<h2>SubmittedText<h2><p>Le disparità tra le coppie sposate e i partner registrati, da un lato, e i concubini, dall'altro, per quanto riguarda le rendite sono paragonabili a quelle esistenti per l'imposta federale diretta. Una soluzione consisterebbe nel versare rendite individuali. Chiediamo quindi al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. In che misura considera un tema di discussione l'eliminazione delle disparità in materia di rendite tra le coppie sposate e i partner registrati, da un lato, e i concubini, dall'altro? Come valuta la problematica?</p><p>2. Si è già chiesto in che modo si potrebbero eliminare queste disparità? Cosa pensa del versamento di rendite individuali, analogamente a quanto si mira ad introdurre in ambito fiscale?</p><p>3. Sono disponibili calcoli recenti in merito? Quali costi bisognerebbe attendersi approssimativamente per i singoli modelli?</p><p>4. Intende esaminare la questione prossimamente? Esiste un calendario?</p><p>5. Sarebbe disposto ad avviare una consultazione in merito, analogamente a quanto ha fatto per l'imposta federale diretta?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Conformemente al nuovo diritto matrimoniale del 1988, che ha introdotto la parità tra uomo e donna, nel 1997 (10a revisione AVS) le rendite per coniugi sono state sostituite da rendite individuali calcolate ripartendo tra i coniugi i redditi conseguiti durante il matrimonio. La somma delle due rendite individuali di una coppia di coniugi non può superare il 150 per cento della rendita massima. Se questo limite massimo è superato, le due rendite individuali vengono ridotte (art. 35 LAVS). Questa limitazione delle rendite è applicata nel caso delle coppie sposate e dei partner registrati, ma non nel caso delle coppie di concubini.</p><p>1. Il Consiglio federale è cosciente della disparità di trattamento tra le coppie sposate e i partner registrati, da un lato, e le coppie di concubini, dall'altro. Non vi è però motivo di modificare questa prassi poiché nel primo pilastro la situazione di svantaggio in cui si trovano le coppie sposate e i partner registrati non è paragonabile a quella in ambito fiscale. In generale, la legislazione AVS privilegia il matrimonio e, dal 1° gennaio 2007, anche la forma di convivenza ufficialmente riconosciuta dell'unione domestica registrata, offrendo loro una tutela particolare. Il concubinato è un'unione domestica non disciplinata dal Codice civile e non è dunque un istituto del diritto di famiglia, su cui si fondano le assicurazioni sociali. Nell'AVS, la posizione giuridica dei concubini è dunque peggiore sotto diversi aspetti. In caso di decesso del partner, per esempio, solo le persone sposate hanno diritto ad una rendita per superstiti (art. 23-24b LAVS) o ad un supplemento vedovile in aggiunta alla loro rendita di vecchiaia (art. 35bis LAVS). Per i concubini non è prevista la ripartizione dei redditi (art. 29quinquies LAVS). Inoltre, una persona esercitante un'attività lucrativa può esonerare il partner senza attività lucrativa dall'obbligo personale di contribuzione (art. 3 LAVS) unicamente se è sposata o vive in unione domestica registrata con quest'ultimo. I concubini non hanno nemmeno diritto al computo di accrediti per compiti assistenziali qualora si occupino di un partner gravemente handicappato (art. 29septies LAVS).</p><p>2. Il Consiglio federale ritiene che per ragioni oggettive e finanziarie non sia opportuno pensare ad un'individualizzazione completa delle rendite. Il 13 settembre 2006 aveva pertanto già respinto il postulato 06.3311 "Scelta del modello d'imposizione. Coordinare l'adeguamento della legislazione fiscale e la revisione dell'AVS", depositato dalla consigliera nazionale Meier-Schatz.</p><p>Nel quadro della 10a revisione AVS il Parlamento ha del resto valutato se limitare o meno le rendite delle coppie di concubini. Vi ha rinunciato poiché una piena parità di trattamento tra le coppie sposate e quelle di concubini contrasterebbe con il principio della tutela particolare del matrimonio. Il Consiglio federale è dell'opinione che il trattamento in parte più sfavorevole riservato nell'AVS alle coppie di concubini non debba essere reso ancora peggiore da una limitazione delle rendite dei concubini analoga a quella applicata alle rendite delle coppie sposate.</p><p>3. L'eliminazione del limite massimo comporterebbe per l'AVS costi supplementari pari a 1,5 miliardi di franchi all'anno, il che corrisponde più o meno al deficit registrato dall'AI nel 2006 o a 0,6 punti percentuali IVA.</p><p>4./5. Secondo il Consiglio federale non è giustificabile addossare all'assicurazione costi supplementari tanto ingenti al fine di migliorare la posizione delle coppie sposate e delle unioni domestiche registrate. A breve termine non intende pertanto modificare l'attuale disposizione sulla limitazione delle rendite.</p>  Risposta del Consiglio federale.