<h2>InitialSituation<h2><h2 class="Titel_d"><strong>Comunicato stampa del Consiglio federale del 19.10.2022</strong></h2><p><strong>Accesso mirato al mercato del lavoro dei cittadini di Stati terzi con diploma universitario svizzero</strong></p><p><strong>Chiunque consegua un diploma di master o un dottorato in un settore con penuria di specialisti deve poter rimanere e lavorare in Svizzera anche se proveniente da uno Stato terzo. Si tratta di un gruppo numericamente ristretto. Lo ha deciso il Consiglio federale nella seduta del 19 ottobre 2022. Il messaggio concernente la modifica della legge sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI), trae origine da una richiesta del Parlamento, che ora discuterà il progetto.</strong></p><p>Con la mozione "Gli specialisti formati a caro prezzo in Svizzera devono poter lavorare nel nostro Paese" (17.3067 Marcel Dobler), il Parlamento chiede una deroga ai contingenti per la manodopera proveniente dai Paesi al di fuori dell'Unione europea e dai Paesi AELS. Per l'ammissione al mondo del lavoro, s'intendono esentare dai contingenti i cittadini di Stati terzi che si sono formati alle università e ai Politecnici federali (titolari di un master o un dottorato) nei settori con comprovata penuria di specialisti.</p><p>&nbsp;</p><p>Nell'interesse della piazza economica svizzera</p><p>Nel quadro dell'ammissione al mercato del lavoro, la deroga ai contingenti a favore degli stranieri con un diploma universitario si applica solo se l'attività lucrativa da esercitare riveste un alto interesse scientifico o economico. Già secondo il diritto vigente, per le persone che soddisfano queste condizioni non si applica la regola della priorità dei lavoratori indigeni e dei cittadini dell'UE/AELS.</p><p>La proposta di modifica della normativa coincide con gli interessi della piazza economica svizzera. Le persone in questione si sono formate nelle nostre istituzioni accademiche e di norma sono già ben integrate nella società svizzera. Si tratta di un gruppo numericamente ristretto, approssimativamente 200-300 persone all'anno.</p><h2>Proceedings<h2><h4 class="SDA_Meldung_d">Notizia ATS</h4><h3 class="Debatte_sda_linksbündig_d"><strong>Dibattito al Consiglio nazionale, 16.03.2023</strong></h3><p class="Standard_d"><strong>Penuria specialisti, agevolare stranieri formati in Svizzera</strong></p><p class="Standard_d"><strong>Chiunque consegua un diploma svizzero di qualsiasi livello terziario in un settore con penuria di specialisti deve poter rimanere e lavorare nella Confederazione, anche se proveniente da uno Stato terzo. Lo ha stabilito oggi il Consiglio nazionale, accettando, per 135 voti a 51 (tre astensioni), la revisione della legge sugli stranieri e la loro integrazione. Il disegno governativo iniziale prevedeva questa possibilità solo per chi è in possesso di un titolo universitario.</strong></p><p class="Standard_d">Il progetto del Consiglio federale deriva da una mozione approvata dal Parlamento, che domandava una deroga ai contingenti per la manodopera proveniente dai Paesi al di fuori dell'Ue e dell'Associazione europea di libero scambio (AELS). La modifica normativa strizza l'occhio agli interessi della piazza economica, trattenendo in Svizzera persone che di norma, essendosi formate nelle istituzioni accademiche elvetiche, sono già ben integrate.</p><p class="Standard_d">Per l'ammissione al mondo del lavoro, l'esecutivo intendeva esentare dai contingenti i cittadini di Stati terzi che hanno terminato gli studi (bachelor, master e dottorati) in un'università o in un Politecnico federale. Seguendo il parere della sua commissione preparatoria, il plenum ha però deciso di allargare il campo a tutto il livello d'istruzione terziario.</p><p class="Standard_d">L'agevolazione va estesa ai master of advanced studies, agli attestati professionali federali, ai diplomi federali e ai diplomi delle scuole specializzate superiori, ha snocciolato il relatore commissionale Marco Romano (Centro/TI). Inclusi anche i postdottorandi.</p><p class="Standard_d">"Se fossero solo le università a offrire prospettive di impiego post laurea, si andrebbe a creare un discutibile svantaggio per gli altri percorsi di studi", ha sottolineato il deputato di Mendrisio. Contrari invece i parlamentari democentristi: "Oggi si conferma quello che diciamo da anni, ossia che stiamo subendo gli effetti di un'immigrazione di massa. E ora, al posto che promuoverne una di qualità, si vuole inserire un ulteriore incentivo", ha protestato Piero Marchesi (UDC/TI). Il Nazionale ha però seguito ampiamente la maggioranza su questo punto.</p><p class="Standard_d">La Camera del popolo ha poi ritoccato il disegno precisando che la deroga ai contingenti non si applica solo se l'attività lucrativa da esercitare riveste un elevato interesse scientifico o economico, bensì pure se si tratta di un impiego remunerato qualificato legato alla propria formazione.</p><p>&nbsp;</p><h4 class="SDA_Meldung_d">Notizia ATS</h4><h3 class="Debatte_sda_linksbündig_d"><strong>Dibattito al Consiglio degli Stati, 05.06.2023</strong></h3><p class="Standard_d"><strong>Stranieri "laureati", ammissione agevolata va approfondita</strong></p><p class="Standard_d"><strong>Nonostante i timori di anticostituzionalità, vale la pena esaminare la possibilità di modificare la legge sugli stranieri per consentire l'ammissione agevolata in Svizzera di stranieri provenienti da uno Stato terzo in possesso di un diploma universitario rilasciato da un ateneo elvetico.</strong></p><p class="Standard_d">Contrariamente alla raccomandazione contraria della commissione preparatoria, il Consiglio degli Stati è entrato oggi in materia per 24 voti a 20 su un progetto di legge del governo, frutto di una mozione, già accolto dal Nazionale lo scorso marzo.</p><p class="Standard_d">Per l'occasione, la Camera del popolo era andata più lontano rispetto al disegno di legge preparato dal Governo: aveva infatti stabilito che chiunque consegua un diploma svizzero di qualsiasi livello terziario in un settore con penuria di specialisti deve poter rimanere e lavorare nella Confederazione.</p><p class="Standard_d">La mozione domandava una deroga ai contingenti per la manodopera proveniente dai Paesi al di fuori dell'Ue e dell'Associazione europea di libero scambio (AELS). La modifica normativa strizza l'occhio agli interessi della piazza economica, trattenendo in Svizzera persone che di norma, essendosi formate nelle istituzioni accademiche elvetiche, sono già ben integrate.</p><p class="Standard_d">Ed è proprio su questo aspetto che una minoranza, uscita vincente dal voto, ha insistito nel corso del dibattito. Lisa Mazzone (Verdi/GE) ha parlato dell'acuta carenza in Svizzera di specialisti denunciata dagli imprenditori, un aspetto ripreso da Ruedi Noser (PLR/ZH), egli stesso imprenditore, secondo cui bisognerebbe fare un'eccezione per persone già ben integrate da noi di cui la nostra economia e il mondo della ricerca hanno estremamente bisogno.</p><p class="Standard_d">La consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider ha sottolineato che non si tratta di aprire le porte a tutti, bensì a un numero ristretto di persone: i potenziali fruitori di una simile eccezione sarebbero da 400 a 500 all'anno, ha spiegato la "ministra" di giustizia e polizia. La legge sugli stranieri contempla già eccezioni ai contingenti e ai tetti massimi contenuta nell'articoli 121 della Costituzione federale frutto dell'iniziativa UDC contro l'immigrazione di massa, ha poi aggiunto. Anche per Daniel Josistch (PS/ZH), la soluzione proposta dal governo è conforme alla Costituzione.</p><p class="Standard_d">Un'opinione non condivisa da Philippe Bauer (PLR/NE) e Daniel Fässler (Centro/AI), secondo cui l'articolo 121a adottato nel 2014 esige che il numero di permessi di dimora per stranieri in Svizzera sia limitato da tetti massimi annuali e contingenti annuali senza eccezioni.</p><p class="Standard_d">Oltre a ciò, ha fatto notare a nome della commissione, Andrea Caroni (PLR/AR), non vi è necessità di agire, poiché i contingenti esistenti non vengono nemmeno tutti utilizzati. A detta del "senatore" appenzellese, un'eccezione come quella prevista dal disegno di legge governativo creerebbe una categoria di cittadini di Stati terzi non soggetti alle regole previste dalla Costituzione federale.</p><p class="Standard_d">Al voto, come accennato, la minoranza l'ha spuntata obbligando al commissione ad esaminare il progetto di legge governativo.</p><p>&nbsp;</p><h4 class="SDA_Meldung_d"><span style="color:black;">Notizia ATS</span></h4><h3 class="Debatte_sda_linksbündig_d"><span style="color:black;"><strong>Dibattito al Consiglio degli Stati</strong></span><strong>, 12.09.2023</strong></h3><p class="Standard_d"><strong>Ammissione stranieri diploma uni svizzera, dossier torni al CF</strong><br><strong>L'ammissione agevolata al mercato del lavoro degli stranieri che si sono formati in una scuola universitaria svizzera va studiata più a fondo, in particolare affinché un'eventuale modifica di legge sia conforme alla Costituzione federale.</strong></p><p class="Standard_d">È quanto pensa il Consiglio degli Stati che stamane, seguendo la sua commissione, ha rinviato il dossier al Consiglio federale. Il dossier ritorna ora al Nazionale che, a differenza dei "senatori", ha approvato un progetto in materia. La camera del popolo dovrà decidere se intende seguire i colleghi della camera dei Cantoni.</p><p class="Standard_d">La storia di questo oggetto è un po' travagliata, come è stato ricordato in aula da Andrea Caroni (PLR/AR) e dalla consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider. Inizialmente, infatti, la commissione preparatoria degli Stati non voleva sentir parlare di questo progetto e aveva domandato alla propria camera di bocciarne l'entrata in materia. I commissari avevano sottolineato che il disegno di legge in questione creerebbe una categoria di cittadini di Stati terzi non soggetti a contingenti.</p><p class="Standard_d">In aula, la maggioranza dei "senatori" aveva però approvato l'entrata nel merito. Il dossier è così tornato in commissione. Quest'ultima, ha rammentato Caroni, continua in ogni caso a ritenere problematica dal profilo costituzionale la deroga ai contingenti proposta dal Consiglio federale. Per questo invita il governo a trovare un approccio conforme alla Costituzione.</p><p class="Standard_d">Stando a Caroni, il Consiglio federale godrà di un ampio margine di manovra nell'elaborare un progetto conforme alla Costituzione federale, potendo agire sia a livello di legge che di ordinanza al fine di sfruttare al meglio i contingenti per lavoratori di Stati terzi.</p><p class="Standard_d">Dal canto suo, la "ministra" di giustizia e polizia si è detta pronta ad accettare la sfida lanciata dai "senatori", sottolineando tuttavia che la ricerca di una soluzione agli interrogativi della commissione non sarà così facile.</p><p>&nbsp;</p><h4 class="SDA_Meldung_d"><span style="color:black;">Notizia&nbsp;ATS</span></h4><h3 class="Debatte_sda_linksbündig_d"><span style="color:#221E1F;"><strong>Dibattito al Consiglio nazionale, 19.12.2023</strong></span></h3><p class="Standard_d"><strong>Stranieri "laureati", ammissione agevolata va approfondita</strong><br><strong>La proposta di modificare la legge sugli stranieri per consentire l'ammissione agevolata in Svizzera di cittadini provenienti da uno Stato terzo in possesso di un diploma universitario elvetico va approfondita.</strong></p><p class="Standard_d">Dopo il Consiglio degli Stati in giugno, oggi anche il Nazionale ha deciso di rinviare il dossier al Consiglio federale affinché quest'ultimo esamini la questione tenendo conto della sua costituzionalità.</p><p class="Standard_d">La Camera del popolo si era già pronunciata una prima volta a favore del disegno di legge, andando più lontano rispetto al progetto governativo frutto di una mozione. Gli Stati, pur non essendo contrari, avevano però fatto notare nel giugno scorso che tale normativa creava una potenziale disparità di trattamento fra stranieri di Stati terzi; per questo il tema andava studiato più da vicino.</p><p class="Standard_d">Oggi il Nazionale ha seguito questa raccomandazione, rimandando la palla al Governo affinché quest'ultimo cerchi una soluzione conforme all'articolo 121 della Costituzione federale frutto dell'iniziativa UDC contro l'immigrazione di massa.</p><p>&nbsp;</p><h2 class="Titel_d"><strong>Informazioni</strong></h2><p class="Auskünfte_d">Anne Benoit, segretaria della commissione,</p><p class="Auskünfte_d">058 322 97 76,</p><p class="Auskünfte_d"><a href="mailto:spk.cip@parl.admin.ch">spk.cip@parl.admin.ch</a></p><p class="Auskünfte_d"><a href="https://www.parlament.ch/it/organe/commissioni/commissioni-tematiche/commissioni-cip">Commissione delle istituzioni politiche (CIP)</a></p>