<h2>SubmittedText<h2><p>Nel 2014 la Svizzera ha adottato alcune disposizioni legali che obbligano i detentori di azioni al portatore ad annunciarsi presso le società di cui detengono delle quote. Secondo il messaggio del Consiglio federale del 13 dicembre 2013 concernente l'attuazione delle raccomandazioni del Gruppo d'azione finanziaria (GAFI), queste misure avrebbero dovuto essere sufficienti per permettere al nostro Paese di "soddisfare lo standard del Forum globale [sulla trasparenza e sullo scambio di informazioni a fini fiscali]" (FF 2014 563, pag. 574).</p><p>Nella sua ultima valutazione della Svizzera, il Forum mondiale giudica tuttavia insufficienti tali misure: "malgrado gli sforzi profusi dalla Svizzera per garantire la disponibilità delle informazioni sui detentori di azioni al portatore ... le misure di protezione approntate nel nuovo sistema per assicurarne l'efficacia non sono così efficaci come potrebbero essere" (punto 146 della valutazione). </p><p>Infatti, sempre secondo l'OCSE, una società non è obbligata a costringere i detentori di azioni al portatore al rispetto delle nuove disposizioni legali; inoltre non vi sono sanzioni penali o amministrative efficaci applicabili agli azionisti che non rispettano queste disposizioni.</p><p>La constatazione che ne consegue è che la revisione del 2015 del Codice delle obbligazioni ha mancato manifestamente i suoi obiettivi iniziali.</p><p>Si invita il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Qual è la posizione del Consiglio federale riguardo alla valutazione svolta dal Forum mondiale e alle sue conclusioni?</p><p>2. Di quali dati concreti dispone il Consiglio federale per valutare in che misura l'attuale dispositivo legale viene effettivamente applicato dalle società?</p><p>3. Quali provvedimenti pensa di adottare il Consiglio federale per tenere conto delle recenti critiche riguardanti il dispositivo legale attualmente in vigore?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel complesso il Consiglio federale è soddisfatto del risultato della valutazione tra pari (peer review) del Forum globale, secondo le cui conclusioni la Svizzera è "ampiamente conforme" (largely compliant) allo standard internazionale. Il nostro Paese è stato infatti collocato nella stessa categoria delle altre piazze finanziarie quali Singapore, Hong Kong e Lussemburgo. Questo giudizio complessivo conferma i progressi compiuti negli ultimi anni dalla Svizzera nell'ambito dell'assistenza amministrativa. Il rapporto del Forum globale contiene però numerose raccomandazioni che richiederanno misure specifiche affinché la Svizzera possa mantenere la sua posizione in vista del prossimo ciclo di valutazione che inizierà a fine 2018.</p><p>Nella sua valutazione il Forum globale ha contestato in particolare le misure adottate per identificare i titolari di azioni al portatore poiché non sarebbero in grado di garantire un'identificazione efficace dei titolari di tali partecipazioni. L'unica sanzione è prevista dal diritto civile e consiste nel revocare agli azionisti inadempienti il diritto di voto e il diritto ai dividendi. Secondo il Forum globale questa misura tuttavia non basta per imporre di rendere nota l'identità del beneficiario effettivo. Inizialmente il progetto del Consiglio federale concernente l'attuazione delle raccomandazioni del Gruppo d'azione finanziaria (GAFI) prevedeva sanzioni penali in caso di infrazioni all'obbligo di annunciare i titolari di azioni al portatore. Il Parlamento ha però rifiutato tali disposizioni, ritenendo che un simile comportamento non fosse da ritenere punibile.</p><p>Il Consiglio federale considera che al momento sia prematuro esprimere un giudizio definitivo sull'obbligo di annunciare i titolari di azioni al portatore, introdotto nel quadro dell'attuazione delle raccomandazioni del GAFI, in base alla valutazione della Svizzera effettuata dal Forum globale. Quando saranno disponibili i risultati della verifica dei Paesi effettuata dal GAFI (che analizza nel dettaglio tali questioni), il Consiglio federale effettuerà una valutazione complessiva e, se del caso, avvierà le necessarie misure legislative. Del resto non è ancora possibile prevedere tutte le ripercussioni delle misure in materia di trasparenza, entrate in vigore il 1° luglio 2015, poiché si collocano nel diritto civile e riguardano il rapporto tra gli azionisti e le loro società. Pertanto, le autorità non dispongono delle indicazioni necessarie per valutare le ripercussioni di tali misure.</p>  Risposta del Consiglio federale.