<h2>SubmittedText<h2><p>Durante il forum globale dell'OSCE su integrità e anticorruzione, tenutosi a Parigi il 30 e 31 marzo 2017, si è discusso tra le altre cose delle imprese attive all'estero che devono far fronte a casi di corruzione e sul loro sostegno da parte delle rappresentanze diplomatiche competenti.</p><p>In tale contesto chiedo al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. La Svizzera, tramite le sue rappresentanze diplomatiche, garantisce assistenza alle imprese svizzere che nei loro rapporti con le autorità straniere devono far fronte al problema della corruzione?</p><p>2. Con che frequenza le imprese svizzere ricorrono all'assistenza di una rappresentanza diplomatica della Svizzera per gestire simili situazioni?</p><p>3. Concretamente, in cosa consiste l'assistenza fornita?</p><p>4. Per lottare contro la corruzione uno degli strumenti più efficaci è la creazione di maggiore trasparenza. Qual è il contributo delle nostre rappresentanze in tal senso? Gli interessi diplomatici hanno eventualmente la precedenza?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Sì. Da oltre 15 anni il Memorandum sul ruolo della rete esterna nella lotta contro la corruzione (di seguito "il Memorandum") fa parte della documentazione standard che tutti i capiposto ricevono in occasione del colloquio che precede il loro trasferimento. Il Memorandum viene aggiornato periodicamente e dal 2012 viene distribuito anche ai direttori degli uffici di cooperazione della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) e della Segreteria di Stato dell'economia (SECO) nonché ai direttori degli Swiss Business Hub. Il documento illustra in modo esaustivo quali sono i compiti delle rappresentanze svizzere nell'ambito della lotta alla corruzione: oltre alle attività di informazione e sensibilizzazione figura, in particolare, la consulenza alle imprese svizzere che devono far fronte a richieste di tangenti da parte delle autorità locali o che sono confrontate con versamenti di somme illecite di denaro anticoncorrenziali da parte delle aziende concorrenti. Al momento un gruppo di lavoro interdipartimentale si sta occupando di aggiornare il Memorandum a seguito della revisione, avvenuta lo scorso anno, della legislazione svizzera anticorruzione.</p><p>La SECO ha inoltre pubblicato l'opuscolo "Prevenire la corruzione - Consigli alle imprese svizzere operanti all'estero" (<a href="http://www.seco.admin.ch">www.seco.admin.ch</a>, Politica esterna e cooperazione economica &gt; Lotta contro la corruzione &gt; Informazioni per le imprese). L'opuscolo, di cui a breve uscirà una terza ristampa riveduta, è messo a disposizione di tutte le rappresentanze svizzere all'estero. Il suo scopo è sensibilizzare al meglio le rappresentanze e le imprese svizzere attive all'estero (soprattutto le PMI) in merito ai rischi della corruzione e alla loro gestione. Le aziende stesse, infatti, sono le prime responsabili della prevenzione della corruzione.</p><p>2. Il DFAE e l'amministrazione federale non raccolgono dati relativi alle richieste d'aiuto di imprese svizzere alle rappresentanze diplomatiche su casi di corruzione. Per questo motivo non è possibile fornire dati statistici.</p><p>3. L'assistenza può consistere nel mostrare alle imprese diverse possibilità di azione, nel trasmettere informazioni ad avvocati del posto, nell'instaurare contatti informali o nell'intraprendere un'azione diplomatica presso le autorità competenti. La rappresentanza all'estero chiamata in causa deve precisare che non può né esprimersi su casi concreti né tantomeno influenzare o ridurre in qualche modo l'entità di un'eventuale colpa.</p><p>4. Nel quadro delle convenzioni internazionali anticorruzione dell'ONU, dell'OCSE e del Consiglio d'Europa, la Svizzera si batte attivamente su scala mondiale a favore di un aumento della trasparenza presso le autorità statali. Inoltre la DSC e la SECO portano avanti progetti sullo sviluppo di capacità nel settore del buongoverno che sostengono gli sforzi volti ad aumentare la trasparenza nei Paesi target (<a href="http://www.dfae.admin.ch">www.dfae.admin.ch</a>, Politica estera &gt; Piazza finanziaria ed economia &gt; Corruzione &gt; Gruppo di lavoro interdipartimentale per la lotta contro la corruzione &gt; Attuazione della prima raccomandazione). Le rappresentanze all'estero, laddove opportuno e possibile, forniscono un contributo sul posto. In casi concreti di sospetta corruzione che interessano la Svizzera, le rappresentanze possono contribuire a fare chiarezza e a promuovere la trasparenza nell'apparato statale locale. Ciò rientra nel loro compito di fornire assistenza menzionato nella risposta alla domanda 3. Gli impiegati della Confederazione sono peraltro obbligati a denunciare casi di corruzione di cui vengono a conoscenza nell'esercizio della loro funzione (art. 22a della legge sul personale federale; RS 172.220.1), rivolgendosi alle autorità di perseguimento penale, ai loro superiori o al Controllo federale delle finanze .</p>  Risposta del Consiglio federale.