<h2>SubmittedText<h2><p>La decisione della SRG SSR di ridurre drasticamente il contributo della radiotelevisione svizzera alla fondazione dell'Orchestra della Svizzera italiana (OSI) a partire dal 2013 ha suscitato nella Svizzera italiana numerose reazioni da parte di persone di cultura, istituzioni e soprattutto cittadini e cittadine. </p><p>Essa non può essere infatti accolta come un semplice atto amministrativo di portata interna all'ente. Negli anni Novanta la RTSI aveva deciso di rinunciare a 3,5 milioni di franchi nella gestione corrente a favore appunto della fondazione dell'OSI. Ciò aveva convinto anche il cantone Ticino e il cantone dei Grigioni a partecipare al finanziamento. </p><p>A differenza del resto della Svizzera, dove sono presenti 12 orchestre, per lo più sostenute da città, per la Svizzera italiana l'OSI è l'unica orchestra che può esistere e garantire una filiera della musica nella Svizzera italiana di grande qualità. Senza il contributo SRG SSR essa è destinata a perdere di qualità e ad una lenta agonia. Il passaggio del finanziamento dalla SRG SSR ad altri enti pubblici (la città di Lugano e i cantoni Ticino e dei Grigioni) o privati non può avvenire in tempi brevi e senza un ampio lavoro di preparazione.</p><p>Fatte queste considerazioni chiedo quindi al Consiglio federale:</p><p>1. Se non ritiene che questa decisione sia contraria al mandato pubblico previsto dalla legge federale sulla radiotelevisione, secondo il quale le differenze regionali culturali andrebbero invece preservate.</p><p>2. Se non ritiene necessario, coerentemente con il mandato imposto dalla legge federale sulla radiotelevisione, chiedere il rinvio di questa decisione per lo meno fintanto che non saranno poste le basi affinché si reperiscano nella Svizzera italiana le risorse necessarie alla sopravvivenza e allo sviluppo dell'OSI.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale ha accolto con rammarico la decisione del consiglio d'amministrazione della SSR di sospendere, a partire dal 2013, il contributo finanziario annuo accordato all'Orchestra della Svizzera italiana e di retribuire unicamente le prestazioni effettivamente fornite. Non si nega che, in mancanza di fonti di finanziamento alternative, lo sviluppo culturale in Ticino potrebbe venir ostacolato, venendo a mancare la qualità di questa orchestra classica rinomata a livello internazionale.</p><p>La decisione della SSR è stata presa in un momento finanziario difficile per l'azienda. La SSR ha chiuso l'esercizio 2008 con un deficit di 79 milioni di franchi e prevede anche per quest'anno disavanzi finanziari dell'ordine di diverse decine di milioni di franchi. Per stabilizzare la situazione a medio termine, il consiglio d'amministrazione si è visto costretto ad adottare un pacchetto di misure di risparmio drastiche. Di conseguenza, è stato necessario sopprimere o sospendere in primo luogo le spese che non hanno ripercussioni dirette sul programma e che non pregiudicano il mandato di prestazioni previsto dalla legge e dalla concessione.</p><p>Oltre ai salari, sono stati vittima di queste misure di risparmio anche i contributi annui accordati all'Orchestra della Svizzera italiana. Dato che questo finanziamento non rientra nell'ambito delle prestazioni direttamente legate al servizio pubblico della SSR, la sua soppressione non può essere contestata dal punto di vista legale. Inoltre, anche nella Svizzera tedesca una decisione di questo tipo è già stata presa a suo tempo.</p><p>1. In virtù dell'articolo 24 capoverso 4 lettera b della legge federale del 24 marzo 2006 sulla radiotelevisione (LRTV; RS 784.40) la SSR è chiamata a contribuire allo sviluppo culturale e al rafforzamento dei valori culturali del Paese nonché alla promozione della cultura svizzera, tenendo conto in special modo delle opere musicali svizzere, in particolare diffondendo produzioni nazionali e trasmissioni prodotte in proprio. La SSR è tenuta a sostenere la cultura regionale conferendo mandati di prestazione e, nella misura del possibile, mettendo a disposizione piattaforme appropriate. L'interpretazione di questa disposizione non può tuttavia includere il sovvenzionamento indipendente dalle prestazioni di determinate istituzioni culturali.</p><p>2. Nell'ambito del suo piano di finanziamento a medio termine, la SSR ha deciso di rinunciare a versare i contributi annui a favore dell'Orchestra della Svizzera italiana a partire dal 2013. La SSR ha preso questa decisione nell'ambito del suo potere decisionale. Dato che il Consiglio federale non constata alcuna violazione del mandato di prestazioni previsto dalla legge e dalla concessione, esso è tenuto ad accettare il calendario proposto. Tuttavia il Collegio parte dal presupposto che, nell'ambito del suo mandato culturale, la SSR farà capo alle prestazioni musicali dell'OSI anche dopo il 2013, cofinanziando l'orchestra attraverso la retribuzione delle prestazioni musicali da essa fornite.</p><p>Visti il ruolo e l'importanza dell'OSI per l'identità culturale della Svizzera italiana, il capo del DATEC ha tuttavia dato incarico alla segreteria generale di prendere contatto con diverse istituzioni e con le autorità del cantone Ticino allo scopo di individuare eventuali possibilità di finanziamento alternative per sostenere l'orchestra.</p>  Risposta del Consiglio federale.