<h2>SubmittedText<h2><p>Il 18 ottobre 2019, in adempimento del postulato 16.3407 Feri, il Consiglio federale e la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) hanno pubblicato ciascuno un rapporto sulla situazione delle donne rifugiate. È stato inoltre pubblicato uno studio sulla situazione nei Cantoni, condotto dal Centro svizzero di competenza per i diritti umani (CSDU) su mandato della Confederazione e della Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali delle opere sociali (CDOS). Sia i rapporti della Confederazione che lo studio giungono alla conclusione che nel settore dell'asilo manca una certa sensibilità per i generi e che la prevenzione, il sostegno e la protezione delle donne vittime di violenza sono insufficienti.</p><p>Mentre la Confederazione ha annunciato l'adozione di 18 misure, il CSDU ha emanato 49 raccomandazioni fondate sul suo studio.</p><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti.</p><p>1. Il Consiglio federale intende basarsi sulle raccomandazioni più estese dello studio per adottare misure volte a prevenire la violenza contro le donne e a proteggere e sostenere le donne rifugiate vittime di violenza?</p><p>2. Le misure della Confederazione si concentrano sulla violenza e sullo sfruttamento sessuali. Il Consiglio federale intende estendere tali importanti misure a ogni altra forma di violenza contro le donne, come per esempio la violenza domestica?</p><p>3. Nei rapporti e nello studio non è stata analizzata la situazione delle donne rifugiate che hanno diritto al soccorso d'emergenza e di quelle oggetto di misure coercitive. La Confederazione intende estendere l'analisi alla situazione di queste donne?</p><p>4. I rapporti della Confederazione hanno constatato la necessità di intervenire nell'ambito della salute sessuale e riproduttiva e dei relativi diritti delle donne rifugiate, ma non sono state decise misure adeguate. La Confederazione prevede di sviluppare misure appropriate? </p><p>5. Per i rapporti e lo studio, né la Confederazione né i Cantoni si sono rivolti alle donne rifugiate. Ciò significa che alle donne non è stato chiesto direttamente quali siano le loro esigenze e che non esistono approcci per uno studio di prevalenza. La Confederazione e i Cantoni intendono considerare il punto di vista delle donne rifugiate per migliorare la loro situazione e rilevare mediante uno studio di prevalenza la portata reale della violenza?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Anzitutto va rammentato che i centri federali d'asilo (CFA) sono organizzati secondo direttive uniformi, mentre sussistono differenze sul piano cantonale. Nel suo studio, il Centro svizzero di competenza per i diritti umani (CSDU) ha esaminato la situazione negli alloggi cantonali e formulato raccomandazioni destinate ai Cantoni. Diverse di queste raccomandazioni sono già attuate nei CFA, quali ad esempio l'assunzione di personale qualificato nei settori dell'assistenza, della sicurezza e delle prime cure. Come illustrato nel rapporto del Consiglio federale e in quello della Segreteria di Stato della migrazione (SEM), la necessità di intervenire ulteriormente anche nei CFA è stata riconosciuta. I provvedimenti saranno attuati sul piano federale tenendo conto delle raccomandazioni pertinenti formulate nello studio del CSDU.</p><p>2. La violenza nei confronti delle donne assume molte forme, spesso correlate tra loro. Il Consiglio federale attribuisce pertanto grande importanza all'attuazione di misure per prevenire, individuare e combattere tutte le forme di violenza contro le donne. Le misure della Confederazione contribuiranno quindi a migliorare la situazione generale delle vittime di violenza nei CFA.</p><p>3. Le persone con decisione d'asilo negativa o di non entrata nel merito tenute a lasciare la Svizzera sono coperte dall'assicurazione malattia fino alla partenza, il che garantisce loro l'accesso alle prestazioni dell'assicurazione di base previste dalla legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal; RS 832.10). Non sarebbe per contro opportuno che la Confederazione garantisca alle persone tenute a partire trattamenti e un sostegno che vadano oltre quanto previsto. Il disciplinamento e il finanziamento del soccorso d'emergenza nonché l'esecuzione della carcerazione amministrativa di diritto degli stranieri rientrano nella competenza dei Cantoni. Conformemente all'articolo 81 capoverso 3 della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI; RS 142.20) nell'organizzare la carcerazione va tenuto conto delle esigenze delle persone bisognose di protezione. Al momento la Confederazione non prevede di analizzare la situazione delle donne nell'ambito del soccorso d'emergenza e della carcerazione amministrativa.</p><p>4. Nel quadro dell'assistenza sanitaria di base, tutti i richiedenti l'asilo hanno accesso a una consulenza in materia di salute sessuale e riproduttiva e dei diritti in tale ambito. Le misure 5, 6 e 9 previste nel rapporto della SEM mirano a migliorare anche questo accesso in tutti i CFA. Inoltre, a partire dal 2020/2021 l'assistenza medica di base per i richiedenti l'asilo sarà valutata in modo da identificare, affrontare e, laddove possibile e opportuno, colmare con misure supplementari eventuali ulteriori lacune nell'offerta.</p><p>5. Per motivi inerenti alla protezione dei dati, a livello federale non è previsto nessuno studio di prevalenza. Tutte le informazioni raccolte in un CFA in occasione di colloqui confidenziali tra richiedenti l'asilo che hanno subito violenza e il personale preposto alle cure o all'assistenza sottostanno al segreto medico e professionale. Queste informazioni non possono essere utilizzate per studi nemmeno in forma anonimizzata senza che il richiedente sia stato prima informato in merito alle finalità dello studio e abbia dato il proprio consenso all'utilizzo dei dati. Considerata la vulnerabilità delle donne in questione, non è opportuno chiedere loro il consenso all'inizio del colloquio. </p>  Risposta del Consiglio federale.