<h2>SubmittedText<h2><p>In data 4 ottobre 2001 l'autorevole organo d'informazione finanziaria italiano "Milano Finanza" (il quotidiano dei mercati finanziari) titola in prima pagina "Tremila italiani filmati davanti alle banche svizzere". Nell'articolo si dice che centinaia di uomini d'affari e professionisti italiani sarebbero stati filmati mentre trasferivano denaro o firmavano operazioni finanziarie a Lugano, Mendrisio e Ginevra. Ciò che sorprende è che nell'articolo in causa si dice a chiare lettere che i filmati sarebbero stati effettuati "con la piena collaborazione delle autorità elvetiche".</p><p>In virtù dei poteri concessi si chiede al Consiglio federale:</p><p>1. Era al corrente dell'operazione in corso?</p><p>2. Se sì, perché non è intervenuto?</p><p>3. Non ritiene il Consiglio federale che l'accaduto corrisponda ad una palese e pericolosa violazione del segreto bancario?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Le autorità federali (Ministero pubblico della Confederazione, Amministrazione federale delle contribuzioni, Commissione federale delle banche) non sono assolutamente a conoscenza dei summenzionati presunti fatti. Nell'ambito di domande d'assistenza giudiziaria, il Ministero pubblico della Confederazione non autorizza alcun atto d'istruzione del genere menzionato dall'autore dell'interpellanza. L'articolo di giornale è d'altronde talmente vago che s'impongono seri dubbi sulla sua veridicità. Di conseguenza, in mancanza d'indizi concreti, il Ministero pubblico della Confederazione non intravede nessuna ragione per esaminare se sussistano le fattispecie di atti compiuti senza autorizzazione per conto di uno Stato estero (art. 271 CP) oppure di spionaggio economico (art. 273 CP). Infine, la violazione del segreto bancario non sarebbe comunque data anche se si fosse giunti a tali atti, in quanto questo delitto può essenzialmente essere commesso solo dagli organi della banca, ma non da terzi.</p>  Risposta del Consiglio federale.