<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di predisporre un programma di agevolazione dei visti per visitatori per i cittadini afghani con legami familiari con persone naturalizzate o titolari di un permesso di dimora o soggiorno in Svizzera, sul modello realizzato tra il 2013 e fine 2014 nel contesto del conflitto siriano.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La legislazione in materia di asilo e stranieri permette, a determinate condizioni, il ricongiungimento familiare per i membri del nucleo familiare, ossia il coniuge e i figli minorenni. Un'azione umanitaria analoga a quella del 2013 in occasione della crisi siriana non è prevista. La situazione di questi due Paesi è molto diversa: mentre durante la guerra civile siriana diversi milioni di persone sono fuggiti nei Paesi limitrofi, la situazione dell'Afghanistan dopo la presa di potere dei Talebani non è al momento chiara. Attualmente è estremamente difficile lasciare l'Afghanistan. L'agevolazione del rilascio dei visti favorirebbe pertanto soprattutto persone che vivono da molti anni in Iran o in Pakistan e la cui vita e integrità fisica non sono quindi direttamente minacciate. Inoltre, l'attuale diaspora afghana è molto più numerosa di quella siriana nel 2013 e quindi è maggiore anche il numero delle persone che avrebbero diritto all'agevolazione. Se si applicassero gli stessi criteri adottati nella crisi siriana, circa 11 000 persone in Svizzera potrebbero far valere le agevolazioni nel rilascio dei visti per parenti stretti e lontani. A titolo di paragone: nel 2013 le agevolazioni decise in favore dei cittadini siriani hanno permesso a circa 2700 persone in Svizzera di chiederle per i loro famigliari. Per ciascuna di queste persone fino a 80 famigliari hanno sollecitato un visto d'entrata.</p><p>Per questo motivo la Svizzera, come la maggior parte dei Paesi europei, accorda attualmente la priorità all'aiuto in loco sotto forma di protezione e assistenza dei profughi all'interno del territorio afghano. Cittadini afghani particolarmente vulnerabili hanno già potuto beneficiare del programma di reinsediamento 2020/2021 realizzato dalle autorità svizzere. Per il biennio 2022/2023, il Consiglio federale ha fissato un contingente massimo di 1600 rifugiati. Nel quadro del nuovo programma di reinsediamento, Egitto, Libano e Turchia sono stati identificati come Paesi prioritari di primo asilo. Per i reinsediamenti a partire dalla Turchia, l'accento è posto sull'accoglienza di rifugiati afghani vulnerabili. Il Consiglio federale si riserva il diritto di modificare le priorità in funzione dell'evolversi della situazione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.