<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di illustrare in un rapporto come possa essere strutturato un servizio civico generale. Occorrerà esaminare diverse varianti.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il sistema di milizia, nelle sue molteplici sfaccettature, rappresenta un elemento importante della società svizzera. Per adempiere diversi compiti pubblici ci basiamo sull'impegno volontario extraprofessionale dei cittadini. In alcune organizzazioni il sistema di milizia è associato all'obbligo di prestare servizio: l'esercito e il servizio civile si basano sull'obbligo di prestare servizio militare, la protezione civile sull'obbligo di prestare servizio di protezione civile e inoltre in alcuni cantoni vige l'obbligo cantonale di prestare servizio nei pompieri. Altre organizzazioni sono invece composte unicamente da volontari (ad es. le società di samaritani o i corpi pompieri in alcuni cantoni).</p><p>Il Consiglio federale è consapevole del potenziale di ottimizzazione del sistema odierno dell'obbligo di prestare servizio. Per questo motivo il 9 aprile 2014 ha incaricato il DDPS di istituire un gruppo di studio che si occuperà esclusivamente del futuro del sistema dell'obbligo di prestare servizio, il quale continuerà a essere basato sul principio di milizia. Il gruppo dovrà elaborare soluzioni per sviluppare ulteriormente il sistema dell'obbligo di prestare servizio, avanzare proposte di miglioramento concrete e presentare modelli. In questo contesto si tratterà anche di ritornare su modelli al centro dei dibattiti politici e di illustrare ciò che la loro concretizzazione richiederebbe. Il gruppo di studio dovrà anche trattare il tema del modello di un obbligo generale di prestare servizio e presenterà il suo rapporto al Consiglio federale a inizio 2016.</p><p>Il Consiglio federale ha definito condizioni quadro per il gruppo di studio. La base del sistema dell'obbligo di prestare servizio è il principio di milizia; anche l'obbligo di prestare servizio militare non è in discussione. L'esercito dovrà continuare a essere in grado di coprire il proprio fabbisogno di personale, in modo tale da soddisfare le prestazioni richieste in materia di politica di sicurezza. Tutte le proposte del gruppo di studio devono inoltre essere compatibili con il divieto dei lavori forzati sancito dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (RS 0.101) e dalla Convenzione n. 29 concernente il lavoro forzato od obbligatorio (RS 0.822.713.9). Le attività svolte dalle persone soggette all'obbligo di prestare servizio devono soddisfare, sia in situazione normale che straordinaria, il principio della non incidenza sul mercato del lavoro. L'attuale ripartizione dei compiti tra gli strumenti della politica di sicurezza non deve essere messo in discussione in modo sostanziale. Occorre anzi formulare proposte per una diversa ripartizione dei compiti solo nel caso in cui queste consentirebbero di soddisfare meglio una necessità documentata.</p><p>Il gruppo di studio è al lavoro dal 6 maggio 2014 per adempiere il suo compito nell'ambito di queste condizioni quadro. Il Consiglio federale ritiene quindi che non sia appropriato affidare altri compiti o imporre ulteriori condizioni al gruppo stesso. Occorre attendere il relativo rapporto, il quale rappresenterà la base decisionale per definire gli ulteriori accertamenti necessari.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.