<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di prendere tutte le misure tese a far cessare tutte le operazioni di Car postal France che non rispettano rigorosamente gli obiettivi strategici (2013-2016) attribuiti alla Posta svizzera dal Consiglio federale (FF 2012 8569 segg), soprattutto l'obbligo di "generare una crescita redditizia" (cap. 2.2), perseguire le sue attività all'estero nel settore dei trasporti pubblici "sempre che i rischi siano tollerabili e che sia garantita una redditività a lungo termine" (cap. 2.5) e di rafforzare la sua attività principale in Svizzera ... e garantire o aumentare a lungo termine il valore d'impresa (cap. 5).</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Negli attuali obiettivi strategici stabiliti per la Posta svizzera SA, il Consiglio federale esige che l'azienda, nell'ambito del settore "Traffico viaggiatori", consolidi la sua posizione di leader sul mercato svizzero nel traffico viaggiatori mediante autobus, continui ad espandersi all'estero, sempre che i rischi siano tollerabili e venga garantita una redditività a lungo termine, ed infine sviluppi ulteriormente la sua posizione sul mercato nazionale e internazionale con nuove soluzioni di mobilità e servizi di sistema.</p><p>In virtù dell'articolo 3 capoverso 1 lettera c della legge federale sull'organizzazione della Posta svizzera (LOP; RS 783.1), la Posta si prefigge di fornire servizi nel trasporto regionale di viaggiatori e prestazioni connesse in Svizzera e all'estero.</p><p>Dal 2004, la Posta è attiva in Francia nel settore del traffico viaggiatori. Car postal France è una società anonima francese integrata nel settore Auto postale. L'azienda conta quindici filiali e gestisce otto reti urbane nella Francia orientale e sud-orientale come pure diverse linee regionali in cinque dipartimenti. Attualmente occupa quasi 900 persone a tempo pieno e la sua flotta conta complessivamente 630 veicoli. Nel 2013 il fatturato annuo dell'azienda è stato di 80 milioni di franchi.</p><p>Nell'ambito dell'espansione dell'attività in Francia, le società coinvolte sono state dotate di un capitale proprio minimo. Di conseguenza, i costi relativi all'ingresso sul mercato, in particolare nel settore del traffico regionale, sono stati trattati dalla Posta come rinunce ai crediti.</p><p>In Svizzera, le possibilità di sviluppo di Auto postale sono limitate. Grazie alla graduale liberalizzazione in Europa del mercato del traffico viaggiatori su strada, questo settore potrebbe beneficiare di nuove opportunità di sviluppo. L'attività in Francia consente alla Posta di sfruttare nuove possibilità di crescita al di fuori della Svizzera e, grazie alla partecipazione a gare di appalto all'estero, raccogliere esperienze atte a rafforzare la sua competitività sul mercato svizzero. Inoltre, i prodotti sviluppati in Svizzera, come PubliBike o i sistemi d'informazione dei viaggiatori, possono essere impiegati e ulteriormente sviluppati anche in Francia e ciò permette di ammortizzare prima gli investimenti nel sistema. Le attività di Auto postale in Francia consentono quindi di consolidare anche quelle in Svizzera, in quanto vengono acquisite importanti esperienze e conoscenze e si crea un'ulteriore fonte di guadagno per la società.</p><p>Ovviamente il Consiglio federale esige dalla Posta una concorrenza leale anche nell'ambito delle attività svolte all'estero. In Francia, i concorrenti dell'azienda possono impugnare le decisioni di aggiudicazione degli appalti, come è già avvenuto più volte in particolare per le linee regionali. Finora i competenti tribunali hanno respinto tutti i ricorsi in materia.</p><p>Partecipando alle procedure di aggiudicazione degli appalti, Car postal France sviluppa le sue attività in maniera stabile e senza rischi. Grazie agli introiti generati dalle nuove linee, il suo fatturato aumenta costantemente, consentendo alla società di conseguire risultati positivi. La redditività (margine EBIT) si situa tuttavia a un livello inferiore a quello di Auto postale Svizzera. Già nel quadro della sua valutazione sul raggiungimento degli obiettivi nell'esercizio 2013, il Consiglio federale ha sottolineato la necessità di un aumento della redditività delle società estere.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.