<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a esaminare come possono essere contrastate le pratiche commerciali sleali nel commercio al dettaglio per i prodotti agricoli e come può essere creata la trasparenza dei prezzi per i consumatori in riferimento ai prezzi alla produzione e al consumo nonché ai margini.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Già oggi, in virtù della legge federale del 19 dicembre 1986 contro la concorrenza sleale (LCSl; RS 241), è possibile procedere contro comportamenti sleali o pratiche d'affari ingannevoli. Agisce in modo sleale, segnatamente, chiunque offre reiteratamente sottocosto una scelta di merci ed evidenzia particolarmente quest'offerta nella pubblicità, ingannando così la clientela sulle proprie capacità o su quelle dei propri concorrenti (art. 3 cpv. 1 lett. f LCSI). In caso di pratiche illecite da parte di imprese che dominano il mercato si applica la legge federale del 6 ottobre 1995 sui cartelli (legge sui cartelli, LCart; RS 251). Le pratiche di imprese che dominano il mercato sono considerate illecite se, abusando della loro posizione sul mercato, tali imprese ostacolano l'accesso o l'esercizio della concorrenza delle altre imprese o svantaggiano i partner commerciali (art. 7 cpv. 1 LCart). Un esempio in merito è l'imposizione di prezzi inadeguati o di altre condizioni commerciali inadeguate (art. 7 cpv. 2 lett. c, in combinato disposto con l'art. 7 cpv. 1 LCart). In caso di prezzi abusivi può intervenire anche il sorvegliante dei prezzi. Sulla base della prassi esistente, il Consiglio federale non ritiene necessario vagliare ulteriori norme per impedire pratiche commerciali sleali.</p><p>Il Consiglio federale è consapevole anche dell'importanza di un'elevata trasparenza nel mercato agricolo svizzero. Sulla base dell'articolo 27 della legge del 29 aprile 1998 sull'agricoltura (RS 910.1) e dell'ordinanza del 7 dicembre 1998 concernente il monitoraggio del mercato nel settore agricolo (RS 942.31), già oggi adotta misure volte a incrementare la trasparenza. I prezzi delle merci, influenzati da misure di politica agricola della Confederazione, ad esempio, sono sottoposti a un monitoraggio del mercato a diversi livelli, dalla produzione al consumo. In adempimento del mandato legale, l'Ufficio federale dell'agricoltura (UFAG) affina continuamente il suo monitoraggio. Già oggi l'UFAG pubblica dati sul mercato a livello di produttori e consumatori suddivisi in base al metodo di produzione convenzionale e biologico per i comparti frutta e verdura, latticini, carne, uova, pane e cereali, semi oleosi nonché alimenti per animali.</p><p>I prezzi medi sono pubblicati soltanto se è disponibile un numero di addetti alle notifiche dei prezzi per ciascun prodotto e periodo di rilevamento tale da garantire la rappresentatività, la qualità dei dati pubblicati nonché, in particolare, la protezione dei dati. Oggi non si pubblicano contemporaneamente i prezzi di acquisto e di vendita dello stesso livello della catena del valore per evitare che si possano trarre conclusioni su una singola impresa nonché sui suoi segreti commerciali. Il Consiglio federale è propenso a estendere la prassi attuale e a pubblicare informazioni aggregate sui margini lungo i vari livelli della catena del valore se le strutture di mercato esistenti giustificano una tale procedura. L'attuale base legale lo consente già. I dati aziendali specifici delle imprese, come ad esempio i margini spuntati sui singoli prodotti, sono invece confidenziali e non possono essere pubblicati.</p><p>Una pubblicazione di dati di questo tipo comporta il rischio di favorire accordi illeciti dal profilo della normativa sui cartelli che può innescare ad esempio prezzi al consumo eccessivi. Per questi motivi la base legale esclude una pubblicazione di tali informazioni specifiche delle imprese.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.