<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di integrare o modificare il Codice penale rendendo punibile l'acquisto di sesso e prestazioni sessuali. </p><p>È incaricato di presentare un pacchetto di misure che preveda adeguate offerte d'aiuto per uscire dalla prostituzione nonché efficaci misure informative, preventive e formative in Svizzera e nei Paesi di origine delle prostitute.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La prostituzione non è una professione come le altre e non può essere banalizzata. Spesso è esercitata da persone in una situazione di bisogno economico o sociale. Ciò non esclude tuttavia che una persona possa esercitarla anche volontariamente. Il </p><p>dibattito su questo tema oppone gruppi d'interesse con convinzioni morali differenti e argomentazioni opposte. Nel rapporto del 5 giugno 2015 "Prostituzione e tratta di esseri umani finalizzata allo sfruttamento sessuale" (in adempimento dei postulati 12.4162 Streiff-Feller, 13.3332 Caroni, 13.4033 Feri e 13.4045 Fehr), il Consiglio federale ha analizzato in modo approfondito la tematica nel contesto internazionale, constatando che lo stato delle conoscenze si basa soltanto su stime. Non vi sono cifre attendibili e pertanto non è possibile giudicare in maniera esatta gli sviluppi e gli effetti delle misure adottate, come quella di un "divieto dell'acquisto di sesso".Un divieto penale dell'acquisto di sesso segnala che la prostituzione è socialmente inaccettabile. Un rapporto di valutazione del governo svedese constata quanto segue: la prostituzione non rappresenta un modo egualitario per guadagnarsi da vivere. La politica svedese non mira pertanto in via prioritaria a migliorare la tutela delle persone che si prostituiscono. Secondo questo rapporto, la stigmatizzazione delle prostitute è positiva, poiché il divieto di acquisto del sesso punta a combattere la prostituzione. Il rapporto giunge alla conclusione che il divieto di acquisto del sesso è efficace. Gli specialisti ne dubitano, in quanto i dati sono troppo lacunosi per dimostrarne l'efficacia. La prostituzione è diventata clandestina; la ricerca dei clienti si svolge sempre più su Internet. La posizione delle persone che si prostituiscono in Svezia è peggiorata, soprattutto sul piano negoziale, ed esse sono maggiormente alla mercé dei loro clienti. Nel 2014 un gruppo peritale del Dipartimento federale di giustizia e polizia ha respinto all'unanimità un divieto della prostituzione ("rapporto Hilbert" del 24 marzo 2014 "Misure a tutela delle donne che lavorano nell'industria del sesso"). Un divieto di acquisto del sesso sul modello degli Stati nordici in Svizzera non consentirebbe di migliorare la tutela delle operatrici del sesso. Esse sarebbero infatti indotte a operare nell'illegalità, e la loro posizione ne risulterebbe indebolita. Le valutazioni illustrate nei rapporti del Consiglio federale e del gruppo peritale non sono cambiate. </p><p>Nel 2014, per allinearsi alla Convenzione di Lanzarote la Svizzera ha introdotto nel Codice penale (CP; RS 311.0) un nuovo articolo 196 dedicato agli atti sessuali con minorenni contro rimunerazione ed esteso la punibilità del promovimento della prostituzione (art. 195 CP).</p><p>In Svizzera si mira però a migliorare la protezione delle operatrici del sesso anche con altri modi. In virtù dell'ordinanza sulle misure di prevenzione dei reati in materia di prostituzione (RS 311.039.4), fedpol può infatti sostenere finanziariamente misure preventive eseguite da organizzazioni di diritto pubblico o privato per tutelare le prostitute dai reati. A tal fine fedpol dispone di un budget complessivo annuo di 400 000 franchi. I progetti sostenuti comprendono in particolare la protezione dai reati, corsi di autodifesa, la sensibilizzazione ai diritti e ai doveri delle prostitute e il sostegno nelle situazioni di bisogno. Il Piano nazionale d'azione (PNA) contro la tratta di esseri umani, che include anche il settore dello sfruttamento sessuale, contiene ulteriori misure. Queste misure, a livello federale e cantonale, comprendono il miglioramento dei dati disponibili, aiuti al ritorno per le vittime e opuscoli informativi per tipici Paesi di provenienza delle vittime, come pure formazioni e formazioni continue per i membri della polizia e della giustizia. Molte di queste misure sono già state introdotte o sono in fase di attuazione. </p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.