<h2>SubmittedText<h2><p>La libertà di espressione è sempre più minacciata in Turchia. Giornalisti, accademici, artisti e difensori dei diritti umani che criticano il Governo corrono il rischio di subire procedimenti giudiziari, indagini penali, intimidazioni e censura. </p><p>Recentemente sono stati arrestati 110 giornalisti, accademici, artisti, avvocati e personalità politiche in 21 province del Sud e dell'Est della Turchia. Diverse organizzazioni internazionali, tra cui l'ONU, il Consiglio d'Europa, Reporter senza frontiere e Amnesty International, denunciano da tempo la repressione e la mancanza di libertà d'espressione che prevalgono nel Paese e che toccano in particolare i giornalisti curdi. La Turchia occupa la 149a posizione su 180 nella classifica mondiale della libertà di stampa. </p><p>Con l'avvicinarsi delle elezioni parlamentari e presidenziali, il Governo di Recep Tayyip Erdogan ha dato un ulteriore giro di vite alle misure repressive, instaurando un clima di paura che potrebbe ostacolare seriamente il libero esercizio dei diritti civili, in particolare per le popolazioni delle regioni meridionali che, solo pochi mesi fa, sono state vittime del violento terremoto che ha colpito il Paese. </p><p>Alla luce di questa allarmante situazione, il Consiglio federale intende intervenire presso il Governo turco per esortarlo a rispettare le convenzioni internazionali che la Turchia ha firmato, affinché vengano ripristinate la libertà di stampa e le libertà democratiche e vengano liberati i giornalisti e le altre persone detenute arbitrariamente a causa delle loro opinioni?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In quanto Stato membro del Consiglio d’Europa e dell’OSCE, la Turchia si è impegnata a rispettare le norme internazionali in materia di Stato di diritto e di democrazia. La Svizzera sfrutta queste due piattaforme multilaterali per chiedere alla Turchia di adempiere i suoi obblighi internazionali. All’interno del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa insiste sistematicamente sulla piena attuazione delle sentenze emesse dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, comprese le sentenze Kavala contro Turchia e Demirtas contro Turchia. A tale proposito la Svizzera ha chiesto a più riprese al Comitato dei Ministri l’abrogazione dell’articolo 299 del Codice penale turco [oltraggio alle istituzioni, ai funzionari pubblici e al presidente], che non è conforme alla giurisprudenza della Corte. Ha inoltre espresso preoccupazione per il fatto che, dal marzo del 2022, 381 giornalisti sarebbero stati arrestati perché sospettati di appartenere a un’organizzazione terroristica.&nbsp;Nel quadro dell’ultimo esame periodico universale della Turchia al Consiglio dei diritti umani, svoltosi nel gennaio del 2020, la Svizzera ha formulato una raccomandazione esplicita sul rispetto della libertà di espressione e della libertà di stampa.</p><p>L’Ambasciata ad Ankara e il Consolato generale a Istanbul seguono del resto da vicino i processi connessi alla libertà di stampa e alla libertà di espressione e la Svizzera partecipa alle missioni di osservazione elettorale dell’Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti dell’uomo (UIDDU) durante le elezioni legislative e presidenziali.&nbsp;</p>