<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di attivarsi affinché le informazioni sui precedenti penali di cittadini UE che chiedono di trasferirsi in Svizzera possano tornare ad essere chieste sistematicamente, d'ufficio, ai Paesi d'origine o a Stati terzi, senza bisogno di fornire alcuna particolare motivazione.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'articolo 5 dell'allegato I all'Accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC) prevede che i diritti conferiti dalle disposizioni dell'accordo possono essere limitati soltanto da misure giustificate da motivi di ordine pubblico, pubblica sicurezza e sanità pubblica. Rinvia segnatamente a una direttiva europea (direttiva 64/221/CEE del 25 febbraio 1964 del Consiglio della Comunità economica europea) che dispone esplicitamente che il Paese ospitante (che si tratti di uno Stato membro dell'UE o della Svizzera) può, quando lo giudichi indispensabile, chiedere allo Stato membro di origine, ed eventualmente agli altri Stati membri, informazioni sui precedenti penali del richiedente. Tale consultazione deve essere giustificata in ogni caso e pertanto non è sistematica. Essa si applica sia ai cittadini dell'UE sia ai cittadini svizzeri che intendono stabilirsi sul territorio dell'altra parte. Non vi è dunque disparità di trattamento tra i cittadini svizzeri e quelli europei. L'impossibilità di renderla sistematica deriva dall'acquis comunitario, che può essere messo in discussione soltanto rinegoziando l'ALC.</p><p>Occorre peraltro sottolineare che la gestione dei casellari giudiziali, il loro contenuto e le loro caratteristiche variano in misura assai significativa da un Paese all'altro. Non tutti i casellari giudiziali indicano necessariamente l'avvio di un'inchiesta penale o l'esistenza di un procedimento penale pendente. Di conseguenza, anche in caso di richiesta sistematica d'informazioni sui precedenti penali, non è escluso che persone oggetto di un'inchiesta giudiziaria in corso o di procedimenti giudiziari pendenti sfuggano ai controlli.</p><p>In assenza di una condanna passata in giudicato, prevale la presunzione d'innocenza e appare difficilmente giustificabile negare un permesso di soggiorno richiesto in base all'ALC adducendo che il richiedente rappresenterebbe, a causa di un procedimento penale in corso, una minaccia reale e attuale per l'ordine o la sicurezza pubblici.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.