<h2>SubmittedText<h2><p>Negli ultimi anni la spedizione internazionale di lettere e pacchi, in seguito alla crescita esponenziale del commercio online, è divenuta un canale di commercio sempre più importante. In particolare nell'ambito dei processi legati all'importazione di merci, questo sviluppo comporta tutta una serie di nuove sfide, tra le quali contano anche il rilevamento tecnico degli invii secondo le procedure doganali e relative all'IVA come pure l'imposizione di obblighi di dichiarazione e di standard di sicurezza nella corrispondenza internazionale disciplinata dall'Unione postale universale (UPU). Dal punto di vista economico e imprenditoriale i limiti di franchigia vigenti nell'ambito doganale dell'IVA e la mancanza di reciprocità e di regolamentazione digitale dei processi di dichiarazione rivestono grande importanza nel quadro delle dichiarazioni singole, che comportano uno svantaggio degli offerenti svizzeri anche dopo l'introduzione della nuova normativa IVA dal 1° gennaio 2019.</p><p>Per affrontare le crescenti sfide nel campo della corrispondenza internazionale e delle procedure doganali, l'UPU promuove in modo coerente il principio di una dichiarazione singola digitale degli invii di corrispondenza (standard internazionale: peso fino a 2 kg e dimensioni fino a 90 cm) sulla base di una previa dichiarazione elettronica ai fini doganali e dell'IVA ("predeclaration"). In considerazione anche degli sviluppi internazionali (ad es. nell'UE dal 2021), l'UPU ritiene che a lungo termine anche i relativi limiti di franchigia verranno soppressi. Ogni invio dovrebbe quindi essere dichiarato, cosa che richiede l'ottimizzazione dei processi digitali. Pertanto, in collaborazione con l'Organizzazione Mondiale delle Dogane (World Customs Organization, WCO), l'UPU sta approntando un sistema d'informazione digitale che permette a imprese postali nazionali di inviare in maniera standardizzata informazioni relative a mittente, contenuto e valore di un pacco alle autorità doganali e IVA del Paese di destinazione. L'invio elettronico anticipato di queste informazioni permette processi di dichiarazione chiaramente più efficienti e un miglior controllo dei flussi delle merci. Esso rafforza inoltre il principio della reciprocità nel rilevamento di invii internazionali ai sensi del diritto doganale. Attualmente il sistema viene testato nel quadro di progetti pilota a cui partecipano anche il Canada e l'Australia. Secondo l'UPU è possibile applicare questi processi anche all'invio di pacchi.</p><p>Sulla base di queste nuove conoscenze relative alle modalità di dichiarazione individuale previste dall'UPU invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quante lettere sono state inviate nel 2018 nel nostro Paese nel quadro della Convenzione postale universale e quante sono state distribuite dalla Posta Svizzera? Quali sono i Paesi d'origine più importanti? Quante lettere erano assoggettate (IVA e/o diritti doganali)?</p><p>2. Quante lettere sono state inviate all'estero dal nostro Paese, ossia dalla Posta Svizzera, nel quadro della Convenzione postale universale? Quali sono i Paesi di destinazione più importanti?</p><p>3. Il Consiglio federale è a conoscenza degli sforzi dell'UPU nel campo della dichiarazione singola digitale e della previa dichiarazione elettronica doganale e dell'IVA ("predeclaration")? Anche il Consiglio federale riesce a immaginare una completa soppressione dei limiti di franchigia?</p><p>4. Il Consiglio federale ritiene che il sistema di dichiarazione singola sistematica sulla base di uno scambio internazionale di informazioni sviluppato dall'UPU sia un modello adeguato per il nostro Paese al fine di affrontare le sfide poste alla Posta Svizzera dalla dichiarazione nell'ambito dei processi legati all'importazione di merci?</p><p>5. Per quali motivi la Posta Svizzera finora non partecipa al progetto pilota dell'UPU? Come valuta il Consiglio federale l'ipotesi di una tale partecipazione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nel 2017 la Posta Svizzera ha recapitato 146,8 milioni di lettere. Le statistiche relative al 2018 non sono ancora disponibili.</p><p>I Paesi d'origine, in ordine di importanza, sono: Germania (Deutsche Post), Cina (China Post), Francia (La Poste) e Paesi Bassi (PostNL). 1,7 milioni dei suddetti invii postali erano assoggettati al pagamento dei tributi.</p><p>2. Nel 2017 la Posta Svizzera ha effettuato 73,8 milioni di invii all'estero. Le statistiche relative al 2018 non sono ancora disponibili. </p><p>I Paesi di destinazione, in ordine di importanza, sono: Francia (La Poste), Germania (Deutsche Post), Italia (Poste Italiane), Gran Bretagna (Royal Mail).</p><p>3. Il Consiglio federale è a conoscenza degli sforzi dell'UPU nel campo della predichiarazione doganale elettronica.</p><p>I limiti di franchigia fanno in modo che le spese di riscossione non superino l'importo dei tributi da riscuotere. La proposta di abbassare, o addirittura sopprimere, i limiti di franchigia verrà esaminata una volta che i processi legati al traffico postale saranno completamente digitalizzati. Riguardo al limite di franchigia vigente in ambito IVA, vi è l'intenzione di assoggettare le piattaforme online straniere all'imposta, per porre fine alla disparità esistente tra offerenti esteri e svizzeri. Per quanto riguarda i dazi, il Consiglio federale intende abolire a medio termine quelli sui prodotti industriali; ciò esenterebbe la maggior parte dei pacchi provenienti dall'estero dai dazi in questione.</p><p>4./5. L'applicazione informatica "Customs Declaration System" dell'UPU mira a favorire lo scambio elettronico di informazioni tra autorità doganali e fornitori di servizi postali. L'applicazione è stata sviluppata principalmente per questi ultimi, i quali non dispongono ancora di un sistema informatico analogo. La Posta Svizzera ne ha esaminato l'efficacia durante il periodo introduttivo ed è giunta alla conclusione che la soluzione al momento in uso per lo scambio elettronico di informazioni con le autorità doganali è più che sufficiente e anche più economica. La Posta Svizzera già oggi scambia, in precedenza, dati in formato elettronico con diversi Paesi esteri (importazione: 47 Paesi, esportazione: 29 Paesi; tendenza in aumento). In caso le condizioni quadro subissero delle modifiche, non esclude una rivalutazione della situazione.</p>  Risposta del Consiglio federale.