<h2>SubmittedText<h2><p>La battaglia di Aleppo, così come numerose altre battaglie in atto in Siria dal 2011 - anno in cui è scoppiata la guerra civile -, con i bombardamenti mirati su strutture ospedaliere o indiscriminati sulla popolazione, a danno in particolare di donne e bambini, e con le prese in ostaggio di persone civili, rappresentano inaudite violazioni del diritto umanitario. Il Consiglio federale ha spesso richiamato le parti coinvolte a rispettare la dignità delle persone e il diritto internazionale umanitario e ha destinato importanti risorse all'aiuto umanitario, ma i combattenti, i loro sostenitori locali o le potenze mondiali sembrano aver perso gli ultimi scampoli di umanità.</p><p>In questo contesto, che cosa intende intraprendere il Consiglio federale, da solo o in collaborazione con altri Paesi:</p><p>1. per garantire concretamente la protezione dei civili, in particolare affinché possano ritornare ai propri luoghi d'origine in condizioni di sicurezza e disporre di un alloggio e di condizioni di vita dignitosi?</p><p>2. per attuare delle "fact finding missions" (missioni di accertamento dei fatti), soprattutto ad Aleppo, al fine di stabilire se siano stati commessi crimini contro l'umanità?</p><p>3. per attivare la giustizia penale internazionale affinché i responsabili dei crimini di guerra o dei crimini contro l'umanità rispondano delle loro azioni?</p><p>4. per evitare il ripetersi - in Siria, in Iraq o altrove - di catastrofi umanitarie come quella che è stata deliberatamente imposta alla popolazione civile di Aleppo?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Dall'inizio del conflitto nel 2011 la Svizzera ha sbloccato oltre 250 milioni di franchi per le vittime della crisi siriana. I mezzi stanziati hanno in particolare lo scopo di migliorare la situazione delle persone colpite dal conflitto in Siria e quella dei rifugiati nel Paese di prima accoglienza della regione. La Svizzera sostiene finanziariamente le attività di organizzazioni umanitarie partner, distacca specialisti del Corpo svizzero di aiuto umanitario e adotta misure dirette. Persegue l'obiettivo di fornire ai rifugiati e ai profughi interni la protezione e le condizioni di vita necessarie per vivere in sicurezza sul posto. Concretamente la Svizzera sostiene, per esempio, un progetto del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo che intende ristrutturare gli edifici distrutti e fornire condizioni di vita minime a oltre 650 000 persone in Siria che si trovano soprattutto nelle regioni colpite dal conflitto. Viste la situazione umanitaria difficile e le grandi sfide da affrontare, nel 2017 la Svizzera aumenterà di 66 milioni di franchi il suo impegno a favore della crisi siriana. Inoltre il DFAE esamina l'opportunità di aprire un ufficio umanitario a Damasco, il che permetterà di controllare sul posto che l'aiuto della Svizzera sia utilizzato nel modo più efficace possibile. L'ufficio rafforzerà la credibilità della Svizzera e le permetterà di sostenere il lavoro delle organizzazioni umanitarie e di migliorare l'accesso a un numero il più elevato possibile di persone bisognose.</p><p>2./3. Il rispetto del diritto internazionale e la lotta contro l'impunità costituiscono, con la promozione della pace e l'aiuto umanitario, un pilastro della politica svizzera in Siria. Da anni la Svizzera opera per attivare la competenza della Corte penale internazionale. Nel 2013, sostenuta da circa 60 Stati, la Svizzera ha chiesto al Consiglio di sicurezza di deferire la situazione in Siria alla Corte penale internazionale. La Cina e la Russia hanno impedito la riuscita di questa iniziativa esercitando il loro diritto di veto. Nell'ambito della documentazione dei fatti, la Svizzera sostiene la Commissione d'inchiesta del Consiglio dei diritti umani, il meccanismo d'inchiesta congiunto dell'ONU e dell'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche come anche una serie di organizzazioni non governative siriane e di altri Paesi. Nel dicembre 2016 la Svizzera si è impegnata attivamente presso l'Assemblea generale dell'ONU per la creazione di un meccanismo di raccolta e trattamento di prove per le procedure penali a livello internazionale, regionale o nazionale. La Svizzera valuta attualmente le opportunità d'impegno per sostenere questo nuovo meccanismo con sede a Ginevra.</p><p>4. La prevenzione delle catastrofi umanitarie è una priorità importante della politica estera della Svizzera. Scaturisce dall'articolo 54 capoverso 2 della Costituzione federale, che prevede che la Svizzera contribuisca ad aiutare le popolazioni nel bisogno, a lottare contro la povertà nel mondo, a far rispettare i diritti umani e a promuovere la democrazia e la convivenza pacifica dei popoli. Inoltre la pace e la sicurezza costituiscono uno dei quattro indirizzi strategici della Strategia di politica estera 2016-2019 e la protezione della popolazione civile nei conflitti armati è anche oggetto di una strategia interdipartimentale (stategie disponibili su www.dfae.admin.ch &gt; Servizi e pubblicazioni &gt; Pubblicazioni). I mezzi messi a disposizione comprendono la promozione della pace, la politica di sicurezza, la cooperazione allo sviluppo, l'aiuto umanitario, l'attuazione del diritto internazionale, la giustizia penale internazionale e le misure olistiche del trattamento del passato. Nel 2016 la Svizzera ha anche lanciato "l'Appello del 13 giugno" per esortare la comunità internazionale a intensificare la sua azione in materia di prevenzione dei conflitti. Si tratta concretamente di dare maggior spazio alla tematica dei diritti umani nella prevenzione dei conflitti rafforzando in particolare la collaborazione tra il Consiglio dei diritti umani a Ginevra e il Consiglio di sicurezza a New York. 70 Stati hanno aderito a questa iniziativa che avrà altri sviluppi concreti nel 2017.</p>  Risposta del Consiglio federale.