<h2>SubmittedText<h2><p>I dati più recenti confermano la tendenza decrescente delle esportazioni verso l'UE: su un totale di 312 miliardi di franchi di esportazioni dalla Svizzera, solo il 40,6 per cento circa ha ora come destinazione l'UE, mentre per molto tempo tale quota è stata invece nettamente superiore al 50 per cento. Dei 126,8 miliardi di franchi indirizzati verso l'UE, 71,9 sono riconducibili all'Accordo sull'abolizione degli ostacoli tecnici al commercio (Mutual Recognition Agreement, MRA). Questo dato lascia intendere che, senza tale Accordo, si perderebbero più di 70 miliardi di franchi di esportazioni, cosa di per sé poco realistica. Questo importo è ascrivibile ai seguenti settori: 38,1 miliardi al settore farmaceutico, 10,5 al settore dei macchinari, 6,9 al settore della diagnostica e 5,2 al settore della tecnologia medica. Tali cifre sono spesso usate come fondamento della teoria secondo cui sarebbe in atto una sorta di erosione degli accordi bilaterali. Il Consiglio federale è pertanto invitato a rispondere alle seguenti domande: </p><p>- A suo parere, come evolverà la quota delle esportazioni verso l'UE nei prossimi dieci anni?</p><p>- Quali vantaggi trae la Svizzera da questa diversificazione delle esportazioni?</p><p>- Dei 71,9 miliardi di franchi di esportazioni legate al MRA, quale importo sarebbe realizzabile anche senza tale Accordo e rientrerebbe nel campo di applicazione per esempio dell'Accordo di libero scambio del 1972 o di uno degli accordi OMC?</p><p>- L'1,7 per cento delle esportazioni dalla Svizzera è legato al MRA e rientra nel settore della tecnologia medica, nel quale sembrerebbe mancare un accordo quadro. Quale percentuale di questo 1,7 per cento è effettivamente interessata? Qual è per esempio la quota di aziende operanti nel settore della tecnologia medica che fa già richiesta di certificazione nell'UE e che non percepirà quindi alcun cambiamento? A quanto ammontano i risparmi sui costi in caso di certificazione nell'area UE rispetto a una certificazione in Svizzera?</p><p>- Ci sono segnali nei settori farmaceutico, dei macchinari e della diagnostica indicanti che la revisione delle basi legali nell'UE possa innescare un dibattito simile a quello in corso nel settore della tecnologia medica? In caso affermativo, come si stanno preparando il Consiglio federale e i settori interessati per evitare una pressione politica finalizzata alla sottoscrizione di un legame politico-istituzionale con l'UE?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Negli ultimi dieci anni la quota delle esportazioni industriali svizzere verso l'UE è scesa, passando dal 54 per cento circa (2010) al 48 per cento. Il mercato dell'UE continua quindi, nonostante tutto, ad assorbire quasi metà di tali esportazioni. Lo sviluppo futuro della quota di esportazioni verso l'UE dipende da vari fattori, per i quali non è possibile fare previsioni a lungo termine. Questi includono, per esempio, la congiuntura economica negli altri Paesi, l'andamento dei tassi di cambio, i cambiamenti strutturali nell'offerta e nella domanda, l'evoluzione dei prezzi relativi tra la Svizzera e l'estero, così come gli sviluppi della politica commerciale in Europa e nel resto del mondo. Gli stretti legami economici e la vicinanza geografica lasciano presumere che l'UE rimarrà il principale mercato di esportazione della Svizzera anche nel lungo periodo.</p><p>2. La diversificazione delle esportazioni elvetiche e l'accesso a nuovi mercati contribuiscono in linea di principio a uno sviluppo economico positivo del nostro Paese, oltre a permettere di ridurre il rischio di perdite se, per esempio, lo sviluppo economico o la domanda in un Paese partner dovesse deteriorarsi oppure se altri fattori dovessero avere un impatto negativo sulle relazioni commerciali. Le stesse considerazioni valgono anche per le importazioni. Per questo motivo la Svizzera mantiene e amplia costantemente una rete di accordi di libero scambio con partner in tutto il mondo.</p><p>3. Tutti gli scambi con l'UE coperti dal MRA rientrano nel campo d'applicazione dell'Accordo di libero scambio del 1972 e dei relativi accordi OMC. L'Accordo di libero scambio garantisce, per esempio, la soppressione dei dazi all'importazione sui beni industriali. Inoltre, grazie al MRA, le esportazioni che superano i 70 miliardi di franchi beneficiano di notevoli sgravi amministrativi, perché, ad esempio, non sono necessarie doppie certificazioni, doppie serie di prodotti per i rispettivi mercati o la designazione di un importatore o di un rappresentante nell'UE. Senza il MRA, la competitività delle imprese svizzere sarebbe indebolita, l'accesso al mercato dell'UE risulterebbe più difficile e le catene di produzione e distribuzione esistenti verrebbero interrotte.</p><p>4. Attualmente, l'intero settore delle tecnologie mediche e biomediche (med tech) beneficia delle agevolazioni previste dal MRA e farebbe quindi le spese di un mancato aggiornamento dell'Accordo. Indipendentemente dal fatto che i prodotti siano certificati nell'UE o in Svizzera, un problema importante che emergerebbe dal mancato aggiornamento del MRA è il costo associato alla nomina di un rappresentante nell'UE e alla ri-etichettatura dei prodotti. Secondo i sondaggi di settore, solo per nominare un rappresentante nell'UE il settore med tech svizzero dovrebbe sostenere costi iniziali di un importo superiore a 114 milioni di franchi e, in seguito, costi annuali di circa 75 milioni di franchi. Questo settore sta acquistando un peso sempre maggiore nella piazza economica elvetica: dal 2012 ha registrato una crescita del fatturato media del sei per cento all'anno, rappresenta il 2,6 per cento circa del valore aggiunto economico complessivo (PIL) e assicura 63 000 posti di lavoro in Svizzera (1400 imprese).</p><p>5. Diversamente da quanto succede nei settori dei dispositivi medici e della diagnostica in vitro, nell'UE non sono attualmente previste revisioni legislative sostanziali nel settore dei medicinali che avrebbero sul MRA un impatto comparabile a quello in corso nel settore della tecnologia medica.</p><p>Di recente, la Commissione europea ha tuttavia proposto una revisione della legislazione sui macchinari, che rappresenta la prima fase del processo legislativo nell'UE. Se il MRA non sarà aggiornato e adattato all'evoluzione della regolamentazione, le agevolazioni di accesso al mercato potrebbero essere intaccate nei settori in cui sono previste sostanziali modifiche legislative.</p>  Risposta del Consiglio federale.