<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>I chiarimenti all'interno dell'amministrazione federale hanno evidenziato la necessità di considerare approfonditamente tutta una serie di questioni, prima di poter procedere all'elaborazione di un progetto di legge per il miglioramento della libera circolazione degli architetti.</p><p>Alle domande poste dall'autore dell'interrogazione in merito ai passi previsti, il Consiglio federale risponde nel modo seguente:</p><p>Ad 1:</p><p>L'Ufficio federale della formazione professionale e della tecnologia (UFFT), come parte di un organo di esperti operante con un ampio sostegno e sotto la direzione di Paul Richli, professore di diritto pubblico e dottrina della legislazione presso l'università di Lucerna, è stato incaricato dal Dipartimento federale dell'economia (DFE) di redigere un rapporto entro la metà del 2004. Quest'ultimo dovrebbe comprendere un elenco dei problemi più rilevanti con cui sono confrontati gli architetti nell'esercizio della loro professione, in Svizzera e nei Paesi dell'Unione europea (UE) - alla luce delle prime esperienze in seguito all'entrata in vigore degli accordi bilaterali. Inoltre, esso dovrebbe consentire la valutazione della necessità di includere nei lavori le professioni ingegneristiche, in ragione di situazioni problematiche analoghe. Nel medesimo tempo, restano da chiarire questioni di natura costituzionale e di diritto della concorrenza; inoltre sarà opportuno elaborare delle proposte per il miglioramento della libera circolazione, sia sul piano nazionale, sia su quello internazionale. In primo piano vi sono la protezione dei titoli nonché le esigenze dell'assetto federale per disciplinare la libera circolazione su tutto il territorio nazionale. Il rapporto summenzionato servirà al DFE come base per definire i passi successivi.</p><p>Ad 2:</p><p>Il Consiglio federale è disposto a introdurre le misure necessarie al miglioramento della libera circolazione degli architetti in Svizzera e all'estero. È però possibile attuare provvedimenti efficaci soltanto a condizione di conoscere l'insieme dei problemi che si pongono, siano essi di tipo pratico o giuridico, di considerare tutte le possibili soluzioni e - nella misura in cui ciò sia necessario - di estendere il mandato anche ad altri gruppi di professioni.</p><p>Per ciò che concerne il riconoscimento degli architetti svizzeri a livello europeo, dal 1° giugno 2002 possono beneficiarne, in tutti i Paesi membri dell'UE e dell'AELS, i diplomati dei politecnici federali (PFZ e PFL) e della scuola d'architettura dell'università di Ginevra, come pure i professionisti iscritti nel registro A. L'accettazione dei diplomati presso la facoltà di architettura dell'università della Svizzera italiana, con sede a Mendrisio, è già stata esaminata da parte UE e, in linea di massima, valutata favorevolmente. Il riconoscimento formale avverrà nel prossimo futuro, nel quadro del Comitato misto per l'accordo sulla libera circolazione delle persone concluso tra Svizzera ed UE. </p><p>Inoltre, nell'ambito del Comitato misto, la Svizzera ha richiesto il riconoscimento dei diplomi rilasciati dalle scuole universitarie professionali di architettura. In risposta alla delegazione svizzera, da parte UE è stato rilevato che la formazione svolta nel nostro Paese, a causa della sua minore durata (tre anni rispetto ai quattro dei Paesi membri dell'UE), non soddisfa la direttiva UE corrispondente e, di conseguenza, i summenzionati diplomi non dovrebbero poter essere riconosciuti. La Svizzera e l'UE si sono accordate in merito ad un esame della questione nel quadro di un gruppo di lavoro.</p><p>Ad 3:</p><p>L'UFFT è in possesso del progetto di legge che è stato avanzato. Questi lavori preliminari realizzati dalle associazioni di architetti confluiranno nel rapporto. L'obiettivo consiste nel coinvolgimento di esponenti di tali cerchie professionali nei lavori dell'organo di esperti.</p>  Risposta del Consiglio federale.