<h2>SubmittedText<h2><p>Diversi Cantoni, fra cui Ginevra e Ticino, prelevano alla fonte le imposte dei lavoratori frontalieri. Altri, come il Cantone di Vaud, riscuotono queste imposte mediante una compensazione finanziaria versata dallo Stato di residenza del frontaliere, conformemente all'accordo dell'11 aprile 1983 tra il Consiglio federale svizzero e il governo della Repubblica Francese concernente l'imposizione delle rimunerazioni dei frontalieri. </p><p>Dal giugno scorso, la Francia del presidente Macron trattiene imposte dovute al nostro Paese per 320 milioni di franchi, con conseguenze dirette sui Cantoni e sui Comuni interessati. Una situazione peraltro già verificatasi in passato, dato che, anche sotto le due ultime presidenze, la Francia si era comportata alla stessa stregua e, alla fine, aveva versato il dovuto soltanto dopo l'intervento di varie autorità.</p><p>La quota di imposte trattenute spettante al Cantone di Vaud ammonta a 112 milioni di franchi. Una situazione inaccettabile sia per il Cantone sia per i numerosi Comuni interessati, che sono costretti a chiedere prestiti per far fronte alle spese correnti.</p><p>Posto che sono stati già intrapresi alcuni passi verso un cambiamento del sistema impositivo, ovvero l'assoggettamento alla fonte, mi rivolgo al Consiglio federale chiedendo quanto segue:</p><p>1. Il Consiglio federale intende reagire con determinazione presso le autorità francesi per ottenere in tempi brevi il versamento dell'intera compensazione finanziaria dovuta?</p><p>2. Ha intenzione di avviare delle misure sanzionatorie nei confronti di un Paese che non rispetta l'accordo concluso e, così facendo, lede gli interessi di numerosi Cantoni e Comuni?</p><p>3. Ha intenzione di rinegoziare il suddetto accordo per definire in modo più preciso le modalità di versamento della compensazione finanziaria e decidere quali sanzioni applicare in caso di mancata osservanza di tali modalità?</p><p>4. Ha intenzione di adeguare la compensazione finanziaria, rimasta invariata al 4,5 per cento da 35 anni?</p><p>5. Consiglia ai Cantoni di passare all'imposizione alla fonte di tutti i lavoratori frontalieri per garantire il versamento di quanto dovuto?</p><p>Ringrazio il Consiglio federale per le risposte che fornirà alle mie domande.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nel 2018 la Confederazione è intervenuta a più riprese presso la Francia per sollecitare il pagamento della compensazione. La somma integrale dovuta è stata versata il 19 dicembre 2018.</p><p>2./3. Le modalità di pagamento della compensazione sono state fissate con uno scambio di lettere tra la Svizzera e la Francia. Il ritardo è dovuto alla lentezza della amministrativa francese, che prevede l'attuazione di verifiche. Secondo le spiegazioni delle autorità francesi, la somma dei salari dichiarati dai frontalieri residenti in Francia risulta considerevolmente inferiore rispetto all'importo dei salari lordi comunicato dal nostro Paese. Nel quadro del dialogo finanziario franco-svizzero, la Confederazione è pronta a discutere con la Francia al fine di prevenire e risolvere eventuali difficoltà legate all'applicazione dell'accordo dell'11 aprile 1983. In occasione di questi incontri, la Confederazione ribadirà l'obbligo del pagamento puntuale degli importi di compensazione.</p><p>4./5. L'accordo dell'11 aprile 1983 era stato approvato dai Cantoni interessati (Berna, Soletta, Basilea Città, Basilea Campagna, Vaud, Vallese, Neuchâtel e Giura) e ciascuno di essi è considerato giuridicamente parte contrattuale nell'accordo con la Francia. Spetta dunque ai suddetti Cantoni, se lo desiderano, dare il via presso le autorità federali alla procedura per introdurre l'imposizione nello Stato del luogo di lavoro o proporre nuove trattative concernenti il tasso di compensazione. Dato che le trattative si svolgerebbero con il Governo francese, i Cantoni dovrebbero essere rappresentati dalla Confederazione (cfr. art. 56, cpv. 3 Cost.).</p>  Risposta del Consiglio federale.