<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1.- L'economia svizzera è tradizionalmente orientata verso il mercato mondiale. Ciò vale non soltanto per la quota legata alle esportazioni, ma anche per i suoi investimenti diretti in quasi tutti i Paesi del mondo. Un Paese come la Svizzera, in cui i settori che creano maggiormente valore aggiunto vendono sul posto soltanto una minima parte dei loro prodotti, è potenzialmente uno dei principali beneficiari del processo di globalizzazione. Inversamente, è chiaro che a causa dell'accelerazione dei mutamenti strutturali, i datori di lavoro, ma anche i lavoratori sono confrontati con maggiori esigenze. Siccome non tutti i cittadini avranno lo stesso successo in questo processo di adattamento, riveste una particolare importanza ridurre al minimo i costi sociali che ne derivano. Solo così si potrà ottenere la fiducia della popolazione nei cambiamenti strutturali indispensabili per lo sviluppo della nostra economia. A lungo termine infatti come dimostrano studi scientifici, non sono tanto i mutamenti strutturali a mettere in pericolo i posti di lavoro, bensì il tentativo di impedire o ritardare tale evoluzione. </p><p></p><p>2.- Il ruolo della Svizzera quale piazza finanziaria internazionale dipende da diversi fattori. La recente fusione dei due grandi istituti bancari è soltanto uno dei tanti. Il Consiglio federale è convinto che un processo di ristrutturazione nel settore bancario svizzero fosse divenuto indispensabile indipendentemente da questa fusione. Le conseguenze a lungo termine della fusione non si possono ancora valutare. Proprio nell'ottica delle grandi fusioni recenti in Svizzera (in primo luogo Novartis e ABB) è chiaro che gli effetti devono sempre essere valutati in una prospettiva dinamica. L'analisi economica dimostra tuttavia come in passato i mutamenti strutturali abbiano sempre prodotto un numero di posti di lavoro maggiore rispetto agli impieghi che sono stati soppressi.</p><p></p><p>In considerazione della concentrazione del potenziale delle grandi banche svizzere e dei nuovi rischi che ne derivano, occorre verificare in quale misura la legislazione vigente e l'organizzazione della vigilanza bancaria sono in grado di soddisfare tali esigenze.</p><p></p><p>3.- È praticamente impossibile valutare l'ammontare delle perdite di introiti fiscali provocati dai costi di ristrutturazione stimati a circa 7 miliardi di franchi. Non si può tuttavia escludere che questi costi si potrebbero ripartire su più anni. Va pure tenuto conto del fatto che parte dei costi produrranno i loro effetti all'estero, ciò che in linea di principio non diminuirebbe le entrate fiscali in Svizzera. Inoltre, i costi di un'impresa giustificati dall'uso commerciale devono essere accettati dal fisco. Va inoltre sottolineato che per i beneficiari delle prestazioni i costi di ristrutturazione rappresentano di regola delle entrate imponibili. Nella misura in cui si renderanno necessari investimenti in Svizzera verrà tendenzialmente diminuita la perdita di posti di lavoro e di entrate fiscali. </p><p></p><p>4.- Sulla base delle indicazioni di cui dispone il Consiglio federale si può affermare che entrambe le banche fusionanti intendono ridurre al minimo le situazioni finanziarie difficili. Le banche hanno chiaramente manifestato la loro intenzione di negoziare un piano sociale che va ben oltre le esigenze imposte dalle disposizioni legali in vigore. Le trattative fra i partner sociali sono in corso e dovrebbero concludersi entro fine gennaio. Grazie al piano sociale, le persone licenziate dovrebbero disporre del tempo sufficiente per trovare una nuova sistemazione senza essere a carico, durante questo periodo di ricerca, dell'assicurazione contro la disoccupazione. Va sottolineato come anche in occasione della fusione fra Sandoz e Ciba-Geigy l'assicurazione contro la disoccupazione non sia stata messa a contributo.</p><p></p><p>In considerazione del piano sociale proposto spontaneamente dalle due banche, il Consiglio federale non vede alcun motivo per formulare ulteriori richieste. Inoltre, le Camere federali nel trattare il postulato Tschopp (97.3635) "Imposizione del plusvalore in capitale realizzato a scapito dell'impiego in caso di fusioni", avranno l'opportunità di esaminare la questione se le soppressioni di impieghi dovute alla fusione debbano essere compensate con un contributo straordinario a favore dell'assicurazione contro la disoccupazione.</p>  Risposta del Consiglio federale.