<h2>SubmittedText<h2><p>Allo scopo di rafforzare l'economia nazionale durante la crisi del coronavirus, il Consiglio federale - per mezzo della Segreteria di Stato dell'economia (SECO) e in stretta collaborazione con le associazioni di categoria - è incaricato di lanciare una campagna per promuovere gli acquisti locali, così da salvaguardare i posti di lavoro.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La crisi che stiamo vivendo costituisce un momento difficile per l'economia svizzera. Da marzo 2020 il Consiglio federale ha emanato numerose disposizioni volte ad attenuare le conseguenze economiche dei provvedimenti imposti per combattere la pandemia, in modo da garantire sia il mantenimento di posti di lavoro e il versamento dei salari sia la liquidità delle imprese.</p><p>L'acquisto di beni e servizi da aziende svizzere potrebbe naturalmente aiutare a sostenere la nostra economia, ma è altrettanto vero che, secondo i principi di libertà economica, ognuno è libero di scegliere dove e da chi comprare. La ripartizione di ruoli tra lo Stato e il settore privato adottata finora si è dimostrata efficace. Eventuali misure statali dovrebbero essere esaminate anche dal punto di vista del diritto internazionale e in particolare del diritto dell'Organizzazione mondiale del commercio. Una campagna promozionale come quella proposta dall'autore del postulato andrebbe lanciata a livello locale da associazioni del commercio e dell'industria, così da avere un maggiore impatto sui consumatori. Alcuni settori si adoperano per evidenziare i vantaggi del consumo di prodotti svizzeri (p. es. il settore dell'energia). Esistono inoltre già, o sono nate durante la crisi attuale, iniziative private e pubbliche per incoraggiare gli acquisti locali (p. es. la piattaforma "Star'Terre" in Romandia, la distribuzione di buoni acquisto da parte di alcuni Cantoni e Comuni e di alcune banche). Anche la sensibilità dei consumatori e la loro responsabilità individuale possono contribuire al successo di campagne e misure di questo genere.</p><p>Il confronto con altre misure di promozione esposte nella motivazione del postulato non è opportuno: le campagne di promozione a favore della carne e del latte svizzeri riguardano mercati particolari, protetti da elevati dazi doganali, e i prezzi di questi prodotti sono raramente competitivi se confrontati quelli degli altri Paesi. Nel settore del turismo al momento l'obiettivo principale è compensare l'assenza di turisti stranieri.</p><p>L'autore del postulato cita i "prezzi concorrenziali" in Svizzera. Le cause principali dell'"isola dei prezzi elevati" sono note e il Consiglio federale continuerà a proporre misure per contrastare questo fenomeno.</p><p>Nonostante il calo registrato nella primavera del 2020 a causa delle restrizioni sanitarie, il consumo in Svizzera è aumentato rapidamente dopo il loro allentamento. Per tale motivo non sarebbe né saggio né opportuno ricorrere a un intervento statale su larga scala, nemmeno sotto forma di campagna promozionale.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.