<h2>SubmittedText<h2><p>L'abolizione del cambio minimo mette sotto pressione l'economia svizzera e di conseguenza i posti di lavoro. Il bilancio negativo presentato dal Consiglio federale per il 2014 sottolinea il fatto che già prima dell'abolizione del cambio minimo esisteva una tendenza preoccupante per quanto riguarda l'insediamento e il trasferimento delle aziende. Rafforzare la piazza economica svizzera migliorando il più possibile le condizioni quadro deve dunque diventare un obiettivo prioritario della politica. Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Contrastare i fattori che incidono sui costi e gli ostacoli al commercio:</p><p>Quale strategia segue il Consiglio federale per ridurre i costi e le spese amministrative per le imprese? È disposto ad adottare in via prioritaria i procedimenti illustrati nel rapporto sui costi della regolamentazione (dicembre 2013)? Si sta procedendo in via prioritaria alla riduzione delle formalità doganali per l'importazione e l'esportazione (interventi 14.3011, 14.3012, 14.3013, 14.3014, 14.3015)? Quali priorità segue il Consiglio federale per stipulare altri accordi di libero scambio?</p><p>2. Crescita dello Stato a scapito dell'economia privata:</p><p>Come giudica il Consiglio federale l'aumento della quota d'incidenza della spesa pubblica in vista delle importanti sfide che si prospettano? È disposto ad avviare misure per fermare la crescita delle spese statali (stop alle assunzioni, ecc.)? Cosa intende fare la Confederazione affinché gli stipendi del settore pubblico non aumentino più in fretta rispetto a quelli dell'economia privata? Come intende procedere il Consiglio federale in merito alle limitazioni statali della concorrenza e agli aiuti pubblici?</p><p>3. Evitare un peggioramento della situazione: </p><p>Anche il Consiglio federale ritiene che, vista la difficile situazione economica, sia necessario adeguare l'orientamento di vari progetti legislativi affinché la competitività delle nostre imprese non venga compromessa ulteriormente? (Ciò significa rinunciare al controprogetto indiretto all'iniziativa popolare "Economia verde", ridimensionare la riforma sulla revidenza per la vecchiaia 2020, rinunciare agli elementi della revisione del diritto sulle società anonime che esulano dall'ordinanza contro le retribuzioni abusive).</p><p>4. Innovazione e valore aggiunto: </p><p>Il Consiglio federale è disposto a promuovere la ricerca e l'innovazione delle start-up agevolando gli investimenti in queste imprese? È disposto a trattare in via prioritaria il dossier relativo alla terza riforma dell'imposizione delle imprese (senza l'imposta sugli utili da capitale)?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Contrastare i fattori che incidono sui costi e gli ostacoli al commercio:</p><p>La strategia per ridurre i costi di regolamentazione per le imprese si basa da un lato sulle misure preventive per nuove regolamentazioni (analisi dell'impatto della regolamentazione, Forum PMI), dall'altro sui pacchetti di misure per ridurre i costi delle regolamentazioni esistenti (rapporti regolari sullo sgravio amministrativo). Dal 2006 il Consiglio federale ha varato 180 provvedimenti, di cui 133 sono stati attuati. Per quanto riguarda i 32 provvedimenti del rapporto sulle misure di regolamentazione del 2013, ne sono stati realizzati 11, l'attuazione degli altri procede secondo quanto pianificato. Spesso è difficile accelerare, ad esempio perché si tratta di progetti di e-government complessi o di progetti che coinvolgono anche i cantoni.</p><p>La riduzione delle formalità doganali per l'importazione e l'esportazione è prioritaria per il Consiglio federale, per questo ha proposto di accettare tutti gli interventi parlamentari menzionati nell'interpellanza. I rapporti in risposta ai postulati 14.3013, 14.3014 e 14.3015 sono in corso di elaborazione negli uffici competenti. Le misure richieste nelle mozioni 14.3011 e 14.3012 riguardano le applicazioni dell'Amministrazione federale delle dogane per lo sdoganamento dei carichi e vengono attuate nell'ambito del programma "Redesign Fracht" (riorganizzazione delle piattaforme centrali). Attualmente si sta elaborando l'ultima parte dello studio relativo a questo progetto.</p><p>Il nuovo accordo dell'OMC sull'agevolazione degli scambi viene sottoposto per approvazione al Parlamento nella sessione primaverile 2015 e una volta scaduto il termine del referendum facoltativo la Svizzera ratificherà l'accordo. Il testo contribuisce a una maggiore efficienza e a minori costi per il disbrigo delle formalità doganali.</p><p>Il Consiglio federale sta lavorando alacremente per creare i presupposti necessari affinché si concludano a breve i negoziati per degli accordi di libero scambio (ALS) con India, Vietnam, Malaysia, Indonesia e per far proseguire quelli relativi a un ALS con la Turchia. Con le Filippine e la Georgia è previsto l'avvio di negoziati per un accordo di libero scambio (rispettivamente in marzo e settembre 2015). Si continuano anche a creare i presupposti affinché l'esplorazione AELS-Canada in vista di un aggiornamento dell'accordo di libero scambio AELS-Canada possa cominciare entro il primo semestre 2015. I contatti con il Mercosur vengono curati e intensificati al fine di valutare la fattibilità di un accordo di libero scambio AELS-Mercosur.</p><p>La Svizzera segue la politica di libero scambio dei suoi principali partner commerciali (in particolare UE e USA) ed esamina costantemente la necessità di ampliare o approfondire le relazioni di libero scambio con altri partner potenziali. In tale ambito si sottolineano i negoziati relativi al Partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti (TTIP, Transatlantic Trade and Investment Partnership) tra l'Unione europea e gli Stati Uniti. Al termine dei negoziati e una volta che sarà divulgato il contenuto dell'accordo, il DEFR lo analizzerà e sottoporrà alcune opzioni al Consiglio federale per salvaguardare la competitività dell'economia svizzera.</p><p>Oltre a questa apertura accelerata ai mercati esteri, il Consiglio federale mira anche a mantenere e a sviluppare ulteriormente l'accesso al mercato interno europeo e di conseguenza a preservare la via bilaterale con l'UE.</p><p>2. Crescita dello Stato a scapito dell'economia privata:</p><p>Tra il 2008 e il 2014 le spese della Confederazione sono aumentate di circa il 2,1 per cento all'anno, mentre il prodotto interno lordo è cresciuto in media dell'1,3 per cento all'anno. La quota di uscite della Confederazione è quindi lievemente salita. Tale aumento è tuttavia riconducibile in gran parte a tre decisioni adottate dal Parlamento pur sapendo che avrebbero comportato maggiori spese: il finanziamento aggiuntivo dell'AI a tempo determinato, l'introduzione della tassa sul CO2 e la decisione di raggiungere, nell'ambito della cooperazione allo sviluppo, una quota dell'APS (APS: aiuto pubblico allo sviluppo) dello 0,5 per cento del RNL (reddito nazionale lordo), andando ben oltre rispetto a quanto proposto dal Consiglio federale (0,4 per cento). Senza questi tre aumenti delle spese che, ad eccezione della cooperazione allo sviluppo, vengono finanziati mediante entrate supplementari, il tasso di crescita delle uscite sarebbe rimasto attorno all'1,4 per cento l'anno e la quota d'incidenza sarebbe restata praticamente invariata. Dal 2003, anno di introduzione del freno all'indebitamento, la quota d'incidenza della spesa pubblica è addirittura lievemente diminuita (-0,7 punti percentuali). Per quanto riguarda l'aumento degli stipendi, uno studio comparativo commissionato dall'Ufficio federale del personale nel 2014 mostra che negli ultimi nove anni gli stipendi del personale della Confederazione hanno registrato la stessa evoluzione rispetto a quelli degli altri concorrenti sul mercato del lavoro.</p><p>All'inizio di febbraio, visto il futuro andamento delle spese e i deficit strutturali che si andavano delineando, il Consiglio federale ha adottato un piano di correzione per il preventivo e per il piano finanziario di legislatura. Mentre nel preventivo 2016 risultano in primo piano delle riduzioni proporzionali, a partire dal 2017 esse dovranno essere sostituite o completate il più possibile da misure mirate. Il piano di correzione prevede anche di bloccare l'aumento dell'effettivo del personale nel preventivo 2016. Per poter stabilizzare a medio termine la quota delle uscite, è anche necessario attuare le misure del pacchetto di consolidamento e verifica dei compiti 2014 (PCon 2014) ed essere prudenti nell'imminente definizione delle decisioni di finanziamento pluriennali nei grandi ambiti di attività della Confederazione (cooperazione allo sviluppo, agricoltura, traffico, formazione ed esercito).</p><p>Il Consiglio federale sostiene in linea di principio l'abolizione di eventuali sussidi che distorcono la concorrenza ma, considerato l'ordinamento federale della Svizzera, questa misura comporta alcune difficoltà pratiche. Non solo manca a livello elvetico un concetto unitario di sussidio, ma la registrazione di sussidi a livello cantonale e comunale comporterebbe delle difficoltà a livello pratico e secondo il diritto costituzionale. Inoltre, il controllo sui sussidi statali spetta in Svizzera, da tradizione, ai tribunali cantonali. Un controllo maggiore comporterebbe infine una limitazione del margine di manovra delle competenze cantonali e comunali.</p><p>3. Evitare un peggioramento della situazione:</p><p>La decisione della BNS di abolire il tasso minimo di cambio con l'euro rappresenta una sfida per l'economia svizzera. Per le imprese che importano, il forte apprezzamento del franco provoca un immediato rincaro della produzione nazionale, compensabile solo in parte dall'acquisto, a prezzi più convenienti, delle prestazioni preliminari. Dopo la pubblicazione delle previsioni congiunturali da parte del gruppo di esperti della Confederazione, prevista per il 19 marzo 2015, il Consiglio federale esaminerà la necessità d'intervento, senza escludere eventuali misure di sgravio per le imprese. Gli affari già approvati dal Consiglio federale e trasmessi al Parlamento verranno dibattuti con la necessaria consapevolezza in merito alle circostanze attuali.</p><p>4. Innovazione e valore aggiunto:</p><p>Il Consiglio federale ritiene che il rafforzamento della piazza economica svizzera può essere garantito mantenendo e migliorando ulteriormente le buoni condizioni quadro esistenti. Ciò significa anche creare buoni presupposti per gli investimenti in ricerca e sviluppo dell'economia privata.</p><p>Nel suo rapporto di giugno 2012 sul capitale di rischio in Svizzera, il Consiglio federale ha esaminato le condizioni quadro per gli investimenti nelle start-up e constatato che il mercato del capitale di rischio in Svizzera funziona e si colloca ai primi posti nella classifica internazionale. Il Dipartimento federale dell'interno sta lavorando all'attuazione della mozione Graber Konrad 13.4184, per agevolare gli investimenti a lungo termine da parte delle casse pensioni sul progresso tecnologico.</p><p>La Confederazione promuove ulteriori investimenti nelle start-up con vari strumenti. Per le start-up orientate alla ricerca scientifica gestisce, tramite la Commissione per la tecnologia e l'innovazione (CTI), un proficuo coaching e labelling delle giovani imprese incrementando notevolmente la probabilità di investimenti privati in queste imprese. La CTI sostiene inoltre piattaforme di investitori come le offerte di CTI Invest. La Confederazione favorisce la creazione di nuove imprese anche con il sistema delle fideiussioni o con il fondo di tecnologia alimentato con i proventi della tassa sul CO2.</p><p>Il dossier relativo alla terza riforma dell'imposizione delle imprese viene trattato dal Consiglio federale in via prioritaria. Il licenziamento del relativo messaggio è previsto entro il primo semestre 2015. Il Consiglio federale intende però mantenere l'orientamento strategico della riforma, che gode già di ampio sostegno.</p>  Risposta del Consiglio federale.