<h2>SubmittedText<h2><p>Visto l'aumento delle spese accessorie, il Consiglio federale è incaricato di rafforzare la protezione dalla disdetta per i locali d'abitazione e commerciali e di proporre all'Assemblea federale la relativa modifica dell'articolo 271 e segg. del Codice delle obbligazioni (CO). In particolare, occorre valutare l'introduzione di una disposizione secondo cui i locatari possano dimostrare in modo verosimile che non sono in grado di sostenere le spese accessorie a causa dell'aumento straordinario dei prezzi.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è consapevole delle sfide poste dall'aumento dei prezzi dell'energia e delle conseguenze sulle spese accessorie e di riscaldamento che potrebbero essere causate dalla situazione geopolitica e dal conflitto in Ucraina.</p><p>A fine agosto 2022, preoccupato dalla volatilità dei prezzi e dalla situazione ancora instabile, il Consiglio federale ha incaricato il gruppo di lavoro interdipartimentale "Prezzi dell'energia", composto da rappresentanti di DEFR, DATEC, DFI, DFF e DFGP, di valutare la situazione delle economie domestiche, dei settori professionali e delle imprese a seguito dell'aumento dei prezzi dell'elettricità e di vagliare l'introduzione di misure di ammortizzazione economica. Sulla base di questi lavori, a inizio novembre il Consiglio federale è giunto alla conclusione che non è necessario adottare misure di sostegno. Secondo il gruppo di esperti della Confederazione, nel 2022 l'inflazione dovrebbe essere del 3,0 in media annua. L'ultimo rapporto trimestrale della BNS indica che l'anno in corso e quello seguente saranno caratterizzati da un'evoluzione salariale rafforzata.</p><p>Per la maggior parte delle economie domestiche l'eventuale perdita del potere d'acquisto dovrebbe così situarsi nettamente al di sotto dell'attuale tasso d'inflazione. Da rilevare inoltre che il potere d'acquisto dei salari è fortemente aumentato nell'ultimo ventennio, anche e soprattutto per effetto del tasso d'inflazione basso o addirittura negativo.</p><p>Il 1° gennaio 2023 le rendite AVS/AI e gli importi delle prestazioni complementari (PC) destinati a coprire il fabbisogno vitale verranno adeguati all'evoluzione dei prezzi e dei salari. La rendita minima AVS aumenterà di 30 franchi al mese, ossia del 2,5 per cento. Alla luce degli aumenti dei costi abitativi, il Consiglio federale ha anche deciso di aumentare del 7,1 per cento gli importi massimi per la pigione previsti nelle prestazioni complementari. Tutto questo dovrebbe permettere di evitare situazioni sociali difficili fra i beneficiari di PC che dovranno pagare il conguaglio delle spese accessorie. Le altre prestazioni sociali legate al bisogno - fra cui l'aiuto sociale - destinate a persone ed economie domestiche a basso reddito sono di norma di competenza cantonale e comunale, e dunque disciplinate e adeguate a tale livello. Le spese accessorie di locazione sono parte integrante del fabbisogno vitale e rientrano dunque fra le spese prese in carico dall'aiuto sociale. Per tutti questi motivi il Consiglio federale ritiene che intervenire in modo incisivo e indiscriminato nel diritto di locazione non è né necessario né opportuno, così come non risulta praticabile rafforzare la protezione del diritto di locazione solamente per le persone e le imprese più toccate.</p><p>Inoltre, in collaborazione con il settore economico, il Consiglio federale porta avanti una campagna di risparmio energetico a livello nazionale con misure di risparmio facilmente attuabili ("L'energia è scarsa. Non sprechiamola."). Adottando questi accorgimenti è possibile risparmiare sui costi energetici, e quindi anche sulle spese di riscaldamento e sulle spese accessorie in generale.</p><p>Da ultimo, va rilevato che un'estensione della protezione dalla disdetta prevista dall'articolo 271 e segg. CO per quanto riguarda i conguagli delle spese accessorie e di riscaldamento avrebbe senso solamente nel quadro del diritto di necessità. Il Consiglio federale è tuttavia del parere che il diritto di necessità vada usato con parsimonia. Per la modifica auspicata è dunque possibile avvalersi soltanto della procedura legislativa ordinaria, sebbene l'esperienza dimostri che quest'ultima non permetterà di intervenire per i conguagli in questione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.