<!DOCTYPE html> <html lang="it"><head><meta charset="utf-8"/></head><body><div class="content"> <div class="para">Tribunale federale </div> <div class="para">Tribunal federal </div> <div class="para"> </div> <div class="para">{T 0/2} </div> <div class="para">4P.134/2003 /bom </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Sentenza del 16 febbraio 2004 </div> <div class="para">I Corte civile </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Composizione </div> <div class="para">Giudici federali Corboz, presidente, </div> <div class="para">Rottenberg Liatowitsch, Ramelli, giudice supplente, </div> <div class="para">cancelliera Gianinazzi. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Parti </div> <div class="para">A.A.________, </div> <div class="para">ricorrente, </div> <div class="para">patrocinato dall'avv. Raffaele Bernasconi, </div> <div class="para"> </div> <div class="para">contro </div> <div class="para"> </div> <div class="para">B.A.________, </div> <div class="para">opponente, </div> <div class="para">patrocinato dall'avv. Riccardo Brivio, </div> <div class="para"> </div> <div class="para">II Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone Ticino, via Pretorio 16, 6901 Lugano. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Oggetto </div> <div class="para"><span class="artref">art. 9 Cost.</span> (applicazione arbitraria del diritto processuale cantonale), </div> <div class="para"> </div> <div class="para">ricorso di diritto pubblico contro la sentenza emanata </div> <div class="para">il 9 maggio 2003 dalla II Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone Ticino. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Fatti: </div> <div class="para">A. </div> <div class="para">A.A.________ è deceduto il 4 marzo 1984. Tra i suoi eredi è sorta una contestazione concernente l'appartenenza alla successione delle 100 azioni al portatore della SA X.________: da una parte i figli B.A.________, D.A.________ e F.A.________ sostenevano ch'esse erano appartenute al defunto e rientravano quindi nell'eredità; dall'altra il figlio C.A.________, sostenuto dalla vedova E.A.________, affermava che tutte le azioni erano già di sua proprietà. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Il 21 maggio 1992 gli eredi hanno sottoscritto una convenzione in forza della quale 65 delle 100 azioni venivano dichiarate di proprietà di C.A.________, mentre le rimanenti 35 azioni erano riconosciute di comproprietà di B.A.________, D.A.________ e F.A.________. Nel medesimo accordo è stato fra l'altro pattuito che C.A.________ avrebbe provveduto a "riscattare" quest'ultime al prezzo da stabilirsi dai commercialisti G.________ e H.________ e secondo alcune modalità determinate. Sennonché C.A.________ ha in seguito rifiutato di acquistare i titoli. </div> <div class="para">B. </div> <div class="para">Con petizione del 2 dicembre 1997, promossa direttamente in appello, D.A.________ e B.A.________, al quale la sorella F.A.________ aveva nel frattempo ceduto le proprie ragioni ereditarie, hanno chiesto la condanna di C.A.________ al pagamento di fr. 1'168'872.--, in subordine di fr. 825'000.-- oppure fr. 740'000.--, corrispondenti al valore delle 35 azioni. Gli attori hanno in sostanza affermato che la cennata convenzione conteneva un vero e proprio contratto di compravendita. Dal canto suo, il convenuto ha obiettato che l'atto era solo un contratto-quadro, nell'ambito del quale la vendita dei titoli costituiva una semplice ipotesi, tutt'al più un'opzione a suo favore; in ogni caso le somme pretese andavano ridotte. Nel corso della procedura anche D.A.________ ha ceduto a B.A.________ la sua partecipazione nella successione. In sede di conclusioni B.A.________ ha ridotto la sua domanda a fr. 870'750.-- mentre C.A.________ ha offerto, qualora la sua obiezione principale non fosse accolta, un importo di fr. 63'635.--, subordinatamente di fr. 290'192.--. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Scostandosi dalle tesi di entrambe le parti, la II Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone Ticino ha stabilito che l'atto litigioso configura "una promessa di concludere un futuro contratto di compra-vendita, ovvero un precontratto di compravendita". Nella sentenza emanata il 9 maggio 2003, in parziale accoglimento della petizione, la Corte cantonale ha pertanto condannato C.A.________ a pagare al fratello B.A.________ fr. 781'857.20, oltre interessi al 5% dal 16 giugno 1997, dietro consegna delle 35 azioni, libere da ogni impegno. </div> <div class="para">C. </div> <div class="para">Contro questa decisione C.A.________ è insorto dinanzi al Tribunale federale, il 12 giugno 2003, sia con ricorso di diritto pubblico che con ricorso per riforma. Con il primo rimedio egli chiede - previa concessione dell'effetto sospensivo - l'annullamento della sentenza impugnata e il rinvio degli atti al Tribunale d'appello per nuova decisione. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Nella risposta del 4 settembre 2003 B.A.________ ha proposto la reiezione del gravame in quanto ammissibile, mentre l'autorità cantonale ha rinunciato a presentare osservazioni. </div> <div class="para">D. </div> <div class="para">L'istanza volta alla concessione dell'effetto sospensivo è stata dichiarata priva d'oggetto il 19 giugno 2003, l'esecuzione della sentenza impugnata essendo sospesa per legge a causa dell'introduzione del ricorso per riforma (<span class="artref">art. 54 cpv. 2 OG</span>). </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Diritto: </div> <div class="para">1. </div> <div class="para">Giusta l'<span class="artref">art. 57 cpv. 5 OG</span> un ricorso di diritto pubblico viene trattato, in linea di principio, prima del parallelo ricorso per riforma (<a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=19&amp;from_date=10.02.2004&amp;to_date=29.02.2004&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F122-I-81%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page81">DTF 122 I 81</a> consid. 1 con rinvii). </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Nel caso in esame non vi è motivo di derogare alla regola. </div> <div class="para">2. </div> <div class="para">Il Tribunale federale si pronuncia d'ufficio e con pieno potere d'esame sull'ammissibilità del rimedio esperito (<a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=19&amp;from_date=10.02.2004&amp;to_date=29.02.2004&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F129-I-173%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page173">DTF 129 I 173</a> consid. 1, 185 consid. 1 pag. 188). </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Nella prima parte del suo allegato - intitolata "In ordine" - il ricorrente menziona le varie condizioni di ricevibilità del ricorso di diritto pubblico, quali il termine di ricorso, l'esaurimento delle istanze cantonali, il carattere finale della decisione impugnata nonché la legittimazione a ricorrere: tutti questi requisiti sono effettivamente adempiuti. Egli tralascia però un presupposto importante, quello della sussidiarietà assoluta del ricorso di diritto pubblico. Giusta l'<span class="artref">art. 84 cpv. 2 OG</span> il ricorso di diritto pubblico è infatti ammissibile solamente se la pretesa violazione di diritto non può essere sottoposta al tribunale o a un'altra autorità federale mediante azione o altro rimedio. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Da questa regola deriva l'irricevibilità di tutti gli argomenti che il ricorrente adduce contro l'applicazione del diritto federale rispettivamente contro l'apprezzamento giuridico dei fatti, dato che la valutazione giuridica di un fatto altro non è che la sua qualificazione giuridica (sussunzione; cfr. <a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=19&amp;from_date=10.02.2004&amp;to_date=29.02.2004&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F129-III-618%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page618">DTF 129 III 618</a> consid. 3; Poudret, Commentaire de la loi fédérale d'organisation judiciaire, vol. II, Berna 1990, nota 5 ad <span class="artref">art. 43 OG</span>, pag. 178). La violazione del diritto federale va infatti censurata nell'ambito del ricorso per riforma (<span class="artref">art. 43 OG</span>), perlomeno quando - come nel caso in esame, trattandosi di una causa civile con un valore litigioso superiore a fr. 8'000.-- (<span class="artref">art. 46 OG</span>) - esso è proponibile (Poudret, op. cit., n. 1.6.3 ad <span class="artref">art. 43 OG</span>, pag. 140). </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Il gravame in rassegna si avvera pertanto d'acchito inammissibile laddove concerne: </div> <div class="para">- l'errata qualifica giuridica della convenzione 21 maggio 1992 con conseguente violazione degli <span class="artref"><artref id="CH/220/18" type="start"></artref>art. 18 e 22 CO</span><artref id="CH/220/22" type="end"></artref>, atteso che l'autorità cantonale ha esplicitamente fatto ricorso all'interpretazione oggettiva, secondo il principio dell'affidamento, che è una questione di diritto (<a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=19&amp;from_date=10.02.2004&amp;to_date=29.02.2004&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F129-III-118%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page118">DTF 129 III 118</a> consid. 2.5 pag. 123 con rinvii); </div> <div class="para">- la violazione dell'<span class="artref">art. 22 CO</span> e del principio della libertà contrattuale, per avere l'autorità cantonale - riferendosi alla <a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=19&amp;from_date=10.02.2004&amp;to_date=29.02.2004&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F118-II-32%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page32">DTF 118 II 32</a> - ammesso la domanda di adempimento del contratto di compra-vendita sulla base di un semplice precontratto; </div> <div class="para">- l'arbitrarietà della tesi per la quale la valutazione eseguita dai due commercialisti designati nella convenzione 21 maggio 1992 costituisce un referto d'arbitratore vincolante, lo stesso ricorrente ammettendo che si tratta di una questione retta dal diritto federale; </div> <div class="para">- la violazione dell'<span class="artref">art. 102 CO</span> nella determinazione della data d'inizio della decorrenza degli interessi di mora. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Tutte queste censure sono state d'altronde formulate anche nel quadro del parallelo ricorso per riforma. </div> <div class="para">3. </div> <div class="para">Il ricorso di diritto pubblico risulta, in sostanza, ammissibile solamente in quanto verte sull'applicazione degli <span class="artref"><artref id="CH/272/78" type="start"></artref>art. 78 e 87 CPC</span><artref id="CH/272/87" type="end"></artref>/TI, definita arbitraria. Il ricorrente si aggrava contro la decisione dei giudici ticinesi di non tenere conto di alcuni suoi argomenti siccome proposti per la prima volta nelle conclusioni e quindi proceduralmente inammissibili. </div> <div class="para">3.1 Prima di chinarsi sulle tesi ricorsuali occorre rammentare che, qualora venga invocata la violazione del divieto dell'arbitrio nell'applicazione del diritto cantonale, il ricorrente deve designare con precisione la disposizione cantonale che, a suo modo di vedere, è stata applicata in maniera arbitraria o non è stata applicata del tutto, e che l'esame del gravame si limiterà a tale questione (<a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=19&amp;from_date=10.02.2004&amp;to_date=29.02.2004&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F128-I-273%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page273">DTF 128 I 273</a> consid. 2.1 con rinvio). </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Nella procedura di ricorso di diritto pubblico non vige, infatti, il principio iura novit curia; il Tribunale federale vaglia solo le censure sollevate in modo chiaro e dettagliato, conformemente a quanto stabilito dall'<span class="artref">art. 90 cpv. 1 lett. b OG</span>, giusta il quale l'atto di ricorso deve contenere l'esposizione dei fatti essenziali e quella concisa dei diritti costituzionali o delle norme giuridiche che si pretendono violati (<a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=19&amp;from_date=10.02.2004&amp;to_date=29.02.2004&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F129-I-113%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page113">DTF 129 I 113</a> consid. 2.1 pag. 120 con rinvii). Un ricorso fondato sull'<span class="artref">art. 9 Cost.</span>, com'è quello in esame, non può inoltre essere sorretto da argomentazioni con cui il ricorrente si limita a contrapporre il suo parere a quello dell'autorità cantonale, come se il Tribunale federale fosse una superiore giurisdizione di appello a cui compete di rivedere liberamente il fatto e il diritto e di ricercare la corretta applicazione delle norme invocate (<a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=19&amp;from_date=10.02.2004&amp;to_date=29.02.2004&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F128-I-295%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page295">DTF 128 I 295</a> consid. 7a pag. 312). L'arbitrio non si realizza già qualora la soluzione proposta con il ricorso possa apparire sostenibile o addirittura migliore rispetto a quella contestata. Per richiamarsi con successo all'arbitrio, è necessario dimostrare - con un'argomentazione precisa - che l'autorità cantonale ha emanato una decisione manifestamente insostenibile, destituita di fondamento serio e oggettivo o in urto palese con il senso di giustizia ed equità (<a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=19&amp;from_date=10.02.2004&amp;to_date=29.02.2004&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F129-I-8%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page8">DTF 129 I 8</a> consid. 2.1 con rinvii). </div> <div class="para">3.2 In concreto, il ricorrente sostiene che, sebbene presentate per la prima volta in sede di conclusioni, le sue contestazioni avrebbero dovuto essere tenute in considerazione: secondo la giurisprudenza cantonale, infatti, quando l'altra parte non eccepisce durante il dibattimento finale l'irregolarità dell'allegazione nuova il giudice non può sopperirvi d'ufficio. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Nella misura in cui è ammissibile, questa censura risulta infondata. </div> <div class="para">3.2.1 L'<span class="artref">art. 78 CPC</span>/TI stabilisce che l'attore con la petizione e il convenuto con la risposta devono addurre, in una sola volta, i fatti, le domande, le eccezioni e le motivazioni di diritto. Sono riservate la replica e la duplica secondo gli <span class="artref"><artref id="CH/272/175" type="start"></artref>art. 175 e 176 CPC</span><artref id="CH/272/176" type="end"></artref>/TI. Le eccezioni processuali non addotte con la risposta sono perente. I mezzi di prova devono essere addotti unitamente ai fatti. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Il limite temporale cui sottostanno le allegazioni delle parti ha lo scopo di attuare il contraddittorio. Occorre definire il momento nel quale la materia del contendere deve essere chiara e definitiva per le parti e per il giudice. Il testo dell'<span class="artref">art. 78 CPC</span>/TI ed il suo titolo marginale -"Produzione dei mezzi di azione e di difesa, chiusura della fase delle allegazioni" - indicano che nella procedura civile ticinese questo momento è la fine dello scambio degli scritti introduttivi (petizione e risposta, eventualmente replica e duplica). Il corollario di questa regola è che le allegazioni di fatto delle parti - ad esempio le contestazioni della parte convenuta - proposte dopo tale momento sono irricevibili. Fa eccezione solo l'<span class="artref">art. 80 cpv. 1 CPC</span>/TI, che ammette completazioni successive dei fatti qualora esse avvengano su invito del giudice oppure in presenza di un caso di restituzione in intero. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Alla luce di quanto appena esposto, la sentenza impugnata, che ha giudicato irricevibili le contestazioni di fatto proposte dal ricorrente/ convenuto soltanto in sede di conclusioni, applica pertanto in modo tutt'altro che insostenibile l'<span class="artref">art. 78 cpv. 1 CPC</span>/TI ed è conforme alla costante prassi cantonale (cfr. Angelo Olgiati, Le norme generali per il procedimento civile nel Cantone Ticino, Zurigo 2000, §10 pag. 105 segg. e in particolare il riassunto della giurisprudenza cantonale alle pagine 123-129; Cocchi/Trezzini, Codice di procedura civile massimato e commentato, Lugano 2000, n. 22-25 ad art. 78). Sotto questo profilo la censura d'arbitrio si rivela infondata. </div> <div class="para">3.2.2 Per il resto, il ricorrente non spiega come avrebbe dovuto (cfr. <span class="artref">art. 90 cpv. 1 lett. b OG</span>) in base a quali disposizioni del diritto processuale cantonale la novità delle allegazioni non avrebbe potuto venir rilevata d'ufficio dal giudice. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">La nota di Cocchi/Trezzini citata nell'allegato ricorsuale (op. cit., nota a pié di pagina n. 266 ad art. 76), nella quale questi autori sostengono che il giudice non può sopperire all'inattività di una parte che non eccepisce l'irregolarità durante il dibattimento finale, si riferisce alla mutazione dell'azione secondo gli <span class="artref"><artref id="CH/272/74" type="start"></artref>art. 74-76 CPC</span><artref id="CH/272/76" type="end"></artref>/TI (sulla possibilità di mutare l'azione in sede di dibattimento finale non v'è d'altronde unanimità: cfr. Angelo Olgiati, op. cit., pag. 70 seg.). Nel suo scritto il ricorrente si limita alla citazione, senza spiegare perché l'osservazione di questi autori dovrebbe valere anche per gli atti processuali retti dall'<span class="artref">art. 78 CPC</span>/TI, ovverosia - stando al titolo marginale - la produzione dei mezzi di azione e di difesa e la chiusura della fase delle allegazioni. </div> <div class="para">3.3 Secondo il ricorrente, in un contesto specifico i giudici cantonali avrebbero leso arbitrariamente, oltre all'<span class="artref">art. 78 CPC</span>/TI, anche l'<span class="artref">art. 87 CPC</span>/TI, che sancisce il principio iura novit curia. I giudici hanno infatti considerato nuovo - appunto perché proposto solo con le conclusioni - l'argomento secondo il quale i periti arbitratori, nella valutazione del pacchetto azionario, hanno applicato arbitrariamente l'imposta sugli utili immobiliari (TUI) istituita dalla legge tributaria del 21 giugno 1994 invece dell'abrogata legge concernente il maggior valore mobiliare (IMVI) del 17 dicembre 1964. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Si tratta di una critica infondata. Il ricorrente confonde la produzione dei mezzi di difesa - per riprendere ancora il titolo marginale dell'<span class="artref">art. 78 CPC</span>/TI - con l'applicazione del diritto. Toccava a lui eccepire che era stato commesso un errore a lui pregiudizievole, solo così il Tribunale d'appello avrebbe dovuto verificare quale legge fiscale andasse applicata. Tanto più che, come meglio si dirà nel prossimo considerando, nel caso specifico l'allegazione esigeva una motivazione qualificata. </div> <div class="para">3.4 Prevalendosi ancora una volta della violazione arbitraria dell'<span class="artref">art. 78 CPC</span>/TI il ricorrente afferma infatti che - contrariamente a quanto ritenuto nel giudizio impugnato - alcune delle contestazioni proposte contro il referto degli arbitratori erano state sollevate assai prima delle conclusioni. </div> <div class="para">3.4.1 Richiamata la <a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=19&amp;from_date=10.02.2004&amp;to_date=29.02.2004&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F117-IA-365%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page365">DTF 117 Ia 365</a> consid. 7, il Tribunale d'appello ha giudicato irricevibili i motivi d'invalidazione del referto d'arbitratore addotti dal ricorrente rilevando ch'egli ha sostenuto solo in sede conclusionale "che la perizia in questione fosse manifestamente ingiusta, iniqua, arbitraria, allestita senza alcuna cura o ancora viziata da errore sostanziale, inganno o minaccia". Il ricorrente dichiara invece di aver fatto valere tale censura in diversi documenti prodotti in causa, nella risposta e durante l'udienza preliminare. L'argomento non è fondato. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> </div> <div class="para">S'è appena detto che in forza dell'<span class="artref">art. 78 CPC</span>/TI la parte convenuta deve muovere le proprie contestazioni con la risposta o al più tardi con la duplica. Ciò esclude che si possa tenere conto di fatti allegati durante l'udienza preliminare che segue tali scritti. Secondo la prassi ticinese non possono essere tenute in considerazione eventuali contestazioni risalenti alla fase preprocessuale: lo stato di fatto determinante per il giudizio è quello che risulta dallo scambio degli scritti introduttivi (cfr. Angelo Olgiati, op. cit., pag. 121 segg. e in particolare le sentenze della II CCA 25 ottobre 1996 e 25 agosto 1997 riportate a pag. 124; cfr. anche pag. 121). L'interpretazione dell'<span class="artref">art. 78 CPC</span>/TI proposta nel giudizio impugnato non è dunque arbitraria (cfr. DTF dell'11 dicembre 1987 consid. 3, pubblicata in Rep. 1989 108 segg.). </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Per quanto concerne infine le asserite contestazioni formulate nell'atto di risposta, si rileva che dai passaggi citati nel gravame emerge soltanto che il convenuto aveva criticato il referto degli arbitratori opponendovi le proprie valutazioni, come se si trattasse di un parere suscettibile di essere rettificato liberamente; egli non ha per contro espresso in maniera intelleggibile l'eccezione d'invalidazione del referto per i soli motivi ammessi dalla giurisprudenza ricordata sopra. </div> <div class="para">3.4.2 Considerazioni analoghe valgono per altre due allegazioni di fatto che il ricorrente reputa essere state giudicate nuove a torto. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Va ricordato, per la buona comprensione, che la Corte cantonale ha considerato le valutazioni contenute nel referto degli arbitratori di principio vincolanti; ha però ammesso ch'esso poteva essere corretto "laddove i commercialisti hanno ritenuto di formulare delle varianti rispettivamente non si sono espressi in modo definitivo su alcune questioni di fatto o di diritto, a loro dire non sufficientemente chiarite". </div> <div class="para"> </div> <div class="para">La Corte cantonale ha in particolare ritenuto irricevibili sia la "nuova calcolazione" del valore degli immobili, sia gli argomenti con i quali il ricorrente ha circostanziato solo in sede di conclusioni le contestazioni generiche mosse negli scritti introduttivi contro un credito della società per "pigione vantaggiosa". Basti dire che nei passaggi della risposta citati nel ricorso vi erano solo un accenno generico alla necessità di eseguire una nuova perizia immobiliare e una contestazione altrettanto generica del credito; per entrambi questi aspetti non vi era invece traccia di calcoli o contestazioni precise. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Il ricorrente non nega il carattere generico delle sue prime allegazioni. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Non dice nemmeno - come gli impone l'<span class="artref">art. 90 cpv. 1 lett. b OG</span> - sulla base di quali norme di diritto cantonale sarebbe insostenibile considerare irricevibili argomenti formulati in modo generico negli scritti introduttivi e sostanziati unicamente nelle conclusioni. </div> <div class="para">4. </div> <div class="para">Da tutto quanto esposto discende che il ricorso di diritto pubblico va respinto nella misura in cui è ammissibile. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Gli oneri processuali e le ripetibili seguono la soccombenza (art. 156 cpv. 1 e 159 cpv. 1 e 2 OG). </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Per questi motivi, il Tribunale federale pronuncia: </div> <div class="para">1. </div> <div class="para">Nella misura in cui è ammissibile, il ricorso di diritto pubblico è respinto. </div> <div class="para">2. </div> <div class="para">La tassa di giustizia di fr. 7'000.-- è posta a carico del ricorrente, il quale rifonderà fr. 8'000.-- all'opponente per ripetibili della sede federale. </div> <div class="para">3. </div> <div class="para">Comunicazione ai patrocinatori delle parti e alla II Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone Ticino. </div> <div class="para">Losanna, 16 febbraio 2004 </div> <div class="para">In nome della I Corte civile </div> <div class="para">del Tribunale federale svizzero </div> <div class="para">Il presidente: La cancelliera: </div> <div class="para"> </div> </div></body></html>