<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale è consapevole del problema della pigione degli alloggi sovvenzionati sollevato dall'autore dell'interpellanza. In seguito alla crisi immobiliare e alle difficoltà constatate in materia di promovimento della costruzione di abitazioni ai sensi della legge federale che promuove la costruzione di abitazioni e l'accesso alla loro proprietà (LCAP), a partire dalla metà degli anni '90 ha seguito molto attentamente l'evoluzione della situazione e ha preso vari provvedimenti. Fra questi, è opportuno citare il decreto federale del 20 settembre 1999 concernente misure di riduzione delle perdite e dei rischi di pagamento nell'ambito della promozione della costruzione di abitazioni e dell'accesso alla loro proprietà, la revisione della LCAP del 21 marzo 2003 e la modifica della relativa ordinanza, che è entrata in vigore il 1° aprile 2004 e che risponde in gran parte alle domande formulate nell'interpellanza (vedasi punto 2). Inoltre, non vengono più presi impegni ai sensi della LCAP dato che questa è stata sostituita dalla legge sulla promozione dell'alloggio (LPrA). Va anche ricordato che l'Ufficio federale delle abitazioni (UFAB), incaricato dell'esecuzione della legge, tiene conto dell'evoluzione delle pigioni del parco immobiliare nella definizione periodica dei parametri del sistema LCAP. In funzione dei singoli casi o in generale, l'aumento di pigione previsto ogni due anni in questo sistema è già stato posticipato più volte allo scopo di evitare, per quanto possibile, che le pigioni LCAP superino il prezzo di mercato e che i proprietari si ritrovino alle prese con abitazioni sfitte e difficoltà finanziarie.</p><p>2. Il Consiglio federale era anche consapevole del problema che si pone con la soppressione della riduzione suppletiva I dopo 15 anni. Come spiega giustamente l'autore dell'interpellanza, questa soppressione comporta degli aumenti di pigione che rischiano di rendere precaria la situazione finanziaria dei locatari con reddito modesto e, secondo le condizioni del mercato regionale, di provocare traslochi, che sono sinonimo di difficoltà per i locatori che si ritroveranno con abitazioni sfitte, da un lato, e di rischi supplementari per la Confederazione quale fideiussore, dall'altro. Per questo motivo, mediante la revisione dell'ordinanza relativa alla LCAP del 12 marzo 2004, ha dato la possibilità di prolungare fino a sei anni il versamento di riduzioni suppletive I. Per il momento questo prolungamento è stato fissato a quattro anni, principalmente per una questione di costi. Se la situazione dovesse richiederlo, in futuro sarebbe ancora possibile optare per un prolungamento supplementare di due anni. Tuttavia, non è auspicabile prolungare di dieci anni la concessione di questi aiuti, non solo a causa del loro costo, ma anche perché un tale provvedimento, oggi, non sembra necessario: dopo 21 anni i proprietari avranno ammortizzato la maggior parte del loro debito e disporranno di un più ampio margine per fissare le pigioni in seguito alla soppressione della riduzione suppletiva.</p><p>Inoltre, la revisione dell'ordinanza ha permesso al Consiglio federale di introdurre un margine di tolleranza del 10% per quanto riguarda i limiti di reddito e di sostanza dei beneficiari di riduzioni suppletive. Questo provvedimento va anche nel senso della domanda dell'autore dell'interpellanza poiché un leggero aumento di reddito o di sostanza non comporterà la perdita del diritto a beneficiare di una pigione più bassa costringendo così i locatari a traslocare.</p><p>3. Il Consiglio federale continuerà a seguire da vicino l'evoluzione del parco immobiliare sovvenzionato. In tale ottica, il 1° giungo 2004 l'UFAB effettuerà per la terza volta, dopo il 1988 e il 2001, un'indagine nazionale volta a determinare il tasso di alloggi sovvenzionati sfitti e a fornire le relative spiegazioni. Altre indagini che verranno effettuate più avanti mostreranno, in correlazione con altri indicatori di mercato, se i provvedimenti finora adottati hanno contribuito a migliorare la situazione. Se questo costante controllo dell'evoluzione del mercato dovesse evidenziare che è necessario intervenire, il Consiglio federale prenderebbe in esame altri provvedimenti.</p>  Risposta del Consiglio federale.