<h2>SubmittedText<h2><p>L'articolo 25 capoverso 2 della legge sull'IVA prevede un'aliquota ridotta dell'IVA del 2,5 per cento per i concimi e i prodotti fitosanitari, invece dell'ordinario 7,7 per cento. L'entrata in vigore di questa disposizione era probabilmente motivata, in quel periodo, dalla volontà di sostenere l'agricoltura. Tuttavia, oggi non è più sostenibile la promozione di sostanze che rappresentano un rischio d'inquinamento per i suoli, le acque, la fauna e la popolazione nonché potenzialmente un costo per la collettività.</p><p>Questo sostegno all'agricoltura non raggiunge il suo obiettivo in quanto numerosi agricoltori riducono o evitano l'uso dei prodotti fitosanitari più nocivi. Inoltre, queste sostanze possono essere ampiamente impiegate anche al di fuori della produzione agricola.</p><p>Per incentivare in modo significativo un'agricoltura rispettosa dell'ambiente, dei produttori e dei consumatori, incarichiamo il Consiglio federale di sottoporre i prodotti fitosanitari all'aliquota IVA ordinaria e di favorire, grazie alle risorse finanziarie supplementari, una produzione agricola priva di prodotti fitosanitari sintetici.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Le derrate alimentari ad eccezione delle bevande alcoliche facevano parte dell'elenco delle merci esenti dall'imposta sulla cifra d'affari in vigore fino alla fine del 1994 e pertanto non erano assoggettate. Erano esenti dall'imposta anche merci come semi, concimi e prodotti fitosanitari, che nell'agricoltura vengono impiegati innanzitutto come prestazioni preliminari. L'imposizione di queste prestazioni preliminari avrebbe rincarato la produzione di derrate alimentari, e sarebbe quindi stata in contrasto con l'obiettivo sociopolitico di privilegiare fiscalmente queste ultime.</p><p>All'introduzione dell'imposta sul valore aggiunto nel 1995, le derrate alimentari e le prestazioni preliminari nel settore dell'agricoltura furono entrambe assoggettate all'aliquota ridotta. Così come per l'imposta sulla cifra d'affari, non si è operata una distinzione dei prodotti interessati in base alla loro applicazione nell'agricoltura o meno. D'altra parte, una distinzione di questo tipo non sarebbe attuabile.</p><p>Per evitare un carico fiscale multiplo delle derrate alimentari durante il percorso dai campi alle nostre tavole, lungo la catena di creazione del valore è possibile dedurre come imposta precedente l'IVA gravante sulla relativa prestazione precedente. In caso di deduzione completa le aliquote d'imposta più elevate sulle prestazioni preliminari non esplicano alcun effetto incentivante. Tuttavia, a causa dei sussidi nell'agricoltura non è possibile dedurre l'intera imposta precedente. Pertanto, un assoggettamento dei prodotti fitosanitari all'aliquota normale nel settore dell'agricoltura porterebbe a maggiori entrate pari a circa 2 milioni di franchi. Leggermente maggiori sarebbero le entrate supplementari dell'IVA (stimate approssimativamente a 5 milioni di franchi) derivanti dal consumo di prodotti fitosanitari da parte di privati nonché di enti di diritto pubblico e imprese non contribuenti. Nel complesso l'effetto incentivante dell'assoggettamento di tali prodotti all'aliquota normale sarebbe dunque minimo.</p><p>Conformemente al piano d'azione del 6 settembre 2017 per la riduzione del rischio e l'utilizzo sostenibile di prodotti fitosanitari, il Consiglio federale intende ridurre i rischi di impiego dei prodotti fitosanitari e promuovere delle alternative alla protezione chimica dei vegetali. Tuttavia, come esposto più sopra, un assoggettamento dei prodotti fitosanitari all'aliquota normale dell'imposta sul valore aggiunto sarebbe di scarsa efficacia e quindi non viene tematizzato nel suddetto piano d'azione.</p><p>Del resto le diverse prestazioni preliminari dell'agricoltura devono continuare a ricevere lo stesso trattamento fiscale. Questa soluzione permette non da ultimo un'applicazione più semplice dell'IVA nel settore dell'agricoltura.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.