<h2>SubmittedText<h2><p>Il 1° luglio 2014 è entrato in vigore l'ALS tra Svizzera e Cina. Questo accordo intende facilitare gli scambi di merci e servizi nonché le transazioni monetarie tra i due Paesi.</p><p>Da alcuni sondaggi tra le PMI svizzere che operano a livello internazionale è emerso che la loro attività verrebbe notevolmente agevolata se la cooperazione finanziaria con la Cina fosse rafforzata. </p><p>La Svizzera potrebbe svolgere un ruolo di primo piano per quanto riguarda il finanziamento dell'industria e del commercio in, dalla e verso la Cina. La presenza di banche internazionali in Svizzera, la valuta indipendente e la posizione geografica del nostro Paese, non membro dell'UE ma nel cuore dell'Europa, sono buoni presupposti perché ciò si verifichi.</p><p>La piazza finanziaria svizzera è l'unica in cui non è rappresentata alcuna banca cinese. Sono numerose le piazze finanziarie europee che cercano di creare stanze di compensazione per le transazioni in renminbi. Londra e Francoforte ne sono già in possesso, altre, come quelle di Parigi e Lussemburgo, sono a buon punto.</p><p>L'istituzione di una stanza di compensazione per le transazioni in renminbi in Svizzera contribuirebbe a rafforzare la fiducia tra la Cina e la Svizzera e a intensificare la cooperazione anche in altri ambiti.</p><p>Alla luce di queste considerazioni, chiedo al Consiglio federale:</p><p>1. Quali requisiti deve soddisfare una banca cinese per poter aprire una filiale in Svizzera?</p><p>2. L'amministrazione federale come intende promuovere e sostenere l'insediamento di una banca cinese in Svizzera?</p><p>3. Il Consiglio federale come valuta la piazza finanziaria svizzera quale centro di competenze per le operazioni commerciali e di finanziamento internazionali, in particolare con la Cina?</p><p>4. Quali vantaggi competitivi potrebbero derivare dall'accesso semplificato al mercato cinese per le imprese industriali svizzere o per i centri finanziari di aziende internazionali?</p><p>5. Quali vantaggi competitivi potrebbe offrire alla piazza finanziaria svizzera e agli asset and wealth manager che operano nel nostro Paese l'accesso privilegiato al mercato cinese nei settori della gestione patrimoniale istituzionale?</p><p>6. Quali possono essere i rischi per la piazza economica e imprenditoriale svizzera se non verrà garantita la creazione di un simile centro di competenze?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Negli ultimi anni la Cina ha ampliato gradualmente le possibilità di impiego internazionale della propria valuta, il renminbi (RMB), in ambito commerciale. Anche le aziende svizzere beneficiano dell'abbattimento delle barriere commerciali e della conseguente riduzione dei costi di transazione. Parallelamente, anche i fornitori svizzeri di servizi finanziari hanno modo di ampliare progressivamente la propria gamma di prodotti e servizi finanziari specifici per la Cina. Le opportunità già esistenti comprendono tra l'altro i conti in renminbi, i pagamenti in renminbi, il finanziamento al commercio e all'esportazione nonché la copertura del rischio di cambio.</p><p>Le misure volte a consentire alla Svizzera di assumere una posizione vantaggiosa nelle attività in renminbi costituiscono un'esigenza fondamentale per il Consiglio federale e il settore. L'esecutivo è espressamente intenzionato a creare le necessarie condizioni quadro in Svizzera e i presupposti contrattuali nei rapporti con la Cina affinché le nuove opportunità che verranno a crearsi nel corso dell'apertura del mercato possano essere colte anche in futuro. In tal modo, la Svizzera e la Cina hanno approfondito i loro rapporti economici, finanziari e commerciali in particolare con l'entrata in vigore dell'Accordo di libero scambio, la revisione della Convenzione tra la Svizzera e la Cina per evitare le doppie imposizioni e l'avvio di un dialogo istituzionalizzato su questioni finanziarie.</p><p>In occasione degli incontri a livello politico e nel quadro dei dialoghi finanziari con la Cina, la partecipazione della Svizzera all'internazionalizzazione del renminbi attualmente in corso costituisce un argomento prioritario. Finora le autorità hanno compiuto importanti progressi: il 21 luglio 2014 la Banca nazionale svizzera (BNS) e la People's Bank of China (PBoC) hanno firmato un accordo bilaterale di swap che rappresenta un'importante pietra miliare per il futuro sviluppo di un mercato del renminbi in Svizzera. Il 21 gennaio 2015 la PBoC si è inoltre dichiarata disposta a concedere alla Svizzera una quota d'investimenti in renminbi (Renminbi Qualified Foreign Institutional Investor, RQFII) di 50 miliardi di RMB. Questa quota permette agli investitori svizzeri di investire in Cina in modo agevolato.</p><p>Un altro importante elemento nella promozione dell'attività in renminbi è costituito dalla possibilità di un clearing del renminbi sul posto. Una premessa importante è tuttavia costituita in questo contesto dalla presenza fisica di una banca cinese in Svizzera. Pertanto il 21 gennaio 2015 la BNS e la PBoC hanno già firmato un memorandum d'intesa concernente la creazione di un clearing in renminbi in Svizzera. Il Consiglio federale approverebbe l'insediamento di una o più banche cinesi in Svizzera. Le possibilità per le banche cinesi di ottenere l'autorizzazione in Svizzera sono intatte e nulla si oppone a una rapida verifica, da parte della FINMA, di una pertinente richiesta. Per l'autorizzazione di una banca controllata dalla Cina e organizzata secondo il diritto svizzero si applicano le corrispondenti condizioni generali di autorizzazione secondo la legge e l'ordinanza sulle banche.</p><p>La decisione in merito all'avvio dell'attività in Svizzera compete alle banche cinesi e dipende altresì dalla valutazione del potenziale di sviluppo del volume d'affari in renminbi nel nostro Paese. Tale potenziale aumenta parallelamente all'impegno delle imprese e del settore finanziario svizzeri nelle attività in renminbi. In ultima analisi è compito dei partecipanti al mercato posizionarsi come centri di competenze per l'attività commerciale e di finanziamento internazionale o come centri per il renminbi.</p><p>Il Consiglio federale ha riferito sulle sue attività con la Cina nel settore valutario e finanziario nell'ambito di diversi interventi (mozione 11.3701, "Concludere un accordo monetario con la Cina e liberare gli esportatori dal vincolo del dollaro statunitense" e 14.3458, "Scambi con la Cina. Promozione delle esportazioni e del commercio a beneficio delle PMI"). Inoltre, sulla base della mozione 14.3003 trasmessa, il Consiglio federale informerà annualmente l'Assemblea federale in merito alle relazioni con la Cina nell'ambito del rapporto sulla politica economica esterna, del rapporto sulla politica estera e del rapporto sulle questioni finanziarie e fiscali internazionali.</p><p>Il Consiglio federale assegna una grande importanza ai rapporti economici, finanziari e commerciali con la Cina e si impegna per la creazione delle condizioni quadro necessarie affinché l'economia svizzera possa partecipare in modo ottimale all'apertura del mercato cinese.</p><p>Le Camere vengono già informate regolarmente in merito ai lavori in corso e alle misure adottate. Per questo motivo, il Consiglio federale non reputa necessario un ulteriore rapporto.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.