<h2>SubmittedText<h2><p>Attualmente la Confederazione può rifinanziarsi sui mercati monetario e dei capitali a tassi d'interesse negativi. I crediti contabili a breve termine sono recentemente stati emessi a dei tassi d'interesse negativi tra il -0,75 e il -1 per cento. Secondo le previsioni congiunturali del gruppo di esperti della Confederazione, nel 2020 c'è da attendersi un tasso trimestrale pari a -1,1 per cento e tassi d'interesse applicati alle obbligazioni a 10 anni della Confederazione di -0,8 per cento (cfr. comunicato stampa della SECO del 17.9.2019). Le aspettative del mercato lasciano presagire tassi d'interesse negativi anche nel 2021 e nel 2022.</p><p>A queste condizioni non è indicato perseguire un'ulteriore riduzione del debito. Infatti, la prevista riduzione del debito nel 2020 comporterà, ad esempio, una perdita in termini di ricavi pari a circa 20 milioni di franchi. Nel contempo, in seguito all'Accordo di Parigi sul clima firmato dalla Svizzera, s'impongono investimenti in tecnologie e infrastrutture rispettosi del clima.</p><p>Alla luce di quanto precede si pongono le seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale condivide il parere secondo cui nella situazione attuale dei tassi d'interesse un'ulteriore riduzione del debito non sarebbe opportuna, bensì sarebbe l'occasione buona per investire nella trasformazione del sistema energetico?</p><p>2. Quali misure prevede per limitare le conseguenze finanziarie negative del freno all'indebitamento?</p><p>3. È consapevole del fatto che gli investimenti necessari a finanziare la svolta climatica per adempiere gli obblighi legati all'Accordo di Parigi sono storicamente elevati?</p><p>4. Quali misure intende adottare per potenziare gli investimenti in strutture sostenibili e rispettose del clima?</p><p>5. Che tipo di lavori e accertamenti ha già intrapreso per creare possibili sinergie tra l'attuale situazione dei tassi d'interesse e i necessari investimenti?</p><p>6. È possibile utilizzare una parte dell'eccedenza del 2019 per uno scopo diverso dalla riduzione del debito?</p><p>7. Quali modifiche legislative bisognerebbe apportare se il Parlamento intendesse utilizzare una parte delle eccedenze per altri compiti?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Ad 1 e 5: la riduzione del debito consente di aumentare il margine di manovra politico-finanziario. Anche se i tassi d'interesse sono attualmente bassi, la Confederazione paga gli interessi sul suo debito. Nel decennio 2008-2018 le spese a titolo di interessi sono diminuite, passando da 3,1 a 1,1 miliardi. Questo calo è da attribuire principalmente al basso livello dei tassi d'interesse. Anche la riduzione del debito ha contribuito a tale andamento. Grazie al conseguente sgravio significativo del bilancio della Confederazione, il margine di manovra politico-finanziario è aumentato in misura corrispondente, consentendo di incrementare le uscite in altri ambiti. </p><p>Nel quadro del rapporto del 12 dicembre 2016 concernente i tassi di interesse bassi e la forza del franco ("Tiefzinsumfeld und Frankenstärke: Handlungsoptionen für die Schweiz", disponibile in tedesco e francese), il Consiglio federale ha esaminato diverse possibilità per trarre vantaggio dai tassi d'interesse bassi. Il rapporto giunge alla conclusione che non vi è un fabbisogno di finanziamento supplementare per investimenti statali. Allo stato attuale gli investimenti necessari possono essere finanziati tramite i fondi e le entrate esistenti.</p><p>La trasformazione del sistema energetico avviene nell'ambito della Strategia energetica 2050. Il 27 settembre 2019 il Consiglio federale ha incaricato il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) di presentare un progetto di revisione della legge sull'energia da porre in consultazione. L'obiettivo è migliorare gli incentivi agli investimenti nelle energie rinnovabili indigene e, di conseguenza, rafforzare la sicurezza dell'approvvigionamento. I costi per gli adeguamenti previsti per le misure di promozione ammontano a circa 215 milioni di franchi all'anno. Il finanziamento avviene tramite il supplemento rete già esistente, che rimane invariato.</p><p>Ad 2: secondo il Consiglio federale non vi sono conseguenze finanziarie negative correlate al freno all'indebitamento. Grazie al buon andamento delle entrate, negli ultimi anni la Confederazione è stata in grado di compensare a sufficienza le uscite proprie correnti, gli investimenti e la crescita dei settori di compiti prioritari.</p><p>Ad 3 e 4: con l'adozione dell'Agenda 2030 e la ratifica dell'Accordo di Parigi, la Svizzera si è impegnata a fornire il suo contributo per limitare il riscaldamento medio globale a un livello sensibilmente inferiore ai 2 gradi Celsius e per orientare i flussi finanziari statali e privati verso uno sviluppo a basse emissioni di gas serra. L'attuazione a livello nazionale avviene tramite obiettivi di riduzione e aiuti finanziari definiti nella legge sul CO2, attualmente oggetto dei dibattiti parlamentari.</p><p>L'Esecutivo ritiene che una piazza finanziaria sostenibile rappresenti una grande opportunità per la Svizzera. Intende creare le condizioni quadro necessarie per consentire alla piazza finanziaria svizzera di essere competitiva sul piano delle finanze sostenibili. Per rendere i flussi finanziari clima-compatibili, sul piano nazionale il Consiglio federale punta, per il momento, su misure volontarie e sulla creazione di trasparenza in materia di compatibilità climatica, sociale e di buona gestione aziendale. A tal fine mette a disposizione le basi e gli strumenti pertinenti e, se necessario, adotterà ulteriori provvedimenti (cfr. parere al Po. 19.3966).</p><p>Ad 3 e 4: il freno all'indebitamento esige un equilibrio a medio termine tra uscite ed entrate. L'eccedenza strutturale è accreditata sul conto di compensazione e non può essere utilizzata per coprire uscite supplementari. I futuri disavanzi possono invece essere compensati attraverso il conto di compensazione. Per poter impiegare le eccedenze strutturali sarebbe necessaria una modifica della legge federale sulle finanze della Confederazione.</p>  Risposta del Consiglio federale.