<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Ad 1:</p><p>Le misure americane sono il risultato della decisione del Presidente americano Bush di applicare, a partire dal 20 marzo, misure di salvaguardia su alcuni prodotti dell'acciaio, sotto forma di un incremento dei dazi all'importazione che possono raggiungere il 30% del valore dei beni importati (dazi ad valorem). La Svizzera e numerosi altri Paesi toccati da queste misure hanno tentato di trovare un soluzione al problema mediante consultazioni secondo le regole dell'OMC e interventi attraverso le rispettive ambasciate a Washington. Poiché la controversia non ha potuto essere risolta grazie a questi interventi, la Svizzera ha chiesto all'OMC, il 3 giugno scorso, l'istituzione di un apposito gruppo (panel) incaricato di esaminare la compatibilità delle misure americane con le regole OMC e in particolare con l'Accordo sulle misure di salvaguardia. L'organo dell'OMC preposto alla soluzione delle controversie è un'istanza multilaterale al quale gli Stati membri dell'OMC possono rivolgersi per far giudicare un contenzioso commerciale. Questa procedura costituisce uno strumento efficiente per evitare "guerre commerciali" anche se non è in grado di impedire l'adozione di misure unilaterali.</p><p>Ad avviso del Consiglio federale le misure americane non sono conformi alle regole dell'OMC e sono un segnale negativo al momento sbagliato soprattutto nell'ottica del nuovo round negoziale avviato a Doha nel novembre 2001. In effetti, insieme ai tessili, all'abbigliamento, alle calzature e ai prodotti agricoli, l'acciaio fa parte dei prodotti per i quali i Paesi in via di sviluppo, che sono invitati a partecipare in misura crescente al processo multilaterale, cercano di ottenere un migliore accesso al mercato dei paesi d'importazione.</p><p>Ad 2:</p><p>La Svizzera ritiene che l'applicazione di misure unilaterali non siano lo strumento adatto a risolvere una controversia commerciale in quanto in questo modo verrebbero ignorate le regole fissate a tale scopo dall'OMC.</p><p>Al fine di salvaguardare i suoi diritti e i suoi interessi commerciali, la Svizzera ha tuttavia trasmesso all'OMC, il 17 maggio 2002, l'elenco delle concessioni che essa intende revocare agli Stati Uniti nel caso in cui l'organo OMC preposto alla soluzione delle controversie dichiarasse le misure americane contrarie alle regole dell'organizzazione. La Svizzera si attiene così ai meccanismi multilaterali previsti.</p><p>Ad 3:</p><p>A seguito delle scadenze imposte dalla procedura dell'OMC per la risoluzione delle controversie e tenuto conto del fatto che, con tutta probabilità, gli Stati Uniti si appelleranno all'autorità di ricorso contro la decisione del panel, nel caso in cui quest'ultima fosse loro sfavorevole, la questione della conformità delle misure americane alle regole dell'OMC dovrebbe essere decisa entro un periodo di 18 mesi.</p><p>Considerate le strette relazioni commerciali con l'Unione europea, che è di gran lunga il più importante partner commerciale della Svizzera, il nostro Paese è molto più preoccupato per le misure provvisorie di salvaguardia adottate dall'UE. Come previsto dall'Accordo OMC sulle misure di salvaguardia, l'UE può applicare tali misure per un massimo di 200 giorni durante i quali procede ad un'inchiesta e decide se applicare misure definitive. Nell'aprile scorso, i problemi sorti in relazione all'obbligo di costituzione della garanzia imposto dall'UE hanno potuto essere ridotti grazie all'abolizione di tale obbligo fintanto che non viene utilizzato il 75% del volume iniziale del contingente. Per il momento, l'impatto di queste misure sull'economia svizzera è minimo. L'evoluzione futura dipenderà da eventuali misure definitive di salvaguardia che l'UE potrebbe decidere quest'autunno. Il Consiglio federale continuerà ad adoperarsi affinché esse non pregiudichino gli scambi commerciali tradizionali.</p><p>A complemento delle misure anzidette, l'UE sottopone le importazioni di acciaio, dall'inizio di quest'anno, ad una sorveglianza statistica per mezzo di licenze d'importazione. Fino al 31 luglio 2002, i prodotti provenienti dai Paesi dell'AELS e dalla Turchia non vi erano sottoposti. Con effetto 1° agosto 2002, tuttavia, questa deroga è stata abrogata e tutte le importazioni di acciaio nell'UE sono soggette all'obbligo della licenza. In alcuni casi, l'ottenimento di tali licenze è però connesso a non poche difficoltà. In contatto con la Commissione europea e i Paesi membri dell'UE, il Consiglio federale si adopera affinché questa misura sia applicata in modo da pregiudicare il meno possibile le nostre esportazioni d'acciaio verso l'UE. </p><p>Ad 4:</p><p>Gli Stati Uniti sono uno dei principali attori sulla scena del commercio mondiale e le misure da essi adottate hanno conseguenze importanti sui loro partner commerciali. Tuttavia, gli Stati Uniti che sono membri dell'OMC dalla sua creazione, e prima ancora del GATT, sottostanno alle regole vincolanti di questa organizzazione. La procedura dell'OMC per la risoluzione delle controversie ha dato buona prova. Finora sono stati presentati presso l'organo OMC competente 261 reclami, la maggior parte dei quali ha trovato soluzione già nella fase della consultazione delle parti. Questo sistema garantisce a tutti i Paesi, grandi e piccoli che siano, la possibilità di far valere i propri diritti e di ottenere un giudizio equo. Dal 1995 ad oggi gli Stati Uniti sono stati coinvolti in numerosi casi sia in qualità di attore che di convenuto.</p><p>Diversi anni or sono, gli Stati Uniti hanno introdotto nel settore tessile, alla stregua del Canada e dell'Unione europea, un sistema di contingenti. Tale sistema è conforme alle regole dell'OMC secondo cui tutti i contingenti tariffari sui prodotti tessili dovranno essere aboliti entro il 1° gennaio 2005. Per quanto riguarda invece le misure adottate recentemente in ambito agricolo, la loro compatibilità con le regole e gli obblighi dell'OMC non è ancora stata dimostrata. Anche queste misure rappresentano però un segnale negativo nei confronti della comunità internazionale chiamata invece a negoziare l'apertura progressiva dei mercati e la riduzione degli aiuti interni secondo quanto deciso dai Ministri nel corso dell'ultima Conferenza ministeriale a Doha.</p>  Risposta del Consiglio federale.