<h2>SubmittedText<h2><p>1. Secondo le informazioni del Consiglio federale, a quanto ammontano negli ultimi cinque anni i costi, suddivisi per anno, causati da rappresentanze diplomatiche in Svizzera che non hanno pagato fatture, stipendi, multe ecc.?</p><p>2. Come sono ripartiti tali costi tra le rappresentanze diplomatiche dei singoli Paesi o delle singole organizzazioni internazionali?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Dal 2005, grazie al costante impegno profuso dalla missione permanente della Svizzera presso l'Ufficio delle Nazioni Unite e delle altre organizzazioni internazionali con sede a Ginevra, nonché dal protocollo a Berna, l'ammontare dei debiti imputati alle rappresentanze estere e alle organizzazioni internazionali in Svizzera non solo si è stabilizzato per quel che concerne Ginevra (circa 7,5 milioni di franchi), ma si è addirittura considerevolmente ridotto a Berna (da 774 000 a 389 000 franchi). L'entità di questi importi è da considerarsi modesta se si considera il numero degli Stati rappresentati in Svizzera (ben 160) e quello delle persone immatricolate (circa 40 000 a Ginevra e 3700 a Berna).</p><p>Occorre precisare che i debiti annunciati alla missione svizzera a Ginevra e al protocollo a Berna rimangono registrati fino a quando non vengono pagati. I due terzi dei debiti hanno più di cinque anni; i più vecchi risalgono al 1979. Molto spesso, essi riguardano Paesi in cui è avvenuto un cambio di governo, ciò che complica in una certa misura il loro recupero. Occorre inoltre considerare che le somme citate comprendono anche importi contestati e impugnati. Può capitare che un Paese, a seguito di un cambiamento della situazione politica interna, saldi completamente i suoi debiti, dopo che per anni i passi intrapresi in Svizzera e nella capitale interessata erano rimasti senza esito.</p><p>Questi risultati positivi sono dovuti a una gestione oculata e costante dei dossier. Tanto il protocollo a Berna quanto la missione a Ginevra sono perfettamente consapevoli dell'importanza che questi debiti rivestono per i creditori, ragion per cui anche in futuro verranno profusi sforzi in tal senso.</p><p>I membri della comunità diplomatica e consolare commettono, come i cittadini svizzeri, infrazioni alle norme della circolazione stradale, ma sono tenuti anch'essi a rispettare la legislazione dello Stato che li ospita. Al proposito non esistono dati statistici generali. La collaborazione del protocollo a Berna e della missione a Ginevra con le varie polizie cantonali e le autorità competenti - in particolare a Berna e a Ginevra - è molto buona. La pressione diplomatica esercitata dal protocollo e dalla missione svizzera varia in base alla gravità delle infrazioni commesse, in particolare se è stata messa in pericolo la vita altrui. I loro interventi vanno dall'appello a un maggior rispetto delle regole in vigore al pagamento delle multe; dalla convocazione dei responsabili, cui vengono comminate misure più severe in caso di recidiva, fino alla possibilità, nei casi particolarmente gravi e su domanda delle competenti autorità cantonali, di revocare l'immunità. Così come per i debiti, la situazione per quanto riguarda le multe è stabile e sotto controllo grazie alla gestione costante di questi dossier da parte della missione svizzera e del protocollo.</p>  Risposta del Consiglio federale.