<h2>SubmittedText<h2><p>Ogni settimana vengono alla luce nuovi dettagli scottanti sullo scandalo INSAI, che sembra coinvolgere un numero sempre maggiore di persone. V'è da temere che la situazione di monopolio abbia fatto prevalere gli interessi di ben noti gruppi di potere sulla competenza tecnica e sulla lealtà nel servizio alla collettività. È ormai chiaro che nello scandalo INSAI sono implicati rappresentanti di spicco delle associazioni economiche, dei sindacati e anche delle più alte sfere dei partiti. I fatti richiamano alla memoria altre vicende spiacevoli avvenute nel nostro Paese. Ciononostante il consigliere federale a cui compete la vigilanza sull'INSAI si oppone a un'inchiesta indipendente condotta da un dipartimento non coinvolto.</p><p>1. Il Consiglio federale condivide l'opinione che questa situazione è in parte dovuta alla posizione di monopolio dell'INSAI e che sarebbe ora di valutare la soppressione di questo monopolio?</p><p>2. Vista la situazione, ritiene ancora opportuno che l'INSAI non disponga di un organo di revisione (esterno) indipendente?</p><p>3. Ritiene che l'UFSP abbia svolto correttamente i suoi compiti di vigilanza?</p><p>4. È in grado di garantire un'inchiesta indipendente, nonostante il presidente e il vicepresidente del CdA dell'INSAI, il direttore e il capodivisione interessato del competente ufficio federale e il consigliere federale responsabile appartengano allo stesso partito?</p><p>5. Può garantire un'inchiesta indipendente da parte del Controllo delle finanze, nonostante il suo capo sia membro del CdA dell'INSAI?</p><p>6. È indicato che l'UFSP, pure coinvolto nella vicenda, svolga l'inchiesta? Non sarebbe più sensato affidarla ad un altro dipartimento o ad un altro organo?</p><p>7. Viste le numerose attività accessorie dei membri della direzione dell'INSAI e la riluttanza del CdA a vietarle, non ritiene che sia il caso di intervenire e modificare le direttive interne? Oppure reputa irrilevante il fatto che impiegati statali lautamente remunerati svolgano nel tempo libero attività accessorie direttamente connesse con la loro attività principale?</p><p>8. Come giudica la necessità di riorganizzare l'INSAI? Condivide l'opinione che bisogna intervenire con urgenza, non da ultimo alla luce della quotazione dei titoli?</p><p>9. Vi sono altre imprese vicine alla Confederazione i cui organi direttivi sono composti in base all'appartenenza politica?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>I "fatti" menzionati nell'interpellanza, pervenuti al pubblico e alla stampa, sono attualmente oggetto di chiarimenti. Da un lato, su richiesta del Ministero pubblico della Confederazione, l'Ufficio dei giudici istruttori federali ha avviato un'indagine preliminare, tuttora in corso. Dall'altro, le questioni inerenti agli affari immobiliari, alla vigilanza e all'organizzazione dell'INSAI sono contemplate dall'attuale revisione della legge federale sull'assicurazione contro gli infortuni (LAINF; RS 832.20) ed esaminate nel quadro delle indagini condotte dal Dipartimento federale dell'interno, cui seguirà un rapporto all'attenzione del Consiglio federale. Per poter trarre conclusioni definitive e adottare provvedimenti bisogna prima conoscere il risultato delle diverse indagini in corso.</p><p>Il Consiglio federale si è inoltre già espresso sugli affari immobiliari e sull'organizzazione del consiglio di amministrazione dell'INSAI in diversi interventi parlamentari.</p><p>1. Secondo il Consiglio federale, le irregolarità rilevate nell'ambito degli affari immobiliari dell'INSAI non hanno niente a che vedere con la particolare posizione che quest'ultimo occupa quale istituto indipendente di diritto pubblico con un monopolio parziale. Episodi criminali possono verificarsi in qualsiasi impresa. Stando alle informazioni attualmente disponibili si può però affermare che certe lacune nell'organizzazione e nel disbrigo degli affari immobiliari dell'INSAI potrebbero aver favorito tali irregolarità.</p><p>Durante la seduta del 22 dicembre 2004, il Consiglio federale ha deciso di mantenere il monopolio parziale dell'INSAI, poiché l'analisi costi-benefici dell'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni presentata dall'Istituto di ricerca per l'economia empirica e l'economia politica dell'Università di San Gallo (HSG-Forschungsinstitut für Empirische Ökonomie und Wirtschaftspolitik) nell'estate 2004, oltre a non aver evidenziato alcuna inadempienza significativa, ha permesso di constatare chiaramente che l'INSAI, rispetto agli assicuratori-infortuni privati, vanta buoni risultati per quanto riguarda il rapporto tra le prestazioni assicurative da esso versate e le sue entrate.</p><p>2. Anche se la LAINF non lo prescrive espressamente, l'INSAI, su propria iniziativa, affida il controllo annuale esterno delle sue attività a rinomate società di revisione indipendenti (attualmente alla KPMG Fides Peat). L'Istituto cambia regolarmente, dopo qualche anno, l'organo di revisione esterno.</p><p>3. Secondo l'articolo 61 capoverso 3 LAINF, l'INSAI sottostà all'alta vigilanza del Consiglio federale. In quest'ambito i compiti sono garantiti dal DFI e dall'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ad esso subordinato. L'alta vigilanza sull'INSAI è completata dalla vigilanza diretta esercitata dal consiglio di amministrazione nominato dal Consiglio federale (art. 63 cpv. 4 lett. i LAINF). Stando alle informazioni attualmente disponibili, l'UFSP ha svolto debitamente i suoi compiti nel quadro delle prescrizioni legali.</p><p>4. Né il Consiglio federale né i servizi ad esso subordinati stanno conducendo un'indagine sull'INSAI. Su richiesta del Ministero pubblico della Confederazione, l'Ufficio dei giudici istruttori federali si sta già occupando della questione. Inoltre gli affari immobiliari dell'INSAI sono stati esaminati da periti esterni. I relativi rapporti sono stati trasmessi al DFI a metà dicembre del 2005. Il Consiglio federale non ha alcun motivo di dubitare dell'imparzialità degli esperti. I rapporti d'inchiesta sono attualmente analizzati dal DFI, che ne menzionerà i risultati nel suo rapporto all'attenzione del Consiglio federale.</p><p>5. Il Controllo federale delle finanze (CDF) non ha aperto alcuna indagine sull'INSAI. Per quanto riguarda la gestione dell'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e della sicurezza sul lavoro l'INSAI non sottostà al CDF. Quest'ultimo adempie compiti di vigilanza unicamente per quanto concerne l'esecuzione dell'assicurazione militare, integrata nell'INSAI il 1° luglio 2005. Per questo motivo, con lettera del 7 luglio 2005, il direttore del CDF ha inoltrato le sue dimissioni dal consiglio di amministrazione dell'istituto con effetto a partire dal 1° gennaio 2006.</p><p>6. Il 19 ottobre 2005, il Consiglio federale ha esaminato se il DFI fosse competente per l'elaborazione del rapporto sugli affari immobiliari dell'INSAI. Ritenendo che il dipartimento in questione disponesse dell'indipendenza e delle conoscenze necessarie in materia, l'esecutivo ha deciso di assegnargli ufficialmente tale compito.</p><p>7. I membri di direzione dell'INSAI e tutti i suoi collaboratori non sono considerati impiegati statali. Alle imprese vicine alla Confederazione quali l'INSAI è tuttavia applicabile l'ordinanza sulla retribuzione dei quadri (RS 172.220.12). Giusta l'articolo 11 di detta ordinanza l'organo direttivo superiore di ciascuna impresa - nel caso dell'INSAI il consiglio di amministrazione - decide se autorizzare l'esercizio di un'occupazione accessoria. Per sapere se la disposizione in questione sia o meno appropriata e se si debbano eventualmente adottare modifiche bisognerà attendere che il DFI presenti il suo rapporto.</p><p>8. Stando al rapporto pubblicato sulla situazione finanziaria dell'INSAI, gli investimenti di capitali continuano ad essere valutati secondo i principi di bilancio riconosciuti dalle norme Swiss GAAP FER. Essenzialmente viene dunque applicato il cosiddetto metodo del valore più basso, vale a dire che, fino alla loro vendita, i titoli sono valutati e iscritti a bilancio in base al principio del valore più basso. Dopo la presentazione del rapporto del DFI si deciderà se è necessario intervenire.</p><p>9. In conformità all'articolo 63 capoverso 2 LAINF, il consiglio di amministrazione dell'INSAI è eletto dal Consiglio federale su proposta delle organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori, tenendo conto delle diverse regioni del Paese e delle categorie professionali. I rappresentanti della Confederazione vengono scelti, in particolare, sulla base di criteri tecnici. La direzione dell'INSAI è nominata dal Consiglio federale, su proposta del consiglio di amministrazione (art. 64 LAINF). L'appartenenza politica non costituisce dunque un elemento determinante.</p>  Risposta del Consiglio federale.