<h2>SubmittedText<h2><p>Le perdite economiche risultanti dalla crisi del coronavirus hanno interessato in particolare i settori del turismo, della cultura e del tempo libero. Considerato che le possibilità di viaggiare sono limitate, sarebbero opportuni forti incentivi per incoraggiare la popolazione svizzera a trascorrere le vacanze in patria. In vista dell'imminente stagione estiva, ma anche della prossima stagione invernale, il Consiglio federale è quindi incaricato di creare un sistema di buoni per sostenere il settore alberghiero, della ristorazione, degli impianti di risalita, della cultura e del tempo libero. Tutti gli abitanti dovrebbero ricevere un buono del valore di 200 franchi.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La ristorazione, l'industria alberghiera, gli impianti di risalita, il settore della cultura e del tempo libero fanno parte dei rami economici maggiormente colpiti dalla crisi del coronavirus. Si prevede che, quest'anno, il turismo subirà il più forte calo del fatturato e dei pernottamenti degli ultimi decenni. A seconda dell'evoluzione della pandemia e dell'allentamento delle restrizioni di viaggio internazionali, è probabile che i turisti stranieri torneranno gradualmente in Svizzera, ma ci vorrà del tempo.</p><p>Anche la popolazione svizzera deve tener conto delle restrizioni di viaggio, per cui c'è da attendersi che trascorrerà le vacanze prevalentemente all'interno dei confini. Inoltre, nella sessione straordinaria di inizio maggio il Parlamento ha approvato lo stanziamento di ulteriori fondi federali per un totale di 40 milioni di franchi a favore di Svizzera Turismo (ST), a condizione che l'ente ne impieghi la metà per sostenere finanziariamente i propri partner.</p><p>È stato altresì stabilito che i fondi supplementari dovranno essere utilizzati per promuovere il turismo sostenibile e il turismo domestico e che occorre puntare su offerte a prezzi convenienti. Date queste circostanze si presume che un sistema di buoni come quello previsto dalla mozione - da utilizzare nella ristorazione, nell'industria alberghiera, negli impianti di risalita, nella cultura e nel tempo libero - al momento produrrebbe solo un leggero aumento della domanda, generando piuttosto forti effetti indiretti.</p><p>In un settore trasversale come quello del turismo, che comprende un'ampia gamma di beni e servizi, sarebbe difficile operare una differenziazione tra un settore e l'altro favorendo in modo mirato quelli maggiormente colpiti. Ci sarebbe molta dispersione delle risorse, che genererebbe perdite, e i buoni potrebbero addirittura essere controproducenti, preservando cioè strutture non redditizie. Vi è inoltre il rischio che, in quanto limitata a causa dei provvedimenti igienici e di distanziamento sociale, l'offerta non sarebbe comunque sufficiente per soddisfare l'aumento della domanda auspicato.</p><p>Inoltre, eventuali misure di supporto dovrebbero essere adottate tempestivamente, se si vuole evitare un effetto ritardato e quindi potenzialmente prociclico. Per attuare il sistema di buoni proposto sarebbe necessaria una nuova base legale e ciò potrebbe comportare ritardi considerevoli; vi sarebbe inoltre disparità di trattamento nei confronti di altri rami e settori economici colpiti dalla crisi.</p><p>I buoni si ripercuoterebbero anche pesantemente sul bilancio della Confederazione: al loro valore nominale complessivo, pari a 1,7 miliardi di franchi (200 fr. per 8,6 mio. di abitanti), va aggiunto l'importante onere amministrativo necessario per realizzare e controllare il sistema stesso. Dato che si prevedono forti deficit e che i buoni non genererebbero particolari effetti positivi, le casse della Confederazione non possono sobbarcarsi questo notevole onere finanziario supplementare.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.