<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di presentare un rapporto che valuti le ripercussioni di una selezione delle principali decisioni di politica fiscale prese negli ultimi 25 anni, tenendo conto degli effetti dinamici nella valutazione globale dell'impatto politico. </p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale condivide il parere secondo cui un controllo empirico dei risultati ottenuti tramite misure statali costituisca un elemento importante di una politica basata sull'evidenza. Tuttavia, le valutazioni a posteriori di riforme fiscali presentano difficoltà metodologiche. Ai cambiamenti nel comportamento che potrebbero essere causati dalla riforma si sovrappongono fattori congiunturali o altri fattori non legati alla riforma. Di conseguenza, spesso è difficile stabilire quale sarebbe stata l'evoluzione dei valori di riferimento rilevanti in uno scenario senza riforma. Ciò vale soprattutto anche per gli effetti di adeguamento, che si verificano con un certo ritardo. Anche la situazione sul fronte dei dati rappresenta una sfida. In effetti, i dati di cui dispone la Confederazione presentano importanti lacune.</p><p>Nel caso delle valutazioni a posteriori esistono requisiti più severi nei confronti dei dati disponibili rispetto alle stime ex ante degli effetti delle riforme fiscali. Per le stime ex ante, è possibile rifarsi in parte all'elasticità dei comportamenti stimata nella letteratura specialistica o descrivere qualitativamente le conseguenze di una riforma. Inoltre, ex ante è possibile non tenere conto dei fattori congiunturali e di altri fattori non legati alla riforma, stimando l'impatto di quest'ultima in una situazione congiunturale neutra. Per le valutazioni a posteriori è necessario distinguere l'impulso di riforma da tutti gli effetti che vi si sovrappongono.</p><p>Malgrado le sfide metodologiche, le valutazioni a posteriori di importanti riforme fiscali possono fornire informazioni che consentono di valutare gli effetti di futuri progetti di riforma. Nel 2006, l'Amministrazione federale delle contribuzioni aveva quindi preparato un'analisi a posteriori delle conseguenze degli effetti della riforma II dell'imposizione delle imprese del 1997 (disponibile solo in tedesco al sito <a href="http://www.efd.admin.ch/efd/de/home/das-efd/abstimmungen/unternehmenssteuerreform-ii--24-02-2008-.html">www.efd.admin.ch/efd/de/home/das-efd/abstimmungen/unternehmenssteuerreform-ii--24-02-2008-.html</a>). Inoltre l'Esecutivo ha proposto di accogliere il postulato Kutter 21.4079, che chiede una verifica dell'efficacia della riforma fiscale e del finanziamento dell'AVS (RFFA). Il Consiglio federale deve quindi adempiere tale mandato, ma il crollo economico causato dalla pandemia di coronavirus nel 2020 e l'effetto anticipato dell'imposizione minima dell'OCSE complicano notevolmente la valutazione delle conseguenze della RFFA.Da una valutazione di altre riforme fiscali succedutesi negli ultimi 25 anni l'Esecutivo si attende un'acquisizione minima in termini di nuove conoscenze. Nella maggior parte dei casi è probabile che l'impulso di riforma sia troppo limitato per produrre effetti misurabili.</p><p>Inoltre, una valutazione a posteriori può fornire informazioni utili soprattutto se l'obiettivo principale della riforma è ottenere cambiamenti nel comportamento degli attori economici grazie un corrispondente impulso economico. Le riforme dal 2000 per cui si erano stimate le ripercussioni finanziarie più importanti perseguivano altri obiettivi: l'aumento dell'IVA per il finanziamento aggiuntivo dell'AI (conseguenze finanziarie stimate a +1,1 mia. di franchi, entrata in vigore nel 2011) e la scadenza di questa misura (-1,15 mia. di franchi nel 2018); misure immediate per l'imposizione dei coniugi e della famiglia (-650 mio. di franchi nel 2008); la parte A della riforma dell'imposta sul valore aggiunto (-515 mio. di franchi nel 2010).</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.