B u n d e s v e rw a l t u n g s g e r i ch t T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i f f éd é r a l T r i b u n a l e am m i n i s t r a t i vo f e d e r a l e T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i v fe d e r a l Corte IV D-640/2012 S e n t e n z a d e l 2 m a r z o 2 0 1 2 Composizione Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, con l'approvazione del giudice Kurt Gysi, cancelliera Nicole Manetti. Parti A._______, nato il (…), alias B._______, nato il (…), alias, C._______, nato il (…), Tunisia, ricorrente, contro Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore. Oggetto Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; decisione dell'UFM del 26 gennaio 2012 / N […]. D-640/2012 Pagina 2 Visto: la domanda d'asilo che il ricorrente ha presentato in data 1° settembre 2011 in Svizzera; il documento che l' Ufficio federale della migrazione (di seguito: UFM) ha rimesso al ricorrente il medesimo giorno e mediante il quale lo ha reso attento circa la necessità di consegnare, en tro le 48 ore successive all'inoltro del la sua istanza, un documento d'identità o di viaggio, con comminatoria che, in caso di mancata consegna e in assenza di motiv i scusabili, non si entra nel merito della sua domanda d'asilo; i verbali d'audizione del 16 settembre 2011 (di seguito: verbale 1) e del 24 gennaio 2012 (di seguito: verbale 2); la decisione dell'UFM del 26 gennaio 2012, notificata al ricorrente il 27 gennaio 2012 (cfr. risultanze processuali); il ricorso inoltrato dal ricorrente il 2 febbraio 2012 (cfr. timbro del plico raccomandato; data d'entrata: 3 febbraio 2012); l'incarto originale dell'UFM, pervenuto a l Tribunale amministrativo federa- le (di seguito: il Tribunale) in data 3 febbraio 2012; la decisione incidentale del Tribunale dell'8 febbraio 2012; la presa di posizione dell'UFM del 15 febbraio 2012; ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti che verranno r i- presi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della vertenza; e considerato: che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, RS 173.110), in quanto la legge sull'asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi); D-640/2012 Pagina 3 che fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale, in virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le de cisioni ai sensi dell'art. 5 PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF; che l'UFM rientra tra dette autorità (art. 105 LAsi); che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA; che il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità inferio- re, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un int e- resse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a-c PA), e che è pertanto legittimato ad aggr a- varsi contro di essa; che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla forma ed al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono pure soddisfatti; che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso; che, preliminarmente, giusta l'art. 1 6 cpv. 2 LAsi, la procedura dinanzi all'UFM si svolge di norma nella lingua ufficiale nella quale ha avuto luogo l'audizione cantonale o nella lingua ufficiale del luogo di resi denza del r i- chiedente; che tuttavia, conformemente all'art. 4 dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni procedurali dell'11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311), l’UFM può scostarsi eccezionalmente dalla regola primaria della suddetta norma se il richiedente l' asilo o il suo rappresentante legale parla un’altra lingua ufficiale (lett. a), se in considerazione di domande entrate o della situ a- zione a livello del personale, ciò è provvisoriamente necessario per un d i- sbrigo efficiente e tempestivo delle domande (lett. b), o se il richiedente l’asilo è sentito direttamente in un centro di registrazione giusta l’articolo 29 cpv. 4 LAsi ed è assegnato a un Cantone con un’a ltra lingua ufficiale (lett. c); che, nella fattispecie, al momento della notifica della decisione dell'UFM, il ricorrente risiedeva a Bellinzona nel cantone Ticino, dove la lingua uff i- ciale è l'italiano; che, inoltre, l'audizione cantonale ha avuto luogo in it a- liano; che quindi, giusta l'art. 16 cpv. 2 LAsi, tale decisione avrebbe dovu- to essere redatta in lingua italiana; che, ciononostante, questa è stata re- datta in lin gua francese; che, con decisione incidentale dell'8 febbraio 2012, l'autorità inferiore è stata invitata ad indicare a codesto Tribunale perché si è scostata dall'art. 16 cpv. 2 LAsi; che, con la sua presa di pos i-D-640/2012 Pagina 4 zione del 15 febbraio 2012, l'UFM ha spiegato che dal ricorso inoltrato dal richiedente non risulta che egli non abbia capito la deci sione, che nell'ambito dell'audizione cantonale, egli, riguardo alle sue conoscenze linguistiche, avrebbe menzionato il francese e l'italiano indifferentemente (cfr. verbale 1, pag. 3) e che nel ricorso l'interessato non ha sollevato al- cuna eccezione circa la lingua nella quale è stata redatta la decisione, per il che non c'è ragione di credere che egli non abbia potuto comprender ne il contenuto; che questo Tribunale si associa alla summenzionata presa di posizione dell'autorità inferiore, ammettendo, nella fattispecie, l'eccezione all'art. 16 cpv. 2 dell'art. 4 lett. a Oasi 1; che, giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi e dell'art. 37 LTAF, nei procedimenti su ricorso è determinante la lingua del- la decisione impugnata; che, se le parti utilizzano un'altra lingua, il proc e- dimento può svolgersi in tale lingua; che, nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in francese ed il ricorso è stato presentato in italiano; che, pertanto, la presente se n- tenza può essere redatta in italiano; che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, sono decisi in procedura semplificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico , con l’approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la dec i- sione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi); che, nell'ambito dell'audizione sommaria, l'interessato ha dichiarato di e s- sere cittadino tunisino, nato e con ultimo domicilio a Tunisi, in Tunisia (cfr. verbale 1, pag. 1); che il richiedente avrebbe lasciato la Tunisia il 17 agosto 2011, imbarcan- dosi a Sfax per recarsi in Sicilia a Mazara del Vallo (Italia); che avrebbe poi transitato in varie località italiane, viaggiando a piedi, con la nave e in treno, fino al giorno del suo arrivo in Svizzera, il 1° settembre 2011, dove ha depositato la propria domanda d'asilo (cfr. verbale 1, pagg. 1 e 7); che, nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato, da un lato, che il ricorrente non ha consegnato alle autorità competenti in materia d'asilo alcun documento d'identità o di viaggio valevole ai sensi dell'art. 1a lett. b e c OAsi 1; che, dall'altro lato, detto Ufficio ha ritenuto che nessuna delle eccezioni previste all'art. 32 cpv. 3 LAsi è realizzata nel caso di specie; D-640/2012 Pagina 5 che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata domanda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi e contestualmente ha pronunciato l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera e l'esecuzione dell'allo n- tanamento verso la Tunisia siccome lecita, esigibile e possibile; che, nel ricorso, l'insorgente non ha fornito alcun nuovo elemento giustifi- cante la mancata consegna dei documenti ai sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi; che, infatti, egli ribadisce di avere perso la carta d'identità; che, in merito al passaporto, asserisce di avere contattato la madre in pa- tria per provvedere alla spedizione di tale documento ma purtroppo que- sto non gli sarebbe ancora giunto; che, nell'ambito dell'audizione somma- ria, aveva assicurato che avrebbe contattato la madre per farsi spedire il passaporto (cfr. verbale 1, pagg. 5 seg.); che, tuttavia, nel corso della successiva audizione federale ha affermato di non avere intrapreso nulla per procurarselo per timore di essere rinviato nel suo Paese (cfr. verbale 2, pagg. 2 seg.); che, per quanto riguarda i suoi motivi d'asilo, il richiedente non ha, nel ri- corso, né riesposto i fatti illustrati in occasione delle audizioni, né ne ha indicati di nuovi; che, nell'atto di ricorso, l'insorgente sostiene che, in relazione all'esecu- zione dell'allontanamento, la valutazione dell'UFM sarebbe, alla luce della situazione umanitaria e di insicurezza vigente in Tunisia, assolutamente lacunosa e che gli elementi presenti nella fattispecie avrebbero dovuto condurre l'UFM ad una decisione d'entrata nel merito; che, in conclusione, il ricorrente ha chiesto l'annullamento della decisione impugnata e la trasmissione degli atti di causa all'autorità inferiore per una nuova decisione; che ha, altresì, presentato una domanda d'ass i- stenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versam ento delle spese di giustizia e del relativo anticipo; che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito d'una d o- manda d'asilo se il richiedente non consegna alle autorità alcun doc u- mento di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione della d o- manda; che, secondo l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si applica se l'int e- ressato può rendere verosimile di non essere in grado, per motivi scus a- bili, di consegnare documenti di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione della domanda (lett. a), se la qualità di rifugiato del rico r-D-640/2012 Pagina 6 rente è accertata in base all'audizione, nonché in base all'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), oppure se l'audizione rileva che sono necessari ulteriori chiarimenti per accertare la qua lità di rifugiato o l'esistenza d'un imped i- mento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. c); che sono documenti di viaggio o d'identità ai sensi di legge quelli ufficiali, segnatamente il passaporto e la carta d'identità, che permettono un'ide n- tificazione certa del richiedente l'asilo (in particolare della sua cittadina n- za) e che ne assicurano il rimpatrio senza necessità di particolari formal i- tà amministrative (DTAF 2007/7 consid. 5); che, per contro, non sono documenti validi giusta l'art. 32 cpv. 2 let t. a LAsi quelli emessi per altri scopi, come la licenza di condurre, la carta professionale, il certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato di f i- ne degli studi (ibid., consid. 6); che, nel caso concreto, il ricorrente, a distanza sei mesi dalla presenta- zione della domanda d'asilo, non ha esibito alcun documento che ade m- pia i citati criteri; che il suo passaporto si troverebbe al suo domicilio in Tunisia; che, in se- de di prima audizione, alla domanda di cosa avrebbe fatto per procurarsi i documenti d'identità o di viaggio dopo essere stato informato, tramite un documento da lui firmato, dell'incombenza di dover fornirne uno nelle 48 ore dopo l'inoltro della domanda d'asilo , egli ha dichiarato di non avere compreso il contenuto del detto documen to, ma che ora l'ha capito; che , alla domanda di cosa avrebbe fatto per procurarsi il passaporto, egli ha riposto che non ci sarebbe stata altra soluzione che quella di contattare il cugino in Francia, il quale sarebbe andato in Tunisia e gli avrebbe portato il passaporto; che l'auditore gli ha raccomandato invece di farsi mandare il documento dalla madre (in patria) e che il richiedente si è dichiarato d'accordo (cfr. verbale 1, pagg. 5 seg.); che, tuttavia, in occasione dell'audizione federale, alla doman da di cosa avesse fatto per procurarsi detto documento, ha dichiarato di non avere intrapreso nulla poiché non vuole essere rimpatriato in Tunisia (cfr. verbale 2, pag. 3); che, nell'atto di ricorso, egli spiega che dopo la seconda audizione avrebbe compreso l'importanza di presentare tale documento e che d'altronde avrebbe già ri- ferito nel corso della prima audizione che avrebbe fatto il possibile per farsi spedire il passa porto, cosa che avrebbe fatto, ma il documento non gli sarebbe ancora giunto, intenderebbe tuttavia consegnarlo all'UFM non appena in suo possesso; D-640/2012 Pagina 7 che, argomentazioni come quelle addotte quo al possesso di documenti , risultano verosimilmente inattendibili; che, vista l'inconsistenza, l'inattendibilità e l'incongruenza delle suddette dichiarazioni del ricorrente circa il possesso del suo passaporto, il Trib u- nale ha ragione di concludere che il ricorrente dissimuli i propri documenti per i bisogni della causa; che, per di più, il richiedente ha fornito, al momento dell'entrata in Svizz e- ra, un'identità diversa da quella fornita in seguito nell'ambito delle aud i- zioni; che, alla domanda del motivo che l'avrebbe indotto a fornire delle identità diverse ha risposto che alle guardie di confine ha dichiarato un nome falso poiché credeva di trovarsi ancora su territorio italiano e tem e- va di essere rimpatriato in Tunisia, assicurando che la vera identità è quella fornita in sede di audizione (cfr. verbale 1, pag. 2); che quest'attitu- dine non può che confermare la scarsa disponibilità del richiedente a cr e- are trasparenza in merito alla sua identità; che, di conseguenza, non avendo né esibito un documento d'identità, né fornito una valida giustificazione per la mancata p roduzione degli stessi, l'eccezione prevista all'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi a favore dell'insorgente non è applicabile; che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, in ba- se agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione, è accertata la qualità di rif u- giato del richiedente; che, inoltre, con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legislatore ha introdotto con l'art. 32 cpv. 2 lett. a nonché cpv. 3 LAsi un a procedura sommaria nell'ambito della quale è statuito sull'adempimento o meno de l- la qualità di rifugiato, nonostante che la stessa termini con una decisione di non entrata nel merito (DTAF 2007/8 consid. 5); che la manifesta irrilevanza può risultare, fr a l'altro, dalla palese assenza d'una sufficiente intensità dei pregiudizi, dall'inattualità degli stessi nonché dall'evidente esistenza di un'alternativa di rifugio interna dalle persec u- zioni statali oppure di un'appropriata protezione statale contro l'ag ire ille- gittimo di terzi (DTAF 2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5); D-640/2012 Pagina 8 che l'insorgente ha dichiarato sostanzialmente d'essere espatriato sia per motivi economici, sia per i trattamenti ingiusti che si subirebbero nel Pa e- se da parte delle autorità; che il ricorrente non ha presentato, all'infuori di generiche censure, arg o- menti o prove suscettibili di giustificare una diversa valutazione, rispetto a quella di cui all'impugnata decisione (di non entrata nel merito della d o- manda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi); che, a mente di questo Tribunale, come rettamente evidenziato dall'aut o- rità inferiore, i motivi elencati d al richiedente a sostegno della sua d o- manda d'asilo non presentano alcun elemento di rilevanza; che, segn a- tamente, il fatto di essere malpagati oppure di non essere, a volte, pagati del tutto, o il fatto di non avere i mezz i finanziari che permettano di ma n- tenere la famiglia , non costituiscono , nel contesto descritto, manifesta- mente un motivo rilevante ai sensi dell'art. 3 LAsi; che, inoltre, anche il fatto di essere già stato, come molti altri giovani, fermato più volte dalle autorità in modo arbitrario per controlli d'identità , e, in un'occasione, i n- carcerato per una notte, rende assente una sufficiente intensità di pregi u- dizi ai sensi dell'art. 3 LAsi; che, di conseguenza, i motivi d’asilo evocati sono stati esaminati e rett a- mente ritenuti dall’autorità inferiore come irrilevanti, giusta l’art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi; che, in considerazione di quanto precede, non risultano elementi ai sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi da cui dedurre la necessità d'ulteriori acce r- tamenti ai fini della determinazione della qualità di rifugiato dell'insorge n- te; che, in aggiunta, non s i giustificano neppure delle misure d'istruzione complementari ai fini d'accertare l'esistenza d'un eventuale impedimento all'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente dal punto di vista dell'ammissibilità (cfr. DTAF 2009/50 consid. 5-8, DTAF 2007/8 co n- sid. 5.6.5-5.7); che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere che l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente in Tunisia possa violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della convenzione sullo statu- to dei rifugiati del 28 luglio 1951 (Conv., RS 0.142.30), l'art. 5 LAsi (divieto di respingimento) nonché l'art. 83 cpv. 3 della legge federale sugli stranie-D-640/2012 Pagina 9 ri del 16 dicembre 2005 (LStr, RS 142.20) o esporre il ricorrente in patria al rischio reale ed immediato di trattamenti contrari all'art. 3 della conven- zione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali del 4 novembre 1950 (CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 d ella convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105); che, da quanto esposto, ne discende che l'UFM rettamente non è entrato nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi; che, di conseguenza, in materia di non entrata nel merito, il ricorso, dest i- tuito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la decisione impugnata va confermata; che il ricorrente non adempie le condizioni in vi rtù delle quali l'UFM avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera (art. 14 cpv. 1 e 2, art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 OAsi 1; DTAF 2009/50 consid. 9); che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 LStr, giu- sta il quale l'esecuzione dell'allontanamento dev'essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr); che, in considerazione di quanto indicato poc'anzi, l'esecuzione dell'allon- tanamento è ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr in relazione all'art. 44 cpv. 2 LAsi); che anche da un punto di vista della situazione in Tunisia, della situazione personale, segnatamente dello stato di salute, essendo giovane ed ave n- do un'esperienza professionale oltre che una rete sociale, l'allontanamen- to è ragionevolmente esigibile; che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr in relazione all'art. 44 cpv. 2 LAsi), potendo egli, usando della necessaria diligenza, procurarsi ogni documento indispensabile al rimpatrio (cfr. DTAF 2008/34 consid. 12); che in sunto, ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammi s- sibile, ragionevolmente esigibile e possibile; D-640/2012 Pagina 10 che, di co nseguenza, anche in materia d'allontanamento e relativa es e- cuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'autorità infe- riore confermata; che l’UFM con la decisione impugnata non ha pertanto violato il diritto federale né abusato del suo pot ere d’apprezzamento; che esso non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata (art. 106 LAsi), per il che il ricorso va respinto; che, avendo il Tribunale statuito nel merito del rico rso, la domanda d'esenzione dal versamento d'un anticipo equivalente alle presunte spese processuali è divenuta senza oggetto; che, essendo le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità d'esito favo- revole, la domanda d'assistenza giudiziaria, nel sen so della dispensa dal pagamento delle spese processuali, è respinta (art. 65 cpv. 1 PA); che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.–, che seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle spe- se ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]); che la presente decisione non concerne persone contro le quali è pe n- dente una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che hanno a b- bandonato in cerca di protezione (art. 83 lett. d cifra 1 LTF); che la decisione non può essere impugnata con ricorso in materia di diri t- to pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d LTF); che la pronuncia è quindi definitiva. (dispositivo alla pagina seguente) D-640/2012 Pagina 11 Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronu n- cia: 1. Il ricorso è respinto. 2. La domanda d'assistenza giudiziaria, nel senso dell'esenzione dal pag a- mento delle spese processuali, è respinta. 3. Le spese processuali, di CHF 600.–, sono poste a carico del ricorrente. Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale amministrati- vo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sentenza. 4. Questa sentenza è comunicata al ricorrente, all'UFM e all'autorità c anto- nale competente. Il giudice unico: La cancelliera: Daniele Cattaneo Nicole Manetti Data di spedizione: