<h2>SubmittedText<h2><p>Per quanto riguarda gli antibiotici, la Svizzera dipende quasi esclusivamente da importazioni dall'Asia (circa 95 %). La pandemia ha messo in luce quanto velocemente le catene di approvvigionamento possono essere in difficoltà; l'attuale peggioramento della sicurezza internazionale potrebbe a sua volta influire in negativo sull'approvvigionamento di queste sostanze di importanza vitale.</p><p>1. Cosa pensa il Consiglio federale riguardo alla dipendenza dall'Asia? Quali sforzi sta intraprendendo per ridurla il più rapidamente possibile?</p><p>2. La sicurezza internazionale sta venendo meno: secondo il Consiglio federale vi è il rischio di un'interruzione massiccia e permanente dell'approvvigionamento dall'Asia di antibiotici o di medicinali simili?</p><p>3. Quali conseguenze deriverebbero da una penuria di antibiotici?</p><p>4. Quali vantaggi e ostacoli vede il Consiglio federale per quanto riguarda il trasferimento della produzione di antibiotici in Europa o addirittura in Svizzera? A livello europeo, si intende adottare un approccio coordinato in questo settore?</p><p>5. Per quanto tempo sono sufficienti le attuali scorte obbligatorie di medicamenti in Svizzera?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. e 2. Oggi la produzione di medicinali è molto segmentata e ampiamente distribuita a livello globale. La dipendenza dall'Asia si riscontra soprattutto nella produzione di principi attivi, ma non è l'unica causa dei problemi di approvvigionamento. Negli ultimi anni le aziende farmaceutiche hanno fatto notevoli sforzi per mantenere i siti di produzione presenti in Europa o trovarne di nuovi. Tuttavia, nel caso in cui verifichi un problema alle vie di comunicazione e non vi siano vie alternative, può verificarsi un'interruzione dell'approvvigionamento, indipendentemente dal fatto che i medicinali vengano prodotti in Estremo Oriente, in Svizzera o nei Paesi vicini. Una rilocalizzazione non dà quindi per forza maggiori garanzie: la cosa più importante è diversificare le fonti, come dimostrato dai casi verificatisi negli ultimi anni di produttori europei che hanno avuto difficoltà di approvvigionamento, con gravi conseguenze sull'offerta.</p><p>Il 16 febbraio 2022 il Consiglio federale ha preso visione del rapporto sulla penuria di medicinali per uso umano ("Versorgungsengpässe mit Humanarzneimitteln in der Schweiz: Situationsanalyse und zu prüfende Verbesserungsmassnahmen"), che descrive possibili campi di intervento in materia di sorveglianza del mercato, di costituzione di scorte e di accesso al mercato per l'industria farmaceutica e tratta la possibilità di acquisto e produzione da parte della Confederazione di medicinali essenziali, vagliando anche la cooperazione con altri Paesi nel quadro di iniziative internazionali (cfr. risposta del Consiglio federale alla mozione 20.3166, al postulato 20.3939, all'interpellanza 20.3212, al postulato 20.3453 e alla mozione 21.3700). Un gruppo di lavoro interdisciplinare che comprende esperti dell'amministrazione, della formazione, dell'industria e altri gruppi di interesse esaminerà in modo approfondito le misure proposte entro la fine del 2022 e svilupperà proposte per attuarle.</p><p>3. Se gli antibiotici non sono disponibili in quantità sufficienti, si potrebbe non riuscire più a sottoporre i pazienti a una terapia ottimale, con un potenziale rischio di aumento della resistenza agli antibiotici.</p><p>4. Un'eventuale delocalizzazione della produzione di singoli antibiotici in Europa potrebbe contribuire solo in misura limitata a rafforzare la resilienza in termini di approvvigionamento di questi importanti medicinali. Il Consiglio federale non ritiene opportuno spostare in Svizzera l'intero processo di produzione, dai principi attivi ai prodotti finiti. Questo approccio sarebbe infatti estremamente costoso e senza la collaborazione con altri fornitori non potrebbe garantire la sicurezza dell'approvvigionamento. A causa dei processi di produzione complicati e costosi e delle numerose materie prime necessarie, non tutti gli antibiotici di importanza critica possono essere prodotti in un solo Paese, cosa che vale naturalmente anche per la Svizzera.</p><p>Varie iniziative UE mirano a ottenere una maggiore autonomia nel settore della produzione farmaceutica (compresi gli antibiotici), come la Strategia farmaceutica per l'Europa del 25 novembre 2020 e la nuova Autorità europea per la preparazione e la risposta alle emergenze sanitarie (HERA). Questo ente mira a garantire contromisure mediche rilevanti in caso di crisi (compresi gli antibiotici) e a ridurre le dipendenze strategiche sviluppando e sostenendo capacità di produzione altamente innovative nell'UE. Non è ancora chiaro se e come gli Stati extra UE possano cooperare con questa autorità. Nell'ambito dei lavori di attuazione del rapporto dell'Ufficio federale della sanità pubblica sulla penuria di medicinali per uso umano adottato dal Consiglio federale il 16 febbraio 2022 saranno approfondite sia la questione della partecipazione internazionale della Svizzera a iniziative in questo ambito, sia quella dell'incentivazione della produzione di medicinali per uso umano (e di antibiotici).</p><p>5. Le scorte obbligatorie coprono tre mesi di consumo normale. A seconda della situazione, tuttavia, è possibile utilizzare anche principi attivi equivalenti per aumentare la copertura delle riserve. Quando c'è un aumento di pazienti, ossia in caso di un'esplosione della domanda come durante un'epidemia, la copertura diminuisce di conseguenza.</p>  Risposta del Consiglio federale.