<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>All'attuale stato d'indebitamento di oltre 100 miliardi (conto di stato 1999), una riduzione del 30 per cento sino a fine legislatura significa una riduzione annua di circa 10 miliardi di franchi. Di principio, per l'ammortamento dei debiti esistono due possibilità: la realizzazione di eccedenze annue di quest'ordine di grandezza nel conto finanziario o l'alienazione di patrimoni finanziari o di attivi fissi.</p><p></p><p>Le eccedenze previste nel piano finanziario 2002-2004 del 2 ottobre 2000 non bastano assolutamente a raggiungere l'obiettivo dell'autore della mozione: a tale scopo si dovrebbero aumentare le imposte o ridurre le uscite - in triplice misura di quanto fissato nel programma di stabilizzazione 1998. Se si considerano inoltre i cambiamenti intervenuti a livello di budget e di piano finanziario dopo il decreto federale (maggiori aggravi fino a 2,5 miliardi nel 2004), le riduzioni di uscite rispettivamente gli aumenti d'imposta necessari dovrebbero raggiungere questa cifra. Entrambe le misure sono indiscutibili in quest'ordine di grandezza: ulteriori aumenti fiscali contraddicono le linee direttive delle finanze federali e riduzioni delle uscite in questa misura - ammonterebbero annualmente al 20 per cento circa delle uscite previste per gli anni 2001 - 2003 - equivarrebbero a un vero e proprio smantellamento dei compiti della Confederazione. Simili riduzioni delle uscite o aumenti fiscali di oltre il due per cento del prodotto interno lordo costituirebbero un pesante impulso fiscale negativo che soffocherebbe inevitabilmente l'andamento congiunturale attualmente positivo dell'economia nazionale svizzera.</p><p></p><p>Non basta neppure la seconda possibilità di ammortamento dei debiti: all'ora attuale la Confederazione non dispone di patrimoni finanziari o attivi fissi di entità tale che possono essere alienati in base alla vigente situazione giuridica. Inoltre, ulteriori progetti di privatizzazione non dovrebbero primariamente essere spinti da considerazioni politico-finanziarie, bensì devono soddisfare una serie di altri criteri. Per il momento il Consiglio federale non intende quindi vincolarsi ad un calendario fisso.</p><p></p><p>Riguardo ai debiti della Confederazione, nelle sue linee direttive delle finanze federali il Governo ha fissato le priorità sulla riduzione del tasso d'indebitamento ad un livello sostenibile. Al proposito esso condivide le richieste dell'autore della mozione, contenute nella motivazione, di "risparmiare" durante le fasi del "boom congiunturale" e di utilizzare entrate straordinarie per l'ammortamento dei debiti, come previsto nel progetto relativo al cosiddetto freno all'indebitamento che ha approvato nel mese di luglio del 2000. Il Consiglio federale ritiene tuttavia eccessivo e non realistico il modo di procedere indicato nella mozione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.