<h2>SubmittedText<h2><p>La Primavera araba, l'Eritrea, la Siria: purtroppo molte persone continuano a essere costrette a fuggire in massa dai Paesi d'origine alla ricerca di protezione nei Paesi limitrofi ma anche in Stati più lontani come la Svizzera. È solo una questione di tempo prima che anche il nostro attrattivo Paese si ritrovi nuovamente a far fronte a una grossa ondata di rifugiati. Negli anni Novanta, ad esempio, circa 60 000 rifugiati provenienti dal piccolo Kosovo hanno chiesto asilo in Svizzera.</p><p>Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Anche il Consiglio federale sta pensando a come far fronte a un'importante ondata di rifugiati, due o tre volte superiore all'attuale numero di richiedenti l'asilo? Ha preparato strategie concrete e preso decisioni per un tale scenario?</p><p>2. In caso affermativo:</p><p>a. Quali dipartimenti sono coinvolti? Il DFGP (Ufficio federale della migrazione), il DDPS (Protezione della popolazione), il DFAE (Segreteria di Stato, Direzione politica, Direzione dello sviluppo e della cooperazione, rappresentanze all'estero) e il DFF (corpo delle guardie di confine) collaborano al fine di mettere a disposizione le risorse necessarie?</p><p>b. L'esercito sarebbe in grado di mettere a disposizione un numero sufficiente di alloggi?</p><p>c. In che misura tale strategia coinvolge i cantoni, che in ultima analisi sono corresponsabili dell'alloggiamento dei rifugiati e all'occorrenza dovrebbero mettere a disposizione strutture?</p><p>d. Per quanti rifugiati è predisposta tale strategia? Quanti richiedenti l'asilo potrebbero essere ospitati nelle strutture della Confederazione, quanti negli alloggi cantonali?</p><p>3. In caso negativo: il Consiglio federale è disposto a elaborare una tale strategia sul piano interdipartimentale e come compito congiunto di Confederazione e cantoni?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il 19 dicembre 2012 il Consiglio federale ha adottato una strategia volta a regolare e affrontare le situazioni straordinarie nel settore dell'asilo. Il piano d'emergenza Asilo permette, in caso di bisogno, alla Confederazione e ai cantoni di reagire rapidamente ed efficacemente agli sviluppi critici nel settore dell'asilo e di adottare quanto prima le decisioni necessarie.</p><p>2a. La strategia è stata elaborata dal Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) in stretta collaborazione con tutti gli attori interessati, ossia il Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport, il Dipartimento federale degli affari esteri e il corpo delle guardie di confine nonché le autorità cantonali. Il Consiglio federale ha attribuito allo Stato Maggiore speciale Asilo (SONAS) il ruolo di organo di condotta politica e strategica incaricato di far fronte alle situazioni particolari e straordinarie che potrebbero presentarsi nei settori dell'asilo e dell'immigrazione. L'organizzazione, la composizione, il funzionamento e la ripartizione delle competenze di tale organo sono retti dalla direttiva del DFGP dell'11 maggio 2011 sullo Stato Maggiore speciale Asilo (regolamento SONAS). In seno al SONAS sono rappresentati sia i cantoni sia i servizi federali interessati.</p><p>2b.-2d. In caso di forte aumento del numero di richiedenti l'asilo, il Consiglio federale può incaricare sia l'esercito sia le autorità civili federali e cantonali di adempiere compiti supplementari o di assumere a tempo determinato ulteriori competenze. L'assistenza ai richiedenti l'asilo e la gestione degli alloggi spetterebbero tuttavia alle autorità civili, poiché l'esercito non dispone più di truppe addestrate a tal fine. Una messa a disposizione a breve termine di alloggi militari potrebbe eventualmente ripercuotersi sull'attività militare.</p><p>Si è coscientemente rinunciato a fissare soglie nel piano d'emergenza Asilo. Si è invece optato per un modello dinamico che prevede tutti gli scenari ipotizzabili sulla base di parametri fondamentali (numero di nuove domande, effettivi, casi pendenti e sviluppi internazionali) ed evidenzia i cambiamenti rispetto alla situazione iniziale. Oltre ad aspetti meramente quantitativi sono stati considerati anche quelli qualitativi.</p><p>3. Il Consiglio federale ritiene che gli strumenti a disposizione siano sufficienti e che per il momento non occorra adottare alcun altro provvedimento.</p>  Risposta del Consiglio federale.