<h2>SubmittedText<h2><p>Nell'opinione pubblica si è diffusa l'impressione che la crisi in Siria abbia reso più tesa la situazione nel settore dell'asilo. Si tratta di un'impressione sbagliata in quanto le statistiche sulla provenienza dei richiedenti l'asilo indicano che gli attuali problemi di alloggio non sono causati dall'afflusso di rifugiati di guerra, bensì da quello di rifugiati per motivi economici. Da quando il Tribunale amministrativo federale ha pronunciato la decisione di principio, secondo cui gli Eritrei che lasciano illegalmente il loro Paese hanno diritto all'asilo, già solo le domande provenienti dall'Eritrea sono aumentate in modo esponenziale. Questo dato dimostra chiaramente quanto siano ben organizzati i passatori. La Svizzera non dovrebbe incoraggiare questo deplorevole comportamento con una politica d'ammissione generosa ma impegnarsi a proteggere i veri rifugiati. </p><p>1. Il Consiglio federale condivide la decisione del Tribunale amministrativo federale secondo cui gli Eritrei hanno diritto all'asilo in Svizzera per il semplice fatto di aver lasciato illegalmente il loro Paese?</p><p>2. Come valutano gli altri Paesi europei la partenza illegale dall'Eritrea? Vi sono altri Stati europei che concedono l'asilo a chi lascia illegalmente il territorio eritreo?</p><p>3. Il Consiglio federale non è pure del parere che in Europa si debbano armonizzare i motivi di ammissione applicabili agli Eritrei?</p><p>4. Come mai l'ufficio responsabile e il Tribunale amministrativo federale interpretano le domande provenienti dall'Eritrea in modo completamente diverso? Secondo la legislazione sull'asilo, il rifiuto di prestare servizio militare non è un motivo per concedere l'asilo. La decisione del Tribunale amministrativo federale, secondo cui gli Eritrei non possono essere rimpatriati a causa della loro partenza illegale, elude la decisione del Parlamento, che ha recentemente inasprito la legge sull'asilo.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./4. Come già argomentato dal Consiglio federale (cfr. la risposta all'interpellanza 14.3689 del Gruppo UDC del 10 settembre 2014), in Eritrea i disertori e i renitenti alla leva sono regolarmente giudicati e puniti in maniera arbitraria dai comandanti militari al di fuori di qualsiasi procedimento giudiziario. Le sanzioni hanno spesso carattere inumano e degradante e sono estremamente severe. Possono eventualmente comprendere tortura e altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti ai sensi dell'articolo 3 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU; RS 0.101). Si constata che tali sanzioni sono inflitte sostanzialmente per motivi politici. Ne consegue che le pene irrogate in caso di violazione dell'obbligo di prestare servizio militare possono giustificare la qualità di rifugiato se il rifiuto di prestare servizio militare o la diserzione fungono da pretesto per punire una persona in misura sproporzionatamente severa a causa della sua razza, religione, nazionalità, appartenenza a un determinato gruppo sociale o delle sue convinzioni politiche (art. 3 cpv. 1 e 2 della legge sull'asilo LAsi; RS 142.31). L'articolo 3 capoverso 3 LAsi, entrato in vigore il 29 settembre 2012 in seguito alla modifica urgente della LAsi, si limita a precisare che la diserzione e la renitenza alla leva non costituiscono di per sé un motivo d'asilo. Tale spiegazione era già stata fornita dal Consiglio federale nel messaggio del 26 marzo 2010 concernente la modifica della legge sull'asilo (FF 2010 3889).</p><p>L'asilo non è accordato al richiedente che è divenuto rifugiato ai sensi della legge sull'asilo (LAsi) soltanto con la partenza dal Paese d'origine oppure in ragione del comportamento dopo la partenza (cfr. art. 54 LAsi). Se adempie la qualità di rifugiato (art. 3 LAsi) soltanto a causa della partenza dal Paese di provenienza, l'interessato non ottiene l'asilo ma è ammesso provvisoriamente in Svizzera in qualità di rifugiato. Lo stesso vale per i richiedenti l'asilo eritrei che soddisfano le corrispondenti condizioni.</p><p>2./3. La prassi in materia d'asilo applicata dai Paesi europei ai cittadini eritrei è simile a quella della Svizzera. La grande maggioranza delle persone che lasciano illegalmente l'Eritrea e chiedono asilo in un Paese europeo sono disertori e renitenti alla leva. Hanno pertanto un timore fondato di persecuzione, cosicché sono in linea di massima riconosciuti come rifugiati in Svizzera, così come in altri Paesi europei, e possono ottenervi l'asilo. Nell'ambito di incontri internazionali ha inoltre luogo uno scambio regolare tra le autorità partner; in tale contesto l'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo (UESA) svolge un ruolo importante.</p>  Risposta del Consiglio federale.