<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Negli ultimi tempi la questione della riforma dell'imposizione fiscale in campo ecologico ha assunto un maggior peso politico. Accanto a diverse iniziative popolari anche in Parlamento sono pendenti interventi che richiedono fra l'altro di accelerare i tempi nel quadro della riforma fiscale in campo ecologico. </p><p></p><p></p><p>Nell'ambito della strategia "sviluppo sostenibile in Svizzera" il Consiglio federale intende verificare fino a che punto nella politica finanziaria e tributaria possano essere creati incentivi per promuovere l'occupazione e per raggiungere gli obiettivi di politica energetica e ambientale. Nel suo rapporto mostrerà i possibili spostamenti di oneri dal fattore lavoro al fattore energia e illustrerà le possibilità di un consumo delle risorse non rinnovabili rispettoso dell'ambiente. In questo contesto dovrebbero essere illustrati gli effetti di politica economica, sociale ed energetica. Il Consiglio federale ha scelto consapevolmente l'anno 2001, perché vuole sistemare in via prioritaria le finanze federali. La soppressione del vigente regime finanziario è un'irripetibile opportunità per realizzare la riforma dell'imposizione fiscale in campo ecologico. In considerazione della necessità di agire nell'ambito della politica fiscale il Consiglio federale prevede di iniziare i lavori basilari nel corso del 1998.</p><p></p><p>Un'imposta non ha incidenze sul volume degli introiti fiscali e sulle aliquote fiscali, se il suo reddito è restituito all'economia e alla popolazione oppure è utilizzato per finanziare nuovi tipi di sussidi, rispettivamente per ridurre i contributi delle assicurazioni sociali o di imposte. Alla luce delle prospettive che si profilano nell'ambito delle assicurazioni sociali questa richiesta deve essere respinta. Per la Confederazione l'energia è un'importante base fiscale. Oltre all'imposta sul valore aggiunto, l'imposizione dell'energia rappresenta per la Confederazione una delle poche possibilità di finanziare i nuovi compiti e gli oneri supplementari che si prospettano in particolare per le assicurazioni sociali. Il rapporto IDAFiSo2 non è ancora disponibile. Certo è però che a causa dello sviluppo demografico le assicurazioni sociali richiederanno in futuro maggiori fondi. Anche se con misure dalla parte delle prestazioni l'evoluzione delle spese può essere arginata, nei prossimi decenni si dovrà soddisfare un considerevole fabbisogno di finanziamento.</p><p></p><p>Nonostante un onere fiscale complessivo ancora relativamente moderato, nel confronto internazionale la Svizzera si contraddistingue per un'aliquota delle imposte dirette e per contributi delle assicurazioni sociali superiori alla media. Sotto la media è invece l'aliquota delle imposte indirette. Dal punto di vista economico e nell'interesse della piazza economica svizzera un finanziamento fondato sulle imposte di consumo è perciò la migliore alternativa ad un ulteriore aumento dei costi salariali indotti. Nell'ambito dei lavori sul nuovo regime finanziario, il Consiglio federale presterà particolare attenzione agli effetti di una imposta energetica sulla competitività dell'economia nazionale e nelle relazioni verso l'esterno. Va da sè che per il processo di adeguamento l'economia beneficerà di termini di transizione. Il Consiglio federale chiarirà nei singoli casi fino a che punto siano necessarie regolamentazioni speciali per settori che consumano molta energia e che sono orientati all'esportazione.</p><p></p><p>Per questi motivi e alla luce delle prospettive che si delineano, il Consiglio federale respinge il punto concernente la non incidenza sul gettito fiscale e sulle aliquote fiscali di una riforma dell'imposizione fiscale in campo ecologico.</p>  Il Consiglio federale è disposto ad accettare la mozione.