<h2>SubmittedText<h2><p>Nell'ambito dell'elaborazione della legge sui media, il Consiglio federale è incaricato di modificare l'articolo 29 della legge federale sulla radiotelevisione in modo che una cooperazione della SSR con altri partner nel settore dei media contribuisca a rafforzare la pluralità delle opinioni e dell'offerta ed eviti ogni discriminazione.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Da anni la SSR ricorre a diverse forme di collaborazione economica con altre imprese mediatiche e di telecomunicazione del settore privato, sia nell'ambito dell'acquisizione di diritti, sia della produzione che della tecnica. Tali attività servono al massimo indirettamente all'adempimento del mandato di prestazioni iscritto nella legge o nella concessione e non sono contemplate dalla concessione SSR del 28 novembre 2007 (FF 2011 7089, 2012 7991, 2013 2747, 2016 55, 2016 4105). La SSR può definirle liberamente.</p><p>La legge federale sulla radiotelevisione (LRTV; RS 784.40) prevede la possibilità di interventi da parte delle autorità per garantire il rispetto delle disposizioni costituzionali nel caso di tali attività da parte della SSR. Secondo l'articolo 29 capoverso 2 LRTV, il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni può imporre alla SSR oneri in materia di attività commerciale per le attività non iscritte nella concessione o, quale ultima ratio, vietare attività se vengono intaccati gli obiettivi costituzionali relativi al mandato di prestazioni (art. 93 cpv. 2 della Costituzione) e il rispetto di altri mezzi di comunicazione sociale (art. 93 cpv. 4 della Costituzione).</p><p>Nel rapporto sul servizio pubblico del 17 giugno 2016, in linea di massima il Consiglio federale incoraggia la SSR a collaborare, nell'ambito del mandato prescritto dalla concessione, con altre imprese mediatiche, sia con televisioni regionali titolari di una concessione, sia con altri media elettronici. L'idea però di limitare o vietare in fin dei conti la cooperazione per le attività che non rientrano nella concessione, se queste non hanno alcun effetto positivo specifico volto a rafforzare la pluralità delle opinioni e dell'offerta, si spinge troppo oltre; si pensi ad esempio all'utile collaborazione della SSR con imprese mediatiche private nell'ambito tecnico (distribuzione) o infrastrutturale (banche dati).</p><p>Il Consiglio federale è comunque dell'opinione che, considerati i lavori in corso sulla revisione totale della LRTV, non sia opportuno assumersi l'impegno di regolamentare in modo vincolante le attività della SSR che non rientrano nella concessione, fintanto che non sono delineate le grandi linee del paesaggio mediatico futuro e in particolare del servizio pubblico.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.