<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di allentare i criteri applicabili al rilascio di visti umanitari a persone in cerca di protezione. Va in particolare riesaminata la regola dello Stato terzo, secondo cui in linea di principio le persone che hanno già lasciato il loro Paese d'origine non sono considerate minacciate e quindi non ottengono un visto umanitario. Le rappresentanze svizzere all'estero devono essere abilitate a effettuare un esame sommario che permetta loro di valutare, basandosi sulla situazione locale, la minaccia effettiva cui sono esposti i richiedenti nel Paese d'origine e di prendere una decisione fondata su tale valutazione.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Le persone la cui vita o integrità fisica è direttamente, seriamente e concretamente minacciata possono essere autorizzate a entrare in Svizzera con un visto umanitario. La persona interessata deve trovarsi in una situazione di particolare emergenza che renda indispensabile l'intervento delle autorità. L'applicazione dell'articolo 4 capoverso 2 dell'ordinanza concernente l'entrata e il rilascio del visto (OEV; RS 142.204) presuppone che all'interessato possa essere accordata protezione soltanto grazie all'entrata in Svizzera. Ciò può verificarsi per esempio in caso di eventi bellici gravi o per sfuggire a una minaccia individuale reale e imminente dovuta alla situazione concreta. La domanda va esaminata accuratamente tenendo conto del pericolo attuale, della situazione personale dell'interessato e della situazione nel suo Paese di origine.</p><p>Se la persona si trova già in un Paese terzo, di norma si presuppone che non sussista più un pericolo imminente per la sua vita o la sua integrità fisica. Queste richieste venivano respinte anche quando vi era la possibilità, menzionata nella mozione, di presentare una domanda d'asilo all'estero. Oggi è invece garantito che le persone che si trovano in un Paese terzo possono, se necessario, ottenere protezione in Svizzera, conformemente ai principi seguenti.</p><p>1. Chiunque la cui vita o integrità fisica sia seriamente e concretamente minacciata può essere autorizzato a entrare con un visto umanitario, indipendentemente dal suo luogo di soggiorno.</p><p>2. La prassi costante prevede inoltre per i richiedenti l'asilo la possibilità di beneficiare, presso una rappresentanza svizzera all'estero, o direttamente presso la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) se nel Paese di origine non vi è alcuna rappresentanza svizzera, di una consulenza informale e scritta sulle probabilità di successo della loro domanda. Gli interessati non devono necessariamente lasciare il loro luogo di soggiorno per sapere se adempiono le condizioni per il rilascio di un visto umanitario. Dopo una decisione preliminare positiva, il viaggio in un Paese terzo per presentare la domanda di visto presso la rappresentanza, in virtù dell'articolo 23 capoverso 3 OEV, non è considerato un soggiorno in uno Stato terzo sicuro.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.