<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La collocazione delle questioni inerenti all'assetto territoriale all'interno dell'Amministrazione federale è già stata esaminata nell'ambito della riforma del governo e dell'amministrazione (Gruppo d'analisi 3 "Ambiente e ordinamento del territorio"), tenendo conto anche degli adeguamenti strutturali proposti nella raccomandazione.</p><p>Nel febbraio 1997, il Consiglio federale ha deciso di mantenere in quanto ente autonomo un Ufficio federale della pianificazione del territorio (UFPT) rinunciando ad integrarvi altri settori speciali. Tale decisione era sorretta soprattutto dal fatto che la Divisione politica territoriale si occupa di parecchie questioni strettamente connesse alla politica economica.</p><p>Le esperienze finora compiute con questa soluzione non inducono per il momento a rivenire su tale decisione. Con il rafforzamento della Conferenza e del Consiglio dell'ordinamento territoriale si è creato un apparato affatto in grado di porre in atto le linee fondamentali dell'assetto territoriale svizzero. La collaborazione dell'UFPT con la Divisione politica regionale e con l'Ufficio federale dell'ambiente, delle foreste e del paesaggio funziona bene ed è efficiente.</p><p>Il quadro circostanziale non è d'altronde cambiato a tal punto da rendere urgente e necessario un riesame della situazione. La fusione UFEE e UFSEL non cambia nulla alla collocazione della politica regionale nel settore della politica economica. Le dimensioni critiche dell'UFPT in seguito al trasferimento della Direzione delle misurazioni catastali all'Ufficio federale della topografia nazionale (nel Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport) non vanno per ora controbilanciate con misure organizzative, bensì con altri provvedimenti appropriati (cfr. raccomandazione Hofmann 99.3055 e postulato Durrer 99.3145, interventi entrambi incentrati sul rafforzamento della politica federale in materia di ordinamento del territorio).</p><p>L'assetto territoriale è un compito tipicamente interdisciplinare, che ha punti di contatto con diversi ambiti politici. Vi sono dunque inevitabili interferenze tra l'UFPT e gli altri uffici che operano in settori di rilevanza territoriale. Un trasferimento della politica regionale e della tutela del paesaggio eliminerebbe a dire il vero queste interferenze con l'ordinamento territoriale, ma altre se ne creerebbero, e non meno importanti, rispetto alla politica economica e a quella in materia di protezione dell'ambiente, talché la collaborazione dovrebbe essere riorganizzata in radice a livello istituzionale. Il guadagno in sinergie ottenuto su un fronte sarebbe azzerato dalla perdita di sinergie sull'altro.</p><p>Concentrazioni di tal genere - di natura meramente organizzativo-strutturale - non sono di per sé idonee a risolvere i problemi sollevati nella raccomandazione. Il Consiglio federale preferisce pertanto porre l'accento su una collaborazione interdisciplinare ben strutturata. Esso intende in tal modo rafforzare e sostenere politicamente l'UFPT nella sua funzione di ufficio di coordinamento. Segue nondimeno attentamente l'ulteriore sviluppo della politica territoriale, riesamina ove occorra le soluzioni organizzative già in atto e si propone anche in futuro di prendere spontaneamente le misure necessarie in caso di mutamento delle condizioni quadro.</p><p>Nonostante la raccomandazione vada nella giusta direzione, il Consiglio federale considera un po' troppo succinto il suo orientamento unilaterale sulle misure organizzative - e soprattutto la limitazione di queste misure ai settori "politica regionale" e "protezione del paesaggio". Il Consiglio federale vorrebbe sondare tutte le possibilità di rafforzamento della politica di pianificazione del territorio a livello federale e non dover limitare il suo esame soltanto ad aspetti organizzativi.</p>