<h2>SubmittedText<h2><p>Tenuto conto che:</p><p></p><p>Il Consiglio federale ha elaborato una strategia che mira ad affermare e consolidare il ruolo della piazza finanziaria svizzera come centro di eccellenza, di innovazione e di dinamismo finanziario a livello mondiale. La strategia si fonda su tre pilastri: Innovazione, Interconnessione e Sostenibilità. In particolare, il pilastro Interconnessione intende rappresentare gli interessi della Svizzera plasmandoli attivamente, con l'obiettivo di migliorare l'accesso al mercato estero.</p><p>Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un aumento dell'attività regolamentare nel settore finanziario a livello sia nazionale sia internazionale. </p><p>Come affermato nel 2018 dal Consigliere federale Ueli Maurer, è necessario tener conto delle particolarità degli operatori finanziari attivi nelle importanti piazze finanziarie di Ginevra e del Canton Ticino. </p><p>La Roadmap finanziaria e fiscale conclusa dai governi svizzero e italiano nel 2015 prevede pure che Svizzera e Italia dialoghino in vista di migliorare il reciproco accesso ai rispettivi mercati finanziari. </p><p>La conclusione di un accordo di cooperazione tra autorità di sorveglianza finanziaria (Finma e Consob) è dunque considerato un passo cruciale a tal scopo.</p><p>Detto ciò mi permetto sottoporre al Consiglio federale le seguenti domande:</p><p>1.Considerata l'importanza che il mercato finanziario italiano ha per la piazza finanziaria ticinese e svizzera, qual è lo stato attuale delle discussioni in ambito di servizi finanziari transfrontalieri, previste nel quadro della Roadmap finanziaria e fiscale conclusa dai governi svizzero e italiano nel 2015?</p><p>2. A che punto si trovano le discussioni tra autorità di sorveglianza svizzera (Finma) e italiana (Consob) in vista della conclusione di un accordo di cooperazione?</p><p>3. Quali sono le opzioni che il Consiglio federale ha a disposizione per accelerare la conclusione di un accordo di cooperazione tra le autorità di sorveglianza finanziaria svizzera e italiana?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. Nel quadro dell'allegato alla roadmap del 2015 ("Ongoing Dialogue") si è prospettato un dialogo circa possibili soluzioni dirette a migliorare l'accesso al mercato transfrontaliero dei servizi finanziari. Al riguardo l'Italia aveva posto le seguenti condizioni: a) il miglioramento della cooperazione in materia di vigilanza finanziaria; b) il rispetto degli accordi della Svizzera con l'Unione europea (UE), in particolare dell'Accordo sulla libera circolazione ( RS 0.142.112.681) , questa condizione era collegata con l'attuazione dell'articolo 121a della Costituzione federale (Cost.) ( RS 101) ; c) la considerazione degli sviluppi del diritto UE e di altri accordi relativi all'accesso al mercato tra la Svizzera e altri Stati membri dell'UE.</p><p>Da allora hanno avuto luogo numerosi colloqui e incontri con l'Italia sul tema dell'accesso da parte delle banche al mercato transfrontaliero. Con la revisione della legge del 22 giugno 2007 ( RS 956.1) sulla vigilanza dei mercati finanziari (LFINMA), in vigore dal 1° gennaio 2016, le disposizioni svizzere sull'assistenza amministrativa sono state rielaborate e la capacità della FINMA di fornire assistenza amministrativa è stata ampliata. Sulla base di tale nuova normativa, le autorità di vigilanza finanziaria di entrambi gli Stati intrattengono attualmente colloqui sulle possibilità di formalizzare la loro cooperazione sotto forma di accordo. I colloqui sono a buon punto per quanto riguarda il chiarimento degli aspetti tecnici. Tuttavia non è ancora stato concluso alcun accordo di cooperazione tra le autorità di vigilanza finanziaria. Nel 2018, nel quadro dell'attuazione della direttiva 2014/65/UE relativa ai mercati degli strumenti finanziari (MiFID II), l'Italia ha deciso di introdurre l'obbligo di stabilire una succursale. Di conseguenza, qualora intendano prestare attivamente servizi a clienti privati in Italia, le banche svizzere vi devono stabilire una succursale. La condizione richiesta è la conclusione dell'accordo di cooperazione summenzionato.</p><p>La Svizzera ha ripetutamente richiamato l'attenzione dell'Italia sul fatto che l'abolizione del regime di accesso al mercato transfrontaliero in favore di un obbligo di stabilimento di una succursale complica la ricerca di soluzioni per i servizi transfrontalieri. Ciononostante, nei colloqui in corso con l'Italia, la Svizzera si sta impegnando per migliorare le condizioni quadro relative a detti servizi.</p><p>3. Il Consiglio federale continua ad adoperarsi per il miglioramento dell'accesso delle banche svizzere al mercato transfrontaliero. La Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali attribuisce al tema dell'accesso al mercato transfrontaliero senza obbligo di succursale valenza prioritaria e proseguirà il corrispondente dialogo con l'Italia. Pertanto anche le autorità di vigilanza finanziaria indipendenti saranno affiancate nei loro colloqui con lo scopo di favorire la conclusione tempestiva di un accordo di cooperazione.</p>  Risposta del Consiglio federale.