<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Rientra nel quadro degli impegni assunti sul piano legislativo e delle intenzioni del Consiglio federale strutturare le misure di politica agricola in modo che i produttori possano conseguire ricavi possibilmente elevati. Il Consiglio federale non condivide l'opinione secondo la quale non vale più la pena dedicarsi alla produzione agricola. Nonostante i calcoli basati su modelli eseguiti dalla Stazione federale di ricerche in economia e tecnologia agricole (FAT) nel quadro del messaggio del 18 novembre 1998 concernente un decreto federale per lo stanziamento di mezzi finanziari a favore dell'agricoltura per gli anni 2000-2003 (pag. 20, FF 1999 1397 segg.) mostrino un notevole incremento delle superfici di compensazione ecologica, è doveroso osservare che la pratica reagisce spesso più lentamente rispetto ai modelli. Inoltre, per l'agricoltore non è decisivo il migliore guadagno orario bensì il reddito più elevato per ettaro benché ciò comporti un maggiore dispendio di tempo. Per il Consiglio federale, invece, sono determinanti gli sviluppi nella pratica. In questi ultimi anni la crescita delle superfici di compensazione ecologica ha subito un rallentamento. Nel 1999 l'aumento registrato nella regione di pianura è stato di 56 462 ettari. Non è quindi ancora stato raggiunto l'obiettivo di 65 000 ettari fissato dal Consiglio federale nel messaggio sulla politica agricola 2002 (pag. 163, FF 1996 IV I).</p><p></p><p>Anche i risultati contabili delle aziende di riferimento della FAT mostrano che vale tuttora la pena produrre in modo razionale, segnatamente il confronto tra il quartile delle aziende con il profitto del lavoro più basso per unità di lavoro annuale della famiglia (quartile inferiore) e il quartile delle aziende con il profitto del lavoro più elevato (quartile superiore). Le aziende del quartile superiore conseguono un reddito lordo senza pagamenti diretti (quantità moltiplicata per il prezzo) di circa 1 700 franchi per ettaro superiore a quello delle aziende del quartile inferiore, mentre i costi sono di circa 1 200 franchi più bassi. Dato che l'ammontare dei pagamenti diretti è all'incirca uguale per entrambi i gruppi, il reddito agricolo delle aziende con buoni risultati di produzione è di circa 2 900 franchi per ettaro superiore.</p><p></p><p>Anche il fatto che per l'affitto o l'acquisto di contingenti lattieri (ossia per la possibilità di commercializzare latte) vengono pagati prezzi considerevoli dimostra che è tuttora redditizio produrre.</p><p></p><p>Il prezzo d'obiettivo è un valore di riferimento fissato dal Consiglio federale sulla base della situazione del mercato e dei mezzi disponibili per il sostegno del prezzo. Benché il prezzo spuntato sul mercato sia diverso in funzione del genere di utilizzazione, degli acquirenti e della regione, esso dipende in primo luogo dalla situazione che caratterizza il mercato. Non vi è alcun motivo di ritenere che un calo del prezzo d'obiettivo comporti una diminuzione dei prezzi di mercato nei rispettivi settori.</p><p></p><p>Per quanto concerne la compensazione di eventuali diminuzioni di prezzo va osservato che la PA 2002 non prevede, per principio, una misura di questo genere. Eventuali adeguamenti dei pagamenti diretti sono finalizzati in primo luogo a rispettare il credito quadro deciso dal Parlamento. I mezzi previsti dal credito quadro corrispondono al fabbisogno in pagamenti diretti di cui al messaggio sulla PA 2002 (capitolo 311, FF 1996 IV 227). Essi costituiscono una necessità dal profilo della politica dei redditi. Trattasi tuttavia di contributi per prestazioni fornite nell'interesse della collettività e non di una compensazione per un calo dei prezzi.</p><p></p><p>Alle luce di queste considerazioni di principio, il Consiglio federale risponde come segue alle due domande concrete poste dall'autore dell'interpellanza:</p><p></p><p>1. Conformemente alla proposta del Consiglio federale in materia di preventivo, nel 2001 i mezzi disponibili per il sostegno del mercato del latte saranno di 80 milioni di franchi inferiori rispetto a quest'anno. Se si considera che il quantitativo di latte che beneficia del sostegno ammonta a 2 milioni di tonnellate, tale riduzione corrisponde a 4 centesimi il chilogrammo di latte. Benché sia ovvio che ciò si ripercuota anche sul prezzo d'obiettivo, il Consiglio federale non intende ridurlo automaticamente di 4 centesimi. È piuttosto sua intenzione tenere in considerazione anche la situazione del mercato. Inoltre, le aziende di trasformazione e i commercianti a valle saranno tenuti a sopportare una parte della riduzione del sostegno. Essa va quindi ripartita tra i produttori e le aziende a valle.</p><p></p><p>2. Dal messaggio del Consiglio federale sul preventivo 2001 emerge che l'applicazione delle attuali aliquote di contribuzione non comporterà l'esaurimento del credito quadro dei pagamenti diretti. Ne consegue che per l'anno prossimo il Consiglio federale prevede diversi aumenti. Esso procederà, sulla base dell'evoluzione dei prezzi, a una ripartizione adeguata tra i contributi legati alla superficie e quelli legati agli animali. Gli agricoltori beneficeranno pertanto di contributi più elevati per le prestazioni da essi fornite nell'interesse della collettività e non quale compensazione mirata per il calo dei prezzi del latte. Oltre a non essere conforme allo scopo dei mezzi impiegati per i pagamenti diretti, una simile compensazione potrebbe addirittura rappresentare un tentativo di elusione delle disposizioni dell'articolo 187 capoverso 12 della legge sull'agricoltura.</p>  Risposta del Consiglio federale.