<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di presentare al Parlamento un disegno di revisione del Codice di procedura penale (CPP) volto a istituire una procedura di comparizione immediata che mitighi, tra l'altro, le regole relative all'avvocato della prima ora e comporti la possibilità di pronunciare sanzioni immediatamente al termine della carcerazione provvisoria e soprattutto di eseguirle subito.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Negli ultimi anni il Consiglio federale si è già espresso a più riprese in merito al tema della "procedura di comparizione immediata" (procedura accelerata) per i casi di violenza in occasione di manifestazioni sportive come pure per gli autori colti in flagranza di reato o rei confessi. </p><p>Il Consiglio federale continua a ritenere che gli strumenti previsti dal Codice di procedura penale (CPP; RS 312.0) siano sufficienti per giudicare in maniera rapida ed efficace i reati. La prassi di lunga data in vari Cantoni mostra che è assolutamente possibile svolgere una vera e propria "procedura accelerata" ed emanare entro breve tempo un decreto d'accusa, in particolare nel quadro della procedura del decreto d'accusa (art. 352 segg. CPP). </p><p>Il decreto d'accusa si fonda su una valutazione sommaria dell'autore e del reato da parte del pubblico ministero. Può essere emanato già prima dell'apertura dell'istruzione (art. 309 cpv. 4 CPP) e presuppone soltanto la confessione dell'imputato o che i fatti siano stati sufficientemente chiariti in altro modo (art. 352 cpv. 1 CPP). L'esecuzione di una procedura probatoria non è quindi strettamente necessaria, e in particolare non è richiesto alcun interrogatorio dell'imputato da parte del pubblico ministero. Non è nemmeno prevista una conclusione formale dell'istruzione prima dell'emanazione del decreto d'accusa (art. 318 cpv. 1 CPP; cfr. sull'insieme della questione la sentenza del Tribunale federale del 28 aprile 2015, 6B_1139/2014). </p><p>Accelerare ancor più questa procedura restringendo ulteriormente i diritti procedurali dell'imputato, come chiesto nella mozione, sarebbe contrario ai principi dello Stato di diritto. La celerità non costituisce il principio più importante: in uno Stato di diritto è fondamentale che la giustizia indaghi in maniera accurata nel quadro di una procedura equa. </p><p>Nel gruppo di lavoro incaricato di elaborare l'avamprogetto sulla modifica del Codice di procedura penale (attuazione della mozione della Commissione degli affari giuridici del Consiglio degli Stati 14.3383, Adeguamento del Codice di procedura penale) né i rappresentanti dei pubblici ministeri né quelli della la polizia hanno rilevato che la procedura del decreto d'accusa sarebbe inefficace e quindi inadeguata e da accelerare. Nemmeno i partecipanti alla consultazione, in particolare la Conferenza dei procuratori della Svizzera nonché la Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia , hanno avanzato richieste di questo tipo. Al contrario: la vigente procedura del decreto d'accusa, che può essere definita come una forma di procedura accelerata, è considerata un pilastro centrale del perseguimento penale efficace e celere per lottare contro la piccola e media criminalità. </p><p>Alla luce di quanto precede, e anche in considerazione della legislazione italiana e francese citate dall'autore della mozione, il Consiglio federale continua a non ritenere opportune misure legislative come quelle chieste nella mozione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.