<h2>SubmittedText<h2><p>1. È vero che spesso le autorità svizzere concedono con più facilità un'area di sosta ai Rom originari della Romania che non agli Jenisch svizzeri, i quali, in molti casi, non trovano uno spazio adeguato in cui lavorare e vivere?</p><p>2. Qual è la posizione del Consiglio federale nei confronti della crescente concorrenza, in fatto di aree di sosta, dovuta all'aumento dei nomadi stranieri?</p><p>3. Che cosa intende fare per migliorare la situazione di questa minoranza svizzera (circa 5000 persone)?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>I dati disponibili sulle aree di sosta e di transito per i nomadi si fondano su una perizia del 2006 pubblicata dalla Fondazione Un futuro per i nomadi svizzeri. Al momento, la fondazione sta aggiornando la perizia per conoscere il numero esatto di aree di sosta e di transito in Svizzera e per avere informazioni sul loro utilizzo da parte dei nomadi svizzeri e stranieri. I dati saranno disponibili alla fine del 2010 e discussi fra l'altro il 7 aprile 2011 in occasione di un convegno cui parteciperanno rappresentanti dei nomadi svizzeri, delle autorità competenti di comuni, cantoni e Confederazione e del Consiglio d'Europa con l'intento di cercare insieme soluzioni concrete ai problemi esistenti. </p><p>1. Stando alla perizia della Fondazione Un futuro per i nomadi svizzeri, nel 2005 c'erano 12 aree di sosta invernali per nomadi svizzeri e 44 aree di transito. In linea di massima, le aree di transito sono a disposizione dei nomadi svizzeri e stranieri. Un'unica area di transito, quella di Domat/Ems nel cantone dei Grigioni, è riservata esclusivamente ai nomadi stranieri di passaggio. Nel 2005, stando alla perizia di cui sopra, i nomadi svizzeri hanno utilizzato complessivamente 20 aree. Di norma, la dinamica di assegnazione delle aree è analoga a quella di un campeggio: chi si annuncia per primo al comune in questione può occupare la piazzola, senza che venga fatta una distinzione fra nomadi svizzeri e stranieri. </p><p>In genere, le aree di transito svizzere sono piccole e in media possono ospitare contemporaneamente una decina di roulotte. Sono adeguate alle esigenze dei nomadi svizzeri che viaggiano soprattutto in piccoli gruppi. </p><p>Poiché si spostano di norma in grandi convogli di cinquanta o più roulotte, nel nostro Paese i Rom trovano aree di transito poco adeguate. Le tre principali aree di transito in Svizzera possono ospitare rispettivamente 35, 40 e 50 roulotte. Per questa ragione succede regolarmente che singoli gruppi di nomadi stranieri sostino senza autorizzazione sul campo di un agricoltore. Per esperienza, episodi di questo tipo nocciono all'immagine dei nomadi svizzeri. </p><p>2. I rimpatri forzati di interi gruppi di Rom della Romania, attuati dai Paesi confinanti, hanno svegliato in molti nomadi svizzeri il timore che gran parte di loro potrebbe rifugiarsi in Svizzera. Tuttavia al momento non ci sono prove che ciò stia avvenendo. </p><p>3. Il Consiglio federale si adopera da molti anni per migliorare la situazione dei nomadi svizzeri. Istituita nel 1997 dalla Confederazione, la Fondazione Un futuro per i nomadi svizzeri ha il compito di garantire e migliorare le condizioni di vita della popolazione nomade in Svizzera e di contribuire a tutelare l'identità culturale di questa minoranza. Creare spazi di sosta e di transito è il principale obiettivo della fondazione e costituisce da sempre il fulcro della sua attività. Tuttavia, le sue possibilità di influsso sono limitate. Fin dalla sua istituzione, le Camere federali le hanno negato il diritto di acquistare e gestire autonomamente aree da destinare a questo scopo, poiché si tratta di una prerogativa cantonale e comunale. </p><p>Come si evince da una decisione del Tribunale federale del 28 marzo 2003, le autorità a tutti i livelli statali sono tenute a prendere in debita considerazione le esigenze dei nomadi nella pianificazione del territorio e nelle disposizioni di diritto edilizio. Nel suo rapporto del 18 ottobre 2006 sulla situazione dei nomadi in Svizzera, il Consiglio federale illustra che cosa la Confederazione sta facendo e che cosa conta di fare in futuro. La Confederazione ha in particolare incaricato i servizi competenti di esaminare se i terreni non più usati per scopi militari in seguito alla riforma Esercito XXI potranno essere utilizzati come aree di sosta e di transito per i nomadi. Nonostante gli sforzi degli ultimi anni, è stato finora messo a disposizione dei nomadi come area di transito soltanto un ex terreno militare. Anche se i governi cantonali più sensibili al problema hanno la volontà di attuare i relativi progetti, spesso la realizzazione pratica si rivela ardua, perché generalmente è data la priorità ad altre destinazioni d'uso.</p>  Risposta del Consiglio federale.