<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di presentare un rapporto sulla situazione attuale nell'ambito delle fusioni comunali oltre le frontiere cantonali, illustrando gli ostacoli giuridici e politici esistenti e le opzioni per ridurli o eliminarli. In particolare interessa sapere come si possano istituire e attuare normative unitarie su scala nazionale per tali fusioni.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'articolo 53 capoverso 3 della Costituzione federale del 18 dicembre 1998 (Cost.) prevede che le modifiche territoriali tra cantoni (p. es. in seguito a fusioni oltre le frontiere cantonali) richiedono il consenso del popolo e dei cantoni interessati, nonché un decreto d'approvazione dell'Assemblea federale, il quale sottostà al referendum facoltativo (art. 163 cpv. 2 Cost.). La Costituzione federale del 29 maggio 1874 non disciplinava esplicitamente le modifiche territoriali, che secondo la prassi sottostavano tuttavia al referendum obbligatorio, il quale esige la maggioranza del popolo e dei cantoni. A livello federale la procedura per le modifiche territoriali è quindi già stata agevolata. L'Assemblea federale non ha tuttavia voluto rinunciare alla possibilità di far partecipare il popolo alla decisione, in quanto le modifiche territoriali possono modificare l'equilibrio tra i cantoni e pertanto riguardano anche la Confederazione.</p><p>Anche il Consiglio federale non ritiene necessarie ulteriori agevolazioni per le fusioni comunali oltre le frontiere cantonali. L'introduzione di norme unitarie, valide su scala nazionale, costituirebbe un'inutile ingerenza nell'autonomia dei cantoni. Gli ostacoli principali a fusioni comunali all'interno o oltre le frontiere cantonali non sono di natura giuridica, bensì vanno ricondotte ad aspetti emotivi o politici quali l'identità cantonale, l'autonomia o la sovranità fiscale.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.