<h2>SubmittedText<h2><p>Sempre più spesso si annuncia che i privati non potranno più pagare i servizi in contanti. La Banca Raiffeisen, ad esempio, sta riorganizzando i propri sportelli per offrire un servizio che non necessita di contanti e le FFS nei prossimi anni intendono introdurre la vendita di biglietti senza contanti. Inoltre, non è più possibile effettuare transazioni in contanti nemmeno nelle agenzie postali, con il pretesto della legislazione concernente il riciclaggio di denaro.</p><p>L'abolizione progressiva delle transazioni in contanti nella quotidianità dei consumatori è in netto contrasto con il comportamento di pagamento delle economie domestiche. Nell'autunno del 2017 la Banca nazionale svizzera ha condotto un sondaggio sui mezzi di pagamento e ha rilevato che il 70 per cento dei pagamenti viene effettuato in contanti. Complessivamente è stato analizzato il comportamento di pagamento di 2000 persone residenti in Svizzera. Questo sondaggio rappresentativo ha mostrato che, soprattutto per i piccoli importi, il mezzo di pagamento favorito sono i contanti, facilmente reperibili e accettati e preferiti anche in ragione dei costi, della sicurezza e della protezione della sfera privata. Solo il 22 per cento dei pagamenti è effettuato con la carta di debito e il 5 per cento con la carta di credito.</p><p>Si constata che gli attori economici orientano sempre più spesso i clienti privati verso transazioni senza contanti, in quanto permettono loro di acquistare prestazioni e prodotti nei punti di accesso e di vendita utilizzando solo mezzi di pagamento elettronici.</p><p>A questo riguardo, il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quale scenario futuro prevede il Consiglio federale in merito ai mezzi di pagamento per i privati? Come intende assicurare la reperibilità su tutto il territorio dei contanti, il più importante e ad oggi unico mezzo di pagamento legale per i privati?</p><p>2. In che modo è possibile garantire che la maggioranza dei privati possa ancora utilizzare i contanti come mezzo di pagamento nei punti di accesso e di vendita, anche presso le imprese monopolistiche come le FFS e la Posta? </p><p>3. Nel caso in cui fosse possibile garantire ai privati la possibilità di effettuare pagamenti e acquisti in contanti (con l'eccezione del commercio on line) presso gli offerenti e i fornitori di prestazioni, quali modifiche di legge sarebbero necessarie? Bisognerebbe ad esempio completare l'articolo 3 della legge federale sull'unità monetaria e i mezzi di pagamento (LUMP; RS 941.10)?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Secondo il sondaggio sui mezzi di pagamento svolto nel 2017 dalla Banca nazionale svizzera i contanti continuano a costituire il mezzo di pagamento più utilizzato in Svizzera dalle economie domestiche private. Negli ultimi anni i contanti in circolazione sono sensibilmente aumentati anche rispetto alla crescita economica nominale. Dopo la crisi finanziaria le banconote complessivamente in circolazione hanno registrato un aumento annuale medio del 7 per cento mentre il PIL nominale è cresciuto dell'1,5 per cento all'anno.</p><p>1. La scelta del mezzo di pagamento spetta alle economie domestiche private e alle imprese. Il Consiglio federale non ha preferenze al riguardo. Secondo l'articolo 5 della legge del 3 ottobre 2003 sulla Banca nazionale (LBN; RS 951.11), la BNS ha sia il compito di garantire l'approvvigionamento in numerario sia quello di agevolare e garantire il buon funzionamento dei sistemi di pagamento senza numerario. Per l'adempimento di questi compiti sono determinanti unicamente le abitudini di pagamento della popolazione e dell'economia. La legge federale del 22 dicembre 1999 sull'unità monetaria e i mezzi di pagamento (LUMP; RS 941.10) precisa quanto precede. Sia le monete che i biglietti di banca devono essere messi in circolazione secondo le esigenze del traffico dei pagamenti (art. 4 cpv. 2 e art. 7 cpv. 1 LUMP). Le basi legali attuali garantiscono che la Banca nazionale tenga conto dell'importanza dei contanti nel traffico dei pagamenti e riesca a reagire in maniera adeguata ai cambiamenti delle esigenze. Come indicato più sopra il comportamento della popolazione non suggerisce che nel prossimo futuro i contanti diverranno irrilevanti. Al contrario, la domanda di contanti rimarrà sostenuta.</p><p>2. Le monete emesse dalla Confederazione e i biglietti di banca emessi dalla Banca nazionale sono mezzi legali di pagamento (art. 2 LUMP) per i quali esiste un obbligo di accettazione (art. 3 LUMP). Per le prime l'obbligo di accettazione è limitato a 100 monete circolanti, mentre per le banconote non vi sono limitazioni. La legge prescrive pertanto di accettare in pagamento le banconote e le monete svizzere. In questo caso si tratta però di diritto dispositivo. Ciò significa che è possibile derogare in singoli casi a tale disposizione legale mediante contratto. Le condizioni generali possono ad esempio escludere il pagamento in contanti con monete o banconote. Al riguardo è fondamentale che i potenziali acquirenti ne siano previamente informati e ne possano prendere atto.</p><p>3. L'obbligo di accettazione previsto per i mezzi legali di pagamento è stabilito nell'articolo 3 LUMP quale diritto dispositivo e garantisce pertanto la libertà contrattuale. Se questa libertà dovesse essere limitata il diritto dispositivo dovrebbe essere trasformato in diritto imperativo.</p>  Risposta del Consiglio federale.