Corte IV D-4669/2006/ {T 0/2} S e n t e n z a d e l 9 o t t o b r e 2 0 0 9 Giudici Pietro Angeli-Busi (presidente del collegio), Martin Zoller, Robert Galliker, cancelliera Antonella Guarna. A._______, dichiaratosi nato il (...), Costa d'Avorio, ricorrente, contro Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore. Esecuzione dell'allontanamento; decisione dell'UFM del 4 maggio 2005 / N [...]. B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t T r i b u n a l a d m i n i s t r a t i f f é d é r a l T r i b u n a l e a m m i n i s t r a t i v o f e d e r a l e T r i b u n a l a d m i n i s t r a t i v f e d e r a l Composizione Parti OggettoD-4669/2006 Fatti: A. Il (...), l'interessato, dichiaratosi dell'età di circa (...) anni nato nel (...), originario di B._______ (Costa d'Avorio), d'etnia C._______, con ultimo domicilio a D._______ (B._______), ha presentato una domanda d'asilo in Svizzera. H a affermato, in sostanza e per quanto è qui di rilievo (cfr. verbali d'audizione del 12, 18 e 27 aprile 2005), d'essere espatriato nel (...) 2005 per il timore di subire delle rappresaglie da parte dei ribelli, di cui suo padre avrebbe anche fatto parte. Un giorno, alla fine di (...) 2005, i ribelli si sarebbero recati a casa dell'interessato per obbligarlo a seguirli. Non volendo far parte del loro gruppo, l'interessato sarebbe scappato. Egli si sarebbe dapprima rifugiato nel bosco e poi sarebbe stato aiutato da un amico di suo padre, il quale l'avrebbe portato a casa sua a E._______, da dove - dopo (...) giorni - si sarebbe imbarcato. Giunto in Italia, avrebbe poi raggiunto la Svizzera. B. Con decisione del 4 maggio 2005 (notificata all'interessato il medesimo giorno; cfr. risultanze processuali), l'UFM ha respinto la succitata domanda d'asilo. Detto Ufficio ha pure pronunciato l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera e l'esecuzione dell'allontanamento verso il suo Paese d'origine, ossia la Costa d'Avorio, siccome lecita, esigibile e possibile. C. Il 1° giugno 2005, l'interessato, ha inoltrato ricorso dinanzi alla Commissione svizzera di ricorso in materia d'asilo (CRA) contro la menzionata decisione dell'UFM. Ha chiesto l'annullamento della decisione impugnata, limitatamente al punto di questione dell'esecuzione dell'allontanamento, e la concessione dell'ammissione provvisoria. Ha, altresì, presentato una domanda d'assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versamento delle spese processuali e del relativo anticipo. D. Il 21 giugno 2005, la CRA ha rinunciato, ritenuta la sussistenza di motivi particolari (art. 63 cpv. 4 della legge federale sulla procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 [PA, RS 172.021]), a chiedere Pagina 2D-4669/2006 all'insorgente il versamento di un anticipo a copertura delle presumibili spese processuali. E. Con decisione incidentale del 25 maggio 2007, il Tribunale amministrativo federale (TAF) ha invitato l'autorità inferiore a presentare una risposta al ricorso. F. Il 1° giugno 2007, l'UFM, nell'ambito della sua risposta, ha proposto la reiezione del gravame. G. Con decisione incidentale del 12 giugno 2007, il TAF ha concesso al ricorrente un termine fino al 27 giugno 2007 per introdurre l'atto di replica. Tale termine è, nel frattempo, scaduto infruttuoso. Diritto: 1. 1.1 Il TAF giudica definitivamente i ricorsi contro le decisioni dell'UFM (art. 31 e art. 33 lett. d della legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 [LTAF, RS 173.32], art. 105 della legge sull'asilo del 26 giugno 1998 [LAsi, RS 142.31] e art. 83 lett. d della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]). 1.2 Inoltre, dal 1° gennaio 2007, il TAF giudica, in quanto sia competente, i ricorsi pendenti al 31 dicembre 2006 presso le commissioni federali di ricorso o d'arbitrato o presso i servizi dei ricorsi dei dipartimenti. Il giudizio si svolge secondo il nuovo diritto processuale (art. 53 cpv. 2 LTAF). 1.3 Giusta il capoverso 1 delle disposizioni transitorie della modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, ai procedimenti pendenti al momento dell'entrata in vigore della citata modifica è applicabile il nuovo diritto. Pagina 3D-4669/2006 2. V'è motivo d'entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni d'ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 e all'art. 50 e all'art. 52 PA, nonché all'art. 105 LAsi in rimando all'art. 37 LTAF. 3. 3.1 Giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 37 LTAF, nei procedimenti su ricorso è determinante la lingua della decisione impugnata. Se le parti utilizzano un'altra lingua, il procedimento può svolgersi in tale lingua. 3.2 Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente sentenza va redatta in italiano. 4. Il TAF esamina liberamente il diritto federale, l'accertamento dei fatti e l'inadeguatezza, senza essere vincolato dai motivi invocati dalle parti (art. 62 cpv. 4 PA) o dai considerandi della decisione impugnata (v. sentenza del Tribunale amministrativo federale D-4917/2006 del 12 luglio 2007 consid. 3). 5. Nella decisione impugnata, l'autorità inferiore ha innanzitutto considerato inverosimili le allegazioni del richiedente circa l'asserita minor età nonché la provenienza da D._______, nel nord della Costa d'Avorio. Egli non avrebbe segnatamente presentato alcun documento d'identità per provare l'età dichiarata e non sarebbe stato in grado di dare indicazioni coerenti sulla sua biografia e su quella dei suoi genitori. Peraltro, avrebbe l'aspetto d'un maggiorenne sulla foto e l'esame osseo avrebbe avuto come esito un'età superiore ai 19 anni. Aggiungasi, per di più, l'inverosimiglianza delle circostanze del viaggio d'espatrio, l'assenza di un motivo giustificativo per la mancanza dei documenti, nonché l'inverosimiglianza della vinceda fatta valere a sostegno della sua domanda d'asilo. Quanto al suo luogo d'origine, da un lato, il richiedente avrebbe reso affermazioni errate e incomplete, non avrebbe altresì saputo indicare chi controlla la cittadina di B._______ o il nome del gruppo di ribelli che occupa il nord del Paese, nonché le località per arrivare ad E._______. Dall'altro lato, avrebbe reso risposte corrette su alcune domande generali e facilmente reperibili. L'UFM ha quindi concluso che le allegazioni del ricorrente in Pagina 4D-4669/2006 materia d'asilo non soddisfano le condizioni di verosimiglianza previste dall'art. 7 LAsi. Per conseguenza, non potrebbe essere riconosciuta la qualità di rifugiato prevista dall'art. 3 LAsi. Infine, detto Ufficio, ha sottolineato che né la situazione vigente in Costa d'Avorio - dove non regnerebbe una situazione di violenza generalizzata - né quella personale del ricorrente - uomo giovane, di buona salute con esperienza lavorativa - si opporrebbero ragionevolmente al ritorno dell'insorgente ad E._______, dove il suo rinvio sarebbe esigibile e da dove si presume egli provenga. 6. Nel gravame, l'insorgente ha rilevato che l'affermazione dell'UFM secondo cui la Costa d'Avorio non conosce una situazione di guerra civile o di violenza, è una generalizzazione. Infatti, la guerra in Costa d'Avorio sarebbe iniziata nel 2001 e gli sforzi per riportare la pace sarebbero stati vani. La situazione in questo Paese sarebbe tesa ed esplosiva, tanto da non poter garantire un ritorno alla dignità e alla sicurezza. Le violazioni dei diritti dell'uomo, le violazioni da parte delle autorità locali con arresti e detenzioni arbitrarie, nonché le torture e maltrattamenti sono flagranti e massicce. Di conseguenza, l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente verso la Costa d'Avorio non sarebbe ammissibile in relazione all'applicabilità dell'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali del 4 novembre 1950 (CEDU, RS 0.101), nonché ragionevolmente esigibile. 7. Nella risposta al ricorso, l'UFM ha osservato che il ricorrente non ha reso verosimile la sua provenienza dal nord della Costa d'Avorio. Ad ogni modo, a partire dal 2002, i protagonisti della crisi politica-militare - la quale avrebbe portato alla separazione del Paese in due regioni - hanno instaurato un dialogo che avrebbe condotto, nel mese di marzo 2007, alla conclusione di un accordo di pace. Successivamente, con la costituzione del nuovo governo, sarebbe cominciato lo smantellamento della zona di frontiera, i soldati onusi sarebbero stati rimpiazzati da unità militari composte da soldati ivroniani delle Forze armate nazionali e delle Forze Nuove. Di conseguenza, in Costa d'Avorio, segnatamente ad Abidjan, non vi sarebbe una situazione di violenza generalizzata sull'insieme della popolazione e del territorio nazionale. Pertanto, l'autorità inferiore ha ritenuto ragionevolmente esigibile il Pagina 5D-4669/2006 rinvio del ricorrente nel suo Paese d'origine, in particolare a E._______ ed ha, quindi, confermato la decisione impugnata. 8. 8.1 Preliminarmente, il TAF osserva che l'UFM ha considerato, sin dalle prime fasi della procedura d'asilo, il ricorrente come maggiorenne, di modo che, da un lato, l'UFM non ha deciso la nomina in suo favore di una persona di fiducia e dall'altro, in materia d'allontanamento e relativa esecuzione, non ha ritenuto applicabili le norme inerenti alla protezione dei fanciulli non accompagnati. 8.2 Nella fattispecie, l'insorgente non ha contestato il misconoscimento da parte dell'UFM della sua allegata minor età, né in relazione ai motivi d'asilo, né tanto meno in relazione all'esecuzione del suo allontanamento. Di conseguenza, non v'è motivo di non condividere le considerazioni dell'UFM - regolarmente cresciute in giudicato - circa la maggior età del ricorrente al momento dell'inoltro della sua domanda d'asilo. 9. 9.1 Ritenuto il diniego in favore del ricorrente della qualità di rifugiato prevista dall'art. 3 LAsi, non emergono nemmeno dalle carte processuali elementi da cui desumere che l'esecuzione dell'allontanamento dell'insorgente in Costa d'Avorio possa violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della Convenzione sullo statuto dei rifugiati del 28 luglio 1951 (Conv., RS 0.142.30), l'art. 5 LAsi (divieto di respingimento) nonché l'art. 83 cpv. 3 della legge federale sugli stranieri del 16 dicembre 2005 (LStr, RS 142.20). La portata dell'art. 83 cpv. 3 LStr non si esaurisce, altresì, nella massima del "non-refoulement". Anche altri impegni di diritto internazionale della Svizzera possono essere ostativi all'esecuzione del rimpatrio, in particolare l'art. 3 CEDU o l'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105). L'applicazione di tali disposizioni presuppone, peraltro, l'esistenza di serie e concrete ragioni per ritenere che lo straniero possa essere Pagina 6D-4669/2006 esposto, nel Paese verso il quale sarà allontanato, a dei trattamenti contrari a detti articoli; spetta all'interessato di rendere plausibile l'esistenza di siffatte serie e concrete ragioni. Nel caso concreto non è dato rilevare alcun serio indizio secondo cui il ricorrente possa essere esposto in caso di rimpatrio al rischio reale ed immediato di un trattamento contrario a siffatte disposizioni, contrariamente a quanto l'insorgente avrebbe preteso in sede di ricorso con semplici e generali allegazioni (cfr. ricorso pagg. 2-3). In altri termini, quest'ultimo non ha saputo fornire un insieme d'indizi, oppure presunzioni non contraddette, sufficientemente gravi, precisi e concordanti quo ad un pericolo d'esposizione personale ad atti o fatti che si ritengono contrari alle disposizioni sopraccitate. Pertanto, come rettamente ritenuto nel giudizio litigioso, l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile ai sensi delle norme del diritto pubblico internazionale nonché della LAsi. 9.2 9.2.1Giusta l'art. 83 cpv. 4 LStr, l'esecuzione non può essere ragionevolmente esigibile qualora, nello Stato d'origine o di provenienza, lo straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo in seguito a situazioni quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza medica. Qualora venga constatato un pericolo concreto deve essere concessa l'ammissione provvisoria, salvi i casi di cui l'art. 83 cpv. 7 LStr (cfr. Foglio Federale del n. 20 del 20 maggio 2002 pag. 3433 [FF 2002 3433]). Il TAF osserva nondimeno che in Costa d'Avorio, non vige attualmente una situazione di guerra, di guerra civile o di violenza generalizzata al punto che si debba rinunciare sistematicamente all'esecuzione dell'allontanamento di tutte le persone di origine ivoriana, indipendentemente del caso di specie (v. sentenze del TAF D-4710/2006 del 23 aprile 2009, D-4477/2006 del 28 gennaio 2008, E-4750/2006 del 9 dicembre 2008 e E-2126/2009 dell'8 aprile 2009). Inoltre, le violazioni gravi dei diritti dell'uomo sono diminuite dopo la firma dell'Accordo di Ouagadougou del 4 marzo 2007. Tuttavia, il TAF ha pure constatato che ultimamente il traffico d'esseri umani, in particolare in relazione alle donne (prostituzione) ed ai bambini (lavori forzati), ha preso nuove dimensioni. Peraltro, un problema importante concerne il ritorno di persone provenienti da regioni dove sussistono Pagina 7D-4669/2006 lacune dal punto di vista della sicurezza e delle infrastrutture giudiziarie, in particolare nell'ovest del Paese (v. sentenza del TAF del 28 gennaio 2008 D-4477/2006). 9.2.2Premesso ciò, il TAF osserva che, nella fattispecie, l'UFM ha considerato che il luogo d'origine del ricorrente non è D._______ - nella provincia di B._______ nel nord-ovest della Costa d'Avorio - come egli avrebbe dichiarato (cfr. verbale d'audizione del 12 aprile 2005 pag. 1), bensì è E._______. A sostegno di tale conclusione, basti rilevare che - oltre a quanto evidenziato dall'UFM nella decisione impugnata - il ricorrente ha affermato in sostanza di essere fuggito dalla sua abitazione di D._______ verso il bosco (cfr. verbale d'audizione del 27 aprile 2005 D33 e 40 pagg. 4-5) ed ha poi dichiarato di essere fuggito dalla sua casa isolata tra le piante ed essere entrato nel bosco che egli ha definito la foresta di E._______ (cfr. verbale d'audizione del 27 aprile 2005 D57 e 62 pag. 7). Tali affermazioni, come ritenuto dall'autorità inferiore, sono palesemente contrarie alla realtà e prive di logica. Infatti la città di B._______, in provincia della quale sarebbe il villaggio del ricorrente, si situa a diverse centinaia di chilometri di distanza da E._______, nel sud del Paese. Inoltre, pur avendo dichiarato di essere nato e di aver vissuto sino al suo espatrio nel villaggio di D._______, nel nord-ovest del Paese, l'insorgente non è riuscito ad indicare il nome dei gruppi di ribelli che occuppano tale parte di territorio e la città di B._______, nonché il nome del gruppo di ribelli da cui sarebbe fuggito (cfr. (cfr. verbale d'audizione del 27 aprile 2005 D18-23 pag. 3). In siffatte circostanze, è pertanto verosimile che il ricorrente provenga da E._______ e non da D._______ (B._______). 9.2.3Codesto Tribunale ha considerato ragionevolmente esigibile l'esecuzione dell'allontanamento ad E._______ per un uomo, giovane, senza problemi di salute, che ha precedentemente vissuto ad E._______, oppure che dispone di una rete sociale in loco. Per quanto concerne le persone provenienti dall'ovest oppure dal nord del Paese e senz'alcun legame con E._______, si impone un esame più dettagliato, tramite un'analisi approfondita nel singolo caso, della situazione generale della loro regione d'origine e della loro situazione personale (v. sentenze del TAF D-4710/2006 del 23 aprile 2009, D-4477/2006 del 28 gennaio 2008, E-4750/2006 del 9 dicembre 2008 e E-2126/2009 dell'8 aprile 2009). Pagina 8D-4669/2006 9.2.4Quanto alla situazione personale dell'insorgente - considerato che è stato reso verosimile che il suo luogo d'origine è E._______ - si osserva che è giovane, ha una certa esperienza professionale, come coltivatore, e possiede un terreno (cfr. verbali d'audizione del 12 aprile 2005 pagg. 1 e del 27 aprile 2005 D72 pag. 8). Inoltre, avendo il ricorrente sempre vissuto fin dalla nascita sino al suo espatrio nel medesimo luogo (cfr. verbale d'audizione del 12 aprile 2005 pag. 1) - che secondo quanto esposto al considerando 9.2.2. è E._______ - non vi è ragione di ritenere che egli non abbia una rete sociale in loco in grado di essere di supporto per il suo reinserimento. Peraltro, l'insorgente ha dichiarato di essere stato ospitato ad E._______ per oltre due settimane da un amico di suo padre, il quale sarebbe addirittura andato a cercarlo nel bosco, dove si sarebbe rifugiato, e gli avrebbe organizzato e pagato il viaggio d'espatrio (cfr. verbali d'audizione del 12 aprile 2005 pag. 5, del 18 aprile 2005 pag. 2 e del 27 aprile 2005 D33, D65-68 pagg. 4 e 7). L'insorgente non ha, altresì, preteso nel gravame di soffrire di gravi problemi di salute che possano giustificare un'ammissione provvisoria (v. sulla problematica Giurisprudenza ed informazioni della Commissione svizzera di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2003 n. 24), senza che da un esame d'ufficio degli atti di causa emerga la necessità di una permanenza dell'autore del gravame in Svizzera per motivi medici. In siffatte circostanze, l'autorità inferiore ha rettamente ritenuto siccome adempiti i presupposti per formulare una prognosi favorevole con riferimento alle effettive possibilità per lo stesso di un adeguato reinserimento sociale nel suo Paese d'origine. In aggiunta, i quattro anni di soggiorno del ricorrente nel nostro Paese non costituiscono una ragione ostativa all'esecuzione dell'allontanamento dell'insorgente. Infatti, egli ha trascorso in Costa d'Avorio l'infanzia, la sua adolescenza, oltre la soglia della maggiore età, allorquando - al momento dell'entrata in Svizzera e della presentazione della domanda d'asilo - egli era già maggiorenne, come rettamente rilevato dall'UFM nella decisione impugnata. Per di più, l'insorgente non ha famigliari in Svizzera, e dagli atti risulta che egli sia stato oggetto di un decreto d'accusa nel 2005 (cfr. A 20/2). Pertanto, non v'è motivo di ritenere che l'autore del gravame, in caso di allontanamento dal nostro Paese, subirà uno sradicamento culturale importante, ritenuto altresì il suo grado d'integrazione dal profilo socioculturale maggiore in Costa d'Avorio che in Svizzera. Pagina 9D-4669/2006 9.2.5In considerazione di quanto precede, l'esecuzione dell'allontanamento è ragionevolmente esigibile. 9.3 Non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr). Infatti, il ricorrente, usando della dovuta diligenza potrà procurarsi ogni documento necessario al rimpatrio. L'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile. 10. Ne discende pertanto che, anche in materia d'allontanamento ed esecuzione dell'allontanamento, il gravame va disatteso e la querelata decisione confermata. 11. Visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.-, che seguono la soccombenza, sono poste a carico dell'insorgente (art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). (dispositivo alla pagina seguente) Pagina 10D-4669/2006 Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 1. Il ricorso è respinto. 2. Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo federale entro un termine di 30 giorni dalla data di spedizione della presente sentenza. 3. Comunicazione a: - ricorrente (plico raccomandato; allegato: bollettino di versamento) - UFM, Divisione Soggiorno (in copia; n. di rif. N [...]; allegato: incarto UFM ) - F._______ (in copia) Il presidente del collegio: La cancelliera: Pietro Angeli-Busi Antonella Guarna Data di spedizione: Pagina 11