<h2>SubmittedText<h2><p>In virtù dell'articolo 125 LParl chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Tenuto conto dello squilibrio tra la tipologia dei lavoratori e i loro rappresentanti, non è forse opportuno prestare particolare attenzione alla rappresentanza di tutti i lavoratori o dei gruppi professionali e, di conseguenza, ripensare la rappresentanza dei lavoratori a livello di Confederazione? </p><p>2. Come è possibile che vengano autorizzati accordi come quelli presi dall'Unione sindacale svizzera (USS) e da Travail.Suisse? Esiste una base legale a tal fine? Non bisognerebbe indire un bando con procedura aperta per tutti i seggi nelle commissioni?</p><p>3. Il Consiglio federale è disposto a riconoscere le associazioni indipendenti che rappresentano gli impiegati come parti integranti del partenariato sociale svizzero?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. Il Consiglio federale concorda con l'autore dell'interpellanza: nelle commissioni extraparlamentari che si occupano di questioni legate al mercato del lavoro servirebbe una rappresentanza equilibrata dei lavoratori e dei datori di lavoro da parte delle loro associazioni. La pluralità delle tematiche affrontate dalle commissioni extraparlamentari richiede grande flessibilità nella composizione delle rappresentanze. La rappresentatività di certe associazioni individuali può costituire un criterio nella suddivisione dei seggi. Tuttavia, la legge sull'organizzazione del Governo e dell'Amministrazione e la relativa ordinanza non stabiliscono requisiti quantitativi a tal fine. La nozione giuridica di rappresentatività è piuttosto vaga e va definita caso per caso. È vero che il diritto speciale prevede in parte che i rappresentanti dei lavoratori e dei datori di lavoro occupino dei seggi, ma non disciplina quali associazioni debbano svolgere questa rappresentanza. </p><p>Il Consiglio federale istituisce le commissioni extraparlamentari e ne nomina i membri. Finora lo ha fatto in base alle proposte delle associazioni mantello più significative per numero di affiliati e più coinvolte dalla tematica discussa in commissione. L'Esecutivo parte dal presupposto che le associazioni mantello si concertino tra di loro per esprimere le loro proposte di nomina e che si adoperino affinché tutte le associazioni di lavoratori o di datori di lavoro possano partecipare adeguatamente a questa rappresentanza in funzione degli interessi e delle tematiche pertinenti. Se dovesse emergere che il grado di organizzazione dei diversi settori e delle categorie professionali cambia sostanzialmente e che l'equilibrio nelle commissioni non è più garantito, il Consiglio federale potrebbe modificare la ripartizione in occasione dell'elezione per il rinnovo integrale dei membri.</p><p>Per quanto riguarda la proposta di indire un bando per i seggi con procedura aperta, è bene rammentare che la nomina dei membri delle commissioni extraparlamentari (circa 1500 membri, 117 organismi) costituisce già oggi un'operazione di grande portata. Attualmente è possibile indire un bando per alcuni seggi con procedura aperta, per esempio quando le quote rosa e le quote linguistiche non vengono raggiunte ripetutamente in una determinata commissione. Viceversa, un modus operandi di questo tipo per ciascun seggio richiederebbe oneri supplementari considerevoli e sproporzionati e non potrebbe essere attuato nell'ambito dell'odierno assetto operativo dei dipartimenti, degli uffici e della Cancelleria federale. </p><p>3. Il Consiglio federale concorda con l'autore dell'interpellanza che i mutamenti strutturali nel mondo economico, in particolare la terziarizzazione e l'aumento della percentuale di specialisti altamente qualificati possano incidere sulla rappresentanza degli interessi dei lavoratori e sul loro grado di organizzazione. Se, come indicato sopra, dovesse apparire uno squilibrio tra le associazioni rappresentate nelle commissioni e tra i gruppi di interessi o di persone che loro stesse difendono, il Consiglio federale potrebbe procedere a degli adeguamenti.</p>  Risposta del Consiglio federale.