<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a presentare i seguenti dati e informazioni, suddivisi per Paese (Germania, Francia, Italia, Austria) e stagione (inverno, estate).</p><p>1. A quanto ammontano le importazioni di energia elettrica provenienti dai quattro Paesi elencati attualmente e quali sono le previsioni tra 5, 10 e 20 anni? Come cambierà il saldo delle importazioni/esportazioni nei quattro Paesi in questo lasso di tempo?</p><p>2. Da quali altri Paesi viene importata energia elettrica e quali sono le tendenze del futuro?</p><p>3. A quanto ammontano le importazioni dei vari vettori energetici provenienti dai quattro Paesi menzionati attualmente e quali sono le previsioni tra 5, 10 e 20 anni?</p><p>4. Da quali Paesi provengono tali importazioni e quali sono le tendenze del futuro? Quali forme e vettori di energia sono importati attualmente e quali verranno importati in futuro?</p><p>5. Quali capacità di esportazione di elettricità hanno i quattro Paesi attualmente e quali sono le previsioni tra 5, 10 e 20 anni? A quanto ammonta la relativa quota di importazione su cui potrebbe contare la Svizzera? In futuro tali Paesi saranno in grado di esportare energia elettrica in Svizzera nei mesi invernali?</p><p>6. Qual è il mix di energia elettrica in questi Paesi attualmente e quali sono le previsioni tra 5, 10 e 20 anni? In questo contesto quale ruolo svolgeranno l'energia nucleare e i combustibili fossili?</p><p>7. Quali capacità di esportazione di vettori energetici hanno i quattro Paesi attualmente e quali sono le previsioni tra 5, 10 e 20 anni? A quanto ammonta la relativa quota di importazione su cui potrebbe contare la Svizzera?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Domande 1 e 2: nel 2021 il saldo delle importazioni/esportazioni ammontava a -7,5&nbsp;TWh in Austria, -42,8&nbsp;TWh in Italia, +44,9&nbsp;TWh in Francia e +18,6&nbsp;TWh in Germania (vedi tabella 5 della statistica elettrica svizzera dell'Ufficio federale dell'energia [UFE]). Per definizione, l'energia elettrica viene importata dai Paesi limitrofi. I Paesi europei sono interconnessi e i Paesi limitrofi a loro volta procedono a uno scambio di elettricità con gli Stati vicini. Per questo motivo il commercio di elettricità deve essere considerato nel suo insieme come sistema globale. I flussi fisici transfrontalieri di energia elettrica tra i Paesi possono essere visualizzati sulla piattaforma di trasparenza dell'associazione dei gestori delle reti di trasmissione di energia elettrica europei ENTSO-E (https://transparency.entsoe.eu) e dell'istituto Fraunhofer-Institut (www.energy-charts.info &gt; Import und Export). Secondo il regolamento (UE) 2018/1999, i Paesi limitrofi devono pubblicare i cosiddetti «National energy and climate plans (NCEP)». Questi piani indicano come i Paesi dell'UE intendono raggiungere gli obiettivi energetici e climatici dell'UE entro il 2030. I piani sono stati stilati per la prima volta nel 2019 per il periodo 2020-2030 e devono essere aggiornati regolarmente. Essi sono pubblicati sul sito web della Commissione europea (https://energy.ec.europa.eu &gt; Topics &gt; Energy strategy &gt; National energy and climate plans). Va osservato che i piani in questione sono ancora molto eterogenei e basati su obiettivi, scenari, modelli e raffigurazioni nazionali, situazione che rende difficile un confronto. Non è pertanto possibile esprimersi sui futuri saldi delle importazioni/esportazioni suddivisi per stagione (estate, inverno).</p><p>Domande 3 e 4: oltre all'energia elettrica, vanno menzionati in particolare il petrolio, il gas, il carbone e l'urano. Le attuali quantità sono pubblicate sul sito web di Eurostat (https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser &gt; Environment and energy&nbsp;&gt; Energy statistics - quantities&nbsp;&gt; Energy statistics - quantities, annual data). Nel caso dei vettori non trasportati in condotta, come ad esempio il carbone o il petrolio, è più facile diversificare il portafoglio delle importazioni e cambiare fornitore rispetto ai vettori che invece devono essere trasportati in condotta. Anche i contratti di fornitura a lungo termine rivestono un ruolo importante. Le forniture di gas avvengono in gran parte attraverso i gasdotti, soprattutto in Germania o Austria. L'Italia e la Francia, invece, dispongono di diversi terminal per il gas liquefatto che permettono una maggiore diversificazione. Con lo scoppio della guerra in Ucraina, i Paesi dell'UE hanno spinto molto per diversificare le fonti di importazione ed espandere la capacità dei terminal per il gas liquefatto. A lungo termine, anche l'idrogeno rivestirà un ruolo maggiore. Grazie alle strategie climatiche dei Paesi limitrofi, in futuro diminuirà la quota di vettori energetici fossili.</p><p>Domande 5 e 7: le analisi sul futuro sviluppo del sistema energetico si basano su diversi scenari. Nel settore dell'energia elettrica e del gas, vanno menzionati in particolare gli scenari dei piani decennali delle associazioni dei gestori delle reti di trasmissione di energia elettrica europei (ENTSO-E) e dei gestori dei sistemi di trasmissione del gas (ENTSO-G), che vengono aggiornati ogni due anni e hanno una copertura paneuropea. Anche gli studi condotti dall'UFE sulla sicurezza dell'approvvigionamento nel settore dell'energia elettrica si basano su tali scenari per le previsioni dell'evoluzione nei Paesi limitrofi. Gli studi sulla sicurezza dell'approvvigionamento hanno dimostrato che il consumo svizzero può essere coperto anche in caso di scenari estremi, a condizione che la Svizzera possa contare su sufficienti capacità di scambio.&nbsp;</p><p>Domanda 6: in considerazione della politica climatica, tutti i Paesi limitrofi si impegnano a potenziare maggiormente la produzione elettrica rinnovabile e, nel contempo, a ridurre quella fossile. Si segnalano in particolare i seguenti sviluppi: attualmente in Italia l'energia elettrica viene prodotta in primo luogo nelle centrali a gas, ma sempre più spesso a partire da fonti rinnovabili; le centrali a carbone rivestono un ruolo complementare. A medio termine, si prevede di cessare la produzione di energia elettrica generata dalla combustione del carbone. La Germania ha chiuso le ultime centrali nucleari nel 2023 e vuole abbandonare gradualmente il carbone entro il 2038. Per bilanciare in modo flessibile la produzione rinnovabile, si affida temporaneamente alle centrali a gas, che in seguito saranno alimentate a idrogeno. In Francia la tecnologia nucleare è la più importante per la produzione di elettricità. In numerose centrali nucleari sono in corso attualmente i controlli previsti ogni dieci anni, affinché esse possano rimanere in funzione altri dieci anni. La Francia esamina inoltre la possibilità di costruire nuove centrali nucleari. Il mix elettrico austriaco è simile a quello svizzero e si basa essenzialmente sull'energia idroelettrica, solo che in Austria non si produce energia nucleare. I dati esatti sull'attuale struttura produttiva sono indicati alla figura 5 della statistica elettrica dell'UFE.</p>