<h2>SubmittedText<h2><p>1. Quali misure intende adottare il Consiglio federale per impedire che le imprese svizzere che si trovano in difficoltà finanziarie a causa del coronavirus vengano acquisite da società cinesi o privati finanziariamente più forti?</p><p>2. Rispondendo a diversi interventi parlamentari concernenti l'acquisizione di imprese svizzere da parte di aziende pubbliche straniere, il Consiglio federale ha affermato di seguire costantemente l'evolversi della situazione. Quali sono le sue constatazioni dall'inizio della pandemia di coronavirus?</p><p>3. Alla luce dei rischi di cui alla domanda 1, il Consiglio federale è disposto a elaborare con la massima urgenza un progetto di legge in adempimento della mozione 18.3021 (Proteggere l'economia svizzera con controlli sugli investimenti), accolta dai due Consigli, da sottoporre al Parlamento? A questo riguardo, qual è lo stato dei lavori?</p><p>4. Alla luce dei rischi di cui alla domanda 1, il Consiglio federale è disposto a sottoporre al Parlamento un progetto di legge che preveda un prolungamento temporaneo (fino alla fine della crisi causata dal coronavirus) dell'obbligo di autorizzazione secondo la Lex Koller per i fondi che servono come stabilimenti d'impresa?</p><p>5. Il Consiglio federale condivide l'opinione secondo cui le acquisizioni di imprese svizzere che sono in difficoltà finanziarie a causa della crisi del coronavirus, da parte di società estere che in questa crisi beneficiano di maggiori aiuti pubblici, costituiscano una distorsione della concorrenza, e in quanto tali debbano essere impedite? Anche il Consiglio federale ritiene che ciò non riguardi unicamente le infrastrutture critiche o le imprese della sicurezza pubblica, bensì ad esempio anche le acquisizioni di alberghi o di aziende tecnologiche?</p><p>6. Il Consiglio federale come valuta il fatto che la Svizzera spenda circa 100 miliardi di franchi per sostenere la sua economia, e nel contempo accetti che società estere, spesso parastatali, acquisiscano a basso prezzo imprese svizzere in difficoltà? Non si rischia così di finanziare imprese o Stati esteri con i soldi dei contribuenti svizzeri?</p><p>7. Proprio lo Stato in cui - almeno per quanto è dato sapere - ha avuto origine la pandemia, potrebbe avvantaggiarsi della situazione acquisendo a condizioni favorevoli imprese finite in difficoltà a causa della pandemia stessa. Quali sono le valutazioni del Consiglio federale a questo riguardo?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1 e 6. Per mitigare le conseguenze economiche della crisi causata dalla COVID-19, il Consiglio federale - oltre alle misure di stabilizzazione del mercato del lavoro e del potere d'acquisto (indennità per lavoro ridotto, indennità di perdita di guadagno per il coronavirus) - mediante i crediti COVID ha messo a disposizione delle imprese anche aiuti mirati per sopperire alle carenze di liquidità. Inoltre, secondo la proposta del Consiglio federale del 17 febbraio 2021, i Cantoni e la Confederazione hanno previsto 10 miliardi di franchi per i casi di rigore. Queste prestazioni, finalizzate a sostenere le aziende, avrebbero dovuto consolidare il valore delle imprese che ne hanno beneficiato. D'altra parte, le società in difficoltà economiche possono decidere una ricapitalizzazione o una vendita ad acquirenti con una buona dotazione di capitale. Si tratta di scelte che, in un'economia di mercato, devono comunque essere consentite: se fossero vietate per legge, i nostri imprenditori intenzionati a vendere non potrebbero accedere ai potenziali acquirenti e, di conseguenza, verrebbero danneggiati. Per questa ragione, il Consiglio federale è convinto che una politica per quanto possibile aperta agli investimenti nazionali ed esteri sia fondamentale sotto il profilo della localizzazione economica e, di conseguenza, per l'occupazione e il benessere della popolazione. Per quanto riguarda invece i rischi potenzialmente causati all'ordine pubblico o alla sicurezza dagli investimenti stranieri, nel marzo 2020 il Parlamento, accogliendo la mozione 18.3021 Rieder, ha incaricato il Consiglio federale di creare le basi legali per un controllo su questi investimenti (v. risposta alla domanda 3).</p><p>2. In relazione alla situazione economica delle imprese in Svizzera, attualmente l'attenzione del Consiglio federale è focalizzata sull'evoluzione delle possibilità e delle condizioni di finanziamento (v. risposta all'interpellanza 20.3441 Badran). Per ciò che concerne le acquisizioni, esaminando dati pertinenti forniti da società di consulenza emerge che questo tipo di attività (acquisizioni di società svizzere da parte di società straniere e/o viceversa) è calato, soprattutto nel primo semestre 2020, a causa del peggioramento della congiuntura. Se, come previsto, si assisterà a una ripresa della congiuntura, il volume di transazioni tornerà a crescere. Secondo l'Ufficio federale di statistica, in Svizzera nel 2019 (dati disponibili più recenti) le imprese di proprietà di case madri cinesi erano 116, vale a dire lo 0,4 per cento di tutte le imprese che in Svizzera fanno parte di un gruppo multinazionale. Nello stesso anno, considerando il totale degli investimenti diretti esteri in Svizzera, la quota di quelli cinesi corrispondeva all'incirca all'1,1 per cento (statistica BNS relativa agli investimenti diretti).</p><p>3. Il Consiglio federale ritiene prioritaria la creazione di basi legali per il controllo sugli investimenti esteri. Secondo i suoi obiettivi per il 2021, l'avvio della consultazione è previsto per quest'anno.</p><p>4. Il Consiglio federale non è favorevole a una simile revisione della Lex Koller, perché l'acquisizione di imprese svizzere non comporta necessariamente l'acquisto di un fondo ai sensi della Lex Koller.</p><p>Ad esempio, in Svizzera le aziende attive nel settore della ristorazione spesso non sono proprietarie di fondi, bensì locatarie o affittuarie, e di conseguenza non possono essere tutelate in alcun modo dalla Lex Koller. Inoltre, la proposta di reintrodurre l'autorizzazione obbligatoria per i fondi per stabilimenti d'impresa non destinati ad un uso proprio da parte dell'acquirente - avanzata con il progetto di revisione del 2017 - è stata respinta a larga maggioranza (vedi: <a href="https://www.ejpd.admin.ch/ejpd/it/home/attualita/news/2018/2018-06-20.html">Lex Koller: dopo la consultazione il Consiglio federale rinuncia alla revisione (admin.ch)</a>). Anche questo inasprimento, di entità minore, era stato criticato in quanto dannoso per la Svizzera sotto il profilo della localizzazione economica.</p><p>5. Il Consiglio federale condivide l'opinione secondo cui l'acquisizione da parte di società a controllo pubblico possa comportare distorsioni della concorrenza. Come emerge anche dal rapporto elaborato in adempimento dei postulati 12.4172 del Gruppo liberale radicale e 15.3880 Schilliger, la problematica in questione concerne però, oltre alle società straniere, anche e soprattutto numerose aziende nazionali. Inoltre nel rapporto del 13 febbraio 2019, in adempimento dei postulati 18.3376 Bischof e 18.3233 Stöckli, il Consiglio federale ha rilevato la problematica delle possibili distorsioni della concorrenza causate da investimenti stranieri effettuati da società statali o parastatali. Perciò, nel quadro dell'adempimento della mozione 18.3021 Rieder, si sta valutando una regolamentazione di questa materia.</p><p>7. Il Consiglio federale non vede alcun legame tra il luogo di origine dell'attuale pandemia e le possibili acquisizioni di imprese.</p>  Risposta del Consiglio federale.