<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Alla domanda 1</p><p>Nel 1998 e nel 1999 sono stati inoltrati alla Confederazione progetti per la prevenzione da danni causati da selvaggina dal costo complessivo annuo di circa fr. 720'000.-. Detta somma comprende i costi di tutte le misure di prevenzione dei danni causati da selvaggina nel quadro delle singole aree (di progetto), quali p. es. recinzioni, protezione individuale. La Confederazione ha contribuito a detta somma assumendosene il 40 per cento. Non inclusi sono gli onorari e le spese impreviste. Ulteriori costi, quasi impossibili da quantificare, sono dovuti a onorari e salari di operatori forestali, a interventi di cura svolti di propria iniziativa dai cacciatori, nonché ai costi di materiali che non vengono utilizzati esplicitamente per la prevenzione dei danni alle foreste ma che hanno gli stessi effetti o sono finanziati da terzi (p. es. da associazioni venatorie). Si stima che, tenendo conto di tutti questi fattori, i costi più o meno raddoppierebbero. </p><p></p><p>Alla domanda 2</p><p>Gli effettivi di selvaggina vengono regolati anche dai cacciatori nei Cantoni. Questi, dal canto loro, prelevano tasse che, di regola, bastano per coprire i costi di pianificazione e di sorveglianza della caccia. Per la Confederazione non nascono quindi costi ulteriori.</p><p></p><p>Alla domanda 3</p><p>Si può presumere che estese zone della Svizzera quali p. es. l'Altipiano, non sono popolate dalla lince perché mancano i relativi habitat, vasti e indisturbati. Ma in ogni caso, la lince non sarà in grado di regolare tutte le popolazioni di selvaggina nemmeno nelle regioni in cui è presente. Il cervo e gli stambecchi per esempio non vengono quasi mai attaccati dalla lince e sono in grado di procurare notevoli danni al bosco. È noto che la lince è invece in grado di impedire concentrazioni indesiderate di caprioli in determinati territori, quali i quartieri invernali o in ampie zone di rimboschimento, e quindi di dare un contributo sostanziale a migliorare la distribuzione sul territorio di tali specie. </p><p></p><p>A seconda delle circostanze ciò può condurre a un sostanziale miglioramento della situazione, anche se gli effettivi di cervi e camosci vengono regolati tuttora principalmente dai cacciatori.</p><p></p><p>Per reinsediare con successo la lince in una regione da cui è ancora assente si devono rilasciare dalla cattività circa dieci linci. Queste formano una popolazione, la quale dipenderà a sua volta dal numero e della qualità degli habitat idonei alle popolazioni di linci e dagli effettivi di cervi e camosci.</p><p></p><p>Alla domanda 4</p><p>I costi del previsto spostamento della lince dalle Alpi nordoccidentali alla Svizzera nordorientale sono dovuti alla cattura e al rilascio delle linci, al loro successivo monitoraggio, al monitoraggio della selvaggina, nonché alle misure di prevenzione dei danni e al loro rimborso. I costi annuali previsti ammontano a circa fr. 250'000.-. L'esperienza insegna che i primi danni agli animali utili avvengono solo dopo alcuni anni. Nelle Alpi nordoccidentali vi sono attualmente circa 100 linci, un numero alquanto elevato. Nel 1998 esse hanno ucciso 100 animali utili, soprattutto pecore (danni: fr. 42'000.-). Nel 1999 hanno ucciso 170 animali, la cui uccisione è stata indennizzata con fr. 72'000.-. Dal primo rilascio di linci in Svizzera, avvenuto nel 1972, sino a oggi sono stati versati indennizzi per 1182 animali utili, con costi che si aggirano sui fr. 320'000.- circa.</p>  Risposta del Consiglio federale.