<h2>SubmittedText<h2><p>La proposta di introdurre l'obbligo del casco per giovani e giovanissimi ciclisti viene giustificata da considerazioni legate alla sicurezza. Manca una visione globale delle ripercussioni negative di un tale provvedimento. </p><p>Dalla ricerca di Carpenter e Stehr (2009) si evince che l'introduzione del casco obbligatorio in 20 Paesi ha determinato un calo nell'uso della bicicletta da parte dei giovani. Secondo lo studio di Clarke (2012) la legge neozelandese che dispone l'obbligo in parola avrebbe fallito relativamente a promozione della ciclomobilità, sicurezza, salute, indennizzi per infortuni e questioni ambientali. A suo tempo, la Norvegia aveva deciso, sulla base di un'analisi condotta dall'ente di amministrazione stradale, di non imporre tale regola. </p><p>In Svizzera sono sempre meno i bambini e gli adolescenti che inforcano la bici nel tempo libero e nel tragitto casa-scuola. Nuovi studi scientifici dimostrano che i benefici per la salute di un'attività fisica regolare come la bicicletta sono nettamente maggiori delle potenziali conseguenze negative di incidenti, come rileva il rapporto del 2013 curato da UFSPO, UFSP, upi, SUVA e Netzwerk Gesundheit Schweiz.</p><p>Oltre ad aspetti legati alla salute, l'uso meno frequente della bici comprometterebbe anche gli obiettivi in tema di mobilità a impatto climatico zero. </p><p>Alla luce di quanto esposto rivolgo al Consiglio federale le seguenti domande.</p><p>- Qual è l'effetto preventivo stimato del provvedimento proposto?</p><p>- Qual è lo stato attuale delle conoscenze sugli effetti attesi e indesiderati dell'obbligo del casco per bambini e adolescenti nei Paesi in cui vige questa regola? </p><p>- Come giudica il Consiglio federale la problematica di un possibile abbandono della bici come mezzo di locomozione quotidiano da parte di chi oggi non indossa il casco, se ne fosse imposto l'uso? </p><p>- Come valuta le conseguenze per la salute quando la bici sarà meno utilizzata da bambini e adolescenti e successivamente anche dagli adulti?</p><p>- Come pondera i benefici attesi sul piano della sicurezza rispetto agli effetti indesiderati per la salute e la mobilità sostenibile? </p><p>- Il Consiglio federale concorda che prima di introdurre un tale obbligo sia necessario analizzarne minuziosamente le ripercussioni indesiderate (mandato di ricerca)? </p><p>- Il Consiglio federale condivide il parere secondo cui gli interventi tesi ad accelerare il potenziamento di un'infrastruttura ciclabile sicura sono particolarmente efficaci nell'incrementare la sicurezza e al tempo stesso devono essere compatibili con obiettivi sanitari e climatici? </p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale si impegna su più fronti per garantire ai ciclisti la massima sicurezza, in primo luogo migliorando l'infrastruttura ciclabile; la nuova legge sulle ciclovie, che prevede l'obbligo per i Cantoni di progettare e realizzare reti ciclabili, rappresenta una pietra miliare al riguardo.</p><p>Le questioni rilevanti per la ciclomobilità sono tenute in considerazione anche nelle norme della circolazione stradale; a inizio 2021 sono state introdotte per esempio la svolta a destra per i ciclisti con il rosso semaforico in presenza di apposito segnale, la strada ciclabile e la possibilità di utilizzare la bicicletta sul marciapiede fino ai 12 anni.</p><p>Anche indossare il casco è un contributo alla sicurezza dei ciclisti, proteggendo la testa da lesioni gravi in caso di sinistro. Nel quadro della revisione della LCStr in corso, il Consiglio federale propone pertanto di renderlo obbligatorio per bambini e adolescenti fino ai 16 anni, non solo perché il rischio di incidente per loro è particolarmente elevato, ma anche perché sono molto vulnerabili a lesioni alla testa.</p><p>Su tali premesse il Consiglio federale risponde come segue.</p><p>- L'obbligo del casco può evitare ogni anno circa 12 casi di lesioni alla testa a bambini e adolescenti fino ai 16 anni coinvolti in sinistri stradali gravi.</p><p>- Uno studio recente (Jake Olivier et al., 2018, Bicycle Helmets: Systematic Reviews on Legislation, Effects of Legislation on Cycling Exposure, and Risk Compensation) ha preso in esame 23 indagini condotte sul tema dell'obbligo del casco, giungendo alla conclusione che nella maggior parte dei casi dimostrati tale obbligo non è associato a un calo della ciclomobilità.</p><p>- Una diminuzione dell'uso della bicicletta ha ripercussioni negative sulla salute. Anche per questo motivo occorre incentivare sicurezza e interesse delle due ruote con misure globali.</p><p>- Il Consiglio federale ritiene che un calo della ciclomobilità sia dovuto più ad altre cause (mancanza di infrastrutture ciclabili, aspetti legati alla sicurezza ecc.) che all'obbligo del casco. I benefici auspicati di tale regola per bambini e adolescenti fino ai 16 anni superano nettamente i possibili effetti negativi.</p><p>- Il Consiglio federale ritiene che un nuovo lavoro di ricerca in merito a possibili ripercussioni indesiderate dell'obbligo del casco non porti a nuove conoscenze. Tuttavia sostiene che occorra valutare attentamente gli effetti delle misure dopo la loro introduzione.</p><p>- Sì, il Consiglio federale condivide il parere che gli interventi infrastrutturali siano particolarmente significativi per la sicurezza e l'attrattiva della ciclomobilità. Tuttavia il caso dell'Olanda dimostra che queste misure da sole non determinano ancora un calo generale dell'incidentalità.</p>  Risposta del Consiglio federale.