<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di sottoporre al Parlamento una modifica della legge sulle indennità di perdita di guadagno, affinché le persone che prestano servizio d'appoggio nell'esercito svizzero o per la Croce Rossa abbiano diritto a un'indennità di perdita di guadagno pari al 100 per cento del reddito lavorativo medio conseguito prima del servizio per ogni giorno di servizio con soldo prestato oltre la normale durata del servizio ordinario d'istruzione nel corso di un anno.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'ordinamento delle indennità di perdita di guadagno ha il mandato costituzionale di compensare adeguatamente la perdita di guadagno subita dalla persona che presta servizio, che si tratti del servizio militare, di quello civile o della protezione civile. L'indennità di base ammonta all'80 per cento del reddito medio conseguito prima del servizio. Inoltre, le persone che prestano servizio che hanno figli hanno diritto a un assegno per i figli. Quelle che hanno un figlio arrivano così già a un tasso di sostituzione superiore all'80 per cento del reddito lavorativo conseguito prima del servizio. Con tre figli e un reddito mensile non superiore a 7350 franchi, una persona che presta servizio può arrivare persino a un tasso di sostituzione del reddito del 100 per cento.</p><p>Come tutti i rami delle assicurazioni sociali che prevedono un'indennità giornaliera per perdita di guadagno, l'ordinamento delle indennità di perdita di guadagno è retto dalla legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA). Per quanto concerne il diritto e il calcolo dell'indennità giornaliera, ogni assicurazione sociale ha le sue peculiarità, ma tutte le assicurazioni sociali rette dalla LPGA hanno una caratteristica in comune: versano un'indennità giornaliera pari al massimo all'80 per cento del guadagno assicurato. Questo vale sia per le indennità giornaliere dell'assicurazione contro gli infortuni, dell'assicurazione invalidità, dell'assicurazione contro la disoccupazione e dell'assicurazione militare che per quelle dell'ordinamento delle indennità di perdita di guadagno. La compensazione integrale della perdita di guadagno (compensazione al 100 %) soltanto per i militari comporterebbe un'incongruenza nel sistema delle indennità giornaliere delle assicurazioni sociali e non è quindi giustificata.</p><p>Nella lotta al coronavirus, hanno prestato servizio d'appoggio diverse migliaia di militari. Una parte dei giorni di servizio prestati è computata loro nel servizio d'istruzione annuo, ma non possono essere computati tutti, poiché altrimenti non sarebbe più possibile alcuna prestazione di sostegno in caso di emergenza, dato che molti militari avrebbero già adempiuto l'intero servizio d'istruzione obbligatorio. Come esposto, un'indennità di base più elevata per questi giorni di servizio con soldo prestati al di fuori del servizio d'istruzione obbligatorio non sarebbe giustificata. Inoltre, si tratterebbe di un privilegio rispetto a quei militari che devono prestare diverse centinaia di giorni di servizio in blocco, come ad esempio le persone in servizio d'avanzamento o in ferma continuata. Infine, nel quadro della lotta al coronavirus anche persone tenute a prestare servizio civile e militi della protezione civile sono stati impegnati in servizi di lunga durata. Sarebbe pertanto ingiustificato concedere soltanto a una determinata categoria di militari un tasso di sostituzione del reddito del 100 per cento.</p><p>Il Consiglio federale ritiene che il disciplinamento vigente, ovvero il versamento di un'indennità di perdita di guadagno pari all'80 per cento del reddito medio conseguito prima del servizio, permetta di tenere conto adeguatamente anche dei giorni di servizio prestati oltre la durata del servizio ordinario d'istruzione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.