<h2>SubmittedText<h2><p>Il conflitto in Ucraina ci ricorda che la dipendenza dalle forniture di gas può essere molto problematica. L'inverno si avvicina e in molte case sono già stati accesi i riscaldamenti. Contrariamente al gas, l'olio da riscaldamento può essere immagazzinato. Proprio in periodi di instabilità politica, l'olio da riscaldamento ha un ruolo importante sotto il profilo della sicurezza dell'approvvigionamento. In questo contesto, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Durante l'inverno, in quale misura la Svizzera dipende dal gas e in quale misura dall'olio da riscaldamento?</p><p>2. Qual è l'entità delle scorte di olio da riscaldamento? Qual è il volume delle riserve individuali e di quelle obbligatorie?</p><p>3. È vero che la Strategia energetica 2050 penalizzerà l'olio da riscaldamento a vantaggio del gas naturale? Il Consiglio federale come giudica, in relazione alla sicurezza dell'approvvigionamento, il fatto che l'olio da riscaldamento venga sfavorito rispetto al gas? </p><p>Non sarebbe forse ragionevole riservare un trattamento almeno identico a questi due vettori energetici e tenere conto della problematica dell'approvvigionamento?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. La Svizzera non produce né petrolio né gas naturale. Di conseguenza, il fabbisogno nazionale è interamente coperto dalle importazioni. Nel 2013, la quota dei combustibili petroliferi nel consumo finale svizzero ammontava a circa il 19 per cento mentre quella di gas naturale a circa il 14 per cento. Sul piano internazionale, la Svizzera è un piccolo consumatore: per entrambi i combustibili, il fabbisogno è pari a meno dell'1 per cento di quello dell'Unione europea. Il gas naturale e l'olio da riscaldamento sono consumati soprattutto nei mesi invernali per riscaldare. Nei mesi estivi, la dipendenza da questi vettori energetici è invece più bassa.</p><p>L'approvvigionamento di gas naturale in Svizzera è assicurato per due terzi da importazioni dall'Unione europea e dalla Norvegia. Un quarto delle importazioni di questo combustibile proviene dalla Russia e la restante quota è assicurata dal Nord Africa e da oltreoceano. Non vi sono contratti diretti con fornitori russi. L'interruzione delle forniture dalla Russia avrebbe conseguenze per la Svizzera soltanto se i fornitori non disponessero di fonti alternative di approvvigionamento o se nelle sedi europee di negoziazione venisse meno la disponibilità di gas naturale. Pertanto, la sicurezza dell'approvvigionamento può essere garantita soltanto in collaborazione con gli altri Paesi europei, a maggior ragione perché la Svizzera non dispone di grandi impianti di stoccaggio.</p><p>Per quanto concerne il petrolio greggio e i prodotti petroliferi, le importazioni svizzere provengono per il 64 per cento dall'UE e per la restante parte principalmente dall'Africa e dall'Asia. La Svizzera dispone di importanti stock di prodotti petroliferi. In quanto membro dell'Agenzia internazionale per l'energia (AIE), è impegnata nelle attività di questa organizzazione volte alla prevenzione di situazioni di crisi e adempie gli obblighi che ne derivano, soprattutto in materia di stoccaggio.</p><p>Il sistema di riserve obbligatorie poggia sulla collaborazione tra economia privata e Stato. Le imprese si impegnano a costituire e a gestire determinati stock. La Confederazione controlla le riserve obbligatorie e agevola il loro finanziamento fungendo da garante per i prestiti bancari.</p><p>Le scorte obbligatorie di olio da riscaldamento devono soddisfare almeno il fabbisogno equivalente a 4,5 mesi di consumo medio. Inoltre, uno stock di olio da riscaldamento, corrispondente a 4,5 mesi di consumo medio di gas naturale, viene costituito per i consumatori dotati di impianti misti.</p><p>Non si dispone di dati concernenti le riserve individuali che vengono costituite parallelamente a quelle obbligatorie. Tuttavia, si può ritenere che le scorte individuali siano soggette a variazioni stagionali e a quelle indotte dal mercato.</p><p>3. Nella Strategia energetica 2050, il Consiglio federale punta in primo luogo a ricorrere in modo sistematico ai potenziali di efficienza energetica disponibili e, in secondo luogo, a sfruttare adeguatamente i potenziali esistenti in materia di forza idrica ed energie rinnovabili.</p><p>Contemporaneamente e attraverso la riduzione auspicata del consumo di energie fossili, la Strategia energetica contribuisce alla realizzazione degli obiettivi climatici. Né la Strategia energetica 2050 né la legge federale del 23 dicembre 2011 sulla riduzione delle emissioni di CO2 (legge sul CO2; RS 641.71) contengono disposizioni discriminatorie in relazione ai diversi vettori energetici. Per quanto riguarda il tenore di CO2 tutti i combustibili fossili sono trattati allo stesso modo.</p><p>In generale, l'aumento dell'efficienza energetica comporterà una limitazione dell'impiego di energie fossili. A sua volta, diminuirà la dipendenza della Svizzera dall'estero e vi sarà una maggiore sicurezza dell'approvvigionamento. Come già menzionato nella risposta alle domande 1 e 2, sono predisposte anche riserve obbligatorie di olio da riscaldamento che assicurano il funzionamento degli impianti misti a gas naturale. Anche queste scorte contribuiscono a una buona sicurezza dell'approvvigionamento.</p>  Risposta del Consiglio federale.