<h2>SubmittedText<h2><p>1. Come si è evoluta l'immigrazione di cittadini UE in Svizzera dal 2002 in rapporto alla crescita economica del nostro Paese?</p><p>2. Come si è evoluta l'immigrazione di cittadini UE in Svizzera dal 2002 in rapporto alla crescita economica dei Paesi d'origine degli immigrati UE?</p><p>3. Come si è evoluta la crescita economica pro capite nei periodi 2007-2011, 2011-2015 e 2015-2018? </p><p>4. Secondo la Segretaria di Stato della migrazione (SEM), l'immigrazione dall'UE nel 2012 era composta come segue: 22,8 per cento ricongiungimento familiare, 9,3 per cento professione non definita, 7,9 per cento edilizia, 6,7 per cento formazione e formazione continua, 5,0 per cento senza attività lucrativa, 5,0 per cento impiegati commerciali/professioni d'ufficio, 4,1 per cento imprenditori, 2,9 per cento personale di cucina, 2,9 per cento personale di servizio, 1,5 per cento portinai/personale addetto alle pulizie, 1,4 per cento medici, 1,3 per cento infermieri. Come era composta l'immigrazione dall'UE nel 2018?</p><p>5. L'assicurazione contro la disoccupazione (AD) è gravata in particolare dai cittadini UE, in quanto essi perdono più spesso il lavoro rispetto agli Svizzeri, come titolava qualche giorno fa un quotidiano svizzero. Ad esempio, gli Spagnoli ricevono dall'AD svizzera il doppio di quello che hanno versato. Quanti cittadini UE ricevono attualmente indennità dell'AD e per quanto tempo, in media, hanno versato contributi AD nel nostro Paese?</p><p>6. Dall'introduzione della libera circolazione delle persone con l'UE si è registrato un forte aumento del numero dei beneficiari dell'aiuto sociale. Quasi 300 000 persone percepiscono l'aiuto sociale in Svizzera. I cittadini UE attingono alla cassa in misura maggiore rispetto agli Svizzeri. Nel 2017 la quota di beneficiari dell'aiuto sociale ammontava al 3,0 per cento per i cittadini UE, mentre era pari ad appena il 2,3 per cento per gli Svizzeri. Come spiega il Consiglio federale questa massiccia immigrazione di cittadini UE nelle nostre assicurazioni sociali?</p><p>7. A quanto ammontano attualmente gli obblighi dell'AVS e delle PC nei confronti di cittadini UE? Vale a dire quanti sono i cittadini UE assicurati presso l'AVS e le PC? A quale fascia di età e di reddito appartengono? A quanto ammontano le future rendite da versare a questi cittadini UE?</p><p>8. Nel 2031 il fondo di compensazione dell'AVS sarà già esaurito e l'AVS in bancarotta. A quanto ammontano le rendite cumulate che saranno versate tra il 1° gennaio 2020 e il 31 dicembre 2030 a cittadini UE?</p><p>9. Cosa intende intraprendere il Consiglio federale per arginare le conseguenze negative dell'immigrazione, in particolare in considerazione dell'imminente recessione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. L'immigrazione netta è aumentata fortemente nei primi anni successivi all'entrata in vigore della libera circolazione delle persone, raggiungendo il massimo livello nel 2008, con l'arrivo di 73 247 persone provenienti dallo spazio UE/AELS. Nello stesso periodo, il prodotto interno lordo (PIL) svizzero, trainato dalla buona congiuntura in mercati importanti, ha fatto registrare una crescita sostenuta, con un tasso medio annuo pari al 2,3 per cento. All'epoca la Germania, confrontata con un tasso di disoccupazione superiore all'8 per cento, era di gran lunga il Paese di provenienza più importante. L'immigrazione netta dall'UE/AELS è di nuovo diminuita negli anni successi. Questa evoluzione è stata caratterizzata da una modifica dei Paesi di provenienza: ha infatti acquistato importanza l'immigrazione da Paesi con una crescita negativa del PIL, come l'Italia. Inoltre, con la graduale apertura del mercato del lavoro ai cittadini degli Stati dell'Europa dell'Est, nel corso degli anni sono aumentati anche gli arrivi da questi Paesi. La crisi economica e finanziaria e la crisi dell'euro hanno influito negativamente sul tasso di crescita del PIL svizzero, che ammontava ad appena l'1,5 per cento. Negli ultimi anni l'immigrazione netta è in calo. Nel 2018 il saldo migratorio ammontava a 31 169 persone per lo spazio UE/AELS, una cifra decisamente inferiore alla media annua di circa 40 800 persone registrata dall'introduzione della libera circolazione. I capitoli da 2.1 a 2.3 del quindicesimo rapporto dell'Osservatorio sulla libera circolazione delle persone tra la Svizzera e l'UE illustrano in dettaglio la correlazione tra immigrazione ed evoluzione economica in Svizzera e all'estero.</p><p>3. La crescita annua media del prodotto interno lordo (PIL) reale pro capite è stata pari allo 0,0 per cento dal 2007 al 2011, allo 0,5 per cento dal 2011 al 2015 e all'1,2 per cento dal 2015 al 2018.</p><p>4. Le statistiche sulla ripartizione professionale degli immigrati vanno prese con le pinze nella misura in cui la durata di soggiorno in Svizzera dei lavoratori di determinate categorie professionali è nettamente inferiore alla media. È il caso, tipicamente, dei settori stagionali. Ne consegue che queste categorie sono fortemente sovrarappresentate nelle statistiche. I settori professionali con una forte segmentazione in molti tipi di professione, tipicamente nel caso di attività altamente qualificate, registrano invece percentuali inferiori proprio in ragione di tale segmentazione. Qui di seguito i dati del 2018 sulla composizione dell'immigrazione nel quadro dell'ALC: esercizio di un'attività lucrativa 64,7 per cento (professioni del ramo edilizio 7,5 per cento; imprenditori, direttori, funzionari dirigenti 6,9 per cento; professioni commerciali e amministrative 4,9 per cento; professioni nel campo della medicina umana e della farmacia 2,3 per cento; professioni nel settore delle pulizie e della manutenzione 1,9 per cento; professioni sanitarie 1,9 per cento); ricongiungimento familiare 22,7 per cento; formazione e formazione continua 7,2 per cento; senza attività lucrativa 4,4 per cento; immigrazione nel quadro dell'asilo e altre entrate 1,0 per cento.</p><p>5. Le stime sulle entrate e le uscite nell'assicurazione contro la disoccupazione (AD), in parte suddivise per nazionalità, sono pubblicate annualmente nel quadro del rapporto dell'Osservatorio. I tassi elevati riscontrati tra i cittadini di alcuni Paesi dell'UE sono riconducibili in primo luogo all'elevata proporzione di lavoratori stagionali.</p><p>6. Le statistiche in materia di aiuto sociale dell'Ufficio federale di statistica sono state introdotte nel 2005. L'analisi per nazionalità dei beneficiari dell'aiuto sociale è possibile soltanto a partire dal 2009. Nel 2009, 28 700 cittadini dell'UE27/AELS hanno fatto ricorso all'aiuto sociale, il che corrisponde a un tasso del 2,8 per cento. Nel 2017 sono stati circa 41 700 cittadini dell'UE 28/AELS, ossia un tasso del 3,0 per cento. Per quanto riguarda le prestazioni dell'AD, si osserva un calo dei beneficiari, stranieri e svizzeri. Negli ultimi anni il numero di beneficiari di prestazioni complementari provenienti dallo spazio UE/AELS è aumentato in misura minore rispetto agli Svizzeri. Non si constata quindi una massiccia immigrazione di cittadini UE nel sistema di sicurezza sociale svizzero.</p><p>7. Le proiezioni dell'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) non permettono di determinare l'ammontare delle future rendite da versare a cittadini UE. Si ignora anche il numero complessivo dei cittadini UE assicurati. Il registro degli assicurati non indica quanti stranieri ritornati in patria hanno o potrebbero avere diritto a una prestazione e non permette nemmeno di determinare quali sono deceduti.</p><p>8. In seguito all'approvazione della riforma fiscale e del finanziamento dell'AVS (RFFA) nella votazione popolare del 19 maggio 2019, si stima che nel 2031 il livello del fondo di compensazione AVS ammonterà, grazie alle misure adottate, al 37 per cento delle uscite di un anno. Per garantire le basi di finanziamento, il 28 agosto 2019 il Consiglio federale ha adottato il messaggio sulla riforma AVS 21. Le proiezioni dell'UFAS non permettono di determinare l'ammontare delle rendite cumulate che saranno versate a cittadini UE tra il 1° gennaio 2020 e il 31 dicembre 2030.</p><p>9. L'immigrazione dall'UE/AELS è fortemente connessa al mercato del lavoro. Un rallentamento economico implicherebbe un calo dell'immigrazione, il che tenderebbe a mitigare le ripercussioni negative della congiuntura per la popolazione residente. Secondo le previsioni congiunturali del gruppo di esperti della Confederazione, nel 2019 il PIL aumenterà dello 0,8 per cento; nel 2020 la crescita economica dovrebbe aumentare di nuovo all'1,7 per cento.</p>  Risposta del Consiglio federale.