<h2>SubmittedText<h2><p>Attualmente la disoccupazione ammonta al 4 per cento e secondo le previsioni il prossimo anno aumenterà almeno al 5 per cento. Sono pertanto necessarie misure urgenti per creare posti di lavoro supplementari. La mia mozione 09.3066 del 9 marzo 2009 concernente l'ampliamento dell'offerta di lavoro a tempo parziale e ripartito è stata accolta (con modifiche) dal Consiglio nazionale e dal Consiglio degli Stati.</p><p>Ai fini dell'attuazione di questa richiesta si pongono alcune domande a cui invito il Consiglio federale a rispondere:</p><p>1. Quali sforzi concreti profonde rispettivamente qual è il piano del Consiglio federale per ampliare ulteriormente l'offerta di lavoro a tempo parziale e ripartito?</p><p>2. Quanti posti supplementari devono essere creati complessivamente in base all'ampliamento dell'offerta di lavoro a tempo parziale? Di questi, quanti sono i posti di quadri?</p><p>3. I posti di lavoro a tempo parziale sono perlopiù occupati da donne. Quali misure intraprende il Consiglio federale affinché anche gli uomini scelgano il lavoro a tempo parziale in modo da potersi occupare maggiormente delle attività domestiche e familiari o del volontariato?</p><p>4. Come pensa di sensibilizzare ulteriormente le aziende pubbliche e l'economia privata su questo argomento?</p><p>5. Il Consiglio federale condivide la mia opinione, secondo cui un'offerta di modelli di lavoro a tempo parziale o ripartito sensibilmente ampliata potrebbe permettere di eliminare su larga scala la disoccupazione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Innanzitutto, il Consiglio federale sottolinea che ha già accettato d'introdurre una nuova disposizione legale riguardante le nuove forme di lavoro (lavoro ripartito, lavoro a tempo parziale) del personale federale, rispondendo alla mozione Wyss 09.3315.</p><p>Esso precisa che il testo della mozione menzionata dall'autrice dell'interpellanza è stato modificato e approvato dal Consiglio degli Stati lo scorso 25 novembre: "Il Consiglio federale è invitato ad ampliare massicciamente l'offerta di posti a tempo parziale e di lavoro ripartito (job sharing) per uomini e donne a ogni livello e gradino gerarchico (quadri compresi) dell'amministrazione federale." È ora in corso una procedura volta ad appianare le divergenze fra Consiglio degli Stati e Consiglio nazionale.</p><p>1. Per promuovere questi nuovi modelli di lavoro, i dipartimenti e gli uffici, ai quali spetta la definizione dell'organizzazione del lavoro del proprio personale, integrano obiettivi quantificabili e provvedimenti adatti alle loro necessità operative e strategiche nei cataloghi di misure o negli accordi sugli obiettivi. Al fine di sostenerle concretamente, l'Ufficio federale del personale (UFPER) fornisce già ora alle unità amministrative una lista di controllo delle nuove forme di lavoro (http://intranet.infopers.admin.ch), in particolare dei posti di lavoro ripartito. Inoltre, esso ha già deciso, in accordo con i dipartimenti, di consacrare a questi temi gran parte della prossima giornata delle pari opportunità fra donna e uomo, che si terrà l'11 marzo 2010.</p><p>2. L'incentivazione a creare posti a tempo parziale s'iscrive in una strategia generale a lungo termine. Il Consiglio federale prenderà dunque regolarmente atto dell'evoluzione dell'offerta a tempo parziale attraverso i rapporti sulla gestione del personale presentati dall'UFPER. Il governo è consapevole del fatto che sono necessari ulteriori miglioramenti al livello dei quadri di livello medio (classi 24-29) e non c'è dubbio che l'applicazione dei nuovi modelli di lavoro costituirà un vantaggio importante per conseguire i risultati auspicati (per maggiori dettagli si veda il rapporto di valutazione a destinazione del Consiglio federale "Promozione delle pari opportunità fra donna e uomo nell'Amministrazione federale dal 2004 al 2007" del 1° luglio 2009).</p><p>3. Le condizioni di lavoro sono le stesse per donne e uomini. Gli aiuti finanziari per la custodia extrafamiliare dei figli, l'applicazione di diversi modelli di lavoro (a tempo parziale, ripartito ecc.) nonché i congedi maternità e paternità sono strumenti efficaci che permettono di conciliare vita professionale e vita famigliare. L'amministrazione federale offre pertanto condizioni di lavoro molto favorevoli alla divisione equa dei compiti domestici e familiari. </p><p>4. In quanto organo responsabile della politica economica e della politica del mercato del lavoro, il Dipartimento federale dell'economia concentra le proprie attività su progetti d'informazione e sensibilizzazione, come pure sulla diffusione di buone pratiche. Nel 2007, la SECO ha pubblicato il manuale "Lavoro e famiglia" rivolto alle piccole e medie imprese (http://www.seco.admin.ch/themen/00385/02021/index.html?lang=it). Inoltre, per la prima volta in Svizzera, una piattaforma Internet continuamente aggiornata offre una panoramica delle politiche cantonali e comunali in materia di conciliabilità di lavoro e famiglia (www.lavoroefamiglia.admin.ch). Si aggiunga la legge federale sulla parità dei sessi, che sancisce: "La Confederazione può accordare aiuti finanziari a istituzioni pubbliche o private che organizzano programmi per il promovimento dell'uguaglianza fra donna e uomo nella vita professionale" (art. 14 LPar). Dal 2006, numerosi progetti hanno beneficiato di questi aiuti finanziari (www.topbox.ch); dal 2009 si possono sostenere finanziariamente le pari opportunità fra donna e uomo anche nelle imprese.</p><p>5. Il Consiglio federale ritiene che in Svizzera il ricorso al tempo parziale o ad altri modelli come il lavoro ripartito si sviluppi indipendentemente dalla situazione economica e che sia soprattutto una risposta all'evoluzione della società, una parte della quale attribuisce grande importanza alla conciliabilità di professione e famiglia.</p>  Risposta del Consiglio federale.