<h2>SubmittedText<h2><p>La vaccinazione contro la COVID-19 è un'opportunità e certamente la sola risposta efficace alla sfida planetaria della pandemia. E il certificato l'unico provvedimento logico nell'attuale contesto. Tuttavia, vi sono circostanze che impediscono l'accesso alla formula magica: l'allergia a una delle componenti del vaccino, una grave reazione anafilattica dopo la prima iniezione, una sindrome infiammatoria multisistemica post COVID-19 o una raccomandazione medica formale concertata a livello pluridisciplinare di non farsi inoculare la seconda dose in considerazione della comparsa di un effetto indesiderato forte o grave presumibilmente causato dalla prima dose. Nonostante non siano contrarie al principio della vaccinazione, le persone interessate non hanno accesso al certificato.</p><p>Le direttive che reggono l'accesso al certificato sono il risultato di un consenso europeo e, secondo le nostre autorità, non sono possibili deroghe. Una situazione kafkiana per le persone interessate, vista l'estensione dell'obbligo del certificato e l'imminente revoca della gratuità dei test.</p><p>Su quest'ultimo punto mi è stato assicurato che per le persone penalizzate in questo modo i test resteranno gratuiti. Ma per il certificato sembra non ci sia niente da fare.</p><p>Eppure, in data 7 agosto 2021 le autorità francesi hanno emanato un decreto che permette l'accesso al certificato in deroga alle condizioni ufficiali. In sostanza, le persone per cui la vaccinazione contro la COVID-19 è controindicata possono ottenere un attestato medico che può essere presentato in tutti i luoghi, servizi, istituti ed eventi per cui è richiesto il certificato. E a quanto pare l'attestato di controindicazione medica alla vaccinazione sarà prossimamente integrato come prova nel certificato (cfr. il documento depositato con l'intervento).</p><p>Con riserva di un sistema di comprovata efficacia che consenta di limitare questa procedura alle persone veramente escluse dall'accesso al vaccino, e dunque al certificato, per indiscutibili ragioni mediche (impedendo il rilascio di attestati medici compiacenti), il Consiglio federale ritiene possibile allinearsi alla posizione francese?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Vi sono persone che, per motivi medici, non possono farsi vaccinare né testare. Dal 1° ottobre 2021 queste persone possono già accedere, mediante un attestato rilasciato dal medico, ad aziende, strutture e manifestazioni con obbligo di certificato COVID. Inoltre, il 3 novembre 2021 il Consiglio federale ha deciso che queste persone potranno ricevere un certificato COVID di durata limitata a 365 giorni e valido soltanto in Svizzera, a condizione di disporre di un attestato che confermi l'impossibilità di essere vaccinati e testati per motivi medici. Questi certificati COVID sono emessi da un organo designato dal Cantone competente sulla base degli attestati rilasciati dai medici.</p><p>Nel quadro della consultazione, il Consiglio federale ha inoltre chiesto ai Cantoni se fosse il caso di rilasciare un certificato COVID a tutte le persone con una comprovata controindicazione medica alla vaccinazione con uno dei vaccini omologati in Svizzera: 20 Cantoni si sono dichiarati contrari a questa estensione, motivo per cui il Consiglio federale ha rinunciato a porre in vigore una regola in tal senso.</p>  Risposta del Consiglio federale.