<h2>SubmittedText<h2><p>Il DDPS già in più occasioni ha dovuto distruggere materiale acquistato per combattere il coronavirus, poiché la data di scadenza è stata superata. Invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Quale materiale ha dovuto finora smaltire il DDPS / la Confederazione? </p><p>2. A quanto ammontavano i costi d'acquisto per tale materiale? </p><p>3. A quanto ammontano i costi di smaltimento per tale materiale? </p><p>4. Il DDPS non ha una visione d'insieme delle diverse date di scadenza dei suoi materiali? </p><p>5. Per quale motivo il DDPS non ha messo a disposizione il materiale per scopi umanitari quando è emerso che il materiale non si sarebbe usato in Svizzera? </p><p>6. Il DDPS non dispone di una gestione logistica e di depositi adeguati? </p><p>7. Si può quindi prevedere che si verificheranno altri smaltimenti del genere? </p><p>8. Cosa fa il DDPS per migliorare la sua logistica di stoccaggio al fine di evitare in futuro tali sprechi? </p><p>9. Il DDPS è disposto a verificare costantemente in futuro, se il materiale in scadenza possa essere destinato all'aiuto umanitario prima che debba essere distrutto?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In via introduttiva, il Consiglio federale rammenta che la Farmacia dell'esercito acquista, produce e gestisce beni per l'esercito. Durante la crisi legata al coronavirus il Consiglio federale ha incaricato la Farmacia dell'esercito di assicurare anche l'approvvigionamento della sanità pubblica svizzera con beni di protezione. Si trattava di garantire la disponibilità di tale materiale nonostante le forti tensioni sul mercato internazionale e di creare delle riserve di sicurezza.</p><p>1. Sinora la Confederazione non ha dovuto distruggere materiale acquistato durante la pandemia di COVID. La Farmacia dell'esercito ha per contro distrutto, nel quadro di un ritiro preventivo a causa di una sospetta infestazione di muffa, circa 9 milioni di mascherine igieniche che aveva acquistato negli anni 2006/2007 su incarico dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) dopo l'insorgere dell'influenza aviaria. In tale occasione sono stati acquistati 30 milioni di mascherine igieniche.</p><p>2. L'importo degli acquisti di mascherine igieniche negli anni 2006/2007 ammonta a 1 352 532 CHF.</p><p>3. I costi per lo smaltimento delle mascherine igieniche ammontano a 17 950,35 CHF.</p><p>4./6./8. La Farmacia dell'esercito tiene un controllo dettagliato delle partite e delle date di scadenza di tutto il materiale e amministra il materiale di protezione nel sistema SAP dell'Aggruppamento della Difesa. Gestisce il materiale di protezione su incarico del gruppo di lavoro interdipartimentale competente per il materiale medico e il materiale per i test su incarico del gruppo di lavoro dell'UFSP competente per i test. Le prescrizioni di stoccaggio sono costantemente verificate e adattate alle nuove conoscenze. Tutti gli organi coinvolti si impegnano a fare un uso ottimale del materiale stoccato.</p><p>Per quanto possibile, il materiale di protezione e per i test acquistato nel quadro della pandemia viene messo in circolazione. Fintanto il materiale adeguato è liberamente disponibile sul mercato, la Confederazione cede le sue scorte a prezzi di mercato. Se la possibilità dell'aquisto non consiste, le spese per l'acquisto devono essere rimborsati (Art. 18 Ordinanza 3 COVID-19). Per il tramite della direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) e della Croce Rossa Svizzera (CRS) sono sostenute operazioni di aiuto in ambito umanitario. Per tali operazioni il materiale di protezione e per i test stoccato è messo a disposizione gratuitamente.</p><p>5. La Farmacia dell'esercito acquista e stocca materiale di protezione e per i test conformemente alle direttive dell'UFSP. Le scorte che superano i valori previsti dalle direttive sono offerte per l'aiuto in ambito umanitario. Sino al 10.08.2021 sono stati inviati beni di soccorso in India, Nepal, Sri Lanka, Indonesia, Tunisia, Perù, Tailandia, Vietnam e Mongolia. Ulteriori invii di beni di soccorso sono in fase di verifica.</p><p>7. La Confederazione non distrugge materiale di buona qualità. Anche quando il materiale di protezione raggiunge la data di scadenza, esistono procedure di trattamento, in particolare per quanto concerne le mascherine igieniche scadute, che consentono di utilizzarle ulteriormente, in maniera corretta e con una data di scadenza aggiornata. Se ciò dovesse risultare necessario, si farebbe ricorse a dette procedure. I prodotti che non soddisfano più i requisiti per una proroga della data di scadenza sono smaltiti.</p><p>9. La stretta collaborazione con la DSC è da tempo consolidata. La DSC dispone di un elenco del materiale disponibile per l'aiuto in ambito umanitario. L'utilizzo del materiale è discusso nei colloqui regolari del suddetto gruppo di lavoro interdipartimentale competente per il materiale medico. La DSC è parte integrante di tale gruppo di lavoro.</p>  Risposta del Consiglio federale.