<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di istituire un osservatorio nazionale della violenza domestica e di genere.</p><p>&nbsp;</p><p>La Svizzera ha finito per riconoscere il problema della violenza domestica e di genere ratificando nel 2018 la Convenzione di Istanbul (lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica). Tuttavia, la gravità e la portata del problema sono ancora sottovalutate. Resta ancora molto da fare nella lotta a questa forma di violenza, visto che il nostro Paese vanta il triste bilancio di un femminicidio ogni quindici giorni e oltre 50 casi di violenza al giorno. E parliamo soltanto dei casi denunciati.</p><p>&nbsp;</p><p>Malgrado i progressi nella presa di coscienza del problema e il piano d’azione nazionale a più livelli messo in atto, il federalismo resta un ostacolo alle politiche di prevenzione. Prendiamo ad esempio i posti in strutture di accoglienza per donne vittime di violenza: alcuni Cantoni ne dispongono di un buon numero, altri invece ne hanno pochissimi. Un altro esempio sono i programmi socio-educativi per gli autori di violenza: in alcuni Cantoni non sono disponibili oppure non sono facilmente accessibili e risultano poco noti ai professionisti. Inoltre, le risorse finanziarie messe a disposizione sono ancora insufficienti per sviluppare politiche pubbliche coordinate a livello nazionale. Nel suo rapporto di valutazione del 2022 il GREVIO riporta una serie di lacune proprio in questo settore in Svizzera, tra cui quelle citate.</p><p>&nbsp;</p><p>La Svizzera deve inoltre migliorare il monitoraggio dei progetti. È in particolare necessario raccogliere dati consolidati a livello nazionale, valutare la pertinenza delle misure messe in atto e, se necessario, individuare eventuali lacune per poterle colmare.</p><p>&nbsp;</p><p>La violenza domestica deve essere vista non soltanto come un problema sociale, ma anche come un problema di salute pubblica.</p><p>&nbsp;</p><p>Per questo motivo e per poter adempiere le raccomandazioni del GREVIO, è giunto il momento di istituire un osservatorio.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><div><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">Nel 2018, nella sua risposta all’interpellanza Fehlmann Rielle 18.3109 «Per un osservatorio della violenza contro le donne», il Consiglio federale ha dichiarato di non ritenere necessario valutare l’opportunità di istituire un osservatorio di questo tipo considerati i lavori in corso e previsti per l’attuazione della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (Convenzione di Istanbul; RS 0.311.35). A tutt’oggi è del medesimo parere.</span></p><p style="margin-top:6pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">Dall’entrata in vigore della Convenzione di Istanbul nel 2018 e conformemente a quanto prescritto dal suo articolo 10, l’Ufficio federale per l’uguaglianza fra donna e uomo (UFU) funge da organismo di coordinamento nazionale ed è responsabile, oltre che del coordinamento e della valutazione delle misure, anche del monitoraggio dell’applicazione del trattato. A questo scopo l’UFU siede negli organi competenti e lavora in stretta collaborazione con altri servizi federali, i Cantoni, i Comuni e la società civile. Nel quadro del Piano d’azione nazionale della Svizzera per l’attuazione della Convenzione di Istanbul 2022-2026, i tre livelli istituzionali hanno definito un catalogo di 44 misure specifiche che verranno concretizzate in modo coordinato entro il 2026. Nel 2024 è previsto un primo bilancio e nel 2025 la Svizzera riferirà nuovamente al Consiglio d’Europa sullo stato di attuazione delle misure e della Convenzione.</span></p><p style="margin-top:6pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">Diversi lavori condotti dall’Ufficio federale di statistica (UST) con la partecipazione dell’UFU sono inoltre finalizzati ad ampliare la base dei dati già disponibili a livello nazionale sulla violenza di genere, la violenza sessualizzata e la violenza domestica. Il 14 novembre 2023, l’UST ha ad esempio aggiunto una nuova sottopagina sulla violenza sessualizzata alle pagine web della Statistica criminale di polizia (Ufficio federale di statistica &gt; Trovare statistiche &gt; Criminalità e diritto penale &gt; Polizia &gt; Violenza sessualizzata). Prevede inoltre di pubblicare nel 2025 i risultati dell’indagine supplementare su tutti i tentati omicidi e gli omicidi commessi registrati dalla polizia condotta nel periodo 2019-2023. Sono in corso anche lavori preparatori per uno studio di prevalenza nazionale sulla violenza domestica, la violenza sessualizzata e la violenza di genere, i cui primi risultati dovrebbero essere disponibili alla fine del 2028. L’ampliamento della base dei dati costituisce un punto di partenza fondamentale per una lotta e una prevenzione efficaci di queste forme di violenza.</span></p><p style="margin-top:6pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">Per quanto riguarda i posti di accoglienza, il postulato 23.3016 depositato dalla Commissione della scienza, dell’educazione e della cultura del Consiglio nazionale «Minori e giovani adulti vittime di violenza. Quali soluzioni esistono nelle singole regioni?» incarica il Consiglio federale di elaborare soluzioni per migliorare l’offerta. La Confederazione sostiene i Cantoni nella preparazione di un rapporto al riguardo che dovrebbe essere disponibile entro la fine del 2024.</span></p><p style="margin-top:6pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">In considerazione di quanto suesposto, il Consiglio federale resta del parere che non vi sia motivo di istituire un osservatorio aggiuntivo al centro di coordinamento nazionale (UFU) già operativo.</span></p></div><br><br>Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.