<h2>InitialSituation<h2><p><b>Comunicato stampa del Consiglio federale del 18.12.2015</b></p><p><b>Il Consiglio federale rafforza la lotta contro gli abusi sul mercato del lavoro e promuove il ricorso alla manodopera nazionale </b></p><p><b>Il 18 dicembre 2015, in riferimento all'attuazione dell'articolo 121a sull'immigrazione, il Consiglio federale ha deciso ulteriori misure per contrastare gli abusi sul mercato del lavoro. Tra le altre cose ha approvato il messaggio sulla revisione della legge contro il lavoro nero e stabilito la procedura per la futura strutturazione delle misure collaterali. Il Consiglio federale si aspetta che le parti sociali si accordino entro febbraio 2016 sulle misure da adottare per contrastare gli abusi. Ha inoltre deciso di rafforzare ulteriormente i provvedimenti previsti dall'iniziativa sul personale qualificato. </b></p><p>Il 4 dicembre 2015 il Consiglio federale ha preso le prime decisioni preliminari sull'attuazione dell'articolo 121a Cost. e previsto varie misure di accompagnamento. In questa categoria rientrano i provvedimenti per rendere più incisiva la lotta contro gli abusi sul mercato del lavoro, che a loro volta consolidano le misure collaterali e la loro efficacia. Il Consiglio federale punta su un pacchetto incentrato su quattro elementi cardine.</p><p><b>1. Legge sui lavoratori distaccati</b>: il Consiglio federale ha approvato già il 1° luglio 2015 il messaggio concernente la modifica della legge sui lavoratori distaccati in cui propone al Parlamento di aumentare da 5000 a 30 000 franchi il limite superiore delle sanzioni amministrative previste dalla LDist per infrazioni alle condizioni lavorative e salariali minime. </p><p><b>2. Lavoro nero</b>: il Consiglio federale ha approvato il messaggio sulla revisione della legge contro il lavoro nero. La revisione garantisce un migliore scambio di informazioni tra le varie autorità coinvolte e rafforza l'opera di contrasto contro gli abusi, andando oltre il lavoro nero. In particolare, sarà più facile rilevare eventuali infrazioni alla legge sui lavoratori distaccati o ai contratti collettivi di lavoro di obbligatorietà generale. In questo modo si consolida la protezione delle condizioni lavorative e salariali, che è un obiettivo centrale delle misure collaterali. In base al nuovo testo gli organi di controllo hanno anche la facoltà di infliggere autonomamente sanzioni in caso di violazioni di lieve entità.</p><p><b>3. Messaggio concernente la legge federale sull'ottimizzazione delle misure collaterali alla libera circolazione delle persone</b>: viene avviato il gruppo di lavoro "Libera circolazione delle persone e provvedimenti concernenti il mercato del lavoro" in collaborazione con le parti sociali e i Cantoni e sotto la guida del capo della Direzione del lavoro presso la Segreteria di Stato dell'economia (SECO). Il Consiglio federale invita le parti sociali ad accordarsi sulle misure appropriate per contrastare gli abusi sul mercato del lavoro e per ottimizzare le misure collaterali. Su questa base il DEFR presentera un messaggio entro il 18 marzo 2016.</p><p><b>4. Ulteriori misure per ottimizzare l'esecuzione delle misure collaterali</b>: il DEFR è stato incaricato di presentare al Consiglio federale per il 18 marzo 2016 un progetto su eventuali, ulteriori adeguamenti legislativi da porre in consultazione. Dopo una consultazione che si concluderà il 17 giugno 2016, i risultati saranno presentati al Parlamento nel quadro di un messaggio. </p><p><b></b></p><p><b>Iniziativa sul personale qualificato: migliore sfruttamento del potenziale nazionale</b></p><p>Il Consiglio federale ha deciso anche un ulteriore consolidamento dell'iniziativa sul personale qualificato, prevedendo una collaborazione più intensa con i Cantoni e le organizzazioni del mercato del lavoro. In particolare sono state decise le seguenti misure.</p><p>- Specifici gruppi di lavoro esamineranno se esistono lacune a livello di formazione, formazione continua e riqualificazione professionale ed elaboreranno all'occorrenza apposite misure. I settori prioritari sono quelli dove la carenza di personale qualificato è particolarmente sentita, vale a dire le professioni tecniche, della sanità, dell'edilizia e della ristorazione. L'impegno dei Cantoni, delle parti sociali, delle associazioni professionali e di categoria è di fondamentale importanza. Per settembre 2016 è previsto un incontro ufficiale degli esperti in cui verranno presentati i risultati e si decideranno insieme le misure da adottare.</p><p>- Fino ad allora il DEFR provvederà ad accertamenti approfonditi sul finanziamento della formazione continua per i lavoratori senior. L'obiettivo è preservare ed eventualmente migliorare la loro competitività sul mercato del lavoro.</p><p>- Entro giugno 2016 il DFF, il DATEC e il DDPS mostreranno in che modo l'Amministrazione federale e le grandi aziende parastatali quali FFS, Posta e Swisscom possono attingere maggiormente al bacino di manodopera esistente nel Paese, offrendo anche corsi di formazione e formazione continua.</p><p>- Al fine di sfruttare meglio il potenziale nazionale il Consiglio federale ha inoltre deciso di lanciare un progetto pilota per la formazione dei profughi. L'obiettivo è integrare più<b></b>rapidamente nel mondo del lavoro i rifugiati riconosciuti e provvisoriamente accolti in Svizzera.</p><h2>Proceedings<h2><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 29.09.2016</b></p><p><b>Lavoro nero, serve lotta più efficace </b></p><p><b>Serve una lotta più efficace al lavoro nero. Ne è convinta la maggioranza del Consiglio nazionale che oggi ha approvato, annacquandola in alcuni punti, una revisione parziale della pertinente legge per 107 voti a 75 a 4 astenuti. Il dossier va al Consiglio degli Stati.</b></p><p>La revisione della norma in questione contiene soprattutto un miglioramento dello scambio di informazioni tra le varie autorità coinvolte per lottare contro un fenomeno definito più volte in aula un flagello che distorce la concorrenza con ricadute negative sulle imprese serie e i lavoratori, cui non vengono pagati i contributi sociali e sono completamente sprovvisti di assicurazioni.</p><p>A soffrirne, hanno indicato durante il dibattito di entrata nel merito la maggior parte dei partiti, è anche lo Stato cui viene sottratto substrato fiscale. Si calcola che il lavoro nero in Svizzera valga il 6-7% del Pil nazionale.</p><p>Prima dell'esame particolareggiato della legge, l'UDC si è battuta per la non entrata nel merito, sostenendo che la revisione va troppo lontano poiché toglie potere ai cantoni e crea nuova burocrazia, e ciò senza portare miglioramenti tangibili al contrasto di questo fenomeno. Al voto, tuttavia, il plenum ha deciso di seguire il parere della propria commissione per 107 voti a 73 a 5 astenuti, che raccomandava la trattazione del tema.</p><p>I democentristi, questa volta con l'appoggio decisivo del PLR, sono tuttavia riusciti in ogni caso a togliere mordente al progetto governativo. Per 95 voti a 82 hanno deciso di mantenere il conteggio semplificato del salario, generalmente previsto per rapporti di lavoro di breve durata o di poco conto (il salario non deve superare i 21'150 franchi annui).</p><p>La commissione raccomandava di eliminare questa possibilità visti gli abusi constatati. In taluni casi vi sono datori di lavoro che hanno usufruito di tale possibilità benché non ne avessero diritto. In questi casi, inoltre, generalmente l'imposta da pagare è più bassa.</p><p>Per 89 voti a 99, una maggioranza "borghese" - contro il parere della commissione e del Consiglio federale - è riuscita ad evitare che la di notifica si applichi anche a presunte infrazioni a contratti collettivi di lavoro di obbligatorietà generale. Secondo PLR e UDC si rischiano dei doppioni e un eccesso di burocrazia giacché per il rispetto del CCL sono già previsti organi di controllo specifici.</p><p>La maggioranza del plenum (120 voti a 66) ha respinto anche un nuovo articolo che stabilisce le sanzioni - da 1000 a 5 mila franchi - e le competenze in caso di violazione degli obblighi di annuncio e di annotazione, poiché ciò comporterebbe un eccessivo onere amministrativo.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 06.03.2017</b></p><p><b>Lavoro nero, approvata revisione legislativa </b></p><p><b>Serve una lotta più efficace al lavoro nero. Ne è convinto il Consiglio degli Stati che, con 30 voti contro 11 e 3 astensioni, ha approvato oggi la modifica parziale della pertinente legge.</b></p><p>I "senatori" si sono tuttavia distanziati su alcuni punti dalle decisioni già prese del Consiglio nazionale. Lo scorso settembre la Camera del popolo aveva parzialmente annacquato il progetto presentato dal Consiglio federale.</p><p>Per la Camera dei cantoni, la procedura di conteggio semplificata per i premi delle assicurazioni sociali e le imposte non deve ad esempio poter essere applicata alle società di capitali e società cooperative nonché al coniuge e ai figli che lavorano nell'azienda di famiglia.</p><p>Gli Stati ritengono inoltre, diversamente dal Consiglio nazionale, che l'organo di controllo debba informare le autorità competenti anche quando sussistono indizi d'infrazione a un contratto collettivo di lavoro di obbligatorietà generale.</p><p>La Camera dei cantoni ha pure approvato - con 24 voti contro 20 - l'articolo che stabilisce le sanzioni - da 1000 a 5000 franchi - e le competenze in caso di violazione degli obblighi di annuncio e di annotazione. Il Nazionale vorrebbe abolire tali disposizioni poiché comporterebbero un eccessivo onere amministrativo.</p><p>La revisione della legge sul lavoro nero contiene soprattutto un miglioramento dello scambio di informazioni tra le varie autorità coinvolte per lottare contro un fenomeno che distorce la concorrenza con ricadute negative sulle imprese serie e i lavoratori, cui non vengono pagati i contributi sociali e sono completamente sprovvisti di assicurazioni.</p><p>A soffrirne, hanno indicato alcuni "senatori" durante il dibattito di entrata nel merito, è anche lo Stato cui viene sottratto substrato fiscale. Si calcola che il lavoro nero in Svizzera valga il 6-7% del Pil nazionale, ha ricordato il socialista Christian Levrat (FR).</p><p>Prima dell'esame particolareggiato della legge, l'UDC e parte del PLR si sono battuti per la non entrata nel merito sostenendo che la revisione legislativa proposta crea nuova burocrazia senza portare miglioramenti tangibili. "Alla fine, la montagna ha partorito il classico topolino", ha sostenuto Thomas Hefti (PLR/GL).</p><p>Vista l'estensione del lavoro nero, anche se modesta la legge è più che mai opportuna, ha replicato Levrat. Al voto il plenum gli ha dato ragione e, con 27 voti contro 16, ha approvato l'entrata in materia.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 08.03.2017</b></p><p><b>CN: lavoro nero, divergenza su sanzioni </b></p><p><b>Rimane ancora una divergenza tra i due rami del Parlamento in merito alla revisione parziale della Legge contro il lavoro nero (LLN). La maggioranza del Consiglio nazionale (117 voti a 72) ha nuovamente respinto oggi le disposizioni sulle sanzioni.</b></p><p>Il nuovo articolo in materia mira a punire con una multa compresa tra 1000 e 5000 franchi le violazioni degli obblighi di annuncio. La sinistra, per bocca di Susanne Leutenegger Oberholzer (PS/BL), ha sottolineato l'importanza di prevedere delle sanzioni se si vuole veramente lottare contro il lavoro nero.</p><p>Tali sanzioni non sono efficaci per lottare contro il lavoro nero, creano anzi solo ostacoli e comportano un eccessivo onere amministrativo alle imprese, ha affermato Sylvia Flückiger-Bäni (UDC/AG) sostenendo che esistono già altri strumenti legislativi per punire chi sgarra.</p><p>La Camera del popolo ha invece rinunciato a voler mantenere a ogni costo il conteggio semplificato del salario, generalmente previsto per rapporti di lavoro di breve durata o di poco conto (il salario non deve superare i 21'150 franchi annui).</p><p>Con 95 voti contro 92, il Nazionale ha infatti deciso, come già fatto dagli Stati, che in futuro le società di capitali e società cooperative, nonché il coniuge e i figli che lavorano nell'azienda di famiglia, non potranno più fare ricorso alla procedura semplificata.</p><p>La commissione raccomandava di eliminare questa possibilità visti gli abusi constatati. In taluni casi vi sono datori di lavoro che hanno usufruito di tale opportunità benché non ne avessero diritto. In questi casi, inoltre, generalmente l'imposta da pagare è più bassa, ha spiegato il relatore commissionale Dominique de Buman (PPD/FR). Per la minoranza tale misura è invece sproporzionata.</p><p>Con 103 voti contro 90, contrariamente a quando deciso in prima lettura, il Nazionale ha anche stabilito che la procedura di notifica si applicherà anche a presunte infrazioni a contratti collettivi di lavoro di obbligatorietà generale. Per la maggioranza è importante creare le basi legali per permettere agli organi di controllo di segnalare alle commissioni paritetiche gli indizi di possibili abusi.</p><p>Secondo l'UDC e la maggioranza del PLR, che hanno chiesto in vano lo stralcio di questa disposizione, si rischiano dei doppioni e un eccesso di burocrazia giacché per il rispetto del CCL sono già previsti organi di controllo specifici.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 13.03.2017</b></p><p><b>Lavoro nero, sanzioni, passa la linea morbida </b></p><p><b>(ats) È necessaria una lotta più efficace al lavoro nero, ma non bisogna pesare sulle aziende con troppa burocrazia. Il Consiglio degli Stati si è allineato oggi tacitamente al Nazionale stralciando dalla riforma della legge in materia (LLN) la proposta di sanzioni formulata dal governo. </b></p><p>L'esecutivo proponeva di punire con una multa compresa tra 1000 e 5000 franchi le violazioni degli obblighi di annuncio. A destra questa soluzione è parsa eccessiva e in grado di generare ostacoli e un eccessivo onere amministrativo per le imprese.</p><p>Provvedimenti rientreranno comunque nella legge sull'AVS: il datore di lavoro che dimenticherà di iscriversi a una cassa di compensazione e di scontare i salari entro 30 giorni sarà punito con una pena pecuniaria di al massimo 180 aliquote giornaliere.</p>