<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di adoperarsi affinché l'UE vagli l'introduzione delle domande d'asilo presso le sue ambasciate, intraprendendo i passi e le misure necessari.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale ritiene attualmente irrealistica l'introduzione delle domande all'estero a livello europeo. Si impegna tuttavia sul piano internazionale, europeo e nazionale per una politica d'asilo solidale e umana.</p><p>Dallo scoppio del conflitto siriano, la Svizzera ha versato 128 milioni di franchi per l'aiuto umanitario, sostenendo il CICR, svariate agenzie dell'ONU e varie organizzazioni non governative che prestano aiuto umanitario in Siria e nelle regioni limitrofe. Il nostro Paese realizza inoltre i propri progetti. Nel 2015 invierà presumibilmente 80 milioni di franchi nella regione.</p><p>Il Consiglio federale ha pure adottato varie misure per assicurare un'entrata legale e sicura alle persone bisognose di protezione provenienti dalla regione:</p><p>- A settembre 2013 ha deciso il rilascio agevolato del visto a cittadini siriani con parenti in Svizzera. In tale contesto le ambasciate svizzere dei Paesi limitrofi alla Siria hanno rilasciato circa 4700 visti agevolati.</p><p>- Sempre a settembre 2013 ha deciso di accogliere 500 rifugiati bisognosi di particolare protezione nell'ambito di un progetto pilota triennale.</p><p>- A marzo 2015 ha deciso di accogliere in linea di massima, sull'arco di tre anni, ulteriori 3000 persone provenienti dalla regione di crisi. Quest'anno prevede di accogliere fino a mille persone. In autunno analizzerà nuovamente la situazione nel conflitto siriano.</p><p>Un programma di reinsediamento a livello europeo prevede l'accoglienza di 20 000 persone. La Svizzera sostiene espressamente questo programma e punta a integrarvi l'iniziativa svizzera di marzo 2015. Il nostro Paese si adopera inoltre sul piano europeo per una ripartizione più equa, all'interno dell'Europa, delle persone in cerca di protezione.</p><p>La possibilità di presentare domande d'asilo presso le ambasciate è stata abolita nell'ambito della revisione urgente della legge sull'asilo, approvata ad ampia maggioranza dal popolo il 9 giugno 2013. Le domande depositate alle ambasciate permettevano alle persone perseguitate che non potevano lasciare il Paese di origine o di provenienza di presentare già in tale Paese una domanda d'asilo e quindi di ottenere asilo in Svizzera. Il nostro Paese era tuttavia rimasto l'unico Stato in Europa ad ammettere le domande d'asilo presentate presso le sue rappresentanze all'estero.</p><p>Il Consiglio federale segue con attenzione gli sviluppi della situazione nel Mediterraneo e partecipa attivamente alle discussioni in materia in corso nell'UE. Nell'UE non sono attualmente profusi sforzi tesi a ripristinare la possibilità di presentare domande d'asilo presso le rappresentanze all'estero. Se in futuro l'UE dovesse discutere in merito all'introduzione di tale possibilità, il Consiglio federale è disposto a partecipare alla discussione e a vagliare la questione anche per la Svizzera. Per il nostro Paese è tuttavia importante che tutti gli Stati membri di Schengen-Dublino partecipino in ugual misura a un provvedimento di questo tipo.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.