<h2>SubmittedText<h2><p>Dall'introduzione del freno all'indebitamento 24,5 miliardi di franchi sono stati accreditati al conto di compensazione. Questo ha permesso di ridurre drasticamente il debito lordo a circa 100 miliardi di franchi e di riportare il tasso d'indebitamento al 16 per cento del PIL. In tale contesto chiedo al Consiglio federale quanto segue:</p><p>1. Può comunicare i dettagli del funzionamento di questo conto di compensazione? Quale parte è dovuta ad aspetti congiunturali, strutturali, di interessi, ecc.? Quale parte può essere nuovamente attribuita al bilancio e come?</p><p>2. Nel suo rapporto del 29 novembre 2013 sul freno all'indebitamento il Consiglio federale ricorda che l'obiettivo iniziale è la stabilizzazione del debito. Ora che la riduzione di questo debito è andata ben oltre le aspettative iniziali, possiamo accontentarci di una stabilizzazione? O possiamo perfino aumentare il debito nominale e stabilizzare il tasso d'indebitamento? Il Consiglio federale continua a ritenere possibile, come nel 2013, un intervento in tal senso?</p><p>3. Nel 2013 il Consiglio federale ha pure constatato che la stabilizzazione nominale del debito avviene nel rispetto della Costituzione. Secondo le sue stime il margine di manovra della politica finanziaria si sarebbe esteso di uno o addirittura di 2 miliardi di franchi. Conferma tali cifre?</p><p>4. In considerazione degli ultimi dibattiti in materia budgetaria e delle ripercussioni del programma di stabilizzazione su settori essenziali come la formazione e la ricerca, sarebbe auspicabile un intervento di questo tipo?</p><p>5. La mozione Müller Leo 16.3172 propone di modificare le basi legali per non dover impiegare integralmente le eccedenze delle finanze federali per la riduzione del debito. Qual è l'opinione del Consiglio federale in merito?</p><p>6. Nel 2013 il Consiglio federale ha ricordato la possibilità di aumentare il limite di spesa impiegando gli averi disponibili nel conto di compensazione. Questa soluzione è preconizzabile, in particolare per gli investimenti in settori strategici come la formazione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il conto di compensazione costituisce la memoria del freno all'indebitamento e contiene gli scostamenti dalle direttive del freno all'indebitamento. Le eccedenze strutturali sono accreditate al conto di compensazione, mentre i deficit strutturali addebitati. Alla fine del 2015 il saldo ammontava a 24,5 miliardi di franchi, dovuto in gran parte a eccedenze strutturali non pianificate derivanti per metà da errori di stima delle entrate e per l'altra metà da uscite inferiori ai valori di preventivo. Per quanto riguarda le entrate, gli errori di stima sono da ricondurre principalmente all'imposta preventiva. Per quanto concerne le uscite, sono in particolare le uscite proprie della Confederazione e quelle a titolo di interessi a presentare valori inferiori a quelli preventivati. Secondo le regole vigenti, queste eccedenze strutturali comportano una corrispondente riduzione del debito. Non è consentito un impiego diverso dei mezzi disponibili sul conto di compensazione del freno all'indebitamento.</p><p>2. Il freno all'indebitamento mira a stabilizzare il debito nominale. Questo obiettivo è stato raggiunto. Infatti dal 2006 il bilancio della Confederazione presenta continuamente eccedenze strutturali, ragione per cui è stato possibile ridurre il debito lordo di oltre 20 miliardi di franchi. Secondo le regole vigenti anche in futuro si prevede una leggera riduzione del debito. Questa diminuzione è riconducibile al fatto che le uscite resteranno inferiori ai valori di preventivo, ma in misura minore rispetto al passato. Una stabilizzazione nominale del debito presupporrebbe una modifica di legge, affinché gli importi preventivati non spesi possano essere impiegati a posteriori. Una stabilizzazione del tasso d'indebitamento sarebbe per contro incostituzionale. Infatti, una crescita economica duratura implica un aumento dell'indebitamento nominale, ciò che secondo le disposizioni costituzionali sul freno all'indebitamento non è ammesso.</p><p>3. Una stabilizzazione del debito lordo nominale consentirebbe di ampliare il margine di manovra sul piano della politica finanziaria di circa 1 miliardo all'anno, che corrisponde agli importi preventivati che verosimilmente non saranno spesi.</p><p>4. In considerazione del fatto che negli ultimi anni il debito è stato ridotto sensibilmente, il Consiglio federale intende analizzare la gestione del freno all'indebitamento, senza però mettere in discussione né la riduzione del debito già raggiunta né la regola in materia di uscite sancita nella Costituzione federale. Entro la fine del 2016 il Dipartimento federale delle finanze (DFF) presenterà al Consiglio federale un rapporto. Il Consiglio federale deciderà in merito all'ulteriore modo di procedere solo dopo che il rapporto sarà stato presentato.</p><p>5. Anche l'attuazione della mozione Müller Leo 16.3172 richiederebbe un adeguamento delle disposizioni legali sul freno all'indebitamento. Entro la fine del 2016 il DFF esaminerà la possibilità di un adeguamento. Sulla base del rapporto il Consiglio federale deciderà se presentare al Parlamento una proposta di adeguamento. Al momento è prematuro focalizzarsi su un impiego specifico delle eccedenze come chiesto dall'autore della mozione Müller Leo 16.3172.</p><p>6. Secondo le disposizioni legali in vigore concernenti il freno all'indebitamento non sono ammessi prelievi dal conto di compensazione del freno all'indebitamento. Nel quadro del succitato rapporto, il DFF esaminerà la possibilità di effettuare prelievi pari alle minori uscite degli anni precedenti per l'impiego alternativo delle eccedenze strutturali.</p>  Risposta del Consiglio federale.