<h2>SubmittedText<h2><p>I problemi delle catene di approvvigionamento continuano - oggi ancor di più - a porre grandi sfide all'economia svizzera. A ciò si aggiungono gli elevati prezzi del gas e del carburante, che hanno un impatto massiccio sulle imprese e sul commercio. Ne sono colpiti in particolare i prodotti industriali, ma anche quelli alimentari. Nonostante nel primo trimestre l'inflazione svizzera non sembri ancora elevata, nel 2021 altri Paesi hanno avuto tassi di inflazione crescenti: la Germania del 3,1 per cento e gli Stati Uniti del 4,3 per cento. Sempre negli Stati Uniti, nel gennaio 2022 l'inflazione aveva già raggiunto il 7,5 per cento. Questa situazione, sommata all'attuale conflitto in Ucraina, non è di buon auspicio. Le difficoltà di approvvigionamento, i prezzi elevati delle materie prime e una guerra che potrebbe portare all'intensificarsi dei conflitti sulla scena mondiale mettono in serio pericolo il commercio globale e la politica monetaria. In questo contesto, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quali precauzioni ha preso il Consiglio federale per affrontare le turbolenze economiche globali in corso?</p><p>2. Quale strategia permetterà di proteggere i patrimoni nei conti bancari da un'ondata di inflazione?</p><p>3. L'alta inflazione è uno dei temi che domina i mercati: qual è la strategia del Consiglio federale a fronte dell'inflazione duratura sia in Svizzera che all'estero?</p><p>4. Quali conseguenze prevede il Consiglio federale per la politica energetica qualora aumentino i prezzi in generale, e quelli del gas e del carburante in particolare o questi beni siano disponibili solo in misura ridotta? Come viene integrata la dipendenza da questi beni nella corrispondente strategia?</p><p>5. Il miglior rimedio contro l'inflazione sarebbe mantenere stabile la produttività in Svizzera smantellando gli ostacoli burocratici per le aziende. Quali ulteriori possibilità considera il Consiglio federale per alleggerire ulteriormente il carico regolatorio e fiscale sull'economia?</p><p>6. Nonostante la Svizzera si trovi in una situazione migliore rispetto ad altri Paesi, vi sono comunque conseguenze a causa degli sconvolgimenti economici, soprattutto in termini di politica migratoria: come pensa di agire il Consiglio federale per prevenire questo scenario?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1: Basandosi sulla crisi finanziaria ed economica del 2008/2009, sullo shock del franco forte del 2011 e del 2015 e su principi generali di politica economica, la Svizzera si astiene da interventi discrezionali in caso di fluttuazioni o di cali congiunturali.</p><p>In caso di recessione, entrerebbero in gioco gli stabilizzatori automatici collaudati (possibilità di aumentare la spesa pubblica con il freno all'indebitamento, assicurazione contro la disoccupazione, lavoro ridotto, imposte sul reddito e sugli utili). In passato, queste strategie sono state molto efficaci per reagire rapidamente e in modo mirato alle fasi di rallentamento economico. Inoltre, grazie alla sua rete di sicurezza sociale, la Svizzera dispone di strumenti ben consolidati. Lo Stato adotterebbe misure per sostenere la domanda o per attutire le difficoltà economiche e sociali solo in caso di grave recessione (crollo del PIL, forte aumento della disoccupazione). Sulla base dell'analisi attuale, tali misure al momento non sarebbero né necessarie né sensate. L'andamento congiunturale viene monitorato costantemente.</p><p>2 e 3: Mentre la ripresa dalla crisi economica dovuta alla pandemia è continuata fino a poco tempo fa, la guerra in Ucraina sta pesando sulle prospettive. In particolare, a causa dell'aumento globale dei prezzi dell'energia e di altre materie prime (compresi i prodotti alimentari di base e i metalli industriali) ci si aspetta una crescita dell'inflazione. Nelle prime settimane dall'inizio del conflitto il franco svizzero ha avuto la tendenza a rafforzarsi in termini nominali, soprattutto rispetto all'euro, fattore che aiuta a limitare la pressione inflazionistica nel nostro Paese. Per il 2022 il gruppo di esperti della Confederazione in materia di previsioni congiunturali prevede un tasso d'inflazione dell'1,9% (dicembre 2021: 1,1%) con effetti frenanti sull'andamento dei consumi privati.</p><p>Il Consiglio federale è consapevole delle sfide legate all'aumento dei prezzi dell'energia. Attualmente non vede alcuna necessità di adottare misure, anche se l'evoluzione dei prezzi rimane volatile e gli ulteriori sviluppi sono incerti. In questo contesto, è stato istituito un gruppo di lavoro interdipartimentale che comprende il DATEC, il DEFR e il DFF per elaborare le basi decisionali ed esaminare i possibili campi d'azione della Confederazione in vista di eventuali misure, del loro finanziamento e delle loro conseguenze.</p><p>4: Il Consiglio federale monitora la situazione da vicino e ha già preso misure per la sicurezza dell'approvvigionamento nell'inverno 2022/2023, oltre ad aver commissionato ulteriori studi. Per quanto riguarda la sicurezza, con la legge federale su un approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rinnovabili (FF 2021 1667) il Consiglio federale punta su diverse misure, che includono la creazione di una riserva energetica per le crisi di approvvigionamento e l'aumento della produzione di elettricità in inverno. Per garantire le forniture di gas il Consiglio federale ha creato le condizioni affinché il settore possa aumentare il più rapidamente possibile gli stoccaggi di gas e gas naturale liquefatto (GNL), nonché la capienza dei terminali GNL, senza violare la legge sui cartelli. L'obiettivo è riuscire ad abbandonare le energie fossili sul medio-lungo periodo.</p><p>La legge federale su un approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rinnovabili rafforzerebbe ulteriormente la decarbonizzazione, l'elettrificazione e la sicurezza dell'approvvigionamento indigeno. Anche la nuova legge sul CO2, in fase di elaborazione da parte del Consiglio federale, dovrebbe contribuire a questo scopo.</p><p>5: Nell'analisi globale sul rafforzamento della piazza economica svizzera, pubblicata il 16 febbraio 2022, il Consiglio federale ha presentato dodici progetti con i quali intende migliorare le condizioni quadro per rafforzare lo sviluppo a medio termine della piazza economica. Questi progetti includono, per esempio, la riduzione del debito causato dalla pandemia (modifica della legge sulle finanze della Confederazione), la revisione parziale della legge sui cartelli e una nuova legge sul CO2, ma molti progetti riguardano anche la digitalizzazione. Infine, il Consiglio federale ha commissionato entro la fine del 2022 l'elaborazione di due messaggi, uno concernente la legge sullo sgravio delle imprese e l'altro sul freno alla regolamentazione.</p><p>6: L'immigrazione in Svizzera viene regolamentata a livello economico principalmente tramite l'Accordo sulla libera circolazione delle persone e l'ammissione di lavoratori provenienti da Paesi terzi nel quadro del sistema di ammissione duale. In passato il sistema ha dimostrato di essere conforme alle reali esigenze del mercato del lavoro elvetico e di funzionare anche in caso di crisi. Lo Stato maggiore speciale Asilo (SONAS), l'organo di condotta politico-strategico della Confederazione istituito per affrontare situazioni particolari e straordinarie in materia di asilo e di immigrazione, permette il coordinamento rapido ed efficace di tutti gli attori ed è stato utilizzato anche per gestire l'ondata di profughi dall'Ucraina. Nella situazione attuale l'attivazione dello statuto di protezione S per le persone in fuga dal conflitto permette inoltre di preservare la funzionalità del sistema d'asilo svizzero.</p>  Risposta del Consiglio federale.