<h2>SubmittedText<h2><p>Nel 2016 il Consiglio federale intende prendere una decisione di principio in merito all'imposizione dei coniugi. In questo contesto si pongono delle questioni anche nell'ambito dell'imposizione di genitori che non vivono in una comunione domestica.</p><p>Occorre quindi verificare la necessità di adeguamento del diritto fiscale in relazione all'introduzione dell'autorità parentale congiunta come regola e alle nuove disposizioni concernenti il mantenimento dei figli. Ad esempio, anche in caso di autorità parentale congiunta non è raro che uno dei genitori (generalmente la madre) si occupi da solo della cura dei figli, mentre l'altra persona non paga alimenti. In questi casi, in virtù della LIFD possono entrambi far valere la metà della deduzione per i figli e la metà dei premi assicurativi. Questa norma sembra inopportuna, perché pesa ulteriormente sulla famiglia monoparentale già doppiamente aggravata.</p><p>L'imposizione degli alimenti per i figli minorenni è in contraddizione con il principio secondo cui le prestazioni versate in virtù dell'obbligo di mantenimento fondato sul diritto di famiglia sono esenti da imposta presso il beneficiario e non è ammessa la deduzione per chi li versa, principio applicato a genitori coniugati e per pagamenti di alimenti per i figli maggiorenni ancora in formazione.</p><p>Il Consiglio federale è pertanto invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quale necessità di adeguamento sussiste in ambito di LIFD e di LAID in relazione alle disposizioni rivedute in materia di autorità parentale e di mantenimento dei figli?</p><p>2. In base a quali criteri viene valutata la capacità economica dei genitori che vivono separati? Come viene tenuto conto del fatto che tra persone sole con figli e coppie con figli non può essere applicata la stessa ripartizione fiscale vigente tra persone sole senza figli e coppie senza figli, dato che la mancanza di un genitore nell'economia domestica della famiglia monoparentale comporta pochi risparmi e, d'altro lato, le spese dirette e indirette sostenute per i figli incidono maggiormente sul budget della famiglia monoparentale a causa dell'economia di scala?</p><p>3. Che effetto ha la regolamentazione vigente dell'imposizione degli alimenti per i figli minorenni e per i figli maggiorenni ancora in formazione sull'ammontare delle imposte che devono pagare entrambi i genitori?</p><p>4. Quali modelli di imposizione dei genitori non coniugati che vivono separati e di imposizione degli alimenti per i figli minorenni e per i figli maggiorenni ancora in formazione esistono in alternativa alla regolamentazione vigente?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. I genitori coniugati esercitano l'autorità parentale fondamentalmente in modo congiunto. In caso di separazione giudiziaria o di divorzio, il Tribunale civile mantiene generalmente l'autorità parentale congiunta. I genitori non coniugati possono dichiarare di voler esercitare l'autorità parentale congiuntamente. Se i genitori che vivono separati o in concubinato esercitano l'autorità parentale congiuntamente, nel caso dell'imposta federale diretta la deduzione per i figli viene divisa a metà, purché nessuno dei due genitori faccia valere la deduzione dei contributi di mantenimento per il figlio (art. 35 cpv. 1 lett. a LIFD). La deduzione per i premi assicurativi del figlio (art. 33 1bis lett. b LIFD) è legata alla deduzione per i figli. In questi casi ciascun genitore può pertanto far valere anche la metà della deduzione per i premi assicurativi. L'assetto delle deduzioni per i figli a livello cantonale rientra nell'ambito di competenza dei cantoni (art. 9 cpv. 4 LAID).</p><p>La divisione a metà della deduzione per i figli risale all'attuazione della mozione Parmelin 05.3319. Questa regolamentazione parte dal principio secondo cui i genitori che esercitano l'autorità parentale congiunta si occupano insieme della cura dei figli e che pertanto non vengono versati alimenti. Ciò non corrisponde necessariamente alla realtà. È infatti possibile che un solo genitore detenga la custodia del figlio, ma che per mancanza di risorse finanziarie non vengano versati contributi di mantenimento (protezione del minimo esistenziale del debitore degli alimenti nel determinare i contributi di mantenimento). In questo contesto occorre osservare che in numerosi casi in cui i genitori separati esercitano l'autorità parentale congiunta senza che, per motivi economici, vengano versati alimenti, succede che l'imposta federale diretta non sia dovuta o che il reddito conseguito sia talmente basso che le deduzioni per i figli risultano insignificanti.</p><p>Possono tuttavia presentarsi singoli casi in cui il genitore che detiene la custodia del figlio consegue un reddito elevato e che possa pertanto far valere solo la metà della deduzione. L'AFC intende esaminare come poter tenere maggiormente conto di questi singoli casi.</p><p>2. Per tenere adeguatamente conto della diversa capacità economica dei contribuenti con o senza figli il diritto fiscale prevede diverse misure che tengono conto delle spese sostenute per i figli. Dal 1° maggio 2011 le spese sostenute per i figli vengono prese maggiormente in considerazione, nell'ambito dell'imposta federale diretta, attraverso la tariffa per i genitori (art. 36 cpv. 2bis LIFD). La Confederazione e i cantoni prevedono inoltre una deduzione per la cura prestata da terzi ai figli (art. 33 cpv. 3 LIFD; art. 9 cpv. 2 lett. m LAID).</p><p>Della capacità economica dei genitori non coniugati che vivono separati e dei genitori non coniugati che vivono insieme si tiene conto anche attraverso la vigente imposizione degli alimenti nel senso che i contributi di mantenimento che un genitore riceve per i figli soggetti alla sua autorità parentale devono essere interamente dichiarati dal beneficiario. D'altro lato queste prestazioni possono essere interamente dedotte da chi le versa. Ai contribuenti vedovi, separati, divorziati e celibi che vivono in comunione domestica con figli o alle persone bisognose al cui sostentamento provvedono in modo essenziale la Confederazione e in genere anche i cantoni accordano inoltre la stessa riduzione tariffaria concessa ai coniugi.</p><p>Questa parità di trattamento tariffaria viene criticata da tempo sia nella dottrina che dal Tribunale federale (cfr. in proposito DTF 131 II 710 e DTF 131 II 697), poiché la famiglia monoparentale disporrebbe in linea di massima di una maggiore capacità economica di una coppia con uguale reddito e uguale numero di figli, perché nel caso di quest'ultima il reddito deve bastare per due persone adulte. In questo contesto la tariffa per le persone coniugate non viene accordata unicamente alle persone effettivamente sole, bensì anche ai concubini con figli. In caso di figli in comune, uno dei concubini beneficia della tariffa per i genitori più moderata, mentre l'altro è soggetto alla tariffa di base. La parità di trattamento è considerata particolarmente ingiusta quando due persone non coniugate - ognuna con figli propri - vivono in concubinato, poiché in questo caso entrambi i partner possono solitamente beneficiare di una tariffa più moderata e delle deduzioni per i figli, senza tuttavia che i loro redditi vengano cumulati come nel caso delle coppie coniugate. I genitori non coniugati, in particolare i concubini, risultano così privilegiati fiscalmente rispetto alle coppie coniugate con figli. Il Consiglio federale intende contrastare questi privilegi eccessivi delle coppie di concubini con figli nel quadro della riforma dell'imposizione dei coniugi e della famiglia.</p><p>3. Nel caso dei pagamenti di alimenti per i figli minorenni, gli alimenti aumentano le imposte a carico del beneficiario (art. 23 lett. f LIFD; art. 7 cpv. 4 lett. g LAID), mentre la deduzione dei contributi di mantenimento (art. 33 cpv. 1 lett. c LIFD; art. 9 cpv. 2 lett. c LAID) riduce il carico fiscale per il genitore che li versa. Il beneficiario degli alimenti può tuttavia far valere la deduzione per i figli e i premi assicurativi versati per il figlio. Nel caso dell'imposta federale diretta gli viene inoltre concessa la tariffa per i genitori più moderata, mentre all'altro genitore è applicata la tariffa di base.</p><p>I contributi di mantenimento corrisposti direttamente a un figlio maggiorenne non devono invece essere dichiarati né dal figlio, né dal genitore con cui vive. In questo caso, il genitore che li versa non può più neppure dedurli dal proprio reddito. Queste prestazioni diventano normali "spese per il mantenimento del contribuente e della sua famiglia" (art. 24 lett. e e 33 cpv. 1 lett. c LIFD; art. 7 cpv. 4 lett. g e 9 cpv. 2 lett. c LAID) non deducibili, come avviene sempre nel caso di genitori coniugati. Se gli alimenti versati al figlio maggiorenne venissero dichiarati deducibili, quest'ultimo dovrebbe dichiarare in contropartita l'importo corrispondente come reddito imponibile. Ciò non porterebbe generalmente a un'imposizione opportuna e adeguata alle circostanze. Il genitore che versa i contributi di mantenimento può inoltre far valere la deduzione per i figli. Se entrambi i genitori prestano contributi di mantenimento, nel caso dell'imposta federale diretta il genitore che eroga le prestazioni finanziarie più elevate può far valere la deduzione per i figli, mentre l'altro genitore può far valere la deduzione per il sostentamento. Ciò comporta un trattamento privilegiato rispetto ai matrimoni intatti, poiché alle coppie coniugate spetta unicamente la deduzione per i figli.</p><p>4. Il DIFD (decreto del Consiglio federale del 9 dicembre 1940 concernente la riscossione d'una imposta federale diretta) precedentemente in vigore si basava su una regolamentazione secondo cui, da un lato, i genitori soggetti a imposizione separata con figli minorenni o maggiorenni ancora in formazione e, dall'altro, i coniugi e i genitori tassati separatamente beneficiavano dello stesso trattamento. I contributi di mantenimento per il figlio non potevano essere dedotti da chi li versava. In contropartita, neppure la persona che li percepiva era tenuta a dichiarare tali importi. Questa soluzione era tuttavia ritenuta ingiusta, poiché la persona tenuta al mantenimento era costretta a dichiarare del reddito di cui non poteva (più) disporre. L'imposizione degli alimenti attualmente in vigore attua in modo più efficace l'imposizione secondo la capacità economica. Oggigiorno all'atto della fissazione dei contributi di mantenimento i tribunali civili tengono conto del carico fiscale dei genitori. Nel caso di una modifica delle disposizioni in materia fiscale, gli accordi di mantenimento esistenti dovrebbero essere eventualmente adeguati.</p>  Risposta del Consiglio federale.