<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di redigere un rapporto sul traffico ferroviario internazionale a lunga percorrenza, in cui specifica con quali misure (aggiuntive) intende garantirne l'attrattiva.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Collegamenti ferroviari attrattivi, frequenti e veloci tra tutte le regioni del Paese e le metropoli europee rivestono grande importanza per le attività di esportazione e per il turismo svizzero. Il Consiglio federale sostiene quindi la rapida realizzazione di tutti gli ampliamenti infrastrutturali stabiliti dal Parlamento nell'ambito del progetto sul raccordo alla rete ad alta velocità (legge federale sul raccordo della Svizzera orientale e della Svizzera occidentale alla rete ferroviaria europea ad alta velocità; RS 742.140.3), che sono un presupposto per migliorare le offerte nel traffico ferroviario internazionale a lunga distanza.</p><p>A dieci anni dall'attuazione della riforma delle ferrovie, il traffico viaggiatori internazionale tra la Svizzera e i Paesi confinanti si svolge tuttora in cooperazione con le ferrovie dei relativi Stati, in modo tale che, al confine, la responsabilità per i treni internazionali passa da una ferrovia all'altra. I treni ICE, ad esempio, circolano da Basilea a Zurigo e Interlaken come treni FFS sottoposti alla concessione per il traffico a lunga distanza delle FFS, mentre i convogli EC composti da carrozze delle FFS viaggiano verso Colonia e Amburgo come treni della DB.</p><p>Solo Cisalpino SA (società di cui Trenitalia e FFS detengono ognuna una quota del 50 per cento), operante nel traffico con l'Italia, è un'impresa ferroviaria (ITF) a sé stante registrata in Svizzera. Cisalpino è l'unica impresa, oltre alle FFS, a disporre in Svizzera di una propria concessione per il traffico a lunga distanza. I macchinisti e i controllori in servizio sui treni di Cisalpino fanno parte in Svizzera del personale delle FFS e in Italia di quello assunto da Trenitalia. Anche in questo caso, al confine la responsabilità dei treni passa da Cisalpino a Trenitalia; il traffico con l'Italia viene dunque effettuato in cooperazione da due imprese e non soltanto da Cisalpino in condizioni di accesso alla rete.</p><p>Dal 1° gennaio 2010, con l'introduzione del cosiddetto "3° pacchetto ferroviario" e al fine di rendere più interessante l'offerta dei servizi di trasporto, il traffico viaggiatori internazionale all'interno dell'UE sarà completamente liberalizzato; ciò significa che sulle linee internazionali le ITF potranno far salire e scendere viaggiatori in qualsiasi stazione. Attualmente non è ancora noto quando e con quali modalità questa normativa dell'UE sarà recepita in Svizzera.</p><p>Le prestazioni relative al traffico viaggiatori internazionale sul territorio svizzero, definite nella concessione per il traffico a lunga distanza delle FFS (risp. di Cisalpino), sono oggi fornite in piena autonomia sotto il profilo economico. Con la riforma delle ferrovie del 1999 si è stabilito di trasferire alla sfera imprenditoriale delle FFS l'organizzazione concreta dell'offerta del traffico a lunga distanza (incl. le tratte interne dei collegamenti internazionali). Grazie al fatto che la concessione per il traffico a lunga distanza delle FFS comprende sia linee molto redditizie sia poco convenienti, è possibile rinunciare a commissionare singoli collegamenti in questo settore. Da allora, la Confederazione ha volutamente rinunciato a ordinare servizi del traffico a lunga distanza, una possibilità comunque prevista dalla legge (cfr. art. 49 cpv. 3 legge federale sulle ferrovie; RS 742.101). Pertanto, a differenza dei trasporti regionali finanziati congiuntamente ai Cantoni, la Confederazione non può influire direttamente sulla qualità e la frequenza dell'offerta del traffico internazionale a lunga distanza.</p><p>In linea di massima la Confederazione può intervenire al momento del rilascio delle concessioni. Ogni servizio regolare di trasporto di viaggiatori, a prescindere se è svolto in modo indipendente o su ordinazione, necessita di una concessione federale. Di fatto, fino al rinnovo della concessione per il traffico a lunga distanza (l'attuale concessione è valida fino al 2017) le possibilità della Confederazione di influire sull'offerta del traffico internazionale sono molto limitate. In linea di principio, sarebbe possibile rilasciare una concessione per eventuali nuove offerte di altri operatori su queste tratte (p. es. di un gruppo internazionale formato da un'ITF francese e un'ITF svizzera). Se la Confederazione volesse modificare la concessione per il traffico a lunga distanza in vigore senza il consenso delle FFS, ad esempio per ampliare l'obbligo di esercizio delle FFS su determinati collegamenti internazionali o affidarlo ad altre ITF, le FFS potrebbero esigere un risarcimento finanziario per le prestazioni supplementari o per i diritti perduti.</p><p>Le convenzioni e gli accordi bilaterali tra la Svizzera e i Paesi limitrofi Germania, Liechtenstein, Austria, Italia e Francia concernenti i raccordi della rete ferroviaria svizzera alle reti europee non prevedono obblighi concreti riguardo al numero minimo di collegamenti da offrire. Questi trattati internazionali regolano soprattutto il coordinamento spazio-temporale per la realizzazione degli ampliamenti ferroviari e il loro finanziamento.</p><p>Per quanto concerne l'esercizio dei poteri dell'assemblea generale (art. 10 cpv. 2 LFFS; RS 742.31), il Consiglio federale ritiene opportuno limitarsi a definire le linee strategiche. In teoria, il Collegio ha la possibilità di stabilire determinate direttive inerenti all'offerta del traffico internazionale negli obiettivi delle FFS (art. 8 cpv. 1 LFFS). Un simile intervento, piuttosto incisivo, nell'attività dell'impresa non corrisponde però ai principi della riforma delle ferrovie attuata nel 1999. Delle questioni imprenditoriali legate alla definizione concreta dell'offerta dei collegamenti internazionali a lunga distanza sono invece responsabili il Consiglio di amministrazione e la direzione dell'impresa. Di conseguenza, in tale ambito il Consiglio federale non pone obiettivi da raggiungere nell'arco dei prossimi vent'anni.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.