<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale ritiene che la libertà artistica sia molto importante. Quando i servizi della Confederazione sostengono progetti culturali all'estero, lo fanno sistematicamente con il consenso dell'artista e non intervengono sul contenuto dell'opera. </p><p>2. Le principali fonti di finanziamento per i progetti culturali delle rappresentanze svizzere all'estero sono la fondazione Pro Helvetia (PH), il Centro di competenza per la politica estera culturale del DFAE e gli sponsor privati. Per quel che riguarda i due primi enti, le rappresentanze devono presentare loro i progetti per ricevere i finanziamenti. Per quel che riguarda gli sponsor, la rappresentanza è la sola responsabile. La DSC, dal canto suo, finanzia le attività delle rappresentanze svizzere che sostengono gli artisti locali.</p><p>3. Come riporta l'ordinanza del 29 marzo 2000 sull'organizzazione del Dipartimento federale degli affari esteri, una delle mansioni del DFAE è garantire l'efficacia, la qualità e la coerenza del lavoro delle nostre rappresentanze all'estero. Nel settore della cultura, la Direzione politica del DFAE ha ritenuto necessario razionalizzare le attività culturali all'interno della rete di ambasciate. A questo scopo ha incaricato nel 2004 la Divisione politica III (DP III) di migliorare la professionalità e la coerenza del lavoro culturale delle nostre rappresentanze. Perciò, a febbraio 2004 è stata decisa una ristrutturazione interna in seguito alla quale la Sezione cultura e UNESCO è stata sostituita con il Centro di competenze per la politica estera culturale. Il Centro, la cui istituzione non ha creato nuovi posti di lavoro, ha messo a punto meccanismi di gestione che permettono alle rappresentanze di soddisfare gli obiettivi culturali con maggiore efficacia. Inoltre, il Centro fornisce loro un piccolo budget con il quale garantire il finanziamento di base per i progetti culturali. </p><p>Oltre la ristrutturazione interna citata, il DFAE e il DFI hanno ritenuto necessario trovare soluzioni pragmatiche per i vari problemi di coordinamento per quel che riguarda le attività dei rispettivi servizi culturali attivi all'estero. Perciò, di recente è stato firmato un accordo tra la consigliera federale Calmy-Rey ed il consigliere federale Couchepin al fine di stabilire una chiara ripartizione dei compiti tra Pro Helvetia ed il Centro: per i progetti maggiori (al di sopra dei 10 000 franchi e con un'organizzazione complessa), le rappresentanze si rivolgono con un mandato a Pro Helvetia, interlocutore privilegiato, che è responsabile del lato operativo, cultuale e finanziario di questi progetti. Se necessario, le rappresentanze svizzere sostengono Pro Helvetia nella realizzazione dei progetti. Per quel che riguarda i progetti minori (al di sotto dei 10 000 franchi e con un'organizzazione semplice), le rappresentanze svizzere si rivolgono al Centro che, se necessario, può trasmetterli a Pro Helvetia. Gli elementi sostanziali di questo accordo saranno ripresi d'altronde nel progetto di legge sulla promozione della cultura.</p><p>4. L'ordinanza del 29 marzo 2000 sull'organizzazione del Dipartimento federale degli affari esteri permette in particolare al DFAE di dare istruzioni specifiche alle rappresentanze svizzere all'estero (art. 7 cpv. 2 lett. a). La lettera del 22 dicembre 2004 alle rappresentanze è stata concepita proprio per fornire alle rappresentanze un'istruzione interna che permetta di garantire un lavoro culturale efficace e coerente in seno alle rappresentanze. Queste istruzioni saranno adattate in funzione dell'accordo di cui sopra.</p><p>5. La Direzione politica del DFAE, di cui fa parte il Centro di competenza, finanzia le attività culturali delle rappresentanze svizzere da più di vent'anni. Questo sostegno è stato sempre fornito in collaborazione con l'Ufficio federale della cultura e Pro Helvetia.</p><p>Dotato di un budget annuo di 1,5 milioni, il Centro di competenza non intende fare concorrenza agli altri organi federali della cultura, ma garantire un lavoro culturale coerente, efficace e di qualità delle rappresentanze svizzere all'estero. Il budget del Centro garantisce un aiuto finanziario a progetti di piccoli dimensioni che permettono alle rappresentanze di fornire il proprio contributo fondamentale in maniera autonoma. Oltre a sostenere i piccoli progetti delle rappresentanze, il Centro adempie altri compiti, in particolare in seno all'UNESCO ed alla Francofonia. A tal fine, la Segreteria della Commissione svizzera per l'UNESCO è integrata al Centro di competenza.</p><p>6. Conformemente alla legge federale del 19 marzo 1976 sulla cooperazione allo sviluppo e sull'aiuto umanitario internazionali (RS 974.0), all'ordinanza del 12 dicembre 1977 sulla cooperazione allo sviluppo e sull'aiuto umanitario internazionali (RS 974.01) ed al messaggio sulla continuazione della cooperazione tecnica e dell'aiuto finanziario a favore dei Paesi in sviluppo (FF 2003 4001), il mandato della DSC prevede la cura degli scambi culturali tra Nord e Sud in Svizzera. In base a tale mandato, la DSC promuove unicamente il lavoro degli operatori della cultura dei Paesi partner del Sud e dell'Est, fatto che la distingue da altri operatori federali che sostengono la cultura svizzera.</p><p>Per quel che riguarda le interrogazioni Eggly e Dupraz, la risposta proposta dal Consiglio federale all'interrogazione Dupraz resta attuale. L'interrogazione Eggly, invece, è stata ritirata dopo la risposta data all'interrogazione Dupraz.</p><p>7. Le attività della DSC si limitano alla diffusione della cultura dei Paesi partner. Grazie al sostegno della DSC, gli operatori del Sud possono ad esempio partecipare al Festival del film di Locarno. Queste persone hanno dunque a disposizione una piattaforma sulla quale presentare le opere d'arte ad un pubblico internazionale. Le misure della DSC di promozione culturale sono coordinate con quelle di altri operatori federali (UFC, DFAE, Pro Helvetia, Presenza svizzera). Non vi sono doppioni né concorrenza.</p>  Risposta del Consiglio federale.