<!DOCTYPE html> <html lang="it"><head><meta charset="utf-8"/></head><!DOCTYPE html> <html lang="it"><head><meta charset="utf-8"/></head><body><div class="content"> <a name="idp321280"></a><div class="big bold">Urteilskopf</div> <br/>142 III 420<br/><br/><br/><div class="paraatf">54. Estratto della sentenza della II Corte di diritto civile nella causa A. contro B. SpA (ricorso in materia civile)</div> <div class="paraatf">5A_248/2015 del 6 aprile 2016</div> <a name="idp322704"></a> <a name="idp326624"></a><br/><div id="regeste" lang="de"> <div class="big bold">Regeste</div> <br/><div class="paraatf"><span class="artref">Art. 46 Ziff. 1 LugÜ</span>; Gesuch um Sistierung des Anerkennungs- und Exequaturverfahrens. <div class="paratf">Wird das Gesuch um Sistierung des Verfahrens vor Bundesgericht mit den gleichen Motiven begründet, wie sie schon zur Begründung des analogen Gesuches vor der oberen kantonalen Instanz vorgebracht wurden, erweist es sich als unzulässig (E. 2). </div> </div> </div> <a name="idp330368"></a> <br/><div> <a name="idp334176"></a><span class="big bold" id="sachverhalt">Sachverhalt</span> <span class="small">ab Seite 420</span> </div> <br/><div class="paraatf"> <a name="page420"></a><div class="center pagebreak">BGE 142 III 420 S. 420</div> </div> <br/><div class="paraatf"> <a name="idp335840"></a><span class="bold">A. </span> </div> <br/><div class="paraatf"> <a name="idp336928"></a><span class="bold">A.a </span>Con sentenza 13 febbraio 2013 la Corte d'assise di Milano ha condannato A. per associazione a delinquere e rivelazione di segreti di Stato a una pena di 5 anni e 6 mesi di reclusione. La Corte d'assise ha inoltre condannato A. al risarcimento dei danni subiti dalla parte civile B. SpA, demandandone la liquidazione in separata sede; su tale liquidazione ha tuttavia assegnato una provvisionale provvisoriamente esecutiva di EUR 10 milioni. Il relativo dispositivo è stato provvisto di formula esecutiva in data 11 dicembre 2013.</div> <br/><div class="paraatf"> <a name="idp339088"></a><span class="bold">A.b </span>Con istanza 11 febbraio 2014 B. SpA ha chiesto al Pretore del Distretto di Lugano il riconoscimento e l'esecutività in Svizzera della sentenza italiana in punto al dispositivo di condanna di A. al risarcimento dei danni ed al versamento provvisionale di EUR 10 milioni. L'istante ha anche chiesto il sequestro di averi riconducibili ad A. presso una banca in Svizzera. Il Pretore ha accolto l'istanza.</div> <br/><div class="paraatf"> <a name="idp340944"></a><span class="bold">B. </span>La II Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone Ticino, con sentenza 16 febbraio 2015, ha respinto il reclamo con cui A. ha <a name="page421"></a><div class="center pagebreak">BGE 142 III 420 S. 421</div>chiesto in via preliminare di sospendere il procedimento fino ad evasione dell'appello da lui introdotto contro la sentenza italiana e nel merito di respingere l'istanza e di revocare il sequestro.</div> <br/><div class="paraatf"> <a name="idp343200"></a><span class="bold">C. </span>Con ricorso in materia civile 25 marzo 2015 A. ha chiesto al Tribunale federale in via preliminare la sospensione del procedimento giusta l'<span class="artref">art. 46 par. 1 CLug</span> (RS 0.275.12) e nel merito la reiezione dell'istanza con conseguente revoca del sequestro.</div> <div class="paraatf">Il Tribunale federale ha dichiarato inammissibile la domanda di sospensione del procedimento e ha respinto il ricorso nella misura in cui era ammissibile.</div> <div class="paraatf"> <i>(riassunto)</i> </div> <br/><div> <a name="idp188656"></a><span class="big bold" id="erwaegungen">Erwägungen</span> </div> <br/><div class="paraatf">Dai considerandi:</div> <br/><div class="paraatf"> <a name="idp189584"></a><span class="bold" id="consideration_2.">2. </span>È opportuno evadere preliminarmente l'istanza di sospensione del procedimento proposta dal ricorrente giusta l'<span class="artref">art. 46 par. 1 CLug</span>.</div> <br/><div class="paraatf"> <a name="idp371712"></a><span class="bold" id="consideration_2.1">2.1 </span>Il ricorrente medesimo premette di aver già formulato una richiesta in tal senso all'indirizzo del Tribunale d'appello in uno con il reclamo cantonale; ma l'autorità giudiziaria cantonale l'aveva a torto respinta. Consapevole che contro la decisione cantonale che nega la sospensione del procedimento non è dato ricorso, egli afferma che nulla impedirebbe che la medesima richiesta sia tuttavia rinnovata in sede di ricorso al Tribunale federale.</div> <br/><div class="paraatf"> <a name="idp373456"></a><span class="bold" id="consideration_2.2">2.2 </span>Secondo l'interpretazione data dalla Corte di giustizia delle Comunità europee (CGCE) alla nozione di "decisione emessa sul ricorso" (v. <span class="artref">art. 44 CLug</span>), in effetti, contro il diniego della sospensione del procedimento non è dato rimedio di diritto (sentenze dell'11 agosto 1995 C-432/93 <i>Societé d'informatique service réalisation organisation [SISRO]</i>, Racc. 1995 I-2269 punti 27 segg.; del 4 ottobre 1991 C-183/90 <i>B.J. van Dalfsen</i>, Racc. 1991 I-4743 punti 17 segg.). Quella che respinge un'istanza di sospensione è infatti una decisione incidentale contro la quale non può essere proposto il rimedio fondato sull'<span class="artref">art. 44 CLug</span>, riservato alla decisione di merito relativa al riconoscimento e all'exequatur (HOFMANN/KUNZ, in Basler Kommentar, Lugano-Übereinkommen, 2<sup>a</sup> ed. 2016, n. 139 ad <span class="artref">art. 46 CLug</span> con rinvio al n. 26 ad <span class="artref">art. 44 CLug</span>; STAEHELIN/BOPP, in Lugano-Übereinkommen [LugÜ], 2<sup>a</sup> ed. 2011, n. 17 ad <span class="artref">art. 46 CLug</span>; REINHOLD GEIMER, in Europäisches Zivilverfahrensrecht, 3<sup>a</sup> ed. 2010, n. 48 seg. ad <span class="artref">art. 46 CLug</span>); altri rimedi di diritto interno sono esclusi (HOFMANN/KUNZ, op. cit., n. 6 e 7 ad <span class="artref">art. 44 CLug</span>). Voci <a name="page422"></a><div class="center pagebreak">BGE 142 III 420 S. 422</div>critiche abbondano in dottrina (v., fra i molti, GEIMER, op. cit., n. 49 ad <span class="artref">art. 46 CLug</span>; PETER MANKOWSKI, in Europäisches Zivilprozess- und Kollisionsrecht EuZPR/EuIPR, 2011, n. 22 ad <span class="artref">art. 46 del</span> Regolamento (CE) 44/2001 del Consiglio del 22 dicembre 2000 concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale [GU L 12 del16 gennaio 2001 pag. 1; detto pure Regolamento Bruxelles I]; STAEHELIN/BOPP, ibid.; questione lasciata indecisa con la sentenza 5A_752/2010 del 17 marzo 2011 consid. 2.1, v. in proposito anche ANDREAS BUCHER, in Commentaire romand, Loi sur le droit international privé - Convention de Lugano, 2011, n. 2 ad <span class="artref">art. 46 CLug</span>). La questione non va tuttavia ridiscussa in questa sede, posto che il ricorrente non ha comunque criticato la non impugnabilità della decisione cantonale che ha negato la sospensione del procedimento.</div> <br/><div class="paraatf"> <a name="idp399616"></a><span class="bold" id="consideration_2.3">2.3 </span>Fra le novità portate dalla riveduta Convenzione di Lugano del 2007 (CLug) vi è l'estensione al Tribunale federale della facoltà di sospendere il procedimento di riconoscimento e di exequatur (GEIMER, op. cit., n. 2 ad <span class="artref">art. 46 CLug</span>), facoltà che sotto l'egida della precedente versione della Convenzione di Lugano del 1988 (CL) era limitata all'autorità cantonale di ricorso (HOFFMANN/KUNZ, op. cit., n. 5 ad <span class="artref">art. 46 CLug</span>). Competente per ordinare la sospensione del procedimento di riconoscimento e di exequatur del giudizio estero è infatti ormai, secondo il testo dell'<span class="artref">art. 46 par. 1 CLug</span>, "il giudice davanti al quale è proposto un ricorso ai sensi dell'articolo 43 o dell'articolo 44 [CLug]". Va a questo punto chiarito se la congiunzione "o" offra un'alternativa esclusiva (in prima istanza ricorsuale [<span class="artref">art. 43 CLug</span>] oppure in seconda istanza ricorsuale [<span class="artref">art. 44 CLug</span>]) o invece, come sembra pretendere il ricorrente, un'alternativa cumulativa (sia in prima, sia in seconda istanza ricorsuale).</div> <br/><div class="paraatf"> <a name="idp410480"></a><span class="bold" id="consideration_2.3.1">2.3.1 </span>Per principio, i concetti della Convenzione di Lugano vanno interpretati in maniera autonoma e non secondo il diritto nazionale applicabile: dev'essere infatti garantita un'applicazione unitaria della convenzione, a tutela della certezza del diritto e di un'equivalente tutela dei diritti individuali nei vari Stati firmatari (OETIKER/WEIBEL, in Basler Kommentar, Lugano-Übereinkommen, 2<sup>a</sup> ed. 2016, introduzione n. 50-52 con numerosi rinvii). Trovano applicazione i metodi usuali dell'interpretazione grammaticale, storica, sistematica e teleologica, integrati da criteri di interpretazione comparativa con i sistemi giuridici nazionali (OETIKER/WEIBEL, op. cit., introduzione <a name="page423"></a><div class="center pagebreak">BGE 142 III 420 S. 423</div>n. 54-77), ma anche, notoriamente, con la giurisprudenza scaturente dall'applicazione della Convenzione di Bruxelles del 27 settembre 1968 concernente la competenza giurisdizionale e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale e del Regolamento Bruxelles I, che ha sostituito la predetta convenzione (<a class="bgeref_id" href="https://www.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/clir/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=22&amp;from_date=&amp;to_date=&amp;from_year=2016&amp;to_year=2016&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;from_date_push=&amp;top_subcollection_clir=bge&amp;query_words=&amp;part=all&amp;de_fr=&amp;de_it=&amp;fr_de=&amp;fr_it=&amp;it_de=&amp;it_fr=&amp;orig=&amp;translation=&amp;rank=0&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F137-III-261%3Ade&amp;number_of_ranks=0&amp;azaclir=clir#page261">DTF 137 III 261</a> consid. 1.1.1 con rinvii; il Regolamento Bruxelles I, a sua volta, è ora stato sostituito dal Regolamento (UE) n. 1215/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio del 12 dicembre 2012 concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale [GU L 351 del 20 dicembre 2012 pag. 1; detto pure Regolamento Bruxelles I bis]).</div> <br/><div class="paraatf"> <a name="idp416976"></a><span class="bold" id="consideration_2.3.2">2.3.2 </span>L'interpretazione grammaticale del testo convenzionale non è di utilità: così come è formulato, esso è aperto a entrambe le letture proposte (supra consid. 2.3). Nemmeno un confronto dei testi francese, tedesco e inglese - egualmente fedefacenti (<span class="artref">art. 79 CLug</span> e Allegato VIII CLug; v., sull'interpretazione grammaticale fondata sulle diverse lingue, OETIKER/WEIBEL, op. cit., introduzione n. 65 seg.) - permette di dirimere la questione. Né si rinvengono criteri di natura storica suscettibili di dare una risposta univoca.</div> <br/><div class="paraatf"> <a name="idp420720"></a><span class="bold" id="consideration_2.3.3">2.3.3 </span>In una prospettiva sistematica e teleologica, va premesso che lo scopo dell'<span class="artref">art. 46 CLug</span> consiste nell'evitare una situazione di incertezza, data dalla possibilità che venga riconosciuta e dichiarata esecutiva una sentenza che, nello Stato di pronuncia, è esecutiva ma non ancora cresciuta in giudicato, e che pertanto potrebbe ancora venire modificata o addirittura annullata in un'ipotetica istanza superiore (HOFMANN/KUNZ, op. cit., n. 1-2 ad <span class="artref">art. 46 CLug</span>). Il mezzo di cui il legislatore si è avvalso per evitare un riconoscimento ed un exequatur suscettibili di dover essere revocati successivamente all'annullamento della decisione da delibare è quello della sospensione della procedura. Uno dei criteri per la sospensione è che nello Stato dal quale emana la sentenza da riconoscere e da dichiarare esecutiva sussista ancora la possibilità di inoltrare un mezzo d'impugnazione ordinario, o il medesimo sia già stato introdotto e sia dunque pendente (HOFFMANN/KUNZ, op. cit., n. 18-20 ad <span class="artref">art. 46 CLug</span>).</div> <div class="paraatf">Ora, appare evidente che questa circostanza può realizzarsi sia mentre è pendente il ricorso davanti alla prima istanza di ricorso (<span class="artref">art. 43 CLug</span>), sia quando la vertenza è già avanti alla Corte suprema nazionale (<span class="artref">art. 44 CLug</span>). È questo il motivo per cui l'<span class="artref">art. 46 CLug</span> conferisce la possibilità di chiedere la sospensione in entrambi gli stadi di impugnazione, ovvero in prima e seconda istanza ricorsuale. <a name="page424"></a><div class="center pagebreak">BGE 142 III 420 S. 424</div> </div> <br/><div class="paraatf"> <a name="idp434864"></a><span class="bold" id="consideration_2.3.4">2.3.4 </span>Naturalmente è anche possibile, anzi probabile, che la litispendenza del rimedio ordinario di diritto nello Stato di pronuncia, già fatta valere avanti alla prima istanza di ricorso, perduri quando la procedura di riconoscimento e di exequatur è ormai pendente avanti all'istanza suprema nazionale - come nel presente caso. Ma non è lecito dedurne la facoltà di presentare successivamente due domande di sospensione identiche in ogni stadio ricorsuale: decidere altrimenti, e seguire dunque l'opinione ricorsuale, equivarrebbe a smentire il divieto di impugnazione della reiezione della (prima) istanza di sospensione (supra consid. 2.2). Se non si vuole entrare in contraddizione con la predetta giurisprudenza della CGCE, si deve giocoforza dichiarare inammissibile l'inoltro di una nuova, identica, istanza di sospensione quando la procedura di riconoscimento e di exequatur è pendente avanti all'istanza suprema nazionale.</div> <div class="paraatf">Ciò vale sicuramente quando, come nel caso di specie, la nuova istanza di sospensione si fondi sugli stessi motivi addotti a sostegno della precedente istanza. Va per contro prudentemente lasciata indecisa la domanda - qui non di attualità, posto che le condizioni non sono comunque date - a sapere se circostanze nuove, intervenute fra la prima e la seconda istanza di ricorso, possano semmai giustificare una soluzione differente. Si pensi, ad esempio, al caso in cui mentre la decisione di riconoscimento e di exequatur è sottoposta al primo riesame ex <span class="artref">art. 43 CLug</span>, contro la sentenza di merito sia pendente nello Stato di pronuncia un primo mezzo di impugnazione: se questo viene nel frattempo evaso, ma un ulteriore rimedio di diritto ordinario sia possibile o addirittura già introdotto, è giustificato chiedersi se in sede di istanza di ricorso ex <span class="artref">art. 44 CLug</span> possa essere presentata una nuova domanda di sospensione (sulla controversa questione dell'ammissibilità di un tale novum v. HOFFMANN/KUNZ, op. cit., n. 13 ad <span class="artref">art. 46 CLug</span> con rinvii).</div> <br/><div class="paraatf"> <a name="idp444576"></a><span class="bold" id="consideration_2.4">2.4 </span>In virtù dei motivi appena esposti, la domanda di sospensione di cui è assortito il gravame va dichiarata inammissibile. Si può pertanto prescindere dall'esaminare se i presupposti materiali per una sospensione fossero dati. (...)</div> </div></body></html></html>