<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La Conferenza ministeriale di Praga del maggio 2001 è stata utile soprattutto a stilare un bilancio sui progressi compiuti due anni dopo la firma della Dichiarazione di Bologna. I ministri dell'insegnamento superiore e i rappresentanti delle università dei 32 Paesi firmatari hanno riaffermato la loro intenzione di creare per il 2010 uno spazio europeo dell'insegnamento superiore.</p><p>La creazione di uno spazio europeo dell'insegnamento superiore, come stabilito dalla Dichiarazione di Bologna, comporta essenzialmente l'introduzione di un piano di studi comparabile su due cursus secondo il modello bachelor - master. Nel comunicato stampa comune adottato alla Conferenza di Praga, i firmatari hanno precisato l'architettura di questo modello e affermato esplicitamente che i cursus bachelor e master possono, anzi devono presentare orientamenti differenti e obiettivi variati per rispondere ai bisogni di formativi sia individuali che accademici o professionali. Questo punto di vista risponde al desiderio delle università che a livello universitario, a differenza di quello delle SUP, il grado bachelor risponda essenzialmente agli obiettivi accademici che consistono nel favorire la mobilità e a facilitare i cambiamenti di orientamento. La Dichiarazione stabiliva che i diplomi bachelor e master potevano essere rilasciati sia da università che da altri istituti di insegnamento superiore, in particolare le scuole universitarie professionali. Queste precisazioni scaturite dalla Conferenza di Praga sono di notevole importanza per il sistema di formazione (superiore) fondato sull'alternanza, sperimentato nel nostro Paese.</p><p>La Conferenza di Praga ha riconosciuto l'importanza della generalizzazione di un sistema di crediti simile all'ECTS (European Credit Transfer Sistem) e quello della valutazione della qualità. A tal proposito, è previsto che i Paesi si dotino di dispositivi di verifica della qualità - un processo che da noi è già stato avviato con la nuova legge federale sull'aiuto alle università.</p><p>Infine, i ministri europei hanno sostenuto l'idea che la formazione superiore debba continuare ad essere considerata in Europa un bene pubblico, sempre sottoposta alla responsabilità dello Stato. Questa affermazione vuole rassicurare sulla preoccupazione ricorrente, anche in Svizzera, che la Dichiarazione di Bologna possa portare a una commercializzazione delle università europee.</p><p>2. Alla Conferenza di Praga, i ministri hanno deciso di organizzare una nuova conferenza ministeriale nel secondo semestre del 2003 a Berlino. In vista di questa conferenza e dei prossimi lavori di applicazione è stata creata una nuova struttura europea per la conduzione del processo di Bologna. Tale struttura si compone di un gruppo follow-up e di un gruppo preparatorio. Il gruppo follow-up comprende rappresentanti di tutti gli Stati firmatari e della Commissione europea ed è presieduto dallo Stato membro che esercita la presidenza dell'Unione europea. Il gruppo preparatorio comprende rappresentanti dei Paesi che hanno organizzato le precedenti conferenze ministeriali, del Paese incaricato di organizzare la prossima, di due Stati membri e di due Stati non membri dell'Unione europea, questi ultimi quattro rappresentanti eletti dal gruppo follow-up. Lo Stato che esercita la presidenza dell'Unione europea e la Commissione europea partecipano anch'essi al gruppo preparatorio, che è presieduto dal Paese incaricato di organizzare la prossima conferenza ministeriale.</p><p>Come precisato al punto 1, gli obiettivi decretati dalla Dichiarazione di Bologna devono essere realizzati entro il 2010.</p><p>3. Per quanto riguarda l'applicazione della Dichiarazione di Bologna, da un colloquio organizzato il 27 giugno 2001 in presenza di esperti internazionali è scaturito che la Svizzera è ben posizionata rispetto all'agenda europea.</p><p>Settore universitario</p><p>Per quanto concerne l'ambito universitario, le strutture necessarie a dar corso alla Dichiarazione di Bologna sono state create dalla fine del 1999 d'intesa con le autorità federali interessate, in particolare l'Aggruppamento per la scienza e la ricerca; la Conferenza dei rettori delle università svizzere (CRUS) assume la responsabilità della coordinazione e dell'applicazione della Dichiarazione di Bologna nelle nostre università. In 12 tesi con valore di linee direttrici obbligatorie per le nostre università, la CRUS ha confermato la determinazione delle università svizzere a concretizzare progressivamente, nel corso dei mesi e degli anni a venire, i principali obiettivi della Dichiarazione di Bologna e di riformare di conseguenza la struttura degli studi.</p><p>Per l'applicazione della Dichiarazione di Bologna in ambito universitario, la CRUS ha costituito una direzione a capo del progetto (presieduta dal Prof. K. Osterwalder, rettore PFZ), un gruppo d'accompagnamento politico (presieduto da G.M. Schuwey, direttore UFES) e un coordinatore per "Bologna" nella sua Segreteria generale. Questa organizzazione di progetto assume la guida, la strutturazione e il coordinamento del processo di Bologna nell'ambito universitario, assicurando anche la connessione con le scuole universitarie professionali, gli altri ambiti di livello terziario e il secondario II.</p><p>A partire dai risultati di una prima fase di analisi, sono stati costituiti cinque gruppi di lavoro pluridisciplinari che hanno ricevuto mandato di studiare la realizzabilità della riforma prevista in determinati ambiti e di proporre dei modelli ottimizzati per la pianificazione e l'introduzione del sistema fondato sui due cursus. Questi gruppi di lavoro hanno già fornito i loro rapporti finali; la direzione del progetto discuterà i risultati di questi progetti e presenterà per settembre 2001 delle considerazioni dettagliate e delle raccomandazioni per l'introduzione di un sistema fondato sui due cursus, sulla base delle quali la CRUS elaborerà per la primavera 2002 un progetto di direttive d'applicazione. Questo documento definirà le principali condizioni strutturali e organizzative da ottemperare per la messa in atto di un sistema basato su due cursus, condizioni che avranno valore di criteri minimi di armonizzazione tra le università del Paese.</p><p>Va ricordato che la nuova legge federale sull'aiuto alle università, entrata in vigore nell'aprile 2000, permette ormai alla Conferenza universitaria svizzera di rilasciare direttive - quadro concernenti la formazione universitaria, in particolare la durata degli studi e il riconoscimento delle prestazioni di studio e dei diplomi. Questo dispositivo legislativo ha dunque creato le condizioni istituzionali e giuridiche necessarie a un approccio coordinato tra  Cantoni e Confederazione sulle questioni centrali sollevate dalla Dichiarazione di Bologna in termini di politica dell'educazione e dell'insegnamento superiore.</p><p>Settore delle scuole universitarie professionali</p><p>Riforme secondo quanto previsto dalla  Dichiarazione di Bologna sono in corso di realizzazione anche nell'ambito delle SUP. Da un lato, la stretta collaborazione tra la CRUS e la direzione del progetto "Bologna" delle SUP, diretta dalla Conferenza delle SUP e composta da un gruppo di controllo (presieduto dal Prof. A. Straessle, capo del servizio dell'insegnamento superiore Zürcher Fachhochschule), ha già portato alla formulazione di tesi comuni alle SUP e alle università che definiscono gli obiettivi e le modalità dell'applicazione della Dichiarazione di Bologna. D'altra parte, è in preparazione una modifica della legislazione federale sulle SUP per creare le condizioni necessarie all'introduzione del sistema fondato sui due cursus. Parallelamente, il gruppo di lavoro "Bologna" della Conferenza delle SUP ha concepito un progetto di "master SUP", approvato dalla Conferenza delle SUP il 9-10 luglio 2001. Il progetto è stato inoltrato per presa di posizione alla Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE) e al Dipartimento federale dell'economia (DFE).</p><p>Riassumendo, si può rilevare come siano state adottate le disposizioni necessarie, organizzative e istituzionali, per garantire uno svolgimento coordinato dell'applicazione della Dichiarazione di Bologna in ambito universitario e in quello delle SUP, al fine di rinnovare di concerto con gli altri Paesi europei l'insegnamento superiore. D'altra parte, non va dimenticato che si tratta di un progetto a lungo termine che punta alla costruzione di uno spazio europeo dell'insegnamento superiore, lasciando tuttavia a ciascun Paese ampia libertà entro i limiti degli obiettivi fissati.</p><p>4. Parallelamente al processo coordinato a livello svizzero, le singole università hanno già avviato o realizzato riforme nel senso di quanto previsto dalla Dichiarazione di Bologna. Fin dalla sua istituzione, l'Università della Svizzera italiana rilascia diplomi bachelor e master; entro l'autunno prossimo, l'Università di San Gallo avrà completamente ristrutturato il suo programma secondo il modello bachelor - master. Da parte loro, le università di Basilea, Berna e Lucerna hanno introdotto questo modello in alcune loro facoltà ed avviato il processo di riforma in altre.</p><p>Da parte sua, il Consiglio dei PF si è pronunciato il 12 luglio scorso a favore dell'adozione nei PF di un sistema basato sui due cursus. Questa decisione del Consiglio dei PF apre la via all'introduzione dei cursus bachelor e master nei due PF, secondo le loro rispettive priorità. Il PF di Zurigo proporrà a partire dall'autunno un primo piano di studi su due cursus, altri seguiranno un anno più tardi.</p><p>La complessità della materia è all'origine delle numerose difficoltà nell'applicazione della Dichiarazione di Bologna. Numerose questioni non sono state ancora regolate e richiedono uno studio approfondito e una concertazione. A questa difficoltà va aggiunto il fatto che certe università romande difendono una posizione divergente, facendo leva sulla pluralità dei modelli sulle strutture di studio. È inoltre necessario scongiurare il rischio di divergenze nell'introduzione del sistema di crediti ECTS nelle università. Un gruppo di lavoro costituito dalla CRUS è stato incaricato di fissare delle direttive per l'applicazione di un sistema di crediti coerente su scala svizzera, compatibile con il modello europeo. Il sistema ECTS sarà pure tema di un colloquio internazionale previsto in Svizzera nel 2002 che deve apportare un contributo considerevole allo sviluppo di un sistema europeo coerente in materia di crediti.</p><p>5. Al momento attuale, il costo dell'applicazione della Dichiarazione di Bologna è difficile da stimare. Saranno sicuramente necessarie risorse supplementari per il controllo del processo e per l'applicazione coordinata della Dichiarazione di Bologna nelle università. La ristrutturazione dei cursus conformemente alla Dichiarazione di Bologna comporterà spese supplementari in materia di inquadramento degli studenti, ma dati affidabili non sono disponibili. I servizi competenti della Confederazione esamineranno la questione con la CRUS per valutare in modo più sicuro lo sforzo supplementare che incomberà sulle università.</p><p>In questo contesto va rilevato che un miglioramento dell'inquadramento degli studenti è un obiettivo in sé, soprattutto nelle scienze umane e sociali.</p>  Risposta del Consiglio federale.