<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Secondo la nuova imposizione dei contributi di mantenimento, gli alimenti versati al coniuge divorziato o separato e gli alimenti percepiti da un genitore per i figli sotto la sua autorità parentale sono per principio interamente imponibili presso il beneficiario (art. 23 lett. f LIFD e art. 9 cpv. 2 lett. c LAID). Contemporaneamente il coniuge che versa questi alimenti può dedurli interamente dalle sue imposte (art. 33 cpv. 1 lett. c LIFD e art. 7 cpv. 4 lett. g LAID). Questa regola vige dal 1995 per l'imposta federale diretta e dal 2001 in modo vincolante per le imposte cantonali sul reddito.</p><p>Il Tribunale federale ha ripreso questo principio anche nella sua giurisprudenza in materia di divieto di doppia imposizione secondo l'articolo 127 capoverso 3 Cost. (risp. art. 46 cpv. 2 vCost.) stabilendo che nelle relazioni intercantonali gli alimenti versati ai figli o al coniuge devono essere tassati presso il beneficiario ed essere deducibili per il coniuge tenuto al versamento (DTF 121 I 75; 121 I 150).</p><p></p><p>2. La Commissione peritale "Imposizione delle famiglie", presieduta dal professor Locher ed istituita nell'autunno del 1996, ha presentato nella primavera del 1999 un'analisi approfondita dell'imposizione delle famiglie in Svizzera. Nel suo rapporto la Commissione peritale ha anche esaminato la situazione delle famiglie monoparentali in generale e la forma dell'imposizione dei contributi di mantenimento per i figli in particolare. Dopo un approfondito esame è giunta alla conclusione che l'imposizione dei contributi di mantenimento per i figli debba essere mantenuta secondo il diritto federale vigente. Tra l'altro è stata determinante la seguente considerazione:</p><p></p><p>"Der sorgeberechtigte Elternteil verfügt über dieses Einkommen, wenn auch im Interesse der Kinder. Dieses Einkommen erhöht seine wirtschaftliche Leistungsfähigkeit, während es bei der unterhaltsverpflichteten Person wegfällt. Im Unterschied zur Verwandtenunterstützung nach Artikel 328 ZGB sind diese Alimente nicht von einer Notlage abhängig, sondern berücksichtigen die finanzielle Leistungsfähigkeit des verpflichteten Elternteils. Aus steuersystematischen Gründen muss daher die Besteuerung beim sorgeberechtigten Elternteil erfolgen, und zwar vollständig und nicht nur teilweise" (Bericht der Expertenkommission zur Überprüfung des schweizerischen Systems der Familienbesteuerung, Commissione imposizione delle famiglie, Berna 1998, pag. 45).</p><p></p><p>La Commissione peritale considera quindi iniqua un'imposizione del reddito non (più) disponibile a carico della persona obbligata al mantenimento.</p><p></p><p>Essa ha inoltre accertato che i tribunali civili tengono già oggi in considerazione la nuova situazione fiscale, per cui all'atto della determinazione dei contributi di mantenimento includono l'onere fiscale. L'attuale forma dell'imposizione dei contributi di mantenimento è, inoltre, per entrambi i genitori complessivamente più favorevole, finché il reddito imponibile (compresi gli alimenti) del genitore che ha l'autorità parentale è inferiore a quello della persona obbligata al mantenimento (senza deduzione d'alimenti). </p><p></p><p>3. Già il 20 dicembre 1999 il Consiglio federale aveva proposto al Parlamento di respingere una mozione della Consigliera nazionale Vermot-Mangold (99.3482) secondo la quale gli alimenti per i figli minorenni avrebbero dovuto essere tassati solo parzialmente come reddito delle famiglie monoparentali ed essere ammessi in deduzione anche solo parziale presso il soggetto sottoposto all'obbligo di mantenimento. Il 2 ottobre del 2000 il Consiglio nazionale ha accettato questa mozione nella forma del postulato.</p><p></p><p>Analogamente al presente intervento parlamentare la richiesta era stata allora motivata con l'elevato carico fiscale delle famiglie monoparentali. Secondo il Consiglio federale bisogna invece rispettare il principio dell'imposizione secondo la capacità economica ancorato nell'articolo 127 Cost. Ciò significa che, per poter essere paragonati tra loro, i redditi devono essere determinati secondo gli stessi criteri. Di conseguenza, tutti i proventi - anche le prestazioni dei contributi di mantenimento e le pensioni per gli orfani - vengono inclusi nella base di calcolo dell'imposta. Solo in tal modo è possibile procedere a una corretta comparazione della capacità economica di diversi soggetti. </p><p>4. Il diritto federale tiene già oggi conto della situazione delle famiglie monoparentali. Così, per quanto riguarda l'imposta federale diretta non è loro applicabile la tariffa per persone sole bensì quella per coniugi (art. 214 cpv. 2 LIFD). Inoltre, l'articolo 11 capoverso 1 LAID prescrive imperativamente ai Cantoni che ai contribuenti vedovi, separati, divorziati o celibi, che vivono in comunione domestica con figli o persone bisognose e provvedono in modo essenziale al loro sostentamento, sia applicabile la medesima riduzione fiscale prevista per le persone coniugate.</p><p></p><p>5. Una nuova regolamentazione dell'imposizione dei contributi di mantenimento - come richiesta dall'autrice della mozione - sarebbe il modo sbagliato di considerare la situazione delle famiglie monoparentali. Secondo la riforma dell'imposizione della coppia e della famiglia attualmente in procedura di eliminazione delle divergenze, l'imposta federale diretta delle famiglie monoparentali dovrebbe essere attenuata principalmente attraverso determinate deduzioni. Da una parte è prevista una speciale deduzione per famiglia monoparentale, nel senso che è possibile dedurre il 3 per cento del reddito netto fino a un massino di 5'500 franchi (art. 213 cpv. 1 lett. e LIFD). Dall'altra è possibile far valere una deduzione per figli nettamente maggiore rispetto al diritto vigente. Infine, proprio come a tutti gli altri contribuenti che vivono soli o condividono un'economia domestica con figli o persone bisognose viene concessa una deduzione pari a 11'000 franchi (art. 213 cpv. 1 lett. e). </p><p></p><p>Nell'ambito della riforma dell'imposizione della coppia e della famiglia tutte queste misure comportano un'equa ripartizione degli oneri fiscali tra le diverse categorie di famiglie. Di conseguenza, le famiglie monoparentali non sono gravate in nessun caso dalle imposte in modo maggiore delle famiglie con entrambi i genitori. Non è quindi necessario introdurre una speciale deduzione per famiglie monoparentali che non ricevono contributi di mantenimento per i loro figli. Inoltre, a seguito delle misure di sgravio previste dalla riforma circa il 35 per cento di tutte le persone fisiche, invece dell'attuale 17 per cento, sarà esonerato dal versamento dell'imposta federale diretta. In tal modo verranno quindi sgravate anche le economie domestiche con un reddito medio, mentre quelle con un reddito più basso non dovranno (più) versare nessuna imposta federale diretta.</p><p></p><p>6. Nel quadro della riforma della coppia e della famiglia, ai fini dell'imposta federale diretta dovrebbe essere introdotta una nuova deduzione delle spese di custodia dei figli da parte di terzi. Secondo la costante giurisprudenza del Tribunale federale e dei tribunali cantonali le spese cagionate dalla custodia dei figli non possono essere qualificate spese professionali fiscalmente deducibili, sebbene possano essere direttamente legate al conseguimento di un reddito. La strutturazione della deduzione a titolo di spese di custodia dei figli da parte di terzi è pertanto praticamente concepibile soltanto in forma di cosiddetta deduzione inorganica. Le deduzioni inorganiche sono concesse per spese particolari, che costituiscono di per sé un uso del reddito non deducibile, ma di cui bisogna in certa misura tenere conto per ragioni extrafiscali. Al riguardo sono determinanti le spese effettivamente sopportate in un determinato periodo fiscale, che vengono dichiarate deducibili dal legislatore fino a un determinato importo massimo.</p><p></p><p>Nel corso dei dibattiti, le Camere federali erano concordi che per questa deduzione delle spese di custodia dei figli dovrebbe essere previsto un importo massimo di 7'000 franchi. La nuova deduzione, disciplinata nell'articolo 212 capoverso 1 lettera c LIFD, viene concessa fino a un importo massimo stabilito per legge ai contribuenti che vivono nella stessa economia domestica con figli, se non possono assumersene essi stessi la custodia in modo permanente o transitorio a seguito dell'esercizio di un'attività lucrativa, di incapacità al lavoro, formazione, malattia o infortunio. </p><p></p><p>La riforma dell'imposizione della coppia e della famiglia prevede inoltre che la LAID prescriva obbligatoriamente anche ai Cantoni di introdurre una deduzione delle spese di custodia dei figli. Spetta al legislatore cantonale stabilire fino a quale importo massimo possano essere dedotte le spese effettivamente sopportate.</p><p></p><p>Alla luce delle soluzioni previste nella riforma dell'imposizione della coppia e della famiglia e già approvate dalle Camere federali, non sembra quindi ragionevole presentare un progetto di legge che preveda la deduzione di tutte le spese di custodia dei figli provocate dall'esercizio di un'attività.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.