<h2>SubmittedText<h2><p>La campagna pubblicitaria lanciata all'inizio del mese di novembre dall'AI è offensiva nei confronti del milione di disabili che vivono in Svizzera e rappresentano circa il 13 per cento della popolazione. Slogan del tipo "i disabili sono inutili", vanno ben al di là del paradosso e sono semplicemente diffamatori. Questa azione, parte di una campagna pubblicitaria del costo di 6 milioni di franchi, va bloccata. Anche se, in un secondo tempo, la reale intenzione - positiva - dei messaggi viene svelata, resta il problema che i pregiudizi, espressi in grassetto e in caratteri maiuscoli, continuano ad avere una posizione dominante. È il colmo che questi messaggi diffamatori siano finanziati con i soldi dei diretti interessati! Per la terza fase della campagna, l'AI ha preannunciato la messa in onda di una serie di spot pubblicitari, i quali sembrerebbero però talmente problematici che Publisuisse, la SRG SSR idée suisse e l'Ufficio federale delle comunicazioni hanno preferito rinunciare a trasmetterne una parte.</p><p>Visto quanto precede chiedo al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Come giudica questa campagna?</p><p>2. Pensa che sia il modo giusto per impiegare le già scarse risorse dell'AI?</p><p>3. È disposto a ordinarne l'interruzione?</p><p>4. Se no, per quale motivo? In tal caso, sarebbe almeno disposto a chiederne la modifica?</p><p>5. Perché durante la fase di preparazione della campagna dell'AI non sono state coinvolte le organizzazioni di aiuto ai disabili e un gruppo pilota di persone disabili e non?</p><p>6. Perché la campagna pubblicitaria non è stata sottoposta né alla commissione AVS/AI né all'Ufficio federale per le pari opportunità delle persone con disabilità, l'organo consultivo del Consiglio federale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1-4. Il Consiglio federale comprende che la campagna di affissioni dell'AI abbia potuto offendere i disabili, i loro familiari e una parte significativa dell'opinione pubblica e se ne rammarica profondamente. La serie di manifesti rientrava nel quadro di un'azione di sensibilizzazione della durata di quattro anni volta a promuovere il reinserimento professionale dei disabili. La sua intenzione era quella di mostrare l'infondatezza del pregiudizio, duro a morire, che una disabilità implica necessariamente una riduzione della capacità lavorativa e quindi la concessione di una rendita. Il Consiglio federale dubita che l'obiettivo sia stato raggiunto. Per questa ragione, la campagna di affissioni è stata interrotta alla fine del novembre 2009 e si è rinunciato a trasmettere gli spot televisivi già programmati. Attualmente non è prevista una prosecuzione dell'azione. Come per le precedenti fasi della campagna, nel dicembre del 2009 è stata condotta un'indagine per sondare in che modo il messaggio sia stato recepito dall'opinione pubblica. I risultati saranno presentati nel primo trimestre del 2010.</p><p>5-6. Nel 2007, la campagna mediatica è stata presentata alla commissione dell'AVS/AI in modo generale, senza entrare nei dettagli delle singole azioni. Le affissioni contestate sono state concepite quale campagna "teaser" insieme all'agenzia pubblicitaria incaricata dall'Ufficio federale delle assicurazioni sociali. Per essere il più possibile efficaci, gli slogan, volutamente provocatori, dovevano creare un effetto sorpresa. Per questa ragione, la campagna è stata preparata coinvolgendo soltanto un numero ristretto di persone. Il Consiglio federale intende adoperarsi affinché in futuro la preparazione di eventuali altre campagne coinvolga un numero maggiore di persone.</p>  Risposta del Consiglio federale.