<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di preparare una strategia, completa di piano di misure, che risponda alle seguenti domande: </p><p>1. Come si possono sfruttare i laghi artificiali svizzeri per scopi molteplici (produzione di energia elettrica, irrigazione di terreni agricoli, produzione di neve artificiale, riserve di acqua potabile, protezione contro le piene)?</p><p>2. Quanto volume di accumulazione occorre ancora per disporre di acqua sufficiente a compensare la riduzione del manto nevoso dovuta al riscaldamento climatico? </p><p>3. Quando i ghiacciai si saranno sciolti, dove sorgeranno nuovi laghi? Che dimensioni avranno? Quanta acqua potranno fornire? </p><p>a. Come potrebbero essere sfruttati in termini di gestione delle acque oppure turisticamente? </p><p>b. Quali laghi presentano potenziali pericoli naturali? Quali contromisure andrebbero adottate? </p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Anche il Consiglio federale è dell'avviso che manchino ancora le basi per elaborare una strategia a lungo termine di gestione delle acque nelle regioni montane. I rapporti, gli studi e le strategie (complete di misure) adottati negli ultimi anni permettono tuttavia di rispondere approfonditamente alle domande formulate nella presente mozione.</p><p>1. Il rapporto "Gestione della penuria di acqua a livello locale in Svizzera", realizzato in adempimento del postulato Walter 10.3533, "Acqua e agricoltura. Le sfide del futuro", prevede tra le misure uno studio sullo sfruttamento molteplice dei laghi artificiali. Una misura analoga fa parte anche del piano d'azione della strategia del Consiglio federale per l'adattamento ai cambiamenti climatici. Il piano d'azione verrà adottato dal governo presumibilmente nella primavera del 2014. Mancano tuttavia studi più generali sulle possibilità ancora disponibili di ritenuta e di accumulazione idrica. Gli studi già previsti affronteranno le questioni citate nella mozione, illustrandone anche gli aspetti giuridici, economici, politici, sociali e le condizioni quadro. I risultati sono attesi per fine 2015.</p><p>2. Relativamente al bisogno di ulteriore volume di accumulazione occorre osservare che le necessità di intervento non possono essere valutate solo sulla base dei cambiamenti delle riserve costituite dal manto nevoso. Occorre semmai indagare più in generale i probabili effetti del riscaldamento climatico su tutte le risorse idriche (ad es. livello delle falde acquifere o deflusso nei corsi d'acqua) e anche calcolare il futuro fabbisogno di acqua. È questo l'obiettivo del progetto "Wasserressourcen - Planung und Bewirtschaftung" (non disponibile in italiano), avviato dall'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM). Esso riprende gli incarichi affidati dal Consiglio federale nel suo decreto del 14 novembre 2012 a favore dell'adempimento del suddetto postulato Walter nonché le raccomandazioni contenute nello studio dell'UFAM "Approvvigionamento idrico 2025". Lo scopo è aiutare i cantoni nella rilevazione della disponibilità idrica attuale e futura (risorse idriche disponibili) e del reale fabbisogno di acqua. Su tali basi sarà possibile individuare in quali zone e in che misura occorra intervenire. Il progetto mostrerà inoltre ai cantoni come procedere per una programmazione a lungo termine in tali regioni e come reagire a breve termine in situazioni straordinarie. Il progetto verrà condotto nel periodo 2014-2016 e la pubblicazione dei risultati è prevista per fine 2016.</p><p>3. Relativamente ai nuovi laghi che potrebbero formarsi a seguito dello scioglimento dei ghiacciai, rimandiamo al progetto del PNR 61 "Seen als Folge schmelzender Gletscher: Chancen und Risiken" (non disponibile in italiano), che risponde esplicitamente alle domande poste nella mozione e fornisce tutte le basi e le conoscenze sull'argomento. Le domande sui potenziali pericoli naturali e sulla protezione dalle piene trovano risposta nel rapporto "Pericoli naturali in Svizzera", avviato in adempimento al postulato Darbellay 12.4271, "Garantire una migliore protezione delle infrastrutture contro cadute di massi, scoscendimenti e frane". Esso offrirà un'analisi della situazione generale dei pericoli naturali e delle attività in corso per la loro gestione integrale. Si prevede di presentarlo al Parlamento nella primavera del 2015. La problematica dei pericoli naturali viene ripresa anche nel piano d'azione della strategia del Consiglio federale per l'adattamento ai cambiamenti climatici.</p><p>Le attività elencate si basano sugli studi scientifici citati nella presente mozione. Alcune sono già in corso, altre verranno condotte nel periodo 2014-2017. Il Consiglio federale non vede pertanto motivo alcuno per avviarne altre simili e ritiene prematuro iniziare ora l'elaborazione di un Masterplan acque per le regioni di montagna. Le misure del postulato Walter 10.3533 "Acqua e agricoltura. Le sfide del futuro", il primo piano d'azione della strategia "Adattamento ai cambiamenti climatici" e i risultati degli studi in programma permetteranno di individuare le necessità di intervento e, sulla base di nuove acquisizioni e di basi più ampie, di dare risposte mirate alle sfide illustrate e di rivalutare l'opportunità di adottare un Masterplan acque nell'ambito del secondo piano d'azione, che partirà nel 2019.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.