<h2>SubmittedText<h2><p>Chiedo al Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1.  È necessario potenziare il coordinamento, grazie al quale è possibile evitare capacità eccedenti negli impianti di incenerimento dei rifiuti urbani? </p><p>2. I trasporti nazionali e internazionali di rifiuti urbani verso gli impianti di incenerimento non causano un eccessivo carico ambientale, che contrasta in particolare con gli obiettivi della politica climatica? In che modo sarebbe eventualmente possibile stabilire, a seconda del tipo di trasporto, un limite chilometrico oltre il quale un trasporto di rifiuti non è più appropriato per motivi ambientali?  </p><p>3.a In che modo la Confederazione si accerta che i rifiuti urbani importati in Svizzera per l'incenerimento siano separati in modo tale da non rappresentare un insostenibile pericolo per la salute? Questa domanda si riferisce in particolare alla legislazione sui rifiuti pericolosi. </p><p>3.b In che modo il Consiglio federale si accerta che i flussi finanziari destinati allo smaltimento dei rifiuti importati non violino la legislazione della Confederazione in materia di riciclaggio di denaro?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Secondo l'articolo 31b LPAmb, lo smaltimento dei rifiuti urbani spetta ai cantoni, i quali definiscono tra l'altro il fabbisogno di impianti di incenerimento e hanno l'obbligo di collaborare con altri cantoni. Dal 1992, la Confederazione coordina insieme ai cantoni la pianificazione delle capacità degli impianti di incenerimento dei rifiuti urbani (IIRU), il che ha permesso di raggiungere, per lo smatimento dei rifiuti urbani, una distribuzione equilibrata degli impianti a livello regionale. Un'adeguata riserva, compresa tra circa il 5 e il 10 per cento, è necessaria sia a causa delle variazioni stagionali delle quantità di rifiuti sia per poter far fronte all'aumento dei rifiuti stessi causato dalla crescita demografica nonché a eventuali guasti o eventi imprevisti.</p><p>Fino a qualche anno fa, attraverso i suoi contributi per la costruzione di impianti per rifiuti secondo l'articolo 62 della legge sulla protezione delle acque, la Confederazione poteva influenzare in particolare il dimensionamento di un impianto. Dopo l'abolizione dei sussidi federali, tuttavia, restano soltanto degli strumenti di controllo meno incisivi, come l'informazione e la consulenza.</p><p>Nel quadro della revisione dell'ordinanza tecnica sui rifiuti, attualmente in corso, deve pertanto essere definito un approccio su più vasta scala, ovvero intercantonale, per la pianificazione in materia di rifiuti e occorre formulare prescrizioni più severe. Inoltre, le prescrizioni che riguardano al contempo la politica dei rifiuti e quella energetica devono essere adeguate per evitare effetti dannosi sull'economia nazionale. A tal fine possono ad esempio essere realizzati, con il sostegno diretto o indiretto di Confederazione e cantoni, nuovi impianti per la produzione di energia alimentati con i rifiuti stessi (ad es. legno usato).</p><p>2. Conformemente al principio della prossimità, i rifiuti urbani vengono smaltiti per la maggior parte nella regione in cui vengono prodotti. Nel 2005, questi rifiuti hanno rappresentato meno dell'1 per cento delle merci trasportate su gomma e su rotaia in Svizzera. Inoltre, più di un terzo dei 3,65 milioni di tonnellate di rifiuti inceneriti negli IIRU svizzeri nel 2006 è stato trasportato su rotaia.</p><p>Tutti gli IIRU utilizzano come elettricità e/o calore l'energia contenuta nei rifiuti. Oggi producono il 3 per cento dell'elettricità utilizzata in Svizzera come pure grandi quantità di calore a distanza, grazie al quale si risparmiano centinaia di migliaia di tonnellate di olio da riscaldamento. L'incenerimento in Svizzera di rifiuti urbani provenienti dall'estero può pertanto essere non solo interessante dal punto di vista economico ma anche vantaggioso sotto il profilo ecologico se permette di evitare incenerimenti all'aperto o depositi in discarica ancora più dannosi per il clima, l'aria e l'acqua (per quanto riguarda le discariche, in particolare a causa della formazione di metano, un gas con un impatto sul clima 23 volte superiore a quello del CO2).</p><p>3.a Per l'importazione di rifiuti è necessaria un'autorizzazione dell'Ufficio federale dell'ambiente. Il richiedente deve dichiarare il tipo di rifiuti ed è inoltre necessario presentare un'autorizzazione di esportazione rilasciata dall'autorità competente del Paese esportatore nonché un contratto scritto tra l'esportatore estero e l'IIRU svizzero. Le autorità doganali controllano il rispetto dei requisiti formali ed effettuano controlli visivi a campione sui rifiuti. Infine, al momento dello scarico dei rifiuti nel silo dell'IIRU e dell'alimentazione del forno, il gestore dell'IIRU controlla che nel carico non siano presenti rifiuti di altra natura. Eventuali rifiuti speciali industriali in quantità rilevanti sono facili da riconoscere, in quanto presentano una consistenza, un aspetto e un imballaggio diversi.</p><p>3.b Gli IIRU svizzeri sono di proprietà pubblica (appartengono per lo più a consorzi intercomunali) e sottostanno al controllo dei cantoni in cui sono ubicati. Il loro obiettivo primario è quello di smaltire i rifiuti urbani nel rispetto dell'ambiente e con un livello di emissioni minimo. Non mirano a massimizzare i profitti e hanno tradotto i buoni risultati conseguiti negli ultimi anni in una riduzione dei prezzi per la ricezione dei rifiuti. Il prezzo medio per tonnellata è infatti sceso da 190 franchi (1993) a 178 franchi (2006). La stragrande maggioranza dei rifiuti urbani importati è stata consegnata direttamente a un IIRU.</p><p>Tenendo conto della struttura di proprietà e dei meccanismi di controllo, inclusa l'alta vigilanza da parte delle autorità politiche, il Consiglio federale considera molto esiguo il rischio che attraverso l'importazione di rifiuti urbani possa essere riciclato denaro proveniente da attività illecite.</p>  Risposta del Consiglio federale.