<h2>SubmittedText<h2><p>In seguito alla votazione del 9 febbraio 2014 sull'immigrazione di massa, la Commissione europea ha sospeso i negoziati concernenti la partecipazione della Svizzera alla nuova generazione del programma Erasmus+. Di conseguenza, il Consiglio federale è stato indotto ad applicare una soluzione transitoria per permettere la mobilità dei partecipanti svizzeri a questo programma. Notiamo che da allora la mobilità in quest'ambito è aumentata, con un picco soprattutto nel 2015.</p><p>I costi sono stati coperti dai crediti originariamente destinati a finanziare i contributi alla Commissione europea per l'associazione della Svizzera a Erasmus+.</p><p>Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quali importi sono stati effettivamente versati dal 9 febbraio 2014 nel quadro della mobilità degli studenti?</p><p>2. Quali sarebbero stati gli importi effettivamente versati in caso di associazione a pieno titolo con il programma Erasmus+, tenendo conto della riserva prevista, in particolare, qualora il budget dell'UE fosse aumentato?</p><p>3. Cosa succederà, secondo le previsioni e le osservazioni attuali, alla fine del 2017?</p><p>4. Quante domande di mobilità di partecipanti svizzeri sono state rifiutate dalle università europee in seguito alla votazione del 9 febbraio 2014 e, per estensione, quanti studenti avrebbero rinunciato per questo motivo a studiare all'estero?</p><p>5. In che misura i partecipanti svizzeri sono stati veramente esclusi da alcune prestazioni del programma Erasmus+?</p><p>6. Nel quadro dei negoziati relativi all'associazione con il programma Erasmus+ era previsto che la Svizzera aumentasse la sua partecipazione finanziaria nel corso dei prossimi anni? In caso affermativo, quali cifre erano state prospettate?</p><p>7. In definitiva, quali conclusioni trae il Consiglio federale da questo periodo di esclusione dal programma Erasmus+?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Per il 2015 i progetti di mobilità legati alla soluzione transitoria svizzera Erasmus+ non sono ancora stati interamente contabilizzati. Gli impegni contratti ammontano in totale a 23 milioni di franchi, di cui 17 erano previsti per la mobilità a livello terziario. Nel 2014 sono stati accordati in totale 20,87 milioni di franchi, di cui 16,7 per progetti di mobilità a livello terziario.</p><p>2./6. In base allo stato dei negoziati al momento della loro sospensione, una piena associazione avrebbe comportato un aumento dei fondi necessari. Come per gli Stati dello SEE, la Commissione europea chiedeva alla Svizzera un contributo in funzione del PIL. In seguito alla sospensione dei negoziati imposta dalla votazione del 9 febbraio 2014 non si è potuto chiarire, in definitiva, quale contributo avrebbe dovuto effettivamente versare la Svizzera nel caso di un'associazione.</p><p>3. Il Consiglio federale deciderà nel corso dell'anno come proseguire la soluzione transitoria nel 2017. L'aumento dei contributi attualmente previsto a tale scopo rientra nello stesso ordine di grandezza degli anni precedenti. Gli importi iscritti per i partecipanti nel preventivo 2017 sono aumentati di 2,4 milioni di franchi rispetto al 2014. Il Consiglio federale ritiene che la mobilità e la cooperazione internazionali in materia di formazione debbano continuare ad essere promosse a lungo termine anche nel periodo 2018-2020.</p><p>4. A causa della non associazione della Svizzera a Erasmus+, alcune scuole universitarie europee hanno nel frattempo deciso di non concordare più contingenti per la mobilità con scuole universitarie svizzere. Un'indagine condotta su incarico della Confederazione nell'estate 2014 presso le scuole universitarie svizzere ha mostrato che, nel complesso, gli effetti sono rimasti contenuti poiché nella maggior parte dei casi gli studenti hanno trovato una destinazione alternativa.</p><p>5. Lo statuto di Paese terzo limita le possibilità di partecipazione della Svizzera. Le istituzioni svizzere sono ad esempio escluse da alcune iniziative del programma e non possono avviare o dirigere progetti. La partecipazione a simili progetti di cooperazione istituzionali richiede una doppia procedura di autorizzazione, da parte svizzera ed europea. Inoltre, la mobilità nel settore delle scuole universitarie si basa sul principio di reciprocità. Ciò significa che, per consentire ai partecipanti svizzeri di usufruire di una certa mobilità, la Confederazione ha accordato alle istituzioni svizzere interessate contributi per l'accoglienza di partecipanti stranieri. Peraltro, la Svizzera non può più influire tramite i comitati di programma sull'orientamento strategico di Erasmus+.</p><p>7. Molte delle partecipazioni alla mobilità intraprese dal 2014 nel quadro della soluzione transitoria non sono ancora terminate. A titolo di bilancio intermedio si rileva che nel 2014 la promozione della mobilità ha registrato un calo, poi recuperato in ampia misura l'anno seguente grazie alla soluzione transitoria.</p>  Risposta del Consiglio federale.