<h2>SubmittedText<h2><p>D'intesa con la Commissione della concorrenza e il Sorvegliante dei prezzi, il Consiglio federale è incaricato di trovare una soluzione per lottare contro le differenze sproporzionate di prezzo tra riviste svizzere ed estere. Dovrà essere una soluzione per quanto possibile efficace e poco burocratica che riduca durevolmente i prezzi delle riviste estere.</p><p></p><p>Una minoranza (Aeschi Thomas, Egloff, Flückiger Sylvia, Martullo, Matter, Walter) propone di respingere la mozione.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>I cittadini non capiscono, né tantomeno accettano, le differenze talvolta notevoli tra i prezzi praticati in Svizzera e nei Paesi limitrofi per la vendita di riviste estere. Lo stesso Consiglio federale ritiene che tali differenze siano difficilmente giustificabili, e considera il problema con la dovuta attenzione. Per questo, in collaborazione con la Commissione della concorrenza (COMCO) e la Sorveglianza dei prezzi, negli ultimi anni sono state vagliate varie forme di intervento statale.</p><p>La politica dei prezzi delle case editrici dipende dalla particolare struttura del mercato dei giornali. In Svizzera la distribuzione di giornali e riviste si basa su un sistema di commissioni fra case editrici, centri di distribuzione e rivenditori. Sono le case editrici a fissare il prezzo finale e a sopportare il rischio economico della vendita. La Commissione della concorrenza e la Sorveglianza dei prezzi, che su questo dossier lavorano in stretta collaborazione, non hanno potuto finora dimostrare alcuna violazione delle basi legali in vigore e non hanno ancora avviato alcuna procedura, anche tenuto conto delle loro probabilità di successo in sede processuale.</p><p>Una possibile soluzione va quindi ricercata a livello legislativo. Un nuovo disciplinamento volto a regolamentare i prezzi di giornali e riviste non darebbe tuttavia i frutti sperati: una regolamentazione dei prezzi da parte dello Stato comporterebbe infatti notevoli svantaggi, che andrebbero a inficiare l'attuale sistema di distribuzione e, in particolare, l'ampio e aggiornato assortimento dei chioschi. Inoltre, intervenire in modo così incisivo nell'autonomia degli attori del mercato significherebbe limitarne notevolmente la libertà economica. Per agire in tal senso, secondo il Consiglio federale occorrerebbe un'esplicita attribuzione costituzionale di tale competenza, che al momento non è data.</p><p>Alla luce di quanto sopra esposto, il Consiglio federale giunge alla conclusione che l'ambizioso obiettivo riportato nel testo, vale a dire trovare una soluzione per quanto possibile efficace e poco burocratica che riduca durevolmente i prezzi delle riviste estere, non può essere raggiunto con una mozione.</p><p>Pur non intravedendo alcuna soluzione rapida e di facile attuazione al problema dell'elevata differenza di prezzo di giornali e riviste, il Consiglio federale si impegna per una riduzione generale degli ostacoli tecnici al commercio, che costituiscono uno dei motivi principali degli elevati prezzi svizzeri. Entro la fine dell'anno pubblicherà studi e rapporti su possibili agevolazioni all'importazione, nei quali presenterà anche eventuali misure. Da menzionare inoltre che con la digitalizzazione si assiste alla forte riduzione, se non alla scomparsa, delle importanti differenze di prezzo grazie alle versioni digitali delle riviste estere. In conclusione, spetta alla COMCO e al Sorvegliante dei prezzi continuare a verificare eventuali infrazioni alle diverse leggi e intervenire laddove necessario.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.