<h2>SubmittedText<h2><p>Nel 2009 la Commissione per la tecnologia e l'innovazione (CTI) ha respinto la domanda di finanziamento di una scuola universitaria (SUP) per ingegneri adducendo che si trattava di un progetto pilota. Da allora sembrerebbe che le regole della CTI permettano il finanziamento di impianti pilota e di dimostrazione, ma cosa accade nella realtà? Nell'ultimo rapporto della CTI non vi è alcun riferimento a questi progetti. I mezzi per finanziare la ricerca sono numerosi, ma se non viene data importanza allo sviluppo di impianti pilota, fornire un tale contributo è vano poiché manca il finanziamento di una tappa fondamentale per l'industrializzazione.</p><p>D'altro canto, secondo il masterplan cleantech del Consiglio federale, la fase dell'impianto pilota è ritenuta molto importante nella catena dell'innovazione che va dalla fase di ricerca all'introduzione nel mercato. Questi impianti pilota, che devono essere sperimentati nella realtà industriale, sono chiaramente diversi dai prototipi di laboratorio che la CTI accetta di finanziare.</p><p>Inoltre, per presentare una domanda alla CTI è necessario disporre di un partner privato che apporti la stessa somma di denaro stanziata dall'università o dalla scuola richiedente. Ciò pone due problemi: in primo luogo a causa della crisi gli imprenditori sono meno propensi a questo tipo di progetto e in secondo luogo ad aver bisogno di finanziamenti sono principalmente le start-up, che non possiedono praticamente alcun mezzo finanziario. Pertanto, è molto diffuso il ricorso a "sotterfugi" per dimostrare l'esistenza di contributi finanziari. Si tratta di una pratica risaputa nel settore, ma è davvero la volontà del Consiglio federale?</p><p>Considerati questi elementi, chiedo al Consiglio federale quanto segue:</p><p>1. A quanto ammonta la disponibilità economica della CTI per impianti pilota che non si configurano come prototipi di laboratorio?</p><p>2. Esistono altre fonti di finanziamento per gli impianti pilota all'interno della Confederazione?</p><p>3. Qual è la proporzione tra i mezzi finanziari che la Confederazione stanzia per i progetti pilota e quelli destinati alla ricerca? </p><p>4. Perché da parte delle start-up che presentano una domanda alla CTI è richiesto un impegno finanziario notevole non soltanto per quanto riguarda il contributo monetario ma anche in termini di prestazioni proprie, nonostante queste non possano oggettivamente fornirle?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Dall'entrata in vigore, nel 2011, dell'ordinanza relativa alla legge federale sulla promozione della ricerca e dell'innovazione (O-LPRI; RS 420.11), la Commissione per la tecnologia e l'innovazione (CTI) può sostenere progetti di ricerca senza partner attuatori al massimo per 18 mesi (art. 10r O-LPRI).</p><p>In qualità di impianti pilota e di dimostrazione, questi progetti servono alle imprese interessate a valutare i rischi tecnologici ed economici legati ai risultati della ricerca. La promozione colma un'importante lacuna tra il Fondo nazionale per la ricerca scientifica e la CTI. Dato che questi progetti sono sostenuti unicamente dai partner ricercatori pubblici, gli ambienti dell'economia non se ne assumono i costi né sotto forma di prestazioni proprie né di contributi in contanti. Essi fanno parte della promozione di progetti.</p><p>Oltre l'80 per cento dei fondi della CTI è impiegato in modo competitivo secondo l'approccio bottom-up e va unicamente a beneficio dei partner ricercatori. La quota che confluisce nei progetti di cui all'articolo 10r O-LPRI è versata unicamente in funzione della qualità delle domande inoltrate e non viene riservata a priori.</p><p>L'impiego di impianti pilota ai fini di una valutazione tecnica di sistema è anche possibile nell'ambito della promozione di progetti ordinaria. Nell'ambito della decisione di promozione si tiene conto in che misura l'infrastruttura richiesta costituisce una premessa particolare per l'intero progetto e non fa già parte degli impianti di base del partner ricercatore pubblico. Inoltre si tiene conto delle relazioni con l'intero volume di progetto. Dal partner attuatore ci si aspetta una partecipazione ai costi. Alla fine del progetto, l'impianto deve rimanere nell'istituto di ricerca. Per legge, la promozione di prototipi in ambito industriale non è consentita.</p><p>2. Dal 1984 l'UFE sostiene la creazione di impianti pilota e di dimostrazione negli ambiti dell'energia rinnovabile e dell'efficienza energetica. Dal 1984 l'UFE sostiene la creazione di impianti pilota e di dimostrazione negli ambiti dell'energia rinnovabile e dell'efficienza energetica. Nell'ambito della promozione delle tecnologia ambientali, l'UFAM sostiene già dal 1997 impianti e procedure che consentono di ridurre nell'interesse pubblico l'inquinamento ambientale, tutto nell'interesse della collettività. L'80 per cento degli aiuti finanziari è versato per impianti pilota e di dimostrazione. Questi impianti possono essere usati sia dagli istituti di ricerca che dagli ambienti industriali oppure nell'ambito dell'infrastruttura pubblica.</p><p>3. Mentre la CTI non accantona fondi per progetti di cui all'articolo 10r O-LPRI, l'UFE ha versato nel 2012 contributi dell'ordine di 5 milioni di franchi per la promozione di impianti pilota e di dimostrazione. Nel 2013 i fondi disponibili ammontano a 10 milioni di franchi.</p><p>4. Nel contesto della promozione di progetti ordinaria della CTI, le prestazioni proprie sono una premessa essenziale per una rapida commercializzazione e depongono a favore dell'importanza che un'impresa attribuisce a un progetto ai fini della propria evoluzione. Questa partecipazione impedisce che si verifichino distorsioni della concorrenza ed effetti "peso morto". Per le PMI ancora poco competitive sussiste la possibilità di applicare disposizioni derogative, fatto di cui possono beneficiare anche le start-up. Inoltre, la CIT gestisce uno specifico settore di promozione riservato proprio alle start-up. Mette a disposizione delle giovani imprese la cui attività è basata sulla scienza coach di comprovata esperienza che le assistono ad esempio nel reperimento del capitale necessario.</p>  Risposta del Consiglio federale.