<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di adottare misure a favore della viticoltura svizzera, in particolare migliorandone la promozione e fissando determinate condizioni per le importazioni.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale, nelle risposte alle mozioni Favre 12.3314, "Migliore promozione delle DOC dei nostri vini svizzeri", e Barthassat 12.3597, "Maggiore sostegno alla promozione regionale delle DOC viticole", ha esposto le modalità relative al sostegno delle misure di promozione delle vendite decise dalle categorie. Ha altresì illustrato la sua proposta di aumentare i fondi a disposizione e di estendere il sostegno alla realizzazione di studi di mercato e alle ricerche di mercato all'estero, inserita nel messaggio concernente l'evoluzione della Politica agricola negli anni 2014-2017. Il Consiglio federale invita l'autore della mozione a far riferimento a ciò e gli assicura che condivide la sua opinione per quanto riguarda l'importanza di potenziare l'immagine dei vini svizzeri sul mercato interno ed estero. I viticoltori e cantinieri del nostro Paese dispongono di eccellenti conoscenze professionali che consentono loro di migliorare la qualità dei vini svizzeri rispettando sempre più l'ambiente. Tali vantaggi sono certamente ancora troppo poco valorizzati presso i consumatori.</p><p>I requisiti del diritto sulle derrate alimentari sono applicati sia ai vini svizzeri che a quelli importati. Quindi, ad esempio, le concentrazioni massime di sostanze estranee nei vini sono le stesse per tutti i vini immessi sul mercato in Svizzera. Per quanto riguarda le prescrizioni svizzere relative agli aspetti ecologici delle condizioni di produzione, alcune scaturiscono da misure di politica agricola per le quali la partecipazione è volontaria e che sono incoraggiate nel quadro dei pagamenti diretti. Per le prescrizioni concernenti gli aspetti sociali esistono disposizioni internazionali, segnatamente le otto convenzioni relative ai principi e diritti fondamentali al lavoro dell'Organizzazione internazionale del lavoro, vincolanti per i suoi membri. La Confederazione si impegna già a promuovere, a diversi livelli, una migliore applicazione di tali disposizioni nei Paesi di produzione e a metterle in atto in maniera più vincolante. Se la Confederazione emanasse condizioni supplementari oltre a quelle in vigore per il vino importato, non potrebbe rispettare le disposizioni dell'Accordo generale sulle tariffe doganali e il commercio e dell'Accordo sugli ostacoli tecnici agli scambi dell'OMC. Tali restrizioni sarebbero discriminatorie o comporterebbero ostacoli tecnici al commercio. D'altronde, le iniziative di privati o dei label, nel settore ecologico o sociale, insieme all'obbligo legale di indicare il Paese di produzione del vino, permettono ai consumatori di scegliere i prodotti che meglio rispondono alle loro convinzioni in materia di sviluppo sostenibile.</p><p>Il Consiglio federale ritiene che la preoccupazione di intensificare le misure di promozione del vino svizzero sia tenuta in considerazione nell'incremento del preventivo presentato nel messaggio concernente la PA 2014-2017. Considera che un potenziamento delle condizioni in materia di produzione dei vini importati non sia compatibile con gli impegni internazionali che la Svizzera ha concluso nell'ambito dell'OMC o con l'UE.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.