<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è pregato di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Qual è il volume della lana merino importata in Svizzera? E il suo valore in denaro? Come valuta dal punto di vista della protezione degli animali i metodi di produzione della merce importata?</p><p>2. Qual è il volume della lana d'Angora importata in Svizzera? E il suo valore in denaro? Come valuta dal punto di vista della protezione degli animali i metodi di produzione della merce importata?</p><p>3. Qual è il volume della lana cashmere importata in Svizzera? E il suo valore in denaro? Come valuta dal punto di vista della protezione degli animali i metodi di produzione della merce importata?</p><p>4. Qual è il volume della lana mohair importata in Svizzera? E il suo valore in denaro? Come valuta dal punto di vista della protezione degli animali i metodi di produzione della merce importata?</p><p>5. Qual è il volume della lana di astrakan importata in Svizzera? E il suo valore in denaro? Come valuta dal punto di vista della protezione degli animali i metodi di produzione della merce importata?</p><p>6. È disposto a introdurre l'obbligo di dichiarazione per ogni tipo di lana e a emanare un divieto d'importazione in caso di metodi di produzione contrari alla protezione degli animali?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Tra il 2015 e il 2017 sono state importate in Svizzera annualmente tra le 2300 e le 2600 tonnellate di lana e peli di animali, come pure di filati e tessuti da essi ottenuti, di cui circa l'80 per cento proveniente dall'UE. Il Consiglio federale non dispone di dati esatti sull'importazione annuale dei diversi tipi di lana poiché le voci della tariffa doganale non consentono una distinzione così dettagliata. Lo stesso vale per prodotti quali i capi di abbigliamento in lana. Non è quindi possibile determinare il valore in denaro di ciascun tipo di lana.</p><p>In considerazione del volume delle importazioni, l'introduzione di un obbligo di dichiarazione per tutti i tipi di lana comporterebbe oneri notevoli, che ricadrebbero soprattutto sui punti vendita. Competerebbe infatti a loro assicurare la corretta dichiarazione della lana. Inoltre, per essere efficace, un obbligo di dichiarazione presupporrebbe controlli che richiederebbero ingenti risorse. A un divieto di importare lana prodotta in modo non conforme alla protezione degli animali si oppongono ragioni di ordine giuridico e pratico. Dal punto di vista del diritto commerciale (OMC e accordi di libero scambio) un divieto d'importazione deve soddisfare requisiti molto elevati. Un divieto d'importazione generale per la lana ottenuta in modo non conforme alla legislazione sulla protezione degli animali sarebbe problematico perché mancano, tra l'altro, norme internazionali che definiscano quali metodi di produzione siano "crudeli" per gli animali.</p><p>Anche il Consiglio federale attribuisce grande importanza a una produzione rispettosa degli animali ed è consapevole che alcuni metodi utilizzati per ottenere la lana non sono conformi alle norme svizzere sulla protezione degli animali. È tuttavia dell'avviso che l'effetto di un divieto di importazione sia inferiore a quello conseguito intervenendo in favore del benessere degli animali negli organi internazionali competenti. Un divieto unilaterale avrebbe inoltre come conseguenza che il commercio si sposterebbe semplicemente in altri Paesi che non prevedono una misura analoga. Il Consiglio federale considera il crescente impegno volontario dei grandi distributori di capi di abbigliamento che si può osservare un approccio più promettente. Diversi distributori internazionali e nazionali di prodotti di lana si sono per esempio impegnati a commercializzare soltanto lana merino ottenuta da animali non sottoposti al "mulesing" (taglio di lembi della pelle o della coda senza anestesia) o a rinunciare completamente alla lana d'Angora. Il Consiglio federale appoggia le iniziative del settore privato che vanno in questo senso.</p>  Risposta del Consiglio federale.