<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è chiamato a valutare la possibilità di fare pressione sugli operatori di telefonia mobile attraverso interlocutori mirati, affinché gli abbonati mobili svizzeri che utilizzano il proprio cellulare all'estero non corrano più il rischio di ricevere fatture shock. Analogamente al freno introdotto a livello dell'Unione europea, anche in Svizzera occorrerebbe ridurre i prezzi esorbitanti del roaming. Il Consiglio federale ha un anno di tempo per informare il Parlamento sulle attività intraprese e i risultati ottenuti.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nell'ultima revisione dell'ordinanza sulle telecomunicazioni datata 4 novembre 2009, il Consiglio federale ha rafforzato la tutela dei consumatori contro gli elevati costi indesiderati delle comunicazioni mobili. Nel caso del cosiddetto roaming, gli operatori svizzeri sono ora obbligati ad informare immediatamente i propri clienti che si recano all'estero sui costi del traffico mobile voce e dati. Diversamente dalla corrispondente normativa UE, valida unicamente entro i confini della stessa Unione (o della SEE), il provvedimento svizzero ha valore in qualsiasi nazione del mondo.</p><p>Nel frattempo l'UE ha introdotto ulteriori norme che fissano un limite di spesa o di consumo per il traffico dati mobile effettuato dal cliente di un operatore in un Paese UE diverso dal proprio. Se il cliente non sceglie diversamente, a partire dal 1° luglio 2010 in tutta l'UE vige un limite del traffico dati pari ad una spesa di 50 euro.</p><p>Come indicato dal Consiglio federale nel paragrafo 3.3.9 del suo rapporto in adempimento al postulato del CTT-S 09.3002 del 13 gennaio 2009, bisogna ancora attendere i primi risultati delle nuove disposizioni svizzere sulla trasparenza - anch'esse in vigore dal 1° luglio di quest'anno - e la loro valutazione. In questo contesto occorre menzionare che a partire dal 1° dicembre 2010 Swisscom ha annunciato una riduzione significativa delle sue tariffe concernenti il roaming di dati. Qualora si riscontrasse il bisogno di ulteriori interventi, il Consiglio federale potrebbe procedere per tempo ad una modifica dell'ordinanza per introdurre misure supplementari volte a garantire la protezione da inaspettate fatture elevate per i servizi dati mobili. Se necessario, e sempre nel rispetto delle procedure legislative previste, possono pertanto essere fissate per tempo nuove disposizioni.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.