<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Da molti anni si discute sul finanziamento degli istituti che si occupano di casi di dipendenza. A </p><p>partire dal 1997 l'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS), in collaborazione con </p><p>l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), studia un nuovo sistema di finanziamento (FiDe - </p><p>Financement des thérapies de la dépendance). Il nuovo sistema, di cui l'UFSP è ormai il fulcro </p><p>e che è stato elaborato con l'aiuto di una dozzina d'istituti, verrà sperimentato quest'anno </p><p>presso i Cantoni e gli istituti che si offriranno volontari. </p><p>1. Il mandato assegnato nel 1998 dal Dipartimento federale dell'interno al gruppo di lavoro FiDe, </p><p>costituito da quattro membri di governi cantonali nonché da rappresentanti dell'UFSP e </p><p>dell'UFAS, ha definito, per il modello da elaborare, alcune regole relative al volume totale dei </p><p>costi e alla loro ripartizione: </p><p>- rifiutare ogni aumento dei costi se l'offerta non varia, cercare piuttosto una </p><p>razionalizzazione; </p><p>- rifiutare un semplice trasferimento di oneri supplementari verso i Cantoni; </p><p>- evitare un trasferimento di nuove prestazioni verso l'assicurazione malattie; </p><p>- evitare di considerare sistematicamente invalide le persone che soffrono di dipendenza e </p><p>poter verificare il carattere effettivo dell'invalidità delle persone a cui l'AI versa prestazioni </p><p>conformemente alla legge. </p><p>Queste regole implicano che l'insieme dei contributi delle quattro importanti fonti di </p><p>finanziamento rappresenteranno un ordine di grandezza simile a quello della situazione </p><p>antecedente, se ciò è giustificato dal punto di vista economico, partendo dal fatto che gli </p><p>incarichi legali dei finanziatori non sono modificati. Si conosce la situazione finanziaria grazie </p><p>all'analisi dei costi effettuata nel 1999 sugli anni 1995-1997 da cui risulta che il finanziamento </p><p>totale di circa 250 milioni di franchi è così ripartito: l'assicurazione invalidità (AI) finanzia il 21-</p><p>25%, i Cantoni il 30%, i Comuni (aiuto sociale) il 26-27%, fonti private il 16-19%, la </p><p>Confederazione (Ufficio federale di giustizia e UFSP) l'1-2% e l'assicurazione malattie l'1%. Il </p><p>fatto che l'AI, conformemente alla legge, versi prestazioni unicamente per invalidi potrebbe </p><p>comportare un trasferimento di una parte degli oneri ai Cantoni. </p><p>Possono essere prese in considerazione fonti di finanziamento supplementari, ma solo per un </p><p>importo relativamente modesto. La soluzione attualmente in esame consiste nello stanziamento </p><p>al settore del trattamento delle persone che soffrono di dipendenza di una parte dei valori </p><p>patrimoniali confiscati (denaro proveniente dal traffico di droga). In seguito alla procedura di </p><p>consultazione inerente il disegno di legge sulla ripartizione dei valori patrimoniali confiscati, il </p><p>Consiglio federale si è espresso negativamente sullo stanziamento obbligatorio di una parte dei </p><p>fondi, seguendo così il parere della maggior parte dei consultati. L'iniziativa parlamentare Gross </p><p>Jost (98.450) su questo tema, ancora pendente presso il Consiglio nazionale, chiede che le </p><p>somme confiscate al traffico di stupefacenti vengano impiegate per finanziare istituti di </p><p>trattamento. </p><p>Inoltre il progetto di revisione della legge sugli stupefacenti, conformemente al messaggio del </p><p>Consiglio federale del 9 marzo 2001, conferma all'art. 3d la regola attuale dell'art. 15a, ossia </p><p>che i Cantoni hanno la responsabilità prioritaria di creare una gamma di offerte di trattamenti e </p><p>di misure di reintegrazione. Il nuovo articolo aggiunge, per tener conto in particolare delle </p><p>difficoltà attuali, che, dopo aver consultato i Cantoni, il Consiglio federale emana </p><p>raccomandazioni sui principi relativi al finanziamento dei trattamenti e dei provvedimenti di </p><p>reintegrazione. </p><p>2. Compete ai Cantoni offrire trattamenti in materia di tossicodipendenza. L'art. 15a cpv. 2 della </p><p>legge sugli stupefacenti prevede che " i Cantoni provvedono all'assistenza delle persone le </p><p>quali, per aver abusato di stupefacenti, abbisognano di cure mediche o di provvedimenti </p><p>assistenziali, e ne promuovono la reintegrazione professionale e sociale ". Gli stessi principi </p><p>valgono in caso di abuso di alcol. La decisione dell'UFAS di versare sussidi per le spese </p><p>d'esercizio unicamente per la presa a carico di persone invalide ai sensi della legge </p><p>sull'assicurazione invalidità (LAI) e quindi di correggere una prassi non conforme alla </p><p>giurisprudenza del Tribunale federale delle assicurazioni ha posto agli istituti numerosi problemi </p><p>a livello di sicurezza finanziaria. Per calmare i timori e sostenere attivamente lo sviluppo di un </p><p>nuovo sistema di sussidi, il Consiglio federale e il Parlamento hanno approvato l'assegnazione </p><p>di tre crediti di prefinanziamento: 3 milioni di franchi per il 1998, 15 milioni per il 1999 e 15 </p><p>milioni per il 2000. </p><p>Le disposizioni della LAI non permettono di prendere in considerazione una moratoria come </p><p>richiesto. Un ritorno alla prassi precedente dell'UFAS, che non era conforme al diritto, </p><p>creerebbe una disparità di trattamento inaccettabile. In effetti, gli istituti ricevono i sussidi AI solo </p><p>per la presa a carico di persone invalide ai sensi della LAI, mentre le spese cagionate dalle altre </p><p>persone accolte (disoccupati che hanno esaurito il diritto all'indennità di disoccupazione, </p><p>persone che soffrono di disturbi del comportamento, persone in età AVS entrate nell'istituto </p><p>dopo l'età del pensionamento) dovrebbero essere coperte da altre fonti di finanziamento. </p><p>Affinché tutti gli istituti vengano trattati allo stesso modo, si dovrebbe ampliare l'assegnazione di </p><p>sussidi AI anche per queste persone, il che comporterebbe conseguenze finanziarie per l'AI. La </p><p>proposta di una moratoria, tra l'altro, era già stata avanzata dalla Commissione della sicurezza </p><p>sociale e della sanità del Consiglio nazionale (mozione 99.3382) e il Consiglio federale aveva </p><p>proposto di respingerla. La mozione è all'ordine del giorno del Consiglio degli Stati, dal </p><p>momento che la sua commissione ha raccomandato di trasformarla in postulato.</p><p>3./4. L'AI versa sussidi agli istituti che si occupano di persone invalide. Conformemente alla LAI </p><p>i sussidi possono essere concessi solo per le spese d'esercizio e le spese di costruzione </p><p>cagionate dall'occupazione di invalidi (art. 73 cpv. 2 let. b e c). Per determinare la percentuale </p><p>che l'AI deve versare è quindi necessario sapere quante persone negli istituti beneficiano di </p><p>prestazioni dell'AI. Questo sistema di calcolo è valido per tutti gli istituti indipendentemente dal </p><p>tipo di invalidità in cui sono specializzati. Ai sensi del principio della parità di trattamento, non è </p><p>possibile fissare un tasso unico del 90 % per gli istituti romandi per persone che soffrono di </p><p>dipendenza, poiché questo significherebbe privilegiarli rispetto agli altri istituti. Questo modo di </p><p>agire recherebbe danno anche agli istituti che hanno già accettato il sistema transitorio.</p><p>La soluzione proposta dall'UFAS di prendere come base il tasso medio degli anni 1997 e 1998 </p><p>avrebbe permesso di fissare un tasso assai fedele alla realtà degli istituti e di trattare tutti gli </p><p>istituti allo stesso modo. Il Dipartimento federale dell'interno, l'UFSP e l'UFAS hanno ritenuto </p><p>che gli istituti erano tenuti ad annunciare le persone che considerano invalide presso gli uffici AI. </p><p>In questo modo non solo verrà stabilita chiaramente l'invalidità, ma gli invalidi potranno far </p><p>valere un eventuale diritto ai provvedimenti individuali dell'AI.</p><p>I risultati degli anni 2001 e 2002 permetteranno a istituti, Cantoni e UFAS di determinare la </p><p>percentuale delle persone invalide negli istituti e di iscrivere nei loro budget i sussidi che </p><p>dovranno versare a partire dall'esercizio 2003. In effetti, dal 2003 l'AI verserà sussidi solo per le </p><p>persone la cui invalidità sarà stata determinata da un ufficio AI sulla base della procedura </p><p>normale di valutazione. </p><p>5. Il nuovo sistema di finanziamento elaborato nell'ambito del progetto FiDe è destinato agli </p><p>istituti specializzati sul trattamento residenziale e sulla reintegrazione per persone dipendenti da </p><p>droga o alcol. Gli stessi principi devono valere nei due casi, nel rispetto della specificità delle </p><p>offerte. A questo stadio il sistema di finanziamento non comprende l'insieme delle forme di </p><p>trattamento e di reinserimento o addirittura di riduzione dei rischi e di prevenzione per tutti i </p><p>disturbi legati alla dipendenza. I trattamenti delle dipendenze alimentari (bulimia e anoressia) e </p><p>dei disturbi legati alla dipendenza dal gioco d'azzardo rientrano attualmente, nella maggior parte </p><p>dei casi, nell'ambito della medicina e, più precisamente, della psichiatria e le spese che </p><p>cagionano sono coperte dall'assicurazione malattie come lo sono la consulenza medica per i </p><p>fumatori e i trattamenti sostitutivi della dipendenza agli oppiacei. Per quanto riguarda la </p><p>dipendenza da internet o da altri fenomeni non esiste un'offerta specifica analoga, ma </p><p>consulenze sociali o psicologiche e associazioni di aiuto reciproco i cui finanziamenti non sono </p><p>stati esaminati in questa sede.</p><p>6. L'offerta di trattamenti destinati alle persone che hanno problemi di dipendenza è varia e da </p><p>molto tempo comprende in particolare prese a carico mediche e socioterapeutiche. La </p><p>situazione attuale legata alle questioni di finanziamento non deve assolutamente essere </p><p>interpretata come una preferenza del Consiglio federale per una di queste prese a carico a </p><p>scapito dell'altra. Inoltre, i trattamenti sostitutivi devono obbligatoriamente comprendere un </p><p>approccio sociale e psicologico per essere coperti dall'assicurazione malattie, conformemente </p><p>alle linee direttrici fissate dall'UFSP, come lo prevede la cifra 8 dell'allegato 1 dell'ordinanza </p><p>sulle prestazioni (RS 832.112.31), nella revisione del 10 luglio 2000 (RU 2000, 2546). D'altra </p><p>parte, l'elaborazione di un sistema di gestione della qualità e di standard di riferimento per le </p><p>prestazioni concernenti i trattamenti residenziali della dipendenza da droga e alcol, il progetto </p><p>QuaTheDA (Qualité Thérapie Drogue et Alcool) elaborato dall'UFSP nonché la </p><p>generalizzazione di esigenze di qualità imposta dall'UFAS agli istituti beneficiari di sussidi AI </p><p>non mirano a una standardizzazione delle prestazioni. Si intende invece far sì che gli istituti </p><p>residenziali che lavorano secondo modelli di trattamento a volte molto diversi rispettino </p><p>perlomeno criteri di qualità riconosciuti dalle assicurazioni sociali e dalle istanze di riferimento </p><p>dell'ambito professionale in questione.</p>  Risposta del Consiglio federale.