<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di modificare l'articolo 63 della legge federale sull'esercito e sull'amministrazione militare affinché il tiro obbligatorio venga abolito.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il tiro obbligatorio fuori del servizio continua a svolgere due funzioni importanti, alle quali l'esercito non può rinunciare:</p><p>- In primo luogo serve per esercitarsi a tirare in modo preciso: durante la scuola reclute è prevista un'istruzione per il tiro di precisione da 300 metri e per il "tiro di autodifesa" a corta distanza (meno di 30 metri) con l'arma personale. Durante i corsi di ripetizione i militari si esercitano prevalentemente nel tiro a corta distanza e nel tiro di reparto (tiro di combattimento), ma non nel tiro di precisione, che viene "esternalizzato" come tiro obbligatorio fuori del servizio presso le società di tiro. Rinunciare al tiro fuori del servizio significherebbe doversi esercitare sul tiro di precisione durante i corsi di ripetizione, togliendo tempo agli altri contenuti.</p><p>- Il tiro obbligatorio fuori del servizio ha inoltre lo scopo di far allenare i militari sull'utilizzo sicuro dell'arma personale. Questo aspetto è particolarmente importante soprattutto se i militari rinviano i corsi di ripetizione regolari e quindi non sono in servizio per molto tempo.</p><p>L'onere finanziario e in termini di tempo per il tiro obbligatorio fuori del servizio è esiguo se rapportato all'utilità per l'istruzione. Per lo svolgimento del programma obbligatorio le società di tiro mettono a disposizione monitori di tiro titolati: uno ogni due bersagli, uno che svolge i controlli all'entrata e, di regola, un altro per garantire l'ordine e la disciplina all'interno dello stand. A ciò si aggiungono le mansioni amministrative. L'indennizzo è proporzionato a tali prestazioni.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.