<h2>SubmittedText<h2><p>Postfinance sta operando una ristrutturazione profonda per ridurre le spese e, a tal fine, ha appena avviato una procedura di consultazione tra i suoi collaboratori. Stando alla lettera di accompagnamento della direzione, tale trasformazione "è necessaria per garantire la competitività e il successo futuri della nostra impresa". Per effetto dell'automazione e del passaggio al digitale, la sede di Bulle rischia di perdere 19 dei suoi 250 collaboratori. La decisione definitiva sarà presa a novembre.</p><p>In particolare, Postfinance vuole affidare la gestione delle ricevute alla Swiss Post Solutions (SPS), una società della Posta specializzata nell'amministrazione di documenti. Dal momento che la SPS non prevede di utilizzare la sede di Bulle per svolgere questo incarico, a partire da marzo 2018 gli impiegati del capoluogo della Gruyère, sinora responsabili di tale compito, assisteranno al trasferimento della sede al di là della Sarine. Nonostante a tali collaboratori sia stato proposto un nuovo contratto nelle sedi della SPS di Netstal (GL) e Zofingen (AG), la distanza di queste località da Bulle non risulta legalmente accettabile, senza contare che il contratto collettivo di lavoro dei collaboratori della SPS è di gran lunga meno favorevole rispetto a quello del personale di Postfinance. Le condizioni di lavoro dei dipendenti che passeranno alla SPS saranno garantite solo per un anno e rischiano dunque di peggiorare. </p><p>A livello nazionale, Postfinance conta 3700 dipendenti, di cui solo una minima percentuale nella Svizzera romanda. Trasferendo il suo solo centro di competenza romando al di là della Sarine, la banca della Posta dà l'impressione di volersi concentrare quasi esclusivamente sulla Svizzera tedesca. </p><p>Dal momento che Postfinance annuncia un processo di ristrutturazione che metterebbe in pericolo l'esistenza di 45 posti di lavoro in Svizzera (di cui 19 a Bulle), chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale ha intenzione di adoperarsi per il mantenimento di un centro di competenza romando nel Comune del Canton Friburgo?</p><p>2. Il Consiglio federale si accerterà che venga avviato un piano sociale adeguato?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale risponde come segue alle domande:</p><p>1. I progressi della digitalizzazione hanno effetti importanti sul settore postale. Da anni il volume annuo delle lettere è in costante diminuzione così come il numero di pagamenti allo sportello. PostFinance deve inoltre far fronte a un basso livello di tassi d'interesse e a una concorrenza sempre più agguerrita.</p><p>La Posta deve finanziare autonomamente un servizio universale comprendente prestazioni del servizio postale e del traffico dei pagamenti, motivo per cui è obbligata a sottoporre costantemente a verifica le sue strutture interne e ad apportarvi delle modifiche.</p><p>Il settore Operations Services svolge operazioni nell'ambito del traffico dei pagamenti tramite giustificativi e del trattamento di documenti per Postfinance e banche terze, compiti che sono affidati ai circa 120 collaboratori delle sedi di Bellinzona, Berna, Bulle, Netstal, San Gallo e Zofingen. Nel quadro di un processo di ristrutturazione, entro il 1° marzo 2018 PostFinance affiderà suddette mansioni alla Swiss Post Solutions (SPS), una società della Posta specializzata nella gestione di documenti. Secondo la pianificazione attuale, in futuro la SPS fornirà tali servizi nelle sedi di Netstal e Zofingen e nei suoi uffici di Kriens e Zurigo. Di conseguenza verranno soppressi dei posti di lavoro nelle attuali sedi di Bellinzona, Berna, Bulle e San Gallo. Questa riorganizzazione riguarda 19 collaboratori della sede di Bulle, impiegati a cui si proporrà di svolgere il proprio lavoro in una nuova sede. Per i collaboratori che non accetteranno la proposta, a causa, ad esempio, dell'eccessiva distanza del nuovo posto di lavoro, sarà applicato un piano sociale. Allo scopo di definire adeguate misure di compensazione la Posta sta attualmente conducendo trattative con i propri partner sociali.</p><p>Il Consiglio federale guida la Posta fissandone gli obiettivi strategici e si aspetta che, a livello organizzativo, quest'ultima tenga conto delle esigenze delle diverse regioni, senza dimenticare di assumersi le sue responsabilità sul piano ecologico e sociale. Tuttavia, è la Posta stessa a doversi occupare degli aspetti concreti della propria riorganizzazione futura e di quella di Postfinance. Il Consiglio federale non deve dunque intervenire a favore del mantenimento di un centro di competenza nella zona di Friburgo.</p><p>2. Nei suoi obiettivi strategici, il Consiglio federale chiede alla Posta di essere un datore di lavoro socialmente responsabile. Nel caso in cui le ristrutturazioni interne abbiano delle conseguenze sui collaboratori della Posta, il Collegio si aspetta che quest'ultima cerchi una soluzione socialmente sostenibile per gli stessi. In relazione alle ristrutturazioni previste per Postfinance, la Posta dispone, come già detto, di un piano sociale, elaborato insieme ai suoi partner sociali. Il Consiglio federale non interferisce in alcun modo con tale processo.</p>  Risposta del Consiglio federale.