<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel 2000, in Svizzera, oltre 5000 aziende gestivano l'8 per cento circa della superficie agricola utile secondo i principi dell'agricoltura biologica. Nella graduatoria mondiale il nostro Paese risulta quindi al secondo posto preceduto dall'Austria. In questi ultimi anni la domanda di prodotti biologici ha registrato un incremento più rapido rispetto all'offerta. Ne consegue che il 60 per cento circa dei cereali biologici richiesti in Svizzera deve venir importato.</p><p>In virtù dell'articolo 104 della Costituzione federale, la Confederazione promuove mediante incentivi economicamente redditizi le forme di produzione particolarmente in sintonia con la natura e rispettose dell'ambiente e degli animali. Secondo l'articolo 70 della legge sull'agricoltura (LAgr), i contributi ecologici devono essere economicamente redditizi. L'articolo 76 capoverso 5 LAgr sancisce che va tenuto conto del maggiore ricavo ottenibile sul mercato. Per tale motivo l'ammontare dei contributi biologici e degli altri contributi ecologici è oggetto di una costante valutazione.</p><p>Il Consiglio federale ha concretizzato il principio di contributi in favore dell'agricoltura biologica economicamente redditizi nel quadro dell'ordinanza del 7 dicembre 1998 sui pagamenti diretti, adempiendo in tal modo il mandato costituzionale e legale. All'atto dello sviluppo del sistema dei pagamenti diretti si è provveduto affinché venissero ripresi gli incentivi previsti per l'agricoltura biologica dal vecchio articolo 31b LAgr. L'analisi dei dati contabili della Stazione federale di ricerche in economia e tecnologia agricole di Tänikon (FAT) mostra che nel periodo dal 1997 al 1999 nelle aziende dedite all'agricoltura biologica il profitto del lavoro per unità di lavoro annuale della famiglia (corrispondente a 280 giorni di lavoro) era dell'8 per cento (regione di pianura), rispettivamente del 15.8 per cento (regione di montagna) superiore a quello conseguito dalle aziende gestite secondo le norme della produzione integrata. L'affermazione dell'autore della mozione secondo la quale la situazione attuale caratterizzata da un'eccessiva domanda di derrate alimentari biologiche sarebbe riconducibile al fatto che la Confederazione applica una politica di incentivi lacunosa non è corretta. All'origine di ciò vi sono, tra l'altro, le seguenti cause:</p><p>* La conversione di un'azienda all'agricoltura biologica è complessa soprattutto nei settori della campicoltura e delle colture speciali e necessita di una pianificazione accurata che richiede tempo.</p><p>* Benché gli agricoltori recepiscano i segnali di carattere economico per la conversione all'agricoltura biologica, essa non viene concretizzata.</p><p>* Per diversi motivi che non sono di natura economica, parte degli agricoltori con strutture aziendali adeguate sono restii a convertire le loro aziende all'agricoltura biologica.</p><p>Nel momento in cui la domanda di derrate alimentari biologiche supera l'offerta, aumenta la differenza di prezzo rispetto al prodotto convenzionale corrispondente. Ciò rappresenta un incentivo in più, per i produttori, a convertire le loro aziende all'agricoltura biologica. Considerata la sensibilità di questo meccanismo, l'adeguamento dei contributi statali deve venir effettuato con notevole acume. L'incoraggiamento dell'offerta mediante contributi deve rimanere entro determinati limiti, onde evitare che il mercato dei prodotti biologici subisca un crollo dovuto a un'offerta eccessiva riconducibile a motivi di carattere strutturale. Inoltre, gli obiettivi della PA 2002 non prevedono ulteriori interventi da parte dello Stato. Il Consiglio federale ritiene pertanto che gli attuali contributi costituiscano, per principio, un incentivo sufficiente. Esso è tuttavia disposto, nell'ambito della revisione in corso di diverse ordinanze agricole nonché del credito quadro 2000-2003, a vagliare, per il 2001, un aumento adeguato dei pagamenti diretti in favore dell'agricoltura biologica, fornendo maggiori incentivi agli agricoltori attivi nei settori della campicoltura e delle colture speciali rispetto a coloro che gestiscono erbai.</p>  Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.