<h2>InitialSituation<h2><p><b>Con l'iniziativa popolare "Più abitazioni a prezzi accessibili" l'Associazione Svizzera Inquilini intende aumentare l'offerta di alloggi a prezzi moderati. A tal fine la corrispondente promozione da parte dello Stato deve essere rafforzata. L'iniziativa chiede inoltre l'introduzione nella Costituzione federale di disposizioni volte a garantire la disponibilità di abitazioni a prezzi accessibili.</b><b>Il Consiglio federale raccomanda di respingere l'iniziativa. Ha sottoposto al Parlamento un controprogetto indiretto che prevede un credito quadro di 250 milioni di franchi per aumentare la dotazione del fondo di rotazione a favore dell'edilizia abitativa di utilità pubblica. Consiglio nazionale e Consiglio degli Stati raccomandano parimenti di respingere l'iniziativa, ma sono favorevoli al controprogetto. Quest'ultimo entrerà tuttavia in vigore soltanto se l'iniziativa verrà ritirata o respinta. </b></p><p></p><p>Situazione iniziale</p><p>L'iniziativa popolare "Più abitazioni a prezzi accessibili" lanciata dall'Associazione Svizzera Inquilini è stata depositata il 18 ottobre 2016 corredata di 104 800 firme valide. L'iniziativa chiede la modifica e l'integrazione dell'articolo della Costituzione federale sulla promozione della costruzione di abitazioni e dell'accesso alla proprietà (art. 108 Cost.) per estendere l'offerta di abitazioni a pigioni a prezzi moderati. Almeno il 10 per cento delle abitazioni di nuova edificazione deve essere di proprietà di committenti di utilità pubblica, obiettivo che dev'essere raggiunto tra l'altro autorizzando i Cantoni e i Comuni ad applicare a proprio favore un diritto di prelazione su terreni idonei. </p><p>L'iniziativa è nata in un contesto in cui, dal 2002 al 2015, il mercato dell'alloggio è stato caratterizzato da una forte domanda che ha portato, in particolare nelle regioni urbane e turistiche, a una carenza di alloggi e in alcuni casi a un forte aumento dei prezzi dell'offerta di abitazioni in locazione e di proprietà. Oltre che dalla situazione economica positiva di quegli anni, questo fenomeno è stato sostenuto dalla crescita demografica.</p><p>Il Consiglio federale raccomanda di respingere l'iniziativa, poiché gli interventi sul mercato da essa chiesti non sono né necessari né realistici. Questo vale non soltanto per la richiesta che almeno il 10 per cento delle abitazioni di nuova edificazione sia di proprietà di committenti di utilità pubblica; anche i diritti di prelazione chiesti dall'iniziativa e i provvedimenti proposti per impedire la perdita di abitazioni a pigioni moderate non sono conciliabili con un'offerta di abitazioni basata sui principi dell'economia di mercato. Secondo il Consiglio federale l'attuazione delle misure chieste dall'iniziativa rappresenterebbe inoltre un onere finanziario eccessivo per la Confederazione e i Cantoni. La politica della Confederazione in materia di alloggio, che confida nelle forze del mercato e sostiene in maniera complementare la proprietà abitativa a uso proprio e la costruzione di abitazioni di utilità pubblica, si è inoltre dimostrata valida.</p><p>Contemporaneamente all'iniziativa il Consiglio federale ha sottoposto al Parlamento un controprogetto indiretto a essa strettamente connesso: un disegno di decreto federale concernente un credito quadro di 250 milioni di franchi per aumentare la dotazione del fondo di rotazione a favore dell'edilizia abitativa di utilità pubblica. Questa somma verrà trasferita al fondo in singole rate per dieci anni, a partire dal 2020. Il decreto federale entrerà in vigore non appena l'iniziativa popolare "Più abitazioni a prezzi accessibili" verrà ritirata o respinta in votazione. Attraverso il fondo vengono concessi mutui rimborsabili che fruttano interessi per la costruzione e il rinnovo di abitazioni a prezzi moderati, sempre che il fabbisogno sia comprovato. Il volume di promozione previsto comprende 1500 abitazioni all'anno corrispondenti al volume di promozione medio annuo dal 2004.</p><h2>Proceedings<h2><p>Il <b>Consiglio nazionale</b> si è occupato dell'iniziativa nella sessione invernale 2018. Durante i dibattiti i gruppi dei partiti borghesi si sono dichiarati contrari all'iniziativa, segnatamente per motivi legati ai costi e al federalismo. Per Hans Egloff (V/ZH), portavoce della Commissione dell'economia e dei tributi (CET), che si era occupata dell'esame dell'iniziativa, e presidente dell'Associazione svizzera dei proprietari fondiari, la quota del 10 per cento prevista dall'iniziativa contrasta con l'idea di offerta di abitazioni basata sull'economia di mercato. Essa non è inoltre realistica e non può trovare posto nella Costituzione federale. Soltanto il gruppo socialista e il gruppo dei Verdi erano favorevoli all'iniziativa. Secondo Carlo Sommaruga (S/GE), presidente dell'Associazione Svizzera Inquilini (ASI), si tratta di sottrarre alla logica del mercato e del profitto una parte dell'offerta di alloggi. Michael Töngi (G/LU), membro della direzione dell'ASI, ha ammonito dal canto suo che è necessario evitare che soltanto i più abbienti possano vivere in città. </p><p>Oltre che sull'iniziativa si è dibattuto sul controprogetto indiretto elaborato dal Consiglio federale. La maggioranza dei membri della CET-N aveva inizialmente proposto al suo Consiglio di non entrare in materia. Con 104 voti contro 78 il Consiglio nazionale ha tuttavia deciso di entrare in materia ovvero di rinviare l'oggetto alla Commissione. Nonostante i pareri contrari del gruppo UDC e di parti del gruppo liberale, due giorni dopo, nella votazione sul complesso, il Consiglio nazionale si è espresso, con 124 voti contro 73, in favore del credito quadro di 250 milioni di franchi proposto dal Consiglio federale. In precedenza, con 143 voti contro 54, aveva respinto l'aumento del credito quadro a 375 milioni di franchi proposto dalla sinistra. Con 135 voti contro 61 e 1 astensione ha inoltre deciso che la dotazione del fondo di rotazione sarebbe stata aumentata con i mezzi proposti dal Consiglio federale soltanto se l'iniziativa fosse stata ritirata o respinta. </p><p>L'iniziativa non è invece riuscita ad ottenere la maggioranza: con 143 voti contro 54 il Consiglio nazionale ha infatti raccomandato di respingerla. </p><p></p><p>Il <b>Consiglio degli Stati </b>ha trattato i due progetti nella sessione primaverile 2019. Anche nella Camera alta sono stati soprattutto i membri del gruppo socialista e del gruppo dei Verdi a mostrarsi favorevoli all'iniziativa popolare. Per Paul Rechsteiner (S/SG) l'iniziativa è necessaria in quanto una parte sempre maggiore del bilancio delle economie domestiche è destinata a coprire i costi dell'alloggio. Per Damian Müller (RL/LU), al contrario, la quota del 10 per cento prevista dall'iniziativa è semplicemente utopica. Con 31 voti contro 12 il Consiglio degli Stati ha raccomandato di respingere l'iniziativa. </p><p>Anche il Consiglio degli Stati si è invece detto favorevole al controprogetto del Consiglio federale. In nome della Commissione, Pirmin Bischof (C/SO) ha affermato che l'attuale politica della Confederazione in materia di alloggio, basata sui principi dell'economia di mercato, si è dimostrata valida e va proseguita grazie all'aumento della dotazione del fondo di rotazione Anche Peter Föhn (V/SZ) si è detto favorevole al controprogetto del Consiglio federale, poiché in questo modo si sostengono il commercio locale e la piazza economica Svizzera. Roberto Zanetti (S/SO) era addirittura favorevole a un aumento a 375 milioni di franchi della dotazione del fondo, da lui definito "istituzione preziosa". Philipp Müller (RL/AG) ha invece proposto di non entrare in materia sul controprogetto, mettendo in guardia sul fatto che il fondo è un rischio - a tal proposito ha ricordato le garanzie nell'ambito della navigazione marittima, rivelatesi molto onerose per la Confederazione. </p><p></p><p>Le proposte di minoranza di aumentare la dotazione del fondo di rotazione a 375 milioni di franchi o di sopprimere il legame tra i due progetti sono state rifiutate. Nella votazione sul complesso il Consiglio degli Stati ha approvato il controprogetto indiretto con 36 voti contro 5 e 2 astensioni. </p><p>Nella <b>votazione finale</b> 140 membri del Consiglio nazionale si sono espressi a favore del decreto federale concernente l'iniziativa popolare, 56 contro. Nel Consiglio degli Stati il decreto è stato accettato con 30 voti contro 13 e 1 astensione.</p><p></p><p><b>Il 9 febbraio 2020 l'iniziativa popolare è stata respinta in votazione popolare dal 57,1 % dei votanti e da 16 Cantoni e 5 Semicantoni.</b></p>