<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La presente interpellanza solleva domande legittime e tratta aspetti importanti della </p><p>politica fiscale a lungo termine. Purtroppo, nel quadro della risposta all'intervento non </p><p>è possibile fornire soluzioni definitive a tutte queste domande fondamentali che </p><p>hanno ripercussioni anche nel futuro.</p><p></p><p>La Costituzione federale (Cost.) disciplina in modo esaustivo la sovranità fiscale della </p><p>Confederazione. La Confederazione può quindi riscuotere un'imposta soltanto se è </p><p>autorizzata dalla Costituzione. La Confederazione ha il diritto esclusivo di </p><p>imposizione sulla maggioranza delle imposte federali.</p><p></p><p>Per contro, i Cantoni sono liberi di riscuotere ogni tipo di imposte, sempre che il </p><p>diritto federale non lo vieti loro espressamente.</p><p></p><p>La Costituzione autorizza la Confederazione a riscuotere le seguenti imposte:</p><p></p><p>- Imposta federale diretta</p><p>- Imposta sul valore aggiunto</p><p>- Imposta preventiva</p><p>- Tasse di bollo</p><p>- Imposte speciali sul consumo (tabacco, birra, bevande distillate; automobili)</p><p>- Dazi</p><p>- Tassa sul traffico pesante e quella per l'utilizzazione delle strade nazionali.</p><p></p><p>Anche i contributi alle assicurazioni sociali, almeno nelle classi di reddito più alte, </p><p>hanno il carattere d'imposta. Vi si aggiungono le tasse d'incentivazione. Sia il </p><p>Consiglio federale che la recente giurisprudenza nonché eminenti autori vedono nella </p><p>specifica competenza costituzionale una base sufficiente per l'introduzione di </p><p>corrispondenti tasse d'incentivazione attraverso leggi. Si pensi in particolare alle </p><p>tasse d'incentivazione nell'ambito della protezione dell'ambiente. </p><p></p><p>1.- Il Consiglio federale ha già definito i punti principali della sua strategia finanziaria </p><p>nelle Linee direttive delle finanze federali (LD) del 4 ottobre 1999 e ha definito una </p><p>serie di principi d'imposizione. Ad esempio, le LD prevedono che il sistema fiscale </p><p>contribuisca a preservare a lungo termine le basi vitali naturali. Per concretizzare </p><p>questo obiettivo si era previsto un "Nuovo ordinamento finanziario con incentivi </p><p>ecologici". Oltre al lavoro, al consumo e al capitale si sarebbe dovuto imporre anche </p><p>l'energia per creare, da un lato, nuovi incentivi volti a preservare le risorse naturali e, </p><p>dall'altro, per ampliare la base d'imposizione. Era inoltre previsto di utilizzare i </p><p>proventi dell'imposizione dell'energia per compensare l'aumento delle trattenute sul </p><p>salario.</p><p></p><p>Il 24 settembre 2000 popolo e Cantoni hanno chiaramente respinto la norma di base, </p><p>sulla quale avrebbe dovuto basarsi il nuovo regime finanziario federale </p><p>comprendente incentivazioni ecologiche. In occasione della stessa votazione sono </p><p>inoltre state respinte la tassa di incentivazione per le energie rinnovabili e l'iniziativa </p><p>solare. Per motivi di ordine politico, il Consiglio federale ha quindi rinunciato a </p><p>presentare, nel corso della presente legislatura, un nuovo articolo costituzionale per </p><p>un trasferimento dell'onere fiscale verso l'energia. Esso non presenterà nessun </p><p>nuovo progetto concernente la norma di base con il nuovo regime finanziario </p><p>federale 2007. La questione di un trasferimento dell'onere fiscale verso l'energia </p><p>potrà essere nuovamente esaminata soltanto fra parecchi anni. Anzitutto, dovranno </p><p>essere raccolte esperienze con la legge sul CO2. Un'eventuale tassa sul CO2 potrà </p><p>essere introdotta il più presto nel 2004. A questo proposito, il Consiglio federale </p><p>procederà a una prima valutazione della situazione presumibilmente nel corso del </p><p>2002.</p><p></p><p>2.- Il nostro sistema fiscale - come giustamente menzionato nell'interpellanza - è </p><p>essenzialmente incentrato sul reddito. Tuttavia, su questo punto esso non si </p><p>distingue quasi da altri Stati paragonabili dell'OCSE. Inoltre, la nozione di reddito è </p><p>definita molto ampiamente nel diritto fiscale della Confederazione e dei Cantoni. </p><p>Infatti, la totalità dei proventi, periodici ed unici, sottostà all'imposta sul reddito. </p><p>Neppure una nuova definizione del lavoro cambierebbe qualcosa.</p><p></p><p>a) Le nuove tecnologie d'informazione e di comunicazione rappresentano anche </p><p>per il fisco un'autentica sfida da prendere seriamente. Ciò vale non soltanto </p><p>per il nostro Paese, bensì anche per gli Stati nell'ambito internazionale. </p><p>L'assenza di confini virtuali del commercio elettronico rende indispensabile </p><p>definire, attraverso condizioni quadro ampiamente sorrette a livello </p><p>internazionale, i principi d'imposizione applicabili per questo sistema di </p><p>rapporti d'affari. In questo settore le soluzioni individuali non hanno </p><p>sicuramente successo. La Svizzera sostiene quindi gli sforzi compiuti dal </p><p>Comitato degli affari fiscali dell'OCSE e da altri organi internazionali come </p><p>l'AELS e l'UE nella creazione di condizioni quadro sul piano internazionale per </p><p>l'imposizione del commercio elettronico.</p><p></p><p>b) Dall'interpellanza si può leggere il desiderio di spostare il peso </p><p>dell'imposizione dal reddito al consumo. Le LD riconoscono che sia l'ammontare </p><p>dell'onere fiscale sia la struttura del sistema fiscale sono fattori importanti per la </p><p>piazza economica. Quindi si dovrà dare più peso all'imposizione indiretta per poter </p><p>mantenere più basse le imposte dirette. Il pacchetto di misure fiscali 2001 costituisce </p><p>un importante passo in questa direzione poiché il progetto del Consiglio federale </p><p>prevede di ridurre l'imposta federale diretta sul reddito della coppia e della famiglia </p><p>per un importo complessivo di circa 1,3 miliardi di franchi.</p><p></p><p>c) Le LD postulano tuttavia chiaramente che si deve rafforzare l'attrattiva della </p><p>piazza economica del nostro Paese, in primo luogo riducendo il più possibile </p><p>l'onere fiscale generale. Per contro, lo studio sangallese "Un nuovo diritto fiscale per </p><p>la Svizzera", pubblicato nel novembre del 2000, pone l'accento su altri fattori. Tale </p><p>studio si basa, in effetti, sull'ipotesi che le ripercussioni di un regime fiscale sulla </p><p>crescita economica e sull'occupazione non dipendano tanto dall'ammontare </p><p>dell'aliquota d'imposta e dalla quota delle uscite dello Stato, bensì molto più dalla </p><p>struttura dell'onere fiscale. In quest'ottica, lo studio raccomanda di diminuire le </p><p>imposte a carico delle imprese a scapito delle imposte a carico delle persone fisiche. </p><p>Per le persone fisiche, lo studio propone di far vertere maggiormente l'imposizione </p><p>fiscale sul momento del consumo, aumentando le imposte indirette e calcolando </p><p>l'imposta sul reddito sempre più in funzione dell'ammontare del consumo. Le </p><p>proposte di riforma di questo studio sono dettagliate ed essenziali. Esse meritano </p><p>una discussione più approfondita. Tuttavia, prima di trattare le questioni di </p><p>sistematica e di tecnica fiscale, bisogna stabilire la plausibilità dal profilo economico </p><p>delle affermazioni in esso contenute. Non bisogna tuttavia sottovalutare il tempo </p><p>necessario a uno studio del genere. Gli eventuali progetti di riforma che ne </p><p>potrebbero scaturire non saranno certamente pronti così presto da poter essere </p><p>discussi insieme al nuovo regime finanziario 2007. Il dibattito a questo proposito </p><p>dovrebbe tuttavia essere condotto, insieme a quello sui temi sollevati nella presente </p><p>interpellanza, dopo che saranno state esaminate le conseguenze economiche di </p><p>questo studio.</p><p></p><p>3.- Un altro punto centrale delle LD è di conseguire un sistema fiscale sistematico e </p><p>chiaro mediante semplificazioni. A tale scopo, si è previsto di completare </p><p>l'armonizzazione formale delle imposte, unificando le basi di calcolo e riducendo il </p><p>numero delle deduzioni. Quindi si tratta soprattutto di una semplificazione materiale. </p><p>Inoltre, bisogna esaminare se è possibile ridurre il numero delle imposte esistenti.</p><p></p><p>In effetti, il nostro sistema fiscale non è particolarmente chiaro. Il federalismo non </p><p>contribuisce certamente a creare maggiore chiarezza. Il Consiglio federale pensa </p><p>tuttavia che il sistema fiscale debba essere strutturato in modo tale che, a lungo </p><p>termine, ogni livello dello Stato possa finanziare le conseguenze delle proprie </p><p>decisioni.</p><p></p><p>4.- Le LD postulano anche il principio secondo il quale le imposte devono </p><p>soddisfare il principio della redditività. Questo principio esige che un'imposta non </p><p>debba soltanto garantire un gettito elevato a breve termine, ma anche un consistente </p><p>provento netto a lungo termine. Ad eccezione dei dazi doganali, finora tutte le </p><p>imposte federali rispettano questo principio. I loro proventi tendono ad aumentare </p><p>costantemente.</p><p></p><p>Ciò vale del resto anche per le tasse di bollo, in particolare per la tassa di </p><p>negoziazione. Nella misura in cui si tratti di mantenere l'attrattiva della nostra piazza </p><p>finanziaria e di arginare il rischio d'emigrazione degli affari borsistici, negli ultimi due </p><p>anni sono state prese le misure necessarie per la via della procedura urgente. </p><p>Proprio su questo punto le Camere federali hanno saputo mantenere i nervi saldi e </p><p>conservare una fonte di reddito lucrativa nel rispetto dell'equità fiscale e compatibile </p><p>con la concorrenza internazionale.</p>  Risposta del Consiglio federale.