<h2>SubmittedText<h2><p>Mi riferisco alla mia interpellanza 08.3371, con la quale chiedevo quale sia l'utilità concreta delle riforme dell'UFFT. La risposta del Consiglio federale risulta evasiva per quanto riguarda alcuni punti essenziali e lascia delle questioni aperte.</p><p>1. Secondo il Consiglio federale, la riorganizzazione dovrebbe contribuire a un'ottimizzazione dei processi di lavoro dell'UFFT. Per quale motivo allora tale riorganizzazione è avvenuta contro il volere della propria amministrazione? Qual era esattamente il processo strategico? Quando è stato iniziato? Quali obiettivi s'intendono conseguire?</p><p>2. Nella sua risposta il Consiglio federale prosegue dicendo che in tal modo si sfrutterebbero delle sinergie e si creerebbero chiare responsabilità verso l'esterno. A tale riguardo si pone la questione dello scambio con gli esperti esterni della CTI, che si basa appunto sulle loro conoscenze tecniche. Quando sono stati coinvolti nel processo di riforma? Con quali documenti sono stati informati?</p><p>3. Secondo il Consiglio federale, avremmo interesse che delle potenziali forze lavoro straniere abbiano una buona formazione. È compito dell'UFFT occuparsi della politica di formazione e fornire aiuti allo sviluppo? Ciò giustifica la creazione di una nuova divisione affari internazionali? La Svizzera non si trova qui in un ambito competitivo, non dovrebbe piuttosto pensare all'ottimizzazione del suo sistema duale di formazione invece che all'"esportazione" della nostra ricetta per il successo?</p><p>4. Quali Paesi hanno visitato negli ultimi due anni i collaboratori dell'UFFT? A quanto sono ammontati i costi per ogni visita? Quali persone hanno partecipato alle rispettive visite?</p><p>5. Su quale base giuridica si fonda la creazione di una nuova divisione affari internazionali?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale fa notare che l'Ufficio federale della formazione professionale e della tecnologia (UFFT) ha intrapreso un adeguamento della sua struttura organizzativa al fine di poter lavorare in modo più efficiente. Grazie alla riunione di tutti i collaboratori che si occupano di questioni internazionali attivi nei settori "formazione professionale", "scuole universitarie professionali" e "promozione dell'innovazione" in un'unica unità organizzativa, si intendono creare migliori sinergie e un valore aggiunto.</p><p>Pareri sulle singole questioni:</p><p>1. Il Consiglio federale è consapevole del fatto che i processi di adattamento sono sempre legati a discussioni sull'attribuzione di incarichi, competenze e personale. Per questo motivo all'interno dell'UFFT già da tempo si discute del miglioramento delle condizioni di svolgimento dei compiti spettanti nel contesto internazionale e anche dell'ottimizzazione della struttura organizzativa. Il tema è stato approfondito in occasione di un convegno di dirigenti nel maggio 2007, cui hanno partecipato i membri della direzione e i capisezione. Dopo varie riunioni, la direzione si è occupata della questione dell'integrazione ottimale dei compiti internazionali nella struttura organizzativa dell'ufficio. Il 28 gennaio 2008, in occasione di una riunione extra muros, la direzione ha accettato tali compiti, il 25 febbraio ha rimesso il nuovo organigramma con la denominazione del nuovo settore di prestazioni all'attenzione del DFE, il quale lo ha poi approvato il 27 febbraio 2008.</p><p>2. A livello internazionale, la creazione del nuovo settore di prestazioni non ha apportato cambiamenti alle competenze degli esperti della CTI. La collaborazione tra il settore di prestazioni e la CTI viene chiarita in dettaglio anche nel quadro della revisione della legge sulla ricerca.</p><p>3. L'autrice dell'interpellanza riconosce giustamente che il nostro sistema di formazione duale costituisce una ricetta per il successo. All'attrattività di questo sistema contribuisce soprattutto il fatto che le persone con una formazione professionale svizzera hanno la possibilità di praticare un'attività professionale all'estero, come coloro che hanno terminato una formazione di scuola universitaria. Ciò presuppone tuttavia che il tipo e la qualità della nostra formazione professionale siano conosciuti e riconosciuti all'estero. La formazione professionale all'estero è invece caratterizzata da una formazione di tipo scolastico; insieme a noi, Austria e Germania s'impegnano per il riconoscimento della formazione professionale duale. Ciò permetterebbe, tra l'altro, alle imprese svizzere all'estero di disporre di lavoratori qualificati per la sede corrispondente e, quindi, di rimanere sempre al passo con la concorrenza. La domanda crescente in altri Stati del nostro sistema di formazione professionale duale è dunque anche nel nostro proprio interesse. Come già detto nell'introduzione, si tratta di un raggruppamento delle attività e non della creazione di un nuovo strumento di cooperazione.</p><p>4. Nel 2006 e 2007 sono stati effettuati 162 viaggi all'estero, il 60 per cento dei quali interessavano attività condotte in collaborazione con l'Unione europea o l'Associazione europea di libero scambio, l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, l'Iniziativa paneuropea nella ricerca Eureka e "Integrated Manufacturing Systems". In totale hanno partecipato a questi viaggi 33 collaboratori dell'UFTT. Il costo medio per viaggio di servizio ammonta per i collaboratori dell'UFFT a circa 1600 franchi e per gli esperti a circa 2700 franchi.</p><p>5. L'adattamento della struttura organizzativa dell'UFFT si basa in particolare sugli articoli 8, 37 e 43 della legge del 21 marzo 1997, sull'organizzazione del governo e dell'amministrazione (RS 172.010), sull'articolo 12 dell'ordinanza del 25 novembre 1998, sull'organizzazione del governo e dell'amministrazione (RS 172.010.1), nonché sull'articolo 6 dell'ordinanza sull'organizzazione del Dipartimento federale dell'economia (RS 172.216.1).</p>  Risposta del Consiglio federale.