<h2>SubmittedText<h2><text><p>Il 17 dicembre 2004 il Consiglio nazionale ha accolto il postulato Riklin 04.3462 del 27 settembre 2004) condividendone le affermazioni secondo cui le nuove regole ortografiche tedesche non godono di unanime consenso e potrebbero comportare una divergenza d'uso fra scuola e prassi; da qui la necessità di riformare le nuove regole, in particolare per quanto riguarda la grafia delle parole composte.</p><p>Nel frattempo, il consiglio preposto alla riforma dell'ortografia tedesca (Rat für Rechtschreibung) ha presentato la terza versione delle nuova regolamentazione ortografica che, nelle nostre scuole, sarà applicata con il supporto del manuale "EDK-Handreichung", pubblicato dalla Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione, e del nuovo dizionario Rechtschreibung und Wortkunde destinato ai ragazzi (della collana Schülerduden). Tutte e tre le versioni della nuova regolamentazione sono state oggetto di critiche severe (si vedano ad esempio gli articoli pubblicati nella "Weltwoche" il 23 novembre e il 14 dicembre u. s.).</p><p>In sostanza, le aspettative riposte nel consiglio preposto alla riforma sono state deluse. I motivi:</p><p>1. Poiché le cerchie interessate alla riforma rappresentavano la maggioranza in seno al consiglio, gli errori introdotti dalla riforma stessa non sono stati eliminati, anzi, in molti casi, sono rimasti come possibili varianti (es. "wohl bekannt" al posto di "wohlbekannt").</p><p>2. Su pressione della conferenza permanente dei ministri tedeschi dell'educazione e della cultura, il consiglio ha interrotto prematuramente i lavori lasciando incompleta la rielaborazione di ambiti particolarmente interessati dalla riforma, come nel caso delle regole riguardanti la grafia delle parole composte (intere o scisse): ne sono un esempio l'uso della maiuscola/minuscola e il cosiddetto "Stammprinzip" (principio secondo cui le caratteristiche della parola base devono essere riprodotte anche nella parola derivata).</p><p>Al Consiglio federale pongo le seguenti domande:</p><p>1. Condivide l'opinione secondo cui nemmeno le regole sulla grafia delle parole composte, introdotte con la terza versione della nuova regolamentazione ortografica, garantiscono in misura sufficiente la differenziazione semantica?</p><p>2. Viste le numerose varianti ortografiche in uso, che in parte si discostano da quelle ufficiali, riconosce che non è ancora stata raggiunta una regolamentazione ortografica unica e condivisa?</p><p>3. Alla Cancelleria federale è stato imposto di attuare il principio base della variante più comune, secondo quanto raccomandato dalla conferenza svizzera ad hoc in materia di ortografia (Schweizer Orthographische Konferenz, SOK)? Solo se, in presenza di più varianti, si adotta la più comune è infatti possibile raggiungere l'obiettivo stabilito dal Consiglio federale, ossia garantire la differenziazione semantica delle parole composte attraverso le regole di grafia (parole intere o scisse). </p><p>4. Il Consiglio federale è d'accordo sul fatto che non è compito dello Stato modificare, attraverso le scuole, l'ortografia e l'uso della lingua?</p><p>5. Si impegnerà affinché il "Rat für Rechtschreibung", nella sua nuova composizione, riveda l'intera regolamentazione ortografica?</p><p>6. Si adopererà affinché, anche per una questione di costi, siano riammessi nelle scuole libri scritti secondo le regole ortografiche comuni?</p><p>7. Il Consiglio federale convocherà una conferenza dei Paesi che hanno partecipato alla riforma perché venga ripristinata la correttezza linguistica e l'uniformità dell'ortografia tedesca?</p></text><h2>FederalCouncilResponseText<h2><text><p>Nel rapporto sulle mozioni e sui postulati dei Consigli legislativi 2006, il Consiglio federale proporrà di togliere dal ruolo il postulato Riklin 04.3462 poiché la terza versione della nuova regolamentazione ortografica tedesca, presentata nella primavera 2006 dal consiglio preposto alla riforma (Rat für Rechtschreibung), ha colmato alcune gravi lacune delle precedenti versioni ed ha raccolto il massimo consenso possibile. Il pericolo che l'uniformità ortografica venga meno e che si concretizzi una divergenza d'uso fra scuola e prassi è scongiurato.</p><p>Alle singole domande il Consiglio federale risponde come segue:</p><p>1. Le nuove regole ortografiche, che per la grafia delle parole composte (intere o scisse) sono più permissive, garantiscono maggiori possibilità di differenziazione semantica. L'idea che la grafia di una parola possa esprimerne esattamente i diversi significati deve essere comunque abbandonata poiché le possibili sfumature semantiche di un termine sono infinite mentre le varianti grafiche sono al massimo due (parola intera o scissa, iniziale maiuscola o minuscola).</p><p>2. Come già precisato, con le nuove regole ortografiche è stato raggiunto il massimo consenso possibile.</p><p>3. In settori particolarmente controversi o per i quali non è possibile arrivare ad una chiara regolamentazione, le nuove regole ortografiche autorizzano diverse varianti grafiche. Oltre a garantire la differenziazione semantica voluta da chi scrive, esse assicurano alle regole di scrittura un'evoluzione naturale libera da vincoli artificiali. In linea di massima, la Cancelleria federale autorizza le varianti ammesse dalle nuove regole. Per casi singoli riguardanti la terminologia specifica dei testi ufficiali della Confederazione (diritto, politica, amministrazione, alcuni linguaggi settoriali) la Cancelleria ha tuttavia stabilito, dopo un'approfondita ponderazione delle decisioni adottate da altri (dizionari, editori, scuole), le varianti da adottare per assicurare una certa uniformità dei testi ed evitare problemi di interpretazione che possono derivare da una grafia dei termini non uniforme negli atti normativi e nei messaggi.</p><p>4. La scuola ha tra l'altro il compito di insegnare la lettura e la scrittura e di promuovere la capacità di espressione linguistica delle persone. A tale scopo deve trasmettere la conoscenza delle norme linguistiche - dunque anche regole ortografiche - e la capacità di utilizzarle adeguatamente. Nell'insegnare le regole grammaticali e ortografiche essa influenza necessariamente gli usi linguistici e ortografici della società. Tutto ciò non giustifica tuttavia il rimprovero che le viene mosso di orientare la lingua a suo piacimento.</p><p>5. Il Rat für Rechtschreibung ha ottenuto il risultato che, allo stato attuale, si poteva sperare di raggiungere. È ora necessario ritrovare serenità e costanza. Le nuove regole ortografiche non precludono comunque la possibilità di ulteriori sviluppi. Il consiglio li seguirà con attenzione e, al momento opportuno, li integrerà nel sistema di regole.</p><p>6. Le scuole sottostanno in massima parte alla sovranità cantonale. Anche negli ambiti scolastici che rientrano nella sfera di competenza della Confederazione, il Consiglio federale non ha né il potere né l'intenzione di impartire istruzioni alle scuole riguardanti il materiale didattico da utilizzare.</p><p>7. Il Consiglio federale ritiene raggiunto il livello di uniformità ortografica cui si può legittimamente ambire. In base alle esperienze degli ultimi anni vi è motivo di dubitare che sia possibile raggiungere un consenso su cosa si debba intendere per "correttezza linguistica dell'ortografia". Questo potrebbe essere uno spunto interessante per i linguisti, ma sarebbe sbagliato, e ciò indipendentemente dal momento, pretendere che le autorità politiche convochino una conferenza per "ripristinare la correttezza linguistica e l'uniformità dell'ortografia".</p></text>