<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>a. Qual è la quantità di PCB utilizzata attualmente rispetto a quella originaria?</p><p>b. Sotto quale forma (es.: vernici, masse di sigillatura dei giunti, ecc.) e con quale frequenza si riscontrano oggigiorno dei PCB rispetto al passato? </p><p>c. Quanti PCB residui sono stati finora identificati? Il Consiglio federale, a quanto stima la percentuale di quelli ancora da identificare? Esiste una lista dei residui a livello locale?</p><p>d. Quanti risanamenti di immobili contaminati da PCB sono stati intrapresi dall'entrata in vigore del divieto?</p><p>e. Quali misure prevede il Consiglio federale per accelerare un corretto risanamento degli immobili contenenti PCB, affinché possano essere ridotti i rischi per l'uomo e l'ambiente?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Dal 1929, quando i bifenili policlorurati (PCB) sono stati utilizzati per la prima volta in ambito tecnico, agli anni Ottanta, periodo in cui è cessata la loro produzione nei Paesi occidentali industrializzati, a livello mondiale ne sono stati prodotti circa 1,5 milioni di tonnellate. La Svizzera non ha mai avuto una produzione sua di PBC; tuttavia, li ha importati e impiegati sotto forma di miscele e componenti tecniche di vari prodotti. Non si conoscono le quantità di PCB esatte introdotte in Svizzera, ma si stima che le quantità complessive messe in circolazione nel nostro Paese superino le 6000 tonnellate.</p><p>a. Non è possibile fornire dati precisi riguardanti le quantità complessive di PCB tutt'oggi presenti in Svizzera, in quanto non si hanno dati affidabili e sistematici concernenti la quantità complessiva di PCB importati, la quantità di PCB ancora presenti in costruzioni, in impianti e apparecchi elettrotecnici e in altri beni durevoli, e nemmeno dati sulla quantità di PCB smaltiti nel corso di questo periodo. Nonostante ciò, sulla base dei risultati di vari studi relativi ai PCB residui presenti in trasformatori, condensatori, rivestimenti anticorrosione e in masse di sigillatura dei giunti effettuati da alcuni cantoni, dall'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) e dall'industria dello smaltimento dei rifiuti è possibile stimare a qualche centinaia di tonnellate la quantità complessiva di PCB ancora presenti in questo campo d'applicazione. Quantità rilevanti di PCB dovrebbero inoltre trovarsi in discariche e siti contaminati a causa delle pratiche di smaltimento dei rifiuti del passato. </p><p>b. In passato, i PCB erano molto usati in condensatori per impianti di compensazione della corrente reattiva, in grandi apparecchi elettrici e in alimentatori di lampade fluorescenti (tra le 100 e le 450 tonnellate), in masse di sigillatura dei giunti ad elasticità permanente e in opere del genio civile (tra le 50 e le 150 tonnellate), nonché in rivestimenti anticorrosione di condotte in pressione di centrali idroelettriche, ponti in acciaio, serbatoi di stoccaggio e altre opere in acciaio (per un totale di 50-100 tonnellate). In Svizzera, si constata ancora oggi la presenza di quantità relativamente importanti di PCB utilizzati in tal modo. La maggior parte dei trasformatori originariamente riempiti di materiale isolante contenente PCB sono stati smaltiti. In questo campo di impiego restano soltanto poche tonnellate di PCB. Le quantità di PCB contenute ancora oggi in vecchie pitture e vernici non sono conosciute.</p><p>c. Le informazioni disponibili sullo stato dei PCB nei trasformatori e nei grandi condensatori di industrie con impianti ad alta tensione sono buone. Conformemente all'ordinanza sulle sostanze pericolose (Osost), tali impianti dovevano in effetti essere notificati alle autorità cantonali dai proprietari e messi fuori servizio e smaltiti entro il 31 agosto 1998. Alcuni cantoni hanno tenuto un registro dei trasformatori e dei grandi condensatori contenenti PCB. Non si sa invece ancora molto a proposito dei PCB residui locali ancora presenti in condensatori di impianti di compensazione della corrente reattiva presso gli utenti degli impianti a bassa tensione, in condensatori piccoli, in immobili in cui sono state impiegate masse di sigillatura dei giunti ad elasticità permanente, in giunti di rivestimento e nei rivestimenti anticorrosione delle grandi opere d'acciaio. Diverse verifiche a campione effettuate su costruzioni e impianti elettrici permettono tuttavia di dedurre che sul territorio nazionale esistono centinaia, se non addirittura migliaia, di beni contenenti PCB residui. Per questo motivo, in sede di trasformazione o di rinnovazione di stabili costruiti nel periodo di impiego dei PCB, o quando si procede alla sostituzione dei rivestimenti anticorrosione di grandi opere in acciaio, occorre prima determinare un'eventuale presenza di PCB.</p><p>d. La responsabilità dell'applicazione delle disposizioni concernenti lo smaltimento dei PCB presenti in trasformatori e condensatori e di quelle in ambito edilizio incombe ai cantoni. La Confederazione non stila statistiche sul risanamento di immobili contenenti PCB, motivo per cui non si dispone di dati relativi al numero dei risanamenti effettuati in Svizzera dopo l'entrata in vigore del divieto dei PCB. Il Consiglio federale ha recentemente introdotto l'obbligo, per i progetti edilizi, di determinare i pericoli e di valutare i relativi rischi se si sospetta la presenza di sostanze particolarmente nocive come l'amianto o i PCB (ordinanza sui lavori di costruzione, RS 832.311.141, modifica del 2 luglio 2008).</p><p>e. Il Consiglio federale considera più che sufficienti le attuali disposizioni legali e gli aiuti all'esecuzione disponibili relativi alla manipolazione sicura dei PCB residui in edifici, impianti e apparecchi, nonché allo smaltimento dei rifiuti contenenti PCB. Al contrario, ritiene che siano necessarie misure supplementari per quanto riguarda l'identificazione dei PCB residui negli edifici, negli impianti elettrici e nei siti contaminati, nonché per l'applicazione delle disposizioni esistenti e di regole tecniche relative alla prassi edilizia, di risanamento e di smaltimento. In qualità di parte contraente della Convenzione di Stoccolma sui POP, la Svizzera si è impegnata a perseguire i suoi sforzi al fine di eliminare completamente i PCB e a riferire periodicamente in merito alla questione. La Confederazione esamina, in collaborazione con i cantoni e i settori interessati, le misure necessarie e più idonee per realizzare questo obiettivo e provvede affinché vengano applicate. Alla fine del 2008, l'UFAM e l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) hanno pubblicato per le autorità cantonali delle raccomandazioni sulla procedura da seguire in caso di livelli elevati di PCB diossina-simili rilevati nei pesci. Tali misure mirano a preservare la salute dei consumatori, in particolare quella dei pescatori che praticano la pesca con la lenza e dei loro familiari. Laddove discariche o siti contaminati presentano un rischio sanitario o ambientale, i cantoni - sostenuti dalla Confederazione - intervengono con misure di risanamento.</p>  Risposta del Consiglio federale.