<h2>SubmittedText<h2><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quanti lavoratori hanno subito molestie morali (mobbing) o di altra natura sul posto di lavoro?</p><p>2. Se non dispone di dati precisi e di lungo periodo, il Consiglio federale è disposto a condurre uno studio al riguardo?</p><p>3. Il Consiglio federale ritiene opportuno definire il mobbing nella legge?</p><p>4. Quali misure intende adottare per combattere efficacemente questo problema?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Secondo i sondaggi rappresentativi condotti, la quota di lavoratori svizzeri vittime di mobbing sarebbe aumentata dal 4,4 per cento nel 2002 all'8 per cento nel 2007, per restare poi costante o addirittura diminuire. L'ultima indagine europea sulle condizioni di lavoro, effettuata nel 2015, riporta una quota del 4,2 per cento.</p><p>Questi dati vanno tuttavia letti con cautela, sia perché nelle varie indagini non è stata usata la stessa metodologia sia perché il concetto di "mobbing" non viene interpretato in modo univoco. Nell'ultima indagine sulla salute in Svizzera, condotta nel 2012 (non nel 2015), il 6,8 per cento delle persone attive aveva appunto dichiarato che, negli ultimi 12 mesi, era stato vittima di intimidazioni, molestie o mobbing sul posto di lavoro.</p><p>2. Le indagini sulla salute in Svizzera e l'indagine europea sulle condizioni di lavoro (EWCS), entrambe svolte ogni cinque anni, sono sufficienti per fornire un quadro generale del problema in questione.</p><p>3. La legge prevede già che il datore di lavoro debba prendere i provvedimenti necessari per tutelare l'integrità personale dei lavoratori (art. 6 cpv. 1 LL). L'ordinanza precisa che il datore di lavoro deve adottare tutti i provvedimenti necessari per salvaguardare e migliorare la tutela della salute fisica e psichica dei lavoratori (art. 2 cpv. 1 OLL 3). Inoltre, le direttive della SECO affrontano specificamente la tematica del mobbing. Il Consiglio federale ritiene che questi documenti bastino a dare il giusto peso alla problematica e che non sia quindi necessario adeguare la legge.</p><p>4. Il campo di prestazioni Condizioni di lavoro della SECO si occupa di questo problema già da diverso tempo e nel 2014 ha lanciato il tema prioritario "Rischi psicosociali sul posto di lavoro", che include una campagna di formazione e sensibilizzazione per le imprese, i lavoratori, gli ispettorati del lavoro e i media.</p>  Risposta del Consiglio federale.