<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Per la decisione del Consiglio federale di sopprimere o di eventualmente reintrodurre l'obbligo del visto sono determinanti in primo luogo fattori legati alla politica di sicurezza e a quella migratoria. I fattori relativi alla politica di sicurezza comprendono tanto la criminalità transfrontaliera e il terrorismo, quanto lo spionaggio e ogni attività illegale in generale che mette in pericolo l'ordine pubblico o la sicurezza della Svizzera. Dal punto di vista della politica migratoria, in primo piano vi è la situazione nel settore dell'asilo. In passato la Svizzera - circondata da Stati UE - ha costantemente cercato di impostare la propria politica in materia di visti tenendo conto di quella dell'UE; senza però riprendere automaticamente, ossia senza esame, le regole dell'UE. Si tratta piuttosto di procedere a un'analisi delle conseguenze della politica UE in materia di visti e di tentare di rendere tale politica compatibile con le disposizioni svizzere in materia d'entrata.</p><p>Il 1° gennaio 2002 i cittadini rumeni sono stati esonerati dall'obbligo del visto per l'entrata nell'UE. Dal 1° gennaio 2002 la Romania ha da parte sua unilateralmente soppresso l'obbligo del visto, oltre che per i cittadini UE, anche per i cittadini svizzeri. Soltanto dopo un lungo periodo di osservazione e dopo aver attentamente analizzato le conseguenze dell'esenzione dei cittadini rumeni dall'obbligo del visto per recarsi nell'UE, nonché dopo aver valutato la situazione dal profilo della politica migratoria (sensibile diminuzione delle domande d'asilo) e di sicurezza, anche il Consiglio federale ha infine deciso di sopprimere l'obbligo del visto per i cittadini rumeni. Questa decisione è stata adottata anche sulla base del buon funzionamento dell'accordo di riammissione che la Svizzera ha concluso con la Romania il 9 febbraio 1996.</p><p>2. A meno che non vi siano motivi rilevanti dal punto di vista della sicurezza o della migrazione che si contrappongono a un'armonizzazione con la politica in materia di visti dell'UE, quest'ultima è vantaggiosa per il turismo e i viaggi d'affari in Svizzera; disposizioni in materia di visti più restrittive rispetto a quelle applicate negli Stati UE danneggerebbero tale settore economico. Per evitare questo inconveniente, il Consiglio federale si sforza di praticare una politica in materia di visti che non si scosti eccessivamente da quella condotta dall'UE.</p><p>3. I fattori legati alla politica di sicurezza sono stati presi in considerazione anche prima di decidere di esentare i cittadini rumeni dall'obbligo del visto. È noto che la delinquenza legata al comportamento di cittadini rumeni, in particolare rom, è relativamente alta sia in Svizzera sia nei Paesi confinanti. Vi sono gruppi di rumeni autori di diverse forme di criminalità, come ad esempio i furti con scasso o il borseggio, sovente commessi da minorenni. Nel passato più recente sono pure stati constatati furti con scasso di apparecchi bancomat.</p><p>Immediatamente dopo la soppressione dell'obbligo del visto, il numero dei cittadini rumeni entrati legalmente in Svizzera è nettamente aumentato. Nello stesso tempo è stata sequestrata un'importante quantità di gioielli a buon mercato in ottone, non sdoganati, che cittadini rumeni tentavano di vendere in Svizzera come gioelli in oro, perlopiù in aree di sosta autostradali. Dopo essere apparso per la prima volta nella Svizzera romanda, questo fenomeno si è brevemente diffuso nell'intero Paese. Per le infrazioni commesse alla frontiera (importazione di merci non sdoganate) sono conseguentemente state inflitte multe relativamente elevate. La polizia ha immediatamente avvertito la popolazione. In circa due settimane il fenomeno ha così potuto essere arginato ed è completamente scomparso appena due mesi dopo la soppressione dell'obbligo del visto.</p><p>Non è ancora dato di sapere se il momentaneo aumento di reati commessi da gruppi di rumeni sia da ricondurre all'esenzione dall'obbligo del visto. L'aumento è, in ampia parte, anche un fenomeno prettamente stagionale ed è, in parte, addirittura inferiore ai valori record registrati negli anni 1998 e 1999. Nell'ambito di un attento esame della situazione in materia di criminalità, occorrerebbe prendere in considerazione anche gli effetti della soppressione dell'obbligo del visto per i cittadini rumeni nell'UE. Gli uffici responsabili analizzano le eventuali conseguenze in materia di politica della sicurezza e di politica migratoria e propongono le relative misure da prendere nell'ambito della politica dei visti. Attualmente non s'impone un cambiamento nei confronti della Romania.</p><p>Occorre ancora sottolineare che l'obbligo del visto, in quanto controllo d'entrata anticipato, non sostituisce il controllo delle persone alla frontiera. Le persone che intendono entrare in Svizzera, con o senza visto, devono rispettare le condizioni d'entrata. Se tali condizioni non sono soddisfatte, queste persone possono essere respinte alla frontiera.</p><p>4. La Svizzera ha già concluso accordi di soppressione dell'obbligo del visto con i dieci Stati che a partire dal 1° maggio 2004 fanno parte dell'UE (Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Repubblica slovacca, Slovenia, Repubblica ceca, Ungheria e Cipro). Un accordo è stato concluso con la Bulgaria, la cui adesione è prevista nel 2007.</p><p>L'11 giugno 1954 , mediante uno scambio di lettere, la Svizzera aveva concluso un accordo con la Turchia (la quale attualmente non sta negoziando un'adesione all'UE) per la soppressione reciproca del visto. Tale accordo è stato tuttavia annullato mediante decreto del Consiglio federale con effetto a partire dal 15 luglio 1982. Per il momento il Consiglio federale non ha pianificato una reintroduzione dell'esenzione dall'obbligo del visto. Non si parla di ulteriori potenziali candidati all'adesione all'UE.</p><p>5. I fattori legati alla politica migratoria e di sicurezza sono determinanti per un'eventuale reintroduzione dell'obbligo del visto. Ciò impone una costante rivalutazione della situazione. ll Centro federale di situazione, in collaborazione con i Cantoni e il Corpo delle guardie di confine, segue attentamente l'evolversi della situazione per quel che concerne i reati commessi da cittadini rumeni. Le competenti autorità preposte alla sicurezza eseguono inoltre controlli intensivi. Il Consiglio federale ha naturalmente la possibilità di decidere in ogni momento di reintrodurre l'obbligo del visto per i cittadini rumeni. L'accordo sull'esenzione dall'obbligo del visto contiene infatti anche una clausola di sospensione e di disdetta.</p>  Risposta del Consiglio federale.