<h2>SubmittedText<h2><p>In vista della votazione sull'iniziativa "No Billag", ad ottobre 2017 la consigliera federale Doris Leuthard ha promesso che i proventi del canone per la SSR avrebbero dovuto essere limitati a 1,2 miliardi di franchi e che la SSR avrebbe dovuto presentare un pacchetto di misure per ridurre le proprie spese. Proprio il giorno stesso della votazione, la SSR ha promesso di attuare tali disposizioni. Queste misure dovrebbero ridurre le distorsioni del mercato e obbligare la SSR a concentrarsi sul suo mandato principale. Allo stesso tempo si trattava di un primo passo verso condizioni quadro più favorevoli alla concorrenza per le imprese mediatiche private. Secondo quanto confermato dal Consiglio federale, il limite della quota di partecipazione della SSR sarebbe rimasto in vigore almeno fino al 2022.</p><p>Il 16 aprile 2020 il Consiglio federale ha tuttavia deciso di sopprimere questo limite per i proventi del canone destinati alla SSR. La partecipazione della SSR dovrà ora aumentare di 50 milioni di franchi raggiungendo gli 1,25 miliardi di franchi. Nel frattempo più di 30 emittenti radiofoniche e televisive private continueranno a ricevere il 6 per cento dei proventi del canone. Sulla base di quanto esposto si pongono le seguenti domande: </p><p>1. Perché il Consiglio federale accetta ulteriori distorsioni del mercato assegnando alla SSR nuovi sussidi annui di 50 milioni di franchi mentre le emittenti private continueranno a ricevere il 6 per cento dei proventi del canone?</p><p>2. In base a quale piano finanziario è avvenuto questo aumento? Quali criteri hanno formato la base per il calcolo della somma pari a 50 milioni di franchi?</p><p>3. Quali condizioni o accordi sono stati definiti con la SSR in merito a questa decisione?</p><p>4. Nei prossimi mesi o anni, il Consiglio federale si aspetta una ripresa del mercato pubblicitario così che la quota di partecipazione della SSR possa essere diminuita? O c'è da aspettarsi che il mercato pubblicitario continuerà a restare in una situazione critica e che la partecipazione al canone della SSR possa eventualmente addirittura continuare ad aumentare?</p><p>5. La decisione del Consiglio federale implica un primo passo a favore di una SSR priva di pubblicità? In futuro la SSR intende puntare maggiormente sulla sponsorizzazione e sull'inserimento di prodotti, mentre l'effettiva pubblicità televisiva non è più desiderata?</p><p>6. È ancora attuale l'affermazione del Consiglio federale del 25 aprile 2018 in cui quest'ultimo sottolinea che la perdita delle possibilità pubblicitarie nei programmi della SSR porterebbe "a un indebolimento del mercato pubblicitario televisivo in Svizzera e a una perdita di potenziale economico"?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Domanda 1</p><p>Le emittenti concessionarie di programmi locali o regionali con mandato di prestazioni ricevono una quota annua di partecipazione al canone conformemente all'articolo 38 della legge federale sulla radiotelevisione (LRTV). La somma delle quote di tutte le emittenti, secondo l'articolo 40 capoverso 1 LRTV, deve corrispondere al 4-6 per cento dei proventi complessivi del canone. Nel 2019 il Consiglio federale ha aumentato la quota di partecipazione delle emittenti regionali da 67,5 a 81 milioni di franchi (+ 20 %). Tuttavia con il 6 per cento il Consiglio federale ha già utilizzato tutto il margine di manovra di cui disponeva.</p><p>Innalzando di 50 milioni di franchi la quota di partecipazione al canone della SSR, aumenta anche il fabbisogno complessivo di entrate del canone. Siccome la quota di partecipazione delle emittenti regionali corrisponde al 6 per cento del fabbisogno complessivo di entrate del canone, con l'aumento della quota di partecipazione della SSR aumenta della stessa proporzione anche quella delle emittenti regionali.</p><p>Non si può parlare di una distorsione del mercato tra la SSR e le emittenti locali in quanto il mandato di prestazioni della SSR non può essere confrontato con quello delle emittenti locali.</p><p>Domanda 2 e 4</p><p>Conformemente all'articolo 68a capoverso 1 lettera a LRTV, per stabilire l'importo del canone è determinante il fabbisogno per finanziare i programmi della SSR e l'ulteriore offerta editoriale della SSR. L'adempimento del mandato di programma è la base di partenza per allestire la pianificazione finanziaria della SSR, della quale il DATEC prende conoscenza nel quadro della sorveglianza finanziaria.</p><p>Nella sua richiesta di aumento della quota di partecipazione al canone, la SSR evidenzia gli sviluppi negativi degli introiti pubblicitari. Sino al 2021 si prevede un calo di 72 milioni di franchi rispetto al 2018, una tendenza al ribasso che è destinata a rafforzarsi nel 2022. La perdita di introiti è legata al cambiamento strutturale e dovuta a trasferimenti nel mercato pubblicitario (crescita della pubblicità online, nuove finestre pubblicitarie), alle mutate abitudini di consumo (grandi quantità di dati, fruizione personalizzata dei media, frammentazione del mercato) e alla dinamica di concorrenza. Non ci si aspetta una ripresa. Ciononostante con il calcolo delle tariffe dal 2023 il Consiglio federale valuterà nuovamente la situazione.</p><p>La SSR ha ridotto i propri costi in modo durevole grazie a numerosi programmi di risparmio, per compensare in parte le perdite di entrate subite negli ultimi anni. Nonostante l'aumento della quota del canone, la SSR dovrà procedere a ulteriori ristrutturazioni.</p><p>Nel 2017 il Consiglio federale partiva dal presupposto che per la SSR fosse necessario e giustificato un limite di 1,2 miliardi di franchi fintanto che gli introiti pubblicitari sarebbero rimasti stabili. Con l'aumento della partecipazione al canone dell'ordine di 50 milioni di franchi le perdite pubblicitarie strutturali vengono in parte compensate. In questo modo la SSR dovrà poter continuare ad adempiere il proprio mandato di prestazioni in termini di qualità e quantità.</p><p>Domanda 3</p><p>La concessione SSR precisa le disposizioni di legge della LRTV. Include direttive generali (obbligo di rispondere all'interesse generale, consenso, qualità, dialogo con il pubblico), descrive i singoli ambiti dell'offerta editoriale (informazione, cultura, formazione, intrattenimento, sport), tratteggia a grandi linee i compiti trasversali (innovazione, scambio culturale, considerazione dei giovani, delle persone con retroterra migratorio e delle persone affette da disabilità sensoriali) e definisce l'offerta nel dettaglio. Prevede inoltre disposizioni sulla produzione e sulla collaborazione con altri media e organizzazioni affini, il rendiconto e l'organizzazione della SSR.</p><p>Il decreto del Consiglio federale concernente la quota di partecipazione al canone per la SSR muove da queste premesse, considera cioè i mezzi finanziari che sono necessari a fornire le suddette prestazioni.</p><p>Domanda 5</p><p>Il Consiglio federale continua a sostenere il modello del finanziamento misto, con fondi provenienti dal canone e dalla pubblicità, a favore del quale si è espresso chiaramente nel rapporto sul servizio pubblico. La pubblicità televisiva costituisce ancora per la SSR l'introito commerciale più rilevante, sebbene questi ricavi siano in costante calo. Con un apporto più modesto, anche la sponsorizzazione rappresenta un'importante fonte di introiti. La SSR utilizza con una certa reticenza l'inserimento di prodotti e gli aiuti alla produzione nelle proprie realizzazioni. I ricavi commerciali in questo settore restano pertanto ridotti. Nelle produzioni acquisite, la SSR non ha influenza sull'utilizzazione di inserimenti di prodotti.</p><p>Domanda 6</p><p>Anche se presso la SSR le cifre d'affari della pubblicità sono in calo, continuano a svolgere un ruolo importante per il mercato pubblicitario televisivo in Svizzera.</p>  Risposta del Consiglio federale.