TRIBUNALE AMMINISTRATIVO DEL CANTONE DEI GRIGIONI U 13 85 1a Camera presieduta da Priuli, vicepresidente, e composta dai giudici Audétat e Stecher, attuaria Krättli-Keller SENTENZA del 17 dicembre 2013 nella vertenza di diritto amministrativo A._____, ricorrente contro Comune di O.2._____, convenuto e Comune di O.1._____, convocato concernente domicilio- 2 - 1. A._____, 1987, è sposato dal 4 ottobre 2013 con B._____ e è padre di un figlio (nato il 30 aprile 2010) e di una figlia (nata il 4 ottobre 2013). A._____ lavora per le C._____ SA con sede a O.3._____ ed ha il proprio domicilio a O.1._____ dove è cresciuto e detiene una casa primaria. La moglie e i due figli sono domiciliati a O.2._____ dove tutta la famiglia abita in un appartamento messo a disposizione dal datore di lavoro, ….., a condizioni economiche particolarmente favorevoli. Già in data 6 dicembre 2012 il Comune di O.2._____, dopo aver costatato che A._____ abitava nel comune dal 1. settembre 2012 lo invitava a regolare la sua posizione in qualità di domiciliato. Giusta la certificazione agli atti, il 20 dicembre 2012, il Comune di O.1._____ autorizzava il soggiorno del suo cittadino sul suolo del Comune di O.2._____ fino al 31 agosto 2013. Il 29 gennaio 2013, il controllo abitanti di O.2._____ chiedeva al residente di presentare una richiesta scritta onde poter verificare fino a che punto potesse essere giustificato il solo soggiorno sul suolo comunale dopo che il cittadino risiedeva e lavorava a O.2._____. 2. Il 21 agosto 2013 A._____ veniva formalmente invitato a domiciliarsi a O.2._____. L’interessato si opponeva alla richiesta con scritto pervenuto all’autorità comunale il 27 agosto 2013, adducendo di avere una casa primaria a O.1._____, di essere il maggiorasco della famiglia e di volersi trasferire in futuro a O.1._____. 3. Con decisione 20 settembre 2013, il municipio di O.2._____ decideva che: a) il domicilio di A._____ era sul territorio comunale dal 1. settembre 2013 e b) che la decisione valesse quale formale richiesta al Comune di O.1._____ dei seguenti atti: atto di origine, stato di famiglia, distinta delle classificazioni d’imposta, certificato di capacità elettorale e stralcio dal catalogo civico di O.1._____. Risiedendo il cittadino regolarmente e stabilmente con la propria famiglia a O.2._____ egli avrebbe anche in - 3 - loco il proprio domicilio. Con scritto 24 settembre 2013, il residente spiegava nuovamente di non volere in futuro vivere a O.2._____ e considerava pertanto ingiustificato un trasferimento di domicilio in detta sede. 4. Nel tempestivo ricorso 18 ottobre 2013, A._____ si opponeva decisamente ad un trasferimento del suo domicilio, considerandosi più legato a O.1._____ che a O.2._____. In quest’ultimo comune egli lavorerebbe e vivrebbe con la sua famiglia in un appartamento particolarmente a buon mercato e con la possibilità di recarsi al lavoro a piedi onde risparmiare in vista della costruzione di una nuova casa a O.1._____. L’intenzione di stabilirsi in futuro a O.1._____ sarebbe del resto confermata dal fatto che il figlio sarebbe stato iscritto al preasilo di detto comune e che sarebbero in atto i preparativi per erigere la nuova abitazione. Per il resto, tutte le attività ricreative e le vacanze l’istante le eserciterebbe e trascorrerebbe a O.1._____. 5. Nella propria presa di posizione il Comune di O.2._____ confermava il ben fondato del provvedimento preso per i motivi già esposti in precedenza. 6. Replicando l’istante ribadiva il proprio punto di vista, precisando di non far altro che dormire durante il periodo lavorativo sul territorio del Comune di O.2._____. La trasmissione degli atti necessari al trasferimento di domicilio sarebbe poi imponibile solo all’istante, ma non al Comune di O.1._____. 7. Il 20 novembre 2013, il Comune di O.2._____ rinunciava a duplicare, mentre il Comune di O.1._____, invitato a partecipare al presente procedimento, si asteneva dal proporre osservazioni. - 4 - Considerando in diritto: 1. E’ controversa la questione di sapere dove l’istante abbia il proprio domicilio. Il 16 novembre 2013, in sede di replica, l’istante ha esteso il proprio petito contestando anche la richiesta fatta dal comune convenuto nel provvedimento impugnato del 20 settembre 2013 all’indirizzo del Comune di O.1._____ e riguardante l’invio dei documenti necessari alla presa del domicilio sul territorio comunale (atto di origine, stato di famiglia, distinta delle classificazioni d’imposta, certificato di capacità elettorale e stralcio dal catalogo civico di O.1._____). Una simile estensione del petito di ricorso al trascorrere del termine di ricorso di 30 giorni non è però ammissibile (sentenza del Tribunale amministrativo U 12 40 del 12 luglio 2012). 2. a) L’art. 24 cpv. 1 della Costituzione federale (Cost.; RS 101), sancisce il principio della libertà di domicilio. Giusta questo disposto ogni persona di cittadinanza svizzera può stabilirsi in qualsiasi luogo del Paese. Questo diritto fondamentale include la libertà di prendere domicilio in qualsiasi luogo della Svizzera ai sensi delle disposizioni del Codice civile (CC; RS 220) o di soggiornare semplicemente in un determinato luogo. La libertà è quella di poter creare, conservare o lasciare un determinato domicilio o un luogo di soggiorno (JEAN-BAPTISTE ZUFFEREY, La liberté d’établissement, in: THÜRER/AUBERT/MÜLLER, Droit constitutionnel Suisse, § 47 marginale 5). In principio pertanto, ogni comune è tenuto ad accordare il domicilio a qualsiasi persona svizzera ne faccia richiesta. Questa libertà di domicilio permette comunque sempre ancora all’autorità comunale di rifiutare l’edizione o di chiedere il deposito dell’atto d’origine (cfr. DTF 110 Ia 69 cons. 3a) mediante una decisione che constati l’esistenza o l’ assenza di un domicilio sul suolo comunale. - 5 - b) Giusta l’art. 23 CC, il domicilio di una persona è nel luogo dove essa di- mora con l’intenzione di stabilirvisi durevolmente. Nessuno può avere contemporaneamente il suo domicilio in più luoghi. La costituzione del domicilio presuppone la sussistenza di due condizioni cumulative: la relazione territoriale, ossia la residenza o la dimora in un determinato luogo (condizione oggettiva), e una relazione personale, ossia l’intenzione di stabilirsi in detto luogo durevolmente (condizione soggettiva). Il concetto di domicilio ai sensi dell’art. 23 CC presuppone allora la residenza effettiva in un determinato luogo, anche se la durata del soggiorno non riveste importanza decisiva, e l’intenzione, non solo astratta, ma concretamente manifestata di stabilirsi durevolmente nel luogo prescelto (DTF 132 I 29 cons. 4.1; 125 I 54 cons. 2a; 123 I 289 cons. 2b). Il principio basilare a fondamento dell’art. 23 cpv. 1 CC è che i cittadini abbiano il loro domicilio dove mantengono il centro delle loro relazioni personali (DTF 127 V 238 cons. 1, 120 III 8 cons. 2b, 97 II 3 cons. 3, 85 II 322 cons. 3). Quest'ultimo si trova abitualmente nel luogo di abitazione, vale a dire dove si dorme, si trascorre il tempo libero, dove si trovano gli effetti personali, dove solitamente esiste un allacciamento telefonico e un recapito postale. L'intenzione, riconoscibile all'esterno, deve essere orientata nel senso di una residenza durevole. Tuttavia, l'intenzione di lasciare più tardi un luogo, non esclude la possibilità di stabilirvi il domicilio. c) Vi è residenza quando la persona soggiorna per una certa durata in un determinato posto e crea rapporti di intensità tale da far apparire questo posto come il centro delle proprie relazioni personali (RDAT II-1999 no. 3). Nella DTF 96 I 145 cons. 4c il Tribunale federale definiva come anda- va intesa la nozione di dimora e precisava che la semplice presenza in un determinato luogo non costituisce dimora, per dimorare la persona deve abitare nel luogo prescelto. Per abitare si intende disporre di locali - 6 - abitabili per dormire. La stragrande maggioranza della nostra popolazione dimora nel luogo in cui ha un appartamento per dormire, sia da sola sia con altri conviventi e per la maggior parte di queste persone la possibilità di alloggio stabile è accompagnata dall’intenzione di restare durevolmente in detto luogo (CHRISTIAN BRÜCKNER, Das Personenrecht des ZGB, Zurigo 2000, pag. 92, marginale no. 319). d) Giusta la giurisprudenza relativa all’interpretazione dell’art. 23 CC (DTF 127 V 238 cons. 1, 125 V 77 cons. 2a, 120 III 8 cons. 2b, 119 II 65 cons. 2b/bb), considerando che il domicilio non costituisce uno stato di fatto ri- levante solo per il cittadino interessato, bensì comporta delle conseguen- ze anche nei confronti di terze persone e dell’ente pubblico, l’intenzione soggettiva della permanenza stabile in un determinato luogo riveste rile- vanza giuridica unicamente per quanto la stessa si manifesti pure concretamente (cfr. HONSELL/VOGT/GEISER, Kommentar zum Schweizerischen Privatrecht, Schweizerisches Zivilgesetzbuch I, pag. 202). Per decidere se esiste l’intenzione di stabilirsi in un determinato posto è determinante pertanto quanto risulta dalle circostanze esteriori oggettive e riconoscibili per i terzi. 3. a) Relativamente alla residenza, l’istante ammette nel proprio ricorso di essersi nel settembre 2012 trasferito con il primo figlio e con quella che è poi divenuta sua moglie da O.1._____ a O.2._____. Qui il ricorrente ha preso in affitto un appartamento messogli a disposizione – a condizioni particolarmente favorevoli - dal suo datore di lavoro. Mentre nello scritto del 24 settembre 2013 all’attenzione dell’autorità di O.2._____ l’istante pretendeva di avere una casa primaria a O.1._____ e di risiedervi assieme alla “madre e fino a poco tempo fa anche con la mia convivente e i nostri due figli”, nel ricorso non viene fatto alcun cenno al fatto che l’istante abiterebbe la casa primaria sul territorio del Comune di - 7 - O.1._____. Pur adducendo di rientrare settimanalmente a O.1._____ per motivi personali, il ricorrente nel proprio ricorso non pretende di risiedere sul territorio comunale (nel senso di dormire a O.1._____), anche se dispone nel comune di origine di una residenza primaria. Se così fosse, è chiaro che a O.1._____ l’istante non avrebbe neppure una residenza e quindi non potrebbe neppure aver un domicilio (sentenza del Tribunale amministrativo U 12 82). b) Pur ammettendo, nell’eventualità più favorevole all’istante che questi abiti anche in parte a O.1._____, la situazione sarebbe comunque nell’evenienza da risolvere nel senso preteso dal Comune di O.2._____. Allorquando una persona soggiorna in due luoghi diversi e intrattiene delle relazioni in entrambi questi luoghi, per definire dove essa abbia il proprio domicilio occorre tener conto dell'insieme delle sue condizioni di vita; il centro della sua esistenza si troverà dove si focalizza la maggior parte degli elementi inerenti la sua vita personale, sociale e professionale, di modo che i legami con questa località risultino preponderanti per intensità rispetto a quelli con altri luoghi o paesi (DTF 125 III 101). Come si è detto, è già dubbio che l’istante abbia mantenuto una effettiva residenza a O.1._____, se però anche così fosse, il centro delle sue relazioni personali va considerato O.2._____ sia dal profilo personale che professionale. Infatti, con la creazione di una famiglia propria, il centro delle relazioni personali è solitamente ritenuto il luogo dove, per un marito e padre, vivono la moglie e i figli (DTF 132 I 36 cons. 4.2 und 4.3, 131 I 149 cons. 4.1 e 125 I 467 cons. 2b; sentenze del Tribunale federale 2C_26/2012 dell’8 maggio 2012 cons. 3.1, 2C_518/2011 del 1. febbraio 2012 cons. 2.1, 2C_178/2011 del 2 novembre 2011 cons. 22 e C_397/2010 del 6 dicembre 2010 cons. 2.2), se la famiglia non vive separata. Questa è propriamente la situazione del ricorrente. Egli non pretende neppure di vivere separato dalla propria famiglia, ma pretende di - 8 - avere altri interessi che lo legherebbero più strettamente a O.1._____. Oggettivamente però è difficile intravvedere interessi personali che prevalgano sulla nuova famiglia dell’istante che conta due figli ancora molto piccoli. Se poi si considera che l’istante ha scelto l’appartamento in oggetto anche perché gli consentirebbe di recarsi sul posto di lavoro a piedi e quindi di risparmiare, occorre ritenere che anche dal profilo professionale O.2._____ sia per il ricorrente più interessante che O.1._____. I legami con il Comune di O.1._____ che l’istante pretende avere, quali la caccia, le vacanze, gli hobby e le sue origini non mutano le sorti del giudizio. Questi elementi legano il ricorrente al suo comune di origine, ma non possono essere nella concreta situazione considerati prevalere sul quadro familiare e professionale. Il trasferimento a O.2._____ di tutta la famiglia nel settembre 2012 dopo l’assunzione del nuovo impiego da parte del ricorrente e il fatto che sul territorio di questo comune la famiglia viva la propria quotidianità va reputato prevalere sui legami con il comune di origine del solo ricorrente. 4. a) E’ vero che personalmente, l’istante non voglia trasferire il proprio domicilio sentendosi più legato a O.1._____ ed avendo intenzione di tornare a vivere a pieno titolo sul territorio di detto comune in futuro, allorquando disporrà di una nuova abitazione. Egli avrebbe del resto inteso manifestare tale sua intenzione, iscrivendo il figlio al preasilo di O.1._____ e non a quello di O.2._____. Non viene in questa sede messa in discussione l’intenzione del ricorrente di andare un giorno a vivere a O.1._____. Da quel momento il suo domicilio potrà anche essere a O.1._____. Come però è già stato detto, l'intenzione di lasciare più tardi un determinato luogo, non esclude la possibilità di stabilire un domicilio in detto luogo per il periodo di effettiva residenza in detta sede. La sola intenzione o il desiderio di stabilirsi in un luogo ben preciso ai sensi dell’art. 23 CC non basta. Tale volontà deve emergere dall'insieme delle - 9 - circostanze e deve essere riconoscibile per i terzi, ovvero suffragata dall'effettiva residenza nel luogo prescelto e deve poter essere dedotta da circostanze oggettive. b) Nell’evenienza concreta, senza prendere in considerazione il desiderio dell’istante di andare in futuro a vivere a O.1._____, ma valutando la situazione come si presenta dal settembre 2012, il domicilio di tutta la famiglia è a O.2._____. Ad oltre un anno dal trasferimento della famiglia a O.2._____, l’intenzione di trasferirsi di nuovo a O.1._____ non trova alcuna conferma o almeno alcun riscontro oggettivamente rilevante ai fini del giudizio nella situazione di fatto del ricorrente. Oggettivamente egli vive nell’appartamento di O.2._____ con la moglie e i figli e pur adducendo di disporre di una residenza primaria a O.1._____ non pretende neppure di abitare regolarmente presso detta casa durante tutti i fine settimana e tantomeno con tutta la propria famiglia. Come recapito postale, nel proprio ricorso l’istante indica la residenza a O.2._____. La presenza sul suolo di O.1._____ per andare a caccia, durante le vacanze, per esercitare altri hobby o per semplice attaccamento alla comunità locale come pure l’iscrizione del figlio al preasilo attestano certamente il forte legame del ricorrente con il suo comune di origine, ma ciò non permette di concludere ad un centro di interessi personali e professionali più forte di quanto attualmente lo leghi a O.2._____. Certo l’intenzione di trasferirsi potrebbe risultare concretamente dalla imminente messa a punto della nuova casa. Fino a questo momento però non vi è altro agli atti che la dichiarata volontà di risparmiare per poter un giorno edificare una nuova casa a O.1._____; prove di un trasferimento nell’immediato futuro grazie alla costruzione di una nuova abitazione non ve ne sono. In queste condizioni il ricorrente non può pretendere di poter mantenere il proprio domicilio a O.1._____ solo perché vorrà un giorno far ritorno in paese. Concretamente non va dimenticato che la richiesta di domicilio è - 10 - stata fatta un anno dopo l’insediamento dell’istante a O.2._____, senza che durante tale lasso di tempo siano stati concretamente dimostrati o perlomeno comprovati passi concreti in vista di un ritorno a O.1._____. c) Il fatto che la moglie del ricorrente abbia potuto abitare per due anni a O.1._____, pur mantenendo sempre il proprio domicilio a O.2._____ è ai fini del giudizio ininfluente. Probabilmente il Comune di O.1._____, il quale può comunque statuire sulla possibilità di soggiorno o di residenza solo per quanto riguarda il suo territorio e non relativamente a un altro comune, non era interessato a chiedere alla convivente dell’istante un trasferimento di domicilio. Tale prassi non pregiudica e tantomeno riveste importanza per il vicino Comune di O.2._____, il quale è tenuto a verificare autonomamente se i presupposti del domicilio siano o meno adempiuti. 5. In conclusione, giustamente il Comune di O.2._____ ha preteso che l’istante prendesse domicilio sul territorio comunale dal 1. settembre 2013. Il ricorso è respinto e le spese occasionate dal presente procedimento seguono la soccombenza giusta quanto sancito all’art. 73 cpv. 1 della legge sulla giustizia amministrativa (LGA; CS 370.100). Il Tribunale decide: 1. Il ricorso è respinto. 2. Vengono prelevate - una tassa di Stato di fr. 1'200.-- - e le spese di cancelleria di fr. 257.-- totale fr. 1'457.--- 11 - il cui importo sarà versato da A._____, O.2._____, entro trenta giorni dalla notifica della presente decisione all’Amministrazione delle finanze del Cantone dei Grigioni, Coira. 3. [Vie di diritto] 4. [Comunicazione]