<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di esaminare le opportunità economiche e ambientali, nonché i rischi, in particolare dal punto di vista degli interessi del consumatore, dell'economia della funzionalità che potrebbe svilupparsi in Svizzera. Deve inoltre esaminare i mezzi che potrebbero favorire tale sviluppo, ad esempio attraverso una politica d'innovazione e di sostenibilità industriale o prescrizioni relative alla qualità e alla durata dei prodotti.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'economia della funzionalità parte dal presupposto che, attraverso la maggiore distribuzione di diritti di utilizzazione o l'affitto di prodotti, l'economia utilizzerebbe meno risorse naturali di quanto faccia attraverso la proprietà di prodotti. In tal modo, si assisterebbe a un'accentuata separazione tra crescita economica e consumo delle risorse.</p><p>Già oggi la vendita dell'uso di prodotti rientra nell'offerta dell'economia privata e mostra una tendenza all'aumento. Ad esempio, la maggioranza degli Svizzeri abita in appartamenti in affitto, così come sono in corso progetti per un migliore utilizzo delle seconde abitazioni. Anche il sistema di leasing è in crescita e perfino nell'agricoltura compaiono sempre più fornitori di macchinari che affittano veicoli utilitari ai contadini. Si sono sviluppate anche nuove forme di diritti di utilizzazione, come il car-sharing e "Mobility" nel settore dei veicoli e il contracting nel settore dell'energia termica. Gli usi stanno avendo una rapida diffusione in particolare in settori in cui ha grande importanza la prestazione di servizi.</p><p>La vendita dell'uso di prodotti invece della proprietà è in numerosi casi ragionevole da un punto di vista economico e può al tempo stesso apportare un contributo importante, in molti casi sensato, all'efficienza delle risorse. Infatti, l'utilizzo delle risorse è un fattore di costo: se si attribuisce a queste ultime il giusto valore, il calcolo economico che determina la scelta tra la vendita e l'affitto ne viene influenzato.</p><p>Non si può tuttavia trarre una conclusione generale secondo cui il diritto di utilizzazione sarebbe superiore al passaggio di proprietà del bene d'investimento o del bene di consumo durevole - perché si tratta soprattutto di queste due categorie di beni. Tra il locatario e il venditore dell'uso possono sorgere problemi di coordinamento, come dimostra l'esempio del risanamento degli edifici, in cui la decisione di rinnovo risulta più facile per la casa unifamiliare che per l'oggetto locativo. Tali problemi di coordinamento possono prevalere sui vantaggi della vendita dell'uso. Bisogna inoltre tenere presente il fatto che il consumatore preferisce nella maggior parte dei casi la proprietà, nonostante prolunghi l'uso attraverso sistemi di rivendita quali i mercati dell'usato e i siti per la vendita on-line.</p><p>Il Consiglio federale rifiuta misure limitanti che aiutino l'economia della funzionalità a diffondersi su un'ampia base, non solo per motivi di idoneità, ma anche per via dell'attuabilità. Limitazioni della proprietà privata di beni d'investimento e di consumo durevoli per le quali non si manifesti nessuna iniziativa da parte dei consumatori o della stessa economia sono piuttosto indesiderate e facili da aggirare.</p><p>Una prestazione economica elevata con un consumo di risorse quanto più ridotto e di conseguenza un impatto ambientale minimo corrisponde agli obiettivi di politica economica e ambientale del Consiglio federale. L'utilizzo efficiente delle risorse è un elemento importante della strategia dello sviluppo sostenibile. Si dimostrano utili soprattutto l'internalizzazione di costi esterni e l'informazione dei consumatori, basati tra l'altro sulle informazioni della politica integrata dei prodotti, che si trova attualmente in esame. Il Consiglio federale s'impegnerà anche in futuro in questo senso per una gestione economica delle risorse naturali. Anche se l'idea che la separazione del proprietario dall'utente porti vantaggi è fondamentalmente da rifiutare, resta incontestato che tale separazione in determinate circostanze porta dei vantaggi. A tale riguardo la Confederazione sta già effettuando verifiche. Al momento non è chiaro perché in casi in cui i costi esterni sono internalizzati i processi del mercato non riescano a generare la soluzione ottimale per tutti.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.