<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di:</p><p>1. definire le zone particolarmente vulnerabili o a rischio di dumping salariale e di sostituzione di lavoratori indigeni;</p><p>2. estendere le competenze delle commissioni tripartite in modo da porre sotto osservazione periodica le zone particolarmente vulnerabili;</p><p>3. se nelle regioni particolarmente a rischio o vulnerabili sono riscontrati ripetuti casi di dumping salariale o di sostituzione dei lavoratori indigeni di:</p><p>a. decretare dei contratti collettivi di lavoro di obbligatorietà generale,</p><p>b. decretare salari minimi e altre misure a protezione dei lavoratori sotto forma di contratti normali di lavoro cantonali,</p><p>c. intensificare la frequenza dei controlli.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale non dà una definizione esplicita delle zone vulnerabili. Tuttavia riconosce che alcune regioni sono maggiormente esposte agli effetti della libera circolazione delle persone. È questo il caso delle regioni di confine, che sono oggetto delle sue analisi e dei suoi rapporti (come ad es. il rapporto dell'Osservatorio). Le conseguenze dell'immigrazione degli ultimi anni per l'andamento dell'occupazione e della disoccupazione sono state recentemente analizzate in dettaglio da ricercatori delle Università di Zurigo e Losanna. Lo scopo di tale indagine consisteva nello stabilire in quale misura un aumento di stranieri - rispettivamente, un aumento dei lavoratori frontalieri sul mercato regionale del lavoro - abbia determinato una crescita della disoccupazione o una riduzione dell'occupazione a scapito dei lavoratori residenti. Dai risultati emerge che la forte immigrazione ha avuto un effetto di esclusione trascurabile, concernente soltanto la forza lavoro qualificata. Nel contempo si può constatare che, ad esempio, nel cantone Ticino il tasso di disoccupazione tra il 1991 et 2001 era del 4,8 per cento, mentre nel periodo compreso tra il 2002 e il 2012 è stato del 4,1 per cento.</p><p>2. Le CT cantonali osservano il mercato del lavoro nel suo insieme e analizzano i dati rilevati. I cantoni hanno già la possibilità - in virtù delle loro competenze e in base alla loro struttura economica - di stabilire settori da porre sotto osservazione mirata in aggiunta a quelli definiti annualmente dalla CT federale; ciò permette di intensificare il monitoraggio dei settori a rischio e di attuare una politica di controlli diversificata e mirata, conformemente alle priorità definite dalle autorità cantonali.</p><p>3. Gli strumenti a cui si fa riferimento nel testo della mozione sono già resi disponibili della normativa vigente. Se le CT cantonali constatano casi di offerte ripetute e abusive di salari inferiori a quelli usuali (e se una procedura conciliativa con il datore di lavoro fallisce), hanno la possibilità di chiedere alle autorità cantonali un'applicazione estesa a tutto il ramo interessato delle disposizioni in materia di salari minimi contemplate dai CCL, secondo l'articolo 1a della legge federale concernente il conferimento del carattere obbligatorio generale al contratto collettivo di lavoro (LOCCL). Il conferimento del carattere di obbligatorietà generale ai CCL secondo la procedura facilitata consente perciò di garantire condizioni lavorative e salariali identiche per tutti i lavoratori di un determinato settore, e di evitare così - grazie alla parità di trattamento salariale - che si verifichi un soppiantamento di lavoratori.</p><p>L'articolo 360a capoverso 1 del Codice delle obbligazioni prevede che qualora vengano ripetutamente e abusivamente offerti salari inferiori a quelli usuali, nei settori non disciplinati da un CCL si possano stabilire CNL con disposizioni relative a salari minimi obbligatori.</p><p>Come già rilevato sopra, il Consiglio federale è consapevole del fatto che alcune regioni sono maggiormente esposte alle conseguenze della libera circolazione delle persone. Per evitare la pressione sui salari e il peggioramento delle condizioni di lavoro, come pure per garantire l'attuazione delle misure collaterali, il Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca contribuisce finanziariamente all'intensificazione dei controlli in alcune delle regioni più vulnerabili, ed è disposto a sostenere maggiormente queste ultime. Ai fini di ottimizzare ulteriormente l'efficacia delle misure collaterali, il Consiglio federale ha disposto una revisione della legge sui lavoratori distaccati, in vigore dal 1° gennaio 2013 (lotta all'indipendenza fittizia, nuove sanzioni nei confronti dei datori di lavoro inadempienti alle disposizioni in materia di salari minimi dei CNL, responsabilità solidale nei subappalti). Il Consiglio federale persegue costantemente un miglioramento attuativo delle misure collaterali, volto in particolare ad impedire i casi di offerte salariali inferiori a quelle usuali. Ha introdotto lo svolgimento di audit presso gli organi esecutivi (valutazione del rispetto della LDist e controllo dell'attuazione) e messo in opera procedure modello per i compiti spettanti agli organi di controllo. Un gruppo di lavoro istituito in relazione all'attuazione delle misure collaterali, a cui partecipano la SECO, i partner sociali e i cantoni, si occupa di analizzare la situazione in corso.</p><p>Il Consiglio federale è convinto che gli strumenti attualmente disponibili e l'attuazione delle misure collaterali alla libera circolazione delle persone, consentono di evitare che quest'ultima abbia ripercussioni negative sui salari. I contatti in corso con i cantoni di confine sono costanti, così che questi ultimi possano essere coadiuvati tenendo conto delle loro esigenze specifiche.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.