<h2>SubmittedText<h2><p>In linea di continuità con il rapporto sul servizio civile approvato il 23 giugno 2010 e intitolato "Gli effetti della soluzione della prova dell'atto: valutazione, misure da adottare", il Consiglio federale è invitato a integrare nel seguito dei lavori una riflessione sulla possibilità per le persone dichiarate inabili o esonerate di svolgere un servizio civile.</p><p>Il Consiglio federale è invitato in particolare a presentare:</p><p>- un bilancio statistico del numero di persone dichiarate inabili o esonerate;</p><p>- una valutazione della volontà di queste persone di impegnarsi, se ve ne fosse l'opportunità, nel servizio civile;</p><p>- una stima degli effetti e anche delle possibili ripercussioni finanziarie, in particolare sul regime delle indennità per perdita di guadagno.</p><p>Conformemente all'articolo 59 capoverso 1 della Costituzione federale: "gli uomini svizzeri sono obbligati al servizio militare. La legge prevede un servizio civile sostitutivo" e conformemente all'articolo 59 capoverso 3 della Costituzione: "chi non presta il servizio obbligatorio, militare o civile è tenuto a pagare una tassa."</p><p>Il servizio civile, concepito oggi come un servizio sostitutivo destinato a persone tenute a prestare servizio militare, ma generalmente afflitte da un confitto di coscienza, è giuridicamente vincolato all'obbligo generale di prestare servizio nell'esercito. Quando quest'ultimo si estingue, lo stesso avviene per l'obbligo di prestare servizio civile.</p><p>Tuttavia, non è opportuno e neppure ragionevole rinunciare alle importanti prestazioni fornite attualmente nel nostro Paese da civilisti altamente motivati.</p><p>Il servizio civile attuale costituisce un sostegno, ad esempio, per le istituzioni che esercitano un'attività di pubblica utilità, le persone bisognose di cure e di assistenza e i contadini di montagna. I beneficiari di queste prestazioni non sono però i soli a usufruirne: il servizio civile permette ai giovani di acquisire competenze sociali, tecniche e metodologiche che possono rivelarsi utili anche nella vita professionale. Inoltre offre loro l'occasione di impegnarsi a favore della collettività e di assumersi delle responsabilità.</p><p>Del resto, in seguito all'introduzione della prova dell'atto, il 1° aprile 2009, il netto incremento delle domande di ammissione al servizio civile - 8756 in un anno - ha chiaramente confermato che il desiderio dei giovani di prestare servizio è una realtà diffusa.</p><p>Di conseguenza, la riflessione in corso sul servizio civile è propizia a un ulteriore esame di diverse alternative volte a far sì che le persone dichiarate inabili o esonerate dal servizio militare, invece di dover pagare una tassa di esenzione, abbiano la possibilità - o persino l'obbligo - di fornire un servizio pubblico.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale condivide l'opinione dell'autore del postulato che le prestazioni di servizio civile servano l'interesse pubblico e che siano altrettanto preziose per gli istituti d'impiego che per le persone soggette al servizio civile. Ritiene inoltre che tali prestazioni riflettano l'impegno e il senso civico dei giovani, i quali intendono adempiere all'obbligo di servizio previsto dalla Costituzione fornendo una prestazione personale, anche al di fuori dell'esercito. Se i ranghi del servizio civile venissero aperti alle persone inabili al servizio militare o esonerate da esso potrebbe aumentare il numero delle persone che forniscono una prestazione nell'interesse generale.</p><p>Il rapporto del Consiglio federale del 23 giugno 2010 esamina se la prova dell'atto mette in pericolo l'equilibrio degli effettivi dell'esercito, se è necessario prendere provvedimenti di fronte all'alto numero di domande d'ammissione e se sì quali. L'eventualità di estendere il servizio civile ad altre categorie di persone o di limitare in parte la sua funzione di servizio sostitutivo per persone soggette al servizio militare ma afflitte da un conflitto di coscienza non è invece in alcun modo citata.</p><p>Per soddisfare questa richiesta dell'autore del postulato sarebbe necessario rivedere la Costituzione. Al momento tuttavia non sussistono motivi sufficienti, tanto più che il Consiglio federale ha recentemente deciso che la nuova politica di sicurezza e il rapporto dell'esercito devono essere messi in atto sulla base delle disposizioni costituzionali vigenti. Se si dovesse eventualmente discutere di modifiche alle disposizioni costituzionali relative al servizio militare allora si dovrebbe farlo in un'ottica generale, e non solo in relazione alla categoria di persone citata dal postulante.</p><p>Il Consiglio federale non ritiene al momento necessario aprire una discussione di fondo sulla forma che potrebbe assumere in futuro l'obbligo costituzionale di prestare servizio militare e dunque reputa non necessario adempiere alle richieste dell'autore del postulato. Per poter effettuare la valutazione richiesta nonché la stima degli effetti di un'eventuale estensione del servizio civile, l'organo di esecuzione avrebbe inoltre bisogno di ulteriori risorse di personale. Del resto, i dati relativi alle persone dichiarate inabili o esonerate sono pubblicati ogni anno.</p><p>Infine, il Consiglio federale fa notare che attualmente, in seguito a una sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo, si sta valutando l'opportunità di concedere alle persone dichiarate inabili al servizio militare ma che vogliono fornire una prestazione personale nell'esercito o nel servizio civile la possibilità di richiedere, a certe condizioni, la ripetizione della valutazione dell'idoneità al servizio militare.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.