<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p></p><p></p><p>ad domanda 1</p><p></p><p></p><p></p><p>L'Ufficio federale dei rifugiati si occupa già da parecchio tempo di confronti quantitativi e qualitativi del trasferimento di prestazioni statali a favore di persone soggiacenti al settore dell'asilo. In vista di rispondere alle questioni della Commissione delle finanze del Consiglio federale vertenti nella stessa direzione di quelle dell'interpellante, l'istituto di ricerca "forum svizzero per gli studi sulla migrazione FSM" a Neuchâtel, è stato incaricato di effettuare dapprima una rilevazione sulle prestazioni quantitative per richiedenti l'asilo e persone in cerca di protezione in cinque Paesi europei. </p><p></p><p></p><p></p><p>Il rapporto fa riferimento ai diversi sistemi assistenziali esistenti in Europa. Gli Stati nordici, la Repubblica federale di Germania e la Svizzera conoscono ognuno un sistema di prestazioni statali, illimitato nel tempo ed esteso all'intero territorio nazionale, volto a coprire il sostentamento, le esigenze in materia di sanità e di istruzione. Qualità ed effettività delle prestazioni sono soltanto accennate. Negli altri Stati europei d'accoglienza invece, i sistemi assistenziali si contraddistinguono per prestazioni statali limitate nel tempo o fornite soltanto a determinate categorie di persone. Le lacune che si vengono a creare sono colmate, in parte, da organizzazioni non statali. </p><p></p><p></p><p></p><p>Lo studio rileva come non si debbano considerare secondarie, rispetto alle prestazioni globali estese a tutto il territorio nazionale, le prestazioni di privati destinate al sostentamento vitale. I mezzi limitati impongono la definizione di priorità e comportano un'intensa consulenza personale destinata a consentire il piú rapidamente possibile un'esistenza autonoma. In un sistema che copre l'intero territorio non vi è questo incentivo; soltanto limitatamente è possibile tener conto delle esigenze del singolo. Questo sistema è preferito soprattutto dalle persone senza rete sociale propria nello Stato d'accoglienza. Se si prescinde dalle restrizioni temporali o di categoria delle prestazioni nei relativi Stati e se si confrontano soltanto i mezzi messi a disposizione per la copertura delle esigenze di base, colpisce il fatto come l'ammontare dei contributi versati nei vari Cantoni oscilli maggiormente che non negli Stati esaminati. Ciò significa, da un canto, che le somme forfettarie, versate dalla Confederazione ai Cantoni, per l'assistenza di base, sono trasmesse in modo diversificato ai richiedenti l'asilo e in parte addirittura aumentate con mezzi cantonali. Dall'altro, il confronto messo a punto nell'ottica del potere d'acquisto, rivela che tutti gli Stati, nella ponderazione dell'assistenza di base, si sono lasciati guidare dalle spese minime effettive per il sostentamento. Già per siffatti motivi la maggior parte dei contributi rilevati si situa all'interno di uno stretto margine. </p><p></p><p></p><p></p><p>Lo studio analizza anche la portata delle prestazioni nei settori dell'inserimento professionale e dell'assistenza sanitaria e giunge alla conclusione che la Svizzera occupi in questi ambiti una posizione di spicco tra gli Stati esaminati. </p><p></p><p></p><p></p><p>Quanto alle procedure, da anni si procede all'allestimento, all'aggiornamento nonché alla pubblicazione di compendi concernenti le regolamentazioni legali vigenti negli Stati europei d'accoglienza. Colpisce il rapido ritmo delle revisioni di legge nei relativi Stati. Le differenze dello standard procedurale è da ricondurre soprattutto alle rispettive esigenze costituzionali.</p><p></p><p></p><p></p><p>Nell'insieme, sulla scorta dei confronti disponibili in merito alle prestazioni, si può affermare che la Svizzera versa a persone soggiacenti al settore dell'asilo prestazioni quantitative e qualitative superiori alla media e che questa circostanza dev'essere ricondotta al diritto a condizioni minime d'esistenza sancito a livello costituzionale. </p><p></p><p></p><p></p><p>ad domanda 2</p><p></p><p></p><p></p><p>Non esistono per adesso risultati convalidati scientificamente secondo cui l'elevato numero di domande sia dovuto essenzialmente all'alto livello nel settore assistenziale e in quello procedurale. Sono attualmente oggetto di esame, i diversi fattori d'influsso possibili tra cui si può elencare, oltre a una rete sociale esistente, condizioni geografiche e climatiche, presupposti di Stato di diritto, ecc. e anche l'accesso a prestazioni statali. Si tratterà di definire i fattori che in generale o per determinati gruppi di richiedenti l'asilo costituiscono un'attrattiva e che sono all'origine dell'alto numero di domande. </p><p></p><p></p><p></p><p>ad domanda 3</p><p></p><p></p><p></p><p>I principi da applicare a livello di assistenza e di procedura sono stabiliti dalla Costituzione federale (Cost.). Occorre tener conto, segnatamente, del diritto costituzionale - non codificato e riconosciuto dal Tribunale federale - a condizioni minime d'esistenza nonché delle garanzie procedurali che scaturiscono dall'articolo 4 Cost. Dal punto di vista legale le possibilità di manovra sono in ampia misura esaurite. Se esistono ancora, esse verranno corrette nell'ambito dei lavori in corso concernenti la legislazione sugli stranieri e le misure d'applicazione della legge sull'asilo. </p><p></p><p></p><p></p><p>ad domanda 4</p><p></p><p></p><p></p><p>Nell'ambito del preventivo per l'anno 1998 si è previsto di poter evadere 22'000 domande d'asilo, supponendo che nello stesso anno vengano registrate 18'000 nuove domande d'asilo. Visto l'aumento delle richieste d'asilo, particolarmente nella seconda metà del 1998, il Consiglio federale ha deciso all'inizio di giugno, di potenziare l'Ufficio federale dei rifugiati con personale supplementare per far fronte a 32'000 domande d'asilo. La delegazione delle finanze delle Camere federali ha approvato una richiesta di credito supplementare per permettere l'assunzione del personale straordinario indispensabile presso l'Ufficio federale e la Commissione di ricorso. Si può calcolare che nell'anno 1998 verranno evase 23'500 richieste di prima istanza. Siccome però il totale delle domande d'asilo per il 1998 sarà di oltre 40'000, le istanze non evase saliranno a 16'500. Le persone recentemente assunte potranno lavorare con piena efficienza soltanto nel corso del 1999. Si può quindi supporre che nel 1999 si riuscirà a evadere 30'000 domande d'asilo. L'incremento delle domande d'asilo inevase dovrebbe, l'anno prossimo, arrestarsi, nella misura in cui l'effettivo delle nuove entrate, rispetto all'attuale sviluppo, non diminuisca sensibilmente, al di sotto del livello di potenzialità di trattamento. Il trattamento, rimandato di un anno, di circa 16'500 nuovi casi inevasi, causerà nel 1999 un aumento dei costi di circa 250.- milioni di franchi, calcolati in base a una media annua di spese d'assistenza di 15'000.- franchi per persona richiedente l'asilo. Spese addizionali sorgono tuttavia anche in seguito al rinvio, fino alla fine di aprile 1999, della maggior parte dei rimpatri, a causa del clima bellico nel Kosovo.</p>  Risposta del Consiglio federale.