<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di sottoporre al Parlamento una modifica dell'età prevista per le pene, che consenta di punire i minori che hanno già compiuto dieci anni con una prestazione personale fino a tre mesi (art. 23 DPMin).</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Secondo il Diritto penale minorile (DPMin; RS 311.1), in vigore dal 1° gennaio 2007, un giovane che ha commesso un atto per cui la legge commina una pena agendo in modo colpevole può essere tenuto a fornire una prestazione personale. Di norma la durata massima della prestazione personale è di dieci giorni. Per i minori che al momento del fatto avevano compiuto i 15 anni e hanno commesso un crimine o un delitto, la prestazione personale può essere ordinata per una durata massima di tre mesi (art. 11 e 23 DPMin).</p><p>Occorre anzitutto osservare che il diritto penale minorile è di principio imperniato sulla persona del reo, al contrario del diritto penale applicabile agli adulti, incentrato sul reato commesso. Ciò significa che, in linea di massima, non prevede sanzioni penali volte alla compensazione del torto causato. Il reato deve invece costituire l'occasione per occuparsi dell'autore ed esaminare ciò di cui necessita per il suo sviluppo e reinserimento sociale.</p><p>Secondo il Diritto penale minorile vigente anche i giovani rei incensurati sono chiamati a rispondere del reato commesso. L'obbligo di fornire una prestazione personale costituisce una sanzione assolutamente sensata. Il Consiglio federale ritiene adeguate le durate massime previste. Va rilevato che la maggior parte dei minori deve ancora frequentare la scuola dell'obbligo fino al compimento dei 15 anni. Non sarebbe opportuno strapparli per lungo tempo dalla classe. Inoltre, secondo l'articolo 30 della legge sul lavoro (RS 822.11), per motivi di protezione della gioventù è di principio vietato occupare giovani che non hanno ancora compiuto i 15 anni. Viste tali premesse, sarebbe sconcertante obbligare un minore a prestare un lavoro fino a tre mesi.</p><p>Le precedenti disposizioni del Codice penale svizzero (CP) riguardanti il diritto penale minorile non prevedevano né una durata massima né una durata minima per l'obbligo di prestare un lavoro (art. 87 cpv. 1 e art. 95 n. 1 cpv. 1 vCP). Nella prassi, in caso di minori fino a 15 anni compiuti era applicata una pena da una a sei mezze giornate (Basler Kommentar, Strafgesetzbuch I, 1 edizione, Basilea 2003, n. 12 in merito all'art. 87). Per i giovani la durata della prestazione di lavoro era di norma compresa tra mezza giornata e tre settimane (Basler Kommentar, loc. cit., n. 9 in merito all'art. 95). Sancendo nella legge un'altra pena, il Legislatore ha dimostrato di ritenere giustificata una prestazione personale più lunga di quella finora praticata, inasprendo così di fatto la pena.</p><p>Occorre infine osservare che spesso nel caso di autori incensurati minori di 15 anni che hanno commesso reati gravi non è ordinata una prestazione personale, bensì una misura protettiva. E anche se ha infranto la legge per la prima volta e commesso un reato poco grave, il giovane che necessita di un sostegno educativo speciale o di un trattamento terapeutico può essere collocato, se del caso, in un istituto educativo o di cura (art. 10 DPMin).</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.