B u n d e s v e rw a l t u n g s g e r i ch t T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i f f éd é r a l T r i b u n a l e am m i n i s t r a t i vo f e d e r a l e T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i v fe d e r a l Corte IV D-4823/2013 S e n t e n z a d e l 4 s e t t e m b r e 2 0 1 3 Composizione Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, con l'approvazione della giudice Gabriela Freihofer; cancelliere Gilles Fasola. Parti A._______, nato il (...), Tunisia, ricorrente, contro Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore. Oggetto Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; decisione dell'UFM del 27 agosto 2013 / N (...). D-4823/2013 Pagina 2 Visto: la domanda d'asilo che il ricorrente ha presentato in data 30 luglio 2013 in Svizzera; il documento che l'UFM ha rimesso al ricorrente e mediante il quale lo ha reso attento circa la necessità di consegnare, entro le 48 ore successive all'inoltro della sua istanza, un documento d'identità o di viaggio, con comminatoria che, in caso di mancata consegna e in assenza di motivi scusabili, non si entra nel merito della sua domanda d'asilo; i verbali d'audizione del 7 agosto 2013 (di seguito: verbale 1) e del 20 agosto 2013 (di seguito: verbale 2); la decisione dell'UFM del agosto 2013, notificata oralmente al ricorrente il giorno stesso (cfr. Acta A11/1); il ricorso del 28 agosto 2013 (cfr. timbro del plico raccomandato; data d'entrata: 29 agosto 2013); la copia del l'incarto dell'UFM, pervenuta via fax al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) in data 29 agosto 2013; i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei consid e- randi che seguono; e considerato: che presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 2 della Legge sull'asilo del 26 giugno 1998, [LAsi, RS 142.31]) contro una decisione in materia d'as i- lo dell'UFM (art. 6 e 105 LAsi, art. 31-33 della Legge sul Tribunale amm i- nistrativo federale del 17 giugno 2005 [LTAF, RS 173.32]), il ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a-c e 52 del- la Legge federale sulla procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021); che in caso di ricorso contro una decisione di non entrata nel merito in cui l'UFM rifiuta di esaminare la fondatezza della domanda d'asilo (art. 32-35a LAsi), l'autorità di ricorso si limita, secondo la prassi, a es a-D-4823/2013 Pagina 3 minare se l'autorità inferiore ha rifiutato a giusto titolo di entrare nel merito della domanda d'asilo (cfr. DTAF 2011/30 consid. 3); che contro una decisione di non entrata nel merito in materia di asilo l'og- getto suscettibile di essere impugnato non può essere esteso alla qu e- stione della co ncessione dell'asilo che presuppone un esame materiale della domanda stessa; che, di conseguenza, la conclusione tendente alla concessione dell'asilo è inammissibile; che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, sono decisi in procedura semplificata (art. 111 a LAsi) dal giudice unico, con l’approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la dec i- sione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi); che ai sensi dell'art. 111a cpv. 1 LAsi si rinuncia allo scambio degli scritti; che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una d o- manda d'asilo se il richiedente non consegna alle autorità alcun doc u- mento di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione della d o- manda; che secondo l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si applica se il richi e- dente può rendere verosimile di non essere in grado, per motivi scusabili, di consegnare documenti di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla prese n- tazione della domanda (lett. a), se la qualità di rifugiato del ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in base all'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), oppure se l'audizione rileva che sono necessari ulteriori chiar i- menti per accertare la qualità di rifugiato o l'esistenza di un i mpedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. c); che sono documenti di viaggio o d'identità ai sensi di legge quelli ufficiali, segnatamente il passaporto e la carta d'identità, che permettono un'ide n- tificazione certa del richiedente l'asilo (in particolare della sua cittadina n- za) e che ne assicurano il rimpatrio senza necessità di particolari formal i- tà amministrative (DTAF 2007/7 consid. 5); che, per contro, non sono documenti validi quelli emessi per altri scopi, come la licenza di condurre, la carta professionale, il certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato di fine degli studi (ibid., consid. 6); D-4823/2013 Pagina 4 che, nel caso concreto, il ricorrente non ha esibito sino ad oggi alcun d o- cumento che adempia i citati criteri; che interpellato sulla possibilità di consegnare un documento l'insorgente ha dapprima affermato di non avere fatto niente in quanto non avrebbe nulla; che, tuttavia, avrebbe fatto il possibile per contattare i parenti in Patria per farsi inviare i documenti (cfr. verbale 1, pag. 5); che, ciò mal- grado, nell'ambito della seconda audizione, ha ribadito di non avere fatto nulla a tale soggetto (cfr. verbale 2, D5, pag. 2); che interpellato sul moti- vo della propria inerzia il ricorrente ha sostenuto di non essere stato in grado di contattare i propri genitori in quanto avrebbe lasciato l'agenda con i numeri di telefono in Italia (cfr. ve rbale 2, D9 -10, pag. 2); che alle puntuali domande dell'auditore l'insorgente ha risposto con scuse poco credibili (cfr. verbale 2, D15-22, pag. 3); che, inoltre, il ricorrente ha am- messo di essersi presentato alle autorità svizzere con falsa identità onde evitare di essere rimpatriato (cfr. verbale 1, pag. 3); che nel ricorso l'insorgente sostiene che vi sarebbero motivi scusabili ai sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi per la mancata consegna dei doc u- menti; che, tuttavia, le giustificazioni ricorsuali non sono tali da convincere il Tribunale; che, vista l'inverosimiglianza, nonché l'inconsistenza e l'inattendibilità del- le suddette dichiarazioni del ricorrente circa il possesso dei documenti d'identità e la sua identità stessa, vi è ragione di concludere che il ricor- rente dissimuli i suoi documenti d'identità per i bisogni della causa; che il ricorrente deve quindi sopportare le conseguenze della mancata consegna dei documenti d'identità; che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione d egli stessi, l'eccezione prevista all'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi a favore dell'insorgente non è applicabile; che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, in ba- se agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione, è accertata la qualità di rif u- giato del richiedente; che inoltre con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legislatore ha pure introdotto, con l'art. 32 cpv. 2 lett. a nonché cpv. 3 LAsi, una pr o-D-4823/2013 Pagina 5 cedura sommaria nell'ambito della quale è statuito sull'adempimento o meno della qualità di rifugiato, nonostante la stessa termini con una dec i- sione di non entrata nel merito (DTAF 2007/8 consid. 5); che, come rettamente ritenuto dall'autorità inferiore n ella querelata dec i- sione alla quale si rinvia, questo Tribunale ritiene che le allegazioni del r i- corrente siano inverosimili, nonché irrilevanti ai sensi dell'asilo; che, le allegazioni del ricorrente presentano sostanziali contraddizioni ed illogicità in punti chiave del suo racconto; che, infatti, nel corso della pr i- ma audizione il ricorrente ha unicamente adotto motivi di carattere ec o- nomico (cfr. verbale 1, pag. 7); che, in occasione della seconda audizi o- ne, ha aggiunto di avere contratto un debito nei confronti di quattro cugini ed un vicino di casa (cfr. verbale 2, D26 e D33-34, pagg. 4-5); che i credi- tori vorrebbero la restituzione dei soldi e lo avrebbero minacciato (cfr. verbale 2, D26 e D40, pagg. 4 -5); che, a domanda sul perché non avesse citato tale circostanza già in occasione della prima audizione, l'i n- sorgente ha sostenuto che gli sarebbe stato detto di parlare brevemente nella prima audizione (cfr. verbale 2, D32, pag. 4); che, ciononostante, ta- le giustificazione non soccorre il ricorrente, r itenuto che in occasione del primo verbale, ad esplicita domanda, ha affermato di avere espresso tutti i motivi e di non avere mai avuto ulteriori problemi in patria all'infuori di quelli economici (cfr. ibidem); che, oltretutto, tali motivi, oltre che inv ero- simili, non sarebbero nemmeno rilevanti ai sensi dell'art. 3 LAsi, ritenuto che le Autorità tunisine, se interpellate, sarebbero certamente in grado di prendere adeguate misure a tutela del ricorrente; che, visto quanto precede, i motivi adotti dall'interessato sono inverosimili ed irrilevanti in materia di asilo; che, di conseguenza, l'UFM ha rettamente considerato inverosimili, con riferimento all'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, le dichiarazioni rese dal ricorrente; che, pertanto, non risultano elementi ai sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi da cui dedurre la necessità d'ulteriori accertamenti ai fini della determin a- zione della qualità di rifugiato dell'insorgente medesimo; che, inoltre, non si giustificano neppure delle misure di istruzione co m- plementari ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedimento all'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente dal punto di vista dell'ammissibilità (cfr. DTAF 2007/8 consid. 5.6.5-5.7, pp. 90 e ss. e DTAF 2009/50 consid. 5-8, pp. 725-733); D-4823/2013 Pagina 6 che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere che l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente in Tunisia possa violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della Convenzione del 28 luglio 1951 sullo statuto dei rifugiati (Conv., RS 0.142.30), l'art. 5 LAsi (divieto di respingimento) nonché l'art. 83 cpv. 3 della Legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) o esporre il ricorrente in Patria al rischio reale ed immediato di trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione del 4 novembre 1950 per la salv aguardia dei diritti dell'u o- mo e delle libertà fondamentali (CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Co n- venzione del 10 dicembre 1984 contro la tortura ed altre pene o tratt a- menti crudeli, inumani o degradanti (Conv. tortura, RS 0.105); che, da quanto esposto, ne discende che l'UFM rettamente non è entrato nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi; che, di conseguenza, in materia di non entrata nel merito, il ricorso, dest i- tuito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la decisione impugnata va confermata; che il ricorrente non adempie le condizioni in virtù delle quali l'UFM avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera (art. 14 cpv. 1 e cpv. 2, art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 dell'Ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni procedurali dell'11 agosto 2011 [OAsi 1, RS 142.311]; DTAF 2009/50 consid. 9, p. 733); che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 LStr; che, giusta suddetta norma, l'esecuzione dell'allontanamento deve essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragion e- volmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr); che, in considerazione di quanto indicato poc'anzi, ai sensi delle norme di diritto internazionale pubblico nonché della LAsi, l'esecuzione dell'allont a- namento è ammissibile (art. 44 cpv. 2 LAsi e all'art. 83 cpv. 3 LStr); che la situazione vigente in Tunisia non è caratterizzata da guerra, guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme della popolazione nell'integralità del territorio nazionale; che, quanto alla situazione personale del ricorrente, egli è giovane, celi- be, scolarizzato, e di formazione professionale elettricista (cfr. verbale 1, pag. 4); che il medesimo vanta un esperienza lavorativa pluriennale quale D-4823/2013 Pagina 7 muratore (cfr. ib idem); che , inoltre, l'insorgente dispone in Patria di un'ampia rete sociale, ritenuto che vi risiedono i genitori, tre fratelli, una sorella e diversi parenti (cfr. ibidem); che il ricorrente non ha , altresì, preteso nel gravame di soffrire di gravi problemi di salute che possano giustificare la sua ammissione provvisoria (cfr. DTAF 2009/2 consid. 9.3.2, p. 21 e relativi riferimenti) senza che da un esame d'ufficio degli atti di causa emerga la necessità di una sua pe r- manenza in Svizzera per motivi medici; che, pertanto, l'esecuzione dell'al- lontanamento del ricorrente nel suo Paese d'origine è ragionevolmente esigibile (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 cpv. 4 LStr); che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 cpv. 2 LStr); che, infatti, il ricorrente , usando della necessaria diligenza, potrà procurarsi ogni documento indispensabile al rimpatrio (cfr. DTAF 2008/34 consid. 12, pp. 513 -515); che l'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile; che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, r a- gionevolmente esigibile e possibile; che, di conseguenza, anche in mate- ria d'allontanamento e relativa esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata; che, in virtù di quanto precedentemente enunciato, le conclusioni rico r- suali tendenti all'annullamento della decisione impugnata ed alla trasmi s- sione degli atti all'autorità inferiore per nuova decisione vanno respinte; che, avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda d' e- senzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili spese processuali è divenuta senza oggetto; che visto l'esito della procedura le spese processuali di CHF 600.–, che seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo f e- derale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]); che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 Legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale [LTF, RS 173.110]). D-4823/2013 Pagina 8 il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 1. Nella misura in cui ammissibile, il ricorso è respinto. 2. Le spese processuali, di CHF 600.–, sono poste a carico del ricorrente. Tale ammontare dev'essere vers ato alla cassa del Tribunale amministrativo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sentenza. 3. Questa sentenza è comunicata al ricorrente, all'UFM e all'autorità cant o- nale competente. Il giudice unico: Il cancelliere: Daniele Cattaneo Gilles Fasola Data di spedizione: