<h2>SubmittedText<h2><p>Stando all'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM), nonostante lo stato delle acque svizzere sia nettamente migliorato negli ultimi decenni grazie in particolare alla qualità dei sistemi di scarico delle acque urbane, la protezione delle acque si vede confrontata con un fenomeno in crescita: la presenza di microinquinanti.</p><p>Diversi studi sono stati realizzati o sono in corso al fine di rispondere a interrogativi importanti in merito alla presenza di microinquinanti nelle acque e ai metodi che ne consentono l'eliminazione.</p><p>Inoltre, secondo alcuni studiosi, la minaccia che i microinquinanti rappresentano per la salute e l'ambiente è sufficientemente preoccupante da rendere necessaria la rapida adozione di misure adeguate. Visto che è necessario agire e che il periodo attuale potrebbe essere favorevole a investimenti anche in questo ambito, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quali sono i risultati e/o le conclusioni dei diversi progetti (di ricerca e pilota) realizzati o in corso sul tema dei microinquinanti?</p><p>2. Quali misure sono state e/o saranno adottate (lotta contro i microinquinanti già alla fonte e risanamento) per ridurre la quantità di microinquinanti nelle acque e secondo quali scadenze?</p><p>3. Le basi legali esistenti sono sufficienti o devono essere inasprite?</p><p>4. A quanto ammonteranno i costi finanziari necessari (stima) per lottare contro i microinquinanti?</p><p>5. È stata considerata anche la questione dell'informazione e della sensibilizzazione del consumatore?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale è consapevole della problematica legata ai microinquinanti. Le misure adottate sinora dal Consiglio federale e dall'amministrazione federale, in collaborazione con i cantoni e alcuni comuni, in particolare nel quadro del Programma nazionale di ricerca "Perturbatori endocrini: importanza per gli esseri umani, gli animali e gli ecosistemi" (PNR 50), del progetto "Fischnetz" (1998-2003), volto a identificare le modifiche delle popolazioni ittiche indigene e del progetto "Strategie Micro Poll" (dal 2006), inteso a definire le basi decisionali e a sviluppare una strategia per la riduzione dell'apporto di microinquinanti provenienti dallo smaltimento delle acque di scarico urbane agli specchi e corsi d'acqua. Queste ricerche hanno dimostrato che, nonostante l'efficienza degli strumenti legislativi esistenti, un certo numero di sostanze riesce ancora a passare tra le maglie della rete e a finire nelle acque, rappresentando quindi un rischio per gli ecosistemi e l'uomo. Nelle cosiddette piattaforme di consenso avviate a seguito del PNR 50 con rappresentanti del settore della ricerca, le autorità e l'industria si è fra l'altro constatato che il potenziamento degli impianti di depurazione delle acque di scarico (IDA) costituisce un aspetto molto importante. Determinate sostanze, come ad esempio i medicinali, non possono, di fatto, essere eliminate alla fonte. Per tale motivo sono stati realizzati nuovi studi. Altre sperimentazioni molto promettenti nell'ambito del trattamento delle acque di scarico sono già state effettuate o sono ancora in corso in diversi IDA del Paese. Questi metodi complementari consentono di eliminare in modo efficace la maggior parte dei microinquinanti ancora presenti nelle acque di scarico depurate. I primi risultati sono stati presentati nel mese di giugno 2009.</p><p>2. La gamma delle sostanze problematiche viene continuamente riesaminata e il coordinamento con le attività corrispondenti dell'UE e dei suoi Stati membri è garantito. Particolare interesse suscita ad esempio l'introduzione di nuove fasi di trattamento per l'eliminazione di sostanze organiche in tracce in una decina di IDA nei Länder tedeschi della Renania-Nord Reno-Westfalia e del Baden-Württemberg.</p><p>Per quanto concerne la Svizzera, in relazione al potenziamento degli IDA, l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) ha definito tre criteri per il proseguimento del progetto "Strategie Micro Poll" finalizzati in primo luogo alla risoluzione del problema dell'inquinamento da microinquinanti:</p><p>- nel corpo idrico ricettore sono riversate quantità importanti di acque di scarico depurate (oltre il 10 per cento della quantità di acqua trasportata dal corso d'acqua): protezione della flora e della fauna;</p><p>- il corso d'acqua o il lago ricettore nel quale sono riversate acque di scarico depurate è importante nell'ottica dell'approvvigionamento di acqua potabile (sorgenti, captazioni vicine): protezione della risorsa acqua potabile;</p><p>- nel corpo idrico ricettore sono riversate le acque di scarico depurate di un grande IDA comunale: riduzione degli apporti e quindi maggiore protezione per i Paesi rivieraschi a valle (utilizzo dell'acqua del Reno per l'approvvigionamento di acqua potabile: responsabilità del Paese situato a monte).</p><p>3. La base legale attualmente in vigore è sufficiente per quanto concerne l'aspetto della qualità delle acque. Il potenziamento degli IDA potrebbe essere avviato e gestito introducendo requisiti relativi al'immissione delle acque di scarico, ad esempio per microinquinanti selezionati, nell'ordinanza sulla protezione delle acque (RS 814.201). Le disposizioni della legge sulla protezione delle acque (art. 61; RS 814.20) che riguardano un'eventuale partecipazione finanziaria della Confederazione per l'eliminazione dei microinquanti non sono comunque sufficienti.</p><p>4. Allo stato attuale delle conoscenze, l'UFAM ritiene che per ottimizzare l'effetto di tali miglioramenti, 100 IDA su 700 debbano essere dotati di metodi e tecnologie supplementari. Si potrebbe così ridurre in modo efficace l'immissione di sostanze nelle nostre acque, migliorandone ulteriormente la qualità. Le acque di scarico di 3,7 milioni di persone, ossia circa la metà della popolazione svizzera, sarebbero trattate secondo il pacchetto di misure ottimizzato. Per raggiungere tale obiettivo è necessario investire 1,2 miliardi di franchi negli IDA. L'attuazione del pacchetto di misure comporterebbe un aumento dei costi complessivi degli IDA dell'ordine di 130 milioni di franchi l'anno. Ne risulterebbe un aumento dei costi per il trattamento delle acque di scarico pari a circa il 6 per cento.</p><p>5. L'informazione è garantita tramite un gruppo di accompagnamento nel quadro del progetto "Strategie Micro Poll" con alcuni rappresentanti del settore dell'approvvigionamento di acqua potabile, dello smaltimento delle acque di scarico e della salute pubblica come pure dell'industria, dei cantoni, delle associazioni interessate e di diverse manifestazioni.</p>  Risposta del Consiglio federale.