<h2>SubmittedText<h2><p>Il 30 settembre abbiamo appreso con stupore la condanna di Mimmo Lucano, ex sindaco di Riace (Calabria), soprannominato il "sindaco dell'accoglienza", a 13 anni e due mesi di reclusione. Quest'uomo, scrive Repubblica, non ha intascato nemmeno un centesimo eppure è accusato di associazione a delinquere. Il suo unico errore: aver offerto a donne e uomini in fuga dalla guerra e dalla miseria condizioni di vita e di lavoro dignitose in una regione nota per la mafia, la povertà e la disoccupazione.</p><p>Mimmo Lucano ha dimostrato concretamente che l'accoglienza può coesistere con il dialogo e la promozione del benessere di una comunità intera. Ha mostrato anche che una tale politica può giovare alla popolazione locale creando posti di lavoro (mediazione culturale, insegnamento ecc.) e promuovendo attività inedite (laboratori artigianali, fattorie didattiche). Per questo motivo, due anni fa, centinaia di persone (esponenti della politica, membri di associazioni e di ONG a difesa dei diritti umani) hanno firmato un appello affinché Mimmo Lucano venga liberato da ogni sospetto.</p><p>Dati i rapporti amichevoli che la Svizzera intrattiene con l'Italia da molti anni, il Consiglio federale non dovrebbe parlare con l'ambasciatore italiano in Svizzera per esprimergli la sua profonda preoccupazione per come la giustizia italiana ha gestito il caso di questo difensore dei diritti umani e dei diritti dei migranti?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è al corrente che il 1° ottobre 2021 il tribunale di primo grado di Locri ha condannato il signor Domenico Lucano a 13 anni e 2 mesi di reclusione. Non si pronuncia tuttavia su questa decisione, che non è definitiva ed è di esclusiva competenza della magistratura di un Paese straniero.</p><p>La Svizzera conduce un dialogo regolare e fruttuoso con l'Italia in ambito migratorio, compresi gli aspetti relativi ai diritti dei migranti. Infine, l'Ambasciata di Svizzera a Roma continuerà a monitorare la situazione dei diritti umani e dei loro difensori in Italia, e in questo senso continuerà a seguire gli sviluppi giudiziari del caso Domenico Lucano.</p>  Risposta del Consiglio federale.