<h2>SubmittedText<h2><p>La situazione in Lombardia sul fronte pandemico desta serie preoccupazioni.</p><p>E' evidente che per ridurre i contagi occorre ridurre anche la mobilità transfrontaliera. E' deplorevole che il Consiglio federale non aderisca alle richieste in tal senso formulate dal Canton Ticino.</p><p>Allo stato attuale chiunque può entrare in Ticino dall'Italia; non solo per lavorare, ma per qualsiasi motivo. Nei giorni scorsi ha suscitato scalpore l'arrivo a Locarno di un sedicente "influencer" milanese il quale ha organizzato un festino notturno illegale a base di alcol ed altre sostanze nella scuola media di Locarno 1, al quale hanno partecipato varie persone (adulte), grazie alla complicità di un docente che gli ha aperto le porte dell'istituto.</p><p>Perfino i "frontalieri della rapina", causa l'assenza di controlli, continuano ad operare indisturbati, come dimostra la recente rapina ad un distributore di benzina di Pedrinate.</p><p>La già fragile economia ticinese è in forte sofferenza per il lockdown protratto ad oltranza dal Consiglio federale a causa del fallimento della campagna di vaccinazione in Svizzera; in queste condizioni, l'afflusso incontrollato di persone dalla Lombardia, tornata in zona "arancione rinforzato", non è sostenibile.</p><p>La Germania (Stato membro UE) ha imposto ai frontalieri provenienti dalla Francia (altro Stato membro UE) di sottoporsi ad un tampone ogni 48 ore. Non si vede perché misure analoghe non potrebbero essere prese anche dalla Svizzera.</p><p>Chiedo al Consiglio federale:</p><p>-E' intenzione del Consiglio federale imporre ai frontalieri di presentare un tampone negativo prima di entrare in dogana?</p><p>- E' intenzione del Consiglio federale far rispettare l'obbligo di telelavoro anche ai frontalieri (i transiti in dogana non sembrano indicare che detto obbligo sia preso sul serio)?</p><p>- E' intenzione del Consiglio federale prendere altre misure per limitare gli arrivi in Ticino dalla Lombardia?</p><p>- E' intenzione del Consiglio federale ordinare finalmente dei controlli ai confini?</p><p>- E' intenzione del Consiglio federale ordinare finalmente la chiusura dei valichi secondari?</p><p>- Come valuta il Consiglio federale il caso dell'"influencer" giunto in Ticino da Milano per organizzare un festino abusivo?</p><p>- L'unico tabù del Consiglio federale sono le frontiere, che devono rimanere aperte sempre e comunque?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale non prevede di obbligare i frontalieri a presentare un test negativo al passaggio del valico doganale. Rispetta pertanto la regola generale secondo cui le regioni limitrofe alla Svizzera sono esentate dalle misure sanitarie di confine. Questa deroga mira a preservare il buon funzionamento degli spazi economici e sociali transfrontalieri.</p><p>2. L'obbligo del telelavoro vale per tutte le persone impiegate in Svizzera a prescindere dal loro luogo di domicilio, quindi anche per i frontalieri. I datori di lavoro devono adottare le misure organizzative e tecniche adeguate per permettere il telelavoro, se può essere attuato con un onere proporzionato e il tipo di attività lo consente.</p><p>3. Non sono previsti provvedimenti supplementari alla frontiera tra la Svizzera e l'Italia. Le misure sanitarie di confine sono applicate in maniera rigorosa. Inoltre, le misure tuttora vigenti in Svizzera comportano una minore mobilità transfrontaliera. Dopo l'inasprimento dei provvedimenti in molte regioni italiane, il Consiglio federale non ha constatato un aumento, bensì una riduzione dei transiti doganali.</p><p>4., 5. e 7. Al momento il Consiglio federale non ritiene che le restrizioni d'entrata e il potenziamento dei controlli nei confronti degli Stati Schengen costituiscano un mezzo comprovato per fermare la diffusione del coronavirus. Cerca invece di arginarlo con misure sanitarie efficaci al confine. Quelle attualmente in vigore riguardano in linea di massima anche le persone in entrata dall'Italia.</p><p>6. Le misure adottate nel quadro della lotta al coronavirus valgono per tutte le persone che si trattengono in Svizzera, indipendentemente dalla loro nazionalità. Le violazioni di queste misure possono essere sanzionate.</p>  Risposta del Consiglio federale.