<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di presentare al Parlamento una modifica del Codice penale (CP) che garantisca la punibilità dell'evasione da carceri ed istituti.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Le 2625 evasioni citate dall'autore della mozione non comprendono soltanto le evasioni vere e proprie, ma anche, per esempio, i casi in cui il condannato non si è presentato per scontare la pena. Il numero di evasioni vere e proprie è nettamente inferiore: l'Ufficio federale di statistica (UST) ha rilevato 20 casi per il 2012 e 21 per il 2013, tra cui figurano anche le evasioni dal reparto chiuso di uno stabilimento aperto.</p><p>Il divieto di evasione chiesto dall'autore della mozione è contrario al principio riconosciuto secondo cui l'autofavoreggiamento non è di per sé punibile. Questo principio contraddistingue tutta la procedura penale e comporta, ad esempio, che nessuno è obbligato ad autoincriminarsi (il cosiddetto principio nemo tenetur, cfr. art. 113 CPP). Il fatto che attualmente l'evasione di un detenuto non sia di per sé punibile non significa tuttavia che resti senza conseguenze e non venga sanzionata. Il detenuto rischia infatti anzitutto di perdere eventuali agevolazioni dell'esecuzione e di non beneficiare della liberazione condizionale, come pure sanzioni disciplinari. Si rende inoltre punibile ad esempio se, durante l'evasione, ferisce persone, le sottopone a coercizione o danneggia oggetti. In tali casi può essere punito per ammutinamento (art. 311 CP), danneggiamento (art. 144 CP) o coazione (art. 181 CP).</p><p>Il Consiglio federale non reputa necessario legiferare ulteriormente.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.