B u n d e s v e rw a l t u n g s g e r i ch t T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i f f éd é r a l T r i b u n a l e am m i n i s t r a t i vo f e d e r a l e T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i v fe d e r a l Corte IV D-6701/2014 S e n t e n z a d e l 2 7 n o v e m b r e 2 0 1 4 Composizione Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, con l'approvazione del giudice Markus König; cancelliere Gilles Fasola. Parti A._______, nato il (…), Marocco, c/o Ufficio federale della migrazione, Centro di registrazione e procedura, ricorrente, contro Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore. Oggetto Asilo ed allontanamento; decisione dell'UFM del 23 ottobre 2014 / (…). D-6701/2014 Pagina 2 Visto: la domanda d'asilo che l'interessato ha presentato in Svizzera in data 1° ot- tobre 2014; i verbali d'audizione del 6 ottobre 2014 (di seguito: verbale 1) e del 16 ot- tobre 2014 (di seguito: verbale 2); la decisione dell'Ufficio federale della mig razione (di seguito: UFM) del 23 ottobre 2014, notificata al richiedente il medesimo giorno (cfr. atto A10/1); il ricorso del 17 novembre 2014 (cfr. timbro del plico raccomandato ; data d'entrata: 18 novembre 2014); ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti verranno ripresi nei conside- randi qualora risultino decisivi per l'esito della vertenza; e considerato: che presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 1 LAsi [RS 142.31]) contro una decis ione in materia d'asilo dell'UFM (art. 6 e 105 LAsi, art. 31-33 LTAF), il ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a-c e 52 cpv. 1 PA; che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso; che i ricorsi manifestament e infondati, ai sensi dei motivi che seguono, sono decisi dal giudice in qualità di giudice unico, con l’approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi); che, ai sensi dell’art. 111a cpv. 1 LAsi, si rinuncia allo scambio degli scritti; che, con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del di- ritto federale e l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi); D-6701/2014 Pagina 3 che il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle argo- mentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2); che nel corso dell'audizione sulle generalità il richiede nte ha dichiarato di essere cittadino marocchino nato a B._______ (Marocco); che dal 1996 avrebbe vissuto e lavorato in Italia (cfr. verbale 1, pag. 2); che quanto ai motivi d'asilo egli ha affermato di avere lasciato il Marocco per motivi economici (cfr. verbale 1, pag. 6 e verbale 2, D5, pag. 2); che in Italia alcuni famigliari avrebbero cercato di ucciderlo dopo avere scoperto la sua pretesa omosessualità (cfr. verba le 1, pag. 6 e verbale 2, D5, pag. 5); che nella decisione impugnata l'UFM ha considerato inverosimili le dichia- razioni dell'interessato circa i suoi motivi d'asilo; che, in particolare, la data in cui avrebbe presentato il compagno alla sorella non collimerebbe con le precedenti dichiarazioni in merito alla relazione che avrebbe trascorso col medesimo; che egli avrebbe pure reso dichiarazioni contraddittorie in me- rito alle minacce che avrebbe subito in Italia; che le dichiarazioni del richie- dente sarebbero anche illogiche; che, a titolo d'esempio, mal si compren- derebbe perché avrebbe presentato il proprio compagno alla sua famiglia allorché questi sarebbero molto religiosi e praticanti; che, infine, le dichia- razioni circa la sua relazione omosess uale sarebbero troppo vaghe e su- perficiali; che, pertanto, l'UFM ha respinto la domanda d'asilo ed ha pro- nunciato l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera e l'esecuzione dello stesso verso il Marocco siccome lecita, esigibile e possibile; che nel ricorso l'insorgente ha contestato le conclusioni dell'UFM circa la verosimiglianza dei suoi motivi d'asilo, sostenendo che le contraddizioni rilevate sarebbero il frutto di una lettura inesatta e parziale dei verbali d'au- dizione; che, in particolare, egli avrebbe sempre sostenuto di avere pre- sentato alla sorella il se condo compagno; che, inoltre, avrebbe dichiarato che la sua relazione sarebbe durata due o tre anni e non che sarebbe ini- ziata da due o tre anni; che, in merito alle minacce, egli avrebbe sempre affermato che i propri cugini sarebbero stati in viati dai suoi fratelli; che, in questo senso, quanto risulterebbe nei verbali sarebbe probabilmente il frutto di un errore di traduzione o di trascrizione delle sue parole; che il giudizio di illogicità dell'UFM in merito al suo agire sarebbe arbitrario; che, infatti, presentandosi dalla sorella con il proprio compagno non avrebbe potuto immaginare le conseguenze che ne sarebbero seguite; che, in con- clusione, il ricorrente ha chiesto l'annullamento della decisione impugnata, D-6701/2014 Pagina 4 il riconoscimento della qualità di rifugiato nonché la concessione dell'asilo; che, in subordine, ha chiesto la concessione dell'ammissione provvisoria in Svizzera; che egli ha altresì presentato una domanda di assistenza giu- diziaria nel senso della dispensa dal pagamento di un anticipo a copertura delle presunte spese giudiziarie con protestate spese e ripetibili; che, giusta l'art. 2 cpv. 1 LAsi, la Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati; che l'asilo comprende la protezione e lo statuto accordati a persone in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiato; che esso include il diritto di risiedere in Svizzera; che, giusta l'art. 3 cpv. 1 LAsi, sono rifugiati le persone che, nel Paese d'origine o di ultima residenza, sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore di essere esposte a tali pregiudizi; che sono pregiudizi seri segnatamen te l'esposizione a pericolo della vita, dell'integrità fisica o della libertà, nonché le misure che comportano una pressione psichica insopportabile (art. 3 cpv. 2 LAsi); che, a tenore dell'art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda l'asilo deve provare o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato; che la qualità di rifugiato è resa verosimile se l'autorità la ritiene data con una probabilità preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi); che sono inverosimili in particolare le allegazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate o contraddit- torie, non corrispondono ai fatti o si basano in modo determinante su mezzi di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi); che, in altre parole, per poter ammettere la verosimiglianza, ai sensi dei summenzionati disposti, delle dichiarazioni determinanti rese da un richie- dente l'asilo, occorre che le stesse abbiano insito un grado di convinzione logica tale da prevalere in modo preponderante sulla possibilità del contra- rio, così che quest'ultima risulti secondaria; che le dichiarazioni devono es- sere attendibili, cioè resistenti alle obiezioni, precise, ovvero non generiche e non suscettibili di diversa interpretazione (altrettanto o più verosimile), e concordanti, o meglio non in contrasto fra loro e nemmeno con altri dati o elementi certi; che, peraltro, il giudizio sulla verosimiglianza dev'essere il frutto d'una valutazione complessiva, e non esclusivamente atomizzata, delle singole allegazioni decisive, in modo da consentire di limitare al mi- nimo il rischio dell'approssimazione, ovvero il pericolo di fondare il giudizio valorizzando, contro indiscutibili postulati di civiltà giuridica, semplici im- pressioni dell'autorità giudicante (cfr. DTAF 2013/11 consid. 5.1 e riferi- menti ivi citati); D-6701/2014 Pagina 5 che, come rettamente ritenuto nella querelata decisione, questo Tribunale ritiene che le dichiarazioni decisive rese dal ricorrente in corso di procedura sono inverosimili, giacché contraddittorie e non corroborate da elementi consistenti, limitandosi, quo ai fatti evocati, ad esprimere delle congetture non fondate su un indizio oggettivo; che, come giustamente rilevato dall'autorità inferiore, il ricorrente si è pale- semente contraddetto in merito alle circostanze in cui la sorella avrebbe scoperto la propria omosessualità; che, infatti, l'insorgente ha dichiarato di avere fatto visita alla sorella con il proprio compagno nel 2009 (cfr. verbale 2, D34, pag. 4) che, tuttavia, in precedenza egli aveva soste- nuto di essersi separato dal suo compagno, di nome C._______, nel 2007 (cfr. verbale 2, D27, pag. 4); che, reso attento su tale contraddizione, egli si è giustificato affermando che dalla sorella si sarebbe presentato con il suo nuovo compagno di nome D._______ (cfr. verbale 2, D92, pag. 9); che, tuttavia, tale giustificazione non convince il Tribunale; che da un lato egli aveva chiaramente affermato che la sorella avrebbe nota to la relazione omosessuale dai gesti del suo compagno di nome C._______ (cfr. verbale 2, D 37 e 38, pag. 4) ; che, dall'altro lato, l'interessato situa l'inizio della relazione con D._______ nel 2011 o 2012 e, quindi, posteriormente all'as- serito incontro con la sorella (cfr. verbale 2, D45, pag. 5); che l'insorgente ha reso dichiarazioni contraddittorie anche in merito al le minacce che avrebbe subito in Italia; che, segnatamente, egli ha dapprima sostenuto di avere ricevuto minacce telefoniche dai fratelli e dai cugini e che solo un cugino sarebbe giunto in Italia, inviato dai fratelli, con l'intenzione di ucci- derlo (cfr. verbale 1, pag. 6); che, in seguito, egli ha affermato che an che uno dei sui fratelli lo avrebbe raggiunto in Italia nel febbraio del 2014 (cfr. verbale 2, D20, pag. 3); che, inoltre, il ricorrente ha inizialmente iden- tificato in maniera precisa il cugino che avrebbe minacciato il suo datore di lavoro (cfr. verbale 1, pag. 6 ) allorché, nella seconda audi zione, non ha saputo indicare chi avrebbe minacciato quest'ultimo (cfr. verbale 2, D16-17, pag. 3); che anche le allegazioni ricorsuali non permetto di modificare il giudizio di inverosimiglianza dei suoi motivi d'asilo limitandosi a generiche afferma- zioni di parte prive di alcun elemento oggettivo; che, in considerazione di quanto esposto, il ricorso in materia di riconosci- mento della qualità di rifugiato e di concessione dell'asilo, destituito di fon- damento, non merita tutela e la decisione impugnata va confermata; D-6701/2014 Pagina 6 che se respinge la domanda d'asilo o non entra nel merito, l'UFM pronun- cia, di norma, l'allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l'esecuzione; che tiene però conto del principio dell'unità della famiglia (art. 44 LAsi); che l'insorgente non adempie le condizioni in virtù delle qu ali l'UFM avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera (art. 14 cpv. 1 seg., art. 44 LAsi nonché art. 32 dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni procedurali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]; cfr. DTAF 2013/37 consid. 4.4); che codesto Tribunale è pertanto tenuto a confermare la pronuncia dell'al- lontanamento; che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 LStr (RS 142.20), giusta il quale l'esecuzione dell'allontanamento dev'essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragione- volmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr); che nella misura in cui codesto Tribunale ha confermato la decis ione dell'UFM relativa alla domanda d'asilo dell'insorgente, quest'ultimo non può prevalersi del principio del divieto di respingimento (art. 5 cpv. 1 LAsi), generalmente riconosciuto nell'ambito del diritto internazionale pub- blico ed espressamente enunciato all'art. 33 della Convenzione sullo sta- tuto dei rifugiati del 28 luglio 1951 (Conv., RS 0.142.30); che, in siffatte circostanze, non v'è motivo di considerare l'esistenza di un rischio personale, concreto e serio per il ricorrente di essere esposto, in caso di allontanamento nel suo Paese d'origine ad un trattamento proibito, in relazione all'art. 3 CEDU o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicem- bre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105); che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile (cfr. art. 83 cpv. 3 LStr in relazione all'art. 44 LAsi); che, inoltre, la situazione vigente in Marocco non risulta essere caratteriz- zata da guerra, guerra civile o violenza generalizzata c he coinvolga l'in- sieme della popolazione nell'integralità del territorio nazionale; che egli è giovane e gode di una buona formazione scolastica avendo con- seguito la maturità (cfr. verbale 1, pag. 3); che in Italia ha maturato espe- rienze professionali quali magazziniere e fruttivendolo (cfr. verbale 1, pag. 4); che in patria vivono la madre, cinque fratelli e due sorelle D-6701/2014 Pagina 7 (cfr. verbale 1, pagg. 4 e 5); che, ritenuta l'inverosimiglianza dei propri mo- tivi d'asilo, si può partire dal presupposto che abbia una rete sociale sod- disfacente in Patria; che, in aggiunta, il ricorrente non ha preteso nel gravame di soffrire di gravi problemi di salute che possano giustificare la sua ammissione provvisoria (cfr. DTAF 2011/50 consid. 8.1-8.3; 2009/2 consid. 9.3.2); che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento dell'insorgente nel suo Paese d'origine è ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr in relazione all'art. 44 LAsi); che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr in relazione all'art. 44 LAsi); che l'insorgente, usando della necessaria diligenza, potrà procurarsi ogni documento indispensabile al rimpatrio (cfr. art. 8 cpv. 4 LAsi; DTAF 2008/34 consid. 12); che l'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile; che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, ra- gionevolmente esigibile e possibile; che, di conseguenza, anche su questo punto la querelata decisione dell'autorità inferiore va confermata; che l’UFM con la decisione impugnata non ha pertanto violato il diritto fe- derale né abusato del suo potere d’apprezzamento ed inoltre non ha ac- certato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi), per il che il ricorso va respinto; che, avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di esenzione dal versamento di un anticipo equivalent e alle presunte spese processuali è divenuta senza oggetto; che, visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.–, che seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente e computate con l'anticipo spese, di CHF 600.–, versato dal ricorrente il 4 giugno 2014 (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fede- rale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]); che la presente decisione non concerne persone contro le quali è pendente una domanda d’estr adizione presentata dallo Stato che hanno abbando- nato in cerca di protezione (art. 83 lett. d cifra 1 LTF); D-6701/2014 Pagina 8 che la decisione non può essere impugnata con ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d LTF); che la pronuncia è quindi definitiva; (dispositivo alla pagina seguente) il Tribunale amministrativo federale pronuncia: D-6701/2014 Pagina 9 1. Il ricorso è respinto. 2. Le spese processuali, di CHF 600.–, sono poste a carico del ricorrente. Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sentenza. 3. Questa sentenza è comunicata al ricorrente, all'UFM e all'autorità canto- nale competente. Il giudice unico: Il cancelliere: Daniele Cattaneo Gilles Fasola Data di spedizione: