<h2>SubmittedText<h2><p>Secondo un rapporto sulla misurazione delle immissioni di ammoniaca pubblicato nel 2019 dalla Forschungsstelle für Umweltbeobachtung, le concentrazioni di ammoniaca sono più alte quando le temperature medie sono più elevate e il tempo è più secco. Di fatto, come sottolinea da tempo la Commissione federale d'igiene dell'aria (CFIAR), le emissioni di ammoniaca si mantengono da diversi anni a un livello troppo elevato. Un rapporto pubblicato di recente che analizza lo stato delle emissioni di ammoniaca in nove Cantoni in cui l'allevamento di animali è particolarmente intensivo conferma questa affermazione ("Ammoniac: la situation dans une selection de cantons"). Inoltre, un rapporto sul monitoraggio permanente dei boschi evidenzia gli effetti nefasti degli apporti di azoto (derivanti segnatamente dall'ammoniaca) sulla salute dei boschi.</p><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Che cosa sta facendo, in collaborazione con i Cantoni, per far fronte alla doppia emergenza dei cambiamenti climatici e delle quantità eccessive di azoto per la biodiversità in Svizzera?</p><p>2. Tenuto conto dell'aumento e dell'intensificazione, da diversi anni, degli eventi di canicola e di siccità come pure delle previsioni per i prossimi anni, quali saranno gli effetti delle immissioni eccessive di azoto sulla biodiversità e sulle basi della produzione agricola svizzera secondo uno scenario immutato ("business as usual")?</p><p>3. Secondo uno scenario corrispondente agli obiettivi definiti nell'ordinanza concernente l'analisi della sostenibilità in agricoltura (riduzione del 20 % delle perdite di azoto entro il 2030), quali saranno gli effetti concreti delle emissioni eccessive di ammoniaca e di altri inquinanti azotati combinati con i cambiamenti climatici sulla biodiversità e sulle basi della produzione agricola svizzera?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale è consapevole della problematica delle emissioni degli inquinanti azotati nell'ambiente. L'adeguamento regolare allo stato della tecnica dei limiti di emissione ha consentito di ridurre progressivamente le emissioni di ossidi di azoto, che dal 2005 sono diminuite del 44 per cento. Rispetto al 2005 le emissioni totali di ammoniaca si sono ridotte dell'11 per cento, quelle provenienti dall'agricoltura del 7 per cento. Dal 2008 la Confederazione e i Cantoni sostengono finanziariamente misure di riduzione delle emissioni di ammoniaca. Nel 2020, nel quadro della revisione dell'ordinanza contro l'inquinamento atmosferico (OIAt; RS 814.318.142.1) e dell'ordinanza sui pagamenti diretti (OPD; RS 910.13), il Consiglio federale ha definito misure vincolanti per il deposito e lo spandimento del colaticcio. Nel 2021 l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) e l'Ufficio federale dell'agricoltura (UFAG) hanno pubblicato degli aiuti all'esecuzione pertinenti all'attenzione dei Cantoni, responsabili dell'esecuzione. Queste misure contribuiranno nei prossimi anni a un'ulteriore riduzione delle emissioni di ammoniaca.</p><p>Il 13 aprile 2022, con il pacchetto di ordinanze 19.475 "Ridurre il rischio associato all'uso di pesticidi", il Consiglio federale ha stabilito tra l'altro una riduzione del 20 per cento delle perdite di azoto. A seconda delle misure concrete, verranno ridotte in una certa misura anche le emissioni di ammoniaca. Il Consiglio federale ha portato all'attenzione del Parlamento le emissioni di ammoniaca anche nel suo rapporto "Futuro orientamento della politica agricola" del 22 giugno 2022, in adempimento dei postulati 20.3931 e 21.3015.</p><p>2. L'eutrofizzazione di ecosistemi sensibili costituisce una minaccia per le specie ecologicamente pregiate da parte di specie a crescita rapida e tolleranti all'azoto e, pertanto, una perdita di preziosi spazi vitali. Ne consegue una perdita di biodiversità e dei suoi servizi ecosistemici. Immissioni eccessive di azoto causano peraltro il dilavamento dei nutrienti, contribuendo così all'acidificazione del suolo. Nei boschi interessati da perdite di nutrienti e dall'acidificazione risultano compromessi importanti processi ecosistemici. Gli alberi presentano carenze nutrizionali o una crescita ridotta, diventando quindi meno resistenti alle malattie e agli influssi di fenomeni meterorologici, come siccità e tempeste. Immissioni eccessive di azoto combinate con periodi di siccità più frequenti possono acuire il problema.</p><p>3. Le perdite di azoto nell'ambiente si verificano in modi diversi nell'aria, nei boschi, nel suolo e nelle acque. Una riduzione delle perdite di azoto provenienti dall'agricoltura permette una produzione agricola più efficiente. La riduzione del 20 per cento delle perdite di azoto stabilita viene valutata sulla base di un metodo di bilancio, sviluppato per la protezione del Mare del Nord e dell'Atlantico nordorientale (Convenzione OSPAR) e che non consente deduzioni dirette sulle emissioni di ammoniaca. A seconda delle misure concrete, il suolo, i boschi, le acque e l'aria godranno di benefici in diversa misura. Le immissioni di azoto atmosferico possono essere ridotte soltanto per mezzo di una diminuzione delle emissioni di ammoniaca e di ossidi di azoto. Al fine di cogliere gli obiettivi di protezione, in questo contesto i carichi critici (critical loads) di apporto di azoto, la strategia del 2009 del Consiglio federale contro l'inquinamento atmosferico stabilisce la necessità ridurre le emissioni di ammoniaca di circa il 40 per cento e quelle di azoto di circa il 50 per cento rispetto al 2005.</p>  Risposta del Consiglio federale.