<h2>SubmittedText<h2><p>L'11 marzo 2022 la Svizzera ha deciso di aumentare i fondi per l'aiuto umanitario in Ucraina e nella regione portandoli a 80 milioni di franchi al fine di venire in soccorso ai circa 12 milioni di persone che attualmente dipendono dagli aiuti di emergenza. Tra loro vi sono anche persone con disabilità. Ratificando la Convenzione dell'ONU sui diritti delle persone con disabilità e firmando la Carta per l'inclusione delle persone con disabilità nelle azioni umanitarie, la Svizzera si è impegnata a trattare queste persone in modo paritario. Varie fonti indicano che le persone disabili sono particolarmente vulnerabili: spesso non hanno la possibilità di fuggire perché mancano mezzi di trasporto adeguati, non riescono ad accedere ai rifugi e non hanno più modo di procurarsi i medicinali necessari. I centri di registrazione e gli alloggi di emergenza all'estero non sono adatti a soddisfare le necessità di chi, tra loro, riesce a oltrepassare il confine. I contributi della Svizzera sono ripartiti per fornire assistenza alla popolazione rifugiatasi nei Paesi limitrofi e alle persone rimaste in Ucraina, e vengono elargiti al Movimento della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, alle agenzie dell'ONU, a ONG locali e internazionali nonché stanziati a favore di progetti della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) in Ucraina. </p><p>Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande: </p><p>1. In che modo il Consiglio federale si assicura che le persone con disabilità siano incluse su un piano di parità nei progetti umanitari della DSC in Ucraina e nella regione?</p><p>2. In che modo il Consiglio federale si assicura che anche i contributi versati al Movimento della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, alle agenzie dell'ONU e a ONG locali e internazionali non discriminino e non lascino indietro le persone con disabilità?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Svizzera attribuisce grande importanza all'inclusione delle persone con disabilità nella cooperazione internazionale (CI), sulla base della strategia CI 2021-2024, dell'Agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile (obiettivo 10) e del principio "Non lasciare indietro nessuno (leave no one behind)". Firmando la "Carta per l'inclusione delle persone con disabilità nelle azioni umanitarie" nel 2020, la Svizzera ha ribadito la sua volontà di facilitare l'accesso delle persone con disabilità all'aiuto umanitario e di tenere conto delle loro esigenze specifiche. Dal 2021, la Svizzera sensibilizza il proprio personale e le ONG partner che lavorano nella CI all'importanza dell'inclusione delle persone con disabilità.</p><p>Uno dei principi fondamentali dell'aiuto umanitario è l'imparzialità: l'aiuto e la protezione devono innanzitutto raggiungere le persone più vulnerabili, a prescindere dalla loro appartenenza a un particolare gruppo. Questo vale sia per le azioni umanitarie della Svizzera sia per quelle delle sue organizzazioni partner. Nel caso dell'Ucraina, le persone con disabilità sono state identificate come uno dei gruppi più vulnerabili fin dall'inizio della crisi: per questo motivo, il coordinamento umanitario guidato dalle Nazioni Unite ne identifica le esigenze specifiche per garantire loro un'assistenza prioritaria.</p><p>Molte donazioni di emergenza contengono materiali che vanno anche a beneficio delle persone con disabilità (p. es. stampelle, sedie a rotelle ecc.). Un altro esempio è il programma di riabilitazione fisica del CICR (physical rehabilitation program, PRP), un programma fondamentale del CICR in situazioni di conflitto e post-conflitto, che sarà attuato anche in Ucraina non appena le condizioni sul terreno lo permetteranno.</p><p>Per ulteriori dettagli sull'impegno della Svizzera in favore delle persone con disabilità, il Consiglio federale rimanda alle sue risposte del 25 agosto 2021 all'interpellanza 21.3681 Schneider Schüttel "Utilizzo sistematico del "disability marker" del CAS dell'OCSE " e all'interpellanza 21.3753 Roth "Attuazione delle raccomandazioni del Comitato per i diritti delle persone con disabilità nella cooperazione internazionale" come pure alla sua risposta del 24 febbraio 2021 all'interpellanza 20.4413 Streiff-Feller "Coinvolgimento paritario delle persone con disabilità nelle misure anti-Covid della DSC".</p>  Risposta del Consiglio federale.