<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'8 ottobre 1999, le Camere federali hanno approvato gli accordi bilaterali con l'UE e la loro trasposizione nel diritto nazionale. La procedura decisionale finora seguita sul piano politico ha evidenziato soprattutto l'importanza per la Svizzera di cautelarsi dalle conseguenze indesiderate di tali accordi. Per questa ragione, il Consiglio federale e il Parlamento hanno deciso di adottare misure d'accompagnamento nei settori sensibili, in particolare contro il dumping salariale e contro un massiccio aumento del traffico pesante.</p><p>Gli atti legislativi relativi agli accordi settoriali hanno raccolto in Parlamento un ampio consenso da parte delle forze politiche e delle regioni. Determinante è stato il riconoscimento della grande importanza politica ed economica di tali accordi per il nostro Paese. Tutta la Svizzera ne trae profitto. Essi aumentano infatti l'attrattiva della piazza economica svizzera e garantiscono l'occupazione nel nostro Paese. Gli economisti stimano il guadagno in termini di benessere al 2% del prodotto interno lordo, ossia a circa 8 miliardi di franchi.</p><p>Il Consiglio federale è dell'avviso che le misure d'accompagnamento previste consentono di ovviare alle principali conseguenze negative dirette. Per questo motivo, esso ritiene che allo stato attuale sia inopportuno prevederne delle altre. Un'apertura graduale nel settore della circolazione delle persone consente peraltro un adeguamento progressivo alle nuove condizioni quadro.</p><p>Come rivela il suo messaggio sugli accordi bilaterali, il Consiglio federale è cosciente che l'entrata in vigore degli accordi bilaterali potrebbe comportare un inasprimento della concorrenza a livello generale e, in particolare, nelle regioni di confine. Nell'attuale contesto economico globale, il Consiglio federale ritiene tuttavia che gli aspetti positivi dell'apertura dei mercati prevalgano sui possibili aspetti negativi di un'accresciuta concorrenza in alcuni settori.</p><p>Già oggi la Confederazione mette a disposizione strumenti che consentono di tener conto della particolare situazione delle regioni di confine. Con l'attiva collaborazione transfrontaliera che in alcuni casi si protrae da decenni e con la partecipazione, negli ultimi anni, alle iniziative comunitarie INTERREG I e II, queste regioni hanno dimostrato di essere in grado di cogliere l'apertura ai paesi vicini come un'opportunità. In questo contesto sono infatti stati avviati numerosi progetti che contribuiscono a creare nuovi posti di lavoro nelle regioni e ad aumentare la competitività delle imprese regionali. Parallelamente all'approvazione degli atti legislativi relativi agli accordi bilaterali, il Parlamento ha pertanto deciso, con INTERREG III, di prolungare la partecipazione della Confederazione a questa iniziativa comunitaria. Negli anni 2000 - 2006, buona parte del credito approvato sarà destinato a progetti transfrontalieri regionali.</p><p>Esistono inoltre altri strumenti che permettono alla Confederazione di offrire alle regioni un aiuto sussidiario nel processo di adattamento strutturale. Varie basi legali consentono alla Confederazione di fornire il proprio aiuto mediante contributi ai costi d'interesse, fideiussioni, agevolazioni fiscali nonché contributi finanziari a progetti (LIM, Regio Plus, crediti al settore alberghiero e ai luoghi di cura, decreto federale in favore delle zone di rilancio economico, InnoTour, ecc.).</p><p>Nel suo programma di legislatura 1999-2003, il Consiglio federale ha previsto anche altre misure; esse devono consentire, da un lato, di valorizzare la posizione della Svizzera quale luogo di lavoro nonché quale piazza ideale per lo sviluppo di idee e per l'insediamento di attività economiche e, dall'altro, di continuare a sviluppare gli strumenti di politica regionale e di politica di assetto del territorio sulla base delle Linee guida per l'ordinamento del territorio svizzero del 1996. A tale proposito, uno degli obiettivi più importanti è la realizzazione della nuova perequazione finanziaria.</p><p>Il Consiglio federale continuerà a seguire da vicino gli sviluppi risultanti dall'apertura dei mercati a seguito degli accordi bilaterali. Esso è tuttavia dell'avviso che le misure d'accompagnamento già decise e quelle in corso o previste per la prossima legislatura offrano una base sufficiente per rafforzare la competitività delle regioni. Pertanto, un ulteriore programma di misure di promovimento economico a favore di regioni specifiche e, in particolare, a favore delle regioni di confine non è opportuno.</p>  Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.