<h2>SubmittedText<h2><p>I negoziati in corso tra l'Unione europea e gli Stati Uniti d'America nell'ambito del partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti preoccupano numerosi settori dell'economia svizzera, tra cui quello dei prodotti alimentari DOP e IGP.</p><p>Infatti, uno dei punti sensibili dell'Accordo riguarda le indicazioni geografiche, attualmente non riconosciute dalle autorità americane. Ora, anche se la Commissione europea sembra intenzionata a difendere la sua posizione, è stata elaborata una lista ristretta di indicazioni geografiche europee protette in quanto denominazioni d'origine (DOP) o indicazioni geografiche (IGP) che fungerà da base di discussione. Benché la lista includa la maggior parte delle indicazioni geografiche europee più importanti in termini di produzione ed esportazione, resta il fatto che, verosimilmente, il principio stesso del riconoscimento delle indicazioni geografiche in quanto sistema di protezione sui generis non verrà esaminato. Di conseguenza pongo al Consiglio federale le seguenti domande:</p><p>1. In caso di accordo cosa ne sarebbe delle indicazioni geografiche che non figurano nella lista ristretta della Commissione europea? Mi riferisco in particolare alle denominazioni non europee ma riconosciute dall'UE, come le DOP e le IGP svizzere incluse nell'Accordo sul riconoscimento reciproco delle denominazioni di origine protette (DOP) e delle indicazioni geografiche protette (IGP) dei prodotti agricoli e alimentari entrato in vigore il 1° dicembre 2011.</p><p>2. Il Consiglio federale intende mettere sul tavolo la questione della tutela delle denominazioni protette in occasione delle riunioni con i rappresentanti dell'UE?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La protezione delle indicazioni geografiche (IG) rappresenta un aspetto importante per l'UE nell'ambito del TTIP che sta negoziando con gli Stati Uniti. L'UE ha fatto valere i suoi obiettivi e le sue proposte tramite i documenti che ha pubblicato. Effettivamente, i diversi approcci e la diversa sensibilità rispetto al tema della protezione delle IG costituiscono una difficoltà. Poiché i negoziati sono ancora in corso non è possibile pronunciarsi sui risultati che UE e Stati Uniti raggiungeranno in questo settore. Del resto, finché i negoziati non saranno conclusi non potrà essere svolta un'analisi dettagliata dei potenziali effetti del TTIP sulla Svizzera. In caso di accordo sulle IG nell'ambito del TTIP solo le IG che figurano nelle rispettive liste delle Parti saranno protette.</p><p>La lista ristretta della Commissione europea non contiene nessuna IG omonima di una DOP o IGP svizzera coperta dall'accordo bilaterale di riconoscimento reciproco tra la Svizzera e l'UE (allegato 12 dell'Accordo sullo scambio di prodotti agricoli). D'altronde in virtù dell'articolo 15 capoverso 3 di tale Accordo l'UE avrebbe informato la Svizzera qualora una IG coperta dai negoziati con gli Stati Uniti fosse stata omonima di una DOP o una IGP svizzera. Pertanto, la firma del TTIP non avrà nessuna ripercussione sulle IG svizzere protette dall'UE in virtù dell'Accordo agricolo sottoscritto con la Svizzera (denominazioni viticole, agricole e delle bevande alcoliche).</p><p>2. La Svizzera non prende parte ai negoziati del TTIP. Tuttavia, il Consiglio federale segue da vicino gli sviluppi per essere pronto a reagire rapidamente nel caso in cui l'Accordo andasse a buon fine. Pertanto, i contatti che la Svizzera intrattiene con l'UE e con gli Stati Uniti per informarsi sui negoziati e far valere i propri interessi nei confronti dei suoi principali partner commerciali rivestono la massima importanza.</p>  Risposta del Consiglio federale.