<h2>SubmittedText<h2><p>Per proteggere il settore dei trasporti svizzero vige il divieto di cabotaggio: ciò significa che non è ammesso trasportare, con veicoli esteri, merci che vengono caricate in Svizzera per poi essere nuovamente scaricate all'interno del nostro territorio. L'elusione di questo divieto preoccupa sempre di più i trasportatori svizzeri, già penalizzati per via del franco forte.</p><p>Chiediamo dunque al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Come giudica l'efficacia del divieto di cabotaggio nella prassi? Quali sviluppi emergono dai dati relativi agli abusi scoperti o sanzionati?</p><p>2. Quali sono i mezzi a disposizione della Confederazione per applicare il divieto di cabotaggio? Le risorse corrispondono al fabbisogno?</p><p>3. In questo contesto, come si svolge la collaborazione tra i Dipartimenti e gli Uffici? Esistono forme di cooperazione con le autorità cantonali?</p><p>4. Dove si potrebbe intervenire per proteggere meglio il settore dei trasporti svizzero? Quali misure sono necessarie a tal fine?</p><p>5. Vi sono possibilità di ottimizzare le misure di controllo coinvolgendo le associazioni di categoria (p. es. Les Routiers Suisses o l'ASTAG) e preparare direttive più incisive per gli organi di controllo cantonali?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Tenendo conto di tutti i movimenti di trasporto all'interno della Svizzera, le elusioni constatate del divieto di cabotaggio non costituiscono un problema fondamentale per quanto riguarda l'osservanza delle prescrizioni. Anche se negli ultimi anni si è notata una leggera tendenza al rialzo del numero di abusi, non è però possibile trarre delle conclusioni sulla quantità effettiva di infrazioni, dato che le scoperte dipendono dalla densità dei controlli e dal personale a disposizione. Anche con l'abolizione del tasso di cambio minimo dell'euro non è stato rilevato un aumento supplementare degli abusi scoperti.</p><p>2. A livello federale l'applicazione del divieto di cabotaggio compete all'Ufficio federale dei trasporti (UFT) e all'amministrazione federale delle dogane (AFD). Questa ripartizione di compiti dipende dal fatto che il divieto di cabotaggio è perseguibile quale reato ai sensi sia del diritto sui trasporti sia della legislazione doganale. Ciò significa che in caso di denuncia da parte della polizia cantonale o di terzi l'UFT svolge un procedimento penale amministrativo di diritto sui trasporti. L'AFD, in caso di constatazioni proprie o di denuncia, persegue invece l'infrazione dal punto di vista doganale.</p><p>L'onere della prova spetta all'autorità inquirente e richiede pertanto un grande impegno in termini di personale. Le risorse da impiegare in questo ambito sono però molto limitate.</p><p>3. La collaborazione tra l'UFT e l'AFD funziona bene, così come la collaborazione tra le autorità federali e gli organi di polizia cantonali competenti all'interno del Paese. I servizi della Confederazione e dei cantoni si sostengono a vicenda nel quadro dell'assistenza giudiziaria.</p><p>4. Il divieto di cabotaggio serve innanzitutto a creare le stesse condizioni, dal punto di vista del diritto doganale e dei trasporti, per tutti gli operatori economici nonché a garantire che le imprese svizzere non siano svantaggiate rispetto a quelle estere. La regolamentazione non ha dunque unicamente una funzione protettiva.</p><p>Dato che le infrazioni al divieto di cabotaggio vengono commesse all'interno del Paese, per l'AFD è difficile scoprirle al momento dell'entrata o dell'uscita del veicolo. I controlli e le constatazioni spettano dunque principalmente alle autorità di polizia cantonali. La Confederazione non è autorizzata a emanare direttive in tal senso.</p><p>Per il momento il Consiglio federale non vede alcuna possibilità di applicare in modo più ampio a livello federale il divieto di cabotaggio.</p><p>5. Grazie alle vigenti prescrizioni doganali, di trasporto e della circolazione stradale, gli organi di esecuzione dei cantoni e della Confederazione dispongono di sufficienti possibilità legali di sanzione. Già oggi le associazioni di categoria possono comunicare in modo semplice constatazioni e sospetti alle autorità d'esecuzione. Ogni notifica è verificata e sulla sua base vengono, eventualmente, adottate misure di controllo.</p>  Risposta del Consiglio federale.