<h2>SubmittedText<h2><p>Per garantire che le nuove competenze del Consiglio federale di concludere accordi di cooperazione di polizia e quelle di fedpol di stipulare convenzioni operative, tecniche o amministrative con le autorità di polizia estere siano attuate in sintonia con gli obblighi del nostro Paese in materia di promozione e difesa dei diritti umani, il Consiglio federale adotta le ordinanze o sottopone al Parlamento le modifiche legali necessarie che permettano di escludere qualsiasi accordo o convenzione con i Paesi che violano gravemente i diritti umani.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Va innanzitutto osservato che l'accordo con la Cina cui si fa riferimento nella motivazione della mozione non costituisce un accordo di cooperazione di polizia, ma un accordo tecnico concluso nel 2015 tra il Dipartimento federale di giustizia e polizia e le autorità migratorie cinesi. Tale accordo, scaduto il 7 dicembre 2020, concerne l'identificazione di presunti cittadini cinesi residenti illegalmente in Svizzera e oggetto di una decisione di allontanamento. In caso di un suo rinnovo, l'accordo tecnico sarà sottoposto al Consiglio federale per approvazione.</p><p>Gli strumenti impiegati per la cooperazione internazionale sono sempre adeguati alla rispettiva situazione. Con alcuni Paesi è ad esempio possibile intensificare la cooperazione tramite i canali di Interpol e/o il distacco di un addetto di polizia, senza che venga concluso alcun accordo. Un accordo di cooperazione di polizia è negoziato soltanto laddove le circostanze globali lo consentono, compresa la situazione in materia di diritti umani. Quando si tratta di formalizzare la cooperazione internazionale di polizia, il Consiglio federale provvede affinché i pertinenti accordi rispondano alle esigenze operative di polizia, ad esempio nel caso di Paesi aventi forti implicazioni criminali con la Svizzera, e siano sostenibili anche in relazione alla situazione dei diritti umani nel Paese contraente.</p><p>Gli accordi di cooperazione di polizia rappresentano la forma più avanzata di cooperazione di polizia tra Stati, in quanto sono incentrati sulla lotta alla criminalità ed escludono qualsiasi attuazione a fini politici. Un accordo di cooperazione di polizia non deve in alcun modo servire all'altro Stato contraente per ottenere informazioni impossibili da acquisire attraverso i canali dell'assistenza giudiziaria. La cooperazione di polizia non può sostituire l'assistenza giudiziaria. Quest'ultima soddisfa standard elevati in materia di diritti umani ed è accordata soltanto con la garanzia che tali esigenze saranno rispettate.</p><p>Finora l'attuazione degli accordi di cooperazione di polizia non ha posto alcun problema sul piano dei diritti umani. Gli accordi con gli Stati limitrofi prevedono le forme di cooperazione più strette. L'elenco di Paesi con cui la Svizzera ha già concluso simili accordi è disponibile nella raccolta ufficiale e sulla piattaforma di pubblicazione del diritto federale.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.