<h2>SubmittedText<h2><p><span style="color:black;">Il Consiglio federale è invitato a indicare in un rapporto in che modo è possibile migliorare la protezione legale dei dati personali sensibili per impedirne la pubblicazione attraverso i media sociali e privati, tenendo conto, nel contempo, di un legittimo interesse pubblico a chiarire infrazioni sistematiche alla legge. Occorre esaminare se si debba punire la pubblicazione di dati raccolti illegalmente (analogamente a un divieto di ricettazione di dati).&nbsp;</span></p><p>&nbsp;</p><p><span style="color:black;">In particolare, occorre esaminare se è opportuno prevedere la punibilità della pubblicazione di dati personali o di altri dati sensibili precedentemente ottenuti o acquisiti illegalmente e quali sono i vantaggi e gli svantaggi di una siffatta normativa. In tal modo si intende fare in modo che le autorità preposte al procedimento penale possano continuare il loro lavoro, ma anche impedire che le persone da proteggere siano esposte a condanne dell’opinione pubblica premature e, più in generale, tutelare i loro diritti personali.</span></p><p>&nbsp;</p><p><span style="color:black;">Occorre altresì verificare in quali casi informazioni di qualsivoglia genere, ottenute illegalmente, possono, in assoluto, essere pubblicate, ovvero in quali circostanze l’interesse pubblico prevale rispetto a quello privato (i dati ottenuti illegalmente non possono essere divulgati), e in quali casi si potrebbe rinunciare alla punibilità.&nbsp;</span></p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><div><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">La punibilità dell’utilizzo di dati ricevuti o acquisiti in maniera illecita è già stata oggetto della mozione 22.4325 Hurni «L'importanza di sanzionare la ricettazione di dati digitali», presentata l’8</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">dicembre 2022. Nel suo parere del 15</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">febbraio 2023, il Consiglio federale ha indicato che il diritto materiale vigente è in linea di massima sufficiente per coprire un ulteriore utilizzo di dati acquisiti in maniera illecita. È tuttora convinto che il campo d’applicazione dell’articolo</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">160 del Codice penale (CP; RS</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">311.0) sia limitato alla ricettazione di beni materiali e che questa disposizione tuteli la pretesa al ripristino del possesso legittimo. Questa concezione incentrata sui diritti reali è quindi difficilmente applicabile a un eventuale utilizzo di dati acquisiti illegalmente. Le necessità di protezione delle cose sono diverse da quelle dei dati e delle informazioni. Il Consiglio federale ha pertanto già respinto la possibilità di punire specificamente la pubblicazione di dati acquisiti in maniera illecita (rinunciando a vietare la ricettazione di dati).</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">Il Codice penale e la legge federale sulla protezione dei dati (LPD; RS</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">235.1) puniscono già la pubblicazione di determinati dati (sulle reti sociali, sui servizi di messaggeria privati e in maniera generale). Importanti categorie specifiche di dati sono pertanto già protette dalla legge. È così protetto dalla legge ogni trattamento di dati personali e quindi anche la trasmissione di dati personali e il fatto di renderli accessibili (art.</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">2 LPD). La sottrazione di dati personali è punita anche nel CP (art.</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">179</span><span style="line-height:150%; font-family:Arial; font-size:7.33pt; vertical-align:super">novies</span><span style="font-family:Arial"> CP). Questa protezione include tutti i dati personali degni di particolare protezione, tra cui rientrano in linea di massima dati sensibili quali ad esempio i dati sanitari (art.</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">5 lett.</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">c n.</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">2 LPD). Nel quadro della revisione della LPD, il 1°</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">settembre 2023 è stata introdotta una nuova fattispecie penale che punisce l’usurpazione d’identità e il furto d’identità (art.</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">179</span><span style="line-height:150%; font-family:Arial; font-size:7.33pt; vertical-align:super">decies</span><span style="font-family:Arial"> CP); essa include l’utilizzo illecito di dati. La pubblicazione e l’utilizzo di dati sono quindi già punibili, in funzione dei dati in questione e degli interessi da proteggere nel caso concreto.</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">Non è possibile definire in maniera generale e astratta i casi in cui ogni tipo di informazione ottenuta in maniera illecita può essere pubblicata, né le situazioni in cui l’interesse pubblico prevale sull’interesse privato a non pubblicare dati acquisiti illecitamente. Il diritto vigente permette già di effettuare, nell’ambito di una procedura specifica, una ponderazione tra l’interesse pubblico alla pubblicazione e l’interesse al segreto, privato e degno di protezione, della persona interessata. La valutazione giuridica degli interessi pertinenti dipende in maniera determinante dalle circostanze del caso concreto. Per la ponderazione degli interessi possono inoltre essere rilevanti disposizioni di leggi speciali o cantonali oppure disposizioni che istituiscono obblighi di mantenere il segreto, come gli articoli</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">321 e 321</span><span style="line-height:150%; font-family:Arial; font-size:7.33pt; vertical-align:super">bis</span><span style="font-family:Arial"> CP sul segreto professionale, l’articolo</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">321</span><span style="line-height:150%; font-family:Arial; font-size:7.33pt; vertical-align:super">ter</span><span style="font-family:Arial"> CP sul segreto postale e delle telecomunicazioni, l’articolo</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">162 CP sul segreto di fabbrica o commerciale oppure l’articolo</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">47 della legge sulle banche (RS</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">952.0) sul segreto bancario. In complesso, spetta dunque alle autorità competenti valutare l’ammissibilità di una pubblicazione nel contesto della situazione specifica.</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">Alla luce del quadro normativo vigente illustrato, il Consiglio federale non ritiene che vi sia un valore aggiunto in un rapporto sulla punibilità dell’utilizzo di dati acquisiti in maniera illecita e sull’ammissibilità di una pubblicazione in presenza di interessi superiori. Continuerà a seguire con attenzione gli sviluppi internazionali in questo ambito, in particolare nel quadro della partecipazione della Svizzera ai negoziati in corso su una Convenzione dell’ONU in materia di cibercriminalità.</span></p></div><br><br>Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.