<h2>SubmittedText<h2><p>Nel quadro del programma di stabilizzazione 2017-2019 la Direzione generale delle dogane valuta, tra l'altro, la chiusura dell'ufficio doganale di Bargen. Questo valico si trova alla fine dell'autostrada A4 e rappresenta, accanto all'ufficio doganale di Thayngen già oggi sovraccarico, un importante collegamento supplementare verso la Germania meridionale. Già solo l'idea di una simile chiusura è accolta con perplessità e insicurezza dall'economia esportatrice, in particolare le case di spedizione toccate, ma anche dai comuni di confine. A tale proposito il Consiglio di Stato del cantone Sciaffusa è intervenuto presso la Direzione generale delle dogane anche a nome dell'economia e dei comuni interessati (scritto del 10.11.2015).</p><p>In questo contesto invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Come valuta il Consiglio federale l'intenzione della Direzione generale delle dogane di attuare le necessarie misure di risparmio al fronte (dunque presso i valichi di confine e gli uffici doganali) anziché, se proprio necessario, ottimizzare il settore amministrativo?</p><p>2. Ogni giorno 1100 autocarri vengono imposti presso l'ufficio doganale di Thayngen (e il corrispondente ufficio tedesco di Bietingen) e 250 presso l'ufficio di Bargen. A ciò si aggiungono i 16 500 autoveicoli che passano quotidianamente il confine. A causa del divieto di circolare la notte, dalla parte tedesca nelle ore notturne i veicoli pesanti sono incolonnati fino all'autostrada A81. Anche in Svizzera la situazione sulla via di accesso (strada cantonale J15) e nella zona di attesa è difficile. Ciò comporta inevitabilmente deviazioni attraverso zone residenziali e il passaggio attraverso il confine verde. Il Consiglio federale non ritiene anch'esso che sia irresponsabile concentrare ulteriormente il traffico commerciale verso il valico di Thayngen anziché distribuirlo su altri uffici?</p><p>3. Già oggi i tempi di attesa a Thayngen sono eccessivamente lunghi, mentre gli spedizionieri lodano il rapido svolgimento delle imposizioni a Bargen. Il Consiglio federale è consapevole delle ripercussioni di una simile decisione sulle imprese importatrici ed esportatrici (tempi di attesa più lunghi, maggiori costi)?</p><p>4. Cosa intende fare il Consiglio federale affinché in generale i tempi dell'imposizione presso i valichi di confine svizzeri vengano ridotti e il traffico commerciale si svolga in modo più semplice?</p><p>5. Nel quadro del futuro processo di attuazione delle misure di risparmio, quanti uffici doganali sono minacciati di chiusura in tutta la Svizzera? Come valuta il Consiglio federale le ripercussioni che avrà a livello economico ed ecologico la concentrazione del traffico su pochi ma grandi valichi di confine?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel quadro del programma di stabilizzazione 2017-2019 è previsto che l'Amministrazione federale delle dogane (AFD) risparmi annualmente quasi 20 milioni di franchi, di cui sette sul budget del personale. Poiché il corpo delle guardie di confine non è toccato dalle misure di risparmio, queste devono essere attuate interamente presso il servizio civile dell'AFD.</p><p>1. Nel 2015 la Direzione generale delle dogane è stata riorganizzata. In questo contesto i compiti sono stati raggruppati e i processi ottimizzati al fine di sfruttare le sinergie. La Direzione generale delle dogane adempie le esigenze poste oggi a una moderna amministrazione ed è pronta ad affrontare le sfide future (semplificazione dei processi doganali al confine e sviluppo delle necessarie applicazioni informatiche). In vista della necessaria modernizzazione dei sistemi informatici dell'AFD, gli obiettivi principali nei prossimi anni continueranno ad essere l'ottimizzazione di tutti i processi della Direzione generale delle dogane nonché la ripartizione dei compiti tra quest'ultima e le direzioni di circondario.</p><p>Negli ultimi anni già diversi uffici doganali al confine e all'interno del Paese sono stati riorganizzati a causa della riduzione dei posti. La quota dei controlli nel traffico transfrontaliero delle merci è stata inoltre ridotta al minimo. L'ulteriore riduzione dei posti richiesta è attuabile solo sfruttando al meglio le sinergie esistenti. Ciò comporta inevitabilmente la chiusura o l'unificazione di diversi uffici doganali.</p><p>2./3. Il Consiglio federale è consapevole delle ripercussioni di questa decisione, ovvero traffico di aggiramento e sovraccarico per i valichi di confine già ora molto frequentati. Come illustrato, non è tuttavia possibile realizzare le richieste riduzioni in ambito di personale senza conseguenze negative. L'AFD farà di tutto per continuare a fornire al meglio le proprie prestazioni di servizio. Si rammenta inoltre che negli ultimi anni vi è stato un ampliamento e un miglioramento dell'infrastruttura, in particolare a Thayngen, per aumentare il transito dei mezzi e ridurre i tempi dell'imposizione.</p><p>4. Grazie al sistema degli speditori o destinatari autorizzati, già oggi vi è la possibilità di imporre le merci all'interno del Paese, riducendo così al minimo i tempi di sosta al confine.</p><p>Nei prossimi anni l'AFD, in collaborazione con le cerchie economiche interessate, intende elaborare procedure ancora più snelle per il traffico transfrontaliero delle merci. In particolare è previsto un nuovo sviluppo delle applicazioni informatiche della dogana.</p><p>5. Si prevede di chiudere 12 uffici doganali in tutta la Svizzera (al momento è stata decisa solo la chiusura di quello di Zurigo) nonché di unificare due uffici doganali. La decisione in merito agli uffici da chiudere o unificare dipende da fattori geografici, legati all'esercizio nonché dal potenziale di risparmio. I costi supplementari che queste decisioni causeranno agli operatori doganali non sono quantificabili; si stima tuttavia che il problema riguarderà solo il tre o il quattro per cento di tutte le imposizioni. Il Consiglio federale ritiene pertanto che le conseguenze a livello economico ed ecologico siano sostenibili.</p>  Risposta del Consiglio federale.