<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato ad adeguare gli atti normativi necessari in modo che i genitori divorziati o separati aventi l'obbligo di versare gli alimenti continuino ad avere diritto alla deducibilità fiscale degli alimenti, sia in caso di ripartizione a metà della deduzione per i figli sia in caso di raggiungimento della maggiore età dei figli, purché questi siano ancora in formazione.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Le spese di mantenimento dei familiari costituiscono utilizzazione del reddito e non sono quindi di principio deducibili. Una deroga esiste unicamente quando i genitori con figli minorenni vivono separati. Secondo la vigente imposizione degli alimenti, gli alimenti che un genitore percepisce per i figli che si trovano sotto la sua autorità parentale sono interamente imponibili. Di riflesso questi alimenti possono essere integralmente dedotti dalla persona tenuta al versamento. Non appena i figli diventano maggiorenni, questa deroga decade. Gli alimenti versati direttamente a un figlio maggiorenne non devono essere dichiarati né dal figlio né dal genitore presso il quale questi vive. Il figlio riceve "prestazioni versate in adempimento di un obbligo fondato sul diritto di famiglia" esenti da imposta (art. 24 lett. e LIFD). In questo caso, il genitore che versa gli alimenti non può più detrarli dal suo reddito. Queste prestazioni diventano "spese per il mantenimento del contribuente e della sua famiglia" normalmente non deducibili, come è sempre il caso per le famiglie formate da genitori non separati con figli maggiorenni (e anche minorenni).</p><p>Tuttavia, secondo la prassi vigente in materia di imposta federale diretta, la persona che versa gli alimenti può, per motivi di equità, far valere la deduzione per sostentamento. L'altro genitore, presso cui vive il figlio maggiorenne, ha inoltre diritto alla deduzione per figli. Rispetto ai coniugi che vivono in comunione domestica, quelli separati o divorziati vengono quindi privilegiati, in quanto i coniugati possono far valere unicamente la deduzione per figli.</p><p>Pertanto, la deducibilità degli alimenti per i figli maggiorenni ancora in formazione, auspicata dall'autore della mozione, non sarebbe appropriata e accentuerebbe la vigente disparità di trattamento dei coniugi che vivono in comunione domestica. Le Camere federali hanno altresì respinto precedenti interventi che perseguivano lo stesso obiettivo (mozioni 06.3305 e 06.3297). Il Consiglio federale ha ripetutamente sostenuto di ritenere nel complesso equa l'attuale imposizione degli alimenti (interpellanza 96.3638 e mozioni 99.3482, 02.3718 e 05.3319). Tuttavia, il Parlamento ha accolto quest'ultima mozione, la quale esige che le disposizioni di legge siano modificate in modo da correggere la disparità di trattamento sotto il profilo fiscale dei contribuenti divorziati o separati in caso di autorità parentale in comune (custodia alternata).</p><p>Nel messaggio concernente lo sgravio fiscale delle famiglie con figli, il Consiglio federale propone di attenersi in linea di massima alla vigente imposizione degli alimenti. Tuttavia, in adempimento alla mozione Parmelin, nel caso di genitori separati che esercitano in comune l'autorità parentale sui figli, ognuno di loro deve poter far valere per metà la deduzione per figli. In effetti, se i genitori ne hanno alternativamente cura in misura uguale, è probabile che non vengano pagati alimenti per i figli. Pertanto, la ripartizione a metà deve essere applicata solo se un genitore non versa all'altro gli alimenti destinati al mantenimento del figlio. Ciò è giustificato anche ai sensi della Costituzione e della sistematica fiscale, poiché altrimenti si potrebbe verificare un doppio sgravio ingiustificato (deduzione per figli e deduzione per alimenti) per un genitore. Se si dovesse rinunciare a questa premessa, come richiede l'autore della mozione, ciò andrebbe a discapito dell'altro genitore poiché, da un lato, dovrebbe pagare integralmente le imposte sulle prestazioni di mantenimento per il figlio e, dall'altro, potrebbe però far valere solo la metà della deduzione per figli. In caso di esercizio comune dell'autorità parentale, se un genitore versa alimenti all'altro, la persona che versa gli alimenti dovrebbe per ragioni di equità poter continuare a dedurli e l'altro genitore dovrebbe poter far valere l'intera deduzione per figli, come già oggi accade per i genitori che non esercitano l'autorità parentale in comune.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.