<h2>SubmittedText<h2><p>1. Il Consiglio federale prevede o sta valutando l'eventualità di aprire la rete ferroviaria svizzera alle imprese dei Paesi dell'UE? </p><p>2. L'apertura del mercato ferroviario è in qualche modo oggetto delle trattative per l'accordo quadro con l'UE?</p><p>3. È l'UE che ha richiesto alla Svizzera un'apertura del mercato, oppure si tratta di un "gesto spontaneo" del nostro Paese nei confronti dell'UE?</p><p>4. Che effetti e conseguenze avrà un'apertura internazionale della rete ferroviaria svizzera sulle FFS, sulle ferrovie private svizzere nonché sulle tariffe dei biglietti e sui costi di  manutenzione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale non prevede di aprire il mercato dei trasporti nazionali a lunga distanza e regionali a imprese ferroviarie estere. Tuttavia, come indicato nel suo rapporto sui trasporti internazionali di viaggiatori (ferrovia e autobus) del 18 ottobre 2017, sta valutando il recepimento del terzo pacchetto ferroviario dell'UE in base al quale, in futuro, anche le imprese estere potrebbero fornire prestazioni di trasporto internazionale viaggiatori tra la Svizzera e i Paesi UE in maniera autonoma e non, come accade attualmente, nel quadro di cooperazioni (ad es. con Trenitalia per i treni FFS per Milano o con la Deutschen Bahn per gli ICE diretti a Berlino e ad Amburgo). Il Consiglio federale è convinto che per i viaggiatori internazionali questa soluzione possa generare nuove offerte attrattive. L'obiettivo principale dovrà comunque essere il trasporto transfrontaliero, il che limita notevolmente la possibilità di effettuare trasporti nazionali. Inoltre, considerato che i treni interessati sarebbero pochi, non si può parlare di apertura del traffico nazionale. Infine, a causa del sovraccarico della nostra rete ferroviaria, le imprese estere che offrono servizi ferroviari transfrontalieri nel traffico viaggiatori avranno altresì enormi difficoltà a trovare tracce libere che consentano di offrire collegamenti convenienti.</p><p>2. L'apertura del mercato nel settore ferroviario non è oggetto delle trattative per l'accordo quadro, che interessa i meccanismi istituzionali (recepimento della normativa, sorveglianza, interpretazione e risoluzione delle controversie).</p><p>3. Secondo l'articolo 52 capoverso 6 dell'Accordo sui trasporti terrestri (ATT, RS 0.740.72) nel campo d'applicazione dello stesso la Svizzera adotta tutte le misure necessarie, affinché nelle relazioni con l'UE trovino applicazione diritti e obblighi equivalenti (principio di equivalenza). L'apertura del traffico ferroviario transfrontaliero rientra in questo contesto.</p><p>4. La Svizzera dispone di efficaci meccanismi di gestione per garantire in maniera adeguata e senza discriminazioni gli ottimi risultati del proprio trasporto pubblico: accanto al consolidato sistema cadenzato e tariffario si annoverano, in particolare, l'obbligo di concessione per nuove offerte e gli strumenti della garanzia delle tracce. L'obbligo di concessione prevede che vengano valutati anche gli effetti di offerte di terzi su collegamenti e cadenze, garanzia delle tracce, integrazione delle tariffe, salari e standard sociali. Dall'apertura nel traffico viaggiatori internazionale, che interesserebbe solo pochi treni, ci si aspettano conseguenze solo marginali sulle FFS e nulle sulle ferrovie private svizzere così come sulle tariffe dei biglietti e sui costi di manutenzione.</p>  Risposta del Consiglio federale.