<h2>SubmittedText<h2><p>Il 4 maggio 2022 il Consiglio federale ha adottato il suo rapporto nazionale sull'attuazione dell'Agenda 2030, nel quale illustra - per ciascuno dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) - i progressi fatti e le sfide da affrontare nel contesto nazionale e internazionale. </p><p>Il Sustainable Development Report 2022 pubblicato a giugno dal Sustainable Development Solutions Network (SDSN) conferma che la Svizzera sta facendo progressi nell'attuazione dell'Agenda 2030. Nel confronto internazionale è infatti passata dal 16° all'8° posto. Invece, per quanto riguarda i cosiddetti effetti spillover all'estero, ossia l'impatto dei nostri consumi, del nostro sistema fiscale o della nostra politica commerciale su altri Paesi, la Svizzera rimane al 157° posto, davanti a Emirati arabi uniti, Lussemburgo, Guyana, Singapore, Islanda e Paesi Bassi. </p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande: </p><p>- Perché, nel suo rapporto nazionale, il Consiglio federale non parla delle analisi effettuate dall'UFAM, che mostrano come la Svizzera abbia un'impronta idrica altamente problematica all'estero? Secondo lo studio dell'UFAM dal titolo "Le impronte ambientali della Svizzera", il nostro Paese esporta all'estero il 99 per cento della sua impronta idrica attraverso i nostri consumi, andando a gravare ulteriormente, e in modo eccessivo, su regioni già colpite da stress idrico. Nel rapporto nazionale della Svizzera non si fa alcun riferimento a tale problematica. </p><p>- Nel suo rapporto nazionale, a livello di infrastrutture il Consiglio federale indica la necessità di intervenire soprattutto al fine di creare un'infrastruttura resiliente nei confronti dei cambiamenti climatici. Inoltre, in Svizzera l'accesso senza barriere alle infrastrutture (mobilità, spazi pubblici) non è ancora sufficientemente garantito e, a livello internazionale, grandi costruzioni infrastrutturali limitano ripetutamente i diritti umani. Il Consiglio federale come intende affrontare queste sfide?</p><p>- Nel suo rapporto nazionale il Consiglio federale parla anche del contesto internazionale, ma non riprende tutte le dimensioni della classifica degli spillover pubblicata dall'SDSN. Quali misure intende adottare il Consiglio federale per far fronte a questi effetti spillover all'estero?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale è consapevole del fatto che i consumi svizzeri, oltre ad avere numerosi effetti positivi, aggravano l'inquinamento ambientale all'estero. Nel rapporto nazionale 2022 lo stress idrico viene menzionato in relazione ai modelli di consumo e produzione svizzeri, che si basano su un elevato sfruttamento di materie prime e hanno un impatto ambientale in Svizzera e all'estero (cfr. capitolo sull'OSS 12, p. 39). Gli indicatori dell'impronta materiale e di quella di carbonio mostrano chiaramente la necessità di intervenire in ambiti come la catena del valore alimentare e i sistemi alimentari. I progressi in questi settori si ripercuotono positivamente anche sullo stress idrico contribuendo a ridurne l'impatto. Il rapporto nazionale è completato dal sito web www.SDGital2030.ch, che traccia un bilancio complessivo degli anni 2018-2022.</p><p>2. L'accesso senza barriere alle infrastrutture è un nodo cruciale della legge sui disabili (LDis; RS 151.3), entrata in vigore nel 2004. Una valutazione della LDis effettuata nel 2015 mostra sostanziali miglioramenti nell'accesso a costruzioni e impianti. Dal momento che la legge prevede l'abbattimento progressivo degli ostacoli nell'ambito di nuove costruzioni o di progetti di ristrutturazione soggetti ad autorizzazione, l'eliminazione degli ostacoli strutturali è possibile solo gradualmente e a lungo termine.</p><p>La LDis ha apportato notevoli miglioramenti anche nell'utilizzo senza barriere dei trasporti pubblici. Stando all'ultimo rapporto sullo stato dei lavori pubblicato dall'Ufficio federale dei trasporti (UFT), alla fine del 2020 appena la metà delle stazioni ferroviarie e delle fermate soddisfava i requisiti: solo 908 stazioni su un totale di 1800 potevano essere utilizzate in modo autonomo e spontaneo da persone affette da disabilità. Entro il termine fissato dalla legge (fine 2023) sono previsti adeguamenti strutturali in altre 292 stazioni ferroviarie, cosicché la quota di passeggeri che potrà viaggiare autonomamente aumenterà all'85 per cento. Per tutti i progetti i cui lavori inizieranno successivamente, l'UFT ha richiesto alle ferrovie calendari e piani finanziari vincolanti per evitare ulteriori ritardi.</p><p>Inoltre, il Consiglio federale si aspetta che le imprese domiciliate o attive in Svizzera, in particolare quelle con attività all'estero, implementino gli standard internazionali sulla gestione aziendale responsabile. Tra questi vi sono per esempio le Linee guida OCSE destinate alle imprese multinazionali e i Principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani. La Confederazione sensibilizza le imprese di vari settori (compreso quello edile) sia sulle potenziali conseguenze negative delle attività economiche sui diritti umani sia sulla loro responsabilità di attuare procedure adeguate di dovuta diligenza.</p><p>3. I Paesi con notevoli effetti spillover negativi sono perlopiù quelli di piccole dimensioni, poveri di materie prime e densamente popolati, che per soddisfare la domanda interna di materie prime e generi alimentari dipendono dalle importazioni. Tra questi vi è anche la Svizzera. Il bilancio di attuazione dell'Agenda 2030 da parte della Svizzera ha considerato il possibile impatto su altri Paesi di ciascuno dei 169 sotto-obiettivi. I risultati di questa analisi sono pubblicamente accessibili sulla pagina www.SDGital2030.ch. Il Consiglio federale cerca di evitare esternalità negative in altri Paesi e lavora costantemente per l'adozione di linee guida nazionali adeguate, per lo sviluppo e il rispetto degli standard internazionali e per la promozione di cooperazioni.</p>  Risposta del Consiglio federale.