<h2>SubmittedText<h2><p>La settimana scorsa a Ginevra Joseph Stiglitz, premio Nobel e professore di economia, ha criticato la pretesa dispotica del G-20 di poter sviluppare autonomamente la struttura finanziaria mondiale. Ha difeso, invece, l'ONU come unica organizzazione universale, legittimata a progettare una struttura che riguardi tutti.</p><p>In questo contesto, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. È disposto a sostenere la posizione di Joseph Stiglitz e della sua commissione dell'ONU?</p><p>2. Il governo, che rivendica anch'esso una "contro-offensiva proattiva", sarebbe disposto a sostenere lo sforzo di Stiglitz per una regolamentazione internazionale dei mercati finanziari, richiesta per bloccare la "struttura ingiusta del commercio mondiale" e per porre fine all'evasione fiscale, soprattutto quella praticata dai Paesi in sviluppo?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale ritiene che le questioni e i problemi di dimensioni globali debbano essere affrontati a livello internazionale. Grazie a un coordinamento internazionale è possibile accrescere l'efficacia delle singole misure nazionali e impedire possibili distorsioni della concorrenza. Laddove esistono, i problemi globali devono essere risolti in seno alle organizzazioni internazionali principalmente competenti. Queste dispongono delle maggiori esperienze, come pure di processi e procedure organizzati per la ricerca di soluzioni.</p><p>Lo sviluppo di una nuova architettura finanziaria non spetta né al G-20, né all'ONU, ma anzitutto al Fondo monetario internazionale (FMI) e al Forum per la stabilità finanziaria (FSF), rispettivamente al Financial Stability Board (FSB), l'organizzazione che ne ha ripreso la successione dal mese di aprile 2009.</p><p>Grazie alla provenienza globale dei suoi membri e alla sua esperienza nel settore delle questioni finanziarie, il FMI è perfettamente equipaggiato per assumere un ruolo centrale nell'attuazione delle riforme imminenti in vista dello sviluppo di una nuova architettura finanziaria. D'altra parte il FMI rafforzerà ulteriormente la sua vigilanza sul settore finanziario. Le principali riforme a livello di regolazione sono attualmente discusse dal FSB. Fin dall'aprile del 2008 il FSB ha pubblicato 67 raccomandazioni, da allora attuate, per rafforzare la regolazione del mercato finanziario.</p><p>Il Consiglio federale si adopererà ulteriormente affinché il dibattito su riforme dell'architettura finanziaria si svolga soprattutto in seno a questi organismi. Come membro di queste organizzazioni la Svizzera fornirà importanti contributi al nuovo assetto dell'architettura finanziaria internazionale.</p><p>2. Nel quadro delle discussioni in corso sul miglioramento della regolazione e sulla vigilanza esiste unanimità nell'affermare che anche in futuro le questioni di regolazione del settore finanziario dovranno essere risolte a livello nazionale. Come in ambito di superamento della crisi anche nel quadro della regolazione è comunque importante un coordinamento internazionale per accrescere l'efficacia della regolazione e impedire eventuali distorsioni della concorrenza. Il mandato allargato del nuovo FSB prevede a giusto titolo anche un incremento dello scambio di informazioni e della cooperazione internazionale tra autorità di regolazione e autorità di vigilanza. La qualità di membro verrà inoltre estesa a tutti i Paesi del G-20, aumentando in tal modo la presenza dei Paesi emergenti, come peraltro postulato anche da Joseph Stiglitz.</p><p>La trasposizione di standard internazionali nella legislazione nazionale deve essere effettuata prendendo in considerazione le specificità della struttura finanziaria ed economica locale. In Svizzera le esigenze minime poste alle banche superano in diversi settori quelle degli standard internazionali, come ad esempio le prescrizioni sui fondi propri delle grandi banche. In questo senso la regolazione tiene conto in maniera adeguata dell'importante posizione del settore finanziario nell'intera economia e dei rischi corrispondenti. Nel caso di una regolazione a livello internazionale i rischi per la Svizzera aumenterebbero fortemente e svanirebbe simultaneamente la possibilità di creare vantaggi di piazza. Entrambi questi fattori indebolirebbero la piazza finanziaria Svizzera e quindi l'intera economia.</p>  Risposta del Consiglio federale.