<h2>SubmittedText<h2><p>Circolano voci sull'eventualità che la posta esternalizzi prossimamente gran parte dei trasporti di posta e di pacchi. La flotta dei suoi camion verrebbe ridotta all'osso. </p><p>Le mie domande sono le seguenti:</p><p>1. Il Consiglio federale è in grado di confermare quest'informazione? </p><p>2. In caso affermativo, la posta come può giustificare questa misura?</p><p>3. Quali ripercussioni avrebbe questa misura in termini di posti di lavoro per il personale della posta? </p><p>4. Se una tale esternalizzazione sarà realizzata, le imprese di trasporto incaricate saranno obbligate a rispettare condizioni quadro ben precise, in particolare per quanto concerne i salari e le condizioni di lavoro? </p><p>5. La posta può garantire il rispetto del segreto postale in caso di esternalizzazione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La posta è indipendente nell'esercitare la sua attività operativa e nel prendere decisioni. Il Consiglio federale gestisce la posta definendo gli obiettivi strategici (attualmente, per gli anni 2013-2016) e in linea di massima non esercita alcuna influenza sulla gestione operativa. Egli non si esprime pertanto sulla questione, se e in che misura la posta prevede di esternalizzare ulteriormente le sue prestazioni di trasporto a subappaltatori.</p><p>2. Il Consiglio federale si aspetta che la posta garantisca il servizio universale offrendo, su tutto il territorio, prestazioni postali e per il traffico dei pagamenti di qualità. La posta deve però anche sfruttare il potenziale per aumentare la sua efficienza e favorire una crescita redditizia. In questo contesto la posta deve adeguarsi alle mutate condizioni quadro, come la concorrenza, e al diverso comportamento della clientela.</p><p>3. Il Consiglio federale si aspetta dalla posta una politica del personale sociale e moderna con condizioni di lavoro interessanti. Per quanto le sia possibile, la posta evita licenziamenti in caso di problemi economici e strutturali e, in caso di riorganizzazioni, lavora in stretta collaborazione con i partner sociali. Quanto più possibile, ai collaboratori coinvolti viene offerto un altro ragionevole impiego all'interno della posta, nel quadro delle possibilità aziendali e delle regolamentazioni del CCL. Il Consiglio federale non prende posizione in merito alle ripercussioni concrete di una possibile esternalizzazione delle prestazioni di trasporto (cfr. risposta alla domanda 1).</p><p>4. I subappaltatori della posta che realizzano più del 50 per cento della cifra d'affari annua con i servizi postali devono rispettare le condizioni di lavoro abituali nel settore ai sensi della legislazione postale (art. 5 dell'ordinanza del 29 agosto 2012 sulle poste; RS 783.01). In questo modo si impedisce che un subappaltatore venga incaricato di fornire servizi postali senza rispettare le condizioni di lavoro abituali nel mercato postale. Inoltre spetta alla posta assicurarsi che i subappaltatori da lei incaricati rispettino le condizioni abituali nel settore concordate nel rispettivo contratto collettivo di lavoro.</p><p>5. La posta obbliga i propri subappaltatori, tramite contratto, ad adempiere gli obblighi derivanti dal segreto postale (art. 321ter CP). È compito della società di trasporto informare i propri collaboratori in merito.</p>  Risposta del Consiglio federale.