<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Negli ultimi decenni l'opportunità di passare dal dazio fondato sul peso al dazio ad valorem è stata esaminata più volte dettagliatamente. Il messaggio del 20 marzo 1959 (FF 1959 I 625) sulla revisione della tariffa doganale e dei relativi accordi internazionali [tra l'altro l'adesione provvisoria all'accordo generale sulle tariffe doganali e sul commercio internazionale (GATT)] affrontava già nel preambolo la questione se scegliere, quale base di calcolo, il valore o la quantità delle merci importate.</p><p>Nel 1982 un gruppo di lavoro interdipartimentale ha riesaminato la questione, segnatamente l'opportunità di introdurre un dazio in base al valore. Le sue proposte di rinunciare parzialmente o integralmente all'introduzione di un dazio di questo genere sono state accolte a grande maggioranza dalla Delegazione permanente dell'economia e dalla Commissione di periti doganali.</p><p>Nel 1983 il Consiglio federale ha incaricato lo stesso gruppo di lavoro di sottoporre ad un esame supplementare gli effetti in termini di politica finanziaria di un eventuale passaggio dai dazi secondo il peso ai dazi ad valorem e dell'indicizzazione in base al rincaro delle aliquote di dazio fondate sul peso. Nel 1985 il gruppo di lavoro è giunto tra l'altro alle seguenti conclusioni:</p><p>- il sistema di dazio ad valorem complicherebbe notevolmente lo sdoganamento all'entrata delle merci, facendo quindi aumentare i costi. Mentre il peso è facile da stabilire, la determinazione del valore in dogana quale base di calcolo non è affatto semplice;</p><p>- i dazi ad valorem si ripercuoterebbero soprattutto sui beni di consumo; essi avrebbero un effetto prociclico e rafforzerebbero l'inflazione importata;</p><p>- le entrate doganali rimangono invariate anche se i prezzi delle merci tendono al ribasso;</p><p>- un cambiamento del sistema potrebbe avere anche effetti politici di carattere strutturale e congiunturale sull'economia.</p><p>Ancora oggi valgono essenzialmente le stesse argomentazioni. Occorre inoltre precisare che l'importanza dei dazi è notevolmente diminuita in seguito alla loro riduzione dovuta alla liberalizzazione del commercio mondiale nell'ambito dell'Uruguay Round (accordo GATT / OMC), dei diversi accordi di libero scambio e del Sistema generale di preferenze a favore dei Paesi in sviluppo. Nel 2003 l'aggravio doganale dell'insieme delle importazioni - incluse quelle esenti da dazio - è stato solo dello 0,9%; secondo uno studio dell'UE tale cifra sarebbe inferiore alla soglia dell'1% circa relativa ai costi amministrativi legati alla procedura di sdoganamento. Le conseguenze per la Svizzera di un passaggio ai dazi ad valorem sui prodotti industriali non sarebbero particolarmente importanti. La protezione tariffaria potrebbe ancora perdere importanza all'atto dell'ulteriore smantellamento dei dazi dopo la conclusione del Doha Round dell'OMC.</p><p>Inoltre, negli anni '90 due campi doganali importanti dal punto di vista fiscale sono stati trasformati in imposte (imposta sugli autoveicoli e imposta sugli oli minerali). A causa della separazione di questi due campi dal sistema daziario, il genere di computo dei dazi ha perso d'importanza.</p><p>Il cambiamento di sistema è stato anche ripetutamente proposto, senza successo, in interventi parlamentari, l'ultima volta nel 1999 con la mozione von Felten (99.3285).</p><p>Durante la consultazione concernente la revisione totale della legge federale sulle dogane la maggioranza si è dichiarata contraria all'introduzione del dazio ad valorem.</p><p>Per i summenzionati motivi il Consiglio federale non ritiene per ora necessario ordinare la stesura di un rapporto contenente i vantaggi e gli svantaggi dei due sistemi di computo del dazio in quanto essi sono sufficientemente noti.</p><p>Occorre inoltre sottolineare che nell'ambito del ciclo di negoziati dell'OMC attualmente in corso (Doha Round) è previsto il consolidamento delle aliquote dei dazi ad valorem. Il Consiglio generale dell'OMC lo ha ribadito nella decisione del 1° agosto 2004 concernente un accordo quadro per i prodotti industriali. Per la questione relativa al consolidamento del dazio ad valorem per i prodotti agricoli non è invece ancora stata presa una decisione. Essa sarà oggetto dei negoziati che inizieranno nel mese di ottobre del 2004. L'obbligo di consolidare le aliquote dei dazi ad valorem porterà all'introduzione anche in Svizzera del dazio secondo il valore sui prodotti industriali al più tardi alla fine del periodo di trasposizione del Doha Round (riduzioni daziarie graduali probabilmente sino al 2011, a seconda della data di conclusione dei negoziati). Oggi non è possibile prevedere se il passaggio ai dazi ad valorem interesserà anche i prodotti agricoli. Il cambiamento di sistema in tale ambito è tuttavia un'importante richiesta dei paesi in sviluppo.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.