<h2>SubmittedText<h2><p>La risposta del Consiglio federale alla domanda 21.7571 (ora delle domande) desta le seguenti richieste di chiarimento:</p><p>- Perché, nella sua risposta alla domanda 21.7571, il Consiglio federale ignora che quest'ultima verte esclusivamente sul rispetto della proprietà fondiaria ebraica esistente dal 1875? </p><p>- Perché il Consiglio federale ignora che gli abitanti palestinesi di Sheikh Jarrah, interessati da questa questione, adendo le vie legali presso i tribunali israeliani ne hanno riconosciuto la competenza?</p><p>- Il Consiglio federale è cosciente che con la sua risposta giuridicamente scorretta sostiene chi non perde un istante per stigmatizzare Israele? Sheikh Jarrah non è una colonia di popolamento né teatro di allontanamenti forzati; lo Stato di Israele non ha confiscato una proprietà privata, nessuno è stato allontanato dalla sua proprietà fondiaria.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale non prende posizione sui singoli casi legati a titoli di proprietà a Sheikh Jarrah.</p><p>Il diritto internazionale costituisce il quadro giuridico per l'analisi della domanda posta. L'analisi è la seguente:</p><p>Sheikh Jarrah si trova a Gerusalemme Est, annessa da Israele durante la Guerra dei sei giorni del 1967. Secondo la risoluzione 242 (1967) del Consiglio di sicurezza dell'ONU, la sovranità dello Stato di Israele oltre i confini esistenti prima della Guerra dei sei giorni (confini del 1967) non è riconosciuta. Dal momento che lo Statuto dell'ONU vieta le annessioni, l'annessione di Gerusalemme Est è nulla. Ciò vale anche per le leggi israeliane, che non hanno alcun effetto su Gerusalemme Est.</p><p>Conformemente al diritto internazionale umanitario, il territorio controllato da Israele al di fuori dei confini del 1967 è considerato Territorio occupato. L'occupazione non conferisce alcuna sovranità alla potenza occupante. Pertanto, Israele è tenuto a mantenere la situazione esistente prima dell'inizio dell'occupazione nel 1967 e non può apportare cambiamenti duraturi nel Territorio occupato. Tra questi cambiamenti rientrano anche quelli relativi alla composizione demografica del territorio.</p><p>Il diritto internazionale umanitario vieta l'allontanamento forzato di persone fuori dal Territorio occupato. Sono considerati allontanamenti forzati sia lo sfollamento forzato di persone dalle proprie abitazioni sia l'effettivo trasferimento coatto mediante la creazione di un ambiente caratterizzato dalla coercizione, qualunque essa sia. Deroghe a questo divieto sono ammesse solo nel caso di un'evacuazione, come misura temporanea, qualora la sicurezza della popolazione o necessarie misure militari lo richiedano.</p>  Risposta del Consiglio federale.