<!DOCTYPE html> <html lang="it"><head><meta charset="utf-8"/></head><body><div class="content"> <div class="para"> </div> <div class="para">Bundesgericht </div> <div class="para">Tribunal fédéral </div> <div class="para">Tribunale federale </div> <div class="para">Tribunal federal </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <img height="74" src="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/clir/http/displayimage.php?id=2018-05-01-4A_169-2018.1&amp;type=gif" width="95"/> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>4A_169/2018</b> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>Sentenza del 1° maggio 2018</b> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>I Corte di diritto civile</b> </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Composizione </div> <div class="para">Giudice federale Kiss, Presidente, </div> <div class="para">Cancelliere Piatti. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Partecipanti al procedimento </div> <div class="para">A.________SA, </div> <div class="para">ricorrente, </div> <div class="para"> </div> <div class="para">contro </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Commissione paritetica cantonale per l'edilizia, viale Portone 4, 6500 Bellinzona, </div> <div class="para">opponente, </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Oggetto </div> <div class="para">contratto collettivo di lavoro; classi salariali, </div> <div class="para"> </div> <div class="para">ricorso contro il lodo emanato il 26 febbraio 2018 dall'arbitro unico per l'edilizia principale del </div> <div class="para">Cantone Ticino. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>Ritenuto in fatto e considerando in diritto:</b> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>1.</b> </div> <div class="para">Il 29 maggio 2017 la Commissione Paritetica Cantonale per l'edilizia (in seguito CPC edilizia) ha imposto alla A.________SA sulla base del Contratto nazionale mantello per l'edilizia principale in Svizzera di inserire nella classe salariale Q, prevista per i lavoratori diplomati, retroattivamente dal 1° gennaio 2013 due dipendenti. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>2.</b> </div> <div class="para">La A.________SA ha adito l'arbitro unico per l'edilizia principale del Cantone Ticino, che ha respinto l'impugnativa per quanto attiene un operaio, mentre l'ha parzialmente accolta con riferimento all'altro nel senso che la società anonima è stata invitata a corrispondergli la classe salariale Q unicamente dal 12 gennaio 2016. Per quanto attiene al primo dipendente l'arbitro ha rimproverato all'impresa di non avere verificato il salario che questo percepiva nel precedente impiego e non essersi così accorta che egli era già stato inserito nella classe Q. Ha invece ritenuto che l'impresa era venuta a conoscenza al più tardi il 12 gennaio 2016, come confermato da uno scritto allestito da quest'ultima, del fatto che il secondo dipendente aveva conseguito un attestato federale di capacità. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>3.</b> </div> <div class="para">La A.________SA è insorta al Tribunale federale chiedendo che il lodo sia annullato per quanto attiene al primo operaio, mentre potrebbe essere disposta a " riconoscere, in via eccezionale e parzialmente, la categoria Q per l'anno 2017" al secondo. Contesta innanzi tutto di essere stata assente ingiustificatamente all'audizione del 31 gennaio 2018. Sostiene poi che i lavoratori le hanno nascosto la classe di salario a cui avevano diritto per aumentare le loro possibilità di assunzione e che spettava alla CPC edilizia, quale organo di controllo, verificare la classificazione salariale della manodopera e informare i datori di lavoro. </div> <div class="para">Non è stato ordinato uno scambio di scritti. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>4.</b> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>4.1.</b> Un ricorso in materia civile diretto contro una decisione emanata in una procedura arbitrale retta dal CPC è unicamente ammissibile per i motivi di ricorso elencati nell'<span class="artref">art. 393 CPC</span>. È pertanto escluso prevalersi di una violazione del diritto federale nel senso dell'<span class="artref">art. 95 lett. a LTF</span>. Giusta l'art. 393 lett. e CPC, norma che riprende il motivo di ricorso già previsto dall'abrogato art. 36 lett. f del Concordato sull'arbitrato del 27 marzo 1969 (CA), la sentenza emanata in un arbitrato interno può essere impugnata se è arbitraria nel suo esito perché si fonda su accertamenti di fatto palesemente in contrasto con gli atti o su una manifesta violazione del diritto o dell'equità. La nozione di arbitrio di questa norma corrisponde sostanzialmente a quella sviluppata dalla giurisprudenza con riferimento all'<span class="artref">art. 9 Cost.</span> (sentenza 5A_978/2015 del 17 febbraio 2016 consid. 3; <a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=12&amp;from_date=17.04.2018&amp;to_date=06.05.2018&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F131-I-45%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page45">DTF 131 I 45</a> consid. 3.4). Una decisione non è pertanto arbitraria per il solo motivo che un'altra soluzione sarebbe sostenibile o addirittura preferibile, ma il giudizio attaccato dev'essere, anche nel suo risultato, manifestamente insostenibile, in aperto contrasto con la situazione effettiva, fondato su una svista manifesta oppure in urto palese con il sentimento di giustizia ed equità (<a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=12&amp;from_date=17.04.2018&amp;to_date=06.05.2018&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F141-III-564%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page564">DTF 141 III 564</a> consid. 4.1, con rinvii). </div> <div class="para">Il Tribunale federale esamina soltanto le censure che il ricorrente propone e motiva (<span class="artref">art. 77 cpv. 3 LTF</span>). Questa norma corrisponde a quanto previsto dall'<span class="artref">art. 106 cpv. 2 LTF</span> per le censure attinenti alla violazione di diritti fondamentali o di disposizioni di diritto cantonale e intercantonale (<a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=12&amp;from_date=17.04.2018&amp;to_date=06.05.2018&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F134-III-186%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page186">DTF 134 III 186</a> consid. 5). Alla stregua di tale disposto essa istituisce il principio dell'allegazione (Rügeprinzip) ed esclude quindi l'ammissibilità di critiche appellatorie (sentenza 4A_355/2016 del 5 agosto 2016 consid. 2.1). </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>4.2.</b> Nella fattispecie il ricorso non soddisfa le predette esigenze di motivazione. La ricorrente, che discute liberamente il lodo opponendo semplicemente la sua opinione a quella dell'arbitro, nemmeno indica per quale dei motivi previsti dall'<span class="artref">art. 393 CPC</span> essa impugna la sentenza arbitrale. A titolo abbondanziale si può aggiungere che quand'anche si volesse ritenere che la ricorrente abbia inteso prevalersi di una violazione del proprio diritto di essere sentita (art. 393 lett. d CPC) per quanto concerne la mancata partecipazione all'udienza del 31 gennaio 2018, la censura dovrebbe nondimeno essere disattesa, poiché dall'incarto trasmesso dall'arbitro e di cui essa ha chiesto l'assunzione, risulta che le è stata inviata una convocazione per lettera raccomandata impostata il 12 gennaio 2018, che non ha però ritirato. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>5.</b> </div> <div class="para">Da quanto precede discende che l'impugnativa, manifestamente non motivata in modo sufficiente, si rivela inammissibile e va decisa dalla Presidente della Corte adita nella procedura semplificata (<span class="artref">art. 108 cpv. 1 lett. b LTF</span>). Le spese giudiziarie seguono la soccombenza (LTF 66 cpv. 1 LTF), mentre non si giustifica assegnare ripetibili all'opponente, che non essendo stata invitata a determinarsi, non è incorsa in spese per la procedura innanzi al Tribunale federale. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>per questi motivi, la Presidente pronuncia:</b> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>1.</b> </div> <div class="para">Il ricorso è inammissibile. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>2.</b> </div> <div class="para">Le spese giudiziarie di fr. 500.-- sono poste a carico della ricorrente. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>3.</b> </div> <div class="para">Comunicazione alle parti e all'arbitro unico per l'edilizia principale del Cantone Ticino. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Losanna, 1° maggio 2018 </div> <div class="para"> </div> <div class="para">In nome della I Corte di diritto civile </div> <div class="para">del Tribunale federale svizzero </div> <div class="para"> </div> <div class="para">La Presidente: Kiss </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Il Cancelliere: Piatti </div> </div></body></html>