<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di presentare al Parlamento una modifica dell'articolo 18 capoverso 2 della legge federale del 7 ottobre 2005 sulle finanze della Confederazione (LFC; RS 611.0), la quale stabilisca l'ordine di priorità per le misure di risparmio atte a rispettare le prescrizioni del freno all'indebitamento che il Consiglio federale deve emanare nella sua sfera di competenza o che deve proporre al Parlamento nel quadro del messaggio sul preventivo.</p><p>Una minoranza ((Gmür Alois, Amarelle, Brélaz, Carobbio Guscetti, Gasche, Gschwind, Hadorn, Kiener Nellen, Maire Jacques-André, Meyer Mattea, Schmidt Roberto, Weibel) propone di respingere la mozione.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Gli autori della mozione vogliono imporre al Consiglio federale indirizzi materiali per l'impostazione di programmi di risparmio e la ripartizione degli obiettivi di risparmio nel quadro dei progetti di preventivo.</p><p>In linea di principio il Consiglio federale condivide l'opinione secondo cui le misure di risparmio mirate e la rinuncia a compiti debbano prevalere sui tagli lineari. Nella primavera 2017 l'esecutivo ha pertanto incaricato il DFF di sottoporgli entro l'autunno delle misure che comprendano la rinuncia a compiti, la riduzione di prestazioni e l'esternalizzazione, di verificare i sussidi di poco conto e le agevolazioni fiscali nonché di presentare delle proposte di riforme strutturali per le uscite a destinazione vincolata. Nel definire le misure di risparmio si deve però tenere conto anche di altri criteri. Le misure devono infatti presentare un certo equilibrio per poter incontrare il consenso della maggioranza in Parlamento. Le misure devono inoltre essere attuabili in tempi relativamente brevi affinché le direttive del freno all'indebitamento possano essere rispettate. I programmi di risparmio non sono quindi adatti per l'attuazione di complesse riforme del sistema.</p><p>Per elaborare le misure di risparmio è dunque necessaria una certa flessibilità. Bisogna anche tenere conto dei motivi dei deficit strutturali. Le misure da considerare sono diverse se sono dovute al basso tasso di rincaro, alle riduzioni delle imposte o a una politica in materia di uscite troppo espansiva.</p><p>Il Consiglio federale ritiene che l'evoluzione delle uscite negli anni passati (soprattutto nelle cinque legislature precedenti) non sia un criterio adatto per la ripartizione dei futuri obiettivi di risparmio. Con il passare del tempo le priorità dello Stato cambiano, cosicché determinate uscite delle amministrazioni pubbliche assumono maggiore importanza a discapito di altre. Se nei programmi di risparmio si procedesse innanzitutto a tagli nei settori di compiti che hanno registrato una forte crescita delle uscite, le priorità fissate dal Parlamento sarebbero sistematicamente annullate. Le strutture esistenti non potrebbero più evolversi.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.