<h2>SubmittedText<h2><p>Dal 1996 la Svizzera partecipa regolarmente a esercitazioni e manovre nel quadro del Partenariato per la pace (PPP) istituito dalla NATO. </p><p>Per motivi inerenti alla politica di neutralità il DDPS ha rinunciato a partecipare a due impieghi NATO/PPP che hanno avuto luogo nel maggio 2009 a Tbilisi (Georgia). Ciò mi induce a chiedere al Consiglio federale l'elaborazione di un "Rapporto concernente la partecipazione della Svizzera al PPP dal 1996 al 2009" che risponda segnatamente alle seguenti domande: </p><p>1. A quanti eventi del PPP e con quanti militari - suddivisi in militari di professione e militari di milizia - ha finora partecipato la Svizzera? Quali erano le finalità principali di questi impieghi?</p><p>2. A quante partecipazioni PPP la Svizzera ha finora rinunciato? Oltre a motivi inerenti alla politica di neutralità, vi sono state anche altre ragioni?</p><p>3. Quanti eventi del PPP la Svizzera ha finora organizzato direttamente?</p><p>4. Quali costi complessivi (costi integrali) hanno generato globalmente e annualmente le partecipazioni a esercitazioni e manovre NATO/PPP?</p><p>5. Quali vantaggi concreti ha finora recato alla Svizzera, e in particolare alla sua difesa nazionale, la partecipazione al PPP? In casi concreti, la non partecipazione avrebbe potuto comportare ripercussioni negative?</p><p>6. In conseguenza di tale partenariato con la NATO, nell'esercito svizzero si è proceduto ad adeguamenti concreti in materia di equipaggiamento, istruzione, dottrina ecc.?</p><p>7. Esiste una collaborazione permanente tra gli stati maggiori dell'esercito svizzero e della NATO? Se sì, in che modo è disciplinata?</p><p>8. Come valuta il Consiglio federale l'importanza futura del PPP, sia dal proprio punto di vista che dal punto di vista della NATO? Sorgono interrogativi o problemi in relazione con la neutralità svizzera?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Svizzera partecipa al Partenariato per la pace (PPP) dal dicembre 1996 e da allora prende regolarmente parte anche alle esercitazioni che hanno luogo in tale ambito. Dal 1997 il Consiglio federale allestisce annualmente rapporti su queste partecipazioni e su tutte le altre attività della Svizzera nell'ambito del PPP, ciò conformemente all'articolo 152 capoverso 2 della legge sul Parlamento (RS 171.10), secondo cui il Consiglio federale deve informare regolarmente e in modo completo in merito ai suoi progetti in materia di politica estera. Di conseguenza, il Consiglio federale sottopone annualmente ai presidenti dei due Consigli, alle Commissioni di politica estera e alle Commissioni della politica di sicurezza di entrambe le Camere un rapporto sulla partecipazione della Svizzera al PPP. In tali rapporti si trova risposta a gran parte delle domande sollevate nel postulato.</p><p>Considerata l'esaustività dei rapporti sinora presentati, il Consiglio federale è del parere che non è necessario un ulteriore rapporto per gli anni 1996-2009, anche alla luce degli sforzi sinora intrapresi per snellire complessivamente l'allestimento dei rapporti, come più volte auspicato dal Parlamento.</p><p>Il Consiglio federale risponde alle domande come segue:</p><p>1. Ogni anno la Svizzera partecipa in media a cinque fino a sette esercitazioni PPP, con singole persone o con contingenti di piccole dimensioni (formati al massimo da circa 20 persone). La maggior parte delle esercitazioni consistono in cosiddette esercitazioni quadro di stato maggiore, in cui si tratta di esercitare, sulla base di un mandato fittizio dell'ONU per un impiego di promovimento della pace, il lavoro in uno stato maggiore multinazionale.</p><p>2. Nel maggio 2009, in occasione di due esercitazioni in Georgia, la Svizzera ha rinunciato per ragioni politiche - per la prima e sinora unica volta - a partecipare a un'esercitazione per la quale si era annunciata. In generale, tuttavia, la partecipazione della Svizzera è limitata a poche esercitazioni PPP.</p><p>3. Nel quadro del Partenariato per la pace la Svizzera offre in media circa 30 corsi di formazione l'anno, tra i quali figurano, oltre a corsi in ambito militare, anche corsi in ambito civile, offerti ad esempio dal DFAE.</p><p>4. La partecipazione annua alle da cinque a sette esercitazioni PPP comporta costi supplementari tra i 200 000 e i 250 000 franchi. Nel quadro del PPP, oltre quello appena menzionato, vi sono poi ulteriori fattori di costo quali la partecipazione a progetti (concernenti per es. la distruzione di vecchie munizioni e armi) o l'esecuzione di propri corsi PPP in Svizzera. Il budget annuo per il PPP ammonta a circa 4,5 milioni di franchi, di cui circa 4 a carico del DDPS e circa 0,5 a carico del DFAE. Per l'anno 2008 è stata allestita per la prima volta una stima delle spese complessive, dalla quale è risultato che i costi complessivi della partecipazione della Svizzera al PPP ammontano a circa 10 milioni di franchi.</p><p>5. Per l'esercito il vantaggio principale della partecipazione consiste nel poter esercitare la collaborazione con le forze armate del suo contesto regionale, in vista di una partecipazione a impieghi di sostegno alla pace o a impieghi di appoggio all'assistenza umanitaria. Inoltre, vi è la possibilità di un confronto con altri eserciti. Da una mancata partecipazione conseguirebbe semplicemente che l'esercito non disporrebbe più di simili possibilità di istruzione e di confronto o dovrebbe realizzarle separatamente, senza poter ricorrere a una rete di contatti preesistente.</p><p>6. La partecipazione al PPP non ha avuto di per sé conseguenze in materia di adeguamenti. Tale collaborazione poggia sul principio di non implicare alcun obbligo né qualsivoglia automatismo. Indipendentemente da tali considerazioni, per alcuni settori l'esercito ha deciso di prendere spunto da standard della NATO. Per ulteriori informazioni, il Consiglio federale rinvia alla sua risposta all'interpellanza Pfister 09.3656, in cui ha preso posizione in modo più esaustivo riguardo alla presente tematica.</p><p>7. Non esiste alcuna collaborazione permanente tra gli stati maggiori dell'esercito svizzero e quelli della NATO.</p><p>8. Per quanto riguarda la domanda in merito all'importanza del PPP, il Consiglio federale rinvia al suo recente Rapporto annuale del 10 marzo 2009, in cui tale questione è tematizzata . Per principio non sorgono problemi in relazione con la neutralità svizzera poiché la partecipazione al PPP si fonda esclusivamente sul principio della volontarietà. Inoltre, la Svizzera ha stabilito per scritto che avrebbe posto fine alla partecipazione al PPP qualora essa non dovesse più essere compatibile con la neutralità.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.