<h2>SubmittedText<h2><p>1. Può il Consiglio federale spiegare in maniera plausibile al Parlamento su quali basi materiali (dati e rapporti del DFAE, della SEM, della SECO, dell'UST) ha preso una decisione di tale portata (tra l'altro, dopo aver consultato le CPE e i Cantoni che in grande maggioranza si erano espressi a favore del proseguimento dei negoziati)? Il Consiglio federale ha effettuato le necessarie valutazioni dei rischi politici ed economici connessi a una simile decisione? Esistono stime dei costi settore per settore?</p><p>2. È vero che Il Consiglio federale è stato avvertito che se la Svizzera adottasse la direttiva sulla libera circolazione dei cittadini UE, le conseguenze sarebbero così gravi da provocare "disordini sociali"? E in caso affermativo, su quali dati e su quali fatti si basa questa valutazione? Il Consiglio federale ha effettuato una propria stima dei possibili costi per la Svizzera di un recepimento di questa direttiva o può fornire queste cifre?</p><p>3. Il Consiglio federale è consapevole che il mandato negoziale adottato avrebbe rappresentato, in relazione alla direttiva sulla libera circolazione dei cittadini UE, un passo indietro rispetto a quanto stabilito dall'Accordo sulla libera circolazione delle persone attualmente in vigore e avrebbe implicato una rinegoziazione di quest'ultimo?</p><p>4. Perché l'11 novembre 2020 il Consiglio federale ha adottato un mandato negoziale che fin dall'inizio avrebbe dovuto ritenere inefficace? Intendeva davvero giungere a una conclusione costruttiva dei negoziati? Era consapevole che con un simile mandato la nuova segretaria di Stato Livia Leu non avrebbe potuto portare a termine il suo compito con successo?</p><p>5. Secondo il Consiglio federale, quali sono state le proposte "do ut des" della Svizzera nell'ultima tornata negoziale sull'accordo con Bruxelles?</p><p>6. Esistono altri esempi di Governi democraticamente eletti che abbiano deciso di mettere fine unilateralmente ad anni di negoziati con il loro partner più importante pur essendo consapevoli dei possibili danni per il loro Paese e la loro popolazione, e che contemporaneamente abbiano annunciato di voler fare il possibile per circoscrivere questi danni?</p><p>7. Il Consiglio federale è consapevole di aver messo in gioco la propria credibilità in politica estera con questa decisione?</p><p>8. Come spiegherà alle giovani generazioni perché ha preso scientemente una decisione che peggiora le loro possibilità e le loro prospettive?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nel rapporto del 26 maggio 2021 riguardante i negoziati per un accordo quadro istituzionale tra la Svizzera e l'UE, il Consiglio federale ha presentato in dettaglio la sua valutazione globale dei risultati del negoziato e le sue basi decisionali. Inoltre, al punto 3.5 ha esaminato nella misura del possibile le conseguenze e i rischi di una mancata stipulazione dell'accordo. Si sottolinea che le conseguenze economiche concrete di una graduale limitazione dell'accesso al mercato possono difficilmente essere stimate a priori poiché dipendono in particolare dalle misure concrete dell'UE nei confronti della Svizzera, ma anche dall'efficacia delle misure di attenuazione adottate da quest'ultima.</p><p>2. Le conseguenze di un recepimento integrale della direttiva sulla libera circolazione dei cittadini UE figurano al punto 3.7 del rapporto menzionato. Qui si afferma che il recepimento della direttiva equivarrebbe a un cambio di paradigma nella politica migratoria, che gode di ampia accettazione tra la popolazione e i Cantoni. Inoltre, la protezione rafforzata contro l'espulsione prevista dalla direttiva sarebbe problematica poiché in conflitto con le disposizioni dell'articolo 121 capoversi 3-6 della Costituzione federale. Per di più ci sarebbero conseguenze nel campo dell'aiuto sociale e delle prestazioni complementari, delle borse di studio e dei prestiti per studenti e studentesse nonché per quanto riguarda i costi del personale degli Uffici regionali di collocamento e le misure inerenti al mercato del lavoro. Queste sono difficili da quantificare poiché dipendono da diverse variabili, in particolare dalla congiuntura economica e dal tasso di disoccupazione ad essa connesso.</p><p>3. L'11 novembre 2020 il Consiglio federale ha definito la sua posizione stabilendo orientamenti precisi sui tre punti dell'accordo istituzionale che richiedevano un chiarimento. In relazione alla direttiva sulla libera circolazione dei cittadini UE, questi orientamenti avevano l'obiettivo di escludere il recepimento di quegli aspetti che si basano sul principio della cittadinanza dell'UE e che secondo la Svizzera esulano dalla libera circolazione delle persone concordata nell'ALC. Fatte salve queste riserve la Svizzera sarebbe stata disposta a recepire la direttiva sulla libera circolazione dei cittadini UE nell'ALC. Sarebbero state recepite, per esempio, l'ammissione dei cittadini e delle cittadine UE al mercato del lavoro e le agevolazioni per i loro familiari, che dal punto di vista svizzero rientrano nel campo d'applicazione dell'ALC. Un simile adeguamento dell'ALC avrebbe dovuto essere concordato tra i partner contrattuali nell'ambito di negoziati e approvato in Svizzera secondo le procedure abituali di conclusione o di modifica dei trattati internazionali.</p><p>4. Gli orientamenti del Consiglio federale dell'11 novembre 2020 sui punti in sospeso legati alla bozza di accordo istituzionale riguardavano gli interessi essenziali della Svizzera. Si fondavano sui risultati delle ampie consultazioni condotte nella prima metà del 2019 e sono stati definiti con il coinvolgimento dei Cantoni e delle parti sociali. Per questo motivo il Consiglio federale sarebbe stato pronto a concludere l'accordo istituzionale solo se questi orientamenti fossero stati rispettati.</p><p>5. La proposta di soluzione della Svizzera secondo la decisione del Consiglio federale dell'11 novembre 2020 figura al punto 3.4 del rapporto menzionato.</p><p>6-7. L'esito dei negoziati è aperto. Entrando in trattativa, le parti non si impegnano in alcun modo alla conclusione di un accordo. Secondo la consuetudine internazionale, un accordo viene stipulato solo quando può essere trovato un equilibrio di interessi risp. una soluzione soddisfacente per entrambe le parti. La credibilità della Svizzera in materia di politica estera rimane intatta.</p><p>8. La posizione della Svizzera nei negoziati per l'accordo istituzionale è stata il risultato di ampie consultazioni in cui sono stati presi in considerazione i molteplici interessi degli ambienti economici e politici maggiormente interessati. La conseguente garanzia della protezione dei salari e il proseguimento di una politica migratoria caratterizzata da un tasso di occupazione superiore alla media, una bassa quota di ricorso all'aiuto sociale e un'integrazione complessivamente riuscita della popolazione straniera immigrata riguardano anche gli interessi delle giovani generazioni.</p>  Risposta del Consiglio federale.