<h2>SubmittedText<h2><ol><li>Attraverso quali strumenti il Consiglio federale monitora la situazione?</li><li>A quando fanno riferimento i dati più recenti di cui dispone il Consiglio federale per giudicare l’entità dell’attuale mancanza in Svizzera di centinaia di prodotti farmaceutici, anche vitali per la salute dei pazienti?</li><li>Che cosa intende fare, nell’immediato, il Consiglio federale per rispondere a questa vera e propria emergenza sanitaria interna, in particolare per evitare che ne derivino sofferenze e morti facilmente evitabili con le giuste cure farmacologiche?</li><li>Che cosa intende fare al riguardo il Consiglio federale nel medio (6-12 mesi) e lungo termine (oltre 12 mesi) per risolvere o perlomeno attenuare il problema?</li></ol><p>Secondo quanto riportato dai media questa settimana, ad oggi in Svizzera mancano ben 1012 farmaci e 352 principi attivi sugli scaffali delle farmacie svizzere. Alcuni di essi sono addirittura farmaci salva vita, come lo Spironolattone, utilizzato nella cura dell’insufficienza cardiaca. Persino alcuni comuni rimedi di pertinenza pediatrica sono indisponibili.&nbsp;Rispetto ai Paesi UE, la situazione è più grave e le alternative si trovano con molte difficoltà.&nbsp;</p><p>La task force federale nominata lo scorso febbraio 2023 per individuare delle soluzioni concrete nell'ambito della penuria dei farmaci non ha prodotto, al momento, alcuna strategia praticabile a breve e medio termine. Il problema rimane tanto grave da potersi definire ormai un’emergenza nazionale. Il che pare grottesco nel Paese con la maggiore concentrazione di case farmaceutiche al mondo.&nbsp;</p><p>Secondo alcuni il problema deriva dal fatto che la produzione dei principi attivi sia stata quasi completamente localizzata in Asia ed i grandi distributori diano la priorità in Europa ai Paesi con più abitanti (es. Germania, Francia, Italia). Secondo altri dipenderebbe dalle maggiori difficoltà poste dalla normativa svizzera all’importazione dei prodotti farmaceutici da Cina, India e Turchia. Altri ancora ritengono che le case farmaceutiche non siano più motivate nel produrre prodotti il cui prezzo di vendita si è abbassato troppo.&nbsp;</p><p>Indipendentemente da quali siano le cause, il risultato è che, nel paese che vanta uno delle migliori e più costosi sistemi sanitari del mondo, ci troviamo nella condizione di non disporre più delle medicine con cui curare gli ammalati e la loro sicurezza è gravemente minacciata.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Visto il forte aumento sia dei problemi di fornitura sia della loro gravità, a inizio febbraio 2023 l’Approvvigionamento economico del Paese (AEP) ha alzato da «difficile» a «problematica» la situazione sul fronte dell’approvvigionamento di farmaci. La task force per gli agenti terapeutici è stata incaricata di varare e realizzare misure che potessero essere attuate rapidamente e che fossero immediatamente efficaci, nonché di definire e coordinare ulteriori opzioni a medio e lungo termine. Come prima misura importante e immediatamente realizzabile è stata introdotta la vendita sfusa. Altre misure a lungo termine sono state integrate nel progetto «Attuazione del rapporto sulle difficoltà di approvvigionamento», in corso parallelamente.</p><p>&nbsp;</p><p>1. Dall’autunno 2015 l’Ufficio federale per l’approvvigionamento economico del Paese (UFAE) dispone di un sistema di monitoraggio dei principi attivi soggetti all’obbligo di notifica e di stoccaggio. Le interruzioni delle forniture di farmaci essenziali devono essere segnalate dai titolari dell’omologazione sull’apposita «piattaforma Farmaci». Sulla stessa piattaforma, che sarà presto aggiornata, si possono anche presentare richieste di liberazione delle scorte. Le ordinanze di riferimento sono l’ordinanza sul centro di notifica per i medicamenti a uso umano d’importanza vitale (RS <i>531.215.32</i>), l’ordinanza concernente la costituzione di scorte obbligatorie di medicamenti (RS <i>531.215.31</i>) e l’ordinanza del DEFR concernente la costituzione di scorte obbligatorie di medicamenti (RS <i>531.215.311</i>).</p><p>2. Le interruzioni di approvvigionamento presumibilmente più lunghe di 14 giorni devono essere notificate entro 5 giorni dal momento in cui il titolare dell’omologazione ne viene a conoscenza. Nel caso dei principi attivi vitali, le interruzioni sono pubblicate in un elenco costantemente aggiornato, consultabile al link <a href="https://www.bwl.admin.ch/bwl/it/home/bereiche/heilmittel/meldestelle/aktuelle_versorgungsstoerungen.html"><span style="color:#000000;"><u>Penurie attuali</u></span></a>. Essendo un organo di milizia, l’UFAE è in stretto contatto con gli ambienti economici, che sono i principali responsabili dell’approvvigionamento in Svizzera. Ciò consente al Consiglio federale di essere informato in modo tempestivo e diretto.</p><p>3 Nel febbraio 2022 il Consiglio federale ha incaricato il DFI (UFSP) e il DEFR (UFAE) di esaminare e attuare possibili misure per migliorare la sicurezza di approvvigionamento in Svizzera. I due uffici stanno realizzando congiuntamente questo progetto, intitolato «Attuazione del rapporto sulle difficoltà di approvvigionamento».</p><p>4. Le ordinanze citate al numero 1 sono state adeguate alla situazione attuale nel 2023 e sono entrate in vigore il 15 gennaio 2024. Gli elenchi dei principi attivi soggetti all’obbligo di notifica e di stoccaggio sono stati ampliati, rispettivamente, di oltre il 60 e di oltre il 20 per cento.</p><p>A medio termine le difficoltà di fornitura notificate vengono registrate nel sistema di monitoraggio esistente. Il più delle volte possono essere sormontate attraverso raccomandazioni di trattamento e liberazioni di farmaci tenuti in scorta. A lungo termine l’attenzione è rivolta al suddetto progetto dell’UFSP, il cui obiettivo è esaminare da vicino tutte le possibili opzioni e trovare soluzioni praticabili in stretta collaborazione con le cerchie interessate.</p>