<h2>SubmittedText<h2><p>L'annuncio fatto il 4 dicembre 2020 dal direttore generale dell'OMS in merito all'intenzione di istituire a Ginevra, con il sostegno della Svizzera, una banca mondiale con un livello di biosicurezza 4 (BSL-4) per la conservazione di tutti gli agenti patogeni conosciuti su scala planetaria, solleva diverse domande.</p><p>Lo scopo dichiarato è di "facilitare lo sviluppo rapido e sicuro di vaccini e trattamenti". I Paesi chiamati a depositare campioni non hanno tuttavia alcuna garanzia di poter accedere a prezzi accessibili ai vaccini e ai trattamenti sviluppati grazie alla biobanca svizzera.</p><p>In altre parole, quali saranno i diritti degli Stati depositari rispetto a quelli dei gestori delle Big Pharma?</p><p>Non si tratta, nello specifico, di un modo per aggirare l'accordo di Nagoya sull'accesso alle risorse genetiche e la giusta ed equa condivisione dei benefici derivanti dalla loro utilizzazione, entrato in vigore nel 2014?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>A fine maggio 2021 la Svizzera ha firmato una dichiarazione d'intenti (Memorandum of Understanding) con l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) nel quadro dell'iniziativa BioHub dell'OMS. Con questo accordo, la Svizzera mette a disposizione dell'OMS il laboratorio di sicurezza biologica di Spiez, accorpato al Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport, come deposito per lo stoccaggio, la replicazione, il sequenziamento genomico e la distribuzione ad altri laboratori di virus SARS-CoV-2 o di altri agenti patogeni con potenziale epidemico o pandemico. Nel quadro di questa iniziativa e mettendo a disposizione un deposito, la Svizzera offre importanti competenze e non trae fondamentalmente alcun ulteriore vantaggio rispetto agli Stati membri dell'OMS, che usufruiscono di questo servizio.</p><p>Scopo di BioHub è lo scambio rapido di materiale biologico con potenziale epidemico o pandemico, così da accelerare in futuro lo sviluppo di contromisure. Questa iniziativa dell'OMS intende incoraggiare lo scambio di materiale biologico su base volontaria e non è in concorrenza con gli accordi bilaterali in essere. Il rispetto delle disposizioni nazionali e internazionali, come quelle del protocollo di Nagoya, è imprescindibile ed è contemplato nella dichiarazione d'intenti relativa al BioHub.</p><p>Con questo progetto, la Svizzera sostiene gli sforzi profusi per creare un sistema internazionale per lo scambio volontario di nuovi agenti patogeni. Il suo sviluppo avverrà gradualmente e la Svizzera si impegna affinché tutti gli Stati membri dell'OMS vi collaborino strettamente, in particolare per quanto riguarda i diritti e gli obblighi dei diversi partecipanti.</p>  Risposta del Consiglio federale.