<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di sottoporre al Parlamento un progetto che modifichi la legge federale concernente l'imposta sul valore aggiunto introducendo un'aliquota unica per tale imposta. L'aliquota unica dovrebbe situarsi tra il 6 e il 6,5 per cento.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Come già esposto nel suo parere sulla mozione 15.3225, il Consiglio federale condivide gli sforzi intrapresi per semplificare l'imposta sul valore aggiunto e l'introduzione di un'aliquota unica.</p><p>In base al testo della mozione, d'ora in poi l'aliquota zero, che la legislazione in vigore applica soltanto alle esportazioni e al commercio di monete d'oro e di oro fino, dovrebbe anche essere applicata a diverse prestazioni sul territorio svizzero.</p><p>L'esenzione fiscale delle forniture di alimenti di prima necessità, di acqua del rubinetto, di medicinali, di libri, giornali e riviste, nonché di prestazioni di servizi nell'ambito della formazione determinerebbe per la prima volta l'esenzione vera e propria dall'imposta sul valore aggiunto di beni e prestazioni di servizi sul territorio svizzero che hanno carattere di consumo e che tecnicamente possono essere tassate. Le esenzioni fiscali riducono la base di calcolo dell'imposta, ciò che rende necessaria un'aliquota unica più elevata. Inoltre, bisognerebbe attendersi che vengano domandate altre esenzioni fiscali. La differenziazione tra alimenti di prima necessità e altri alimenti provocherebbe inoltre difficoltà pressoché insormontabili di delimitazione e quindi una maggiore incertezza del diritto nonché più dispendio amministrativo.</p><p>Un'aliquota unica situata tra il 6 e il 6,5 per cento non sarebbe tutt'altro che neutrale sotto il profilo del gettito, a causa soprattutto dell'esenzione dall'imposta contemplata per la fornitura di alimenti di prima necessità e di medicinali. La parte B del progetto di riforma dell'imposta sul valore aggiunto (08.053) prevede un'aliquota unica per l'imposizione degli alimenti e dei medicinali fornendo pertanto il maggior contributo a un'aliquota unica bassa e neutrale sotto il profilo del gettito. Dato che la presente mozione non potrebbe essere attuata prima della fine del finanziamento aggiuntivo dell'AI, le sue ripercussioni finanziarie sono calcolate in funzione delle aliquote d'imposta applicate nel 2018 (aliquota normale del 7,7 per cento, aliquota ridotta del 2,5 per cento, nessuna aliquota speciale, dato che quest'ultima dalla fine del 2017 non sarà più in vigore). Dai primi calcoli approssimativi, basati su un'interpretazione ampia del concetto di alimenti di prima necessità, l'aliquota unica neutrale sotto il profilo del gettito ammonterebbe al 7,0 per cento circa. Nel caso di un'aliquota unica del 6,5 per cento risulterebbero minori entrate annuali dell'ordine di circa 1,6 miliardi di franchi. Un'aliquota unica del 6,0 per cento provocherebbe addirittura minori entrate di circa 3,1 miliardi di franchi. Le finanze della Confederazione non permettono di assimilare un calo così massiccio delle entrate.</p><p>Sebbene l'aliquota unica e la soppressione delle esclusioni rimangano obiettivi importanti, il Consiglio federale propone di respingere la mozione nella sua forma attuale. Qualora il Consiglio nazionale dovesse accoglierla, l'esecutivo sottoporrebbe al Consiglio degli Stati una proposta di modifica ai sensi dell'articolo 121 capoverso 3 lettera b della legge sul Parlamento.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.