<h2>SubmittedText<h2><p>Il gruppo Bombardier intende ristrutturare su scala mondiale il proprio settore di trasporti a mezzo ferrovia ("Bombardier Transportation"). In Europa questa ristrutturazione potrebbe causare la chiusura di sette centri di produzione e la soppressione di 6'600 posti di lavoro. Verrà colpita anche la vecchia officina di Adtranz, situata a Pratteln. In Svizzera verranno licenziati almeno 584 collaboratori e l'unità di produzione di Pratteln sarà chiusa. In questo contesto invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti.</p><p>1. Quanti posti di lavoro saranno colpiti dalla ristrutturazione di "Bombardier Transportation" in Svizzera, e in quali regioni? Inoltre, quanti saranno i posti di lavoro colpiti nelle imprese di subappalto?</p><p>2. Quali sono i motivi che hanno portato alla chiusura del sito di Pratteln?</p><p>3. In che misura la pratica adottata dalle imprese di trasporto pubblico in merito agli ordinativi ha favorito questa decisione? Come si dividono tra i vari fornitori i grandi ordinativi di materiale rotabile passati dalle FFS negli ultimi quattro anni? Quali ordinativi sono stati passati a Bombardier e quali sono stati i criteri per l'aggiudicazione?</p><p>4. Il Consiglio federale, come il Cantone Basilea Campagna, è stato informato preventivamente della decisione di chiudere lo stabilimento di Pratteln? Se sì, che cosa ha fatto il Consiglio federale di fronte a questa minaccia?</p><p>5. Visto il numero consistente di ordinativi da parte delle collettività pubbliche e la grande abilità dell'industria indigena, il Consiglio federale non ritiene forse che l'industria del materiale rotabile abbia nel lungo termine un avvenire prospero in Svizzera?</p><p>6. Che cosa pensa del rischio di disindustrializzazione nel nord-ovest della Svizzera, nella misura in cui l'industria ha già annunciato la soppressione di 2'000 posti di lavoro in questa regione dall'inizio dell'anno?</p><p>7. Il Consiglio federale è disposto a impegnarsi per il mantenimento degli impieghi nelle fabbriche svizzere di Bombardier, in particolare in quella di Pratteln, che è la più colpita? E' inoltre pronto a promuovere l'istituzione di una task force e a fare del suo meglio per sostenerla?</p><p>8. Il Consiglio federale è disposto a promuovere la progressiva espansione del materiale rotabile in Svizzera e a incoraggiare per esempio la ricerca e lo sviluppo nei politecnici federali?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il costruttore aeronautico e ferroviario canadese Bombardier ha annunciato l'intenzione di chiudere sette unità di produzione in Europa e di sopprimere 6'600 posti di lavoro, di cui 584 in Svizzera. Su 35'600 collaboratori di cui dispone Bombardier Transport nel mondo, quasi uno su cinque perderà il posto di lavoro. In Europa verranno chiuse sette fabbriche. Oltre alla Svizzera, sono coinvolti la Germania, la Svezia, il Portogallo e il Regno Unito. In Svizzera scompariranno 360 posti di lavoro a tempo indeterminato e 163 a tempo determinato nel sito di Pratteln. I dipendenti di Pratteln coinvolti dalla ristrutturazione provengono da Basilea Città e da Basilea Campagna (140), da altri Cantoni (70), oppure sono frontalieri (150). Una sessantina di ulteriori soppressioni di posti di lavoro è prevista per gli stabiliti di Zurigo-Oerlikon, Winterthur e Villeneuve. Gli effetti sulle imprese di subappalto sono notevoli: il volume annuo degli ordini si aggira infatti sui 70 milioni. In questo momento è impossibile valutare le conseguenze sugli impieghi di subappalto.</p><p>2. La chiusura della fabbrica di Pratteln si iscrive nell'ambito di un vasto piano di ristrutturazione della divisione ferroviaria di Bombardier, che l'anno scorso ha subito una perdita di 367 milioni di franchi. La divisione presenta un problema di eccesso di capacità: le 35 fabbriche europee di materiale ferroviario non utilizzano spesso tutte le loro capacità. A Pratteln il numero di ore di lavoro passerà da una media annua di 550'000 a 50'000 a partire dal 2005 (quando saranno consegnati gli ordini delle FFS). Le prospettive (copiacommissioni) sono negative, soprattutto per Pratteln. Dettagliate analisi di mercato hanno rilevato che, nei prossimi anni, non bisogna aspettarsi grandi ordini dal mercato svizzero.</p><p>3. In questi ultimi anni Bombardier Svizzera ha partecipato a tutte le gare d'appalto importanti del mercato svizzero e ha ottenuto, tra il 2001 e il 2004, circa il 30% degli ordini di materiale rotabile delle FSS. Tuttavia lo scorso anno Bombardier si è lasciato sfuggire due grossi ordini delle FFS (S-Bahn Zurigo e Neues Regionalfahrzueg) a vantaggio della concorrenza. Le FFS non credono alla possibilità di salvare l'impresa mediante l'anticipo di ordini supplementari.</p><p>Tra il 2001 e il 2004, le FFS (ovvero le unità del traffico passeggeri e merci, nonché le filiali "Thurbo", "Brünig" e "Cisalpino") hanno acquisito materiale rotabile per un importo totale di 3'450 milioni di franchi. La tabella seguente riassume il volume totale degli ordini passati in questo periodo ai vari fornitori:</p><p>Fornitore</p><p>Volume degli ordini 2001-2004, in mio di fr.</p><p>Quota in %</p><p>Bombardier</p><p>1'135</p><p>33 %</p><p>Stadler</p><p>977</p><p>28 %</p><p>Siemens</p><p>568</p><p>16 %</p><p>Alstom</p><p>450</p><p>13 %</p><p>Vossloh</p><p>109</p><p>3%</p><p>Altri</p><p>211</p><p>7 %</p><p>Fonte: Ufficio federale dei trasporti</p><p>Tra il 2001 e il 2004, le FFS hanno ordinato a Bombardier 91 vagoni a due piani, 20 treni inclinabili, 30 vagoni con cabina di guida e 68 locomotori. Le FFS hanno anche assegnato a Bombardier vari lavori di trasformazione di veicoli. </p><p></p><p>I criteri di attribuzione presi in considerazione sono stati il prezzo, i termini di consegna, la soddisfazione tecnica e commerciale del capitolato d'oneri e i costi di manutenzione dei veicoli. </p><p>4. Il Consiglio federale e il governo di Basilea Campagna sono stati informati poco tempo prima della soppressione dei posti. Il Cantone Basilea Campagna ha istituito una task force, in cui è rappresentata la Confederazione. Più precisamente, il Segretariato di Stato dell'economia partecipa attivamente ai lavori della task force e sostiene gli sforzi che mirano alla ricerca di soluzioni. </p><p>5. Il Consiglio federale ritiene che non sia suo compito effettuare previsioni su un mercato così specifico. Il mercato del materiale rotabile non è un mercato nazionale: sono in concorrenza numerose imprese internazionali. E' vero che gli acquirenti sono spesso imprese del settore pubblico, tuttavia la produzione nazionale di materiale rotabile non è indispensabile per poter beneficiare di un'offerta permanente per la rete ferroviaria del paese. </p><p>6. La disindustrializzazione è un fenomeno di lungo termine, che non è specifico della Svizzera o di una delle sue regioni. Negli ultimi decenni la quota degli impieghi industriali è tendenzialmente diminuita, mentre il settore terziario ha acquisito maggiore importanza. </p><p>E' chiaro che il Consiglio federale deplora la soppressione di posti di lavoro ed è cosciente della sorte delle persone coinvolte nella chiusura di un'impresa. Tuttavia la rete di previdenza sociale permette di attenuare le conseguenze negative.</p><p>La creazione e la chiusura di un'impresa sono le due facce, purtroppo indissociabili, di uno sviluppo economico dinamico. L'abbandono di certe unità di produzione è il prezzo da pagare durante le ristrutturazioni economiche. L'esperienza dimostra che l'ammodernamento delle strutture genera nuove prospettive e contribuisce a creare nuovi posti di lavoro.</p><p>7. Come è già stato menzionato al punto 4, la Confederazione partecipa alla task force istituita da Basilea Campagna e contribuisce alla ricerca di soluzioni. Il Consiglio federale non ha tuttavia l'intenzione di creare un'ulteriore task force. Non intende avviare misure di politica industriale e vuole evitare di squilibrare la concorrenza mediante aiuti pubblici a un settore industriale specifico. Un anticipo degli ordini da parte delle FFS rinvierebbe soltanto di poco il problema dell'adeguamento strutturale. Lo Stato non dovrebbe introdurre un regime favorevole a una o più attività economiche specifiche, bensì dovrebbe piuttosto pensare ad assicurare e a rinforzare le condizioni quadro, propizie allo sviluppo di una grande varietà di attività industriali e di servizi. </p><p>8. Come è già stato precisato al punto 7, il Consiglio federale non intende favorire un'attività particolare (nessuna politica industriale), continuerà comunque a badare alla salvaguardia e al miglioramento delle condizioni quadro all'interno del suo ambito di competenza. La Commissione della tecnologia e dell'innovazione (CTI) ha sostenuto in passato progetti di ricerca nell'ambito dell'industria del materiale rotabile, sulla base della sua abituale attività di incoraggiamento. Nel suo messaggio del 29 novembre 2002 sul promovimento dell'educazione, della ricerca e della tecnologia, il Consiglio federale ha fissato le priorità dell'attività di promovimento futura. Lo sviluppo della ricerca nell'ambito dell'industria del materiale rotabile non rientra in queste priorità. Ciò non esclude tuttavia il promovimento di progetti specifici che rispondono ai criteri della CTI. </p><p>Gli interventi che contengono grafici o tabelle possono essere scaricati da: Attività parlamentare / Curia Vista / Interventi che contengono grafici o tabelle.</p>  Risposta del Consiglio federale.