<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'esecuzione di controlli al confine compete, in base alla Costituzione federale, ai Cantoni frontalieri. La Confederazione, per mezzo del Corpo delle guardie di confine (Cgcf), si incarica del controllo delle persone ai valichi stradali e della sorveglianza delle linee di confine tra i valichi doganali. Ai Cantoni rimane la competenza per i controlli nel traffico ferroviario internazionale e negli aeroporti. In pratica, quindi, tali compiti sono suddivisi fra Confederazione e Cantoni. </p><p></p><p>Nella risposta all'interpellanza Fritschi del 19 giugno 1995 (95.3273; Confine a sud del Ticino e scena della droga a Zurigo) il Consiglio federale aveva già sottolineato che l'esecuzione dei controlli alla frontiera avviene nell'interesse di tutto il Paese. Se anche i controlli delle persone effettuati dalla polizia di frontiera nel traffico aereo e ferroviario debbano essere eseguiti dalla Confederazione invece che dai Cantoni - riunendo quindi l'intero settore di polizia sotto la competenza della Confederazione - è una questione che non può quindi essere decisa senza avere dapprima attentamente esaminato l'intero settore della sicurezza interna della Svizzera, compresa la ripartizione dei compiti fra la Confederazione e i Cantoni. </p><p>Nell'ambito di tale esame si devono sviluppare modelli concreti che ne illustrino le conseguenze strutturali, organizzative, finanziarie e personali. Si devono inoltre tenere in considerazione gli adeguamenti di questo sistema alle possibili forme di cooperazione futura con l'estero, descritte nella risposta all'interpellanza Nabholz del 19 dicembre 1997 (97.3676 ; Conseguenze dell'esclusione della Svizzera dal Trattato di Schengen). Simili adeguementi potrebbero comportare una riorganizzazione dei controlli alla frontiera, che si ripercuoterebbe sui futuri compiti del Cgcf e implicherebbe l'elaborazione di un nuovo concetto di sicurezza interna della Svizzera. Il gruppo di lavoro interdipartimentale " Cooperazione per la sicurezza europea ", istituito dal capo del DFGP e attivo in collaborazione con i Cantoni, è stato incaricato di eseguire i necessari accertamenti. Occorre quindi attendere gli esiti dei lavori.</p><p></p><p>Il Consiglio federale conviene con l'autore della mozione che è nell'interesse del Paese prevenire nel miglior modo possibile l'immigrazione illegale. Per questo motivo, dalla metà di giugno 1997, la Confederazione sta potenziando il Cgcf mediante unità della Divisione Corpo della guardia delle fortificazioni (CGF) risp. sottufficiali professionisti. Il 2 settembre 1998, il Consiglio federale ha deciso di assegnare provvisoriamente al Cgcf, fino al 31 dicembre del 2000, 100 unità del CGF, allo scopo di rafforzare la sorveglianza al confine. Questo potenziamento permette al Cgcf di svolgere, ai fini di un sostegno efficace, determinate attività che oggi sono espletate dalle polizie cantonali, come già avviene attualmente al confine sud. Il Cgcf, in collaborazione con i corpi di polizia dei singoli Cantoni frontalieri, esamina inoltre la possibilità di promuovere la collaborazione e di prendere misure per evitare doppioni. </p><p></p><p>Fatte queste premesse di fondo si dovrà procedere in un piú ampio contesto all'esame della risoluzione richiesta dal mozionante. Tali lavori sono in corso.</p>  Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.