<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di modificare come segue l'articolo 9 capoverso 2 lettera f LAVS: "... il tasso d'interesse corrisponde al rendimento medio annuo dei prestiti in franchi svizzeri dei debitori svizzeri che non sono enti pubblici, maggiorato di un supplemento di rischio conforme al mercato".</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il reddito da attività lucrativa indipendente è un cosiddetto reddito misto, vale a dire il risultato dell'impiego combinato di lavoro e capitale. Dato che l'AVS non dispone di un proprio apparato di tassazione, è determinato dalle autorità fiscali cantonali. Il reddito da attività lucrativa indipendente corrisponde alla cosiddetta variazione in aumento del capitale proprio, cioè alla differenza tra il capitale proprio investito alla fine dell'anno d'esercizio corrente e quello investito alla fine dell'anno d'esercizio precedente. I capitali propri da confrontare vanno determinati secondo le regole del diritto in materia di imposta sul reddito, che non prevedono alcun supplemento di rischio sul capitale.</p><p>L'AVS ha la funzione di sostituire la perdita di reddito lavorativo dovuta a vecchiaia o decesso, sulla cui base vengono calcolate le rendite. Nel caso dei lavoratori indipendenti, l'AVS considera pertanto unicamente il reddito dell'attività lucrativa e non anche l'eventuale reddito del capitale. Lo scopo della deduzione degli interessi del capitale proprio impegnato nell'azienda è di escludere quella parte del reddito che, contrariamente al reddito dell'attività lucrativa, nell'AVS non è soggetta all'obbligo contributivo. In questo caso, dunque, l'interesse del capitale proprio non riflette i costi di rifinanziamento del lavoratore indipendente, bensì il reddito del suo capitale sui mercati finanziari. Il tasso d'interesse è pertanto calcolato in base al rendimento medio usuale conseguibile dagli investitori sui mercati. In questo modo il reddito del capitale confluisce anche nel reddito determinato dalle autorità fiscali e dalle casse di compensazione AVS.</p><p>L'applicazione di un tasso d'interesse maggiorato di un supplemento di rischio comporterebbe che non soltanto il reddito del capitale ma anche una parte del reddito dell'attività lucrativa verrebbe escluso dalla riscossione dei contributi. Questo si tradurrebbe in una riduzione del sostrato contributivo, il che avrebbe un impatto negativo sul singolo lavoratore indipendente, dato che i redditi da attività lucrativa soggetti a contribuzione costituiscono la base per il calcolo della rendita. L'applicazione di tassi d'interesse eccessivi sul capitale proprio dei lavoratori indipendenti che hanno un capitale proprio considerevole comporterebbe una riduzione delle loro aspettative di prestazioni del primo pilastro e, data la correlazione con il reddito assicurato nell'AVS, impedirebbe loro di costituirsi un secondo pilastro adeguato (assicurazione facoltativa).</p><p>Il tasso d'interesse di rischio previsto dalla legislazione in materia di approvvigionamento elettrico ha una funzione completamente diversa rispetto a quella del tasso contemplato dall'AVS: sul mercato regolamentato dell'energia elettrica, esso serve a garantire ai gestori di rete un utile d'esercizio adeguato. L'attribuzione di questa funzione al tasso applicato nell'AVS non sarebbe oggettivamente fondata.</p><p>Del resto, nemmeno l'Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC) include supplementi di rischio nei tassi d'interesse figurativi sul capitale proprio. Il tasso d'interesse per la deduzione per autofinanziamento di cui all'articolo 25abis capoverso 4 della legge sull'armonizzazione delle imposte dirette dei Cantoni e dei Comuni (LAID; RS 642.14) si basa per esempio sul rendimento delle obbligazioni della Confederazione con scadenza a dieci anni e ammonta attualmente allo 0 per cento (v. lettera circolare dell'AFC del 13 gennaio 2020).</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.