<h2>SubmittedText<h2><p><span style="color:windowtext;">I nostri beni culturali sono tenuti in grande considerazione. Purtroppo, la guerra condotta in modo spietato in Ucraina dimostra che numerosi musei e monumenti sono stati minacciati, trafugati o distrutti dagli effetti della guerra.&nbsp;</span></p><p><span style="color:windowtext;">La Svizzera deve disporre di un concetto di attuazione in cui siano definite le misure attuate dalla Confederazione per evacuare e mettere in sicurezza i beni culturali in caso di pericoli naturali, tecnologici o sociali su larga scala oppure di conflitto armato su suolo nazionale. Il rapporto deve indicare se e come i nostri beni culturali possono essere dislocati (anche a grandi distanze), messi in sicurezza o conservati sottoterra. In questo contesto, si dovrebbe considerare la possibilità di garantire una cooperazione con i Paesi vicini per il reciproco deposito a titolo fiduciario dei beni culturali.&nbsp;</span></p><p>Occorre inoltre indicare quali mezzi possono essere utilizzati e come sono regolate le responsabilità tra i competenti uffici federali, cantonali e comunali, le istituzioni culturali pubbliche e private, la protezione civile e l’esercito.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La protezione dei beni culturali in Svizzera è ben preparata per affrontare un conflitto armato, una catastrofe o una situazione d’emergenza. Tuttavia, la guerra in Ucraina dimostra che possono concretizzarsi anche scenari la cui probabilità d’insorgenza era stimata come molto bassa. È quindi opportuno verificare periodicamente i concetti esistenti alla luce degli ultimi sviluppi per individuare eventuali punti deboli o lacune.&nbsp;</p><p>In caso di conflitto armato, catastrofe o situazione d’emergenza, la protezione dei beni culturali è un compito coordinato di Confederazione, Cantoni e Comuni, disciplinato dalla legge federale del 20 giugno 2014 sulla protezione dei beni culturali in caso di conflitti armati, catastrofi e situazioni d’emergenza (LPBC; RS 520.3).&nbsp;</p><p>&nbsp;</p><p>La Confederazione prepara ed esegue le misure di protezione per i beni culturali di sua proprietà o a essa affidati. L’Ufficio federale della protezione della popolazione (UFPP) gestisce l’Inventario svizzero dei beni culturali d’importanza nazionale e regionale (Inventario PBC), ossia i monumenti storici, i siti archeologici e le collezioni di musei, archivi e biblioteche. L’Inventario PBC consente alle organizzazioni d’emergenza (responsabili cantonali PBC, pompieri, polizia e protezione civile) e all’esercito di identificare i beni culturali al fine di proteggerli rapidamente in caso di bisogno.&nbsp;</p><p>&nbsp;</p><p>I Cantoni prevedono misure di protezione per gli oggetti dell’Inventario PBC. Per esempio, allestiscono la documentazione per la messa in sicurezza, i piani d’emergenza e dei microfilm con le informazioni per un’eventuale riparazione o ricostruzione e predispongono rifugi sotterranei per beni culturali.</p><p>&nbsp;</p><p>Poiché la protezione dei beni culturali in caso di eventi maggiori, catastrofi, situazioni d’emergenza e conflitti armati rientra anche nei compiti della protezione civile (art. 28 cpv. 1 lett. e della legge federale sulla protezione della popolazione e sulla protezione civile [LPPC; R<u>S</u> 520.1]), ogni anno si tengono corsi di formazione per i quadri della protezione civile. I Cantoni svolgono esercitazioni d’emergenza nell’ambito di corsi di formazione continua, a volte in collaborazione con le istituzioni culturali. Anche gli stati maggiori dell’esercito, nei loro curriculi formativi vengono formati sulla protezione dei beni culturali.</p><p>&nbsp;</p><p>La Confederazione mantiene contatti a livello nazionale e internazionale nel campo della protezione dei beni culturali, in particolare attraverso la sua partecipazione all’UNESCO a Parigi (organi di governance della Convenzione dell’Aia del 14 maggio 1954 per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato). Per prima in questo campo, la Confederazione mette a disposizione di Stati terzi, su richiesta, un deposito protetto («safe haven») per la custodia a titolo fiduciario dei beni culturali mobili minacciati da un conflitto armato o da una situazione d’emergenza. In caso di conflitto armato o situazione d’emergenza, naturalmente anche la Svizzera potrebbe ricorrere a questo porto sicuro se necessario.&nbsp;</p><p>&nbsp;</p><p>Secondo il Consiglio federale, le misure attualmente adottate per proteggere adeguatamente il patrimonio culturale svizzero in caso di conflitto armato, catastrofe o situazione d’emergenza sono sufficienti. L’elaborazione di un concetto complementare non è quindi necessaria al momento, ma sarà esaminata nel contesto dell’analisi della guerra in Ucraina.&nbsp;</p>