<h2>SubmittedText<h2><p>I provvedimenti per contenere la pandemia di COVID-19 colpiscono in misura considerevole soprattutto i bambini e i giovani. Da qui le mie domande:</p><p>1. Come valutano i pediatri la situazione?</p><p>2. Come la valutano gli psicologi e gli psichiatri (pediatrici)?</p><p>3. Si registra un aumento del ricorso a offerte di aiuto, per esempio al "Telefono amico", al servizio di consulenza per genitori "Elternnotruf", al 147 ecc.?</p><p>4. Si registra un aumento degli interventi ambulatoriali e stazionari di psicologia infantile e giovanile?</p><p>5. Si osserva un aumento degli interventi nell'ambito del diritto a tutela dei minori e degli adulti?</p><p>6. Si osserva un aumento dei suicidi?</p><p>7. È tenuto sufficientemente conto delle esigenze dei bambini e degli adolescenti nei provvedimenti adottati, in particolare per quanto concerne la regola delle cinque persone, che per le famiglie significa in pratica non poter avere contatti con altre famiglie e bambini? </p><p>8. Come valuta il Consiglio federale le conseguenze sui bambini piccoli che non frequentano (ancora) un gruppo di gioco o un asilo nido e non possono avere contatti con altri bambini a causa della regola delle cinque persone?</p><p>9. Ritiene che siano provvedimenti proporzionati la chiusura dei parchi giochi, degli scivoli ecc. e la rinuncia dei commercianti al dettaglio alle loro offerte per bambini, per esempio quella di distribuire loro un piccolo regalo alla cassa?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La Task force UFSP COVID-19 intrattiene contatti puntuali con specialisti in pediatria e infettivologia pediatrica per discutere diversi aspetti specifici per l'età infantile, ad esempio per quanto concerne test di screening o specifiche necessità dei bambini. Viene prestata particolare attenzione agli effetti dei provvedimenti potenzialmente dannosi per bambini e giovani (p. es. la chiusura delle scuole).</p><p>2. e 4. Secondo singoli riscontri, nel 2020 gli psichiatri infantili e giovanili hanno registrato un netto aumento delle consultazioni rispetto al 2019.</p><p>3. Nel 2020 un numero di bambini e giovani nettamente maggiore rispetto all'anno precedente ha fatto ricorso alle offerte di consulenza per bambini Pro Juventute (147) e ciao.ch a causa di stati depressivi, malattie mentali e situazioni di crisi acute. La seconda ondata ha fatto registrare un ulteriore incremento. La quota di bambini e giovani che si rivolgono a offerte di consulenza non specifiche per la loro fascia di età è molto bassa e si situa, ad esempio, all'1 per cento per il Telefono Amico, che ha registrato un leggero incremento delle chiamate di giovani adulti. Dall'inizio della pandemia la Confederazione ha sostenuto finanziariamente le offerte di consulenza, per permettere loro di far fronte all'accresciuta domanda.</p><p>5. La Task force UFSP COVID-19 è regolarmente in contatto con la Conferenza per la protezione dei minori o degli adulti (COPMA). Al momento non sono disponibili dati affidabili e completi per fornire una risposta che abbia un valore rappresentativo alla domanda posta. Secondo la COPMA non è stato ordinato un numero maggiore di misure di protezione dell'infanzia a causa della COVID-19. Tuttavia nello stesso lasso di tempo la COPMA ha osservato un aumento delle richieste di consulenza telefonica. Per quanto concerne le segnalazioni di situazioni a rischio, il quadro non è omogeneo.</p><p>6. Per il 2020 non sono ancora disponibili cifre ufficiali sui suicidi (secondo la statistica delle cause di morte dell'Ufficio federale di statistica).</p><p>7. - 9. Il Consiglio federale attribuisce grande importanza alla salute dei bambini e dei giovani anche in tempi di pandemia. Al centro del mondo dei bambini sono le persone più strette che si prendono cura di loro. Per i bambini molto piccoli la vicinanza ai genitori e a eventuali fratelli e sorelle è centrale. Con la crescita, i contatti esterni alla casa, gli amici e gli ambienti della scuola e del tempo libero acquistano importanza. Al tempo stesso, i bambini più grandi sono in grado di comprendere e dare un significato alle misure di protezione. Nell'adozione dei provvedimenti il Consiglio federale ha tenuto conto per quanto possibile delle esigenze dei bambini (giocare, andare a scuola, imparare nuove cose ecc.) sulla base della situazione epidemiologica e dello stato delle conoscenze. Così, ad esempio, nella seconda ondata non è stato decretato l'insegnamento a distanza a livello nazionale né vige in tutta la Svizzera l'obbligo della mascherina per ragazzi al di sotto dei 12 anni. Inoltre, bambini e giovani fino ai 16 anni sono stati esclusi dalle chiusure degli impianti sportivi decise il 22 dicembre 2020. Dal 1° marzo 2021 l'età è stata portata da 16 a 20 anni e anche le competizioni per bambini e giovani sono nuovamente consentite. Le stesse regole valgono anche per le attività culturali e per il lavoro socio-educativo con i giovani. Dal mese di marzo del 2021 sono permessi anche incontri privati fino a 15 persone. Dal 19 aprile 2021 sono inoltre di nuovo possibili, con determinate restrizioni, le manifestazioni in presenza di pubblico, per esempio negli stadi sportivi, nei cinema, nei teatri o nelle sale per concerti. Sono di nuovo permesse anche le attività sportive e culturali al chiuso, così come determinate competizioni. I ristoranti possono riaprire le loro terrazze.</p><p>Il Consiglio federale non ha ordinato alcuna chiusura dei parchi giochi. La Task force UFSP COVID-19 collabora con i Cantoni per garantire un'attuazione appropriata dei provvedimenti.</p>  Risposta del Consiglio federale.