<h2>SubmittedText<h2><p>L'inverno è alle porte e come ogni anno per le città, o almeno per i grandi centri, torna di attualità il tema dell'accoglienza notturna degli emarginati e dei senzatetto. La questione finisce sotto i riflettori dei media, solo se la stagione invernale è particolarmente rigida. Le poche città che, con l'arrivo dell'inverno, aprono centri di accoglienza notturni sanno perfettamente che le persone che vivono nella precarietà hanno bisogno di un luogo riscaldato e sicuro dove trascorrere la notte. Ma in questo ambito le città praticano politiche sensibilmente diverse, al punto che alcune non esitano a "inviare" i loro senzatetto in altri cantoni dove possono fare capo a centri di questo tipo. Quasi sempre, l'apertura di centri di accoglienza notturni dipende dalla politica sociale delle singole città o dei singoli cantoni. È vero che l'articolo 12 della nostra Costituzione stabilisce che "chi è nel bisogno e non è in grado di provvedere a sé stesso ha diritto d'essere aiutato e assistito e di ricevere i mezzi indispensabili per un'esistenza dignitosa", ma le cifre, e soprattutto l'esperienza, dimostrano che, quando scende la notte, un numero crescente di persone non ha un luogo dove ripararsi. Per questo motivo invitiamo il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Condivide l'opinione secondo cui quello dei senzatetto è un problema di attualità in Svizzera?</p><p>2. Come giudica il fatto che alcune città adempiono il proprio dovere di sussidiarietà mentre altre fanno capo alle strutture già esistenti?</p><p>3. Sa quanti sono i centri messi a disposizione dei più deboli?</p><p>4. Non dovrebbe dotarsi di una politica d'incentivazione che induca Confederazione, cantoni e città ad applicare meglio l'articolo 12, in particolare per quanto attiene l'accoglienza notturna?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel campo dell'accoglienza notturna, la competenza spetta ai cantoni e ai comuni in collaborazione con associazioni e partner privati. La Confederazione dal canto suo non dispone di competenze costituzionali in quest'ambito e non può quindi intervenire per disciplinare la questione.</p><p>1. Il Consiglio federale riconosce che i senzatetto fanno parte della realtà delle città svizzere, anche se non tutte ne sono interessate nella stessa misura. La messa a disposizione di un numero sufficiente di strutture e centri di accoglienza d'emergenza può effettivamente costituire un problema per l'azione sociale.</p><p>2. Il Consiglio federale non ha una visione d'insieme tale da permettergli di esprimersi riguardo alla pratica di inviare gli interessati da una città all'altra; tanto meno è nella posizione di giudicare il modo di gestire a livello locale o regionale situazioni d'emergenza soggette a una fluttuazione difficilmente pianificabile. Ritiene tuttavia opportuno intrattenere una collaborazione a livello regionale o di agglomerazione.</p><p>3. Il Consiglio federale non dispone di dati ufficiali sui centri di accoglienza notturna. Stando alle liste delle strutture d'accoglienza d'emergenza disponibili, come La Tuile (Friburgo), a fine 2013 si potevano contare 25 centri di accoglienza d'emergenza in 16 città o agglomerazioni, un dato che non include l'aiuto d'emergenza nel settore dell'asilo. Queste liste non sono esaustive: anche alcune opere caritative o associazioni mettono a disposizione camere o altre sistemazioni temporanee che non figurano fra le strutture di accoglienza.</p><p>4. Tenendo conto delle competenze, la ricerca e l'attuazione di nuove soluzioni comuni, se ne dovesse sorgere la necessità, dovranno essere svolte in primo luogo nel quadro della Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali delle opere sociali (CDOS). Questo argomento sarà tra l'altro discusso nell'ambito del Dialogo nazionale sulla politica sociale tra Confederazione, cantoni, comuni e città.</p>  Risposta del Consiglio federale.