<h2>SubmittedText<h2><p>Nella mia interpellanza 18.3136, "Il Controllo federale delle finanze quale attore politico?", del 12 marzo 2018 ho espresso la mia preoccupazione in merito al fatto che il Controllo delle finanze ignori ripetutamente il suo obbligo di neutralità ed esprima pareri politici. Chiedevo inoltre se esistessero limiti da rispettare nel caso di dichiarazioni pubbliche.</p><p>La mia domanda ha ricevuto la seguente risposta: "Il limite è dato dalla posizione sovraordinata e interpartitica stabilita dal legislatore. Questa posizione è compromessa quando sorge l'impressione che il CDF rilasci prese di posizione di natura politica. Secondo il Consiglio federale, in passato la comunicazione del CDF non è stata sempre gestita con l'opportuna sensibilità e confida che il CDF adotterà le misure necessarie per condurre l'attività di pubbliche relazioni con la professionalità, la ponderazione e la riservatezza dovute."</p><p>Soltanto pochi mesi dopo la risposta del Consiglio federale all'interpellanza menzionata torno a constatare con irritazione non indifferente tre nuovi casi (e l'elenco non è esaustivo) in cui il CDF ha ecceduto nell'interpretare il proprio ruolo. Così si esercita un'influenza politica mirata, cosa palesemente in contraddizione con la legge federale sul controllo federale delle finanze.</p><p>Primo caso: verso la fine della scorsa estate il CDF ha pubblicamente criticato l'autorizzazione per l'esportazione di materiale d'armamento accordata dal Consiglio federale, proprio mentre era in corso un dibattito molto accesso sulla possibilità di allentare le disposizioni sull'esportazione.</p><p>Secondo caso: in un suo rapporto, il CDF ha sollevato la questione dell'imposizione delle banche cantonali utilizzando termini che esprimevano inconfondibilmente un giudizio di valore. Il CDF aveva preparato il terreno in anticipo tramite un rapporto commissionato alla società KPMG per dirigere la discussione nella direzione auspicata.</p><p>In terzo luogo, ho preso atto con crescente incomprensione che il CDF si occuperà delle scuole svizzere all'estero, ma non - come si potrebbe a ragione supporre e trovare perfettamente normale - dal punto di vista del corretto impiego dei sussidi federali, in merito ai flussi finanziari o simili, bensì esplicitamente per verificare se le scuole adempiono il proprio mandato. Una delegazione composta da tre membri della Commissione delle finanze ha visitato la segreteria delle scuole svizzere in una sorta di missione esplorativa, per individuare il mandato da assegnarsi. Al riguardo i rappresentanti del CDF hanno dichiarato che naturalmente avrebbero preferito visitare personalmente le scuole svizzere all'estero. Nel frattempo è stato reso noto che il CDF prevede di visitare a tale scopo Roma, Milano e Bogotà.</p><p>Finora ero dell'avviso che l'attuazione delle leggi competa all'esecutivo e che, eventualmente, spetti al Parlamento decidere sulle ripercussioni delle leggi emanate e vigilare sull'amministrazione incaricata dell'esecuzione. Non apprezzo per niente il fatto che alla direzione del CDF le valutazioni e gli avvisi del Consiglio federale sembrino non importare.</p><p>Nel caso delle scuole svizzere all'estero si pone la questione del valore che in futuro verrà attribuito a un rapporto degli esperti scolastici del CDF relativo al rendimento di queste scuole.</p><p>Le scuole non costituiscono una rappresentanza all'estero della Confederazione o simile, ma sono tutte scuole private rette dal diritto privato; le loro spese sono coperte in ragione di circa il 30 per cento da sussidi federali. Allo stupore si aggiunge l'irritazione del semplice cittadino: a cosa servono i viaggetti all'estero dei controllori delle finanze se questi possono benissimo adempiere il loro mandato effettivo, il controllo delle finanze, anche restando a casa loro a Berna?</p><p>A causa dei casi illustrati mi rivolgo al Consiglio federale chiedendo quanto segue:</p><p>1. È anch'esso dell'avviso che nei tre casi menzionati più sopra il CDF ha di nuovo abbandonato la sua posizione imparziale e oltrepassato il suddetto limite, esprimendo una presa di posizione politica?</p><p>2. Cosa intende intraprendere in futuro per evitare queste prese di posizione e ingerenze politiche del CDF?</p><p>3. È anch'esso dell'avviso che debbano essere tratte le dovute conseguenze a livello di organico per non danneggiare in maniera duratura questo strumento importante, necessario e prezioso rappresentato da un CDF imparziale?</p><p><a href="https://www.srf.ch/news/schweiz/bericht-der-finanzkontrolle-waffenexport-verbote-werden-voellig-legal-umgangen">https://www.srf.ch/news/schweiz/bericht-der-finanzkontrolle-waffenexport-verbote-werden-voellig-legal-umgangen</a></p><p><a href="https://www.nzz.ch/schweiz/waffenexporte-was-der-pruefbericht-der-finanzkontrolle-verschweigt-ld.1420103">https://www.nzz.ch/schweiz/waffenexporte-was-der-pruefbericht-der-finanzkontrolle-verschweigt-ld.1420103</a></p><p>CDF "Perequazione finanziaria 2019 tra Confederazione e Cantoni - Esame del trattamento dei dati effettuato dagli uffici cantonali e federali", 15 ottobre 2018, pagina 27 (rapporto disponibile in tedesco e francese, riassunto in italiano).</p><p>"Potenzielle Steuerschuld der Kantonalbanken, Die Finanziellen Auswirkungen einer Unterstellung der steuerbefreiten Kantonalbanken unter die Gewinn- und Kapitalsteuerpflicht im Jahr 2016", studio dell'8 marzo 2018 all'attenzione del Controllo federale delle finanze.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Come spiegato dal Consiglio federale nella sua risposta all'interpellanza Eberle 18.3136, il Controllo federale delle finanze (CDF) deve essere obiettivo e dovrebbe mantenere la neutralità; segnatamente dovrebbe evitare di dare l'impressione che stia esprimendo una presa di posizione politica. In passato la comunicazione del CDF non è stata sempre gestita con l'opportuna sensibilità, e il Consiglio federale ha formulato in modo inequivocabile le sue aspettative, ossia che il CDF adotti misure necessarie in modo da escludere tali problemi in futuro.</p><p>1. Riguardo ai tre casi concreti elencati:</p><p>- per quel che concerne l'esportazione di materiale d'armamento si rimanda alla risposta del Consiglio federale all'interpellanza Bigler 18.3940, "Propaganda politica dell'Amministrazione federale";</p><p>- sulla questione dell'imposizione delle banche cantonali: l'imposizione di questi istituti è stata trattata nel contesto della perequazione finanziaria. Il Consiglio federale condivide l'opinione dell'autore dell'interpellanza nella misura in cui ritiene che le affermazioni del CDF contengano in parte dei giudizi di valore - anche espressi in modo velato - e quindi non possano essere descritte come del tutto neutrali e oggettive. Poiché tuttavia il CDF non ha formulato raccomandazioni, il Consiglio federale ha rinunciato a contattarlo per chiedere chiarimenti. Il governo ha comunque l'intenzione di affrontare il problema con la direzione del CDF in occasione del dibattito annuale in seno alla delegazione del Consiglio federale sulle questioni finanziarie (v. anche la risposta alla domanda 2);</p><p>- per quel che riguarda la verifica delle scuole svizzere all'estero si rimanda alla risposta del Consiglio federale all'interpellanza Zanetti Claudio 19.3210, 'Strane "gite scolastiche' del CDF".</p><p>2. Il CDF ha già apportato alcune modifiche. Ad esempio, nel rapporto annuale 2018 del CDF non figureranno più le caricature che l'anno scorso avevano provocato grande indignazione a causa del loro messaggio, che implicitamente proponeva chiari giudizi di valore. Inoltre, nel mese di giugno del 2019 la delegazione del Consiglio federale sulle questioni finanziarie condurrà un dibattito con il CDF, durante il quale verranno tematizzati anche la comunicazione e l'impatto esterno del CDF.</p><p>3. Il Consiglio federale non ritiene opportuno intervenire a livello di organico.</p>  Risposta del Consiglio federale.