<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di sottoporre al Parlamento un disegno di modifica delle disposizioni legali che permetta di trasferire i richiedenti l'asilo in Svizzera in uno Stato terzo che effettui le relative procedure e permetta loro di restare in caso di riconoscimento della qualità di rifugiato o di concessione di una protezione provvisoria.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale si è già espresso a più riprese in merito all'idea di istituire centri d'asilo in Stati terzi sicuri: ne illustra i vantaggi e gli svantaggi ad esempio nel suo rapporto "Ridefinizione di Schengen-Dublino, coordinamento europeo e ripartizione degli oneri", pubblicato a maggio 2017 in adempimento del postulato Pfister 15.3242 del 19 marzo 2015. Nel rapporto è giunto alla conclusione che una delocalizzazione delle procedure d'asilo porrebbe questioni giuridiche complesse e richiederebbe accordi con Stati terzi disposti a creare tali centri sul loro territorio. A questi Paesi dovrebbero inoltre essere richieste garanzie in merito al rispetto di standard procedurali sufficienti e dei diritti umani. Il Consiglio federale ritiene che al momento accordi di questo tipo non siano realistici.</p><p>Nel 2021 si è espresso a più riprese anche in merito al piano danese di delocalizzare le procedure d'asilo in uno Stato terzo: ad esempio nella risposta all'interpellanza Hess 21.3387 del 19 marzo 2021 "La visione danese "zero richiedenti l'asilo". Un'opzione anche per la Svizzera?" e nel parere relativo alla mozione Quadri 21.3785 del 17 giugno 2021 "Svizzera come la Danimarca. Creare centri asilanti in paesi extraeuropei". Il piano danese non è ancora stato attuato e nulla lascia supporre che lo sarà in un prossimo futuro.</p><p>Come già nella sua risposta all'interpellanza Hess 21.3387, il Consiglio federale rinvia al riassetto del sistema d'asilo svizzero, posto in vigore nel marzo 2019, che ha portato a una chiara diminuzione delle domande d'asilo manifestamente infondate. Il Consiglio federale sottolinea parimenti l'importanza della cooperazione europea al fine di proteggere le frontiere esterne dello spazio Schengen e permettervi il trattamento delle domande d'asilo infondate. In questo senso sostiene le grandi linee del pacchetto di riforme sull'asilo e la migrazione che la Commissione europea ha presentato nel settembre 2020. Il Consiglio federale è convinto dell'opportunità per la Svizzera di proseguire questi sforzi sia a livello nazionale sia sul piano europeo.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.