<h2>SubmittedText<h2><p>La Confederazione intende aumentare la sicurezza ai confini rafforzandone la protezione. Al corpo delle guardie di confine sono stati accordati 86 posti supplementari. Nel contempo, nel quadro del programma di stabilizzazione 2017-2019 la Confederazione vuole chiudere alcuni uffici doganali, indebolendo così la protezione alle frontiere esterne. Nel cantone di Sciaffusa la chiusura riguarderebbe l'ufficio di Bargen, il quale sarebbe quindi l'unico valico su una strada nazionale, dove non sarà più possibile effettuare imposizioni doganali.</p><p>Attualmente presso l'ufficio doganale di Bargen vengono imposti ogni giorno circa 250 autocarri. In caso di chiusura, la maggior parte di questi autocarri ripiegherebbe sull'ufficio doganale di Thayngen. Tuttavia quest'ultimo risulta già ora sovraccarico (ca. 1100 autocarri al giorno).</p><p>A questo riguardo il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Sono state individuate soluzioni di comune accordo con la Germania per quanto riguarda la chiusura dell'ufficio doganale di Bargen?</p><p>2. Dopo la chiusura dell'ufficio doganale di Bargen, come si intende controllare i passaggi illegali del confine e il contrabbando organizzato? Per l'adempimento di tali compiti è prevista l'assunzione di personale supplementare?</p><p>3. Gli uffici doganali della regione sarebbero ancora in grado di adempiere il proprio mandato di prestazioni con le misure di risparmio previste e la conseguente riduzione dei posti? O verrebbe adeguato il mandato di prestazioni?</p><p>4. Sono state calcolate le riserve dell'ufficio doganale di Thayngen? In caso di aumento della mole di lavoro è previsto un ampliamento dell'infrastruttura?</p><p>5. A quanto viene stimato, in cifre nette, l'effetto di risparmio della chiusura dell'ufficio doganale di Bargen?</p><p>6. A quanto vengono stimate le spese supplementari per l'economia provocate dall'aumento dei tempi di coda presso l'ufficio doganale di Thayngen e dal traffico di aggiramento?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Si prevede che nel quadro del programma di stabilizzazione l'Amministrazione federale delle dogane (AFD) risparmierà annualmente quasi 20 milioni di franchi, di cui circa 7 milioni sul personale. Poiché il corpo delle guardie di confine non è toccato da queste misure di risparmio, esse riguardano interamente il servizio civile.</p><p>1. La Germania è un partner economico molto importante della Svizzera. È nell'interesse delle amministrazioni doganali di entrambi i Paesi concordare di comune accordo le competenze degli uffici doganali dalle due parti del confine. Per tale motivo, a tempo debito l'AFD coinvolgerà l'amministrazione doganale tedesca per trovare delle soluzioni valide. È evidente che l'applicazione delle misure previste deve avvenire conformemente alla Convenzione tra la Confederazione svizzera e la Repubblica federale di Germania relativa agli uffici a controlli nazionali abbinati e al controllo in corso di viaggio.</p><p>2. L'eventuale chiusura dell'ufficio doganale di Bargen per il traffico delle merci commerciabili non comporta automaticamente la soppressione della presenza del corpo delle guardie di confine. Quest'ultimo continuerà, invece, a svolgere la propria attività presso questo valico di confine in particolare nell'ambito del passaggio illegale del confine e del contrabbando.</p><p>3. L'AFD farà tutto il possibile per continuare a fornire al meglio le proprie prestazioni e per soddisfare in modo ottimale il mandato di prestazioni. Un importante contributo a tale proposito verrà dall'ottimizzazione dei processi dell'AFD e dalla necessaria modernizzazione dei sistemi informatici, all'ordine del giorno nel corso dei prossimi anni. Occorre tuttavia ricordare che la soppressione di posti di lavoro comporta sempre una diminuzione delle attività operative e delle possibilità di impiego.</p><p>4. Il Consiglio federale è consapevole delle conseguenze negative, come il traffico di aggiramento e il sovraccarico dei valichi di confine già ora molto frequentati. Tuttavia, secondo le stime, le misure di stabilizzazione interessano soltanto il 3 a 4 per cento delle imposizioni doganali. Questo aumento di traffico può essere gestito da altri uffici doganali con maggiori capacità. Inoltre, negli ultimi anni è stata ampliata in particolare l'infrastruttura dell'ufficio doganale di Thayngen, al fine di migliorare lo scorrimento del traffico e ridurre i tempi di imposizione.</p><p>5. Negli ultimi anni sono già stati riorganizzati alcuni uffici doganali di confine e dell'interno. La soppressione di ulteriori 52 posti richiesta nel quadro del programma di stabilizzazione può essere raggiunta solo attraverso la chiusura di alcuni uffici doganali di piccole dimensioni. Di conseguenza, le misure di risparmio riguardano pochi posti di lavoro suddivisi su più uffici.</p><p>6. A livello nazionale è prevista la chiusura di dodici uffici doganali (al momento è stata decisa unicamente la chiusura dell'ufficio doganale di Zurigo) nonché la fusione di altri due uffici. I costi che ne derivano per gli operatori doganali non sono quantificabili; come già indicato nella risposta alla domanda 4, si stima che è interessato solo il 3 a 4 per cento delle imposizioni doganali. Pertanto, il Consiglio federale ritiene accettabili le ripercussioni sull'economia.</p>  Risposta del Consiglio federale.