<h2>SubmittedText<h2><p>In Svizzera le persone giuridiche che perseguono uno scopo di utilità pubblica sono esenti dall'imposta. Secondo l'articolo 56 lettera g della legge federale del 14 dicembre 1990 sull'imposta federale diretta (RS 642.11), ciò presuppone un'attività disinteressata ed esercitata nell'interesse generale. Vi sono numerose associazioni esenti dall'imposta che vengono considerate di utilità pubblica grazie a un'interpretazione piuttosto estensiva della norma. Fra queste vi sono varie associazioni di ufficiali e chiese libere, l'Unione professionale svizzera dell'automobile e anche lobby neoliberiste come Avenir Suisse. Fin qui, nulla da eccepire. Questa interpretazione garantisce una cultura del dibattito ampia e diversificata con associazioni e organizzazioni solide, che rappresentano un vasto spettro politico. L'esenzione fiscale può contribuire a fare in modo che nel dibattito politico confluiscano una moltitudine di opinioni eterogenee, a vantaggio di una democrazia libera, aperta e diretta e di una società civile forte.</p><p>Ora però è emerso che alcune imprese parastatali come Swisscom e le FFS versano contributi di adesione alla lobby neoliberista Avenir Suisse. In sostanza, con il denaro pubblico esse appoggiano l'ideologia politica del "meno Stato" e influenzano la formazione della pubblica opinione. Ciò appare tanto più sorprendente se si pensa che questa lobby, dotata di un apparato propagandista di stampo neoliberista, è totalmente incompatibile con i principi e gli interessi della Confederazione e del servizio pubblico. Al proposito invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande.</p><p>1. Quali sono le imprese statali e parastatali organizzate in lobby come Avenir Suisse o economiesuisse (eccetto le associazioni di categoria e degli imprenditori)? A quanto ammontano i contributi di adesione annuali, versati per impresa/organizzazione, a partire dalla data dell'adesione?</p><p>2. Su quali principi di legittimità democratica si fondano tali attività politiche? Chi decide in merito alle adesioni? Sono parte integrante delle strategie basate sul rapporto di proprietà?</p><p>3. Le posizioni politiche di Avenir Suisse, in particolare sulla previdenza per la vecchiaia, sulla futura infrastruttura dei trasporti e sul servizio pubblico, rispecchiano gli obiettivi politici del Consiglio federale?</p><p>4. Come si possono giustificare sul piano politico l'adesione e il passaggio di denaro pubblico tramite imprese statali a un'organizzazione che politicamente propugna la completa liberalizzazione di queste stesse imprese?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale non dispone di un quadro generale sui contributi che le imprese parastatali versano a organizzazioni private. Riguardo alle organizzazioni Avenir Suisse ed economiesuisse menzionate nell'interpellanza, i sostenitori e i membri sono chiaramente indicati nei rispettivi siti Internet. Per quanto concerne l'ammontare dei contributi, i dati forniti nella risposta del Consiglio federale alla domanda 18.5494 sono ancora validi.</p><p>2. I contributi versati in qualità di sostenitori e membri rientrano nella competenza e nella discrezionalità delle imprese. Tali contributi non sono parte integrante della strategia basata sul rapporto di proprietà.</p><p>3. Nelle sue ricerche e pubblicazioni, Avenir Suisse agisce in autonomia. L'opinione di Avenir Suisse non deve necessariamente coincidere con la posizione del Consiglio federale o delle imprese parastatali sostenitrici.</p><p>4. Come tutte le altre imprese, anche quelle parastatali si occupano di tematiche rilevanti per il futuro. Le fondazioni come Avenir Suisse partecipano al dibattito sulle idee e danno anche degli impulsi per concepire strategie d'impresa improntate al futuro.</p>  Risposta del Consiglio federale.