<h2>SubmittedText<h2><p>Alcuni anni fa si riteneva che i parabeni fossero potenziali interferenti endocrini. Nel frattempo sono stati sostituiti con altre sostanze, tra cui il metilisotiazolinone, un potente biocida impiegato come agente conservante antibatterico.</p><p>Il metilisotiazolinone viene utilizzato in prodotti per la pulizia del corpo e della casa e in prodotti industriali, per esempio nelle vernici.</p><p>A quanto pare questi prodotti sono all'origine di problemi di salute, principalmente dermatologici e respiratori, causati dal contatto diretto con la sostanza incriminata o dalla sua inalazione. È stato riferito di eczemi da contatto e affezioni respiratorie caratterizzate da tosse e dispnea. L'esempio classico, in quest'ultimo caso, è un locale riverniciato di recente con una vernice contenente metilisotiazolinone che resta presente nell'aria in forma volatile. Gli inquilini possono essere esposti a enormi disagi per settimane prima che si individui il problema.</p><p>Il Consiglio federale può fornirci informazioni su quali siano, a sua conoscenza, le dimensioni di questo problema nel nostro Paese?</p><p>In caso negativo, sono previsti chiarimenti più precisi in proposito?</p><p>Sono previste misure per eliminare il problema e per vietare il metilisotiazolinone nei prodotti venduti e utilizzati in Svizzera?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il metilisotiazolinone (MI) e il metilcloroisotiazolinone (MCI), o le miscele delle due sostanze (MCI/MI), sono spesso impiegati quali conservanti nei cosmetici e nei prodotti chimici. In passato, i centri dermatologici hanno notificato un forte aumento del numero di persone con una sensibilizzazione alla miscela MCI/MI, riconducibile alla sua ampia utilizzazione nei cosmetici e all'elevato potenziale sensibilizzante del MCI. Per ridurre il rischio di un'allergia da contatto, il Dipartimento federale dell'interno (DFI) ha emesso una limitazione d'impiego della miscela MCI/MI come conservante nei cosmetici (in un rapporto di 3:1): la sua concentrazione massima ammessa è dello 0,0015 per cento. I prodotti chimici contenenti MCI/MI in una concentrazione superiore allo 0,0015 per cento devono essere caratterizzati come sensibilizzanti e dichiarati di conseguenza. Quali componenti in vernici a dispersione, MCI e MI sono rilasciati nell'aria nelle prime settimane successive a un nuovo tinteggio e possono provocare reazioni allergiche della pelle e delle vie respiratorie nelle persone già fortemente sensibilizzate.</p><p>Dato il disciplinamento più severo vigente per la miscela MCI/MI, i fabbricanti tendono sempre più a utilizzare il MI come sostanza singola. Dal 2006, l'uso del MI come conservante è ammesso anche nei cosmetici in una concentrazione massima dello 0,01 per cento. Negli ultimi anni è stato notificato un numero crescente di reazioni allergiche da contatto con prodotti contenenti MI e, in alcuni casi, anche di reazioni allergiche e problemi respiratori in locali tinteggiati di recente. Nonostante questi disturbi siano da ricondurre soprattutto a reazioni crociate in seguito a una precedente sensibilizzazione al MCI, anche il MI da solo ha un potenziale sensibilizzante che ha suscitato l'attenzione del Consiglio federale.</p><p>2. Sia la miscela MCI/MI sia il MI sono attualmente esaminati nel quadro del programma di revisione dei principi attivi contenuti nei biocidi avviato dall'UE. In quest'ambito sono valutati approfonditamente i rischi per la salute indotti dall'uso di queste sostanze (utilizzate, tra l'altro, come conservanti nei prodotti chimici) sulla base delle conoscenze scientifiche più recenti. La loro utilizzazione quale principio attivo nei biocidi è autorizzata unicamente se i rischi per le persone e l'ambiente sono ritenuti accettabili e comunque previa adozione di specifiche misure di limitazione. Per la miscela MCI/MI e il MI si tratta in particolare di verificare se la concentrazione del MI possa essere ulteriormente ridotta in considerazione della sua efficacia e se siano eventualmente necessari ulteriori limitazioni od oneri per la dichiarazione di prodotti contenenti MI.</p><p>La Svizzera è attivamente coinvolta nel processo di revisione dell'UE in virtù dell'Accordo sul reciproco riconoscimento in materia di valutazione della conformità nell'omologazione di biocidi e si è impegnata ad applicare le misure che ne scaturiscono. Le autorità svizzere seguono attentamente i risultati raggiunti in campo scientifico nella ricerca sulle proprietà tossicologiche del MI e sull'esposizione globale dei consumatori e integrano attivamente queste conoscenze nelle procedure europee. Attualmente, su incarico dell'Ufficio federale della sanità pubblica, il Politecnico federale di Zurigo sta svolgendo uno studio sui consumatori concernente i prodotti chimici e i cosmetici contenenti MCI/MI, allo scopo di valutare i rischi legati all'esposizione globale a questa miscela. Attualmente non sono previsti ulteriori accertamenti specifici da parte della Svizzera.</p><p>3. In seguito a una nuova valutazione dei rischi per la salute, l'autorità competente dell'UE (comitato scientifico per la sicurezza dei consumatori) ha vietato dall'aprile del 2015 l'impiego nell'UE della miscela MCI/MI in prodotti che rimangono sulla pelle. La Svizzera recepirà questo adeguamento nell'ordinanza del DFI sui cosmetici (OCos; RS 817.023.31), in occasione della prossima revisione del diritto sulle derrate alimentari che si concluderà alla fine del 2015. Un simile divieto è stato previsto nel diritto europeo anche per il MI, ma non è stato ancora attuato. Dopo l'attuazione nell'UE sono previsti i relativi adeguamenti nel diritto svizzero. Le limitazioni d'impiego della miscela MCI/MI e del MI nei cosmetici contribuiranno a ridurre ulteriormente il rischio di allergie da contatto provocate da queste sostanze. L'eventuale necessità di adottare ulteriori misure per la riduzione dei rischi in seguito a un'esposizione al MI risulterà dall'esame dei principi attivi attualmente in corso nel quadro del programma comunitario di revisione dei principi attivi contenuti nei biocidi. Il Consiglio federale ritiene che non siano necessarie misure supplementari a breve termine.</p>  Risposta del Consiglio federale.