<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di modificare l'ordinanza sulla protezione dalle radiazioni non ionizzanti in modo tale che:</p><p>- i valori limite d'immissione siano ridotti a un decimo di quelli attualmente vigenti;</p><p>- nei luoghi a utilizzazione sensibile (LAUS), in caso di autorizzazione di nuovi impianti vengano considerati, ai fini del calcolo dei valori limite d'immissione, tutti gli impianti nel raggio di 750 metri.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel parere del 29 agosto 2007 sulla mozione Hess Bernhard 07.3467, "Antenne di telefonia mobile. Abbassamento dei valori limite per le radiazioni non ionizzanti", il Consiglio federale ha ribadito che i valori limite d'immissione sanciti dall'ordinanza sulla protezione dalle radiazioni non ionizzanti (ORNI) soddisfano i criteri previsti dalla legge sulla protezione dell'ambiente. Ciò è tuttora il caso. Il governo non condivide infatti il parere espresso dall'autrice della mozione, secondo cui i problemi di salute per gli uomini e gli animali possono essere attribuiti senza ombra di dubbio all'impatto esercitato dalle radiazioni non ionizzanti.</p><p>Tenuto conto del fatto che le conoscenze in materia sono ancora insufficienti, il Consiglio federale, in sede di emanazione dell'ORNI (nel 1999), oltre a stabilire i valori limite d'immissione ha anche disciplinato gli aspetti giuridici concernenti la protezione precauzionale cui si fa riferimento nella presente mozione. La presenza di radiazioni nei luoghi a utilizzazione sensibile è pertanto soggetta a norme di gran lunga più severe di quelle stabilite dai valori limite d'immissione: le norme relative alle radiazioni emanate dagli impianti di trasmissione sono circa dieci volte più severe, mentre quelle relative agli impianti elettrici lo sono addirittura da 100 a 300 volte. Di conseguenza, la limitazione precauzionale delle radiazioni è rispettata e attuata sin dall'entrata in vigore dell'ORNI almeno nella misura richiesta dalla mozione.</p><p>Non corrisponde invece al vero il fatto che l'inquinamento di fondo che le radiazioni non ionizzanti (RNI) causano su ampia scala corrisponda, attualmente, a un terzo dei valori limite. Tale livello è oggi inferiore all'1 per cento del valore limite d'immissione.</p><p>Nell'ambito della valutazione dell'inquinamento causato dalle RNI non è necessario prendere in considerazione tutti gli impianti ubicati nel raggio di 750 metri. Di regola, un inquinamento da RNI superiore alla media è da attribuire in primo luogo all'impianto di trasmissione più vicino. Per motivi di natura fisica, gli impianti più distanti forniscono, rispetto all'inquinamento complessivo, un contributo trascurabile.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.