<h2>SubmittedText<h2><p>Fra il 1980 e il 2016 è stato registrato un netto calo di emissioni e immissioni di sostanze inquinanti.</p><p>Nel 2016, ad esempio, la media annua delle immissioni di polveri sottili sull'intero territorio svizzero è rimasta entro i valori consentiti. Nello stesso periodo, la media annua delle emissioni di ossidi di azoto ha superato il severo limite previsto dalla normativa elvetica soltanto sugli assi principali degli agglomerati e comunque attestandosi al di sotto dei 40 mg/m3, un dato che, ad esempio, in Germania sarebbe stato assolutamente consentito. </p><p>In Europa si va facendo crescente la pressione sui veicoli a trazione diesel, con minacce di limitazioni e divieti di accesso.</p><p>Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quale bilancio traccia la Svizzera sull'andamento delle immissioni di sostanze inquinanti? </p><p>2. Come viene valutato l'effetto di divieti e limitazioni di accesso ai veicoli diesel in termini di riduzione delle immissioni inquinanti?</p><p>3. Come vengono valutati gli accorgimenti tecnici per i motori diesel, ad esempio le modifiche al software come quella recentemente concordata in Germania fra Stato e case costruttrici?</p><p>4. Quale ruolo svolge la trazione diesel per gli obiettivi sulle emissioni di CO2 della Confederazione? È possibile rispettare il tetto di 95 g CO2/km se il rinnovo del parco circolante avviene sostituendo veicoli diesel con quelli a benzina?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nel corso degli ultimi venti anni la qualità dell'aria ha registrato un netto miglioramento, sebbene vi siano ancora numerose località del Paese che, in parte, superano i limiti previsti per le immissioni di ozono, diossido di azoto e polveri sottili di cui all'ordinanza contro l'inquinamento atmosferico. Ci si riferisce in particolare alle emissioni da diossido di azoto dei centri urbani e delle aree circostanti i grandi assi di comunicazione più trafficati. Per ottenere un miglioramento duraturo della qualità dell'aria in tutta la Svizzera sarà quindi necessario limitare ulteriormente le emissioni di sostanze inquinanti prodotte da veicoli a motore, impianti di riscaldamento, industria e agricoltura.</p><p>2. I divieti di accesso a determinate aree per specifici veicoli - nella fattispecie quelli con motorizzazione diesel - possono garantire localmente una riduzione più o meno accentuata delle concentrazioni di ossidi di azoto e di particolato carbonioso. Sussiste tuttavia il rischio che il traffico si trasferisca semplicemente verso altre zone e le concentrazioni di sostanze inquinanti crescano altrove. Non è possibile quantificare l'impatto di una tale misura per un'intera città, poiché dipende in particolare dal numero e dal tipo di veicoli interessati, oltre che dalla durata del divieto di accesso.</p><p>3. L'aggiornamento del software consentirà ai veicoli coinvolti di rispettare i limiti delle emissioni al banco di prova senza ricorrere a manipolazioni, mentre al momento attuale è impossibile stimare affidabilmente l'effetto dell'update sulle immissioni prodotte in condizioni reali di traffico.</p><p>4. Con riferimento al peso a vuoto, i veicoli a gasolio immatricolati per la prima volta in Svizzera nel 2016 erano più efficienti in termini di emissioni di CO2 rispetto a quelli con motorizzazione a benzina. Ai fini del raggiungimento dei valori obiettivo del 2020 (95 g CO2/km), gli effetti di una loro sostituzione dipendono dalle tecnologie di trazione che dovrebbero subentrare: se tale sostituzione avvenisse con veicoli a benzina, questi dovrebbero incrementare la propria efficienza rispetto al peso e il parco circolante prevedere, ad esempio, una leggera percentuale in più di ibridi per evitare che i valori di flotta degli importatori aumentino. I costruttori stanno continuando a sviluppare tutte le tipologie di trazione, in quanto ogni tecnologia deve fornire il proprio contributo alla riduzione delle emissioni. Il Consiglio federale ritiene che si possa ripristinare la fiducia anche nella tecnologia diesel, da un lato attraverso le nuove norme sulle emissioni di sostanze inquinanti e dall'altro con il nuovo sistema di rilevazione, che da settembre 2017 richiede misurazioni integrative su strada in condizioni reali per i nuovi modelli (Real Drive Emissions, RDE).</p>  Risposta del Consiglio federale.