<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di mettere a punto e accelerare una politica di corridoi umanitari sicuri e legali per raggiungere l'Europa (accelerazione e forte aumento dei contingenti umanitari e dei visti per ricongiungimenti familiari), nonché di elaborare con gli Stati europei una chiave di ripartizione dei rifugiati nell'ambito dell'iniziativa "Save Lives". È pure tenuto a intensificare i contatti con Paesi extraeuropei per aumentare le possibilità di reinsediamento e la loro capacità di accoglienza.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale si adopera in favore di soluzioni europee congiunte nell'ambito del reinsediamento. In tale ottica caldeggia in particolare il progetto UE di reinsediamento di 20 000 persone proposto nella nuova agenda europea sulla migrazione del 13 maggio 2015. L'esecutivo sta vagliando la possibilità di integrare l'azione di accoglienza svizzera nell'iniziativa europea.</p><p>Inoltre approva l'orientamento delle misure previste nell'agenda europea sulla migrazione del 13 maggio 2015. L'agenda e la conseguente proposta della Commissione europea prevedono tra l'altro un meccanismo d'urgenza per reinsediare in altri Stati europei, secondo una chiave di ripartizione, determinati richiedenti l'asilo provenienti da Italia e Grecia. In linea di massima il Consiglio federale sostiene gli sforzi profusi per una ripartizione equa dei richiedenti l'asilo all'interno dello spazio Dublino. Non essendo membro dell'UE e non essendo vincolata a tutte le basi legali del sistema europeo comune sull'asilo, le possibilità di influenza della Svizzera sono tuttavia limitate.</p><p>La Svizzera è peraltro attiva sul piano multilaterale e nell'ambito di dialoghi regionali, come i processi di Rabat e di Khartoum, per contribuire con i Paesi terzi (Paesi d'origine, di transito e di destinazione) a una gestione più coerente delle migrazioni e a una migliore protezione dei profughi. Accogliere queste persone spetta ai singoli Stati ed è un obbligo. La Svizzera partecipa ai programmi dell'Alto commissariato dell'ONU per i rifugiati, competente in materia di reinsediamento, versando contributi finanziari e mettendo a disposizione esperti.</p><p>Sul piano bilaterale, la Svizzera è inoltre impegnata nel Vicino e Medio Oriente e nel Corno d'Africa con misure a tutela e sostegno dei rifugiati e dei profughi nei Paesi di prima accoglienza. Nelle zone di transito nell'area del Mediterraneo, in particolare in Nord Africa, la Svizzera promuove l'assistenza dei migranti e il miglioramento della loro protezione in loco, nonché una gestione statale sostenibile dei movimenti migratori. Sostiene inoltre i ritorni volontari nei Paesi di provenienza.</p><p>Il 6 marzo 2015 il Consiglio federale ha deciso di offrire in linea di massima protezione in Svizzera, sull'arco di tre anni, a 3000 persone provenienti dalla regione. Si prevede di accogliere in Svizzera 2000 persone nell'ambito di un programma di reinsediamento a lungo termine. Si intende inoltre concedere un visto umanitario a circa 1000 persone affinché possano raggiungere in Svizzera i loro famigliari più stretti. La Segreteria di Stato della migrazione sta procedendo all'attuazione di tali misure. Nel 2015 dovrebbero essere accolte già circa 1000 persone. Nell'autunno 2015 il Consiglio federale valuterà nuovamente la situazione in Siria.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.