<h2>SubmittedText<h2><p>La Svizzera è evidentemente l'unico Paese a mettere a concorso i progetti della cooperazione allo sviluppo secondo le regole dell'OMC, aprendo così il mercato a livello internazionale.</p><p>1. È vero che i progetti della cooperazione allo sviluppo sono esentati dalle regole dell'OMC riguardanti i bandi di concorso?</p><p>2. Se non è vincolante seguire le regole dell'OMC sui bandi di concorso, perché la Svizzera continua ad applicarle in modo coerente?</p><p>3. Le ONG svizzere sono in grado di tener testa a questa concorrenza relativa ai progetti della cooperazione allo sviluppo?</p><p>4. Come sono evolute le assegnazioni di progetti a ONG straniere negli ultimi anni?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1/2. In linea di principio, i mandati di esecuzione di progetti della Cooperazione internazionale (CI) non sottostanno alle regole dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) riguardanti i bandi di concorso. In generale, questi mandati non concernono prestazioni contemplate dalle regole per le gare di appalto dell'OMC e dalla legge federale sugli acquisti pubblici (LAPub, RS 172.056.1), conformemente all'allegato 1, appendice 4 dell'Accordo OMC del 1994 sugli appalti pubblici (AAP, RS 0.632.231.422) e all'allegato 1a dell'ordinanza sugli acquisti pubblici (OAPub, RS 172.056.11). Si menziona esplicitamente che l'accordo OMC riveduto del 2012 non si applica nell'ambito della CI (art. 2 par. 3 lett. e AAP 2012, cfr. FF 2017 1906). I mandati di esecuzione della CI rientrano solitamente nelle categorie indicate nel capitolo 3 dell'OAPub. Anche questi acquisti, a partire da un determinato valore soglia, sottostanno a un bando per le aggiudicazioni nell'ambito della procedura libera o di quella selettiva (art. 34 cpv. 2 OAPub) e, di norma, vengono ammessi praticamente tutti gli offerenti.</p><p>La CdG-S aveva già raccomandato alla DSC, nel suo rapporto dell'8 dicembre 2006, di ampliare la procedura di concorso nell'attribuzione di mandati. Nella sua risposta alla mozione Mörgeli 08.3214, il Consiglio federale ha inoltre dichiarato fermamente di sostenere la richiesta di indire bandi pubblici; questa è anche la linea seguita dalla SECO. E se è vero che i bandi di concorso comportano oneri non indifferenti per il mandante e per il mandatario, il concorso, dal canto suo, promuove la trasparenza, l'innovazione, l'efficacia, la sostenibilità e l'efficienza dei costi dei progetti. In questo modo anche le organizzazioni non governative (ONG) di Paesi meridionali e orientali possono prendere parte a un concorso in modo autonomo o in consorzio. Anche altri Paesi, come per esempio l'Austria e la Danimarca, prevedono bandi di concorso pubblici nell'ambito della CI: la Svizzera non fa quindi eccezione. Nel quadro del messaggio concernente la cooperazione internazionale 2017-2020, il Parlamento ha ribadito il principio dell'efficacia e della sua valutazione con l'integrazione dei relativi decreti federali (FF 2016 2005).</p><p>3. Il volume finanziario dei mandati della DSC attribuiti a ONG svizzere o con sede in Svizzera è passato da 110 milioni di franchi nel 2013 a circa 130 milioni nel 2016. Nel quadro di partenariati istituzionali con la DSC, alcune ONG svizzere ricevono, oltre ai mandati, anche contributi per l'attuazione dei propri programmi. Nel periodo contemplato dal messaggio (2013 a 2016), tali contributi ammontavano a quasi 500 milioni di franchi. Questi partenariati ricorrono alle competenze di ONG svizzere, sostenendole, per centrare gli obiettivi strategici della CI. Anche la SECO negli ultimi anni ha mantenuto costante la propria collaborazione con ONG svizzere, addirittura ampliandola in determinati settori, come per esempio l'attribuzione del mandato SIPPO (http://sippo.ch). Nell'ambito della CI, il Consiglio federale intende continuare a puntare sulle competenze svizzere, per esempio per quanto concerne la formazione professionale o l'inclusione sistematica della popolazione nei processi decisionali politici. In molti bandi di concorso un'esperienza comprovata rientra tra i criteri di selezione.</p><p>4. L'evoluzione delle spese bilaterali della DSC a favore di OGN straniere locali e ONG internazionali è rimasta relativamente stabile nell'ultimo decennio. La quota registrata nel 2016 (26 per cento) era lievemente superiore alla media rilevata nel periodo 2007 a 2016 (25 per cento). I risvolti positivi della messa a concorso sull'efficacia e l'efficienza della CI svizzera sono stati notati anche a livello internazionale: nel suo discorso pronunciato a Losanna nel giugno 2017, Ngozi Okonjo-Iweala, ex direttrice generale della Banca Mondiale, ha esplicitamente dichiarato che la Svizzera, se paragonata ad altri donatori con gli stessi mezzi, raggiunge risultati migliori "Switzerland punches above its weight" poiché da anni i suoi aiuti non sono vincolati. Ricerche svolte dall'OCSE hanno effettivamente mostrato che gli aiuti vincolati possono far lievitare i costi di progetti della CI del 15 a 30 per cento.</p><p>Nel quadro dei bandi di concorso relativi a progetti della CI, il Consiglio federale si attiene quindi al principio di base della concorrenza internazionale. La DSC e la SECO dialogano però su vari livelli con le ONG svizzere. Il Consiglio federale è disposto ad attivarsi affinché anche altri Paesi abbattano gli ostacoli alla concorrenza internazionale nel quadro della procedura di concorso per programmi e progetti della CI.</p>  Risposta del Consiglio federale.