<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale segue con attenzione gli sviluppi concernenti l'impiego e le condizioni di lavoro dopo l'entrata in vigore, il 1° giugno 2004, della seconda fase della libera circolazione delle persone. Va innanzitutto sottolineato che, dopo neanche 6 mesi, è ancora troppo presto per trarre conclusioni definitive. Ciò nonostante, facendo un confronto in questa fase con i dati dello stesso trimestre degli anni precedenti, si può affermare che non si è verificata un'immigrazione di massa di lavoratori durante questi primi mesi: </p><p>Immigrazione della popolazione attiva straniera dimorante permanente</p><p></p><p>Gli interventi che contengono grafici o tabelle possono essere scaricati da: Attività parlamentare / Curia Vista / Interventi che contengono grafici o tabelle.</p><p></p><p>Domanda 1</p><p>La libera circolazione offre ai lavoratori una maggiore flessibilità dovuta all'allargamento del bacino di reclutamento della manodopera. Questo fatto viene valutato positivamente poiché deve sostenere la crescita e permettere, in particolare mediante il reclutamento di manodopera qualificata, una riduzione a breve termine della disoccupazione strutturale nel nostro Paese.</p><p>Inoltre, un'inchiesta condotta nei Cantoni nel corso di settembre 2004 ha rilevato che il numero di posti vacanti registrati agli uffici regionali di collocamento non ha subito riduzioni sensibili dall'entrata in vigore della libera circolazione delle persone.</p><p>Si constata inoltre che i contingenti applicati ai cittadini UE hanno effettivamente limitato l'immigrazione dei lavoratori, quindi all'inizio della fase transitoria non si è realmente verificata alcuna oscillazione. E' ancora troppo presto per trarre conclusioni sugli effetti della libera circolazione sul mercato del lavoro. Alcune analisi dei risultati dovrebbero essere disponibili nel corso del 2005.</p><p>Domanda 2</p><p>Il Consiglio federale si aspetta dai Cantoni un'applicazione coerente delle misure di accompagnamento. Nel mese di settembre il Seco ha inviato un questionario a tutti i Cantoni per stilare un primo bilancio della loro attività. E' risultato che tutti i Cantoni hanno istituito una commissione tripartita e che tutte sono operative. Tuttavia l'intensità dell'azione di questi commissari varia in maniera abbastanza spiccata. I Cantoni che presentavano un'attività insufficiente hanno ricevuto una comunicazione del Seco nella quale si ingiungeva loro di provvedere ai controlli necessari e di prendere i provvedimenti adeguati. Alcune commissioni tripartite hanno affermato di aver individuato situazioni di dumping abusivi ai sensi delle misure di accompagnamento. Tuttavia sono riuscite a correggere queste situazioni in seguito a contatti diretti con i lavoratori coinvolti. Attualmente nessuna commissione ha proposto l'adozione di misure concrete (agevolazione delle condizioni per il conferimento dell'obbligatorietà generale ai contratti collettivi di lavoro o fissazione di salari minimi mediante contratti normali di lavoro).</p><p>Domanda 3</p><p>Il Consiglio federale condivide pienamente il parere espresso dall'autore di questa domanda. Per questa ragione esige dai Cantoni un'attuazione efficace e coerente delle misure di accompagnamento. Questo è anche il motivo per cui, il 1° ottobre 2004, il Consiglio federale ha adottato un messaggio a favore di un progetto di legge sulla revisione delle misure di accompagnamento. Lo scopo di queste modifiche risiede esattamente nel miglioramento dell'attuazione di queste misure e quindi nel rafforzamento della loro efficacia. Tra le misure proposte si cita in particolare l'impiego di ispettori da parte dei Cantoni, con il sostegno finanziario della Confederazione, l'estensione del campo di applicazione dei contratti collettivi di lavoro e diversi provvedimenti volti a rafforzare l'applicazione della legge sui lavoratori distaccati.</p><p>Inoltre, a fine ottobre 2004, il Dipartimento dell'economia ha istituito una task force, diretta dal Seco e presieduta da Jean-Luc Nordmann, allo scopo di trovare soluzioni concrete ai problemi esecutivi che si verificano.</p><p>L'estensione dell'Accordo sulla libera circolazione delle persone ai nuovi Paesi membri dell'Unione europea non deve avvenire a scapito delle condizioni di lavoro in vigore nel nostro Paese. In questo senso, è chiaro che la conseguente applicazione delle misure di accompagnamento costituisce un mezzo efficace per combattere i timori avanzati da certi settori e una garanzia di fiducia nel futuro. In questo contesto va ricordato che l'estensione della libera circolazione delle persone ai cittadini dei nuovi Paesi membri dell'UE avverrà soltanto in maniera graduale, dal momento che la Svizzera ha chiesto e ottenuto termini transitori fino al 2011, durante i quali sussisteranno alcune misure di protezione del mercato del lavoro (controllo preventivo delle condizioni di lavoro, priorità dei lavoratori nazionali, contingenti).</p>  Risposta del Consiglio federale.