<h2>SubmittedText<h2><p>Nonostante il tasso di disoccupazione tra i lavoratori anziani sia relativamente basso in confronto ad altre categorie di età, la situazione rimane difficile per i diretti interessati, ai quali vengono preferiti lavoratori più giovani. In vista dell'attuazione del nuovo articolo costituzionale, la domanda che dobbiamo porci per il mondo del lavoro è come risolvere, o per lo meno attenuare, il prevedibile deficit di manodopera ricorrendo a personale svizzero.</p><p>In tale contesto invito il Consiglio federale a rispondere ai seguenti interrogativi:</p><p>1. Fino ad oggi quali misure sono state adottate per sostenere l'integrazione nel mercato del lavoro dei lavoratori che stanno invecchiando?</p><p>2. Il Consiglio federale è in grado di quantificare il potenziale che si potrebbe conseguire mantenendo più a lungo le persone di età compresa tra i 50 e i 65 anni nel processo lavorativo?</p><p>3. Con quali incentivi supplementari si potrebbe motivare i lavoratori a rimanere nel processo lavorativo?</p><p>4. Con quali incentivi si potrebbe motivare i datori di lavoro a mantenere questi lavoratori nel processo lavorativo?</p><p>5. Qual è la posizione del Consiglio federale nei confronti di una migliore protezione dal licenziamento per i lavoratori più anziani?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. In linea di principio le persone anziane in cerca d'impiego possono contare sui provvedimenti inerenti al mercato del lavoro (PML) dell'assicurazione contro la disoccupazione. I PML più applicati a questa categoria sono gli assegni per il periodo d'introduzione, i sussidi per le spese di pendolare o di soggiornante settimanale, i corsi individuali e i programmi di occupazione temporanea. L'obiettivo principale è preservare l'idoneità al mercato del lavoro di queste persone e strutturare le loro giornate.</p><p>2. Nel 2011 con il rapporto intitolato "Fachkräfte für die Schweiz" l'allora Dipartimento federale dell'economia DFE (oggi Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca DEFR) ha lanciato la cosiddetta iniziativa sul personale qualificato. Secondo il rapporto, elaborato in collaborazione con la Conferenza dei direttori cantonali dell'economia pubblica (CDEP), nel 2009 il potenziale di occupati a tempo pieno tra le persone di età compresa tra 55 e 64 anni era di 420 000 unità. L'analisi include sia le persone non attive o parzialmente attive sia i disoccupati. Se si sfruttasse il 20 per cento di questo potenziale si potrebbero impiegare circa 84 000 lavoratori a tempo pieno.</p><p>3./4. Per motivare i lavoratori è essenziale garantire buone condizioni, ad esempio dedicando una maggiore attenzione alla salute sul posto di lavoro (assegnazione di compiti non gravosi), offrendo una maggiore flessibilità per quanto riguarda l'orario, l'ambiente e le mansioni e aumentando così la stima da parte dei datori di lavoro (in proposito si veda lo studio del 2012 dell'UFAS sul pensionamento nel contesto dell'evoluzione demografica "Altersrücktritt im Kontext der demografischen Entwicklung"). Creare queste condizioni spetta innanzitutto alle imprese ed è anche nel loro interesse.</p><p>Inoltre, nell'ambito della sicurezza sociale e della previdenza per la vecchiaia sono previsti incentivi economici per motivare i lavoratori a restare attivi fino all'età pensionabile e far sì che valga la pena continuare a lavorare anche oltre questa soglia. Nel contesto della riforma della previdenza per la vecchiaia 2020 verranno ottimizzate le basi legali in materia di AVS e previdenza professionale per l'occupazione dei lavoratori anziani oltre l'età pensionabile.</p><p>5. In caso di taglio dei posti di lavoro il rischio di licenziamento per i lavoratori anziani non è più alto rispetto ai giovani. Le attuali disposizioni di protezione dal licenziamento tutelano in maniera adeguata i rapporti di lavoro e la giurisprudenza riconosce l'obbligo di proteggere la personalità dei lavoratori anziani (DTF 132 III 115, sentenza 4A_558/2012 del 18 febbraio 2013). Pertanto, il licenziamento è abusivo se il datore di lavoro non tiene conto della particolare situazione di questa categoria. Il Consiglio federale ha proposto di aumentare fino a dodici mensilità l'indennità massima in caso di licenziamento abusivo o ingiustificato. La misura non è ancora stata adottata ma si sta lavorando in questa direzione. La legge non può ammettere un trattamento diversificato per i lavoratori anziani. Tuttavia, la giurisprudenza tiene conto dell'età avanzata dei lavoratori qualora l'importo dell'indennità di licenziamento sia stabilito puntando al ribasso. Per tali motivi il Consiglio federale non reputa necessario inasprire le disposizioni di protezione dal licenziamento per i lavoratori anziani.</p>  Risposta del Consiglio federale.