<h2>SubmittedText<h2><p>Le abitazioni generano un gettito fiscale considerevole (imposta sul valore locativo, imposta sull'utile o sul reddito da locazione). L'abolizione dell'imposta sul valore locativo sul domicilio principale è continuamente oggetto di discussione. Al fine di esaminare tempestivamente le conseguenze di una simile riforma, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. A quanto è ammontato il gettito annuale proveniente dall'imposizione del valore locativo del domicilio principale tra il 2013 e il 2017? A quanto ammonta la somma dei valori locativi per ognuno di questi anni? </p><p>2. A quanto è ammontato il gettito proveniente dall'imposizione di locazioni private tra il 2013 e il 2017? A quanto ammonta la somma dei redditi locativi privati per ognuno di questi anni? </p><p>3. A quanto è ammontato il gettito fiscale proveniente dall'imposizione di locazioni istituzionali tra il 2013 e il 2017? A quanto ammonta la somma dei redditi locativi istituzionali per ognuno di questi anni? </p><p>4. In che modo l'abolizione dell'imposta sul valore locativo influirebbe sul divario di povertà e sul patto generazionale, ovvero sulla compensazione finanziaria tra le generazioni? Per una riforma fiscale neutrale ed equilibrata nei confronti degli inquilini, si potrebbe tassare il "consumo" della proprietà abitativa e, in cambio, esentare da imposta il reddito in natura (valore locativo)? In questo modo, il valore locativo non verrebbe più sommato al reddito imponibile, ma sarebbe assoggettato a un'aliquota unica, ad esempio dell'8 per cento.</p><p>5. Il Consiglio federale può immaginare una simile "tassa d'abitazione" in sostituzione dell'imposizione del valore locativo?</p><p>6. Il Consiglio federale prende in considerazione la possibilità di assoggettare, in un secondo tempo, tutte le forme di alloggio a una tassa con aliquota unica? Ciò significherebbe che, con contratti di locazione sostanzialmente invariati, il "consumo" dell'abitazione verrebbe tassato con un'aliquota unica, ad esempio dell'8 per cento, sul reddito da locazione. In cambio, quest'ultimo sarebbe esentato dalle imposte attuali.</p><p>7. In che modo si potrebbe istituzionalizzare questa "tassa d'abitazione"?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. La base di dati per la stima delle conseguenze finanziarie dell'imposizione del valore locativo e delle locazioni private è stata fornita dai Cantoni di Berna e Turgovia. Essa riguarda il periodo fiscale 2010 ed è stata utilizzata per fornire stime riguardanti la Svizzera, partendo da numerose ipotesi. Considerata la base di dati summenzionata, la somma di tutti i valori locativi escluse le deduzioni legate agli immobili ammonta a quasi 25 miliardi di franchi all'anno, mentre quella dei redditi locativi privati a circa 20 miliardi di franchi all'anno.</p><p>Sia i proprietari di abitazioni sia i locatori privati possono dedurre le spese di manutenzione degli immobili e gli interessi passivi dai loro redditi lordi. Per quanto riguarda la stima delle entrate risultanti dall'imposta sul reddito, occorre considerare che la legislazione vigente consente di dedurre gli interessi maturati su debiti privati fino a concorrenza dei redditi da sostanza imponibili e di ulteriori 50 000 franchi, senza che sia necessaria un'attribuzione degli interessi passivi ai valori patrimoniali corrispondenti. In base all'ipotesi semplificativa secondo cui i proprietari di abitazioni ricorrono agli interessi passivi soltanto per finanziare la propria abitazione o il proprio immobile dato in locazione, considerando l'attuale tasso di interesse pari all'1,5 per cento circa, le entrate complessive risultanti dall'imposta sul reddito (a livello di Confederazione, Cantoni e Comuni) derivanti dall'imposizione del valore locativo e delle locazioni private corrispondono secondo le stime a circa 2,5 miliardi di franchi. Di questi, circa 1,8 miliardi di franchi spettano ai Cantoni e ai Comuni.</p><p>3. Il Consiglio federale non dispone dei dati necessari relativi alle locazioni istituzionali.</p><p>4. (prima parte della domanda) Se, in caso di un interesse ipotecario a lungo termine compreso tra il 3 e il 4 per cento, si giungesse a un cambiamento del sistema dell'imposizione del valore locativo, ciò fondamentalmente non avrebbe incidenza sul gettito. Per questo motivo non sono attesi effetti di ridistribuzione a sfavore di locatari a basso reddito. Ciononostante potrebbero verificarsi effetti di ridistribuzione intergenerazionali. Spesso i pensionati hanno ammortizzato (quasi) completamente l'ipoteca sulla loro abitazione, mentre i giovani dipendono da un finanziamento di terzi al fine di acquisire l'abitazione. Misure d'accompagnamento mirate, come ad esempio la deducibilità in caso di primo acquisto, potrebbero attenuare eventuali effetti di ridistribuzione intergenerazionali.</p><p>4. (seconda parte della domanda)/5.-7. In passato il Consiglio federale si è sempre mostrato favorevole nei confronti di una riforma dell'imposizione della proprietà abitativa che fosse equilibrata, coerente e sostenibile dal punto di vista finanziario. Ora, sotto la guida della Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio degli Stati, viene rilanciata la proposta di abolizione del valore locativo (attuazione dell'iniziativa parlamentare 17.400). I promotori della cosiddetta tassa di abitazione dell'8 per cento da riscuotere sul valore locativo e sul reddito da locazione optano per un approccio diverso. Con la tassazione del "consumo" della proprietà abitativa sulla base di un'aliquota unica calcolata in maniera proporzionale, la tassa di abitazione si avvicina in un certo senso all'imposta sul valore aggiunto (IVA). Tuttavia, oggi né le pigioni per le abitazioni né il valore locativo per le abitazioni ad uso proprio soggiacciono all'IVA.</p><p>L'intervento non tratta la questione di un eventuale introduzione della tassa di abitazione a livello federale. Se non venisse creata alcuna alternativa fiscale ai principi d'imposizione vigenti, ciò porterebbe a una sostanziale diminuzione delle entrate, considerato il livello degli interessi attuale. Se a livello federale rimanesse in vigore l'imposizione odierna che considera il valore locativo per le abitazioni ad uso proprio così come il reddito da locazione privata e istituzionale, il "consumo" dell'abitazione sarebbe soggetto a un'imposizione diversa. In questo contesto la situazione tra Confederazione, da una parte, e Cantoni e Comuni, dall'altra, non sarebbe equilibrata.</p><p>Se nel frattempo anche a livello federale venisse riscossa una nuova tassa di abitazione e con questo si assicurasse un equilibrio a livello orizzontale e verticale, sarebbe necessario modificare la Costituzione federale. Ciò riguarda anche il caso in cui la Confederazione prescrivesse ai Cantoni la riscossione di una tassa di abitazione.</p>  Risposta del Consiglio federale.