<h2>SubmittedText<h2><p>Nella sua risposta all'interpellanza Porchet 20.3259, il Consiglio federale dichiara di impegnarsi ampiamente a favore della salute sessuale e riproduttiva, e dei diritti connessi, in particolare nel quadro dell'aiuto internazionale. Nel 2018 la Svizzera ha lanciato una "call to action" con l'Afghanistan per garantire una copertura sanitaria universale nelle situazioni di emergenza. La popolazione afghana si trova ora in una tale situazione. La salute sessuale e riproduttiva è fondamentale in caso di crisi sia per proteggere le persone da danni imminenti sia per prevenire sofferenze future che avranno un impatto non solo sugli individui, ma sull'intera comunità. In Afghanistan la salute sessuale e riproduttiva, e i diritti connessi, soprattutto di donne, ragazze e bambini, sono fortemente a rischio. L'accesso alle cure è limitato, specialmente per le donne, e cresce il rischio di violenza sessuale e di genere. Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Come fa la Svizzera a garantire che, nell'ambito dell'assistenza fornita all'Afghanistan, i servizi di sostegno raggiungano le donne e le ragazze e coprano in particolare i loro bisogni fondamentali in materia di salute e diritti sessuali e riproduttivi, compresi la salute materna (accesso all'assistenza sanitaria durante la gravidanza e il parto), l'accesso ai metodi contraccettivi, agli articoli igienici per il ciclo mestruale, a test e trattamenti contro l'HIV e le MST, a strutture per combattere e prevenire la violenza di genere e ai metodi di prevenzione della trasmissione dell'HIV da madre a figlio ecc.?</p><p>2. In che modo la Svizzera contribuisce a garantire servizi sanitari di base adeguati in Afghanistan?</p><p>3. Come possiamo garantire che le donne, le ragazze e i bambini rifugiati afghani possano beneficiare dell'assistenza sanitaria di base e relativa alla salute sessuale e riproduttiva?</p><p>4. Quali misure concrete sono già state attuate o sono previste dalla Svizzera, oltre all'attuale sostegno finanziario?</p><p>5. Quale contributo finanziario concreto supplementare prevede la Svizzera nel settore della salute sessuale e riproduttiva e dei diritti connessi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1.-3. La Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) del DFAE è attiva in Afghanistan dal 2002 e si impegna per favorire l'empowerment di donne e bambine, in particolare nel settore dell'istruzione di base. Nell'istruzione primaria e secondaria delle bambine viene posto l'accento sulla salute sessuale e riproduttiva allo scopo di ridurre la mortalità infantile e materna e di prevenire le malattie infettive trasmissibili, come l'HIV/AIDS, e di contrastare la violenza domestica.</p><p>Nell'attuazione dei suoi programmi, la DSC collabora con il Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR), agenzie dell'ONU e ONG internazionali e locali, che devono agire con estrema cautela per non mettere a rischio soprattutto bambine e donne e per non vanificare i progressi fatti negli ultimi due decenni. La DSC continua quindi a collaborare con le organizzazioni che si battono contro le violazioni dei diritti umani e gli abusi di ogni tipo, comprese quelle che si occupano di salute sessuale e riproduttiva. La DSC si tiene in contatto con le organizzazioni partner e sta verificando in che misura sia possibile portare avanti i suoi programmi. A livello politico, la Svizzera invita tutte le parti in conflitto a rispettare il diritto internazionale umanitario e i diritti umani e offre i suoi buoni uffici.</p><p>4.-5. Il budget regolare del programma di cooperazione con l'Afghanistan della DSC prevedeva 27 milioni di franchi per il 2021. Alla luce delle esigenze umanitarie, l'8 settembre 2021 il Consiglio federale ha deciso di rafforzare il suo impegno umanitario a favore della popolazione bisognosa in Afghanistan e nella regione (cfr. parere del Consiglio federale del 17 novembre 2021 in risposta alla mozione 21.3976 CPE-N "Crisi in Afghanistan. Contributo della Svizzera alla stabilità e alla pace nella regione"). A questo scopo, sempre per il 2021, il Consiglio federale prevede contributi supplementari pari a 33 milioni di franchi per far fronte ai bisogni umanitari. Di questi, 23 milioni saranno finanziati con un credito aggiuntivo in merito al quale il Parlamento delibererà nella prossima sessione invernale. La maggior parte di questi fondi sarà usata per fornire aiuti immediati ai 18 milioni di persone particolarmente vulnerabili, primariamente ragazze e donne. A medio termine sarà dato particolare rilievo al rafforzamento della resilienza della popolazione. In questo contesto, l'accesso per donne e bambine ai servizi nei settori della formazione e della salute assumerà un notevole peso.</p>  Risposta del Consiglio federale.