<h2>SubmittedText<h2><p>Considerati gli effetti economici molto negativi conseguenti alla chiusura della A2 decisa a partire dal 31 maggio 2006, che penalizzano tanto il traffico nord-sud che il turismo ticinese, e soprattutto tenuto conto dell'esperienza disastrosa a seguito della frana a Chapf, presso Innertkirchen (chiusura al traffico della strada per diversi mesi dopo il brillamento), chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Si limita a non intraprendere nulla sulla A2 fintanto che la roccia non sarà fatta saltare?</p><p>2. Non pensa invece, come propongono diversi esperti, di autorizzare una parte del traffico sulla A2 durante i lavori di preparazione del brillamento, prendendo le necessarie misure di protezione (argini, sorveglianza, allarme, ecc.)?</p><p>3. Ritiene normale che un asse di transito così importante non sia sufficientemente protetto dalla caduta di massi, malgrado esso assorba un carico di oltre 15 000 veicoli al giorno, tanto più che un incidente del genere si era verificato nello stesso punto l'anno scorso?</p><p>4. Ritiene giusto che l'USTRA, in un'ottica sovracantonale, non faccia approfittare le altre regioni delle esperienze fatte da alcune di esse in questo ambito, come ad esempio nel caso dell'asse internazionale del valico del Sempione?</p><p>5. Cosa ha previsto di fare per affrontare le conseguenze di un brillamento di tale portata, che potrebbe condurre a una situazione come quella di Chapf-Innertkirchen, con una chiusura prolungata per diversi mesi della A2 in caso di fallimento delle operazioni di brillamento?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. Dopo l'incidente avvenuto il 31 maggio 2006 a sud della galleria del Güetli, durante il quale dalla parete rocciosa si sono staccati circa 10 000 metri cubi di massi, alcuni dei quali si sono riversati sull'autostrada A2 e sulla strada cantonale, i tratti stradali interessati sono stati chiusi al traffico per motivi di sicurezza. Dopo i necessari lavori preliminari, il 23 giugno 2006 si è proceduto al brillamento della parete rocciosa pericolante presso il Güetli. Successivamente alle operazioni di controllo e di sgombero, il 30 giugno 2006 il tratto di A2 e la strada cantonale sono stati aperti nuovamente al traffico. Tra l'8 e il 30 giugno 2006, tra le ore 6 e le ore 21, alcuni veicoli sono stati autorizzati a percorrere il tratto a rischio della strada cantonale, dopo che gli specialisti avevano effettuato un controllo visivo della parete interessata. Il cantone Uri, responsabile delle misure di sicurezza, ha determinato il numero di veicoli da autorizzare e controllato le modalità di circolazione sui tratti stradali interessati. I veicoli autorizzati sono stati controllati uno ad uno e guidati attraverso la zona a rischio. Considerato il volume di traffico, tali modalità di circolazione erano e sono tuttora impossibili da realizzare sulla A2. Inoltre sussisteva il rischio di ulteriori e incontrollabili distacchi di massi rocciosi, ragione per la quale la Confederazione era contraria a concedere ulteriori autorizzazioni. La decisione di chiudere completamente al traffico la A2 dal 31 maggio al 30 giugno 2006 era quindi del tutto fondata.</p><p>3. Nell'ambito delle attuali possibilità finanziarie, tecniche ed edilizie, la A2 è sicura contro la caduta di massi ed altri pericoli naturali. Infatti, in alcuni punti particolarmente critici, sono state realizzate alcune strutture di protezione, come barriere o gallerie antivalanghe. I pendii lungo l'autostrada vengono controllati regolarmente dagli specialisti. Tutte queste misure di sicurezza non possono tuttavia impedire i movimenti dei massi rocciosi con la conseguente e imprevedibile caduta degli stessi sulla carreggiata. Pertanto, una protezione assoluta e completa contro frane come quelle verificatesi presso il Güetli non è possibile.</p><p>4. Le esperienze e i dati relativi all'esercizio della rete di strade nazionali vengono raccolti sistematicamente dall'Ufficio federale delle strade (USTRA) e trasmessi ai cantoni. L'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM), dal canto suo, fornisce la propria consulenza tecnica ai cantoni e agli uffici federali interessati, analizza le cause e le conseguenze di eventi come quelli descritti e mette e disposizione i dati concernenti le esperienze raccolte. </p><p>Malgrado la chiusura di circa un mese della A2 e l'inizio del traffico delle vacanze, l'evento al San Gottardo non ha provocato il tanto temuto "caos" nel traffico nord-sud. La situazione è rimasta sotto controllo grazie alla rapida attuazione delle misure che la Confederazione e i cantoni hanno messo a punto a seguito dell'incendio nella galleria autostradale del San Gottardo. La collaborazione tra le autorità federali e quelle dei cantoni Uri, Ticino, Grigioni e Vallese è stata molto positiva: questo dimostra che essi possono trarre profitto dalle esperienze precedenti. I risultati parlano da soli: durante il periodo di chiusura, il traffico pesante internazionale è stato gestito senza difficoltà e i collegamenti con i cantoni Uri e Ticino sono sempre stati assicurati.</p><p>5. Dopo la frana, le autorità competenti hanno preso misure urgenti e sviluppato possibili piani per la gestione del traffico in caso di chiusura prolungata della A2, che comprendono un rafforzamento dei provvedimenti di regolazione e separazione del traffico, al fine di sfruttare il più possibile le capacità dei percorsi alternativi, o ancora un aumento dell'offerta di trasporti pubblici. La A2 ha potuto tuttavia essere riaperta al traffico il 30 giugno 2006, prima dell'inizio del traffico vacanziero. Le misure adottate erano quindi sufficienti a garantire e gestire il traffico transalpino. </p><p>Del resto, la Confederazione riprenderà dai cantoni il compito di gestire il traffico sulla rete di strade nazionali a partire dal 2008. Lo svolgimento congiunto dei compiti in questo settore, attualmente in vigore, verrà abolito con la nuova impostazione della perequazione finanziaria e della ripartizione dei compiti tra Confederazione e cantoni (NPC). In vista di questi cambiamenti, la Confederazione sta già realizzando piani di gestione del traffico, che definiscono possibili eventi maggiori, di più lunga durata, e stabiliscono le modalità di gestione del traffico in tali situazioni. I dati raccolti servono già oggi per affrontare casi reali. Finché non sarà entrata in vigore la NPC, la competenza in questo ambito rimane tuttavia ancora ai cantoni.</p>  Risposta del Consiglio federale.