B u n d e s v e rw a l t u n g s g e r i ch t T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i f f éd é r a l T r i b u n a l e am m i n i s t r a t i vo f e d e r a l e T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i v fe d e r a l Corte IV D-2417/2010 S e n t e n z a d e l 28 m a r z o 2 0 12 Composizione Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, con l'approvazione del giudice Bendicht Tellenbach; cancelliere Gilles Fasola. Parti A._______, nato il (…), B._______, nata il (…), C._______, nata il (…), D._______, nato il (…), Kosovo e Serbia, tutti rappresentati dal Signor Rosario Mastrosimone, ricorrenti, Contro Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore. Oggetto Esecuzione dell'allontanamento; decisione dell'UFM del 17 marzo 2010 / N […]. D-2417/2010 Pagina 2 Fatti: A. Il (…), gli interessati hanno presentato una domanda di asilo in Svizzera. Hanno dichiarato, in sostanza e per quanto è qui di rilievo (cfr. verbali di audizione del 22 gennaio 2009 del richiedente [di seguito: verbale 1] e della richiedente [di seguito: verbale 2] nonché verbali di audizione del 25 maggio 2009 del richiedente [di seguito: verbale 3] e della richiedente [di seguito: verbale 4] ) di essere cittadini kosovari, di etnia serba, di aver e avuto ultimo domicilio in Patria a E._______ fino al (…), di essersi poi re- cati a F._______ (Serbia) per una quindicina di giorni e di avere, infine, vissuto a G._______ (Serbia), per dieci anni fino all'espatrio. B. Con decisione del 17 marzo 2010 , notificata agli interessati il 18 marzo 2010 (cfr. atto A12/1) , l'UFM ha respinto la succitata domanda di asilo. Detto Ufficio ha pure pronunciato l'allontanamento deg li interes- sati dalla Svizzera e l'esecuzione del loro allontanamento, siccome lecita, esigibile e possibile. C. Il 12 aprile 2010, gli insorgenti hanno inoltrato ricorso dinanzi al Tribunale amministrativo fede rale (di seguito: il Tribunale), limitatamente all'esecuzione dell'allontanamento, contro la menzionata decisione dell'UFM. Hanno chiesto l'annullamento della decisione impugnata e la concessione dell'ammissione provvisoria. Ha nno altresì presentato una domanda di esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili spese processuali. D. Con decisione incidentale del 7 maggio 2010, il Tribunale ha respinto la succitata domanda di esenzione dal versamento di un anticipo equivalen- te alle presumibili spese processuali ed ha invita to i ricorrenti a versare, entro il 25 maggio 2010, un anticipo di CHF 600. - a copertura delle pr e- sumibili spese processuali, con comminatoria di inammissib ilità del rico r- so in caso di decorso infruttuoso del termine. E. In data 25 maggio 2010, i ricorrenti hanno tempestivamente versato l'an- ticipo richiesto. D-2417/2010 Pagina 3 Diritto: 1. 1.1. Le procedure in materia di asilo sono rette dalla Legge federale del 20 dicembre 1968 sulla procedura amministrativa (PA; RS 172.021), dalla legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale amministrativo federale (LTAF, RS 173.32) e dalla legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale (LTF, RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 1.2. Il Tribunale giudica definitivamente i ricorsi contro le decisioni dell'UFM in materia di asilo , salvo se è stata depositata una domanda di estradizione da parte dello Stato abbandonato dal richiedente l'asilo in cerca di protezione (art. 31 e 33 lett. d LTAF, art. 105 LAsi e art. 83 lett. d cifra 1 LTF). 2. V'è motivo di entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni di ammissibilità di cui agli art. 48 cpv. 1, come pure 52 PA e all'art. 108 cpv. 1 LAsi. 3. 3.1. Giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 37 LTAF, nei procedimenti su ricorso è determinante la lingua della decisione i m- pugnata. Se le parti utilizzano un'altra lingua, il procedimento può svo l- gersi in tale lingua. 3.2. Nel caso concreto, la decisione impugnata è st ata resa in italiano ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente sentenza va redatta in italiano. 4. Il Tribunale esamina liberamente l'applicazione del diritto federale, l'accer- tamento dei fatti e l'inadeguatezza, senza essere v incolato dai motivi i n- vocati dalle parti (art. 62 cpv. 4 PA) o dai considerandi della decisione im- pugnata (cfr. DTAF 2009/57 consid. 1.2, pag. 798; PIERRE MOOR, Droit administratif, vol. II, 3ª ed., Berna 2011, n. 2.2.6.5). 5. Il ricorso del 12 aprile 2010 v erte solo sulla questione relativa all'esec u- zione dell'allontanamento. Ne discende che la decisione impugnata è D-2417/2010 Pagina 4 cresciuta in giudicato in materia di asilo e riguardo alla pronuncia dell'a l- lontanamento. 6. 6.1. Nella decisione im pugnata, l'UFM ha considerato, i n sostanza ed in merito all'esecuzione dell' allontanamento, che non si applicherebbe il principio del divieto di respingimento all'allontanamen to dei richiedenti, la cui esecuzione sarebbe ammissibile, ritenuto che non vi sarebbero indizi circa il rischio di esposizione a trattamenti contrari all'art. 3 della conve n- zione del 4 novembre 1950 per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU, RS 0.101). Detto Ufficio ha, altresì, consid e- rato che, benché in linea di principio un ritorno in Kosovo non sarebbe ra- gionevolmente esigibile, il Kosovo settentrionale costituirebbe un'ecc e- zione e quindi un'alternativa di soggiorno valida. Peraltro, né la situazione politica, né altri motivi relati vi ai richiedenti o dal punto di vista tecnico e pratico, si opporrebbero all'esigibilità e alla possibilità dell''esecuzione dell'allontanamento. Inoltre, l'UFM ha ritenuto che per i Serbi del Kosovo, in principio, esisterebbe anche l'alternativa di soggiorno in Serbia, dove gli interessati vi avrebbero vissuto per oltre dieci anni. Il Kosovo ne s a- rebbe infatti parte integrante e i Serbi del Kosovo sarebbero considerati dai Serbi come cittadini serbi. 6.2. Nel gravame, i ricorrenti, non contestano la decisione di rifiuto della loro domanda di asilo, ma sostengono che l'esecuzione dell'allontanamento verso il Kosovo, rispettivamente ver so la Serbia, non sarebbe al momento attuale ragionevolmente esigibile. In particolare, la dichiarazione della Missione di amministrazione provvi soria delle Nazioni Unite in Kosovo (di seguito: UNMIK) e le fotografie prodotte , dimostrerebbero (…), oltre che l'assenza delle condizioni minime per un rientro nel villaggio di origine. Essi ritengono peraltro che un'alternativa di soggiorno nel N ord del Kosovo sarebbe irreal istica. In aggiunta , la motivazione dell'UFM sarebbe gravemente carente, in quan to non sarebbe stata sufficientemente individualizzata. Segnatamente, non terrebbe conto del fatto che il ricorrente avrebbe operato (…), né darebbe peso alla presenza dei figli piccoli, né avrebbe tenuto conto dell'assenza di una rete sociale su cui realisticamente potersi appoggiare in una regione, il Nord del Kosovo, a loro sconosciuta . I ricorrenti sostengono inoltre di non disporre di una formazione sc olastica o professionale tale da offrire loro realistiche possibilità di integra zione. Per quanto concerne un eventuale allontanamento verso la Serbia, gli insorgenti affermano che, malgrado vi abbiano vissuto per dieci anni , la loro condizione D-2417/2010 Pagina 5 sarebbe stata quella di rifugiati interni ripudiati dalla popolazione locale. I ricorrenti affermano che in Serbia non disporrebbero della garanzia di un alloggio, né di un lavoro e sarebbero costretti a vivere in una situazione di precariato esistenziale senza possibilità di sbocchi futuri. L'assenza di un alloggio sarebbe inoltre particolarmente pregiudizievole, ritenuto che le autorità serbe subordinerebbero l'accesso al lavoro ed al sistema sanitario ad una residenza abitativa ufficiale. Visto quanto precede, l'UFM avrebbe fondato la propria decisione sulla base di un accertamento insufficiente della fattispecie. 7. 7.1. L'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 della legge federale sugli stranieri del 16 dicembre 2005 (LStr , RS 142.20). Giusta tale norma l'esecuzione dell'allontanamento deve essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr). 7.2. Nella fattispecie, i ricorrenti, di nazionalità kosovara e di etnia serba, sono co nsiderati S erbi dalle autorità s erbe ed hanno la possibilità di richiedere il riconoscimento ufficiale della cittadinanza serba (cfr. DTAF 2010/41 consid. 6.4.2, pag. 580 e relativi riferimenti). Gli stessi insorgenti hanno d'altronde dichiarato di disporre della nazionalità serba (cfr. verbale 3, pag. 5, Q 42 e 44; verbale 4, pag. 5, Q 54 e 55). Pertanto, nella presente sentenza verrà analizzata l'esecuzione dell'allontanamento dei ricorrenti verso la Serbia. 7.3. Ritenuto segnatamente il diniego della qualità di rifugiato nei confronti dei ricorrenti nella decisione di prima istanza, regolarmente cresciuta in giudicato, in assenza di una contestazione da parte dei medesimi tramite l'atto ricorsuale del 12 aprile 2010, n on emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere che l'esecuzione dell'allontanamento dei ricorrenti in Serbia possa violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost, RS 101), l'art. 33 della convenzione del 28 luglio 1951 sullo statuto dei rifugiati (Conv., RS 0.142.30), l'art. 5 LAsi (divieto di respingimento) nonché l'art. 83 cpv. 3 LStr. La portata dell'art. 83 cpv. 3 LStr non si esaurisce, altresì, nella massima del divieto di respingimento. Anche altri impegni di diritto internazionale della Svizzera possono essere ostativi all'esecuzione del rimpatrio, in par- ticolare l'art. 3 CEDU o l'art. 3 della convenzione del 10 dice mbre 1984 D-2417/2010 Pagina 6 contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumai o degradanti (Conv. tortura, RS 0.105). L'applicazione di tali disposizioni presuppone, peraltro, l'esistenza di serie e concrete ragioni per ritenere che lo strani e- ro possa essere esposto, nel Paese verso il quale sarà allontanato, a dei trattamenti contrari a detti articoli. S petta al ricorrente di rendere plausibi- le l'esistenza di siffatte serie e concrete ragioni. Nel caso concreto non è dato rilevare al cun serio indizio secondo cui i ricorrenti possano essere esposti, in caso di rimpatrio, al rischio reale ed immediato di un trattamento contrario alle succitate disposizioni. In altri termini, questi ultimi non hanno saputo fornire un insieme di indizi, oppure presunzioni non contraddet te, sufficientemente gravi, precise e concordanti quo ad un pericolo di esposizione personale ad atti o fatti che si ritengono contrari alle disposizioni sopra ccitate, in caso di ritorno in Serbia. Pertanto, come rettamente ritenuto nel giudizio litigioso, l'esecuzione dell'allontanamento in Serbia è ammissibile ai sensi delle norme del diritto pubblico internazionale nonché della LAsi. 7.4. 7.4.1. 7.4.1.1 Giusta l'art. 83 cpv. 4, l'esecuzione dell'allontanamento non può essere ragionevolmente esigibile qualora nello Stato di origine lo stranie- ro venisse a trovarsi concretamente in pericolo in seguito a situazioni quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza medica. 7.4.1.2 In Serbia non vige attualmente una situazione di guerra, guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme della popolazione nella totalità del territorio nazionale. 7.4.2. 7.4.2.1 Secondo la giurisprudenza del Tribunale, l'esecuzione dell'allo n- tanamento verso la Serbia di persone di etnia serba provenienti dal Kosovo, è ragionevolmente esigibile a condizione che venga effett uata una ponderazione scrupolosa del singolo caso, segnatamente in relazi o- ne alle conoscenze linguistiche, al livello di formazione, alle qualifiche ed esperienze professionali, a l legame con la Serbia, alla situazione fam i- gliare e medica, o ancora, ai mezzi finanziari di cui dispongono (cfr. DTAF 2010/41 consid. 8.3.3.6, pag. 588). D-2417/2010 Pagina 7 7.4.2.2 Quanto alla situazione personale dei ricor renti, essi sono ancora giovani. L 'insorgente gode di un' esperienza professionale quale (…) (cfr. verbale 1 pag. 2). I ricorrenti dispongono inoltre di un'importante rete sociale in Serbia, dove hanno vissuto gli ultimi dieci anni prima dell'esp a- trio, e vi risiedono tuttora il padre ed i fratelli dell'insorgente (cfr. verbale 1, pag. 4). In Serbia, i ricorrenti dispongono dello statuto di persona disloca- ta (cfr. verbale 3, pag. 5, Q 40-41), il quale permette loro di agevolare il reinserimento sociale in detto Paese (cfr. DTAF 2010/41, consid. 8.3.3.6, pag. 589 ). Peraltro, n el corso del loro soggiorno decennale in Serbia, malgrado le difficoltà congiunturali e gli asseriti episodi di intolleranza da parte della popolazione locale, i ricorrenti hanno dimostrato, seppure con notevoli sacrifici, di fare capo ai bisogni della famiglia, ritenuto che l'insor- gente lavorava saltuariamente come (…). Infine, i ricorrenti non ha nno preteso nel gravame di soffrire di gravi problemi di salute tali da giustifica- re una sua ammissione provvisoria ( cfr. DTAF 2009/2 consid. 9.3.2, pag. 21 e relativi riferimenti), senza che da un esame d'ufficio degli atti di causa emerga la necessità di una sua permanenza in Svizzera per motivi medici. In siffatte circostanze, l'autorità i nferiore ha rettamente ritenuto adempiti i presupposti per formulare una prognosi favorevole con rifer i- mento alle effettive possibilità per i medesimi di un adeguato reinserimen- to sociale in Serbia. Infine, gli insorgenti potranno, se necessario, richi e- dere un adeguato aiuto al ritorno ai sensi dell'art. 93 cpv. 1 lett. d LAsi. 7.4.3. 7.4.3.1 Nell'esame dell'esigibilità dell'esecuzione dell'allontanamento, l'i n- teresse superiore dei fanciulli è un elemento da prendere in considera- zione (cfr. GICRA 2005 n. 6 consid. 6.1). Ciò conduce ad un' interpreta- zione dell'art. 83 cpv. 4 LStr conforme al diritto internazionale pubblico ai sensi dell'art. 3 cpv. 1 della Convenzione del 20 novembre 1989 sui diritti del fanciullo (CDF, RS 0.107). In effetti, il benessere del fanciullo è un elemento di rilievo per l'esame dell'esigibilità. Sotto l'aspetto dell'interesse superiore del fanciullo devono essere inclusi e considerati tutti gli aspetti essenziali riguardo ad un possibile allontanamento verso il Paese di ori- gine. Nell'ambito di un esame approfondito possono essere di rilevanza i seguenti criteri: l'età, la maturità, la dipendenza, il genere dei contatti s o- ciali (prossimità, intensità, rilievo), caratteristiche della sua persona di rife- rimento (in particolare la possibilità e la dis ponibilità di sostenere il fa n- ciullo), grado e prognosi dello sviluppo e della formazione e il grado di i n- tegrazione in caso in un lungo soggiorno in Svizzera. In particolare , quest'ultimo criterio, la durata della permanenza in Svizzera, deve essere preso in considerazione in merito ad un esame delle possibilità ed ost a-D-2417/2010 Pagina 8 coli di un'integrazio ne nel Paese di origine del fanciullo, ritenuto che un fanciullo non dovrebbe essere sradicato senza motivo da un suo ambie n- te familiare. Dal punto di vista dello svilup po psicologico del fanciullo non deve essere tenuto conto solo della sua immediata sfera sociale (il nucleo familiare), ma anche il suo ulteriore inserimento sociale. Infatti, secondo la giurisprudenza , delle difficoltà di reinserimento nel Pa ese di origine, causate da un'integrazione avanzata del fanciullo in Svizzera, possono comportare l'inesigibilità dell'esecuzione dell'allontanamento dell'intera famiglia (cfr. DTAF 2009/28 consid. 9.3, pagg. 367ss.; GICRA 2005 n. 6). 7.4.3.2 Nel caso di specie, i due figli s ono nati rispettivamente nel (…) e (…). Essi hanno vissuto la maggior parte della loro vita in Serbia , aven- dovi soggiornato tra il (…) ed il (…) (cfr. verbale 1, pag. 2). In aggiunta, ri- siedono in Svizzera da soli tre anni, s ono tuttora dipendenti dai loro geni- tori ed impregnati del loro modo di vita, ragione per cui, anche nel loro caso, non vi è ragione di ammettere che un ritorno in Serbia equivarrebbe ad uno sradicamento completo tale da pregiudicare il loro sviluppo ed e- quilibrio. Pertanto, il loro allontanamento dalla Svizzera non viola l'art. 3 CDF. 7.4.3.3 In considerazione di quanto precede, l'esecuzione dell'allontan a- mento verso la Serbia è ragionevolmente esigibile nella fattispecie (art. 83 cpv. 4 LStr). 7.5. Non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità dell' e- secuzione dell'allo ntanamento (art. 83 cpv. 2 LStr). Infatti, i ricorrenti , usando della dovuto diligenza, anno procurarsi ogni documento necessa- rio al rimpatrio (art. 8 cpv. 4 LAsi; DTAF 2008/34 consid. 12 , pag. 513-515). L'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile. 8. 8.1. In consider azione di quanto precede , il gravame va disatteso e la querelata decisione confermata. 8.2. In ragione di quanto sopra, la questione relativa all'esecuzione dell'al- lontanamento verso il Kosovo può rimanere indecisa in questa sede. 9. Il ricorso , manifestamente infondato, è deciso in procedura semplificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di un secondo giudi- ce (art. 111 lett. e LAsi). D-2417/2010 Pagina 9 10. Visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600. –, che s e- guono la soccombenza, sono poste a carico dei ricorrenti (art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fe- derale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). Esse sono compu- tate con l'anticipo spese, di CHF 600. –, versato dai ricorrenti il 25 maggio 2010. (dispositivo nella pagina seguente) D-2417/2010 Pagina 10 Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 1. Il ricorso è respinto. 2. Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico dei ricorrenti . Esse sono compensate con l'anticipo spese, di CHF 600. -, versato il 25 maggio 2010 dai ricorrenti. 3. Questa sentenza è comun icata al ricorrente, all'UFM e all'autorità cant o- nale competente. Il giudice unico: Il cancelliere: Pietro Angeli-Busi Gilles Fasola Data di spedizione: