<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale ha illustrato la crescente interrelazione tra le questioni attinenti alla sicurezza interna e quelle relative alla sicurezza esterna - con la maggiore complessità della tematica della sicurezza e il fabbisogno di coordinamento efficiente che ne risultano - già nel suo Rapporto sulla politica di sicurezza della Svizzera (RAPOLSIC 2000) del 7 giugno 1999.</p><p>Nel parere espresso in merito alla mozione 01.3009 della Commissione della politica di sicurezza del Consiglio nazionale ("Coordinamento del settore della sicurezza"), trasmessa come postulato nel marzo 2002, il Consiglio federale condivide l'opinione degli autori secondo cui nel settore della sicurezza i diversi compiti devono essere suddivisi tra i dipartimenti in modo il più possibile efficiente e il coordinamento tra i vari organi addetti alla sicurezza dev'essere migliorato sia a livello di Confederazione sia a livello di Cantoni.</p><p>Al livello di Confederazione sono incaricati dell'esecuzione di compiti attinenti alla sicurezza soprattutto il DFAE, il DFGP, il DDPS e il DFF (Corpo delle guardie di confine; Cgcf). Al Consiglio federale incombe la direzione strategica.</p><p>Nel 1997, nel quadro del progetto Riforma del Governo 93, il Consiglio federale ha deciso che il Cgcf doveva rimanere in seno al DFF, mantenendo aperta la possibilità di trasferirlo successivamente nel DFGP o nel DMF (oggi DDPS) al momento dell'integrazione della Svizzera nello spazio di sicurezza europeo. </p><p>In seguito al progetto Riforma del Governo e dell'Amministrazione (RGA), il Consiglio federale ha riorganizzato numerosi uffici e servizi in seno al DFGP e ha sostituito l'allora DMF con l'attuale DDPS, nel quale sono ora riunite le unità organizzative incaricate della protezione e della difesa della popolazione. Inoltre, il Consiglio federale ha istituito nel 1999 un'organizzazione di condotta in materia di politica di sicurezza (comprendente la Giunta del Consiglio federale in materia di sicurezza, l'Organo direttivo in materia di sicurezza e l'Organo di coordinamento in materia di raccolta di informazioni), che lo stesso Consiglio federale ha di recente sottoposto a verifica. Al riguardo è risultato che grazie a tale organizzazione è stato possibile conseguire sostanziali miglioramenti, anche in considerazione della gestione di sfide quali le conseguenze degli atti terroristici dell'11 settembre a New York e Washington. </p><p>A ciò si aggiungono ulteriori progetti in settori attinenti alla sicurezza, taluni già in fase di concretizzazione. Ad esempio: il progetto relativo alla concretizzazione della direttiva in materia di efficienza che attribuisce alla Confederazione nuove competenze nella lotta contro il crimine organizzato e la criminalità economica; il progetto strategico del DFGP in merito alle relazioni tra UE e Svizzera, nel quale è analizzata la collaborazione attuale e futura tra la Svizzera e l'Unione europea tra l'altro nei settori della polizia e della giustizia, dell'asilo e delle migrazioni; il progetto Esercito XXI e il progetto Protezione della popolazione.</p><p>Nell'ambito del progetto USIS (Esame del sistema di sicurezza interna della Svizzera), realizzato congiuntamente dal DFGP e dalla Conferenza dei capi dei dipartimenti di giustizia e polizia (CCDGP), si sta analizzando se la suddivisione dei compiti tra la Confederazione e i Cantoni e quella dei compiti a livello di Confederazione sono al passo coi tempi. Questo progetto concerne inoltre la questione della sfera di competenza e della subordinazione del Cgcf. Il rapporto finale del progetto USIS, corredato del relativo concetto di concretizzazione, è previsto per la primavera del 2003.</p><p>Il personale del Cgcf assume attualmente contemporaneamente compiti di polizia di sicurezza e di polizia doganale ai varchi stradali, nell'ambito della navigazione e nel terreno interstiziale. Per contro, negli ambiti delle ferrovie e del traffico aereo i controlli delle merci sono eseguiti dal Cgcf o da personale civile dell'amministrazione doganale, mentre i controlli relativi alle persone incombono alla polizia di frontiera cantonale.</p><p>Il 24 ottobre 2001 il Consiglio federale ha deciso di incaricare il DFGP di valutare, d'intesa con la CCDGP, tre varianti di massima inerenti alla problematica centrale del progetto USIS, cioè alla tematica Frontiera. Se venisse adottata la variante Miglioramento dello status quo, si procederebbe a coprire il fabbisogno di personale del Cgcf e si attribuirebbero a quest'ultimo anche i controlli relativi alle persone inerenti ai compiti di polizia di frontiera nei treni internazionali. La variante Confederazione prevede l'assegnazione al Cgcf di tutti i controlli delle persone inerenti ai compiti di polizia di frontiera, ciò che potrebbe portare a riunire in un'unica sfera di competenza i controlli delle merci e i controlli relativi alle persone nell'ambito di tutti i generi di traffici. Con la variante Cantoni tutti i controlli relativi alle persone inerenti ai compiti di polizia di frontiera sarebbero invece affidati ai Cantoni e il Cgcf potrebbe eventualmente occuparsi unicamente dei controlli delle merci e dei compiti di polizia doganale. In caso di suddivisione dei controlli delle merci e dei controlli relativi alle persone tra due organi totalmente separati, si dovrebbe chiarire in che misura ciò porterebbe a un rincaro del processo globale Attraversamento della frontiera.</p><p>Queste tre varianti devono essere elaborate considerando di volta in volta i tre possibili scenari in materia di politica di integrazione europea: "Nessuna adesione al Trattato di Schengen"; "Adesione al Trattato di Schengen" e "Adesione all'Unione europea". Nello scenario "Adesione al Trattato di Schengen", verrebbero meno i controlli relativi alle persone inerenti ai compiti di polizia di frontiera direttamente alle frontiere nazionali; in loro vece subentrerebbero misure sostitutive. Sintantoché non aderirà all'unione doganale dell'Unione europea, la Svizzera dovrà tuttavia continuare a eseguire i controlli delle merci alle frontiere doganali.</p><p>Per quanto concerne la richiesta concreta della presente mozione, cioè l'integrazione del Cgcf (attualmente nel DFF) in un unico Dipartimento comprendente l'esercito, (Corpo della guardia delle fortificazioni incluso), il Servizio informazioni strategico e la Protezione della popolazione (oggi tutti in seno al DDPS), il Consiglio federale attualmente non sarebbe in grado di prendere decisioni in merito senza che ciò non rechi pregiudizio al progetto USIS. </p><p>La questione di un'eventuale ridefinizione della subordinazione del Cgcf sarà esaminata dal Consiglio federale soltanto quando saranno state prese, d'intesa con la CCDGP, le pertinenti decisioni in merito alle varianti summenzionate. Per il momento il Consiglio federale non intende limitare anzitempo il margine di manovra del progetto USIS, della cui approfondita analisi attende invece i risultati complessivi. Quest'ultimi dovrebbero essere disponibili ancora nel corso del 2002. Solo a quel momento potrà essere considerata la richiesta principale formulata sia nella presente mozione sia nel postulato 01.3009 summenzionato e concernente un'organizzazione ottimale nel settore della sicurezza. Di questo esame farà parte anche la verifica della subordinazione del Corpo delle guardie di confine. Nella sua decisione del 19 febbraio 1997 il Consiglio federale ha stabilito che un trasferimento del Cgcf nel DFGP o nel DDPS costituirebbe una possibile opzione in caso di integrazione della Svizzera nello spazio di sicurezza europeo. Il Cgcf resterà sino ad allora in seno al DFF. La subordinazione del Cgcf dovrà essere nuovamente esaminata nel quadro delle decisioni in merito alle varianti relative all'USIS (problematica centrale "Frontiera").</p><p>Ai sensi della legge federale sull'organizzazione del Governo e dell'Amministrazione (LOGA), la definizione dell'organizzazione dell'Amministrazione federale compete al Consiglio federale (art. 8 cpv. 1 LOGA). Sulla base di questa competenza organizzativa, spetta altresì al Consiglio federale decidere in merito al trasferimento del Cgcf in un altro dipartimento.</p>  Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.