<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale condivide l'opinione dell'autore della mozione, secondo cui le aziende familiari - in altre parole le piccole e medie imprese - sono di grande importanza economica per il nostro Paese.</p><p>Per considerazioni d'efficienza, la decisione sulla continuazione di un'azienda non dovrebbe essere distorta da aspetti fiscali. Privilegiando fiscalmente i membri della famiglia che continuano l'attività dell'azienda dopo il decesso del titolare, questa esigenza di neutralità dell'imposizione risulta pertanto violata. Si crea così un incentivo a definire la successione all'interno della famiglia, nonostante la vendita a un nuovo proprietario - che può evidentemente essere anche un'impresa familiare - possa essere la soluzione più convincente dal profilo dell'economia aziendale. Un simile trattamento fiscale di favore compromette quindi la necessaria riforma strutturale. La vigente regolamentazione nell'ambito del diritto fondiario agricolo è ad esempio problematica se si fanno considerazioni d'efficienza, poiché impedisce il necessario passaggio ad aziende più grandi nella nostra agricoltura.</p><p>Per contro, dal punto di vista fiscale, la soluzione dei problemi (temporanei) di liquidità che sorgono nei casi di successione può essere opportuna. La legislazione in materia di imposte sulle successioni e donazioni è di competenza dei Cantoni. La Confederazione contempla tuttavia questa richiesta nella riforma II dell'imposizione delle imprese. </p><p>Uno degli obiettivi della riforma II dell'imposizione delle imprese, attualmente in fase di preparazione, è quello di garantire, attraverso misure conformi al sistema, la continuità delle aziende familiari in caso di ricambio generazionale. In proposito vanno menzionate le seguenti mozioni del 2001, peraltro già oggetto di ampie spiegazioni, concernenti imprese di persone:</p><p>- 01.3214 Mozione della Commissione dell'economia e dei tributi CN "Eliminazione delle ingiustizie fiscali per le PMI"</p><p>- 01.3556 Mozione Bader Elvira "Ricambio generazionale in seno a un'impresa. Rinvio dell'imposizione"</p><p>- 01.3557 Mozione Eberhard "Imposizione degli utili in capitale al momento della cessazione dell'attività lucrativa"</p><p>Si prevede, ad esempio, di accordare un rinvio dell'imposizione degli immobili commerciali che perdono questa qualifica e sono di fatto trasferiti nella sostanza privata. Tuttavia, con riguardo alle autorità preposte all'AVS, che devono riscuotere i contributi delle assicurazioni sociali presso i contribuenti ancor prima del raggiungimento del 65esimo anno di età, il rinvio dell'imposizione non dovrebbe essere valido per i cosiddetti ammortamenti ricuperati.</p><p>Le aziende agricole potrebbero però giustificare un'eccezione anche riguardo agli ammortamenti ricuperati, così che il rinvio dell'imposizione sarebbe completo fino alla realizzazione effettiva. Un'imposizione dell'utile risultante da un plusvalore non è prevista nella legge sull'imposta federale diretta (art. 18 cpv. 4 LIFD).</p><p>I previsti rinvii dell'imposizione permetteranno in ogni caso di riprendere l'azienda familiare, qualora dovesse successivamente presentarsi una possibilità in proposito.</p><p>Riguardo alle discussioni in materia di diritto successorio e alla conseguente realizzazione e imposizione delle riserve occulte si dovrebbe, nel limite del possibile, ammettere la divisione materiale (tenendo conto dell'onere fiscale latente) in modo tale che l'erede che rileva l'azienda familiare possa beneficiare di un rinvio dell'imposizione, consentendogli di conservare la liquidità.</p><p>Nella misura in cui gli obiettivi dell'autore della mozione coincidano con quelli della riforma II dell'imposizione delle imprese, non vi è alcun motivo di respingere l'intervento. </p><p>2. L'autore della mozione mira però piuttosto a una soluzione ispirata al diritto successorio agricolo, che consentirebbe all'erede "prescelto" di acquistare l'azienda familiare a un valore di reddito inferiore e di indennizzare i fratelli in maniera corrispondente (esigua). Ne risulterebbe logicamente che, a causa del valore di reddito (inferiore), anche le eventuali imposte di successione sarebbero inferiori.</p><p>Tuttavia, ciò che vale per l'agricoltura difficilmente può essere trasposto al resto dell'economia, poiché un calcolo con il valore di reddito dovrebbe nella maggior parte dei casi superare l'importo del valore intrinseco. Tra l'altro, calcolare il valore di un'impresa o di un pacchetto d'azioni secondo il suo valore di reddito corrisponde a collaudati principi d'economia aziendale. Nella maggioranza dei casi, il provvedimento proposto mancherebbe totalmente l'obiettivo auspicato dall'autore della mozione. Per esaudire la richiesta dell'autore della mozione si dovrebbe piuttosto cercare una soluzione ibrida, in base alla quale gli attivi commerciali di un'azienda familiare dovrebbero essere valutati al valore di reddito soltanto se lo stesso è inferiore al valore intrinseco, altrimenti sarebbe determinante quest'ultimo. Nel diritto fiscale svizzero ciò costituirebbe tuttavia una novità contraria al sistema.</p><p>Anche qualora una tale valutazione non conforme venisse realizzata nell'interesse della continuità dell'azienda familiare, sarebbe totalmente irragionevole pretendere che i coeredi - secondo l'esempio del diritto successorio agricolo - si accontentino di una partecipazione potenziale all'utile d'alienazione limitata a 25 anni. L'odierno dinamismo nella vita economica nonché i rapidi adeguamenti agli andamenti altalenanti della congiuntura escludono categoricamente un provvedimento per le PMI del settore non agricolo basato sulla tradizionale aspettativa di prezzi dei terreni in costante crescita.</p>  Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.