<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Ad 1</p><p></p><p>L'ordinanza del 3 luglio 2002 sul calcolo dei costi e la registrazione delle prestazioni da parte degli ospedali e delle case di cura nell'assicurazione malattie (OCPre) si basa sull'articolo 49 capoverso 6 della legge sull'assicurazione malattie (LAMal) secondo cui gli ospedali devono calcolare i propri costi e registrare le proprie prestazioni secondo un metodo uniforme. Essa serve quindi da base per la tariffazione delle prestazioni degli ospedali e delle case di cura autorizzati giusta l'articolo 39 LAMal. Nella LAMal si è volutamente evitato di definire le cure in modo più preciso per concedere una certa flessibilità alla prassi. Tuttavia per il calcolo summenzionato e non da ultimo per il confronto tra gli ospedali, è necessaria una chiara suddivisione delle cure. Il limite di 24 ore utilizzato dall'Ufficio federale di statistica (UFS) per definire le cure ospedaliere aveva carattere provvisorio e serviva soprattutto a scopi statistici. Fino ad oggi non esisteva una definizione ufficiale né si erano classificate le prestazioni in maniera unitaria. Diversamente non si può spiegare il motivo secondo cui nelle statistiche dell'UFS alcuni Cantoni presentano un numero molto esiguo se non nullo di casi semiospedalieri.</p><p></p><p>Le definizioni contenute nell'OCPre sono state fissate dopo diverse consultazioni e si basano sull'opinione di professionisti molto addentro alla prassi. Tenendo conto dell'utilizzazione dei letti durante la notte si è introdotto nella definizione di cura ospedaliera, oltre all'elemento temporale, anche un aspetto qualitativo. Date le differenti situazioni iniziali, non si può evitare che l'uniformazione della prassi comporti cambiamenti per diversi fornitori di prestazioni e Cantoni. </p><p></p><p>Ad 2</p><p></p><p>Dato che finora non è stata data una definizione ufficiale delle cure, non si può parlare di uno spostamento degli oneri finanziari verso i Cantoni e quindi neppure di un aggravio degli stessi. La presente ordinanza mira in ultima analisi ad un'applicazione coerente dell'attuale legge sull'assicurazione malattie.</p><p></p><p>Ad 3</p><p></p><p>Si ribadisce che l'OCPre fa riferimento agli ospedali ed alle case di cura autorizzati giusta l'articolo 39 LAMal. Per ottenere delle basi per la tariffazione, questi sono tenuti ad adeguare il proprio rendiconto alle disposizioni dell'OCPre a partire dal 1° gennaio 2003. L'entrata in vigore dell'OCPre non sarà quindi determinante ai fini delle prestazioni fornite e non impedirà né agli ospedali pubblici né alle cliniche private di continuare ad esercitare le loro attività a carico dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie. Le definizioni dell'OCPre non hanno alcuna influenza sulla situazione della copertura sanitaria, ma formano la base per la tariffazione delle prestazioni. Non vi è quindi alcun motivo per sostenere che la copertura sanitaria della popolazione sia in pericolo. Per quanto concerne invece le cliniche private, il problema consiste attualmente nel fatto che, contrariamente alle chiare disposizioni della LAMal, in molti casi non sono state fissate o concordate tariffe forfetarie per le cure ospedaliere. Se sulla base della definizione dell'OCPre prestazioni fornite in particolare da cliniche private dovessero essere qualificate come ospedaliere, dovranno essere stipulate convenzioni tariffali o fissate tariffe per le cure in questione.</p><p></p><p>Ad 4</p><p></p><p>Come ricordato sopra, per le cure ospedaliere la LAMal prevede che si faccia riferimento alla norma tariffaria forfetaria. Gli ospedali sovvenzionati dall'ente pubblico dovrebbero disporre di tariffe forfetarie da applicare nella fatturazione. In singoli casi queste tariffe forfetarie potrebbero non basarsi sulle definizioni delle cure dell'OCPre: alcuni adeguamenti tariffali potranno quindi rivelarsi necessari non appena saranno disponibili le basi per il calcolo dei costi.</p>  Risposta del Consiglio federale.