<h2>SubmittedText<h2><p>In virtù di un decreto federale il DDPS intende impiegare per la protezione delle frontiere - per il momento soltanto fino al termine del 2007 - militari di milizia che svolgono il servizio in ferma continuata, al fine di rafforzare il Corpo delle guardie di confine (Cgcf), sottodotato a livello di effettivi. Dal momento che per i propri impieghi il Cgcf deve poter contare su di un supporto professionalmente qualificato, il ricorso a militari di milizia alle frontiere fa sorgere gli interrogativi seguenti, a cui il Consiglio federale è invitato a rispondere:</p><p>1. La formazione di guardia di confine dura da quattro a cinque anni, di cui uno dedicato unicamente alla formazione di base. Come saranno preparati e formati i militari di milizia prima del loro impiego? </p><p>2. I militari di milizia saranno sottoposti a verifiche da parte del pertinente servizio di sicurezza della Confederazione?</p><p>3. I soldati di milizia saranno equipaggiati con armi e munizioni da combattimento?</p><p>4. Il Cgcf e gli agenti doganali hanno accesso a dati e a banche dati particolarmente sensibili (il sistema di ricerche automatizzato Ripol, il registro centrale degli stranieri RCS, la banca dati AUPER per il settore dell'asilo, il registro delle licenze di condurre, il registro delle autorizzazioni a condurre, il registro automatizzato dei veicoli e dei detentori di veicoli, il sistema d'identificazione delle impronte digitali, diverse banche dati interne concernenti le falsificazioni di documenti, i servizi d'informazione e - in futuro - il sistema d'informazione di Schengen, nonché, eventualmente, la banca dati sui tifosi violenti ecc.). In quale maniera il Consiglio federale intende regolare la protezione di tali dati dall'accesso non autorizzato da parte di militari di milizia?</p><p>5. I militari di milizia svolgeranno il loro impiego alle frontiere in uniforme militare? Se sì: quale sarà - secondo il Consiglio federale - l'impressione che ne ricaveranno i visitatori di un Paese a tradizione turistica come la Svizzera?</p><p>6. Quale dipartimento assumerà i costi di tale impiego?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il 6 novembre 2002 il Consiglio federale ha deciso di sostenere maggiormente e in maniera duratura il Corpo delle guardie di confine (Cgcf) con mezzi del DDPS. Sei mesi dopo, al DDPS e al DFF è stato inoltre chiesto di verificare se vi fosse la possibilità di trasferire una parte di tale appoggio, in entità ancora da stabilirsi, dalla sicurezza militare (Sic mil) a militari in ferma continuata della fanteria (militari di milizia). Infine, con il decreto federale del 5 ottobre 2004 - a cui fa riferimento l'autrice dell'interrogazione - è stato approvato l'impiego di al massimo 200 militari per il rafforzamento del Cgcf nell'ambito dei compiti di protezione dei confini, al più tardi fino al termine del 2007.</p><p>Conformemente all'attuale accordo di prestazioni tra lo Stato Maggiore di condotta dell'esercito e il comando centrale del Cgcf, presso il Cgcf sono attualmente impiegati 105 militari della Sic mil. L'effettivo totale della Sic mil non consente tuttavia di fornire il numero di militari richiesto dal Cgcf. Ciò è dovuto, da un lato, alle esigue risorse in materia di personale della Sic mil - nel caso specifico nel settore della polizia militare mobile -, dall'altro al fatto che la Sic mil è richiesta, in qualità di unica riserva disponibile in tempi brevi a livello di esercito, anche per altri impegnativi impieghi di polizia e di sicurezza (p. es. WEF, protezione delle ambasciate e in occasione di conferenze).</p><p>Alla luce di queste considerazioni, il Cgcf ha approvato un progetto pilota che prevede l'impiego, a determinate condizioni (cfr. risposte 1 a 5), di militari in ferma continuata in seno al Cgcf. Sulla base dei risultati di questo progetto pilota sarà presa una decisione definitiva circa l'eventuale impiego di militari in ferma continuata.</p><p>Il Consiglio federale risponde alle domande come segue:</p><p>1. Il progetto pilota prevede di preparare per il primo impiego i militari in ferma continuata mediante l'istruzione di base alla funzione (IBF I), della durata di dieci settimane, analogamente a quanto avviene con le aspiranti guardie di confine. In tal modo, in vista del primo impiego pratico, i militari in ferma continuata ricevono un bagaglio formativo equivalente a quello delle aspiranti guardie di confine. Nel quadro di un secondo modulo di formazione (IBF II) - anche in questo caso analogamente a quanto avviene per le aspiranti guardie di confine - i militari in ferma continuata ricevono un'istruzione supplementare di sette settimane, la quale rende possibile il loro impiego per attività più qualificate.</p><p>2. I militari in ferma continuata si sottopongono a un controllo di sicurezza relativo alle persone. Essi assolvono successivamente la medesima procedura di selezione delle aspiranti guardie di confine (test d'idoneità, presentazione di referenze, colloquio) e devono soddisfare i medesimi requisiti.</p><p>3. Per principio, i militari in ferma continuata devono essere equipaggiati in maniera conforme all'impiego - come i membri della Sic mil - e, se l'impiego lo richiede, anche armati e dotati con munizioni da combattimento. Soltanto al termine del previsto progetto pilota sarà possibile stabilire l'armamento e l'equipaggiamento definitivi nel quadro dell'impiego a beneficio del Cgcf.</p><p>4. I diritti di accesso alle banche dati e ai sistemi menzionati sono attribuiti - sulla base delle disposizioni legali in vigore - alle autorità civili, nel caso specifico all'Amministrazione federale delle dogane e ai posti di confine. La responsabilità dell'impiego incombe al Cgcf, mentre i militari in ferma continuata sono impiegati sussidiariamente e sono subordinati al Cgcf. Se richiesto da motivi di sicurezza, i militari in ferma continuata debitamente formati hanno accesso ai dati necessari.</p><p>5. I militari in ferma continuata non presteranno servizio con la tuta mimetica 90. Il loro impiego è previsto con la tenuta da lavoro della Sic mil. Per questo motivo non è necessario rispondere alla domanda concernente gli effetti sul turismo.</p><p>6. Il DDPS si assume i costi per la formazione e l'impiego dei militari in ferma continuata. Dal canto suo, il DFF si assume i costi per l'attività di insegnamento degli istruttori del Cgcf a beneficio dei militari in ferma continuata.</p>  Risposta del Consiglio federale.