<h2>SubmittedText<h2><p>Considerati i poteri attribuitigli in ambito legislativo, a livello di budget annuale e di crediti quadro, il Parlamento esercita un'influenza diretta sui programmi svizzeri di aiuto allo sviluppo. Oltre a ciò, intraprende iniziative proprie sotto forma di interventi, indagini dettagliate (come quelle svolte dalla CdG-S) e anche visite nei Paesi partner. È tuttavia risaputo che da visite parlamentari di questo tipo possono insorgere relazioni d'interesse immotivate. Che si tratti di viaggi, collaborazioni in seno a commissioni, mandati o eventi, la lobby del settore dell'aiuto allo sviluppo trova sempre il mezzo per influenzare a suo favore politici e operatori dei media, coinvolgendoli così in progetti controversi. Affinché regni infine la trasparenza in questo settore, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Chi, tra i parlamentari, approfitta direttamente o indirettamente dei mandati relativi all'aiuto allo sviluppo o assolve incarichi all'interno di organizzazioni operanti nel settore (elenco preciso)?</p><p>2. Chi, tra i parlamentari o i rappresentanti dei media, ha partecipato a visite ufficiali organizzate dalla DSC (elenco preciso)?</p><p>3. Chi, tra i parlamentari o i membri dell'amministrazione pensionati (anche anticipatamente), svolge incarichi (inclusi quelli consultivi) per la DSC (elenco preciso)?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Attualmente tra la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) e membri del Parlamento o tra la Segreteria di Stato dell'economia (SECO) e membri del Parlamento non ha corso alcun mandato. Nemmeno per il periodo 2005-2007 vanno segnalato siffatti mandati.</p><p>Per quanto concerne le attività dei deputati in seno a organizzazioni, il Consiglio federale suggerisce all'autore dell'interpellanza di consultare il registro pubblico delle relazioni d'interesse. In virtù dell'articolo 11 capoverso 1 lettera b della legge sul Parlamento, all'entrata in servizio e all'inizio di ogni anno ciascun parlamentare informa per scritto l'Ufficio sulle sue attività in organi di direzione e sorveglianza, nonché in organi di consulenza e simili di enti, istituti e fondazioni svizzeri ed esteri, di diritto privato e pubblico. Il pubblico può consultare il registro dal sito web dell'Assemblea federale. </p><p>2. Per quanto concerne la domanda sui viaggi dei parlamentari organizzati dalla DSC, il Consiglio federale rinvia alle sue risposte del 15 giugno 2007 alle interpellanze Mörgeli (07.3227 "Viaggi dei parlamentari a spese della DSC") e Dunant (07.3034 "Aiuto allo sviluppo: grande cantiere o buco paludoso?"). Come ha spiegato il Consiglio federale nei succitati pareri, nessun viaggio di parlamentari è organizzato dalla DSC né finanziato con il suo budget. Sono fatti salvi i viaggi dai membri dell'Advisory Committee on International Develoment Cooperation. È in questo quadro che la consigliera nazionale Vreni Müller-Hemmi e il consigliere nazionale Serge Beck si sono recati in Burkina Faso (2005) e che il presidente dell'Advisory Committee, Hugo Fasel, si è recato in Niger (2006). Nell'ambito delle loro attività in seno alla rete "Parlamentarians for Global Action", la consigliera nazionale Therese Frösch ha inoltre compiuto un viaggio in Pakistan (2005) mentre il consigliere nazionale Remo Gysin è stato in Bangladesh (2006). Il consigliere agli Stati Theo Maissen si è invece recato in Kirghizistan nel 2002 per partecipare alla conferenza di chiusura del "Bishkek Global Mountain Summit" in qualità di membro della delegazione svizzera. </p><p>Per quanto concerne i viaggi organizzati per i rappresentanti dei media, la DSC li organizza in collaborazione con la Segreteria di Stato dell'economia (SECO) basandosi sulle priorità in materia di comunicazione stabilite per l'anno in corso. I viaggi organizzati per i giornalisti servono a informare la popolazione svizzera sulle attività della cooperazione allo sviluppo e a sensibilizzarla sulle questioni inerenti la politica dello sviluppo. Nella seguente tabella figurano i dati concernenti i viaggi organizzati tra 2005 e 2007. Eccetto i viaggi per visitare progetti umanitari in Uganda e Sudan (2005), poi in Ucraina e Bielorussia (2006), la DSC e la SECO hanno organizzato i viaggi insieme e presentato ai giornalisti i temi trattati da ciascuno dei due servizi. </p><p>Destinazioni dei viaggi: Uganda e Sudan meridionale, programma umanitario della DSC; date dei viaggi: dal 16 al 24 maggio 2005; media (numero di rappresentanti): Televisione svizzera italiana TSI (2); Schweizerische Depeschenagentur SDA (1); Radio DRS (1); Le Temps (1); Radio Suisse Romande RSR (1).</p><p>Ucraina, programmi della DSC e della SECO; dal 19 al 27 settembre 2005; Der Bund (1); Tribune de Genève (1); Corriere del Ticino (1); Swissinfo (2); Infosud (1); Bureau de presse Seegrund (2); Keystone (1).</p><p>Ucraina e Bielorussia, programma umanitario della DSC; dal 2 al 7 aprile 2006; La Liberté (1); Aargauer Zeitung/Mitteland Zeitung (1); St. Galler Tagblatt (1); Hebdo (1); Schweizerische Depeschenagentur SDA (1); </p><p>24 heures (1).</p><p>Nicaragua, programmi della DSC e della SECO, Stati Uniti (Banca mondiale, ONU); da 6 al 14 giugno 2006; Basler Zeitung (1); Der Bund (1); Südostschweiz (1); Radio Svizzera Italiana RSI (1); NZZ am Sonntag (1); 24 heures (1); Schweizerische Depeschenagentur New York (1); Keystone (1).</p><p>Burkina Faso, programmi della DSC e della SECO; dal 2 all'8 luglio 2008; Basler Zeitung (1); Der Bund (1); Journaliste indépendant (1); NZZ (1); St. Galler Tagblatt (1); Medienverein Zürcher Studierendenzeitung (1); Le Temps (1); La Liberté (1); Keystone/Photopress (1).</p><p>Gli interventi che contengono grafici o tabelle possono essere scaricati da: Attività parlamentare / Curia Vista / Interventi che contengono grafici o tabelle.</p><p>3. Tra il 2004 e il 2007, la DSC ha concluso mandati con 14 suoi ex impiegati pensionati. Grazie ai mandati affidati a ex impiegati, è così stato possibile trasferire know-how, capitalizzare esperienze specifiche e risparmiare sui costi. </p><p>Gli ex membri del Parlamento sono liberi di accettare mandati di consulenza a favore dell'amministrazione federale. Per l'aggiudicazione dei mandati i loro precedenti impegni politici non sono decisivi, né sono sistematicamente repertoriati da parte della DSC che pertanto non dispone di tali dati.</p>  Risposta del Consiglio federale.