<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di rafforzare, il più presto possibile, il corpo delle guardie di confine (Cgcf) con 200 a 300 specialisti affinché possa essere garantita un'intensità dei controlli adeguata alla situazione. È anche incaricato di provvedere a una retribuzione competitiva, innanzitutto per le giovani guardie di confine.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>È vero che la situazione degli effettivi del Cgcf è giunta al limite, per lo meno in parte. I tradizionali compiti doganali sono rimasti praticamente gli stessi anche dopo l'accordo di Schengen. Con Schengen vengono infatti soppressi solo i controlli sistematici delle persone, ma non i controlli doganali al confine svizzero (in quanto la Svizzera non fa parte dell'unione doganale dell'UE). Nel contempo, sono aumentati in modo consistente i compiti di polizia di sicurezza, soprattutto nell'ambito della lotta contro la migrazione illegale. L'organizzazione flessibile, l'impiego mobile delle risorse nonché gli interventi mirati consentono al Cgcf di agire in modo ottimale con le risorse di cui oggi dispone. Tuttavia, l'incremento costante dei controlli sarebbe gestibile soltanto potenziando l'organico.</p><p>Una verifica degli effettivi del Cgcf verrà effettuata in un secondo tempo, quando saranno state fatte le prime esperienze con Schengen.</p><p>Il Consiglio federale non è tuttavia contrario a prendere in considerazione, nei singoli casi, le richieste pertinenti di aumento degli effettivi.</p><p>Il Cgcf ha risposto in modo adeguato anche al problema del forte flusso migratorio alla frontiera meridionale, evocato dall'autore della mozione. Infatti, da oltre due mesi guardie di confine di altre regioni svizzere sono provvisoriamente in servizio in Ticino per sostenere il locale corpo. L'intensificarsi dei controlli ha prodotto i primi risultati: nel settembre 2008, ad esempio, alla frontiera meridionale sono stati intercettati più di 700 clandestini provenienti da 43 Paesi. È inoltre già ravvisabile un parziale spostamento dei flussi migratori verso occidente.</p><p>Il gruppo di lavoro Cgcf/UFM monitorizza i principali interventi del Cgcf in corso, volti al contenimento dell'immigrazione illegale alla frontiera meridionale, e ne esamina l'efficacia. In base ai risultati ottenuti saranno poi elaborate proposte concrete per meglio affrontare la situazione nella regione meridionale della Svizzera. A questo proposito sarà studiata anche la questione relativa ad un eventuale potenziamento dell'organico del Cgcf.</p><p>Per il Cgcf è attualmente difficile trovare sufficiente personale qualificato. Del resto, anche i corpi cantonali di polizia e in parte il servizio civile della dogana accusano le stesse difficoltà di reclutamento. È corretto affermare che il sistema retributivo del Cgcf non è competitivo. Ciò vale ad esempio nella regione di Ginevra, per la quale si stanno valutando possibili misure.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.