<h2>SubmittedText<h2><p>Da qualche tempo, a causa della crisi finanziaria nell'UE, la Svizzera deve far fronte a un aumento dell'immigrazione dall'Europa meridionale. Un numero sempre maggiore di immigrati non qualificati provenienti da Grecia, Spagna, Portogallo e Italia giungono in Svizzera con la speranza di trovare un lavoro. Questo fenomeno accresce il rischio di abusi, soprattutto nell'ambito delle prestazioni sociali e del diritto di soggiorno. </p><p>Il 24 febbraio 2010 il Consiglio federale ha adottato il pacchetto di misure per attuare l'Accordo sulla libera circolazione delle persone, che contiene vari provvedimenti tesi a contrastare le pretese indebite e abusive in materia di soggiorno e prestazioni sociali. Nel rapporto del 4 luglio 2012 sulla libera circolazione e l'immigrazione in Svizzera, il Consiglio federale propone di introdurre, insieme ai cantoni, un monitoraggio degli abusi conseguente al suo pacchetto di misure del 24 febbraio 2010.</p><p>Alla luce della situazione invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Sono passati tre anni dall'annuncio del pacchetto di misure per attuare l'Accordo sulla libera circolazione delle persone. Nel frattempo sono stati messi in atto tutti i provvedimenti contenuti nel pacchetto? Quale bilancio traccia il Consiglio federale in merito alla prevista lotta agli abusi? Prevede ulteriori misure tese a ridurre gli abusi nell'attuazione dell'accordo sulla libera circolazione delle persone?</p><p>2. Quali sono gli obiettivi e i contenuti del monitoraggio degli abusi? Quando saranno pubblicati i risultati di tale monitoraggio?</p><p>3. La SECO pubblica annualmente un rapporto sulle misure di accompagnamento alla libera circolazione delle persone. Il Consiglio federale intende anch'esso pubblicare annualmente un rapporto nell'ambito della lotta agli abusi nell'ambito dell'accordo sulla libera circolazione delle persone?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il pacchetto di misure del 24 febbraio 2010 comprende 15 provvedimenti nell'ambito del diritto in materia di stranieri, da un lato, nonché della lotta contro il dumping salariale e sociale e gli abusi in materia di prestazioni sociali, dall'altro.</p><p>Nell'ambito del diritto in materia di stranieri, le misure proposte (soltanto permessi di soggiorno di breve durata per impiegati temporanei; nessun ricongiungimento famigliare senza un'abitazione adeguata; lotta ai matrimoni fittizi; esame dei mezzi finanziari in caso di persone non esercitanti un'attività lucrativa) hanno potuto essere attuate anzitutto impartendo istruzioni ai cantoni. A tal fine il 1° maggio 2011 sono state rivedute le istruzioni dell'Ufficio federale della migrazione sulla libera circolazione delle persone.</p><p>Per quanto riguarda le pretese indebite e abusive in materia di prestazioni sociali, la maggior parte delle misure è stata attuata tramite istruzioni (decadimento dello statuto di dipendente dopo sei mesi in caso di disoccupazione involontaria intervenuta nei primi dodici mesi, nessun rilascio di un permesso di domicilio C in caso di disoccupazione da oltre dodici mesi e verifica di un eventuale abuso di diritto nel caso di cittadini UE/AELS entrati in disoccupazione un mese dopo aver iniziato il nuovo lavoro). Alcune misure hanno necessitato di una base legale. Quella per lo scambio di dati tra le autorità dell'aiuto sociale e quelle in materia di migrazione (art. 82 cpv. 5 dell'ordinanza sull'ammissione, il soggiorno e l'attività lucrativa; RS142.201) è già in vigore. Le disposizioni volte a garantire lo scambio di dati tra le casse di disoccupazione e le autorità in materia di migrazione (art. 97a LADI, RS 837.0; e art. 97 cpv. 3 LStr, RS 142.20), approvate dal Parlamento il 14 dicembre 2012, entreranno probabilmente in vigore il 1° gennaio 2014.</p><p>Nell'ambito della protezione dal dumping salariale e sociale, circa la metà delle misure è stata riunita in un pacchetto. Soprattutto la lotta all'indipendenza fittizia e il sanzionamento dei datori di lavoro svizzeri nell'ambito di un contratto normale di lavoro sono stati adottati dalle Camere federali, nella sessione estiva 2012, nel corso della revisione della legislazione sui lavoratori distaccati. Le disposizioni rivedute sono entrate in vigore il 1° gennaio 2013. Le restanti misure sono state attuate mediante direttiva (direttiva sul confronto internazionale dei salari), decreto del Consiglio federale (CCL personale a prestito) o ordinanza del Consiglio federale (CNL personale domestico, RS 221.215.329.4); numero di controlli nell'ambito delle misure accompagnatorie sanciti nell'ordinanza sui lavoratori distaccati (art. 16e ODist; RS 823.201).</p><p>Il Consiglio federale ritiene fondamentale che le misure accompagnatorie alla libera circolazione delle persone siano applicate in maniera coerente e che le conseguenze negative della stessa siano affrontate adeguatamente insieme agli attori coinvolti, in particolare i cantoni. Il collegio governativo ha ribadito questa posizione quando ha deciso di ricorrere alla clausola di salvaguardia, il 24 aprile 2013, impartendo ulteriori mandati (di esame). Le persone alla ricerca di un impiego devono, ad esempio, annunciarsi subito dopo l'arrivo in Svizzera e le competenti autorità cantonali devono revocare senza indugio i permessi di dimora fondati su contratti di lavoro fittizi.</p><p>2. Con il monitoraggio degli abusi s'intende identificare gli ambiti problematici potenzialmente soggetti ad abusi, rilevare statisticamente i dati concreti e, laddove necessario, adottare corrispondenti misure per combattere gli abusi. Il Consiglio federale ha impartito il mandato di esame per introdurre il monitoraggio degli abusi in seguito al suo rapporto del 4 luglio 2012 sulla libera circolazione delle persone e l'immigrazione in Svizzera, confermandolo poi nell'ambito della decisione del 24 aprile 2013 di ricorrere alla clausola di salvaguardia. Il gruppo di lavoro incaricato, composto da rappresentanti dell'amministrazione federale, delle autorità cantonali e da specialisti, si è riunito per la prima volta a inizio maggio 2013.</p><p>3. Il Consiglio federale fa esaminare tale questione nell'ambito del progetto di monitoraggio degli abusi descritto al numero 2.</p>  Risposta del Consiglio federale.