B u n d e s v e rw a l t u n g s g e r i ch t T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i f f éd é r a l T r i b u n a l e am m i n i s t r a t i vo f e d e r a l e T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i v fe d e r a l Corte IV D-3135/2022 S e n t e n z a d e l 2 1 l u g l i o 2 0 2 2 Composizione Giudice Chiara Piras, giudice unica, con l'approvazione del giudice Simon Thurnheer; cancelliera Sebastiana Bosshardt. Parti A._______, nato il (…), Afghanistan, ricorrente, contro Segreteria di Stato della migrazione (SEM), Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore. Oggetto Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (procedura Dublino); decisione della SEM del 7 luglio 2022 / N (…). D-3135/2022 Pagina 2 Visto: la domanda di asilo che A._______ ha presentato in Svizzera il 2 maggio 2022, l'estratto dalla banca dati dattiloscopica «EURODAC» del 4 maggio 2022, da cui si evince che l 'interessato è stato interpellato in Italia il 24 aprile 2022, la richiesta di presa in carico del 6 maggio 2022 fondata sull'art. 13 par. 1 del Regolamento (UE) n. 604/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per l'esame di una domanda di protezione internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo o da un apolide (rifusione; Gazzetta ufficiale dell'Unione euro- pea [GU] L 180/31 del 29 giugno 2013; di seguito: Regolamento Dublino III) presentata dalla Segreteria di Stato della migrazione (di seguito: SEM) alle competenti autorità italiane, la procura conferita dall 'interessato il 6 maggio 2022 alla rappresentanza legale assegnatagli, il verbale di rilevamento dei dati personali del 9 maggio 2022, il verbale del colloquio Dublino del 12 maggio 2022, la visita medica del 15 giugno 2022 per (…), la scomparsa dell'interessato dal 16 giugno 2022 al 19 giugno 2022, l'assenza di risposta da parte delle autorità italiane alla richiesta di presa in carico, la decisione della SEM del 7 luglio 2022, notificata il 12 luglio 2022, me- diante la quale detta autorità non è entrata nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 31a cpv. 1 lett. b della legge sull'asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) ed ha pronunciato il trasferimento dell'interessato verso l'Italia, la dichiarazione di cessazione del mandato di rappresentanza sottoscritta dalla rappresentante legale designata il 12 luglio 2022, D-3135/2022 Pagina 3 la scomparsa dell'interessato dal 14 luglio 2022 al 17 luglio 2022, il ricorso del 14 luglio 2022 (timbro del plico raccomandato: 18 luglio 2022, data d'entrata: 19 luglio 2022), inoltrato dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) contro la menzionata decisione della SEM con il quale il ricorrente ha chiesto di poter restare in Svizzera, i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei considerandi che seguono, e considerato: che le procedure in materia d 'asilo sono rette dalla legge federale sulla procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi), che presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 3 LAsi) contro una deci- sione in materia di asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31‒33 LTAF), il ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a‒ c e art. 52 PA, che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso, che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, sono decisi in procedura semplificata (art. 111a LAsi) dalla giudice unica, con l'approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la deci- sione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi), che giusta l'art. 111a cpv. 1 LAsi, il Tribunale rinuncia allo scambio di scritti, che nel colloquio Dublino l'interessato, posto di fronte alla possibile com- petenza dell'Italia per l'analisi della sua domanda d 'asilo, ha dichiarato di non voler essere rinviato in Italia per timore di sentirsi solo e depresso poi- ché non avrebbe nessuno in tale Paese; che avrebbe s celto la Svizzera perché sarebbe un Paese umano nel quale vivrebbe il cugino il quale po- trebbe aiutarlo, che nella querelata decisione l 'autorità inferiore, dopo aver constatato la tacita ammissione di competenza da parte dell 'Italia – ritenuto pure che il D-3135/2022 Pagina 4 cugino non rientra nella nozione di membro della famiglia ai sensi dell'art. 2 lett. g Regolamento Dublino III – ha escluso la sussistenza nello Stato di destinazione di carenze sistemiche ai sensi dell'art. 3 par. 2 Regolamento Dublino III o di un rischio di trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali del 4 no- vembre 1950 (CEDU, RS 0.101) o di violazione del principio del divieto di respingimento; che i noltre, non sussisterebbero motivi che obblighereb- bero la Svizzera ad esaminare la domanda d'asilo giusta l 'art. 16 par. 1 Regolamento Dublino III né che giustificherebbero l'applicazione della clau- sola di sovranità ai sensi dell 'art. 17 par. 1 Regolamento Dublino III e dell'art. 29a cpv. 3 dell'Ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni procedu- rali dell'11 agosto 1999 (OAsi 1; RS 142.311); che invero egli non soffri- rebbe di problemi di salute di gravità rilevante; che egli sarebbe stato trat- tato per un problema di (…), che nel proprio ricorso l 'insorgente dichiara che, arrivato via mare , non avrebbe saputo di essere in Italia e pensava fosse in Svizzera; che appena uscito dalla nave lo avrebbero trascurato e obbligato a prendere le im- pronte digitali sotto minaccia di un rinvio in Afghanistan; che il ricorrente soffrirebbe molto delle conseguenze del suo trascorso e non riuscirebbe più a dormire ed avrebbe costantemente paura che gli succeda qualcosa; che vorrebbe avere una possibilità di poter costruire una vita migliore in Svizzera, dove d'altronde vivrebbe il cugino, l 'unica famiglia che avrebbe in Europa, che giusta l'art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi, di norma non si entra nel merito di una domanda di asilo se il richiedente può partire alla volta di uno Stat o terzo cui compete, in virtù di un trattato internazionale, l 'esecuzione della procedura di asilo e allontanamento, che prima di applicare la precitata disposizione, la SEM esamina la com- petenza relativa al trattamento di una domanda di asilo secondo i cr iteri previsti dal Regolamento Dublino III, che se in base a questo esame è individuato un altro Stato quale respon- sabile per l'esame della domanda di asilo, la SEM pronuncia la non entrata nel merito previa accettazione, espressa o tacita, di presa a cari co del ri- chiedente l'asilo da parte dello Stato in questione (cfr. DTAF 2017 VI/5 con- sid. 6.2), D-3135/2022 Pagina 5 che ai sensi dell'art. 3 par. 1 Regolamento Dublino III, la domanda di pro- tezione internazionale è esaminata da un solo Stato membro, ossia quello individuato in base ai criteri enunciati al capo III (art. 7–15), che nel caso di una procedura di presa in carico (inglese: take charge) ogni criterio per la determinazione dello Stato membro competente – enumerato al capo III – è applicabile solo se, nella gerarchia dei criteri elencati all'art. 7 par. 1 Regolamento Dublino III, quello precedente previsto dal Regola- mento non trova applicazione nella fattispecie (principio della gerarchia dei criteri), che la determinazione dello Stato membro competente avviene sulla base della situazione esistente al momento in cui il richiedente ha presentato domanda di protezione internazionale (art. 7 par. 2 Regolamento Dublino III), che contrariamente, nel caso di una procedura di ripresa in carico (inglese: take back), di principio non viene effettuato un nuovo esame di determina- zione dello stato membro competente secondo il capo III (cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 6.2 e 8.2.1), che giusta l 'art. 3 par. 2 Regolamento Dublino III, qualora sia impossibile trasferire un richiedente verso lo Stato membro inizialmente designato come competente in quanto si hanno fondati motivi di ritenere che sussi- stano delle carenze sistemiche nella procedura di asilo e nelle condizioni di accoglienza dei richiedenti, che implichino il rischio di un tratta mento inumano o degradante ai sensi dell'art. 4 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea (di seguito: CartaUE), lo Stato membro che ha avviato la procedura di determinazione dello Stato membro competente prosegue l'esame dei criteri di cui al capo III per verificare se un altro Stato membro possa essere designato come competente, che lo Stato membro competente in forza del presente regolamento è te- nuto a prendere in carico – in ossequio alle condizioni poste agli art. 21, 22 e 29 – il richiedente che ha presentato la domanda in un altro Stato mem- bro (art. 18 par. 1 lett. a Regolamento Dublino III), che giusta l'art. 17 par. 1 Regolamento Dublino III («clausola di sovranità»), in deroga ai criteri di competenza sopra definiti, ciascuno Stato membro può decidere di esaminare una domanda di protezione internazionale pre- sentata da un cittadino di un paese terzo o da un apolide, anche se tale esame non gli compete, D-3135/2022 Pagina 6 che nel caso di specie, dagli atti risulta che l'insorgente, prima di entrare in Svizzera si trovava in Italia (cfr. atto SEM […]-9/1); che egli ha confermato tale informazione (cfr. atto SEM […]-23/2), che il 6 maggio 2022, nei termini fissati all'art. 21 par. 1 Regolamento Du- blino III, la SEM ha presentato alle autorità italiane competenti una richiesta di presa in carico fondata sull'art. 13 par. 1 Regolamento Dublino III, che l'Italia, non avendo risposto alla domanda di presa in carico entro il termine previsto all 'art. 22 par. 1 e 6 Regolamento Dublino III, ha tacita- mente riconosciuto la propria competenza nella trattazione della domanda di asilo in questione (art. 22 par. 7 Regolamento Dublino III), che in sede di colloquio Dublino l 'insorgente ha dichiarato che le autorità italiane l'avrebbero obbligato a prendere le impronte digitali e che egli non avrebbe scelto l'Italia ma la Svizzera quale paese di destinazione, che tuttavia si rileva che il Regolamento Dublino III non offre il diritto al richiedente l'asilo, di scegliere autonomamente lo Stato nel quale la sua domanda d'asilo verrà esaminata (cfr. DTAF 2010/45 consid. 8.3), che altresì, come giustamente ritenuto dalla SEM nella decisione impu- gnata, il cugino dell 'insorgente presente in Svizzera non rientra nella no- zione di membri della famiglia ai sensi dell 'art. 2 lett. g Regolamento Du- blino III, che, di conseguenza, la competenza dell'Italia è di principio data, che in Italia non vi sono fondati motivi per ritenere che sussistano carenze sistemiche che implichino il rischio di un trattamento inumano o degradante ai sens i dell 'art. 4 CartaUE (cfr. fra le tante, sentenze del Tribunale F - 959/2022 del 14 marzo 2022 e D-4235/2021 del 19 aprile 2022 [pubblicata quale sentenza di riferimento] consid. 10.2), che inoltre, l'entrata in vigore del decreto n. 130/2020 del 21 ottobre 2020 convertito in legge il 20 dicembre 2020 (legge del 18 dicembre 2020 n. 173/2020), ha contribuito ad un importante miglioramento delle condi- zioni di accoglienza dei richiedenti l 'asilo in Italia, anche ed in particolare per i casi di persone che vi vengono trasferite in applicazione del Regola- mento Dublino III (cfr. sentenza di riferimento del Tribunale D-4235/2021 del 19 aprile 2022 consid. 10.4.3.2), D-3135/2022 Pagina 7 che in ogni caso, l 'Italia è legata alla CartaUE e firmataria, della CEDU, della Convenzione del 10 dicembre 1984 contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti (Conv. tortura, RS 0.105), della Convenzione del 28 luglio 1951 sullo statuto dei rifugiati (Conv. rifugiati, RS 0.142.30), oltre che del relativo Protocollo aggiuntivo del 31 gennaio 1967 (RS 0.142.301) e ne applica le disposizioni, che di conseguenza, il rispetto della sicurezza dei richiedenti l'asilo, in par- ticolare il diritto alla trattazione della propria domanda secondo una proce- dura giusta ed equa ed una protezione conforme al diritto internazionale ed europeo, è presunto da parte dello Stato in questione (cfr. direttiva 2013/32/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 recante procedure comuni ai fini del riconoscimento e della revoca dello status di protezione internazionale [di seguito: direttiva procedura]; direttiva 2013/33/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 recante norme relative all'accoglienza dei richiedenti protezione internazio- nale [di seguito: direttiva accoglienza]), che conseguentemente, l 'applicazione dell 'art. 3 par. 2 2 a frase Regola - mento Dublino III non si giustifica nel caso di specie, che in seguito, la presenza in Svizzera del cugino non permette neppure l'applicazione dell'art. 16 par. 1 Regolamento Dublino III dal momento che non risulta che l'insorgente abbia un particolare rapporto di dipendenza con il parente; che ad ogni modo, il semplice bisogno di sostegno emotivo, o anche psicologico, non è tale da stabilire la relazione di dipendenza richie- sta dall'art. 16 par. 1 Regolamento Dublino III (cfr. DTAF 2017 VI/5 con- sid. 8.3.5), che ai sensi dell'art. 29a cpv. 3 OAsi 1, disposizione che concretizza in di- ritto interno svizzero la clausola di sovranità ( art. 17 par. 1 Regolamento Dublino III), se «motivi umanitari» lo giustificano la SEM può entrare nel merito della domanda anche qualora giusta il Regolamento Dublino III un altro Stato sarebbe competente per il trattamento della stessa, che la SEM, nell'applicazione dell'art. 29a cpv. 3 OAsi 1, dispone di potere di apprezzamento (cfr. DTAF 2015/9 consid. 7 seg.); che tuttavia, se il tra- sferimento del richiedente nel paese di destinazione contravviene ad una norma imperativa del diritto internazionale, tra cui quelle della CEDU, l'au- torità inferiore è obbligata ad applicare la clausola di sovranità e ad entrare nel merito della domanda d 'asilo ed il Tribunale dispone di potere di con- trollo al riguardo (cfr. DTAF 2015/9 consid. 8.2.1), D-3135/2022 Pagina 8 che nel caso di specie, va in primo luogo osservato come spetti innanzitutto al ricorrente presentare al più presto una domanda d'asilo alle autorità ita- liane competenti e rispettare le loro istruzioni, ciò che gli permetterà di be- neficiare dei diritti previsti dalla direttiva accoglienza (cfr. sentenza del Tri- bunale D-2773/2022 del 5 luglio 2022 pag. 7), che l'insorgente non ha del resto apportato indizi seri e concreti suscettibili di dimostrare che lo Stato di destinazione non rispetterebbe il principio del divieto di respingimento e, dunque, verrebbe meno ai suoi obblighi interna- zionali rinviandolo in un Paese dove la sua vita, integrità corporale o libertà sarebbero seriamente minacciate o da dove rischierebbe di essere respinto in un tale Paese, che agli atti non figurano del resto elementi tali da indurre a concludere che un trasferimento nello Stato in questione esporrebbe il ricorrente al rischio di essere privato del sostentamento minimo e di subire delle co ndizioni di vita indegna in violazione della direttiva accoglienza, che per il resto, il respingimento forzato di persone che soffrono di proble- matiche mediche, costituisce una violazione dell'art. 3 CEDU unicamente in circostanze eccezionali; che ciò risulta essere il caso segnatamente lad- dove la malattia dell'interessato si trovi in uno stadio a tal punto avanzato o terminale da lasciar presupporre che, a seguito del trasferimento, la sua morte appaia come una prospettiva prossima (cfr. sentenza della Cor- teEDU N. contro Regno Unito del 27 maggio 2008, 26565/05; DTAF 2011/9 consid. 7.1), che una violazione dell'art. 3 CEDU può però anche sussistere qualora vi siano dei seri motivi di ritenere che la persona, in assenza di trattamenti medici adeguati nello S tato di destinazione, sarà confrontata ad un reale rischio di un grave, rapido ed irreversibile peggioramento delle condizioni di salute comportante delle intense sofferenze o una significativa riduzione della speranza di vita (cfr. sentenza della CorteEDU Paposhvili contro Bel- gio del 13 dicembre 2016, 41738/10, § 181 segg.), che per quanto riguarda i problemi di (…) e di (…) di cui egli soffrirebbe, peraltro neppure accennati dinanzi alla SEM, non vi sono indizi per ritenere che tali eventuali problematich e rientrino nella restrittiva giurisprudenza convenzionale, che altresì, si rileva che nelle procedure di presa in carico non è necessario richiedere alle autorità italiane garanzie scritte individuali di presa a carico D-3135/2022 Pagina 9 immediata per i richiedenti affetti da problematiche mediche (somatiche o psichiche) gravi; che in un siffatto contesto si deve infatti partire dall 'as- sunto che i richiedenti l 'asilo possano in linea di principio accedere alle prestazioni assistenziali, comprensive anche delle cure e dei trattamenti necessari ed urgenti, sin dal loro arrivo in Italia (cfr. sentenza di riferimento del Tribunale D-4235/2021 del 19 aprile 2022 consid. 10.4.3.3), che l 'Italia dispone del resto di infrastrutture mediche sufficienti ed in quanto Stato firmatario della direttiva accoglienza, deve provvedere affin- ché i richiedenti ricevano la necessaria assistenza sanitaria comprendente quanto meno le prestazioni di pronto soccorso e il trattamento essenziale di malattie e di gravi disturbi mentali e fornire la necessaria assistenza me- dica o di altro tipo, ai richiedenti con esigenze di accoglienza particolari, comprese, se necessarie, appropriate misure d i assistenza psichica (cfr. art. 19 par. 1 e 2 direttiva accoglienza), che in altre parole, egli non ha fornito indizi seri suscettibili di comprovare che le sue condizioni di vita o la sua situazione personale sarebbero tali da contravvenire all'art. 4 della CartaUE, all'art. 3 CEDU o all'art. 3 Conv. tor- tura in caso di esecuzione del trasferimento in Italia, che, ad ogni modo, appartiene al ricorrente sollevare l'eventuale violazione dei suoi diritti fondamentali, utilizzando le adeguate vie di diritto dinanzi alle autorità dello Stato in questione, che infine, non risultano neppure esserci indizi che permettano di ritenere che la SEM abbia esercitato in maniera arbitraria il p otere di apprezza- mento di cui dispone nell'applicazione dell'art. 29a cpv. 3 OAsi 1 (cfr. DTAF 2015/9 consid. 7 seg.), che pertanto, non vi è motivo di applicare la clausola discrezionale di cui all'art. 17 par. 1 Regolamento Dublino III («clausola di sovranità»), che di conseguenza, in mancanza dell'applicazione di tale norma da parte della Svizzera, l'Italia è competente dell'esame della domanda di asilo del ricorrente ai sensi Regolamento Dublino III ed è tenuto a prenderlo in carico in ossequio alle condizioni poste agli art. 21, 22, 29 Regolamento Dublino III, che quindi, è a giusto titolo che la SEM non è entrata nel merito della do- manda di asilo del ricorrente, in applicazione dell'art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi ed ha pronunciato il suo trasferimento verso l 'Italia conformemente D-3135/2022 Pagina 10 all'art. 44 LAsi, posto che il ricorrente non possiede un'autorizzazione di soggiorno in Svizzera (cfr. art. 32 lett. a OAsi 1), che, in siffatte circostanze, non vi è più luogo di esaminare in maniera di- stinta le questioni relative all 'esistenza di un impedimento all'esecuzione del trasferimento per i motivi giusta i cpv. 3 e 4 dell'art. 83 della legge sugli stranieri e la loro integrazione del 16 dicembre 2005 (LStrI, RS 142.20), dal momento che detti motivi sono indissociabili dal giudizio di non entrata nel merito nel quadro di una procedura Dublino (cfr. DTAF 2015/18 con- sid. 5.2), che, visto quanto precede, il ricorso deve essere respinto e la decisione della SEM, che rifiuta l'entrata nel merito della domanda di asilo e pronun- cia il trasferimento dalla Svizzera verso l'Italia, confermata, che, visto l 'esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.– che seguono la soccombenza sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripe- tibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 feb- braio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]), che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con ricorso in materia di d iritto pubblico dina nzi al Tribunale federale ( art. 83 lett. d cifra 1 LTF). (dispositivo alla pagina seguente) D-3135/2022 Pagina 11 Il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 1. Il ricorso è respinto. 2. Le spese processuali, di CHF 750.–, sono poste a carico del ricorrente. Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministra- tivo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sentenza. 3. Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto- nale. La giudice unica: La cancelliera: Chiara Piras Sebastiana Bosshardt Data di spedizione: