<h2>SubmittedText<h2><p>Nel suo Rapporto annuale 2017 sulla partecipazione della Svizzera al Consiglio di Partenariato Euro-Atlantico e al Partenariato per la pace, il Consiglio federale annuncia che il nostro Paese ha deciso di aderire in qualità di Stato partner al Centro di eccellenza di cyberdifesa cooperativa della NATO (NATO Cooperative Cyber Defence Centre of Excellence) a Tallinn. Tale annuncio precede l'adesione formale nel 2018.</p><p>Si tratta ovviamente di un'ottima notizia, da un lato per l'importanza dell'oggetto e, dall'altro, perché qualsiasi politica di cooperazione in termini di sicurezza ci sembra particolarmente pertinente. Questa notizia genera tuttavia una serie di domande:</p><p>1. Qual è oggi lo statuto del nostro Paese in questo dossier?</p><p>2. È in fase di negoziazione un trattato?</p><p>3. Il Parlamento sarà consultato?</p><p>4. Quali sono le ripercussioni sui nostri rapporti con la NATO?</p><p>5. Quali sono le implicazioni finanziarie?</p><p>6. È previsto un impegno di personale sul posto a Tallinn (Estonia) e, in caso affermativo, di quale entità?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Centro di eccellenza di cyberdifesa cooperativa della NATO (CCD CoE) ha lo scopo di promuovere la cooperazione nel campo della ricerca e della formazione in materia di cybersicurezza, in particolare mediante l'organizzazione di esercitazioni, di seminari sulla pertinente legislazione, di formazioni tecniche e di conferenze. In tal modo contribuisce all'approfondimento delle conoscenze e al rafforzamento delle capacità nazionali dei Paesi della NATO e degli Stati partner partecipanti per minimizzare i cyberrischi. Esso non rientra nelle strutture di comando della NATO e non ha alcun mandato operativo.</p><p>Il Consiglio federale risponde come segue alle domande:</p><p>1. Il CCD CoE è stato istituito dall'Estonia nel 2008 e riunisce attualmente 21 Paesi. I Paesi membri della NATO hanno lo statuto di nazione sponsor (Sponsoring Nation), mentre i Paesi partner, come l'Austria, la Finlandia o la Svezia, hanno lo statuto di partner contribuente (Contributing Partner). La Svizzera intende aderire al Centro a partire dal 2019 in qualità di partner contribuente. Oggi invece può partecipare soltanto a cooperazioni puntuali e ad hoc.</p><p>2./3. Un accordo tra la Svizzera e le nazioni sponsor del CCD CoE consentirà di ufficializzare la prevista partecipazione. L'accordo non sarà un trattato, bensì uno strumento giuridico non vincolante. I negoziati per la sua conclusione sono in dirittura d'arrivo e il documento sarà probabilmente sottoposto per approvazione al Consiglio federale nel 2019. Considerata la sua natura, tale accordo rientra nelle competenze del Consiglio federale, il quale è tuttavia disposto, se così si auspica, a informare regolarmente le commissioni competenti in merito a questa cooperazione.</p><p>4. La partecipazione della Svizzera al CCD CoE non avrà alcun influsso sui rapporti tra la Svizzera e la NATO nell'ambito del Partenariato per la pace. Infatti, nell'ambito dei suoi centri di eccellenza la NATO ha un ruolo unicamente per quanto riguarda la loro istituzione, omologazione e valutazione periodica. Il finanziamento del CCD CoE è garantito a livello multinazionale. La NATO non finanzia direttamente il centro, il quale non fa parte delle sue strutture di comando.</p><p>5./6. In quanto partner contribuente, la Svizzera ha manifestato la sua intenzione di fornire al CCD CoE uno o due esperti civili o militari, assumendone i relativi costi.</p>  Risposta del Consiglio federale.