<h2>SubmittedText<h2><p>La crisi COVID ha toccato fortemente le città nei settori della cultura, degli eventi, della ristorazione, del turismo e dei trasporti. Le città saranno in prima fila anche nella crisi sociale e finanziaria. Pertanto è fondamentale che il Consiglio federale ne tenga meglio conto nella gestione della crisi a medio e lungo termine. Pongo quindi al Consiglio federale le seguenti domande.</p><p>1. La crisi COVID fa aumentare il rischio di disoccupazione, soprattutto nelle zone urbane. Interi settori come l'industria alberghiera e della ristorazione, il commercio al dettaglio e la cultura sono attualmente in sofferenza e rischiano di dover effettuare massicci licenziamenti nonostante l'indennità per lavoro ridotto (ILR). La Conferenza svizzera delle istituzioni dell'azione sociale (CSIAS) stima che il numero di beneficiari dell'assistenza sociale aumenterà di oltre il 20 per cento. Come vede il Consiglio federale questa situazione e cosa fa a medio e lungo termine per contrastare il forte aumento dei casi di assistenza sociale?</p><p>2. Dopo il rifiuto di una soluzione nazionale sulle pigioni commerciali, diverse città hanno preso le proprie misure per sostenere le imprese locali. Nell'ottobre del 2020 il rapporto di monitoraggio dell'Ufficio federale delle abitazioni (UFAB) sulla situazione delle pigioni commerciali ha rilevato che, a seconda di come si svilupperà la pandemia, la situazione potrebbe rapidamente deteriorarsi. Come valuta il Consiglio federale la situazione attuale per quanto riguarda il sostegno alle città nell'ambito delle pigioni commerciali?</p><p>3. Il turismo svizzero è duramente colpito dalla crisi COVID, in particolare il turismo urbano con un calo dei pernottamenti dell'80 per cento. Secondo le previsioni attuali, sarà anche il più lento a riprendersi. Cosa intende fare il Consiglio federale per garantire il rilancio del turismo nelle città?</p><p>4. La crisi COVID avrà un forte impatto sui bilanci dei Cantoni e delle città. Le imposte sul reddito e sui profitti si stanno riprendendo più lentamente degli introiti IVA. Inoltre, i Cantoni e le città dovranno affrontare spese aggiuntive nei prossimi anni a causa dell'andamento demografico. Quali opzioni ravvisa il Consiglio federale per contrastare questa tendenza a lungo termine? Le discussioni sulla distribuzione degli utili della BNS potrebbero includere le città?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Finora, nel confronto internazionale, l'economia svizzera ha superato relativamente bene la crisi: il numero di fallimenti è rimasto basso e l'aumento del tasso di disoccupazione moderato. Questo è in gran parte dovuto alle misure mirate introdotte rapidamente per attutire le conseguenze economiche della crisi sanitaria allo scopo di evitare i licenziamenti e preservare i posti di lavoro, salvaguardare il potere d'acquisto, sostenere i lavoratori indipendenti e promuovere la reintegrazione dei disoccupati. Per il 2021 il gruppo di esperti della Confederazione si aspetta una crescita del PIL al netto degli eventi sportivi e un calo graduale del tasso di disoccupazione nel corso dell'anno. Da marzo 2020 i disoccupati hanno diritto a indennità giornaliere aggiuntive per i mesi in cui la ricerca di lavoro è fortemente limitata a causa della situazione economica. Il Consiglio federale non vede pertanto la necessità di ulteriori misure in questo momento.</p><p>2. L'Ufficio federale delle abitazioni (UFAB), in collaborazione con il gruppo di lavoro sulle pigioni commerciali, segue da vicino la situazione. Come spiegato dal Consiglio federale nella sua risposta all'interpellanza 20.4600 Töngi, il monitoraggio continua. Un sondaggio tra le principali città del Paese, condotto in collaborazione con l'Associazione dei Comuni Svizzeri (ACS), fornirà una panoramica delle soluzioni urbane e completerà le analisi aggiornate. Il secondo rapporto di monitoraggio cercherà anche di valutare la situazione delle pigioni commerciali nelle città. Dopo la pubblicazione del primo rapporto di monitoraggio, il Consiglio federale e il Parlamento hanno adottato ampie misure per i casi di rigore. L'estensione del programma deciso dal Consiglio federale e dal Parlamento nel marzo del 2021 - in particolare l'incremento del massimale per i contributi a fondo perso e l'aumento dell'importo per i casi di rigore a un totale di 10 miliardi di franchi - permette di accrescere ulteriormente le possibilità di sostegno. Le aziende con costi fissi non coperti che soddisfano i criteri dell'ordinanza COVID-19 casi di rigore possono presentare una domanda in tal senso. I costi fissi includono anche le pigioni e i costi immobiliari.</p><p>3. L'industria del turismo è stata particolarmente colpita dalla crisi COVID-19 e si prevede che la domanda turistica si riprenderà solo lentamente. Per questo motivo, verranno adottate misure specifiche nel quadro degli strumenti di promozione del turismo. Inoltre, le aziende turistiche possono beneficiare delle misure globali introdotte per ammortizzare le conseguenze economiche della crisi COVID-19. Alla fine del 2021 il Dipartimento federale dell'economia, dell'educazione e della ricerca (DEFR) presenterà al Consiglio federale un rapporto sulla strategia del turismo. Oltre a valutare la strategia perseguita dal 2017, il rapporto definirà anche gli orientamenti a partire dal 2022. Verranno prese in considerazione la difficile situazione attuale del turismo e le sfide specifiche del turismo urbano.</p><p>4. Le elevate perdite fiscali e il forte aumento delle spese hanno portato a disavanzi per la Confederazione, i Cantoni e i Comuni nel 2020 e nel 2021 e comporteranno probabilmente un forte aumento del tasso d'indebitamento. Tuttavia, le finanze pubbliche della Svizzera rimangono solide. L'Esecutivo deciderà nell'estate 2021 come affrontare l'aumento del debito.</p><p>Il Consiglio federale presume che la spesa pubblica continuerà ad aumentare a tutti i livelli di governo con l'invecchiamento della popolazione. Per frenare l'aumento delle spese dei Cantoni e dei Comuni sono opportune in particolare misure di contenimento dei costi nel settore sanitario (p.es. miglioramento della salute della popolazione, riduzione delle inefficienze, eliminazione degli incentivi inappropriati e misure nel settore delle cure di lunga durata). Tuttavia, il quadro giuridico attuale non permette di considerare separatamente i Comuni nella distribuzione degli utili della Banca Nazionale Svizzera (BNS). La Costituzione federale (art. 99) e la legge sulla Banca nazionale (art. 31) prevedono che un terzo dell'utile distribuibile sia versato alla Confederazione e due terzi ai Cantoni. Questi ultimi sono liberi di decidere in che misura utilizzare la loro quota specifica per le città e i Comuni.</p>  Risposta del Consiglio federale.