<h2>SubmittedText<h2><p>Negli ultimi anni gli specialisti di Cercl'Air, un'associazione che riunisce operatori di autorità e università attivi nel settore della protezione dell'aria, hanno appurato che la qualità dell'aria in numerose località stenta a migliorare.</p><p>Lo scandalo dei motori diesel ha dimostrato che l'industria automobilistica ha mentito per anni e ha messo in circolazione veicoli che durante l'esercizio normale emettono un quantitativo di inquinanti atmosferici di molto superiore a quanto certificato dagli esami di laboratorio. Nell'esercizio reale quasi tutti i veicoli esaminati (diverse marche) emettono su strada quantitativi di ossido di azoto che superano di gran lunga i limiti definiti per legge.</p><p>A febbraio 2016 l'UE ha emanato nuove norme sui gas di scarico. Dal 1° settembre 2017 i test RDE (Real Drive Emissions), ovvero misurazioni in condizioni di guida reali, diventeranno un presupposto per l'approvazione del tipo per quanto riguarda le automobili. Tali misurazioni valgono anche per la Svizzera. Tuttavia, in questo modo la situazione migliorerà solo lentamente. Le nuove disposizioni per l'immatricolazione per tutti i nuovi veicoli diesel entreranno in vigore solo a settembre 2019.</p><p>Affinché la qualità dell'aria migliori il più rapidamente possibile, l'amministrazione federale è tenuta a dare il buon esempio e nel quadro dell'acquisto di nuovi veicoli deve tenere conto il più possibile di modelli "puliti".</p><p>Al riguardo sorgono le seguenti domande:</p><p>1. Secondo l'articolo 23 capoverso 3 dell'ordinanza concernente i veicoli della Confederazione e i loro conducenti (RS 514.31) la scelta dei veicoli dell'amministrazione è fondata anche su principi ecologici. Si tiene conto anche di criteri concernenti la protezione dell'aria?</p><p>2. In caso affermativo, quali sono i criteri applicati?</p><p>3. La Confederazione è pronta a considerare anche criteri concernenti la protezione dell'aria nel quadro dell'acquisto di veicoli?</p><p>4. La Confederazione è disposta a ponderare seriamente tali criteri importanti per le persone e l'ambiente nel quadro delle decisioni di assegnazione e/o di acquisto?</p><p>5. La Confederazione è disposta a rinunciare, a favore degli sforzi per la protezione dell'aria, all'acquisto di nuovi veicoli (automobili e autofurgoni) con motore diesel che non soddisfano le nuove norme sui gasi di scarico che entreranno in vigore il 1° settembre 2017?</p><p>6. La Confederazione è disposta a comunicare una relativa raccomandazione alla popolazione e ai gestori di flotte privati?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1.-4. Consapevole del suo ruolo esemplare e fermamente intenzionato ad agire in favore dell'ambiente, il Consiglio federale ha dato ordine di elaborare direttive interne concernenti il rispetto dei principi ecologici per l'acquisto e l'utilizzo di veicoli dell'Amministrazione. Tali direttive vanno oltre l'ordinanza del 23 febbraio 2005 concernente i veicoli della Confederazione e i loro conducenti (RS 514.31) ed esigono in particolare che si scelgano, quando possibile, veicoli appartenenti alla categoria di efficienza energetica A. Ogni dipartimento deve inoltre, per il 5 per cento della sua flotta di automobili (ossia i veicoli a cinque posti al massimo, esclusi i veicoli speciali), rispettare un'emissione massima di 75 grammi di CO2 per chilometro per veicolo.Questi criteri vanno ad aggiungersi alle prescrizioni che si applicano all'insieme dei veicoli che entrano sul mercato svizzero. Al momento dell'omologazione l'Ufficio federale delle strade esamina per ogni veicolo se le prescrizioni svizzere - e in particolare quelle che riguardano la protezione dell'aria - sono rispettate. Queste prescrizioni riguardano i valori relativi all'inquinamento, al fumo, al rumore e al consumo. Le norme svizzere volte a limitare l'inquinamento vengono costantemente adeguate alle norme europee più severe. Alla luce di quanto precede e visto che il termine provvisorio per l'applicazione delle nuove prescrizioni in particolare in materia di veicoli diesel è relativamente breve (settembre 2019), non si rendono necessari criteri supplementari di protezione dell'aria.</p><p>5. Attualmente non è possibile rinunciare a veicoli diesel. Alcuni veicoli usati per bisogni specifici, come quelli del corpo delle guardie di confine, sono infatti indispensabili e non esiste alcuna alternativa sul mercato. Al momento è inoltre difficile prevedere chiaramente quali veicoli diesel non potranno rispettare i criteri d'emissione più severi. Non appena il mercato proporrà veicoli omologati secondo i nuovi metodi, la Confederazione procederà alla valutazione e, all'occorrenza, all'acquisto.</p><p>6. L'informazione della popolazione in merito alla protezione dell'ambiente e ai livelli attuali di inquinamento così come la raccomandazione di misure volte a ridurre l'inquinamento ambientale rientrano tra i compiti della Confederazione (art. 10e della legge sulla protezione dell'ambiente; RS 814.01). L'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) pubblica numerose informazioni sulle misure di protezione dell'aria in materia di traffico stradale (<a href="http://www.ufam.ch">www.ufam.ch</a> &gt; Aria &gt; Misure di protezione dell'aria: traffico stradale) e censisce tutti i veicoli di nuova concezione, che presentano un buon bilancio.</p><p>Per quanto riguarda i motori a combustione i problemi prioritari nell'ambito della protezione dell'aria sono i seguenti: emissioni inquinanti elevate dell'avviamento a freddo, emissioni di particolato elevate dei veicoli a benzina, riduzione delle emissioni di ossido di azoto nell'esercizio reale, in particolare nei veicoli diesel. L'UFAM opera a livello nazionale e internazionale per risolvere tali problemi.</p>  Risposta del Consiglio federale.