<h2>SubmittedText<h2><p>Negli ultimi tempi diversi media (tra cui il quotidiano "NZZ" e il giornale della Federazione svizzera dei funzionari di polizia "Police") hanno parlato nuovamente dei due programmi nazionali di protezione della gioventù "Giovani e media" e "Giovani e violenza". Entrambi sono stati inoltre tra gli argomenti trattati durante alcune assemblee delle conferenze intercantonali e nel mese di maggio del 2015 è previsto a Lugano un altro convegno nazionale sul tema della violenza giovanile. Le misure attuate sono giudicate dai cantoni, dalle città e dai comuni, nonché dall'economia e dagli specialisti del settore, chiaramente adeguate, orientate al bisogno ed economiche, come confermano anche le valutazioni intermedie e gli studi già pubblicati sui programmi. Secondo le informazioni disponibili sui siti Internet dei due programmi, nel frattempo sono stati conclusi ulteriori studi sulle attività di regolamentazione dei cantoni e dei settori interessati, nonché sulle buone pratiche nel raffronto internazionale. Il Consiglio federale ha incaricato l'UFAS di elaborare su questa base raccomandazioni per la futura impostazione della protezione della gioventù dai rischi dei media, per la regolamentazione necessaria a livello federale e per il coordinamento delle misure di prevenzione, di intervento e di repressione della violenza. Il Consiglio federale ha risposto a diversi interventi e domande del Parlamento rinviando ai lavori in corso.</p><p>Entrambi i programmi si concluderanno nel dicembre del 2015 e con essi giungono a termine anche i crediti concessi per beni e servizi (risorse umane incluse). Ad oggi il Consiglio federale non ha ancora comunicato alcuna decisione in merito. Si profila pertanto il rischio di perdere conoscenze preziose (i collaboratori dei programmi dovranno lasciare l'UFAS), di compromettere gli effetti sul lungo termine degli investimenti attuati e la credibilità quale partner, nonché l'abbandono di strumenti di informazione e di scambio dimostratisi validi (siti Internet, opuscoli, tool informatici).</p><p>In considerazione di quanto esposto, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quando verranno pubblicati gli studi conclusi?</p><p>2. Quando deciderà, sulla base degli studi scientifici, quali misure intende realizzare concretamente?</p><p>3. Come intende assicurare la prosecuzione senza interruzione delle attività dopo il 31 dicembre 2015 e garantire così gli effetti sul lungo termine degli investimenti di Confederazione, cantoni, città, comuni e settori interessati?</p><p>4. Quali passi intende intraprendere per ridurre al minimo i rischi menzionati?</p><p>5. Come intende impedire eventuali interruzioni, che si tradurrebbero in costi supplementari inutili quando si tratterà di rilanciare le attività svolte finora?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Con decreto dell'11 giugno 2010 il Consiglio federale ha lanciato i due programmi nazionali di protezione della gioventù "Giovani e violenza" (prevenzione della violenza) e "Giovani e media" (protezione dai rischi dei media), che si concluderanno alla fine del 2015. Conformemente al mandato del Consiglio federale, l'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS), responsabile dei programmi, li ha fatti valutare da due istituti di ricerca esterni. Al contempo sono stati redatti diversi rapporti di ricerca sulla necessità di regolamentazione nell'ambito della protezione della gioventù dai rischi dei media e sulla collaborazione tra le autorità e i servizi specializzati nel campo della prevenzione, dell'intervento e della repressione. Sulla base di questi lavori l'UFAS, con la partecipazione degli organi dei programmi, ha elaborato due rapporti all'attenzione del Consiglio federale: il primo descrive la futura impostazione della protezione dell'infanzia e della gioventù dai rischi dei media in Svizzera, il secondo fa il punto della situazione sulla prevenzione della violenza e sul coordinamento con le misure d'intervento e di repressione.</p><p>Il 13 maggio 2015, il Consiglio federale ha adottato entrambi i rapporti e si è pronunciato sulle misure da realizzare. Dal 2016 porterà avanti senza interruzioni le misure di sostegno nell'ambito della protezione della gioventù dai rischi dei media e assumerà una funzione di coordinamento e monitoring. Parallelamente il governo intende potenziare la regolamentazione in materia di protezione della gioventù dai rischi dei media ed esaminare l'introduzione di un fondamento giuridico per le misure di regolamentazione nei settori dei film e dei videogiochi. Nell'ambito della violenza giovanile, invece, la Confederazione non proseguirà le misure di sostegno, dato che la prevenzione della violenza è compito dei cantoni, delle città e dei comuni. Poiché sin dall'inizio la durata del programma Giovani e violenza era limitata a cinque anni, è logico che, alla sua conclusione, la Confederazione cessi di svolgere il suo ruolo di sostegno in questo settore. I rapporti di ricerca e i rapporti all'attenzione del Consiglio federale sono stati pubblicati simultaneamente e sono disponibili sul sito Internet dell'UFAS (<a href="http://www.bsv.admin.ch/themen/kinder_jugend_alter/00071/index.html?lang=it">Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) - Protezione della gioventù</a>).</p>  Risposta del Consiglio federale.