<h2>SubmittedText<h2><p>Negli scorsi mesi, le ex-regie federali hanno deciso di disdire i contratti di fornitura elettrica con tutte le aziende ticinesi (soprattutto le Ferrovie federali svizzere, a Chiasso e Bellinzona) che operano a livello locale in seguito alla possibilità che offre il libero mercato dell'energia elettrica. </p><p>Le tre ex hanno pertanto deciso di rifornirsi presso distributori e produttori di altre regioni del Paese.</p><p>Nessuno mette in dubbio l'importanza della liberalizzazione del mercato elettrico, ma chi siede ai vertici di colossi che rivestono un ruolo strategico dovrebbero essere attenti anche ad altre leggi non scritte. Quelle dell'opportunità, ad esempio, della coesione e della sensibilità nazionale, del federalismo e di tutti quei valori e quelle caratteristiche elvetiche che i consigli di amministrazione di un Paese come il nostro dovrebbero tener presente quanto i bilanci e l'esigenza di presunti risparmi.</p><p>Per questi motivi, chiedo al Consiglio federale:</p><p>1. Corrisponde al vero che i risparmi per quanto riguarda la Posta e le FFS ammontano a poche centinaia di franchi all'anno?</p><p>2. Non ritiene il Consiglio federale che, in nome della coesione nazionale, anche le aziende quali la Posta, le FFS e la Swisscom, debbano comunque mantenere contratti di approvvigionamento di energia elettrica con aziende locali, invece di concludere contratti con aziende non legate alla realtà in cui operano?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Secondo la legge sull'approvvigionamento elettrico (RS 734.7) e l'ordinanza sull'approvvigionamento elettrico, i consumatori finali con un consumo annuo superiore a 100 megawattore possono scegliere liberamente il proprio fornitore di energia elettrica.</p><p>In considerazione di questo principio e delle regole degli appalti pubblici, nel 2012 la Posta e le FFS hanno indetto diverse gare di appalto per la fornitura di energia elettrica per varie strutture, situate tra l'altro anche in Ticino.</p><p>In seguito alle gare, le FFS hanno deciso di cambiare fornitore in ben cinque sedi ticinesi e di disdire i contratti di fornitura elettrica con l'azienda locale. Tale decisione permette alle FFS di risparmiare circa il 20 per cento sulle tariffe elettriche. Anche la Posta ha preso una decisione analoga e in tre casi in Ticino ha preferito un fornitore di un'altra regione svizzera, realizzando un risparmio del 15 per cento circa rispetto alle tariffe pagate sino ad allora.</p><p>I risparmi annui realizzati in seguito alle gare d'appalto da FFS e Posta ammontano pertanto a ben più di poche centinaia di franchi all'anno.</p><p>2. Secondo i principi della corporate governance della Confederazione, il Consiglio federale gestisce le imprese parastatali mediante la definizione di obiettivi strategici. Spetta al consiglio di amministrazione fare in modo che vengano soddisfatti gli obiettivi fissati dal proprietario. Il Consiglio federale rispetta tuttavia la libertà imprenditoriale e, oltre ad esigere l'adempimento degli obiettivi strategici e il rispetto delle norme in vigore, non interferisce nel settore operativo delle aziende.</p><p>Nel rispetto di tali principi, il Consiglio federale reputa che obbligare Swisscom, Posta e FFS a mantenere i contratti con i fornitori di energia elettrica locali rappresenti un'ingerenza sproporzionata nella libertà imprenditoriale delle aziende.</p>  Risposta del Consiglio federale.