<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di presentare al Parlamento le premesse normative per l'introduzione di una moratoria immediata riguardo all'ulteriore estensione della rete per lo scambio automatico di informazioni finché il Consiglio federale non abbia effettuato una valutazione indipendente delle ripercussioni dell'attuale rete per lo scambio automatico di informazioni e la consideri sicura.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il 7 dicembre 2018 il Consiglio federale ha avviato la procedura di consultazione concernente l'introduzione dello scambio automatico di informazioni con altri 18 Stati partner dal 2020/21. Il Governo aveva previamente sottoposto per parere il progetto di estensione della rete di Stati partner per lo scambio automatico di informazioni alle competenti commissioni parlamentari (Commissione della politica estera e Commissione dell'economia e dei tributi delle due Camere). Le commissioni avevano poi accolto la procedura proposta. Come per i decreti che introducono lo scambio automatico di informazioni con gli Stati partner attuali, anche per il suddetto progetto di estensione della rete di Stati partner si applicano senza limitazioni i requisiti dello standard globale per lo scambio automatico di informazioni e l'iter di approvazione vigente in Svizzera. Secondo l'articolo 39 della legge federale del 18 dicembre 2015 sullo scambio automatico internazionale di informazioni a fini fiscali (LSAI), il Parlamento potrà decidere a tempo debito in merito all'introduzione dello scambio automatico di informazioni con altri 18 Stati e territori.</p><p>Conformemente a quanto deciso nel 2017 in occasione dell'introduzione dello scambio automatico di informazioni con altri 41 Stati partner, il Parlamento sarà maggiormente coinvolto nei lavori relativi all'ulteriore estensione della rete di Stati partner per lo scambio automatico di informazioni. Oltre ad effettuare la consultazione summenzionata, nel quadro della definizione della strategia generale il Consiglio federale applicherà la procedura prevista dal decreto federale del 6 dicembre 2017 concernente il meccanismo di verifica che garantisce un'attuazione conforme allo standard dello scambio automatico di informazioni relative a conti finanziari con gli Stati partner dal 2018/19 (FF 2018 41). Secondo il suddetto decreto, prima di avviare il primo scambio di dati, il Consiglio federale deve verificare nuovamente, per tutti gli Stati partner con i quali sono stati conclusi gli accordi approvati dal Parlamento dal 2017, se tali Stati e territori soddisfano i requisiti dello standard globale (in particolare le basi giuridiche, il principio della specialità, la riservatezza, la sicurezza e la protezione dei dati). A tal fine il Consiglio federale redigerà un rapporto e lo sottoporrà per parere alle competenti commissioni parlamentari.</p><p>Il meccanismo di verifica sarà applicabile anche agli Stati menzionati nella mozione, ad eccezione del Bahrein e degli Emirati Arabi Uniti (e di altri Stati e territori per i quali non si applica la reciprocità). Poiché con questi Paesi non attua lo scambio automatico di informazioni su base reciproca, la Svizzera non fornirà loro informazioni relative a conti finanziari.</p><p>Per le ragioni esposte, in particolare a seguito dei meccanismi di verifica e di diligenza esistenti, il Consiglio federale ritiene che non sia necessario creare una situazione di stallo in materia di trasparenza fiscale, la quale non sarebbe accettata dalla comunità internazionale. La Svizzera rischierebbe di essere iscritta nelle liste degli Stati non cooperativi, in particolare quelle del G20, dell'OCSE e dell'UE. Ciò danneggerebbe la reputazione della Svizzera e della sua piazza economica sotto molti aspetti.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.