<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale ha espresso l'intenzione di firmare il Patto ONU per la migrazione nel mese di dicembre 2018 a Marrakech. A causa delle numerose richieste ivi contenute che presentano gradi di dettaglio e orientamenti in parte assurdi, urge chiarire se il Collegio intende applicarle in Svizzera. Siccome il Consiglio federale non ha approfondito la questione nell'ora delle domande del 24 settembre 2018, viene invitato con la presente interpellanza a rispondere a quanto segue:</p><p>1. Quale valore politico e giuridico attribuisce al Patto ONU per la migrazione?</p><p>2. Intende soddisfare le richieste del Patto ONU secondo le quali i migranti, quando stipulano un contratto di lavoro, hanno il diritto di richiedere una traduzione in una lingua a loro comprensibile? In caso affermativo, in che modo?</p><p>3. Prevede di attuare le richieste del Patto ONU relative alla legalizzazione dello statuto di soggiorno di persone che risiedono illegalmente in un Paese (i cosiddetti sans papiers)? In caso affermativo, come intende procedere?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Patto ONU per la migrazione non è un trattato internazionale, ma uno strumento di soft law non giuridicamente vincolante per la Svizzera. Il Patto ha un impatto politico e l'adesione della Svizzera segnala la volontà politica di sostenere gli sforzi compiuti dalle Nazioni Unite a favore di una governance della migrazione. Contiene dieci principi guida e 23 obiettivi e, per ogni obiettivo, un catalogo di strumenti volontari di attuazione che possono essere scelti liberamente. La Svizzera applica già diverse delle raccomandazioni del Patto nei vari settori politici previsti. I principi guida e gli obiettivi sono perfettamente conformi alla politica in materia di migrazione della Svizzera. Sul piano della politica interna, la Svizzera non si trova quindi nella situazione di dover agire a livello legislativo né operativo. </p><p>2. Le parti contraenti devono essere in grado di capire il contenuto del contratto di lavoro. La prassi svizzera è conforme a questa raccomandazione. Non vi è quindi la necessità di agire. </p><p>3. Il Patto ONU per la migrazione non prevede di chiedere la legalizzazione dei cosiddetti sans papiers ma, quale strumento di attuazione facoltativo, raccomanda di prendere in considerazione l'esame di ogni singolo caso. La prassi della regolamentazione dei casi di rigore sperimentata da anni in Svizzera è conforme a questa raccomandazione. Il Consiglio federale non vede al riguardo la necessità di agire. Inoltre, nell'ambito del postulato della CIP-N 18.3381, "Per un'ampia analisi della problematica dei sans papiers", del 12 giugno 2018, il Consiglio federale elaborerà un rapporto sulla problematica dei sans papiers.</p>  Risposta del Consiglio federale.