<h2>SubmittedText<h2><p>"La sicurezza non ammette compromessi", questo è quanto affermato dal Consiglio federale in relazione al funzionamento delle centrali nucleari. Lo stesso principio non si applica evidentemente alla circolazione stradale. Alcuni uffici della circolazione stradale, infatti, sono in forte ritardo con i controlli dei veicoli, talvolta con tempi di attesa di più di sette anni per il primo esame. Attualmente, sulle nostre strade circola oltre un milione di auto non sottoposte a controllo. Di fronte a questa situazione, come giustifica il Consiglio federale la decisione di prorogare, a spese della sicurezza, le scadenze per il controllo delle automobili?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale si è già espresso in merito intervenendo sul postulato von Siebenthal 12.3591, "Prolungare gli intervalli tra gli esami successivi delle automobili".</p><p>Gli intervalli obbligatori attualmente in vigore sono rimasti praticamente invariati dal 1995; da allora, i veicoli stradali sono notevolmente migliorati in termini tecnici e qualitativi tanto che le case automobilistiche hanno prolungato i tagliandi di manutenzione.</p><p>Alla luce di queste circostanze è stata valutata la possibilità di prolungare anche le scadenze di collaudo periodico: è emerso che nel 2012 le statistiche sugli incidenti stradali indicavano un difetto tecnico come causa principale nello 0,69 per cento dei casi; anche nei cantoni in ritardo sul primo controllo i difetti tecnici non incidevano sulla frequenza degli infortuni in misura maggiore rispetto ai cantoni più puntuali.</p><p>Dalle statistiche emerge inoltre come i difetti tecnici riscontrati in sede di collaudo inizino ad aumentare in modo decisivo solo dopo il quinto anno di età dei veicoli. Pertanto, non si prevede alcun aumento del rischio se il primo controllo periodico scade solo dopo cinque anni di vita del mezzo.</p><p>Prolungare le scadenze sarebbe peraltro vantaggioso per i detentori dei veicoli, in quanto limiterebbe l'obbligatorietà dei controlli alla frequenza minima richiesta per motivi di sicurezza o di protezione ambientale.</p><p>Tra il 4 aprile e il 4 luglio 2014 è stata condotta tra le cerchie interessate un'indagine conoscitiva sulle nuove scadenze. Una volta analizzati i risultati, il Consiglio federale deciderà se e in che misura modificare l'ordinanza in vigore.</p>  Risposta del Consiglio federale.