<h2>SubmittedText<h2><p>Secondo quanto annunciato pubblicamente negli scorsi giorni dal consigliere federale Burkhalter, le trattative con l'Italia in materia di segreto bancario, liste nere, imposizione dei frontalieri, dovrebbero ripartire il 24 settembre prossimo.</p><p>Il Consiglio nazionale, seguendo il Consiglio federale, ha nel frattempo inferto un ulteriore colpo al segreto bancario, prevedendo che a tutti gli Stati che concluderanno accordi fiscali internazionali con la Svizzera saranno consentite le "domande raggruppate", la cui differenza con le "fishing expeditions" è quanto mai labile. C'è da chiedersi a questo punto quale vantaggio possano portare alla piazza finanziaria ticinese in particolare e svizzera in generale degli accordi con l'Italia, dal momento che, a seguito di un quadro normativo in continuo peggioramento, questi ultimi comportano un inaccettabile svuotamento del segreto bancario.</p><p>A maggior ragione che l'instabilità politica ed economica della vicina Penisola dovrebbe semmai suggerire alla controparte elvetica di non avere fretta.</p><p>Chiedo al Consiglio federale:</p><p>1. Come si giustifica l'apparente fretta di concludere con l'Italia accordi fiscali internazionali che svuoteranno il segreto bancario, provocando di conseguenza migliaia di disoccupati sulla piazza finanziaria ticinese?</p><p>2. È consapevole che migliaia di posti di lavoro sulla piazza finanziaria ticinese non sono mercanteggiabili con un'eventuale modesta riduzione dei ristorni delle imposte alla fonte dei frontalieri, che non compenserebbe in alcun modo il danno arrecato all'economia, al mercato del lavoro e all'erario ticinese?</p><p>3. Non ritiene che nelle trattative con l'Italia, invece di accorciare i tempi, sia preferibile diluirli, preservando il più a lungo possibile il segreto bancario, vista l'instabilità politica ed economica della vicina Penisola?</p><p>4. Non ritiene in sostanza che degli accordi affrettati dalla malsana ossessione del "mettersi in regola in fretta e a tutti i costi" costituiscano un errore, mentre invece una tempistica più diluita possa permettere di spuntare condizioni più vantaggiose?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nel mese di marzo del 2011 il Consiglio federale ha deciso di riavviare il dialogo in materia fiscale con l'Italia per raggiungere una soluzione d'insieme sulle diverse questioni aperte in tale ambito. Il 29 agosto 2012 il Consiglio federale ha adottato il mandato relativo ai negoziati in materia fiscale e finanziaria con l'Italia. Il disegno di mandato è stato approvato nel corso dello stesso mese di agosto dalle Commissioni di politica estera di entrambe le Camere. La regolarizzazione degli averi bancari depositati in Svizzera da persone residenti in Italia rientra nella soluzione d'insieme ricercata. Una soluzione d'insieme che comprende anche la revisione della convenzione per evitare le doppie imposizioni, la questione delle liste nere, l'imposizione dei lavoratori frontalieri e l'accesso al mercato per gli istituti finanziari svizzeri avrebbe ripercussioni positive per gli operatori che intrattengono relazioni economiche e commerciali con l'Italia. Una soluzione rapida è necessaria per normalizzare le relazioni bilaterali con uno dei più importanti partner commerciali della Svizzera ed è stata chiesta a più riprese al Consiglio federale, segnatamente nel quadro di interventi parlamentari.</p><p>2. La strategia definita dal Consiglio federale si prefigge di istituire le condizioni quadro per una piazza finanziaria competitiva a livello internazionale. Tale strategia persegue la salvaguardia dell'attrattiva della nostra piazza finanziaria e pertanto degli impieghi nel settore bancario. Attualmente è difficile valutare la reazione dei clienti a un accordo fiscale tra la Svizzera e l'Italia, ma le indicazioni recenti fornite dagli accordi con la Germania, il Regno Unito e l'Austria non lasciano intravedere una massiccia fuga di clienti consecutiva alla firma di questi accordi.</p><p>3. La conclusione di accordi fiscali per la regolarizzazione del passato e la tassazione futura dei redditi da capitale detenuti in Svizzera da persone residenti all'estero fa parte della strategia del Consiglio federale a favore di una piazza finanziaria concorrenziale e conforme dal profilo fiscale. Il Consiglio federale considera i negoziati con l'Italia come un'importante tappa ai fini dell'attuazione rapida e coerente di questa strategia.</p><p>4. I negoziati in materia fiscale e finanziaria in corso con l'Italia riguardano diversi aspetti per i quali le cerchie economiche e politiche svizzere hanno più volte chiesto una soluzione. Una soluzione d'insieme per le questioni aperte con l'Italia è nell'interesse della piazza finanziaria ed economica svizzera e in particolare dei cantoni limitrofi.</p>  Risposta del Consiglio federale.