B u n d e s v e rw a l t u n g s g e r i ch t T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i f f éd é r a l T r i b u n a l e am m i n i s t r a t i vo f e d e r a l e T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i v fe d e r a l Corte IV D-6199/2019 S e n t e n z a d e l 2 d i c e m b r e 2 0 1 9 Composizione Giudice Daniele Cattaneo (giudice unico), con l'approvazione della giudice Regula Schenker Senn, cancelliera Sebastiana Bosshardt. Parti A._______, nata il (…), e suo figlio B._______, nato il (…), Russia, entrambi patrocinati dalla MLaw Tindara Santoro, SOS Ticino Protezione giuridica della Regione Ticino e Svizzera centrale - Caritas Svizzera, ricorrenti, contro Segreteria di Stato della migrazione (SEM), Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore. Oggetto Asilo (non entrata nel merito / procedura Dublino) ed allonta- namento; decisione della SEM del 13 novembre 2019 / N (…). D-6199/2019 Pagina 2 Visto: la domanda di asilo che l'interessata ed il figlio hanno presentato in Sviz- zera il 14 settembre 2019, i verbali relativi al rilevamento delle generalità del 24 settembre 2019 (cfr. atto […]-18/7 [di seguito: verbale 1]) e al colloquio personale Dublino del 27 settembre 2019 (cfr. atto [...]-22/3 [di seguito: verbale 2]), la prima decisione della Segreteria di Stato della migrazione (di seguito: SEM) dell'11 ottobre 2019, mediante la quale la SEM non è entrata nel me- rito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 31 a cpv. 1 lett. b LAsi (RS 142.31) ed ha pronunciato il tra sferimento degli interessati verso la Fran- cia, il ricorso del 21 ottobre 2019 inoltrato dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) contro la menzionata decisione, la decisione incidentale del tribunale del 24 ottobre 2019 che invitava l'au- torità inferiore a presentare una risposta al ricorso, la decisione del 25 ottobre 219 con la quale la SEM annullava il precedente provvedimento dell'11 ottobre 2019 e riprendeva la procedura di prima istanza, i due atti medici F2 del 23 ottobre 2019 inerenti l'interessata, rispettiva- mente il figlio (cfr. atti [...]-57/4 e [...]-58/2), il rapporto medico del 30 ottobre 2019 (F4) inerente il richiedente (cfr. atto [...]-49/3) che conferma in particolare la diagnosi di asma bronchiale atopica e rinocongiuntivitie allergica e diagnostica che il torace escavato del bambino non ha limitazioni cardiopolmonari; altr esì risulta che il bam- bino al momento della visita non avrebbe presentato alcun sintomo ("ak- tuell beschwerdefrei"), il diritto di essere sentito dell'8 novembre 2019 in merito al summenzionato rapporto medico F4, la decisione della SEM del 13 novembre 20 19, notificata il 15 novem- bre 2019 (cfr. risultanze processuali), mediante la quale l'autorità inferiore non è nuovamente entrata nel merito della domanda d'asilo ai sensi D-6199/2019 Pagina 3 dell'art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi (RS 142.31) ed ha pronunciato il trasferi- mento degli interessati verso la Francia, il ricorso del 22 novembre 2019 (cfr. timbro del plico raccomandato ; data d'entrata: 25 novembre 2019) inoltrato dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) contro la menzionata decisione della SEM con il quale i ricorrenti hanno concluso innanzitutto alla sospensione, in via supercautelare, dell'esecuzione dell'allontanamento ed alla concessione dell'effetto sospensivo al ricorso; in seguito, all'annullamento della deci- sione impugnata e d alla restituzione degli atti di causa alla SEM per un esame nazionale della domanda d'asilo; altresì, hanno presentato una do- manda di esenzione dal pagamento anticipato delle spese di giudizio, i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei considerandi che seguono, e considerato: che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF, in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi), che presentato tempestivamente ( art. 108 cpv. 3 LAsi ) contro una deci- sione in materia di asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31‒33 LTAF), il ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a‒ c e art. 52 PA, che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso, che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, sono decisi in procedura semplificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi), che ai sensi dell’art. 111a cpv. 1 LAsi, il Tribunale rinuncia allo scambio di scritti, che, giusta l'art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi, di norma non si entra nel merito di una domanda di asilo se il richiedente può partire alla volta di uno Stato terzo cui compete, in virtù di un trattato internazionale, l'esecuzione della procedura di asilo e allontanamento, D-6199/2019 Pagina 4 che, prima di applicare la precitata disposizione, la SEM esamina la com- petenza relativa al trattamento di una domanda di asilo secondo i criteri previsti dal rego lamento (UE) n. 604/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 che stabilisce i criteri e i meccanismi di de- terminazione dello Stato membro competente per l'esame di una domanda di protezione internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cit- tadino di un paese terzo o da un apolide (rifusione) (Gazzetta ufficiale dell'Unione europea [GU] L 180/31 del 29.6.2013; di seguito: Regolamento Dublino III), che, se in base a questo esame è individuato un altro Stato quale respon- sabile per l'esame della domanda di asilo, la SEM pronuncia la non entrata nel merito previa accettazione, espressa o tacita, di ripresa a carico del richiedente l'asilo da parte dello S tato in questione (cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 6.2), che, ai sensi dell'art. 3 par. 1 Regolamento Dublino III, la domanda di pro- tezione internazionale è esaminata da un solo Stato membro, ossia quello individuato in base ai criteri enunciati al capo III (art. 7–15), che nel caso di una procedura di presa in carico (inglese: take charge) ogni criterio per la determinazione dello Stato membro competente – enumerato al capo III – è applicabile solo se, nella gerarchia dei criteri elencati all'art. 7 par. 1 Regolamento Dublino III , quello precedente previsto dal Re gola- mento non trova applicazione nella fattispecie (principio della gerarchia dei criteri), che la determinazione dello Stato membro competente avviene sulla base della situazione esistente al momento in cui il richiedente ha presentato domanda di protezione internazionale (art. 7 par. 2 Regolamento Dublino III), che, contrariamente, nel caso di una procedura di ripresa in carico (inglese: take back), di principio non viene effettuato un nuovo esame di determina- zione dello stato membro competente secondo il capo III (cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 6.2 e 8.2.1), che, giusta l'art. 3 par. 2 Regolamento Dublino III, qualora sia impossibile trasferire un richiedente verso lo Stato membro inizialmente designato come competente in quanto si hanno fondati motivi di ritenere che sussi- stono delle carenze sistemiche nella procedura di asilo e nelle condizioni di accoglienza dei richiedenti, che implichino il rischio di un trattamento D-6199/2019 Pagina 5 inumano o degradante ai sensi dell'art. 4 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea (GU C 364/1 del 18.12.2000, di seguito: CartaUE), lo Stato membro che ha avviato la procedura di determinazione dello Stato membro competente prosegue l'esame dei criteri di cui al capo III per veri- ficare se un altro Stato membro possa essere designato come competente, che lo Stato membro competente in forza del presente regolamento è te- nuto a riprendere in carico – in ossequio alle condizioni poste agli art. 23, 24, 25 e 29 – il richiedente la cui domanda è in corso d'esame e che ha presentato domanda in un altro Stato membro oppure si trova nel territorio di un altro Stato membro senza un titolo di soggiorno ( art. 18 par. 1 lett. b Regolamento Dublino III), che, giusta l' art. 17 par. 1 Regolamento Dublino III ( «clausola di sovra- nità»), in deroga ai criteri di competenza sopra definiti, c iascuno Stato membro può decidere di esaminare una domanda di protezione internazio- nale presentata da un cittadino di un paese terzo o da un apolide, anche se tale esame non gli compete, che, nel caso di specie, le investigazioni effettuate dalla SEM hanno rive- lato, dopo consultazione dell'unità centrale del sistema europeo «EURO- DAC», che gli interessati hanno depositato una domanda d'asilo in Francia il 26 settembre 2018 e poi nuovamente il 30 luglio 2019, che il 27 settembre 2019 la SEM ha presentato alle autorità francesi com- petenti, nei termini fissati all'art. 23 par. 2 Regolamento Dublino III una ri- chiesta di ripresa in carico fondata sull'art. 18 par. 1 lett. b Regolamento Dublino III, che il 4 ottobre 2019, queste autorità hanno espressamente accettato il tra- sferimento dei ricorrenti verso la Francia, in applicazione della stessa di- sposizione, che gli insorgenti non hanno contestato né di aver depositato una domanda di asilo in Francia, né che questo Stato sia competente per trattare la loro domanda, che, di conseguenza, la competenza della Francia è di principio data, che non vi sono fondati motivi di ritenere che sussist ano carenze sistemi- che nella procedura di asilo e nelle condizioni di accoglienza dei richiedenti, che implichino il rischio di un trattamento inumano o degradante ai sensi dell'art. 4 della CartaUE (cfr. art. 3 par. 2 2a frase Regolamento Dublino III), D-6199/2019 Pagina 6 che, peraltro, il paese in questione è legato alla CartaUE e firmatario, della CEDU, della Convenzione del 10 dicembre 1984 contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti (Conv. tortura, RS 0.105), della Convenzione del 28 luglio 1951 sullo statuto dei rifugiati (Conv. rifu- giati, RS 0.142.30), oltre che del relativo Protocollo aggiuntivo del 31 gen- naio 1967 (RS 0.142.301) e ne applica le disposizioni, che, di conseguenza, il rispetto della sicurezza dei richiedenti l'asilo, in par- ticolare il diritto alla trattazione della propria domanda secondo una proce- dura giusta ed equa ed una protezione conforme al diritto internazionale ed europeo, è presunto da parte dello Stato in questione (cfr. direttiva 2013/32/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 recante procedure comuni ai fini del riconoscimento e della revoca dello status di protezione internazionale [di seguito: direttiva procedura]; direttiva 2013/33/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 recante norme relative all'accoglienza dei richiedenti protezione internazio- nale [di seguito: direttiva accoglienza]; cfr. fra le tante: sentenza del Tribu- nale D-5996/2019 del 21 novembre 2019), che, diversamente da quella che è la situazione ritenuta pe r la Grecia, ad oggi non risulta – dalle ribadite e concordi posizioni dell'Alto Commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati (ACNUR), dal Commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa , oltre che delle numerose organizzazioni non-governative internazionali (cfr. segnatamente sentenza della Corte eu- ropea dei diritti dell'uomo – che la legislazione in materia d'asilo in Francia non venga applicata, né che la procedura d'asilo sia caratterizzata da ca- renze strutturali tali da concludere che le do mande di asilo non vengano trattate seriamente dalle autorità preposte, né che non vi siano effettive vie di ricorso, né che i richiedenti non siano protetti contro rinvii abusivi verso i paesi d'origine (cfr. sentenza della CorteEDU M.S.S. contro Belgio e Gre- cia del 21 gennaio 2011, 30696/09), che in seguito, i richiedenti considerano che ritenuti i problemi di accesso all'alloggio ed alle cure mediche in Francia, l'autorità inferiore non avrebbe valutato compiutamente l'opportunità di far uso delle clausole discreizionali previste dal Regolamento Dublino ai fini di un esame nazionale della do- manda d'asilo; che essi fanno dunque riferimento alla clausola di sovranità di cui all'art. 17 par. 1 Regolamento Dublino III, rispettivamente all'art. 29a cpv. 3 dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni procedurali dell'11 ago- sto 1999 (OAsi 1, RS 142.311) , disposizione che concretizza in diritto in- terno svizzero la clausola di sovranità ; che ai sensi del l'art. 29a cpv. 3 OAsi 1 se "motivi umanitari" lo gius tificano la SEM può entrare nel merito D-6199/2019 Pagina 7 della domanda anche qualora giusta il Regolamento Dublino III un altro Stato sarebbe competente per il trattamento della domanda, che i ricorrenti non hanno dimostrato che lo Stato di destinazione non sia intenzionato a riprenderli in carico ed a portare a termine la procedura re- lativa alla loro domanda di protezione in viola zione della direttiva proce- dura, che, inoltre, i ricorrenti non hanno apportato qualsivoglia indizio serio e concreto suscettibile di dimostrare che lo Stato di destinazione non rispet- terebbe il principio del divieto di respingimento e, dunque, verrebbe meno nell'ossequio dei suoi obblighi internazionali, riviandoli in un paese dove la loro vita, integrità corporale o libertà sarebbero seriamente minacciate o da dove rischierebbero di essere respinti in un tale paese, che altresì, per quanto riguarda l'accesso all'alloggio, il Tribunale rileva che nel caso in disamina agli atti non figurano elementi tali da indurre a conclu- dere che un trasferimento nello Stato in questione esporrebbe i ricorrenti al rischio di essere privati del sostentamento minimo e di subire delle con- dizioni di vita indegna in violazione della direttiva accoglienza o dell'art. 3 CEDU, che malgrado essi allegano in sede ricorsuale che in Francia vi sarebbero problemi quanto all'accesso all'alloggio e che essi rischierebbero dunque di ritrovarsi senza una dimora; che invero, avrebbero già r icevuto una de- cisione di sfratto, si osserva che l'ordinanza di sfratto del 20 agosto 2019, erroneamente non teneva conto della riapertura della procedura d'asilo (riesame) del 30 luglio 2019 2019 (cfr. registrazioni EURODAC e allegato 6h), ma si basava su lla fine della procedura dopo il ritiro della prima do- manda da parte degli interessati; che di conseguenza l'interessata avrebbe potuto fare ricorso contro tale ordinanza, che ad ogni modo, essendo la procedura di asilo nuovamente aperta, non vi sono fondati motivi di ritenere che le autorità francesi, non metteranno i ricorrenti al beneficio di un alloggio come d'altronde fatto per la prima volta, che inoltre, per quanto riguarda i timori di essere ricercati dai servizi segreti russi a causa del marito in caso di ritorno in Francia, occorre constatare che gli insorgenti potranno far valere i loro timori alle competenti autorità francesi al fine di richiederne la loro protezione, D-6199/2019 Pagina 8 che come rettamente ritenuto dall'autorità inferiore nella decisione impu- gnata si può ritenere che le autorità di polizia francesi siano funzionanti e disposte e in misura di offrire una protezione adeguata agli insorgenti, che, in altre parole, essi non hanno fornito indizi seri suscettibili di compro- vare che le loro condizioni di vita o la loro situazione personale sarebbero tali da contravvenire all' art. 4 della CartaUE, all' art. 3 CEDU o all' art. 3 Conv. tortura in caso di esecuzione del trasferimento in Francia, che, ad ogni modo, appartiene ai ricorrenti sollevare l'eventuale violazione dei loro diritti fondamentali, utilizzando le adeguate vie di diritto dinanzi alle autorità dello Stato in questione, che infine, i ricorrenti invocano i loro problemi medici, in particolare quelli del figlio, per opporsi al trasferimento in Francia; che segnatamente, man- cherebbe un'istruzione totale per quanto riguarderebbe le loro problemati- che di natura psichiatrica, pur già menzionate nel corso del Colloquio Du- blino e già oggetto del primo ricorso, che l'assenza di atti medici all'incarto dopo il 30 ottobre 2019 non esente- rebbe l'autorità inferiore dai suoi obblighi di istruzione, che tali argomenti non possono essere seguiti dallo scrivente Tribunale; che invero, dagli atti risulta che la SEM , il 28 ottobre 2019 ha richiesto al servizio Medic-Help del Centro federale di C._______ di richiamare il ricor- rente ad una nuova visita medica ed ha invitato il medico curante ad espri- mersi sulle problematiche mediche e psicologiche fatte valere e a compi- lare un rapporto medico (F4) contenente la diagnosi, il trattamento medico eventualmente necessario in futuro e d eventuali esami/consultazioni me- diche da specialisti ancora necessarie (cfr. atti [...]-45/1 e [...]-46/2), che l 'interessato è stato dunque visitato dal medico curante il 30 otto- bre 2019 ed al momento della visita ha dichiarato di non avere problemi ("aktuell beschwerdefrei"); che allegare nel corso del diritto di essere sen- tito che a causa della barriera linguistica il bambino non avrebbe potuto parlare con il medico delle sue difficoltà psicologiche appare all'occorrenza pretestuoso; che proprio in questa circostanza essi avevano l'occasione di informare il medico circa tutti i loro problemi; che d'altra parte non risulta neppure comprensibile il motivo per il quale la madre avrebbe informato il medico unicamente in merito all'asma ed alla deformazione al petto la ma- dre avrebbe infatti potuto perlomeno segnalare tali problematiche al me-D-6199/2019 Pagina 9 dico così come ha fatto per l'allergia e la deformazione al petto; che il me- dico avrebbe in seguito potuto valutare la necessità di un interprete rispet- tivamente di una visita specialistica, che dal rapporto medico non risultano difficoltà di comprensione/espres- sione tra il medico curante e il paziente, rispettivamente la madre, che tali censure risultano dunque essere strumentali e con ottica dilatoria, che altresì, si osserva infine che gius ta l'art. 26a LAsi i richiedenti l'asilo hanno l'obbligo di far valere i problemi medici di cui soffrono, che dunque non si può sostenere che la SEM non ha effettuato alcuna istruzione in merito ai problemi psichiatrici avendo richiesto un ulteriore vi- sita medica per l'interessato, che inoltre, i problemi medici di cui soffrono gli insorgenti non costituiscono neppure un ostacolo al trasferimento, che invero, il respingimento forzato di persone che soffrono di problemi medici costituisce una violazione del l'art. 3 CEDU unicamente in casi ec- cezionali, che ciò risulta essere il caso segnatamente laddove la malattia dell'interes- sato si trovi in uno stadio a tal punto avanzato o terminale da lasciar pre- supporre che a seguito del trasferimento la sua morte appa ia come una prospettiva prossima (cfr. sentenza della CorteEDU N. contro Regno Unito del 27 maggio 2008, 26565/05; DTAF 2011/9 consid. 7 e relativi riferi- menti), che la CorteEDU ha a tal proposito precisato che una violazione dell'art. 3 CEDU può però anche sussistere qualora vi siano dei seri motivi di ritenere che la persona – in assenza di trattamenti medici adeguati nello Stato di destinazione – sarà confrontata ad un reale rischio di un grave, rapido e ed irreversibile peggioramento delle condizioni di salute comportante delle in- tense sofferenze o una significativa riduzione della speranza di vita (cfr. sentenza della CorteEDU Paposhvili contro Belgio del 13 dicembre 2016, 41738/10, §180-193), che all'occorrenza tale non è il caso dei ricorrenti, che stando ai rapporti medici agli atti, all'insorgente è stata diagnosticata un'asma bronchiale atopica, rinocongiuntivite allergica, un torace escavato, D-6199/2019 Pagina 10 ma senza limitazioni di funzioni cardiopolmonari , trattati con LABA e ste- roidi inalatori; che altresì, egli dispone di un k it di emergenza (EpiPen 0,3mg); che malgrado il ricorrente dovrà proseguire con la terapia per l'a- sma ancora per molto tempo (cfr. F4 del 30 ottobre 2019), tali farmaci sono reperibili pure in Francia, che al bambino è stata inoltre diagnosticata una molluscosi classica (cfr. F2 del 18 settembre 2019 e F2 del 23 ottobre 2019 in trattamento con Nu- traplus crema, che alla madre sono stati pres critti uno Spray di riserva (Zolmig Nasal 2.5mg) per trattare gli episodi di emicrania, che, inoltre, è notorio che lo Stato di destinazione dispone di infrastrutture mediche sufficienti, che la Francia, in quanto Stato firmatario della direttiva accoglienza, deve provvedere affinché i richiedenti ricevano la necessaria assistenza sanita- ria comprendente quanto meno le prestazioni di pronto soccorso e il tratta- mento essenziale di malattie e di gravi disturbi mentali e fornire la neces- saria assistenza medica o di altro tipo, ai richiedenti con esigenze di acco- glienza particolari, comprese, se necessarie, appropriate misure di assi- stenza psichica (cfr. art. 19 par. 1 e 2 della citata direttiva), che peraltro, non esistono elementi che inducano a pensare che la Francia li avrebbe privati di cure mediche adeguate o che lo farebbe in futuro, che infine, in caso di necessità, al momento della partenza i farmaci neces- sari possono comunque essere prescritti agli insorgenti per il prosieguo della terapia in Francia, che gli insorgenti possono quindi essere trasferiti in Francia; che, del resto non vi è motivo di dubitare che l'autorità preposta comunichi allo Stato in questione la situazione medica dei ricorrenti (cfr. art. 31 e 32 Regolamento Dublino III), che infine, per quanto riguarda l'esistenza di motivi umanitari, i ricorrenti censurano che la SEM non avrebbe fatto u so del potere discrezionale di cui disporrebbe, che la SEM, nell'applicazione dell'art. 29a cpv. 3 OAsi 1, dispone di potere di apprezzamento (cfr. DTAF 2015/9 consid. 7 seg.); che la modifica D-6199/2019 Pagina 11 dell'art. 106 cpv. 1 LAsi ha ristretto il potere d'esame del Tribunale; che per- tanto il Tribunale può e deve unicamente controllare che l'autorità inferiore abbia esercitato il suo potere d'apprezzamento ovvero se la SEM ha fatto uso di tale potere d'apprezzamento e se l'ha fatto secondo criteri oggettivi e trasparenti; che in questi casi il Tribunale non può sostituire il suo apprez- zamento a quello dell'autorità inferiore, che nella fattispecie, dagli atti non appaiono elementi per ritenere che l'au- torità inferiore abbia esercitato in maniera arbitraria tale potere di apprez- zamento, che, pertanto, non vi è motivo di applicare la clausola discrezionale di cui all'art. 17 par. 1 (clausola di sovranità) Regolamento Dublino III, che, di conseguenza, in mancanza dell'applicazione di tale norma da parte della Svizzera, la Francia è competente dell'esame della domanda di asilo dei ricorrenti ai sensi Regolamento Dublino III ed è tenuto a riprenderli in carico in ossequio alle condizioni poste agli art. 23, 24, 25, 29 Regolamento Dublino III, che, quindi, è a giusto titolo che la SEM non è entrata nel merito della do- manda di asilo dei ricorrenti, in applicazione dell'art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi ed ha pronunciato il loro trasferimento verso la Francia conformemente all'art. 44 LAsi, posto che i ricorrenti non possiedono un'autorizzazione di soggiorno in Svizzera (cfr. art. 32 lett. a OAsi 1), che, in siffatte circostanze, non vi è più luogo di esaminare in maniera di- stinta le questioni relative all'esistenza di un impedimento all'esecuzione del trasferimento per i motivi giusta i cpv. 3 e 4 dell' art. 83 LStrI, (RS 142.20), dal momento che detti motivi sono indissociabili dal giudizio di non entrata nel merito nel quadro di una procedura Dublino (cfr. DTAF 2015/18 consid. 5.2), che, visto quanto precede, il ricorso deve essere respinto e la decisione della SEM, che rifiuta l'entrata nel merito della domanda di asilo e pronun- cia il trasferimento dalla Svizzera verso la Francia, confermata, che, avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di con- cessione dell'effetto sospensivo è senza oggetto, che, avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di esen- zione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili spese pro- cessuali è divenuta senza oggetto, D-6199/2019 Pagina 12 che, visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.– che seguono la soccombenza sono poste a carico dei ricorrenti (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripe- tibili nelle cause dinanzi al Tribun ale amministrativo federale del 21 feb- braio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]), che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con ricorso in materia di diritto pubblico dina nzi al Tribunale federale ( art. 83 lett. d cifra 1 LTF). (dispositivo alla pagina seguente) D-6199/2019 Pagina 13 Il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 1. Il ricorso è respinto. 2. Le spese processuali, di CHF 750.–, sono poste a carico dei ricorrenti. Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sen- tenza. 3. Questa sentenza è comunicata ai ricorrenti, alla SEM e all'autorità canto- nale. Il giudice unico: La cancelliera: Daniele Cattaneo Sebastiana Bosshardt Data di spedizione: