<h2>SubmittedText<h2><p>In Svizzera, il traffico merci transalpino è documentato molto bene. È invece difficile ottenere dati precisi sul traffico merci interno e sul traffico merci transfrontaliero non transalpino (p. es. nei collegamenti est-ovest). Per ridurre le emissioni di CO2 e rispettare i vincoli del Protocollo di Kyoto non basta trasferire dalla strada alla rotaia solo il traffico merci transalpino, occorre trasferire anche una quota importante del traffico merci interno transalpino e del traffico merci transfrontaliero non transalpino. Per determinare il potenziale e adeguare tempestivamente l'infrastruttura sono necessari dati precisi. </p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quanti autocarri circolano sul territorio svizzero ogni anno? Quanti chilometri percorrono? Quante sono le tonnellate-chilometro? </p><p>2. Quanti treni merci circolano sul territorio svizzero ogni anno? Quanti chilometri percorrono? Quante sono le tonnellate-chilometro?</p><p>3. A quanto ammonta la quota del traffico merci interno non transalpino stradale e ferroviario?</p><p>4. Qual è la quota del traffico merci transfrontaliero non transalpino? Come si compone?</p><p>5. Sui tracciati ci sono attualmente problemi di capacità che ostacolano il trasferimento del traffico dalla strada alla rotaia in direzione nord-sud e/o direzione est-ovest? Se sì, in quali punti?</p><p>6. Cosa intraprende la Confederazione per promuovere il trasferimento del traffico merci interno e del traffico merci transfrontaliero non transalpino dalla strada alla rotaia?</p><p>7. Grazie all'iniziativa delle Alpi, per il trasporto merci transalpino è stato definito un obiettivo di trasferimento del traffico. Ci sono obiettivi analoghi per il traffico merci non transalpino?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La volontà di trasferire il traffico merci dalla strada alla rotaia è stata confermata dai cittadini svizzeri in diverse votazioni popolari e dal Parlamento con l'adozione, il 19 dicembre 2008, della legge sul trasferimento del traffico merci. La politica di trasferimento è rivolta in primo luogo al traffico in transito attraverso le Alpi. Un orientamento, questo, opportuno anche ai fini di un utilizzo efficiente delle modalità di trasporto, visti i vantaggi presentati dalla ferrovia sulle lunghe distanze.</p><p>1. Secondo l'Ufficio federale di statistica (UST), in Svizzera nel 2007 erano immatricolati 53 348 veicoli pesanti. A questi vanno aggiunti gli autocarri immatricolati all'estero, che secondo la banca dati sulla TTPCP dell'Amministrazione federale delle dogane (AFD) ammontavano a 223 301 nel 2007. Durante questo anno, i camion svizzeri e quelli stranieri hanno percorso rispettivamente 1707 e 495 milioni di veicoli-chilometri, per un totale di 2202 milioni. Sempre nel 2007, sulle strade svizzere sono stati trasportati complessivamente 16 010 milioni di tonnellate-chilometro: 11 174 milioni dagli autocarri svizzeri e 4836 milioni da quelli esteri.</p><p>2. Per quanto concerne il traffico merci su ferrovia, si dispongono solo di pochi dati attuali. Nel 1995 sulla rete ferroviaria svizzera sono stati percorsi 380 milioni di carri merci-chilometri, pari a 29 milioni di treni merci-chilometri. Ne risulta una prestazione di 7980 milioni di tonnellate-chilometro nette contro i 10 880 milioni del 2006.</p><p>3. Nel traffico transnazionale e in quello in transito attraverso le Alpi, è possibile effettuare rilevamenti del tonnellaggio alle frontiere e nei valichi alpini. Attualmente non è possibile distinguere tra le tonnellate-chilometro trasportate nel traffico transalpino e quelle trasportate nel traffico non transalpino. Dal 2008 i rilevamenti saranno adeguati in base alle relative disposizioni UE. L'adeguamento consentirà di rilevare i dati in funzione del traffico interno, d'importazione, d'esportazione e di transito.</p><p>4. Secondo la statistica del commercio con l'estero dell'AFD, nel 2006 sono state importate in Svizzera 49,9 milioni di tonnellate. Il trasporto è avvenuto nel modo seguente: 55 per cento per strada, 17 per cento su rotaia, 17 per cento mediante pipeline, 11 per cento via acqua e 0,2 per cento via aria. I dati della statistica citata non consentono di distinguere tra traffico transalpino e traffico non transalpino.</p><p>5. La crescita della domanda negli ultimi anni ha fatto aumentare i problemi di capacità sulla rete ferroviaria. Secondo l'articolo 9a capoverso 2 della legge federale sulle ferrovie, va data la precedenza al traffico viaggiatori cadenzato. Nei punti molto trafficati occorre pertanto, per ragioni operative, far circolare i treni merci su binari laterali affinché possano essere sorpassati. Il conseguente allungamento dei tempi di percorrenza incide sulla produttività del traffico merci ferroviario e complica il trasferimento del traffico merci dalla strada alla rotaia.</p><p>6. Nel confronto internazionale, la quota di mercato della ferrovia è molto elevata anche nel traffico interno, d'importazione e d'esportazione. La ragione risiede soprattutto nelle condizioni generali stabilite dalla politica dei trasporti, quali per esempio la riscossione della TTPCP e il divieto di circolare di domenica e di notte, applicabili all'intero settore del traffico merci. Oltre a queste, vengono adottate misure specifiche per promuovere il traffico merci ferroviario.</p><p>La Confederazione versa anzitutto indennità d'esercizio a favore del traffico combinato non transalpino. Grazie ai circa 23 milioni di franchi erogati a questo titolo nel 2008, è stato possibile effettuare circa 347 000 invii per ferrovia nel traffico interno svizzero e in quello d'importazione e d'esportazione da e verso i Paesi del Nordeuropa. La Confederazione accorda altresì aiuti finanziari destinati agli investimenti in terminali per il traffico interno, d'importazione e d'esportazione. A tale scopo è stata stanziata una somma di circa 35 milioni di franchi all'anno. Aiuti finanziari sono concessi anche per la realizzazione, il potenziamento e il rinnovo dei binari di raccordo. La Confederazione dispone a questo proposito di un credito di circa 20 milioni di franchi all'anno.</p><p>Nel dicembre 2008, nell'ambito dell'adozione dei decreti concernenti il progetto di legislazione sul traffico merci, le Camere hanno approvato un apposito limite di spesa per il promovimento del traffico merci per ferrovia non transalpino. Per il periodo dall'entrata in vigore della legge sul trasporto di merci (prevista per il 1° gennaio 2010) fino al 2015, sono stati stanziati 200 milioni di franchi. È altresì previsto il versamento di indennità d'esercizio a favore del trasporto in carri completi isolati, oltre che del traffico combinato. Le Camere hanno inoltre votato un limite di spesa di 30 milioni di franchi destinati alla promozione del traffico merci su ferrovie a scartamento ridotto.</p><p>7. Il Consiglio federale ritiene sostanzialmente che le condizioni generali applicate consentano una distribuzione efficiente ed ecologicamente ragionevole del traffico merci tra la strada, la ferrovia e la navigazione. Per il trasferimento del traffico pesante non transalpino non esiste alcun mandato legislativo; pertanto, non sono stati definiti obiettivi in proposito, né quantitativi né qualitativi. Respingendo la mozione Gentil 05.3845, "Per le merci la ferrovia", anche il Parlamento si è dichiarato contrario a un mandato per un'offerta di trasporti di merci per ferrovia che copra tutto il territorio.</p>  Risposta del Consiglio federale.