<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Con la modifica della legge del 21 dicembre 1995 sulla protezione dell'ambiente, l'Assemblea federale ha deciso l'introduzione di una tassa d'incentivazione sull'olio da riscaldamento "extra leggero" (OEL) con un tenore di zolfo superiore allo 0,1%. Il Consiglio federale ha decretato l'entrata in vigore della corrispondente ordinanza per il 1° gennaio 1998 e ha fissato la prima riscossione al 1° luglio 1998.</p><p></p><p>La tassa d'incentivazione viene riscossa soltanto per l'olio "extra leggero" con un tenore di zolfo superiore allo 0,1%. Essa ha l'obiettivo di incrementare la quota di mercato dell'OEL con un tenore di zolfo massimo dello 0,1% e quindi di ridurre l'inquinamento ambientale. Si era stimato che detta qualità di olio avrebbe raggiunto una quota di mercato dell'80% almeno. La valutazione delle entrate si è infatti basata proprio su tale presupposto.</p><p></p><p>La tassa si è rivelata efficace. Fino alla fine di giugno 1999, ossia a un anno dalla sua introduzione, si è constatato che viene importato o prodotto praticamente soltanto olio con un tenore di zolfo dello 0,1% o addirittura inferiore. Ne consegue che le entrate generate dalla tassa sono esigue. Oltre alla tassa, la quale elimina gli svantaggi legati alla concorrenza che condizionano gli oli "extra leggeri" a basso tenore di zolfo (costi di produzione superiori), hanno contribuito al raggiungimento di tale risultato anche le condizioni di mercato favorevoli (fra cui una capacità sufficiente di desolforazione delle raffinerie).</p><p></p><p>Alla domanda 1:</p><p>Il rapporto fra costi e benefici generati dalla tassa d'incentivazione è del tutto positivo. Tale rapporto non viene determinato, come nel caso dei contributi fiscali, dalla somma delle entrate, ma dal fatto se la tassa permetta o meno di raggiungere gli obiettivi di politica ambientale con oneri sopportabili. Gli obiettivi ambientali sono stati pienamente raggiunti. Va inoltre rilevato che la tassa si lascia facilmente riscuotere nel quadro dell'esecuzione dell'imposta sugli oli minerali. Ovviamente vanno effettuati dei controlli del tenore di zolfo. Tali controlli fanno parte della prassi quotidiana; si pensi ad esempio alla sorveglianza del tenore di zolfo ammesso nel diesel, che ammonta a un massimo di 0,05%.</p><p></p><p>Anche l'Unione europea (Ue) ritiene efficaci le misure adottate per la riduzione allo 0,1% del tenore di zolfo negli oli "extra leggeri". Il 26 aprile 1999 l'Ue ha varato una nuova direttiva atta a ridurre il tenore di zolfo nei combustibili. Per gli Stati membri vige fra l'altro l'obbligo di adoperarsi affinché, a partire dal 1° gennaio 2008, non vengano più utilizzati oli "extra leggeri" (o gasolio, secondo la terminologia dell'Ue) con un tenore di zolfo superiore allo 0,1%.</p><p></p><p>Alla domanda 2:</p><p>Gli oneri delle autorità legati all'esecuzione derivano sostanzialmente dal prelievo e dall'invio dei campioni, nonché dagli oneri veri e propri legati all'analisi dei medesimi. Il tempo di lavoro richiesto per ogni campione è, tutto sommato, leggermente inferiore a un'ora.</p><p></p><p>L'analisi del tenore di zolfo avviene tramite prelievo di campioni a caso. In seguito all'introduzione della tassa avvenuta il 1° luglio 1998, nel corso di un controllo centrale sul tenore di zolfo, nella seconda metà del 1998 sono stati esaminati 230 campioni, che rappresentano un numero di molto superiore a quello abituale. Numerosi campioni hanno fatto registrare un tenore di zolfo superiore allo 0,1%. Le disposizioni per le riscossioni posticipate sono già state emanate. </p><p></p><p>Il primo semestre del 1999 è molto più indicativo ai fini della valutazione degli oneri legati all'esecuzione. Questi ultimi ammontavano a ca. 40 ore per 48 prelievi di campioni, un rapporto assolutamente ragionevole. L'Amministrazione delle dogane continuerà a eseguire controlli materiali basati su campioni prelevati a caso e conformi al rischio, in modo da rispettare le norme stabilite dalla legge sulla protezione dell'ambiente.</p><p></p><p>Alla domanda 3:</p><p>Gli esperti del settore hanno sempre sostenuto che il mercato degli oli "extra leggeri" si sarebbe orientato su oli con un tenore di zolfo dello 0,1%, cosa che nessuno ha mai contestato. Resta comunque il dato di fatto che, ancor prima dell'introduzione della tassa d'incentivazione, sono giunte sul mercato numerose forniture di olio "extra leggero" con un tenore di zolfo superiore allo 0,1%. Nel 1997, il tenore di zolfo dei campioni prelevati ammontava in media allo 0,13%. Grazie alla tassa d'incentivazione, le attuali condizioni di mercato non favoriscono, in questo momento, né la produzione né l'importazione di oli "extra leggeri" con un tenore di zolfo superiore e, quindi, soggetti a tassazione. Il Consiglio federale e gli Uffici competenti continueranno anche in futuro a consultare esperti esterni all'Amministrazione e a tenere debitamente conto del loro parere prima di prendere una decisione.</p>  Risposta del Consiglio federale.