<h2>SubmittedText<h2><p>La celiachia è una patologia cronica autoimmune. Se non si rispetta una dieta priva di glutine, nel corpo si sviluppa un'infiammazione che provoca danni all'intestino tenue. Questi danni comportano spesso una serie di carenze e diversi altri problemi medici come infertilità, osteoporosi, caduta dei capelli e stanchezza. Con una dieta rigorosamente priva di glutine le persone affette da celiachia possono comunque condurre una vita senza problemi di salute. A tal fine devono sostituire tutti gli alimenti contenenti glutine con altri che ne sono privi, con conseguenti notevoli costi supplementari.</p><p>La celiachia è riconosciuta dall'assicurazione per l'invalidità (AI) come infermità congenita sino alla fine del 2021. L'AI contribuisce con importi forfettari ai costi supplementari per le diete senza glutine prescritte dal medico. Dal 1° gennaio 2022 questi importi forfettari decadranno, poiché da questa data la celiachia sarà stralciata dall'elenco delle infermità congenite nel quadro dell'ulteriore sviluppo dell'AI.</p><p>I prodotti dietetici da cui dipendono i celiaci non saranno rimborsati dalla cassa malati, in quanto si tratta di prodotti per il fabbisogno giornaliero.</p><p>Nella sua risposta all'interpellanza 21.3851 "Celiachia. Quando il glutine fa ammalare", il Consiglio federale precisa che i costi suppletivi per i prodotti senza glutine possono essere compensati con altri sistemi. All'estero esistono effettivamente diversi modelli di sgravio finanziario per i celiaci.</p><p>Nel rapporto richiesto si dovrà studiare come sgravare finanziariamente le persone affette da celiachia e in particolare le loro famiglie, analizzando anche i modelli di altri Paesi. Da un'adeguata compensazione dei costi supplementari dipendono in particolar modo le famiglie e le singole persone economicamente più deboli che devono seguire una dieta indispensabile per la loro salute.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Come esposto dal Consiglio federale nella sua risposta all'interpellanza 21.3851 Feri Yvonne "Celiachia. Quando il glutine fa ammalare", le persone affette da celiachia possono consumare giornalmente alimenti senza glutine, come riso, patate, mais, miglio, legumi, quinoa, reperibili comunemente in commercio. In caso di celiachia, per seguire un'alimentazione equilibrata, sana e senza glutine non sono necessari prodotti dietetici costosi o alimenti specifici che generano costi suppletivi.</p><p>Qualsiasi problema di salute può causare oneri aggiuntivi nella vita quotidiana. Un eventuale aumento del costo della vita dovuto a una malattia cronica può essere compensato in altro modo, per esempio attraverso le prestazioni complementari o misure fiscali. Il Consiglio federale ritiene che un trattamento di favore dei malati di celiachia rispetto alle persone affette da altre malattie croniche sia inopportuno. Alla luce dell'accessibilità garantita in Svizzera a prodotti alimentari senza glutine reperibili comunemente in commercio e della possibilità di usufruire di sistemi finanziari di compensazione del costo della vita l'elaborazione di un rapporto non è ritenuta necessaria.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.