<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La trasparenza è un importante strumento di controllo. La controllabilità intersoggettiva limita il margine lasciato all'arbitrio e alla cattiva amministrazione. È quindi importante che le decisioni adottate siano comunicate chiaramente, la loro realizzazione eseguibile e i risultati verificabili. Tuttavia pure la trasparenza conosce limiti: la trasparenza, se interpretata in modo troppo estensivo, può frenare i processi decisionali. La pubblicità illimitata lede il comportamento degli attori coinvolti nei processi decisionali e limita il loro margine di manovra. Inoltre, esiste il pericolo che i contenuti siano sacrificati a favore della forma, ciò che non favorisce la qualità delle discussioni.</p><p></p><p>Nonostante questa riserva l'esigenza di trasparenza deve restare un obiettivo permanente. Le esperienze derivanti dalla crisi asiatica hanno evidenziato che l'opinione pubblica deve essere informata in maniera completa sui rischi esistenti nei singoli Paesi, ma anche sui programmi realizzati dal FMI in collaborazione con i Paesi in questione.</p><p></p><p>Dalla metà del 1998 sono stati intrapresi sforzi per migliorare l'informazione per gli attori del mercato finanziario e aumentare la trasparenza. Le misure adottate hanno carattere preventivo e sono volte a ridurre il rischio di nuove crisi finanziarie. In tal modo l'attività del FMI diventa più efficace e più credibile. In questo contesto il FMI ha iniziato un progetto pilota a cui partecipa anche la Svizzera, che mira alla pubblicazione volontaria dei rapporti ai sensi dell'Articolo IV degli Statuti FMI. Inoltre, su internet sono pubblicate le comunicazioni (Public Information Notices) che riassumono la valutazione di politica economica dei Paesi membri effettuata dal FMI e contengono i più importanti argomenti portati in discussione in seno al Consiglio dei direttori esecutivi del FMI. Un'ulteriore misura atta a creare fiducia è la pubblicazione di informazioni sull'attività commerciale e sulla politica del FMI. Inoltre, il FMI informa dettagliatamente sulle sue risorse finanziarie e sulla sua liquidità. Dall'estate 2000 pubblicherà inoltre il suo piano di transazione.</p><p></p><p>Questi esempi mostrano che il FMI non vuole sottrarsi all'obbligo di resoconto che ha nei confronti dell'opinione pubblica. Anche in avvenire, in seno al Consiglio dei direttori esecutivi la Svizzera si impegnerà per una maggiore trasparenza.</p><p></p><p>Alle singole domande rispondiamo come segue:</p><p></p><p>1. L'alta qualità e la chiarezza delle deliberazioni adottate in seno al Consiglio dei direttori esecutivi devono essere essenzialmente ricondotte al carattere confidenziale di questo dialogo e del corrispondente voto. Ciò che vale per il FMI vale per molti altri organi direttivi di organizzazioni internazionali, ma anche per tutti i Governi (compreso il Consiglio federale). Sarebbe illusorio pensare che la procedura decisionale diventerebbe più trasparente introducendo la pubblicità in seno al Consiglio dei direttori esecutivi. Con un'apertura la procedura decisionale verrebbe viepiù trasferita ad altri organi o avrebbe luogo tramite contatti informali. Le deliberazioni del Consiglio dei direttori esecutivi si ridurrebbero ad un puro rituale. L'obbligo di pubblicazione delle decisioni del Consiglio dei direttori esecutivi e delle prese di posizione dei direttori esecutivi non è quindi utile per un'attività del FMI efficace e coronata da successo.</p><p></p><p>2. L'opinione pubblica ha diritto ad essere informata sugli obiettivi perseguiti dalla Svizzera in seno al FMI e alla Banca mondiale e sulle posizioni adottate sui singoli oggetti. Il Consiglio federale si è pure sforzato di colmare lacune d'informazione esistenti:</p><p></p><p>* Il Consiglio federale ha sensibilmente aumentato la cadenza dell'informazione nei riguardi del Parlamento e dell'opinione pubblica nelle questioni sul FMI. Il rapporto annuale sulla politica economica esterna contiene quale novità un capitolo sulle questioni finanziarie internazionali e quindi anche sul FMI. Lo scorso anno il Consiglio federale ha inoltre pubblicato i principi della Svizzera nel FMI e il rapporto "Il sistema finanziario internazionale e la posizione della Svizzera".</p><p></p><p>* In occasione della riunione annuale e della sessione primaverile del FMI le Commissioni della politica estera delle due Camere vengono informate sui temi del Comitato internazionale monetario e delle finanze e sulle posizioni adottate dalla Svizzera.</p><p></p><p>* Le autorità informano regolarmente la "Sottocommissione delle istituzioni di Bretton-Woods" della Commissione consultiva per lo sviluppo internazionale e la collaborazione. La sottocommissione vigila affinché siano rispettati i principi e gli obiettivi della politica svizzera di sviluppo quanto alle prese di posizione svizzere all'attenzione del FMI e della Banca mondiale. Consiglia il nostro Governo sulla cooperazione svizzera in queste due organizzazioni e vigila in particolare affinché le autorità rispettino i principi della politica svizzera di sviluppo.</p><p></p><p>Secondo il Consiglio federale si tiene già sufficientemente conto della fondata esigenza di trasparenza sulle posizioni svizzere.</p><p></p><p>3. La Svizzera si è sempre impegnata per un controllo completo ed effettivo delle attività del FMI, il quale dispone attualmente dei seguenti tre strumenti di controllo:</p><p></p><p>* Autovalutazione effettuata dallo Stato maggiore del FMI: il management del FMI fissa d'intesa con il Consiglio dei direttori esecutivi l'oggetto dell'inchiesta. Le inchieste devono garantire che nell'ambito della sua attività il FMI tratti i membri allo stesso modo. Dopo aver consultato il Consiglio dei direttori esecutivi, il management stabilisce di caso in caso se i risultati devono essere pubblicati.</p><p></p><p>* La valutazione da parte di un'istanza interna di controllo e di ispezione (Office of International Audit and Inspection): anche in questo caso l'oggetto dell'inchiesta del management del FMI è spesso portato avanti d'intesa con il Consiglio dei direttori esecutivi. Il rapporto finale passa al management, che lo trasmette immutato per discussione al Consiglio dei direttori esecutivi. Dopo aver consultato il Consiglio dei direttori esecutivi, il management stabilisce di caso in caso se i risultati devono essere pubblicati.</p><p></p><p>* Valutazione indipendente da parte di esperti esterni: il gruppo di valutazione del Consiglio dei direttori esecutivi (Evaluation Group of Executive Director) sottopone all'omonimo Consiglio proposte per inchieste esterne. Il Consiglio dei direttori esecutivi decide di caso in caso sulla pubblicazione dei risultati. Corrispondenti perizie esterne sui settori SPAS, vigilanza di politica economica e attività di ricerca del FMI sono già state allestite e pubblicate.</p><p></p><p>In seno al FMI si discute attualmente di costituire un'istanza indipendente di valutazione (Independent Evaluation Office). Sotto la direzione di un direttore esecutivo questa istanza farebbe rapporto direttamente al Consiglio dei direttori esecutivi e sarebbe totalmente indipendente. In data 10 aprile 2000 il Consiglio dei direttori esecutivi ha approvato di principio la costituzione di una tale istanza. La Svizzera, che da anni si è adoperata con impegno per una valutazione indipendente, ha sostenuto questa iniziativa. L'istanza dovrebbe essere costituita ancora prima della sessione autunnale delle istituzioni di Bretton-Woods dopo che saranno state chiarite le modalità operative. La Svizzera si impegnerà per il funzionamento di questa istanza di valutazione e per l'impiego trasparente dei suoi risultati.</p>