<h2>SubmittedText<h2><p>Il 1° giugno 2007 è stato liberalizzato il mercato caseario con l'UE. Le importazioni e le esportazioni sono aumentate. Il 1° maggio 2009 i contingenti lattieri saranno soppressi e con essi i controlli dei prezzi e dei quantitativi.</p><p>A tal proposito, il Consiglio federale è pregato di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. È vero che negli ultimi anni le importazioni di formaggio dall'UE in Svizzera hanno fatto registrare un incremento più marcato rispetto alle esportazioni?</p><p>2. Se sì, secondo il Consiglio federale, ciò significa che nel complesso i produttori caseari elvetici hanno perso quote di mercato?</p><p>3. Il Consiglio federale intende adottare provvedimenti atti a regolare il rapporto importazioni-esportazioni e promuovere l'esportazione di formaggio?</p><p>4. Come valuta il Consiglio federale la situazione attuale e gli sviluppi futuri dell'economia lattiera svizzera dopo il 1° maggio 2009?</p><p>5. Quali sono le conclusioni del Consiglio federale a proposito delle ingenti scorte svizzere di burro e latte in polvere?</p><p>6. Quali sono le aspettative del Consiglio federale in relazione all'evoluzione dei volumi di produzione lattiera, dei quantitativi di latte smerciabili e dei prezzi del latte per l'economia lattiera dopo il 1° maggio 2009?</p><p>7. Secondo il Consiglio federale quale evoluzione subirà in futuro il numero di aziende e di persone attive nel settore lattiero svizzero?</p><p>8. Qual è l'obiettivo delle misure collaterali? Sostenere le aziende e, quindi, mantenere i posti di lavoro nell'agricoltura e nell'economia lattiera oppure contribuire alle spese di sepoltura del primario (indennità per la cessazione dell'attività agricola)?</p><p>9. Come saranno finanziate le misure collaterali per l'agricoltura?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nel 2008 sono state esportate nell'UE 44 800 tonnellate di formaggio svizzero (valore commerciale: 475 milioni di franchi) mentre le importazioni di formaggio europeo si sono attestate a 41 100 tonnellate (valore commerciale: 382 milioni di franchi). Rispetto al 2003, le esportazioni hanno segnato un aumento di 4600 tonnellate mentre le importazioni sono cresciute di 9100 tonnellate. In questo periodo il valore commerciale delle esportazioni e delle importazioni è aumentato rispettivamente di 113 e 93 milioni di franchi. A seguito della liberalizzazione del mercato caseario Svizzera-UE, tra il 2003 e il 2008 il valore commerciale delle esportazioni svizzere ha segnato un aumento maggiore rispetto a quello delle importazioni dall'UE. Nello stesso periodo, invece, la crescita dei volumi d'esportazione è stata inferiore a quella dei volumi d'importazione. Per la Svizzera la bilancia commerciale del formaggio è positiva in termini sia quantitativi che di valore.</p><p>2. La quota di mercato del formaggio svizzero rispetto al consumo indigeno è passata dal 78 per cento circa nel 2003 al 75 per cento circa nel 2008. Nello stesso periodo, ad esempio, le esportazioni verso la Germania, il principale mercato di sbocco del settore caseario svizzero, sono pressoché raddoppiate passando da 8600 a 16 500 tonnellate. Inoltre, nel 2008 la bilancia commerciale per tutti i prodotti lattiero-caseari (esportazioni meno importazioni; convertite in latte fresco) si è attestata su 186 300 tonnellate, registrando un incremento del 73 per cento rispetto all'anno precedente.</p><p>3. Il Consiglio federale non intende adottare alcun provvedimento atto a regolare le importazioni e le esportazioni di formaggio. La produzione casearia indigena continuerà ad essere promossa mediante il supplemento per il latte trasformato in formaggio e quello per il foraggiamento privo di insilati. La Confederazione, inoltre, sostiene l'esportazione di formaggio nel quadro della promozione dello smercio ai sensi dell'articolo 12 della legge sull'agricoltura, a condizione che la categoria contribuisca con i propri relativi mezzi.</p><p>4. Nel 2008 la produzione lattiera è aumentata del 5 per cento rispetto all'anno precedente. Parallelamente è triplicata la differenza tra il prezzo medio del latte svizzero e quello europeo, attestandosi su 30 centesimi il litro di latte. La difficile situazione economica ha avuto ripercussioni negative anche sulle esportazioni di formaggio svizzero. Gli addetti alla trasformazione del latte si sono visti costretti a incrementare la produzione di burro e latte in polvere e ciò ha generato scorte ingenti e costose. Il ribasso dei prezzi del latte attuato dagli acquirenti al 1° gennaio 2009 dovrebbe ridurre l'incentivo a produrre. Nel quadro della Politica agricola 2011, a partire dal 2009 i contributi per gli animali che consumano foraggio grezzo (vacche per la produzione di latte commerciale) sono stati aumentati di 250 franchi a quota 450 franchi per UBGFG (unità di bestiame grosso che consuma foraggio grezzo). Lo scopo di questa maggiorazione è attenuare la diminuzione del ricavo sul mercato. Il parere del Consiglio federale in merito all'evoluzione dopo il 1° maggio 2009 è illustrato al punto 6.</p><p>5. Nel gennaio 2009 il DFE, assieme alle organizzazioni mantello del primario e dell'economia lattiera, ha varato un pacchetto di provvedimenti volti a sgravare il mercato lattiero svizzero. In particolare si è deciso che la categoria si farà carico di tutti i costi per il risanamento del mercato del latte in polvere e la Confederazione accorderà un sostegno finanziario per il risanamento del mercato del burro. Il Consiglio federale ha licenziato una richiesta di credito aggiuntivo I/2009, per un totale di 14 milioni di franchi, che sarà presentata in Parlamento nella sessione estiva 2009. La Confederazione prevede a questo proposito di impiegare tali risorse nel corso dell'anno per promuovere le esportazioni di panna e lo smercio di burro per la lavorazione artigianale e industriale.</p><p>6. Il Consiglio federale, in sintonia con l'organizzazione mantello dei produttori lattieri, stima che il quantitativo di latte prodotto e smerciato, in un contesto di mercato positivo a medio termine, potrebbe guadagnare fino al 15 per cento rispetto al quantitativo di riferimento prima dell'abbandono del contingentamento lattiero pari a 3,2 milioni di tonnellate circa di latte commerciale. Il prezzo del latte seguirebbe quindi un andamento praticamente parallelo a quello dei prezzi europei più i supplementi e un eventuale bonus qualità. In un contesto di mercato negativo (basso livello dei consumi, franco svizzero forte e prezzi bassi sul mercato mondiale) i quantitativi di latte prodotti e smerciabili subirebbero una diminuzione. </p><p>7. Dal 2001 il numero delle aziende produttrici di latte ha segnato un costante calo (aziende d'estivazione escluse) pari mediamente al 4,1 per cento l'anno. Negli anni a venire ci si attende una diminuzione dello stesso ordine di grandezza visto che esiste ancora un notevole potenziale di razionalizzazione. Il numero delle persone attive nelle aziende produttrici di latte subirà un calo analogo. Ciononostante l'economia lattiera resterà il pilastro dell'agricoltura svizzera.</p><p>8. In vista di nuove aperture del mercato, il DFE ha incaricato un gruppo di lavoro esterno all'amministrazione composto da rappresentati di categoria di avanzare proposte concrete di misure collaterali entro metà 2009. Prima di pronunciarsi in merito a provvedimenti concreti, il Consiglio federale attenderà che siano presentate queste proposte. </p><p>9. Come primo passo per il finanziamento di misure collaterali legate ad un accordo internazionale, dal 2009 al 2016 si prevede di riservare, mediante un vincolo nel bilancio federale, i proventi dei dazi sui prodotti agricoli e sui generi alimentari, in media pari a 400 milioni di franchi l'anno. Il 25 febbraio scorso, il Consiglio federale ha licenziato il relativo messaggio sulla modifica della legge sull'agricoltura. Un piano di finanziamento definitivo per le misure collaterali nonché le misure collaterali stesse saranno sottoposti al Parlamento contemporaneamente all'approvazione di un accordo.</p>  Risposta del Consiglio federale.