<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di modificare le basi legali affinché venga trasferita al Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) la competenza per poter convocare in maniera vincolante persone a rischio (in particolare sospetti di radicalizzazione e terrorismo di matrice islamica) e localizzare i loro telefoni cellulari.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è consapevole della problematica che interessa le convocazioni non vincolanti da parte del Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) di soggetti che rappresentano un rischio e di altre persone che presentano legami con il terrorismo. Per la convocazione e l'audizione di terzi il SIC si rifà agli articoli 23 e 24 della legge del 25 settembre 2015 sulle attività informative (LAIn; RS 121; in vigore dal 1° settembre 2017). Secondo il capoverso 3 di tale articolo, la persona è libera di comunicare o meno le informazioni che le vengono richieste; ciò significa che, nel caso in cui la persona non si presenti al colloquio, il SIC non può convocarla in modo vincolante e non può adottare misure con effetto retroattivo. Non sussiste pertanto una base legale esplicita per una convocazione ai sensi di quanto auspicato dall'autore della mozione. Ad ogni modo, gli interessati non hanno l'obbligo di fornire informazioni se la deposizione originasse elementi a loro carico (art. 6 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali).</p><p>Il controllo dei telefoni mobili, per quanto sicuramente utile per la valutazione della pericolosità di un soggetto che rappresenta un rischio, rappresenta una grave ingerenza nei diritti fondamentali dell'interessato. Una misura di questo tipo richiederebbe una base legale formale, potrebbe essere ordinata soltanto in caso di grave e concreta minaccia per la sicurezza interna o esterna della Svizzera e dovrebbe essere autorizzata da un'autorità terza, come nel caso delle misure soggette ad autorizzazione secondo la LAIn e delle misure di sorveglianza secondo la legge federale sulla sorveglianza della corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni (LSCPT del 6 ottobre 2000; RS 780.1, in vigore, e nuova LSCPT del 18 marzo 2016; FF 2016 1675. Dette misure comprendono per es. la sorveglianza del telefono e delle e-mail).</p><p>Nella LAIn, approvata dal popolo il 25 settembre 2016, si è tenuto conto in maniera equilibrata dei diritti fondamentali individuali e della sicurezza generale. Prima di procedere a un'ulteriore modifica di tali disposizioni è pertanto opportuno aspettare che siano state raccolte le prime esperienze e che siano note le prime ripercussioni.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.