<h2>SubmittedText<h2><p>Alla luce della rottura dei negoziati sull'Accordo istituzionale, chiediamo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale è disposto a redigere un Patto federale per l'indipendenza e la libertà, analogamente a quello del 1291, in cui dichiara che "non riconosciamo alcun diritto straniero, alcun giudice straniero e alcuna ghigliottina straniera sulla Svizzera"?</p><p>2. Con la mozione 13.4117 le Camere federali hanno anche conferito al Consiglio federale il seguente mandato: "la Svizzera non stipula trattati che, in generale, limitano la propria sovranità a livello giuridico o di fatto. In particolare, non si impegnerà a recepire automaticamente la futura legislazione dell'UE, né nell'ambito degli attuali accordi bilaterali né nel quadro di accordi futuri, e non si sottoporrà alla giurisdizione UE o SEE". Il Consiglio federale continua ad attenersi a tale mandato?</p><p>3. Il Consiglio federale è disposto ad agire nuovamente nei confronti dell'UE con la sicurezza e la consapevolezza che gli competono, ad avviare negoziati su trattati solo su un piede di parità e a far valere i seguenti argomenti negoziali?</p><p>- La Svizzera è la ventesima economia mondiale. È il quarto partner commerciale dell'UE, dopo Stati Uniti, Cina e Regno Unito. Le sue importazioni dall'UE superano inoltre le sue esportazioni verso l'Unione. Nei servizi la Svizzera occupa addirittura il terzo posto e negli investimenti diretti il secondo. </p><p>- La Svizzera paga lo stipendio di 340 000 frontalieri dell'UE, mentre solo 13 000 cittadine e cittadini svizzeri conseguono una retribuzione in un Paese UE. </p><p>- La Svizzera sovvenziona in misura consistente il trasporto merci europeo. La percentuale di veicoli stranieri nel trasporto merci su strada è ad esempio del 31 per cento. Anche nel trasporto ferroviario la NFTA è stata finanziata in prevalenza dalla Svizzera.</p><p>- Le università svizzere accolgono 66 326 studenti stranieri (25,7 %), di cui tra il 59 e l'82 per cento provenienti dall'UE.</p><p>- Più del 10 per cento dei flussi di elettricità interstatali passa attraverso la Svizzera. Soprattutto l'Italia dipende fortemente dalla Svizzera per il transito di elettricità.</p><p>4. Il Consiglio federale condivide l'analisi secondo cui i rischi principali per la Confederazione sono un blackout elettrico, una pandemia e un cyberattacco? </p><p>- Cosa fa il Consiglio federale per minimizzare tali rischi? </p><p>- Come verrà assicurata l'autonomia della Svizzera in materia di produzione di energia elettrica? Le 4-7 centrali a gas a ciclo combinato proposte in passato dal DATEC sono ancora un'opzione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1) Il Consiglio federale agisce nel pieno rispetto della Costituzione federale. L'articolo 2 della Costituzione federale stabilisce che "la Confederazione Svizzera tutela la libertà e i diritti del Popolo e salvaguarda l'indipendenza e la sicurezza del Paese".</p><p>2) Per quanto riguarda la mozione 13.4117, il Consiglio federale continua a sostenere quanto dichiarato nel 2014, ma ricorda che per determinare se un nuovo accordo limiti la sovranità della Svizzera, occorre procedere a una valutazione completa e globale di tale accordo.</p><p>3) Il Consiglio federale conduce negoziati con l'UE su un piano di parità e in qualità di partner con pari diritti, e difende coerentemente gli interessi della Svizzera. Sia la Svizzera sia l'Unione europea approfittano del fatto di essere due realtà fortemente interconnesse, a livello economico e culturale: questo è un punto che viene chiaramente menzionato dalla Svizzera nell'ambito dei negoziati e di cui anche l'UE è pienamente cosciente.</p><p>4) Nel secondo semestre 2021 il Consiglio federale effettuerà una nuova analisi del portafoglio dei rischi e ne valuterà quelli principali. Nel settore dell'elettricità, il Consiglio federale intende rafforzare la sicurezza dell'approvvigionamento elettrico della Svizzera attraverso la legge federale su un approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rinnovabili, potenziando in modo coerente l'uso di energie rinnovabili, garantendo la possibilità di attingere in modo sicuro a centrali di accumulazione anche in inverno e introducendo una riserva energetica. Le centrali a gas potrebbero essere utilizzate per coprire i picchi di fabbisogno e a condizione di rispettare la neutralità CO2. Per quanto concerne la prevenzione di attacchi informatici, la Svizzera può partecipare ai lavori della NATO sulla difesa informatica nel quadro del programma "Partnership for Peace" e sta portando avanti uno scambio bilaterale con importanti Stati partner. In merito alla pandemia, invece, nel marzo 2021 il Parlamento ha accolto la mozione Ettlin 20.3282 che invitava a trarre insegnamenti dalla crisi di COVID-19 e a proporre provvedimenti adeguati. Il Consiglio federale redigerà quindi un rapporto sulle esperienze fatte durante il periodo di pandemia.</p>  Risposta del Consiglio federale.