<h2>SubmittedText<h2><p>La Svizzera, insieme a Monaco, è uno dei pochissimi Paesi tra i 47 membri del Consiglio d'Europa a non aver ratificato né la Carta sociale degli anni 1960 né il primo di quelli che presto saranno i 16 protocolli aggiuntivi della Convenzione europea sui diritti dell'uomo (CEDU). Tale posizione è sempre meno comprensibile, rappresenterebbe ad oggi addirittura un ostacolo per l'appartenenza al Consiglio d'Europa ed è fonte di un enorme danno d'immagine per la Svizzera. Il consigliere federale Burkhalter ha motivato la prima scelta con la prassi della formazione professionale in Svizzera e la seconda con la democrazia assembleare vigente a livello comunale in due cantoni.</p><p>In tale contesto chiedo al Consiglio federale per quale ragione il Parlamento non propone una ratifica di questi due importanti accordi prevedendo per ciascuno una riserva relativa ai punti in oggetto. Dal momento che tali riserve non riguarderebbero il nucleo degli accordi, esse sarebbero del tutto legittime e rientrerebbero nella prassi vigente.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Convenzione europea dei diritti dell'uomo (CEDU) e i relativi protocolli contenenti articoli aggiuntivi, tra cui il 1° protocollo addizionale, possono essere ratificati soltanto in blocco. Ciononostante, al momento della firma o del deposito dello strumento di ratifica, ogni Stato può formulare una riserva riguardo a una particolare disposizione della convenzione, nella misura in cui una legge in vigore sul suo territorio non sia conforme a tale disposizione (art. 57 CEDU). Per essere conformi al diritto generale dei trattati, le riserve relative alla CEDU e ai relativi protocolli addizionali devono essere compatibili con il loro oggetto e scopo.</p><p>Nella risposta del 1° maggio 2013 all'interpellanza 13.3075 Gilli il Consiglio federale spiega che, da un lato, la Svizzera non potrebbe ratificare il solo articolo 3 del 1° protocollo addizionale (diritto a libere elezioni) e che, dall'altro, le riserve che la Svizzera dovrebbe emettere in caso di ratifica del 1° protocollo addizionale non si limiterebbero all'articolo 3, per tenere conto dei sistemi cantonali di voto per alzata di mano nelle assemblee. In riferimento all'articolo 1 (protezione della proprietà) si imporrebbero inoltre riserve concernenti parecchie disposizioni del diritto nazionale e cantonale in materia di assicurazioni sociali che operano distinzioni basate sul sesso o sulla nazionalità. Aderire a un trattato con un numero così elevato di riserve non è nello spirito della politica svizzera in materia di ratificazione. Il Consiglio federale non intende pertanto chiedere al Parlamento di ratificare il 1° protocollo addizionale alla CEDU.</p><p>La Carta sociale europea (Carta) è uno strumento particolare che ammette un metodo di ratifica "à la carte", in base al quale uno Stato, al momento della ratifica della Carta, indica le disposizioni che considera vincolanti. La possibilità di formulare riserve è limitata. Per garantire il requisito minimo di sei articoli, sui nove costituenti il nodo centrale della Carta, da accettare integralmente nonché il numero complessivo minimo di disposizioni adottate, le riserve possono avere a oggetto solo le disposizioni supplementari.</p><p>Tra il diritto svizzero e la Carta si profilano possibili divergenze su disposizioni costituenti il nodo centrale. Le potenziali difficoltà relative alla formazione professionale duale in Svizzera riguardano l'applicazione dell'articolo 7 della Carta riveduta, ovvero una delle nove disposizioni del nodo centrale. Rimane inoltre da chiarire in via definitiva la questione della compatibilità del diritto svizzero in materia di sanzioni in caso di disdetta abusiva con alcuni articoli del nodo centrale della Carta. Tuttavia, nel suo dialogo generale in corso con il Comitato europeo dei diritti sociali in merito alla compatibilità del diritto svizzero con la Carta, la Svizzera sta vagliando le possibilità che le permetterebbero di risolvere queste potenziali difficoltà e prospettare la ratifica della Carta, mantenendo il sistema di formazione professionale duale che essa reputa essenziale poiché favorisce la prosperità economica del Paese.</p>  Risposta del Consiglio federale.