<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>I calcoli della tendenza a lungo termine del PIL reale sono effettuati con l'aiuto di un metodo messo a punto da Robert J. Hodrick ed Edward C. Prescott negli anni Ottanta per l'analisi dei cicli congiunturali. Il procedimento corregge una serie temporale predeterminata eliminando le fluttuazioni a breve termine (casuali o cicliche). In questo modo risulta la tendenza a lungo termine della rispettiva serie temporale. In altre parole, in una data serie temporale vengono filtrate le fluttuazioni congiunturali a breve termine ("filtro Hodrick-Prescott").</p><p>Nel calcolo della tendenza del PIL attuale e futuro, il procedimento prescelto (e altri comparabili) pondera in misura minore i dati più remoti. La critica secondo cui prendere in considerazione gli elevati tassi di crescita degli anni Settanta e Ottanta condurrebbe a una sopravvalutazione dell'attuale PIL tendenziale non è quindi pertinente.</p><p>Per il periodo anteriore al 2002 alla base dei calcoli della tendenza sono stati presi in considerazione i dati PIL dell'Ufficio federale di statistica (stato: settembre 2002), mentre per il 2002 e i quattro successivi anni si presume una crescita conforme ai parametri macroeconomici.</p><p>Tali parametri contengono un'effettiva previsione congiunturale soltanto per l'anno del preventivo. Per gli anni del piano finanziario si presume una crescita conforme alle possibilità di crescita a medio e lungo termine. Questo procedimento viene prescelto - almeno per le previsioni di primavera - anche dai principali istituti economici, dato che per questo periodo così lontano nel tempo non possono essere ancora fatte previsioni attendibili in merito a eventuali scostamenti a breve termine dal corso della crescita a lungo termine. Lo scenario più verosimile è quello di una crescita del PIL reale secondo lo sviluppo del potenziale output.</p><p>Poiché le previsioni di crescita economica per gli anni del piano finanziario rappresentano già una sorta di crescita tendenziale a lungo termine, la tendenza calcolata secondo il suddetto metodo si allinea, per questi anni, al corso delle ipotesi sulla crescita potenziale. Ne consegue che il fattore congiunturale per gli anni del piano finanziario tende a corrispondere al valore uno, ossia alla situazione normale dal profilo congiunturale. Secondo lo strumento del freno all'indebitamento le uscite a media scadenza devono quindi crescere in misura proporzionata allo sviluppo a medio termine delle entrate.</p><p>Con una crescita potenziale del PIL reale dell'1,8 per cento, i valori posti alla base del piano finanziario si iscrivono nel quadro delle stime pronosticate da eminenti economisti, come annotato dal Consiglio federale nel rapporto del 30 settembre 2002 concernente il piano finanziario 2004-2006.</p>  Risposta del Consiglio federale.