<h2>SubmittedText<h2><p>Durante la sessione estiva il Consiglio federale ha proposto di alloggiare richiedenti l’asilo in container installati su siti militari, promettendo che ciò non avrebbe inciso sul funzionamento dell’esercito. A tale proposito si pongono varie domande:</p><p>1. Per quanto tempo e dove esattamente sarebbero installati i container? A quali criteri sarebbe sottoposto il loro smantellamento? Ad esempio, numero di domande d’asilo, tasso di occupazione nei Cantoni, spazio necessario all’esercito, ecc.&nbsp;</p><p>2. Le attività professionali di istruzione nei siti militari non devono essere toccate. La coesistenza con i richiedenti l’asilo non deve limitare le esercitazioni di combattimento e di tiro né gli spostamenti a piedi o a bordo di veicoli. Come tutto ciò può essere garantito dal Consiglio federale?</p><p>3. Si può partire dal presupposto che le condizioni poste dalla Segreteria di Stato della migrazione non peseranno sul budget immobiliare dell’esercito e che i costi di costruzione non saranno interamente a carico dell’esercito?</p><p>4. Come è garantito che il servizio regolare sarà mantenuto e che non sarà imposta alcuna restrizione in materia di istruzione o perfezionamento militari?&nbsp;</p><p>5. Quali esperienze sono state maturate nei siti militari dove richiedenti l’asilo ed esercito già convivono? Come è stato scelto il luogo? Come ci si è assicurati che le attività dell’esercito non siano in alcun modo limitate dalla presenza dei richiedenti l’asilo? Come è funzionata la convivenza tra l’esercito e i richiedenti l’asilo?</p><p>6. Come sono stati finora organizzati i centri di alloggio per richiedenti l’asilo, ad esempio a Brugg e a Emmen?</p><p>7. Un deposito dell’esercito ha dovuto essere liberato a Brugg e una sala polivalente a Emmen, il che ha già limitato considerevolmente il funzionamento dell’esercito. Come sono stati organizzati l’approvvigionamento di derrate alimentari e le cure sanitarie?</p><p>8. Perché richiedenti l’asilo sono alloggiati in siti militari attivi? I richiedenti l’asilo provenienti da zone di guerra o fuggiti da repressioni statali sono traumatizzati dalla violenza di Stato. La vista di uniformi e armi può riattivare questi traumi. Come il Consiglio federale intende gestire questi aspetti? O non si tratta di persone fuggite dalla violenza organizzata e/o da zone di guerra?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1 e 3. In virtù dell'articolo&nbsp;24<i>c</i> della legge sull'asilo (RS&nbsp;142.31), edifici e strutture militari possono essere utilizzati per al massimo tre anni per alloggiare richiedenti l'asilo. Questo termine avrebbe dovuto essere applicato anche ai villaggi container allestiti su terreni militari, con la possibilità di smantellarli anticipatamente se le previsioni della Segreteria di Stato della migrazione (SEM) dovessero metterne in discussione la necessità a lungo termine. Nel quadro di una procedura, le quattro ubicazioni di Bière (VD), Bure (JU), Thun (BE) e Turtmann (VS) sono state valutate in maniera dettagliata. Si sarebbe trattato generalmente di superfici asfaltate dell’area militare come parcheggi. Il Consiglio federale ha chiesto di iscrivere un credito nel bilancio della SEM per l’allestimento dei villaggi container; non vi sarebbero state ripercussioni per il bilancio immobiliare dell'esercito. Il Parlamento ha tuttavia respinto questo credito, per cui il progetto è stato abbandonato.&nbsp;</p><p>&nbsp;</p><p>2, 4 e 5. Conformemente ai parametri della pianificazione comune d'emergenza della Confederazione e dei Cantoni nell'ambito dell'asilo, il Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) sostiene la SEM nella ricerca e predisposizione di alloggi idonei per richiedenti l’asilo. Il DDPS propone alla SEM sedi nelle quali un utilizzo parallelo è possibile senza limitare in misura sproporzionata le attività dell'esercito. In questi siti le strutture per richiedenti l'asilo sono gestite in maniera separata dall’esercizio militare. La SEM ha esperienza nell’applicazione, d'intesa con i responsabili della piazza d'armi in questione, di questo obbligo di separazione; l'utilizzo parallelo pluriennale delle infrastrutture sul Glaubenberg (OW) ne è un buon esempio. Gli edifici e le strutture utilizzati dalla SEM sono sempre recintati o separati in altro modo dagli spazi usati dall’esercito. Se necessario, sono adottati provvedimenti edilizi supplementari. L'accesso alle aree riservate alla SEM è controllato. La SEM dispone di un ampio dispositivo di sicurezza, concordato anche con l'esercito.&nbsp;</p><p>&nbsp;</p><p>6 e 7. Come in tutti i centri federali d'asilo, anche nelle strutture su siti militari la SEM attribuisce grande importanza a un’assistenza di qualità ai richiedenti l'asilo e alla sicurezza all’interno e nei dintorni degli alloggi. Personale preposto all'assistenza e alla sicurezza è presente in loco 24 ore su 24 e se necessario sono effettuati anche pattugliamenti esterni. Questo dispositivo è applicato anche alle strutture temporanee di Emmen (LU) e Brugg (AG). A Emmen l'esercito ha riorganizzato l’istruzione sportiva poiché la palestra era occupata; gli impianti sanitari esistenti sono stati integrati con container doccia e WC accanto alla sala polivalente e i pasti sono forniti dall’esterno e distribuiti in loco. Questa organizzazione permette di garantire il mantenimento del regolare esercizio militare e di contenere a un livello sostenibile le eventuali restrizioni.&nbsp;</p><p>&nbsp;</p><p>8. In caso di aumento del numero di domande d'asilo, per alloggiare i richiedenti la SEM deve poter ricorrere a edifici e infrastrutture militari, anche su siti utilizzati in parallelo dall’esercito. La SEM informa i richiedenti l'asilo in merito alle specificità dell'alloggio su siti militari, il che permette ai richiedenti l'asilo di accettare generalmente bene la situazione. Per quanto possibile, la SEM cerca di collocare in altre strutture le persone traumatizzate alle quali non può essere ragionevolmente chiesto di vivere in basi militari.</p>