<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p></p><p></p><p>In Svizzera sono in servizio circa un milione di impianti adibiti al deposito di olio da riscaldamento, diesel e benzina nonché altri liquidi nocivi alle acque. L'installazione e la manutenzione di tali impianti viene regolata dall'ordinanza riveduta del         contro l'inquinamento delle acque con liquidi nocivi (Oliq). Su ampia richiesta dei Cantoni, dei settori dell'economia e dei detentori di impianti, detta revisione modernizza, semplifica e libera di un consistente numero di norme tecniche le vecchie, numerose e alquanto dettagliate disposizioni in materia di impianti di deposito. </p><p></p><p></p><p></p><p>Adottando la nuova ordinanza, il Consiglio federale non ha abolito la revisione obbligatoria degli impianti di deposito, ma l'ha limitata agli impianti che rappresentano una potenziale minaccia per l'ambiente e presso i quali sussiste la possibilità di eseguire controlli ragionevoli. Il Consiglio federale ha esentato dall'obbligo di revisione gli impianti piccoli riempiti a mano che permettono di trattenere i liquidi in caso di fuoriuscita. Inoltre il collegio limita l'entità della revisione degli impianti ai lavori strettamente legati all'ambiente e non prescrive più la tradizionale pulitura degli impianti.</p><p></p><p></p><p></p><p>Il Consiglio federale è convinto che la nuova Oliq, la cui esecuzione viene affidata ai Cantoni, permetta di mantenere il notevole livello di protezione delle acque. La procedura di consultazione relativa alla revisione è una conferma in tal senso, in quanto le novità proposte sono state accettate quasi all'unanimità dagli interpellati. Si concorda inoltre che le disposizioni svizzere in materia di impianti di deposito sono tuttora più severe di quelle vigenti nei Paesi limitrofi. Ragione per cui diversi Cantoni e importanti associazioni industriali hanno suggerito un'ulteriore deregolamentazione. </p><p></p><p></p><p></p><p>Il Consiglio federale sa bene che la nuova Oliq non potrà continuare a garantire, come ha fatto finora, diverse centinaia di posti di lavoro. Per questo i chiari obiettivi della revisione dell'ordinanza erano stati comunicati al settore già nel 1995. Inoltre a partire dall'estate del 1997 la Confederazione e i Cantoni sono intervenuti presso il settore affinché affrontasse il mercato e convincesse i detentori di impianti di deposito degli effetti della pulitura degli impianti ai fini della preservazione del valore, diversificare il loro operato o a concludere accordi settoriali che permettessero loro di assumere compiti esecutivi e di creare quindi nuove opportunità di lavoro.</p><p></p><p></p><p></p><p>Il Consiglio federale non può imporre a decine di migliaia di detentori di impianti di deposito di investire per almeno un altro anno oltre 50 milioni di franchi per lavori di revisione che, a seconda del parere quasi unanime degli interpellati, sono inutili ai fini della protezione dell'ambiente. Inoltre i Cantoni potranno finalmente disporre in tempi brevi dei 20-30 posti di lavoro assegnati alle divisioni competenti in materia di impianti di deposito e resi inutili dalla nuova Oliq. Il decreto tempestivo del Consiglio federale ha avuto il merito di fare chiarezza sulle disposizioni future nell'interesse del settore e dei Cantoni, lasciando alle parti in causa ancora sei mesi di tempo sino all'entrata in vigore della revisione, prevista per il 1° gennaio 1999.</p>  Il Consiglio federale propone di togliere il postulato di ruolo.