<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale condivide il punto di vista secondo il quale il consumo di ecstasy diffuso in certi gruppi di giovani sia un problema serio, ma non ritiene che per il momento siano necessari nuovi provvedimenti da parte della Confederazione. Tuttavia è disposto a seguire da vicino gli sviluppi della situazione.</p><p></p><p>2. Dal punto di vista della salute pubblica, il consumo di eroina e cocaina e la dipendenza da più droghe restano tuttora i problemi più urgenti legati alla droga. Le terapie e le misure atte a ridurre il consumo di droga si concentrano dunque su queste problematiche. Però la politica di prevenzione ingloba tutti i tipi di droga, dunque anche l'ecstasy.</p><p></p><p>3. Secondo quanto si è appreso finora, non esistono prove che convalidino la tesi secondo la quale il consumo dell'ecstasy, da sola, apporti danni fisici e psichici permanenti. L'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) sta elaborando un sistema di controllo e di documentazione per migliorare lo stato attuale delle conoscenze sulle proprietà di tale droga e per poter meglio reagire di fronte ad una nuova situazione. I decessi causati dal consumo di ecstasy sono imputabili alle condizioni in cui questo ha luogo (insufficiente apporto di liquidi, intervalli inesistenti, comportamento iperattivo, ecc.).</p><p></p><p>4. Il Consiglio federale non ritiene di minimizzare il fenomeno dell'ecstasy a causa di un'informazione inadeguata, al contrario, si informa regolarmente sui nuovi sviluppi in questo settore ed è disposto a prendere ad ogni momento e velocemente i provvedimenti necessari. Ma a causa delle riduzioni di budget, non è possibile ripetere a volontà indagini approfondite presso la popolazione (come l'indagine svizzera sulla sanità del 1992/1993). La prossima avrà luogo nel 1997 e vi saranno incluse domande sul consumo di ecstasy.</p><p></p><p>5. Come già indicato al punto 3, l'UFSP ha provveduto affinché il "deficit informativo nel settore delle conoscenze scientifiche e dei dati statistici" resti ad un livello minimo. Tuttavia, a livello mondiale, si hanno ancora troppo pochi dati scientifici fondati concernenti l'uso ricreativo dell'ecstasy.</p><p></p><p>6. Il Consiglio federale, decidendo il 12 aprile 1996 di creare un "Comitato di coordinamento nazionale in materia di droga" ha compiuto un passo importante per migliorare la coordinazione. Inoltre esistono dei comitati di collegamento funzionanti per l'intervento, lo scambio di informazioni, ecc., come la "Conferenza dei delegati cantonali per i problemi di tossicodipendenza". A livello internazionale la Svizzera partecipa attivamente al "Gruppo Pompidou" del Consiglio d'Europa, al Programma delle Nazioni Unite per il controllo internazionale delle droghe, alla Commissione per gli stupefacenti dell'ONU, all'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), e gestisce un intenso scambio di informazioni.</p><p></p><p>7. Consigli generali su come ridurre certi rischi non possono mai essere una garanzia di sicurezza totale contro i danni alla salute poiché la responsabilità di ogni consumo abusivo ricade sul consumatore. Del resto, esiste una stretta collaborazione tra gli organizzatori delle serate tecno e coloro che si occupano della prevenzione sul posto per limitare i rischi restanti conosciuti il più possibile.</p><p></p><p>8. L'UFSP collabora in maniera serrata con i Cantoni, i Comuni e le organizzazioni private, ad esempio fornendo informazioni e sostenendo campagne. Tra le altre, quelle sostenute dall'Istituto svizzero per la prevenzione dell'alcoolismo e di altre tossicodipendenze nel Cantone del Vallese e in quello di Zurigo.</p>  Risposta del Consiglio federale.