<h2>SubmittedText<h2><p>Il 15 settembre 2021 la Fondazione svizzera per la democrazia (Swiss Democracy Foundation) ha presentato un opuscolo in lingua inglese dal titolo "Swiss Democracy Passport", destinato a una distribuzione internazionale e redatto con il sostegno dell'Università di Berna e del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), che lo ha pubblicato sul suo sito web. L'opuscolo "vuole essere" una guida sulla democrazia svizzera e fornire una panoramica delle conquiste democratiche degli ultimi 175 anni. Ma non è rappresentativo, perché la metà delle persone con cittadinanza svizzera, cioè le donne, sono relegate a una nota marginale di a malapena 275 caratteri. Nell'analisi storica, l'esclusione delle cittadine svizzere - durata 125 anni - dalla nostra democrazia viene liquidata come un "dilemma". L'opuscolo celebra la democrazia senza affrontare la discriminazione di genere contro le donne perpetrata in politica fino al 1971 e non rende affatto giustizia allo storico risultato raggiunto da tutte le donne battutesi per il suffragio universale. </p><p>Invito quindi il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande.</p><p>1. Come può un opuscolo sulla democrazia svizzera essere rappresentativo se esclude la metà della popolazione? (Una pubblicazione di 54 pagine dedica alle donne letteralmente 275 caratteri!)</p><p>2. Come giustifica il Consiglio federale il fatto che la lotta per il suffragio femminile e la sua introduzione siano marginalizzate come pure il fatto che la vergognosa introduzione tardiva sia semplicemente ridotta a uno sprezzante "dilemma della democrazia diretta"?</p><p>3. In un articolo apparso il 21 settembre 2021 sull'Aargauer Zeitung, il DFAE prende le distanze dal contenuto. Quali sono state le conseguenze?</p><p>4. Come spiega il Consiglio federale la scelta degli autori? (Solo uomini, le donne sono indicate unicamente come co-editrici). </p><p>5. Secondo l'articolo menzionato, l'opuscolo sarà sottoposto a un rifacimento. È avvenuto?</p><p>6. Quali organizzazioni sono state/saranno coinvolte in questo rifacimento? Quali autrici? E quale peso hanno/avranno le cittadine svizzere? </p><p>7. Come giustifica il Consiglio federale la promozione e il sostegno (con fondi pubblici) di un opuscolo sul sistema politico svizzero (presentato graficamente come un passaporto svizzero, "un passaporto svizzero per tutte e tutti" per citare swissinfo.ch) che, escludendo le donne, è chiaramente un "passaporto NON per tutte e tutti"?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Lo Swiss Democracy Passport descrive il sistema democratico in Svizzera. Si tratta di un'iniziativa della Fondazione svizzera per la democrazia. Le decisioni relative al contenuto editoriale, alla contestualizzazione di alcuni temi e alla presentazione del documento sono di competenza della Fondazione. Il contributo redazionale del DFAE si è limitato alla prefazione. Il passaporto è attualmente oggetto di un rifacimento sostenuto da due co-editori/co-editrici selezionati dalla Fondazione. Il nuovo documento, di prossima pubblicazione, affronta ora in due punti la tardiva introduzione del diritto di voto per le donne in Svizzera.</p>  Risposta del Consiglio federale.