<h2>SubmittedText<h2><p>Il 21 novembre si è tenuta la Giornata Digitale. Oltre alle numerose aziende private e statali, erano presenti anche due Dipartimenti: il DEFR e il DATEC. La Giornata Digitale è stata organizzata dall'associazione privata digitalswitzerland, nel cui comitato direttivo siede però anche il cancelliere della Confederazione. Nasce il sospetto che si tratti di una piattaforma di lobbying pagata dalla Confederazione. Tale impressione si fa più forte se si considera che le aziende pubbliche e private presenti alla manifestazione chiedono alla Confederazione prestazioni e regolamentazioni. Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. La Confederazione effettua pagamenti a digitalswitzerland o ne ha effettuati per realizzare la Giornata Digitale? Se sì, quali sono gli importi?</p><p>2. In caso affermativo, come li giustifica e quali risultati concreti si attende?</p><p>3. Come si pone nei confronti del palese conflitto d'interessi del cancelliere della Confederazione?</p><p>4. In che modo garantisce che nel campo della digitalizzazione non vengano adottate politiche industriali?</p><p>5. Come garantisce che tutte le aziende, senza distinzioni, godano delle stesse condizioni quadro nel campo della digitalizzazione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale risponde alle domande come segue:</p><p>1./2. La Confederazione non ha effettuato pagamenti alla Giornata Digitale che è stata organizzata e finanziata da digitalswitzerland. La manifestazione si è svolta sotto il patrocinio dei capi del DATEC e del DEFR con la partecipazione del capo del DFI in qualità di relatore. La Confederazione non ha effettuato pagamenti nemmeno all'organizzazione digitalswitzerland.</p><p>Nel 2017, sulla base della legge sulla collaborazione nello spazio formativo svizzero (LCSFS), la Confederazione ha versato un contributo unico di 18 600 franchi svizzeri a favore dell'associazione promotrice senza scopo di lucro "ICT Scouts/Campus" per la realizzazione di un workshop di programmazione per il corpo docenti di 100 scuole nell'ambito della "digitalswitzerland challenge" organizzata da digitalswitzerland.</p><p>3. Secondo il Consiglio federale non vi è nessun conflitto d'interessi. La partecipazione del cancelliere della Confederazione al comitato direttivo mira a rafforzare le sinergie tra politica, economia e scienza. Se il cancelliere della Confederazione dovesse trovarsi in un affare in cui abbia un interesse personale diretto, ai sensi dell'articolo 20 della legge sull'organizzazione del Governo e dell'Amministrazione (LOGA; RS 172.010), dovrebbe ricusarsi.</p><p>4. Nella strategia "Svizzera digitale" dell'aprile 2016 e nel rapporto sulle condizioni quadro dell'economia digitale, il Consiglio federale ha stabilito i principi della propria politica economica nell'ambito della digitalizzazione. Secondo il Consiglio federale, lo sviluppo, la produzione e la distribuzione di nuovi prodotti e servizi digitali in Svizzera necessitano della maggiore libertà d'azione possibile. Non sono pertanto previsti interventi di politica industriale, i quali contrasterebbero con i principi stabiliti dal Consiglio federale.</p><p>5. La parità di trattamento di tutte le aziende è garantita dal principio dell'uguaglianza giuridica (art. 8 cpv. 1; Cost.), che va rispettato sia nell'attività legislativa sia nell'applicazione del diritto. Per tutte le aziende valgono pertanto le stesse condizioni quadro anche nell'ambito della digitalizzazione. La partecipazione di membri del Consiglio federale alle manifestazioni non influenza in nessun modo la parità di trattamento.</p>  Risposta del Consiglio federale.