<h2>SubmittedText<h2><p>La Svizzera e la Cina intrattengono scambi e colloqui a livello economico e, da decenni, conducono un dialogo bilaterale in materia di diritti umani. Il dialogo economico ha portato all'accordo di libero scambio stipulato tra la Svizzera e la Cina nel 2014. Anche nella "iniziativa Belt and Road" promossa dalla Cina, la Svizzera profonde un grosso impegno e ha già inviato a Pechino due delegazioni di alto livello. Non scaturiscono invece risultati concreti dal dialogo bilaterale in materia di diritti umani, sebbene la situazione dei diritti umani in Cina sia notevolmente peggiorata negli ultimi cinque anni e la tutela dei diritti delle minoranze etniche sia minata soprattutto per i Tibetani e gli Uiguri.</p><p>Chiedo quindi al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. È vero che le risorse impiegate nei due ambiti sono assolutamente sbilanciate, di conseguenza sul fronte dei diritti umani non è stato concluso alcun accordo né sono stati conseguiti risultati concreti, sebbene la situazione dei diritti umani in Cina si stia esacerbando?</p><p>2. Quali risorse finanziarie e personali il Consiglio federale ha impiegato di volta in volta nei due ambiti?</p><p>3. Quante delegazioni di alto livello composte di membri del Consiglio federale, di parlamentari e di esponenti dell'economia si sono recate in Cina nell'ambito dello scambio economico negli ultimi cinque anni? Quante delegazioni ufficiali di alto livello composte di membri del Consiglio federale, di parlamentari e di esponenti dell'economia si sono impegnate in uno scambio con la Cina nell'ambito del dialogo sui diritti umani?</p><p>4. Che cosa intende fare il Consiglio federale per colmare questo intollerabile divario delle risorse impiegate a tutela dei diritti umani? Come intende rafforzare il suo impegno nell'ambito dei diritti umani, insieme al Parlamento e agli attori economici, di fronte alla drammatica repressione degli Uiguri, dei Tibetani, di altre minoranze e dei dissidenti?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale condivide la preoccupazione per le violazioni dei diritti umani che vengono commesse in Cina nei confronti delle minoranze etniche. Sia nell'ambito delle relazioni bilaterali che nel contesto multilaterale, l'Esecutivo ricorda sistematicamente al Governo cinese l'importanza che esso attribuisce ai diritti umani. Il Consiglio federale non ritiene tuttavia opportuno presentare come due poli contrapposti, nell'ambito della politica svizzera nei confronti della Cina, gli aspetti economici e quelli legati ai diritti umani. Un elenco dei contatti con la Cina suddivisi per tema sarebbe impreciso e pressoché inutile, anche perché in molti degli oltre venti incontri di alto livello tenutisi negli ultimi cinque anni si è parlato sia di aspetti economici che di questioni riguardanti i diritti umani. Sarebbe inoltre miope pensare che i risultati ottenuti nell'ambito delle relazioni economiche e nel campo dei diritti umani siano proporzionali alle risorse finanziarie e di personale che la Svizzera impiega in questi due settori. Una valutazione più approfondita dell'impegno della Svizzera nei confronti della Cina per quanto riguarda i diritti umani è contenuta nel Rapporto del Consiglio federale sulla politica estera in materia di diritti dell'uomo 2015-2018.</p>  Risposta del Consiglio federale.