<h2>SubmittedText<h2><p>Considerate le spaventose conseguenze dell'interminabile conflitto che dilania lo Yemen e lo stupore suscitato dall'omicidio di Jamal Khashoggi, il Consiglio federale è invitato a porre fine senza indugio a tutte le esportazioni di armi, pezzi di ricambio e munizioni verso l'Arabia Saudita e per estensione a tutti i belligeranti coinvolti nella guerra in Yemen.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Anche il Consiglio federale è molto preoccupato per la crisi umanitaria in Yemen e per le violazioni dei diritti umani da parte dell'Arabia Saudita. Per quanto riguarda l'esportazione di materiale bellico, la Svizzera ha reagito tempestivamente ai fatti avvenuti in Yemen. Già il 27 marzo 2015, ovvero un giorno dopo l'inizio dell'intervento militare guidato dall'Arabia Saudita in Yemen, la Segreteria di Stato dell'economia ha sospeso le domande di esportazione di materiale bellico verso gli Stati coinvolti nel conflitto.</p><p>Circa un anno dopo, il 20 aprile 2016, il Consiglio federale ha esaminato le domande di esportazione pendenti e ha deciso, in base all'articolo 5 capoverso 1 lettera a dell'ordinanza sul materiale bellico (OMB; RS 514.511), di respingere le domande di esportazione di materiale a rischio di essere utilizzato nel conflitto in Yemen. Sono invece state autorizzate le domande relative al materiale che non lasciava presupporre un eventuale impiego nel conflitto. Questo principio è valido ancora oggi.</p><p>Di fatto sono stati esportati verso l'Arabia Saudita pezzi di ricambio e munizioni per i sistemi di difesa antiaerea.</p><p>Il Consiglio federale si è occupato dell'omicidio del giornalista saudita Jamal Khashoggi e delle esportazioni di materiale bellico verso l'Arabia Saudita. Il 31 ottobre 2018 il DEFR ha informato il Consiglio federale che, d'intesa con le aziende interessate, le autorizzazioni già rilasciate non sarebbero state operative e che le domande nuove e quelle pendenti riguardanti l'Arabia Saudita non sarebbero state esaminate finché il DEFR non avesse proceduto a una nuova valutazione dei fatti. Il blocco riguarda anche le domande di pezzi di ricambio e munizioni destinati a sistemi d'arma già consegnati.</p><p>Un divieto generale di esportazione verso gli Stati membri della coalizione militare sarebbe possibile soltanto ai sensi dell'articolo 1 della legge sugli embarghi (RS 946.231) con lo scopo di applicare sanzioni adottate dall'ONU, dall'OSCE o dai principali partner commerciali della Svizzera.</p><p>In merito alla presenza di circostanze eccezionali si rimanda al parere del Consiglio federale sulla mozione Seiler Graf 18.4138 "Stop all'esportazione di materiale bellico ai Paesi coinvolti nella guerra in Yemen".</p><p>Per quanto riguarda la situazione in Yemen, la Svizzera accoglie con favore l'accordo raggiunto grazie alla mediazione dell'ONU tra il governo yemenita e il gruppo degli Huthi nonché la risoluzione 2452 (2019) del 16 gennaio 2019 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite relativa all'attuazione dell'accordo su Hodeidah, augurandosi che rappresentino un primo passo verso un nuovo processo di pace e una soluzione politica complessiva del conflitto armato in Yemen.</p><p>Alla luce di questi fatti non è necessario adottare alcuna misura.</p><p>Il Consiglio federale continuerà a monitorare attentamente la situazione nella Penisola arabica.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.