<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di elaborare un programma mediante il quale possano essere contrastate in modo mirato e durevole le gravose condizioni in cui si svolge l'estrazione e il commercio dell'oro nei Paesi in via di sviluppo - citati nel rapporto sul commercio di oro del 2018 - che estraggono questo metallo violando principi elementari di governance e, soprattutto, lo esportano in Svizzera. Su questo tema la DSC è chiamata a fare periodicamente rapporto nell'ambito del regolare obbligo di trasparenza e responsabilità.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Come si evince dal suo rapporto "Commercio di oro prodotto in violazione dei diritti umani" del 14 novembre 2018 in adempimento del postulato Recordon 15.3877, il Consiglio federale è consapevole dell'importanza del settore aurifero in Svizzera e delle sfide legate all'estrazione e alla commercializzazione dell'oro, in particolare per quanto riguarda la governance, le condizioni di lavoro, i diritti umani, l'ambiente e la trasparenza della catena di approvvigionamento. L'Esecutivo si attende dalle imprese svizzere e da quelle con sede in Svizzera attive in questo settore che si assumano la propria responsabilità sociale per le attività svolte nel nostro Paese e all'estero e rispettino i diritti umani al fine di contribuire al miglioramento delle condizioni quadro in tutto il comparto. Il Consiglio federale sostiene l'attuazione delle Linee guida dell'OCSE sul dovere di diligenza per una catena di approvvigionamento responsabile dei minerali provenienti da zone di conflitto e ad alto rischio (www.oecd.org &gt; Gouvernement d'entreprise &gt; Principes directeurs pour les entreprises multinationales), incluso l'oro, da parte delle imprese svizzere.</p><p>La Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) del DFAE, che è presente in numerosi Paesi produttori di oro, in particolare nell'Africa occidentale, conosce bene le sfide che devono affrontare i suoi Paesi partner e le loro popolazioni sul piano della governance, delle condizioni di lavoro, dei diritti umani e dell'ambiente, soprattutto quando si tratta della piccola industria mineraria, ma riconosce, al contempo, le potenzialità di sviluppo di questo ramo economico, sia dal punto di vista delle entrate per le autorità pubbliche che della creazione di posti di lavoro per la popolazione interessata. I suoi sforzi vanno a integrare le attività bilaterali e multilaterali sostenute dalla Segreteria di Stato dell'economia (SECO), comprese quelle portate avanti da attori svizzeri che operano in questo ambito.</p><p>La DSC sta attualmente verificando quali sono le sue reali possibilità di intervento nei Paesi partner dell'Africa occidentale in relazione al settore aurifero. A tale scopo tiene conto delle esperienze positive fatte con l'istituzionalizzazione delle imprese estrattive artigianali in Mongolia e in Bolivia, senza però trascurare le peculiarità dell'Africa occidentale. Di fronte alle complesse problematiche connesse a questo ambito è necessario analizzare attentamente i rischi e i partner nella fase di identificazione e di pianificazione di nuovi progetti. Sono inoltre indispensabili consultazioni e un coordinamento con i diversi attori, dalle autorità nazionali e locali all'economia privata, dalla società civile ai partner internazionali.</p><p>Sulla base dell'analisi e delle consultazioni, entro la fine del 2019 dovrebbe essere possibile prendere una decisione sull'orientamento da dare ai programmi. Al momento sarebbe dunque prematuro impegnarsi in uno specifico programma come richiesto dall'autrice della mozione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.