<h2>SubmittedText<h2><p>La Svizzera s'impegna in vista del raggiungimento dell'obiettivo della sovranità alimentare quale "diritto di uomini e Stati di determinare democraticamente le loro politiche agricola e alimentare" postulato da movimenti sociali e contadini.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Per sovranità alimentare i fondatori, il movimento internazionale di piccoli contadini Via campesina, intendono il diritto di tutti i popoli, Paesi e gruppi di Paesi d'impostare autonomamente le proprie politiche alimentari e agricole onde garantire la sicurezza alimentare. Il piano si basa su una produzione familiare contadina che approvvigiona la popolazione locale con alimenti prodotti in modo sostenibile. Deve essere accordata la supremazia all'autoapprovvigionamento nonché al commercio sul piano locale e regionale nei confronti delle esportazioni e del commercio mondiale. Numerosi sostenitori della sovranità alimentare respingono, per principio, la liberalizzazione dei mercati agricoli. Il Consiglio federale è critico nei confronti di un simile atteggiamento di fondo.</p><p>Il Consiglio federale può invece sostenere il piano della sovranità alimentare nella misura in cui consenta ai Paesi d'impostare autonomamente politiche agricole e di sicurezza alimentare conformi alle loro peculiarità senza ledere gli impegni assunti in virtù del diritto internazionale. L'applicazione responsabile di politiche adeguate di promozione della sicurezza alimentare può incrementare la produzione locale per il consumo locale nei Paesi in via di sviluppo e nel contempo migliorare i redditi dei piccoli produttori. Per tale motivo la Svizzera si è notevolmente impegnata sul piano internazionale a favore dello sviluppo e dell'applicazione delle direttive facoltative della FAO per il diritto a un'alimentazione adeguata e continuerà a farlo anche in futuro.</p><p>La sovranità alimentare è un concetto relativamente nuovo, inteso e interpretato in modo diverso a seconda dei Paesi. Vi è quindi il rischio che l'idea di sovranità alimentare funga da pretesto per restrizioni commerciali che distorcono la concorrenza ed esclusioni dal mercato. Il Consiglio federale respinge, per principio, questa interpretazione di sovranità alimentare. Sostiene invece la richiesta espressa dai Paesi in via di sviluppo nel quadro del ciclo di negoziati di Doha dell'OMC di ridurre moderatamente la protezione alla frontiera per i prodotti che forniscono un contributo particolare alla sicurezza alimentare, i cosiddetti special products. Il commercio internazionale, che comprende pure il mercato delle derrate alimentari, contribuisce in modo determinante al benessere di un Paese. L'apertura delle frontiere permette, in generale, di assicurare l'approvvigionamento. L'agricoltura svizzera, ad esempio, dipende in misura considerevole da mezzi di produzione importati, segnatamente carburanti e foraggi ad elevato tenore proteico. Considerato il consumo attuale, le risorse nazionali non basterebbero per garantire un approvvigionamento integrale soltanto attraverso la produzione nazionale.</p><p>Nella legislazione elvetica la sicurezza alimentare è disciplinata negli articoli 102 e 104 della Costituzione federale. Alla base della politica agricola svizzera vi è un'agricoltura sostenibile, contadina e orientata verso le esigenze del mercato. Data la sua multifunzionalità non vi sono contraddizioni nei confronti dei capisaldi della sovranità alimentare. Il Consiglio federale ritiene che con le attuali politiche elvetiche in materia di agricoltura, commercio e approvvigionamento del Paese la sicurezza alimentare in Svizzera sia garantita. Alla luce di ciò e viste le argomentazioni suesposte, il Consiglio federale preferisce dare la priorità a politiche autonome di promozione della sicurezza alimentare.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.