<h2>SubmittedText<h2><p>Nel contesto della pandemia da coronavirus è nettamente cresciuta l'importanza dell'"abitare". Stiamo tutti passando infatti più tempo nelle nostre case. Anche le nuove forme abitative stanno attirando l'attenzione. I loft condivisi, gli appartamenti cluster e altre forme di abitazione in comune non solo contribuiscono alla coesione sociale, ma anche all'uso parsimonioso dello spazio abitativo. </p><p>In questo contesto invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande: </p><p>1. Quanto sono diffuse le nuove forme abitative in Svizzera?</p><p>2. Quali opportunità ravvisa il Consiglio federale nelle nuove forme abitative, come gli appartamenti cluster o i loft condivisi? </p><p>3. Che cosa fa per sostenerle?</p><p>4. Queste forme abitative promuovono anche l'autoassistenza e il sostegno tra vicini? </p><p>5. Questi due elementi si osservano più spesso nelle cooperative? E che cosa significa per la resilienza delle società urbane in particolare?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Con il termine "nuove forme abitative" si intendono per lo più stili di vita e modi di abitare che si discostano dalle forme convenzionali a livello di composizione del nucleo familiare e di adattabilità. Oltre ai (grandi) appartamenti condivisi, queste forme includono anche gli appartamenti cluster e i microappartamenti (microliving), cioè abitazioni in cui convivono persone che non sono né imparentate tra loro né in un rapporto di coppia (abitazioni collaborative). Nel concetto dei loft condivisi si aggiunge il fatto che i residenti trasformano da soli lo spazio a disposizione.</p><p>Alle domande poste rispondiamo come segue.</p><p>1. Non esistono rilevazioni specifiche sulla diffusione delle nuove forme abitative in Svizzera. Nel complesso la loro quota è piuttosto modesta. Secondo uno studio Raiffeisen condotto all'inizio del 2021, negli ultimi dieci anni la percentuale di persone che vivono in un appartamento condiviso è passata dall'1,5 al 2,7 per cento. In generale si constata che le forme abitative comunitarie sono particolarmente diffuse nelle regioni urbane.</p><p>2. Le nuove forme permettono la coesistenza di diversi stili di vita e sono un modo per reagire al cambiamento delle esigenze abitative, delle strutture familiari o dei modelli di lavoro. Le forme di alloggio in comune, come il microliving o gli appartamenti cluster, comportano tendenzialmente un minor consumo di spazio abitativo pro capite. Nella maggior parte dei casi potrebbero essere condivisi anche i beni di consumo. Ciò determina spesso un minore impatto ambientale e costi di alloggio inferiori per i residenti. Se questo avviene anche nei loft condivisi dipende, non da ultimo, dalla densità d'uso. In connessione con la trasformazione autonoma degli spazi è anche possibile sperimentare il riutilizzo di materiali e materie prime ed esplorare se esistono le condizioni quadro per farlo.</p><p>3. Non esiste un sostegno federale specifico. Nell'ambito della promozione dell'edilizia abitativa di utilità pubblica la Confederazione sostiene invece anche i progetti riguardanti le nuove forme abitative. Negli ultimi anni sono stati finanziati diversi progetti di appartamenti cluster attraverso prestiti dal fondo di rotazione. Inoltre, alla fine del 2020, l'Ufficio federale delle abitazioni (UFAB) ha modificato la sua ordinanza concernente i limiti dei costi e gli importi dei mutui per gli oggetti locativi o in proprietà (RS 842.4), semplificando così notevolmente la promozione di grandi appartamenti.</p><p>Inoltre, la ricerca in materia tratta anche queste nuove forme abitative e divulga i risultati. Nel programma di ricerca 2020-2023 l'inquadramento è dato dalle priorità tematiche 3 "Patrimonio edilizio e abitativo adattato all'evoluzione dei bisogni" e 5 "Politica dell'alloggio innovativa al livello appropriato: sperimentare, implementare, imparare".</p><p>L'UFAB può inoltre promuovere progetti esemplari a carattere innovativo e ecologicamente sostenibile (art. 41 cpv. 2 lett. c Legge sulla promozione dell'alloggio [RS 842]). Attualmente è in preparazione un progetto esemplare riguardante il tema loft condivisi / trasformazione autonoma degli spazi.</p><p>4. Queste forme abitative contribuiscono generalmente all'assistenza di vicinato e all'autoaiuto: non solo per la presenza di strutture da condividere, ma anche perché la vita in comune è particolarmente importante per le persone che vi abitano. Il progetto summenzionato mira ad approfondire questioni di questo tipo.</p><p>Da quanto ci risulta, attualmente sono soprattutto i committenti di utilità pubblica che realizzano progetti di microliving, cluster o loft condivisi. Questi modelli sono ancora poco diffusi nell'edilizia di mercato. L'autoassistenza, l'autogestione e l'autoresponsabilità sono principi cooperativi che non si limitano alle nuove forme abitative e contribuiscono alla resilienza degli individui, sia in una società urbana che rurale.</p>  Risposta del Consiglio federale.