<h2>SubmittedText<h2><p>Secondo il rapporto finale del 2012 sulla ricerca presso le scuole universitarie professionali all'attenzione della Commissione federale delle scuole universitarie professionali (CFSUP) e della SEFRI, sia le SUP sia le due istituzioni per la promozione della ricerca CTI e FNS constatano un aggravarsi dei problemi di sovvenzionamento per le scuole universitarie professionali. Ciò si deve soprattutto alle differenze strutturali di finanziamento tra università e SUP, che provocano distorsioni a svantaggio delle SUP e carenza di fondi per finanziare i progetti.</p><p>La posizione del FNS, secondo cui spetta agli organi responsabili garantire un adeguato finanziamento di base della ricerca, non è sostenibile viste le risorse economiche dei cantoni.</p><p>Inoltre, mentre le SUP devono versare al corpo intermedio stipendi in linea con il mercato, le università possono sfruttare le elevate competenze di ricerca dei dottorandi, disposti a lavorare per compensi inferiori. Anche in questo caso siamo di fronte a un'evidente penalizzazione delle SUP nei confronti delle università che, malgrado il lieve adeguamento delle aliquote SUP, non è ancora stata compensata.</p><p>Infine, l'eliminazione del programma DORE per la ricerca orientata alla pratica ha modificato il modello di finanziamento della ricerca anche nel settore SSA, provocando effetti indesiderati. Mentre i criteri di attribuzione orientati alla pratica del programma DORE rispondevano pienamente alle esigenze delle SUP, quelli del FNS favoriscono soprattutto la ricerca universitaria (p. es. presentazione di elenchi di pubblicazioni con un alto livello di specializzazione). Applicare questi criteri anche alle SUP significa modificare il loro orientamento alla pratica rendendole sempre più simili alle università, il che va contro l'interesse della nostra economia. Alla luce di queste considerazioni desidero porre le seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale è disposto a riconoscere le differenze ormai attestate tra università e SUP nel finanziamento della ricerca e ad adottare i necessari provvedimenti senza tollerare alcuna penalizzazione delle SUP?</p><p>2. È disposto a favorire il marcato orientamento pratico delle SUP anche nell'attribuzione dei fondi per la ricerca e a fare in modo che, in tale contesto, la presentazione delle pubblicazioni rappresenti per le SUP un criterio secondario?</p><p>3. È disposto, nell'ambito della promozione della ricerca nelle SUP, a tenere conto delle diverse condizioni delle varie discipline e ad applicare quindi un finanziamento differenziato?</p><p>4. È disposto ad appoggiare una di queste tre opzioni:</p><p>i. creare nuovi strumenti di promozione orientati alle esigenze specifiche della ricerca SUP nei settori SSA;</p><p>ii. istituire una nuova "sezione SUP" all'interno del FNS con criteri di assegnazione specifici;</p><p>iii. favorire una composizione paritaria delle commissioni all'interno di CTI e FNS e un'adeguata ripartizione dei fondi di ricerca per il settore SSA nei limiti degli strumenti di promozione disponibili (FNS e CTI)?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Oggi come in futuro le scuole universitarie professionali (SUP) e le università hanno e avranno missioni e compiti diversi. Questa realtà si rispecchia anche nell'insegnamento e nella ricerca. Nelle università la quota dell'insegnamento rispetto ai costi complessivi è inferiore al 40 per cento mentre quella della ricerca supera il 50 per cento. Nelle SUP, invece, il rapporto è inverso con quote, rispettivamente, del 70 per cento per l'insegnamento e del 20 per cento per la ricerca. Rispetto alle università le SUP sono maggiormente orientate all'applicazione e alla prassi. Nelle SUP svizzere di diritto pubblico i ricavi risultanti dalla ricerca applicata e dallo sviluppo (R&amp;S) si sono più che raddoppiati nel periodo tra il 2005 e il 2011 (passando da 184 a 389 milioni di franchi), il che comprova con quale dinamismo si stiano evolvendo le attività di ricerca in tali istituti. Vi sono tuttavia notevoli differenze da un campo specifico all'altro, sia in termini di volume sia in termini di rapporto tra il capitale di terzi messo a disposizione e i ricavi risultanti dalle attività di R&amp;S. Anche il Consiglio federale ritiene che la promozione della ricerca e dell'innovazione debba tener conto di questa diversità. Alla luce di queste premesse il Consiglio federale risponde come segue alle domande dell'autore dell'interpellanza:</p><p>1. Il Consiglio federale riconosce i diversi contesti in cui si muovono SUP e università e ne tiene conto anche in sede di finanziamento. Nell'ambito del suo finanziamento di base la Confederazione si assume già oggi, mediante sussidi d'esercizio, circa il 30 per cento dei costi per l'insegnamento e la ricerca nelle SUP, mentre nel caso delle università si fa carico di circa il 20 per cento di tali costi attraverso i suoi sussidi di base. Se si considerano tutti i costi d'esercizio e tutti i contributi federali (compresi i sussidi versati nell'ambito della promozione della ricerca), la Confederazione copre per entrambi i tipi di scuola quasi la medesima quota, ossia circa un quarto delle spese. Nell'ambito delle loro rispettive strategie, spetta agli organi responsabili delle SUP e delle università provvedere a un adeguato finanziamento di base della ricerca. Per quanto concerne i costi di riferimento fissati congiuntamente da Confederazione e cantoni, anche la nuova legge sulla promozione e sul coordinamento del settore universitario svizzero (LPSU) prevede aliquote di contribuzione diverse per SUP (30 per cento) e università (20 per cento). In questo modo si tiene conto del principio di differenziazione. La LPSU consente di ponderare maggiormente la ricerca in sede di assegnazione dei fondi, non da ultimo per incentivare gli organi responsabili a definire poli specialistici e a incrementare la quota di finanziamento di base. La nuova legge consente inoltre di vincolare il versamento di contributi a progetti che assolvono compiti d'importanza nazionale (p. es. approfondimento del profilo in singoli campi di ricerca).</p><p>2./3. All'interno del sistema di promozione pubblico, il Fondo nazionale svizzero (FNS) e la Commissione per la tecnologia e l'innovazione (CTI) assumono una funzione chiave. Secondo la legge sulla promozione della ricerca e dell'innovazione (LPRI), oggetto di una recente revisione totale, la ripartizione dei compiti è disciplinata nel modo seguente: il FNS è responsabile della promozione di progetti che non perseguono "obiettivi commerciali diretti" ed è quindi l'organo di promozione della Confederazione per la ricerca scientifica in tutte le materie insegnate nelle scuole universitarie. La CTI, per contro, è l'organo di promozione dell'innovazione basata sulla scienza in tutte le materie e, come compito di base, promuove progetti con potenziale di sfruttamento economico. A entrambe le agenzie di promozione si possono dunque presentare domande di promozione attinenti a tutte le materie o campi specifici, vale a dire che il criterio determinante non è (più) la "provenienza" istituzionale, bensì i contenuti e gli obiettivi principali del relativo progetto. Su questa base, gli organi di promozione non devono soltanto rivedere in generale la composizione dei loro comitati d'esperti, ma anche le loro prassi e i loro strumenti di promozione. Questo processo di verifica, attualmente in corso, è già stato notevolmente accelerato presso il FNS mediante l'introduzione della categoria "ricerca di base con orientamento pratico". In altri casi (p. es. docenti borsisti del FNS nel settore dell'energia) sono in corso, su mandato diretto della Confederazione, una verifica e un adeguamento dei criteri di valutazione, in particolare sotto il profilo dei requisiti di qualificazione per le giovani leve SUP. La SEFRI seguirà da vicino gli sviluppi e i risultati e ne discuterà con gli organi di promozione.</p><p>4. La categoria introdotta dal FNS "ricerca di base con orientamento pratico" (l'ex ricerca orientata alla pratica) è di grande importanza soprattutto per i settori SSA delle SUP. Con questa categoria il FNS deve garantire una valutazione adeguata delle domande, anche alla luce dell'integrazione nella promozione di progetti "consueta" del programma straordinario DORE - rivolto alle SUP e alle alte scuole pedagogiche (ASP) - avvenuta nel 2011. Per le domande con orientamento all'applicazione pratica, l'importanza non scientifica del relativo progetto (il "broader impact") costituisce già oggi un criterio formale, la cui valutazione è affidata a periti esterni con esperienza pratica. Anche questi progetti, tuttavia, devono soddisfare gli standard scientifici del rispettivo campo disciplinare (garanzia della qualità), benché questi ultimi non siano più criteri di riferimento unici o esclusivi. La categoria della ricerca di base con orientamento pratico è oggetto di un monitoraggio da parte del FNS, che prevede di discuterne ancora quest'anno in particolare con le SUP e con le ASP. La SEFRI seguirà da vicino gli sviluppi e i risultati di questo strumento e ne discuterà regolarmente con gli organi di promozione.</p>  Risposta del Consiglio federale.