<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di ridurre gli oneri burocratici imposti ai cittadini per quanto riguarda le automobili a seguito dell'introduzione il 1° luglio 2012 della legge sul CO2. In particolare, occorre instaurare un sistema efficiente per la trasmissione elettronica di dati tra i cantoni e la Confederazione.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>All'acquisto di una nuova automobile in Svizzera, l'importatore o il concessionario si occupa di tutte le formalità d'importazione e immatricolazione, sgravando il cliente da tali operazioni. L'importatore generale o parallelo, registrato presso l'Ufficio federale delle strade (USTRA) come titolare dell'omologazione, garantisce il pagamento della sanzione dovuta in caso di superamento del valore limite di CO2.</p><p>Chi acquista il proprio veicolo all'estero e lo importa in Svizzera, non beneficia di tale procedura semplificata. Nel secondo semestre del 2012, le cosiddette importazioni dirette rappresentavano meno del 2,4 per cento delle nuove immatricolazioni di automobili. Questi veicoli non sono attribuibili ad alcun titolare dell'omologazione, garante del pagamento di un'eventuale sanzione CO2 nei confronti della Confederazione. È consentito quindi immatricolare tali veicoli solo una volta attestato che tale sanzione non è dovuta o è già stata pagata. Essendo tali accertamenti a cura dell'USTRA, gli uffici della circolazione vengono notevolmente sgravati, mentre i tempi previsti per l'immatricolazione si allungano di regola di soli uno a tre giorni. Il Consiglio federale ritiene accettabili queste modalità, che peraltro potranno essere ottimizzate a medio termine (prevedibilmente a partire dal 2018) grazie al nuovo sistema informativo delle immatricolazioni (IVZ), attualmente in fase di sviluppo, destinato a sostituire le tre attuali banche dati nazionali centrali MOFIS, FABER e ADMAS (veicoli, conducenti e misure amministrative).</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.