<h2>SubmittedText<h2><p>Come reso noto da Solidarité sans frontières e dalla trasmissione televisiva "10vor10" del 21/22 dicembre 2011, oltre quaranta richiedenti l'asilo sono stati respinti dai centri di registrazione e di procedura (CRP) di Basilea e Vallorbe. Nel frattempo si parla anche di casi isolati a Chiasso. In condizioni meteorologiche invernali, gli interessati non hanno ricevuto né vitto né alloggio, bensì sono stati invitati a ripresentarsi entro al massimo una settimana. </p><p>1. In seguito ai resoconti dei media, la Confederazione ha indagato sulla vicenda? Di quanti casi simili è a conoscenza? Corrisponde al vero che sono state respinte anche alcune famiglie?</p><p>2. Che cosa intraprende la Confederazione affinché in futuro il diritto all'aiuto in situazioni di bisogno (art. 12 Cost.) sia garantito in ogni caso concreto?</p><p>3. Esistono istruzioni o altre direttive federali all'attenzione dei CRP che definiscono come procedere in caso di situazioni di acuta mancanza di posti?</p><p>4. La Confederazione è disposta a contattare anche i volontari e le istituzioni di soccorso che offrono sostegno per casi di emergenza, rimborsando i costi occasionati?</p><p>5. Ha contattato le comunità di immigrati per chiarire la loro eventuale disponibilità, in situazioni di bisogno, a collaborare per alloggiare i rifugiati provenienti dai loro Paesi di origine?</p><p>6. Corrisponde al vero che il 20 dicembre al CRP di Basilea gli agenti della Securitas hanno negato l'assistenza medica a un richiedente l'asilo con problemi di salute noti (epilessia) e che privati hanno dovuto chiamare il soccorso sanitario?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. A dicembre 2011 la situazione nei centri di registrazione e di procedura (CRP) era effettivamente così tesa che non è stato temporaneamente possibile accogliere alcune persone. Finora sono noti circa trenta casi a Basilea e alcuni casi isolati a Vallorbe. A Vallorbe è stato possibile far pernottare gli interessati in locali riscaldati e offrire loro pasti caldi fino all'accoglienza nel CRP. A Basilea alcuni giovani uomini sono stati temporaneamente respinti. Le persone vulnerabili (famiglie, minori non accompagnati) sono state sempre accolte. Da gennaio 2012 non è stato più respinto nessun richiedente.</p><p>2. Il diritto all'aiuto in situazioni di bisogno, sancito nell'articolo 12 della Costituzione federale, garantisce che tutte le persone in situazione di bisogno ricevano aiuto e assistenza nonché i mezzi materiali necessari per un'esistenza dignitosa. La persona in situazione di bisogno ha diritto a prestazioni di sostegno da parte dello Stato se non è in grado di provvedere a se stessa. I richiedenti l'asilo sono registrati nel CRP in occasione del primo colloquio. Se in via eccezionale non vi sono capacità di alloggio per alcuni (pochi) giorni, il personale del CRP è tenuto a chiarire se un richiedente interessato sia indigente o meno. Le persone indigenti o vulnerabili sono comunque sempre accolte. Se il richiedente dispone di mezzi propri o di parenti in Svizzera, si può pretendere che all'occorrenza provveda a trovarsi un alloggio per pochi giorni. Tale prassi è attualmente sottoposta a esame. Inoltre, l'UFM ha aperto alloggi di emergenza in collaborazione con i cantoni e i comuni e ha accelerato le procedure nei CRP. Gli sforzi profusi verranno portati avanti e intensificati.</p><p>3. In tali situazioni, i CRP sono incaricati di svolgere il maggior numero possibile di audizioni sulla persona e di trasferire i richiedenti nei cantoni. Inoltre, i responsabili dei CRP cercano, d'intesa con le autorità delle località in cui sono situati i CRP, di utilizzare sistemazioni temporanee quali alloggi della protezione civile o ostelli per la gioventù. Tale modo di procedere è previsto esplicitamente anche all'articolo 16a capoverso 1 dell'ordinanza 1 sull'asilo (OAsi 1; RS 142.311).</p><p>4./5. La Confederazione può incaricare anche terzi di alloggiare i richiedenti l'asilo non ancora assegnati ai cantoni, indennizzandoli di conseguenza (art. 80 cpv. 2 LAsi, delega a terzi per l'aiuto sociale). L'UFM sta attualmente vagliando un potenziamento della collaborazione con terzi, in particolare con le istituzioni di soccorso, per l'assistenza e il sostegno ai richiedenti in caso di mancanza di posti nei CRP. Non ha ancora contattato le comunità di migranti a tale proposito.</p><p>6. Il richiedente in questione è una persona renitente, propensa alla violenza, che il 20 dicembre 2011 alle 18.00, dopo uno scontro violento, ha dovuto essere esclusa dal perimetro del CRP per motivi di sicurezza. Tale provvedimento è stato ordinato sulla base dell'articolo 13 dell'ordinanza del DFGP sulla gestione degli alloggi della Confederazione nel settore dell'asilo. Tale disposizione prevede, quale sanzione contro richiedenti l'asilo renitenti e propensi alla violenza e a tutela degli altri richiedenti e del personale di un CRP, la possibilità di escludere i richiedenti da un CRP fino a 24 ore. Dopo l'esclusione, il richiedente si è in un primo tempo allontanato dal CRP. Verso le 19.00 si è ripresentato davanti alla porta della recinzione chiedendo ad alta voce di entrare. Dopo essere stato invitato a calmarsi, si è allontanato di nuovo dalla porta esterna del CRP, dove la pattuglia della Securitas SA è stata chiamata alle 19.15. In quel momento l'ambulanza era già stata allertata da un privato. L'UFM ignora che cosa sia successo tra le 19.00 e le 19.15, in quanto l'interessato non si trovava nel perimetro del CRP. Il rapporto medico ha stabilito che dalla visita non è emerso alcun indizio di una precedente crisi epilettica.</p>  Risposta del Consiglio federale.