<h2>SubmittedText<h2><p>Nel suo libro "Falsches Spiel. Die Umweltsünden der Basler Chemie vor und nach 'Schweizerhalle'", dedicato alle malefatte ambientali della chimica basilese prima e dopo l'incidente di Schweizerhalle, Martin Forter, geografo ed esperto di siti contaminati, critica aspramente l'UFAM sulla base di alcuni esempi (cfr. pagg.141-150 del libro):</p><p>- l'UFAM prenderebbe in considerazione soltanto le sostanze nocive il cui valore di concentrazione è esplicitamente disciplinato nell'ordinanza sui siti contaminati. Così facendo, ignorerebbe sostanze non contemplate dall'ordinanza, come quelle riscontrate a Muttenz nell'acqua di falda e, in parte, nell'acqua potabile, che secondo la legge sulla protezione delle acque dovrebbero invece essere oggetto di una valutazione;</p><p>- l'UFAM ammetterebbe solo analisi di singole sostanze ma non le analisi di screening. I cantoni di Basilea Campagna, di Basilea Città e del Giura procedono a screening perché è l'unico metodo di analisi che permette di rilevare le sostanze che inquinano effettivamente l'acqua di falda. Contro la decisione dell'UFAM di non rimborsare gli screening con i fondi OTaRSi, il comune di Muttenz ha presentato ricorso al Tribunale federale amministrativo;</p><p>- stando al verbale di una riunione cui hanno partecipato fra l'altro anche i rappresentanti di Novartis, Syngenta e Basf, l'UFAM avrebbe addirittura affermato che la questione delle "sostanze non conosciute" andava affrontata "separatamente da quella del risanamento dei siti contaminati" (citazione UFAM) e questo nonostante il fatto che tali sostanze provengano in ampia misura dalla discarica di rifiuti chimici di Muttenz e vengano riscontrate anche nell'acqua potabile.</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. È appropriato che l'UFAM valuti i siti contaminati solo in base alle analisi di singole sostanze? Condivide il parere che con questo tipo di analisi sia in parte stata ignorata la contaminazione delle acque riscontrata a Muttenz, e che in tal modo non si ottemperi allo scopo dell'ordinanza sui siti contaminati?</p><p>2. Come valuta il metodo di screening per determinare la contaminazione di sostanze pericolose? Condivide il parere che lo screening sia l'unico metodo di analisi per rilevare con una certa affidabilità le numerose sostanze nocive presenti nelle discariche di rifiuti chimici?</p><p>3. Il Consiglio federale è disposto a integrare lo screening tra i metodi di indagine utilizzati dall'UFAM per l'analisi di siti contaminati?</p><p>4. Il Consiglio federale è disposto a tenere conto, nell'ambito della valutazione dei siti inquinati, delle acque di falda e dell'acqua potabile, delle sostanze non conosciute o non identificate con chiarezza e, poiché il loro grado di tossicità è per lo più sconosciuto, a valutarle in base allo scenario più pessimistico (worst-case), come già avviene nell'ambito della protezione della salute?</p><p>5. Cosa pensa in generale delle critiche mosse all'UFAM?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'ispezione e il risanamento di migliaia di siti inquinati è un'operazione costosa e complessa. Singoli risanamenti possono comportare costi pari a centinaia di milioni di franchi. Inoltre, implicano spesso il trasporto attraverso mezza Europa di centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti pericolosi destinati agli impianti di smaltimento. Infine, le migliaia di siti inquinati in Svizzera devono essere valutati e risanati nel corso di una generazione. Per questo motivo sono indispensabili criteri decisionali chiari che garantiscano la certezza del diritto. Il Consiglio federale ha stabilito questi criteri nell'ordinanza del 26 agosto 1998 sul risanamento dei siti inquinati (OSiti; RS 814.680). Tale ordinanza è piuttosto pragmatica, ma più rigorosa di quelle europee. Al contempo l'OSiti determina il sovvenzionamento del risanamento di siti inquinati da parte dell'UFAM e garantisce pertanto un utilizzo parsimonioso delle entrate fiscali. </p><p>1. Secondo l'OSiti bisogna valutare dapprima l'inquinamento del sito, eventualmente mediante procedure di carattere tecnico. In seguito bisogna analizzare gli inquinanti presenti, per esempio, nelle acque sotterranee. In questo modo l'esame si concentra sull'analisi precisa dei parametri rilevanti, i quali permettono una valutazione sicura dal punto di vista giuridico in base a valori limite. Questo procedimento ha finora dato buoni risultati, anche nel caso della valutazione di discariche di rifiuti speciali con numerosi inquinanti come quelle di Kölliken, Bonfol o Monthey. Tenendo conto della complessità della situazione, durante l'esame preliminare della discarica di Muttenz l'UFAM ha sfruttato ampiamente il suo margine di discrezionalità e ha sovvenzionato per il 40 per cento uno specifico metodo di screening per il contenuto della discarica e per l'inquinamento delle acque sotterranee. La gamma di inquinanti rilevabili con questo metodo specifico non è quindi stata ignorata. </p><p>2. Lo screening è da molti anni uno strumento utilizzato di situazione in situazione per esaminare le sostanze che ci si aspetta di trovare in un campione ambientale. La tecnica utilizzata a Muttenz è uno dei numerosi metodi di screening semiquantitativi, ovvero un metodo che non permette risultati esatti. Fino ad oggi questo metodo non è mai stato oggetto di pubblicazioni o riconosciuto a livello nazionale o internazionale. Ciononostante, durante l'esame principale questo tipo di screening è risultato idoneo all'identificazione di sostanze finora sconosciute. Il metodo adottato a Muttenz non ha tuttavia permesso di analizzare una serie di inquinanti organici. Questi motivi inducono giustamente l'UFAM a mantenere una certa prudenza nel sovvenzionare tali metodi. </p><p>3. Se si decide di sovvenzionare in linea di principio lo screening analitico nell'ambito degli esami preliminari dei siti inquinati, il Consiglio federale ritiene che sarà necessario adottare uno standard per un metodo comune, riconosciuto a livello internazionale, nonché utilizzabile e interpretabile dai laboratori svizzeri. Inoltre, bisogna definire a quali condizioni l'applicazione di tale metodo sia giustificabile nel quadro dell'esame preliminare dei siti inquinati. Se l'esito deve essere utilizzato per la valutazione conclusiva, il metodo dovrà produrre risultati univoci e quantificabili, ossia permettere un'analisi precisa delle singole sostanze. Solo in questo modo è possibile stabilire le premesse per addossare con certezza giuridica i costi del risanamento ai responsabili o alle autorità che concedono i sussidi. Il Consiglio federale è pronto a esaminare questa modalità di determinazione dello stato della tecnica. </p><p>4. I criteri di valutazione secondo l'OSiti sono stati definiti sulla base della legislazione svizzera in materia di derrate alimentari per quanto riguarda l'acqua potabile. I valori limite relativi alle falde sotterranee utilizzabili situate nelle dirette vicinanze di un sito inquinato sono la metà dei valori dell'acqua potabile definiti dall'ordinanza del 26 giugno 1995 sulle sostanze estranee e sui componenti (OSoE; RS 817.021.23). Per numerose sostanze si sono dovuti stabilire valori limite sulla base di standard internazionali. Se l'OSiti non prevede valori limite per gli inquinanti di un sito che potrebbero contaminare l'acqua, i valori devono essere stabiliti con l'approvazione dell'UFAM utilizzando modalità analoghe a quelle per l'OSiti. In passato ciò è già accaduto per alcune sostanze. Per la valutazione di sostanze provenienti da siti inquinati, la cui presenza è stata accertata nelle captazioni di acqua potabile, i criteri della OSiti in materia di prevenzione sono molto più rigorosi rispetto ai valori limite per l'acqua potabile della OSoE; per la metà di essi addirittura di un fattore 100-20 000. Se il Consiglio federale deciderà di stabilire valori limite supplementari o più severi per l'acqua potabile nella legislazione in materia di derrate alimentari provvederà anche a esaminare se l'OSiti o altre prescrizioni ambientali debbano essere modificate in tal senso. </p><p>5. Il Consiglio federale è del parere che, per quanto riguarda i contributi versati al risanamento delle discariche di Muttenz, l'UFAM ha finora applicato correttamente le disposizioni previste dalla legislazione sui siti inquinati e utilizzato in ampia misura il proprio margine di discrezionalità per quanto riguarda il sovvenzionamento degli screening nell'ambito degli esami preliminari. Le direttive contenute nella legislazione sui siti inquinati hanno anche l'ampio sostegno della popolazione del cantone Basilea Campagna, la quale ha accolto con una chiara maggioranza il controprogetto all'iniziativa popolare del 13 maggio 2010 sul risanamento totale delle discariche per i rifiuti chimici di Muttenz.</p>  Risposta del Consiglio federale.