<h2>SubmittedText<h2><p>Fino ad oggi la maggior parte degli esperti nel settore delle dipendenze riteneva che gli eroinomani non fossero in grado di suddividere in più volte l'assunzione della droga. Per proteggerli, era pertanto prassi distribuire l'eroina sotto controllo medico solo in dosi giornaliere. Con la pandemia nel 2020, è stato deciso di sperimentare la consegna di sette dosi giornaliere in una sola volta per ridurre i rischi di contagio di questo gruppo di persone vulnerabili. Ritenendo che questa regolamentazione sperimentale aveva permesso di ottenere progressi terapeutici, il 24 novembre 2021 il Consiglio federale ha deciso di prolungare tale pratica fino al 31 marzo 2023 e nel frattempo di modificare l'ordinanza sulla dipendenza da stupefacenti (ODStup) in modo da renderla permanente. </p><p>In questo contesto pongo al Consiglio federale le seguenti domande:</p><p>1. a quanti tossicodipendenti, in tutta la Svizzera e per Cantone, l'eroina sotto controllo medico è stata consegnata sotto forma di sette dosi giornaliere alla volta e quanti invece hanno ricevuto soltanto una sola dose giornaliera nonostante questo esperimento effettuato durante la pandemia?</p><p>2. Quali erano i rigorosi criteri che i tossicodipendenti dovevano rispettare per partecipare a questo esperimento?</p><p>3. Come sono stati accompagnati e controllati questi esperimenti?</p><p>4. In quale misura sono stati constatati progressi terapeutici? Sono stati documentati? Quali sono le ragioni di questi progressi?</p><p>5. In che modo è stato possibile evitare la rivendita di questa eroina sotto controllo medico?</p><p>6. Sono state effettuate analisi settimanali delle urine al fine di determinare se i tossicodipendenti, per la maggior parte politossicodipendenti, avessero consumato altre droghe, come la cocaina, oltre all'eroina sotto controllo medico distribuita dallo Stato? Lo stato di salute generale dei tossicodipendenti è controllato periodicamente?</p><p>7. Rispetto alla consegna giornaliera, a quanto ammontano gli oneri finanziari dei centri di distribuzione per la consegna di sette dosi giornaliere alla volta?</p><p>8. È stato possibile ridurre il personale dei centri di distribuzione? Se sì, con quanti posti?</p><p>9. Perché l'ordinanza è stata prorogata preventivamente fino al 2023?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Dal 15 gennaio 2021 il numero di pazienti che ricevono più dosi di diacetilmorfina in seguito all'entrata in vigore della modifica dell'ordinanza sulla dipendenza da stupefacenti (ODStup; RS 812.121.6) viene comunicato trimestralmente dai centri di trattamento specializzati. Questi dati confluiranno nel rapporto annuale 2021, che sarà pubblicato nella seconda metà del 2022. Il rapporto fornirà informazioni più precise in merito al numero di dosi giornaliere dispensate e al numero di pazienti interessati. Stando ai dati provvisori, circa 600 persone, cioè circa il 45 per cento dei pazienti, ricevono più dosi giornaliere.</p><p>2, 3, 5 e 6. Il 25 settembre 2020, tenuto conto della situazione epidemiologica, il Consiglio federale ha modificato l'ODStup aumentando da due a quattro il numero di dosi giornaliere che possono essere dispensate in via eccezionale ai pazienti considerati particolarmente vulnerabili. Nei pazienti con fattori di rischio elevati come la presenza di comorbilità, il numero di dosi giornaliere dispensate è stato aumentato fino a sette. Questa modifica aveva l'obiettivo di ridurre il traffico dei pazienti che si recano ai centri di trattamento per il ritiro del loro medicamento e così anche il rischio di infezione da COVID-19. Per impedire la rivendita delle dosi ricevute sono stati previsti severi criteri e misure di controllo rigorose. I pazienti interessati dovevano essere stati trattati con diacetilmorfina per almeno sei mesi senza interruzione, presentare uno stato di salute e una situazione sociale sufficientemente stabili e aver superato le ultime due analisi delle urine senza che fosse rilevata la presenza di stupefacenti diversi dalla diacetilmorfina. Inoltre il rischio di abuso doveva essere considerato molto basso dai medici responsabili. La frequenza delle analisi delle urine non è stabilita per legge ed è lasciata alla discrezione dei medici dei centri di trattamento specializzati. Quanto alle misure di controllo, la persona addetta al trattamento doveva contattare il o la paziente almeno due volte alla settimana per controllare se assumeva le dosi giornaliere come prescritto. Inoltre doveva essere presentato un rapporto trimestrale all'Ufficio federale della sanità pubblica.</p><p>7 e 8. La presa in carico dei pazienti affetti da dipendenza è di competenza dei Cantoni, che devono creare le strutture necessarie o sostenere le strutture private rispondenti ai criteri di qualità richiesti. Nel caso di trattamenti con prescrizione di diacetilmorfina, la dispensazione di più dosi giornaliere riguarda solo una parte dei pazienti, ossia quelli che soddisfano i criteri stabiliti nel testo normativo. È quindi poco probabile che questo porti a una riduzione dei costi e del fabbisogno di personale. Infatti quest'ultimo resta indispensabile per i pazienti che devono recarsi nei centri più volte al giorno e necessitano di maggiore assistenza.</p><p>4 e 9. Secondo il rapporto finale 2021 sulla situazione della terapia basata sulla prescrizione di diacetilmorfina (disponibile in tedesco e francese su <a href="http://www.ufsp.admin.ch/">www.ufsp.admin.ch</a>&gt; Vivere in salute &gt; Dipendenze &amp; salute &gt; Consulenza e terapia nel settore delle dipendenze &gt; Terapia sostitutiva in caso di dipendenza dagli oppiacei &gt; Terapia basata sulla prescrizione di diacetilmorfina [eroina]) e due articoli pubblicati su riviste scientifiche ("Apprentissage de l'élargissement des modalités de prescription de l'héroïne médicale avec le Covid-19" [www.revmed.ch &gt; Revue Médicale Suisse &gt; 2021 &gt; Revue Médicale Suisse-742] e "Experiences with take-home dosing in heroin-assisted treatment in Switzerland during the COVID-19 pandemic - Is an update of legal restrictions warranted?" [<a href="http://www.sciencedirect.com">www.sciencedirect.com</a>]), l'adattamento delle regole di dispensazione ha permesso di evitare in larga misura i contagi da COVID-19. Inoltre, ha migliorato la qualità di vita, la stabilità e l'autonomia dei pazienti, che hanno potuto concentrarsi meglio sui loro impegni familiari e professionali. La modifica ha anche permesso di migliorare il setting terapeutico per i pazienti non mobili a causa dell'età o di comorbilità. La proroga della validità della modifica temporanea fino al 31 marzo 2023 permette di mantenere in vigore per la durata della pandemia una soluzione dimostratasi valida e di esaminare in parallelo la possibilità di sancirla definitivamente attraverso una revisione ordinaria dell'ODStup.</p>  Risposta del Consiglio federale.