<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale intende mantenere la solenne promessa fatta al popolo svizzero quanto alla condizione della doppia punibilità per l'intervento di poliziotti esteri sul territorio svizzero e denuncerà l'accordo di Schengen se non sarà possibile trovare un'intesa con l'UE in merito alla questione della doppia punibilità?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale si è già espresso in occasione dell'interpellazione Schibli 06.3167 sulla questione della doppia punibilità in relazione allo sviluppo futuro della cooperazione di polizia nell'ambito di Schengen. La situazione nel frattempo non è cambiata. È vero che la Commissione dell'UE nell'autunno del 2005 ha proposto agli Stati che aderiscono a Schengen di sviluppare ulteriormente la normativa di Schengen nel settore della cooperazione di polizia. Tale proposta conteneva tra l'altro una nuova normativa per facilitare l'osservazione transfrontaliera. Essa avrebbe permesso allo Stato richiesto di non dover verificare il principio della doppia punibilità. Questa novità e altre decisioni proposte dalla commissione sono state controverse. Per tale ragione il Consiglio dei ministri di giustizia e degli interni in occasione della seduta del 27 aprile 2006 a Lussemburgo, a cui ha preso parte anche la Svizzera, ha deciso di sospendere le trattative. Dopo una fase di riflessione la commissione dovrà sottoporre nuove proposte agli Stati membri di Schengen.</p><p>Nonostante le divergenze d'opinione di esperti e ministri, non si sa se e quando la Commissione proporrà di nuovo una normativa relativa al principio della doppia punibilità. È invece sicuro che il Consiglio federale continuerà anche in futuro a mantenere senza deroghe il principio della doppia punibilità. Grazie a questo principio, le osservazioni transfrontaliere e le altre misure di polizia e di giustizia sono limitate solo ai casi che costituiscono reato secondo il diritto nazionale di tutti i Paesi coinvolti.</p><p>Infine il Consiglio federale sottolinea che, secondo il diritto attuale di Schengen e in base alla proposta sospesa della Commissione, l'osservazione dev'essere sempre permessa dallo Stato coinvolto. Pertanto ogni Stato membro di Schengen ha l'autonomia di decidere se intende permettere o meno le attività degli agenti di polizia estera sul proprio territorio.</p>  Risposta del Consiglio federale.