<h2>SubmittedText<h2><p>Per calcolare l'IVA, la dogana converte in franchi svizzeri l'importo fatturato in euro. A tal fine deve essere fissato un tasso di conversione. La decisione d'imposizione consegnata al cliente non è per nulla trasparente, poiché non indica il corso di cambio della valuta estera né l'importo effettivo sul quale viene riscossa l'IVA.</p><p>A questo proposito chiedo al Consiglio federale:</p><p>1. Quale corso di cambio applica l'Amministrazione federale delle dogane (AFD) nelle importazioni dalla zona euro?</p><p>2. Come si spiega che essa, in data 23 febbraio, abbia applicato un corso dell'euro di 1.48?</p><p>3. Perché il corso dell'euro non viene reso noto all'importatore?</p><p>4. L'IVA è riscossa solo sul valore della merce o anche sui costi complessivi generati all'estero (cioè imballaggio e spese di spedizione inclusi)?</p><p>5. Quale corso dell'euro applica la Confederazione presso gli altri servizi amministrativi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Chi trasporta beni attraverso il confine deve dichiararli all'Amministrazione federale delle dogane (AFD) per l'imposizione all'importazione. L'obbligo di dichiarazione della Posta e delle ditte di corriere implica la determinazione della base di calcolo dell'imposta in franchi svizzeri e la relativa indicazione nella dichiarazione doganale. L'AFD verifica l'esattezza della dichiarazione soltanto con controlli a campione.</p><p>1. Ai sensi dell'articolo 54 capoverso 5 della legge federale del 12 giugno 2009 concernente l'imposta sul valore aggiunto (LIVA; RS 641.20), per la conversione in franchi svizzeri dei prezzi in euro è rilevante il corso del cambio (vendita) applicato in borsa il giorno precedente l'allestimento della dichiarazione doganale. L'AFD fissa tale cambio in base all'analisi di mercato della ditta SIX Telekurs AG e lo pubblica sul proprio sito (www.ezv.admin.ch).</p><p>2. Il corso di cambio per i prezzi in euro pubblicato dall'AFD per le dichiarazioni doganali del 23 febbraio 2012 era di 1.21951.</p><p>3. Per garantire ai partner della dogana una procedura semplice e conveniente, nella dichiarazione doganale l'AFD si limita a chiedere solo i dati assolutamente indispensabili per la determinazione dei tributi di piccoli invii. Pertanto, il corso della valuta estera non deve essere indicato nella dichiarazione doganale. Tuttavia, molte ditte di corriere lo citano su tale documento di propria iniziativa. La Posta sta considerando l'ipotesi di indicare sulle sue fatture d'imposizione il corso della valuta estera applicato.</p><p>4. L'imposta sull'importazione è calcolata non solo sulla controprestazione, convertita in franchi svizzeri, che l'importatore deve pagare per la merce, ma anche, se non già comprese, sulle spese di trasporto, su quelle relative alle formalità doganali e su tutti i costi connessi al trasporto fino al luogo di destinazione in territorio svizzero, inclusi eventuali tributi doganali (art. 54 cpv. 3 LIVA). Spesso le differenze di valore contestate sono da attribuire a tali costi aggiuntivi, e non all'applicazione di un corso di cambio troppo elevato. Per questo motivo, sia l'AFD sia La Posta forniscono informazioni esaurienti sul calcolo dell'imposta nei rispettivi siti.</p><p>5. Per il calcolo dell'IVA dovuta in Svizzera, l'Amministrazione federale delle contribuzioni applica gli stessi corsi delle valute estere dell'AFD. Per l'esecuzione del bilancio della Confederazione, per il 2012 la tesoreria federale ha stabilito un corso fisso per gli importi in euro pari a 1.25, che corrisponde al corso di riferimento del preventivo per il 2012 fissato a giugno 2011. La tesoreria federale garantisce in modo costante il fabbisogno di valute estere delle unità amministrative nel periodo tra l'emanazione delle istruzioni sul preventivo e la decisione materiale del Consiglio federale concernente il preventivo. Il corso di cambio definitivo del preventivo è fissato a giugno in base all'evoluzione delle divise rilevata nel primo semestre.</p>  Risposta del Consiglio federale.