<h2>SubmittedText<h2><p>Nel rapporto Europa 2006 il Consiglio federale ha definito tre requisiti che devono essere soddisfatti per poter garantire il proseguimento della via bilaterale. Sulla base di tali requisiti, nel settembre del 2010 il Consiglio federale ha stilato un rapporto sulla valutazione della politica europea svizzera, nel quale giunge alla conclusione che i suddetti requisiti sono in linea di massima soddisfatti, ma il margine di manovra della Svizzera si restringe sempre di più. Nel rapporto il Consiglio federale afferma inoltre che il rispetto e la pertinenza di tali requisiti non potranno essere garantiti in futuro.</p><p>1. Secondo il Consiglio federale questi tre requisiti sono ancora pertinenti?</p><p>2. Se non li ritiene più pertinenti: perché?</p><p>3. Se invece li considera ancora pertinenti: come valuta il relativo adempimento oggi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. Questi tre criteri per la valutazione degli strumenti più idonei a tutelare gli interessi della Svizzera nei confronti dell'UE, menzionati dal Consiglio federale nel rapporto sulla valutazione della politica europea svizzera del 17 settembre 2010, sono tuttora pertinenti. Il grado di adempimento di questi criteri è un elemento importante per valutare lo strumento di politica europea che meglio riesce a salvaguardare gli interessi della Svizzera nei confronti dell'UE.</p><p>3. Riguardo al primo criterio, la possibilità di partecipare al processo decisionale, si è confermata la tendenza espressa nel rapporto del 2010 secondo cui lo spazio di manovra e di concezione della Svizzera si fa più stretto. Da allora la situazione non è comunque sostanzialmente peggiorata, per cui il primo criterio risulta tuttora soddisfatto. Sul secondo criterio, la fattibilità sul piano della politica estera, la lettera di risposta del presidente della Commissione europea Barroso alle proposte istituzionali della Svizzera e i primi colloqui tra la delegazione svizzera e quella europea testimoniano che l'Unione europea è pronta a continuare il dialogo con la Svizzera sulle questioni istituzionali e a rilanciare la via bilaterale. Anche il secondo criterio è quindi tuttora soddisfatto. In merito al terzo criterio, le condizioni economiche quadro, la crisi dell'euro e del debito hanno accentuato la pressione sulla Svizzera e sul corso di cambio del franco rispetto all'euro. La Svizzera sarebbe comunque colpita dalle difficoltà economiche interne all'UE anche percorrendo una via diversa da quella bilaterale.</p><p>Come affermato nel suo rapporto del 2010, il Consiglio federale verifica correntemente i vari strumenti di politica europea per poter procedere a eventuali adeguamenti in funzione degli sviluppi. La sua priorità rimane comunque lo sviluppo della via bilaterale.</p>  Risposta del Consiglio federale.