<h2>SubmittedText<h2><p>Il 4 novembre 2008, a Bruxelles, la consigliera federale Leuthard ha aperto ufficialmente i negoziati in vista di un accordo tra la Svizzera e l'UE nel settore agroalimentare e in quello sanitario. Secondo le dichiarazioni della nostra ministra dell'economia, l'accordo di libero scambio assicurerà all'agricoltura e all'industria agroalimentare svizzere prospettive a lungo termine con condizioni quadro affidabili. A questo proposito, il Consiglio federale è pregato di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Come valuta le opportunità di sopravvivenza a lungo termine dell'agricoltura svizzera, che produce secondo elevati standard ecologici e in modo rispettoso degli animali, rispetto alla produzione di massa dell'UE?</p><p>2. Quale strategia persegue riguardo alla vasta normativa dell'agricoltura svizzera? È disposto a modificare le rispettive condizioni quadro in modo che i contadini svizzeri possano competere ad armi pari con quelli europei?</p><p>3. Quali provvedimenti ha già adottato in proposito e quali sono in fase di preparazione?</p><p>4. Come valuta la sicurezza alimentare e l'autoapprovvigionamento del nostro Paese? Un accordo di libero scambio comporterà dei miglioramenti?</p><p>5. Quanti posti di lavoro dipendono direttamente o indirettamente dall'agricoltura svizzera?</p><p>6. Come pensa evolverà il numero di questi posti di lavoro dopo la conclusione di un accordo di libero scambio?</p><p>7. Quali prospettive a lungo termine ritiene vi siano per le aziende contadine familiari nel quadro di un accordo di libero scambio? Sarà possibile mantenere o addirittura sviluppare queste strutture tradizionali?</p><p>8. Che sviluppo ritiene seguirà la qualità dei prodotti dell'agricoltura svizzera in caso di conclusione di un simile accordo?</p><p>9. Quali misure il Consiglio federale ritiene debbano essere adottate per ridurre il massiccio divario tra i prezzi dei prodotti agricoli svizzeri e quelli dell'UE? Come intende compensare eventuali perdite di reddito dei contadini svizzeri?</p><p>10. Quali implicazioni ecologiche ritiene possa avere un accordo di libero scambio  nel settore agricolo?</p><p>11. Ritiene che l'introduzione di contingenti doganali per delle specialità possa essere un'alternativa a un accordo di libero scambio?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il 14 marzo 2008 il Consiglio federale ha deciso di intavolare negoziati con l'UE in vista di un accordo di libero scambio nel settore agroalimentare (ALSA). Parallelamente a ciò, in adempimento al postulato Frick 06.3401, ha licenziato un rapporto nel quale vengono documentati esaurientemente il contesto, gli obiettivi, i risultati dei colloqui esplorativi e i probabili effetti a livello economico.</p><p>1. In un contesto caratterizzato da mercati aperti aspetti quali la qualità, la sostenibilità e la sicurezza dei prodotti diventano sempre più importanti per i consumatori, sia svizzeri che europei. Negli agglomerati urbani dei Paesi confinanti con la Svizzera vi è un gran numero di consumatori con preferenze simili a quelle della popolazione elvetica. Spetta al settore agricolo e a quello della trasformazione approfittare al meglio di queste opportunità. Un gruppo di lavoro istituito dal DFE sta elaborando un rapporto sulle possibili misure collaterali, tra cui rientrano anche quelle volte a promuovere lo smercio e le esportazioni. Il Consiglio federale deciderà in merito all'ulteriore procedura sulla base di tale rapporto.</p><p>2./3. La prevista riduzione degli ostacoli non tariffari al commercio comporterà un allineamento in diversi settori tra la legislazione europea e quella svizzera. Se l'agricoltura svizzera intende imporsi su una produzione di massa distinguendosi soprattutto per l'alta qualità, la sicurezza e la sostenibilità, occorrerà garantire questi valori aggiunti anche attraverso norme e disposizioni ad hoc.</p><p>4. Il Consiglio federale ha già trattato in modo esaustivo la questione della sicurezza dell'approvvigionamento nella risposta all'interpellanza Kunz 08.3098. La conservazione delle superfici per l'avvicendamento delle colture riveste una notevole importanza per la sicurezza dell'approvvigionamento. Il rispettivo principio è disciplinato nell'ordinanza sulla pianificazione del territorio (art. 26); in futuro esso verrà sancito nella legge (cfr. art. 49 del disegno concernente la legge federale sullo sviluppo territoriale, attualmente in consultazione).</p><p>5. Nel settore agricolo lavorano 78 000 persone a tempo pieno e 95 000 a tempo parziale (cifre del 2007). Nei settori a monte dell'agricoltura (fabbricazione e fornitura di prodotti fitosanitari, macchine agricole, edilizia, ecc.) sono occupate circa 50 000 persone, mentre 56 700 (trasformazione del tabacco inclusa) lavorano nei settori a valle dell'agricoltura, ossia nella trasformazione e nella fabbricazione di derrate alimentari e generi voluttuari e 115 000 nel commercio di generi alimentari e voluttuari (i dati sono sempre espressi in occupati equivalenti a tempo pieno).</p><p>6. L'evoluzione dell'occupazione nell'agricoltura e nell'industria di trasformazione a valle dipende soprattutto dalla capacità dell'industria agroalimentare svizzera di sfruttare il suo potenziale d'esportazione. La misura in cui le ditte interessate dei settori a monte dovranno ridurre il personale dipenderà in particolare dalla loro capacità di compensare il calo di cifra d'affari in ambito agricolo mediante lo sviluppo delle loro attività in altri settori.</p><p>7. Il Consiglio federale è fedele al principio di una politica agricola incentrata sulla promozione delle aziende contadine. La struttura dell'agricoltura è in costante mutamento a causa dei parametri economici e dei progressi in ambito biologico e tecnico, ragion per cui il Consiglio federale non definisce una struttura ideale. Un accordo di libero scambio con l'UE offre delle prospettive a un'agricoltura che produce in modo sostenibile e di conseguenza anche alle aziende contadine familiari, come emerge osservando la situazione in Austria in cui dopo l'adesione all'UE non vi è stata un'accelerazione del mutamento strutturale. Attualmente l'azienda media austriaca non è più grande di quella svizzera.</p><p>8. Il Consiglio federale parte dal presupposto che in caso di conclusione di un accordo con l'UE l'industria agroalimentare nazionale punterebbe più di oggi su prodotti di alta qualità. Il Consiglio federale mantiene l'attuale livello di condizioni ecologiche e garanti della qualità (PER, legge sulla protezione degli animali); in alcuni settori la categoria fisserà volontariamente condizioni più restrittive. Un accordo con l'UE comporta quindi un miglioramento della qualità dei prodotti svizzeri.</p><p>9. Il Consiglio federale si è dichiarato disposto a sostenere il settore agroalimentare svizzero nella fase di transizione verso la liberalizzazione degli scambi con l'UE mediante misure collaterali per un importo di diversi miliardi di franchi. Un gruppo di lavoro (cfr. risposta alla domanda 1) sta formulando proposte su come dovrebbero essere impostate tali misure collaterali.</p><p>10. Secondo i calcoli dell'Ufficio federale dell'agricoltura, un accordo agricolo con l'UE confrontato con lo scenario PA 2011 avrebbe prevalentemente effetti ecologici positivi. Le superfici di compensazione ecologica aumenterebbero lievemente, mentre diminuirebbe il consumo di concimi minerali, prodotti fitosanitari ed energia diretta.</p><p>11. Il Consiglio federale non ritiene opportuno introdurre nuovi contingenti doganali a dazio zero per delle specialità in alternativa a un ALSA. I rapporti di dipendenza all'interno dell'agricoltura sono molto forti, ragion per cui l'introduzione di contingenti doganali a dazio zero in singoli settori potrebbe determinare notevoli distorsioni della concorrenza. La riduzione dei costi delle prestazioni preliminari e dei mezzi di produzione, il rafforzamento della competitività anche nei settori a valle e l'abolizione di tutti gli ostacoli non tariffari al commercio e quindi il libero accesso al mercato dell'UE sono possibili soltanto con un accordo che comprenda l'intero settore.</p>  Risposta del Consiglio federale.