<h2>SubmittedText<h2><p>Gli impianti di conversione dell'elettricità in gas "power to gas" e di conversione di gas in liquido "gas to liquid" permettono di generare, dall'elettricità prodotta in eccesso a partire da fonti rinnovabili, un gas o un carburante neutri dal punto di vista delle emissioni di CO2, utilizzabili per il riscaldamento degli edifici o per la propulsione di veicoli.</p><p>Questi impianti di conversione sono l'anello di congiunzione/l'interfaccia tra la rete elettrica e la rete del gas.</p><p>Non è quindi opportuno esaminare in modo approfondito in un rapporto questa funzione di interfaccia che gli impianti di conversione assumono tra la rete elettrica e la rete del gas, tanto più che le tecnologie di conversione dell'elettricità in gas e di conversione di gas in liquido permettono di rispondere efficacemente a diverse problematiche d'attualità (cfr. motivazione)?</p><p>Quale quota percentuale di riscaldamento degli edifici e di mobilità si potrebbe coprire ragionevolmente tramite gli impianti di conversione, se si presume che ci sia sufficiente energia elettrica eccedente?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La capacità di resistenza della Svizzera alle possibili interruzioni nell'approvvigionamento internazionale di gas viene stimata come molto buona. È quanto emerge dai lavori avviati recentemente in merito allo stress test condotto dall'UE sull'approvvigionamento europeo di gas. Nel nostro Paese il gas costituisce una quota relativamente contenuta rispetto al consumo energetico totale. La Svizzera è ben inserita nel sistema europeo di trasporto del gas. Inoltre, i fornitori stranieri acquistano il loro gas da diverse fonti, anche se alla fine una grande quota proviene dall'Europa. Anche la quota consistente dei cosiddetti impianti misti, che in caso di necessità permettono di commutare dal gas all'olio da riscaldamento, contribuisce alla capacità di resistenza.</p><p>Grazie alle procedure Power-to-Gas (P2G) e Power-to-Liquid (P2L) menzionate dall'autore dell'interpellanza, è possibile trasformare l'elettricità "eccedentaria", proveniente ad esempio dalle energie rinnovabili, in vettori energetici gassosi o appunto liquidi, per poi stoccarli e trasportarli in questa forma. Queste procedure si trovano tuttavia ancora in fase di sviluppo e di ricerca e non sono ancora sostenibili sotto il profilo economico. Le procedure P2G, che rispetto alla P2L non comprendono ulteriori processi di liquefazione, sono attualmente al centro delle attenzioni nelle discussioni a livello internazionale.</p><p>Il Consiglio federale risponde alle domande come segue:</p><p>1. Le prime analisi del settore indicano che in Svizzera, per la tecnologia P2G, sul lungo termine sono ipotizzabili modelli commerciali. Nei prossimi dieci anni, tuttavia, in Svizzera non vi è da attendersi un impiego su larga scala della tecnologia P2G. La quota delle energie rinnovabili nella produzione di energia elettrica risulta infatti ancora troppo esigua. L'importazione di elettricità eccedente dall'estero è limitata dalle capacità disponibili degli interconnettori frontalieri. Per quel che concerne il puro e semplice stoccaggio di energia, secondo lo studio dell'Ufficio federale dell'energia "Stoccaggio di energia in Svizzera" (disponibile solo in tedesco all'indirizzo <a href="http://www.energiestrategie2050.ch">www.energiestrategie2050.ch</a> &gt; studi sui grandi impianti idroelettrici) saranno presumibilmente necessarie solo a partire dal 2035 nuove soluzioni su larga scala per lo stoccaggio di energia; alle quali la tecnologia P2G potrebbe contribuire insieme all'infrastruttura di gas naturale esistente in Europa. Il Consiglio federale seguirà gli ulteriori sviluppi del potenziale e della valenza della tecnologia P2G nell'ambito del monitoraggio della strategia energetica 2050 e, se del caso, sottoporrà periodicamente al Parlamento un rapporto sugli sviluppi principali. Il collegio non ritiene opportuno stilare un rapporto anticipato e separato solo sulla tematica in questione.</p><p>2. Considerate le grandi incertezze e imprecisioni in materia, è impossibile fornire un'indicazione sulla quota che la tecnologia P2G potrebbe coprire nel fabbisogno di energia per riscaldare gli ambienti e per la mobilità.</p>  Risposta del Consiglio federale.