<h2>SubmittedText<h2><p>Il conflitto che ha interessato la Swissmetal di Reconvilier è il più grave tra quelli che si sono verificati nel dopoguerra in seno alle imprese. Il Consiglio federale, avendo compreso la rilevanza della situazione, ha affidato l'opera di mediazione a Rolf Bloch.</p><p>Appare chiaro che fin dal 2004 la direzione e il consiglio di amministrazione di Swissmetal hanno seguito un'unica strategia: smantellare la sede di La Boillat, a Reconviller a favore delle sedi estere. Tuttavia, per non dover adempiere all'obbligo - previsto dalla normativa svizzera - di risanare i due siti contaminati in questione, questi dirigenti, poco scrupolosi, non hanno mai inteso chiudere completamente le due sedi elvetiche. Il costo di tale risanamento ammonterebbe infatti a diverse decine di milioni di franchi.</p><p>Tutti coloro che si sono opposti allo smantellamento di La Boillat non hanno mai smesso di denunciare le menzogne e gli inganni della direzione e del consiglio di amministrazione di Swissmetal, il cui unico scopo consisteva nell'annullamento del bagaglio di competenze professionali di un'intera regione a favore delle sedi estere, soprattutto tedesche. Lo smantellamento di La Boillat si ripercuoterà in modo molto grave su tutto il tessuto industriale svizzero. Le sue conseguenze si faranno sentire per parecchio tempo.</p><p>Oggi, dopo aver ingannato le autorità politiche comunali, regionali e cantonali, la direzione e il consiglio di amministrazione hanno raggirato il Consiglio federale e vanificato l'opera di mediazione di Rolf Bloch. Infatti, nel corso di quest'ultima, Swissmetal ha licenziato 112 persone, valendosi di cifre false e adducendo il pretesto dello sciopero. In realtà, la perdita di clienti non è dovuta allo sciopero bensì all'esasperazione della clientela, che contesta la direzione gestionale di Swissmetal. Oltre a ciò, mentre presso la sede di Reconvilier si può contare su un buon numero di ordinazioni e lo svolgimento del lavoro può essere garantito dalla totalità del personale fino in estate, la sede di Dornach ha fatturato soltanto 3,6 milioni di franchi, equivalenti a 41 milioni di franchi all'anno: qualche anno fa, la cifra corrispondente ammontava a più di 70 milioni di franchi.</p><p>Swissmetal, con una decisione incomprensibile, basata sulla menzogna e l'inganno, intende smantellare la sede di Reconvilier. Questo smantellamento comporterà la chiusura di Dornach. Il tutto a vantaggio .... della Germania.</p><p>È pur vero che nel nostro Paese questo modo di operare sta diventando una consuetudine: Swissair, Swissmetal e, a breve termine, Swisscom. Insomma: presto ci sarà una "Swiss-tedesca".</p><p>Oggi, 24 marzo 2006, giù la maschera: Swissmetal ha ricevuto offerte d'acquisto per salvare La Boillat. E sapendo che Swissmetal desidera la fine di questo gioiello industriale, siamo convinti che tali offerte non verranno accolte. Semplicemente scandaloso. E non ci si venga a dire che La Boillat va in rovina a causa dello sciopero degli operai! È la direzione di Swissmetal, in particolare il signor Hellweg, che annienterà completamente Swissmetal ....</p><p>In considerazione di quanto precede, il Consiglio federale può indicarci quali misure verranno adottate:</p><p>1. per garantire lo svolgimento e l'esito della mediazione messa in atto dal consigliere federale Deiss?</p><p>2. per far fronte all'inevitabile aumento della disoccupazione che si verificherà nella regione compresa tra Neuchâtel e Basilea?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale conviene con l'autore dell'interrogazione che la gravità del conflitto in atto alla Swissmetal di Reconvilier mette seriamente in pericolo la pace del lavoro dando nel contempo un segnale fortemente negativo. Per questa ragione, il consigliere federale Joseph Deiss - capo del dipartimento competente - ha invitato le parti in conflitto a riunirsi attorno ad un tavolo negoziale, proponendo loro in seguito come mediatore il signor Rolf Bloch. Questo modo di procedere, non convenzionale, è stato accolto con favore dalle parti in conflitto.</p><p>Alle due domande poste dall'autore dell'interrogazione, il Consiglio federale risponde nel modo seguente.</p><p>1. La proposta del consigliere federale Deiss, di affidare l'opera di mediazione al signor Rolf Bloch è stata apprezzata dalle parti in conflitto. Il fine ultimo di tale mediazione consiste nella rapida soluzione dei contrasti in corso a Reconvilier. Riguardo alle modalità da seguire per raggiungere tale obiettivo, la decisione viene lasciata al signor Bloch. Un intervento da parte del Consiglio federale non sarebbe proponibile, anche perché lo svolgimento della mediazione presuppone che le parti interessate - se del caso grazie anche all'intervento di un mediatore - stabiliscano autonomamente forma e contenuti delle discussioni.</p><p>2. La regione compresa tra Neuchâtel e Basilea attualmente può beneficiare - così come il resto della Svizzera - di un'evoluzione positiva della situazione economica. Ad esempio, nel periodo compreso tra gennaio e marzo 2006, nel canton Giura il tasso di disoccupazione è passato dal 4,5 al 4,2 per cento. In termini assoluti, ciò corrisponde ad un calo di 108 unità (dalle 1537 del mese di gennaio alle 1429 di marzo). Se in questa regione dovesse verificarsi un nuovo aumento della disoccupazione, si potrebbe ricorrere a diversi provvedimenti inerenti al mercato del lavoro, da attuare per mezzo dell'assicurazione contro la disoccupazione. Ad esempio, già durante il termine di disdetta è possibile intervenire con misure di outplacement della persona licenziata, in modo da sostenerla nella ricerca di un nuovo impiego. Gli uffici regionali di collocamento dispongono inoltre di strumenti collaudati, da impiegare allo scopo di facilitare il reinserimento nel mercato del lavoro. Chi non riesce a trovare subito un nuovo posto di lavoro come disoccupato ha il diritto di beneficiare, oltre che delle indennità giornaliere, anche di diverse misure per il reinserimento professionale. Tra queste si possono annoverare: corsi, stage di formazione, assegni per il periodo d'introduzione, programmi occupazionali, periodi di pratica professionale e il promovimento dell'attività lucrativa indipendente.</p>  Risposta del Consiglio federale.