<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Per la prevenzione del tabagismo, che senso ha distinguere tra eventi a carattere internazionale ed eventi a carattere nazionale nel divieto di sponsorizzazione da parte dell'industria del tabacco?</p><p>2. Le ragioni della distinzione vanno ricercate in altre riflessioni di politica sanitaria? </p><p>3. Perché la Confederazione svantaggia le manifestazioni che fanno conoscere il nostro Paese all'estero e contemporaneamente, come i cantoni, persegue lo stesso obiettivo con costose operazioni pubblicitarie?</p><p>4. Perché il Consiglio federale indebolisce costantemente i settori più concorrenziali e protegge invece i più deboli?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. La pubblicità serve a mettere in risalto i pregi di un prodotto per promuoverne lo smercio. Nelle sponsorizzazioni la pubblicità ricorre inoltre alla veicolazione dell'immagine. L'immagine positiva dell'evento - sportivo o culturale - deve essere associata a una marca. Poiché la riduzione del numero dei consumatori di tabacco è un obiettivo di politica sanitaria, tutti i Paesi limitrofi vietano la sponsorizzazione da parte dell'industria del tabacco di eventi a impatto internazionale, cioè eventi che hanno luogo in più Paesi o sono trasmessi alla televisione.</p><p>Con le limitazioni alla sponsorizzazione proposte nell'avamprogetto della legge sui prodotti del tabacco (LPTab) si intende impedire che le misure preventive dei nostri vicini vengano eluse attraverso eventi organizzati in Svizzera. Inoltre, viste le loro dimensioni e la loro attrattiva, gli eventi di carattere internazionale raggiungono anche un vasto pubblico svizzero.</p><p>Dal punto di vista della prevenzione sarebbe certamente ragionevole imporre divieti di sponsorizzazione anche per eventi a carattere totalmente nazionale. Dopo aver accuratamente ponderato gli interessi in gioco, tuttavia, il Consiglio federale ha deciso di non proporre un divieto applicabile a tutti gli eventi organizzati sul suolo svizzero. Ha così tenuto conto degli interessi degli organizzatori di eventi sponsorizzati in parte dall'industria del tabacco. Non c'è alcun altro motivo di politica sanitaria per questa distinzione.</p><p>Nell'avamprogetto è per altro previsto che i cantoni possono decidere di applicare, sul loro territorio, misure più severe di quelle della Confederazione per rendere più efficace la prevenzione del tabagismo a protezione della gioventù. I cantoni di Soletta e del Vallese hanno già emanato un divieto di sponsorizzazione da parte dell'industria del tabacco, rispettivamente nel 2007 e nel 2009, senza registrare alcuna ripercussione negativa sulla vita sportiva o culturale. Il Dipartimento federale dell'interno sta analizzando i pareri pervenuti nel corso della procedura di consultazione, conclusasi il 12 settembre 2014. Nel quadro dell'elaborazione del messaggio il Consiglio federale deciderà come proseguire. La decisione è prevista nella prima metà del 2015.</p><p>3./4. La maggior parte degli eventi a carattere internazionale rinuncia già oggi a sponsorizzazioni dell'industria del tabacco. Basti pensare al torneo di tennis di Gstaad e ai concorsi ippici di Zurigo o ai noti eventi musicali di Lucerna. Anche a Basilea, negli ultimi anni un evento sportivo e un evento musicale a carattere internazionale hanno rinunciato, sia pure per motivi diversi, alla sponsorizzazione dell'industria del tabacco. La loro popolarità non ne ha affatto sofferto né ne è risultato un indebolimento di tutto il settore.</p>  Risposta del Consiglio federale.