<h2>SubmittedText<h2><p>1. A quanto ammonta complessivamente l'impegno finanziario annuo della Svizzera in Palestina?</p><p>2. Che genere di interventi e di misure sono attualmente previsti? Dette misure sono equilibrate dal punto di vista politico, e conciliabili con la nostra neutralità? Si tiene sufficientemente conto della sicurezza dello Stato d'Israele?</p><p>3. Come possiamo accertarci che i nostri aiuti e la nostra presenza non vengano indirettamente utilizzati per mantenere ed esercitare il potere dei gruppuscoli terroristici?</p><p>4. Quali effetti tangibili e comprovatamente positivi vengono prodotti dalla presenza del DFAE e dagli aiuti della Svizzera in questa regione?</p><p>5. Sotto i riflettori della politica e delle sfere d'influenza internazionali, in un contesto improntato alla diffidenza con un enorme fabbisogno di sicurezza, nel punto d'incontro di religioni e culture, il nostro Paese è ancora in grado, fondamentalmente, di produrre degli effetti adeguati con i mezzi usuali?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il programma della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) nel Territorio palestinese occupato (TPO) prevede lo stanziamento di 22 milioni di franchi l'anno. Una metà di questo contributo è destinata a programmi umanitari, l'altra a programmi di sviluppo. In termini di partenariato, la ripartizione del bilancio è la seguente: poco più della metà del bilancio della DSC nel TPO (56 per cento) è destinata a progetti attuati da organizzazioni della società civile (compreso il settore privato), un quarto è attribuito ai programmi delle agenzie delle Nazioni Unite presenti in loco. Il resto consente di finanziare attività svolte da istituzioni pubbliche (università) o paritetiche (Ufficio di statistica, Commissione indipendente dei diritti dell'uomo) e attività della stessa DSC. La DSC non contribuisce direttamente al bilancio dell'Autorità palestinese.</p><p>2. Il programma della DSC nel Territorio palestinese occupato mira a contribuire alla creazione di uno Stato palestinese durevole e democratico, e a rafforzare le prospettive di pace. Il programma della DSC interessa due settori prioritari: 1) il potenziamento dello Stato di diritto e del regime di protezione per le popolazioni più vulnerabili; 2) il sostegno allo sviluppo economico e alla creazione di posti di lavoro. La strategia della DSC nel TPO è in linea con la politica della Svizzera nella regione, volta a promuovere la pace, a proteggere la dignità umana e a favorire lo sviluppo economico e sociale.</p><p>La sicurezza e il diritto all'esistenza dello Stato di Israele sono punti centrali della politica svizzera in Medio Oriente. Il Consiglio federale è dell'opinione che la sicurezza a lungo termine dello Stato di Israele e la creazione di uno Stato palestinese durevole siano strettamente legate, e ha affermato a più riprese che la politica svizzera in Medio Oriente ha come obiettivo la realizzazione della soluzione dei due Stati e la coesistenza pacifica di uno Stato palestinese accanto a Israele.</p><p>3. La DSC attua il suo programma umanitario e di sviluppo in cooperazione con istituzioni specializzate, locali e internazionali. La scelta degli alleati è effettuata secondo criteri severi. Prima di avviare un nuovo partenariato, la DSC procede a un'analisi istituzionale approfondita: gli statuti dell'organizzazione, gli obiettivi e i principi devono essere compatibili con i valori difesi dalla Svizzera, segnatamente il rifiuto della violenza, il rispetto dei diritti dell'uomo e del pluralismo, la non discriminazione e la trasparenza (in materia di gestione e tenuta della contabilità). La DSC è in costante contatto con i partner per accertarsi che i progetti procedano per il meglio. Gli alleati vengono regolarmente sottoposti a valutazioni e verifiche da parte di esperti indipendenti.</p><p>4. La DSC annette grande importanza al raggiungimento degli obiettivi prefissati e alla dimostrazione dei risultati. Una recente valutazione esterna (2009) del programma della DSC nel TPO ha evidenziato la pertinenza e l'efficacia del suo operato. Nonostante un contesto difficile, il contributo della DSC ha permesso in particolare di assicurare l'accesso delle popolazioni più vulnerabili, segnatamente i rifugiati, a servizi di base di qualità, compresi gli aiuti d'emergenza, di creare posti di lavoro, soprattutto nel settore agricolo, e di potenziare le capacità istituzionali di organizzazioni paritetiche essenziali alla costruzione di uno Stato democratico, come l'Ufficio di statistica e la Commissione indipendente dei diritti dell'uomo.</p><p>5. I partner della DSC sono tenuti a rendere conto regolarmente del raggiungimento degli obiettivi e dell'impiego dei fondi. La loro gestione amministrativa e finanziaria è valutata in modo indipendente. L'Ufficio di cooperazione a Gerusalemme Est segue da vicino l'attuazione dei progetti e garantisce l'impiego corretto dei fondi. Il programma della DSC nel TPO, compreso l'Ufficio di cooperazione, è regolarmente sottoposto a verifica da parte del Dipartimento federale degli affari esteri.</p>  Risposta del Consiglio federale.