<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Come espresso anche nella risposta alla raccomandazione Rochat (96.3084), le quote di riserva secondo l'attuale diritto (art. 78 cpv. 4 OAMal) sono fissate sulla base dei premi dovuti, mentre il diritto previgente prevedeva come base di calcolo le spese complessive. La nuova disposizione si basa sulle proposte di un gruppo di periti che aveva riesaminato il sistema finanziario dell'assicurazione malattie in previsione della revisione della legge sull'assicurazione malattie.</p><p></p><p>L'argomento determinante a favore di tale modifica era di tipo puramente attuariale. Visto che la formazione delle riserve necessarie costituisce un elemento per il calcolo dei premi, è evidente che la quota di riserva sia parimenti calcolata sulla base dei premi dovuti. Un ulteriore vantaggio di questa regolamentazione consiste nel fatto che essa permette all'assicuratore di valutare in modo più o meno esatto le entrate costituite dai premi e quindi la parte destinata alla costituzione delle riserve, mentre gli risulta molto più difficile determinare in anticipo l'ammontare delle spese. Gli effetti della nuova regolamentazione sul budget di un assicuratore sono minimi in quanto i premi costituiscono la sua principale fonte di entrate e hanno assunto maggiore importanza dopo la soppressione dei sussidi diretti alle casse malati. Tale modifica è del resto incontestata anche da parte degli assicuratori.</p><p></p><p>A proposito dei due punti menzionati nell'interpellanza, occorre osservare quanto segue:</p><p></p><p>1. Se un assicuratore fissa premi troppo bassi, rischia di concludere l'anno d'esercizio in deficit. Tale deficit dovrà essere coperto facendo ricorso alle riserve. In tal modo le riserve diminuiscono sia nel loro importo che nel tasso. Pertanto, in questo caso, la quota di riserva diminuirà sia che venga calcolata sulla base delle spese globali sia sulla base delle entrate costituite dai premi.</p><p></p><p>2. Il calcolo delle riserve sulla base delle entrate costituite dai premi dà più sicurezza in particolare agli assicuratori che registrano un forte aumento di nuovi assicurati, in quanto, come giustamente fatto notare dall'autore dell'interpellanza, generalmente i costi appaiono con un certo ritardo. Questa sicurezza permette infine anche di proteggere gli assicurati contro un rischio finanziario.</p><p></p><p>Il Consiglio federale ritiene che non vi sia alcun motivo per adeguare le relative disposizioni d'ordinanza.</p>  Risposta del Consiglio federale.