<h2>SubmittedText<h2><text><p>Recentemente si è appreso che un membro dell'Assemblea federale si è visto affidare un mandato remunerato dall'amministrazione federale e dal Consiglio federale.</p><p>1. Quanti altri mandati remunerati sono attualmente affidati a parlamentari dall'amministrazione o dal Consiglio federale?</p><p>2. Il Consiglio federale non riconosce che questa prassi costituisce una pericolosa distorsione al principio della separazione dei poteri?</p></text><h2>FederalCouncilResponseText<h2><text><p>La Costituzione federale (RS 101) contempla all'articolo 144 norme sull'incompatibilità. L'articolo 14 della legge sul Parlamento (LParl; RS 171.10) definisce tali incompatibilità per i membri dell'Assemblea federale e prevede tra l'altro che il personale dell'amministrazione federale centrale e decentralizzata non possa far parte dell'Assemblea federale (art. 14 lett. c LParl)u</p><p>L'articolo 11 lettera c LParl prescrive ai parlamentari di informare l'ufficio della camera competente in merito alle loro attività di consulenza o perizia per servizi federali.</p><p>L'interpretazione e l'applicazione di questo articolo della LParl spetta all'Assemblea federale, segnatamente ai suoi uffici. In relazione con i mandati remunerati del Consiglio federale, l'Ufficio del Consiglio degli Stati aveva già stabilito che in linea di principio le attività di consulenza o perizia di parlamentari per la Confederazione erano ammesse (comunicato stampa dell'ufficio del Consiglio degli Stati dell'8 novembre 2013).</p><p>Quanto alle domande:</p><p>1. Un'indagine presso i dipartimenti ha rivelato che attualmente sono affidati personalmente a parlamentari due mandati remunerati (in seno a DFAEe DDPS); al momento si sta valutando la proroga del mandato del DFAE. Esistono inoltre mandati assegnati a imprese più o meno strettamente connesse con parlamentari. Spetta all'Assemblea federale decidere se e a quali condizione tali mandati sottostiano all'indicazione delle relazioni d'interesse secondo l'articolo 11 LParl e alle disposizioni relative ai motivi d'incompatibilità secondo l'articolo 14 LParl.</p><p>Dieci parlamentari siedono peraltro in commissioni extraparlamentari senza competenze decisionali. Un parlamentare è membro di due commissioni extraparlamentari. Sette mandati concernono commissioni del DFAE, tre mandati il DEFR e un mandato il DDPS. L'attività in seno alle commissioni è remunerata mediante indennità giornaliere. Altri dettagli sono desumibili dal rapporto del 4 maggio 2016 sul rinnovo integrale degli organi extraparlamentari nominati dal Consiglio federale per il periodo 2016-2019 (FF 2016 3669, 3732).</p><p>2. Il Consiglio federale considera le norme sull'incompatibilità per i membri dell'Assemblea federale un importante strumento, volto a impedire concentrazioni di poteri e conflitti di interesse. Tali norme servono a garantire il principio di separazione dei poteri e contribuiscono al rafforzamento della fiducia nelle istituzioni statali. Il Consiglio federale ritiene che le disposizioni contenute nell'articolo 11 LParl (Indicazione delle relazioni d'interesse) e nell'articolo 14 LParl (Motivi d'incompatibilità) adempiano questi obiettivi (cfr. anche "Incompatibilità con il mandato parlamentare, Principi interpretativi dell'Ufficio del Consiglio nazionale e dell'Ufficio del Consiglio degli Stati per l'applicazione dell'articolo 14 lettere e ed f della legge sul Parlamento"; FF 2014 2819). Il Consiglio federale è consapevole che la scrupolosa applicazione di queste norme verrà seguita con attenzione a livello nazionale e internazionale. È tuttavia opportuno mantenere una certa cautela. In un Parlamento di milizia un certo accumulo di funzioni è inevitabile. Di regola, gli incarichi a tempo determinato per consulenze o perizie dietro mandato senza competenze decisionali non dovrebbero causare conflitti di interesse durevoli. Nel caso di conflitti di interesse puntuali spetta ai singoli membri del Parlamento rispettare le disposizioni sull'obbligo di ricusazione. In ultima istanza compete comunque all'Assemblea federale e ai suoi uffici giudicare nel singolo caso dell'esistenza di un'incompatibilità.</p></text>