<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di sottoporre al Parlamento una modifica della legge federale sulla parità dei sessi (LPar), in modo da poter accordare, in caso di violazione della legge, indennizzi molto più alti alle vittime di discriminazioni e comminare multe più severe.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Le indennità previste dalla legge sulla parità dei sessi sono state di proposito scelte in linea con le disposizioni dell'articolo 336a segg. del Codice delle obbligazioni. Questa scelta è in sintonia con la concezione del diritto della popolazione svizzera. Sarebbe difficilmente comprensibile perché un licenziamento abusivo ai sensi della legge federale sulla parità dei sessi (LPar) dovrebbe comportare il versamento di un'indennità decisamente superiore a quella prevista in caso di licenziamento ai sensi del Codice delle obbligazioni. Inoltre un considerevole inasprimento delle indennità potrebbe anche avere un effetto controproducente inducendo un numero più elevato di datori di lavoro a maggiore ritegno nell'assunzione di personale femminile.</p><p>Infine l'autrice della mozione ritiene che se i datori di lavoro fossero confrontati con multe molto severe, in caso di violazione rispetterebbero in misura maggiore le disposizioni legali. Attualmente nella LPar non sono previste sanzioni penali. L'introduzione o meno di multe che fungono da sanzioni per infrazioni alle disposizioni della LPar è una questione di natura politico-giuridica. Secondo il Consiglio federale sarebbe opportuno rinunciare all'introduzione di siffatte multe in questo ambito specifico.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.