<h2>SubmittedText<h2><p>Da fine aprile a metà giugno 2015, l'Ufficio federale dell'agricoltura (UFAG) ha condotto un'indagine conoscitiva sul "pacchetto d'ordinanze agricole autunno 2015", che prevede fondamentalmente semplificazioni amministrative, adeguamenti delle unità standard di manodopera e tagli massicci alla promozione della biodiversità sui terreni coltivi e nella regione d'estivazione. Le modifiche d'ordinanza proposte o non sono sufficientemente motivate, o non si basano su dati concreti sugli effetti oppure comportano evidenti peggioramenti soprattutto per le aziende di montagna.</p><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. L'obiettivo della politica agricola 2014-2017 era consentire ai capiazienda di creare la propria strategia aziendale, scegliendo tra le misure vigenti e nuove, dimostrando spirito imprenditoriale. Secondo le prime valutazioni dell'UFAG, i contadini collaborano, approfittando delle offerte. Perché il Consiglio federale prevede, a solo un anno e mezzo dall'introduzione della politica agricola 2014-2017, di intervenire così energicamente con le proprie proposte nelle decisioni imprenditoriali dei capiazienda?</p><p>2. Durante l'ora delle domande 15.5315 il Consiglio federale ha affermato la necessità di porre un freno all'estensivazione. A tale scopo sono già disponibili due strumenti: la densità minima di animali e il tetto massimo di USM. Il Consiglio federale ritiene queste due misure insufficienti? Se è così, perché non sono state avanzate proposte per modificarle? Se non è così, perché i contributi SPB vengono ridotti massicciamente, anche del 30 per cento?</p><p>3. Nella regione di pianura le superfici ecologicamente pregiate ricoprono solo il 3 a 5 per cento della SAU. Onde mantenere la biodiversità dei terreni coltivi in queste zone ce ne vorrebbero il doppio. Il Consiglio federale come concilia con quest'obiettivo le proposte avanzate durante l'indagine conoscitiva?</p><p>4. Secondo dati statistici, l'agricoltura svizzera non ha mai prodotto così tante calorie come negli ultimi anni. Sono già stati raggiunti gli obiettivi del messaggio sulla politica agricola 2014-2017? Se sì, come pensa il Consiglio federale di incrementare il valore aggiunto invece di continuare ad accrescere unicamente la produzione di calorie?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale non mette in questione i programmi riferiti alle prestazioni del sistema dei pagamenti diretti e la libertà imprenditoriale. Con i programmi riferiti alle prestazioni vengono perseguiti obiettivi espliciti. Tutti gli obiettivi postulati con il messaggio concernente la politica agricola 2014-2017 sono equivalenti e devono essere raggiunti. Poiché l'obiettivo quantitativo nel quadro delle superfici per la promozione della biodiversità è stato conseguito, i fondi vanno trasferiti in settori in cui il Consiglio federale ritiene vi sia tuttora necessità di intervento, segnatamente per quanto riguarda la qualità delle superfici per la promozione della biodiversità.</p><p>2. Entrambe le misure densità minima di animali e tetto massimo di USM non sono finalizzate a contrastare l'estensivazione su ampia scala e non hanno tale effetto. La densità minima di animali è un requisito per l'ottenimento dei contributi per la sicurezza dell'approvvigionamento e di quelli per la produzione di latte e carne basata sulla superficie inerbita. Nel caso delle superfici per la promozione della biodiversità, essa ammonta soltanto al 30 per cento del valore prescritto per le superfici perennemente inerbite. In tal modo si evita un incentivo all'intensivazione per le superfici ecologicamente pregiate. La limitazione dei pagamenti diretti per USM ha un impatto sull'intera azienda. Il fatto che un'azienda sia interessata dal tetto massimo di USM, dipende dalla sua impostazione. È senz'altro possibile che singole aziende possano gestire la loro intera superficie come superficie per la promozione della biodiversità senza tuttavia raggiungere il tetto massimo. Nel caso delle aziende con detenzione di animali, colture speciali o altri elementi con coefficienti per l'unità standard di manodopera (coefficienti USM) più elevati o supplementari aumenta anche il valore soglia aziendale che limita i contributi. Nel 2014 le aziende interessate dal tetto massimo USM erano 30.</p><p>3. Mediante il trasferimento di fondi dalle superfici con poca qualità (livello qualitativo I) a quelle qualitativamente più pregiate (livello qualitativo II), con le modifiche proposte vengono promosse maggiormente le superfici ecologicamente pregiate. Nel 2014 nella regione di pianura sono stati gestiti 71 000 ettari di superfici per la promozione della biodiversità del livello qualitativo I. Ciò corrisponde a oltre il 10 per cento della superficie agricola utile e pertanto è conseguito l'obiettivo quantitativo prescritto. Tuttavia, soltanto il 34 per cento delle superfici per la promozione della biodiversità presenta una qualità elevata (livello qualitativo II). Per raggiungere l'obiettivo del 40 per cento entro il 2017, va pertanto promosso maggiormente il livello qualitativo II.</p><p>4. Il Consiglio federale, nel suo messaggio concernente la politica agricola 2014-2017, ha stabilito gli obiettivi per la produzione lorda e netta nell'ambito della sicurezza dell'approvvigionamento (FF 2012 1757, pag. 1830). La produzione netta comprende le derrate alimentari di origine vegetale e quelle di origine animale ottenute con alimenti indigeni per animali. La produzione lorda comprende anche le derrate alimentari prodotte con alimenti importati per animali. Nel periodo 2007 e 2009 (= anno di riferimento politica agricola 2014-2017) e 2011 e 2013 la produzione è aumentata ulteriormente. L'incremento lordo è stato del 2,8 per cento, per cui l'obiettivo definito per il 2017 è già stato superato. La crescita della produzione netta, pari allo 0,7 per cento, è risultata inferiore e l'obiettivo definito non è ancora stato raggiunto. Con la politica agricola 2014-2017 si intende potenziare ulteriormente la produzione animale con alimenti indigeni per animali e quindi la produzione netta. Inoltre per il Consiglio federale il miglioramento del valore aggiunto è un aspetto importante. Con la politica agricola 2014-2017 è stato introdotto, mediante l'articolo 11 LAgr, un nuovo strumento per promuovere le innovazioni nei settori della qualità e della sostenibilità e quindi per generare ulteriore valore aggiunto nella filiera agroalimentare.</p>  Risposta del Consiglio federale.