<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La mozione si appella alla Convenzione dell'ONU sui diritti del fanciullo e all'articolo 11 della Costituzione federale, che sancisce la tutela dei bambini e dei giovani e il promovimento del loro sviluppo quale diritto fondamentale, e si riferisce al Programma nazionale di ricerca PNR 52 "Kindheit, Jugend und Generationenbeziehungen im gesellschaftlichen Wandel" (Infanzia, gioventù e relazioni tra generazioni in una società soggetta a mutamenti, d/f).</p><p></p><p>Nella risposta alla mozione Wyss (00.3400) il Consiglio federale aveva già riconosciuto che la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo e gli articoli 11, 41 e 67 della Costituzione federale sono basi importanti per una politica svizzera dell'infanzia e della gioventù. Il Consiglio federale ha fatto notare nel contempo che la politica dell'infanzia e della gioventù, quale compito trasversale, compete sia alla Confederazione che ai Cantoni e ai Comuni e che richiede un intervento in settori assai diversi. L'azione politica in materia di infanzia e gioventù deve essere impostata tenendo conto delle varie sfere e fasi di crescita concrete del bambino e del giovane. Nel parere inerente alla mozione Wyss il Consiglio federale ha quindi definito espressamente l'emanazione di una legge quadro per una politica svizzera dell'infanzia e della gioventù un obiettivo a medio termine. Il Consiglio federale ha ribadito questo obiettivo nella risposta alla mozione Janiak (00.3469), non da ultimo di fronte alla constatazione che la politica dell'infanzia e della gioventù non si era potuta evolvere come sperato. Il parere del Consiglio federale sulla mozione Janiak rammenta anche che una legislazione in questo ambito necessita di una preparazione accurata, che richiede tempo, e della partecipazione dei Cantoni. Per la presente mozione vanno ribaditi gli stessi motivi che hanno indotto il Consiglio federale a chiedere la trasformazione in postulato delle mozioni Wyss e Janiak. </p><p></p><p>L'attuazione della Convenzione dell'ONU sui diritti del fanciullo, che riguarda praticamente tutte le sfere della vita dei giovani fino alla maggiore età, i progetti di ricerca nel quadro del PNR 52 e il fatto che le questioni inerenti ai bambini e ai giovani competono a vari dipartimenti e organi federali richiedono coordinamento e cooperazione sia all'interno che all'esterno dell'Amministrazione federale. Per quanto riguarda le sinergie interne all'Amministrazione federale, le strutture attuali consentono già uno scambio produttivo. Si è rilevato per esempio in occasione dell'elaborazione del "Primo rapporto del Governo svizzero sull'attuazione della Convenzione sui diritti del fanciullo", dei lavori preliminari e conclusivi della sessione speciale dell'ONU sui diritti del bambino, tenutasi lo scorso mese di maggio, e dei lavori preliminari della presentazione del rapporto summenzionato al Comitato per i diritti del fanciullo delle Nazioni Unite (tenutasi anch'essa nel maggio 2002). La collaborazione con terzi e la disponibilità verso l'esterno si è rivelata più delicata e complessa. Compete soprattutto ai singoli organi federali far conoscere all'esterno il loro campo d'attività e saper presentare la loro gamma di servizi. Il congresso internazionale sulla pedopornografia in internet, tenutosi lo scorso mese di giugno, è solo uno degli esempi di cooperazione funzionante ed efficace tra un'organizzazione non governativa e l'Amministrazione federale (Ufficio federale di polizia, Ufficio federale delle assicurazioni sociali). Per due giorni la manifestazione è stata per autorità di procedimenti penali, esperti di pedagogia, politici e membri di organizzazioni per l'infanzia e movimenti giovanili occasione di scambiare le proprie esperienze e creare contatti. Un altro esempio di fruttuosa collaborazione con le organizzazioni non governative è la gestione dei crediti destinati all'incoraggiamento delle attività giovanili, nel cui quadro un gruppo di lavoro forte di un'ampia base di riferimento ha preparato la revisione delle linee direttrici per la legge sulle attività giovanili.</p><p></p><p>Il PNR 52 è teso anche a definire la necessità di intervento nella politica dell'infanzia e della gioventù da parte di Confederazione, Cantoni e Comuni. Nell'aprile 2003 saranno avviati i lavori di ricerca. È ragionevole attendere i risultati prima di prendere in considerazione misure a livello federale. Inoltre, per il PNR 52 è stato designato un delegato dell'attuazione competente per l'appropriatezza dell'attuazione ai temi, la realizzazione secondo norme professionali delle misure di attuazione e la garanzia della qualità nell'ambito delle relazioni pubbliche. È membro del gruppo a capo del PNR 52, un comitato con attività strategiche, responsabile dell'esecuzione del programma per quanto riguarda la qualità scientifica e l'attuazione, anche una collaboratrice dell'Amministrazione federale. La rappresentanza è volta in particolare a garantire la comunicazione tra i progetti di ricerca e gli organi federali interessati.</p><p></p><p>In guisa di conclusione, la Confederazione già si occupa del coordinamento, sempre più cruciale, necessario nell'ambito della politica dell'infanzia e della gioventù. A medio termine si dovrebbe perseguire l'obiettivo dell'istituzione di un organo di coordinamento o di un ufficio centrale per le questioni concernenti i bambini e i giovani, il cui campo d'attività possa se del caso essere esteso alle questioni familiari. Si dovrà tuttavia tener conto della situazione finanziaria della Confederazione.</p>  Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.