<h2>SubmittedText<h2><p>Gli svizzeri all'estero lamentano grandi ostacoli nel traffico dei pagamenti transfrontaliero. Ricorrono sempre più spesso segnalazioni di casi in cui le banche svizzere rifiutano come nuovi clienti gli svizzeri all'estero o addirittura disdicono condizioni contrattuali in corso. Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. All'interno dell'UE, il regolamento (CE) n. 2560/2001 contrasta gli ostacoli nel traffico dei pagamenti transfrontaliero. Quali provvedimenti intende adottare il Consiglio federale affinché anche in Svizzera (come internamente all'UE) le commissioni nel traffico elettronico dei pagamenti a livello transfrontaliero vengano rese note (trasparenza delle commissioni)? Cosa intraprende per evitare che sia le singole commissioni come pure quelle forfettarie non siano più alte rispetto ai pagamenti nazionali (non discriminazione)?</p><p>2. Gli svizzeri all'estero necessitano assolutamente di relazioni funzionanti con le banche svizzere. Ad esempio, per il versamento delle rendite AVS si esige un conto in Svizzera. Il Consiglio federale è consapevole della situazione sempre più difficile? Al riguardo, ha una visione d'insieme sulla prassi attuale degli istituti bancari? Cosa intende fare per migliorare la situazione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Con l'ammissione nel 2006 della Svizzera nella cerchia degli Stati membri della Single Euro Payments Area (SEPA), il traffico dei pagamenti transfrontaliero tra la Svizzera e lo spazio UE/SEE è stato semplificato. L'obiettivo della SEPA è rendere il traffico dei pagamenti transfrontaliero efficiente quanto quello nazionale. La maggior parte degli istituti finanziari svizzeri che fornisce a clienti privati prestazioni di servizi nel settore del traffico dei pagamenti partecipa alla procedura di trasferimento SEPA e ha sottoscritto un accordo con lo European Payments Council, l'organismo decisionale e di coordinamento dell'industria bancaria europea per il traffico dei pagamenti. Tale accordo permette di effettuare trasferimenti e addebiti in euro secondo la procedura standardizzata della SEPA, ciò che rispetto alle transazioni non SEPA incrementa l'efficienza e la trasparenza. In veste di National Adherence Support Organisation, la SIX Interbank Clearing assiste gli istituti finanziari svizzeri in questa procedura.</p><p>Ciononostante nel traffico dei pagamenti tra la Svizzera e i Paesi dell'UE/SEE le commissioni sono in parte più elevate rispetto a quelle previste per le transazioni all'interno dello spazio UE/SEE. Nel regolamento n. 924/2009, che abroga il regolamento (CE) n. 2560/2001, l'UE ha stabilito che all'interno di uno Stato membro dell'UE/SEE, gli istituti finanziari devono applicare ai pagamenti transfrontalieri all'interno dello spazio UE/SEE le stesse commissioni applicate ai pagamenti nazionali (principio della non discriminazione). Il regolamento UE non disciplina le commissioni da applicare ai pagamenti effettuati a istituti finanziari in Stati non membri dell'UE/SEE come la Svizzera. Inoltre, non è possibile garantire esaustivamente la trasparenza delle commissioni applicate alle transazioni transfrontaliere, in particolare a quelle dallo spazio UE/SEE verso la Svizzera, poiché nello spazio UE/SEE ogni istituto finanziario è libero di scegliere la propria struttura delle commissioni.</p><p>Il Consiglio federale è consapevole del fatto che gli svizzeri all'estero sono particolarmente interessati da questo onere supplementare. Per la maggior parte degli svizzeri residenti all'estero, una relazione bancaria in Svizzera è indispensabile, ad esempio a causa di un'ipoteca o del trasferimento della rendita. Secondo un sondaggio della Sorveglianza dei prezzi svolto a fine agosto 2012 presso 32 istituti finanziari, le tasse e le spese di gestione dei conti bancari in Svizzera di clienti residenti all'estero differiscono considerevolmente da un istituto all'altro (Dipartimento federale dell'economia; Sorveglianza dei prezzi SPR: "Newsletter" n. 5/12 del 30 agosto 2012). Questo fa presumere che la concorrenza sul mercato funzioni. Il sorvegliante dei prezzi rinuncia pertanto alla possibilità di intervenire. Il recepimento della direttiva SEPA da parte degli istituti finanziari ridurrà le commissioni derivanti da transazioni in euro tra un conto svizzero e un conto nell'UE. Tuttavia, non è possibile escludere che in futuro gli istituti finanziari gravino maggiormente i clienti residenti all'estero, soprattutto a causa di esigenze normative supplementari nell'attività transfrontaliera. Il Consiglio federale continuerà a seguire attentamente gli sviluppi della struttura delle commissioni nel traffico dei pagamenti transfrontaliero.</p>  Risposta del Consiglio federale.