<h2>SubmittedText<h2><p>Sulle emittenti televisive pubbliche gli anglicismi guadagnano sempre più terreno. I titoli delle trasmissioni, ad esempio, invece di essere in lingua nazionale, sono (spesso) in inglese. Parallelamente, la legge sulle lingue, impone alla Confederazione di incentivare lo scambio e la comprensione tra le comunità linguistiche. Si pone pertanto la seguente domanda:</p><p>Non sarebbe nell'interesse della promozione linguistica, se anche la televisione pubblica, fortemente sovvenzionata dalla Confederazione (canoni), fornisse un contributo tangibile in tal senso?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>A più riprese il Consiglio federale si è espresso in modo critico sul crescente uso di anglicismi nelle nostre regioni linguistiche, recentemente nelle sue risposte agli interventi parlamentari Baettig 10.3119, Berberat 06.1146 e Rennwald 03.1112. L'uso di anglicismi è oramai diventato una realtà sociale e questa tendenza porta a un certo abbandono delle lingue nazionali. La Cancelleria federale ha già intrapreso varie misure per arginare l'eccessivo utilizzo di anglicismi in seno all'amministrazione federale, soprattutto per quanto riguarda la comunicazione con le autorità. Si tratta di provvedimenti in sintonia con l'articolo 7 capoverso 1 della legge del 5 ottobre 2007 sulle lingue (RS 441.1) secondo cui le autorità federali si adoperano ad usare un linguaggio appropriato, chiaro e conforme alle esigenze dei destinatari.</p><p>Al di fuori dell'amministrazione federale, il Consiglio federale non intende puntare su misure dirigistiche. Per motivi legati al diritto costituzionale rifiuta di emanare prescrizioni per l'utilizzo delle lingue e intromettersi nella politica aziendale delle imprese, pur essendone titolare, come ad esempio nel caso della Posta.</p><p>Il legislatore ha previsto per la SSR una norma che disciplina l'utilizzo delle lingue: conformemente all'articolo 24 capoverso 5 della legge federale del 24 marzo 2006 sulla radiotelevisione (RS 784.40) nelle trasmissioni informative importanti, esulanti dai confini linguistici e nazionali, la lingua dev'essere di regola utilizzata nella sua forma standard. Alla luce dell'indipendenza dallo Stato e dell'autonomia di programma della SSR, garantite dalla Costituzione, va rivolto uno sguardo critico alle misure più restrittive. Il Consiglio federale non ritiene appropriata l'influenza sulla titolatura delle trasmissioni proposta dall'autore dell'interpellanza. Inoltre, vale la pena chiedersi se una tale misura di sensibilizzazione possa raggiungere l'obiettivo dell'autore dell'interpellanza. La titolatura di una trasmissione della SSR in sé difficilmente incide sulla promozione della coesione nazionale. Nel suo rapporto del 7 dicembre 2012 "Consolidamento della comprensione reciproca e della coesione nazionale da parte della SRG SSR" (<a href="http://www.news.admin.ch/NSBSubscriber/message/attachments/28979.pdf">http://www.news.admin.ch/NSBSubscriber/message/attachments/28979.pdf</a>) il Consiglio federale si è espresso approfonditamente in merito alle prestazioni della SSR a favore dello scambio tra le regioni linguistiche.</p><p>Nell'adempimento del suo mandato di prestazioni, la SSR deve assumere anche un comportamento imprenditoriale per potersi affermare presso il pubblico svizzero nella dura concorrenza con i programmi esteri. È pertanto comprensibile che mandi in onda trasmissioni di successo e format con titoli in inglese. In questi casi la SSR è spesso legata a vincoli contrattuali e ha quindi un margine di manovra ridotto per quanto riguarda la titolatura.</p><p>D'altronde il Consiglio federale non nota una tendenza a un uso eccessivo di anglicismi nei programmi della SSR. Stando alle informazioni della stessa si tratta solo dell'8 per cento dei titoli delle trasmissioni. La maggior parte delle trasmissioni, circa il 90 per cento, portano un titolo in una lingua nazionale, sui canali germanofoni alcune addirittura in svizzero tedesco ("SRF bi de Lüt", "Hopp de Bäse" o "Alperöösli").</p><p>Conformemente a quanto precede, il Consiglio federale non vede la necessità di intervenire presso la SSR riguardo agli anglicismi.</p>  Risposta del Consiglio federale.