<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di provvedere affinché, nel calcolo del grado d'invalidità dei contadini, si considerino le entrate medie della classe agraria quale reddito d'invalido.</p><p>È necessario garantire a un contadino parzialmente invalido un reddito adeguato, unitamente alla prestazione AI, che gli permetta di mandare avanti l'azienda agricola fino al passaggio dell'attività alla prossima generazione.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il mantenimento della capacità lavorativa nella professione esercitata è uno degli obiettivi dell'assicurazione invalidità (AI), che intende prevenire, per quanto possibile, l'insorgere di un'invalidità conferente il diritto a una rendita e l'eventuale cessazione dell'attività aziendale. A tal fine, l'AI attua tra l'altro provvedimenti orientati ai bisogni specifici degli agricoltori (cfr. interpellanza Hassler 11.3235).</p><p>Nell'ottica dell'AI, una ristrutturazione aziendale o la cessazione dell'attività vanno prese in considerazione quando, malgrado i provvedimenti dell'AI, l'assicurato non può più gestire l'azienda come in precedenza. In virtù dell'obbligo di ridurre il danno, infatti, gli assicurati sono tenuti a fare quanto ragionevolmente esigibile per contenere le conseguenze dell'invalidità. Se necessario, anche cambiare professione. La rendita AI non rappresenta pertanto un risarcimento per un'incapacità al lavoro in una professione specifica, ma una compensazione per un'incapacità al guadagno insorta per ragioni di salute.</p><p>Il reddito che può essere conseguito con un'attività esigibile è calcolato tenendo conto sia delle circostanze soggettive - come la capacità lavorativa residua e altri fattori personali, come l'età, la posizione professionale, il radicamento nel luogo di residenza - che di quelle oggettive - come un mercato di lavoro equilibrato e la presumibile durata residua dell'attività. Se il reddito utilizzato per calcolare il grado d'invalidità degli agricoltori fosse fissato al guadagno medio nel settore agricolo indipendentemente dalla situazione specifica dell'azienda, non sarebbe adempiuta la valutazione caso per caso prevista dalla legge. La determinazione dell'invalidità per gli agricoltori avviene secondo gli stessi principi applicati per gli altri assicurati che svolgono un'attività indipendente. Contrariamente a quanto affermato dall'autore della mozione, gli agricoltori non sono, quindi, generalmente esclusi dal diritto alle rendite e neppure da quello ai provvedimenti d'integrazione.</p><p>Le disposizioni attuali permettono di effettuare per gli agricoltori indipendenti una determinazione dell'invalidità che tenga in debita considerazione le circostanze del caso. Una regolamentazione speciale per la determinazione dell'invalidità dei contadini che preveda la garanzia del proseguimento dell'attività dell'azienda familiare fino al passaggio di consegna alla generazione successiva non sarebbe opportuna, in quanto l'introduzione di disposizioni speciali per singoli gruppi professionali è in contraddizione con il principio dell'assicurazione popolare. La conseguenza sarebbe una disparità giuridicamente inaccettabile, vale a dire un trattamento di favore degli agricoltori rispetto agli altri assicurati.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.