<h2>SubmittedText<h2><p>Sulla base delle esperienze dei tentativi illeciti di acquisizione di Implenia e Sulzer, il Consiglio federale è incaricato di presentare al Parlamento una revisione della legge sulle borse. A tal riguardo vanno previsti perlomeno i seguenti inasprimenti:</p><p>1. misure incisive e tempestive in caso di violazione dell'obbligo di dichiarazione: la FINMA deve poter reagire in maniera rapida e incisiva a un tentativo di acquisizione illecita. A tale scopo essa deve poter disporre la sospensione dell'esercizio del diritto di voto e un divieto di acquisto supplementare. Inoltre deve poter riscuotere gli utili conseguiti illecitamente dagli investitori;</p><p>2. riduzione del corso delle istanze penali: in futuro il Ministero pubblico della Confederazione e il Tribunale amministrativo federale dovranno essere competenti in materia.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>I casi citati dagli autori della mozione riguardo a Implenia, Sulzer o sia Abrasives sono avvenuti prima del 2009. Nel frattempo è entrata in vigore la legge sulla vigilanza dei mercati finanziari (RS 956.1) con la quale alla FINMA sono stati conferiti nuovi strumenti di vigilanza, tra questi il divieto di esercizio della professione e la confisca dell'utile. Grazie a questi nuovi strumenti la FINMA è in grado di attuare già oggi misure più efficienti anche nei casi di violazione dell'obbligo di dichiarazione di partecipazioni (violazione dell'obbligo di notifica) avvenuti a partire dal 2009.</p><p>Grazie al messaggio concernente la modifica della legge sulle borse presentato dal Consiglio federale il 31 agosto 2011 (reati borsistici e abusi di mercato) viene migliorata e ampliata l'applicazione dell'obbligo di dichiarazione. In particolare, in caso di sufficienti sospetti di violazione dell'obbligo di dichiarazione, come primo passo in veste di misura preventiva alla FINMA è attribuita la competenza di sospendere l'esercizio del diritto di voto e di vietare l'acquisto supplementare. In un passo successivo, se la FINMA accerta la violazione dell'obbligo di dichiarazione, può ora ricorrere anche nei confronti di operatori di mercato che non rientrano tra le persone sottoposte a vigilanza all'uso di alcuni strumenti di vigilanza, come in particolare la confisca dell'utile. Come ultimo passo, il DFF sanziona inoltre l'infrazione penalmente rilevante contro l'obbligo di dichiarazione con una multa che può raggiungere i 10 milioni di franchi.</p><p>Trasferire la responsabilità del perseguimento penale di violazioni dell'obbligo di informare dal DFF al Ministero pubblico della Confederazione non porterebbe alla riduzione della procedura, bensì alla perdita di conoscenze specifiche all'interno del Servizio di diritto penale del DFF, il quale è competente per tutti i reati inerenti al mercato finanziario. È pertanto opportuno mantenere l'attuale sistema di competenze.</p><p>Per queste ragioni la mozione deve essere respinta.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.