<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p></p><p></p><p>ad domande 1 e 2</p><p></p><p></p><p></p><p>Da anni il Consiglio federale segue costantemente e con attenzione, attraverso un ampio e diversificato ventaglio di fonti d'informazione, la situazione nel Kosovo. In tale ambito non ha mai descritto la situazione generale nel Kosovo smorzandone i toni o presentandola come inoffensiva, ha bensì sin dall'inizio e ripetutamente stigmatizzato la brutalità e l'inadeguatezza delle azioni delle forze di sicurezza serbe. Decisiva ai fini della valutazione del carattere generalizzato della violenza, e pertanto rilevante per la procedura d'asilo, è tuttavia l'estensione geografica della zona di conflitto. Le regioni del Kosovo in cui si sono verificati, e si verificano tuttora, atti di violenza tra forze di sicurezza serbe e il movimento di liberazione degli albanesi del Kosovo UCK, sono tuttavia sinora rimaste circoscritte e coprono all'incirca il 20  30 per cento del territorio del Kosovo. Il Consiglio federale parte tuttavia dal principio che sussista un considerevole rischio di un ulteriore acuirsi del conflitto.</p><p></p><p></p><p></p><p>Il 12 giugno 1998, il capo del DFGP ha perciò deciso di prorogare sino alla fine del mese di luglio 1998 i termini di partenza per i richiedenti l'asilo respinti provenienti dalla provincia del Kosovo. La decisione è stata presa sulla base della valutazione che sussista un rischio considerevole di un ulteriore acuirsi del conflitto. Tale valutazione è condivisa dai Paesi a noi vicini e dalla NATO. Mediante la proroga dei termini di partenza si tiene conto di possibili pericoli cui sarebbero esposte persone soggette ad obbligo di partenza provenienti da detta provincia. La proroga del termine non coinvolge le persone che in Svizzera si sono rese colpevoli di reati. </p><p></p><p></p><p></p><p>ad domande 3, 4 e 5</p><p></p><p></p><p></p><p>Nell'ambito della procedura d'asilo, l'UFR e la Commissione di ricorso in materia d'asilo esaminano accuratamente, caso per caso, la qualità di rifugiato nonché l'ammissibilità, la ragionevolezza e la possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento. In tale contesto si tiene conto in modo costante degli sviluppi della situazione nel Kosovo. Nonostante questultima sia estremamente preoccupante, continua tuttavia a non presentare le caratteristiche di una situazione di violenza generalizzata, ragione per cui non è momentaneamente possibile decretare un'ammissione provvisoria collettiva  così come definita nella legge sull'asilo. </p><p></p><p>Il Consiglio federale sostiene tutti gli sforzi che possono portare all'assistenza dei rifugiati nelle vicinanze della loro Patria e consentono di evitare la continuazione del viaggio verso Paesi lontani. Fintanto che sarà possibile perseguire e porre in atto soluzioni regionali, non s'impone un'operazione d'accoglienza, la quale presuppone inoltre l'entrata in vigore di una procedura europea di ridistribuzione degli oneri, con la quale andrebbe garantito che tutti gli Stati partecipino a un'operazione di accoglienza. Quanto alla realizzazione di soluzioni regionali, l'aiuto all'Albania è attualmente in primo piano.</p>  Risposta del Consiglio federale.