<h2>SubmittedText<h2><p>Chiedo al Consiglio federale la presentazione del progetto della legge federale sulle lingue nazionali e la comprensione tra le comunità linguistiche.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La decisione del Consiglio federale del 28 aprile 2004 di rinunciare a presentare al Parlamento il disegno di una legge federale sulle lingue nazionali e la comprensione tra le comunità linguistiche è stata presa nella convinzione che si dispone già degli strumenti necessari per raggiungere gli obiettivi della politica linguistica della Confederazione.</p><p>Con questa decisione il Consiglio federale non mette in dubbio il mandato di politica linguistica della Confederazione. Tra i suoi compiti la Confederazione pone le priorità nella politica della parità delle tre lingue ufficiali della Confederazione - il tedesco, il francese e l'italiano - quale premessa importante per la comunicazione all'interno dell'amministrazione federale e per il contatto con i cittadini. S'impegna anche a promuovere il plurilinguismo all'interno dell'amministrazione federale e una rappresentanza quantitativa adeguata delle quattro comunità linguistiche. La Confederazione si sforzerà anche in futuro a tenere conto debitamente del romancio quale quarta lingua nazionale.</p><p>La decisione del Consiglio federale poggia sulla convinzione che il mandato di politica linguistica deve essere tutelato nell'ambito delle rispettive competenze della Confederazione e dei cantoni ai sensi dell'articolo 70 capoverso 3 della Costituzione. Ciò vale soprattutto per l'attuazione delle misure di politica linguistica che secondo la Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione avrebbero dovuto essere prese prioritariamente in considerazione in una legge sulle lingue, ossia il "promovimento dello scambio" e la "creazione e il sostegno di un centro di competenza per il plurilinguismo". Secondo il Consiglio federale questi compiti sono di competenza dei cantoni, visto che si occupano di promuovere la competenza linguistica nell'ambito della scuola obbligatoria. La posizione sempre più predominante dell'inglese nelle scuole e nella società, menzionata nella mozione, non può essere influenzata con una legge sulle lingue della Confederazione. Numerose altre misure del disegno di legge avrebbero obbligato la Confederazione a fornire ulteriori aiuti finanziari. Nel frattempo queste nuove misure di promozione non sono più sostenibili nel contesto del freno all'indebitamento e delle altre misure di sgravio indispensabili che ne derivano e nemmeno nel contesto del piano di rinuncia a determinati compiti.</p><p>Il Consiglio federale continua ad attribuire un'enorme importanza alla promozione della lingua e della cultura italiana e romancia. Ai sensi della legge federale del 6 ottobre 1995 (RS 441.3) proseguirà la sua attività di promozione a favore del cantone Ticino e del cantone dei Grigioni, continuando pertanto a tutelare gli interessi delle minoranze linguistiche.</p><p>Se la mozione fosse accolta, il Consiglio federale chiederebbe alla commissione dell'altra Camera di trasformarla in un mandato di verifica.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.