<h2>SubmittedText<h2><p>Le autorità municipali di Ginevra hanno deciso, vari mesi fa, di realizzare un'opera d'arte volta a celebrare la memoria comune dei ginevrini e degli armeni. Il progetto, intitolato "Les réverbères de la mémoire" ("I lampioni della memoria"), è dedicato al processo di resilienza, che non riguarda soltanto il genocidio armeno, ma anche tutti i crimini contro l'umanità.</p><p>Il Consiglio municipale della città di Ginevra ha approvato il progetto all'unanimità.</p><p>Secondo quanto riportato dalla "NZZ" il 26 ottobre 2013, il ministro degli affari esteri turco Ahmet Davutoglu, in visita in Svizzera il 10 ottobre scorso, avrebbe espresso al consigliere federale Didier Burkhalter tutto il suo disappunto in merito al progetto summenzionato, tanto che alcuni rappresentanti del DFAE si sarebbero rivolti, invano, alle autorità ginevrine per convincerle a non realizzarlo.</p><p>Sempre secondo la "NZZ", inoltre, sembrerebbe che il consigliere federale Didier Burkhalter e il suo omologo turco abbiano concordato una "soluzione appropriata".</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale non crede che la Turchia debba adempiere al dovere della memoria e non debba più immischiarsi negli affari interni della Svizzera?</p><p>2. Il Consiglio federale non dovrebbe prendere nettamente le distanze dalla politica negazionista della Turchia in merito al genocidio armeno del 1915?</p><p>3. Il Consiglio federale è disposto a rispettare le competenze e l'autonomia delle autorità ginevrine, cantonali e municipali?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. Il Consiglio federale ha espresso pubblicamente in varie occasioni il suo rammarico per le tragiche deportazioni di massa e i massacri di cui sono stati vittime molti armeni alla fine dell'impero ottomano.</p><p>Nel corso di periodici incontri bilaterali con responsabili armeni e turchi ha ribadito che il giudizio su questi tragici eventi spetta alla ricerca storica e ha nel contempo espresso la speranza che i due Stati riescano a elaborare un'interpretazione comune del loro passato, come previsto dai protocolli di Zurigo che la Svizzera ha attivamente sostenuto. La posizione del Consiglio federale non è a tutt'oggi cambiata.</p><p>3. Il Consiglio federale rispetta pienamente l'ordinamento costituzionale svizzero, ma ciò non gli impedisce di discutere in maniera aperta e sulla base di una relazione franca e trasparente con le autorità del cantone e della città di Ginevra all'interno del "Gruppo permanente congiunto" di tutte le questioni rilevanti per il ruolo internazionale della Svizzera, sia che abbiano una portata comunale, cantonale, federale o internazionale, sia che coinvolgano più di uno di questi livelli. Il progetto di monumento della città di Ginevra, che, a seconda della collocazione scelta, può avere un impatto anche sulla sede europea dell'ONU, è stato discusso in questo quadro nell'assoluto rispetto delle competenze della città e del cantone.</p>  Risposta del Consiglio federale.