<h2>InitialSituation<h2><p><b>Comunicato stampa del Consiglio federale del 27.11.2019</b></p><p><b>Swisscoy: il Consiglio federale intende prorogare l'impiego e aumentare l'effettivo </b></p><p><b>Il Consiglio federale vuole prorogare l'impiego dell'esercito a favore della Forza multinazionale per il mantenimento della pace in Kosovo (KFOR). Inoltre, intende aumentare l'effettivo massimo del contingente da 165 a 195 militari per consentire all'esercito di rispondere alle esigenze supplementari della KFOR. Negli ultimi anni la situazione politica e in materia di sicurezza in Kosovo e nei Balcani occidentali si è infatti deteriorata, costringendo la NATO ad abbandonare il suo piano di dimezzare l'effettivo della KFOR. Nella sua seduta del 27 novembre il Consiglio federale ha trasmesso il relativo messaggio al Parlamento, a cui spetta la competenza di approvare questo impiego armato dal momento che la sua durata è superiore a tre settimane e che coinvolge più di 100 militari. </b></p><p>L'impiego della Swisscoy a favore della missione multinazionale KFOR, approvato dall'Assemblea federale fino al 31 dicembre 2020, dev'essere prorogato fino al 31 dicembre 2023. Conformemente al mandato attuale e al fine di adeguare le prestazioni della Swisscoy alle esigenze della KFOR, il contingente massimo è stato ridotto da 235 a 190 militari nell'aprile 2018 e a 165 militari nell'ottobre 2019. Tale riduzione è stata effettuata nel quadro del ritiro dei mezzi pesanti per il genio e i trasporti di cui la KFOR non aveva più bisogno.</p><p></p><p>Situazione tuttora instabile</p><p>Tuttavia, i postumi del conflitto continuano a pesare fortemente sul Paese sia a livello interno sia nelle relazioni con la Serbia. Il nuovo deterioramento delle relazioni tra Belgrado e Pristina avvenuto negli ultimi anni ha determinato una recrudescenza delle tensioni e degli incidenti provocati da entrambe le parti. Sebbene i rischi di un nuovo conflitto armato nel Paese siano minimi, la situazione politica e in materia di sicurezza in Kosovo è tale da rendere ancora necessaria la presenza della KFOR per garantire stabilità e sicurezza.</p><p>In tale contesto, all'interno della KFOR sono emerse nuove lacune in termini di capacità, che richiedono ulteriori contributi negli ambiti della libertà di movimento, dell'acquisizione di informazioni e delle funzioni di ufficiale superiore presso il quartiere generale della KFOR. Si tratta di compiti ai quali Swisscoy ha già contribuito in passato.</p><p></p><p>Aumento a 195 militari dall'aprile 2021</p><p>Per consentire all'esercito di rispondere a queste nuove esigenze, il Consiglio federale intende aumentare l'effettivo massimo del contingente dagli attuali 165 militari a 195 militari a partire dal mese di aprile del 2021. Inoltre, come finora, in caso di aggravamento della minaccia il contingente dovrebbe essere rafforzato con 20 elementi per un periodo massimo di quattro mesi. Per svolgere eventuali compiti logistici e di manutenzione, l'effettivo dovrebbe essere altresì aumentato con altri 50 elementi per un periodo massimo di otto mesi.</p><p>L'impiego della KFOR rispecchia l'importanza che gli Stati europei attribuiscono alle sfide in materia di sicurezza ancora presenti nella regione. Considerati i forti legami tra la Svizzera e il Kosovo, la stabilità nella regione è importante anche per il nostro Paese. Oggi, infatti, in Svizzera vivono quasi 500 000 persone che hanno radici nel Sud-Est europeo, di cui oltre 200 000 di origine kosovara. La Svizzera, che a sua volta beneficia della presenza di questa missione, dimostra con la sua partecipazione di contribuire a tale sforzo congiunto e, in questo modo, dà prova di solidarietà. Inoltre, dal 1999, l'Esercito svizzero trae utili insegnamenti dall'impiego della Swisscoy, in particolare per verificare e migliorare le sue procedure.</p><p>Il 31 dicembre di ogni anno il Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) presenta, all'attenzione delle Commissioni della politica estera e della politica di sicurezza di entrambe le Camere, un rapporto intermedio sull'impiego della Swisscoy.</p><h2>Proceedings<h2><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 04.06.2020</b></p><p><b>Swisscoy: partecipazione svizzera a KFOR va prorogata </b></p><p><b>Nonostante non manchi chi si interroga sul senso dell'attuale impegno militare elvetico in Kosovo, il Consiglio nazionale - con 105 voti contro 77 e 5 astenuti - è d'accordo di prorogare l'impiego della Swisscoy fino a fine 2023 e di approvare un aumento degli effettivi. Il dossier passa ora agli Stati.</b></p><p>Prima della dell'interruzione dei lavori e della deliberazione di dettaglio, la Camera del popolo - con 108 voti a 48 e 30 astenuti - ha respinto una proposta di non entrata in materia di Verdi e democentristi. Con 102 voti contro 76 e 8 astenuti, il plenum ha inoltre bocciato una proposta degli ecologisti di rinviare il progetto al Consiglio federale, al fine di ritirare tutta la Swisscoy entro fine 2020. Marionna Schlatter (Verdi/ZH), ha tentato invano di convincere il plenum di trasferire le corrispondenti risorse alla promozione civile della pace per destinarle a progetti di aiuto allo sviluppo in Kosovo.</p><p>La maggioranza, ha sottolineato François Pointet (PVL/VD) a nome della commissione, ritiene che la situazione politica e di sicurezza in Kosovo continui a richiedere la presenza della Forza multinazionale per il mantenimento della pace (KFOR) e che l'impiego della Swisscoy sia ragionevole, necessario e non ponga problemi dal profilo del diritto della neutralità.</p><p>La Svizzera ha fra l'altro un certo interesse nel contribuire alla stabilità del Kosovo, ha spiegato Priska Seiler-Graf (PS/ZH), anche considerando la forte presenza nella Confederazione di persone di origine kosovara.</p><p>Il deterioramento delle relazioni tra Belgrado e Pristina avvenuto negli ultimi anni ha determinato, secondo la consigliera federale Viola Amherd, una recrudescenza delle tensioni e degli incidenti provocati da entrambe le parti potrebbero avere conseguenze immediate sulla Svizzera, in particolare dal punto di vista migratorio.</p><p>Una minoranza, composta come detto da UDC e Verdi, era invece di parere opposto: secondo Erich Hess (UDC/BE), è sbagliato mantenere un impiego militare all'estero in quanto la Svizzera è un Paese neutrale. Per gli ecologisti, l'impiego della Swisscoy non deve diventare un compito permanente e che dopo vent'anni esso dovrebbe concludersi.</p><p>Nella deliberazione di dettaglio, vi sono stati soltanto un paio di punti controversi: è stata respinta - con 102 voti contro 80 e 3 astenuti - una richiesta di limitare gli effettivi massimi del contingente a 165 militi (invece di 195). Con le medesime proporzioni è stata anche bocciata una proposta volta ad impedire che il Consiglio federale possa aumentare a breve termine il contingente di 50 militi per la manutenzione e di 20 militi per la sicurezza in caso di aggravamento della minaccia.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 16.06.2020</b></p><p><b>CSt: impiego Swisscoy in Kosovo prorogato fino a fine 2023 </b></p><p><b>L'impiego della Swisscoy in Kosovo è prorogato fino a fine 2023. Dopo il Nazionale due settimane fa, oggi anche gli Stati hanno approvato il relativo decreto federale che contempla anche un aumento degli effettivi.</b></p><p>A partire dall'aprile del prossimo anno, il contingente massimo sarà così portato a 195 militi. Questo può essere ancora rafforzato con ulteriori 20 soldati - per quattro mesi al massimo - in caso di aumento della minaccia. Cinquanta persone possono essere impiegate per un periodo di otto mesi per svolgere attività logistiche e di manutenzione.</p><p>La situazione politica e di sicurezza nei Balcani occidentali rende necessaria la presenza della Forza multinazionale per il mantenimento della pace (KFOR). Un suo ritiro comporterebbe il ritorno alla violenza, ha avvertito Charles Julliard (PPD/JU) a nome della commissione. Se è deludente che dopo 20 anni sia ancora necessaria una presenza armata, Julliard ha ricordato che Swisscoy, in qualità di missione per la promozione della pace, non pone alcun problema dal punto di vista della neutralità.</p><p>L'UDC non era contrario all'invio di militi svizzeri, ma avrebbe voluto limitarne il numero a 165 soldati. Werner Salzmann (UDC/BE) ha elogiato il lavoro di Swisscoy affermando di preferire un Kosovo stabile rispetto a un nuovo flusso migratorio verso la Svizzera.</p><p>Dal suo punto di vista, un aumento del contingente non è necessario: parte del lavoro supplementare può essere svolto dall'economia locale, il che sarebbe anche vantaggioso. Nonostante il sostegno dei Verdi, la sua proposta è stata respinta con 29 voti contro 9.</p>