<h2>SubmittedText<h2><p>Secondo le stime di una recente ricerca effettuata dai Medici per l'Ambiente (MpA), nel 2018 nella foresta svizzera sono stati irrorati circa 700 chilogrammi di insetticidi altamente tossici (quali la cipermetrina e il clorpirifos). Questi interventi sono stati effettuati perché ragioni economiche inducono sempre più a utilizzare la foresta come deposito per il legname. I tronchi delle conifere vengono in seguito trattati con insetticidi contro parassiti come il bostrico. Eppure l'articolo 18 dell'attuale legge forestale svizzera sancisce che è "vietato l'uso in foresta di sostanze pericolose per l'ambiente". Sono previste deroghe, certo, che però secondo l'ultima ricerca dei MpA sembrano trasformarsi in regola. 22 su 25 uffici forestali cantonali hanno autorizzato nel 2018 l'impiego di questi insetticidi altamente tossici nella foresta svizzera, un patrimonio riconosciuto come seminaturale e che ha ricevuto le certificazioni ecologiche FSC/PEFC. L'impiego di questi veleni nella nostra foresta è inaccettabile ai fini della tutela ambientale e danneggia l'immagine ecologica del legno svizzero, sulla quale si fonda il settore forestale e del legno. </p><p>Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. È proprio vero che nel 2018 22 Cantoni hanno chiesto una deroga per l'utilizzo di insetticidi nella foresta? Si può davvero parlare ancora di deroghe come previsto nella legge? In che quantità sono stati irrorati insetticidi nel 2018 e negli anni precedenti e di quali principi attivi si tratta? Cosa fa la Confederazione se alcuni Cantoni non possono fornire dati sulle quantità, sui marchi e sui principi attivi dei prodotti utilizzati e se vengono impiegati anche prodotti fitosanitari altamente tossici non più ammessi o vietati da tempo? Si conoscono altre forme di impiego dei pesticidi nella foresta? </p><p>2. Come può essere compatibile l'impiego di insetticidi nella foresta svizzera con i marchi ecologici FSC/PEFC e con una gestione forestale rispettosa della natura, per non parlare dell'immagine di "prodotto naturale" tanto positiva e importante per il legno svizzero? </p><p>3. Esistono alternative più rispettose dell'ambiente per proteggere i tronchi di conifere dai parassiti senza ricorrere all'uso di veleni? </p><p>4. La Confederazione è disposta a sostenere il settore del legno per permettergli di ricorrere a metodi alternativi, quali il deposito del legname al di fuori della foresta o la scortecciatura in loco? </p><p>5. La Confederazione è disposta a valutare l'opportunità di introdurre un divieto per l'uso di pesticidi nella foresta ossia ad abolire la possibilità di deroga oggi ammessa dalla legge forestale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La sorveglianza del mercato dei prodotti fitosanitari e il controllo del loro corretto impiego sono di competenza dei Cantoni. Alla Confederazione incombe la responsabilità di vigilare sulla loro attuazione da parte dei Cantoni. Nella sua funzione di autorità di vigilanza in materia di diritto della protezione dell'ambiente dispone di strumenti di vigilanza di carattere più generale, come la denuncia specifica di una violazione del diritto federale e l'esigere il relativo rimedio, le istruzioni da impartire ai Cantoni e le ispezioni. Dal punto di vista della Confederazione il 2018 è stato un anno estremamente secco, caratterizzato da tempeste e da una forte diffusione del bostrico, la quale ha richiesto un numero particolarmente elevato di interventi di abbattimento a scopi fitosanitari. Va inoltre osservato che i prodotti fitosanitari sono utilizzati solo puntualmente e che le deroghe non possono quindi essere fatte valere per tutto il territorio di un Cantone. L'Ufficio federale dell'agricoltura (UFAG) pubblica un elenco dei prodotti fitosanitari autorizzati.</p><p>2. Il bosco svizzero è gestito in modo sostenibile e rispettoso della natura. La gestione forestale e la raccolta del legname sono effettuate con cura. Secondo la legge forestale (RS 921.0) è vietato l'uso in foresta di sostanze pericolose per l'ambiente. Il marchio FSC deve attenersi alle prescrizioni della legge e, se del caso, può definire requisiti più severi.</p><p>3.-5. In anni normali, gli alberi abbattuti vengono rimossi dal bosco e lavorati il più rapidamente possibile, per evitare scortecciature o trattamenti costosi dei tronchi nella foresta. Tuttavia, se, come avviene attualmente, eventi naturali come tempeste, siccità e infestazioni da coleotteri provocano l'accumulo di molto legname, motivi logistici ne impediscono una rapida rimozione. Le segherie non possono trasformare subito le eccedenze e non acquistano quindi legno dai proprietari forestali.</p><p>Se per ragioni fitosanitarie occorrono molte operazioni di abbattimento, si presenta il problema di fondo della carenza di spazio per depositare i tronchi e del fatto che, in seguito a questo straordinario accumulo, la capacità di lavorazione del legno è limitata. In queste condizioni quadro sfavorevoli, i pesticidi sono utilizzati puntualmente per proteggere gli alberi sani circostanti e, al contempo, per garantire la qualità del legno.</p><p>Il Consiglio federale ritiene che per affrontare la sfida dei crescenti disturbi abiotici e biotici dovuti ai cambiamenti climatici occorrano soluzioni integrali. Nell'ambito dell'attuazione della politica forestale, il Governo intende pertanto esaminare le basi tecniche e giuridiche, nonché le alternative organizzative e tecniche all'utilizzo dei prodotti fitosanitari. Insieme ai Cantoni, verificherà anche le procedure di esecuzione. Sulla base dei risultati, valuterà se, insieme all'economia forestale e del legno, potranno essere adottate misure efficaci per ridurre al minimo l'uso di pesticidi nei depositi di legno nel bosco ed eventualmente rinunciarvi del tutto.</p>  Risposta del Consiglio federale.