<h2>SubmittedText<h2><p>Chiedo al Consiglio federale:</p><p>1. E disposto a pubblicare i rapporti integrali delle conferenze svoltesi a Kiev nel 1995 e a Ginevra nel 2001?</p><p>2. E disposto a intervenire presso l'Organizzazione mondiale della sanità OMS affinché questa denunci l'accordo del 28 maggio 1959 stipulato con l'Agenzia internazionale per l'energia atomica AIEA?</p><p>3. E disposto ad adoperarsi presso l'OMS affinché questa si orienti in futuro al modello di rischio del comitato europeo sui rischi legati alle radiazioni ECRR e non più a quello della Commissione internazionale per la protezione radiologica ICRP?</p><p>4. E disposto a effettuare una propria analisi della situazione sulla base del modello ECRR?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. L'OMS ha pubblicato i risultati di entrambe le conferenze internazionali sulle conseguenze per la salute provocate dalla catastrofe di Chernobyl (Ginevra 1995, Kiev 2001). Non è consuetudine pubblicare sui canali ufficiali dell'OMS ogni singola presentazione dei partecipanti a una conferenza internazionale. Come confermato dall'OMS, non esistono altri rapporti separati e non ancora resi pubblici che concernono le due conferenze. L'OMS, inoltre, richiama l'attenzione sulla sua ultima pubblicazione "Health Effects of the Chernobyl Accident and Special Health Care Programmes", Geneva 2006 (http://whqlibdoc.who.int/publications/2006/9241594179_eng.pdf).</p><p>2. Come già esposto nella risposta del Consiglio federale all'interpellanza Recordon 06.3208, l'accordo del 1959 tra l'OMS e l'Agenzia internazionale per l'energia atomica AIEA fu sottoposto nel 2001 a verifica in seguito a un intervento di Svizzera, Canada e Norvegia. Il rapporto interno giunse alla conclusione che l'accordo di cooperazione tra le due organizzazioni era sufficiente (Conclusions of the review by independent legal experts: http://www.who.int/inf-pr-2001/en/state2001-05.html). Tuttavia, l'OMS prese delle misure per migliorare le attività e le procedure condotte nel quadro dell'accordo di cooperazione. Negli ultimi anni l'OMS si è quindi pronunciata su diversi temi in maniera indipendente e senza l'influsso dell'AIEA. Il Consiglio federale ritiene pertanto che non vi sia motivo per procedere a una nuova verifica.</p><p>3. Il Consiglio federale non s'intrometterà nella discussione scientifica internazionale sui modelli di rischio legati alle radiazioni. La legge svizzera sulla radioprotezione sancisce che per limitare l'esposizione alle radiazioni di ogni individuo e dell'insieme delle persone colpite devono essere presi tutti i provvedimenti che si impongono secondo l'esperienza e lo stato della scienza e della tecnica. Questo vale in particolare anche per i modelli di valutazione dei rischi legati alle radiazioni. Gli specialisti della Confederazione terranno conto dei diversi modelli scientifici, come il modello consolidato della Commissione internazionale per la protezione radiologica ICRP, e di modelli alternativi come quello del comitato europeo sui rischi legati alle radiazioni ECRR. Gli specialisti sono consapevoli delle incertezze che sussistono allo stato attuale della conoscenza e seguiranno attentamente gli sviluppi relativi ai danni causati dalle radiazioni. </p><p>La stessa OMS è ovviamente interessata a orientarsi alle conoscenze più recenti. La delegazione svizzera s'impegnerà in futuro nei confronti dell'OMS affinché i rischi legati alle radiazioni siano valutati secondo lo stato più attuale della scienza.</p><p>4. Per analizzare la situazione il Consiglio federale si avvale delle proprie istituzioni scientifiche. Gli specialisti, come già menzionato nella risposta alla domanda 3, si orientano allo stato più attuale della scienza e della tecnica. In questo modo vengono prese in considerazione tutte le informazioni e le pubblicazioni disponibili, in particolare anche quelle dell'ECRR. I servizi specializzati della Confederazione continueranno a seguire con interesse le pubblicazioni dell'ECRR.</p>  Risposta del Consiglio federale.