<h2>SubmittedText<h2><p>Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Come ritiene di rimediare alle lacune in materia di pianificazione del territorio relativamente al problema dell'espansione disordinata delle aree d'insediamento?</p><p>2. Nell'ottica di una distinzione fra aree edificabili e non edificabili, intende trattare con maggiore severità, a medio o lungo termine, la costruzione nelle zone non edificabili?</p><p>3. Al momento dell'approvazione delle pianificazioni direttrici cantonali, prevede di voler intervenire con più decisione, rispetto a quanto fatto finora, nella presa in considerazione degli obiettivi di pianificazione del territorio?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'urbanizzazione è ancora oggi contrassegnata da una forte crescita delle superfici d'insediamento. La legge sulla pianificazione del territorio prevede di destinare alle zone edificabili solo quei terreni che sono già edificati in larga misura o prevedibilmente necessari all'edificazione e urbanizzati entro 15 anni. È vero che in Svizzera le zone edificabili delimitate comprendono molti più terreni di quelli necessari all'urbanizzazione nei prossimi 15 anni; solo le odierne zone edificabili non occupate da costruzioni coprono un fabbisogno di terreni pari a una crescita demografica di 2,5 milioni di persone. Il Consiglio federale condivide l'opinione dell'autore dell'interpellanza secondo cui non è possibile conciliare una continua crescita dell'urbanizzazione con le principali esigenze della pianificazione del territorio.</p><p>Il Consiglio federale risponde come segue alle singole domande:</p><p>1. Al fine di favorire un'inversione di tendenza nello sfruttamento delle superfici d'insediamento, la Confederazione fa affidamento su diverse misure elaborate in stretta cooperazione tra Confederazione, cantoni, comuni e città. Nel quadro della politica degli agglomerati, i progetti d'agglomerato e determinati progetti modello mirano a migliorare il coordinamento tra l'urbanizzazione e la pianificazione dei trasporti, a rafforzare la collaborazione intercomunale, nonché a promuovere lo sviluppo centripeto degli insediamenti. Attualmente sono in corso i lavori di attuazione della mozione Leutenegger Oberholzer dell'8 ottobre 2004 (04.3583), in cui si postulava un catalogo di misure concreto per promuovere il recupero delle aree industriali e commerciali dismesse. Con il progetto territoriale Svizzera si vuole definire una visione unitaria per una pianificazione sostenibile del territorio ed elaborare una politica di sviluppo territoriale coordinata a tutti i livelli statali. Per ottenere un ampio consenso, sono state organizzate giornate d'informazione in tutte le regioni del Paese. Parallelamente ai lavori connessi al progetto territoriale Svizzera, vengono pure elaborate proposte di modifica della legge sulla pianificazione del territorio.</p><p>2. In considerazione del mandato costituzionale, secondo il quale il suolo deve essere utilizzato con misura, le costruzioni al di fuori delle zone edificabili dovranno costituire l'eccezione anche a medio e lungo termine. Le circostanze economiche e sociali, e di conseguenza anche le aspettative riposte nei terreni al di fuori delle zone edificabili, sono nel frattempo cambiate. Le nuove esigenze, se giustificate, dovrebbero in ogni caso essere soddisfatte nel quadro degli edifici e degli impianti esistenti non più utilizzati a scopo agricolo, il cui numero potrebbe ulteriormente crescere a seguito dei cambiamenti strutturali in corso. Anche in futuro, i nuovi edifici ed impianti dovranno essere autorizzati solo se queste costruzioni corrisponderannno allo scopo della zona agricola o di un'eventuale zona speciale oppure se necessiteranno un terreno situato al di fuori delle zone edificabili. La distinzione fra zone edificabili e zone non edificabili resterà dunque fondamentale, indipendentemente dalle disposizioni che verranno applicate nell'ambito delle costruzioni al di fuori delle zone edificabili.</p><p>3. La revisione totale dei piani direttori cantonali della prima generazione, attuata nella maggior parte dei cantoni ed approvata dal Consiglio federale, lascia trasparire progressi in relazione all'esigenza di una maggiore urbanizzazione centripeta. In considerazione delle riserve di zone edificabili complessivamente troppo elevate, della grande quantità di aree industriali e commerciali dismesse e delle importanti riserve di utilizzazione non sfruttate nelle aree insediative esistenti, le esigenze poste ai piani direttori, orientati ai principi dello sviluppo sostenibile, assumono un ruolo determinante per l'approvazione da parte del Consiglio federale. La procedura di approvazione presuppone una stretta collaborazione tra il cantone e i servizi federali competenti per le attività d'incidenza territoriale. Questa collaborazione e un continuo sostegno ai cantoni da parte della Confederazione, in parte mediante l'elaborazione di guide pratiche alla pianificazione, sono infatti di fondamentale importanza al fine di armonizzare i piani direttori cantonali con gli obiettivi e i principi della pianificazione del territorio e i presupposti in materia di politica d'ordinamento del territorio della Confederazione. Nel quadro della procedura di approvazione e tenendo conto delle competenze cantonali, il Consiglio federale continuerà a sollevare riserve, qualora si manifestassero lacune o insufficienze nei piani direttori, e a sostenere i cantoni nell'attuazione di una pianificazione del territorio secondo i principi dello sviluppo sostenibile.</p>  Risposta del Consiglio federale.