<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale ha finora lasciato credere ai gestori degli impianti di risalita di tutte le stazioni del Paese e agli attori del turismo invernale che potranno accogliere gli sciatori e gli altri utenti delle loro strutture grazie a piani di protezione elaborati con cura e serietà e, soprattutto, in maniera realista e adeguata alla situazione sanitaria. E ora questo: verosimilmente su pressione internazionale, il consigliere federale Alain Berset (che ancora pochi giorni fa ci aveva ricordato che la Svizzera è un Paese sovrano!) avrebbe proposto al Consiglio federale di subordinare l'esercizio dei comprensori sciistici a condizioni talmente draconiane da renderlo di fatto, se non impossibile, per lo meno non redditizio.</p><p>1. Ci sono elementi oggettivi legati all'evoluzione della pandemia in Svizzera che giustificano questo voltafaccia?</p><p>2. Questo voltafaccia (che speriamo rimanga un'intenzione e non si concretizzi...) è da imputare a ragioni diverse dalla pressione dei Paesi limitrofi?</p><p>3. I gestori degli impianti di risalita (e con loro l'intero settore del turismo, per non parlare della popolazione di tutto il Paese attualmente confinata che non aspetta altro che potersi godere una boccata d'aria fresca), i cui preparativi, sebbene basati sulle disposizioni federali e cantonali in vigore, potrebbero essere stati fatti per nulla, non hanno forse motivi legittimi per sentirsi traditi?</p><p>4. In considerazione della situazione effettiva in termini di decessi chiaramente e direttamente legati alla COVID-19 e di ricoveri ospedalieri direttamente imputabili al virus e visto che nelle località turistiche del Paese è già tutto pronto per accogliere gli ospiti di cui la nostra economia ha tanto bisogno, il Consiglio federale non dovrebbe rinunciare a imporre alle stazioni invernali altre restrizioni oltre a quelle, adeguate alla situazione sanitaria, già previste nei piani di protezione? </p><p>5. Nel caso dovesse comunque cedere alle pressioni dall'estero, è disposto a proporre al Parlamento un piano d'emergenza completamente a carico della Confederazione per compensare il disastro economico e sociale che causerebbero i provvedimenti che sembrano incombere?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1, 3 e 4. Al fine di consentire ai comprensori sciistici di aprire durante le feste, il 4 dicembre 2020 il Consiglio federale ha stabilito condizioni quadro per gli sport invernali. Accoglie favorevolmente il fatto che i gestori di comprensori sciistici abbiano elaborato piani di protezione, che costituiscono una buona base per la pratica del turismo invernale durante la pandemia. Tuttavia, il numero elevato dei casi impone ulteriori provvedimenti. Il Consiglio federale ha definito requisiti minimi unitari per i piani di protezione per creare le stesse condizioni per tutti i praticanti di sport invernali. I Cantoni sono tenuti a controllare il rispetto di queste regole. Se constatano problemi rilevanti, devono pronunciare ingiunzioni nei confronti dei gestori di comprensori sciistici e, se le irregolarità perdurano, devono ritirare loro l'autorizzazione.</p><p>2. Diversi Paesi europei stanno riflettendo sulle condizioni alle quali permettere gli sport invernali compatibilmente con la situazione epidemiologica attuale. La Svizzera ne sta discutendo con diversi Paesi. Il Consiglio federale intende permettere l'apertura dei comprensori sciistici durante le feste, se la situazione epidemiologica lo permette. Le sue decisioni del 4 dicembre 2020 riflettono questa volontà e la sua posizione è stata comunicata anche ai Paesi partner.</p><p>5. Dall'inizio della pandemia, la strategia del Consiglio federale è quella di attenuare in modo rapido e mirato i casi di rigore nei settori economici direttamente colpiti nonché tra i lavoratori dipendenti e autonomi. Da allora, ha quindi posto in vigore un ampio ventaglio di provvedimenti per sostenere le imprese colpite. Oltre all'estensione dell'indennità per lavoro ridotto e all'introduzione di quella di perdita di guadagno per il coronavirus, con effetto dal 1° dicembre 2020 la Confederazione può partecipare ai provvedimenti cantonali per i casi di rigore delle imprese particolarmente colpite (ordinanza COVID-19 casi di rigore; RS 951.262); insieme ai fondi dei Cantoni, per i casi di rigore sono previsti complessivamente fino a 2,5 miliardi di franchi, di cui possono beneficiare anche le imprese del turismo invernale.</p>  Risposta del Consiglio federale.