<h2>SubmittedText<h2><p>Nell'opuscolo relativo alla votazione popolare del 5 giugno 2005 sull'associazione a Schengen e Dublino sono stati indicati costi annui, sul piano federale, pari a circa 8 milioni di franchi. Come oggi sufficientemente noto, i costi effettivi superano di gran lunga questo importo. Il Consiglio federale è pertanto pregato di rispondere alle domande seguenti (considerando anche gli sviluppi dell'acquis di Schengen in iter parlamentare ma non ancora attuati):</p><p>1. Quanti posti (in percentuale) supplementari sono stati creati in seno alla Confederazione nel contesto dell'associazione a Schengen/Dublino e con quali costi?</p><p>2. Quanti posti (in percentuale) supplementari sono stati creati all'esterno per svolgere funzioni in relazione all'accordo di Schengen / Dublino (mandati di consulenza, guardie di confine all'estero pagate dalla Svizzera, ecc.)? A quanto ammontano i pertinenti costi e da chi sono sostenuti?</p><p>3. Quali infrastrutture, programmi e sistemi informatici, nonché locali e materiali di lavoro hanno dovuto essere approntati e acquisiti sul piano federale? Quanto sono costati?</p><p>4. A quanto sono finora ammontati i contributi finanziari diretti della Confederazione a misure Schengen (p. es. Frontex, Rabit, Fondo per le frontiere esterne, Fondo per la sicurezza interna, ecc.) dall'associazione a Schengen a oggi?</p><p>5. A quanto ammontano i costi sostenuti dai Cantoni, dal 2005 ad oggi, per l'associazione a Schengen?</p><p>6. A quanto ammontano i costi sostenuti da privati (in particolare i gestori di aeroporti) in relazione a Schengen, ad esempio per misure edilizie?</p><p>7. Quali leggi e ordinanze hanno dovuto essere modificate dal 2005 in Svizzera in seguito all'associazione a Schengen? Con quali costi?</p><p>8. Dall'introduzione del sistema Schengen, a quanto ammontano i costi (in particolare potenziamento della polizia, interventi di polizia, danni, ecc.) cagionati dal turismo del crimine?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Per quanto riguarda la stima dei costi effettuata nel 2005 per l'opuscolo di voto, il Consiglio federale rinvia al parere relativo alla mozione 10.3557, nonché alle risposte alle interpellanze 06.3683 e 06.3247. Prima della votazione, il Consiglio federale e l'ex Capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP), che si è occupato del progetto, hanno fornito cifre all'epoca ragionevolmente prevedibili. Nel 2005 non era possibile prevedere gli sviluppi successivi, in particolare la crisi dei rifugiati e la crescente minaccia costituita dal terrorismo.</p><p>Il Consiglio federale si è espresso a più riprese, nel quadro di diversi interventi parlamentari, sull'evoluzione della cooperazione Schengen/Dublino e le ripercussioni finanziarie (in particolare l'interrogazione 08.1112, le interpellanze 12.4003, 10.3561 e 09.3817, nonché la mozione 10.3557). Il Consiglio federale ha pure stilato una serie di rapporti all'attenzione del Parlamento. Vanno menzionati i due rapporti sulle ripercussioni finanziarie e per il personale dell'associazione a Schengen/Dublino, elaborati nel 2011 e nel 2013 dal DFGP su richiesta della Delegazione delle finanze dell'Assemblea federale (non disponibili in italiano), il rapporto adottato nel giugno 2013 in adempimento del postulato 10.3857, che tratta le conseguenze del meccanismo di adeguamento a Schengen (FF 2013 5465), e il rapporto sulle conseguenze economiche e finanziarie dell'associazione della Svizzera a Schengen, adottato nel febbraio 2018 in adempimento del postulato 15.3896. Questi rapporti sono disponibili sul sito dell'UFG (www.bj.admin.ch &gt; Sicurezza &gt; Schengen/Dublino &gt; Rapporti).</p><p>Inoltre, il rapporto annuale del DFGP all'attenzione delle Commissioni della gestione delle due Camere (sottocommissioni DFGP/CaF) contiene informazioni sullo stato di attuazione della cooperazione Schengen/Dublino. Le conseguenze finanziarie legate al recepimento di sviluppi importanti sono menzionate nei messaggi del Consiglio federale al Parlamento come pure nei rapporti finanziari annuali e nella documentazione complementare relativa al preventivo e al consuntivo.</p><p>Alla luce di quanto sopraesposto, il Consiglio federale risponde come segue alle domande degli autori dell'interpellanza:</p><p>1. Il rapporto adottato dal Consiglio federale nel febbraio 2018 (Parte III, n. 8) mostra che, per il periodo 2012-2016, in seno all'Amministrazione federale circa 156 equivalenti a tempo pieno erano direttamente connessi a Schengen/Dublino. Per il 2016, il totale delle spese per il personale riconducibili all'associazione a Schengen/Dublino ammontava a 18 milioni di franchi. Per il 2017 gli effettivi sono rimasti stabili.</p><p>L'evoluzione dell'organico e dei suoi costi fino al 2013 sono indicati in maniera dettagliata nel rapporto adottato dal Consiglio federale nel giugno 2013 (FF 2013 5583 segg.).</p><p>2. La risposta all'interpellanza 10.3561 è integrata come segue: in seno al DFGP alcuni mandati sono stati conferiti per l'attuazione informatica dell'Accordo di associazione a Schengen (AAS) e dell'Accordo di associazione a Dublino (AAD) entro i limiti del credito d'impegno stanziato (DF 19 dicembre 2007/16 dicembre 2008/22 dicembre 2011) di 200,8 milioni di franchi. I costi per questi mandati sono ammontati, per il periodo 2007-2017, a 67,912 milioni di franchi. I mandatari stessi hanno determinato quanti collaboratori impiegare per l'esecuzione di questi mandati.</p><p>Nel settore dei visti, i mandati conferiti ai fornitori esterni non implicano costi per la Svizzera. Costituiscono inoltre un elemento importante della procedura e contribuiscono a un trattamento efficiente delle domande di visto.</p><p>La partecipazione della Svizzera alle operazioni di Frontex alle frontiere esterne non implica la creazione di posti esterni, ma ha richiesto di potenziare di 11 equivalenti a tempo pieno l'organico del Cgcf.</p><p>3./4. Una cooperazione efficace in materia di migrazione e di sicurezza richiede un adeguamento costante alle sfide. Gli strumenti comuni devono essere dotati di risorse sufficienti. Gli sviluppi che implicano costi sostanziali devono essere approvati dal Parlamento ed essere sottoposti al referendum facoltativo. I rapporti adottati dal Consiglio federale nel 2013 (FF 2013 5567 segg.) e nel 2018 (Parte III) contengono informazioni dettagliate sulle spese riconducibili al recepimento degli sviluppi dell'acquis di Schengen.</p><p>5. Il Consiglio federale non dispone di dati sulle conseguenze finanziarie dell'associazione a Schengen/Dublino nei Cantoni.</p><p>6. La cooperazione Schengen comporta effetti positivi considerevoli per il settore privato, in particolare per quello del turismo, come menzionato nel rapporto adottato dal Consiglio federale nel 2018. Il Consiglio federale non è tuttavia in grado di quantificare i costi. Secondo le stime del rapporto sopraccitato, le società private che gestiscono gli aeroporti hanno investito oltre 100 milioni di franchi per gli interventi resisi necessari per poter separare i passeggeri Schengen dagli altri viaggiatori (Parte III, n. 2.1).</p><p>7. Un elenco regolarmente aggiornato dall'UFG degli sviluppi dell'acquis di Schengen/Dublino il cui recepimento ha richiesto una modifica del diritto federale (a livello di legge e/o ordinanza) è disponibile sul sito dell'UFG (www.bj.admin.ch &gt; Sicurezza &gt; Schengen/Dublino &gt; Panoramiche). Questo elenco indica le leggi e le ordinanze modificate in ragione di uno sviluppo dell'acquis di Schengen/Dublino.</p><p>Tra la firma dell'AAS e dell'AAD (26 ottobre 2004 e fine marzo 2018), la Svizzera ha recepito 207 sviluppi dell'acquis di Schengen e 3 sviluppi dell'acquis di Dublino. Di questi 210 sviluppi, 49 (ossia il 23 per cento) hanno richiesto una modifica del diritto (22 a livello di ordinanza e 27 a livello di legge). Non è disponibile una stima dei costi legati alla procedura di recepimento e attuazione degli sviluppi dell'acquis di Schengen/Dublino.</p><p>8. Come già illustrato a più riprese dal Consiglio federale (cfr. le risposte alle interpellanze 15.3268, 12.4104 e 10.3964 nonché i pareri riguardo alle mozioni 12.3126 e 11.3056), non è possibile stabilire alcun nesso causale tra l'associazione a Schengen e il turismo del crimine.</p><p>Per contro, grazie alla sua partecipazione allo spazio di ricerca e sicurezza europeo, la Svizzera approfitta delle interconnessioni tra gli Stati Schengen e dello scambio automatizzato di dati con tutti gli Stati Schengen. Schengen si è rivelato uno strumento irrinunciabile nella lotta contro il terrorismo e la criminalità organizzata transfrontaliera.</p>  Risposta del Consiglio federale.