<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale intende disporre di dati affidabili per condurre a buon fine il consolidamento delle assicurazioni sociali. Per questo motivo ha avviato un importante programma di ricerca sul futuro a lungo termine della previdenza per la vecchiaia. Uno degli aspetti importanti di cui deve essere tenuto conto è l'impatto del finanziamento delle assicurazioni sociali sull'onere delle economie domestiche. È quindi indispensabile disporre di dati comparabili per tipo di economia domestica e per tipo d'imposta che siano allo stesso tempo coerenti con quelli dell'economia nazionale. A fine anno, il programma di ricerca dovrebbe aver permesso di raccogliere i dati. A fornirli sarà un modello econometrico che terrà conto anche delle ripercussioni sul comportamento degli operatori economici dovute alle modifiche della sistema fiscale.</p><p>La tavola sinottica del primo rapporto IDA FiSo, di cui l'autore dell'interrogazione ordinaria chiede ora l'aggiornamento, era stata stilata sulla base di numerose ipotesi e semplificazioni. Il rapporto sottolineava d'altra parte la cautela necessaria nell'interpretazione dei risultati (allegato A6, IDA FiSo 1). Invece di procedere a un aggiornamento, si devono ora, in primo luogo, attendere nuovi risultati fondati su basi più solide.</p><p>Utilizzando i dati statistici più recenti abbiamo tuttavia stilato a titolo indicativo due tavole che permettono di valutare a grandi linee l'onere fiscale che grava sulle economie domestiche.</p><p>La tavola 1 indica l'onere in franchi e in percentuale del reddito dell'economia domestica dovuto alle detrazioni salariali e all'IVA. I dati sono tratti dall'indagine sul reddito e sul consumo delle economie domestiche dell'UST (IRC 98) e i calcoli sono stati eseguiti dall'Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC) e dall'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS). Le economie domestiche appartenenti alla stessa classe di reddito presentano caratteristiche molto diverse (numero di persone, situazione sul mercato del lavoro) e i dati presentati sono delle medie. La tavola contiene una stima dell'onere fiscale addizionale necessario a un prodotto supplementare di 2 miliardi di franchi, fondata su una stima dei substrati fiscali per il 2001.</p><p>Per le detrazioni salariali abbiamo stabilito due varianti di ripartizione dell'onere supplementare. Nella variante A, la totalità dell'onere grava sui redditi da lavoro (la parte del datore di lavoro è interamente riportata sui salari). Nella variante B, solo la metà dell'onere proviene dai redditi da lavoro (parte dei salariati), mentre l'altra metà (parte dei datori di lavoro) è riportata sui prezzi e sostenuta dalle economie domestiche, proprio come un aumento dell'IVA che produrrebbe un rendimento di 1 miliardo di franchi. Per entrambe le varianti è stato stabilito che non sarà posto un tetto ai redditi da lavoro sottoposti ai contributi. Le detrazioni sui salari dovrebbero aumentare di circa 0,8% per generare un rendimento supplementare di 2 miliardi di franchi.</p><p>Anche per l'onere addizionale legato all'IVA, presentiamo due varianti. Nella variante A abbiamo applicato un aumento proporzionale del 12% dei tre tassi dell'IVA, nella variante B un aumento lineare di 0,8%. In entrambe le varianti il rendimento dell'imposta sostenuta dalle economie domestiche è inferiore a 2 miliardi di franchi poiché le economie domestiche svizzere non sostengono l'intero prodotto dell'IVA.</p><p>Per vari motivi (in particolare di definizione), l'IRC 98 non permette di stabilire una correlazione pertinente tra l'onere legato all'imposta federale diretta (IFD) e le classi di reddito. Per questo, in una seconda tavola (tavola 2) presentiamo l'onere fiscale legato all'IFD. Dato che nell'indagine dell'UST (IRC 98) mancano gli elementi necessari al calcolo dei redditi imponibili, abbiamo utilizzato quale base di calcolo i redditi delle economie domestiche (v. tavola 1). È stata utilizzata la tariffa alle coppie di coniugi. I risultati non sono comparabili a quelli della tavola 1. Per il calcolo dell'onere supplementare legato all'IFD, ci siamo basati sull'ipotesi che l'aumento dell'imposta inciderebbe unicamente sulle persone fisiche. I valori della tariffa dovrebbero quindi essere aumentati proporzionalmente del 32%. Il tasso massimo dell'IFD fissato all'11,5% dalla Costituzione non è contemplato.</p><p>I risultati così ottenuti devono essere interpretati con cautela. Riflettono unicamente ordini di grandezza e dovranno essere confermati nel quadro di lavori più approfonditi prima di poter costituire una base di riferimento.</p>  Risposta del Consiglio federale.