<h2>SubmittedText<h2><p>Negli ultimi anni le attività imprenditoriali non si sono sviluppate unicamente all'insegna della "massimizzazione dei profitti": in Svizzera e all'estero molte imprese sono nate in un'ottica volutamente contraria a questa massimizzazione e perseguono essenzialmente obiettivi di utilità pubblica (p. es. lotta all'inquinamento, ricerca di soluzioni a problemi sociali). In diversi Stati degli Stati Uniti per queste "benefit corporation" è stato creato un quadro giuridico specifico, in Francia rientrano nell'"économie sociale et solidaire ESS" e sono agevolate in vari modi, ad esempio a livello fiscale.</p><p>Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. In Svizzera si sta già procedendo al rilevamento dello stato e dello sviluppo di queste imprese?</p><p>2. Come valuta la possibilità di integrare il concetto di benefit corporation nel sistema giuridico svizzero? (http://benefitcorp.net/)</p><p>3. È disposto a riesaminare dal punto di vista fiscale la nozione di utilità pubblica contenuta nella circolare dell'8 luglio 1994 dell'Amministrazione federale delle contribuzioni in modo che possano essere riconosciute, interamente o in parte, come imprese di pubblica utilità anche le società per azioni che rinunciano a versare partecipazioni e utili di liquidazione, ma prevedono per statuto interessi limitati sul capitale proprio?</p><p>4. Quali misure sta esaminando negli ambiti del diritto, della ricerca e della formazione per promuovere sviluppi auspicabili nel settore della social entrepreneurship, del social business o delle benefit corporation (imprese di utilità pubblica)?</p><p>5. Rappresentanti della Svizzera collaborano con il gruppo di esperti della Commissione europea sull'imprenditoria sociale (GECES)?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La "benefit corporation", menzionata nell'interpellanza, è una forma giuridica tipica degli Stati Uniti. Il sistema giuridico svizzero non la contempla.</p><p>1. Il censimento federale delle aziende effettuato dall'Ufficio federale di statistica (UST) si basa sulla nomenclatura generale delle attività economiche (NOGA 2008). Pertanto, non viene effettuato alcun rilevamento di queste imprese di utilità pubblica. Nell'ottobre del 2013 l'UST ha pubblicato un documento (in tedesco e francese) sulla situazione e sull'evoluzione delle organizzazioni senza scopo di lucro tra il 1990 e il 2012 nell'ambito di un'analisi globale della sicurezza sociale.</p><p>2. In risposta a questa interpellanza non è possibile effettuare un confronto giuridico sistematico tra il sistema statunitense e quello svizzero. Ci limitiamo pertanto agli aspetti del diritto societario. Secondo il Codice delle obbligazioni (CO), l'obiettivo di una società commerciale non deve per forza consistere nella "massimizzazione dei profitti". Già oggi, secondo il diritto vigente, queste società possono essere costituite per perseguire, tra l'altro, scopi idealistici o di utilità pubblica. Inoltre, è da sempre che le associazioni e le fondazioni possono essere fondate a tali scopi. Dato che le stesse società di capitale (SA, Sagl) possono perseguire scopi di utilità pubblica, il Consiglio federale non ritiene necessaria una modifica delle condizioni quadro del diritto societario.</p><p>3. A questo proposito occorre ricordare che per le società anonime gli interessi sul capitale proprio non sono consentiti dal diritto civile (cfr. art. 675 CO), motivo per cui non possono essere fissati per statuto. Il diritto civile prevede che gli interessi sul capitale investito dagli azionisti siano versati a questi ultimi sotto forma di dividendi. Se una società versa dei dividendi ai suoi azionisti, tuttavia, l'utile (e per l'imposta cantonale e comunale, il capitale) non è più esclusivamente e irrevocabilmente destinato a scopi pubblici o di utilità pubblica, come postulato dagli articoli 56 lettera g LIFD e 23 capoverso 1 lettera f LAID. Inoltre il concetto di utilità pubblica utilizzato nell'interpellanza non coincide con quello indicato nella LIFD e nella LAID. Secondo il diritto vigente, infatti, gli scopi di lucro e di solidarietà non sono conciliabili con un'esenzione fiscale accordata in ragione del perseguimento di scopi di utilità pubblica. Per la concessione di agevolazioni fiscali alle cosiddette aziende di utilità pubblica occorrerebbe pertanto modificare il Codice delle obbligazioni, la LIFD e la LAID. L'obiettivo dell'autore dell'interpellanza non può essere raggiunto, come proposto nella domanda 3, attraverso una modifica della suddetta circolare.</p><p>4. Il diritto aziendale svizzero è relativamente flessibile è contempla numerose forme aziendali. Le concretizzazioni vengono effettuate da associazioni private. Esiste ad esempio il Fachverband unternehmerisch geführter Sozialfirmen. Il Consiglio federale ritiene che tali associazioni private siano uno strumento ideale per promuovere le imprese di utilità pubblica. Tramite la CTI la Confederazione sostiene la Social Entrepreneurship Initiative &amp; Foundation (seif). Secondo il Consiglio federale non sono necessari ulteriori interventi.</p><p>5. Diversi rappresentanti dalla Confederazione collaborano con il gruppo di esperti della Commissione europea sull'imprenditoria sociale.</p>  Risposta del Consiglio federale.