<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Da chi è composta la giuria che ha deciso come assegnare gli aiuti finanziari della Confederazione?</p><p>2. Quali lingue e quali regioni nazionali sono rappresentate in questa giuria?</p><p>3. Quali sono i musei che, rispetto agli scorsi anni, hanno subito i maggiori tagli in termini di aiuti finanziari?</p><p>4. Quali istituzioni museali che in futuro saranno sussidiate dovranno offrire i loro contenuti (o parte di essi) in tutte e tre le lingue nazionali?</p><p>5. Perché sono state modificate le regole del gioco quando il procedimento era ancora in corso e perché i contributi d'esercizio, inizialmente stimati al 30 per cento, sono stati ridotti al 5 a 7 per cento?</p><p>6. Perché il Consiglio federale non ha definito una serie di categorie, per esempio per tipologia, dimensioni e bilancio del museo, onde evitare di mescolare capre e cavoli?</p><p>7. È consapevole che con il criterio di calcolo dell'irradiamento, basato su cifre assolute, si escludono in pratica le piccole e medie istituzioni, le quali non raggiungono il livello di finanziamento più elevato?</p><p>8. È disposto a rimpolpare gli importi di transizione per le istituzioni museali particolarmente toccate e a riesaminare, eventualmente adeguandola, la modalità di calcolo dei contributi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In passato l'Ufficio federale della cultura (UFC) ha sostenuto con contributi d'esercizio annui sette musei. I musei erano designati direttamente dal Consiglio federale e dal Parlamento nel quadro del messaggio sulla cultura. Con il messaggio 2016-2020 il Consiglio federale aveva previsto un cambio di sistema dall'anno 2021, a partire dal quale l'attribuzione dei contributi sarebbe dovuta avvenire mediante un bando pubblico indetto dall'UFC e secondo criteri contenutistici oggettivi. Il Parlamento ha in seguito anticipato il cambio di sistema al 2018.</p><p>Già prima di pubblicare il bando l'UFC ha spiegato a più riprese ai musei sostenuti fino al 2017 il nuovo sistema e le sue eventuali conseguenze.</p><p>I criteri contenutistici oggettivi e i loro indicatori sono stati sviluppati in comune da Confederazione, Cantoni, Città e Comuni nel quadro del dialogo culturale nazionale e sono i seguenti: primo irradiamento e qualità dell'istituzione, secondo importanza della collezione e terzo importanza del lavoro di promozione (art. 8 del Regime di promozione del DFI; RS 442.121.1).</p><p>Nella primavera di quest'anno, 35 musei hanno inoltrato richieste di contributi d'esercizio che sono state esaminate e valutate da sei esperti esterni per la fine di giugno (art. 13 cpv. 4 del Regime di promozione DFI).</p><p>Sulla base delle loro valutazioni, nel luglio scorso l'UFC ha deciso di assegnare contributi d'esercizio per gli anni 2018 a 2022 a 13 istituzioni. Il 2018 sarà quindi anche un anno transitorio che permetterà ai musei finora sostenuti, ma che non lo saranno più o che riceveranno contributi inferiori del 30 per cento almeno rispetto al 2017 (art. 18 del Regime di promozione DFI), di orientarsi. L'UFC ha fissato l'ammontare del contributo transitorio per questi musei al 70 per cento del contributo federale dell'anno 2017.</p><p>Alle singole domande, il Consiglio federale risponde come segue:</p><p>1./2. I sei esperti esterni consultati, i cui nomi sono già stati resi noti su richiesta, sono i seguenti: Roger Fayet (direttore dell'Istituto svizzero di storia dell'arte ed ex-presidente del Consiglio internazionale dei musei, ICOM, Svizzera), Valérie Kobi (Università di Bielefeld, precedentemente Università di Neuchâtel), Sibylle Lichtensteiger (direttrice dello Stapferhaus di Lenzburg), Roger Mayou (direttore del Museo internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa di Ginevra, membro del comitato di ICOM Svizzera), Marie-Claude Morand (ex-responsabile dei Musei cantonali del Vallese e già presidente di ICOM Svizzera), Giovanni Pellegri (Università della Svizzera Italiana Lugano, team Scienza e Città). Sono rappresentate le seguenti lingue nazionali: francese tre, tedesco due, italiano uno.</p><p>3. Le perdite maggiori le accusano i musei non più sostenuti dall'UFC dal 2019 (ovvero il Museo svizzero dello sport e il Museo Svizzero d'Architettura) e i musei che dopo il 2018 riceveranno un contributo pari a meno del 70 per cento del contributo attuale (ovvero il Museo alpino svizzero e la Haus der elektronischen Künste).</p><p>4. Tutti i musei che la Confederazione sosterrà in futuro dovranno offrire le informazioni essenziali per una visita in almeno tre lingue nazionali. Alcuni già lo fanno.</p><p>5. Le regole del gioco non sono cambiate: il regime di promozione del DFI prevede per il contributo federale un limite massimo del 30 per cento del budget complessivo dell'istituzione e un importo nominale minimo di 250 000 franchi (art. 11).</p><p>6. I criteri "tipologia" e "dimensioni" sono stati discussi dal dialogo culturale nazionale e respinti a favore dei già citati criteri contenutistici oggettivi e dei rispettivi indicatori. Questi sono applicabili in modo paritario e oggettivo a tutti i musei. Nel quadro della valutazione contenutistica si è tenuto conto del budget complessivo dei musei in riferimento agli indicatori adatti allo scopo.</p><p>7. Il metodo di calcolo per il criterio dell'irradiamento non implica solo valori assoluti. Valori assoluti sono stati determinanti solo per due dei cinque indicatori contenutistici di questo criterio (numero di ingressi e numero di utenti delle proposte on line). Considerato che il contributo nominale minimo dell'UFC ammonta a 250 000 franchi, è stato possibile sostenere con un contributo nell'ordine del limite massimo del 30 per cento del budget complessivo anche piccoli musei.</p><p>8. Il contributo transitorio del 2018 ammonterà al 70 per cento del contributo federale attuale. Questo versamento unico permetterà ai musei di pianificare il futuro. Nel quadro del budget attuale un aumento dei contributi non è possibile poiché è già in vigore una decisione dell'UFC sulla base dei criteri contenutistici oggettivi previsti nel regime di promozione del DFI. Ulteriori risorse finanziarie dovrebbero quindi essere a loro volta assegnate sulla base degli stessi criteri.</p>  Risposta del Consiglio federale.