<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di ratificare il terzo protocollo facoltativo alla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Dal punto di vista della politica estera, la firma e la successiva ratifica del presente, terzo, protocollo facoltativo relativo alla Convenzione sui diritti del fanciullo (OP CRC) sarebbero auspicabili. Introducendo meccanismi di monitoraggio, finora assenti nella convenzione, il protocollo facoltativo rafforza i diritti dei minori. Il Consiglio federale condivide l'idea che una ratifica dell'OP CRC lancerebbe un segnale politico importante a riprova del fatto che il nostro Paese prende sul serio le esigenze dei minori a tutti i livelli. La firma del protocollo facoltativo sarebbe in linea con la politica estera in materia di diritti dell'uomo attuata finora dalla Svizzera.</p><p>In base alla sua prassi, tuttavia, la Svizzera non intraprende l'iniziativa di firmare nessuna convenzione internazionale fintanto che non ha la certezza di poterla poi anche ratificare. L'OP CRC contiene pochi, ma rilevanti aspetti giuridici, che in caso di ratifica potrebbero sollevare problemi di compatibilità con l'ordinamento giuridico svizzero. Tra di essi figura la questione della giustiziabilità delle garanzie della Convenzione sui diritti del fanciullo: la nuova procedura di comunicazione è applicabile per principio a tutte le garanzie della convenzione. Non è quindi escluso che il comitato per i diritti del fanciullo delle Nazioni Unite esamini anche ricorsi per violazioni di disposizioni che secondo il sistema giuridico svizzero sono di natura programmatica. In relazione ai diritti dell'uomo economici, sociali e culturali, tradizionalmente la Svizzera difende l'idea che data la loro natura programmatica tali diritti non siano direttamente esigibili per vie legali. Il fatto che gli organi di controllo delle Nazioni Unite potrebbero esaminare anche tali ricorsi potrebbe avere delle conseguenze per l'ordinamento giuridico della Confederazione e dei cantoni.</p><p>Come gli altri organi di vigilanza istituiti conformemente alle convenzioni delle Nazioni Unite, anche il comitato per i diritti del fanciullo è un organismo di esperti indipendente, tuttavia non un tribunale come la Corte europea dei diritti dell'uomo. I suoi pareri e le sue raccomandazioni sono quindi principalmente di natura politica e non hanno carattere giuridicamente vincolante per il governo della Parte interessata. Non si può tuttavia escludere che la loro attuazione possa avere conseguenze legislative, finanziarie e amministrative, in parte difficili da prevedere, soprattutto per i settori di competenza dei cantoni. Per questo motivo, per questi settori bisogna tenere debitamente conto anche del parere dei cantoni.</p><p>Essendo difficile per il momento valutare la portata del protocollo facoltativo e le conseguenze della sua attuazione per l'ordinamento giuridico svizzero, occorre dapprima procedere ad accertamenti dettagliati. Il Consiglio federale è disposto a procedere a tali accertamenti.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.