<h2>SubmittedText<h2><p>La Svizzera ha introdotto gli importi forfettari per caso basati sulle diagnosi (DRG) nel 2012, ossia un decennio fa, anche in seguito a una revisione di legge (che ha interessato tra l'altro l'art. 49 LAMal). La Germania prevede di riconsiderare il sistema di finanziamento. Gli importi forfettari per caso dovevano favorire tra l'altro una maggiore concorrenza tra gli ospedali. Attualmente la medicina di base è confrontata, a seconda della regione, con gravi difficoltà di approvvigionamento (riguardanti, tra gli altri, i servizi di pronto soccorso). La sicurezza dell'approvvigionamento della popolazione è di competenza dei Cantoni, ma la LAMal prescrive chiare condizioni quadro al riguardo. Anche in Svizzera occorre pertanto chiedersi se un sistema di importi forfettari per caso giovi davvero alla qualità e anche alla sicurezza dell'approvvigionamento. Le difficoltà di approvvigionamento vanno a scapito non soltanto dei pazienti, ma anche dei professionisti.</p><p>1. Il Consiglio federale segue la revisione della legge in Germania? Quali conclusioni ne trae per il settore sanitario svizzero?</p><p>2. Ritiene che anche in Svizzera sia necessario rivedere il sistema degli importi forfettari per caso nella medicina di base (in particolare alla luce delle conoscenze tratte dalla gestione della pandemia di coronavirus)? In caso contrario, come pensa di garantire la medicina di base con questo sistema in futuro?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Attualmente, in Germania si sta elaborando una proposta per una nuova struttura di remunerazione e pianificazione, che sarà ulteriormente sviluppata in collaborazione con i Länder fino a diventare un progetto di legge. L'Ufficio federale della sanità pubblica, autorità competente in materia, sta seguendo le proposte e le raccomandazioni della commissione governativa tedesca per un'assistenza ospedaliera moderna e basata sui bisogni. Secondo il Consiglio federale è necessario attendere l'esito dei lavori prima di poter analizzare l'importanza della revisione per il sistema sanitario svizzero.</p><p>Occorre inoltre considerare che, sebbene il sistema tedesco di fatturazione in base a importi forfettari per caso sia simile a quello svizzero, i due sistemi divergono per alcuni aspetti, per esempio nel settore del finanziamento dei costi di investimento. Inoltre, alcuni elementi del progetto di riforma tedesco (come il maggiore trasferimento di prestazioni dal settore ospedaliero a quello ambulatoriale e la pianificazione ospedaliera basata su un sistema di gruppi di prestazioni) in Svizzera sono già stati implementati. Anche le misure adottate in Svizzera per alleggerire i servizi di pronto soccorso vanno in una direzione analoga. Nel settembre del 2022, il Consiglio federale ha infatti adottato il secondo pacchetto di misure di contenimento dei costi che prevede tra l'altro di aggiungere le reti di cure coordinate all'elenco dei fornitori di prestazioni.</p><p>2. Attualmente, il Consiglio federale non vede la necessità di rivalutare il sistema di importi forfettari per caso, poiché ritiene che le strutture tariffarie per le cure stazionarie siano nel complesso adeguate. Le esperienze maturate durante la pandemia di COVID-19 mostrano che nel sistema di importi forfettari per caso è possibile reagire rapidamente a eventi straordinari. È per esempio stato possibile rappresentare i casi di coronavirus in modo appropriato e con un onere contenuto.</p><p>Secondo la Costituzione, spetta ai Cantoni pianificare e garantire l'assistenza sanitaria. Il margine di manovra della Confederazione è quindi limitato. La legge federale sull'assicurazione malattie (RS 832.10) obbliga i Cantoni a elaborare una pianificazione intesa a coprire il fabbisogno di ospedali e case di cura. Per garantire un'assistenza conforme al bisogno i Cantoni devono coordinarsi. Inoltre, dal 1° gennaio 2022, sono i Cantoni ad autorizzare i fornitori di prestazioni ambulatoriali che esercitano a carico dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie e fungono pertanto da cabina di regia per contrastare un'eventuale offerta insufficiente, eccessiva o inadeguata di cure.</p>  Risposta del Consiglio federale.