<h2>SubmittedText<h2><p>Negli ultimi anni l'arrivo delle grandi catene di discount nel settore del commercio al dettaglio ha scatenato una feroce guerra dei prezzi sui prodotti più convenienti che, per attirare i consumatori, sono venduti sottocosto.</p><p>Le prime vittime di questa battaglia sono i piccoli commercianti indipendenti che, a causa delle dimensioni ridotte, non godono delle stesse condizioni di acquisto dei grandi distributori presso i fornitori. La situazione è aggravata da diverse pratiche (ristorni, incentivi sulle promozioni, partecipazioni pubblicitarie, ecc.) che si ripercuotono negativamente sui piccoli commercianti a causa dei prezzi gonfiati per compensare il costo di tali pratiche.</p><p>Tutto ciò fa sì che i commercianti locali indipendenti subiscano una concorrenza sleale e vedano il loro futuro compromesso.</p><p>Alla luce di questi fatti desidero porre al Consiglio federale le seguenti domande:</p><p>1. La Commissione federale della concorrenza ha già esaminato la situazione della concorrenza tra grande distribuzione e piccoli commercianti, in particolare per quel che riguarda i ristorni, gli incentivi sulle promozioni e le partecipazioni pubblicitarie?</p><p>2. È normale che i piccoli commercianti finanzino le pratiche menzionate dovendo pagare prezzi di acquisto più elevati?</p><p>3. La legge proibisce di vendere sottocosto: come viene controllato questo principio? Le autorità competenti effettuano regolari controlli per verificarne il rispetto?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. No, la Commissione federale della concorrenza (COMCO) non ha avuto l'occasione di esaminare la concorrenza tra grande distribuzione e piccoli commercianti. La situazione dei fornitori quali partner commerciali dei venditori al dettaglio è stata studiata da vicino nell'ambito dei controlli delle concentrazioni di impresa Migros/Denner e Coop/Carrefour. Inoltre nel corso dell'inchiesta Coop/Forte la COMCO aveva dovuto verificare se Coop abusasse di un'eventuale posizione dominante sul mercato imponendo ai propri fornitori un bonus per poter beneficiare di prestazioni supplementari.</p><p>Le statistiche attuali sul commercio al dettaglio non permettono di stabilire se il fatturato dei piccoli commercianti sia diminuito molto di più rispetto a quello delle grandi imprese di commercio al dettaglio. Secondo le analisi attuali del mercato del commercio al dettaglio, invece, i due giganti svizzeri, Coop e Migros, stanno subendo forti pressioni nella loro attività centrale e la loro espansione nel settore dei supermercati tradizionali si è arrestata. Risentono in particolare del crollo dei prezzi e del turismo degli acquisti. Restano invece in buone condizioni i venditori al dettaglio di dimensioni più ridotte. In conclusione non vi è alcun indizio del fatto che i piccoli commercianti al dettaglio stiano scomparendo a causa delle grandi catene. Si riscontra tuttavia una tendenza al ridimensionamento sia nei grandi che nei piccoli supermercati.</p><p>2. La COMCO non dispone di alcuna prova del fatto che i piccoli commercianti, pagando prezzi più elevati, stiano finanziando prestazioni dei fornitori quali ristorni legati al fatturato, incentivi sulle promozioni e partecipazioni pubblicitarie. Ciò nonostante è naturale che le grandi aziende siano generalmente in grado di acquistare in grandi quantità e quindi di concordare condizioni più vantaggiose.</p><p>3. Il diritto svizzero non prevede il divieto assoluto di vendere sottocosto. È sleale e illegale evidenziare particolarmente e reiteratamente nelle pubblicità offerte sottocosto ingannando così la clientela sulle proprie capacità o su quelle dei propri concorrenti (art. 3 cpv. 1 lett. f della legge federale del 19 dicembre 1986 contro la concorrenza sleale, LCSl). Il rispetto di questa disposizione è affidato alla vigilanza degli operatori del mercato, in particolare i concorrenti e le loro associazioni professionali ed economiche che hanno legittimazione attiva per agire contro pratiche commerciali sleali (art. 9 e 10 cpv. 2 lett. b LCSl).</p>  Risposta del Consiglio federale.