<h2>SubmittedText<h2><p>In considerazione del crescente riscaldamento globale e della minaccia alla biodiversità, il Consiglio federale è invitato a presentare al più presto al Parlamento una proposta che tenga conto, per tutte le questioni relative ai deflussi minimi, oltre che del potenziale di 37 TWh/a di energia idroelettrica finora considerato, anche del potenziale di 67 TWh/a di energia fotovoltaica, confermato dal Consiglio federale nell'aprile 2019.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Per raggiungere gli obiettivi climatici, in particolare quello di un saldo netto delle emissioni di gas serra pari a zero, ribadito dal Consiglio federale il 2 settembre 2020 nella sua proposta, messa in consultazione, per un controprogetto diretto all'iniziativa per i ghiacciai, è necessario tanto produrre energia solare quanto mantenere e potenziare la produzione di energia idroelettrica. Queste due forme di energia sono tra loro complementari e si completano perfettamente a vicenda. Infatti, mentre la produzione di energia solare dipende fortemente dalle condizioni meteorologiche e in estate è molto più elevata, le centrali idroelettriche producono sia carico di base sia energia elettrica di punta e, grazie ai bacini di accumulazione, permettono di trasferire in inverno una parte della produzione estiva. La produzione idroelettrica è quindi estremamente importante per la sicurezza dell'approvvigionamento. Inoltre, lo sfruttamento del potenziale fotovoltaico dipende molto dai futuri prezzi di mercato e dal quadro giuridico.</p><p>All'articolo 2 della legge del 30 settembre 2016 sull'energia (LEne; RS 730.0) viene indicato un valore di riferimento per l'incremento della produzione idroelettrica entro il 2035, che è pari a 37,4 TWh. Tale valore include già le perdite di produzione derivanti dall'attuazione delle disposizioni della legge del 24 gennaio 1991 sulla protezione delle acque (LPAc; RS 814.20) riguardanti i deflussi residuali. Tasse sui deflussi residuali superiori a quelle previste dalle attuali disposizioni di legge penalizzerebbero anche la produzione invernale, tanto importante per garantire l'approvvigionamento elettrico.</p><p>La LPAc stabilisce come definire deflussi residuali adeguati. Tali prescrizioni valgono sia per le nuove centrali idroelettriche sia per quelle esistenti e per le quali sono stati rinnovati i diritti di sfruttamento (concessioni). I deflussi residuali minimi vengono stabiliti sulla base di criteri ecologici per la conservazione della biodiversità. Un loro innalzamento è possibile qualora esso risulti opportuno dalla ponderazione degli interessi di cui all'articolo 33 LPAc. Nell'ambito di tale ponderazione deve essere considerata anche l'importanza per l'approvvigionamento energetico.</p><p>Nella prassi le attuali prescrizioni della LPAc si sono dimostrate valide. Non occorrono quindi altre disposizioni di legge per la fissazione di deflussi residuali adeguati.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.