<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di presentare una legge federale urgente col seguente contenuto: affinché l'artigianato, rispettivamente le PMI abbiano a disposizione maggiore capitale proprio, rispettivamente maggiore capitale azionario, sia gli imprenditori sia gli azionisti devono poter dedurre un importo esente da imposta pari al massimo alla metà (deduzione massima: 1 milione di fr.) degli utili distribuiti, qualora tale importo venisse messo a disposizione di una terza impresa entro sei mesi dalla distribuzione per almeno cinque anni. La validità di questa legge deve essere limitata a cinque anni (con possibilità di proroga) e riesaminata in funzione della crescita generata.</p><p>Dal 1990 la Svizzera consegue la minor crescita economica di tutti e 30 gli Stati dell'OCSE. Da ciò derivano, tra l'altro, i problemi di finanziamento del budget degli enti pubblici come pure delle assicurazioni sociali. Affinché la nostra economia possa tornare a crescere sono urgentemente necessarie condizioni quadro più liberali nonché minori carichi fiscali, tributi e tasse.</p><p>Le imprese non quotate in borsa cercano in tutti i modi di evitare le distribuzioni degli utili. L'imprenditore preleva denaro dalla ditta attraverso il salario, rispettivamente spese, ma per quanto possibile non ricorrendo ai dividendi (doppia imposizione). Gli utili vengono messi nelle riserve latenti. Questi utili non vengono né reinvestiti, né utilizzati per il consumo e ritardano quindi la crescita.</p><p>Con la nuova prassi applicata dalle banche (Basilea II, rating) è divenuto sempre più difficile, specialmente per le PMI e l'artigianato, generare sufficiente capitale proprio.</p><p>Il Consiglio federale è ora incaricato di creare incentivi, sotto forma di legge federale urgente di durata limitata, affinché sia introdotta una deduzione esente da imposta sia per imprese, sia per imprenditori o azionisti affinché questi possano prelevare dall'impresa al massimo la metà degli utili distribuiti, fino a un importo massimo di un milione di franchi, qualora reinvestano tale importo sotto forma di capitale proprio, rispettivamente di capitale azionario in una terza impresa per almeno cinque anni. Quest'azione mirata di esenzione fiscale (con opzione di proroga) ha lo scopo di mitigare la problematica del finanziamento per le PMI e l'artigianato e di generare crescita. Dopo cinque anni bisognerà valutare la sua efficacia, tenendo conto delle spese amministrative e degli effetti sulla crescita. Questo tipo di incentivo volto ad aumentare il capitale proprio dell'artigianato potrebbe sostituire le fideiussioni della Confederazione.</p><p>Infine, non sono da prevedere elevate perdite fiscali per Confederazione e Cantoni, poiché si tratta principalmente di importi/utili che finora, per motivi fiscali, non sono stati distribuiti e quindi nemmeno tassati.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La presente mozione deve essere esaminata in relazione al progetto del 15 dicembre 2003 concernente la riforma II dell'imposizione delle imprese posto in consultazione. La procedura di consultazione si è conclusa a fine di maggio / inizio giugno 2004. Il Consiglio federale potrà prendere conoscenza della valutazione dettagliata dei rispettivi pareri soltanto nel corso dell'autunno 2004.</p><p>Riguardo alla soppressione o perlomeno alla riduzione della doppia imposizione economica, il progetto concernente la riforma II dell'imposizione delle imprese posto in consultazione prevede tre varianti (modelli 1, 2 e 3). Una di queste varianti dovrebbe rappresentare una soluzione duratura con lo scopo, non da ultimo, di produrre impulsi sul fronte della crescita. In base alle prime impressioni occorre tuttavia rilevare che all'ora attuale nessuna delle tre varianti ha ottenuto la maggioranza dei pareri. Se si considerasse unicamente il numero delle risposte ottenute - senza tener conto delle proposte di modifica, peraltro numerose e molto divergenti fra loro - si dovrebbe dare la preferenza al modello 3 (imposizione parziale dei dividendi e mantenimento dell'attuale esenzione fiscale degli utili di alienazione per tutti gli azionisti). Dato che però, contrariamente ai Cantoni e ai partiti politici, si sono pronunciate soprattutto a favore di questo modello 3 solo le associazioni economiche, è chiaro che all'ora attuale non è possibile pronunciarsi in modo vincolante. L'elaborazione di una soluzione che goda dei consensi della maggioranza richiederà pertanto consultazioni ancor più intense con i Cantoni e le associazioni mantello dell'economia.</p><p>In effetti, da quanto proposto nella mozione ci si possono attendere ripercussioni sulla crescita, poiché, grazie all'incentivo fiscale, gli utili tesaurizzati potrebbero essere viepiù aggiunti al capitale di rischio produttivo. Inoltre, soltanto gli azionisti-imprenditori fruirebbero di questo provvedimento e ciò corrisponderebbe allo scopo perseguito con la riforma II dell'imposizione delle imprese. Cinque anni dopo l'entrata in vigore della rispettiva legge federale si dovrebbe infine trarre un bilancio.</p><p>Una legge federale limitata a cinque anni, che ammetta, alle succitate condizioni, un'imposizione della metà delle distribuzioni di utili (sia per l'imposta sull'utile sia per l'imposta sul reddito) fino a un importo massimo di un milione di franchi, dovrebbe costituire una nuova variante della riforma II dell'imposizione delle imprese. Infatti, tale proposta non potrebbe essere cumulata a una delle varianti 1-3, in particolare per motivi di politica finanziaria.</p><p>La soluzione proposta presenta un notevole svantaggio, poiché lo Stato dovrebbe vigilare sull'utilizzazione corretta, anche in termini temporali, degli utili prelevati (pari al massimo a due milioni di franchi per ogni corporazione e azionista). Inoltre, con un dispendio non del tutto trascurabile, si dovrebbe garantire che i diritti di partecipazione liberati rimangano di proprietà dell'imprenditore-azionista originario per almeno cinque anni (nessuna alienazione, nessuna liquidazione parziale). Il provvedimento proposto, che peraltro dovrebbe essere ulteriormente affinato nella regolamentazione, comporterebbe quindi un'ulteriore complicazione del sistema fiscale; dal nostro punto di vista questo sviluppo sarebbe problematico. Inoltre, un provvedimento dal carattere tanto eccezionale come questo non potrebbe essere proposto per più di cinque anni e quindi per finire si dovrebbe cercare una soluzione duratura volta a eliminare rispettivamente a mitigare la doppia imposizione economica.</p><p>Qualora la mozione dovesse essere approvata dalla Camera prioritaria, il Consiglio federale proporrebbe alla seconda Camera di trasformarla in una domanda d'esame.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.