<h2>SubmittedText<h2><p>Fondandomi sull'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale e sull'articolo 107 della legge sul Parlamento presento la seguente iniziativa parlamentare:</p><p>Mediante una modifica della legge federale sull'assicurazione malattie andrebbe introdotto un sistema di finanziamento monistico. Affinché i cantoni possano mantenere il controllo sulle risorse pubbliche è necessario un modello in cui siano segnatamente considerati i punti cardine seguenti:</p><p>1. I fondi dell'ente pubblico vanno impiegati negli ambiti della formazione e del perfezionamento delle professioni sanitarie, della compensazione dei rischi, della sanità pubblica e delle prestazioni d'interesse pubblico nonché ai fini della riduzione dei premi.</p><p>2. La quota a carico dell'ente pubblico per il finanziamento delle prestazioni coperte dall'assicurazione di base dev'essere garantita e adeguata all'incremento dei costi nel settore della salute.</p><p>3. Tutte le prestazioni stazionarie e ambulatoriali secondo la LAMal sono finanziate dagli assicuratori malattie.</p><h2>InitialSituation<h2><h2 class="Titel_d"><strong>Comunicato stampa della commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio nazionale del 05.04.2019</strong></h2><p class="Standard_d">Le casse malati e i Cantoni devono finanziare unitariamente i trattamenti, a prescindere che siano dispensati ambulatorialmente o nell'ambito di una degenza. Con 15 voti contro 7 e 2 astensioni la Commissione ha approvato la relativa modifica di legge che attua l'<strong>Iv.pa. Finanziamento delle prestazioni della salute da parte di un unico soggetto. Introduzione di un sistema di finanziamento monistico </strong>(<a href="https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20090528">09.528</a><strong>; </strong>Humbel). Alla luce dei risultati della consultazione la Commissione è venuta incontro ai Cantoni su diversi punti. In primo luogo il finanziamento unitario entrerà in vigore soltanto unitamente all'oggetto LAMal. Autorizzazione dei fornitori di prestazioni (<a href="https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20180047">18.047</a>), oggetto che permette ai Cantoni di gestire in modo più rafforzato il settore ambulatoriale. In secondo luogo il Consiglio federale proporrà di inglobare le cure di lunga durata nel finanziamento unitario non appena saranno disponibili dati sufficienti. In terzo luogo i Cantoni avranno sei anni di tempo per conseguire la loro quota di finanziamento. Questa aliquota percentuale dovrà essere adeguata in seguito alla decisione della Commissione di adottare come base i costi lordi, per non svantaggiare gli assicurati con una franchigia elevata. La percentuale viene fissata in modo tale che, nel complesso, il passaggio al finanziamento unitario non abbia ripercussioni sui costi né per i Cantoni né per gli assicuratori. Con il progetto, per il quale sono state presentate diverse proposte di minoranza, la Commissione vuole promuovere il trasferimento di prestazioni dal settore ospedaliero a quello ambulatoriale, laddove risulti sensato sotto il profilo medico, e agevolare un'assistenza medica coordinata. Poiché, solitamente, i trattamenti ambulatoriali sono più economici, si pone un freno all'aumento dei costi nel complesso.</p><p>&nbsp;</p><h2 class="Titel_d"><strong>Comunicato stampa del Consiglio federale del 14.08.2019</strong></h2><p class="Standard_d"><strong>Un progetto della Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio nazionale (CSSS-N) prevede che gli assicuratori-malattie e i Cantoni finanzino in modo unitario i trattamenti ambulatoriali e stazionari. Il 14 agosto 2019, il Consiglio federale ha preso posizione in merito, approvando in linea di principio la proposta di un finanziamento unitario e chiedendo che la riforma tenga maggior conto delle richieste dei Cantoni.</strong></p><p class="Standard_d">Ad oggi le prestazioni ambulatoriali e stazionarie sono finanziate in modo differente. Le prestazioni stazionarie sono finanziate dai Cantoni per almeno il 55 per cento e dagli assicuratori-malattie per al massimo il 45 per cento, mentre quelle ambulatoriali sono interamente a carico degli assicuratori-malattie.</p><p class="Standard_d">Questo finanziamento differenziato può dar luogo a incentivi sbagliati: i Cantoni e gli assicuratori-malattie sono infatti spinti a far prevalere i propri interessi finanziari nelle trattative tariffali con i fornitori di prestazioni, il che ostacola la determinazione di tariffe appropriate. Il trasferimento dal settore stazionario a quello ambulatoriale, auspicato quale misura di contenimento dei costi, comporta allo stato attuale maggiori oneri per gli assicurati. Inoltre, il finanziamento attuale non permette di garantire un'assistenza sanitaria coordinata lungo tutto il percorso di cura ed efficiente sul piano dei costi. Questa situazione comporta inutili costi per il sistema sanitario.</p><p class="Standard_d">&nbsp;</p><p class="Standard_d">Il Consiglio federale approva il progetto</p><p class="Standard_d">Il Consiglio federale si è già più volte espresso favorevolmente al finanziamento unitario. Condivide l'opinione della CSSS-N secondo cui un finanziamento unitario delle prestazioni nel settore ambulatoriale e stazionario favorisca le cure coordinate e il trasferimento dal settore stazionario a quello ambulatoriale, contribuendo così a sgravare gli assicurati. Di principio è dunque favorevole al progetto della CSSS-N e approva un adeguamento della legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal).</p><p class="Standard_d">&nbsp;</p><p class="Standard_d">Nessuna riforma senza i Cantoni</p><p class="Standard_d">Il Consiglio federale ritiene che il finanziamento unitario debba essere attuato con la collaborazione dei Cantoni. Sono dunque ancora necessari adeguamenti che tengano conto delle loro richieste. Queste ultime dovranno essere esaminate attentamente e, se possibile, prese in considerazione per garantire che il progetto raccolga un consenso maggioritario. Il Consiglio federale sostiene quindi la proposta della CSSS-N di calcolare il contributo cantonale agli assicuratori-malattie in base ai costi effettivamente sostenuti e non al rischio atteso. Ritiene inoltre che un finanziamento unitario possa entrare in vigore solo se i Cantoni avranno anche facoltà di disciplinare l'autorizzazione dei fornitori di prestazioni ambulatoriali. Approva anche le proposte di minoranza della CSSS-N: il contributo cantonale dovrà essere calcolato in funzione dei costi netti delle prestazioni fornite (escluse la franchigia e l'aliquota percentuale) e non a quelli lordi, in modo da evitare che i Cantoni partecipino a costi non sostenuti dagli assicuratori.</p><p class="Standard_d">Infine, è propenso a integrare nel finanziamento unitario anche le prestazioni di cura fornite a domicilio e nelle case di cura, purché siano create preliminarmente le condizioni necessarie.</p><h2>Proceedings<h2><h4 class="SDA_Meldung_d">Notizia ATS</h4><h3 class="Debatte_sda_linksbündig_d"><strong>Dibattito al Consiglio nazionale, 26.09.2019</strong></h3><p class="Standard_d"><strong>"Sì" a finanziamento monistico cure ambulatoriali e ospedaliere</strong></p><p class="Standard_d"><strong>I cantoni dovranno partecipare anche al finanziamento delle cure ambulatoriali, in cambio saranno parzialmente sgravati per quelle stazionarie. È quanto prevede una riforma della LAMal approvata oggi dal Consiglio nazionale con 121 voti contro 54 e 8 astensioni.</strong></p><p class="Standard_d">Attualmente, ha spiegato il relatore commissionale Philippe Nantermod (PLR/VS), il settore ambulatoriale è interamente a carico delle casse malattia, mentre quello stazionario è rimborsato almeno per il 55% dai cantoni al massimo per il 45% dagli assicuratori.</p><p class="Standard_d">Questa ripartizione crea però una situazione paradossale: oggi si tende a favorire il settore ambulatoriale, meno costoso rispetto a quello stazionario. Orbene, in questo caso le spese sanitarie globali diminuiscono, ma quelli a carico degli assicurati (via il pagamento dei premi) aumentano.</p><p class="Standard_d">La riforma in questione propone di passare al finanziamento monistico, ossia uguale nei settori ambulatoriale e ospedaliero. La parte cantonale sarà almeno del 25,5%, quella a carico degli assicuratori al massimo del 74,5%, ha sottolineato Nantermod.</p><p class="Standard_d">Contro la riforma si è schierata la sinistra: non siamo sfavorevoli al principio ma a questa legge "dettata dalle associazioni delle casse malattia Curafutura e Santésuisse", ha affermato Barbara Gysi (PS/SG). Tutti i prestatori avranno infatti il diritto di fatturare il 74,5% delle spese all'assicurazione di base, comprese le cliniche private che non figurano nelle liste cantonali (e che quindi non ricevono soldi dai cantoni).</p><p class="Standard_d">Il campo rosso-verde, con il sostegno del Consiglio federale, avrebbe voluto mantenere lo status quo al 45%. La proposta in discussione serve solo a finanziare gli utili degli ospedali privati, ha sostenuto Roger Nordmann (PS/VD). Ricordando la forte opposizione dei cantoni, il ministro della sanità Alain Berset ha sostenuto che questo è un elemento che potrebbe portare al fallimento dell'intera riforma.</p><p class="Standard_d">La proposta riguarda solo 10 cliniche su un totale di 280 ospedali (pubblici e privati), ha replicato Nantermod. Oggi questi nosocomi sono rimborsati al 100% per le cure stazionarie (dagli assicuratori, ndr.), se passasse la proposta della sinistra questa proporzione scenderebbe al 45% per tutte le prestazioni, ha aggiunto il vallesano. Al voto la maggioranza l'ha seguito con 132 voti contro 56 e 6 astensioni.</p><p class="Standard_d">Da notare che la riforma sarà attuata contemporaneamente al progetto di monitoraggio dell'offerta ambulatoriale che sarà realizzata attraverso una regolamentazione del numero di medici. Il Parlamento ha infatti deciso di legare giuridicamente i due oggetti.</p><p>&nbsp;</p><h4 class="SDA_Meldung_d">Notizia ATS</h4><h4 class="SDA_Meldung_d"><strong>Dibattito al Consiglio degli Stati, 01.12.2022</strong></h4><p class="Standard_d"><strong>Cure ambulatoriali e ospedaliere finanziate su base unitaria</strong></p><p class="Standard_d"><strong>I trattamenti e le cure mediche ambulatoriali e ospedaliere dovrebbero essere finanziati in modo unitario dai cantoni e dalle casse malattia.</strong></p><p class="Standard_d">È quanto stabilito oggi dal Consiglio degli Stati che ha accolto per 29 voti a 6 e 5 astenuti, dopo un dibattito approfondito, la riforma della legge federale sull'assicurazione malattie, il maggiore cambiamento dopo l'entrata in vigore di questa normativa nel 1996.</p><p class="Standard_d">La riforma realizza un'iniziativa parlamentare del 2009 di Ruth Humbel (Centro/AG). Attualmente, i cantoni - in ultima istanza i contribuenti - finanziano almeno il 55% dei servizi ospedalieri, mentre il resto è a carico degli assicuratori malattia. Nel settore ambulatoriale, il 100% dei costi è coperto dall'assicurazione sanitaria obbligatoria.</p><p class="Standard_d">&nbsp;</p><p class="Standard_d">Cura ambulatoriali, Cantoni alla cassa</p><p class="Standard_d">Il progetto prevede che i cantoni contribuiscano anche ai costi delle cure ambulatoriali, ha affermato a nome della commissione, Erich Ettlin (Centro/OW), aggiungendo che il passaggio a un finanziamento unificato dovrebbe stabilizzare le quote finanziate dalle imposte e dai premi, eliminando gli incentivi errati e facilitando l'assistenza coordinata ai pazienti.</p><p class="Standard_d">Poiché le cure ambulatoriali sono meno costose di quelle in regime di ricovero, ossia stazionarie, la tendenza è quella di privilegiare le prime, ha sottolineato, ciò che fa ricadere il costo sugli assicuratori, ha spiegato.</p><p class="Standard_d">In aula, non sono mancate voci critiche, specie da sinistra. Stando alla consigliera agli Stati Marina Carobbio (PS/TI), la riforma all'esame va ancora una volta a scapito degli assicurati. La "senatrice" ticinese ha messo in dubbio che ci saranno effetti positivi sui costi sanitari, e quindi i premi, in crescita. "Non cambierà nulla", ha sottolineato la candidata del PS al Consiglio di Stato, che ne ha approfittato per denunciare un sistema in cui i premi sono uguali per tutti, il ricco e il povero, e non vengono modulati in base al reddito (un "vecchio" obiettivo politico dei socialisti, n.d.r).</p><p class="Standard_d">Alle critiche di Marina Carobbio ha replicato Pirmin Bischof (Centro/SO), secondo cui il finanziamento uniforme non risolverà forse tutti i problemi del sistema sanitario, ma ha almeno il pregio di eliminare un'assurda differenza fra cure ospedaliere e ambulatoriali.</p><p class="Standard_d">Secondo Josef Dittli (PLR/UR), presidente dell'associazione degli assicuratori Curafutura, col finanziamento unificato si potrebbero risparmiare da uno a tre miliardi di franchi di costi sanitari, con effetti sui premi. Praticamente tutti i partner del sistema sanitario e anche il Consiglio federale sostengono tale cambiamento.</p><p class="Standard_d">Il potenziale di risparmio è invece difficile da determinare, ha replicato a Dittli Paul Rechsteiner (PS/SG), il quale ha definito la riforma un "progetto degli assicuratori". Insomma, l'assicurato dovrebbe pagare, sia con i premi sia con le tasse.</p><p class="Standard_d">&nbsp;</p><p class="Standard_d">Ripartizione costi ambulatoriali</p><p class="Standard_d">Come accennato, il progetto elaborato dalla commissione del Nazionale prevede che i Cantoni contribuiscano ai costi delle cure ambulatoriali. Su richiesta del Consiglio federale, la Camera del popolo ha aumentato la quota cantonale al 25,5%.</p><p class="Standard_d">La discussione in aula si è focalizzata sulla copertura dei costi netti, ossia i costi effettivamente sostenuti dalla cassa malattia dopo la deduzione della quota parte del paziente, o costi lordi, ossia la fattura totale.</p><p class="Standard_d">La destra ha proposto di abbassare questo tasso al 24,1% dei costi lordi. Questo principio introduce di fatto il sistema del terzo pagante per tutti - la cassa malattia paga la prestazione e poi invia la fattura, con la partecipazione ai costi e le prestazioni non rimborsate, all'assicurato - e porterebbe a un aumento delle spese amministrative per gli assicuratori, ha avvertito il consigliere federale Alain Berset.</p><p class="Standard_d">Con 28 voti a 11, il plenum ha votato a favore di un'aliquota del 26,9% dei costi netti. In caso contrario, i Cantoni contribuirebbero a costi che le compagnie assicurative non devono sostenere, ha spiegato Ettlin. Il restante 73,1% sarà finanziato dagli assicuratori, indipendentemente dal fornitore e dal luogo di erogazione dei servizi. Anche i cittadini svizzeri che vivono nell'UE, in Islanda o in Norvegia dovranno pagare per le cure nell'ambito di questo sistema.</p><p class="Standard_d">I circa 10 miliardi di franchi accollati ai cantoni verrebbero versati agli assicuratori sotto forma di contributi cantonali. Gli assicuratori pagherebbero in seguito l'intera prestazione. I Cantoni avrebbero quattro anni di tempo dall'entrata in vigore della riforma per adempiere ai loro obblighi di condivisione dei costi.</p><p class="Standard_d">&nbsp;</p><p class="Standard_d">Integrazione delle cure</p><p class="Standard_d">Nel corso della discussione, il Consiglio degli Stati si è allontanato dal progetto del Nazionale su diversi punti. Anche il settore dell'assistenza (cure infermieristiche), i cui servizi sono forniti in particolare da organizzazioni di assistenza domiciliare e case di cura, dovrà essere incluso nel finanziamento unitario quattro anni dopo l'entrata in vigore della riforma. Ciò consentirà di avere tempo sufficiente per stabilire la necessaria trasparenza dei costi in questo settore.</p><p class="Standard_d">Questa richiesta dei cantoni è stata presa in considerazione dai "senatori" contro il parere degli assicuratori, ha dichiarato Bischof. Il Parlamento ha previsto un periodo complessivo di sette anni per tenere conto dell'integrazione delle cure.</p><p class="Standard_d">Inoltre, bisognerà dare maggiori possibilità di gestione ai cantoni: in caso di aumento dei costi oltre la media essi dovranno poter bloccare l'ammissione di altri fornitori di servizi nel settore ambulatoriale. Essi dovranno anche poter procedere a controlli a domicilio e avere accesso a tutte le fatture originali nel settore ospedaliero.</p><p class="Standard_d">Infine, i cantoni dovranno essere inclusi nell'organizzazione tariffaria per il settore delle cure ambulatoriali e dovranno partecipare a una nuova organizzazione tariffaria per le prestazioni di cura. Dovranno infine essere inseriti dal Consiglio federale nella regolamentazione dell'attuazione del trasferimento dei dati da parte degli assicuratori.</p><p>&nbsp;</p><h4 class="SDA_Meldung_d"><span style="color:black;">Notizia&nbsp;ATS</span></h4><h3 class="Debatte_sda_linksbündig_d"><span style="color:black;"><strong>Dibattito al Consiglio nazionale,&nbsp;</strong></span><strong>13.09.2023</strong></h3><p class="Standard_d"><strong>Finanziamento unitario sanità, anche cure di lunga durata</strong><br><strong>Le cure di lunga durata saranno integrate nel progetto di finanziamento unitario delle prestazioni nel settore ambulatoriale e ospedaliero. Questo punto, inserito in dicembre dal Consiglio degli Stati in una ampia riforma della Legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal), è stato oggi approvato anche dal Nazionale, che ha posto alcune condizioni.</strong></p><p class="Standard_d">I "senatori", su richiesta dei Cantoni, hanno inserito nel progetto il settore delle cure a domicilio e nelle case di cura. Per il relatore commissionale alla Camera del popolo Lorenz Hess (Centro/BE) il progetto è realizzabile solo con questa integrazione.</p><p class="Standard_d">Questa potrà avvenire solo quando sarà garantita la trasparenza dei costi nel settore, ha sottolineato l'altro relatore Philippe Nantermod (PLR/VS). Il Nazionale chiede anche la piena attuazione dell'iniziativa popolare "sulle cure infermieristiche", in particolare per quel che concerne le condizioni di lavoro.</p><p class="Standard_d">L'inserimento delle cure a domicilio e case di cura è stato combattuto dall'UDC, che teme un aumento significativo dei premi di cassa malattia. Per Benjamin Roduit (Centro/VS) non ci sono invece dubbi: i costi diminuiranno. Secondo il consigliere federale Alain Berset, il progetto permetterà di eliminare gli incentivi inappropriati. L'integrazione avrà luogo sette anni dopo l'adozione del progetto.</p><p class="Standard_d">Più in generale, il progetto mira al finanziamento uniforme delle prestazioni ambulatoriali e stazionarie tra le casse malati e i Cantoni. Attualmente quest'ultimi non partecipano ai costi del settore ambulatoriale.</p><p class="Standard_d">I due rami del parlamento si oppongono però sull'ammontare della quota cantonale. In prima lettura, su richiesta del Consiglio federale, la Camera del popolo ha portato la quota cantonale al 25,5%. Gli Stati hanno poi portato l'asticella al 26,9%.</p><p class="Standard_d">Oggi il Nazionale ha votato per un tasso del 28,6%. Il restante 71,4% sarà finanziato dagli assicuratori, indipendentemente dal fornitore e dal luogo di erogazione dei servizi. L'operazione dovrà essere neutra in termini di costi. Il Nazionale ha approvato una specifica mozione in tal senso.</p><p class="Standard_d">La Camera del popolo ha poi mantenuto la sua posizione riguardo alla remunerazione degli ospedali e delle case per partorienti che non figurano in nessun elenco cantonale. Questi istituti devono poter essere sovvenzionati fino al 70%. Consiglio degli Stati e governo vogliono mantenere il tasso attuale del 45%. Questo aumento indebolirebbe la pianificazione ospedaliera dei Cantoni, ha avvertito invano Berset.</p><p class="Standard_d">Il Nazionale ha poi stralciato, contro il parere della commissione preparatoria, una disposizione che avrebbe permesso ai Cantoni di verificare le fatture del settore ospedaliero. La sorveglianza sarà affidata esclusivamente all'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) e non anche ai Cantoni come chiesto dalla sinistra.</p><p class="Standard_d">I Cantoni faranno invece parte dell'organizzazione responsabile delle strutture tariffarie per le cure ambulatoriali e le prestazioni di cura, visto che parteciperanno al loro finanziamento. Su questo punto il Nazionale si è allineato alla posizione del Consiglio degli Stati, a cui torna il dossier.</p><p>&nbsp;</p><h4 class="SDA_Meldung_d"><span style="color:black;">Notizia&nbsp;ATS</span></h4><h3 class="Debatte_sda_linksbündig_d"><strong>Dibattito al Consiglio degli Stati, 06.12.2023</strong></h3><p class="Standard_d"><strong>Finanziamento cure sanitarie, ancora divergenze</strong><br><strong>Sussistono ancora divergenze fra i due rami del parlamento in merito al finanziamento uniforme delle prestazioni ambulatoriali e stazionarie. Oggi il Consiglio degli Stati ha ribadito la sua posizione circa la ripartizione dei costi fra Cantoni e assicuratori.</strong></p><p class="Standard_d">Il progetto di legge, frutto di un'iniziativa parlamentare del 2009, prevede il finanziamento uniforme - sistema monistico - delle prestazioni mediche effettuate in ambulatorio o all'ospedale fra i Cantoni e le casse malattia.</p><p class="Standard_d">Attualmente i Cantoni, e quindi i contribuenti, finanziano almeno il 55% delle prestazioni stazionarie, mentre il resto è a carico delle assicurazioni. Nel settore ambulatoriale, il 100% dei costi è coperto dalle casse malattia, in ultima analisi dagli assicurati attraverso i premi malattia.</p><p class="Standard_d">A settembre, i "senatori" avevano deciso che, in futuro, i cantoni dovranno coprire il 28,6% dei costi generati dalle cure ambulatoriali. Oggi, la camera dei cantoni ha mantenuto questa posizione; i pazienti devono continuare a pagare un contributo per i costi imputabili alle prestazioni sanitarie. Il contributo cantonale dovrà ammontare almeno al 26,9%. L'obiettivo di questa decisione è garantire che l'introduzione della riforma sia neutrale dal punto di vista dei costi.</p><p class="Standard_d">Secondo le stime fornite dalle autorità, l'abolizione del contributo dei pazienti comporterebbe costi aggiuntivi per i Cantoni di quasi mezzo miliardo di franchi all'anno, ha dichiarato Erich Ettlin (Centro/OW) a nome della commissione. A beneficiarne sarebbero soprattutto gli assicurati con redditi medi e alti che non hanno diritto alle prestazioni complementari.</p><p class="Standard_d">Inoltre, questa soluzione mantiene il tetto massimo di 23 franchi al giorno per i contributi dei pazienti. Secondo il relatore della commissione, ciò non è il caso della versione uscita dalle deliberazioni del Nazionale.</p><p class="Standard_d">Il Consiglio degli Stati si è inoltre opposto alla decisione del Consiglio nazionale di garantire ai Cantoni l'accesso ai dati dei pazienti esclusivamente attraverso le casse malattia. I Cantoni, invece, devono poter visionare tutte le fatture originali emesse dagli ospedali e poter rifiutare la copertura dei costi se non sono soddisfatte alcune condizioni formali.</p><p class="Standard_d">Infine, i "senatori" hanno mantenuto la divergenza che riguarda la remunerazione degli ospedali e delle case per partorienti che non figurano in nessun elenco cantonale. Queste strutture non approfittano del finanziamento cantonale (ora 55% dei costi), ma devono accontentarsi del 45% versato dagli assicuratori. Il Nazionale vorrebbe innalzare questa quota al 70%.</p><p class="Standard_d">Secondo Erich Ettlin, l'aumento deciso dalla camera del popolo comporterebbe un incremento dei premi di 150 milioni e comprometterebbe la pianificazione ospedaliera dei Cantoni.</p><p>&nbsp;</p><h4 class="SDA_Meldung_d"><span style="color:black;">Notizia&nbsp;ATS</span></h4><h3 class="Debatte_sda_linksbündig_d"><span style="color:#221E1F;"><strong>Dibattito al Consiglio nazionale, 14.12.2023</strong></span></h3><p class="Standard_d">Il Consiglio nazionale ha eliminato le due principali divergenze con gli Stati circa il finanziamento uniforme delle cure ambulatoriali e stazionarie. Attualmente i Cantoni - ossia i contribuenti - finanziano almeno il 55% delle cure stazionarie, mentre il resto è a carico delle casse malattia, ossia degli assicurati. Nel settore ambulatoriale, il 100% dei costi è coperto dall'assicurazione sanitaria obbligatoria. Oggi la Camera del popolo ha stabilito, in linea con gli Stati, che i Cantoni si accolleranno il 26,9% dei costi ambulatoriali. Infine, il Nazionale, al pari dei "senatori", ha deciso di mantenere al 45% la remunerazione a carico delle casse dei costi generati dagli ospedali e dalle case per partorienti che non figurano in nessun elenco cantonale. Il Nazionale avrebbe voluto innalzare questa quota al 70%. Il dossier ritorna agli Stati per un'ultima divergenza, poiché non vuole chiedere - contrariamente ai "senatori" - l'attuazione dell'iniziativa per cure infermieristiche forti prima dell'entrata in vigore della legge in discussione.</p><p class="Standard_d">&nbsp;</p><h4 class="SDA_Meldung_d"><span style="color:black;">Notizia&nbsp;ATS</span></h4><h3 class="Debatte_sda_linksbündig_d"><strong>Dibattito al Consiglio degli Stati, 18.12.2023</strong></h3><p><strong>Camere: approvata riforma delle cure</strong><br><strong>Dopo 14 anni di lavori, oggi il Consiglio degli stati ha eliminato l'ultima divergenza circa il finanziamento uniforme delle cure. Quelle stazionarie e ambulatoriali saranno finanziate dalle casse malattia e dai Cantoni. Il dossier è pronto per le votazioni finali.</strong></p><p>La riforma - sulla quale aleggia già il pericolo del referendum - è frutto di un'iniziativa parlamentare inoltrata nel 2009 dall'ex consigliera nazionale Ruth Humbel (Centro/AG). I dibattiti si sono svolti nell'arco di quattordici anni e cinque legislature. Questo appena concluso è l'ultimo corposo dossier di cui il "ministro" della sanità, Alain Berset, si è occupato prima di lasciare a fine anno.</p><p>Nel corso dei lavori, le Camere hanno inserito nella legge, su insistenza dei Cantoni, anche l'assistenza a domicilio e negli istituti medicalizzati. Questi servizi, assai costosi, sono in parte a carico dei Cantoni, che quindi si vedranno alleggerita la fattura.</p><p>La legge prevede il finanziamento uniforme dei servizi ambulatoriali e stazionari da parte dei Cantoni e delle casse malattia. Attualmente, i Cantoni, e quindi i contribuenti, finanziano almeno il 55% delle prestazioni ospedaliere, mentre il resto è a carico delle casse, ovvero di chi paga i premi. Nel settore ambulatoriale, il 100% dei servizi è coperto dalle casse malattia.</p><p>Poiché le cure ambulatoriali sono meno care rispetto a quelle stazionarie, la tendenza è quella di far maggiormente ricorso all'ambulatoriale, un'evoluzione che tuttavia pesa sempre di più sugli assicuratori, come hanno sottolineato diversi deputati durante i dibattiti.</p><p>Su questo aspetto centrale, i due rami del Parlamento hanno infine raggiunto un compromesso: i Cantoni dovranno pagare il 26,9% delle cure ambulatoriali. Il 73,1% restante sarà finanziato dagli assicuratori, indipendentemente dal fornitore e dal luogo in cui vengono erogati i servizi.</p><p>I pazienti dovranno pagare la franchigia, la quota-parte e il contributo ai costi specifici per le cure specifiche ricevute, fissato in 23 franchi al giorno. Quest'ultimo onere si applica in particolare a coloro che ricevono cure a domicilio o fornite da istituti medico-sociali, in particolare alle madri che partoriscono a casa. La sinistra ha cercato, invano, di abolire questo contributo specifico.</p><p>La remunerazione degli ospedali e dei centri per partorienti non elencati non subirà alcuna modifica. Questi istituti sono convenzionati con gli assicuratori, ma non sono presenti negli elenchi cantonali e quindi non ricevono il 55% versato dai Cantoni. Ricevono solo il 45% versato dagli assicuratori.</p><p>Il Nazionale ha cercato invano di innalzare tale quota al 70%. Tuttavia, ciò avrebbe comportato un aumento dei premi stimati in 150 milioni di franchi, compromettendo la pianificazione ospedaliera dei Cantoni.</p><p>Per quanto attiene al controllo dei costi, le Camere hanno infine stabilito che i Cantoni devono avere accesso a tutte le fatture ospedaliere originali, comprese quelle ambulatoriali. Devono inoltre poter rifiutare di coprire i costi se non sono soddisfatte le condizioni formali. I cantoni potranno appellarsi al tribunale delle assicurazioni. I pazienti non potranno rivolgersi a un'organizzazione di pazienti per controllare le loro fatture.</p><p>La sorveglianza sarà affidata all'Ufficio federale della sanità pubblica. Tuttavia, i Cantoni avranno accesso ai dati necessari per monitorare i fornitori di servizi, la pianificazione ospedaliera, le case di cura e i centri per le nascite, nonché per limitare il numero di medici.</p>