<h2>SubmittedText<h2><p>A seguito di alcune imprudenti dichiarazioni sul conflitto in Medio Oriente, il presidente della Confederazione ha dovuto ricordare al Consiglio federale e al ministro degli esteri Ignazio Cassis la posizione ufficiale della Svizzera neutrale e ridimensionare tali affermazioni con il coinvolgimento di tutto il Consiglio federale. </p><p>Di recente il consigliere federale Cassis ha rilasciato un'intervista in cui ha detto che nei negoziati per un accordo istituzionale con l'UE sarebbe disposto a fare concessioni sulla questione delle misure di accompagnamento. Questa dichiarazione rischia di superare i limiti fissati pubblicamente dal Consiglio federale. Nel mandato negoziale definito il 2 marzo (cfr. comunicato stampa del 5 marzo), il Consiglio federale ha infatti stabilito che la Svizzera vuole poter mantenere tutte le misure di accompagnamento all'Accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC). </p><p>1. La richiesta di un mantenimento di tutte le misure di accompagnamento decisa il 2 marzo 2018 non era dunque da intendersi come una linea rossa, diversamente da quanto comunicato? Se sì: perché è stata data questa impressione sbagliata e non sono state apportate le necessarie modifiche ai relativi rapporti? Se questo non fosse il caso: il Consiglio federale ha nel frattempo adeguato o mitigato il mandato negoziale?</p><p>2. Se il mandato negoziale è stato modificato: perché l'opinione pubblica e il Parlamento non sono stati informati di questo importante sviluppo politico? Se questo non fosse il caso: che cosa pensa il Consiglio federale del fatto che il ministro degli esteri agisce al di fuori del mandato negoziale? </p><p>3. Il Consiglio federale ritiene che un eventuale accordo di cooperazione istituzionale possa ottenere la maggioranza politica se si indebolissero le misure di accompagnamento volte a tutelare i lavoratori in Svizzera e a contrastare la concorrenza straniera nei settori dei servizi e dell'industria?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il 2 marzo 2018 il Consiglio federale ha deciso di precisare il mandato negoziale del 18 dicembre 2013 sulle questioni istituzionali. In tal modo ha creato, in particolare, i presupposti per un'intesa con l'UE in merito alla composizione delle controversie sulla base di una soluzione indipendente e arbitrale. Le Commissioni della politica estera del Parlamento e i Cantoni sono stati informati delle precisazioni apportate al mandato negoziale.</p><p>1.-3. Le misure di accompagnamento servono a proteggere i lavoratori dal dumping salariale nonché dalle violazioni delle condizioni di lavoro usuali in Svizzera e mirano a garantire condizioni eque di concorrenza per le imprese nazionali e straniere. Il Consiglio federale intende mantenere integralmente l'attuale livello di protezione anche dopo la conclusione di un accordo istituzionale con l'UE. La posizione del Consiglio federale relativa alle misure di accompagnamento concernenti l'Accordo sulla libera circolazione delle persone è rimasta invariata dopo la decisione del 2 marzo 2018. Il Consiglio federale farà il punto sui negoziati non appena si giungerà a un risultato nell'ambito di questi ultimi.</p>  Risposta del Consiglio federale.