<h2>SubmittedText<h2><p>Al momento il DFAE custodisce una copia originale dell'accordo definitivo concluso tra il governo colombiano del presidente Santos e le FARC. Il popolo colombiano ha respinto l'accordo nel referendum del 2 ottobre 2016. Ciononostante il DFAE si dichiara disposto a custodire anche la seconda versione dell'accordo. A tal proposito chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Sinora non ha fornito una valutazione dell'accordo definitivo sul piano del diritto internazionale, limitandosi a constatare che la semplice custodia dell'accordo in Svizzera non dà luogo a conseguenze di tipo giuridico. Tuttavia il Consiglio federale deve avere un'opinione riguardo alla custodia dei trattati in Svizzera. Il trattato, nella sua interezza, è un accordo speciale di diritto internazionale umanitario ai sensi dell'articolo 3 delle disposizioni generali delle Convenzioni di Ginevra del 1949? Esistono precedenti di un trattato concluso come accordo speciale poiché i suoi contenuti modificavano profondamente l'assetto politico e giuridico di un Paese e che è stato depositato in Svizzera?</p><p>2. La Svizzera conserva l'accordo finale in quanto Stato depositario delle Convenzioni di Ginevra? Qualora non fosse così, perché il Consiglio federale non ha fatto nulla per contrastare quest'impressione?</p><p>3. In presenza dei media, un rappresentante della Svizzera ha ricevuto il documento siglato prima del referendum del 2 ottobre 2016 e lo ha portato a Berna. Questa consegna anticipata è avvenuta su richiesta del governo colombiano? Perché il DFAE, dopo il voto contrario del popolo colombiano, non ha restituito immediatamente il trattato agli autori? Il Consiglio federale intende aiutare a eludere la decisione popolare?</p><p>4. A causa dell'assenza di una legittimazione democratica diretta, la nuova versione del trattato resterà estremamente controversa sul piano giuridico e della politica interna in Colombia. Quali sono le conseguenze della custodia di un documento così controverso per le future relazioni diplomatiche tra la Svizzera e la Colombia?</p><p>5. Il Consiglio federale ribadisce che il suo comportamento non lede né il principio della neutralità né quello di non ingerenza negli affari interni di un Paese. Come motiva questa affermazione alla luce del dibattito fortemente problematico sull'atto compiuto dalla Svizzera?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale non si pronuncia in merito allo status giuridico dell'accordo di pace. La Svizzera ha ripetutamente fatto capire alle parti contraenti che la custodia in Svizzera di un originale dell'accordo non implica una conferma del valore giuridico che esse attribuiscono a quest'ultimo.</p><p>La consegna alla Svizzera di un accordo speciale ai sensi dell'articolo 3 - comune a tutte le Convenzioni di Ginevra - ai fini della sua custodia nell'Archivio federale non ha precedenti.</p><p>2. No. Il Consiglio federale ha comunicato più volte alle parti, anche pubblicamente, che la presa in consegna dell'accordo e la sua custodia nell'Archivio federale non sono in alcun modo legate ai compiti della Svizzera in quanto Stato depositario delle Convenzioni di Ginevra. Inoltre la consegna dell'accordo al governo svizzero non implica nessuno degli obblighi previsti per gli Stati depositari dalla Convenzione di Vienna sul diritto dei trattati. La Svizzera non è lo Stato "depositario" dell'accordo nel senso giuridico o tecnico del termine.</p><p>3. La prima versione dell'accordo di pace è stata consegnata al rappresentante svizzero dopo la cerimonia della firma, tenutasi a fine settembre 2016. In tale occasione la Svizzera ha assicurato che avrebbe conservato l'accordo finché le parti lo avessero ritenuto necessario. Da parte colombiana non sono state finora impartite istruzioni esplicite per quanto concerne la prima versione dell'accordo di pace.</p><p>4. Il 24 novembre 2016 il governo della Colombia e le FARC hanno annunciato la firma di un nuovo accordo di pace elaborato dopo che la prima versione era stata respinta dal popolo colombiano. L'accordo di pace modificato è stato approvato da entrambe le camere del Parlamento colombiano a fine novembre 2016. La procedura parlamentare è quindi conclusa. La Svizzera rispetta pienamente i meccanismi della democrazia colombiana e le decisioni prese dal Paese a favore della pace.</p><p>Il 29 dicembre 2016 il governo colombiano e le FARC hanno consegnato alla Svizzera una copia del nuovo accordo di pace. La Svizzera ha accolto la richiesta di custodia dell'accordo, formulata da entrambe le parti, perché ciò corrisponde alla sua tradizione umanitaria e al suo impegno per la pace, oltre a rappresentare un segnale di appoggio al processo di pace in Colombia. L'impegno della Svizzera, che promuove tra l'altro il dialogo e la partecipazione della società civile al processo di pace, è apprezzato in Colombia e non ci sono motivi per ritenere che questo possa cambiare in futuro.</p><p>5. L'impegno in Colombia e la presa in consegna dell'accordo di pace non ha compromesso in alcun modo la neutralità della Svizzera. Il diritto della neutralità impone alla Svizzera di non sostenere militarmente nessuna delle parti coinvolte in un conflitto armato internazionale. La politica di neutralità è lo strumento volto a garantire che la neutralità rimanga prevedibile e credibile. Conformemente al mandato conferitole dalla Costituzione federale (art. 54), e con il consenso di tutte le parti interessate, la Svizzera ha contribuito a trovare una soluzione politica per un conflitto durato 52 anni e che è costato la vita a oltre 250 000 persone. La Svizzera non si è intromessa negli affari di politica interna della Colombia.</p>  Risposta del Consiglio federale.