<h2>SubmittedText<h2><p>Per garantire agli operatori culturali una pensione dignitosa, il Consiglio federale è incaricato di andare oltre quanto previsto dalla legge sulla promozione della cultura (LPCu) e, conformemente al compito affidatogli dalla legge sulla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (LPP), di disciplinare l'obbligo assicurativo dei lavoratori che esercitano professioni in cui sono usuali frequenti cambiamenti di datore di lavoro o rapporti d'impiego di durata limitata.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Finora il Consiglio federale ha disciplinato l'obbligo assicurativo dei lavoratori che esercitano professioni in cui sono usuali frequenti cambiamenti di datori di lavoro o rapporti d'impiego di durata limitata conformemente all'articolo 2 capoverso 4 della legge sulla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (LPP; RS 831.40). In effetti, ha emanato l'articolo 1k dell'ordinanza sulla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (OPP 2; RS 831.441.1), che prevede la possibilità di cumulare la durata degli impieghi di breve durata per agevolare l'accesso all'assicurazione LPP, nonché l'articolo 2 OPP 2 sulla fornitura di personale a prestito (v. anche il rapporto sulla previdenza professionale dei lavoratori atipici - in francese e in tedesco - del 2008 e il rapporto "La sicurezza sociale degli operatori culturali in Svizzera" del 2007 nonché la mozione della CSEC-N 08.3448, "Sicurezza sociale per le professioni in cui sono usuali frequenti cambiamenti di datore di lavoro o rapporti d'impiego di durata limitata", e la mozione della CSEC-S 09.3469, "Sicurezza sociale per le professioni in cui sono usuali frequenti cambiamenti di datore di lavoro o rapporti d'impiego di durata limitata", respinte dal Parlamento).È opportuno ricordare che né l'Assemblea federale né il Consiglio federale hanno voluto introdurre nella LPP categorie professionali specifiche, al fine di garantire la parità di trattamento di tutti gli assicurati, senza privilegiare un determinato settore in particolare. La legislazione vigente ha consentito alle parti sociali e agli istituti di previdenza di sviluppare soluzioni specifiche per gli operatori culturali e i loro datori di lavoro. Un esempio significativo è rappresentato dalla rete Previdenza Cultura, che prevede il versamento di contributi su base paritetica e assicura tutti gli operatori culturali, a prescindere dal fatto che si tratti di lavoratori dipendenti o indipendenti.</p><p>Di conseguenza, pur nel rispetto della sovranità cantonale in materia di cultura sancita dall'articolo 69 della Costituzione federale, il Consiglio federale invita i cantoni e i comuni a rifarsi al modello dell'articolo 9 della Legge sulla promozione della cultura (RS 442.1). Inoltre, nel quadro della riforma della previdenza per la vecchiaia 2020, saranno esaminate misure per migliorare il secondo pilastro dei lavoratori a tempo parziale, con un reddito modesto o con più datori di lavoro, il che avrà effetti positivi anche per numerosi operatori culturali (v. mozione della CSSS-N 12.3974, "Previdenza dei lavoratori con più datori di lavoro o con un reddito modesto").</p><p>In conclusione, considerate le misure sopra citate e l'esistenza della rete Previdenza Cultura, il Consiglio federale non prevede di adottare ulteriori misure specifiche per gli operatori culturali.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.