<h2>SubmittedText<h2><p>Nella procedura di consultazione indetta il 25 gennaio 2023 in merito alla "Modifica della legge federale sulla protezione della popolazione e sulla protezione civile, della legge sul servizio civile e della legge militare" e nella prima parte del rapporto "Apporto di personale in seno all'esercito e alla protezione civile" (21.052) si parla di un effettivo regolamentare della protezione civile di 72 000 militi. Dal momento che questo numero non viene raggiunto, si intende adottare vari provvedimenti. La motivazione di questo effettivo regolamentare solleva però alcune domande.</p><p>1. Secondo il rapporto "Attuazione della strategia Protezione della popolazione e protezione civile 2015+", nel 2014 i coscritti al servizio di protezione civile erano 134 136, di cui solo 72 866 erano però stati incorporati come "militi attivi".</p><p>- Per quale motivo i Cantoni e le organizzazioni di protezione civile avevano incorporato i rimanenti 61 270 coscritti nella "riserva di personale non istruito" o li avevano prosciolti anzitempo nella "riserva di personale istruito"?</p><p>- Quanti erano i coscritti al servizio di protezione civile nel 2020? E quanti dopo l'entrata in vigore, il 1° gennaio 2021, della revisione totale della legge sulla protezione della popolazione e sulla protezione civile? </p><p>2. Nel succitato rapporto del 2014, si presupponeva che "la maggior parte dei Cantoni hanno già adeguato i loro effettivi della protezione civile in funzione dei pericoli potenziali, di modo che i circa 72 000 militi attivi della protezione civile corrispondono all'incirca ai bisogni attuali e futuri". </p><p>In altre parole si può quindi affermare che non è stata effettuata un'analisi approfondita dei reali pericoli, dei possibili scenari d'intervento e dei bisogni concreti delle singole organizzazioni di protezione civile e dei Cantoni? </p><p>3. Qual è l'effettivo regolamentare proposto dalle organizzazioni di protezione civile e dai Cantoni nell'ambito della consultazione? Quali sono le cifre e le motivazioni di ogni organizzazione di protezione civile e Cantone? </p><p>4. Come influisce sulla capacità di resistenza della protezione civile la possibilità di far prestare ai militi fino a 245 giorni di servizio? L'ipotesi di impiegare i militi fino a 245 giorni in caso d'evento o di un'altra emergenza è realistica?</p><p>5. La capacità di resistenza aumenta se i militi della protezione civile (di norma rapidamente impiegabili) vengono rimpiazzati, nella seconda fase di un intervento, da civilisti per svolgere compiti di assistenza e ripristino, cosa che è possibile da tempo anche senza modifiche di legge?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. In passato numerose organizzazioni comunali di protezione civile si sono fuse in organizzazioni regionali. Grazie alle sinergie e alla maggiore efficienza erano necessari meno coscritti. Inoltre, fino al 2013 il tasso di reclutamento superava il fabbisogno. I Cantoni disponevano pertanto di più coscritti di quelli necessari. Questi sono stati pertanto assegnati alle riserve cantonali di personale. Come esposto nel rapporto concernente l'apporto di personale in seno all'esercito e alla protezione civile (parte 1) del 30 giugno 2021 (pag. 31 e seg.), alla fine del 2020 l'effettivo regolamentare contava circa 76 000 militi della protezione civile. Nel 2021, dopo i proscioglimenti conseguenti alla riduzione della durata del servizio obbligatorio, l'effettivo reale ammontava a circa 69 000 militi della protezione civile.</p><p>2. I Cantoni stabiliscono il loro effettivo regolamentare sulla base di criteri come l'analisi dei pericoli e dei rischi, il ventaglio e il profilo delle prestazioni e peculiarità cantonali come il numero di abitanti e la topografia. Nel quadro della Strategia della protezione della popolazione 2015+, il ventaglio delle prestazioni della protezione civile è stato aggiornato sulla base di scenari di catastrofe e d'emergenza tratti dal rapporto sui rischi 2012. Su questa base, i Cantoni hanno poi effettuato le loro analisi cantonali dei pericoli. Ne è risultato un effettivo regolamentare di 72 000 coscritti della protezione civile. Si tratta di un effettivo orientato alla gestione di catastrofi e situazioni d'emergenza. In caso di conflitto armato, sarebbe necessario un effettivo più cospicuo.</p><p>3. Il rapporto sull'apporto di personale del 2021 (parte 1) ha confermato l'effettivo regolamentare di 72 000 coscritti della protezione civile. Ai Cantoni non è stato chiesto di indicare gli effettivi regolamentari al momento della consultazione, poiché per l'applicazione della nuova LPPC saranno rilevanti gli effettivi regolamentari al momento dell'entrata in vigore della LPPC, che è prevista per l'inizio del 2026.</p><p>4. L'obbligo di prestare servizio di protezione civile è adempiuto una volta che si sono prestati complessivamente 245 giorni di servizio. Questo limite massimo è stato introdotto con la revisione totale della LPPC del 2021. L'obiettivo di questa normativa era l'equiparazione con l'esercito. Il limite massimo annuale per i servizi d'istruzione è di 66 giorni. In determinate circostanze, può essere superato per impieghi in caso di catastrofi e situazioni d'emergenza. Per non penalizzare troppo i datori di lavoro, durante la pandemia di Covid sono stati chiamati in servizio soprattutto volontari, disoccupati e studenti per gli impieghi di lunga durata. Una parte di questi militi della protezione civile ha assolto tutti i 245 giorni di servizio obbligatorio. Una ferma continuata per tutti i 245 giorni del servizio obbligatorio è però realistica solo in misura limitata. È più probabile che i militi assolvano i 245 giorni di servizio obbligatorio nell'ambito di lunghi impieghi in caso d'evento.</p><p>5. In caso di catastrofi e situazioni d'emergenza, la protezione civile è in grado di mobilitare in breve tempo unità specializzate per rinforzare le squadre di pronto intervento della polizia, dei pompieri e dei servizi sanitari. Con un secondo scaglione costituito dalla maggior parte del suo personale, essa garantisce la capacità di resistenza della protezione della popolazione. Entra in azione sotto la guida di quadri appositamente istruiti, in strutture e formazioni addestrate e con il materiale e la logistica corrispondenti. Il servizio civile non dispone invece dell'addestramento e delle strutture che gli consentirebbero di sostituire totalmente la protezione civile con interventi ad hoc. Può quindi contribuire solo limitatamente alla capacità di resistenza della protezione della popolazione. L'obiettivo della revisione della LPPC è migliorare questa situazione impiegando civilisti nelle organizzazioni di protezione civile in sottoeffettivo e attenuare a breve termine il problema dell'apporto di personale.</p>  Risposta del Consiglio federale.