B u n d e s v e rw a l t u n g s g e r i ch t T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i f f éd é r a l T r i b u n a l e am m i n i s t r a t i vo f e d e r a l e T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i v fe d e r a l Corte IV D-3502/2013 S e n t e n z a d e l 27 g i u g n o 2 0 1 3 Composizione Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, con l'approvazione del giudice Walter Lang; cancelliera Nicole Manetti. Parti A._______, nato il (...), Marocco, ricorrente, contro Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore. Oggetto Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; decisione dell'UFM del 19 giugno 2013 / N (...). D-3502/2013 Pagina 2 Visto: la domanda d'asilo che l'interessato ha presentato in Svizzera in data 22 maggio 2013; il documento che l'UFM ha rimesso al ricorrente il giorno medesimo, mediante il quale lo ha reso attent o circa la necessità di consegnare, entro le 48 ore successive all'inoltro della sua istanza, un documento d'identità o di viaggio, con comminatoria che, in caso di mancata consegna e in assenza di motivi scusabili, non si entra nel merito della sua domanda d'asilo; i verbali di audizione del 3 giugno 2013 (di seguito: verbale 1) e dell'11 giugno 2013 (di seguito: verbale 2); la decisione dell'UFM del 19 giugno 2013, notificata all'interessato il gior- no medesimo (cfr. atto A 14/1), con la quale detto Ufficio non è entrato nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a della legge sull’asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) e ha pronunciato l'allont a- namento dell'interessato dalla Svizzera nonché l'esecuzione dell'allont a- namento medesimo siccome lecita, esigibile e possibile; il ricorso del 19 giugno 2013 (cfr. timbro del plico raccomandato; data di entrata: 20 giugno 2013); la copia dell'incarto dell'UFM, pervenuta al Tribunale amministrativo fede- rale (di seguito: il Tribunale) via fax in data 20 giugno 2013; i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei consid e- randi che seguono; e considerato: che presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 2 LAsi) contro una dec i- sione in materia d'asilo dell'UFM (art. 6 e 105 LAsi, art. 31-33 della legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 [LTAF, RS 173.32]), il ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a-c e 52 della legge federale sulla procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021); che tuttavia nell'ambito di ricorsi contro decisioni di non entrata nel merito ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, l'oggetto suscettibile di essere i m-D-3502/2013 Pagina 3 pugnato non può essere esteso alla questione della concessione dell'as i- lo, che presuppone una decisione nel merito della domanda stessa; che di conseguenza, la conclusione ricorsuale implicita tendente alla con- cessione dell'asilo è inammissibile; che nei citati limiti vi è motivo di entrare nel merito del ricorso; che i ricorsi mani festamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, sono decisi in procedura semplificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l’approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la dec i- sione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi); che ai sensi dell'art. 111a cpv. 1 LAsi si rinuncia allo scambio degli scritti; che giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi non si entra nel merito di una d o- manda d'asilo se il richiedente non consegna alle autorità alcun doc u- mento di viaggio o d' identità entro 48 ore dalla presentazione della d o- manda; che secondo l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si applica se l'int e- ressato può rendere verosimile di non essere in grado, per motivi scus a- bili, di consegnare documenti di viaggio o d'identi tà entro 48 ore dalla presentazione della domanda (lett. a), se la qualità di rifugiato del rico r- rente è accertata in base all'audizione, nonché in base all'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), oppure se l'audizione rileva che sono necessari ulteriori chiarimenti per accertare la qualità di rifugiato o l'esistenza di un imped i- mento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. c); che sono documenti di viaggio o d'identità ai sensi di legge quelli ufficiali, segnatamente il passaporto e la carta d'identità, che permettono un'iden- tificazione certa del richiedente l'asilo (in particolare della sua cittadina n- za) e che ne assicurano il rimpatrio senza necessità di particolari formal i- tà amministrative (DTAF 2007/7 consid. 5); che, per contro, non sono documenti validi giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi quelli emessi per altri scopi, come la licenza di condurre, la carta professionale, il certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato di f i- ne degli studi (ibid., consid. 6); che nel caso concreto il ricorren te, a distanza di un mese dalla presenta- zione della domanda d'asilo, non ha esibito alcun documento che ade m- pia i citati criteri; D-3502/2013 Pagina 4 che durante l'audizione sulle generalità ha dichiarato di essere titolare di un passaporto e di una carta d'identità, che tutt avia avrebbe lasciato in Grecia; che non avre bbe fatto nulla per procurarsi i documenti in quanto non troverebbe il numero di telefono della persona alla quale li avrebbe lasciati; che tuttavia starebbe cercando di rintracciare questa persona tramite Internet (cfr. verbale 1, pagg. 5 seg.); che durante la seconda a u- dizione egli ha nuovamente dichiarato di avere lasciato i suoi documenti in Grecia, e alla domanda di quali documenti si trattasse, egli ha risposto di avervi lasciato il passaporto e il foglio di via rilasciat ogli dalle autorità greche, senza tuttavia menzionare , questa volta, la carta d'identità, che ha confermato di avere lasciato in Grecia solo dopo che l'auditore lo ha reso attento su quanto affermato durante la prima audizione; che egli ha nuovamente dichiarato di non avere fatto nulla al fine di consegnare i d o- cumenti richiesti in quanto non avrebbe potuto contattare il suo amico in Grecia via Internet (cfr. verbale 2, pagg. 2); che queste dichiarazioni non convincono e, considerato peraltr o che agli atti non vi è traccia di alcuna pratica intrapresa dall'interessato per procurarsi i documenti richiesti, il Tribunale ha ragione di credere che egli non si sia adoperato per ade m- piere all'invito di presentare detti documenti per i bisogni della causa; che non avendo né esibito un documento d'identità, né fornito una valida e verosimile giustificazione per la mancata produzione, l'eccezione prev i- sta all'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi a favore dell'insorgente non è applicabile; che in assenza di doc umenti d'identità occorre inoltre esaminare se, in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, in ba- se agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione, è accertata la qualità di rifu - giato del richiedente; che inoltre con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legislatore ha pure introdotto, con l'art. 32 cpv. 2 lett. a nonché cpv. 3 LAsi, una pr o- cedura sommaria nell'ambito della quale è statuito sull'adempimento o meno della qualità di rifugiato, nonostante la stessa termini con una deci- sione di non entrata nel merito (DTAF 2007/8 consid. 5); che, come rettamente ritenuto dall'autorità inferiore nella querelata decisione alla quale si rinvia, il Tribunale ritiene che le allegazioni dell'interessato non soddisfino le condizioni degli art. 3 e 7 LAsi; che in particolare motivi di natura economica sono irrilevanti ai sensi delle norme in materia di concessione dell'asilo; che il richiedente ha addotto di avere lasciato il Paese in quanto non avrebbe trovato un lavoro e come D-3502/2013 Pagina 5 sahraui sarebbe discriminato; che , essendo il capofamiglia a seguito del decesso del padre, vorrebbe aiutare la sua famiglia (cfr. verbale 1, pag. 7 e verbale 2, pag. 10); che egli ha espressamente dichiarato che se avesse avuto un lavoro sarebbe rimasto in Mar occo (cfr. verbale 1, pag. 8); che circa i timori di essere arrestato per avere preso parte nel 2010 a una manifestazione per i diritti del popolo sahraui svoltasi a B._______, a po- chi chilometri dalla sua città C._______, nel Sahara occidentale (cfr. ver- bale 1, pag. 7 e verbale 2, pagg. 3 e 10), il Tribunale ritiene che l'autorità inferiore abbia rettamente giudicato inattendibili le dichiarazioni del richi e- dente a riguardo; che a titolo di esempio , egli ha dichiarato di avervi pa r- tecipato assieme alla ma mma e alla sorella, e interrogato sulla ragione per cui esse abbiano potuto rimanere a vivere a C._______, il richiedente ha risposto che, a differenza di loro, egli avrebbe fatto parte del gruppo di giovani che avrebbero organizzato il campo (cfr. verbale , pagg. 3, 6 e 9); che d'altra parte però ha dichiarato che la manifestazione sarebbe iniziata l'8 ottobre 2010 ma egli vi avrebbe aderito solo il (...) ottobre 2010 (cfr. verbale 2, pag. 4); che inoltre il fatto che egli abbia lasciato il Paese muni- to del suo proprio passaporto (cfr. verbale 1, pag. 6) dimostra che non nu- triva particolari timori di essere arrestato; che peraltro ha dichiarato di non avere fatto nulla, a distanza di anni, per informarsi su sue eventuali pe n- denze con le autorità marocchine (cfr. verbale 2, pag. 9); che per il resto si rinvia ai considerandi della decisione impugnata; che neppure dalle allegazioni ricorsuali emergono nuovi elementi, fatti o mezzi di prova, atti a modificare quanto già ritenuto in prima istanza, si c- ché per evitare ulteriori ripetizioni, si rimanda alle considerazioni dell'UFM; che pertanto non risultano elementi ai sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi da cui dedurre la necessità di ulteriori accertamenti ai fini della determ i- nazione della qualità di rifugiato dell'insorgente; che inoltre non si giustificano neppure delle misure di istruzione complementari ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedimento all'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente dal punto di vista dell'ammissibilità (cfr. DTAF 2009/50, consid. 5 -8 e DTAF 2007/8, consid. 5.6.5-5.7); che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere che l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente nel suo Paese di origine D-3502/2013 Pagina 6 possa violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confeder a- zione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della Conven- zione del 28 luglio 1951 sullo statuto dei rifugiati (Conv., RS 0.142.30), l'art. 5 LAsi (divieto di respingimento) nonché l'art. 83 cpv. 3 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) o esporre il ricorrente al rischio reale ed immediato di trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione del 4 novembre 1950 per la salvaguardia dei diri tti dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione del 10 dicembre 1984 contro la tortura ed altre pene o tra t- tamenti crudeli, inumani o degradanti (Conv. tortura, RS 0.105); che da quanto esposto ne discende che l' UFM rettamente non è entrato nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi; che di conseguenza, in materia di non entrata nel merito, il ricorso, dest i- tuito di ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la decisi o- ne impugnata va confermata; che il ricorrente non adempie le condizioni in virtù delle quali l'UFM avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera (art. 14 cpv. 1 e cpv. 2, art. 44 cpv. 1 LAsi, nonché art. 32 ordinanza 1 dell'11 agosto 1999 sull'asilo relativa a questioni procedurali [OA si 1, RS 142.311] ; DTAF 2009/50 consid. 9); che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 LStr; che, giusta suddetta norma, l'esecuzione dell'allontanamento deve essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragione- volmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr); che, in considerazione di quanto indicato poc'anzi, ai sensi delle norme di diritto internazionale pubblico nonché della LAsi, l'esecuzione dell'allont a- namento è ammissibile (cfr. art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 cpv. 3 LStr); che la situazione vigente in Marocco non è caratterizzata da guerra, guer- ra civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme della popolazi o- ne nell'integralità del territorio nazionale; che quanto alla situazione personale del ricorrente egli è giovane, scola- rizzato e dispone di un diploma professionale come (...) (cfr. verbale 1, pagg. 3 seg.); che inoltre egli dispone in patria di una rete familiare, visto che vi risiedono la mamma, la sorella nonché zie e zii materni e paterni (cfr. verbale 1, pag. 5); che infine il ricorrente non ha preteso nel gravame D-3502/2013 Pagina 7 di soffrire di gravi problemi di salute che possano giustificare la sua am- missione provvisoria (cfr. DTAF 2009/2 consid. 9.3.2 e relativi riferimenti), senza che da un esame di ufficio degli atti di causa emerga la necessità di una sua permanenza in Svizzera per motivi medici; che pertanto l'es e- cuzione dell'allontanamento del ricorrente nel suo Paese di origine è r a- gionevolmente esigibile (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 cpv. 4 LStr); che infine non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 cpv. 2 LStr); che infatti il ricorrente , usando della necessaria dil i- genza, potrà procurarsi ogni documento indispensabile al rimpatrio (cfr. DTAF 2008/34 consid. 12); che l'esecuzione dell'allontanamento è du n- que pure possibile; che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, r a- gionevolmente esigibile e possibile; che di conseguenza, anche in mat e- ria di allontanamento e relativa esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata; che, in virtù di quanto precedentemente enunciato, le conclusioni rico r- suali tendenti all'annullamento della decisione impugnata e alla trasmi s- sione degli atti all'autorità inferiore per una nuova decisione vanno respin- te; che avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso la domanda di esenzione dal versamento di un anti cipo equivalente alle presunte spese processuali è divenuta senza oggetto; che visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.–, che seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del Regolamento sulle ta s- se e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]); che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]); D-3502/2013 Pagina 8 il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 1. Nella misura in cui ammissibile, il ricorso è respinto. 2. Le spese processuali di CHF 600.– sono poste a carico del ricorrente . Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sentenza. 3. Questa sentenza è comunicata al ricorrente, all'UFM e all'autorità cant o- nale competente. Il giudice unico: La cancelliera: Daniele Cattaneo Nicole Manetti Data di spedizione: