<h2>SubmittedText<h2><p>1. Quante persone percepiscono l'aiuto sociale in Svizzera? Quante sono straniere?</p><p>2. Secondo le statistiche, quali sono i principali Paesi d'origine degli stranieri che fanno capo all'aiuto sociale?</p><p>3. Quanti stranieri a beneficio dell'aiuto sociale dispongono di un permesso C, ossia di un permesso di domicilio?</p><p>4. Quanti di essi hanno già percepito più di 80 000 franchi svizzeri di aiuto sociale?</p><p>5. Quanti stranieri a beneficio dell'aiuto sociale hanno un altro statuto di soggiorno?</p><p>6. Quanti di essi hanno già percepito più di 50 000 franchi svizzeri di aiuto sociale?</p><p>7. Negli ultimi cinque anni a quanti stranieri è stato revocato il permesso di soggiorno poiché avevano fatto ricorso in maniera eccessiva all'aiuto sociale?</p><p>8. A quanti stranieri non è stato revocato il permesso di soggiorno nonostante abbiano fatto ricorso in misura eccessiva all'aiuto sociale? Per quali motivi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Con il postulato della Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati (CIP-S) 17.3260 del 30 marzo 2017, "Prestazioni di aiuto sociale per immigrati provenienti da Paesi terzi. Competenze della Confederazione", il Consiglio degli Stati ha incaricato il Consiglio federale di esaminare quali possibilità si presentano alla Confederazione per limitare gli aiuti sociali forniti agli stranieri provenienti da Paesi terzi. Il 7 giugno 2019 il Consiglio federale ha adottato il suo rapporto in adempimento del postulato.</p><p>Per stilare il rapporto sono stati commissionati due studi esterni, ad esso allegati. Il primo, eseguito dall'Ufficio di studi di politica del lavoro e di politica sociale (Büro für arbeits- und sozialpolitische Studien, BASS), contiene un'analisi statistica dell'aiuto sociale percepito da cittadini di Stati terzi (escluse le persone del settore dell'asilo nonché dei Paesi dell'UE/AELS). Ulteriori dati statistici sull'aiuto sociale percepito, senza distinzioni tra le prestazioni versate a titolo di aiuto sociale economico e quelle versate nel settore dei rifugiati e dell'asilo, sono pubblicati sul sito Internet dell'Ufficio federale di statistica (UST).</p><p>1. Nel 2017 345 348 persone hanno beneficiato almeno una volta dell'aiuto sociale. Questa cifra include sia l'aiuto sociale economico sia quello nel settore dei rifugiati e dell'asilo. 195 900 persone, ossia il 57 per cento, sono straniere. Per 5750 persone (pari al 2 per cento) non sono disponibili dati sulla cittadinanza o sullo statuto di soggiorno.</p><p>2. Senza distinzione tra aiuto sociale economico e aiuto sociale nel settore dei rifugiati o dell'asilo, nel 2017 hanno fatto ricorso più spesso all'aiuto sociale i cittadini con la seguente nazionalità:</p><table width="351.45pt"><tr><td width="292.3pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Svizzera</p></td><td width="51.95pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>143 695</p></td></tr><tr><td width="292.3pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Eritrea</p></td><td width="51.95pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>32 864</p></td></tr><tr><td width="292.3pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Siria</p></td><td width="51.95pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>17 220</p></td></tr><tr><td width="292.3pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Serbia, Montenegro, Kosovo</p></td><td width="51.95pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>14 882</p></td></tr><tr><td width="292.3pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Afghanistan</p></td><td width="51.95pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>13 545</p></td></tr><tr><td width="292.3pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Turchia</p></td><td width="51.95pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>11 731</p></td></tr><tr><td width="292.3pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Italia</p></td><td width="51.95pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>10 613</p></td></tr><tr><td width="292.3pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Portogallo</p></td><td width="51.95pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>10 128</p></td></tr><tr><td width="292.3pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Sri Lanka</p></td><td width="51.95pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>8093</p></td></tr><tr><td width="292.3pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Somalia</p></td><td width="51.95pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>6069</p></td></tr></table><p>Sono state incluse anche le persone con statuto di soggiorno sconosciuto.</p><p></p><p>3./5. Dei circa 195 900 stranieri che hanno beneficiato dell'aiuto sociale nel 2017, circa 71 200 (ossia il 36 per cento) possedevano un permesso di domicilio C. 124 680 persone (64 per cento) avevano un altro statuto di soggiorno.</p><p>4./6. Il citato studio BASS giunge alla conclusione che circa un quarto di tutti i cittadini di Stati terzi (settore degli stranieri) che nel 2016 hanno beneficiato dell'aiuto sociale nel triennio 2014-2016 ha ricevuto oltre 80 000 franchi in totale. Non è stata effettuata una ripartizione a seconda dello statuto di soggiorno. A tale proposito occorre considerare il margine di errore delle valutazioni condotte nel quadro di questo studio. I casi in cui è stato percepito un aiuto sociale inferiore a 80 000 franchi non sono stati esaminati in dettaglio.</p><p>7./8. Finora le autorità cantonali competenti non hanno rilevato dati statistici sulla revoca o sulla mancata proroga di permessi di dimora o di domicilio in ragione del ricorso all'aiuto sociale. Il disegno di modifica della legge federale sul sistema d'informazione per il settore degli stranieri e dell'asilo (LSISA; RS 142.51), volto a recepire e trasporre il pacchetto di riforme concernente il Sistema d'informazione Schengen (SIS) "Sviluppo dell'acquis di Schengen", a inserire le espulsioni giudiziarie nel SIMIC e ad allestire una statistica ampliata nel settore del rimpatrio, prevede tuttavia il rilevamento, in futuro, dei motivi alla base delle misure di allontanamento e respingimento. L'adozione del messaggio da parte del Consiglio federale è prevista per fine novembre 2019.</p>  Risposta del Consiglio federale.