<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Ad domanda 1</p><p></p><p>Il Consiglio federale non condivide l'opinione formulata nell'interpellanza secondo cui l'esperienza relativa all'accordo di transito con il Senegal conferisce un'immagine negativa al nostro Paese. Attualmente numerosi Stati sono confrontati con la stessa problematica in materia di politica di ritorno. Il Consiglio federale crea la regolamentazione e migliora il quadro giuridico dell'attività amministrativa in tale ambito mediante la conclusione di accordi di riammissione e di transito. In questo modo, offre un notevole contributo per rendere la materia più trasparente e per dare le garanzie indispensabili a tutte le persone che devono essere allontanate dal nostro territorio. È stato inoltre avviato un dialogo con i Paesi d'origine e di transito della migrazione per determinare in quale misura occorra rafforzare e migliorare la cooperazione. Il Consiglio federale si rende conto che i progressi nel settore della politica in materia di ritorno dipendono essenzialmente da altri elementi legati al quadro delle relazioni bilaterali (aiuto allo sviluppo, ma anche assistenza giudiziaria, formazione di funzionari stranieri nel settore della migrazione, politica in materia di visti, ecc.).</p><p></p><p>Gli accordi acquistano valore se sono accompagnati da un dialogo bilaterale duraturo e sostanziale, per il quale occorre un lavoro costruttivo. Di fatto, al di fuori dello spazio europeo, siffatti accordi hanno possibilità di riuscita soltanto se sostenuti da misure d'accompagnamento.</p><p></p><p>Di conseguenza, il Consiglio federale cercherà di rafforzare le sinergie al fine di creare il quadro necessario e le garanzie indispensabili in materia di politica di ritorno. Continuerà a seguire la sua politica tesa a concludere accordi di riammissione e di transito.</p><p></p><p>Ad domande 2 e 3</p><p></p><p>La politica svizzera in materia di migrazione è costituita da numerosi elementi complementari. La revisione della legge sull'asilo, il disegno di nuova legge sugli stranieri, gli accordi sulla libera circolazione delle persone con l'Unione europea e l'Associazione europea di libero scambio come pure le prospettive di ampliamento verso l'Est, la revisione del diritto in materia di nazionalità nonché il rafforzamento della politica d'integrazione forniscono quindi una risposta globale alle principali questioni nell'ambito del settore della migrazione. Inoltre, attualmente, numerose di queste revisioni si trovano in fase di consultazione parlamentare.</p><p></p><p>Il Consiglio federale condivide l'opinione dell'autrice dell'interpellanza secondo cui la nostra società e la nostra economia, ora come in futuro, non possono prescindere dal contributo degli stranieri. Tuttavia, considerata la scarsa domanda del mercato svizzero in termini di forza lavoro non qualificata e la rilevante quota di disoccupazione registrata tra la popolazione straniera, alla stregua delle esperienze vissute con l'ex Jugoslavia, l'apertura del mercato del lavoro per i cittadini provenenti da Stati che non fanno parte dell'Unione europea e dell'Associazione europea di libero scambio non porta a una situazione più favorevole nell'ambito dell'asilo. Una politica imperniata sull'apertura avrebbe ripercussioni sul mercato del lavoro e cagionerebbe maggiori difficoltà a livello d'integrazione. </p><p></p><p>Per quanto riguarda il settore dell'asilo, il Consiglio federale parte ancora dal presupposto che l'esecuzione forzata delle decisioni di allontanamento rappresenti un elemento imprescindibile di una politica d'asilo credibile. Soltanto in tali circostanze può essere mantenuta o rafforzata la disponibilità della Svizzera ad accogliere rifugiati. Al fine di garantire progressi effettivi nel settore della politica di ritorno, occorre tenere conto di altri elementi nel quadro delle relazioni bilaterali (aiuto allo sviluppo, ma anche assistenza giudiziaria, formazione dei funzionari stranieri nel settore della migrazione, politica in materia di visti, ecc.). Il Consiglio federale è persuaso che attualmente soltanto la cooperazione internazionale permetta di risolvere i problemi legati alla migrazione. Ragion per cui auspica l'avvio di un dialogo in materia con i Paesi d'origine e di transito della migrazione. Tale linea è coerentemente sostenuta non soltanto nell'ambito delle relazioni bilaterali ma anche a livello multilaterale, visto che, grazie alla partecipazione e ai contributi della Svizzera alle istituzioni delle Nazioni Unite, segnatamente all'ACNUR e all'OIM, la Svizzera appoggia, già da tempo e in modo sostanziale, la ricerca di soluzioni dando prova di solidarietà. Inoltre, mediante l'"iniziativa di Berna" essa tenta di favorire un dialogo multilaterale globale sulle questioni migratorie in un mondo in cui tutti gli Stati sono in procinto di divenire allo stesso tempo Stati di provenienza, di transito e di destinazione dei flussi migratori.</p><p></p><p>In questo modo e in sintonia con le preoccupazioni espresse nell'interpellanza, il Consiglio federale ha deciso di istituire un gruppo di lavoro interdipartimentale incaricato di esaminare i differenti quadri politici e giuridici a disposizione e di determinare le differenti opzioni della Svizzera per giungere a una gestione più efficace della politica estera nel settore della migrazione e del ritorno. Tale gruppo di lavoro sarà composto da rappresentanti di alto livello provenienti da tutti i dipartimenti o uffici interessati dalle questioni inerenti all'ambito della migrazione.</p><p></p><p>Entro il settembre 2003 detto gruppo di lavoro sarà incaricato di analizzare e ponderare gli interessi in gioco, di definire le divergenze e le similitudini e di trovare soluzioni future in vista dell'elaborazione di un rapporto congiunto DFGP/DFAE. Il gruppo di lavoro sarà pure incaricato di trovare proposte suscettibili di raccogliere il consenso del Consiglio federale. Il rapporto summenzionato conterrà altresì direttive relative all'eventuale istituzionalizzazione delle collaborazioni esistenti e alla creazione di nuovi meccanismi, nonché i futuri compiti degli organi esistenti o da istituire. </p><p></p><p>Il gruppo di lavoro prenderà inoltre in considerazione le questioni sollevate dall'interpellanza e gli spunti che essa propone.</p>  Risposta del Consiglio federale.