<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di creare una banca dati sulle decisioni in materia di mantenimento nel diritto di famiglia. I microdati da rilevare devono contenere informazioni sull'esistenza, l'ammontare e la durata dei contributi di mantenimento fissati nelle categorie mantenimento durante il matrimonio (art. 163 CC), dopo il divorzio (art. 125 CC) e mantenimento dei figli (art. 276 segg. CC), nonché su altri aspetti delle convenzioni di mantenimento, degli accordi di separazione, delle convenzioni di divorzio come pure delle sentenze giudiziarie (basi legali, autorità parentale, custodia, diritto di visita, conguaglio della previdenza professionale, regime dei beni matrimoniali, supposizioni riguardanti il reddito da attività lucrativa e le spese). I dati devono poter essere collegati con altre fonti di dati a scopi di ricerca.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Un rilevamento dei dati e un allestimento uniforme di statistiche su scala nazionale sulle prassi delle autorità giudiziarie e amministrative nei diversi settori giuridici sono fondamentali non soltanto per la valutazione della legislazione vigente e l'elaborazione di nuove leggi, ma anche per diversi scopi di ricerca. Per questo motivo, il Consiglio federale ha proposto, nel quadro del progetto di revisione del Codice di diritto processuale svizzero (CPC; RS 272, oggetto 20.026), una disposizione (cfr. art. 401a D-CPC) volta a rendere disponibili, in futuro, dati unitari a livello svizzero sugli indicatori determinanti in materia di prassi di procedura civile (p. es. numero di procedimenti di divorzio, durata e costi del procedimento, ecc.). Il Consiglio federale sostiene pertanto in linea di massima la richiesta avanzata nella presente mozione.</p><p>Tuttavia, la creazione della banca dati sulla prassi delle autorità cantonali in questioni di diritto di famiglia (p. es. ammontare e durata dei contributi di mantenimento e attribuzione della custodia) chiesta nella mozione suscita diversi interrogativi, che vanno esaminati in maniera approfondita. Occorrerebbe dapprima svolgere uno studio di fattibilità. Solo in questo modo si potrà stimare l'onere amministrativo, finanziario e in termini di risorse umane per la Confederazione e i Cantoni correlato all'attuazione della mozione.</p><p>Fino al 2008 i Cantoni hanno estrapolato alcuni dei dati menzionati nella mozione dalle sentenze di divorzio, li hanno elaborati manualmente e trasmessi, su base volontaria, all'Ufficio federale di statistica (UST). Tuttavia, questo modo di procedere non soddisfa più le necessità della statistica, poiché spesso erano trasmesse informazioni incomplete. La richiesta avanzata nella mozione presuppone un sistema (informatico) uniforme. Per poter obbligare i Cantoni a rilevare i dati richiesti, occorre innanzitutto creare una base legale formale. Deve pure essere sviluppata una nuova strategia per una statistica unitaria su scala nazionale, che permetta di comparare i dati. I dati da rilevare dovranno essere definiti e i sistemi d'informazione e comunicazione delle autorità adeguati. Infine, le autorità coinvolte (tribunali e autorità di protezione dei minori e degli adulti) dovranno essere sostenute nel rilevamento dei dati, poiché solo così è possibile garantire una sufficiente qualità dei dati. Solo allora l'UST potrà valutare i dati e fornire le informazioni chieste dalla mozione.</p><p>Le considerazioni precedenti evidenziano che al momento non è possibile attuare la richiesta avanzata nella mozione. Il Consiglio federale propone pertanto di respingerla. Essendo tuttavia convinto dell'utilità e della necessità di una banca dati sulle decisioni nel diritto di famiglia, nel caso in cui la Camera prioritaria dovesse accogliere la mozione, il Consiglio federale proporrà alla seconda Camera di trasformarla in un mandato d'esame.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.