<h2>SubmittedText<h2><p>Stando a uno studio recentemente pubblicato dall'Unicef sulla prostituzione infantile in Kenia, gli svizzeri rappresentano il 12 per cento dei clienti della prostituzione infantile in questo Paese, collocandosi al quarto posto.</p><p>In tale contesto, chiediamo al Consiglio federale:</p><p>1. Il Consiglio federale è a conoscenza di tali cifre?</p><p>2. Quali possibilità vede il Consiglio federale per combattere tali abusi in collaborazione con le autorità keniote?</p><p>3. Che cosa intende fare per combattere lo sfruttamento sessuale dei minori da parte di turisti svizzeri in Paesi del terzo mondo?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il cosiddetto turismo sessuale, che in alcuni Paesi ha assunto dimensioni allarmanti, è uno degli aspetti dello sfruttamento sessuale dei minori. Il Consiglio federale ha appreso i dati menzionati da diversi resoconti mediatici del 20 dicembre 2006. Si tratta di stime, che per loro natura vanno prese con cautela. Tuttavia, ciò non sminuisce in alcun modo l'attualità e l'urgenza del problema. L'Ufficio federale di polizia (Fedpol) presuppone che il numero reale di turisti pedofili che frequentano il continente africano sia elevato.</p><p>2. La cooperazione con le autorità keniote avviene caso per caso e principalmente tramite il canale di Interpol. Nel caso in questione, la Polizia giudiziaria federale ha indirizzato alle autorità di Nairobi una richiesta finalizzata ad allacciare contatti e ad acquisire informazioni più concrete su quel 12 per cento di turisti pedofili svizzeri. È stato parimenti preso contatto con l'Unicef per apprendere maggiori dettagli sullo studio e sui turisti menzionati.</p><p>3. Sul piano del coordinamento, la Polizia giudiziaria federale mira a sfruttare in maniera ottimale le possibilità di lottare conto il turismo sessuale infantile collaborando caso per caso, coinvolgendo tutti i partner, eseguendo ricerche mirate nonché scambiando informazioni ed esperienze. A tal fine è fondamentale raccogliere e trattare sistematicamente tutti gli indizi. Occorre inoltre rafforzare e promuovere le alleanze tra autorità, economia privata e organizzazioni per la protezione dell'infanzia.</p><p>Da circa tre anni in seno alla Polizia giudiziaria federale esiste il commissariato Pedofilia, tratta di esseri umani e traffico di migranti (PMM), che raccoglie e tratta gli indizi in relazione al turismo sessuale infantile. Il commissariato coordina le procedure e collabora con le autorità e le organizzazioni non governative (ONG) in Svizzera e all'estero. Un aiuto prezioso è fornito dagli addetti di polizia svizzeri all'estero (attualmente stazionati in Thailandia, in Brasile, a Praga, a Roma, a Wiesbaden, negli Stati Uniti, presso Europol all'Aia e presso Interpol a Lione) come pure dalle ambasciate svizzere. Fedpol fa inoltre parte del gruppo di lavoro di Interpol "Crimini contro i minori", che si riunisce una o due volte l'anno e si occupa, tra gli altri, di turismo sessuale infantile. Questi convegni richiamano un centinaio di partecipanti provenienti da oltre trenta Paesi (anche africani).</p><p>Da circa sette anni Fedpol dirige il gruppo di lavoro contro l'abuso sui minori, di cui fanno parte autorità svizzere di perseguimento penale e ONG. Tale gruppo di lavoro si riunisce due volte l'anno e promuove la collaborazione e lo scambio di informazioni sulla base di una "letter of intent". ECPAT Switzerland ("End Child Prostitution, Child Pornography and Trafficking of Children for Sexual Purposes"), che fa capo all'Associazione svizzera per la protezione dell'infanzia (membro del gruppo di lavoro), ha sensibilizzato per la seconda volta il settore alberghiero, riunito per il Travel Trade Workshop (TTW), sulla problematica del turismo sessuale infantile. Il codice di condotta elaborato da ECPAT e sostenuto da Fedpol obbliga gli organizzatori svizzeri di viaggi a lottare contro lo sfruttamento sessuale dei minori a fini commerciali. ECPAT è riuscita a convincere le due maggiori agenzie di viaggi della Svizzera ad aderire a tale codice: Hotelplan lo ha sottoscritto già nel 2003 e Kuoni lo farà prossimamente.</p><p>Sotto il profilo giuridico, la revisione della parte generale del Codice penale, in vigore dal 1° gennaio 2007, offre una migliore base per combattere il turismo sessuale infantile. In particolare, l'articolo 5 del Codice penale (reati contro minori commessi all'estero) permette di perseguire e punire in Svizzera (secondo il principio dell'universalità), indipendentemente dalla cittadinanza e a prescindere dal diritto straniero, le persone che all'estero commettono gravi reati sessuali su minori o tratta di esseri umani. Gli organizzatori di viaggi che palesemente o velatamente accennano alla possibilità di contatti sessuali con minori nel Paese di destinazione possono essere accusati di partecipazione al reato commesso all'estero sotto forma di istigazione o complicità.</p><p>Il Consiglio federale rinvia inoltre alla risposta all'interpellanza Markus Wäfler 05.3145 del 17 marzo 2005, "Provvedimenti contro il turismo del sesso", che verte su un tema correlato.</p>  Risposta del Consiglio federale.