<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il 28 febbraio 1996 il Consiglio federale ha istituito il "Groupe de réflexion" per una società dell'informazione in Svizzera. A questo gruppo il Consiglio federale ha conferito il mandato di studiare le conseguenze economiche e sociali della diffusione delle nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione e di creare le basi per l'elaborazione di una strategia a favore di una società dell'informazione in Svizzera.</p><p>Basandosi sul lavoro svolto dal "Groupe de réflexion", sulle esperienze raccolte accumulate grazie alla partecipazione della Svizzera ai progetti pilota del G7, sugli studi del Consiglio svizzero della scienza, nonché sulla Dichiarazione ministeriale di Bonn, il Consiglio federale ha elaborato una strategia per una società dell'informazione in Svizzera e l'ha adottata il 18 febbraio 1998. Essa prevede che i dipartimenti competenti mettano a punto e concretizzino dei piani d'azione in otto campi tematici definiti. Tre di essi meritano di essere menzionati in questa sede. Si tratta dei piani d'azione e-commerce ed e-government e di un sondaggio condotto dal servizio di supporto del Gruppo di coordinamento per la società dell'informazione (GCSI) sulle questioni giuridiche legate alla società dell'informazione. Attualmente, le misure previste dai piani d'azione sono in fase di applicazione.</p><p>Le misure del piano d'azione e-commerce nonché l'attuazione delle misure vertono sui seguenti principi: 1. necessità e proporzionalità: si regolamenta solo quando è necessario; 2. parità di trattamento delle attività on-line e off-line; 3 neutralità tecnica: nessun condizionamento dello sviluppo tecnico attraverso misure statali; 4. primato dell'economia privata: laddove misure di autoregolamentazione si dimostrano perlomeno altrettanto efficaci di quelle statali, vanno privilegiate le prime; 5. partecipazione degli interessati; 6. compatibilità con gli sviluppi internazionali e in particolare europei.</p><p>In questo contesto vanno sottolineati soprattutto i tre ultimi principi che, conformemente alle richieste dell'autore della mozione, sottolineano l'importanza della collaborazione con l'economia e l'armonizzazione internazionale.</p><p>Il Consiglio federale non ignora che il commercio elettronico renderà indispensabili alcune ristrutturazioni economiche (organizzazione di mercati, processi in seno all'impresa, parametri macroeconomici, formazione professionale e formazione continua). Inoltre, riconosce l'importanza delle PMI per l'economia svizzera, in quanto in questo processo di adattamento esse avranno un ruolo portante. </p><p>1. Grazie alla formulazione aperta delle leggi nazionali, le disposizioni esistenti possono essere spesso applicate alle transazioni del commercio elettronico. Questa via è praticabile tuttavia solo fino a quando la parità di trattamento delle attività tradizionali (off-line) e di quelle in rete (on-line) è garantita dall'applicazione delle disposizioni vigenti. In determinati ambiti giuridici si dovrà forse procedere a degli adattamenti per garantire un'effettiva parità di trattamento. Va da sé che i principi menzionati vanno interpretati, valutati ed eventualmente adattati al caso concreto. Per quanto riguarda il diritto d'autore va precisato che con la mozione della Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni CS 97.3008 "Protezione del diritto d'autore e nuove tecnologie della comunicazione" del 12 febbraio 1997 il Consiglio federale è stato incaricato di adeguare la protezione del diritto d'autore ai bisogni della società dell'informazione. I relativi lavori preliminari inerenti alla legislazione, finalizzati anche alla ratifica delle convenzioni Internet dell'Organizzazione mondiale per la proprietà intellettuale, sono già iniziati. Per la primavera del 2001 è prevista una procedura di consultazione.</p><p>2. Quando le relazioni commerciali elettroniche attraversano i confini nazionali, si rendono necessarie condizioni quadro internazionali sostenute da una base la più ampia possibile. Il Consiglio federale segue l'evoluzione internazionale nel campo dell'imposizione delle transazioni effettuate via Internet e ne esamina la pertinenza per il nostro Paese. Va qui sottolineata in modo particolare l'attiva collaborazione della Svizzera in seno all'OCSE. Il comitato fiscale di detta organizzazione (CFA) è riconosciuto come il forum più adatto per discutere e regolamentare le questioni fiscali su scala internazionale.</p><p>Nel gruppo di lavoro 1 del comitato fiscale, rispettivamente nei vari sottogruppi nei quali la Svizzera è parimenti rappresentata, si discute in modo intensivo delle questioni concernenti l'applicazione all'e-commerce delle regole di imposizione degli stabilimenti d'impresa nonché della ripartizione degli utili fra sede centrale e stabilimenti d'impresa. </p><p>In seno al gruppo di lavoro 9 del comitato fiscale vengono trattati temi essenziali attinenti al settore dell'imposta sul consumo come il luogo della prestazione di servizio e i meccanismi di riscossione dell'imposta.</p><p>Attualmente non esiste alcun progetto legislativo inteso a disciplinare in modo specifico l'imposizione delle transazioni via Internet. Come già illustrato, il Consiglio federale segue con grande attenzione le questioni fiscali legate all'e-commerce e adotta, se necessario, opportuni provvedimenti. A titolo di esempio di legislazione adattata ai recenti sviluppi si può menzionare la legge federale concernente l'imposta sul valore aggiunto che entrerà in vigore il 1° gennaio 2001. In particolare gli articoli 12 e 16 di detta legge consentiranno in futuro di tenere conto delle peculiarità delle transazioni commerciali elettroniche (transfrontaliere).</p><p>3. Per promuovere la fiducia nella firma elettronica, il 18.2.1998 il Consiglio federale ha commissionato l'elaborazione di una regolamentazione per le infrastrutture a chiave pubblica (Public Key Infrastructure). Il risultato di questi lavori è l'ordinanza sui servizi di certificazione elettronica entrata in vigore il 1° maggio 2000. Essa dà ai prestatori di servizi di certificazione elettronica la possibilità di offrire certificati elettronici che corrispondono ad un definito standard di sicurezza. Questi certificati devono dare fiducia agli utilizzatori e di conseguenza stimolare il commercio elettronico.</p><p>Il Consiglio federale chiarisce inoltre il significato dei documenti firmati elettronicamente nel settore del diritto privato (e-commerce), del diritto pubblico (e-government) e del diritto in materia di esecuzione e fallimenti (ad es. rigetto dell'opposizione). In questo contesto, esso esamina lo scopo delle attuali prescrizioni formali e cerca di individuare le possibilità che consentano in futuro di soddisfare tali prescrizioni elettronicamente. Per il resto, il Consiglio federale rinvia alle sue risposte alle mozioni Nabholz 99.3136 del 19 marzo 1999 "Electronic Business" e Vollmer 99.3167 del 21 aprile 1999 "Electronic Commerce: basi legali".</p><p>La protezione della sfera privata è oggetto di un'attenzione particolare in tutti i lavori del Consiglio federale. A ciò si aggiunge che l'attuale regolamentazione sulla protezione dei dati si applica anche alle transazioni elettroniche.</p><p>4. Come menzionato sopra, nell'ambito della sua strategia per una società dell'informazione, il Consiglio federale ha commissionato anche l'elaborazione di un piano d'azione e-government. I progetti di e-government evidenziano il ruolo di modello che spetta alle autorità affinché l'applicazione delle nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione vengano accettate con maggiore facilità. Inoltre, i progetti di e-government dovrebbero rendere più efficienti e trasparenti i rapporti con le autorità. Il 23 giugno 1999, il Consiglio federale ha preso atto del rapporto del Gruppo di coordinamento per la società dell'informazione (GCSI) ed ha attribuito importanza prioritaria alla realizzazione di un "guichet virtuel". Conformemente ai precetti di economia aziendale, riformulati nel concetto del New Public Management, il "guichet virtuel" deve presentarsi come un portale Internet attraverso il quale i "clienti", senza dover conoscere le strutture e i processi amministrativi, avranno accesso ai "prodotti" desiderati. Gli utilizzatori dovranno conoscere esclusivamente i propri bisogni. Nel suo secondo rapporto il GCSI chiederà al Consiglio federale, ancora prima dell'estate, di porre mano ai lavori per un "guichet virtuel" e per ulteriori progetti di e-government. La Cancelleria federale, responsabile per i progetti del guichet virtuel, dell'informazione dell'opinione pubblica e delle procedure elettroniche nell'ambito dei diritti politici, elaborerà queste questioni in stretta collaborazione con i Cantoni. A questo scopo, è stata decisa, in occasione della Conferenza dei cancellieri di Stato tenutasi il 6/7 aprile 2000, la costituzione di un gruppo di lavoro.</p>  Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.