<h2>SubmittedText<h2><p>Le disposizioni legislative della legge sull'agricoltura e dell'ordinanza sul vino vanno modificate in modo da distinguere i viticoltori-cantinieri dai commercianti di vino. Ai viticoltori-cantinieri vanno fatturati soltanto i costi per i controlli effettivamente eseguiti. Occorre abbassare le tariffe per i controlli del commercio del vino. Inoltre, ai viticoltori-cantinieri deve essere consentito di tenere una contabilità semplificata.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nella nuova ordinanza sul vino (RS 916.140) non è stato tolto lo statuto di produttore ai viticoltori-cantinieri in quanto essa non l'ha mai definito. I viticoltori-cantinieri avevano già, prima della modifica dell'ordinanza, gli stessi diritti e obblighi in materia di controllo del commercio del vino delle aziende che lo commercializzano, in particolare gli importatori di vino. Le esigenze per il riconoscimento di un'azienda agricola da parte dei Cantoni sono stabilite nell'ordinanza sulla terminologia agricola, che non è stata modificata. </p><p>Per aumentare l'efficacia dei controlli, il Consiglio federale ha deciso di affidare l'esecuzione dei controlli del commercio del vino alla fondazione di diritto privato "Controllo svizzero del commercio dei vini (CSCV)" e di abrogare alla fine del 2018 le disposizioni che rendono possibili i controlli cantonali equivalenti. Il CSCV, il cui consiglio è costituito da rappresentanti di associazioni dell'economia vitivinicola, si finanzia esclusivamente tramite emolumenti, mentre gli organi di controllo cantonali equivalenti erano parzialmente sovvenzionati dai Cantoni. </p><p>L'autonomia finanziaria del CSCV e la riscossione di un emolumento annuale comportano un aumento delle spese di controllo per la maggior parte dei viticoltori-cantinieri ora assoggettati al CSCV. Il 1° gennaio 2019 il CSCV ha ridotto gli emolumenti per il controllo nelle piccole e medie imprese al fine di tenere conto delle nuove aziende assoggettate. Spetta al consiglio di fondazione del CSCV portare avanti gli sforzi tesi a razionalizzare i controlli e fissare i relativi emolumenti. </p><p>Al fine di adempiere le esigenze legali di tracciabilità e di conformità dei vini, le operazioni effettuate in cantina dovevano già essere menzionate nella contabilità di cantina indipendentemente dalla dimensione dell'azienda o dalla provenienza dell'uva. Di conseguenza non vi è ragione che aumenti il dispendio amministrativo delle aziende. Una contabilità semplificata per le aziende che manipolano vini sfusi, di cui fanno parte i viticoltori-cantinieri, e che presentano quindi un rischio di frode non è mai stata autorizzata. I controlli seri contribuiscono alla credibilità della professione e alla fiducia dei consumatori, pertanto non si giustifica la modifica degli obblighi delle aziende assoggettate.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.