<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>I. In merito alle delegazioni ufficiali</p><p>1.In che modo e secondo quali criteri viene formata una delegazione ufficiale della Svizzera? Su quali basi legali? Vi sono previsti rappresentanti delle ONG o di terzi (gruppi di interessi, ecc.)? </p><p>La composizione delle delegazioni svizzere è decisa in base alle "Direttive concernenti l'invio di delegazioni a conferenze internazionali, nonché i relativi lavori preparatori e successivi" del 24 novembre 1999 (FF 2000 182). Il testo regola gli aspetti seguenti: i principi, le modalità dei lavori preparatori e successivi, la composizione della delegazione, la decisione di invio di una delegazione, le regole di comportamento dei membri della delegazione, le disposizioni amministrative.</p><p>Conformemente all'articolo 1 numero 14 della direttiva, il Consiglio federale promuove la partecipazione di gruppi privati incaricati di difendere gli interessi svizzeri, come le associazioni e le organizzazioni non governative, permettendo che contribuiscano in maniera appropriata. Il Consiglio federale può inserire nella delegazione anche i rappresentanti di queste organizzazioni. L'articolo 3 numero 31 riporta un elenco dei criteri di selezione.</p><p>2.Chi faceva parte ufficialmente della delegazione inviata a Johannesburg? </p><p>L'elemento essenziale delle attività previste nel programma del vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile di Johannesburg erano i negoziati al fine di adottare una dichiarazione politica ed un piano d'azione. I negoziati erano organizzati in maniera tale che una rappresentanza degli Stati era necessaria a tre livelli: capi di Stato o di governo, ministri e specialisti. Un altro obiettivo fondamentale di tutto il processo consisteva nell'incoraggiare le iniziative di cooperazione tra le diverse cerchie interessate (il settore pubblico, quello privato e le organizzazioni internazionali). Per finire, si trattava di promuovere su scala internazionale lo scambio di esperienze e di opinioni e approcci differenti che potessero esser presi in considerazione per il futuro sviluppo.</p><p>Le dimensioni e la composizione della delegazione svizzera sono state determinate dalla struttura di questi negoziati, decisa a livello internazionale. La delegazione ufficiale incaricata di condurre i negoziati era guidata dal capo del DFAE, accompagnato dai direttori della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) e dell'Ufficio federale dell'ambiente, delle foreste e del paesaggio (UFAFP). La delegazione in senso stretto comprendeva i rappresentanti dei seguenti uffici: DSC (3), UFAFP (2), Segretariato di Stato dell'economia (Seco, 1), Ufficio federale dello sviluppo territoriale (USTE, 1). Seguendo una prassi pluriennale del nostro sistema, alcuni rappresentanti di vari gruppi di interessi svizzeri sono stati anch'essi invitati ad unirsi alla delegazione: organizzazioni ecologiste (1), organizzazioni per lo sviluppo (1), economia privata (1), Cantoni (1). Inoltre, due esperti sono stati aggiunti ai negoziati internazionali perché profondi conoscitori dei settori in questione. In tutto, la delegazione ufficiale incaricata dal Consiglio federale di condurre i negoziati di Johannesburg era composta da 16 membri.</p><p>Le altre attività ufficiali (partenariati, informazione, logistica, ecc.) hanno richiesto l'impegno di 14 collaboratori supplementari provenienti dall'amministrazione federale, dall'ambasciata e dall'ufficio di coordinamento di Pretoria e dal consolato di Johannesburg. </p><p>Tuttavia, la delegazione svizzera era poco numerosa se paragonata a quelle degli altri Paesi, in genere molto più folte. La segreteria della conferenza ha pubblicato un elenco ufficiale dei partecipanti. Nonostante alcuni errori, fornisce un'idea delle dimensioni delle delegazioni presenti a Johannesburg: il Giappone vi figura con 413 persone, gli Stati Uniti con 147, la Gran Bretagna con 154, la Germania con 131, la Svezia con 54, i Paesi Bassi con 53, la Norvegia con 43 e la Svizzera con 30. D'altra parte è necessario precisare che gli Stati dell'UE e del G77 (gruppo composto di circa 135 Paesi in via di sviluppo) non hanno partecipato a titolo individuale, ma si sono espressi esclusivamente nell'ambito dei processi interni di formazione delle opinioni. Per queste ragioni, nonché a causa delle dimensioni ridotte, la delegazione svizzera ha dovuto affrontare un gran numero di problemi pratici che è stato possibile superare solo grazie ad un impegno incondizionato da parte dei suoi membri.</p><p>3.Chi definisce il mandato sulle dichiarazioni che le delegazioni devono rilasciare ufficialmente quali rappresentanti della Confederazione presso le conferenze internazionali? In che misura i membri vi sono vincolati? </p><p>In maniera generale, i mandati affidati alle delegazioni ufficiali si basano sulle direttive del 1999. Per conferenze importanti come quella di Johannesburg, in linea di massima spetta al Consiglio federale decidere il mandato che ha un effetto vincolante e deve essere rispettato da tutti i membri della delegazione che partecipano ai negoziati. Conformemente alle indicazioni del Consiglio federale, il responsabile della delegazione, tuttavia, può modificare alcuni elementi a posteriori, in relazione allo svolgimento dei negoziati.</p><p>4.Quale era il mandato della delegazione ufficiale a Johannesburg?</p><p>Il mandato per i negoziati di Johannesburg era stato fissato dal Consiglio federale nel decreto del 21 agosto 2001 riprendendo gli elementi essenziali della posizione difesa dalla Svizzera durante la quarta conferenza di preparazione tenutasi a Bali (dal 27 maggio al 7 giugno 2001). Ambedue i mandati regolano il contenuto di numerosi particolari e l'orientamento della dichiarazione politica per quanto riguarda i sei argomenti di interesse principale per la Svizzera: sviluppo sostenibile nelle regioni montane, risorse di acqua dolce, argomenti ambientali di portata internazionale, sviluppo sociale e lotta alla povertà, questioni commerciali e governance. Inoltre contiene considerazioni e valutazioni tattiche. Nel complesso i due documenti hanno una portata notevole di una certa importanza politica. Per questa ragione il Consiglio federale preferisce non pubblicare il testo completo dei mandati, anche se è disposto a discutere su alcuni particolari nell'ambito di comitati parlamentari adeguati. Inoltre ricorda che sin dall'inizio dei negoziati a maggio 2001 la posizione difesa dalla Svizzera riguardo gli argomenti principali è riportata per grandi linee sul sito Internet ufficiale dell'amministrazione federale (www.johannesburg2002.ch).</p><p>II. In merito alle delegazioni non ufficiali</p><p>Vi è una sola forma di delegazione: quella nominata con decisione del Consiglio federale e dotata del relativo mandato. Questa si compone di collaboratori dell'amministrazione federale e in alcuni casi è completata con rappresentanti di ambienti esterni all'amministrazione, conformemente alle direttive del 1999.</p><p>Le direttive descrivono il ruolo, gli obblighi ed il comportamento che i rappresentanti delle ONG membri della delegazione ufficiale sono tenuti a rispettare. Lo scambio di informazioni tra i membri della delegazione è garantito permanentemente in tutti gli ambiti della conferenza. Spetta al responsabile della delegazione garantire la coerenza delle tesi svizzere durante i negoziati e delle dichiarazioni rilasciate alla stampa. A tale scopo, all'inizio della conferenza i membri della delegazione avevano ricevuto un documento che conteneva importanti informazioni sul funzionamento della delegazione.</p><p>Il rapporto ufficiale indirizzato al Consiglio federale al termine di una conferenza contiene sempre un capitolo dedicato alla collaborazione intrattenuta con i membri esterni della delegazione. Inoltre, i rappresentanti dei Cantoni e quelli delle organizzazioni attive nei settori dell'economia, dell'ambiente e dello sviluppo presentano all'amministrazione federale valutazioni particolareggiate sul grado di realizzazione degli obiettivi e sul ruolo assunto dalla Svizzera ufficiale nello svolgimento dei negoziati. Questi documenti servono da base per la prosecuzione della collaborazione successiva alle conferenze, quale valutazione o contributo al processo di attuazione. Questa è stata anche la procedura seguita in occasione della conferenza mondiale sullo sviluppo sostenibile a Johannesburg.</p><p>Il Consiglio federale è molto cauto nell'includere ambienti non governativi in delegazioni ufficiali, anche per ragioni finanziarie. Nel caso del vertice di Johannesburg i settori dell'economia, dell'ambiente e della cooperazione allo sviluppo avevano una sola persona ciascuno per rappresentarli nella delegazione, nonostante le diverse richieste delle ONG. Numerose domande di altre organizzazioni, associazioni e comitati sono state respinte. Conseguentemente, gli ambienti non governativi avevano meno rappresentanti a Johannesburg di quanti non fossero presenti alla Conferenza di Rio nel 1992.</p><p>Il Consiglio federale non contribuisce finanziariamente alla partecipazione di ONG svizzere o estere a conferenze internazionali. In alcuni settori politici, come per esempio nella cooperazione allo sviluppo, alcune organizzazioni svizzere ricevono finanziamenti federali destinati a determinati programmi, non al budget vero e proprio. Lo stesso principio vale per ONG di Paesi partner alle quali la Confederazione finanzia determinate prestazioni convenute in base ad un preciso programma o progetto. Ma contributi di questo genere sono accordati solo nel quadro di collaborazioni chiaramente fissate e definite.</p><p>Per quel che riguarda il vertice mondiale di Johannesburg non c'è stato mai il minimo dubbio né sulla composizione della delegazione ufficiale chiamata a rappresentare la Svizzera durante i negoziati né sulla posizione propugnata dal nostro Paese. Secondo i vari commenti pervenutici dall'estero, la delegazione svizzera ha potuto profilarsi assumendo un ruolo indipendente tra le parti che si contrapponevano e apportando così un contributo prezioso al buon esito del vertice mondiale di Johannesburg. Il Consiglio federale è soddisfatto di queste reazioni tanto più che dimostrano che è stato possibile svolgere un lavoro molto efficace con una squadra di poche persone. Il coinvolgimento di rappresentanti delle organizzazioni non governative si è rivelato ancora una volta molto proficuo e in linea di massima il Consiglio federale non intende modificare questa prassi. Proprio il vertice mondiale di Johannesburg ha dato piena conferma del fatto che la risposta a numerose sfide presenti e future richiede un rafforzamento delle cooperazioni tra gli operatori governativi.</p>  Risposta del Consiglio federale.