<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Fino a poco tempo fa Swiss Dairy Food (SDF) era la maggiore impresa operante in Svizzera nel settore lattiero; trasformava il 30 per cento circa del latte destinato all'industria e svolgeva un ruolo considerevole anche in relazione alla produzione casearia. Risultato di fusioni di strutture regionali fortemente indebitate, SDF non ha evidentemente attuato le misure di ristrutturazione e di risanamento indispensabili per assicurarsi l'esistenza in un settore che ha subito una rapida liberalizzazione e che dovrà far fronte a una maggiore concorrenza risultante dall'accordo agricolo bilaterale con l'Unione europea. Lo stato critico del suo bilancio era noto da almeno due anni; le difficoltà congiunturali nelle quali si dibatte l'economia lattiera dalla primavera 2002 hanno soltanto accelerato un crollo prevedibile.</p><p>A SDF è stata concessa una moratoria concordataria provvisoria il 23 settembre 2002, divenuta definitiva il 22 novembre 2002 grazie all'intervento della Confederazione volto ad indennizzare parzialmente i fornitori di latte per il periodo d'insolvenza dal 1° agosto al 22 settembre 2002 e al credito stanziato dalle banche. La moratoria concordataria ha consentito ai centri di produzione di continuare la loro attività, il ritiro del latte è stato garantito senza interruzioni e la maggior parte dei salariati ha potuto mantenere il posto di lavoro. Nel frattempo si sono fatte avanti aziende disposte a rilevare sette centri di produzione su otto e l'insieme del settore caseario di SDF; le trattative sono concluse o a buon punto. Vista l'entità della sfida da raccogliere, le prospettive sono migliori di quanto previsto sia dal profilo degli impieghi che per la continuità del ritiro e della valorizzazione del latte.</p><p>La sede di Gossau non è stata rilevata e il 30 novembre 2002 ha quindi dovuto chiudere i battenti. Una situazione di questo genere ha sempre conseguenze dolorose per i salariati interessati e per l'economia regionale. È tuttavia evidente che nel settore del condizionamento del latte vi sono eccessi di capacità e che l'assenza di aziende disposte a rilevare questa attività rientra nella logica dell'economia. È invece stato possibile giungere a una soluzione per il ritiro della materia prima lavorata finora a Gossau.</p><p>Il Consiglio federale ha indicato chiaramente che non sarebbe intervenuto nel processo di ristrutturazione avviato dal crollo di SDF. L'adeguamento delle strutture e delle capacità alle nuove condizioni del mercato deve aver luogo secondo le regole dell'economia privata. La nuova legge sull'agricoltura del 1998 ha soppresso prezzi e ritiri garantiti dalla Confederazione per il latte e per gli altri prodotti agricoli. La legislazione agricola non consente alcun intervento volto a finanziarie aziende dedite alla trasformazione. Inoltre, la Confederazione deve vegliare affinché non vi siano distorsioni della concorrenza tra le diverse aziende del settore.</p><p>I provvedimenti di promovimento economico regionale sono di competenza dei Cantoni. È possibile, in via sussidiaria, concedere fideuissioni sulla base del decreto federale in favore delle zone di rilancio economico. Non è consentito ricorrere a tale decreto federale per finanziare ristrutturazioni e rilevazioni di imprese. I rispettivi provvedimenti sono applicabili soltanto per nuovi investimenti nel quadro di progetti innovatori ed entro i limiti dell'ordinanza del 12 giugno 2002.</p><p>Il Consiglio federale non può quindi accogliere la richiesta dell'autore dell'interrogazione ordinaria urgente.</p>  Risposta del Consiglio federale.