<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale prende sul serio le critiche espresse in relazione al diritto di veto durante la campagna per la votazione sull'adesione della Svizzera all'ONU. Dà tuttavia una valutazione più sfumata rispetto agli autori della mozione sulle conseguenze reali del diritto di veto dei membri permanenti del Consiglio di sicurezza. Dalla fine della guerra fredda, il numero di risoluzioni adottate dal Consiglio di sicurezza si è mediamente sestuplicato, mentre nello stesso periodo il ricorso al diritto di veto è diminuito notevolmente. Il numero di veti è passato da oltre sei all'anno in media durante la guerra fredda a uno solo l'anno durante l'ultimo decennio. D'altra parte, a prescindere dal diritto di veto, il sostegno delle grandi potenze e la loro volontà di impegnarsi attivamente sono essenziali per la riuscita di un'azione dell'ONU nel settore della pace e della sicurezza internazionali. Infine, nell'ipotesi in cui il veto fosse abolito e sostituito da un meccanismo di voto maggioritario, bisogna chiedersi se questo non sarebbe contrario, in determinate circostanze, agli interessi della Svizzera. </p><p></p><p>All'interno dell'ONU, un gruppo di lavoro aperto a tutti gli Stati membri sta attualmente esaminando la questione della riforma del Consiglio di sicurezza. Tra i temi trattati figurano non solo il diritto di veto, ma anche i metodi di lavoro del Consiglio di sicurezza, il problema di una rappresentanza geografica equa e di un aumento del numero di membri e quello dei rapporti tra il Consiglio di sicurezza e l'Assemblea generale. Alcuni dei cambiamenti discussi possono essere realizzati mediante un adeguamento della prassi degli organi interessati, mentre altri presuppongono una revisione formale dello Statuto delle Nazioni Unite. Per quanto concerne il diritto di veto, le diverse proposte formulate non mirano tanto ad abolirlo completamente - ciò che renderebbe necessaria una revisione dello Statuto - ma piuttosto a limitare il campo d'applicazione del veto o a subordinarne l'uso a condizioni specifiche. </p><p></p><p>Il Consiglio federale è favorevole a una riforma del Consiglio di sicurezza che rifletta meglio le realtà politiche della nostra epoca. In quanto membro dell'ONU, la Svizzera parteciperà attivamente ai lavori di riforma in corso e formulerà proposte. Il Consiglio federale ritiene tuttavia inadeguato che la Svizzera, come prima domanda in qualità di Stato membro, chieda una revisione immediata dello Statuto delle Nazioni Unite. Il Consiglio federale preferisce partecipare ai lavori in corso mantenendo uno spirito critico ma aperto nei confronti delle diverse opzioni in discussione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.