<h2>SubmittedText<h2><p>Durante la pandemia da coronavirus, il Consiglio federale ha dovuto prendere in fretta e senza preparazione decisioni per proteggere la popolazione. Insieme agli esperti, ha svolto un ottimo lavoro. Un altro aspetto che colpisce è stata la disponibilità di diverse ditte farmaceutiche a collaborare.</p><p>Una situazione ancora più minacciosa per la nostra popolazione potrebbe presentarsi se gli antibiotici diventassero inefficaci. La resistenza agli antibiotici è una realtà. La Confederazione ha già adottato misure molto valide, si pensi in particolare al Programma nazionale di ricerca "Resistenza antimicrobica" (PNR 72).</p><p>È indiscutibile che un lavoro di preparazione efficace permetterebbe di evitare gravi conseguenze. Oltre al finanziamento della ricerca, potrebbero risultare necessari anche nuovi modelli di prezzo e titoli di protezione trasferibili, poiché i nuovi antibiotici devono essere tenuti in riserva per anni. </p><p></p><p>Ci si può pertanto chiedere se non sia opportuno intensificare gli sforzi, anche in cooperazione con l'industria che effettua ricerche e le scuole universitarie svizzere e mediante accordi internazionali, per raggiungere gli obiettivi e accorciare i tempi necessari fino a quando non saranno disponibili i risultati.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Strategia nazionale contro le resistenze agli antibiotici (StAR) è l'ampia risposta One-Health del Consiglio federale al problema delle resistenze agli antibiotici. Alla fine del 2015, il Consiglio federale ha dato mandato di attuarla nel quadro delle sue priorità di politica sanitaria (Sanità2020). La strategia StAR prevede l'attuazione di 35 misure che affrontano la resistenza agli antibiotici su un fronte molto vasto, per esempio mediante il loro impiego appropriato, la sensibilizzazione degli attori o anche la promozione della ricerca. Oltre al citato programma nazionale di ricerca "Resistenza antimicrobica" (PNR 72, 2017-21), anche il polo di ricerca nazionale AntiResist (NCCR AntiResist), istituito nel 2020, sta cercando tra l'altro nuovi antibiotici. Il polo comprende 24 gruppi di ricerca, è finanziato dal Fondo nazionale svizzero (FNS) con 17 milioni di franchi (2020-23) e intende abbinare la ricerca fondamentale direttamente alla ricerca clinica. In ambito internazionale la Svizzera partecipa a diverse iniziative, per esempio alla GARDP (Global Antibiotic Research and Development Partnership), un partenariato per lo sviluppo di nuovi antibiotici, o all'R&amp;D Hub, lanciato nel 2018 dal G20 per coordinare e rafforzare le attività internazionali nel campo della ricerca e dello sviluppo (R&amp;S) di nuovi antibiotici. Da aprile 2020 è attivo il Dynamic Dashboard, una piattaforma che presenta i lavori di ricerca in corso e i progressi nel settore dei nuovi prodotti terapeutici, preventivi e diagnostici.</p><p>A causa dell'epidemia di COVID-19, quest'anno l'attuazione della Strategia nazionale contro le resistenze agli antibiotici non ha potuto proseguire come inizialmente prevista. La valutazione intermedia prevista nel quadro dell'attuazione della StAR fornirà informazioni sui settori nei quali occorre intensificare gli sforzi per raggiungere gli obiettivi della strategia.</p><p>A livello nazionale esiste inoltre la "Round Table Antibiotics", un gruppo di esperti interdisciplinare nei settori della medicina, della ricerca e dell'economia che comprende quasi tutte le scuole universitarie della Svizzera, nonché personalità impegnate dell'industria. Scopo di questo gruppo di esperti è di promuovere con forza il contributo della Svizzera all'innovazione, alla ricerca e allo sviluppo di nuovi principi attivi. Tuttavia è emerso che l'introduzione di nuovi sistemi di incentivi per la promozione della ricerca e dello sviluppo di nuovi antibiotici deve essere coordinata a livello internazionale, e non può basarsi su iniziative nazionali isolate. La Svizzera si impegna quindi attivamente in forum e partenariati multilaterali e sostiene, per esempio, le raccomandazioni dell'UN Interagency Coordination Group (IACG) on Antimicrobial Resistance, istituito dal Segretario generale dell'ONU. Queste raccomandazioni comprendono anche l'istituzione di un Independent Panel on Evidence for Action against Antimicrobial Resistance, che elaborerà approcci di soluzione multidisciplinari e scientificamente fondati.</p><p>Per quanto riguarda i titoli di protezione, nel quadro della revisione ordinaria della legge sugli agenti terapeutici il Parlamento e il Consiglio federale hanno rafforzato gli incentivi per la ricerca e lo sviluppo di medicamenti dal 1° gennaio 2019, a beneficio anche degli antibiotici. È modificata la protezione della documentazione secondo la legge sugli agenti terapeutici e la protezione brevettuale secondo la legge sui brevetti. La protezione della documentazione relativa a una nuova indicazione può ora essere fissata a dieci anni, se dalla stessa ci si può attendere un significativo beneficio clinico rispetto alle terapie esistenti. Se si tratta di un medicamento importante per malattie rare, può essere concessa una protezione della documentazione per 15 anni. Con la revisione sono state notevolmente rafforzate sia la protezione brevettuale sia quella della documentazione per le applicazioni pediatriche.</p>  Risposta del Consiglio federale.