<!DOCTYPE html> <html lang="it"><head><meta charset="utf-8"/></head><body><div class="Section1"> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td colspan="2" valign="top"> <p class="MsoNormal"> </p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><img alt="" height="5" src="http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&amp;WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&amp;WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&amp;OmnisLibrary=JURISWEB&amp;OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&amp;OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&amp;Parametername=WWWTI&amp;Schema=TI_WEB&amp;Source=&amp;Aufruf=getImage&amp;nF38_KEY=2879" width="3"/></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><img alt="" height="24" src="http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&amp;WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&amp;WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&amp;OmnisLibrary=JURISWEB&amp;OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&amp;OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&amp;Parametername=WWWTI&amp;Schema=TI_WEB&amp;Source=&amp;Aufruf=getImage&amp;nF38_KEY=2880" width="21"/></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"> </p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Incarto n.<br/> </span><a id="IN_NUMERO">12.97.00158</a></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><a id="ID_LUOGO"><span>Lugano</span></a></p> <p class="MsoNormal"><a id="IN_DATA_DECISIONE">21 luglio 1997</a>/fb</p> <p class="MsoNormal"> </p> </td> <td colspan="3" valign="top"> <p class="MsoNormal">In nome<br/> della Repubblica e Cantone<br/> del Ticino</p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> <tr> <td colspan="6" valign="top"> <p class="MsoNormal"><a id="IN_ISTANZA_SPEC"><b><span>La seconda Camera civile del Tribunale d'appello</span></b></a></p> </td> </tr> <tr> <td colspan="6" valign="top"> <p class="MsoNormal"> </p> </td> </tr> <tr> <td colspan="6" valign="top"> <p class="MsoNormal"> </p> </td> </tr> <tr> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>composta dei giudici:</span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Cocchi, presidente <br/> Chiesa e Zali</span></p> </td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>segretario:</span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Petrini</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>sedente per statuire nella causa -</span><span>inc. no. DI.97.00067</span><span> della Pretura della giurisdizione di Mendrisio sud- in materia di riconoscimento di decisione estera, promossa con istanza 11 aprile 1997 da</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span> </span></b></p> </td> <td colspan="2" valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span>__________</span></b><span>) </span></p> <p class="MsoNormal"><span>rappr. dall’avv. __________ </span></p> </td> </tr> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>contro</span></p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>__________</span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span>__________</span></b><span> rappr. dall’avv. __________ </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>con cui l'istante ha chiesto che fossero riconosciute e dichiarate esecutive in Svizzera, ai sensi della convenzione di Lugano, le sentenze emanate dalla High Court of Justice, Queen’s Bench Division, Commercial Court di Inghilterra e Galles, del 26/27 novembre 1996, del 4/6 ottobre 1995 e del 3 settembre 1996;</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>Domanda che il Segretario Assessore ha respinto con pronunciato del 14 maggio 1997;</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>Da cui l'opposizione 2 giugno 1997 della parte istante che ha postulato l’accoglimento dell'istanza, protestando spese e ripetibili di entrambe le sedi.</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>Sentite le parti all'udienza di discussione del 15 luglio 1997;</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>Letti ed esaminati gli atti ed i documenti prodotti;</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="R1">Considerato</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"><b>in fatto ed in diritto</b></p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> <b>1.</b> Con istanza 11 aprile 1997 __________ ha postulato il riconoscimento e l'ottenimento della dichiarazione di esecutività in Svizzera ai sensi dell'art. 31 della Convenzione di Lugano (in seguito detta: ConvLug) delle sentenze emanate dalla High Court of Justice, Queen’s Bench Division, Commercial Court di Inghilterra e Galles, in data 26/27 novembre 1996, 4/6 ottobre 1995 e 3 settembre 1996, con le quali in sostanza si attestava da un lato che __________ era stata condannata da un tribunale arbitrale al pagamento di US$ 63’912.02 oltre interessi, nonché di £ 43’576.88, £ 15’005.- e £ 1’200.- a titolo di spese, dall’altro che quegli importi erano rimasti impagati e infine che quella società era senz’altro tenuta al pagamento di quelle somme, come se si trattasse di una sentenza o ordinanza.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> <b>2.</b> Con decisione 14 maggio 1997 il Segretario Assessore della Pretura ha respinto l’istanza, rilevando che la “sentenza” 26/27 novembre 1996 del Master of the Queen’s Bench Division of the Supreme Court della Gran Bretagna non fosse un giudizio processuale o di merito relativo a una causa in materia civile e commerciale, bensì un certificato attestante che i lodi arbitrali 28 aprile, 27 maggio e 22 settembre 1994, resi da un tribunale arbitrale con sede a __________ erano stati notificati alle parti ed erano cresciuti in giudicato: non si era perciò in presenza di una “decisione” ai sensi dell’art. 25 ConvLug -che per definizione consiste in una decisione resa da un organo giurisdizionale di uno Stato contraente, quale ad esempio decreto, sentenza, ordinanza o mandato di esecuzione, nonché la determinazione da parte del cancelliere delle spese giudiziali- e d’altro canto i tre lodi arbitrali, siccome connessi con un arbitrato (art. 1), erano pure esclusi dal campo d’applicazione della ConvLug.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> <b>3.</b> Con opposizione 2 giugno 1997 __________ ha chiesto che la decisione di prima istanza venisse riformata nel senso che l’istanza di exequatur fosse accolta.</p> <p class="R1"> A suo dire, innanzitutto, la risoluzione 27 novembre 1996 della High Court of Justice, Queen’s Bench Division Commercial Court costituiva indubbiamente una “decisione” ai sensi dell’art. 25 ConvLug, tanto è vero che l’organo giurisdizionale britannico non si era limitato a constatare l’esecutività del lodo arbitrale, bensì ne aveva esaminato, ripreso e confermato testualmente i contenuti, attribuendogli il valore giudiziario di una sentenza civile e commerciale; per il resto, osserva come il giudice di prime cure abbia respinto l’istanza senza assolutamente far riferimento agli art. 27 e 28 ConvLug, le uniche norme in virtù delle quali una decisione estera avrebbe potuto non essere riconosciuta in Svizzera. A titolo abbondanziale, infine, adduce che la decisione del Segretario Assessore sarebbe nulla, siccome non emanata da un “giudice” vero e proprio, come richiesto dall’art. 34 ConvLug e dall’art. 513c cpv. 1 CPC. </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> <b>4.</b> All'udienza di discussione del 15 luglio 1997 l’opponente ha confermato le proprie ragioni. </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> La controparte ha argomentato, in contrario senso alle considerazioni dell’opponente, a sostegno della decisione di prima istanza: a suo dire, l’atto di cui si chiede l’exequatur non può essere oggetto di riconoscimento in base alla ConvLug, in quanto si tratta di un atto di carattere meramente esecutivo; nella misura in cui si limita ad incorporare dei lodi arbitrali, materia quest’ultima esclusa dall’applicazione della citata Convenzione, esso parimenti non sottostà alla ConvLug e di conseguenza non può essere oggetto di riconoscimento; all’exequatur si oppone infine anche il limite dell’ordine pubblico (art. 27 n. 1 ConvLug), atteso come con la presente procedura la controparte tenti in pratica di eludere le norme relative al riconoscimento dei lodi arbitrali, previste dalla Convezione di New York.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> <b>5.</b> Affinché un atto giuridico straniero possa essere suscettibile di riconoscimento e di esecuzione in un altro Stato firmatario della Convenzione, è necessario da una parte che lo stesso consista in una “decisione” ai sensi dell’art. 25 ConvLug e dall’altra che la stessa rientri nel campo d’applicazione ratione materiae della Convenzione (<b>Patocchi</b>, Il riconoscimento e l’esecuzione delle sentenze straniere secondo la Convenzione di Lugano del 16 settembre 1988, in <b>Rep</b>. 1992 p. 69 n. 25). </p> <p class="R1"> Per motivi pratici, esamineremo dapprima quest’ultima condizione per il riconoscimento. </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> <b>5.1</b> Giusta l’art. 1 ConvLug, la Convenzione si applica in materia civile e commerciale, indipendentemente dalla natura dell’organo giurisdizionale (art. 1 cpv. 1); il cpv. 2 della medesima norma precisa tuttavia che alcune materie sono escluse dal suo campo di applicazione: tra le fattispeci escluse vi è, tra l’altro, l’arbitrato (n. 4; <b>Patocchi</b>, op. cit., ibidem). </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> Nell’esame inteso a sapere in quale misura l’arbitrato non sottostia alla ConvLug si può far capo all’interpretazione che alla norma in questione è stata data, nell’applicazione della Convenzione di Bruxelles -la cui sostanza è recepita nella ConvLug- dalla Corte di Giustizia delle comunità europee e dai Tribunali degli Stati che ne fanno parte, così come prescrive il Protocollo n. 2 relativo all’interpretazione uniforme della Convenzione di Lugano (cfr. <b>IICCA</b> 19 febbraio 1997 in re F. S.r.l./S).</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> La dottrina e la giurisprudenza dominanti (<b>Kropholler</b>, Europäisches Zivilprozessrecht, 4. ed., Heidelberg 1993, ad art. 1 N. 38; <b>Gaudemet-Tallon</b>, Les Conventions de Bruxelles et de Lugano, Parigi 1993, p. 26-27; <b>Berti</b>, Zum Ausschluss der Schiedsgerichtsbarkeit aus dem sachlichen Anwendungsbereich des Luganer Übereinkommens, in Festschrift Vogel, Friborgo 1991, p. 346 e segg.; <b>Donzallaz</b>, La Convention de Lugano, Vol. I, Berna 1996, p. 383 segg. e in part. 386-387; cfr. pure, per la valenza generale che le è stata attribuita, la sentenza 25 luglio 1991 della Corte di giustizia delle comunità europee nella causa Rich and Co AG c. Società Italiana Impianti PA, in <b>NJW</b> 1993, 189; critico, al proposito, <b>Schlosser</b>, EuGVÜ, Monaco 1996, ad art. 1 N. 23 e, lo stesso autore, in <b>Rivista di diritto internazionale privato e processuale</b> 1989, 545) sono concordi nel ritenere che non possono essere oggetto di exequatur in base alla Convenzione né i lodi arbitrali, né tanto meno le decisioni giudiziarie che servono ad una procedura arbitrale (ad esempio quelle aventi per oggetto la nomina e la revoca degli arbitri, la fissazione della sede arbitrale, il prolungamento dei termini per l’emanazione del lodo) o che sono comunque connesse con la stessa (ad esempio quelle che statuiscono sulla validità o meno di un patto d’arbitrato, come pure quelle che hanno per oggetto l’annullamento, la modifica, il riconoscimento e l’esecuzione di lodi arbitrali); parimenti escluse dal campo d’applicazione della Convenzione sono le decisioni giudiziarie che si limitano ad incorporare un lodo arbitrale -come avviene frequentemente nel Regno Unito- (<b>Kropholler</b>, op. cit., ibidem; <b>Gaudemet-Tallon</b>, op. cit., p. 27 e in particolare nota 23; <b>Berti</b>, op. cit., p. 346 e 356; <b>Donzallaz</b>, op. cit., p. 387 e in particolare nota 1457 con rif.; ordinanza 24 aprile 1979 del Landgericht di Amburgo, in <b>Repertorio della giurisprudenza in materia di diritto comunitario</b>, Serie D, I-1.2 - B12; sentenza 29 gennaio 1991 della Corte di appello di Milano, in <b>Rivista di diritto internazionale privato e processuale</b> 1991, 1040; di parere opposto <b>Schlosser</b>, op. cit., ad art. 24 N.1 con rif.) e quelle che servono comunque a confortarlo (<b>Donzallaz</b>, op. cit., ibidem).</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> Considerato che gli atti emanati il 26/27 novembre 1996, il 4/6 ottobre 1995 ed il 3 settembre 1996 dalla High Court of Justice, Queen’s Bench Division, Commercial Court di Inghilterra e Galles, in sostanza altro non fanno che incorporare i lodi arbitrali emessi a suo tempo tra le parti, ed hanno perciò per oggetto una materia -l’arbitrato appunto- esclusa dal campo di applicazione della ConvLug, è senz’altro a ragione che il Segretario Assessore ha respinto l’istanza 14 maggio 1997 di __________. </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> <b>5.2 </b>Ne discende, già per questo motivo, la reiezione dell'opposizione, senza necessità per questa Camera di esaminare le altre argomentazioni sollevate dalle parti ed in particolare quella a sapere se gli atti di cui si chiede la delibazione costituiscano o meno una “decisione” ai sensi dell’art. 25 ConvLug (per la negativa: cfr. sentenza 29 gennaio 1991 della Corte di appello di Milano, in <b>Rivista di diritto internazionale privato e processuale</b> 1991, 1040).</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> <b>6.</b> Contrariamente a quanto ritenuto dall’opponente, infine, il fatto che ad emanare la decisione di primo grado non sia stato il Pretore, bensì il Segretario Assessore, non costituisce motivo di nullità della stessa: l’art. 11 cpv. 2 LOG, nella sua attuale formulazione -in vigore dal 26 marzo 1993- permette infatti al Segretario Assessore di sostituire in maniera generalizzata il Pretore, su richiesta di quest’ultimo e sotto la sua responsabilità, quando il funzionamento della Pretura lo esige (cfr. <b>Messaggio</b> 1° settembre 1992, in Raccolta dei verbali del Gran Consiglio, Sess. aut. 1992, p. 1119 e segg.; <b>CCC</b> 11 dicembre 1995 in re S./V., sentenza, quest’ultima, confermata dalla <b>IICCTF</b> con pronunciato 18 marzo 1996).</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> <b>7.</b> L’opposizione è pertanto respinta ai sensi dei considerandi.</p> <p class="R1"> Tassa di giustizia, spese e ripetibili seguono la soccombenza (art. 148 CPC).</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1">Per i quali motivi,</p> <p class="R1">richiamati gli art. 148 CPC e la TG</p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><b><span>dichiara e pronuncia</span></b></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> <b>I.</b> L'opposizione 2 giugno 1997 di __________</span> <b><span>è respinta.</span></b><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> <b>II.</b> Le spese della presente procedura consistenti in</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> a) tassa di giustizia fr. 450.-</span></p> <p class="MsoNormal"><span> b) spese fr. 50.-</span></p> <p class="MsoNormal"><span> Totale fr. 500.-</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> da anticiparsi dall'opponente, restano a suo carico, con l’obbligo di rifondere alla controparte fr. 500.- per ripetibili.</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> <b>III.</b> Intimazione a:</span></p> <p class="MsoNormal"><span> - __________</span></p> <p class="MsoNormal"><span> Comunicazione alla Pretura di Mendrisio sud</span></p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="MsoNormal"><b><span>Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello</span></b></p> <p class="MsoNormal"><span>Il presidente Il segretario</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </div></body></html>