<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il 26 febbraio 2003, con le risposte a due interventi parlamentari (02.3563 Interpellanza Teuscher del 3 ottobre 2002, "Scorie nucleari. Che fare ora?" e 02.3592 Interpellanza Marty Kälin del 3 ottobre 2002, "Wellenberg. Che conseguenze trarre dal rigetto?"), il Consiglio federale si è già espresso ampiamente in merito allo smaltimento delle scorie radioattive e alle misure da prendere. Il 21 marzo 2003, le Camere federali hanno approvato la nuova legge sull'energia nucleare (LNEu). Quest'ultima impone che le scorie radioattive siano smaltite in linea di massima nel nostro Paese e in depositi geologici in profondità. La LNEu regola pure in maniera dettagliata la questione della consultazione delle parti interessate durante la procedura di autorizzazione. In questo modo, la collettività della regione del sito dispone di una possibilità di partecipazione legittimata. Il Cantone di ubicazione del deposito così come i Cantoni e gli Stati limitrofi devono essere coinvolti nella preparazione della fase decisionale dell'autorizzazione di massima, la quale determina il sito del deposito in profondità.</p><p>Attualmente i servizi federali competenti stanno esaminando la questione del seguito della procedura dopo il rigetto popolare del 22 settembre 2002 nel Cantone di Nidvaldo. I punti principali da chiarire riguardano la strategia di smaltimento, le strutture nel settore dello smaltimento nucleare e il coinvolgimento della popolazione. I primi risultati dovrebbero essere presentati alla fine dell'anno. In merito, è incontestato il fatto che la Confederazione in futuro debba rafforzare il suo ruolo direttivo.</p><p>Nell'ottica dello smaltimento di scorie altamente radioattive, la Nagra ha analizzato, dall'inizio degli anni Ottanta fino alla metà degli anni Novanta, i massicci cristallini del nord della Svizzera procedendo, tra l'altro, a una serie di trivellazioni di sondaggio. Dopo che i rilevamenti hanno evidenziato la difficoltà di trovare una sufficiente estensione di strati di roccia adeguati, nel 1988 il Consiglio federale ha chiesto di estendere le ricerche a rocce ospitanti non cristalline, vale a dire, ai sedimenti. Alla fine di una ricerca ad ampio raggio, in cui si è proceduto per esclusione, la scelta finale è caduta sull'argilla opalina nel Weinland zurighese. Dal 1994 la Nagra sta effettuando un programma di ricerca in questa regione. </p><p>I rilevamenti sismici e le trivellazioni di sondaggio a Benken hanno evidenziato una situazione geologica favorevole con una permeabilità molto bassa. Il 20 dicembre 2002, in virtù di questi risultati positivi e sulla base dell'argilla opalina, la Nagra ha presentato alle autorità federali l'attestato di smaltimento per gli elementi di combustibile esausti, le scorie altamente radioattive e le scorie di media attività a lunga durata (EC/SAA/SML). </p><p>L'attestato di smaltimento non costituisce né un'autorizzazione in materia nucleare né una decisione in merito alla scelta del sito. Esso è infatti un attestato di principio sulla fattibilità dello smaltimento delle scorie radioattive in un determinato strato geologico; dimostra quindi che, con ogni probabilità, esiste uno strato di rocce sufficientemente grande con le proprietà richieste e che, sulla base di ulteriori analisi di rilevamento positive, sarà possibile intraprendere con successo la costruzione di un deposito geologico in profondità. L'attestato di smaltimento non comporta quindi alcun pregiudizio nella scelta del sito.</p><p>La decisione del Consiglio federale sull'attestato di smaltimento EC/SAA/SML e sul modo di procedere in merito allo smaltimento di queste scorie è prevista nel primo semestre del 2006. Tra le misure da adottare, oltre al calendario sullo smaltimento, rientra pure la questione se lo smaltimento dovrà avvenire nel nostro Paese o all'estero e quando dovrà essere presa una decisione. Inoltre, si tratterà di stabilire se occorre analizzare in maniera approfondita ulteriori siti alternativi in Svizzera.</p><p>In merito alle singole domande, il Consiglio federale risponde come segue:</p><p>1. - 4. Indipendentemente dall'opposizione politica contro una possibile ubicazione, la sicurezza a lungo termine delle persone e dell'ambiente rappresenta il massimo obiettivo dello smaltimento nucleare. L'obiettivo di una procedura di selezione e di una procedura di attuazione deve quindi mirare a convincere la popolazione della necessità di trovare una soluzione in Svizzera, a creare un clima di fiducia aumentando di conseguenza il grado di accettazione, nonché a realizzare nel nostro Paese un deposito geologico in profondità nel pieno rispetto delle condizioni quadro giuridiche, politiche, economiche e sociali. L'esempio di Wellenberg lo sta a testimoniare: innanzitutto occorre analizzare, mediante uno studio sulla creazione di valore aggiunto, le ripercussioni economiche e sviluppare a tempo debito un sistema di gestione per uno sviluppo sostenibile della regione interessata. Il ricorso a forze militari e di polizia per imporre, contro la volontà della popolazione, una soluzione del problema non rientra nella tradizione del nostro Paese e non è oggetto di discussione in seno al Consiglio federale.</p><p>5. Il riesame da parte delle autorità di sicurezza (Divisione principale per la sicurezza degli impianti nucleari DSN, Commissione federale per la sicurezza degli impianti nucleari CSI) e degli esperti svizzeri e stranieri sollecitati avviene secondo gli standard internazionali. Inoltre sono già stati presentati pareri e perizie da parte di terzi, che verranno tenuti in considerazione dalle autorità di sicurezza al momento dell'esame dell'attestato di smaltimento. </p><p>Un gruppo di esperti incaricato dal Ministero tedesco dell'ambiente, della protezione della natura e della sicurezza dei reattori (BMU) ha espresso un buon voto generale sulla procedura di selezione che ha portato alla scelta dell'argilla opalina del Weinland zurighese. Nel rapporto del gruppo di esperti in questione, si è giunti alla seguente conclusione: "in generale, la procedura di selezione svizzera soddisfa le richieste poste a livello internazionale per una simile procedura. Dal punto di vista della sicurezza, la scelta del Weinland zurighese come opzione preferenziale per un deposito in profondità SAA/SML (vale a dire un deposito per scorie altamente radioattive) è da considerarsi giustificata."</p><p>A differenza di quanto espresso dal gruppo di esperti, il BMU ha stilato un proprio parere. Le ragioni all'origine delle diverse valutazioni sono da interpretare in un'ottica di politica energetica più ampia ed in particolare sono da ricondurre in primo luogo a motivi politici e cioè al fatto che la Germania ha deciso l'abbandono dell'energia nucleare.</p><p>6. - 10. Le ricerche nel Weinland zurighese hanno sollevato interesse al di qua e al di là del Reno. Le informazioni destinate alle autorità e alla popolazione interessata hanno quindi un'importanza straordinaria. Per questo motivo, già nel 2001, l'Ufficio federale dell'energia (UFE) ha organizzato due incontri informativi (uno a Andelfingen/CantonZurigo e uno a Jestetten/D) sia per le autorità svizzere che per quelle tedesche. Il 18 dicembre 2002, le autorità dei due Paesi sono state inoltre informate per iscritto sull'inoltro dell'attestato di smaltimento e sul seguito della procedura. Il 6 giugno 2003 si è svolto nuovamente un incontro informativo con la presenza delle autorità tedesche e svizzere.</p><p>In vista dei lavori futuri e dello scambio di informazioni in relazione all'attestato di smaltimento, alla fine del 2002 è stato istituito, sotto la direzione dell'UFE, un gruppo di lavoro "Informazione e comunicazione". In questo gruppo di lavoro sono rappresentate sia la Svizzera che la Germania.</p><p>In merito alle domande che riguardano il modello di smaltimento delle scorie nucleari a uno o più depositi, le procedure di selezione future, le prestazioni della Nagra e il ruolo della Confederazione, il Consiglio federale si è già espresso nelle risposte agli interventi parlamentari summenzionati. Attualmente, i servizi federali competenti e le commissioni stanno esaminando se in Svizzera occore realizzare uno o più depositi, quali sono le conseguenze per i siti interessati, come si potrebbe migliorare l'informazione, la trasparenza e il grado di accettazione delle future procedure nonché l'eventualità di adattare le strutture. Per quel che concerne l'operato della Nagra in merito all'attestato di smaltimento EC/SAA/SML, il Consiglio federale si esprimerà dopo che la DSN e la CSI avranno fornito il loro parere e la perizia sui requisiti tecnici di sicurezza.</p><p>11. Come affermato nella parte introduttiva della presente risposta, la Confederazione assumerà in futuro un ruolo direttivo più forte nell'ambito dello smaltimento delle scorie radioattive. La Confederazione inoltre continuerà a rappresentare l'autorità di sorveglianza e di rilascio delle autorizzazioni che sorveglia e controlla le attività di smaltimento svolti nel nostro Paese. L'obbligo di smaltimento rimane però di competenza di chi ha prodotto le scorie radioattive. Questo principio è stato ribadito dal Parlamento nel corso delle delibere sulla LNEu, la quale disciplina l'obbligo di smaltimento definendo pure le relative condizioni da soddisfare. Chi è responsabile dello smaltimento dovrà tuttavia allestire un piano di smaltimento (incl. un piano finanziario), che dovrà essere presentato alla Confederazione ed adattato periodicamente alle nuove condizioni. Un simile piano permette di definire le condizioni quadro strategiche e temporali ed incrementa notevolmente le possibilità di realizzare in Svizzera depositi geologici in profondità.</p>  Risposta del Consiglio federale.