<h2>SubmittedText<h2><p>Nella sua Strategia di politica estera 2020-2023, il Consiglio federale sottolinea il conflitto interno della Turchia nei confronti del popolo curdo e ritiene che "un dialogo intenso, critico e costruttivo con il Governo turco" debba essere mantenuto. </p><p>Alla luce di questi fatti chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>- Il Consiglio federale sa se la Turchia, nel 2021, ha usato armi chimiche contro le regioni a maggioranza curda? </p><p>- In che modo la Svizzera s'impegna a far rispettare le convenzioni che vietano l'uso di armi chimiche - di cui è anche firmataria - in particolare in queste regioni?</p><p>- Come valuta il Consiglio federale i metodi bellici a cui ricorre la Turchia nel conflitto interno ed esterno che la oppone alla popolazione curda?</p><p>- Il Consiglio federale prenderà in considerazione la possibilità di mettere a disposizione il centro di competenza NBC-KAMIR dell'Esercito svizzero per accertare i fatti?</p><p>- Secondo il Consiglio federale, quale può essere la strada verso una pace durevole nelle regioni a maggioranza curda?</p><p>- Come è integrata la questione del trattamento inflitto alla popolazione curda in Turchia e nelle zone di frontiera a maggioranza curda nelle relazioni diplomatiche tra la Svizzera e la Turchia?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale è a conoscenza di accuse in questo senso e segue gli sviluppi della situazione.</p><p>2. L'uso di armi chimiche è proibito dalla Convenzione sulle armi chimiche (CAC). La Svizzera condanna con la massima fermezza qualsiasi impiego di armi chimiche. Il nostro Paese si adopera per garantire che gli episodi legati all'uso di queste armi siano oggetto di indagini indipendenti e che i responsabili siano chiamati a rispondere delle loro azioni. Ha ripetutamente sostenuto le missioni investigative dell'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPAC), per esempio nel contesto del conflitto armato in Siria, si impegna a favore del rafforzamento del regime di verifica e delle capacità investigative dell'OPAC e sostiene gli sforzi di protezione degli Stati Parti nonché la completa eliminazione delle armi chimiche.</p><p>3. Alcune delle operazioni condotte dalla Turchia sono controverse. Nel 2019 il Consiglio federale ha condannato un intervento militare della Turchia in Siria, ritenendolo una violazione della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale. La Svizzera invita tutte le parti in conflitto a rispettare i loro obblighi di diritto internazionale e in particolare il diritto internazionale umanitario.</p><p>4. Il Laboratorio Spiez è a disposizione dell'OPAC per analizzare, su richiesta, i campioni ambientali raccolti nell'ambito di una delle missioni d'inchiesta ordinate. Finora nessuna richiesta di questo tipo è stata presentata alla Svizzera per quanto riguarda le accuse in questione. Il Centro di competenza NBC-KAMIR dell'esercito svolge altri compiti nel quadro della CAC.</p><p>5. Una soluzione duratura ai conflitti nella regione può essere raggiunta solo attraverso un dialogo politico inclusivo e una risoluzione pacifica del conflitto siriano. La Svizzera sostiene attivamente il processo di pace dell'ONU per la Siria, anche in qualità di Stato ospite dei negoziati. A tal fine, è in contatto con vari attori. Inoltre, presta aiuto umanitario in Siria e nei Paesi limitrofi.</p><p>6. La Turchia è un Paese prioritario della politica estera svizzera. La Svizzera porta avanti con la Turchia un dialogo costruttivo e critico nel quadro di consultazioni politiche regolari e in occasione di incontri di lavoro a livello ministeriale. Nell'ambito di tale dialogo si discute apertamente di temi importanti come la democrazia, lo Stato di diritto e i diritti umani. In occasione dei vari incontri la Svizzera esorta la Turchia a rispettare i propri obblighi di diritto internazionale, in particolare nel campo dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Anche a livello multilaterale il nostro Paese si adopera per garantire il rispetto dei diritti umani da parte della Turchia e si esprime regolarmente su tale questione in seno al Consiglio d'Europa.</p>  Risposta del Consiglio federale.