<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di denunciare le convenzioni di sicurezza sociale concluse con gli Stati dell'ex Jugoslavia e con la Turchia oppure di non rinegoziarli.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Per il Consiglio federale la lotta agli abusi ai danni dell'assicurazione invalidità è prioritaria. Per questo motivo negli ultimi mesi l'assicurazione ha intensificato i suoi sforzi in tal senso anche all'estero, in particolare negli Stati dell'ex Jugoslavia e in Turchia. Da notare che si tratta esclusivamente di rendite concesse con decisione passata in giudicato dalle autorità svizzere. È infatti compito di queste istanze evitare sistematicamente gli abusi.</p><p>L'assicurazione invalidità versa l'1,4 per cento delle sue rendite (complessivamente circa 5500 rendite) negli Stati dell'ex Jugoslavia e lo 0,3 per cento (circa 1200 rendite) in Turchia. Rispetto all'importo totale delle rendite versate (circa 55 milioni di franchi), le percentuali ammontano rispettivamente allo 0,7 e 0,2 per cento.</p><p>Nelle trattative in corso con la Turchia, la Serbia, il Montenegro e la Bosnia ed Erzegovina relative alle convenzioni di sicurezza sociale, la lotta agli abusi è un tema prioritario. Le convenzioni saranno rinnovate o concluse soltanto se sarà in funzione un dispositivo per individuare i casi di frode. Se gli Stati in questione dispongono già di provvedimenti efficaci per la lotta antifrode, se ne potrà tenere conto nel quadro dell'assistenza amministrativa prevista nelle convenzioni. Se le misure attuate negli Stati contraenti sono insufficienti, il testo della convenzione dovrà contenere una disposizione che autorizzi accertamenti sul posto, in particolare operazioni di sorveglianza, eseguiti da servizi svizzeri o da specialisti da loro incaricati. L'Ufficio federale delle assicurazioni sociali ha informato i Paesi in questione. I negoziati si svolgeranno presumibilmente ancora quest'anno.</p><p>L'attuazione di operazioni di sorveglianza in Kosovo è risultata difficile. In caso di sospetti fondati di frode, impossibili da confutare senza un'operazione di sorveglianza, l'ufficio AI decide sulla sospensione delle prestazioni in base agli atti in suo possesso. Inoltre, per quanto riguarda il Kosovo, il Consiglio federale non intende prorogare oltre il 2009 la convenzione di sicurezza sociale conclusa con la Repubblica popolare federativa di Jugoslavia. Le convenzioni di sicurezza sociale servono a coordinare i sistemi nazionali e sono concluse soltanto se i sistemi funzionano in entrambi gli Stati contraenti.</p><p>Per il resto, il Consiglio federale ritiene che, sotto molti aspetti, denunciare le convenzioni di sicurezza sociale non sia utile al raggiungimento dell'obiettivo perseguito. In caso di denuncia, le rendite AI correnti devono continuare a essere versate anche all'estero (garanzia dei diritti acquisiti). Le possibilità di riesaminare le rendite in un ex Stato contraente sono però limitate, in quanto non ci si può più avvalere dell'assistenza amministrativa. Inoltre, se sempre più beneficiari di rendita rimarranno in Svizzera poiché le loro rendite non saranno più esportate, le assicurazioni sociali o lo Stato dovranno sovente versare, oltre alle rendite AI, anche altre prestazioni (prestazioni complementari, assegni per grandi invalidi, riduzione dei premi dell'assicurazione malattie o aiuto sociale).</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.