<h2>SubmittedText<h2><p>Nel 2015 la Svizzera ha firmato l'Accordo di Parigi sul clima, l'Agenda 2030 di New York e il Piano d'azione di Addis Abeba. Fame e povertà devono essere ridotte in tutto il mondo, il benessere va distribuito in modo più equo e le economie devono garantire i nostri mezzi di sussistenza. Occorre mobilitare capitali privati e fondi pubblici per la realizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile e vanno sviluppate nuove linee guida per partenariati pubblico-privati. </p><p>La Svizzera dispone di strumenti per promuovere gli investimenti, tra cui garanzie per investimenti diretti, accordi bilaterali di protezione degli investimenti e strumenti della politica di sviluppo. La Svizzera sostiene la Banca Mondiale attraverso l'Associazione internazionale per lo sviluppo (IDA), la Banca internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo (BIRS), la Società finanziaria internazionale (IFC) e l'Agenzia multilaterale di garanzia degli investimenti (MIGA) e può influenzare i flussi di investimento in favore dello sviluppo sostenibile anche attraverso le banche regionali di sviluppo e il Fondo verde per il clima (GCF, Green Climate Fond).</p><p>Resta da chiarire in quali condizioni quadro, e in che modo, gli investimenti pubblici e privati contribuiscano allo sviluppo sostenibile e alla riduzione della povertà e come gli strumenti a disposizione per promuovere gli investimenti della Svizzera verranno ulteriormente sviluppati in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS). </p><p>Chiediamo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quali progetti sono attualmente sostenuti con garanzie d'investimento della Confederazione o sono oggetto d'esame in vista di un tale sostegno (elencare i progetti per Paese e volume)? Quanti di questi progetti sono stati realizzati o sono in corso di realizzazione in Paesi meno avanzati (PMA)?</p><p>2. In che modo il Consiglio federale assicura che vengano concesse garanzie d'investimento a progetti che rispettano gli standard sociali, ecologici, della politica di sviluppo e dei diritti umani e che sono orientati al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile? Viene effettuato un monitoraggio indipendente?</p><p>3. Dove e in quale forma è prevista la partecipazione dell'economia privata ai nuovi strumenti di finanziamento dell'ONU, della Banca Mondiale e delle banche regionali di sviluppo per attuare gli obiettivi di sviluppo sostenibile? </p><p>4. In che modo la Svizzera partecipa all'elaborazione di nuove linee guida per i partenariati pubblico-privati nell'ambito della dichiarazione di Addis Abeba?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale considera fondamentale il coinvolgimento del settore privato per mobilitare mezzi e conoscenze specialistiche sufficienti per attuare l'Agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile, strumento decisamente rilevante anche per l'economia svizzera. Il rispetto dei pertinenti standard ambientali, sociali e in materia di diritti umani è un elemento imprescindibile di questo impegno.</p><p>1. A livello internazionale i rischi politici degli investimenti possono essere assicurati presso l'Agenzia multilaterale di garanzia degli investimenti (MIGA), che fa parte del Gruppo Banca Mondiale. Dal 2011 la SIFEM (Swiss Investment Fund for Emerging Markets), su incarico della Confederazione, effettua investimenti destinati a PMI e imprese in rapida crescita con sede in Paesi emergenti e in via di sviluppo (www.sifem.ch &gt; Notre profil &gt; Rapports annuels). Secondo le direttive del Consiglio federale, almeno il 25 per cento dei suoi investimenti è destinato ai Paesi più poveri. Nel quadro della propria attività di cooperazione allo sviluppo, il Consiglio federale sta esaminando non solo l'impiego sistematico di strumenti di mobilitazione, inclusi quelli che offrono un determinato tipo di garanzia, ma anche il ricorso a nuove opportunità di mobilitazione del settore privato nei Paesi più poveri. La Confederazione non offre però alcuna garanzia d'investimento.</p><p>2. Il Consiglio federale si batte per il rispetto dei diritti umani, come definiti nella Dichiarazione universale dei diritti umani dell'ONU e nei Principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani. Per quanto concerne le condizioni lavorative vigono le norme fondamentali sul lavoro emanate dall'Organizzazione internazionale del lavoro. Per verificare i progetti d'investimento fanno fede la Performance Standards on Environmental and Social Sustainability della Società finanziaria internazionale (IFC) oppure gli standard da essi derivati. La SIFEM, nello svolgimento della propria attività di investimento, sottostà ai medesimi principi e norme, il cui rispetto è oggetto di un attento monitoraggio.</p><p>3. Negli scorsi anni, alcune istituzioni multilaterali hanno ampliato sensibilmente i propri meccanismi di finanziamento con il settore privato. L'Associazione internazionale per lo sviluppo (IDA) si è prefissata, entro un periodo di tre anni, di destinare fino a 52 miliardi di dollari a programmi di sviluppo nei Paesi più poveri. Intende ottenere poco meno della metà di questa somma sotto forma di prestiti sul mercato dei capitali. Nello stesso lasso di tempo l'IDA metterà 2,5 miliardi di dollari a disposizione dell'IFC e della MIGA per ammortizzare rischi specifici degli investimenti privati in questi Paesi. Per la 18a ricostituzione dell'IDA, nel 2017 la Svizzera ha garantito 645 milioni di franchi che saranno versati su un periodo di nove anni. La Svizzera promuove inoltre innovativi strumenti di economia privata, come i Green Bond, in collaborazione con l'IFC, oppure i Social Impact Bond e i Social Impact Incentive d'intesa con la Banca interamericana di sviluppo.</p><p>4. Il Consiglio federale fissa i propri standard per uno sviluppo sostenibile attraverso la partecipazione della Svizzera a organizzazioni internazionali, banche di sviluppo e l'OCSE. Inoltre la Svizzera è membro attivo del forum di donatori specializzato Donor Committee for Enterprise Development, che si prefigge di sviluppare, per le agenzie di sviluppo, standard e direttive comuni sulle "buone pratiche" coinvolgendo il settore privato. Per maggiori informazioni è possibile consultare anche il sito www.enterprise-development.org.</p>  Risposta del Consiglio federale.