<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale ha chiesto all'Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM) di elaborare una nuova strategia per la società dell'informazione al posto di quella decisa all'inizio del 1998. Un primo progetto è stato presentato il 26 gennaio scorso, ma non sembra essere in grado di soddisfare le aspettative di coloro che da molto tempo deplorano l'assenza di una politica efficace in materia. Pertanto, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Nella sua prima strategia, il Consiglio federale affermava voler assicurare un'assistenza scientifica alla strategia dell'informazione. Il progetto della nuova strategia non accenna al risultato di queste ricerche. Sono state realizzate? A che punto è il progetto del programma nazionale di ricerca sulla società dell'informazione, che il Consiglio federale evocava nel corso del 2000?</p><p>2. La strategia del 1998 prevedeva in particolar modo di valutare l'impatto delle nuove tecnologie dell'informazione sulla cultura. Tuttavia, dai rapporti annuali dell'UFCOM al Consiglio federale risulta che non è ancora stato fatto niente in questa direzione. Il progetto concernente la nuova strategia riprende questo punto e chiede inoltre che il Dipartimento federale dell'interno proponga un progetto e un piano d'azione nel settore della sanità. Come il Consiglio federale prevede di raggiungere questi obiettivi?</p><p>3. Sempre secondo i rapporti dell'UFCOM, sono le difficoltà di finanziamento che ostacolano la realizzazione di questi programmi di ricerca e di misure concrete nel settore della società dell'informazione. Il Consiglio federale prevede di stanziare mezzi finanziari sufficienti per la sua nuova strategia?</p><p>4. Il collegio può cancellare i dubbi in merito alla sua strategia visto che i cantoni di Zurigo e Soletta hanno recentemente rifiutato di partecipare al portale dell'amministrazione ch.ch poiché non soddisfa i loro bisogni, nonostante si tratti di un progetto chiave per la società dell'informazione in Svizzera per il quale sono stati investiti diversi milioni di franchi?</p><p>5. Al vertice mondiale sulla società dell'informazione tenutosi nel dicembre del 2003, in cui la Svizzera ha avuto un ruolo trainante, per la prima volta, oltre ai governi hanno partecipato al processo di scambio anche la società civile e l'economia privata. Prevede forse di realizzare un simile progetto a livello federale, ad esempio sotto forma di una struttura tripartita tra i diversi attori, piuttosto che lasciare il monopolio all'amministrazione federale e, all'occorrenza, all'UFCOM?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La strategia del Consiglio federale del 1998 per una società dell'informazione in Svizzera cita diversi settori politici, di cui uno è l'assistenza scientifica. Le misure prese in questo settore sono state elaborate da un gruppo di lavoro diretto dall'aggruppamento per la scienza e la ricerca (ASR):</p><p>- Valutazione dei lavori di attuazione della strategia del Consiglio federale del 1998; realizzata nel 2001/02 dal Centro di studi sulla scienza e la tecnologia (CEST); i risultati sono stati pubblicati e considerati in seguito nell'elaborazione della nuova strategia citata dall'autrice dell'interpellanza.</p><p>- Pubblicazione di un'analisi basata sulle statistiche che verte sullo stato della società dell'informazione. Il rapporto La société de l'information en Suisse: Etat des lieux et perspectives (disponibile solo in francese e in tedesco) uscito nel 2002.</p><p>- Elaborazione di una proposta di programma nazionale di ricerca interdisciplinare (PNR) intitolato Le sfide della società dell'informazione. L'ufficio federale allora competente, quello dell'educazione e della scienza (dal 1° gennaio 2005 Segreteria di stato per l'educazione e la ricerca) ha rielaborato il progetto e lo ha trasmesso nel 2003 al FNS (Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica) affinché ne valutasse la fattibilità. Per motivi scientifici ed economici il progetto non è stato considerato realizzabile. Il risultato globale della valutazione non è ancora stato divulgato.</p><p>2. Nel campo della cultura, nella sua strategia del 1998, il Consiglio federale ha incaricato il DFI di elaborare un progetto e un piano d'azione volto non soltanto a incoraggiare nuove forme d'espressione artistica basate sulle TIC, ma anche a rendere le biblioteche, gli archivi e i musei accessibili a tutti grazie alla rete. I progetti sono creati e realizzati secondo i mezzi disponibili; sono tutti oggetto di una valutazione, in particolare sulla base di quella del CEST citata al numero 1; il Comitato interdipartimentale per la società dell'informazione ha ritenuto essenziale il campo dell'e-health per lo sviluppo della Svizzera verso una società dell'informazione. Di conseguenza, la nuova strategia del Consiglio federale si occupa di questo settore che sarà concretizzato a seconda delle risorse a disposizione. </p><p>3. Il Consiglio federale dà priorità alla realizzazione dei principali progetti concernenti la società dell'informazione. Tranne poche eccezioni, le misure prese per applicare la strategia del 1998 sono state finanziate nel quadro del budget ordinario degli uffici responsabili. La situazione finanziaria tesa continuerà comunque a ripercuotersi sulla realizzazione dei progetti. Tuttavia, nell'ambito del quadro finanziario previsto, il Consiglio federale veglierà affinché in futuro vengano finanziati i progetti più importanti avviati dalla società e dall'economia. </p><p>4. Il campo dell'e-governement, di competenza del portale svizzero ch.ch, è soltanto uno degli otto settori politici che figurano nella strategia del 1998. In aprile 2005, la Conferenza dei cancellieri di Stato ha dato il suo consenso affinché www.ch.ch diventi un portale dell'amministrazione. Sebbene non abbiano firmato il nuovo accordo di collaborazione, i cantoni Zurigo, Soletta e Lucerna sono disposti a partecipare allo sviluppo di questo progetto. Entro l'autunno del 2005, il Consiglio federale disporrà di un rapporto contenente gli obiettivi di www.ch.ch a partire dal 2006, le possibili varianti e le loro conseguenze. Questo rapporto servirà pure da base per definire le tappe seguenti. </p><p>5. Il Consiglio federale non ha ancora approvato la nuova strategia, per cui occorre ancora precisare le sue modalità d'applicazione. L'attribuzione federalista delle competenze prevista dalla Costituzione va in ogni caso rispettata. La società dell'informazione comprende numerosi settori che toccano vari ambienti della società. Occorre dunque privilegiare un approccio pragmatico di collaborazione tra la società civile, l'economia e la ricerca. Durante i lavori di revisione della strategia del 1998 sono stati coinvolti oltre 150 rappresentanti dell'amministrazione, dell'economia, delle ONG e della ricerca.</p>  Risposta del Consiglio federale.