<h2>SubmittedText<h2><p>Nel dicembre 2008 il Consiglio federale, dopo una rapidissima consultazione dei cantoni, ha proceduto a una modifica l'ordinanza 2 sull'asilo, che comporterà ripercussioni molto importanti per i cantoni e potrebbe persino provocare la scomparsa delle strutture d'accoglienza nei cantoni piccoli e medi.</p><p>Pertanto poniamo al Consiglio federale le domande seguenti:</p><p>1. Per il Consiglio federale, la politica in materia d'asilo si limita a risparmiare (27 milioni di franchi nel caso in questione) e a trasferire sempre maggiori oneri ai cantoni?</p><p>2. Non ritiene che questo nuovo sistema mini tutta la politica in materia d'asilo, nella misura in cui la modifica dell'ordinanza toccherà gli attuali standard di assistenza, mentre i richiedenti l'asilo necessitano di essere seguiti con la maggiore attenzione possibile dal punto di vista sociale?</p><p>3. Non reputa prematuro modificare l'ordinanza 2 appena nove mesi dopo l'entrata in vigore della nuova legge sull'asilo?</p><p>4. Bisogna dedurne che la nuova legge, concepita sotto la pressione dell'UDC e di Christoph Blocher in persona, ha già mostrato i propri limiti?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Anzitutto al Consiglio federale preme chiarire che con la modifica del 12 dicembre 2008 dell'ordinanza 2 sull'asilo relativa alle questioni finanziarie non sono state decise misure di risparmio. Sono stati invece messi a disposizione dei cantoni mezzi supplementari per l'adempimento dei loro compiti nel settore dell'asilo. I cantoni sono competenti per l'alloggio e l'assistenza dei richiedenti l'asilo. Per far fronte alla situazione attuale ricevono ora circa 25 milioni di franchi supplementari, con effetto retroattivo dal 1° luglio 2008. Pertanto non vengono risparmiati 27 milioni di franchi a scapito dei cantoni come sostenuto dall'autore dell'interpellanza, ma ai cantoni è versato un importo supplementare pari a circa 25 milioni di franchi. In tal modo si intendono garantire alloggi e assistenza adeguati.</p><p>I cantoni hanno dovuto sostenere spese supplementari, poiché la Confederazione non è stata in grado di mantenere gli impegni presi. La Confederazione presumeva, in caso di forte aumento delle domande d'asilo, di poter assistere, per sei mesi, in alloggi appena aperti i richiedenti l'asilo che i cantoni non erano in grado di collocare. Ma siccome è disponibile solo una minima parte delle sedi che la Confederazione aveva previsto a tal fine, sono i cantoni stessi a dover mettere a disposizione senza indugio gli alloggi per il crescente numero di richiedenti l'asilo, trovandosi a dover sostenere spese supplementari. Indennizzando ulteriormente i cantoni si tiene conto anche del fatto che negli ultimi anni i costi per l'assistenza sono generalmente aumentati. Inoltre è stato reintrodotto un sussidio di base teso a mantenere una struttura assistenziale minima, il che torna a vantaggio proprio dei cantoni piccoli e medi.</p><p>I cantoni devono poter organizzare le loro strutture d'alloggio e d'assistenza in modo da essere in grado di far fronte a un aumento del numero di domande. In occasione di ulteriori trattative tra il Dipartimento federale di giustizia e polizia, la Conferenza dei direttori cantonali delle opere sociali e la Conferenza dei direttori cantonali di giustizia e polizia, si discuterà in che ambito e in che misura andranno impiegate le riserve previste allo scopo. L'indennità di 25 milioni di franchi all'anno verrà erogata fintanto che le trattative non avranno dato un esito positivo, approvato dal Consiglio federale. I cantoni hanno accolto all'unanimità tale disciplinamento.</p>  Risposta del Consiglio federale.