<h2>InitialSituation<h2><p><b>Comunicato stampa del Consiglio federale del 08.03.2019</b></p><p><b>Obbligo di annunciare i posti vacanti:la Confederazione intende assumersi una parte dei costi per i controlli </b></p><p><b>L'8 marzo 2019 il Consiglio federale ha preso atto del rapporto sui risultati della consultazione concernente la legge federale sulla partecipazione ai costi dei Cantoni per il controllo dell'obbligo di annunciare i posti vacanti. Ha adottato il relativo disegno di legge e il messaggio e li ha sottoposti al Parlamento. La nuova legge porrà le basi legali per una partecipazione finanziaria della Confederazione ai costi di controllo cantonali. Inoltre, conferirà al Consiglio federale la competenza di adottare se necessario disposizioni esecutive quanto al tipo e alla portata dei controlli. </b></p><p>L'attuazione dell'obbligo di annunciare i posti vacanti e di svolgere i relativi controlli è di competenza dei Cantoni. Considerata la rilevanza nazionale di un'applicazione sistematica di tale obbligo, la Confederazione ha accolto la richiesta dei Cantoni e intende partecipare ai costi di controllo. Una sua partecipazione finanziaria presuppone però una base legale. Per la fase iniziale di attuazione dell'obbligo di annunciare i posti vacanti (dal 1° luglio 2018 al 31 dicembre 2019) non esiste una base legale e non è pertanto possibile una partecipazione finanziaria da parte della Confederazione.La nuova legge, il cui disegno è stato ora adottato dal Consiglio federale e sottoposto per approvazione al Parlamento, dovrebbe entrare in vigore il 1° gennaio 2020. Al Consiglio federale va inoltre attribuita la competenza di emanare disposizioni esecutive sul tipo e sulla portata dei controlli. La Conferenza dei Direttori Cantonali dell'Economia pubblica (CDEP) e l'Associazione degli uffici svizzeri del lavoro raccoglieranno esperienze nei Cantoni sull'attuazione dell'obbligo di annunciare i posti vacanti e sul controllo del suo rispetto. Su tale base il DEFR (SECO) elaborerà entro il primo semestre 2019 un piano e un progetto di ordinanza, che idealmente dovrebbe entrare in vigore il 1° gennaio 2020, contemporaneamente alla legge. In tale ambito si dovrà tener conto delle molteplici modalità di controllo esistenti e della concorrenza che ne deriva al fine di trovare le migliori soluzioni.In virtù dell'obbligo di annunciare i posti vacanti, i datori di lavoro sono tenuti a segnalare agli uffici regionali di collocamento (URC) i posti vacanti nei generi di professioni in cui il tasso di disoccupazione è di almeno l'8 per cento (5 per cento dal 2020), prima di pubblicarli su altre piattaforme. Durante cinque giorni feriali le persone in cerca d'impiego iscritte presso un URC hanno un accesso esclusivo ai posti annunciati. Beneficiano così di un vantaggio in confronto a tutti gli altri candidati perché possono informarsi e candidarsi in anticipo. Lo scopo dell'obbligo di annunciare i posti vacanti è di valorizzare meglio il potenziale di manodopera locale.</p><h2>Proceedings<h2><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 17.06.2019</b></p><p><b>Annuncio posti, costi controlli, la Confederazione pagherà </b></p><p><b>La Confederazione dovrebbe assumersi, per una durata limitata, parte dei costi dei Cantoni per il controllo dell'obbligo di annunciare i posti vacanti. Lo ha deciso oggi all'unanimità il Consiglio degli Stati, approvando un progetto in tal senso del Consiglio federale volto a istituire le necessarie basi legali. Il dossier va al Nazionale.</b></p><p>L'obbligo di annunciare i posti vacanti nelle categorie professionali in cui il tasso di disoccupati ha raggiunto un determinato valore soglia è in vigore dal primo luglio 2018. Si tratta di una misura adottata dopo l'approvazione dell'iniziativa popolare "contro l'immigrazione di massa".</p><p>L'attuazione e i relativi controlli sono di competenza cantonale, ha ricordato a nome della commissione preparatoria Pascale Bruderer Wyss (PS/AG).</p><p>Lo scorso ottobre il Consiglio federale ha accolto una richiesta dei Cantoni decidendo di assumersi parte dei costi dei controlli, ha aggiunto la "senatrice" argoviese. Secondo Bruderer, trattandosi di uno strumento creato dall'Assemblea federale per regolare indirettamente l'immigrazione, è sensato che la Confederazione partecipi all'attuazione.</p><p>Considerato però l'ammontare modesto dei contributi federali previsti (la metà dei costi totali stimati in 900 mila franchi e 1,2 milioni), ci si è chiesti se tale partecipazione sia davvero necessaria. A ciò si aggiunge che l'evoluzione dei costi effettivi è ancora assai incerta. Per questo motivo, ha spiegato la Bruderer, la commissione ha deciso di limitare le basi legali alla fine del 2023, affinché si possa poi procedere a una valutazione e a una nuova analisi della situazione.</p><p>Dal canto suo, il consigliere federale Guy Parmelin ha precisato che la Confederazione rispetterà in ogni caso l'autonomia dei Cantoni nell'organizzare la sorveglianza nello spirito di sussidiarietà che caratterizza il federalismo.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 18.09.2019</b></p><p><b>CN: annuncio posti vacanti, Berna contribuirà costi controlli </b></p><p><b>La Confederazione si assumerà, per una durata limitata, parte dei costi dei Cantoni per il controllo dell'obbligo di annunciare i posti vacanti. Lo ha deciso oggi il Consiglio nazionale con 120 voti contro 56. La pertinente modifica legislativa - già adottata dagli Stati - è pronta per le votazioni finali.</b></p><p>L'obbligo di annunciare i posti vacanti nelle categorie professionali in cui il tasso di disoccupati ha raggiunto un determinato valore soglia è in vigore dal primo luglio 2018. Si tratta di una misura adottata dopo l'approvazione dell'iniziativa popolare "contro l'immigrazione di massa". Lo scorso ottobre il Consiglio federale ha accolto una richiesta dei Cantoni decidendo di assumersi parte dei costi dei controlli, ha ricordato il relatore commissionale Marco Romano (PPD/TI).</p><p>Con 127 voti a 49, la camera ha anche deciso di limitare la validità di tale legge alla fine del 2023. In questo modo tra quattro anni il Parlamento potrà valutare il sistema e decidere di una eventuale proroga del sostegno, ha detto Romano. La sinistra ha invano chiesto di non introdurre tale clausola: "nel 2023 l'obbligo di annunciare i posti vacanti non sparirà", ha affermato Cédric Wermuth (PS/AG).</p><p>Da notare che l'UDC si è opposta alla nuova legge. L'obiettivo dell'iniziativa "contro l'immigrazione di massa" era di privilegiare lavoratori indigeni limitando l'immigrazione, non di creare nuovi costi per Confederazione e Cantoni, ha sostenuto Thomas Burgherr (UDC/AG). La proposta democentrista di non entrata in materia è però stata bocciata con 116 voti a 55.</p>