<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Viste le difficoltà con cui sono confrontate le aziende svizzere interessate ad accedere agli appalti pubblici francesi, il cantone di Ginevra si è rivolto alla Commissione sugli appalti pubblici Confederazione/cantoni (di seguito: la Commissione), garante degli impegni internazionali della Svizzera in materia di appalti pubblici, presieduta dall'ambasciatore L. Wasescha. Un incontro fra le autorità svizzere, con rappresentanti della Commissione e del governo ginevrino, e le competenti autorità francesi ha permesso, da un lato, di identificare chiaramente i problemi sul tappeto e, dall'altro, di tracciare prime possibili soluzioni.In generale, la Commissione ha costatato che le difficoltà discusse non sono da considerare discriminazioni palesi nei confronti delle ditte svizzere o straniere in quanto le misure in questione si applicano a tutte le aziende, prime fra tutte quelle francesi. Oggetto delle discussioni sono stati in particolare:</p><p>1. La garanzia decennale: secondo il codice francese delle assicurazioni, ogni persona fisica o giuridica che apra un cantiere in Francia deve dimostrare di aver stipulato un contratto di assicurazione della durata di dieci anni che copra tutti i lavori previsti. In Svizzera questa garanzia decennale non esiste e le compagnie d'assicurazione francesi si rifiutano di assicurare aziende straniere. Il codice delle assicurazioni prevede tuttavia che chiunque soggetto all'obbligo di assicurarsi abbia chiesto di sottoscrivere un contratto presso una compagnia d'assicurazioni e si sia visto opporre un rifiuto possa rivolgersi al "Bureau central de tarification (BCT)". </p><p>2. La qualifica professionale: la legge 96-603 del 5 luglio 1996 sullo sviluppo e la promozione del commercio e dell'artigianato, conosciuta anche come legge Raffarin, e il relativo decreto esecutivo disciplinano in Francia l'accesso a determinate attività commerciali ed artigianali per le quali è richiesta una qualifica professionale. Stando a queste regole, sono considerati qualificati i detentori di titoli di studio quali il CAP (certificat d'aptitude professionnelle), il BEP (brevet d'études professionnelles) o di un diploma o titolo omologato per tutta una determinata serie di attività. In caso contrario è necessario dimostrare di avere acquisito un'esperienza professionale di tre anni sul territorio dell'Unione europea o di uno Stato membro dello Spazio economico europeo. Non sono dunque esplicitamente riconosciuti i titolari di un attestato federale di capacità con un'esperienza professionale in Svizzera. Tuttavia, grazie all'intervento del comitato regionale franco-ginevrino, il ministero francese del commercio e dell'artigianato ha confermato con decreto esecutivo che l'esperienza professionale acquisita in Svizzera debba essere riconosciuta in Francia per l'accesso alle attività di cui alla legge Raffarin.</p><p>3. Le attestazioni ufficiali: al momento della presentazione dell'offerta per l'appalto bandito in Francia, la ditta appaltatrice è tenuta ad esibire alcune attestazioni che devono essere riconosciute da un organismo ufficiale pubblico svizzero. A tal fine, il cantone di Ginevra si è adoperato per mettere a punto una procedura di convalida ufficiale delle attestazioni.</p><p>4. Il domicilio fiscale: l'impresa che partecipa ad una gara d'appalto in Francia ha l'obbligo di fornire la prova di un domicilio fiscale nello Stato francese, in particolare per l'assoggettamento all'IVA. L'impresa è quindi tenuta a designare un rappresentante fiscale domiciliato in Francia. Poiché la determinazione di un domicilio fiscale in Francia è finalizzata unicamente all'assoggettamento all'IVA, la Commissione ha avanzato la proposta di estendere alle imprese svizzere il trattamento accordato alle aziende comunitarie, ovvero l'obbligo di iscriversi ad una camera di commercio senza dover designare un rappresentante fiscale. </p><p>La Commissione intende proseguire sulla strada del dialogo avviato con le autorità francesi ed auspica di giungere ad una soluzione bilaterale. Se questa strada non dovesse portare ai risultati sperati, si renderà necessario rivolgersi al comitato misto dell'accordo su alcuni aspetti relativi agli appalti pubblici.</p>  Risposta del Consiglio federale.