<h2>SubmittedText<h2><p>Per anni i revisori della KPMG hanno fallito nel loro lavoro. Non sono evidentemente stati in grado di identificare irregolarità contabili che sarebbero saltate agli occhi di qualunque apprendista contabile. </p><p>Nella sessione primaverile e in quella estiva ho posto al Consiglio federale domande sulle attività di Auto postale SA nel Principato del Liechtenstein. Le risposte sono state vaghe, insoddisfacenti oppure sono mancate del tutto. </p><p>A pagina 155 del rapporto d'inchiesta Kellerhals Carrard, pubblicato all'inizio di giugno 2018, al capitolo intitolato "Geldflüsse zu Car postal France SAS" (flussi finanziari verso Car postal France SAS), a caratteri molto piccoli è scritto che, nel caso del Liechtenstein, in base ai saldi 2006-2011 del conto corrente si può dedurre che vi è stato un flusso di circa 17 milioni di franchi verso il Principato. </p><p>Domande - Blocco 1: </p><p>1. Come giudica il Consiglio federale l'operato fallimentare dei revisori nel caso della Francia e del Liechtenstein?</p><p>2. I revisori sono semplicemente incapaci oppure bisogna ipotizzare, per esempio, che siano in gioco anche fenomeni di corruzione?</p><p>3. La KPMG sarà chiamata a rispondere dei danni?</p><p>4. Dal 30 giugno 2006 al 31 dicembre 2011 sono transitati verso il Liechtenstein circa 17 milioni di franchi. Qual è l'importo complessivo della truffa che i contribuenti svizzeri hanno dovuto subire dal 2001 a causa dell'avventura di Auto postale SA in Liechtenstein? (Si prega di indicare l'importo relativo a ciascun anno)</p><p>5. Quando è stata effettuata l'ultima registrazione contabile dubbia?</p><p>6. Che cosa fa il Consiglio federale per evitare che simili macchinazioni truffaldine si ripetano anche in futuro?</p><p>7. In quale misura il comportamento illegale di Auto postale SA danneggia le buone relazioni fra la Svizzera e il Principato del Liechtenstein?</p><p>Blocco 2 (domande già poste alle quali non è stata data una risposta soddisfacente): </p><p>Nel tardo pomeriggio dell'11 giugno 2018, il Consiglio federale ha risposto alla mia domanda 18.5355; "Postauto Schweiz AG. Quersubventionen, Verluste und 'kreative' Buchhaltung auch im Fürstentum Liechtenstein?" - "Auto postale Svizzera SA. Sovvenzioni trasversali, perdite e contabilità 'creativa' anche nel Principato del Liechtenstein?". Nella sua risposta, il Consiglio federale si mostrava del tutto ignaro dei trasferimenti illeciti di capitale verso il Liechtenstein, sebbene il rapporto d'indagine Kellerhals Garrard e le perizie degli esperti fossero già stati resi pubblici alcune ore prima. </p><p>Come risponde il Consiglio federale alle seguenti domande, alla luce di quanto ad oggi noto?</p><p>1. Sono stati utilizzati dei trucchi contabili?</p><p>2. In caso affermativo, quali?</p><p>3. Come sono state compensate eventuali perdite?</p><p>4. Auto postale SA parteciperà nuovamente alla prossima gara d'appalto, cercando di prevalere sui concorrenti privati e locali? </p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'Autorità federale di sorveglianza dei revisori (ASR) sta attualmente svolgendo degli accertamenti presso la KPMG AG in relazione alle irregolarità rilevate presso Auto postale Svizzera SA. Se dovesse emergere che vi sono state carenze nell'attività di revisione, l'ASR potrebbe adottare, nel quadro di una verifica formale, provvedimenti ai sensi della legge sui revisori (LSR; RS 221.302).</p><p>Il Consiglio federale ha deciso di rinominare per l'esercizio 2018 la KPMG AG quale organo di revisione della Posta. Successivamente, per garantire un nuovo inizio la collaborazione con la KPMG AG non sarà più portata avanti. Nell'estate del 2018 la Posta avvierà la procedura per la messa a concorso del mandato di revisione per l'esercizio 2019.</p><p>Dal rapporto d'inchiesta di Kellerhals Carrard del 31 maggio 2018 e dagli accertamenti approfonditi svolti successivamente dalla Posta su tale base è emerso che dal 2007 al 2012 sono stati effettuati trasferimenti mascherati di utili fra l'allora Auto postale Svizzera SA e la casa madre Posta. Questi trasferimenti illeciti di utili per un importo complessivo di 67 milioni di franchi sono stati effettuati sotto forma di pagamenti per diritti di licenza (pagamenti a favore della casa madre per l'utilizzo del marchio "Auto postale") e sono stati utilizzati volutamente da Auto postale come strumento per mettere al sicuro gli utili. Per ulteriori spiegazioni a questo riguardo si rimanda al comunicato stampa della Posta del 3 luglio 2018 ("Situazione finanziaria delle società estere di Auto postale rappresentata in modo incompleto").</p><p>Secondo quanto afferma la Posta, l'importo di 16,6 milioni di franchi indicato nel rapporto Kellerhals Carrard si riferisce a un prestito concesso da Auto postale a Postauto Liechtenstein e destinato al finanziamento dei 39 autobus in servizio nel Principato del Liechtenstein. Il prestito è rimunerato alle condizioni di mercato e ammortizzato per un importo annuo di 1,8 milioni di franchi.</p><p>Il Consiglio federale è consapevole del fatto che la fiducia nel servizio pubblico ha subito un duro colpo a causa delle irregolarità riscontrate presso Auto postale. Occorre però anche rilevare che, fondamentalmente, le strutture del governo d'impresa hanno funzionato e che il comportamento illecito di Auto postale è stato scoperto. In considerazione di quanto avvenuto negli ultimi mesi (caso Auto postale, ciberspionaggio contro la RUAG, furto di dati personali a Swisscom), il Consiglio federale ha inoltre deciso di far eseguire una verifica esterna sul governo d'impresa (corporate governance) delle aziende parastatali entro il 2018. Inoltre, il DATEC ha deciso di commissionare un audit sulle verifiche svolte dall'UFT in materia di diritto dei sussidi, sulla loro portata, sulla metodologia seguita e sulle risorse necessarie.</p><p>Il Consiglio federale non ha elementi per affermare che le irregolarità commesse da Auto postale Svizzera SA e le carenti informazioni in merito alla redditività conseguita nel Liechtenstein possano influire sulle relazioni fra la Svizzera e il Principato del Liechtenstein.</p>  Risposta del Consiglio federale.