<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>È necessario sottolineare, a titolo preliminare, che l'indicazione del codice diagnostico sulle fatture dei medici, criticata dall'autrice dell'interpellanza, è prevista nelle convenzioni complementari concluse dai partner tariffali nell'ambito dell'istituzione della nuova struttura tariffaria TARMED. Il Consiglio federale non è coinvolto nella stipula di queste convenzioni; non spetta a lui mettere in vigore e applicare queste convenzioni.</p><p>Ad 1</p><p>Nell'assicurazione sociale malattie, l'art. 42 cpv. 3 LAMal obbliga i fornitori di prestazioni ad emettere fatture dettagliate e comprensibili (anche per la persona assicurata) e a trasmettere tutte le indicazioni che permettano di verificare il conteggio della rimunerazione, così come l'economicità della prestazione. Il cpv. 4 dello stesso articolo aggiunge che "l'assicuratore può esigere una diagnosi precisa o ragguagli supplementari di natura medica". Dal momento che i costi legati alla salute non cessano di aumentare, il controllo di questi da parte degli assicuratori riveste un'importanza particolare. In generale, gli assicuratori-malattie richiedono una diagnosi "precisa" solo in caso di dubbio o per un controllo. D'altro canto, dati statistici anonimi permettono ugualmente di verificare se i fornitori di prestazioni lavorano in modo economico. Il principio della proporzionalità iscritto nella legge sulla protezione dei dati (LPD, art. 4 cpv. 2) vieta di concentrare dati non anonimi a meno che non sia veramente necessario, soprattutto nel caso di dati delicati. Per questo l'art. 42 LAMal prevede che l'assicuratore possa soltanto esigere che la formulazione della diagnosi sulla fattura sia tale da permettergli di sbrigare le pratiche consuetudinarie, ma possa richiedere in seguito - eventualmente mediante il medico di fiducia - diagnosi più dettagliate nel caso in cui la prima informazione non fosse sufficiente. L'obbligo d'indicare sistematicamente la diagnosi sulle fatture secondo un codice che fornisca tutti i dettagli sullo stato di salute delle persone assicurate sarebbe sproporzionato, poiché comporterebbe un accumulo di dati delicati, la maggior parte dei quali non verrebbe probabilmente utilizzata o non sarebbe necessaria agli assicuratori, con tutti i rischi che ciò comporterebbe. </p><p>L'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e l'assicurazione militare hanno senz'altro bisogno, fin dall'inizio, di un certa quantità di dati che permettano loro di determinare in quale misura un danno sia la conseguenza diretta di un evento da esse coperto. Ma è anche vero che se un codice fosse utilizzato a tale scopo, non deve contenere dati di cui le assicurazioni non hanno generalmente bisogno. </p><p>Quanto all'assicurazione per l'invalidità, essa basa le proprie decisioni su un rapporto medico generalmente in chiaro. Se in questo ambito dovesse essere adottato un codice, bisognerebbe ancora una volta fare attenzione a che questo non contenga informazioni di cui, per principio, detta assicurazione non abbia bisogno.</p><p>Ad 2</p><p>Lo studio qui ricordato, commissionato all'Ufficio federale di statistica, dovrebbe arrivare a proporre procedure di trasmissione conformi alla protezione dei dati, tali da rispondere al meglio alle necessità degli assicuratori. In futuro lo studio potrebbe apportare miglioramenti, ma non dovrebbe ostacolare l'applicazione di altre soluzioni che rispondono alle esigenze dettate dalla protezione dei dati. </p><p>Ad 3 e 4</p><p>Come visto sopra, le regolamentazioni sulla trasmissione della diagnosi nel caso dell'applicazione della TARMED sono argomento di trattative tra assicuratori e fornitori di prestazioni. Tali accordi non sottostanno all'approvazione dell'autorità federale o cantonale dal momento che non fanno parte integrante di una convenzione tariffaria dell'assicurazione malattie. Ciò nonostante, il Delegato federale per la protezione dei dati è già intervenuto presso le parti in causa, di modo che queste sono al corrente dei problemi sollevati dal livello di dettaglio del codice ICD-10 nella sua versione integrale. D'altro canto, sia il Delegato sia l'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS), sia pur nei limiti di propria competenza, sono autorizzati d'ufficio a chiedere agli organi delle assicurazioni sociali di fornire loro documenti che permettano di verificare se i principi della protezione dei dati sono stati rispettati, anche quando si trattasse di regolamentazioni non entrate in vigore. Se l'UFAS dovesse constatare che questi principi non sono stati pienamente rispettati da quegli organi per i quali esso è competente, darebbe loro istruzioni che avrebbero conseguenze su questi accordi. Da parte sua, il Delegato può istituire delle raccomandazioni per gli organi in questione; se queste non dovessero essere seguite, provvederebbe a portare l'affare davanti al dipartimento federale competente perché sia questo a decidere (art. 27 cpv. 4 e 5 LPD).</p><p>Ad oggi non è possibile determinare quali soluzioni saranno adottate in definitiva dalle parti in causa e quindi non può essere espresso alcun giudizio in merito. In particolare, non si sa ancora se le parti adotteranno il codice ICD-10 esclusivamente in una versione ridotta ad un numero di posizioni non eccedente quello di cui gli assicuratori necessitano per i casi ordinari. Il Delegato e l'amministrazione seguono la questione e provvedono a che le soluzioni adottate tengano conto della protezione dei dati. Tuttavia l'utilità di un codice per l'applicazione della TARMED non è di per sé contestabile, poiché questo procedimento è da considerarsi come la migliore traduzione nei fatti della trasparenza dei costi realizzata dalla struttura tariffaria uniforme. Infine, va da sé che non c'è per principio nulla da opporre alla trasmissione di dati anonimi mediante un codice dettagliato per fini statistici (come è già il caso in ambito ospedaliero).</p><p>Ad 5</p><p>I pareri e le riserve del Delegato, così come quelle delle organizzazioni dei pazienti e dei consumatori, sono prese in considerazione nella riflessione riguardante la trasmissione dei dati medici agli assicuratori. Il Delegato è consultato regolarmente, così come lo sarebbero le organizzazioni interessate nel quadro di eventuali modifiche di legge o di ordinanza.</p>  Risposta del Consiglio federale.