<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel servizio civile dell'amministrazione delle dogane, il cui compito principale è lo sdoganamento delle merci nel traffico transfrontaliero, la mole di lavoro è fortemente aumentata negli ultimi anni. Ciò è dovuto a nuovi compiti (segnatamente l'imposta sul valore aggiunto e l'imposta sugli oli minerali), a una maggiore complessità (in particolare nel campo tecnologico), ad un'accresciuta sensibilità nell'esecuzione di provvedimenti nel settore agricolo (GATT/OMC), alla professionalizzazione del contrabbando, all'estensione, a livello internazionale, dell'assistenza amministrativa e giudiziaria e infine all'aumento di circa un quarto del numero degli sdoganamenti all'importazione e all'esportazione. </p><p></p><p>Oltre ai compiti doganali propriamente detti, il Corpo delle guardie di confine adempie sempre più compiti atti a garantire la sicurezza interna. Le evoluzioni a livello politico, economico e sociale fanno sì che la Svizzera diventi sempre più frequentemente teatro di attività transfrontaliere illegali. Sorprende il forte aumento della criminalità, del traffico di stupefacenti, del commercio illegale di armi e veicoli, del turismo dei furti nonché delle entrate illegali di richiedenti l'asilo e di persone in cerca di un impiego sovente organizzate da bande di passatori professionali. La violenza nei confronti del nostro personale è aumentata massicciamente. I compiti di polizia di confine vincolano oggi circa il 60 % delle risorse del Corpo delle guardie di confine. </p><p></p><p>Così stando le cose, il Consiglio federale è dell'avviso che un miglioramento della situazione del personale in seno all'Amministrazione federale delle dogane sia neccessario. Tuttavia, a causa della delimitazione dei crediti per il personale e del blocco dei crediti del 2,5 % lo spazio di manovra è molto limitato, ragione per cui un adeguamento degli effettivi è praticamente possibile solo con trasferimenti di posti, ciò che comporterebbe un ridimensionamento dell'organico in altri settori. Sono in corso dei chiarimenti in merito.</p><p></p><p>Visto che il personale supplementare dovrebbe dapprima essere istruito e che un aumento dell'effettivo non avrebbe degli effetti immediati, il 9 giugno 1997 il Consiglio federale ha deciso, a titolo di provvedimento immediato, un rinforzo del Corpo delle guardie di confine con 20 agenti del Corpo della guardia di fortificazione per compiti di sicurezza e di osservazione al confine meridionale del cantone Ticino.</p><p></p><p>Per quanto concerne l'equipaggiamento, esso viene rinnovato e migliorato costantemente. Nel preventivo 1998 e nelle cifre del piano finanziario 1999 e degli anni successivi sono inseriti dei mezzi corrispondenti a quelli sinora stanziati.</p><p></p><p>In realtà, tra i funzionari del Corpo delle guardie di confine si accerta un malcontento, segnatamente nella regione di Ginevra. Esso va ascritto in particolare a provvedimenti in materia di stipendi e di adeguamento dei compensi per gli alloggi di servizio. Siffatti provvedimenti comportano un deterioramento della situazione finanziaria.</p><p></p><p>I disavanzi annui attuali richiedono delle riduzioni dei costi in tutti i campi, affinché lo stato delle finanze della Confederazione possa essere migliorato già in un prossimo futuro. I provvedimenti salariali 1998 adottati dal Consiglio federale non colpiranno i funzionari guardie di confine in modo più rigoroso delle altre categorie di personale.</p><p></p><p>Nel campo dei compensi per gli alloggi di servizio è previsto un aumento graduale, di modo che le guardie di confine dovranno pagare infine un importo pari a circa il 70 % di un affitto normale. Dopo valutazione di tutti i vantaggi e degli inconvenienti degli alloggi di servizio l'aumento può essere reputato confacente, tanto più che i canoni iniziali sono generalmente modesti. Visto che tale provvedimento avrebbe colpito in particolare il personale del Cgcf, l'esecuzione è stata per il momento sospesa.</p>  Risposta del Consiglio federale.