<h2>InitialSituation<h2><h2 class="Titel_d"><strong>Comunicato stampa del Consiglio federale del 15.02.2023</strong></h2><p class="Standard_d"><strong>Messaggio sull'esercito 2023: il Consiglio federale aumenta il limite di spesa e la capacità di resistenza dell'esercito</strong></p><p class="Standard_d"><strong>Nella sua seduta del 15 febbraio 2023 il Consiglio federale ha licenziato il messaggio sull'esercito 2023, nell'ambito del quale propone di aumentare il limite di spesa dell'esercito da 21,1 a 21,7 miliardi di franchi per gli anni 2021 -2024. Inoltre chiede crediti d'impegno per un ammontare di 1,9 miliardi di franchi che permetteranno di acquistare ulteriori carri armati granatieri ruotati e munizioni supplementari per le truppe di terra nonché di aumentare le capacità del nuovo sistema di difesa terra-aria Patriot. La ciberdifesa verrà ulteriormente ampliata e gli immobili saranno adeguati agli standard del futuro.</strong></p><p class="Standard_d">Dopo lo scoppio della guerra in Ucraina, il Parlamento ha incaricato il Consiglio federale di aumentare le uscite dell'esercito. Successivamente il Consiglio federale e il Parlamento hanno stanziato mezzi supplementari per l'esercito nel quadro del Preventivo 2023 e del Piano finanziario 2024-2026. Il limite di spesa dell'esercito per il periodo 2021-2024 dovrà essere aumentato da 21,1 a 21,7 miliardi di franchi. Con i mezzi finanziari supplementari il Consiglio federale intende dare la precedenza a progetti che fanno parte della pianificazione e che sono già stati valutati.</p><p class="Standard_d">Negli ultimi anni il Consiglio federale e il Parlamento hanno posto l'accento sulla protezione dello spazio aereo. Con i crediti d'impegno chiesti l'equipaggiamento delle formazioni di zappatori carristi potrà essere completato, la protezione dello spazio aereo sarà ulteriormente rafforzata, la ciberdifesa ampliata e gli immobili adeguati agli standard del futuro. In questo modo il Consiglio federale intende aumentare la capacità di resistenza.</p><p class="Standard_d">&nbsp;</p><p class="Standard_d">Completare l'equipaggiamento</p><p class="Standard_d">In questo ambito il Consiglio federale colma, tra l'altro, alcune lacune delle truppe di terra. I carri armati granatieri ruotati, approvati con il Programma d'armamento 2021, non sono sufficienti per equipaggiare completamente le sei compagnie di zappatori carristi. Il Consiglio federale chiede pertanto una seconda serie di veicoli per le formazioni di zappatori carristi per un importo 217 milioni di franchi. Con questi 24 veicoli supplementari l'esercito migliora le sue capacità di superare ostacoli sul terreno oppure di eliminare mine e munizioni inesplose. In tal modo sarà incrementata la mobilità delle truppe di terra.</p><p class="Standard_d">Un'ulteriore lacuna è presente a livello di munizioni. Con i Programmi d'armamento 2016 e 2022 il Parlamento ha autorizzato l'acquisto di mortai da 12 cm 16. Il volume d'acquisto prevedeva una quantità minima di munizioni. L'esercito dispone ancora di munizioni dei carri armati lanciamine da 12 cm messi fuori servizio. Con un importo di 49 milioni di franchi il Governo vuole convertire queste munizioni affinché possano essere utilizzate per il mortaio 16 in modo da aumentarne la resistenza.</p><p class="Standard_d">&nbsp;</p><p class="Standard_d">Rafforzare ulteriormente la protezione dello spazio aereo</p><p class="Standard_d">Il Consiglio federale intende rafforzare ulteriormente la protezione dello spazio aereo e chiede di ampliare le capacità della difesa terra-aria a lunga gittata. Il nuovo sistema Patriot sarà equipaggiato di missili supplementari, appositamente sviluppati per combattere i missili a corto raggio, per un costo di 300 milioni di franchi. Ciò permetterà contemporaneamente di aumentare la capacità di resistenza.</p><p class="Standard_d">Il Consiglio federale chiede inoltre due crediti addizionali in relazione con l'ammodernamento del sistema di sorveglianza dello spazio aereo e di condotta degli impieghi Florako (61 mio. fr.) e del relativo equipaggiamento dei Centri di calcolo DDPS (98 mio. fr.). Questi crediti permetteranno di integrare il nuovo sistema parziale Florako SkyView nei Centri di calcolo DDPS.</p><p class="Standard_d">&nbsp;</p><p class="Standard_d">Ampliare la ciberdifesa e ammodernare il materiale dell'esercito</p><p class="Standard_d">Le capacità nel ciberspazio e nello spazio elettromagnetico saranno, tra l'altro, ulteriormente ampliate con i crediti d'impegno per l'acquisto di materiale dell'esercito. Verrà ad esempio ampliato un sistema in grado di elaborare e analizzare informazioni codificate. Anche il Sistema integrato d'esplorazione e d'emissione radio dovrà essere adattato agli attuali standard delle tecnologie dell'informazione. Inoltre con i crediti d'impegno dovranno essere predisposte misure per il mantenimento del valore del velivolo d'istruzione e d'allenamento PC-7 e l'acquisto di sistemi di difesa contraerea per la difesa contro minacce dello spazio aereo inferiore e intermedio.</p><p class="Standard_d">&nbsp;</p><p class="Standard_d">Adeguare gli immobili agli standard del futuro</p><p class="Standard_d">Il fabbisogno immobiliare aumenta a causa dell'equipaggiamento aggiuntivo dell'esercito. Affinché la capacità di resistenza possa essere garantita, dovranno essere risanate in particolare le infrastrutture di condotta e logistiche protette. Occorrerà risanare anche gli edifici d'istruzione. Per questi motivi, con il Programma degli immobili del DDPS 2023, il Consiglio federale chiede tra le altre cose il risanamento di un impianto di condotta (40 mio. fr.), il ripristino di due impianti di telecomunicazione (64 mio. fr.), l'estensione logistica nel Nord del Ticino (42 mio. fr.) e il risanamento di alcuni edifici di condotta a Thun (51 mio. fr.).</p><p class="Standard_d">&nbsp;</p><p class="Standard_d">17000 metri quadrati di impianti fotovoltaici</p><p class="Standard_d">Si prevede di costruire impianti fotovoltaici con una superficie totale di 17 000 metri quadrati in grado di produrre 3,2 gigawattore di energia elettrica all'anno, ciò che equivale al consumo di 800 economie domestiche. Gli acquisti richiesti serviranno anche a sostituire veicoli obsoleti. Questo permetterà di ridurre il consumo di carburanti e le emissioni di CO2.</p><h2>Proceedings<h2><h4 class="SDA_Meldung_d">Notizia ATS</h4><h3 class="Debatte_sda_linksbündig_d"><strong>Dibattito al Consiglio nazionale, 14.06.2023</strong></h3><p class="Standard_d"><strong>Approvata messa fuori servizio dei carri armati Leopard</strong></p><p class="Standard_d"><strong>L'Esercito svizzero dovrà mettere fuori servizio i 25 carri armati Leopard 2. Il Consiglio nazionale ha dato oggi il via libera con 132 voti contro 59 e 2 astenuti. La Confederazione potrà quindi rivenderli alla Germania.</strong></p><p class="Standard_d">"Berlino ci ha chiesto ufficialmente di poter acquistare questi carri armati. Ci ha assicurato che non andranno in Ucraina", ha ricordato la ministra della difesa Viola Amherd. Resteranno in Germania e potranno essere rivenduti ad altri Paesi europei.</p><p class="Standard_d">Soltanto l'UDC e taluni PLR hanno respinto oggi la messa fuori servizio dei Leopard 2. Stando al parere di alti graduati dell'esercito, alla Svizzera mancano già carri armati, ha deplorato Jean-Luc Addor (UDC/VS). E così facendo si riducono le capacità dell'esercito per il futuro, gli ha fatto eco Thomas Hurter (UDC/SH).</p><p class="Standard_d">"Il nostro esercito può fare a meno di questi 25 carri armati senza che le sue capacità siano indebolite", ha replicato loro Viola Amherd. E la responsabile del Dipartimento federale della difesa (DDPS) è stata ascoltata dal plenum. Il Nazionale ha precisato che tali carri armati devono essere rivenduti al suo fabbricante Rheinmetall, per poter essere messi fuori servizio.</p><p class="Standard_d">&nbsp;</p><p class="Standard_d">Tetto massimo aumentato</p><p class="Standard_d">Oggi, in aula, ha fatto pure discutere l'aumento del tetto massimo delle spese dell'esercito per il periodo 2021-2024. Alla fine il Nazionale ha optato - con 108 voti contro 85 - per un incremento di 660 milioni di franchi, al fine di portare il tetto massimo a 21,7 miliardi nel 2024.</p><p class="Standard_d">"Si tratta di una decisione che va contro il buon senso", ha denunciato Fabien Fivaz (Verdi/NE). Alla luce della situazione di bilancio, la Confederazione dovrà stringere la cinghia in settori quali la formazione, la ricerca, l'agricoltura e la cooperazione allo sviluppo. "Perché non nell'esercito?", si è chiesto l'ecologista neocastellano.</p><p class="Standard_d">Occorre colmare lacune importanti, gli ha risposto Ida Glanzmann (Centro/LU) a nome della commissione. Anche l'esercito fa la sua parte. Le spese militari aumenteranno meno rapidamente del previsto tra il 2024 e il 2026. E l'obiettivo, voluto dal Parlamento, di raggiungere alla fine l'1% del PIL è stato rinviato al 2035, stando alle indicazioni del Consiglio federale.</p><p class="Standard_d">&nbsp;</p><p class="Standard_d">725 milioni per l'armamento</p><p class="Standard_d">Oggi il Consiglio nazionale ha pure dato il via libera al programma di armamento 2023 (725 milioni di franchi). Ciò permetterà di acquistare 24 carri armati granatieri per accrescere la mobilità delle forze terrestri, per un ammontare di 217 milioni di franchi. I Verdi liberali e la sinistra hanno tentato invano di ridurre della metà la fattura.</p><p class="Standard_d">Anche le capacità della difesa terra-aria a lunga gittata saranno aumentate. Il nuovo sistema Patriot sarà equipaggiato di missili supplementari, appositamente sviluppati per combattere i missili a corto raggio, per un costo di 300 milioni di franchi.</p><p class="Standard_d">Infine, l'acquisizione del materiale dell'esercito 2023 (615 milioni) e il programma immobiliare del DDPS 2023 (555 milioni) sono stati adottati all'unanimità.</p><p>&nbsp;</p><h4 class="SDA_Meldung_d"><span style="color:black;">Notizia&nbsp;ATS</span></h4><h3 class="Debatte_sda_linksbündig_d"><strong>Dibattito al Consiglio degli Stati, 26.09.2023</strong></h3><p class="Standard_d"><strong>25 carri armati Leopard 87 potranno essere rivenduti</strong><br><strong>Un contributo alla sicurezza dell'Europa compatibile con la neutralità elvetica e che non pregiudica la nostra sicurezza.</strong></p><p class="Standard_d">È con questa motivazione che il Consiglio degli Stati, dopo il Nazionale, ha dato il via libera oggi (25 voti a 15 e 3 astenuti) alla messa fuori servizio di 25 carri armati Leopard 87 (Leopard 2).</p><p class="Standard_d">Come da noi desiderato, ma nel rispetto delle procedure in vigore, la Confederazione potrà quindi rivenderli all'azienda tedesca Rheinmetall, ha spiegato la consigliera federale Viola Amherd in aula nell'ambito del dibattito sul messaggio dell'esercito 2023 di cui questo aspetto costituiva il piatto forte.</p><p class="Standard_d">La "ministra" della difesa ha spiegato, come già alla camera del popolo nel giugno scorso, che la Germania non intende impiegare i carri armati in Ucraina. Questi mezzi, tuttavia, potranno essere rivenduti ad altri Paesi europei, ha aggiunto.</p><p class="Standard_d">Alla base di questa operazione c'è la volontà di Berlino di ammodernare i carri che sostituiranno i Leopard tedeschi messi a disposizione di Kiev nella guerra contro la Russia. Entrando nei particolari di questa transazione, dovranno venir dismessi 25 dei 96 carri armati Leopard 87 in disuso.</p><p>&nbsp;</p><p class="Standard_d">Rispetto della neutralità</p><p class="Standard_d">Secondo la "ministra" vallesana, "questa operazione rispetta la neutralità ed è, dal punto di vista della politica di neutralità, nell'interesse del nostro paese tenuto conto della guerra in Ucraina". "La rivendita dei carri al costruttore è opportuna sotto il profilo della politica estera e di sicurezza, in particolare per mandare un messaggio positivo ai partner europei della Svizzera", le ha fatto eco a nome della commissione Andrea Gmür-Schönenberger (Centro/LU).</p><p class="Standard_d">La maggioranza crede che questa vendita non comprometterà la copertura del fabbisogno dell'esercito. Secondo Amherd, la Svizzera dispone ancora di 134 Leopard 2. Dei 71 rimanenti in disuso - ossia tolti i 25 carri alla Germania - 34 verranno ammodernati, 12 serviranno per l'istruzione e altri 25 serviranno per i pezzi di ricambio. L'esercito sostiene la vendita dei 25 carri poiché non pregiudichi la sicurezza del Paese.</p><p>&nbsp;</p><p class="Standard_d">Svizzera indebolita</p><p class="Standard_d">Soltanto l'UDC e taluni PLR hanno respinto la messa fuori servizio dei Leopard 2 sostenendo che la Svizzera ha ancora bisogno di questi mezzi per la propria difesa. Per Alex Kuprecht (UDC/SZ), in questo momento la "Svizzera non è in grado di difendersi". A suo dire, inoltre, "non vi è la sicurezza assoluta che questi mezzi non finiranno prima o poi in Kosovo o addirittura in Ucraina".</p><p class="Standard_d">Quale proposta di compromesso, Thierry Burkart (PLR/AG) ha proposto che i 71 carri armati rimanenti venissero riattivati o sostituiti da nuovi entro il 2035. Tuttavia, al volto anche questa minoranza è stata respinta (23 voti a 18 e 2 astenuti). Il plenum crede che la discussione sul rafforzamento delle truppe blindate non possa essere condotta nell'ambito del programma d'armamento, ma affrontata nelle discussioni sulle capacità militari necessarie per il prossimo futuro che saranno avviate l'anno prossimo.</p><p>&nbsp;</p><p class="Standard_d">Aumento tetto massimo</p><p class="Standard_d">A parte il dibattito sui carri, il resto del messaggio sull'esercito non ha dato adito a polemiche. Senza colpo ferire, l'aula ha approvato l'aumento - +660 milioni di franchi a 21,7 miliardi - del tetto massimo delle spese dell'esercito per il periodo 2021-2024.</p><p class="Standard_d">Il plenum ha anche dato il benestare al programma di armamento 2023 pari a 725 milioni. Ciò permetterà di acquistare 24 carri armati granatieri per accrescere la mobilità delle forze terrestri, per un ammontare di 217 milioni.</p><p class="Standard_d">Anche le capacità della difesa terra-aria a lunga gittata saranno aumentate. Il nuovo sistema Patriot sarà equipaggiato di missili supplementari, appositamente sviluppati per combattere i missili a corto raggio, per un costo di 300 milioni.</p><p class="Standard_d">I "senatori" hanno infine approvato l'acquisizione del materiale dell'esercito 2023 (615 milioni) e il programma immobiliare del DDPS 2023 (555 milioni).</p>