<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di redigere un rapporto che descriva e prenda in analisi la situazione dei famigliari con attività professionale che si prendono cura di una persona a casa. Egli deve, inoltre, proporre un piano di misure per sostenere questi salariati, con soluzioni differenziate a seconda delle diverse situazioni di carico. Il piano dovrà esporre quali adeguamenti legislativi devono essere apportati, quali possibilità può offrire il datore di lavoro per sgravare i suoi dipendenti e quali prestazioni finanziarie sono necessarie.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nella nostra società le famiglie si addossano gran parte del lavoro di assistenza e di cura di bambini, familiari malati e in particolare di familiari anziani - il cosiddetto "lavoro di cura". Le donne continuano a svolgere larga parte di questo lavoro non retribuito, anche se gli uomini vi dedicano sempre più tempo. In generale si prevede che in futuro il fenomeno del doppio onere derivante dall'attività lucrativa e dal lavoro di cura aumenterà.</p><p>Come esposto dal Consiglio federale nella risposta all'interrogazione Rennwald 11.1072, "Conciliazione tra vita familiare e vita professionale", e nel parere in risposta al postulato Teuscher 11.4011, "Riconoscimento del lavoro dei nonni", sono state condotte o sono in corso di svolgimento diverse inchieste sulla situazione delle persone che dispensano cure ai loro familiari e sull'entità di queste prestazioni. Oltre agli studi pubblicati nel 2010 da organizzazioni private quali Spitex Svizzera e l'Associazione Alzheimer Svizzera, va menzionata la pubblicazione dell'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo UFU "Reconnaissance et revalorisation du travail de care - Agir pour l'égalité" (disponibile in francese <a href="http://www.ebg.admin.ch/themen/00008/00465/index.html?lang=fr">www.ebg.admin.ch/themen/00008/00465/index.html?lang=fr</a> e in tedesco <a href="http://www.ebg.admin.ch/themen/00008/00465/index.html?lang=de">www.ebg.admin.ch/themen/00008/00465/index.html?lang=de</a>) in cui sono raccolti gli ultimi dati statistici relativi al 2010. Le indicazioni si basano su diverse statistiche allestite e regolarmente aggiornate dall'Ufficio federale di statistica UST. Vanno citati in particolare il modulo "Lavoro non remunerato" della Rilevazione sulle forze di lavoro in Svizzera (RIFOS), che fornisce regolarmente dati sulle prestazioni di assistenza non retribuite dispensate dalle persone nell'economia domestica propria o di terzi, e la statistica sulle persone con disabilità. L'indagine sulla salute in Svizzera (ISS) raccoglie ogni cinque anni i dati sull'aiuto ricevuto e prestato in caso di problemi di salute. In generale diverse statistiche allestite nel settore sanitario, quali la statistica Spitex, possono fornire importanti informazioni sul tema. </p><p>Inoltre, l'UST ha già pubblicato diverse analisi sulla conciliabilità tra professione e famiglia. Sul suo portale Statistica svizzera, alle rubriche "Uguaglianza tra donna e uomo" e "Famiglie ed economie domestiche" sono disponibili diversi indicatori in merito, cui se ne aggiungeranno altri nei prossimi anni. </p><p>Nel 2013 l'UST prevede di svolgere il microcensimento "Famiglie e generazioni", che tratterà tra l'altro dei rapporti interfamiliari e intergenerazionali e della conciliabilità tra professione e famiglia. Inoltre, il 29 giugno 2011 il Consiglio federale ha approvato il rapporto "Soins palliatifs, prévention du suicide et assistance organisée au suicide" (disponibile in francese e tedesco) e incaricato il Dipartimento federale dell'interno d'istituire un gruppo di lavoro interdipartimentale che avrà il compito di proporre misure per una migliore conciliabilità tra attività lavorativa e assistenza ai parenti affetti da malattie incurabili. Dal canto suo, l'UFU ha commissionato uno studio sul tema della sicurezza sociale per il lavoro di cura non retribuito prestato da donne e uomini, che sarà pubblicato presumibilmente nella primavera del 2012. L'UFU sostiene anche progetti che promuovono la conciliazione tra vita professionale e lavoro di cura concedendo aiuti finanziari secondo la legge sulla parità dei sessi.</p><p>Attualmente diversi strumenti permettono di sostenere le persone che assistono i familiari, ad esempio gli accrediti dell'AVS per compiti educativi e assistenziali. Inoltre, con il nuovo finanziamento delle cure in vigore dal 1° gennaio 2011, anche le persone con un leggero bisogno di cure che vivono a casa possono ricevere un assegno per grandi invalidi. Pure il lavoro volontario prestato da organizzazioni quali Pro Senectute, la Croce Rossa Svizzera e l'Associazione Alzheimer Svizzera permette di aiutare le persone che si prendono cura dei familiari. La Confederazione sostiene queste organizzazioni mediante sussidi ai sensi dell'articolo 101bis LAVS finanziati tramite il fondo AVS. Spetta tuttavia ai cantoni creare servizi per sgravare queste persone.</p><p>Va infine ricordato che il lavoro di cura non retribuito è anche oggetto delle iniziative parlamentari Meier-Schatz 11.411, "Assegno di accompagnamento alle persone che assistono i propri familiari", e 11.412, "Condizioni quadro per sgravare le persone che prestano cure a loro familiari".</p><p>Il Consiglio federale ritiene quindi che le basi esistenti o in preparazione siano sufficienti per illustrare nella giusta misura la problematica menzionata nel postulato e che non sia necessario redigere un altro rapporto. </p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.