<h2>SubmittedText<h2><p>1. Che cosa pensa il Consiglio federale delle raccomandazioni della Commissione svizzera per l'Unesco presentate al pubblico il 20 febbraio 2009?</p><p>2. Che cosa pensa in particolare della richiesta avanzata sia dalla Commissione federale di coordinamento per le questioni familiari (COFF) che dalla Commissione svizzera per l'Unesco di trasformare le strutture di custodia complementari alla famiglia in luoghi dedicati all'educazione?</p><p>3. Il Consiglio federale è disposto a destinare parte degli aiuti finanziari per la custodia complementare alla famiglia a progetti che promuovono l'educazione della prima infanzia (ad es. elaborazione di direttive o piani educativi che spiegano ai genitori e alle strutture di accoglienza della prima infanzia come lo sviluppo emotivo, psicologico, linguistico, motorio, cognitivo e musicale può essere stimolato nei primi anni di vita)?</p><p>4. Come procederà la Confederazione per sostenere i cantoni nella creazione di uno spazio educativo integrato in quello della custodia complementare alla famiglia? Che ruolo pensa di assumere?</p><p>5. Che cosa intraprende per preparare il personale a questo compito più ampio?</p><p>6. Quali altre misure prende in considerazione per migliorare la custodia, l'educazione e la formazione sia in seno alla famiglia sia nelle strutture di custodia complementari ad essa?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. Il Consiglio federale ha preso atto delle richieste della Commissione svizzera per l'Unesco. Si tratta di richieste molteplici che toccano vari ambiti di regolamentazione. Si rivolgono in prima linea ai cantoni e ai comuni, che sono competenti per il settore della custodia di bambini complementare alla famiglia. La competenza della Confederazione è limitata all'ordinanza sull'accoglimento di minori a scopo di affiliazione e di adozione (OAMin), attualmente in revisione, e agli aiuti finanziari per la custodia di bambini complementare alla famiglia menzionati dall'autrice. Quando ha definito le modalità di concessione degli aiuti finanziari, il legislatore si è attenuto a questa ripartizione delle competenze, lasciando ai cantoni le questioni legate alla qualità. Il Consiglio federale non ritiene che si debba modificare l'attuale ripartizione delle competenze.</p><p>3. La legge federale sugli aiuti finanziari per la custodia di bambini complementare alla famiglia ha validità limitata (fino al 31 gennaio 2011). Il Consiglio federale è disposto a prolungare il programma d'incentivazione per un periodo di tempo limitato. In tal senso, ha proposto di accogliere la mozione 08.3449 della Commissione della scienza, dell'educazione e della cultura del Consiglio nazionale. Se anche il Consiglio degli Stati accoglierà la mozione, il Consiglio federale proporrà al Parlamento una proroga della legge, affinché il programma possa essere portato avanti senza interruzioni. Non si sa ancora se e in quale misura si dovranno modificare le condizioni per la concessione degli aiuti finanziari e se si dovrà valutare l'opportunità di estendere il campo di applicazione della legge.</p><p>4./6. Nel quadro dell'accordo intercantonale sull'armonizzazione della scuola obbligatoria (concordato Harmos), i cantoni si impegnano a potenziare le strutture di custodia parascolastiche in funzione delle necessità. Il Consiglio federale rimanda alla lettera in cui la commissione della scienza, dell'educazione e della cultura del Consiglio nazionale invita la Conferenza dei direttori cantonali delle opere sociali (CDOS) a elaborare un concordato per la custodia di bambini complementare alla famiglia, in analogia ad Harmos. La CDOS ha accolto la proposta e sta valutando i passi da intraprendere. A tempo debito informerà la commissione sull'avanzamento dei lavori. Data la situazione, il Consiglio federale non ritiene necessario un suo intervento attivo.</p><p>5. Dal 1° gennaio 2004, la formazione del personale addetto alla custodia di bambini in età prescolare compete alla Confederazione. La formazione degli operatori socioassistenziali è retta dalla nuova legge federale sulla formazione professionale. Quest'ultima stabilisce che gli operatori della formazione professionale assicurano lo sviluppo della qualità. Tale compito è specificato nell'ordinanza sulla formazione di base per l'operatrice socioassistenziale e l'operatore socioassistenziale (art. 24), entrata in vigore nel 2005. Da parte sua, la Confederazione promuove lo sviluppo della qualità, stabilisce standard qualitativi e ne sorveglia il rispetto. Ai cantoni compete la vigilanza sulla formazione professionale di base, in particolare sulla qualità. Queste disposizioni garantiscono una formazione qualitativamente valida, come anche un costante sviluppo e adeguamento alle nuove esigenze.</p>  Risposta del Consiglio federale.