<!DOCTYPE html> <html lang="it"><head><meta charset="utf-8"/></head><body><div class="content"> <div class="para">[AZA 0] </div> <div class="para"> </div> <div class="para">5C.102/2000 </div> <div class="para"> </div> <div class="para">II CORTE CIVILE </div> <div class="para">**************************** </div> <div class="para"> </div> <div class="para">10 luglio 2000 </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Composizione della Corte: giudici federali Reeb, presidente, </div> <div class="para">Weyermann, Bianchi, Raselli e Merkli. </div> <div class="para">Cancelliere: Piatti. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">_______ </div> <div class="para">Visto il ricorso per riforma del 10 maggio 2000 presentato da A.________, attrice, patrocinata dall'avv. Stefano Zanetti, Bellinzona, contro la sentenza emanata il 20 aprile 2000 dalla I Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone Ticino nella causa che oppone la ricorrente a B.________, convenuto, patrocinato dall'avv. Walter Landolt, Lugano, in materia di divorzio; </div> <div class="para">Ritenuto in fatto : </div> <div class="para"> </div> <div class="para">A.- B.________ (1937) e A.________ (1942) si sono sposati a Cadempino il 20 ottobre 1994. Dalla loro unione non sono nati figli. All'atto del matrimonio, il marito era al beneficio di una rendita invalidità mentre la moglie era cameriera in un esercizio pubblico con uno stipendio mensile di fr. 3000.--. Alcuni mesi dopo il matrimonio le parti si sono separate e A.________ ha promosso azione di separazione a tempo indeterminato, chiedendo un contributo alimentare mensile di fr. 1500.--, la pronuncia della separazione dei beni e una provvigione ad litem di fr. 4000.--. </div> <div class="para">B.________ si è opposto alla separazione e in via riconvenzionale ha postulato il divorzio, chiedendo subordinatamente un contributo alimentare imprecisato. Con sentenza 3 marzo 1998 il Pretore del distretto di Lugano ha pronunciato la separazione a tempo indeterminato e ha condannato il marito a versare alla moglie un contributo di fr. 628.-- mensili fino al 1° agosto 2002 e di fr. 403.-- dopo tale data. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Con sentenza 20 aprile 2000 la I Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone Ticino, adita dal marito, ha modificato il giudizio pretorile nel senso che il matrimonio tra i coniugi A.________ e B.________ è sciolto per divorzio e che non sono dovuti contributi di mantenimento. </div> <div class="para">Per il resto, ha confermato la decisione di primo grado. </div> <div class="para">Secondo i giudici d'appello il matrimonio va sciolto per divorzio in applicazione del nuovo <span class="artref">art. 114 CC</span>, le parti essendosi separate oltre quattro anni prima dell'entrata in vigore del nuovo diritto. Né l'attrice né il convenuto dispongono di entrate atte a giustificare la corresponsione di alimenti. D'altra parte, la situazione assicurativa della moglie - precedentemente domiciliata in Italia - non dipende dal matrimonio, ma è dovuta al fatto che essa non ha pagato anni di contribuzione anteriormente al divorzio. </div> <div class="para">La sua posizione nei confronti delle assicurazioni sociali svizzere sarebbe comunque la medesima anche se essa non si fosse sposata. Tale lacuna non dev'essere colmata dal coniuge, tanto meno se si considera la brevissima convivenza coniugale, che non giustifica una solidarietà dopo il divorzio. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">B.- Contro la decisione cantonale A.________ ha interposto il 10 maggio 2000 un ricorso di diritto pubblico e un ricorso per riforma. Con il primo chiede al Tribunale federale di annullare il giudizio impugnato, mentre con il secondo ne postula la riforma nel senso che l'appello è annullato (recte: respinto) e la sentenza del Pretore confermata. </div> <div class="para">Con entrambi i rimedi ha parimenti chiesto di essere posta al beneficio dell'assistenza giudiziaria. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Considerando in diritto : </div> <div class="para"> </div> <div class="para">1.- a) In data 7 luglio 2000 è stato dichiarato inammissibile il parallelo ricorso di diritto pubblico. </div> <div class="para">Nulla osta quindi all'esame del presente ricorso per riforma. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">b) Interposto in tempo utile contro una decisione finale della suprema istanza cantonale in una contestazione civile, il ricorso per riforma è per principio ricevibile. </div> <div class="para">In concreto è pure contestato il principio del divorzio: </div> <div class="para">indipendentemente dal valore litigioso, che nella fattispecie è nondimeno dato, il ricorso per riforma è quindi ricevibile in applicazione dell'<span class="artref">art. 44 OG</span>. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">2.- a) La Corte cantonale ha statuito il 20 aprile 2000, giusta l'<span class="artref">art. 7b cpv. 1 tit. fin. CC</span>, in base al nuovo diritto del divorzio. I giudici cantonali hanno ritenuto di poter concedere il divorzio in applicazione dell'<span class="artref">art. 114 CC</span>, perché le parti vivevano separate da oltre quattro anni prima dell'entrata in vigore del nuovo diritto. Essi hanno in particolare fondato questa loro decisione sulla dottrina pubblicata con l'entrata in vigore della novella legislativa (segnatamente Reusser, Die Scheidungsgründe und die Ehetrennung, in: Vom alten zum neuen Scheidungsrecht, pag. 45 n. 1.110 e Fankhauser, in: Praxiskommentar Scheidungsrecht, n. 29 ad <span class="artref">art. 114 CC</span>). </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> </div> <div class="para">b) Secondo l'attrice, i giudici cantonali non potevano pronunciare il divorzio in applicazione dell'<span class="artref">art. 114 CC</span>, perché essa si è opposta al divorzio e ha chiesto la pronuncia della separazione, ritenendo il marito unico e solo responsabile della disunione coniugale. Essa non adduce tuttavia nessuna motivazione a sostegno della sua tesi contraria, in particolare essa nemmeno pretende che i quattro anni di separazione avrebbero dovuto essere compiuti al momento dell'introduzione dell'azione. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> </div> <div class="para">c) Vero è che l'<span class="artref">art. 114 CC</span> riconosce il diritto di domandare il divorzio con un'azione unilaterale se al momento della litispendenza o della sostituzione della richiesta con un'azione unilaterale i coniugi sono vissuti separati da almeno quattro anni. Questa disposizione si applica a tutte le procedure introdotte dopo l'entrata in vigore del nuovo diritto. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Nella fattispecie in esame, l'azione di divorzio era invece già pendente davanti ai giudici cantonali al momento dell'entrata in vigore del nuovo diritto e il convenuto si è richiamato alla causa unilaterale della separazione quadriennale solo con l'entrata in vigore del nuovo diritto. La situazione non è in sostanza diversa da quella che si verifica nei casi in cui il giudice constata che le condizioni del divorzio su richiesta comune non sono soddisfatte e in applicazione dell'<span class="artref">art. 113 CC</span> impartisce un termine a ogni coniuge affinché la richiesta sia sostituita con un'azione unilaterale. In questi casi il Messaggio sul nuovo diritto del divorzio e la legge stessa esplicitamente e chiaramente prevedono che il termine dev'essere scaduto al momento del cambiamento di procedura (Messaggio sulla revisione del Codice civile svizzero (stato civile, matrimonio, divorzio, filiazione, assistenza tra parenti, asili di famiglia, tutela e mediazione matrimoniale) del 15 novembre 1995, FF 1996 I 1, pag. 100). Ad analoga conclusione approda pure la dottrina (Reusser, op. cit. , n. 1.68, pag. 32; Geiser, Übersicht zum Übergangsrecht des neuen Scheidungsrechts, in: Vom alten zum neuen Scheidungsrecht, n. 6.20, pag. 254 seg. ; Sutter/Freiburghaus, Kommentar zum neuen Scheidungsrecht, n. 15 all'<span class="artref">art. 114 CC</span>; Fankhauser, op. cit. , n. 10 all'<span class="artref">art. 114 CC</span>). </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Poiché in concreto il convenuto ha formulato la sua domanda di divorzio fondata sull'<span class="artref">art. 114 CC</span> solo con l'entrata in vigore del nuovo diritto, non vi è ragione per scostarsi dalla soluzione sopra ricordata per il caso in cui il giudice assegna alle parti un termine per proporre un'azione unilaterale anche nella presente fattispecie. </div> <div class="para">D'altra parte, sembra del tutto logico che imponendo l'applicazione del nuovo diritto alle cause pendenti, le condizioni da questo poste debbano essere adempiute al momento della sua entrata in vigore e non all'atto dell'introduzione della causa secondo il vecchio diritto (Reusser, op. </div> <div class="para">cit. , n. 1.110; Fankhauser, op. cit. , n. 29 all'<span class="artref">art. 114 CC</span>; Pfister-Liechti, Le nouveau droit du divorce: quelle procédure?, in: La Semaine judiciaire, Doctrine, 2000, pag. 259; Suter, Übergangsrecht, in: Das neue Scheidungsrecht, pag. 169; Leuenberger, in: Praxiskommentar Scheidungsrecht, n. 4 all'<span class="artref">art. 7b tit. fin. CC</span>; Steck, Scheidungsklagen (nArt. 114-117 ZGB), in: Das neue Scheidungsrecht, pag. 37 seg.). Per altro verso, l'<span class="artref">art. 7b cpv. 2 tit. fin. CC</span> concede la facoltà alle parti di presentare nuove conclusioni sulle questioni toccate dal cambiamento del diritto applicabile e il tribunale, anche quello superiore cantonale se del caso, deve istruire di conseguenza il procedimento: ciò ha un senso, per il caso all'esame, solo se si ammette che la separazione quadriennale istituita dall'<span class="artref">art. 114 CC</span> può essere intervenuta prima dell'introduzione del nuovo diritto e non già al momento dell'inoltro della domanda. Ne consegue che su questo punto la sentenza dei giudici cantonali appare conforme al nuovo diritto del divorzio e va senz'altro confermata. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> </div> <div class="para">3.- a) La sentenza impugnata rileva che dal convenuto, ultrasessantenne e invalido, non può essere preteso, sia per l'età sia per lo stato di salute, un ulteriore reddito al di fuori delle rendite d'invalidità e complementari. </div> <div class="para">D'altra parte, dall'istruttoria è emerso che egli non ha mai esercitato attività lucrativa durante il breve periodo di convivenza coniugale salvo svolgere occasionali lavori di giardinaggio nel novembre-dicembre 1994 e nella primavera 1995. Egli è quindi inattivo da più di un decennio e non si può presumere che - nello stato fisico in cui si trova e con l'età che ha - possa conseguire un reddito mensile di fr. 600.-- come pretende l'attrice. Nemmeno a titolo ipotetico un tale reddito potrebbe essere considerato, ritenuto che esso non è esigibile né per l'età né per lo stato di salute del convenuto. Inoltre, a prescindere dalla situazione finanziaria dei coniugi, al convenuto non può essere imposto un contributo di mantenimento sulla base dell'<span class="artref">art. 125 cpv. 2 CC</span>, poiché la breve durata del matrimonio di fatto non ha avuto alcun influsso sulla situazione economica e personale dei coniugi. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">b) L'attrice sembra contestare gli accertamenti concernenti le entrate del convenuto, sostenendo che dagli atti risulterebbe un reddito di fr. 600.-- mensili per lavori di giardinaggio. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">c) Nella giurisdizione per riforma il Tribunale federale è vincolato agli accertamenti di fatto dei giudici cantonali, fatto salvo il caso di svista manifesta o di violazione delle norme federali in materia di prove (<span class="artref">art. 63 cpv. 2 OG</span>). </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Orbene, in concreto, l'attrice nemmeno sostiene che ricorra una di queste eventualità. Nel proprio gravame, essa si limita a rifare i conteggi sulla base di redditi diversi che tengono conto di ipotetici introiti, senza nessun'altra specifica censura di violazione del diritto federale. </div> <div class="para">Attenendosi agli accertamenti di fatto in essa contenuti, la decisione impugnata appare conforme alla giurisprudenza del Tribunale federale dato che, per le ragioni addotte (età e invalidità), l'attività accessoria non è né ragionevolmente esigibile, né tantomeno possibile (<a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=7&amp;from_date=30.06.2000&amp;to_date=19.07.2000&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F121-III-297%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page297">DTF 121 III 297</a> consid. 3b, 119 II 314 consid. 4; Sutter/ Freiburghaus, op. cit. , n. 47 all'<span class="artref">art. 125 CC</span>; Schwenzer, Praxiskommentar Scheidungsrecht, n. 16 all'<span class="artref">art. 125 CC</span>). Inoltre, l'attrice non spende una riga per spiegare in che modo la motivazione della Corte cantonale violi l'<span class="artref">art. 125 CC</span>. Per il che, il ricorso non va esaminato oltre. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">4.- L'attrice ha chiesto di essere posta al beneficio dell'assistenza giudiziaria. Considerata la natura del tema ricorsuale, specie con riferimento al nuovo diritto, ben si può ammettere che la causa non sembrava priva di probabilità di successo. È inoltre data la situazione di indigenza. In queste condizioni il beneficio dell'assistenza giudiziaria può essere concesso anche se il ricorso non è motivato in modo particolarmente diligente e si manifesta ai limiti della ricevibilità. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">5.- In esito alle considerazioni di cui sopra, il ricorso, nei limiti in cui è ammissibile, va pertanto respinto. </div> <div class="para">Al convenuto, che non ha presentato una risposta, non sono attribuite ripetibili. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Per questi motivi </div> <div class="para"> </div> <div class="para">il Tribunale federale </div> <div class="para"> </div> <div class="para">pronuncia : </div> <div class="para"> </div> <div class="para">1. Nella misura in cui è ammissibile, il ricorso per riforma è respinto e la sentenza impugnata viene confermata. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">2. La domanda di assistenza giudiziaria presentata dall'attrice è accolta e quale patrocinatore per la procedura innanzi al Tribunale federale le viene designato l'avv. Stefano Zanetti. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">3. La tassa di giustizia di fr. 1000.-- è posta a carico dell'attrice, ma sopportata provvisoriamente dalla Cassa del Tribunale federale. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">4. La Cassa del Tribunale federale verserà all'avv. </div> <div class="para">Stefano Zanetti un'indennità di fr. 500.-- per ripetibili della sede federale. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">5. Comunicazione ai patrocinatori delle parti e alla I Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone Ticino. </div> <div class="para">Losanna, 10 luglio 2000 MDE </div> <div class="para"> </div> <div class="para">In nome della II Corte civile </div> <div class="para">del TRIBUNALE FEDERALE SVIZZERO: </div> <div class="para">Il Presidente, </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Il Cancelliere, </div> </div></body></html>