<h2>SubmittedText<h2><p>La sera stessa della sua conferma da parte del Parlamento, il nuovo Governo di coalizione israeliano ha annunciato che avrebbe attuato il "piano di pace" elaborato dall'Amministrazione statunitense. In realtà, però, non si tratta affatto di un piano di pace, bensì di una dichiarazione di guerra nei confronti del popolo palestinese. Questo cosiddetto piano di pace prevede infatti l'annessione della Valle del Giordano e degli insediamenti "legali" israeliani, che sono legali solo nella mente degli israeliani e degli americani. Non c'è bisogno di ricordare il contenuto della quarta Convenzione di Ginevra e della risoluzione 2334 del Consiglio di sicurezza dell'ONU, che condanna fermamente qualsiasi forma di colonizzazione, sia in Palestina che in qualsiasi altra parte del mondo. Il cosiddetto piano di pace lascerebbe alla popolazione palestinese solo qualche piccola chiazza di terra. Ciò non farebbe che accrescere la disperazione della popolazione dei territori occupati, e si può facilmente immaginare quanto sarebbero drammatiche le conseguenze.</p><p>Chiedo al Consiglio federale di ricordare ai due Paesi citati il primato del diritto internazionale e il suo totale rifiuto di grottesche pseudo-soluzioni che non farebbero che aumentare il rischio di guerra, con la sofferenza che implica per la popolazione civile.</p><p>Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale intende intervenire presso il Consiglio di sicurezza dell'ONU affinché condanni quella che di fatto è una dichiarazione di guerra prima che sia troppo tardi?</p><p>2. Il Consiglio federale intende convocare gli ambasciatori dei due Paesi tramite il DFAE per comunicare loro chiaramente che una "soluzione" unilaterale sarebbe inaccettabile, controproducente e pericolosa?</p><p>3. Il Consiglio federale intende manifestare chiaramente il suo impegno per la creazione di uno Stato palestinese, come previsto da diverse risoluzioni dell'ONU che - inutile dirlo - non vengono rispettate da nessuno dei due Paesi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La situazione in Medio Oriente, in particolare la possibile annessione di parti della Cisgiordania da parte di Israele, viene discussa regolarmente in seno al Consiglio di sicurezza dall'aprile del 2020. A eccezione degli Stati Uniti, i membri del Consiglio di sicurezza hanno condannato qualsiasi piano di annessione da parte di Israele.</p><p>2. La Svizzera ha invitato ripetutamente Israele e l'Autorità nazionale palestinese ad astenersi dall'adottare misure unilaterali e li ha incoraggiati a riprendere il dialogo. La presidente della Confederazione ha chiamato espressamente il presidente israeliano Reuven Rivlin e il presidente Mahmoud Abbas, e il consigliere federale Ignazio Cassis ha contattato il suo omologo israeliano Gabi Ashkenazi. Il Consiglio federale continua a monitorare attentamente la situazione. Con l'annuncio di un riavvicinamento tra Israele e gli Emirati Arabi Uniti, la questione dell'annessione rischia per il momento di passare in secondo piano.</p><p>3. L'Esecutivo rimane dell'idea che una soluzione negoziata a due Stati basata sul diritto internazionale pubblico e su parametri concordati a livello internazionale, in particolare sulle risoluzioni del Consiglio di sicurezza, sia l'unica via per raggiungere una pace giusta e duratura tra Israeliani e Palestinesi. Con la sua attività diplomatica, ma anche nel campo della promozione della pace e nella cooperazione allo sviluppo, la Svizzera si unisce agli sforzi internazionali per la creazione di uno Stato palestinese autonomo.</p>  Risposta del Consiglio federale.