<h2>SubmittedText<h2><p>Gli organizzatori di manifestazioni culturali e sportive sollevano di continuo il problema della vendita di biglietti d'ingresso a prezzi maggiorati da parte di rivenditori professionisti o semi-professionisti non autorizzati che, servendosi di programmi informatici sofisticati, acquistano grandi quantità di biglietti per poi rivenderli a prezzi esorbitanti non appena si aprono ufficialmente le prevendite.</p><p>Dall'inizio del 2017 è soprattutto il sito di rivendita di biglietti Viagogo, con base a Ginevra, ad essere nel mirino delle critiche. Oltre a raddoppiare o addirittura triplicare i prezzi di rivendita rispetto a quelli ufficiali, è poco trasparente riguardo alle spese aggiuntive che addebita ai clienti dopo che hanno effettuato l'ordinazione, mettendoli così di fronte al fatto compiuto. Inoltre, Viagogo talvolta si spaccia per sito ufficiale di una determinata manifestazione o rivende biglietti sotto una falsa categoria. Queste pratiche hanno indotto la Fédération romande des consommateurs (FRC), a fine settembre, a sporgere querela contro Viagogo.</p><p>Lo scorso mese di aprile la FRC aveva già denunciato le pratiche di Viagogo alla Segreteria di Stato dell'economia (SECO), la quale aveva fatto sapere che avrebbe esaminato il dossier e informato sul seguito della procedura nei tempi previsti ("La Liberté", 5 maggio 2017). Finora, però, la SECO non si è pronunciata.</p><p>Il Consiglio federale ha sempre ritenuto che la legislazione vigente offrisse una protezione sufficiente contro le truffe nella rivendita di biglietti e che non spettasse alla Confederazione intervenire, se non a rischio di violare il principio della libera concorrenza. Il Consiglio federale si è espresso in tal senso in particolare nel suo parere del 19 giugno 2015 concernente il postulato 15.3387, "Sanzionare la vendita dei biglietti di eventi con prezzi eccessivi".</p><p>1. Visto il moltiplicarsi degli abusi in materia di rivendita di biglietti soprattutto da parte della piattaforma Viagogo che distorcono la concorrenza, il Consiglio federale è disposto a rivedere il suo parere del 19 giugno 2015?</p><p>2. Come intende rispondere la SECO alla denuncia della FRC del mese di aprile 2017 concernente le pratiche di Viagogo?</p><p>3. Il Consiglio federale ritiene che Viagogo rispetti il diritto vigente? In caso contrario, quali misure intende adottare?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Secondo la nuova versione della legge federale contro la concorrenza sleale (LCSl; RS 241), entrata in vigore il 1° aprile 2012, la Confederazione è autorizzata a intervenire qualora pratiche commerciali sleali ledano interessi pubblici (art. 10 cpv. 3 in combinato disposto con l'art. 9 cpv. 1 e 2). Gli strumenti d'intervento previsti sono l'azione civile o l'azione penale.</p><p>Il diritto della Confederazione di intentare un'azione è conferito alla SECO (art. 1 dell'ordinanza concernente il diritto di azione della Confederazione nel quadro della legge contro la concorrenza sleale; RS 241.3). Fatta questa premessa, il Consiglio federale risponde come segue alle domande poste:</p><p>1. Rispondendo all'interpellanza Fässler Hildegard 10.3078, "Mercato grigio per i biglietti di concerti ed eventi sportivi", alla mozione Frehner 14.3478, "Vietare la rivendita di biglietti a prezzo maggiorato", e al postulato Feller 15.3397, "Sanzionare la vendita dei biglietti di eventi con prezzi eccessivi", il Consiglio federale ha spiegato che il diritto vigente offre una certa protezione contro gli abusi e le truffe legati alla rivendita dei biglietti. In caso di abusi gravi si possono tra l'altro applicare gli strumenti d'intervento della Confederazione, rispettivamente della SECO, menzionati sopra. Per difendersi dagli abusi gli organizzatori possono adottare misure di tipo organizzativo ma anche intentare azioni civili o penali. Il Consiglio federale è tuttora dell'avviso che prima di emanare altre disposizioni legali si debbano sfruttare le possibilità offerte dalla legislazione vigente.</p><p>2./3. Il 21 settembre 2017 la SECO ha intentato un'azione civile a nome della Confederazione Svizzera contro la società Viagogo SA davanti al Tribunale commerciale del Cantone di Zurigo, al fine di rendere il sito internet di questo rivenditore di biglietti più trasparente per i clienti di tutto il mondo. Negli ultimi due anni, oltre alla denuncia della Fédération romande des consommateurs, la SECO ha ricevuto più di 260 reclami concernenti diverse pratiche commerciali di Viagogo, molti dei quali dall'estero. Con quest'azione civile la SECO chiede in particolare che Viagogo indichi sistematicamente sul suo sito internet il prezzo effettivo da pagare, cioè il prezzo finale, inclusa l'IVA e gli altri supplementi non facoltativi come le spese amministrative e di spedizione. Dovrà anche precisare a chiare lettere che si tratta di una piattaforma di rivendita di biglietti. È stato inoltre chiesto di vietare a Viagogo di esercitare pressioni artificiose sugli interessati e di utilizzare espressioni ingannevoli. Una volta stabilita la litispendenza, il 3 ottobre 2017 la SECO ha informato il pubblico della sua azione.</p>  Risposta del Consiglio federale.