B u n d e s v e rw a l t u n g s g e r i ch t T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i f f éd é r a l T r i b u n a l e am m i n i s t r a t i vo f e d e r a l e T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i v fe d e r a l Corte IV D-1057/2013 S e n t e n z a d e l 5 m a r z o 2 0 1 3 Composizione Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, con l'approvazione del giudice Martin Zoller; cancelliere Gilles Fasola. Parti A._______, nato il (...), Marocco, ricorrente, contro Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore. Oggetto Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; decisione dell'UFM del 21 febbraio 2013 / N [...]. D-1057/2013 Pagina 2 Visto la domanda di asilo che l'interessato ha presentato in Svizzera in data 21 gennaio 2013; il documento che l'UFM ha rimesso al ricorrente e mediante il quale lo ha reso attento circa la necessità di consegnare, entro le 48 ore successive all'inoltro della sua istanza, un documento d'identità o di viaggio, con comminatoria che, in caso di mancata consegna e in assenza di motivi scusabili, non si entra nel merito della sua domanda d'asilo; i verbali di audizione del 28 gennaio 2013 (di seguito: verbale 1) e del 13 febbraio 2013 (di seguito: verbale 2); la decisione dell'UFM del 21 febbraio 2013, notificata all'interessato il medesimo giorno (cfr. B16/1), con la quale detto Ufficio non è entra to nel merito della citata domanda di asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a della Legge sull’asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) ed ha pronunciato l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera, nonché l'esecuzione dell'allontanamento medesimo; il ricorso inoltrato dal ricorrente il 27 febbraio 2013 (data d'entrata: 28 febbraio 2013; cfr. timbro del plico raccomandato); l'incarto originale dell'UFM, trasmesso al Tribunale amministrativo federa- le (di seguito: il Tribunale) in data 1° marzo 2013; i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei consid e- randi che seguono; e considerato che presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 2 LAsi) contro una dec i- sione in materia di asilo dell'UFM (art. 6 e 105 LAsi, art. 31-33 della Leg- ge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 [LTAF, RS 173.32]), il ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a-c e 52 della Legge federale sulla procedura amministrat i- va del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021); D-1057/2013 Pagina 3 che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, sono decisi in procedura semplificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l’approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la dec i- sione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi); che non avendo né esibito un documento d'identità, né fornito una valida e verosimile giustificazione per la mancata produzione, l'eccezione prev i- sta all'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi a favore dell'insorgente non è applicabile; che, oltre ad una serie di dichiarazioni contraddittorie ed inverosimili, il r i- corrente non ha saputo portare una giustificazione per la mancata prod u- zione dei documenti; che, infatti, esso ha sostenuto che i propri documen- ti sarebbero stati trattenuti dal passatore (cfr. verbale 1, pag. 5 -6); che, in merito agli sforzi intrapresi per ottenere dei documenti, ha inizialmente af- fermato di non avere potuto fare nulla a causa della condanna che avreb- be subito in Marocco (cfr. verbale 1, pag. 6); che, nel corso della seconda audizione, ha invece sostenuto di avere dichiarato che avrebbe contattato la sua famiglia ma unicamente dopo essere stato trasferito in un alloggio del Cantone; che, non essendo stato trasferito, n on avrebbe contattato la famiglia in quanto privo di denaro (cf r. verbale 2, D10, pag. 2); che, tutt a- via, potrebbe procurarsi dei documenti anche in due giorni; che, ancora, non avrebbe alcun problema a contattare una rappresentanza marocch i- na in Svizzera ; che, infine, nessuno li avrebbe mai detto di procurarsi il passaporto o la carta d'identità (cfr. verbale 2, D12-21, pag. 3-4); che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, in ba- se agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione, è accertata la qualità di rifu - giato del richiedente; che, inoltre, con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legislatore ha pure introdotto, con l'art. 32 cpv. 2 lett. a nonc hé cpv. 3 LAsi, una pro- cedura sommaria nell'ambito della quale è statuito sull'adempimento o meno della qualità di rifugiato, nonostante la stessa termini con una dec i- sione di non entrata nel merito (DTAF 2007/8 consid. 5); che, come rettamente ritenuto nella querelata decisione cui si rinvia, que- sto Tribunale ritiene che le dichiarazioni del ricorrente siano irrilevanti ai sensi dell'asilo; che, infatti, l'insorgente ha affermato di avere lasciato il proprio Paese per motivi economici (cfr. verbale 1, pa g. 7, verbale 2, D40, pag. 6); che ha D-1057/2013 Pagina 4 aggiunto di essere stato condannato in Marocco per (...) (cfr. verbale 1, pag. 7, verbale 2 , D68-92, pag. 10); che i motivi economici sono palese- mente irrilevanti ai sensi delle norme in materia di concessione dell'asi lo, segnatamente giusta l'art. 3 LAsi; che anche l'asserita condanna, della quale tra l'altro non è stata fornita alcuna prova concreta, non è di per sé considerata una misura persecutoria ai sensi dell'art. 3 LAsi, oltretutto r i- tenuto che il ricorrente sembra ammettere il proprio reato; che neppure dalle allegazioni ricorsuali emergono nuovi elementi, fatti o mezzi di prova, atti a modificare quanto già ritenuto in prima istanza, si c- ché per evitare ulteriori ripetizioni, si rimanda alle considerazioni dell a de- cisione impugnata; che, pertanto, non risultano elementi ai sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi da cui dedurre la necessità di ulteriori accertamenti ai fini della determ i- nazione della qualità di rifugiato dell'insorgente medesimo; che, inoltre, no n si giustificano neppure delle misure di istruzione co m- plementari ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedimento all'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente dal punto di vista dell'ammissibilità (cfr. DTAF 2009/50, consid. 5 -8 pag. 725 -733 e DTAF 2007/8, consid. 5.6.5-5.7 pag. 90 e ss.); che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere che l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente in Nigeria possa violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federal e della Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della Convenzione del 28 luglio 1951 sullo statuto dei rifugiati (Conv., RS 0.142.30), l'art. 5 LAsi (divieto di respingimento) nonché l'art. 83 cpv. 3 della Legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) o esporre il ricorrente in Patria al rischio reale ed immediato di trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione del 4 novembre 1950 per la salvaguardia dei diritti dell'u o- mo e delle libertà fondamental i (CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Co n- venzione del 10 dicembre 1984 contro la tortura ed altre pene o tratt a- menti crudeli, inumani o degradanti (Conv. tortura, RS 0.105); che, da quanto esposto, ne discende che l'UFM rettamente non è entrato nel merito della domanda di asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi; che, di conseguenza, in materia di non entrata nel merito, il ricorso, dest i- tuito di ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la decisi o- ne impugnata va confermata; D-1057/2013 Pagina 5 che il ricorrente non adempie le condizioni in virtù delle quali l'UFM avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera (art. 14 cpv. 1 e cpv. 2, art. 44 cpv. 1 LAsi, nonché art. 32 Ordinanza 1 dell'11 agosto 1999 sull'asilo relativa a questioni procedurali [OAsi 1, RS 142.311] ; DTAF 2009/50 consid. 9, p. 733); che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 LStr; che, giusta suddetta norma, l'esecuzione dell'allontanamento deve essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragion e- volmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr); che, in considerazione di quanto indicato poc'anzi, ai sensi delle norme di diritto internazionale pubblico nonché della LAsi, l'esecuzione dell'allont a- namento è ammissibile (art. 44 cpv. 2 LAsi e all'art. 83 cpv. 3 LStr); che la situazione vigente in Marocco non è caratterizzata da guerra, guer- ra civile o v iolenza generalizzata che coinvolga l'insieme della popolazi o- ne nell'integralità del territorio nazionale; che, quanto alla situazione personale del ricorrente, egli è giovane e celi- be; che il med esimo ha concluso le scuole elementari ed ha in seguito i- niziato a svolgere vari lavori soprattutto nei cantieri e nei mercati (cfr. verbale 1, pag. 4); che in Patria vivono i genitori quattro fratelli e due sorelle oltre a vari cugini e zii (cfr. verbale 1, pag. 5); che, pertanto, d i- spone di un'adeguata rete sociale in grado di sostenerlo nel suo reinser i- mento; che, quo al proprio problema di salute, occorre innanzitutto constatare che agli atti è già presente un certificato medico recente (25 febbraio 2013) in cui viene specificata diagnosi e trattamento in corso; che, il Tribunale non ritiene necessario un ulteriore certificato medico; che, pertanto, la richiesta di un congruo termine per la presentazione di certificato medico completo è respinta; che, inoltre, non vi è ragione di temere che in Marocco non possa godere delle cure mediche necessarie; che infatti lo stesso ricorrente ha afferm a- to di avere seguito dei trattamenti medici nel Paese di origine (cfr. verbale 2, D102-105, pag. 11); che, se del caso, l'autore del gravame potrà richiedere un sostegno finanziario per assicurare l'assistenza med i- ca per un periodo limitato in Patria (art. 93 cpv. 1 lett. d LAsi); D-1057/2013 Pagina 6 che, infine, non risultano impedimenti nep pure dal profilo della possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 cpv. 2 LStr); che, infatti, il ricorrente, usando della necessaria dil i- genza, potrà procurarsi ogni documento indispensabile al rimpatrio (cfr. DTAF 2008/34 consid. 12 pp. 513-515); che l'esecuzione dell'allonta- namento è dunque pure possibile; che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, r a- gionevolmente esigibile e possibile; che, di conseguenza, anche in mat e- ria di allontanamento e relativa esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata; che, in virtù di quanto precedentemente enunciato, le conclusioni rico r- suali tendenti all'annullamento della decisione impugnata ed alla trasmi s- sione degli atti all'autorità inferiore per nuova decisione vanno respinte; che, avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese processuali è divenuta senza oggetto; che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di C HF 600.–, che seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del Regolamento sulle ta s- se e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]); che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 LTF). (dispositivo alla pagina seguente) D-1057/2013 Pagina 7 il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 1. Il ricorso è respinto. 2. La domanda di concessione di un congruo termine per la presentazione di un certificato medico completo è respinta. 3. Le spese processuali, di CHF 600. -, sono poste a carico del r icorrente. Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministra- tivo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sentenza. 4. Questa sentenza è comunicata al ricorrente, all'UFM e all'autorità cant o- nale competente. Il giudice unico: Il cancelliere: Daniele Cattaneo Gilles Fasola Data di spedizione: