<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di modificare la ripartizione delle competenze nel Codice civile (CC) e nel Codice di procedura civile (CPC) affinché in caso di conflitto il giudice possa decidere in maniera vincolante, oltre che sul contributo di mantenimento per i figli minorenni, anche sull'autorità parentale, sulla custodia, sulle relazioni personali e sulla partecipazione di ciascun genitore alla cura del figlio.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Secondo il diritto vigente, se i genitori non sono sposati la competenza per le questioni relative ai figli (autorità parentale, custodia e cura, incluse le relazioni personali) spetta in primo luogo all'autorità di protezione dei minori e degli adulti (APMA). In caso di controversia sul contributo di mantenimento, tuttavia, è prevista l'azione dinanzi al giudice, il che comporta una suddivisione delle competenze tra APMA e giudice, generalmente ritenuta insoddisfacente. Per questo motivo il Parlamento ha deciso, in occasione dell'ultima revisione del diritto in materia di mantenimento dei figli, di risolvere il problema.</p><p>Integrando gli articoli 298b capoverso 3 e 298d capoverso 3 del Codice civile (CC; RS 201) nonché l'articolo 304 del Codice di procedura civile (CPC; RS 272), il Parlamento ha introdotto un'attrazione di competenza a favore dei giudici (BU 2014 N 1219 e BU 2014 S 1126). L'APMA continua a costituire l'autorità primaria a cui i genitori coniugati devono rivolgersi se non trovano un accordo sull'autorità parentale congiunta e su altre questioni inerenti ai figli. Continuerà quindi ad assisterli nella conclusione di un contratto di mantenimento, dato che secondo l'articolo 278 CC rimane competente per l'approvazione di contratti non controversi. Se però l'APMA constata che i genitori non riescono a trovare un accordo sul mantenimento può essere intentata un'azione (art. 279 CC e 303 CPC). In questi casi la procedura dinanzi all'APMA è conclusa e il caso passa al giudice competente per il mantenimento, che decide in merito al mantenimento nonché all'autorità parentale e alle altre questioni inerenti ai figli. Dal punto di vista procedurale va osservato che in questi casi si può rinunciare a una procedura di conciliazione; l'articolo 198 CPC è stato completato in tal senso. La procedura, inoltre, non deve ricominciare da zero e gli accertamenti già effettuati (p. es. relativi alle entrate dei genitori, alle modalità di cura, ecc.) possono essere considerati.</p><p>Le nuove disposizioni sono state adottate dal Parlamento il 20 marzo 2015 ed entreranno in vigore il 1° gennaio 2017 (RU 2015 4299 e 5017). La richiesta della mozione è pertanto già completamente adempiuta.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.