<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a modificare l'ordinanza sull'indicazione dei prezzi (OIP) in modo che:</p><p>1. l'OIP si applichi ai beni o servizi commerciali dichiarati "gratuiti", e che invece prevedono la raccolta dei dati personali;</p><p>2. se, nel quadro dei beni o servizi commerciali dichiarati "gratuiti", il fornitore effettua una raccolta dei dati personali, tale raccolta deve essere chiaramente indicata e rispettare le prescrizioni relative all'obbligo di indicare i prezzi e alla pubblicità (art. 7 e segg., 10 e segg., 13 e segg. OIP). In particolare, il fatto che vengano raccolti dati personali deve essere specificato con la stessa chiarezza con cui è precisato che il bene o il servizio è gratuito.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale ritiene legittima la richiesta formulata nella mozione, ossia l'obbligo del fornitore di beni o servizi definiti "gratuiti" di indicare chiaramente se è prevista la raccolta di dati personali come controprestazione. Tuttavia, l'ordinanza sull'indicazione dei prezzi (OIP) non è la base normativa giusta per tenere conto di tale richiesta.</p><p>L'OIP si basa sulla legge federale contro la concorrenza sleale (LCSl), che stabilisce l'obbligo di indicare i prezzi al consumatore. La LCSl non ammette l'indicazione fallace dei prezzi. Il senso e lo scopo dell'OIP, che attua la LCSl, è garantire una chiara indicazione dei prezzi onde consentire confronti ed evitare che l'acquirente sia indotto in errore. A monte del contratto di vendita per i beni e per determinati servizi l'OIP prescrive la chiara indicazione dei prezzi ai consumatori. Deve essere indicato il prezzo effettivamente da pagare in franchi svizzeri. Per quanto riguarda la pubblicità, l'OIP si applica solamente nei casi in cui vengono citati prezzi, categorie o limiti di prezzi in cifre. Ne consegue che la pubblicità senza indicazione di prezzi non rientra nel campo di applicazione dell'OIP.</p><p>La richiesta formulata nella mozione, ossia il fatto di informare riguardo alla raccolta di dati in caso di offerte "gratuite", non rientra quindi né nel campo di applicazione né nel settore normativo dell'OIP.</p><p>Per il suo contenuto, la richiesta espressa nella mozione trova invece posto nel campo della protezione dei dati. La legge federale sulla protezione dei dati (LPD) persegue la protezione della personalità e dei diritti fondamentali delle persone di cui vengono elaborati dei dati. Secondo la LPD i dati possono essere trattati soltanto per lo scopo indicato all'atto della loro raccolta, risultante dalle circostante o previsto da una legge. La raccolta di dati personali e in particolare le finalità del trattamento devono essere riconoscibili da parte della persona interessata. Per questi aspetti, la richiesta dell'autore della mozione è già parzialmente soddisfatta dalla legge sulla protezione dei dati esistente. Inoltre, per la raccolta di dati e profili personali particolarmente sensibili la LPD prevede l'obbligo di informare esplicitamente. Precisiamo inoltre che la LPD si trova in fase di revisione e, fra gli scopi perseguiti, vi è proprio un aumento della trasparenza nel trattamento dei dati. È quindi possibile che l'obbligo di informare venga esteso a tutti i tipi di raccolta di dati personali, indipendentemente dal fatto che si tratti o meno di dati particolarmente sensibili. Il Consiglio federale ritiene quindi, anche sulla base di quest'ultima considerazione, che l'OIP non debba subire modifiche.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.