<h2>SubmittedText<h2><p>Treni sovraffollati, auto incolonnate - ordinaria normalità negli orari di punta. Il pendolarismo sta mettendo a dura prova la resistenza della rete dei trasporti. Le possibilità per ampliare le infrastrutture sono molto limitate e, pertanto, dobbiamo sfruttare con maggior efficienza le capacità disponibili. Occorre abbassare i picchi del pendolarismo. Ogni giorno, 300 000 studenti si spostano per andare a lezione (dati del 2015). Con pochi accorgimenti Swissuniversities (Conferenza dei rettori delle università svizzere) può adeguare gli orari di presenza in aula e alleggerire il traffico nelle ore di punta. Si tratta di una misura puramente organizzativa che non pregiudica affatto i contenuti dell'educazione, all'insegna di un futuro fatto di comfort ed efficienza. </p><p>Durante la scorsa Sessione dei giovani è stata presentata e approvata una petizione dello stesso tenore. Presento questa interpellanza a richiesta e d'intesa con gli iniziatori della petizione.</p><p>È noto a tutti che la politica della formazione educativa è una competenza cantonale, ma la viabilità è una problematica di interesse nazionale che tange la politica dei trasporti e servono quindi soluzioni praticabili da coordinare a livello federale.</p><p>Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale riconosce la problematica esposta ed è disposto a intraprendere qualcosa di concreto?</p><p>2. Quali misure potrebbero essere attuate rapidamente a livello della Confederazione?</p><p>3. Il Consiglio federale è disposto a esigere dai politecnici di Zurigo e Losanna un adeguamento degli orari di presenza degli studenti a titolo di misura relativa alla politica dei trasporti?</p><p>4. Sarebbe possibile emanare, come richiesto dagli autori della petizione della Sessione dei giovani, una norma di massima che incarichi Swissuniversities di modificare gli orari delle lezioni del livello terziario in modo da sgravare il traffico di pendolari nelle ore di punta?</p><p>5. Quali sono le misure concrete realizzate dalla Confederazione per abbassare i picchi di traffico e alleggerire le infrastrutture?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il traffico in Svizzera si sta intensificando da anni. Il fenomeno è dovuto tra l'altro alla crescita demografica, al livello elevato di benessere economico e alle sempre maggiori distanze tra il luogo di residenza e il luogo di lavoro. Consapevole del fatto che le soluzioni e gli strumenti impiegati fino ad oggi non basteranno più per risolvere i problemi di capacità, i costi e gli effetti esogeni, la Confederazione sta valutando, in aggiunta agli interventi di potenziamento, come sfruttare meglio l'infrastruttura esistente. Alla luce di tutto ciò, nel giugno 2016 il Consiglio federale ha approvato il piano strategico sul mobility pricing che prevede, oltre a un nuovo metodo di tassazione, alcune misure di accompagnamento come orari di lezione adattabili o modelli di orario di lavoro flessibile, che a loro volta possono contribuire a ridurre i picchi di traffico. Allo stesso modo, gli sviluppi contestuali alla digitalizzazione dell'economia e della società potrebbero far scaturire opportunità per ottimizzare l'utilizzo delle infrastrutture. Gli spostamenti degli studenti nei principali orari di punta sono significativi, pari al 20 per cento del traffico globale.</p><p>2./5. Il 29 giugno 2016 il Consiglio federale ha deciso, a lungo termine, di suddividere meglio sull'arco dell'intera giornata la domanda di mobilità attraverso un sistema di tassazione commisurata all'uso e di sfruttare così in maniera più equilibrata possibile le infrastrutture stradali e ferroviarie. Non si tratta di introdurre gli strumenti di mobility pricing dall'oggi al domani, bensì di puntare sul lungo periodo. Attraverso test intermodali di durata limitata si potranno raccogliere esperienze e chiarire i quesiti ancora aperti, in particolare riguardo alle implicazioni socio-economiche del mobility pricing. Il DATEC è stato incaricato di intavolare colloqui con le regioni interessate, di chiarire le condizioni quadro giuridiche e di presentare un rapporto al Consiglio federale a metà 2017.</p><p>3./4. Il Consiglio federale ritiene che la proposta di adeguare gli orari delle lezioni nelle scuole universitarie per alleggerire i trasporti pubblici nelle ore di punta merita di essere approfondita. L'organizzazione degli orari, tuttavia, è di competenza delle singole scuole universitarie (compresi i due politecnici), mentre la Confederazione non ha alcuna competenza per impartire istruzioni o stabilire norme. In quest'ambito, anche la Conferenza svizzera dei rettori delle scuole universitarie (Swissuniversities) non può che limitarsi à formulare raccomandazioni. Ogni scuola universitaria, peraltro, può adottare i provvedimenti più idonei proprio perché agisce con cognizione di causa. Adeguare gli orari delle lezioni pone le scuole universitarie davanti a una serie di problematiche, specialmente a livello di risorse umane e infrastrutture (coordinare i tempi di presenza, logistica interna, ecc.). Diverse scuole universitarie ne sono consapevoli e hanno già provveduto ad adeguare gli orari. Il Politecnico di Zurigo ha introdotto anni fa gli orari d'inizio scaglionati, in particolare sul Hönggerberg. Lo scorso anno, inoltre, sono state inaugurate quasi 1000 unità abitative nei due complessi residenziali del campus, che contribuiscono a ridurre efficacemente il pendolarismo. Anche l'EPFL e l'Università di Losanna hanno adeguato gli orari di insegnamento, cosicché la mattina le lezioni non iniziano tutte contemporaneamente. Alla luce di quanto precede, la Confederazione inoltrerà a Swissuniversities le richieste espresse nella petizione e nell'interpellanza per sensibilizzare le scuole universitarie.</p>  Risposta del Consiglio federale.