<h2>InitialSituation<h2><p><b>Comunicato stampa del Consiglio federale del 18.03.2022</b></p><p><b>Coronavirus: Il Consiglio federale licenzia il messaggio concernente la riduzione del debito causato dall'epidemia di coronavirus</b></p><p><b>Nella seduta del 18 marzo 2022 il Consiglio federale ha licenziato il messaggio concernente la riduzione del debito causato dall'epidemia di COVID-19. I debiti supplementari accumulati a causa delle elevate uscite straordinarie volte ad arginare le ripercussioni della pandemia di coronavirus devono essere compensati con future eccedenze di finanziamento. L'indebitamento può quindi essere ridotto senza ricorrere ad aumenti delle imposte o a programmi di risparmio. La buona situazione politico-finanziaria esistente prima della pandemia deve essere ripristinata per poter affrontare al meglio eventuali sfide e crisi future. Inoltre, la solidità delle finanze pubbliche è un fattore di localizzazione fondamentale.</b></p><p>Per gli anni 2020-2022, il Consiglio federale e il Parlamento hanno approvato provvedimenti di ampia portata volti ad attenuare le ripercussioni sanitarie ed economiche della pandemia di coronavirus. Le risultanti uscite straordinarie hanno comportato un ulteriore indebitamento della Confederazione che, conformemente alle direttive del freno all'indebitamento, deve essere compensato entro sei anni. Alla fine del 2021, l'indebitamento dovuto all'epidemia di COVID-19 ammontava a 20,3 miliardi e alla fine del 2022 dovrebbe raggiungere l'importo di 25-30 miliardi di franchi. Questo disavanzo viene iscritto nella statistica relativa al bilancio straordinario, nel cosiddetto conto di ammortamento.</p><p>Il Consiglio federale aveva definito la strategia per ridurre l'indebitamento causato dall'epidemia di COVID-19 nel corso della seduta del 23 giugno 2021. Il debito dovrebbe essere ridotto senza ricorrere ad aumenti delle imposte o a programmi di risparmio, in modo tale da compromettere il meno possibile la ripresa economica dopo la crisi e garantire una politica finanziaria stabile. Per ridurre il disavanzo sarà da un lato utilizzata la quota della distribuzione supplementare della Banca nazionale svizzera (BNS) destinata alla Confederazione, che attualmente ammonta a 1,3 miliardi di franchi. D'altro canto, si rende necessaria una modifica temporanea della legge. Da agosto a novembre del 2021 sono state poste in consultazione due possibili varianti. Complessivamente, sono pervenuti 48 pareri. Il 26 gennaio 2022 il Consiglio federale ha preso atto del rapporto sui risultati.</p><p><b></b></p><p>Nel quadro della consultazione la riduzione del debito è stata accolta favorevolmente</p><p>La riduzione del debito è stata accolta molto favorevolmente nel quadro della consultazione. La maggioranza si è pronunciata a favore dell'opzione che prevede di compensare soltanto la metà del debito (variante 2). Il Consiglio federale intende tuttavia intervenire il meno possibile nella sistematica del freno all'indebitamento, un meccanismo che si è dimostrato efficace. Chiede pertanto al Parlamento una compensazione integrale del debito causato dall'epidemia di COVID-19 secondo la variante 1, soprattutto perché questa variante può essere attuata senza misure drastiche per il bilancio federale. Vi sono anche altre ragioni per una compensazione integrale del debito: innanzitutto la pandemia di coronavirus ha dimostrato quanto velocemente il debito possa aumentare e quanto sia importante avere un bilancio solido per poter adottare rapidamente provvedimenti di ampia portata. In secondo luogo, la solidità delle finanze pubbliche è un fattore di localizzazione fondamentale per molte imprese,che accresce la competitività della Svizzera. In terzo luogo, la buona situazione politico-finanziaria esistente prima della pandemia deve essere ripristinata per poter affrontare al meglio eventuali sfide e crisi future. È probabile che soprattutto l'invecchiamento della popolazione e il cambiamento climatico graveranno a lungo termine sulle finanze pubbliche.</p><p>Con il presente messaggio, il Consiglio federale chiede di ridurre il disavanzo sul conto di ammortamento tramite eccedenze di finanziamento future e di estendere il termine per la compensazione del debito fino al 2035. Si prevedono eccedenze di finanziamento ordinarie di circa 1 miliardo di franchi all'anno. Tali eccedenze sono dovute al fatto che normalmente le uscite preventivate non sono interamente utilizzate. Facendo capo anche alle distribuzioni supplementari della BNS, il disavanzo potrà essere compensato entro 11-13 anni.</p><p>La modica di legge dovrebbe entrare in vigore nel 2023.</p><h2>Proceedings<h2><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 08.06.2022</b></p><p><b>Ridurre in fretta debito legato al Covid</b></p><p><b>Il debito causato dalla pandemia deve essere ridotto più rapidamente di quanto auspicato dal governo: entro fine 2031 e non 2035. Lo ha deciso il Nazionale approvando, con 133 voti contro 51, la modifica della legge federale sulle finanze della Confederazione.</b></p><p>Delle consistenti spese straordinarie sono state approvate allo scopo di arginare la crisi causata dal Covid-19. Esse hanno provocato un indebitamento supplementare: dai 20,3 miliardi del 2020, si dovrebbe passare a una somma fra 25 e 30 miliardi a fine 2022.</p><p>Secondo il diritto in vigore, queste uscite devono essere compensate sull'arco di sei anni per non causare un aumento permanente del debito pubblico. Ciò equivarrebbe a usare quattro miliardi di franchi ogni anno dal bilancio ordinario. "Impossibile senza drastici tagli al budget", ha affermato al riguardo il consigliere federale Ueli Maurer.</p><p>Dato che la riduzione dell'indebitamento supplementare in sei anni potrebbe essere realizzato soltanto con aumenti delle imposte o programmi di risparmio, ipotesi non prese in considerazione, il Consiglio federale ha proposto di prorogare il termine fino al 2035. La proposta dell'esecutivo, ha illustrato il ministro delle finanze Ueli Maurer, è impiegare le eccedenze strutturali del bilancio della Confederazione (circa 1 miliardo di franchi all'anno) e la quota della distribuzione supplementare della Banca nazionale svizzera (circa 1,3 mia.).</p><p>La Commissione delle finanze - ha spiegato il suo relatore Alex Farinelli (PLR/TI) - ha ritenuto il lasso di tempo proposto dal Governo eccessivo. Un'opinione condivisa oggi dal plenum, che ha fissato la scadenza a fine 2031.</p><p>Il Nazionale ha anche modificato il meccanismo di riduzione dell'indebitamento: metà del debito va compensata ricorrendo al conto di compensazione, che esibiva a fine 2021 un'eccedenza di 23,5 miliardi di franchi. L'altra metà verrebbe compensata con le eccedenze strutturali e i proventi supplementari della BNS.</p><p>Per 133 voti contro 51, il Nazionale ha invece respinto la proposta dell'UDC di contabilizzare come entrata straordinaria l'intera distribuzione dell'utile della Banca nazionale svizzera. Tale misura avrebbe permesso di disporre di maggiori mezzi per tagliare il debito, ma avrebbe comportato una riduzione del futuro budget ordinario di un importo pari a circa 667 milioni all'anno.</p><p>Abbiamo una responsabilità nei confronti delle future generazioni, ha affermato Lars Guggisberg (UDC/BE) sostenendo che tale somma sono noccioline se considerato l'insieme del bilancio della Confederazione. La maggioranza è però stata di parere diverso: "la misura causerebbe misure d'austerità", ha sostenuto Alois Gmür (Centro/SZ).</p><p>Respinta (106 voti a 78) pure la proposta , avanzata da sinistra e Verdi liberali, che suggeriva di colmare il disavanzo con l'intero saldo positivo del conto di compensazione. Berna ha risparmiato molto negli ultimi dieci o vent'anni ed è dunque giustificato approfittare delle eccedenze in periodi di crisi, ha sostenuto invano Gerhard Andrey (Verdi/FR). Estinguendo il fondo avremmo le mani legate in caso di altre crisi, ha replicato con successo Alois Gmür.</p><p>"No" (104 voti a 80) infine alla richiesta di Barbara Gysi (PS/SG) che chiedeva di fissare la scadenza per il rimborso del debito al 2035, come chiesto dal Consiglio federale. "È necessario disporre di un certo margine di manovra per scongiurare eventuali piani di risparmio", ha sostenuto la sangallese, che ha ricordato come il debito della Svizzera sia assai basso nel confronto internazionale. Per la maggioranza due legislature - fino al 2031 dunque - sono un periodo più che sufficiente. "Non vogliamo che il debito ricada sulle spalle dei nostri figlie nipoti", ha detto Peter Schilliger (PLR/LU).</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 14.09.2022</b></p><p><b>Debito Covid va assorbito entro il 2035 senza aumento imposte</b></p><p><b>Il debito straordinario causato dalla pandemia di coronavirus, pari a 26 miliardi di franchi, deve venir assorbito per gradi entro il 2035 senza aumentare le imposte o elaborando programmi di risparmio e, soprattutto, senza ricorrere agli eccedenti di bilancio degli anni scorsi.</b></p><p>Lo ha deciso oggi il Consiglio degli Stati, approvando il progetto del governo. Il dossier ritorna al Consiglio nazionale per le divergenze.</p><p>Attualmente, la legge federale sulle finanze della Confederazione prevede che la riduzione dell'indebitamento supplementare venga eseguita sull'arco di sei anni. Tuttavia, è stato ricordato in aula, un simile obiettivo potrebbe essere raggiunto solo aumentando le tasse o prevedendo tagli alle spese.</p><p>Per evitare una simile eventualità, l'esecutivo ha proposto di allungare il lasso di tempo per assorbire il debito portandolo al 2035, impiegando le eccedenze strutturali del bilancio ordinario della Confederazione (circa 1 miliardo l'anno) e la quota della distribuzione supplementare della Banca nazionale svizzera (circa 1,3 miliardi l'anno).</p><p>Il Nazionale, che ha esaminato il disegno governativo lo scorso giugno, ha deciso di modificare il disegno governativo in alcuni punti: in particolare intende dimezzare il disavanzo del conto di ammortamento ricorrendo al conto di compensazione (23,5 miliardi a fine 2021), a condizione che quest'ultimo abbia un saldo sufficientemente elevato. In cambio, ha optato di prolungare il termine per la compensazione del disavanzo solo fino al 2031, e non fino alla chiusura dei conti del 2035, giacché rimarrebbero solo 12,5 miliardi di debito Covid da assorbire.</p><p>Stando a questa soluzione, agendo in questo modo il disavanzo del conto di ammortamento diminuirebbe drasticamente; in tal modo si avrebbe un maggiore margine di manovra per affrontare le grandi sfide del futuro. Una variante simile a quella accolta dal Nazionale è stata difesa oggi in aula, anche se invano, dal campo rosso-verde.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 21.09.2022</b></p><p><b>Ridurre debito Covid-19 senza toccare eccedenze del passato</b></p><p><b>I due rami del parlamento hanno trovato un accordo in merito alla riduzione del debito legato alla pandemia di Covid-19. Dovrà essere assorbito entro il 2035, senza far capo agli eccedenti di bilancio del passato. Oggi il Consiglio nazionale ha approvato la variante già scelta dagli Stati. A far pendere l'ago della bilancia, PLR e Centro. L'oggetto è pronto per le votazioni finali.</b></p><p>Stando alle previsioni, a fine anno il debito ammonterà a 25-30 miliardi di franchi. Secondo le regole del freno all'indebitamento, questa spesa straordinaria dovrebbe essere rimborsata entro sei anni, ovvero con oltre 4 miliardi di franchi all'anno sul bilancio ordinario.</p><p>Tuttavia, un simile obiettivo potrebbe essere raggiunto solo aumentando le tasse o prevedendo tagli alle spese. Per evitare una simile eventualità, l'esecutivo ha proposto di allungare il lasso di tempo per assorbire il debito portandolo al 2035. Ha poi avanzato l'idea di impiegare le eccedenze strutturali del bilancio ordinario della Confederazione (circa 1 miliardo l'anno) e la quota della distribuzione supplementare della Banca nazionale svizzera (circa 1,3 miliardi l'anno).</p><p>A giugno il Nazionale intendeva percorrere un'altra strada, attingendo alle entrate del passato, in modo da riassorbirlo entro il 2031. Aveva anche modificato il meccanismo di riduzione dell'indebitamento: metà sarebbe stata riassorbita ricorrendo al conto di compensazione, che esibiva a fine 2021 un'eccedenza di 23,5 miliardi di franchi. L'altra con le eccedenze strutturali e i proventi supplementari della BNS. Sarebbero rimasti da rimborsare circa 12,5 miliardi di franchi. Solo l'UDC si era opposta.</p><p>Nel frattempo, però, il Consiglio degli Stati ha approvato a larga maggioranza la versione del governo. Così, tornando oggi sui banchi del Nazionale, la soluzione di giugno ha perso smalto.</p><p>All'opposizione dell'UDC si è aggiunta quella dell'PLR e del Centro. "Dobbiamo trovare un compromesso con il Consiglio degli Stati" perché la legge deve entrare in vigore senza perdere tempo, si è giustificato Peter Schilliger (PLR/LU).</p><p>"Occorre prestare attenzione al nostro margine di manovra in materia di budget", ha concordato il ministro delle finanze Ueli Maurer, aggiungendo che "abbiamo passato anni eccezionali", ma il futuro è incerto e la prossima crisi è già arrivata con la guerra, l'inflazione e l'energia.</p><p>Alla fine il plenum lo ha seguito, con 105 voti a 83.</p>