<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale ne è consapevole e lo ha reso esplicito segnatamente nella sua risposta dell'8 settembre 2004 all'interpellanza Widmer 04.3286: la sicurezza sociale degli operatori culturali svizzeri cela difficoltà che dovrebbero essere risolte. I due gruppi di lavoro cui fa accenno la consigliera nazionale Müller-Hemmi non sono stati insediati dal Consiglio federale, ma si sono costituiti a titolo informale. Non esiste pertanto un mandato formale nei loro confronti. Entro fine anno i due gruppi di lavoro sottoporranno al Consiglio federale un rapporto con proposte concrete volte a migliorare la sicurezza sociale degli operatori culturali. Il procedimento coerente, in termini politico-culturali, dei due gruppi di lavoro è dato dalla loro composizione: l'Ufficio federale della cultura sorveglia la coerenza e la coordinazione dei lavori con l'Ufficio federale della assicurazioni sociali e del Segretariato di Stato per l'economia. A tempo debito le organizzazioni mantello avranno l'opportunità di esprimersi in merito alle proposte. </p><p>2. I lavori condotti finora dai due gruppi di lavoro hanno mostrato che non è possibile risolvere la questione sollevata nella legge federale sulla promozione della cultura, in quanto l'articolo costituzionale 69 non fornisce una base sufficiente allo scopo. Il Consiglio federale si esprimerà sull'ulteriore procedimento solo dopo avere analizzato i risultati della procedura di consultazione relativa alla legge sulla promozione della cultura.</p>  Risposta del Consiglio federale.