<h2>SubmittedText<h2><p>Dopo essere stati rinchiusi quasi tre anni nel famigerato campo di detenzione statunitense, dallo scorso gennaio gli ultimi quattro detenuti britannici di Guantanamo sono stati rimessi in libertà. Le autorità britanniche hanno liberato queste quattro persone in assenza di prove sufficienti per un atto di accusa. Gli Stati Uniti continuano a privare di uno statuto giuridico e dei più elementari diritti centinaia di detenuti di Guantanamo. La dignità delle persone detenute non è tuttora rispettata. Praticando la tortura sui detenuti, gli Stati Uniti violano il diritto internazionale umanitario e i diritti dell'uomo. In tempi recenti il CICR ha nuovamente espresso la propria preoccupazione per le condizioni di detenzione. La situazione sarebbe piuttosto peggiorata da quando sono stati scoperti gli atti di tortura nel carcere di Abu-Ghraib.</p><p>In questo contesto chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale sostiene la rivendicazione espressa da "Human Rights Watch" volta all'istituzione di una commissione indipendente di inchiesta per fare luce sugli avvenimenti di Guantanamo?</p><p>2. È disposto a intervenire di nuovo, ma questa volta direttamente presso il presidente degli Stati Uniti?</p><p>3. Le discussioni bilaterali confidenziali con gli Stati Uniti non producono manifestamente i necessari cambiamenti. Il Consiglio federale è disposto ad abbordare dinnanzi alla Commissione dei diritti dell'uomo o all'Assembla generale dell'ONU e in collaborazione con altri Stati la questione dei maltrattamenti inflitti sulla base statunitense a Cuba?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Non compete alla Svizzera sostenere la rivendicazione espressa da "Human Rights Watch" volta all'istituzione di una commissione indipendente di inchiesta per fare luce sugli avvenimenti di Guantanamo. Infatti l'istituzione di una simile commissione rientra nell'ambito nazionale di competenza degli Stati Uniti. Evocando il problema di Guantanamo con le autorità statunitensi, la Svizzera non si pronuncia in linea di massima sui mezzi necessari all'eliminazione di queste disfunzioni. Lo Stato e la società civile statunitensi sono meglio in grado di svolgere questo dibattito interno. D'altra parte i tribunali degli Stati Uniti hanno abbordato la questione della legalità della detenzione dei prigionieri di Guantanamo, segnatamente la Corte suprema che, in una sentenza del 28 giugno 2004 (in re Rasul e consorti contro Bush), ha stabilito la competenza dei tribunali statunitensi di statuire sui gravami dei prigionieri di Guantanamo.</p><p>2. Il Consiglio federale non intende intervenire direttamente presso il presidente degli Stati Uniti in merito allo statuto e al trattamento dei prigionieri di Guantanamo. La Svizzera ha abbordato queste questioni a più riprese e a diversi livelli in ambito bilaterale. Nel gennaio del 2002 il consigliere federale Joseph Deiss ha consegnato un aide-mémoire su questo tema all'allora segretario di Stato Colin Powell. Successivamente la questione dei prigionieri di Guantanamo è stata oggetto di interventi similari presso il ministero statunitense degli affari esteri e nel quadro di contatti con le autorità statunitensi.</p><p>3. La Svizzera è pure intervenuta a più riprese a livello multilaterale. Essa sostiene ulteriormente le risoluzioni adottate dall'Assemblea generale dell'ONU e dalla Commissione dei diritti dell'uomo, risoluzioni che esigono il rispetto dei diritti dell'uomo e del diritto internazionale umanitario nella lotta contro il terrorismo. In merito la Svizzera ha sostenuto - come del resto gli Stati Uniti - la Risoluzione 2005/39 del 20 aprile 2005 della Commissione dei diritti dell'uomo dell'ONU che condanna, a prescindere dall'epoca e dal luogo, tutte le forme di tortura e le altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti.</p>  Risposta del Consiglio federale.