<h2>SubmittedText<h2><p>Le riserve appartengono agli assicurati e questi ultimi possono cambiare liberamente l'assicurazione malattie in funzione dei vari modelli e offerte proposti dagli assicuratori. Le riserve, invece, non seguono gli assicurati. Non sarebbe opportuno introdurre un "libero passaggio" per le riserve nell'assicurazione malattie, come avviene nella previdenza professionale in caso di cambiamento di affiliazione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie è un'assicurazione che copre le conseguenze finanziarie del rischio di malattia. Le riserve sono destinate a garantire la solvibilità dell'assicuratore a lungo termine (art. 14 cpv. 1 della legge sulla vigilanza sull'assicurazione malattie, LVAMal; RS 832.12). Per contro, la previdenza professionale non contiene solamente un'assicurazione per i rischi di invalidità e morte, ma rappresenta in primo luogo un processo di risparmio per le rendite di vecchiaia dei lavoratori. Poiché i rischi coperti non sono gli stessi, anche il sistema di finanziamento di queste due assicurazioni sociali è diverso. Alla previdenza professionale si applica il sistema di capitalizzazione: i contributi dei datori di lavoro e dei lavoratori sono accumulati al fine di garantire le rendite future dei lavoratori. Quando un assicurato cambia istituto di previdenza professionale, non sono le riserve a essere trasferite al nuovo istituto, bensì il capitale di copertura della sua rendita futura. L'assicurazione sociale malattie, invece, è finanziata in base al principio della copertura dei bisogni (art. 12 LVAMal). Ciò significa che gli introiti dei premi di un anno devono coprire l'ammontare complessivo dei costi di quell'anno. Gli assicurati non costituiscono pertanto un capitale di copertura che potrebbero portare con sé nel caso cambiassero assicuratore.</p><p>L'introduzione di un "libero passaggio" delle riserve nell'assicurazione sociale malattie incontrerebbe del resto molte difficoltà. Sarebbe complesso calcolare l'importo delle riserve che un assicurato potrebbe portare con sé quando cambia cassa malati. Infatti, gli assicurati, a seconda della fascia d'età a cui appartengono e della loro franchigia e forma di assicurazione, non partecipano nella stessa misura alla costituzione delle riserve. Gli assicuratori dovrebbero in qualche modo gestire un conto individuale per ogni assicurato, il che rappresenterebbe un considerevole onere amministrativo supplementare.</p><p>Inoltre, se molti assicurati lasciano un assicuratore e portano con sé parte delle riserve o vi aderiscono senza apportare riserve (neonati, assicurati provenienti dall'estero), l'assicuratore potrebbe scendere al di sotto della soglia legale e sarebbe costretto a ricostituire le proprie riserve aumentando sensibilmente i premi, a scapito di coloro che sono rimasti assicurati presso di lui, ovvero soprattutto le persone più anziane o meno sane che sono meno propense a cambiare cassa malati. Il "libero passaggio" creerebbe inoltre incentivi indesiderati a livello di concorrenza tra gli assicuratori, in quanto gli assicurati delle casse malati che dispongono di importanti riserve sarebbero più interessanti di altri.</p><p>Alla luce di queste considerazioni, il Consiglio federale non ritiene opportuno introdurre un "libero passaggio" per le riserve dell'assicurazione sociale malattie.</p>  Risposta del Consiglio federale.