<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Sulla base di due interventi parlamentari nei quali si chiedeva di verificare lo status giuridico delle casse di risparmio aziendali, il Dipartimento federale delle finanze (DFF) ha svolto nel 2002 una procedura di consultazione riguardante la soppressione delle casse di risparmio aziendali. La maggioranza dei Cantoni, tutti i partiti politici, l'Unione sindacale svizzera e l'Associazione svizzera dei banchieri si sono pronunciati a favore della soppressione. Per contro, le associazioni mantello dell'economia (Unione svizzera degli imprenditori, Economiesuisse, Unione svizzera delle arti e mestieri) e le imprese che gestiscono una cassa di risparmio aziendale hanno respinto il progetto di revisione. </p><p>Il progetto di revisione concernente la soppressione delle casse di risparmio aziendali era molto complesso, anche perché esso sollevava diverse questioni economiche. Inoltre, non vi erano praticamente dati disponibili sulle casse di risparmio aziendali esistenti. All'inizio del 2003, il DFF ha commissionato una perizia esterna al fine di rilevare i dati necessari e trovare una soluzione alle questioni economicamente rilevanti.</p><p>Dalla perizia è risultato che il volume dei depositi delle 41 casse di risparmio aziendali (la 42a cassa di risparmio aziendale non ha voluto partecipare alla rilevazione) ammontava alla fine del 2001 a circa 2,97 miliardi di franchi. Le cinque casse di risparmio aziendali più grandi gestivano il 93 per cento del volume complessivo dei depositi (2,76 miliardi di franchi). Le cinque aziende con le casse di risparmio più grandi si sono distinte per la loro solvibilità superiore alla media. Nei dieci anni precedenti l'allestimento della perizia è stata creata una sola cassa di risparmio aziendale. Per contro, 19 aziende hanno sciolto le loro casse di risparmio aziendali oppure ne hanno programmato lo scioglimento. Sulla base di questi dati, gli esperti sono giunti alla conclusione che l'importanza delle casse di risparmio aziendali è scarsa, ragion per cui nell'ottica micro e macroeconomica i vantaggi inerenti a un'eventuale soppressione sarebbero modesti. Essi hanno inoltre sostenuto che, in caso di soppressione delle casse di risparmio aziendali, il rifinanziamento sul mercato dei crediti e dei capitali dovrebbe essere possibile senza particolari problemi e l'esistenza delle imprese interessate non sarebbe messa a rischio. Sempre a loro avviso, non vi dovrebbero essere ripercussioni o svantaggi degni di nota nemmeno per i depositanti. Nella perizia, gli esperti hanno trattato anche le possibili alternative alla soppressione, giungendo alla conclusione che l'insufficiente tutela dei depositanti potrebbe essere rafforzata attraverso l'informazione dei depositanti o l'introduzione di un privilegio nel fallimento fino a un determinato importo. Tutte le altre alternative esaminate causerebbero alle imprese con casse di risparmio aziendali più costi che benefici.</p><p>Il DFF ha ritenuto che il privilegio nel fallimento costituisca un'alternativa irrealistica alla soppressione, poiché esso avrebbe minato i privilegi delle altre classi di creditori. Sulla base dei risultati della perizia, nel settembre del 2003 il Consiglio federale ha deciso di non sopprimere le casse di risparmio aziendali. Nell'ottobre del 2003 l'ex consigliere federale Kaspar Villiger ha tuttavia fatto pervenire alle aziende con casse di risparmio aziendali una lettera, in cui chiedeva a tali aziende di informare in modo adeguato i propri collaboratori sui rischi legati alle casse di risparmio aziendali. Da parte sua, nel mese di settembre del 2003, l'Unione svizzera degli imprenditori ha inviato ai propri membri una circolare, nella quale affermava di impegnarsi a informare di tempo in tempo i depositanti sui rischi specifici concernenti le casse di risparmio aziendali.</p><p>Il Consiglio federale ribadisce la propria decisione dell'anno scorso e propone pertanto di respingere la mozione.</p><p>Proposta del Consiglio federale</p><p></p><p>Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.