<h2>SubmittedText<h2><p>Molti media del nostro Paese hanno riferito di un progetto di fusione tra l'Unione di banche svizzere (UBS) e Credit Suisse. In base a queste informazioni, si apprende che il presidente del Consiglio di amministrazione di UBS ha già incontrato il consigliere federale responsabile delle finanze nonché la FINMA per affrontare questo tema. L'istituto che sorgerebbe da questa fusione diverrebbe la più grande banca d'Europa, come se ciò rappresentasse un particolare motivo di vanto per il nostro Paese. Va ricordato che negli ultimi anni alcune banche attive a livello internazionale si sono distinte soprattutto per le loro numerose condanne per vari reati commessi, principalmente per aver aiutato o favorito detentori di grandi patrimoni a nascondere il loro denaro alle autorità fiscali del loro Paese.</p><p>Se la fusione dovesse concretizzarsi, la nuova banca sarebbe effettivamente "too big to fail" e ciò significa che se dovesse affrontare nuove difficoltà, con perdite considerevoli o nuove condanne, il Consiglio federale dovrebbe aiutarla. Secondo alcune informazioni a disposizione, in caso di fusione circa il 15 per cento dei 5000 posti di lavoro in Svizzera andrebbe perso.</p><p>- Il Consiglio federale sostiene questo progetto di fusione e intende informarne il Parlamento?</p><p>- Il Consiglio federale può garantire che i contribuenti svizzeri non dovranno mai pagare per i rischi di fallimento di una banca decisamente "too big too fail"?</p><p>- Il Consiglio federale si interroga sulle centinaia di licenziamenti che potrebbero verificarsi nel quadro di un'eventuale fusione e sulle loro conseguenze sociali?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Alla luce della libertà economica garantita dalla Costituzione, il Consiglio federale non si pronuncia su una presunta fusione di due operatori privati del mercato. La fusione di due istituti finanziari di queste dimensioni solleverebbe questioni centrali, in particolare per quanto concerne il diritto in materia di concorrenza e il diritto dei mercati finanziari, che andrebbero analizzate e valutate in modo approfondito nel singolo caso concreto. Anche i vantaggi e gli svantaggi economici di una tale fusione dovrebbero essere valutati in questo modo.</p><p>Nell'ipotesi di una fusione di due grandi banche nazionali, il rischio sistemico aumenterebbe notevolmente. La Svizzera dispone di ampi strumenti regolatori volti a prevenire il salvataggio da parte dello Stato di una banca di rilevanza sistemica in situazioni di emergenza. Il nostro Paese tiene quindi conto del problema comunemente noto come "too big too fail" (TBTF). L'attuale regime TBTF non contiene restrizioni rigide per quanto concerne le dimensioni degli istituti. Tuttavia, il sistema normativo (standard internazionale e legislazione svizzera TBTF) prevede, tra l'altro, esigenze di capitale con supplementi progressivi in base alle dimensioni della banca. Esso contiene inoltre requisiti in materia di organizzazione e capacità di liquidazione che tengono conto delle dimensioni e della complessità e quindi dei rischi di una banca di rilevanza sistemica. </p><p>Il Consiglio federale esamina ogni due anni le disposizioni TBTF della Svizzera per quanto riguarda la comparabilità e il grado di attuazione dei pertinenti standard internazionali all'estero e ne riferisce all'Assemblea federale. A tal proposito si rimanda all'ultimo rapporto del Consiglio federale del 3 luglio 2019 (FF 2019 4483).</p>  Risposta del Consiglio federale.