<h2>SubmittedText<h2><p>I contributi previsti in un contratto collettivo di lavoro (CCL) di obbligatorietà generale, che i datori di lavoro e i lavoratori sono generalmente tenuti a versare, sono a destinazione vincolata conformemente alla legge federale concernente il conferimento del carattere obbligatorio generale al contratto collettivo di lavoro (LOCCL). Il loro utilizzo è limitato da diverse direttive. I contributi possono essere utilizzati soltanto per l'esecuzione del CCL o a scopo di formazione continua, protezione della salute o sicurezza sul lavoro. In questo contesto i dati sugli attivi del sindacato Unia recentemente pubblicati sono ancora più sorprendenti. In seguito a una sentenza del Tribunale federale si è saputo che Unia detiene circa mezzo miliardo di franchi di attivi in soli beni immobiliari e che possiede un capitale proprio imponibile di circa 327 milioni di franchi. Altri attivi, come quelli della Fondazione Unia, non sono stati resi noti. Queste cifre indicano che Unia è molto probabilmente una delle organizzazioni politiche finanziariamente più potenti in Svizzera, e quindi più potente di qualsiasi altro partito, associazione economica o organizzazione. </p><p>Alla luce di quanto precede chiediamo al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Com'è possibile che un sindacato accumuli un simile patrimonio nonostante i severi requisiti normativi? </p><p>2. Nel caso dei contributi dovuti in seguito a una decisione dello Stato, come si può garantire che non vengano utilizzati dai sindacati per accumulare attivi patrimoniali?</p><p>3. Come esercita il Consiglio federale il suo obbligo di controllo?</p><p>4. Il Consiglio federale ritiene necessario intervenire a livello legislativo, ad esempio in merito alla trasparenza dei sindacati riguardo al loro patrimonio?</p><p>5. Considerato l'elevato patrimonio di Unia, non sarebbe opportuno ridurre i contributi, spesso obbligatori, versati dai dipendenti alle istituzioni degli organi del CCL? Di quanto migliorerebbe così il potere d'acquisto dei lavoratori interessati?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1.- 3. I lavoratori e i datori di lavoro che, sulla base delle disposizioni di un CCL, sono tenuti a versare contributi per la sua esecuzione devono pagare questi contributi alle commissioni paritetiche (CP) e non alle associazioni (come Unia) che hanno stipulato il CCL. Le CP devono presentare annualmente alla SECO i loro bilanci e conti economici e rendere conto dell'utilizzo degli importi ricevuti.</p><p>La SECO sorveglia le CP emanando direttive (testo consultabile su <a href="http://www.seco.admin.ch">www.seco.admin.ch</a> &gt; Lavoro &gt; Contratti collettivi di lavoro &gt; Informazioni complementari &gt; Documento pdf Allgemeinverbindlicherklärung von Gesamtarbeitsverträgen - Weisungen über Beiträge, disponibile unicamente in tedesco e francese) ed esaminando in funzione dei rischi, mediante controlli a tavolino dei conti annuali presentati e audit in loco, l'impiego dei contributi previsti dal CCL. Quale autorità di vigilanza la SECO può chiedere tutte le informazioni e i documenti supplementari necessari. Solo la CP, e non un'associazione individuale, può decidere sull'impiego dei contributi stabiliti dal CCL. Le CP sono composte da rappresentanti delle associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori. Se una CP incarica una o più associazioni di svolgere compiti d'esecuzione del CCL, la o le associazioni in questione devono rendere conto alla CP e alla SECO dell'utilizzo dei fondi. Le associazioni devono inoltre dimostrare che le spese sostenute per l'esecuzione sono almeno equivalenti all'importo assegnato loro proveniente dai contributi CCL. In ogni caso, i contributi devono essere utilizzati solo per lo scopo previsto.</p><p>La SECO sorveglia unicamente l'utilizzo dei contributi percepiti dalle CP in virtù di CCL di obbligatorietà generale. L'impiego dei contributi versati sulla base di un CCL non dichiarato di obbligatorietà generale è disciplinato esclusivamente da un accordo privato tra le parti contraenti.</p><p>Le disposizioni di cui sopra garantiscono che i contributi dovuti nell'ambito di un CCL di obbligatorietà generale non vadano ad alimentare il patrimonio di un'associazione che è parte contraente del CCL.</p><p>4. Il Consiglio federale ritiene che l'introduzione di disposizioni specifiche per i sindacati concernenti la trasparenza del loro patrimonio costituirebbe una disparità di trattamento ingiustificabile rispetto ad altre associazioni o gruppi di interesse come le associazioni dei datori di lavoro. Il Consiglio federale rammenta inoltre che la libertà sindacale è protetta dalla Costituzione (art. 28 Cost.) e può essere limitata solo nel rigoroso rispetto del principio di proporzionalità. Per quanto riguarda l'impiego dei contributi previsti dal CCL, anche il Consiglio federale ritiene opportuno, in termini di trasparenza e controllo, l'obbligo di pubblicazione dei conti annuali delle CP. Non vede tuttavia la necessità di intervenire a livello legislativo, come ha dichiarato nel suo parere sulla mozione 21.3599 della Commissione dell'economia e dei tributi CN (Trasparenza sui mezzi finanziari delle commissioni paritetiche), che ha proposto di respingere. La mozione è stata accolta dalla Camera prioritaria. In questo caso il Consiglio federale si è riservato di chiedere alla seconda Camera di incaricarlo di esaminare se le CP possano essere obbligate, nel quadro dei decreti federali che conferiscono obbligatorietà generale al CCL, a pubblicare i loro rapporti annuali.</p><p>5. Come menzionato sopra, i contributi dovuti sulla base di un CCL di obbligatorietà generale non sono versati a Unia, ma sono amministrati congiuntamente dalle associazioni dei datori di lavoro e dai sindacati che hanno stipulato il CCL. Inoltre, l'importo dei contributi è il risultato di negoziati tra le associazioni dei datori di lavoro e i sindacati.</p><p>Quale autorità di vigilanza, la SECO interviene per far ridurre i contributi se questi non soddisfano i requisiti delle direttive menzionate nella risposta alle domande 1-3. Le direttive richiedono che i contributi siano utilizzati di volta in volta. Gli accantonamenti e il capitale non possono così superare un certo importo e sono autorizzati solo per realizzare progetti concretamente definiti o se sono necessari per coprire rischi esistenti. Anche questi fondi devono essere utilizzati in maniera conforme agli scopi dell'esecuzione del CCL.</p>  Risposta del Consiglio federale.