<h2>SubmittedText<h2><p>Così come la produzione di energia e l'estrazione di materie prime minerali, anche la coltivazione di materie prime agricole pone grandi sfide in termini di diritti umani e sul piano ecologico. In qualità di maggiore piazza commerciale a livello mondiale in questo settore, la Svizzera ha una grande responsabilità, tanto più che in numerosi Paesi i commercianti svizzeri di materie prime agricole integrati verticalmente hanno un controllo diretto sulla produzione (i casi più evidenti sono quando controllano direttamente la coltivazione). Per la prima volta un'analisi ha evidenziato che i commercianti agricoli svizzeri possiedono o gestiscono almeno 2,7 milioni di ettari di superfici coltivabili in oltre venti Paesi del Sud del mondo.</p><p>La Svizzera sostiene "la valutazione regolare delle imprese di estrazione delle materie prime" per mezzo di un contributo finanziario alla fondazione Responsible Mining Foundation. Sarebbe auspicabile che facesse lo stesso con i commercianti agricoli. </p><p>Già cinque anni fa l'OCSE e la FAO hanno elaborato delle linee guida per le imprese attive nelle catene del valore agricole, al fine di sostenerle nell'attuazione dell'obbligo di diligenza.</p><p>In questo contesto invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande.</p><p>1. Il Consiglio federale condivide l'opinione secondo cui anche il commercio svizzero di materie prime agricole è tenuto a un obbligo di diligenza in materia di diritti umani e, soprattutto a livello della coltivazione, è confrontato con sfide tali che rendono necessaria una maggiore attenzione all'applicazione dell'obbligo di diligenza?</p><p>2. Come (con quale sistema di valutazione, con quale frequenza) il Consiglio federale verifica in che misura i commercianti agricoli svizzeri rispettano l'obbligo di diligenza in materia di diritti umani e adempiono la Guida OCSE-FAO?</p><p>3. Oggi, cinque anni dopo la loro pubblicazione, che bilancio trae il Consiglio federale in merito all'applicazione della Guida OCSE-FAO da parte dei commercianti agricoli svizzeri? </p><p>4. Il Consiglio federale è disposto a sostenere anche la valutazione regolare delle imprese attive nel commercio di materie prime agricole in modo da promuovere il comportamento integro e responsabile per quanto riguarda il rispetto dei diritti umani e degli standard ambientali e sociali in Svizzera e all'estero da lui auspicato, o a svolgere esso stesso una tale valutazione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1- 4. La Confederazione si aspetta che le imprese con sede in Svizzera o operanti nel nostro Paese, comprese quelle del settore del commercio delle materie prime agricole, assumano le proprie responsabilità conformemente agli standard e alle linee guida riconosciuti a livello internazionale per una condotta responsabile delle imprese in tutte le loro attività in Svizzera e all'estero. Tra questi figurano, per esempio, le Linee Guida OCSE per imprese multinazionali e la Guida OCSE-FAO per lo sviluppo di catene di approvvigionamento agricolo responsabili, che contengono raccomandazioni su come rispettare l'obbligo di diligenza in materia di diritti umani lungo l'intera catena del valore.</p><p>Grazie a eventi e colloqui bilaterali, la Confederazione intrattiene regolari scambi di vedute con le imprese e in queste occasioni ha anche la possibilità di rammentare loro le aspettative del Consiglio federale. Inoltre, nell'ambito di corsi di formazione specifici mostra loro come applicare gli strumenti dell'OCSE e la guida elaborata ad hoc per le imprese impegnate nel commercio di materie prime relative all'obbligo di diligenza in materia di diritti umani. Nel 2019 diverse imprese e iniziative con sede in Svizzera (p.es. la Roundtable on Sustainable Palm Oil) hanno partecipato al progetto pilota dell'OCSE per l'attuazione della Guida OCSE-FAO. Il nostro Paese sostiene altresì lo sviluppo di un metodo dell'OCSE teso a permettere l'allineamento di iniziative sostenibili promosse dal settore privato alla Guida OCSE-FAO. Tale metodo verrà testato nell'ambito di un progetto pilota, per esempio in collaborazione con la Piattaforma svizzera per un cacao sostenibile. In caso di presunte violazioni delle Linee Guida OCSE per imprese multinazionali, il Punto di contatto nazionale funge da servizio di mediazione extragiudiziale. Esso si è già occupato di alcuni casi concernenti imprese attive nel commercio di materie prime agricole. Il Consiglio federale non verifica in che misura le singole imprese svizzere attive nel settore agricolo rispettano le raccomandazioni della Guida OCSE-FAO relative all'obbligo di diligenza in materia di diritti umani. L'OCSE pubblicherà un rapporto sulle attività degli Stati firmatari volte a promuovere l'attuazione della Guida a cinque anni dalla sua pubblicazione.</p><p>Con effetto al 1° gennaio 2022, il Consiglio federale ha posto in vigore i nuovi obblighi di rendiconto per quanto riguarda il rispetto dei diritti umani, le condizioni dei lavoratori e la protezione dell'ambiente nonché l'obbligo di diligenza e di rendiconto per quanto concerne il lavoro minorile, che interessano anche i commercianti di materie prime agricole.</p><p>Nell'ambito della cooperazione economica allo sviluppo, la SECO sostiene la Piattaforma svizzera per un cacao sostenibile. Essa comprende circa 70 attori e il suo obiettivo è far sì che entro il 2025 almeno l'80 per cento dei prodotti contenenti cacao importati in Svizzera provenga da una coltivazione sostenibile, quota che dovrebbe raggiungere addirittura il 100 per cento entro il 2030. Inoltre, attualmente sono in fase di elaborazione iniziative multistakeholder e progetti congiunti con il settore privato elvetico riguardanti prodotti agricoli come caffè o olio di palma, onde promuovere la sostenibilità sul piano della produzione, della trasformazione e del commercio. Al momento si sta esaminando la possibilità di sostenere degli approcci per la valutazione delle imprese nel settore agricolo simili a quelli della Responsible Mining Foundation.</p>  Risposta del Consiglio federale.