<h2>SubmittedText<h2><p>Dalla revoca delle misure di lockdown, il numero delle infezioni è in costante aumento. È probabile che l'inverno 2020/2021 possa essere molto propizio alla diffusione del SARS-CoV-2 (aria secca, malattie da raffreddamento e influenza stagionale).</p><p>Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. È a conoscenza del fatto che i ricercatori hanno dimostrato la presenza di virus replicabili SARS-CoV-2 negli aerosol e che, in ambienti chiusi, questi ultimi possono diffondersi su lunghe distanze e sopravvivere per lunghi periodi di tempo?</p><p>2. È a conoscenza del fatto che i ricercatori hanno analizzato diversi focolai di infezione da SARS-CoV-2 (p. es. nei mattatoi Tönnies, con 2000 casi) e dimostrato, fuori del laboratorio, che il virus SARS-CoV-2 si trasmette per via aerea tramite aerosol?</p><p>3. Quali autorità o istituti di ricerca del nostro Paese hanno esaminato questi risultati e a quali conclusioni sono giunti?</p><p>4. È a conoscenza del fatto che l'OMS ha riconosciuto una trasmissione del SARS-CoV-2 tramite aerosol non soltanto negli ospedali, ma anche nei ristoranti, nei locali notturni, sul posto di lavoro e, quindi, in svariate tipologie di ambienti chiusi?</p><p>5. Riconosce anch'esso i rischi di questa via di trasmissione?</p><p>6. Perché il Consiglio federale o l'UFSP non informano sulla trasmissione tramite aerosol?</p><p>7. Quale strategia e quali misure prevede di adottare per garantire una buona qualità dell'aria in ambienti chiusi come scuole, trasporti pubblici, edifici pubblici, luoghi di lavoro ecc., al fine di ridurre al minimo i rischi di una trasmissione tramite aerosol del virus SARS-CoV-2, soprattutto in vista del prossimo autunno/inverno?</p><p>8. È a conoscenza del fatto che diverse centinaia di ricercatori/medici hanno firmato una petizione per chiedere all'OMS di esigere un tasso di umidità relativa, negli ambienti chiusi, del 40-60 per cento, in quanto si ritiene che ciò possa ridurre la durata di vita del SARS-CoV-2 e contribuire in modo significativo a mantenere intatte le nostre mucose, che fanno parte del sistema immunitario e fungono da barriera contro agenti patogeni come i virus?</p><p>9. Intende emanare e se sì entro quando apposite raccomandazioni e misure per ottimizzare il microclima all'interno dei locali e ridurre il rischio di una trasmissione tramite aerosol?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. e 5. Il Consiglio federale è a conoscenza dei risultati delle ricerche succitate, nonché del fatto che la trasmissione per via aerea avviene a distanze superiori a 1,5 metri sino a 2 metri a causa di particelle molto piccole (aerosol) che rimangono nell'aria per un certo tempo. La presenza di virus attivi capaci di replicarsi riscontrata negli aerosol non significa tuttavia ancora che questi siano in grado di trasmettere la malattia. Allo stato attuale delle conoscenze, i contagi da COVID-19 attraverso questa via di trasmissione non sono frequenti. Il contatto stretto continua a essere ritenuto la modalità di trasmissione principale. Per questo motivo è importante focalizzarsi sulle misure di protezione più efficaci, vale a dire l'igiene delle mani, il rispetto della distanza di sicurezza e, se ciò non fosse possibile, l'uso della mascherina. Dal 19 ottobre 2020, l'uso della mascherina è inoltre obbligatorio nei luoghi chiusi accessibili al pubblico.</p><p>2. Al Consiglio federale è noto che per alcuni focolai di COVID-19, come nel caso dei mattatoi Tönnies, si sia ipotizzato un meccanismo di trasmissione per il tramite di aerosol. In tutti gli studi di casistica di questo tipo, tuttavia, sono stati indicati come plausibili anche meccanismi di trasmissione alternativi: nel caso dei mattatoi in Germania, per esempio, è stato riferito che i collaboratori infetti condividevano i dormitori, mangiavano insieme e non indossavano mascherine. Nelle immediate vicinanze di una persona infetta, la concentrazione del virus è massima nella nube di goccioline che chiunque emette respirando, parlando, tossendo o starnutendo. Le goccioline, che sono più pesanti dell'aria, cadono rapidamente a terra grazie alla forza di gravità, mentre quelle più piccole, superati gli 1,5 metri di distanza, in breve tempo si dissolvono. Ciò spiega perché la trasmissione avviene principalmente a distanza ravvicinata o probabilmente attraverso superfici contaminate.</p><p>3. Per quanto riguarda la COVID-19, in Svizzera questa tematica è studiata, tra l'altro, dalla Science Task Force, dal Politecnico federale di Zurigo e da Swissnoso, il centro nazionale per la prevenzione delle infezioni. I loro lavori fanno parte delle fonti che hanno permesso di ampliare le conoscenze qui illustrate sulle modalità di trasmissione del SARS-CoV-2.</p><p>4. L'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) segue con attenzione i risultati emersi dalle indagini condotte da organi quali l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e ne tiene conto costantemente in sede di discussione.</p><p>6. Tra i principi dell'UFSP per i piani di protezione nelle scuole, una misura generale è quella di arieggiare periodicamente: le aule scolastiche devono infatti essere arieggiate almeno dopo ogni lezione per una durata sufficientemente lunga (per ulteriori suggerimenti consultare il sito <a href="http://www.schulen-lueften.ch">www.schulen-lueften.ch/it</a>). Nelle domande frequenti (FAQ) dell'UFSP, alla voce "Contagio e rischi" è spiegata la modalità di infezione per via aerea e sono illustrate le possibili misure di precauzione. Ulteriori testi sul tema degli aerosol sono stati aggiornati sul sito dell'UFSP alla fine di ottobre.</p><p>7. e 9. Per quanto concerne il posto di lavoro, nel "Promemoria per i datori di lavoro" sulla COVID-19 la Segreteria di Stato dell'economia (SECO) fa esplicito riferimento al sufficiente ricambio d'aria nei locali di lavoro come provvedimento tecnico. Secondo l'articolo 6 della legge sul lavoro (LL; RS 822.11), il datore di lavoro è tenuto a tutelare la salute dei lavoratori, ossia segnatamente ad attuare sul posto di lavoro le misure di prevenzione contro la COVID-19. I datori di lavoro devono garantire che i collaboratori siano messi in condizione di rispettare le regole e le raccomandazioni di igiene e di comportamento dell'UFSP. Nelle guide concernenti la legge sul lavoro (p. es. OLL 3 art. 16 e 17) sono definite prescrizioni per il clima dei locali e la ventilazione.</p><p>In vista dell'imminente stagione invernale, per gli altri luoghi il Consiglio federale raccomanda di concentrarsi sui principali provvedimenti di protezione.</p><p>8. Il Consiglio federale è a conoscenza dell'appello che chiede all'OMS di verificare le conoscenze scientifiche sulla correlazione tra umidità dell'aria e risposta immunitaria delle vie respiratorie, trasmissione e inattivazione del virus. In un locale, l'umidità dell'aria presenta tuttavia rapporti reciproci con altri parametri, quali il grado di ricambio d'aria, la temperatura, ma anche il contenuto di polvere e sostanze irritanti. Questi parametri e altri fattori indipendenti possono influenzare la risposta immunitaria delle vie respiratorie e la diffusione del virus. Le circostanze sono quindi complesse ed è apprezzabile che lo stato delle conoscenze scientifiche venga aggiornato. È ancora da chiarire in che misura si possano ricavare dallo stato attuale delle conoscenze linee guida approfondite sull'umidità minima nei locali.</p><p>Per quanto concerne il virus SARS-CoV-2, il Consiglio federale non ritiene che un aumento dell'umidità dell'aria nei locali sia un provvedimento efficace per arginare la pandemia. Peraltro, un'umidificazione incontrollata può comportare rischi igienici, favorendo per esempio la proliferazione di acari della polvere domestica, la formazione di muffe in edifici scarsamente isolati e la propagazione di microbi attraverso umidificatori sottoposti a manutenzione insufficiente - oltre a causare un aumento dei consumi energetici.</p>  Risposta del Consiglio federale.