<h2>SubmittedText<h2><p>La formazione quale impiegato/a di commercio riscuote grande successo ed è conclusa ogni anno da oltre 14 000 studenti, circa un quinto di tutti i giovani che al termine dell'obbligo scolastico scelgono di intraprendere una percorso di formazione professionale. Essa è una delle poche formazioni professionali a prevedere l'insegnamento obbligatorio di due lingue "straniere" (profilo E), di cui una lingua nazionale e dell'inglese. In caso di un'applicazione senza modifiche della prevista riforma "Impiegati di commercio 2022" (IC22), tale situazione sarebbe destinata a mutare, riducendo l'insegnamento obbligatorio a una sola seconda lingua. L'insegnamento di un'ulteriore lingua sarebbe offerto come materia opzionale a scapito di altre discipline o di altri progetti interdisciplinari.</p><p>Nell'ottica del rafforzamento del plurilinguismo svizzero, la direzione imboccata dalla riforma "IC22" porrebbe le lingue nazionali in un'insensata concorrenza con l'inglese, danneggiando il valore delle nostre lingue nazionali.</p><p>Con la prevista riforma "IC22" si corre il rischio di mettere sotto pressione l'insegnamento del francese nella Svizzera tedesca. Nel Cantone dei Grigioni le conseguenze interesserebbero l'italiano quale lingua nazionale e cantonale, oggi prevista come materia obbligatoria a fianco dell'inglese.</p><p>L'abolizione del profilo di formazione E e l'assai probabile riduzione degli iscritti all'insegnamento opzionale di una seconda lingua (nella Svizzera tedesca) rischia inoltre di rendere più difficoltoso il passaggio degli studenti al ciclo di formazione per la maturità professionale che attualmente prevede l'insegnamento obbligatorio di due seconde lingue.</p><p>1. Il Consiglio federale è consapevole del fatto che la riforma "IC22" tende a penalizzare l'apprendimento obbligatorio di una seconda lingua nazionale? </p><p>2. Il Consiglio federale è cosciente del fatto che con questa riforma si promuove l'insegnamento della lingua inglese, a scapito dell'apprendimento di una seconda lingua nazionale?</p><p>3. Il Consiglio federale è disposto ad impegnarsi per il plurilinguismo e per l'apprendimento delle nostre lingue nell'ambito della riforma "IC22", stabilendo che la prima lingua straniera debba essere una lingua nazionale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l'innovazione (SEFRI) prevede di avviare la procedura di consultazione sulla revisione della formazione commerciale di base all'inizio del 2021. In questo modo le parti interessate avranno anche la possibilità di pronunciarsi sulle varie opzioni concernenti la regolamentazione delle lingue straniere. Le decisioni finali potranno essere prese solo dopo aver raccolto questi pareri. Alla luce di queste circostanze, il Consiglio federale risponde alle domande come segue.</p><p>Domande 1 e 2</p><p>La formazione professionale svizzera è un compito comune di Confederazione, Cantoni e organizzazioni del mondo del lavoro (oml). Uno dei suoi capisaldi è che spetta alle oml definire i contenuti della formazione e le qualifiche da raggiungere in risposta alle esigenze del mercato del lavoro. Le associazioni settoriali hanno familiarità con il mercato del lavoro e sono quindi in grado di valutare meglio di ogni altro organismo quali sono le competenze linguistiche che gli apprendisti devono aver acquisito al termine delle circa 240 formazioni professionali di base esistenti.</p><p>Il Consiglio federale attribuisce grande importanza alla promozione del plurilinguismo e all'insegnamento delle lingue nazionali. In vari settori sono in corso di realizzazione iniziative corrispondenti. Tra queste figurano in particolare la promozione della maturità professionale e lo svolgimento di scambi linguistici e di altre attività di mobilità, coordinate dall'agenzia "Movetia".</p><p>Nella formazione commerciale di base il 35 per cento degli apprendisti frequenta oggi in parallelo al tirocinio l'insegnamento per la maturità professionale, in cui è obbligatorio l'apprendimento di due lingue straniere, tra cui una seconda lingua nazionale. Gli apprendisti che intendono frequentare l'insegnamento per la maturità professionale dopo il tirocinio scelgono di regola una seconda lingua straniera già come materia opzionale durante la formazione professionale di base. Per conseguire la maturità professionale saranno obbligatorie anche in futuro due lingue straniere, una delle quali dev'essere una seconda lingua nazionale.</p><p>La formazione professionale deve offrire una prospettiva anche ai giovani più deboli. Già oggi gli apprendisti dell'attuale formazione di base (profilo B) devono imparare una sola lingua straniera. Con la revisione e con l'eliminazione generale dei profili e dell'obbligatorietà delle due lingue straniere si intende consentire, come finora, a un numero più alto possibile di apprendisti di portare a termine con successo la propria formazione professionale di base.</p><p>Domanda 3</p><p>Come già accennato, il Consiglio federale attribuisce grande importanza alla promozione del plurilinguismo e all'insegnamento delle lingue nazionali. Nel contempo, però, rinvia alla suddivisione delle competenze all'interno del partenariato. Data l'importanza e la sensibilità politica dell'insegnamento delle lingue nazionali e del gran numero di apprendisti che seguono una formazione professionale di base di impiegato/a di commercio AFC, la SEFRI propone tuttavia alla Conferenza svizzera dei rami di formazione e degli esami commerciali (CSRFC), in quanto ente responsabile della professione, che nell'ambito di questa revisione i Cantoni possano eccezionalmente definire la scelta della seconda lingua nazionale. La CSRFC è disposta a dar seguito a questa richiesta. Questo compromesso federalista permetterebbe ai Cantoni di perseguire una politica linguistica coerente. Nell'ambito della consultazione è inoltre in discussione una variante che dà la precedenza alle lingue nazionali in tutta la Svizzera.</p>  Risposta del Consiglio federale.