<h2>SubmittedText<h2><p>Secondo la ricerca scientifica, le radiazioni non ionizzanti (RNI) di origine antropica sono una potenziale minaccia per le popolazioni di artropodi. Infatti, influiscono sul valore selettivo, sulla riproduzione e sul comportamento degli individui come pure sulla ricerca di cibo e sulla degradazione del DNA. Api e calabroni cambiano comportamento, in particolare perdono l’orientamento e si muovono meno rapidamente.</p><p>Le RNI vanno quindi ad aggiungersi ad altri fattori di stress, in un momento in cui la comunità scientifica è preoccupata per gli enormi rischi che pesano sulla società a causa del crollo della biodiversità, in particolare degli artropodi.</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. I rapporti scientifici indicano che la biodiversità sta crollando e che la situazione è ancora più preoccupante in Svizzera. Considerato che le radiazioni dei telefoni cellulari possono avere effetti negativi sugli insetti, il Consiglio federale intende adottare misure precauzionali?</p><p>2. Secondo lo studio dell’Università di Neuchâtel, le RNI di origine antropica sono un fattore di stress e una minaccia supplementare per le popolazioni di insetti, già colpite da altri fattori quali i pesticidi, la frammentazione degli spazi vitali e il cambiamento climatico, e potrebbero provocare, localmente, la scomparsa di popolazioni già minacciate. Questa minaccia è presa sul serio? Quali misure sono previste per far fronte alle RNI?</p><p>3. Lo studio indica che i potenziali effetti delle onde millimetriche sulla fauna sono con ogni probabilità maggiori in prossimità dei trasmettitori (antenne) e minori nei luoghi più distanti. Il Consiglio federale sta prendendo in considerazione la possibilità di adottare ulteriori misure precauzionali nei luoghi sensibili, in particolare nelle riserve naturali?</p><p>4. In laboratorio è stato dimostrato che le RNI influiscono sugli individui in base al loro stadio di sviluppo, al loro habitat e al sesso. Di conseguenza, se tali effetti si verificano costantemente in condizioni di esposizione ambientale, sono da prevedere cambiamenti nella struttura delle popolazioni e delle comunità. Le conoscenze sono ancora insufficienti per valutare la minaccia che le RNI rappresentano per gli ecosistemi. Il Consiglio federale intende promuovere ulteriori studi?</p><p>5. Quale seguito concreto è stato dato a questo studio, pubblicato nell’agosto 2022?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1) e 2) L'ordinanza sulla protezione dalle radiazioni non ionizzanti (ORNI; RS&nbsp;814.710) contiene già una limitazione delle emissioni basata sul principio di prevenzione definito nella legge sulla protezione dell'ambiente (LPAmb; RS&nbsp;814.01). Per le antenne di telefonia mobile, tale limitazione preventiva è circa dieci&nbsp;volte più severa dei limiti normalmente in vigore a livello internazionale e si applica ai luoghi nei quali delle persone soggiornano regolarmente per lunghi periodi.&nbsp;</p><p>3) Il Consiglio federale non prevede di adottare ulteriori misure precauzionali per le riserve naturali.</p><p>4) e 5) Lo stato attuale delle conoscenze non permette di individuare effetti significativi e generalizzati suscettibili di essere la causa della perdita di biodiversità e di perturbare gli ecosistemi. L'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) e il suo gruppo consultivo di esperti BERENIS stanno monitorando i lavori scientifici in materia. Nel quadro dell'attuazione della mozione&nbsp;19.4073 Graf-Litscher "Promozione della ricerca nell'ambito della telefonia mobile e delle radiazioni", l'UFAM ha sostenuto un progetto di ricerca volto a fornire basi che permettessero di comprendere meglio gli effetti delle radiazioni non ionizzanti sul comportamento degli insetti.</p>