<h2>SubmittedText<h2><p>Secondo il domenicale Sonntagsblick del 10 novembre 2019, nel 2018 il dottor K. ha guadagnato 334 000 franchi in perizie per l'AI. Rientra dunque probabilmente nella ristretta cerchia di periti (10 %) che incassa il 70 per cento delle rimunerazioni per il rilascio di perizie, mentre gli altri (cioè il 90 %) si suddividono il restante 30 per cento. Lo stesso articolo cita un avvocato specializzato in assicurazioni sociali molto attivo nel settore, che afferma di non conoscere alcun collega che abbia visto una perizia del dottor K. attestante un'incapacità al lavoro significativa. Sempre secondo lo stesso articolo, il dottor K. era il perito anche nel caso di una donna che diversi medici consideravano completamente incapace al lavoro e con tendenza al suicidio, a cui lui invece attestava una capacità al lavoro del 100 per cento. Quando poi si è tolta la vita, il dottor K. ha scritto un rapporto complementare in cui confermava che la donna non soffriva di alcuna malattia psichica e non era incapace al lavoro. Sul suo sito Internet, lo stesso perito propone d'individuare i fornitori di servizi problematici nelle aziende e di sostenere gli interventi appropriati per aumentare l'efficienza aziendale.</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande.</p><p>1. Qual è la percentuale dei casi in cui il dottor K., facilmente identificabile, certifica un'incapacità al lavoro di almeno il 40 per cento rispetto alla media delle perizie psichiatriche?</p><p>2. Qual è il parere del Consiglio federale sul caso citato? Quale procedura si aspetta che seguano i periti per la gestione degli errori?</p><p>3. Per quanto riguarda il sito Internet del dottor K.: l'AI si pone sempre più come un'assicurazione d'integrazione. L'atteggiamento rivelato su questo sito rispetta i requisiti stabiliti dal Consiglio federale per la neutralità delle perizie?</p><p>4. Il dottor K. figura sull'elenco dei periti di diversi uffici AI cantonali. Dopo quanto pubblicato dal Sonntagsblick, si prevede di valutare se debba continuare a figurarvi?</p><p>5. In caso contrario, che cosa bisogna fare per porre fine a una tale collaborazione?</p><p>6. Il DFI ha previsto di sottoporre a un esame esterno la questione delle perizie (risposta alla domanda 19.5647). In che modo il Consiglio federale intende impedire in futuro che periti professionalmente non irreprensibili redigano perizie su incarico</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Conformemente alla legislazione vigente, queste informazioni non sono disponibili. Tuttavia, nel quadro dell'Ulteriore sviluppo dell'AI (17.022), il Parlamento ha introdotto una base legale in virtù della quale in futuro gli uffici AI dovranno tenere un elenco che fornisca informazioni sui periti incaricati, strutturato secondo il settore specialistico, il numero di casi valutati annualmente e le incapacità al lavoro attestate.</p><p>2-5. Gli uffici AI devono sottoporre tutte le perizie commissionate a una verifica della qualità medico-assicurativa. Le perizie che non soddisfano i requisiti richiesti e non possono essere completate di conseguenza vengono respinte. L'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) ha potuto individuare l'esperto indicato dai media come dottor K. e stabilire quanto segue: è uno specialista qualificato con un adeguato perfezionamento nell'ambito delle perizie, lavora nel proprio studio come medico curante ed è in possesso di un'autorizzazione cantonale all'esercizio della professione. Soddisfa quindi i requisiti professionali per l'allestimento di perizie AI. L'UFAS verificherà ora se le perizie del dottor K. sono affidabili e deciderà in merito a una sua ulteriore collaborazione con l'AI.</p><p>6. Per garantire perizie di buona qualità e conformi al diritto vigente esistono già requisiti tecnici (linee guida delle società mediche specialistiche, struttura uniforme, rispetto della procedura probatoria strutturata). Data l'importanza del tema, il Dipartimento federale dell'interno ha deciso di effettuare un'analisi delle perizie mediche, il cui obiettivo principale è quello di chiarire i ruoli e le responsabilità dei diversi attori coinvolti nella procedura. Si tratta innanzitutto di studiare quali misure possano adottare gli uffici AI e l'UFAS per migliorare in particolare la qualità delle perizie e l'aggiudicazione dei relativi mandati. Occorre inoltre chiarire quali responsabilità spettino agli uffici AI e quali all'UFAS nella sua qualità di autorità di vigilanza e quali attività ne derivino. Le raccomandazioni sull'ottimizzazione dell'organizzazione e sullo svolgimento delle perizie sono attese entro l'estate del 2020.</p><p>Nell'ambito dell'Ulteriore sviluppo dell'AI, si prevede inoltre che il Consiglio federale emani criteri per l'abilitazione dei periti e istituisca una commissione incaricata di controllare l'autorizzazione dei centri peritali, la procedura per l'allestimento delle perizie e i risultati delle perizie mediche. La commissione sarà costituita da rappresentanti dei diversi rami delle assicurazioni sociali, dei centri peritali, del corpo medico, della comunità scientifica e delle organizzazioni di pazienti e d'aiuto ai disabili.</p>  Risposta del Consiglio federale.