<h2>SubmittedText<h2><p>Le sale cinematografiche, persino quelle piccole, sono per la maggior parte riuscite a compiere negli ultimi anni il passaggio al digitale e al 3D. Spesso, va sottolineato, grazie al cospicuo sostegno finanziario degli enti pubblici e delle lotterie d'utilità pubblica. Tuttavia, malgrado i recenti progressi tecnologici, il settore attraversa un momento molto difficile e fatica a contrastare la perdurante e preoccupante tendenza al calo di spettatori. Il fenomeno è particolarmente pronunciato nelle regioni periferiche, dove la sopravvivenza delle sale è minacciata a causa della concorrenza dei cinema multisala e soprattutto delle nuove abitudini di consumo cinematografico.</p><p>In virtù dell'articolo 71 della Costituzione federale, la Confederazione sostiene la produzione cinematografica svizzera e promuove la molteplicità e la qualità dell'offerta cinematografica. Questo impegno si traduce, per le sale, in un aiuto finanziario vincolato alla programmazione. L'aiuto è però minimo e insufficiente nel contesto attuale.</p><p>È sicuramente fondamentale promuovere la produzione, ma ci vogliono anche i mezzi per proporla.</p><p>Come valuta la situazione il Consiglio federale?</p><p>È pensabile un aiuto mirato per le sale minacciate, in particolare quelle nelle regioni periferiche e isolate, in modo da poter assicurare la molteplicità e la qualità dell'offerta cinematografica su tutto il territorio nazionale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale segue attentamente lo sviluppo del panorama cinematografico svizzero e continuerà a impegnarsi per la promozione della produzione cinematografica e la molteplicità dell'offerta nei cinema. La legge sul cinema prevede la possibilità di erogare appositi aiuti finanziari. La Confederazione onora già le prestazioni culturali dei cinema svizzeri in tutte le regioni del Paese con contributi vincolati alla programmazione (1,5 a 1,7 milioni di franchi all'anno). I cinema ricevono inoltre i contributi della promozione cinematografica legata al successo per la commercializzazione dei film svizzeri (1,5 a 1,8 milioni di franchi all'anno).</p><p>Per sostenere la digitalizzazione dei cinema già nel 2011 l'Ufficio federale della cultura ha esteso fino al 2015 il suo programma di promozione della pluralità dell'offerta cinematografica. Fino alla fine del 2013 sono stati versati tra 1,5 e 1,7 milioni di franchi all'anno come aiuti finanziari a cinema di piccole e medie dimensioni in tutte le regioni del Paese (maximum 12 500 franchi per schermo digitalizzato). Contemporaneamente il Parlamento ha aumentato il credito destinato al cinema di 2,5 milioni di franchi all'anno per il quadriennio 2012-2015. In questo modo è stato possibile sostenere i cinema senza intaccare la promozione della produzione cinematografica. Quasi la metà dei cinema che hanno beneficiato degli aiuti finanziari (60 su 132) si trovano in regioni rurali. Al momento il 95 per cento dei cinema svizzeri sono digitalizzati. Negli scorsi anni nessuno dei cinema sostenuti è stato costretto a chiudere.</p><p>Dopo una diminuzione dell'11,7 per cento nel 2010, nelle regioni periferiche i biglietti venduti hanno registrato nuovi aumenti nel 2011 (+ 6,7 per cento) e nel 2012 (+ 4,1 per cento).</p><p>2. Nell'ambito della promozione cinematografica, già attualmente si tiene conto dell'ubicazione dei cinema. I requisiti per ottenere aiuti finanziari vincolati alla programmazione sono infatti molto meno rigidi per le sale periferiche che per quelle site in bacini d'utenza più grandi. Tuttavia, la Confederazione non può salvare da sola i cinema a rischio. L'esperienza degli ultimi tre anni ha dimostrato che una sala minacciata può sopravvivere bene soltanto se è sostenuta attivamente a livello locale da un gruppo di persone impegnate. Infatti senza questo impegno e senza gli aiuti finanziari di comuni, cantoni, fondi delle lotterie e infine anche dei cinema stessi, numerose sale in Svizzera avrebbero già dovuto chiudere i battenti.</p><p>Il Consiglio federale non può sostituire questo impegno locale. Tuttavia, continuerà a cercare di prevenire gli sviluppi futuri reagendo appropriatamente nei limiti dei mezzi a sua disposizione.</p>  Risposta del Consiglio federale.