<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Con decreto del 19 agosto 1998, il Consiglio federale ha deciso di rinunciare alla prevista revisione della legge federale del 9 ottobre 1987 concernente il promovimento dell'istruzione dei giovani svizzeri all'estero, in conformità alle linee direttive della politica governativa per il periodo di legislatura 1995-1999 e al Rapporto del Consiglio federale del 25 giugno 1997 sul riesame dei sussidi federali. In questo modo ha tenuto conto dei dubbi espressi da varie parti, tra cui segnatamente dalle stesse scuole svizzere all'estero, dalla commissione per la formazione degli svizzeri all'estero - un organo di consulenza del DFI nell'applicazione della legge in cui sono rappresentati gli ambienti interessati - nonché dalla Commissione della scienza, dell'educazione e della cultura del Consiglio nazionale. Questi ambienti temevano che la citata liberalizzazione dei presupposti di sovvenzionamento avrebbero privato le scuole del loro carattere svizzero e causato massicci aumenti delle quote di frequenza, con il pericolo che in seguito a questa misura sarebbe stato più facile togliere loro il diritto di essere sostenute in quanto ritenute non svizzere, ossia inadatte a rappresentare la Svizzera all'estero, ed elitarie.</p><p></p><p>Se è riuscito facile prendere questa decisione, ciò è dovuto anche al fatto che le scuole svizzere all'estero avevano specificato di avere accettato la riduzione dei crediti da 18 a 15 milioni di franchi, ma che si sarebbero opposte ad ulteriori tagli (verbale della Commissione della scienza, dell'educazione e della cultura del Consiglio nazionale, riunione del 26 marzo 1998, pag. 19). Inoltre, il Consiglio federale ha preso atto della decisione del DFI di realizzare una revisione delle direttive concernenti il sovvenzionamento delle scuole svizzere che tenga conto anche di criteri qualitativi (qualità della scuola, valore per la presenza culturale, ecc.). In questo modo si intende ottenere una ripartizione dei crediti approvati nel quadro del piano finanziario in vigore più aderente alle esigenze. In collaborazione con la commissione per la formazione degli svizzeri all'estero il DFI vorrebbe concretizzare i suggerimenti formulati dalla commissione nel 1998. Non è mai stato proposto di introdurre il criterio di una proporzione minimale del 50 per cento per gli allievi svizzeri.</p><p></p><p>In altri termini: la Confederazione continuerà a sostenere le scuole svizzere all'estero in conformità alle basi legali in vigore e nel quadro dei piani finanziari correnti. Ai sensi dell'interpellante, essa terrà d'occhio questo obiettivo anche quando si tratterà di compilare i piani finanziari futuri. Per la presenza della Svizzera all'estero, le scuole svizzere sono indubbiamente importanti, anche se le valutazioni in merito al loro irradiamento sono discordi. È evidente che insieme a tutta una serie di altre istituzioni, tra cui la Fondazione Pro Helvetia, la Commissione di coordinamento per la presenza della Svizzera all'estero (COCO) o Radio Svizzera Internazionale, si dividono questo compito - un dato di fatto al quale ha fatto riferimento anche il rapporto del 4 novembre 1997 sulla promozione dell'immagine della Svizzera pubblicato dalla Commissione di politica estera del Consiglio nazionale. La politica del Consiglio federale tiene conto di queste riflessioni.</p>  Risposta del Consiglio federale.