<h2>SubmittedText<h2><p>Secondo i media, per la pianificazione del territorio e i relativi calcoli delle zone edificabili necessarie la Confederazione si basa su uno scenario demografico che prevede per il 2050 11 milioni di abitanti in Svizzera. </p><p>A questo proposito, si invita il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale conviene che mirare in modo attivo a una tale crescita demografica è problematico?</p><p>2. Il Consiglio federale riconosce che la crescita demografica non è frutto del caso, ma può essere influenzata da misure politiche nell'ambito della fiscalità, della pianificazione del territorio e dell'economia?</p><p>3. Il Consiglio federale riconosce che un'eccessiva offerta di terreni edificabili, anziché incoraggiare una crescita economica qualitativa e una densificazione edilizia, favorisce una crescita economica quantitativa, ovvero l'insediamento di imprese nel nostro Paese da cui conseguono la crescita demografica e un'espansione disordinata degli insediamenti?</p><p>4. Dato che una limitazione diretta dell'immigrazione sarebbe in contraddizione con il principio della libera circolazione delle persone e non risolverebbe il problema alla radice, ci si chiede quali misure fiscali, politico-economiche e di pianificazione del territorio il Consiglio federale intende adottare per favorire la stabilizzazione della popolazione e ridurre al minimo le ripercussioni negative della crescita? </p><p>5. A questo proposito, si deve evitare soprattutto di incoraggiare direttamente la delocalizzazione. Si invita quindi il Consiglio federale a rispondere anche alle seguenti domande:</p><p>a. A quanto ammontano i costi complessivi per la promozione della piazza economica svizzera?</p><p>b. Quanti regali fiscali sono stati fatti negli ultimi otto anni per favorire l'insediamento di imprese in Svizzera?</p><p>6. Il Consiglio federale è disposto a valutare le conseguenze che le sue attuali politiche in ambito economico, fiscale e di pianificazione del territorio avranno in futuro sull'immigrazione?</p><p>7. In che misura il Consiglio federale ha tenuto conto delle suddette questioni nel suo parere relativo al postulato 11.3466, "Sviluppo sostenibile e promozione della piazza economica"? </p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La revisione parziale del 15 giugno 2012 (R LPT) della legge del 22 giugno 1979 sulla pianificazione del territorio (LPT; RS 700) ha permesso, in particolare, di adattare l'articolo 15 relativo alle zone edificabili e di completarlo con nuove prescrizioni. Le nuove disposizioni mirano a favorire uno sviluppo insediativo centripeto e a coordinare le dimensioni e l'ubicazione delle zone edificabili in modo da impedire un'ulteriore dispersione incontrollata degli insediamenti. </p><p>L'avamprogetto in consultazione concernente la modifica dell'ordinanza del 28 giugno 2000 sulla pianificazione del territorio (OPT; RS 700.1) e l'avamprogetto delle direttive tecniche sulle zone edificabili, che secondo l'articolo 15 capoverso 5 R-LPT devono essere elaborate congiuntamente dalla Confederazione e dai cantoni, prevedono che, nell'ambito della pianificazione direttrice, i cantoni debbano assumere ipotesi concernenti la futura evoluzione demografica, basandosi sugli scenari demografici dell'Ufficio federale di statistica (UST). I cantoni possono optare al massimo per lo scenario demografico "alto" dell'UST; devono tuttavia scegliere uno scenario più basso, se nel proprio cantone l'evoluzione è valutata più limitata. </p><p>Il Consiglio federale risponde alle domande come segue: </p><p>1. Il Consiglio federale non mira attivamente a una tale crescita demografica, tuttavia, come base per i suoi calcoli utilizza gli scenari demografici dell'UST. </p><p>2. L'entità dell'immigrazione dipende in primo luogo dalla situazione economica e dall'attrattiva della piazza economica svizzera rispetto agli altri Paesi. Si tiene conto di questo fattore, aggiornando periodicamente gli scenari di evoluzione demografica dell'UST. </p><p>3. La R LPT intende favorire uno sviluppo insediativo centripeto e impedire un'ulteriore dispersione incontrollata degli insediamenti. Prevede inoltre misure finalizzate a un migliore sfruttamento delle aree dismesse o delle superfici utilizzate insufficientemente nelle zone edificabili. Negli avamprogetti della LPT e delle direttive tecniche messi in consultazione, le condizioni quadro sono formulate in modo tale che i cantoni sono tenuti a definire la grandezza della zona edificabile in base al fabbisogno stimato per i successivi 15 anni. L'avamprogetto delle direttive tecniche propone inoltre una gestione delle zone per il lavoro. In questo modo, sarà evitata una crescita economica puramente quantitativa e non sostenibile e, in futuro, la densificazione assumerà una maggiore importanza. </p><p>4. L'entità dell'immigrazione dipende in primo luogo dalla situazione economica e dall'attrattiva della piazza economica rispetto agli altri Paesi. Nel suo rapporto del 4 luglio 2012 sulla libera circolazione delle persone e l'immigrazione in Svizzera, il Consiglio federale ha fatto riferimento alle sfide che sorgono per quanto concerne l'integrazione, la pianificazione delle infrastrutture e del territorio, il mercato del lavoro e la politica di formazione. Le misure già adottate dal Consiglio federale, i cantoni e i partner sociali non si prefiggono di incoraggiare una stabilizzazione della popolazione, ma di ridurre al minimo i problemi nei settori summenzionati. </p><p>5.1. In base alla legge federale del 5 ottobre 2007 che promuove l'informazione riguardante la piazza imprenditoriale svizzera (RS 194.2), la Confederazione spende annualmente 5,1 milioni di franchi per la promozione di questo tipo di informazione. Poiché la promozione nazionale della piazza economica è un compito comune di Confederazione e cantoni, questi ultimi vi contribuiscono con complessivamente 1,3 milioni di franchi l'anno. Il posizionamento della Svizzera in qualità di piazza economica di prima categoria per imprese innovatrici e creatrici di valore aggiunto è prioritario. L'attuazione operativa è stata affidata a Switzerland Global Enterprise (S-GE, ex OSEC), che assume un importante ruolo di coordinamento. </p><p>I cantoni sono anche attivi nella promozione economica. Oltre alle campagne di marketing, a seconda dei cantoni e delle regioni vi è una variegata gamma di misure di assistenza alle imprese con sede in Svizzera. A questo livello, le spese per il marketing della piazza economica non possono essere dissociate dall'insieme delle spese per la promozione economica. </p><p>5.2 Conformemente alla legge federale del 14 dicembre 1990 sull'armonizzazione delle imposte dirette dei cantoni e dei comuni (LAID, RS 642.14, art. 23 cpv. 3), i cantoni possono prevedere sgravi di imposte a favore delle imprese neocostituite che servono agli interessi economici del cantone, per l'anno di fondazione dell'impresa e per i nove anni seguenti. Secondo l'articolo 12 della legge federale del 6 ottobre 2006 sulla politica regionale (RS 901.0), se un cantone concede tali gravi fiscali, anche la Confederazione può concedere sgravi sull'imposta federale diretta. Non esistono dati nazionali concernenti gli sgravi fiscali cantonali. A livello federale, invece, è stata registrata una perdita di entrate fiscali di circa 1,5 miliardi di franchi tra il 2007 e il 2010. Dati dettagliati relativi a queste agevolazioni fiscali, analisi dell'efficacia comprese, sono pubblicati sul sito della Segreteria di Stato dell'economia (SECO) alla pagina <a href="http://www.seco.admin.ch/themen/05116/05118/05298/index.html?lang=de">http://www.seco.admin.ch/themen/05116/05118/05298/index.html?lang=it</a>. Il rapporto "Promozione della piazza economica e immigrazione" del dicembre 2013, redatto da Ecoplan su mandato della SECO, stima che gli effetti della promozione della piazza economica svizzera sull'immigrazione netta sono minimi (circa 4 per cento). Secondo il rapporto, circa tre quarti degli effetti dovuti all'immigrazione interessano le aree rurali o i territori strutturalmente deboli. </p><p>6. L'8 marzo 2013, il Consiglio federale ha istituito un gruppo di coordinamento interdipartimentale in materia d'immigrazione e integrazione e un comitato operativo. Nell'ambito di questa nuova struttura, saranno valutate le influenze reciproche della politica di immigrazione, della politica economica, della politica di pianificazione territoriale e della politica di promozione economica. </p><p>7. Nella sua risposta al postulato 11.3466 "Sviluppo sostenibile e promozione della piazza economica", il Consiglio federale ha già espresso il suo consenso a esaminare, in vista del nuovo messaggio concernente la promozione della piazza economica negli anni 2016-2019, una migliore integrazione dei principi dello sviluppo sostenibile nella strategia globale per la promozione della piazza economica. Nel 2013, il Consiglio federale aveva fatto studiare e valutare diversi strumenti di promozione economica, chiedendo di prestare particolare attenzione allo sviluppo sostenibile. È in quest'ambito che è stato redatto il rapporto "Promozione della piazza economica e immigrazione (cfr. risposta alla domanda 5.2). I risultati vengono ora integrati nell'elaborazione del messaggio che il Consiglio federale sottoporrà al Parlamento nel 2015.</p>  Risposta del Consiglio federale.