<h2>SubmittedText<h2><p>Visto l'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale, il cantone di Zurigo presenta la seguente iniziativa:</p><p>Il cantone di Zurigo chiede un riorientamento completo del diritto di ricorso delle associazioni secondo gli articoli 55 della legge sulla protezione dell'ambiente (LPAmb) e 12 della legge sulla protezione della natura e del paesaggio (LPN).</p><p>La natura di tale riorientamento dipenderà dalla risposta data alle seguenti questioni di politica statuale:</p><p>1. Come può la politica provvedere affinché il progresso ecologico sia davvero conforme all'obiettivo (non ogni rinuncia imposta a un posto di parcheggio è un progresso ecologico; non ogni valore soglia conformemente all'esame di impatto sull'ambiente (EIA) è un indicatore del carico ambientale)?</p><p>2. Come può essere appianato il conflitto latente tra l'esigenza di uno sfruttamento più denso - anche in zone con un carico ambientale preesistente - e la protezione del paesaggio (separazione tra zona edificabile e zona non edificabile)?</p><p>3. Come si può concentrare l'attenzione, oltre che sull'ambiente, anche sulle ripercussioni sociali ed economiche di una pianificazione o di un progetto e quindi essere conseguita una maggiore integrazione in un programma di sviluppo sostenibile elaborato ad un livello superiore?</p><p>4. Come far fronte al conflitto tra le istituzioni democratiche nel nostro Paese e il diritto di ricorso di singole associazioni?</p><p>In base a quanto precede, gli articoli 55 della LPAmb e 12 della LPN devono essere modificati in modo che:</p><p>1. Le procedure siano ottimizzate e accelerate:</p><p>- mediante termini più brevi, anche nella procedura relativa ai rimedi giuridici. In merito, la durata totale della procedura (anche il tempo richiesto per la decisione) deve essere abbreviata.</p><p>2. La partecipazione ai costi sia ridisciplinata:</p><p>- mediante la partecipazione basilare delle associazioni ai costi di procedura e l'assegnazione di indennità per le parti alla controparte;</p><p>-mediante il divieto di pagamenti diretti e pagamenti compensativi all'associazione ricorrente nonché con misure penalizzanti a favore dell'organizzazione ricorrente anche al di fuori di procedure già pendenti.</p><p>3. Vi sia una maggiore trasparenza:</p><p>- mediante una resa dei conti annua pubblica sull'uso del diritto di opposizione e di ricorso;</p><p>- rendendo pubbliche ogni anno le modalità di formazione delle opinioni sul piano interno nell'ambito dell'esercizio del diritto di ricorso, anche per quanto concerne gli aspetti finanziari dei ricorsi interposti dall'associazione.</p><p>4. Siano previste sanzioni:</p><p>- mediante l'abilitazione di un'autorità designanda ad escludere una determinata organizzazione dal diritto di ricorso delle associazioni in base al suo comportamento.</p><p>5. Siano limitati i campi di applicazione dell'EIA:</p><p>-mediante la prova da parte dell'organizzazione ricorrente che l'ambiente e la natura nel caso concreto sono talmente colpiti che il rispetto della legislazione può essere garantito soltanto con provvedimenti specifici;</p><p>- mediante la verifica e la modifica verso l'alto dei valori soglia per l'EIA.</p><p>6. Sia risolta la contraddizione per cui solo singole associazioni sono abilitate a ricorrere allorché il nostro Paese è retto da istituzioni democratiche:</p><p>- mediante l'esclusione del ricorso delle associazioni nel caso di progetti e di pianificazioni qualora vi siano decisioni del popolo e del Parlamento passate in giudicato.</p>