<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande legate all'emanazione dell'ordinanza del DFI sull'ordine di priorità nell'ambito degli aiuti finanziari per la custodia di bambini complementare alla famiglia:</p><p>1. È consapevole del fatto che il nuovo ordine di priorità penalizza proprio quei Cantoni che finora si sono impegnati attivamente per una buona conciliabilità tra famiglia e lavoro e che presentano il maggior bisogno di posti di custodia?</p><p>2. Perché il DFI ritiene opportuno ripartire i mezzi disponibili senza tener conto dei bisogni effettivi dei singoli Cantoni?</p><p>3. Perché il DFI non ha preso in considerazione il chiaro nesso tra la performance economica di un Cantone (calcolata in base al PIL cantonale) e il bisogno di posti di custodia?</p><p>4. Il Consiglio federale è disposto a rivedere le priorità per la ripartizione dei mezzi a favore dei Cantoni che possono dimostrare un elevato bisogno di posti conformemente alla loro performance economica e alla loro politica per la promozione della conciliabilità tra famiglia e lavoro?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La legge federale sugli aiuti finanziari per la custodia di bambini complementare alla famiglia (RS 861) è entrata in vigore il 1° febbraio 2003. La sua durata di validità, inizialmente fissata a otto anni, è stata prorogata di quattro anni per due volte e terminerà quindi il 31 gennaio 2019. Per la seconda proroga, dal 1° febbraio 2015 al 31 gennaio 2019, è stato stanziato un credito d'impegno di 120 milioni di franchi, di cui circa 41,8 milioni non sono ancora stati attribuiti. Ritenendo che i mezzi disponibili saranno esauriti prima della fine di gennaio del 2019, il DFI ha emanato un'ordinanza che stabilisce un ordine di priorità, entrata in vigore il 1° febbraio 2017.</p><p>1. Conformemente all'articolo 4 della legge, se gli aiuti chiesti superano i mezzi a disposizione, il DFI deve stabilire un ordine di priorità, cercando per quanto possibile di ripartirli equamente tra le regioni. L'ordine di priorità stabilito dal DFI risponde dunque a un obbligo legale.</p><p>Per definizione, l'attuazione di un ordine di priorità implica che alcuni progetti non possano beneficiare degli aiuti finanziari attesi. Per ridurre le ripercussioni negative ed evitare di penalizzare eccessivamente i Cantoni che hanno esaurito la loro parte di credito, l'ordine di priorità prevede che il 20 per cento dell'importo residuo sia riservato alle domande provenienti da questi Cantoni. In tal modo, si garantisce la realizzazione dei progetti la cui pianificazione è già molto avanzata.</p><p>2./3. Fino all'entrata in vigore dell'ordine di priorità, tutte le domande di aiuti finanziari per la custodia di bambini complementare alla famiglia erano trattate secondo la massima "chi primo arriva, meglio alloggia", a prescindere dal Cantone di provenienza, il che ha permesso di soddisfare i bisogni nel migliore dei modi. Logicamente, l'entità della domanda è risultata molto diversa secondo i Cantoni. I Cantoni in cui il bisogno di nuovi posti di custodia era maggiore e i vari attori s'impegnavano attivamente per migliorare la conciliabilità tra famiglia e lavoro hanno potuto trarre pienamente vantaggio dal sostegno della Confederazione.</p><p>Conformemente all'articolo 4 della legge, l'obiettivo dell'ordine di priorità è di provvedere affinché i mezzi a disposizione siano ripartiti equamente tra le regioni. Questo consente di promuovere in modo mirato la creazione di posti di custodia nei Cantoni che finora hanno fatto ricorso agli aiuti finanziari in misura proporzionalmente inferiore agli altri.</p><p>Per rispettare il criterio legale dell'equa ripartizione tra le regioni, il DFI si è basato sul rapporto tra la popolazione residente di un Cantone di età compresa fra 0 e 15 anni e quella nella stessa fascia di età a livello nazionale. In questo modo si ottiene la quota di credito, ossia la quota degli aiuti finanziari complessivi attribuita ai singoli Cantoni, e si può stabilire se sia già stata esaurita o meno. Sei Cantoni (Zurigo, Zugo, Basilea Città, Vaud, Neuchâtel e Ginevra) hanno già esaurito la loro quota di credito. L'80 per cento dell'importo residuo è riservato agli altri 20 Cantoni, al fine di promuovere in modo mirato la creazione di posti di custodia. Nel caso di questi ultimi, continua ad applicarsi il principio "chi primo arriva, meglio alloggia".</p><p>Il Consiglio federale ritiene adeguato il criterio adottato. I bambini e i giovani di età inferiore a 15 anni sono il pubblico target delle strutture di custodia complementare alla famiglia che il programma d'incentivazione intende promuovere. Al momento non esistono statistiche attendibili sul numero di posti di custodia complementare alla famiglia disponibili in Svizzera per i bambini in età prescolastica e scolastica né si è potuto quantificare il bisogno di nuovi posti. Nessun altro criterio oggettivo e facilmente verificabile consentirebbe di ripartire equamente i mezzi disponibili tra le regioni. La forza economica di un Cantone, proposta quale criterio dall'autrice dell'interpellanza, ad esempio, attesta la ricchezza di un Cantone e la forza del suo tessuto economico, ma non ha alcun nesso diretto con il numero di bambini e ragazzi che potrebbero aver bisogno di custodia mentre i genitori lavorano.</p><p>4. Il Consiglio federale ritiene che le regole per la ripartizione dei mezzi ancora disponibili stabilite con l'ordine di priorità siano giustificate e applicabili. Non vede alternative che rispettino le esigenze legali, soddisfino meglio i criteri di equità e siano facilmente misurabili.</p>  Risposta del Consiglio federale.