<h2>SubmittedText<h2><text><p>L'Ufficio è incaricato di sottoporre alle Camere una modifica della legge sul Parlamento che obblighi i parlamentari a dichiarare nel registro delle relazioni d'interesse i loro legami con i media. Sono considerate tali una partecipazione di almeno il 5 per cento a un'impresa attiva nel settore dei media come pure la funzione di membro di un organo di direzione o di sorveglianza di una siffatta impresa.</p></text><h2>FederalCouncilResponseText<h2><text><p>La legislazione attualmente in vigore impone ai membri delle Camere di dichiarare tutte le attività in organi di direzione e di sorveglianza, nonché in organi di consulenza e simili, di enti, istituti e fondazioni svizzeri ed esteri, di diritto pubblico e privato (art. 11 cpv. 1 lett. b della legge sul Parlamento, LParl; RS 171.10). In questo elenco sono compresi anche gli organi di direzione e di sorveglianza delle imprese che operano nel settore dei media. La seconda parte della mozione trova quindi già oggi adempimento. Una consultazione dei registri degli interessi del Consiglio nazionale e del Consiglio degli Stati mostra che numerosi membri delle Camere ricoprono mandati all'interno di organi di direzione e di sorveglianza delle imprese che operano nel settore dei media e li dichiarano regolarmente.</p><p>Il diritto parlamentare non prevede invece alcun obbligo di dichiarazione in caso di partecipazione al capitale di un'impresa. Negli ultimi anni le Camere si sono ripetutamente occupate di interventi parlamentari che mirano a rafforzare gli obblighi di dichiarazione dei propri membri in relazione ai redditi conseguiti nell'ambito dell'attività professionale oppure tramite mandati secondo l'articolo 11 LParl. Una eventuale dichiarazione delle partecipazioni al capitale non era finora stata esaminata.</p><p>L'Ufficio riconosce l'importanza attribuita dalla petizione alla trasparenza dei rapporti di proprietà per le imprese che operano nel settore dei media, ma ritiene inopportuno prevedere un obbligo di dichiarazione delle partecipazioni al capitale per i seguenti motivi:</p><p>- La dichiarazione delle partecipazioni al capitale di un impresa da parte di singoli membri delle Camere non garantisce la trasparenza delle imprese interessate. Questa impostazione è inoltre in contrasto con le disposizioni in materia di dichiarazione contemplate dal diritto societario svizzero, che prevede obblighi di dichiarazione per le società e non per il singolo azionista (cfr. ad es. art. 663c cpv. 1 CO). Per questi motivi la problematica andrebbe - eventualmente - disciplinata mediante disposizioni concernenti le imprese e non i singoli membri del Parlamento, senza modificare quindi la legge sul Parlamento.</p><p>- L'elaborazione di una regolamentazione in tal senso e l'applicazione delle relative disposizioni comporterebbe notevoli difficoltà. In particolare sarebbe difficile operare una netta distinzione fra le imprese attive nel settore dei media e le altre imprese e definire con sufficiente chiarezza sul piano giuridico la "partecipazione di almeno il 5 per cento a un'impresa" nell'ambito di partecipazioni strutturate in modo complesso e, ad esempio, quando sono coinvolti membri della famiglia del deputato.</p><p>- Inoltre una regolamentazione concernente la partecipazione al capitale di imprese del settore dei media solleverebbe il problema dell'uguaglianza di trattamento per tutte le partecipazioni al capitale dei membri del Parlamento. In questo ambito si dovrebbe tener presente che la regolamentazione proposta dall'autore della mozione costituirebbe, come nel caso dell'obbligo di dichiarare i redditi dell'attività professionale, una profonda lesione della sfera privata dei parlamentari.</p></text>