<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale ritiene normale che un parlamentare non possa entrare nell'albergo in cui si svolge una manifestazione che riunisce personalità della finanza, dei media, delle società farmaceutiche, come pure membri di governo in pensione o in carica e altri parlamentari? Ha intenzione di scusarsi per il fermo energico e l'espulsione di un parlamentare europeo (peraltro ex ministro) italiano?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il gruppo Bilderberg è un forum informale non governativo che si riunisce una volta all'anno. Quale organizzatore privato, il gruppo Bilderberg ha il diritto di limitare la cerchia dei partecipanti alla sua conferenza e non è tenuto a concedere accesso a chiunque. È quindi libero di vietare l'accesso a persone che non sono state invitate. Si è infatti avvalso di questo diritto anche nei confronti del signor Mario Borghezio, politico e deputato al Parlamento europeo, e del signor Massimiliano Bastoni, politico e assistente del signor Borghezio, dopo che i due cittadini italiani avevano tentato di accedere all'albergo in cui si teneva la conferenza dall'entrata ufficiale senza tuttavia essere in possesso di un invito.</p><p>L'adempimento dei compiti di polizia nell'ambito dell'esecuzione di misure di sicurezza durante la conferenza tenutasi quest'anno a St. Moritz rientra nella sfera di competenza e di responsabilità del cantone dei Grigioni, che sul proprio territorio esercita la sovranità in materia di polizia. Non rientra pertanto nelle competenze del Consiglio federale giudicare se la polizia cantonale grigionese abbia agito secondo il principio di proporzionalità nei confronti dei signori Borghezio e Bastoni. Per quanto concerne le misure adottate, il Consiglio federale non dispone né del diritto di sorveglianza né di quello di controllo e, di conseguenza, nemmeno delle basi necessarie per scusarsi per le azioni di un'autorità cantonale autonoma.</p><p>Nell'ambito della risposta alla nota verbale trasmessa il 10 giugno 2011 dall'ambasciata d'Italia a Berna, il DFAE e il DFGP hanno chiesto delucidazioni alla polizia cantonale grigionese su quanto era accaduto in occasione della conferenza Bilderberg a St. Moritz. La polizia cantonale ha comunicato che il controllo dei due cittadini italiani era stato eseguito in modo regolare e adeguato alle circostanze. Ha inoltre respinto le accuse, considerate infondate, secondo cui la polizia e la società privata di sicurezza Securitas avrebbero utilizzato le maniere forti.</p><p>Pare che durante il controllo d'accesso eseguito dalla società privata di sicurezza Securitas, il signor Borghezio abbia reagito in modo verbalmente molto aggressivo. I responsabili operativi della polizia cantonale grigionese, cui i collaboratori della Securitas avevano fatto ricorso, avrebbero allontanato i due signori in modo deciso ma rispettoso dall'area riservata predisposta attorno all'albergo in cui si è tenuta la conferenza, accompagnandoli al posto di polizia di St. Moritz per ulteriori accertamenti. Secondo la polizia cantonale anche in questa situazione tutto si sarebbe svolto in modo proporzionale e corretto. Il 28 giugno 2011 l'ambasciata d'Italia è stata informata dal DFAE tramite nota verbale in merito alle informazioni fornite dalla polizia cantonale grigionese.</p>  Risposta del Consiglio federale.