<h2>SubmittedText<h2><p>Nella sua risposta alla mozione 10.4089 relativa al rimborso del costo degli occhiali da parte della LAMal, il Consiglio federale affronta numerosi problemi di fondo con argomentazioni generali, mentre per altri fa riferimento ai principi che reggono questo sistema di previdenza sociale. Pertanto è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Nozione di malattia. Il difetto della vista non è considerato una malattia. Ciò significa che la stessa definizione di malattia enunciata nella LAMal dal 1996 ha subito delle modifiche di principio e che altre patologie, oggi ritenute malattie, potrebbero non più esserlo in futuro? Se sì, quali?</p><p>2. Su che basi giuridiche si fonda per affermare che i danni "fisici" non sono da considerare malattie? Occorre integrare questi danni fisici in altre assicurazioni sociali (p. es. AI) o vanno esclusi da ogni sistema di previdenza?</p><p>3. Su quali studi e valutazioni dell'economicità, dell'appropriatezza e dell'efficacia si fonda la decisione del 2 dicembre 2010? Sono accessibili i rapporti e i dati serviti alla loro elaborazione?</p><p>4. Come sono stati valutati gli aspetti etici e sociali della decisione? Sono accessibili i rapporti e i dati serviti da supporto per tali valutazioni?</p><p>5. La Confederazione ha la competenza per portare aiuto ad ogni singola famiglia che, a causa di questa decisione, si trova in difficoltà? Concretamente, come intende agire?</p><p>6. Sulla base di quali analisi obiettive può affermare che questa decisione ha comportato una flessione del prezzo degli occhiali che va a vantaggio di tutti i consumatori? Si tratta di una vera e propria riduzione del prezzo o di semplici promozioni pubblicitarie da parte degli ottici?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La definizione del concetto di malattia è rimasta invariata dal 1996 e secondo l'articolo 3 della legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA; RS 830.1) è considerato tale qualsiasi danno alla salute fisica, mentale o psichica che non sia la conseguenza di un infortunio e che richieda un esame o una cura medica oppure provochi un'incapacità al lavoro. Il danno deve raggiungere una soglia minima per avere carattere di malattia oppure deve necessitare il ricorso a una terapia.</p><p>I difetti visivi o le menomazioni dell'acutezza visiva non riconducibili a un'altra malattia primaria sono varianti della normale evoluzione dell'occhio, spesso attribuibili a fattori genetici. In linea di principio non si è quindi in presenza di una malattia vera e propria. Inoltre, l'utilizzo di occhiali o lenti a contatto - diversamente da altri mezzi ausiliari di tipo medico - non è percepito come un pregiudizio importante e manifesto e nella vita quotidiana non è più associato a un'infermità o a una forte limitazione dell'integrità.</p><p>2. Secondo l'articolo 25 della legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal; RS 832.10), i mezzi e gli apparecchi atti a diagnosticare o a curare una malattia e i relativi postumi fanno parte delle prestazioni assunte dall'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (AOMS). Questi vanno distinti dagli apparecchi che hanno lo specifico compito di compensare danni fisici o disturbi funzionali e che rientrano quindi nel campo d'applicazione della legge federale sull'assicurazione per l'invalidità (LAI; RS 831.20). Dato che, come già precisato nella risposta 1, l'utilizzo di occhiali o lenti a contatto non è percepito come un pregiudizio importante e nella vita quotidiana non è più associato a un'infermità o a una forte limitazione dell'integrità, i mezzi ausiliari per la vista non soddisfano i criteri posti ai mezzi ausiliari ai sensi della LAI. L'assicurazione invalidità (AI) assume i costi di tali ausili solo per le persone cui aveva già precedentemente finanziato misure mediche e fino al compimento della maggiore età.</p><p>Nell'elenco dei mezzi e degli apparecchi (EMAp), il confine tra apparecchi con e senza finalità terapeutiche è talvolta sfumato. Gli occhiali e le lenti a contatto sono così stati riconosciuti, senza alcuna differenziazione, come apparecchi ai sensi dell'articolo 25 LAMal, sebbene non facciano parte di una cura medica, ma svolgano invece il compito di un mezzo ausiliario specifico.</p><p>3./4. Lo stralcio degli occhiali e delle lenti a contatto dall'EMAp è una rettifica dell'elenco nella zona di confine fra i mezzi e gli apparecchi diagnostici e terapeutici da un lato e i mezzi ausiliari atti a compensare un'alterazione delle funzioni fisiche dall'altro. Si tratta di una misura che riguarda unicamente il campo d'applicazione dell'EMAp e che non ha nessun rapporto con la valutazione delle prestazioni in base ai criteri di efficacia, appropriatezza ed economicità (EAE). L'adeguamento è stato previamente dibattuto dalla sottocommissione Mezzi e apparecchi della Commissione federale delle analisi, dei mezzi e degli apparecchi (CFAMA-EMAp) e poi raccomandato al Dipartimento federale dell'interno (DFI). Il Consiglio federale ritiene che lo stralcio degli occhiali e delle lenti a contatto dall'EMAp sia appropriato anche in considerazione delle finalità della LAMal, ossia il rimborso dei costi per la cura delle malattie. Questa misura ha un impatto finanziario moderato per la singola persona e risulta quindi sostenibile anche dal punto di vista della politica sociale.</p><p>5./6. Questa decisione ha avuto ripercussioni immediate sul mercato. Attualmente, numerosi ottici offrono occhiali per bambini a prezzi minimi (a 0, 19, 50 o 20 franchi) oppure regalano o vendono a un prezzo ridotto (anche di 180 franchi) la montatura. A seconda delle offerte, questa situazione permette di acquistare un paio di occhiali per bambini a 70-80 franchi. Va osservato che in precedenza il mercato aveva integrato nell'offerta l'importo di 180 franchi assunto dall'assicurazione obbligatoria delle cure, mentre ora questa pratica si sta correggendo. È troppo presto per valutare l'evoluzione di questo effetto a medio e a lungo termine, ma si può ragionevolmente supporre che i prezzi rimarranno nettamente inferiori rispetto a prima. Di conseguenza, i cittadini beneficiano doppiamente di questa nuova misura, da un lato, perché consente di risparmiare circa 70 milioni di franchi all'anno e, dall'altro, perché i prezzi di mercato si sono sensibilmente ridotti. Il DFI ha esaminato diverse misure per sostenere in maniera mirata le famiglie numerose, particolarmente penalizzate se più figli portano gli occhiali. Il Consiglio federale ritiene che attualmente, visti i prezzi praticati sul mercato, non sia necessario adottare tali misure. Il DFI continuerà tuttavia a tenere d'occhio l'evoluzione dei prezzi.</p>  Risposta del Consiglio federale.