<!DOCTYPE html> <html lang="it"><head><meta charset="utf-8"/></head><body><div class="Section1"> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td colspan="2" valign="top"> <p class="MsoNormal"> </p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><img alt="" height="5" src="http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&amp;WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&amp;WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&amp;OmnisLibrary=JURISWEB&amp;OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&amp;OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&amp;Parametername=WWWTI&amp;Schema=TI_WEB&amp;Source=&amp;Aufruf=getImage&amp;nF38_KEY=1663" width="3"/></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><img alt="" height="24" src="http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&amp;WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&amp;WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&amp;OmnisLibrary=JURISWEB&amp;OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&amp;OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&amp;Parametername=WWWTI&amp;Schema=TI_WEB&amp;Source=&amp;Aufruf=getImage&amp;nF38_KEY=1664" width="21"/></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"> </p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Incarto n.<br/> </span><a id="IN_NUMERO">12.96.00093</a></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><a id="ID_LUOGO"><span>Lugano</span></a></p> <p class="MsoNormal"><a id="IN_DATA_DECISIONE">26 luglio 1996</a></p> <p class="MsoNormal"> </p> </td> <td colspan="3" valign="top"> <p class="MsoNormal">In nome<br/> della Repubblica e Cantone<br/> del Ticino</p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> <tr> <td colspan="6" valign="top"> <p class="MsoNormal"><a id="IN_ISTANZA_SPEC"><b><span>La seconda Camera civile del Tribunale d'appello</span></b></a></p> </td> </tr> <tr> <td colspan="6" valign="top"> <p class="MsoNormal"> </p> </td> </tr> <tr> <td colspan="6" valign="top"> <p class="MsoNormal"> </p> </td> </tr> <tr> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>composta dei giudici:</span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Cocchi, presidente, <br/> Chiesa e Zali</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>segretario:</span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Petrini</span></p> </td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>sedente per giudicare sul ricorso per nullità proposto il 3 maggio 1996 da</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span> </span></b></p> </td> <td colspan="2" valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span>__________</span></b></p> <p class="MsoNormal"><b><span>__________</span></b></p> <p class="MsoNormal"><span>(studio legale __________)</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> </tr> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>contro il lodo arbitrale 16 aprile 1996 dell’arbitro unico avv. __________ nella vertenza che oppone i ricorrrenti a</span></p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span>__________</span></b></p> <p class="MsoNormal"><b><span>__________</span></b></p> <p class="MsoNormal"><span>(avv. __________) </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>in materia di circolazione stradale;</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>Richiamato il decreto 6 maggio 1996 del Presidente della Camera che ha accordato al ricorso effetto sospensivo;</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>Letti ed esaminati gli atti e i documenti prodotti,</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>posti a giudizio i seguenti punti di questione:</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="R1">1 - se deve essere accolto il ricorso per nullità </p> <p class="R1">2. - tassa di giustizia e ripetibili</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1">Ritenuto</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"><b>in fatto</b></p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> <b>A.</b> Le parti nel luglio del 1995 hanno sottoscritto un compromesso arbitrale in virtù del quale l’arbitro avv. __________ veniva incaricato di accertare a chi dovesse essere attribuita la responsabilità del sinistro della circolazione avvenuto a __________ il 5 giugno 1994.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> <b>B.</b> In quell’occasione __________, alla guida di una __________ di proprietà di __________, procedeva sulla strada cantonale proveniente da __________, mentre __________, alla guida di una __________, procedeva in direzione di __________ proveniente dal piazzale privato antistante la __________.</p> <p class="R1"> Le fiancate sinistre dei veicoli sono entrate in collisione, il che ha causato danni materiali di una certa rilevanza.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> <b>C.</b> In corso di procedura ognuna delle parti ha addebitato all’altra l’esclusiva responsabilità del cennato incidente.</p> <p class="R1"> La parte __________ ha sostenuto che l’antagonista, dopo che egli si era regolarmente immesso nella circolazione, avrebbe indebitamente invaso la sua corsia di marcia, provocando così la collisione che sarebbe avvenuta a circa 20 metri dal punto in cui egli si era immesso nel traffico.</p> <p class="R1"> La parte __________ ha invece asserito che tale invasione sarebbe stata commessa dal __________, il quale avrebbe inoltre violato il suo diritto di precedenza, essendo la collisione avvenuta al momento e nel punto dell’immissione.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> <b>D.</b> Nel lodo l’arbitro ha rilevato le discrepanze tra le tesi fattuali delle parti, e le ha risolte sulla base della deposizione della teste __________, conducente della vettura che precedeva quella condotta dal __________, accreditando la tesi di quella parte.</p> <p class="R1"> Vi sarebbe perciò stata violazione da parte del __________ del diritto di precedenza del __________, dal che la sua totale responsabilità per il verificarsi del sinistro.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> <b>E.</b> Con ricorso per nullità datato 3 maggio 1996 __________ e __________ hanno chiesto l’annullamento del lodo impugnato invocando gli art. 36 lit. f, e lit. h CIA.</p> <p class="R1"> L’arbitro avrebbe valutato in maniera arbitraria le prove offertegli, appoggiandosi totalmente alla deposizione della teste __________ nonostante essa presenti gravi elementi di contraddizione con quanto da lei precedentemente dichiarato in sede amministrativa e con altri elementi risultanti agli atti. Inoltre la stessa deposizione della teste sarebbe inefficace per l’inosservanza delle formalità sul giuramento.</p> <p class="R1"> Il motivo di nullità di cui all’art. 36 lit. h CIA risulterebbe invece dal fatto che l’arbitro, pur caricando nel dispositivo del lodo tutte le spese processuali alla parte soccombente, non ne avrebbe precisato l’importo e non si sarebbe pronunciato sulle ripetibili.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> <b>F.</b> Delle osservazioni 14 giugno 1996 della parte avversaria, che chiede la reiezione del ricorso con protesta di spese e ripetibili, si dirà, per quanto necessario, nei successivi considerandi.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1">Considerato</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"><b>in diritto</b></p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> <b>1.</b> Il ricorso per nullità nei confronti di un lodo arbitrale è un rimedio di diritto di carattere straordinario che, come la cassazione, è proponibile solo e in quanto sia dimostrata la ricorrenza degli estremi di uno o più motivi previsti dalla legge (per tante: <b>II CCA</b> 28 aprile 1993 in re P./C.; <b>Guldener</b>, Das schweizerische Zivilprozessrecht, pag. 478; <b>Habscheid</b>, Droit judiciaire privé suisse, pag. 524).</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"><b> 2.</b> A questa Camera, per quanto investita del ricorso per nullità ai sensi dell’art. 36 lit. f CIA, compete l’obbligo di vagliare se la decisione querelata sia inficiata di arbitrio siccome fondato su accertamenti di fatto palesemente in contrasto con gli atti e le risultanze processuali o perché contenente una manifesta violazione del diritto o dei termini di equità (<b>Rep</b>. 1985, pag. 149; <b>Jolidon</b>, Commentaire du Concordat suisse sur l’arbitrage, n. 93-95 ad art. 36 CIA; <b>Rüede/Hadenfeldt</b>, Schweizerisches Schiedsgerichtsrecht, 2. edizione, pag. 345 e segg.).</p> <p class="R1"> A queste tre forme di arbitrio previste dal Concordato sull’arbitrato trova applicazione la giurisprudenza sviluppata dal Tribunale federale circa l’art. 4 Cost., secondo la quale una decisione è arbitraria quando viola gravemente una norma o un principio giuridico chiaro e indiscusso, o quando contrasta in modo intollerabile con il sentimento di giustizia e dell’equità (<b>DTF</b> 115 II 103, 105 Ib 436, 103 Ia 359; <b>II CCA</b> 7 giugno 1996 in re M. e llcc./B. e llcc.).</p> <p class="R1"> Stanti queste premesse, il solo fatto che esista una soluzione alternativa preferibile a quella adottata esclude la censura di arbitrio (<b>Wehrli</b>, Rechtsprechung zum Schweizerischen Konkordat über die Schiedsgerichtsbarkeit, pag. 36). In questo caso l’autorità investita di un ricorso per nullità non può distanziarsi dalla decisione querelata a meno che la stessa appaia insostenibile, in evidente contraddizione con la motivazione fattuale o svestita di una motivazione oggettiva e lesiva di un diritto certo (<b>DTF</b> 121 Ia 114, 119 Ia 117, 119 Ia 32; <b>II CCA</b> 20 luglio 1994 in re Consorzio C./G.M. SA, 25 agosto 1992 in re G./D. e llcc.; cfr. anche l’art. 3 cpv. 3 del Decreto Legislativo di applicazione del concordato intercantonale del 17 febbraio 1991 che dichiara applicabili le norme relative al ricorso per cassazione civile).</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> <b>3.</b> La parte ricorrente ravvisa arbitrio nella decisione dell’arbitro di fondare il proprio giudizio eminentemente in base alla deposizione __________, nonostante questa sia in contrasto con altre emergenze processuali.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> Si tratta di censura priva di fondamento.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"><b> 3.1</b> E’ in primo luogo del tutto evidente che, in linea teorica, non vi è arbitrio alcuno nel comportamento del giudice che, confrontato con divergenti dichiarazione di una medesima persona, tiene per vera quella rilasciata in forma testimoniale nell’ambito del processo, a detrimento di altre rese in circostanze differenti, nelle quali chi si esprime non è confrontato con il medesimo obbligo di precisione e verità.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> <b>3.2</b> Ciò premesso, è una pura speculazione dei ricorrenti sostenere che l’affermazione resa dalla teste in sede amministrativa secondo cui la vettura __________ “stava partendo” significherebbe che la stessa era ancora ferma (ricorso, punto 8a, pag. 4).Vero è invece che la locuzione “stava partendo” è per sua natura generica, e si attaglia ad ogni fase di una manovra di immissione, compresa quella in cui l’autore è già “sortito dal posteggio”. Non vi è perciò contraddizione, ma solo una maggiore precisione della deposizione testimoniale, il che è perfettamente comprensibile se si pensa che quanto dichiarato in polizia è uno spontaneo ma succinto esposto a verbale dei fatti principali da parte del testimone, mentre la deposizione testimoniale è costituita dalle risposte a precise domande delle parti e del giudice, con le quali ci si propone di sviscerare ogni dettaglio del fatto rilevante.</p> <p class="R1"> Né può essere attribuita una particolare rilevanza alla questione a sapere se la teste abbia effettivamente visto nello specchio retrovisore il momento esatto dell’impatto (ricorso, punto 8b, pag. 4 e 5), limitato per sua natura a frazioni di secondo, oppure se essa abbia visto solo una fase immediatamente successiva.</p> <p class="R1"> Infatti, ciò che risulta determinante e decisivo nella deposizione del teste non è il fatto di avere o meno assistito all’impatto -fatto che comunque è positivamente accertato e non è oggetto di contestazione- ma il rilievo, in precedenza espresso solo come opinione (“A mio avviso...” nel rapporto di polizia), del fatto che il __________ ha effettivamente invaso la corsia di marcia del __________, tanto da costringere la testimone ad una brusca manovra per evitare di collidere lei stessa con il veicolo immesso e da spingerla a guardare immediatamente dopo nel retrovisore per vedere cosa sarebbe avvenuto al veicolo del __________ che la seguiva a poca distanza.</p> <p class="R1"> Del tutto irrilevante è per contro la circostanza secondo cui la teste avrebbe riferito particolari, peraltro di secondaria importanza, in precedenza non menzionati (ricorso, punti 8c e 8d, pag. 5).</p> <p class="R1"> Non si può perciò sostenere, e non solo nella limitata ottica dell’arbitro, che la deposizione resa dalla __________ avanti all’arbitro contraddica in modo significativo le sue precedenti dichiarazioni sull’argomento.</p> <p class="R1"><b> </b></p> <p class="R1"><b> 3.3</b> Allo stesso modo, non è dato di rilevare discrepanze neppure tra la deposizione contestata e altri elementi in atti.</p> <p class="R1"> Infatti, contrariamente alle tesi dei ricorrenti l’asserita posizione dei cocci della __________ della __________ e la natura dei danni ai veicoli sono, in assenza di conferme peritali, elementi troppo labili per poterne trarre conclusioni attendibili circa la dinamica del sinistro.</p> <p class="R1"> Inutili perciò i richiami “all’insopprimibile forza logica” di questi argomenti (ricorso, pag. 6), oppure ad apodittiche affermazioni del fatto che “emerge con chiarezza che fu __________ ad investire __________ e non il contrario” (ricorso, ibidem): non è con argomentazioni di siffatta portata che può seriamente essere sostenuta una censura d’arbitrio, che perciò è nella sua globalità da respingere.</p> <p class="R1"><b> </b></p> <p class="R1"><b> 4.</b> Non meno infondata è la pretesa nullità della deposizione della teste __________ per il fatto che non le sarebbe stato deferito il giuramento: a non averne dubbi, la locuzione “ossequiate le formalità di giuramento” di cui al verbale del 4 dicembre 1995, sottoscritto per consenso da tutte le parti, non può che significare che nell’ambito di tali formalità, del cui rispetto si dà atto, la teste è stata regolarmente ammonita sulle conseguenze penali di un’eventuale falsa testimonianza.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> <b>5.</b> E’ per contro vero che il lodo (dispositivo 5) è lacunoso sulla questione delle spese e ripetibili, limitandosi a sancire la responsabilità della parte soccombente, senza tuttavia quantificare le spese e attribuire ripetibili.</p> <p class="R1"> Ciò non comporta tuttavia l’annullamento dell’intero lodo, ma solo del suo dispositivo n. 5, che l’arbitrò riformulerà ai sensi di questo considerando (art. 40 cpv. 2 CIA; <b>Jolidon</b>, opera citata, pag. 537 e 538; <b>Rüede/Hadenfeldt</b>, opera citata, pag. 354).</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> Ne segue il parziale accoglimento del ricorso.</p> <p class="R1"> </p> <p class="MsoNormal"><span>Tassa di giustizia, spese e ripetibili seguono la preponderante soccombenza dei ricorrenti (art. 148 CPC).</span></p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1">Per i quali motivi,</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1">Richiamati l’art. 36 CIA e per le spese gli art. 147 e segg. CPC e la LTG</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"><b> </b></p> <p class="R1"><b>dichiara e pronuncia</b></p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> <b>I.</b> Il ricorso per nullità 3 maggio 1996 di __________ e __________ è parzialmente accolto.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> Di conseguenza il dispositivo n. 5 del lodo arbitrale 16 aprile 1996 dell’arbitro avv. __________ è annullato </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> <b>II.</b> Le spese e la tassa di giustizia del presente giudizio, consistenti in:</p> <p class="R1"> a) la tassa di giustizia fr. 480.--</p> <p class="R1"> b) spese fr. 20.--</p> <p class="R1"> T o t a l e fr. 500.-- </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> già anticipati dai ricorrenti, restano a suo carico per 4/5 e per 1/5 sono a carico dei resistenti, ai quali i ricorrenti rifonderanno fr. 1’000.-- per ripetibili.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> <b>III.</b> Intimazione a: </p> <p class="R1"> - __________</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> Comunicazione all’arbitro, avv. __________.</p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><b><span>Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello</span></b></p> <p class="MsoNormal"><span>Il presidente Il segretario</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </div></body></html>