<h2>SubmittedText<h2><p>Le disposizioni legali vigenti non impongono la forma scritta al contratto individuale di lavoro.</p><p>La più recente evoluzione del mercato del lavoro concorre tuttavia a mettere in rilievo non pochi inconvenienti insiti in questo indirizzo.</p><p>Chiedo perciò al Consiglio federale se è disposto a valutare l'opportunità di rendere obbligatoria la forma scritta al contratto di lavoro.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Conformemente ad un principio generale del diritto contrattuale (cfr. art. 11 CO), il diritto svizzero - così come il diritto degli Stati limitrofi (cfr. paragrafo 611 BGB, paragrafo 1151sgg. ABGB, art. 121-1 Codice del lavoro, art. 2096 CCI, art. 1173a/art. 2 cpv. 1 ABGB Liechtenstein) non prevede di principio (cfr. nota 1) la forma scritta per il contratto individuale di lavoro, che può dunque essere concluso oralmente o mediante atti concludenti (cfr. art. 320 cpv. 1 CO).</p><p>Rinunciando a subordinare al rispetto di una forma speciale la validità del contratto di lavoro, il legislatore ha voluto in linea di principio garantire un diritto al salario a tutti i lavoratori. Va da sé che ha diritto ad un salario la persona che fornisce una prestazione in esecuzione di un contratto di lavoro (valido). Ma ciò vale anche quando le parti non si sono accordate su tutti i punti essenziali del contratto, poiché l'articolo 320 capoverso 2 CO sancisce in questo caso la presunzione inoppugnabile (finzione) che il contratto di lavoro "è considerato conchiuso anche quando il datore di lavoro accetta, per un certo tempo, l'esecuzione d'un lavoro, la cui prestazione secondo le circostanze non può attendersi senza salario ".</p><p>2. In quest'ottica, l'assenza di un'esigenza di forma per il contratto di lavoro può essere considerata una regola a tutela del lavoratore. Se la legge subordinasse la validità del contratto di lavoro al rispetto della forma scritta, tutti i contratti di lavoro che non osservano tale forma sarebbero nulli (cfr. art. 11 cpv. 2 CO) ed inesistenti (nullità con effetto ex tunc). In altri termini, la persona che ha fornito una prestazione di lavoro in esecuzione di un contratto nullo non avrebbe diritto ad un salario, bensì potrebbe contare unicamente sulle pretese derivanti dall'indebito arricchimento del datore di lavoro (cfr. art. 62sgg. CO).</p><p>Anche se si può partire dal presupposto che l'indebito arricchimento del datore di lavoro corrisponda al "salario" da esso versato e che, quindi, si possa considerare che il lavoratore non subisca, in linea di principio, alcuna perdita economica (cfr. nota 2), ciò non toglie che possono esservi eccezioni (cfr. nota 3).</p><p>3. L'affermazione secondo cui l'inosservanza della forma scritta eventualmente prevista dalla legge potrebbe avere ripercussioni negative per i lavoratori si rivela fondata anche alla luce dell'articolo 320 capoverso 3 CO.</p><p>Secondo tale disposizione, il lavoratore che, in buona fede (cfr. nota 4), lavori al servizio del datore di lavoro in base ad un contratto che risulta successivamente nullo, gode degli stessi diritti di cui disporrebbe se il contratto fosse valido. In un simile caso, il datore di lavoro può nondimeno porre fine al rapporto di lavoro con effetto immediato (ex nunc), ossia senza rispettare il termine di disdetta contrattuale o legale.</p><p>4. Dalle considerazioni precedenti emerge che subordinare la validità del contratto di lavoro al rispetto della forma scritta avrebbe conseguenze negative per il lavoratore. Una revisione della legge in questo senso è pertanto inopportuna. Il Consiglio federale riconosce tuttavia che i lavoratori possono avere un bisogno reale di essere informati per iscritto sui punti importanti del contratto o del rapporto di lavoro.</p><p>A tale proposito va rilevato che il rapporto del 14 giugno 2004 del Segretariato di Stato per l'economia sui risultati del gruppo di lavoro "Misure accompagnatorie" - rapporto attualmente in consultazione - propone di inserire una nuova disposizione nel Codice delle obbligazioni. Tale disposizione prevede che, se il rapporto di lavoro è stato stabilito per una durata di tempo indeterminato o per più di un mese, il datore di lavoro deve informare il lavoratore, entro un mese dall'inizio del rapporto di lavoro, in merito agli aspetti seguenti: nomi delle parti, data d'inizio del rapporto di lavoro, funzione del lavoratore, salario e eventuali supplementi salariali, durata giornaliera o settimanale del lavoro.</p><p>1) La forma scritta è prevista per il contratto di tirocinio (art. 344a cpv. 1 CO), per il contratto d'impiego del commesso viaggiatore (art. 347a CO), per il contratto tra il prestatore e il lavoratore (art. 19 cpv. 1-3 della legge federale del 6 ottobre 1989 sul collocamento e il personale a prestito; RS 823.11) e per il contratto d'arruolamento della gente di mare (art. 69 cpv. 2 della legge federale del 23 settembre 1953 sulla navigazione marittima sotto bandiera svizzera; RS 747.30).</p><p>2) Nella nozione di indebito arricchimento possono rientrare anche l'eventuale salario per vacanze effettuate e l'indennità per vacanze non ancora effettuate.</p><p>3) Ad esempio nel caso in cui il lavoratore, seppur incapace di lavorare, percepisce il salario in virtù dell'articolo 324a CO. In tale periodo infatti il datore di lavoro non può arricchirsi.</p><p>4) In caso di nullità del contratto per violazione delle prescrizioni di forma, si presume che nessuna delle parti sia in buona fede. La parte facente valere la mala fede dell'altra commetterebbe quindi un abuso di diritto ai sensi dell'articolo 2 CC; cfr. G. Aubert, Commentaire romand CO I, Ginevra/Basilea/Monaco 2003, n. 5 ad articolo 320 CO; A. Staehelin, Zürcher Kommentar, vol. V/2/c, Zurigo 1984 e 1996, n. 35 ad articolo 320 CO; U. Streiff/A. von Kaenel, Arbeitsvertrag, 5a edizione, Zurigo 1992, n. 11 ad art. 320 CO; di altro parere: M. Rehbinder, Berner Kommentar, vol. VI/2/2/1, Berna 1985, n. 47 ad articolo 320 CO.</p>  Risposta del Consiglio federale.