<h2>SubmittedText<h2><p>Da quando è stato abolito in tutta la Svizzera l'obbligo delle targhe per le biciclette, nelle città e nei grandi agglomerati si osserva un aumento dei velocipedi parcheggiati selvaggiamente, che non solo ne rovinano l'immagine, ma sono anche un richiamo per i ladri. Dall'integrazione automatica nell'assicurazione di responsabilità civile privata della copertura per le biciclette, le autorità non dispongono più di alcuna informazione sui relativi proprietari. I costi causati dalle biciclette parcheggiate in modo improprio e irregolare a carico delle autorità ricadono alla fine sui contribuenti! Si constata inoltre una sempre maggiore mancanza di disciplina da parte di molti ciclisti che dimostrano a volte un comportamento nel traffico pressoché "criminale" (a Basilea due morti, bicicletta contro bicicletta!).</p><p>A questo riguardo chiedo pertanto al Consiglio federale:</p><p>1. Cosa ne pensa di reintrodurre le targhe per biciclette al fine di poter identificare i proprietari colpevoli di infrazioni? Se non a livello federale, si potrebbe consentirne la reintroduzione nei cantoni seriamente interessati dal fenomeno "littering di biciclette", come ad esempio il cantone di Basilea?</p><p>2. Insieme alla reintroduzione dell'obbligo della targa, sarebbe possibile imporre una tassa che copra tutti i costi amministrativi? Si potrebbe prevedere anche una partecipazione proporzionale dei ciclisti ai costi dell'infrastruttura stradale, secondo il principio di causalità?</p><p>3. Esistono strumenti giuridici che permettano di attribuire alle e-bike targhe più grandi in modo tale da essere identificate attraverso i controlli radar (nelle zone a 20 e 30 chilometri all'ora)?</p><p>4. Quali misure prevede il Consiglio federale per fare in modo che anche i ciclisti, analogamente ad altri utenti della strada, contribuiscano ai numerosi interventi infrastrutturali?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. I registri delle biciclette non sono stati soppressi solo al momento dell'abolizione del contrassegno per velocipedi, ma già prima, in occasione del passaggio dalle targhe in metallo alle vignette adesive nel 1990. Queste vignette consentivano solamente di identificare l'assicuratore di responsabilità civile, ma non il proprietario della bicicletta. L'introduzione di contrassegni o targhe per l'accertamento dei proprietari comporterebbe l'istituzione di un registro, e di conseguenza anche la creazione dei rispettivi fondamenti giuridici con una legge federale. La registrazione di circa 4 milioni di biciclette e dei loro titolari e l'aggiornamento costante di questa banca dati richiederebbe un enorme dispendio di risorse informatiche e amministrative, che non sarebbe in alcun modo commisurato ai benefici attesi.</p><p>Poiché il problema è circoscritto alle città più grandi, sarebbe opportuno ricercare soluzioni sul piano comunale. Una consisterebbe nel gestire meglio lo spazio pubblico, limitandone l'utilizzo da parte delle biciclette tramite appositi regolamenti comunali che consentano alle autorità di rimuovere, riutilizzare o eliminare i mezzi abbandonati su suolo pubblico.</p><p>2. Ai cantoni è riservato il diritto di istituire imposte sui veicoli e di riscuotere tasse (art. 105 cpv. 1 della legge federale sulla circolazione stradale del 19 dicembre 1958, LCStr; RS 741.01). Nei limiti delle legislazioni cantonali, questi introiti possono anche essere utilizzati per il finanziamento di infrastrutture per le biciclette. Una tassa sulle biciclette riscossa sul piano nazionale, impiegata per la partecipazione proporzionale ai costi delle infrastrutture ciclistiche soprattutto per quanto riguarda le strade cantonali e comunali, presupporrebbe invece una modifica costituzionale.</p><p>3. Le e-bike più rapide con una velocità massima di 45 chilowatt all'ora in caso di pedalata assistita sono equiparate ai ciclomotori e necessitano della targa corrispondente, riconoscibile anche dagli impianti per il controllo della velocità. Ovviamente anche i conducenti di questa categoria di veicoli devono attenersi ai limiti di velocità, anche se, per l'assenza del tachimetro, non possono essere sanzionati per eccesso di velocità calcolato esattamente, salvo nei casi punibili per evidente velocità inadeguata.</p><p>4. Il traffico ciclistico coinvolge prevalentemente le strade comunali e cantonali. Le prime sono finanziate soprattutto, e le seconde almeno in parte tramite le imposte generali. In questo modo i ciclisti, come tutti gli altri utenti della strada, contribuiscono già oggi ai costi delle infrastrutture cantonali e comunali da loro utilizzate. Una partecipazione maggiore degli utenti ("tassa sulle biciclette") agli oneri per le infrastrutture di una certa importanza (ad esempio stazioni, ponti e piste ciclabili) che vanno a esclusivo vantaggio del traffico ciclistico può essere presa in considerazione, ma ricade nelle competenze dei cantoni o tutt'al più dei comuni (vedi punto 2).</p>  Risposta del Consiglio federale.