<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La regolamentazione richiesta nella mozione va considerata nel contesto delle disposizioni europee in materia; in effetti, la direttiva dell'Ue "Televisione senza frontiere" fissa un contingente a favore delle produzioni cinematografiche europee. Di conseguenza, le reti televisive europee devono, se possibile e con i mezzi appropriati, riservare alle produzioni europee più della metà del loro tempo di trasmissione, ad esclusione delle notizie, dello sport, dei giochi, della pubblicità o dei servizi di televideo. Una disposizione simile è contenuta anche nella Convenzione europea sulla televisione transfrontaliera, ratificata dalla Svizzera (Convenzione).</p><p></p><p>Il 14 febbraio scorso, il Parlamento europeo ha deciso di rendere più vincolante la direttiva in questione, riformulandola in modo da renderla obbligatoria per le emittenti di programmi televisivi, allo scopo di tutelare meglio la produzione europea. La fissazione di contingenti, fortemente controversa ma che dovrebbe oggi essere resa indispensabile, riguarda soprattutto l'ammissione illimitata di produzioni americane a basso costo. La proposta di emendamento del Parlamento europeo, prima di entrare in vigore, deve essere approvata dal Consiglio dei ministri europeo. Attualmente, è molto difficile prevedere se la regola dei contingenti diventerà parte integrante delle norme del diritto europeo.</p><p>Tenuto conto degli sforzi compiuti attualmente a livello europeo, il Consiglio federale è per il momento contrario all'introduzione di una norma che disciplini i contingenti per le emittenti televisive svizzere. La legge federale sulla radiotelevisione (LRTV) già obbliga le emittenti, nel quadro del mandato di prestazioni generale, a considerare per quanto possibile le produzioni europee (art. 3 cpv. 1 lett. f LRTV). Una fissazione dei contingenti, così come viene proposta dal Parlamento europeo, non poserebbe alcun problema alla SSR, la quale, con quattro reti televisive, è la maggiore emittente svizzera. Lo scorso anno, l'80% delle sue produzioni televisive, vale a dire 25'425 ore di trasmissione su 31'585, erano di origine svizzera o europea.</p><p>Finché la questione dei contingenti televisivi in Europa non viene chiaramente risolta, una politica autonoma della Svizzera non solo andrebbe a svantaggio delle emittenti svizzere nei confronti della concorrenza europea, ma potrebbe anche indebolire la posizione della Svizzera nell'ambito dei negoziati bilaterali con l'Ue nel settore audiovisivo. La Svizzera mira alla possibilità di partecipare al programma europeo di promozione dell'industria audiovisiva Media II, dal quale è stata esclusa dopo il no allo Spazio economico europeo del 6 dicembre 1992. La fissazione dei contingenti e l'adozione di un tale sistema da parte della Svizzera devono essere stabilite nel quadro dei negoziati bilaterali.</p><p>Un'eventuale partecipazione della Svizzera al programma Media comporta automaticamente l'applicazione di due disposizioni della LRTV a favore delle produzioni europee. In tal modo, il mandato di prestazioni della SSR verrebbe ampliato con l'obbligo di tenere conto delle produzioni audiovisive europee. Inoltre, il Consiglio federale avrebbe la possibilità di imporre alle altre emittenti nazionali e a quelle operanti nelle regioni linguistiche l'obbligo di rispettare la percentuale di produzioni europee, in particolare di film.</p><p>Per questi motivi, il Consiglio federale non ritiene attualmente necessario introdurre una regolamentazione sui contingenti.</p><p></p><p>Risposta del Consiglio federale</p><p>Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.