<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In merito alla limitazione dei rumori</p><p>Per il progetto di accordo con la Germania, è giusto affermare che si è fatto ricorso a regolamentazioni specifiche per quel che concerne l'altitudine, il numero di voli, gli orari ecc.</p><p>Da questo però non si può concludere che la soluzione trovata tra le parti esuli dal diritto aeronautico e ambientale vigente in entrambi i Paesi.</p><p>L'autore della presente raccomandazione, chiedendo una soluzione basata sulle esigenze in materia di protezione fonica previste dalle normative sull'ambiente di entrambi i Paesi, parte dal presupposto che la Germania possa far valere una norma del diritto tedesco, oppure se necessario rifacendosi al diritto svizzero, secondo la quale vengono vietate le emissioni foniche superiori ad un determinato valore, altrimenti, in mancanza di tali norme, sarebbe la Germania stessa a subire i rumori provocati dai decolli e dagli atterraggi all'aeroporto di Zurigo. Simili riflessioni sono tuttavia poco pertinenti.</p><p>Il principale strumento di diritto dell'ambiente a disposizione di uno Stato per regolamentare l'inquinamento fonico nelle vicinanze di un aeroporto è rappresentato dalla competenza di poter fissare le rotte d'avvicinamento e di partenza. Di conseguenza, ogni Stato ha la possibilità di stabilire, in considerazione dell'esposizione al rumore, quali saranno le zone maggiormente colpite dalle emissioni foniche.</p><p>Rifacendosi a questa competenza, la Svizzera ha approvato gli avvicinamenti all'aeroporto di Zurigo provenienti da nord e che quindi sorvolano anche i territori tedeschi. Per questa decisione, la Svizzera ha ponderato gli interessi in gioco. Possiamo dunque partire dal presupposto che se la Germania avesse il potere decisionale in merito alle rotte da e per Zurigo, gli avvicinamenti all'aeroporto non passerebbero sui territori tedeschi.</p><p>In questa situazione complessa, l'accordo rappresenta un compromesso tra la sovranità della Svizzera, che ha facoltà di decidere sulle vie di decollo e di atterraggio, e la sovranità della Germania, che in merito ha gli stessi diritti, limitati tuttavia ai voli di avvicinamento all'aeroporto di Zurigo attraverso lo spazio aereo tedesco.</p><p>Da tutto questo scaturisce l'esigenza di ridurre il rumore limitando l'inquinamento fonico complessivo (valori limite generali). Per il presente caso però, considerando che la Germania può far valere i suoi diritti di sovranità in materia di movimenti di voli, la richiesta che mira a ridurre i limiti massimi del rumore, al cospetto del numero di sorvoli, non ha alcuna possibilità di successo. Infatti, la Germania ha sempre rifiutato una simile soluzione malgrado i ripetuti tentativi e gli sforzi profusi dalla Svizzera in tal senso.</p><p>I diritti della Germania possono però essere esercitati solo entro i limiti imposti dagli obblighi del diritto internazionale. La Confederazione ha esaminato la questione anche sotto questo aspetto e i risultati verranno presentati nel messaggio del Consiglio federale relativo alla ratifica dell'accordo. Queste analisi hanno indotto la Svizzera a preferire la soluzione contrattuale alle vertenze giudiziarie nei confronti della Germania. Fatte queste considerazioni, l'accordo pattuito con la Germania è da ritenersi conveniente per il nostro Paese.</p><p>In merito alla consultazione:</p><p>Prima di concludere le trattative, il Capo dell'ATEC ha consultato tutti i Cantoni interessati, la Swissair e l'aeroporto di Zurigo. Inoltre, durante gli incontri di Wattenwyl, sono stati ascoltati anche i partiti politici.</p><p>Non si impone quindi un'ulteriore consultazione in merito, in particolare se consideriamo che per la Confederazione la situazione inerente alla gestione del traffico aereo sui territori tedeschi da e per l'aeroporto di Zurigo risulta chiara: la Svizzera ha interesse a mantenere il più grande margine di manovra possibile per tutte le forme di esercizio che possono essere previste per l'aeroporto di Zurigo. L'accordo scaturito dai recenti incontri lo sta a garantire in tutti gli ambiti possibili.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la raccomandazione.