<h2>SubmittedText<h2><p>Negli ultimi giorni, esponenti dei grandi gruppi energetici hanno comunicato che le loro centrali nucleari stanno producendo in perdita. I prezzi dell'energia elettrica non sono certo destinati ad aumentare nei prossimi anni. Inoltre, il metodo di allestimento del bilancio degli esercenti delle centrali nucleari di Gösgen e Leibstadt è attualmente oggetto di un procedimento giudiziario. Se il tribunale dovesse dare ragione all'accusa, il bilancio e il conto d'esercizio di queste centrali nucleari peggiorerebbero ulteriormente. Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. È vero che le centrali nucleari producono un cashflow negativo presso i gruppi che ne sono proprietari?</p><p>2. Secondo il Consiglio federale questa situazione è destinata a cambiare nei prossimi anni?</p><p>3. È vero che non si trovano più acquirenti per le centrali nucleari?</p><p>4. È vero che le centrali nucleari diventano così un fattore di rischio per i gruppi che ne sono proprietari?</p><p>5. Chi si assume i costi di smaltimento relativa a una centrale se uno dei gruppi proprietari fallisce?</p><p>6. Ne deriva un rischio finanziario per la Confederazione, ad esempio per lo smaltimento delle scorie radioattive?</p><p>7. Il Consiglio federale non dovrebbe assicurare che i gruppi energetici proprietari coprano i costi per la fase post operativa e per lo smaltimento prima che l'esercizio deficitario delle centrali nucleari abbia divorato il loro patrimonio?</p><p>8. Il Consiglio federale condivide il giudizio secondo cui una centrale nucleare deficitaria per il prossimo futuro non possa chiedere un risarcimento danni alla Confederazione se quest'ultima ne limitasse la durata d'esercizio a livello politico?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In relazione ala presentazione dei conti della Kernkraftwerk Gösgen-Däniken AG e della Kernkraftwerk Leibstadt AG erano stati aperti, sulla base di alcune denunce, dei procedimenti che nel frattempo sono stati abbandonati. Inoltre, nel dicembre 2015 le due centrali hanno cambiato il proprio metodo di allestimento dei bilanci.</p><p>Il Consiglio federale risponde come segue alle singole domande:</p><p>1. L'attuale contesto di mercato, con la diminuzione dei prezzi dell'energia elettrica registrata negli ultimi anni, rappresenta una sfida per molti produttori di elettricità, indipendentemente dalla tecnica di produzione utilizzata. Mentre i proprietari delle centrali nucleari di Mühleberg (BKW) e Beznau (AXPO) non pubblicano un conto economico dei flussi finanziari specifico per ciascuna modalità di produzione, per quelle di Gösgen e Leibstadt, organizzate come centrali partner, questi dati possono essere desunti dai rapporti annuali pubblicati.</p><p>2. In considerazione dei prezzi a termine attualmente praticati, la situazione non è destinata a subire grandi mutamenti nei prossimi anni. Il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) segue con attenzione gli sviluppi in atto sul mercato dell'energia elettrica. L'evoluzione precisa è tuttavia difficile da pronosticare. Il mercato nazionale e internazionale dell'energia, in particolare quello dell'elettricità, è in una fase di profondo mutamento, determinato da diversi fattori: per quanto riguarda l'energia elettrica, si registra in Europa un forte eccesso di capacità produttive. Le ragioni di ciò sono il crollo del prezzo del carbone sui mercati mondiali in conseguenza dell'estrazione dei gas da scisto (gas da fracking) negli Stati Uniti e i bassi prezzi del CO2 nel sistema europeo di scambio di quote di emissioni. Questi due fattori hanno fatto sì che tornasse ad essere redditizio l'esercizio o la riattivazione di centrali a carbone già ammortizzate e disattivate, in particolare in Germania. Anche l'aumento della produzione di energia da nuove fonti rinnovabili contribuisce all'eccesso di capacità. Inoltre la domanda di energia è diminuita, da un lato in seguito al notevole raffreddamento della congiuntura registrato negli ultimi anni a causa della crisi finanziaria e, dall'altro lato, per effetto delle misure di aumento dell'efficienza energetica.</p><p>3. Non è competenza del Consiglio federale esprimersi in merito a possibili acquirenti delle centrali nucleari.</p><p>4. L'attuale contesto di mercato rappresenta una sfida per i produttori di energia elettrica, indipendentemente dal tipo di produzione.</p><p>5.-7. Si applica il principio di causalità. Gli esercenti degli impianti nucleari sono tenuti a smaltire le scorie radioattive a proprie spese e in modo sicuro. I costi di smaltimento che insorgono durante l'esercizio delle centrali nucleari devono essere coperti dagli esercenti in modo continuativo. Per quelli della fase post operativa, gli esercenti devono accantonare delle riserve. I costi di disattivazione delle centrali nucleari, nonché i costi di smaltimento delle scorie radioattive che insorgono dopo la disattivazione delle centrali stesse, sono coperti da due fondi indipendenti: il fondo di disattivazione e il fondo di smaltimento per gli impianti nucleari. Entrambi sono alimentati con contributi versati dagli esercenti.</p><p>La legge federale del 21 marzo 2003 sull'energia nucleare (LENu; RS 721.1) contiene norme speciali relative ai costi di disattivazione e smaltimento non coperti. La regolamentazione a cascata della responsabilità civile definita negli articoli 79 e 80 prevede che gli esercenti debbano sostenere per intero i propri costi; inoltre sussiste un obbligo di effettuare versamenti supplementari, analogo a un obbligo di solidarietà, in relazione ai costi a carico degli altri esercenti. Se questa assunzione di oneri non è sostenibile sotto il profilo economico, l'Assemblea federale decide se e in che misura la Confederazione partecipa ai costi non coperti.</p><p>8. Secondo la LENu, una centrale nucleare può essere esercitata fintantoché la sua sicurezza è garantita. La messa fuori servizio per motivi politici non è prevista dalla LENu ed è quindi inammissibile. Se invece essa avviene a causa di carenze concernenti la sicurezza tecnica (sicurezza interna) è dettata da motivi di polizia e non comporta il versamento di indennizzi per gli investimenti non ammortizzati. In questo contesto il Consiglio federale non ritiene opportuno esprimere giudizi su eventuali richieste di indennizzo di danni.</p>  Risposta del Consiglio federale.