<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p></p><p></p><p>L'introduzione dell'euro si farà sentire in ampi settori dell'economia svizzera. Circa eventuali conseguenze legali il Consiglio federale si è già espresso nella sua risposta al postulato Nabholz "Conseguenze pratiche dell'introduzione dell'euro" (96.3171 del 22 marzo 1996).</p><p></p><p>In linea di principio dal punto di vista svizzero l'euro non è che una valuta straniera come tutte le altre. Tuttavia, al termine di una fase transitoria, sostituirà una serie di monete europee. La Svizzera si vedrà dunque completamente circondata dall'area dell'euro. L'euro sarà quindi decisamente più importante delle attuali valute straniere.</p><p></p><p>Le prescrizioni in materia d'investimenti nella previdenza professionale sono flessibili. L'art. 71 cpv. 1 LPP prescrive che gli istituti di previdenza amministrino il loro patrimonio in modo da garantire la sicurezza e la sufficiente redditività degli investimenti, un'adeguata ripartizione dei rischi, come pure la copertura del prevedibile fabbisogno di liquidità. La disposizione non contempla alcuna ponderazione né alcuna limitazione circa le valute estere. L'introduzione dell'euro non implica quindi cambiamenti.</p><p></p><p>Gli art. 49 ss. OPP 2 precisano l'art. 71 LPP. L'art. 54 OPP 2 ("Percentuale autorizzata") e l'art. 55 OPP 2 ("Limiti globali") non contengono alcuna limitazione riferita a valute estere. Anche in questo caso non è quindi necessario alcun adeguamento.</p><p></p><p>Gli istituti di previdenza stabiliscono la strategia dei loro investimenti in base alla loro capacità di rischio ed in piena autonomia. Secondo l'art. 59 OPP 2 vi è la possibilità di derogare ai limiti d'investimento se un esperto dà un parere positivo in questo senso.</p><p></p><p>Secondo l'art. 5 OPP 3 per l'investimento del patrimonio fanno testo l'art. 71 cpv. 1 LPP e gli art. 49-60 OPP 2. Le constatazioni fatte per la previdenza professionale valgono quindi anche per il pilastro vincolato 3a. </p><p></p><p>Il Consiglio federale non ritiene perciò necessario al momento alcun adeguamento.</p>  Risposta del Consiglio federale.