<h2>SubmittedText<h2><p>Di recente la Svizzera si è più volte dimostrata un utile complice dell'apparato al potere in Russia nel frenare o annientare avversari politici o dirigenti economici malvisti.</p><p>Risulta quindi che in caso di domande di assistenza giudiziaria provenienti dalla Russia il Ministero pubblico della Confederazione spesso non verifica affatto o a sufficienza se il procedimento è politicamente motivato. Spesso sono violati principi fondamentali dello Stato di diritto. Nel caso Magnitski la giustizia svizzera ha sostenuto addirittura le indagini russe nei confronti di un morto. Anche contro il banchiere Andrei Borodin il Ministero pubblico della Confederazione ha avviato, nel 2011, un procedimento per sospetto di riciclaggio di denaro, facendone congelare i conti nonostante fosse evidente che il procedimento in Russia era di natura meramente politica; Borodin ha infatti ottenuto l'asilo in Inghilterra.</p><p>D'altro canto, gli inquirenti svizzeri si vedono spesso respingere le domande di assistenza giudiziaria presentate a Mosca e non sono in grado di interrogare o far interrogare in Russia gli accusati. Le rogatorie elvetiche alla Procura generale russa spesso non ricevono risposta.</p><p>Prego pertanto il Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Quali direttive sono applicate per decidere se fornire o no assistenza giudiziaria a un Paese?</p><p>2. Il Consiglio federale non ritiene che la Russia spesso non adempia le condizioni dello Stato di diritto per ottenere assistenza giudiziaria dalla Svizzera?</p><p>3. Le autorità russe non andrebbero incitate a migliorare sensibilmente la situazione politica e giuridica segnalando loro che in caso contrario potrebbero non ottenere più assistenza giudiziaria?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Le direttive per la concessione dell'assistenza giudiziaria e i possibili motivi di rifiuto figurano nella legge federale sull'assistenza internazionale in materia penale (AIMP), in particolare nell'articolo 2 sui requisiti del procedimento all'estero e nell'articolo 3 sui motivi di esclusione inerenti al tipo di reato. Le disposizioni dell'AIMP sono applicabili se altre leggi o convenzioni internazionali non dispongono altrimenti. In presenza di trattati internazionali valgono pertanto i motivi di esclusione ivi previsti. Per i rapporti di assistenza giudiziaria tra la Svizzera e la Russia si applica in primo luogo la Convenzione di assistenza giudiziaria in materia penale del Consiglio d'Europa, che all'articolo 2 prevede la possibilità di rifiutare l'assistenza giudiziaria se la Parte richiesta ritiene che l'esecuzione della domanda è di natura tale da nuocere alla sovranità, alla sicurezza, all'ordine pubblico o ad altri interessi essenziali del suo Paese.</p><p>2. Il Consiglio federale non dispone di indizi secondo cui il Ministero pubblico della Confederazione o altre autorità non verificherebbero a sufficienza le rogatorie provenienti dalla Russia. L'AIMP mette a disposizione degli interessati mezzi di impugnazione dinnanzi al Tribunale penale federale e al Tribunale federale, che esaminano in maniera approfondita, nell'ambito delle loro competenze, l'ammissibilità dei provvedimenti rogatoriali, anche in relazione ai possibili motivi di rifiuto. Finora il Tribunale penale federale e il Tribunale federale hanno respinto soltanto in via eccezionale rogatorie russe a causa di timori per lo Stato di diritto.</p><p>3. Il Consiglio federale ritiene che i rapporti di assistenza giudiziaria non si prestino per esercitare pressione politica su altri Stati, in particolare quando - come con la Russia - si fondano sugli obblighi previsti dalla Convenzione di assistenza giudiziaria in materia penale del Consiglio d'Europa.</p>  Risposta del Consiglio federale.