<h2>SubmittedText<h2><p>La digitalizzazione dell'economia apre nuove opportunità alle imprese svizzere innovative e globalmente connesse e offre nuove possibilità ai cittadini. Contribuisce quindi a potenziare la piazza economica elvetica e ad assicurare posti di lavoro in Svizzera. Nel contempo crea seri rischi specifici e in continua evoluzione, che il Consiglio federale affronta nell'ambito della Strategia nazionale per la protezione della Svizzera contro i cyber-rischi (SNPC). Fulcro di ogni vera digitalizzazione è l'autenticazione senza ombra di dubbio dell'identità - corrispondente ai passaporti e alle carte d'identità nel mondo analogico.</p><p>Il Consiglio federale è invitato, nel quadro dello sviluppo della SNPC, a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Nel quadro della SNPC è disposto ad assumersi anche nell'universo digitale il compito sovrano dell'attribuzione dell'identità e a rilasciare certificati d'identificazione elettronica?</p><p>2. La Confederazione sarebbe in grado di istituire o acquisire e gestire un corrispondente sistema? In caso negativo, perché no?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Un mezzo d'identificazione elettronica (eID) affidabile e riconosciuto in numerosi settori costituisce un elemento chiave della strategia del Consiglio federale per una Svizzera digitale. Contribuisce in maniera significativa a rendere più sicuro e a promuovere il trattamento elettronico delle transazioni in Internet. L'organizzazione E-government Svizzera, che riunisce rappresentanti della Confederazione, dei Cantoni e dei Comuni, sostiene l'introduzione di un mezzo d'identificazione elettronica nell'ambito di un progetto strategico.</p><p>Il 13 gennaio 2016 il Consiglio federale ha fatto una dichiarazione in merito al piano sui mezzi d'identificazione elettronica riconosciuti dallo Stato, elaborato dal Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) in collaborazione con le cerchie interessate. Ha incaricato il DFGP di elaborare un pertinente avamprogetto di legge ("legge sull'eID"). I lavori sono terminati. La consultazione è stata avviata il 22 febbraio 2017.</p><p>Possiamo rispondere come segue alle domande poste:</p><p>1. Come sottolinea la SNPC, la lotta contro i cyber-rischi è un compito trasversale che devono assumersi i settori economici, i fornitori di prestazioni informatiche e le autorità cantonali e federali. Il Consiglio federale attua questo principio proponendo una ripartizione dei compiti tra lo Stato e il mercato e definendo un quadro legale e normativo per il riconoscimento statale dei sistemi eID. Fornitori di servizi d'identità privati e pubblici rilasceranno mezzi d'identificazione elettronica riconosciuti dallo Stato a persone la cui identità è stata attestata in occasione del rilascio di un documento statale (passaporto, carta d'identità, titolo di soggiorno) e i cui dati d'identificazione personale sono disponibili e verificabili tramite sistemi d'informazione statali. La Confederazione garantisce pertanto un'identificazione affidabile, ma non emette una propria eID.</p><p>2. Visto il grande dinamismo nel settore informatico, il Consiglio federale non ritiene opportuno emettere un mezzo d'identificazione elettronica proprio, che faccia concorrenza al mercato. Lo sviluppo di soluzioni statali proprie ed eID rilasciate dallo Stato comportano di regola costi informatici scoperti troppo elevati per l'ente pubblico (p. es. per il supporto, i dispositivi di lettura, il software) poiché queste soluzioni non consentono di reagire con sufficiente flessibilità alle esigenze e alle tecnologie in rapida evoluzione. Per contro si stanno diffondendo mezzi d'identificazione elettronica a diversi livelli di sicurezza proposti dall'economia privata (p. es. soluzioni di e-banking, Mobile ID, OpenID, SuisseID, SwissPass), ma per ora risulta molto difficile valutare quali delle eID attualmente diffuse supereranno la prova del tempo. Il loro successo dipende dall'interazione tra lo Stato e l'economia privata. Il piano summenzionato si fonda dunque su una ripartizione dei compiti tra Stato e privati. I fornitori di mezzi d'identificazione elettronica devono rispettare le regole imposte dalla legge in materia di protezione dei dati e delle informazioni. L'obbligo di garantire la certezza del diritto costituisce una base essenziale per l'accettazione e la diffusione dei mezzi d'identificazione elettronica. Nonostante questa ripartizione dei compiti, la Confederazione dovrà sostenere costi d'investimento e d'esercizio di alcuni milioni di franchi. Il finanziamento di tali costi, cui i fornitori di mezzi d'identificazione elettronica privati dovranno partecipare tramite emolumenti, non è tuttavia per il momento ancora assicurato.</p>  Risposta del Consiglio federale.