<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di adottare misure affinché i produttori possano consentire espressamente per contratto ai rivenditori in Svizzera di effettuare lavori di installazione, manutenzione e in garanzia ecc. per i loro prodotti anche quando sono stati acquistati direttamente nello SEE.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è consapevole del problema dei prezzi elevati in Svizzera e da alcuni anni sta lavorando, per esempio con l'introduzione del principio "Cassis de Dijon", per eliminare gli ostacoli al commercio inutili. A suo avviso, tuttavia, le regolamentazioni statali dettagliate per le catene di fornitura verticali sono poco indicate a contrastare i prezzi elevati svizzeri e costituiscono una notevole ingerenza nella libertà contrattuale dei partner commerciali. Si tratta piuttosto di porre l'accento sulla promozione coerente della concorrenza, eliminando per esempio altri ostacoli al commercio e facilitando le importazioni parallele e dirette.</p><p>Per quanto riguarda le richieste esposte nella mozione è poco chiaro se le misure di tipo privato adottate da produttori e importatori descritte siano effettivamente diffuse in maniera capillare e riconducibili a quanto esposto dall'autore della mozione o se si tratta di casi isolati. La Commissione della concorrenza (COMCO) lo appurerà. In un secondo tempo bisognerebbe chiedersi in che misura simili comportamenti limitino la concorrenza ai sensi della legge sui cartelli. La COMCO può intervenire già oggi nel caso di accordi tra un produttore e un rivenditore estero o svizzero che limitano la concorrenza, esaminando in particolare la struttura concreta dei sistemi di distribuzione, le condizioni della concorrenza (livello della concorrenza intramarca e intermarca) ed eventuali condizioni che giustifichino tali accordi. In un caso, per esempio, la COMCO ha deciso che l'esclusione per contratto di prestazioni di garanzia per merci acquistate al di fuori di un sistema di distribuzione selettiva non costituisce un accordo illecito volto a limitare la concorrenza e questo perché una tale limitazione della garanzia ha gli stessi effetti della limitazione della vendita a rivenditori autorizzati. Secondo la COMCO (DPC 2014/2, 410 e segg. marg. 39 e segg., Jura) non si è in presenza di un accordo direttamente sanzionabile di protezione territoriale assoluta ai sensi dell'articolo 5 capoverso 4 LCart.</p><p>Il Consiglio federale non è inoltre autorizzato a modificare la comunicazione sugli accordi verticali. L'emanazione e la modifica di simili comunicazioni compete esclusivamente alla COMCO. Alla luce di quando esposto, il Consiglio federale non reputa opportuno alcun disciplinamento a livello di ordinanza.</p><p>In definitiva, l'obbligo di inserire una disposizione relativa all'ammissibilità di certe misure nei contratti privati limiterebbe fortemente la libertà contrattuale. Il Consiglio federale ritiene che un simile intervento profondo nella libertà economica non sia giustificato nel caso in questione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.