<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Ad 1) In Svizzera, così come in ogni altro Paese, l'occupazione è soggetta a continui mutamenti strutturali. In tutti i Paesi industrializzati dell'Occidente, questi ultimi vanno nella direzione di una diminuzione del numero di lavoratori attivi nel settore industriale e di un aumento delle persone impiegate nel settore dei servizi. L'economia svizzera nel suo insieme è nondimeno riuscita ad aumentare il numero dei posti di lavoro: infatti la crescita occupazionale in alcuni settori, come i servizi d'informatica o di messaggistica, i servizi finanziari, le assicurazioni, i servizi alle imprese, oppure i servizi della sanità, ha ampiamente compensato la contrazione verificatasi nell'industria.</p><p>È vero che il numero di persone occupate nell'intero settore industriale ha subito, tra il 1990 e il 2000, una diminuzione di circa il 18%, ma ciò non ha impedito ad alcuni sottosettori di registrare aumenti dell'occupazione: come ad esempio l'industria farmaceutica (+23%) o il ramo degli apparecchi medici e ortopedici (+15%). L'impressione di un'erosione del settore industriale non corrisponde completamente alla realtà; nella fattispecie sarebbe più corretto parlare di settore in mutamento. Numerose attività che fino a non molto tempo fa erano comprese nel settore industriale sono state esternalizzate e, attualmente, fanno parte del settore dei servizi. Inoltre, nell'epoca della globalizzazione, la produzione industriale è stata trasferita all'estero: nelle sedi svizzere vengono effettuate ormai soltanto attività di ricerca, di gestione e di vendita.</p><p>Ad 2) Le soppressioni di posti di lavoro sono avvenute soprattutto nelle regioni a forte concentrazione industriale, come Sciaffusa, Glarona, Basilea Campagna, Basilea Città e lungo l'arco giurassiano (industria orologiera). Le regioni a vocazione essenzialmente agricola della Svizzera centrale e orientale sono quelle che hanno subito in misura minore perdite di posti di lavoro nel settore in questione. È comunque importante sottolineare il fatto che, in quasi tutte le regioni, il numero di nuovi posti di lavoro creati è stato maggiore di quello dei posti soppressi.</p><p>Ad 3) Anche i settori in espansione, come quello dei servizi di messaggistica e di informatica, necessitano di manodopera qualificata in campo artigianale. Bisogna inoltre rammentare l'evoluzione dell'offerta di lavoro. Siccome i giovani si aspettano di ottenere i salari migliori nel settore dei servizi, un numero sempre maggiore di essi sceglie una formazione scolastica che li prepari a svolgere un'attività in questo ramo. Il Consiglio federale è convinto che i lavoratori con una buona formazione, disposti a prendere in considerazione una riconversione professionale nel campo delle nuove tecnologie, continueranno ad avere buone possibilità di trovare un impiego sul mercato del lavoro.</p><p>Ad 4) Anche il Consiglio federale teme che un fenomeno di erosione possa riguardare la categoria delle medie imprese. Il numero di nuove imprese create in Svizzera permette di constatare una crescita dell'attività indipendente. Il fatto di istituire una nuova impresa e di scegliere un'attività indipendente implica, per l'imprenditore, un elevato livello di formazione. Questa evoluzione è la prova del dinamismo e della vitalità di questo settore in Svizzera. Secondo uno studio empirico, la percentuale di nuove imprese registrata nel 1995 in diverse regioni era più o meno la stessa: Zurigo 20,2%, zona del Mittelland 19,2%, regione del Lemano 18,4%.</p><p>Ad 5) e 6) La strategia politico-economica adottata dalla Svizzera si è rivelata opportuna. I Paesi che hanno adottato una politica industriale conservatrice registrano invece spese pubbliche e un indebitamento più elevati che in Svizzera: al giorno d'oggi la loro politica conservatrice è generalmente considerata fallimentare. Nell'industria siderurgica, mineraria e della costruzione navale, così come in altri settori, non sarebbe stato comunque possibile mantenere a lungo i posti di lavoro. Il Consiglio federale punta sulla solidità della formazione e del perfezionamento professionale nonché, ove occorra, sulla riconversione alle nuove tecnologie e sull'adattabilità alle nuove esigenze di mercato. Un'imposizione fiscale moderata e l'eliminazione di alcuni ostacoli all'iniziativa privata saranno gli strumenti adatti a favorire, e non a impedire, il necessario mutamento strutturale.</p>  Risposta del Consiglio federale.