<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di sottoporre al Parlamento un disegno affinché in futuro non sia più versata alcuna prestazione AI ai cosiddetti "sans-papiers".</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale ha già analizzato approfonditamente la situazione dei sans-papiers in Svizzera nel rapporto del dicembre 2020 in adempimento del postulato CIP-N 18.3381 "Per un'ampia analisi della problematica dei sans papiers". Dal rapporto emerge che occorre mantenere l'obbligo di versare contributi alle assicurazioni sociali per tutte le persone residenti in Svizzera.</p><p>Vi è tuttavia un conflitto tra l'accesso alle assicurazioni sociali e la legislazione sugli stranieri: per principio l'assoggettamento alla maggior parte delle assicurazioni sociali, quali l'AVS, l'AI, l'AMal e l'AINF non dipende dallo statuto di soggiorno degli stranieri. L'aspetto determinante è invece il domicilio in Svizzera. D'altro canto, il soggiorno illegale degli stranieri è combattuto in particolare tramite le misure di controllo della legge federale contro il lavoro nero (LLN; RS 822.41) e le disposizioni penali della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI; RS 142.20).</p><p>L'esclusione generalizzata dei sans-papiers dalle assicurazioni sociali violerebbe in primo luogo gli obblighi di diritto internazionale della Svizzera (segnatamente il Patto ONU I e la Convenzione sui diritti del fanciullo) e appare problematica anche nell'ottica della Convenzione europea dei diritti dell'uomo. In secondo luogo non rispetterebbe i principi stabiliti dall'articolo 112 capoverso 2 Cost. per l'assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità, che garantiscono un'assicurazione obbligatoria per tutti. In terzo luogo sarebbe contraria all'attuale sistema delle assicurazioni sociali e renderebbe ancora più interessante per i datori di lavoro occupare sans papiers, dato che nel loro caso non dovrebbero pagare gli oneri sociali come per gli altri salariati. Infine, la soluzione proposta non contribuirebbe a ridurre l'immigrazione illegale.</p><p>Per quanto riguarda l'AI il diritto dei sans papiers alle prestazioni sussiste se sono adempiute le condizioni legali. Concretamente questo vuol dire che devono essere assoggettati all'assicurazione, il che è di regola il caso in virtù del loro domicilio, e devono versare contributi in qualità di lavoratori o persone senza attività lucrativa (nel secondo caso al più tardi a partire dal 1° gennaio seguente il compimento del 20° anno d'età).</p><p>Presumibilmente, nella pratica è piuttosto raro che i sans papiers ricorrano alle prestazioni dell'AI. Nella maggioranza dei casi è infatti probabile che queste persone non adempiano i propri obblighi contributivi, perché è difficile che prendano volontariamente contatto con i servizi ufficiali, perché non vengono annunciate alle casse di compensazione dai loro datori di lavoro o perché non si annunciano volontariamente, qualora non esercitino alcuna attività lucrativa.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.