<h2>SubmittedText<h2><p>La Svizzera sta vivendo da anni un vero e proprio boom delle biciclette elettriche: nel 2018 nel nostro Paese sono state vendute 111 661 e-bike e nel 2019 il fatturato è cresciuto addirittura del 19 per cento, raggiungendo il nuovo record di 133 033 unità. Con ogni probabilità questa tendenza continuerà anche nell'anno in corso. Secondo una proiezione dell'associazione settoriale Schweizer Fachstelle für Zweiradfragen, nel 2020 le vendite dovrebbero aumentare nuovamente di un quarto. In seguito a questo sviluppo, in Svizzera si dovrà sostituire un numero sempre maggiore di batterie usate per biciclette elettriche. La vita utile di una batteria per biciclette elettriche è infatti pari a cinque o sette anni. </p><p>Tenuto conto della crescente rilevanza e diffusione delle e-bike, il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande: </p><p>1. Qual è la quota di batterie di e-bike usate restituite dagli utenti? </p><p>2. Che cosa succede alle batterie restituite e in che misura possono essere riutilizzate? </p><p>3. Secondo il Consiglio federale, quali misure supplementari sono necessarie per registrare e/o aumentare il tasso di riutilizzo delle batterie per e-bike? </p><p>4. Qual è la situazione per quanto riguarda gli altri mezzi di trasporto elettrici più piccoli, come i monopattini?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nelle biciclette elettriche si utilizzano perlopiù batterie agli ioni di litio a lunga durata, altamente efficienti. Si tratta di batterie ricaricabili innumerevoli volte che, a seconda dell'intensità d'uso, giungono a fine vita non prima di 7-15 anni. Lo smaltimento delle batterie e il relativo finanziamento sono regolamentati all'allegato 2.15 dell'ordinanza sulla riduzione dei rischi inerenti ai prodotti chimici (ORRPChim; RS 814.81). Le batterie esauste sono considerate rifiuti speciali e devono essere recuperate in maniera rispettosa dell'ambiente. I commercianti di e-bike hanno l'obbligo di riprenderle. Il recupero viene finanziato tramite una tassa di smaltimento anticipata (TSA), il che significa che i clienti pagano già la loro quota al momento dell'acquisto dell'e-bike.</p><p>1.Il tasso di restituzione delle batterie agli ioni di litio esauste, pari a poco meno del 20 per cento, è ancora basso rispetto al numero di biciclette elettriche in circolazione. Le motivazioni sono varie: le batterie sono di lunga durata e spesso continuano a essere utilizzate anche se non hanno più la massima efficienza. Inoltre bisogna considerare che molte batterie esauste rimangono per anni in garage e depositi di biciclette prima che il consumatore si decida a smaltirle. Di conseguenza, il boom di vendite non può essere rapportato in maniera diretta al numero di batterie restituite attualmente. Non vi sono segnali che lascino presupporre un consistente smaltimento non corretto delle batterie per e-bike esauste.</p><p>2.Una volta raccolte, le batterie agli ioni di litio vengono valorizzate ai fini del recupero dei materiali. La valorizzazione delle batterie di e-bike raccolte in Svizzera avviene in una prima fase presso la società Batrec Industrie AG. Le batterie vengono suddivise in base alla composizione chimica, quindi scaricate e triturate. A quel punto vengono trasferite in impianti esteri, dove si recupera la maggior parte dei materiali riciclabili come alluminio, rame, acciaio, ossido di nichel e di cobalto. Oltre al recupero dei materiali vi è anche la possibilità di riutilizzare le batterie delle e-bike che contengono celle ancora funzionanti (second life).</p><p>3.Solo da alcuni anni si tiene una statistica separata delle batterie di e-bike e si calcola una percentuale di restituzione di tutte le batterie agli ioni di litio. Ulteriori interventi in tal senso sarebbero prematuri.</p><p>4.I responsabili dell'immissione in commercio di batterie agli ioni di litio hanno anche l'obbligo di ritirarle e provvedere a un loro recupero rispettoso dell'ambiente. Nel caso di alcuni monopattini, la batteria non può essere estratta dall'apparecchio se non con estrema difficoltà, per cui in questi casi vi è il rischio che le batterie non vengano recuperate in maniera corretta (p. es. come rottami metallici). Attualmente i produttori di monopattini non aderiscono ancora ai sistemi di ripresa volontaria di apparecchiature elettriche ed elettroniche di SENS e-Recycling e SWICO Recycling.</p>  Risposta del Consiglio federale.