<h2>SubmittedText<h2><p>Il 14 novembre 1990 il Consiglio federale ha disciolto l'organizzazione di resistenza P-26. Il 30 ottobre 1991 ha comunicato i risultati dell'inchiesta amministrativa dichia-rando che "non è ... ammissibile che capi militari definiscano, ad insaputa del Governo, le modalità di salvaguardia della nostra sovranità in tempo di guerra e che provvedano ai corrispondenti preparativi di loro propria iniziativa" e che "l'inchiesta amministrativa ha ... confermato un risultato della CPI DMF: per motivi di tutela del segreto sono state arrogate competenze senza disporre della legittimità giuridica e politica".</p><p>1. Da allora, il Consiglio federale ha cambiato parere in merito al fatto che il capo dello Stato maggiore generale ha oltrepassato le sue competenze, che non vi erano basi legali per la P-26, che la P-26 non era sottoposta in maniera sufficiente agli organi di condotta politici? </p><p>2. Nel 2009 il Consiglio federale ha esonerato dall'obbligo della tutela del segreto i circa 400 membri dell'organizzazione di resistenza. In seguito la P-26 è stata oggetto di manifestazioni commemorative. La Confederazione è stata coinvolta? Su che cosa vertevano tali manifestazioni: sullo stato d'animo dei membri della P-26 o sulle insufficienti basi legali dell'organizzazione nel quadro dello Stato di diritto?</p><p>3. Secondo Felix Nöthiger, curatore del museo non ufficiale "Musée Résistance Suisse 1940-1990" a Gstaad, il consigliere federale Ueli Maurer, in quanto capo del Dipartimento federale della difensa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS), avrebbe seguito e reso possibile il progetto di museo sull'arco di numerosi anni. Ueli Maurer ha tenuto un discorso in occasione dell'apertura in data 23 novembre 2017: </p><p>a. quali obiettivi a livello di memoria storico-politica persegue l'ex capo del DDPS e attuale capo del Dipartimento federale della finance (DFF)? Nel suo discorso a Gstaad ha sottolineato che la P-26 ha agito senza controllo democratico e che ciò è ingiustificabile nel quadro di uno Stato di diritto? Oppure l'obiettivo del museo e del discorso di Maurer è di mettere in dubbio il parere espresso dal Consiglio federale nel 1991? Ciò è ad ogni modo l'obiettivo dichiarato di Felix Nöthiger. </p><p>b. Quali accordi sono stati stipulati dalla Confederazione con i gestori del museo? Chi se ne è assunto la responsabilità politica? Di che cosa si tratta precisamente? Quali sono gli obiettivi a livello di memoria storico-politica perseguiti dalla Confederazione in questo contesto?</p><p>c. Quale autorità federale ha deciso di consegnare ai gestori privati del museo il bunker di Gstaad chiamato "Schweizerhof"? A quali condizioni?</p><p>d. Sono esposti documenti della Confederazione sottostanti all'obbligo di offerta dei documenti di cui all'articolo 6 della legge sull'archiviazione (LAr; RS 152.1)? Come sono disciplinati i termini di protezione? I termini di protezione sono una delle cause del fatto che il museo non è pubblico?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale non ha una posizione revisionista riguardo alla P-26, ma prende atto dell'interesse esistente per gli avvenimenti correlati all'organizzazione P-26 e intende continuare a contribuire all'elaborazione storica e politica della tematica. Nella sua seduta del 25 aprile 2018 il Consiglio federale ha deciso di pubblicare una copia, già allora anonimizzata e contrassegnata con la menzione "Versione per i media", del rapporto sull'inchiesta amministrativa redatto nel 1991 da Pierre Cornu.</p><p>Il Consiglio federale risponde alle singole domande come segue:</p><p>1. Il Consiglio federale non ha cambiato parere al riguardo.</p><p>2. Nella sua risposta all'interpellanza Maissen 09.3517 del 9 giugno 2009 il Consiglio federale ha esonerato i veterani dell'organizzazione di resistenza dall'obbligo della tutela del segreto. In tal sede ha ringraziato tutti i militari e tutti i membri delle organizzazioni per i quadri esistite dal 1940 al 1990 per i servizi resi al Paese e al popolo. Le manifestazioni commemorative sono state svolte dai Cantoni.</p><p>3a. In occasione dell'apertura del "Musée Résistance Suisse" in data 23 novembre 2017 a Gstaad, il consigliere federale Ueli Maurer ha parlato liberamente. Nel suo discorso ha ringraziato gli ex membri della P-26 ai sensi della risposta del Consiglio federale alla summenzionata interpellanza Maissen (cfr. risposta alla domanda n. 2).</p><p>b. Nelle trattative per la consegna in prestito di materiale svolte con l'associazione Pro Castellis è stato coinvolto in un primo momento il Servizio informazioni strategico (SIS). Le trattative per la cessione dell'impianto sono state eseguite da Armasuisse Immobili in qualità di organo della costruzione e degli immobili competente. Al termine di quest'ultime trattative, il 25 marzo 2015 Armasuisse Immobili ha stipulato con l'associazione un contratto di superficie. Il DDPS ha consegnato in prestito all'associazione del materiale e delle apparecchiature per consentire alle generazioni future di avere una visione d'insieme documentata sull'organizzazione di resistenza.</p><p>c. Confronta risposta alla domanda 3b. Conformemente al summenzionato contratto di superficie, il titolare del diritto di superficie è tenuto a garantire una manutenzione ottimale dell'impianto e a utilizzare soltanto oggetti di natura storico-militare. I diritti di superficie sono valevoli sino al 31 dicembre 2065.</p><p>d. Conformemente all'articolo 4 LAr, "l'Archivio federale archivia i documenti della Confederazione". Poiché la P-26 è stata un'organizzazione della Confederazione, tale articolo si applica anche alle sue documentazioni. Quest'ultime devono essere offerte per archiviazione all'Archivio federale. D'intesa con l'Archivio federale, il DDPS ha comunicato alla DelCG che il DDPS e l'Archivio federale esamineranno congiuntamente il materiale che si trova nel museo per valutarne il valore archivistico. I termini di protezione ai sensi della LAr sono applicabili per principio unicamente ad atti conservati nell'Archivio federale. Un museo privato non può farli valere.</p>  Risposta del Consiglio federale.