<h2>SubmittedText<h2><text><p>Durante le campagne elettorali per i cittadini diventa sempre più arduo farsi una propria opinione. Molti progetti sono complessi e di difficile comprensione e i comitati ricorrono sempre di più a dichiarazioni provocatorie per attirare l'attenzione dei media. Dal canto loro, Internet e le piattaforme social media offrono nuove possibilità per condurre campagne e diffondere immagini.</p><p>Alcuni comitati oltrepassano intenzionalmente o inconsapevolmente la frontiera che separa la verità dalla menzogna utilizzando slogan e immagini manipolatorie che ostacolano la libera formazione dell'opinione. Le dichiarazioni erronee, a forza di essere ripetute senza essere contraddette, vanno a incidersi nella mente delle persone.</p><p>Ritengo perciò importante prendere seriamente in esame l'opportunità di creare un'autorità neutrale e indipendente che su richiesta esamini le argomentazioni e il linguaggio figurato utilizzato dai comitati e dal Consiglio federale durante le campagne elettorali. Tale autorità dovrebbe poter dare una propria opinione sulle campagne prima della giornata di votazione per consentire ai cittadini di formarsi un'opinione il più possibile libera e obiettiva. Non si tratta di creare un'autorità incaricata di operare una censura: l'obiettivo sarebbe di esaminare su richiesta l'oggettività e la legalità delle pubblicità commerciali e delle dichiarazioni pubbliche dei comitati e del Consiglio federale. L'autorità sarebbe composta da persone indipendenti operanti in vari settori professionali e provenienti da diverse regioni linguistiche.</p><p>Autorità simili esistono già in altri campi: basti citare il Consiglio svizzero della stampa (istanza competente a ricevere reclami concernenti l'etica dei mass media), l'Autorità indipendente di ricorso in materia radiotelevisiva (autorità suprema di controllo dei programmi) e la Commissione svizzera per la lealtà nella comunicazione commerciale.</p><p>Sulla base di quanto sopra invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. In quale misura ritiene che sia possibile la creazione di una tale autorità?</p><p>2. Quali dovrebbero o potrebbero essere i suoi compiti?</p><p>3. Dove dovrebbe collocarsi dal punto di vista organizzativo? Chi dovrebbe avere il diritto di adire tale autorità?</p><p>4. Ci sono delle ragioni che, in linea di massima, si oppongono alla creazione di un'autorità di questo genere?</p></text><h2>FederalCouncilResponseText<h2><text><p>Per loro natura, le iniziative popolari e i referendum danno adito a contestazioni. Talvolta in campagna elettorale ci si schiera con veemenza a favore o contro un progetto. Da sempre nelle campagne si utilizzano strumenti come dichiarazioni provocatorie, slogan e immagini. Falsità spudorate e menzogne tuttavia non trovano spazio: su questo punto il Consiglio federale concorda con gli autori dell'interpellanza. Il Consiglio federale è però del parere, che affermazioni improprie o addirittura non vere vengano nella norma relativizzate o corrette dalla molteplicità di opinioni differenti. Il Consiglio federale è da parte sua obbligato per legge a informare in modo obiettivo (art. 10a e art. 11 cpv. 2 della legge federale sui diritti politici), mentre gli altri attori si possono rifare alla libertà d'opinione. Secondo il suo obbligo d'informazione, il Consiglio federale è già oggi tenuto a rettificare informazioni palesemente false in vista di una votazione. Anche in considerazione di questo, il Consiglio federale non ritiene necessario istituire un'autorità d'esame.</p><p>Quando una campagna si svolge in un clima di menzogna, gli avversari politici occupano la posizione migliore per smentire le falsità ponendo al centro del dibattito pubblico i metodi utilizzati da coloro che conducono la campagna. L'intervento di un'autorità d'esame rischierebbe dunque di orientare il dibattito pubblico più sulla legittimità della decisione dell'autorità stessa che non sulla discutibilità dei metodi utilizzati durante la campagna.</p><p>Molto spesso durante le campagne elettorali si discutono proprio le conseguenze di una regolamentazione che non è ancora in vigore. Nessuna autorità potrebbe verificare le previsioni formulate poiché la loro fondatezza può essere valutata esclusivamente a posteriori. Formulando un parere, l'autorità d'esame diventerebbe invece un attore della campagna e rischierebbe di essere strumentalizzata a fini politici da entrambe le parti.</p><p>Infine, la costituzione e le modalità di lavoro dell'autorità comportano problemi non indifferenti. La scelta dei suoi membri potrebbe assumere connotazioni politiche e minarne sin dall'inizio la legittimità. Di fatto, l'autorità dovrebbe deliberare e decidere in tempi molto brevi, non da ultimo a causa del voto per corrispondenza anticipato. I cittadini dovrebbero conoscere l'opinione dell'autorità d'esame prima di ricevere la documentazione elettorale: in caso contrario, la legittimità del voto rischierebbe di essere contestata poiché alcuni cittadini potrebbero aver votato prima di conoscere la posizione dell'autorità. Anche in considerazione di quest'ultimo aspetto, il Consiglio federale non ritiene necessario istituire un'autorità d'esame.</p></text>