<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di presentare un rapporto che illustri le possibilità di potenziamento della collaborazione transfrontaliera in materia di sorveglianza dello spazio aereo nell'ambito della ricognizione e dell'allerta precoce e di sviluppare una strategia per le prossime fasi di tale potenziamento.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La prevista creazione del Functional Airspace Block Europe Central (FABEC) ha quale obiettivo primario una gestione più efficiente del corrispondente spazio aereo. Essa è volta in particolare alla soppressione di interfacce nell'ambito della sicurezza aerea e allo svolgimento più scorrevole del traffico aereo. Il progetto concerne l'ambito militare soprattutto a causa di possibili riconfigurazioni degli attuali spazi d'addestramento o di possibili limitazioni temporali del loro impiego. Le attività di sorveglianza dello spazio aereo quali la "ricognizione" o l'"allerta precoce" non sono comprese nel progetto FABEC.</p><p>L'obbligo di ogni Stato di sorvegliare e proteggere contro potenziali attacchi bellici o terroristici il proprio spazio aereo va oggettivamente distinto dalla creazione del FABEC. Per l'adempimento di tale obbligo, lo spazio aereo è sorvegliato mediante radar; i dati rilevati in tal modo sono impiegati per la rappresentazione della situazione aerea individuata. La Svizzera ha effettivamente concluso con gli Stati limitrofi degli accordi bilaterali sullo scambio di dati concernenti la situazione aerea e sulla cooperazione transfrontaliera nell'ambito del servizio di polizia aerea. Tali accordi sono applicati in particolare in caso di alta probabilità di impiego, ad esempio per la protezione di conferenze internazionali. Essi possono tuttavia essere denunciati da ciascuna delle Parti e la cooperazione può essere sospesa in periodi di crisi. A ciò si aggiunge che le immagini della situazione aerea svizzera e delle regioni limitrofe non sono esaustive, segnatamente per quanto concerne lo spazio aereo inferiore e medio (zone d'ombra dei radar), e non sono pertanto tali da consentire una completa realizzazione delle attività di allerta precoce e di identificazione nei perimetri interessati. Per quanto concerne la sorveglianza dello spazio aereo e il servizio di polizia aerea, tutte le possibilità di cooperazione al di fuori di un'alleanza militare sono pertanto già sfruttate.</p><p>La sorveglianza radar e il summenzionato scambio di dati non sono sufficienti per proteggere adeguatamente lo spazio aereo contro sorvoli illegali. La situazione aerea deve poter essere verificata per mezzo di controlli visivi degli oggetti volanti presenti nello spazio aereo. Inoltre, la Svizzera deve essere in grado di intervenire contro eventuali violazioni dello spazio aereo. In virtù degli obblighi derivanti dallo statuto di neutralità del Paese, tale compito non può essere delegato a un'aviazione militare straniera né essere assunto per conto di un altro Stato, perché comprende misure rientranti nella sfera di sovranità degli Stati.</p><p>Le lacune in materia di ricognizione e di allerta precoce non possono essere totalmente colmate mediante uno scambio globale di dati. Soltanto il ricorso a mezzi aerotrasportati in grado di intervenire rapidamente consente di assicurare in caso di necessità, al livello di qualità necessario e in maniera complementare ai sensori terrestri, la sorveglianza e l'identificazione. Nemmeno una collaborazione ancora più intensa con l'estero nell'ambito dello scambio di dati potrebbe sostituire l'esercizio di propri aeromobili militari. Quanto proposto non consente alcun risparmio di costi.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.