<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è consapevole del significato dell'agricoltura di montagna, in particolare delle aziende nelle regioni d'estivazione. A garanzia della gestione, dal 1980 vengono stanziati i cosiddetti contributi d'estivazione. Nel corso degli anni, questi contributi sono stati più volte aumentati, al fine di prevenire un'eventuale diminuzione del numero di animali estivati e, di conseguenza, delle aziende d'estivazione.</p><p>A seguito della Politica agricola 2002, è stata attuata una verifica delle disposizioni concernenti il versamento di contributi d'estivazione. In base alla nuova concezione volta ad un'estivazione sostenibile, si è proceduto a diversi adeguamenti. A titolo d'esempio: la soppressione della relazione tra contributi e numero di animali, l'introduzione dei contributi in base al carico usuale e il rafforzamento delle esigenze poste alla gestione. Il 1 maggio 2000 è entrata in vigore la nuova ordinanza sui contributi d'estivazione. Mediante il passaggio da un contributo per animale ad un contributo forfettario per azienda d'estivazione, è stato possibile eliminare alcuni svantaggi della vecchia normativa come l'incentivo all'intensificazione, le differenze di contributi e la mancata considerazione della durata dell'estivazione. Inoltre, il volume dei contributi pari a 65 milioni di franchi è stato aumentato. Nel preventivo per il 2002, ai contributi d'estivazione sono stati destinati, infatti, 90 milioni di franchi. </p><p>Sulla base dei dati relativi all'estivazione degli scorsi anni risulta che l'effettivo di animali estivati è rimasto praticamente immutato. Leggermente in calo, invece, il numero delle aziende. Va sottolineato che anche nelle regioni d'estivazione è avvenuto un certo adeguamento strutturale, necessario per consolidare la competitività dell'economia alpestre. L'esperienza degli ultimi anni mostra che, di norma, le superfici liberate vengono riprese da aziende vicine. Dal punto di vista attuale, la gestione globale delle superfici della regione d'estivazione può essere considerata garantita. Il Consiglio federale, pertanto, ritiene che in linea di massima non si profili la necessità di interventi nei prossimi anni. Anche nel quadro della consultazione sulla PA 2007 non sono emerse richieste in merito. Sia la Commissione consultiva sia il Gruppo di lavoro Pagamenti diretti non hanno avanzato alcuna proposta di ampliamento a riguardo.</p><p>In virtù delle disposizioni di legge, i contributi d'estivazione vengono versati ai gestori di aziende d'estivazione, il che significa alla persona o alla società di persone che gestisce un'azienda per proprio conto e a proprio rischio e pericolo. Questo principio, applicato anche per gli altri pagamenti diretti, non deve essere modificato. Il Consiglio federale ritiene inadeguato ed inopportuno estendere il diritto ai contributi agli impiegati rispettivamente ai pastori di un'azienda. I motivi di quest'affermazione sono diversi. In primo luogo, il versamento di parte dei contributi d'estivazione ai pastori avrebbe un impatto diretto sulla retribuzione. In secondo luogo, per garantire che i contributi rimangano ai pastori, occorrerebbe nel contempo fissare un salario minimo (disposizione speciale), affinché i contributi non finiscano per ritornare ai gestori attraverso una riduzione della retribuzione. I gestori, inoltre, sono responsabili del rispetto delle esigenze poste alla gestione e di una gestione sostenibile. Il provvedimento proposto non costituisce un miglioramento della conformità agli obiettivi. Infine, estendendo il diritto ai contributi mantenendo invariato il volume dei contributi stessi, si otterrebbe un trasferimento indesiderato dei contributi d'estivazione che a sua volta avrebbe ulteriori effetti negativi. Complessivamente, in termini di economicità non si avrebbero miglioramenti, poiché il reddito non aumenterebbe. L'inclusione degli impiegati tra i destinatari di contributi e i problemi di delimitazione ad essa collegati, qualora il gestore rivestisse pure il ruolo di pastore, comporterebbero anche un notevole maggior dispendio amministrativo, in particolare per le autorità d'esecuzione cantonali. L'intervento è quindi pure in contraddizione con la continua richiesta di una semplificazione del sistema e di una maggior trasparenza nel settore agricolo. </p><p>Le questioni relative alla categoria professionale riconosciuta come pure alla formazione o al perfezionamento professionale per i pastori non possono essere risolte modificando l'ordinanza sui contributi d'estivazione. A tale scopo sarebbe necessario inserire disposizioni specifiche nella legislazione sulla formazione professionale. Com'è il caso per gli altri pagamenti diretti, il Consiglio federale respinge la proposta di limitare il diritto ai contributi a persone in possesso di un determinato diploma, in particolare nell'interesse di coloro che praticano l'agricoltura a titolo accessorio.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.