<h2>SubmittedText<h2><p>La Svizzera e l'UE hanno stipulato oltre cento accordi bilaterali, che garantiscono anche il reciproco accesso al mercato e istituiscono una cooperazione nei settori più disparati. Gli accordi che disciplinano l'accesso al mercato si fondano per lo più sul diritto europeo vigente. Dal dibattito in merito alla conclusione di un accordo istituzionale scaturiscono le seguenti domande:</p><p>1. Se la Svizzera riprendesse il patrimonio normativo attuale, quali disposizioni e atti bisognerebbe modificare?</p><p>2. Quali sarebbero le conseguenze concrete per la democrazia diretta?</p><p>3. Quali sarebbero le conseguenze concrete per i cantoni e per il nostro federalismo?</p><p>4. È vero che la Svizzera non potrebbe più votare sull'estensione della libera circolazione delle persone ad altri Paesi, come la Serbia o la Turchia, visto che la libera circolazione sarebbe automaticamente recepita nel nostro diritto?</p><p>5. Quali sarebbero le conseguenze finanziarie di tale recepimento?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1.-3./5. I negoziati tra la Svizzera e l'UE in merito a un accordo istituzionale sono in corso. La definizione degli accordi bilaterali ai quali si applicherà l'accordo istituzionale e delle conseguenze concrete che quest'ultimo avrà su di essi fa parte dei negoziati. Per il momento non è quindi possibile indicare le eventuali conseguenze finanziarie di un tale accordo. In linea di principio l'accordo istituzionale dovrebbe fissare le regole per l'interpretazione giuridica, la sorveglianza e la composizione delle controversie tra le parti per gli accordi bilaterali di accesso al mercato. È previsto inoltre un adeguamento dinamico del diritto degli accordi all'acquis dell'UE pertinente; ogni recepimento del diritto sarà tuttavia oggetto di una decisione autonoma della Svizzera in modo da garantire l'indipendenza e rispettare i principi costituzionali e i processi democratici elvetici, tra cui in particolare la democrazia diretta. Le possibili conseguenze per i cantoni sono state discusse con questi ultimi prima dell'ampia approvazione del mandato negoziale del Consiglio federale da parte della Conferenza dei governi cantonali (CdC). I cantoni sono rappresentati direttamente in seno alla delegazione negoziale svizzera e partecipano pertanto alle trattative.</p><p>4. L'accordo istituzionale non cambierà in alcun modo il carattere misto dell'Accordo sulla libera circolazione delle persone (RS 0.142.112.681). Le Camere federali potranno continuare a pronunciarsi sull'estensione dell'Accordo sulla libera circolazione delle persone a nuovi Stati membri dell'UE come, per esempio, la Serbia o la Turchia, entrambe candidate all'adesione. Anche il popolo svizzero potrà continuare a esprimersi in merito attraverso il referendum facoltativo, come già avvenuto in passato riguardo all'estensione agli Stati dell'Europa dell'Est nonché alla Romania e alla Bulgaria.</p>  Risposta del Consiglio federale.