<h2>SubmittedText<h2><p>Nel 2010, in virtù dell'articolo 49 della legge sulla navigazione aerea, la responsabilità del finanziamento del servizio della sicurezza aerea per gli aerodromi regionali è stata trasferita agli esercenti degli aerodromi. La conseguente modifica dell'ordinanza concernente il servizio della sicurezza aerea ha concretizzato questo cambiamento tramite una disposizione transitoria a effetto sospensivo (fino al 1° gennaio 2016 Skyguide è responsabile del finanziamento). Ciò presupponendo che, entro questa data, i costi della sicurezza aerea saranno ridotti e che soprattutto i servizi della sicurezza aerea saranno liberalizzati e adeguati alle esigenze. A tutt'oggi però non si è riusciti a concretizzare niente di tutto ciò. Gli aerodromi interessati non sono responsabili di questo ritardo. Per di più, in futuro gli aerodromi regionali dovranno riprendere maggiormente dagli aeroporti nazionali anche i movimenti di volo dell'aviazione generale e dell'aviazione d'affari. Attualmente il deficit per i servizi della sicurezza di avvicinamento e di decollo forniti da Skyguide si aggira sui 7 milioni di franchi svizzeri all'anno (su un totale dei costi per la sicurezza aerea relativa agli aerodromi regionali svizzeri pari a circa 33 milioni all'anno). A partire dal 1° gennaio 2016, gli aerodromi regionali non potranno infatti assumersi semplicemente questi costi e ancor meno trasferirli sugli emolumenti. Inoltre, non va dimenticato il fatto che spetta alla Confederazione garantire un adeguato servizio della sicurezza aerea.</p><p>1. Il Consiglio federale come pensa di garantire che non vi siano lacune in materia di prestazioni nella sicurezza aerea negli aerodromi regionali? È disposto a prorogare il termine per il passaggio della responsabilità finanziaria in merito alla sicurezza aerea?</p><p>2. Quali mezzi intende reperire per coprire il fabbisogno a lungo termine del finanziamento della sicurezza aerea negli aerodromi regionali della Svizzera?</p><p>3. Come intende integrare la problematica del futuro finanziamento della sicurezza aerea in relazione agli aerodromi regionali nella strategia generale della Confederazione concernente il futuro paesaggio aeroportuale svizzero?</p><p>4. Gli aerodromi regionali sono disposti a prevedere soluzioni tecniche e operative innovative al fine di creare sinergie e di realizzare risparmi sui costi per i singoli aerodromi regionali. Quando e in che modo la Confederazione intende presentare delle proposte a riguardo?</p><p>5. Quando pensa di riesaminare in modo propositivo l'opportunità di liberalizzare i servizi della sicurezza aerea?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>I costi per la sicurezza aerea negli aerodromi regionali ammontano attualmente a 35 milioni di franchi all'anno, 5 milioni dei quali sono pagati da coloro che li hanno causati, ovvero dai piloti e dagli esercenti degli aeromobili. Skyguide si assume i restanti 30 milioni di franchi, di cui 23 milioni sono coperti mediante contributi della Confederazione provenienti dall'imposta sugli oli minerali (art. 37f lett. a LUMin) e 7 milioni sono sovvenzionati indirettamente mediante i proventi delle tasse di sicurezza aerea riscosse negli aeroporti nazionali. L'articolo 49 della legge federale sulla navigazione aerea proibisce le sovvenzioni incrociate: i proventi della tassa prelevata per una categoria di aerodromi non possono essere utilizzati per finanziare i costi di un'altra categoria. Tale sovvenzione incrociata è stata autorizzata solo fino al 31 dicembre 2015 (art. 41 dell'ordinanza concernente il servizio della sicurezza aerea, OSA).</p><p>1. Gli aerodromi regionali sono a conoscenza del carattere transitorio di queste nuove disposizioni dell'OSA sin dalla loro entrata in vigore nell'agosto 2011. Dal 2016 saranno loro a dover finanziare i servizi della sicurezza aerea (art. 27 OSA). Tuttavia, finora nessuno degli aerodromi interessati ha presentato un piano di attuazione di tale finanziamento. Il Consiglio federale prevede ora di colmare il deficit di 7 milioni di franchi aumentando temporaneamente le sovvenzioni provenienti dall'imposta sugli oli minerali. Entro il 2020, tuttavia, queste sovvenzioni supplementari saranno ridotte progressivamente. In questo modo, gli aerodromi regionali avranno più tempo per adeguarsi alla nuova situazione e adottare misure adeguate. Date le circostanze attuali, un'ulteriore proroga delle disposizioni transitorie non sembra invece opportuna.</p><p>2. La Confederazione continuerà a sostenere finanziariamente il servizio della sicurezza aerea degli aerodromi regionali mediante i proventi dell'imposta sugli oli minerali. Non esiste nessuna base legale che preveda un ulteriore sostegno finanziario con le risorse generali della Confederazione.</p><p>3. Secondo la Confederazione sussiste un certo interesse affinché alcuni aeroporti regionali introducano il traffico di linea e charter, cosa che sarà possibile solo in presenza di un servizio della sicurezza aerea. Quest'ultimo è indispensabile anche per un traffico aereo d'affari stabile e, infine, per la formazione dei futuri piloti. In questo ambito, gli aerodromi regionali possono decidere che tipo di servizio della sicurezza aerea intendono offrire e finanziare sempre che venga sempre garantito uno standard di sicurezza sufficiente.</p><p>4. L'UFAC e Skyguide seguono gli sviluppi tecnici nel settore della sicurezza aerea e lavorano in stretta collaborazione con gli aerodromi regionali per rendere possibile l'introduzione di nuove tecnologie o modelli di esercizio che permettano di ridurre i costi del servizio della sicurezza aerea in modo sostenibile. Numerosi progetti sono già in fase di attuazione.</p><p>5. Le ripercussioni finanziarie di una liberalizzazione dei servizi della sicurezza aerea negli aerodromi regionali sono state esaminate nell'ambito dei lavori preparatori della revisione, attualmente in corso, della legge sulla navigazione aerea. Ne è risultato che una liberalizzazione non condurrebbe a considerevoli riduzioni dei costi: la maggior parte dei costi della sicurezza aerea, infatti, risultano dalla rimunerazione del personale addetto a tale sicurezza. I gestori esteri dei servizi della sicurezza aerea dotati di certificazione in Svizzera avranno costi per il personale simili a quelli di Skyguide, a cui si aggiungeranno i costi per la realizzazione di una nuova infrastruttura per la sicurezza aerea nel nostro Paese. Ciò comporterà costi più elevati anche per le autorità di vigilanza svizzere che dovranno sorvegliare questi gestori della sicurezza aerea supplementari. Date queste circostanze, un'ulteriore analisi degli effetti di un'eventuale liberalizzazione dei servizi della sicurezza aerea negli aerodromi regionali non sarebbe di nessuna utilità.</p>  Risposta del Consiglio federale.