle parti contraenti indicherà all’altra le autorità competenti a rilasciare i certificati d’origine e a riconoscere la nazionalità dei suoi cittadini.</p></content></paragraph></article><article eId="art_2"><num><b>Art. 2</b></num><paragraph eId="art_2/para"><content><p>Le disposizioni dell’articolo 1 non menomano punto il diritto che ha ciascuna delle parti contraenti di vietare il domicilio o il soggiorno ai cittadini dell’altra parte, sia in virtù di una sentenza penale, sia per ragioni concernenti la sicurezza interna o esterna dello Stato, sia in generale per motivi di polizia, e specialmente per motivi inerenti alla polizia sanitaria, alla polizia dei costumi e alla polizia dei poveri.</p></content></paragraph></article><article eId="art_3"><num><b>Art. 3</b></num><paragraph eId="art_3/para"><content><p>Ciascuna delle parti contraenti si riserva il diritto di vietare il domicilio o il soggiorno nel suo territorio ai cittadini dell’altra parte che erano in origine suoi nazionali e che hanno perduta la nazionalità originaria prima di avere adempito i loro obblighi militari. Però non si farà uso di questo diritto quando, esaminate le circostanze, risulti che il cambiamento della nazionalità è avvenuto in buona fede e non allo scopo di eludere gli obblighi militari.</p></content></paragraph></article><article eId="art_4"><num><b>Art. 4</b></num><paragraph eId="art_4/para"><content><p>I cittadini di ciascuna delle parti contraenti che si sono domiciliati o soggiornano nel territorio dell’altra parte, restano soggetti alle leggi del loro paese d’origine concernenti l’obbligo militare o le prestazioni imposte in compenso del servizio militare e non possono essere obbligati nell’altro paese nè a un servizio militare personale di qualunque genere, nè a una prestazione in compenso di questo servizio.</p></content></paragraph></article><article eId="art_5"><num><b>Art. 5</b></num><paragraph eId="art_5/para"><content><p>In caso di guerra o di espropriazione per causa di pubblica utilità, i cittadini di ciascuna delle parti contraenti che si sono domiciliati o soggiornano nel territorio dell’altra parte, saranno parificati ai nazionali per quanto concerne le indennità.</p></content></paragraph></article><article eId="art_6"><num><b>Art. 6</b><authorialNote><p> Vedi anche la conv. dei 14 lug. 1952 tra la Confederazione Svizzera e la Repubblica federale di Germania concernente l’assistenza agli indigenti (<ref href="https://fedlex.data.admin.ch/eli/cc/1953/423_423_434" xmlns:data="urn:com:c-moria:legi4ch:xslt:data" xmlns:tmp="urn:com:c-moria:legi4ch:xslt:temp">RS <b>0.854.913.61</b></ref><b>/.611</b>) e il tratt. del 19 mar. 1943 fra la Svizzera e il Reich Germanico che regola l’assistenza delle donne sole (<ref href="https://fedlex.data.admin.ch/eli/cc/60/548_546_566" xmlns:data="urn:com:c-moria:legi4ch:xslt:data" xmlns:tmp="urn:com:c-moria:legi4ch:xslt:temp">RS <b>0.854.913.62</b></ref>).</p></authorialNote></num><paragraph eId="art_6/para"><content><p>Ciascuna delle due parti contraenti si obbliga a provvedere che, nel suo territorio, i cittadini dell’altra parte bisognosi d’aiuto ricevano il mantenimento e l’assistenza medica secondo le norme in vigore per i propri cittadini nel luogo di soggiorno degli assistiti, fintanto che il loro ritorno in patria possa farsi senza pregiudizio della loro salute o della salute altrui.</p><p>Non potrà essere chiesto il rimborso delle spese occorse per il mantenimento, l’assistenza medica o la sepoltura di tali persone nè alla parte contraente di cui l’assistito è cittadino, nè alle corporazioni o casse pubbliche di essa parte.</p><p>Nel caso che l’assistito medesimo o altre persone a ciò obbligate secondo i principi del diritto privato, siano in grado di rimborsare le dette spese, resta salvo il diritto di esiger da loro il rimborso. Le parti contraenti si promettono reciprocamente il loro appoggio, entro i limiti della loro legislazione, per far valere questo diritto.</p></content></paragraph></article><article eId="art_7"><num><b>Art. 7</b></num><paragraph eId="art_7/para"><content><p>I cittadini di ciascuna delle parti contraenti che sono domiciliati o soggiornano nel territorio dell’altra parte e ne vengono espulsi in virtù dell’articolo 2 o dell’articolo 3, devono, a richiesta dello Stato che li espelle, essere ricevuti in qualunque tempo, insieme colla loro famiglia, nel loro paese di origine.</p><p>Lo stesso vale per gli ex cittadini di ciascuna delle parti contraenti, fintanto che non sieno divenuti cittadini dell’altra parte o di uno Stato terzo.</p><p>Insieme coll’espulso si riceveranno anche la sua moglie e i figli minorenni che vivono con lui in comunione domestica, anche se non posseggono nè abbiano mai posseduto la nazionalità dello Stato che li riceve, purchè non sieno divenuti cittadini dell’altra parte contraente o di uno Stato terzo.</p></content></paragraph></article><article eId="art_8"><num><b>Art. 8</b></num><paragraph eId="art_8/para"><content><p>Nei casi contemplati dall’articolo 7 spetta alla parte che pronuncia l’espulsione il decidere se ricorrono gli estremi richiesti dagli articoli 2 o 3 per l’espulsione.</p></content></paragraph></article><article eId="art_9"><num><b>Art. 9</b></num><paragraph eId="art_9/para"><content><p>Se il domicilio è stato concesso in virtù di un certificato d’origine, lo Stato le cui autorità hanno emesso il certificato non può negarsi a ricevere il titolare del certificato e i membri della sua famiglia ivi menzionati, allegando che essi non possedevano, al momento in cui fu fatta l’inserizione, la nazionalità che è loro attribuita dal certificato.</p></content></paragraph></article><article eId="art_10"><num><b>Art. 10</b></num><paragraph eId="art_10/para"><content><p>Le persone espulse non possono essere tradotte nel territorio dell’altra Parte se non in virtù di una procedura di ricevimento (articoli 11 a 16).</p></content></paragraph></article><article eId="art_11"><num><b>Art. 11</b></num><paragraph eId="art_11/para"><content><p>La traduzione di persone espulse in conformità degli articoli 2 o 3 avrà luogo in base a carteggio scambiato direttamente fra l’autorità che ordina l’espulsione (o il rimpatrio) e l’autorità dei paese d’origine dell’espulso, competente a riconoscere la sua nazionalità.</p><p>Riconosciuto l’obbligo di ricevere l’espulso, questo sarà, previo avviso dato in tempo utile, ricevuto dall’autorità di confine dei paese d’origine verso consegna dell’originale o di una copia autentica dell’atto che riconosce l’obbligo di riceverlo.</p></content></paragraph></article><article eId="art_12"><num><b>Art. 12</b></num><paragraph eId="art_12/para"><content><p>Non è necessario un carteggio preliminare, e l’espulso deve essere, senza altra formalità, ricevuto dalle autorità di confine, quando sia provvisto di un certificato d’origine valido o di altri documenti validi che saranno più precisamente designati dalle parti contraenti mediante scambio di note, o quando, a giudizio dell’autorità di confine che procede al ricevimento, la nazionalità presente o anteriore dell’espulso è comecchessia stabilita senza alcun dubbio.</p><p>Le disposizioni del capoverso precedente non sono applicabili quando si tratti del ricevimento di persone che per la loro età giovanile, o per infermità, o per malattia si trovano in miseria, o del ricevimento di donne isolate in compagnia di bambini. In tali casi si procederà secondo le disposizioni dell’articolo 11.</p></content></paragraph></article><article eId="art_13"><num><b>Art. 13</b></num><paragraph eId="art_13/para"><content><p>L’intervento diplomatico non ha luogo se non quando ragioni particolari sembrino opporsi al carteggio diretto, e specialmente quando regni incertezza circa l’autorità competente del paese d’origine, o quando la differenza delle lingue sia d’ostacolo a un’intesa diretta, o se col carteggio diretto non si è potuto ottenere il riconoscimento dell’obbligo di ricevere l’espulso, e la parte che ha decretato l’espulsione non se ne contenta, o se la decisione dell’autorità che ha ricevuto l’espulso non è approvata dal Governo del paese d’origine.</p></content></paragraph></article><article eId="art_14"><num><b>Art. 14</b></num><paragraph eId="art_14/para"><content><p>Le parti contraenti si metteranno d’accordo, mediante uno scambio di note, sulle norme da osservare pel ricevimento degli espulsi, e specialmente sulle zone e i luoghi di frontiera dove questi ricevimenti devono aver luogo.</p></content></paragraph></article><article eId="art_15"><num><b>Art. 15</b></num><paragraph eId="art_15/para"><content><p>Le due parti contraenti si obbligano a dare alle loro autorità le istruzioni necessarie affinchè tutte le domande di ricevimento siano liquidate al più presto, nonchè ad aiutarsi scambievolmente, per quanto sarà possibile, nello stabilire la nazionalità delle persone espulse dall’una o l’altra delle parti.</p><p>Il ricevimento non può essere negato o ritardato pel motivo che le autorità dei paese d’origine sono nell’incertezza circa il domicilio d’assistenza o circa il comune d’origine dell’espulso.</p></content></paragraph></article><article eId="art_16"><num><b>Art. 16</b></num><paragraph eId="art_16/para"><content><p>Le spese occorse per il trasporto degli espulsi fino al luogo di ricevimento sono a carico della parte che decreta l’espulsione. Le disposizioni dell’articolo 6 capoverso 3 sono applicabili per analogia.</p></content></paragraph></article><article eId="art_17"><num><b>Art. 17</b><authorialNote><p> Vedi anche la dichiarazione del 15 ott. 1916 tra la Svizzera e l’Impero Germanico relativa alla riaccettazione delle persone sprovviste di carte di legittimazione (<ref href="https://fedlex.data.admin.ch/eli/cc/32/462_466_468" xmlns:data="urn:com:c-moria:legi4ch:xslt:data" xmlns:tmp="urn:com:c-moria:legi4ch:xslt:temp">RS <b>0.142.111.361.1</b></ref>) e l’acc. del 25 ott. 1954 tra il Consiglio federale svizzero e il Governo della Repubblica federale di Germania concernente la riaccettazione di persone al confine (<ref href="https://fedlex.data.admin.ch/eli/cc/1955/25_25_25" xmlns:data="urn:com:c-moria:legi4ch:xslt:data" xmlns:tmp="urn:com:c-moria:legi4ch:xslt:temp">RS <b>0.142.111.369</b></ref>).</p></authorialNote></num><paragraph eId="art_17/para"><content><p>Ciascuna delle parti contraenti ha il diritto di respingere immediatamente nel territorio dell’altra, senza seguire la procedura di ricevimento prevista negli articoli 11 a 16 i cittadini dell’altra parte ai quali il domicilio o il soggiorno può essere vietato in conformità degli articoli 2 o 3 o persone che non appartengono nè all’una parte nè all’altra, quando siano arrivati direttamente dal territorio dell’una delle parti contraenti in quello dell’altra per strada ferrata o per un servizio di battelli, e siano fermati alla prima stazione del treno o del battello subito dopo il loro arrivo.</p></content></paragraph></article><article eId="art_18"><num><b>Art. 18</b></num><paragraph eId="art_18/para"><content><p>Ciascuna delle parti si obbliga a ricevere, previa procedura di ricevimento, le persone che si trovano in miseria a ragione della loro età giovanile o per effetto d’infermità o malattia, e che non appartengono nè abbiano prima appartenuto a nessuna delle due parti, quando sul territorio dell’una delle parti queste persone abbiano dovuto essere ricoverate in uno stabilimento a causa del loro stato e ne siano fuggite rifugiandosi nel territorio dell’altra parte contraente. Quest’obbligo non sussiste però che se la domanda di ricevimento è presentata entro sei mesi dal giorno della fuga.</p></content></paragraph></article><article eId="art_19"><num><b>Art. 19</b></num><paragraph eId="art_19/para"><content><p>Ciascuna delle parti contraenti si obbliga di trasportare, a domanda dell’altra, attraverso il suo territorio nel loro paese d’origine i cittadini o ex‑cittadini di uno Stato terzo che soggiornano nel territorio dell’altra parte contraente e ne vengono espulsi, a condizione che la domanda contenga la dichiarazione che lo Stato che decreta l’espulsione rimborserà le spese del trasporto e che lo Stato terzo è pronto a ricevere l’espulso.</p><p>Il capoverso precedente non deroga alle disposizioni del trattato di estradizione del 24 gennaio 1874<authorialNote><p> [RS <b>12</b> 106]. Sostituito dalla Conv. europea di estradizione del 13 dic. 1957 (<ref href="https://fedlex.data.admin.ch/eli/cc/1967/814_854_850" xmlns:data="urn:com:c-moria:legi4ch:xslt:data" xmlns:tmp="urn:com:c-moria:legi4ch:xslt:temp">RS <b>0.353.1</b></ref>) e dall’Acc. del 13 nov. 1969 tra la Confederazione Svizzera e la Repubblica federale di Germania che completa la Conv. europea di estradizione del 13 dic. 1957 e ne agevola l’applicazione (<ref href="https://fedlex.data.admin.ch/eli/cc/1977/86_87_87" xmlns:data="urn:com:c-moria:legi4ch:xslt:data" xmlns:tmp="urn:com:c-moria:legi4ch:xslt:temp">RS <b>0.353.913.61</b></ref>).</p></authorialNote> fra la Svizzera e la Germania relative al transito delle persone estradate.</p></content></paragraph></article><article eId="art_20"><num><b>Art. 20</b></num><paragraph eId="art_20/para"><content><p>Il presente trattato non è applicabile alle colonie dell’Impero Germanico.</p></content></paragraph></article><article eId="art_21"><num><b>Art. 21</b></num><paragraph eId="art_21/para"><content><p>Il presente trattato sarà ratificato e le ratificazioni saranno scambiate il più presto possibile.</p><p>Esso sostituisce il trattato di domicilio dei 31 maggio 1890<authorialNote><p> [RU <b>11</b> 515]</p></authorialNote> fra la Confederazione Svizzera e l’Impero Germanico, come pure le convenzioni ad esso relative.</p><p>Il presente trattato entra in vigore due mesi dopo lo scambio delle ratificazioni e resterà valido per la durata di cinque anni.</p><p>Se l’una o l’altra delle parti contraenti non lo denunzia un anno prima della scadenza di questo periodo quinquennale, esso continua ad aver vigore fino a che sia spirato un anno dal giorno in cui l’una o l’altra delle parti contraenti l’avrà denunziato<authorialNote><p> Il tratt. è stato disdetto dalla Svizzera per il 10 apr. 1920, ma per intesa vicendevole, resta tacitamente in vigore di sei mesi in sei mesi (FF <b>1920</b> II 62 e segg. ediz. ted. 227 ediz. franc.).</p></authorialNote>.</p></content></paragraph></article><signature><p><i>In fede di che,</i> i plenipotenziari hanno firmato il presente trattato e vi hanno apposto i loro sigilli.</p><p>Fatto in doppio originale a Berna il tredici di novembre del milienovecentonove.</p><table fedlex:function="layout"><tr><td><p>Brenner</p></td><td><p>Kriege <br/>v. Wichert<br/>Dammann</p></td></tr></table></signature></body></act></akomaNtoso>