<h2>SubmittedText<h2><p>Democrazia, Stato di diritto e rispetto dei diritti fondamentali fanno parte dei principi costituzionali e rappresentano in un certo senso il fondamento della concezione di Stato della Svizzera. Questi valori contano non solo nella politica interna ma costituiscono le linee direttrici della politica estera svizzera. Secondo la Costituzione federale la Confederazione deve perciò adoperarsi per il rispetto dei diritti dell'uomo e il promovimento della democrazia nel mondo. Sullo sfondo di questi obiettivi costituzionali chiediamo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Secondo il rapporto sulla politica estera 2000 il Consiglio federale porta avanti la sua politica dei diritti dell'uomo secondo i principi di universalità e indivisibilità. Tali principi sono sempre validi? Il Consiglio federale condivide la convinzione che la libertà di opinione sia una componente fondamentale dei diritti dell'uomo universalmente validi e del diritto internazionale e debba dunque essere rispettata da tutti gli Stati?</p><p>2. Secondo il rapporto sulla politica estera 2000 la promozione della pluralità dei media e della trasparenza costituisce uno dei temi centrali della politica della Svizzera in materia di diritti dell'uomo. Come il Consiglio federale traspone nella pratica tali priorità? Il Consiglio federale segue o pianifica progetti corrispondenti in Paesi divenuti teatro di proteste, talvolta violente, a causa delle caricature controverse?</p><p>3. La libertà di opinione e di stampa non è diventata un tema di politica internazionale soltanto in seguito alla disputa intorno alle caricature del profeta Maometto. La libertà di opinione e di stampa è infatti messa in discussione in numerosi Paesi e la censura politica è in molti luoghi all'ordine del giorno. L'organizzazione "Freedom House" constata nei suoi rapporti più recenti una tendenza generale a una minore libertà di stampa. L'organizzazione "Reporter senza frontiere" rileva dal canto suo un aumento della violenza nei confronti dei giornalisti e un crescente numero di media censurati o proibiti. Il Consiglio federale condivide l'analisi secondo cui in molti Paesi la libertà di opinione e di stampa non gode dei presupposti necessari? Che cosa fa la Svizzera sul piano internazionale per promuovere la democrazia e la libertà di opinione? Il Consiglio federale è disposto a rafforzare il proprio impegno di politica estera e dei diritti dell'uomo in questo settore?</p><p>4. Secondo i resoconti dei media lo Yemen ha chiesto in nome di numerosi Stati islamici di introdurre negli statuti del neocostituendo Consiglio dei diritti umani un articolo che punisca atti contro religione, profeti e fede. Quale atteggiamento assume la Svizzera riguardo a tale questione? Alla luce del diritto universalmente valido della libertà di opinione, sancito nel Patto dell'ONU relativo ai diritti civili e politici, come giudica il Consiglio federale gli sforzi volti a limitare la libertà di opinione per motivi religiosi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La libertà di opinione e la libertà di culto fanno parte dei diritti fondamentali garantiti da diverse convenzioni internazionali sui diritti dell'uomo nonché dalla Costituzione federale. La loro universalità e la loro indivisibilità sono incontestabili secondo la Svizzera e quindi parte integrante della politica svizzera in materia di diritti dell'uomo. Nell'ambito della promozione dei diritti dell'uomo occorre tuttavia tener conto anche delle particolarità nazionali e regionali, storiche, culturali e religiose.</p><p>2. Il DFAE promuove la molteplicità delle opinioni e sostiene i media laddove essi possono avere un effetto diretto su una dinamica di conflitto e influenzare il comportamento delle parti al conflitto affinché esse trovino forme costruttive di composizione delle controversie. Il sostegno a Radio OKAPI ne é un esempio concreto. Grazie a questa radio ampie cerchie della popolazione hanno accesso alle informazioni relative al processo di transizione in atto in Congo e possono in tal modo formarsi un'opinione personale. Inoltre il DFAE è attivo in questo senso anche in molti dei Paesi in cui hanno avuto luogo proteste violente in seguito alla pubblicazione delle caricature. Dal 2003 intrattiene con l'Iran un dialogo sui diritti dell'uomo nell'ambito del quale la libertà d'espressione è uno dei temi prioritari. Vengono inoltre sostenute in diversi Paesi organizzazioni dei diritti dell'uomo indipendenti che difendono parimenti la libertà di opinione.</p><p>3. La libertà di opinione e di stampa è effettivamente molto limitata in numerosi Paesi. La Svizzera si impegna in questo ambito a diversi livelli: intrattiene con molti Paesi (Cina, Iran, Vietnam) un dialogo sui diritti dell'uomo, affrontando anche questa problematica. Inoltre per mezzo di interventi diplomatici si impegna nel mondo intero in favore di persone che, per aver espresso liberamente la loro opinione, sono vittime di violazioni dei diritti dell'uomo.</p><p>4. Durante i negoziati che hanno condotto all'istituzione del nuovo Consiglio dei diritti umani un articolo di questo genere è stato effettivamente proposto. Ma a causa dell'opposizione di numerosi Stati, tra i quali la Svizzera, ci si è limitati a inserire un paragrafo nel preambolo della risoluzione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite che istituisce detto Consiglio. Il paragrafo sottolinea la necessità di favorire il dialogo e la comprensione tra le civiltà, le culture e le religioni, e sottolinea il ruolo importante degli Stati, delle organizzazioni regionali, delle organizzazioni non governative, delle istituzioni religiose e dei media nella promozione della tolleranza, del rispetto e della libertà di culto e di credo. La pratica senza costrizione della libertà di opinione è un'esigenza fondamentale per lo sviluppo personale, la comunicazione tra gli esseri umani e la salvaguardia dei diritti di partecipazione e di controllo in seno a una società democratica. Tuttavia, come la maggior parte dei diritti dell'uomo, anche la libertà di opinione può essere limitata in determinate condizioni. Conformemente, ad esempio, all'articolo 19 capoverso 3 del Patto delle Nazioni Unite relativo ai diritti civili e politici l'esercizio del diritto alla libertà di opinione comporta doveri e responsabilità speciali. Di conseguenza può essere soggetto a precise restrizioni che devono essere previste dalla legge e che sono necessarie per il rispetto dei diritti o della reputazione degli altri, nonché per la salvaguardia della sicurezza nazionale, dell'ordine pubblico, della sanità o della moralità pubblica.</p>  Risposta del Consiglio federale.