<h2>SubmittedText<h2><p>In merito alle sue intenzioni nell'ambito della promozione dell'energia fotovoltaica, il Consiglio federale è pregato di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quale quota (stima) del mercato svizzero di pannelli fotovoltaici/celle fotovoltaiche è detenuta da produttori cinesi?</p><p>2. Quanti impieghi detiene ancora attualmente la Svizzera nell'ambito della produzione di pannelli/celle e quali sono le prospettive certe in materia?</p><p>3. Quanti impieghi detiene attualmente la Svizzera nell'ambito della posa di pannelli/celle e quali sono le prospettive future certe in materia?</p><p>4. Qual è il valore aggiunto della produzione e della posa di pannelli fotovoltaici?</p><p>5. Il Consiglio federale intende promuovere a livello internazionale un label ecologico e sociale in materia di produzione di pannelli fotovoltaici? Se sì, in che modo, affinché il label sia conforme agli accordi di libero scambio? Se no, perché?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Innanzitutto va precisato che la produzione delle nuove energie rinnovabili, che comprendono anche quella fotovoltaica, viene incentivata attraverso la rimunerazione a copertura dei costi per l'immissione in rete di energia elettrica (RIC). La RIC è uno strumento di incentivazione a sostegno dei proprietari di impianti fotovoltaici e quindi non promuove direttamente i costruttori di pannelli solari.</p><p>1. Secondo la statistica dell'Amministrazione federale delle dogane, nel 2011 più del 67 per cento dei semiconduttori fotosensibili, dei quali fanno parte i moduli fotovoltaici, provengono dall'Europa e il 29 per cento dall'Asia. I due più importanti produttori per la Svizzera sono la Germania (44,9 per cento dei semiconduttori fotosensibili importati) e la Repubblica popolare cinese (19,3 per cento). Meno del 10 per cento dei pannelli fotovoltaici impiegati nel nostro Paese è di produzione svizzera.</p><p>2. Non è noto il numero di impiegati nella produzione di celle e moduli fotovoltaici in Svizzera. Si tratta comunque di una cifra trascurabile (appena più di 100). Molto più significativo è invece il numero di impiegati nei settori dei semifabbricati e dei macchinari per la produzione; stando ad alcune stime approssimative, si tratterebbe di alcune centinaia. I prodotti in questione sono destinati prevalentemente all'esportazione, in misura rilevante verso la Cina. Finché la domanda mondiale di pannelli solari continua ad aumentare, le prospettive economiche per le aziende sono essenzialmente buone poiché, grazie alla loro esperienza pluriennale, esse possiedono un solido know-how. Le attuali capacità in eccesso potrebbero tuttavia ripercuotersi a breve termine in modo negativo sul settore.</p><p>3. Il Consiglio federale stima il numero di impiegati nel settore fotovoltaico in Svizzera tra le 5000 e le 8000 unità. Ad eccezione di alcuni tipi particolari di moduli, nel nostro Paese non vengono prodotti pannelli solari. Le aziende che si occupano della loro installazione rappresentano meno di 500 posti di lavoro. Pertanto il numero crescente di aziende cinesi che fanno il loro ingresso sul mercato svizzero non influisce affatto sui posti di lavoro del settore fotovoltaico in Svizzera. Il loro numero dipende molto più dall'evoluzione generale del mercato e dallo sviluppo ulteriore del mercato svizzero per quanto riguarda le aziende installatrici.</p><p>4. Non esistono dati sul rilevamento del valore aggiunto in Svizzera. I pannelli solari rappresentano circa il 50 per cento del valore dell'impianto. Nel caso di piccoli impianti la quota è maggiore. I restanti componenti degli impianti provengono dalla Svizzera.</p><p>5. Nel quadro del programma Sistemi fotovoltaici di potenza dell'Agenzia internazionale per l'Energia IEA-PVPS, la Svizzera si impegna per lo sviluppo di criteri di qualità ambientali. La politica sui label seguita dal nostro Paese prevede che gli standard siano introdotti e applicati essenzialmente dal settore privato. Per raggiungere gli obiettivi politici o per una migliore tutela dei consumatori, il Consiglio federale è disposto tuttavia a sostenere standard promossi da privati o rappresentanti di diversi gruppi d'interesse. Dovesse essere possibile giungere a uno standard che trovi un ampio consenso a livello internazionale, la Svizzera potrebbe avvalersene anche nei confronti di Paesi terzi.</p>  Risposta del Consiglio federale.