<h2>SubmittedText<h2><p>Su incarico dell'UFSP, l'ufficio BASS ha effettuato uno studio sulla situazione reddituale dei medici in base ai dati degli anni 2009-2014, che avrebbe avuto lo scopo di acquisire conoscenze in materia e di rendere oggettivo il dibattito politico. Nella sua risposta alla mia domanda 18.5691, il consigliere federale Berset ha illustrato gli approcci metodologici dello studio, ma non il suo obiettivo né le conseguenze avute sinora. </p><p>Il fatto è che i medici in questione non comprendono la necessità di una seconda rilevazione salariale, in aggiunta a quella realizzata periodicamente dall'Ufficio federale di statistica (UST). Le società mediche parlano di un attacco politico, che utilizzerebbe i dati dell'UFSP per esercitare pressione sui redditi dei medici.   </p><p>Inoltre, lo studio costituisce un progetto commissionato e realizzato senza alcuna base legale e che, a detta dell'UFSP, intendeva tra l'altro esaminare la fattibilità pratica dell'utilizzo delle fonti di dati. Gli stessi autori dello studio concludono tuttavia che la qualità dei dati è insufficiente e pertanto i redditi sarebbero stati sottostimati. A fronte dello studio, il 29 ottobre 2018 il Consiglio federale ha comunicato che "i redditi dei medici in Svizzera sono nettamente più elevati rispetto a quanto lasciavano intendere i rilevamenti eseguiti finora". I fornitori di prestazioni e i Cantoni dovrebbero quindi garantire maggiore trasparenza in questo ambito. </p><p>Chiedo al Consiglio federale:</p><p>1. Quanto è costato lo studio commissionato dall'UFSP all'ufficio BASS?</p><p>2. Perché l'UFSP ha voluto fortemente questo studio pur sapendo che non poggiava su alcuna base legale e che la LAMal obbliga già legalmente i medici a comunicare i propri redditi all'UST?</p><p>3. Perché, a fronte dei risultati dello studio, l'UFSP ha comunicato a fine ottobre 2018 che i salari dei medici sono troppo elevati, nonostante lo studio stesso ammetta esplicitamente che la qualità dei dati dovrebbe essere migliorata ed è quindi insufficiente?</p><p>4. Perché il Consiglio federale ha utilizzato questi risultati per esortare apertamente i fornitori di prestazioni e i Cantoni a "garantire la massima trasparenza possibile con ulteriori studi sui redditi"?</p><p>5. Infine, tenendo conto delle questioni suesposte, come giustifica la realizzazione di uno studio i cui risultati sono più datati, lacunosi e meno affidabili di quelli ottenuti dalle rilevazioni ufficiali e periodiche dell'UST?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./4. Lo studio sul reddito dei medici "Einkommen, OKP-Leistungen und Beschäftigungssituation der Ärzteschaft 2009-2014" è stato pubblicato dall'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) allo scopo di creare più trasparenza come base per un dibattito oggettivo nel contesto dei costi crescenti della sanità. In particolare il Consiglio federale è interessato all'evoluzione dei redditi delle diverse discipline specialistiche dei medici. La forbice tra i redditi degli specialisti e dei medici di base non deve allargarsi ulteriormente. Per questo studio sono stati spesi complessivamente 142 674 franchi.</p><p>I redditi dei medici sono costituiti da diverse componenti. Più dell'ammontare in termini assoluti è importante conoscerne la fonte, soprattutto se eventuali incentivi finanziari conducono all'adozione di misure non indicate. Il Consiglio federale ritiene che sia responsabilità dei fornitori di prestazioni e dei Cantoni creare la necessaria trasparenza.</p><p>2. In seguito a un intervento dell'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS), nel 2013 la FMH ha sospeso la pubblicazione della statistica dei redditi dei medici. L'UFAS aveva contestato debolezze contenutistiche e strutturali: la considerazione inadeguata del lavoro a tempo parziale, la copertura insufficiente dei medici presi in esame e la mancata considerazione dei loro versamenti volontari nel secondo pilastro. Nel 2013 la Commissione parlamentare (CSSS-S) e l'opinione pubblica hanno espresso il desiderio di superare queste difficoltà metodologiche. Dopo l'allestimento di uno studio di fattibilità, lo studio vero e proprio è stato realizzato una tantum in conformità alla legge federale sulla protezione dei dati e alla legge sulla statistica federale. L'FMH è stata invitata a collaborare sia allo studio di fattibilità sia a quello principale, ma ha rinunciato.</p><p>Pertanto lo scopo dello studio era di riprendere senza lacune, ma con una base metodologica migliore, lo studio sui redditi pubblicato per molti anni dall'FMH. La statistica "Dati strutturali degli studi medici e dei centri ambulatoriali" dell'Ufficio federale di statistica (UST) è stata realizzata in un secondo tempo e non si concentra sui redditi dei medici, ma sull'equipaggiamento degli studi, gli oneri sostenuti, i ricavi e il risultato d'esercizio. Dalla rilevazione dell'UST non è possibile trarre conclusioni sui redditi conseguiti in studi associati o altre strutture più complesse, verso le quali l'offerta si sta sempre più indirizzando. Senza la rilevazione dei redditi individuali vengono a mancare informazioni importanti sull'evoluzione del reddito dei medici.</p><p>3. Nella comunicazione da parte della Confederazione non si parla di redditi dei medici troppo elevati. L'UFSP ha comunicato che i redditi sarebbero nettamente più elevati rispetto a quanto presunto finora. Ciò è stato confermato dal riesame delle cifre pubblicate dall'FMH sui redditi del 2009. Con una base di dati più ampia e la standardizzazione in equivalenti a tempo pieno, il reddito mediano dei professionisti indipendenti per il 2009 aumenta di un buon 30 per cento.</p><p>5. Gli anni scelti per l'indagine consentono un riesame degli ultimi redditi del 2009 pubblicati dall'FMH e colmano la lacuna fino alla prima rilevazione da parte dell'UST, avviata nel 2016/17 e comprendente il 2015. Lo studio dell'ufficio BASS ha una copertura molto ampia, con informazioni sul reddito del 90-95 per cento di tutti i medici specialisti.</p>  Risposta del Consiglio federale.