<h2>SubmittedText<h2><p>La dichiarazione d'intenti dei ministri delle finanze dei Paesi del G7 (Germania, Francia, Italia, Giappone, Canada, Gran Bretagna e USA), pubblicata sabato 5 giugno 2021, sostiene gli sforzi compiuti a livello internazionale per l'introduzione di un'aliquota globale minima d'imposta. Con quest'ultima si intende garantire che le imprese multinazionali paghino un'imposta sull'utile di almeno il 15 per cento. Nel fine settimana Peter Minder, portavoce del Dipartimento federale delle finanze, ha fatto sapere che la Confederazione e i Cantoni sono ben preparati ad affrontare la nuova realtà.</p><p>1. Quale forma di collaborazione sarà instaurata concretamente con i Cantoni? Come saranno coinvolti i Comuni e, in particolare, le Città? </p><p>Le aliquote d'imposta effettive dei Cantoni inferiori al 15 per cento equivarranno in futuro a una rinuncia diretta e volontaria a determinate entrate fiscali, poiché in questo caso altri Paesi potrebbero registrare entrate supplementari a discapito della Svizzera grazie alla normativa sulle società estere controllate.</p><p>2. Entro quando le aliquote cantonali effettive dell'imposta sull'utile saranno portate ad almeno il 15 per cento?</p><p>3. Il Consiglio federale può confermare che l'aliquota d'imposta del 15 per cento è l'aliquota effettiva e non quella nominale?</p><p>4. Quale sarà la posizione della Svizzera nei negoziati che si condurranno prossimamente in merito a questa questione? In che misura tale posizione è sostenuta dal Consiglio federale e da eventuali altri organi?</p><p>Nell'edizione domenicale del quotidiano NZZ del 6 giugno 2021 Swiss Holdings riferisce di un impressionante elenco di misure volte a ridurre l'aliquota d'imposta effettiva, elenco che ha condiviso con l'Amministrazione. </p><p>5. Di quali misure si tratta?</p><p>6. Concorda il Consiglio federale con l'analisi secondo cui l'adozione di misure adeguate non potrà pregiudicare l'introduzione a livello globale di un'aliquota d'imposta effettiva del 15 per cento?</p><p>Sul piano internazionale la Svizzera è la sede più importante dei gruppi che operano nel settore delle materie prime. I cinque gruppi svizzeri che realizzano la cifra d'affari più alta fanno tutti parte di questo settore. Beneficiano di notevoli agevolazioni fiscali. Tuttavia, questo settore non sarà praticamente toccato dalla riforma attuale. </p><p>7. La Confederazione come intende garantire che in futuro il fisco svizzero non diventi ancora più dipendente da questi gruppi quando non sarà più possibile il trasferimento di utili in altri settori?</p><p>8. Quali investimenti svizzeri sono previsti per incrementare il valore aggiunto reale nel nostro Paese?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1.-5. Il 1° luglio 2021 l'Inclusive Framework on BEPS dell'OCSE, di cui fanno attualmente parte 139 Paesi, ha pubblicato i principi della futura imposizione delle grandi imprese attive a livello internazionale. La Svizzera aderisce a tali principi ai fini del proseguimento dei lavori, facendo valere le proprie riserve e condizioni. I principi pubblicati prevedono un limitato trasferimento dei diritti di imposizione nei Paesi di commercializzazione e l'applicazione di un'aliquota globale minima d'imposta di almeno il 15 per cento.</p><p>La priorità per la Svizzera è costituita dall'insieme delle condizioni quadro competitive intese a promuovere una crescita durevole della propria piazza economica. Nel quadro dei negoziati multilaterali, la Svizzera si adopera a favore di uno standard ampiamente condiviso e applicato uniformemente a livello mondiale, che garantisce alle imprese certezza nella pianificazione ed evita il rischio di un groviglio di soluzioni nazionali. L'attuazione deve rispettare le procedure legislative dei singoli Paesi.</p><p>Un accordo multilaterale è atteso entro fine anno. Al raggiungimento di tale accordo, nel contesto dei lavori dell'OCSE e del G20, il Consiglio federale effettuerà una valutazione delle sue ripercussioni per la Svizzera e deciderà in merito all'attuazione a livello nazionale. A tale scopo si orienterà ai principi costituzionali e agli obiettivi strategici volti a promuovere l'attrattiva della piazza economica svizzera, l'accettazione internazionale e la resa fiscale. Secondo l'OCSE e il G20, l'imposizione minima sarà limitata ai grandi gruppi internazionali. Il Consiglio federale non vede il motivo di aumentare le imposte per tutte le imprese.</p><p>Le proposte dell'OCSE e del G20 prevedono un'aliquota minima d'imposta. Inoltre, la base imponibile deve essere ampiamente armonizzata a livello internazionale. Probabilmente le nuove regole differiranno molto rispetto alle attuali disposizioni del diritto fiscale svizzero. Pertanto, l'aliquota minima d'imposta definita dall'OCSE e dal G20 non può essere paragonata alle aliquote d'imposta tuttora vigenti in Svizzera.</p><p>Il Consiglio federale parte dal presupposto di poter decidere nel primo trimestre del 2022 in merito a un piano di riforma coordinato. Un'organizzazione di progetto interdipartimentale, in collaborazione con i Cantoni, i Comuni e gli ambienti economici e scientifici, sta attualmente elaborando le basi necessarie a tale decisione. In tale contesto saranno esaminate anche le misure inerenti alla piazza economica presentate dagli ambienti economici.</p><p>6.-7. Il settore delle materie prime è senza dubbio un importante ramo dell'economia svizzera. Molto più che in altri settori, ma come accade generalmente per le imprese attive nel commercio all'ingrosso, la cifra d'affari delle imprese attive nel settore delle materie prime supera di gran lunga il valore aggiunto. Non è quindi appropriato valutare l'importanza del commercio di materie prime in termini di cifra d'affari. In questo caso il valore aggiunto fornisce un quadro più rappresentativo. Di conseguenza, anche la presunta dipendenza del fisco svizzero dal settore delle materie prime va relativizzata.</p><p>Il Consiglio federale non persegue alcun obiettivo in relazione alle dimensioni del settore delle materie prime o di altri settori. Ad eccezione della politica strutturale a favore dei rami dell'economia deboli e delle regioni economicamente svantaggiate, la politica economica del Consiglio federale intende in primo luogo offrire all'economia condizioni quadro favorevoli e, laddove necessario, regolamentarle nel modo opportuno. La struttura economica della Svizzera è dunque il risultato dell'interazione tra gli investimenti dell'imprenditoria da un lato e le condizioni quadro di politica economica e le prerogative della piazza economica svizzera dall'altro.</p><p>8. Gli investimenti volti a incrementare il valore aggiunto reale saranno effettuati anche in futuro principalmente dalle imprese del settore privato. Lo Stato continuerà a sostenere gli investimenti dell'imprenditoria affinando le condizioni quadro.</p>  Risposta del Consiglio federale.