<h2>SubmittedText<h2><p>Da quanto si è potuto apprendere dai media, due banche cantonali avrebbero problemi con le autorità fiscali e giudiziarie americane per avere accettato denaro non dichiarato di cittadini americani. La banca Wegelin è stata accusata dalle autorità americane per le stesse ragioni, ciò che ha scatenato un ritiro massiccio di fondi dalla banca che, sotto pressione, ha dovuto vendere urgentemente la propria divisione degli affari non americani alla banca Raiffeisen. In un altro caso è la filiale di un'altra banca cantonale, accusata di avere contribuito a un'evasione fiscale per miliardi, ad essere oggetto di un procedimento giudiziario.</p><p>Alla luce di questi casi pongo le seguenti domande:</p><p>1. Qual è il rischio che una banca cantonale sia messa sotto pressione e spinta a vendere una parte delle proprie attività qualora sia chiamata a rispondere delle proprie azioni davanti a un tribunale svizzero o estero?</p><p>2. Quali danni finanziari comporterebbe una tale eventualità per i contribuenti?</p><p>3. Il Consiglio federale ritiene che la garanzia statale di cui beneficiano alcune banche cantonali sia ancora importante per l'economia svizzera?</p><p>4. Quali conseguenze comporterebbe l'abolizione di una tale garanzia per le banche cantonali svizzere?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La questione di sapere se e con quale probabilità le banche cantonali possono essere messe sotto pressione a seguito di eventuali accuse dipende in primo luogo dal diritto americano e dalle autorità giudiziarie americane. La Svizzera aspira a trovare con le competenti autorità statunitensi una soluzione amichevole nel rispetto dello Stato di diritto.</p><p>2. I danni con ripercussioni sul contribuente che possono eventualmente derivare da una vendita forzata dipendono dal caso concreto. L'entità del danno finanziario per il contribuente nell'eventualità di una vendita forzata è dunque impossibile da quantificare a priori.</p><p>3./4. Al pari della garanzia dei depositi presso le banche svizzere e i commercianti di valori mobiliari, le garanzie statali per le banche possono contribuire alla stabilità del sistema finanziario. La riforma realizzata nel 2010 in materia di garanzia dei depositi ha comunque ridotto l'importanza delle garanzie statali per la politica di stabilità.</p><p>Il Consiglio federale è di principio favorevole a una libera ed equa concorrenza tra tutti gli operatori che offrono servizi finanziari. Alla luce di questa premessa, le garanzie statali, esplicite o implicite che siano, devono essere giudicate in una luce critica (cfr. anche messaggio del 20 aprile 2011 concernente la revisione della legge sulle banche, "Rafforzamento della stabilità del settore finanziario, too big to fail"). Le garanzie statali provocano distorsioni della concorrenza ai danni degli operatori finanziari che non beneficiano della garanzia statale e possono indurre un aumento della propensione al rischio (moral hazard).</p><p>Nei Paesi anglosassoni, ma anche nell'UE, le garanzie statali sono considerate aiuti statali illeciti e pertanto sono di principio vietate.</p><p>Il settore finanziario svizzero è caratterizzato da un'intensa competitività tra gli oltre 300 istituti bancari che vi operano. Questa caratteristica si riscontra anche nei rami del settore bancario indigeno in cui le 24 banche cantonali occupano globalmente una posizione di primo piano, e precisamente nel settore dei mutui ipotecari e dei crediti aziendali. Vi è quindi da presumere che a medio e lungo termine un'abolizione delle garanzie statali sulle banche cantonali non avrebbe in pratica gravi ripercussioni. Per evitare conseguenze a breve termine, l'abolizione di tali garanzie potrebbe essere combinata con la concessione di un termine transitorio di lungo respiro. Il cantone di Berna, ad esempio, ha deciso nel 2004 di sopprimere gradualmente la garanzia statale per la Banca cantonale bernese entro fine 2012. Inoltre, il cantone di Vaud non prevede alcuna garanzia statale per la Banca cantonale vodese e il cantone di Ginevra risponde per la propria Banca cantonale soltanto in misura limitata.</p>  Risposta del Consiglio federale.