<h2>SubmittedText<h2><p>1. Quali misure concrete intende adottare il Consiglio federale per contrastare il peggioramento delle condizioni quadro della piazza elvetica? È disposto a preparare un pacchetto di misure di deregolamentazione e di riduzione dei costi e a sottoporlo alle Camere federali entro la sessione estiva 2015?</p><p>2. L'UDC chiede che nei seguenti ambiti siano realizzati provvedimenti di sgravio o di semplificazione:</p><p>a. la rapida attuazione dell'iniziativa UDC "contro l'immigrazione di massa", compresi i limiti massimi, i contingenti e la precedenza indigena;</p><p>b. la rinuncia a una "polizia salariale" o alle quote di donne;</p><p>c. la sospensione per un anno della tassa sul CO2;</p><p>d. l'applicazione dell'aliquota IVA ridotta per il settore alberghiero e per quello della ristorazione;</p><p>e. lo sgravio delle piccole e medie imprese attraverso il dimezzamento del numero di statistiche da allestire;</p><p>f. la semplificazione amministrativa dei conteggi nel contesto delle assicurazioni sociali;</p><p>g. l'abolizione degli obblighi di registrazione della durata del lavoro;</p><p>h. la riduzione dei controlli nell'agricoltura attraverso il prolungamento degli intervalli;</p><p>i. la flessibilizzazione del mercato del lavoro ad esempio attraverso la rinuncia alle misure collaterali. Nessun conferimento agevolato dell'obbligatorietà generale ai CCL, abolizione della responsabilità solidale, ecc;</p><p>j. la rinuncia a un'eccessiva regolamentazione del mercato finanziario (LSF, LIFin, revisione della normativa in materia di riciclaggio di denaro, ecc.);</p><p>k. la riduzione delle regolamentazioni in ambito doganale e nei settori dell'edilizia e dell'ambiente;</p><p>l. la preparazione di un pacchetto di risparmio comprendente un'accurata valutazione dei compiti e un contingentamento del personale nell'amministrazione pubblica;</p><p>m. un immediato blocco delle assunzioni presso la Confederazione e, successivamente, una riduzione entro il 2016 dei posti di lavoro a tempo pieno, dalle attuali 33 700 a 30 000 unità;</p><p>n. l'abolizione dei vantaggi riservati agli impiegati della Confederazione, che distorcono la concorrenza (congedo paternità, disposizioni in materia di vacanze e tempo libero, prestazioni della cassa pensioni, pensionamenti anticipati, ecc.);</p><p>o. la riduzione dell'aliquota dell'imposta sull'utile per le imprese dall'8,5 al 7,5 per cento.</p><p>3. Quali di queste misure intende realizzare il Consiglio federale?</p><p>4. Perché rinuncia a realizzare le altre misure (preghiamo il Consiglio federale di motivare ogni singola rinuncia)? </p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Per compensare gli svantaggi arrecati a breve termine all'economia d'esportazione dal forte apprezzamento del franco non esistono misure altrettanto rapide ed efficaci quanto le misure di politica monetaria che vengono adottate per influenzare il tasso di cambio. Il Consiglio federale ritiene dunque tanto più importante continuare a offrire condizioni quadro favorevoli alle imprese presenti sul territorio svizzero e, dove necessario, migliorarle in modo mirato. Così facendo le imprese svizzere potranno accrescere durevolmente la loro competitività. In tale contesto assumono particolare rilevanza gli sforzi tesi a ridurre i costi di produzione delle imprese e a garantire la sicurezza giuridica e a livello di pianificazione. A questo si aggiungono anche l'apertura accelerata ai mercati esteri, nonché il mantenimento e l'ulteriore sviluppo dell'accesso al mercato interno europeo e di conseguenza la salvaguardia della via bilaterale con l'UE. II Consiglio federale verrà informato in dettaglio sulle prospettive congiunturali in occasione della presentazione delle previsioni congiunturali aggiornate del gruppo di esperti della Confederazione, prevista per il 19 marzo 2015, e verificherà di volta in volta la necessità di un intervento.</p><p>Il Consiglio federale risponde come segue alle domande 3 e 4:</p><p>a. I lavori necessari per l'attuazione dell'articolo 121a della Costituzione federale vengono eseguiti con coerenza. L'11 febbraio 2015 il Consiglio federale ha approvato il progetto di revisione della legge sugli stranieri e il mandato di negoziazione con l'UE concernente l'Accordo sulla libera circolazione delle persone, decidendo inoltre misure complementari per un migliore sfruttamento del potenziale di lavoratori indigeni. Il sistema di ammissione previsto all'articolo 121a della Costituzione federale comporta una notevole estensione della normativa in materia di stranieri e quindi anche della burocrazia. Da ciò derivano ulteriori oneri finanziari e di personale, sia per l'economia svizzera che per le autorità d'esecuzione dei cantoni e della Confederazione. Il Consiglio federale non condivide pertanto l'opinione degli autori dell'interpellanza secondo cui l'attuazione dell'articolo 121a della Costituzione potrebbe avere un effetto di deregolamentazione o di riduzione dei costi.</p><p>b. Attualmente non esistono né una "polizia salariale" né regolamentazioni sulle quote di donne alle quali il Consiglio federale possa rinunciare con effetto immediato. Sono però in corso di elaborazione dei progetti che serviranno ad attuare il mandato legislativo approvato dal popolo e dai cantoni nella votazione del 14 giugno 1981 per assicurare "l'uguaglianza, di diritto e di fatto" tra uomo e donna "in particolare per quanto concerne la famiglia, l'istruzione e il lavoro" e il "diritto a un salario uguale per un lavoro di uguale valore" (art. 8 cpv. 3 della Costituzione). Il 22 ottobre 2014 il Consiglio federale ha deciso di adottare ulteriori misure per combattere la discriminazione salariale. Per il Consiglio federale è importante che queste misure siano proporzionate e che l'onere amministrativo supplementare per le imprese rimanga contenuto.</p><p>c. La tassa sul CO2 sui combustibili è una tassa d'incentivazione i cui proventi sono in gran parte ridistribuiti alla popolazione (pro capite) e all'economia (per franco di massa salariale). Le imprese che a causa di questa tassa subiscono un danno in termini di competitività possono chiedere di esserne esentate. Una sospensione della tassa sul CO2 non consentirebbe necessariamente di abbassare i costi complessivi delle imprese. Per contro, si sottrarrebbero risorse al programma Edifici, a cui è destinato un terzo dei proventi (al massimo 300 milioni di franchi all'anno) della tassa sul CO2. Oltre a gravare sui bilanci dei cantoni, che percepirebbero meno contributi globali, una tale misura costringerebbe a interrompere per un anno il programma Edifici. Entrambe queste prospettive non gioverebbero alle piccole e medie imprese svizzere.</p><p>d. Il Consiglio federale è contrario a una riduzione dell'imposta sul valore aggiunto per il settore alberghiero e della ristorazione. </p><p>Il Consiglio federale e il Parlamento hanno raccomandato al popolo e ai cantoni di respingere l'iniziativa popolare "Basta con l'IVA discriminatoria per la ristorazione!", che corrisponde in ampia misura alla richiesta del punto 2d della presente interpellanza. L'iniziativa è stata respinta in votazione popolare il 28 settembre 2014 dal 71,5 per cento degli aventi diritto di voto e da tutti i cantoni. </p><p>Il Consiglio federale resta dell'opinione che un assoggettamento delle prestazioni del settore della ristorazione all'aliquota d'imposta ridotta del 2,5 per cento non sia obiettivamente giustificato. L'applicazione di un'aliquota d'imposta ridotta avrebbe come conseguenza una forte diminuzione degli introiti annui, dell'ordine di 760/810 milioni di franchi. In gran parte i ristoranti non sono peraltro toccati dall'apprezzamento del franco non essendo situati in regioni turistiche. </p><p>e. La necessità e l'utilità delle singole statistiche sono regolarmente esaminate nel quadro dell'elaborazione del programma statistico pluriennale (la prossima volta per la legislatura 2015-2019). Per le rilevazioni a cui non si può rinunciare si è già proceduto con successo a una semplificazione attraverso forme di rilevazione alternative o attraverso l'impiego di moderne tecnologie. Nel limite del possibile, inoltre, si cerca di evitare doppioni e di privilegiare l'utilizzo di dati amministrativi e di registri già disponibili presso l'amministrazione onde evitare nuove rilevazioni o per ridurne fortemente la frequenza. Queste misure hanno già contribuito a diminuire notevolmente l'onere a carico delle imprese.</p><p>Dimezzare le statistiche significherebbe privare la politica, l'amministrazione, l'economia e la società di una base fondamentale.</p><p>f. Per quanto riguarda il primo pilastro, i datori di lavoro una volta all'anno devono effettuare il conteggio per la cassa di compensazione, la quale procede subito alla compensazione tra gli acconti versati periodicamente e i contributi effettivamente dovuti. Nel caso dei lavoratori indipendenti la cassa di compensazione interviene allo stesso modo non appena riceve dalle autorità fiscali i dati necessari. Il sistema di conteggio è semplice, snello e conveniente. Le casse di compensazione offrono anche sistemi di conteggio elettronici. Nella seconda edizione del "Monitoraggio della burocrazia" del 29 gennaio 2015 viene indicato che i tre quarti degli interpellati considerano l'onere per le imprese basso o piuttosto basso.</p><p>Per quanto riguarda il secondo pilastro, la LPP accorda già agli istituti di previdenza una grande autonomia nel loro finanziamento e nella loro organizzazione. In merito al prelievo dei contributi la legge prevede unicamente un conteggio e un trasferimento dei contributi dal datore di lavoro all'istituto di previdenza da effettuare alla fine di ogni anno. In base alla legge l'organo paritetico supremo dell'istituto di previdenza può decidere di richiedere più di un conteggio all'anno. Inoltre, la riforma sulla previdenza per la vecchiaia 2020 contribuirà a semplificare il conteggio del guadagno assicurato secondo la LPP attraverso la soppressione del contributo di coordinamento. In tal modo il salario assicurato secondo la LPP corrisponderà al salario determinante secondo l'AVS.</p><p>g. Il Consiglio federale è del parere che la richiesta di semplificare la registrazione della durata del lavoro debba essere attuata a livello di ordinanza. Un primo progetto di revisione, già accettato dai partner sociali, verrà inviato in consultazione esterna alla fine di marzo e dovrebbe entrare in vigore entro il terzo trimestre del 2015.</p><p>h. La frequenza dei controlli nell'agricoltura è stata oggetto di discussione nell'ambito della Politica agricola 2014-2017. Il Consiglio federale ha prolungato da sei a otto anni gli intervalli contrattuali per i progetti in materia di collegamento degli habitat e di biodiversità e quindi anche la frequenza dei controlli. Gli altri controlli (prova che le esigenze ecologiche sono rispettate, PER, e altri programmi facoltativi) continuano ad essere effettuati a scadenze quadriennali. Con l'introduzione della Politica agricola 2014-2017 è stato inoltre eliminato l'obbligo di accreditamento per i controlli ufficiali PER. Il Consiglio federale valuterà possibili semplificazioni amministrative in materia di controlli di diritto pubblico fra cui, in particolare, controlli più mirati in base ai rischi.</p><p>i. La forza della piazza produttiva svizzera si manifesta, tra le altre cose, nella grande flessibilità del suo mercato del lavoro. Questo suo pregio dovrà rimanere tale anche in futuro. Le misure collaterali sono state create per individuare e combattere eventuali abusi in seguito all'apertura del mercato del lavoro. Esse sono in sintonia con la tradizione svizzera di partenariato sociale e poggiano sul principio secondo cui lo Stato deve intervenire solo a titolo sussidiario nella formazione dei salari. Ciò significa che strumenti compresi nelle misure collaterali come il conferimento agevolato dell'obbligatorietà generale ai CCL sono applicabili soltanto se sono offerti ripetutamente e abusivamente salari inferiori a quelli usuali per il settore in questione e se i partner sociali vi acconsentono nei settori coperti da un CCL.</p><p>Le misure collaterali contribuiscono a preservare le condizioni quadro necessarie a garantire una concorrenza leale e salari equi sulla piazza produttiva svizzera. In un momento in cui si è deciso di abbandonare il tasso minimo di cambio tra franco svizzero ed euro, questa protezione si rivela estremamente importante. Le aziende svizzere non hanno pertanto interesse a ridurre queste misure in risposta al deprezzamento dell'euro. Un loro eventuale adeguamento sarà quindi esaminato nell'ambito dell'attuazione del futuro regime di ammissione di lavoratori stranieri.</p><p>j. In relazione alla regolamentazione del mercato finanziario occorre ricordare che le attività di regolamentazione sono scaturite proprio dalla crisi finanziaria. I problemi e le lacune nel sistema emersi con la crisi devono essere risolti e colmati in modo opportuno. Una piazza finanziaria con un orientamento internazionale come la nostra non può completamente ignorare la tendenza normativa internazionale, altrimenti rischia di subire degli svantaggi concorrenziali. Nella regolamentazione interna si persegue una soluzione per quanto possibile equivalente ma comunque adattata alle peculiarità svizzere. Il disegno di legge sull'infrastruttura finanziaria (LInFi, messaggio del 3 settembre 2014, FF 2014 6445), ad esempio, è stato adeguato agli sviluppi internazionali tenendo conto di questi principi. I progetti normativi in corso sono analizzati dal punto di vista del rapporto tra costi e benefici e si ricercano soluzioni sostenibili con il coinvolgimento delle parti interessate. La richiesta di semplificazione è dunque già considerata negli attuali progetti normativi.</p><p>k. Lo smantellamento della burocrazia doganale per l'importazione e l'esportazione è un obiettivo prioritario del Consiglio federale. Attualmente gli uffici responsabili stanno in particolare elaborando i rapporti in risposta ai postulati 14.3013, 14.3014 e 14.3015 e l'attuazione delle mozioni 14.3011 e 14.3012.</p><p>L'AFD si impegna costantemente per semplificare il traffico doganale e per ridurre le regolamentazioni; la scorsa estate, ad esempio, ha introdotto delle semplificazioni nel traffico viaggiatori. Poiché il Parlamento di recente ha trasmesso la mozione 14.3449, dovranno ancora essere fatte delle distinzioni nella regolamentazione per l'importazione di carne. Nel commercio di merci sono però senza dubbio le applicazioni a presentare il maggior potenziale di semplificazione. L'AFD ha avviato un apposito progetto denominato "Redesign Fracht" (riorganizzazione delle piattaforme centrali). Attualmente è in fase di redazione l'ultima parte dello studio.</p><p>l./m. Visto il deficit strutturale che si sta delineando, il Consiglio federale ha approvato già nel mese di febbraio dei correttivi per il preventivo 2016 e il piano finanziario di legislatura 2017-2019. Mentre nel preventivo 2016 si dà particolare importanza alle riduzioni proporzionali, a partire dal 2017 queste dovranno essere possibilmente sostituite o completate da misure mirate. Il piano di correzione comprende anche la rinuncia a misure salariali e una riduzione delle spese per il personale dell'1 per cento nel preventivo 2016. Il Consiglio federale adotterà eventuali misure complementari in base alle previsioni congiunturali di marzo e giugno.</p><p>n. Le condizioni di assunzione del personale federale rappresentano un pacchetto unico ben equilibrato, ragion per cui le singole condizioni non possono essere considerate separatamente. Un peggioramento degli aspetti menzionati nell'interpellanza indebolirebbe la posizione della Confederazione quale datore di lavoro sul mercato occupazionale se allo stesso tempo non fossero potenziati altri aspetti. I confronti con i principali datori di lavoro dell'economia privata e delle aziende parastatali hanno mostrato che nei settori citati il personale federale fornisce prestazioni equivalenti. Il Consiglio federale non riscontra dunque alcun vantaggio distorsivo della concorrenza.</p><p>o. Un'organizzazione di progetto congiunta tra Confederazione e cantoni ha valutato numerose misure nel quadro dei lavori preliminari per la terza riforma dell'imposizione delle imprese. Nei lavori è stata coinvolta anche l'economia. In base ai risultati di questa analisi il Consiglio federale ha elaborato un progetto di revisione allo scopo di rafforzare la piazza fiscale svizzera. Il progetto prevede diverse misure che riguardano l'imposta federale diretta e che dal punto di vista dell'insediamento presentano un rapporto migliore tra costi e benefici rispetto a una riduzione dell'aliquota d'imposta federale diretta sull'utile. Il Consiglio federale intende attenersi a questo orientamento strategico ampiamente condiviso della riforma.</p>  Risposta del Consiglio federale.