<h2>SubmittedText<h2><text><p>Il Consiglio federale è invitato a elaborare le basi legali per consentire la raccolta elettronica di firme per iniziative e referendum. Anche la firma su schermo tattile dovrebbe essere ammessa. La Confederazione dovrebbe così rafforzare anche la partecipazione digitale dei cittadini svizzeri aventi diritto di voto in patria e all'estero.</p></text><h2>FederalCouncilResponseText<h2><text><p>Il Consiglio federale ritiene che considerare la raccolta elettronica come una semplice digitalizzazione delle firme precedentemente manoscritte rifletta soltanto una realtà parziale. Di fatto occorre analizzare la procedura nel suo complesso. Oltre alla raccolta occorre considerare anche la necessità di controllare la legittimazione al voto. In un contesto di digitalizzazione dei processi, inoltre, occorre tenere presente che in occasione delle raccolte di firme vengono alla luce dati sulle opinioni politiche degli elettori, che sono considerati degni di particolare protezione ai sensi dell'articolo 3 lettera c numero 1 della legge sulla protezione dei dati (RS 235.1). Per questa ragione le liste di firme depositate presso la Cancelleria federale non possono essere consultate e sono distrutte dopo la riuscita formale (cfr. art. 64 LDP).</p><p>Le affermazioni contenute nella mozione non tengono sufficientemente conto di alcuni aspetti importanti dell'attuale procedura. Le autorità comunali, ad esempio, dovranno continuare di volta in volta ad assicurarsi che la persona interessata sia iscritta nel catalogo elettorale e che non abbia già firmato la domanda di referendum o l'iniziativa popolare. Le disposizioni legali si prefiggono innanzitutto l'identificazione delle persone che sostengono una domanda: per prevenire gli abusi, infatti, il cognome e il nome devono essere registrati a mano e la domanda deve essere firmata dall'elettore. In occasione dell'ultima revisione parziale della legge sui diritti politici (LDP; RS 161) l'Assemblea federale ha d'altro canto voluto rafforzare i requisiti applicabili in questo ambito (Boll. Uff. 2014 S 472). Una firma su uno schermo tattile non permetterebbe una protezione di questo livello. D'altro canto, i sistemi di raccolta elettronica devono proteggere gli elettori contro il rischio che applicazioni dannose (malware) possano utilizzare alcuni elementi della loro identità a loro insaputa e contro la loro volontà. A questo proposito attualmente non esistono soluzioni adeguate per la raccolta elettronica, che devono ancora essere studiate e sviluppate. Anche la raccolta elettronica deve assicurare un esercizio dei diritti popolari conforme al diritto e garantire che soltanto le domande popolari formalmente riuscite possano essere sottoposte a votazione.</p><p>Nell'aprile 2017 il Consiglio federale non ha rinunciato al progetto di raccolta elettronica delle firme, ma ha riconsiderato le priorità in materia di digitalizzazione dei diritti politici alla luce delle esigenze espresse dai Cantoni. Il progetto di raccolta elettronica continua a far parte della strategia del Consiglio federale (FF 2002 596, 2006 5083, 2013 4356) e rientra nella terza fase del progetto Vote électronique, dopo l'introduzione del voto elettronico in occasione di votazioni ed elezioni. La suddivisione del progetto in fasi tiene conto della difficoltà di prevedere le ripercussioni della raccolta elettronica sul sistema politico svizzero, in particolare per quanto riguarda i quorum e i termini previsti dalla Costituzione. Il Consiglio federale non intende per il momento tornare sulla decisione presa.</p></text>