<h2>SubmittedText<h2><p>A luglio abbiamo appreso che ogni anno in Svizzera 5000 tonnellate di plastica finiscono nell'ambiente, e ciò tenendo conto soltanto delle materie plastiche comunemente utilizzate. Con 14 milioni di particelle di microplastiche che galleggiano sulla sua superficie, il lago Lemano non sarebbe quindi meno inquinato degli oceani. Almeno il 23 per cento dei detriti proviene da imballaggi. L'eccesso di imballaggio riguarda in particolare i prodotti biologici, e i consumatori, generalmente sensibili alle questioni ambientali, si lamentano regolarmente di questa incoerenza (che riguarda in particolare la frutta e la verdura). Inoltre, l'imballaggio di frutta e verdura non consente di acquistare esattamente le quantità necessarie, favorendo in tal modo lo spreco alimentare, che in Svizzera è considerato un problema di rilievo. Tuttavia, l'ordinanza sull'agricoltura biologica non richiede che questi prodotti siano imballati più degli altri.</p><p>1. Il Consiglio federale ritiene che il sovraimballaggio sia un problema per l'ambiente?</p><p>2. Nella sua risposta all'interpellanza Kälin 19.3484, il Consiglio federale afferma che se si osserva il carico inquinante complessivo generato dai consumi in Svizzera, la quota dovuta agli imballaggi è inferiore all'1 per cento. Ciò tiene conto del tempo di degradazione di questi materiali, che può variare da 400 anni per un sacchetto di plastica a un millennio per una bottiglia di plastica?</p><p>3. Il Consiglio federale indica inoltre che l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) sta lavorando a misure concernenti gli imballaggi nell'ambito della strategia di prevenzione dei rifiuti: concretamente, quali sono queste misure? Le associazioni dei consumatori sono state coinvolte nelle riflessioni?</p><p>4. Il Consiglio federale prevede di collaborare con i commercianti al dettaglio per trovare alternative agli imballaggi in plastica, in particolare quelli dei prodotti biologici (p. es. incidere al laser le etichette su frutta e verdura o utilizzare adesivi)?</p><p>5. Sono previste misure a sostegno della riduzione degli imballaggi dei prodotti biologici, ad esempio un'indicazione nell'ordinanza secondo cui, per quanto possibile, detti prodotti devono essere venduti sfusi?</p><p>6. Alla luce dell'esperienza acquisita con la tassazione dei sacchetti di plastica monouso, il Consiglio federale intende modificare le pratiche attraverso una pressione politica?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. Gli imballaggi servono a proteggere il prodotto dal deperimento o dal danneggiamento. Se utilizzati in modo eccessivo, diventano però un'inutile fonte di inquinamento ambientale, motivo per cui dovrebbero essere costantemente ottimizzati e impiegati con parsimonia. Tuttavia, se il prodotto si guasta o si danneggia e dev'essere nuovamente coltivato o fabbricato, il carico inquinante finisce per essere di gran lunga superiore a quello della confezione. Un imballaggio adeguato contribuisce pertanto anche a ridurre il più possibile l'impatto sull'ambiente. In Svizzera, l'attuale sistema di gestione dei rifiuti consente di destinare a valorizzazione materiale o termica i materiali di scarto degli imballaggi non più utilizzati. Attualmente i danni ambientali derivanti dall'abbandono sconsiderato dei rifiuti, il cosiddetto littering, non vengono ancora considerati in toto nel calcolo del carico inquinante, anche perché se ne conoscono ancora troppo poco gli impatti a livello ambientale. L'Ufficio federale dell'ambiente sta esaminando in che modo le conseguenze a lungo termine del littering possono essere prese in considerazione nel calcolo dell'inquinamento ambientale.</p><p>3. Al momento la Confederazione sta lavorando a una strategia di prevenzione dei rifiuti, nell'ambito della quale saranno definite anche apposite misure volte a ridurne la quantità. La pubblicazione della strategia è prevista per fine 2020. Nel corso dei lavori sono state stabilite, in collaborazione con esperti e stakeholder, quattro aree d'intervento - una delle quali focalizzata sugli imballaggi (plastica, cartone, carta). Con le organizzazioni dei consumatori e tutti gli altri portatori d'interesse si stanno elaborando misure concrete, di cui saranno verificate la proporzionalità e la fattibilità.</p><p>4.-6. L'ordinanza sull'agricoltura biologica (RS 910.18) prevede la marcatura dei prodotti biologici onde evitare di confonderli, mischiarli o contaminarli con quelli convenzionali. Un'eventuale disposizione che preveda l'obbligo di vendere sfusi i prodotti biologici, soprattutto frutta e verdura, equivarrebbe al divieto di confezionamento dei medesimi. Per gli alimenti d'importazione, inoltre, l'obbligo di vendita sfusa costituirebbe anche una barriera commerciale, se si considera che per poter essere distribuiti sul mercato svizzero questi prodotti dovrebbero essere sballati. In alcuni punti vendita (ad es. negozi biologici o in alcune grandi filiali della vendita al dettaglio) vi è già oggi la possibilità di acquistare frutta e verdura non confezionata. Come evidenziato dal Consiglio federale nella sua risposta all'interpellanza Hösli 18.4273, vi sono diverse possibili etichettature alternative. Il Consiglio federale ritiene che il divieto di confezionare frutta e verdura sia al momento sproporzionato.</p><p>La situazione relativa agli imballaggi dei prodotti biologici non è paragonabile a quella dei sacchetti di plastica monouso facoltativi. Nella fase attuale il Consiglio federale si affida a misure volontarie del settore e del commercio al dettaglio nell'ottica della responsabilità del produttore, nonché alla cooperazione. Qualora da questa fase non dovessero emergere chiari provvedimenti adeguati in tal senso, il Consiglio federale ha facoltà - secondo l'articolo 30a della legge federale sulla protezione dell'ambiente (LPAmb; RS 814.01) - di vietare la messa in commercio di prodotti il cui utilizzo non giustifica il carico che ne deriva per l'ambiente. Ciò include anche gli imballaggi destinati a essere impiegati una sola volta e per breve tempo.</p>  Risposta del Consiglio federale.