<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è ben consapevole dell'importanza che riveste l'espansione delle tecnologie della comunicazione e dell'informazione, e in particolare della loro portata per l'economia nazionale. Egli ha perciò deciso nel 1998 di seguire una strategia volta a promuovere in Svizzera una società d'informazione al cui allestimento partecipassero i dipartimenti competenti. </p><p></p><p>Il Consiglio federale considera inoltre soddisfacenti l'inconfondibile tendenza alla progressione del mercato del lavoro svizzero e la diminuzione del numero di disoccupati. Per mesi modifiche strutturali e di altro genere hanno causato una perdita di posti di lavoro, ma recentemente ne vengono sempre più creati di nuovi. Il Consiglio federale e il Parlamento si rendono conto che questi sviluppi del mercato del lavoro necessitano di adeguamenti rapidi. E' fra l'altro uno dei motivi per i quali hanno esortato a respingere l'iniziativa del 18%. Se l'iniziativa popolare fosse accettata, l'economia svizzera non potrebbe più mantenere la sua concorrenzialità.</p><p></p><p>Ad domande 1 e 2:</p><p></p><p>Il fabbisogno attuale di specialisti in informatica e telecomunicazioni è relativamente elevato; le cifre finora spesso citate, tuttavia, appaiono molto esagerate rispetto al numero delle domande presentate. Di fatto, si incontra una certa difficoltà nel reperire gli specialisti necessari ed è sempre più difficile trovarli nei Paesi dell'Unione europea. Anche se come sempre si sta accennando un ricorso estremamente frequente ai contingenti, al momento attuale, sette mesi dopo l'inizio dell'anno di contingente in corso (1.11.99 - 31.10.2000), il Consiglio federale non reputa necessario prevedere un aumento del numero massimo di specialisti stranieri nei settori TI e E-Commerce, tanto più che si richiede soltanto la metà del contingente. Il Consiglio federale stabilisce l'entità del contingente sul medio-lungo termine e non può quindi tener conto delle variazioni congiunturali. Si tratta di evitare gli errori degli anni precedenti, per non favorire in modo sproporzionato la formazione di strutture limitate. Gli Uffici federali competenti seguono però in modo costante l'evoluzione e hanno già preso contatto con le cerchie interessate dei Cantoni e dell'economia per mettere a punto l'ulteriore fabbisogno. Qualora risultasse che i contingenti già approvati dal Consiglio federale per tutta la Svizzera non sono sufficienti, si procederebbe tempestivamente a esaminare la possibilità di un loro aumento.</p><p></p><p>Ad domanda 3:</p><p></p><p>L'Ufficio federale della formazione professionale e della tecnologia (DFE) sta compiendo grandi sforzi nel settore della formazione e del perfezionamento per ovviare il più rapidamente possibile alla penuria d'informatici: nuovo disciplinamento delle professioni informatiche, anno di base d'apprendistato in informatica, tirocinio, esami professionali e superiori, scuole tecniche superiori. Il Consiglio federale ha delineato un quadro globale dei suoi sforzi nella presa di posizione riguardo alla mozione della Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni CN [99.450], Per una riqualificazione professionale nel campo dell'informatica (00.3005). L'Ufficio federale degli stranieri (DFGP) ha da parte sua trattato con particolare attenzione il settore TI e E-Commerce nella ripartizione dei contingenti, cercando di effettuare una ripartizione ottimale tra i Cantoni dei contingenti disponibili e di tenere conto nel miglior modo possibile dei diversi interessi economici. Una parte considerevole dei contingenti accordati per persone altamente qualificate è assegnata anche alle persone qualificate provenienti dai Paesi non appartenenti all'UE/EFTA.</p><p></p><p>Ad domanda 4:</p><p></p><p>Nel diritto vigente sono già previste simili possibilità. L'assunzione e gli incarichi di informatici sono già una realtà, ma perlopiù di medio-lungo termine; in definitiva, nella maggior parte dei casi sono quindi necessari permessi di dimora annuali.</p><p></p><p>Ad domanda 5:</p><p></p><p>La questione del trasferimento di posti di lavoro all'estero dipende da numerosi fattori sui quali il Consiglio federale può influire solo parzialmente. Tuttavia, lotta contro tale fenomeno con mezzi mirati; basta citare a titolo di esempio il promovimento della piazza svizzera, il promovimento delle esportazioni, la garanzia dei rischi delle esportazioni, lo smantellamento degli ostacoli tecnici al commercio o le agevolazioni concesse alle società con capitale di rischio. Con tali misure si dovrebbe mantenere la concorrenzialità della piazza economica svizzera. </p><p></p><p>Per di più, oltre agli obiettivi dell'economia globale il Consiglio federale deve considerare anche le esigenze della politica statuale, nelle quali è compreso un rapporto equilibrato tra la popolazione residente svizzera e straniera. Per tali motivi la Svizzera non può - oltre alla prossima liberalizzazione nel traffico delle persone con l'UE - permettersi un sistema di reclutamento aperto.</p><p></p><p>Ad domanda 6:</p><p></p><p>Il confronto con la vicina Germania o con gli Stati Uniti è discutibile. Con l'espansione economica, all'aumento del fabbisogno di persone qualificate si aggiunge quello di personale meno qualificato. Oltre agli informatici, si richiedono persone anche nel settore della ricerca, della sanità e della medicina, nell'industria alberghiera, per la costruzione delle NTFA o per Ferrovia 2000, per il settore artistico, ecc. Rispondendo in modo equilibrato alle esigenze dei diversi settori economici, il Consiglio federale non ha trascurato in alcun modo il suo compito di autorità governativa. Diversamente da quanto presume l'interpellante, il Consiglio federale non ha autorizzato nessun contingente speciale di manodopera nel settore forestale per la riparazione dei danni causati dall'uragano "Lothar". </p><p></p><p>Ad domanda 7:</p><p></p><p>Il Consiglio federale condivide l'opinione dell'interpellante che la disponibilità di personale qualificato rappresenta un importante criterio d'investimento e quindi un fattore significativo per la piazza economica. Per quanto riguarda la penuria di specialisti TI e E-Commerce nel mercato del lavoro svizzero, constata anche, tuttavia, che la maggior parte dei Paesi OCSE, che sono allo stesso tempo i diretti concorrenti della Svizzera nel settore TI e E-Commerce, devono affrontare gli stessi suoi problemi. La Svizzera figura peraltro, dopo la Svezia e gli Stati Uniti, fra i Paesi con il più elevato afflusso di informatici. </p><p></p><p>Ad domanda 8:</p><p></p><p>L'attuale campo d'azione conferito dall'ordinanza che limita l'effettivo degli stranieri (OLS) nonché le revisioni annuali dell'ordinanza permettono di soddisfare ampiamente le esigenze del mercato del lavoro. I bisogni attuali sono così regolarmente rilevati nella consultazione presso i Cantoni, le associazioni economiche e altre cerchie interessate. Anche nell'avamprogetto relativo alla nuova legge sugli stranieri si sottolinea la necessità di tener conto, nell'ammissione di manodopera straniera proveniente da Stati membri e non membri dell'UE. La futura politica degli stranieri metterà a tal proposito l'accento sull'ammissione di personale qualificato. Il DFE - come anche gli altri Dipartimenti interessati - sono inclusi nei processi decisionali nell'ambito della collaborazione o delle procedure di consultazione interne alla Confederazione. Oltre a questi scopi di natura economica il Consiglio federale deve però sempre star attento agli interessi politici e sociali a lungo termine. Questo vale non soltanto nell'ottica della votazione popolare del 24 settembre sulla cosiddetta iniziativa del 18%. Se questa iniziativa venisse accettata gli obiettivi dell'interpellante sarebbero contrastati e i bisogni dell'economia per nulla soddisfatti. Infine l'accettazione dell'iniziativa limiterebbe ampiamente la libertà d'azione del Consiglio federale.</p>  Risposta del Consiglio federale.