<h2>SubmittedText<h2><p>Tra i requisiti di un bando di concorso del Dipartimento federale dell'interno (DFI) per il posto "Responsabile dello Stato maggiore - collaboratore/trice giuridico/a" (16750) figura: "di lingua madre tedesca o francese, è in grado di condurre agevolmente trattative nell'altra lingua".</p><p>1. Quali sono le mansioni di questa figura che richiedono la padronanza di queste due lingue ufficiali - ma non della terza?</p><p>2. Per quale motivo è richiesta la madrelingua, criterio biografico e non funzionale, perciò discriminatorio?</p><p>3. Un/a candidato/a di madrelingua italiana andrebbe scartato/a?</p><p>4. Secondo il n. 72 delle istruzioni concernenti il plurilinguismo (FF 2003 1312) "nelle funzioni superiori sono richieste conoscenze attive di una seconda lingua ufficiale e conoscenze passive della terza lingua ufficiale". Perché nei requisiti linguistici di questo bando di concorso ciò non è richiesto?</p><p>5. La comunità linguistica italofona è sottorappresentata nel DFI (5,2 per cento nel 2012). Perché nel bando di concorso non è stato indicato che le candidature di questa comunità sono particolarmente gradite, come prescritto al n. 813 delle istruzioni concernenti il plurilinguismo (FF 2003 1312)?</p><p>6. Per quale motivo questo bando di concorso non è conforme alla LLing e alle sue norme di attuazione?</p><p>7. Nella direzione responsabile dell'unità amministrativa che ha pubblicato questo bando di concorso, esiste una persona delegata al plurilinguismo e consultata su aspetti inerenti al plurilinguismo nella formulazione dei bandi di concorso?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Dipartimento federale dell'interno (DFI) prende molto sul serio la questione del plurilinguismo e si adopera per adempiere i requisiti in materia di diversità. L'importanza del rispetto delle disposizioni vigenti è stata nuovamente portata all'attenzione sia delle persone responsabili delle risorse umane sia dei direttori dei singoli uffici del DFI mediante una comunicazione scritta.</p><p>Anche l'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) attribuisce grande importanza a un'adeguata rappresentanza delle comunità linguistiche, alla promozione del plurilinguismo e alla diversità culturale. L'autore dell'interpellanza ha pertanto ragione di criticare il bando di concorso summenzionato con le argomentazioni presentate. Affinché tale situazione non si ripeta in futuro, l'UFAS ha già adottato apposite misure.</p><p>1. Al/Alla "responsabile dello Stato maggiore" compete il trattamento di complesse questioni giuridiche trasversali inerenti alla vigilanza e all'organizzazione del primo pilastro in un ambito plurilingue, nel quale si occupa in particolare dell'esame e della redazione finale di una vasta documentazione giuridica in tedesco e in francese.</p><p>2. L'indicazione "di lingua madre tedesca o francese" tra i requisiti linguistici è discriminatoria e non avrebbe dovuto figurare nel bando di concorso.</p><p>3. Un/a candidato/a di madrelingua italiana non viene scartato/a. Per l'esercizio della funzione superiore messa a concorso, i/le candidati/e devono necessariamente disporre di conoscenze attive di una seconda lingua ufficiale e di conoscenze passive della terza. Questo è conforme anche alle prescrizioni delle istruzioni del Consiglio federale concernenti la promozione del plurilinguismo nell'amministrazione federale (istruzioni concernenti il plurilinguismo) cui fa riferimento l'autore dell'interpellanza.</p><p>4. La formulazione dei requisiti linguistici nel bando di concorso in questione avrebbe dovuto avere il tenore seguente: "conoscenze attive di una seconda lingua ufficiale e conoscenze passive della terza lingua ufficiale".</p><p>5. La quota di persone di lingua italiana all'UFAS è del 6,9 per cento (stato alla fine del 2013), un valore molto vicino al 7 per cento prescritto all'articolo 7 dell'ordinanza sulle lingue (RS 441.11).</p><p>Secondo il numero 813 delle istruzioni concernenti il plurilinguismo, nei bandi di concorso occorre indicare che le candidature di una comunità linguistica sottorappresentata sono particolarmente gradite, cosa che sarebbe pertanto dovuta avvenire anche nel bando summenzionato.</p><p>6. Il bando di concorso summenzionato non rispetta il principio della parità di trattamento delle comunità linguistiche secondo la legge sulle lingue.</p><p>7. Come affermato dal Consiglio federale nelle sue risposte alle interpellanze Regazzi 13.3360, "Plurilinguismo. Bando di concorso", e Quadri 13.3359, "Plurilinguismo. Bando di concorso", non è necessario consultare sistematicamente il/la delegato/a al plurilinguismo in merito alla formulazione dei requisiti linguistici nei bandi di concorso.</p><p>L'UFAS dispone da diversi anni di un posto di delegato/a al plurilinguismo. I responsabili gerarchici dell'ufficio sono tuttavia tenuti a sottoporre i bandi di concorso per una verifica, segnatamente della conformità ai principi delle pari opportunità, ai responsabili di settore del servizio del personale dell'UFAS. Questi ultimi e la delegata al plurilinguismo dell'UFAS, unitamente ai superiori gerarchici, si impegnano a soddisfare i criteri di selezione del personale definiti nelle citate istruzioni del Consiglio federale e nella guida dell'UFPER. Il DFI ha ricordato all'UFAS che le disposizioni di questi documenti di riferimento vanno imperativamente osservate.</p>  Risposta del Consiglio federale.