<h2>SubmittedText<h2><p>Oltre ai suoi servizi di monopolio, la Posta svizzera gestisce l'invio di lettere fino ai 50 grammi e numerose altre attività, costituendo talvolta una seria minaccia per le imprese private. A questo proposito, il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. La Posta gestisce uno shop online per la vendita di articoli per ufficio ed elettronici, entrando talvolta in diretta concorrenza con le PMI. Come si può conciliare questa prestazione con il vero compito originario della Posta quale fornitrice di prestazioni?</p><p>2. I prodotti acquistati attraverso lo shop online della Posta il cui valore è uguale o superiore ai 15 franchi vengono inviati all'estero senza l'addebito di costi di spedizione al cliente. Ciò equivale a una concorrenza sleale nei confronti di tutte le PMI che gestiscono uno shop online, ma che per coprire i loro costi sono costrette a fare pagare ai clienti le spese di trasporto. In che modo il Consiglio federale giustifica questa situazione di concorrenza sleale?</p><p>3. Le aziende di proprietà della Confederazione o a essa vicine possono sfruttare la propria situazione per avere dei vantaggi, quali ad esempio risparmiare a costo della collettività e, al contempo, danneggiare le imprese private mediante la distorsione della concorrenza dovuta alla loro posizione di supremazia (legata a dimensioni, ubicazione, rete di distribuzione, ecc.)?</p><p>4. Vi sono anche altre aziende di proprietà della Confederazione o a essa vicine che, grazie alla loro situazione privilegiata o alla loro posizione di monopolio, sono avvantaggiate rispetto alle imprese private?</p><p>5. Il Consiglio federale è intenzionato a creare le stesse condizioni per le aziende di proprietà della Confederazione, o a essa vicine, e le imprese private in modo da porre fine alle spiacevoli distorsioni della concorrenza esistenti? In caso di risposta affermativa, come vuole raggiungere questo obiettivo? In caso di risposta negativa, invece, come giustifica questa sua intenzione nei confronti delle imprese private che sono svantaggiate dalla situazione esistente?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Pur essendo un ente federale, la Posta è autonoma nella sua attività operativa e prende le decisioni assumendosene la piena responsabilità. Il Consiglio federale dirige la Posta fissandone gli obiettivi strategici. Di regola, non interferisce su ciò che riguarda l'attività operativa. Il legislatore ha lasciato alla Posta il monopolio delle lettere per finanziare la sua attività e al tempo stesso l'ha autorizzata a fornire altri servizi e prodotti connessi con le sue attività peculiari. Inoltre, la Posta può offrire prestazioni e prodotti su mandato di terzi, a condizione che possano essere assicurati nel quadro dell'impiego ordinario delle infrastrutture (cfr. art. 9 cpv. 1 legge sulle poste del 30 aprile 1997, LPO; RS 783.0). La vendita e l'intermediazione dei prodotti di terzi, sia negli uffici postali che per via elettronica, poggiano pertanto su una base giuridica e contribuiscono a finanziare il servizio universale.</p><p>2. La Posta mette a disposizione di imprese private la sua piattaforma online al fine di sfruttarne pienamente la capacità. A seconda del prodotto, è partner contrattuale dei clienti la Posta o l'azienda che commercializza il prodotto. In qualità di gestore della piattaforma, la Posta si occupa anche del trasporto della merce venduta e dell'incasso. Analogamente alle piattaforme online gestite da aziende concorrenti, i costi del trasporto sono compresi nel prezzo di vendita e non sono specificati separatamente. Inoltre si fa presente che, in virtù dell'articolo 9 capoverso 3 LPO, la Posta è soggetta alla legge federale del 19 dicembre 1986 contro la concorrenza sleale (RS 241).</p><p>3.-5. Finché non beneficiano di una posizione di monopolio definita per legge, come quella della Posta per le lettere fino a 50 grammi, o di altre regole speciali previste per legge, le aziende parastatali sono del tutto esposte alla concorrenza e sottostanno alle stesse regole degli operatori privati. Oggigiorno la Posta realizza oltre l'80 per cento dei ricavi d'esercizio nel mercato retto dalla concorrenza. Inoltre, è vietato utilizzare gli utili del servizio universale per ridurre il prezzo dei servizi liberi (cosiddetto divieto di sovvenzionamento trasversale; cfr. art. 9 cpv. 4 LPO). Infine, la legge sui cartelli (RS 251) fa sì che la Commissione della concorrenza, indipendente dalle autorità, valuti eventuali abusi da parte di imprese che dominano il mercato.</p>  Risposta del Consiglio federale.