<h2>SubmittedText<h2><p>Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quando intende presentare al Parlamento un progetto di legge sulle centrali elettriche di riserva?</p><p>2. Prevede di mettere in servizio o costruire altre centrali prima del 2026, oltre a quelle esistenti di Birr, Monthey e Corneaux 1? In caso affermativo, dove verrebbero ubicate? Ha già preso contatto con i potenziali gestori delle centrali di riserva? Se sì, con quali?</p><p>3. Quali modifiche intende apportare alla sua pianificazione a seguito degli ultimi studi pubblicati dalla ZHAW e dal Politecnico federale di Zurigo? Sta valutando di rinunciare alla costruzione e alla messa in servizio delle centrali di riserva visti gli studi pubblicati?</p><p>4. Secondo le proiezioni a sua disposizione, a quanto ammonteranno le emissioni giornaliere di gas a effetto serra delle varie centrali elettriche di riserva, qualora venissero messe in servizio?</p><p>5. Qual è il costo totale della costruzione e dell'esercizio delle centrali di riserva?</p><p>6. Come giustifica la costruzione della centrale di Birr, la rimessa in servizio delle centrali di Monthey e di Cornaux e la pianificazione di nuove centrali elettriche di riserva, alla luce del recente rapporto del Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (IPCC) e della raccomandazione dell'Agenzia internazionale dell'energia (AIE) di non costruire nuove infrastrutture fossili?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. È previsto di sottoporre il progetto di legge summenzionato entro la fine del 2023 al Consiglio federale e, in seguito, al Parlamento.</p><p>2. Entro l'estate 2023 verrà indetta una gara pubblica per la riserva complementare e all'inizio del 2024 si procederà all'aggiudicazione dei progetti migliori.</p><p>3. I due studi a cui si fa riferimento non contemplano determinati criteri (ad es. la riduzione della disponibilità di energia nucleare francese o i probabili criteri meteorologici) oppure si rivelano troppo ottimisti per quanto riguarda l'ipotesi di potenziare rapidamente le energie rinnovabili. Va inoltre sottolineato che le centrali elettriche di riserva sono intese a produrre energia elettrica solo in caso di situazioni di penuria eccezionali, ossia fuori mercato.</p><p>4. Secondo uno studio della ElCom pubblicato nel novembre 2021, la produzione a pieno carico di mille megawatt (1000 MW) nelle centrali elettriche di riserva causerebbe emissioni pari a circa 14 500 tonnellate di CO2 utilizzando il gas naturale come combustibile oppure 19 100 tonnellate di CO2 impiegando il diesel. Tali cifre corrispondono allo 0,032 per cento (gas naturale) e allo 0,042 per cento (diesel) delle emissioni di gas serra annuali in Svizzera.</p><p>5. Le stime relative ai costi per il periodo compreso tra il 2022 e aprile 2026 ammontano a circa 569 milioni di franchi in totale. Si tratta di un aumento medio del corrispettivo per l'utilizzazione della rete di 0,32 ct./kWh nel periodo 2024 - 2026 (tariffe 2023 già definite). Tali costi vanno intesi come provvisori, poiché si potrebbero aggiungere ancora ulteriori impianti. Se le centrali di riserva saranno effettivamente attivate, si genereranno ulteriori costi (costi variabili, come ad es. per il gas o altri vettori energetici). Tali costi non saranno imputati a tutti i consumatori di elettricità attraverso il corrispettivo per l'utilizzazione della rete, bensì ai gruppi di bilancio la cui domanda supera l'offerta (mancata compensazione del mercato).</p><p>6. L'obiettivo è non dovere mai attivare le centrali elettriche di riserva che sono una garanzia per fronteggiare situazioni di penuria eccezionale. In effetti le centrali elettriche di reserva nonché i gruppi elettrogeni di emergenza dovrebbero entrare in funzione solo in momenti critici al fine di prevenire una situazione di penuria e soltanto se il mercato non è in grado di soddisfare la domanda di energia elettrica. Viste le importanti ripercussioni economiche in caso di penuria di energia elettrica, occorre considerare che la produzione eccezionale prevista nelle situazioni critiche (fuori mercato) causa emissioni di CO2 inferiori rispetto a una soluzione che prevede un funzionamento integrato nel mercato.</p>  Risposta del Consiglio federale.