<h2>SubmittedText<h2><p>Secondo uno studio commissionato dal Ministero dell'interno tedesco, pubblicato nel dicembre 2007, un quarto dei musulmani residenti in Germania è propenso alla violenza. Lo studio allestito dall'Istituto di criminologia dell'Università di Amburgo rivela che il 40 per cento dei musulmani hanno un approccio fondamentalista e che addirittura una maggioranza giustifica la violenza per difendere l'islam. È poco probabile che la situazione dei musulmani in Svizzera sia molto diversa.</p><p>1. Il Consiglio federale è a conoscenza di tale studio?</p><p>2. In che modo è rilevato e giudicato l'atteggiamento dei musulmani in Svizzera?</p><p>3. Quali misure intende adottare il Consiglio federale per contrastare correnti fondamentaliste e propense alla violenza tra i musulmani residenti in Svizzera?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale risponde come segue alle domande dall'autore dell'interpellanza:</p><p>1. Il Consiglio federale ha preso atto dello studio del 2007 "Musulmani in Germania", commissionato dal Ministero dell'interno tedesco. Tale studio concerne l'integrazione e la religiosità dei musulmani in Germania nonché il loro atteggiamento verso la democrazia, lo Stato di diritto e la violenza politico-religiosa. Esso si fonda su sondaggi condotti in quattro grossi agglomerati urbani su campioni di residenti musulmani, scolari e studenti musulmani e su interviste ai rappresentanti di associazioni e organizzazioni islamiche. Dallo studio emerge in primo luogo che il 24 per cento degli scolari intervistati sarebbe pronti a impiegare la violenza fisica contro non musulmani a favore della comunità musulmana. Tale percentuale non è però calcolata su tutta la gioventù musulmana in Germania. Risulta inoltre che il 40 per cento dei musulmani tedeschi sarebbero tendenzialmente "radicale" mentre per il 4,5 a 7,6 per cento si tratta di veri e propri "fondamentalisti". La "radicalità" si denota per la centralità della religione nella vita quotidiana e la rigidità della concezione dell'Islam, mentre il "fondamentalismo" è una forma estrema di "radicalità". Infine lo studio rivela che quasi il 40 per cento degli intervistati legittimano la violenza fisica come reazione alla minaccia dell'Occidente contro l'Islam, senza meglio precisare i concetti di "minaccia dell'Islam" e di "Occidente". Anche questa percentuale non è calcolata su tutta la comunità musulmana in Germania. Circa il 6 per cento degli intervistati accettano forme massicce di violenza politico-religiosa.</p><p>2. Le autorità svizzere non recensiscono né valutano le opinioni religiose dei musulmani in Svizzera, protette dall'articolo 15 della Costituzione (libertà di credo e di coscienza). Tuttavia negli ultimi anni gruppi di specialisti hanno condotto due studi sull'Islam e i musulmani in Svizzera su incarico della Commissione federale degli stranieri (oggi Commissione federale della migrazione) e della Giunta del Consiglio federale in materia di sicurezza. In parte i risultati di tali studi divergono significativamente da quelli tedeschi. Già solo per questo motivo non è possibile trarre conclusioni sulla situazione della comunità musulmana in Svizzera per quanto concerne la sua religiosità e l'atteggiamento verso la violenza politico-religiosa. Inoltre la Svizzera non ha agglomerati urbani paragonabili alle grandi città tedesche in cui poter svolgere uno studio simile. Il programma nazionale di ricerca triennale sulle religioni in Svizzera (PNR 58), iniziato nell'autunno del 2007, si occupa tra l'altro delle questioni relative alla religiosità e alla radicalizzazione.</p><p>Occorre inoltre notare che l'appartenenza religiosa non è di per sé indizio di atteggiamenti pericolosi per la sicurezza (cfr. parere del Consiglio federale sulla mozione del gruppo dell'Unione democratica di centro 07.3693).</p><p>3. Se attività islamiche consistono nel commettere, incoraggiare o sostenere atti di violenza vanno considerate come estremismo violento secondo l'articolo 8 capoverso 1 lettera c dell'ordinanza sulle misure per la salvaguardia interna (RS 120.2). Spetta al Servizio di analisi e prevenzione in seno all'Ufficio federale di polizia, in adempimento del suo compito in base alla legge federale sulle misure per la salvaguardia della sicurezza interna (LMSI), osservare costantemente le attività di gruppi o individui estremisti e valutare la minaccia che costituiscono per la sicurezza interna della Svizzera. Tra di essi figurano anche correnti fondamentaliste e propense alla violenza tra i musulmani. Le autorità di sicurezza della Confederazione informano e prendono le misure preventive contro l'estremismo violento islamista, ad esempio adottando divieti d'entrata, espulsioni ed altre misure amministrative.</p><p>Inoltre il 15 giugno 2007 il Consiglio federale ha approvato il messaggio inerente alle modifiche alla LMSI, in modo da potenziare in maniera mirata gli strumenti di protezione della sicurezza interna. Il Consiglio federale non reputa al momento necessario adottare ulteriori misure.</p>  Risposta del Consiglio federale.