<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il 21 ottobre 1998 il Consiglio federale ha dato incarico al Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) di appoggiare le autorità in materia d'asilo nell'ambito del servizio d'assistenza mediante la gestione di alloggi d'emergenza per circa 2000 richiedenti l'asilo non registrati, e ciò durante i prossimi sei mesi. Nel corso della sessione invernale 1998 l'Assemblea federale si pronunzierà sull'accettazione di questo intervento. </p><p>In occasione della seduta di quest'anno del Comitato esecutivo dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, la delegazione svizzera ha proposto una conferenza internazionale sul Kosovo allo scopo di trattare aspetti umanitari e questioni relative alla necessaria protezione. La proposta è stata accolta positivamente e il conflitto nel Kosovo è stato inserito nell'ordine del giorno del gruppo di lavoro per le questioni umanitarie del Consiglio destinato alla realizzazione del piano di pace per la Bosnia-Erzegovina. Durante un'approfondita discussione del 20 novembre scorso a Ginevra gli Stati partecipanti hanno concordato di attendere la primavera del 1999 prima di mettere a esecuzione i provvedimenti di rimpatrio. Al contrario, è stata per il momento respinta la necessità della garanzia di una protezione temporanea delle persone provenienti dalla zona del conflitto. La richiesta di una ripartizione a livello europeo di rifugiati e profughi di albanesi del Kosovo non ha avuto eco alcuna e non è stata accolta da nessun Stato. </p><p>Per risolvere i problemi internazionali dei rifugiati bisogna anzitutto prendere e favorire provvedimenti nella regione colpita, cosí da permettere la sopravvivenza nel luogo e allo scopo di impedire l'insorgere di movimenti di profughi o di stabilizzarli. L'accoglienza nei Paesi terzi è l'ultima soluzione nella misura in cui quelle precedentemente citate siano irrealizzabili. In collaborazione con le organizzazioni internazionali, la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) ha intensificato le sue attività nel Kosovo stesso e, nell'ambito della crisi in Kosovo, negli Stati limitrofi, affinché possano giungere ai profughi gli aiuti necessari. </p><p>Nonostante l'aumento dell'aiuto umanitario nella regione si constata attualmente in Svizzera e in altri Stati europei di accoglienza un massiccio aumento dei richiedenti l'asilo. Poiché queste persone cercano in primo luogo una protezione temporanea, si sta già preparando attualmente la pianificazione del ritorno per il giorno in cui cessa il bisogno di protezione. In base agli sviluppi nella regione ciò si potrebbe verificare nella primavera del 1999. </p><p>Come esposto dal Consiglio federale nella sua risposta all'interpellanza Bührer (IP 98.3449), il livello svizzero di assistenza e di cura è analogo a quello di altri pochi Stati europei d'accoglienza. A differenza di altri Stati questi non limitano le prestazioni statali di trasferta ai richiedenti l'asilo né per quanto riguarda il tempo né per quanto riguarda il personale. </p><p>In occasione di un incontro dei capi dei dipartimenti DFGP e DFF, il 29 ottobre 1998, con rappresentanti della Conferenza dei direttori cantonali delle opere sociali (CDCOS) e con rappresentanti della Conferenza dei Direttori cantonali di giustizia e polizia (CDCGP) è stato deciso di creare un gruppo di lavoro paritetico "Esecuzione dell'allontanamento", incaricandolo di esaminare nuovi tipi di assistenza e di finanziamento e di elaborare proposte per migliorare la struttura degli incentivi per un asilo a prezzi piú contenuti. Questo gruppo di lavoro deve presentare entro maggio 1999 al DFGP un rapporto intermediario.</p>  Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.