<h2>SubmittedText<h2><p>Durante il telegiornale delle 19.30 del 29 gennaio 2018, la Televisione svizzera di lingua francese (RTS) ha mandato in onda un'intervista del consigliere federale Alain Berset a margine della quinta conferenza nazionale Sanità2020. Ecco le sue parole: "Non vi è trasparenza sui salari dei medici. Quando Mauro Poggia parla di salari che superano anche il milione di franchi l'anno per uno specialista, bisogna rendersi conto di cosa stiamo parlando. Un milione di franchi l'anno vuol dire salari di 80 000-90 000 franchi al mese, pagati con i premi assicurativi. Con la revisione del Tarmed, il Consiglio federale ha voluto porre un freno a questa evoluzione. Salari simili non sono accettabili. È vero che i medici devono studiare a lungo e fare molti sacrifici, ma questo non giustifica un salario simile a spese di chi paga i premi."</p><p>1. Su quali dati statistici si è basato il consigliere federale per affermare che alcuni specialisti percepiscono un salario di 80 000-90 000 franchi al mese, finanziato dai premi dell'assicurazione malattia obbligatoria? Questi dati sono pubblici? </p><p>2. Il salario mensile menzionato è lordo o netto?</p><p>3. Dei 40 000 medici attivi in Svizzera, quanti percepiscono un salario mensile di 80 000-90 000 franchi finanziato dai premi dell'assicurazione malattia obbligatoria?</p><p>4. Riducendo la remunerazione dei medici che percepiscono un salario mensile di 80 000-90 000 franchi a un livello considerato più ragionevole, quale sarebbe l'impatto finanziario sui costi della salute e sui premi dell'assicurazione malattia obbligatoria? In altre parole, a quanto ammonterebbe il potenziale risparmio?</p><p>5. Secondo Santésuisse, il salario di un medico corrisponderebbe a circa due terzi della sua cifra d'affari, secondo la Federazione dei medici svizzeri (FMH), a circa il 30 per cento. Di quale percentuale ha tenuto conto il consigliere federale quando ha dichiarato che alcuni medici percepiscono un salario mensile di 80 000-90 000 franchi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Le dichiarazioni del presidente della Confederazione si riferivano a quanto riportato dal ministro della salute ginevrino Mauro Poggia che si era espresso in particolare sugli elevati salari di certi primari. Le affermazioni di Poggia scaturivano dal rifiuto di alcuni chirurghi della mano di continuare a svolgere determinate operazioni ambulatoriali perché, a loro giudizio, l'intervento del Consiglio federale sul tariffario medico Tarmed ha fatto sì che i costi di queste operazioni non saranno più coperti.</p><p>2. Nel caso dei citati salari dei primari, si tratta di redditi cosiddetti misti che risultano dalla somma del salario lordo annuale, di elementi variabili del reddito derivanti da attività retribuite con onorario (p. es. consulti, perizie, attività di medico di fiducia, onorari aggiuntivi per operazioni effettuate per assicurati privati, partecipazioni a fondi e a utili) e di redditi dall'attività ambulatoriale indipendente in ospedale. I primari hanno inoltre la possibilità di ridurre il reddito soggetto all'AVS derivante dalla loro attività indipendente mediante acquisti effettuati nel secondo pilastro.</p><p>3. Oltre agli studi commissionati dalla Federazione dei medici svizzeri (FMH) sui redditi soggetti all'AVS dei medici che esercitano un'attività indipendente, non sono disponibili altri rilevamenti sistematici in questo ambito. L'ultima pubblicazione della FMH risale al 2012 e fa riferimento ai redditi del 2009. Tali studi, tuttavia, non considerano eventuali elementi del reddito derivanti da un'attività dipendente. Inoltre va tenuto conto che i redditi riportati in questi studi sono frutto di una stima per difetto, in quanto non vengono considerate le deduzioni non soggette all'AVS, come per esempio gli acquisti nel secondo pilastro, e manca una standardizzazione dei redditi agli equivalenti a tempo pieno. Sulla base di questi studi non si può quindi stabilire in modo affidabile quanti dei 40 000 medici godono di salari o redditi indipendenti che equivarrebbero a un salario mensile pari o superiore a 80 000 franchi. In quest'ambito manca dunque trasparenza.</p><p>4. Fintantoché i fornitori di prestazioni non rendono trasparente la struttura dei loro redditi, non è possibile stimare quale percentuale di redditi o salari sia a carico dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (AOMS) e, di conseguenza, non si può nemmeno valutare quali ripercussioni sui premi avrebbe un eventuale adeguamento dei salari o delle tariffe. Con quasi 21 miliardi di franchi, nel 2015 la quota dei costi per le cure ambulatoriali rappresentava oltre un quarto delle spese sanitarie.</p><p>5. Nel caso dei medici che esercitano un'attività indipendente, non esistono dati comprovati sul rapporto tra la cifra d'affari fatturata a carico dell'AOMS e il reddito. Tale rapporto varia infatti in base alle dimensioni dello studio medico e agli ambiti di specializzazione, molto diversi da settore a settore. Le spese in ambiti specialistici quali, per esempio, la radiologia o la medicina nucleare, in cui sono necessarie costose apparecchiature, sono decisamente più elevate di quelle sostenute dai medici di base. Inoltre, non si deve dimenticare che i medici con funzioni direttive o i primari che esercitano in ospedale percepiscono redditi aggiuntivi dovuti in particolare al trattamento di assicurati semi-privati e privati. Per contro, i medici che per esempio esercitano nell'ambito delle cure di base hanno poche possibilità di beneficiare di questa opportunità, in quanto tutte le prestazioni che forniscono sono coperte dall'AOMS. Nei settori di specializzazione con attività chirurgica, i redditi sono quindi decisamente superiori alle prestazioni lorde AOMS, in quanto la percentuale degli elementi del reddito non finanziata dall'AOMS in questo caso è particolarmente elevata. Nel caso dei medici di base si verifica l'esatto contrario: i loro redditi sono infatti assai inferiori alle prestazioni lorde AOMS. Negli studi medici associati, infine, i costi d'esercizio per il singolo medico sono più contenuti, cosa che favorisce un migliore rapporto tra reddito e cifra d'affari fatturata a carico dell'AOMS. Le dichiarazioni della FMH o di Santésuisse sul rapporto tra reddito e cifra d'affari fatturata a carico dell'AOMS si fondano su stime.</p>  Risposta del Consiglio federale.