<h2>SubmittedText<h2><p>Nel settimanale "Weltwoche" dell'11 giugno 2006 si legge che l'Enfopol, la cooperazione tra le forze di polizia dell'UE, ha avviato un programma dall'innocuo titolo "Miglioramento della cooperazione transnazionale" che viola il diritto svizzero.</p><p>Secondo l'accordo di Schengen attualmente in vigore, le forze di polizia che perseguono un latitante sul territorio nazionale di un altro Stato (cosiddetto inseguimento) o intendono sorvegliare una persona sospetta anche oltre i confini nazionali (cosiddetta osservazione), devono rispettare un determinato numero di condizioni, tra cui il principio della doppia punibilità, secondo cui la polizia può perseguire attivamente oltre i suoi confini soltanto quei reati che sono punibili in entrambi gli Stati. Principio solennemente celebrato dal Consiglio federale nel corso della campagna referendaria relativa a Schengen/Dublino, per il quale l'UDC ha espresso riserve poi considerate infondate dal governo. Ora con la "rafforzata cooperazione internazionale" dell'Enfopol il principio della doppia punibilità cade in secondo piano. </p><p>Alla luce dello sviluppo incomprensibile e peraltro prevedibile - di cui il Consiglio federale non era a conoscenza - in questo ambito di estrema sensibilità, prego il Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale continua ad applicare il principio della doppia punibilità in caso di perseguimento internazionale di criminali?</p><p>2. Il Consiglio federale è disposto ad adottare le necessarie misure affinché il nostro stato di diritto non sia intaccato da organizzazioni straniere?</p><p>3. Il Consiglio federale è disposto a sospendere l'accordo di Schengen se l'UE non intende ritrattare sul modus operandi dell'Enfopol e rinunciare a queste gravi ingerenze nel diritto interno?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Gli Stati che aderiscono alla cooperazione in materia di sicurezza di Schengen s'impegnano a rafforzare le forme di cooperazione esistenti tra le loro autorità di perseguimento penale a livello nazionale e locale.</p><p>Il raggiungimento di tale obiettivo comporta il riesame delle vigenti normative Schengen sulla cooperazione di polizia. Per questo nell'autunno del 2005 la Commissione europea ha sottoposto agli Stati di Schengen una proposta per un ulteriore sviluppo in questo senso. La proposta contiene tra l'altro delle norme per facilitare l'osservazione e l'inseguimento transfrontaliero. Per l'osservazione transfrontaliera è stata proposta una semplificazione della procedura. Mentre in base all'attuale normativa, le autorità di perseguimento penale devono esaminare se l'osservazione è permessa sia dal proprio diritto interno sia dal diritto dello Stato di destinazione, secondo la proposta della commissione ciò dovrebbe avvenire con una suddivisione dei compiti: le autorità di perseguimento penale preparerebbero il proprio dispositivo in base al diritto nazionale, lasciando alle autorità dello Stato di destinazione la facoltà di proibire l'osservazione. Tale divieto non sarebbe legato a condizioni. In base a questa regolamentazione lo Stato richiesto non dovrebbe più esaminare il principio della doppia punibilità. La proposta non riguardava né l'inseguimento né i provvedimenti coercitivi nel quadro dell'assistenza giudiziaria, come l'audizione di testimoni o il controllo dei conti bancari.</p><p>Sono stati punti controversi sia il fatto che una parte potesse evitare di esaminare il principio della doppia punibilità come pure altre decisioni proposte dalla commissione. In particolare gli Stati erano in disaccordo sull'entità del miglioramento che le nuove disposizioni avrebbero effettivamente apportato alla cooperazione tra le autorità di perseguimento penale. Il Consiglio dei ministri della giustizia e dell'interno ha di conseguenza deciso, in occasione della seduta del 27 aprile 2006 a Lussemburgo, a cui ha preso parte anche la Svizzera, di sospendere i negoziati. Dopo una fase di riflessione, la commissione dovrà sottoporre nuove proposte agli Stati di Schengen.</p><p>Partendo da questo presupposto, il Consiglio federale può rispondere alle domande dell'interpellanza come segue.</p><p>1. Anche in futuro il Consiglio federale intende mantenersi senza riserve al principio della doppia punibilità. Grazie a tale principio l'osservazione transfrontaliera o le altre misure di polizia e di giustizia sono limitate solo a quei casi in cui la fattispecie in questione rappresenta un reato nel diritto nazionale di tutte le nazioni coinvolte.</p><p>2. Il Consiglio federale sosterrà coerentemente la posizione sopra presentata sia nell'ambito di Schengen che in altri organi internazionali (Consiglio d'Europa, ONU) nonché nei negoziati bilaterali. Ulteriori misure non sono in programma e non sono neppure necessarie.</p><p>3. Come detto, i negoziati sono stati interrotti e attualmente la questione relativa a una sospensione dell'accordo non è d'attualità. Dovesse il futuro sviluppo della cooperazione di polizia nell'ambito di Schengen non corrispondere più agli interessi fondamentali della Svizzera, la problematica potrebbe essere trattata nell'ambito della procedura di conciliazione prevista dall'accordo di adesione a Schengen.</p>  Risposta del Consiglio federale.