<h2>SubmittedText<h2><p>Per migliorare l'interazione tra la produzione indigena e le importazioni, nonché orientare entrambe verso la sostenibilità, invito il Consiglio federale a esaminare in che modo, nel quadro dei contingenti esistenti e dei dazi vincolati, la protezione doganale sui beni agricoli può creare i presupposti per relazioni commerciali transfrontaliere che concorrano allo sviluppo ecologicamente sostenibile dell'agricoltura e della filiera alimentare.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel rapporto del 22 giugno 2022 sul futuro orientamento della politica agricola in adempimento dei postulati 20.3931 e 21.3015 il Consiglio federale ha affermato che le relazioni commerciali dovrebbero contribuire allo sviluppo sostenibile dell'agricoltura e della filiera alimentare. Nel quadro degli accordi bilaterali, ad esempio, vanno sancite disposizioni relative alla sostenibilità e per i prodotti particolarmente problematici da questo punto di vista va esaminata la possibilità di vincolare le concessioni tariffarie a standard di sostenibilità.</p><p>Con la trasmissione della mozione 22.4251 il Consiglio federale è stato incaricato di concretizzare la proposta concettuale contenuta nel summenzionato rapporto e di presentare un relativo messaggio al Parlamento al più tardi entro la fine del 2027 (politica agricola a partire dal 2030). Secondo questa mozione, nell'elaborazione del progetto deve essere preso in considerazione, tra l'altro, l'aspetto della riduzione dell'impronta ecologica dalla produzione agricola al consumo e in questo frangente occorre tener conto anche delle importazioni. Nell'ambito dei lavori preliminari concernenti la politica agricola a partire dal 2030 sono in corso lavori di elaborazione dei fondamenti che vanno in questa direzione e che tengono conto delle conoscenze acquisite in relazione alle misure di altri Stati e alle loro ripercussioni sulla Svizzera. Per il Consiglio federale non entra però in considerazione un aumento generalizzato della protezione doganale sui prodotti agricoli poiché il suo livello è già elevato. Nell'elaborazione di possibili misure il Consiglio federale si fonderà sul diritto commerciale internazionale vigente che, sostanzialmente, vieta il diverso trattamento di beni equivalenti. I requisiti da rispettare per le eccezioni a questo principio sono stringenti. In particolare occorre comprovare che le misure sono necessarie per il conseguimento dell'obiettivo politico perseguito e che non determinano né una discriminazione arbitraria o ingiustificata tra i Paesi con le stesse condizioni né una restrizione dissimulata al commercio mondiale. Poiché la richiesta del postulato viene già trattata nell'ambito di lavori in corso, il Consiglio federale propone di respingerlo.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.