<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di presentare entro la fine del 2006 un ampio concetto che indichi modi per abbattere il debito della Confederazione. In tale concetto occorre tener conto in particolare anche dell'alienazione di partecipazioni della Confederazione.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale condivide la preoccupazione dell'autore della mozione per l'aumento del debito. In particolare gli interessi passivi limitano lo spazio di manovra politico finanziario. Al riguardo non bisogna lasciarsi ingannare dai tassi d'interesse del mercato attualmente bassi. Nel 2004 il debito lordo della Confederazione ammontava a circa 130 miliardi, mentre nel 1990 era a malapena di 40 miliardi di franchi. Questo forte aumento ha comportato la crescita del tasso d'indebitamento a circa il 30 per cento del prodotto interno lordo (1990: 11,8 per cento). Nonostante questo rapido incremento, nel confronto internazionale (54 per cento), il tasso d'indebitamento della Svizzera (Confederazione, cantoni e comuni) è ancora relativamente basso.</p><p>Il Consiglio federale ritiene che la sua strategia di risanamento tenga debitamente conto del pericolo di un ulteriore indebitamento e ponga freno a un nuovo aumento del tasso d'indebitamento. Per un consolidamento duraturo, oltre all'esame del portafoglio dei compiti e alla riforma dell'amministrazione sono poste in primo piano riforme strutturali in singoli settori di compiti. Tra queste figurano il consolidamento finanziario delle assicurazioni sociali (5a revisione dell'AI, 11a revisione dell'AVS, riforma dell'assicurazione malattie), aumenti di efficienza in settori di compiti della Confederazione rilevanti per la crescita (panorama universitario svizzero 2008, riforma delle ferrovie 2), dissociazioni di compiti (NPC, dissociazione finanziaria di AVS e AI), riforme fiscali per il promovimento della crescita (riforma II dell'imposizione delle imprese, imposta sul valore aggiunto "ideale", ecc.). Affinché la strategia di risanamento possa esplicare i suoi effetti è tuttavia necessario che le misure e i progetti previsti vengano attuati dal Parlamento senza perdere di vista gli obiettivi posti.</p><p>Il freno all'indebitamento non mira a un abbattimento nominale dell'indebitamento, come esplicitamente richiesto dall'autore della mozione, nonostante non lo escluda. Con l'approvazione delle disposizioni costituzionali e legislative concernenti il freno all'indebitamento, popolo e cantoni si sono invece impegnati a stabilizzare il debito nominale. Il Consiglio federale ha fornito ampie spiegazioni al riguardo nelle risposte alle interpellanze Schmied Walter 01.3769 e Brunner Toni 05.3430. In una economia in crescita, un debito stabilizzato in termini nominali perde importanza.</p><p>Il freno all'indebitamento è applicato alle entrate e uscite ordinarie del conto finanziario. Tuttavia anche le uscite straordinarie della Confederazione devono essere finanziate e possono giustificare una crescita dell'indebitamento. Per quanto riguarda il periodo di pianificazione attuale si pensi ad esempio ai contributi posticipati, ancora da finanziare, a istituzioni per gli invalidi nell'ambito della fase transitoria della NPC come pure ai versamenti unici nel fondo per le infrastrutture. A queste uscite straordinarie possono, d'altra parte, essere contrapposte entrate straordinarie. Con l'applicazione del freno all'indebitamento risulta che le entrate straordinarie da investimenti come pure le regalie e le concessioni sono utilizzate per abbattere il debito. Questi mezzi, come ad esempio le entrate derivate dalla vendita delle azioni Swisscom, non sono pertanto a disposizione per il finanziamento delle uscite ordinarie. Le entrate straordinarie mitigano il debito e costituiscono un contrappeso alle uscite straordinarie. Nella valutazione della vendita di partecipazioni della Confederazione e di altri valori patrimoniali non va dimenticato che questi valori patrimoniali spesso possono fruttare interessi o generare redditi da capitale. Per la sostenibilità del debito della Confederazione è pertanto importante anche l'indebitamento netto, vale a dire gli impegni della Confederazione senza il patrimonio finanziario. Una vendita di patrimonio finanziario non è necessariamente legata a un miglioramento duraturo della situazione finanziaria, perché tale operazione non riduce l'indebitamento netto. Alle minori uscite a titolo di interessi passivi si contrappongono le minori entrate dei redditi da capitale.</p><p>In risposta a tre postulati (gruppo socialista 04.3584, Attivi e debiti dello Stato. Allestimento di un bilancio; Lauri 04.3573, Trasparenza dei debiti; dello stesso tenore, Zuppiger 04.3542, Trasparenza dei debiti) il DFF sta elaborando un rapporto sull'indebitamento pubblico, che sarà presentato a metà 2006 e informerà sull'evoluzione del debito. Il rapporto mostra tra l'altro che sebbene l'indebitamento in Svizzera rimane comunque basso, negli ultimi quindici anni l'aumento è stato più marcato che in molti altri Paesi. Occorre interrompere questa dinamica, altrimenti l'attrattiva della piazza finanziaria svizzera potrebbe esserne pregiudicata. Il rapporto utilizza gli obiettivi costituzionali di politica finanziaria quale punto di partenza e contiene i concetti formulati dal Consiglio federale per raggiungere tali obiettivi. Il DFF sta altresì elaborando un rapporto sulla sostenibilità delle finanze pubbliche.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.