<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Secondo l'articolo 55bis capoverso 4 della Costituzione federale, nella configurazione del panorama radiotelevisivo si deve tenere conto della situazione e del compito di altri mezzi di comunicazione sociale, soprattutto della stampa. Il Consiglio federale non è mai stato dell'avviso di promuovere il settore radiotelevisivo a scapito della stampa. Quest'ultima, al contrario, sta rafforzando la sua posizione nei confronti dei mass media elettronici. Dal punto di vista economico, ciò si riflette nelle condizioni più restrittive che si impongono al settore radiotelevisivo in campo pubblicitario. Con il rilascio di concessioni a nuove reti televisive, si vuole fare in modo che i fondi pubblicitari attualmente investiti in canali stranieri possano </p><p></p><p>riconfluire in Svizzera. Si vuole evitare in futuro che tali fondi convergano all'estero, senza un contributo redazionale svizzero in contropartita. Il Consiglio federale si impegna in primo luogo a favore di un settore radiotelevisivo in grado di tenere testa alla concorrenza estera.</p><p></p><p></p><p></p><p>Il nostro Collegio è tuttavia consapevole del conflitto di interessi che si viene a creare per il fatto che l'aumento del tempo dedicato alla pubblicità dalla televisione in Svizzera ne diminuisce il prezzo, con la conseguenza che gli annunci sulla stampa diventano in confronto meno convenienti. Questo risultato può tuttavia dare maggiore impulso alla concentrazione dei giornali. Il Consiglio federale intende ponderare bene le scelte da compiere in questo settore, alla luce del citato articolo 55bis capoverso 4 della Costituzione.</p><p></p><p></p><p></p><p>Anche lo scorso anno, la stampa è riuscita a confermare pienamente la sua posizione dominante sull'intero mercato pubblicitario. Gli introiti realizzati (calcolati in base al fatturato netto), pur essendo diminuiti dello 0,9% per portarsi a 2,445 miliardi di franchi, sono sempre più di sette volte superiori al volume pubblicitario televisivo. Stando a calcoli effettuati in base al fatturato lordo, nel 1997 i quotidiani hanno registrato addirittura un guadagno del 7%, nonostante la creazione di tre nuove finestre pubblicitarie (RTL2, Pro7 e Sat.1).</p>  Risposta del Consiglio federale.