<h2>SubmittedText<h2><p>1. In che misura il capo del DDPS ritiene di essere corresponsabile del fatto che presso una parte degli ambienti politici e della popolazione si costata un'insufficiente comprensione dei pericoli incombenti e delle risposte necessarie per farvi fronte?</p><p>2. Chi, se non il capo del DDPS prima di chiunque altro, ha il compito di rendere attenti la popolazione, l'esercito e la protezione della popolazione all'attuale situazione in materia di minacce, facendo il possibile affinché le necessarie misure di protezione non appaiano assurde, bensì, per l'appunto, "necessarie"?</p><p>3. Il Consiglio federale condivide l'opinione che nel contesto sopra descritto ha svolto un ruolo, oltre alla carente informazione sulle minacce rilevanti per la Svizzera, anche il fatto che, a causa della discutibile concretizzazione del progetto di forze armate Esercito XXI voluto dal centro-sinistra, ben un terzo del Parlamento - costituito dai deputati conservatori e rappresentato dall'UDC - non è più in grado di appoggiare le risposte del Consiglio federale alle attuali minacce nella stessa misura in cui a lungo gli è stato possibile (in circostanze diverse) sino alla fine degli anni Novanta, all'epoca della stretta collaborazione tra i partiti borghesi?</p><p>4. Quali sono i motivi per cui il capo del DDPS, nonostante un considerevole dispositivo di comunicazione, non è mai stato in grado, durante tutto il periodo della sua attività governativa, di spiegare ai propri militari che cosa sono effettivamente chiamati a difendere e di rendere il popolo attento ai (nuovi) pericoli?</p><p>5. Questa gravissima omissione del capo del DDPS a livello di informazione è in qualche modo in relazione con il fatto che Esercito XXI - definito "moderno", "flessibile", "ben equipaggiato" e "meglio istruito" - non corrisponde oggi in nessun modo alle promesse fatte dal capo del DDPS nel 2003 alla vigilia della votazione popolare su Esercito XXI?</p><p>6. Che cosa ha indotto il capo del DDPS a esigere davanti ai propri dipendenti - in occasione di una relazione tenuta nello stile di un comandante di polizia convinto di essere un "grande saggio" e con i modi di un parlamentare preoccupato - "un sistema integrato di condotta globale e funzionante"? Tale richiesta lascia perplessi se si considera che nell'esercizio della propria funzione governativa egli stesso avrebbe potuto pianificare e imporre il sistema da egli ora auspicato.</p><p>7. Il capo del DDPS ha alluso a misure "che in fondo sarebbero state necessarie da tempo". A quali misure si riferiva esattamente?</p><p>8. Per quanto tempo ancora il capo del DDPS intende interpretare il ruolo di "osservatore interessato" o, a seconda delle circostanze, di "parlamentare richiedente"? Questo suo atteggiamento lascia perplessi se si considera che egli stesso è il massimo responsabile del fatto che oggi Esercito XXI non è in grado di proteggere la popolazione e le infrastrutture in caso di eventi improvvisi di notevoli dimensioni e di portata interregionale.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2./4. La Costituzione federale incarica il Consiglio federale di adottare le misure necessarie per la salvaguardia della sicurezza esterna e interna del nostro Paese. Tale mandato costituzionale comprende anche l'informazione trasparente della popolazione in merito a possibili minacce e pericoli. Il Consiglio federale segue intensamente la situazione internazionale in materia di sicurezza e si sforza costantemente di sensibilizzare l'opinione pubblica e gli ambienti politici in merito agli sviluppi importanti.</p><p>Tuttavia, l'attuale gamma di minacce e pericoli dai contorni meno nitidi rispetto al passato pone di fronte a grandi sfide non soltanto i diversi strumenti della politica di sicurezza del nostro Paese, ma rende anche più difficoltoso comunicare alla nostra popolazione una percezione realistica di potenziali minacce e pericoli moderni. Quando informano l'opinione pubblica, i membri del Consiglio federale devono muoversi in un contesto caratterizzato da tensioni tra posizioni, spesso condizionate ideologicamente, che spaziano da una percezione esagerata dei problemi a una percezione difficoltosa, se non addirittura superficiale. Tuttavia, ciò non vale soltanto per il settore della sicurezza, ma anche per altri ambiti della politica, quali per esempio la politica sanitaria, la politica formativa e la politica sociale.</p><p>Il Consiglio federale è però convinto della necessità di una discussione aperta e vivace, ma condotta in modo razionale, riguardo alle minacce e ai pericoli per il nostro Paese. Dalla rielaborazione del rapporto sulla politica di sicurezza 2000 decisa il 2 luglio 2008, il Consiglio federale si aspetta nuovamente un dibattito approfondito e obiettivo sulla politica di sicurezza.</p><p>3./5./8. Negli ultimi venti anni il nostro esercito - condizionato dal mutamento della situazione determinato dalla fine della guerra fredda - ha vissuto un cambiamento sinora mai verificatosi nella storia del nostro Stato federale. In considerazione di tale fatto e tenuto conto delle restrittive condizioni quadro finanziarie, il Consiglio federale non si è mai aspettato che la concretizzazione del concetto relativo a Esercito XXI sarebbe avvenuta senza difficoltà da un giorno all'altro. Considerate le difficoltà risultanti dalle condizioni quadro, il Consiglio federale giudica la concretizzazione fondamentalmente riuscita.</p><p>Sulla base di Esercito XXI - concepito come "organizzazione in costante apprendimento" - il Consiglio federale e il Parlamento hanno assegnato all'esercito il compito di orientarsi maggiormente alle minacce e ai rischi più probabili (fase di sviluppo dell'esercito 2008-2011). L'esercito continua quindi a disporre di solide basi politiche, che anche in futuro saranno oggetto di verifiche regolari e riguardo alle quali, se necessario, saranno presentate al Parlamento proposte di adeguamento.</p><p>Negli ultimi anni i numerosi impieghi dell'esercito condotti con successo (per es. UEFA Euro 2008, WEF, aiuto in caso di catastrofe) hanno dimostrato, secondo il Consiglio federale, che l'esercito - contrariamente al parere dell'autore dell'interpellanza - è assolutamente in grado di fornire il proprio contributo alla sicurezza del nostro Paese.</p><p>6./7. In occasione del suo discorso al seminario dei quadri dell'Unione svizzera per la protezione civile, il capo del DDPS si è espresso principalmente in merito allo stato attuale e alle future sfide della protezione della popolazione. Al riguardo, egli ha inoltre sottolineato la necessità di una condotta integrata globale, così come è stata ad esempio realizzata nell'ambito dell'UEFA Euro 2008. Negli ultimi anni, grazie all'elaborazione di pianificazioni preventive e alle esercitazioni, si sono registrati dei miglioramenti. In occasione dell'UEFA Euro 2008, tra Confederazione e cantoni interessati sono quindi stati definiti in modo chiaro i compiti e le competenze e le responsabilità sono state assunte in maniera appropriata e orientata ai compiti.</p><p>Infine, il 21 maggio 2008 il Consiglio federale ha incaricato il capo del DDPS di assicurare globalmente il coordinamento nel settore della politica di sicurezza in collaborazione con gli organi interessati della Confederazione e dei cantoni. Il Consiglio federale è convinto che in tal modo si compiranno ulteriori progressi nella condotta in materia di politica di sicurezza del nostro Paese e rinvia, a tal proposito, alla sua risposta all'interpellanza Fiala 08.3254.</p>  Risposta del Consiglio federale.