<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale comprende le reazioni di inquietudine suscitate, a Moutier e nelle regioni limitrofe, dalla difficile situazione economica in cui si trova la società Tornos SA. Questa impresa ha dovuto ridurre i suoi effettivi: dai circa 900 collaboratori che contava nel mese di maggio è passata ai 600 di inizio luglio 2002. Non è la prima volta che essa vive momenti difficili: qualche anno fa è stata salvata dal fallimento e, in seguito a ciò, ha vissuto uno sviluppo molto rapido che è sfociato nella sua entrata in borsa, avvenuta nella primavera 2001. Dal 1997 al 2001 la cifra d'affari di Tornos è cresciuta di quasi il 90 percento e i posti di lavoro in Svizzera sono passati da 620 a 1080. </p><p>Uno smantellamento di posti di lavoro come quello summenzionato comporta sempre conseguenze dolorose: è comunque necessario rilevare che le componenti più importanti dell'attività aziendale sono state preservate e che l'impresa potrà sopravvivere grazie al piano di risanamento approvato dagli azionisti a fine giugno 2002. Per quanto concerne la regione, bisogna notare che la buona congiuntura economica che ha caratterizzato la fine degli anni 90 ha portato ad un aumento dei posti di lavoro nel settore industriale, ed ha avuto conseguenze favorevoli sul mercato del lavoro. Infatti, nel distretto di Moutier la disoccupazione è diminuita, scendendo all'1,4% nel 2001 per portarsi in seguito al 3,1% registrato a fine maggio 2002: valore superiore alla media nazionale (2,5%), ma che si situa comunque molto al di sotto di quello degli anni 90. </p><p>Il raffreddamento congiunturale, che ha determinato un calo delle nostre esportazioni, si fa sentire attualmente nelle regioni industriali, provocando la chiusura di diverse imprese e la perdita di numerosi posti di lavoro. Il Consiglio federale ritiene che la situazione sia da valutare seriamente, ma giudica altresì inopportuno un atteggiamento allarmistico. È necessario continuare sulla via della politica di crescita, migliorando la competitività delle nostre strutture economiche. La società Tornos ha dovuto affrontare gravi problemi congiunturali che si sono sovrapposti a debolezze strutturali. Il Consiglio federale è persuaso della necessità di proseguire le misure d'accompagnamento nell'ambito della politica regionale.</p><p>Alle domande poste dall'interpellanza si può rispondere nel modo seguente:</p><p>1) Situazione del settore industriale nell'Arco giurassiano</p><p>Il raffreddamento congiunturale è chiaramente percepibile nelle difficoltà del settore dell'industria delle macchine nonché nelle attività legate alla microelettronica. Perciò è necessario attendersi un calo dell'occupazione. Tuttavia altri settori d'attività stanno vivendo uno sviluppo più positivo. È il caso dell'industria orologiera: essa è stata in grado di accrescere il numero di posti di lavoro, passati dai 30'000 del periodo più sfavorevole (1988) ai 40'000 dell'anno scorso. Ci si può aspettare un aumento della disoccupazione nell'Arco giurassiano, ma è da notare che, analogamente a quanto avvenuto nella regione di Moutier, il suo livello si è avvicinato nettamente ai valori nazionali. </p><p>2) Dipendenza da centri decisionali esterni</p><p>L'apertura dei mercati è generalmente favorevole all'economia svizzera, le cui attività sono da lungo tempo orientate verso l'estero. L'internazionalizzazione dei mercati comporta pure partecipazioni straniere nelle imprese svizzere, e ciò avviene spesso in conseguenza di iniziative intraprese nell'ambito del promovimento economico regionale. A questo proposito è necessario ricordare che la stessa Tornos ha potuto beneficiare più volte del sostegno fornito da investitori stranieri. Se, da un canto, tali partecipazioni comportano l'allontanamento dei centri decisionali, dall'altro ciò è pur sempre da preferire alla pura e semplice chiusura delle imprese interessate.</p><p>3) Ruolo del franco</p><p>Le difficoltà riscontrate dall'industria svizzera d'esportazione sono in buona parte dovute alla recessione che a livello mondiale ha colpito il settore industriale e il commercio: quest'ultimo non aveva subito ripercussioni così violente da vent'anni a questa parte. Soprattutto l'industria dei beni d'investimento è stata investita in pieno dal calo internazionale della domanda. Negli ultimi due anni, numerosi mercati importanti per l'industria svizzera delle macchine, gli Stati Uniti e la Germania in particolare, hanno visto diminuire considerevolmente gli investimenti delle imprese. Fatte queste premesse, risulta impossibile stimare in modo generale le conseguenze della forte valutazione del franco: esse possono variare considerevolmente a seconda dell'impresa, della struttura dei prodotti e dei mercati regionali, come pure della posizione sul mercato.</p><p>Tuttavia è fuori dubbio che il recente rialzo della quotazione del franco - il cui corso reale e ponderato all'esportazione nel periodo compreso tra inizio 2001 e metà giugno 2002 è aumentato del 31/2 %, portando di nuovo la nostra moneta al limite massimo del suo sviluppo a lungo termine - avviene in un momento sfavorevole. L'esperienza dimostra che nelle fasi caratterizzate da una debole domanda a livello internazionale e da una conseguente accresciuta concorrenza, ciò si ripercuote maggiormente sulla competitività dei prezzi. La BNS, nei limiti delle sue possibilità, tiene conto di questo aspetto, come è dimostrato anche dalle recenti decisioni prese in materia tassi d'interesse.</p><p>4) Soluzioni alternative ai licenziamenti</p><p>In generale vale il principio secondo cui la ricerca di alternative socialmente accettabili ai licenziamenti sia di competenza dei partner sociali. Le misure proposte sono per di più incompatibili con la legge sull'assicurazione contro la disoccupazione (LADI): ciò esclude la possibilità di un cofinanziamento da parte dell'assicurazione contro la disoccupazione (AD).</p><p>È vero che l'articolo 110 capoverso a LADI consente all'ufficio di compensazione, previa consultazione della commissione di sorveglianza dell'AD, di autorizzare progetti pilota di durata limitata deroganti alla legge, sempreché essi servano a sperimentare nuovi provvedimenti inerenti al mercato del lavoro oppure promuovano la flessibilizzazione dell'orario di lavoro per mantenere posti di lavoro o per crearne di nuovi. I progetti summenzionati devono tuttavia rispettare i criteri definiti dalla commissione di sorveglianza dell'AD. Tra questi criteri è opportuno ricordare in particolare l'unicità dei progetti, legata alla loro stessa natura (si tratta infatti di progetti pilota), e la durata relativamente limitata della partecipazione finanziaria dell'AD (i risultati dell'attuazione dei progetti devono poter essere attestati in tempo utile). Queste condizioni evidenziano il carattere sperimentale dell'articolo 110 capoverso a LADI e, nel caso della ditta Tornos, non vengono soddisfatte. I progetti pilota realizzati finora conformemente all'articolo in questione, che prevedevano l'attuazione delle misure proposte, non hanno avuto risultati convincenti e, di conseguenza, non sono state integrati nel diritto ordinario.</p><p>Naturalmente nei casi summenzionati e nell'eventualità in cui ce ne fosse bisogno, il Segretariato di Stato dell'economia (seco) collabora con i Cantoni interessati e i partner sociali allo scopo di varare provvedimenti appropriati nel quadro della LADI, e permettere alle persone colpite da licenziamento di continuare ad essere attive professionalmente per lungo tempo. In particolare, nel caso della Tornos è stato aperto negli spazi aziendali un centro interno inerente al mercato del lavoro, sotto l'egida dei Cantoni interessati e in collaborazione con il seco. Questo centro sarà in funzione fino alla fine dell'anno. Esso offre una consulenza puntuale alle persone licenziate affinché esse possano ritrovare rapidamente un impiego e una qualificazione adeguata.</p><p>5) Provvedimenti inerenti al mercato del lavoro </p><p>La legislazione concernente l'assicurazione contro la disoccupazione non prevede provvedimenti miranti a conservare posti di lavoro, così come inteso dagli autori dell'interpellanza. Provvedimenti inerenti al mercato del lavoro (PIML) possono eventualmente contribuire , nel settore della formazione e del perfezionamento, a mantenere e ad accrescere il capitale umano. Tali provvedimenti, per quanto siano indicati dal punto di vista del mercato del lavoro, vengono tuttavia finanziati dall'assicurazione contro la disoccupazione unicamente nel caso di rischio di perdita di posti di lavoro. I PIML sono strumenti da utilizzare allo scopo di prevenire la disoccupazione imminente e di combattere quella esistente (art.1 cpv. 2 LADI). Essi devono migliorare l'idoneità al collocamento (art. 59 cpv. 3 LADI) e ottenere la reintegrazione duratura degli assicurati sul mercato del lavoro primario. L'attuazione di questi provvedimenti può, ma non deve necessariamente, garantire il mantenimento del patrimonio di esperienze effettuate in ambito tecnologico.</p><p>6) Paragone con il caso della compagnia aerea</p><p>Come indicato nel messaggio 01.067 concernente il finanziamento del programma di ridimensionamento dell'aviazione civile svizzera, si è reso necessario sostenere la creazione di una nuova compagnia aerea, affinché fosse possibile garantire la continuità del trasporto aereo nel nostro Paese. Conformemente alla legge sulla navigazione aerea, che prevede la possibilità di sostenere finanziariamente questo settore, e per la difesa di un interesse generale, l'intervento della Confederazione si è reso indispensabile come soluzione d'emergenza; questa procedura è stata legittimata dal Parlamento. Il Consiglio federale ha pure tenuto conto dell'importanza dello scalo hub di Zurigo per l'economia nazionale. Un fallimento di Swissair avrebbe potuto compromettere la capacità dell'aeroporto di Zurigo di adempiere ai suoi importanti compiti, legati allo svolgimento del traffico aereo intercontinentale. L'insediamento di molte imprese dipende fortemente dalla possibilità di usufruire di buoni collegamenti aerei a livello nazionale ed internazionale. L'aeroporto di Zurigo costituisce una componente basilare per il rafforzamento dell'attrattiva della piazza economica svizzera. In alcuni rami d'attività economica, in particolare i servizi ad alto valore aggiunto, un raccordo internazionale per voli diretti può rivestire un'importanza fondamentale.</p><p>L'evoluzione nell'Arco giurassiano è di natura differente. Da lungo tempo la Confederazione sostiene la diversificazione delle strutture tramite l'aiuto alle zone di rilancio economico. La validità di tale strumento è stata recentemente prorogata: ciò a dimostrazione che la Confederazione non è neanche lontanamente intenzionata a dimenticare la regione summenzionata. L'analisi della situazione deve essere effettuata in questo contesto: i problemi congiunturali e strutturali con i quali si trova confrontata l'impresa Tornos non hanno le stesse implicazioni di carattere nazionale della crisi avvenuta nel settore del trasporto aereo. Perciò conviene continuare sulla via attuale con l'attuazione di strumenti di politica regionale.</p><p></p><p>7) Servizi pubblici</p><p>In alcune regioni, la deregolamentazione dei mercati e la privatizzazione di imprese pubbliche possono a volte avere effetti negativi. Tuttavia il Consiglio federale non ritiene opportuno obbligare queste società a prendere decisioni che sarebbero in contrasto con le regole dell'economia d'impresa. È necessario invece tener conto della situazione di maggiore debolezza di alcune zone: per questo motivo, nel quadro delle misure di promovimento regionale, il Consiglio federale ha deciso il 23 agosto 2000 di mettere risorse supplementari a disposizione di queste aree, di cui fanno parte anche le regioni montane dell'Arco giurassiano. In questo modo è stato possibile rafforzare il sostegno al rinnovamento del settore turistico, ai progetti sovraziendali, nonché alle misure d'accompagnamento all'aiuto agli investimenti nelle regioni montane. Tra i provvedimenti in preparazione si possono ricordare i progetti relativi alle nuove tecnologie dell'informazione (centri multimediali e teleinsegnamento) realizzati in collaborazione con Swisscom, come pure l'introduzione di nuovi centri di vendita della Posta a Delémont e Bienne, o il sostegno al programma d'informazione turistica Watch Valley.</p><p>8) Misure compensatorie a favore delle regioni interessate</p><p>Come è stato sottolineato anche dal recente esame della politica regionale svizzera effettuato dall'OCSE, il nostro Paese è caratterizzato da un grado di disparità tra le regioni relativamente basso. Malgrado ciò, il Consiglio federale intende attuare con i Cantoni una perequazione finanziaria più efficace, in grado di offrire più ampi margini di manovra alle regioni più deboli. Nel marzo 2001, il Parlamento ha prorogato il decreto federale a favore delle zone di rilancio economico, il cui obiettivo è il sostegno degli sforzi di diversificazione in atto in queste regioni industriali. In considerazione degli sviluppi recenti, al momento della ridefinizione delle zone beneficiarie, entrata in vigore nel 1° luglio 2002, le regioni comprese nell'Arco giurassiano sono state mantenute nel campo di applicazione del decreto.</p>  Risposta del Consiglio federale.