<h2>SubmittedText<h2><p>La piazza mediatica svizzera è chiamata ad affrontare sfide considerevoli. Per questo motivo, nell'agosto 2019 il Consiglio federale ha deciso di elaborare entro l'estate del 2020 un pacchetto di misure a sostegno dei media. L'obiettivo è sostenere i media online e i giornali e migliorarne le condizioni quadro. Nulla è stato comunicato a proposito dell'attuale situazione della SSR e delle 34 emittenti radiotelevisive con partecipazione al canone.</p><p>Anche i volumi di finanziamento (canone per i media + introiti pubblicitari) della SSR e delle emittenti radiotelevisive private con partecipazione al canone mostrano un andamento in forte calo. Queste aziende sono anch'esse direttamente interessate dai mutamenti attualmente in corso nel mercato pubblicitario e sono costrette ad adottare drastiche misure di risparmio. I proventi del canone a favore della SSR sono contingentati da più di due anni a 1,2 miliardi. Nel caso delle emittenti private titolari di una concessione (radio locali, TV private), la quota di partecipazione al canone si attesta fissa a 81 milioni di franchi, anche in questo caso senza tener conto degli introiti pubblicitari in ribasso. </p><p>Questa situazione potrebbe arrivare a compromettere nei prossimi anni l'adempimento del mandato di prestazioni della SSR e delle emittenti radiotelevisive con partecipazione al canone. Un simile sviluppo sarebbe palesemente in contrasto con l'idea di servizio pubblico. Il 4 marzo 2018 una netta maggioranza degli elettori svizzeri ha votato a favore di una forte presenza del servizio pubblico nell'ambito dei media. Ciò implica un finanziamento stabile - per la SSR e per le 34 emittenti private con partecipazione al canone. </p><p>Anche il Consiglio federale, come ribadito nel suo rapporto del giugno 2016 sul servizio pubblico nell'ambito dei media, auspica a lungo termine un finanziamento della SSR e del servizio pubblico regionale nella misura prevista sinora. Invito quindi il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti: </p><p>1. Alla luce di questi sviluppi generali, il Consiglio federale ritiene opportuno, oltre al pacchetto di misure in allestimento per promuovere i media online e i giornali, procedere anche all'esame della situazione della SSR e delle emittenti radiotelevisive private con partecipazione al canone? </p><p>2. È tuttora dell'avviso che il volume di finanziamento della SSR e delle 34 emittenti radiotelevisive con partecipazione al canone debba essere mantenuto nella misura attuale? </p><p>3. Ha l'intenzione di vagliare misure volte a compensare il calo degli introiti pubblicitari? Quanto ritiene urgente questo tipo di provvedimento? </p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p align="both"></p><p align="both">Risposta alla domanda 1:</p><p align="both">Conformemente all'articolo 36 LRTV il Consiglio d'amministrazione della SSR notifica ogni anno al DATEC il conto di gruppo, il conto annuale, il preventivo e la pianificazione finanziaria. Sulla base di questi documenti, il Consiglio federale viene informato sull'evoluzione economica della SSR.</p><p align="both">Nel quadro delle proroghe delle concessioni è stata esaminata, tra le altre informazioni, anche la pianificazione finanziaria a medio termine per il periodo 2020-2023 (conto economico, bilancio, conto dei flussi di tesoreria) delle emittenti regionali. È quindi nota anche la situazione finanziaria delle emittenti regionali.</p><p align="both"></p><p align="both">Il Consiglio federale non ritiene necessario, per il momento, avviare ulteriori verifiche.</p><p align="both"></p><p align="both">Risposta alla domanda 2 e 3:</p><p align="both">Nell'estate del 2019, le emittenti radiofoniche e televisive regionali con partecipazione al canone hanno dimostrato in modo credibile di essere in grado di finanziare gli investimenti e il funzionamento per il periodo 2020-2023. Si sono basate sull'attuale ripartizione dei proventi del canone. Con l'aumento della quota di partecipazione al canone da 67,5 milioni di franchi a 81 milioni di franchi a partire dal 1° gennaio 2019, sarà raggiunto il massimo legale pari al 6% del canone. </p><p align="both">Al momento dell'elaborazione del budget 2019, la SSR ha anticipato il calo degli introiti pubblicitari e il limite massimo di 1,2 miliardi proveniente dal canone radiotelevisivo a carico delle economie domestiche e delle imprese, adattando in seguito le proprie strutture alle nuove circostanze. I risparmi sui costi, tuttavia, a volte accumulano un certo ritardo prima di fare il loro effetto. In linea di principio la SSR deve essere in grado di reagire a breve termine alle fluttuazioni del mercato con una pianificazione aziendale lungimirante, tutto questo fa parte del rischio imprenditoriale. Al momento i ricavi d'esercizio esposti al mercato, e quindi non garantiti, ammontano a circa il 20 per cento dei ricavi totali.</p><p>Il Consiglio federale seguirà comunque da vicino l'evoluzione dei ricavi commerciali della SSR. Allo stesso tempo analizza i proventi derivanti dal canone a carico delle economie domestiche e delle imprese e ne determina l'ammontare e l'utilizzo anche in una prospettiva a lungo termine con l'obiettivo di evitare forti fluttuazioni. </p><p>Nel determinare il canone radiotelevisivo a partire dal 2021, il Consiglio federale terrà in considerazione il fabbisogno finanziario a medio termine per i diversi utilizzi e l'evoluzione del mercato. </p><p align="both">Deciderà a metà del 2020 in merito ad un eventuale adeguamento del limite massimo di partecipazione al canone.</p>  Risposta del Consiglio federale.