<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>È innegabile che una riserva nell'assicurazione malattia complementare esistente rende piú difficile il cambiamento di assicurazione. La limitazione obbligatoria delle riserve nel tempo al momento di concludere una nuova assicurazione complementare può, secondo il motivo della riserva, indurre l'assicuratore a rifiutare la domanda di ammissione se il rischio gli sembra troppo elevato. La legge sul contratto di assicurazione (LCA) non obbliga affatto un assicuratore ad accettare una domanda di assicurazione complementare. </p><p></p><p>Obbligare con una norma di legge nella LCA un assicuratore ad accettare una persona costituirebbe una forzatura sproporzionata della libertà contrattuale. Il Consiglio federale ha già lasciato intendere nella risposta all'interpellanza Robbiani (00.3112; LAMal. Assicurazioni complementari) la sua volontà di attenersi al sistema dell'assicurazione malattia complementare, attualmente in vigore, il quale offre agli assicuratori ampie libertà nel fissare i premi e la struttura del contratto. </p><p></p><p>Anche gli assicuratori non possono rimanere indifferenti alle ragioni dell'erosione delle assicurazioni complementari citate per giustificare la mozione. Gli assicuratori hanno interesse a usare le riserve con moderazione e, per esempio, a limitare la riserva nel tempo, o addirittura a rinunciarvi a seconda del motivo e del momento in cui la riserva è stata fissata. Si tratta in definitiva di una questione d'esame e di valutazione del rischio che, nel campo dell'assicurazione privata, fa parte delle responsabilità direzionali. Restrizioni globali o non differenziate in materia d'esame del rischio possono mettere in pericolo la solvibilità dell'assicuratore.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.