<h2>SubmittedText<h2><p>Per permettere al turismo alpino di rispondere alle sfide future, chiedo che la lex Koller venga allentata nei comuni con oltre il 20 per cento di residenze secondarie, ma unicamente per progetti che generano letti caldi.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Secondo le disposizioni e la prassi attuali, la legge federale del 16 dicembre 1983 sull'acquisto di fondi da parte di persone all'estero (LAFE; RS 211.412.41) permette già a tali persone di acquistare abitazioni con "letti caldi", prevedendo due modalità.</p><p>Da un lato, i cantoni possono autorizzare persone all'estero ad acquistare unità abitative in apparthotel. Secondo tale modello, l'acquisto è ammesso se il 51 per cento degli impianti e delle attrezzature per la gestione alberghiera e delle unità d'abitazione è di proprietà dell'esercente, se il 65 per cento delle unità d'abitazione è gestito in forma alberghiera e se una perizia della Società svizzera del credito alberghiero conferma l'adeguatezza dei servizi offerti e l'idoneità edile e operativa dell'albergo nonché la sua presumibile redditività (cfr. art. 10 LAFE). L'acquisto di tali abitazioni sottostà tuttavia al contingentamento, il che ne diminuisce considerevolmente l'attrattiva.</p><p>Dall'altro lato, la modifica di legge del 30 aprile 1997 consente a persone all'estero di acquistare fondi senza autorizzazione se vi è esercitata un'attività economica, ossia se il fondo serve come stabilimento permanente per professionisti che vi esercitano attività artigianali, industriali o commerciali, senza che tali attività debbano essere necessariamente esercitate dagli acquirenti stessi (cfr. art. 2 cpv. 2 lett. a LAFE). È ammissibile anche la gestione di un albergo. In tale ambito, la prassi ammette persino che una persona all'estero possa acquistare, senza autorizzazione, una sola unità di proprietà per piani a condizione che, in particolare, tale unità sia amministrata dall'esercente, sia gestita in forma alberghiera secondo un modello comprovato, sia permanentemente a disposizione dell'albergo e che i servizi alberghieri proposti siano utilizzati effettivamente dai clienti e l'acquirente possa utilizzare la sua abitazione soltanto come cliente ordinario dell'albergo. L'articolo 4 lettera b numero 1 dell'ordinanza del 22 agosto 2012 sulle abitazioni secondarie prevede un disciplinamento simile, in quanto autorizza la costruzione di abitazioni secondarie nei Comuni con una quota di abitazioni secondarie superiore al 20 per cento a condizione che siano sfruttate nel quadro di forme di alloggio strutturate. Per tali abitazioni non è necessario alcun allentamento della LAFE.</p><p>Nel caso in cui, nella legge che attua l'iniziativa sulle abitazioni secondarie, il Parlamento dovesse estendere la nozione di "letti caldi" includendovi l'affitto di abitazioni di vacanza, andrebbe vagliato il coordinamento tra le due legislazioni. Un allentamento in questo senso della LAFE sarebbe tuttavia problematico, poiché l'acquisto di tali fondi non avrebbe più lo scopo di mettere a disposizione locali per l'esercizio di un'attività economica, quindi la creazione di posti di lavoro, bensì unicamente la gestione professionale di alloggi. Ciò non sarebbe compatibile con gli scopi della LAFE, ossia evitare l'eccessivo dominio straniero sul suolo indigeno e lottare contro gli investimenti di capitali provenienti dall'estero. Infine, un tale allentamento favorirebbe la concorrenza con il settore alberghiero tradizionale, il che non è auspicabile sul piano economico.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.