<h2>SubmittedText<h2><p>Oggigiorno la responsabilità per come sono definite l'offerta e l'alimentazione viene ampiamente fatta ricadere sui consumatori. Con il pretesto che sono i clienti a determinare l'offerta con la loro domanda, i fornitori trascurano i criteri di sostenibilità nella creazione della loro gamma di prodotti. Invece di offrire ai propri clienti un assortimento di prodotti equi, nonché rispettosi del clima e dell'ambiente, i fabbricanti e i commercianti al dettaglio rendono più difficile per i consumatori fare una scelta consapevole e autodeterminata, discriminando gli alimenti sostenibili dal profilo dei prezzi, in alcuni casi anche in misura considerevole. Siccome non esiste un'etichettatura uniforme dei prodotti ecologicamente sostenibili, per i clienti non è possibile individuare quelli veramente rispettosi dell'ambiente. </p><p>Senza un coordinamento tra commercio al dettaglio, ristorazione e industria alimentare non ci si può quindi aspettare un cambiamento significativo nel comportamento in termini di consumo, come peraltro indicato anche dal Consiglio federale nel suo rapporto in adempimento dei postulati CET-S 20.3931 e 21.3015 sul futuro orientamento della politica agricola. In tale rapporto esso afferma che sono ancora molto poche le misure che consentono di "favorire un consumo sostenibile e sano" e di "accrescere la trasparenza e la verità dei costi". Ci vuole quindi "un contesto che favorisca un'alimentazione sana e sostenibile dei consumatori. In quest'ottica è importante coinvolgere il commercio al dettaglio e il settore della ristorazione (pag. 65). Si punta sulla responsabilità individuale: il cambiamento in termini di consumo deve essere realizzato mediante una convenzione sugli obiettivi con i fornitori" (pag. 72 e 75).</p><p>Nel suo rapporto il Consiglio federale non entra nel merito di chi e in che modo avvierà e gestirà il processo verso tale convenzione sugli obiettivi.</p><p>Alla luce di quanto precede, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande.</p><p>1. Come può la Confederazione avviare, organizzare e gestire attivamente le trattative per giungere a una convenzione sugli obiettivi con i fornitori per promuovere un contesto alimentare sostenibile e un consumo rispettoso dell'ambiente?</p><p>2. A tal fine la Confederazione necessita di una nuova base legale? In caso affermativo, di quale?</p><p>3. Ci sono ulteriori misure con le quali la Confederazione può incentivare il settore della trasformazione, del commercio al dettaglio e della ristorazione ad assumersi le proprie responsabilità in vista della conclusione di una convenzione sugli obiettivi?</p><p>4. Una volta conclusa la convenzione sugli obiettivi, la Confederazione può conferirle carattere di obbligatorietà?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>(1. - 4.) Il comportamento in termini di consumo è influenzato, tra l'altro, dal contesto alimentare che lo Stato può contribuire a ottimizzare. Dal punto di vista della salute, la Confederazione lo sta già facendo con la Strategia nutrizionale svizzera 2017-2024 e il relativo piano d'azione. Le convenzioni sugli obiettivi su base volontaria con il commercio al dettaglio sono un possibile approccio che consente allo Stato di contribuire a ottimizzare il contesto alimentare.</p><p>Il Consiglio federale ha in programma, per il 2026, di svolgere una consultazione sul futuro orientamento della politica agricola. In tal modo attuerà anche la mozione 22.4251 CET-S "Rapporto sul futuro orientamento della politica agricola. Concretizzazione della strategia" che lo incarica di concretizzare la proposta concettuale contenuta nel rapporto "Futuro orientamento della politica agricola" del 22 giugno 2022 e di presentare un relativo messaggio al Parlamento al più tardi entro la fine del 2027.</p><p>In questo contesto e in vista dell'elaborazione del messaggio, l'Ufficio federale dell'agricoltura ha commissionato uno studio teso a fornire ulteriori spunti per l'elaborazione di convenzioni sugli obiettivi su base volontaria con il commercio al dettaglio per promuovere la sostenibilità e il benessere degli animali nella produzione e nel consumo. Lo studio dovrebbe anche fare luce sulla complementarietà con le convenzioni private ed esaminare approcci alternativi che non comportino convenzioni sugli obiettivi tra la Confederazione e il commercio al dettaglio, ma che invece creino condizioni quadro statali opportune per concludere convenzioni private ambiziose. I risultati saranno disponibili presumibilmente a fine 2023.</p><p>Sulla base di questi lavori, nel messaggio sulla prossima fase della politica agricola il Consiglio federale proporrà una concretizzazione delle misure, compresi gli eventuali adeguamenti giuridici necessari. Nella sua Strategia per uno sviluppo sostenibile 2030 si è altresì impegnato a "Promuovere e consentire modelli di consumo sostenibili" (4.1.1) e ad "Accelerare la transizione verso sistemi alimentari sostenibili in Svizzera e all'estero" (4.1.3). Le prossime misure del Piano d'azione 24-27 sono in corso di elaborazione e alcune di queste potrebbero sostenere gli interventi lungo la catena del valore per promuovere un consumo alimentare più sano e più sostenibile. La sussidiarietà e l'impegno responsabile del settore saranno principi importanti da tenere in considerazione.</p>  Risposta del Consiglio federale.