<h2>SubmittedText<h2><p>Nei primi tre mesi del 2008 in Svizzera sono state presentate 12 467 nuove domande d'asilo, 3362 in più (più di 37 per cento) rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Questo aumento continuo, mese dopo mese, in una situazione globale di crisi più o meno immutata solleva diversi interrogativi. È interessante osservare che il Consiglio federale sembra preoccuparsi soltanto di trovare un alloggio adeguato per questi numerosi nuovi richiedenti l'asilo, ma non di individuare i motivi di tale fenomeno e cercare di arginarlo. Alla luce di tale situazione chiediamo al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Come si spiega l'aumento sproporzionato delle domande d'asilo dall'inizio del 2008?</p><p>2. Perché il Consiglio federale non adotta provvedimenti efficaci per contrastare questo forte afflusso di richiedenti l'asilo?</p><p>3. Come si spiega che in Austria da gennaio a settembre del 2008 le domande d'asilo sono aumentate di appena il 2,7 per cento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, mentre in Svizzera sono cresciute di oltre quasi il 30 per cento?</p><p>4. In risposta all'interpellanza 08.3353 concernente le domande d'asilo presentate in massa da cittadini eritrei, il Consiglio federale sosteneva fieramente che tra gennaio e giugno del 2008 tali domande erano calate dell'11 per cento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, poiché le persone provenienti dall'Eritrea chiedevano asilo in altri Paesi dell'Europa occidentale. Ma allora come mai tra gennaio e settembre del 2008 le domande d'asilo da parte di cittadini eritrei sono cresciute del 31,1 per cento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente?</p><p>5. Come mai in Austria tra gennaio e settembre del 2008 sono state presentate appena 16 domande d'asilo da parte di persone provenienti dall'Eritrea, mentre le domande depositate in Svizzera nello stesso periodo sono state 1440 (quindi quasi cento volte tanto)?</p><p>6. Perché il Consiglio federale non ha ancora presentato la proposta di modifica dell'articolo 3 della legge sull'asilo, annunciata a più riprese, tesa a risolvere la questione della diserzione e della renitenza, nonostante la situazione continui ad acuirsi?</p><p>7. Ritiene che la sua politica in materia d'asilo perseguita nei primi dieci mesi di quest'anno si sia dimostrata dissuasiva nei confronti delle bande di passatori e degli opportunisti dell'asilo? Se sì, quale sarebbe l'effetto dissuasivo?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Conformemente alla sua tradizione umanitaria, la Svizzera accorda asilo ai rifugiati e tutela temporaneamente le persone bisognose di protezione. La lotta agli abusi e la riduzione dell'attrattiva della Svizzera quale Paese di destinazione servono a tutelare i perseguitati ai sensi della legge. La procedura d'asilo ha il compito di esaminare accuratamente e individualmente se le allegazioni in materia d'asilo sono credibili e - in caso affermativo - se è adempiuta la qualità di rifugiato secondo la legge sull'asilo. Inoltre, nessuno può essere rinviato in uno Stato in cui corre il pericolo di essere torturato o sottoposto a trattamenti inumani.</p><p>In merito alle singole domande poste, il Consiglio federale risponde come segue:</p><p>1. L'aumento delle domande d'asilo registrato dalla metà del 2008 è dovuto a diversi motivi. Le condizioni di vita nei Paesi di provenienza più importanti per la Svizzera sono peggiorate a causa di conflitti armati e della difficile situazione economica. La pressione migratoria, soprattutto dai Paesi dell'Africa meridionale, rimane elevata. Molte di queste persone migrano sempre più spesso verso l'Italia attraversando la Libia e il Mediterraneo. Nel 2008, 30 647 persone sono sbarcate a Lampedusa, a fronte delle 11 749 giunte l'anno precedente. Questo numero insolitamente elevato di sbarchi ha comportato un maggior numero di domande d'asilo non solo in Svizzera, bensì anche in molti altri Paesi europei.</p><p>2. Il numero delle domande d'asilo è determinato da svariati fattori, non tutti influenzabili dalla Svizzera. Il Consiglio federale fa il possibile per ridurre l'attrattiva della Svizzera come Paese di destinazione per i migranti irregolari. La revisione della legge sull'asilo entrata in vigore il 1° gennaio 2008 ha già permesso di conseguire importanti successi nell'ambito dell'esecuzione (cfr. la risposta del Consiglio federale all'interpellanza del gruppo UDC 08.3630). Il DFGP ha proposto diverse modifiche della legge sull'asilo e della legge sugli stranieri al fine di accelerare e rendere più efficace la procedura d'asilo nonché di combattere in modo coerente gli abusi. La procedura di consultazione avviata dal Consiglio federale si concluderà il 22 aprile 2009. Inoltre, il 12 dicembre 2008 è entrato in vigore l'accordo di associazione della Svizzera a Schengen e Dublino. È stato così possibile procedere ai primi rinvii in Paesi aderenti a Dublino; altri trasferimenti stanno per essere effettuati, anche verso l'Italia. Inoltre, fornendo aiuti mirati in loco, la Svizzera sostiene, nelle regioni di provenienza dei richiedenti l'asilo, misure tese a dissuadere dall'emigrazione. Tali attività si concentrano essenzialmente nel Corno d'Africa (Somalia e Kenia) nonché nell'Africa occidentale e in Magreb.</p><p>3. L'estensione di Schengen di dicembre 2007 ha comportato per l'Austria, all'inizio del 2008, una modifica delle rotte migratorie nei Balcani. Tuttavia, da metà anno il numero delle domande d'asilo ha ripreso a salire anche in Austria.</p><p>4./5. Il numero delle domande d'asilo presentate da cittadini eritrei è soggetto a fluttuazioni stagionali. Il numero più elevato si registra in autunno e all'inizio dell'inverno. L'aumento delle domande nel 2008 è dovuto in particolare ai massicci arrivi nei mesi di settembre, ottobre e novembre.</p><p>La scelta di un Paese di destinazione da parte di un migrante dipende da diversi fattori, tra cui la posizione geografica rispetto alla rotta migratoria e la presenza di una diaspora. Tradizionalmente l'Austria non figura tra i Paesi di destinazione preferiti dagli Eritrei. Data la sua situazione geografica, registra un numero di richiedenti l'asilo russi e afgani molto superiore alla Svizzera. In quanto vicino settentrionale dell'Italia, la Svizzera si trova in certo qual modo sulla rotta dei richiedenti l'asilo provenienti dall'Africa meridionale.</p><p>6. Secondo la giurisprudenza consolidata del Tribunale amministrativo federale, in Eritrea le pene previste per renitenti e disertori sono politicamente motivate e sproporzionatamente severe. Occorre pertanto concedere l'asilo alle persone che dimostrano in modo credibile di essere esposte a una tale pena. L'UFM è vincolato a tale giurisprudenza, anche con la modifica dell'articolo 3 LAsi nel frattempo posta in consultazione dal Consiglio federale. Secondo tale modifica, in Svizzera non è considerato rifugiato e non ottiene l'asilo chi è esposto a seri pregiudizi o ha fondato timore di essere esposto a tali pregiudizi unicamente per aver rifiutato di prestare servizio militare o per aver disertato. La prassi finora in vigore ha mostrato che la renitenza e la diserzione vengono frequentemente fatte valere come motivi d'asilo senza che nel contempo sussista una persecuzione rilevante per la concessione dell'asilo. Le modifiche previste si propongono di ovviare a tale situazione.</p><p>Le esperienze maturate nella prassi hanno inoltre dimostrato chiaramente che una disposizione legale può esplicare un effetto preventivo a lungo termine soltanto se è realmente applicabile e consente di rimpatriare effettivamente le persone. Tale presupposto non è attualmente adempiuto data la situazione estremamente difficile in Eritrea. Per questo motivo i disertori e i renitenti provenienti dall'Eritrea non sono rimpatriati nemmeno dalla maggior parte degli altri Paesi europei e ottengono un'ammissione provvisoria o l'asilo.</p><p>7. La migrazione irregolare è controllata in ampia misura da bande di passatori operanti a livello internazionale. Tali organizzazioni criminali fanno entrare richiedenti l'asilo in tutti i Paesi dell'Europa occidentale, quindi anche in Svizzera. È molto difficile, oneroso e impegnativo lottare efficacemente contro i passatori. Soltanto una cooperazione internazionale produce buoni risultati. Il DFF e il DFGP stanno attualmente valutando l'impatto degli interventi del Cgcf alla frontiera meridionale sulla migrazione illegale e sul settore dell'asilo. Grazie a tale analisi, sarà possibile combattere più efficacemente la migrazione illegale in Svizzera.</p>  Risposta del Consiglio federale.