<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>È incontestabile che, a seguito dei provvedimenti allargati inerenti al mercato del lavoro, si è verificato un ulteriore calo dei disoccupati registrati presso gli uffici del lavoro, con un rispettivo aumento delle persone in cerca d'impiego non disoccupate. L'UFSEL ritiene che nel 1997 circa due terzi della diminuzione della disoccupazione siano dovuti all'uso accresciuto dei provvedimenti inerenti al mercato del lavoro.</p><p>Anche prima del 1997 le persone impiegate in programmi d'occupazione non venivano calcolate come disoccupate, ma come persone in cerca d'impiego non disoccupate. I provvedimenti inerenti al mercato del lavoro non hanno quindi provocato cambiamenti in questo campo per quanto concerne la registrazione di tali persone. Ciò vale anche per le persone che occupano posti di formazione: esse vengono annoverate fra le persone in cerca d'impiego non disoccupate se la forma del ciclo di formazione necessita, dal punto di vista dell'Ufficio del lavoro, un "esonero dall'obbligo del controllo mediante timbratura". Chi non è dispensato da tale obbligo continua a far parte dei disoccupati. Anche su questo punto, la prassi non è cambiata.</p><p>Per motivi tecnici, tuttavia, possiamo fornire attualmente soltanto stime in merito agli effettivi di tali categorie di persone in cerca d'impiego.</p><p>1. Per descrivere la situazione della disoccupazione in Svizzera, occorre basarsi su due elementi di valutazione: la media annuale, che stabilisce un confronto numerico tra un anno e l'altro, e la tendenza che indica, per un determinato anno, l'evoluzione della curva della disoccupazione.</p><p>Nel 1996 vi è stata una tendenza all'aumento, che è proseguita all'inizio del 1997, momento in cui ha raggiunto il livello massimo.</p><p>Nel 1997, malgrado l'inizio negativo, la tendenza si è tuttavia invertita, ciò che permette di affermare che l'evoluzione della disoccupazione è in regresso rispetto all'anno precedente.</p><p>Per quanto concerne le cifre, comunque, nel 1997 si registra una media annuale più elevata nei confronti del 1996: dal 4,7%, infatti, si è passati al 5,2%.</p><p>Questa situazione è dovuta al fatto che l'inizio del 1997, segnatamente i mesi di gennaio e febbraio, sono stati ancora contraddistinti da un netto aumento della disoccupazione prima che tale tendenza si invertisse e si indebolisse nel corso del resto dell'anno. È proprio questo aumento iniziale che ha provocato l'aumento della media annuale del 1997 rispetto a quella del 1996: tale situazione non esclude tuttavia una tendenza al regresso della disoccupazione per quanto riguarda l'intero 1997.</p><p>Questa tendenza al regresso della disoccupazione non è dovuta esclusivamente al fatto che sono stati introdotti provvedimenti inerenti al mercato del lavoro:</p><p>a)la disoccupazione è diminuita, secondo le cifre depurate dei valori stagionali, di 7'646 unità tra i mesi di gennaio e di settembre 1997;</p><p>b)tale calo è confermato dalla diminuzione del numero delle persone in cerca d'impiego;</p><p>c)circa la metà delle persone in cerca d'impiego non disoccupate occupano un posto di lavoro "reale" - si tratta del cosiddetto guadagno intermedio - nel processo economico. Siccome l'assicurazione contro la disoccupazione compensa ampiamente la differenza tra il loro salario attuale e il salario più elevato che percepivano in precedenza, queste persone sono stimolate ad accettare anche un'occupazione retribuita meno bene; esse restano così integrate nella vita professionale.</p><p>2a. Sì, nella misura in cui le persone che hanno esaurito il diritto all'indennità di disoccupazione rimangono registrate nel sistema di collocamento e statistica del mercato del lavoro (COLSTA), esse continuano a figurare nella statistica delle persone in cerca d'impiego. Siccome però, a medio termine, soltanto una minoranza delle persone che hanno esaurito il diritto all'indennità di disoccupazione mantiene la propria iscrizione presso l'ufficio del lavoro, non è possibile, sulla base dei dati disponibili, fornire indicazioni precise sull'entità dell'effettivo cumulato di tale categoria di disoccupati in Svizzera. Per contro, è possibile dare indicazioni sotto forma di dati del flusso (la questione del rapporto fra i dati del flusso e i dati degli effettivi, nel settore delle persone che hanno esaurito il diritto alle indennità di disoccupazione, è stata affrontata nell'interpellanza Weber Agnes -96.3288 -). Nel settembre 1997, per esempio, la statistica ha registrato 1'657 persone giunte al termine del diritto alle indennità. Delle 955 persone ancora iscritte dopo due mesi presso gli uffici del lavoro, circa l'80% erano disoccupate, mentre il 20% circa era costituito da persone in cerca d'impiego non disoccupate.</p><p>2b. L'ampliamento della statistica dei disoccupati si prefigge di creare maggiore trasparenza in merito alle persone che non soddisfano i criteri della definizione di disoccupato (essere senza lavoro e immediatamente collocabile). Le nuove serie cronologiche vengono pertanto pubblicate al fine di fornire informazioni più dettagliate in merito a quanto succede sul mercato del lavoro, anche in relazione ai non disoccupati.</p><p>3. L'introduzione di nuove serie cronologiche non ha cambiato nulla circa il metodo di calcolo del tasso di disoccupazione. Questo tasso continua ad essere calcolato quale quoziente derivante dal numero dei "disoccupati senza posto di lavoro" e dal numero delle persone attive, in un anno di base, secondo il censimento della popolazione.</p><p>Il tasso medio di disoccupazione per il 1997 ammonta quindi al 5,2%.</p><p>4. Come menzionato all'inizio, i criteri utilizzati per determinare se una persona occupata in un posto nell'ambito della formazione o dei programmi di occupazione deve essere classificata fra i disoccupati o i non disoccupati non sono cambiati. Inoltre, l'istituzione degli Uffici regionali di collocamento e la graduale attuazione dei provvedimenti inerenti al mercato del lavoro, che l'ha accompagnata, devono essere intesi come un processo dinamico che si è protratto per un periodo di circa due anni. Man mano che venivano approntati i posti di lavoro sono state effettuate regolarmente anche delle assegnazioni. Non si è quindi verificato un trasferimento improvviso dall'effettivo dei disoccupati in quello delle persone in cerca d'impiego: si è trattato piuttosto di un processo continuo che si è svolto parallelamente all'approntamento di posti nell'ambito di tali provvedimenti. Inoltre, un certo numero di posti sono stati assegnati anche direttamente, senza che i nuovi iscritti figurassero dapprima nell'effettivo dei disoccupati.</p><p>La pubblicazione delle cifre inerenti alle persone in cerca d'impiego non ha provocato cambiamenti né per quanto concerne la definizione di disoccupazione dell'UFSEL né per quanto attiene al metodo di calcolo del tasso di disoccupazione.</p><p>La coerenza delle serie cronologiche a partire dal 1990 è pertanto garantita. L'UFSEL prevede inoltre di affinare in futuro la statistica delle persone in cerca di impiego non disoccupate e di migliorarne la precisione. Il Consiglio federale non vede quindi la necessità di adottare provvedimenti speciali a questo riguardo.</p><p>Oltre alle cifre concernenti le persone in cerca d'impiego e alla statistica della disoccupazione dell'UFSEL, in Svizzera esiste una terza statistica in materia di disoccupazione, vale a dire la statistica degli inoccupati dell'Ufficio federale di statistica (UST). La definizione di tale statistica corrisponde alle raccomandazioni dell'Ufficio internazionale del lavoro (UIL) e dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici (OCSE); essa ha il vantaggio che i suoi risultati non vengono influenzati da eventuali modifiche della legge sull'assicurazione contro la disoccupazione. Secondo questa statistica, nel 2° trimestre del 1997 vi erano 162'000 persone senza lavoro e in cerca d'impiego. Come la maggior parte degli altri Paesi europei, la Svizzera dispone, con le tre statistiche menzionate, di tre indicatori complementari. A seconda della domanda posta, è possibile ricorrere a questa o a quella cifra. Il Consiglio federale non vede alcun motivo di modificare qualcosa a questi tre indicatori usualmente utilizzati a livello internazionale.</p>  Risposta del Consiglio federale.