B u n d e s v e rw a l t u n g s g e r i ch t T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i f f éd é r a l T r i b u n a l e am m i n i s t r a t i vo f e d e r a l e T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i v fe d e r a l Corte IV D-4430/2010 * S e n t e n z a d e l 2 6 m a r z o 2 0 1 2 Composizione Giudici Pietro Angeli-Busi (presidente del collegio), Muriel Beck Kadima, Walter Lang, cancelliere Gilles Fasola. Parti A._______, dichiaratosi nato il (…), Afghanistan, rappresentato dal signor Mario Amato, ricorrente, contro Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore. Oggetto Asilo ed allontanamento; decisione dell'UFM del 18 maggio 2010 / N […]. D-4430/2010 Pagina 2 Fatti: A. Il (…), il ricorrente - dichiaratosi afg hano di etnia tagica, originario di B._______, Afghanistan e con ultimo domicilio in C._______, Afghanistan - ha presentato una domanda di asilo in Svizzera. Ha dichiarato, in sostanza e per quanto è qui di rilievo (cfr. verbali di audi- zione dell'11 marzo 2010 [di seguito verbale 1] e verbale di audizione del 31 marzo 2010 [ di seguito verbale 2] ) di essere espatriato per il timore di essere scoperto e ucciso dai membri della famiglia di una ragazza (di se- guito: S.), conosciuta ad un (…), che avrebbe cominciato a frequentare circa sei mesi prima dell'espatrio. In particolare, il ricorrente sarebbe stato picchiato in due occasioni dai fratelli di S. ed in un'altra occasione prel e- vato da due agenti di polizia e portato al comando , dove sarebbe stato picchiato nuovamente. A seguito di quanto descritto e spinto dal sent i- mento per S., avrebbe organizzato con la medesima una fuga in Iran. Ta- le fuga non avrebbe tuttavia avuto esito positivo a causa dell 'intervento della famiglia di S., la quale sarebbe riuscita a bloccare quest'ultima. L'in- teressato si sarebbe quindi rifugiato presso la casa del cognato, dove la sorella gli avrebbe comunicato che i famigliari di S. avrebbero picchiato il loro padre. Qualche giorno dopo sarebbe stato r aggiunto presso la casa del cognato dai genitori , questi l' avrebbero quindi esortato a scappare dall'Afghanistan onde evitare di essere ucciso dalla famiglia di S. per ave- re fatto perdere loro l'onore. B. Con decisione del 18 maggio 2010 , notificata al ricorrente il 19 maggio 2010, l'UFM ha respinto la s uccitata domanda di asilo. Detto Ufficio ha pure pronunciato l'allontanamento del ricorrente dalla Svizzera e l'esecuzione dell'allontanamento verso il suo Paese di origine siccome lecita, esigibile e possibile. C. Il 18 giugno 2010 , il ricorrente ha inoltrato ricorso dinanzi al Tri bunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) contro la menzionata d e- cisione dell'UFM. Ha chiesto, in via principale, l'annullamento della dec i- sione impugnata, nonché la restituzione degli atti di causa all'autorità infe- riore per una nuova valutazione e, in via sussidiaria, la concessione dell'ammissione provvisoria. Ha altresì presentato una domanda di D-4430/2010 Pagina 3 assistenza giudiziaria ai sensi dell'art. 65 cpv. 1 della legge federale del 20 dicembre 1968 sulla procedura amministrativa [PA, RS 172.021]. D. In data 23 giugno 2010 , il Tribunale ha comunicato all 'insorgente che, giusta l'art. 42 della legge del 26 giugno 1998 sull’asilo (LAsi, RS 142.31), poteva soggiornare in Svizzera fino a conclusione della procedura . Ha inoltre rinunciato, ritenuta l'esistenza di motivi particolari (art. 63 cpv. 4 PA), a chiedere al ricorrente il versamento di un anticipo a copertura delle presumibili spese processua li, riservandosi infine di dec i- dere in merito circa le spese di giudizio. E. Tramite osservazioni del 27 luglio 2010, l'UFM ha pro posto la reiezione del gravame , sostenendo che l'atto ricorsuale non conterrebbe fatti o mezzi di prova nuovi tali da giustificare una conclusione differente da quella contestata. F. Con replica del 18 agosto 2010, ha riconfermato il proprio ricorso prop o- nendo l'accoglimento dello stesso. G. Con un ulteriore scambio di scritti del 9 agosto 2011 e dell'8 settembre 2011, in cui le parti si sono sostanzialmente riconfermate nelle proprie richieste, si è conclusa la fase istruttoria. Diritto: 1. 1.1. Le procedure in materia di asilo sono rette dalla PA, dalla legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale amministrativo federale (LTAF, RS 173.32) e dalla legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale (LTF, RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 1.2. Il Tribunale giudica definitivamente i ricorsi contro le decisioni dell'UFM in materia di asilo , salvo se è stata depositata una domanda di estradizione da parte dello Stato abbandonato dal richiedente l'asilo in D-4430/2010 Pagina 4 cerca di protezione (art. 3 1 e 33 lett. d LTAF, art. 105 LAsi e art. 83 lett. d cifra 1 LTF). 2. V'è motivo d'entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni d'ammissibilità di cui agli art. 48 e 52 PA nonché 108 cpv. 1 LAsi. 3. 3.1. Giusta l'art. 33 cpv. 2 PA, applicabile per riman do dell'art. 37 LTAF, nei procedimenti su ricorso è determinante la lingua della decisione i m- pugnata. Se le parti utilizzano un'altra lingua, il procedimento può svo l- gersi in tale lingua. 3.2. Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente se n- tenza va redatta in italiano. 4. Il Tribunale esamina liberamente l'applicazione del diritto federale, l'accer- tamento dei fatti e l'inadeguatezza, senza essere vincolato dai motivi i n- vocati dalle parti (art. 62 cpv. 4 PA) o dai considerandi della decisione im- pugnata (cfr. DTAF 2009/57 consid. 1.2, pag. 798 ; PIERRE MOOR, Droit administratif, vol. II, 3ª ed., Berna 2011, n. 2.2.6.5). 5. 5.1. Nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato che le allegazioni presentate dal richiedente non soddisferebbero le condizioni di verosi mi- glianza previste all'art. 7 LAsi, giacché quanto evidenziato sarebbe nei punti essenziali contrario alla logica dell'agire, non suff icientemente moti- vato, contraddittorio e determinato su mezzi di prova fal si. In primis, l'au- torità inferiore ha considerato inverosimili le allegazioni del richiedente circa l'asserita minore età. Egli non avrebbe segnatamente presentato a l- cun valido documento di identità per provare l'età dichiarata e non sareb- be stato in grado di rendere dichiarazioni coerenti in merito alla propria biografia. Peraltro , avrebbe l'aspetto nonché il comportamento di un maggiorenne e l'esame osseo avrebbe certificato un'età superiore ai 18 anni. Per quanto concerne il documento presentato in corso di proc e- dura, l'UFM avrebbe rilevato che lo stesso sarebbe manifestamente falso, in quanto compilato utilizzando un modello non autentico sul quale s a- rebbe posto un timbro con tratti discontinui . Il summenzionato timbro sa-D-4430/2010 Pagina 5 rebbe indice di una riproduzione informatica a getto di inchiostro di scarsa risoluzione. Anche le dichiarazioni dell'interessato in merito alle modalità di ottenimento del documento succitato indurrebbero a pensare ad un fal- so. Per quanto concerne i motivi di asilo, l'UFM rimprovera al ricorrente di aver enunciato tardivamente allegazioni essenziali, segnatamente il te n- tativo di fuga con la ragazza, compromettendo l'attendibilità delle stesse. L'autorità inferiore ritiene inoltre che le allegazion i del ricorrente non s a- rebbero sufficientemente motivate e dettagliate , non essendo stato in grado quest'ultimo di circostanziare determinati fatti essenziali. Il racconto del richiedente sarebbe inoltre incompatibile con l'esperienza generale di vita e la logica dell'agire. Per quanto concerne l'allontanamento, l'UFM è dell'opinione che nella provincia occidentale di C._______ la situazione possa essere considerata fondamentalmente sicura e che , pertanto, l'al- lontanamento verso questa città sarebbe ragionevolmente esigibile. 5.2. Nel gravame, l'insorgente afferma invece di avere spiegato in manie- ra convincente come e dove avrebbe ottenuto il documento di identità e che quanto affermato in merito sarebbe compatibile con gli usi nel proprio Paese. In ogni caso , anche se tale documento non dovesse essere a u- tentico, lo stesso non indicherebbe necessariamente del le generalità fa l- se, di modo che l'esame del'UFM in merito alla sua minore età sarebbe incompleto. Per quanto concerne il mancato accenno a lla fuga nel corso della prima audizione, l'interessato premette che il valore probatorio della prima audizione sarebbe ridotto. Lo stesso precisa inoltre di non avere ri- ferito tale episodio, in quanto se ne sarebbe dimenticato anche a causa del fatto che il traduttore l'avrebbe esortato ad essere breve. In merito alla mancanza di dettagli del raccon to, il ricorrente sostiene che in Afghan i- stan non sarebbe uso declinare le proprie generalità e quelle dei famiglia- ri e per questa ragione esso conoscerebbe solo minimi dettagli della ra- gazza. Comunque, a mente del ricorrente , contrariamente a quanto rit e- nuto dall'UFM, la mancanza di particolari sarebbe indice di verosimiglian- za, giacché chi crea ad arte una storia sarebbe solito condirla di dettagli inventati onde renderla più cr edibile. L'insorgente contesta le conclusioni dell'UFM secondo cui le proprie allegazioni sarebbero incompatibili con l'attuale situazione socio -culturale afghana. Secondo l'interessato, l'Afghanistan si starebbe infatti aprendo ad usi e costumi più vicini a quelli occidentali e, in ogni modo , con S. si sarebbe limitato ad atteggiamenti innocenti e ad incontri di breve durata proprio per non mettere in pericolo la compagna. Per quanto concerne la situazione generale in Afghanistan, l'interessato sostiene che in caso di allontanamento rischierebbe di subire trattamenti inumani e degradanti ai sensi dell'art. 3 della Convenzione del 4 novembre 1950 per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà D-4430/2010 Pagina 6 fondamentali (CEDU, RS 0.101) . In aggiunta, l'esecuzio ne dell'allontana- mento non sarebbe attualmente ragionevolmente esigibile , poiché sareb- be esposto ad una situazione di pericolo concreto, in ragione dell'attuale situazione nel Paese di origine. 5.3. Nelle osservazioni l'UFM precisa che, per quanto concerne l'asserita minorità del richiedente, avrebbe tratto le proprie conclusioni sulla scorta di un insieme completo di singoli esami e che non servirebbe a nulla a p- pellarsi ad una presunta testimonianza di parte , siglata tramite la stesura di un falso documento. In merito all'omesso riferimento alla fuga nel corso della prima audizione, l'UFM è dell'avviso che, malgrado quanto affermato dal richiedente, s a- rebbe lecito attendersi che l'interessato esprima almeno le ragioni essen- ziali alla base della sua richiesta di asilo. Infine, per quanto concerne la presunta emancipazione della donna in Afghanistan, l'UFM ritiene che, proprio nella città di C._______ e nel peri- odo di cui alle narrazioni allegate dal ricorrente, vi sarebbe stata una r e- crudescenza nell'ambito del trattamento delle donne al fine di bloccare ogni velleità di modernità delle stesse. Alla luce di questo aspetto le d i- chiarazioni dell'insorgente sarebbero inverosimili. 5.4. Con replica del 18 agosto 2010, l'insorgente ribadisce che le modalità di ottenime nto del documento sarebbero conformi agli usi del proprio Paese e, pertanto, non si potrebbe escluderne a priori la veridicità. In me- rito alla fuga afferma che la stessa sarebbe da ricondurre al disonore, e- lemento questo citato nel corso della prima audi zione. Infine, per ciò che concerne la condizione femminile ad C._______, l'interessato è dell'avvi- so che la situazione sarebbe più complessa rispetto a quella descritta dall'UFM, in quanto, malgrado le sacche di resistenza all'emancipazione della donna citate dall'autorità inferiore, nella città in questione si stare b- bero affermando numerose iniziative gestite e destinate alle donne. 5.5. Nella sua ulteriore presa di posizione, l'UFM ha precisato che quanto dichiarato dal ricorrente in merito alla propria minore età sarebbe in co n- trasto con il documento allegato dallo stesso insorgente , ritenuto che da questi risulterebbe essere nato nel (…), allorquando l'interessato ha d i- chiarato una data di nascita del (…). Per quanto attiene alle possibilità di rinvio, secondo l'UFM, l'attuale situa- zione generale in Afghanistan non implicherebbe l'inesigibilità dell'esec u-D-4430/2010 Pagina 7 zione all'allontanamento. In particolare ad C._______ la situazione s a- rebbe fondamentalmente sicura, inoltre la situazione socio-economica del richiedente sarebbe del tutto confacente alle condizioni richieste per l'a l- lontanamento. 5.6. Con un'ultima presa di posizione , il ricorrente si limita a rinviare alle considerazioni di una non meglio specificata sentenza che il Tribunale a- vrebbe emanato recentemente e le cui considerazioni ben si applichereb- bero al caso di specie. 6. 6.1. Preliminarmente, il Tribunale osserva che l'UFM ha considerato, sin dalle prime fasi della pro cedura di asilo, il ricorrente come maggiorenne, di modo che, da un lato, l'UFM non ha deciso la nomina in suo favore di una persona di sua fiducia e, dall'altro lato, in materia di allontanamento e relativa esecuzione, non ha ritenuto applicabili le norme inerenti la prot e- zione dei fanciulli non accompagnati. 6.2. Giusta l'art. 7 cpv. 2 dell'Ordinanza 1 dell'11 agosto 1999 sull'asilo re- lativa a questioni procedurali (OAsi 1, RS 142.311), per il richiedente l'asi- lo minorenne non accompagnato, se non è possibile attribuire subito d o- po l'attribuzione al Cantone , un curatore o un tutore, l'autorità cantonale nomina immediatamente una persona di fiducia per la durata della proc e- dura di asilo o di allontanamento, ma al massimo fino alla nomina di un curatore o di un tutore, oppure fino al raggiungimento della maggiore età. Ciò non avviene se il richiedente non rende verosimile la sua minore età . È pertanto legittimo che l'UFM si pronunci, a titolo pregiudiziale, prima dell'effettuazione dell'audizione particolareggiata sui motivi di asilo e della designazione di una persona di fiducia, sull'allegata minorità di un richi e- dente di asilo allorquando vi sono dubbi riguardo all'età indicata (cfr. Giurisprudenza ed informazioni della Commissione svizzera di rico r- so in materia di asilo [GICRA] 2004 n. 30). 6.3. Nella fattispecie, il ricorrente non ha portato alcuna prova o motiv a- zione valida a sostegno dell'asserita minore età. Esso si è sostanzialmen- te limitato a ribadire che quanto dichiarato in merito al documento di iden- tità sarebbe la realtà. L'interessato ha in particolare dichiarato di essere nato il (…) (cfr. verbale 1, pag. 2 e verbale 2, pag. 3) . Tuttavia, dal docu- mento prodotto dall'insorgente risulta che lo stesso sarebbe nato nel (…). Il medesimo non ha inoltre saputo indicare in maniera lineare le fasi della D-4430/2010 Pagina 8 sua formazione scolastica in relazione con l'età dichiarata o gli anni corr i- spondenti. Segnatamente ha dichiarato di aver e iniziato le scuole el e- mentari nel (…), data in cui avrebbe dovu to avere otto anni, contraddi- cendosi, in seguito, affermando che la scuola elementare, in Afghanistan, inizierebbe all'età di sette anni e non di otto anni (cfr. verbale 1, pag. 3) . Non è inoltre concepibile che l'insorgente abbia iniziato a tenere la conta- bilità nel negozio di famiglia dal (…), quando secondo le sue dichiarazioni avrebbe avuto soli 12 anni (cfr. verbale 1, pag. 3) , e nel contempo avreb- be frequentato un (…), un (…) oltre che un (…) (cfr. verbale 1, pag. 7 e verbale 2, pag. 7, R 39). Alla luce di queste considerazioni, vi è ragione di concludere che l'età d i- chiarata dall'insorgente è inverosimile. In siffatte circostanze, le risultanze dell'esame osseo, a cui è stato sottoposto il ricorrente, sono superflue e irrilevanti nella fattispecie, essendo già stata appurata l'inverosimiglianza della dichiarazioni del medesimo circa la sua minore età. 7. 7.1. Sono rifugiate le persone che, nel Paese di origine o di ultima res i- denza, sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore di essere esposte a tali pregiudizi. Sono pregiudizi seri segnatamente l'esposizione a pericolo della vita, dell'integrità fisica o della libertà, nonché le misure che compor- tano una pressione psichica insopportabile. 7.2. Chiunque domanda asilo deve provare o per lo meno rendere ver o- simile la sua qualità di rifugiato. Per poter ammettere la verosimiglianza, ai sensi dell'art. 7 LAsi, delle dichiarazioni determinanti rese da un richi e- dente l'asilo, occorre che le stesse abbiano insito un grado di convinzione logica tale da prevalere in modo preponderante sulla possibilità del co n- trario, così che quest'ultima risulti secondaria (cfr. GICRA 1993 n. 21). In altri termini, le dichiarazioni devono essere attendibili, cioè resis tenti alle obiezioni, precise, ovvero non generiche e non suscettibili di diversa i n- terpretazione (altrettanto o più verosimile), e concordanti, o meglio non in contrasto fra loro e nemmeno con altri dati o elementi certi. Peraltro, il giudizio sulla veros imiglianza deve essere il frutto di una valutazione complessiva, e non esclusivamente atomizzata, delle singole allegazioni decisive, in modo da consentire di limitare al minimo il rischio dell'appro s- simazione, ovvero il pericolo di fondare il giudizio val orizzando, contro D-4430/2010 Pagina 9 indiscutibili postulati di civiltà giuridica, semplici impressioni dell'autorità giudicante (cfr. GICRA 1995 n. 23). Nel caso di specie, le dichiarazioni rese dal ricorrente in corso di procedu- ra si esauriscono in numerose contraddizioni nonché mere ed imprecise affermazioni di parte non corroborate dal benché minim o elemento di s e- ria consistenza. In particolare, il ricorrente si è contraddetto su più punti essenziali in merito ai motivi di asilo, segnatamente a riguardo delle vio- lenze subite in Afghanistan. A titolo esemplificativo, esso ha dapprima af- fermato di essere stato picchiato da tre persone tra cui un fratello (cfr. verbale 1, pag. 7) , mentre nel corso della seconda audizione ha d i- chiarato che al pestaggio avrebbero partecipato entrambi i fratelli (cfr. verbale 2, pag. 8 , R 54). In merito al la violenza che avrebbe subito dalla polizia ha in un primo tempo riferito di essere stato percosso da tre agenti (cfr. verba le 1 pag. 7), mentre nel corso della seconda audizion e ha indicato che i poliziotti sarebb ero stati soltanto due ( cfr. verbale 2, pag. 5, R 31). Esso si è inoltre dimostrato estremamente vago nel situare nel tempo gli elementi principali del suo racconto, allorché sarebbe lecito attendersi che lo stesso ram menti con maggiore precisione quando sa- rebbero avvenuti i fatti che lo avrebbero segnato a tal punto da indurlo a lasciare il Paese di origine. A titolo esemplificativo, l'insorgente non è sta- to in grado di indicare la data in cui sarebbe avvenuta la prima aggressio- ne (cfr. verbale 1, pag. 7) , né di menzionare con precisione quella della seconda (cfr. verbale 2, pag. 10, R 71) e neppure quella in cui sarebbe stato malmenato dalla polizia (cfr. verbale 2, pag. 11, R 93). Anche per quanto attiene al tentativo di fuga, citato unicamente nella seconda aud i- zione, il ricorrente ha dimostrato numerose imprecisioni e contraddizioni. In particolare, non ha saputo indicare la data in cui sarebbe avvenuto tale tentativo (cfr. verbale 2, pag. 12, R. 102). Esso si è inoltre contraddetto, per ben tre volte, anche sulle modalità della fuga. Ha infatti dapprima af- fermato di aver comprato i biglietti per fuggire con l'autobus, mentre in seguito ha indicat o che intendevano fuggire in automobile e, dopo la ri- chiesta di spie gazioni da parte dell'auditore, ha rettificato affermando nuovamente di voler fuggire con l'auto bus (cfr. verbale 2, pag. 13, R 114-117). Per quanto concerne il mancato riferimento di tale essenziale elemento nel corso della prima audizione, non giova al ricorrente la d i- chiarazione ricorsuale secondo cui esso si sarebbe dimenticato di riporta- re il fatto per dovere di brevità o per lo stato di agitazione in cui si sarebbe trovato. Infatti, in sede di prima audizione, il richiedente è stato esortato più volte ad esporre tutti i motivi della sua richiesta di asilo e, su esplicita richiesta se vi fossero altri motivi, esso ha dichiarato non essercene (cfr. verbale 1, pag. 8). Risultano vaghe e contraddittorie anche le motiva-D-4430/2010 Pagina 10 zioni per cui non sarebbe stato conc luso un fidanzamento ufficiale tra i due al fine di regolarizzare il loro rapporto agli occhi della società afgh a- na. Il ricorrente si è dimostrato titubante, enunciando una serie di motiv a- zioni stereotipate. In particolare, ha dapprima citato l'incompatibilità reli- giosa. L a ragazza sarebbe infatti sunnita mentre l'in sorgente sciita (cfr. verbale 2, pag. 9, R 66). I n seguito, ha invece affermato che il vero problema sarebbe stato suo padre, il quale nutriva dubbi sulla moralità della ragazza e non era perta nto d'accordo con la loro relazione (cfr. verbale 2, pag. 9, R 69–70). Non da ultimo, dalle dichiarazioni a ver- bale del ricorrente si evince come lo stesso non abbia mai chiesto prote- zione alle autorità locali denunciando le violenze subite. Egli si è sempli- cemente limitato ad affermare che un'eventuale denuncia gli avrebbe probabilmente causato ulteriori prob lemi (cfr. verbale 2, pag. 8, R 60). Visto quanto precede, il Tribunale ritiene che l'UFM ha rettamente cons i- derato che le dichiarazioni del ricorrente non soddisfano le condizioni di verosimiglianza ai sensi dall'art. 7 LAsi. Infine, considerata l'evocata inverosimiglianza del racconto del ricorrente, non vi sono motivi per ritenere che il ricorrente non possa ot tenere dalle competenti autorit à in Patria, se opportunamente sollecitate, un'appropriata protezione contro l'eventuale futuro agire illegittimo da parte di terzi nei suoi confronti. 7.3. In considerazione di quanto esposto, il ricorso sul punto di que stione dell'asilo, destituito di ogni e benché minimo fondamento, non merita tute- la e la decisone impugnata va confermata. 8. 8.1. Se respinge la domanda di asilo o non entra nel merito, l'Ufficio fed e- rale pronuncia, di norma, l'allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l' e- secuzione. Tiene conto del principio dell'unità della famiglia (art. 44 cpv. 1 LAsi). 8.2. Il ricorrente non adempie le condizioni in virtù delle quali l'UFM avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento (art. 14 cpv. 1 e cpv. 2 ed art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 OAsi 1; DTAF 2009/50 consid. 9, pag. 733). 8.3. Ne consegue che la pronuncia dell'allontanamento di cui alla decisio- ne impugnata va confermata. D-4430/2010 Pagina 11 9. 9.1. L'esecuzione dell'allo ntanamento è regolamentata all'art. 83 della legge federale sugli stranieri del 16 dicembre 2005 (LStr, RS 142.20). Giusta tale norma l'esecuzione dell'allontanamento deve essere possibil e (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr). 9.2. 9.2.1. Per gli stessi motivi di cui al considerando 7 , non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere che l'esecuzione dell'allont a- namento del ricorrente in Afghanistan possa violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost, RS 101), l'art. 33 della convenzione del 28 luglio 1951 sullo statuto dei rifugiati (Co nv., RS 0.142.30), l'art. 5 LAsi (divieto di respingimento) nonché l'art. 83 cpv. 3 LStr. La portata dell'art. 83 cpv. 3 LStr non si esaurisce, altresì, nella massima del divieto di respingimento. Anche altri impegni di diritto internazionale della Svizzera possono essere ostativi all'esecuzione del rimpatrio, in par- ticolare l'art. 3 CEDU o l'art. 3 della convenzione del 10 dicembre 1984 contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumai o degradanti (Conv. tortura, RS 0.105). L'applicazione di t ali disposizioni presuppone, peraltro, l'esistenza di serie e concrete ragioni per ritenere che lo strani e- ro possa essere esposto, nel Paese verso il quale sarà allontanato, a dei trattamenti contrari a detti articoli. S petta al ricorrente di rendere plausibi- le l'esistenza di siffatte serie e concrete ragioni. Nel caso concreto non è dato rilevare alcun serio indizio secondo cui il ricorrente possa essere espost o in caso di rimpatrio al rischio reale ed immediato di un trattamento contrario a siffatte disposizioni. In altri term i- ni, quest'ultimo non ha saputo fornire un insieme di indizi, oppure presun- zioni non contraddette, sufficientemente gravi, precisi e concordanti quo ad un pericolo di esposizione personale ad atti o fatti che si ritengono contrari alle disposizioni sopraccitate. 9.2.2. Pertanto, come rettamente ritenuto nel giudizio litigioso, l'esecuzi o- ne dell'allontanamento è ammissibile ai sensi delle norme del diritto pu b- blico internazionale nonché della LAsi. D-4430/2010 Pagina 12 9.3. 9.3.1. Inoltre, in Afghanistan, non vige attualmente una situazione di guerra, guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme della popolazione nella totalità del territorio nazionale. In particolare, nella città di Herat, diversamente che in altre zone del territorio afg hano, la si- tuazione dal punto di vista della sicurezza è relativamente tranquilla (cfr. Afghanistan NGO Safety Office [ANSO], ANSO Reports, June 2011 [16-30] pag. 13 e July 2011 [ 16-31] pag. 15) . Da giugno 2011, non sono più segnalate nella città delle attività da parte di gruppi di oppositori arma- ti. Il 21 luglio 2011 vi è stato ad Herat il trasferimento dei compiti di sic u- rezza interna dalle forze internazionali a quelle afg hane. Tale processo di trapasso dovrebbe concludersi entro la fine del 2014 nell'insieme del Paese. In seguito a questa circostanza sono effettivamente aumentati gli attacchi terroristici nei confronti delle forze armate internazionali ed a f- ghane, tuttavia i civili sono stat i colpiti solo raramente. La situazione rela- tiva alla sicurezza interna della città di C._______ è, attualmente, para- gonabile a quella di D._______ e, pertanto, non sono dati i presupposti per affermare che vi sia una situazione di pericolo concreto generale. D'altronde, questo stesso Tribunale ha recentemente avuto l'occasione di statuire che l' esecuzione dell'allontanamento verso la città di C._______ è ragionevolmente esigibile, qualora il richiedente possa vantare, cumula- tivamente, una solida rete sociale, la possibilità di assicurarsi il minimo vi- tale, un alloggio nonché una buona salute (cfr. DTAF D-2312/2009 del 28 ottobre 2011 consid. 4.3.3 e relativi riferimenti). 9.3.2. Quanto alla situazione personale del ricorrente, egli è giovane e di- spone di un discreto livello di scolarizzazione , avendo frequentato le scuole elementari e seguito un (…) nel proprio Paese (cfr. verbale 1, pag. 7). Inoltre, ha svolto la professione di (…) presso il negozio di proprietà del padre (cfr. verbale 1, pag. 3). Il ricorrente dispone sicuramente di un'importante rete sociale in Patria, ritenuto segnatamente che l'intera famiglia composta dai genitori, da due sorelle e da tre zie ma- terne, vive ad C._______ (cfr. verbale 1, pag. 4). Oltre a ciò, ha dichiarato di provenire da una famiglia abbiente . Il padre sarebbe infatti proprietario di (…) (cfr. verbale 1, pag. 4 e verbale 2, pag. 9, R 68). Infine, il ricorrente non ha preteso nel gravame di soffrire di gravi problemi di salute tali da giustificare un'ammissione provvisoria ( cfr. DTAF 2009/2 consid. 9.3.2, pag. 21 e relativi riferimenti), senza che da un esame d'ufficio degli atti di causa emerga la necessità di una sua permanenza in Svizzera per motivi medici. D-4430/2010 Pagina 13 9.3.3. In considerazione di quanto precede, l'esecuzione dell'allontan a- mento è ragionevolmente esigibile nella fattispecie (art. 83 cpv. 4 LStr). 9.4. Non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità dell' e- secuzione dell'allo ntanamento (art. 83 cpv. 2 LStr ). Infatti, il ricorrente , usando della dovuta diligenza, potrà procurarsi ogni documento necessa- rio al rimpatrio (art. 8 cpv. 4 LAsi; DTAF 2008/34 consid. 12, pag. 513-515). L'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile. 10. Visto quanto sopra, anche in materia di allontanamento e relativa esec u- zione, il gravame va disatteso e la querelata decisione confermata. 11. 11.1. Giusta l'art. 65 cpv. 1 PA, se una parte non dispone dei mezzi n e- cessari e le sue conclusioni non sembrano prive di probabilità di succes- so, l'autorità di ricorso, il suo presidente o il giudice dell'istruzione la d i- spensa, a domanda, dopo il deposito del ricorso, dal pagamento delle spese processuali. In particolare, l'assistenza giudiziaria viene ammessa solo nei casi in cui le probabilità di esito favorevole del ricorso siano s u- periori a quelle di rigetto, o, perlomeno, se non siano eccessivamente i n- feriori a quest'ultime. L'autorità chiamata a pronunciarsi sulla richiesta de- ve, altresì, sulla base degli atti a sua disposizione, procedere ad un a p- prezzamento anticipato e sommario dei mezzi di pr ova per determinare l'esito probabile della procedura ( cfr. DTF 124 V 89 consid. 6a pag. 89). Per la concessione dell'assistenza giudiziaria, il criterio della probabilità di successo del ricorso, secondo la dottrina e in base alla giurisprudenza federale, è decisivo ( cfr. BENOIT BOVAY, Procédure administrative, Berna, 2000, pag. 239 e relativi riferimenti). Le suddette condizioni per la dispen- sa dal pagamento delle spese processuali devono essere analizzate s e- condo le circostanze concrete del caso al momen to della presentazione della domanda e devono essere realizzate cumulativamente. 11.2. Nella fattispecie, in considerazione di quanto precedentemente e- sposto, le allegazioni ricorsuali dell'insorgente già al momento dell'inoltro del ricorso erano sprovviste di esito favorevole. In siffatte circostanze, una delle due condizioni cumulative di cui all'art. 65 cpv. 1 PA non è adempiu- ta. 11.3. Pertanto, la domanda di assistenza giudiziaria , nel senso della d i- spensa dal versamento delle spese processuali, va respinta. D-4430/2010 Pagina 14 12. Visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600. -, che s e- guono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al T ribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). (dispositivo nella pagina seguente) D-4430/2010 Pagina 15 Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronu n- cia: 1. Il ricorso è respinto. 2. La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal ve r- samento delle spese processuali, è respinta. 3. Le spese processuali di CHF 600.- sono poste a carico del ricorrente. Ta- le ammontare deve essere versato alla cassa del Tri bunale amministrati- vo federale entro un termine di 30 giorni dalla data di spedizione della presente sentenza. 4. Questa sentenza è comunicata al ricorrente, all'UFM e all'autorità cant o- nale competente. Il presidente del collegio: Il cancelliere: Pietro Angeli-Busi Gilles Fasola Data di spedizione: