<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio nazionale riconosce il genocidio perpetrato dal cosiddetto Stato islamico contro gli Yazidi dal 2014 e invita il Consiglio federale a prenderne atto e a trasmettere la sua posizione attraverso i canali diplomatici abituali.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale riconosce le vittime e le sofferenze degli Yazidi e di altre minoranze religiose ed etniche causate dalle atrocità dell’autoproclamato Stato islamico (IS) e ha già condannato con la massima fermezza queste gravi violazioni del diritto internazionale. Non c’è dubbio che le persone interessate abbiano subito un grave torto da questa persecuzione. In più occasioni la Svizzera si è impegnata a livello multilaterale per il perseguimento penale dei responsabili di crimini in Siria e in Iraq, e continuerà a farlo.&nbsp;</p><p>Come indicato nella risposta ai postulati&nbsp;<a href="https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20213948">21.3948</a> e&nbsp;<a href="https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20224326">22.4326</a>, giudicare certe atrocità come «genocidi» spetta in linea di principio ai tribunali e alle istanze internazionali investite di un apposito mandato, e non è responsabilità dei singoli Stati. La Svizzera riconosce le sentenze di tribunali internazionali come la Corte penale internazionale o la Corte internazionale di giustizia.&nbsp;</p><p>Inoltre, non è competenza del Consiglio federale esprimersi su un’eventuale decisione del Consiglio nazionale in proposito. Se quest’ultimo dovesse prendere una decisione in materia, l’Esecutivo si premurerà di renderla nota tramite i consueti canali.</p>