<h2>SubmittedText<h2><p>La Corte di giustizia dell'Unione europea (CGUE) sta verificando se Uber, in quanto intermediaria di incarichi, sia da considerare un'impresa tecnologica o se rientri nel settore dei trasporti. Secondo la valutazione dell'avvocato generale competente, Uber è da attribuire al settore dei trasporti. </p><p>Il comparto dei taxi è fortemente sotto pressione per la concorrenza del servizio di guida Uber. Secondo i tassisti, sono sempre più numerosi i colleghi di lavoro che devono ricorrere all'aiuto sociale perché non riescono più a guadagnarsi da vivere. </p><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande: </p><p>1. Quali conseguenze si produrrebbero se nella sua sentenza definitiva, attesa per la fine del 2017, la Corte di giustizia assegnasse Uber al settore dei trasporti?</p><p>2. Si dispongono di inchieste e rapporti sull'evoluzione negli ultimi anni del comparto dei taxi?</p><p>3. Si effettuano rilevamenti sugli sviluppi del reddito dei conducenti di taxi? In caso negativo, il Consiglio federale è disposto a effettuarne?</p><p>4. Il Consiglio federale è consapevole che l'evoluzione dei salari nel comparto dei taxi causa costi supplementari all'aiuto sociale? In caso affermativo, quali contromisure propone?</p><p>5. Cosa fa la Commissione tripartita per contrastare il dumping salariale in questo comparto?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel suo "Rapporto sulle condizioni quadro dell'economia digitale" dell'11 gennaio 2017 il Consiglio federale prende in esame anche i servizi legati alla mobilità (https://www.newsd.admin.ch/newsd/message/attachments/46892.pdf; riassunto in italiano). A suo avviso il quadro normativo federale in materia di servizi di trasporto è essenzialmente adeguato alla situazione attuale. Ritiene invece eventualmente opportuno rivedere il diritto in materia di circolazione stradale: qui infatti sarebbe necessario riesaminare le prescrizioni relative al trasporto di terzi. Considerate le nuove diverse forme possibili, professionali e non, occorre verificare se gli attuali obblighi non debbano essere adeguati alle nuove condizioni o in parte soppressi. Il Parlamento ha già inoltrato a questo riguardo due mozioni (Nantermod 16.3066 e Derder 16.3068); il Consiglio federale ne ha affidato l'esame al Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni.</p><p>1. Se Uber venisse classificata come impresa di servizi di trasporto, il legislatore potrebbe decidere di emanare norme più severe. Il Consiglio federale valuterà nuovamente la situazione dopo la sentenza della CGUE. </p><p>2. Il settore dei taxi rientra nell'ambito di competenza dei Cantoni, che emanano anche la normativa in materia. Il Consiglio federale non è a conoscenza di inchieste o rapporti sull'evoluzione del comparto dei taxi negli ultimi anni. </p><p>3. Nell'ambito delle misure di accompagnamento per la libera circolazione delle persone, le Commissioni tripartite cantonali e la Commissione tripartita federale (CT federale) osservano la situazione sul mercato del lavoro (art. 360b del Codice delle obbligazioni svizzero). Se viene accertato un rischio, i controlli vengono intensificati e vengono eventualmente considerate misure correttive come l'imposizione di salari minimi. Le Commissioni tripartite cantonali individuano i settori da osservare a livello cantonale, che cambiano a seconda del Cantone e dei rischi esistenti sul mercato cantonale del lavoro. Nel 2016 e nel 2017 alcune Commissioni tripartite hanno indicato il reparto dei taxi come uno dei settori da osservare, tuttavia finora non sono state ritenute necessarie nuove misure; a livello nazionale, invece, questo comparto non è ancora considerato tale e pertanto il Consiglio federale non dispone di dati dettagliati sull'evoluzione dei salari. Qualora venisse riconosciuto un rischio, la CT federale potrebbe aumentare i controlli nel settore. </p><p>4. Come precedentemente osservato, il Consiglio federale non possiede dati dettagliati relativi all'evoluzione salariale in questo settore. Riguardo alla necessità di un intervento dello Stato nei settori caratterizzati da salari bassi, il Consiglio federale ritiene in linea generale che il sistema salariale svizzero si basi su un partenariato sociale forte e responsabile, come affermato anche nel suo messaggio concernente l'iniziativa popolare "Per la protezione di salari equi", respinta dal popolo e dai Cantoni il 18 maggio 2014. In quella occasione il Consiglio federale aveva osservato, da una parte, che il dumping salariale può essere contrastato attraverso le attuali misure di accompagnamento, citate nelle risposte alle domande 3 e 5, e dall'altra che per lottare contro la povertà delle famiglie a basso reddito, le cui cause sono molteplici, serve potenziare le misure a favore dell'inserimento nel mercato del lavoro, combinandole anche con misure di prevenzione, compensazione e ridistribuzione. </p><p>5. Come già citato nella risposta alla domanda 3, le Commissioni tripartite cantonali e la Commissione tripartita federale monitorano il mercato del lavoro. Queste commissioni sono incaricate di sorvegliare le condizioni di lavoro e salariali di quei settori in cui non esiste un contratto collettivo di lavoro, con validità generale e salari minimi obbligatori. Tra questi settori rientra anche il comparto dei taxi. Se la Commissione tripartita constata che in un settore vengono offerte abusivamente condizioni di lavoro e salariali peggiori rispetto a quelle solite del luogo e del settore, detta Commissione cerca un accordo direttamente con il datore di lavoro per il versamento postumo della quota di salario ancora dovuta e per l'adeguamento dei contratti di lavoro. Se non si giunge a un tale accordo e se non esiste un contratto collettivo di lavoro nel settore in questione, la Commissione tripartita può chiedere all'autorità competente di introdurre nel settore salari minimi obbligatori attraverso il normale contratto di lavoro. </p><p>Anche il comparto dei taxi rientra in questo sistema del monitoraggio del mercato del lavoro. In caso di dumping salariale accertato è possibile ricorrere a tutti gli strumenti sopra descritti.</p>  Risposta del Consiglio federale.