<h2>SubmittedText<h2><p>Il consiglio federale, in relazione all'articolo 58 capoverso 2 Cost e all'articolo 1 capoverso 5 LM, è incaricato di proporre al Parlamento delle misure che, in aggiunta all'attuale elenco dei compiti, attribuiscano all'esercito la capacità di prestare assistenza medica a diverse centinaia di pazienti per diversi mesi laddove gli enti civili siano sovraccarichi oppure rischino di esserlo. Queste misure possono includere modifiche di legge, adeguamenti di ordinanze oppure l'elaborazione di misure in accordo con i Cantoni. Analogamente al corso di formazione ciber occorre verificare se l'esercito debba introdurre un corso di formazione in cure mediche per sgravare i servizi civili.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Già oggi l'esercito può assicurare le cure di base e le cure mediche generali (cosiddette "low level care") di diverse centinaia di pazienti. A tal fine dispone di quattro battaglioni d'ospedale che possono gestire autonomamente un ospedale militare oppure sgravare gli ospedali civili. Anche i soldati sanitari, incorporati in otto compagnie sanitarie, assolvono un'istruzione che attribuisce loro le capacità necessarie a prestare un impiego sussidiario nell'ambito della sanità pubblica. I soldati d'ospedale ottengono il certificato civile di assistente di cura CRS mentre i soldati sanitari assolvono un'istruzione di livello 2 certificata dall'Interassociazione di salvataggio (IAS). Impiegando le formazioni sanitarie e d'ospedale in servizio d'appoggio senza computo dei giorni di servizio d'istruzione è possibile fornire supporto alla sanità pubblica civile per diversi mesi.</p><p>Contemporaneamente queste persone mancano per mesi in altri settori dell'economia e della società. L'impiego della milizia nel servizio d'appoggio deve pertanto sempre rispettare il principio di sussidiarietà: nella gestione di eventi straordinari, l'obiettivo è quello di compensare i picchi di sollecitazione delle autorità civili per un periodo di tempo limitato. Un impiego sussidiario per un periodo di tempo non prevedibile risulta problematico anche da un punto di vista giuridico (e costituzionale). Per tale ragione il Consiglio federale, nel rapporto in adempimento del postulato 10.3045 Malama "Sicurezza interna: chiarire le competenze" ha affermato che "l'impiego dell'esercito deve limitarsi a interventi straordinari in caso di sovraccarico di lavoro e non servire a colmare permanentemente eventuali lacune" (FF 2012 3973).</p><p>È difficile prevedere quale tipo di appoggio sarà necessario nelle crisi future. L'esercito deve prepararsi ad affrontare una vasta gamma di minacce e pericoli. Le risorse destinate a fornire appoggio alla sanità pubblica potrebbero essere incrementate solamente a fronte di una riduzione di altre capacità, per esempio quelle nei settori della protezione, del salvataggio o della difesa. Senza un aumento dell'effettivo dell'esercito, ulteriori battaglioni d'ospedale potrebbero essere creati solamente con lo scioglimento di altri corpi di truppa (per es. battaglioni di fanteria). Occorre anche considerare che non tutte le persone soggette all'obbligo di leva soddisfano i requisiti per seguire l'istruzione di soldato sanitario o soldato d'ospedale. Non è pertanto certo che sarebbe possibile garantire un sufficiente apporto di militari adeguati a favore di ulteriori formazioni sanitarie e d'ospedale.</p><p>In ultima analisi, la gestione della crisi durante la pandemia di COVID-19 verrà valutata. I risultati e le raccomandazioni che emergeranno da questi lavori non andrebbero anticipati.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.