<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale, in virtù delle competenze assegnategli dall'articolo 14 capoverso 1 LPAn, è incaricato di emanare un divieto d'importazione del foie gras ottenuto infliggendo sofferenze agli animali.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale ha già preso più volte posizione sui divieti di importazione di prodotti ottenuti infliggendo sofferenze agli animali (ad es. mozione Reimann Lukas 19.4583 Merci prodotte infliggendo gravi sofferenze agli animali. Parità di trattamento tra produttori autoctoni e stranieri [ripresa da Barbara Keller-Inhelder]) e ribadisce qui la sua opposizione ai divieti di importazione, anche riguardo al foie gras.</p><p>È vero che il Consiglio federale ha la possibilità, in virtù dell'articolo 14 capoverso 1 della legge sulla protezione degli animali (RS 455), di vietare l'importazione di prodotti animali. Tuttavia, il diritto commerciale internazionale stabilisce condizioni severe per l'emanazione di divieti di importazione, che sono generalmente inammissibili. È pertanto necessario valutare caso per caso se un divieto di importazione sia giustificato sulla base di disposizioni derogatorie. Secondo il diritto commerciale internazionale, i divieti di importazione non possono, in particolare, causare discriminazioni arbitrarie e ingiustificate o avere secondi fini protezionistici. Se una tale misura dovesse essere contestata da un partner commerciale, la Svizzera dovrebbe quindi dimostrare che le (severe) condizioni per le deroghe previste dagli accordi commerciali sono soddisfatte.</p><p>Gli obblighi di dichiarazione o le dichiarazioni volontarie sono meno pregiudizievoli per il commercio. Il Consiglio federale ha pertanto stabilito, nell'ordinanza sulle dichiarazioni agricole (RS 916.51), l'obbligo di caratterizzazione per determinati prodotti esteri fabbricati con metodi di produzione vietati in Svizzera. Tali obblighi di dichiarazione si applicano ad esempio alle uova di galline allevate in gabbia oppure alla carne di conigli allevati in gabbia. Gli obblighi di dichiarazione devono essere concepiti e attuati in conformità alle disposizioni del diritto commerciale internazionale e della legislazione svizzera.</p><p>Infine, il commercio ha anche la possibilità di pubblicizzare mediante una dichiarazione volontaria il fegato di oca e di anatra prodotto con metodi di produzione approvati in Svizzera, distinguendosi così dalla concorrenza. A tale scopo possono essere creati anche dei marchi. I consumatori possono così informarsi in qualsiasi momento sulle condizioni quadro della produzione.</p><p>Il postulato 17.3967 della CSEC-S del 13 ottobre 2017 Dichiarazione obbligatoria dei metodi di produzione delle derrate alimentari ha incaricato il Consiglio federale di presentare un rapporto su come rafforzare l'obbligo di dichiarazione, per le derrate alimentari, dei metodi di produzione non conformi agli standard svizzeri. Il rapporto, che sarà disponibile nell'estate del 2020, proporrà criteri generali per la valutazione degli obblighi di dichiarazione dei prodotti e si esprimerà anche in merito all'introduzione di un obbligo di dichiarazione per il foie gras.</p><p>Il Consiglio federale è pertanto contrario al divieto di importazione del foie gras. In generale, ritiene più appropriato garantire una dichiarazione trasparente in modo che i consumatori possano scegliere con cognizione di causa cosa acquistare. Inoltre, si adopera affinché la Svizzera continui a impegnarsi per la protezione degli animali in seno agli organismi internazionali competenti.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.