<h2>SubmittedText<h2><p>Il dibattito sull'insegnamento delle lingue a scuola resta scottante. Quest'estate il Gran Consiglio turgoviese ha accolto una mozione che chiede di sopprimere l'insegnamento del francese nelle elementari. La decisione sembra definitiva.</p><p>All'inizio di novembre, il cantone di Glarona ha deciso - in occasione del dibattito sul piano di studio 21 - di opporsi all'obbligatorietà dell'insegnamento del francese nelle medie per gli allievi meno dotati. Questo significa che al livello secondario I un terzo dei giovani glaronesi non seguirà corsi di francese, a dispetto del processo di armonizzazione approvato dalla stragrande maggioranza di cantoni e popolazione.</p><p>Dal canto suo, la Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione ha confermato, nel suo parere del 31 ottobre 2014, la volontà di continuare a perseguire la strategia sulle lingue che ha adottato nel 2004. Malgrado la chiarezza di questa posizione, la decisione non è vincolante.</p><p>La situazione sta diventando preoccupante per la coesione nazionale, la convivenza e il rispetto delle minoranze. Il fragile equilibrio sul quale è costruita la Svizzera è in pericolo. Senza una reazione rapida ed efficace, rischiamo di ritrovarci davanti a un fatto compiuto e di non poter più intervenire su queste decisioni contrarie all'articolo 62 capoverso 4 della Costituzione federale (armonizzazione del settore scolastico).</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale, che ha sostenuto a più riprese di essere pronto ad agire se i cantoni non fossero giunti a una soluzione coordinata, di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. È convinto che la decisione del Gran Consiglio turgoviese non sia definitiva e che non sfocerà, senza un nuovo voto, in una modifica della griglia oraria per l'inizio dell'anno scolastico 2017/18?</p><p>2. Non ritiene che la decisione del cantone di Glarona - che corrisponde a una dispensa generalizzata e non a dispense individuali dall'apprendimento del francese - sia contraria alla legge sulle lingue e al processo di armonizzazione indotto dall'articolo 62 capoverso 4 della Costituzione federale?</p><p>3. Il Gran Consiglio lucernese ha recentemente deciso di non invalidare l'iniziativa popolare "Una sola lingua straniera alle elementari". Che impatto ha questa decisione sull'attuazione dell'articolo 62 capoverso 4 della Costituzione federale?</p><p>4. Non ritiene che a questo punto un intervento della Confederazione sia inevitabile per salvaguardare la coesione nazionale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale si è espresso l'ultima volta in merito alla questione dell'insegnamento delle lingue nell'ambito dell'interpellanza Levrat 15.3921. Rimanda pertanto alla sua risposta del 18 novembre 2015 e alle ulteriori spiegazioni fornite in occasione della trattazione dell'interpellanza al Consiglio degli Stati il 17 dicembre 2015.</p><p>Alle singole domande il Consiglio federale risponde come segue:</p><p>1. Il 13 agosto 2014 il Gran Consiglio turgoviese ha accolto una mozione che chiede di introdurre l'insegnamento del francese soltanto al livello secondario e incaricato il Consiglio di Stato di rivedere il piano didattico per le lingue straniere, sopprimendo l'insegnamento obbligatorio del francese nelle scuole elementari ed attuando i necessari adeguamenti al più tardi con l'introduzione del piano di studio 21. Nella primavera di quest'anno il Consiglio di Stato aprirà una consultazione sulle disposizioni cantonali per il nuovo piano di studio. Al termine della procedura, presumibilmente nel corso del prossimo autunno, il governo cantonale emanerà il nuovo piano di studio insieme alle pertinenti disposizioni (validi per l'anno scolastico 2017/18). Questa decisione non sarà più sottoposta al voto e sarà quindi considerata definitiva.</p><p>2. L'articolo 15 capoverso 3 della legge federale sulle lingue (RS 441.1) prevede che alla fine della scuola dell'obbligo gli allievi dispongano di conoscenze linguistiche in almeno una seconda lingua nazionale e in un'altra lingua straniera. Tuttavia, la legge non fissa il livello di competenza da raggiungere alla fine della scuola dell'obbligo. La disposizione è fondata sulla strategia dei cantoni per lo sviluppo dell'insegnamento delle lingue del 2004 e sul concordato Harmos del 2007. In quest'ottica, la decisione del cantone di Glarona rappresenta una rinuncia al processo di armonizzazione stabilito dai cantoni nel marzo del 2004 e poi confermato nell'ottobre del 2014. Per ulteriori approfondimenti si rimanda al rapporto dell'Ufficio federale della cultura del 17 febbraio 2015 all'attenzione della Commissione della scienza, dell'educazione e della cultura del Consiglio degli Stati.</p><p>3. Il 1° dicembre 2015 il Gran Consiglio lucernese ha deciso di non invalidare l'iniziativa popolare "Una sola lingua straniera alle elementari", invitando il Consiglio di Stato a prendere posizione sul suo contenuto in un messaggio complementare. Dopo la presa di posizione del Consiglio di Stato il testo proposto sarà esaminato dal Gran Consiglio e solo in seguito verrà svolta la votazione popolare. Per il momento la decisione del Gran Consiglio lucernese non ha dunque ripercussioni sugli ulteriori passi della Confederazione.</p><p>4. Il Consiglio federale ha sottolineato a più riprese quanto sia importante per la coesione delle comunità linguistiche l'apprendimento di una seconda lingua nazionale fin dalle elementari. I cantoni sono invitati ad attuare in toto la strategia stabilita di concerto nel 2004. Se gli sforzi di armonizzazione dei cantoni dovessero fallire, il Consiglio federale non esiterà a intervenire. Nell'ambito di una consultazione preliminare, il Dipartimento federale dell'interno ha chiesto alla Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione di dare una valutazione delle condizioni quadro illustrate nel rapporto dell'Ufficio federale della cultura summenzionato.</p>  Risposta del Consiglio federale.