<h2>SubmittedText<h2><p>1. Anche il Consiglio federale ritiene che la remissione dei debiti ai Paesi più poveri sia una questione urgente?</p><p>2. Quali passi è pronto a intraprendere?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nell'ambito dei festeggiamenti per i 700 anni della Confederazione, la Svizzera aveva deciso di preparare i mezzi necessari per la remissione dei debiti dei Paesi più poveri. Il condono dei debiti contratti su base bilaterale è poi stato effettivamente messa in atto in modo quasi completo.</p><p>Nell'ambito del Club di Parigi, che raggruppa su base informale 19 fra i maggiori Paesi creditori, la Svizzera opera a favore di una iniziativa coordinata sul piano internazionale che consenta di risolvere la problematica inerente ai debiti dei Paesi più poveri.</p><p>Da oltre dieci anni la Svizzera partecipa intensamente al dibattito internazionale concernente la remissione dei debiti contratti sul piano multilaterale che ha preso il via nel 1966 con una proposta di condono a favore dei Paesi poveri più pesantemente indebitati ("Heavily Indebted Poor Countries", HIPC). Il nostro Paese ha offerto sin dall'inizio un importante contributo a favore di tale iniziativa ed è sempre disposto a sostenerla a condizione che essa venga accettata anche dagli altri Paesi creditori. In collaborazione con la comunità internazionale, la Confederazione condona i debiti contratti a livello bilaterale e multilaterale a tutti i Paesi che adempiono i criteri previsti dall'iniziativa HIPC; essa richiede ad esempio l'elaborazione di una strategia di lotta contro la povertà e il perfezionamento della gestione del budget. Tali condizioni mirano a garantire che i fondi liberati possano effettivamente contribuire a combattere la povertà.</p><p>In occasione del vertice di Gleneagles del 2005, il G8 ha proposto un condono completo dei debiti per i Paesi che adempiono integralmente le condizioni previste dall'iniziativa HIPC. Tali Paesi potranno inoltre beneficiare di un condono completo dei debiti contratti con il Fondo monetario internazionale (FMI), con l'Agenzia internazionale per lo sviluppo (IDA, Gruppo della Banca mondiale) e con il Fondo africano di sviluppo (AfDF). Questa iniziativa di condono dei debiti multilaterali ("Multilateral Debt Reduction Initiative", MDRI) rappresenta un importante passo nella direzione di una remissione completa e duratura dei grossi debiti contratti dai Paesi più poveri ed è stata decisa a titolo di contributo per l'attuazione tempestiva degli obiettivi del millennio per lo sviluppo. Per questo motivo il vertice del G8 ha deciso in linea di massima che tale misura sarebbe stata finanziata attingendo a risorse finanziarie supplementari da stanziare a complemento dei contributi regolari previsti nell'ambito dell'aiuto pubblico allo sviluppo.</p><p>2. Il 7 maggio 2005 il Consiglio federale ha deciso che la Svizzera partecipa alla copertura di una parte dei costi che il FMI si assume nell'ambito della MDRI. Il FMI può far capo alle proprie risorse finanziarie interne. </p><p>Il finanziamento del MDRI, effettuato nell'ambito della ricostituzione dei mezzi dell'Agenzia internazionale per lo sviluppo e del Fondo africano di sviluppo, è stato oggetto di due sedute del Consiglio federale. Dapprima nel maggio del 2007 esso ha stanziato 33 milioni di franchi per i primi due anni di attuazione dell'iniziativa (2006-2007), compensati attraverso i budget per l'attività multilaterale definiti per la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) e della Segreteria di Stato dell'economia (SECO). In seguito, nella seduta del 20 febbraio 2008 il Consiglio federale ha ancora stanziato 190 milioni di franchi per la seconda fase del MDRI (2008-2015): 111 milioni di franchi vengono prelevati a titolo di finanziamenti supplementari dal budget generale della Confederazione e i restanti 79 milioni di franchi vengono compensati attraverso i budget della DSC e della SECO per le attività previste in ambito bilaterale.</p><p>La Svizzera partecipa attivamente anche alle discussioni in materia di condono dei debiti in atto sul piano internazionale. Il Consiglio federale ritiene necessario che possano beneficiare dell'iniziativa HIPC e del condono dei debiti solo i Paesi che adempiono le condizioni che l'iniziativa pone nei seguenti ambiti: stabilità macroeconomica, lotta contro la povertà, buon governo e gestione del budget. </p><p>Bisogna inoltre tener conto del fatto che il condono dei debiti non garantisce ancora uno sdebitamento duraturo. La Svizzera cerca quindi di fare in modo che il "Debt Sustainability Framework" venga adottato come quadro di riferimento dalle istituzioni finanziarie internazionali, dai creditori e soprattutto dai Paesi debitori, in modo tale da evitare l'avvio di una nuova spirale del debito. Il nostro Paese promuove attraverso la cooperazioni tecnica l'adozione di soluzioni istituzionali nel settore della gestione dei debiti.</p>  Risposta del Consiglio federale.