<h2>SubmittedText<h2><p>Uno studio pubblicato a maggio nella rivista specializzata Health Economics (Heger, D., Herr, A., &amp; Mensen, A. (2022). Paying for the view? How nursing home prices affect certified staffing ratios. Health Economics, 31 (8), 1618-1632. (https://doi.org/10.1002/hec.4532) suggerisce che nelle case di cura costose la chiave di ripartizione del personale curante qualificato è più elevata e, di conseguenza, la qualità delle cure migliore. Gli autori scrivono che un aumento del 10 per cento dei prezzi fa aumentare di 3-4 punti percentuali la quota di personale certificato. In accordo con la letteratura scientifica, la quota di personale certificato ponderata secondo il case-mix (cioè il numero di personale infermieristico diplomato in equivalenti a tempo pieno per numero di residenti) viene utilizzata come indicatore della qualità delle cure.</p><p>Lo studio giunge alle seguenti conclusioni:</p><p>1. La limitazione dei finanziamenti pubblici nelle case di cura (tramite l'AOMS e il finanziamento delle cure) comporta limitazioni anche per le cure, cioè per il numero di infermieri diplomati e dunque per la qualità dell'offerta. Ciò significa che il finanziamento non permette sempre di fornire le cure adeguate alle necessità dei residenti.</p><p>2. Le case di cura più costose sovvenzionano trasversalmente le cure tramite i ricavi dei servizi alberghieri, il che non è ammissibile.</p><p>3. Le case di cura a scopo di lucro presentano una dotazione di personale inferiore rispetto a quelle di pubblica utilità.</p><p>Secondo l'articolo 41 della Costituzione federale, in Svizzera ognuno deve poter fruire delle cure necessarie alla sua salute. Grazie ai contributi dell'AOMS, al finanziamento delle cure e al contributo (limitato) dei residenti, i costi delle cure di ogni persona dovrebbero essere finanziati in base alle sue esigenze. Lo studio fa presente che questo principio non è rispettato.</p><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. È a conoscenza del problema?</p><p>2. Condivide le valutazioni espresse dagli autori dello studio e che conclusioni ne trae?</p><p>3. Vede la necessità di svolgere ulteriori analisi su questa tematica?</p><p>4. Vede la necessità di apportare adeguamenti al finanziamento delle cure e/o ai contributi dell'AOMS alle prestazioni di cura dispensate nelle case di cura?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. Nel suo parere del 4 luglio 2018 sulla valutazione del nuovo ordinamento del finanziamento delle cure, il Dipartimento federale dell'interno ha già fatto presente che in caso di finanziamento residuo insufficiente da parte dei Cantoni e/o dei Comuni, i costi dei fornitori di prestazioni potrebbero non essere completamente coperti, con il rischio che vengano addossati alle persone bisognose di cure oltre la misura massima consentita. Di conseguenza, i Cantoni devono provvedere affinché il finanziamento residuo sia stabilito sulla base dei costi di una fornitura di prestazioni efficiente. Se a causa di lacune di finanziamento ingiustificate si verificano sovvenzionamenti trasversali, per esempio attraverso prestazioni di assistenza, spetta in primo luogo ai Cantoni contrastare tale pratica adeguando il finanziamento residuo.</p><p>Sebbene il compito di garantire una dotazione di personale sufficiente che tenga conto anche dell'aspetto dell'economicità spetti innanzitutto alle case di cura, i Cantoni sono tenuti a verificare, nell'ambito della loro pianificazione in questo settore, che gli istituti dispongano del personale qualificato necessario. Il 23 giugno 2021 il Consiglio federale ha adottato una corrispondente modifica dell'ordinanza sull'assicurazione malattie (OAMal; RS 832.102), entrata in vigore il 1° gennaio 2022. In caso di penuria di personale infermieristico, in determinate circostanze il personale curante sprovvisto delle corrispondenti qualifiche deve assumere parte dei compiti principali spettanti di norma ai professionisti della salute, il che può ripercuotersi negativamente sulla qualità.</p><p>In questo contesto, anche la penuria di personale qualificato riveste un ruolo decisivo, poiché in una simile situazione nemmeno un finanziamento residuo sufficiente basta a volte per superare le difficoltà. Occorrono inoltre misure per fare in modo che il personale infermieristico rimanga fedele alla professione e sforzi supplementari a livello di formazione e perfezionamento da fornire nel quadro dell'attuazione dell'iniziativa popolare "Per cure infermieristiche forti" (iniziativa sulle cure infermieristiche). Il 12 gennaio 2022 il Consiglio federale ha deciso di attuare tale iniziativa in due tappe. La prima prevede la ripresa delle proposte contenute nel controprogetto indiretto all'iniziativa e comprende tra l'altro una campagna di formazione a livello terziario. Il messaggio sulla promozione della formazione in cure infermieristiche (FF 2022 1498) è stato sottoposto al Parlamento il 25 maggio 2022. Nella seconda tappa saranno trattati gli altri temi dell'iniziativa, fra cui condizioni di lavoro adeguate alle esigenze. Il Consiglio federale aveva già illustrato questa procedura nella sua risposta del 31 agosto 2022 all'interpellanza Gysi Barbara 22.3488 "Permanenza nella professione del personale infermieristico. Urgono misure immediate".</p><p>3./4. In linea di principio il Consiglio federale non prevede di aumentare i contributi dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie alle prestazioni di cura, non da ultimo perché non è garantito che il finanziamento sarà effettivamente aumentato e non si può escludere una riduzione del finanziamento residuo. Alla luce dell'attuale forte incremento dei premi, ridurre la quota delle prestazioni dell'assicurazione malattie finanziate tramite le imposte non appare opportuno.</p><p>Inoltre, nell'ambito della trattazione dell'iniziativa parlamentare Humbel 09.528 "Finanziamento delle prestazioni della salute da parte di un unico soggetto. Introduzione di un sistema di finanziamento monistico", il Parlamento sta esaminando se anche le prestazioni di cura dovranno in futuro essere finanziate in base a un sistema unitario. Un'integrazione di questo tipo permetterebbe di attenuare il problema del finanziamento residuo. Occorre dunque attendere l'esito dei dibattiti parlamentari sull'argomento.</p><p>Considerate le informazioni già disponibili, non si ritengono necessari ulteriori approfondimenti su questo tema.</p>  Risposta del Consiglio federale.