<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>- È accertato che il livello dei prezzi in Svizzera è particolarmente elevato se confrontato a quello degli altri Paesi dell'OCSE. Tuttavia, come evidenziato dallo studio effettuato dall'UIL, nei confronti internazionali in questo settore va usata una certa cautela. È infatti difficile determinare se l'elevato livello dei prezzi svizzeri dipenda da inefficienze del mercato, come la presenza di cartelli o di posizioni dominanti, o se è la conseguenza di una qualità superiore dei beni e dei servizi.</p><p>- Dall'inizio degli anni 90, il Consiglio federale ha avviato un'importante serie di misure intese a sollecitare la concorrenza in vari settori; l'accresciuta concorrenza si tradurrà, a termine, in una generale riduzione del livello dei prezzi di beni e servizi. Lo studio dell'UIL, realizzato nel corso del 1998, menziona d'altronde queste misure. Nel loro insieme, le misure di liberalizzazione non hanno ancora potuto produrre appieno i loro effetti. Rammentiamo brevemente qui di seguito le principali modifiche introdotte. In primo luogo, sono state adottate misure di liberalizzazione in modo autonomo, a seguito del rifiuto dello Spazio economico europeo. Si tratta della revisione della legge sui cartelli, della nuova legge sugli ostacoli tecnici al commercio, della legge sul mercato interno. Nell'ambito dell'OMC, la Svizzera ha sottoscritto degli impegni intesi a liberalizzare ampiamente il settore dell'agricoltura, dei mercati pubblici e delle telecomunicazioni. Infine, la conclusione dei negoziati bilaterali condotti con l'Unione europea sfocerà parimenti nella liberalizzazione dei trasporti aerei e in un'estensione della liberalizzazione dei trasporti terrestri, dei mercati pubblici e dell'agricoltura.</p><p>Il Consiglio federale è nondimeno cosciente del fatto che il lavoro non è ancora concluso. Esso è attualmente impegnato nella liberalizzazione del mercato dell'elettricità e dei trasporti ferroviari. Queste misure sono in grado di prolungare gli sforzi già profusi in altri settori nonché di assicurare una riduzione dei prezzi delle prestazioni in questi settori.</p><p>L'insieme delle misure di politica economica condotta dal Consiglio federale nel corso dell'ultimo decennio corrisponde a un'attività che non ha precedenti nella storia economica svizzera. Queste misure hanno certamente provocato e continueranno a provocare degli adeguamenti nei settori in questione e potranno addirittura causare la soppressione di alcuni impieghi. Eppure, questi adeguamenti sono assolutamente indispensabili per aumentare la competitività delle imprese svizzere. Inoltre, secondo lo studio dell'UIL, un clima più concorrenziale è richiesto anche da considerazioni di carattere sociale. L'assenza della concorrenza inibisce le iniziative imprenditoriali e riduce, pertanto, il potenziale della Svizzera nel campo della creazione di impieghi. Inoltre, i principali beneficiari di una concorrenza limitata sono i gruppi con un reddito elevato. Per tutti questi motivi, il Consiglio federale è convinto che tali misure produrranno, a termine, effetti positivi sull'intera piazza economica svizzera e, conseguentemente, sulla riduzione dei prezzi dei beni e dei servizi dei settori liberalizzati.</p><p>L'elevato livello dei salari in Svizzera è dovuto peraltro all'elevata produttività delle imprese svizzere. L'economia si è specializzata in prestazioni di servizio e attività industriali ad elevato valore aggiunto grazie, in parte, ad una popolazione attiva altamente qualificata. Anche in materia di formazione, di sviluppo e di promozione economica, il Consiglio federale ha condotto un politica intesa a migliorare la competitività dell'economia svizzera.</p><p>Questo miglioramento della competitività non si realizzerà a scapito dei salariati svizzeri. Al contrario: il processo di liberalizzazione accrescerà la produttività e causerà un ulteriore aumento dei salari. Il Consiglio federale lascerà alle parti sociali la responsabilità di negoziare la ripartizione di detti aumenti. Combinati con le riduzioni dei prezzi di beni e servizi, essi permetteranno una crescita del potere d'acquisto e del livello di vita non solo dei salariati bensì dell'intera popolazione svizzera.</p>  Risposta del Consiglio federale.