<h2>SubmittedText<h2><p>Basandomi sull'articolo 125 LParl, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Esso è consapevole del fatto che numerosi giovani con un patronimico straniero vengono discriminati quando cercano un posto di tirocinio o un'occupazione, pur avendo ottime conoscenze linguistiche ed eccellenti prestazioni scolastiche?</p><p>2. L'articolo 8 capoverso 1 lettera b della legge federale del 16 dicembre 1994 sugli acquisti pubblici enuncia il principio secondo cui il committente può aggiudicare la commessa per prestazioni in Svizzera solo ad offerenti "che garantiscono il rispetto delle disposizioni in materia di protezione del lavoro e delle condizioni di lavoro della manodopera". Queste disposizioni comprendono anche il divieto di qualsiasi discriminazione razziale, come il Consiglio federale ha già spiegato in altra sede. In quale modo il Consiglio federale controlla che questo principio venga rispettato anche per quanto riguarda altre forme di discriminazione? Esso è a conoscenza di infrazioni in tal senso? In quale modo sono state individuate e come sono state punite?</p><p>3. Quali provvedimenti concreti adotta il Consiglio federale nel settore della formazione professionale per favorire l'integrazione dei giovani stranieri? Può immaginarsi di prendere ulteriori misure promettenti? Ritiene che i provvedimenti adottati finora e gli strumenti impiegati siano sufficienti?</p><p>4. Quale importanza attribuisce agli strumenti volontari applicati a livello di imprese e di partner sociali? Il Consiglio federale potrebbe promuovere ulteriormente l'impiego di tali strumenti?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La situazione congiunturale, che fino a poco tempo fa era precaria, ha accentuato i problemi dei giovani con difficoltà scolastiche e socialmente sfavoriti alla ricerca di un posto di tirocinio o di lavoro. Considerate le esigenze sempre più elevate in materia di qualifiche professionali, la situazione di questa cerchia di persone non dovrebbe sostanzialmente migliorare malgrado l'attuale evoluzione congiunturale favorevole. Si tratta di problemi che sono anche, ma non soltanto, connessi all'integrazione degli stranieri.</p><p>Il Consiglio federale attribuisce in generale un'importanza notevole a questa problematica, poiché ritiene che il lavoro costituisca il principale strumento di integrazione delle persone nell'economia e nella società. Per quanto riguarda i migranti, nell'estate del 2007 il Consiglio federale presenterà un rapporto dettagliato che esporrà i provvedimenti destinati a migliorare la loro integrazione.</p><p>In merito alle singole domande dell'autrice dell'interpellanza, occorre precisare quanto segue:</p><p>1. Il Consiglio federale è consapevole del fatto che i giovani con un patronimico straniero hanno spesso difficoltà a trovare un posto di tirocinio o un lavoro. Il rapporto menzionato sull'integrazione tratterà anche questo argomento. Riguardo all'oggetto dell'interpellanza occorre precisare che i lavori preliminari concernenti un programma europeo in materia di formazione professionale (PISA) hanno mostrato che sul mercato del lavoro contano anche criteri diversi da quelli meramente linguistici e scolastici. Lo studio di fattibilità effettuato a tale scopo si riferisce in particolare alla prospettiva del beneficio individuale, al bisogno sociale e alla prospettiva dell'integrazione. Di conseguenza è affrettato e semplicistico ritenere che se i giovani stranieri in possesso di ottime conoscenze linguistiche e di prestazioni scolastiche impeccabili hanno problemi a trovare un posto di tirocinio o un lavoro, ciò è dovuto al fatto che sono discriminati.</p><p>2. Nell'aggiudicazione di commesse pubbliche, i servizi d'acquisto della Confederazione esigono che gli offerenti rispettino le condizioni di lavoro e di protezione sul posto di lavoro in vigore. Se in seguito dovesse verificarsi che un offerente ha dato indicazioni false, l'aggiudicazione può essere revocata o l'offerente in questione può essere escluso dalla procedura (art. 11 lett. b LAPub). Finora il Consiglio federale non ha avuto sentore di discriminazioni razziali nel settore degli acquisti e degli appalti pubblici.</p><p>3. La formazione professionale è uno strumento molto efficace per l'integrazione nel mondo del lavoro e nella società. La legge sulla formazione professionale non fa distinzioni tra i cittadini svizzeri e gli stranieri. Complessivamente i provvedimenti come l'orientamento professionale, le offerte di formazione transitorie in vista del tirocinio e in particolare l'assistenza individuale (mentoring) e la consulenza (coaching) hanno dato buoni risultati. Proprio questi due ultimi strumenti sono provvedimenti particolarmente adeguati quando si tratta di collocare giovani che hanno difficoltà a trovare un posto di tirocinio.</p><p>La Confederazione, in collaborazione con i cantoni, sta attualmente organizzando il "case management nella formazione professionale" destinato ai giovani che hanno problemi particolari. Esso si prefigge di coordinare tutte le iniziative prese nell'ambito delle offerte sociali o in quello del mercato del lavoro allo scopo di permettere possibilmente a tutti i giovani di ottenere un diploma post-obbligatorio almeno di livello secondario II.</p><p>4. L'integrazione degli stranieri è un problema che riguarda ognuno di noi. Esso non può essere risolto emanando prescrizioni destinate ai datori di lavoro. Per questo motivo il Consiglio federale vede con favore la creazione di strumenti facoltativi a livello di imprenditori e di partner sociali. I mezzi intesi a promuovere provvedimenti adeguati sono a disposizione sia dei responsabili della formazione professionale che delle autorità preposte al mercato del lavoro. Essi devono inoltre essere integrati da offerte specifiche destinate ai migranti. Una soluzione potrebbe essere, ad esempio, l'accettazione volontaria di curriculum vitae anonimi presentati da persone che cercano un posto di tirocinio o un lavoro.</p>  Risposta del Consiglio federale.