<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di sopprimere gli incentivi fiscali che incoraggiano l'insediamento di imprese estere e il trasferimento di sedi di gruppi, con il relativo seguito di personale, in regioni afflitte da un surriscaldamento del mercato immobiliare. In particolare, il Consiglio federale è pregato di presentare al Parlamento una opportuna modifica della legge federale sull'imposta federale diretta (LIFD) e della legge federale sull'armonizzazione delle imposte dirette dei cantoni e dei comuni (LAID), al fine di limitare le agevolazioni fiscali concesse dalla Confederazione e dai cantoni alle nuove imprese che si insediano negli agglomerati urbani.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In quanto economia piccola, aperta e povera di risorse naturali, la Svizzera deve anche poter contare su una politica fiscale attrattiva per poter compensare gli svantaggi in fatto di competitività dovuti alle dimensioni ridotte del suo mercato interno.</p><p>È vero che nell'ambito dell'imposizione dell'utile la Svizzera dispone di una situazione iniziale favorevole nel confronto internazionale. Aliquote d'imposta sull'utile basse si registrano viepiù nei Paesi dell'Europa dell'Est. Nei prossimi anni l'attrattiva di questi Paesi guadagnerà terreno grazie a una migliore integrazione nell'UE e alla maggiore certezza del diritto. A seguito della crescente globalizzazione, anche la concorrenza rappresentata dalle piazze asiatiche diventa sempre più importante. Misure come quelle richieste dalla mozione comprometterebbero l'attrattiva della piazza economica svizzera.</p><p>Non solo gli investitori esteri e i gruppi multinazionali approfittano dell'attrattiva fiscale della piazza svizzera, bensì anche le imprese nazionali e i relativi collaboratori, poiché traggono vantaggio dalla crescente domanda di prestazioni anticipate risultante dall'insediamento delle imprese. In questo modo si generano ulteriori valori aggiunti e ulteriori sostrati fiscali. Ciò permette a sua volta di fornire maggiori prestazioni pubbliche oppure di ridurre le imposte per tutti. Per il Consiglio federale un contesto fiscale favorevole alle imprese è quindi fondamentale ai fini della crescita e dell'occupazione in Svizzera.</p><p>Il Consiglio federale non è a conoscenza di studi che approfondiscono la relazione tra l'insediamento di imprese e l'aumento significativo dei prezzi sul mercato dell'alloggio, come menzionato nella mozione. Gli osservatori del mercato rilevano che almeno nella regione del lago di Ginevra sia possibile osservare una tale relazione (cfr. Schweizer Immobilienbrief del 29 novembre 2010, pag. 2). L'immigrazione in Svizzera non è solo da ricondurre ai fattori fiscali per le imprese ma anche in generale alla sua buona competitività.</p><p>Il Consiglio federale è consapevole che la recente evoluzione del mercato dell'alloggio può comportare problemi finanziari per economie domestiche con un reddito medio basso. Nella sua risposta del 26 gennaio 2011 all'interpellanza del gruppo socialista 10.3899, "Penuria di alloggi negli agglomerati urbani e rischio di una bolla immobiliare", ha precisato che in alcune regioni sono state accertate tendenze alla scarsità che favoriscono aumenti di prezzo.</p><p>Nel quadro della risposta al postulato Girod 09.4301, "Rapporto sugli effetti della libera circolazione delle persone", l'Esecutivo analizzerà gli effetti della migrazione - e quindi dell'insediamento di imprese estere - sul mercato dell'alloggio.</p><p>Poiché la situazione sul mercato dell'alloggio registra forti differenze tra le regioni, secondo le conoscenze attualmente disponibili il Consiglio federale è dell'opinione che sarebbe controproducente rinunciare a un quadro fiscale attrattivo della Confederazione su scala nazionale. I cantoni e i comuni possono determinare in modo ampiamente autonomo le imposte dirette. È dunque competenza dei cantoni e dei comuni esaminare possibili misure in ambito fiscale rispettivamente di attuarle in modo decentralizzato.</p><p>Il Consiglio federale è del parere che nell'ambito dell'imposizione delle imprese siano opportuni ulteriori provvedimenti per rafforzare l'attrattiva della piazza svizzera. Nel quadro di un'ulteriore riforma dell'imposizione delle imprese, già annunciata nel 2008, devono essere esaminati la soppressione della tassa d'emissione, miglioramenti nel sistema della deduzione per partecipazioni e l'eliminazione degli ostacoli di natura fiscale all'attività di finanziamento di gruppi societari. Il Consiglio federale propone inoltre adeguamenti nel campo delle gestione cantonali di società holding. I redditi in Svizzera e all'estero di queste società dovranno in futuro essere trattati allo stesso modo.</p><p>In questo contesto occorre pure rammentare la mozione Brändli 10.3721, "Aggiustare il tiro della politica migratoria" - adottata da entrambe le Camere - che incarica il Consiglio federale di proporre misure atte a controllare l'immigrazione degli ultimi anni e di avanzare proposte tese a stabilizzare a un livello ragionevole la popolazione svizzera. La politica fiscale adottata finora e la riforma dell'imposizione delle imprese perseguita dal governo hanno lo scopo di incoraggiare l'insediamento in Svizzera di investitori esteri e multinazionali. Questi incentivi fiscali determinano un aumento dell'immigrazione e non coincidono pertanto con l'indirizzo della mozione Brändli. Di conseguenza, nel quadro della risposta alla mozione Brändli, il Consiglio federale intende esaminare anche gli effetti della riforma dell'imposizione delle imprese sotto il profilo dell'immigrazione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.