<h2>InitialSituation<h2><p><b>Comunicato stampa del Consiglio federale del 23.11.2016</b></p><p><b>Il Consiglio federale licenzia il messaggio concernente lo scambio di rendicontazioni Paese per Paese </b></p><p><b>In occasione della sua seduta del 23 novembre 2016, il Consiglio federale ha licenziato il messaggio sull'Accordo multilaterale concernente lo scambio di rendicontazioni Paese per Paese e la relativa legge federale di trasposizione. Il progetto mira a migliorare la trasparenza in materia di imposizione dei gruppi di imprese multinazionali e a stabilire un quadro uniforme per lo scambio delle rendicontazioni. </b></p><p>La Svizzera fissa così uno standard minimo con gli Stati del G20 e dell'OCSE per contrastare l'erosione dell'imponibile e il trasferimento degli utili ("Base Erosion and Profit Shifting", BEPS). In Svizzera lo scambio automatico delle rendicontazioni Paese per Paese poggia sulle seguenti basi legali:</p><p>- Convenzione del Consiglio d'Europa e dell'OCSE sulla reciproca assistenza amministrativa in materia fiscale, approvata dall'Assemblea federale il 18 dicembre 2015. La Convenzione entrerà in vigore il 1° gennaio 2017 e sarà applicabile per la Svizzera dal 1° gennaio 2018;</p><p>- Accordo multilaterale tra autorità competenti concernente lo scambio di rendicontazioni Paese per Paese (Accordo SRPP), firmato dalla Svizzera il 27 gennaio 2016, che il Consiglio federale sottopone per approvazione all'Assemblea federale con il presente progetto;</p><p>- legge federale sullo scambio automatico internazionale delle rendicontazioni Paese per Paese di gruppi di imprese multinazionali (LSRPP), che il Consiglio federale sottopone altresì per approvazione all'Assemblea federale con il presente progetto. </p><p>Se il progetto sarà approvato dal Parlamento e il termine di referendum scadrà inutilizzato, l'Accordo SRPP e la LSRPP potrebbero entrare in vigore alla fine del 2017. In tal modo i gruppi di imprese multinazionali in Svizzera saranno tenuti ad allestire la rendicontazione Paese per Paese per la prima volta nell'anno fiscale 2018. La Svizzera e gli Stati partner potrebbero dunque effettuare lo scambio di rendicontazioni Paese per Paese nel 2020. Il Consiglio federale deciderà con quali Stati la Svizzera intende scambiare dati contestualmente all'entrata in vigore della LSRPP.</p><p>In caso di entrata in vigore delle basi legali alla fine del 2017, i gruppi possono inviare su base volontaria una rendicontazione Paese per Paese per i periodi fiscali anteriori al 2018. La legge prevede che l'Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC) possa trasmettere le rendicontazioni agli Stati partner sulla base dell'Accordo SRPP a partire dal 2018.</p><p>L'Accordo SRPP e a LSRPP sono stati oggetto di una procedura di consultazione dal 13 aprile al 13 luglio 2016. L'introduzione dello scambio delle rendicontazioni Paese per Paese è stata sostanzialmente accolta in modo positivo.</p><p><b></b></p><p>Rendicontazione Paese per Paese</p><p>La rendicontazione Paese per Paese contiene informazioni sulla ripartizione a livello mondiale della cifra d'affari e delle imposte pagate dei gruppi di imprese multinazionali, come pure sulle principali attività economiche di questi ultimi nei singoli Stati. Sono tenuti a presentare una rendicontazione Paese per Paese i gruppi di imprese multinazionali che realizzano una cifra d'affari annua consolidata di oltre 750 milioni di euro o un importo equivalente in valuta nazionale al 1º gennaio 2015. Secondo una prima stima, dovrebbero essere interessati circa 200 gruppi con sede in Svizzera.La rendicontazione Paese per Paese verrà trasmessa automaticamente ogni anno alle autorità fiscali nazionali degli Stati in cui questi gruppi dispongono di entità costitutive, a condizione che esista una base internazionale che preveda lo scambio. I dati servono esclusivamente alle autorità fiscali e non vengono pubblicati.</p><h2>Proceedings<h2><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 16.03.2017</b></p><p><b>CSt: imposizione multinazionali, approvato accordo trasparenza </b></p><p><b>La trasparenza in materia di imposizione delle grandi multinazionali va migliorata. È quanto ritiene il Consiglio degli Stati (CET-S) che oggi - con 41 voti contro 1 - ha approvato l'Accordo multilaterale tra autorità competenti concernente il cosiddetto "scambio di rendicontazioni Paese per Paese". Il Nazionale deve ancora pronunciarsi.</b></p><p>Con tale accordo internazionale, la Svizzera fisserebbe uno standard minimo con gli Stati del G20 e dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo in Europa (OCSE) per contrastare l'erosione dell'imponibile e il trasferimento degli utili ("Base Erosion and Profit Shifting", BEPS). Il progetto mira infatti a stabilire un quadro uniforme per lo scambio di dichiarazioni Paese per Paese riguardanti le imprese (ricavi, utili e imposte pagate) con un fatturato superiore ai 750 milioni di euro. Secondo una prima stima, dovrebbero essere interessati circa 200 gruppi con sede in Svizzera.</p><p>Se il progetto sarà approvato anche dal Nazionale e non vi sarà un referendum, le basi legali potrebbero entrare in vigore alla fine del 2017. In tal modo le imprese multinazionali in Svizzera dovranno allestire la dichiarazione Paese per Paese per la prima volta nel 2018.</p><p>La Confederazione e gli Stati partner potrebbero dunque effettuare per la prima volta nel 2020 lo scambio delle informazioni riguardanti la ripartizione a livello mondiale del giro d'affari e delle imposte pagate dai gruppi multinazionali, come pure le principali attività economiche di questi ultimi nei singoli Stati.</p><p>La dichiarazione Paese per Paese verrà trasmessa automaticamente ogni anno alle autorità fiscali nazionali degli Stati in cui queste società dispongono di entità costitutive, a condizione che esista una base internazionale che preveda lo scambio. I dati servono esclusivamente alle autorità fiscali e non verranno pubblicati.</p><p>Con 32 voti contro 9, la Camera dei cantoni ha però stralciato la disposizione che prevede una sanzione penale di 100'000 franchi al massimo per chi fornisce, per negligenza, informazioni inesatte o incomplete. Per la maggioranza, un errore "può essere commesso molto facilmente".</p><p>Lo "sbaglio" intenzionale sarà invece punito solo se fornisce indicazioni che falsano in modo fondamentale le informazioni comunicate. I "senatori" hanno anche rinunciato a trasferire la responsabilità penale dell'errore dalla persona fisica alla quella giuridica.</p><p>Gli Stati hanno infine deciso che l'accordo del Parlamento è necessario non solo per la ratifica dell'accordo, ma anche per ogni sua futura modifica.</p><p></p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 31.05.2017</b></p><p><b>imposizione multinazionali, approvato accordo trasparenza </b></p><p><b>Le multinazionali con sede in Svizzera dovranno essere più trasparenti in materia fiscale dal 2018. Il Consiglio nazionale - con 188 voti senza opposizioni - ha approvato oggi l'Accordo multilaterale sul cosiddetto "scambio di rendicontazioni Paese per Paese", riducendo tuttavia l'ammontare delle sanzioni. Il dossier ritorna quindi agli Stati.</b></p><p>All'inizio solo l'UDC si è opposta al progetto, temendo che la Confederazione potesse essere presa in ostaggio. Il tentativo dei democentristi di bocciare l'entrata in materia è stato però respinto dal plenum con 114 voti contro 68.</p><p>Con tale accordo internazionale, la Svizzera fisserebbe uno standard minimo con gli Stati del G20 e dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo in Europa (OCSE) per contrastare l'erosione dell'imponibile e il trasferimento degli utili ("Base Erosion and Profit Shifting", BEPS). Il progetto mira infatti a stabilire un quadro uniforme per lo scambio di dichiarazioni Paese per Paese riguardanti le imprese (ricavi, utili e imposte pagate) con un fatturato superiore ai 750 milioni di euro. Secondo una prima stima, dovrebbero essere interessati circa 200 gruppi con sede in Svizzera.</p><p>Se il progetto sarà approvato dal Parlamento e non vi sarà un referendum, le basi legali potrebbero entrare in vigore alla fine del 2017. In tal modo le imprese multinazionali in Svizzera dovranno allestire la dichiarazione Paese per Paese per la prima volta nel 2018.</p><p>La Confederazione e gli Stati partner potrebbero dunque effettuare per la prima volta nel 2020 lo scambio delle informazioni riguardanti la ripartizione a livello mondiale del giro d'affari e delle imposte pagate dai gruppi multinazionali, come pure le principali attività economiche di questi ultimi nei singoli Stati.</p><p>La dichiarazione Paese per Paese verrà trasmessa automaticamente ogni anno alle autorità fiscali nazionali degli Stati in cui queste società dispongono di entità costitutive, a condizione che esista una base internazionale che preveda lo scambio. I dati servono esclusivamente alle autorità fiscali e non verranno pubblicati.</p><p></p><p>Sanzioni al ribasso</p><p>Allineandosi alla Camera dei cantoni, oggi quella del popolo ha però stralciato la disposizione che prevede una sanzione penale di 100'000 franchi al massimo per chi fornisce, per negligenza, informazioni inesatte o incomplete. Per la maggioranza, un errore "può essere commesso molto facilmente".</p><p>Ma il Nazionale si è spinto ancora più lontano. L'ammontare massimo della multa in caso di comportamento intenzionale andrebbe inoltre abbassato da 250'000 a 100'000 franchi. Inoltre, in caso di inosservanza del termine di ricevimento della rendicontazione Paese per Paese verrà introdotto un tetto massimo di 50'000 franchi alla sanzione amministrativa di 200 franchi per ogni giorno di ritardo.</p><p>Le ripercussioni del progetto sulle entrate fiscali in Svizzera restano incerte. I dati della dichiarazione non potranno servire per "adattare" le imposte, ma consentiranno al fisco di condurre più ampie investigazioni.</p><p>Il Parlamento intende peraltro precisare che l'accordo delle Camere federali è necessario non solo per la ratifica dell'accordo, ma anche per ogni sua futura modifica.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 06.06.2017</b></p><p><b>Imposizione multinazionali, approvato accordo trasparenza </b></p><p><b>Le multinazionali con sede in Svizzera dovranno essere più trasparenti in materia fiscale dal 2018. Il Consiglio degli Stati si è allineato oggi al Nazionale approvando l'Accordo multilaterale sul cosiddetto "scambio di rendicontazioni Paese per Paese", ma riducendo l'ammontare delle sanzioni. Il dossier è quindi pronto per le votazioni finali.</b></p><p>Con tale accordo internazionale, la Svizzera fissa uno standard minimo con gli Stati del G20 e dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo in Europa (OCSE) per contrastare l'erosione dell'imponibile e il trasferimento degli utili ("Base Erosion and Profit Shifting", BEPS). Il progetto mira infatti a stabilire un quadro uniforme per lo scambio di dichiarazioni Paese per Paese riguardanti le imprese (ricavi, utili e imposte pagate) con un fatturato superiore ai 750 milioni di euro. Secondo una prima stima, dovrebbero essere interessati circa 200 gruppi con sede in Svizzera.</p><p>Se il progetto sarà approvato nelle votazioni finali e non vi sarà un referendum, le basi legali potrebbero entrare in vigore alla fine del 2017. In tal modo le imprese multinazionali in Svizzera dovranno allestire la dichiarazione Paese per Paese per la prima volta nel 2018.</p><p>La Confederazione e gli Stati partner potrebbero dunque effettuare per la prima volta nel 2020 lo scambio delle informazioni riguardanti la ripartizione a livello mondiale del giro d'affari e delle imposte pagate dai gruppi multinazionali, come pure le principali attività economiche di questi ultimi nei singoli Stati.</p>