<h2>InitialSituation<h2><p><b>L'iniziativa popolare federale per un'economia verde mira a porre le basi per un'economia che non pregiudichi il potenziale di risorse naturali. Pur condividendo questo intento, il Consiglio federale ha ritenuto che l'iniziativa non fosse attuabile e ha quindi presentato un controprogetto indiretto quale revisione parziale della legge sulla protezione dell'ambiente. Dopo aver accettato di stretta misura l'entrata in materia, le Camere federali hanno però respinto il controprogetto. Esse hanno raccomandato al Popolo e ai Cantoni di respingere anche l'iniziativa.</b></p><p><b></b></p><p><b>L'iniziativa popolare federale </b>del partito ecologista svizzero (I Verdi)<b> "Per un'economia sostenibile ed efficiente in materia di gestione delle risorse (economia verde)" </b>mira a introdurre per mezzo di un nuovo articolo nella Costituzione federale un'economia sostenibile ed efficiente dal punto di vista dell'uso delle risorse, a promuovere cicli dei materiali chiusi e a far sì che le attività economiche non pregiudichino il potenziale di risorse naturali. Nella disposizione transitoria l'iniziativa chiede per il 2050 che l'"impronta ecologica" della Svizzera venga ridotta in modo tale che, rapportata alla popolazione mondiale, non superi l'equivalente di un pianeta Terra.</p><p>La Svizzera sfrutta in misura eccessiva le basi naturali della vita e questo si manifesta nel cambiamento climatico, nella perdita di biodiversità e nella carenza di suolo. Pertanto il Consiglio federale intende integrare la legge sulla protezione dell'ambiente (LPAmb) in modo tale che in futuro le risorse naturali siano utilizzate con maggiore efficienza. Il 12 febbraio 2014 ha trasmesso al Parlamento un apposito messaggio concernente la revisione della LPAmb. Questa revisione costituisce il <b>controprogetto indiretto</b> all'iniziativa popolare federale "Per un'economia sostenibile ed efficiente in materia di gestione delle risorse (economia verde)".</p><h2>Proceedings<h2><p>L'eventualità di contrapporre un controprogetto all'iniziativa popolare per un'economia verde non ha raccolto l'unanimità nelle due Camere. Entrambe le commissioni dell'economia (CET-S e CET-N) hanno proposto alla propria Camera di non entrare nel merito del progetto del Consiglio federale. Le Camere hanno invece dapprima deciso di entrare nel merito; il Consiglio nazionale con il voto preponderante del presidente. </p><p>Nella sessione autunnale 2014 il <b>Consiglio degli Stati</b> ha approvato un <b>controprogetto</b> sfoltito e più rispettoso delle esigenze dell'economia, stralciando ad esempio alcune disposizioni concernenti gli impianti per i rifiuti o l'obbligo per i fabbricanti, i commercianti e gli importatori di informare sulle ripercussioni ambientali dei loro prodotti nonché l'obbligo di tracciabilità dei prodotti. La Camera alta ha chiaramente raccomandato, con 28 voti contro 11 e 4 astensioni, di respingere l'<b>iniziativa popolare</b>.</p><p>Nella sessione autunnale 2015 il <b>Consiglio nazionale</b> ha respinto il <b>controprogetto,</b> con 95 voti contro 92 e 6 astensioni nella votazione sul complesso, dopo che in precedenza lo aveva ulteriormente indebolito limitandolo a provvedimenti volontari dell'economia. Il controprogetto è stato rispettivamente respinto da UDC, PLR, esponenti del PPD e sostenuto da Verdi, PS, pvl, nonché da esponenti del PPD e PBD. Nel dibattito gli oppositori avevano affermato che l'adozione di nuove regole accrescerebbe gli oneri per l'economia senza tuttavia apportarvi alcun vantaggio. Sul fronte dei sostenitori si è deplorata, nonostante l'adozione di numerose misure volontarie dell'economia, la mancanza di una base legale per l'auspicata protezione delle risorse naturali.</p><p>Il 1° dicembre 2015 anche il <b>Consiglio nazionale </b>ha raccomandato, con 129 voti contro 61, di respingere l'<b>iniziativa popolare</b>. Due giorni dopo, il <b>Consiglio degli Stati </b>ha abbandonato definitivamente il<b> controprogetto</b>.<b></b>Siccome in Consiglio nazionale l'oggetto era stato respinto nella votazione sul complesso, il Consiglio degli Stati ha dovuto nuovamente decidere sull'entrata in materia, che ha respinto con 25 voti contro 17 e 2 astensioni. Il relatore della Commissione Bischofberger (C, AI) ha dichiarato che la maggioranza della Commissione permane dell'opinione che, in effetti, non vi sia alcuna necessità d'intervento poiché la Svizzera riveste, oggi come in passato, un ruolo di prim'ordine nel settore della protezione ambientale. Invano la consigliera federale Doris Leuthard ha fatto opera di persuasione indicando che il controprogetto è parsimonioso e offre opportunità economiche di posizionamento nel settore della gestione efficiente delle risorse e dell'economia circolare. Leuthard auspica che la Svizzera non retroceda oltremisura qualora essa non affronti ora tali questioni dal profilo normativo.</p><p><b>Ai voti finali la raccomandazione di voto negativo del Parlamento nei confronti dell'iniziativa popolare e stata accolta rispettivamente con 128 voti contro 62 e 2 astensioni nella Camera bassa e con 31 voti contro 13 nella Camera alta. Contro l'iniziativa si sono schierati UDC, PLR, PPD e PBD mentre a suo favore si sono espressi I Verdi, PS, Verdi liberali e due esponenti del PEV.</b></p>