<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La questione a sapere se secondo il diritto svizzero gli investimenti collettivi di capitale sotto la forma giuridica di società di investimenti debbano sottostare alla legge sui fondi di investimento ha da lungo tempo occupato il legislatore e le autorità di vigilanza, poiché sono sempre esistite società anonime che di fatto perseguivano una politica d'investimento uguale o simile a quella dei fondi. Tuttavia, in occasione della revisione della legge del 1994 è stato consapevolmente mantenuto il vecchio sistema secondo cui solo la forma contrattuale d'investimento collettivo di capitale dev'essere assoggettata alla legge sui fondi di investimento. Nel 1994 il legislatore è persino andato oltre e per la prima volta ha ancorato esplicitamente nella legge sui fondi di investimento la prassi del vecchio diritto. Di conseguenza i fondi gestiti in una forma diversa da quella contrattuale, in particolare quella prevista dal diritto delle società, non sottostanno alla predetta legge. Su questo punto il Parlamento ha seguito senza discussioni il Consiglio federale. Quest'ultimo ha motivato la sua proposta nel messaggio asserendo che i diritti societari inerenti alla qualità di azionista in una società di investimento adempirebbero una funzione di protezione analoga a quella derivante dalla vigilanza esercitata dalla Commissione federale delle banche. Per proteggere gli investitori non s'imporrebbe quindi alcun assoggettamento, tanto più che la possibilità dell'investimento collettivo di capitale in forma corporativa non ha finora portato all'elusione della legge sui fondi di investimento. Qualora in futuro si dovessero verificare elusioni della legge, la Commissione federale delle banche dovrebbe senz'altro intervenire in virtù della sua funzione di vigilanza.</p><p></p><p>Alla luce degli ultimi sviluppi, la questione sollevata dall'autore della mozione per chiarire se le società di partecipazione debbano essere sottoposte alla legge sui fondi di investimento, è certamente giustificata, tanto più che anche l'opinione delle cerchie interessate non è per niente unanime a questo riguardo. A seguito della liberalizzazione della legge sui fondi di investimento e con l'estensione dell'offerta d'investimenti autorizzati si possono perseguire, con la forma contrattuale e corporativa dei contratti d'investimento collettivo, gli stessi obiettivi d'investimento. Secondo il principio "same business, same rules" questo fatto postulerebbe l'assoggettamento. Anche la possibilità d'influire sull'operato di piccoli azionisti attraverso provvedimenti del diritto sulle società anonime, ad esempio con la costituzione di azioni con diritto di voto, potrebbe sostenere la tesi dell'assoggettamento.</p><p></p><p>D'altra parte occorre osservare che gli azionisti di società d'investimento non sono privi di protezione. Già nel messaggio a sostegno della nuova legge sui fondi di investimento si fa riferimento ai diritti societari. Gli azionisti sono liberi di scegliere una società che abbia un diritto statutario di co-decisione vantaggioso. Inoltre, la quotazione in borsa consente di vendere un investimento e garantisce pure una certa trasparenza a favore dell'investitore. In particolare bisogna evidenziare che recentemente la borsa svizzera ha emesso un "Regolamento di quotazione per le società di investimento" che stabilisce i criteri minimi vincolanti per tutte le società di investimento quotate alla borsa principale. Questi criteri dovrebbero garantire che in materia di investimenti gli azionisti ricevano indicazioni utili quanto chi colloca in un fondo di investimento. Questo regolamento complementare costituisce un importante passo in avanti. Inoltre, a Basilea è prevista la creazione di una borsa solo per le società di investimento che operano collocamenti in cosiddetti "Venture Capital". In tal modo non si raggiungerà una vigilanza diretta, ma si garantirà una certa trasparenza anche a favore del piccolo investitore.</p><p></p><p>Non esiste quindi alcuna necessità impellente di agire in questo settore. D'altra parte, un assoggettamento non impedirebbe di conseguire gli utili "esorbitanti" menzionati dall'autore della mozione, poiché la legge sui fondi di investimento non limita l'ammontare delle rimunerazioni che l'investitore deve pagare, bensì esige soltanto la loro pubblicazione. Il Consiglio federale continuerà comunque a seguire l'evoluzione e, se necessario, in un secondo tempo procederà ad una revisione della legge sui fondi di investimento.</p>  Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.