<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di chiarire e illustrare in un rapporto le possibilità di potenziare i provvedimenti esistenti nell'ambito della prevenzione dell'estremismo violento.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In base a una decisione del Consiglio federale del 2010, negli ultimi anni le autorità di sicurezza della Confederazione hanno potenziato la sorveglianza e la lotta alle attività estremiste violente di matrice jihadista via Internet. I risultati del cosiddetto monitoraggio della presenza jihadista hanno già consentito a più riprese di parlare preventivamente con estremisti inclini alla violenza o - qualora sussistesse un sospetto di reato - di trasmettere le rispettive informazioni alle autorità di perseguimento penale competenti per decidere in merito a un eventuale procedimento penale.</p><p>Nel suo messaggio del 19 febbraio 2014 relativo alla nuova legge sul servizio informazioni (LSI) il Consiglio federale propone di potenziare ulteriormente le misure preventive. Eventuali ingerenze nei diritti fondamentali non devono in nessun caso essere sproporzionate rispetto al valore atteso delle informazioni. Secondo il principio della proporzionalità, per individuare attività di estremismo violento non devono quindi essere messe in atto misure di acquisizione soggette ad autorizzazione (ad esempio l'intrusione in sistemi e reti di computer), che implicano ingerenze nei diritti fondamentali, in particolare nella sfera privata. Gli strumenti dei servizi informazioni per la prevenzione dell'estremismo violento risultano quindi modesti se paragonati con quelli di altri Paesi del panorama internazionale. Questo corrisponde alla volontà del legislatore di ridurre al minimo la limitazione dei diritti fondamentali.</p><p>Quanto alla proposta di impartire conoscenze di base sulle varie religioni, conformemente alla Costituzione federale il disciplinamento dei rapporti tra Chiesa e Stato e del settore scolastico compete ai cantoni. Secondo l'articolo 72 capoverso 2 della Costituzione la Confederazione sostiene tuttavia, in collaborazione con i cantoni, determinati provvedimenti per preservare la pace pubblica. Di regola la Confederazione appoggia quindi progetti di terzi che, per lo più in collaborazione con le rispettive comunità religiose, promuovono la comprensione reciproca, il superamento dei pregiudizi e delle situazioni di conflitto.</p><p>A livello di politica estera la Svizzera partecipa alle discussioni su come ridurre le cause che portano al terrorismo in particolare nell'ambito dell'ONU e del Forum globale dell'antiterrorismo. Sostiene inoltre il "Global Community Engagement and Resilience Fund (GCERF)" di Ginevra, che ha l'obiettivo di promuovere iniziative a livello locale in diversi Paesi per ridurre e ostacolare l'estremismo incline alla violenza.</p><p>Infine il Consiglio federale è consapevole dell'importanza di una stretta cooperazione giudiziaria e di polizia a livello internazionale. Nel quadro della cooperazione Schengen, in particolare il Sistema d'informazione Schengen (SIS) costituisce un importante strumento per la lotta all'estremismo; in virtù della legge sullo scambio di informazioni con gli Stati Schengen (LSIS; RS 362.2) è inoltre possibile scambiare informazioni in modo mirato sugli estremisti inclini alla violenza con le autorità di perseguimento penale di altri Paesi Schengen. Diverse istituzioni e gruppi di lavoro dell'Unione europea (UE) stanno vagliando possibili misure contro i combattenti stranieri (ad es. intensificazione dei controlli alle frontiere). Il Consiglio federale desidera infine rafforzare la collaborazione di polizia con l'UE partecipando alla cooperazione secondo il Trattato di Prüm, che contribuirebbe a migliorare la lotta alla criminalità internazionale e al terrorismo con i Paesi dell'UE attraverso modalità semplificate di scambio di impronte digitali e profili DNA. Il Consiglio federale si impegna inoltre affinché gli strumenti già esistenti, in particolare per il controllo dei viaggi, vengano potenziati e utilizzati in modo coerente.</p><p>Il Consiglio federale è convinto che questi progetti, questi propositi di dialogo e queste forme di cooperazione internazionale per la prevenzione dell'estremismo violento rivestano grande importanza e debbano avere un seguito.</p><p>Al momento il Consiglio federale non riscontra la necessità di stendere un rapporto o di intervenire in altro modo e ritiene adempiuto il postulato.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.