<h2>SubmittedText<h2><p>Gli studi dimostrano che un numero crescente di consumatori svizzeri ed europei desidera orientare maggiormente le proprie scelte alimentari in funzione della sostenibilità. Per rispondere a questa tendenza sono stati sviluppati diversi sistemi che permettono di valutare in una prospettiva ambientale sia le derrate alimentari che altri prodotti. Tuttavia, non tutti questi sistemi di valutazione si basano sugli stessi criteri e integrano gli stessi dati. La molteplicità dei punteggi non consente di garantire l'affidabilità delle informazioni e un confronto efficace dei prodotti. Per questa ragione, l'UE sta discutendo l'adozione di un punteggio unico. Va ricordato che una delle colonne portanti della legislazione alimentare è un'informazione chiara e trasparente, non fuorviante, che permetta al consumatore di fare scelte consapevoli. Un sistema di valutazione ambientale chiaro e comprensibile costituirebbe uno strumento efficace per aiutarlo in tal senso. Tuttavia, la proliferazione dei punteggi ambientali sul mercato genera più confusione che chiarezza, con un conseguente effetto controproducente. Lo strumento manca il suo obiettivo iniziale. Occorre pertanto valutare i punteggi ambientali esistenti in modo da adottarne uno solo, che riunisca tutti i criteri ritenuti pertinenti e che si basi su dati adeguati alle derrate alimentari vendute in Svizzera. Ciò consentirebbe a questo strumento di produrre realmente i suoi effetti e di offrire la trasparenza richiesta dalla legislazione.</p><p>Alla luce di quanto sopra, chiedo al Consiglio Federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>- Fra i principali sistemi di valutazione ambientale che esistono in Svizzera e nell'UE, quale ritiene essere il più efficace e pertinente per permettere al consumatore di fare scelte alimentari sostenibili?</p><p>- Considerata l'evoluzione della situazione in Europa, come prevede di armonizzare il sistema svizzero con quello europeo? La Svizzera sta discutendo con l'UE o con altri Paesi che lavorano su questo tema?</p><p>- Come valuta la situazione confusa alla quale devono far fronte i consumatori in relazione ai requisiti di informazione posti dalla legislazione menzionata in precedenza?</p><p>- Intende riattivare il gruppo di lavoro UFAM/Ecolabel 2011, i cui lavori sono stati interrotti nel 2014?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Negli ultimi anni la Confederazione non ha effettuato alcun confronto tra i sistemi di valutazione ambientale delle derrate alimentari. Sostiene tuttavia la piattaforma labelinfo.ch, un centro d'informazione per marchi ecologici e sociali. Sistemi di valutazione ambientale adatti sono, in linea di principio, sistemi trasparenti che tengono conto di tutte le conseguenze ambientali rilevanti che si producono durante l'intero ciclo di vita di un prodotto. La Confederazione dà precedenza al metodo della scarsità ecologica. Tale metodo tiene conto di una vasta gamma di conseguenze ambientali, che esprime in punti di impatto ambientale (PIA). I sistemi di valutazione ambientale sono applicabili anche nel settore delle derrate alimentari. A febbraio 2023 il Consiglio federale ha proposto di accogliere il postulato 22.4275 "Un'etichetta CO2 per le derrate alimentari non trasformate" della Commissione della scienza, dell'educazione e della cultura del Consiglio nazionale (CSEC-N). Inoltre, l'Ufficio federale dell'agricoltura (UFAG) ha commissionato uno studio volto a raccogliere dati per la definizione di condizioni quadro statali in vista dell'introduzione volontaria di un sistema di valutazione ambientale. I risultati dovrebbero essere disponibili a fine 2023.</p><p>2. Con il Product Environmental Footprint (PEF), l'UE ha elaborato un metodo di ecobilancio che permette di rilevare l'impronta ecologica dei prodotti, definendo regole di valutazione specifiche solo per un numero limitato di gruppi di prodotti, tra cui i latticini, la birra e la pasta. La Commissione europea ha annunciato che intende applicare in futuro il metodo PEF alle normative UE, per esempio ai fini della prevenzione del greenwashing. La Confederazione monitora il lavoro dell'UE e dei singoli Paesi. La Svizzera si impegna inoltre a elaborare linee guida in materia di marchi ambientali volontari nell'ambito dei negoziati per l'Accordo plurilaterale sui cambiamenti climatici, il commercio e la sostenibilità (ACCTS, Agreement on Climate Change, Trade and Sustainability).</p><p>3. La legge sulle derrate alimentari (LDerr; RS 817.0), oltre a contenere disposizioni finalizzate alla protezione della salute e a un impiego delle derrate alimentari rispettoso dei principi dell'igiene, disciplina anche, in linea generale, l'obbligo di caratterizzazione e informazione per le derrate alimentari. La caratterizzazione degli aspetti ambientali delle derrate alimentari non è regolamentata in modo specifico. È tuttavia statuito che tutte le indicazioni sulle derrate alimentari devono corrispondere alla realtà (art. 18 cpv. 1 LDerr). I consumatori non devono essere ingannati da indicazioni non veritiere o fuorvianti sugli aspetti ambientali delle derrate alimentari. Ogni contravvenzione in tal senso può essere sanzionata penalmente (art. 64 LDerr).</p><p>Indicazioni non veritiere o fuorvianti possono costituire anche una violazione della legge federale contro la concorrenza sleale (LCSl; RS 241) ed essere segnalate alla Segreteria di Stato dell'economia (SECO). Il Consiglio federale è altresì convinto che consumatori oculati siano in grado di farsi un'idea dei marchi esistenti in maniera autonoma.</p><p>4. Al momento non si prevede di riattivare questo gruppo di lavoro.</p>  Risposta del Consiglio federale.