<!DOCTYPE html> <html lang="it"><head><meta charset="utf-8"/></head><body><div class="content"> <div class="para"> </div> <div class="para">Bundesgericht </div> <div class="para">Tribunal fédéral </div> <div class="para">Tribunale federale </div> <div class="para">Tribunal federal </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <img height="74" src="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/clir/http/displayimage.php?id=2019-09-19-2C_357-2019.1&amp;type=gif" width="95"/> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>2C_357/2019</b> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>Sentenza del 19 settembre 2019</b> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>II Corte di diritto pubblico</b> </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Composizione </div> <div class="para">Giudici federali Seiler, Presidente, </div> <div class="para">Zünd, Aubry Girardin, </div> <div class="para">Cancelliere Ermotti. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Partecipanti al procedimento </div> <div class="para">1. A.________, </div> <div class="para">2. B.________, </div> <div class="para">entrambi patrocinati dagli avv. Yasar Ravi e Giulia Togni, </div> <div class="para">ricorrenti, </div> <div class="para"> </div> <div class="para">contro </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Sezione della popolazione, </div> <div class="para">Dipartimento delle istituzioni del Cantone Ticino, </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Consiglio di Stato del Cantone Ticino. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Oggetto </div> <div class="para">Revoca di un permesso di dimora UE/AELS, </div> <div class="para"> </div> <div class="para">ricorso contro la sentenza emanata il 12 marzo 2019 </div> <div class="para">dal Tribunale amministrativo del Cantone Ticino (52.2017.427). </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>Fatti:</b> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>A.</b> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>A.a.</b> A.________, cittadino italiano nato nel..., è giunto in Svizzera il 1o novembre 2007 ed è stato posto a beneficio di un permesso di dimora UE/AELS valido fino al 31 ottobre 2012 per svolgere un'attività lucrativa dipendente. Tale autorizzazione è stata poi rinnovata fino al 31 ottobre 2017, dopo che l'interessato aveva dichiarato di non essere mai stato condannato e di non avere procedimenti penali pendenti. </div> <div class="para">Il 28 luglio 2011, A.________ è stato raggiunto dal figlio C.________ e, il 13 maggio 2013, dalla moglie B.________ e dagli altri figli D.________ e E.________, i quali sono tutti stati posti a beneficio di un permesso di dimora UE/AELS nell'ambito del ricongiungimento familiare. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>A.b.</b> Di formazione geometra, A.________ ha svolto in Svizzera le seguenti attività lavorative: </div> <div class="para"> </div> <div class="para">- direttore commerciale della F.________SA (X.________), società di cui è stato anche amministratore unico e presidente fino a quando questa è stata dichiarata sciolta (4 agosto 2014) e liquidata in via di fallimento; </div> <div class="para">- presidente, poi amministratore unico, della G.________SA (X.________), il cui fallimento è stato decretato il 26 ottobre 2016; </div> <div class="para">- titolare della ditta individuale H.________, poi cancellata per cessazione di attività il 12 marzo 2015 (cfr. <span class="artref">art. 105 cpv. 2 LTF</span>); </div> <div class="para">- direttore della I.________SA, la quale è fallita il 5 ottobre 2017 ed è stata radiata d'ufficio dal registro di commercio il 26 giugno 2018; </div> <div class="para">- gerente, a partire dal 30 giugno 2015, della J.________Sagl (Y.________). </div> <div class="para">Dal canto suo, B.________, dopo avere in un primo tempo lavorato come docente in seno all'Istituto K.________ a X.________, è attualmente insegnante presso un istituto scolastico italiano situato a Z.________ e lavora inoltre a tempo parziale come architetto indipendente in Italia. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>A.c.</b> Il 20 giugno 2017, A.________ aveva a proprio carico dodici esecuzioni (per un totale di oltre fr. 389'000.--), quattro domande di vendita (per complessivi fr. 13'466.80) e cinque pignoramenti (per un totale di fr. 62'767.90). </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>A.d.</b> A.________ ha finora occupato le autorità penali elvetiche nei seguenti termini: </div> <div class="para"> </div> <div class="para">- decreto d'accusa del 19 aprile 2010: condanna alla multa di fr. 300.-- per contravvenzione alla legge federale del 20 dicembre 1946 sull'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (LAVS; RS 831.10); </div> <div class="para">- decreto d'accusa dell'8 agosto 2016: condanna alla pena pecuniaria di 30 aliquote giornaliere da fr. 30.-- ciascuna, sospesa condizionalmente per un periodo di prova di due anni, e alla multa di fr. 300.-- per infrazione alla legge federale del 19 dicembre 1958 sulla circolazione stradale (LCStr; RS 741.01); </div> <div class="para">- sentenza della pretura penale del 3 maggio 2017 (confermata in appello il 26 luglio 2018) : condanna alla pena pecuniaria di 25 aliquote giornaliere da fr. 80.-- ciascuna, sospesa condizionalmente per un periodo di prova di due anni, e alla multa di fr. 300.-- per tentata amministrazione infedele e tentato inganno nei confronti dell'autorità; </div> <div class="para">- decreto d'accusa del 7 novembre 2018: condanna alla pena pecuniaria di 50 aliquote giornaliere da fr. 30.-- ciascuna, sospesa condizionalmente per un periodo di prova di tre anni (pena aggiuntiva a quella inflittagli dalla pretura penale il 3 maggio 2017), per truffa e omissione della contabilità. </div> <div class="para">L'interessato è inoltre stato condannato in Italia: </div> <div class="para"> </div> <div class="para">- a tre mesi di reclusione e alla multa di lire 400'000.-- (pari a euro 206.58) per falsità in opere d'arte (20 dicembre 1996); </div> <div class="para">- a quattro anni di reclusione (pena a cui è stato successivamente applicato l'indulto) per bancarotta fraudolenta in concorso (31 ottobre 2008); come pene accessorie sono state pronunciate l'inabilità all'esercizio di un'impresa commerciale per dieci anni e l'incapacità di esercitare uffici direttivi presso qualsiasi impresa per dieci anni; </div> <div class="para">- alla multa di euro 300.-- per ingiurie e minacce (29 maggio 2012). </div> <div class="para">B.________ è invece incensurata. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>B.</b> </div> <div class="para">Con decisione del 18 dicembre 2015, preso atto delle condanne subite fino ad allora da A.________, la Sezione della popolazione del Dipartimento delle istituzioni del Cantone Ticino (di seguito: la Sezione della popolazione) ha revocato il permesso di dimora UE/AELS dell'interessato e, di riflesso, quello della moglie B.________, assegnando ai coniugi un termine per lasciare la Svizzera. </div> <div class="para">Su ricorso, tale provvedimento è stato confermato sia dal Consiglio di Stato (20 giugno 2017) che dal Tribunale amministrativo (12 marzo 2019) del Cantone Ticino. I Giudici cantonali hanno ritenuto, in sostanza, che, alla luce dei suoi precedenti penali e del suo comportamento, A.________ rappresentava una minaccia effettiva e attuale per l'ordine pubblico svizzero, di modo che la revoca del suo permesso di dimora UE/AELS si rivelava conforme all'<span class="artref">art. 5 Allegato I ALC</span>. Riguardo a B.________, l'autorità precedente ha considerato che la sua autorizzazione di soggiorno le era stata concessa a titolo derivato, nell'ambito del ricongiungimento familiare con il marito. Non potendo l'interessata avvalersi in Svizzera della qualità di lavoratrice ai sensi dell'<span class="artref">art. 6 cpv. 1 Allegato I ALC</span> e non disponendo di mezzi finanziari sufficienti per non dover ricorrere all'assistenza sociale durante il soggiorno (cfr. <span class="artref">art. 24 cpv. 1 Allegato I ALC</span>), la revoca del suo permesso di dimora UE/AELS, che dipendeva da quello del marito, era ugualmente giustificata. I Giudici ticinesi hanno infine constatato che il provvedimento contestato era conforme al principio di proporzionalità e non ledeva l'<span class="artref">art. 8 CEDU</span>. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>C.</b> </div> <div class="para">Il 12 aprile 2019, A.________ e B.________ hanno inoltrato dinanzi al Tribunale federale un ricorso in materia di diritto pubblico con cui domandano, protestate tasse, spese e ripetibili, l'annullamento della sentenza del Tribunale amministrativo del 12 marzo 2019 e quello della decisione della Sezione della popolazione del 18 dicembre 2015, chiedendo inoltre che nei confronti di A.________ venga unicamente pronunciato un ammonimento. </div> <div class="para">La Corte cantonale si è riconfermata nelle motivazioni e nelle conclusioni della propria sentenza. Ad essa ha fatto in sostanza rinvio anche la Sezione della popolazione, chiedendo il rigetto del gravame. Il Governo ticinese si è invece rimesso al giudizio di questa Corte. </div> <div class="para">Con decreto presidenziale del 15 aprile 2019 è stato concesso l'effetto sospensivo al ricorso. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>Diritto:</b> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>1.</b> </div> <div class="para">Il Tribunale federale esamina d'ufficio la sua competenza (<span class="artref">art. 29 cpv. 1 LTF</span>) e verifica con piena cognizione l'ammissibilità dei gravami che gli vengono sottoposti (<a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=47&amp;from_date=19.09.2019&amp;to_date=08.10.2019&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F144-V-280%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page280">DTF 144 V 280</a> consid. 1 pag. 282). </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>1.1.</b> Giusta l'art. 83 lett. c cifra 2 LTF, il ricorso in materia di diritto pubblico è inammissibile contro le decisioni in materia di diritto degli stranieri concernenti permessi o autorizzazioni al cui ottenimento né il diritto federale né il diritto internazionale conferiscono un diritto. </div> <div class="para">Nella fattispecie, i ricorrenti, alla luce della loro nazionalità italiana, hanno in via di principio un diritto a un'autorizzazione di soggiorno in base all'Accordo del 21 giugno 1999 tra la Confederazione Svizzera, da una parte, e la Comunità europea (attualmente: Unione europea) e i suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone (ALC; RS 0.142.112.681; sentenze 2C_33/2019 dell'8 marzo 2019 consid. 1.1 e 2C_479/2018 del 15 febbraio 2019 consid. 1.2). La presente causa sfugge dunque all'eccezione citata, fermo restando che la questione dell'effettivo diritto di soggiorno degli interessati sarà trattata come aspetto di merito (<a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=47&amp;from_date=19.09.2019&amp;to_date=08.10.2019&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F136-II-177%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page177">DTF 136 II 177</a> consid. 1.1 pag. 179; sentenza 2C_145/2019 del 24 giugno 2019 consid. 1.1). La via del ricorso in materia di diritto pubblico è dunque aperta. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>1.2.</b> In conformità all'<span class="artref">art. 40 cpv. 2 LTF</span>, i patrocinatori di una parte che interpone ricorso al Tribunale federale devono giustificare il loro mandato mediante procura. Se questa non è stata prodotta, è fissato un congruo termine per sanare il vizio, con la comminatoria che altrimenti l'atto scritto non sarà preso in considerazione (<span class="artref">art. 42 cpv. 5 LTF</span>). Nella fattispecie, preso atto che la procura allegata al ricorso concerneva unicamente A.________, il Tribunale federale ha impartito ai patrocinatori dei ricorrenti un termine scadente l'8 maggio 2019 per presentare una procura a nome di B.________, precisando che, in caso di inosservanza, l'atto scritto non sarebbe stato preso in considerazione. Nessun seguito è stato dato a questa ingiunzione. In quanto presentato da B.________, il ricorso è dunque inammissibile. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>1.3.</b> Per il resto, in quanto presentata da A.________, diretta contro una decisione finale (<span class="artref">art. 90 LTF</span>) di un tribunale superiore (art. 86 cpv. 1 lett. d e 2 LTF), e inoltrata nei termini (<span class="artref">art. 100 cpv. 1 LTF</span>) e nelle forme richieste (<span class="artref">art. 42 LTF</span>) dal destinatario della pronuncia contestata, con interesse a insorgere (<span class="artref">art. 89 cpv. 1 LTF</span>), l'impugnativa è ricevibile, fatto salvo quanto segue. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>1.4.</b> In ragione dell'effetto devolutivo del gravame (cfr. <a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=47&amp;from_date=19.09.2019&amp;to_date=08.10.2019&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F136-II-101%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page101">DTF 136 II 101</a> consid. 1.2 pag. 104), il ricorrente è unicamente legittimato a formulare conclusioni riguardanti l'annullamento e/o la riforma della sentenza del Tribunale amministrativo. In quanto chiede l'annullamento della decisione della Sezione della popolazione del 18 dicembre 2015, il ricorso è pertanto inammissibile (sentenza 2C_987/2018 del 23 aprile 2019 consid. 1.2). </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>2.</b> </div> <div class="para">Il Tribunale federale fonda il suo ragionamento giuridico sulla base dei fatti accertati dall'autorità precedente (<span class="artref">art. 105 cpv. 1 LTF</span>), eccezion fatta per i casi contemplati dall'<span class="artref">art. 105 cpv. 2 LTF</span>. Giusta l'<span class="artref">art. 97 cpv. 1 LTF</span>, il ricorrente può censurare l'accertamento dei fatti soltanto se è stato svolto in modo manifestamente inesatto - ovvero arbitrario - o in violazione del diritto ai sensi dell'<span class="artref">art. 95 LTF</span> e se l'eliminazione del vizio può essere determinante per l'esito del procedimento (<a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=47&amp;from_date=19.09.2019&amp;to_date=08.10.2019&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F142-II-355%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page355">DTF 142 II 355</a> consid. 6 pag. 358; <a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=47&amp;from_date=19.09.2019&amp;to_date=08.10.2019&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F139-II-373%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page373">139 II 373</a> consid. 1.6 pag. 377 seg.). In conformità all'<span class="artref">art. 106 cpv. 2 LTF</span>, chi ricorre deve motivare, con precisione e per ogni accertamento di fatto censurato, la realizzazione di queste condizioni. Se ciò non avviene, il Tribunale federale non può tener conto di uno stato di fatto divergente da quello esposto nella sentenza impugnata (<a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=47&amp;from_date=19.09.2019&amp;to_date=08.10.2019&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F137-II-353%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page353">DTF 137 II 353</a> consid. 5.1 pag. 356; sentenza 2C_793/2018 del 13 marzo 2019 consid. 2). </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>3.</b> </div> <div class="para">Il ricorrente censura un accertamento manifestamente inesatto dei fatti relativo ai redditi di B.________ (cfr. ricorso, pag. 8 seg.), elemento che sarebbe a suo avviso determinante per la corretta applicazione dell'<span class="artref">art. 24 cpv. 1 Allegato I ALC</span> alla situazione dell'interessata. Dal momento che il ricorso di quest'ultima va in ogni caso dichiarato inammissibile (cfr. supra consid. 1.2), la questione non merita tuttavia disamina. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>4.</b> </div> <div class="para">La legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI; RS 142.20) si applica ai cittadini degli stati membri dell'Unione europea solo se l'ALC non contiene disposizioni derogatorie o se la suddetta legge prevede disposizioni più favorevoli (<span class="artref">art. 2 cpv. 2 LStrI</span>). Siccome la revoca di un permesso di dimora non è regolata nell'ALC, la questione va esaminata sotto l'angolo dell'<span class="artref">art. 62 LStrI</span> (infra consid. 5; cfr. sentenze 2C_560/2016 del 6 ottobre 2016 consid. 2.1 e 2C_370/2012 del 29 ottobre 2012 consid. 3.1). In simile contesto, riveste ciò non di meno rilievo l'<span class="artref">art. 5 Allegato I ALC</span>, a norma del quale i diritti conferiti dall'ALC possono essere limitati soltanto da misure giustificate da motivi di ordine pubblico, pubblica sicurezza e sanità (infra consid. 6; cfr. sentenza 2C_864/2018 del 18 febbraio 2019 consid. 3.1). </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>5.</b> </div> <div class="para">In conformità all'<span class="artref">art. 62 LStrI</span>, l'autorità competente può in particolare revocare un permesso di dimora se lo straniero o il suo rappresentante ha fornito, durante la procedura d'autorizzazione, indicazioni false o taciuto fatti essenziali (cpv. 1 lett. a). A ragion veduta, il ricorrente non contesta l'applicazione di tale disposizione alla presente fattispecie, avendo egli ottenuto il rinnovo della sua autorizzazione di soggiorno dichiarando falsamente di essere incensurato (cfr. supra lett. A.a). </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>6.</b> </div> <div class="para">L'insorgente lamenta una violazione dell'<span class="artref">art. 5 Allegato I ALC</span>, contestando di rappresentare una minaccia attuale per l'ordine pubblico svizzero. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>6.1.</b> Giusta l'<span class="artref">art. 5 Allegato I ALC</span>, i diritti conferiti dalle disposizioni dell'Accordo possono essere limitati soltanto da misure giustificate da motivi di ordine pubblico, pubblica sicurezza e pubblica sanità. Secondo la giurisprudenza in materia, le deroghe alla libera circolazione garantita dall'ALC vanno interpretate in modo restrittivo. Nell'ottica dell'<span class="artref">art. 5 Allegato I ALC</span>, al di là della turbativa insita in ogni violazione della legge, una condanna penale va di conseguenza considerata come motivo per limitare i diritti conferiti dall'Accordo solo se dalle circostanze che l'hanno determinata emerge un comportamento che costituisce una minaccia reale, attuale e di una certa gravità per l'ordine pubblico (cfr. <a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=47&amp;from_date=19.09.2019&amp;to_date=08.10.2019&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F139-II-121%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page121">DTF 139 II 121</a> consid. 5.3 pag. 125 seg.; sentenze 2C_33/2019 dell'8 marzo 2019 consid. 3.2; 2C_143/2019 del 14 febbraio 2019 consid. 3.1.1; 2C_634/2018 del 5 febbraio 2019 consid. 4.1.2). </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>6.2.</b> Alla luce delle condanne subite dal ricorrente in Svizzera e dei reati commessi in Italia prima di trasferirsi nel nostro Paese, la valutazione del Tribunale amministrativo, che ravvisa in tali elementi una minaccia effettiva e attuale per l'ordine pubblico svizzero ai sensi dell'<span class="artref">art. 5 Allegato I ALC</span>, appare corretta e va pertanto confermata. Motivi di ordine e sicurezza pubblici atti a giustificare una limitazione della libera circolazione delle persone possono sussistere infatti pure nel caso del compimento di reati di natura patrimoniale (cfr. sentenze 2C_511/2018 del 2 luglio 2018 consid. 3.4.1 e 2C_110/2012 del 26 aprile 2012 consid. 3.3.1). Così è anche in concreto. Una volta giunto nel nostro Paese, l'insorgente ha occupato le autorità giudiziarie con regolarità, rendendosi tra l'altro colpevole di contravvenzione alla LAVS, tentata amministrazione infedele, tentato inganno nei confronti dell'autorità, truffa e omissione della contabilità. Molti di questi reati sono d'altra parte stati commessi nell'ambito dell'attività imprenditoriale intrapresa dall'interessato in Svizzera e sono quindi del medesimo genere di quello per il quale egli è stato condannato nel 2008 in Italia a quattro anni di reclusione (bancarotta fraudolenta in concorso), pena accompagnata peraltro dalla pronuncia dell'inabilità all'esercizio di un'impresa commerciale per dieci anni e dell'incapacità di esercitare uffici direttivi presso qualsiasi impresa per dieci anni. Ciò dimostra che, nonostante la pesante condanna già subita nella vicina Penisola - alla cui gravità nulla toglie l'applicazione dell'indulto, come rettamente osservato dal Tribunale amministrativo -, il ricorrente non ha affatto mutato il proprio atteggiamento. A questo proposito va rilevato che, sebbene la condanna in questione risalga al 2008, quelle subite in Svizzera per reati di natura patrimoniale riguardano atti commessi nel 2013 (tentata amministrazione infedele), nel 2016 (truffa) e nel periodo compreso tra il 26 aprile 2012 e il 5 ottobre 2017 (omissione della contabilità), ovvero in tempi ben più recenti, in parte addirittura successivi alla revoca del permesso di dimora dell'interessato ad opera della Sezione della popolazione (18 dicembre 2015). Ciò a dimostrazione del fatto che l'insorgente non vuole o non riesce a rispettare l'ordine pubblico, per il quale egli costituisce pertanto una concreta minaccia. Diversamente da quanto viene sostenuto nel ricorso, le condizioni previste dall'<span class="artref">art. 5 Allegato I ALC</span> per una valida limitazione dei diritti scaturenti dall'accordo sono quindi date. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>7.</b> </div> <div class="para">Sempre a differenza di quanto ritenuto dal ricorrente, la sentenza del Tribunale amministrativo non è d'altra parte criticabile nell'ottica del principio della proporzionalità, il cui rispetto, per quanto riguarda il diritto interno, è imposto dall'<span class="artref">art. 96 LStrI</span>. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>7.1.</b> Come osservato dai Giudici ticinesi, nell'esaminare la proporzionalità di una misura come quella qui in discussione le autorità competenti tengono conto degli interessi pubblici e della situazione personale dello straniero, considerando la gravità di quanto gli viene rimproverato, la durata del soggiorno in Svizzera, il grado d'integrazione e il pregiudizio che l'interessato e la sua famiglia subirebbero se la misura fosse confermata (<a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=47&amp;from_date=19.09.2019&amp;to_date=08.10.2019&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F139-I-145%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page145">DTF 139 I 145</a> consid. 2.4 pag. 149; sentenza 2C_481/2019 del 5 giugno 2019 consid. 3.3.1). </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>7.2.</b> In relazione al principio della proporzionalità va rilevato che il ricorrente vive stabilmente in Svizzera dal novembre del 2007, ma che dal dicembre del 2015 la sua presenza sul suolo elvetico è solo tollerata, in attesa di una decisione definitiva riguardo alla procedura di ricorso. Come correttamente rilevato dalla Corte cantonale e come già ricordato, va inoltre considerato che, durante questi anni, egli ha ripetutamente infranto il nostro ordinamento giuridico. Per quanto riguarda poi l'integrazione dal profilo economico, alla luce degli ingenti debiti accumulati dall'insorgente (cfr. supra lett. A.c), questa non può che essere negata. Dal punto di vista personale, va nel contempo osservato che il ricorrente dovrà lasciare la Svizzera insieme alla moglie (il cui ricorso è inammissibile; cfr. supra consid. 1.2), di modo che la conferma della revoca del suo permesso di dimora non avrà conseguenze sulla sua vita di coppia. Quanto ai figli dell'interessato, essi sono tutti maggiorenni e, data la prossimità del Cantone Ticino con l'Italia, potranno facilmente mantenere un rapporto con il padre, in particolar modo se questi si trasferirà nella fascia di confine. Infine, l'insorgente conosce molto bene il proprio paese d'origine, siccome vi ha vissuto fino all'età di 46 anni. Del resto, sua moglie è professionalmente attiva in Italia, come insegnante e architetto indipendente. Pur tenendo conto delle difficoltà di adattamento che potrà comportare, un rientro in Patria del ricorrente, accompagnato dalla moglie, è quindi perfettamente esigibile. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>8.</b> </div> <div class="para">Per quanto precede, il ricorso, in quanto presentato da B.________, è inammissibile. In quanto presentato da A.________, esso è invece respinto nella misura in cui è ammissibile. Le spese giudiziarie seguono la soccombenza e sono poste a carico dei ricorrenti, in solido (<span class="artref"><artref id="CH/173.110/66/5" type="start"></artref><artref id="CH/173.110/66/1" type="start"></artref>art. 66 cpv. 1 e 5 LTF</span><artref id="CH/173.110/66/5" type="end"></artref><artref id="CH/173.110/5" type="end"></artref>). Non vengono assegnate ripetibili (<span class="artref">art. 68 cpv. 3 LTF</span>). </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b> Per questi motivi, il Tribunale federale pronuncia:</b> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>1.</b> </div> <div class="para">In quanto presentato da B.________, il ricorso è inammissibile. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>2.</b> </div> <div class="para">In quanto presentato da A.________, i l ricorso, nella misura in cui è ammissibile, è respinto. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>3.</b> </div> <div class="para">Le spese giudiziarie di fr. 2'000.-- sono poste a carico dei ricorrenti, in solido. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>4.</b> </div> <div class="para">Comunicazione ai patrocinatori dei ricorrenti, alla Sezione della popolazione del Dipartimento delle istituzioni, al Consiglio di Stato e al Tribunale amministrativo del Cantone Ticino, nonché alla Segreteria di Stato della migrazione. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Losanna, 19 settembre 2019 </div> <div class="para"> </div> <div class="para">In nome della II Corte di diritto pubblico </div> <div class="para">del Tribunale federale svizzero </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Il Presidente: Seiler </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Il Cancelliere: Ermotti </div> </div></body></html>