<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La politica di lotta contro l'inquinamento atmosferico adottata dal nostro Paese si propone, giusta la legge sulla protezione dell'ambiente, il raggiungimento e il mantenimento di una qualità dell'aria che non danneggi la salute e l'ambiente. Dall'entrata in vigore della legislazione contro l'inquinamento atmosferico a metà degli anni Ottanta, la Confederazione, i Cantoni e i Comuni hanno adottato una miriade di provvedimenti atti a ridurre le emissioni di sostanze nocive. La politica intrapresa ha potuto avvalersi del sostegno di ampie cerchie dell'economica e della popolazione. Le misure attuate si sono rivelate efficaci. La qualità dell'aria è notevolmente migliorata. Ciononostante, non siamo ancora riusciti a raggiungere l'obiettivo stabilito, ossia di rendere l'aria pulita e sana. I successi sinora conseguiti contro l'inquinamento atmosferico hanno mostrato che siamo sulla strada giusta, ma che per centrare il nostro obiettivo sono necessari ancora numerosi passi, grandi e piccoli.</p><p></p><p>La presenza dei singoli inquinanti può essere illustrata come segue. Nel 1995 le emissioni di anidride solforosa (SO2) sono calate del 70% rispetto ai picchi raggiunti in precedenza, quelle degli ossidi d'azoto (NOx) del 24% e quelle dei composti organici volatili (COV) del 35%. Per quanto riguarda l'anidride solforosa è stato possibile raggiungere l'obiettivo massimo previsto dalla strategia del Consiglio federale di lotta contro l'inquinamento atmosferico (SIAt), ossia di ridurre le emissioni di detto inquinante ai valori dell'anno 1950. Nel caso degli ossidi d'azoto, invece, l'obiettivo minimo della SIAt, che consisteva nel ridurre le emissioni di detto inquinante ai valori dell'anno 1960, non è stato, per il momento, raggiunto. Grazie alla tassa d'incenti-vazione sui COV sarà probabilmente possibile raggiungere fra qualche anno l'obiettivo minimo della SIAt in materia di composti organici volatili.</p><p></p><p>È stata effettuata la valutazione dei costi dei danni alla salute causati dall'inquinamento atmosferico prodotto dal traffico stradale, di cui la Svizzera ha dovuto farsi carico nel 1993 (Monetarisierung der verkehrsbedingten externen Gesundheitskosten, ricerca effettuata per conto del Servizio per lo studio dei trasporti, rapporto di sintesi, maggio 1996). Le risposte alle domande 1-4 possono essere date riprendendo i risultati di detta ricerca. I costi documentati vanno intesi come limite inferiore, poiché, fra l'altro, non tutti gli effetti sono stati rilevati quantitativamente e i costi sono stati calcolati sulla base di aliquote molto contenute. Ciò viene confermato da nuove stime effettuate dall'OMS nel quadro di un confronto fra i vari Paesi per l'anno 1996.</p><p></p><p>Alla domanda 1</p><p>I costi globali della salute causati dall'inquinamento atmosferico prodotto dal traffico stradale di cui la Svizzera ha dovuto farsi carico nel 1993 ammontarono a circa 1'632 milioni di franchi.</p><p></p><p>Alla domanda 2</p><p>I costi stimati per il trattamento medico con ospedalizzazione e di tipo ambulante sono esigui rispetto alla somma globale. Essi ammontarono a circa 20 miliardi di franchi, ossia allo 0,06% dei costi del settore sanitario. Ne consegue che gli effetti prodotti sui premi assicurativi delle casse malati sono minimi.</p><p></p><p>Alla domanda 3</p><p>I costi per la perdite di produzione sono di circa 1'169 milioni di franchi. Particolarmente elevati sono i costi generati dai decessi.</p><p></p><p>Alla domanda 4</p><p>La ricerca menzionata ha utilizzato le retribuzioni salariali non percepite quale indicatore per le perdite di produzione. Per ragioni metodologiche, la perdita in termini economici rappresentata dalla retribuzione salariale non percepita ammonta quindi anch'essa a 1'169 milioni di franchi. Se confrontata con la massa salariale globale del 1993 (circa 183 miliardi di franchi), tale somma corrisponde a più di un mezzo per cento.</p><p></p><p>Alla domanda 5</p><p>Ai fini della diminuzione dei costi della salute, è necessario ridurre ulteriormente le emissioni di sostanze inquinanti. Il Consiglio federale vuole proseguire con coerenza sulla via intrapresa per raggiungere l'obiettivo di "un'aria pulita e sana" e adottare i necessari provvedimenti contro l'inquinamento atmosferico. A partire dal 1° gennaio 2000, entrerà in vigore la tassa d'incentivazione sui COV. Il Consiglio federale renderà più severi soprattutto i valori limite per i gas di scarico di tutte le categorie di veicoli, appena l'Ue emanerà le direttive necessarie. Con l'introduzione della TTPCP, la Svizzera ha compiuto un primo passo in direzione dell'affermazione del principio di causalità. Altre misure importanti cono la legge sul CO2, il mantenimento e il rafforzamento del programma di politica energetica dopo il 2000 e le tasse sull'energia, attualmente in discussione al Parlamento. Sia la tassa d'incitamento che la tassa d'incentivazione sull'energia, concepita come riforma fiscale ecologica, possono contribuire notevolmente alla riduzione dei carichi ambientali e quindi anche alla diminuzione dei costi della salute. Parallelamente viene completata la banca dati affinché possa essere valutato meglio il principio di causalità.</p>  Risposta del Consiglio federale.