<h2>SubmittedText<h2><p><span style="color:black;">Il 16 agosto scorso, il Consiglio federale ha posto in consultazione due varianti per l’adeguamento della struttura tariffale per le prestazioni di fisioterapia vigente. La giustificazione principale addotta è la necessità di arrestare l’aumento dei costi di fisioterapia, cresciuti del 7,4 per cento tra il 2018 e il 2021. Nel documento pubblicato dal Consiglio federale sono stati fissati i seguenti punti.&nbsp;</span></p><ul><li>L’aumento dei costi di fisioterapia può essere dovuto alla riduzione della durata delle sedute da parte dei fisioterapisti per far fronte all’aumento della domanda di prestazioni.</li><li>L’aumento della fatturazione per la fisioterapia complessa registrato tra il 2018 e il 2021 (20,8%) è probabilmente frutto della volontà dei terapisti stessi.</li><li>Le varianti proposte non hanno conseguenze rilevanti per le parti in causa.&nbsp;</li></ul><p><span style="color:black;">&nbsp;</span></p><p><span style="color:black;">Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere dettagliatamente alle domande seguenti:</span></p><p><span style="color:black;">&nbsp;</span></p><p><span style="color:black;">1.&nbsp;Su quale studio o quali studi si fonda quando afferma che i fisioterapisti riducono la durata delle sedute e aumentano deliberatamente e senza alcun legame con l’attuale contesto demografico (invecchiamento della popolazione, permanenza nella propria abitazione, calo delle degenze ospedaliere, comorbilità in crescita, situazione post-COVID-19) la fatturazione per la fisioterapia complessa?</span></p><p><span style="color:black;">&nbsp;</span></p><p><span style="color:black;">2.&nbsp;Quali passi ha intrapreso per assicurarsi che le varianti poste in consultazione saranno davvero prive di conseguenze per i fisioterapisti e i pazienti, vale a dire i principali interessati?&nbsp;</span></p><p><span style="color:black;">&nbsp;</span></p><p><span style="color:black;">3.&nbsp;Quali test ha eseguito per assicurarsi che queste due varianti saranno suscettibili di raggiungere il loro obiettivo principale, cioè contenere i costi delle prestazioni di fisioterapia mantenendone invariata la qualità?&nbsp;</span></p><p>&nbsp;</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p><strong>1.</strong> Nell’attuale struttura tariffale, due posizioni rappresentano la netta maggioranza delle prestazioni fornite: i forfait per seduta individuale di fisioterapia generale e quelli per la fisioterapia complessa, che costituiscono oltre il 90&nbsp;per cento del volume delle prestazioni fatturate. Il volume delle prestazioni di fisioterapia complessa, che tra il&nbsp;2018 e il&nbsp;2021 è aumentato annualmente del 20,8&nbsp;per cento, ha tuttavia registrato un incremento ben superiore rispetto a quello della fisioterapia generale (6,4&nbsp;%), passando da meno di un quarto a circa un terzo delle prestazioni totali in questo periodo. L’evoluzione superiore alla media dei costi della fisioterapia ambulatoriale è per contro dovuta principalmente a un aumento del numero di consultazioni, indotto soprattutto da una riduzione della durata delle sedute. Il Consiglio federale non dispone tuttavia di studi che suggeriscano che la durata delle sedute sia stata ridotta dai fisioterapisti in maniera sistematica e volontaria. Ci sono tuttavia indizi in questo senso, per esempio le richieste dei cittadini che lamentano la durata estremamente ridotta delle sedute di fisioterapia di cui usufruiscono. Per questo motivo viene offerta la possibilità di presentare dati o studi in materia nell’ambito della procedura di consultazione aperta dal Consiglio federale il 16&nbsp;agosto&nbsp;2023.</p><p><strong>2./3.</strong> Lo scopo principale del presente adeguamento della struttura tariffale non è contenere i costi, quanto piuttosto migliorare la trasparenza nei confronti dei pazienti e dell’insieme degli attori e garantire la qualità delle prestazioni con l’introduzione di una componente temporale. Al momento, le posizioni della struttura non indicano la durata delle sedute. Fissando chiaramente una durata minima delle sedute per le due posizioni principali, si ridurrà (variante&nbsp;1) o eliminerà (variante&nbsp;2) l’incentivo ad abbreviare le sedute e aumentare il numero di consultazioni e il volume dei costi. I partner tariffali sono concordi nel ritenere che l’introduzione di una componente temporale sia necessaria e rappresenti l’adeguamento più urgente. I fisioterapisti potranno così valutare caso per caso il tempo necessario per il trattamento dei pazienti e fatturare in maniera più precisa e trasparente le prestazioni fornite nel rispetto delle prescrizioni della struttura tariffale. L’adeguamento previsto dal Consiglio federale si basa, tra l’altro, sul modello tariffale attuale. Secondo la struttura vigente, le sedute di fisioterapia generale dovrebbero durare in media circa 30&nbsp;minuti. La proposta del Consiglio federale avrebbe dunque ripercussioni sul fatturato dei fisioterapisti soltanto se le sedute fornite attualmente con il forfait di fisioterapia generale fossero di durata nettamente inferiore ai 30&nbsp;minuti. La modifica permetterebbe inoltre di garantire a ogni fisioterapista la stessa remunerazione per lo stesso onere.</p>