<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Poiché le condizioni quadro giuridiche ed economiche della Swisscom e delle FFS si differenziano notevolmente tra loro, il Consiglio federale risponde all'autore dell'interpellanza facendo una distinzione tra le due aziende.</p><p>Swisscom</p><p>Alcuni anni fa il Parlamento ha completamente liberalizzato il mercato delle telecomunicazioni con la revisione totale della rispettiva legge. Contemporaneamente la Swisscom è stata trasformata in una società anonima autonoma, parzialmente privatizzata, e dall'autunno 1998 è quotata alla Borsa di Zurigo e di New York. Secondo la legge sull'azienda delle telecomunicazioni (LATC), le decisioni relative alla gestione della Swisscom sono di competenza esclusiva del consiglio d'amministrazione e della direzione. Ogni quattro anni il Consiglio federale definisce gli obiettivi strategici che la Confederazione intende perseguire nella sua veste di azionista maggioritario. Inoltre essa ha un suo rappresentante in seno al consiglio d'amministrazione.</p><p>La completa liberalizzazione del mercato ha provocato, come del resto auspicava il legislatore, una notevole concorrenza. Le nuove aziende costringono la Swisscom a diminuire i costi di produzione, a ridefinire i processi lavorativi e a eliminare un numero considerevole di posti di lavoro, se a lungo termine vuole fare fronte alla concorrenza. Concretamente la direzione dell'azienda prevede di eliminare 4000 posti entro la fine del 2000. D'altro canto la liberalizzazione del mercato permette ai nuovi fornitori di creare una serie di nuovi impieghi. Secondo stime approssimative, fino ad oggi sono così stati creati più di 2000 nuovi posti di lavoro e altri saranno offerti nel corso dei prossimi anni. L'apertura del mercato permette inoltre di creare nuovi impieghi al di fuori del settore delle telecomunicazioni propriamente detto (fornitori, distributori, servizi internet, ecc.).</p><p>Nell'ambito della ristrutturazione aziendale in corso, il Consiglio federale ha però imposto alla Swisscom di rimanere entro determinati limiti:</p><p>* Secondo gli obiettivi strategici del Consiglio federale stabiliti per gli anni 1998-2000, la soppressione dei posti di lavoro alla Swisscom deve mantenere un carattere sociale. I licenziamenti per ragioni economiche sono da escludere fino alla fine del 2000. La direzione dell'impresa e le associazioni del personale hanno da poco concluso un accordo su un consistente pacchetto di misure che permette di diminuire il numero di impieghi in modo socialmente compatibile. </p><p>* La Confederazione ha inoltre sottolineato la sua richiesta alla Swisscom di tenere conto, nei limiti delle sue possibilità economiche, del fatto che le regioni auspicano una ripartizione equa dei posti di lavoro. Il consiglio d'amministrazione e la direzione della Swisscom sono consapevoli di assumersi una grande responsabilità sia per l'economia nazionale che per quella regionale.</p><p>È inevitabile che vi siano alcuni conflitti d'interesse riguardo agli obiettivi economici e aziendali imposti dal Consiglio federale alla Swisscom. Per quanto riguarda il mantenimento di posti di lavoro nelle regioni periferiche, il Consiglio federale si aspetta che l'azienda tenga conto il più possibile, della richiesta di un'equa ripartizione dei posti di lavoro. Esso appoggia inoltre l'intenzione della direzione di consultare sempre i Cantoni e le regioni affinché contribuiscano alla ricerca di soluzioni accettabili. Allo stato attuale il Consiglio federale non ritiene necessari ulteriori interventi. Esso seguirà comunque attentamente i futuri sviluppi in questo campo. </p><p>FFS</p><p>La politica dei trasporti della Confederazione mira a fare sì che l'attuale elevato livello delle prestazioni del servizio pubblico, ossia i servizi basilari di viabilità su tutto il territorio, sia garantito a lungo termine e a prezzi adeguati. Tenuto conto della precarietà delle finanze federali, il raggiungimento di questo obiettivo sarà possibile solo se nei prossimi anni le ferrovie accresceranno la loro efficienza e se il rapporto costo-utili ottenuto grazie alle sovvenzioni potrà essere migliorato.</p><p>Dalla parziale liberalizzazione del mercato ferroviario, avvenuta il 1° gennaio 1999, le FFS sono confrontate ad una concorrenza molto più spietata. Per potersi imporre a lungo termine sui nuovi concorrenti, la direzione della società si trova costretta ad aumentare considerevolmente la produttività di tutti i suoi settori. Solo una profonda ristrutturazione dell'impresa permetterà di aumentarne l'efficienza. Nell'ambito della prima tappa della riforma delle ferrovie, il Consiglio federale e il Parlamento hanno accordato alle FFS il margine di manovra necessario per ridefinire la loro gestione: il 1° gennaio 1999 le FFS sono state trasformate in una società anonima retta da un diritto speciale. Inoltre, nell'istituire il bilancio d'apertura, l'impresa è stata liberata di gran parte dei suoi debiti. Il nuovo consiglio d'amministrazione, costituito secondo criteri strettamente professionali, è responsabile, insieme alla direzione, della gestione e dell'orientamento delle FFS. Nella sua veste di proprietaria della società, la Confederazione esercita la sua influenza definendo gli "obiettivi strategici del Consiglio federale" e controllandone la messa a punto.</p><p>Le domande poste dall'autore dell'interpellanza vertono sull'offerta delle FFS e sui servizi disponibili nelle stazioni ferroviarie. Entrambi i settori rientrano nell'ampio margine di manovra accordato alla direzione dell'impresa nell'ambito della riforma delle ferrovie. Qualsiasi influenza da parte della Confederazione pregiudicherebbe la nuova ripartizione dei compiti. Il Consiglio federale, nel definire gli obiettivi strategici, non ha quindi imposto alla FFS SA nessun obbligo particolare concernente i due settori in questione. Non bisogna però dimenticare che la riforma delle ferrovie 96/99 ha radicalmente modificato l'influenza dei poteri pubblici sull'offerta delle FFS. Dall'inizio del 1996 il trasporto regionale dei viaggiatori è ordinato e indennizzato dalla Confederazione e dai Cantoni. I singoli Cantoni partecipano quindi in misura non trascurabile all'organizzazione di questo tipo di trasporto. Inoltre, dall'inizio del 1999, le FFS necessitano di una concessione che stabilisce l'offerta minima che esse devono garantire per il trasporto regolare dei viaggiatori. Nell'ambito del rilascio delle concessioni l'ufficio federale dei trasporti cerca di tenere conto sia delle esigenze dei Cantoni che degli sforzi delle FFS per una gestione efficiente dell'impresa.</p>  Risposta del Consiglio federale.