<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di modificare la legge federale del 14 dicembre 1990 sull'imposta federale diretta (LIFD) in modo da abolire le imposte federali sul reddito e sul capitale delle aziende.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Le società di capitali e le cooperative devono pagare un'imposta federale diretta sugli utili pari al 8,5 per cento. Ai cantoni spetta il 30 per cento degli importi da loro incassati a titolo di imposta federale diretta. Dal 1° gennaio 1998, a livello federale, non si riscuote più l'imposta sul capitale.</p><p>2. La rinuncia all'imposta federale sugli utili comporterebbe minori entrate lorde della Confederazione pari a circa cinque miliardi di franchi all'anno (base 2002).</p><p>Secondo il piano finanziario, nel 2008 il gettito previsto dell'imposta sugli utili è pari a 7,8 miliardi. Le minori entrate causate da una sua soppressione non sarebbero lontanamente compensate né da una crescita auspicata né da ulteriori impieghi. Pertanto, senza controfinanziamento, Confederazione e cantoni non potrebbero tollerare queste minori entrate.</p><p>3. A livello internazionale l'onere fiscale svizzero delle società risulta essere molto attrattivo. L'OCSE e i partner CDI considererebbero senza dubbio la soppressione dell'imposta federale sull'utile quale "concorrenza fiscale dannosa" (harmful tax competition), in particolare riguardo alle società che beneficiano di un regime fiscale cantonale speciale. A lungo termine ciò danneggerebbe la piazza finanziaria svizzera. In questo contesto occorre ricordare che dette società possono dedurre le loro imposte dall'utile, cosa che, nel confronto internazionale, comporta un ulteriore vantaggio fiscale per la localizzazione di imprese in Svizzera.</p><p>4. È vero che in fin dei conti l'imposta sull'utile non viene pagata dalle imprese, bensì dai loro clienti, dai dipendenti e dagli investitori. Con l'imposizione delle imprese si garantisce però che le imprese vengano tassate sul posto, fornendo un contributo all'ente pubblico per le prestazioni di cui beneficiano.</p><p>Per quanto concerne la doppia imposizione degli utili delle imprese in Svizzera menzionata nella motivazione della mozione, occorre ricordare le proposte del Consiglio federale nel messaggio del 22 giugno 2005 concernente la legge federale sul miglioramento delle condizioni quadro fiscali per le attività e gli investimenti imprenditoriali (legge sulla riforma II dell'imposizione delle imprese). Al riguardo si intende mitigare la doppia imposizione economica nell'ambito dell'imposta federale diretta per la sostanza privata colpendo come reddito imponibile solo l'80 per cento della distribuzione degli utili agli azionisti. Nell'ambito della sostanza commerciale il Consiglio federale ritiene che ai fini dell'imposta federale diretta, un'imposizione parziale dei dividendi, delle partecipazioni agli utili, eccedenze di liquidazione e vantaggi pecuniari di ogni tipo nella misura del 60 per cento sia adeguata. Questa imposizione parziale inferiore rispetto a quella della sostanza privata è infatti proposta in quanto nella sostanza commerciale gli utili in capitale rientrano nel sostrato fiscale.</p><p>5. Le richieste della mozione possono essere considerate realizzate, poiché a livello federale le imposte sul capitale sono già state completamente abolite nel 1998. Con riferimento alla richiesta di sopprimere l'imposta della Confederazione sull'utile, il Consiglio federale ritiene, per i motivi citati più sopra, che ciò non sia adeguato e pertanto la respinge.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.