<h2>SubmittedText<h2><p>L'importante decisione del Consiglio federale di porre fine ai negoziati su un accordo quadro istituzionale con l'UE solleva in particolare i seguenti quesiti:</p><p>1. Il Consiglio federale condivide la valutazione secondo cui, malgrado l'"esame autonomo della legislazione svizzera per stabilizzare gli accordi bilaterali", senza un quadro istituzionale non sarà possibile arrestare l'erosione degli attuali accordi bilaterali né concludere nuovi accordi?</p><p>a. In caso affermativo, qual è il piano concreto del Consiglio federale per una regolamentazione istituzionale con l'UE, affinché la Svizzera possa concludere quanto prima nuovi accordi di cooperazione e di accesso al mercato con l'UE e aggiornare gli accordi esistenti, ad esempio in materia di elettricità, sanità, ricerca e formazione?</p><p>b. In caso negativo, come giunge a tale conclusione se esso stesso afferma che, in varie occasioni, l'UE ha dichiarato di "non essere disposta a concludere nuovi accordi, e in particolare accordi di accesso al mercato, in mancanza di un accordo istituzionale"?</p><p>2. Il Consiglio federale condivide la valutazione secondo cui, oltre all'accordo quadro istituzionale, l'adesione al SEE e l'adesione all'UE sono le uniche opzioni che consentiranno alla Svizzera di integrarsi nel mercato interno dell'UE su un piano di parità e senza discriminazioni?</p><p>a. In caso affermativo, come giudica tali possibilità e quali di queste strade intende intraprendere? Se non intende seguire nessuna di tali strade, ha messo in conto un progressivo disaccoppiamento della Svizzera dal mercato interno dell'UE?</p><p>b. In caso negativo, quali altre opzioni vede il Consiglio federale per concludere nuovi accordi di accesso al mercato e aggiornare gli accordi esistenti e come le giustifica? Come giudica tali opzioni alla luce del fatto che il principio del "level playing field", cioè la parità di diritti e doveri per tutti gli Stati interessati, è centrale per l'UE in relazione alle quattro libertà fondamentali del mercato interno e pertanto deve essere soddisfatto anche in Svizzera?</p><p>3. Dopo la conclusione dell'accordo quadro, il Consiglio federale lo aveva definito "in ampia misura corrispondente agli interessi della Svizzera". La decisione di rifiutare l'accordo quadro è quindi in ampia misura contraria agli interessi della Svizzera? In caso negativo, quali elementi materiali sono cambiati dalla valutazione del Consiglio federale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Ad 1, 2 e 3. Contestualmente alla decisione di porre fine ai negoziati relativi all'Accordo istituzionale, il Consiglio federale ha ribadito il proprio interesse per la prosecuzione della collaudata via bilaterale con l'UE. Alla luce del comprovato interesse di ambedue le parti a un'ampia collaborazione tematica, il Consiglio federale ritiene che la Svizzera e l'UE debbano continuare ad applicare pienamente gli accordi bilaterali esistenti e aggiornarli laddove si registrino sviluppi rilevanti del diritto comunitario. Allo stesso modo, auspica la prosecuzione delle cooperazioni tra la Svizzera e l'UE. La Svizzera non vede motivo di essere penalizzata rispetto ad altri Stati terzi per quanto concerne la partecipazione ai programmi dell'UE o i riconoscimenti dell'equivalenza. Anche senza accordo istituzionale, la Svizzera rimane infatti un partner serio e affidabile dell'UE e dei suoi Stati membri.</p><p>Con l'obiettivo di continuare a seguire la via bilaterale e stabilizzare la cooperazione Svizzera UE a seguito della mancata conclusione dell'Accordo istituzionale, il 26 maggio 2021 il Consiglio federale ha disposto diverse misure, assicurando di adoperarsi affinché il Parlamento sblocchi al più presto il secondo contributo svizzero ad alcuni Stati membri dell'UE e si giunga in tempi brevi a una finalizzazione dell'apposito memorandum d'intesa (MoU) con l'UE. L'Esecutivo propone inoltre all'UE di avviare un dialogo politico strutturato allo scopo di definire e attuare un'agenda condivisa sulla futura collaborazione, nell'interesse di entrambe le parti. Il dialogo potrà assumere forme diverse e svolgersi per esempio a livello ministeriale. Il Consiglio federale sta vagliando anche la possibilità di ridurre autonomamente le discrepanze tra la legislazione svizzera e il diritto dell'UE, sempre che ciò sia nell'interesse del nostro Paese. La Svizzera ha un interesse ad adottare norme equivalenti a quelle dei nostri principali partner commerciali. Già prima di concludere gli accordi bilaterali, ha perciò uniformato le proprie normative a quelle dell'UE in numerosi campi. Il Consiglio federale intende proseguire su questa strada e assicurare nella misura del possibile l'omogeneità delle rispettive regolamentazioni.</p><p>Il Consiglio federale è consapevole del fatto che la mancata conclusione dell'Accordo istituzionale comporta anche svantaggi e li ha anche esposti nel suo rapporto del 26 maggio 2021 riguardante i negoziati per un accordo quadro istituzionale (n. 3.5). Per esempio, l'UE ha ribadito a più riprese che nel contesto attuale senza un accordo istituzionale non intende più concludere nuovi accordi di accesso al mercato. Mentre l'aggiornamento del capitolo dell'MRA relativo ai dispositivi medici e quello dell'Accordo agricolo (tra cui l'Allegato veterinario) sono bloccati, gli accordi bilaterali sul trasporto aereo e sui trasporti terresti, invece, continueranno per ora a essere in linea di massima aggiornati. Vengono portati avanti anche i lavori preliminari per l'aggiornamento dell'allegato III ALC (reciproco riconoscimento delle qualifiche professionali). Il Consiglio federale ritiene controproducente che si crei una dinamica negativa dovuta a dossier bloccati da collegamenti politici non pertinenti, motivo per il quale occorre evitare simili collegamenti.</p><p>In effetti soltanto l'adesione al SEE o all'UE garantirebbero la completa integrazione nel mercato interno dell'UE su un piano di parità. L'obiettivo a lungo termine della Svizzera nell'ambito della politica europea è tuttavia assicurare una partecipazione più ampia possibile al mercato comune in settori selezionati e cooperare con l'UE in altri settori di interesse comune, pur conservando la massima autonomia politica possibile. La via bilaterale si è dimostrata un collaudato approccio su misura che deve essere portato avanti.</p><p>La decisione di non concludere l'Accordo istituzionale è in questo senso il risultato di una ponderazione degli interessi ad ampio respiro nella quale la partecipazione settoriale al mercato interno europeo era un aspetto. Per la decisione è stato però determinante alla fine il fatto che l'UE non avesse garantito alla Svizzera le necessarie eccezioni al principio del recepimento dinamico del diritto europeo per quanto riguarda la protezione dei salari e la direttiva sulla libera circolazione dei cittadini UE. Sin dall'inizio la Svizzera ha definito questi settori come "linee rosse", che sono state confermate nelle consultazioni interne in quanto interessi essenziali.</p><p>In che misura la mancata conclusione dell'Accordo istituzionale porterà effettivamente al temuto deterioramento dell'accesso al mercato dipenderà principalmente anche dal futuro comportamento dell'UE.</p>  Risposta del Consiglio federale.