<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. La "penuria" di medici proclamata dai media mette veramente a rischio - sia oggi sia nei prossimi 15 anni - la dispensazione tempestiva e quantitativamente sufficiente di cure mediche alla popolazione?</p><p>2. Alla luce dell'attuale mobilità geografica ed elettronica della popolazione e delle possibilità offerte dalle moderne tecnologie alle forze di intervento e di soccorso medico, il fatto che la densità di medici e ospedali non sia uniforme in Svizzera costituisce davvero un problema tale da mettere seriamente a repentaglio un'adeguata assistenza sanitaria?</p><p>3. Non ritiene anch'esso che, in fatto di assistenza sanitaria, la situazione in Svizzera sia invece caratterizzata da un'offerta eccedentaria e, in generale, da un aumento del volume delle prestazioni?</p><p>4. Non siamo piuttosto di fronte a una penuria soltanto apparente che non reggerebbe a un confronto con i Paesi dell'OCSE?</p><p>5. Condivide l'opinione secondo cui un'offerta sanitaria eccedentaria e un aumento del volume delle prestazioni - o, in altre parole, prestazioni inutili e inefficienti - sono tra i motivi determinanti del costante ed esponenziale aumento dei costi della salute in Svizzera?</p><p>6. Non ritiene che la scarsa efficienza del sistema sanitario svizzero - già documentata dallo stesso collegio governativo nella propria strategia Sanità 2020 - sia perlopiù una conseguenza di fattori politicamente influenzabili come l'offerta di prestazioni in eccesso, l'obbligo di contrarre e la mancanza di trasparenza sulla qualità dei fornitori di prestazioni?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Con quattro medici ogni 1000 abitanti nel 2013, la Svizzera si colloca fra i Paesi dell'OCSE con la maggiore densità medica, anche se il loro numero per abitante varia fortemente da Cantone a Cantone e in base alla specializzazione. Il Consiglio federale ritiene che la Svizzera si trovi generalmente in una situazione di eccedenza dell'offerta, anche se localmente possono verificarsi episodi di penuria, in particolare nella medicina di base. Attualmente oltre il 30 per cento dei professionisti attivi in Svizzera è titolare di un diploma estero e la loro quota cresce di anno in anno. Per ridurre la dipendenza dall'estero e garantire in futuro un maggiore ricorso a medici indigeni il Consiglio federale, nel quadro delle misure accompagnatorie per l'attuazione dell'articolo 121a della Costituzione federale e dell'iniziativa sul personale qualificato, ha deciso di agire insieme ai Cantoni per incrementare a lungo termine il numero di diplomi rilasciati in medicina umana in Svizzera. A tal fine ha proposto di integrare un credito supplementare di 100 milioni di franchi nel messaggio sulla promozione dell'educazione, della ricerca e dell'innovazione negli anni 2017-2020, proposta che è stata accolta dalle Camere federali nel settembre del 2016. Con ogni probabilità, la Conferenza svizzera delle scuole universitarie deciderà entro la fine di novembre sulla ripartizione di questo credito fra le istituzioni di formazione. L'aumento del numero di diplomi non è una misura isolata: nell'ambito della strategia Sanità 2020 ne sono già state adottate numerose altre con l'obiettivo di rafforzare la collaborazione interprofessionale nel settore sanitario e di migliorare la ripartizione dei professionisti nelle diverse branche della medicina. L'insieme delle misure poste in atto dovrebbe permettere di rispondere in modo più equilibrato al fabbisogno e di garantire un'adeguata assistenza medica alla popolazione anche nei prossimi 15 anni.</p><p>2.-6. Secondo la Costituzione federale, l'assistenza sanitaria rientra nella sfera di competenza dei Cantoni. Conformemente al messaggio del Consiglio federale concernente la modifica della legge federale sull'assicurazione malattie ("Gestione strategica del settore ambulatoriale"; 15.020), per migliorare la gestione strategica nel settore delle cure ambulatoriali le autorità cantonali avrebbero potuto, coordinandosi fra loro, determinare il fabbisogno in materia di assistenza sanitaria sulla base della qualità ottimale predefinita. Senza una qualsiasi gestione strategica, in un sistema di remunerazione delle prestazioni basato sul singolo atto medico (come quello in uso in Svizzera per le prestazioni nel settore ambulatoriale) si rischia che il numero di consultazioni e la quantità di atti medici compiuti durante ciascuna consultazione aumentino proporzionalmente alla densità di medici, il che contribuisce a far lievitare i costi della salute. È per questo motivo che il Consiglio federale ha sostenuto la proroga della durata di validità dell'articolo 55a della legge federale sull'assicurazione malattie che permette ai Cantoni di limitare per altri tre anni il numero delle nuove autorizzazioni a esercitare a carico dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (iniziative parlamentare 16.401). Il governo è deciso a impegnarsi nella ricerca di un'alternativa duratura a questa moratoria nel quadro dei lavori relativi all'adempimento del postulato 16.3000 e della mozione 16.3001, per cercare di contenere l'aumento dei costi delle prestazioni nel settore ambulatoriale e per garantire nel contempo alla popolazione l'accesso a cure di elevata qualità. Saranno presi in considerazione criteri come la densità di medici e la qualità dell'offerta sanitaria e saranno vagliati diversi assi d'intervento, come un allentamento dell'obbligo di contrarre o una differenziazione delle tariffe secondo la regione, la gamma di prestazioni o criteri di qualità.</p><p>Infine, il 2 settembre 2016 il Dipartimento federale dell'interno ha annunciato l'intenzione di studiare altre misure per contenere l'aumento dei costi a carico dell'assicurazione malattie: tra queste figura, in particolare, l'analisi di alcuni modelli applicati in altri Paesi europei per gestire l'aumento della domanda di prestazioni sanitarie. A tale scopo esaminerà le soluzioni adottate dalla Germania e dai Paesi Bassi, che dispongono di sistemi sanitari simili a quello svizzero e che nel settore ambulatoriale e in quello stazionario hanno introdotto strumenti per la gestione strategica dei preventivi o del volume di prestazioni da fornire.</p>  Risposta del Consiglio federale.