<h2>SubmittedText<h2><p>Secondo il rapporto di gestione 2008 delle FFS, ogni anno sono in circolazione più di 2,2 milioni di abbonamenti metà-prezzo. Il costo annuo di un abbonamento, di soli 150 franchi, scende a circa 117 franchi se lo si acquista per tre anni. In cambio, durante il periodo di validità, il titolare ha il diritto di viaggiare a metà prezzo sulle tratte comprese nell'abbonamento. </p><p>Considerato che un terzo della popolazione è in possesso di un abbonamento metà-prezzo delle FFS e che nel 2008 sono state trasportate più di 322 milioni di persone, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. In che modo valuta la struttura dei prezzi di tale abbonamento in relazione ai massicci contributi finanziari versati dallo Stato?</p><p>2. A quanto ammonta la riduzione delle entrate dovuta agli abbonamenti metà-prezzo nel settore traffico viaggiatori?</p><p>3. In che modo valuta l'attrattività dell'abbonamento metà-prezzo considerando il sovraffollamento dei treni e gli investimenti previsti nel materiale rotabile?</p><p>4. Sono state analizzate le ripercussioni di un'eventuale eliminazione di tale abbonamento o di un aumento del suo prezzo al doppio di quello attuale?</p><p>5. Qual è la quota di abbonamenti metà-prezzo utilizzati per il cambio in 1a classe?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>È nell'interesse della Confederazione mantenere l'attrattiva dei trasporti pubblici. Conformemente all'articolo 9 della legge federale sul trasporto pubblico (RS 742.40), la gestione dei prezzi spetta alle imprese di trasporto. Secondo gli obiettivi strategici delle FFS definiti dal Consiglio federale nel quadro della strategia del proprietario (FF 2007 1749), nel settore del traffico viaggiatori a lunga distanza l'impresa è tenuta a partecipare alla crescita del traffico in misura superiore alla media dei diversi vettori, mentre per quanto concerne il traffico viaggiatori regionale va consolidata l'attuale elevata quota di mercato. Le FFS devono inoltre gestire il traffico a lunga distanza in modo da coprirne i costi.</p><p>1. Con il decreto federale del 1° ottobre 1986 sul finanziamento di facilitazioni tariffali nei trasporti pubblici (FF 1986 III 345) l'Assemblea federale ha approvato un limite di spesa di 520 milioni di franchi per ridurre i prezzi degli abbonamenti metà-prezzo delle imprese di trasporto svizzere. Fino al 1992 la Confederazione versava contributi per compensare le facilitazioni tariffali. In seguito ciò non è più stato necessario, poiché l'aumento del traffico ha coperto tale disavanzo.</p><p>Da allora, le imprese che partecipano al traffico diretto mantengono tariffe convenienti per l'abbonamento a metà prezzo poiché tale riduzione è ampiamente compensata da un maggiore fatturato. In questo modo le FFS rispettano anche l'articolo 6 della convenzione sulle prestazioni tra la Confederazione svizzera e le FFS per gli anni 2007 a 2010 (FF 2006 3523 e 7969), secondo la quale il traffico viaggiatori deve dare un contributo importante all'aumento della quota di mercato dei trasporti pubblici.</p><p>2. Come già indicato nella risposta 1, l'abbonamento metà-prezzo per il traffico viaggiatori non causa una diminuzione, ma al contrario un aumento delle entrate. I rilevamenti regolarmente effettuati dalle FFS dimostrano che la domanda media di viaggi con i trasporti pubblici è molto più alta per chi possiede un abbonamento metà-prezzo rispetto a chi deve pagare il biglietto intero.</p><p>3. Il sovraffollamento dei treni nelle ore di punta non è dovuto agli utenti con abbonamento metà-prezzo. I viaggiatori che usano regolarmente i mezzi pubblici sono per lo più in possesso di abbonamenti mensili o annuali per la tratta oppure di abbonamenti della comunità tariffale o di abbonamenti generali. Inoltre, molti utenti con abbonamento metà-prezzo sfruttano la riduzione per i viaggi nel tempo libero, per lo più quindi nei fine settimana e nei giorni festivi. Ciò consente di utilizzare in modo ottimale il materiale rotabile in esercizio negli orari marginali. L'attuale struttura dei prezzi di tali abbonamenti permette quindi di evitare ulteriori investimenti.</p><p>4. No, fino ad oggi non sono stati svolti studi in questo senso.</p><p>5. Nel 2008 sono state vendute circa 2,5 milioni di carte giornaliere, di cui 1,2 milioni presso i comuni. Il numero di cambi di classe per le carte giornaliere, circa 130 000, è abbastanza esiguo. Per quanto riguarda il cambio di classe di titolari di abbonamento metà-prezzo muniti di biglietti regolari, le imprese di trasporto non dispongono dei relativi dati.</p>  Risposta del Consiglio federale.