<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. La Confederazione dispone di informazioni in merito al partenariato concluso o che sarà concluso tra la Posta Svizzera e Amazon? È disposta a renderle pubbliche?</p><p>2. L'Amministrazione federale delle dogane è stata coinvolta nelle discussioni tra la Posta e Amazon?</p><p>3. Rientra nel ruolo della Posta favorire una multinazionale americana a scapito delle imprese svizzere?</p><p>La Posta intende offrire alle imprese svizzere le stesse condizioni per il trasporto di pacchi? </p><p>4. Per i negozi svizzeri quali sono le conseguenze dell'arrivo agevolato di questi giganti del commercio on line sul mercato svizzero?</p><p>5. Quali sono le conseguenze ecologiche dell'aumento massiccio delle importazioni on line di milioni di prodotti da parte di Amazon.ch e altri giganti di Internet?</p><p>6. Quali misure intende adottare la Confederazione affinché le condizioni di accesso offerte ai consumatori svizzeri siano le stesse per i giganti del commercio on line e per le imprese con sede in Svizzera che praticano il commercio elettronico?</p><p>7. Alla luce di quanto sopra, la Confederazione non dovrebbe legiferare in merito al commercio on line prima che sia troppo tardi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La Confederazione non dispone di informazioni in merito.</p><p>La Posta Svizzera è una società per azioni soggetta a norme speciali diretta dalla Confederazione, in qualità di proprietario, attraverso obiettivi strategici.</p><p>Salvo disposizioni contrarie la Posta gode, come qualsiasi altra impresa, della libertà imprenditoriale. Questo margine di manovra è necessario affinché la Posta possa fornire il servizio universale con mezzi finanziari propri.</p><p>Le relazioni giuridiche tra la Posta e i suoi clienti sono disciplinate dal diritto privato, fatto salvo quanto previsto dalle disposizioni della legge sulle poste nell'ambito del mandato di servizio universale. Un obbligo di trasparenza concernente le relazioni contrattuali della Posta non sarebbe conciliabile con la protezione dei segreti d'affari.</p><p>2. L'Amministrazione federale delle dogane non è coinvolta nelle relazioni d'affari tra la Posta e Amazon. L'organizzazione di tali relazioni è esclusivamente di competenza delle imprese interessate.</p><p>3. Come illustrato nella risposta alla domanda 1, fatto salvo quanto previsto dalle disposizioni della legislazione postale e del diritto della concorrenza e sui cartelli, la Posta dispone di libertà imprenditoriale. Nel mercato dei pacchi in particolare, completamente liberalizzato dal 2004, la Posta si trova in concorrenza con numerose imprese di logistica come ad esempio DHL e DPD.</p><p>La Posta si assume totalmente gli obblighi che le incombono nell'ambito del servizio universale. Non esistono obblighi ulteriori a beneficio delle imprese svizzere.</p><p>La Posta deve fissare i prezzi delle prestazioni del servizio universale in base a princìpi economici, ossia di norma garantendo la copertura dei costi. Per le lettere e i pacchi in Svizzera vige inoltre la norma relativa all'indipendenza dalla distanza, e i prezzi devono essere stabiliti secondo princìpi unitari: il pari trattamento di tutti i clienti deve quindi essere garantito.</p><p>Va notato che la norma relativa all'indipendenza dalla distanza si applica per gli invii singoli, ma non per quelli di massa, svolti prevalentemente su incarico di clienti commerciali. La Posta può offrire soluzioni adeguate per la spedizione di invii di massa e concordare i prezzi prevalentemente in funzione dei relativi costi. In tale ambito va rispettato il principio del pari trattamento.</p><p>4. Da numerosi anni il commercio al dettaglio sta attraversando un cambiamento strutturale. Molti commercianti al dettaglio svizzeri hanno negli ultimi anni reagito a questa trasformazione e aperto i propri negozi on line, generalmente gestiti in parallelo ai punti di vendita fisici. Il commercio on line transfrontaliero rappresenta secondo l'istituto di ricerca GfK circa il 17 per cento del fatturato complessivo interno nel settore del commercio on line. Questo canale contribuisce a fornire una vasta offerta di prodotti e ravviva la concorrenza in Svizzera.</p><p>Il Consiglio federale segue attentamente tali sviluppi, e ha tra l'altro trattato la tematica del commercio on line e al dettaglio in Svizzera nel rapporto del 2017 sulle condizioni generali per un'economia digitale. In tale documento giunge alla conclusione che la Svizzera è ben posizionata per affermarsi nel campo della trasformazione digitale e che la legislazione esistente fornisce già, in linea di principio, una base adeguata. Anche nel settore della politica della concorrenza vanno esaminati adeguamenti e misure puntuali e occorre continuare a seguire gli sviluppi. Quanto alla dimensione transfrontaliera del commercio on line, si ritiene opportuno lavorare in favore di una maggiore coordinazione.</p><p>Il postulato Moser 17.4228, "Armi pari per i venditori on line", chiede che il Consiglio federale adotti misure e preveda opzioni d'intervento in merito al commercio on line transfrontaliero. Il Consiglio federale propone di accogliere il postulato. L'affare deve ancora essere trattato in Parlamento.</p><p>5. Uno studio attuale dell'Università di San Gallo in merito alle emissioni di CO2 causate dal commercio al dettaglio stazionario e dal commercio on line giunge alla conclusione che non si possono fare considerazioni generali e che di volta in volta è il singolo comportamento in materia di fruizione ad essere determinante. Questo poiché anche nel commercio al dettaglio stazionario gli spostamenti dei singoli clienti e il materiale di imballaggio per il trasporto, ad esempio sotto forma di sacchetti usa e getta in plastica, contribuiscono all'emissione di gas a effetto serra. Lo studio ha individuato un grande potenziale di concentrazione nel commercio al dettaglio stazionario, potenziale peraltro già sfruttato nel commercio on line almeno negli insediamenti di tipo urbano, a causa dell'elevata densità demografica. Il materiale di imballaggio per il trasporto utilizzato per il commercio on line costituisce una sfida e aumenta le emissioni per ciascun articolo.</p><p>6./7. Già oggi le autorità competenti (COMCO e SPR) possono, in base alle disposizioni della legge sui cartelli e della legge federale sulla sorveglianza dei prezzi, ricorrere contro eventuali prezzi abusivi e comportamenti inammissibili sotto il profilo del diritto della concorrenza sul mercato svizzero. Nell'ambito del servizio universale postale la PostCom verifica se le disposizioni sulla fissazione dei prezzi sono rispettate.</p><p>Il Consiglio federale continua a seguire con attenzione gli sviluppi relativi ai temi di politica economica nel campo della digitalizzazione, come il commercio on line e le relative ripercussioni sulla società e sull'economia, e se necessario introduce le misure necessarie.</p>  Risposta del Consiglio federale.