<h2>SubmittedText<h2><p>La Svizzera deve far fronte a una minaccia terroristica più diffusa, meno decifrabile ma sempre maggiore. Analogamente alla Francia, il nostro Paese dovrebbe poter disporre di una forza d'assalto giudiziaria antiterrorista. La creazione di una procura federale antiterrorismo permetterebbe di meglio padroneggiare le complesse tecniche d'inchiesta utilizzate e di approfondire la conoscenza del contesto geopolitico nonché dei meccanismi di cooperazione e assistenza giudiziaria internazionale.</p><p>Mentre il coordinamento e la cooperazione tra le diverse polizie sono ben collaudati, il federalismo ha i suoi limiti dinanzi a una minaccia di una tale portata. Il nostro Paese conta 26 polizie cantonali, 26 Ministeri pubblici, un Ministero pubblico della Confederazione (MPC), una Polizia federale (fedpol) e un Servizio delle attività informative. Un "millefoglie" che complica ulteriormente la lotta contro la minaccia terrorista. Alcuni comandanti di polizia, tra cui quello del mio Cantone (VD), ritengono inquietante la situazione ed esortano la Confederazione a istituire una procura federale antiterrorismo. Sul terreno, la polizia intraprende tutto il possibile per essere pronta a intervenire in caso di atti terroristici. Vi sono tuttavia persone che sfuggono alle maglie della rete. Lo dimostrano gli atti terroristici che hanno colpito il nostro Paese negli ultimi mesi (Morges e Lugano). È estremamente difficile sapere dove saranno commessi attacchi. La polizia constata pure un aumento dei giovani che si radicalizzano. Sarebbe quindi opportuno che il MPC si assuma anche il perseguimento penale dei minorenni, attualmente di competenza dei Cantoni.</p><p>Una risposta a questi problemi sarebbe l'istituzione di una procura federale antiterrorismo nonché un potenziamento degli effettivi del MPC e di fedpol. Una struttura di questo tipo è assolutamente accettabile, nonostante il suo costo, poiché la vita umana non ha prezzo.</p><p>Prego pertanto il Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Ha esaminato l'istituzione di una procura federale antiterrorismo?</p><p>2. In caso affermativo, entro quando prevede di istituirla?</p><p>3. In caso negativo, in che modo intende potenziare i mezzi per la lotta contro il terrorismo, che sia a livello del Ministero pubblico o di fedpol?</p><p>4. Ha esaminato la possibilità di affidare al MPC il perseguimento penale dei minorenni?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1 e 2. Nella struttura attuale del Ministero pubblico della Confederazione (MPC), una divisione comprende un'unità specializzata di procuratori che si occupano specificamente di perseguimento penale nel settore del terrorismo. Questa unità può fare affidamento sugli inquirenti della Polizia giudiziaria federale in seno all'Ufficio federale di polizia (fedpol), il quale vanta anch'esso conoscenze e competenze specialistiche in materia di polizia giudiziaria.</p><p>3. Le possibilità d'intervento del MPC e di fedpol sono state recentemente rafforzate sul piano giuridico. Il 1° luglio 2021 è entrato in vigore il decreto federale del 25 settembre 2020 che approva e traspone nel diritto svizzero la Convenzione del Consiglio d'Europa per la prevenzione del terrorismo e il relativo Protocollo addizionale e potenzia il dispositivo penale contro il terrorismo e la criminalità organizzata (RU 2021 360). Il reclutamento, l'addestramento e i viaggi finalizzati alla commissione di un reato di terrorismo sono ora perseguibili penalmente. La disposizione penale contro la criminalità organizzata mira ora espressamente a combattere anche il terrorismo; le sanzioni penali previste sono state inasprite. Inoltre, la legge federale del 25 settembre 2020 sulle misure di polizia per la lotta al terrorismo (MPT) è pronta per entrare in vigore dal momento che il 17 settembre 2021 il Consiglio federale ha confermato i risultati della votazione del 13 giugno 2021; quest'ultimo deve ancora fissare la data di entrata in vigore. Con la MPT vengono introdotte nuove misure preventive di polizia che colmano le lacune esistenti in materia di lotta al terrorismo.</p><p>4. Il diritto penale minorile svizzero si basa principalmente sulla protezione e sull'educazione dei minori. Spesso ai minori che hanno commesso reati non vengono pertanto inflitte pene nel senso stretto del termine, ma vengono piuttosto imposte misure educative o terapeutiche sia nel loro interesse sia in quello della società e della sua sicurezza. Oltre a misure protettive come la sorveglianza, il sostegno, il trattamento o il collocamento in un istituto, possono essere inflitte loro anche pene che comportano la privazione della libertà fino a quattro anni in base all'età.</p><p>Il Consiglio federale sottolinea che la competenza in materia di perseguimento penale e giudizio dei minori attribuita alle procure dei minori e ai tribunali dei minori a livello cantonale si è dimostrata efficace: nella gestione dei casi viene accordata particolare importanza all'aspetto della prevenzione e all'elaborazione del reato. I servizi sociali possono essere incaricati di effettuare accertamenti e i procedimenti si svolgono spesso coinvolgendo le persone vicine al minore (famiglia, insegnanti, maestri di tirocinio, altri operatori). Solo così viene garantita una solida base decisionale per l'imposizione di pene o misure nell'ambito del diritto penale minorile. Il Consiglio federale ritiene pertanto inopportuno introdurre una regolamentazione speciale da applicare ai reati terroristici incentrata sul reato e abbandonare l'approccio individualizzato riconosciuto nel quadro del diritto penale minorile.</p><p>L'esperienza ha mostrato che, in particolare per quanto riguarda i potenziali terroristi, i gruppi in azione sono spesso composti da adulti e minori. Da un punto di vista giuridico, nulla impedisce alle procure dei minori di rivolgersi, per le loro indagini, agli inquirenti della Polizia giudiziaria federale specializzati nella lotta al terrorismo. Occorre continuare a incoraggiare questo tipo di cooperazione. Inoltre, è essenziale che i Cantoni continuino a segnalare regolarmente a fedpol e al MPC tutti i soggetti che potrebbero rappresentare un rischio, compresi i minori, in modo tale che questi casi e casi complessi possano essere discussi all'interno della piattaforma per il coordinamento operativo TETRA (TErrorist TRAcking). È indispensabile che le autorità di perseguimento penale e le procure dei minori lavorino a stretto contatto nei procedimenti penali in corso, non solo in quelli contro i sostenitori del terrorismo, ma anche in tutti i casi che rientrano nelle competenze di perseguimento penale della Confederazione in cui sono coinvolti minori (terrorismo, organizzazioni criminali di stampo mafioso, reati perpetrati con esplosivi ecc.) che agiscono con adulti (autori principali e coautori, adulti e minori).</p>  Risposta del Consiglio federale.