<h2>SubmittedText<h2><p>Nell'ultimo rapporto sulla politica climatica inviato al Segretariato della Convenzione ONU sui cambiamenti climatici, la Svizzera ha annunciato di non riuscire, con le misure già adottate, a cogliere gli obiettivi di politica climatica fissati. L'affermazione ha destato l'attenzione di diversi Paesi, che hanno posto delle domande al riguardo in sede di valutazione delle prestazioni della Svizzera alla Conferenza di Lima sul clima.</p><p>La Svizzera ha risposto che la legge in vigore consente un ulteriore aumento della tassa sul CO2.</p><p>Poiché il rispetto delle leggi nazionali è compito del Consiglio federale, si pongono le domande seguenti:</p><p>1. Per quando è previsto la modifica dell'ordinanza sul CO2, al fine di adeguare il tasso di compensazione per le importazioni di carburanti in modo tale che gli obiettivi della legge sul CO2 possano effettivamente essere realizzati?</p><p>2. È possibile adeguare nell'ordinanza sul CO2 il meccanismo di base della compensazione delle emissioni di CO2 in modo da poter armonizzare i progetti di protezione del clima sull'arco di diversi anni con la vendita di certificati? L'attuazione vigente dell'ordinanza sul CO2 induce infatti verso la fine del periodo a cercare nuovi progetti, che possono essere indennizzati con certezza al massimo per uno o due anni.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nel caso in cui la Svizzera non riuscisse a cogliere i necessari obiettivi di riduzione delle emissioni, la legislazione sul CO2 prevede due possibilità d'intervento: l'aumento della tassa sul CO2 applicata ai combustibili fossili secondo le modalità (scadenze e tappe dell'aumento) definite all'articolo 94 dell'ordinanza sul CO2 (RS 641.711) come pure l'aumento del tasso di compensazione per gli importatori di carburanti fossili a un massimo del 40 per cento.</p><p>Il prossimo aumento della tassa sul CO2 avverrà automaticamente il 1° gennaio 2016, se nel 2014 non vi è stato un calo delle emissioni di CO2 da combustibili fossili di almeno il 24 per cento rispetto al 1990. Per aumentare il tasso di compensazione occorre invece una modifica dell'ordinanza sul CO2.</p><p>Gli importatori di carburanti fossili sono stati assoggettati per la prima volta all'obbligo di compensazione nel 2014 (cfr. art. 89 cpv. 1 lett. a dell'ordinanza sul CO2). Il Consiglio federale ha fissato il tasso di compensazione per il 2020 in modo tale che l'obiettivo di riduzione sarà presumibilmente colto.</p><p>La legge sul CO2 (RS 641.71) è entrata in vigore il 1° gennaio 2013. Il grado di raggiungimento degli obiettivi e la necessità di aumentare il tasso di compensazione potranno quindi essere valutati soltanto sulla base dello sviluppo delle emissioni di gas serra nei prossimi anni e una volta conclusisi i dibattimenti parlamentari sulla Strategia energetica 2050, la quale prevede altre misure di riduzione delle emissioni di CO2 fino al 2020.</p><p>2. La legislazione sul CO2 comprende gli obiettivi e le misure di politica climatica stabiliti fino a fine 2020. Gli ulteriori obiettivi per il periodo successivo al 2020 e i relativi strumenti per la loro realizzazione saranno stabiliti dal Parlamento.</p><p>Tuttavia l'articolo 10 dell'ordinanza sul CO2 garantisce già ora che le riduzioni di emissioni ottenute con progetti di compensazione possano essere certificate oltre il 2020.</p>  Risposta del Consiglio federale.