<h2>SubmittedText<h2><p>Dal 2017 sono in vigore nell'Unione europea (UE) gli Orientamenti sulla comunicazione di informazioni di carattere non finanziario. Nello specifico, si tratta della pubblicazione di dati chiave di interesse ambientale, sociale e imprenditoriale. Questo tipo di divulgazione riveste un'importanza fondamentale per lo sviluppo sostenibile. Tali pubblicazioni sono infatti indispensabili per un sistema finanziario sostenibile e contribuiscono a promuovere un dialogo costruttivo tra gli attori sociali interessati (stakeholder). A tale proposito, è lecito interrogarsi sulla posizione della Svizzera in tale ambito.</p><p>1. Il Consiglio federale condivide il parere secondo cui la divulgazione di importanti informazioni di carattere non finanziario (tematiche legate alla sostenibilità) sia di centrale importanza per lo sviluppo sostenibile in generale e, nello specifico, per un sistema finanziario sostenibile e un dialogo costruttivo tra gli attori sociali interessati?</p><p>2. Cosa fa il Consiglio federale per assicurarsi che anche le imprese con sede in Svizzera comunichino i loro dati in materia di sostenibilità e che la Svizzera rimanga al passo con i tempi?</p><p>3. Quanto è grande in Svizzera il divario rispetto all'UE? Nel nostro Paese quante sono le imprese che secondo gli orientamenti dell'UE dovrebbero comunicare i loro dati di carattere non finanziario? Tra queste, quante dispongono di procedure di reporting compatibili con l'UE (p. es. sulla base dei criteri stabiliti dalla Global Reporting Initiative)?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale concorda con l'autore dell'interpellanza sul fatto che la comunicazione dei dati in materia di sostenibilità sia di fondamentale importanza per una gestione aziendale responsabile (Responsabilità sociale d'impresa, RSI) e un settore finanziario sostenibile. La trasparenza promuove la credibilità delle misure di RSI, la diffusione delle buone pratiche e il dialogo tra aziende e gruppi target (azionisti, clienti, investitori, lavoratori, organizzazioni non governative). Nel settore finanziario, gli investitori istituzionali danno sempre più importanza alla sostenibilità di un'azienda.</p><p>Per questo motivo il Consiglio federale ha definito la promozione della trasparenza come orientamento strategico nel documento programmatico e nel piano d'azione 2015-2019 sulla responsabilità sociale d'impresa.</p><p>2. La Confederazione s'impegna soprattutto per l'attuazione di standard internazionali RSI, come menzionato nelle linee guida OCSE destinate alle imprese multinazionali, in cui vengono esposte le politiche divulgative in materia di sostenibilità. Collabora inoltre con la rete svizzera di UN Global Compact, che promuove la pubblicazione dei bilanci sulla sostenibilità delle imprese. La Confederazione è inoltre attiva in iniziative per la divulgazione di informazioni sull'impatto del settore finanziario sull'ambiente. Con "Focused Reporting" (<a href="http://www.focusedreporting.ch">www.focusedreporting.ch</a>), un progetto promosso dalla Confederazione, l'intento è quello di migliorare la prassi divulgativa all'interno delle aziende. Nel documento programmatico sulla RSI, il Consiglio federale ha annunciato di voler porre in consultazione un avamprogetto sulla redazione di rapporti in materia di sviluppo sostenibile, sulla base della direttiva 2014/95/UE. Questi lavori saranno avviati quando ci sarà una migliore conoscenza dei progetti di attuazione negli Stati membri dell'Unione europea (UE). A tale proposito, la Confederazione ha commissionato una perizia (<a href="https://www.isdc.ch/media/1577/e-2018-10-16-173-die-umsetzung-der-richtlinie-201495eu-csr-richtlinie-in-verchiedenen-mmitgliedstaaten-der-eu.pdf">https://www.isdc.ch/media/1577/e-2018-10-16-173-die-umsetzung-der-richtlinie-201495eu-csr-richtlinie-in-verchiedenen-mmitgliedstaaten-der-eu.pdf</a>, in tedesco).</p><p>3. Nel nostro Paese non esiste una visione d'insieme delle aziende svizzere che secondo la direttiva UE sulla trasparenza sarebbero tenute a pubblicare i loro dati o che lo fanno già conformemente alle norme UE. Esistono alcuni studi circa la divulgazione di informazioni sulla sostenibilità da parte delle imprese svizzere. La normativa europea è applicabile alle grandi aziende di interesse pubblico con sede nell'UE che alla data di chiusura del bilancio contano una media complessiva di oltre 500 dipendenti nel corso dell'anno di esercizio. Stando a un'analisi di Ernst &amp; Young (<a href="http://www.ey.com/Publication/vwLUAssets/ey-transparenz-im-visier-2017/$FILE/ey-transparenz-im-visier-2017.pdf">www.ey.com/Publication/vwLUAssets/ey-transparenz-im-visier-2017/$FILE/ey-transparenz-im-visier-2017.pdf</a>, in tedesco), nel 2016 73 delle 110 più grandi imprese svizzere (il 66 per cento) hanno reso pubblici i loro dati in materia di sostenibilità. Di queste, il 64 per cento, ovvero 47 aziende, hanno applicato gli standard previsti dalla Global Reporting Initiative (GRI). Secondo la GRI (<a href="http://database.globalreporting.org/">http://database.globalreporting.org/</a>) nel 2016 almeno 76 aziende svizzere hanno presentato un rapporto conforme agli standard GRI. Nello studio pubblicato nel 2018 "Significato e importanza delle Linee guida OCSE per imprese multinazionali in Svizzera" della SECO e della DSC (<a href="http://www.seco.admin.ch/nkp">www.seco.admin.ch/nkp</a>) sono state consultate nel nostro Paese le 500 aziende svizzere con il maggior fatturato ed alcune PMI internazionali selezionate singolarmente. Di queste, il 36 per cento provvede a pubblicare informazioni sulla sostenibilità e il 21 per cento applica gli standard della GRI. Si registra dunque una tendenza generale tra le imprese svizzere a pubblicare sempre più spesso informazioni in materia di sostenibilità.</p>  Risposta del Consiglio federale.