<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di presentare un rapporto sui costi differenziati in base al genere in Svizzera.</p><p>Il rapporto dovrà in particolare </p><p>1. quantificare l'entità dei costi differenziati in base al genere;</p><p>2. identificare gli ambiti in cui occorre prendere provvedimenti affinché Leggi, Regolamenti e prassi tengano adeguatamente conto di questi costi.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è consapevole del fatto che i prodotti e i servizi concepiti e commercializzati esclusivamente per gli uomini o per le donne possono avere prezzi diversi (vedi il parere in merito al <a href="https://www.parlament.ch/de/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20163190">postulato 16.3190 Schwaab</a>). Le ragioni di tali differenze possono essere molteplici e variano da settore a settore (ad esempio il design del prodotto, l'infrastruttura, i costi della pubblicità, le spese di consulenza, l'esperienza dei clienti, ma anche le diverse preferenze e la possibilità di sostenere i costi).</p><p>Tuttavia, ciò non significa che le donne spendano sistematicamente o complessivamente di più degli uomini. I prezzi dipendono fortemente dal grado di differenziazione dei prodotti, che in molti casi, potrebbero tuttavia essere disponibili anche a prezzi inferiori. Ciò solleva anche la problematica relativa al fatto che molti prodotti e servizi specifici per gli uomini o per le donne non sono comparabili 1:1. Questa è la conclusione cui è giunto anche un rapporto del 2015 del governo francese all'attenzione del parlamento, basato su un'indagine rappresentativa (v. <a href="https://www.economie.gouv.fr/files/files/PDF/rapport_parlement_woman-tax.pdf">https://www.economie.gouv.fr/files/files/PDF/rapport_parlement_woman-tax.pdf</a>). Dal rapporto non emerge una prova del fatto che le donne debbano sostenere sistematicamente costi aggiuntivi. Le differenze di prezzo per prodotti pensati per gli uomini o per le donne potrebbero andare a svantaggio degli uni o delle altre. La complessità della questione non permette tuttavia una valutazione definitiva. Inoltre, va notato che i prodotti e i servizi specifici per gli uomini o per le donne non rappresentano un fattore determinante nel computo della spesa complessiva dei consumatori e non sono nemmeno fondamentali. Uno studio tedesco commissionato dall'Agenzia federale contro la discriminazione nel 2017 dimostra che la maggior parte dei prodotti e dei servizi in Germania sono offerti allo stesso prezzo per entrambi i sessi (v. <a href="https://www.antidiskriminierungsstelle.de/SharedDocs/downloads/DE/publikationen/Expertisen/expertise_preisdifferenzierung_nach_geschlecht.pdf">https://www.antidiskriminierungsstelle.de/SharedDocs/downloads/DE/publikationen/Expertisen/expertise_preisdifferenzierung_nach_geschlecht.pdf</a>). Pertanto, non si può presumere che il soddisfacimento delle esigenze di base sia associato a costi significativamente più alti per gli uomini o per le donne.</p><p>È improbabile che il rapporto richiesto possa rispondere alla domanda della postulante. Difficilmente sarà possibile aggregare le differenze di prezzo per i diversi prodotti e servizi pensati per gli uomini o per le donne e appianarle definitivamente. Allo stesso modo, non ci si può aspettare nessuna motivazione chiara in merito alle differenze che caratterizzano il fabbisogno di base di uomini e donne. La direttiva 2004/113/CE, vincolante per tutti gli Stati membri dell'UE, mira a garantire la parità di accesso a beni e servizi per uomini e donne; tuttavia, nel caso della "pink tax", l'attenzione è rivolta alla sensibilizzazione dei consumatori.</p><p>Sulla base di queste considerazioni, il Consiglio federale non vede la necessità di approfondire la questione. L'obiettivo sovraordinato della parità dei sessi è promosso dalla Strategia parità 2030, ampiamente sostenuta e recentemente adottata, che si concentra su leve più efficaci per promuovere l'uguaglianza.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.