<h2>SubmittedText<h2><p>Dal 20 al 23 febbraio 2012,Thomas Hammarberg, Commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa, ha analizzato la situazione in Svizzera e riassunto le sue osservazioni in un rapporto esaustivo, accompagnato da una serie di raccomandazioni atte a migliorare la situazione di fatto da un lato, ed eliminare determinate irregolarità dall'altro. Rivolgo al Consiglio federale le seguenti domande:</p><p>1. Quali sono concretamente le irregolarità criticate da Hammarberg?</p><p>2. Quali sono le problematiche ritenute particolarmente preoccupanti?</p><p>3. Quali proposte avanza Hammarberg per porre rimedio alle irregolarità denunciate?</p><p>4. Il Consiglio federale come intende affrontare le critiche mosse dal Commissario per i diritti umani? In quali settori reputa necessario agire, ed entro quali scadenze pensa di realizzare i miglioramenti sollecitati?</p><p>5. Cosa accade se non intende dar seguito alle misure di miglioramento richieste nell'ambito dei diritti dell'uomo in Svizzera?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Commissario per i diritti umani, il cui mandato è quello di sostenere e consigliare gli Stati membri nell'attuazione degli impegni assunti verso il Consiglio d'Europa nell'ambito dei diritti dell'uomo, non ha espresso alcun biasimo nei confronti della Svizzera. In forza di questo mandato il Commissario ha comunicato le sue impressioni ai rappresentanti della Confederazione e formulato una serie di raccomandazioni. </p><p>2. Il Consiglio federale constata che il Commissario si è espresso complessivamente in modo molto positivo sulla situazione dei diritti dell'uomo in Svizzera. Il Consiglio federale prende sul serio le questioni sollevate dal Commissario - la sua lettera e la risposta della Svizzera sono state pubblicate sul sito web del Commissario, vedi <a href="http://www.coe.int/t/cm/System/WCDsearch.asp?ShowRes=yes&amp;Language=lanFrench&amp;Sector=secCommDH&amp;ResultTitle=Commissaire aux droits de l'Homme">http://www.coe.int/t/cm/System/WCDsearch.asp?ShowRes=yes&amp;Language=lanFrench&amp;Sector=secCommDH&amp;ResultTitle=Commissaire%20aux%20droits%20de%20l'Homme#</a>. Esse non devono tuttavia suscitare preoccupazioni, dato che sono per lo più riconducibili a una diversa interpretazione delle legislazioni nazionali e cantonali.</p><p>3. Il Commissario per i diritti umani ha invitato la Svizzera ad aderire ai protocolli aggiuntivi n. 4 e n. 12 alla Convenzione europea sui diritti dell'uomo e alla Convenzione europea sui diritti civili nonché a ratificare la Carta sociale europea, facendo presente la necessità di colmare alcune lacune legali nell'ambito della non discriminazione e di contrastare fermamente manifestazioni di razzismo. Il Commissario ha suggerito di assicurare una migliore protezione dei disabili da discriminazioni sul posto di lavoro e di migliorare la legislazione per la repressione di atti xenofobi e razzisti. Dichiarazioni xenofobe e razziste espresse nel corso di dibattiti politici dovrebbero essere perseguite penalmente. La libertà di espressione dovrebbe essere limitata in favore della protezione dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, in particolare nel caso di persone socialmente sfavorite. Gli effetti di modifiche di legge su gruppi di popolazioni particolarmente sensibili - in particolare migranti - dovrebbero essere esaminati attentamente sotto l'aspetto dei diritti dell'uomo. I richiedenti l'asilo dovrebbero poter accedere a un valido sistema di assistenza giudiziaria. Per i migranti irregolari l'accesso alle procedure di regolarizzazione esistenti dovrebbe essere assicurato indipendentemente dal loro luogo di soggiorno. Il Commissario esorta inoltre le autorità cantonali a favorire la nomina di mediatori da parte dei parlamenti cantonali.</p><p>4. Il Consiglio federale ritiene che queste raccomandazioni costituiscano un utile contributo per la tutela della protezione dei diritti dell'uomo. Come spiegato dal capo del DFAE nella sua lettera di risposta del 23 marzo 2012 - vedi <a href="https://wcd.coe.int/com.instranet.InstraServlet?command=com.instranet.CmdBlobGet&amp;InstranetImage=2060671&amp;SecMode=1&amp;DocId=1875516&amp;Usage=2">https://wcd.coe.int/com.instranet.InstraServlet?command=com.instranet.CmdBlobGet&amp;InstranetImage=2060671&amp;SecMode=1&amp;DocId=1875516&amp;Usage=2</a> -, molti di questi punti rientrano nelle competenze dei cantoni. Questo fatto permette di adottare soluzioni che tengano conto della situazione e delle esigenze locali nonché della tradizionale suddivisione delle competenze tra Confederazione e cantoni. Il Consiglio federale è disposto a sostenere i cantoni con consigli e attività di coordinamento nell'attuazione dei loro impegni nei settori della migrazione, dell'integrazione e dei diritti civili contribuendo così a migliorare la protezione contro la discriminazione. Laddove la competenza è della Confederazione, il Consiglio federale verifica regolarmente la necessità di un adeguamento delle disposizioni di legge, tenendo sempre conto delle disposizioni costituzionali applicabili e degli impegni internazionali della Svizzera. Anche l'adesione a strumenti giuridici internazionali è oggetto di verifiche periodiche, a condizione che per l'attuazione dei relativi impegni siano state effettuate le modifiche di legge eventualmente necessarie. I testi di legge menzionati dal Commissario per i diritti umani sono o sono stati oggetto di dibattito alle Camere federali. </p><p>5. La Svizzera è responsabile direttamente dell'attuazione degli impegni assunti. In caso di condanna da parte della Corte europea dei diritti dell'uomo, essa sarebbe unicamente obbligata ad adeguare la prassi in un determinato ambito.</p>  Risposta del Consiglio federale.