<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di affrontare la questione della discriminazione nei confronti delle persone con posizione analoga a quella di un datore di lavoro presso le PMI (in particolare Sagl e SA) rispetto alle grandi imprese, agli indipendenti e ai lavoratori garantendo di ovviare agli abusi e di adeguare la LADI di conseguenza.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Chi versa i contributi all'assicurazione contro la disoccupazione (AD) e soddisfa le altre condizioni del diritto all'indennità ha il diritto alle prestazioni dell'AD. Tutte le persone che esercitano un'attività dipendente sono obbligatoriamente assicurate. Tra queste rientrano anche le cosiddette "persone con funzione analoga a quella di un datore di lavoro" (persone che come lavoratori dipendenti ottengono uno stipendio ma allo stesso tempo prendono parte alle decisioni all'interno dell'azienda o possono esercitarvi un influsso considerevole). Gli indipendenti invece non versano i contributi AD e pertanto non sono assicurati. Questa distinzione è coerente e rispetta il principio di assicurazione.</p><p>Le persone che, in qualità di soci, di membri di un organo dirigente dell'azienda o finanziariamente partecipi della società (Sagl o SA), prendono parte alle decisioni del datore di lavoro o le influenzano in modo considerevole rientrano nella nozione di "persone con funzione analoga a quella di un datore di lavoro". Finché detengono questa posizione non beneficiano dei contributi dell'assicurazione (indennità di disoccupazione, indennità per lavoro ridotto, indennità per intemperie). Non ha alcuna importanza che si tratti di persone con funzione analoga a quella di un datore di lavoro di una grande impresa oppure di cotitolari o autorità decisionali di una PMI oppure di una società SA/Sagl unipersonale.</p><p>Per il legislatore e la giurisprudenza le seguenti ragioni sono decisive per l'esclusione dalle prestazioni dell'assicurazione. L'AD è concepita come assicurazione per i lavoratori. Per questo l'indennità di disoccupazione può essere concessa, senza eccezioni, soltanto a persone idonee al collocamento, che esenti da ogni legame mettono a disposizione del mercato del lavoro un'attività dipendente. Le persone con funzione analoga a quella di un datore di lavoro non devono avere la possibilità di licenziarsi provvisoriamente per beneficiare delle prestazioni dell'AD e di farsi assumere quando le commesse riprendono ad aumentare. La disoccupazione sussiste soltanto quando una persona assicurata subisce una perdita di lavoro e di guadagno controllabili, cioè non determinabili o influenzabili dalla persona stessa. Solamente in questo modo si può evitare che le prestazioni dell'AD vengano percepite indebitamente. Nella presente mozione la problematica degli abusi (autodeterminazione del grado d'occupazione, impossibilità di controllare l'effettiva perdita di lavoro, rilascio di attestazioni di favore) non viene messa in discussione.</p><p>Sebbene la situazione concernente le persone con funzione analoga a quella di un datore di lavoro presentata dai media cartacei sia risultata in parte sconcertante, un'analisi dettagliata di questi casi svolta dalla SECO dimostra che non sussiste alcuna necessità d'intervento. L'esclusione di tali persone dalle prestazioni dell'assicurazione non è assoluta; l'AD garantisce loro delle prestazioni a condizione che esse non abbiano più alcun legame con la loro posizione analoga a quella di un datore di lavoro. A tal fine non occorre obbligatoriamente una liquidazione dell'azienda, ma è sufficiente che lascino definitivamente l'azienda (ritiro dal Consiglio di amministrazione, rinuncia alla partecipazione determinante, ecc.). Questa regolamentazione non ostacola la fondazione di nuove PMI. Tuttavia, non è compito dell'AD sostenere finanziariamente le start-up.</p><p>Per riassumere, si può affermare che l'AD deve rimanere un'assicurazione per i lavoratori. Attenuare e sfumare questo concetto spianerebbe la strada agli abusi. Nell'ambito della concorrenza, non è nell'interesse dell'economia che l'AD sostenga le imprese esistenti e le relative autorità decisionali nelle fasi temporanee di calo delle commesse. L'assicurazione contro la disoccupazione deve operare in modo da non determinare distorsioni della concorrenza.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.