<h2>SubmittedText<h2><p>Nell'ambito degli acquisti pubblici, il Consiglio federale è incaricato di obbigare per contratto tutti i fornitori e gli offerenti di prestazioni a esigere che le loro aziende fornitrici di tutte le fasi della produzione osservino gli standard sociali ed ecologici corrispondenti almeno a quelli dell'Electronic Industry Code of Conduct (EICC). Il rispetto degli standard dev'essere verificato attraverso ditte di revisione accreditate.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è consapevole della propria responsabilità quale importante acquirente nel settore informatico e, nel quadro della strategia per uno sviluppo sostenibile 2002, aveva già appoggiato la domanda statale di beni, servizi e prestazioni edili rispondenti a elevati standard economici, ecologici e sociali nel corso di tutto il loro ciclo di vita. Nel suo parere alla mozione Allemann (06.3850) e nella sua risposta all'interpellanza John-Calame (07.3224) esso ha precisato di tenere conto dei principi del commercio equo nella sua politica degli acquisti, nella misura in cui ciò sia possibile senza definire una base legale. Inoltre, nella revisione in corso del diritto in materia di acquisti pubblici ha ribadito l'intenzione di considerare l'aspetto delle esigenze sociali ed ecologiche. Pertanto occorre tra l'altro esigere che gli offerenti che fabbricano i propri prodotti all'estero rispettino le condizioni di lavoro e le disposizioni in materia di protezione del lavoro nazionali e internazionali applicabili in modo vincolante nel Paese produttore. Per poter garantire uno standard minimo indipendente dalle regolamentazioni specifiche di ogni Paese, occorre altresì chiedere esplicitamente che almeno otto accordi di base dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) sulla protezione delle norme fondamentali del lavoro ratificati dalla Svizzera siano rispettati dagli offerenti.</p><p>La Commissione degli acquisti della Confederazione ha istituito un gruppo di lavoro incaricato di elaborare un codice di comportamento per acquisti sostenibili. In questo gruppo di lavoro viene tematizzato altresì il controllo dell'osservanza delle direttive. In tal modo il diritto e la prassi in materia di acquisti pubblici della Confederazione dovrebbero essere compatibili con gli obiettivi della sostenibilità. Inoltre, viene garantito che la liberalizzazione dei mercati pubblici nel quadro dell'OMC non sia ostacolata da misure protezionistiche.</p><p>In Svizzera vengono prestati regolarmente servizi informatici per cui essi sottostanno al diritto svizzero. Secondo la sua attuale prassi nell'ambito degli acquisti informatici, la Confederazione esige che gli offerenti si impegnino a non offrire prodotti la cui fabbricazione presenti elementi in contrasto con principi etici e morali, in particolare il lavoro minorile, lo sfruttamento o condizioni di lavoro dannose per la salute. In assenza di questo impegno, un'offerta non viene presa in considerazione. Inoltre, il Consiglio informatico della Confederazione (CIC) ha emanato lo standard P025 (norme energetiche e ambientali del CIC) quale istruzione vincolante, che è costantemente seguita nell'ambito degli acquisti EED.</p><p>Per le istituzioni di soccorso, l'EICC è oggetto di controversia, in quanto è applicato in modo in parte poco trasparente e non soddisfa gli accordi di base dell'OIL; inoltre, non si ritiene adeguata la verifica effettuata dagli esperti contabili e dagli esperti finanziari. Il codice è poco diffuso e non soddisfa tutti i requisiti attuali stabiliti per gli acquisti della Confederazione. Per queste ragioni il Consiglio federale non intende adottare l'EICC nell'ambito degli acquisti informatici.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.