<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. - 3. Le autorità svizzere non dispongono di dati particolareggiati sulla concentrazione o sulla composizione della radioattività nella regione marina di Murmansk. Vi sono però varie indagini su ingenti trasporti di isotopi radioattivi provenienti da impianti di ritrattamento, che sono discusse tra l'altro nell'ambito dell'OSPAR, la convenzione internazionale per la protezione dell'ambiente marino nell'Atlantico nordorientale. La Norvegia, vicina al mare di Barents, giudica le concentrazioni di attività ivi constatate e la dose stimata per la fauna e l'ecosistema marino radiologicamente irrilevanti. Le preoccupazioni manifestate da alcune parti alla convenzione per il recente aumento delle emissioni di tecnezio sono state discusse alla conferenza dei ministri dell'OSPAR nel luglio del 1998. L'Inghilterra ne terrà conto nelle sue prossime decisioni e ridurrà di conseguenza i valori limite delle emissioni per l'impianto di Sellafield, uniformandosi allo stato della tecnica.</p><p>4.+5. Nel rispondere a diversi interventi parlamentari, il Consiglio federale ha più volte ribadito che sia Francia che Inghilterra rispettano le raccomandazioni dell'ICRP (Commissione internazionale per la protezione contro le radiazioni), applicate anche dalla Svizzera, per quanto riguarda l'esposizione alle radiazioni del personale e della popolazione. Le emissioni radioattive non naturali di Sellafield (nord dell'Inghilterra) sono da imputare in primo luogo ad attività militari precedenti. </p><p></p><p>Secondo la legge federale del 18 marzo 1983 sulla responsabilità civile in materia nucleare, gli esercenti di impianti nucleari svizzeri o, in casi eccezionali, la Confederazione rispondono dei danni nucleari causati da impianti nucleari svizzeri o provocati durante il trasporto di materie nucleari provenienti da impianti nucleari svizzeri. Si può escludere la responsabilità civile degli esercenti di centrali nucleari svizzere o della Confederazione in relazione all'esercizio di impianti nucleari situati all'estero.</p>  Risposta del Consiglio federale.