<h2>SubmittedText<h2><p>La sesta Conferenza ministeriale dell'OMC avrà luogo dal 13 al 18 dicembre 2005 a Hong Kong. I negoziati saranno incentrati sulla liberalizzazione del settore dei servizi e, in particolare, sulla liberalizzazione dei servizi finanziari. La Svizzera, nell'interesse del suo settore finanziario, incoraggia caldamente la liberalizzazione del commercio dei servizi, e questo soprattutto per migliorare l'accesso al mercato delle grandi banche elvetiche.</p><p>1. In che misura le esigenze della liberalizzazione sono compatibili con i principi della politica dello sviluppo?</p><p>2. Esistono studi che contemplino, Paese Per paese, il ruolo e l'influenza delle grandi banche straniere nei Paesi in via di sviluppo?</p><p>3. La liberalizzazione del settore bancario nei Paesi in via di sviluppo deve necessariamente comportare un rafforzamento del settore finanziario?</p><p>4.  Nei Paesi in via di sviluppo, che impatto ha per le banche locali la concorrenza delle grandi banche?</p><p>5. Quali conseguenze ha, sulle offerte di finanziamento - in particolar modo per le piccole imprese, la popolazione rurale e le donne - la presenza delle grandi banche estere?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>I negoziati condotti nel quadro dell'accordo generale sul commercio dei servizi (Gatt; RS 0.632.20) sono di grande importanza non solo per lo sviluppo del commercio e dell'economia a livello mondiale, ma anche per l'economia svizzera. Ed è proprio quello finanziario uno dei settori nei quali la Svizzera possiede maggiore competitività su scala internazionale. Per sostenere il suo benessere economico grazie alle esportazioni è sottinteso che la Svizzera debba puntare soprattutto sui suoi settori di maggiore competitività. Nel quadro dei negoziati in corso all'OMC la Svizzera continuerà dunque a occuparsi principalmente del settore finanziario. A questo riguardo, volendo ottenere la maggiore sicurezza giuridica possibile in merito ad un accesso al mercato non discriminatorio, la Svizzera si concentrerà sulle attività finanziarie e sui mercati di particolare pertinenza per le sue esportazioni.</p><p>1. I negoziati Gatt sono condotti su base bilaterale con ogni partner. Gli interessi reciproci delle due parti vengono dunque discussi approfonditamente dalle stesse, permettendo così di tenere conto delle politiche e dei programmi di sviluppo in corso di svolgimento. Gli articoli IV e XIX del Gatt prevedono entrambi un trattamento particolare per i Paesi in via di sviluppo, in modo da tener conto della loro situazione. Nel 2002, con un capitale di 1,5 milioni di franchi, la Svizzera ha preso parte alla creazione di un fondo multilaterale dell'ammontare di circa 30 milioni di franchi, il cui scopo è quello di rafforzare la capacità dei Paesi più poveri di partecipare ai negoziati dell'OMC. Un settore finanziario moderno e diversificato è determinante per il buon funzionamento di tutti i rami economici, e la liberalizzazione è sicuramente utile allo sviluppo.</p><p>2. Il Gatt prevede che le valutazioni del commercio dei servizi debbano svolgersi nel quadro della negoziazione. Partendo da questo presupposto sono stati effettuati numerosi studi sia da parte dei governi, sia da parte delle organizzazioni internazionali.</p><p>3. Ogni membro ha facoltà di decidere quale strategia perseguire per consolidare il settore finanziario e in che misura lo considera uno scopo da raggiungere attraverso la liberalizzazione del commercio dei servizi. Simile liberalizzazione può cosí condurre a un consolidamento, scopo che si è prefissato la maggior parte dei Paesi. Numerosi studi d'impatto sono giunti alla conclusione che la cooperazione fra banche estere e istituzioni finanziarie locali permette di rafforzare e migliorare il settore finanziario dei Paesi in via di sviluppo. La storia recente ha mostrato al contrario che i Paesi con legislazione restrittiva e meno aperti al commercio in generale son riusciti male a modernizzare il settore finanziario e a diventare concorrenti.</p><p>4. Negli ultimi dieci anni i progressi tecnologici nel settore finanziario hanno contribuito allo sviluppo di una vasta diversificazione nell'offerta dei servizi finanziari e di una maggiore concorrenza, soprattutto all'interno dei mercati più sviluppati. In generale, un isolamento del settore finanziario frena l'accesso dei Paesi in via di sviluppo alle nuove tecnologie in questione, meno costose e più efficaci. Molto spesso, grazie alla liberalizzazione di un settore della loro economia, i Paesi in via di sviluppo beneficiano di un importante trasferimento di tecnologia e di saper fare. E questo è altrettanto vero per il settore bancario. Inoltre, una maggiore concorrenza è auspicabile anche dal punto di vista di una politica di crescita.</p><p>5. Il modo di fare della Svizzera è di concentrarsi su di un ristretto numero di attività importanti per l'esportazione. I risultati degli studi d'impatto sopracitati indicano che la presenza di banche estere contribuisce ad aumentare le offerte di finanziamento. La concessione di finanziamenti alle piccole imprese ha permesso la loro inclusione nel sistema bancario ufficiale migliorando così la governabilità di quest'ultimo settore. Anche se indiretto, il contributo delle banche estere nella lotta contro la povertà è significativo. Nel quadro della cooperazione allo sviluppo vengono realizzati sforzi nell'intento di raggiungere i gruppi della popolazione relegati ai margini (prodotti finanziari specifici nel settore agricolo, programmi di sostegno all'imprenditoria femminile).</p><p>Nel 2002 il Consiglio federale ha creato una task force diretta dal SECO che si occupa del commercio e dello sviluppo. In questo modo la voce dei Paesi in via di sviluppo è presa in considerazione dalla politica economica estera della Svizzera.</p>  Risposta del Consiglio federale.