<h2>SubmittedText<h2><p>Secondo il Ministero dell'ambiente tedesco, in numerosi Länder sono stati rinvenuti prodotti in acciaio inossidabile radioattivi provenienti dall'India. Si tratta sia di prodotti semilavorati (barre d'acciaio a sezione circolare), sia di prodotti finiti (componenti di macchinari ecc.). Si suppone che le forniture di acciaio contaminato siano giunte dall'India attraverso catene di distribuzione mondiali. Il problema interessa dunque numerosi Paesi, tra cui probabilmente anche la Svizzera. In considerazione di quanto precede invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Sono giunti anche in Svizzera prodotti in acciaio inossidabile contaminati provenienti dall'India?</p><p>2. Sono già state sequestrate partite di questi prodotti in Svizzera?</p><p>3. Sono previste delle misure per impedire l'introduzione di materiali grezzi radioattivi sul mercato svizzero?</p><p>4. Quali misure prevede di adottare il Consiglio federale per impedire in futuro l'importazione da altri Paesi di prodotti contaminati e per evitare un aumento strisciante della radioattività nei beni di consumo?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è al corrente della situazione descritta nell'interpellanza. In seguito alle informazioni fornite all'inizio di febbraio 2009 dal Ministero dell'ambiente tedesco sulla presenza di prodotti in acciaio inossidabile radioattivo, l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ha verificato la possibilità che tali prodotti siano stati importati in Svizzera e messo in atto un programma di misurazione. Alle domande dell'autore dell'interpellanza, il Consiglio federale risponde come segue:</p><p>1. La problematica delle importazioni di prodotti in acciaio inossidabile radioattivo dall'India riguarda anche la Svizzera. Il commercio di materie prime, semilavorati o prodotti finiti contenenti acciaio inossidabile è molto ramificato ed è praticamente impossibile controllare l'esatta provenienza di questi beni. La quantità e il tipo di prodotti potenzialmente contaminati sono molteplici. Se l'acciaio inossidabile contaminato è in circolazione all'interno dell'area europea, è probabile che arriverà anche in Svizzera. Nel periodo considerato, l'UFSP e la SUVA, basandosi sulle informazioni fornite dalle autorità doganali in merito alle importazioni di acciaio, hanno effettuato misurazioni nei depositi delle aziende interessate. Tuttavia, da questi controlli non sono emersi aumenti dei valori delle radiazioni.</p><p>2. Nell'ottobre 2008 è stato appurato che una ditta francese aveva fabbricato pulsanti per ascensori contaminati con cobalto radioattivo (Co-60) fornendoli in seguito a una ditta svizzera per l'ulteriore lavorazione. Sotto la vigilanza della SUVA sono stati controllati tutti gli ascensori potenzialmente a rischio e sono stati sostituiti tutti i pulsanti contenenti cobalto radioattivo. Complessivamente sono stati esaminati circa 2900 pulsanti, 99 dei quali erano contaminati. L'operazione si è conclusa alla fine del 2008 e i pulsanti contaminati sono stati rispediti al fabbricante. Sulla base della concentrazione della radioattività misurata nei pulsanti si può affermare che le radiazioni cui sono state esposte le persone interessate (personale di aziende e utilizzatori degli ascensori) erano di bassa intensità, per cui non sussistono pericoli immediati per la salute.</p><p>Al momento, in Svizzera non si conoscono altri casi di impiego di acciaio contaminato.</p><p>3. Le autorità doganali non controllano sistematicamente le partite di acciaio importato per individuare una possibile contaminazione radioattiva. Il volume delle importazioni di acciaio grezzo, nonché di semilavorati e prodotti finiti contenenti acciaio inossidabile, è talmente elevato che le autorità doganali si limitano ad alcuni controlli a campione. Da tempo si sa che il rischio di contaminazione da residui radioattivi nel trattamento dei rottami metallici può essere maggiore, per cui le aziende che lavorano con questi materiali effettuano abitualmente misurazioni delle merci in entrata e in uscita. La presenza di sostanze radioattive nei prodotti in acciaio inossidabile nuovi è invece una novità. Pertanto a tutt'oggi non vi sono controlli a tappeto riguardo all'eventuale radioattività di questi prodotti.</p><p>4. L'UFSP esaminerà quali misure si prestano a impedire un aumento strisciante della radioattività nei beni di consumo. Entro l'anno dovrà chiarire con i servizi competenti in che misura si possano effettuare controlli sulle importazioni di prodotti in acciaio o anche di altri beni per individuare un'eventuale presenza di sostanze radioattive. Va inoltre detto che il Consiglio federale è attualmente in trattativa con l'UE in merito a una partecipazione della Svizzera al sistema europeo di allarme rapido per i prodotti di consumo (RAPEX). Il RAPEX serve al rapido scambio di informazioni, su scala europea, sui prodotti pericolosi. Partecipando al RAPEX, il grado d'informazione delle autorità elvetiche aumenterebbe ulteriormente. L'adesione a questo sistema europeo di allarme rapido aiuterebbe inoltre le autorità svizzere a intervenire anche sui beni di consumo in circolazione contaminati con sostanze radioattive.</p>  Risposta del Consiglio federale.