<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato ad adeguare l'ordinanza concernente il materiale bellico in modo che il materiale bellico eccedente dell'esercito svizzero possa essere esportato anche verso i Paesi mandatari dell'ONU per essere utilizzato nelle missioni dell'ONU stessa, se vengono soddisfatte le seguenti condizioni:</p><p>- L'esportazione avviene solo verso un Paese mandatario dell'ONU al quale la Svizzera ha già esportato materiale bellico.</p><p>- Gli Stati mandatari dell'ONU prestano servizio nelle missioni di pace dell'ONU da lungo tempo e in modo continuato e hanno, al momento dell'esportazione, almeno 5000 soldati impegnati nelle missioni ONU.</p><p>- Il materiale bellico è conservato dai Paesi mandatari dell'ONU in un deposito speciale della stessa, separato da altro materiale bellico.</p><p>- I Paesi mandatari dell'ONU forniscono chiare garanzie dell'utilizzo esclusivo del materiale bellico nelle missioni di pace dell'ONU e consentono in ogni momento i controlli da parte della Svizzera o di terzi, da essa delegati.</p><p>- A conferma delle garanzie si stipulerà contrattualmente una pena convenzionale di un prezzo decisamente superiore a quello d'acquisto.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale rinvia per ora alla sua risposta dettagliata che ha dato alla mozione del 4 ottobre 2006, presentata dallo stesso autore e che mira allo stesso obiettivo.</p><p>Rispondendo a un appello delle Nazioni Unite e basandosi sulla risoluzione 1546 del Consiglio di sicurezza dell'ONU, il Consiglio federale aveva autorizzato, con decreto del 29 giugno 2005, l'esportazione di 180 veicoli corazzati M-113 adibiti al trasporto di truppe e destinati all'impiego da parte delle forze di sicurezza irachene in Iraq. Tuttavia, siccome non tutte le garanzie richieste dalla Svizzera erano state fornite, il Consiglio federale aveva sospeso il 24 agosto 2005 la propria autorizzazione rilasciata in precedenza. Nel contempo esso aveva ordinato il riesame della procedura di trattamento delle domande per le esportazioni di materiale bellico, ciò che aveva comportato l'istituzione di un gruppo di lavoro interdipartimentale (GLI). Oltre al chiarimento dei fatti nei casi in questione, esso era in particolare stato incaricato di esaminare la politica applicata per la valorizzazione del materiale bellico eccedente dell'esercito. Nell'ambito di tale verifica era stata esaminata, prima di essere in seguito respinta, la possibilità di cedere questo tipo di materiale all'ONU o a Stati membri dell'ONU per un'utilizzazione nelle missioni di pace dell'ONU stessa. Con decreto del 10 marzo 2006, il Consiglio federale ha preso atto del rapporto del GLI e ha adottato una nuova regolamentazione per la valorizzazione del materiale bellico eccedente dell'esercito svizzero.</p><p>Mediante la sua decisione del 10 marzo 2006, il Consiglio federale ha indicato chiaramente di voler far dipendere da condizioni speciali il rilascio dell'autorizzazione di vendita di materiale bellico dello Stato ad altri Paesi. Gli unici destinatari che entrano in linea di conto sono quindi il Paese d'origine o gli Stati che, come la Svizzera, appartengono a tutti i regimi di controllo delle esportazioni.</p><p>Di conseguenza il Consiglio federale non ha attualmente alcun motivo di ritornare sulla propria decisione del 10 marzo 2006.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.