<!DOCTYPE html> <html lang="it"><head><meta charset="utf-8"/></head><body><div class="Section1"> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td colspan="2" valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span><img alt="" height="38" src="http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&amp;WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&amp;WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&amp;OmnisLibrary=JURISWEB&amp;OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&amp;OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&amp;Parametername=WWWTI&amp;Schema=TI_WEB&amp;Source=&amp;Aufruf=getImage&amp;nF38_KEY=198071" width="37"/></span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span><img alt="" height="25" src="http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&amp;WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&amp;WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&amp;OmnisLibrary=JURISWEB&amp;OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&amp;OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&amp;Parametername=WWWTI&amp;Schema=TI_WEB&amp;Source=&amp;Aufruf=getImage&amp;nF38_KEY=198072" width="21"/></span></p> </td> <td valign="top"><a id="X_NOT_ACTUALIZE"></a> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Incarto n.<br/> </span><span>11.2009.23</span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Lugano,</span></p> <p class="MsoNormal"><span>12 settembre 2011/rs</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td colspan="3" valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>In nome<br/> della Repubblica e Cantone<br/> del Ticino</span></p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> <tr> <td colspan="6" valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span>La prima Camera civile del Tribunale d'appello</span></b></p> </td> </tr> <tr> <td colspan="6" valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> </tr> <tr> <td colspan="6" valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> </tr> <tr> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>composta dei giudici:</span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>G. A. Bernasconi, presidente,</span></p> <p class="MsoNormal"><span>Giani e Celio</span></p> </td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>segretaria:</span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Chietti Soldati, vicecancelliera</span></p> </td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>sedente per statuire nella causa DI.2007.55 (protezione dell'unione coniugale) della Pretura della giurisdizione di Locarno Campagna promossa con istanza del 23 marzo 2007 da</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"><a id="INIZIO_TESTO"></a> <p class="MsoNormal"><b><span> </span></b></p> </td> <td colspan="2" valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span> AP 1 </span></b><span> </span></p> <p class="MsoFooter"><span>(patrocinata dall' RA 2 ) </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> </tr> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>contro</span></p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span> AO 1 </span></b><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>(patrocinato dall' RA 1 );</span></p> </td> </tr> </table> <p class="R1"><span>esaminati gli atti,</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span>posti i seguenti</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><b><span>punti di questione: </span></b><span> 1. <span>Se dev'essere accolto l'appello del 9 febbraio 2009 presentato </span>da AP 1 contro la sentenza emessa il 27 gennaio 2009 dal Pretore della giurisdizione di Locarno Campagna;</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> 2. Se dev'essere accolto l'appello adesivo del 5 marzo 2009 presentato da AO 1 contro la medesima sentenza;</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> 3. Il giudizio sulle spese e le ripetibili.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span>Ritenuto</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><b><span>in fatto: A.</span></b><span> AO 1 (1955) e AP 1 (1958) si sono sposati a __________<span> il 24 luglio 1991. Dal matrimonio è nato G__________, il 28 dicembre</span> 1994. I coniugi erano domiciliati a __________. Disegnatore di formazione, il marito lavorava per la __________ di __________ e nel novembre-dicembre 2007 è passato alle dipendenze della __________, impianti elettrici e telematici, sempre a __________. La moglie è funzionaria della __________ di __________<span> (__________). </span>I coniugi si sono separati alla fine di settembre del 2006, quando AP 1 ha lasciato l'abitazione coniugale (proprietà per piani n. 160 della particella n. 3606 RFD di __________, intestata metà al marito e metà a sua madre, __________, usufruttaria a vita). Contestualmente essa ha aumentato il proprio grado d'occupazione dal 40 all'80%. Per un mese essa ha soggiornato in un albergo di __________, poi il 1° novembre 2006 ha locato un appartamento ammobiliato a __________.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>B.</b> Il 23 marzo 2007 AP 1 si è rivolta al Pretore della giurisdizione di Locarno Campagna con un'istanza a protezione dell'unione coniugale per ottenere l'autorizzazione a vivere separata, un contributo alimentare per sé di fr. 2300.– mensili retroattivamente dal 1° ottobre al 31 dicembre del 2006 e di fr. 1500.– dal 1° gennaio 2007 in poi, l'affidamento del figlio (previa perizia sulla situazione familiare e decisione su eventuali “misure di accompagnamento”), riservato il diritto di visita del padre, con attribuzione dell'alloggio coniugale al genitore affidatario (e diritto dell'altro coniuge di prelevare gli effetti personali, metà del mobilio e metà delle suppellettili). Nel caso in cui il figlio fosse stato affidato al marito AP 1 ha chiesto che il convenuto ne assumesse il mantenimento, mentre nel caso in cui il figlio le fosse stato affidato essa ha sollecitato un contributo alimentare per G__________ di fr. 1500.– mensili. Identiche domande essa ha formulato in via cautelare.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>C.</b> Il 1° maggio 2007 AP 1 ha appigionato un appartamento in via __________ ad __________. Il 16 maggio 2007 si è tenuta l'udienza in Pretura <span>per la discussione cautelare e il contraddittorio sull'istanza, che è proseguita il 24 mag</span>gio 2007. In tale occasione AO 1 ha proposto di respingere le richieste della moglie, salvo aderire all'autorizzazione a vivere separati, postulare l'attribuzione della custodia parentale e rivendicare l'assegnazione dell'appartamento coniugale con <span>tutto il mobilio di sua proprietà. G__________ è stato ascoltato dal Pretore l'8 ago</span>sto 2007.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>D.</b> Esperita l'istruttoria, durante la quale è stata esperita una perizia “sulle dinamiche familiari”, le parti hanno rinunciato al dibattimento finale, rimettendosi a conclusioni scritte. Nel suo memoriale del 15 gennaio 2009 AP 1 ha chiesto di accertare l'avvenuta sospensione della comunione domestica dal 1° ottobre 2006, ha accondisceso all'affidamento del figlio al padre <span>(fermo restando il suo diritto a adeguate relazioni personali con il</span> ragazzo) e ha postulato un contributo alimentare per sé di fr. 2300.– dal 1° ottobre al 31 dicembre 2006, ridotto a fr. 1500.– dal 1° gennaio 2007 in poi. Nel proprio allegato del 14 gennaio 2009 AO 1 ha chiesto una volta ancora di essere autorizzato a vivere separato, di vedersi affidare il figlio (riservato il diritto di visita della moglie) e di attribuirgli l'alloggio coniugale comprensivo del mobilio. Nel caso in cui fosse stato chiamato a versare un contributo alimentare per la moglie, egli ha proposto inoltre che quest'ultima erogasse un contributo alimentare (indeterminato) per il ragazzo.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>E.</b> Statuendo il 27 gennaio 2009, il Pretore ha accolto parzialmente l'istanza, nel senso che ha accertato la separazione dei coniugi dal 1° ottobre 2006, ha attribuito l'abitazione coniugale al marito, ha obbligato quest'ultimo a versare un contributo alimentare per la moglie di fr. 480.– mensili dal 1° aprile 2007, ha affidato il figlio al padre, ha regolato il diritto di visita materno e ha obbligato AP 1 a versare un contributo alimentare per il figlio di fr. 525.– mensili dal 14 gennaio 2008. La tassa di giustizia di fr. 1500.– e le spese di fr. 3518.40 sono state poste per un sesto a carico di AO 1 e per il resto a carico dell'istante, tenuta a rifondere al convenuto fr. 1800.– per ripetibili ridotte.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>F.</b> Contro la sentenza appena citata AP 1 è insorta a questa Camera con un appello del 9 febbraio 2009 nel quale chiede che AO 1 assuma l'intero sostentamento del figlio e le versi un contributo alimentare di fr. 2250.– mensili re­troattivamente dal 1° ottobre al 31 dicembre 2006, ridotto a fr. 1500.– mensili dal 1° gennaio 2007. Nelle sue osservazioni del 5 marzo 2009 AO 1 propone di respingere l'appello e con appello adesi<span>vo insta perché AP 1 elargisca il contributo alimenta</span>re di fr. 525.– mensili in favore del figlio sin dal 1° maggio 2007 (e non solo dal 14 gennaio 2008). Con osservazioni del 26 marzo 2009 AP 1 conclude per il rigetto dell'appello adesivo.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span>Considerando</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><b><span>in diritto: 1.</span></b><span> Le misure a protezione dell'unione coniugale (art. 172 segg. CC) erano emanate fino al 31 dicembre 2010 con la procedura sommaria contenziosa di camera di consiglio (art. 4 cpv. 1 n. 5 e art. 5 vLAC con rinvio agli art. 361 segg. CPC ticinese). L'esame dei fatti era limitato alla verosimiglianza (Rep. 1991 pag. 432 consid. 4a) e la sentenza del Pretore era impugnabile entro dieci giorni (art. 370 cpv. 2 CPC ticinese). Entro dieci giorni dalla notificazione dell'appello la controparte poteva introdurre appello adesivo (art. 314 in fine CPC ticinese). Presentate in tempo utile, sotto questo profilo entrambe le impugnazioni sono ricevibili.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>2. </b>Litigiosi rimangono, in questa sede, il contributo alimentare per la moglie e quello per il figlio. A tal fine il Pretore ha accertato il red­dito del marito in fr. 6904.75 mensili netti a fronte di un fabbisogno minimo di fr. 2471.65 mensili (minimo esistenziale del diritto esecutivo per genitore affidatario fr. 1000.– [fr. 1250.– meno fr. 250.– stanziati dal datore di lavoro a titolo di indennità per pasti fuori casa], costo dell'alloggio fr. 584.–, premio della cassa malati fr. 435.80, assicurazione domestica e contro la responsabilità civile fr. 51.85, onere fiscale fr. 400.–). Quanto alla moglie, il Pretore ne ha calcolato il reddito in fr. 3841.– mensili netti, determinando il relativo fabbisogno minimo in fr. 3069.95 mensili (minimo esistenziale del diritto esecutivo fr. 1100.–, locazione con spese accessorie fr. 1100.–, premio della cassa malati <span>fr. 556.30, imposta di circolazione fr. 63.35, onere fiscale fr. 250.–).</span> Infine il Pretore ha stimato il fabbisogno in denaro di G__________ in fr. 2705.– mensili (compresi fr. 640.– mensili per la retta scolastica al __________ di __________). Constatata un'eccedenza di fr. 2499.15.– mensili, il Pretore ha obbligato AO 1 a versare un contributo alimentare per la moglie di fr. 480.– mensili dal 1° aprile 2007 (con facoltà di dedurre il premio della cassa malati da lui corrisposto per la moglie fra l'ottobre del 2006 e il giugno del 2007) e AP 1 a versarne uno per il figlio di fr. 525.– mensili dal 14 gennaio 2008.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>3.</b> L'appellante chiede anzitutto a questa Camera di esaminare se il Pretore potesse redigere la sentenza allorché tutte le udienze era­no state tenute dal Segretario assessore “in luogo e vece del Pretore, giusta l'art. 34 cpv. 2 LOG”. Ciò offenderebbe il principio dell'oralità e dell'immediatezza, conferendo al Segretario assessore una giurisdizione autonoma e indipendente, parallela a quella del Pretore. In realtà nella misura in cui si fonda sulla sentenza pubblicata in DTF 134 I 184 l'argomentazione dell'appellante cade nel vuoto, giacché in quella decisione il Tribunale federale ha stabilito che il Segretario assessore non potesse giudicare in luogo e vece del Pretore se non “in determinate circostanze”, non che il Segretario assessore non potesse nemmeno tenere udienze. Al contrario: esso ha rilevato che l'art. 34 cpv. 2 vLOG permetteva “senz'altro” al Segretario assessore di sostituire il Pretore “nel quadro delle udienze se così richiesto dal Pretore per il buon funzionamento della Pretura e sotto la sua responsabilità” (pag. 197 consid. 6.1). Nella misura invece in cui sembra invocare il diritto di esprimersi davanti al Pretore, l'appellante dimentica di avere essa medesima rinunciato al dibattimento finale (verbale del 9 ottobre 2008, pag. 6). Dolersi in simili circostanze di non avere visto il primo giudice non è serio. Al proposito l'appello non merita altra disamina.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>4.</b> L'appellante contesta il reddito del marito, che sostiene essere di fr. 7517.– netti mensili più l'assegno familiare. Il Pretore si è fondato su un reddito di fr. 6904.75 mensili dopo avere accertato <span>uno stipendio di fr. 7309.– netti mensili nel 2006, uno di fr. 6980.–</span> lordi mensili (più l'assegno familiare) dal gennaio al marzo del 2007 e, appunto, uno di fr. 6904.75 netti mensili (assegno familiare compreso) dal 1° aprile 2007 (sentenza impugnata, consid. 15). Ora, questa Camera ha già avuto modo di precisare che nel caso di lavoratori dipendenti il reddito determinante è quello netto conseguito al momento della decisione (RtiD I-2004 pag. 595 n. 78c). Ciò vale anche per i contributi alimentari dovuti nel lasso di tempo anteriore all'emanazione del giudizio, sempre che la situazione dei coniugi non si sia modificata nel corso della causa in maniera importante. Se sono intervenuti mutamenti di rilievo occorre fissare il contributo in modo differenziato, sulla base della situazione effettiva dei vari periodi (RtiD I-2008 pag. 1026 n. 25c con richiami).</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> Nella fattispecie il reddito di fr. 6904.75 netti mensili (assegno familiare compreso) dal 1° aprile 2007 in poi accertato dal Pretore è quello più recente che figura agli atti, conseguente all'ultimo aumento di stipendio ricevuto da AO 1 (lettera 3 aprile 2007 della __________, nel fascicolo “richiami II”, 3° foglio). L'appellante sostiene che il guadagno di fr. 7100.– mensili più fr. 5004.– di bonus annuo figurante in quella lettera è netto, non lordo, sicché dal 1° aprile 2007 AO 1 avrebbe percepito non solo fr. 6904.75 mensili (ovvero fr. 6513.– di stipendio e fr. 391.75 di bonus), come reputa il Pretore, bensì fr. 7517.– netti mensili (fr. 7100.– di stipendio e fr. 417.– di bonus). L'assunto non è verosimile, ove appena si consideri che le distinte mensili di stipen­dio dall'aprile all'agosto del 2007 (contenute nel fascicolo “richia­mi II”) attestano uno stipendio di fr. 7100.– mensili lordi, non netti. Quanto al bonus annuo di fr. 5004.–, nel dubbio esso va ritenuto lordo (tant'è che quello del 2006 è stato corrisposto al lordo: fascicolo “richiami II”, 5° foglio).</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> Certo, l'appellante si duole che con ordinanza del 27 novembre 2008 il Pretore abbia respinto una sua istanza del 16 ottobre 2008 volta a ottenere dal convenuto, in via di assunzione suppletoria di prove, l'edizione delle distinte di stipendio successive all'agosto del 2007 (act. XV), ma non chiede che questa Camera acquisisca essa medesima tali documenti (art. 322 lett. b CPC ticinese). Fa notare che, comunque sia, il convenuto ha svolto anche ore supplementari e ricevuto premi di anzianità. Se non che, il compenso per lavoro straordinario va considerato come reddito solo nel caso in cui gli straordinari siano prestati in modo regolare, costituiscano cioè una fonte di reddito abituale su cui la famiglia può fare affidamento (RtiD I-2005 pag. 767 consid. 6), mentre nella fattispecie il lavoro straordinario risulta prestato in modo sporadico (fascicolo “richiami II”, <span>4° e 11° foglio). Il premio </span>d'anzianità, poi, è stato concesso una sola volta (fascicolo “richiami II”, 3° foglio). Nelle condizioni descritte non v'è ragione pertanto di scostarsi dal reddito di fr. 6904.75 netti mensili accertati dal Pretore.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>5.</b> Il Pretore ha calcolato il reddito di AP 1 in fr. 3841.– mensili netti dal 1° gennaio 2008 in poi, con un grado d'occupazione dell'80% (sentenza impugnata, consid. 14). Si tratta – pertinentemente – dell'ultimo dato che risulta dagli atti, come nel caso del marito. Secondo l'appellante in quella cifra sono compresi fr. 100.– mensili di partecipazione all'utile che la Banca __________ di __________ non ha versato “nel 2007/2008”. Sta di fatto che l'anno prima la banca le aveva assicurato per scritto uno stipendio di fr. 3737.– mensili netti, più fr. 1200.– annui di partecipazione all'utile (lettera del dicembre 2006: doc. N). Perché quest'ultima indennità non le sarebbe stata versata essa non spiega. Tanto meno indica perché nel 2008 essa non ne avrebbe avuto diritto e men che meno esibisce un certificato di salario. Essa deplora che il Pretore non le abbia riconosciuto un contributo ali­mentare retroattivo dal 1° ottobre 2006, fissandone la decorrenza solo dal 1° aprile 2007, ma non è dato di comprendere che nesso abbia simile doglianza con l'accertamento del Pretore circa l'ammontare del reddito. Come si è ricordato, nel caso di lavoratori dipendenti il reddito determinante è quello netto conseguito al momento della decisione, quand'anche il contributo alimentare riguardi periodi anteriori all'emanazione del giudizio (sopra, consid. 4). Se mai la questione è di sapere se la situazione dei coniugi si sia modificata nel frattempo in maniera importante, onde la necessità di fissare il contributo in modo differenziato sulla base della situazione effettiva di periodi diversi (sotto, consid. 10). Dipartendosi nondimeno dall'ultimo reddito accertato, il Pretore ha applicato un criterio corretto.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>6.</b> Quanto al proprio fabbisogno minimo, stabilito dal Pretore in fr. 3069.95 mensili (minimo esistenziale del diritto esecutivo fr. 1100.–, locazione con <span>spese accessorie fr. 1100.–, premio della cassa malati fr. 556.30,</span> imposta di circolazione fr. 63.35, onere fiscale fr. 250.–), l'appellante afferma che in realtà esso ammonta a fr. 4175.– mensili. Essa contesta l'entità della pigione fissata dal primo giudice, chiede che le si riconosca il premio per l'assicurazione del­l'economia domestica, come pure quello per l'assicurazione dell'automobile, rivendica <span>un'indennità per le spese di carburante e reputa inadeguato l'onere</span> fiscale.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>a)</b> Al Pretore l'istante rimprovera di avere ridotto indebitamente a fr. 1100.– mensili la spesa effettiva da lei sostenuta per l'appartamento di tre locali (con posteggio coperto) da lei locato in via __________ ad __________, consistente nella pigione di fr. 1550.– e nelle spese accessorie di fr. 150.– mensili (doc. T). Essa rivendica il diritto a un trattamento paritario nei confronti del marito anche dal profilo logistico, sottolinea la necessità di ospitare il figlio durante i diritti di visita e soggiunge che il convenuto ha a disposizione un appartamento di standard finanche superiore. Il problema è che, abitando da sé sola in un appartamento di tre locali, l'interessata mira a un trattamento privilegiato, non paritario, ove si pensi che in un appartamento analogo il convenuto abita insieme con il figlio. L'interessata evoca la necessità di ospitare il ragazzo durante i diritti di visita, ma G__________ non vuole pernottare da lei (referto peritale, pag. 9 verso l'alto) e la circostanza che il figlio trascorra qualche notte in __________ ancora non giustifica un appartamento di tre vani da fr. 1700.– mensili. Anche tenendo conto della circostanza che ad __________ il costo dell'alloggio è generalmente elevato (sotto questo profilo la stima del Pretore non è realistica, salvo voler ridurre l'interessata ad alloggiare come un debitore escusso), si può ragionevolmente pretendere che dopo la separazione di fatto l'istante si accomodasse di un appartamento da due locali, contenendo la spesa in fr. 1400.– mensili. Che le si richiedesse attenzione ai costi essa non può negare, il convenuto avendo lamentato sin dall'inizio ch'essa spendeva troppo per l'alloggio (riassunto scritto di risposta allegato al verbale del 16 maggio 2007, pag. 5 a metà).</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>b)</b> Il premio pagato per le assicurazioni correnti dell'economia domestica o contro la responsabilità civile vanno inseriti, di principio, nel fabbisogno minimo (DTF 114 II 395 consid. 4c). In concreto si giustifica pertanto di inserire nel fabbisogno minimo del­l'istante il</span><span> premio del</span><span>l'assicurazione per l'economia domestica, di fr. 29.45 mensili (doc. S), per quanto la spesa fosse stata accennata solo confusamente nel memoriale conclusivo (pag. 6 nel mezzo)</span><span>.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>c)</b> Il Pretore ha rifiutato di considerare il premio per l'assicurazione del veicolo, l'istante non avendone reso verosimile l'ammontare (sentenza impugnata, consid. 13a). Mal si comprende tuttavia come si possa riconoscere l'imposta di circolazione (fr. 63.65 mensili, inseriti nel fabbisogno minimo: doc. V) e non il presunto costo del premio per l'assicurazione del veicolo. È vero che la spesa risulta soltanto da un avviso di ad­debito bancario (fr. 2711.20 pagati il 27 dicembre 2006 alla __________, __________) su cui </span></p> <p class="R1"><b><span> </span></b><span>l'istante ha annotato a mano “assicurazione auto” (doc. U), ma non si vede perché l'esborso di fr. 226.– mensili per una Mercedes-Benz “C 320 T” non dovrebbe apparire verosimile. Tanto meno considerando che si tratta della stessa automobile usata dall'istante durante la vita in comune, automobile <span>che da allora non risulta essere stata assicurata in altro modo.</span></span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>d)</b> Sui costi di trasferta che l'appellante fa valere per dover percorrere quotidianamente la tratta da __________ al luogo di lavoro (4 km due volte al giorno per 21 giorni ogni mese), ovvero fr. 200.– mensili (fr. –.60/km), invano se ne cercherebbe traccia negli allegati preliminari. Nemmeno il memoriale conclusivo dell'istante accenna a tale spesa. Formulata per la prima volta in appello, la rivendicazione si rivela quindi inam­missibile (art. 321 cpv. 1 lett. b CPC ticinese; cfr. DTF 133 III 115 consid. 3.2). </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>e)</b> L'onere d'imposta stimato dal Pretore (fr. 250.– mensili) va aumentato secondo l'appellante a fr. 300.– per tenere calcolo del fatto che la scissione delle partite fiscali comporta la sua tassazione in base all'aliquota di contribuente singolo, preclu­dendole inoltre il beneficio di deduzioni per figli a carico. La motivazione è approssimativa, ma dipartendosi da un reddito di fr. 46</span><span> </span><span>092.– annui e da deduzioni di fr. 5100.– per oneri as­sicurativi, rispettivamente di fr. 2400.– per spese professionali, nel 2008 il carico tributario dell'appellante poteva effettivamente presumersi di circa fr. 300.– mensili (calcolatore in: www.ti.ch/fisco). Nel risultato l'argomentazione si dimostra così provvista di buon diritto.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>f)</b> Ciò premesso, il fabbisogno minimo dell'appellante risulta in definitiva di fr. 3675.10 mensili (minimo esistenziale del diritto esecutivo fr. 1100.–, costo dell'alloggio fr. 1400.–, premio della cassa malati fr. 556.30, premio dell'assicurazione economia domestica fr. 29.45, imposta di circolazione fr. 63.35, premio dell'assicurazione del veicolo fr. 226.–, onere fiscale fr. 300.–).</span></p> <span><br/> </span> <p class="R1"><b><span> 7.</span></b><span> Relativamente al fabbisogno in denaro del figlio (stimato dal Pretore in fr. 2705.– mensili), l'appellante ricorda che fino al settembre del 2008 la retta di esterno al __________ di __________ era </span></p> <p class="R1"><b><span> </span></b><span>di fr. 590.– mensili, che solo dopo di allora essa è passata a fr. 640.– mensili e che in ogni modo la quota è dovuta dieci e non dodici volte l'anno. Ora, come si è ripetuto, determinante in una procedura a tutela dell'unione coniugale è la situazione della famiglia al momento della decisione, quand'anche i contributi di mantenimento litigiosi comprendano periodi anteriori all'emanazione del giudizio, riservati mutamenti di rilievo intervenuti nel frattempo (sopra, consid. 4). A ragione dunque il Pretore si è fondato sulla retta versata da AO 1 per il figlio nel corso dell'anno scolastico 2008/09 (fr. 640.– mensili: fascicolo “richiami II”, ultimo e penultimo foglio). D'altro lato è vero che la retta era dovuta solo 10 e non 12 volte l'anno, di modo che il fabbisogno in denaro del figlio non è di fr. 2705.–, bensì di fr. 2600.– mensili. Il convenuto eccepisce di far fronte anche ad altre spese scolastiche per libri, materiale, gite e corsi obbligatori. L'argomento sarà anche plausibile, ma l'interessato non quantifica tali spese nemmeno per ordine di grandezza. Non se ne può quindi tenere conto, se non per compensare equitativamente il minor costo della retta prima del settembre 2008 (fr. 41.70 mensili).</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>8.</b> L'appellante critica altresì il metodo applicato dal Pretore per la definizione dei contributi alimentari, che non rispetterebbe i criteri invalsi nella giurisprudenza del Tribunale d'appello. La censura è parzialmente fondata, non tanto a livello di metodo, quanto per le conseguenze. I</span>l sistema costantemente applicato da questa Ca­mera – e definito <i>üblich</i> a livello svizzero dal Tribunale federale: DTF 134 III 146 consid. 4 – per stabilire i contributi pecuniari dovuti da un coniuge all'altro, come misura a protezione del­l'unione coniugale, <span>o</span>ve sia giustificata la sospensione della comunione domestica (art. 176 cpv. 1 n. 1 CC) consiste nel dedurre dal reddito complessivo dei coniugi i fabbisogni loro e dei figli minorenni, suddividendo l'eccedenza in parti uguali (<span>RtiD I-2007 pag. 737 consid. 4a con richiami). A tale principio il Pretore si è attenuto, salvo porre poi il sostentamento del figlio a carico dei genitori in proporzione alla disponibilità mensile di ognuno. Quest'ultima suddivisione non è tuttavia di alcuna pertinenza. Trattandosi di genitori sposati, la definizione dei contributi alimentari si riassume nel metodo descritto e in esso trova compimento. Il criterio di suddividere il fabbisogno in denaro del figlio secondo la disponibilità mensile di ogni genitore si applica se mai a genitori non (o non più) sposati, i quali tuttavia – proprio perché non sposati – non soggiacciono al calcolo dell'eccedenza comune.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> Ciò posto, nel caso specifico il calcolo dei contributi alimentari si presenta come segue:</span></p> <p class="R1"> <span>Reddito del marito (consid. 4) fr. 6</span><span> </span><span>904.75</span></p> <p class="R1"><span> Reddito della moglie (consid. 5) fr. 3</span><span> </span><span>841.—</span></p> <p class="R1"><span> fr. 10</span><span> </span><span>745.75 mensili</span></p> <p class="R1"><span> Fabbisogno minimo del marito (non contestato) fr. 2</span><span> </span><span>472.—</span></p> <p class="R1"><span> Fabbisogno minimo della moglie (consid. 6) fr. 3</span><span> </span><span>675.10</span></p> <p class="R1"><span> Fabbisogno in denaro del figlio (consid. 7) fr. 2</span><span> </span><span>600.—</span></p> <p class="R1"><span> fr. 8</span><span> </span><span>747.10 mensili</span></p> <p class="R1"><span> Eccedenza fr. 1</span><span> </span><span>998.65</span></p> <p class="R1"><span> Metà eccedenza fr. </span><span> </span><span>999.35 mensili</span></p> <p class="R1"><span> Il marito può conservare per sé:</span></p> <p class="R1"><span> fr. 2472.– + fr. 999.35 fr. 3</span><span> </span><span>471.35 mensili,</span></p> <p class="R1"><span> deve destinare al figlio: fr. 2</span><span> </span><span>600.— mensili</span></p> <p class="R1"><span> e deve versare alla moglie:</span></p> <p class="R1"><span> </span><span>fr. 3675.10 + fr. 999.35 ./. fr. 3841.– fr. </span><span> </span><span>833.45 mensili,</span></p> <p class="R1"><span> arrotondati a <i>fr. 835.— mensili</i>.</span> </p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> Nessun contributo l'appellante deve invece al figlio, il cui sostentamento va assicurato dal padre. Entrambi i genitori conservano in tal modo l'equivalente del rispettivo fabbisogno minimo, più mezza eccedenza. Tale principio, che garantisce la parità di trattamento fra coniugi, discende dall'art. 163 cpv. 1 CC e vale finché dura il matrimonio. E siccome l'appellante non va chiamata nelle circostanze del caso a sostentare il mantenimento del figlio, l'appello adesivo del convenuto, che chiede di far decorrere dal 1° maggio 2007 (e non soltanto dal 14 gennaio 2008) il contributo alimentare per G__________ posto dal Pretore a carico della madre, è destinato all'insuccesso.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>9.</b> L'appellante chiede che il contributo di mantenimento decorra retroattivamente dal 1° ottobre del 2006. L'art. 173 cpv. 3 CC, applicabile per analogia anche nel quadro <span>dell'art. 176 CC (<span>Schwander</span> in: Basler Kommentar, ZGB I, 3</span></span><span>ª</span><span> edi</span><span>­zione, n. 6 ad art. 176 CC), prevede in effetti che i contributi pecuniari per il mantenimento della famiglia nell'ambito di misure a tutela del­l'unione coniugale possano essere chiesti “per il futuro e per l'anno precedente l'istanza”. Di norma fa stato quindi, per la decorrenza dell'obbligo, l'inoltro dell'atto introduttivo della lite (nella fattispecie il 23 marzo 2007, ragione per cui il Pretore ha fatto decorrere i contributi alimentari dal 1° aprile 2007). Nella fattispecie però lo stesso convenuto dà atto che le parti vivono separate dalla fine di settembre del 2006 (memoriale conclusivo, pag. 2 nel mezzo). La costituzione di due economie domestiche separate essendo intervenuta a quel momento, si legittima di far decorrere i contributi alimentari per l'istante sin da allora, fermo restando che AO 1 potrà detrarre dal debito quanto ha già versato per la moglie dal 1° ottobre 2006 poi, compresi i premi della cassa malati (<span>Hasenböhler/Opel</span> in: Basler Kommentar, op. cit., n. 11 in fine ad art. 173 con rinvii).</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>10.</b> Ove un contributo alimentare stabilito a tutela dell'unione coniugale riguardi anche periodi anteriori all'emanazione del giudizio, ciò che è praticamente la regola (solendo far stato per la decorrenza dell'obbligo – come si è appena ricordato – la presentazione del­l'istanza), occorre verificare che la situazione dei coniugi non si sia modificata in maniera importante nel corso della causa, come pure nell'eventuale periodo toccato dalla retroattività dell'obbligo. Poiché – come detto – in quest'ultimo caso il contributo va differenziato sulla base della situazione effettiva dei vari periodi (sopra, consid. 4).</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> Nella fattispecie il reddito dell'istante ha denotato un'ascesa notevole nei primi tre <span>mesi (fr. 3226.20 mensili netti nell'ottobre del 2006, fr. 3423.50</span> nel novembre, fr. 3733.55 nel dicembre: estratto del conto personale nel fascicolo “richiami III”), stabilizzandosi in seguito. Il reddito del convenuto, di fr. 7309.– mensili netti tra <span>l'ottobre e il dicembre del 2006 (sentenza impugnata, consid. 15),</span> è calato chiaramente nel gennaio, febbraio e marzo del 2007 a circa fr. 6690.– netti mensili (distinte di stipendio nel fascicolo “richiami II”), per attestarsi dopo di allora a fr. 6904.75 (sentenza impugnata, loc. cit.). Il costo dell'alloggio dell'appellante, limitato a fr. 1000.– nell'ottobre del 2006 (camera d'albergo ad __________: doc. H), è passato a fr. 1250.– mensili dal novembre del 2006 (appartamento am­mobiliato a __________: doc. F) e a ben fr. 1700.– mensili dal 1° maggio 2007 (di cui fr. 1400.– riconosciuti: consid. 6a). Dal 1° ottobre 2006 al 30 aprile 2007, in pratica per tutto il periodo retroattivo, si imporrebbero così reiterate ripetizioni di calcolo. In circostanze del genere conviene fissare uno scaglione unico che tenga conto di tutti i cambiamenti importanti verificatisi in quel lasso di tempo. Con il risultato seguente:</span></p> <p class="R1"><span> Reddito del marito</span></p> <p class="R1"><span> (media dall'ottobre 2006 all'aprile 2007) fr. 6</span><span> </span><span>985.90</span></p> <p class="R1"><span> Reddito della moglie </span></p> <p class="R1"><span> (media dall'ottobre 2006 all'aprile 2007) fr. 3</span><span> </span><span>618.75</span></p> <p class="R1"><span> fr. 10</span><span> </span><span>604.65 mensili</span></p> <p class="R1"><span> Fabbisogno minimo del marito (non contestato) fr. 2</span><span> </span><span>472.—</span></p> <p class="R1"><span> Fabbisogno minimo della moglie </span></p> <p class="R1"><span> (media dall'ottobre 2006 all'aprile 2007) fr. 3</span><span> </span><span>489.40</span></p> <p class="R1"><span> Fabbisogno in denaro del figlio (consid. 7) fr. 2</span><span> </span><span>600.—</span></p> <p class="R1"><span> fr. 8</span><span> </span><span>561.40 mensili</span></p> <p class="R1"><span> Eccedenza fr. 2</span><span> </span><span>043.25</span></p> <p class="R1"><span> Metà eccedenza fr. 1</span><span> </span><span>021.65 mensili</span></p> <p class="R1"><span> Il marito può conservare per sé:</span></p> <p class="R1"><span> fr. 2472.– + fr. 1021.65 fr. 3</span><span> </span><span>493.65 mensili,</span></p> <p class="R1"><span> deve destinare al figlio: fr. 2</span><span> </span><span>600.— mensili</span></p> <p class="R1"><span> e deve versare alla moglie:</span></p> <p class="R1"><span> </span><span>fr. 3489.40 + fr. 1021.65 ./. fr. 3618.75 fr. </span><span> </span><span>892.30 mensili,</span></p> <p class="R1"><span> arrotondati a <i>fr. 890.— mensili</i>.</span> </p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>11.</b> Gli oneri processuali dell'appello principale seguono la vicendevole soccombenza (art. 148 cpv. 2 CPC ticinese). L'istante ottiene il versamento di un contributo alimentare re­troattivo dal 1° ottobre 2006 al 31 marzo 2007 (fr. 890.– mensili), anche se non nella misura richiesta (fr. 2225.– mensili fino al 31 dicembre 2006, fr. 1500.– mensili in seguito), e un aumento del contributo litigioso dal 1° aprile 2007 (fr. 835.– mensili invece <span>di fr. 480.– mensili), benché inferiore a quello preteso (fr. 1500.–</span> mensili). </span></p> <p class="R1"><span> Inoltre essa vede annullare il contributo alimentare per il figlio posto a suo carico dal Pretore (fr. 525.– mensili dal 14 gennaio 2008). Nel complesso l'interessata esce dunque vittoriosa per circa tre quinti sul contributo retroattivo, per circa un terzo sul contributo dopo il 1° maggio 2007 (commisurato su 20 anni, il </span><span>valore litigioso essendo determinato dall'importo annuo delle prestazioni contestate, moltiplicato per venti: art. 7 cpv. 3 CPC ticinese</span><span>) e interamente sul contributo ali­mentare in favore del figlio (circa 5 anni a fr. 525.– mensili). Si giustifica così di suddividere la tassa di giustizia e le spese a metà, compensando le ripetibili. Gli oneri processuali e le ripetibili dell'appello adesivo vanno addebitati invece al convenuto, che soccombe per intero (art. 148 cpv. 1 CPC ticinese).</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> Il sindacato odierno impone di riformare altresì il dispositivo sugli oneri processuali e le ripetibili di prima sede secondo il medesimo principio. Il Pretore ha addebitato cinque sesti delle spese all'istante, rilevando che AP 1 soccombeva sull'affidamento del figlio (“è stata la resistenza in causa della madre, che si opponeva di per sé a una custodia al padre, ad aver provocato l'effettuazione di un'ampia istruttoria su questo tema, fra cui la perizia”: sentenza impugnata, consid. 18) e usciva sconfitta per circa due terzi sul contributo alimentare per sé, oltre che su quello per G__________. Visto l'esito dell'appello, appare equo ridurre il grado di soccombenza dell'attrice da cinque sesti a tre quinti. L'indennità per ripetibili ridotte a carico di lei fissata dal Pretore </span></p> <p class="R1"><span> in fr. 1800.– va equamente ricommisurata, di conseguenza, in fr. 1300.–.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>12.</b> </span><span>Relativamente ai rimedi giuridici esperibili sul piano federale contro l'odierna sentenza (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso sotto il profilo dell'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF raggiunge sicuramente la soglia di fr. 30</span><span> </span><span>000.– ai fini di un eventuale ricorso in materia civile.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span>Per questi motivi,</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span>vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><b><span>pronuncia:</span></b><span> I. L'appello principale è parzialmente accolto, nel senso che la sentenza impugnata è così riformata:</span></p> <p class="R1"><span> 1.4 La richiesta di contributo alimentare avanzata da AO 1 per il figlio G__________ è respinta.</span></p> <p class="R1"><span> </span><span>1.5 AO 1 è tenuto a versare anticipatamente a AP 1, entro il 5 di ogni mese, i seguenti contributi alimentari:</span></p> <p class="R1"><span> fr. 890.– mensili dal 1° ottobre 2006 al 30 aprile 2007, </span></p> <p class="R1"><span> fr. 835.– mensili dal 1° maggio 2007 in poi. </span></p> <p class="R1"><span> 3. La tassa di giustizia di fr. 1500.– e le spese di fr. 3518.40 sono poste per tre quinti a carico di AP 1 e per il resto a carico di AO 1, al quale l'istante rifonderà fr. 1300.– per ripetibili ridotte.</span></p> <p class="R1"><span> Per il resto l'appello è respinto e la sentenza impugnata è confermata.</span></p> <p class="MsoNormal"><b> </b></p> <p class="R1"><span> II. Gli oneri dell'appello principale, consistenti in:</span></p> <p class="R1"><span> <i>a)</i> tassa di giustizia fr. 950.–</span></p> <p class="R1"><i><span> b)</span></i><span> spese fr. 50.–</span></p> <p class="R1"><span> fr. 1000.–</span></p> <p class="R1"><span> da anticipare dall'appellante principale, sono posti a carico delle parti in ragione di metà ciascuno, compensate le ripetibili.</span></p> <p class="MsoNormal"><b><span> </span></b></p> <p class="R1"><span> III. L'appello adesivo è respinto.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> IV. Gli oneri dell'appello adesivo, consistenti in:</span></p> <p class="R1"><span> <i>a)</i> tassa di giustizia fr. 350.–</span></p> <p class="R1"><span> <i>b)</i> spese fr. 50.–</span></p> <p class="R1"><span> fr. 400.–</span></p> <p class="R1"><span> sono posti a carico dell'appellante adesivo, che rifonderà a AP 1</span><span> fr. 1000.– per ripetibili ridotte.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> V. Intimazione:</span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="R1"><span> </span></p> </td> <td valign="top"> <p class="R1"><span>– ;</span></p> <p class="R1"><span>– .</span></p> </td> </tr> </table> <p class="R1"><span> Comunicazione alla Pretura della giurisdizione di Locarno Città.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><b><span>Per la prima Camera civile del Tribunale d</span></b><b><span>'</span></b><b><span>appello</span></b></p> <p class="MsoNormal"><span>Il presidente La segretaria</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><b><span> </span></b></p> <p class="MsoNormal"><b><span> </span></b></p> <p class="MsoNormal"><b><span> </span></b></p> <p class="MsoNormal"><b><span> </span></b></p> <p class="MsoNormal"><b><span> </span></b></p> <p class="MsoNormal"><b><span> </span></b></p> <p class="MsoNormal"><b><span> </span></b></p> <p class="MsoNormal"><b><span> </span></b></p> <p class="MsoNormal"><b><span> </span></b></p> <p class="MsoNormal"><b><span> </span></b></p> <p class="MsoNormal"><b><span> </span></b></p> <p class="MsoNormal"><b><span> </span></b></p> <p class="MsoNormal"><b><span> </span></b></p> <p class="MsoNormal"><b><span> </span></b></p> <p class="MsoNormal"><b><span> </span></b></p> <p class="MsoNormal"><b><span> </span></b></p> <p class="MsoNormal"><b><span> </span></b></p> <p class="MsoNormal"><b><span> </span></b></p> <p class="MsoNormal"><b><span> </span></b></p> <p class="MsoNormal"><b><span> </span></b></p> <p class="MsoNormal"><b><span> </span></b></p> <p class="MsoNormal"><b><span> </span></b></p> <p class="MsoNormal"><b><span> </span></b></p> <p class="MsoNormal"><b><span> </span></b></p> <p class="MsoNormal"><b><span> </span></b></p> <p class="MsoNormal"><b><span> </span></b></p> <p class="MsoNormal"><b><span> </span></b></p> <p class="MsoNormal"><b><span> </span></b></p> <p class="MsoNormal"><b><span> </span></b></p> <p class="MsoNormal"><b><span> </span></b></p> <p class="MsoNormal"><b><span> </span></b></p> <p class="MsoNormal"><b><span> </span></b></p> <p class="MsoNormal"><b><span> </span></b></p> <p class="MsoNormal"><b><span> </span></b></p> <p class="MsoNormal"><b><span>Rimedi giuridici</span></b></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro il termine stabilito dall'art. 100 cpv. 1 e 2 LTF (art. 72 segg. LTF). Nelle cause di carattere pecuniario il ricorso in materia civile è am­missi­bile solo se il valore litigioso ammonta ad almeno 30</span><span> </span><span>000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale importo, il ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.</span></p> </div></body></html>