<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è dell'avviso che le raccomandazioni della Commissione Brunner concernenti l'esercito e la protezione civile non debbano essere trattate separatamente dalle raccomandazioni per la politica estera e l'"immagine internazionale" della Svizzera. Esse sono strettamente legate tra di loro e si completano in molteplici modi. Se le raccomandazioni venissero separate le une dalle altre, la coerenza e la capacità di consenso della nuova politica di sicurezza ne risulterebbero danneggiate.</p><p></p><p>Il desiderio secondo cui una delle proposte più importanti della Commissione, vale a dire l'istituzione di un Consiglio di sicurezza svizzero, dovrebbe essere staccata dalla riforma globale è sicuramente comprensibile vista la sua importanza, ma necessita di un esame approfondito. Questa proposta interessa questioni della riforma del governo, dei nuovi orientamenti nell'organizzazione della direzione della Difesa integrata, della Giunta del Consiglio federale in materia di sicurezza, nonché dei lavori correnti intesi a rafforzare l'accertamento tempestivo e la coordinazione nel servizio informazioni. Si tratta di uno dei punti che, alla luce del nuovo orientamento di tutta la politica di sicurezza, dev'essere esaminato con particolare attenzione.</p><p></p><p>Al Consiglio federale l'idea di un'iniziativa svizzera per una Conferenza internazionale sulla sicurezza in materia d'informatica appare di per sé interessante. Tra gli specialisti a livello internazionale già oggi esistono intensi contatti (p. es. nella OSCE o con l'Ufficio federale tedesco per la sicurezza nella tecnica dell'informazione). Ovviamente il Consiglio federale è aperto a nuove idee che aiutano a modernizzare e a rafforzare la politica dei buoni uffici. Al riguardo, esso ne segue attentamente lo sviluppo e, quando gli si presenterà l'occasione propizia, non mancherà di fare uso di questo importante strumento.</p>  Risposta del Consiglio federale.