<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Con l'adozione della legge federale sul programma di sgravio 2003, il Parlamento ha deciso di ridurre in diversi settori le spese previste dal piano finanziario dell'UFAFP (concernenti ad esempio la selvicoltura e gli impianti di smaltimento delle acque di scarico e dei rifiuti). Per quanto riguarda le foreste, nel 2006 si avranno a disposizione circa 130 milioni di franchi, ovvero 42 milioni in meno rispetto a quanto originariamente contemplato dal piano finanziario, il che equivale ad una riduzione del 24 per cento circa. In altri settori l'Ufficio dovrà inoltre effettuare tagli aggiuntivi per 62 milioni di franchi. Questi sono però ripartiti su rubriche che hanno un volume complessivo molto inferiore a quello del settore forestale. A titolo di esempio, citiamo il settore dei deflussi residuali che subirà tagli per complessivi 4,5 milioni di franchi, pari al 64 per cento dei mezzi finanziari stanziati in origine.</p><p>Considerata l'importanza dei boschi di protezione per la sicurezza della popolazione, durante le deliberazioni relative al programma di sgravio 2003 il Parlamento ha deciso di limitare le misure di risparmio in tale settore e di concentrarle soprattutto sui boschi utilizzati a fini produttivi. Tuttavia, visti gli impegni esistenti nei confronti dei Cantoni in quest'ultimo ambito e al fine di consentire l'applicazione dei tagli riguardanti le superfici boschive utilizzate a fini produttivi, fino alla completa realizzazione del programma di sgravio 2003, prevista nel 2006, i fondi destinati a dette superfici boschive impiegate per scopi produttivi saranno ridotti solo in maniera graduale, il che comprometterà, in parte, la concessione di contributi federali per i boschi di protezione. Entro il 2006, comunque, i fondi destinati alla cura dei boschi di protezione riprenderanno a crescere in maniera costante, fino a raggiungere un importo di circa 38 milioni di franchi. Ciò consentirà, pertanto, di considerare adeguatamente l'aspetto della sicurezza.</p><p>Dal 2002 sono in corso, nel settore dei Politecnici federali (in particolare presso l'Istituto federale per lo studio della neve e delle valanghe SLF/WSL di Davos), dei progetti di ricerca sul tema dell'efficacia del bosco quale protezione durevole contro i pericoli naturali. I risultati dovranno fornire una risposta scientifica alla questione della quantità di cure necessarie per poter garantire la funzione protettiva del bosco stesso.</p><p>Il Programma forestale svizzero (PF-CH), che costituisce la base della futura politica forestale della Confederazione, si occupa di tutti gli aspetti direttamente legati al bosco. In esso figura ad esempio la cura dei boschi di protezione, ma non vengono contemplate misure di protezione attiva. Misure di questo tipo sono comunque sin da ora ampiamente discusse in seno alla Commissione extraparlamentare designata come "Piattaforma nazionale Pericoli naturali" (PLANAT) e vengono considerate anche nell'ambito dell'attuale revisione della legge forestale. La PLANAT risulta più adeguata per l'elaborazione di misure di protezione attiva in quanto la gestione integrale dei rischi legati ai pericoli naturali non è limitata al solo bosco e necessita di una stretta collaborazione tra diversi Uffici federali e cantonali e la ricerca.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.