<h2>SubmittedText<h2><p>Uno studio sull'educazione politica traccia un quadro preoccupante sulle conoscenze civiche e politiche dei giovani. Pongo pertanto al Consiglio federale le domande seguenti:</p><p>1. Come valuta i risultati di questo studio?</p><p>2. Quali sono le cause delle lacunose conoscenze civiche e politiche dei nostri giovani?</p><p>3. Dove ritiene sia necessario intervenire per migliorare l'educazione politica e civica?</p><p>4. La Confederazione e i cantoni non dovrebbero riesaminare a fondo l'intero sistema di educazione civica al livello secondario I e II?</p><p>5. Il Consiglio federale vede delle possibilità di sostenere i cantoni nell'adempimento dei loro compiti in materia di educazione politica?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'autore dell'interpellanza si riferisce a uno studio delle alte scuole pedadogiche di Argovia, Berna e Zurigo, non ancora pubblicato, ma di cui la stampa ha già rivelato alcune conclusioni qualche tempo fa. Secondo questo studio gli scolari quindicenni disporrebbero in media di conoscenze molto limitate del sistema politico svizzero. Tali risultati confermerebbero quanto emerso da indagini precedenti, in particolare dallo studio comparato internazionale "Civic education" realizzato nel 2003, che ha assegnato agli scolari svizzeri un voto tutt'altro che soddisfacente.</p><p>Poiché il testo in questione, come detto, non è ancora stato pubblicato, il Consiglio federale risponde all'interpellanza senza entrare nei dettagli dello studio.</p><p>1. Per un Paese come la Svizzera, nel quale le strutture e i processi democratici, così come le possibilità di partecipazione alla vita politica sono estremamente sviluppati, è molto importante poter contare su cittadini ben informati e attivi. Il pilastro su cui poggiano le conoscenze civiche di base è costituito dalla formazione dei bambini e dei ragazzi. Se ora, come sembra sia il caso, si constatasse l'esistenza di un problema di fondo in quest'ambito, il Consiglio federale ne prenderebbe debitamente atto. Tuttavia, non ritiene che le lacune dei giovani in tale settore siano da imputarsi esclusivamente alla scuola.</p><p>2. Le ragioni di conoscenze civiche lacunose o superficiali sono assai diverse, tant'è che nemmeno gli esperti che si sono occupati in modo approfondito della questione sono giunti a una conclusione univoca. Tra le cause annoverate figurano il disinteresse generale per la politica, un tipo di insegnamento che non tiene quasi mai conto delle sensibilità dei giovani, un corpo docente poco motivato e impegnato, un'insufficiente fiducia nelle istituzioni e autorità politiche, poche possibilità di partecipare alla vita politica e, infine, la concorrenza di numerosi altri temi che, a quanto pare, interessano maggiormente i giovani perché più vicini a loro.</p><p>3. Dallo studio comparato internazionale di cui sopra emerge che i giovani svizzeri hanno conoscenze civiche relativamente limitate, ma anche che, nel raffronto con i coetanei di altri Paesi, il loro modo di pensare, sentire e agire è fortemente impregnato di senso politico. Un altro elemento evidenziato dallo studio è che i giovani svizzeri hanno una fiducia mediamente superiore nelle istituzioni e nei processi politici. Si può quindi dedurne che le premesse per migliorare la situazione non siano poi così negative. È necessario intervenire soprattutto nella trasmissione del sapere di base. Poiché, come risulta da diversi studi, il problema non sembra risiedere né nell'inadeguatezza del materiale didattico, né nell'insufficienza delle ore d'insegnamento consacrate all'educazione civica, occorre chiedersi se il problema non sia legato piuttosto a un dilemma di fondo: è veramente possibile sensibilizzare i giovani in questo settore mediante un approccio didattico di tipo tradizionale? Sembra che i giovani non siano praticamente più ricettivi a un'educazione civica veicolata secondo i canoni tradizionali. Probabilmente, come in tutto l'insegnamento, è necessario tenere conto e includere in misura maggiore rispetto ad ora le esperienze quotidiane e le sensibilità dei giovani. Un altro settore in cui occorre intervenire è quello della sensibilizzazione attiva dei ragazzi sulle questioni civiche in senso lato, per poterli coinvolgere a seconda dell'età nei processi decisionali che li interessano da vicino. Tali responsabilità non competono soltanto alla scuola, ma anche ai genitori, agli assistenti e alle organizzazioni giovanili, alle comunità ecc.</p><p>4. Il Consiglio federale approva quanto intrapreso per colmare le lacune illustrate sopra e prende atto con interesse della riflessione di fondo in corso sulle strategie adottate finora nel settore dell'educazione civica. In tale ambito un ruolo centrale è affidato al corpo docente, così come alla formazione e al perfezionamento degli insegnanti. Il fatto che la maggior parte delle alte scuole pedagogiche si stiano occupando della questione dimostra che è in corso un cambiamento decisivo. Il Consiglio federale non ritiene pertanto necessario elaborare un piano unitario, o addirittura nazionale, per affrontare la problematica.</p><p>5. La Confederazione sostiene attivamente la ricerca nazionale e internazionale nel campo dell'educazione alla cittadinanza, ma al di là di questo le sue possibilità sono molto limitate, in quanto il settore scolastico è di competenza cantonale, soprattutto per quanto attiene alla definizione e all'insegnamento delle materie scolastiche. Un importante contributo alla promozione dell'impegno sociale e delle virtù democratiche è fornito dalle attività giovanili extrascolastiche, le cui istituzioni beneficiano di sussidi federali a complemento degli aiuti cantonali e comunali, conformemente alla legge federale per la promozione delle attività giovanili extrascolastiche.</p>  Risposta del Consiglio federale.