<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Secondo il diritto internazionale umanitario, una potenza occupante ha diritti e doveri che sono stabiliti in particolare nelle disposizioni esecutive contenute nel Regolamento allegato alla IV Convenzione dell'Aia del 1907 e nella IV Convenzione di Ginevra. Tra questi doveri vi è l'obbligo di mantenere e garantire l'integrità del territorio soggetto alla potenza occupante, in modo che le persone che vi risiedono possano continuare a condurre una vita il più normale possibile.</p><p>Avviando la costruzione del muro, e proseguendo in quest'opera, il governo israeliano modifica la fisionomia della Cisgiordania, violando in tal modo il diritto internazionale umanitario.</p><p>Per la vita di molti Palestinesi ne derivano conseguenze economiche, sociali e umanitarie estremamente preoccupanti. Il diritto internazionale umanitario è l'espressione di un compromesso tra necessità militari legittime e la protezione minima delle persone. In base ad esso, la potenza occupante ha la facoltà di adottare misure di sicurezza, tuttavia esse non devono pregiudicare i diritti fondamentali delle persone protette. La costruzione del muro riduce ulteriormente la libertà di movimento dei Palestinesi e limita l'accesso della popolazione ai posti di lavoro, alle terre e alle strutture sanitarie ed educative.</p><p>2. Il muro ha tutte le caratteristiche di una struttura permanente. Se la sua costruzione proseguirà, esso andrà a separare Gerusalemme est dal resto della Cisgiordania, benché la Comunità internazionale non abbia mai riconosciuto l'annessione di Gerusalemme est da parte di Israele (vedi in particolare le Risoluzioni 252 e 267 del Consiglio di Sicurezza dell'ONU), e la maggior parte degli insediamenti sarà integrata in territorio israeliano.</p><p>Le prospettive seguenti preoccupano seriamente il Consiglio federale: il tracciato del muro rischia di portare ad un'annessione de facto da parte di Israele dei territori palestinesi in Cisgiordania, e questo in violazione della Risoluzione 242 (1969) del Consiglio di Sicurezza. Il proseguimento dei lavori di costruzione del muro, combinato alla continua espansione in Cisgiordania e a Gaza degli insediamenti e delle infrastrutture (soprattutto quelle stradali), costituisce un ostacolo alla prevista realizzazione di due Stati, in convivenza pacifica e reciproca sicurezza, così come è previsto dalla Risoluzione 1397 (2002) del Consiglio di Sicurezza dell'ONU e dalla roadmap del Quartetto per il Vicino Oriente (USA, ONU, UE, Russia). La costruzione del muro viola inoltre lo spirito e il contenuto dell'accordo ad interim (detto di "Oslo II") del settembre 1995, in base al quale lo Stato d'Israele si era impegnato a non adottare alcuna misura suscettibile di attentare all'integrità territoriale della Cisgiordania e di Gaza.</p><p>3. Il Consiglio federale continuerà a sollevare la questione del muro nell'ambito delle sue relazioni bilaterali con Israele e dei suoi interventi sul piano multilaterale. La questione è stata affrontata, ad esempio, dalla responsabile del Dipartimento federale degli affari esteri in occasione della visita del ministro degli affari esteri Silvan Shalom, l'11 agosto 2003 a Berna.</p><p>Riunita in sessione urgente il 22 ottobre 2003, l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha inoltre adottato la Risoluzione ES-10/13, in cui si chiede in particolare che Israele interrompa e annulli i lavori di costruzione del muro nei territori palestinesi occupati, compresa Gerusalemme est e i suoi dintorni, dato che il muro segue un tracciato che si discosta dalla linea d'armistizio del 1949 e che contravviene alle disposizioni pertinenti del diritto internazionale. Questa risoluzione invita entrambe le parti ad adempiere gli obblighi da loro sottoscritti con l'accettazione della roadmap del "Quartetto". La Svizzera - unitamente a tutti i Paesi membri dell'Unione europea - ha sostenuto questa risoluzione.</p><p>Il Consiglio federale continuerà a seguire con attenzione la costruzione del muro, discutendo le relative questioni con i vari interlocutori, in particolare con i membri del "Quartetto".</p>  Risposta del Consiglio federale.