<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Osservazione preliminare</p><p>La situazione del patrimonio documentario della Svizzera preoccupa il Consiglio federale da molto tempo ormai. Degli sforzi sono stati fatti negli ultimi anni in questo ambito, segnatamente lanciando un progetto di riorganizzazione della Biblioteca nazionale (BN) nel 1991, sottoponendo al Parlamento un progetto di revisione della legge sulla Biblioteca nazionale nel 1992 e un progetto di legge sull'archiviazione nel 1997, elaborando soluzioni per la salvaguardia e la conservazione di tutti i supporti d'informazione del paese, in particolare con l'assegnazione di fondi considerevoli per gli anni 1999-2001 all'associazione Memoriav, che si occupa della salvaguardia della memoria audiovisiva svizzera, alla quale la Biblioteca nazionale svizzera e l'Archivio federale (AF) sono strettamente legati.</p><p></p><p>Il Consiglio federale risponde ai cinque interrogativi dell'interpellante come segue:</p><p>1. L'impianto di deacidificazione di massa di materiale d'archivio e di biblioteca a Wimmis sarà operativo per la fine del 1999. Al momento, necessitano di un trattamento circa 2'000 tonnellate di carta, cui nei prossimi 10 anni si aggiungeranno ulteriori 500-800 tonnellate. Successivamente è previsto l'uso esclusivo di carta resistente all'invecchiamento. L'impianto di Wimmis dovrebbe restare in funzione per 10 anni. In base ai risultati della prima fase, l'AF e la BN analizzeranno l'esperienza fatta e valuteranno la situazione tenendo conto anche dello sviluppo di tecniche di conservazione alternative.</p><p></p><p>2. La deacidificazione di un chilo di carta (corrispondente all'incirca a un libro) costa in media 27 franchi. Il piano finanziario 2000 e i preventivi per gli anni successivi (in un primo tempo 5 anni) prevedono crediti pari a un milione di franchi all'anno per ciascuna delle due istituzioni (BN e AF).</p><p></p><p>3. Ritardi (dell'ordine di 12 mesi rispetto al piano iniziale) sono stati creati da problemi legati allo sviluppo del sistema e al finanziamento. Inizialmente era previsto di installare un sistema capace di deacidificare 300 tonnellate all'anno, ciò che avrebbe permesso di trattare la totalità delle collezioni della BN e dell'AF nello spazio di circa 10 anni. Dopo avere eseguito dei calcoli precisi, si è constatato che i costi d'esercizio di un tale sistema avrebbero superato di 7,5 milioni di franchi le previsioni finanziarie della Confederazione per questo progetto. Di conseguenza, la capacità di trattamento è stata ridotta a 120 tonnellate all'anno, ciò che corrisponde allo stretto necessario accettabile per garantire la redditività del sistema. La BN e l'AF sfrutteranno due terzi di questa capacità.</p><p></p><p>4. Il 13 gennaio 1999, il Consiglio federale ha preso conoscenza di una nota di discussione del Dipartimento federale dell'interno relativa alla conservazione di documenti, immagini e registrazioni sonore da parte di istituzioni gestite o cofinanziate dalla Confederazione. Il Consiglio federale giunge alla conclusione che la conservazione dei documenti citati è un compito permanente di grande importanza politica. In seguito all'aumento del numero di documenti prodotti, al diversificarsi della varietà di supporti di dati e all'accelerarsi della successione di generazioni crescono anche le esigenze per la conservazione delle collezioni, in termini sia quantitativi che qualitativi. Le istituzioni della Confederazione incaricate di conservare le collezioni - soprattutto l'AF e la BN - adempiono il loro compito con impegno, attenzione e perspicacia. Da quando esse hanno concentrato il loro lavoro su aspetti quantitativi nei primi anni Novanta, le condizioni e le prospettive delle collezioni di documenti sono decisamente migliorate. Il Consiglio federale ritiene che l'attuale procedimento si sia imposto. Nei prossimi anni l'AF e la BN e insieme a loro l'associazione Memoriav procederanno nella direzione imboccata. Dopo l'approvazione del credito destinato alla costruzione e all'esercizio di un impianto di neutralizzazione di massa di materiali d'archivio e di libri a Wimmis, nell'autunno 1999 verrà lanciato un importante progetto della durata di cinque anni. Esso consentirà di raccogliere esperienze che determineranno la strategia futura. L'AF e la BN assumono, in base al loro mandato, una funzione coordinatrice tra le biblioteche e gli archivi svizzeri, funzione che consolideranno negli anni a venire realizzando progetti concreti con il supporto dell'associazione Memoriav per quanto riguarda le collezioni audiovisive non dello Stato e creando una rete di biblioteche e archivi. In questo modo tra alcuni anni le istituzioni pubbliche di tutti i livelli saranno in grado di elaborare strategie comuni volte alla conservazione delle collezioni.</p><p></p><p>La strategia illustrata nel documento di discussione prevede le seguenti sei misure:</p><p>* la sensibilizzazione di tutti gli ambienti implicati in questa problematica;</p><p>* la creazione di una rete nazionale attorno a Memoriav, alla BN e all'AF in vista di realizzare una stretta collaborazione nazionale volta allo scambio di informazioni, alla collaborazione facoltativa nei progetti di coordinamento e, se necessario, alla ripartizione dei compiti;</p><p>* la costruzione di nuovi locali di stoccaggio (magazzini) con cui affrontare l'aumento dei fondi che dovranno essere conservati in forma originale nelle biblioteche e negli archivi;</p><p>* la creazione di un centro di competenze per le scienze dell'informazione e più particolarmente per l'archiviazione a lungo termine dei media elettronici;</p><p>* il vaglio dell'introduzione di un deposito legale nazionale sul modello dei paesi occidentali;</p><p>* la possibilità di trovare, presso i produttori o gli utilizzatori privati, nuove fonti di finanziamento per la conservazione.</p><p></p><p>5. La collaborazione con gli archivi privati è sempre auspicabile. La rete nazionale proposta nella nota di discussione al Consiglio federale prevede che Memoriav, la BN e l'AF sviluppino progressivamente una rete associando le biblioteche pubbliche e le principali biblioteche private nonché tutti gli archivi. È inoltre previsto di sottoporre ai produttori di supporti d'informazioni una serie di direttive e raccomandazioni concernenti l'utilizzazione e la marcatura di prodotti resistenti all'invecchiamento. Quanto alle biblioteche e agli archivi, essi riceveranno delle raccomandazioni elaborate in comune per lo stoccaggio appropriato delle collezioni, i metodi di conservazione e di restauro. finanziamento per la conservazione.</p>  Risposta del Consiglio federale.