<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale ritiene come l'interpellante che i compiti familiari e domestici vadano presi maggiormente in considerazione nella statistica ufficiale. Nelle sue risposte ai diversi interventi parlamentari presentati al riguardo (mozione Goll del 17 giugno 1994, mozione del Gruppo radicale-democratico del 2 febbraio 1995, postulato Aeppli-Wartmann del 13 giugno 1996) nonché alla dichiarazione indirizzata il 14 giugno da un gruppo di donne parlamentari al Consiglio nazionale e al Parlamento, il Consiglio federale ha affermato la sua volontà di colare queste lacune e di rispondere in tal modo a rivendicazioni già vecchie del movimento delle donne, espresse in particolare a livello internazionale in occasione della Conferenza mondiale sulle donne di Beijing e del Vertice mondiale per lo sviluppo sciale di Copenhagen.</p><p></p><p>Per tali ragioni, nel catalogo delle domande del censimento della popolazione del 1990 è stata inserita una domanda diretta relativa al lavoro domestico. Si prevede di riprenderla anche nel censimento del 2000 e di completarla con una domanda sul tempo dedicato al lavoro domestico. Inoltre, nel catalogo delle domande del censimento del 2000 dovrà figurare anche una domanda riguardante le attività di volontariato non remunerate e la durata delle stesse. tuttavia, tali complementi saranno introdotti unicamente se accettati dagli interpellati. Questo potrà essere verificato in occasione delle indagini pilota previste per testare il questionario del censimento.</p><p></p><p>Il censimento serve innanzitutto a fornire dati di base. Per disporre di risultati più dettagliati con maggiore frequenza, occorre ottenere informazioni complementari attraverso indagini campionarie: a partire dal 1997, tali informazioni verranno raccolte ogni tre anni indagini campionarle: a partire dal 1997, tali informazioni verranno raccolte ogni tre anni nell'ambito della rilevazione annuale sulle forze di lavoro in Svizzera (RIFOS). In tal modo sarà possibile creare un inventario esaustivo del lavoro eseguito nella società, sia esso retribuito o meno. Esaminando le priorità dell'Ufficio federale di statistica, si dovrà studiare ne prossimi anni l'opportunità di ricorre a un'indagine sull'impiego del tempo, uno strumento riconosciuto internazionalmente, usato abitualmente per censire il lavoro non remunerato in maniera completa e dettagliata.</p><p></p><p>Per quanto riguarda l'inclusione del lavoro familiare e domestico non remunerato nel calcolo del prodotto nazionale lordo, l'Ufficio federale di statistica sta elaborando le basi per la valutazione del lavoro non remunerato in termini monetari. Benché i conti economici nazionali riguardino di massima unicamente valori considerati nell'economia di mercato, si valuta attualmente la possibilità di inserire il lavoro non remunerato nei conti economici nazionali. A tale scopo, si prevede di sviluppare un conto satellite "lavoro non remunerato" che permetta di determinare questo tipo di lavoro in termini monetari in relazione con i conti nazionali, senza dover modificare il prodotto nazionale lordo calcolato secondo norme internazionali. Per costituire un simile conto, è indispensabile disporre oltre che di dati essenziali pertinenti, anche di una definizione scientificamente coerente della valutazione monetaria del lavoro non retribuito. I problemi teorici, metodologici ed empirici ancora esistenti verranno esaminati entro la fine del 1998. Se verrà trovata una soluzione scientificamente accettabile, si potrà in seguito introdurre un conto satellite "lavoro non remunerato" e aggiornarlo a intervalli regolari.</p><p></p><p>Segnaliamo infine uno studio realizzato su mandato dell'Ufficio federale dell'industria, delle arti e mestieri e del lavoro col titolo "Bewertung der Haushalts-, Erziehungs- und Betreuungsarbeit" (Berna, 1994). Questo studio è stato pubblicato con un riassunto in italiano e in francese.</p>  Risposta del Consiglio federale.