<h2>SubmittedText<h2><p>La decisione di sospendere definitivamente a fine marzo 2008 il programma FAST di riconoscimento precoce di tensioni politiche, un programma riconosciuto a livello mondiale per il suo carattere esemplare, mi induce a porre le seguenti domande al Consiglio federale:</p><p>1. Come motiva la decisione della DSC di porre fine a questo programma proprio ora che i conflitti cruenti in corso nell'Africa centrale e in Kenya dimostrano più che mai l'importanza di un simile strumento?</p><p>2. Per quasi dieci anni la DSC ha investito circa un milione di franchi all'anno nel sistema FAST. Perché si rinuncia a capitalizzare questi investimenti?</p><p>3. Perché il Consiglio federale rinuncia alle possibilità di interconnessione offerte da FAST, contravvenendo così al principio, così spesso evocato, di un coinvolgimento di tutti i settori governativi nell'acquisizione di informazioni ("Whole-of-Government-Approach")?</p><p>4. Come mai la DSC prende spunto dal ritiro di due partner internazionali per porre fine a questo programma relativamente poco costoso?</p><p>5. Il Consiglio federale è a conoscenza dell'ottima reputazione di cui gode FAST a livello mondiale sia in ambito accademico che tra gli operatori del settore?</p><p>6. Non si corre il rischio di minare la credibilità del nostro Paese, dato che il "marchio" DSC, e quindi anche l'immagine della Svizzera, sono strettamente legati al programma FAST?</p><p>7. Il DFAE è disposto a rendere accessibili alle commissioni parlamentari competenti, al Parlamento e al pubblico i risultati della più recente (dicembre 2006) valutazione indipendente di FAST International?</p><p>8. Con la sospensione definitiva del programma FAST si interromperà anche la cooperazione svizzera al programma dell'UE "Global Monitoring of Security and Stability" (GMOSS) e al successivo programma Gmosaic: come si compensa questo mancato coinvolgimento? Mi riferisco qui in particolare al rischio di perdere contatti ufficiali e personali nei settori a cavallo tra la ricerca scientifica e la politica di pace e di sicurezza.</p><p>9. Il Consiglio federale è disposto a riconsiderare la sua decisione di porre fine a FAST, mettendo a disposizione dell'ONU questo sistema al fine di rafforzare la capacità di quest'ultima di prevenire i conflitti?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale prende conoscenza del presente intervento parlamentare e risponde alle domande del consigliere nazionale Josef Lang come segue: </p><p>1. Il Consiglio federale è consapevole dell'importante ruolo che svolgono le informazioni sui rischi di conflitto. Per questo motivo gli ambasciatori sono regolarmente invitati a presentare analisi delle situazioni politiche che vigono nei rispettivi Paesi. Laddove è attiva la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC), queste analisi sono concordate con i suoi uffici della coordinazione. Per il dipartimento il programma FAST non si è rivelato di alcuna utilità in Africa centrale e Kenia perché questi Paesi non facevano parte del programma. </p><p>2.-7. Nel 2002 il programma ha ricevuto una valutazione positiva che ha riconosciuto l'utilità dei prodotti FAST, dopo di che la fondazione Swisspeace ha sviluppato una strategia che ne ha consolidato l'impostazione internazionale, estendendone da una parte la portata e riducendone dall'altra la dipendenza esclusiva nei confronti della DSC. La prima fase di questa strategia ha dato buoni frutti. In seguito quattro agenzie incaricate dello sviluppo hanno concluso con Swisspeace contratti per un importo di circa 800 000 franchi, vale a dire 50 per cento dei costi complessivi del programma. I Paesi che hanno aderito al programma sono Canada, Svezia, Stati Uniti e Austria.</p><p>Nel 2006 è stata eseguita una nuova valutazione esterna che si è concentrata sull'impiego dei prodotti FAST da parte degli attori dello sviluppo sul campo e nelle sedi principali delle rispettive agenzie. Alle ripercussioni del programma sulle politiche dello sviluppo è stato dato un apprezzamento positivo. Infine è però emerso che i prodotti FAST erano scarsamente considerati nell'ambito delle decisioni strategiche e operative, poiché le informazioni che mettevano a disposizione non corrispondevano veramente alle necessità dei destinatari e poiché gli utenti non erano disposti a pagare per acquistare queste informazioni. Di conseguenza preferivano servirsi di altre fonti d'informazione che erano state elaborate nel frattempo e non soltanto assicuravano una copertura più ampia di quella del programma FAST ma avevano anche un'impostazione più soddisfacente. </p><p>Nell'ambito della legge federale sul principio di trasparenza nell'amministrazione, il rapporto su tale valutazione è a disposizione degli interessati; le domande possono essere inviate direttamente alla direzione della DSC.</p><p>La decisione di cessare di fornire sostegno al programma FAST non pregiudica l'importanza che il Dipartimento degli affari esteri (DFAE), compresa la DSC, attribuisce alla segnalazione tempestiva e all'analisi dei conflitti, nonché a un'impostazione concordata dall'insieme dell'amministrazione federale (impostazione Whole of Government). A tal fine, un gruppo di lavoro del DFAE ha elaborato un'apposita politica che è esposta nel rapporto pubblicato sulla rivista "Politorbis" numero 42 (1/2007) ed è disponibile in rete. </p><p>Il capitale del programma Swisspeace consiste in particolare in una banca dati che è stata alimentata durante dieci anni circa. Insieme alla conclusione del programma FAST si è decisa la sorte della banca dati: va consegnata all'istituzione svizzera che può servirsene al meglio e gli interessati devono poter continuare a consultarla. </p><p>8./9. In base ai risultati delle ultime valutazioni e visti gli alti costi dei prodotti FAST rispetto alle informazioni gratuitamente messe a disposizione da istituzioni attive nello stesso settore, i quattro succitati donatori si sono ritirati dal programma. Nonostante gli sforzi compiuti tra giugno e dicembre 2007, non è stato possibile avviare un nuovo programma dotato di un finanziamento adeguato. Infatti, i prodotti del programma FAST non erano in grado di soddisfare alcuna esigenza particolare delle direzioni politiche del DFA, eccetto un'esigenza specifica in materia di prevenzione del genocidio. È perciò cessato il sostegno fornito dal DFAE a Swisspeace per valutare la possibilità di portare avanti il programma FAST. </p><p>L'intervento parlamentare sostiene che con la cessazione del programma FAST potrebbero andare persi numerosi contatti stabiliti con ambienti accademici. La fondazione Swisspeace non ha stabilito questi contatti unicamente nell'ambito del programma FAST. Poiché le sue attività non sono messe in questione, la fondazione è libera di curare i propri contatti con le diverse reti, in particolare con quelle del programma europeo GMOSS che si occupa di questioni di sicurezza e stabilità nei settori dello spazio aereo e dello spazio cosmico. </p><p>Il Consiglio federale conclude che ai suoi inizi il programma FAST ha svolto un lavoro pionieristico nei settori della segnalazione tempestiva e della prevenzione dei conflitti ma che, tenuto conto delle spese annuali di 1,6 milioni di franchi, della scarsa utilizzazione dei prodotti FAST e delle alternative sviluppate negli ultimi anni, la sua continuazione non si giustifica.</p>  Risposta del Consiglio federale.