<h2>SubmittedText<h2><p>Per la prima volta dal 1989 - anno della repressione delle proteste di piazza Tienanmen - l'Unione europea si appresta ad adottare sanzioni contro la Cina a causa delle violazioni dei diritti umani. Quattro persone e un'entità dello Xinjiang verranno iscritte in una lista nera. Le sanzioni, comprendenti un divieto di viaggio e il congelamento di beni, saranno imposte a causa delle azioni di Pechino nello Xinjiang nei confronti della comunità uigura, che Stati Uniti e alcuni Paesi europei qualificano come genocidio. Questa decisione verrà presa presumibilmente entro marzo 2021, in occasione di una riunione dei ministri UE degli affari esteri. </p><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale intende adottare sanzioni analoghe contro la Cina dopo che saranno state decise dai ministri dell'UE?</p><p>2. In caso negativo, per quali ragioni? E quali sarebbero gli elementi che indurrebbero il Consiglio federale a rivedere la sua posizione e a imporre a sua volta delle sanzioni?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1 e 2: Il Consiglio federale è a conoscenza delle sanzioni emanate dall'UE il 22 marzo 2021 nei confronti di persone, entità e organismi, in virtù della decisione (PESC) 2020/1999 del Consiglio del 7 dicembre 2020, relativa a misure restrittive contro gravi violazioni e abusi dei diritti umani ("sanzioni tematiche nel settore dei diritti umani"). Tra i soggetti colpiti dalle sanzioni ci sono - oltre a persone ed entità di Corea del Nord, Libia, Eritrea, Sudan del Sud e Russia - anche quattro persone fisiche e un'entità cinesi, in rapporto con la situazione nello Xinjiang cinese. Nel settore dei diritti umani, la regolamentazione globale dell'UE in materia di sanzioni prevede la possibilità di adottare sanzioni finanziarie e imporre restrizioni di viaggio nei confronti di persone, entità e organismi per lottare a livello mondiale contro le gravi e sistematiche violazioni dei diritti umani.</p><p>Dalla sua adesione all'ONU, nel 2002, la Svizzera è obbligata dal diritto internazionale a partecipare alle sanzioni decretate dal Consiglio di sicurezza dell'ONU. Non è invece tenuta, né giuridicamente né politicamente, ad aderire alle sanzioni applicate dall'UE. Le valutazioni procedono caso per caso e sulla base di diversi criteri, inerenti alla politica estera, alla politica economica esterna e al diritto.</p><p>L'eventuale recepimento nella legge sugli embarghi (LEmb, RS 946.231) delle sanzioni tematiche adottate dall'UE nel settore dei diritti umani è attualmente oggetto di discussione in seno all'Amministrazione federale. Il Consiglio federale non ha ancora preso alcuna decisione al riguardo.</p>  Risposta del Consiglio federale.