<h2>SubmittedText<h2><p>Secondo il CICR il numero dei profughi per motivi ambientali è superiore a quello dei profughi politici o economici. Secondo la Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali queste persone tuttavia non godono dello statuto di rifugiati. La Svizzera è pronta ad impegnarsi per colmare questa lacuna? </p><p>La Svizzera è lo Stato depositario della  convenzione.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Non esiste una definizione unica della nozione di rifugiato ambientale; in generale si parla di persona costretta a lasciare il luogo in cui vive a causa di un cambiamento del suo ambiente, che può essere legato ad esempio a una catastrofe naturale (tsunami) o a un cambiamento ambientale progressivo (desertificazione), a una causa di natura geologica (eruzione vulcanica) o essere il risultato di un diverso sfruttamento delle risorse (deforestazione). </p><p>La questione se i migranti ambientali saranno riconosciuti come nuova categoria di rifugiati è oggetto di dibattiti e diverse risoluzioni sono state presentate al Parlamento europeo e al Consiglio d'Europa in vista di un riconoscimento internazionale dello statuto di rifugiato ambientale. L'Alto commissariato per i rifugiati ha parimenti messo in guardia gli Stati contro gli effetti a lungo termine dei cambiamenti climatici sugli spostamenti forzati di popolazione. Di fatto, la maggior parte delle persone attualmente costrette ad abbandonare il loro luogo di residenza per motivi ambientali resta all'interno delle frontiere nazionali. Tra di esse, alcune fanno ritorno dopo un certo tempo. Altre scelgono di emigrare volontariamente e per motivi economici. Anche se tali fenomeni si dovessero amplificare, tanto al nord quanto al sud, tale evoluzione non modifica la constatazione secondo cui tali situazioni non hanno nulla a che vedere con la protezione legata all'asilo. Tali eventi esigono risposte di altro tipo, come ad esempio aiuto in loco alle popolazioni o, se del caso, un programma globale di trasferimento di popolazione. </p><p>Il Consiglio federale ritiene che in tali condizioni una modifica del diritto d'asilo, in particolare della Convenzione del 1951 sullo statuto dei rifugiati, non rappresenti la soluzione adeguata. Tanto più che numerosi Paesi, tra cui la Svizzera, offrono già una protezione sussidiaria, sotto forma di ammissione provvisoria, ai profughi il cui ritorno è per il momento impossibile.</p>  Risposta del Consiglio federale.