<h2>SubmittedText<h2><p>Conformemente all'articolo 280 del Codice di procedura penale (CPP), il pubblico ministero può avvalersi di apparecchi tecnici di sorveglianza per sorvegliare la corrispondenza postale e il traffico delle telecomunicazioni. Non è tuttavia chiaro se tale base legale consenta di impiegare software di sorveglianza per controllare le e-mail e altri mezzi di comunicazione moderni quali Viber e WhatsApp tramite iPhone o Skype tramite Internet e tutti i telefoni cellulari.</p><p>In tale contesto invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. L'articolo 280 CPP costituisce una base legale sufficiente per sorvegliare questi nuovi mezzi di comunicazione in tutti i cantoni se sono adempiute le condizioni legali di cui all'articolo 269 CPP?</p><p>2. In caso negativo, il Consiglio federale condivide l'opinione secondo cui la possibilità della sorveglianza prevista nel CPP resta uno strumento inefficace alla luce dei nuovi mezzi di comunicazione?</p><p>3. Il Consiglio federale vede un fabbisogno legislativo ed è disposto a intervenire?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'impiego di software di sorveglianza (software governativi) nella procedura penale costituisce una misura coercitiva. È esclusivamente il diritto processuale applicabile che determina le autorità abilitate a ordinare misure coercitive, per quale scopo e a quali condizioni. Per quanto riguarda l'impiego di software governativi, va fatto notare che questa misura non è citata esplicitamente nel Codice di procedura penale del 5 ottobre 2007 (CPP; RS 312.0). Parte della dottrina ritiene tuttavia che l'impiego di software governativi vada qualificato come impiego di apparecchi tecnici di sorveglianza e sia pertanto ammissibile alle condizioni di cui all'articolo 280 CPP. Altri pareri espressi nella dottrina reputano per contro che la disposizione citata non costituisca una base sufficiente per l'impiego di software governativi. Finora il Tribunale federale non ha stabilito se esiste una base legale sufficiente per l'impiego di software governativi; alcuni pubblici ministeri cantonali hanno tuttavia fatto ricorso a tali software con l'autorizzazione del giudice dei provvedimenti coercitivi. Dato che la situazione non appare del tutto chiara sul piano giuridico, il Consiglio federale ha deciso di istituire una base legale esplicita che disciplini l'impiego di software governativi.</p><p>Intende attuare tale proposito nell'ambito della revisione totale della legge federale del 6 ottobre 2000 sulla sorveglianza della corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni (LSCPT; RS 780.1), integrando il CPP con una corrispondente disposizione. L'avamprogetto di revisione della LSCPT è stato posto in consultazione da maggio ad agosto 2010. La maggioranza dei partecipanti ha accolto con favore la proposta di disciplinare esplicitamente l'impiego di software governativi. Il 23 novembre 2011 il Consiglio federale ha preso atto dei risultati della consultazione e ha incaricato il Dipartimento federale di giustizia e polizia di stilare il pertinente messaggio. Nel contempo ha preso varie decisioni di massima. In caso d'impiego di software governativi va ad esempio vagliata la possibilità di permettere alle autorità inquirenti di sorvegliare anche i dati cifrati (p. es. e-mail cifrate o Skype), il che non è possibile con i mezzi tradizionalmente impiegati per la sorveglianza delle telecomunicazioni. Probabilmente il Consiglio federale adotterà il messaggio all'attenzione del Parlamento nel primo trimestre del 2013.</p>  Risposta del Consiglio federale.