<h2>SubmittedText<h2><p>Nel quadro della trattazione del messaggio concernente la legge sui servizi finanziari (LSF) e la legge sugli istituti finanziari (LIFin) e per evitare che la nostra legislazione non si basi troppo sul vecchio modello di un settore in completa rivoluzione, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Come garantisce il Consiglio federale che la norma attualmente in vigore e le riforme di legge che si trovano in Parlamento tengano sufficientemente conto del processo di trasformazione digitale nel settore finanziario?</p><p>2. In che modo si lasciano integrare i modelli aziendali della tecnofinanza e i loro rischi specifici per quanto concerne la protezione dei creditori e degli investitori nel principio dell'autorizzazione a cascata della LIFin?</p><p>3. Quali misure intende adottare il Consiglio federale per evitare che norme legali vigenti ostacolino modelli aziendali innovativi della tecnofinanza?</p><p>4. Come giudica il Consiglio federale le nuove categorie di autorizzazione e i sandbox proposti dalla FINMA con riguardo alle innovazioni finanziarie nonché il sistema economico tecnofinanziario da sviluppare?</p><p>5. Come dovrebbero essere eventualmente adattate la LSF e la LIFin affinché la tecnofinanza trovi le stesse condizioni quadro dominanti presso le nostre piazze concorrenti più importanti (Londra, Lussemburgo, Singapore)?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./3. Come tra l'altro illustrato nella sua risposta all'interpellanza Schneider-Schneiter 16.3272, il Consiglio federale è consapevole delle sfide che la digitalizzazione nel settore finanziario comporta. Esso ritiene che l'innovazione non sia solo un fattore importante nella concorrenza tra imprese finanziarie, ma costituisca anche un vantaggio considerevole per la piazza finanziaria. È pertanto di fondamentale importanza che la legislazione svizzera sui mercati finanziari non ostacoli né tantomeno impedisca l'accesso al mercato per le imprese tecnofinanziarie.</p><p>Per queste ragioni, il 20 aprile 2016 il Consiglio federale ha incaricato il Dipartimento federale delle finanze (DFF) di esaminare la necessità di intervenire sulla normativa in materia di mercati finanziari per ridurre gli ostacoli all'accesso al mercato per i fornitori di tecnologie finanziarie innovative e di formulare proposte per il prosieguo dei lavori. I risultati dell'esame dovranno essere presentati entro l'autunno del 2016.</p><p>Con la legge sui servizi finanziari (LSF) il Consiglio federale ha peraltro già proposto una modifica della legge sulle banche (LBCR; RS 952.0) che, con un dispendio relativamente modesto, permette alle piattaforme di "crowdfunding" di raccogliere fondi senza essere sottoposte alla LBCR (cfr. FF 2015 7335 e art. 5 cpv. 3 lett. c dell'ordinanza sulle banche, OBCR; RS 952.02).</p><p>2./5. Dai chiarimenti effettuati sinora in collaborazione con i rappresentanti del settore emerge che la licenza bancaria costituisce un ostacolo all'accesso al mercato per le imprese tecnofinanziarie (per i dettagli cfr. il parere del Consiglio federale alla mozione Grüter 16.3472, che richiede una nuova definizione del concetto di deposito). La LBCR pone esigenze molto elevate per il rilascio dell'autorizzazione. I rappresentanti del settore criticano in particolare il requisito di capitale minimo e quelli concernenti il capitale proprio e la liquidità.</p><p>Allo scopo eliminare gli ostacoli all'accesso al mercato in ambito di LBCR potrebbe essere inoltre creata una nuova categoria di autorizzazione per gli innovatori finanziari. Questa nuova autorizzazione sarebbe disponibile per i modelli commerciali che non svolgono una tipica attività bancaria ma ne esercitano alcuni elementi, in particolare l'accettazione di fondi della clientela senza emettere crediti. Le condizioni di autorizzazione (ad es. capitale minimo ridotto, minori esigenze o nessuna esigenza per i fondi propri, liquidità, revisione, ecc.) potrebbero essere meno estese rispetto a una licenza bancaria, visti i rischi limitati e il campo di attività. La nuova autorizzazione non dovrebbe dunque comportare l'obbligo di autorizzazione per attività sinora non sottoposte ma agevolare l'accesso al mercato di modelli commerciali che attualmente necessitano di elevate esigenze per ottenere un'autorizzazione.</p><p>Per non ostacolare in modo ingiustificato l'accesso al mercato alle imprese tecnofinanziarie si potrebbe considerare ad esempio anche l'integrazione di eccezioni (ulteriori o alternative) all'applicazione della LBCR. In questo contesto il 20 aprile 2016 il Consiglio federale ha precisato che secondo il diritto vigente e a determinate condizioni le imprese tecnonfinanziarie possono rientrare tra le deroghe di cui all'articolo 5 capoverso 3 lettera c OBCR e quindi essere escluse dalla sfera d'applicazione della LBCR. Spetta alla FINMA decidere se nel caso concreto la disposizione possa essere applicata.</p><p>Come detto i problemi inerenti all'accesso al mercato per le imprese tecnofinanziarie esistono soprattutto nel settore dell'accettazione di depositi del pubblico e nel relativo ambito normativo della LBCR. La LIFin disciplina per contro l'autorizzazione e la vigilanza su persone che esercitano la gestione patrimoniale. Un'eventuale nuova categoria di autorizzazione nel senso descritto in precedenza dovrebbe essere dunque disciplinato nella LBCR e non nella LIFin.</p><p>4. Il DFF sta attualmente esaminando, anche con i rappresentanti del ramo, l'autorizzazione per gli innovatori finanziari, la creazione di uno spazio per le innovazioni ("sandbox") e l'introduzione di nuove eccezioni alla LBCR, in particolare quelle per le piattaforme di "crowdfunding" (cfr. risposta alle domande n. 2 e 5). I risultati dell'esame saranno pubblicati nell'autunno del 2016 e non possono essere anticipati in questa sede.</p>  Risposta del Consiglio federale.