<h2>SubmittedText<h2><p>Billag rimane fonte di preoccupazione per privati e aziende. Attualmente si accanisce sulle PMI. Quest'anno, 130 000 imprese dovrebbero essere costrette a pagare il canone, addirittura retroattivamente. Il Consiglio federale non intende intervenire e rimanda alla legge federale sulla radiotelevisione. Queste tasse incidono fortemente sul bilancio di molte piccole imprese. In base a quali prestazioni le imprese sono tenute a pagare i canoni?</p><p>Oggetto della seduta della CTT di fine febbraio 2010 saranno Billag, l'incasso e i canoni. Per tracciare un quadro completo della situazione occorrono altre informazioni, oltre alle risposte alle interpellanze 08.3540 e 09.3151. Chiedo quindi al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Perché anche le imprese sono assoggettate al pagamento del canone? Solo le persone fisiche possono ascoltare la radio e guardare la televisione e questo in un unico luogo alla volta. Queste persone pagano già il canone per la propria economia domestica.</p><p>2. È vero che si potrebbero risparmiare 10 milioni di franchi se anziché inviare le fatture quattro volte l'anno, lo si facesse un'unica volta?</p><p>3. In che misura la modifica della ordinanza sulla radiotelevisione, che ha sottoposto al canone anche i telefoni cellulari e i pc, ha generato un utile supplementare?</p><p>4. Come si presenta il bilancio 2009 di Billag (con menzione dettagliata dei costi e dell'utile)?</p><p>5. Nel 2008 Billag ha conseguito un utile di 3 milioni di franchi. Nel complesso, quanto ha guadagnato Billag sino ad oggi? Qual è la destinazione dell'utile?</p><p>6. A quanto ammonta il valore aziendale di Billag?</p><p>7. A quanto ammontano gli introiti del 2008 e 2009, ripartiti tra le singole posizioni?</p><p>- Ricezione privata;</p><p>- Canoni per le aziende, ripartiti in ricezione professionale e commerciale;</p><p>- Ricezione commerciale, suddivisa in categorie (I, II, III)</p><p>8. A quanto ammontano gli introiti riscossi per conto di Suisa?</p><p>9. A quanto ammontano gli introiti riscossi retroattivamente? E gli emolumenti legati ai solleciti?</p><p>10. Quante procedure penali ed esecuzioni sono state avviate finora?</p><p>11. Perché il Consiglio federale non vuole esprimersi né sul perché il direttore di Billag ha lasciato l'impresa improvvisamente né se ha ricevuto un'indennità d'uscita sebbene gli stipendi siano stati pagati con i canoni obbligatori?</p><p>12. Il direttore ad interim di Billag ha lavorato precedentemente all'UFCOM. Il Consiglio federale non pensa che vi sia un conflitto d'interessi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Le imprese sono assoggettate al pagamento del canone se ai loro dipendenti è data la possibilità di consumare programmi radiotelevisivi o se utilizzano la ricezione radiotelevisiva in quanto parte della loro offerta commerciale. Questo principio non è stato introdotto con la nuova legge federale del 24 marzo 2006 sulla radiotelevisione (LRTV; 784.40), ma è applicato in Svizzera sin dall'introduzione del sistema dei canoni. </p><p>2. Il 1° gennaio 1998 l'invio delle fatture è passato da mensile a trimestrale. Attualmente Swisscom, Billag SA e l'Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM) stanno cercando soluzioni su come passare a una fatturazione annua unica, metodo che a seconda della sua organizzazione consentirebbe di risparmiare fino a 10 milioni di franchi all'anno. Ma vi è anche il risvolto della medaglia: imporre un unico pagamento di quattro volte superiore, incide maggiormente sul bilancio temporaneo dei consumatori aumentando quindi il rischio di perdite sui debitori. </p><p>I costi possono essere ottimizzati grazie a una fatturazione scaglionata. In tal modo ci si assicura un flusso permanente di denaro e la possibilità di ripartire il carico dell'ufficio d'incasso sull'arco di tutto l'anno. Cambiare il ritmo della fatturazione è un'ottimizzazione alla quale si aspira già durante il contratto con Billag SA che dovrebbe essere adeguato affinché il risparmio conseguito grazie al guadagno d'efficienza vada a favore dei canoni di ricezione. </p><p>3. Da sempre sono soggetti al canone, tutti gli apparecchi atti a ricevere programmi radiofonici o televisivi. Nella modifica dell'ordinanza del 9 marzo 2007 sulla radiotelevisione (ORTV; RS 784.401) non si trattava di estendere questo obbligo ma di concretizzare la legge in vista dell'evoluzione tecnologica e del mutato utilizzo di questi apparecchi da parte del pubblico. Non si mira ad aumentare i ricavi, ma a garantire il pari trattamento di tutti i consumatori di programmi. Dato che il consumo radiofonico e televisivo via Internet a banda larga può avvenire contemporaneamente alla ricezione convenzionale o in alternativa a quest'ultima, non si genera un aumento significativo dell'utile. Al momento dell'annuncio delle persone assoggettate al canone non viene registrata la tecnologia tramite la quale esse captano i programmi. </p><p>4./5. Stando alle informazioni di Swisscom SA, non sono ancora disponibili le cifre definitive del 2009; essa s'attende tuttavia un utile simile a quello dell'anno precedente (3 milioni di franchi). Il conteggio dei canoni e il successivo indennizzo di Billag SA sono verificati dall'UFCOM nell'ambito della revisione annuale. </p><p>Le disposizioni contrattuali in vigore prima del 2008 non obbligavano Billag SA a pubblicare i suoi utili.</p><p>Billag SA è una società affiliata a Swisscom al 100 per cento. In quanto unico azionista compete a Swisscom SA decidere la destinazione dell'utile di Billag SA.</p><p>6. Swisscom afferma che il valore aziendale di Billag SA è oggi difficilmente definibile e dipende in larga misura dall'esito futuro del sistema dei canoni e dalla risposta alla domanda relativa a chi si vedrà affidato il mandato d'incasso. </p><p>7. Stando alle proprie informazioni, negli anni 2008 e 2009 Billag SA ha fatturato i seguenti canoni di ricezione:</p><p>(Gli interventi che contengono grafici o tabelle possono essere scaricati da: Attività parlamentare / Curia Vista / Interventi che contengono grafici o tabelle).</p><p>8. Secondo i dati dell'Istituto federale della proprietà intellettuale (IPI), nel 2008 Suisa ha ricevuto indennizzi pari a circa 10,1 milioni di franchi sulla base della tariffa comune 3a delle società di gestione. Questi indennizzi vengono incassati principalmente da Billag SA.</p><p>9. La quota retroattiva del canone riscossa durante un anno, che copre obblighi di pagamento degli anni precedenti, ammonta circa a 1 per cento. Lo stesso dicasi per il 2009.</p><p>Negli ultimi anni Billag SA ha riscosso mediamente 11 milioni di franchi (canoni di ricezione) all'anno nell'ambito delle procedure d'esecuzione da essa effettuate. L'ORTV stabilisce l'ammontare degli emolumenti che Billag SA può riscuotere per la diffida e l'esecuzione. Billag SA può fatturare un emolumento di 20 franchi per ogni esecuzione, e di 5 franchi per ogni diffida avviate a giusto titolo.</p><p>10. Nel 2009, l'UFCOM ha avviato 3285 procedure penali amministrative per violazione dell'obbligo d'annuncio e dell'obbligo di pagare il canone. Negli ultimi anni queste cifre hanno subito solo leggere variazioni. </p><p>Stando alle indicazioni di Billag SA nel 2009 sono state avviate circa 55 000 procedure d'esecuzione.</p><p>11. Billag SA è una società anonima di diritto privato. La Confederazione non ha pertanto alcun influsso sulla sua scelta del personale. Secondo le informazioni di Swisscom l'attuale direttore ha lasciato la società di sua iniziativa. Questa partenza è avvenuta conformemente alle disposizioni del rispettivo contratto di lavoro. L'indennizzo di Billag SA non viene effettuato in modo orientato ai costi, bensì orientato al risultato. Salari ed eventuali indennità d'uscita devono essere finanziati tramite questo indennizzo e pertanto non riducono il provento del canone riscosso per conto della Confederazione.</p><p>12. Il direttore ad interim di Billag SA ha lavorato come giurista presso l'UFCOM fino al 2001. Nell'agosto 2001 è passato a Billag SA. Il Consiglio federale non vede alcun conflitto d'interessi in questa situazione.</p>  Risposta del Consiglio federale.