<h2>SubmittedText<h2><p>Tra le fonti di contaminazione dell'ambiente e degli organismi viventi da parte di interferenti endocrini (IE), i pesticidi sintetici rappresentano una categoria particolarmente preoccupante sia a causa della loro tossicità specifica sia per la loro diffusione su ampia scala e ricorrente. Lo studio europeo "Endocrine Disruptors: From Scientific Evidence to Human Health Protection" (2019) indica che il 35 per cento dei pesticidi sintetici autorizzati all'epoca danneggia la tiroide e il 33 per cento ha effetti tossici sullo sviluppo cerebrale. Il rapporto interdipartimentale dello stesso anno indica che i criteri provvisori dell'Unione europea sui quali si basava la valutazione degli effetti degli IE sia per i prodotti biocidi sia per quelli fitosanitari non erano stati definiti su basi scientifiche e che l'elaborazione di nuovi criteri ha richiesto molto più tempo del previsto. Nella sua risposta alle domande 21.7462 e 21.7607 il Consiglio federale indica che nell'ambito del riesame dei pesticidi sintetici l'UE nel 2019 ha adottato nuovi criteri specifici per gli effetti endocrini.</p><p>Pertanto invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande.</p><p>1. Quali sono questi nuovi criteri specifici per gli effetti endocrini adottati dall'UE dal 2019?</p><p>2. Per quali principi attivi è già in corso il riesame? In quale anno l'UE avrà portato a termine il riesame di tutti i principi attivi secondo questi nuovi criteri?</p><p>3. A partire da quando la Svizzera adotterà questi nuovi criteri?</p><p>4. Quali effetti degli IE sono presi in considerazione? A partire da quale dose di esposizione? Sono presi in considerazione i metaboliti valutati "non pertinenti"?</p><p>5. Come è esaminato l'impatto specifico sul feto?</p><p>6. Come è valutato l'impatto sulla fertilità (qualità dello sperma, iperfemminizzazione (sindrome da eccesso di aromatasi), malformazioni congenite dell'apparato riproduttivo, ecc.)?</p><p>7. Come è valutato l'impatto sullo sviluppo cognitivo?</p><p>8. Come è valutato l'impatto sulla tiroide (regolazione della crescita e regolazione energetica del metabolismo) e sul pancreas (regolazione del metabolismo degli zuccheri)?</p><p>9. Come è valutato l'impatto sulla biodiversità?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. I nuovi criteri scientifici adottati dall'UE nel settembre 2017 per i prodotti biocidi e nell'aprile 2018 per quelli fitosanitari si basano sulla definizione enunciata dall'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), secondo la quale un interferente endocrino è una sostanza che altera le funzioni del sistema endocrino e di conseguenza causa effetti nocivi sulla salute di un organismo, dei suoi discendenti o delle sue popolazioni. Tali criteri sono stabiliti nell'allegato II numero 3.6.5 del regolamento (CE) n. 1107/2009 per i prodotti fitosanitari e nel regolamento (UE) 2017/2100 per quelli biocidi.</p><p>2. Dopo l'introduzione dei nuovi criteri, l'UE ha rinnovato l'autorizzazione di 4 principi attivi di prodotti fitosanitari. I principi attivi sono ammessi per una durata massima di 15 anni e al termine di questo periodo sono oggetto di un riesame. Da notare che tutti i principi attivi di prodotti fitosanitari sono già stati valutati sulla base della vecchia definizione di interferenti endocrini. Per la valutazione dei biocidi i nuovi criteri sono applicabili da giugno 2018. I principi attivi biocidi sono ammessi per una durata massima di 10 anni. Per quelli autorizzati prima di giugno 2018, la valutazione ai fini della proroga deve essere effettuata in base ai nuovi criteri.</p><p>3. La Svizzera ha adottato i nuovi criteri con la revisione del 31 gennaio 2018 dell'ordinanza sui biocidi (RS 813.12) e con la revisione del 31 ottobre 2018 dell'ordinanza sui prodotti fitosanitari (RS 916.161).</p><p>4. L'identificazione di un principio attivo con effetti interferenti endocrini tiene conto di tutti i dati scientifici pertinenti disponibili. La valutazione si basa sul documento di orientamento relativo all'identificazione delle sostanze contenute nei pesticidi che presentano proprietà che potrebbero interferire con il sistema endocrino pubblicato dall'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) e dall'Agenzia europea delle sostanze chimiche (ECHA) il 5 giugno 2018. Per quanto concerne i metaboliti, la valutazione circa la loro importanza tossicologica avviene caso per caso.</p><p>5 e 6. La valutazione degli effetti interferenti endocrini si basa sui risultati degli studi su animali relativi alla tossicità a dosi ripetute e alla tossicità per la riproduzione e lo sviluppo (impatto sulla fertilità, malformazioni congenite dell'apparato riproduttore, effetti sul feto). Nell'ambito della valutazione degli effetti interferenti endocrini si esaminano altresì le interferenze sugli estrogeni, sugli androgeni, sulla tiroide e sulla steroidogenesi (EATS).</p><p>7. L'impatto sullo sviluppo cognitivo è valutato secondo le linee guida dell'OCSE n. 426 se esistono indicazioni di neurotossicità. Gli esperimenti sui topi forniscono informazioni sugli effetti dell'esposizione ripetuta a una sostanza durante lo sviluppo intrauterino e la fase postnatale precoce. La valutazione comprende osservazioni per individuare anomalie neurologiche e comportamentali nonché neuropatologie durante lo sviluppo postnatale e l'età adulta.</p><p>8. Gli effetti endocrini sulla ghiandola tiroidea vengono studiati durante lo sviluppo puberale delle funzioni tiroidee in topi maschi e femmine. L'impatto sul pancreas è esaminato nell'ambito di studi su animali sulla tossicità a dosi ripetute.</p><p>9. I possibili effetti degli interferenti endocrini sugli organismi non bersaglio vengono valutati sulla base di dati scientifici concernenti mammiferi, uccelli, pesci o anfibi. I criteri di valutazione sono descritti nel regolamento (UE) 2018/605.</p>  Risposta del Consiglio federale.