<h2>InitialSituation<h2><p><b>Comunicato stampa del Consiglio federale del 11.09.2020</b></p><p><b>Protezione dei minori in materia di film e videogiochi: il Consiglio federale adotta il messaggio e il disegno della nuova legge </b></p><p><b>Per proteggere meglio i minorenni dai contenuti mediali inadeguati, in occasione della sua seduta dell'11 settembre 2020 il Consiglio federale ha adottato il messaggio e il disegno della nuova legge federale sulla protezione dei minori nei settori dei film e dei videogiochi. In futuro, l'indicazione dell'età minima e i controlli dell'età per film e videogiochi saranno così disciplinati uniformemente a livello svizzero. </b></p><p>La nuova legge federale ha lo scopo di proteggere i minori dai contenuti mediali di film e videogiochi che potrebbero nuocere al loro sviluppo fisico, mentale, psichico, morale o sociale, in particolare da rappresentazioni di violenza, sesso e scene minacciose. Tutti i cinema, i venditori al dettaglio (anche online) e i servizi a richiesta in Svizzera saranno tenuti a indicare l'età minima necessaria e a svolgere controlli dell'età. L'obbligo varrà anche per i fornitori di servizi di piattaforma per video e videogiochi (p. es. YouTube, Twitch).</p><p></p><p>Coregolamentazione </p><p>I sistemi di classificazione in base all'età e le regole per l'indicazione dell'età minima e per il controllo dell'età saranno definiti dagli operatori dei settori dei film e dei videogiochi. A tal fine essi dovranno associarsi in un'organizzazione per la protezione dei minori nel proprio settore, la quale elaborerà una regolamentazione in materia di protezione dei minori, che sottoporrà al Consiglio federale affinché la dichiari vincolante per tutti gli operatori del settore in questione. La Confederazione e i Cantoni avranno una funzione di vigilanza. I Cantoni controlleranno tramite test di acquisto se le indicazioni dell'età minima sui prodotti sono adeguate e se i negozi, i cinema ecc. svolgono i controlli dell'età; inoltre, presenteranno annualmente all'UFAS un rapporto in cui renderanno conto della loro attività di vigilanza. L'UFAS eserciterà la vigilanza per quanto riguarda gli acquisti online. L'attuazione concreta della protezione della gioventù dai rischi dei media spetterà alle organizzazioni per la protezione dei minori. Se due anni dopo l'entrata in vigore della nuova legge nessuna regolamentazione in materia di protezione dei minori sarà stata dichiarata vincolante per il settore dei film o quello dei videogiochi, sarà il Consiglio federale a emanare le prescrizioni necessarie. </p><p></p><p>Adeguamento al livello di protezione dell'UE</p><p>Anche i fornitori di servizi di piattaforma per video e videogiochi avranno obblighi da rispettare. In linea con la direttiva dell'UE sui servizi di media audiovisivi (direttiva SMA), riveduta alla fine del 2018, la nuova legge prevede la creazione di una base giuridica per i fornitori svizzeri di tali piattaforme e portali. Nel settore dei film, i fornitori di servizi a richiesta o di piattaforma con sede in Svizzera saranno soggetti a obblighi legali analoghi a quelli previsti per i fornitori aventi sede o filiali in uno Stato dell'UE. Essi dovranno pertanto allestire un sistema di controllo dell'età. I portali video dovranno inoltre prevedere un sistema di controllo parentale e i servizi di piattaforma anche un sistema che permetta ai genitori di segnalare contenuti non appropriati per i minorenni. In questo modo il Consiglio federale intende garantire un livello di protezione dei minori comparabile a livello europeo. </p><p>Con la piattaforma Giovani e media (www.giovaniemedia.ch), la Confederazione promuove già da diversi anni l'alfabetizzazione mediatica dei bambini e dei giovani in Svizzera. La legge federale sulla protezione dei minori nei settori dei film e dei videogiochi è un'ulteriore tappa verso una migliore protezione dei minorenni dai contenuti mediali inadeguati.</p><h2>Proceedings<h2><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 17.03.2021</b></p><p><b>Videogiochi e film inappropriati, giovani vanno più protetti</b></p><p><b>Proteggere i minorenni dai contenuti mediali inadeguati, uniformando per esempio a livello nazionale l'età minima per guardare un film o acquistare un videogioco.</b></p><p>Ne è convinta una maggioranza del Consiglio nazionale che oggi ha respinto (115 voti a 69 e 2 astensioni) una proposta di non entrata nel merito dell'UDC, sostenuta da diversi PLR, su un progetto governativo in tal senso. Il dibattito dettagliato sul progetto è stato spostato a un'altra sessione, non si sa ancora quale ha sottolineato il presidente della camera Andreas Aeby (UDC/BE), per mancanza di tempo. </p><p>Per i democentristi, la protezione dei minori in questi settori è una questione privata. Tocca ai genitori porre dei limiti e sorvegliare la prole, ha affermato Verena Herzog (UDC/TG), spiegando che padri e madri non vanno messi sotto tutela da una legge dello Stato. I mezzi tecnici per farlo ci sono già, ha aggiunto.</p><p>Questa legge non impedirà ai giovani di avere accesso a video o film violenti oppure contenuti sessuali espliciti. Si tratta di una "falsa sicurezza", ha sottolineato la deputata turgoviese.</p><p>La maggioranza è invece convinta che occorrano nuove disposizioni legali al fine di proteggere i minori da contenuti di film e di videogiochi inappropriati. "La maggior parte dei giovani è già stata confrontata con contenuti a rischio - droga odio, pornografia - ha affermato Mathias Reynard (PS/VS).</p><p>Purtroppo in Svizzera, ha spiegato il vallesano, la regolamentazione a protezione dei giovani in quest'ambito è confusa, specie per il consumo di video su richiesta: molto è lasciato all'autoregolamentazione del settore, per non parlare che le disposizioni, quando esistono, cambiano da Cantone a Cantone. Ci vuole insomma un minimo comune denominatore a livello nazionale, ha sottolineato il deputato vallesano.</p><p>Reynard ha insistito anche sulla necessità di adoperarsi a livello di prevenzione per ridurre il rischio di dipendenza da videogiochi, un fenomeno che viene agevolato dalla possibilità di eseguire micro transazioni. I minorenni incominciano sempre più presto a consumare contenuti sui media elettronici e dedicano sempre più ore a questo passatempo, ha sostenuto Sandra Locher Benguerel (PS/GR).</p><p>Anche per Stefania Prezioso Batou (Verdi/VD) è indispensabile una regolamentazione a livello nazionale, come chiedono 5 Cantoni che dispongono di leggi in materia, ma che deplorano questa frantumazione del diritto. Il progetto del Consiglio federale risponde a questa richiesta e a una mozione sul tema.</p><p>Dello stesso parere Simone de Montmollin (PLR/GE) che ha però criticato alcuni aspetti del disegno, da lei giudicati "complessi", che rischiano di creare problemi nell'applicazione della legge, specie da parte dei Cantoni. Per questo motivo, il PLR è diviso su questo progetto.</p><p>Simon Stadler (Centro/UR) ha sottolineato il bisogno di una regolamentazione nazionale: molti genitori sono del tutto impreparati per far fronte al problema, che va ben oltre le loro capacità. Tuttavia, il progetto non intende mettere sotto tutela padre e madri, bensì dare una risposta alle loro preoccupazioni. Ai genitori si aggiungono anche le associazioni a protezione dei giovani.</p><p>Thomas Brunner (SG) dei Verdi liberali ha insistito nel suo intervento sulla dipendenza causata dal videogiochi e da Internet in generale, e dai rischi che ciò comporta in fatto di manipolazione. I Verdi liberali auspicano tuttavia un maggior coinvolgimento del settore per determinare ciò che è pericoloso e inappropriato da ciò che non lo è.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 09.06.2021</b></p><p><b>Videogiochi e film, protezione minori va migliorata</b></p><p><b>I minorenni vanno protetti dai contenuti mediali inadeguati, per esempio uniformando a livello nazionale l'età minima per guardare un film o acquistare un videogioco. Ne è convinto il Consiglio nazionale, che ha accolto per 112 voti a 74 una nuova legge federale in materia. Il dossier va agli Stati.</b></p><p>L'oggetto era già stato trattato dalla Camera del popolo nel corso della sessione primaverile, ma, per questioni di tempo, ci si era fermati alla discussione di entrata in materia. Il dibattito dettagliato era stato rinviato e si è dunque svolto durante la seduta odierna.</p><p>La nuova legge federale ha lo scopo di tutelare i più giovani dai contenuti di film e videogiochi che potrebbero nuocere al loro sviluppo fisico, mentale, psichico, morale o sociale. In particolare si parla di scene particolarmente sensibili, come quelle di natura violenta o sessuale.</p><p>Tutti i cinema, i venditori al dettaglio (anche online) e i servizi a richiesta ("on demand") in Svizzera saranno tenuti a indicare l'età minima necessaria e a svolgere controlli in merito. L'obbligo varrà pure piattaforme quali YouTube e Twitch.</p><p>L'obiettivo è anche di uniformare le norme a livello svizzero. Attualmente, in assenza di linee guida federali, la competenza di legiferare spetta infatti ai Cantoni, ma molto è lasciato all'autoregolamentazione del settore. Il panorama legale sul tema è quindi molto frammentario ed eterogeneo.</p><p><b></b></p><p>UDC scettica</p><p>A non essere convinta dal progetto era l'UDC, sostenuta da diversi PLR, che ha detto no alla legge. Per i democentristi, i quali avevano già proposto senza successo la non entrata nel merito a marzo; la protezione dei minori in tali settori è una questione privata, di competenza della famiglia.</p><p>"Il problema è serio, ma l'accento va messo sulla parola efficace. Non si può disciplinare tutto, va data fiducia ai giovani", ha detto Verena Herzog (UDC/TG). "È strano che gli stessi partiti che invocano la responsabilità dei genitori poi si oppongano a misure sociali come la parità salariale. Li si vuole sia far lavorare oltre 50 ore a settimana sia gestire da soli questi aspetti", le ha replicato Stefania Prezioso Batou (Verdi/GE).</p><p><b></b></p><p>Microtransazioni</p><p>I deputati hanno optato per inserire qualche aggiunta al disegno governativo. Per 98 voti a 67 hanno per esempio scelto di disciplinare gli acquisti addizionali opzionali, ovvero le cosiddette microtransazioni, prevedendo tra l'altro la possibilità di limitare quelle effettuate da minori.</p><p>"Si compra un gioco per uno o due franchi, poi vengono chiesti altri soldi per passare di livello o sbloccare dei vantaggi", ha dichiarato a nome della commissione preparatoria Matthias Aebischer (PS/BE), spiegando il meccanismo.</p><p><b></b></p><p>Regolamentazione</p><p>Per quanto riguarda la regolamentazione, spetterà agli operatori del settore, in associazione con le organizzazioni per la protezione dei minori, fissare le norme per l'età minima e per il suo controllo. Al Consiglio federale toccherà poi dichiararle vincolanti per tutti.</p><p>I Cantoni saranno competenti per verificare se le indicazioni dell'età minima sono rispettate. L'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) eserciterà la vigilanza per quel che concerne gli acquisti online. Chi non dovesse applicare le nuove disposizioni deve aspettarsi multe potenziali fino a 40'000 franchi.</p><p><b></b></p><p>Rischio mostro burocratico</p><p>La destra ha avanzato una serie di proposte di minoranza con l'idea di rendere meno stringente il disegno. Stando a Christian Wasserfallen (PLR/BE), "va evitata una densità di norme esagerate, privilegiando la flessibilità. La vigilanza deve essere snella e decidere se una regola ha senso o meno spetta a chi lavora nel campo".</p><p>"Un'autoregolamentazione simile significa introdurre un conflitto d'interesse", ha replicato Prezioso Batou, incassando il supporto del consigliere federale Alain Berset, preoccupato dal rischio di "indebolire e rimettere in questione il progetto".</p><p>Pure Mauro Tuena (UDC/ZH) ha insistito sulla necessità di scongiurare la creazione di uno strumento eccessivo. "Non si può dar vita a un mostro burocratico", ha affermato. "I parametri devono essere chiari", ha seccamente ribattuto a questi timori Simon Stadler (Centro/UR).</p><p><b></b></p><p>Pacchetto contro ciberdipendenze</p><p>I tentativi della destra sono tutti stati rispediti al mittente in sede di votazione. Il Nazionale ha infatti, tra le altre cose, seguito la maggioranza di commissione per adeguare i requisiti delle organizzazioni per la protezione dei minori affinché siano tenute a ricorrere a esperti quali membri permanenti e per obbligare l'ufficio federale competente ad adottare provvedimenti per la promozione delle competenze mediali e della prevenzione.</p><p>Infine, il plenum si è pronunciato su un postulato della sua Commissione della scienza, dell'educazione e della cultura, approvandolo per 123 voti a 60, che chiede all'esecutivo di elaborare un pacchetto di misure per lottare contro le diverse forme di ciberdipendenza.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 08.06.2022</b></p><p><b>Videogiochi, minorenni più tutelati da prodotti inadatti</b></p><p><b>In futuro, i minorenni dovrebbero essere meglio protetti dai contenuti mediali inadeguati, per esempio uniformando a livello nazionale l'età minima per guardare un film o acquistare un videogioco. Ne è convinto il Consiglio degli Stati che oggi ha approvato all'unanimità un progetto in materia, già accolto dal Nazionale nel giugno 2021. Il dossier ritorna alla Camera del popolo per le divergenze.</b></p><p>"Il sistema in vigore è incoerente e lacunoso", ha dichiarato in apertura delle discussioni, a nome della commissione, Matthias Michel (PLR/ZG). L'obiettivo è anche quello di trattare tutti i fornitori allo stesso modo. Da parte sua Elisabeth Baume-Schneider (PS/JU) ha sottolineato che la situazione è cambiata radicalmente a causa delle nuove possibilità tecniche offerte da Internet. Molto più spesso rispetto ai miei tempi giovanili, ha spiegato la "senatrice" giurassiana, i bambini e i ragazzi di oggi consumano i contenuti mediatici da soli.</p><p>D'accordo sul fondo del problema, ossia proteggere i giovani, gli Stati sono tuttavia contrari ad estendere il progetto di legge come deciso invece dal Consiglio nazionale nel giugno scorso. La Camera del popolo vuole infatti regolamentare anche le cosiddette microtransazioni - acquisti opzionali offerti all'interno di un gioco, come l'acquisto di oggetti, costumi, aggiornamenti, ecc. - prevedendo la possibilità di limitare tali operazioni da parte dei minori. Si tratta dei cosiddetti acquisti in-app, che sono aumentati notevolmente negli ultimi anni.</p><p>Senza opposizione, il Consiglio degli Stati ha quindi deciso oggi di stralciare tale disposizione introdotta dal Nazionale. Benché tale aspetto della legge sia importante, ha ammesso lo stesso Michel, secondo gli esperti qui ci troviamo nel campo della prevenzione dalla dipendenza dai giochi, non dai contenuti inappropriati. Secondo la maggioranza, e la stessa commissione preparatoria, la questione dovrebbe quindi essere regolamentata in un quadro diverso.</p><p>A differenza del Consiglio nazionale, il Consiglio degli Stati non vuole nemmeno obbligare legalmente l'ufficio federale competente ad adottare misure per promuovere la competenza e la prevenzione dei media. Con 24 voti a 18 contrari ha adottato una proposta presentata da una minoranza della commissione che chiede di rinunciare a tale requisito.</p><p>Michel ha difeso invece questo punto del dossier, sostenendo che non si tratta solo di inserire nella legge divieti e restrizioni, ma di agire anche a livello di informazione ed educazione ai media, al fine di rafforzare la responsabilità individuale. Questo aspetto è particolarmente importante per quanto riguarda il problema della dipendenza da gioco e da Internet, ha sostenuto invano.</p><p>A nome della minoranza, Jakob Stark (UDC/TG) ha ravvisato invece un elemento estraneo al progetto con questo articolo sull'educazione ai media. "Anche fare la cosa giusta nel posto sbagliato è sbagliato", ha spiegato il turgoviese. Inoltre, tale articolo assegnerebbe compiti al Confederazione senza la necessaria base costituzionale.</p><p>Secondo la volontà del Consiglio degli Stati, le organizzazioni responsabili dell'attuazione delle misure di protezione dei giovani non dovrebbero essere obbligate a includere esperti come membri su base permanente, ma solo durante lo sviluppo dei piani di tutela. Il Consiglio nazionale era di parere diverso.</p><p>La nuova legge federale in materia ha lo scopo di tutelare i più giovani dai contenuti di film e videogiochi che potrebbero nuocere al loro sviluppo fisico, mentale, psichico, morale o sociale. In particolare si parla di scene particolarmente sensibili, come quelle di natura violenta o sessuale.</p><p>Tutti i cinema, i venditori al dettaglio (anche online) e i servizi a richiesta ("on demand") in Svizzera saranno tenuti a indicare l'età minima necessaria e a svolgere controlli in merito. L'obbligo varrà pure piattaforme quali YouTube e Twitch.</p><p>L'obiettivo è anche di uniformare le norme a livello svizzero. Attualmente, in assenza di linee guida federali, la competenza di legiferare spetta infatti ai Cantoni, ma molto è lasciato all'autoregolamentazione del settore. Il panorama legale sul tema è quindi molto frammentario ed eterogeneo.</p><p>Per quanto riguarda la regolamentazione, spetterà agli operatori del settore fissare le norme per l'età minima e per il suo controllo. Al Consiglio federale toccherà poi dichiararle vincolanti per tutti. I Cantoni saranno competenti per verificare se le indicazioni dell'età minima sono rispettate. L'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) eserciterà la vigilanza per quel che concerne gli acquisti online. Chi non dovesse applicare le nuove disposizioni deve aspettarsi multe potenziali fino a 40'000 franchi.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 14.09.2022</b></p><p><b>Legge videogiochi, ancora divergenze</b></p><p><b>Permangono delle differenze dopo il secondo passaggio al Consiglio nazionale della nuova legge federale sulla protezione dei minori nei settori dei film e dei videogiochi. Delle cinque emerse dopo il dibattito agli Stati, la Camera del popolo ne ha mantenute oggi tre.</b></p><p>Il Nazionale ha in particolare nuovamente ribadito - con 103 voti contro 82 e 8 astenuti - la necessità di regolamentare anche le cosiddette microtransazioni - acquisti opzionali offerti all'interno di un gioco, come l'acquisto di oggetti, costumi, aggiornamenti, ecc. - prevedendo la possibilità di limitare tali operazioni da parte dei minori. Si tratta dei cosiddetti acquisti in-app, che sono aumentati notevolmente negli ultimi anni.</p><p>La Camera del popolo ha poi ribadito la necessità di obbligare legalmente l'ufficio federale competente ad adottare misure per promuovere la competenza e la prevenzione dei media. Altra divergenza rimasta: le organizzazioni responsabili dell'attuazione delle misure di protezione dei giovani dovranno essere obbligate a includere esperti come membri su base permanente, in particolare per l'elaborazione della loro regolamentazione.</p><p>Eliminate per contro le divergenze concernenti la partecipazione a tornei di videogiochi e le eccezioni per l'età minima richiesta dei minorenni accompagnati a degli eventi. </p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 20.09.2022</b></p><p><b>Videogiochi, divergenze su come proteggere i minori</b></p><p><b>Continuano a permanere divergenze nella nuova legge federale sulla protezione dei minori nei settori dei film e dei videogiochi. Oggi il Consiglio degli Stati ha in particolare ribadito che non vuole regolamentare le cosiddette microtransazioni, acquisti opzionali offerti all'interno di un gioco. Il dossier torna al Nazionale.</b></p><p>Matthias Michel (PLR/ZG), parlando a nome della commissione, ha riconosciuto che i problemi della dipendenza giovanile dal gioco d'azzardo non devono essere sottovalutati, aggiungendo però che la regolamentazione non è la strada giusta. Si tratta di un settore in rapida evoluzione e la legislazione diventerebbe in breve tempo obsoleta, ha sostenuto. I "senatori" lo hanno seguito, mantenendo tacitamente il loro punto di vista.</p><p>Restano altre due differenze con il Nazionale. Per la Camera dei cantoni, le organizzazioni responsabili dell'attuazione delle misure di protezione dei giovani non dovrebbero essere obbligate a includere esperti come membri su base permanente, in particolare per l'elaborazione della loro regolamentazione.</p><p>Inoltre l'ufficio federale competente non dovrebbe essere obbligato per legge ad adottare misure per promuovere la competenza e la prevenzione dei media, come invece chiesto dal Nazionale. Su questo punto, gli Stati si sono espressi con 24 voti a 20, contro il parere della loro commissione preparatoria.</p><p>Per quanto riguarda il resto della legge c'è affinità di vedute tra i due rami del parlamento.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 22.09.2022</b></p><p><b>Videogiochi e minori, divergenza su prevenzione</b></p><p><b>Non c'è ancora unità di vedute tra i due rami del parlamento in merito alla nuova legge federale sulla protezione dei minori nei settori dei film e dei videogiochi. Oggi il Consiglio nazionale ha ribadito - con 108 voti a 75 e 2 astensioni - che l'ufficio federale competente deve essere obbligato per legge ad adottare misure di prevenzione.</b></p><p>Gli Stati vorrebbero eliminare del tutto la disposizione. Una minoranza di PLR e UDC avrebbe voluto seguire i "senatori" ritenendo che si tratti di una competenza delle scuole. Christian Wasserfallen (PLR/BE) ha chiesto invano di non creare un nuovo compito federale, aggiungendo che tocca anche ai genitori operare in questo senso.</p><p>Il Nazionale si è invece allineato agli Stati per quanto riguarda altre due divergenze. Il plenum ha stabilito di non regolamentare le cosiddette microtransazioni, acquisti opzionali offerti all'interno di un gioco. Ma la proposta tornerà sotto forma di mozione al Consiglio federale entro la fine dell'anno, ha dichiarato Fabien Fivaz (Verdi/NE).</p><p>Il plenum ha pure rinunciato a introdurre norme vincolanti sull'autoregolamentazione. Le organizzazioni responsabili dell'attuazione delle misure di protezione dei giovani non dovranno essere obbligate a includere esperti come membri su base permanente, in particolare per l'elaborazione della loro regolamentazione.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 26.09.2022</b></p><p><b>CSt: film e videogiochi, trovata intesa su come proteggere giovani</b></p><p><b>I due rami del Parlamento hanno trovato un'intesa sugli ultimi dettagli della legge volta a proteggere meglio i minorenni dai film e dai videogiochi inappropriati. Il Consiglio degli Stati ha eliminato oggi l'ultima divergenza che ancora sussisteva con il Nazionale in materia di prevenzione.</b></p><p>La Camera del popolo ha sempre voluto che la Confederazione sostenga progetti di sensibilizzazione presso i gruppi target. A suo avviso, i genitori devono essere sostenuti nei loro sforzi per la protezione dei figli.</p><p>Alla fine anche i "senatori" - con 23 voti contro 20 - hanno accettato di introdurre questo obiettivo nella legge. Una minoranza formata da UDC e PLR era contraria, sostenendo che si tratta di un compito che spetta in primis alle scuole e ai cantoni.</p><p>La settimana scorsa, il Nazionale aveva già accettato diversi compromessi. I parlamentari hanno rinviato a più tardi la regolamentazione delle micro-transazioni che prosperano nei giochi online. Rilanceranno il tema entro la fine dell'anno sotto forma di una mozione. A loro avviso, questo tipo di acquisti aumenta il rischio di dipendenza.</p><p>La Camera del popolo ha pure rinunciato a regole vincolanti in materia di autoregolamentazione. Le organizzazioni del settore non dovranno integrare esperti a titolo permanente, in particolare per l'elaborazione della loro regolamentazione. Ma unicamente consultarli.</p><p></p><p><b>Comunicato stampa della commissione della scienza, dell'educazione e della cultura del Consiglio nazionale del 20.01.2023</b></p><p>Nel quadro dell'esame della legge sulla protezione dei minori nei settori dei film e dei videogiochi (<a href="https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20200069">20.069</a>), alcuni membri della Commissione hanno espresso la volontà di approfondire la questione delle microtransazioni. Reputando di avere bisogno di informazioni supplementari, la Commissione ha incaricato il Consiglio federale, mediante un postulato (<a href="https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20233004">23.3004</a>) accolto con 14 voti favorevoli e 9 contrari, di stilare un rapporto in cui illustri quali tipi di microtransazioni comportano un rischio in termini di dipendenza e di comportamenti patologici e con quali mezzi la Confederazione potrebbe contrastarlo. Una minoranza si oppone invece al mandato ritenendo che si tratti di una questione di responsabilità individuale. </p><p><b></b></p><p><b>Informazioni</b></p><p>Marcello Fontana, segretario della commissione, </p><p>058 322 97 35,</p><p><a href="mailto:wbk.csec@parl.admin.ch">wbk.csec@parl.admin.ch</a></p><p><a href="https://www.parlament.ch/it/organe/commissioni/commissioni-tematiche/commissioni-csec">Commissione della scienza, dell'educazione e della cultura (CSEC)</a></p>