<h2>SubmittedText<h2><p>Lo strumento dei partenariati in materia di migrazione, previsto nell'articolo 100 capoverso della legge federale sugli stranieri 1 (LStr), deve concentrarsi strategicamente su progetti concreti nell'ambito della formazione professionale. Un ruolo importante potrebbe essere svolto dai seguenti settori d'azione: </p><p>a. Accordi di prestazione o partenariati pubblico-privati con il settore privato in loco: la Svizzera deve investire una parte del credito quadro per il ritorno di migranti o una parte dell'aiuto allo sviluppo in posti di formazione. Vanno offerti in primo luogo posti di formazione in imprese svizzere, in casi appropriati anche d'intesa con imprese non svizzere (settore alberghiero, industria, informatica, ecc.) nei Paesi di provenienza dei richiedenti l'asilo o in Stati con un grande potenziale migratorio. </p><p>b. Esportazione della formazione professionale svizzera: la Svizzera sostiene progetti concreti nell'ambito della formazione professionale in Paesi in via di sviluppo ed emergenti.</p><p>c. Finanziamento di progetti occupazionali e di progetti di lavoro da parte dell'aiuto al ritorno e l'aiuto strutturale tramite il credito quadro per il ritorno del DFGP.</p><p>d. In determinati ambiti, quali l'assistenza, l'agricoltura, il settore alberghiero o quello della ristorazione, occorre stipulare un maggior numero di accordi sui tirocinanti in virtù della vigente legge sugli stranieri.</p><p>Il Consiglio federale è incaricato di determinare con precisione, nell'ambito della sua nuova politica migratoria, quali attori sono competenti e responsabili dell'organizzazione, del coordinamento, dell'assistenza ed dell'esecuzione di tali progetti, stilando un pertinente rapporto all'attenzione dell'Assemblea federale.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Svizzera dispone di una lunga esperienza e di solide competenze in materia di formazione professionale duale. Una promozione internazionale di tale formula torna a vantaggio delle popolazioni all'estero, in particolare dei giovani, e permette anche di accrescere il prestigio della Svizzera e il suo ruolo nel mondo, nonché di ovviare meglio alle difficoltà con cui sono confrontate le sue imprese all'estero nel reclutamento di personale specializzato. Effetti positivi a lungo termine sui flussi migratori possono tuttavia essere conseguiti soltanto in combinazione con altri provvedimenti di politica migratoria e con lo sviluppo economico in loco. Il Consiglio federale è favorevole a porre la formazione professionale maggiormente al centro della politica migratoria esterna della Svizzera, accanto all'intensificazione, attualmente in corso, dell'impegno nell'ambito della cooperazione allo sviluppo. Peraltro, l'articolo 100 capoverso 2 lettera e LStr conferisce espressamente al Consiglio federale la competenza di concludere con altri Stati o organizzazioni internazionali accordi sulla formazione e il perfezionamento professionali.</p><p>L'Amministrazione federale ha già avviato i pertinenti lavori. Presso il DFGP, l'Ufficio federale della migrazione (UFM) ha ad esempio intavolato trattative con un'impresa svizzera operante in Nigeria in vista della creazione di un centro di formazione per apprendisti, nell'ambito del partenariato in materia di migrazione con questo Paese. Gli accordi sullo scambio di tirocinanti permettono all'UFM di autorizzare soggiorni temporanei di perfezionamento professionale in Svizzera. Presso il DFE, l'Ufficio federale della formazione professionale e della tecnologia (UFFT), insieme a imprese svizzere insediate in loco e in collaborazione con Swissmem (l'associazione di categoria interessata) e l'Istituto universitario federale per la formazione professionale (IUFFP) realizza un progetto pilota teso a introdurre elementi della formazione duale in India. Presso il DFAE, la Direzione della sviluppo e della cooperazione (DSC) riserva da tempo nei suoi programmi un ampio spazio alla formazione professionale dei giovani meno abbienti. Visti gli eccellenti risultati conseguiti, la DSC prevede di intensificare notevolmente tale impegno, proponendolo al Parlamento nel prossimo messaggio 2013-2016 sulla cooperazione internazionale. Attualmente la DSC svolge circa 25 progetti di formazione professionale, ai quali tra il 2006 e il 2010 ha destinato in media 21 milioni di franchi all'anno, permettendo così a 200 000 persone di acquisire una formazione professionale. Nel contesto dell'aiuto alla transizione nel Nord Africa, la DSC prevede inoltre azioni di sostegno alla formazione professionale, che realizzerà insieme a imprese svizzere.</p><p>I programmi di formazione professionale, eventualmente collegati alle possibilità di soggiorno in Svizzera previste dalla legge sugli stranieri, possono anche creare incentivi per la cooperazione in materia di riammissione. Diverse unità in seno all'Amministrazione federale contribuiscono a coniugare gli interessi in materia di formazione, migrazione e sviluppo e a creare sinergie. La nuova struttura interdipartimentale per la cooperazione in materia di migrazione internazionale (struttura IMZ-A) permette di coordinare la salvaguardia degli interessi svizzeri nell'ambito della politica migratoria internazionale. Anche le attività internazionali di formazione professionale che il Consiglio federale ha presentato nella sua Strategia internazionale nel settore della formazione, della ricerca e dell'innovazione del 30 giugno 2010 saranno seguite da un gruppo di lavoro interdipartimentale. Gli uffici summenzionati sono tutti presenti in seno ai due gruppi e lavorano in modo complementare. Per ogni progetto, le responsabilità sono determinate in funzione delle mansioni di base definite nelle ordinanze sull'organizzazione dei dipartimenti. Gli uffici diffondono regolarmente informazioni sull'attuazione dei lavori, per esempio in rapporti annuali e rapporti sull'efficacia.</p><p>La presente risposta passa in rassegna le unità amministrative impegnate nei progetti di formazione professionale. Il Consiglio federale intende intensificare il coordinamento tra tali unità. Per il momento non ritiene tuttavia necessario stilare un rapporto più dettagliato, ragione per cui propone di respingere il postulato.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.