<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale ha preso atto del risultato dell'inchiesta degli organi di giustizia. Condivide in parte il malumore dell'autore dell'interpellanza in merito alle lungaggini e all'esito della procedura. Tuttavia, anche a causa del principio della divisione dei poteri, le sue possibilità di esercitare un influsso dal profilo temporale o materiale sul corso delle indagini sono limitate.</p><p>Inoltre, la scelta delle parole da parte dell'autore dell'interpellanza in relazione alla dimensione della frode va relativizzata in quanto le azioni degli imputati, che per anni hanno dovuto commercializzare quantitativi spesso debordanti di formaggio, non hanno leso finanziariamente l'ente pubblico. Siccome il prezzo medio di tutte le forniture di formaggio raggiungeva il livello minimo prescritto dall'UE per le agevolazioni doganali, è stato possibile conseguire un ricavo maggiore sulle esportazioni di formaggio, rispettivamente ridurre i disavanzi dell'Unione svizzera del commercio di formaggio. </p><p>In merito alle singole domande il Consiglio federale si esprime come segue:</p><p>Domanda 1</p><p>In data 8 aprile 2003 la competente giudice istruttore ha emesso la decisione di sospensione della procedura penale contro i responsabili dell'Unione svizzera del commercio di formaggio. Il Consiglio federale ha preso atto delle considerazioni che hanno portato a tale decisione, giungendo alla conclusione che un eventuale ricorso non avrebbe alcuna probabilità di successo. Esso ha invece incaricato il Consiglio d'amministrazione dell'USF in Liq. di valutare la possibilità di procedere in base al diritto civile nei confronti di ex responsabili che hanno accettato regali e, all'occorrenza, di adire le vie legali affinché vengano restituiti all'USF in Liq. </p><p>Domanda 2</p><p>Con la liberalizzazione, nel 1999, del disciplinamento del mercato lattiero, Consiglio federale e Parlamento hanno adottato i provvedimenti resisi necessari a causa dell'inadeguatezza della commercializzazione del formaggio da parte di un'organizzazione parastatale come l'Unione svizzera del commercio di formaggio. Secondo il messaggio concernente la Politica agricola 2007, il Consiglio federale procede in modo coerente nel solco dell'economia di mercato tracciato a suo tempo. </p><p>Domanda 3</p><p>Il Ministero pubblico della Confederazione ritiene che per determinate fattispecie di reato non vi siano prove sufficienti a sostegno di un atto d'accusa, mentre altre sono già cadute in prescrizione. Le notevoli dimensioni assunte dall'indagine hanno evidentemente determinato il protrarsi della procedura. Il Consiglio federale continuerà ad impegnarsi affinché i rispettivi servizi dispongano delle necessarie risorse.</p><p>Domanda 4</p><p>Per principio, l'UE ha ceduto la riscossione posticipata dei tributi doganali nei confronti degli importatori agli Stati membri interessati, ossia Francia, Germania e Italia. Eccezion fatta per l'Italia, che a quanto sembra non ha ancora stabilito il luogo del processo, le procedure sono state portate a termine anche per quanto concerne le pretese finanziarie nei confronti dell'USF in Liq. Attualmente non è dato di sapere se e quando gli importatori italiani di formaggio intendano esercitare il regresso nei confronti dell'USF in Liq.</p><p>Domanda 5</p><p>A dipendenza dell'esito di eventuali processi contro importatori in Italia, v'è da presumere che essi eserciteranno il regresso nei confronti dell'USF in Liq. A seconda del risultato del processo, agli importi derivanti dalla riscossione posticipata dei tributi doganali potrebbero aggiungersi delle multe. L'USF in Liq. si opporrà al regresso.</p><p>Domanda 6</p><p>Dopo la liquidazione dell'Unione svizzera del commercio di formaggio il sostegno del mercato in ambito lattiero è stato completamente rivisto. Il Parlamento ha inoltre ancorato l'obbligo generale di ridurre di un terzo ogni anno il sostegno al mercato nella legge sull'agricoltura. Per quanto concerne la promozione delle esportazioni di formaggio, negli anni 2000-2002 sono stati concessi aiuti all'esportazione e fondi per la promozione dello smercio attraverso misure pubblicitarie e di comunicazione (mio. di fr.):</p><p>2000 2001 2002</p><p>aiuti all'esportazione di formaggio 159,6 94,8 45,2</p><p>promozione dello smercio 27,0 26,9 19,8</p><p>Gli aiuti all'esportazione sono stati ridotti in modo considerevole. Il loro importo, anche considerando i contributi all'esportazione previsti per gli altri latticini, è di gran lunga inferiore a quello annuo di 284 milioni di franchi consentito in virtù degli impegni assunti nel quadro dell'OMC. Nel settore della promozione dello smercio, il richiedente che intende beneficiare di un contributo è tenuto a stanziare un importo perlomeno della stessa entità. Nel Rapporto agricolo pubblicato annualmente dall'Ufficio federale dell'agricoltura vengono fornite informazioni dettagliate anche in merito alla promozione delle esportazioni. Nell'ordinanza del DFE del 7 dicembre 1998 concernente l'importo degli aiuti (RS 916.350.21) sono indicate le aliquote degli aiuti all'esportazione applicabili per i singoli tipi di formaggio.</p><p>Domanda 7</p><p>La campagna pubblicitaria radiofonica oggetto di critiche e nel frattempo terminata, è andata in onda 1'028 volte nei periodi precedenti la Pasqua e il Natale 2002. Essa era finalizzata a presentare al consumatore francese Emmentaler, Gruyère e Appenzeller come formaggi inequivocabilmente svizzeri. Siccome per ovvi motivi questo messaggio avrebbe dovuto venir diffuso senza supporto visivo, per la descrizione dei formaggi i pubblicitari francesi hanno volutamente puntato su un accento svizzero esagerato, ma dalla connotazione umoristica facilmente riconoscibile. In tal modo si è voluto evitare che il messaggio pubblicitario potesse venir scambiato per la presentazione di emmental francese o di una gamma di formaggi tedeschi. I risultati forniti da un istituto pubblicitario indipendente sono soddisfacenti: più di due interpellati su tre ricordano la pubblicità e i suoi contenuti, rilevando che in fondo gli svizzeri hanno senso dell'umorismo. L'operazione è costata complessivamente 1,09 milioni di euro ed è stata finanziata nella misura del 50 per cento dal settore caseario.</p><p>Domanda 8</p><p>Il comparto caseario del gruppo SDF, che con il nome Top Cheese Switzerland rappresentava un'entità a sé stante, è stato venduto ad Emmi Schweiz AG il 1° ottobre 2002. Il tracollo di SDF ha favorito un processo di concentrazione nel settore del commercio di formaggio, ma in linea di massima non ha avuto alcuna ripercussione sull'esportazione di formaggio svizzero. A tal proposito è doveroso menzionare che il rapido intervento del Consiglio federale e dell'Amministrazione sul piano finanziario e in altri ambiti ha consentito di evitare che la valorizzazione del latte venisse interrotta e garantito oltre 1'000 posti di lavoro.</p><p>Domanda 9</p><p>Come già indicato nella risposta alla domanda 6, i contributi federali all'esportazione di formaggio sono stati ridotti considerevolmente. All'origine di ciò vi sono gli impegni assunti sul piano internazionale (OMC e Bilex I) nonché la decisione politica di ridurre i mezzi finanziari previsti per il sostegno del mercato. È molto probabile che tra pochi anni per il formaggio destinato a mercati extracomunitari verranno concessi aiuti all'esportazione piuttosto esigui. Per quanto concerne lo smercio all'interno dell'UE, attualmente sono concessi contributi unicamente per Emmentaler (fr. -.45/kg), Sbrinz (fr. 1.--/kg) e formaggio a pasta molle (fr. -.60/kg).</p>  Risposta del Consiglio federale.