<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Osservazioni preliminari</p><p></p><p>Il sistema AUPER (registrazione automatizzata delle persone) su cui si basano le valutazioni statistiche dell'UFR, è stato elaborato quale sostegno del lavoro amministrativo, di molto accresciuto, nelle procedure d'asilo. Dal 1985, in questo sistema sono registrati dati personali e amministrativi. Mediante codici numerici e indicazioni della data sono contrassegnati e valutabili lo stato e il disbrigo delle singole pratiche. Benché AUPER sia stato sviluppato come sistema amministrativo per l'UFR e i Cantoni, e non come banca di dati, si possono allestire statistiche, possibilità ampiamente sfruttata. Tuttavia, in caso di domande complesse si possono presentare problemi difficilmente o nient'affatto risolvibili, dovuti alla struttura del sistema AUPER o alla struttura dei dati rilevati. Così, ad esempio, la sottodivisione in persone singole e/o famiglie è possibile a determinate condizioni, in quanto nell'ambito del singolo fascicolo sono tollerate diverse composizioni di persone e di dati amministrativi nonché di situazioni amministrative. Inoltre non può essere fatta distinzione tra singole persone e famiglie (il concetto di famiglia dovrebbe dapprima essere definito esattamente), ma tra fascicoli con una persona e fascicoli con più persone.</p><p></p><p>A causa della struttura dell'AUPER e della sua complessità, talvolta la risposta alle domande posteci è possibile solo approssimativamente e con grande dispendio di tempo per la programmazione. I risultati qui sotto trascritti sono stati rilevati il 31 marzo 1999 in base a AUPER2.</p><p></p><p>Ad domanda 1:</p><p></p><p>Le statistiche europee comparate, allestite dall'UFR, si riferiscono ai dati dell'IGC (Inter-Governmental Consultations). L'IGC rileva i dati presso gli Stati membri e li registra in una banca di dati. In linea di massima tutti i dati sono registrati per persona e non per fascicolo. Effettivamente però i singoli Stati non contano le mogli e/o i figli minorenni come singoli richiedenti l'asilo, e ciò può pregiudicare la comparabilità dei dati. In un sistema di calcolo analogo a quello della statistica comparata, le cifre pubblicate per il 1998 hanno dovuto essere ridotte all'incirca del 15 %. Conseguentemente, per la Svizzera il numero di richiedenti l'asilo per 100'000 abitanti ammonta a circa 500 invece del menzionato 583, che corrisponde tuttora al valore più alto raggiunto in Europa. </p><p></p><p>Ad domande 2 e 3:</p><p></p><p>La tabella seguente indica, per gli ultimi cinque anni, il numero delle domande d'asilo ad personam e il numero degli incarti aperti con la percentuale rispetto al totale delle domande e degli incarti. È fatta una distinzione tra gli incarti per persone singole e quelli per due o più persone. La differenza tra il numero annuale di richiedenti e il numero degli incarti aperti è dovuta al fatto che una persona può presentare più di una domanda; ad esempio, se dopo essere tornata nel Paese d'origine rientra di nuovo in Svizzera. </p><p></p><p>Anno di deposito della do-manda</p><p>Persone registrate da sole in un incarto</p><p>% rispetto al totale</p><p>Almeno 2 persone registrate nell'incarto</p><p>% rispetto al totale</p><p>Totale persone e incarti (= 100%)</p><p>1994</p><p>Persone = 5'991</p><p>Incarti = 5'977</p><p>37.2 %</p><p>56.1 %</p><p>Persone = 10'111</p><p>Incarti = 4'678</p><p>62.8 %</p><p>43.9 %</p><p>Persone = 16'102</p><p>Incarti = 10'655</p><p></p><p>1995</p><p>Persone = 7'564</p><p>Incarti = 7'540</p><p>43.4 %</p><p>61.4 %</p><p>Persone = 9'883</p><p>Incarti = 4'748</p><p>56.6 %</p><p>38.6 %</p><p>Persone = 17'447</p><p>Incarti = 12'288</p><p></p><p>1996</p><p>Persone = 9'688</p><p>Incarti = 9'654</p><p>52.5 %</p><p>69.4 %</p><p>Persone = 8'758</p><p>Incarti = 4'262</p><p>47.5 %</p><p>30.6 %</p><p>Persone = 18'446</p><p>Incarti = 13'916</p><p></p><p>1997</p><p>Persone = 14'025</p><p>Incarti = 13'841</p><p>58.1 %</p><p>75.5 %</p><p>Persone = 10'131</p><p>Incarti = 4'487</p><p>41.9 %</p><p>24.5 %</p><p>Persone = 24'156</p><p>Incarti = 18'328</p><p></p><p>1998</p><p>Persone = 23'543</p><p>Incarti = 23'344</p><p>56.5 %</p><p>78.6 %</p><p>Persone = 18'148</p><p>Incarti = 6'340</p><p>43.5 %</p><p>21.4 %</p><p>Persone = 41'691</p><p>Incarti = 29'684</p><p></p><p>Globalmente va segnalato che il numero medio di persone per incarto è fortemente diminuito dal 1994 e ha ripreso a crescere soltanto dal 1998. </p><p></p><p>Le crisi in Jugoslavia, Croazia e Bosnia nella prima metà di questo decennio hanno contribuito a far sì che aumentasse l'aliquota di famiglie con figli. Tuttavia questa aliquota è diminuita dopo l'avvio del processo di attuazione dell'accordo di Dayton. Si è osservato un nuovo incremento del numero medio di persone per incarto dallo scoppio della crisi kosovara a metà dell'anno scorso (cfr. anche risposta alla domanda 4 e allegato).</p><p></p><p>Ad domanda 4:</p><p></p><p>Come detto nell'introduzione, non sono possibili affermazioni esatte sulla composizione media delle famiglie. In base al numero medio calcolabile di persone per incarto si può stimare approssimativamente la dimensione della famiglia. Inoltre l'UFR ha approntato una tabella che evidenzia lo sviluppo corrispondente dal 1988 al 1998 (cfr. allegato). </p><p>Inoltre va anche osservato che il numero medio di persone per incarto è diminuito rispetto ai primi anni 90 ma nel secondo semestre del 1998 è di nuovo aumentato.</p><p></p><p>Un esame di tutti gli incarti aperti a partire dall'aprile 1992 circa permette di allestire, per quanto riguarda il numero di persone per incarto, la seguente tabella: </p><p></p><p>Incarti</p><p>%</p><p>Persone</p><p>%</p><p>Totale</p><p>113'827</p><p>100.0 %</p><p>174'001</p><p>100.0 %</p><p>con 1 persona</p><p>88'487</p><p>77.7 %</p><p>88'487</p><p>50.8 %</p><p>con 2 persone</p><p>9'647</p><p>8.5 %</p><p>19'294</p><p>11.1 %</p><p>con 3 persone</p><p>5'315</p><p>4.7 %</p><p>15'945</p><p>9.2 %</p><p>con 4 persone</p><p>5'470</p><p>4.8 %</p><p>21'880</p><p>12.6 %</p><p>con 5 persone</p><p>2'825</p><p>2.5 %</p><p>14'125</p><p>8.1 %</p><p>con 6 persone</p><p>1'194</p><p>1.0 %</p><p>7'164</p><p>4.1 %</p><p>con 7 persone</p><p>467</p><p>0.4 %</p><p>3'269</p><p>1.9 %</p><p>con 8 persone</p><p>225</p><p>0.2 %</p><p>1'800</p><p>1.0 %</p><p>oltre 8 persone</p><p>197</p><p>0.2 %</p><p>2'037</p><p>1.2 %</p><p></p><p>Ad domanda 5:</p><p></p><p>Sono registrate domande d'asilo di famiglie in provenienza da quasi tutti i Paesi e di composizione assai diversa. La maggior parte delle famiglie proviene, in ordine numerico, dai seguenti Stati: Bosnia-Erzegovina, Repubblica federale di Jugoslavia, Somalia, Turchia, Iraq, Sri Lanka e Albania.</p><p></p><p>Ad domanda 6:</p><p></p><p>La Confederazione copre la maggior parte delle spese assistenziali nell'ambito dell'asilo. I Cantoni, nel quadro delle proprie legislazioni e prassi, impiegano nel modo che ritengono migliore i mezzi finanziari messi a loro disposizione. Sorge così la questione della differenziazione delle prestazioni assistenziali secondo le categorie demografiche e sociologiche dei beneficiari che è spesso risolta a livello cantonale o comunale. Il Consiglio federale considera adeguato questo orientamento che tiene conto della diversità delle situazioni, dei fabbisogni, delle capacità amministrative del nostro Paese e intende continuare a finanziare le prestazioni assistenziali mediante importi forfetari versati ai Cantoni che hanno libertà d'azione e la responsabilità delle scelte operative. Parimenti, l'Ufficio federale dei rifugiati sta potenziando la propria capacità di valutare i risultati conseguiti mediante le misure assistenziali e d'inquadramento da esso sostenute. L'effetto dei programmi e le forme di sostegno per i singoli gruppi di popolazione interessati potranno cosí in futuro essere meglio valutati e quindi migliorati grazie allo scambio d'informazione e al libero coordinamento delle esperienze fatte. </p><p></p><p>Ad domanda 7</p><p></p><p>L'attribuzione dei richiedenti l'asilo ai Cantoni avviene in base alla chiave di ripartizione di cui all'articolo 9 capoverso 2 dell'ordinanza I sull'asilo. Il competente l'Ufficio federale dei rifugiati non tiene conto soltanto degli effettivi delle persone da ripartire ma anche di altri criteri quali famiglie, persone sole, minorenni non accompagnati e nazionalità.</p><p></p><p>Ad domanda 8:</p><p></p><p>Il Consiglio federale non ha deciso nessun abbandono dei programmi occupazionali. Nell'ordinanza 2 sull'asilo, licenziata l'11 agosto 1999 (entrata in vigore il 1° ottobre 1999) i programmi occupazionali sono nuovamente regolamentati. Per il 1° gennaio 2001 l'Ufficio federale concluderà coi Cantoni delle convenzioni di prestazione nel settore occupazionale e verificherà, con gli adeguati strumenti del controlling, se gli scopi sono stati raggiunti. Il finanziamento delle misure che i Cantoni prenderanno e realizzeranno avverrà forfettariamente sotto forma di supplemento di 1 franco sui crediti forfettari di sostegno. Nel 2000 alcuni Cantoni parteciperanno a un'esperienza pilota in questo senso. Su richiesta, sarà possibile continuare a sostenere nel 2000, con contributi, le misure occupazionali dei Cantoni che non parteciperanno al programma pilota, in conformità con le disposizioni del diritto previgente. </p><p></p><p>È quindi alquanto fantasioso stabilire un nesso di causalità diretto e semplice tra la portata dei programmi occupazionali promossi dal settore pubblico - che concernono necessariamente soltanto una minoranza dei richiedenti l'asilo - e lo stato di salute o il comportamento deviante della popolazione sottoposta alla legge sull'asilo. Il Consiglio federale rimane comunque favorevole ai programmi che promuovono la competenza sociale e l'adeguamento alle esigenze della società svizzera delle persone ammesse come rifugiati o di quelle residenti da tempo nel nostro Paese. Egli è pure favorevole ad aiutare chi ha ricevuto una risposta negativa in materia d'asilo ad assumere con responsabilità tale decisione per far ritorno al proprio Paese con spirito costruttivo e capacità umane e professionali accresciute.</p>  Risposta del Consiglio federale.