<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Negli anni '70 e '80, il Consiglio federale si è assiduamente occupato del problema delI'iperfertilizzazione delle acque dovuto ai fosfati provenienti dalle acque di scarico comunali, come pure dai detersivi e detergenti e dal settore agricolo. Mediante prescrizioni fissate nell'ordinanza sulla protezione delle acque e in quella sulle sostanze, nonché con il nuovo orientamento della politica agricola, si è riusciti a ridurre sinora durevolmente il carico della maggior parte dei laghi riconducibile ai fosfati. Decisivo per il miglioramento dello stato delle acque lacustri è stato il risanamento, conseguente, delle acque di scarico comunali e l'installazione di sistemi per l'eliminazione chimica del fosforo negli impianti di depurazione delle acque di scarico. Il divieto, risalente al 1986, di utilizzare i fosfati nei detersivi per bucato e la limitazione dell'utilizzazione degli stessi nei detersivi per lavastoviglie, hanno contribuito ad accelerare il processo di risanamento delle acque dei laghi.</p><p></p><p>Oltre il 95% delle acque reflue comunali è depurato negli impianti centrali di depurazione delle acque di scarico. I sistemi di eliminazione dei fosfati presenti in tali impianti consentono in tal modo di rimuovere dalle acque di scarico, nel bacino imbrifero dei laghi, anche oltre il 90% dei fosfati che vi giungono attraverso i detersivi per lavastoviglie impiegati nelle economie domestiche e nell'industria e artigianato.</p><p></p><p>Un divieto dei fosfati nei detersivi per lavastoviglie consentirebbe di migliorare soltanto in misura irrilevante le già buone condizioni di salute che si registrano in numerosi laghi.</p><p></p><p>Nei piccoli laghi dell'Altipiano che non soddisfano ancora le esigenze legali, la qualità delle acque non può essere migliorata mediante un divieto dei fosfati nei detersivi in questione. In simili casi si può ottenere un miglioramento eventualmente mediante misure legate allo sfruttamento del suolo che vanno oltre lo stato della tecnica. Per simili provvedimenti di più ampia portata, l'articolo 62a della legge sulla protezione delle acque prevede la possibilità di ottenere indennità da parte della Confederazione quando il Cantone, per una determinata regione (p. es. il bacino imbrifero di un lago), ha armonizzato tra loro le diverse misure.</p><p></p><p>Per quanto riguarda il Lago Lemano, cui si riferisce l'autore della mozione, si può rilevare quanto segue : </p><p>Dal 1979, la quantità di fosfati nel lago è stata ridotta del 56%, in primo luogo grazie a una depurazione efficace delle acque di scarico. Parte di questo successo è riconducibile anche al divieto, vigente in Svizzera dal 1986, dei fosfati nei detersivi per bucato. La quantità di fosfati utilizzati in questi detergenti sino a metà degli anni '80 era nettamente superiore a quella presente oggi nei detersivi per lavastoviglie. Oltre a ciò, gli odierni impianti di depurazione delle acque di scarico sono in grado di rimuovere efficacemente i fosfati dalle acque reflue. Pertanto, un divieto di dette sostanze nei detersivi per lavastoviglie comporterebbe, nel Lemano, soltanto una lieve riduzione (meno dell'1%) del tenore di fosfati.</p><p></p><p>2. Contrariamente ai fosfati nei detersivi per bucato, i fosfati nei detersivi per lavastoviglie non possono essere sostituiti integralmente senza effetti secondari piuttosto rilevanti, dato che attualmente mancano sostanze alternative simili. Non è possibile, infatti, come nel caso dei primi, sostituire i fosfati con zeoliti innocue e non idrosolubili, poiché in quel tipo di detergenti si possono utilizzare soltanto sostanze idrosolubili. I detersivi per lavastoviglie privi di fosfati, disponibili oggi sul mercato del nostro Paese, occupano una quota di mercato esigua in quanto non soddisfano gli odierni requisiti di qualità.</p><p></p><p>3. Né nei Paesi europei, né negli altri Stati esistono divieti concernenti l'utilizzazione di fosfati nei detersivi per lavastoviglie. Né, tantomeno, ne sono previsti. Per la Svizzera, un divieto simile costituirebbe un caso isolato che non corrisponderebbe agli sviluppi in atto a livello europeo e non sarebbe assolutamente necessario per motivi di protezione delle acque.</p><p></p><p>Giusta le disposizioni della legge federale del 6 ottobre 1995 sugli ostacoli tecnici al commercio (LOTC), le prescrizioni tecniche devono essere configurate in maniera tale da non agire come ostacoli al commercio, ma da essere armonizzate - a tal fine - con le prescrizioni tecniche dei principali partner commerciali svizzeri. Deroghe a questo principio sono ammesse unicamente nella misura in cui interessi pubblici preponderanti lo richiedono. Il divieto dei fosfati nei detersivi per bucato, decretato dal 1986, non costituisce un ostacolo al commercio in quanto oggi in tutta Europa si fabbricano perlopiù prodotti privi di fosfati. Un divieto in questo senso per i detersivi per lavastoviglie equivarrebbe a una violazione della LOTC poiché in Svizzera non potrebbero più essere importati prodotti contenenti fosfati. Non vi sono interessi pubblici preponderanti che giustificherebbero un tale divieto.</p><p></p><p>4. La mozione dovrebbe essere respinta se non altro per motivi formali. L'emanazione di prescrizioni relative all'esecuzione della legge sulla protezione dell'ambiente, come chiede la mozione, è di esclusiva competenza del Consiglio federale. Una trasformazione in postulato sarebbe senz'altro possibile, ma non indicata in base all'argomentazione fornita.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.