<h2>InitialSituation<h2><p><b>Comunicato stampa del Consiglio federale del 23.05.2018</b></p><p><b>Esecuzione penale in via sostitutiva: il campo d'applicazione viene ampliato </b></p><p><b>Gli stranieri contro cui è in corso un procedimento penale o che sono stati condannati in via definitiva non potranno più sottrarsi alla pena recandosi legalmente nel loro Paese d'origine. Una modifica del Protocollo addizionale alla Convenzione sul trasferimento dei condannati prevede che anche in questi casi lo Stato di condanna possa presentare al Paese d'origine la richiesta di esecuzione penale in via sostitutiva. Nella seduta del 23 maggio 2018, il Consiglio federale ha adottato il messaggio che approva il corrispondente Protocollo di modifica. </b></p><p>La Convenzione del Consiglio d'Europa sul trasferimento dei condannati permette alle persone condannate al di fuori del loro Paese d'origine di ritornavi, su loro richiesta, per scontarvi la pena. Tale possibilità mira a favorire il loro reinserimento nella società. Il Protocollo addizionale alla Convenzione sul trasferimento prevede che lo Stato di condanna possa presentare al Paese d'origine una richiesta di esecuzione penale in via sostitutiva, anche senza o contro la volontà del condannato, in due casi: se il condannato scappa dallo Stato di condanna e si rifugia nel Paese d'origine o se deve comunque lasciare lo Stato d'origine in seguito a un'espulsione giudiziaria, un'espulsione ai sensi della legge sugli stranieri o a un allontanamento.</p><p>Il Protocollo di modifica recepisce una serie di esigenze pratiche e amplia il dispositivo al fine di impedire l'impunità. In futuro lo Stato di condanna potrà presentare una richiesta di esecuzione penale in via sostitutiva anche se il condannato rientra legalmente nel suo Paese d'origine. Rispetto a oggi sarà possibile procedere a un trasferimento in caso di espulsione giudiziaria, di espulsione ai sensi della legge sugli stranieri e di allontanamento anche se il condannato si rifiuta di esprimersi in proposito.</p><p>L'11 ottobre 2017 il Consiglio federale ha approvato il Protocollo di modifica alla cui stesura il nostro Paese ha ampiamente contribuito. Il 22 novembre 2017 a Strasburgo il Protocollo è stato aperto alle firme e lo stesso giorno la Svizzera lo ha sottoscritto.</p><h2>Proceedings<h2><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 04.03.2019</b></p><p><b>Stranieri non potranno evitare pena tornando in patria </b></p><p>Gli stranieri condannati in via definitiva non potranno più sottrarsi alla pena recandosi - anche legalmente - nel loro Paese di origine. È la novità contenuta nel Protocollo addizionale alla Convenzione del Consiglio d'Europa sul trasferimento dei condannati, adottato oggi dal Consiglio nazionale all'unanimità.</p><p>Per evitare l'impunità, Berna potrà presentare una richiesta di esecuzione penale in via sostitutiva, anche se la persona in questione rientra in patria rispettando la legge. La Convenzione permette infatti ai condannati, su loro richiesta, di tornare nel Paese d'origine per scontare la pena. Questo per favorirne il reinserimento nella società.</p><p>Il protocollo approvato si applica anche anche agli stranieri che, oggetto di un procedimento penale, sono tornati in patria per evitare la pena. L'esecuzione della sanzione nel Paese di origine sarà possibile anche in caso di espulsione giudiziaria, di espulsione ai sensi della legge sugli stranieri e di allontanamento.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 04.06.2019</b></p><p>Il Consiglio degli Stati ha approvato il protocollo addizionale alla Convenzione del Consiglio d'Europa sul trasferimento dei condannati. Quest'ultimi, se stranieri, non potranno più sottrarsi alla pena recandosi - anche legalmente - nel loro Paese di origine.</p>