<h2>SubmittedText<h2><p>Il mercato europeo della logistica ha conosciuto grandi cambiamenti. Sulle nostre strade, la quota di autocarri immatricolati nei Paesi dell'Est è fortemente aumentata e il settore svizzero dei trasporti ne avverte inevitabilmente le conseguenze sul piano economico. I salari e le prestazioni sociali degli autisti di questi Paesi sono minori di quelli dei conducenti della Svizzera o di altri Paesi dell'Europa occidentale.</p><p>Il 31 gennaio 2017 i Ministri dei trasporti di otto Stati membri dell'UE e la Norvegia hanno siglato la cosiddetta Road Alliance, un'intesa volta a migliorare il rispetto della legislazione sociale, garantire lo scambio di esperienze relative ai controlli del traffico merci e sviluppare posizioni comuni. A questo proposito chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Ritiene che la politica di trasferimento del traffico risenta dei bassi salari? Se sì, in che modo?</p><p>2. Cosa può dire dei salari corrisposti nel traffico merci stradale transalpino? Negli ultimi anni come sono cambiati?</p><p>3. Come si riflettono i cambiamenti nel settore svizzero dell'autotrasporto?</p><p>4. È stato contattato dagli Stati firmatari della Road Alliance e invitato a partecipare?</p><p>5. In che misura può immaginarsi di partecipare alla Road Alliance?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. L'Osservatorio del traffico merci nella regione alpina Svizzera-UE monitora l'evoluzione dei prezzi nel trasporto di merci attraverso le Alpi. Secondo il rapporto annuale 2015, nel settore degli autotrasporti internazionali a lunga e a breve distanza che attraversano la Svizzera i costi del personale ammontano a meno del 20 per cento dei costi totali. Nell'autotrasporto transalpino di merci attraverso la Svizzera, i costi totali di un viaggio sono di circa 1,50 o 1,60 euro al chilometro. La quota maggiore è rappresentata dai costi d'esercizio, seguiti dai pedaggi e dai costi per l'energia e per il carburante. I costi per i salari si aggirano sui 0,25 o 0,26 euro per chilometro.</p><p>Il Consiglio federale non dispone di dati statistici concernenti il livello e l'evoluzione dei salari nel settore dell'autotrasporto transalpino di merci. La politica di trasferimento dovrebbe però risentire solo in misura minima dell'evoluzione dei salari, visto che i rispettivi costi rappresentano solo una quota ridotta dei costi totali.</p><p>3. Grazie al divieto di cabotaggio vigente in Svizzera l'autotrasporto interno di merci è protetto contro la concorrenza estera. Nell'autunno 2015, nell'ambito delle misure di accompagnamento adottate in relazione alla libera circolazione delle persone, la Commissione tripartita della Confederazione ha invitato le parti sociali del settore dell'autotrasporto a una riunione per uno scambio d'informazioni. Secondo le parti sociali il franco forte ha messo il settore sotto pressione, le imprese di trasporto estere non sempre rispettano il divieto di cabotaggio, con conseguente aumento della pressione concorrenziale, e in alcuni casi sono stati occupati frontalieri con bassi salari. La Commissione ha deciso di porre il mercato del lavoro del settore sotto una più stretta vigilanza. In particolare i Cantoni di frontiera sono stati sollecitati a effettuare controlli approfonditi nel 2016 e 2017. I primi risultati sono attesti per la fine del 2017.</p><p>4. Nel maggio del 2017 la Missione della Svizzera presso l'Unione europea è stata contattata dai Paesi Bassi e dal Lussemburgo, che hanno invitato la Svizzera ad aderire all'Alleanza. Nel giugno del 2017 è pervenuto alla presidente della Confederazione Doris Leuthard un invito ufficiale del ministro dei trasporti lussemburghese.</p><p>5. Con lettera del 21 giugno 2017 la presidente della Confederazione ha accolto l'invito del Lussemburgo.</p>  Risposta del Consiglio federale.