<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di nominare una persona responsabile del raggiungimento degli obiettivi dell'Accordo di Parigi sul clima e della Strategia energetica 2050 (riduzione delle emissioni di CO2). In collaborazione con i Cantoni e con l'economia, questa persona dovrebbe analizzare costantemente la situazione per individuare i deficit esistenti nella realizzazione degli obiettivi. Sulla base del ventaglio di obiettivi, le misure per ridurre e prevenire le emissioni di CO2 possono essere definite con precisione e attuate rapidamente dal Consiglio federale insieme al Parlamento, ai Cantoni e all'economia. Il Consiglio federale e il Parlamento dovrebbero essere regolarmente informati sullo stato dei lavori.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Tre quarti delle emissioni di gas serra in Svizzera provengono dall'impiego a scopo energetico dei combustibili fossili. Le politiche climatica ed energetica sono quindi fortemente legate tra loro. L'esecuzione e lo sviluppo ulteriore della politica climatica ed energetica avvengono pertanto in stretta collaborazione con tutti gli Uffici federali e, se del caso, con i servizi cantonali interessati.</p><p>Per l'ulteriore sviluppo delle politiche climatica ed energetica la Confederazione valuta di continuo lo stato di raggiungimento degli obiettivi, un aspetto disciplinato nell'articolo 55 "Monitoraggio" della legge sull'energia (RS 730.0) e nell'articolo 40 "Valutazione" della legge sul CO2 (RS 641.71). Gli Uffici federali dell'energia (UFE) e dell'ambiente (UFAM) verificano a scadenze regolari in che misura i provvedimenti specifici hanno contribuito al raggiungimento dei valori di riferimento sanciti dalla legge sull'energia (aumento dell'efficienza energetica e potenziamento delle energie rinnovabili) e degli obiettivi secondo gli impegni internazionali di protezione del clima (Protocollo di Kyoto e Accordo di Parigi). I risultati sono pubblicati (cfr. www.monitoraggio-energia.ch e www.bafu.admin.ch/inventario-gas-serra). Se si evince che gli obiettivi non potranno essere raggiunti, il Consiglio federale chiederà al Parlamento di adottare ulteriori provvedimenti opportuni.</p><p>Tali valutazioni e rapporti forniscono gli impulsi necessari per l'ulteriore sviluppo delle politiche climatica ed energetica, attuate in stretta collaborazione dai due Uffici federali. Ne è testimonianza, ad esempio, anche il "Comitato interdipartimentale Clima", nel quale, sotto l'egida dell'UFAM, collaborano otto Uffici federali in diversi campi di intervento.</p><p>Sussistono pertanto dubbi che un addetto al clima consentirebbe, senza notevoli costi supplementari a diversi livelli a carico dell'Amministrazione, di migliorare il coordinamento esistente e di generare un valore aggiunto per il Parlamento. Infatti, anche un addetto al clima dovrebbe attenersi alla vigente ripartizione delle competenze fra Parlamento, Consiglio federale e Cantoni e, basandosi (parzialmente) su queste competenze sancite dalla Costituzione, non potrebbe proporre misure e soluzioni.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.