<h2>SubmittedText<h2><p>Il 26 e 27 aprile 2016 l'AELS ha effettuato colloqui esplorativi per rinnovare l'Accordo di libero scambio con il Canada, entrato in vigore il 1° luglio 2009. I colloqui si svolgono sullo sfondo del vasto accordo economico e commerciale CETA, la cui versione finale è stata pubblicata dalla Commissione europea il 29 febbraio 2016.</p><p>1. Quali obiettivi persegue il Consiglio federale tramite i colloqui esplorativi dell'AELS con il Canada per l'aggiornamento dell'Accordo di libero scambio? Qual è lo stato attuale dei colloqui?</p><p>2. Di quali studi dispone il Consiglio federale per valutare le conseguenze del CETA sulla Svizzera, qualora l'UE e il Canada pongano in vigore l'accordo? In che modo informerà l'opinione pubblica?</p><p>3. I colloqui esplorativi tra l'AELS e il Canada riguardano esclusivamente l'aggiornamento dell'Accordo di libero scambio o si discute anche dell'adesione dell'AELS al CETA?</p><p>4. In che modo il Consiglio federale pensa di informare il Parlamento e l'opinione pubblica, nonché di consultare tempestivamente le commissioni parlamentari e i Cantoni?</p><p>5. Il capitolo 8 del CETA disciplina la protezione degli investimenti, tema che finora l'AELS non ha affrontato. Qual è la posizione della Norvegia sul disciplinamento della protezione degli investimenti all'interno di accordi globali di libero scambio?</p><p>Le norme del CETA sono conformi agli obiettivi del Consiglio federale in materia?</p><p>6. Il capitolo 23 del CETA si concentra in particolare sui rapporti di lavoro dignitosi come presupposto per un commercio equo. Il CETA presenta lo stesso livello di protezione dei lavoratori richiesto dall'AELS durante i negoziati per l'Accordo di libero scambio? In quali punti diverge?</p><p>7. Il capitolo 24 del CETA analizza il rapporto tra questioni commerciali e ambientali mettendo l'accento sulla protezione contro le emissioni e le sostanze chimiche nocive, sulla tutela della biodiversità e sulla promozione mirata dello sviluppo sostenibile. Tutto ciò corrisponde al livello di protezione richiesto dall'AELS?</p><p>8. I capitoli 25, 26, 29 e 30 del CETA prevedono misure istituzionali di ampio respiro per rafforzare la cooperazione e dirimere le controversie. Anche altri capitoli dell'Accordo contengono disposizioni "dinamiche", finalizzate a inserire ulteriori regolamentazioni comuni basate sul CETA. In caso di adesione, il Consiglio federale insisterà per essere rappresentato all'interno dei comitati competenti e per avere la possibilità di partecipare alle decisioni con pari diritti?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1.-4. L'Accordo di libero scambio in vigore tra la Svizzera - nonché i suoi partner dell'AELS - e il Canada riguarda principalmente lo scambio di merci, in particolare l'abolizione dei dazi doganali sui prodotti industriali. In alcuni ambiti, come i servizi, gli investimenti e gli appalti pubblici, sono previste clausole evolutive. Gli Stati dell'AELS e il Canada hanno deciso di avviare colloqui esplorativi per valutare la possibilità di sviluppare e aggiornare l'Accordo. Tramite questi colloqui tra AELS e Canada la Svizzera cerca di capire se è possibile migliorare l'accesso al mercato canadese e di evitare eventuali discriminazioni che potrebbero derivare dalla concessione di un accesso preferenziale a questo mercato ai suoi concorrenti, come ad esempio l'Unione europea.</p><p>Effettivamente, alla luce del CETA un ulteriore sviluppo dell'Accordo potrebbe essere necessario. Infatti, in caso di entrata in vigore del CETA il settore svizzero delle esportazioni potrebbe subire discriminazioni o dover far fronte a una maggiore concorrenza sui mercati canadese ed europeo. Secondo alcune valutazioni interne dei servizi competenti della Confederazione, vi potrebbero essere rischi di discriminazione soprattutto per quanto riguarda l'accesso al mercato canadese dei prodotti agricoli, dei servizi, degli investimenti e in materia di cooperazione sul piano regolamentare. Facciamo notare che l'adesione al CETA non è nelle intenzioni né dell'AELS né del Canada e quindi non viene presa in considerazione.</p><p>Il Consiglio federale porta avanti i colloqui esplorativi con il Canada in base al mandato di negoziazione per l'aggiornamento e lo sviluppo degli Accordi di libero scambio esistenti ricevuto nel 2013, per il quale erano state consultate le commissioni della politica estera. Dai primi scambi risulta che in alcuni ambiti - in particolare il commercio dei prodotti agricoli - le posizioni di AELS e Canada sono ancora sostanzialmente distanti. Al momento il Consiglio federale non intende anticipare l'esito di un eventuale proseguimento dei colloqui esplorativi. Esso informa regolarmente le cerchie interessate tramite i meccanismi appositi, come le commissioni della politica estera o il gruppo di collegamento OMC/ALS.</p><p>5. La protezione degli investimenti è stata oggetto di colloqui esplorativi tra gli Stati dell'AELS e il Canada. Le visioni dei Paesi AELS in materia sono divergenti. Mentre l'approccio standard dell'AELS non ne contempla il disciplinamento negli Accordi di libero scambio, la Svizzera prevede la protezione degli investimenti all'interno degli Accordi bilaterali sulla promozione e la protezione degli investimenti conclusi in particolare con Paesi emergenti e in via di sviluppo. Il meccanismo di protezione degli investimenti ripreso dal CETA (corte permanente di arbitrato, corte d'appello) rappresenta un'evoluzione del sistema attuale che la Svizzera, così come i suoi partner dell'AELS, è interessata ad approfondire. Inoltre, questi sviluppi vengono discussi a livello internazionale (OCSE e UNCTAD p. es.) e la Svizzera partecipa attivamente al dibattito.</p><p>6./7. I livelli di protezione previsti dal CETA e dall'approccio standard dei Paesi AELS in materia di commercio e sviluppo sostenibile sono comparabili. Tuttavia, vi sono differenze da entrambe le parti, per esempio per quanto concerne le procedure di composizione delle controversie. Oltre alle procedure di consultazione, il CETA prevede infatti l'istituzione di un gruppo di esperti che possono formulare raccomandazioni non vincolanti. L'approccio AELS, invece, prevede lo svolgimento di procedure di consultazione all'interno del comitato misto o per comporre eventuali controversie sugli Accordi di libero scambio e il coinvolgimento, se necessario, di esperti appartenenti a organizzazioni o istituzioni internazionali competenti. In entrambi i casi le controversie devono essere risolte in maniera consensuale.</p><p>Analogamente alle disposizioni del CETA, l'approccio standard dell'AELS prevede alcune norme specifiche sulla protezione dei diritti fondamentali del lavoro e sulla tutela dell'ambiente. In particolare, per quanto riguarda gli aspetti ambientali, pur senza menzionare gli ambiti specifici, l'approccio standard dell'AELS include anche le questioni ambientali sollevate dall'autore dell'interpellanza. Secondo un'apposita disposizione le parti si impegnano a ottemperare in maniera efficace agli obblighi derivanti da tutti gli Accordi multilaterali ratificati, compresi quelli riguardanti la biodiversità e il trattamento dei prodotti pericolosi per l'ambiente.</p><p>8. Come già enunciato in precedenza dal Consiglio federale, gli Stati AELS e il Canada non hanno fra i loro obiettivi l'adesione al CETA. Di conseguenza, la partecipazione della Svizzera ai meccanismi istituzionali previsti dal CETA tra l'Unione europea e il Canada non viene presa in considerazione.</p>  Risposta del Consiglio federale.