<h2>SubmittedText<h2><p>Le superfici per la promozione della biodiversità (SPB) sono sostenute con circa mezzo miliardo di franchi di pagamenti diretti. Per le aziende agricole esiste un forte incentivo a sfruttare questi fondi. Tuttavia, nelle attuali ordinanze vi sono diverse scappatoie e programmi poco efficaci con un un effetto in termini di promozione opinabile.</p><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande.</p><p>1. La Confederazione ha effettuato una valutazione del rapporto costi/benefici dei singoli programmi SPB e, in caso affermativo, con quali risultati?</p><p>2. Come valuta l'effetto delle superfici QI sulla biodiversità?</p><p>3. L'effetto delle SPB con QI potrebbe migliorare emanando un divieto di utilizzo di trinciastocchi su tutti i prati SPB e rendendo obbligatoria una quota del 10 per cento di fasce che consentono agli animali di ritirarsi? Se sì, questi requisiti saranno introdotti con la PA22+?</p><p>4. Come si potrà evitare in futuro che i tipi di SPB con QI praticamente irrilevanti per la biodiversità (p.es. vigneti con biodiversità naturale o pascoli estensivi) ricevano contributi per l'interconnessione? Si prevede di escludere tali superfici? </p><p>5. Per quanto riguarda distanza, densità e cura degli alberi da frutto ad alto fusto nei campi, prima della Politica agricola 14/17 esistevano chiare istruzioni in materia di pagamenti diretti. Tuttavia, queste valide istruzioni sono state progressivamente allentate fino ad arrivare al punto che oggi è possibile ottenere contributi nonostante gli scarsi benefici ecologici. Qual è il motivo di tale allentamento?</p><p>6. Nella viticoltura e per i frutteti di alberi da frutto ad alto fusto con QII possono essere riconosciuti come SPB elementi strutturali su fondi confinanti. Ciò consente a più gestori di ottenere pagamenti diretti per lo stesso oggetto. Come si può evitare questa situazione in futuro?</p><p>7. Sono note altre SPB per le quali le istruzioni sono insufficienti e pertanto è possibile richiedere pagamenti diretti benché non vi siano benefici ecologici supplementari?</p><p>8. Le piccole strutture, come boschetti, gruppi di cespugli, alberi isolati, pozze / stagni, cumuli di pietra, eccetera, sono comprovatamente pregiate per molte specie. Attualmente le piccole strutture improduttive danno diritto a contributi solo su pochi tipi di SPB fino a una quota massima del 20 per cento della superficie. Su altri tipi di SPB, conformemente alle istruzioni dell'UFAG, è tollerato soltanto l'1 per cento di piccole strutture. Per quale motivo il Consiglio federale non è disposto, come proposto dagli esperti, a aumentare questa quota per quanto riguarda i tipi di SPB summenzionati a un massimo del 10 per cento? Come possono essere preservate e promosse piccole strutture pregiate?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nella valutazione dei contributi per la biodiversità del 2018/19, grazie al programma di monitoraggio ALL-EMA, per la prima volta è stato possibile esprimersi sull'effetto di tali contributi a livello nazionale. Tra l'altro è emerso che, applicando misure per la sua promozione, la biodiversità dei prati è superiore a quella delle altre superfici utilizzate a scopo agricolo. La biodiversità maggiore vale per le superfici del livello qualitativo I ai sensi dell'articolo 56 OPD, per le superfici interconnesse secondo l'articolo 62 OPD e, in misura maggiore, per quelle del livello qualitativo II. I dati sul monitoraggio mostrano anche che molti prati ecologici attualmente non raggiungono l'obiettivo dei prati fioriti ricchi di specie.</p><p>Finora non è stata effettuata alcuna analisi del rapporto costi/benefici relativamente alle SPB. Per calcolare questo rapporto si dovrebbero quantificare sia i costi sia i benefici delle misure. Studi svolti in passato hanno evidenziato che i costi dipendono molto dalle condizioni aziendali, naturali e territoriali (Huber et al., 2016). È praticamente impossibile stabilire opportunamente un valore medio. I metodi per rilevare i benefici, come ad esempio l'analisi della disponibilità a pagare un prezzo maggiore, sono molto controversi negli ambienti degli economisti e non sono stati ancora impiegati in relazione alle SPB. Per questi motivi, il Consiglio federale ritiene che non sia opportuno procedere a un'analisi costi/benefici.</p><p>2. L'obiettivo del livello qualitativo I è garantire in termini quantitativi la superficie totale gestita in modo estensivo o poco intensivo necessaria secondo gli obiettivi ambientali per l'agricoltura. Tuttavia, come si è evinto dalle valutazioni, le SPB del livello qualitativo I, soprattutto per quanto concerne i prati che rappresentano la maggior parte delle SPB, finora hanno contribuito in maniera insufficiente alla preservazione e alla promozione della biodiversità. Si tratta di superfici che non vengono rivalutate in superfici del livello qualitativo II o che hanno scarso potenziale per una rivalutazione della flora. Nella PA22+ si prevede pertanto di innalzare i requisiti di base per i terreni permanentemente inerbiti gestiti come SPB (v. anche la risposta alla domanda 3). Al momento sono al vaglio ulteriori possibilità di rivalutazione delle superfici QI.</p><p>Le proposte sono state e saranno ulteriormente discusse con le varie parti interessate (esecuzione, settore agricolo, ricerca, ONG, etc.).</p><p>3. L'effetto positivo sulla biodiversità che si ottiene rinunciando ai trinciastocchi e impiantando fasce che consentono agli animali di ritirarsi è scientificamente provato. Nel quadro della PA22+ si prevede pertanto di definire queste misure come condizioni di base per i contributi per la biodiversità.</p><p>4. Come indicato nella risposta alla domanda 2, le superfici del livello qualitativo I sono importanti per garantire, dal profilo quantitativo, gli spazi vitali per la biodiversità. Con gli adeguamenti delle condizioni di base ed eventuali ulteriori rivalutazioni, in futuro s'intende migliorare l'efficacia per queste superfici. Inoltre, nell'ambito della PA22+, al livello delle interfacce tra i contributi per la biodiversità e i contributi per un'agricoltura adeguata alle condizioni locali, si mira a migliorare l'efficienza dei programmi e anche l'efficacia dei contributi per l'interconnessione. Il Consiglio federale ritiene pertanto che non vi sia alcun motivo di escludere queste superfici dalla promozione della biodiversità.</p><p>5. Dal 2014 si è proceduto, da un lato, all'abrogazione di una serie di disposizioni nel quadro del progetto "Semplificazioni amministrative", dall'altro a rendere obbligatoria la cura adeguata degli alberi fino al decimo anno dalla piantagione. Il Consiglio federale ritiene che gli adeguamenti apportati, nel complesso, non rappresentano un passo indietro. Ciononostante, dalle esperienze in ambito esecutivo è emerso che le disposizioni in materia di densità e distanza vigenti per gli alberi da frutto ad alto fusto nei campi sono difficili da attuare. Questo tema sarà perciò trattato da un gruppo di lavoro creato ad hoc.</p><p>6. Non è vero che più gestori possono ottenere pagamenti diretti per lo stesso oggetto. Per gli alberi da frutto ad alto fusto nei campi i criteri concernenti le strutture e la superficie computabile possono essere adempiuti congiuntamente da più aziende. I Cantoni disciplinano la procedura e la stessa superficie computabile può essere fatta valere soltanto per un singolo albero.</p><p>7. No (v. anche la risposta alle domande 1 e 2).</p><p>8. Nel messaggio sulla PA22+ è presentato un pacchetto di misure per migliorare la promozione delle strutture pregiate per la biodiversità, tra cui rientra anche la proposta di uniformare al 20 per cento la quota massima per tutte le SPB.</p>  Risposta del Consiglio federale.