<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Programma nazionale HIV/Aids 1999-2003 è il risultato di un partenariato voluto dall'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) al quale hanno partecipato numerosi esperti della Confederazione, dei Cantoni e di organizzazioni non governative. Il programma si orienta verso i tre obiettivi globali della strategia nazionale: impedimento della diffusione dell'HIV, diminuzione delle conseguenze negative e promozione della solidarietà. Nei settori promozione della salute, prevenzione, terapia e diagnostica, sostegno e consulenza, sviluppo delle conoscenze e trasferimento delle competenze, nonché qualità, questo documento formula 14 obiettivi nazionali che devono essere realizzati nei cinque anni di durata del programma.</p><p></p><p>Il programma porta avanti la politica in materia di Aids sviluppata nel corso degli anni. Pur difendendone i valori fondamentali e le strategie, esso fornisce nuovi impulsi. Il programma definisce le strategie nazionali che saranno attuate a livello regionale e propone misure appropriate, nonché il loro finanziamento.</p><p></p><p>Per l'UFSP, il proseguimento della strategia definita nel programma nazionale è prioritario. L'Ufficio agisce conformemente alla sua visione e in base alla legge sulle epidemie del 1970, secondo cui "la Confederazione ed i Cantoni stabiliscono le misure d'intervento necessarie per combattere le malattie infettive delle cittadine e dei cittadini". L'UFSP si occupa in particolare dell'elaborazione delle basi necessarie alle decisioni politiche, della sorveglianza delle epidemie, dell'informazione della popolazione e degli specialisti, del coordinamento, dell'interconnessione e della trasmissione di conoscenze, della gestione dei rischi e delle situazioni di crisi. I Cantoni dal canto loro, conformemente alla legge, sono responsabili della pianificazione e del coordinamento di misure d'intervento utili ed efficaci sul loro territorio. Le organizzazioni non governative, specializzate o meno nel campo dell'HIV/Aids, in molti casi vengono sostenute finanziariamente dai Cantoni nel loro lavoro.</p><p></p><p>Il mandato attribuito alla Commissione federale per i problemi dell'Aids (CFPA), valido fino alla fine del 2003, stabilisce che essa deve fornire consulenza e trasmettere le perizie degli esperti relative all'HIV/Aids e ad altre problematiche, e le affida anche un ruolo di "tutrice". La CFPA ha quindi il compito di sostenere l'attuazione del programma nazionale, di tutelare i risultati ottenuti, di realizzare quanto previsto e di favorire la comprensione e quindi l'ancoraggio della tematica dell'HIV/Aids in varie strutture, facilitando così il trasferimento delle competenze. </p><p></p><p>Il trasferimento nel senso di un ancoraggio della tematica dell'HIV/Aids in un numero possibilmente elevato di strutture e organizzazioni non può quindi essere considerato come una strategia di abbandono o riduzione. Va piuttosto interpretato come una generalizzazione delle proposte e dei modelli elaborati nel campo dell'HIV/Aids attraverso la loro integrazione nella prevenzione e nella promozione della salute. </p><p></p><p>In risposta alle domande:</p><p></p><p>1. Trasferimento dei compiti relativi all'HIV/Aids a organizzazioni non specializzate in questo campo</p><p></p><p>Lo sviluppo di terapie efficaci contro la comparsa dell'Aids e la conseguente "deformazione", talvolta persino errata, della percezione dell'epidemia HIV/Aids presso la popolazione richiedono un adeguamento del lavoro di prevenzione. A ciò si aggiunge il fatto che lo scorso anno, per la prima volta, il numero delle persone con HIV, in netto calo da molti anni, ha nuovamente fatto registrare un lieve aumento. Queste considerazioni impongono non soltanto un'analisi accurata degli sviluppi più recenti, bensì anche l'integrazione della prevenzione dell'HIV/Aids in altri settori sanitari e sociali, quale elemento fondamentale di una strategia globale.</p><p></p><p>Nel Programma nazionale HIV/Aids 1999-2003 l'obiettivo 11 è lo sviluppo delle conoscenze e il trasferimento delle competenze. La motivazione è che disponiamo di molte conoscenze, ma l'accesso ad esse è spesso difficoltoso. In particolare a livello locale sussiste una grande necessità di poter accedere in maniera semplice alle conoscenze e alle competenze e di poter scambiare esperienze pratiche. Questo non significa che le organizzazioni specializzate nel settore dell'HIV/Aids perderanno le loro legittimazioni. Le organizzazioni specializzate in quest'ambito continueranno a svolgere un ruolo importante, senza però doversi sempre assumere autonomamente e sistematicamente l'attuazione concreta del lavoro di prevenzione. Nell'intento di garantire la durabilità della prevenzione nel campo dell'HIV/Aids, si mira quindi alla collaborazione di numerose organizzazioni e all'intervento complementare di vari partner e strutture.</p><p></p><p>Il Consiglio federale considera l'integrazione della prevenzione in materia di HIV/Aids in diversi "setting", sull'esempio del lavoro di prevenzione dell'HIV/Aids portato avanti da anni con successo nel campo delle tossicomanie (programmi di distribuzione di siringhe) come un modello idoneo per integrare le conoscenze e la prevenzione nelle organizzazioni non specializzate. In tal modo, la prevenzione dell'HIV/Aids beneficerà sia di conoscenze sia di risorse umane supplementari. Attribuendo i progetti di prevenzione sulla base di una messa a concorso e secondo le esigenze di una strategia in materia di salute pubblica basata sulle prove ("Evidenced-based Public Health Strategy"), l'UFSP mira a garantire una migliore qualità, diversità ed estensione di tali progetti a partner e settori nuovi. Rientrano in tali esigenze, ad esempio, il rapporto costi/benefici, le conoscenze, l'esperienza, l'accesso e la durabilità. Inoltre, il lavoro di prevenzione viene costantemente sottoposto a verifiche in base ai dati epidemiologici e ai risultati della valutazione e, se necessario, adeguato.</p><p></p><p>Il Consiglio federale ritiene assicurata la durabilità della prevenzione in materia di HIV/Aids quando il maggior numero possibile di servizi vi parteciperà e quando la Confederazione, i Cantoni, i Comuni e le organizzazioni non governative vi investiranno le loro risorse in maniera coordinata. Essi dovranno d'altra parte tenere conto dell'evoluzione degli obiettivi e delle priorità della prevenzione in materia di HIV/Aids, i quali sottostanno a un'evoluzione permanente. Il Consiglio federale non vede quindi al momento la necessità di modificare la strategia definita nel Programma nazionale 1999-2003. Esso parte dal presupposto che anche in futuro la prevenzione rappresenterà un elemento importante nella lotta contro l'HIV/Aids. Per l'elaborazione del prossimo programma che inizierà nel 2004 verranno ovviamente coinvolti, come in passato, tutti gli ambienti menzionati dall'interpellante.</p><p></p><p>2. Responsabilità finanziaria dei vari attori nel campo dell'Aids (Confederazione, Cantoni, organizzazioni operanti nel settore dell'Aids)</p><p></p><p>L'entità dei fondi federali destinati alla prevenzione dell'Aids è oggetto dell'annuale processo di allestimento del budget e della pianificazione finanziaria pluriennale. Anche la Commissione federale per i problemi dell'Aids dispone dei mezzi finanziari per sostenere l'attuazione del Programma nazionale HIV/Aids. Nell'ambito del sistema sanitario federalistico, i Cantoni sono responsabili del modo in cui sostengono detto programma.</p><p></p><p>I fondi per la prevenzione dell'HIV/Aids dell'Ufficio federale della sanità pubblica per gli anni 2002-2005 corrispondono a quelli del budget per il 2001, ossia circa 9,5 milioni di franchi all'anno. Previa approvazione del Parlamento, i contributi della Confederazione per la prevenzione dell'HIV/Aids in Svizzera dovrebbero quindi rimanere stabili fino al 2005.</p>  Risposta del Consiglio federale.