<h2>SubmittedText<h2><p>In Svizzera è dedicata ancora troppo poca attenzione al fenomeno della radicalizzazione di matrice islamica. Soprattutto la collaborazione tra le autorità, l'istruzione degli specialisti nonché la formazione e il perfezionamento delle persone che svolgono un'attività religiosa possono essere migliorate. In tale contesto invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti.</p><p>1. Come giudica la proposta di incaricare un servizio federale di effettuare una sorveglianza centralizzata sulle istituzioni musulmane (moschee, centri islamici, associazioni, scuole, associazioni di sport da combattimento, ecc.) e sui loro esponenti, al fine di valutare se tali istituzioni o persone costituiscono un rischio per la sicurezza della Svizzera? Una vigilanza di questo tipo potrebbe essere eseguita anche a livello elettronico e messa a disposizione dei competenti servizi cantonali?</p><p>2. Che cosa può intraprendere per migliorare il collegamento tra le autorità chiave cantonali (polizia, autorità di protezione dei minori e degli adulti - APMA -, uffici della gioventù, servizi sociali, magistratura dei minorenni, ministero pubblico, autorità scolastiche, servizi preposti all'integrazione, servizi preposti all'esecuzione delle pene) che hanno a che fare con processi di radicalizzazione? Le basi legali esistenti sono sufficienti per il necessario scambio di dati tra le autorità? Il Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) è sufficientemente coinvolto?</p><p>3. Vede possibilità per imporre la formazione e il perfezionamento degli specialisti (insegnanti, autorità sociali, APMA, servizi preposti all'esecuzione delle pene) di modo che siano in grado di riconoscere tempestivamente le tendenze alla radicalizzazione? Le basi legali garantiscono la necessaria comunicazione di informazioni?</p><p>4. Secondo le attuali basi legali, il SIC può intervenire soltanto in caso di implicazioni concrete a livello di violenza. Alla luce della crescente radicalizzazione ideologica, questa soglia d'intervento soddisfa tuttora i requisiti? Il SIC è in grado di giudicare e individuare tempestivamente la potenziale minaccia costituita da persone e gruppi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale non ritiene opportuno instaurare un'osservazione permanente o una "sorveglianza centralizzata" delle istituzioni musulmane (moschee, centri islamici, associazioni, scuole, associazioni di sport da combattimento, ecc.) e dei loro esponenti indipendentemente dalla presenza di rischi concreti per la sicurezza. Una tale soluzione sarebbe inattuabile a causa soprattutto dell'eccessivo fabbisogno di risorse. Una registrazione generale, di qualunque tipo essa sia, delle istituzioni musulmane da parte delle autorità federali sarebbe peraltro contraria al divieto di discriminazione e al principio di proporzionalità. Sarebbe pure incompatibile con le disposizioni della legge federale del 25 settembre 2015 sulle attività informative (LAIn; RS 121), appena entrata in vigore il 1° settembre 2017. L'articolo 5 capoverso 6 LAIn autorizza ad acquisire informazioni relative a un'organizzazione o a una persona soltanto "se sussistono indizi concreti che tale organizzazione o tale persona esercita i propri diritti per preparare o eseguire attività terroristiche, di spionaggio o di estremismo violento". Inoltre, la tutela della sicurezza pubblica è un compito che rientra essenzialmente nell'ambito di competenza dei Cantoni (cfr. art. 57 cpv. 1 della Costituzione). La Confederazione e i Cantoni collaborano strettamente nell'analisi delle situazioni di minaccia e coordinano le rispettive misure. Il Consiglio federale è dell'opinione che tale collaborazione ha dimostrato tutta la sua efficacia.</p><p>2. Nel piano d'azione nazionale contro la radicalizzazione e l'estremismo violento si esortano i Cantoni a rafforzare la cooperazione tra gli uffici e le istituzioni. Vi si raccomanda inoltre di istituire un sistema cantonale di gestione della minaccia che sia trasversale a tutte le autorità e le istituzioni. I servizi hanno il compito di riconoscere tempestivamente il potenziale di minaccia rappresentato da singoli individui o gruppi, di valutarlo e infine di neutralizzarlo adottando le misure adeguate. Il Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) è direttamente coinvolto in questo lavoro di coordinamento tramite i servizi d'informazione dei Cantoni collocati in seno alle polizie cantonali, i quali sottostanno al pertinente obbligo di comunicazione. Il Consiglio federale è a conoscenza del fatto che non tutti i Cantoni hanno creato le basi legali necessarie alla trasmissione di informazioni tra le autorità cantonali e comunali. Per tale motivo, nel piano d'azione nazionale si raccomanda ai Cantoni di introdurre norme che consentano lo scambio di informazioni, anche con attori non governativi.</p><p>3. La formazione e il perfezionamento di insegnanti, collaboratori dei servizi sociali, delle APMA e dei servizi preposti all'esecuzione delle pene sono di competenza dei Cantoni. Il Consiglio federale ritiene importante rafforzare le offerte di formazione e perfezionamento, che consentono agli specialisti di familiarizzarsi con il tema della radicalizzazione e dell'estremismo violento, di imparare a individuare tempestivamente i segnali e i pericoli di una radicalizzazione e di agire in modo adeguato. Anche in questo caso spetta ai Cantoni creare basi legali appropriate sullo scambio di informazioni (cfr. n. 2).</p><p>4. Il Consiglio federale ritiene che la radicalizzazione di persone richieda un intervento tempestivo da parte dello Stato, ovvero già all'insorgere di un comportamento socialmente problematico. In base alla normativa vigente (art. 5 cpv. 6 della Legge federale sulle attività informative), il SIC può acquisire le informazioni relative a un'organizzazione o a una persona e registrarle con riferimento alle persone se sussistono indizi concreti che tale organizzazione o tale persona esercita i propri diritti politici per preparare o eseguire attività terroristiche, di spionaggio o di estremismo violento (cfr. n. 1). Tuttavia, a tale stadio, il processo di radicalizzazione è già molto avanzato. Per tale motivo è di fondamentale importanza rafforzare l'individuazione tempestiva, come illustrato dal piano d'azione nazionale. Nelle fasi iniziali della radicalizzazione, non è ancora opportuno adottare misure nell'ambito delle attività informative; per contro le autorità comunali e cantonali sono chiamate a intervenire adottando misure sociali, integrative o terapeutiche. Tali misure possono infatti condurre la persona in questione ad abbandonare il cammino di violenza intrapreso. In conclusione, è possibile affermare che la soglia d'intervento in questione sia sufficiente al SIC per adempiere ai propri compiti legali.</p>  Risposta del Consiglio federale.