<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Innanzitutto il Consiglio federale rileva che l'attuale legislazione federale non contiene presupposti sufficienti per fondare, in materia di sanità e di cure, procedure atte a prevenire e a superare i conflitti di coscienza che possono insorgere in persone incaricate di svolgere compiti legati a interventi medici o di assistenza. Il compito di legiferare in relazione a tali attività è assunto essenzialmente dai Cantoni, che assicurano anche la relativa vigilanza. Numerosi Cantoni hanno già inserito disposizioni riguardanti la presente problematica nelle loro legislazioni. Il Consiglio federale condivide l'opinione espressa dal gruppo di lavoro citato dall'autore dell'interpellanza, secondo la quale, per la risoluzione dei problemi affrontati, occorra agire in primo luogo a livello dei servizi interessati, secondo procedure ufficiali specifiche.</p><p></p><p>Ad domanda 1: I modelli di regolamento concernenti l'esercizio delle professioni sanitarie proposti dal gruppo di lavoro non saranno pronti per il 1° ottobre. Il DFGP sta attualmente avviando l'elaborazione di tali modelli. Per i motivi citati all'inizio, le autorità federali non sono in grado di svolgere autonomamente tale compito, ma necessitano della collaborazione delle autorità cantonali competenti, delle organizzazioni professionali e dei gruppi interessati.</p><p></p><p>Ad domanda 2: Non vi sono attualmente sufficienti basi legali per l'istituzione e il finanziamento di un ombudsman. Il Consiglio federale non ritiene peraltro necessario creare una tale funzione. Da un lato, per la prevenzione e la risoluzione in via amichevole di conflitti, la via delle regolamentazioni specifiche interne ai vari settori d'attività appare come la più opportuna. D'altro canto, in caso di provata e ingiustificata violazione della libertà di credo e di coscienza, l'interessato ha già oggi la possibilità di adire le vie legali.</p><p></p><p>Ad domanda 3: Il rapporto del gruppo di lavoro citato indica che attualmente non esistono dati statistici affidabili relativi a conflitti di coscienza in ambito sanitario e alle conseguenze o alle modalità del superamento di tali conflitti; l'acquisizione in tempi rapidi di dati statistici scientificamente sicuri si rivelerebbe particolarmente dispendiosa. Invece di una semplice acquisizione di dati, appare più opportuno affrontare la problematica applicando direttamente le procedure proposte a livello dei servizi interessati. Con il disciplinamento a tale livello potrebbero pure essere create le basi per un'acquisizione di dati utilizzabili a fini statistici.</p><p></p><p>Ad domanda 4: La via indicata dal gruppo di lavoro permetterebbe di superare i conflitti al livello degli istituti interessati, in maniera indipendente e in funzione delle rispettive necessità. Se tale via non dovesse produrre risultati soddisfacenti, il Consiglio federale esaminerebbe l'opportunità di obbligare i servizi interessati, mediante una normativa federale, a introdurre simili procedure.</p>  Risposta del Consiglio federale.