<h2>SubmittedText<h2><p>L'Ispettorato federale della sicurezza nucleare e l'Ufficio federale dell'energia hanno rilasciato l'autorizzazione e il nullaosta per 20 chilogrammi di plutonio custodito nell'area dell'Istituto Paul Scherrer. La decisione di liquidare la scorta di plutonio della Svizzera è stata motivata come un contributo alla sicurezza mondiale del materiale nucleare. Con la "Global Threat Reduction Initiative" del Ministero americano dell'energia è stata offerta alla Svizzera la possibilità di trasportare e depositare il materiale nucleare negli Stati Uniti sulla base di un accordo bilaterale già esistente.</p><p>All'inizio dell'anno il plutonio è stato trasportato su strada fino in Germania, dove è stato imbarcato su una nave per gli Stati Uniti.</p><p>1. Questo plutonio era di purezza elevata e quindi adatto per uso militare? La sua produzione nel reattore di ricerca Diorit faceva parte del programma nucleare svizzero dell'epoca?</p><p>2. Il plutonio in questione è stato sottoposto a controlli nell'ambito della sorveglianza internazionale safeguards? Quando e da chi?</p><p>3. Nella risposta alla mia interrogazione 15.1085 il Consiglio federale ha sostenuto che in Svizzera non c'è più plutonio, ragione per cui questa esportazione è ancora più inaspettata. Ci sono altre scorte di plutonio in Svizzera?</p><p>4. Che cosa stabilisce e quando è stato concluso l'accordo bilaterale con gli Stati Uniti?</p><p>5. Quanto è costato il trasporto? Come sarà utilizzato il plutonio negli Stati Uniti? Sarà ritrattato o stoccato? Quali sono gli obblighi della Svizzera per quanto riguarda i costi di stoccaggio e di smaltimento?</p><p>6. L'obiettivo di questo trasferimento è evitare l'utilizzo del materiale per scopi militari (bomba atomica). Gli Stati Uniti restano una potenza nucleare che non ha intrapreso passi significativi verso il disarmo. Il plutonio resta di proprietà della Svizzera? La Svizzera può ancora avere voce in capitolo sull'utilizzo o è possibile che il plutonio venga ritrattato come materiale bellico nucleare?</p><p>7. Perché il materiale non è stato stoccato provvisoriamente in Svizzera e poi trasferito nel futuro deposito per scorie altamente radioattive (SAA), tanto più che gli Stati Uniti non dispongono di un deposito funzionante per questo tipo di scorie? Ciò non è in contraddizione con la legge federale sull'energia nucleare, secondo la quale le scorie radioattive devono in linea di massima essere smaltite in Svizzera? </p><p>8. Nel permesso di trasporto tedesco il materiale trasportato viene designato come combustile fresco di tipo MOX e non come plutonio. Perché? Inoltre, nei circa 50 permessi di trasporto vengono indicati tutti gli speditori, tranne nel caso della Svizzera. Come mai?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il plutonio in questione proviene da barre di combustibile del reattore di ricerca Diorit che sono state ritrattate tra il 1966 e il 1973 in Belgio e in Francia e poi rimandate in Svizzera sotto forma di plutonio in polvere. Così stoccato il plutonio non è utilizzabile per scopi militari, ma se sottoposto a complessi procedimenti tecnici potrebbe essere impiegato per la fabbricazione di armi atomiche. Il materiale non ha nulla a che vedere con il programma nucleare svizzero. Inizialmente doveva essere utilizzato all'interno dell'ex Istituto federale di ricerche sui reattori (IFRE) per sviluppare una nuova generazione di barre di combustibile. Tuttavia, in seguito all'abbandono dei progetti sui reattori, non è mai stato impiegato a tal fine, bensì è stato stoccato per decenni nell'area dell'Istituto Paul Scherrer all'interno di apposite casseforti nel rispetto delle misure di sicurezza nazionali e internazionali in vigore.</p><p>2. Prima di essere spedito all'estero, dal 1966 al 1978 il plutonio è stato sottoposto costantemente alla sorveglianza nazionale e dal 1978, anno dell'entrata in vigore dell'accordo Safeguard tra l'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA) e la Svizzera, alla sorveglianza dell'AIEA e dell'Ufficio federale dell'energia.</p><p>3. Nell'interrogazione 15.1085 non si parlava del plutonio della Confederazione ma del plutonio ritrattato sotto forma di barre combustibili proveniente dalle centrali nucleari svizzere. Non esistono altre scorte di plutonio nel nostro Paese.</p><p>4. Il trasporto del plutonio negli Stati Uniti si è svolto in base all'Accordo di cooperazione tra il Consiglio federale svizzero e il governo degli Stati Uniti d'America sull'uso pacifico dell'energia nucleare (RS 0.732.933.62). L'articolo 3 dell'accordo sancisce esplicitamente l'uso pacifico del materiale. È escluso ogni utilizzo per scopi militari.</p><p>5./6. Per la messa in sicurezza del materiale e per il successivo trasporto negli Stati Uniti sono stati spesi 8 milioni di franchi. Inoltre, la Svizzera ha versato 2 milioni di franchi alle autorità americane per attività di natura logistica e amministrativa. Il plutonio, che è diventato di proprietà degli Stati Uniti al momento del trasporto, è stoccato in un impianto nucleare in condizioni di sicurezza sotto la sorveglianza del Department of Energy.</p><p>Attualmente la reintroduzione del materiale nel ciclo di combustione non è interessante sul piano economico, mentre l'utilizzo per scopi militari non è ammesso in virtù dell'accordo menzionato in precedenza ed è quindi da escludere. Oltre ai 2 milioni di franchi di cui sopra non sono stati assunti altri obblighi nei confronti degli Stati Uniti.</p><p>7. Per quanto riguarda il plutonio della Confederazione non si tratta di scorie radioattive ma di materiale nucleare puro. Pertanto, non può essere stoccato in un deposito in strati geologici profondi perché tale deposito è pensato soltanto per lo stoccaggio delle scorie nucleari. Inoltre, il principio dello smaltimento delle scorie radioattive nel Paese (art. 34 cpv. 4 LENu; RS 732.1) non impedisce l'esportazione del plutonio in quanto combustibile nucleare.</p><p>8. In vista dello sviluppo di una nuova generazione di elementi combustibili destinati alle centrali nucleari il plutonio è stato miscelato con dell'uranio. Il materiale è stato trasportato in forma ossidata. Le miscele costituite da ossido di uranio e ossido di plutonio sono chiamate combustibili ossidi misti e designate con la sigla MOX. Tutte le autorità svizzere e straniere coinvolte nel trasporto e nella ricezione del materiale erano a conoscenza dell'esatta composizione, nonché dello speditore e del destinatario. Il contenuto delle pubblicazioni ufficiali viene deciso dalle autorità nazionali competenti, in questo caso dalle autorità tedesche.</p>  Risposta del Consiglio federale.