<h2>SubmittedText<h2><p>La risposta fornita dal Consiglio federale il 22 novembre 2006 a una delle domande poste nell'interpellanza 06.3622, ossia perché e in quali circostanze una delegazione svizzera di quattro persone si è recata in Russia per il caso di assistenza giudiziaria Yukos, solleva più interrogativi di quanti ne risolva. Nell'interpellanza era stato infatti chiesto perché tale viaggio avesse avuto luogo nonostante i viaggi nello Stato richiedente non siano previsti dalla legge. Il Consiglio federale non ha fornito alcuna risposta, ma ha osservato laconicamente che "le autorità svizzere hanno effettuato un viaggio in Russia per assicurarsi che le autorità russe di perseguimento penale fossero ancora interessate all'assistenza giudiziaria nel caso Yukos e fossero in grado di fornire rapidamente le informazioni complementari chieste ....".</p><p>Normalmente nei casi di assistenza giudiziaria la Svizzera si limita ad attendere che lo Stato richiedente sia in grado di produrre i dati necessari. Se proprio nel caso Yukos, caratterizzato da un elevato rischio di corruzione e in cui il Consiglio d'Europa ha ravvisato - caso più unico che raro - motivazioni politiche, le autorità svizzere intraprendono un viaggio in Russia, non deve stupire che dagli ambienti russi si levino domande molto scomode. Gli interrogativi pendenti in materia necessitano pertanto di una risposta convincente.</p><p>1. Perché una delegazione di quattro persone del MPC si è recata in Russia proprio nel controverso caso di assistenza giudiziaria Yukos?</p><p>2. A tali persone è stata pagata qualche spesa (pasti, bibite e sim.) sotto qualsiasi forma?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nella sua risposta all'interpellanza Baumann 06.3622 (Viaggio a Mosca di una delegazione di quattro persone del Ministero pubblico della Confederazione), il Consiglio federale ha dichiarato che la situazione particolare del caso Yukos (la grande complessità, le notevoli somme in gioco, l'importanza politica dei rapporti tra Svizzera e Russia) ha reso necessario il viaggio a Mosca dei rappresentanti delle autorità di assistenza giudiziaria svizzere. Il Consiglio federale ritiene che la spiegazione è esaustiva e sufficiente. Rammenta inoltre che spetta alle parti al procedimento ricorrere ai rimedi giuridici a loro disposizione, qualora intendano addurre eventuali motivi d'ordine giuridico contro l'assistenza giudiziaria accordata dalla Svizzera nel caso in esame.</p><p>Il Consiglio federale rileva che i viaggi all'estero per acquisire informazioni nell'ambito dell'assistenza giudiziaria non sono inusuali. Il Ministero pubblico della Confederazione e l'Ufficio federale di giustizia hanno preso a carico le spese di viaggio e alloggio della delegazione svizzera. I rappresentanti della delegazione sono soggetti alle disposizioni della legislazione sul personale della Confederazione sull'accettazione di vantaggi e alle direttive del 1° luglio 2006 della segreteria generale del DFGP sul comportamento da adottare in caso di rischio d'indiscrezione e di corruzione. Nessun elemento indica che avrebbero infranto le regole.</p>  Risposta del Consiglio federale.