<h2>SubmittedText<h2><p>Il quattordicenne X è stato collocato in due istituti minorili. Dagli atti risulta che, pur essendo altrimenti descritto come un ragazzo gradevole, ha subito diversi avvicendamenti nelle sue persone di riferimento, si trovava a disagio a causa di gruppi troppo grandi negli istituti, non riusciva a ritagliarsi un suo spazio, era spesso aggressivo e provocava baruffe. </p><p>Non è affetto da dipendenze né ha mai commesso reati. Senza fornire ulteriori spiegazioni, l'istituto in cui X ha trascorso quattro anni non era più disposto a ospitarlo. La curatrice e il servizio per la gioventù hanno cercato una nuova soluzione tramite l'organizzazione privata che colloca minori Option Viva GmbH, la quale permette di accedere a famiglie affidatarie e ha presentato al competente Comune di Regensdorf l'offerta secondo cui quest'ultimo versa all'organizzazione 14 300 franchi al mese almeno fino alla maggiore età di X. L'organizzazione versa 8200 franchi di indennità al padre affidatario, che riceve 7000 franchi netti. A questi si aggiungono 600 franchi per il tempo libero e i vestiti di X. In assenza di informazioni più precise, è lecito supporre che il rimanente importo mensile resti a Option Viva GmbH. Stando alle informazioni fornite, l'organizzazione ha collocato circa dodici minori. </p><p>1. L'importo richiesto è giustificato e adeguato? </p><p>2. È escluso che si tratti di un'organizzazione a scopo di lucro?</p><p>3. Perché la collettività paga un emolumento permanente e non una tantum per il collocamento?</p><p>4. L'organizzazione giustifica l'emolumento permanente con l'assistenza e la sorveglianza continue delle famiglie affidatarie. Esiste una base legale per la delega di questi due compiti statali? </p><p>5. Quali provvedimenti ha adottato lo Stato per evitare eventuali abusi?</p><p>6. Organizzazioni di questo tipo sono presenti in tutte le regioni della Svizzera? </p><p>7. Chi le sorveglia? Sono tutte certificate? </p><p>Nel 2016 nel Cantone di Argovia alcune organizzazioni che collocano minori hanno intascato, in parte senza una corretta motivazione, quote pari rispettivamente al 41,2 e al 53,3 per cento delle indennità, quindi più di quanto ricevono le famiglie affidatarie. </p><p>8. Esiste un cartello tra questi offerenti?</p><p>9. In che modo lo Stato esclude connivenze lucrative tra gli operatori sociali statali e le organizzazioni di collocamento di minori?</p><p>10. Su scala nazionale, qual è la quota dell'importo mensile che resta alle suddette organizzazioni? </p><p>11. Come sono evolute negli ultimi dieci anni le quote destinate alle organizzazioni di collocamento e alle famiglie affidatarie?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>I collocamenti extrafamiliari di bambini e adolescenti si iscrivono nella parte del diritto civile dedicata alla protezione dei minori. L'ordinanza del 19 ottobre 1977 sull'accoglimento di minori a scopo di affiliazione (Ordinanza sull'affiliazione, OAMin; RS 211.222.338) disciplina l'accoglimento extrafamiliare di minori. Si tratta di un'ordinanza quadro della Confederazione che autorizza i Cantoni ad emanare, a tutela dei minori, disposizioni più severe di quelle dell'OAMin. Conformemente al principio del federalismo, l'esecuzione compete esclusivamente ai Cantoni. Spetta dunque a questi ultimi anche decidere se delegare compiti a terzi, quali fornitori esterni scegliere e chi si assume i corrispondenti costi. La Confederazione non dispone di alcuna competenza in materia. Per di più non si esprime in merito a singoli casi.</p><p>1. Soltanto la collettività incaricata dell'esecuzione può valutare se l'importo richiesto per il collocamento è giustificato e adeguato alla prestazione fornita.</p><p>2. Conformemente all'articolo 20a OAMin, i servizi nell'ambito del collocamento extrafamiliare di bambini e adolescenti possono essere offerti dietro compenso o a titolo gratuito. Il diritto civile federale non prevede limitazioni a organizzazioni non profit.</p><p>3. Le organizzazioni che collocano minori sono cosiddetti fornitori di servizi nell'ambito dell'accoglimento in famiglia. Di norma i loro servizi vanno oltre la mera mediazione di posti di collocamento. Un'indennità mensile può pertanto essere giustificata.</p><p>4. Secondo l'articolo 20a OAMin, i fornitori di servizi nell'ambito dell'accoglimento in famiglia possono, oltre a svolgere attività di mediazione per collocare minori presso famiglie affilianti, offrire anche altri servizi come seguire il rapporto di affiliazione sotto l'aspetto socio-pedagogico. L'elenco non è esaustivo.</p><p>5. La vigilanza prevista obbligatoriamente nell'OAMin (art. 20e OAMin) intende contrastare eventuali abusi, che possono peraltro essere sanzionati (art. 26 OAMin).</p><p>6. Secondo quanto indicato da Integras, l'associazione professionale per la pedagogia sociale e specializzata, nel 2016 in 17 Cantoni erano presenti organizzazioni che collocano minori.</p><p>7. Conformemente all'articolo 20a OAMin, i servizi offerti nell'ambito dell'accoglimento in famiglia devono essere notificati e vanno controllati dall'autorità cantonale competente nel luogo in cui ha sede o domicilio l'organizzazione (art. 2 cpv. 1 lett. b OAMin). I fornitori devono inoltre adempiere determinati compiti e doveri (p. es. controllare una volta all'anno l'estratto del casellario giudiziale delle persone incaricate di fornire le prestazioni). Secondo quanto indicato dalla Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali delle opere sociali (CDOS) si tratta dei Cantoni di Berna, Grigioni, Svitto, Soletta e Zugo. Il Cantone del Vallese, invece, ha autorizzato soltanto un'unica organizzazione.</p><p>8. Al Consiglio federale non risulta che le organizzazioni che collocano minori abbiano costituito un cartello. La Commissione della concorrenza (COMCO), responsabile della lotta contro i cartelli, non sta conducendo pertinenti inchieste.</p><p>9. Le "connivenze lucrative" vanno combattute nel quadro della vigilanza cantonale sul rapporto di lavoro e sulle organizzazioni che collocano minori. La corruzione è peraltro perseguita penalmente (art. 322ter segg. del Codice penale).</p><p>10./11. Dato che l'esecuzione compete ai Cantoni, il Consiglio federale non può fornire informazioni in proposito.</p>  Risposta del Consiglio federale.