<h2>SubmittedText<h2><p>L'impiego di intermediari per accaparrarsi clienti, soprattutto da parte delle casse malati a buon mercato, solleva apparentemente ben poche critiche. In considerazione delle conseguenze perlomeno discutibili di tale metodo, invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Come giudica l'impiego di intermediari professionisti, da parte delle casse malati a buon mercato, per sottrarre affiliati (soprattutto i cosiddetti buoni rischi) alle casse malati più care?</p><p>2. Condivide il parere secondo cui questi metodi di procacciamento dei clienti tradiscono lo spirito del sistema sanitario, senza migliorarne concretamente le prestazioni?</p><p>3. Questi metodi non comportano un uso improprio dei premi rispetto agli scopi originariamente previsti?</p><p>4. A quanto valuta l'ammontare delle commissioni versate per i trasferimenti da una cassa malati all'altra, presupponendo un importo di circa 1700 franchi per famiglia?</p><p>5. Sono state adottate misure per impedire il ricorso a tali metodi? Se sì, perché hanno fallito?</p><p>6. In considerazione degli imminenti aumenti dei premi, non sarebbe opportuno intervenire rapidamente per contrastare un uso improprio di tali somme, impiegate per finanziare questi metodi di procacciamento opinabili?</p><p>Le casse malati a buon mercato non sollevano dubbi soltanto perché, con l'impiego di procacciatori di buoni rischi, minano il principio della solidarietà. Con i loro metodi basati su commissioni e bonus per gli intermediari, sottraggono anche diversi milioni di franchi che potrebbero essere utilizzati per gli scopi veri e propri dell'assicurazione. Queste somme devono poi essere compensate dagli assicurati tramite un aumento dei premi.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal; RS 832.10) prevede che l'assicurazione sociale contro le malattie sia esercitata da assicuratori in concorrenza fra loro. Inoltre gli assicuratori sono obbligati ad accettare nel rispettivo raggio d'attività territoriale ogni persona tenuta ad assicurarsi e a riscuotere dai propri assicurati premi uniformi, graduati secondo i cantoni e le regioni. Come sottolineato dal Consiglio federale nella sua risposta alla mozione del gruppo socialista 07.3052, "Divieto delle casse malati a basso costo", queste prescrizioni hanno due conseguenze: ogni assicuratore tende a scegliere una struttura di rischio favorevole e vi sono assicuratori che offrono premi mediamente più convenienti e altri che offrono premi mediamente più cari. In questo contesto il Consiglio federale risponde come segue alle domande poste:</p><p>1. Il fatto che gli assicuratori compiano una prospezione del mercato e che a tal scopo impieghino degli intermediari è conforme al principio della concorrenza previsto dalla LAMal. Le diverse strutture di rischio degli assicuratori sono attualmente riequilibrate, per quanto concerne l'età e il sesso, dalla compensazione dei rischi. Dal 2012, questa compensazione terrà maggiormente conto del rischio di malattia. In questo modo si ridurrà la propensione degli assicuratori ad affiliare persone con un basso rischio di malattia.</p><p>2./3./5. La LAMal prevede un sistema concorrenziale, ma sottoposto a limiti. Gli assicuratori sono infatti tenuti a contenere i costi amministrativi in misura tale da farli rientrare nelle necessità di una gestione aziendale economica. Quindi anche i mezzi consacrati al marketing e alla pubblicità, che costituiscono una parte di questi costi, devono essere adeguati. L'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), in veste di autorità di vigilanza sugli assicuratori secondo la LAMal, verifica l'ammontare dei costi amministrativi di ogni assicuratore nel quadro dell'approvazione dei premi. Se le spese per il marketing e la pubblicità rientrano nell'ambito dei costi amministrativi usuali, l'UFSP non interviene. Il Consiglio federale ritiene che questa misura di controllo sia sufficiente.</p><p>4. Nel 2007, gli assicuratori secondo la LAMal hanno speso in totale circa un miliardo di franchi per amministrare l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie; 78 milioni sono serviti a coprire i costi per il marketing e la pubblicità, incluse le provvigioni per le intermediazioni. La quota destinata alle provvigioni, però, non è contabilizzata separatamente e non può nemmeno essere stimata sulla base del numero delle nuove affiliazioni. L'UFSP è a conoscenza del fatto che gli assicuratori, nel 2007, hanno registrato 800 000 nuove affiliazioni. Tra questi nuovi assicurati figurano anche neonati e stranieri stabilitisi in Svizzera. L'UFSP non dispone inoltre di dati sul numero di persone che si sono affiliate a un'assicurazione tramite un'intermediazione. Pertanto non è possibile stimare l'ammontare delle somme impiegate per l'attività d'intermediazione.</p><p>6. Visto il forte aumento dei costi dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie, il Consiglio federale ritiene indispensabile adottare misure volte ad arginare tale incremento. Intende perciò sottoporre al Parlamento, ancora prima della pausa estiva, un pacchetto di misure in tal senso, che dovrebbe essere trattato in una procedura speciale ed entrare in vigore il 1° gennaio 2010. Si tratta di misure che riguarderanno innanzitutto le prestazioni, visto che è questo settore a generare i maggiori costi. Attualmente il Consiglio federale non ritiene invece prioritario adottare provvedimenti nel settore dei costi amministrativi e di pubblicità.</p>  Risposta del Consiglio federale.