<h2>SubmittedText<h2><p>La cittadina di Divonne-les-Bains, situata nel dipartimento francese dell'Ain, al confine con la Svizzera, prevede di autorizzare la costruzione di una fabbrica di imbottigliamento al fine di sfruttare le risorse idriche naturali della regione per il recupero e l'esportazione di acqua minerale. Questo progetto di lunga data è stato concretizzato il 13 aprile 2019 con il rilascio di una licenza edilizia.</p><p>La costruzione della fabbrica e l'esercizio della concessione di prelievo di 80 000 litri all'ora avrà sicuramente un effetto sulla portata residua del fiume Versoix (GE), utilizzato per scopi idroelettrici, e sulla biodiversità delle paludi circostanti, riconosciute di importanza nazionale e protette dalla LPN, dall'OSRA e dall'ordinanza sulle paludi. Preoccupati da questi rischi per l'ambiente, una decina di Comuni svizzeri hanno già presentato ricorso contro la costruzione.</p><p>La Svizzera, come la Francia, è parte contraente delle convenzioni fondamentali nel settore della protezione ecologica e dell'uso sostenibile delle acque transfrontaliere (in particolare la Convenzione di Helsinki e il Protocollo Acqua e Salute dell'OMS/Europa). A tale riguardo, deve assicurarsi di ottenere tutte le informazioni sulle misure adottate dallo Stato francese per evitare un disastro ecologico.</p><p>La Convenzione di Espoo, alla quale la Svizzera ha aderito, prevede che quando un'attività pianificata all'estero può avere un impatto transfrontaliero negativo in Svizzera, debba essere notificata alla sezione EIA e ordinamento del territorio dell'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM). Si noti che i Cantoni di Ginevra e Vaud non sono stati né informati né coinvolti in alcuna valutazione dell'impatto transfrontaliero.</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale:</p><p>1. Divonne-les-Bains ha notificato all'UFAM uno studio transfrontaliero dell'impatto ambientale?</p><p>2. In caso contrario, l'UFAM intende avvalersi del suo diritto di richiedere tale studio d'impatto in virtù della Convenzione di Espoo? </p><p>3. Quali misure di cooperazione internazionale intende adottare il Consiglio federale nei confronti dello Stato francese per garantire la protezione dell'ambiente in questa regione in virtù della Convenzione di Helsinki?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Ad oggi (28 agosto 2019), l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) non ha ricevuto nessuna notifica del progetto secondo la Convenzione di Espoo. </p><p>2. Secondo le informazioni ricevute nel giugno 2019 dal Cantone di Ginevra, il progetto in questione prevede la captazione delle acque sotterranee a Divonne, in Francia. La Convenzione di Espoo prevede al numero 12 dell'appendice I che i "lavori di incanalamento di acque sotterranee o di ricarica artificiale qualora il volume annuo di acqua da incanalare o da ricaricare raggiunga o superi 10 milioni di metri cubi" devono essere notificati agli Stati colpiti. La captazione prevede un prelievo di 880 000 metri cubi all'anno, ossia un volume inferiore alla soglia che impone una notifica. Tuttavia, ai sensi della Convenzione di Espoo, la Svizzera può richiedere una consultazione facoltativa. Questa opzione è attualmente al vaglio delle autorità cantonali e, se necessario, sarà attuata d'intesa e in coordinamento con il Cantone di Ginevra. </p><p>3. La Convenzione di Helsinki prevede che le Parti adottino tutte le misure appropriate per garantire che le acque transfrontaliere siano utilizzate al fine di garantire una gestione idrica razionale e rispettosa dell'ambiente, della conservazione delle risorse idriche e della protezione dell'ambiente. Le due Convenzioni, di Espoo e di Helsinki, vanno quindi nella stessa direzione, fornendo una base legale per una richiesta di consultazione facoltativa in considerazione del dossier di valutazione dell'impatto ambientale, come si sta studiando per il Cantone di Ginevra (cfr. n. 2).</p>  Risposta del Consiglio federale.