<h2>SubmittedText<h2><p>Sebbene i bambini abbiano diritto alla propria immagine, alla tutela della propria personalità e al rispetto della propria sfera privata tanto quanto gli adulti, questi diritti vengono violati migliaia di volte ogni giorno. Nella maggior parte dei casi sono i genitori e i detentori dell'autorità parentale che, per orgoglio e piacere, pubblicano foto dei propri figli su Internet (sharenting), gestiscono account di social media incentrati sui propri figli, sorvegliano le attività dei figli senza il loro consenso con l'aiuto di orologi connessi (smartwatch) o espongono i figli alla violazione dei diritti della personalità da parte di terzi attraverso l'utilizzo sconsiderato dei cosiddetti giocattoli intelligenti. In questo modo, i genitori non agiscono con cattive intenzioni, ma sono chiaramente inconsapevoli della violazione della sfera privata dei propri figli. Con la piattaforma Giovani e media, la Confederazione ha messo a disposizione dei genitori molte informazioni importanti su questo tema, imperniate in particolare sull'attività dei giovani utenti. Tuttavia, i diritti della personalità dei bambini non sono ancora sufficientemente rispettati e sovente si possono constatare violazioni attraverso l'utilizzo dei media da parte dei genitori o di altri adulti.</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Ritiene sufficienti le basi legali concernenti la protezione dei diritti della personalità e della sfera privata dei bambini e dei giovani?</p><p>2. In che modo si possono far conoscere maggiormente ai detentori dell'autorità parentale le importanti informazioni contenute sulla piattaforma Giovani e media affinché queste ultime abbiano un impatto su larga scala?</p><p>3. Secondo il Consiglio federale, quali altre possibilità ha la Confederazione di impegnarsi per sensibilizzare i genitori e i detentori dell'autorità parentale sulla tutela della personalità e sul rispetto della sfera privata dei loro figli?</p><p>4. È disposto a integrare la piattaforma Giovani e media con consigli sull'utilizzo dei media per gli adulti? Oppure a sviluppare una campagna di sensibilizzazione degli adulti sui rischi di violazione della sfera privata attraverso l'utilizzo di media o di oggetti connessi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Come qualunque persona, anche i bambini e i giovani sono titolari del diritto al rispetto della sfera privata e all'autodeterminazione informativa, sancito dall'articolo 13 capoverso 2 della Costituzione federale (RS 101). Ognuno ha quindi il diritto di decidere autonomamente se e per quali scopi possono essere trattate o pubblicate informazioni riguardanti la propria persona. L'applicazione di questo diritto nelle relazioni tra privati è garantita dall'articolo 28 e seguenti del Codice civile (CC; RS 210 [protezione della personalità]).</p><p>Nella relazione genitori-figlio, invece, va tenuto conto dell'autorità parentale. Questa comprende l'educazione (art. 302 CC) e quindi, a seconda dei casi, può giustificare una certa sorveglianza del figlio. Inoltre implica anche che i genitori sono i rappresentanti legali del figlio (art. 304 CC) e possono dunque di norma decidere in merito all'utilizzo dei dati che lo riguardano, compresa la sua immagine, a condizione che sia salvaguardato il bene del figlio. Dal momento in cui il figlio minore diventa capace di discernimento è tuttavia necessario il suo consenso per l'impiego della sua immagine, in quanto si tratta di un aspetto della sua personalità (art. 19c CC). Se i genitori superano i limiti del loro diritto di rappresentanza legale o del loro dovere di educazione, può essere richiesto l'intervento dell'autorità di protezione dei minori e degli adulti (APMA). L'APMA può agire direttamente, impartendo istruzioni ai genitori (art. 307 CC) o, in caso di collisione di interessi (art. 306 cpv. 2 e 3 CC), istituendo una curatela educativa (art. 308 CC) o una rappresentanza.</p><p>Il Consiglio federale ritiene dunque che il quadro normativo sia sufficiente per intervenire contro il fenomeno descritto nell'interpellanza. Per il resto, si tratta di informare e sensibilizzare maggiormente i genitori sui loro diritti e doveri per evitare abusi ed eccessi.</p><p>2. La piattaforma Giovani e media utilizza diversi canali per sensibilizzare i genitori e le persone di riferimento. Tramite il suo sito Internet www.giovaniemedia.ch, i social media, la newsletter, gli opuscoli e le guide, si rivolge ai gruppi target in modi differenti. Inoltre, la piattaforma si concentra per due anni su un tema centrale, in cui investe la maggior parte delle risorse finanziarie e umane disponibili. La protezione dei dati e della sfera privata di bambini e giovani in Internet è stato il tema centrale nel periodo 2020-2021. Nell'ambito dei relativi lavori è stata svolta tra l'altro l'iniziativa "Insta4Emma", una campagna sui social media della durata di un mese, rivolta in particolare ai genitori per informarli su come proteggere i diritti della personalità dei figli. Il Consiglio federale è del parere che la piattaforma Giovani e media goda già di una grande visibilità.</p><p>3. Oltre all'Incaricato federale della protezione dei dati e della trasparenza, che sul proprio sito Internet fornisce consigli ai neogenitori, a livello federale vi sono altre organizzazioni che partecipano alle attività di sensibilizzazione in questo settore, come Protezione dell'infanzia Svizzera o Pro Juventute. Il Consiglio federale ritiene che con queste misure i detentori dell'autorità parentale siano sufficientemente sensibilizzati al tema.</p><p>4. La piattaforma Giovani e media si rivolge a genitori, persone di riferimento e insegnanti, affinché possano accompagnare adeguatamente i bambini e i giovani nell'utilizzo dei media. Al contempo vengono migliorate anche le competenze mediali degli adulti. Inoltre, ci sono siti Internet e iniziative dedicati specificamente agli adulti, ad esempio la campagna S-U-P-E-R sulla cibercriminalità, cogestita dal Centro nazionale per la cibersicurezza e da Prevenzione svizzera della criminalità. Il Consiglio federale ritiene che lo svolgimento di un'ulteriore campagna di sensibilizzazione in questo ambito non porterebbe alcun valore aggiunto.</p>  Risposta del Consiglio federale.