<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La normativa riguardante il diritto di precedenza per i pedoni, entrata in vigore nel 1994, è stata ampiamente pubblicizzata da autorità, organizzazioni, associazioni del ramo e dai media. Da allora si è constatato un rispetto nettamente maggiore dei passaggi pedonali da parte dei conducenti di veicoli a motore. Benché il numero di incidenti sia aumentato poco dopo l'introduzione delle nuova disposizione, la situazione in seguito è nettamente migliorata. Nel 1998, purtroppo, si è di nuovo registrata un'inversione di tendenza. Il Gruppo di esperti "Sicurezza stradale" dell'Ufficio federale delle strade, incaricato dal DATEC di analizzare l'evoluzione degli incidenti, in un rapporto giunge alla conclusione che l'aumento degli incidenti rispetto all'anno precedente non è spiegabile unicamente sulla base degli incidenti con esito mortale occorsi nel 1998. I dati a disposizione non permettono di concludere che si sta assistendo a un peggioramento della situazione, poiché potrebbe trattarsi di un fenomeno statistico eccezionale. Il Gruppo di esperti propone di concentrare l'attenzione sull'attuale regola della precedenza ai pedoni con una nuova campagna su vasta scala e mediante azioni mirate da parte della polizia, adottando al contempo misure che permettano ai conducenti di riconoscere meglio e per tempo i passaggi pedonali. Entrambe le raccomandazioni sono attualmente già in fase di realizzazione. L'Unione dei professionisti svizzeri della strada (VSS), per esempio, sta elaborando o rivedendo le norme riguardanti la pianificazione, la progettazione e la sistemazione dei passaggi pedonali. </p><p>Con misure edilizie, segnalazioni e sistemi di illuminazione adeguati è possibile migliorare la sicurezza sulle nostre strade. Il finanziamento di tali misure spetta ai proprietari delle singole opere, vale a dire ai Cantoni e ai Comuni. Come rileva lo stesso autore del postulato, una partecipazione finanziaria da parte della Confederazione presupporrebbe la creazione di apposite base legali, da integrare eventualmente nella legge federale concernente l'utilizzazione dell'imposta sugli oli minerali a destinazione vincolata (LUMin) o nella legge federale sul contributo alla prevenzione degli infortuni: </p><p>- Per mezzo della LUMin la Confederazione finanzia gran parte dei costi delle strade nazionali, elargisce contributi alla rete delle strade principali sussidiabili e sostiene altri progetti legati alle singole opere (misure per la separazione del traffico, di protezione dell'ambiente e del paesaggio, opere di protezione contro le forze della natura, ecc.). Oltre ai contributi alle strade nazionali, la Confederazione paga dunque ingenti sussidi. Nel quadro del progetto "Nuova perequazione finanziaria tra la Confederazione e i Cantoni" (NPF) si intende ora procedere a una nuova distribuzione dei compiti e dei flussi finanziari. In futuro, anche nella categoria delle strade principali verranno considerati compiti comuni soltanto i grandi progetti; i progetti di piccolo taglio, ma anche tutti gli altri progetti legati alle opere, non verranno invece più sussidiati bensì delegati ai Cantoni che dovranno realizzarli per proprio conto. L'introduzione di un nuovo tipo di sussidio, peraltro di portata finanziaria assai limitata, contraddirebbe palesemente i principi della nuova perequazione finanziaria. </p><p>- La legge federale sul contributo alla prevenzione degli infortuni si basa sull'idea del contributo causale secondo il principio della messa in pericolo: colui che mette in circolazione un veicolo a motore crea dei pericoli ed è tenuto non soltanto a rispondere di eventuali danni, ma anche a contribuire alla riduzione dei pericoli, vale a dire ad evitare incidenti. L'interpretazione di questo principio non può tuttavia condurre all'obbligo, per il detentore, di partecipare ai costi d'infrastruttura. Tale compito spetta infatti al proprietario dell'opera. Il finanziamento, da parte del Fondo di sicurezza stradale, di misure tecniche sui passaggi pedonali contraddirebbe chiaramente le finalità dell'attuale legge e per giunta supererebbe di gran lunga le possibilità finanziarie del Fondo stesso.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.