<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di illustrare in che modo, in vista dell'insediamento della nuova amministrazione statunitense, intende fornire il proprio contributo affinché una delle popolazioni più povere del pianeta possa essere liberata dalle catene di un blocco economico che la opprime ormai da decenni.</p><p>Il Consiglio federale è invitato a chiarire in particolare le due questioni seguenti:</p><p>1. La possibilità per la Svizzera di svolgere un ruolo attivo in seno agli organi dell'ONU, nell'intento di aumentare la pressione sulla nuova amministrazione statunitense affinché sblocchi le sanzioni americane, la cui illegalità è peraltro già stata condannata a più riprese dall'Assemblea generale dell'ONU.</p><p>2. Valutare l'adozione di misure atte a rendere possibili il commercio e gli investimenti con Cuba agendo dalla Svizzera. A tal fine si può valutare la possibilità di avvalersi di strumenti di garanzia degli investimenti e all'esportazione, nonché di un eventuale aiuto da parte di istituzioni legate alla Confederazione come PostFinance, la Banca nazionale svizzera o una società intermediaria da fondare (analoga a INSTEX).</p><p>Con il deposito del postulato la Commissione ha dato seguito alla petizione "19.2034 Pet. mediCuba-Suisse. Unblock Cuba".</p><p></p><p>Una minoranza della Commissione (Büchel, Aebi, Binder, Estermann, Fischer Roland, Gugger, Grüter, Köppel, Nidegger, Pfister Gerhard) propone di respingere il postulato.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Come già menzionato nella risposta del Consiglio federale all'interpellanza 19.3439 de la Reussille, la Svizzera esercita una pressione continua sulle autorità statunitensi affinché sia rinnovata la sospensione del titolo III della legge Helms-Burton. In particolare vengono tematizzate la posizione svizzera concernente la competenza extraterritoriale e le esigenze delle società svizzere e dei privati che svolgono affari a Cuba. Questi contatti hanno luogo regolarmente. La Svizzera si impegna anche all'interno degli organismi internazionali: all'Assemblea generale delle Nazioni Unite appoggia per esempio la risoluzione annuale dell'ONU in merito alla necessità di porre fine all'embargo economico, commerciale e finanziario imposto a Cuba dagli Stati Uniti ("necessity of ending the economic, commercial and financial embargo imposed by the United States of America against Cuba"). Nell'ambito del Club di Parigi, la Svizzera sostiene inoltre gli sforzi internazionali per mantenere la solvibilità di Cuba e ha concesso al Paese una moratoria sui pagamenti del debito per il 2020. Una moratoria per il 2021 è attualmente in discussione. Per quanto riguarda l'agevolazione degli scambi commerciali il Consiglio federale fa riferimento all'assicurazione svizzera contro i rischi delle esportazioni (SERV), che presenta il livello di rischio più elevato (7) per Cuba.</p><p>Nella risposta all'interpellanza 19.4181 Lombardi il Consiglio federale ha precisato che i servizi di pagamento all'estero non rientrano nel mandato di servizio universale di Postfinance. Le banche svizzere sono inoltre tenute per legge a individuare, limitare e monitorare i rischi legali e di reputazione. Tali rischi possono anche derivare da leggi straniere, incluse le sanzioni. Se la Confederazione volesse autorizzare istituzioni parastatali a effettuare determinate transazioni, dovrebbe anche assumersi i relativi rischi, legati a eventuali misure punitive o sanzioni da parte di autorità straniere (cfr. il parere del Consiglio federale sulla mozione 20.4252 Sommaruga). La Banca nazionale può agire solo nell'ambito del suo mandato e della sua indipendenza ai sensi degli articoli 5 e 6 della legge sulla Banca nazionale (LBN).</p><p>L'esperienza dell'INSTEX e del meccanismo di pagamento per l'invio di aiuti umanitari (Swiss Humanitarian Trade Agreement, SHTA) mostra che la creazione (e l'uso) di tali strumenti è un'operazione molto onerosa e rappresenta una sfida dal punto di vista politico e giuridico. Il modo più promettente per risolvere questi problemi è il dialogo. Il già citato SHTA, per esempio, è stato sviluppato in collaborazione con il Dipartimento del Tesoro statunitense. Inoltre, tali strumenti sono efficaci solo se vi partecipa un numero sufficiente di imprese private. Il Consiglio federale non ritiene pertanto opportuna, per il momento, la creazione di uno strumento specifico per promuovere il commercio con Cuba. È convinto che la Svizzera stia già facendo un buon uso di tutti i mezzi a sua disposizione per agire a favore di Cuba ed è disposto a continuare su questa strada. Le attività in questione richiedono infine anche discrezione e fiducia: un rapporto pubblico avrebbe un effetto controproducente.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.