<h2>SubmittedText<h2><p>Il 18 marzo 2005 scorso ho inoltrato una mozione (05.3186) a nome della deputazione ticinese. Il titolo "Discriminazioni linguistiche nei bandi di concorso" parla da sé. Per la precisione si chiedeva al Consiglio federale di eliminare ogni e qualsiasi discriminazione nei confronti della lingua italiana nei bandi di concorso dei posti federali. Il 10 giugno 2005 il Consiglio federale ha accolto la mozione.</p><p>Il 24 settembre 2005, sul "Corriere del Ticino", è stato pubblicato un concorso: "L'Ufficio federale di giustizia cerca per il 1° dicembre 2005 una nuova agente o un nuovo agente del governo svizzero, al 100 per cento per la rappresentanza della Svizzera davanti alla Corte europea dei diritti dell'uomo e al Comitato delle Nazioni Unite contro la tortura, nonché capo della sezione diritti dell'uomo e Consiglio d'Europa."</p><p>Nel paragrafo che descrive le conoscenze e le competenze richieste ci si esprime così: "Ha facilità nell'espressione scritta ed è di lingua materna tedesca o francese, con ottime conoscenze dell'altra lingua ufficiale. E' inoltre abile a negoziare anche in inglese."</p><p>Manifestamente, ancora una volta, nel bando di concorso si escludono volutamente le persone di lingua e cultura italiana e ciò malgrado esistano delle precise istruzioni; inoltre non si tiene assolutamente conto della presa di posizione del Consiglio federale sulla mozione.</p><p>A nome della deputazione ticinese chiedo al Consiglio federale:</p><p>- Per quale ragione, ancora una volta, ha acconsentito che un concorso violi manifestamente le istruzioni del Consiglio federale concernenti la promozione del plurilinguismo nell'amministrazione federale del 22 gennaio 2003 come pure la sua promessa espressa nella risposta alla mozione del 18 marzo 2005?</p><p>- Che cosa ha fatto il Consiglio federale per concretizzare la mozione accolta?</p><p>- Perché per l'ennesima volta alle belle parole non seguono i fatti in tempi ragionevoli?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>I contenuti dei bandi di concorso sono innanzitutto di competenza dei servizi che mettono a concorso il posto. Al riguardo, devono rispettare anche le istruzioni del 22 gennaio 2003 del Consiglio federale concernenti la promozione del plurilinguismo nell'amministrazione federale. Il Consiglio federale ha ulteriormente ribadito la sua volontà di voler far rispettare le predette istruzioni il 10 giugno 2005, quando ha proposto di accogliere la mozione Simoneschi 05.3186, "Discriminazioni linguistiche nei bandi di concorso".</p><p>L'esempio di bando dell'Ufficio federale di polizia citato dall'autrice dell'interpellanza non corrisponde in effetti ai requisiti delle istruzioni concernenti il plurilinguismo e il Consiglio federale ne è rammaricato. Presso la Corte europea dei diritti dell'uomo le lingue ufficiali sono il francese e l'inglese e la maggior parte dei casi svizzeri trattati dalla Corte provengono dalla Svizzera tedesca. La formulazione relativa alle conoscenze linguistiche utilizzata nel bando di concorso in questione ("lingua materna tedesca o francese") viola effettivamente le istruzioni concernenti il plurilinguismo. Infatti, anche persone di lingua materna italiana possono padroneggiare perfettamente la lingua francese e redigere con perizia testi in tedesco o inglese, ragion per cui la funzione deve essere resa accessibile anche a loro. Le persone di lingua madre italiana che soddisfano i requisiti non devono essere precluse in occasione dell'esame delle candidature.</p><p>Per eliminare formulazioni discriminanti presenti in bandi di concorso isolati sono già stati adottati dei provvedimenti. In questo senso, l'Ufficio federale del personale ha inviato ai servizi del personale dell'amministrazione federale diverse note informative e un promemoria per richiamare l'attenzione sulle esigenze delle istruzioni concernenti il plurilinguismo. Inoltre, nell'ambito della garanzia della qualità dei bandi di concorso, l'Ufficio federale del personale verifica il rispetto di queste istruzioni. Le unità amministrative che non rispettano le istruzioni vengono sistematicamente avvisate.</p>  Risposta del Consiglio federale.