<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato, in collaborazione con i cantoni e tenuto conto dei concordati, a definire criteri e standard minimi per disciplinare in maniera unitaria l'esecuzione delle pene in caso di rei pericolosi. </p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Gli autori della mozione chiedono di stabilire criteri e standard minimi per garantire un'esecuzione uniforme delle pene di rei pericolosi in Svizzera. Con la medesima richiesta era già stata depositata la mozione Jositsch 13.3427, respinta su proposta del Consiglio federale per attendere il rapporto in adempimento del postulato Amherd 11.4072, "Riesaminare l'esecuzione delle pene e delle misure in Svizzera" (qui di seguito "rapporto Amherd"). Quest'ultimo, presentato nel marzo 2014, constata diverse lacune nell'esecuzione svizzera della giustizia e divergenze di prassi nei cantoni e nei concordati. Per quanto riguarda l'esecuzione delle pene di rei pericolosi sottolinea l'aumento dei requisiti per la valutazione dei rischi di recidiva o di altro tipo e il fatto che le sfide connesse possono essere affrontate unicamente in collaborazione interdisciplinare e nazionale.</p><p>Nel diritto vigente, l'esecuzione delle pene e delle misure compete ai cantoni, che a tal fine si sono organizzati in tre concordati regionali di esecuzione delle pene. Il coordinamento e lo scambio tra i concordati sono assicurati dalla Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia (CDDGP). Dalla pubblicazione del rapporto Amherd, sia i concordati che la CDDGP s'impegnano a fondo e attivamente al fine di sviluppare standard uniformi a livello cantonale e nazionale nell'esecuzione della giustizia, in particolare nell'esecuzione delle pene di rei pericolosi.</p><p>Quale primo passo verso l'armonizzazione, nella sua riunione autunnale del novembre 2014 la CDDGP ha adottato basi comuni per l'esecuzione svizzera delle sanzioni, che comprendono l'accertamento dei rischi, il processo d'esecuzione e lo scambio intercantonale di informazioni in caso di rei particolarmente pericolosi. Nelle sue raccomandazioni la CDDGP esige che i concordati orientino i lavori d'esecuzione sistematicamente al rischio di recidiva e al fabbisogno d'intervento (orientamento al rischio). I concordati devono inoltre garantire una gestione delle informazioni sotto forma di incarto del condannato affinché tutti i servizi coinvolti in un'esecuzione ottengano le informazioni necessarie e, in caso di trasferimento o rilascio, il nuovo istituto rispettivamente il servizio di accompagnamento dispongano dei documenti attuali.</p><p>Già nel novembre 2003 la CDDGP ha deciso di istituire un centro nazionale di competenze per l'esecuzione delle pene che si occuperà del coordinamento e dell'armonizzazione in tale ambito. L'orientamento ai crimini e ai rischi è uno dei settori di prestazioni del centro, che è concepito quale piattaforma nazionale per la documentazione degli strumenti di prognosi volti a riconoscere i rei ad alto rischio. Esso emanerà inoltre raccomandazioni, standard e direttive destinate agli organi decisionali. Si prevede che il centro sarà operativo a metà 2018. La Confederazione sostiene la creazione e l'attività del centro sul piano professionale e finanziario.</p><p>Nell'aprile 2015 il concordato sull'esecuzione delle pene e delle misure della Svizzera orientale ha deciso di introdurre dal 2016 un progetto di esecuzione delle pene orientata ai rischi nei suoi cantoni, per cui i disciplinamenti cantonali hanno dovuto essere adeguati. Nel novembre 2015 il concordato della Svizzera centrale e del nord ovest ha incaricato un gruppo di lavoro di elaborare un progetto dettagliato per l'introduzione di un'esecuzione orientata ai rischi nei suoi cantoni.</p><p>I suddetti lavori dimostrano che i cantoni e i concordati sull'esecuzione delle pene e delle misure hanno riconosciuto la necessità di intervenire e assumono la loro responsabilità per quanto riguarda la gestione dei rei pericolosi. Il Consiglio federale non vede al momento la necessità di legiferare a livello federale.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.