<h2>InitialSituation<h2><p><b>Comunicato stampa del Consiglio federale del 11.10.2017</b></p><p><b>Migliorare la protezione dalla violenza domestica e dallo stalking </b></p><p><b>Il Consiglio federale intende proteggere meglio le vittime di violenza domestica e stalking. A tal fine, l'11 ottobre 2017, ha approvato un messaggio che prevede modifiche del diritto penale e civile. In particolare, il progetto consente di ordinare la sorveglianza elettronica per far rispettare il divieto di avvicinamento o di mettersi in contatto e sgrava le vittime che non devono più assumersi l'intera responsabilità della sospensione e dell'abbandono del procedimento penale. In due rapporti adottati nel medesimo giorno, il Consiglio federale sostiene inoltre gli sforzi profusi dai Cantoni nel contrastare la violenza domestica e lo stalking mediante un sistema di gestione della minaccia. </b></p><p>La violenza domestica e lo stalking continuano a costituire un importante problema sociale: nel 2016 la polizia ha registrato 17 685 reati (prevalentemente vie di fatto e minacce) commessi in ambito domestico; si tratta di un aumento del 2 per cento rispetto al 2015 e del 13 per cento rispetto al 2014. Sempre nel 2016, sono decedute 19 persone (18 donne e un uomo) in seguito ad atti di violenza domestica e vi sono stati 52 tentati omicidi. Il Consiglio federale ritiene necessario migliorare la situazione e propone a tal fine una serie di misure.</p><p></p><p>Sorveglianza elettronica dei divieti di contatto e di avvicinarsi</p><p>Il diritto vigente già prevede all'articolo 28b del Codice civile che, per proteggere una persona dalla violenza, dalle minacce e dallo stalking, il giudice possa disporre un divieto di contatto o l'interdizione di accedere a un'area. Per sorvegliare meglio queste misure di protezione, in futuro il giudice potrà inoltre ordinare che il potenziale autore della lesione debba portare un dispositivo elettronico al braccio o alla caviglia, così da localizzare e registrare in qualsiasi momento la sua posizione. La sorveglianza elettronica intende sia sollecitare la persona sorvegliata a rispettare le ordinanze restrittive, sia fornire dati utilizzabili a scopo probatorio o come base per eventuali ulteriori procedimenti. Per la vittima queste misure non comporteranno alcun costo.</p><p>Si vogliono inoltre eliminare determinati ostacoli di natura procedurale nella protezione di diritto civile. Le spese processuali non saranno quindi più addossate alla vittima che ha adito il giudice per violenze, minacce o insidie. Infine, in futuro il giudice comunicherà la sua decisione a tutti i servizi competenti, nella misura in cui sia necessario per l'adempimento dei loro compiti, per la protezione dell'attore o per l'esecuzione delle misure, nonché al fine di coordinare meglio le misure ed evitare lacune nella protezione.</p><p></p><p>Sgravare la vittima - ampliare il margine discrezionale delle autorità</p><p>Per quanto riguarda il diritto penale, è previsto un nuovo disciplinamento della sospensione e dell'abbandono del procedimento penale per lesioni semplici, vie di fatto reiterate, minacce o coazione nei rapporti di coppia. La decisione sulla prosecuzione del procedimento non dipenderà più esclusivamente dalla volontà della vittima, che in determinate situazioni può subire pressioni da parte dell'imputato, ma sarà piuttosto responsabilità dell'autorità penale, la quale dovrà considerare, oltre alla dichiarazione della vittima, anche altre circostanze di fatto. </p><p>Secondo il progetto di legge, il procedimento potrà essere sospeso soltanto se contribuisce a stabilizzare o a migliorare la situazione della vittima. Una sospensione del procedimento non sarà più ammessa in caso di sospetta recidiva nel rapporto di coppia. Inoltre, l'autorità penale avrà la facoltà di obbligare l'imputato a seguire un programma rieducativo contro la violenza durante la sospensione del procedimento. Prima della scadenza della durata della sospensione del procedimento, si procederà a una valutazione finale per consentire di sentire nuovamente la vittima ed esaminare le circostanze del caso, affinché le autorità penali possano rendere la loro decisione definitiva. Infine, per coordinare meglio le misure, è previsto che le autorità penali informino dei passi intrapresi il servizio cantonale competente per i casi di violenza domestica.</p><p></p><p>Impedire le aggressioni grazie alla gestione della minaccia</p><p>La grande maggioranza dei Cantoni dispone attualmente di una gestione della minaccia o ha perlomeno avviato pertinenti lavori preparatori per impedire la violenza domestica e altri atti di violenza. Nel suo rapporto sulla gestione della minaccia, in particolare in caso di violenza domestica, redatto in adempimento del postulato 13.3441 Feri, il Consiglio federale saluta gli sforzi per istituzionalizzare la collaborazione; raccomanda inoltre ai Cantoni di collaborare maggiormente e continuare a scambiarsi informazioni al riguardo. La gestione della minaccia consente di individuare precocemente sviluppi preoccupanti delle persone e di contrastare il pericolo di un reato violento. Oltre alla violenza domestica, tale gestione può coprire anche altre situazioni di rischio come ad esempio lo stalking, le minacce contro le scuole, l'amministrazione o altre istituzioni.</p><h2>Proceedings<h2><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 11.06.2018</b></p><p><b>CSt: rafforzare lotta a violenza domestica e stalking </b></p><p><b>In futuro i mariti violenti, ma anche le mogli, potranno essere obbligati a portare un braccialetto elettronico oppure sarà vietato loro di intrattenere contatti col partner nei casi di stalking. È quanto prevedono alcune modifiche al codice civile e penale approvate oggi dal Consiglio degli Stati. Il dossier passa al Nazionale.</b></p><p>Per quanto attiene l'uso del braccialetto geolocalizzato, il progetto preferisce la sorveglianza a posteriori dei dati, a cose avvenute, per evitare costi eccessivi. In questo caso l'entrata in contatto non potrà essere evitata, ma lo strumento può fornire le prove che l'autore è tornato a più riprese nei pressi del domicilio della vittima. Questa misura, attuata solo su richiesta, dovrebbe avere una durata limitata e potrà essere prolungata al massimo per dodici mesi.</p><p>A livello penale è previsto un nuovo disciplinamento della sospensione o dell'abbandono di un procedimento per lesioni semplici, vie di fatto reiterate, minacce o coazione nei rapporti di coppia. La decisione sulla prosecuzione non dipenderà più unicamente dalla volontà della vittima, ma anche dall'autorità penale.</p><p>La sospensione del procedimento dovrebbe essere decisa solo se migliorerà la situazione della vittima. Non sarà ammessa in caso di sospetta recidiva nel rapporto di coppia. L'autorità avrà inoltre la facoltà di obbligare l'imputato a seguire un programma rieducativo contro la violenza.</p><p>Nel 2016 sono state registrate 17'685 infrazioni in questo ambito, un dato in crescita del 2% rispetto al 2015 e del 13% rispetto al 2014. Le conseguenze sono state la morte di 18 donne e un bambino nonché 52 tentativi di omicidio.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 18.09.2018</b></p><p><b>Le vittime di violenza domestica e stalking devono essere meglio protette. In futuro, gli autori di tali atti potranno vedersi imporre un braccialetto elettronico. Oggi il Consiglio nazionale si è allineato alle principali decisioni degli Stati nell'ambito dell'esame della legge federale volta a migliorare la protezione delle vittime di violenza.</b></p><p>Nella votazione sul complesso il plenum ha approvato il progetto con 122 voti contro 62 provenienti quasi esclusivamente dai ranghi dell'UDC. Il dossier ritorna comunque alla Camera dei cantoni per appianare una divergenza minore.</p><p>L'esecutivo ha deciso di intervenire nel diritto penale e civile sulla base di una valutazione delle norme vigenti e in risposta a diversi interventi parlamentari. Malgrado gli sforzi intrapresi per combattere questi fenomeni, negli ultimi anni non si è infatti assistito a una diminuzione dei casi di violenza domestica.</p><p>Nel 2017 sono state registrate oltre 17'000 infrazioni in questo ambito, ossia 46 giorno. Questa situazione ha portato alla morte di 21 persone e a 74 tentativi di omicidio, ha spiegato Viola Amherd (PPD/VS) a nome della commissione.</p><p>Le modifiche che saranno apportate al diritto civile e penale non rappresentano tuttavia cambiamenti fondamentali, ma miglioramenti puntuali. Il testo prevede una serie di misure con cui migliorare ulteriormente la protezione delle persone vittime di violenza domestica o di stalking, ad esempio l'introduzione di dispositivi elettronici per sorvegliare il rispetto dei divieti di avvicinamento e di contatto.</p><p>Come detto, durante la deliberazione di dettaglio la Camera del popolo si è ampiamente allineata alla posizione del Consiglio degli Stati. Tuttavia, con 95 voti contro 82 e 1 astensione, ha deciso che i costi per procedure giudiziarie possono essere addossati all'autore del reato, in particolare in caso di violenza.</p><p>Una minoranza, guidata da Philippe Bauer (PLR/NE), avrebbe voluto attenersi allo statu quo, ritenendo che la vittima non debba patire oltremodo a causa di questo provvedimento, dato che spesso vittima e autore di violenza domestica sono economicamente legati tra loro. Una minoranza di sinistra avrebbe invece voluto mantenere intatto il principio di gratuità di tali procedimenti. Entrambe le proposte sono state però bocciate dalla maggioranza del plenum.</p><p>A livello penale il Consiglio federale ha previsto un nuovo disciplinamento della sospensione o dell'abbandono di un procedimento per lesioni semplici, vie di fatto reiterate, minacce o coazione nei rapporti di coppia. La decisione sulla prosecuzione del procedimento non dipenderà più unicamente dalla volontà della vittima.</p><p>In futuro, spetterà alle autorità penali decidere considerando l'insieme delle circostanze, per ridurre il rischio che la vittima possa essere messa sotto pressione dall'imputato, ha spiegato Lisa Mazzone (Verdi/GE).</p><p>Inoltre, la sospensione del procedimento dovrebbe essere decisa solo se migliorerà la situazione della vittima. Non sarà ammessa in caso di sospetta recidiva nel rapporto di coppia. L'autorità avrà pure la facoltà di obbligare l'imputato a seguire un programma rieducativo contro la violenza.</p><p>L'UDC si è battuta invano contro questo articolo, mettendo in dubbio la fondatezza di un intervento delle autorità. Secondo Pirmin Schwander (UDC/SZ), una sospensione o un'archiviazione del procedimento decisa dalle autorità non impedirà agli autori di fare pressione sulle vittime.</p><p>Per i democentristi, di principio l'autore di un reato deve essere punito, poiché la protezione delle vittime non passa soltanto attraverso la prevenzione, ma anche attraverso la repressione. Il plenum ha tuttavia respinto tutte le proposte dell'UDC in tal senso, fra cui quella di un rinvio in commissione o di un'abolizione dell'articolo.</p><p>Infine, anche la gestione delle minacce ha dato adito a discussioni. Stando al diritto vigente, i cantoni devono designare un servizio che possa pronunciare l'espulsione immediata dall'abitazione comune in caso di crisi.</p><p>La sinistra ha tentato invano di reintrodurre una disposizione eliminata dagli Stati, che obbliga le autorità cantonali a garantire la formazione continua del personale del servizio in questione o dei tribunali incaricati di assicurare la protezione contro la violenza. Il Nazionale ha ritenuto che non occorresse introdurre simile misura nel Codice civile, poiché i cantoni hanno interesse a disporre di specialisti formati e sensibilizzati al problema.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 28.11.2018</b></p><p>Il Consiglio degli Stati ha deciso che gli autori di violenza domestica e stalking potranno vedersi addossare i costi per le procedure giudiziarie da essi causati. I "senatori" non hanno invece voluto chiedere al Consiglio federale la stesura di un rapporto sull'efficacia delle misure adottate. Il dossier torna ora al Nazionale per quest'ultima divergenza.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 03.12.2018</b></p><p>Il Consiglio nazionale ha eliminato l'ultima divergenza che l'opponeva agli Stati in merito alle misure per meglio proteggere le vittime di violenza domestica e stalking. Con 122 voti contro 64 e una astensioni, il Nazionale ha rinunciato a chiedere al governo un rapporto sull'efficacia delle misure prese.</p>