<h2>SubmittedText<h2><p>Come permesso dall'articolo 14 paragrafo 2 ALC, il Consiglio federale è incaricato di proporre al Comitato misto misure volte a ridurre l'immigrazione dai Paesi dell'UE e a proteggere la popolazione residente permanente, tra le quali l'introduzione della priorità dei lavoratori residenti.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è consapevole delle ripercussioni della pandemia sulla situazione economica in Svizzera. Dall'inizio della crisi cerca di adottare una strategia equilibrata che tenga conto delle esigenze della sanità pubblica e dell'economia nonché degli obblighi internazionali della Svizzera. Negli ultimi mesi ha adottato varie misure per fronteggiare le attuali conseguenze della pandemia. A titolo di esempio, al fine di impedire la perdita di posti di lavoro in Svizzera ha esteso il diritto all'indennità per lavoro ridotto e prorogato ancora una volta la relativa procedura sommaria. Di recente ha pure proposto al Parlamento altre misure tese a potenziare il programma per i casi di rigore.</p><p>Nel quadro della lotta contro la diffusione del coronavirus, il Consiglio federale accorda pertanto grande importanza alla preservazione dei posti di lavoro in Svizzera e alla mitigazione delle conseguenze economiche per le imprese, i loro impiegati e gli indipendenti in Svizzera. A questo titolo, esamina costantemente l'opportunità di misure supplementari.</p><p>Nel 2020 l'immigrazione nella popolazione residente permanente straniera è diminuita in Svizzera del 2,6 per cento rispetto all'anno precedente. Nel contempo anche l'emigrazione di questa popolazione è diminuita del 12,1 per cento a causa della pandemia, delle difficoltà di spostamento e del clima di incertezza generale. L'incremento rispetto all'anno precedente del saldo migratorio della popolazione residente permanente straniera è pertanto dovuto a questo importante calo dell'emigrazione. La popolazione residente straniera non permanente ha invece registrato un saldo migratorio nettamente negativo di circa 14 000 persone. L'esperienza mostra che a lungo termine esiste una correlazione stretta tra l'immigrazione di manodopera proveniente dall'UE/AELS e l'evoluzione congiunturale dell'economia in Svizzera e all'estero.</p><p>Nel contempo, il mantenimento della libera circolazione delle persone favorisce la ripresa economica in Svizzera e contribuisce alla sopravvivenza delle imprese, il che consentirà di preservare posti di lavoro per la manodopera residente. L'economia svizzera continua a dipendere dalla manodopera straniera nei settori in cui non riesce a reclutare in Svizzera il personale necessario. Grazie all'Accordo di libera circolazione delle persone (ALC; RS 0.142.112.681), il personale necessario resta disponibile, anche in tempi di pandemia, in particolare nel settore sanitario.</p><p>Mettere a profitto il potenziale offerto dai lavoratori residenti in Svizzera resta un obiettivo prioritario. Occorre infatti che i datori di lavoro svizzeri impieghino in maniera ottimale la manodopera residente. A tale proposito, l'obbligo di annunciare i posti vacanti, in vigore dal 1° luglio 2018, permette alle persone in cerca di un impiego iscritte presso un ufficio regionale di collocamento di beneficiare di cinque giorni lavorativi di vantaggio in materia di informazione e quindi di candidatura. In seguito all'aumento della disoccupazione registrato da marzo 2020, dal successivo gennaio i generi di professioni soggetti all'obbligo di annuncio sono nettamente più numerosi. Parallelamente, a marzo 2019 il Consiglio federale ha adottato una serie di misure volte a incentivare il potenziale di manodopera residente. Si tratta in particolare di potenziare la competitività dei lavoratori di una certa età e di permettere ai disoccupati difficilmente collocabili di reinserirsi nel mercato del lavoro.</p><p>Per questo motivo il Consiglio federale non considera opportuno proporre al Comitato misto Svizzera-UE misure volte a ridurre l'immigrazione in provenienza dall'UE. Un'iniziativa in tal senso andrebbe contro gli obiettivi perseguiti dal Consiglio federale e frenerebbe la crescita indispensabile alla normalizzazione della situazione economica.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.