<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di sottoporre al Parlamento un disegno di legge che preveda lo stesso e unico importo giornaliero massimo dell'indennità in caso di maternità e di servizio militare (legge sulle indennità di perdita di guadagno [LIPG]; RS 834.1). Alle Camere andranno sottoposte due varianti:</p><p>la variante 1, che prevede un solo e unico importo giornaliero massimo con costi complessivi invariati;</p><p>la variante 2, che prevede l'allineamento dell'importo giornaliero massimo in caso di maternità a quello in caso di servizio militare.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel suo parere in risposta alla mozione Kiener Nellen 19.3373 "IPG. Indennità uguali per il servizio militare e la maternità" il Consiglio federale aveva già sottolineato che per l'indennità di maternità, come pure per le indennità di paternità, di assistenza e di adozione, valgono di norma gli stessi principi e regole previsti per l'indennità di base per chi presta servizio: l'indennità ammonta all'80 per cento del reddito conseguito immediatamente prima del verificarsi del rischio assicurato e l'importo massimo dell'indennità di base è attualmente di 196 franchi al giorno (220 franchi dal 1° gennaio 2023). Non vi è dunque alcuna disparità di trattamento a questo livello, né rispetto alle madri in congedo di maternità né rispetto agli altri genitori che beneficiano di un congedo remunerato tramite le indennità di perdita di guadagno (IPG).</p><p>L'importo massimo di 245 franchi (275 franchi dal 1° gennaio 2023) è previsto unicamente per le persone tenute a prestare servizio che hanno figli. In questi casi, infatti, all'indennità di base di 196 franchi al massimo (220 franchi dal 1° gennaio 2023) si aggiunge un assegno per i figli pari a 20 franchi al giorno (22 franchi dal 1° gennaio 2023) per figlio, ma soltanto fino all'importo dell'indennità totale massima di 245 franchi al giorno (275 franchi dal 1° gennaio 2023). L'assegno per i figli è stato introdotto con l'entrata in vigore della legge sulle indennità di perdita di guadagno (LIPG; RS 834.1) al fine di tenere conto dei figli a carico della persona tenuta a prestare servizio. In seguito all'introduzione degli assegni familiari, questa prestazione per i figli non è stata ripresa nell'ambito dei congedi di maternità, di paternità e di adozione né in quello del congedo per i genitori che assistono figli con gravi problemi di salute. Ad oggi vi sono anche altre differenze tra l'indennizzo previsto per le persone tenute a prestare servizio e quello degli altri beneficiari di IPG aventi diritto all'indennità minima e, a determinate condizioni, all'assegno per spese di custodia e all'assegno per le aziende, che vengono versati in aggiunta all'importo massimo di 245 franchi al giorno (275 franchi dal 1° gennaio 2023).</p><p>Per quanto concerne l'assegno per le aziende, è in elaborazione un progetto di revisione teso a estendere il diritto a questa prestazione anche alle madri, in adempimento delle mozioni Maury Pasquier 19.4270 e Marti Min Li 19.4110 "Assegni per l'azienda in caso di maternità per le lavoratrici indipendenti", accolte dal Parlamento e che incaricano il Consiglio federale di adeguare la LIPG. Come aveva già sottolineato nel parere in risposta alla mozione Bertschy 22.3778 "IPG. Importi giornalieri massimi uguali per il servizio militare e la maternità", l'Esecutivo riconosce che ci sono disparità di trattamento per quanto concerne le IPG ed è disposto a riesaminarle nel loro complesso, in particolare nell'ottica della parità di trattamento, e a proporre modifiche nell'ambito della summenzionata revisione.</p><p>Il Consiglio federale ritiene tuttavia che occorra respingere anche la presente mozione. Questa è infatti formulata in modo troppo restrittivo e non consente un esame preliminare e globale del regime delle IPG. Inoltre, non può essere rispettata la neutralità dei costi, dato che attualmente soltanto una minoranza delle persone tenute a prestare servizio beneficia degli assegni per i figli, mentre in caso di accoglimento della mozione questi dovrebbero essere versati sistematicamente ai genitori in caso di maternità, di paternità, di adozione e di assistenza a un figlio con gravi problemi di salute. Nel 2021 l'11 per cento delle persone tenute a prestare servizio aveva almeno un figlio, il che implica il versamento di assegni per i figli per circa 2 milioni di franchi, ovvero lo 0,1 per cento delle uscite totali delle IPG. Secondo la variante 1, se si estendesse il diritto alla prestazione anche alle madri, l'importo dell'assegno per i figli andrebbe fissato a 20 centesimi al giorno per figlio. Per quanto concerne la seconda variante, va rilevato che corrisponde in parte a quanto richiesto nella summenzionata mozione 19.3373, respinta l'8 giugno 2022 dal Consiglio degli Stati a causa dei costi che avrebbe generato (circa 250 milioni di franchi nel 2030 per la concessione dell'assegno per i figli alle madri in congedo di maternità e ulteriori 40 milioni di franchi nel caso in cui la prestazione fosse concessa anche ai beneficiari degli altri congedi).</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.