<h2>SubmittedText<h2><p>Le serie di effrazioni perpetrate fanno scalpore. Le bande di ladri stranieri compiono vere e proprie razzie in Svizzera. A ciò si aggiunge il forte aumento della criminalità ad opera di richiedenti l'asilo. In questi giorni gli assicuratori hanno comunicato che le notifiche di danni causati da effrazioni hanno registrato aumenti tangibili.</p><p>Nel 2011 i furti sono aumentati su scala nazionale del 16 per cento. Nel cantone di Argovia il numero di furti con scasso ai danni di autoveicoli è cresciuto addirittura del 150 per cento. Bande provenienti da Lione invadono Ginevra. Nella prima metà dell'anno, la criminalità ad opera di richiedenti l'asilo è aumentata del 70 per cento (nei cantoni di AG, BE, JU, NE, SG, TI, VS, ZH). Soprattutto nelle regioni di frontiera il numero delle effrazioni e dei furti aumenta a gran velocità. Il direttore della giustizia basilese ha informato che, nella statistica relativa agli imputati, il dieci per cento dei casi riguarda richiedenti l'asilo (che corrispondono allo 0,5 per cento della popolazione residente). Nel 2011 il 22 per cento dei reati è stato commesso da turisti del crimine. </p><p>Nel contempo il DFGP tesse le lodi degli accordi di Schengen/Dublino come "comune volontà degli Stati membri dell'UE di potenziare le libertà individuali dei cittadini e migliorare la sicurezza all'interno dell'Europa. Alla base vi è la convinzione che garantire la sicurezza interna così come affrontare i flussi dei richiedenti l'asilo da tempo non sono più problemi meramente nazionali, ma che esigono un'azione comune e coerente di tutti gli Stati".</p><p>1. Come considera il Consiglio federale l'andamento della criminalità e delle domande d'asilo alla luce degli accordi di Schengen/Dublino, in vigore dal 2008?</p><p>2. Con gli accordi di Schengen/Dublino alla popolazione sono stati promessi più sicurezza e meno richiedenti l'asilo. Si è invece verificato il contrario. Il Consiglio federale non vede un nesso tra questo sviluppo preoccupante e l'apertura delle frontiere in seguito all'accordo di Schengen?</p><p>3. Il direttore della giustizia di Zugo, Beat Villiger, chiede 1500 agenti di polizia supplementari, più videosorveglianza nei treni e carceri speciali per richiedenti l'asilo respinti e stranieri illegali. Tali richieste purtroppo non fanno che combattere i sintomi. Il Consiglio federale non è disposto a sospendere Schengen finché la sicurezza non sia ristabilita e gli altri Stati Schengen/Dublino non adempiano i loro obblighi (sorveglianza delle frontiere esterne, riammissione dei richiedenti l'asilo)?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale prende sul serio i timori espressi in materia di sicurezza e lotta contro la criminalità. La criminalità transfrontaliera non è tuttavia un fenomeno nuovo. Variazioni della criminalità potevano essere osservate già prima della partecipazione della Svizzera a Schengen e Dublino (cfr. anche la risposta del Consiglio federale alle mozioni 11.3056 e 12.3126 e all'interpellanza 10.3964). I dati attualmente disponibili non consentono di imputare a Schengen un aumento del tasso di criminalità in Svizzera.</p><p>Con il regolamento Dublino la Svizzera trasferisce ad altri Stati europei più richiedenti l'asilo di quelli che riprende in carico. Questa previsione, dal punto di vista attuale tuttora corretta, è stata formulata dal Consiglio federale nelle spiegazioni relative alla votazione popolare del 5 giugno 2005. Nel 40 per cento di tutte le domande di asilo depositate in Svizzera, un altro Stato Dublino è responsabile del trattamento della domanda e le domande di presa in carico presentate dalla Svizzera a un altro Stato Dublino sono state accolte in circa il 90 per cento dei casi (cfr. anche il parere del Consiglio federale in merito al postulato 12.3250). Tra il 1° gennaio 2009 e il 31 dicembre 2012 la Svizzera ha trasferito ad altri Paesi europei 12 884 persone, mentre ne ha riprese 1732. Senza gli accordi di Dublino non avrebbe dovuto riprendere le 1732 persone, ma in compenso avrebbe dovuto esaminare le 12 884 domande d'asilo delle persone trasferite.</p><p>2. Già prima dell'introduzione di Schengen non erano effettuati controlli sistematici alla frontiera. Grazie alle misure di compensazione previste nel quadro di Schengen, le autorità competenti in materia di sicurezza dispongono di strumenti appropriati che consentono loro di reagire adeguatamente a situazioni di minaccia, come dimostrano l'azione Crime Stop nel cantone di Argovia o l'azione Sahara nel cantone di Zurigo. Inoltre l'intensità dei controlli doganali è stata mantenuta.</p><p>Schengen permette di coordinare meglio gli sforzi profusi nella lotta contro la criminalità transfrontaliera. Soprattutto il sistema d'informazione Schengen (SIS) costituisce uno strumento a forte valore aggiunto ormai indispensabile per le autorità svizzere competenti. Anche i contatti diretti con le autorità dei Paesi limitrofi e quelli instaurati tramite i gruppi di lavoro e i comitati comuni in cui sono rappresentati gli Stati Schengen contribuiscono a migliorare la collaborazione transfrontaliera in materia di sicurezza.</p><p>3. Il Consiglio federale ritiene tuttora (cfr. la risposta alle mozioni 12.3126 e 11.3056) che gli accordi di associazione a Schengen e Dublino presentino decisamente più vantaggi che svantaggi. Sia l'accordo di associazione a Schengen che quello di associazione a Dublino offrono alla Svizzera strumenti preziosi di collaborazione negli ambiti della sicurezza interna, dell'asilo e della migrazione. Il Consiglio federale ritiene pertanto che non sarebbe opportuno denunciare o sospendere tali accordi.</p>  Risposta del Consiglio federale.