B u n d e s v e rw a l t u n g s g e r i ch t T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i f f éd é r a l T r i b u n a l e am m i n i s t r a t i vo f e d e r a l e T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i v fe d e r a l Corte IV D-559/2014 S e n t e n z a d e l 2 3 o t t o b r e 2 0 1 4 Composizione Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, con l'approvazione del giudice Yanick Felley; cancelliere Gilles Fasola. Parti A._______, nato il (…), Eritrea, patrocinato dal lic. iur. Mario Amato, ricorrente, contro Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore. Oggetto Asilo (senza allontanamento); decisione dell'UFM del 31 dicembre 2013 / (…). D-559/2014 Pagina 2 Visto la domanda d'asilo che il richiedente ha presentato in Svizzera in data 7 ottobre 2012, i verbali d'audizione del 22 ottobre 2012 (di seguito: verbale 1) e del 28 novembre 2013 (di seguito: verbale 2); la decisione dell'UFM del 31 dicembre 2013, notificata all'interessato il 2 gennaio 2014 (cfr. Atto A/A), con cui tale Ufficio ha respinto la domanda d'asilo del richiedente riconoscendogli tuttavia la qualità di rifugiato ai sensi dell'art. 3 cpv. 1 e 2 LA si e ponendo il medesimo al beneficio dell'ammis- sione provvisoria; il ricorso inoltrato al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribu- nale) il 3 febbraio 2014 (cfr. timbro del plico raccomandato; data d'entrata: 4 febbraio 2014) con cui l'insorgente ha postulato l'annullamento della de- cisione impugnata e la concessione dell'asilo; che, in subordine, ha chiesto la trasmissione degli atti all'UFM per un nuovo esame delle allegazioni; che, in aggiunta, ha presentato una domanda di assistenza giudiziaria nel senso della dispensa dal pagamento di un anticipo a copertura delle pre- sunte spese giudiziarie con protestate spese e ripetibili; l'incarto originale dell'UFM pervenuto al Tribunale il 7 febbraio 2014; i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei considerandi che seguono; e considerato che presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 1 LAsi [RS 142.31]) contro una decisione in materia d'asilo dell'UFM (art. 6 e 105 LAsi, art. 31-33 LTAF), il ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a-c e 52 PA; che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso; che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, sono decisi dal giudice in qualità di giudice unico, con l’approvazione di un D-559/2014 Pagina 3 secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi); che, ai sensi dell’art. 111a cpv. 1 LAsi, si rinuncia allo scambio degli scritti; che, con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del di- ritto federale e l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi); che il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle argo- mentazioni delle parti (cfr. DTAF 2009/57 consid. 1.2; PIERRE MOOR, Droit administratif, vol. II, 3ª ed. 2011, n. 2.2.6.5, pagg. 300 seg.); che nel corso dell'audizione sulle generalità il richiedente ha dichiarato di essere cittadino eritreo nato e cresciuto a B._______ (Eritrea); che, quanto ai motivi d'asilo, egli ha sostenuto di essere un insegnante in patria ; che, tuttavia, non riuscendo a mantenersi con il proprio stipendio di insegnante, avrebbe lavorato nel fine settimana come venditore di pellame e legna; che i propri superiori sarebbero stati contrari a tale attività accessoria anche perché, con il passare del tempo, eg li avrebbe cominciato ad assentarsi dal proprio lavoro di insegnante; che il richiedente avrebbe quindi deciso di lasciare quest'ultima attività; che il governo lo avrebbe allora accusato di essere un passatore; che, di conseguenza, alcuni militari si sare bbero di- retti verso la sua abitazione per arrestarlo ma, non trovandolo, avrebbero arrestato il padre; che, per evitare di essere incarce rato, egli è espatriato giungendo in Svizzera; che nella decisione impugnata l'UFM ha considerato inverosimili, ai sens i dell'art. 7 LAsi, le dichiarazioni dell'interessato circa i suoi motivi d'asilo; che, in particolare, il richiedente avrebbe reso versioni dei fatti contraddit- torie; che, in aggiunta, le allegazioni sarebbero incompatibili con l'espe- rienza generale di vita o la logica dell'agire; che, ciò nonostante, l'autorità inferiore ha considerato che, avendo il richiedente lasciato illegalmente l'E- ritrea, vi sarebbero timori di subire seri pregiudizi in patria in caso di rimpa- trio; che, pertanto, l'UFM ha respinto la domanda d'asilo in oggetto ricono- scendo, tuttavia, la qualità di rifugiato al richiedente per motivi insorti dopo la fuga; che, ritenuta l'inesigibilità dell'esecuzione dell'allontanamento del richiedente verso l'Eritrea, ha concesso al medesimo l'ammissione provvi- soria in Svizzera; D-559/2014 Pagina 4 che nel ricorso il ricorrente ha chiesto sostanzialmente l'annullamento della decisione impugnata e la concessione dell'asilo; che, in particolare, egli ha innanzitutto osservato che non vi sarebbero state contraddizioni tra le due audizioni, bensì egli avrebbe approfondito quanto descritto nell'audizione sulle generalità; che, per quanto concerne l' asserita contraddizione circa l'autorità che lo avrebbe cercato a casa, egli precisa che si sarebbe trattato di militari in quanto nel suo villaggio non sarebbe presente la polizia; che, per quanto attiene alle modalità con cui sarebbe venuto a conoscenza dell'accusa rivoltagli, l'insorgente sostiene di avere riferito già nel corso della prima audizione di non essere venuto a conoscenza di tale accusa personalmente; che, infine, il suo comportamento non sarebbe illogico in quanto, sebbene cosciente dei rischi, si sarebbe assunto la responsabilità di quello che gli sarebbe potuto accadere; che, giusta l'art. 2 cpv. 1 LAsi, la Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati; che l'asilo comprende la protezione e lo statuto accordati a per- sone in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiato; che esso include il diritto di risiedere in Svizzera; che, giusta l'art. 3 cpv. 1 LAsi, sono rifugiati le persone che, nel Paese d'origine o di ultima residenza, sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro raz za, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro opinioni poli- tiche, ovvero hanno fondato timore di essere esposte a tali pregiudizi; che sono pregiudizi seri segnatamente l'esposizione a pericolo della vita, dell'integrità fisica o della libertà, nonché le misure che comportano una pressione psichica insopportabile (art. 3 cpv. 2 LAsi); che, a tenore dell'art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda l'asilo deve provare o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifug iato; che la qualità di rifugiato è resa verosimile se l'autorità la ritiene data con una probabilità preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi); che sono inverosimili in particolare le allegazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate o contraddit- torie, non corrispondono ai fatti o si basano in modo determinante su mezzi di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi); che, in altre parole, per poter ammettere la verosimiglianza, ai sensi dei summenzionati disposti, delle dichiarazioni determinanti rese da un richie- dente l'asilo, occorre che le stesse abbiano insito un grado di convinzione logica tale da prevalere in modo preponderante sulla possibilità del contra- rio, così che quest'ultima risulti secondaria; che le dichiarazioni devono es- sere attendibili, cioè resistenti alle obiezioni, precise, ovvero non generiche e non suscettibili di diversa interpretazione (altrettanto o più verosimile), e concordanti, o meglio non in contrasto fra loro e nemmeno con altri dati o D-559/2014 Pagina 5 elementi certi; che, peraltro, il giudizio sulla verosimiglianza dev'essere il frutto d'una valutazione complessiva, e non esclusivamente atomizzata, delle singole allegazioni decisive, in modo da consentire di limitare al mi- nimo il rischio dell'approssimazione, ovvero il pericolo di fondare il giudizio valorizzando, contro indiscutibili postulati di civiltà giuridica, semplici im- pressioni dell'autorità giudicante (cfr. DTAF 2013/11 consid. 5.1 e riferi- menti ivi citati); che, come rettamente ritenuto nella querelata decisione, questo Tribunale ritiene che le dichiarazioni decisive in materia d'asilo rese dal ricorrente in corso di procedura sono inverosimili, giacché contraddittorie, lacunose, su- perficiali e non corroborate da elementi consistenti, limitandosi, quo ai fatti evocati, ad esprimere affermazioni generiche non fondate su alcun detta- glio concreto; che, contrariamente a quanto sostenuto dal ricorrente, la versione esposta nella seconda audizione non risulta esser e un semplice approfondimento di quanto dichiarato nell'audizione sulle generalità; che, infatti, nel corso di quest'ultima audizione, ha indicato di essere entrato in conflitto con il diret- tore della scuola ed il responsabile del "C._______" (cfr. verbale 1, pag. 9); che, tuttavia, tali soggetti non sono più stati evocati nel corso della seconda audizione, se non su esplicita domanda da parte della persona incaricata dell'audizione (cfr. verbale 2, D36, pag. 5); che, oltretutto, in precedenza il ricorrente ha negato di avere avuto contatti personali con le au torità, so- stenendo invece di avere unicamente ricevuto due lettere dal ministero dell'educazione (cfr. verbale 2, D11, pag. 3, D28 -29 pag. 4 e D32, pag. 4); che, in questo senso, si fa notare che nel corso della prima audizione l'insorgente non ha mai citato alcuna lettera; che, in aggiunta, si osserva che il ricorrente, nel corso della se- conda audizione, non ha saputo indicare chi lo avrebbe accusato di essere un passatore (cfr. verbale 2, D56, pag. 6) , allorché in precedenza aveva indicato chiaramente che sarebbe stato il responsabile del "C._______" ad accusarlo (cfr. verbale 1, pag. 9 e verbale 2, D56, pag. 6); che, in considerazione di quanto esposto, il ricorso in materia di riconosci- mento della qualità di rifugiato , per motivi insorti antecedentemente alla fuga, e di concessione dell'asilo, destituito di ogni fondamento, non merita tutela e la decisione impugnata va confermata; che se respinge la domanda d'asilo o non entra nel merito, l'UFM pronuncia, di norma, l'allontanamento dalla Svizzera e ne ordina D-559/2014 Pagina 6 l'esecuzione; che tiene però conto del principio dell'unità della famiglia (art. 44 LAsi); che l'insorgente non adempie le condizioni in virtù de lle quali l'UFM avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera (art. 14 cpv. 1 seg., art. 44 LAsi nonché art. 32 dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni procedurali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]; cfr. DTAF 2013/37 consid. 4.4; 2011/24 consid. 10.1); che codesto Tribunale è pertanto tenuto a confermare la pronuncia dell'al- lontanamento; che con la sua decisione del 31 dicembre 2013, l'UFM ha considerato non esigibile l'esecuzione dell'allontanamento sostituendo ta le misura con la concessione dell'ammissione provvisoria all'interessato; che il Tribunale prende atto di tale misura ordinata dall'autorità di prima istanza; che, avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese processuali è divenuta priva di oggetto; che, pertanto, visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.–, che seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricor- rente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]); che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 LTF); (dispositivo alla pagina seguente) D-559/2014 Pagina 7 il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 1. Il ricorso è respinto. 2. Le spese processuali, di CHF 600.–, sono poste a carico del ricorrente. Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sentenza. 3. Questa sentenza è comunicata al ricorrente, all'UFM e all'autorità canto- nale competente. Il giudice unico: Il cancelliere: Daniele Cattaneo Gilles Fasola Data di spedizione: