<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di ritirare la sua domanda per l'avvio di negoziati di adesione della Svizzera all'Unione europea.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale ribadisce ancora una volta che la domanda di adesione all'UE inoltrata 22 anni fa dopo il no del popolo e dei cantoni allo Spazio economico europeo (SEE) del 6 dicembre 1992 è divenuta priva di oggetto. La domanda di adesione non influisce in alcun modo sui negoziati con l'UE e il suo ritiro non comporterebbe alcun vantaggio per la Svizzera. Il Consiglio federale ritiene quindi che non sia necessario ritirare la domanda, come ha sempre sottolineato nelle sue risposte a numerose mozioni parlamentari, da ultimo nella risposta alla mozione Reimann Maximilian 11.3053 del 7 marzo 2011.</p><p>Il 22 ottobre 2013, anche la Commissione della politica estera del Consiglio nazionale ha constatato insieme al Consiglio federale che la domanda di adesione è priva di oggetto. Il Consiglio federale, nella sua risposta alla mozione della frazione UDC 13.4117 del 10 dicembre 2013, che raccomanda di accettare, ha infine assicurato che farà nuovamente presente all'UE che la Svizzera non vuole aderire all'UE e che la domanda di adesione del 1992 è da considerarsi priva di oggetto. L'UE ne è comunque consapevole e non considera la Svizzera come Paese candidato all'adesione né come Paese candidato potenziale (cfr. <a href="http://europa.eu/about-eu/countries/index_de.htm">http://europa.eu/about-eu/countries/index_it.htm</a>).</p><p>Inoltre la Svizzera non può essere paragonata all'Islanda. Dopo il no allo SEE la domanda di adesione della Svizzera è priva di oggetto. L'Islanda stava invece conducendo negoziati di adesione dal 2010, li ha interrotti nel 2013, e ora vuole ritirare la sua candidatura di adesione all'UE.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.