<h2>SubmittedText<h2><p>La Svizzera ha recentemente rivisto la sua politica del turismo e ha incluso l'obiettivo dello sviluppo sostenibile. </p><p>Prevede di firmare la Dichiarazione di Glasgow "Climate Action in Tourism" lanciata in occasione della conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici 2021 (COP26)? Se sì, come agirà in seguito? Se no, per quale ragione non intende firmarla?</p><p>La Confederazione pensa di incoraggiare gli attori svizzeri attivi nel settore del turismo a firmare la Dichiarazione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale sostiene gli obiettivi climatici della Dichiarazione di Glasgow "Climate Action in Tourism", che corrispondono sostanzialmente a quelli dell'Accordo di Parigi sul clima, ratificato dalla Svizzera. Le parti firmatarie della Dichiarazione si impegnano a ridurre le emissioni di gas serra prodotte dal turismo definendo piani d'azione concreti per contribuire a raggiungere l'obiettivo zero emissioni entro il 2050.</p><p>Tutti gli operatori turistici e tutte le parti interessate possono firmare la Dichiarazione di Glasgow; tuttavia, finora è stata sottoscritta solo da pochissimi governi nazionali. La Dichiarazione si rivolge principalmente a singole aziende e organizzazioni turistiche.</p><p>Data la formulazione relativamente vaga della Dichiarazione e le questioni ancora aperte riguardanti la sua attuazione, secondo il Consiglio federale la firma della Svizzera non porterebbe grandi benefici e non sarebbe quindi necessaria.</p><p>A livello nazionale la Confederazione regola la politica climatica nella legge sul CO2, che stabilisce obiettivi e misure per ridurre le emissioni di gas serra e disciplina gli obblighi di chi li produce.</p><p>Il Consiglio federale ritiene utile che gli operatori svizzeri del turismo si confrontino con gli obiettivi della Dichiarazione di Glasgow e attuino misure concrete per ridurre le emissioni di gas serra. La Segreteria di Stato dell'economia (SECO), responsabile della politica del turismo della Confederazione, informerà gli operatori turistici in merito.</p>  Risposta del Consiglio federale.