<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di introdurre a livello nazionale l'obbligo per i medici di annunciare le vittime di reati violenti che hanno in cura.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Lo studio citato dall'autrice della mozione fornisce dati inquietanti sull'aumento e la recrudescenza degli atti di violenza commessi nello spazio pubblico (violenza urbana). La proposta formulata nello studio di raccogliere questo genere di dati in tutta la Svizzera a fini statistici è certamente interessante. Infatti non vi sono dubbi sulla fondatezza della richiesta di trasparenza avanzata dall'autrice della mozione. Tuttavia, un obbligo di notifica generalizzato per tutti i medici che prestano cure alle vittime di atti di violenza oltrepassa i limiti della ragionevolezza. L'obbligo di notifica proposto, inteso come un dovere imposto a tutti i medici, non tiene conto delle diverse situazioni di violenza possibili (atti di violenza nello spazio pubblico e privato, rapporto tra autore e vittima). Così come formulato nella mozione, questo obbligo equivale a una forma di svincolo dall'obbligo del segreto professionale, il cui scopo è principalmente quello di instaurare un rapporto di fiducia tra medico e paziente. Spesso la garanzia del segreto professionale permette alla vittima di tematizzare la violenza subita (in particolare in caso di violenza domestica, violenza sessuale o di abusi su minori). Un obbligo di notifica generalizzato intaccherebbe proprio questo rapporto di fiducia e, in determinati casi, sarebbe controproducente. Il Consiglio federale considera la proposta troppo poco differenziata nei termini formulati dell'autrice della mozione. </p><p>Sulla base della ripartizione delle competenze sancita nella Costituzione, compete in linea di principio ai cantoni emanare normative nel settore sanitario. In quasi tutte le legislazioni cantonali in materia è infatti previsto un diritto di notifica (p. es. ZH, BE, LU, SO) o un obbligo di notifica (SZ, NW) quando dalle circostanze si può presumere che sia stato commesso un crimine o un delitto contro la vita o l'integrità di una persona, la salute pubblica o l'integrità sessuale. Nell'ambito della revisione delle leggi cantonali nel settore della sanità si sta delineando la tendenza ad introdurre il diritto di notifica nell'interesse del rapporto di fiducia medico-paziente. Sul piano cantonale sono pertanto già previste normative che tengono conto del problema sollevato. </p><p>Per questi motivi la mozione va respinta. Il Consiglio federale rinvia in questo contesto al suo parere in risposta alla mozione Allemann 07.3697, Casi di violenza. Obbligo di notifica, e all'iniziativa del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) che sta esaminando se e in che forma sarebbe opportuno allestire una statistica nazionale dei casi di violenza in Svizzera sul modello dello studio dell'Inselspital. Il DFGP pubblicherà i risultati di tale esame nel suo rapporto "Violenza giovanile".</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.