<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di completare l'articolo 113 della legge militare in modo da consentire che la cessione dell'arma personale possa essere negata anche a persone che hanno ripetutamente sostenuto, con atti o parole, ideologie estremiste e inneggianti alla violenza.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'articolo 113 della legge militare (LM) ha lo scopo di prevenire reati violenti con armi dell'esercito. L'obiettivo è che l'esercito consegni un'arma personale soltanto a persone nel cui caso non è stato constatato un elevato potenziale di violenza. Il controllo di sicurezza relativo alle persone, eseguito per valutare il potenziale di violenza, non è finalizzato a impedire la consegna di armi dell'esercito a persone con opinioni estremistiche, con la conseguenza di escluderle dall'esercito. L'analisi non verte sulle idee delle persone, bensì sugli eventuali conseguenti rischi in materia di impiego abusivo di armi dell'esercito. Il controllo di sicurezza relativo alle persone secondo l'articolo 113 LM non è un processo alle intenzioni. Ogni persona è libera di pensare quello che vuole. Tuttavia, nel caso di idee correlate al ricorso ad atti violenti o a minacce (in presenza o meno di una condanna penale) oppure ad atteggiamenti di discriminazione o esclusione, le opinioni di una persona possono risultare rilevanti per la sicurezza e comportare un'inabilità al servizio. Nel 2013, sono state emesse in occasione del reclutamento 1071 dichiarazioni di rischio nei confronti di persone soggette all'obbligo di leva; gli interessati sono stati dichiarati inabili al servizio. Nello stesso anno, 117 persone sono state escluse dall'esercito in seguito a una dichiarazione di rischio e 372 persone sono state oggetto di una decisione di non reclutamento e sono state escluse dall'esercito in base a una condanna penale equivalente o superiore a 180 aliquote giornaliere. A 623 militari l'arma personale è stata ritirata in via cautelativa in presenza di segni o indizi di un imminente uso abusivo dell'arma personale secondo l'articolo 7 dell'ordinanza del 5 dicembre 2003 sull'equipaggiamento personale dei militari (RS 514.10).</p><p>Lo Stato Maggiore dell'esercito è del parere che per la valutazione del rischio per la sicurezza rappresentato dalla persona summenzionata, nella sua sentenza del 12 maggio 2014 il Tribunale amministrativo federale non abbia tenuto conto di tutte le circostanze e considerato in maniera adeguata le circostanze nel loro complesso. Per questa ragione lo Stato Maggiore di condotta dell'esercito ha impugnato la sentenza dinanzi al Tribunale federale.</p><p>Sarebbe inopportuno modificare l'ordinamento giuridico sulla base di un singolo caso non ancora passato in giudicato. Il tenore attuale dell'articolo 113 LM offre già sufficienti garanzie affinché le armi dell'esercito siano consegnate soltanto a persone nel cui caso non è constatato un elevato potenziale di violenza.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.