<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di decretare una moratoria di cinque anni sull'importazione di agrocarburanti, ottenuti da piante coltivate a tale scopo. Durante questo periodo, egli adotterà le necessarie misure volte a</p><p>1. stabilire i criteri di un bilancio ecologico e sociale positivo che permetta l'assegnazione di una label e un'eventuale defiscalizzazione degli agrocarburanti; </p><p>2. promuovere la ricerca e l'impiego di agrocarburanti definiti di "seconda generazione" ottenuti da rifiuti;</p><p>3. ridurre in modo efficace il consumo di carburanti mediante incentivi che concernono i veicoli e il traffico motorizzato.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il 23 marzo 2007 il Parlamento ha approvato la modifica della legge sull'imposizione degli oli minerali. Tale modifica legislativa prevede l'incentivazione fiscale del gas naturale, del gas liquido e del biogas nonché di altri carburanti provenienti da materie prime rinnovabili. Nell'articolo 12b capoverso 3 lettera b il Consiglio federale viene incaricato di determinare le esigenze minime per la prova di un bilancio ecologico globale positivo e di tenere conto di condizioni di produzione socialmente accettabili.</p><p>Il Consiglio federale definirà le esigenze minime in ambito ecologico nell'ordinanza sull'imposizione degli oli minerali. Si prevede che per i carburanti provenienti da materie prime rinnovabili venga concessa un'agevolazione fiscale unicamente se essi comportano, a partire dalla fase di coltivazione fino a quella di consumo, una concreta riduzione delle emissioni di gas a effetto serra e se non gravano sull'ambiente in modo nettamente maggiore rispetto alla benzina fossile. Inoltre, il metodo di produzione dei carburanti non deve compromettere la conservazione delle foreste pluviali e la protezione della diversità biologica. </p><p>L'agevolazione fiscale deve essere concessa unicamente per i carburanti che soddisfano tali esigenze minime. A seconda del bilancio ecologico globale, determinati biocarburanti non vengono dunque incentivati dal punto di vista fiscale. In tal modo si tiene già adeguatamente conto delle richieste della mozione in materia di politica ambientale. Il rispetto di condizioni sociali di produzione accettabili è possibile in primo luogo grazie all'esistenza di label di alta qualità diffusi a livello internazionale, comprese le norme chiave di lavoro dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL). Il Consiglio federale non ritiene quindi appropriata una definizione unilaterale di criteri sociali. Affinché la Svizzera possa influenzare il processo di sviluppo di tali label, essa deve prendere parte attivamente al mercato, e una moratoria sull'importazione di carburanti provenienti da materie prime rinnovabili glielo impedirebbe. L'Ufficio federale dell'energia (UFE) e la Segreteria di Stato dell'economia (SECO) appoggiano un progetto internazionale del Politecnico federale di Losanna che intende sviluppare uno standard di sostenibilità largamente applicabile per carburanti provenienti da materie prime rinnovabili. L'UFE sostiene inoltre la ricerca e lo sviluppo di carburanti provenienti da materie prime rinnovabili di seconda generazione, di cui si occupa soprattutto l'Istituto Paul Scherrer.</p><p>Dal punto di vista del principio del trattamento nazionale, un'esclusione generalizzata dall'agevolazione fiscale dei carburanti importati provenienti da materie prime rinnovabili sarebbe in contrasto con gli attuali obblighi di diritto internazionale della Svizzera risultanti dagli accordi dell'OMC (GATT 1994), dall'accordo di libero scambio Svizzera-CE del 1972 e dall'accordo di libero scambio nell'ambito dell'AELS con Stati terzi.</p><p>In particolare i Paesi in sviluppo orientati alle esportazioni agricole potrebbero affermarsi come importanti Paesi fornitori grazie alle condizioni di produzione vantaggiose. Proprio il mercato dell'etanolo offre ai Paesi in sviluppo più avanzati l'opportunità di partecipare al mercato mondiale. Con l'"apertura del mercato" essi hanno l'occasione di diversificare la loro gamma di prodotti d'esportazione, spesso unilaterale. Al contempo, nel quadro della collaborazione allo sviluppo, devono essere intrapresi tutti gli sforzi atti a ridurre al minimo le possibili conseguenze negative della produzione di carburanti provenienti da materie prime rinnovabili.</p><p>In considerazione di quanto detto, la moratoria proposta deve essere respinta. In primo luogo, la Svizzera perderebbe le possibilità di influire su uno sviluppo sostenibile della produzione e del mercato di carburanti provenienti da materie prime rinnovabili. Secondariamente, si impedirebbe anche ai Paesi in sviluppo di usufruire di nuove opportunità. In terzo luogo, riflessioni di natura politico-commerciale non giustificano la soppressione delle importazioni di carburanti provenienti da materie prime rinnovabili.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.