<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di rispondere alle seguenti domande.</p><p>1. Ai fini degli obiettivi energetici del Consiglio federale e del principio di proporzionalità, non sarebbe meglio sostenere maggiormente i cantoni nell'attuazione dell'efficienza energetica nel settore degli edifici piuttosto che concedere aiuti finanziari del 200 a 400 per cento alle piccole centrali idroelettriche?</p><p>2. Cosa pensa il Consiglio federale in merito a una più efficiente rimunerazione a copertura dei costi per l'immissione in rete di energia elettrica (RIC) per gli edifici?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Le misure volte a migliorare l'efficienza energetica sono una delle priorità della Strategia energetica 2050. Con una quota di circa il 46 per cento rispetto al consumo energetico nazionale, il settore degli edifici in Svizzera riveste un ruolo chiave. Il potenziale di miglioramento dell'efficienza è particolarmente marcato nel caso degli edifici già esistenti. La quota di risanamento energetico degli edifici è ancora contenuta. Sono anche previste diverse misure volte a ridurre di 28 TWh entro il 2050 il consumo globale di energia (inclusa l'energia elettrica) degli edifici. Le misure concernenti gli edifici, tuttavia, sono di competenza dei cantoni, e la Confederazione si limita ad assumere un ruolo di coordinatore.</p><p>Le misure nell'ambito dell'efficienza energetica, da sole, non sono sufficienti per compensare interamente l'energia che verrà meno a seguito dell'abbandono del nucleare. A maggior ragione, pertanto, il potenziamento graduale delle energie rinnovabili assume un ruolo centrale, ad esempio nell'ambito delle piccole centrali idroelettriche, il cui potenziale di sviluppo è stato analizzato nel quadro di uno studio effettuato in collaborazione con i cantoni, diversi servizi federali, associazioni ambientaliste e rappresentanti del mondo economico e del settore energetico. Per poter sfruttare tale potenziale, sono necessari aiuti adeguati.</p><p>1. Il Consiglio federale ritiene che gli obiettivi della Strategia energetica 2050 possano essere raggiunti soltanto mediante una combinazione di misure volte a incrementare l'efficienza energetica (anche per gli edifici) e a promuovere le energie rinnovabili. Per tale motivo, non è del parere che un migliore finanziamento per l'efficienza energetica degli edifici corrisponda meglio agli obiettivi energetici e al principio di proporzionalità rispetto alla promozione delle piccole centrali idroelettriche. A titolo di esempio: nel 2011 239 piccole centrali idroelettriche hanno prodotto circa 370 GWh, con una tariffa media di immissione in rete pari a 17 ct./kWh. La tariffa media di immissione in rete di tutti gli impianti che beneficiavano della RIC nel 2011 si situava attorno ai 22 ct./kWh. Complessivamente, detti impianti hanno prodotto circa 722 GWh. Le piccole centrali idroelettriche hanno pertanto fornito un contributo alla produzione di energia elettrica nell'ambito della RIC non indifferente in termini quantitativi e interessante dal punto di vista economico. Le procedure di concessione e di autorizzazione delle autorità competenti garantiscono che le ripercussioni negative derivanti dalla produzione siano proporzionate. Dette procedure si basano tra l'altro sulla legislazione vigente in materia ambientale e di protezione delle acque.</p><p>2. È relativamente semplice misurare l'energia prodotta a partire da fonti rinnovabili. Ciò avviene tramite un misuratore elettrico al punto di immissione nella rete. Il risparmio energetico in caso di risanamento di un edificio dipende dalle condizioni dello stesso e dal regime d'esercizio. Non è possibile considerare il fabbisogno energetico di un edificio e il risparmio energetico ottenuto grazie a un risanamento senza tenere conto del comportamento degli utenti. È altresì impossibile calcolare in modo preciso, per ogni progetto, il risparmio energetico consentito da un risanamento, e di conseguenza l'ammontare della relativa rimunerazione. Sono più appropriati contributi forfettari (sussidi per metro quadrato) come quelli previsti attualmente dal Programma edifici. La Strategia energetica 2050, pertanto, mira a proseguire e consolidare il cammino intrapreso.</p>  Risposta del Consiglio federale.