<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale condivide l'opinione, secondo la quale le scuole superiori universitarie possono affrontare la pressione della crescente concorrenza internazionale e aumentare la propria competitività solo con incentivi alla qualità nell'insegnamento e nella ricerca. Per questa ragione ha proposto alle Camere federali, in occasione del messaggio sul promovimento della formazione, della ricerca e della tecnologia negli anni 2000-2003, una serie di modifiche di leggi federali con le quali creare stimoli per migliorare la qualità dell'insegnamento e della ricerca. </p><p>La legge sull'aiuto alle università (LAU), approvata dalle Camere federali l'8 ottobre 1999 ed entrata in vigore il 1° aprile 2000, ad esempio, introduce un nuovo modello di sovvenzioni e nuovi strumenti di cooperazione e di sostegno dell'innovazione, partendo dal binomio collaborazione e concorrenza nel settore accademico. Da una parte i contributi di base alle università cantonali, una volta calcolati esclusivamente in base al dispendio, oggi tengono maggiormente in considerazione le prestazioni delle università nell'insegnamento e nella ricerca. Dall'altra, grazie ai contributi vincolati a progetti sono stati creati stimoli per riforme, innovazioni e cooperazioni tra gli istituti universitari.</p><p>Tuttavia, queste misure sottostanno in ogni senso al principio della responsabilità sussidiaria della Confederazione nel settore universitario. In virtù delle competenze stabilite nella Costituzione federale, l'implementazione e la promozione dei processi di ottimizzazione e di cooperazione nel settore universitario sono in prima linea compito dei Cantoni e delle università stesse. Proprio questa autonomia delle università rappresenta una delle condizioni fondamentali per una concorrenza funzionante tra gli istituti universitari e rende loro possibile darsi un profilo in modo indipendente, creando poli di competenze, avviando cooperazioni e stimolando innovazioni nell'insegnamento e nella ricerca. Questo profilo permette loro di essere competitivi sul piano internazionale. Con questi nuovi strumenti di promozione della Confederazione, gli istituti universitari vengono già sostenuti in maniera efficace nel loro impegno. Non spetta alla Confederazione prendere ulteriori misure per costringere le accademie a snellire i corsi di studio, a riunire le facoltà e dunque a riformare le strutture, restringendo l'autonomia degli atenei ed impedendo la libera concorrenza con tendenze alla centralizzazione.</p><p>In tale contesto si rimanda al nuovo articolo costituzionale sulle università, nel quale l'autonomia degli atenei viene chiaramente messa in evidenza. La Confederazione ed i Cantoni si impegnano espressamente su principi ed obiettivi comuni, concentrandosi sulla definizione di elementi principali nella politica universitaria. Le questioni tecniche dovranno essere regolate a livello operativo dalle accademie stesse.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.