<h2>SubmittedText<h2><p>Attualmente alle cittadine straniere nubili madri di minori di nazionalità svizzera non è concesso il permesso di dimora. Tenuto conto del legame prevalente tra la madre e il figlio, da tale rifiuto consegue che un minore svizzero non può soggiornare sul territorio del suo Paese. Esso comporta anche l'interruzione del legame tra il minore e il padre. Chiediamo al Consiglio federale di adottare tutte le misure necessarie per evitare il ripetersi di tali situazioni dolorose e di adeguare la legislazione agli articoli 24 e 25 della Costituzione e all'articolo 8 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo (CEDU).</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Se il padre intrattiene legami stretti ed effettivi con il figlio e non intende sposare la madre, a quest'ultima è di principio rilasciato un permesso di dimora in base all'articolo 8 CEDU e alla relativa giurisprudenza. Infatti, secondo l'articolo 8 della Convenzione del 4 novembre 1950 per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU, RS 0.101), ogni persona ha diritto al rispetto della sua vita privata e familiare.</p><p>Un'ingerenza nell'esercizio di tale diritto è tuttavia ammissibile se è prevista dalla legge e costituisce una misura che, in una società democratica, è necessaria per la sicurezza nazionale, l'ordine pubblico, il benessere economico del Paese, la protezione della morale o dei diritti e delle libertà altrui.</p><p>Così, se i genitori non vivono in comunione domestica e i legami che uniscono il figlio svizzero al padre svizzero non sono stretti ed effettivi ai sensi dell'articolo 8 CEDU, nulla impedisce che la relazione - l'unica determinante - tra la madre e il figlio venga vissuta all'estero. Il rispetto delle garanzie derivanti dall'articolo 8 CEDU non implica il rilascio di un permesso di dimora in favore della madre se l'integrazione del bambino non è tale da impedirgli di seguire la madre all'estero tenuto conto della sua giovane età.</p><p>Quanto alla libertà di stabilirsi nel proprio Paese (art. 24 Cost.), essa non è violata se il figlio è costretto a seguire la madre all'estero. La cittadinanza svizzera non esclude infatti che un figlio debba seguire i genitori all'estero. Il Codice civile (CC) non prevede inoltre un domicilio proprio del figlio, che dipende da quello del padre e della madre o, in assenza di un domicilio comune, da quello del genitore che ha il diritto di custodia (art. 25 cpv. 1 CC).</p><p>La giurisprudenza non pone alcuna regola rigida in materia, ma invita al contrario, in linea con la prassi della Corte europea dei diritti dell'uomo, a procedere in ogni caso a un esame individuale, lontano da qualsiasi schema prestabilito. La valutazione deve basarsi sull'insieme delle circostanze e considerare in modo particolare la situazione personale dell'interessato. Di conseguenza, la legislazione attuale, che tiene conto della giurisprudenza sviluppata in merito all'articolo 8 CEDU, è conforme al diritto costituzionale. Legislazione e giurisprudenza corrispondono inoltre alla regolamentazione dell'Unione europea, di modo che non occorre modificare la prassi attuale.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.