<h2>SubmittedText<h2><p>Dal 1° gennaio 2020 per i cereali e le colture campicole da semina non è più necessario un permesso generale d'importazione (PGI). Questo riguarda, in particolare, l'importazione di frumento, segale, orzo, avena, mais, triticale, soia, colza, ravizzone, barbabietole da zucchero e da foraggio nonché cotone. Quindi gli importatori non devono più notificare le partite di sementi di mais, soia, colza, ravizzone e barbabietole per un'eventuale campionatura in vista dell'analisi tesa a rilevare la presenza di tracce di OGM. Con la categoria è stato tuttavia concordato che le importazioni continuino a essere notificate all'UFAG su base volontaria (cfr. art. 14a ordinanza sul materiale di moltiplicazione; RS 916.151).</p><p>Nel 2019 nessuna partita di sementi analizzata conteneva organismi geneticamente modificati. Per quanto concerne l'erba medica e l'agrostide, tutte le partite notificate erano state controllate. Queste due specie sono infatti considerate possibili vettori di disseminazione di OGM. Inoltre la Svizzera importa spesso sementi dal Nord America dove l'erba medica e l'agrostide geneticamente modificate sono omologate. Per quanto riguarda il mais, la colza e la soia, invece, soltanto rispettivamente il 3, il 6,5 e il 21 per cento delle partite di sementi erano state controllate, mentre le barbabietole non erano state sottoposte ad alcun controllo.</p><p>Onde garantire la maggiore sicurezza giuridica possibile per tutti gli interessati, è decisivo che le informazioni relative alla portata, all'esecuzione e ai risultati dei controlli sulle sementi OGM siano pubblicate in maniera esaustiva e tempestiva prima della semina, fornendo anche indicazioni sulle misure da prendere in un secondo tempo qualora venissero trovate tracce di OGM nelle sementi.</p><p>In questo contesto invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande.</p><p>1. Come garantisce l'UFAG che gli importatori continuino a notificare tutte le partite e le mettano a disposizione per il monitoraggio delle sementi OGM, se non c'è più un obbligo di notifica? Cosa hanno concordato esattamente l'UFAG e la categoria? Come viene garantito che l'accordo volontario sia rispettato?</p><p>2. Come si evita che i campioni problematici non vengano notificati?</p><p>3. Per quale motivo il numero di controlli per mais, colza, soia e barbabietole è così basso? Da cosa dipende il numero di controlli? Quanti controlli sono stati effettuati nel 2020 e nel 2021?</p><p>4. Nonostante il carattere volontario e il basso numero di controlli per mais, colza, soia e barbabietole, come si garantisce che non si coltivino sementi contenenti tracce di OGM?</p><p>5. Come si potrebbe garantire una pubblicazione più tempestiva dei risultati?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1 e 2. Nel quadro della semplificazione amministrativa, a inizio 2020 è stata modificata l'ordinanza sulle importazioni agricole (OIAgr; RS 916.01) ed è stato abolito l'obbligo del permesso generale d'importazione per i cereali e le sementi. Il controllo delle sementi importate, invece, è rimasto invariato; il controllo della qualità e la certificazione sono retti dall'ordinanza concernente la produzione e la commercializzazione del materiale vegetale di moltiplicazione (ordinanza sul materiale di moltiplicazione; RS 916.151). L'attuale quadro legale intende garantire l'assenza di tracce di OGM nelle sementi convenzionali. Queste disposizioni legali non sono state modificate. Pertanto l'importatore è responsabile di agire di conseguenza e di garantire la qualità dei prodotti importati conformemente alle esigenze legali specificate nell'ordinanza sul materiale di moltiplicazione. A tal fine le aziende importatrici forniscono, su richiesta delle autorità, le informazioni necessarie. In quest'ambito i controlli effettuati senza preavviso dall'UFAG nel quadro di una strategia di analisi dei rischi mirano a garantire la corretta applicazione della normativa. Lo scopo finale dei controlli delle sementi è quello di assicurare la qualità delle partite importate e di evitare la disseminazione non autorizzata di OGM nell'ambiente.</p><p>3 e 4. La definizione delle priorità delle partite di sementi da controllare in sede d'importazione si fonda su una serie di supposizioni derivate dall'analisi del rischio: il percorso della partita importata, la provenienza (Paese d'origine, Paese importatore), la specie, la varietà, la quantità e le informazioni provenienti dai vari laboratori di ricerca della Rete europea dei laboratori di riferimento per gli OGM (European Network of GMO Laboratories, ENGL) che permettono di individuare le partite di sementi a rischio e di sottoporle a un controllo di conformità alle esigenze normative. La densità dei controlli dipende essenzialmente da questa analisi dei rischi. I controlli vengono svolti principalmente su quattro specie per le quali gli OGM sono o sono stati commercializzati (mais, soia, colza e barbabietola). Un'analisi dei rischi efficace consente di garantire che nessun OGM delle suddette specie venga messo in circolazione.</p><p>5. I risultati dei controlli sulle sementi svolti dall'Amministrazione federale allo scopo di individuare la presenza di tracce di OGM vengono pubblicati annualmente nel rapporto agricolo dell'Ufficio federale dell'agricoltura (<a href="http://www.rapportoagricolo.ch">www.rapportoagricolo.ch</a>). In esso è fornita una sintesi di tutti i risultati dei controlli e delle misure adottate in caso di contaminazione delle partite importate di sementi e alimenti per animali.</p>  Risposta del Consiglio federale.