<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Secondo il piano d'azione per uno sviluppo sostenibile del 1997, l'obiettivo del Consiglio federale è di prendere maggiormente in considerazione, anche sul piano internazionale, le esigenze di una politica che da un punto di vista ecologico, economico e sociale sia all'altezza delle sfide future in tutti i campi d'attività. Già nel dicembre 1994, con l'approvazione del postulato Zbinden, il Consiglio federale si era impegnato a tener conto, anche nell'ambito dell'OMC, delle regole multilaterali nel settore delle norme sull'ambiente e sul lavoro legate al commercio. Va qui rammentato che gli accordi OMC lasciano un certo margine di manovra agli Stati nell'elaborazione della loro politica ambientale e sociale. L'obiettivo di questi sforzi non è tuttavia quello trasformare le organizzazioni commerciali in istituzioni che emanano prescrizioni materiali sulle norme ambientali e sociali. La determinazione e l'applicazione di norme internazionali in campo ambientale e sociale deve rimanere anzitutto compito di programmi, accordi e istituzioni internazionali competenti in materia (UIL, PNUA, accordi multilaterali sull'ambiente). In questo senso, la Svizzera ha collaborato in modo costruttivo negli ultimi anni in seno alle istituzioni competenti ed ha sostenuto attivamente la conclusione di accordi multilaterali efficaci. Il Consiglio federale si adopera parimenti affinché anche nell'elaborazione di regole commerciali internazionali si tenga maggiormente conto degli aspetti ambientali e sociali e affinché la liberalizzazione del commercio favorisca lo sviluppo sostenibile. A tale riguardo è importante garantire la compatibilità reciproca delle regole commerciali internazionali e degli accordi in campo ambientale. Si tratta inoltre di ancorare nel diritto internazionale pubblico strumenti nazionali riconosciuti di salvaguardia dell'ambiente, come i pagamenti diretti e le tasse d'incentivazione. A questo proposito si rivela necessaria una ripartizione dei compiti efficiente e coerente tra le diverse istituzioni e i vari strumenti. In generale, occorre determinare il margine di manovra di cui dispone l'OMC per le sue azioni e le sue misure che attengono all'interazione fra il commercio e l'ambiente, il commercio e lo sviluppo, il commercio e il sociale o il commercio e le finanze, in modo da non minare la sfera di competenze delle altre organizzazioni interessate.</p><p>(ad 1) L'OMC persegue l'obiettivo fondamentale di garantire il benessere. Nel suo preambolo è peraltro stabilito che ciò deve avvenire in sintonia con l'obiettivo dello sviluppo sostenibile. Anche se l'ambiente e le norme sociali non sono stati di per sé temi di negoziazione durante l'Uruguay Round (UR), alcuni aspetti ecologici e sociali sono già integrati in singoli accordi dell'UR, come per esempio in quelli relativi all'agricoltura, ai sussidi, alla proprietà intellettuale o ai servizi; anche il GATT 94 prevede all'articolo XX delle eccezioni, in particolare per ragioni ecologiche o per impedire talune forme di lavoro nelle prigioni. A Marrakesch, in occasione della conclusione dell'Uruguay Round, l'esame dei punti di contatto fra commercio e ambiente nonché la trattazione di questioni relative allo sviluppo sostenibile divennero parte integrante dei lavori dell'OMC. Nel 1995 è stato istituito un comitato permanente per il commercio e l'ambiente (CTE), il quale ha definito un programma comprendente dieci ambiti tematici che copriva un ampio spettro di questioni meritevoli di essere esaminate. Basti menzionare la valutazione degli effetti della liberalizzazione del commercio internazionale sull'ambiente e sullo sviluppo sostenibile e il rapporto fra norme dell'OMC e disposizioni degli accordi in materia ambientale. Il compito del comitato non è quello di negoziare bensì di raggiungere un'intesa comune su soggetti in parte complessi. Negli ultimi tempi non sono stati praticamente conseguiti risultati concreti e i lavori si sono concentrati in particolare sullo scambio delle posizioni nazionali sempre nell'intento di migliorare la comprensione reciproca e di giungere ad un consenso sullo sviluppo del sistema commerciale multilaterale. L'interesse si è incentrato soprattutto sul tema dei rapporti fra OMC e accordi multilaterali in materia di ambiente; inoltre sono state trattate questioni relative agli effetti delle misure ambientali sull'accesso ai mercati (segnatamente per i Paesi in sviluppo), il rapporto fra il sistema commerciale e le tasse ecologiche nonché la questione dei metodi di produzione e dei marchi di qualità. Queste discussioni furono condotte in parte in collaborazione con altri comitati, come quello preposto agli ostacoli tecnici al commercio. Nessuno contesta l'utilità del lavoro del CTE e pertanto la necessità di proseguirlo. D'altra parte, sono attualmente in corso vari studi internazionali che analizzano le interazioni fra la liberalizzazione del sistema commerciale, l'ambiente e la società e forniranno alla comunità internazionale degli Stati, in generale, e alla Svizzera, in particolare, ulteriori importanti indicazioni sul modo di raggiungere i loro obiettivi di sviluppo sostenibile.</p><p>(ad 2) I temi che trattano le relazioni tra il commercio e l'ambiente, nonché tra il commercio e le norme sociali sono ancora oggetto di accese discussioni in seno ai vari fori internazionali. Mentre alcuni vi vedono un complemento indispensabile del sistema per ridurre gli effetti negativi e migliorare la sostenibilità dello sviluppo, altri temono che le disposizioni ambientali e sociali delle norme OMC vengano utilizzate in modo sleale, ossia, a favore del protezionismo. In questo contesto, il Consiglio federale ritiene che la Svizzera debba continuare a collaborare in seno ai vari comitati dell'OMC con Paesi che condividono le stesse idee affinché possano essere trovate soluzioni pratiche che prendano meglio in considerazione l'ambiente e le questioni sociali nell'ambito del sistema commerciale. La sistematica applicazione del principio di causalità e di sostenibilità quali criteri di base dei processi economici assume in questo contesto un valore importante; il principio della trasparenza è già saldamente ancorato nell'OMC, ma in ogni nuova tornata negoziale viene ulteriormente ampliato. Siccome in occasione della conclusione dell'Uruguay Round i membri dell'OMC si sono impegnati in modo vincolante ad avviare a partire dal prossimo anno trattative nei settori dell'agricoltura e dei servizi, non è possibile giungere prima di allora ad un accordo internazionale sull'integrazione di norme minime.</p><p>(ad 3) La Svizzera si adopererà con grande impegno a fare in modo che il mandato dei prossimi negoziati, che deve essere approvato quale pacchetto globale da tutti i membri dell'OMC in una procedura consensuale, sia ampio ed equilibrato e che soprattutto gli aspetti ambientali e le questioni sociali, nonché gli interessi specifici dei paesi in sviluppo meno avanzati vi siano integrati in modo appropriato o vengano debitamente presi in considerazione. Ciò presuppone tuttavia da parte dei partecipanti la disponibilità ad affrontare questi temi in modo aperto e costruttivo, cosa sulla quale si lavorerà nel corso dei prossimi mesi.</p>  Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.