<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di avviare una campagna nazionale "Gli uomini contro la violenza sulle donne". La violenza, quella domestica in particolare, è esercitata prevalentemente da (singoli) uomini su donne. Da un lato occorre sostenere e assistere le vittime femminili, dall'altro gli autori (uomini e, più di rado, donne) vanno messi in condizione di abbandonare il proprio comportamento violento. Andrebbero messi in discussione i ruoli e gli stereotipi sessuali, nonché l'autostima e il concetto di virilità degli uomini. Per impedire la violenza sulle donne occorre sensibilizzare gli uomini al problema della violenza maschile: gli interessati vanno resi consapevoli del loro comportamento violento e devono saper riconoscere tempestivamente i propri schemi comportamentali; devono imparare ad assumerne la responsabilità e a modificare il proprio comportamento. Oltre a rendere attenti alla violenza sulle donne, nel quadro della campagna si potrebbero anche pubblicizzare e sostenere gli attuali e/o i nuovi consultori per uomini. Il Consiglio federale è pertanto incaricato di avviare una campagna nazionale di prevenzione.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Come esposto nella sua risposta all'<a href="https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20181047">interrogazione urgente 18.1047 del Gruppo socialista</a> "Violenza contro le donne. È ora di agire con decisione!", il Consiglio federale condanna qualsiasi forma di violenza, in particolare quella rivolta contro le donne, che considera inaccettabile.</p><p>La Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (Convenzione di Istanbul; RS 0.311.35) è entrata in vigore in Svizzera il 1° aprile 2018, obbligando il nostro Paese ad adottare le misure che s'impongono per incoraggiare tutti i membri della società, in particolare gli uomini e i ragazzi, a contribuire attivamente alla prevenzione delle diverse forme di violenza in essa contemplate. A livello federale e cantonale, i lavori di attuazione del trattato sono già stati avviati. Il 13 novembre 2018 si è svolto un convegno nazionale, in occasione del quale la Confederazione ha pubblicato una panoramica dei compiti correnti e delle misure permanenti adottate dagli attori federali per prevenire e combattere la violenza sulle donne e la violenza domestica. Al convegno hanno preso parte anche i Cantoni, che hanno fatto il punto della situazione sulle misure da essi messe in atto.</p><p>Oltre all'attuazione della Convenzione di Istanbul, il Consiglio federale prevede diverse misure di protezione a tutela delle vittime di violenza. Una di queste è la legge federale intesa a migliorare la protezione delle vittime di violenza (FF 2017 6267), che modifica il Codice civile, il Codice di procedura civile, il Codice penale e il Codice penale militare. Con la revisione legislativa proposta s'intende colmare le lacune rilevate nel diritto vigente e migliorare la protezione delle vittime di violenza domestica e di stalking. L'oggetto è in fase di deliberazione in Parlamento. La modifica prevista dell'articolo 55a del Codice penale conferisce alle autorità giudiziarie la facoltà di obbligare gli imputati a seguire un programma rieducativo contro la violenza. Questa misura può contribuire ad accrescere la diffusione di simili offerte.</p><p>L'istituzione e il finanziamento dei servizi di sostegno e dei consultori per autori di violenza sono di competenza dei Cantoni (cfr. il parere del Consiglio federale in risposta al <a href="https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20143417">postulato Feri Yvonne 14.3417</a> "Porre fine alla violenza domestica attraverso la responsabilizzazione sistematica di chi se ne rende colpevole"), i quali devono altresì provvedere a far conoscere queste strutture al pubblico cui sono destinate. Attualmente sono 25 i Cantoni che dispongono di offerte rivolte a uomini e donne che hanno commesso atti di violenza.</p><p>Considerate le misure in atto e come dichiarato nella sua risposta alla citata <a href="https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20181047">interrogazione urgente 18.1047 del Gruppo socialista</a>, al momento il Consiglio federale non intende condurre una campagna nazionale di sensibilizzazione e prevenzione, tenuto conto anche della competenza cantonale in materia (cfr. la risposta all'<a href="https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20161043">interrogazione Feri Yvonne 16.1043</a> "Campagna di prevenzione 'No significa no'"). Questo aspetto, tuttavia, sarà approfondito con i Cantoni nel quadro dei lavori per l'ulteriore attuazione della Convenzione di Istanbul.</p><p>Come sottolineato nella risposta all'<a href="https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20161043">interrogazione Feri Yvonne 16.1043</a>, l'esperienza insegna che, per avere sufficiente visibilità, una campagna nazionale richiede investimenti dell'ordine di circa due milioni di franchi l'anno e per avere un effetto duraturo nel tempo deve essere ripetuta per diversi anni e sempre con la stessa dotazione finanziaria. Al momento la Confederazione non dispone di questi mezzi. Inoltre occorrerebbe verificare, con i servizi cantonali preposti, se una campagna nazionale di sensibilizzazione sia effettivamente lo strumento adatto per influenzare il comportamento degli autori di violenza e per rendere le vittime maggiormente consapevoli dei loro diritti - oppure se siano più indicate altre misure.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.