<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di adeguare le basi legali (LIFD, LAID) in modo che i proprietari di un'abitazione ad uso proprio o i titolari di un usufrutto ottenuto a titolo gratuito per uso proprio possano esercitare una volta il diritto d'opzione che permetta loro di decidere di esentare dall'imposta sul reddito l'uso proprio dell'immobile nel luogo di domicilio.</p><p>Qualora i rapporti dovessero mutare (ad es. vendita dell'abitazione ad uso proprio accompagnata da un acquisto sostitutivo), il diritto d'opzione può essere di nuovo esercitato. In caso di esercizio del diritto d'opzione, gli interessi maturati su debiti privati potranno essere dedotti solo fino a concorrenza dei redditi da sostanza imponibili. I premi d'assicurazione e i costi d'amministrazione non sono più deducibili dal reddito imponibile. Le spese di manutenzione effettive nonché le spese di riattazione di immobili di nuova acquisizione possono essere dedotte fino a un massimo di 4000 franchi (LIFD) all'anno rispettivamente fino a un importo annuo massimo determinato dal cantone (LAID). Questo importo deve essere adeguato al rincaro periodicamente. Le spese per i provvedimenti destinati al risparmio di energia, alla protezione dell'ambiente e alla cura di monumenti storici possono essere dedotte dal reddito imponibile nella misura attuale.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il 23 settembre 2012, popolo e cantoni hanno respinto l'iniziativa "Sicurezza dell'alloggio per i pensionati". Sei mesi dopo si richiede nuovamente un cambiamento di sistema facoltativo che porti alla rinuncia dell'imposizione del valore locativo. Rispetto all'iniziativa popolare bocciata, questa volta si chiede di introdurre il diritto d'opzione unico senza limitazioni di età. Rispetto al testo posto in votazione i parametri della rimanente gamma di deduzioni sono cambiati in un punto. Con la soppressione del valore locativo, sarà possibile continuare a dedurre gli interessi passivi maturati su debiti privati fino a concorrenza dei redditi da sostanza imponibili.</p><p>Dopo la votazione popolare, il Consiglio federale ha risposto a interventi che chiedono in sostanza di superare lo status quo (12.3826, 12.3848, 12.3866, 12.3874, 12.3778). Il governo ha proposto di accogliere solo la mozione 12.3778 e, in risposta agli altri interventi, ha spiegato che l'impostazione per una riforma dell'imposizione della proprietà abitativa deve essere equilibrata, di per sé consistente e finanziariamente sopportabile.</p><p>L'indirizzo della presente mozione non è compatibile con i tre suddetti criteri di valutazione. L'impostazione risulta pertanto inconsistente. Chiunque in futuro non dovrà più tassare il valore locativo, potrà continuare a dedurre le spese di manutenzione effettive fino a un massimo di 4000 franchi all'anno ai fini dell'imposta federale diretta e, secondo le disposizioni del diritto cantonale, ai fini delle imposte cantonali e comunali. Nell'attuale diritto le spese di manutenzione rappresentano spese di conseguimento del reddito e presuppongono un reddito imponibile. In caso di soppressione del valore locativo, sinora imponibile, per motivi inerenti al sistema anche il diritto alla deduzione di queste spese dovrebbe decadere. Lo stesso vale per gli interessi passivi gravanti l'abitazione ad uso proprio.</p><p>Il cambiamento di sistema facoltativo comporterebbe un miglioramento sproporzionato della situazione dei proprietari rispetto ai locatari in identiche condizioni economiche. Per il primo gruppo, si creerebbe in sostanza uno strumento attrattivo per l'ottimizzazione fiscale. Dato che rispetto all'iniziativa bocciata non sussiste più alcuna limitazione di età, a seconda dell'incentivo finanziario l'esercizio del diritto d'opzione potrebbe essere anticipato nel tempo. Chi non intende ridurre il debito o non è in grado di farlo evita il cambiamento e si limita a godere dei privilegi dell'attuale sistema. Solo un cambiamento di sistema generale senza diritto d'opzione unico può combattere gli attuali falsi incentivi dell'indebitamento ipotecario delle economie private.</p><p>Gli enti pubblici dovrebbero sopportare le ripercussioni finanziarie negative di questa mozione. Tenendo conto delle indicazioni materiali richieste, le minori entrate a titolo di imposta federale diretta dovrebbero essere nettamente più elevate delle perdite di almeno 250 milioni di franchi all'anno stimate per l'iniziativa.</p><p>Il diritto d'opzione unico complicherebbe il diritto tributario con conseguente maggior dispendio. In una procedura di massa come la tassazione dovrebbero coesistere due sistemi per la proprietà abitativa ad uso proprio. Contrariamente a quanto sostiene l'autore della mozione, i diritti d'opzione in ambito di imposte dirette rientrano nei casi particolari.</p><p>Infine, non devono nemmeno essere ignorate le ripercussioni negative connesse con l'esercizio del diritto d'opzione unico. Occorre infatti tener presente che una volta esercitato il diritto irrevocabile, qualora nel corso degli anni fossero confrontati con considerevoli lavori di risanamento alla propria abitazione, i proprietari interessati dovrebbero verosimilmente indebitarsi nuovamente, senza poter dedurre i corrispondenti interessi passivi. Questo vale anche per le spese di manutenzione non ammesse in deduzione. Ne potrebbe discendere un numero crescente di domande di condono.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.