<h2>SubmittedText<h2><p>Il numero di automobili ibride è in forte crescita. Purtroppo nelle aree di servizio autostradali mancano le stazioni di ricarica.</p><p>Cosa prevede l'Ufficio federale delle strade per installare più colonnine per i veicoli elettrici e ibridi?</p><p>Tutti i parcheggi pubblici dispongono di piazzole di ricarica elettrica, che invece sembrano essere ancora una rarità solo nelle aree di servizio autostradali. L'ente competente dovrebbe mettersi al passo con questa evoluzione e creare questo tipo di strutture.</p><p>Cosa ha previsto il Consiglio federale per provvedere a queste dotazioni nelle aree di servizio autostradali?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel rapporto del 13 maggio 2015 relativo alla mozione 12.3652, "Mobilità elettrica. Masterplan per uno sviluppo intelligente", il Consiglio federale si è già espresso in merito alle misure da adottare per la costruzione di una rete di stazioni di ricarica rapida per veicoli elettrici lungo le strade nazionali (MI 5.5 e MI 5.6).</p><p>Inoltre, incaricato di esaminare i presupposti necessari in tal senso in base al postulato 14.3997, il collegio è attualmente impegnato nel sondare e studiare il quadro giuridico e normativo in cui muoversi per consentire e promuovere la creazione di suddette stazioni, valutando come possibili ubicazioni sia le aree di servizio nel demanio cantonale sia le aree di sosta di proprietà della Confederazione.</p><p>In precedenza, l'Ufficio federale delle strade aveva già elaborato, in collaborazione con le associazioni del settore, raccomandazioni in tema di costruzione e gestione di stazioni di ricarica rapida nelle aree di servizio e visionato quelle già attrezzate, nell'intento di incentivare la costruzione e la gestione, su base volontaria, di un'infrastruttura non proprietaria accessibile a tutti. Il rapporto relativo al postulato 14.3997 conterrà un'analisi del potenziale delle misure volontarie a livello cantonale e fornirà una risposta dettagliata anche alla domanda sollevata nell'interpellanza.</p>  Risposta del Consiglio federale.