<h2>SubmittedText<h2><p>Il 26 maggio 2021 il Consiglio federale ha annunciato che non avrebbe firmato l'accordo istituzionale con l'UE. Tale documento sarebbe stato il presupposto per la conclusione di un accordo sull'energia elettrica con l'UE. Il 7 giugno 2021, la consigliera federale Simonetta Sommaruga ha dichiarato in Consiglio nazionale che un accordo sull'elettricità "non sembra realistico per il momento". Da parte sua, l'UE ha fatto chiaramente capire negli ultimi mesi che intende limitare le esportazioni di elettricità verso la Svizzera a causa della mancanza di un accordo sull'energia elettrica.</p><p>Nelle Prospettive energetiche 2050+, tuttavia, il Consiglio federale parte dal presupposto che la Svizzera continuerà a dover importare elettricità. Dopo lo spegnimento dell'ultima centrale nucleare nel 2034, la quantità di energia elettrica che dovrà essere importata nel semestre invernale aumenterà fino a circa 15 TWh. Anche nel 2050, nel semestre invernale, il saldo positivo delle importazioni si attesterà a circa 9 TWh.</p><p>Secondo un rapporto della ElCom del 3 giugno 2021, l'elevata dipendenza dalle importazioni "comporterà a lungo notevoli rischi", perché la capacità di esportazione dei Paesi vicini diminuirà (abbandono dell'energia nucleare e del carbone). Lo stesso Consiglio federale sembra avere sempre più dubbi sulla sicurezza dell'approvvigionamento della Svizzera: nel giugno di quest'anno, infatti, ha incaricato ElCom e Swissgrid di elaborare possibili misure per contrastare tale sviluppo.</p><p>Il Consiglio federale è pregato di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Nelle Prospettive energetiche 2050+, il Consiglio federale parte dal presupposto che l'importazione delle quantità di elettricità necessarie sia garantita anche in inverno. È ancora così?</p><p>2. Se il Consiglio federale ritiene che sarà ancora necessario ricorrere a importazioni dello stesso ordine di grandezza, come farà a garantire tali importazioni senza un accordo con l'UE e nonostante la riluttanza dell'UE a collaborare?</p><p>3. Se il Consiglio federale ipotizza volumi d'importazione minori, a quanto ammonteranno tali volumi e come intende colmare la conseguente lacuna di energia elettrica che si verificherà in Svizzera?</p><p>4. Il Consiglio federale ritiene necessario adeguare il suo messaggio del 18 giugno 2021 concernente la legge federale su un approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rinnovabili - ad esempio per quanto riguarda la prevista promozione delle energie rinnovabili (art. 24-28 LEne) o il previsto approvvigionamento invernale (nuovo art. 9bis LAEl)?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Domanda 1:</p><p>Le Prospettive energetiche 2050+ analizzano, nello scenario "Saldo netto pari a zero" (scenario ZERO), uno sviluppo del sistema energetico che sia compatibile con il raggiungimento dell'obiettivo climatico a lungo termine delle emissioni nette di gas serra pari a zero entro il 2050 e al tempo stesso garantisca un approvvigionamento energetico sicuro. Le prospettive energetiche descrivono i possibili sviluppi futuri e mostrano che tra il 2030 e il 2045 sarà necessario ricorrere a maggiori importazioni di energia elettrica per approvvigionare la Svizzera. Il Consiglio federale ne è consapevole. Per questo motivo, tra l'altro, ha chiesto al Parlamento di adottare la legge federale su un approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rinnovabili. In linea di massima, le condizioni quadro a lungo termine non sono cambiate significativamente dalla pubblicazione delle Prospettive energetiche 2050+.</p><p>Domande 2, 3 e 4:</p><p>Il commercio di energia elettrica con i Paesi a noi vicini rimane di grande importanza. L'esclusione della Svizzera dal mercato interno europeo dell'elettricità non impedisce questo commercio per principio. Per rafforzare a lungo termine la sicurezza dell'approvvigionamento elettrico in inverno, il Consiglio federale prevede misure specifiche, indicate nel messaggio concernente la legge federale su un approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rinnovabili adottato il 18 giugno 2021. Tali misure promuovono la produzione interna di elettricità in inverno e quindi si concentrano sul mantenimento di una certa autosufficienza. Il Consiglio federale è convinto di creare in questo modo un insieme di strumenti adeguati per rafforzare a lungo termine la sicurezza dell'approvvigionamento elettrico in Svizzera.</p><p>Contemporaneamente all'adozione del messaggio, il Consiglio federale ha incaricato il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC), in collaborazione con la Commissione federale dell'energia elettrica (ElCom) e con la partecipazione di Swissgrid, di analizzare gli effetti del mancato raggiungimento di un accordo sull'energia elettrica con l'UE e di elaborare misure attuabili a breve e medio termine per garantire la sicurezza dell'approvvigionamento e la stabilità della rete. Il Consiglio federale ha inoltre incaricato la ElCom di elaborare entro novembre 2021 un possibile piano per fronteggiare i picchi di carico con centrali a gas e ha incaricato il DATEC di presentare un'analisi del potenziale di incremento dell'efficienza elettrica fino al 2025.</p><p>Il 13 ottobre 2021 il DATEC ha informato il Consiglio federale sullo stato dei lavori della ElCom e di Swissgrid in relazione alle misure a breve e medio termine e su uno studio promosso congiuntamente dall'Ufficio federale dell'energia (UFE) e dalla ElCom che esamina diversi scenari di cooperazione con l'UE nel settore dell'elettricità. Tale studio mostra che, nel peggiore dei casi, le capacità d'importazione della Svizzera potrebbero essere notevolmente ridotte già nel 2025 a causa delle nuove regole del mercato interno europeo dell'elettricità. La corrispondente valutazione della sicurezza dell'approvvigionamento palesa rischi considerevoli nello scenario di stress (contemporanea disattivazione di Beznau I e II, produzione di energia elettrica in Francia ridotta di un terzo e massicci problemi di importazione), in particolare in assenza di un accordo o di intese con l'UE, e segnatamente verso la fine del periodo invernale. Questo sottolinea l'importanza di una cooperazione minima con l'UE sotto forma di contratti di diritto privato dei gestori della rete di trasporto. Tuttavia, una conclusione positiva di questi contratti è al momento ancora incerta.</p><p>Su questa base, il Consiglio federale esaminerà in modo approfondito le misure per rafforzare la sicurezza dell'approvvigionamento e la stabilità della rete e, se necessario, attribuirà i relativi mandati supplementari.</p>  Risposta del Consiglio federale.