<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di effettuare un'analisi globale delle modalità di copertura sociale dei lavoratori indipendenti (indipendenti che lavorano da soli, datori di lavoro, coniugi, persone equiparate ai datori di lavoro ecc.). Occorre in particolare individuare le lacune, soprattutto in situazioni di crisi, e proporre misure adeguate concertandole con le parti sociali.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale si è espresso a più riprese su questioni relative alla copertura sociale delle categorie di persone in oggetto, ad esempio in occasione dell'interpellanza Grossen 20.3811 "Lezioni da imparare dal coronavirus in relazione all'AD", della mozione CSSS-N 20.3454 "Modifica della legge sull'assicurazione contro la disoccupazione", e della mozione CSSS-N 20.3466 "Proseguire nel versamento delle indennità per lavoro ridotto".</p><p>Le persone considerate come lavoratori indipendenti dal punto di vista del diritto delle assicurazioni sociali non versano contributi all'AD e non possono essere assicurate contro la disoccupazione. La questione di un'assicurazione contro la disoccupazione per i lavoratori indipendenti è stata recentemente discussa ed esaminata in modo approfondito nell'ambito dell'ultima revisione della legge sull'assicurazione contro la disoccupazione (LADI). Per ragioni di natura attuariale ed economica, la Confederazione ha deciso di respingere questa possibilità, ritenendo notevole il rischio di abusi e difficile l'attuazione della normativa.</p><p>Per contro, tutte le persone che esercitano un'attività lucrativa dipendente secondo la legislazione sull'AVS (ovvero che hanno uno statuto di dipendenti) sono assicurate obbligatoriamente all'AD. Tra queste rientrano anche le cosiddette persone in posizione assimilabile a quella di un datore di lavoro, che percepiscono un salario nella propria ditta. Per loro non è esclusa a priori la possibilità di beneficiare di prestazioni dell'AD. A tal fine, è necessario che la persona in questione lasci l'impresa o abbandoni definitivamente la sua posizione di impiegata in posizione assimilabile a quella di un datore di lavoro.</p><p>Essendo uno strumento dell'AD, l'indennità per lavoro ridotto non persegue lo scopo di garantire la sussistenza dell'impresa oppure la copertura di diminuzioni della cifra d'affari o perdite aziendali, bensì quello di mantenere posti di lavoro. Per le persone in posizione assimilabile a quella di un datore di lavoro nonché per i loro coniugi o partner registrati, che in generale occupano posizioni dirigenziali e decidono in merito al proprio grado di occupazione, il rischio di perdere il posto è molto basso. Inoltre, contrariamente ai lavoratori indipendenti, le persone in posizione assimilabile a quella di un datore di lavoro in una società di capitali dispongono spesso di ulteriori redditi sotto forma di dividendi derivanti dalla partecipazione al capitale.</p><p>Dall'inizio della crisi del coronavirus, il Consiglio federale ha adottato misure ampie, ma chiaramente delimitate nel tempo, volte ad attenuare l'impatto economico per le categorie di persone oggetto del postulato. L'obiettivo di queste misure era di garantire l'aiuto necessario rapidamente e senza formalità burocratiche. L'Esecutivo riteneva e continua a ritenere adeguate queste misure straordinarie, data la situazione altrettanto straordinaria. In questo modo è stato possibile ridurre il rischio di abusi. In vista della normalizzazione dell'attività economica, sarà importante ridare maggior peso agli incentivi al lavoro e tornare alle regolamentazioni che si sono dimostrate valide. Il Consiglio federale non ritiene pertanto necessaria alcuna analisi ulteriore.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.