Decisione del 1° febbraio 2024 Corte dei reclami penali Composizione Giudici penali federali Roy Garré, Presidente, Miriam Forni e Patrick Robert-Nicoud, Cancelliere Giampiero Vacalli Parti 1. A. AG, 2. B., entrambi rappresentati dall'avv. Curzio Fontana, Reclamanti e opponenti contro UFFICIO FEDERALE DELLA DOGANA E DELLA SICUREZZA DEI CONFINI, Controparte e richiedente Oggetto Perquisizione (art. 48 e seg. DPA) Levata dei sigilli (art. 50 cpv. 3 DPA) B u n d e s s t r a f g e r i c h t T r i b u n a l p é n a l f é d é r a l T r i b u n a l e p e n a l e f e d e r a l e T r i b u n a l p e n a l f e d e r a l Numero dell’incarto: BV.2023.30-31+BE.2023.18 - 2 - Fatti: A. Con decisione del 22 settembre 2020, l’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC), Perseguimento penale, Antifrode doganale Sud, ha aperto nei confronti d’ignoti un’inchiesta penale doganale per infra- zione alla legge federale sulle dogane (LD; RS 631.0), alla legge federale concernente l’imposta sul valore a ggiunto (LIVA; RS 641.20) e alla legge federale sull’imposizione degli autoveicoli (LIAut; RS 641.51) per aver dispo- sto/utilizzato “ nel territorio doganale svizzero nel corso di manifestazioni sportive autovetture e veicoli non imposti” (atto 01.01.01 001 incarto UDSC). L’UDSC afferma, in sostanza, che “la società di diritto elvetico A. AG, la quale si occupa della gestione di corridori ciclisti professionisti, ha utilizzato nel territorio doganale sei veicoli esteri per assistere la sua squadr a durante l’edizione 2019 del Tour de Suisse (TdS). Tali veicoli sono stati forniti dalla C. SRL, società di diritto italiano. Al momento della loro immissione nel terri- torio elvetico, i veicoli non sono stati dichiarati ed hanno di conseguenza usufruito a torto dell’ammissione temporanea senza documenti doganali” (atto 01.05.01 001 incarto UDSC). B. Il 4 settembre 2023, l’UDSC ha ordinato la perquisizione della sede della società A. AG, precisando che, “al fine di poter determinare i fatti giuridica- mente pertinenti nella procedura in corso ed in particolare i soggetti penal- mente responsabili nonché l’ampiezza delle infrazioni commesse, la pre- sente Autorità penale necessita reperire tutta la documentazione inerente alle immissioni nel territorio doganale di veicoli esteri per conto della A. AG nonché i ruoli assunti dai soggetti operanti per conto di quest’ultima all’epoca dei fatti” (atto 01.05.01 001 incarto UDSC). Informato sulla procedura di per- quisizione e di apposizione dei sigilli, B., presidente della direzione della A. AG, con firma individuale, ha postulato l’apposizione di sigilli sulla documen- tazione cartacea e informatica raccolta e messa al sicuro (v. atto 01.05.02 001 e segg., 01.05.03 001, 01.05.04 001 e segg., 01.05.05 001, 01.05.06 001 e seg., nonché 01.05.07 001 incarto UDSC). C. Con reclamo del 7 settembre 2023, A. AG e B. sono insorti contro il sum- menzionato ordine di perquisizione dinanzi alla Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale, postulando l’annullamento del medesimo e la restituzione del materiale informatico posto sotto sigilli (v. BV.2023.30-31, act. 1). D. Con istanza del 21 settembre 2023, presentata alla Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale, l’UDSC ha postulato : “1. La levata di sigilli - 3 - apposti alla documentazione cartacea, all’immagine forense come pure al conto e-mail degli opponenti con decisione di messa al sicuro dell’AD sud del 4 settembre 2023 è accolta. 2. Il reclamo degli opponenti del 7 settembre 2023 contro la perquisizione dell’AD Sud del 4 settembre 2023 è respinto. 3. L’autorità richiedente è autorizzata alla cernita della documentazione, a quella contenuta nell’immagine forense come pure a quella presente nel conto e-mail messi al sicuro” (BE.2023.18, act. 6, pag. 2). E. Con replica/risposta del 19 ottobre 2023, i reclamanti/opponenti ha nno postulato l’accoglimento del loro gravame, con annullamento dell’ordine di perquisizione e restituzione del materiale informatico/dati elettronici posti sotto sigilli, di cui al processo verbale di perquisizione e alle liste d’inventario (v. BV.2023.30-31, act. 9, nonché BE.2023.18, act. 4). Le argomentazioni delle parti saranno riprese, nella misura del necessario, nei considerandi in diritto. Diritto: 1. Nella misura in cui il reclamo del 7 settembre 2023 e la richiesta di levata dei sigilli del 21 settembre 2023 concernono le medesime parti e l o stesso procedimento penale amministrativo, per motivi di economia processuale, si giustifica di procedere alla cong iunzione delle cause BV.2023.30-31 e BE.2023.18 e di pronunciarsi con un unico giudizio (v. DTF 126 V 283 con- sid. 1; sentenze del Tribunale federale 6S.709+710/2000 del 26 maggio 2003 consid. 1; 1A.60-62/2000 del 22 giugno 2000 consid. 1a). 2. Con replica/risposta del 19 ottobre 2023, gli opponenti hanno postulato un accesso integrale agli atti dell’incarto n. 71 -2019.22849 dell’UDSC, con l’assegnazione di un ulteriore termine per completar e il reclamo (v. BV.2023.30-31, act. 9, nonché BE.2023.18, act. 4). Or a, nella misura in cui il reclamo, con la relativa motivazione, deve essere presentato nel termine ricorsuale di 10 giorni (v. art. 396 cpv. 1 CPP) e che susseguenti completa- menti o corr ezioni non sono possibili (v. GUIDON, Commentario basilese, 3° ediz. 2023, n. 9e ad art. 396 CPP), la richiesta degli opponenti di ottenere un ulteriore termine per completare il reclamo va respinta. Del resto, né dagli atti dell’incarto né dalle allegazioni stesse di A. AG e B. risulta che sia stato loro negato l’accesso agli atti di fronte all’autorità precedente. - 4 - 3. 3.1 Per invalsa giurisprudenza l’apposizione dei sigilli e il deposito in luogo sicuro non costituiscono delle misure coercitive suscettibili di reclamo, la perquisi- zione delle carte potendo intervenire unicamente nel momento in cui è possibile prendere conoscenza delle stesse, ossia dopo la levata dei sigilli (DTF 119 IV 326 consid. 7b; TPF 2006 307 consid. 1.2). Il sequestro diventa effettivo solo quando l’autorità inquirente, una volta levati i sigilli, ha proce- duto alla cernita dei documenti e ha deciso quali conservare in quanto perti- nenti per l’inchiesta: unicamente allora il proprietario delle carte sequestrate o il terzo sequestratario disporranno della facoltà di interporre reclamo contro tale misura (TPF 2006 307 consid. 2.1). 3.2 In concreto, nella misura in cui indirizzato contro l’ordine di perquisizione del 4 settembre 2023, il reclamo del 7 settembre 2023 va dichiarato inammissi- bile. 4. 4.1 Giusta gli art. 25 cpv. 1 e 50 cpv. 3 della legge federale sul diritto penale amministrativo (DPA; RS 313.0) , nonché l’art. 37 cpv. 2 lett. b della legge federale sull’organizzazione delle autorità penali della Con federazione (LOAP; RS 173.71), la Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale è competente a decidere sulla perquisizione di carte nell’ambito di procedure d’inchiesta di diritto penale amministrativo. 4.2 In base all’art. 128 LD, le infrazioni in ambito doganale sono perseguite e giudicate, oltre che secondo la stessa LD, secondo la DPA. L’UDSC è l’autorità competente per il perseguimento e il giudizio (art. 128 cpv. 2 LD). Per quanto riguarda le infrazioni alla LIVA e alla LIAut, l’applicazione della DPA è prevista dall’art. 103 cpv. 1 LIVA risp. dall’art. 40 cpv. 1 LIAut. L’azione penale per le infrazioni in materia di imposta sull’importazione spetta all’UDSC (art. 103 cpv. 2 LIVA). Giusta l’art. 40 cpv. 2 LIAut, l’autorità com- petente per perseguire e giudicare è l’UDSC (nuovo testo in vigore dal 1° gennaio 2022; RU 2020 2743). Nell’ambito della presentazione della domanda di dissigillamento l'autorità amministrativa competente dell'inchiesta deve tenere sufficientemente conto del principio di celerità del diritto processuale penale (art. 29 cpv. 1 Cost. e art. 5 cpv. 1 CPP; DTF 139 IV 246 consid. 3.2). 4.3 L’UDSC è legittimato a sottoporre la richiesta di levata dei sigilli alla Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale. Premessa l’inesistenza di un termine per presentare una simile richiesta, l’istanza presen tata - 5 - dall’UDSC il 21 settembre 2023 è ricevibile in ordine e rispetta in ogni caso il principio di celerità. 5. 5.1 Tra le misure coercitive previste in ambito di DPA vi è la perquisizione di carte (art. 50 DPA). Altri supporti d’informazioni (ad esempio pellicole, nastri magnetici per registrazioni, ecc.) sono assimilabili alle "carte" ai sensi dell'art. 50 DPA (DTF 108 IV 76) . Ne segue che anche la perq uisizione di apparecchiature elettroniche sottostà alla suddetta normativa. 5.2 Nell’ambito di un’istanza di levata dei sigilli ai sensi dell’art. 50 cpv. 3 DPA, la Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale non deve pronun- ciarsi sull’esistenza delle infrazioni contestate all’imputato; essa si limita a determinare se la perquisizione è ammissibile (DTF 106 IV 413 consid. 3) alla luce dei criteri di cui al consid. 6.1. La perquisizione di carte dev’essere fatta col maggior riguardo possibile dei segreti privati e in modo da tutelare il segreto professionale e d'ufficio (art. 50 cpv. 1 e 2 DPA; cfr. TPF 2007 96 consid . 2; decisioni del Tribunale penale federale BE.2019.5 del 20 agosto 2019 consid. 3.1; BE.2018.19 del 16 aprile 2019 consid. 3). 6. 6.1 L’autorità chiamata a statuire sulla richiesta di levata dei sigilli deve innanzi- tutto esaminare se sussistono sufficienti indizi di reato atti a giustificare una perquisizione (DTF 106 IV 413 consid. 4) . All’uopo, occorre soddisfare due condizioni. Da una parte, i fatti devono essere descritti in maniera sufficien- temente dettagliata, affinché si possa procedere alla sus sunzione ad uno o più reati penali. D’altra parte, devono essere presentati sufficienti mezzi di prova o indizi a sostegno dell’adempimento della fattispecie. Differentemente dai gravi indizi di reato, i sufficienti indizi di reato non necessitano la presenza di prove o indizi prospettanti già una considerevole o forte probabilità di condanna (v. decisione del Tribunale penale federale BE.2019.4 del 17 set- tembre 2019 consid. 4.1 e rinvii). La perquisizione di documenti presuppone inoltre che questi conteng ano scritti importanti per l’inchiesta (art. 50 cpv. 1 DPA). L’autorità inquirente non deve tuttavia ancora dimostrare l’esistenza di un rapporto di connessione concreto tra le indagini e ogni singolo documento posto sotto sigilli. È suffi- ciente che essa indichi, in linea di massima, in che misura i documenti sigillati sono r ilevanti per la procedura (cfr. sentenza del Tribunale federale 1B_322/2013 del 20 dicembre 2013 consid. 3.1 con rinvii). I detentori di - 6 - registrazioni od oggetti che richiedono la messa sotto sigilli e che contestano la perquisizione, dal canto loro, hanno l’incombenza processuale di indicare ogni oggetto che a loro avviso non presenta manifestamente nessuna connessione con l’inchiesta penale. Ciò vale in particolare allorquando essi postulano la messa sotto sigilli di documenti o file voluminosi o complessi (v. sentenza del Tribunale federale 1B_637/2012 dell’8 maggio 2013 con- sid. 3.8.1 in fine, non pubblicato in DTF 139 IV 246). A questo stadio, l ’autorità chiamata a giudicare sulla ri chiesta di levata dei sigilli deve riferirsi al cosiddetto prin cipio dell'utilità potenziale, verificando quindi se sussiste un nesso plausibile tra i reati perseguiti e i documenti posti sotto sigillo (sentenze del Tribunale federale 1B_602/2020 del 23 febbraio 2021 consid. 5.2; 1B_487/2020 del 2 novembre 2020 consid. 3.2; 1B_167/2015 del 30 giu gno 2015 consid. 2.1; 1B_671/2012 dell’8 maggio 2013 consid. 3.7.1 con riferimenti). Oltre al fondato sospetto e all'utilità potenziale per l’inchiesta dei documenti posti sotto sigillo, la perquisizione è ammissibile solo se rispetta il principio di proporzionalità. Essa deve, in altre parole, apparire come la misura meno incisiva in grado di raggiungere l’obiettivo perseguito (decisione del Tribu- nale penale federale BE.2014.17 del 27 marzo 2015 consid. 2.6). 6.2 6.2.1 Nel caso concreto, l’UDSC ha aperto un’inchiesta penale nei confronti dell’opponente a seguito dei seguenti fatti, riassunti nella domanda dell’UDSC: “La A. AG si occupa della gestione di corridori ciclisti professio- nisti, a partire dal 2017 deIla squadra D. Giusta iscrizione a registro di com- mercio, B. a partire dal 20 febbraio 2019, è presidente della direzione della A. AG con firma individuale (doc. 00.00.06/001 – 00.00.06/002). La A. AG sulla scorta di un regolare contratto di prestazioni (doc. 01.12.04/001 – doc. 01.12.04/004), si è fat ta mettere a disposizione per la stagione agonistica 2019 dalla C. SRL, (Italia [ C. SRL]), 6 veicoli, di cui 3 veicoli pesanti e 3 ammiraglie (doc. 01.12.10/001 – 01.12.101010). Tali veicoli sono stati impor- tati nel territorio elvetico da personale estero ingaggiato dalla società A. AG, allo scopo di trasportare in Svizzera i corridori del la squadra D. e prestare loro assistenza durante l’edizione 2019 del TdS. Al momento del passaggio del confine, a bordo dei citati veicoli vi era diversa merce, tra cui bi ciclette, accessori e pezzi di ricambio destinati ad essere utilizzati dai corridori del la squadra D. nel corso del TdS, annunciata correttamente alle autorità doga- nali svizzere nel regime di ammissione temporanea per il tramite di un docu- mento di ammissio ne temporanea (Carnet ATA; doc. 05.08.03/031 – 05.08.03/038). Contrariamente per i sopracitati 6 veicoli, al momento della loro immissione nel territorio elvetico, si presume che abbiano usufruito a torto dell’ammissione temporanea senza documenti doganali, nonostante - 7 - fossero stati noleggiati sulla scorta di un rego lare contratto di prestazioni e messi a disposizione sul territorio elvetico di una società con sede in Sviz- zera. Al termine dell’edizione 2019 del TdS tutti i veicoli e le merci citati sono stati esportati del territorio svizzero dal medesimo personale de lla A.AG in- gaggiato in entrata” (BE.2023.18, act. 1, pag. 3 e seg.). Inoltre, “iI 31 maggio 2022 è stato dapprima interrogato in qualità di persona informata sui fatti, B., membro del consiglio d’amministrazione dal 2017 e presidente del Consiglio di direzione dal febbraio 2019 della A. AG. Durante l’interrogatorio ha con- fermato l’esistenza di un contratto di prestazioni tra la sua società e la C. SRL, valido per un periodo dal 10 gennaio al 31 dicembre 2019 inerente alla fornitura di veicoli ed attrezzature destinati ad essere utilizzati durante le ma- nifestazioni sportive avvenute nel 2019, tra queste anche il TdS (doc. 05.08.03/006). Inoltre ha affermato che i collaboratori della A. AG, incaricati d’importare i veicoli, erano informati del rilascio dei car net ATA inerenti alla merce trasportata; contrariamente non lo sarebbero stati a riguardo dei vei- coli (doc. 05.08.03/009). All’interno della A. AG, a partire dal 2020, sarebbero 2 collaboratori ad occuparsi delle questioni legate agli sdoganamenti ed ai rapporti con la C. SRL, E. e F. Tuttavia nel 2019 e prima non sarebbe a conoscenza dei responsabili (doc. 05.08.03/005). Il 13 settembre 2022 è stato interrogato, quale persona informata sui fatti, G., amministratore delegato della C. SRL dalla primavera del 2018 fino alla fine del 2019 e con- sulente di questa società a partire dal 2020 (dcc. 06.08.06/003 )” (ibidem, pag. 4). L’UDSC afferma che “ sia nel corso dell’interrogatorio di B. del 31 maggio 2022 (doc. 0508.03/007 — 05.08.03/008) e di G. del 13 settembre 2022 (doc. 06.08.06/006 — 06.08.06/007), è stato confermato quanto I’avv. H. dello Studio legale deII’avv. Curzio Fontana, presente ad ambedue gli in- terrogatori, il 21 agosto 2020 ha prodotto all’intenzione dell’AD Sud, vale a dire la lista dei seguenti veicoli esteri utilizzati dalla A.AG nel corso dell’edi- zione 2019 del TdS: autocaravan Motorhome, imm. n° 1 (IT); autocarro Iveco Magirus, imm. n° 2, (IT); veicolo pesante Evo GMBH Setra 5 416, imm. n° 3 (IT); veicolo leggero Mitsubi shi Outlander, imm. n° 4, (IT); veicolo leggero Mitsubishi Outlander, imm. n° 5, (IT); veicolo leggero Mitsubishi Outlander, imm. n° 6, (IT)” (ibidem, pag. 5). A mente dell’autorità inquirente, “gli interro- gatori svolti hanno quindi permesso di accertare ch’è indubbio che la A. AG ha partecipato al TdS 2019 con i precitati 6 veicoli come pure che non è da escludere la sua partecipazione con altri veicoli alle edizioni del TdS 2017 e 2018. In tutte queste occasioni si presume abbia utilizzato veicoli esteri della C. SRL immessi nel territorio doganale, usufruendo a torto del regime di am- missione temporanea senza documenti doganali. Tuttavia le dichiarazioni ri- lasciate nel corso degli enunciati interrogatori come pure dei documenti rac- colti finora in sede d’inchiesta, se da una parte hanno permesso di accertare la presenza di contratti inerenti ai fatti ed agli anni oggetto dell’inchiesta, dall’altra non hanno permesso di determinare con certezza il numero e la tipologia di veicoli esteri effettivamente impiegati dalla società A. AG. Inoltre - 8 - non è stato possibile determinare con sufficiente chiarezza, i ruoli assunti dai soggetti operanti in seno alla A. AG e dalla C. SRL in relazione agli impegni doganali e di conseguenza determinarne le loro specifiche responsabilità nel caso” (ibidem, pag. 5 e seg.). 6.2.2 Dopo aver richiamato il principio della celerità nella procedura penale, criti- cando sia i tempi dell’inchiesta che la misura della perquisizione, gli oppo- nenti sostengono che “l’unico motivo per cui è stata ordinata questa misura è per effettuare una ca ccia all’uomo da accusare per le pretese violazioni penali amministrative, dal momento che nulla aveva permesso di identificare, tra i vari attori coinvolti, il responsabile . Già solo per questo, l’ordine è da considerare perfettamente intempestivo, con l’ unico obiettivo di effettuare una fishing expedition e trovare qualcuno da accusare per un reato penale amministrativo che, di fatto, non è mai stato commesso ” (BV.2023.30-31, act. 9, pag. 2 e seg.). Per il resto, essi affermano che “nessuno ha mai infor- mato la società della necessità di dover eseguire una particolare procedura per immettere temporaneamente i veicoli in Svizzera in occasione del Tour”, precisando che “ nessuno di A. AG ha mai avuto intenzione di frodare le dogane svizzere” (ibidem, pag. 3). Gli opponenti contestano quindi sia la per- quisizione che la visione di tutti i documenti da parte dell’autorità. Tanto più che la misura sarebbe, a loro dire, “ sproporzionata, ingiusta nonché lesiva dei loro diritti, dato che i documenti informatici oggetto della perquisizione riguarderebbero “l’intera società, i suoi dati economici, bancari, i contratti, i rapporti con gli Studi legali in Svizzera e all’estero (…), tutti dati che meritano il mantenimento del segreto, che rientrano nella f acoltà di non rispondere o di non deporre, che per di più non interessano minimamente l’inchiesta (…)” (ibidem, pag. 5). 6.2.3 A sostegno della richiesta di levata dei sigilli, l’autorità richiedente afferma di essersi “chinata dapprima sui fatti relativi al 2019, vale a dire su quelli con- cernenti l’importazione a scopo commerciale di 6 veicoli esteri, di cui si presume che nel corso di tale anno, in occasione dello svolgimento del TdS, abbiano usufruito a torto dell’ammi ssione temporanea senza documenti doganali, nonostante fossero stati noleggiati sulla scorta di un regolare con- tratto di prestazioni e messi a disposizione sul territorio elvetico di una società con sede in Svizzera; in un secondo tempo, sulla scorta delle affer- mazioni rilasciate dalle diverse persone informate sui fatti, anche sulla pos- sibile e probabile immissione a torto di altri veicoli negli anni precedenti, ossia nel 2017 e 2018” (BE.2023.18, act. 1, pag. 8). L’UDSC aggiunge che “nella fattispecie, a riguardo della pertinenza per l’inchiesta delle informazioni con- tenute nella documentazione cartacea e informatica detenuta dagli opponenti e messa al sicuro il 4 settembre 2023 (…), l’autorità richiedente ritiene che essa nella misura in cui concerne le importazioni di veicoli esteri, non sdoganati o sdoganati solo in parte, nel 2019 e quelle possibili nel 2017 - 9 - e 2018 sia evidente. In sede dell’interrogatorio del 31 maggio 2022, B., or- gano responsabile della A. AG rispettivamente in sede di quello del 13 set- tembre 2022, G., amministratore delegato della C. SRL, hanno confermato la messa a disposizione e l’utilizzo di 6 veicoli impiegati nell’edizione del TdS 2019. Tuttavia non hanno saputo rispondere con chiarezza ai quesiti su chi abbia importato, quali ve icoli, quando, attraverso quali valichi e mediante quale procedura doganale quest’ultimi siano stati importati. Pur ammettendo la medesima fattispecie per gli anni 2017 e 2018, in merito a medesimi que- siti sono rimasti ancora più vaghi (…). Infine anche gl i ulteriori interrogatori di persone a conoscenza dei fatti come pure le diverse informazioni raccolte in sede d’inchiesta non hanno permesso di accertare in modo attendibile i fatti, ossia l’avvenuto sdoganamento dei veicoli in oggetto” (ibidem, pag. 8). Ipotizzando che le importazioni oggetto dell’inchiesta siano state perpetrate sull’arco di svariati anni, segnatamente dal 2017 al 2019, e quantificando, da un primo calcolo sommario e provvisorio , in circa fr. 100'000. – le imposte sottratte, l’autorità richiedente afferma che “la cernita delle informazioni con- tenute nella documentazione cartacea e informatica messa al sicuro permet- terà con ogni probabilità all’autorità richiedente di concretizzare i suoi forti sospetti, evidenziando sulla base di contratti e accordi conclusi, particolar- mente in base alla relativa messaggistica elettronica, elementi di rilievo atti ad individuare il numero e le quantità delle sospettate importazioni fraudo- lente come pure gli autori responsabili delle infrazioni descritte. È pertanto plausibile che la consultazione della documentazione cartacea e informatica detenuta dagli opponenti sia in grado di far luce su questi punti, osservando in tal modo il principio della potenziale utilità” (ibidem, pag. 9). 6.3 Alla luce di quanto precede e dei necessari chiarimenti ancora da effettuarsi, questa Corte ritiene che, nell’ottica di una richiesta di levata dei sigilli, l’UDSC disponga di sufficienti indizi di reato per fondare i propri sospetti circa le infrazioni descritte e che i dati contenuti nella documentazione cartacea e nelle apparecchiature informatiche poste sotto sigillo, elencate nel processo verbale di perquisizione del 4 settembre 2023 (v. atto 01.05.06 001 e seg. incarto UDSC), presentino un’utilità potenziale per il prosieguo dell’inchiesta. Non essendo ipotizzabile una misura meno invasiva, ma altrettanto ade- guata a permettere alle autorità di accedere alle informazioni utili all’inchie- sta, la misura richiesta risulta altresì proporzionata. L’autorità richiedente ha già in ogni caso ribadito che la perquisizione della documentazione cartacea e delle apparecchiature informatiche verrà effettuata col maggior riguardo possibile dei segreti aziendali ivi contenuti, conformemente ai disposti dell’art. 50 cpv. 1 DPA, aggiungendo che le informazioni protette, rapida- mente individuabili e comunque tutelate dal segreto d’ufficio, saranno scar- tate ai fini dell’inchiesta (v. BE.2023.18, act. 1, pag. 9). - 10 - 7. In definitiva, la richiesta di levata dei sigilli presentata dall’UDSC deve essere accolta. Non essendo i dati contenuti nella documentazione cartacea e nelle apparecchiature informatiche oggetto della richiesta toccata da un segreto professionale ai sensi dell’art. 50 cpv. 2 DPA – pur menzionando in maniera del tutto vaga rapporti con studi legali in Svizzera e all’estero (v. BV.2023.30- 31, act. 9, pag. 5), gli opponenti non hanno minimamente spiegato in che misura si tratterebbe di documenti protetti dal segreto professionale o non piuttosto di documenti di natura commerciale estranei all’attività tipica dell’avvocato (v. DTF 143 IV 462 consid. 2.2; 135 III 410 consid. 3.3; sentenza del Tribunale federale 4A_343/2019 del 5 giugno 2020 con- sid. 3.2.1) –, l’UDSC è autorizzato a procedere esso stesso al dissigillamento e alla cernita della documentazione cartacea e dei dati delle apparecchiature informatiche elencate nel processo verbale di perquisizione del 4 settembre 2023 (v. atto 01.05.06 001 e seg. incarto UDSC). 8. Conformemente all’art. 25 cpv. 4 DPA, l’onere delle spese per la procedura davanti alla Corte dei reclami penali si determina secondo l’art. 73 LOAP, disposizione che rinvia al regolamento del Tribunale penale federale sulle spese, gli emolumenti, le ripetibili e le indennità della p rocedura penale federale (RSPPF; RS 173.713.162). Tale regolamento non contiene tuttavia indicazioni in merito all’attribuzione delle spese giudiziarie, trovando pertanto applicazione per prassi costante le disposizioni della LTF in analogia (TPF 2011 25 c onsid. 3). Giusta l'art. 66 cpv. 1 LTF, agli opponenti, parti soccombenti, viene addossata la tassa di giustizia di fr. 2’0 00.– in solido. Essa è coperta dall’anticipo delle spese già versato (v. BV.2023.30 -31, act. 4). Non vengono per co ntro assegnate ripetibili all’UDSC (v. art. 68 cpv. 3 LTF). - 11 - Per questi motivi, la Corte dei reclami penali pronuncia: 1. Le cause BV.2023.30-31 e BE.2023.18 sono congiunte. 2. La richiesta di ottenere un ulteriore termine per completare il reclamo è re- spinta 3. Il reclamo è inammissibile. 4. La richiesta di levata dei sigilli è accolta. 5. L’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini è autorizzato a procedere alla levata dei sigilli e alla cernita della documentazione cartacea e dei dati contenuti nelle apparecchiature informatiche degli opponenti. 6. La tassa di giustizia di f r. 2’000.– è posta a carico degli opponenti in solido. Essa è coperta dall’anticipo delle spese di pari importo già versato. Bellinzona, 1° febbraio 2024 In nome della Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale Il Presidente: Il Cancelliere: Comunicazione a: - Avv. Curzio Fontana - Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini Informazione sui rimedi giuridici Le decisioni della Corte dei reclami penali concernenti misure coercitive sono impugnabili entro 30 giorni dalla notifica mediante ricorso al Tribunale federale (art. 79 e 100 cpv. 1 della legge federale del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale; LTF). Gli atti scritti devono essere consegnati al Tribunale federale oppure, all’indirizzo di questo, alla posta svizzera o a una rappresentanza diplomatica o consolare svizz era al più tardi l’ultimo giorno del termine (art. 48 cpv. 1 LTF). In caso di trasmissione per via elettronica, per il rispetto di un termine è determinante il momento in cui è rilasciata la ricevuta attestante che la parte ha eseguito tutte le operazioni necessarie per la trasmissione (art. 48 cpv. 2 LTF). La procedura è retta dagli art. 90 e segg. LTF. Il ricorso non sospende l’esecuzione della decisione impugnata se non nel caso in cui il giudice dell’istruzione lo ordini (art. 103 LTF).