<h2>SubmittedText<h2><p>In seguito alle interrogazioni presentate dai consiglieri nazionali Glättli e Hiltpold, il 5 marzo 2012 il Consiglio federale ha promesso di chiarire gli interrogativi sollevati in merito all'accordo internazionale ACTA e di seguire gli sviluppi nell'Unione europea prima di apporre un'eventuale firma all'accordo.</p><p>Il Consiglio federale ha ribadito questa sua intenzione nella lettera alla Commissione della politica estera del Consiglio nazionale (CPE-N), in cui afferma che attenderà a firmare ACTA finché non disporrà di sufficienti elementi che gli consentano di decidere in merito.</p><p>Nel frattempo, con votazione del 4 luglio 2012 il Parlamento europeo ha deciso di non ratificare ACTA. Di conseguenza, tale accordo, peraltro ratificato soltanto dal Giappone, non può entrare in vigore per l'UE. In seguito alla decisione del Parlamento europeo, l'entrata in vigore presuppone la ratifica da parte di sei degli otto Stati non membri dell'UE, tra cui la Svizzera. </p><p>A inizio luglio Guido Balmer, vicecapo del servizio d'informazione del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP), ha dichiarato alla "NZZ" che il Consiglio federale includerà la decisione del Parlamento europeo nelle sue riflessioni in merito all'ulteriore modo di procedere. Non sono a conoscenza di ulteriori dichiarazioni ufficiali rilasciate nel frattempo dalle autorità svizzere in merito ad ACTA.</p><p>1. Il Consiglio federale è disposto a porre definitivamente fine alla procedura di adesione ad ACTA, ufficialmente soltanto sospesa?</p><p>2. La Svizzera partecipa ai negoziati su altri accordi internazionali analoghi nell'ambito dell'attuazione o dell'estensione dell'Accordo TRIPS o a trattative riguardanti altri accordi che possono tangere la libertà d'informazione e di opinione, in particolare in Internet? In caso affermativo, a quali? A che punto sono le trattative? È garantito il coinvolgimento del Parlamento?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. In Svizzera non è in corso né è prevista alcuna procedura di adesione ad ACTA. Il 9 maggio 2012 il Consiglio federale ha deciso di non firmare l'accordo ACTA, perlomeno finché non vi saranno nuovi elementi, finora non disponibili, che depongano a favore di una firma da parte della Svizzera. Il Consiglio federale continuerà a seguire l'evoluzione del dossier fino alla scadenza del termine per la firma, il 1° maggio 2013. Per il momento non vede alcuna necessità di agire. Il 29 ottobre 2012 ne ha informato la Commissione della politica estera del Consiglio nazionale (CPE-N).</p><p>2. Attualmente la Svizzera partecipa ad alcuni negoziati che potrebbero riguardare la libertà d'informazione e d'espressione, in particolare su Internet.</p><p>In qualità di membro dell'Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale (OMPI), partecipa ai negoziati per un migliore accesso degli ipovedenti e delle persone con difficoltà di lettura alle opere protette dal diritto d'autore nonché nuove eccezioni a favore di biblioteche, archivi e istituti di formazione e ricerca. Il tema di un migliore accesso alle opere per gli ipovedenti è in programma in una conferenza diplomatica che si terrà a giugno 2013. Secondo lo scadenzario del segretariato dell'OMPI, si prevede di finalizzare un accordo con nuove eccezioni a favore di biblioteche e archivi nel 2014, e un accordo nell'ambito della formazione e della ricerca nel 2015.</p><p>A inizio dicembre 2012 la Svizzera ha inoltre partecipato alla Conferenza mondiale sulle telecomunicazioni internazionali, organizzata dall'Unione internazionale delle telecomunicazioni, tenutasi a Dubai. Si trattava anzitutto di aggiornare il regolamento sulle telecomunicazioni internazionali (RTI), risalente al 1988. Determinate disposizioni negoziate a Dubai sollevano tuttavia interrogativi, in particolare per quanto concerne le loro potenziali ripercussioni sull'apertura e la libertà di Internet. 55 Stati, soprattutto i Paesi industrializzati, inclusa la Svizzera, non hanno pertanto firmato il nuovo RTI a Dubai. Prima di decidere in merito all'ulteriore modo di procedere, il Consiglio federale studierà attentamente il testo dal punto di visto delle ripercussioni per la Svizzera.</p><p>Il Consiglio federale informa e consulta le commissioni parlamentari competenti in materia di politica estera in merito ai negoziati internazionali conformemente alle disposizioni dell'articolo 152 della legge sul Parlamento. Il Parlamento è informato su richiesta. Nella risposta all'interpellanza Recordon 11.3491, "Trattato dell'OMPI per migliorare l'accesso degli ipovedenti ai libri", per esempio, il Consiglio federale ha fornito informazioni sui lavori in corso all'OMPI.</p>  Risposta del Consiglio federale.