<h2>SubmittedText<h2><p>In seguito a varie dichiarazioni sorge la domanda su come il Consiglio federale intende strutturare in futuro i rapporti bilaterali tra la Svizzera e l'Unione europea. Come ritenuto da varie associazioni economiche, anche l'UDC è dell'avviso che al momento non sussiste alcuna necessità di prendere in considerazione un ulteriore ravvicinamento all'Unione europea. E piuttosto dell'opinione che ogni ulteriore abbandono della sovranità, in particolare ogni ulteriore ravvicinamento istituzionale all'Unione europea, vada evitato nel modo più assoluto. Il Consiglio federale è invitato a rispondere d'urgenza alle seguenti domande:</p><p>1. Ritiene necessario negoziare un nuovo pacchetto Bilaterali III per la Svizzera? Se sì, come motiva questa sua posizione? Se no, come devono essere interpretate le affermazioni e il comportamento dei consiglieri federali Calmy-Rey e Schneider-Ammann?</p><p>2. Intende informare in modo trasparente ed esaustivo il Parlamento e il popolo svizzero sulle sue intenzioni in relazione al nuovo pacchetto Bilaterali III? Se sì, quando?</p><p>3. Qual era il mandato della consigliera federale Micheline Calmy-Rey nel quadro della sua visita al presidente dell'Unione europea Barroso e chi lo aveva definito? Perché il Consiglio federale si chiude nel silenzio e perché vari consiglieri fanno affermazioni contraddittorie e contrastanti?</p><p>4. `R vero che la consigliera federale Micheline Calmy-Rey si recherà nuovamente a Bruxelles per avviare prime trattative? Se sì, qual è il contenuto del suo mandato per tali trattative e perché il Parlamento, in particolare la Commissione della politica estera, non è stata ancora consultata in merito?</p><p>5. Intende inserire un accordo di libero scambio nel settore agrario nel possibile pacchetto Bilaterali III?</p><p>6. Nel quadro dei negoziati e dei colloqui condotti finora e che si terranno in futuro sono previsti argomenti di natura istituzionale? Se sì, quali?</p><p>7. Il modus operandi e l'obiettivo di tali negoziati sono stati decisi dal Consiglio federale? Se sì, sono stati approvati da tutti i membri del collegio? Se no, perché no?</p><p>8. Perché il Consiglio federale intrattiene colloqui con le associazioni economiche in merito agli sviluppi della sua politica europea, mentre ne lascia all'oscuro il Parlamento?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il 26 gennaio 2011 e il 4 maggio 2011, il Consiglio federale ha ribadito la sua intenzione di voler portare avanti la via bilaterale con un approccio globale e coordinato.</p><p>2. Il Consiglio federale attribuisce grande importanza all'informazione regolare della popolazione e alla consultazione degli ambienti interessati sul contenuto e sugli obiettivi della sua politica europea. Per quanto riguarda il Parlamento, le Commissioni della politica estera sono informate e consultate regolarmente.</p><p>3. Nell'ambito delle sue decisioni del 26 gennaio 2011 concernenti la politica europea, il Consiglio federale ha incaricato la presidente della Confederazione di esplorare assieme al presidente della Commissione europea le possibilità di avviare negoziati nell'ottica di una tutela degli interessi globale e coordinata.</p><p>4. L'8 febbraio 2011, la presidente della Confederazione Calmy-Rey e il presidente della Commissione europea Barroso hanno convenuto di approfondire e precisare l'approccio globale e coordinato. Nella stessa occasione si sono anche prefissi di incontrarsi nuovamente per concretizzare questa intesa di massima. Siccome le riflessioni del Consiglio federale da un lato e dell'UE dall'altro in merito alla concretizzazione dell'approccio globale e coordinato deciso il 26 gennaio 2011 sono tuttora in corso, per il momento non vi sono ancora le condizioni per tale incontro. Se in futuro saranno elaborati mandati negoziali, saranno ovviamente indette le consultazioni dei cantoni nonché delle Commissioni della politica estera del Consiglio nazionale e del Consiglio degli Stati prescritte dalla legge.</p><p>5. I settori dell'agricoltura, della sicurezza alimentare, della sicurezza dei prodotti e della sanità pubblica, su cui la Svizzera e l'UE negoziano dal novembre 2008, fanno parte dei dossier correnti e, come altri dossier, potrebbero essere inseriti nell'approccio globale e coordinato. L'obiettivo è di negoziare un accordo che promuova e sostenga l'agricoltura svizzera.</p><p>6. Le questioni istituzionali sono un elemento fondamentale nelle relazioni tra la Svizzera e l'UE. Tra di esse figurano l'adeguamento degli accordi bilaterali agli sviluppi del corrispondente diritto UE, la loro interpretazione, la vigilanza sulla loro applicazione e la composizione delle controversie. In vista della concretizzazione dell'approccio globale e coordinato, il 4 maggio 2011 il Consiglio federale ha deciso di approfondire tali questioni istituzionali incaricando il DFAE/DFE, in collaborazione con il DFGP, di sottoporgli opzioni concrete. Si tratta dei principi menzionati nel rapporto sulla politica estera 2009 e attuati nell'ambito della modifica dell'accordo sulla facilitazione e la sicurezza doganale. Il Consiglio federale intende inoltre far analizzare altri due aspetti: per la vigilanza sull'applicazione degli accordi il Consiglio federale ha deciso di commissionare una perizia esterna; e per l'interpretazione degli accordi il Consiglio federale intende sentire il parere del Tribunale federale.</p><p>Il Consiglio federale prenderà atto dei risultati di questi lavori e a tempo debito deciderà sulle ulteriori tappe di concretizzazione della politica europea.</p><p>7. Il 26 gennaio 2011, il Consiglio federale ha ribadito che le relazioni tra la Svizzera e l'UE dovranno essere portate avanti in base ad accordi bilaterali settoriali. A tal fine, il Consiglio federale intende adottare un approccio globale e coordinato. Queste decisioni del Consiglio federale sono state comunicate il giorno stesso. Non vi è quindi alcuno scollamento tra le decisioni del Consiglio federale e la loro comunicazione. Per principio occorre tuttavia tener presente che le discussioni e le votazioni in Consiglio federale sono segrete. Il Consiglio federale decide in modo collegiale e non deve informare su eventuali opinioni divergenti.</p><p>8. Come già illustrato al punto 2, il Consiglio federale attribuisce grande importanza all'informazione e alla consultazione regolare e trasparente degli ambienti interessati. A tal fine, il Consiglio federale è regolarmente in contatto con le Commissioni della politica estera delle due Camere, i cantoni, le associazioni mantello dell'economia e i sindacati. Il coinvolgimento di tutti gli ambienti interessati consente di tenere debitamente conto delle loro esigenze nella definizione delle posizioni negoziali della Svizzera.</p>  Risposta del Consiglio federale.