<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di presentare un rapporto sull'istituzione, da parte della Svizzera, di un fondo di partecipazione che rafforzi in maniera duratura le PMI esportatrici svizzere e offra alle parti interessate la possibilità di costituire a condizioni vantaggiose riserve in valute straniere.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Con l'abolizione del tasso minimo di cambio le imprese con un'elevata quota di ricavi in euro e di spese in franchi svizzeri nonché una grande elasticità dei prezzi perdono, almeno a breve termine, molta della loro competitività. Senza una copertura del rischio di cambio queste imprese possono subire perdite economiche.</p><p>È vero, però, che con la riduzione degli interessi negativi della Banca nazionale svizzera (BNS) i costi dei capitali continuano a scendere e questo favorisce in linea di massima gli investimenti reali. Finché il mercato dei capitali per i crediti alle imprese funziona, la nuova situazione comporta - ceteris paribus - per le imprese alla ricerca di capitali e i debitori netti costi del capitale più ridotti, e ciò dovrebbe valere anche per gli investimenti reali che promettono ricavi.</p><p>Lo sviluppo dell'erogazione di crediti per le PMI è seguito con attenzione dalla Segreteria di Stato dell'economia SECO dal 2008, insieme al gruppo di lavoro "Mercato del credito per le PMI" che riunisce i rappresentanti della Banca nazionale svizzera (BNS), della Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali (SFI), di Economiesuisse, dell'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM), dell'Associazione dei banchieri e di Swissmem. Finora il gruppo di lavoro non ha rilevato alcun problema sui mercati del credito. Stando al rapporto pubblicato nel 2012 dal Consiglio federale (Il capitale di rischio in Svizzera) anche il mercato dei capitali di rischio funziona.</p><p>Per quanto riguarda il finanziamento delle PMI non vi è quindi fallimento del mercato. A rappresentare la sfida maggiore per le imprese esportatrici non è tanto il mancato accesso ai capitali quanto la progressiva riduzione dei margini e le strutture di costi e ricavi esistenti. Un fondo di partecipazione che riduce ulteriormente i costi del capitale non risolverà questo problema fondamentale. Lo Stato deve piuttosto concentrare la sua attenzione sul miglioramento delle condizioni quadro, per esempio sulla riduzione dei costi di regolamentazione al fine di rafforzare la competitività della Svizzera.</p><p>Un fondo come quello chiesto dall'autore del postulato rappresenterebbe inoltre un forte intervento dal punto di vista della politica delle istituzioni e sarebbe esposto a notevoli interferenze politiche, facendo aumentare il rischio che venga mantenuta una struttura indesiderata dal punto di vista economico. Come ha esposto il Consiglio federale nel rapporto in adempimento del postulato Bischof 11.3461, la politica industriale presenta grandi rischi e problemi e raramente porta a risultati positivi. Le analisi relative alla Svizzera confermano che ogni tentativo di influire sulle strutture esistenti, ovvero di rallentare o perfino arrestare i cambiamenti strutturali mediante misure statali, porta a lungo andare a risultati peggiori rispetto all'attuazione delle modifiche necessarie. Nessun'autorità statale dispone di una capacità di previsione superiore per quanto riguarda il futuro delle imprese o di interi settori. Per questo motivo un fondo di partecipazione statale non risulterebbe interessante per gli investitori.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.