<h2>FederalCouncilResponseText<h2><text><p>In merito ai punti 1 e 2:</p><p>Secondo l'articolo 5 LOGA, il Consiglio federale controlla costantemente i compiti della Confederazione e l'adempimento dei medesimi nonché l'organizzazione dell'Amministrazione federale quanto alla loro necessità e corrispondenza con gli obiettivi che scaturiscono dalla Costituzione e dalla legge. </p><p>Come già esposto dal Consiglio federale nel suo parere su diversi interventi parlamentari (p. es. mozione Epiney 02.3736, interpellanza Walker Felix 02.3258), ogni preventivo e piano finanziario comprende anche una verifica dei compiti della Confederazione e una pianifica-zione delle rinunce. Inoltre, già negli anni Novanta il Consiglio federale aveva intrapreso di-versi sforzi importanti ai fini della verifica dei compiti, come ad esempio nel quadro del pro-gramma di stabilizzazione 1998 e del progetto di nuova impostazione della perequazione fi-nanziaria.</p><p>Tuttavia, dall'introduzione dello strumento del freno all'indebitamento si sono resi necessari sforzi ancora maggiori per tale verifica, in quanto compiti nuovi o intensificati sono possibili soltanto entro gli importi massimi delle uscite ritenuti ammissibili. Per tale motivo, il 2 luglio 2003 il Consiglio federale ha presentato, in una prima fase, il messaggio relativo al program-ma di sgravio 2003 del budget della Confederazione.</p><p>Nell'ambito dell'elaborazione del programma di sgravio, il Consiglio federale ha già radio-grafato criticamente tutti i settori di compiti della Confederazione, verificandoli in funzione della loro necessità e delle possibilità di realizzare le prestazioni in maniera più efficiente. Circa l'85 per cento degli sgravi di quasi 3,3 miliardi di franchi convogliati da tale program-ma nel 2006 - rispetto al piano finanziario del 30 settembre 2002 - riguarda provvedimenti sul versante delle uscite, ripartiti prevalentemente sui sei grandi settori di compiti seguenti: socialità, trasporti, difesa nazionale, agricoltura, educazione e ricerca, relazioni internazionali. Circa il 90 per cento delle spese della Confederazione concerne questi settori di compiti, as-sieme alle quote di terzi alle entrate della Confederazione e al servizio del debito, motivo per cui devono assumersi l'onere maggiore dei provvedimenti di risanamento. Inoltre, come risul-tato di approfondite pianificazioni delle rinunce, sono stati sottoposti numerosi provvedimenti di sgravio puntuali che toccano l'intero ventaglio di compiti della Confederazione. In maniera generale, i Dipartimenti e gli Uffici sono stati obbligati a rivedere criticamente le loro priorità esistenti e a rielaborare, in parte radicalmente, le loro pianificazioni e i loro programmi. </p><p>Tuttavia, l'obiettivo di un equilibrio duraturo del bilancio federale non potrà verosimilmente essere raggiunto nemmeno con il programma di sgravio 2003. Entro la fine del 2007 occorre-rà nuovamente eliminare disavanzi strutturali situabili tra i 2 e i 2,5 miliardi di franchi. Per tale motivo, già nel messaggio sul pacchetto di sgravio 2003 il Consiglio federale ha prospet-tato, coma seconda fase, l'elaborazione di un'ulteriore strategia e provvedimenti supplemen-tari per soddisfare il rimanente fabbisogno di risanamento. In tale contesto si valuta anche la possibilità di procedere a una sistematica pianificazione di rinuncia a determinati compiti e a un esame dell'organizzazione. Questi lavori devono inoltre essere armonizzati con il secondo riesame dei sussidi in programma nel 2004 e 2005 secondo la legge sui sussidi. Occorrerà altresì cercare sinergie con la nuova impostazione della perequazione finanziaria. </p><p>Il Consiglio federale valuterà diverse opzioni e comunicherà la strategia prescelta nell'ambito del rapporto sul programma di legislatura 2003-2007. In tale contesto esso esaminerà appro-fonditamente anche le proposte degli autori della mozione. Allo scopo di non restringere anzi-tempo il margine di manovra e poter infine seguire l'opzione più adeguata, il Consiglio fede-rale non intende tuttavia decidere già in questo stadio. Per tale ragione, esso propone di tra-sformare la mozione in un postulato.</p><p>In merito al punto 3:</p><p>Il Consiglio federale appoggia in linea di principio l'esigenza di liberare la legislazione dagli atti obsoleti e di sfoltire la raccolta delle leggi. Esso ritiene tuttavia che tale richiesta possa essere realizzata anche nel quadro di progetti legislativi concreti. Nella sua attività di accom-pagnamento dell'emanazione di norme di diritto, l'Ufficio federale di giustizia vigila in parti-colare affinché vengano redatti ex novo unicamente gli atti normativi veramente necessari. Anche nell'ambito delle revisioni parziali si cerca sempre di fare in modo che il diritto vigente riceva un assetto più semplice possibile e sia attuabile nella prassi. A questo scopo è finaliz-zata anche la valutazione della legislazione. Come esempi di siffatte riduzioni normative nel-l'ambito di revisioni di leggi rimandiamo allo snellimento del diritto organizzativo nel quadro della Riforma del Governo e dell'Amministrazione (RGA): grazie alle ordinanze sull'organiz-zazione emanate per ciascun Dipartimento è stato possibile eliminare numerose ordinanze speciali in materia di diritto organizzativo. Analogamente, con la legge federale del 22 marzo 2002 concernente l'adeguamento delle disposizioni organizzative del diritto federale (RU 2003 187), entrata in vigore il 1° febbraio 2003, il diritto organizzativo della Confederazione è stato sfoltito a livello legislativo e sfrondato da disposizioni inutili; è addirittura stato possi-bile abrogare in blocco numerosi atti normativi. Si iscrivono parimenti nel sollecitato sfron-damento della legislazione gli sforzi profusi per ridurre gli oneri amministrativi, sfociati nel frattempo nella soppressione delle procedure del diritto dell'economia sancite nella legisla-zione federale (cfr. a tale proposito il parere del Consiglio federale in merito alla mozione Spuhler 00.3673. Sgravio del diritto federale).</p><p>Per quanto concerne la sollecitata abbreviazione di atti normativi vigenti, il Consiglio federa-le tiene a sottolineare che il passaggio a norme meno dettagliate può anche comportare ambi-guità per i destinatari di queste norme. Ciò può infatti far sì che il diritto determinante non si trovi più soltanto nei testi di legge e di ordinanza, bensì anche in fonti di più difficile accesso quali istruzioni, promemoria o commenti giuridici. Le autorità federali perseguono anche altre vie per soddisfare l'esigenza di una legislazione comprensibile e vicina al cittadino. A questo proposito il Consiglio federale rinvia, da un lato, alla Commissione di redazione interna al-l'Amministrazione (Cancelleria federale / Ufficio federale di giustizia) che agisce quale orga-no interdisciplinare e interdipartimentale per la redazione degli atti della Confederazione con-tenenti norme di diritto e, dall'altro, ai mezzi ausiliari e corsi formativi appositamente offerti ai redattori di testi normativi. </p><p>Il Consiglio federale è tuttavia disposto a valutare in che modo la riduzione delle normative federali, chiesta nel punto 3 della mozione, possa essere attuata nel quadro della pianificazio-ne sistematica di rinuncia a determinati compiti e dell'esame dell'organizzazione, previste dagli ulteriori provvedimenti intesi a risanare le finanze della Confederazione, oppure even-tualmente in un contesto diverso. Tuttavia, non volendo decidere già in questa fase le modali-tà di attuazione di tale progetto, il Consiglio federale propone anche per questo terzo punto la trasformazione in un postulato.</p></text>