<h2>SubmittedText<h2><p>Dopo più di un mese e mezzo dal decreto di chiusura, il 24 febbraio 2021 il Consiglio federale ha annunciato un allentamento graduale del lockdown, decidendo tuttavia di mantenere il completo divieto di determinate attività, inclusa la ristorazione al tavolo. Adottata contro il parere della maggioranza dei Cantoni e delle commissioni parlamentari, questa decisione è difficilmente comprensibile e necessita di un urgente chiarimento.</p><p>Effettivamente è paradossale che imprese statali, ad esempio le FFS o altre aziende di trasporto pubblico, abbiano potuto proseguire le proprie attività praticamente senza applicare misure di protezione (ad eccezione dell'obbligo della mascherina), mentre aziende private che rispettano le misure sanitarie più importanti (distanziamento sociale, limitazione della capienza in rapporto alla superficie, messa a disposizione di disinfettanti, uso della mascherina, tracciamento) non sono autorizzate a lavorare. Ci si chiede pertanto se per il settore pubblico e il settore privato valgano le stesse regole, poiché in definitiva bisognerebbe evitare qualsiasi tipo di arbitrarietà.</p><p>In considerazione di quanto precede, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. La decisione di mantenere il divieto di determinate attività professionali, nonostante si svolgano nel rispetto delle misure di protezione fondamentali, è commisurato alla situazione epidemiologica o a un rischio di diffusione obiettivamente più elevato implicato proprio da queste attività?</p><p>2. Dispone di dati inequivocabili che provano chiaramente che un ristorante, pur nel rispetto di tutte le misure sanitarie (distanziamento, limitazione della capienza in rapporto alla superficie, disinfettanti, uso della mascherina, tracciamento), rappresenti un rischio più elevato rispetto a un treno o a un autobus sovraffollato, senza limiti di capienza, senza garanzie di distanziamento, senza tracciamento e senza disinfettanti?</p><p>3. Come giustifica il fatto che aziende private (p. es. i ristoranti) che rispettano misure quali il distanziamento sociale, la messa a disposizione di disinfettanti, il limite di capienza in rapporto alla superficie, l'uso della mascherina e il tracciamento non possono lavorare, mentre imprese statali che non si attengono nemmeno a queste poche misure fondamentali possono continuare a lavorare senza alcuna restrizione?</p><p>4. Quali sono le imprese (anche parzialmente) statali che non adottano le misure sanitarie fondamentali, ossia il distanziamento sociale, la limitazione della capienza in rapporto alla superficie, la messa a disposizione di disinfettanti, l'uso della mascherina e il tracciamento?</p><p>5. Condivide l'opinione che le imprese statali hanno il dovere di dare l'esempio e dovrebbero quindi contribuire almeno nella stessa misura delle aziende private alla lotta contro la pandemia? Se sì, a partire da quando ci si può attendere che le imprese statali adottino tutte le misure di protezione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Le decisioni del Consiglio federale si basano su studi scientifici internazionali e nazionali, che mirano a identificare luoghi e situazioni nei quali il rischio di trasmissione del SARS-CoV-2 è elevato. Questo rischio è associato a diversi fattori, quali il rispetto delle regole di igiene e di comportamento (igiene delle mani, distanziamento, uso della mascherina), il genere di attività, il tempo di esposizione e il livello di aerazione. Più l'attività in uno spazio chiuso senza ricambio d'aria è prolungata, maggiore è il rischio di trasmissione. Il rischio aumenta ulteriormente se le regole di igiene e di comportamento non sono rispettate.</p><p>2. Nei ristoranti il rischio di trasmissione è effettivamente superiore rispetto ad altri luoghi, in quanto un numero elevato di clienti permane per un periodo prolungato in uno spazio chiuso, talvolta poco aerato, e non indossa la mascherina quando è seduto al tavolo. Nei trasporti pubblici l'obbligo della mascherina può essere rispettato meglio e il rischio di trasmissione è limitato grazie a un'aerazione sufficiente. Nei ristoranti, invece, le persone tolgono la mascherina, non possono rispettare la distanza necessaria ai tavoli e parlano spesso ad alta voce, il che fa aumentare il rischio di contagio. Vari studi hanno dimostrato che il consumo di pasti è una fonte di contagio importante.</p><p>3. - 5. Le misure si applicano allo stesso modo a tutte le aziende, a prescindere che siano private o pubbliche. Così, ad esempio, anche nelle aree accessibili al pubblico degli edifici amministrativi, degli uffici postali o delle stazioni ferroviarie vigono limiti di capienza e vanno rispettati l'obbligo della mascherina come pure le regole di igiene e di distanziamento. Anche le restrizioni previste nel settore della ristorazione si applicano a tutti gli esercizi, indipendentemente che siano gestiti da un ente pubblico o da privati. Attualmente, ad esempio, un ristorante aperto al pubblico di un ospedale cantonale deve rimanere chiuso, tranne che per il servizio di asporto. Per i veicoli dei trasporti pubblici valgono disposizioni speciali in quanto, in virtù dell'obbligo di trasporto e dell'importanza di questo servizio per la popolazione, si rinuncia all'applicazione delle regole di distanziamento e di capienza. Tuttavia, l'uso della mascherina facciale è obbligatorio anche nei trasporti pubblici. Il Consiglio federale non è a conoscenza di aziende pubbliche che non si attengono alle disposizioni e si aspetta che l'Amministrazione e le aziende della Confederazione applichino le misure con lo stesso rigore delle aziende private.</p>  Risposta del Consiglio federale.