<h2>SubmittedText<h2><p>A fine novembre 2020 l'iniziativa per imprese responsabili è stata respinta dalla maggioranza dei Cantoni. All'inizio del 2022 entrerà pertanto in vigore il controprogetto indiretto, che prevede un obbligo di rendiconto per le imprese e obblighi di dovuta diligenza nei settori "minerali provenienti da zone di conflitto" e "lavoro minorile". L'attuazione è precisata in un'ordinanza, che ha suscitato molte critiche in sede di consultazione. </p><p>Nel frattempo, in Germania è stata adottata una legge che impone obblighi di diligenza nella catena di approvvigionamento, in Norvegia è stato approvato il "Transparency Act" e la Commissione UE presenterà prossimamente il suo disegno di legge sulla "sustainable corporate governance". Tutti questi atti sono accomunati da ampi obblighi di dovuta diligenza, non limitati a temi o settori, nonché da un meccanismo di attuazione. Sono quindi tutti più simili all'iniziativa per imprese responsabili che al controprogetto. Inoltre, la normativa UE vigerà probabilmente anche per le imprese con sede in uno Stato terzo, ma attive nel mercato europeo. </p><p>Alla luce di questo contesto, il Consiglio federale è invitato a rispondere alle domande seguenti: </p><p>1. Come valuta gli sviluppi normativi in Germania, Francia, Norvegia e UE in rapporto al controprogetto indiretto? </p><p>2. Nella campagna di votazione persino i sostenitori del controprogetto hanno spesso chiamato in causa la necessità, per la Svizzera, di restare al passo sul piano internazionale. Alla luce degli sviluppi internazionali, in che modo il Consiglio federale intende garantire che la Svizzera riesca a conseguire questo obiettivo? </p><p>3. Il Consiglio federale segue gli sviluppi nell'UE relativi alla "sustainable corporate governance"? Condivide l'opinione secondo cui gli imminenti disciplinamenti potrebbero riguardare direttamente anche le imprese svizzere, in quanto saranno probabilmente applicabili anche alle imprese provenienti da Paesi terzi? </p><p>4. La Svizzera potrebbe presto essere uno degli ultimi Paesi in Europa a non disporre di regole incisive in materia di "sustainable corporate governance". Il Consiglio federale condivide l'opinione secondo cui ciò potrebbe danneggiare la reputazione delle imprese svizzere? Che misure intende adottare per ovviare al problema?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1, 2 e 3. Optando per il controprogetto indiretto all'iniziativa popolare "Per imprese responsabili - a tutela dell'essere umano e dell'ambiente", Parlamento e Consiglio federale si sono espressi a favore di un approccio armonizzato a livello internazionale; scelta confermata dal respingimento dell'iniziativa. Il diritto svizzero si orienta pertanto alle regole UE attualmente vigenti, ossia da un lato la direttiva 2014/95 concernente la comunicazione di informazioni di carattere non finanziario e, dall'altro, il regolamento 2017/821 che stabilisce obblighi in materia di dovere di diligenza nella catena di approvvigionamento per gli importatori dell'Unione di stagno, tantalio e tungsteno, dei loro minerali, e di oro, originari di zone di conflitto o ad alto rischio.</p><p>Per quanto riguarda il lavoro minorile, la Svizzera prevede invece disposizioni più severe di quelle dell'UE. Le normative in altri Paesi sono inesistenti o non direttamente paragonabili a quelle svizzere. La Germania e la Francia prevedono, ad esempio, obblighi di diligenza più generali, ma nel contempo anche valori soglia nettamente più elevati rispetto alla Svizzera. In concreto, la nuova legge tedesca sugli obblighi di diligenza nella catena di approvvigionamento e gli obblighi ivi previsti si applicheranno a partire dal 2023 soltanto alle imprese con più di 3000 collaboratori sul territorio nazionale e a partire dal 2024 alle imprese con oltre 1000 collaboratori. La Germania ha inoltre espressamente rinunciato ad aggiungere disposizioni in materia di responsabilità civile. I valori soglia sono ancora più elevati in Francia. Soltanto la legge norvegese (non ancora in vigore) prevede obblighi di diligenza più estesi con valori soglia inferiori rispetto alla Svizzera. Al momento non è chiaro se a livello europeo saranno imposti obblighi di diligenza più estesi o nuove disposizioni in materia di responsabilità, e neppure se le imprese svizzere saranno direttamente toccate dalle future normative UE. Il Consiglio federale continua a seguire gli sviluppi internazionali.</p><p>4. Come menzionato, non è ancora chiaro quali regole si imporranno nell'UE. Il controprogetto indiretto, adottato dal Parlamento il 19 giugno 2020, è entrato in vigore il 1° gennaio 2022. Sarebbe prematuro per il Consiglio federale avanzare sin d'ora proposte per modificare questi nuovi obblighi in materia di diligenza e di trasparenza. Alla luce dell'evoluzione ancora poco chiara nell'UE della legislazione in materia di corporate sustainable governance, le imprese svizzere non rischiano attualmente di subire danni di immagine, in quanto la legislazione vigente in Svizzera s'ispira alle attuali normative UE. Il Consiglio federale non può assumersi alcuna responsabilità per i danni di immagine subiti dalle imprese a causa di un loro eventuale comportamento scorretto.</p>  Risposta del Consiglio federale.