<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La riscossione di contributi sui redditi della sostanza proposto dall'autore del postulato andrebbe ad aggiungersi alla già esistente imposta progressiva sul reddito. Una tassazione supplementare di questo tipo - supponendo che questi contributi non siano formatori di rendita - rischierebbe d'influenzare il comportamento dei contribuenti incitandoli a investire i loro capitali all'estero, ad aumentare i loro consumi o a fare donazioni. Verso la fine del 1996 gli stessi rischi e possibilità di evadere un'imposizione fiscale di questo tipo hanno fra l'altro condotto il gruppo di lavoro interdipartimentale ''Prospettive di finanziamento delle assicurazioni sociali'' (IDA FiSo) a respingere un'imposta sulla sostanza come fonte di finanziamento delle assicurazioni sociali (rapporto sulle prospettive di finanziamento delle assicurazioni sociali, IDA FiSo I, p. 93 segg.)</p><p>Dopo aver esaminato a più riprese diverse forme d'imposta sul reddito della sostanza, il Consiglio federale le ha giudicate inappropriate quale fonte di finanziamento dell'AVS. Nel quadro della 11 revisione dell'AVS il Consiglio federale ha rinunciato in particolare ad esaminare l'introduzione d'imposte sugli utili da capitale poiché il rendimento, relativamente basso e per giunta instabile, potrebbe avere solo un ruolo marginale nel coprire il fabbisogno supplementare dell'AVS (cfr. messaggio del 2 febbraio 2000 sull'11 revisione dell'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti e sul finanziamento a medio termine dell'assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità, FF 2000 1651). La votazione popolare del 2 dicembre 2001, quando il 65,9 per cento dei votanti e la totalità dei Cantoni hanno rifiutato l'iniziativa popolare "per un'imposta sugli utili da capitale" (FF 2000 5241), ha chiaramente dimostrato che non vi è la volontà politica d'introdurre una tale imposizione.</p><p>Il Consiglio federale ha pure respinto la possibilità di una riscossione generalizzata di contributi sociali sull'insieme dei redditi delle persone fisiche - quindi anche sui redditi della sostanza e degli investimenti - a causa dei problemi amministrativi e delle difficoltà sociali che potrebbero derivarne. </p><p>Il Consiglio federale ha chiaramente optato per l'imposta sul valore aggiunto (IVA) come strumento di finanziamento complementare dell'AVS. Dato che questo tipo di finanziamento permette di evitare un ulteriore aggravio del lavoro, inteso come fattore di produzione, i timori di continua e forte erosione dei salari espressi dall'autore del postulato risultano ingiustificati. </p><p>Da ultimo occorre osservare che generalmente i contribuenti che dispongono di redditi della sostanza rilevanti pagano già dei contributi elevati sul reddito proveniente dalla loro attività lucrativa (a meno che non paghino contributi in funzione della sostanza e del reddito sotto forma di rendita, come non attivi) dato che, differentemente da quanto avviene per l'assicurazione contro la disoccupazione, i prelievi dei contributi AVS non hanno un limite massimo. A partire da un certo reddito gli assicurati versano dei contributi di solidarietà. Gravando con oneri supplementari gli assicurati di condizione economica agiata si rischia di ricorrere eccessivamente alla loro solidarietà.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.