<h2>SubmittedText<h2><p>Occorre elaborare le basi legali necessarie affinché modifiche di leggi, nuove leggi e regolamentazioni in generale che generano maggiori costi normativi per più di 10 000 imprese o che in termini di costi superano una soglia ancora da definire debbano ottenere una maggioranza qualificata nelle votazioni sul complesso di entrambe le Camere (p. es. la maggioranza dei membri di ciascuna Camera, analogamente a quanto previsto per il freno alle spese).</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale condivide l'opinione degli autori della mozione secondo cui l'intensificarsi dell'attività normativa può rappresentare un onere per le imprese e comprometterne la competitività.</p><p>Sul lungo periodo l'eccessiva regolamentazione si ripercuote negativamente sull'innovazione, sulla produttività e, di conseguenza, sulla creazione di posti di lavoro. Il Consiglio federale ritiene fondamentale definire condizioni quadro favorevoli per l'economia e si dichiara quindi disposto - anche tenuto conto di altri interventi parlamentari depositati (15.3421, 16.3543 e 16.3388 e le mozioni 15.3400 e 15.3445 già accolte) - a vagliare strumenti per arginare i costi normativi, analizzando in particolare per i vari modelli intesi a contenere la densità normativa il rapporto costi-benefici, i vantaggi e gli svantaggi e il grado di efficacia.</p><p>Il freno istituzionale alla regolamentazione proposto (che richiederebbe il quorum) risulta tuttavia poco indicato a fronte delle seguenti considerazioni:</p><p>Come nel caso del freno all'indebitamento, il quorum si applicherebbe solo ai progetti di legge e richiederebbe una modifica della Costituzione. Nel caso del freno all'indebitamento (art. 159 cpv. 3 lett. b Cost.), la soglia massima si riferisce alla spesa globale ("le disposizioni in materia di sussidi contenute in leggi e decreti federali di obbligatorietà generale nonché i crediti d'impegno e le dotazioni finanziarie implicanti nuove spese uniche di oltre 20 milioni di franchi o nuove spese ricorrenti di oltre 2 milioni di franchi") ed è relativamente facile verificare se queste condizioni sono soddisfatte. Nel caso di un freno istituzionale alla regolamentazione la situazione sarebbe diversa. Spesso i costi che una nuova legge o una modifica di legge comportano per le imprese dipendono dalle disposizioni d'esecuzione ma anche dai cambiamenti, più o meno profondi, che l'impresa deve affrontare per adeguarsi alle nuove regole e che possono differire molto da un'impresa all'altra. Sarebbe quindi difficile stabilire se una nuova disposizione (di legge) implica effettivamente costi maggiori per più di 10 000 imprese. Istituire un servizio indipendente, come chiedono le mozioni 15.3400 e 15.3445, incaricato di esaminare sistematicamente l'impatto della regolamentazione potrebbe contribuire a stemperare simili discussioni. Ciò nonostante potrebbero nascere regolarmente controversie in Parlamento con la conseguente presentazione di mozioni d'ordine divergenti che richiederebbero una delibera a maggioranza semplice, il che indebolirebbe l'efficacia di un simile strumento.</p><p>In merito ai criteri proposti nella mozione va inoltre ricordato che la soglia di 10 000 imprese o la soglia dei costi potrebbe essere troppo alta o troppo bassa, a seconda della struttura del settore interessato.</p><p>Per esempio un progetto di legge con forti ripercussioni su un piccolo settore non rientrerebbe nel meccanismo. In più, un meccanismo rigido, incentrato esclusivamente sui costi normativi previsti, senza alcun legame con gli altri costi (perdita di utili, rischi di responsabilità ecc.) né con lo scopo primario di una regolamentazione, cioè di essere utile, non necessariamente sfocia in una regolamentazione efficace.</p><p>Va infine precisato che l'ostacolo costituito dalla necessità di un'approvazione potrebbe frenare modifiche di legge favorevoli all'economia. Nel quadro degli accordi bilaterali con l'UE vi è il pericolo che la Svizzera non riesca a far fronte ai propri impegni internazionali, se non con ritardo.</p><p>Ciò avrebbe ripercussioni sulla certezza del diritto nei rapporti delle imprese con importanti partner commerciali e conseguenti effetti sul piano della politica esterna e dell'economia. Potrebbe, per esempio, complicare (requisiti tecnici diversi per i prodotti) o rendere incerto l'accesso ai mercati esteri da parte delle imprese svizzere.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.