<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale riconosce quale contributo al mantenimento dell'equilibrio ecologico e a garanzia della produzione agricola le importanti funzioni svolte dall'apicoltura svizzera, in particolare la produzione di miele e di altri prodotti apicoli nonché l'impollinazione delle piante utili e della flora spontanea. </p><p>Il piccolo scarabeo dell'alveare Aethina tumida è un pericoloso parassita delle api mellifere e dei bombi. Negli ultimi anni è stato trasportato dal suo habitat naturale, in Sudafrica, verso il Nord America, l'Australia e l'Egitto, dove si è in parte rapidamente propagato arrecando gravi danni all'apicoltura. Alla luce di tali esperienze, il Consiglio federale condivide il parere che l'introduzione del parassita in Svizzera debba per quanto possibile essere impedita e che occorra sensibilizzare maggiormente le cerchie interessate sulla presenza di questo coleottero. Gli Uffici federali interessati - gli Uffici federali di veterinaria e dell'agricoltura - sono a conoscenza del problema e stanno attualmente esaminando ulteriori possibilità di combattere efficacemente questa nuova minaccia.</p><p>Per ciò che concerne le singole domande, la posizione del Consiglio federale è la seguente:</p><p>1. L'importazione di api in Svizzera è soggetta all'obbligo di autorizzazione conformemente all'ordinanza del 20 aprile 1988 concernente l'importazione, il transito e l'esportazione di animali e prodotti animali (OITE; RS 916.443.11). Ogni invio è controllato dal veterinario di confine. L'effettivo di provenienza delle api importate in Svizzera al momento dell'invio non deve essere soggetto a provvedimenti di sequestro di polizia epizootica e nell'ultimo anno non devono essere stati riscontrati in Svizzera casi di epizoozie delle api.</p><p>Dopo l'entrata in Svizzera, l'apiario in cui vengono trasportate le api importate è posto sotto sequestro per 60 giorni. Prima della revoca del sequestro, l'ispettore degli apiari deve controllare se l'apiario è esente da epizoozie delle api. L'infestazione dovuta al piccolo scarabeo dell'alveare non è tuttavia considerata un'epizoozia, né in Svizzera né a livello internazionale.</p><p>Nel 2002 sono state importate 370 colonie di api e circa 500 api regine con api accompagnatrici principalmente da Germania, Austria, Francia e Slovenia. Non sono invece state segnalate importazioni in provenienza da territori nei quali è diffuso il piccolo scarabeo dell'alveare (regioni endemiche).</p><p>Fintanto che non si avranno a disposizione altre informazioni, l'Ufficio federale di veterinaria, sulla base dell'articolo 3 OITE, si astiene dal rilascio di autorizzazioni per l'importazione dalle zone endemiche, a meno che l'importatore non dimostri che attraverso misure di sicurezza supplementari si possa impedire la propagazione. L'analisi dei rischi permetterà inoltre di determinare con maggior precisione la minaccia per le api svizzere rappresentata da un'eventuale importazione illegale di api e di esaminare le misure possibili per impedire l'introduzione del parassita.</p><p>2. Il Centro svizzero di ricerche apicole della Stazione federale di ricerche lattiere attualizza costantemente basi di lavoro che vengono messe a disposizione delle cerchie interessate. Ha inoltre inserito il tema del piccolo scarabeo dell'alveare nel programma di formazione continua per consulenti e ispettori apiari. L'Ufficio federale di veterinaria rende attenti su questo problema i veterinari cantonali preposti all'esecuzione della legislazione in materia di epizoozie e informa regolarmente nelle sue pubblicazioni (Bollettino, Rivista dell'UFV, InfoVet) sulle novità e sui provvedimenti più recenti. Queste informazioni, unitamente a quelle diffuse dalle associazioni di apicoltori ai loro membri, garantiscono una sensibilizzazione su larga scala delle cerchie interessate.</p><p>3. Le possibili soluzioni volte a impedire o a limitare l'introduzione di questo insetto vanno ricercate in collaborazione con gli altri Stati europei. Gli Uffici federali interessati seguono pertanto i provvedimenti adottati dagli Stati limitrofi e dall'UE e si impegnano nei limiti delle loro possibilità a favore di una procedura unitaria. Il Centro svizzero di ricerche apicole intrattiene inoltre contatti con istituti di ricerca di vari paesi per sviluppare una strategia di lotta affinché, in caso di propagazione dello scarabeo, si possa procedere con la maggior coordinazione ed efficacia possibili.</p>  Risposta del Consiglio federale.