<h2>SubmittedText<h2><p>Swisscom, il cantone di Friburgo e l'azienda elettrica Groupe E stanno pensando ad un progetto comune per estendere la rete in fibra ottica fin dentro le abitazioni dell'intero cantone di Friburgo.</p><p>È un primo passo nella giusta direzione: verrà costruita un'unica rete in fibra ottica e non due reti parallele, con una conseguente riduzione delle elevate spese infrastrutturali. Inoltre, la copertura dell'intero territorio cantonale permetterà la sovvenzione incrociata tra città e campagna, indispensabile nel settore delle telecomunicazioni.</p><p>Questo progetto comune nel cantone di Friburgo rappresenta finora un caso unico. A Zurigo e in altre città vengono costruite più reti parallele. I differenti modelli esistenti e la nascita contemporanea di diverse cooperazioni regionali compromettono la coesione del settore delle telecomunicazioni nel nostro Paese: c'è da temere che questa tendenza porti allo sviluppo di prodotti e prezzi diversi da una regione all'altra e sfavorisca le regioni meno popolate.</p><p>Si pongono pertanto le seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale condivide l'opinione secondo cui la costruzione nell'intero Paese di moderne ed efficienti infrastrutture di telecomunicazioni basate sulla tecnologia della fibra ottica debba essere una questione nazionale o quantomeno debba essere diretta e coordinata a livello nazionale? </p><p>2. Il Consiglio federale non intravede il pericolo di perdere il controllo dell'attuale situazione (costruzione delle reti in fibra ottica concentrata nelle città e nei grandi agglomerati, costruzione di reti parallele, differenti basi tecniche, giuridiche e finanziarie per le singole reti regionali) e quindi di una crescita "selvaggia" nel nostro Paese di moderne infrastrutture in fibra ottica, che porterebbe a doppioni, spese supplementari e difficoltà tecniche?</p><p>3. Il Consiglio federale intravede nel progetto comune avviato nel cantone di Friburgo, ben accolto nelle sue linee essenziali, il pericolo di un amento dei costi per centinaia di milioni dovuto al modello multifibra e di una distorsione della concorrenza causata dal previsto conteggio misto poco trasparente?</p><p>4. Il Consiglio federale non è del parere che prima di ulteriori interventi sia necessario chiudere la prossima tavola rotonda della Comcom e trovare una soluzione nazionale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Adottando la legge del 30 aprile 1997 sulle telecomunicazioni (LTC; RS 784.10), il Parlamento ha ritenuto che il libero mercato sarebbe stato in grado di meglio soddisfare le necessità dei privati e delle imprese di quanto non lo fosse un monopolio statale. Da quel momento, sarebbe spettato alla concorrenza, non soltanto tra servizi ma anche tra infrastrutture, proporre alla popolazione servizi di telecomunicazione efficaci. D'altronde, la volontà di stimolare la concorrenza tra le infrastrutture è stata riaffermata in occasione della modifica della LTC.</p><p>Per valutare gli sviluppi recenti, il Consiglio federale si basa sul quadro legislativo allestito dal Parlamento. Tenuto conto che il tasso di penetrazione della fibra ottica tra la popolazione è trascurabile, il collegio ritiene che attualmente il mercato non presenti difetti apparenti e che la fornitura di un collegamento in fibra ottica non sia un servizio considerato essenziale. </p><p>Tuttavia, l'estensione della fibra ottica mette a dura prova il quadro legale stabilito. In seguito all'adozione del postulato 09.3002, il Consiglio federale è tenuto a redigere un rapporto che tratterà, tra le altre cose, la questione dello sviluppo della fibra ottica dal punto di vista della concorrenza e della politica di approvvigionamento. Solo in seguito sarà possibile decidere se, per promuovere la fibra ottica, occorre veramente intervenire e, nell'affermativa, in quale forma.</p><p>2. Il Consiglio federale si rallegra del fatto che diverse imprese investono nella fibra ottica. Questa dinamica nasce dalla concorrenza instauratasi tra i vari fornitori d'infrastruttura. In un tale contesto, la diversità degli approcci e l'adattamento degli investimenti alle condizioni locali sono intrinseci. Inoltre, è economicamente sensato che le imprese comincino ad investire nei centri urbani, dato che i costi per l'estensione della rete sono minori e la potenziale domanda maggiore.</p><p>La cooperazione degli attori nella costruzione della rete in fibra ottica è un'iniziativa lodevole. Attualmente occorre soprattutto evitare di creare incompatibilità tecniche che ostacolino la futura concorrenza. I partecipanti alle tavole rotonde organizzate dalla Comcom e ai gruppi di lavoro istituiti dall'UFCOM discutono attualmente della questione. La realtà delle ingenti somme d'investimento stimola di fatto i singoli investitori a cooperare tra di loro.</p><p>3. In teoria, rispetto alla soluzione monofibra, il modello multifibra offre condizioni migliori per una concorrenza a livello d'infrastruttura. Il costo supplementare generato da questo modello pare tuttavia del tutto sostenibile considerando che il grosso della spesa è rappresentato dai lavori del genio civile. Se l'adozione di questo modello dovesse far nascere una concorrenza efficace, è presumibile che i costi supplementari sarebbero infine compensati dai vantaggi ad esso correlati.</p><p>Attualmente, le aziende elettriche sono sotto pressione per quanto concerne le tariffe delle prestazioni fatturate. D'altronde, esse tengono contabilità separate per l'energia e per le telecomunicazioni, il che costituisce un buon rimedio per contrastare il problema delle sovvenzioni incrociate. Inoltre, va considerato il fatto che quando diversi attori uniscono le loro forze per raggiungere un obiettivo comune, hanno interesse a creare una certa trasparenza contabile.</p><p>Non vi è dunque alcuna ragione di credere che il partenariato di Friburgo provocherà particolari distorsioni della concorrenza. In ultima analisi, tutto dipenderà dalle condizioni alle quali i servizi saranno offerti sul mercato. Se dovessero sorgere problemi, spetterà alla Comco intervenire ricorrendo agli strumenti a sua disposizione. Potrebbe essere chiamata in causa anche la Comcom, qualora si decida di attribuirle nuovi mezzi.</p><p>4. L'organizzazione di tavole rotonde è un'ottima iniziativa. Tuttavia, gli interessi in gioco sono troppo contrastanti affinché si possa sperare in un accordo a livello nazionale tra le parti, soluzione che per di più non s'impone necessariamente e che non avrebbe d'altronde alcun carattere vincolante. Attendere un'ipotetica soluzione non sarebbe ragionevole e neppure possibile.</p>  Risposta del Consiglio federale.