<!DOCTYPE html> <html lang="it"><head><meta charset="utf-8"/></head><body><div class="content"> <div class="para">Tribunale federale </div> <div class="para">Tribunal federal </div> <div class="para"> </div> <div class="para">{T 0/2} </div> <div class="para">6B_688/2007 /biz </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Sentenza del 21 dicembre 2007 </div> <div class="para">Corte di diritto penale </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Composizione </div> <div class="para">Giudici federali Schneider, presidente, </div> <div class="para">Mathys, Foglia, giudice supplente, </div> <div class="para">cancelliera Ortolano. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Parti </div> <div class="para">A.________, </div> <div class="para">ricorrente, </div> <div class="para"> </div> <div class="para">contro </div> <div class="para"> </div> <div class="para">B.________, </div> <div class="para">opponente, patrocinato dall'avv. John Rossi, </div> <div class="para">Ministero pubblico del Cantone Ticino, </div> <div class="para">Palazzo di giustizia, Via Pretorio 16, 6901 Lugano, </div> <div class="para">opponente. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Oggetto </div> <div class="para">Accesso agli atti di un procedimento penale, </div> <div class="para"> </div> <div class="para">ricorso contro la sentenza emanata il 3 ottobre 2007 dalla Camera dei ricorsi penali del Tribunale d'appello </div> <div class="para">del Cantone Ticino. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Fatti: </div> <div class="para"> </div> <div class="para">A. </div> <div class="para">In data 20 luglio 1998, C.________ presentava una denuncia nei confronti di B.________ per titolo di appropriazione indebita aggravata, amministrazione infedele aggravata, tentata estorsione e tentata coazione. Con decisione del 27 novembre 1998, il Ministero pubblico decretava il non luogo a procedere in ordine alla denuncia. La successiva istanza di promozione dell'accusa di C.________ veniva respinta il 29 gennaio 1999 dalla Camera dei ricorsi penali del Tribunale d'appello del Cantone Ticino (CRP). Quest'ultima decisione veniva confermata dal Tribunale federale con sentenza 6P.29/1999 - 6S.123/1999 del 26 marzo 1999. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Con sentenza del 21 gennaio 1999, la CRP respingeva un'istanza di accesso agli atti del suddetto procedimento penale presentata da C.________. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Il 2 dicembre 2003 la CRP respingeva una successiva istanza di accesso agli atti presentata dalla Pretura del Distretto di Lugano Sezione 1 ai fini istruttori per una causa civile ordinaria pendente. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">B. </div> <div class="para">Il 30 gennaio 2006, A.________, figlia e erede di C.________ deceduta il 28 settembre 2002, presentava una prima domanda di accesso agli atti del procedimento penale aperto su denuncia della madre. L'istanza veniva respinta dalla CRP con sentenza del 4 maggio 2006 rimasta incontestata. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Il 18 luglio 2007, A.________ inoltrava nuovamente una domanda di accesso agli atti. Con sentenza del 3 ottobre 2007, la CRP la respingeva, ritenendo che l'interesse delle persone coinvolte nel procedimento penale - poi scagionate - prevaleva su quello dell'istante. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">C. </div> <div class="para">Contro questa decisione A.________ insorge al Tribunale federale mediante ricorso in materia penale, subordinatamente ricorso sussidiario in materia costituzionale. Lamentando una violazione del diritto di essere sentito nonché dell'<span class="artref">art. 27 del</span> codice di procedura penale ticinese, postula l'annullamento della sentenza dell'ultima istanza cantonale. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">D. </div> <div class="para">Non sono state chieste osservazioni al ricorso. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Diritto: </div> <div class="para"> </div> <div class="para">1. </div> <div class="para">1.1 La decisione impugnata verte sul diritto di ispezionare gli atti di un procedimento penale, disciplinato dall'<span class="artref">art. 27 del</span> codice di procedura penale del Cantone Ticino (CPP/TI; RL 3.3.3.1). Si tratta quindi di una decisione in materia penale ai sensi dell'<span class="artref">art. 78 cpv. 1 LTF</span>. La nozione di "decisioni pronunciate in materia penale" si estende infatti a tutte le decisioni fondate sul diritto penale materiale o procedurale (Messaggio del Consiglio federale concernente la revisione totale dell'organizzazione giudiziaria federale del 28 febbraio 2001, FF 2001 3870). </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Diretto contro una decisione finale (<span class="artref">art. 90 LTF</span>) di un'autorità cantonale di ultima istanza (<span class="artref">art. 80 cpv. 1 LTF</span>), il ricorso è di massima ammissibile, poiché interposto nei termini legali (<span class="artref">art. 100 cpv. 1 LTF</span>) e nelle forme richieste (<span class="artref">art. 42 LTF</span>). </div> <div class="para"> </div> <div class="para">1.2 Il ricorso può essere presentato per violazione del diritto, così come determinato dagli <span class="artref"><artref id="CH/173.110/95" type="start"></artref>art. 95 e 96 LTF</span><artref id="CH/173.110/96" type="end"></artref>. Il Tribunale federale applica d'ufficio il diritto (<span class="artref">art. 106 cpv. 1 LTF</span>). Ciononostante, tenuto conto dell'esigenza di motivazione posta dall'<span class="artref"><artref id="CH/173.110/42/2" type="start"></artref><artref id="CH/173.110/42/1" type="start"></artref>art. 42 cpv. 1 e 2 LTF</span><artref id="CH/173.110/42/2" type="end"></artref><artref id="CH/173.110/2" type="end"></artref> - che, se disattesa, può comportare l'inammissibilità del gravame (<span class="artref">art. 108 cpv. 1 lett. b LTF</span>) - in linea di principio il Tribunale federale esamina solamente le censure sollevate. Non può entrare nel merito sulla pretesa violazione di un diritto costituzionale o su questioni attinenti al diritto cantonale o intercantonale se la censura non è stata sollevata né motivata in modo preciso dalla parte ricorrente (<span class="artref">art. 106 cpv. 2 LTF</span>). </div> <div class="para"> </div> <div class="para">2. </div> <div class="para">La ricorrente lamenta la violazione del diritto di essere sentito sancito dagli <span class="artref">art. 29 cpv. 2 Cost.</span>, 6 n. 1 CEDU e 14 n. 1 Patto ONU II, nonché la violazione dell'<span class="artref">art. 27 CPP</span>/TI. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">2.1 Tra i motivi di ricorso che il ricorrente può far valere dinanzi al Tribunale federale l'<span class="artref">art. 95 LTF</span> non menziona la violazione del diritto cantonale. Questa censura può quindi essere sollevata solo nella misura in cui l'applicazione del diritto cantonale si palesa contraria al diritto federale, in particolare laddove essa costituisce una violazione dei diritti costituzionali, tra cui il divieto dell'arbitrio sancito dall'<span class="artref">art. 9 Cost.</span> (<a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=3&amp;from_date=11.12.2007&amp;to_date=30.12.2007&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F133-I-201%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page201">DTF 133 I 201</a> consid. 1). Orbene, nella fattispecie, la ricorrente si limita a lamentare la violazione del diritto cantonale senza tuttavia sostenere che, interpretando e applicando l'<span class="artref">art. 27 CPP</span>/TI, la CRP abbia violato il diritto federale, segnatamente commesso arbitrio. La doglianza si rivela pertanto inammissibile in questa sede. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Resta quindi da esaminare se, come preteso nel ricorso, negandole l'accesso agli atti del procedimento penale ormai concluso da anni, l'autorità cantonale abbia disatteso il diritto di essere sentita della ricorrente. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">2.2 L'<span class="artref">art. 29 cpv. 2 Cost.</span> conferisce alle parti e alle persone interessate il diritto di consultare gli atti di un incarto quale garanzia generale di procedura e elemento del diritto di essere sentito. In quanto premessa necessaria del diritto di esprimersi e di esporre i propri argomenti prima che una decisione sia presa, vero fulcro del diritto di essere sentito, le persone interessate dalla procedura devono poter prendere conoscenza, senza limitazioni e senza che sia necessario dimostrare un interesse particolare, degli atti del procedimento (<a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=3&amp;from_date=11.12.2007&amp;to_date=30.12.2007&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F129-I-249%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page249">DTF 129 I 249</a> consid. 3). Nella fattispecie, questo aspetto del diritto di essere sentito non entra in considerazione, dal momento che il procedimento penale è terminato da tempo, la ricorrente non è né era parte alla procedura e nessuna decisione dev'essere presa. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">La giurisprudenza ha invero ammesso che il diritto di consultare un incarto può essere invocato anche al di fuori di una procedura pendente. È quindi possibile accedere agli atti di un incarto di un procedimento ormai chiuso, purché l'istante renda verosimile l'esistenza di un interesse degno di protezione. Il diritto di consultare un incarto è tuttavia limitato dalla tutela di interessi pubblici o privati preponderanti. È necessario pertanto procedere alla ponderazione dei diversi interessi presenti (<a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=3&amp;from_date=11.12.2007&amp;to_date=30.12.2007&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F129-I-249%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page249">DTF 129 I 249</a> consid. 3; <a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=3&amp;from_date=11.12.2007&amp;to_date=30.12.2007&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F126-I-7%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page7">126 I 7</a> consid. 2b; v. pure <a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=3&amp;from_date=11.12.2007&amp;to_date=30.12.2007&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F125-I-257%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page257">DTF 125 I 257</a> consid. 3b). </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Questo diritto costituzionale di consultare gli atti di un procedimento chiuso va oltre quanto garantito dagli <span class="artref">art. 6 n. 1 CEDU</span> e 14 n. 1 Patto ONU II (<a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=3&amp;from_date=11.12.2007&amp;to_date=30.12.2007&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F129-I-249%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page249">DTF 129 I 249</a> consid. 3), di modo che ci si può limitare nella fattispecie a esaminare se, come affermato dalla ricorrente, la CRP abbia violato l'<span class="artref">art. 29 cpv. 2 Cost.</span> </div> <div class="para"> </div> <div class="para">2.3 La CRP non ha permesso alla ricorrente di consultare l'incarto penale ricordando che la stessa facoltà era già negata alla madre e denunciante con sentenza del 21 gennaio 1999. In questa decisione si rilevava che, in presenza di un decreto di non luogo a procedere, ci si trova in assenza di reato e non c'è una vittima o una parte civile e che, comunque sia, l'allora patrocinatore della denunciante aveva potuto accedere agli atti nella fase delle informazioni preliminari e avuto quindi la possibilità di acquisire i dati necessari alla formulazione delle pretese civili. L'autorità cantonale ha inoltre rammentato che la consultazione dell'incarto penale era già stata rifiutata in altre due occasioni non avendo scorto un interesse giuridico legittimo sufficiente ad accedere agli atti di un procedimento solo formalmente penale, ma sostanzialmente civile. Essa aveva quindi ritenuto che gli interessi delle persone allora coinvolte nel procedimento, poi scagionate, prevalevano su quelli dell'istante e dovevano essere tutelati. Riferendosi poi all'istanza di accesso agli atti su cui era, nello specifico, chiamata a pronunciarsi, la CRP è giunta alla medesima conclusione. La Corte cantonale ha altresì rimproverato all'istante di non aver dimostrato un interesse legittimo a consultare l'incarto, prevalendosi semplicemente di "non precisati motivi ereditari". </div> <div class="para"> </div> <div class="para">2.4 L'insorgente sostiene che, negandole l'accesso agli atti della procedura penale a suo tempo avviata su denuncia della defunta madre, la decisione impugnata la priva della facoltà di raccogliere elementi e informazioni a suo dire necessari alla tutela dei suoi diritti ereditari e dunque patrimoniali. Nel corso del procedimento penale, sarebbero stati prodotti numerosi documenti relativi a società e trust con scopo ereditario. L'ispezione di tali documenti permetterebbe alla ricorrente di nominare legalmente i beneficiari delle società. Il rifiuto della possibilità di consultare l'incarto causerebbe all'insorgente un chiaro pregiudizio economico. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Orbene, adendo la CRP, la ricorrente ha motivato la sua richiesta limitandosi ad addurre "vari motivi tutti correlati al puro diritto che ho di riassestare l'intero asseto (recte: assetto) ereditario" . In queste circostanze, non si può certo affermare che la ricorrente abbia dimostrato un interesse degno di protezione alla consultazione dell'incarto. A nulla giova l'obiezione contenuta nel gravame per cui la CRP conoscerebbe già tutta la vicenda e le connesse problematiche, avendo sempre la stessa Corte dapprima statuito sull'istanza di promozione dell'accusa e poi, per ben tre volte, sulle altrettante richieste di ispezione degli atti del procedimento. Spetta infatti ogni volta all'istante esporre e dimostrare di adempiere le condizioni poste all'esercizio del diritto di cui si ritiene titolare e non può pretendere che l'autorità adita supplisca alle sue mancanze. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Non si può poi prescindere dal carattere particolare del procedimento di cui la ricorrente chiede di consultare l'incarto. Non va dimenticato che il Tribunale federale aveva definito il ricorso alle autorità penali di C.________ addirittura abusivo, rilevando che non è compito di tali autorità sostituirsi al giudice civile per accertare con maggiore celerità e a minor prezzo circostanze rilevanti ai fini di un giudizio civile o "mettere sotto pressione" un protagonista di una lite civile (v. sentenza 6P.29/1999 - 6S.123/1999 del 26 marzo 1999 pag. 14). In queste circostanze, l'interesse del denunciato alla protezione della sua sfera privata s'impone con maggior forza e prevale in modo evidente su quello dell'istante. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">A ragione quindi la CRP ha ritenuto che gli interessi delle altre parti implicate nel procedimento penale, segnatamente la tutela della loro sfera personale privata come pure la cessazione della pubblicità correlata al procedimento, sono preminenti rispetto a quanto fatto valere dalla ricorrente. Ne consegue che, rifiutando di accordarle la possibilità di consultare gli atti del procedimento penale, l'autorità cantonale non ha disatteso il diritto di essere sentita dell'insorgente. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">3. </div> <div class="para">Nel gravame è inoltre censurata la violazione della garanzia della proprietà (<span class="artref">art. 26 Cost.</span>). A mente della ricorrente, negandole l'accesso agli atti raccolti dalle autorità penali, non le sarebbe possibile far valere e tutelare in modo adeguato i suoi diritti ereditari, quindi i suoi diritti di proprietà. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Di dubbia ammissibilità sotto il profilo delle esigenze di motivazione poste dalla LTF (v. consid. 1.2), la censura è comunque sia priva di pregio. Ci si può chiedere se la garanzia della proprietà permetta di esigere l'accesso agli atti di un incarto penale, la questione può tuttavia rimanere irrisolta nella fattispecie. La ricorrente, infatti, non è proprietaria dei documenti che chiede di visionare, né d'altronde pretende di esserlo. La garanzia costituzionale invocata non le è pertanto di ausilio alcuno. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">4. </div> <div class="para">Da quanto precede discende che il ricorso dev'essere respinto nella misura della sua ammissibilità. Le spese giudiziarie seguono la soccombenza (<span class="artref">art. 66 cpv. 1 LTF</span>). </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Per questi motivi, il Tribunale federale pronuncia: </div> <div class="para"> </div> <div class="para">1. </div> <div class="para">Nella misura in cui è ammissibile, il ricorso è respinto. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">2. </div> <div class="para">Le spese giudiziarie di fr. 2'000.-- sono poste a carico della ricorrente. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">3. </div> <div class="para">Comunicazione alle parti e alla Camera dei ricorsi penali del Tribunale d'appello del Cantone Ticino. </div> <div class="para">Losanna, 21 dicembre 2007 </div> <div class="para">In nome della Corte di diritto penale </div> <div class="para">del Tribunale federale svizzero </div> <div class="para">Il presidente: La cancelliera: </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Schneider Ortolano </div> <div class="para"> </div> </div></body></html>