<h2>SubmittedText<h2><p>Nel quadro dell'aggiudicazione dei lavori di scavo della galleria del Bözberg, l'impresa subappaltante svizzera, incaricata dalle FFS, ha affidato un lotto importante a una società tedesca. Un'impresa svizzera (Element AG, Tafers), che gestisce un'unità di produzione di elementi prefabbricati a 3 chilometri dal cantiere, non è stata presa in considerazione. Di conseguenza il valore aggiunto prodotto non rimane nel nostro Paese e si mettono a rischio posti di lavoro. I grossi elementi prefabbricati dovranno ora essere trasportati lungo tutto il tragitto che porta dalla Germania fino al cantiere.</p><p>Alla luce di questa situazione, molto sfavorevole per l'impresa svizzera e i suoi collaboratori, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Da quando sono cessati gli interventi in favore del tasso di cambio minimo franco-euro, gli operatori economici svizzeri possono incontrare gravi difficoltà nel tentativo di rimanere competitivi nei confronti della concorrenza estera. Oltre all'industria - che trasferisce in misura crescente la produzione all'estero, contribuendo così alla deindustrializzazione del nostro Paese - questa problematica interessa anche il settore dell'edilizia (come si può constatare dall'esempio summenzionato), che fatica a competere con i concorrenti esteri. Secondo il Consiglio federale, come si può ovviare a questa situazione, evitando in particolare il trasferimento all'estero del valore aggiunto, così da garantire i posti di lavoro in Svizzera?</p><p>2. Il Consiglio federale non condivide l'opinione secondo cui le ex aziende federali, come ad esempio le FFS, il cui capitale azionario è interamente di proprietà della Confederazione, in relazione agli appalti dovrebbero definire criteri ecologici per l'impresa subappaltante, ai fini di garantire parità di trattamento alle società svizzere e alle loro concorrenti estere riguardo all'aggiudicazione di subappalti?</p><p>3. Il Consiglio federale ritiene che sia possibile (ad es. mediante la definizione dei lotti) migliorare la competitività delle imprese svizzere per ciò che concerne l'aggiudicazione di appalti?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale è consapevole delle accresciute difficoltà che le imprese svizzere devono affrontare a causa dell'apprezzamento del franco e della debolezza della congiuntura mondiale. Ritiene perciò urgente e prioritario continuare nel miglioramento delle condizioni quadro in cui esse operano. Si tratta in particolare degli aspetti seguenti: riduzione degli oneri amministrativi, accesso a nuovi mercati, mantenimento ed estensione degli accordi bilaterali con l'UE, riforma III dell'imposizione delle imprese e potenziamento della concorrenza sul mercato interno.</p><p>Il buon funzionamento dei mercati pubblici contribuisce perciò allo sviluppo economico rafforzando la concorrenza tra gli offerenti nelle gare di appalto. La revisione in corso della legislazione sui mercati pubblici fa parte di un ventaglio di importanti misure volte a favorire la competitività delle imprese svizzere. Nel rispetto della ripartizione delle competenze essa mira soprattutto ad armonizzare per quanto possibile a livello federale e cantonale la normativa in materia di mercati pubblici. Questa revisione comporta maggiore chiarezza e sicurezza giuridica e, di conseguenza, importanti vantaggi per gli attori economici.</p><p>2. Il diritto federale sugli acquisti pubblici vale di regola anche per le FFS e la Posta. Esso garantisce parità di trattamento in materia di partecipazione agli appalti pubblici. Nell'ambito degli acquisti pubblici della Confederazione gli aspetti legati alla sostenibilità rivestono già particolare importanza, anche nel caso delle commesse edili. Inoltre, nel quadro della revisione del diritto sugli acquisti pubblici la questione della sostenibilità dovrebbe assumere ulteriore rilievo.</p><p>Nell'ambito delle gare d'appalto, i criteri di aggiudicazione predefiniti permettono di selezionare le offerte economicamente più convenienti. Nel caso degli acquisti pubblici della Confederazione, i requisiti ecologici posti alle imprese offerenti come pure ai prodotti sono stabiliti come criteri d'idoneità e aggiudicazione. In quest'ambito deve essere applicato il principio di non discriminazione sancito dagli accordi internazionali sottoscritti dalla Svizzera e dalla legge federale sugli acquisti pubblici (vedi la risposta all'interpellanza Pantani 14.4142, Acquisti e appalti pubblici, del 10 dicembre 2014). Per la Svizzera è indispensabile che gli obblighi internazionali vengano rispettati, affinché alle imprese svizzere sia garantita parità di trattamento in relazione all'accesso ai mercati esteri, siano essi europei o disciplinati dell'accordo sugli appalti pubblici (AAP) in seno all'OMC. Infatti l'accesso ai mercati pubblici mondiali offre alle imprese svizzere nuove occasioni per avviare attività e creare posti di lavoro nel nostro Paese.</p><p>3. Come accennato al punto 1, il Consiglio federale si prefigge in particolare di migliorare le condizioni quadro in cui operano le imprese svizzere. In relazione all'esempio citato, l'impresa appaltante ha la possibilità di lottizzare le prestazioni che intende acquistare. Si tratta di una procedura attualmente già seguita nell'ambito degli acquisti pubblici della Confederazione. La Conferenza degli acquisti della Confederazione ha pubblicato il promemoria "Offerte parziali e lotti" che comprende, in particolare, raccomandazioni indirizzate agli enti appaltanti (https://www.bkb.admin.ch/bkb/it/home/hilfsmittel/merkblaetter.html).</p><p>La lottizzazione migliora soprattutto le possibilità di partecipazione delle PMI a importanti progetti.</p>  Risposta del Consiglio federale.