<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p></p><p></p><p>1.Il Consiglio federale concorda con l'autrice dell'interpellanza e ritiene che la formazione, la ricerca e la tecnologia siano le risorse più importanti della Svizzera e la base del suo benessere.</p><p></p><p>Un contributo finanziario sufficiente da parte del potere pubblico continua ad essere il presupposto fondamentale per soddisfare le ampie speranze che la società e l'economia ripongono nella formazione, nella ricerca e nella tecnologia e per assicurare il collegamento allo sviluppo internazionale in questi campi. Di conseguenza e contro le informazioni dell'autrice dell'interpellanza, i contributi per la ricerca e lo sviluppo non verranno ridotti fino al 2003.</p><p></p><p>Tuttavia nei tempi odierni, in cui i mezzi sono limitati per tutti, riforme e investimenti devono diventare perni complementari della politica: investimenti non accompagnati da riforme non rendono molto; attuando riforme senza i relativi investimenti si tralascia di far uso della possibilità di creare impulsi.</p><p></p><p>Il Consiglio federale rimanda al messaggio in merito sulla promozione della formazione, della ricerca e della tecnologia negli anni 2000-2003 che verrà trasmesso al Parlamento nel corso del 1998.</p><p></p><p></p><p></p><p>2.Per quel che rigarda una pianificazione a lungo termine nei settori della politica della formazione, della ricerca e della tecnologia, il Consiglio federale rimanda al messaggio sulla promozione della formazione, della ricerca e della tecnologia negli anni 2000-2003 già citato in cui per la prima volta vengono richiesti contemporaneamente i crediti e le modifiche di legge per tutto il settore. Rappresenta anche una novità il fatto che la formazione professionale e la ricerca settoriale sono incluse nella strategia globale.</p><p></p><p>Il fatto di aver riunito tutto in un unico messaggio rende possibile esporre in maniera chiara e trasparente al Parlamento gli obiettivi a lungo termine nei settori della politica della formazione, della ricerca e della tecnologia.</p><p></p><p>Le proposte e le domande del messaggio si orientano agli obiettivi centrali esposti qui di seguito:</p><p></p><p>* Creazione della rete "Sistema universitario svizzero"</p><p></p><p>La futura politica universitaria della Confederazione persegue il fine di un settore terziario unitario creando una rete universitaria svizzera entro la quale tutte le scuole superiori, le università cantonali, i politecnici e le scuole professionali superiori collaborino strettamente.</p><p></p><p>* Integrazione del "Sistema universitario svizzero" nella collaborazione internazionale</p><p></p><p>La collaborazione internazionale nel settore della formazione e della scienza, così come le relazioni tra la politica nazionale e quella internazionale per la formazione e la ricerca diventano sempre più importanti. Bisogna dunque utilizzare nel modo migliore i programmi europei e internazionali, collaborare ancora di più con le organizzazioni internazionali e ampliare la cooperazione bilaterale e multilaterale a livello mondiale.</p><p></p><p>* Promozione della posizione di punta della formazione e della ricerca</p><p></p><p>È la qualità dell'insegnamento e della ricerca a decidere sul futuro della piazza svizzera per la ricerca e la formazione. Prima della completezza, bisogna mirare alla posizione di punta nei settori importanti proiettati nel futuro tra l'altro intensificando la concorrenza nella qualità, finanziando sempre più il settore accademico in base alle prestazioni e creando punti centrali di ricerca nel settore universitario e reti di competenza nel settore delle scuole professionali superiori. </p><p></p><p>* Valorizzazione del sapere</p><p></p><p>Una ricerca di livello elevato ha bisogno dei corrispondenti canali per la trasformazione in prodotti e servizi di successo, possibile solo se accompagnata da un'eccellente comunicazione tra il binomio scienza e società ed il relativo processo di formazione critica delle opinioni.</p><p></p><p>* Sviluppo qualitativo e quantitativo del "Sistema universitario svizzero"</p><p></p><p>L'aumento dell'interesse per la formazione professionale, la promozione mirata delle nuove leve e la promozione delle pari opportunità tra donna e uomo negli atenei devono assicurare uno sviluppo qualitativo e quantitativo del sistema universitario svizzero così come uno sfruttamento di tutto il potenziale a disposizione.</p><p></p><p></p><p></p><p>3.Il Consiglio federale ritiene insieme all'autrice dell'interpellanza che sia necessario ricreare sempre e di nuovo le premesse affinché la scienza svizzera mantenga la sua posizione importante. Tuttavia, vista la tesa situazione delle finanze federali, anche nel settore della formazione, della ricerca e della tecnologia bisogna impegnarsi per raggiungere l'obiettivo di risanamento della Confederazione. Con le domande contenute nel messaggio sulla promozione della formazione, della ricerca e della tecnologia negli anni 2000-2003 si tiene conto di questi due dati di fatto.</p><p></p><p></p><p></p><p>4.Proprio in tempi di limitate risorse finanziarie è necessario puntare su un'organizzazione più efficace ed una collaborazione così come sulla determinazione di chiare priorità per poter utilizzare in modo ottimale i mezzi a disposizione.</p><p></p><p>È per questo che si prevede di regolare la rete del sistema universitario svizzero accomunando collaborazione e concorrenza. Ciò significa che i mezzi finanziari federali verranno erogati sempre più in un quadro legale ben determinato e in funzione delle prestazioni. Inoltre, per lo sviluppo futuro del sistema universitario svizzero sarà determinante una collaborazione paritaria con decisioni in comune tra Confederazione e Cantoni1.</p><p></p><p></p><p></p><p>Nel quadro della riforma del Governo e dell'amministrazione, il Consiglio federale ha anch'esso deciso misure per un'organizzazione efficace e una collaborazione nel settore della formazione, della ricerca e della tecnologia:</p><p></p><p>con l'obiettivo di concentrare i centri di responsabilità per il settore della politica nella formazione, nella ricerca e nella tecnologia nel DFI e nel DFE, l'Ufficio federale dell'educazione e della scienza (UFES) ha assunto, a partire dal 1° gennaio 1998, la responsabilità generale per varie organizzazioni di ricerca internazionali che fino ad allora erano inglobate nel DFAE2. Insieme ai campi3 già seguiti dall'UFES fino ad allora, ne risulta una concentrazione di responsabilità che permette una migliore coordinazione, più coerenza e obiettivi unitari nel quadro delle organizzazioni di ricerca internazionali.</p><p></p><p>Per rispondere meglio agli incarichi di responsabilità nel settore spaziale4 è stato creato l'Ufficio per le questioni spaziali inglobato nell'Aggruppamento per la scienza e la ricerca.</p><p></p><p>Per permettere una divisione dei compiti coerente, sono stati attuati transfers anche tra il DFI e il DFE: la responsabilità per il Centre suisse d'électronique et de microtechnique SA (CSEM) e per le scuole superiori professionali nel settore sociale è passato, a partire dal 1° gennaio 1998 dall'UFES all'UFFPT (Ufficio federale della formazione professionale e della tecnologia).</p><p></p><p>Al contempo l'UFAFP (Ufficio federale dell'ambiente, delle foreste e del paesaggio) ha trasferito la formazione per le professioni forestali all'UFFPT.</p><p></p><p>Tutte queste misure fanno parte della riorganizzazione della ricerca in settori politici conformemente alla decisione del Consiglio federale del 29 settembre 1997 in merito al piano per riunire la ricerca settoriale in pochi uffici; per i settori ambiente, energia, salute e agricoltura tale processo sarà terminato alla fine del 2000.</p><p></p><p>Il messaggio menzionato sulla promozione della formazione, della ricerca e della tecnologia negli anni 2000-2003, elaborato in comune tra ASR, UFES e UFFPT, è il risultato dell'impegno, nell'interesse di una politica di formazione, ricerca e tecnologia coerente di istituire una pianificazione centrale delle prestazioni e delle risorse.</p><p></p><p>È già operativo un comitato direttivo (costituito da vari direttori degli uffici dei Dipartimenti DFI, DDPS, DFE e DATEC che si occupano delle problematiche relative all'ambiente, alla ricerca e alla tecnologia) quale strumento permanente per tutto il settore formazione, ricerca e tecnologia. Esso è destinato a sostenere i direttori dell'ASR e dell'UFFPT nell'esecuzione dei loro mandati. Costoro, a loro volta, possono indire una sua sessione per preparare decisioni importanti e garantire la cooperazione dei direttori interessati al processo decisionale (ad es. pianificazione delle prestazioni e delle risorse, budget trasversale, controlling).</p><p></p><p></p><p></p><p>Varie altre misure in vista del consolidamento della collaborazione tra la Confederazione ed i Cantoni, dell'integrazione nella collaborazione internazionale, della promozione della posizione di punta nella formazione e nella ricerca, nella valorizzazione del sapere e della promozione del dialogo tra la scienza e il pubblico verranno sottoposte al Parlamento con il messaggio sulla promozione della formazione, della ricerca e della tecnologia negli anni 2000-2003.</p><p></p><p></p><p></p><p>5.Il Consiglio federale è d'accordo con l'autrice dell'interpellanza nell'affermare che in Svizzera il mercato del lavoro e le possibilità di formazione per accademici altamente qualificati è limitato e che con l'esodo delle nuove leve sia gli atenei sia l'economica perdono un potenziale fondamentale. In futuro è dunque necessario rendere più dinamica la promozione delle nuove leve rafforzando in particolare la promozione individuale dei ricercatori e assicurandone l'integrazione nella struttura accademica o nel mercato del lavoro al termine della promozione5.</p><p></p><p></p><p></p><p>Con la convenzione settoriale tra la Svizzera e l'Unione europea per la libera circolazione, i mercati del lavoro si apriranno reciprocamente. Parte importante della libera circolazione è il riconoscimento dei diplomi per esercitare professioni regolamentate. Questo riconoscimento basato su direttive europee è destinato a facilitare tra l'altro l'accesso degli accademici al mercato del lavoro scientifico, fatto che si ripercuoterà positivamente sullo sviluppo della piazza scientifica svizzera.</p><p></p><p></p><p></p><p>In linea di massima la Svizzera segue una politica di autorizzazioni per scienziati stranieri che non ha nulla da invidiare al sistema americano degli "higly skilled people".</p><p></p><p>Il Consiglio federale è comunque disposto ad occuparsi della questione se in Svizzera scienziati stranieri qualificati debbano avere maggiori possibilità di rimanere nella propria struttura economica dopo aver terminato la formazione. Finora si è optato piuttosto per una "rotazione", concedendo al numero maggiore possibile di scienziati stranieri l'accesso alla formazione ed al perfezionamento in Svizzera; ne conseguiva però che al termine degli studi dovevano abbandonare il posto di studio o di tirocinio per lasciare il Paese. La ragione di questa politica è da ricercarsi nel fatto che si voleva evitare un "brain drain", cioè di portar via, soprattutto a Paesi meno sviluppati, una manodopera altamente qualificata.</p>  Risposta del Consiglio federale.