<h2>SubmittedText<h2><p></p><p>Il Consiglio federale è incaricato di esaminare, come stabilito nel postulato Eppenberger 89.689, "Accesso all'informazione. Buoni uffici della Svizzera", a quali condizioni determinati istituti svizzeri possano ricevere per via elettronica, autenticare, custodire in modo sicuro e rendere accessibili in modo affidabile, anche in tempi di crisi o di guerra, documenti pubblici e privati di soggetti stranieri. A tal fine occorre inoltre definire criteri e soluzioni che contrastino il furto di documenti in generale e in particolare la ricettazione da parte di uno Stato e che in ogni caso non li favoriscano. Si dovrà dunque dare risposta negativa alle richieste corrispondenti degli Stati cui può essere opposto l'estoppel, vale a dire quelli che con atti od omissioni hanno favorito un illecito.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale non ritiene che sia necessario intervenire offrendo servizi di notariato o di archiviazione per documenti elettronici privati e pubblici. In tale settore non sussistono lacune che dovrebbero essere colmate a favore del rispetto del diritto internazionale e della pace. La non disponibilità di documenti in tempo di crisi o di guerra non costituisce un problema urgente. Nell'ultimo ventennio, ossia dalla presentazione del postulato Eppenberger, "Gute Dienste zur lnformationskultur" ("Buoni uffici per la cultura dell'informazione"), le capacità di registrazione, memorizzazione, trasmissione e richiamo di informazioni elettroniche sono notevolmente migliorate. </p><p>Se venissero pubblicati documenti contro la volontà di anche uno solo degli autori, la Svizzera sarebbe esposta al rischio di coinvolgimento in conflitti internazionali. Inoltre, una simile offerta sarebbe poco utilizzata se i relativi utenti devono mettere in conto la possibilità di una pubblicazione di informazioni confidenziali contro la loro volontà. </p><p>Infine, il Consiglio federale è convinto che le misure per la lotta contro il terrorismo e la criminalità dovrebbero essere organizzate in modo da evitare o minimizzare, nel quadro di una ponderazione degli interessi, le ripercussioni negative sullo Stato di diritto, sul diritto internazionale e sulla libertà di stampa.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.