<h2>SubmittedText<h2><p>In seguito a resoconti controversi pubblicati sulla stampa colombiana e alle critiche mosse a determinati ambasciatori colombiani all'estero, si è appreso che la Colombia, più precisamente il DAS (Departamento administrativo de seguridad), ha stazionato agenti in diverse ambasciate, segnatamente in Svizzera, per sorvegliare gli oppositori politici rifugiati all'estero. Tale circostanza è confermata dalle affermazioni, riportate sul quotidiano "El Paìs", delle autorità colombiane, che sostengono di possedere numerose informazioni sulla situazione personale di un rifugiato in Svizzera (indirizzo, ecc.)</p><p>Sorprende inoltre che l'estate scorsa sia avvenuto un incontro tra rappresentanti della sicurezza interna colombiana - denunciata per la sua partecipazione alla repressione politica - e membri dei servizi di sicurezza federali di Fedpol o dei servizi segreti svizzeri.</p><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. È al corrente della presenza, nelle rappresentanze diplomatiche in Svizzera, di funzionari colombiani che svolgono missioni di spionaggio?</p><p>2. In caso affermativo, ha indagato in seguito alle rivelazioni apparse su "El Paìs" e al dibattito pubblico sulla stampa colombiana?</p><p>3. Quali accordi ha concluso con il governo colombiano in merito ai rifugiati colombiani in Svizzera per ottenere in cambio l'appoggio della Colombia su diverse proposte nel quadro dell'ONU?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Le ultime occasioni in cui il Consiglio federale si è espresso in merito alle indagini illegali sulle comunità di cittadini stranieri da parte dei loro Stati di provenienza lo ha fatto attraverso il rapporto del 2 aprile 2008 sulla situazione di minaccia (FF 2008 2317) e il messaggio del 15 giugno 2007 concernente la modifica della legge federale sulle misure per la salvaguardia della sicurezza interna (LMSI, mezzi speciali per la ricerca di informazioni; FF 2007 4633 seg.). Esso è pertanto a conoscenza del fatto che alcune rappresentanze straniere in Svizzera impiegano personale addestrato per il servizio d'informazione. Nel messaggio summenzionato il Consiglio federale indica inoltre esplicitamente le lacune riscontrate nell'attuale sistema preventivo di difesa. In sostanza non è possibile verificare i sospetti di spionaggio senza accedere alla sfera privata. Ciò vale in particolare anche per lo spionaggio all'interno delle locali comunità di diaspora.</p><p>Nel quadro della cooperazione internazionale tra autorità di polizia e in relazione con procedimenti penali in corso, è possibile e usuale che i rappresentanti delle autorità di polizia s'incontrino per scambiarsi informazioni.</p><p>Alla luce di queste premesse il Consiglio federale risponde alle domande nel modo seguente:</p><p>1. Il Consiglio federale non può informare pubblicamente sulle misure preventive contro lo spionaggio. Tali misure sono sottoposte alla verifica degli organi di controllo dipartimentali e del Parlamento mediante la Delegazione delle Commissioni della gestione. È compito di questi comitati intervenire quando ritengono necessario informare il Parlamento.</p><p>2. Le attività che in Svizzera incombono a un'autorità possono essere svolte da un'autorità straniera soltanto se vi è autorizzata dell'autorità svizzera competente per l'attività in questione (art. 271 del Codice penale svizzero). Infrazioni a tale disposizione costituiscono atti illegali compiuti per uno Stato estero e spesso anche spionaggio e sono perseguiti penalmente. In questi casi il perseguimento penale compete alla Confederazione.</p><p>3. La Svizzera non ha stipulato nessun accordo con la Colombia né nel settore dell'asilo, né in quello più generale della migrazione. Sono tuttavia stati avviati dei negoziati.</p><p>Le autorità colombiane hanno manifestato ripetutamente il loro interesse a concludere con la Svizzera un accordo in materia di assistenza giudiziaria. I negoziati sono stati ufficialmente avviati nel giugno 2007 e la fase degli incontri fra esperti si è conclusa nella primavera del 2008. Contemporaneamente una delegazione dell'Ufficio federale della migrazione (UFM) si è recata a Bogota nel maggio 2008 per avviare trattative sulla migrazione. Il 6 maggio 2008 l'UFM ha sottoposto alle autorità colombiane un progetto di memorandum of understanding (MoU) sul settore della migrazione. Le autorità colombiane hanno espresso l'intenzione di studiare il progetto e di rispondere per via diplomatica il più presto possibile.</p>  Risposta del Consiglio federale.