<h2>SubmittedText<h2><p>Chiedo al Consiglio federale di adottare le misure necessarie, affinché la decisione dell'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) del 1° novembre 2005, di non più coprire cinque prestazioni di medicina complementare nell'assicurazione per l'invalidità, sia revocata per mancanza di una base giuridica.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In qualità di "assicuratore malattie" per la cura delle infermità congenite, l'assicurazione invalidità (AI) applica la nozione di carattere scientificamente riconosciuto per concedere prestazioni mediche. La base legale è costituita dall'articolo 2 capoverso 3 dell'ordinanza del 9 dicembre 1985 sulle infermità congenite (OIC). Conformemente a questa disposizione, sono considerati provvedimenti sanitari necessari alla cura di un'infermità congenita tutti i provvedimenti ritenuti validi dalla scienza medica e intesi a conseguire lo scopo terapeutico nel modo più semplice e funzionale. Stando alla giurisprudenza costante del Tribunale federale (DTF 123 V 60), un metodo di cura è considerato valido dalla scienza medica, vale a dire riconosciuto scientificamente, se è largamente accettato dai ricercatori e dai medici. Il fattore decisivo al riguardo consiste nelle esperienze fatte e nel successo di una determinata terapia. Queste esigenze valide nel settore dell'assicurazione malattie sociale si applicano anche ai provvedimenti sanitari dell'AI. Ne consegue che di regola i costi di una cura non presi a carico dall'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie perché la sua efficacia non è comprovata secondo metodi scientifici (art. 32 cpv. 2 LAMal) non possono neanche essere assunti dall'AI.</p><p>Fondandosi sul rapporto peritale (programma di valutazione della medicina complementare, PEK) e seguendo le raccomandazioni della Commissione federale delle prestazioni, il 2 giugno 2005 il Dipartimento federale dell'interno (DFI) ha deciso che cinque prestazioni di medicina complementare non dovevano più essere prese a carico dall'assicurazione malattie in quanto non soddisfano i criteri di efficacia, appropriatezza ed economicità (art. 32 LAMal). Nella misura in cui le condizioni di assunzione previste dall'articolo 2 capoverso 3 OIC possono essere considerate simili dal punto di vista materiale a quelle dell'articolo 32 LAMal, neanche l'AI è tenuta a coprire prestazioni di medicina complementare. L'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) ne ha preso atto modificando la sua circolare sui provvedimenti sanitari d'integrazione dell'assicurazione per l'invalidità, valida dal 1° novembre 2005. La decisione, presa a livello di circolare, riguarda l'intera AI, applicata in modo uniforme in tutta la Svizzera. È quindi esclusa un'applicazione differenziata a seconda del cantone.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.