<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di definire la crescita finanziaria sostenibile della cooperazione internazionale allo sviluppo nonché il livello di crescita delle spese della cooperazione internazionale al fine di prorogare dal 2015 al 2020 il termine per l'innalzamento dell'aiuto pubblico allo 0,5 per cento del reddito nazionale lordo.   </p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel messaggio del 15 febbraio 2012 concernente la cooperazione internazionale 2013-2016, il Consiglio federale ha formulato l'obiettivo di aumentare l'aiuto svizzero allo sviluppo (APS) allo 0,5 per cento del reddito nazionale lordo (RNL) entro il 2015. Il Parlamento ha accolto questa proposta ad ampia maggioranza.</p><p>La lotta alla povertà nel mondo e ai rischi transfrontalieri richiede una stretta cooperazione internazionale. La Svizzera riserva un'alta priorità a questa cooperazione per motivi di solidarietà e in quanto Paese fortemente integrato sulla scena internazionale, ma ovviamente anche per difendere i propri interessi. La quota media dell'APS dei 24 Paesi donatori dell'OCSE era dello 0,43 per cento nel 2012 e dello 0,47 per cento nel 2011. La quota della Svizzera ha raggiunto lo 0,45 per cento sia nel 2011 sia nel 2012. Conformemente alle direttive del comitato di aiuto allo sviluppo dell'OCSE è computabile all'APS anche l'aiuto a richiedenti l'asilo durante il primo anno di soggiorno in Svizzera. Queste uscite rappresentano un quarto della quota dell'APS della Svizzera.</p><p>L'obiettivo fissato dall'ONU prevede una quota dell'APS dello 0,7 per cento del RNL. Cinque Paesi paragonabili alla Svizzera in termini di grado di globalizzazione e benessere (Lussemburgo, Svezia, Norvegia, Danimarca, Paesi Bassi) hanno già superato questo obiettivo dell'ONU. Nel 2012, sulla scia della crisi economica e finanziaria sono stati decisi forti tagli, soprattutto nei Paesi del sud dell'Europa (Spagna, Italia, Grecia, Portogallo). Ma anche altri Paesi (p. es. Belgio, Paesi Bassi) hanno ridotto i fondi. In questo contesto, la decisione del Parlamento di aumentare il contributo svizzero alla lotta alla povertà è stata accolta molto favorevolmente a livello internazionale. Un passo indietro, come chiede l'autore della mozione, indebolirebbe sensibilmente la posizione della Svizzera e la sua reputazione quale partner affidabile nella cooperazione internazionale.</p><p>La discussione sull'aumento dell'aiuto allo sviluppo ha alle spalle una lunga storia: l'8 dicembre 2008 il Parlamento aveva incaricato il Consiglio federale di presentare un messaggio volto ad aumentare l'APS allo 0,5 per cento del RNL entro il 2015. Nel rapporto del 21 ottobre 2009 il Consiglio federale aveva spiegato che, pur essendoci motivi a sostegno di un aumento della quota dell'APS allo 0,5 per cento, non chiedeva aumenti vista la situazione economica e finanziaria. Il Parlamento ha però mantenuto la sua posizione e il 28 febbraio 2011 ha deciso, sulla scorta del messaggio del 17 settembre 2010 concernente l'aumento dei mezzi destinati al finanziamento dell'aiuto pubblico allo sviluppo, di portare la quota dell'APS allo 0,5 per cento del RNL entro il 2015. Nel piano finanziario di legislatura 2013-2015 il Consiglio federale ha quindi previsto i fondi necessari.</p><p>Un rallentamento dell'aumento dei mezzi destinati all'aiuto allo sviluppo equivarrebbe a un taglio dei crediti quadro della cooperazione internazionale decisi nel 2012. Il processo di sviluppo e ampliamento dei programmi bilaterali prioritari dovrebbe essere interrotto o non potrebbe essere attuato secondo i piani. I contributi previsti per organizzazioni e fondi multilaterali, come il CICR, il programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo, l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, l'Unicef, l'OMS, Unaids, UN WOMEN e le istituzioni finanziarie internazionali (Banca mondiale, banche regionali di sviluppo, ecc.), dovrebbero essere corretti verso il basso. Tra il 2013 e il 2016 sono inoltre previsti vari progetti a lungo termine, segnatamente nel settore infrastrutturale (durata: 5-8 anni), che sarebbero rimessi in questione se la mozione fosse attuata.</p><p>Il Consiglio federale non vede alcun motivo di allungare l'orizzonte temporale per l'aumento dei mezzi destinati all'aiuto pubblico allo sviluppo. Non ha però escluso questo settore dal pacchetto di consolidamento e di verifica dei compiti (PCon) 2014, sottoposto al Parlamento.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.