<h2>SubmittedText<h2><p>Nel 2015 si è registrato un forte aumento delle domande d'asilo di persone provenienti dal Gambia. Tra il 2010 e il 2014 la media annua ammontava a 395 domande d'asilo, mentre nel 2015 il loro numero è più che raddoppiato (968 domande). La tendenza si conferma anche nel 2016, poiché nel primo trimestre dell'anno sono già state depositate 714 domande d'asilo. Se questo ritmo sarà mantenuto, i numeri saranno triplicati rispetto a quelli del periodo 2010-2014. Nonostante questo drastico aumento delle domande, tra la Svizzera e il Gambia non esiste alcuna collaborazione bilaterale nell'ambito migratorio.</p><p>È vero che la situazione in materia di diritti umani in Gambia è complessa. Le persone più toccate dalla repressione statale sono gli omosessuali, i giornalisti e i critici del regime politico del Gambia. Si può supporre che il suddetto aumento non è dovuto soltanto alla persecuzione e all'arbitrarietà statale, ma è pure motivato da ragioni economiche. Il numero relativamente basso dei tassi di riconoscimento e protezione per i richiedenti originari del Gambia lo dimostrano.</p><p>Alla luce di questi sviluppi e della situazione in Gambia, prego il Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Ha preso atto dell'aumento delle domande d'asilo? Quali sono, secondo le sue valutazioni, le ragioni di questo aumento?</p><p>2. Come giudica la situazione dei diritti umani in Gambia?</p><p>3. In considerazione della media relativamente bassa dei tassi di riconoscimento e di protezione, quanti richiedenti l'asilo respinti lasciano poi effettivamente la Svizzera?</p><p>4. Come intende reagire alla mutata situazione? Prevede una collaborazione approfondita con il Gambia nell'ambito della politica migratoria (partenariato migratorio, accordi di riammissione)?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale ha preso atto dell'aumento delle domande d'asilo presentate da cittadini gambiani, che riguarda anche tutta l'Unione europea. In linea generale, i cittadini provenienti dall'Africa occidentale (tra cui il Gambia) che giungono in Sud Italia sono nettamente più numerosi nel 2016 rispetto agli anni precedenti. L'aumento delle domande d'asilo dei cittadini gambiani sembra essere legato alla situazione politica in Libia e al crescente numero di migranti in situazione irregolare che attraversano il Mediterraneo in partenza da quel Paese. Infatti, il profilo del richiedente l'asilo non è cambiato e la situazione politica in Gambia non è mutata in modo tale da spiegare il significativo aumento dei richiedenti l'asilo tra il 2015 e il 2016. È pure opportuno precisare che la grande maggioranza delle domande d'asilo costituisce casi Dublino, che giungono in Svizzera dopo un soggiorno (talvolta pluriennale) in Spagna e in Italia.</p><p>2. La situazione in materia di diritti umani è poco soddisfacente. Il Consiglio federale condivide la valutazione secondo cui sono anzitutto determinati gruppi specifici, per esempio oppositori politici, giornalisti critici, difensori dei diritti umani, membri della comunità LGBTI, che rischiano persecuzioni in Gambia, e segue attentamente l'evolversi della situazione.</p><p>3. La media dei tassi di riconoscimento e protezione dei richiedenti l'asilo gambiani è effettivamente bassa. In totale, la Segreteria di Stato della migrazione ha registrato 1003 partenze controllate e non controllate di cittadini gambiani nel 2015 e 1099 tra gennaio e agosto 2016. Le statistiche sulle partenze contabilizzano tutti i cittadini gambiani obbligati a lasciare la Svizzera, la grande maggioranza dei quali sono richiedenti l'asilo respinti.</p><p>4. Con il Gambia è intrattenuta una buona cooperazione operativa nell'ambito del ritorno, il che permette di eseguire regolarmente ritorni volontari o coatti verso questo Paese. Il Consiglio federale offre pure regolarmente un sostegno tecnico alle autorità della migrazione del Gambia. Grazie alla sua partecipazione al Fondo fiduciario d'emergenza dell'Unione europea per l'Africa, la Svizzera contribuisce inoltre all'attuazione di un progetto di sviluppo socio-economico in Gambia per rispondere alle cause profonde dell'emigrazione illegale a destinazione dell'Europa. Alla luce di questi sforzi, il Consiglio federale non prevede pertanto, per il momento, di formalizzare ulteriormente la cooperazione con il Gambia.</p>  Risposta del Consiglio federale.