<h2>SubmittedText<h2><p>In riferimento ai negoziati in corso sull'adesione istituzionale all'UE, il Consiglio federale è incaricato di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Perché il Consiglio federale è ancora così pressante su questo dossier sebbene, nella risposta all'interpellanza 13.3676, abbia ammesso che di fatto i problemi di interpretazione e di applicazione degli accordi tra la Svizzera e l'UE sono relativamente pochi e non si prevede aumenteranno in futuro?</p><p>2. Perché, durante i negoziati con l'UE, le comunicazioni del Consiglio federale inducono a pensare che l'adesione istituzionale sia una richiesta della Svizzera? Non è piuttosto l'UE a chiederla?</p><p>3. Il Consiglio federale sa che l'articolo sullo scopo contenuto nella Costituzionale federale menziona non solo la prosperità comune e la sicurezza del Paese, ma promuove anche la libertà del popolo e l'indipendenza del Paese?</p><p>4. È vero che il mandato negoziale del Consiglio federale prevede la ripresa dinamica del diritto europeo in tutti i campi che disciplinano l'accesso al mercato? Di quali ambiti si tratta concretamente?</p><p>5. Questo non significa anche cementare la libera circolazione delle persone, che il popolo svizzero desidera invece rinegoziare, come espresso nel voto del 9 febbraio 2014?</p><p>6. In questo contesto il Consiglio federale non sarebbe tenuto ad adeguare il suo mandato negoziale e a sottoporlo nuovamente alla consultazione delle Commissioni di politica estera?</p><p>7. In che modo il Consiglio federale garantisce che i negoziati in corso con l'UE nei diversi dossier in sospeso (istituzioni, fisco, energia, libera circolazione delle persone, ecc.) continueranno in maniera coordinata e nel complesso porteranno a risultati ottimali per la Svizzera?</p><p>8. Il Consiglio federale ritiene che si debba per forza esigere una contropartita (p. es. in merito all'adeguamento dell'accordo sulla libera circolazione delle persone) per i dossier richiesti dall'UE, per esempio in campo fiscale?</p><p>9. Il mandato negoziale del Consiglio federale prevede la ripresa dinamica del diritto europeo in tutti i settori che disciplinano l'accesso al mercato. In che modo il Consiglio federale garantisce che le importanti conquiste della Svizzera, iscritte negli accordi esistenti, rimarranno tali anche in futuro (p. es. nel settore dei trasporti terrestri)? Questo è possibile se l'acquis è ripreso per gli accordi esistenti e futuri?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. L'Unione europea è il principale partner economico e commerciale della Svizzera (che nel 2013 ha realizzato circa il 55 per cento delle sue esportazioni e il 73 per cento delle proprie importazioni con l'UE). La via bilaterale seguita finora nei confronti dell'UE ha garantito alla Svizzera chiari vantaggi economici. Al fine di preservare questi risultati è necessaria una nuova architettura istituzionale per le relazioni bilaterali. L'obiettivo non è puntare a un'adesione istituzionale della Svizzera all'UE, bensì regolamentare le questioni relative alla ripresa degli sviluppi del pertinente diritto dell'UE, alla sorveglianza dell'applicazione degli accordi, all'interpretazione di questi ultimi e alla composizione delle controversie. Soltanto in presenza di simili meccanismi la Svizzera potrà, qualora ciò fosse nel suo interesse, concludere nuovi accordi di accesso al mercato con l'UE e garantire il costante aggiornamento degli accordi bilaterali esistenti, evitando così la progressiva erosione del proprio accesso a un mercato europeo in continua evoluzione.</p><p>2./3. La risoluzione delle questioni istituzionali è nell'interesse di entrambe le parti. Per il Consiglio federale, la via bilaterale rimane lo strumento di politica europea che meglio consente di conciliare gli obiettivi sanciti dalla Costituzione federale poiché non garantisce soltanto la prosperità e l'indipendenza della Svizzera, ma anche il funzionamento delle sue istituzioni, primi fra tutti i principi della democrazia diretta (in particolare il diritto d'iniziativa e di referendum, ossia la libertà del popolo di decidere sovranamente del proprio futuro) e del federalismo.</p><p>4. Il mandato negoziale del Consiglio federale per le questioni istituzionali prevede una ripresa dinamica degli sviluppi del pertinente diritto dell'UE per gli ambiti dell'accesso al mercato che sono già disciplinati da un accordo settoriale tra la Svizzera e l'UE o che dovranno essere disciplinati da nuovi accordi. Qualsiasi integrazione di una nuova disposizione in un accordo bilaterale dovrà continuare a essere oggetto di una decisione da parte della Svizzera, nel pieno rispetto del suo ordinamento giuridico interno. Un'ulteriore condizione per la ripresa delle nuove disposizioni europee è infine un'adeguata partecipazione della Svizzera ai lavori degli organi dell'UE responsabili dell'elaborazione del diritto europeo pertinente per gli accordi di accesso al mercato.</p><p>5./6. In seguito alla votazione del 9 febbraio 2014, il Consiglio federale cercherà di rinegoziare l'Accordo sulla libera circolazione delle persone tra la Svizzera e l'UE portando avanti parallelamente le discussioni in corso sugli altri dossier aperti con l'Unione europea. I negoziati istituzionali dovranno definire una nuova architettura istituzionale da applicare agli accordi tra la Svizzera e l'UE nel settore dell'accesso al mercato. I negoziati non influenzano in alcun modo gli obiettivi, il campo d'applicazione e il contenuto materiale degli accordi di accesso al mercato esistenti. Nonostante si svolgano parallelamente e in coordinamento con le altre discussioni in corso, la ricerca di una soluzione per la libera circolazione delle persone e i negoziati istituzionali sono due processi indipendenti l'uno dall'altro.</p><p>7./8. Nel dicembre 2013 il Consiglio federale ha deciso di istituire un coordinamento generale per tutti i negoziati inclusi nella strategia di medio termine della politica europea della Svizzera. Ha quindi incaricato il segretario di Stato del DFAE di assicurare detto coordinamento al fine di ottenere progressi paralleli in tutti i dossier e di garantire una visione d'insieme dei vari negoziati. L'obiettivo è raggiungere un risultato complessivo equilibrato che tenga conto degli interessi di entrambe le parti in tutti i dossier in questione, compreso il settore fiscale. Il Consiglio federale viene regolarmente informato sui progressi compiuti in tutte le discussioni in corso con l'UE.</p><p>9. Trovare una soluzione per le questioni istituzionali è importante al fine di consentire l'adeguamento degli accordi di accesso al mercato agli sviluppi del pertinente diritto dell'UE e di evitare così un'erosione di tale accesso. Tuttavia, per quanto concerne gli accordi esistenti, in determinati settori il mandato negoziale fissa alcuni limiti (le cosiddette linee rosse) che non possono essere oltrepassati durante i negoziati istituzionali e che riguardano in particolare il mantenimento delle misure di accompagnamento relative all'Accordo sulla libera circolazione delle persone, indipendentemente dalla rinegoziazione di quest'ultimo, nonché l'elevato livello di integrazione, efficienza e qualità del sistema di trasporti pubblici svizzero.</p>  Risposta del Consiglio federale.