<h2>SubmittedText<h2><p>Il 25 luglio 2006, si è verificato un corto circuito in un sezionatore esterno della centrale nucleare di Forsmark. Esso ha provocato un arresto rapido (scram) e una "complessa cascata di eventi inattesi" (Swissnuclear). Due dei quattro generatori diesel d'emergenza non sono entrati in funzione (50 per cento). Nella sala di controllo sono andati fuori uso diversi indicatori, il livello dell'acqua di raffreddamento del reattore è sceso di due metri. I dipendenti della centrale hanno dovuto riattivare il raffreddamento alla cieca. Solo dopo 20 minuti è stato possibile riavviare a mano, contravvenendo alle prescrizioni, i generatori d'emergenza.</p><p>Chiediamo quindi al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Secondo l'esperto di centrali nucleari Lars-Olov Höglund, l'avaria dei generatori d'emergenza è stata determinata da un'installazione inappropriata di convertitori, che non era stata notificata all'autorità di vigilanza. Nelle centrali nucleare svizzere sono state realizzate installazioni e montati pezzi di ricambio senza che ne sia stata data comunicazione alla DSN?</p><p>2. Il Consiglio federale condivide il parere del signor Höglund, Secondo cui le centrali nucleari in esercizio, per quanto riguarda la sicurezza, non sono al passo con l'attuale stato della tecnica e non lo potranno essere mai?</p><p>3. Il Consiglio federale condivide il parere del signor Höglund, secondo cui, per quanto riguarda la sicurezza, si investe troppo poco, il personale non è adeguatamente preparato e mancano le risorse finanziare per i necessari adeguamenti?</p><p>4. Quali conclusioni trae il Consiglio federale da quanto è avvenuto a Forsmark? Quali misure sono previste?</p><p>5. Vi sarà, come raccomandato dalla CSA, un riesame della prassi, sempre più in voga, di effettuare lavori di revisione di sistemi importanti durante la fase d'esercizio?</p><p>6. La società nazionale per l'esercizio della rete può garantire l'alimentazione delle centrali nucleari?</p><p>7. Come valuta l'affermazione del signor Höglund secondo cui, in caso di mancato avviamento dei due generatori d'emergenza rimanenti, l'Europa avrebbe subito una ricaduta radioattiva più grave di quella causata dall'incidente di Chernobil (1986)?</p><p>8. A Forsmark, dei sistemi di sicurezza che avrebbero dovuto essere indipendenti fra di loro non erano invece sufficientemente separati. In Svizzera questa indipendenza è sempre assicurata?</p><p>9. Quanto tempo passerebbe in Svizzera prima che la popolazione sia informata di un incidente di questo genere?</p><p>10. Il Consiglio federale è disposto a riesaminare la prevista abolizione della CSA (abrogazione dell'articolo 71 della LENu)?</p><p>11. Il Consiglio federale condivide l'opinione che il previsto trasferimento della DSN al terzo livello comporterebbe un indebolimento della sorveglianza?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'autorità svedese di sorveglianza nucleare SKI ha classificato l'incidente del 25 luglio 2006 alla centrale nucleare di Forsmark nella categoria 2 della scala internazionale INES che va da 1 a 7. Questi incidenti, provocati dal mancato funzionamento dei dispositivi di sicurezza, ma per i quali esistono sufficienti misure di prevenzione che permettono di correggere errori supplementari, sono piuttosto frequenti a livello mondiale. La divisione principale della sicurezza degli impianti nucleari (DSN) esamina sistematicamente questi episodi, in particolare allo scopo di trarne possibili conclusioni per la Svizzera.</p><p>Risposte alle singole domande:</p><p>1. Le modifiche a dispositivi classificati per la sicurezza necessitano del nullaosta della DSN. Altre modifiche devono essere notificate a quest'ultima (art. 40 cpv. 1 lett. a e art. 38 cpv. 2 lett. a OENu). Inoltre, nel quadro del rapporto periodico della DSN, devono essere resi noti i lavori di manutenzione eseguiti. In questo modo la DSN è informata di tutte le modifiche avvenute.</p><p>2. Lo stato delle conoscenze e della tecnica è soggetto ad un'evoluzione continua. Gli impianti più vecchi sono stati costruiti secondo i criteri allora vigenti e non possono quindi soddisfare completamente le esigenze poste agli impianti attuali. Tuttavia la LENu prevede un obbligo di riequipaggiamento per le centrali nucleari esistenti. L'esercente di una centrale nucleare deve riequipaggiare l'impianto nella misura richiesta dall'esperienza e dallo stato della tecnica di riequipaggiamento e prendere provvedimenti ulteriori sempreché contribuiscano a un'ulteriore riduzione del pericolo e siano adeguati (art. 22 cpv. 2 lett. g LENu). Le centrali nucleari svizzere attualmente in funzione sono conformi allo stato della tecnica di riequipaggiamento.</p><p>3. Gli esercenti degli impianti nucleari svizzeri hanno sempre ottemperato ai loro obblighi di riequipaggiamento e adempiuto i requisiti imposti dalla legge per quanto concerne l'impiego di un numero sufficiente di persone con comprovata competenza. Pertanto i necessari investimenti tanto nella sicurezza che nel personale vengono effettuati. Ogni anno, nel quadro del suo rapporto annuale, la DSN riporta le misure di riequipaggiamento adottate e lo svolgimento dell'esercizio degli impianti.</p><p>4. La DSN ha esaminato l'incidente di Forsmark e effettuato immediatamente tutti i necessari accertamenti per appurare se era necessario adottare provvedimenti immediati per le centrali nucleari svizzere. Le analisi hanno dato esito negativo, poiché i generatori di emergenza degli impianti svizzeri sono diversi da quelli svedesi e funzionano anche secondo una logica diversa. Dal punto di vista attuale, non è necessario adottare misure negli impianti nucleari svizzeri a seguito di quanto avvenuto in quello di Forsmark.</p><p>5. Finora la DSN ha autorizzato lavori di manutenzione di componenti essenziali per la sicurezza durante la fase di esercizio dell'impianto, dopo aver valutato ogni caso singolarmente e solo in caso di esito positivo dell'esame. Questa prassi si è rivelata valida. Attualmente la DSN sta preparando una direttiva che disciplina in modo generale i lavori di manutenzione durante l'esercizio degli impianti.</p><p>6. Le centrali nucleari svizzere dispongono di una propria alimentazione elettrica indipendente e non dipendono quindi dalla rete elettrica nazionale.</p><p>7. Le dichiarazioni del signor Höglund non trovano alcuna conferma nei rapporti stilati dall'autorità di sorveglianza svedese. Per tutta la durata dell'incidente il reattore è rimasto sicuro. Anche se tutti e quattro i gruppi elettrogeni di emergenza avessero smesso di funzionare, gli operatori avrebbero avuto ancora diverse possibilità per garantire l'evacuazione del calore dal reattore.</p><p>8. In Svizzera tutti i generatori diesel d'emergenza degli impianti nucleari dispongono di un proprio sistema di alimentazione a batteria in corrente continua per i dispositivi di comando. La loro autonomia è quindi garantita.</p><p>9. La DSN gestisce una propria organizzazione di emergenza e fa parte inoltre della rete di organizzazioni di emergenza operanti a livello nazionale. In caso di incidente, l'autorità competente informa la popolazione. Se in Svizzera si verificasse un evento come quello di Forsmark, entro due ore al massimo la DSN si metterebbe in contatto con gli organi responsabili (centrale nazionale d'allarme, Ufficio federale dell'energia, Ufficio federale della sanità pubblica, polizia cantonale). Nel giro di poche verrebbe diramato un comunicato stampa.</p><p>10./11. No. Per la motivazione rimandiamo al messaggio del 18 ottobre 2006 concernente la legge federale sull'Ispettorato federale della sicurezza nucleare.</p>  Risposta del Consiglio federale.