<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di esaminare possibili soluzioni basate sull'economia di mercato per promuovere il coworking regionale. Dovrà presentare in un rapporto misure che consentano di creare entro il 2030 almeno 100 000 posti di lavoro condivisi a livello regionale, da cui risulti un'utilità economica, ecologica e sociale.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'utilizzo di posti di lavoro condivisi può produrre vantaggi di tipo economico, ecologico e sociale. La portata e la natura di questi vantaggi dipendono dal contesto specifico. Per tale motivo, come per il telelavoro, il Consiglio federale rinuncia volutamente a creare incentivi che favoriscano questa modalità di lavoro, lasciando la decisione ai datori di lavoro e ai lavoratori.</p><p>Nel quadro della nuova politica regionale (NPR) della Confederazione è però già possibile promuovere offerte di coworking nelle aree rurali, nelle regioni di montagna e nelle regioni di confine (p. es.: Mountain Hub Adelboden, Kreativfabrik Oberkirch, Mia Engiadina, LASPACE Coworking Langenthal, Plattform Haslital, Coworking im Seeland). In conformità alla NPR, queste misure di promozione consentono di aumentare l'attrattiva delle regioni periferiche per le imprese e i lavoratori.</p><p>Inoltre, i tre organi della costruzione e degli immobili della Confederazione (Ufficio federale delle costruzioni e della logistica, armasuisse Immobili e il Consiglio dei PF) sottoporranno al Consiglio federale, entro la fine del 2020, un piano per l'introduzione di posti di lavoro condivisi (desksharing) presso l'Amministrazione federale. Questo documento servirà al Consiglio federale come base di discussione. L'obiettivo è di concentrare le unità organizzative dell'Amministrazione federale in strutture polivalenti, di dimensioni adeguate e, se economicamente conveniente, di proprietà della Confederazione. Questa concentrazione sarà attuata in modo tale che la riduzione dei posti di lavoro negli uffici permetta di eliminare in primo luogo gli immobili in affitto poco redditizi. La Confederazione non avrà alcun influsso diretto sull'impiego successivo di queste strutture.</p><p>Le imprese parastatali sono gestite attraverso obiettivi strategici fissati dal Consiglio federale. Quest'ultimo non interviene nell'attività operativa delle imprese e ne rispetta l'autonomia. Gli obiettivi strategici precisano già che le imprese parastatali devono assumersi le proprie responsabilità anche nei confronti della società e dell'ambiente. Il Consiglio federale ritiene che queste imprese non debbano essere obbligate, tramite la strategia della proprietà, a costituire un partenariato per favorire il coworking.</p><p>Queste imprese sono consapevoli delle proprie responsabilità. Le FFS, ad esempio, hanno recentemente concluso con la cooperativa VillageOffice un partenariato strategico che mira a istituire una rete di coworking. Nei prossimi anni, da 60 a 80 stazioni regionali di piccole e medie dimensioni dovrebbero dotarsi di spazi di coworking. I nuovi spazi di collaborazione flessibile consentiranno di riportare il lavoro nelle località di domicilio, di evitare lunghi tragitti e di valorizzare gli edifici delle ferrovie che non sono più utilizzati per l'esercizio ferroviario.</p><p>Secondo il Consiglio federale non è opportuno puntare sulla creazione di un certo numero di postazioni di lavoro comuni. Gli sviluppi degli ultimi anni hanno mostrato che l'aumento della domanda genera un aumento dell'offerta. La creazione, entro il 2030, di 100 000 posti di lavoro condivisi su scala regionale comporterebbe il rischio di un'assegnazione di fondi inadeguata. Per questo motivo, e visti i lavori già in corso a livello federale, il Consiglio federale ritiene che non sia necessario redigere il rapporto richiesto.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.