<h2>SubmittedText<h2><p>Con il controprogetto all'iniziativa "Per imprese responsabili", nell'articolo 964sexies del Codice delle obbligazioni è stato introdotto un obbligo di diligenza, che tuttavia si limita all'importazione di minerali e metalli da zone di conflitto nonché a prodotti e servizi per cui sussiste il fondato sospetto che siano fabbricati o forniti ricorrendo al lavoro minorile. </p><p>Attorno alla Svizzera, la Corporate Social Responsibility (responsabilità sociale d'impresa) è interpretata in maniera molto più ampia. Regole vincolanti per attuare le linee guida dell'OCSE destinate alle imprese multinazionali sono attualmente discusse a livello dei singoli Stati ed europeo. In Germania, ad esempio, i ministeri del lavoro e dello sviluppo hanno annunciato l'elaborazione di una legge sulla catena di approvvigionamento dopo che da un monitoraggio di 450 imprese era emerso che appena il 13-17 per cento adempiva i requisiti del Piano d'azione nazionale per l'economia e i diritti umani. La nuova legge si propone di potenziare l'obbligo di diligenza per le imprese e di contribuire a impedire violazioni dei diritti umani nelle catene globali di creazione di valore. I primi valori di riferimento sono già stati pubblicati [1]: in caso di violazione dell'obbligo di diligenza, le imprese con oltre 500 dipendenti dovranno rispondere civilmente se sussiste un pregiudizio che sarebbe stato prevedibile ed evitabile adempiendo l'obbligo di diligenza (obbligo di adoperarsi).</p><p>Alla luce di queste premesse si pongono le domande seguenti.</p><p>1. Come giudica il Consiglio federale i piani dell'UE e dei Paesi limitrofi relativi a una legge sulla catena di approvvigionamento? </p><p>2. Che cosa significherebbe per la Svizzera, fortemente interconnessa a livello globale, se l'UE e altri importanti partner commerciali adottassero una responsabilità sociale d'impresa più estesa di quella prevista dal nostro Paese? </p><p>3. Il Consiglio federale punta ad adeguare gli standard vigenti a livello internazionale?</p><p>4. In caso affermativo: è previsto di elaborare una legge sulla catena di approvvigionamento che vada oltre la normativa prevista dal Codice delle obbligazioni? </p><p>5. In caso negativo: quali ripercussioni avrebbero standard meno severi in Svizzera in materia di responsabilità sociale d'impresa per le imprese interconnesse a livello internazionale insediate nel nostro Paese e per l'immagine della piazza economica elvetica? </p><p>6. Anche la Svizzera ha deciso un Piano d'azione nazionale per l'economia e i diritti umani (PAN). Si valuta a intervalli regolari come è attuato dalle imprese? </p><p>7. In caso negativo: il Consiglio federale è disposto a verificare l'attuazione del PAN con un monitoraggio periodico?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale segue le discussioni all'estero sulla responsabilità sociale d'impresa (Corporate Social Responsibility, CSR) e ne osserva gli sviluppi, in particolare nell'Unione europea (UE) e in Germania. Sia l'UE che la Germania prevedono di introdurre nuovi obblighi di diligenza per le imprese, in particolare in materia di rispetto dei diritti umani e degli standard ambientali nelle catene di approvvigionamento nonché meccanismi per imporli. Diversi aspetti sono controversi, soprattutto la questione della responsabilità, cosicché né l'UE né la Germania hanno finora adottato una base legale. </p><p>2. Il Consiglio federale dovrebbe analizzare le implicazioni concrete per la Svizzera dell'adozione nell'UE o da parte di altri partner commerciali importanti di eventuali norme in materia di responsabilità sociale d'impresa più estese di quelle elvetiche. Un'analisi di questo tipo sarebbe al momento prematura, visto che il contenuto di queste eventuali normative straniere non è stato ancora chiarito. </p><p>3. La Svizzera sostiene l'elaborazione di standard internazionali. Un modo di procedere concordato sul piano internazionale costituisce anche un obiettivo importante del controprogetto indiretto all'iniziativa popolare "Per imprese responsabili - a tutela dell'essere umano e dell'ambiente", che si applicherà in seguito al rigetto dell'iniziativa alle urne. Grazie a questo controprogetto, la Svizzera si allinea alle norme attualmente vigenti nel contesto europeo, e va persino oltre in materia di lotta contro il lavoro minorile (cfr. art. 964quinquies D-CO). </p><p>4. Sostenendo il controprogetto indiretto, il Consiglio federale si è pronunciato in favore di un modo di procedere concordato sul piano internazionale. Non prevede quindi di elaborare una legge sulle catene di approvvigionamento che vada oltre la modifica del Codice delle obbligazioni prevista dal controprogetto. L'Amministrazione sta preparando le disposizioni d'esecuzione del controprogetto, che entrerà in vigore quanto prima. </p><p>5. Con le misure contenute nel controprogetto indiretto volte a lottare contro il lavoro minorile, la Svizzera va oltre quanto previsto dalla maggior parte dei Paesi europei (si veda la risposta alla domanda 3). Se la situazione dovesse mutare, sarebbe necessario procedere a una nuova valutazione. Questa nuova analisi potrebbe essere effettuata nel quadro del piano d'azione nazionale "Imprese e diritti umani" (PAN; 2016) e del piano d'azione "Responsabilità sociale d'impresa" (RSI; 2015).</p><p>6. e 7. In base al PAN e al piano d'azione RSI, il Consiglio federale sostiene le imprese nel rispettare le norme e gli standard concordati a livello internazionale in materia di gestione responsabile d'impresa. L'attuazione dei piani d'azione da parte della Confederazione e il grado di notorietà di questi piani sono stati valutati nel 2017 e nel 2018 sulla base di studi empirici. Il piano d'azione riveduto per il periodo 2020-2023 è stato adottato il 15 gennaio 2020. Il Consiglio federale valuta i PAN ogni quattro anni (PAN, pag. 31) e in particolare l'attuazione dei principi guida dell'ONU da parte delle imprese (PAN, pag. 24, misura 23). Le modalità di questi processi si fondano sulle raccomandazioni del Gruppo di lavoro dell'ONU su imprese e diritti umani. Obiettivi e indicatori chiari permettono di valutare lo stato di attuazione del PAN da parte della Confederazione. A fine legislatura, la Confederazione pubblica un rapporto sullo stato di avanzamento dei lavori.</p>  Risposta del Consiglio federale.