<h2>SubmittedText<h2><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. È consapevole che le radiazioni, in particolare quelle emesse dalla telefonia senza fili DECT, largamente diffusa, possono rivelarsi nocive per la salute e che le conseguenze a lungo termine non sono ancora state analizzate in modo approfondito? Lo Stato è cosciente delle proprie responsabilità nell'ambito della previdenza sanitaria?</p><p>2. È disposto a adottare provvedimenti efficaci atti a ridurre le radiazioni emesse dalla telefonia DECT al minimo indispensabile? Quali sono le misure già adottate? Ve ne sono altre in previsione?</p><p>3. È disposto a intervenire presso il Comitato europeo di normalizzazione elettrotecnica (Cenelec) affinché gli apparecchi telefonici DECT vengano dotati di etichette ben visibili nel quadro delle misure di standardizzazione tecnica?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale è consapevole che le ricerche per accertare eventuali effetti nocivi delle radiazioni emesse dagli impianti di telecomunicazione sulla salute sono ancora insufficienti. Questa situazione d'incertezza ha contribuito all'avvio del nuovo programma nazionale di ricerca "Radiazioni non ionizzanti, salute e ambiente". Gli aspetti essenziali di questa problematica, in particolare le ripercussioni sulla salute e l'importanza del principio di precauzione, figurano nel rapporto "Radiazioni non ionizzanti e protezione della salute in Svizzera", che sarà sottoposto al Consiglio federale nel corso del 1° semestre 2006 (rapporto commissionato in adempimento del postulato Sommaruga Simonetta 00.3565).</p><p>2. I telefoni DECT (telefoni digitali senza filo) devono essere conformi a determinati standard armonizzati a livello internazionale. Per l'armonizzazione (servizi di telecomunicazione), la sicurezza e la tutela della salute vigono diversi standard. In linea di massima sono due gli organi di standardizzazione che si occupano delle radiazioni dei telefoni DECT:</p><p>- l'Istituto europeo delle norme di comunicazione (ETSI), che ha il compito di determinare la potenza massima delle radiazioni, delle frequenze ecc., nel senso della trasmissione del segnale; e</p><p>- il Comitato europeo di normalizzazione elettrotecnica (Cenelec, cfr. domanda 3), che stabilisce le modalità di verifica dell'osservanza delle raccomandazioni definite internazionalmente al fine di limitare le immissioni di radiazioni.</p><p>In teoria, la Svizzera avrebbe la possibilità di proporre la modifica degli attuali standard per i telefoni DECT. Tuttavia, al momento è poco probabile che la maggioranza dei membri dell'ETSI approverebbe una modifica dello standard allo scopo di ridurre le radiazioni. Dato che i valori di radiazione DECT sono nettamente inferiori ai valori limite (si veda risposta alla domanda 3), mancano argomenti convincenti a favore della revisione dello standard. Si presume che se dagli studi scientifici in corso dovessero emergere nuovi elementi inerenti alla pericolosità dei telefoni DECT, lo standard sarebbe riesaminato.</p><p>Il Consiglio federale prende atto con soddisfazione che l'industria sta intensificando gli sforzi per produrre apparecchi a bassa emissione di radiazioni. Tra questi vanno menzionati i telefoni DECT, recentemente in commercio, che in standby non emettono radiazioni. Sebbene le loro funzioni siano limitate (solo una parte mobile per stazione di base), essi rispondono appieno alle necessità dei privati.</p><p>3. Lo scopo delle norme Cenelec è di garantire l'osservanza dei valori limite dei campi elettromagnetici nella fascia di frequenza 0Hz-300GHz, così come previsto nel mandato di normalizzazione della Commissione europea M/305 del 7 settembre 2000. Nel mandato si esige unicamente la verifica della conformità ai valori limite. Non è invece esplicitamente menzionata una dichiarazione delle radiazioni emesse. Il Consiglio federale è disposto ad esaminare in che misura, mediante un intervento della Svizzera, potrebbe essere introdotta nelle norme Cenelec una dichiarazione relativa alle radiazioni emesse dagli apparecchi.</p>  Risposta del Consiglio federale.