<h2>SubmittedText<h2><p>Quale seguito intende dare il Consiglio federale al primo Vertice delle Nazioni Unite sui rifugiati e i migranti, svoltosi questo mese? Cosa pensa della Dichiarazione di New York sui rifugiati e i migranti e della riflessione in corso sulle diverse categorie di migranti, con tutte le varie combinazioni possibili?</p><p>Le Nazioni Unite stanno per lanciare due programmi nell'ambito del Patto globale. Uno, guidato dall'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, punta a suddividere le responsabilità tra tutti gli operatori al fine di coordinare meglio il sostegno ai profughi. L'altro, di cui non è ancora stata definita la guida, verte sui legami tra migrazione e sviluppo. Quale posizione intende assumere la Svizzera e quale ruolo intende svolgere riguardo a queste tematiche di grande attualità?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale accoglie con favore l'adozione della dichiarazione politica del Vertice delle Nazioni Unite sui rifugiati e i migranti, ritenendola un passo importante nella ricerca di risposte globali alle sfide legate all'ampia portata dei flussi migratori. Il testo adottato è una dimostrazione della volontà di affrontare queste tematiche con tutta l'attenzione richiesta nel quadro dell'ONU. Il Consiglio federale è inoltre consapevole del fatto che questo incontro al vertice ha rappresentato solo una prima tappa di un processo di lunga durata che bisognerà portare avanti. In occasione del vertice la Svizzera ha anzitutto sostenuto la necessità di adottare un approccio operativo e politico che punti a prevenire in modo più efficace gli sfollamenti forzati, a garantire l'aiuto sul posto, a proteggere gli sfollati e a promuovere la loro indipendenza economica. Tutte queste priorità sono state integrate nella dichiarazione.</p><p>Il testo menziona anche la necessità di rafforzare la cooperazione di tutti gli attori che svolgono un ruolo centrale, motivo per cui la Svizzera continuerà a promuovere la partecipazione attiva del settore privato e della società civile. Il Consiglio federale apprezza inoltre la decisione di integrare l'OIM nel sistema ONU. Questo permetterà di rafforzare maggiormente le competenze dell'ONU in ambito migratorio e di garantire un migliore coordinamento delle attività. Peraltro, scegliendo di ospitare la sede dell'OIM e di altre importanti organizzazioni internazionali che si occupano di migrazione, la Svizzera contribuisce a consolidare il ruolo della Ginevra internazionale in quest'ambito.</p><p>Per la Svizzera è stato fondamentale mantenere il ruolo chiave della Convenzione di Ginevra sullo statuto dei rifugiati del 1951 e del relativo Protocollo del 1967. Ha però anche voluto che si riconoscesse il rischio, per quei migranti che non godono della protezione della Convenzione sullo statuto dei rifugiati, di ritrovarsi in una situazione di vulnerabilità e la necessità di adottare dei meccanismi di protezione specifici in favore di queste persone. Questo obiettivo è in linea con la legislazione svizzera, che prevede la possibilità di concedere un'ammissione provvisoria ai cittadini stranieri ai quali non è pensabile chiedere di fare ritorno nel Paese di origine o di provenienza in quanto si verrebbero a trovare concretamente in pericolo (art. 44 LAsi, RS 142.31, e art. 83 cpv. 4 LStr, RS 142.20). Secondo la legislazione vigente il concetto di "pericolo concreto" non si limita ai conflitti armati e alla violenza politica armata, ma si applica anche al caso in cui una persona si vedesse privata, nel suo Paese di origine o di provenienza, dei mezzi di sussistenza necessari e si ritrovasse così in una situazione drammatica qualora facesse ritorno.</p><p>Nel quadro dell'iniziativa Nansen la Svizzera ha contribuito all'elaborazione di un'agenda per la protezione delle persone costrette a lasciare il proprio Paese a seguito di catastrofi naturali ed eventi legati ai cambiamenti climatici.</p><p>Il Consiglio federale ritiene che rivedere la definizione del concetto di "rifugiato", come suggerito dall'autore dell'interpellanza, rischierebbe, soprattutto alla luce della situazione attuale, di indebolire la protezione dei rifugiati e di rimettere in questione un certo numero di principi fondamentali. Pertanto al momento non risulta opportuno rinegoziare questo concetto. È invece ben più importante rafforzare l'applicazione del diritto internazionale pubblico vigente affinché le persone interessate possano far valere i propri diritti fondamentali.</p><p>Entro il 2018 l'ONU intende adottare due quadri di riferimento di portata mondiale (Global Compact), il primo dei quali verterà sulla ripartizione delle responsabilità e sulla cooperazione internazionale in materia di rifugiati. Nei prossimi mesi l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati pubblicherà la sua strategia per portare a buon fine questo processo. La Svizzera, dal canto suo, definirà al momento opportuno il modo in cui intende partecipare al processo, fermo restando che una delle sue preoccupazioni principali sarà il rispetto della Convenzione di Ginevra sullo statuto dei rifugiati.</p><p>Il secondo quadro di riferimento punta a consolidare i progressi realizzati in ambito migratorio e a colmare le lacune riscontrate sino a oggi. Ad esempio i movimenti migratori misti, che coinvolgono sia profughi che rifugiati, sollevano molti interrogativi di tipo operativo e giuridico. Sarà anche importante portare avanti l'attuazione degli obiettivi dell'Agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile legati alla migrazione, coniugando in modo opportuno politica migratoria e cooperazione internazionale. Insieme al Messico, la Svizzera è stata incaricata dal presidente dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite di agevolare i processi negoziali del quadro di riferimento in questione. Questo mandato rappresenta al contempo per la Svizzera un riconoscimento del suo ruolo in materia di politica migratoria e la possibilità di contribuire attivamente, negli anni a venire, allo sviluppo di un processo multilaterale di notevole portata.</p><p>Sia all'interno dei singoli Stati sia tra di essi permangono forti divergenze di interessi nell'ambito della migrazione. È quindi ancor più importante che la comunità internazionale adotti questa dichiarazione e compia così un primo passo decisivo, da concretizzare nel corso dei prossimi due anni. Dal punto di vista materiale, la Svizzera intende lavorare a una migliore applicazione di norme e standard esistenti e allo sviluppo di approcci innovativi. A tal proposito, un obiettivo importante sarà quello di colmare le lacune in materia di protezione.</p>  Risposta del Consiglio federale.