<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di presentare un rapporto descrittivo sugli effetti della 4a revisione della legge sull'assicurazione contro la disoccupazione (LADI) a cinque anni dall'entrata in vigore. Nello specifico, avvalendosi dei dati disponibili, è opportuno esporre gli effetti sulle persone in entrata nel mondo del lavoro al termine degli studi, sui disoccupati di lunga durata, nonché l'eventuale trasferimento di costi dall'Assicurazione Disoccupazione all'assistenza sociale, a carico dei cantoni e dei comuni.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La 4a revisione parziale della legge sull'assicurazione contro la disoccupazione (LADI) è stata innescata dal freno all'indebitamento, previsto dalla legge, e ha raggiunto gli obiettivi prestabiliti: in presenza di un tasso di disoccupazione medio del 3,2 per cento le entrate superano le uscite, per cui i debiti del fondo di compensazione dell'assicurazione contro la disoccupazione possono essere ridotti progressivamente.</p><p>Gli effetti della 4a revisione parziale della LADI sono stati analizzati in diversi studi. Il rapporto "4. Teilrevision des Arbeitslosenversicherungsgesetzes (Avig), Auswirkungen auf die Versicherten und auf die Finanzen der Arbeitslosenversicherung" (SECO, ottobre 2013) ha analizzato le ripercussioni a un anno dall'entrata in vigore della legge riveduta e ha constatato che i tagli delle prestazioni non hanno gravato eccessivamente su una specifica tipologia di persone.</p><p>Lo studio "Evaluation der Avig-Revision 2011" (pubblicazione SECO, politica del mercato del lavoro, n. 44, 10.2016), dedicato alle ripercussioni sui disoccupati d'età inferiore ai 25 anni, conclude che per gli interessati la riduzione del diritto alle indennità da 400 a 200 giorni ha accorciato di 10 giorni (ossia del 6 per cento) il periodo di disoccupazione medio. Nei primi sei mesi si è potuto osservare un temporaneo effetto negativo sul reddito pari al 3 per cento, dovuto alla più rapida uscita dall'assicurazione contro la disoccupazione (AD). Due anni dopo l'uscita dalla disoccupazione, però, questo effetto non è più percepibile.</p><p>L'evoluzione dei flussi dall'AD all'aiuto sociale viene analizzata da circa dieci anni su mandato della SECO. Secondo il monitoraggio SHIVALV dell'UFAS, nel periodo 2012-2014 un quarto dei nuovi casi di aiuto sociale percepiva indennità di disoccupazione l'anno precedente. Nel 2010, cioè prima che entrasse in vigore la 4a revisione della LADI, questa quota era identica. Non ci sono indizi secondo cui l'esclusione delle indennità compensative derivanti da un guadagno intermedio dal calcolo del guadagno assicurato in un termine quadro successivo abbia comportato una maggiore riscossione di prestazioni dell'aiuto sociale da parte dei beneficiari di prestazioni AD. Secondo il monitoraggio SHIVALV, nel periodo 2012-2014 successivo all'entrata in vigore della legge riveduta (nel 2011) le prestazioni combinate di AD e aiuto sociale sono persino calate in termini percentuali. Gli ultimi risultati di uno studio di lungo termine sulle persone che hanno esaurito il loro diritto alle indennità in considerazione dei loro percorsi lavorativi saranno pubblicati nella primavera 2017.</p><p>Dal 2005 il tasso di aiuto sociale è rimasto praticamente invariato: negli anni 2014 e 2015 era del 3,2 per cento, livello corrispondente al 2005. In base a ripetuti studi a lungo termine possiamo partire dal presupposto che una persona su sei che ha esaurito il diritto alle indennità percepisce prestazioni dell'aiuto sociale pubblico entro due anni dall'esaurimento di tale diritto. Non ci sono indizi che avvalorano l'ipotesi secondo cui i passaggi dall'AD all'aiuto sociale sarebbero aumentati dopo l'entrata in vigore della 4a revisione della LADI.</p><p>Visti gli studi di ampio raggio sugli effetti della 4a revisione della LADI effettuati in passato o tuttora in corso, il Consiglio federale ritiene inutile elaborare un ulteriore rapporto.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.