<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quali criteri devono essere soddisfatti affinché la Svizzera possa sostenere i profughi all'estero?</p><p>2. Nel mondo esistono definizioni differenti di "rifugiato"? Quale adotta la Svizzera?</p><p>3. Sulla base di quali eventi un rifugiato non è più riconosciuto come tale? Che cosa significa questo concretamente per i profughi palestinesi in Giordania?</p><p>4. Che cosa fa la Svizzera per ridurre il numero di profughi palestinesi? Riesce nel suo intento? In caso di risposta negativa, perché no?</p><p>5. Quanti profughi palestinesi sostiene la Svizzera oggi in Giordania, quanti dieci anni fa e quanti vent'anni fa?</p><p>6. Il Consiglio federale si impegnerà a livello internazionale affinché lo statuto di rifugiato non si tramandi da una generazione all'altra, facendo così in modo che la definizione di rifugiato data dall'Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l'occupazione dei profughi palestinesi nel Vicino Oriente (UNRWA) si allinei a quella data dall'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (ACNUR)?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. Sullo sfondo delle persecuzioni in Europa durante la Seconda guerra mondiale, la vulnerabilità dei profughi è diventata particolarmente evidente. Per tutelare queste persone, la comunità internazionale ha quindi istituito due organizzazioni ONU: l'Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l'occupazione dei profughi palestinesi nel Vicino Oriente (UNRWA) e l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (ACNUR). Da allora le due organizzazioni lavorano in modo complementare nell'ambito dei rispettivi mandati. L'UNRWA è stata fondata nel 1949, con il mandato di fornire sostegno ai profughi palestinesi, mediante la risoluzione 302 (IV) dell'Assemblea generale dell'ONU. La sua definizione di rifugiato si riferisce, in linea col suo mandato, ai profughi palestinesi e, dal punto di vista geografico, è circoscritta ai territori della striscia di Gaza e della Cisgiordania e agli Stati di Giordania, Libano e Siria. Dal canto suo, l'ACNUR si adopera per la protezione dei rifugiati in tutto il mondo. La base del suo operato è costituita, sin dal 1951, dalla Convenzione di Ginevra (RS 0.142.30) e dal relativo protocollo aggiuntivo del 1967 (RS 0.142.301). La definizione di rifugiato adottata dall'ACNUR è contenuta in entrambi gli accordi, che sono stati ratificati dalla Svizzera. Pertanto il nostro Paese adotta le definizioni di rifugiato valide a livello mondiale e riconosciute dalla comunità internazionale (cfr. anche art. 3 LAsi).</p><p>3. Secondo l'ACNUR sono tre gli scenari che possono far revocare lo statuto di rifugiato (<a href="http://www.unhcr.org/en-us/solutions.html">http://www.unhcr.org/en-us/solutions.html</a>): il rimpatrio volontario, l'integrazione locale e il reinsediamento in un Paese terzo. Per l'UNRWA lo statuto di rifugiato dei Palestinesi è valido fin quando il conflitto in Medio Oriente non sarà risolto. La stessa UNRWA è stata fondata come organizzazione temporanea per sostenere i profughi palestinesi. In mancanza di una soluzione negoziata e duratura al conflitto e a causa del conseguente aumento del numero di profughi palestinesi che dipendono dall'aiuto umanitario, periodicamente la comunità internazionale concede una proroga di tre anni al mandato dell'UNRWA sin dalla sua istituzione (la proroga attuale scadrà a giugno 2020).</p><p>4. Il crescente numero di profughi nel mondo è il risultato del perdurare di conflitti e dell'incapacità delle parti in conflitto e della comunità internazionale di trovare soluzioni. Fintanto che non si giungerà a una soluzione pacifica a un determinato conflitto, la Svizzera si impegnerà per proteggere e soddisfare i bisogni essenziali dei profughi e degli sfollati colpiti. L'ACNUR e l'UNRWA sono in questo contesto due organizzazioni partner fondamentali per il nostro Paese. Per contribuire a una soluzione politica in Medio Oriente, inoltre, la Svizzera si adopera affinché, tramite la via negoziale, si arrivi a una pace equa e duratura tra Israeliani e Palestinesi fondata su una soluzione a due Stati.</p><p>5. La Svizzera sostiene l'UNRWA dalla sua fondazione con contributi annuali alle spese generali, destinati ai profughi palestinesi in Libano, Siria, Giordania e nel Territorio palestinese occupato. Il contributo svizzero è utilizzato principalmente per garantire l'accesso della popolazione colpita all'istruzione, all'assistenza sanitaria e ai servizi sociali. Così facendo, il nostro Paese concorre a creare prospettive, a ridurre il rischio di una radicalizzazione dei giovani e a migliorare la stabilità nella regione. Il 22 per cento del contributo svizzero è impiegato in Giordania: nel 2017 la Svizzera ha sostenuto l'UNRWA in Giordania con 4,4 milioni di franchi, a beneficio di circa 484 000 profughi palestinesi. Dieci anni prima (2007) il sostegno in Giordania ammontava a 3,5 milioni di franchi, raggiungendo circa 418 000 profughi. Vent'anni prima (1997) erano stati stanziati 1,7 milioni di franchi, destinati a circa 374 000 profughi palestinesi.</p><p>6. Sia la definizione data dall'UNRWA ("operational definition", <a href="https://www.unrwa.org/who-we-are/frequently-asked-questions">https://www.unrwa.org/who-we-are/frequently-asked-questions</a>) sia quella data dall'ACNUR (UNHCR Handbook on Procedures and Criteria for determining Refugee Status, pag. 36, <a href="http://www.unhcr.org/publications/legal/3d58e13b4/handbook-procedures-criteria-determining-refugee-status-under-1951-convention.html">www.unhcr.org/publications/legal/3d58e13b4/handbook-procedures-criteria-determining-refugee-status-under-1951-convention.html</a>) prevedono la possibilità di ereditare lo statuto di rifugiato. A tal proposito le norme dell'UNRWA sono più restrittive di quelle dell'ACNUR, in quanto la prima ammette la trasmissione dello statuto di rifugiato soltanto per discendenza paterna. Per il Consiglio federale l'urgenza sta nel trovare soluzioni politiche ai conflitti in Medio Oriente e in altre regioni, conflitti che sono alla base del crescente numero di profughi.</p>  Risposta del Consiglio federale.