<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il presente intervento del Gruppo dell'Unione democratica di Centro è dello stesso tenore della mozione presentata dallo stesso Gruppo nell'ottobre del 2001 vale a dire la 01.3539 "Riduzione delle spese del personale". In quest'ultima, il Consiglio federale era invitato a ridurre le spese del personale del 5 per cento nell'intera Amministrazione federale, del 10 per cento nell'Ufficio federale dell'ambiente, delle foreste e del paesaggio (UFAFP), del 10 per cento nell'Ufficio federale dell'agricoltura (UFAG) e del 15 per cento nel Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS). Il Consiglio federale aveva proposto di respingere la mozione motivando la propria opinione in primo luogo con un orizzonte temporale troppo ridotto che non avrebbe permesso una pianificazione di rinuncia dei compiti ragionevole e, in secondo luogo, per non pregiudicare ulteriormente il caso del DDPS, già oggetto di una riforma.</p><p></p><p>La disponibilità del Consiglio federale a ridurre le spese del personale è dimostrata dal programma di sgravio 2003. Al fine di avviare il meccanismo di rinuncia dei compiti nei dipartimenti civili, il Consiglio federale prevede di ridurre tra il 2004 e il 2006, cumulativamente dell'1 per cento annuo i crediti per il personale. Questa misura è fattibile poiché l'orizzonte temporale previsto è sufficiente in rapporto alla portata della rinuncia dei posti e poiché il DDPS ne è escluso. Infine Esercito XXI ridurrà i suoi effettivi di circa 2'500 posti entro il 2011.</p><p></p><p>Con il mix di misure decise dal Consiglio federale nel quadro del programma di sgravio 2003 (risparmi sugli stipendi, riduzione di posti) saranno risparmiati, con effetto dispiegato dal 2006, in totale 362 milioni di franchi nel settore del personale. Con le decisioni prese dalle Camere federali nella sessione autunnale 2003 sul programma di sgravio 2003 questo ammontare è passato a 382 milioni di franchi. </p><p></p><p>Le motivazioni addotte dagli autori della mozione inducono il Consiglio federale a formulare le seguenti osservazioni:</p><p></p><p>in questa sede è utile ricordare che il blocco del personale, citato dagli autori della mozione, concerne la decisione presa dal Parlamento nel preventivo 2000 di gestire il personale non più attraverso la quantità di posti ma attraverso crediti. Il Parlamento obbliga quindi innanzitutto il Consiglio federale a rispettare i crediti per il personale a carico dei crediti del personale (personale precedentemente sottoposto al contingentamento del personale). Le spese per il personale, che sono finanziate nel quadro di ulteriori crediti autorizzati (crediti globali e crediti per beni e servizi), sono esclusi da tale contingentamento. L'impiego di questi crediti è di competenza dei relativi Servizi. Ciò è un'ulteriore testimonianza che il Consiglio federale non procede più al blocco generale del personale. Al posto di questa misura esso ha introdotto nel 1997 la gestione dei costi del personale e da allora, con una politica delle risorse restrittiva (piano di rinunce), provvede affinché compiti nuovi, sovente decisi anche dalle Camere federali, possano essere svolti, a seconda delle possibilità, senza l'impiego di risorse supplementari. Il Consiglio federale è inoltre sempre più restio a concedere fondi provenienti dalle proprie modeste riserve, che negli ultimi anni sono state alimentate senza gravare il bilancio, cioè unicamente mediante i risparmi conseguiti con la riforma del Governo e dell'Amministrazione. </p><p></p><p>Il Parlamento autorizza ogni anno le modifiche dei crediti stanziati per il personale motivate dal Consiglio federale nel messaggio a sostegno del preventivo. Inoltre, attraverso la documentazione supplementare dell'Ufficio federale del personale le Commissioni delle finanze e della gestione vengono informate in modo trasparente e dettagliato sulle ragioni, sui settori e sugli effetti di tali modifiche. La crescita di 1'000 posti di lavoro nel 2002 criticata nella mozione è quindi in primo luogo la conseguenza di grandi progetti sostenuti anche dall'UDC, come il "progetto Efficienza" ed "Esercito XXI" (aumento del personale insegnante con attuazione immediata; impiego di militari a contratto temporaneo al posto di persone che prestano servizio di milizia con diritto al soldo). A tale crescita hanno inoltre contribuito le attività di vigilanza (riciclaggio di denaro, Commissione federale delle banche CFB, Ufficio federale delle assicurazioni private UFAP ecc.). L'aumento dei costi del personale in seno agli Uffici di vigilanza (CFB e UFAP) è spesso per lo meno parzialmente compensato dalle entrate.</p><p></p><p>Oltre alla crescita, imputabile a un aumento delle assunzioni, in passato si sono aggiunti diversi fattori speciali, che non hanno per nulla comportato un aumento del personale. In particolare si tratta delle spese amministrative generate per la gestione dei dossier relativi agli assicurati correlati alla migrazione dalla CFA a PUBLICA o la trasparenza dei costi creata in seno al secondo pilastro. In tal modo le spese per gli infortuni professionali e per l'invalidità professionale nonché i diritti delle donne della generazione d'entrata vengono cumulati alle spese per il personale. Queste ultime spese esistevano anche in passato, ma sono sempre state imputate al disavanzo della Confederazione. Per questo motivo si ha ora l'impressione, peraltro sbagliata, che presso la Confederazione il settore del personale cresca in modo spropositato.</p><p></p><p>Ridurre del 10 per cento i costi del personale sulla base dello stato al 31 dicembre 2002 (= 4'307 milioni di franchi secondo il consuntivo 2002) significherebbe abbassare il contingentamento massimo richiesto a 3'876 milioni di franchi entro il 2005, vale a dire entro appena un anno. Nel preventivo per il personale 2003 le Camere federali hanno invece autorizzato spese per un totale di 4'465 milioni di franchi. La situazione di partenza per la determinazione dei tagli è nel frattempo cambiata. Per raggiungere l'obiettivo degli autori della mozione bisognerebbe dunque risparmiare circa 600 milioni di franchi. Come l'UDC ha ripetutamente spiegato, se si risparmiasse non tanto riducendo i salari quanto piuttosto sopprimendo posti di lavoro, in breve tempo bisognerebbe tagliare tra 5'000 e 6'000 posti in seno alla Confederazione. Con un simile intervento non si potrebbe più garantire il pieno adempimento dei vari compiti legali e si provocherebbero licenziamenti collettivi. Una simile misura non sarebbe d'altra parte compatibile con la legge sul personale federale (in vigore dal 1.1.2002). Inoltre non sarebbero nemmeno valutabili le ripercussioni sul mercato del lavoro e le conseguenze per l'intera economia.</p><p></p><p>Il Consiglio federale è convinto che la via intrapresa persegue misure risparmio incisive ma sostenibili e tiene conto anche degli interessi espressi dagli autori della mozione. A tale scopo è da tenere presente che una riduzione di posti sostenibile può essere solo la conseguenza di una rinuncia di compiti e può essere economicamente attuata solo se abbinata a uno scaglionamento su più anni.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.