<h2>SubmittedText<h2><p>1. Il Consiglio federale ha una visione d'insieme delle regole attualmente vigenti in Svizzera, sul piano cantonale e comunale, per quanto concerne la durata di concessione delle tombe?</p><p>2. È a conoscenza del numero di richieste di concessioni di tombe a condizioni speciali, per esempio tombe musulmane?</p><p>3. Condivide il timore che l'immigrazione da culture diverse potrebbe causare una disparità di trattamento dei defunti per quanto concerne la durata di concessione delle tombe? Come intende provvedere affinché per tutti valgano le stesse regole?</p><p>4. Il Consiglio federale prevede misure atte a garantire la parità di trattamento di tutti i defunti per quanto concerne la durata di concessione delle tombe? In caso affermativo, quali? In caso negativo, perché no?</p><p>5. I cristiani hanno la possibilità di farsi tumulare in un Paese musulmano secondo rituali cristiani?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. L'organizzazione della sepoltura compete tradizionalmente ai cantoni, che di norma ne delegano il disciplinamento ai comuni. Nell'ambito della dignità umana (art. 7 della Costituzione) la Costituzione federale garantisce una sepoltura adeguata. Nessuna persona può essere discriminata nei confronti di altre in occasione della sepoltura. Ciò non consente di desumere un diritto a concessioni perpetue, a terreni incontaminati o a qualsiasi tipo di monumento funebre. Il Consiglio federale non ha avuto e non ha modo di acquisire una panoramica delle regole vigenti in Svizzera in materia di concessioni tombali. Un tale progetto non soltanto richiederebbe molto tempo e risorse per esaminare i circa 2500 comuni svizzeri, bensì non comporterebbe nemmeno vantaggi degni di nota vista la chiara situazione giuridica. Il Consiglio federale ha peraltro annunciato, in seguito a vari interventi parlamentari (postulato Malama 10.3018; postulato Leuenberger-Genève 09.4037 e postulato Amacker 09.4027), la redazione di un rapporto dettagliato sulla situazione dei musulmani in Svizzera, in cui sarà trattata anche la questione della sepoltura.</p><p>2. Il Consiglio federale non conosce il numero di "tombe musulmane" o di richieste di concessioni di tombe "a condizioni speciali". Nell'ambito del diritto di rango superiore cantonale e federale, i comuni possono emanare regolamenti cimiteriali in piena libertà. Possono anche tenere conto di desideri di tipo religioso, se è garantita la parità di trattamento di tutte le persone. Diversi comuni, in particolare di grandi dimensioni, hanno istituito nei loro cimiteri pubblici sezioni separate, dove i musulmani domiciliati nel comune che lo desiderano possono farsi tumulare. In molti cantoni esistono cimiteri ebraici separati, che sono quasi esclusivamente di proprietà privata.</p><p>3. Il Consiglio federale non condivide il timore quanto alla disparità di trattamento dei defunti per quanto concerne la durata di concessione delle tombe. L'ordinamento giuridico svizzero permette di trovare soluzioni adeguate, che tengano conto in ugual misura della dignità umana e delle esigenze sociali di praticabilità e proporzionalità. Lo Stato deve agire in modo neutrale sotto il profilo religioso. Ciò non significa che debba ignorare le richieste di tipo religioso. È tuttavia tenuto a trattare tutte le persone allo stesso modo indipendentemente dalle loro convinzioni religiose o personali.</p><p>4. Il Consiglio federale non ha programmato alcuna misura tesa a garantire la parità di trattamento di tutti i defunti per quanto concerne la durata di concessione delle tombe. Il diritto alla parità di trattamento è sancito nella Costituzione federale (art. 8 cpv. 1 della Costituzione). Per quanto concerne la durata di concessione delle tombe, un comune può tenere conto di desideri di tipo religioso. In virtù del principio della parità di trattamento è tuttavia obbligato a concedere i medesimi diritti ad altre persone.</p><p>5. Nella maggior parte dei Paesi musulmani esistono chiese e cimiteri cristiani, ed è possibile farsi tumulare secondo rituali cristiani. Va rammentano che in Paesi quali, ad esempio, l'Egitto, la Giordania, la Siria, il Libano, l'Iraq, l'Oman, ma anche l'Indonesia o la Malaysia vivono minoranze cristiane numericamente importanti, le cui radici affondano spesso fino ai primi secoli della nostra storia. Alcuni Paesi, soprattutto della penisola araba, vietano cimiteri e tumulazioni cristiani. Ciò è contrario alla libertà religiosa garantita dai patti internazionali sui diritti dell'uomo.</p>  Risposta del Consiglio federale.