<h2>SubmittedText<h2><p>Il primo ministro dello Sri Lanka, Ranil Wickremesinghe, si è recato in Svizzera all'inizio del 2016. In occasione della sua visita, ha assicurato che per i Tamil non vi è più alcun motivo di chiedere asilo in Svizzera. Possono invece ritornare in patria in tutta sicurezza. Effettivamente in Sri Lanka la situazione si è nel frattempo ampiamente stabilizzata. La tradizione umanitaria svizzera prevede anche di rimpatriare i richiedenti l'asilo e le persone bisognose di protezione una volta terminate le ostilità. Anche nel 2016 i cittadini dello Sri Lanka continuano a rappresentare uno dei principali gruppi di richiedenti l'asilo. </p><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle domande seguenti.</p><p>1. Come valuta l'andamento delle domande d'asilo da parte di persone provenienti dallo Sri Lanka?</p><p>2. Dal 2011 quanti casi di richiedenti dello Sri Lanka sono stati evasi, per anno, con decisione passata in giudicato?</p><p>3. A quanto ammonta l'attuale quota di protezione dei richiedenti dello Sri Lanka?</p><p>4. Tra il 2011 e il 2016 quanti richiedenti l'asilo respinti sono</p><p>a. effettivamente partiti in modo controllato?</p><p>b. stati rimpatriati forzatamente verso lo Sri Lanka?</p><p>5. Il Consiglio federale è disposto a rivedere la sua prassi in materia di asilo e di allontanamento, definita nel 2014, in base all'attuale sviluppo positivo all'interno del Paese in questione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nel 2009 e nel 2010 rispettivamente 1415 e 939 persone provenienti dallo Sri Lanka hanno chiesto asilo in Svizzera. Il motivo principale di questi numeri elevati risiede nell'offensiva finale del governo contro le Liberation Tigers of Tamil Eelam (LTTE) nella primavera 2009, che ha comportato un aumento della spinta ad emigrare. Anche dopo la fine dei conflitti armati il potenziale migratorio è rimasto in un primo tempo elevato. Le domande sono calate sensibilmente soltanto nel 2011 e nel 2012 (rispettivamente 470 e 494). Il nuovo aumento delle domande nel 2013 (684) è una conseguenza della provvisoria sospensione dei rimpatri decisa a fine agosto 2013 in seguito all'arresto da parte delle autorità srilankesi di due richiedenti l'asilo respinti, come illustrato dal Consiglio federale nelle risposte del 20 novembre 2013 all'interrogazione Tornare 13.1058 e all'interpellanza Friedl 13.3793. Nel 2014 sono state presentate 1277 domande, nel 2015 1878. Questo soprattutto perché nel 2014, a causa delle persistenti difficoltà in Sri Lanka, la Svizzera ha adeguato la prassi d'asilo, il che ha indotto molte persone di origine srilankese che sono già state oggetto di una procedura d'asilo in Svizzera a presentare una nuova domanda (cfr. anche la risposta del Consiglio federale del 12 novembre 2014 all'interpellanza Brand 14.3864). Inoltre, nel confronto europeo in Svizzera la diaspora srilankese è proporzionalmente importante.</p><p>2. Tra gennaio 2011 e fine giugno 2016 le autorità svizzere competenti in materia d'asilo (Segreteria di Stato della migrazione SEM e Tribunale amministrativo federale) hanno emanato una decisione definitiva riguardo a 5851 domande di persone srilankesi. Queste decisioni passate in giudicato sono ripartite come segue nel periodo in questione:</p><table width="260.05pt"><tr><td width="55.1pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Anno</p></td><td width="197.75pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Decisioni passate in giudicato</p></td></tr><tr><td width="55.1pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>2011</p></td><td width="197.75pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>430</p></td></tr><tr><td width="55.1pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>2012</p></td><td width="197.75pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>839</p></td></tr><tr><td width="55.1pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>2013</p></td><td width="197.75pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>695</p></td></tr><tr><td width="55.1pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>2014</p></td><td width="197.75pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>1588</p></td></tr><tr><td width="55.1pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>2015</p></td><td width="197.75pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>1562</p></td></tr><tr><td width="55.1pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>2016</p></td><td width="197.75pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>683</p></td></tr></table><p>Stato: 30 giugno 2016</p><p></p><p>3. Da gennaio a fine giugno 2016 la SEM ha deciso in merito a 814 domande presentate da persone provenienti dallo Sri Lanka. In questo periodo la quota di protezione è stata pari al 60,8 per cento (417 concessioni dell'asilo e 71 ammissioni provvisorie). Delle 417 a cui è stato concesso l'asilo, 113 persone hanno ottenuto originariamente asilo (esse adempiono personalmente la qualità di rifugiato), 304 persone sono state incluse nella qualità di rifugiato di famigliari.</p><p>4. Il rapporto quantitativo tra le partenze autonome controllate e i rimpatri in Sri Lanka per il periodo compreso tra gennaio 2011 e fine giugno 2016 è il seguente:</p><p></p><table width="415.5pt"><tr><td width="59.95pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Anno</p></td><td width="194.4pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Partenze autonome controllate</p></td><td width="150.35pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Rimpatri Paese d'origine</p></td></tr><tr><td width="59.95pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>2011</p></td><td width="194.4pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>85</p></td><td width="150.35pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>9</p></td></tr><tr><td width="59.95pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>2012</p></td><td width="194.4pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>82</p></td><td width="150.35pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>13</p></td></tr><tr><td width="59.95pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>2013</p></td><td width="194.4pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>73</p></td><td width="150.35pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>33</p></td></tr><tr><td width="59.95pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>2014</p></td><td width="194.4pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>33</p></td><td width="150.35pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>2</p></td></tr><tr><td width="59.95pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>2015</p></td><td width="194.4pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>27</p></td><td width="150.35pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>7</p></td></tr><tr><td width="59.95pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>2016</p></td><td width="194.4pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>18</p></td><td width="150.35pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>2</p></td></tr></table><p>Stato 30 giugno 2016</p><p></p><p>5. Come indicato dal Consiglio federale nella risposta del 20 maggio 2015 all'interpellanza Friedl 15.3187, in Sri Lanka la situazione dei diritti umani è migliorata in seguito al cambio di governo del gennaio 2015. In tale contesto la SEM ha deciso già nell'autunno 2015 di effettuare un viaggio di servizio in Sri Lanka per accertare in loco la situazione in materia di sicurezza e diritti umani, viaggio poi effettuato nel gennaio e nel febbraio seguenti. Nel giugno 2016 la SEM ha valutato globalmente la situazione in collaborazione con il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) e altri servizi federali. Successivamente ha deciso di adeguare la sua prassi in materia di asilo e allontanamento per lo Sri Lanka. Fino a quel momento, l'esecuzione degli allontanamenti verso la regione controllata dalle LTTE durante l'ultima fase della guerra era considerata inesigibile, principalmente in ragione dell'infrastruttura ampiamente distrutta. Dalla fine della guerra sono passati più di sette anni, durante i quali l'infrastruttura è stata nuovamente ricostruita e ampliata. La SEM considera dunque ora in linea di massima esigibile l'esecuzione degli allontanamenti verso tutte le regioni dello Sri Lanka. Grazie a miglioramenti nell'ambito della libertà di riunione e di opinione, vigono ora inoltre condizioni più restrittive per il riconoscimento della qualità di rifugiato per giornalisti, attivisti per i diritti umani e politici dell'opposizione. Più tempo passa dalla fine del conflitto, più elevati sono pure i requisiti per una motivata paura di persecuzione per le persone all'epoca collegate con le LTTE. Il 7 luglio 2016 la SEM ha illustrato tale modifica in un comunicato stampa.</p>  Risposta del Consiglio federale.