<h2>SubmittedText<h2><p>I media si sono occupati diffusamente della controversia giuridica sulla fondazione artistica del dottor Gustav Rau. A tale proposito invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Com'è stato possibile che, nell'agosto 2001, il DFI abbia sottoscritto la convenzione che ha permesso all'entourage del dottor Gustav Rau di ritirare tutte le opere dal porto franco di Embrach-Embraport nonostante la controversia sulla proprietà della collezione (cfr. "Bilan")?</p><p>2. In che misura le pressioni diplomatiche esercitate dalla Germania sulla Vigilanza federale sulle fondazioni, come riferito dalla stampa, ha contribuito alla stipulazione di questa convenzione (cfr. "L'Hebdo")?</p><p>3. A quali azioni di responsabilità potrebbe ancora dover far fronte la Confederazione?</p><p>4. Quali misure sono adottate per rappresentare gli interessi delle fondazioni del dottor Rau nelle procedure in corso in Germania?</p><p>5. In che misura vi è stato o vi è un coordinamento con le autorità zurighesi coinvolte nella procedura?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Dopo la sentenza della competente pretura di Baden-Baden, che ha riconosciuto al fondatore la capacità di esercizio dei diritti civili, alla fine del 2000 non vi erano più le condizioni per interventi limitativi di carattere giuridico da parte della Vigilanza federale sulle fondazioni. Pertanto, nell'agosto 2001, nulla ostava alla conclusione dell'accordo che ha consentito al fondatore di trasferire in Germania la collezione d'arte, che, in base alle conoscenze di allora, era di sua esclusiva proprietà.</p><p>2. Come rilevato nel rapporto della Commissione della gestione del Consiglio degli Stati, sin dall'inizio dell'affare, nell'estete 1998, l'autorità di vigilanza ha subito notevoli pressioni da parte di diversi ambienti. Il caso ha fatto segnare una svolta inaspettata nell'autunno 2000, poiché da quel momento la Vigilanza federale sulle fondazioni ha dovuto riconoscere al fondatore la capacità di esercizio dei diritti civili. Tuttavia il fatto che il fondatore potesse disporre di nuovo liberamente della sua collezione d'arte e delle sue fondazioni non è stato il risultato di pressioni diplomatiche, ma della sentenza pronunciata il 20 settembre 2000 dalla competente pretura in Germania.</p><p>3. Sulla base dello stato degli atti v'è da ritenere che la Confederazione Svizzera non debba essere confrontata con ulteriori azioni di responsabilità.</p><p>4. L'accertamento dei rapporti di proprietà nella collezione d'arte del fondatore non incombe alla Vigilanza federale sulle fondazioni ma ai competenti tribunali civili. I consigli di fondazione sono attivamente coinvolti nelle procedure in corso in Germania e contestano le pretese avanzate dall'Unicef sull'eredità. Le considerazioni di altro tenore contenute nel rapporto della Commissione della gestione del Consiglio degli Stati sono state rettificate dalle fondazioni Rau nello scritto dell'11 aprile 2006 inviato alla segreteria della Commissione della gestione del Consiglio degli Stati.</p><p>5. Per ora un coordinamento con le autorità zurighesi non appare necessario e nemmeno è in previsione. Poiché la composizione del consiglio di fondazione è valida e neutrale e il Tribunale d'appello del cantone di Zurigo ha revocato il 24 marzo 2006 tutte le curatele, le questioni essenziali concernenti il diritto di sorveglianza sono chiarite.</p>  Risposta del Consiglio federale.