<h2>SubmittedText<h2><p>La sanguinosa repressione della protesta civile in Tibet da parte delle forze armate cinesi e la sconfessione delle promesse fatte al momento dell'assegnazione dei giochi olimpici ci spingono a formulare le seguenti domande al Consiglio federale:</p><p>1. Che cosa ha intrapreso finora nei confronti delle autorità cinesi allo scopo di porre fine alla repressione in Tibet?</p><p>2. Il DDPS è disposto a esortare il CIO a rompere il silenzio e a obbligare la Cina a mantenere le promesse fatte al momento dell'assegnazione dei XXIX giochi olimpici estivi?</p><p>3. Il DFAE è disposto a rivolgersi al Consiglio dei diritti dell'uomo dell'ONU affinché invii immediatamente in Tibet una commissione d'inchiesta?</p><p>4. Quali sono gli altri passi previsti dal Consiglio federale a favore dei diritti dell'uomo e delle minoranze in Tibet e in Cina?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Dopo il comunicato stampa del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) del 15 marzo 2008 che reagiva alle violenze commesse contro i manifestanti in Tibet, il Consiglio federale, nella sua dichiarazione del 9 aprile 2008, ha reiterato il suo appello alla moderazione, al dialogo e al rispetto dei diritti umani. Inoltre, i servizi svizzeri competenti hanno sfruttato a più riprese i loro contatti con le autorità cinesi per esprimere la propria preoccupazione riguardo agli avvenimenti accaduti in Tibet.</p><p>2. Quale Paese organizzatore delle Olimpiadi estive 2008, la Cina è tenuta a rispettare la Carta olimpica. Il movimento olimpico ritiene che lo sport debba giovare allo sviluppo dell'essere umano, allo scopo di promuovere la pace e di tutelare la dignità umana. La Cina si è inoltre impegnata contrattualmente a garantire la libertà di stampa durante i giochi. Secondo Jacques Rogge, presidente del Comitato olimpico internazionale (CIO), la Cina ha il dovere morale di promuovere i diritti umani. Inoltre è necessario ricordare gli obblighi giuridici cui soggiace in virtù del diritto internazionale in materia di diritti dell'uomo.</p><p>I servizi svizzeri competenti sono in contatto con le diverse istanze del movimento olimpico, come ha indicato il Consiglio federale nella sua risposta del 28 novembre 2007 all'interpellanza Mario Fehr (Olimpiadi a Pechino) del 5 ottobre 2007.</p><p>3. Nella sua dichiarazione del 25 marzo 2008 al Consiglio dei diritti dell'uomo, anche la Svizzera, come l'Unione europea, gli Stati Uniti, il Canada e l'Australia, ha ribadito la necessità di rispettare i diritti umani e riprendere il dialogo nella prospettiva di un miglioramento della situazione in Tibet. All'inizio di aprile 2008, la Cina ha respinto la domanda di Louise Arbour, alto commissario per i diritti dell'uomo, concernente l'invio di una missione di esperti in Tibet, mantenendo tuttavia aperta questa possibilità per un momento successivo.</p><p>4. La tutela e la promozione dei diritti umani sono fra le priorità della politica estera della Svizzera e il Consiglio federale accorda loro un'importanza fondamentale. Per quanto concerne i membri delle minoranze etniche in particolare, le norme internazionali garantiscono loro il diritto alla protezione contro la discriminazione, alla preservazione e alla promozione dell'identità e alla partecipazione alle decisioni che le riguardano. Per tale motivo, la Svizzera si sforza di promuovere scambi costruttivi con la Cina e di proseguire il dialogo bilaterale sui diritti umani. Gli interventi specifici a livello bilaterale, gli sforzi profusi nell'ambito delle organizzazioni multilaterali e la collaborazione con gli attori della società civile fanno parte degli strumenti di cui si serve per tutelare i diritti umani.</p>  Risposta del Consiglio federale.