<h2>SubmittedText<h2><p>Le statistiche sulla criminalità pubblicate in questi giorni da diversi Cantoni hanno messo in risalto un nuovo aumento dei reati violenti. Nel solo Cantone di Zurigo si sono ad esempio registrati cinquanta omicidi e tentativi di omicidio. In questo Cantone la quota percentuale degli stranieri autori di reati gravi è salita dal 51 al 59 per cento. Il 7 per cento degli autori sono cosiddetti turisti del crimine. Vi è inoltre anche una tendenza all'aumento della violenza giovanile, soprattutto tra i giovani stranieri.</p><p>Vista questa tendenza allarmante, chiediamo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Come valuta il Consiglio federale le statistiche dei Cantoni finora pubblicate? Può confermare che l'aumento dei reati è una tendenza registrabile in tutta la Svizzera? Dispone delle statistiche su scala nazionale necessarie per l'analisi della situazione, che informano in modo particolareggiato sul numero delle persone sospettate e condannate nonché sulla loro nazionalità e sul loro titolo di soggiorno?</p><p>2. Quali reati sono registrati esclusivamente nel Sistema d'informazione Schengen e non figurano nella banca dati di Interpol?</p><p>3. Il Consiglio federale condivide l'opinione secondo cui quando scadrà l'obbligo di presentare un documento d'identità al passaggio di frontiera, il numero dei turisti del crimine e di conseguenza quello dei reati aumenteranno notevolmente?</p><p>4. Il Consiglio federale condivide l'opinione della popolazione secondo cui nelle ultime revisioni di legge ci si è concentrati troppo sull'aumento delle multe nella circolazione stradale, trascurando i reati contro la vita e l'integrità fisica delle persone? È disposto a cambiare rotta e provvedere affinché la tendenza a un maggior numero di vittime di atti criminali rispetto a quelle della circolazione stradale si possa invertire?</p><p>5. Quali misure concrete intende adottare il Consiglio federale per contrastare la crescente propensione alla violenza della popolazione e in particolare dei giovani nel nostro Paese?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Lo scorso anno (2004) si è registrato un aumento delle denunce per praticamente tutti i tipi di reati contro la vita, l'integrità fisica o la libertà. In base alla statistica criminale di polizia (SCP), rispetto al 2003 la quota percentuale degli stranieri e dei minorenni che hanno commesso tali reati è leggermente diminuita. Attualmente la quota degli stranieri, superiore al 50 per cento, rimane tuttavia elevata. In relazione alla violenza giovanile, negli ultimi dieci anni la SCP registra un aumento per praticamente tutti i tipi di reati contro la vita, l'integrità fisica o la libertà. La violenza giovanile, tuttavia, non costituisce un fenomeno isolato e s'inquadra in una tendenza generale della società. In risposta a vari interventi parlamentari il Consiglio federale ha ripetutamente sottolineato che tali reati violenti costituiscono un problema da prendere sul serio e che ne osserverà gli sviluppi anche in futuro.</p><p>Il Consiglio federale è cosciente del fatto che le numerose statistiche sull'amministrazione della giustizia, quali ad esempio la statistica delle sentenze penali o la statistica criminale di polizia, rispecchiano solo in parte gli avvenimenti criminali o il comportamento effettivo dei criminali. La SCP è una statistica non unitaria basata sulle denunce, che registra soltanto le fattispecie penali note alla polizia in determinate categorie di reato.</p><p>2. Il Sistema d'informazione Schengen (SIS) serve alla diffusione delle ricerche di persone e oggetti negli Stati membri di Schengen. Le segnalazioni nel SIS non sono limitate a determinate categorie di reati: quelle per il fermo e l'estradizione, ad esempio, sono possibili per tutti i reati per cui è prevista l'estradizione.</p><p>Interpol è di principio competente per tutti i reati (ricerca di persone e oggetti). Secondo l'articolo 3 dello statuto di Interpol sono fatti salvi gli affari con risvolti politici, militari, religiosi o razziali. Rispetto all'attuale collaborazione nell'ambito di Interpol, grazie alla base legale chiara, alla protezione dei dati più severa e alla sensibile riduzione dei tempi di trattazione, il SIS apporterà tangibili miglioramenti nella collaborazione tra autorità inquirenti.</p><p>3. Sulla base della convenzione di applicazione di Schengen, non sono permessi controlli delle persone sistematici e completi al momento del passaggio della frontiera, controlli che già attualmente non vengono più effettuati. La Svizzera si trova inoltre in una situazione particolare, non facendo parte dell'Unione doganale europea. Il Corpo delle guardie di confine continuerà di conseguenza a essere presente alla frontiera, al fine di effettuare il controllo delle merci. Se in occasione di un controllo delle merci dovesse rivelarsi necessario procedere a un controllo dell'identità, tale operazione potrà essere effettuata dalle Guardie di confine. Oltre all'attuale sistema di ricerca Ripol, vi sarà la possibilità di interrogare direttamente anche il SIS. Il Consiglio federale ritiene che con Schengen non aumenterà il numero dei cosiddetti turisti criminali e dei reati in Svizzera.</p><p>4. Il Consiglio federale osserva che i reati in materia di circolazione stradale sono dei reati di massa, che causano un numero notevolmente maggiore di morti, feriti o danni materiali rispetto ai reati contro la vita e l'integrità fisica. La circolazione stradale nel 2003 ha causato quasi 550 vittime, mentre la statistica criminale di polizia registra 73 omicidi denunciati e perpetrati. Analogo è il rapporto tra i feriti gravi negli incidenti stradali e le vittime di lesioni personali gravi. Il Consiglio federale constata con soddisfazione che la quota dei reati contro la vita e l'integrità fisica chiariti da parte delle autorità cantonali di polizia è particolarmente alta. Il Consiglio federale intende perciò continuare a fare in modo che diminuisca la propensione alla violenza mediante la repressione e con campagne di prevenzione e d'informazione.</p><p>5. La garanzia della sicurezza interna è uno dei compiti principali dello Stato, svolto in comune dalla Confederazione e dai Cantoni. Le misure preventive e repressive contro la propensione alla violenza della popolazione e in particolare dei giovani sono principalmente di competenza dei Cantoni e dei Comuni. A questi livelli sono state adottate numerose misure.</p><p>A livello federale il lavoro di prevenzione, che comprende anche il tema della violenza in generale e quella dei giovani in particolare, è svolto soprattutto dalla Commissione federale per la gioventù e dall'Ufficio federale della sanità pubblica. Nel quadro della revisione dell'ordinanza sull'integrazione si prevede di permettere alla Confederazione di elargire contributi finanziari per promuovere progetti d'integrazione volti a prevenire la violenza e i reati.</p><p>Anche nel quadro della revisione della parte generale del Codice penale (nCP; FF 2002 7351), che entrerà in vigore non prima del 1° gennaio 2007, si è deciso d'introdurre un nuovo articolo 386 nCP (misure di prevenzione), in base al quale la Confederazione può adottare o sostenere misure di informazione, di educazione o altre misure intese a evitare i reati e prevenire la criminalità. Accanto alla prevenzione s'intende continuare a migliorare o rendere più efficiente anche la repressione. In base alla nuova legge sul diritto penale minorile, che entrerà in vigore contemporaneamente con il nCP non prima del 1° gennaio 2007, per i reati gravi sono sempre previste innanzitutto misure educative e terapeutiche, allo stesso tempo tuttavia la pena di detenzione massima è elevata da uno a quattro anni.</p>  Risposta del Consiglio federale.