<h2>SubmittedText<h2><p>La Commissione europea ha appena proposto l'introduzione dal 1° gennaio 2014 di una tassa sulle transazioni finanziare, che era stata aspramente criticata dal Consiglio federale nella sua risposta alla mia interrogazione di due anni fa (09.1144, "La Svizzera e la tassa internazionale sulle operazioni finanziarie").</p><p>Il Consiglio federale è disposto a riesaminare i vantaggi di questa idea, tanto più che addirittura la Commissione europea riesce a confutare gli argomenti addotti a suo tempo dal Consiglio federale contro la tassa e che da allora la crisi finanziaria è ancora peggiorata e può essere considerata una tragica illustrazione di come l'incredibile volume delle speculazioni finanziarie influisca sui mercati finanziari e colpisca dunque negativamente anche l'economia reale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale ha preso atto della proposta della Commissione europea di introdurre un'imposta sulle transazioni finanziarie negli Stati membri dell'UE e osserva il relativo sviluppo all'interno e all'esterno dell'UE. Come il Consiglio federale ha già spiegato nella sua risposta dell'11 novembre 2009 all'interrogazione 09.1144, un'imposta sulle transazioni finanziarie avrebbe senso solo se fosse introdotta a livello mondiale e non se rimanesse limitata a determinati Paesi o all'ambito europeo. Se l'imposta viene implementata solo nello spazio europeo o a sue parti, questo comporta uno spostamento delle transazioni mobili verso centri finanziari situati al di fuori del territorio di applicazione dell'imposta. Anche lo studio della commissione riconosce questo pericolo che si ripercuote direttamente sul potenziale delle entrate di tale imposta.</p><p>Inoltre, l'introduzione di un'imposta sulle transazioni finanziarie non sembra uno strumento adeguato per ridurre in maniera durevole i rischi nel sistema finanziario. Il Consiglio federale ha già reso noto il 28 aprile 2010 che intende accordare priorità a misure normative per aumentare la resistenza alla crisi del sistema bancario. Tali strumenti sono più efficaci ed efficienti delle misure fiscali. Con il progetto "too big to fail", che nel frattempo è stato approvato, la Svizzera si è mossa in questa direzione in modo coerente e il Consiglio federale non ha alcun motivo per distanziarsi dalla posizione allora assunta. Infine, nel suo studio complementare anche la Commissione europea riconosce che altre misure normative, applicate direttamente alle fonti di rischio, forniscono un contributo maggiore alla stabilità finanziaria.</p>  Risposta del Consiglio federale.