<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di studiare la possibilità di introdurre un'imposta anticipata di uno o due centesimi per imballaggio al fine di incentivare la raccolta, il riciclaggio e la valorizzazione dei rifiuti.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Attualmente, oltre il 50 per cento dei rifiuti urbani svizzeri sono raccolti separatamente e riciclato. Si tratta di imballaggi per bibite in vetro e PET, lattine d'alluminio come pure altri prodotti riciclabili come la carta usata, i rifiuti vegetali o gli apparecchi elettrici ed elettronici. La gestione svizzera dei rifiuti si limita a riciclare quelle componenti di rifiuti il cui riciclaggio è utile dal punto di vista ecologico e i cui costi sono relativamente bassi. Il tasso di restituzione di tali materiali è pertanto molto elevato. Il vetro raggiunge, ad esempio, un tasso del 95 per cento, le lattine di alluminio uno del 90 per cento, gli imballaggi delle bibite in PET il 78 per cento e la carta supera il 70 per cento. </p><p>La raccolta e il riciclaggio di vetro sonofinanziati mediante una tassa di smaltimento anticipata, in modo tale che i comuni non debbano sopportare costi sostanziali. Per quanto riguarda la carta usata, è stato stipulato un accordo quadro con l'industria svizzera della carta che garantisce un prezzo minimo per la ripresa di tale prodotto. La raccolta degli imballaggi per bibite in PET, delle lattine di alluminio come pure degli apparecchi elettrici ed elettronici, in genere, è affidata al settore del commercio e i comuni ottengono un risarcimento per le attività di raccolta. Il riciclaggio dei rifiuti vegetali come pure la raccolta e lo smaltimento di rifiuti urbani non riciclati sono finanziati con le imposte sui rifiuti. </p><p>Sinora si è rinunciato alla raccolta su vasta scala di rifiuti di plastica domestici, per il fatto che un riciclaggio utile presuppone la raccolta di rifiuti di plastica puliti e puri, come ad esempio gli imballaggi per bibite in PET. La separazione di imballaggi di plastica misti e contaminati è tecnicamente possibile purché non si tratti di una combinazione con altri tipi di plastica o altri materiali. Il processo di separazione ha tuttavia costi elevati. È per tale motivo che, in Svizzera, i diversi imballaggi contaminati sono smaltiti in moderni impianti di termovalorizzazione al fine di utilizzare l'energia prodotta per alimentare il teleriscaldamento e generare corrente elettrica. Nel 2000 è entrato in vigore in Svizzera il divieto di depositare in discarica i rifiuti urbani. Questo divieto costituisce una differenza sostanziale rispetto alla maggior parte degli Stati dell'UE, i quali, almeno in parte, ancora depositano in discarica i rifiuti non riciclati. Il deposito diretto in discarica non permette di sfruttare il tenore energetico dei rifiuti, in parte alquanto elevato. Per questa ragione, in alcuni Stati dell'UE si procede all'estrazione dei cosiddetti combustibili di sostituzione dai rifiuti prima di depositarli in discarica. </p><p>Il prelievo, da parte dello Stato, di tasse su ogni singolo imballaggio causa oneri amministrativi notevoli, dato che coinvolge molte persone e un numero elevato di imballaggi che devono essere registrati. Per tale motivo, i sistemi europei, come ad esempio il sistema duale tedesco o il belga "fostplus", sono basati su pagamenti volontari. L'esperienza insegna tuttavia che un simile sistema causa difficoltà agli attori presenti sul mercato, che dal sistema di smaltimento traggono profitto senza assumersi costi o a costi troppo esigui. La lotta contro questo fenomeno e la struttura della regolamentazione per gli imballaggi destinati alla vendita, al trasporto e al confezionamento implicano un notevole bisogno di regolamentazione per le autorità statali anche nel caso dei sistemi gestiti dall'economia privata. </p><p>I sistemi su base volontaria risultano pure loro alquanto costosi; il sistema duale tedesco chiede ad esempio 0,9 centesimi di euro (1,4 centesimi di franchi) per ogni vasetto di yogurt immesso sul mercato. Considerando una tonnellata di vasetti, i consumatori devono sopportare degli oneri pari a circa 1700 franchi. In contrapposizione, la raccolta e lo smaltimento di rifiuti in Svizzera costano circa 270 franchi la tonnellata.</p><p>In base alle cifre attuali fornite dall'Ufficio europeo di statistica, nel 2007, quattro Stati dell'UE hanno raggiunto tassi di riciclaggio superiori al 50 per cento: Belgio (62 per cento), Germania (64 per cento), Paesi Bassi (60 per cento) e Austria (59 per cento). Tenuto conto del fatto che in Svizzera il valore include, oltre agli imballaggi, anche altri rifiuti riciclabili, apparecchi elettrici ed elettronici come pure prodotti tessili e che i rifiuti non riciclati servono per produrre energia, il tasso di riciclaggio superiore al 50 per cento raggiunto in Svizzera è ottimo. Il Consiglio federale non vede la necessità di avviare un cambiamento di fondo del sistema, per altro connesso a notevoli oneri amministrativi, al fine di sostituire soluzioni efficaci e comprovate.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.