<h2>SubmittedText<h2><p>1. Il Consiglio federale condivide l'interpretazione secondo cui l'andamento positivo registrato a livello congiunturale dalla crisi finanziaria del 2008 e il correlato aumento dell'occupazione, dell'immigrazione, dei consumi e del traffico sia fortemente trainato dal boom nel settore edile e immobiliare?</p><p>2. Quali rischi congiunturali e strutturali comporta questa situazione per l'economia svizzera nei prossimi anni?</p><p>3. Il Consiglio federale dispone di scenari basati su questi rischi relativi all'andamento congiunturale e alle ripercussioni per le finanze pubbliche?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale risponde alle singole domande nel modo seguente:</p><p>1. Non è palese che il positivo andamento congiunturale degli ultimi anni sia dovuto esclusivamente al settore edile e immobiliare. È senz'altro vero che da diversi anni l'edilizia e i settori affini beneficiano di condizioni quadro molto favorevoli - in particolare l'aumento dell'immigrazione e tassi d'interesse ai minimi storici - e registrano tassi di crescita superiori alla media, tuttavia la crescita economica degli ultimi anni è sostenuta da diversi settori. Infatti, durante e dopo la crisi finanziaria, hanno determinato un effetto positivo sulla congiuntura sia numerosi settori privati dei servizi come l'informatica, la comunicazione e i servizi di consulenza, sia i settori parastatali come quello sociosanitario e l'amministrazione pubblica. Dalla metà del 2011 molti settori industriali e il turismo hanno invece avuto un andamento relativamente difficile, il che non stupisce considerato il particolare contesto economico nazionale e internazionale (crisi del debito nell'eurozona, apprezzamento del franco).</p><p>2. Uno dei possibili rischi è l'indebolimento della congiuntura nel settore edile. Se esso si limitasse al settore delle costruzioni, le conseguenze sarebbero percepibili a livello macroeconomico, non da ultimo sotto forma di un aumento del numero di disoccupati in questo settore, ma l'entità resterebbe ancora contenuta. La situazione sarebbe invece più preoccupante se si producessero squilibri nel settore ipotecario e immobiliare: in tal caso potrebbe risultare compromessa la stabilità del sistema bancario. Inoltre, il peggioramento della situazione finanziaria dei nuclei familiari determinerebbe effetti negativi sulla congiuntura. Il Consiglio federale è consapevole di questi rischi, in piena sintonia con le autorità responsabili della stabilità finanziaria. Sono però già state avviate apposite contromisure. Per prevenire gli squilibri sui mercati immobiliari e i rischi da essi derivanti per la stabilità finanziaria, nella primavera del 2013 il Consiglio federale ha attivato parzialmente, su proposta della Banca nazionale, un cuscinetto anticiclico. Altre misure - quali la richiesta di maggiori fondi propri per chiunque contragga un mutuo (minimo il 10 per cento senza ricorso al secondo pilastro) e l'obbligo di ammortamento di un terzo dell'ammontare del credito entro vent'anni - erano già state adottate nel secondo semestre del 2012.</p><p>3. Il piano finanziario 2014-2016 si fonda su uno scenario di base che presuppone un futuro andamento positivo dell'economia. In questo scenario di base si ritiene che anche il settore dell'edilizia farà registrare un solido andamento congiunturale. Dal preventivo 2010 la Confederazione elabora sempre, in aggiunta allo scenario di base, due scenari alternativi (uno positivo e uno negativo). Il rischio di un forte rallentamento nel settore edile non viene attualmente ritenuto molto elevato. Nello scenario pessimistico continuano a prevalere i rischi nell'eurozona o un rallentamento della crescita nei Paesi emergenti. Se nel corso dell'anno la situazione dell'economia edile dovesse offuscarsi, si terrebbe conto di questo andamento nella pianificazione del prossimo preventivo.</p>  Risposta del Consiglio federale.