<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di presentare una modifica del diritto penale che renda l'usurpazione d'identità un reato a sé stante.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'usurpazione d'identità designa l'uso abusivo di dati personali (d'identità) altrui. Può riguardare, ad esempio, il nome, la data di nascita, i numeri di documenti d'identità, di conti bancari o di carte di credito, nonché password informatiche, codici di accesso o i cosiddetti nickname. Mira spesso a infangare la reputazione di una persona oppure a ottenere un vantaggio patrimoniale indebito. La diffusione di Internet e dei moderni strumenti di comunicazione nelle transazioni commerciali e l'espansione dei media sociali hanno indubbiamente causato un aumento dei casi di abuso d'identità.</p><p>L'autore che intende procacciare a sé stesso o a un'altra persona un indebito profitto può rendersi punibile di frode o tentata frode (art. 146 Codice penale, CP) e rischiare quindi una pena detentiva fino a cinque anni. Nell'ambito del phishing (usurpazione d'identità al fine di ottenere un vantaggio patrimoniale indebito), l'abuso d'identità può rientrare nelle fattispecie rette dall'articolo 143bis CP (hacking), se l'autore si introduce illecitamente nel sistema informatico di un terzo, o dall'articolo 143 CP (acquisizione illecita di dati), se si procura indebitamente dati a lui non destinati. A seconda delle intenzioni dell'autore e del caso concreto, sono applicabili anche fattispecie quali il danneggiamento di dati, il danno patrimoniale procurato con l'astuzia, le minacce o la coazione (art. 144bis, 151, 180 o 181 CP). L'usurpazione d'identità può anche essere sanzionata dagli articoli 173 seguenti CP se serve a commettere un delitto contro l'onore o contro la sfera segreta o privata. Infine, nei rari casi in cui essa non si ricollega a uno degli scopi di cui sopra, l'autore può essere punito, a seconda del cantone, con una multa per azioni gravemente sconvenienti o molestie di una persona. L'usurpazione d'identità è pertanto di norma punibile anche secondo il diritto vigente, tanto più che tale abuso non è mai fine a sé stesso, bensì è commesso con un'intenzione ben precisa, come espresso nelle fattispecie precedentemente menzionate.</p><p>Il Consiglio federale ritiene pertanto che non sussistano lacune penali per quanto riguarda il fenomeno dell'usurpazione d'identità. In generale, varie disposizioni penali coprono i differenti aspetti del fenomeno, a seconda degli obiettivi dell'autore. La creazione di una norma penale specifica comporterebbe sovrapposizioni inutili in occasione dell'applicazione delle norme penali.</p><p>L'esperienza mostra peraltro che questo tipo di criminalità può essere favorito da una protezione insufficiente dei dati personali o da un uso troppo disinvolto di tali dati. Il Consiglio federale accoglie pertanto con favore qualsiasi iniziativa, pubblica o privata, volta a promuovere le misure di sicurezza in materia di trasmissione e protezione dei dati personali. A tale proposito sottolinea l'importanza di iniziative quali il programma nazionale per la promozione delle competenze mediali dei giovani 2011-2015 (www.giovaniemedia.ch). La protezione dei dati personali, il controllo periodico della sicurezza e la reazione immediata in caso di sospetto abuso costituiscono elementi centrali per impedire tali reati. Il Servizio di coordinazione per la lotta contro la criminalità su Internet (SCOCI, www.cybercrime.ch) nonché la Prevenzione svizzera della criminalità (www.skppsc.ch), istituita su incarico della Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia, offrono numerose indicazioni sull'utilizzo sicuro di Internet e dei mezzi di comunicazione moderni.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.