<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di istituire una base legale per introdurre un obbligo di rimunerazione uniforme a livello nazionale per i costi dei servizi di interpretariato forniti in ambito sanitario per garantire la comunicazione tra pazienti e fornitori di prestazioni mediche, nonché di stabilire i principi per l’assunzione dei costi.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è consapevole dell’importanza che riveste nel contesto di una terapia una comunicazione adeguata tra i professionisti della salute e i pazienti sordi o che non parlano nessuna delle lingue nazionali. Secondo la legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal; RS&nbsp;832.10), i servizi di interpretariato non costituiscono prestazioni atte a diagnosticare o a curare direttamente una malattia e i relativi postumi (art. 25 cpv. 1) e gli interpreti interculturali professionisti non figurano tra i fornitori di prestazioni esercitanti a carico dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (art. 35). Tuttavia, i servizi di interpretariato professionale possono essere considerati come facenti parte integrante della prestazione medica se si rivelano essere l’unica soluzione possibile, poiché indispensabili all’esecuzione di un esame o un trattamento medico e per il successo terapeutico (attività medica accessoria), se la comunicazione con l’assicurato è troppo difficile per ottenere il consenso informato in caso di intervento medico e se l’assicurato non può avvalersi di alcun interprete professionista. Ciò vale anche per le persone sorde che hanno bisogno di servizi di interpretariato in lingua dei segni. Tale necessità va valutata caso per caso. La fatturazione deve essere definita tra i fornitori di prestazioni e gli assicuratori.</p><p>&nbsp;</p><p>Sia nel settore ambulatoriale sia in quello stazionario le tariffe vengono fissate in una convenzione stipulata tra assicuratori e fornitori di prestazioni (autonomia tariffale). In questo quadro, i partner tariffali possono fare confluire nelle tariffe la parte dei costi dovuta all’interpretariato. Nel settore stazionario, nel caso in cui i servizi d’interpretariato sono parte integrante del trattamento come descritto sopra, i loro costi sono già compresi negli importi forfettari attraverso i costi imputabili. Spetta dunque ai partner tariffali implementarli. Nel settore ambulatoriale la questione è stata affrontata e l’Ufficio federale della sanità pubblica ha comunicato la sua posizione sulla valutazione della situazione giuridica ai partner tariffali, invitandoli a occuparsi del tema.</p><p>&nbsp;</p><p>Il Consiglio federale sostiene la rivendicazione volta a disciplinare in maniera più uniforme il rimborso dei costi di interpretariato. Tuttavia, come esposto sopra, ciò non richiede un nuovo adeguamento della legge, bensì una sua attuazione uniforme da parte dei partner tariffali. Nel quadro delle sue competenze in materia di tariffe, in futuro il Consiglio federale presterà particolare attenzione a una regolamentazione dei servizi di interpretariato.</p><p>&nbsp;</p><p>Ne consegue che un adeguamento della LAMal non è necessario.&nbsp;Per questo motivo il Consiglio federale propone di respingere la mozione, nonostante ne sostenga la causa.</p>