<h2>SubmittedText<h2><text><p>Per poter esercitare i loro diritti politici, i 193 500 Svizzeri che vivono all'estero e sono iscritti in un registro elettorale spesso possono contare soltanto sul voto elettronico. Dal 2019, tuttavia, il nostro Paese non ha più un sistema di voto elettronico. Le cause di questo fallimento sono numerose: la quantità di parti coinvolte, problemi e requisiti tecnici, finanziamento dei progetti, assenza di normative. </p><p>In occasione delle ultime votazioni l'Organizzazione degli Svizzeri all'estero ha ricevuto numerosi reclami da parte di compatrioti svizzeri impediti nell'esercizio dei loro diritti politici a causa del ritardo negli invii postali. La votazione del 27 settembre 2020 sugli aerei da combattimento o l'elezione dei consiglieri agli Stati per il Ticino nel 2019 hanno mostrato che in caso di risultati di stretta misura gli Svizzeri all'estero potrebbero fare la differenza influenzando l'esito finale del voto. </p><p>Affinché la nostra democrazia semidiretta resti viva, partecipativa e rappresentativa, è indispensabile che tutti i gruppi della società, compresi gli Svizzeri all'estero, possano esercitare i loro diritti politici. </p><p>Per garantire la messa a punto di un sistema di voto elettronico duraturo ed evitare un nuovo fallimento è indispensabile che la Confederazione ne garantisca il finanziamento e la gestione.</p><p>Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande: </p><p>1. Il Consiglio federale è in grado di valutare concretamente le possibilità che gli Svizzeri all'estero hanno di esercitare fattivamente il loro diritti politici?</p><p>2. Il Consiglio federale è disposto ad assumere la gestione e il finanziamento della messa a punto di un sistema federale di voto elettronico? </p><p>3. Il comunicato della Cancelleria federale del 19 novembre 2020 concernente il "Voto elettronico: i risultati del dialogo con gli esperti del mondo scientifico" precisa che "a tempo debito il Consiglio federale deciderà sul nuovo orientamento della fase sperimentale". Quando adotterà questa decisione? </p><p>4. Entro quando il Consiglio federale intende mettere a punto un tale sistema federale di voto elettronico? </p><p>5. Quali tappe sono necessarie secondo il Consiglio federale per conseguire questo obiettivo? </p><p>6. Esiste uno scadenzario per conseguire gli obiettivi? In caso contrario quando definirà uno scadenzario vincolante? </p></text><h2>FederalCouncilResponseText<h2><text><p>Domanda 1: Il Consiglio federale è consapevole delle difficoltà logistiche cui una parte degli Svizzeri all'estero è confrontata nell'esercizio dei propri diritti politici. Come evidenziato nel suo parere relativo all'interpellanza 19.3540, esso non dispone di dati statistici sugli Svizzeri all'estero che hanno riscontrato problemi nel recapito del materiale di voto ed elettorale. Lo svolgimento di indagini dettagliate in materia risulterebbe oltremodo impegnativo e pressoché inutile. Tuttavia, il Consiglio è disposto a riesaminare i processi esistenti nel quadro del postulato 20.4348 Silberschmidt.</p><p>Domande 2-6: Riunitosi il 18 dicembre 2020, il Consiglio federale ha preso atto del rapporto finale del comitato direttivo Vote électronique sul nuovo orientamento e la ripresa della fase sperimentale (cfr. <a href="https://www.bk.admin.ch/bk/it/home/documentazione/comunicati-stampa.msg-id-81772.html">comunicato stampa del 21 dicembre 2020</a>). Tale rapporto include un catalogo di misure elaborate dalla Cancelleria federale unitamente ai Cantoni, di cui è prevista un'attuazione a tappe. Al fine di garantire la sicurezza del voto sono previsti obiettivi di sicurezza più precisi, maggiori prescrizioni sulla trasparenza, una più stretta collaborazione con specialisti indipendenti e un esame efficace svolto su incarico della Confederazione. Nel quadro di questi lavori la Cancelleria federale e i Cantoni hanno condotto un ampio dialogo con esperti dei settori scientifico e industriale.</p><p>Come già ribadito a più riprese dal Consiglio federale, l'esercizio dei diritti politici, che include anche l'ambito del voto elettronico, si fonda su una ripartizione federalistica delle competenze (cfr. p. es. il parere del Consiglio federale sulle mozioni 18.4225 e 18.4375 nonché sull'interpellanza 20.3475), la quale sarà mantenuta anche con il nuovo orientamento della fase sperimentale. L'acquisizione, la gestione e l'impiego del sistema di voto elettronico rimarranno di competenza dei Cantoni i quali potranno disporre come finora di un proprio sistema di voto elettronico oppure far capo al sistema di un altro Cantone o di un'impresa privata (art. 27kbis cpv. 1 lett. b ODP). Dal canto suo la Confederazione continuerà a definire il quadro normativo e a rilasciare le relative autorizzazioni. Il nuovo orientamento prevede tuttavia un rafforzamento del suo ruolo: in futuro il riesame dei sistemi da parte di specialisti indipendenti dovrà infatti avvenire mediante un suo mandato diretto.</p><p>In quanto responsabili di progetto a tutti gli effetti, i Cantoni continueranno ad assumere la maggior parte dei costi. La Confederazione continuerà a finanziare le misure di sua competenza, fra cui rientra ora in particolare la verifica indipendente dei sistemi. I costi cantonali del progetto potranno essere cofinanziati rispettivamente dal piano di attuazione di E-government Svizzera e dall'Amministrazione digitale Svizzera.</p><p>Il Consiglio federale ha incaricato la Cancelleria federale di attuare progressivamente le misure necessarie per il nuovo orientamento della fase sperimentale e di presentare entro metà 2021 un progetto con i necessari adeguamenti delle basi legali da inviare in consultazione.</p></text>