<h2>SubmittedText<h2><p>Nell'estate del 2014 le Camere federali hanno approvato la continuazione dell'impiego della missione Swisscoy in Kosovo fino alla fine del 2017. Il Consiglio federale, con messaggio del 23 novembre 2016, intende proseguire l'impiego della Swisscoy fino al 31 dicembre 2020 in seno alla forza multinazionale KFOR. Il governo ha inoltre deciso di ridurre l'effettivo massimo autorizzato, mantenendo la possibilità di aumentare il contingente per lavori di manutenzione che non possono essere posticipati o compiti di sicurezza in caso di minaccia accresciuta. Auspicando al contrario del Consiglio federale la fine della missione Swisscoy in Kosovo, che comporta attualmente un impegno finanziario di circa 44 milioni di franchi e un contingente di circa 200 persone, le risorse materiali e umane potrebbero essere impiegate per coadiuvare il lavoro delle guardie di confine. In una situazione particolarmente tesa, come quella vissuta negli ultimi mesi, vedi anni, in particolar modo al confine sud della Svizzera, dei professionisti come quelli attivi nel contingente Swisscoy potrebbero ad esempio assicurare un sostegno logistico concreto al corpo delle guardie di confine, specialista nel complesso ambito doganale, migratorio e di lotta alla criminalità transfrontaliera. Questa soluzione permetterebbe inoltre di non gravare ulteriormente i costi della Confederazione garantendo tuttavia un servizio competente e professionale alla popolazione svizzera. Al di là del Canton Ticino, dove si è palesata un'esigenza oltremodo acuta, le risorse umane, materiali e finanziarie liberate permetterebbero di assicurare tutto l'apparato logistico che ruota attorno all'attività delle Guardie di Confine senza continuamente dover erodere gli effettivi delle altre regioni per dare supporto alle guardie ticinesi o di altri Cantoni, provocando in tal modo costi di spostamento supplementari e indebolendo le regioni che inviano i rinforzi.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel suo messaggio del 23 novembre 2016 il Consiglio federale spiega perché è necessario portare avanti l'impiego della KFOR e quello della Swisscoy. È infatti nell'interesse della Svizzera - sia a livello di politica estera che di sicurezza - che nella regione occidentale dei Balcani, e in particolare in Kosovo, regni la stabilità. Il prolungamento dell'impiego della Swisscoy verrà esaminato dalle Camere federali presumibilmente durante la sessione primaverile ed estiva del 2017.</p><p>Il Consiglio federale segue attentamente l'evolversi della situazione lungo il confine meridionale della Svizzera ed è pronto ad adottare misure appropriate nel caso in cui le circostanze lo richiedano. Ritiene tuttavia che non sarebbe responsabile mettere in concorrenza gli impieghi militari di promovimento della pace all'estero e gli impieghi sussidiari dell'esercito all'interno del nostro Paese. Non vi sono inoltre basi legali che consentirebbero un trasferimento dei membri della Swisscoy a un impiego sussidiario di sicurezza in Svizzera. Il contingente che svolge una missione all'estero è stato reclutato appositamente per tale scopo. Se la missione non ha più motivo di esistere, il contingente deve essere sciolto.</p><p>All'interno del Paese l'esercito interviene a titolo sussidiario. L'impegno dell'esercito a titolo sussidiario a favore della sicurezza interna è sottoposto a una doppia condizione (art. 58 cpv. 2 secondo periodo Cost.; art. 1 cpv. 3 e art. 67 cpv. 2 LM): da un lato, l'esercito deve reagire a una situazione straordinaria e, dall'altro lato, è necessario che le autorità civili di tutti i livelli non siano in grado di far fronte ai loro compiti per mancanza di personale, di materiale o di tempo, nonostante abbiano fatto tutto il possibile.</p><p>Se la situazione al confine sud lo richiederà, il Consiglio federale presenterà una domanda in tal senso al Parlamento.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.