<h2>SubmittedText<h2><p>Settimana dopo settimana, la liquidazione dei vecchi carri armati pone evidentemente il Consiglio federale in una situazione difficile: soltanto la pressione esercitata dall'opinione pubblica lo ha portato a sospendere "temporaneamente" la vendita di 118 carri armati granatieri all'Iraq. La provvisorietà di tale provvedimento fa sorgere alcuni interrogativi:</p><p>1. Il consigliere federale Deiss ha spiegato che l'autorizzazione sarebbe evidentemente dipesa dalla garanzia di un uso dei carri armati limitato esclusivamente a compiti di polizia nonché alla protezione di confini e oggetti.  In che modo il Consiglio federale può verificare l'affidabilità delle garanzie fornite dall'utente finale?</p><p>2. All'inizio di settembre, il Consiglio federale ha dovuto rendere noto che 40 obici blindati M-109, venduti nel 2004 agli Emirati Arabi Uniti, sono successivamente riapparsi in Marocco. Anche in seguito a questo fatto, il Consiglio federale non ritiene che in linea di principio - vale a dire per ragioni inerenti alla neutralità e alla politica di sicurezza - simili affari debbano essere evitati e che non si possa fare affidamento su una garanzia qualsiasi? Alla luce di questi avvenimenti, il Consiglio federale è disposto a rinunciare definitivamente sia agli affari con l'Iraq, sia però anche a quelli con la Corea del Sud, con il Pakistan e con l'India?</p><p>3. Stando ad un servizio della trasmissione televisiva "10 vor 10", il Consiglio federale sarebbe stato al corrente, già da molto tempo, dell'intenzione degli Emirati Arabi Uniti di fornire a loro volta gli obici al Marocco. Nonostante ciò, esso ha approvato ulteriori esportazioni di materiale bellico in Corea del Sud, India, Pakistan e Iraq. Il Consiglio federale è intenzionato a modificare l'orientamento seguito in materia di esportazione di materiale bellico, rinunciando alla neutralità?</p><p>4. Il Consiglio federale ha annunciato l'istituzione di un gruppo di lavoro allo scopo di chiarire se e in che modo la Svizzera debba in futuro applicare la legge federale sul materiale bellico. Gli eventi summenzionati non bastano a evidenziare l'esigenza di applicare in modo più sistematico la legge oppure, più semplicemente, di inasprirne il contenuto?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Per il Consiglio federale, due casi di valorizzazione di materiale bellico obsoleto sono stati all'origine della verifica di procedure e competenze in relazione al trattamento delle esportazioni di materiale bellico ad opera di un gruppo di lavoro interdipartimentale. In primo luogo, si è trattato di valutare le future modalità operative inerenti al materiale bellico divenuto obsoleto. Su questa base il Consiglio federale ha nuovamente regolamentato l'esportazione di tale materiale (cfr. parere in merito alla mozione Lang 05.3495). Il Consiglio federale ha deciso inoltre una serie di provvedimenti mirati che precisano la portata delle dichiarazioni di non riesportazione e migliorano la verifica del loro rispetto (cfr. parere in merito al postulato del gruppo socialista 05.3536).</p><p>La questione delle esportazioni di carri armati granatieri e mezzi corazzati adibiti al trasporto truppe in Irak e in Pakistan non è più all'ordine del giorno, mentre diverse sono le condizioni per quanto riguarda l'India e la Corea del Sud (cfr. parere in merito alla mozione del gruppo socialista 05.3535).</p><p>Il Consiglio federale continuerà a interpretare in maniera restrittiva la legge sul materiale bellico. In ciò non sussiste alcuna deroga al diritto di neutralità. </p><p>Nell'ambito di un adeguamento dell'ordinanza sul materiale bellico il DFAE trasmetterà al DFE proposte alfine di precisare i criteri di autorizzazione contemplati dall'articolo 5 dell'ordinanza sul materiale bellico.</p>  Risposta del Consiglio federale.