<h2>SubmittedText<h2><p>Si incarica il Consiglio federale, in relazione agli effetti delle disposizioni unilaterali tedesche contro l'aeroporto di Zurigo, di esaminare la possibilità di presentare richieste di indennizzo alla Germania nell'ambito del diritto internazionale.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Procedimenti legali presso gli organi dell'UE</p><p>Il 10 giugno 2003 il Consiglio federale ha presentato alla Commissione europea a Bruxelles un ricorso contro le disposizioni tedesche che vietano o limitano i voli di avvicinamento all'aeroporto di Zurigo e le procedure di decollo che implicano un attraversamento dello spazio aereo tedesco. Basandosi sul regolamento CE 2408/92, la Svizzera chiedeva che i diritti che le derivavano dal'accordo sul trasporto aereo non fossero in alcun modo toccati. Il 5 dicembre 2003 la Commissione ha deciso che la Germania può continuare ad applicare le misure adottate.</p><p>Contro questa decisione, il 13 febbraio 2004 la Svizzera ha presentato alla Corte di giustizia europea una richiesta di annullamento tuttora pendente.</p><p>Procedimenti legali in Germania</p><p>Anche Swiss e Unique avevano presentato una domanda urgente di riesame della decisione di inasprimento delle disposizioni tedesche (ampliamento della fascia oraria notturna in cui vige il divieto di sorvolo, aumento della quota minima di sorvolo, deroghe), entrata in vigore il 4 aprile 2003. Questa domanda è stata respinta l'8 agosto 2003 dal tribunale amministrativo del Baden-Württemberg.</p><p>Sempre pendente è la procedura di riesame chiesta da Swiss e Unique contro la sentenza del tribunale amministrativo del Baden-Württemberg del 26 gennaio 2003, la quale respinge i ricorsi di Swiss e Unique contro la regolamentazione dei voli notturni e durante il fine settimana.</p><p>Il 7 gennaio 2004 il tribunale amministrativo federale di Lipsia ha giudicato ammissibile una procedura di revisione delle sentenze emesse dal tribunale amministrativo del Baden Württemberg nel gennaio 2003 in merito alla legittimità delle misure unilaterali tedesche. Di conseguenza, Swiss e Unique hanno presentato quest'inverno le loro domande di revisione.</p><p>Altri procedimenti legali</p><p>Nella sua risposta all'interpellanza Bürgi (03.3350), il Consiglio federale ha già detto che non possono essere esclusi a priori ulteriori azioni legali.</p><p>Dal punto di vista legale, al momento attuale, non servirebbe tuttavia a nulla presentare richieste di risarcimento dei danni. Se non vi sarà un'istanza competente che riconoscerà nelle misure adottate dalla Germania una violazione del diritto internazionale e ne proibirà l'applicazione, è inimmaginabile che la Germania possa essere obbligata, attraverso la via legale, a risarcire i danni.</p><p>E anche se fosse riscontrata una violazione del diritto internazionale, non ne deriverebbe automaticamente un diritto per la Svizzera a chiedere un risarcimento dei danni; il diritto internazionale, infatti, non conosce un diritto generale al risarcimento dei danni paragonabile a quello previsto dal diritto nazionale.</p><p>Alla luce della situazione descritta, non ci si può neanche attendere che la presentazione di una tale richiesta possa costituire uno strumento per indurre la Germania a rivedere la propria posizione.</p><p>Tenuto conto della situazione e della carenza delle risorse a disposizione della Confederazione, non si ritiene opportuno procedere, a titolo preventivo, ai complessi accertamenti necessari in vista di una presentazione di una richiesta di risarcimento dei danni.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.