<h2>SubmittedText<h2><p>Nelle spiegazioni concernenti l'ordinanza summenzionata del 30 novembre 2018 (RS 958.2) il Consiglio federale sottolineava che avrebbe continuato a prediligere chiaramente un rinnovo illimitato dell'equivalenza delle borse e che si sarebbe adoperato a favore di questo obiettivo in quanto migliore soluzione per tutte le parti interessate. Dopo la presa di posizione del Consiglio federale inerente alla politica europea dell'11 novembre 2020 e l'organizzazione di una sessione speciale di politica europea del Consiglio nazionale tenutasi il 16 dicembre 2020 si pongono le seguenti questioni urgenti:</p><p>1. Il Consiglio federale ritiene che il rinnovo dell'equivalenza delle borse continui a essere la migliore soluzione?</p><p>2. Il Consiglio federale come intende procedere nei confronti dell'Unione europea (UE) nel caso in cui l'equivalenza delle borse non venga concessa illimitatamente entro il 30 giugno 2021?</p><p>3. In caso di persistente stallo nelle relazioni tra Svizzera e UE, nel 2021 il Consiglio federale si spingerebbe fino al punto di abbandonare la soluzione migliore e che ha sostenuto esplicitamente finora, ovvero il riconoscimento delle sedi di negoziazione svizzere, e convertirebbe in legge la summenzionata ordinanza, la cui validità scade a fine 2021?</p><p>4. Il Consiglio federale riconosce un nesso tra lo stallo nelle relazioni tra Svizzera e UE e la soppressione di 20 000 posti di lavoro nel settore finanziario svizzero avvenuta negli ultimi anni (v. consigliere federale U. Maurer nel dibattito sul preventivo 2021, 2.12.2020)?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale resta dell'avviso che un riconoscimento illimitato dell'equivalenza delle borse da parte dell'UE sia la migliore soluzione per tutti gli operatori del mercato coinvolti, in Svizzera come nell'UE.</p><p>2./3. Al più tardi nell'autunno 2021, se l'UE non avrà ancora concesso un riconoscimento illimitato dell'equivalenza delle borse, il Consiglio federale procederà a una valutazione della situazione. In questo contesto considererà la protezione dell'infrastruttura borsistica svizzera e la scadenza della base legale per la misura di protezione. Inoltre valuterà anche gli sviluppi della regolamentazione europea del mercato finanziario e le ripercussioni dell'uscita del Regno Unito dall'UE sulle sedi di negoziazione.</p><p>4. Come il Consiglio federale ha mostrato nel suo rapporto del 4 dicembre 2020 "Radicata in Svizzera, all'avanguardia nel mondo: Politica per una piazza finanziaria svizzera rivolta verso il futuro", il settore finanziario si trova, indipendentemente dalle relazioni tra Svizzera e UE, dinnanzi a numerose sfide che influiscono sulla sua competitività. Tra queste sono in primo piano la concorrenza tra piazze internazionali, i cambiamenti nella politica fiscale internazionale, il contesto normativo, la trasformazione strutturale in relazione agli sviluppi tecnologici, la pressione sui margini e i persistenti bassi tassi di interesse. Va inoltre precisato che rappresenta una sfida anche l'esternalizzazione ("outsourcing") di attività in ambiti in cui la creazione di valore e i dati occupazionali non sono attribuiti al settore finanziario. Nel rapporto il Consiglio federale ha ribadito anche l'importanza dell'UE e dei suoi Stati membri quali mercati di sbocco principali per la piazza finanziaria svizzera. L'Esecutivo persegue pertanto l'obiettivo di convenire con l'UE e gli Stati confinanti soluzioni di accesso al mercato praticabili, tra cui il riconoscimento dell'equivalenza della regolamentazione e della vigilanza svizzere, laddove ragionevole sotto il profilo economico. </p>  Risposta del Consiglio federale.