<h2>SubmittedText<h2><p>Secondo numerose PMI attive nel montaggio e nell'installazione di impianti elettrici, i grandi produttori, i distributori e i gruppi elettrici, siano essi pubblici o appartenenti a collettività, ricorrerebbero a pratiche a dir poco aggressive - a volte applicando prezzi di dumping - per espandersi sul mercato, abusando così della loro posizione di semi-monopolio.</p><p>Conformemente all'articolo 10 dell'ordinanza sugli impianti a bassa tensione "le imprese devono occupare a tempo pieno almeno una persona del mestiere incaricata della sorveglianza tecnica per 20 controllori di impianti elettrici/capo montatori, montatori elettricisti, elettricisti di montaggio, apprendisti o ausiliari occupati nel settore dell'installazione".</p><p>Le PMI sono soggette a controlli rigorosi da parte delle autorità e rispettano questa regola, il che giustifica le loro tariffe. Nelle società di piccole dimensioni spesso la persona del mestiere è il proprietario stesso, che riceve l'ispettore dell'Ispettorato federale degli impianti a corrente forte incaricato di effettuare i controlli in azienda. Nel caso di gruppi più grandi, l'ispettore non dispone a quanto pare della lista aggiornata dei salari AVS.</p><p>Notiamo anche, con grande stupore, che il rapporto personale/persona del mestiere dichiarato dai grandi gruppi contrasta a priori con le disposizioni legali. Ad esempio:</p><p>1. E-Connect (groupe E) dichiara sul suo sito Internet di avere 653 collaboratori e solamente 17 persone del mestiere (di cui almeno una in pensione da anni);</p><p>2. Cablex (Swisscom) dichiara 1000 dipendenti e solamente 12 persone del mestiere a tempo pieno;</p><p>3. Sedelec dichiara 300 collaboratori ma solamente 7 persone del mestiere per i cantoni di Ginevra, Vaud e Neuchâtel.</p><p>Il Consiglio federale ha la certezza che i controlli effettuati presso i grandi gruppi siano altrettanto seri e rigorosi quanto quelli nelle PMI? Gli ispettori verificano davvero, anche in questi casi, che ogni lavoratore sia in possesso del diploma giusto, sia effettivamente un dipendente dell'impresa e sia realmente attivo (senza fermarsi ai semplici dati statistici pubblicati dagli stessi gruppi)?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Conformemente all'articolo 6 dell'ordinanza del 7 novembre 2001 concernente gli impianti elettrici a bassa tensione (OIBT; RS 734.27), chi esegue, modifica o ripara impianti elettrici e chi raccorda materiali elettrici fissi in modo stabile oppure interrompe, modifica o ripara tali raccordi deve avere un'autorizzazione d'installazione dell'Ispettorato federale degli impianti a corrente forte (ESTI). Secondo l'articolo 9 capoverso 1 lettera a OIBT, ottengono l'autorizzazione generale d'installazione le imprese che occupano una persona del mestiere, integrata nell'impresa in modo da poter esercitare con efficacia la sorveglianza tecnica sui lavori d'installazione (responsabile tecnico). Le imprese devono offrire la garanzia di rispettare le prescrizioni della suddetta ordinanza (art. 9 cpv. 1 lett. b OIBT). Secondo l'articolo 10 capoverso 1 OIBT, le imprese devono occupare a tempo pieno almeno una persona del mestiere incaricata della sorveglianza tecnica per 20 controllori di impianti elettrici/capo montatori, montatori elettricisti, elettricisti di montaggio, apprendisti o ausiliari occupati nel settore dell'installazione. Persona del mestiere è segnatamente chi ha superato l'esame nelle materie professionali dell'esame superiore (esame di maestria) nella professione di installatore elettricista (art. 8 cpv. 1 OIBT). Secondo l'articolo 19 capoverso 1 OIBT, il titolare dell'autorizzazione è tenuto a notificare all'ESTI, entro due settimane, ogni fattispecie che richiede una modifica dell'autorizzazione d'installazione. Devono essere comunicati eventi quali, ad esempio, le uscite dall'organico dell'impresa di una persona del mestiere o le modifiche sostanziali dell'organizzazione dell'impresa che si ripercuotono sul tasso di occupazione della/e persona/e del mestiere.</p><p>Ogni titolare dell'autorizzazione dell'ESTI è responsabile del rispetto delle disposizioni legali. L'ESTI non è tenuto a verificare regolarmente se le condizioni per il rilascio sono ancora soddisfatte. Secondo l'articolo 20 OIBT, l'ispettorato tiene un registro pubblico dei titolari dell'autorizzazione, i responsabili tecnici e le altre persone del mestiere, tassi di occupazione compresi (<a href="http://aikb.esti.ch">http://aikb.esti.ch</a>). Deve inoltre intervenire quando osservazioni proprie o informazioni notificate da terzi fanno supporre un comportamento irregolare. Se giunge alla conclusione che le prescrizioni relative all'organizzazione dell'impresa non vengono rispettate, l'ESTI presenta una denuncia penale presso il competente Ufficio federale dell'energia nei confronti dell'impresa colpevole (art. 42 lett. c OIBT). L'impresa è poi tenuta ad adeguare la sua organizzazione alle disposizioni dell'OIBT nel termine stabilito dall'ESTI. L'autorizzazione d'installazione è revocata se l'impresa continua a contravvenire l'ordinanza e se le condizioni per il rilascio non sono più soddisfatte (art. 19 cpv. 2 lett. a OIBT).</p><p>L'ESTI adempie questi obblighi. Ogni anno l'ispettorato dedica regolarmente centinaia di ore ai controlli dei titolari di un'autorizzazione generale d'installazione, in caso di sospetto comportamento irregolare. Tali controlli consistono sostanzialmente nell'ispezione delle imprese e dei lavori di installazione sui cantieri. Se necessario e, indipendentemente dalle dimensioni dell'impresa, l'ispettorato può anche chiedere che gli vengano forniti la lista del personale, i certificati e/o i conteggi salariali, nonché i certificati delle qualifiche professionali dei collaboratori. Negli ultimi anni, l'ESTI ha presentato a più riprese denunce penali presso l'UFE per contravvenzione degli obblighi ai sensi dell'articolo 42 lettera c OIBT.</p><p>Il numero dei collaboratori che figura sul sito Internet delle grandi imprese che eseguono installazioni elettriche non permette necessariamente di trarre conclusioni sul numero obbligatorio di persone competenti. Tali imprese sono spesso attive anche in settori che non rientrano nell'obbligo di autorizzazione secondo l'OIBT (ad es. pianificazione di impianti elettrici, telecomunicazioni), e occupano anche persone che non lavorano nel settore degli impianti. Secondo gli accertamenti dell'ESTI, i titoli di autorizzazione menzionati come esempio dagli autori della presente interpellanza adempiono le prescrizioni concernenti l'organizzazione dell'impresa.</p><p>Dalle informazioni summenzionate non emerge nessuna violazione del principio della parità di trattamento. Inoltre, il Consiglio federale reputa adeguata l'attuale sorveglianza (considerato il numero complessivamente basso di procedure penali).</p>  Risposta del Consiglio federale.