<!DOCTYPE html> <html lang="it"><head><meta charset="utf-8"/></head><body><div class="content"> <a name="idp328640"></a><div class="big bold">Urteilskopf</div> <br/>127 III 115<br/><br/><br/><div class="paraatf">19. Estratto della sentenza 8 dicembre 2000 della Camera delle esecuzioni e dei fallimenti nella causa U. S.A. c. B. (ricorso)</div> <div class="paraatf"></div> <a name="idp329808"></a> <a name="idp336928"></a><br/><div id="regeste" lang="de"> <div class="big bold">Regeste</div> <br/><div class="paraatf"><span class="artref">Art. 106 ff., <artref id="CH/281.1/153/2/a" type="start"></artref>Art. 153 Abs. 2 lit. a und <artref id="CH/281.1/155" type="start"></artref>Art. 155 SchKG</span><artref id="CH/281.1/153/2/a" type="end"></artref><artref id="CH/281.1/106" type="end"></artref>; Zustellung eines Zahlungsbefehls an den Dritteigentümer des Pfandes. <div class="paratf">Nur wer wirklich Eigentümer des Pfandes ist, hat gestützt auf <span class="artref">Art. 153 Abs. 2 lit. a SchKG</span> Anspruch auf Zustellung eines Zahlungsbefehls. Die Feststellung der Eigentümerschaft fällt grundsätzlich nicht in die Zuständigkeit der Aufsichtsbehörde, sondern ist zum Gegenstand eines Widerspruchsprozesses zu machen (Bestätigung der Rechtsprechung). </div> </div> </div> <a name="idp345456"></a> <br/><div> <a name="idp349648"></a><span class="big bold" id="sachverhalt">Sachverhalt</span> <span class="small">ab Seite 115</span> </div> <br/><div class="paraatf"> <a name="page115"></a><div class="center pagebreak">BGE 127 III 115 S. 115</div> </div> <br/><div class="paraatf"> <a name="idp351360"></a><span class="bold">A.- </span>La U. S.A. ha escusso in via di realizzazione del pegno manuale i coniugi C. e D. per un prestito loro concesso. La banca fonda la propria pretesa su un riconoscimento di debito e su due cartelle ipotecarie al portatore, gravanti una particella intestata a C. e a B. in ragione di metà ciascuna. Dopo che gli escussi hanno ritirato l'opposizione inizialmente interposta, la creditrice ha chiesto la vendita delle predette cartelle ipotecarie e l'Ufficio di esecuzione ha indetto l'incanto.</div> <br/><div class="paraatf"> <a name="idp353392"></a><span class="bold">B.- </span>Il 17 ottobre 2000, in parziale accoglimento di un ricorso di B., la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello del Cantone Ticino, quale autorità di vigilanza, ha annullato il previsto incanto e ha ordinato all'Ufficio di notificare un esemplare del precetto esecutivo anche all'insorgente. I Giudici cantonali hanno in sostanza ritenuto B. comproprietaria del pegno, che in applicazione dell'<span class="artref">art. 153 cpv. 2 LEF</span> assume il ruolo di coescussa con il diritto di ricevere il precetto e di interporre opposizione. Poiché la notifica di tale precetto non era ancora avvenuta, la richiesta di proseguire l'esecuzione era prematura e l'Ufficio non poteva indire l'asta.<a name="page116"></a><div class="center pagebreak">BGE 127 III 115 S. 116</div> </div> <br/><div class="paraatf"> <a name="idp358144"></a><span class="bold">C.- </span>Con ricorso 2 novembre 2000 la U. S.A. ha chiesto al Tribunale federale di annullare la sentenza dell'autorità di vigilanza e di ordinare all'Ufficio di esecuzione di procedere alla vendita delle due cartelle ipotecarie. Con risposta 28 novembre 2000 B. ha postulato la reiezione del gravame e la conferma della decisione impugnata. Il Tribunale federale ha parzialmente accolto il rimedio e ha annullato il giudizio cantonale nella misura in cui ordina all'Ufficio di notificare un precetto esecutivo a B.</div> <br/><div> <a name="idp359888"></a><span class="big bold" id="erwaegungen">Erwägungen</span> </div> <br/><div class="paraatf">Dai considerandi:</div> <br/><div class="paraatf"> <a name="idp360816"></a><span class="bold" id="consideration_3.">3. </span>Giusta l'<span class="artref">art. 153 cpv. 2 lett. a LEF</span> l'Ufficio notifica il precetto anche al terzo che ha costituito il pegno o ne è diventato proprietario. Unicamente colui che è effettivamente proprietario o comproprietario del pegno ha diritto a ricevere un precetto (<span class="bgeref_err">DTF 48 III 36</span>consid. 3 pag. 39 in alto, <span class="bgeref_err">DTF 77 III 30</span>consid. 2 pag. 32). L'Ufficio notifica al terzo il precetto se lo stesso creditore procedente lo indica quale proprietario del pegno o se il suo diritto di proprietà risulta dal registro fondiario o è stato accertato giudizialmente (<span class="bgeref_err">DTF 48 III 36</span>consid. 3 pag. 39 seg., <span class="bgeref_err">DTF 72 III 14</span>pag. 19 in alto; <span class="artref">art. 88 RFF</span> [RS 281.42]). Se nessuna di queste eventualità si avvera, trattasi di una questione di diritto materiale da risolvere con la procedura di rivendicazione ai sensi degli art. 106 segg. LEF (<span class="bgeref_err">DTF 48 III 36</span>consid. 3 pag. 39 seg., <span class="bgeref_err">DTF 72 III 14</span>pag. 19 in alto; SCHELLENBERG, Die Rechtsstellung des Dritteigentümers in der Betreibung auf Pfandverwertung, tesi Zurigo 1968, pag. 57; cfr. anche KÄNZIG/BERNHEIM, Commento basilese, SchKG II, n. 25 all'<span class="artref">art. 155 LEF</span>). Scopo della procedura di rivendicazione è infatti di chiarire la situazione, qualora terzi avanzino diritti sui beni oggetto della procedura di esecuzione (AMONN/GASSER, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 6a ed., § 24 n. 5) ed essa va segnatamente aperta per determinare se un precetto esecutivo dev'essere notificato a un terzo che fa valere pretese sul pegno (GILLIÉRON, Commentaire de la loi fédérale sur la poursuite pour dettes et la faillite, n. 39 all'<span class="artref">art. 155 LEF</span>).</div> <div class="paraatf">Nella fattispecie, trattandosi di un pegno manuale, non sussiste alcuna iscrizione a registro fondiario riguardante la sua proprietà né la qui ricorrente indica la controparte quale comproprietaria né sussiste una sentenza giudiziaria sulla questione. In queste condizioni, non compete all'autorità di vigilanza accertare, anche solo implicitamente, la comproprietà della controparte sulle cartelle ipotecarie oggetto del pegno manuale. Se i giudici cantonali, come pare in concreto, ritengono che con il ricorso quest'ultima abbia fatto valere la <a name="page117"></a><div class="center pagebreak">BGE 127 III 115 S. 117</div>sua (com)proprietà sul pegno, il rimedio dev'essere ritornato all'Ufficio affinché lo tratti quale rivendicazione ai sensi degli art. 106 segg. Se al termine di tale procedura la pretesa della terza rivendicante dovesse essere riconosciuta o accertata giudizialmente, essa ha diritto alla notifica di un precetto esecutivo. Ne segue che la sentenza dev'essere annullata nella misura in cui ordina all'Ufficio di esecuzione di notificare un precetto esecutivo alla controparte. La decisione cantonale va invece confermata laddove annulla l'incanto, essendo la procedura di realizzazione sospesa per la durata di quella di rivendicazione (<span class="artref">art. 109 cpv. 5 LEF</span> applicato per analogia in virtù dell'<span class="artref">art. 155 cpv. 1 LEF</span>).</div> </div></body></html>