<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle domande seguenti in relazione alle possibilità di potenziare la partecipazione svizzera a Interpol nell'ambito della cibercriminalità (proposta figurante nel progetto di rapporto del Consiglio federale sulla politica di sicurezza della Svizzera, cap. 2.3.6):</p><p>1. A che punto è l'istituzione della sede di Interpol di Singapore per la lotta contro la cibercriminalità? Che tipo di ricerche vi saranno effettuate in tale ambito?</p><p>2. La Svizzera intende parteciparvi attivamente? In caso affermativo, in che misura, con quali mezzi e a partire da quando?</p><p>3. La conferenza internazionale di Interpol prevista a fine anno in Svizzera rientra ancora tra gli obiettivi del Consiglio federale? In caso affermativo, quali temi principali presenterà la Svizzera?</p><p>4. Quale valore aggiunto comportano queste attività per la sicurezza della Svizzera, in particolare sul fronte delle minacce cibernetiche?</p><p>5. Quale valore aggiunto comportano per la sicurezza cibernetica delle imprese svizzere?</p><p>6. Come vanno integrate tali attività in una strategia globale sui temi della cibercriminalità, nonché dello spionaggio, dei rischi e delle minacce provenienti dallo spazio cibernetico?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. In aprile 2015 è stata inaugurata a Singapore la seconda sede mondiale di Interpol che ospita il centro globale per l'innovazione, l'Interpol Global Complex of Innovation (IGCI). L'IGCI è un centro di ricerca e sviluppo volto a identificare e combattere i criminali e la criminalità. Con la sede di Singapore, Interpol intende superare il tradizionale modello di polizia in quanto autorità reattiva e promuovere metodi investigativi e tecniche di allenamento innovativi per far fronte, con mezzi appropriati, alle organizzazioni criminali e ai criminali ormai altamente sofisticati. Uno degli elementi centrali dell'attività dell'IGCI è la lotta contro la cibercriminalità. L'IGCI è operativo sin dalla sua inaugurazione e attualmente vi lavorano circa 100 collaboratori.</p><p>2. L'Ufficio federale di polizia (Fedpol) è membro dell'Interpol Global Cybercrime Expert Group. Ogni anno, esperti provenienti dai Paesi membri si incontrano a Singapore o a Lione per discutere i temi e i problemi attuali della lotta globale alla criminalità su Internet. Non è stata ancora presa alcuna decisione in merito all'invio di un addetto di polizia in qualità di rappresentante permanente della Svizzera presso l'IGCI.</p><p>3. Dal 19 al 21 ottobre 2016 la Svizzera ospiterà a Lugano la quarta conferenza Interpol sulla tratta di esseri umani. La conferenza sarà organizzata dalla Segreteria generale di Interpol con il sostegno di Fedpol e del canton Ticino. I temi principali della conferenza saranno in particolare il miglioramento della cooperazione internazionale tra autorità di perseguimento penale e l'identificazione delle vittime della tratta.</p><p>4. Poiché nella maggior parte dei casi la cibercriminalità presenta una dimensione internazionale, per la Svizzera è quanto mai essenziale collaborare strettamente con Interpol e in particolare con l'IGCI nonché con l'European Cybercrime Center di Europol (EC3). Per nascondere le proprie tracce, i criminali sfruttano i servizi anonimi di Internet e la volatilità dei dati digitali. Negli ultimi anni, i maggiori successi ottenuti dalle autorità sul piano investigativo sono riconducibili essenzialmente alla semplificazione dello scambio di informazioni e a una migliore cooperazione tra i singoli Paesi. La cooperazione globale tramite Interpol ed Europol permette inoltre di individuare tempestivamente nuovi fenomeni di cibercriminalità e di elaborare appropriate strategie transnazionali di contrasto.</p><p>5. Gli attacchi DDOS, i malware, le truffe tramite phishing, lo spionaggio economico e molti altri reati rappresentano una minaccia permanente per tutte le imprese. I danni economici causati da tali reati non devono essere sottovalutati. Il miglioramento dei risultati ottenuti nelle indagini grazie a una cooperazione internazionale più intensa, va quindi anche a beneficio dell'economia privata.</p><p>6. Il 27 giugno 2012 il Consiglio federale ha adottato la Strategia nazionale per la protezione della Svizzera contro i cyberrischi (SNPC). Con la strategia il Consiglio federale, in collaborazione con le autorità, il mondo dell'economia e i gestori di infrastrutture critiche, intende minimizzare i cyber-rischi ai quali sono esposti quotidianamente. A tale proposito sono di fondamentale importanza un modo di agire autoresponsabile, la collaborazione nazionale tra il mondo dell'economia e le autorità nonché la cooperazione con l'estero. La strategia tiene conto della necessità d'intervento in tale ambito e fissa 16 misure da attuare entro il 2017. In tale contesto, il DFGP è stato incaricato di elaborare, in collaborazione con la Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia, un piano per la misura 6 SNPC da sottoporre al Consiglio federale alla fine del 2016. La misura 6 SNPC prevede l'allestimento di una panoramica aggiornata dei casi di cibercriminalità in Svizzera che vada a confluire in un quadro della situazione (misura 4 SNPC) e comprende il coordinamento di casi di portata intercantonale.</p><p>La Conferenza dei comandanti delle polizie cantonali della Svizzera, da parte sua, ha incaricato i propri membri di creare un dispositivo nazionale sulla cibercriminalità e l'informatica forense. Nell'ambito di tali lavori occorrerà analizzare le esigenze in materia di organizzazione, infrastruttura e formazione e chiarire le questioni concernenti il perseguimento penale a livello nazionale della cibercriminalità nel suo complesso.</p>  Risposta del Consiglio federale.