<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di rafforzare i controlli del mercato del lavoro e di inasprire le sanzioni contro quelle imprese che commettono abusi.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Dipartimento federale dell'economia (DFE) conclude ogni anno accordi di prestazioni e di sovvenzione con gli organi preposti all'esecuzione delle misure di accompagnamento alla libera circolazione delle persone (commissioni tripartite dei cantoni e commissioni paritetiche delle parti sociali). Tali accordi descrivono gli obiettivi da raggiungere in materia di controlli. Nell'elaborazione di tali obiettivi la Segreteria di Stato dell'economia (SECO) tiene conto dell'evoluzione del numero di lavoratori distaccati, che negli ultimi anni è aumentato costantemente, adeguando di conseguenza il livello degli obiettivi in materia di controlli e l'indennizzo per questi ultimi.</p><p>Per le infrazioni alla legge sui lavoratori distaccati sono previste al momento diverse possibilità di sanzione. Per lievi infrazioni legate al mancato rispetto dei requisiti minimi in materia di condizioni salariali o lavorative o all'obbligo di notifica, l'autorità cantonale può pronunciare una multa amministrativa fino a 5000 franchi. Per le infrazioni alle condizioni salariali e lavorative minime che non sono di lieve entità, per violazione dell'obbligo di dare informazioni o in caso di mancato pagamento di multe passate in giudicato, l'autorità cantonale competente può vietare al datore di lavoro interessato di offrire i suoi servizi in Svizzera per un periodo da uno a cinque anni (art. 9 LDist; RS 823.20). Può inoltre addossare totalmente o parzialmente al datore di lavoro colpevole i costi dei controlli. La sanzione pronunciata dall'autorità cantonale viene comunicata all'autorità federale competente, ovvero la SECO, la quale tiene e pubblica un elenco dei datori di lavoro incorsi in una sanzione passata in giudicato.</p><p>La SECO ha pubblicato un catalogo di sanzioni all'attenzione degli organi d'esecuzione per proporre un'armonizzazione delle sanzioni in Svizzera.</p><p>Come emerge dai rapporti annuali della SECO, le misure di accompagnamento hanno dato risultati positivi. Le autorità hanno reagito alle varie infrazioni riscontrate applicando sanzioni adeguate. Il Consiglio federale ritiene efficace il sistema di sanzioni previsto dalla legislazione in vigore, anche se certe lacune richiedono ancora degli adeguamenti. Il 6 luglio 2011 ha quindi incaricato il DFE di sottoporgli, entro l'autunno 2011, alcune proposte di modifica della legge. Le nuove disposizioni legali dovrebbero permettere, nell'ambito degli impegni di diritto internazionale pubblico, una lotta mirata contro i casi di falsa indipendenza. Inoltre si deve creare la possibilità di sanzionare i datori di lavoro che non rispettano i contratti normali di lavoro obbligatori o i contratti collettivi di lavoro cui è stato conferito il carattere obbligatorio generale con la procedura facilitata. Inoltre, il 5 luglio 2011 il capo del DFE ha istituito un gruppo di lavoro composto da rappresentanti delle parti sociali, dei cantoni e della Confederazione, affidandogli la realizzazione di una prima analisi, entro l'autunno, sui casi di dumping salariale nelle nuove assunzioni, sul trattamento coerente dei casi rilevati in occasione dei controlli e sull'applicazione delle sanzioni nel caso di imprese estere che distaccano lavoratori in Svizzera.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.