<!DOCTYPE html> <html lang="it"><head><meta charset="utf-8"/></head><body><div class="WordSection1"> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td colspan="2" valign="top"> <h4>Raccomandata</h4> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><img alt="" height="38" src="http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&amp;WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&amp;WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&amp;OmnisLibrary=JURISWEB&amp;OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&amp;OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&amp;Parametername=WWWTI&amp;Schema=TI_WEB&amp;Source=&amp;Aufruf=getImage&amp;nF38_KEY=232030" width="37"/></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><img alt="" height="25" src="http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&amp;WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&amp;WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&amp;OmnisLibrary=JURISWEB&amp;OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&amp;OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&amp;Parametername=WWWTI&amp;Schema=TI_WEB&amp;Source=&amp;Aufruf=getImage&amp;nF38_KEY=232031" width="21"/></p> </td> <td valign="top"><a id="X_NOT_ACTUALIZE"></a> <p class="MsoNormal"> </p> </td> <td colspan="2"><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Incarto n.<br/> </span><span>38.2014.23</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>rs</span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Lugano</span></p> <p class="MsoNormal"><a id="IN_DATA_DECISIONE">8 maggio 2014</a></p> <p class="MsoNormal"> </p> </td> <td colspan="3" valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>In nome<br/> della Repubblica e Cantone<br/> Ticino</span></p> </td> <td colspan="2"><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> <tr> <td colspan="7" valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span>Il presidente del Tribunale cantonale delle assicurazioni</span></b></p> </td> </tr> <tr> <td colspan="7" valign="top"> <p class="MsoNormal">Giudice Daniele Cattaneo</p> </td> </tr> <tr> <td colspan="7" valign="top"> <p class="MsoNormal"> </p> </td> </tr> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal">con redattore:</p> </td> <td colspan="5" valign="top"> <p class="MsoNormal"><a id="IN_CONT_NOME">Raffaella Sartoris Vacchini</a>, vicecancelliera</p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> <tr> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"> </p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal">segretario:</p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal">Gianluca Menghetti</p> </td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"> </p> <p class="MsoNormal"> </p> <p class="MsoNormal"> </p> <p class="MsoNormal">statuendo sul ricorso per ritardata giustizia del 27 marzo 2014 di</p> <p class="MsoNormal"> </p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"><a id="INIZIO_TESTO"></a> <p class="MsoNormal"><b> </b></p> </td> <td colspan="2" valign="top"> <p class="MsoNormal"><b>RI 1</b> </p> <p class="MsoNormal"> </p> </td> </tr> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"> </p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal">contro </p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"> </p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable" width="656"> <tr> <td colspan="2" valign="top"> <p class="MsoNormal"> </p> </td> <td colspan="2" valign="top"> <p class="MsoNormal"> </p> </td> </tr> <tr> <td colspan="2" valign="top"> <p class="MsoNormal"> </p> </td> <td colspan="2" valign="top"> <p class="MsoNormal"><b>Cassa CO 1</b> </p> <p class="MsoNormal"> </p> <p class="MsoNormal"> </p> <p class="MsoNormal">in materia di assicurazione contro la disoccupazione</p> </td> </tr> <tr> <td valign="top"> <p class="R1"><span> </span></p> </td> <td colspan="2" valign="top"> <p class="R1"><span> </span></p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> <tr> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"> </p> <p class="MsoNormal"> </p> <p class="MsoNormal">ritenuto, <b>in fatto</b></p> <p class="MsoNormal"> </p> <p class="R1"> 1.1. Con decisione del 21 agosto 2013 la Cassa (in seguito: la Cassa), a seguito del riconoscimento da parte dell’assicurazione invalidità a RI 1, che ha percepito indennità di disoccupazione dal 2 febbraio 2011, di un quarto di rendita con effetto retroattivo dal maggio 2010 al dicembre 2011, di una rendita d’invalidità intera con effetto retroattivo dal gennaio 2012 al gennaio 2013 e di una mezza rendita con effetto retroattivo dal febbraio al luglio 2013 (cfr. doc. A10), ha stabilito che le prestazioni dell’assicurazione contro la disoccupazione versate in troppo all’assicurato a far tempo dal mese di febbraio 2011, corrispondenti a fr. 20’666.30, devono essergli chieste in restituzione come segue:</p> <p class="MsoNormal"> </p> <p class="R2">"<span> </span>(…)</p> <p class="R2">-<span> </span>Una parte delle suddette prestazioni per un valore di CHF 8'958.45 deve essere restituita. Tale importo sarà compensato direttamente con le prestazioni dell’assicurazione invalidità.</p> <p class="R2">-<span> </span>Una seconda parte per il valore massimo di CHF 11'707.85 dovrà essere restituita e compensata con eventuali prestazioni della previdenza professionale. L’importo definitivo sarà determinato nel momento in cui l’inizio e l’entità di un’eventuale rendita verrà comunicato alla Cassa.</p> <p class="R2">-<span> </span>Un eventuale complemento non esigibile sarà messo a carico del fondo di compensazione dell’assicurazione contro la disoccupazione.” (Doc. A9)</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> 1.2. Il 16 settembre 2013 l’assicurato, con due atti distinti, ha interposto opposizione contro la decisione del 21 agosto 2013 (cfr. doc. A8) e ha inoltrato alla Cassa una domanda di condono, chiedendo il rimborso della somma di fr. 8'958.45 compensati con la rendita AI retroattiva. A quest’ultimo riguardo egli ha asserito di essere confrontato con molteplici problemi finanziari, iniziati nel 2009 quando a seguito di malattia ha dovuto abbandonare la sua attività lavorativa di dirigente/gommista della __________ e che la procedura AI ha necessitato di parecchio tempo a causa dei controlli e delle perizie mediche predisposte (cfr. doc. A7).</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> 1.3. Il 15 ottobre 2013 l’assicurato ha sollecitato la Cassa a definire la questione relativa al condono (cfr. doc. A6).</p> <p class="MsoNormal"> </p> <p class="R1"> La Cassa, il 16 ottobre 2013, ha inviato a RI 1 il seguente scritto:</p> <p class="MsoNormal"> </p> <p class="R2">"<span> </span>(…)</p> <p class="R2">In data 16 settembre 2013 lei ha presentato opposizione alla decisione di restituzione, oggetto anche della domanda di condono, per questi motivi, conformemente alle disposizioni in materia occorre che prima sia evasa l’opposizione e solo in seguito per il tramite della Sezione del lavoro, potrà essere decisa la domanda di condono.” (Doc. A5)</p> <p class="MsoNormal"> </p> <p class="R1"> 1.4. Il 10 gennaio 2014 la Cassa ha emanato una decisione su opposizione con cui ha accolto l’opposizione interposta il 16 settembre 2013 dall’assicurato contro la decisione del 21 agosto 2013 (cfr. doc. A8). Con tale provvedimento dell’importo versato in troppo a titolo di indennità di disoccupazione a decorrere dal mese di febbraio 2011 di complessivi fr. 20'666.30 è stata chiesta la restituzione di fr. 8'821.10 già compensati con le prestazioni dell’assicurazione invalidità, mentre la rimanenza di fr. 11'845.20 è stata ritenuta non esigibile, precisando che sarebbe stata messa a carico del fondo di compensazione dell’assicurazione contro la disoccupazione.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> La Cassa ha motivato la decisione su opposizione, rilevando, da una parte, che dalle dovute verifiche è emerso che effettivamente il calcolo della compensazione con rendite retroattive dell’AI è stato effettuato in modo errato, e meglio, come fatto valere nell’opposizione, per alcuni mesi è stato richiesto un importo maggiore alla rendita mensile stabilita dalla rendita. Ragione per cui l’importo di fr. 137.35 è stato richiesto in eccesso e deve essere restituito all’assicurato.</p> <p class="R1"> Dall’altra, per quanto attiene all’eventuale compensazione con l’assicurazione LPP, è stato appurato che è stato ritirato un capitale di fr. 65'316.20 e che la rendita, ottenuta convertendo il capitale, è iniziata a decorrere nel mese di dicembre 2012, ossia in un periodo in cui l’assicurato non era più al beneficio delle indennità di disoccupazione. Pertanto non può essere più chiesta alcuna compensazione (cfr. doc. A3).</p> <p class="MsoNormal"> </p> <p class="R1"> La decisione su opposizione del 10 gennaio 2014 è cresciuta in giudicato incontestata (cfr. doc. 10).</p> <p class="MsoNormal"> </p> <p class="R1"> 1.5. Con scritti del 30 gennaio, rispettivamente del 4 marzo 2014 l’assicurato ha nuovamente sollecitato la Cassa a evadere la propria domanda di condono (cfr. doc. A1; A2).</p> <p class="MsoNormal"> </p> <p class="R1"> 1.6. L’assicurato, il 27 marzo 2014, ha inoltrato un ricorso per ritardata giustizia nei confronti della Cassa, chiedendo che il TCA ordini a quest’ultima di emettere una decisione in merito alla domanda di condono e osservando che:</p> <p class="MsoNormal"> </p> <p class="R2">"<span> </span>dopo oltre 4 anni dalla prima domanda (26.05.2009), in data 21.08.2013 mi è stata recapitata la decisione AI che esplica effetto retroattivo al 01.05.2010.</p> <p class="R2">Ciò ha comportato problemi di compensazione con le prestazioni IPG versate nel frattempo, come pure ha fatto nascere il diritto a una domanda di condono. Rinvio, per i dettagli, all’informativa CO 1 del 21.08.2013.</p> <p class="R2">Il 16.09.2013, ossia in tempo utile, ho inoltrato opposizione invocando un errore formale contenuto nella tabella proposta da CO 1 e, nella stessa data ho formulato domanda di condono, trovandomi in ristrettezze finanziarie dovute, in particolare, alle lungaggini di tutta la procedura AI.</p> <p class="R2">L’opposizione aveva esito positivo, come alla decisione CO 1 del 10.01.2014.</p> <p class="R2">Mentre invece la domanda di condono, per ragioni a me non note, è rimasta senza seguito, nonostante le mie sollecitatorie del 30.01.2014 e del 04.03.2014 (quest’ultima in forma raccomandata).</p> <p class="R2"> </p> <p class="R2">(…)” (Doc. I)</p> <p class="MsoNormal"> </p> <p class="R1"> 1.7. La Cassa, in risposta, ha chiesto che il ricorso per ritardata giustizia venga respinto con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> 1.8. Il 2 maggio 2014 l’assicurato ha comunicato di non avere ulteriori mezzi di prova, confermando, a scanso di equivoci, di voler far valere il suo diritto di chiedere il condono della trattenuta praticata sulla rendita AI e ribadendo che le lungaggini temporali dell’AI nell’emanare la propria decisione l’hanno posto in una situazione di profondo disagio economico (cfr. doc. V).</p> <p class="MsoNormal"> </p> <p class="R1"> 1.9. Il doc. V è stato trasmesso per conoscenza alla Cassa (cfr. doc. VI).</p> <p class="MsoNormal"> </p> <p class="MsoNormal"> </p> <p class="MsoNormal"> <b>in diritto</b></p> <p class="MsoNormal"><b> </b></p> <p class="R1"> In ordine</p> <p class="MsoNormal"><b> </b></p> <p class="R1"> 2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF 8C_452/2011 del 12 marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF 9C_211/ 2010 del 18 febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).</p> <p class="MsoNormal"> </p> <p class="MsoNormal"> </p> <p class="R1"> Nel merito</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> 2.2. Giusta l'art. 56 cpv. 2 LPGA, il ricorso può essere interposto anche se l'assicuratore, nonostante la domanda dell'assicurato, non emana una decisione o una decisione su opposizione. </p> <p class="MsoNormal"> </p> <p class="R1"> Secondo l’Alta Corte, vi è diniego di giustizia qualora un'autorità giudiziaria o amministrativa non si occupi di una domanda, per la cui risoluzione essa é competente (cfr. DTF 114 V 147 consid. 3a e riferimenti ivi menzionati). </p> <p class="MsoNormal"> </p> <p class="R1"> Il ritardo ingiustificato a statuire è una forma particolare di diniego di giustizia vietato dall’art. 29 cpv. 1 Cost e dall’art. 6 § 1 CEDU. Si è in presenza di un ritardo ingiustificato a statuire quando l’autorità amministrativa o giudiziaria competente non emana la decisione che le compete entro il termine previsto dalla legge oppure entro un termine che la natura dell'affare nonché l'insieme delle altre circostanze fanno apparire come ragionevole (DTF 131 V 407 consid. 1.1 p. 409 e riferimenti ivi menzionati). Sono determinanti, segnatamente, il grado di complessità dell’affare, la posta in gioco per l’interessato, come pure il comportamento di quest’ultimo e delle autorità competenti (DTF 130 I 312 consid. 5.2; 125 V 188 consid. 2a). A questo proposito, spetta, da una parte, all’interessato intraprendere determinati passi per invitare l’autorità a decidere, in particolare sollecitandola ad accelerare la procedura oppure ricorrendo per ritardo ingiustificato. D’altra parte, sebbene all’autorità non possano essere rimproverati alcuni “tempi morti”, inevitabili in una procedura, essa non è legittimata a invocare una carente organizzazione oppure un sovraccarico strutturale per giustificare l’eccessiva lentezza della procedura; spetta in effetti allo Stato organizzare le proprie giurisdizioni in modo tale da garantire ai cittadini un’amministrazione della giustizia conforme alle regole (DTF 130 I 312 consid. 5.2 e i riferimenti ivi menzionati). </p> <p class="MsoNormal"> </p> <p class="R1"> Il principio secondo cui la procedura davanti al Tribunale cantonale delle assicurazioni deve essere semplice e spedita (cfr. art. 61 lett. a LPGA), è espressione di un principio generale del diritto delle assicurazioni sociali e vale, perciò, anche nell'ambito della procedura amministrativa (DTF 110 V 54 consid. <span>4b; cfr., pure, U. Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, Zurigo 1999, p. 243 n. 509<a id="_Hlt505051057"></a>).</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span>Dottrina e giurisprudenza hanno stabilito che una ritardata giustizia può essere ammessa soltanto allorquando la competente autorità protrae più del dovuto la <a id="_Hlt496421552"></a>trattazione di un affare. Ciò non è il caso se essa prende dei provvedimenti positivi, ad esempio dei provvedimenti probatori supplementari. Qualora l'autorità si sia occupata di una vertenza senza notevole ritardo, una violazione della Costituzione può essere ammessa soltanto se determinati provvedimenti sono stati presi abusivamente (cfr. L. Meyer, Das Rechtsverzögerungsverbot nach Art. 4 BV, Tesi Berna 1985, p. 78 e riferimenti alla giurisprudenza federale).</p> <p class="MsoNormal"> </p> <p class="R1"> Nell’ambito di una procedura ricorsuale per denegata giustizia, non si deve procedere a una valutazione approfondita della situazione fattuale e giuridica. L’intervento del giudice in relazione all’ordine di misure istruttorie, si giustifica soltanto qualora l’amministrazione abbia <i>manifestamente</i> oltrepassato il proprio potere discrezionale. In una tale procedura, ci si deve accontentare di un esame sommario dell’incarto, con l’obbiettivo di stabilire se l’aver ordinato un determinato provvedimento probatorio era <i>manifestamente</i> superfluo (cfr. STFA U 18/92 del 3 luglio 1992 consid. 5b, parzialmente pubblicata <i>in</i> RAMI 1992 U 151, p. 194s. e U 268/01 dell’8 maggio 2003 consid. 4.1).</p> <p class="MsoNormal"> </p> <p class="R1"> 2.3. In una sentenza I 841/02 del 25 giugno 2003, pubblicata in DTF 129 V 411 segs., il Tribunale federale delle assicurazioni (TFA; dal 1° gennaio 2007 Tribunale federale) ha ammesso l'esistenza di un ritardo ingiustificato a carico dell'Ufficio AI e della Commissione federale di ricorso in materia di AVS/AI, trattandosi di una procedura durata globalmente più di 10 anni (dal momento in cui è stata presentata la domanda di prestazioni a quello in cui è stata resa la sentenza impugnata). </p> <p class="R1"> Nella DTF 125 V 188ss., il TFA ha invece negato l'esistenza di un ritardo ingiustificato, trattandosi di un assicuratore malattie che, trascorsi meno di 4 mesi dal momento in cui l'assicurato ha interposto opposizione, non aveva ancora proceduto ad emanare la decisione di sua competenza. </p> <p class="R1"> Nella RAMI 1997 U 286, p. 339s., la Corte federale ha riconosciuto una ritardata giustizia a carico di un tribunale cantonale che era rimasto completamente inattivo nei riguardi di una causa pendente da 42 mesi e suscettibile di essere giudicata da 27 mesi (ossia a partire dall'evasione di un atto di ricusa). </p> <p class="R1"> In quella stessa pronunzia, il TFA ha illustrato alcuni precedenti in cui era stato chiamato a decidere circa l'esistenza di una ritardata giustizia:</p> <p class="MsoNormal"> </p> <p class="R2">"<span> </span><span>Das Eidgenössische Versicherungsgericht hat in ähnlichen Fällen, bei denen keine besonderen Umstände vorgelegen hatten, Verfahrensdauern von 20 Monaten (unveröffentliches Urteil P. vom 4. Juli 1994, C 101/94) oder 22 Monaten (unveröffentliches Urteil G. vom 4. September 1990, I 421/89) als Grenzfälle betrachtet. Im Urteil Z. vom 12.Oktober 1995 erachtete es eine Erledigungszeit von 39 Monate als zu lange, verneinte jedoch eine unrechtmässige Verzögerung, weil besondere Umstände hinzukamen. Andererseits hiess es eine Rechtsverzögerungbeschwerde bei einer Verfahrensdauer von 40 Monate gut (unveröffentliches Urteil P. vom 10. </span>März 1993, M 1/92).<span>" </span>(RAMI succitata) </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> Più di recente, l’Alta Corte ha riconosciuto l’esistenza di un ritardo inammissibile trattandosi di un tribunale cantonale che aveva lasciato trascorrere 25 mesi tra la fine dello scambio degli allegati e l’inoltro del ricorso per denegata giustizia dinanzi al Tribunale federale, rispettivamente più di tre anni dall’inoltro del ricorso cantonale, in una causa senza difficoltà eccessive in materia di assicurazione contro gli infortuni (STF 8C_176/2011 del 20 aprile 2011) oppure quando è trascorso un termine di 24 mesi tra la fine dello scambio degli allegati e l’inoltro del ricorso per denegata giustizia dinanzi al Tribunale federale, in una causa il cui oggetto era unicamente il grado d’invalidità del ricorrente e in cui quest’ultimo aveva circoscritto le sue censure a due aspetti che non presentavano difficoltà particolari (STF 8C_613/2009 del 22 febbraio 2010). Per contro, un periodo di 18 mesi trascorso tra la fine dello scambio degli allegati davanti alla giurisdizione cantonale e il ricorso per denegata giustizia inoltrato al Tribunale federale, non è stato qualificato quale ritardo ingiustificato, tenuto conto della necessità di procedere a un minuzioso apprezzamento di numerosi rapporti medici o perizie (STF 8C_615/2009 del 28 settembre 2009). </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> 2.4. Questa Corte osserva innanzitutto che la questione relativa alla legittimazione attiva e passiva delle parti va esaminata d’ufficio (cfr. STF 9C_14/2010 del 21 maggio 2010 consid. 3.1.; STF 9C_40/2009 del 27 gennaio 2010 consid. 3.2.1.).</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> Inoltre la legittimazione attiva e la legittimazione passiva non sono delle condizioni di procedura che determinano l’ammissibilità di una procedura, bensì dei presupposti di merito.</p> <p class="R1"> In caso di inadempienza di una di queste condizioni, la causa non è irricevibile, ma deve essere respinta, indipendentemente dalla realizzazione degli elementi oggettivi della pretesa (cfr. STF 9C_14/2010 del 21 maggio 2010 consid. 3.1.; STF 9C_40/2009 del 27 gennaio 2010 consid. 3.2.1.</p> <p class="MsoNormal"> </p> <p class="R1"> Per quanto concerne una richiesta di condono della restituzione di indennità percepite a torto nell’ambito dell’assicurazione contro la disoccupazione, l’art. 95 cpv. 3 LADI enuncia che la Cassa sottopone la domanda di condono, per decisione, al servizio cantonale.</p> <p class="MsoNormal"> </p> <p class="R1"> In effetti ai sensi dell’art. 85 cpv. 1 lett. e il servizio cantonale decide i casi sottopostigli dalle casse secondo, segnatamente, l’art. 95 cpv. 3 LADI.</p> <p class="MsoNormal"> </p> <p class="R1"> Giusta l’art. 2c lett. b del Regolamento <span>della legge sul rilancio dell’occupazione e sul sostegno ai disoccupati (RL-rilocc) l’Ufficio giuridico della Sezione del lavoro è competente a decidere</span><span> </span>i casi sottopostigli per esame dalle casse di disoccupazione (art. 85 cpv. 1 lett. e LADI), ossia quindi anche le domande di condono.</p> <p class="MsoNormal"> </p> <p class="R1"> Ciò è peraltro stato indicato anche nella decisione del 21 agosto 2013 che, oltre al rimedio giuridico dell’opposizione, prevede la possibilità di domandare il condono alla Cassa la quale sottopone la richiesta per decisione all’autorità cantonale (cfr. doc. A9).</p> <p class="R1"> La Cassa, nello scritto del 16 ottobre 2013 indirizzato all’assicurato, ha poi specificato che la domanda di condono è decisa per il tramite della Sezione del lavoro (cfr. doc. A5).</p> <p class="MsoNormal"> </p> <p class="R1"> Ne discende che competente a esaminare la domanda di condono interposta da RI 1 il 16 settembre 2013 e a emettere la relativa decisione è l’Ufficio giuridico della Sezione del lavoro al quale la Cassa sottopone, ai sensi dell’art. 95 cpv. 3 LADI, la relativa richiesta formulata dall’assicurato.</p> <p class="MsoNormal"> </p> <p class="R1"> In concreto l’assicurato ha, per contro, inoltrato un ricorso per ritardata giustizia nel pronunciarsi in merito alla sua domanda di condono nei confronti della Cassa (cfr. consid. 1.6.), la quale non è competente a pronunciarsi nel merito di una richiesta di condono e a emanare una decisione al riguardo.</p> <p class="MsoNormal"> </p> <p class="R1"><span> In proposito è utile ricordare che i</span><span>n caso di accoglimento di un ricorso per ritardata o denegata giustizia, il Tribunale ordina all’assicuratore sociale di concludere entro un termine ragionevole la procedura, rispettivamente di dar seguito alla chiesta misura (cfr. U. Kieser, Verwaltungsverfahren, </span><span>Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, Zurigo 1999, nota</span><span> 507 p. 240; cfr. anche SVR 2001 KV 38 consid. 2b pag. 110) e che nell’ambito del condono nell’assicurazione contro la disoccupazione l’ingiunzione di emettere una decisione deve essere fatta all’Ufficio giuridico della Sezione del lavoro, competente a tale riguardo</span><span>.</span></p> <p class="MsoNormal"> </p> <p class="R1"> Alla luce di quanto esposto, nel caso di specie deve essere negata la legittimazione passiva della Cassa e il ricorso per ritardata giustizia deve conseguentemente essere respinto.</p> <p class="MsoNormal"> </p> <p class="R1"> 2.5. A titolo abbondanziale, giova in ogni caso rilevare che per costante giurisprudenza federale è possibile pronunciare una decisione di condono solo al momento della crescita in giudicato formale della decisione di restituzione, ritenuto che unicamente in quel caso tale obbligo è stabilito definitivamente (cfr. STF 9C_211/2009 del 26 febbraio 2010; STF 8C_130/2008 dell'11 luglio 2008; STF 8C_617/2009 del 5 novembre 2009).</p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="R1"><span> In casu la decisione su opposizione del 10 gennaio 2014 relativa alla restituzione di indennità di disoccupazione percepite dal febbraio 2011 tramite compensazione con rendite AI retroattive è cresciuta in giudicato incontestata, come attestato da questa Corte il 12 marzo 2014 (cfr. doc. 10).</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="R1"> Inoltre la Cassa, nella risposta di causa, ha indicato di aver trasmesso l’incarto alla centrale di __________ il 18 marzo 2014 per sottoporre il caso (la domanda di condono del 16 settembre 2013) alla Sezione del lavoro di Bellinzona (cfr. doc. III).</p> <p class="MsoNormal"> </p> <p class="R1"> Nella concreta evenienza, il TCA constata che tra la crescita in giudicato della decisione su opposizione del 10 gennaio 2014, la trasmissione alla centrale di __________ della Cassa per sottoporre la domanda di condono all’Ufficio giuridico della Sezione del lavoro e l’inoltro del ricorso per ritardata giustizia (27 marzo 2014), sono trascorsi meno di <i>2 mesi</i>.<i> </i></p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> In simili condizioni, alla luce dei precedenti giurisprudenziali evocati al considerando 2.3., questa Corte ritiene che nell’evenienza concreta non si sia comunque in presenza di un ritardo ingiustificato nei confronti dell’assicurato.</p> <p class="MsoNormal"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="MsoNormal"> </p> <p class="R1">Per questi motivi</p> <p class="MsoNormal"> </p> <p class="MsoNormal"><b>dichiara e pronuncia</b></p> <p class="MsoNormal"> </p> <p class="R1"> 1. Il ricorso è <b>respinto</b>.</p> <p class="MsoNormal"> </p> <p class="R1"> 2. Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato. </p> <p class="MsoNormal"> </p> <p class="R1"> 3. Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto pubblico al <span>Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna</span>, entro 30 giorni dalla comunicazione. </p> <p class="R1"> L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. <br/> Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.</p> <p class="MsoNormal"> </p> <p class="MsoNormal"> </p> <p class="MsoNormal">Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni </p> <p class="MsoNormal">Il presidente Il segretario</p> <p class="MsoNormal"> </p> <p class="MsoNormal">Daniele Cattaneo Gianluca Menghetti</p> </div></body></html>