<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Da trent'anni il World Economic Forum (WEF) ha luogo a Davos. Questo evento offre alle personalità di spicco di tutto il mondo una piattaforma internazionale per la discussione su temi d'attualità politica, economica, scientifica e culturale. Davos, i Grigioni e la Svizzera sono al centro dell'attenzione pubblica mondiale.</p><p></p><p>Il Consiglio federale stima il WEF un evento annuale molto importante nel calendario politico svizzero. Nessun altro convegno permette infatti alla Svizzera una presenza internazionale di tale livello e al Consiglio federale di allacciare tanti contatti con capi di Stato stranieri e membri di governo, per la sicurezza dei quali la Confederazione, secondo il diritto internazionale, è responsabile. In quest'ottica rispondiamo alle domande come segue:</p><p></p><p>1. Il Consiglio federale è rimasto esterrefatto dall'esplosione di violenza del 27 gennaio 2001 a Landquart e a Zurigo. Di fronte ai vandalismi commessi si convince purtroppo ancor piú dell'idea che, data la disponibilità a commettere atti di violenza provata da certi gruppi prima dell'inizio della riunione poi durante la medesima, non ci si poteva attendere, da una manifestazione non autorizzata, che si svolgesse pacificamente. Le eccezionali misure di sicurezza messe in opera dalle forze dell'ordine erano quindi necessarie. </p><p></p><p>2. Il Consiglio federale riconosce che anche chi disapprova il WEF si può appellare al diritto di libera espressione, di riunione e di stampa e deve avere, in principio, la possibilità di richiamare l'attenzione sulle proprie idee e richieste. Questi diritti, pur dovendo venir rispettati dalle autorità responsabili per la sicurezza, non valgono in maniera assoluta e possono essere limitati se vi è un motivo legale, se vi è un interesse pubblico e se le limitazioni sono proporzionali. Per verificare la legalità delle limitazioni imposte dalle autorità cantonali di polizia sono stati in molti, tra gli individui e le organizzazioni coinvolte, ad interpellare le autorità giudiziarie. Il Consiglio federale non intende anticipare l'esame del giudice. Comunque ritiene che sussistesse veramente un rischio reale per la sicurezza dei partecipanti del WEF, per la popolazione di Davos e per le infrastrutture per il traffico, le comunicazioni e l'energia. Questo in base proprio a episodi che si sono verificati in modo paragonabile in altri casi e per il fatto che molti raggruppamenti che si oppongono al WEF, non si sono mai dichiarati in modo esplicito contro l'uso della violenza. </p><p></p><p>3. Il governo del Cantone dei Grigioni ha deciso, il 6 febbraio di quest'anno, l'istituzione di un comitato intergovernativo, che è responsabile per l'elaborazione di tutte le domande relative al WEF nonché per le domande di ordine finanziario. </p><p></p><p>4. La tutela della sicurezza interna è un compito che spetta tanto alla Confederazione che ai cantoni. Tuttavia dal momento che, in base alla ripartizione delle responsabilità nella Confederazione, la sovranità in materia di polizia è cantonale, la polizia cantonale dei Grigioni è in principio responsabile della sicurezza nel caso del WEF. Di conseguenza il cantone dei Grigioni deve sostenere le spese insorte per le misure di sicurezza a favore del WEF. Ciò non esclude però che possa convenire con la fondazione del WEF, organizzatrice dell'evento, una partecipazione alle spese. </p><p></p><p>La Confederazione da parte sua è responsabile della sicurezza delle persone straniere che godono di una protezione giusta il diritto internazionale pubblico (capi di Stato, capi di governo o membri di governi in carica) che partecipano a questa riunione annuale. Essa ordina i provvedimenti da prendere per proteggere queste personalità e che si aggiungono al dispositivo di sicurezza generale, coordinando la loro esecuzione tramite la polizia cantonale dei Grigioni. I costi supplementari che risultano dalle particolari misure di sicurezza per gli ospiti che godono della protezione richiesta dal diritto internazionale sono a carico della Confederazione per l' 80%. I dettagli della partecipazione federale ai costi sono ancora oggetto di contrattazione tra il cantone dei Grigioni e la Confederazione.</p><p></p><p>La Confederazione ha inoltre sostenuto la polizia cantonale dei Grigioni durante il WEF 2001 con mezzi materiali e personali (elicotteri, veicoli, materiale). Il cantone dei Grigioni deve accollarsi parte delle spese per l'impiego di 300 guardie delle fortificazioni conformemente al computo della remunerazione secondo le direttive sulla collaborazione intercantonale in materia di polizia con la partecipazione della Confederazione. Su domanda del cantone, in occasione del WEF è stata impiegata una truppa sussidiaria di tre compagnie (ca. 300 militari). Tale impiego non ha causato tuttavia costi supplementari nel preventivo della truppa.</p><p></p><p>5. In base alla sovranità cantonale in materia di polizia, la competenza nello stabilire le modalità per assolvere ai compiti di sicurezza spetta al cantone. Il Consiglio federale non è stato mai informato dal governo dei Grigioni dell'intenzione di usare letame per respingere i manifestanti. In nessun caso il Consiglio federale si schiererebbe a favore di un simile modo di agire. </p><p></p><p>6. Per l'impiego dei mezzi di polizia deve esistere una base legale, un interesse pubblico ed essere garantita la proporzionalità. Per giudicare l'ammissibilità di una misura si deve prendere in considerazione l'insieme delle circostanze. Questo giudizio complessivo, come pure la scelta di mezzi adeguati e proporzionati alla situazione nonché permessi dalla legislazione cantonale di polizia per l'adempimento del mandato spettano, in base alla sovranità cantonale sulla polizia, agli organi di polizia responsabili a livello cantonale o cittadino. Il Consiglio federale non è chiamato pertanto ad esprimersi in proposito.</p><p></p><p>7. Su richiesta del cantone dei Grigioni la Giunta del Consiglio federale in materia di sicurezza ha conferito alla Confederazione in data 7 novembre 2000, la coordinazione della ricerca d'informazioni (unione delle informazioni). Il compito consisteva nel raccogliere tutte le informazioni dei cantoni, di vari organi federali e stranieri, di approfondire il quadro della situazione e di appoggiare i cantoni in particolare mettendo a loro conoscenza organizzazioni con funzioni di sicurezza e persone in conformità della legge federale sulle misure per la salvaguardia della sicurezza interna (LMSI; RS 120). Una simile coordinazione di servizi d'informazione da parte della Confederazione è attuata già nel 1997, in occasione del Congresso sionista di Basilea e in relazione con l'arresto di Öcalan e del conflitto nel Kossovo nel 1999/2000. La valutazione della situazione sotto il profilo tattico e delle misure da adottare è rimasta competenza del cantone dei Grigioni.</p><p></p><p>8. Il WEF e le altre organizzazioni godono dello stesso diritto di veder difesi i propri diritti fondamentali. L'articolo 35 della Costituzione stabilisce che i diritti fondamentali devono improntare l'intero ordinamento giuridico e chi svolge un compito statale deve rispettare i diritti fondamentali e contribuire ad attuarli. Concretamente in questo singolo caso non spetta al Consiglio federale in particolare di contribuire al rispetto di questi principi costituzionali. Adottare le misure necessarie è infatti una delle incombenze principali delle autorità competenti cantonali.</p><p></p><p>9. L'Ufficio federale dei trasporti (UFT), in qualità d'autorità di vigilanza, è stato precedentemente informato sull'interruzione dell'attività.</p><p></p><p>Presso l'Ufficio federale dei trasporti sono giunti quattro ricorsi per l'interruzione dell'attività delle ferrovie retiche (RhB), che sono stati accolti come ricorsi all'autorità di vigilanza. I chiarimenti dell'UFT hanno fatto sapere che le ferrovie RhB avevano limitato in parte o sospeso l'attività non solo per ordine della polizia cantonale dei Grigioni, ma anche per le proprie preoccupazioni di sicurezza sull'attività di transito tra Landquart e Davos e tra Filisur e Davos. Visto che le ferrovie RhB sono tenute a seguire le direttive della polizia cantonale e dato che non vi era altra possibilità di garantire la sicurezza dei viaggiatori se non limitando il traffico, si sono adempiute le premesse per l'interruzione del traffico secondo l'articolo 3 cpv. 1 lett. c della Legge sul trasporto pubblico (LTP; RS 742.40). Per questi motivi le ferrovie retiche erano autorizzate, sulla base del sopracitato articolo a interrompere l'attività. I ricorsi all'autorità di vigilanza non hanno avuto pertanto seguito. </p><p></p><p>10. Le riserve naturali federali, che devono essere assolutamente evitate dagli elicotteri dell'esercito, non si trovano nello spazio sorvolato a Davos. A questo riguardo le regole che valgono per gli elicotteri civili sono meno severe, infatti hanno il permesso di sorvolare questi spazi a condizione di rispettare le quote minime regolamentari. A questo proposito al Consiglio federale non è nota alcuna infrazione del diritto in vigore da parte dei piloti d'elicottero.</p><p></p><p>11. I controlli di persona effettuati per il WEF sono stati eseguiti innanzi tutto dalle forze di polizia cantonali sulla base del diritto cantonale. Il Consiglio federale non ha, per quanto riguarda queste misure, né un diritto di sorveglianza né di controllo. La Confederazione infatti adempie ai suoi doveri d'informazione verso i cantoni trasmettendo informazioni su organizzazioni con funzioni di sicurezza e persone in conformità con la Legge federale sulle misure per la salvaguardia della sicurezza interna (LMSI; RS 120).</p><p></p><p>Il permesso di elaborare tali dati ai fini della protezione preventiva dello Stato, è in ottemperanza alle prescrizioni della LMSI, della Legge federale sulla protezione dei dati (LPD, RS 235.1) con cui si esclude il loro uso illegale. Nel caso specifico vi deve essere una concreta connessione con gli ambiti d'applicazione di questa legge e, in questa circostanza, soprattutto con l'estremismo violento. Il Consiglio federale non intende emanare particolari disposizioni per l'elaborazione dei dati raccolti nell'ambito del WEF.</p><p></p><p>Il Consiglio federale non è a conoscenza dei controlli di telecomunicazione effettuati per garantire la sicurezza del WEF. Qualsiasi controllo del traffico nelle telecomunicazioni sarebbe infatti permesso solo in base alle regolamentazioni legali, in particolare nei casi di inchieste penali. La competenza in proposito sarebbe delle autorità giudiziarie della Confederazione e dei cantoni.</p><p></p><p>12. Nel quadro della protezione preventiva dello Stato sono elaborati dati personali in base alla LMSI. Tra questi rientrano anche le ricezioni e le trasmissioni di dati personali agli organi di sicurezza di Stati esteri. Questo tipo di dati è impiegato in relazione con il WEF principalmente per la redazione di una valutazione della situazione e per l'emanazione dei divieti d'entrata contro persone, che hanno commesso reati di violenza all'estero durante simili manifestazioni. Questi dati sono stati utilizzati in modo differente a seconda del loro contenuto e della loro precisione. Il controllo delle informazioni ricevute dall'estero è superfluo se i dati sono stati trasmessi dalle autorità ufficiali competenti. Contro il divieto d'entrata rimane aperta la possibilità di ricorso presso il DFGP, allo stesso modo si può ricorrere presso il Consiglio federale per il caso dei blocchi dell'UFP.</p><p></p><p>13. Secondo l'opinione del Consiglio federale è ragionevole che tutte le cerchie interessate traggano insegnamento dalle esperienze derivate dalla conduzione di quest'anno del WEF. In tal senso la giunta del Consiglio federale in materia di sicurezza già il 31 gennaio 2001 era stata incaricata di presentare un'analisi approfondita sui problemi, che riguardano la Confederazione, d'organizzazione e di svolgimento del WEF 2001. Anche il governo dei Grigioni ha, da parte sua, indetto un comitato per l'elaborazione di tutte le problematiche inerenti all'evento. Bisogna certamente raccomandare che quella critica costruttiva sia maggiormente coinvolta nel WEF che, in questo modo, potrebbe migliorare la sua immagine.</p><p></p><p>Il Consiglio federale non è stato invitato al "Forum social mondial" di Porto Alegre. Una futura partecipazione a uno di questi convegni verrà presa in esame dal Consiglio federale a tempo debito, non appena vi sarà invitato. </p><p></p><p>Si conferma cosí il fatto che le misure eccezionali di sicurezza spiegate quest'anno in occasione del WEF in base alle esperienze fatte l'anno scorso a Davos, ma anche a Seattle, Melbourne, Praga e Nizza, erano manifestamente necessarie. Il dispositivo di sicurezza che l'interpellante mette in dubbio avrebbe potuto essere piú ridotto se tutti gli oppositori al WEF avessero rispettato le regole vigenti in una democrazia e fissate dalla legge, astenendosi cosí dall'uso della violenza.</p>  Risposta del Consiglio federale.