<h2>SubmittedText<h2><p>1. È d'accordo il Consiglio federale che in periodo di recessione è piú che mai inopportuno frenare l'economia con misure burocratiche?</p><p>2. È d'accordo il Consiglio federale che l'apertura 24 ore su 24 di un negozio costituisce uno scostamento minimo rispetto all'occupazione di personale per la vendita di benzina e lo spaccio di bevande che non esige alcuna autorizzazione?</p><p>3. È d'accordo il Consiglio federale che è fuori luogo rifiutare questa autorizzazione col pretesto di proteggere i lavoratori mentre questi stessi lavoratori sono impiegati 24 ore su 24 a vendere benzina, caffè, sandwich, ecc.?</p><p>4. È d'accordo il Consiglio federale che un'economia di mercato non deve soddisfare unicamente i bisogni espressi dalla maggioranza della popolazione? Non è forse il punto forte dell'economia di mercato e della concorrenza quello di rispondere anche ai bisogni di certi (piccoli) gruppi di popolazione?</p><p>5. È disposto il Consiglio federale a provvedere affinché i negozi dei distributori di benzina interessati ricevano l'autorizzazione di esercitare 24 ore su 24?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il divieto del lavoro notturno è fissato nella legge sul lavoro (art. 16 LL; RS 822.11). Sono possibili deroghe se il lavoro notturno è indispensabile per motivi tecnici o economici oppure se ne è provato l'urgente bisogno (art. 17 LL). Inoltre, l'articolo 17 LL prevede che alcune categorie di datori di lavoro o di lavoratori possono essere soggetti mediante ordinanza a disposizioni speciali qualora la loro situazione particolare lo renda necessario. Questa disposizione è concretizzata dall'ordinanza 2 relativa alla legge sul lavoro (OLL 2; RS 822.112), che compila la lista delle imprese che possono occupare senza autorizzazione lavoratori durante la notte o la domenica. Tale ordinanza è stata interamente riveduta nel quadro dell'ultima revisione della legge sul lavoro ed è entrata in vigore il 1° agosto 2000.</p><p>Con la revisione dell'OLL 2, il Consiglio federale aveva ritenuto necessario sopprimere per tutta la notte l'obbligo di ottenere un'autorizzazione per il servizio di approvvigionamento di carburante e per le occupazioni nella ristorazione. Ha deciso diversamente per i negozi dei distributori di benzina, vietando l'occupazione notturna di personale tra la una e le cinque del mattino. Permettendo l'approvvigionamento di carburante e la piccola ristorazione durante tutta la notte senza l'obbligo di ottenere un'autorizzazione, il Consiglio federale tiene conto delle necessità delle persone che lavorano la notte quali i tassisti e gli agenti di polizia. Quanto al resto, i negozi dei distributori di benzina sono soggetti al regime dell'autorizzazione previsto dall'articolo 17 LL. Ciò significa che per ottenere un'autorizzazione devono dimostrare che esiste un bisogno particolare dei consumatori che deve essere soddisfatto nell'interesse pubblico e che è possibile rispondervi senza far capo al lavoro notturno o domenicale (art. 28 OLL 1 relativa alla legge sul lavoro; RS 822.111). La necessità di provvedere alla protezione dei lavoratori giustifica che i negozi dei distributori di benzina siano soggetti all'obbligo di dimostrare un tale bisogno particolare. In assenza di una tale cautela si potrebbe infatti temere uno sviluppo e una diffusione difficilmente controllabile dell'offerta di questo tipo di negozi. Un tale bisogno particolare non ha potuto essere dimostrato nel caso dei negozi dei distributori di benzina.</p><p>Rammentiamo infine che durante l'ultima revisione della legge sul lavoro relativa all'autorizzazione di impiegare personale quattro settimane l'anno, il Consiglio federale ha assicurato che non avrebbe proceduto a un nuovo allentamento del divieto di lavoro notturno e domenicale in un prossimo futuro. Nella fattispecie, non è possibile affermare che esista effettivamente un bisogno particolare di consumo nei negozi dei distributori di benzina tra la una e le cinque del mattino che possa giustificare un'eccezione al regime dell'autorizzazione. Per i motivi citati, il Consiglio federale non vede ragioni plausibili per riconsiderare la sua posizione.</p>  Risposta del Consiglio federale.