<h2>SubmittedText<h2><p>Un servizio della SSR afferma che nelle cliniche svizzere gli outing stanno aumentando, e anche in modo vertiginoso. Queste cifre corrispondono alla situazione di numerosi Paesi occidentali dove si constata da meno di dieci anni un incremento del numero di giovani che si definiscono "trans", nell'ordine del 2000-4000 per cento. Una parte notevole di questi giovani si sottopone a trattamenti medici.</p><p>Il fenomeno dei giovani che chiedono una riassegnazione di genere medica s'iscrive in un contesto in cui l'approccio detto "trans-affermativo" è oggetto di un vivace dibattito a livello internazionale. Paesi come il Regno Unito, la Svezia e la Finlandia rivedono le proprie linee guida in seguito al notevole afflusso di giovani pazienti di questi ultimi anni e alle ripercussioni negative e irreversibili di questi trattamenti (malattie cardiovascolari, osteoporosi, infertilità, aumento del rischio di cancro e di trombosi). Un invito alla prudenza è espresso anche all'interno della stessa Associazione mondiale dei professionisti della salute transgender (WPATH), che sta rivedendo le proprie raccomandazioni.</p><p>In questo contesto:</p><p>1. l'Associazione per un approccio misurato della messa in discussione del genere tra i giovani (AMQG) ha lanciato un appello a rispettare il principio di precauzione, firmato da più di 300 persone tra cui genitori, medici e altre personalità. Come è possibile assicurare oggi che il principio di precauzione sia rispettato?</p><p>2. Interpellato da genitori preoccupati per la medicalizzazione affrettata dei propri figli, l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) si rifà a studi non più attuali. Come intende prendere in considerazione le recenti controversie e intervenire per evitare cattive pratiche e ciò che è annunciato da alcuni come il prossimo grande scandalo medico?</p><p>3. Qual è la posizione delle associazioni interessate (pediatri, psicologi) e dei comitati etici in merito alla medicalizzazione dei giovani che sentono di appartenere all'altro sesso?</p><p>4. Ad oggi non vi sono linee guida nazionali in materia. La Svizzera prevede di ispirarsi alle raccomandazioni emanate nel 2020 dalla Finlandia, primo Paese a distanziarsi dal protocollo "trans-affermativo"?</p><p>5. In Svizzera mancano le statistiche. È previsto l'allestimento di cifre, indispensabili per definire standard più elevati in materia di cure e di etica nell'ambito della medicina di genere?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Negli ultimi anni, nella nostra società si è sviluppata un'accettazione della diversità dell'identità di genere. In questo contesto un numero crescente di persone affette da disforia di genere cerca un trattamento adeguato. Essendo presente nella maggior parte dei casi fin dall'infanzia, la disforia di genere riguarda sempre più da vicino la medicina pediatrica e dell'adolescenza. L'ampiezza del trattamento (medico, farmaceutico e/o chirurgico) varia da un paziente all'altro. Parallelamente all'aumento delle richieste di trattamento da parte di persone trans, evolvono anche i metodi terapeutici. In medicina vige l'obbligo di diligenza. I medici sono dunque tenuti a rispettare le regole dell'arte medica, ad agire in primo luogo nell'interesse del paziente e a procedere al trattamento soltanto se ne hanno il consenso informato.</p><p>Spetta ai medici curanti confermare o escludere una diagnosi, determinare in modo accurato la capacità di discernimento di un minore e consigliarlo - se quest'ultimo lo desidera e tenendo conto del contesto familiare - sulle opzioni terapeutiche.</p><p>La vigilanza sull'esercizio della professione medica compete ai Cantoni. In caso di interventi medici non appropriati o di mancato rispetto delle disposizioni di legge in materia di consenso e rappresentanza, l'autorità di vigilanza cantonale competente è tenuta a intervenire.</p><p>2. - 4. Per quanto riguarda le diverse linee guida, è responsabilità delle associazioni professionali del settore medico elaborare raccomandazioni fondate su acquisizioni scientifiche. Spetta a loro anche decidere se devono essere emanate direttive nazionali. L'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) non formula raccomandazioni terapeutiche. La comunicazione in questione si basa sulle direttive internazionali (WPATH, S3-Leitlinien AWMF), che vengono periodicamente adeguate alle più recenti conoscenze scientifiche e sono applicate secondo le informazioni delle associazioni professionali.</p><p>La scelta terapeutica compete ai medici curanti, che sono tenuti a valutare la situazione dal punto di vista della medicina e dell'etica medica, caso per caso, attenendosi alle direttive internazionali e agli ultimi progressi scientifici. Per essere in condizione di garantirlo, sono tenuti a continuare a formarsi e ad aggiornarsi nel corso di tutta la loro carriera professionale. Inoltre, per ogni specializzazione della medicina vige l'obbligo di diligenza medica che, a sua volta, si basa sulle attuali conoscenze scientifiche.</p><p>Le commissioni etiche non si sono finora occupate specificamente della questione della disforia di genere, ma vi sono raccomandazioni in materia di valutazione della capacità di discernimento.</p><p>5. Riguardo al numero di trattamenti connessi alle disforie di genere, la statistica medica ospedaliera dell'Ufficio federale di statistica include i dati di tutte le degenze ospedaliere. Sulla base di questi dati è possibile ricavare informazioni sulle diverse diagnosi e sui trattamenti dispensati nel settore stazionario. Sussistono tuttavia lacune nei dati relativi ai trattamenti ambulatoriali. Questa carenza non riguarda però esclusivamente la disforia di genere e il suo trattamento, ma tutte le patologie oggetto di trattamenti ambulatoriali.</p>  Risposta del Consiglio federale.