<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di esaminare l'opportunità di convocare una conferenza di verifica degli accordi di Bretton Woods e di prepararla d'intesa con i governi esteri in causa. Nell'interesse dell'economia svizzera occorre esortare la Banca nazionale svizzera a cessare immediatamente la prassi attuale di vincolare il corso del franco svizzero a quello del dollaro statunitense. Bisogna inoltre avviare tutti gli accertamenti del caso e adottare le misure di preparazione opportune per un eventuale ritorno del franco svizzero a una situazione di solidità corrispondente al suo valore reale, compresa l'immediata cessazione delle vendite dell'oro della Banca nazionale svizzera a sostegno della valuta americana.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale segue con interesse gli annunci di convocazione di conferenze internazionali sul sistema finanziario e valutario. Per superare i problemi dei mercati finanziari è importante agire in modo ponderato, coordinato e in funzione delle esigenze. Per garantire che questo avvenga, esistono sufficienti organi internazionali funzionanti, di cui la Svizzera fa parte e che analizzano e coordinano la necessità di agire a corto, medio e lungo termine. Già nel mese di aprile del 2008 il Financial Stability Forum (FSF) ha elaborato raccomandazioni la cui attuazione dovrebbe garantire un minore indebitamento delle istituzioni finanziarie, una correzione delle strutture di incentivazione dannose al sistema, un rafforzamento della vigilanza e un miglioramento della trasparenza. Entro la fine del 2008 dovrebbero venire adottate le prime misure. Un ulteriore forum per la coordinazione delle misure per combattere la crisi dei mercati finanziari è il Fondo monetario internazionale, che opera in stretta collaborazione con il FSF. In occasione delle recenti assemblee annuali delle istituzioni di Bretton Woods, hanno avuto luogo ampie consultazioni sulla situazione e sull'ulteriore modo di procedere. Il Consiglio federale riconosce l'importanza della coordinazione delle misure necessarie per la stabilizzazione durevole del sistema finanziario. Allo stesso tempo evidenzia tuttavia che la regolazione e la vigilanza del mercato finanziario sono per loro natura una questione nazionale.</p><p>Il vincolo del franco al dollaro statunitense menzionato dall'autore della mozione non esiste, come dimostrato chiaramente dall'evoluzione del cambio franco svizzero/US-dollaro.</p><p>Inoltre le vendite di oro effettuate dalla Banca nazionale svizzera (BNS) non miravano a sostenere la valuta americana. La vendita di 250 tonnellate di oro che la BNS aveva annunciato nel mese di giugno del 2007 e che si è conclusa il 26 settembre 2008 riguardava una ristrutturazione in funzione delle esigenze di politica monetaria all'interno degli attivi della BNS. Con i relativi ricavi sono state aumentate le riserve valutarie. La conversione dell'oro in divise è stata necessaria poiché, a causa del forte rialzo del prezzo dell'oro degli ultimi anni, la quota dell'oro sulle riserve monetarie era aumentata considerevolmente a scapito delle riserve valutarie.</p><p>Il 29 settembre 2008 la banca d'emissione ha comunicato la conclusione delle vendite dell'oro della BNS sottolineando che non era prevista un'ulteriore riduzione della riserva aurea. Dopo la vendita delle 250 tonnellate di oro, la BNS dispone ancora di oltre 1040 tonnellate di oro.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.