<h2>SubmittedText<h2><p>Il 10 giugno 2001 il popolo ha approvato con il 51 per cento di voti favorevoli l'armamento dei reparti svizzeri in servizio di promovimento della pace all'estero. L'oggetto della votazione era l'armamento, esclusivamente per scopi di autodifesa, dei soldati impiegati all'estero. Tuttavia, stando all'edizione del 5 ottobre 2006 della "Weltwoche", nel quadro dell'impegno in seno alla Swisscoy sarebbero state utilizzate armi anche per portare a termine la missione, per esempio in occasione dei tumulti di marzo 2004. Nella città di Orahovac un soldato avrebbe dunque impedito a un gruppo di persone adirate ma disarmate di penetrare in un quartiere sbarrato, effettuando un movimento di carica. A questo proposito sorgono le seguenti domande:</p><p>1. Corrisponde al vero che in Kosovo, in occasione dei tumulti di marzo 2004, un soldato svizzero su un carro armato granatieri ruotato ha impedito, effettuando un movimento di carica chiaramente visibile, a un gruppo di albanesi del Kosovo di penetrare in un quartiere serbo?</p><p>2. In caso di risposta affermativa: per quale motivo la direzione del DDPS sottace questo caso problematico e il relativo rapporto della Swisscoy?</p><p>3. Il Consiglio federale è disposto a rendere pubblici, sulla base dei verbali di impiego, i fatti nei quali è rimasta coinvolta la Swisscoy nel marzo 2004, come avvenuto in Germania e Austria?</p><p>4. Il Consiglio federale è a conoscenza di altri episodi nei quali la Swisscoy ha impiegato armi per scopi diversi dall'autodifesa?</p><p>5. Il Consiglio federale ritiene che l'armamento della Swisscoy possa eventualmente servire anche all'imposizione armata dell'adempimento dei suoi compiti?</p><p>6. Corrisponde al vero che i fanti svizzeri in Kosovo sorvegliano case vuote?</p><p>7. Secondo il Consiglio federale ha senso questa missione a Zociste, che la Swisscoy deve eseguire per ordine del comando della NATO (comando della brigata multinazionale sud)?</p><p>8. Quali possibilità avrebbero il Consiglio federale, la direzione del DDPS oppure il comando dell'esercito per rinunciare o rifiutare, nel caso presente o in altri casi dubbi, missioni assegnate alla Swisscoy dal comando della brigata con sede a Prizren? </p><p>9. Quali misure adotterà il Consiglio federale in merito all'incarico di sorveglianza a Zociste?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'articolo 66a della legge militare prevede, al capoverso 1, che il Consiglio federale determini in ogni singolo caso l'armamento necessario per la protezione delle persone e delle truppe impiegate dalla Svizzera e per l'adempimento del loro compito. Il 10 giugno 2001, il popolo svizzero ha accettato questa modifica della legge militare con il 51 per cento di voti favorevoli.</p><p>Nell'opuscolo esplicativo in vista della votazione del 10 giugno 2001, il Consiglio federale si era così espresso in merito alla questione dell'armamento: "Lo scopo è piuttosto di permettere ai militari di difendersi e adempiere al meglio il compito loro assegnato, invece di dipendere dalla protezione di truppe estere."</p><p>Il Consiglio federale risponde alle domande come segue:</p><p>1. È vero che in occasione dei tumulti di marzo 2004 un militare svizzero ha impedito con il suo comportamento (movimento di carica con la mitragliatrice, su un carro armato granatieri) a una folla di albanesi adirati di danneggiare un'abitazione serba.</p><p>2. Questo caso non è stato tuttavia "sottaciuto", ma era bensì di pubblico dominio. Infatti, ad esempio, nella puntata del 22 settembre 2004 della trasmissione televisiva "10 vor 10", è stato riferito per circa cinque minuti e mezzo a proposito delle misure di istruzione adottate dopo i tumulti di marzo ed è stato illustrato il comportamento dei militari svizzeri in quei frangenti. Il militare della Swisscoy coinvolto nei fatti ha potuto esprimersi diffusamente.</p><p>3. Pertanto, non vi è più alcun elemento da rendere pubblico a posteriori circa il comportamento della Swisscoy durante i tumulti di marzo. Le misure successivamente adottate concernenti l'istruzione e l'armamento sono state immediatamente comunicate alle Commissioni della politica di sicurezza di entrambe le Camere e dettagliatamente descritte (messaggio a sostegno del decreto federale sulla partecipazione della Svizzera alla Forza multinazionale per il mantenimento della pace in Kosovo del 3 dicembre 2004, volto al proseguimento dell'impiego della Swisscoy fino al termine del 2008; "Bericht 2005 über den Einsatz der Swisscoy zuhanden der Aussenpolitischen und Sicherheitspolitischen Kommissionen beider Räte" - non tradotto in italiano).</p><p>4. Il Consiglio federale non è a conoscenza di altri casi analoghi.</p><p>5. L'armamento dei soldati svizzeri in servizio di promovimento della pace serve evidentemente, come approvato dal popolo, anche all'adempimento della loro missione.</p><p>6. Il compito di sorvegliare in permanenza determinati oggetti all'interno del proprio settore d'impiego rientra nei compiti standard delle forze di fanteria del battaglione d'impiego DULJE, nel quale sono integrati i reparti di fanteria della Swisscoy. Oggetto della sorveglianza sono enclavi popolate primariamente da minoranze serbe e insediamenti religiosi ortodossi. Nelle immediate vicinanze del convento ortodosso di Zociste, il quale figura tra questi oggetti sorvegliati in permanenza, si trovano anche edifici vuoti.</p><p>7. I tentativi, svolti sino ad allora, di sostituire tale sorveglianza permanente con controlli mobili periodici hanno dovuto essere interrotti dopo i tumulti di marzo 2004. Fintanto che la questione del futuro delle minoranze etniche in Kosovo non potrà essere appianata nel quadro di una regolamentazione in materia di statuto per il Kosovo accettata da entrambe le parti, una nuova riduzione della presenza permanente della KFOR anche presso il convento ortodosso di Zociste è difficilmente sostenibile.</p><p>8./9. Di principio, la Svizzera ha ampie possibilità di rifiutare incarichi assegnati alla Swisscoy non conformi alle modalità di cooperazione concordate tra la Svizzera e i suoi partner in seno alla KFOR. Il comandante del contingente svizzero veglia a che le missioni affidate alla Swisscoy da organi della KFOR avvengano in questo quadro. Nel caso degli attuali incarichi di fanteria, non sussiste alcuna necessità d'intervento da parte della Svizzera.</p>  Risposta del Consiglio federale.