<h2>SubmittedText<h2><p>In Siria l'esercito del regime di Bashar al-Assad, l'organizzazione terroristica "Stato islamico" (IS) e numerose fazioni combattono sia tra loro sia contro l'opposizione civile e i cantoni curdi al Nord. La situazione del popolo curdo è inoltre influenzata dalla politica interna ed estera della Turchia. La popolazione civile si trova in condizioni di enorme sofferenza: milioni di profughi si rifugiano nei Paesi limitrofi o scappano in Europa, mentre gli interventi militari esterni non migliorano la situazione e rappresentano un rischio per la pace mondiale. </p><p>1. Il Consiglio federale come pensa di sostenere il processo di pace in Siria? </p><p>2. In che modo provvede affinché le risorse impiegate per l'aiuto umanitario non contribuiscano a esacerbare il conflitto ("do not harm") e siano destinate anche a gruppi e regioni che si oppongono al regime di Assad e all'IS? </p><p>3. Il Consiglio federale si impegna a favore dell'apertura di corridoi umanitari tra la Turchia e la Siria settentrionale, in particolare anche verso l'ormai distrutta città di Ain al-Arab/Kobanê? </p><p>4. In che modo il Consiglio federale sostiene i profughi tornati ad Ain al-Arab/Kobanê? </p><p>5. La Turchia svolge un ruolo ambiguo riguardo alla guerra civile siriana, soprattutto per quanto riguarda il suo atteggiamento nei confronti dell'IS. Ciò ha avuto, e ha tuttora, conseguenze fatali per la popolazione civile e per la lotta da parte dei curdi della Siria settentrionale contro l'avanzata dell'IS. </p><p>a. Come giudica il Consiglio federale l'attuale politica estera della Turchia in riferimento al conflitto in Siria? </p><p>b. La ditta Roti-Power GmbH di Klingnau, su mandato della Rheinmetall Air Defence AG Svizzera, sostiene la fabbricazione di strutture in metallo per l'industria degli armamenti ad Ankara, in Turchia. Quando intende il Consiglio federale porre fine al contributo svizzero all'armamento della Turchia? </p><p>c. Che cosa fa il Consiglio federale per migliorare la situazione dei diritti umani per le persone che vivono nella Turchia sud-orientale? </p><p>d. Si pronuncia in merito all'assassinio del capo dell'associazione degli avvocati di Diyarbakir, Tahir Elçi, e ad altri arresti e uccisioni di attivisti per i diritti umani nonché di giornalisti? </p><p>e. Che cosa fa per promuovere la ripresa dei negoziati di pace tra il governo di Recep Tayyip Erdogan e il PKK? </p><p>f. Qual è la posizione del Consiglio federale in merito al piano d'azione comune siglato dall'UE e dalla Turchia nel quadro del loro partenariato rafforzato e alla prevista chiusura della rotta balcanica per i profughi provenienti dalla Siria? </p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale sostiene l'ONU dal 2012 nei suoi sforzi per risolvere la crisi siriana, ad esempio mettendo a disposizione dell'inviato speciale del Segretario generale dell'ONU Staffan de Mistura esperti svizzeri in materia di mediazione. Oltre a queste competenze tecniche, la Svizzera fornisce supporto organizzativo e logistico nella preparazione di colloqui e conferenze a Ginevra. Recentemente, nel quadro della risoluzione del Consiglio di sicurezza ONU 2254 (2015), le parti si sono accordate su passi concreti in vista di una soluzione politica del conflitto siriano, e questo è incoraggiante. Nell'ambito di questo processo globale volto a porre fine al conflitto in Siria l'ONU continua a rivestire un importante ruolo di mediazione. Il Consiglio federale è ancora disposto a sostenere al meglio il processo di pace sia mettendo a disposizione competenze specialistiche sia nel quadro della tradizionale politica di Stato ospite della Svizzera.</p><p>2. I bisogni umanitari delle persone sono al centro dell'operato dell'aiuto umanitario. Gli aiuti sono distribuiti in maniera adeguata alle esigenze e nel rispetto dei principi umanitari (umanità, imparzialità, indipendenza, neutralità), indipendentemente dall'appartenenza etnica, religiosa o politica. In Siria l'aiuto umanitario della Svizzera presta soccorso principalmente attraverso le organizzazioni umanitarie partner (CICR, ONU e ONG internazionali). Queste organizzazioni raggiungono sia le regioni controllate dal governo sia quelle al di fuori della sua area d'influenza. La Svizzera si impegna nella regione a condizione che sia elaborata una programmazione che tenga conto della situazione di conflitto. Si adopera inoltre a livello internazionale, nel quadro della diplomazia umanitaria, per migliorare l'accesso umanitario alla popolazione in Siria colpita dal conflitto, come pure nell'ambito dei colloqui del dialogo trilaterale umanitario tra Iran, Siria e Svizzera.</p><p>3. L'accesso alla popolazione colpita in Siria resta una grande sfida. Circa 4,5 milioni di persone in regioni difficilmente accessibili hanno bisogno di aiuto umanitario. L'aiuto umanitario fornito nel Nord della Siria, incluso ad Ain al-Arab/Kobanê, rientra nella strategia globale della Svizzera. La Svizzera sostiene l'Ufficio ONU per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA) presente nel Sud della Turchia e le organizzazioni coordinate dall'OCHA che prestano aiuto umanitario nel Nord della Siria.</p><p>4. Come indicato al punto 2, l'Aiuto umanitario della Svizzera si rivolge alla popolazione civile bisognosa. Gli aiuti sono distribuiti in maniera adeguata alle esigenze e nel rispetto dei principi umanitari. La Svizzera sostiene anche l'aiuto coordinato dall'ONU a Kobanê. La città si trova comunque in una zona di guerra e per questo motivo l'ONU sconsiglia alla gente di ritornare, dato che la popolazione coinvolta sarebbe esposta a notevoli rischi. La Svizzera partecipa alle consultazioni condotte dall'ONU volte ad assicurarsi che l'aiuto arrivi ai profughi che sono già rientrati o che decidono spontaneamente di rientrare.</p><p>5.a. La Turchia è fortemente toccata, a più livelli, dalle guerre che colpiscono i suoi vicini Siria e Iraq. Nel frattempo accoglie il maggior numero di profughi al mondo e i problemi legati alla sicurezza sono considerevoli. L'IS si è rivelato essere una minaccia anche per la Turchia, che è direttamente coinvolta nella lotta contro l'IS almeno da quando è iniziata l'avanzata di quest'ultimo in Iraq nell'estate 2014. Per Ankara, il Partito dell'Unione Democratica (PYD), dominante nella regione curda della Siria, è un vicino difficile in quanto collegato al PKK, con il quale la Turchia si trova di nuovo in un conflitto violento sin dalla fine del processo di pace.</p><p>b. Ogni domanda di esportazione di materiale bellico viene esaminata individualmente a fronte delle basi giuridiche in vigore, ossia la legge del 13 dicembre 1996 sul materiale bellico (LMB, RS 514.51) e la rispettiva ordinanza del 25 febbraio 1998 (OMB, RS 514.511). I servizi competenti valutano ogni domanda di esportazione di materiale bellico verso la Turchia, ma anche verso qualsiasi altro Paese, alla luce dei vari criteri elencati all'articolo 5 LMB, attenendosi sistematicamente alla legislazione svizzera.</p><p>c. La situazione dei diritti umani può essere dibattuta nel quadro delle regolari consultazioni politiche di alto livello tra la Svizzera e la Turchia. La nostra ambasciata intrattiene inoltre un contatto regolare con organizzazioni per i diritti umani e sostiene a volte anche alcuni progetti di piccole dimensioni.</p><p>d. Il Consiglio federale nutre preoccupazione per il peggioramento della situazione dei diritti umani in Turchia e per le difficili condizioni alle quali sono regolarmente esposti le attiviste e gli attivisti per i diritti umani. Deplora profondamente il violento assassinio di Tahir Elçi e si aspetta che venga fatto tutto il possibile per chiarire le circostanze di questo delitto. Il Consiglio federale è inoltre preoccupato delle restrizioni e della pressione esercitate nei confronti dei rappresentanti dei media e dei giornalisti. La libertà di espressione e di stampa sono importanti pilastri di un sistema democratico pluralista e rappresentano, senza dubbio, anche l'indicatore più chiaro della maturità politica di un Paese. Il Consiglio federale incoraggia la Turchia, in qualità di membro del Consiglio d'Europa e di Paese candidato all'adesione all'Unione europea, ad agire secondo i principi, i valori e gli obblighi contratti.</p><p>e. Il Consiglio federale invita a cessare immediatamente la violenza armata e a rispettare i diritti umani e il diritto internazionale umanitario. Il Consiglio federale fa appello alle parti interessate, affinché riprendano gli incoraggianti sforzi avviati anni fa per trovare una soluzione politica alla questione curda. Il dialogo lanciato nel 2013 e volto a promuovere la pace e la riconciliazione contribuirà alla stabilizzazione della situazione in Turchia. Soltanto un processo politico inclusivo porterà a una soluzione di pace duratura, nell'interesse di tutta la Turchia e della sua popolazione. La Svizzera ha manifestato a più riprese la propria disponibilità ad assumere un ruolo attivo nel processo di riavvicinamento delle parti, se da queste desiderato.</p><p>f. Il Consiglio federale accoglie con soddisfazione la decisione dell'UE e della Turchia di intensificare la collaborazione in materia di profughi e migrazione. Lo strumento più sensato per affrontare le numerose sfide e i problemi relativi agli attuali flussi di profughi e migranti nei Balcani occidentali è la cooperazione internazionale e, in tale contesto, la Turchia riveste un ruolo essenziale. Il Consiglio federale segue con interesse l'evoluzione del piano d'azione adottato, con particolare attenzione alla sua attuabilità e all'eventuale necessità di adeguamenti.</p>  Risposta del Consiglio federale.