<h2>SubmittedText<h2><p>Si invita il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande: </p><p>1. Il Consiglio federale ha avviato una procedura presso il governo tedesco contro l'emanazione e l'inasprimento dei divieti di sorvolo della Germania meridionale e le relative conseguenze per il nostro Paese (obbligo di eseguire procedure di volo non ottimali al di sopra di aree densamente popolate, mancanza di tempo per attuare tutte le misure di sicurezza)?</p><p>2. Prima del suo colloquio con il ministro dei trasporti Manfred Stolpe del 26 giugno 2003, il consigliere federale Moritz Leuenberger aveva fatto esaminare se era possibile realizzare tutte le misure di sicurezza necessarie per le nuove procedure di avvicinamento da sud entro i termini previsti dal protocollo per l'inasprimento dei divieti di sorvolo?</p><p>3. È vero che non esistono dichiarazioni scritte della ditta Acona in merito alla sicurezza degli avvicinamenti da sud o, perlomeno, che esse non sono state presentate ai tribunali? L'impresa Acona è specializzata in materia di sicurezza aerea?</p><p>4. Perché l'UFAC rinuncia a certe misure di sicurezza (fissaggio di tegole, segnalazione degli ostacoli), quando esse non possono essere realizzate entro i termini imposti dalla Germania nel protocollo del 26 giugno 2003?</p><p>5. Perché si eseguono avvicinamenti da sud secondo la procedura LOC/DME di notte, nonostante non si sia proceduto ancora alla necessaria segnalazione degli ostacoli? Questo caso concreto non viola la raccomandazione dell'ufficio d'inchiesta sugli infortuni aeronautici in merito (decisione intermedia della REKO DATEC dell'8 aprile 2004)?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. In seguito alle limitazioni dell'utilizzazione dello spazio aereo al di sopra della Germania meridionale nell'aprile 2003, la Svizzera ha manifestato a vari livelli la sua disapprovazione per le misure tedesche. È stato inoltrato un ricorso presso la Commissione UE e, parallelamente, sono stati intavolati colloqui per ridurre gli effetti negativi delle misure unilaterali nella loro forma originaria. Ciò è stato possibile grazie al protocollo stipulato il 26 giugno 2003 tra il consigliere federale Moritz Leuenberger e il suo omologo tedesco Manfred Stolpe.</p><p>2. Nel quadro dei colloqui condotti dopo l'introduzione delle limitazioni da parte della Germania, la Svizzera ha insistito sul rispetto del calendario elvetico. Per ottenere il consenso della Germania, vale a dire l'auspicata proroga, era necessario che la Svizzera provasse di eseguire i necessari lavori e controlli di sicurezza al più presto. Di conseguenza, è possibile affermare che non sono state fatte concessioni a scapito della sicurezza.</p><p>3. La ditta Acona è un'impresa specializzata nel settore della gestione del rischio e vanta esperienza pluriennale, in particolare nel campo dei trasporti (strada, ferrovia, aviazione). La verifica del cosiddetto "safety case" in merito agli avvicinamenti da sud da parte della ditta Acona è documentata in un rapporto esaustivo, che si occupa della metodica specifica e della plausibilità dei risultati.</p><p>4./5. L'UFAC non rinuncia a nessuna delle misure di sicurezza legate alla nuova procedura di avvicinamento. Come già esposto nella risposta alla domanda 2, nel quadro del protocollo stipulato il 26 giugno 2003 la Svizzera ha imposto delle scadenze che permettono di effettuare tutti i controlli relativi alla sicurezza necessari.</p><p>Tuttavia, se nonostante tutti gli sforzi non dovesse essere possibile attuare tutte le misure di sicurezza necessarie per tempo, non abbiamo timori, visto che la Germania finora ha dimostrato grande flessibilità. Lo testimonia il recente caso sullo spostamento degli spazi d'attesa, rinviato di diversi mesi per permettere di effettuare i controlli di sicurezza necessari, senza contestazioni da parte della Germania.</p><p>Per quanto concerne il fissaggio delle tegole, si tratta di una misura proposta da Unique. L'UFAC ha in seguito autorizzato l'impresa a realizzare tale misura nei settori di avvicinamento 28 e 34, visto che in questo modo era possibile ridurre ulteriormente un rischio residuo già minimo. Secondo l'UFAC, gli ulteriori avvicinamenti da est e i nuovi avvicinamenti da sud avrebbero potuto essere autorizzati anche senza questo provvedimento. Tale lacuna non può perciò essere considerata un elemento di sicurezza mancante per gli avvicinamenti da sud.</p><p>La segnalazione di alcuni ostacoli esposti è stata raccomandata dall'UFAC nel quadro di un esame interno della procedura di avvicinamento. Quattro dei sette ostacoli indicati sono stati segnalati per tempo. Per quanto concerne i tre restanti ostacoli, la città di Zurigo, in qualità di proprietaria, si è opposta a questa misura, con l'intento di impedire gli avvicinamenti da sud. Riconsiderando la situazione è emerso che le segnalazioni mancanti non costituiscono un rischio; la misura è tuttavia stata attuata alla fine di settembre 2004, come elemento di una rete di sicurezza complementare.</p>  Risposta del Consiglio federale.