<h2>SubmittedText<h2><p>Il 22 maggio 2020 la Svizzera ha esortato a mantenere le rimesse dei migranti verso Paesi a basso reddito specificando che molti di loro versano regolarmente una parte del loro reddito alle famiglie rimaste in patria. </p><p>Secondo il Consiglio federale "le rimesse costituiscono i mezzi di sostentamento di molte famiglie" e, soprattutto nei Paesi africani, rappresentano una parte importante del PIL. Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Qual è all'incirca l'ammontare delle rimesse inviate dai richiedenti l'asilo e da altri migranti in Svizzera ai loro parenti nei loro Paesi di origine? Qual è la situazione per i Paesi prioritari per la politica estera svizzera in materia di migrazione?</p><p>2. Su quale base giuridica nazionale o internazionale si fonda l'esortazione del Consiglio federale e quale norma giustifica il sostegno della Svizzera a tali rimesse?</p><p>3. Il Consiglio federale ha annunciato che sosterrà questi invii di denaro dei richiedenti l'asilo e di altri migranti alle loro famiglie. Come si pone nei confronti dei richiedenti l'asilo e dei migranti che dipendono da aiuti di emergenza, assistenza sociale o altri sussidi statali?</p><p>4. Nel suo appello, il Consiglio federale ha espresso l'intenzione di organizzare campagne informative su questo tema per i richiedenti l'asilo e i migranti. La Confederazione le ha effettivamente svolte? In caso affermativo, di che tipo e a quale costo?</p><p>5. Il Consiglio federale ritiene che le rimesse contribuiscano al raggiungimento degli Obiettivi dell'Agenda 2030. Qual è l'importanza giuridica e politica dell'Agenda 2030 per la Svizzera? È vincolante a livello giuridico o politico per il nostro Paese?</p><p>6. L'obiettivo 20 del Patto globale ONU sulla migrazione prevede che le rimesse siano rese più rapide, sicure ed economiche. Il Consiglio federale condivide questo punto di vista? Se sì, quali misure attuerà a tal fine in futuro?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Secondo la Banca Mondiale, le rimesse globali ammontano ogni anno a circa 700 miliardi di dollari, di cui circa 550 miliardi fluiscono verso Paesi in via di sviluppo ed emergenti. Si tratta di un importo che supera di oltre tre volte la spesa globale per l'aiuto pubblico allo sviluppo (APS) e - escludendo la Cina - di più del 50 per cento la somma degli investimenti diretti esteri. Le rimesse rafforzano le economie nazionali dei Paesi d'origine dei migranti e coprono i bisogni primari di milioni di famiglie.</p><p>1. Secondo l'Ufficio federale di statistica e la Banca Nazionale Svizzera, nel 2020 sono stati inviati dalla Svizzera verso l'estero approssimativamente oltre 7 miliardi di franchi di rimesse. Non sono disponibili informazioni più dettagliate in merito alla loro esatta ripartizione. Inoltre, non vengono raccolti dati sullo statuto delle persone che inviano le rimesse.</p><p>2. Dato che le rimesse rappresentano una sorta di rete di sicurezza per milioni di persone, nel maggio del 2020 la Svizzera ha lanciato insieme al Regno Unito un appello per far fronte alla diminuzione degli importi inviati nei Paesi a basso reddito ("Call to Action (CtA): Remittances in Crisis - How to Keep them Flowing"). La decisione di lanciare questa "Call to Action" è stata presa sulla base delle stime pubblicate dalla Banca Mondiale, che per il 2020 prevedeva una drastica riduzione delle rimesse a causa della pandemia. La CtA si inquadra nel messaggio concernente la cooperazione internazionale (CI) 2017-2020 (cfr. cap. 3.2.3 e 5.3.5.1). Questo tema è stato inoltre ripreso nella Strategia CI 2021-2024 (cfr. cap. 3.5.3). Esistono sinergie anche con il lavoro della Svizzera nell'ambito del G20 (Global Partnership for Financial Inclusion) e dell'Agenda 2030.</p><p>3./4. La CtA invita i Paesi d'origine e di destinazione dei migranti, come pure i fornitori di servizi finanziari, ad adottare misure per mitigare l'impatto della crisi sull'invio di rimesse. Un rapporto del giugno 2021 mostra come, in seguito a questo appello, molte autorità abbiano adattato le leggi e introdotto riforme per continuare a rendere possibili questi trasferimenti di denaro (knomad.org &gt; Covid-19 Call to Action &gt; Stocktaking Paper). In realtà, nel 2020 il calo delle rimesse è stato meno drastico del previsto. In Svizzera si è risposto all'appello permettendo ai fornitori di servizi di trasferimento di denaro di offrire tali prestazioni anche durante il lockdown. Non sono state condotte campagne d'informazione in merito.</p><p>5./6. Per la domanda relativa all'Agenda 2030, il Consiglio federale rimanda alla sua risposta del 19 maggio 2021 all'interpellanza 21.3188 Streiff-Feller "Agenda 2030 e obblighi internazionali". Insieme a tutti gli altri Stati membri dell'ONU, la Svizzera si è impegnata politicamente ad attuare l'Agenda 2030 e pertanto anche l'obiettivo 10.c, ossia ridurre a meno del 3 per cento i costi di transazione delle rimesse entro il 2030. La Svizzera contribuisce al raggiungimento di questo obiettivo attraverso diversi progetti di CI che promuovono la digitalizzazione e la riduzione dei costi delle rimesse.</p><p>Il Parlamento ha sospeso la deliberazione sulla posizione della Svizzera in merito al Patto globale ONU sulla migrazione in attesa delle conclusioni della sottocommissione sulla soft law. Nel messaggio concernente il Patto globale ONU sulla migrazione (FF 2021 359) il Consiglio federale ribadisce la posizione espressa il 10 ottobre 2018, secondo la quale accettare il Patto è nell'interesse del nostro Paese.</p>  Risposta del Consiglio federale.