<h2>SubmittedText<h2><p>Nel rapporto dell'Alta commissaria delle Nazioni Unite per i diritti umani, pubblicato a gennaio, la situazione in Sri Lanka si presenta molto seria. Secondo il documento, il Paese avrebbe imboccato una strada preoccupante, che potrebbe portare al ripetersi di gravi violazioni dei diritti umani. Dal ritorno dei fratelli Rajapakse, che nel 2009 sono stati all'origine della brutale offensiva militare, le istituzioni democratiche in Sri Lanka sono state indebolite, il potere è stato concentrato nelle mani del presidente e varie autorità civili sono state militarizzate. La società civile è vittima di intimidazioni e minacce, le leggi antiterrorismo vengono usate per arresti arbitrari e l'obbligo di rendiconto viene politicamente ostacolato.</p><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. In che modo la Svizzera si impegna a favore di un'inchiesta internazionale sui crimini compiuti in Sri Lanka?</p><p>2. La Svizzera ha adattato la propria pratica in materia di asilo nei confronti dello Sri Lanka sulla base delle dichiarazioni del Governo, ora destituito, che prometteva maggiore rispetto dei diritti umani. Alla luce dell'attuale situazione, l'Alta commissaria dell'ONU per i diritti umani raccomanda di rivedere tale pratica. La Svizzera terrà conto della situazione in loco, che sta peggiorando drasticamente, e fermerà le espulsioni verso lo Sri Lanka?</p><p>3. Quali conseguenze hanno le osservazioni dell'Alta commissaria dell'ONU sull'accordo in materia di migrazione concluso dalla Svizzera con lo Sri Lanka?</p><p>4. Quali conseguenze ha la situazione attuale in Sri Lanka per il nostro ufficio a Jaffna, visto che la Svizzera è uno dei pochi Paesi presenti nella regione settentrionale, a maggioranza tamil?</p><p>5. È prevista un'indagine interna per il sequestro della collaboratrice locale della nostra Ambasciata avvenuto nel novembre 2019? In che modo questo caso e le reazioni delle autorità dello Sri Lanka hanno inciso sulle attività della Svizzera nel Paese?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La Svizzera si impegna da anni a favore di un'inchiesta internazionale sui crimini commessi nello Sri Lanka. Nel 2015, per esempio, ha sostenuto l'inchiesta condotta dall'Alto Commissariato dell'ONU per i diritti umani sullo Sri Lanka (OHCHR Investigation on Sri Lanka, OISL) e tutte le pertinenti risoluzioni nel Consiglio dei diritti umani dell'ONU. Lo scorso mese di marzo ha sottoscritto insieme ad altri Paesi l'ultima risoluzione, che incarica l'Alto Commissariato per i diritti umani di raccogliere, analizzare e conservare prove di gravi violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario.</p><p>2. Il Consiglio federale segue con attenzione gli sviluppi della situazione nello Sri Lanka e si impegna a livello bilaterale e multilaterale a favore del rispetto dei diritti umani. La prassi della Segreteria di Stato della migrazione in materia di asilo viene costantemente adattata al contesto; tutte le domande d'asilo vengono esaminate individualmente. Pertanto, una sospensione generale dei rimpatri non sarebbe giustificata.</p><p>3. L'accordo in materia di migrazione disciplina questioni riguardanti l'identificazione e il rimpatrio di persone che devono o vogliono essere rimpatriate. Esso funge da base per la cooperazione sul piano operativo tra la Svizzera e lo Sri Lanka in materia di rimpatrio. La corretta applicazione dell'accordo, e in particolare anche il trattamento rispettoso delle persone rimpatriate sotto il profilo dei diritti umani, vengono verificati regolarmente nell'ambito degli incontri periodici tra esperti.</p><p>4. L'ufficio a Jaffna è attualmente chiuso. Tuttavia, visite regolari dell'Ambasciata nel Nord del Paese sono importanti non solo per poter valutare la situazione, ma anche per poter procedere a uno scambio con le autorità locali e sostenere i gruppi della società civile e i difensori dei diritti umani. I programmi vengono portati avanti.</p><p>5. Il DFAE ha trattato e analizzato questo episodio, adottando in seguito le opportune misure di sicurezza, soprattutto per proteggere il personale locale. Grazie alle attività diversificate svolte dalla Svizzera, la cooperazione con le autorità srilankesi si è di nuovo normalizzata, nonostante la pandemia di COVID-19. Attualmente la Svizzera conduce una serie di programmi per la riconciliazione e per il rispetto della diversità e dei diritti umani, e sostiene progetti nel campo della formazione professionale, della migrazione regionale della manodopera (Safe Labour Migration) e della lotta alla pandemia di coronavirus.</p>  Risposta del Consiglio federale.