<h2>SubmittedText<h2><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>Secondo l'articolo 387 capoverso 1 del Codice penale svizzero (CP; RS 311.0), "il Consiglio federale, sentiti i Cantoni, è autorizzato a emanare disposizioni su: ... l'esecuzione di pene e misure pronunciate nei confronti di ammalati, persone gracili e anziani". Pensa di avvalersi di questa competenza per garantire, in tutti i Cantoni, l'accesso alle cure ai detenuti senza assicurazione malattie? Se sì, quali misure propone, quando pensa di attuarle e in che modo?</p><p>Anche altri fattori peggiorano la qualità delle cure in prigione: mezzi finanziari insufficienti, mancanza di personale qualificato, decisioni terapeutiche delegate a collaboratori senza formazione medica. Prevede di intervenire per garantire uno standard federale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è consapevole che negli stabilimenti di detenzione vi sono detenuti senza assicurazione malattie. Secondo la legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal; RS 832.10), tutte le persone domiciliate in Svizzera sono tenute ad assicurarsi per le cure medico-sanitarie. Spetta ai Cantoni controllare il rispetto di questo obbligo. È presumibile che vi siano detenuti non domiciliati in Svizzera e di conseguenza non tenuti ad assicurarsi secondo la LAMal. È pertanto possibile che in alcuni casi non sia garantita un'assistenza sanitaria adeguata. Questo problema è attualmente analizzato in modo approfondito da un gruppo di lavoro composto da esperti della Confederazione e dei Cantoni.</p><p>1. Occorre chiedersi se l'articolo 387 capoverso 1 lettera c del Codice penale svizzero (CP; RS 311.0) possa effettivamente fungere da base per disciplinare l'assistenza sanitaria dei detenuti senza assicurazione malattie. Questa disposizione autorizza il Consiglio federale a emanare disposizioni sull'esecuzione di pene e misure pronunciate nei confronti di ammalati. Conformemente al messaggio del Consiglio federale del 21 settembre 1998 concernente la modifica del Codice penale svizzero (Disposizioni generali, introduzione e applicazione della legge) e del Codice penale militare nonché una legge federale sul diritto penale minorile (FF 1999 II 1669), l'obiettivo è però di garantire "la certezza del diritto unificando le deroghe ai disciplinamenti di esecuzione di pene e misure".</p><p>2. Come già rilevato dal Consiglio federale nella risposta del 22 febbraio 2017 all'interpellanza Fehlmann Rielle 16.3986, "Politica di riduzione dei rischi nelle prigioni. Auspicabile un bilancio", e nella risposta del 5 marzo 2018 alla domanda Herzog 18.5033 sulle cure dispensate nelle prigioni, in virtù dei diritti fondamentali e dei diritti umani sanciti nella Costituzione federale e nei trattati internazionali, lo Stato è investito di un'ampia responsabilità per quanto concerne la salute dei detenuti. Questi ultimi hanno diritto a un trattamento medico analogo a quello spettante ai pazienti in libertà ("principio di equivalenza"). I detenuti hanno quindi diritto a un'assistenza e a un trattamento appropriati e ineccepibili dal punto di vista medico. D'altra parte, occorre tener presente che l'esecuzione delle misure di privazione della libertà (art. 372 CP) e la gestione degli stabilimenti di detenzione (art. 377-379 CP) sono di competenza dei Cantoni, i quali sono tenuti a garantire un'esecuzione uniforme delle sanzioni penali (art. 372 cpv. 3 CP).</p><p>La Confederazione non ha quindi la competenza di definire standard relativi all'assistenza sanitaria negli stabilimenti di detenzione. Nei suoi precedenti pareri sull'argomento, il Consiglio federale ha tuttavia rimandato ai meccanismi già in atto per garantire un'assistenza sanitaria ineccepibile a tutti i detenuti. Tra questi figurano la raccomandazione sull'armonizzazione dell'assistenza sanitaria in ambito carcerario (http://www.gdk-cds.ch/uploads/media/EM_BIG-mU-HJK_CC_20130701_d.pdf), pubblicata dalla Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia (CDDGP) e dalla Conferenza svizzera delle direttrici e dei direttori cantonali della sanità (CDS), l'organizzazione Santé Prison Suisse (SPS), che fa capo alla CDDGP e alla CDS, nonché la Commissione nazionale per la prevenzione della tortura (CNPT). Quest'ultima è incaricata di verificare il rispetto dei diritti delle persone in regime di privazione della libertà, tra i quali secondo il Consiglio federale rientra anche il diritto a un'assistenza sanitaria adeguata.</p>  Risposta del Consiglio federale.