<h2>SubmittedText<h2><p>Anche quest'anno, i premi dell'assicurazione obbligatoria della cure medico-sanitarie (AOMS) registreranno con ogni probabilità un aumento superiore alla media. Questo solleva diverse domande a cui il Consiglio federale è pregato di rispondere:</p><p>1. Dagli ultimi rapporti dell'Amministrazione emerge chiaramente che tra il 2010 e il 2014 l'onere dei premi è aumentato al 10 a 12 per cento del reddito e in certi Cantoni addirittura a oltre il 20 per cento. Il Consiglio federale persegue l'obiettivo dichiarato di contenerlo all'8 per cento al massimo. Ma lo stesso Consiglio federale, nel programma di stabilizzazione 2017-2019, auspica risparmi di oltre 70 milioni l'anno nelle riduzioni individuali dei premi. Come spiega questa contraddizione?</p><p>2. È in grado di quantificare le risorse finanziarie che a causa della riforma III dell'imposizione delle imprese verranno potenzialmente a mancare ai Cantoni per le riduzioni dei premi?</p><p>3. Dal 2010, le somme assegnate dai Cantoni a titolo di riduzione individuale dei premi non hanno più lo stesso andamento dei premi e accusano un ritardo di circa il 20 per cento. Concorda che bisognerebbe rendere più stringenti le regole per i Cantoni?</p><p>4. La strategia Sanità 2020 prevede un certo numero di misure per contenere l'aumento dei costi e dei premi, in particolare nei settori della gestione strategica, della qualità e della prevenzione. Alcune di esse, tuttavia, sono già state respinte dal Parlamento o stanno per esserlo. Quali altre misure prevede per arginare l'aumento dei premi?</p><p>5. L'evoluzione dei premi acuisce il problema della rinuncia alle cure. Sarebbe disposto a commissionare uno studio che valuti le dimensioni di questo problema a livello nazionale e proponga soluzioni al fine di garantire a tutti l'accesso alle cure di base, nel rispetto dello spirito della LAMal?</p><p>6. Secondo gli inquietanti risultati di un recente sondaggio di bonus.ch, quasi il 30 per cento degli assicurati auspicherebbe l'abolizione dell'assicurazione malattie obbligatoria. Non pensa che il principio di solidarietà della LAMal sia in pericolo? Sarebbe pronto a considerare la possibilità di una modifica del sistema basata su premi pro capite?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Come già ricordato nel parere del 31 agosto 2016 in risposta alle mozioni Maury Pasquier 16.3494 e gruppo socialista 16.3498, "I premi dell'assicurazione malattie obbligatoria non devono superare il 10 per cento del budget delle economie domestiche!", nel messaggio del 6 novembre 1991 concernente la revisione dell'assicurazione malattia il Consiglio federale aveva stabilito che spettava ai Cantoni decidere a partire da quale importo limite, definito in percentuale del reddito imponibile, concedere riduzioni dei premi. Sulla base delle sue stime, aveva allora concluso che i Cantoni potevano fissare il limite all'8 per cento del reddito imponibile (FF 1992 I 194, 195).</p><p>Il 25 maggio 2016, il Consiglio federale ha adottato il messaggio sul programma di stabilizzazione 2017-2019, nel quale si propone tra l'altro di ridurre il sussidio della Confederazione alla riduzione dei premi dal 7,5 al 7,3 per cento dei costi lordi dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie. Questa riduzione non deve tuttavia tradursi né in una diminuzione generale delle riduzioni dei premi né in un mero trasferimento degli oneri a carico dei Cantoni. Contemporaneamente al programma di stabilizzazione, il Consiglio federale sta elaborando una riforma della legge federale sulle prestazioni complementari all'assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità, che prevede tra l'altro misure per ridurre gli effetti soglia indesiderati. Grazie alla nuova normativa i Cantoni beneficeranno di uno sgravio nella riduzione dei premi dei beneficiari di prestazioni complementari. Di questo sgravio beneficerà anche la Confederazione mediante un abbassamento del sussidio federale alla riduzione dei premi.</p><p>2. In virtù dell'autonomia fiscale sancita dalla Costituzione, la riforma III dell'imposizione delle imprese lascia ai Cantoni un considerevole margine di manovra nella realizzazione dei suoi singoli elementi, in particolare l'eventuale riduzione dell'imposta sugli utili. Secondo le stime dell'Amministrazione federale delle contribuzioni e dell'Amministrazione federale delle finanze sulle ripercussioni finanziarie della riforma decisa dal Parlamento nel giugno del 2016, i Cantoni accuseranno un calo delle entrate. La Confederazione contribuirà alla copertura delle riduzioni dell'imposta sugli utili auspicate dai Cantoni aumentando la quota di questi ultimi sull'imposta federale diretta dall'attuale 17 al 21,2 per cento. Non è tuttavia in grado di valutare in quale misura i Cantoni compenseranno il calo delle entrate a livello di spese per la riduzione dei premi.</p><p>3. Come già esposto dal Consiglio federale nel parere in risposta alle mozioni citate nella risposta 1, nel quadro della nuova impostazione della perequazione finanziaria e dei compiti tra Confederazione e Cantoni (NPC), le Camere non hanno voluto stabilire un obiettivo sociale vincolante per la riduzione dei premi e hanno lasciato ai Cantoni un ampio margine di manovra nella determinazione dell'importo e della cerchia dei beneficiari. In considerazione degli stretti legami tra riduzione dei premi, prestazioni complementari, aiuto sociale e politica fiscale cantonale, la regolamentazione vigente è oggettivamente ragionevole. Grazie all'ordinamento attuale, i Cantoni hanno la possibilità di coordinare al meglio questi settori, per altro in gran parte di loro competenza. Modificare questo disciplinamento non è dunque opportuno al momento.</p><p>Il Consiglio federale sostiene la proposta della Commissione della sanità e della sicurezza sociale del Consiglio nazionale di obbligare i Cantoni a ridurre, per i redditi bassi e medi, i premi dei bambini di almeno l'80 per cento e quelli dei giovani adulti in formazione di almeno il 50 per cento (cfr. parere del 12 ottobre 2016 sulle iniziative parlamentari Humbel 10.407 et Rossini 13.477, FF 2016 7149). Come già esposto nella risposta all'interpellanza Rechsteiner 15.3783, "Premi delle casse malati. Miglioramenti nella riduzione dei premi", il governo intende seguire l'evoluzione in questo settore, osservando l'efficacia della riduzione dei premi sul piano politico e sociale in ogni Cantone e allestendo statistiche sulle quote cantonali. Il Consiglio federale non auspica una crescita, continua nel tempo, della differenza tra la quota della Confederazione e quella dei Cantoni, così come è stata osservata negli ultimi anni.</p><p>4. Nel quadro della strategia Sanità 2020, il Consiglio federale ha già predisposto e attuato una serie di misure che hanno permesso di ridurre di diverse centinaia di milioni di franchi all'anno i costi sanitari. Sono state inoltre avviate nuove misure grazie alle quali nei prossimi anni si potranno realizzare altri sensibili risparmi. Per esempio, un adeguamento della parte propria alla distribuzione permetterà di ridurre i prezzi dei medicamenti a carico delle casse malati. E l'introduzione di un sistema di prezzi di riferimento per i generici produrrà altri risparmi. Inoltre, gli importi massimi rimborsabili per mezzi e apparecchi medici saranno adeguati e le remunerazioni delle prestazioni di analisi riesaminate. Infine, saranno intensificate le verifiche dell'efficacia dei trattamenti e degli interventi medici.</p><p>Tuttavia, non sono importanti soltanto gli effetti dei prezzi, ma anche quelli del volume delle prestazioni fornite. Per questo, il Dipartimento federale dell'interno (DFI) analizzerà modelli utilizzati in altri Paesi europei per la gestione strategica della crescita del volume delle prestazioni. L'attenzione sarà focalizzata sulla Germania e sui Paesi Bassi. Saranno analizzati per esempio strumenti per la gestione strategica dei preventivi o del volume delle prestazioni da fornire. In questi lavori, il DFI sarà assistito da un gruppo di esperti internazionali. Secondo il governo, un potenziale per aumentare l'efficienza del settore sanitario è insito anche in alcune nuove riforme, ad esempio il finanziamento uniforme delle prestazioni ospedaliere e di quelle ambulatoriali. Tuttavia, nel sistema sanitario le competenze non incombono tutte alla Confederazione, ma sono ripartite tra Confederazione, Cantoni e altri attori. Per contenere efficacemente l'aumento dei costi, tutti gli attori devono assumersi le proprie responsabilità e attuare misure nel proprio settore di competenza.</p><p>5. Come già esposto nel suo parere del 3 giugno 2016 in risposta alla mozione gruppo liberale radicale 16.3112, "Assicurazione malattie. La franchigia minima dell'assicurazione malattie dev'essere finalmente adeguata", il Consiglio federale intende esaminare alcune questioni relative alle franchigie nel quadro del postulato Schmid-Federer 13.3250, "Come si ripercuote la franchigia sul ricorso alle prestazioni della medicina?". Questi lavori dovrebbero terminare nell'estate del 2017. Il Consiglio federale intende attenderne i risultati prima di commissionare altri studi.</p><p>6. I premi pro capite dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie e il correttivo sociale della riduzione dei premi garantiscono una certa solidarietà tra sani e malati e tra poveri e ricchi. Questo sistema ha dato buoni risultati. Il Consiglio federale ritiene questa solidarietà un pilastro importante dell'assicurazione sociale malattie e non intende indebolirla. Non vede alcuna necessità di derogare a queste basi della LAMal. Quando i lavori citati alla risposta 5 saranno conclusi, deciderà come procedere nel settore delle partecipazioni ai costi.</p>  Risposta del Consiglio federale.