<h2>SubmittedText<h2><p>Il promovimento civile e militare della pace è diventato parte integrante dei compiti della Confederazione. L'unico contingente militare impiegato dalla Svizzera in questo ambito viene inviato da quasi venti anni in Kosovo: la Swisscoy, per la quale è previsto un effettivo massimo di 190 militari, e diversi esperti civili. La Svizzera ha inoltre all'attivo moltissimi altri impieghi in tutto il mondo sia in ambito civile che in ambito militare. Per citarne alcuni: Congo (12), Colombia (5), Ghana (4), Corea (5), Mali (14), Medio Oriente: Israele, Siria, Libano, Egitto, Giordania (15), territori occupati in Palestina (6), Senegal (2), Ucraina (16), USA (11) ecc.</p><p>Si tratta di 360 persone in totale, che rappresentano la Svizzera in diverse missioni (dati aggiornati al 1° marzo 2018).</p><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quale strategia persegue il Consiglio federale nell'ambito del promovimento internazionale della pace?</p><p>2. Quale strategia persegue il Consiglio federale con la Swisscoy, oggi ancora in Kosovo dopo quasi venti anni?</p><p>3. Nel quadro del viaggio della CPE a Bruxelles abbiamo fatto visita anche alla missione svizzera presso la NATO. In una presentazione si è parlato del fatto che la Svizzera potrebbe fornire un "generale" per l'operazione in Kosovo. Qual è lo stato attuale in merito al "vicecomandante" della KFOR?</p><p>4. Assumendo un posto nel comando della KFOR (vicecomandante) per la Svizzera sarebbe effettivamente possibile influenzare in modo determinante lo sviluppo dell'operazione in Kosovo e migliorare quindi la visibilità del nostro Paese e la stabilità dei Balcani?</p><p>5. Tutti facciamo il possibile per impiegare il denaro dei contribuenti in modo razionale ed efficace. Come garantisce il Consiglio federale che anche le risorse finanziarie investite nell'ambito del promovimento della pace migliorino la "visibilità" della Svizzera?</p><p>6. È nell'interesse del nostro Paese disperdere le risorse in molteplici piccole missioni internazionali invece di concentrarsi su pochi progetti e seguirli in modo assiduo?</p><p>7. Quanto costa ogni anno ai contribuenti questo impegno (civile e militare) per il promovimento della pace in tutto il mondo?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Per il Consiglio federale il promovimento della pace, della sicurezza e dello sviluppo sostenibile sono strettamente connessi tra loro. Il Consiglio federale suole coordinare il promovimento civile e militare della pace per il tramite del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) e del DDPS.</p><p>Bisogna anche considerare che le basi legali per il promovimento civile e militare della pace sono diverse. Per il promovimento militare della pace la legge è più restrittiva, dal momento che per un simile impiego è necessario un mandato dell'ONU o dell'OSCE. Inoltre per ordinare un impiego è competente il Consiglio federale, mentre per il promovimento civile della pace il Consiglio federale ha delegato al DFAE la competenza per concludere accordi di diritto internazionale pubblico. Se si tratta di un impiego armato e la sua durata è superiore a tre settimane, è necessaria l'approvazione del Parlamento.</p><p>Il Consiglio federale risponde come segue alle singole domande:</p><p>1. Il Parlamento ha deciso l'orientamento strategico dell'impegno internazionale per il periodo 2017-2020 (anche nell'ambito del promovimento civile della pace) il 26 settembre 2016 nel quadro dell'esame del messaggio concernente la cooperazione internazionale 2017-2020 e ha approvato il credito quadro per le misure di promozione della pace e della sicurezza umana. Con il credito quadro il Consiglio federale si impegna a favore di una pace duratura, della protezione della popolazione civile, del rispetto dei diritti umani nonché per la protezione degli sfollati, dei migranti in pericolo e delle vittime della tratta di esseri umani.</p><p>Il promovimento militare della pace è uno strumento importante dell'impegno in materia di politica di sicurezza della Svizzera. Il Consiglio federale si esprime nel dettaglio in merito all'impegno svizzero all'estero nell'ambito della politica di sicurezza nel rapporto del 24 agosto 2016 sulla politica di sicurezza della Svizzera. Il promovimento militare della pace ha l'obiettivo di creare un contesto sicuro. In questo modo si intende creare le condizioni affinché i processi di pace politici diano i frutti sperati e gli attori civili del promovimento della pace possano svolgere il proprio lavoro.</p><p>2. La stabilità del Kosovo rientra negli interessi di politica estera e di politica di sicurezza della Svizzera. L'impiego della KFOR e la continuazione dell'impiego della Swisscoy sono utili a questi interessi. La proroga dell'impiego con la riduzione dell'effettivo del contingente è da intendersi come un segnale politico, indice dell'interessamento per la situazione sul posto, ma anche del fatto che un ulteriore prolungamento dell'impiego non è automatico. Il Consiglio federale si è espresso nel dettaglio in merito alla strategia perseguita nell'ambito dell'impegno militare della Svizzera in Kosovo una prima volta nel messaggio del 23 novembre 2016 concernente la proroga della partecipazione della Svizzera alla Forza multinazionale per il mantenimento della pace in Kosovo (KFOR) fino al 2020, e una seconda volta nel rapporto del 2017 sull'impiego della Swisscoy in seno alla KFOR (Bericht 2017 über den Einsatz der Schweizer Kompanie Swisscoy, in der multinationalen Kosovo Force, KFOR, zuhanden der Aussenplitischen und Sicherheitspolitischen Kommissionen des National- und des Ständerates, non tradotto in italiano).</p><p>3. Il Consiglio federale accoglie positivamente questa possibilità. La NATO ha proposto alla Svizzera di occupare la funzione di vicecomandante della KFOR, che riveste il grado di brigadiere. Questa posizione è riservata a un Paese che ha un ruolo importante nella fornitura di truppe e non è necessario che sia membro della NATO. L'interesse della Svizzera nel mettere a disposizione un ufficiale svizzero come vicecomandante della KFOR dall'autunno 2019 all'autunno 2020 mette in luce questo impegno pluriennale. Sono ora in corso gli accertamenti e i colloqui del caso con le autorità militari della NATO e i Paesi partner coinvolti; la decisione verrà presa nel corso dell'autunno 2018.</p><p>4. L'assunzione della funzione di vicecomandante della KFOR contribuirebbe senza dubbio a migliorare, agli occhi di tutti i partner e di tutte le parti, la visibilità dell'impegno svizzero per stabilizzare la situazione di sicurezza dei Balcani occidentali. L'orientamento dell'impegno della KFOR viene stabilito dalla NATO in collaborazione con tutti i Paesi fornitori di truppe e il vicecomandante della KFOR non ha un'influenza diretta su tale decisione.</p><p>5. La visibilità della Svizzera nell'ambito del promovimento internazionale della pace si misura in base alla portata del suo impegno, all'effettivo di personale impiegato - in particolare anche in base alle posizioni di condotta occupate dalla Svizzera in seno alle organizzazioni internazionali coinvolte - e alla qualità delle prestazioni fornite. Il numero di militari impegnati assume quindi un ruolo particolare in quanto l'uniforme nazionale conferisce visibilità all'impegno del Paese fornitore di truppe e come tale viene anche percepita.</p><p>6. Il DDPS può partecipare a operazioni di promovimento della pace se queste sono messe in atto sulla base di un mandato dell'ONU o dell'OSCE. Per le operazioni prioritarie a livello nazionale vengono inviati dei contingenti: al momento vi sono contingenti in seno a EUFOR e alla KFOR nei Balcani occidentali. Per l'invio di singole persone in operazioni dell'ONU la presenza di una cospicua componente nazionale non è nemmeno auspicabile, poiché nell'interesse di una partecipazione multinazionale il più possibile ampia l'ONU evita esplicitamente la concentrazione di persone dello stesso Paese.</p><p>7. Per il promovimento civile della pace e la sicurezza umana nel 2017 il DFAE ha contabilizzato 85 milioni di franchi in totale, di cui 17 milioni per il Pool di esperti per la promozione civile della pace (inclusi gli invii). Per il compito dell'esercito "promovimento della pace" nel 2017 sono stati contabilizzati 63,8 milioni di franchi.</p>  Risposta del Consiglio federale.