<h2>SubmittedText<h2><p>Come è stato il caso per le ondate precedenti, con il nuovo aumento dei casi di COVID-19 assistiamo anche a un forte incremento del tasso di occupazione dei posti letto negli ospedali svizzeri. Il numero crescente di pazienti COVID-19 in condizioni critiche sta mettendo a dura prova soprattutto i reparti di terapia intensiva. La durata più lunga delle degenze e le maggiori risorse umane necessarie per trattare questi pazienti costringono gli ospedali a rimandare nuovamente altri interventi. La forte pressione che continua a gravare sugli operatori sanitari non fa che acuire il problema della grave carenza di personale specializzato.</p><p>Contemporaneamente si registra una diminuzione dei posti letto in terapia intensiva: all'inizio della pandemia erano stati aumentati a 1400 unità, grazie anche alla messa a disposizione di letti ad hoc. Attualmente il loro numero si situa nuovamente sotto le 900 unità.</p><p>È presumibile che anche in futuro la COVID-19 metterà a dura prova il nostro sistema sanitario; questo scenario solleva interrogativi sulle capacità necessarie nei reparti di terapia intensiva dei nostri ospedali. Invito quindi il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Come giudica il fatto che il numero dei posti letto nei reparti di terapia intensiva degli ospedali svizzeri si sia ridotto così tanto tra la primavera del 2020 e l'autunno del 2021? </p><p>2. Il fatto che gli ospedali non siano indennizzati per il trattamento dei pazienti gravi affetti da COVID-19 costituisce un freno al potenziamento delle terapie intensive?</p><p>3. Si può gestire la pandemia con i posti ad hoc messi a disposizione nell'emergenza?</p><p>4. Come valuta il fabbisogno a medio e lungo termine di posti letto nei reparti di terapia intensiva degli ospedali svizzeri?</p><p>5. Nei reparti di medicina e di terapia intensiva sussiste una grave carenza di personale specializzato. La Svizzera deve formare più professionisti in questi reparti?</p><p>6. Con quali misure la Svizzera può ovviare alla forte carenza di personale nei reparti di terapia intensiva?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il settore sanitario, e quindi la messa a disposizione di capacità negli ospedali, rientrano nella competenza dei Cantoni. Il Consiglio federale li ha sensibilizzati in merito alla situazione e chiesto loro di prevedere capacità supplementari di riserva nei reparti di terapia intensiva. Ciò può essere fatto, per esempio, impiegando per le cure intensive personale di altri reparti e posticipando interventi non urgenti. Questi interventi, tuttavia, dovranno essere recuperati in un secondo tempo. In base alle rispettive leggi sulla sanità, soltanto i Cantoni sono autorizzati a ordinare provvedimenti del genere in una situazione particolare.</p><p>2. Il trattamento di casi di COVID-19 è remunerato in base alla struttura tariffale SwissDRG, applicabile al settore stazionario somatico acuto. La SwissDRG SA, responsabile della manutenzione e dell'ulteriore sviluppo della struttura tariffale, ha comunicato che dalla sua analisi non risulta alcuna sottocopertura sistematica del gruppo di casi COVID (www.swissdrg.org &gt; Comunicazioni). Pertanto la rimunerazione dei casi di COVID-19 non costituisce un ostacolo al potenziamento delle capacità dei reparti di terapia intensiva.</p><p>3., 5. e 6. Finora è stato possibile mettere a disposizione capacità complessivamente sufficienti in tutta la Svizzera grazie ai posti letto ad hoc in terapia intensiva, anche se a livello locale si sono verificati rari casi di sovraccarico. A breve termine è pressoché impossibile mettere a disposizione ulteriori capacità certificate nel settore della medicina intensiva. Il limite di capacità dei reparti di terapia intensiva non è imputabile all'infrastruttura (posti letto), ma alla mancanza di personale infermieristico specializzato. A causa della persistente situazione di sovraccarico lavorativo dovuta alla COVID-19, negli ultimi mesi si è avuto un numero significativo di dimissioni nelle terapie intensive. Inoltre spesso non è possibile rioccupare i posti vacanti. Anche formare nuovo personale è possibile soltanto a medio termine, poiché la formazione supplementare necessaria dura due anni.</p><p>Il Consiglio federale riconosce il problema della carenza di personale infermieristico e sostiene il controprogetto indiretto all'iniziativa sulle cure infermieristiche (Iv. Pa. 19.401), che comprende una campagna di formazione. Oltre a contributi per la formazione, il progetto prevede di imporre alle istituzioni sanitarie di fornire prestazioni di formazione e ai Cantoni di sostenerle finanziariamente in questo sforzo.</p><p>Inoltre, negli ultimi anni la Confederazione ha adottato varie misure per rafforzare la figura professionale dell'infermiere, in modo che un maggior numero di infermieri scelga di non abbandonare la professione o di rientrarvi. A tale scopo sono state adottate diverse misure nell'ambito dell'Iniziativa sul personale qualificato (IPQ): misure per il miglioramento della situazione del personale qualificato nelle cure di lunga durata mediante campagne di valorizzazione ("Una carriera fatta di umanità") e un sostegno finanziario a programmi cantonali di rientro nella professione, programmi per una migliore collaborazione tra i gruppi professionali nel settore sanitario (programma di promozione "Interprofessionalità nel settore sanitario 2017-2020"), nonché provvedimenti per una migliore conciliabilità di lavoro e famiglia e un ulteriore programma di promozione "Offerte di sgravio per i familiari assistenti 2017-2020".</p><p>Il Consiglio federale vede con favore la promozione di offerte di formazione e di perfezionamento, ma non dispone della competenza d'imporre singole formazioni.</p><p>4. La pianificazione delle capacità ospedaliere rientra nella competenza dei Cantoni. Spetta a questi ultimi determinare il fabbisogno futuro di capacità dei reparti di terapia intensiva ponderando le esigenze e una serie di diversi fattori.</p>  Risposta del Consiglio federale.