<h2>SubmittedText<h2><p>Nell'ambito dei negoziati bilaterali per un accordo di libero scambio (ALS) portati avanti direttamente o tramite l'AELS, il Consiglio federale conduce negoziati paralleli per un accordo sullo scambio automatico di informazioni in materia fiscale. Se i negoziati per un ALS sono già in corso e non esiste alcun accordo sullo scambio automatico di informazioni, il Consiglio federale propone formalmente agli Stati partner di aprire un negoziato in materia. La stessa cosa accade quando un ALS è già in vigore ma non esiste alcun accordo sullo scambio automatico di informazioni.</p><p>In seguito, il Consiglio federale presenta un rapporto al Parlamento in cui spiega i motivi di un eventuale rifiuto dello Stato partner di negoziare un accordo sullo scambio automatico di informazioni.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In data 8 ottobre 2014 il Consiglio federale ha stabilito i mandati negoziali per l'introduzione dello scambio automatico di informazioni con i Paesi partner. Oltre agli Stati Uniti e all'UE saranno avviati negoziati sullo scambio automatico di informazioni anche con altri Paesi. In una prima fase vengono presi in considerazione gli Stati con i quali esistono strette relazioni economiche e politiche e che - ove opportuno - mettono a disposizione dei propri contribuenti una sufficiente possibilità di regolarizzazione. Per stabilire se questi requisiti sono soddisfatti, il Consiglio federale effettua una valutazione globale. Gli accordi di libero scambio (ALS) promuovono le relazioni economiche e politiche fra gli Stati. Pertanto, le relazioni di libero scambio esistenti o le trattative in corso per stipulare un accordo di libero scambio possono rappresentare un elemento importante - anche nell'ottica di una politica estera coerente - quando si tratta di valutare se prendere in considerazione uno Stato per la negoziazione di un accordo sullo scambio automatico di informazioni.</p><p>A livello di contenuto, gli accordi di libero scambio e quelli sullo scambio automatico di informazioni sono svincolati gli uni dagli altri. Le risorse per la negoziazione di questi accordi sono limitate e l'avvio delle trattative dipende da diversi fattori, tra cui la disponibilità del Paese partner. Per il Consiglio federale è importante mantenere l'attuale flessibilità nello stabilire il livello di importanza di questi accordi e non ritiene quindi opportuno stabilire un legame formale tra i negoziati per gli ALS e quelli per gli accordi sullo scambio automatico di informazioni.</p><p>Inoltre, occorre sottolineare che i Paesi del G-20 e il Forum globale sulla trasparenza e lo scambio di informazioni a fini fiscali hanno dichiarato che tutti gli Stati, in particolare quelli in via di sviluppo, devono poter partecipare all'introduzione degli accordi sullo scambio automatico di informazioni nel mondo e fornire un apposito contributo. Nell'ambito della sua politica fiscale internazionale anche il Consiglio federale si è posto degli obiettivi di politica dello sviluppo, ma a prescindere dal fatto che sia stato firmato un ALS con un dato Paese o che siano in corso apposite trattative. Ad esempio, con l'adesione alla Convenzione del Consiglio d'Europa e dell'OCSE sull'assistenza amministrativa in materia fiscale la Svizzera fornirà un contributo a livello di politica dello sviluppo. La Convenzione è aperta ai Paesi in via di sviluppo e offre loro la possibilità di intensificare la lotta all'evasione fiscale. Del resto, dato che incentivano la partecipazione dei partner alla cooperazione economica internazionale e promuovono la crescita, il benessere e la creazione posti di lavoro, gli ALS contribuiscono anche a realizzare gli obiettivi di politica dello sviluppo.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.