<h2>SubmittedText<h2><p>I fondi di compensazione AVS/AI/IPG sono responsabili per la gestione centralizzata del patrimonio di queste tre assicurazioni sociali, che ammonta a oltre 35 miliardi di franchi (al 31 marzo 2015). Questi fondi sono alimentati con i contributi dei datori di lavoro, dei salariati e degli indipendenti, nonché dai contribuenti.</p><p>I fondi AVS/AI/IPG hanno appena pubblicato il loro rapporto annuale 2014, che per la prima volta menziona l'elenco dei mandati di gestione patrimoniale conferiti a gestori esterni. Dal documento risulta che i fondi hanno affidato 25 mandati a gestori esterni, di cui 11 in Svizzera e 14 in Paesi anglosassoni, segnatamente Gran Bretagna e Stati Uniti (New York, Boston, Pasadena, San Francisco, ecc.). Non è precisato l'importo degli averi affidati a ciascun gestore.</p><p>Invito quindi il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Ritiene ragionevole che la maggioranza dei mandati di gestione patrimoniale sia conferita a gestori aventi sede in Gran Bretagna e negli Stati Uniti? Bisogna dedurne che non ve ne sono abbastanza con le necessarie competenze in Svizzera e nei Paesi dell'Europa continentale?</p><p>2. Per motivi di trasparenza, è disposto a indicare al Parlamento l'importo degli averi affidati a ciascuno dei gestori esterni?</p><p>3. Il fatto che una parte del patrimonio dell'AVS, dell'AI e delle IPG è gestita negli Stati Uniti ha comportato viaggi in questo Paese da parte degli amministratori, dei membri della direzione e dei collaboratori dei fondi AVS/AI/IPG nel 2014 e negli anni precedenti? Se sì, in quante occasioni?</p><p>4. I mandati dei gestori aventi sede in Gran Bretagna e negli Stati Uniti sono stati conclusi in virtù del diritto svizzero o rispettivamente di quello britannico e statunitense? Qual è il foro competente in caso di controversie?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Prima di tutto va premesso che la decisione sugli investimenti patrimoniali e sulla vigilanza dell'attività d'investimento spetta al consiglio d'amministrazione dei fondi di compensazione AVS/AI/IPG, che viene nominato dal Consiglio federale (articolo 109 capoverso 1 della legge federale sull'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti, LAVS; RS 831.10). Un'eventuale ingerenza del Consiglio federale nella responsabilità operativa del consiglio d'amministrazione sarebbe dunque in contrasto con il principio del buon governo. Sulla base di queste premesse, si può rispondere alle domande poste come segue.</p><p>1. Dei 44 mandati e fondi che costituivano il portafoglio di mercato di Compenswiss alla fine del 2014, 14 erano affidati a gestori esterni aventi sede al di fuori del territorio svizzero. Questi mandati rappresentavano un volume di 9 miliardi di franchi, ovvero circa il 27 per cento del patrimonio complessivo dei fondi (circa 33 miliardi di franchi). La decisione di affidare la gestione ad attori internazionali è generalmente dettata dalla vicinanza geografica al mandato in questione, per la cui buona esecuzione sono importanti la conoscenza del contesto locale, l'accesso al mercato e un fuso orario adeguato. Per questo motivo, il Consiglio federale ritiene giustificata una simile attribuzione dei mandati, che a suo parere non mette assolutamente in discussione le competenze dei gestori di patrimoni in Svizzera.</p><p>2. Gli importi degli averi affidati a ciascuno dei gestori esterni possono essere forniti al Parlamento senza riserve. I mandati di gestione patrimoniale sono stati conferiti mediante bandi di concorso pubblici e tutta la documentazione relativa a queste procedure è conservata presso l'ufficio di gestione. Alla fine del 2014, questi importi erano compresi tra 105 milioni di franchi e 2,2 miliardi di franchi.</p><p>3. Contrariamente a quanto sostenuto dall'autore dell'interpellanza, il patrimonio non è gestito negli Stati Uniti, bensì in Svizzera (in parte da società di gestione americane). Nel caso dei gestori già operativi, è prevista una visita in loco, generalmente una volta l'anno, da parte di due specialisti di Compenswiss. Ogni due o tre anni vi partecipa anche il responsabile della gestione patrimoniale ("Head of Asset Management"); negli ultimi tre anni questo caso si è verificato una volta sola. Dal canto loro, i gestori selezionati nella fase finale di un concorso per il conferimento di un mandato di gestione del patrimonio ricevono sistematicamente una visita sul posto da parte di due specialisti di Compenswiss, in base al principio della dovuta diligenza ("due diligence") e conformemente alle buone pratiche del settore.</p><p>Anche i gestori si recano a loro volta presso l'ufficio di gestione almeno una volta l'anno. Tutti gli altri contatti si svolgono generalmente per conferenza telefonica o videoconferenza.</p><p>4. La stragrande maggioranza degli attivi è investita tramite mandati di gestione e i relativi contratti sono soggetti al diritto svizzero; il foro competente è Ginevra. Non ci sono mandati di gestione conclusi in virtù del diritto statunitense o britannico.</p><p>Per contro, a causa di vincoli di carattere operativo, determinati investimenti possono essere effettuati esclusivamente mediante fondi d'investimento, alcuni dei quali hanno sede all'estero. Alla fine del 2014 questi ultimi rappresentavano l'8,6 per cento del patrimonio globale. Si tratta per la precisione di sette fondi d'investimento, di cui sei con foro competente in Irlanda e uno in Lussemburgo. Va infine precisato che praticamente la totalità degli attivi di Compenswiss è depositata in Svizzera presso una banca depositaria (UBS), secondo un modello di "Global Custody". Si tratta di una sicurezza supplementare nel caso in cui una giurisdizione estera decretasse un blocco degli averi.</p>  Risposta del Consiglio federale.