<h2>SubmittedText<h2><p>1. In che misura la Svizzera coopera con il "Green Deal" europeo nel quadro di "Fit for 55"?</p><p>2. In quali settori sono possibili ulteriori cooperazioni nel campo del "Green Deal" / "Fit for 55" e quali sarebbero le condizioni necessarie a tal fine? </p><p>3. A quali condizioni la Svizzera può aderire al piano per la ripresa europea?</p><p>4. In che modo la Svizzera partecipa al piano di ricostruzione dell'UE per l'Ucraina (RebuildUkraine)?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1.-2. La Svizzera non partecipa alle iniziative dei pacchetti "EU Green Deal" o "Fit for 55". Tuttavia, la Svizzera condivide con l'UE molti degli obiettivi fissati. Esiste anche una stretta collaborazione con l'UE attraverso l'accordo sul collegamento dei sistemi di scambio di quote di emissioni di gas a effetto serra fra la Svizzera l'UE (accordo ETS). Nell'ambito del corrispondente Comitato misto, è in corso uno scambio al fine di strutturare in modo equivalente le regole dei due ETS, in modo da garantire condizioni di parità per i partecipanti all'ETS. L'Agenzia europea dell'ambiente (AEA), di cui la Svizzera è membro a pieno titolo, sarà anche responsabile della misurazione e della valutazione dell'attuazione del Green Deal dell'UE.</p><p>Il Consiglio federale sta analizzando i possibili impatti del Green Deal dell'UE sulla Svizzera, come l'introduzione del sistema di compensazione delle emissioni di CO2 nell'UE. A questo proposito, ha incaricato un gruppo di lavoro interdipartimentale (IDAG) di esaminare attentamente le opzioni d'intervento della Svizzera. È ipotizzabile un approfondimento dello scambio con l'UE nel settore del Green Deal e in particolare della protezione del clima (pacchetto "Fit for 55").</p><p>3. Per mitigare le conseguenze economiche della crisi del Covid 19, l'UE ha adottato importanti misure. Il fulcro di queste misure è "NextGenerationEU". Il fondo che ne fa parte è dotato di 800 miliardi di euro e l'eccesso è limitato all'UE e ai suoi Stati membri. Non è prevista la partecipazione di Paesi terzi come la Svizzera. Fin dall'inizio della crisi di covid-19, il Consiglio federale ha fatto affidamento sulle misure nazionali, in modo da sostenere a breve termine l'economia svizzera e per rafforzarla nel lungo termine. A causa dello stretto intreccio tra l'economia svizzera e quella dell'UE, le rispettive misure e programmi hanno effetti indirettamente positivi per l'altra parte. Gli obiettivi dei piani nazionali di ricostruzione e del Green Deal dei Paesi dell'UE-13 si riflettono anche nei programmi di coesione.</p><p>4. L'UE ha annunciato l'intenzione di svolgere un ruolo importante nella ricostruzione dell'Ucraina, in particolare attraverso il piano di ricostruzione "RebuildUkraine", che sarà realizzato insieme al governo ucraino. La Commissione europea è responsabile della definizione dei prossimi passi per l'attuazione. Sebbene la piattaforma di ricostruzione annunciata dall'UE sia destinata ad essere aperta ai partner internazionali, è ancora in fase di sviluppo e le modalità concrete di partecipazione per i Paesi terzi non sono ancora chiare. La Svizzera segue da vicino gli sviluppi in questo settore e valuterà a tempo debito le possibilità di partecipazione. Con lo svolgimento della Ukraine Recovery Conference (URC 2022) il 4-5 luglio 2022 a Lugano, la Svizzera ha dato un importante contributo agli sforzi internazionali per la ricostruzione dell'Ucraina a medio e lungo termine. La conferenza ha quindi portato all'adozione della Dichiarazione di Lugano. Questo documento contiene i principi di Lugano, secondo i quali dovrà essere condotto il processo di ricostruzione in Ucraina, ad esempio le riforme, la trasparenza, la lotta alla corruzione e la garanzia di una giustizia indipendente. La dichiarazione è stata sostenuta da tutti gli Stati e le organizzazioni che hanno partecipato alla URC, compresa l'UE.</p>  Risposta del Consiglio federale.