<h2>SubmittedText<h2><p>Negli ultimi anni, in Canton Ticino, il mercato del lavoro ha conosciuto un aumento esponenziale dei lavoratori frontalieri, in particolare nel settore terziario. </p><p>Dall'entrata in vigore della libera circolazione, le persone a beneficio dell'assistenza sociale sono raddoppiate. I lavoratori sottoccupati hanno superato quota 18 000, e l'aumento dei contratti normali emanati dal Consiglio di Stato per lottare contro la pressione al ribasso sui salari dovuta all'eccessivo afflusso di frontalieri, testimoniano il diffuso dumping e la sensibile crescita del rischio di povertà in Ticino. </p><p>In questo contesto sono particolarmente irritanti, per non dire altro, quegli annunci di lavoro discriminatori da parte di ditte "ticinesi" che limitano l'assunzione ai soli lavoratori residenti all'estero. </p><p>Purtroppo questi annunci non sono più una rarità, anzi stanno man mano divenendo perniciosi. </p><p>Queste ditte, insediate nel nostro Cantone, non dimostrano alcuna sensibilità e rispetto nei confronti dei lavoratori indigeni, svizzeri o stranieri, anzi, senza remore ed etica, li escludono volontariamente e con premeditazione dal mercato del lavoro del Paese dove vivono, pagano le imposte e crescono i loro figli. </p><p>È l'esatto contrario rispetto a quanto voluto dal Popolo ticinese con l'approvazione della modifica costituzionale "Prima i nostri"-modifica che ha ottenuto la garanzia federale e che intende promuovere una sana complementarietà tra i lavoratori indigeni e quelli stranieri, combattere il dumping salariale, evitare l'effetto di sostituzione e, conformemente alla Costituzione federale, ridare dignità al lavoratore indigeno a mezzo della sacrosanta preferenza sul mercato del lavoro. </p><p>A seguito di nuovi casi di annunci discriminatori, pongo le seguenti domande: </p><p>1. È a conoscenza il Consiglio federale di questa pratica discriminatoria? </p><p>2. Cosa ne pensa il Consiglio federale di quanto descritto? </p><p>3. Il Consiglio federale può e vuole intervenire per combattere queste discriminazioni? </p><p>4. È possibile concepire sanzioni di tipo pecuniario o amministrativo nei confronti delle ditte autrici di queste discriminazioni? </p><p>5. In Ticino si fa strada la provocazione che sia meglio trasferirsi in Italia per poter migliorare la propria condizione economica e essere facilitati nell'assunzione, cosa ne pensa il Consiglio federale di queste riflessioni?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale riconosce che la libera circolazione delle persone è una questione particolarmente importante nel Canton Ticino. Ciò nonostante, constata che negli ultimi anni l'occupazione e la partecipazione al mercato del lavoro nel Canton Ticino sono aumentate e che il tasso di disoccupazione (secondo la SECO) e il tasso di persone senza impiego sono diminuiti.</p><p>1.-4. Il Consiglio federale non è a conoscenza della pratica descritta nell'interrogazione. In mancanza di casi concreti, non può esprimersi su un comportamento siffatto né su eventuali misure da adottare.</p><p>Attualmente, per poter utilizzare meglio il potenziale di manodopera in Svizzera, il 1° luglio è stato introdotto l'obbligo di annunciare i posti vacanti. I datori di lavoro sono tenuti per legge ad annunciare agli uffici regionali di collocamento (URC) i posti vacanti nei generi di professioni in cui il tasso di disoccupazione nazionale è di almeno l'8 per cento. Durante cinque giorni feriali le persone in cerca d'impiego iscritte presso un URC hanno un accesso esclusivo a queste informazioni e beneficiano così di un vantaggio in confronto ad altri candidati.</p><p>5. Il Consiglio federale non può esprimersi su questo tipo di dichiarazioni. Ritiene tuttavia importante che non solo la Confederazione, ma anche il Canton Ticino, proseguano i loro sforzi a favore di una buona qualità di vita e dell'attrattiva economica del Paese e del Cantone.</p>  Risposta del Consiglio federale.