<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Durante il primo periodo di contingente (dal 1.6.2002 al 31.5.2003) sono entrati in Svizzera 15'300 dimoranti annuali e 68'115 dimoranti temporanei (di breve durata) provenienti dall'UE/AELS; dal 1° giugno 2003 a fine settembre 2003 sono entrati in totale 6'875 dimoranti annuali e 17'697 dimoranti temporanei. Nel giugno 2002 vivevano in Svizzera 807'229 cittadini dell'UE/AELS; un anno dopo tale cifra è passata a 821'938 unità, registrando un aumento dell'1,8 per cento. Nel contempo l'effettivo dei cittadini di Stati terzi rispetto alla popolazione residente straniera si è fortemente stabilizzato (623'215 cittadini di Stati terzi nel giugno 2002 e 636'150 nel giugno 2003). Questo andamento è del tutto in linea con la politica del Consiglio federale in materia di stranieri, la quale persegue un'apertura graduale nei confronti dell'UE/AELS e la limitazione dell'immigrazione in provenienza da tutti gli altri Stati ai soli lavoratori qualificati.</p><p>2. È vero che, nel primo anno, il contingente per dimoranti annuali era esaurito già dopo dieci mesi. Tuttavia ciò non ha sorpreso il Consiglio federale, in quanto vi era da aspettarsi che l'entrata in vigore dell'Accordo di libera circolazione (ALC) originasse determinati effetti correttivi. Ciò concerne, da un lato, la trasformazione di permessi per frontalieri in permessi di dimora (soprattutto per frontalieri tedeschi). Dall'altro sussisteva un certo bisogno di recupero nel settore del personale mediamente e poco qualificato, segnatamente per le piccole e medie imprese (PMI), le quali, a motivo delle scarse qualifiche, prima dell'entrata in vigore dell'ALC potevano difficilmente assumere dei dimoranti annuali. Occorre inoltre rilevare che in diversi Cantoni l'ALC ha consentito di apportare alcune correzioni per quel che concerne casi di lavoro nero e che in generale, il cambiamento dato dall'Accordo ha mutato i criteri per il rilascio del permesso: ora non è più il grado di qualifica, bensì la durata del contratto di lavoro a determinare il tipo di permesso. Tutti questi effetti hanno provocato una forte richiesta di contingenti per permessi annuali. Il Consiglio federale prevede tuttavia lo stabilizzarsi delle entrate nei prossimi anni.</p><p>La domanda di permessi di breve durata è stata invece inferiore alla media. Ciò coincide con l'andamento congiunturale attuale nei settori stagionali (turismo, industria alberghiera e della ristorazione). </p><p>3. Vista la forte richiesta di contingenti per dimoranti annuali, in data 5 settembre 2003 l'Ufficio federale dell'immigrazione, dell'integrazione e dell'emigrazione (IMES) ha inviato una circolare ai Cantoni, esortandoli, durante la prima fase del periodo transitorio, a continuare ad applicare conseguentemente il controllo dal profilo del mercato del lavoro, ad adempiere pienamente ai loro doveri e a fare uso delle loro competenze in tale contesto. Ciò comprende, da un lato, l'esame circostanziato della priorità dei lavoratori indigeni (priorità al reinserimento dei lavoratori disoccupati nel Paese) e, dall'altro, anche il controllo restrittivo dei contratti di lavoro, tra l'altro per stabilire se si tratta di contratti inferiori a un anno. È ad esempio contrario al senso e allo scopo dell'ALC concludere contratti di lavoro di durata indeterminata per aziende stagionali, i quali con ogni probabilità saranno rescissi anticipatamente. In siffatti casi, il rilascio di permessi di dimora (della durata di cinque anni) può provocare inutili oneri finanziari per l'assicurazione contro la disoccupazione. È invece del tutto inesatta l'affermazione secondo cui l'IMES abbia invitato i Cantoni a rilasciare unicamente dei permessi di breve durata, con la possibilità di rilasciare successivamente siffatti permessi a piacimento. </p><p>4. Anche il Consiglio federale è preoccupato dalla congiuntura attuale e dall'ulteriore aumento della disoccupazione. Spera che, come annunciato dalle previsioni recenti, l'anno prossimo si assisterà a una ripresa congiunturale. Esso reputa tuttavia errata la correlazione tra la congiuntura sfavorevole, i problemi sul mercato del lavoro e l'entrata in vigore dell'ALC. La disoccupazione ha registrato un aumento già prima dell'entrata in vigore dell'ALC e l'elevato tasso attuale è dettato dalla congiuntura. L'intera economia mondiale è colpita dalla cattiva congiuntura, segnatamente anche la Germania che costituisce il principale mercato d'esportazione della Svizzera.</p><p>Va detto poi che ci troviamo ancora nella prima fase del periodo transitorio, per cui i permessi di lavoro sono tuttora rilasciati dalle autorità cantonali preposte al mercato del lavoro. Prima del rilascio di un permesso sono esaminate le condizioni dal profilo del mercato del lavoro (priorità degli indigeni, controllo delle condizioni salariali). Non si vede dunque come mai in questa fase del periodo transitorio l'ALC avrebbe contribuito ad aumentare la disoccupazione. Ci si deve chiedere piuttosto quale sarebbe oggi la situazione economica della Svizzera in assenza degli accordi bilaterali tra la Svizzera e l'UE, approvati a grande maggioranza dalla popolazione.</p>  Risposta del Consiglio federale.