<!DOCTYPE html> <html lang="it"><head><meta charset="utf-8"/></head><body><div class="Section1"> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td colspan="2" valign="top"> <p class="MsoNormal"> </p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><img alt="" height="5" src="http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&amp;WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&amp;WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&amp;OmnisLibrary=JURISWEB&amp;OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&amp;OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&amp;Parametername=WWWTI&amp;Schema=TI_WEB&amp;Source=&amp;Aufruf=getImage&amp;nF38_KEY=29232" width="3"/></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><img alt="" height="24" src="http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&amp;WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&amp;WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&amp;OmnisLibrary=JURISWEB&amp;OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&amp;OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&amp;Parametername=WWWTI&amp;Schema=TI_WEB&amp;Source=&amp;Aufruf=getImage&amp;nF38_KEY=29233" width="21"/></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"> </p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Incarto n.<br/> </span><a id="IN_NUMERO">52.97.00223</a></p> <p class="MsoNormal"> </p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><a id="ID_LUOGO"><span>Lugano</span></a></p> <p class="MsoNormal"><a id="IN_DATA_DECISIONE">3 febbraio 1998</a></p> <p class="MsoNormal"> </p> </td> <td colspan="3" valign="top"> <p class="MsoNormal">In nome<br/> della Repubblica e Cantone<br/> del Ticino</p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> <tr> <td colspan="6" valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span>Il Tribunale cantonale amministrativo</span></b></p> </td> </tr> <tr> <td colspan="6" valign="top"> <p class="MsoNormal"> </p> </td> </tr> <tr> <td colspan="6" valign="top"> <p class="MsoNormal"> </p> </td> </tr> <tr> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"> </p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>composto dei giudici:</span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Lorenzo Anastasi, presidente, <br/> Raffaello Balerna e Stefano Bernasconi</span></p> </td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>segretario:</span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Thierry Romanzini, vicecancelliere</span></p> </td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>statuendo sul ricorso del 1° settembre 1997 di</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span> </span></b></p> </td> <td colspan="2" valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> </tr> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>contro</span></p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>la risoluzione 5 agosto 1997 (n. __________) del Consiglio di Stato, che respinge l'impugnativa inoltrata dall'insorgente avverso la decisione 7 febbraio 1997 del Dipartimento delle istituzioni, Sezione degli stranieri, in materia di rifiuto di rilascio del permesso di dimora alla figlia __________ (ricongiungimento familiare);</span></p> </td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>viste le risposte:</span></p> <p class="MsoNormal"><span>- 11 settembre 1997 del Consiglio di Stato,</span></p> <p class="MsoNormal"><span>- 15 settembre 1997 della Sezione degli Stranieri;</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>letti ed esaminati gli atti;</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="R2">ritenuto, <b>in fatto</b></p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> A. a) __________, cittadina dominicana divorziata, è madre di __________ e di __________: la prima nata dall'unione con __________, la seconda con __________. Il 10 gennaio 1994 si è trasferita in Svizzera, mentre le due figlie sono rimaste nella __________. Il __________ si è risposata avanti all'Ufficiale dello stato civile del Comune di __________ con __________, cittadino svizzero attinente di __________, acquisendo nel contempo un permesso di dimora annuale in seguito regolarmente rinnovato e avente quale ultima scadenza il 30 novembre 1997.</p> <p class="normale0"> </p> <p class="normale0">b) Il 26 agosto 1996 __________ ha raggiunto la madre in Svizzera grazie a un permesso di soggiorno a scopo di visita. Essa è stata successivamente iscritta alla scuola elementare a __________ durante l'anno scolastico 1996/97.</p> <p class="normale0">Il __________, __________ ha chiesto all'Ufficio cantonale di vigilanza sullo stato civile l'adozione di __________. L'istanza è stata respinta l'11 dicembre successivo in quanto ritenuta prematura, la stessa non soddisfacendo ancora i requisiti previsti dal diritto svizzero di adozione (art. 264 segg. CC).</p> <p class="normale0"> </p> <p class="normale0"> </p> <p class="R1"> B. Con decisione del __________, la Sezione degli stranieri ha respinto l'istanza del __________ presentata da __________ volta al rilascio di un permesso di dimora per la figlia __________. L'autorità ha considerato in sostanza che la domanda di adozione era prematura, ritenuto pure che la madre avrebbe esplicitamente firmato e garantito la partenza della figlia alla scadenza del termine per il previsto soggiorno a scopo turistico.</p> <p class="normale0"> </p> <p class="normale0"> </p> <p class="R1"> C. Adìto da __________, il Consiglio di Stato ne ha respinto il gravame con risoluzione del __________.</p> <p class="normale0">Il Governo ha confermato la decisione dipartimentale, ritenendo che non fossero dati i motivi per un ricongiungimento familiare giusta quanto previsto dall'art. 8 CEDU. Secondo l'Esecutivo cantonale, non sarebbe stato apportato alcun elemento oggettivo atto a giustificare tale ricongiungimento, la ricorrente - che sarebbe tra l'altro madre di un terzo figlio, __________ - essendosi inoltre fatta garante che __________ avrebbe lasciato il territorio cantonale alla scadenza del soggiorno autorizzato. Del resto, il marito della ricorrente avrebbe espressamente comunicato alle autorità competenti, al momento dell'entrata in Svizzera della moglie, la non intenzione di quest'ultima di portare le figlie nel nostro Paese. Il Governo ha inoltre impartito a __________ __________ un termine scadente il 15 ottobre 1997 per lasciare il territorio del Cantone.</p> <p class="normale0"> </p> <p class="normale0"> </p> <p class="R1"> D. Contro la predetta pronuncia governativa, __________ insorge ora davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento e postulando che a sua figlia __________ sia rilasciato un permesso di dimora.</p> <p class="R1"> Sostiene che nel caso di specie i presupposti per il ricongiungimento familiare sarebbero adempiuti.</p> <p class="R1"> Contestando le argomentazioni delle autorità inferiori a fondamento delle loro rispettive decisioni, l'insorgente ha pure precisato - oltre ad affermare di avere soltanto due figlie - che la dichiarazione di non volerle prendere con sé al momento dell'entrata in Svizzera sarebbe stata dettata per verificare la stabilità del suo matrimonio e l'integrazione nella società elvetica.</p> <p class="R1"> Con istanza pedissequa al gravame, chiede che a quest'ultimo sia formalmente conferito effetto sospensivo, nonché di essere posta al beneficio dell'assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio.</p> <p class="normale0"> </p> <p class="normale0"> </p> <p class="R1"> E. All'accoglimento del gravame si oppone la Sezione degli stranieri adducendo delle argomentazioni di cui si dirà, per quanto necessario, in seguito.</p> <p class="normale0"> </p> <p class="normale0">Anche il Consiglio di Stato propone la reiezione del ricorso, riconfermandosi nelle motivazioni poste a fondamento della decisione impugnata.</p> <p class="normale0"> </p> <p class="normale0"> </p> <p class="R1"> F. Il 27 ottobre 1997 __________ ha trasmesso a questo Tribunale l'estratto originale dell'atto di nascita di __________ attestante il legame di filiazione con __________, sorella dell'insorgente. Sollecitata dal giudice delegato, essa ha prodotto il __________ la sentenza di divorzio da __________.</p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="R2">Considerato, <b>in diritto</b></p> <p class="MsoNormal"> </p> <p class="R1"> 1. 1.1. In materia di diritto degli stranieri, la competenza del Tribunale cantonale amministrativo a statuire in merito ai gravami inoltrati avverso le decisioni del Consiglio di Stato è data soltanto nella misura in cui quest'ultime sono suscettibili di essere impugnate con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale (cfr. art. 1 della Legge transitoria d'applicazione dell'art. 98a della legge federale sull'organizzazione giudiziaria in materia di diritto degli stranieri del __________).</p> <p class="R1"> </p> <p class="normale0">1.2. Giusta l'art. 100 cpv. 1 lett. b n. 3 OG, in materia di polizia degli stranieri il ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale non è esperibile contro il rilascio o il rifiuto di permessi al cui ottenimento la legislazione federale non conferisce un diritto. L'art. 4 LDDS sancisce che l'autorità competente decide liberamente, nei limiti delle disposizioni della legge e dei trattati con l'estero, in merito alla concessione del permesso di dimora o di domicilio. Lo straniero ha quindi un diritto all'ottenimento di un simile permesso solo laddove tale pretesa si fonda su di una disposizione particolare del diritto federale o di un trattato internazionale (DTF 122 II 3 consid. 1a, 388 consid. 1a con rinvii). </p> <p class="normale0"> </p> <p class="R1"> 1.3. L'art. 17 cpv. 2 LDDS dispone, tra l'altro, che se lo straniero possiede il permesso di domicilio, il coniuge ha diritto al rilascio e alla proroga del permesso di dimora fintanto che i coniugi vivono insieme; i figli celibi d'età inferiore a 18 anni hanno il diritto di essere inclusi nel permesso di domicilio se vivono con i genitori. Ne consegue che __________, essendo titolare di un permesso di dimora, non ha alcun diritto di farsi raggiungere in Svizzera dalla figlia __________ in virtù dell'art. 17 cpv. 2 LDDS. Per esso il ricongiungimento familiare è retto infatti dagli art. 38 e seg. OLS che, tuttavia, non conferiscono alcun diritto (DTF 115 Ib 3 consid. 1b).</p> <p class="normale0"> </p> <p class="R1"> 1.4. Non esiste inoltre tra la Svizzera e la Repubblica Dominicana alcun trattato che regoli in modo specifico il soggiorno in Svizzera dei cittadini dominicani, accordo dal quale potrebbe scaturire un diritto al rilascio di un permesso di dimora.</p> <p class="normale0"> </p> <p class="R1"> 1.5. La ricorrente può invece richiamarsi all'art. 8 CEDU. Affinché tale norma sia applicabile, occorre - in particolare - che il membro della famiglia con il quale lo straniero che domanda un permesso di dimora afferma d'intrattenere una relazione stretta, intatta ed effettivamente vissuta, abbia il diritto di risiedere in Svizzera: in altre parole, è necessario che questa persona sia al beneficio di un permesso di domicilio oppure possieda la cittadinanza svizzera (DTF 118 Ib 157, consid. c). Lo straniero titolare di un permesso di dimora non può prevalersi dell'art. 8 CEDU. Una deroga è consentita quando, in determinate circostanze, lo straniero titolare di un permesso di dimora abbia il diritto di risiedere in Svizzera, ossia abbia la certezza di vedersi accordato un permesso di dimora (DTF 111 Ib 163 consid. 1a), ciò che è il caso della ricorrente. Difatti, __________ è sposata con un cittadino svizzero: conformemente all'art. 7 cpv. 1 LDDS, essa ha il diritto al rilascio e alla proroga del permesso di dimora e ha quindi il diritto di soggiornare in Svizzera.</p> <p class="normale0">Nell'ambito dell'art. 8 CEDU, se il legame di parentela è intatto ed effettivamente vissuto, la libertà delle autorità cantonali di rifiutare un permesso di soggiorno (cfr. art. 4 LDDS) è limitata e contro una decisione di rifiuto è ammissibile il ricorso di diritto amministrativo dinanzi al Tribunale federale in applicazione dell'art. 100 cpv. 1 lett. b n. 3 OG (DTF 122 II 5 consid. 1e, 292 consid. 1e, 389 consid. 1b, 93 consid. 1c) e, di riflesso, nella presente sede attraverso il rinvio di cui all'art. 1 della legge transitoria d'applicazione dell'art. 98a OG in materia di diritto degli stranieri. Ciò vale pure quando il ricorso è presentato da un membro della famiglia, in specie la madre, avente diritto di risiedere in Svizzera (DTF 119 Ib 84 consid. 1c). Nella fattispecie, la ricorrente sostiene esplicitamente di avere mantenuto con le figlie un legame vivo e intenso e di averle visitate in quattro occasioni. Quest'ultima asserzione è stata resa verosimile mediante la presentazione delle fotocopie dei timbri d'entrata e d'uscita dalla Repubblica Dominicana apposti sul suo passaporto, nonché dai vari versamenti per il loro mantenimento. Per la soluzione della vertenza non è ad ogni buon conto necessario esaminare più a fondo la natura e l'intensità del legame familiare che lega la ricorrente alla figlia. In effetti, per la ragioni che seguono, per quanto riguarda l'asserita violazione dell'art. 8 CEDU e nella misura in cui è ammissibile, il ricorso va comunque respinto nel merito.</p> <p class="normale0"> </p> <p class="normale0">1.6. Il gravame è inoltre tempestivo (art. 46 PAmm) e la legittimazione dell'insorgente certa (art. 43 PAmm). L'impugnativa può infine essere decisa sulla scorta degli atti, senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm).</p> <p class="normale0"> </p> <p class="normale0"> </p> <p class="R1"> 2. 2.1. Giusta l'art. 8 CEDU ogni persona ha diritto al rispetto della sua vita privata e familiare, del suo domicilio e della sua corrispondenza (n. 1). Non può esservi ingerenza della pubblica autorità nell'esercizio di tale diritto se non in quanto tale ingerenza sia prevista dalla legge e in quanto costituisca una misura che, in una società democratica, è necessaria per la sicurezza nazionale, l'ordine pubblico, il benessere economico del paese, la prevenzione dei reati, la protezione della salute o della morale, o la protezione dei diritti e delle libertà altrui (n. 2).</p> <p class="normale0"> </p> <p class="normale0">2.2. L'art. 8 CEDU tutela, tra l'altro, la relazione familiare tra genitori e figli. Non assicura tuttavia alla persona residente in Svizzera un diritto assoluto di far venire nel nostro paese un suo familiare, segnatamente quando essa stessa ha preso la decisione di vivere separata da quest'ultimo per venire a risiedere in Svizzera. Tale principio vale, a maggior ragione, laddove gli interessati dimostrano con il loro comportamento che il permesso richiesto non è volto in primo luogo a permettere una vita familiare comune, bensì al raggiungimento di altri obiettivi (DTF 122 II 392 consid. 4b con rinvii). Inoltre, in presenza di un'ingerenza nella vita familiare giustificata ai sensi dell'art. 8 n. 2 CEDU dalla politica restrittiva in materia di stranieri praticata dalla Svizzera - in particolare dalla salvaguardia del mercato svizzero del lavoro e dal mantenimento di un rapporto equilibrato tra popolazione svizzera e straniera - appare legittimo rifiutare un permesso di entrata e di soggiorno sul nostro territorio al figlio di uno straniero quando la separazione della famiglia risulta dalla libera scelta o volontà del genitore residente in Svizzera, non sussistono interessi familiari preponderanti che impongono una modifica delle relazioni esistenti rispettivamente una modifica si appalesa imperativa, ed infine che la continuazione delle relazioni familiari non siano ostacolate dall'autorità (ibidem).</p> <p class="normale0"> </p> <p class="normale0">2.3. L'insorgente ha divorziato da __________ il __________. E' entrata in Svizzera il 10 gennaio 1994 proveniente dall'Italia per sposarsi con __________ il __________. Essa ha lasciato le due figlie, nate da relazioni con due differenti uomini, nella Repubblica Dominicana presso la madre __________. Nel formulario che __________ ha sottoscritto per conseguire il permesso di dimora temporaneo in attesa di contrarre matrimonio ha indicato l'esistenza dei figli __________ e __________. Nelle successive domande di rinnovo non ha in realtà più indicato l'esistenza del primo. Mai però era stata indicata in tali atti l'esistenza della figlia __________ fino alla domanda d'invito per quest'ultima di data __________. Ora, per il fatto di aver taciuto l'esistenza di un membro della famiglia, essa ossequia già i presupposti per la non concessione del permesso sollecitato (art. 8 cpv. 4 ODDS). Ma vi è di più.</p> <p class="normale0"> </p> <p class="normale0">2.4. La ricorrente adduce che la documentazione versata agli atti nella procedura di ricorso davanti al Consiglio di Stato attesterebbe la sua entrata e uscita dalla Repubblica Dominicana mediante i relativi timbri apposti sul suo passaporto e comproverebbe le 4 visite alla figlia intraprese con regolarità dal momento della sua entrata in Svizzera. Anche i giustificativi di vari versamenti prodotti nel 1996 a favore di varie persone - presumibilmente parenti -, come pure la copia di ricevute per cambio valuta, comproverebbero a suo dire che erano finalizzati al mantenimento delle figlie.</p> <p class="normale0">Tali considerazioni, anche se fossero tutte verosimili, non mutano però nulla alla circostanza che __________ ha tuttora i maggiori legami familiari nella Repubblica Dominicana dove ha vissuto sin dalla nascita.</p> <p class="normale0">La ricorrente non ha del resto nemmeno fornito nessuna informazione sulla durata del suo soggiorno a __________ prima della sua entrata in Svizzera, se non sostenendo di essersi separata da __________, che è rimasta nella Repubblica Dominicana, soltanto al momento dell'entrata nel nostro Paese.</p> <p class="normale0">La madre è quindi partita volontariamente dalla Repubblica Dominicana per trasferirsi e risiedere - ad una data che non è stata indicata - a __________ per entrare in seguito in Svizzera __________, ed altrettanto volontariamente si è separata dalle figlie. Alla stessa non spetta quindi di principio un diritto di rivendicare la loro presenza e residenza in Svizzera in applicazione dell'art. 8 CEDU.</p> <p class="normale0">In ogni caso, anche qualora si dovesse ritenere la sussistenza di simile diritto, il controverso rifiuto di autorizzazione di entrare in Svizzera che ha colpito la figlia __________ appare conforme all'art. 8 n. 2 CEDU. Tale disposto non assicura difatti alla persona residente in Svizzera un diritto assoluto di far venire nel nostro Paese un suo familiare, se essa stessa ha preso la decisione di vivere separata da quest'ultima in un altro Paese. Tale principio vale, a maggior ragione, laddove, come è il caso in concreto, l'interessata dimostra con il suo comportamento che il permesso richiesto non è volto in primo luogo a permettere una vita familiare comune, bensì al raggiungimento di altri obiettivi (DTF 119 Ib 91 consid. 4a). Al momento della sua entrata in Svizzera, __________ aveva poco meno di nove anni; è nata e cresciuta nella Repubblica Dominicana, dove ha vissuto tutta la sua prima infanzia e dove possiede anche i suoi legami familiari, sociali e culturali. Dal momento dell'entrata in Svizzera della madre all'inizio del __________ - in realtà anche prima - vive con la nonna materna: tale relazione non ha fino ad oggi dato adito a problemi di sorta e può pertanto continuare a sussistere. La madre non ha del resto nemmeno lontanamente reso verosimile od anche solo affermato la sussistenza di interessi familiari preponderanti che esigano una modifica delle relazioni esistenti. Si è limitata a dire che a seguito del divorzio la figlia le è stata affidata e non avrebbe alcun legame con il padre naturale. Malgrado ciò, si è però trasferita in Italia ad una data imprecisata affidandone la cura e l'educazione alla nonna materna e attendendo più di due anni per sollecitare la controversa autorizzazione d'entrata. Sin dal gennaio 1994 l'insorgente ha fondato una comunione coniugale. Orbene, perlomeno da tale momento, si sono create le condizioni oggettive per un ricongiungimento della famiglia; i relativi permessi non sono però stati richiesti. La madre giustifica tale fatto limitandosi ad addurre che voleva verificare la stabilità del suo matrimonio, come pure la sua integrazione in seno alla società elvetica, ciò che ritiene sia ora avvenuto. Un simile procedere non evidenzia ancora l'intenzione di ricongiungere la famiglia: mal si comprende perché la relazione tra madre e figlia doveva essere condizionata da questi motivi. Come rilevato in precedenza, il permesso postulato avrebbe ora come conseguenza di separare __________ dalla nonna materna nel suo Paese d'origine, dove è nata e cresciuta e dove possiede stretti legami sociali e culturali. Del resto, nella domanda di invito del 3 giugno 1996 è stato indicato che lo scopo della visita era quello di <i>"stare con la mamma"</i>, per un periodo limitato a tre mesi. Difatti, sottoscrivendo tale domanda, la madre si faceva garante che la persona invitata avrebbe lasciato la Svizzera alla scadenza del soggiorno autorizzato. Malgrado ciò, l'insorgente provvedette ad iscrivere la figlia alla scuola elementare con l'intento di assicurarle una formazione scolastica e un avvenire professionale migliori di quelli ipotizzabili nel suo Paese d'origine.</p> <p class="normale0">In simili circostanze, poiché l'avversato diniego d'entrata trae indiscutibilmente origine dalla politica restrittiva in materia di stranieri praticata dal nostro Paese, esso deve essere considerato giustificato alla luce dell'art. 8 n. 2 CEDU, sussistendo fondati motivi per dubitare che la venuta in Svizzera poggi in misura preponderante sull'intenzione di riunire la famiglia e non risponda piuttosto semplicemente al soddisfacimento di altri obiettivi, non da ultimi di natura di formazione adeguata in vista di un futuro professionale nel nostro Paese.</p> <p class="normale0"> </p> <p class="normale0">Ai fini del giudizio non appare pertanto nemmeno necessario accertare se __________, nato il __________, sia effettivamente figlio dell'insorgente o della di lei sorella.</p> <p class="normale0"> </p> <p class="normale0">2.5. Va infine rilevato che il mantenimento di relazioni personali con la figlia non è impedito. In effetti non risulta che la ricorrente abbia incontrato ostacoli nel richiedere dalla Svizzera un visto per un permesso di soggiorno a scopo di visita per la propria figlia. Anche da questo punto di vista, la decisione impugnata è compatibile con l'art. 8 CEDU.</p> <p class="normale0"> </p> <p class="normale0"> </p> <p class="R1"> 3. Sulla scorta di quanto precede il ricorso, nella misura in cui è ammissibile, deve essere pertanto respinto. Visto l'esito del gravame, la domanda di effetto sospensivo diviene priva d'oggetto.</p> <p class="R1"> La richiesta di assistenza giudiziaria non può essere accolta, mancando al ricorso qualsiasi possibilità di successo (art. 30 PAmm e 157 CPC).</p> <p class="R1"> La tassa di giustizia e le spese seguono la soccombenza (art. 28 PAmm).</p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>Per questi motivi,</span></p> <p class="MsoNormal"><span>visti gli art. 1, 4 LDDS; 8 ODDS; 8 CEDU; 100 cpv. 1 lett. b n. 3 OG; 1 della Legge transitoria di applicazione dell'art. 98a della legge federale sull'organizzazione giudiziaria in materia di diritto degli stranieri del 12 marzo 1997; 3, 18, 28, 30, 43, 46, 47, 60, 61 PAmm; 157 CPC;</span></p> <p class="MsoNormal"> </p> <p class="MsoNormal"> </p> <p class="R2"><b>dichiara e pronuncia:</b></p> <p class="MsoNormal"> </p> <p class="MsoNormal"> </p> <p class="1"> 1. Nella misura in cui è ricevibile, il ricorso é respinto.</p> <p class="a">§. Di conseguenza __________, cittadina della Repubblica Dominicana nata __________, è tenuta a lasciare il territorio del Cantone Ticino entro il 30 giugno 1998 notificando la propria partenza al competente Ufficio regionale degli stranieri.</p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="1"> 2. La domanda di ammissione al beneficio dell'assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio è respinta.</p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="1"> 3. La tassa di giustizia e le spese di fr. 500.– sono a carico della ricorrente.</p> <p class="1"> </p> <p class="1"> </p> <p class="1"> </p> <p class="1"> </p> <p class="1"> 4. Contro la presente decisione, nella misura in cui è fondata sul diritto pubblico federale, è dato ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale a Losanna nel termine di 30 giorni dall'intimazione.</p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="intimazione"> </p> <p class="intimazione"> </p> <p class="intimazione"> 5. Intimazione a:</p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> </tr> <tr> <td valign="top"> <p class="normale0"> </p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>Per il Tribunale cantonale amministrativo</span></p> <p class="MsoNormal"><span>Il presidente Il segretario</span></p> </div></body></html>