<h2>SubmittedText<h2><p>La comunità eritrea in Svizzera (oltre 30 000 persone) aumenta di anno in anno. Tra il 1° gennaio 2022 e fine luglio 2022 oltre 1000 Eritrei hanno chiesto asilo in Svizzera. Un rimpatrio coatto è tuttora impossibile. Sempre nello stesso periodo sono stati registrati soltanto tre ritorni volontari e nessun rimpatrio coatto (secondo la statistica SEM sull'asilo).</p><p>Di recente alcuni media hanno riportato che la diaspora eritrea in Svizzera voleva organizzare un festival (NZZ am Sonntag, 28 agosto 2022). In realtà si trattava di un evento di propaganda di sostenitori del regime eritreo. Diversi funzionari di alto rango sono giunti in aereo dall'Eritrea. Secondo lo stesso articolo, sono soprattutto gli Eritrei fuggiti negli anni '80 a sostenere tuttora strenuamente il fondatore dello Stato Isaias Afewerki. In ogni caso sembra che molti Eritrei con statuto di rifugiato in Svizzera appoggino effettivamente il regime. Essendone sostenitori, non dovrebbero incontrare nessun problema in caso di ritorno in Patria.</p><p>Alla luce di queste premesse, il Consiglio federale è invitato a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. È a conoscenza di quanti rifugiati eritrei sosterrebbero l'attuale regime in Eritrea?</p><p>2. A parere di una professoressa olandese questi festival costituiscono il "lungo braccio di Afewerki" in Occidente. Le donazioni raccolte rappresentano una fonte finanziaria per l'isolato regime. Oltre alle donazioni, il Paese vive anche delle tasse della diaspora. Il Consiglio federale è in grado di stimare i finanziamenti raccolti dalla diaspora eritrea per il regime attuale?</p><p>3. Negli ultimi due anni il Consiglio federale ha avviato revoche dell'asilo o disconoscimenti della qualità di rifugiato conformemente all'articolo 63 LAsi nei confronti di Eritrei che sostengono il regime al potere? In caso negativo, perché no?</p><p>4. Condivide l'opinione dell'autore dell'interpellanza secondo cui ai rifugiati eritrei che sostengono il regime attuale andrebbe revocato lo statuto di rifugiato?</p><p>5. Sarebbe disposto, dopo le diverse manifestazioni organizzate in Svizzera dalla diaspora eritrea a sostegno dell'attuale regime, a far riesaminare tutti i casi?</p><p>6. Dato che l'Eritrea li rifiuta, i rimpatri coatti rimangono un problema. Sono stati compiuti progressi e sono stati nel frattempo eseguiti rimpatri coatti?</p><p>7. L'Egitto ha rimpatriato molti Eritrei in maniera coatta a destinazione di Asmara. Sembrano quindi esserci due pesi e due misure. Come spiega il Consiglio federale questa situazione?</p><p>8. È a conoscenza di espulsioni coatte verso l'Eritrea effettuate con successo da Paesi europei o dagli Stati Uniti?</p><p>9. La stampa ha riferito di un incontro, avvenuto il 18 ottobre 2021, tra il consulente eritreo del Presidente e i Segretari di Stato del DFAE e della SEM. È stata discussa la questione dei rimpatri coatti? Qual è stata la risposta? Quali punti sono stati discussi in relazione alla migrazione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il numero di rifugiati eritrei che sostengono l'attuale regime in Eritrea non è noto. Una grande parte della diaspora eritrea non è politicamente attiva. Una piccola parte è critica nei confronti del governo oppure lo sostiene. La maggioranza dei sostenitori è giunta in Svizzera prima dell'indipendenza eritrea nel 1993.</p><p>2. Il Consiglio federale parte dal principio che questi festival organizzati a titolo privato costituiscano spesso una fonte di finanziamento per il governo eritreo. Non è noto a quanto ammontino i fondi raccolti dagli organizzatori di queste manifestazioni e quale sia la parte inviata in Eritrea.</p><p>3.-5. L'avvio di una procedura di revoca dell'asilo o di disconoscimento della qualità di rifugiato è retto dalle pertinenti disposizioni legali. I motivi che giustificano la fine dell'asilo sono disciplinati in maniera esaustiva negli articoli 63 e 64 della legge sull'asilo (LAsi; RS 142.31). L'articolo 63 capoverso 1 lettera b LAsi rinvia alle cosiddette "clausole di cessazione" della Convenzione sullo statuto dei rifugiati (art. 1 lett. C n. 1-6 della Convenzione; RS 0.142.30). L'articolo 64 LAsi disciplina le condizioni per l'estinzione dell'asilo e dello statuto di rifugiato. La partecipazione a manifestazioni della diaspora eritrea in Svizzera non costituisce, di per sé, né un motivo di cessazione dell'asilo né un motivo per il disconoscimento della qualità di rifugiato. Inoltre, nessuna base legale permette un riesame generalizzato di tali casi. La SEM non ha pertanto eseguito alcuna procedura di disconoscimento a causa della partecipazione a manifestazioni della diaspora eritrea.</p><p>6. Finora la Svizzera non ha potuto eseguire rimpatri forzati verso l'Eritrea, poiché tale Paese rifiuta questo tipo di procedura per i suoi cittadini. Le autorità eritree eseguono invece regolarmente accertamenti d'identità di persone obbligate a partire. Tuttavia, l'ambasciata eritrea rilascia documenti sostitutivi soltanto per persone disposte a ritornare volontariamente nel loro Paese.</p><p>7.-8. Il Consiglio federale non dispone di alcuna informazione ufficiale in merito a rimpatri forzati effettuati verso l'Eritrea, la quale ha sempre precisato, sia in sede bilaterale che in occasione di forum multilaterali, di non accettare alcun rimpatrio di questo tipo. La Svizzera incoraggia i ritorni volontari, ma tematizza regolarmente con le autorità eritree anche la questione dei ritorni coatti.</p><p>9. In occasione del loro incontro con il consulente speciale del Presidente eritreo, Yemane Gebreab, tenutosi a Berna il 18 ottobre 2021, i segretari di Stato Livia Leu e Mario Gattiker hanno auspicato un miglioramento della cooperazione nel settore dei ritorni non volontari. Il rappresentante del governo eritreo ha sottolineato che tutti i cittadini eritrei possono tornare in patria se lo desiderano e la loro nazionalità è confermata. Ha rammentato che i rimpatri forzati restano esclusi. L'abrogazione delle restrizioni di viaggio a destinazione dell'Eritrea imposte a causa del COVID-19 ha permesso di intensificare la collaborazione con questo Paese nel settore dell'identificazione delle persone.</p>  Risposta del Consiglio federale.