<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di creare quanto prima i presupposti affinché l'interoperabilità (art. 21a della legge sulle telecomunicazioni) sia garantita anche a livello di servizi a valore aggiunto mobili e la libertà di commercio e d'industria non riguardi più solo i servizi a valore aggiunto su rete fissa bensì anche quelli proposti agli utenti mobili.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il concetto di interoperabilità si riferisce alla possibilità per tutti gli utenti di un servizio di telecomunicazione di comunicare reciprocamente, ovvero la possibilità di interazione tra clienti di operatori differenti. Oggigiorno l'obbligo di interoperabilità riguarda esclusivamente le prestazioni del servizio universale, di cui i servizi a valore aggiunto non fanno parte.</p><p>In virtù dell'articolo 21a capoverso 2 LTC, il Consiglio federale può tuttavia estendere quest'obbligo ad altri servizi, purché siano accessibili al pubblico e rispondano a un bisogno diffuso. Il riferimento è innanzitutto ai normali SMS, anche se l'interoperabilità di questi servizi è ormai garantita dal mercato e quindi non si impone più l'applicazione di questa disposizione. Oggi i servizi di SMS e MMS a valore aggiunto - pur sottoposti a restrizioni che rispondono a motivi d'interesse generale (tutela dei giovani, disposizioni sull'indicazione dei prezzi) - sono accessibili allo stesso numero presso tutti gli operatori. L'UFCOM ha inoltre delegato agli operatori di rete mobile l'attività di attribuzione e gestione dei numeri brevi cui fanno capo i servizi di SMS e MMS. Essi sono tenuti a predisporre procedure trasparenti e non discriminatorie in linea con quelle proposte dagli altri operatori preposti all'attribuzione di numeri brevi per servizi a valore aggiunto. Un obbligo di questo tipo mira non da ultimo a garantire l'accesso ai servizi a valore aggiunto attraverso un numero unico a prescindere dall'operatore utilizzato.</p><p>Attualmente l'interoperabilità di questi servizi, auspicata dall'autore della mozione, esiste già; l'introduzione di un relativo obbligo legale non avrebbe quindi nessuna utilità pratica. Gli inconvenienti per i fornitori di servizi a valore aggiunto e i consumatori preventivati dall'autore della mozione non sono determinati dall'assenza di un obbligo di interoperabilità, bensì piuttosto da aspetti legati alla legislazione sulla concorrenza, come ad esempio la questione dell'indennizzo degli operatori di telefonia mobile. Non risulta nemmeno chiaro come l'istituzione di un obbligo di interoperabilità per i servizi mobili a valore aggiunto possa permettere un'attuazione coordinata delle prescrizioni a tutela della gioventù o un'interpretazione più uniforme dei vincoli regolatori; in ultima analisi, infatti, il rispetto delle disposizioni legali incombe a ogni singolo operatore.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.