<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di esaminare l'impiego di misure di ritorsione contro l'Italia, in particolare le seguenti:</p><p>- non più concedere nuove autorizzazioni di soggiorno o di lavoro ai frontalieri italiani e agli italiani che cercano lavoro in Svizzera fintanto che l'Italia non adempia velocemente e in modo non burocratico ai suoi obblighi derivanti dall'accordo di Dublino;</p><p>- ridurre il ristorno fiscale proveniente dal reddito dei frontalieri (attualmente il canton Ticino ristorna il 40 per cento all'Italia, mentre il Grigioni restituisce solo il 12,5 per cento all'Austria) oppure sospendere totalmente questi versamenti, fino a quando l'Italia rinuncerà alle sue misure vessatorie alle frontiere;</p><p>- esigere dall'Italia un impegno chiaro nei confronti della Svizzera, garantendo il raccordo a sud della NFTA e presentando soluzioni concrete.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Le relazioni internazionali sono spesso molto complicate e sovente riguardano diversi aspetti contemporaneamente. L'Italia è il secondo partner commerciale della Svizzera. Entrambi gli Stati mantengono relazioni molto strette e importanti. Recentemente il governo italiano ha deciso di concedere un'amnistia fiscale (la terza dal 2001). Non spetta alla Svizzera mettere in discussione questa decisione soprattutto in base al diritto di sovranità di ogni Stato.</p><p>Negli ultimi tempi il Consiglio federale ha intensificato gli sforzi per eliminare i contrasti fra la Svizzera e l'Italia nell'ambito fiscale. Oltre alla disponibilità al dialogo manifestata da alcuni consiglieri federali ai loro omologhi italiani e al fatto che il capo del DFF si è incontrato con delegazioni delle banche ticinesi nonché con i rappresentanti del Consiglio di Stato del canton Ticino, sono state prese delle misure puntuali per valutare la situazione. Per questo motivo, il capo del DFF ha recentemente nominato Renzo Respini a consigliere politico per le questioni fiscali con l'Italia. Il suo compito consiste nel coordinare il trattamento delle questioni politiche, fiscali e specifiche della piazza finanziaria e di garantire la comunicazione tra Confederazione, autorità ticinesi e piazza finanziaria del Ticino. Il capo del DFF ha anche istituito un gruppo di lavoro interdipartimentale incaricato di comporre la controversia fiscale con l'Italia. Inoltre, la Svizzera ha già mostrato il suo malcontento all'Italia in seguito alla perquisizione da parte del fisco italiano di numerose succursali di istituti bancari svizzeri, situate sul suo territorio. Infatti, il Consiglio federale ha convocato l'ambasciatore italiano affinché desse delle spiegazioni in merito a questa misura e a novembre dello scorso anno il capo del DFF ha sospeso i negoziati fra i due Paesi sull'emendamento dell'attuale convenzione contro la doppia imposizione.</p><p>Come già menzionato all'inizio, i rapporti fra i due Stati concernono numerosi aspetti ed elementi diversissimi fra loro che riguardano diversi settori (economia, questioni fiscali, traffico, cultura ecc.). In generale, si giustificano misure di ritorsione contro un Paese solo quando quest'ultimo viola il diritto pubblico internazionale e quando non sussistono altri mezzi previsti da accordi internazionali per risolvere eventuali conflitti. Tuttavia, questo non è il caso. Benché determinati comportamenti del governo e delle autorità italiane, assunti nell'ambito dell'amnistia fiscale, possano essere stati recepiti come scortesi in considerazione dei rapporti di buon vicinato tra Svizzera e Italia, non si possono qualificare come una violazione del diritto pubblico internazionale o di accordi internazionali.</p><p>Prendere eventuali misure di ritorsione equivarrebbe a cercare il confronto aperto con l'Italia. Questo potrebbe compromettere, però, le buone relazioni che la Svizzera ha con la Penisola e potrebbe mettere a repentaglio la situazione fiscale di molte persone.</p><p>Attualmente il Consiglio federale considera più opportuno cercare il dialogo con l'Italia per trovare delle soluzioni che possano essere condivise tra i due Paesi. Eventuali misure di ritorsione - incluse quelle proposte dall'autore del postulato - potrebbero essere esaminate se i rapporti con l'Italia si deteriorassero notevolmente, ma ora non è il caso.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.