<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In linea di massima, il Consiglio federale ritiene che nella determinazione dei rapporti di lavoro sia positivo disporre della più ampia libertà possibile. Studi effettuati all'estero suggeriscono che la flessibilità del mercato del lavoro che ne deriva ha effetti economici benefici per l'economia e che la produttività individuale della manodopera può essere aumentata grazie a tale strumento. La crescente diffusione dei rapporti di lavoro di durata limitata, del lavoro su chiamata, ecc. è legata all'aumento della concorrenza che induce molte aziende a mettere in discussione forme di occupazione finora tradizionali e cercare nuove soluzioni più flessibili. Questa evoluzione è stata inoltre rafforzata dalla debole crescita economica degli ultimi anni ed è in tal senso un segno di insicurezza dei datori di lavoro per quanto concerne la possibilità di assumere durevolmente lavoratori.</p><p>In generale, il Consiglio federale non intende impedire l'introduzione di condizioni di lavoro di durata limitata, sia nel tempo che nel tasso di occupazione, in quanto proprio questi posti di lavoro migliorano spesso le possibilità di reinserimento nel mondo del lavoro di vecchi disoccupati. Il tipo di contratto di lavoro è di massima il risultato di una trattativa tra datore di lavoro e lavoratore. Per poter negoziare condizioni favorevoli, un lavoratore deve disporre normalmente di qualifiche professionali corrispondenti alla domanda e/o di buon livello. Di conseguenza l'attenzione del Consiglio federale si concentra principalmente su misure volte a favorire e a preservare il potenziale di collocamento dei lavoratori. La politica intesa a promuovere la riqualificazione professionale e la formazione continua nell'ambito dell'assicurazione contro la disoccupazione, come anche la prevista revisione della legge sulla formazione professionale e il credito globale quadriennale previsto a partire dal 2000 in favore dei settori della formazione, della ricerca e della tecnologia perseguono parimenti questo scopo.</p><p>Il Consiglio federale condivide l'opinione dell'interpellante secondo cui occorre evitare eventuali abusi in questo settore. Tuttavia, esso ritiene che l'introduzione di una vera e propria tassa per penalizzare le imprese che dispongono di un'elevata percentuale di posti di lavoro precari sia uno strumento inadeguato. Le esperienze fatte all'estero e tutta una serie di studi scientifici dimostrano che i provvedimenti che aumentano i costi relativi al reclutamento di personale e ai licenziamenti incidono nel contempo negativamente sulla creazione di nuovi posti di lavoro. Una tassazione speciale delle imprese che ricorrono a posti di lavoro precari non contribuirebbe pertanto, a lungo termine, a influire positivamente sul numero globale dei posti di lavoro in Svizzera.</p><p>La rilevazione sulle forze lavoro in Svizzera (RIFOS), effettuata annualmente dall'Ufficio federale di statistica a partire dal 1991, fornisce a scadenze regolari informazioni attendibili in merito all'attività e ai comportamenti professionali della popolazione residente in Svizzera (cfr. a tale proposito anche la risposta del Consiglio federale al postulato Rennwald, 97.3070). La RIFOS costituisce la migliore base statistica per analizzare le forme atipiche di lavoro, tra cui segnatamente i rapporti di lavoro menzionati dall'interpellante. Tuttavia non esistono dati statistici relativi all'utilizzazione abusiva di tali rapporti. Attualmente, l'Ufficio federale di statistica si sta occupando dell'elaborazione dei dati concernenti le forme di lavoro atipiche. Questi dati saranno oggetto di un rapporto. Non appena tale rapporto sarà disponibile, dovrebbe essere possibile valutare più precisamente se i dati stessi potranno essere utilizzati per stimare le ripercussioni finanziarie delle forme di lavoro atipiche sull'assicurazione malattie e sull'assicurazione contro gli infortuni. Si prevede parimenti di esaminare le conseguenze delle forme di lavoro atipiche nell'ambito di un progetto di ricerca, nella misura in cui i mezzi finanziari a disposizione lo permettono.</p><p>Il Consiglio federale condivide l'opinione dell'interpellante secondo cui la salvaguardia della coesione sociale nella nostra società, e quindi della qualità dei posti di lavoro, riveste un'importanza considerevole. Esso persegue pertanto una politica di crescita sostenibile, quale strumento migliore per mantenere e creare posti di lavoro sicuri.</p>  Risposta del Consiglio federale.