<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di elaborare le basi giuridiche per stabilire un "diritto all'uso". Al fine di un uso sostenibile dei dispositivi elettronici, occorre garantire ai proprietari il libero accesso all'hardware e al software dei dispositivi acquistati. Ciò comprende standard vincolanti per l'interoperabilità dei dispositivi elettronici, il diritto alla libera scelta dei sistemi operativi, dei software e dei fornitori di servizi online per tutti i dispositivi nonché l'obbligo alla divulgazione dei codici sorgente dei driver, degli strumenti e della documentazione delle interfacce necessarie.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale vuole promuovere l'economia circolare, e l'estensione del ciclo di vita dei prodotti volta a preservare le risorse naturali ne è una componente essenziale. L'approccio dell'accesso libero all'hardware e al software ha un grande potenziale.</p><p>Attualmente nell'UE non sono in corso lavori di regolamentazione di un "diritto all'uso". Un'iniziativa isolata della Svizzera non permetterebbe di raggiungere l'obiettivo. L'impatto positivo sull'ambiente sarebbe basso o discutibile, dato che i produttori guardano al più ampio mercato dell'UE e alle relative regolamentazioni in vigore e, di conseguenza, continuerebbero a realizzare i propri prodotti secondo i requisiti dell'UE. Ciò potrebbe comportare un aumento dei prezzi delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione nel nostro Paese o la scomparsa dei prodotti dal mercato svizzero.</p><p>La direttiva (UE) 2019/771 del 20 maggio 2019 relativa a determinati aspetti dei contratti di vendita di beni introduce nell'UE l'obbligo di aggiornamento per i beni con elementi digitali. Attualmente, nell'ambito di un'analisi globale della modernizzazione del diritto di garanzia, è in corso di verifica il possibile impatto di un recepimento di questa direttiva, con particolare attenzione agli aspetti ambientali.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.