<h2>SubmittedText<h2><p>- Tenuto conto delle decisioni prese dal G-20 il 2 aprile 2009 relative all'allestimento di un rapporto da parte del segretario generale dell'OCSE sul rispetto da parte di taluni Paesi degli standard in materia di politica fiscale,</p><p>- tenuto conto del fatto che la lista comprendente tali Paesi non è stata stilata dagli organi istituzionali dell'OCSE,</p><p>- tenuto conto del fatto che la Svizzera non fa parte del G-20 ma è al contrario membro dell'OCSE,</p><p>- tenuto conto del fatto che in seno all'OCSE le decisioni sono di regola prese per consenso,</p><p>il Consiglio federale è incaricato di chiedere al Consiglio dei ministri dell'OCSE che tale organo sia consultato ufficialmente in occasione della sua prossima riunione in merito al rapporto allestito dal segretario generale dell'OCSE nell'ambito del G-20.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il 2 aprile scorso, su richiesta del G-20, il Segretario generale dell'OCSE ha presentato un rapporto sui progressi nell'attuazione degli standard internazionali relativi allo scambio di informazioni in materia fiscale. Il rapporto, redatto sotto forma di lista, suddivide i Paesi interessati in diverse categorie a seconda della fase di attuazione degli standard internazionali in cui si trovano. I criteri di giudizio, che si basano essenzialmente sul numero di accordi conclusi nel settore dello scambio di informazioni in materia fiscale, non sono stati tuttavia mai accettati formalmente dai gruppi di lavoro dell'OCSE. Il governo svizzero ha espresso profonda disapprovazione al Segretario generale dell'OCSE, sia per quanto riguarda la modalità di redazione che per il contenuto delle informazioni in materia fiscale trasmesse al G-20, e ciò non soltanto la sera del 2 aprile 2009, ma già in precedenza, e precisamente quando il Segretario generale del G-20, all'inizio di marzo, ha trasmesso informazioni in materia fiscale. La consigliera federale Doris Leuthard, in una lettera datata 17 marzo 2009, ha fatto notare che questo modo di agire viola le regole di trasparenza proprie dell'OCSE. Nonostante l'intervento, il Segretario generale dell'OCSE ha continuato a diffondere le liste, senza consultare gli Stati membri. La Svizzera ha recentemente bloccato una voce di bilancio di 136 000 euro destinato alla comunicazione dell'OCSE con il G-20. Nella sua lettera del 28 aprile al Segretario generale dell'OCSE il presidente della Confederazione ha ribadito le critiche della Svizzera e ha sottolineato che il modo di procedere seguito dall'OCSE nella compilazione e pubblicazione delle liste viola i fondamenti di una buona gestione di governo.</p><p>Il Consiglio federale condivide le preoccupazioni espresse dagli autori della mozione riguardo alle difficoltà che incontra attualmente la Svizzera ad essere correttamente informata e consultata dall'OCSE su temi delicati quali la politica fiscale. Tuttavia non può aderire alla mozione per questioni procedurali e contenutistiche.</p><p>La mozione richiede infatti che, in occasione della prossima riunione del Consiglio dei ministri dell'OCSE il 24 e 25 giugno, la Svizzera intavoli una discussione sul rapporto presentato all'attenzione del G-20 sotto la responsabilità del Segretario generale dell'OCSE. Poiché l'ordine del giorno della prossima riunione del Consiglio dei ministri è già stato approvato dal Consiglio dell'OCSE in data 12 marzo 2009, è ormai impossibile apportare delle modifiche.</p><p>Inoltre una convocazione ufficiale dei ministri dell'OCSE a fine giugno in cui discutere del rapporto presentato al G-20 già all'inizio di aprile sarebbe inutile, in quanto servirebbe solo a ribadire gli argomenti che la Svizzera ha già discusso con il Segretario generale dell'OCSE.</p><p>Il Consiglio federale ritiene che la politica svizzera nei confronti dell'OCSE debba seguire le seguenti linee guida: da un lato la Svizzera deve continuare a partecipare attivamente anche in futuro ai lavori dei comitati tecnici dell'OCSE per rappresentare nel modo più opportuno la posizione della Svizzera; dall'altro lato è necessario chiarire il legame tra OCSE e G-20, al fine di migliorare la politica di informazione dell'OCSE nei confronti dei suoi membri. Alla prossima riunione del Consiglio dei ministri, e precisamente in occasione della discussione programmata sulla cooperazione dell'OCSE con altre organizzazioni internazionali e consessi (G-20, G-8, G-8+), la Svizzera ribadirà al massimo livello che l'OCSE non deve accettare alcun mandato proveniente dall'esterno, fatto salvo con l'approvazione esplicita dei suoi membri, e che i suoi membri devono essere messi anticipatamente al corrente di tutte le informazioni che l'organizzazione intende trasmettere all'esterno.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.