<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale ritiene che l'assenza di concorrenza sull'ultimo chilometro impedisca ai clienti di beneficiare di prestazioni innovative, variate e vantaggiose. In primo luogo, la disaggregazione della rete locale provoca un'espansione del mercato per i nuovi fornitori di servizi di telecomunicazione. Questa evoluzione dovrebbe sfociare in una diminuzione dei prezzi, un aumento dei servizi, un migliore adattamento dell'offerta ai bisogni dei clienti e un miglioramento della qualità. In secondo luogo si può supporre che le novità saranno introdotte più rapidamente se al loro sviluppo partecipano anche i nuovi fornitori e non solo l'ex monopolista. Inoltre, senza la disaggregazione vi è da temere che i nuovi fornitori si ritirino dal mercato per mancanza di prospettive. Infine, la diffusione di servizi a banda larga promossa grazie alla disaggregazione produrrà un aumento del numero di utenti e di servizi offerti, e dunque dei profitti realizzati con tali servizi. </p><p>2. L'assenza di concorrenza sull'ultimo chilometro limita lo sviluppo di un'offerta di servizi a banda larga innovativi e vantaggiosi, sviluppo che costituisce uno dei principali presupposti per la promozione della società dell'informazione. Questa lacuna frena anche l'evoluzione della società dell'informazione in Svizzera e può portare i nuovi fornitori a ritirarsi dal mercato delle telecomunicazioni. In tal modo viene meno la pressione che permetterebbe di ridurre i costi e d'introdurre novità commerciali e tecnologiche nel settore. Senza la disaggregazione, il mercato delle telecomunicazioni svizzero - importante presupposto per l'avvento della società dell'informazione - si svilupperebbe più lentamente. </p><p>3. In base a un bilancio della situazione stilato in seguito alle decisioni prese il 3 ottobre 2001 dal Tribunale federale e il 5 febbraio 2000 dalla ComCom, lo scorso anno il Consiglio federale si è occupato più volte della rapida introduzione della disaggregazione mediante una modifica d'ordinanza, vagliando anche le relative basi legali. Basandosi su queste riflessioni e sui risultati della procedura di consultazione effettuata dal DATEC, il 26 febbraio 2003 il Consiglio federale ha deciso d'introdurre l'obbligo di disaggregazione mediante una modifica d'ordinanza in vigore dal 1° aprile 2003. Tuttavia, poiché attribuisce una grande importanza politica alla disaggregazione, vuole ancora sottomettere l'obbligo di disaggregazione al Parlamento, come è stato chiesto da diversi partecipanti alla procedura di consultazione.</p>  Risposta del Consiglio federale.