<h2>SubmittedText<h2><p>Con la seguente mozione si chiede al Consiglio federale di elaborare ed introdurre una clausola di salvaguardia a tutela del mercato del lavoro ticinese, mirata a fronteggiare il continuo aumento dei frontalieri, da troppo tempo insostenibile per il tessuto lavorativo e sociale del Cantone.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><div><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">L’introduzione di una clausola di salvaguardia nei confronti dei frontalieri sarebbe contraria all’Accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC; RS</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">0.142.112.681), che non ammette una restrizione dei loro diritti per motivi economici (cfr. art.</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">4 ALC in combinato disposto con l'art.</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">5 dell’allegato I ALC).</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">Il Consiglio federale è consapevole del crescente numero di frontalieri in Ticino. È pure consapevole che l’invecchiamento della popolazione svizzera implica un maggiore fabbisogno di lavoratori provenienti dall’estero. Il Ticino è particolarmente toccato da questo fenomeno: nel 2021 registrava infatti, nella categoria d’età a partire dai 15 anni, 136</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">171 persone senza attività lucrativa a fronte di appena 165</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">044 persone esercitanti un’attività lucrativa (disoccupati inclusi). </span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">Nel 2021, in vista dell’ulteriore attuazione della mozione 16.4151 </span><span style="font-family:Arial; font-style:italic">Monitoraggio degli effetti dell'attuazione dell'iniziativa "contro l'immigrazione di massa" </span><span style="font-family:Arial">nonché del mandato legale secondo l’articolo</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">21</span><span style="font-family:Arial; font-style:italic">a</span><span style="font-family:Arial"> capoverso</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">8 della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI; RS</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">142.20), il Consiglio federale ha incaricato il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) di presentare entro marzo 2024, in collaborazione con il Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR) e con la partecipazione dei Cantoni e delle parti sociali, una panoramica dell’efficacia delle misure finora adottate. È pertanto prematuro valutare l’efficacia dell’articolo</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">21</span><span style="font-family:Arial; font-style:italic">a</span><span style="font-family:Arial"> LStrI.</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">La dichiarazione del 10</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">novembre 2023 firmata dal Ministro svizzero delle finanze e dal Ministro italiano dell’economia e delle finanze prevede in effetti che tutti i frontalieri – ai sensi dell’accordo relativo all’imposizione dei lavoratori frontalieri concluso il 23</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">dicembre 2020 tra la Svizzera e l’Italia (RS</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">0.642.045.43) – possano svolgere, a partire dal 1°</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">gennaio 2024, al massimo il 25</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">per cento del loro tempo di lavoro a domicilio, senza incidenza sullo Stato, che può tassare i redditi da attività lucrativa dipendente o sullo statuto di frontaliero. Ne consegue che il lavoro dovrà essere effettuato essenzialmente sul territorio svizzero. </span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">Il citato accordo relativo all’imposizione dei frontalieri, voluto dalle autorità svizzere ed elaborato in stretta collaborazione con le autorità cantonali competenti, in particolare ticinesi, rende gradualmente lo statuto di frontaliero fiscalmente meno attrattivo rispetto al passato. Con questo nuovo accordo la Svizzera conserva infatti l’80</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">per cento delle imposte ordinarie alla fonte prelevate sui redditi dei frontalieri entrati nel mercato del lavoro a partire dal 17</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">luglio 2023, che sottostanno parimenti all’imposizione ordinaria in Italia, senza tuttavia essere oggetto di una doppia imposizione. </span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">Per tutti questi motivi, il Consiglio federale non ritiene al momento opportuno prevedere una clausola di salvaguardia per il Cantone del Ticino. </span></p></div><br><br>Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.