<h2>SubmittedText<h2><p>Alla fine del 2013 oltre 22 000 persone vivevano in Svizzera in virtù dell'ammissione provvisoria (permesso F). 9582 di loro si trovano nel nostro Paese da oltre sette anni (38 per cento). Il carattere temporaneo dello statuto è pertanto contraddetto dai fatti: la maggioranza delle persone ammesse provvisoriamente finisce per installarsi durevolmente in Svizzera. Tra di esse figurano numerosi cittadini dello Sri Lanka.</p><p>L'ultimo rapporto sull'integrazione nel mercato del lavoro delle persone ammesse provvisoriamente riconosce che i titolari di un permesso F fanno fatica a entrare nel mercato del lavoro. Numerosi datori di lavoro ignorano le modalità del permesso F, non vogliono adoperarsi in favore di una persona che si presume si trovi in Svizzera a titolo provvisorio oppure i titolari di un permesso F vedono minacciato il loro impiego, in quanto il rimpatrio è possibile in qualsiasi momento.</p><p>Le annose tergiversazioni del Consiglio federale sullo Sri Lanka hanno comportato ripercussioni fastidiose o addirittura disastrose per la sorte dei cittadini srilankesi, in particolare per la loro vita quotidiana. La posizione del Consiglio federale non ha facilitato la loro integrazione.</p><p>Per rimediare alla situazione occorre affrontare i veri ostacoli all'integrazione di questa popolazione, come il carattere "provvisorio" dello statuto che genera una pesante instabilità psicologica, lo scoramento dinanzi ai criteri assai severi per ottenere il permesso B, la mancanza di informazioni ai datori di lavoro in merito alle possibilità di accesso al lavoro, il riconoscimento dell'esperienza professionale e delle qualifiche acquisite nel Paese d'origine, ecc.</p><p>In considerazione della delicata situazione giuridica, economica e sociale per le condizioni d'esistenza dei cittadini srilankesi in Svizzera, invito il Consiglio federale a rispondere alla domanda seguente:</p><p>In seguito alle tergiversazioni, se non addirittura agli errori commessi dal Consiglio federale riguardo alla problematica srilankese, che intende fare per migliorare l'integrazione professionale e sociale dei cittadini dello Sri Lanka in Svizzera, direttamente toccati da una politica poco chiara che comporta per loro gravi conseguenze?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Le persone la cui domanda d'asilo è stata respinta in ultima istanza e la cui esecuzione dell'allontanamento o dell'espulsione non è possibile, ammissibile o ragionevolmente esigibile sono ammesse provvisoriamente. L'ammissione provvisoria è riesaminata periodicamente e revocata se le condizioni non sono più adempiute (cfr. art. 83 segg. LStr; RS 142.20).</p><p>La prassi decisionale delle autorità in materia di riconoscimento della qualità di rifugiato, concessione dell'asilo e identificazione di ostacoli all'esecuzione dell'allontanamento si fonda sulle disposizioni legali della legge sull'asilo e della legge sugli stranieri anche nel caso dei richiedenti provenienti dallo Sri Lanka.</p><p>Gran parte delle persone ammesse provvisoriamente resta durevolmente in Svizzera, poiché né la loro situazione personale né quella nel Paese d'origine migliora. Le persone ammesse provvisoriamente che vivono in Svizzera da oltre cinque anni possono richiedere il rilascio di un permesso di dimora. La richiesta è esaminata approfonditamente considerando il grado d'integrazione, la situazione familiare e le prospettive di un ritorno nello Stato d'origine.</p><p>Dal 2007 i cantoni possono rilasciare un permesso di lavoro alle persone ammesse a titolo provvisorio indipendentemente dalla situazione economica e del mercato del lavoro. Misure specifiche in materia d'integrazione professionale e sociale delle persone ammesse provvisoriamente sono peraltro sostenute nell'ambito dei programmi cantonali d'integrazione cofinanziati dalla Confederazione.</p><p>Il Consiglio federale è consapevole delle difficoltà d'integrazione professionale e sociale incontrate dalle persone ammesse provvisoriamente. Tali difficoltà sono dovute a vari motivi: da un lato, la legislazione in materia di asilo e stranieri non mira né a un soggiorno a lungo termine né a un'integrazione duratura di tali persone. Dall'altro, motivi strutturali (p. es. informazione insufficiente degli attori interessati) e individuali (p. es. competenze linguistiche insufficienti, problemi di salute) sono d'ostacolo a una rapida integrazione professionale e sociale.</p><p>La Conferenza tripartita sugli agglomerati (CTA, www.tak-cta.ch), piattaforma di scambio del Consiglio federale, dei governi cantonali e degli esecutivi comunali, ha raccomandato di migliorare l'integrazione professionale delle persone ammesse provvisoriamente e dei rifugiati (obiettivi comuni del 30 ottobre 2012, www.dialog-integration.ch). In collaborazione con rappresentanti dell'economia la CTA sta sviluppando progetti concreti volti a favorire l'integrazione professionale di questo gruppo di persone. Intende inoltre agevolare l'accesso al mercato del lavoro eliminando gli ostacoli amministrativi o migliorando l'informazione e la collaborazione tra le autorità.</p><p>Il postulato della CIP-N 14.3008, "Riesame dello statuto degli stranieri ammessi a titolo provvisorio e delle persone bisognose di protezione", prevede di riesaminare a fondo le possibilità di migliorare, sul piano legale, lo statuto giuridico delle persone ammesse provvisoriamente. Il 28 maggio 2014 il Consiglio federale si è dichiarato disposto ad accogliere il postulato.</p>  Risposta del Consiglio federale.