<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di modificare le basi legali di modo che gli istituti della previdenza professionale non possano investire nei gruppi societari impegnati nell'estrazione di idrocarburi (petrolio, gas naturale o carbone) o in possesso di riserve di combustibili fossili. Gli investimenti (azioni, obbligazioni ecc.) in atto dovranno essere liquidati entro un termine di cinque anni.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il MSCI World All Cap Index, un indice molto diffuso per gli investimenti in azioni a livello mondiale, comprende una quota dell'8,78 per cento di società del settore energetico (inclusi i subfornitori, le raffinerie, ecc.). In Svizzera, la percentuale di aziende del petrolio e del gas naturale inserite nello Swiss Performance Index è meno elevata (circa il 2,1 per cento). Secondo la statistica delle casse pensioni, un istituto di previdenza medio che investe in azioni conformemente agli indici del mercato azionario (ossia "in modo passivo") e quindi in modo poco costoso ha una quota azionaria media delle aziende energetiche di circa l'1,7 per cento, il che ammonterebbe, rapportato alla totalità del patrimonio previdenziale, a poco più di 11 miliardi di franchi. Questa cifra deve essere messa in relazione con l'ordine di grandezza delle aziende attive nel settore del petrolio e del gas naturale a livello mondiale. A fine marzo 2014, la sola Exxon Mobile presentava una capitalizzazione di mercato di circa 370 miliardi di franchi. I gruppi energetici non si accorgerebbero nemmeno della rinuncia a investimenti da parte delle casse pensioni svizzere. Non ci si può quindi attendere che un divieto degli investimenti nel settore energetico incida positivamente sulla protezione del clima. Anche sul mercato delle obbligazioni gli investimenti in aziende del petrolio e del gas naturale svolgono solo un ruolo marginale.</p><p>2. Per ogni istituto di previdenza, la responsabilità degli investimenti del patrimonio e della valutazione dei rischi è affidata all'organo supremo, a composizione paritetica. Essendo a conoscenza della situazione specifica dell'istituto di previdenza, dei mercati finanziari e dell'effettivo degli assicurati, esso può limitare gli investimenti. Ovviamente, anche considerazioni di ordine etico ed ecologico possono svolgere un loro ruolo. Spetta quindi in primo luogo al consiglio di fondazione paritetico, e non al legislatore, difendere gli interessi e le opinioni degli assicurati, e quindi dei proprietari dei fondi della previdenza professionale.</p><p>3. Le casse pensioni perseguono una strategia d'investimento diversificata e, per gli investimenti del patrimonio, sono tenute a rispettare i principi di un'adeguata ripartizione dei rischi e a distribuire i fondi tra diverse categorie d'investimento, regioni e settori economici, in modo da ridurre al minimo gli effetti di inattesi crolli dei corsi di aziende o settori. La restrizione dell'universo di investimenti chiesta dall'autore della mozione limita le possibilità di diversificazione degli istituti di previdenza e, quindi, peggiora il loro profilo di rischio. Gli investimenti nelle materie prime offrono sovente una protezione da evoluzioni inflazionistiche, in quanto nella maggior parte dei casi queste ultime sono cagionate da un aumento dei prezzi delle materie prime. Pertanto, non è opportuno vietare investimenti nel settore dei combustibili fossili sulla base di considerazioni sui rischi. Inoltre, un tale divieto potrebbe avere conseguenze negative sulla protezione del patrimonio previdenziale.</p><p>4. L'attuazione di un tale divieto causerebbe problemi di delimitazione. Ad esempio, per quanto riguarda gli investimenti basati sugli indici, tutte le aziende, anche quelle solo parzialmente attive in questo settore, andrebbero tolte dai portafogli di investimenti, il che comporterebbe un aumento delle spese di amministrazione del patrimonio le quali, alla fin fine, andrebbero in gran parte a carico degli assicurati. La mozione contrasta quindi con gli sforzi profusi per mantenere basse le spese di amministrazione del patrimonio degli istituti di previdenza.</p><p>5. Negli ultimi anni, il Parlamento ha evidenziato più volte l'elevato grado di complessità della previdenza professionale, che rende il sistema costoso (in particolare nella mozione Graber Konrad 10.3795, "Snellimento amministrativo della LPP"). Anche da questo punto di vista va respinto qualsiasi intervento nelle prescrizioni d'investimento per motivi che esulano dalla previdenza.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.