<h2>SubmittedText<h2><p>Ogni anno il numero di risoluzioni emanate dalle organizzazioni delle Nazioni Unite nei confronti del piccolo Stato di Israele è superiore a quelle emanate contro tutti gli altri Stati del mondo messe insieme. A titolo di esempio, nel 2018 quelle contro Israele sono state 21 su un totale di 26. Ben l'80 per cento di tutte le condanne dell'ONU per violazione dei diritti umani sono rivolte contro l'unico Stato democratico del Medio Oriente. I reati molto gravi commessi da altri Paesi risultano quasi marginali e la Svizzera tollera questa prassi senza opporsi sebbene il DFAE, nell'affare 20.5417, confermi che queste condanne sono "sorprendentemente numerose", se raffrontate a quelle nei confronti degli altri Paesi.</p><p>Nel settembre 2020, il Consiglio economico e sociale dell'ONU (ECOSOC) ha nuovamente condannato Israele, quale unico Paese, per presunte violazioni dei diritti delle donne. Tra l'altro, le risoluzioni sono state richieste proprio da Paesi come l'Iran, l'Arabia Saudita, la Bielorussia e il Pakistan. Solo il Canada, gli USA e l'Australia si sono opposti a questa assurda sproporzionalità. La Svizzera, nuovamente, non ha preso posizione e la questione della violazione dei diritti delle donne in altri Paesi non è stata affrontata. In una seconda risoluzione, l'ECOSOC ha condannato di nuovo Israele per aver violato i diritti economici e sociali dei Palestinesi.</p><p>Invito quindi il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quali conclusioni trae il Consiglio federale dalla propria constatazione che il numero di risoluzioni è sorprendentemente elevato rispetto ad altri conflitti? È disposto a fare luce su queste cifre?</p><p>2. Secondo il Consiglio federale, il contenuto delle risoluzioni cambia solo leggermente. Qual è la posizione del Consiglio federale nei confronti di questa rituale e unilaterale pratica di condanna da parte dell'ONU?</p><p>3. Per quale motivo la Svizzera, soprattutto forte del suo punto di vista neutrale, non si schiera chiaramente contro questa evidente sproporzionalità?</p><p>4. In che modo il Consiglio federale controlla questa pratica manifestamente ritualizzata? Chi giudica le decisioni? E chi prende tali decisioni?</p><p>5. In particolare in relazione alla candidatura al Consiglio di sicurezza dell'ONU, il Consiglio federale è disposto a fare chiarezza sulle basi e sulle motivazioni del comportamento di voto della Svizzera e a pubblicarle in dettaglio sul sito Internet del DFAE?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1-2. Ogni Stato membro ha la libertà di presentare agli organi principali dell'ONU testi di risoluzioni su determinati Paesi o argomenti. Il numero relativamente elevato di risoluzioni ONU sul Medio Oriente dipende anche dal fatto che il conflitto nella regione si protrae da più di 70 anni. Il Consiglio federale vuole rendere la sua politica estera il più trasparente possibile e integrarla bene con la sua politica interna. Nel rapporto relativo al postulato 20.4145 Binder esaminerà le possibilità per rendere più accessibili le informazioni sul comportamento di voto della Svizzera.</p><p>3. La Svizzera stabilisce la propria posizione riguardo a ogni risoluzione sul Medio Oriente sulla base del testo concreto e in conformità con la Strategia MENA 2021-2024 adottata dal Consiglio federale. Tiene inoltre conto del diritto internazionale pubblico, della situazione sul posto e del comportamento di voto degli Stati partner. Il comportamento di voto della Svizzera non è in alcun modo rivolto contro Israele o le autorità palestinesi. La Svizzera conduce una politica indipendente ed equilibrata nei confronti del Medio Oriente, con l'obiettivo di giungere a una soluzione a due Stati negoziata da entrambe le parti e conforme al diritto internazionale pubblico e ai parametri concordati sul piano internazionale, incluse le risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell'ONU. È importante che la Svizzera, un attore affidabile e credibile, abbia una posizione equilibrata sulla scena internazionale, anche in considerazione dei suoi buoni uffici.</p><p>4-5. Nella risposta all'interpellanza 20.3476 Grüter il Consiglio federale descrive come vengono elaborate le posizioni della Svizzera all'ONU. Nel rapporto in risposta al postulato 20.4145 Binder l'Esecutivo tratterà la questione del coordinamento, della coerenza e della trasparenza delle posizioni della Svizzera all'interno dell'ONU.</p>  Risposta del Consiglio federale.