<h2>SubmittedText<h2><p>Secondo l'articolo 5 della legge federale sugli stranieri (LStr), possono entrare in Svizzera soltanto gli stranieri che non costituiscono un pericolo né per l'ordine e la sicurezza pubblici né per le relazioni internazionali della Svizzera. Secondo gli articoli 62 e 63 LStr è inoltre possibile revocare il permesso di dimora o di domicilio se lo straniero ha violato in modo rilevante o espone a pericolo l'ordine e la sicurezza pubblici in Svizzera o all'estero o costituisce una minaccia per la sicurezza interna o esterna della Svizzera.</p><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. In quanti casi dal 2001 è stata vietata l'entrata a cittadini stranieri per questo motivo?</p><p>2. In quanti casi dal 2001 è stato per questo motivo revocato a cittadini stranieri</p><p>a. il permesso di dimora?</p><p>b. il permesso di domicilio?</p><p>3. La comprovata partecipazione ad attività jihadiste in Svizzera e/o all'estero costituisce un motivo sufficiente per la revoca del permesso di dimora o di domicilio conformemente agli articoli 62 e 63 LStr?</p><p>4. La collaborazione tra il Servizio delle attività informative e il Ministero pubblico della Confederazione è garantita in questo ambito?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. In caso di minaccia per la sicurezza e l'ordine pubblici, l'entrata è rifiutata alle frontiere esterne svizzere (aeroporti) o nell'ambito dei controlli di polizia alla frontiera interna. Per quanto riguarda le persone sottoposte all'obbligo del visto, in occasione della procedura di rilascio del visto è possibile impedire l'entrata di individui che costituiscono una minaccia per l'ordine e la sicurezza pubblici in Svizzera. Questi divieti d'entrata non sono rilevati statisticamente.</p><p>L'Ufficio federale di polizia (fedpol), in collaborazione con il Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC), pronuncia divieti d'entrata per garantire la sicurezza interna o esterna della Svizzera. Dal 2001 sono pronunciati in media 170 divieti all'anno.</p><p>L'Ufficio federale della migrazione (UFM) pronuncia circa 10 000 divieti d'entrata all'anno al fine di tutelare l'ordine e la sicurezza pubblici. In tal modo si intende impedire, tra l'altro, future violazioni dell'ordinamento giuridico o di obblighi pubblici o privati.</p><p>2. Attualmente la Confederazione non dispone di statistiche sulla revoca di permessi di dimora e di domicilio a causa della messa in pericolo della sicurezza interna o esterna. La competenza in materia spetta ai cantoni. Il Consiglio federale raccomanda tuttavia di accogliere la mozione Muri 13.3455, "Statistica sull'espulsione di criminali stranieri".</p><p>3. Le attività estremiste/terroristiche che minacciano la sicurezza e l'ordine pubblici all'estero o la sicurezza interna o esterna della Svizzera giustificano una revoca del permesso di dimora o di domicilio. Occorre esaminare nel singolo caso l'esistenza di una tale minaccia. Basta che le autorità siano a conoscenza di pertinenti indizi concreti. Inoltre, il permesso di dimora o di domicilio decade dopo sei mesi se lo straniero lascia la Svizzera senza notificare la propria partenza (art. 61 cpv. 2 della legge federale sugli stranieri).</p><p>4. L'UFM, fedpol, il Ministero pubblico della Confederazione e il SIC collaborano strettamente ed efficacemente nell'ambito della sicurezza interna ed esterna. Il necessario scambio di informazione è garantito in qualsiasi momento. Inoltre, nell'esame delle domande di visto e d'entrata è coinvolto regolarmente anche il Dipartimento federale degli affari esteri.</p>  Risposta del Consiglio federale.