<h2>SubmittedText<h2><p>Nonostante il popolo abbia respinto la legge sul CO2, il Consiglio federale intende sancire nella Costituzione l'obiettivo del saldo netto pari a zero in un controprogetto diretto all'"Iniziativa per i ghiacciai". Questo viene fatto senza calcolare i costi o verificare la fattibilità tecnica e le conseguenze sociali e per la competitività dell'industria svizzera. In questo contesto invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. A fine 2017 l'Akademie für Technikwissenschaften (Accademia delle scienze e dell'ingegneria, acatech), in Germania, ha concluso che l'obiettivo di riduzione del 90 per cento delle emissioni di CO2 necessita quasi del doppio dell'energia elettrica rispetto a quella prodotta oggi. Quanta elettricità è necessaria, secondo il Consiglio federale, per raggiungere il saldo netto pari a zero nel 2050?</p><p>2. Una stima prudente mostra che, per la Germania, una riduzione del 90 per cento delle emissioni di CO2 genera un costo totale di 4100 miliardi di euro (Vahrenholt, Lüning: Unerwünschte Wahrheiten, 2020, pag. 283). In termini di superficie e popolazione, la Svizzera è circa dieci volte più piccola rispetto alla Germania. È sbagliato supporre che la Svizzera dovrebbe spendere circa 450 miliardi di franchi solo per realizzare una riduzione del 90 per cento delle emissioni? In caso contrario, per quale ragione?</p><p>3. Il 10 per cento rimanente è il più difficile e di gran lunga il più costoso da eliminare. Si tratta in particolare delle emissioni legate ai processi dei cementifici, dell'industria chimica e di quella farmaceutica e ad altri processi dell'industria delle materie prime. Quali sono i costi previsti dal Consiglio federale per eliminare l'ultimo 10 per cento di emissioni di CO2?</p><p>4. Secondo alcuni studi, la natura assorbe il 56 per cento delle emissioni di CO2 generate dall'uomo. Alla luce di ciò, perché la Svizzera vuole raggiungere il saldo netto delle emissioni pari a zero, quando basterebbe ridurle della metà?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Le Prospettive energetiche 2050+ sono state elaborate per conto dell'Ufficio federale dell'energia (UFE) e pubblicate nell'autunno 2020. Attraverso vari scenari, queste prospettive mostrano come la Svizzera può trasformare l'approvvigionamento energetico in linea con l'obiettivo del saldo netto pari a zero del Consiglio federale. Secondo tale scenario, entro il 2050 il fabbisogno di energia elettrica (consumo nazionale) aumenterà fino a 76 terawattora (TWh). Si tratta di circa 6 TWh in più rispetto allo scenario "Proseguimento della politica energetica attuale", che prolunga le misure e condizioni quadro attuali fino al 2050.</p><p>2. Secondo le Prospettive energetiche 2050+, il risanamento energetico, l'ammodernamento e la sostituzione di attuali infrastrutture energetiche, edifici, impianti, apparecchiature o veicoli richiederanno comunque investimenti per un importo di circa 1400 miliardi di franchi entro il 2050. Con l'obiettivo del saldo netto pari a zero entro il 2050, il fabbisogno d'investimento aumenta di 109 miliardi di franchi, o dell'otto per cento. Inoltre, il diffondersi della produzione di energia elettrica rinnovabile comporta costi aggiuntivi per il funzionamento e la manutenzione pari a 14 miliardi di franchi. Allo stesso tempo, però, 50 miliardi di franchi svizzeri possono essere risparmiati eliminando le importazioni di vettori energetici fossili. I costi cumulativi aggiuntivi dovrebbero dunque ammontare a circa 73 miliardi di franchi.</p><p>3. Il Consiglio federale parte dal presupposto che nel 2050 rimarranno circa 12 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti provenienti da gas serra difficilmente evitabili. Tali gas provengono dall'agricoltura, dall'incenerimento dei rifiuti urbani e dai processi industriali. Devono essere sequestrati negli impianti e stoccati in modo permanente e sicuro, o compensati con le cosiddette tecnologie a emissioni negative, che rimuovono permanentemente il CO2 dall'atmosfera. Si prevede che entro il 2050 i costi ammonteranno complessivamente a circa 13 miliardi di franchi svizzeri. Questo importo include i costi della cattura in Svizzera, il trasporto del CO2 catturato verso luoghi di stoccaggio sicuri, lo stoccaggio e l'uso di tecnologie a emissioni negative, sia in Svizzera che all'estero. Questi costi fanno parte del fabbisogno di investimento indicato nella domanda 2.</p><p>4. Secondo il rapporto speciale del Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC) sulla possibilità di limitare il riscaldamento globale a 1,5°C, in conformità con gli obiettivi dell'Accordo di Parigi, è indispensabile per ridurre a zero il saldo netto delle emissioni globali di CO2 entro la metà del secolo. I modelli climatici su cui si basa l'IPCC tengono conto del fatto che gli ecosistemi assorbono parte delle emissioni di CO2. L'obiettivo della Svizzera del saldo netto pari a zero si basa su questi principi scientifici. Il solo dimezzamento delle emissioni proposto dall'interpellante non è compatibile con questi principi.</p>  Risposta del Consiglio federale.