<h2>SubmittedText<h2><p>Le minacce alla sicurezza alimentare con alimenti di base non si fermano davanti alla frontiera svizzera. Viviamo in un contesto in cui crescita demografica, problemi ecologici, instabilità climatiche (raccolti scarsi nel 2007 e 2010), maggiore coazione sul piano politico e instabilità ci riguardano direttamente. È pertanto un atteggiamento irresponsabile confidare nel fatto che sarà sempre possibile importare derrate alimentari di base. Al contempo, in Svizzera è in atto una dura guerra dei prezzi nel settore della molitura del grano tenero, con effetti negativi sulla coltivazione di cereali. A causa della riduzione del dazio sulla farina, tale pressione aumenterà considerevolmente, soprattutto negli anni con raccolti normali.</p><p>Alla luce delle minacce che incombono sulla filiera del valore aggiunto dei cereali e del fatto che per garantire la sovranità alimentare occorre mantenere sia la produzione agricola di cereali panificabili sia il primo livello di trasformazione, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale condivide l'opinione secondo la quale i cereali panificabili e la farina rientrano tra i principali alimenti di base e che un approvvigionamento sicuro con tali prodotti è di capitale importanza per la Svizzera in riferimento all'alimentazione e alla resistenza ai ricatti?</p><p>2. È consapevole del fatto che, secondo uno studio di ampia portata condotto dall'Università di San Gallo, rispetto ai mulini dediti alla molitura di grano tenero dell'UE quelli svizzeri devono far fronte a svantaggi legati all'ubicazione tali da impedire loro, nonostante una continua razionalizzazione, di raggiungere il livello dei prezzi dell'UE?</p><p>3. È consapevole del fatto che il potenziale di razionalizzazione a livello di mulini dediti alla molitura di grano tenero è estremamente limitato a causa dell'impossibilità, nella maggior parte dei casi, di cambiare la destinazione degli edifici speciali e di ripiegare su mercati di nicchia (problematica delle commodity)?</p><p>4. È consapevole del fatto che in anni con raccolti normali il dazio sulla farina applicabile dopo la riduzione del 1° luglio 2010 incide ulteriormente sul ridotto margine della categoria anziché aumentarlo? Si rende conto che ciò rappresenta una seria minaccia per i mulini decentrati? Tale situazione comporta svantaggi dal punto di vista dei trasporti e dell'ambiente sia per la distribuzione della farina agli addetti alla trasformazione decentrati (panifici locali) sia per il tragitto casa-negozio dei consumatori. Come si pone il Consiglio federale di fronte all'eventualità che scompaiano i mulini artigianali decentrati?</p><p>5. È consapevole del fatto che un'ulteriore pressione dall'estero sul mercato della farina ha un impatto negativo anche sulla coltivazione indigena di cereali panificabili? Per ridurre i costi quest'ultima deve evolvere verso le monocolture a scopo industriale con conseguente perdita di biodiversità o, come dimostra uno studio del Politecnico federale di Zurigo, scomparirà se non sarà più redditizia.</p><p>6. Condivide l'opinione secondo la quale per i consumatori non è più soltanto il prezzo a essere importante, ma anche fattori non monetari quali la sicurezza dell'approvvigionamento, il breve tragitto casa-negozio, elementi ecologici e il mantenimento del valore aggiunto in Svizzera?</p><p>7. Quali possibilità intravvede il Consiglio federale, tenendo conto delle limitate opportunità di razionalizzazione e degli svantaggi legati all'ubicazione rispetto all'UE, per consentire ai produttori di cereali e agli addetti alla molitura di grano tenero di adempiere anche in futuro il loro mandato di approvvigionamento interno, decentrato, vantaggioso per i consumatori e per l'ambiente nonché di sopravvivere? Quali mandati particolari o modifiche giuridiche sarebbero necessarie, qualora la soppressione dei dazi dovesse risultare controproducente per la sicurezza dell'approvvigionamento e per la sovranità alimentare?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. I cereali e i loro derivati rientrano tra i principali alimenti di base della popolazione elvetica. Il fabbisogno annuo di cereali panificabili (grano tenero, segale, spelta e farro) ammonta a 450 000 tonnellate circa. Con una produzione pari a 400 000 tonnellate circa, il contributo fornito dall'agricoltura indigena è fondamentale. Le importazioni integrative vengono effettuate nel quadro del contingente doganale di 70 000 tonnellate.</p><p>2. Su mandato della Federazione mugnai svizzeri, nel 2009, sulla scorta di quanto scaturito dalle interviste fatte a gestori di mulini ed esperti, l'Istituto svizzero per le piccole e medie imprese dell'Università di San Gallo ha stilato un rapporto concernente le conseguenze di una liberalizzazione del mercato agricolo sui mulini svizzeri dediti alla molitura di grano tenero. Secondo tale rapporto, considerando il livello dei costi delle materie prime dell'UE, i costi del lavoro superiori di circa il 18 per cento e le minori dimensioni dei mulini riscontrabili in Svizzera hanno effetti negativi sulla competitività. Se paragonati a quelli europei, i mulini svizzeri che potrebbero essere considerati di grandi dimensioni sono due. La pressione rappresentata dalle importazioni è limitata dai costi di trasporto della farina maggiori rispetto a quelli europei. Onde giungere preparati alle future liberalizzazioni sul piano commerciale, il Consiglio federale sostiene le raccomandazioni d'intervento contenute nel rapporto. Occorre che i mulini evidenzino il valore aggiunto dei loro prodotti, ottimizzino le strutture dei costi nonché le prestazioni per i clienti, collaborino con altri mulini e approfittino delle esperienze fatte in altri Paesi per migliorare la loro posizione sul mercato UE.</p><p>3./4. La riduzione della protezione doganale sulla farina tocca soprattutto i mulini tuttora fortemente protetti. Secondo lo studio summenzionato, le aziende di piccole dimensioni con un'elevata componente di servizio nella vendita forniscono i loro prodotti in primo luogo ai panifici artigianali e pertanto subiscono meno la pressione sui prezzi rispetto a coloro che forniscono farina alle aziende industriali e al commercio al dettaglio. Diverse organizzazioni hanno già imposto un marchio sul mercato per la fornitura ai clienti di prodotti da forno ottenuti con cereali coltivati e trasformati a livello regionale.</p><p>In previsione di una concorrenza più aspra, il Consiglio federale ha volutamente deciso di ridurre gradualmente il dazio sulla farina. Ha quindi adeguato l'aliquota di dazio sulla farina di grano tenero, portandola da 143 a 65 franchi il quintale con effetto al 1° luglio 2008 e preannunciato un ulteriore aggiustamento. Al 1° luglio 2009 ha abbinato l'imposizione doganale sui cereali trasformati destinati all'alimentazione umana alla materia prima, limitando il dazio supplementare a 20 franchi il quintale e autorizzando il DFE a stabilire le aliquote di dazio.</p><p>5. Maggiore concorrenza è anche sinonimo di maggiori opportunità per la filiera di produzione, poiché viene rafforzata la collaborazione e la comunicazione del valore aggiunto dei prodotti nel quadro di una strategia di qualità. Il Consiglio federale si era espresso in merito allo studio a cura del Politecnico federale di Zurigo, "Effetti di un possibile accordo di libero scambio sul settore cerealicolo in Svizzera", nella risposta all'interpellanza Bugnon 09.4111.</p><p>6. Il Consiglio federale condivide l'opinione dell'autore dell'interpellanza secondo la quale per una parte dei consumatori il prezzo non è determinante al fine della scelta del prodotto da acquistare. L'indicazione, nella pubblicità, delle prestazioni supplementari rappresenta un'opportunità, per la filiera del valore aggiunto, di offrire ai consumatori la possibilità di scegliere in modo mirato. Nel documento di lavoro "Agricoltura e filiera alimentare 2025: successo con sostenibilità" dell'Ufficio federale dell'agricoltura, una filiera di produzione sostenibile è ritenuta fondamentale.</p><p>7. Con la riduzione del dazio supplementare a 20 franchi il quintale di farina, il Consiglio federale si è schierato a favore di una maggiore concorrenza nei settori a valle. I mugnai svizzeri possono quindi continuare a far valere costi di molitura pari al doppio circa rispetto ai loro concorrenti nei Paesi limitrofi. In Svizzera le strutture dei mulini sono molto eterogenee. Secondo la statistica della Federazione mugnai svizzeri, nell'anno di trasformazione 2008/09 sul mercato erano presenti 66 mulini dediti alla molitura di grano tenero e i 4 più grandi detenevano una quota di mercato del 66 per cento. Rientra nell'interesse dell'economia promuovere la concorrenza onde sfruttare il potenziale di riduzione dei costi attraverso ottimizzazioni dei processi e cooperazioni anche nei settori a valle. Nel primo semestre del 2011 il Consiglio federale avvierà la consultazione sulla Politica agricola 2014-2017. In questa tappa della riforma agraria l'accento è posto sull'ulteriore sviluppo del sistema dei pagamenti diretti. Con l'introduzione, tra l'altro, di un contributo per la sicurezza dell'approvvigionamento s'intende garantire che l'agricoltura e la filiera alimentare a valle possano continuare a fornire un contributo sostanziale all'approvvigionamento della popolazione mediante una produzione orientata al mercato e sostenibile.</p>  Risposta del Consiglio federale.