<h2>SubmittedText<h2><p>Il regolamento del Consiglio nazionale va completato in modo da includere il dialetto svizzerotedesco tra le lingue ufficiali dei dibattiti, accanto al tedesco standard, al francese, all'italiano e al romancio.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La modifica proposta dall'autore della mozione di aggiungere lo svizzerotedesco alle lingue dei dibattiti dovrebbe essere attuata non soltanto adeguando il regolamento del Consiglio nazionale (RCN; RS 171.13) ma richiederebbe anche una revisione della legge sulle lingue nazionali e la comprensione tra le comunità linguistiche (legge sulle lingue, LLing; RS 441.1).</p><p>La LLing disciplina l'uso delle lingue ufficiali (<a href="https://www.fedlex.admin.ch/eli/cc/2009/821/it#art_5">art. 5 LLing</a>) da parte delle autorità federali: secondo <a href="https://www.fedlex.admin.ch/eli/cc/2009/821/it#art_8">l'articolo 8 capoverso 1</a><a href="https://www.fedlex.admin.ch/eli/cc/2009/821/it#art_8"></a>nelle deliberazioni in seno alle Camere federali e alle loro commissioni i deputati si esprimono nella lingua nazionale di loro scelta. Secondo <a href="https://www.fedlex.admin.ch/eli/cc/1999/404/it#art_4">l'articolo 4 della Costituzione federale</a><a href="https://www.fedlex.admin.ch/eli/cc/1999/404/it#art_4"> (Cost.; RS 101)</a> le lingue nazionali sono il tedesco, il francese, l'italiano e il romancio.</p><p>L'uso del dialetto in seno all'Assemblea federale renderebbe più difficili la comprensione e gli scambi tra le comunità linguistiche.</p><p>Oltre a questi aspetti giuridici e di politica delle lingue l'attuazione della mozione causerebbe problemi per quanto concerne la traduzione simultanea e la pubblicazione delle prese di parola nel Bollettino Ufficiale.</p><p>Innanzitutto, in seno al Consiglio nazionale la traduzione simultanea da un dialetto svizzerotedesco al francese o all'italiano non sarebbe fattibile per i motivi seguenti:</p><p>- nelle scuole di traduzione si insegna e si esercita esclusivamente il tedesco;</p><p>- a differenza di quanto avviene nei parlamenti cantonali - quali ad esempio il Gran Consiglio bernese, in cui si parla perlopiù dialetto bernese - nel Consiglio nazionale sono rappresentati diversi dialetti svizzerotedeschi, che dovrebbero essere imparati singolarmente a causa delle differenze terminologiche.</p><p>Va inoltre rilevato che nei parlamenti cantonali di Friburgo e del Vallese, che come Berna dispongono di una traduzione simultanea delle deliberazioni plenarie, si parla il tedesco e non il dialetto. Gli altri Cantoni citati dall'autore della mozione (AR, BL, GL, SH, SO, SZ) non prevedono una traduzione simultanea.</p><p>D'altro canto, per quanto concerne la pubblicazione scritta delle prese di parola occorre sottolineare che l'attuazione della mozione causerebbe un enorme onere supplementare anche nel caso in cui quest'ultima dovesse essere interpretata nel senso che le prese di parola in dialetto continuerebbero a essere trascritte in tedesco nel Bollettino Ufficiale. Non potrebbero però più essere trascritte e pubblicate così rapidamente come avviene ora. Tanti più oratori si dovessero esprimere in dialetto, tanto più tempo sarebbe necessario per rendere disponibile il testo online.</p><p>Se invece la mozione va interpretata nel senso che le prese di parola dei deputati dovrebbero essere trascritte in dialetto, il tempo necessario a tal fine aumenterebbe a dismisura. E sarebbe inoltre necessario ricorrere a specialisti dei diversi dialetti.</p><p>Per i motivi esposti l'Ufficio conclude che i dibattiti dovranno continuare a svolgersi nelle lingue nazionali e che il dialetto potrà essere usato in altre occasioni.</p> L’Ufficio propone di respingere la mozione.Una minoranza (Aeschi Thomas, Büchel Roland) propone di accoglierla.