<h2>SubmittedText<h2><p>I resoconti sul coinvolgimento delle agenzie umanitarie o delle forze di pace negli scandali sullo sfruttamento sessuale, per lo più di donne, nei rapporti di estrema dipendenza nelle zone di crisi, sono spaventosi. La discussione sul sessismo ha portato alla ribalta l'argomento e ha rotto il tabù. L'ultimo caso riguarda la rinomata organizzazione di aiuto allo sviluppo Oxfam, che riceve fondi a livello internazionale e anche dalla Svizzera. La cooperazione con le organizzazioni attive in loco è indispensabile per attuare progetti di sviluppo o umanitari. Dobbiamo quindi a maggior ragione fare in modo che simili fatti non avvengano, puntando sulla sensibilizzazione, la prevenzione e le sanzioni. Con corsi di sensibilizzazione il personale distaccato deve prendere coscienza delle situazioni di estrema dipendenza. Ha un effetto preventivo anche l'aumento della quota di donne (50:50) nel personale impiegato sul campo. È però anche necessaria la presenza di servizi di notifica e punti di contatto per le vittime di sfruttamento sessuale, per i colleghi che fungono da informatori e per fornire assistenza psicologica alle persone a rischio. Si deve anche intervenire con sanzioni severe, il solo licenziamento non è sufficiente. L'amministrazione federale deve istituire tali strutture per il personale che impiega nelle zone di crisi, ma anche indicare in che modo esige e controlla il rispetto di tali standard da parte delle organizzazioni partner. Il rischio è altrimenti quello di danneggiare gravemente sia la causa per cui ci si batte sia le molte persone che svolgono un lavoro eccellente. </p><p>Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande sullo sfruttamento sessuale delle persone nei rapporti di dipendenza nelle zone di crisi: </p><p>1. Esiste un codice d'onore per il personale distaccato nelle zone di crisi?</p><p>2. Nell'assunzione del personale si fa attenzione a non assumere persone con un passato pesante?</p><p>3. Le persone da inviare sono formate per affrontare situazioni difficili? Come? In che misura? </p><p>4. Qual è il rapporto numerico tra uomini e donne nel personale distaccato?</p><p>5. Esistono un servizio di notifica e un punto di contatto?</p><p>6. Esistono linee guida standardizzate sul modo in cui le organizzazioni addette devono affrontare la questione? </p><p>7. Come viene verificato il rispetto delle direttive?</p><p>8. Quali sanzioni vengono comminate al proprio personale e alle organizzazioni addette?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Esistono codici di condotta (Code of Conduct) sia per il personale trasferibile della DSC sia per i membri del Corpo svizzero di aiuto umanitario (CSA) e del Pool di esperti per la promozione civile della pace (PEP). Tutti gli altri collaboratori e collaboratrici distaccati della Confederazione devono rispettare il codice di condotta dell'amministrazione federale e le regole di comportamento fondamentali sulla base del proprio contratto di lavoro (ovvero sulla base dell'accordo tripartito tra il DFAE, la collaboratrice o il collaboratore e l'ufficio che invia il personale). Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) sta esaminando la possibilità di introdurre un codice di condotta standardizzato.</p><p>2. In caso di nuove assunzioni il DFAE può richiedere un estratto del casellario giudiziale. Inoltre, se il personale trasferibile all'estero rappresenta ufficialmente la Svizzera, viene effettuato un controllo di sicurezza relativo alle persone.</p><p>3. La preparazione del personale trasferibile del DFAE agli impieghi nei contesti fragili avviene tramite corsi di perfezionamento e servizi di consulenza. A questo proposito la DSC rafforzerà in moduli specifici la consapevolezza in merito al codice di condotta e agli obblighi da esso derivanti per le collaboratrici e i collaboratori e per i membri del CSA. Inoltre, le esperte e gli esperti del PEP devono svolgere la formazione obbligatoria Swiss Peacebuilding Training Course, durante la quale vengono trattati i temi dello sfruttamento sessuale e del codice di condotta del PEP.</p><p>4. Alla fine di febbraio 2018, di tutto il personale trasferibile del DFAE (1190 collaboratori e collaboratrici) il 44 per cento era costituito da donne. Dei 90 esperti del PEP che prestano servizio in impieghi a lungo termine, il 47 per cento sono donne. Dei 102 membri del CSA che prestano servizio in impieghi a lungo termine, il 36 per cento è costituito da donne.</p><p>5. Sia i dipendenti del DFAE sia terze persone possono rivolgersi in forma anonima al Compliance Office del DFAE. Anche la Sezione Pari opportunità DFAE e questioni globali di genere, afferente alla Segreteria generale del Dipartimento, si occupa di molestie sessuali. Inoltre, il Controllo federale delle finanze gestisce una piattaforma su cui è possibile segnalare comportamenti scorretti nell'amministrazione federale o in un ente che beneficia di sussidi della Confederazione (www.whistleblowing.admin.ch).</p><p>6./7. Il codice di condotta della DSC è parte integrante dei contratti conclusi con le organizzazioni mandatarie. Le organizzazioni che ricevono dalla DSC un contributo di base devono invece disporre di un proprio codice di condotta. All'estero la DSC è in contatto regolare con i beneficiari e con il personale delle sue organizzazioni partner. Questa presenza sul campo rende più semplice il rilevamento e la segnalazione di comportamenti irregolari. Le organizzazioni multilaterali dispongono di propri codici di condotta, procedure di segnalazione e misure disciplinari. La DSC e altri servizi del DFAE dialogano con partner multilaterali e della società civile per valutare come rafforzare ulteriormente i meccanismi esistenti di prevenzione e repressione di abusi, sfruttamento e molestie sessuali.</p><p>8. Se vi è un sospetto di comportamento irregolare da parte di un collaboratore o di una collaboratrice, il DFAE può avviare un'indagine amministrativa o disciplinare per chiarire le circostanze. A seconda della gravità del fatto vengono presi i provvedimenti necessari nell'ambito della legislazione sul personale federale. In casi particolarmente gravi si può ricorrere al licenziamento. Inoltre, se tali situazioni interessano il diritto penale viene sporta denuncia. Poiché il citato codice di condotta della DSC è parte integrante del contratto concluso con le organizzazioni mandatarie della Direzione, un comportamento irregolare è considerato come una violazione delle clausole contrattuali e può portare alla risoluzione del contratto e, nei casi rilevanti dal punto di vista del diritto penale, alla presentazione di una denuncia.</p>  Risposta del Consiglio federale.