<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è pregato di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Nel vigente mandato negoziale OMC del Consiglio federale nel settore agricolo è stata fissata la disponibilità massima in termini di concessioni. La "landing zone" abbozzata nel documento di Falconer è ben al di là delle offerte del G10, di cui in questo documento non v'è alcun accenno. Il Consiglio federale si atterrà al proprio mandato anche in futuro?</p><p>2. Nel documento di Falconer non viene menzionata la protezione delle indicazioni geografiche per altri prodotti diversi da vino e bevande contenenti alcool di distillazione, ai sensi dell'articolo 23 dell'accordo Trips. Il Consiglio federale approverà la conclusione dei negoziati agricoli, se non verranno fatti progressi in questo campo?</p><p>3. La soluzione di compromesso abbozzata da Falconer avrebbe un notevole impatto sull'agricoltura svizzera, soprattutto dal profilo dell'accesso al mercato, che andrebbe ben oltre la "Politica agricola 2011" provocando un drastico calo dei redditi nel primario. Quali misure prevede il Consiglio federale per assicurare la capacità di sopravvivenza delle aziende agricole, qualora nel settore agricolo dovessero essere accordate ulteriori concessioni?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Se da un lato l'accordo quadro del luglio 2004 e la dichiarazione ministeriale di Hong Kong sono documenti ministeriali sottoscritti da tutti i membri, dall'altro, in seno all'OMC circolano altri documenti che non sono testi da negoziare o negoziati dai membri, bensì ipotesi di lavoro, come nel caso delle bozze di proposte redatte dal presidente del gruppo negoziale agricolo nel maggio 2007. Le discussioni che hanno avuto luogo a seguito della diffusione di questi documenti hanno permesso a ognuno di spiegare la propria flessibilità e i propri limiti in relazione ai soggetti trattati. Per quanto riguarda l'accesso al mercato agricolo, la Svizzera, conformemente al mandato in vigore, ha chiaramente sottolineato il suo disaccordo con la visione di Falconer rispetto alla possibile zona di convergenza, segnatamente per quel che attiene al tasso di riduzione dei dazi più elevati. I reali interessi, e l'impatto, legati ai negoziati agricoli saranno più chiari nel secondo semestre 2007, dopo la ripresa delle discussioni. Tuttavia il futuro dei negoziati è incerto, in particolare dopo l'interruzione delle discussioni del Gruppo dei quattro (USA, UE, Brasile, India) nel giugno 2007. I negoziati multilaterali, infatti, potrebbero essere congelati per un certo periodo, oppure continuare seriamente dopo la definizione dei progetti delle modalità e approdare ad una conclusione rapida del ciclo. Soltanto in questo ultimo caso il Consiglio federale si vedrà costretto a riesaminare il suo mandato negoziale apportandovi eventuali adeguamenti.</p><p>2. Nelle discussioni avvenute in seguito alla diffusione dei documenti del presidente dei negoziati nel maggio 2007, la Svizzera, così come l'Unione europea, ha protestato contro l'assenza di una menzione delle indicazioni geografiche. Dal punto di vista della Svizzera per un accordo equilibrato s'impongono progressi in tal ambito.</p><p>3. Laddove l'accordo finale dovesse essere interessante per l'intera economia svizzera, pur presentando delle difficoltà a breve termine per il primario, il Consiglio federale valuterà l'attuazione di misure collaterali temporanee come pure adeguate opportunità di finanziamento. Queste ultime saranno finalizzate a garantire un mutamento strutturale socialmente sostenibile e l'adempimento del mandato costituzionale dell'agricoltura. A lungo termine, il Consiglio federale confida nella capacità d'adattamento delle strutture agricole che, analogamente a quando già avvenuto in altri settori economici, sapranno reagire dopo una fase di transizione per trarre profitto da un contesto nuovo.</p>  Risposta del Consiglio federale.