<h2>SubmittedText<h2><p>Come riportato dal quotidiano "Basler Zeitung", la Posta ha richiesto 20 000 franchi al programma di formazione europeo Erasmus plus. Ciò solleva diversi interrogativi:</p><p>1. Per quale motivo un'azienda orientata al profitto come la Posta presenta fra i suoi dipendenti sintomi di stress di gravità e frequenza tali da dover ricorrere, tramite Erasmus plus, ai soldi dei contribuenti, facendo sì che i suoi responsabili della salute debbano discutere dello stress nelle aziende postali con i colleghi europei dell'associazione di categoria PostEurope e siano quindi costretti a recarsi in viaggio a Parigi, Bruxelles o in Grecia? </p><p>2. Quali sono i risultati del controllo del DATEC sui fondi pubblici destinati a Erasmus plus e utilizzati dalla Posta per combattere lo stress?</p><p>3. I dipendenti della Posta sono ora meno stressati grazie ai sussidi Erasmus plus?</p><p>4. Il Consiglio federale è disposto a limitare la collaborazione con l'UE agli scambi di studenti, rinunciando a promuovere iniziative come corsi di yoga, convegni sulla salute per i collaboratori della Posta e campagne vegetariane?</p><p>5. Il Consiglio federale ritiene che i sussidi per corsi di yoga, convegni per i collaboratori della Posta, campagne vegetariane, ecc. siano veramente "ben ponderati" come sostenuto dal consigliere federale Schneider-Amman?</p><p>6. La SEFRI ha dichiarato alla "Basler Zeitung" di non essere in grado di fornire indicazioni sul numero di dipendenti dell'agenzia nazionale che si occupano della distribuzione di fondi per scopi quantomeno discutibili. Almeno il Consiglio federale può fornire questi dati?</p><p>7. Il Consiglio federale ritiene che spetti allo Stato finanziare con tributi obbligatori (soldi dei contribuenti) iniziative private come la pubblicazione di manuali di anatomia dello zoccolo equino, corsi di yoga, campagne vegetariane, ecc. o che a questo debbano provvedere i privati?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Come ogni datore di lavoro, anche la Posta svizzera intende offrire al suo personale le migliori condizioni di lavoro possibili. Per ottimizzare le prestazioni di un'azienda occorre tra l'altro evitare perdite e fluttuazioni dovute allo stress. I programmi di formazione europei offrono una possibilità di scambio su questi temi con aziende analoghe. Nel caso in questione le aziende che devono far fronte a problematiche simili si trovano all'estero.</p><p>Il carattere transnazionale di questi progetti permette di creare un valore aggiunto per tutti i partner con un onere relativamente contenuto.</p><p>2./3. I progetti di partenariato svolti nel quadro dei programmi di formazione europei sono innanzitutto un'occasione di scambio di buone pratiche. Le aziende e gli istituti di formazione coinvolti condividono strumenti volti a rafforzare le competenze chiave del personale (anche per la gestione dello stress e delle sue cause) e a favorirne lo sviluppo professionale.</p><p>4. Nella fase iniziale le disposizioni formali previste da Erasmus plus erano definite in modo molto ampio. Con la soluzione transitoria 2014 per Erasmus plus approvata dal Consiglio federale il 16 aprile 2014 sono state fissate alcune priorità tematiche soprattutto in relazione alla mobilità. Se in futuro dovesse ancora partecipare su un piano paritario a Erasmus plus tramite un accordo di associazione, la Svizzera non potrà tuttavia porre l'accento esclusivamente sulla promozione della mobilità degli studenti poiché i budget delle varie attività sono stabiliti secondo le disposizioni della decisione che istituisce il programma.</p><p>5. Come già chiarito nella risposta alla domanda Pieren 14.5162 del 18 marzo 2014, le proposte di progetto sono sottoposte a una selezione formale e qualitativa che viene effettuata dall'agenzia nazionale tenendo conto di una serie di criteri ampiamente condivisi. Nel 2014 la soluzione transitoria si limiterà a progetti d'eccellenza che contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi di formazione. La quota di bilancio destinata alle attività di progetto diminuirà notevolmente rispetto alle disposizioni di Erasmus plus.</p><p>6. Nel 2013 l'agenzia nazionale (Fondazione ch) disponeva, per l'attuazione dei programmi europei per l'educazione e la gioventù "Apprendimento permanente" e "Gioventù in azione", di 34,7 posti a tempo pieno. L'agenzia nazionale si occupa in modo autonomo dell'impiego del personale incaricato della distribuzione dei fondi disponibili.</p><p>7. Come indicato nella risposta alla domanda 5, le proposte di progetto vengono sottoposte a una selezione formale e qualitativa. La selezione dei progetti che meritano di essere promossi deve basarsi esclusivamente su questi criteri.</p>  Risposta del Consiglio federale.