<h2>SubmittedText<h2><p>Il contributo per l'assistenza è uno strumento importante per permettere alle persone disabili di condurre una vita autonoma. Dal rapporto di valutazione finale dell'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) emerge però che la domanda è inferiore alle previsioni formulate nel messaggio del Consiglio federale concernente la revisione 6a della LAI. Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Nel quadro della revisione 6a della LAI aveva previsto una media di 3000 beneficiari del contributo per l'assistenza all'anno, ma secondo il rapporto i beneficiari effettivi sono solo 1747. È a conoscenza delle ragioni di queste cifre modeste? Se sì, quali sono?</p><p>2. Se no, come pensa di individuarle?</p><p>3. Cosa intende fare affinché un maggior numero di persone disabili possa effettivamente beneficiare del contributo per l'assistenza e dunque condurre una vita autonoma e autodeterminata, come vuole la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità?</p><p>4. Nell'ambito tematico "cura e assistenza" sono stati avviati diversi progetti (p. es. SECO: "Assistenza domestica agli anziani 24 ore su 24: nuova regolamentazione entro metà 2018", UFSP: "Piano d'azione per chi presta cure ai congiunti" e Consiglio federale: adeguamento del CNL personale domestico). Come garantisce il coordinamento tra i diversi uffici federali e come vengono coinvolte le persone disabili nei lavori?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. Nel messaggio concernente la modifica della legge federale sull'assicurazione per l'invalidità (revisione 6a AI, primo pacchetto di misure; FF 2010 1603) si era previsto che entro il 2027 i beneficiari del contributo per l'assistenza sarebbero stati mediamente circa 3000. In vista dell'introduzione del nuovo strumento, questa difficile stima partiva dal presupposto che la domanda sarebbe triplicata rispetto a quanto registrato nell'ambito del progetto pilota "Budget d'assistenza". Al momento non è possibile prevedere in quale ordine di grandezza si stabilizzerà l'effettivo dei beneficiari. Se l'andamento delle cifre proseguirà come quello dei primi cinque anni dall'introduzione della prestazione, il numero di beneficiari potrebbe raggiungere le 3000 unità stimate già nel 2020. Ad ogni modo quest'evoluzione sarà oggetto di ulteriori analisi nei prossimi anni.</p><p>Il motivo per cui l'effettivo di 3000 beneficiari del contributo per l'assistenza non sia ancora stato raggiunto può essere spiegato solo indirettamente. Secondo il rapporto di valutazione del contributo per l'assistenza a cinque anni dall'introduzione (disponibile, in tedesco con riassunto in italiano, sul sito <a href="http://www.ufas.admin.ch">www.ufas.admin.ch</a> &gt; Pubblicazioni &amp; Servizi &gt; Ricerca e valutazione &gt; Rapporti di ricerca &gt; Settori di ricerca: Invalidità/Handicap) pubblicato dall'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS), tra le principali ragioni per cui alcune persone cessano di ricorrere a questa prestazione figurano la difficoltà nel trovare personale adeguato e l'onere amministrativo implicato dal contributo per l'assistenza. Il numero relativamente modesto di beneficiari potrebbe essere riconducibile anche alla scarsa notorietà della prestazione.</p><p>3. Con l'introduzione e il monitoraggio costante del contributo per l'assistenza nell'AI, il Consiglio federale adempie l'incarico di permettere alle persone disabili di condurre una vita autonoma. L'ottimizzazione del nuovo strumento resta comunque un aspetto importante: l'UFAS ha invitato a un incontro le organizzazioni di aiuto ai disabili, garantendo così il coinvolgimento dei diretti interessati, come richiesto dall'autrice dell'interpellanza. L'obiettivo è di discutere le proposte di miglioramento presentate nell'ambito della valutazione, la cui attuazione potrebbe contribuire a far aumentare il numero dei beneficiari del contributo per l'assistenza. In questo contesto occorre però tenere presente che gli eventuali miglioramenti non dovranno ripercuotersi negativamente sull'abbattimento del debito dell'AI.</p><p>4. Per quanto concerne i progetti menzionati, vi è un intenso dialogo tra i dipartimenti e gli uffici federali coinvolti. Per esempio, nell'ambito del "Piano d'azione per chi presta cure ai congiunti" e del progetto "Assistenza domestica agli anziani 24 ore su 24", i lavori di attuazione di competenza della Confederazione sono seguiti da un gruppo di lavoro interdipartimentale, nel quale è coinvolto anche l'Ufficio federale per le pari opportunità delle persone con disabilità. Sono inoltre benvenuti alla consultazione anche partner esterni come i Cantoni e le associazioni, tra le quali vi sono anche le organizzazioni di aiuto ai disabili.</p>  Risposta del Consiglio federale.