<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a esaminare se il contingente della Swisscoy deve essere richiamato in Svizzera immediatamente.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Svizzera è direttamente interessata alla reinstaurazione della pace nel Kosovo. Date le condizioni sul posto, tuttavia, a breve scadenza non si può ancora contare su una pacificazione e una stabilizzazione durature. Il Consiglio federale parte dunque dal presupposto che la presenza delle truppe di pace della comunità internazionale nel Kosovo sia ancora necessaria - segnatamente nella situazione attuale - ed è pertanto favorevole alla proroga di questo impiego, fintanto che sussistono le necessarie basi legali e fintanto che l'impiego in questione contribuisce a guidare il Kosovo verso un futuro di stabilità e democrazia e verso lo Stato di diritto.</p><p>Le basi legali esigono soprattutto che l'impiego si svolga in virtù di un mandato del Consiglio di sicurezza dell'ONU e che i militari svizzeri non partecipino a operazioni di combattimento per l'imposizione della pace.</p><p>Il Consiglio federale sottolinea in proposito che le autorizzazioni a una presenza militare e civile della comunità internazionale in Kosovo, definite nella risoluzione 1244 del Consiglio di sicurezza dell'ONU adottata il 10 giugno 1999, rimangono in vigore anche dopo la dichiarazione di indipendenza da parte del Kosovo in data 17 febbraio 2008, perlomeno fintanto che il Consiglio di sicurezza dell'ONU non si pronunci di nuovo sulla questione. Il mandato dell'ONU alla KFOR dipende dunque esclusivamente dal Consiglio di sicurezza dell'ONU. Qualora la risoluzione 1244 fosse sostituita da una nuova risoluzione del Consiglio di sicurezza, il Consiglio federale riesaminerà la situazione.</p><p>D'altronde, il Consiglio federale ha ripetuto sin dall'inizio dell'impiego nel 1999 e comunicato alla NATO in forma vincolante che la Swisscoy non può in alcun caso partecipare a operazioni di combattimento che siano in qualche modo finalizzate all'imposizione della pace. Questo principio trova espressione anche nelle regole d'impiego ("rules of engagement") della Swisscoy, le quali limitano l'impiego di mezzi letali alle situazioni di legittima difesa e di aiuto alla legittima difesa.</p><p>Il Consiglio federale è convinto che l'impiego di promovimento della pace nel Kosovo costituisce un importante contributo alla stabilità e alla sicurezza andando pertanto a sostegno degli sforzi a favore della democrazia, dello Stato di diritto, del rispetto dei diritti umani e della tutela delle minoranze. Il ritiro delle nostre truppe comprometterebbe gli sforzi sinora compiuti dalle istanze civili e militari a favore della stabilità del Kosovo, inciderebbe negativamente sugli interessi della Svizzera e pregiudicherebbe la nostra politica estera.</p><p>Del resto, il Consiglio federale verifica regolarmente la conformità dell'impiego della Swisscoy con i propri obiettivi politici. Inoltre, il capo del DDPS presenta annualmente alle Commissioni della politica estera e della politica di sicurezza di entrambe le Camere un rapporto sull'impiego della Swisscoy. Nella primavera del 2008, il Parlamento si chinerà su tale questione anche nel contesto del dossier concernente la proroga della partecipazione della Svizzera alla forza multinazionale in Kosovo. In questo senso, l'esigenza di una verifica espressa dall'autore del postulato è soddisfatta.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.