<h2>SubmittedText<h2><p>Il 29 settembre 2017 i capi di Stato o di governo dell'Unione europea discuteranno a Talinn (Estonia) in merito alla creazione di una nuova imposta digitale. Quest'ultima costringerebbe i giganti del web a pagare le imposte nei diversi Paesi dell'Unione europea in proporzione al volume delle loro attività commerciali.</p><p>Questo progetto, proposto dalla Francia, ha ricevuto il sostegno di altri dieci Paesi membri (Germania, Italia, Spagna, Austria, Bulgaria, Grecia, Portogallo, Slovenia, Romania, Lettonia). L'imposta sulle cifre d'affari mirerebbe a sostituire, per le GAFA (Google, Amazon, Facebook, Apple), l'imposta nazionale sulle società che queste multinazionali riuscirebbero a evitare insediandosi in Paesi con aliquote d'imposta basse. L'idea sarebbe quella di tassare questi giganti del web sulla loro cifra d'affari realizzata in Europa e non più all'interno dei confini nazionali. Se lo desiderano, i Paesi partner dell'Unione europea, come la Svizzera, avranno la possibilità di farne parte.</p><p>Pertanto, vorrei porre al Consiglio federale le seguenti domande:</p><p>1. Nella risposta all'interpellanza Kiener Nellen 15.3352 del 19 giugno 2015 (tolta dal ruolo il 17 marzo 2017), il Consiglio federale ha dichiarato: "La problematica dell'elusione fiscale e della mancata tassazione degli utili derivanti da attività di e-commerce è riconosciuta; a livello internazionale, nell'ambito del progetto BEPS (Base Erosion and Profit Shifting) dell'OCSE, sono attualmente in esame possibili approcci volti a rendere più difficoltosa l'elusione fiscale oggi praticabile dalle società internazionali". In che cosa consisterebbe questa ricerca di possibili approcci?</p><p>2. Quale bilancio trae il Consiglio federale dalle iniziative lanciate a livello europeo e internazionale per contrastare le strategie di elusione d'imposta, adottate dai giganti del web?</p><p>3. Qual è l'opinione del Consiglio federale in merito al progetto, discusso in seno all'Unione europea, di introdurre un'imposta sulle cifre d'affari per le società digitali?</p><p>4. La Svizzera, in quanto Paese partner dell'Unione europea, potrà partecipare?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nel 2013 l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) ha adottato un piano d'azione composto di 15 provvedimenti per contrastare l'erosione della base imponibile e il trasferimento degli utili (Base erosion and profit shifting, BEPS). Il primo provvedimento riguarda proprio le sfide legate all'imposizione dell'economia digitale; il rispettivo rapporto, pubblicato nel 2015, conclude che non è necessaria alcuna norma speciale sull'imposizione dell'economia digitale e che per ora andrebbe chiarito se le misure BEPS rappresentano uno strumento utilizzabile anche in questo ambito. Nel rapporto sono state prese in considerazione altre tre opzioni per l'imposizione dell'economia digitale, ma non si raccomanda l'applicazione di nessuna di esse. Nel gennaio 2017 il mandato del gruppo di lavoro della Task Force OCSE sull'economia digitale è stato prolungato fino al 2020. Nel marzo 2017 i ministri delle finanze del G-20 hanno incaricato l'OCSE di presentare, nella primavera del 2018, un rapporto interinale che preveda anche delle opzioni per l'imposizione dell'economia digitale. La Svizzera è rappresentata nella Task Force OCSE sull'economia digitale. Il Dipartimento federale delle finanze informa regolarmente le Commissioni parlamentari competenti in merito agli sviluppi in materia.</p><p>2.-4. La Svizzera si impegna a garantire pari condizioni nel contesto della concorrenza fiscale internazionale (level playing field). Ciò significa che anche in merito all'imposizione dell'economia digitale è necessaria una procedura armonizzata a livello internazionale. Le discussioni sono ancora in corso sia in seno all'UE, sia nell'Inclusive Framework on BEPS (composto dagli Stati membri dell'OCSE e del G-20 e da altri Stati che si sono impegnati a favore dell'introduzione degli standard minimi previsti da BEPS). Sono in fase di verifica diverse opzioni per l'imposizione dell'economia digitale; queste includono anche, all'interno dell'UE, le proposte presentate da Francia, Germania, Italia e Spagna per una tassa speciale sulla cifra d'affari dell'economia digitale. Sarebbe quindi prematuro trarre un bilancio riguardo a questi provvedimenti o valutare le singole proposte.</p>  Risposta del Consiglio federale.