<h2>InitialSituation<h2><p>Il bilancio della Confederazione ha chiuso il 2018 con un'eccedenza ordinaria di 2,9 miliardi, a fronte dei 0,3 miliardi preventivati. A questo buon risultato hanno contribuito in misura determinante le maggiori entrate provenienti dall'imposta preventiva e dall'imposta federale diretta. Per la prima volta dal 1997, l'indebitamento lordo è sceso sotto la soglia dei 100 miliardi. Lo scorso anno l'economia svizzera è cresciuta del 2,5 per cento. Il buon andamento è riconducibile principalmente a un'elevata domanda estera e a una solida attività d'investimento. L'attività di consumo, per contro, ha registrato un'evoluzione inferiore alla media. Il tasso d'inflazione è stato dello 0,9 per cento, situandosi a un livello positivo per il secondo anno consecutivo. Il tasso di disoccupazione è sceso al 2,6 per cento. La buona situazione economica ha avuto un effetto positivo sul bilancio della Confederazione. Il risultato ordinario dei finanziamenti si è attestato a 2,9 miliardi, a fronte dei 295 milioni preventivati. Le entrate superano il preventivo di 2,2 miliardi. Le maggiori entrate riguardano soprattutto l'imposta preventiva (+1,6 mia.) e l'imposta federale diretta (+0,9 mia.). Sul versante delle uscite, lo scostamento dal preventivo pari a -0,5 miliardi (-0,6 %) è inferiore alla media degli ultimi 10 anni (-1,8 mia.). In particolare le uscite per la sicurezza (-0,3 mia.) e la previdenza sociale (-0,4 mia.) sono rimaste al di sotto dei valori preventivati. Risultano invece uscite supplementari prevalentemente nei settori di compiti che hanno registrato entrate a destinazione vincolata più elevate del previsto. È stata contabilizzata come entrata straordinaria la restituzione dei sussidi incassati indebitamente da AutoPostale SA (90 mio.). La congiuntura avorevole influisce sul freno all'indebitamento. Il preventivo ipotizzava un deficit congiunturale ammesso di 143 milioni, ma la prestazione economica ha superato il suo potenziale e in sede di consuntivo il freno all'indebitamento richiede un'eccedenza congiunturale di 368 milioni. Questa direttiva è stata chiaramente superata: l'eccedenza congiunturale (ovvero l'eccedenza corretta in funzione della congiuntura) ammonta a 2,6 miliardi. Nell'esercizio in esame il debito lordo ha potuto essere ridotto di 5,8 miliardi a 99,4 miliardi, il che corrisponde al 14,4 per cento del prodotto interno lordo. Ciò significa che per la prima volta dal 1997 l'indebitamento loro è sceso sotto la soglia dei 100 miliardi. Il conto economico chiude con un'eccedenza di ricavi di 5,7 miliardi, mentre l'avanzo ipotizzato a preventivo era di 0,9 miliardi. Hanno contribuito a questa buona performance in particolare il risultato operativo (+3,2 mia.) e il risultato da partecipazioni (+1,6 mia.). La differenza rispetto al conto di finanziamento è dovuta soprattutto agli utili contabili sulle partecipazioni. Il conto degli investimenti chiude con un saldo di -9,7 miliardi. A seguito di esborsi supplementari per l'infrastruttura stradale e la promozione delle energie rinnovabili, le uscite per investimenti della Confederazione sono aumentate a 10,9 miliardi (+30,1 %). In tale ontesto vanno menzionati i primi conferimenti al Fondo per il supplemento rete, destinato alla promozione di energie rinnovabili (c. 1,3 mia.), e al Fondo per le strade nazionali e il traffico d'agglomerato (FOSTRA; c. 1,1 mia.).</p><h2>Proceedings<h2><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 06.06.2019</b></p><p>Il Consiglio degli Stati ha approvato all'unanimità il consuntivo della Confederazione per il 2018, che si è chiuso con un surplus di 2,9 miliardi di franchi, a fronte dei 300 milioni preventivati.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 17.06.2019</b></p><p><b>CN: approvati consuntivo 2018 e 1. supplemento al preventivo 2019 </b></p><p><b>Dopo il Consiglio degli Stati, anche il Nazionale ha approvato oggi - con 186 voti senza opposizioni - il consuntivo 2018 della Confederazione, che si è chiuso con un surplus di 2,9 miliardi di franchi, a fronte dei 300 milioni preventivati.</b></p><p>Le spese sono state pari a 70,6 miliardi di franchi, le entrate sono ammontate invece a 73,6 miliardi, ha sottolineato Jean-Pierre Grin (UDC/VD) a nome della commissione. Il buon risultato delle finanze federali ha dato adito a una lunga discussione, durata due ore e mezzo, nel corso della quale si sono succeduti una ventina di oratori.</p><p>I parlamentari borghesi hanno sottolineato soprattutto il fatto che le spese abbiano potuto essere controllate e il debito ridotto. "Ma restano nubi all'orizzonte", ha dichiarato Franz Grüter (UDC/LU), per il quale numerosi progetti futuri rischiano di costare caro. Se la situazione economica peggiorasse, le entrate diminuirebbero, ha precisato. Discostandosi un po' dagli altri schieramenti del centro-destra il PPD ha chiesto un'applicazione più elastica del freno all'indebitamento.</p><p>Dal canto loro, i deputati di sinistra se la sono presa con gli eccessi del rigore budgetario, difendendo un'altra politica fiscale. "Dobbiamo avere il coraggio di sacrificare la gallina dalle uova d'oro", ha dichiarato Samuel Bendahan (PS/VD), secondo il quale sarebbe possibile investire nelle infrastrutture, nella formazione o nella transizione energetica. Il suo collega Daniel Brélaz (Verdi/VD) ha detto invece di sperare che le elezioni federali permetteranno di cambiare la situazione.</p><p>Il ministro delle finanze Ueli Maurer ha rilevato che la situazione rosea degli ultimi dieci anni sarà difficilmente ripetibile. Dal 2021 o dal 2022, un nuovo programma di risparmi sarà necessario, ha messo in guardia. Le finanze federali potrebbero infatti soffrire a causa dei cambiamenti fiscali in corso a livello internazionale.</p>