<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di analizzare in un rapporto le ripercussioni della creazione di un mercato interno digitale nell'UE sull'economia svizzera e di rispondere, in particolare, alle seguenti domande:</p><p>1. Quali differenze vi sono tra la legislazione dell'UE e le norme giuridiche svizzere in materia di mercato interno digitale?</p><p>2. Come potrebbero ripercuotersi queste differenze sulle imprese svizzere che vendono i propri prodotti e servizi on line e sui consumatori?</p><p>3. Quali strategie ha in mente il Consiglio federale per far sì che le imprese svizzere godano di un accesso paritario al mercato interno digitale dell'UE?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Anche il Consiglio federale ritiene che sia necessario seguire e analizzare l'attività della Commissione europea per consolidare il mercato interno digitale dell'UE. I lavori in corso potrebbero avere ripercussioni sulla Svizzera, ad esempio nell'ambito del diritto d'autore o del geoblocco (pratica applicata dai rivenditori on line che consiste nel bloccare l'accesso ai siti in altri Paesi o a non fornire beni e servizi in altri Paesi). Il Consiglio federale si sta impegnando per far sì che il rafforzamento del mercato digitale dell'UE non penalizzi la Svizzera e per avviare tempestivamente misure adeguate.</p><p>Per questo la missione della Svizzera presso l'Unione europea a Bruxelles e i servizi competenti dell'amministrazione federale seguono da vicino gli sviluppi e informano costantemente il Consiglio federale. Nell'ambito della strategia Svizzera digitale, che dà seguito alla strategia per una società dell'informazione in Svizzera approvata dal Consiglio federale il 26 aprile 2016, e della nuova politica di crescita 2016-2019 si prevede di continuare l'attività di monitoraggio e, se necessario, di proporre modifiche legislative.</p><p>Per favorire un equo accesso delle imprese svizzere al mercato digitale dell'UE, nel quadro della nuova strategia di e-government 2016-2019 la Confederazione, i cantoni e i comuni hanno previsto la creazione di un'identità elettronica riconosciuta a livello nazionale e internazionale compatibile con le norme UE.</p><p>Non bisogna dimenticare che gli sforzi dell'UE per realizzare un mercato unico digitale sono ancora all'inizio. Come afferma l'autore del postulato, la Commissione europea sottoporrà al Parlamento europeo e agli Stati membri alcune proposte di attuazione entro la fine del 2016. Il risultato del processo legislativo successivo non è prevedibile e prima che le misure vengano attuate passeranno alcuni anni. Pertanto la legislazione dell'UE in materia di mercato interno digitale non è ancora nota. Considerata la tabella di marcia dell'Unione europea non è opportuno svolgere l'analisi richiesta nel postulato nel periodo di tempo di due anni previsto per l'adempimento.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.