<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Approvando, il 29 novembre 1998, il decreto federale concernente la costruzione ed il finanziamento dell'infrastruttura dei trasporti pubblici, il popolo svizzero ha accettato il principio dell'istituzione di un fondo per il finanziamento dei quattro grandi progetti ferroviari e le fonti che lo alimentano.</p><p>Il raccordo della Svizzera orientale ed occidentale alla rete ferroviaria europea ad alta capacità è uno dei quattro progetti in questione, per il quale è previsto uno stanziamento complessivo di 1,2 miliardi di franchi svizzeri dal fondo di finanziamento.</p><p>Per la realizzazione del progetto, il Parlamento dovrà emanare una legge federale soggetta a referendum e stanziare i fondi necessari. In questo contesto, dovranno essere verificati la necessità del progetto e lo stato di avanzamento della pianificazione. L'Assemblea federale assegnerà quindi i mezzi finanziari necessari sotto forma di crediti d'impegno, mentre il Consiglio federale approverà le fasi di costruzione e fisserà il calendario dei lavori.</p><p>Il Consiglio federale risponde alle singole domande nel modo seguente.</p><p>1. Per quanto concerne il raccordo della Svizzera occidentale, il 5 novembre 1999 è stata firmata dal ministro dei trasporti francese Jean-Claude Gayssot e dal consigliere federale Moritz Leuenberger una convenzione tra la Francia e la Svizzera.</p><p>Per l'applicazione della convenzione sarà istituito un comitato misto incaricato di attuare le misure necessarie per assicurare il raccordo ottimale della rete ferroviaria svizzera a quella francese, in particolare per le linee ad alta velocità.</p><p>Uno dei compiti del comitato misto sarà proporre alle istanze decisionali francesi e svizzere un programma di investimenti per gli interventi infrastrutturali finalizzati al raccordo e il relativo piano di finanziamento.</p><p>Gli studi per un avamprogetto di massima sono già stati avviati per il raccordo di Ginevra e dell'arco giurassico. Tra Basilea e Mulhouse sono già cominciati i lavori per migliorie mirate dell'infrastruttura e dovrebbero terminare nell'autunno del 2000. Per la parte svizzera, tuttavia, il finanziamento di queste opere non avviene attraverso il fondo FTP.</p><p>2. Essendo interamente ubicato in territorio francese, il progetto del TGV Reno-Rodano è soggetto alla procedura francese per i grandi progetti infrastrutturali, strutturata in sette fasi:</p><p>- un dibattito preliminare vertente sull'interesse socio-economico del progetto;</p><p>- gli studi preliminari per definire una fascia all'interno della quale si collocherà il tracciato definitivo;</p><p>- l'avamprogetto di massima che ha lo scopo di trovare, all'interno di questa fascia, la collocazione migliore del tracciato tenendo conto delle varie limitazioni rilevate;</p><p>- l'indagine destinata ad accertare l'utilità pubblica;</p><p>- la dichiarazione di utilità pubblica (DUP);</p><p>- l'avamprogetto particolareggiato con la definizione del tracciato a livello locale e la precisazione di tutte le operazioni e gli interventi che esso richiede;</p><p>- l'approvazione ministeriale.</p><p>Attualmente il progetto è alla fase di allestimento dell'indagine volta all'accertamento dell'utilità pubblica.</p><p>A differenza dei raccordi della Svizzera alla rete francese del TGV, quello del TGV Reno-Rodano è un progetto interno francese e non ha carattere internazionale. Il Consiglio federale segue la questione nel quadro della convenzione bilaterale concernente il raccordo della Svizzera alla rete ferroviaria francese e in particolare alle linee ad alta capacità. Non può tuttavia interferire nella politica interna della Francia intervenendo negli studi e nella pianificazione.</p><p>3. Per quanto concerne la partecipazione della Svizzera al finanziamento del TGV Reno-Rodano, finora la Confederazione non ha ricevuto alcuna richiesta ufficiale dal governo francese.</p><p>Qualora una tale richiesta fosse rivolta alla Confederazione, essa potrebbe essere esaminata internamente dall'Amministrazione federale prima di essere discussa in seno al comitato misto franco-svizzero. In ogni caso la questione dovrebbe risolversi, al più tardi, al momento della definizione, da parte francese, del finanziamento, prima della firma del decreto di DUP (presumibilmente nel novembre 2001).</p><p>A questa fase dovrebbe seguire, nel 2002, l'effettuazione dello studio per l'avamprogetto dettagliato affinché i lavori per la prima parte delle opere possano cominciare verso la metà del 2003.</p>  Risposta del Consiglio federale.