<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di rendere accessibile a tutti la previdenza vincolata del pilastro 3a, indipendentemente dalla situazione reddituale.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Contrariamente all'AVS, l'assicurazione universale per la vecchiaia e per i superstiti, il secondo pilastro e il pilastro 3a sono assicurazioni che presuppongono per principio l'esercizio di un'attività lucrativa. Possono dunque assicurarsi nel pilastro 3a soltanto le persone che esercitano un'attività lucrativa e sono affiliate all'AVS. I redditi sostitutivi quali le indennità giornaliere dell'assicurazione contro la disoccupazione (AD) sono equiparati a un reddito dell'attività lucrativa. </p><p>Il Consiglio federale e il Parlamento hanno già esaminato e respinto a più riprese la possibilità di un'assicurazione per le persone senza attività lucrativa nel pilastro 3a, ad esempio nel quadro della mozione Markwalder 11.3983, "Apertura del pilastro 3a alle persone senza attività lucrativa" e dell'iniziativa parlamentare Nabholz 96.412, "Apertura del pilastro 3a ai gruppi di persone che non esercitano un'attività lucrativa". Il Consiglio federale continua a ritenere giusta questa posizione, poiché soltanto riservando la previdenza individuale fiscalmente agevolata (e quindi indirettamente sussidiata dallo Stato) ai soli lavoratori è possibile preservare l'incentivo all'esercizio di un'attività lucrativa. La soppressione di questo incentivo sarebbe economicamente insensata, tanto più in considerazione dell'attuale contesto caratterizzato da una carenza di personale qualificato e da una struttura sfavorevole della piramide delle età. Chi non ha necessità di lavorare, per esempio chi vive di rendita, può palesemente provvedere in altro modo alla propria previdenza. Queste persone possono vivere del loro patrimonio oppure ricorrere al risparmio non agevolato fiscalmente (pilastro 3b). Di regola, grazie alla loro formazione, gli studenti esercitano successivamente un'attività lucrativa ben remunerata e possono così costituire un buon capitale previdenziale, talvolta anche superiore alla media. L'attività lucrativa delle persone che collaborano nell'azienda del coniuge o del partner registrato andrebbe remunerata e dichiarata alle assicurazioni sociali, affinché queste persone acquisiscano il diritto alle prestazioni assicurative. </p><p>Nel 2015 soltanto il 63,9 per cento della popolazione attiva ha versato contributi al pilastro 3a. Generalmente sono proprio le persone delle fasce di reddito più basse a non potersi permettere un pilastro 3a per motivi finanziari. Più il livello di formazione, e quindi anche quello di reddito, è elevato maggiore è la probabilità che vengano effettuati versamenti al pilastro 3a (v. UST, Rilevazione sulle forze di lavoro in Svizzera 2018, www.bfs.admin.ch/bfs/de/home/aktuell/neue-veroeffentlichungen.assetdetail.8167606.html; https://www.bfs.admin.ch/bfs/de/home/aktuell/neue-veroeffentlichungen.assetdetail.8167622.html; d/f). A beneficiare dell'auspicata apertura del pilastro 3a alle persone senza attività lucrativa sarebbero pertanto soprattutto persone che effettuerebbero versamenti in primo luogo a scopo di ottimizzazione fiscale, il che comporterebbe notevoli perdite fiscali.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.