<h2>SubmittedText<h2><p>Nel quadro della LAMal, il principio dell'economicità si applica anche agli assicuratori malattie e in particolare ai loro costi amministrativi. Dall'introduzione della LAMal l'aumento dei costi amministrativi delle casse malati va di pari passo con l'aumento dei costi a carico dell'AOMS. In media i costi amministrativi degli assicuratori malattie si aggirano intorno al 5 per cento dei costi complessivi. In alcune casse arrivano però fino al 10 per cento. Attualmente non è possibile dire se le spese amministrative di un assicuratore malattie siano giustificate rispetto a quelle di un altro. Non tutte le casse malati pubblicano infatti le percentuali dei controlli delle fatture che si sono rivelati utili e di quelli che invece sono risultati inutili.</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Perché gli assicuratori malattie non riescono a realizzare economie di scala sui costi amministrativi?</p><p>2. Come verifica l'UFSP i costi amministrativi degli assicuratori malattie con costi superiori alla media?</p><p>3. Quali sono le giustificazioni fornite dalle casse malati i cui costi amministrativi sono superiori alla media?</p><p>4. L'UFSP dispone di mezzi per costringere le casse malati con costi amministrativi elevati a ridurli?</p><p>5. L'UFSP dispone delle statistiche delle percentuali dei controlli delle fatture che si sono rivelati utili e di quelli che invece sono risultati inutili di ogni cassa malati?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Non disponendo della medesima struttura, non tutti gli assicuratori sono in grado di realizzare economie di scala: quelli con un effettivo importante di assicurati, ad esempio, possono beneficiare di sinergie. In effetti, il loro personale i cui salari costituiscono i tre quarti dei costi amministrativi, non aumenta in modo lineare in rapporto all'effettivo degli assicurati.</p><p>2. L'autorità di vigilanza esamina i costi amministrativi degli assicuratori nel quadro del controllo dei conti annuali comparando le cifre di ogni assicuratore con la media dell'intero settore. Quando un assicuratore presenta costi amministrativi che superano in maniera significativa questa media, l'autorità di vigilanza ne esige la giustificazione con i relativi dettagli. Se l'assicuratore non è in grado di fornire spiegazioni plausibili, l'autorità di vigilanza gli chiede di esporre ogni voce individuale dei costi amministrativi, compilando un modulo di registrazione ad hoc.</p><p>Se l'assicuratore non riesce a giustificare l'ammontare dei suoi costi amministrativi, l'autorità di vigilanza ha la competenza di procedere a un controllo approfondito sul posto. L'assicuratore deve garantire il libero accesso a tutte le informazioni che essa ritiene pertinenti (art. 34 cpv. 3 della legge concernente la vigilanza sull'assicurazione sociale contro le malattie, LVAMal; RS 832.12).</p><p>3. Negli ultimi anni, numerosi assicuratori hanno effettuato costosi investimenti nelle tecnologie dell'informazione, un ambito con cui sperano a lungo termine di ridurre i costi amministrativi. A seconda della taglia dell'assicuratore, in un primo tempo simili investimenti gravano in modo più o meno forte sui costi amministrativi.</p><p>4. Secondo l'articolo 19 capoverso 1 LVAMal, gli assicuratori devono contenere i costi amministrativi dell'assicurazione sociale malattie entro i limiti propri ad una gestione economica. In questi costi rientrano i costi degli intermediari e le spese per la pubblicità.</p><p>L'autorità di vigilanza ha la facoltà di adottare provvedimenti conservativi ai sensi dell'articolo 38 LVAMal nel caso in cui l'assicuratore malattie non è in grado di giustificare i suoi costi amministrativi eccessivi.</p><p>5. L'UFSP non dispone di queste statistiche.</p>  Risposta del Consiglio federale.