<h2>SubmittedText<h2><p>In occasione della sessione autunnale del Consiglio d'Europa, il segretario generale dell'OCSE Gurría ha risposto in modo chiaro alla domanda di Alfred Heer affermando che non è mai esistita una lista nera dell'OCSE. Ha pure aggiunto che i principi fondamentali dell'OCSE valgono per tutti e che bisogna eliminare le ultime resistenze. A questo proposito invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Perché il Consiglio federale e la ministra delle finanze continuano a sostenere che esiste una lista nera dell'OCSE se questo non corrisponde al vero, come dimostrato dai protocolli del Consiglio d'Europa?</p><p>2. Il Consiglio federale è finalmente disposto a impegnarsi affinché il "level playing field", ovvero la parità di condizioni all'interno dell'OCSE, venga introdotto con sucesso? (A Strasburgo Gurría ha detto anche questo).</p><p>3. Come mai il Consiglio federale tollera che gli USA e altri Paesi godano di eccezioni dalle disposizioni dell'OCSE, indebolendo in tal modo la piazza finanziaria </p><p>svizzera?</p><p>4. Come mai il Consiglio federale non ricorre al diritto di veto quando nota che determinati Stati dell'OCSE non rispettano le normative?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Per quanto riguarda le regole e gli standard fiscali, l'OCSE elabora regolarmente documenti che indicano quali Paesi soddisfano quali criteri. In molti casi, questi documenti vengono inoltrati al G20. Nel 2009 il G20 ha pubblicato, sulla base di documenti elaborati dall'OCSE, una lista nera, una lista grigia e una lista bianca concernenti l'adempimento dello scambio di informazioni su domanda (http://www.oecd.org/ctp/42497950.pdf). Il segretario generale dell'OCSE informa regolarmente il G20 in merito ai progressi compiuti nell'attuazione delle raccomandazioni del Forum globale sulla trasparenza e sullo scambio di informazioni in questioni fiscali (Forum globale). I suoi rapporti contengono informazioni che per il G20 hanno lo stesso effetto di una lista nera.</p><p>Anche il Gruppo di azione finanziaria contro il riciclaggio di denaro (GAFI), che elabora standard per la lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo, pubblica regolarmente rapporti sullo stato di attuazione delle proprie raccomandazioni da parte di singoli Paesi e inoltra queste informazioni al G20. I Paesi che attuano in misura insufficiente le raccomandazioni emanate rischiano di essere sanzionati da altri Paesi.</p><p>Non esiste una definizione formale di lista nera. Di fatto esistono diverse liste che hanno l'effetto di esercitare pressione sui Paesi che vi figurano.</p><p>2. Un "level playing field" può essere raggiunto unicamente se tutti i partecipanti rispettano gli standard internazionali vigenti in relazione allo scambio di informazioni e all'accertamento dell'avente economicamente diritto. Sia il Forum globale sia il GAFI effettuano delle "peer review" (valutazioni dei Paesi). In caso di mancato rispetto degli standard vengono formulate raccomandazioni. Per mezzo di un "follow-up" si garantisce inoltre che gli Stati attuino effettivamente le raccomandazioni. In tal modo le valutazioni dei Paesi assicurano il rispetto degli standard internazionali a livello mondiale. Attraverso la sua partecipazione al Forum globale e al GAFI, la Svizzera non contribuisce soltanto allo sviluppo degli standard e dei metodi adottati nell'ambito delle "peer review", ma partecipa anche attivamente a quest'ultime. Essa mette a disposizione specialisti per la valutazione di altri Stati, analizza tali valutazioni e rilascia pareri.</p><p>3. Sia nell'ambito del Forum globale che del GAFI la Svizzera si impegna per il rispetto degli standard internazionali. Ad esempio, nel corso dell'elaborazione degli standard dell'OCSE sullo scambio automatico di informazioni la Svizzera ha tematizzato la regolamentazione speciale per le "reporting financial institutions" statunitensi, richiedendo ulteriori informazioni. Nell'introduzione allo standard dell'OCSE sullo scambio automatico di informazioni, adottato il 15 luglio 2014, si rileva che questa regolamentazione speciale è conciliabile con lo scambio automatico di informazioni. Infine, l'attuazione dello standard sullo scambio automatico di informazioni dovrà essere verificata dal Forum globale.</p><p>Sulla base dei lavori svolti dal GAFI, sia il Regno Unito sia alcuni dei suoi territori d'oltremare e dipendenze della Corona sono stati costretti ad adeguare la propria legislazione e a rafforzare le misure per l'identificazione dell'avente economicamente diritto, dopo che il GAFI aveva riscontrato lacune nell'accertamento dei beneficiari effettivi dei trust. Per quanto riguarda gli USA, nelle loro "peer review" il GAFI e il Forum globale hanno accennato all'insufficienza delle misure per l'accertamento degli aventi economicamente diritto di alcune strutture statunitensi (cosiddette LLC). Per questo motivo, gli USA sono stati sottoposti a una procedura di "follow-up" più rigorosa da parte del GAFI.</p><p>4. Per quanto concerne il diritto di veto all'interno dell'OCSE, si osserva che il suo esercizio grava i rapporti bilaterali con altri Stati membri dell'OCSE. Per esperienza, infatti, questi ultimi non accettano semplicemente un veto, ma si avvalgono di altri mezzi per raggiungere l'obiettivo perseguito. Gli Stati membri dell'OCSE non esercitano quasi mai il diritto di veto. Ciò vale in ugual misura per gli Stati più grandi e per quelli più piccoli.</p>  Risposta del Consiglio federale.