<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di studiare misure per ridurre i costi del sistema sanitario adeguando i prezzi dei medicamenti alla nuova situazione valutaria e di spiegare come intende attuarle al più presto nell'interesse degli assicurati.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>I prezzi dei medicamenti dell'elenco delle specialità (ES) sono fissati ed esaminati periodicamente dall'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). Per la fissazione dei prezzi dei medicamenti dell'ES si tiene conto del confronto con i prezzi praticati all'estero (CPE) nei Paesi di riferimento Danimarca, Germania, Francia, Gran Bretagna, Paesi Bassi e Austria, nonché del confronto terapeutico trasversale (CTT) con i medicamenti aventi la stessa indicazione o un'azione terapeutica equivalente. Nel quadro dell'ammissione nell'ES o della semplice verifica prevista due volte all'anno, il 1° febbraio e il 1° agosto, l'UFSP fissa per il CPE il tasso di cambio con l'euro, la sterlina inglese e la corona danese sulla base del corso medio mensile degli ultimi dodici mesi della Banca nazionale svizzera (BNS). Questi tassi di cambio restano validi per sei mesi. Il cambio con l'euro stabilito il 1° febbraio ammonta fino al 31 luglio 2015 a fr. 1.20 per euro.</p><p>Il tasso di cambio per la verifica triennale delle condizioni di ammissione è fissato il 1° febbraio di ogni anno, anch'esso sulla base del corso medio mensile degli ultimi dodici mesi della BNS. Negli anni 2012, 2013 e 2014 i tassi di cambio erano rispettivamente di fr. 1.29, 1.27 e 1.29 per euro, incluso il margine di tolleranza del 5 per cento.</p><p>Il cambio per le domande di ammissione per nuovi medicamenti o per le verifiche semplici sarà ricalcolato il 1° agosto 2015. Se l'apprezzamento del franco dovesse continuare, si potranno avvertire le prime conseguenze. Lo stesso vale per il 1° febbraio 2016. Di conseguenza le fluttuazioni dei tassi di cambio influiscono sulla fissazione e la verifica dei prezzi dei medicamenti con un certo ritardo, anche se in entrambe le direzioni di oscillazione.</p><p>La situazione di intensa fluttuazione dei tassi di cambio non è nuova: nel 2011 il corso dell'euro è sceso da oltre 1.50 a poco più di fr. 1.20. Il Consiglio federale e il Dipartimento federale dell'interno (DFI) hanno reagito di conseguenza e nel 2012, con la definizione dei tassi di cambio negli ultimi dodici mesi per la fissazione dei prezzi e con l'aumento temporaneo del margine di tolleranza dal 3 al 5 per cento, hanno adottato misure per ammortizzare gli effetti delle fluttuazioni dei tassi di cambio sui prezzi dei medicamenti. Tenendo conto di queste condizioni quadro e nell'ambito della verifica triennale delle condizioni di ammissione a partire dal 2012, l'UFSP ha esaminato i prezzi di circa 2400 medicamenti e ordinato una riduzione dei prezzi in circa 1500 casi. Questo ha permesso di realizzare risparmi di almeno 600 milioni di franchi in totale e dimostra che il sistema vigente di fissazione dei tassi di cambio e di verifica può essere mantenuto, dato che consente comunque di ottenere i risparmi richiesti. Gli assicurati, pur beneficiando solo in un secondo tempo dei vantaggi sui cambi, godrebbero tuttavia più a lungo di tassi di cambio inferiori se questi dovessero nuovamente aumentare.</p><p>Inoltre, i prezzi stabiliti dalle autorità non sono paragonabili al libero mercato per altri beni. Nella fissazione dei prezzi e nella verifica dei medicamenti il CPE è considerato in generale un tetto massimo per i prezzi stabiliti o esaminati in Svizzera. Per medicamenti importati in Svizzera non possono essere fissati prezzi superiori a quelli dei Paesi di riferimento. I prezzi dei medicamenti sono nuovamente aumentati in seguito alle ripetute fluttuazioni dei tassi di cambio, dopo che nel periodo 2012-2014 erano stati abbassati al livello dei Paesi di riferimento. Tuttavia questa situazione interessa tutti i beni in Svizzera. Benché una parte dell'economia sia esposta in modo più diretto alle oscillazioni dei cambi, anche negli altri settori non avviene di solito un immediato adeguamento dei prezzi su vasta scala. Se i tassi di cambio dovessero continuare ad essere bassi ancora per molto tempo, si potranno realizzare risparmi durevoli anche nel settore dei medicamenti. Inoltre, nel caso in cui il franco si indebolisse, i prezzi dei farmaci non salirebbero nuovamente. Infatti se dalla verifica risultasse che il prezzo di un medicamento in Svizzera è inferiore rispetto a quelli degli altri Paesi, il prezzo non aumenterebbe.</p><p>Infine le variazioni a breve termine dei prezzi dei medicamenti e l'onere amministrativo che ne deriva non rientrano né nell'interesse dei fornitori di prestazioni, degli assicurati e degli assicuratori, né in quello dell'industria farmaceutica.</p><p>Pertanto occorre conservare in linea di massima la procedura stabilita dal Consiglio federale e dal DFI sulla definizione dei tassi di cambio per la fissazione dei prezzi e la verifica dei medicamenti, le misure per ammortizzare le variazioni dei tassi di cambio e il ritmo triennale della verifica e non è opportuno adottare provvedimenti straordinari. Il 29 aprile 2015 il Consiglio federale ha quindi emanato le ordinanze relative all'adeguamento della fissazione dei prezzi dei medicamenti, che entreranno in vigore il 1° giugno 2015.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.