<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di adeguare la nuova perequazione finanziaria in modo che gli utili delle persone giuridiche siano ponderati nella base imponibile aggregata con un fattore di 0,7.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La diversa imposizione di persone fisiche e giuridiche esisteva già nella fase di progettazione della NPC. All'epoca la Confederazione e i cantoni avevano convenuto che solo gli utili conseguiti all'estero da società con statuto fiscale cantonale sarebbero stati presi in considerazione nel potenziale di risorse con una ponderazione ridotta (fattori beta). I fattori beta applicati permettono quindi già oggi di ponderare in misura minore gli utili conseguiti dalle imprese rispetto al reddito delle persone fisiche.</p><p>Con la riforma III dell'imposizione delle imprese (RI imprese III) si intende eliminare gli statuti fiscali cantonali. In questo modo i fattori beta calcolati per la ponderazione degli utili delle attuali società con statuto speciale rientrano nel potenziale di risorse. Per evitare distorsioni, nell'avamprogetto relativo alla RI imprese III il Consiglio federale propone di introdurre ai fini della perequazione delle risorse nuovi fattori di ponderazione, i cosiddetti fattori zeta. Questi permettono di ponderare tutti gli utili delle persone giuridiche in misura inferiore rispetto ai redditi delle persone fisiche. Al riguardo si distingue utili da diritti di licenza/canoni e altri utili. Con l'introduzione dei fattori zeta si potrà in futuro tenere conto - come chiesto dall'autore della mozione - del diverso sfruttamento fiscale di utili e redditi.</p><p>L'introduzione dei fattori zeta è prevista solo se, dopo l'attuazione della RI imprese III, nella perequazione finanziaria confluiranno anche i dati fiscali. Il Consiglio federale ritiene problematica una riduzione preliminare degli utili nel potenziale di risorse per i seguenti tre motivi:</p><p>- La minore ponderazione proposta comporterebbe considerevoli variazioni nei versamenti di compensazione. In questo modo alcuni cantoni per i quali i redditi delle persone fisiche sono fondamentali subirebbero gravi conseguenze. Le simulazioni indicano che i contributi dei cantoni Nidvaldo e Svitto aumenterebbero di rispettivamente circa il 12 e il 9 per cento. Al contempo diminuirebbero i versamenti, ad esempio, al cantone dei Grigioni di circa il 14 per cento. Le previsioni per il cantone del Vallese indicano minori entrate di quasi 25 milioni di franchi (ossia del 5 per cento).</p><p>- L'entrata in vigore della RI imprese III comporterebbe nuovamente notevoli cambiamenti a seguito dell'introduzione dei fattori zeta. Pertanto, per diversi anni non sarebbe più garantita la certezza nella pianificazione dei cantoni.</p><p>- Un fattore fisso di 0,7 sarebbe un valore stabilito politicamente che dovrebbe essere regolarmente verificato e rinegoziato. Per contro, i fattori zeta proposti verrebbero ricalcolati in base a regole ben definite e a dati empirici.</p><p>La proposta del Consiglio federale concernente la RI imprese III tiene conto in una maniera simile ma più flessibile della richiesta dell'autore della mozione. Tuttavia, per i succitati motivi l'esecutivo respinge una soluzione transitoria che prevede l'applicazione di un fattore di 0,7 prima dell'introduzione della RI imprese III.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.