<h2>SubmittedText<h2><p>Durante l'anno di presidenza dell'OSCE la Svizzera ha contribuito notevolmente a migliorare l'immagine e la percezione dell'OSCE. Nel corso di quest'anno post-presidenziale è continuata la cooperazione con il presidente serbo e anche la collaborazione quella con la Germania, che assumerà la presidenza l'anno prossimo, funziona bene. La Svizzera è stata percepita in modo molto positivo e accettata come parte attiva nella ricerca del dialogo e di una soluzione per i conflitti nelle aree di crisi.</p><p>Ci chiediamo tuttavia quale potrà essere in futuro la posizione dell'OSCE in Svizzera, all'interno dell'amministrazione e in relazione al Parlamento:</p><p>1. La Svizzera continuerà a partecipare alle discussioni, a coordinare consultazioni e a collaborare alla definizione delle priorità delle posizioni nazionali in rapporto all'attuale situazione geopolitica e di sicurezza dell'area OSCE?</p><p>2. Le risorse attuali continueranno a essere disponibili all'interno dell'amministrazione in modo da supportare il lavoro della delegazione OSCE del Parlamento e da presentare alle Camere federali quelle risoluzioni che potrebbero essere ulteriormente portate avanti dai singoli Paesi?</p><p>3. La Svizzera ha potuto trasmettere segnali chiari all'OSCE negli anni scorsi, per esempio in occasione di incontri relativi al terrorismo. Anche in futuro la Svizzera saprà cogliere i temi più attuali e far emergere la propria posizione?</p><p>4. In che modo il settore OSCE sarà in futuro integrato in due dipartimenti, il DFAE e il DDPS, e quali posti saranno mantenuti?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./3. Nel quadro della presidenza OSCE la Svizzera ha avviato molte iniziative su varie tematiche che nella maggior parte dei casi richiedono tempi lunghi prima di radicarsi saldamente all'interno dell'organizzazione. Il 16 agosto 2015 i ministri degli esteri della Germania (presidenza OSCE 2016), dell'Austria (presidenza OSCE 2017) e della Svizzera e la ministra degli esteri del Principato del Liechtenstein hanno deciso di portare avanti una stretta collaborazione in tutti gli ambiti riguardanti l'OSCE. In questo modo sono state gettate le basi per un impegno attivo anche futuro della Svizzera nell'OSCE, in particolare in Ucraina, nel Caucaso meridionale, nel dibattito sulla crisi della sicurezza europea e in quello che punta a un rafforzamento istituzionale dell'organizzazione e delle sue missioni di pace oltre che a una migliore impostazione delle questioni riguardanti la sicurezza e l'economia. La Svizzera intende continuare a mettere a disposizione le sue specifiche competenze, soprattutto nel campo della mediazione per la promozione della pace e della sicurezza.</p><p>2./4. Per il 2014, anno di presidenza OSCE, è stata istituita al DFAE a Berna una task force composta da 22 persone che ha potuto contare su un certo numero di ambasciatori speciali (massimo quattro), due persone di stanza a Kiev e una delegazione svizzera rafforzata presso l'OSCE a Vienna (24 persone). Questo concentrato di competenze e di risorse ha messo il DFAE in grado di affrontare i problemi operativi della presidenza. È stato anche possibile acquisire rapidamente conoscenze in vari ambiti tematici e lanciare così numerose iniziative multilaterali la cui portata va al di là dell'anno di presidenza.</p><p>Come previsto, questa task force sarà sciolta alla fine dell'anno. Sempre per la fine dell'anno la delegazione di Vienna non potrà più contare sul personale di rinforzo. Saranno le divisioni competenti della Direzione politica del DFAE a garantire che la Svizzera anche in futuro sia in grado di condurre una politica attiva all'interno dell'OSCE. Dal 1° gennaio 2016 sono previsti tre posti per l'OSCE presso il DFAE - lo stesso numero di posti esistenti prima dell'istituzione della task force. L'unità OSCE della Divisione Europa, Asia centrale, Consiglio d'Europa, OSCE (DEACO) si coordinerà con la Divisione sicurezza umana (DSU). DEACO e DSU si occuperanno congiuntamente della gestione operativa. Con questo "collegamento" e con il coinvolgimento di altri servizi si garantisce la disponibilità delle competenze necessarie per affrontare le questioni legate all'OSCE. Tramite il pool di esperti per la promozione civile della pace (PEP) la Svizzera continuerà a distaccare personale presso le missioni dell'organizzazione (p. es. la missione speciale di osservazione in Ucraina, SMM). L'impegno all'interno dell'OSCE resta una delle priorità della politica estera svizzera.</p><p>Il DDPS ha sostenuto e sosterrà fino alla fine del 2015 il lavoro della presidenza svizzera e quello svolto dalla Svizzera in qualità di membro della troika con il finanziamento di una decina di posti, tre dei quali presso la delegazione OSCE a Vienna. Ha inoltre creato due posti sulla base di un progetto presso il Centro per la prevenzione dei conflitti dell'OSCE a Vienna, uno dei quali si protrarrà anche nel 2016. Dal gennaio del 2016 a Berna saranno soppressi due posti a tempo determinato istituiti per la presidenza. Questa riduzione di personale era prevista fin dall'inizio e comporterà delle rinunce che interesseranno in primo luogo progetti nel campo delle armi di piccolo calibro e delle munizioni e workshop multinazionali per la diffusione e la migliore attuazione del codice di condotta dell'OSCE finanziati o organizzati dalla Svizzera con personale proprio.</p><p>Il DDPS e il DFAE faranno il possibile, con le risorse rimaste, affinché la Svizzera possa continuare a impegnarsi attivamente nell'OSCE e si adopereranno per sostenere nel migliore dei modi la delegazione OSCE del Parlamento, in particolare nella preparazione delle tre riunioni annuali dell'Assemblea parlamentare dell'OSCE e nella valutazione ed elaborazione delle risoluzioni.</p>  Risposta del Consiglio federale.