<h2>SubmittedText<h2><p>In riferimento alla situazione di partenza illustrata nell'omonimo postulato concernente i benefici e la promozione della pluralità etnica nell'amministrazione pubblica, sorgono le seguenti domande all'attenzione del Consiglio federale:</p><p>a. Perché non esiste nessuna istruzione del Consiglio federale come è il caso, ad esempio, per la parità dei sessi e delle minoranze linguistiche elvetiche nell'amministrazione federale?</p><p>b. Esistono principi, direttive, strumenti o rapporti dell'Ufficio federale del personale concernenti quote / posizione professionale / classi salariali dei collaboratori stranieri?</p><p>c. Quali sono gli sforzi o le sinergie, la cooperazione e la coordinazione con l'economia (parola chiave: "diversity management") o con attori della politica dell'integrazione (UFM, UFFT, servizi d'integrazione specializzati ecc.) già esistenti e volti a eliminare gli ostacoli esistenti in materia di occupazione?</p><p>d. Concretamente cosa si sta facendo contro le disparità dei lavoratori stranieri? Vengono presi in considerazione in modo esplicito? Al riguardo, com'è impostata l'aggiudicazione dei posti di tirocinio? I dossier di candidatura sono trattati allo stesso modo, vale a dire, a parità di qualifiche e idoneità, ai dossier di persone con origini straniere viene data la preferenza (analogamente a quanto avviene per le donne e le minoranze linguistiche)?</p><p>e. Dal rapporto del 2006 sull'integrazione pubblicato dalla Confederazione si apprende che "l'UFM esamina con i servizi federali competenti, se lanciare, a livello di amministrazione federale, un programma volto a migliorare la situazione dei lavoratori stranieri". Al riguardo, come stanno le cose?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale ritiene che il dispositivo di legge e le misure adottate siano adeguati e assicurino una reale parità delle opportunità a chiunque si candidi presso la Confederazione, in quanto i posti vacanti sono messi a concorso senza discriminazioni di lingua, sesso, età o nazionalità e sono attribuiti alle persone più qualificate.</p><p>a./b./c. Il Consiglio federale non intende emanare nuove istruzioni e direttive né elaborare rapporti specifici come ha fatto, per ragioni storiche e politiche, nel campo delle pari opportunità tra donna e uomo, del plurilinguismo e dell'integrazione delle persone con disabilità. Il governo ritiene che l'amministrazione federale offra non soltanto condizioni di lavoro interessanti ma anche condizioni quadro che permettono a tutte le persone di nazionalità straniera residenti in Svizzera di candidarsi per un posto vacante, sempreché questo non debba essere occupato da una persona di nazionalità svizzera (per maggiori dettagli si veda la risposta del Consiglio federale al postulato Lumengo 09.4114). </p><p>d. Il sistema di reclutamento e di selezione dell'amministrazione federale garantisce le pari opportunità a tutti i candidati, siano essi apprendisti, praticanti o adulti che desiderano lavorare in seno all'amministrazione.</p><p>L'offerta dei posti di apprendistato è pubblicata su una piattaforma che viene costantemente aggiornata. Abbraccia quasi quaranta professioni riconosciute ed è accessibile a tutte le persone interessate. L'obiettivo della formazione professionale nell'amministrazione federale è trasformare gli apprendisti in professionisti consapevoli, competenti e capaci di pensare e di agire autonomamente. In futuro essi devono potersi affermare nel mercato del lavoro oppure poter assolvere un perfezionamento professionale. Dal 2006 al 2008 il numero di apprendisti stranieri nell'amministrazione federale è rimasto costante situandosi fra il 4,8 e il 5,6 per cento.</p><p>e. Prendendo atto del rapporto sull'integrazione 2006, il Consiglio federale ha incaricato i dipartimenti e gli uffici competenti di rilevare entro il 31 marzo 2007 la necessità di intervento in materia di politica d'integrazione nei rispettivi settori. I lavori sono stati coordinati dall'UFM nel quadro del gruppo di lavoro interdipartimentale per le questioni delle migrazioni (GIM) e hanno prodotto 45 misure (rapporto sulle misure d'integrazione 2007), che da allora sono applicate in modo continuativo. Al momento dell'elaborazione del pacchetto di misure, non si è considerato prioritario l'eventuale programma menzionato dall'autore dell'interpellanza volto a migliorare la situazione dei lavoratori stranieri nell'amministrazione federale.</p><p>Sulla base della mozione Schiesser 06.3445, "L'integrazione in quanto compito sociale e statale di fondamentale importanza", e della mozione del gruppo socialista 06.3765, "Piano d'azione 'Integrazione', il Consiglio federale sta preparando all'attenzione del Parlamento un rapporto sugli ulteriori sviluppi della politica d'integrazione. A tale scopo, esso valuta la politica d'integrazione della Confederazione in una prospettiva generale, basandosi sulle esperienze acquisite a seguito dell'attuazione della nuova legge federale sugli stranieri entrata in vigore il 1° gennaio 2008 e su consultazioni che hanno riscosso ampi consensi, in particolare sui lavori e sulle raccomandazioni della Conferenza tripartita degli agglomerati (CTA) del 29 giugno 2009, come pure facendo riferimento a precedenti interventi parlamentari concernenti l'integrazione. Il governo si esprime inoltre sulla questione riguardante le modalità di miglioramento delle basi legali dell'integrazione. Nell'ambito dei lavori concernenti il rapporto summenzionato sarebbe necessario verificare nuovamente la presenza degli stranieri nell'amministrazione.</p>  Risposta del Consiglio federale.