<h2>SubmittedText<h2><p>Presumibilmente il 9 febbraio 2014 voteremo sull'iniziativa sui salari minimi. Alla luce di queste premesse prego il Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>Secondo il Consiglio federale a quanto ammonterebbero gli intrioti supplementari a favore delle assicurazioni sociali (ripartiti per assicurazione) se in Svizzera nessuno guadagnasse meno di 22 franchi orari?</p><p>Secondo il Consiglio federale a quanto ammonterebbe lo sgravio del budget dell'assistenza sociale delle città e dei comuni se il sovvenzionamento tramite l'assistenza sociale (working poor) dei salari bassi che non garantiscono l'esistenza dovesse venir meno a causa dell'accettazione dell'iniziativa sui salari minimi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'iniziativa popolare federale "per la protezione di salari equi" (Iniziativa sui salari minimi) richiede l'introduzione di un salario minimo nazionale legale di 22 franchi all'ora. Con il messaggio del 16 gennaio 2013, il Consiglio federale ha proposto al Parlamento di sottoporre al voto l'iniziativa senza controprogetto, con la raccomandazione di respingerla.</p><p>Nel messaggio il Consiglio federale ha rinunciato a valutare le possibili ripercussioni, in caso di accettazione dell'iniziativa, sulle assicurazioni sociali e sul budget dell'assistenza sociale delle città e dei comuni. Tuttavia ha dichiarato di non considerare l'iniziativa uno strumento idoneo alla lotta contro la povertà. Le considerazioni contenute nel messaggio possono essere impiegate anche in risposta alla presente interpellanza.</p><p>Le ripercussioni sulle entrate delle assicurazioni sociali dipendono essenzialmente da come la massa salariale soggetta agli oneri sociali verrebbe influenzata a livello nazionale in caso di accettazione dell'iniziativa. A questo proposito vanno considerati diversi effetti, talvolta opposti. Da un lato i redditi dei lavoratori, aumentati in base all'iniziativa, genererebbero contributi sociali supplementari per AVS, AI, IPG, AD, AINF e assegni familiari. Dall'altro lato, in caso di accoglimento dell'iniziativa, sarebbe prevista una riduzione dei posti di lavoro e una più difficile integrazione nel mercato del lavoro per le persone meno qualificate. Ne conseguirebbero una perdita di entrate per le assicurazioni sociali e spese supplementari per l'AD o l'assistenza sociale.</p><p>Per valutare le conseguenze dell'accettazione dell'iniziativa sul budget dell'assistenza sociale delle città e dei comuni, è necessario determinare in che misura un salario minimo legale di 22 franchi all'ora aumenterebbe il reddito delle economie domestiche che beneficiano dell'assistenza sociale. Anche in questo ambito si osservano due effetti opposti. Da un lato l'introduzione di un salario minimo potrebbe, in alcuni casi, aumentare il reddito familiare e diminuire così la dipendenza dall'assistenza sociale. Tuttavia va ricordato che il rapporto tra attività poco remunerate e povertà non è così stretto, poiché la povertà non è determinata dal salario individuale, ma piuttosto dal reddito familiare disponibile e dalla composizione dell'economia domestica. Una valutazione della rilevazione sulle forze di lavoro in Svizzera 2012 mostra che l'80 per cento dei lavoratori con un salario inferiore a 22 franchi all'ora vive in un'economia domestica con almeno un altro lavoratore. Gli effetti positivi sull'assistenza sociale dovrebbero, dunque, rivelarsi limitati. Dall'altro lato l'introduzione di un salario minimo complicherebbe l'integrazione nel mercato del lavoro di una determinata categoria di persone e, di conseguenza, aumenterebbe il rischio di povertà e il ricorso all'assistenza sociale. Un'attività lucrativa, anche se relativamente poco remunerata, rappresenta una protezione contro la povertà. Le persone che vivono in economie domestiche caratterizzate da una forte partecipazione al mercato del lavoro presentano generalmente il più basso tasso di povertà. I dati al momento disponibili non permettono di fare un bilancio di questi effetti opposti per l'assistenza sociale. Tuttavia, in base ai motivi sopraelencati, è possibile prevedere un bilancio negativo. A causa degli effetti indesiderati che potrebbero derivare dall'iniziativa sui salari minimi e poiché il salario minimo non è uno strumento sufficientemente efficace, la Confederazione concentra il proprio impegno nella lotta alla povertà adottando misure che facilitano l'integrazione nel mercato del lavoro abbinandole a misure di prevenzione e di compensazione. Il Consiglio federale ritiene che l'assistenza sociale delle città e dei comuni, quale istituzione che versa prestazioni legate ai bisogni, è uno strumento nettamente più mirato ed efficace nella lotta alla povertà rispetto all'introduzione di un salario minimo.</p>  Risposta del Consiglio federale.