<h2>SubmittedText<h2><p>La Missione delle Nazioni Unite per il referendum nel Sahara Occidentale (Minurso) è stata avviata nel 1991 per vigilare sul rispetto del cessate il fuoco tra il Marocco e il Fronte Polisario e organizzare un referendum volto a consentire al popolo sahrawi di decidere del futuro statuto di questo territorio, ex colonia spagnola occupata dal Marocco dal 1975.</p><p>Nel marzo del 2016, in seguito a una conferenza stampa tenuta da Ban Ki-moon al suo rientro dai campi profughi sahrawi e fortemente criticata dal Marocco, la Minurso ha ricevuto una richiesta di chiusura del suo ufficio di collegamento militare a Dakhla. Si tratta della prima richiesta che mira direttamente alla componente militare della Minurso. Già qualche giorno prima il Marocco aveva espulso la maggior parte degli esperti civili internazionali della Missione, che senza gli agenti espulsi non può più adempiere il suo mandato. Secondo alcuni osservatori esiste un rischio reale di inasprimento della tensione e forse anche di un conflitto o addirittura di una guerra aperta nella regione. </p><p>Il 29 aprile 2016 il Consiglio di sicurezza ha prorogato di un anno il mandato della Minurso adottando la risoluzione 2285 sul Sahara Occidentale con 9 voti favorevoli, 2 contrari e 4 astensioni. È la prima volta dal 1988 che una risoluzione sul Sahara non viene approvata per consenso. Nella sua risoluzione il Consiglio chiede al Segretario generale di informarlo entro 90 giorni "se la Minurso è tornata alla piena funzionalità". </p><p>Anche la Svizzera è impegnata nella Minurso (dal 1991 al 1994 ha messo a disposizione delle forze dell'ONU un'unità medica) e attualmente la appoggia distaccando un massimo di sei osservatori militari e due esperti che lavorano per il programma di sminamento della Missione. </p><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Attualmente qual è la situazione degli Svizzeri impegnati nella Minurso?</p><p>2. Quali sono le proposte del Consiglio federale per tentare di risolvere questa crisi?</p><p>3. In quanto parte della Minurso, quali sono i mezzi che il Consiglio federale può proporre di utilizzare per garantire la sicurezza della popolazione del Sahara Occidentale occupato, che continua a essere oggetto di un'intensa repressione?</p><p>4. In che modo, nella nuova situazione attuale, il Consiglio federale contribuisce agli sforzi tesi a trovare una soluzione equa e duratura al conflitto del Sahara Occidentale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nel suo decreto del 20 agosto 2014, il Consiglio federale autorizza l'esercito svizzero a partecipare alla Minurso con l'invio di non più di sei militari non armati. Oggi la Minurso conta 233 tra collaboratrici e collaboratori provenienti da 33 Stati e la Svizzera mette a disposizione due ufficiali. Dopo la decisione delle autorità del Marocco di espellere la maggior parte degli esperti civili internazionali della Minurso, uno dei due esperti svizzeri che lavorano per il programma di sminamento della Missione ha potuto riprendere la sua attività.</p><p>2. I mandati di mantenimento della pace (come la Minurso) sono attribuiti dal Consiglio di sicurezza dell'ONU conformemente alle disposizioni dello Statuto delle Nazioni Unite.</p><p>In linea con la prassi internazionale e la posizione dell'ONU, la Svizzera considera il Sahara Occidentale un "territorio non autonomo" ai sensi dell'articolo 73 dello Statuto dell'ONU (RS 0.120). A questo proposito sostiene il Consiglio di sicurezza, che nella sua risoluzione 2285 del 29 aprile 2016 (<a href="http://www.un.org/fr/sc/documents/resolutions/2016.shtml">http://www.un.org/fr/sc/documents/resolutions/2016.shtml</a>) ribadisce la propria volontà di aiutare le parti a raggiungere una soluzione politica equa, duratura e reciprocamente accettabile, in grado di garantire il processo di autodeterminazione del popolo del Sahara Occidentale.</p><p>La Svizzera ha inoltre preso atto della decisione del Consiglio di sicurezza dell'ONU di prorogare di un anno il mandato della Minurso, sottolineando che è urgente che la Missione possa tornare alla piena funzionalità e indicando l'intenzione del Consiglio di esaminare i mezzi migliori per raggiungere questo obiettivo, qualora ciò non avvenga entro un termine di 90 giorni.</p><p>3. Distaccando fino a sei tra osservatori militari ed esperti svizzeri presso il programma di sminamento della Minurso e sostenendo la missione dell'Inviato speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite con la nomina di due esperti in mediazione, la Svizzera contribuisce alla ricerca di una soluzione a questo conflitto.</p><p>4. Il Consiglio federale resta dell'idea che solo la via negoziale permetterà di pervenire a una soluzione equa, duratura e accettabile del conflitto sahrawi. In questo contesto sostiene le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e continuerà a favorire gli sforzi di quest'ultimo, secondo i parametri per i negoziati stabiliti dalle risoluzioni.</p>  Risposta del Consiglio federale.