<h2>SubmittedText<h2><p>Il 17 marzo 2005 il presidente della Confederazione Samuel Schmid ha partecipato, insieme ad altri quaranta capi di Stato di tutto il mondo e a Kofi Annan, all'inaugurazione del museo Yad Vaschem, alla memoria delle vittime dell'olocausto. In seguito c'è stato un incontro tra Schmid e Sharon, che suscita le domande qui appresso:</p><p>1. Come si spiega il Consiglio federale che il primo ministro israeliano Ariel Sharon abbia ricevuto il presidente della Confederazione, dopo aver rifiutato, poche settimane prima, di incontrare la capa del nostro Dipartimento federale degli affari esteri?</p><p>2. Nel colloquio con Sharon quale atteggiamento ha adottato Samuel Schimd sulla politica israeliana degli insediamenti, sulla costruzione del muro di separazione e sulle violazioni dei diritti umani? Le sue dichiarazioni coincidono con le opinioni espresse qualche settimana prima dalla capa del Dipartimento federale degli affari esteri circa la posizione ufficiale di Israele? Può nascere l'impressione che la Svizzera utilizzi un doppio linguaggio?</p><p>3. Il presidente della Confederazione ha parlato con Sharon anche - o piuttosto soprattutto - di riprendere la cooperazione in materia d'armamento. Stando a quanto riportato dai mass media, la Svizzera avrebbe manifestato interesse per il materiale militare israeliano e considererebbe l'acquisto di sistemi di telecomunicazioni per un importo di 150 milioni di franchi. Durante l'Intifada, gli acquisti di materiale militare israeliano da parte della Svizzera erano stati fortemente ridotti, tanto da suscitare, da parte di Israele l'accusa di discriminazione ingiustificata. Quali sono, in sostanza, gli armamenti in discussione? Quali cambiamenti della situazione giustificano oggi un rilancio nella cooperazione in materia d'armamento da parte della Confederazione? Sotto il profilo del diritto internazionale non si è registrato alcun mutamento. Quali nuovi fattori sono dunque apparsi?</p><p>4. Secondo il Consiglio federale, l'incarico affidato dall'ONU alla Svizzera dopo la pronuncia della Corte internazionale di giustizia sull'illiceità del muro - e che la consigliera federale Micheline Calmy-Rey ha assunto in occasione della sua breve visita in Palestina e in Israele - è compatibile con il nuovo intensificarsi della cooperazione in materia d'armamento annunciato dal presidente della Confederazione?  Il Consiglio federale non crede che in questo modo la Svizzera danneggi notevolmente non solo la propria politica di neutralità bensì e soprattutto la posizione d'imparzialità imposta dal ruolo di mediatrice che le ha conferito l'ONU?</p><p>5. Secondo il Consiglio federale, finché nei terrori occupati perdurerà una situazione di violazione del diritto internazionale e continueranno gli insediamenti, è opportuno per la Svizzera cooperare con Israele nell'ambito degli armamenti e ancor più rilanciare una simile cooperazione? Come risponde il Consiglio federale a chi sostiene che questa cooperazione equivale a un incoraggiamento per Israele a perseverare nella propria politica di inosservanza del diritto internazionale o, almeno, ad apportarvi solo correzioni minori? </p><p>6. Quando il Consiglio federale ha deciso questa nuova offensiva nella cooperazione in materia d'armamento con Israele? Quando si prevede di sottoporre un progetto al Parlamento?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Sia il presidente della Confederazione Samuel Schmid, sia la consigliera federale Micheline Calmy-Rey si sono recati in Israele di recente.</p><p>In occasione della sua visita dal 6 all'8 febbraio 2005, la consigliera federale Micheline Calmy-Rey è stata ricevuta, tra l'altro, dal presidente israeliano Moshe Katsav, dai vice primi ministri Ehud Olmert e Shimon Peres come pure dal ministro degli esteri Silvan Shalom e dal ministro dell'interno Ophir Pines-Paz. Un incontro con il premier Ariel Sharon non ha potuto avere luogo per motivi di calendario, in particolare per via dei preparativi dell'imminente vertice di Sharm El-Sheik con il nuovo presidente dell'Autorità palestinese, Mahmoud Abbas. Oltre agli sviluppi politici del conflitto in Medio Oriente e alle relazioni bilaterali in generale, la capa del DFAE ha discusso con i suoi interlocutori il mandato dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite sul rispetto della quarta Convenzione di Ginevra nei territori occupati palestinesi (muro di separazione), l'ammissione del MDA - la Stella di Davide Rossa - nel movimento internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa e la cooperazione militare con la Svizzera (argomento abbordato da parte israeliana, in particolare dal ministro degli esteri Shalom). La capa del DFAE ha riferito al Consiglio federale il contenuto di questi colloqui, discussi nella seduta dell'11 marzo 2005. </p><p>Il 15 e 16 marzo 2005 il presidente della Confederazione Samuel Schmid ha assistito all'inaugurazione del nuovo museo Yad Vaschem a Gerusalemme. Nell'ambito di colloqui bilaterali, il presidente della Confederazione si è quindi intrattenuto con il presidente israeliano Moshe Katsav e con il primo ministro Ariel Sharon. La questione della cooperazione militare con la Svizzera è stata evocata dal primo ministro Sharon, dopo che già era stata tematizzata dagli interlocutori della consigliera federale Micheline Calmy-Rey.</p><p>2. In merito agli insediamenti israeliani nei territori palestinesi occupati come pure sul rispetto dei diritti dell'uomo e del diritto internazionale, il presidente della Confederazione e la capa del DFAE hanno esposto la posizione del Consiglio federale, come convenuto tra loro prima della partenza del presidente della Confederazione. Il presidente Schmid era inoltre accompagnato da un rappresentante del DFAE. </p><p>Il Consiglio federale riconosce il diritto di Israele di garantire la sicurezza della propria popolazione, pur ribadendo l'imperativo di rispettare il diritto internazionale umanitario. Nell'ambito dei loro colloqui, tanto il presidente della Confederazione come la signora Calmy-Rey si sono fatti interpreti della preoccupazione del Consiglio federale per la costruzione del muro di separazione e per l'estensione degli insediamenti israeliani nei territori palestinesi occupati e hanno ammonito Israele che ciò costituisce una violazione della IV Convenzione di Ginevra. </p><p>3. Dati i recenti sviluppi positivi nella regione e, in particolare, in considerazione dell'accordo di cessate il fuoco concluso al vertice di Sharm El-Sheikh, l'11 marzo 2005 il Consiglio federale ha deciso di riesaminare la questione dell'acquisto di materiale militare israeliano alla luce dei bisogni della Svizzera in materia d'armamento. Nell'ambito del programma d'armamento 2005 il Consiglio federale ha deciso l'acquisto di un sistema integrato d'esplorazione e d'emissione radio (IFASS) i cui elementi provengono, in parte, da una ditta israeliana. Tale acquisto non influirebbe in alcun modo sulla posizione del Consiglio federale circa gli obblighi di Israele nell'ambito del diritto internazionale umanitario.</p><p>4. Il ruolo della Svizzera quale Stato depositario delle Convenzioni di Ginevra non ha alcuna ripercussione sul suo atteggiamento né sulla sua capacità d'azione politica per garantire i suoi interessi di Parte contraente. Nel caso specifico, gli acquisti di materiale militare controversi non sono assolutamente in contraddizione con l'adempimento del mandato conferito alla Svizzera dall'Assemblea generale dell'ONU.</p><p>5. L'acquisto di materiale militare israeliano nell'ambito del programma d'armamento 2005 è il frutto di una ponderazione degli interessi in considerazione degli sviluppi in loco e dell'attuazione dei risultati del vertice di Sharm El-Sheikh. .Come già menzionato al n. 3, tuttavia, un tale acquisto non avrebbe alcun effetto sulla posizione del Consiglio federale circa il dovere, da parte di Israele, di rispettare pienamente gli impegni di diritto internazionale. L'acquisto di materiale militare israeliano nell'ambito del programma d'armamento 2005 non è in relazione con la politica del Consiglio federale in materia di esportazione di armi. Quest'ultima segue i principi contenuti nella legge federale sul materiale bellico.</p><p>6. Il Consiglio federale ha deciso in merito al programma d'armamento 2005 il 25 maggio 2005; di conseguenza il Parlamento potrà trattare il relativo messaggio nella sessione autunnale 2005.</p>  Risposta del Consiglio federale.