<h2>SubmittedText<h2><p>Per applicare LPT (Legge sulla pianificazione del territorio) l'ARE (Ufficio federale dello sviluppo territoriale) utilizza un metodo di verifica del dimensionamento delle zone edificabili uniforme per tutti i Cantoni. Il sistema di calcolo è basato su criteri statistici.</p><p>Uno di questi criteri è lo scenario di sviluppo demografico, elaborato sulla scorta dei dati pubblicati dall'Ufficio federale di statistica ogni 5 anni.</p><p>I Cantoni sono chiamati a prendere le misure necessarie per un corretto dimensionamento delle zone edificabili nei propri piani direttori (PD), misure che l'ARE ritiene di dover valutare secondo lo scenario federale.</p><p>Il piano direttore del Canton Ticino è stato approvato dalla Confederazione in base allo scenario di sviluppo demografico del 2020, mentre per tutti gli altri Cantoni l'ARE ha adottato lo scenario 2015.</p><p>Lo scenario 2020 è penalizzante per il Ticino: infatti prevede uno sviluppo demografico inferiore rispetto alle previsioni del 2015.</p><p>L'ARE ha anche segnalato che ogni 5 anni i Cantoni dovranno verificare le misure dei loro PD in base al più aggiornato scenario federale.</p><p>Alla luce di queste considerazioni, occorre chiedersi se il metodo di verifica del dimensionamento delle zone edificabili stabilito dall' ARE sia davvero efficace, attuabile e sostenibile. </p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale:</p><p>- Considerato che le modifiche dei piani direttori e dei piani regolatori implicano dei tempi molto lunghi per Cantone e Comuni, e che l'effetto di queste modiche si potrà constatare solo sul medio e lungo termine, è sensato che l'ARE voglia rivedere questi scenari ogni 5 anni?</p><p>- È consapevole il Consiglio federale dell'immane lavoro che questo genera alle amministrazioni cantonali e comunali?</p><p>- Non ritiene il Consiglio federale che questo metodo crei un clima d'incertezza per i Cantoni e i Comuni, e che provocherà dei ritardi nell'adattamento della pianificazione cantonale comunale?</p><p>- Considerato che vi saranno verosimilmente dei costi dovuti ai dezonamenti, non ritiene il Consiglio federale che la Confederazione dovrebbe sostenere finanziariamente i Cantoni e i Comuni toccati?</p><p>- Se il Consiglio federale dovesse confermare tale modo di procedere (adattamento della pianificazione ogni 5 anni), non sarebbe opportuna la creazione di un fondo federale favore dei Cantoni e dei Comuni per l'espletamento delle necessarie procedure?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'articolo 5a capoverso 2 dell'ordinanza del 28 giugno 2000 sulla pianificazione del territorio (OPT; RS 700.1) stabilisce che le previsioni di crescita demografica considerate ai fini della determinazione del fabbisogno di zone edificabili non devono superare lo scenario alto dell'Ufficio federale di statistica (UST), salvo se confermate dall'evoluzione reale. I Cantoni possono utilizzare propri scenari, ma lo scenario alto dell'UST rappresenta il limite massimo assoluto previsto dall'OPT. Per l'esame e l'approvazione dei piani direttori cantonali la Confederazione deve basarsi sugli scenari più aggiornati dell'UST. Il piano direttore del Canton Ticino, ad esempio, e prima ancora quello del Canton Glarona sono stati esaminati e approvati tenendo conto degli scenari demografici 2020 dell'UST.</p><p>L'articolo 5a OPT e le direttive tecniche per l'assegnazione di terreni alle zone edificabili, approvate dalla Conferenza svizzera dei direttori delle pubbliche costruzioni, della pianificazione del territorio e dell'ambiente (DCPA) e dal DATEC, sono state applicate rigorosamente dall'ARE per l'esame degli adeguamenti o delle revisioni di tutti i piani direttori cantonali presentati a partire dal 1° maggio 2014; in questo senso, pertanto, il Canton Ticino non è stato trattato in modo diverso dagli altri Cantoni. Al contrario, la Confederazione ha addirittura sfruttato il più possibile a favore del Canton Ticino il margine di manovra legale disponibile, accettando nel piano direttore previsioni demografiche cantonali più elevate per i casi che non riguardavano il dimensionamento delle zone edificabili.</p><p>Il metodo di calcolo applicato per il dimensionamento delle zone edificabili, che tiene conto tra le altre cose anche delle previsioni di sviluppo demografico, supporta l'elaborazione del piano direttore; è necessariamente uno strumento di carattere prospettico e concerne il Cantone nel suo insieme. Il Cantone sarà valutato sulla base dell'evoluzione reale: se quest'ultima supera le proiezioni degli scenari demografici, il Cantone può tenerne conto in qualsiasi momento senza dover adattare il proprio piano direttore. Attualmente, tuttavia, lo sviluppo demografico del Canton Ticino è ancora ben al di sotto delle ipotesi dell'UST.</p><p>Le succitate direttive tecniche sulle zone edificabili non prevedono l'obbligo di adeguare automaticamente il contenuto dei piani direttori ad ogni pubblicazione di nuovi scenari UST approvati dal Consiglio federale. Spetta al Cantone esaminare le possibili conseguenze dei nuovi scenari sulle disposizioni del proprio piano direttore in materia di dimensionamento delle zone edificabili. L'ARE chiede ai Cantoni di modificare il loro piano direttore solo se le misure in esso previste non garantiscono più un corretto dimensionamento delle zone edificabili. L'ARE indica le eventuali conseguenze in tal senso sul contenuto del piano direttore al più tardi nel quadro del rapporto sulla pianificazione territoriale che i Cantoni devono presentargli ogni quattro anni.</p><p>Risposta alle singole domande:</p><p>- Gli scenari demografici vengono pubblicati ogni cinque anni dall'UST e non rientrano nelle competenze dell'ARE. Per il resto si rimanda alle osservazioni introduttive.</p><p>- Cfr. le osservazioni introduttive. Né le disposizioni di legge in vigore né le direttive tecniche sulle zone edificabili prevedono un adeguamento automatico dei documenti di pianificazione cantonali e comunali a seguito della pubblicazione di nuovi scenari dell'UST. In pratica, quindi, il rischio che le autorità debbano procedere a lavori di entità rilevante è praticamente nullo, salvo eccezioni.</p><p>- No.</p><p>- No. Nella revisione del 15 giugno 2012 della legge del 22 giugno 1979 sulla pianificazione del territorio (LPT; RS 700) il legislatore ha espressamente previsto un rafforzamento delle disposizioni in materia di prelievo del valore aggiunto per far fronte agli indennizzi da corrispondere in caso di dezonamento.</p><p>- Non vi è alcun obbligo di adeguare il piano direttore cantonale ogni cinque anni.</p>  Risposta del Consiglio federale.