<h2>SubmittedText<h2><p>La campagna "Stick to science" lanciata da un gruppo di 300 scienziati provenienti da tutta Europa per rispondere all'esclusione della Svizzera e del Regno Unito dal programma di ricerca europeo Orizzonte agita il mondo politico e scientifico del nostro Paese. Gilbert Casasus, docente presso l'Università di Friburgo, ritiene l'iniziativa "controproducente" e critica apertamente il comportamento "antiscientifico" del Consiglio federale. Questo atteggiamento può rimanere senza una risposta da parte del governo?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1) Il Consiglio federale lavora per una rapida associazione della Svizzera al pacchetto Orizzonte ed è pronto ad avviare immediatamente i relativi negoziati. L'UE valuta però l'associazione della Svizzera nel contesto globale delle sue relazioni con il nostro Paese e, alla luce delle questioni istituzionali ancora in sospeso, ad oggi rifiuta di avviare colloqui esplorativi o trattative in merito.</p><p>In previsione delle discussioni con l'UE per proseguire la via bilaterale, nella sua seduta straordinaria del 23 febbraio 2022 il Consiglio federale ha stabilito le linee direttrici dell'agenda svizzera. Questa decisione costituisce la base per le trattative con l'UE. Una delle principali richieste della Svizzera è poter partecipare a pieno titolo a Orizzonte Europa, così come ai relativi programmi e iniziative.</p><p>Il Consiglio federale è consapevole delle sfide che la non associazione provvisoria al pacchetto Orizzonte rappresenta per la ricerca e l'innovazione elvetiche; dall'autunno del 2021 ha quindi avviato importanti misure, ampliate a seguito di quanto deciso il 4 maggio 2022. Queste misure prevedono, da un lato, il finanziamento diretto della Confederazione nei settori in cui la partecipazione al programma dell'UE rimane possibile (circa due terzi del programma), ma non gode del finanziamento della Commissione europea; dall'altro, per gli strumenti preclusi ai partecipanti elvetici in ragione dello status attuale di Paese terzo della Svizzera, sono state previste misure transitorie di incoraggiamento che comprendono borse di eccellenza nei settori dell'innovazione, dell'aerospaziale, della ricerca quantistica e del calcolo ad alte prestazioni. In aggiunta a ciò, si persegue una diversificazione delle relazioni internazionali nei settori d'eccellenza.</p><p>2) e 3) La Confederazione presiede la Conferenza svizzera delle scuole universitarie (CSSU) e, in tale veste, insieme ai Cantoni, supervisiona il coordinamento politico delle scuole universitarie a livello nazionale. Tuttavia, le scuole universitarie professionali, le università e le alte scuole pedagogiche sono di competenza cantonale. Inoltre è importante precisare che le università godono in generale di grande autonomia: in particolare per quanto riguarda le relazioni fra le università cantonali e il loro personale, la Confederazione non dispone di alcuna competenza. Per queste ragioni il Consiglio federale non si esprime sulle dichiarazioni dei docenti. Riguardo alla libertà d'espressione degli impiegati statali è opportuno ricordare i seguenti principi generali: stando alla giurisprudenza del tribunale federale, gli impiegati di diritto pubblico beneficiano della protezione data dalla libertà d'espressione di cui all'articolo 16 Cost. e all'articolo 10 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (ATF 108 Ia 172 p. 175). Questa libertà è uno dei principi alla base di una società democratica. Sempre stando alla giurisprudenza, gli impiegati di diritto pubblico possono partecipare ai dibattiti politici ma hanno anche un obbligo di lealtà nei confronti del datore di lavoro, in base al quale devono difendere gli interessi della loro istituzione.</p>  Risposta del Consiglio federale.