<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Negli ultimi, le attività legate al cosiddetto "core business" degli sportelli postali sono chiaramente in declino: soprattutto la clientela più giovane non spedisce quasi più lettere, bensì solo e-mail e SMS. Numerose grosse ditte e aziende di servizi stanno cercando di sostituire i costosi e voluminosi invii postali con nuovi mezzi di comunicazione elettronica. Inoltre sempre più clienti effettuano i propri pagamenti per Internet piuttosto che allo sportello. A ciò si aggiunge il fatto che la Posta si deve preparare alla prevista parziale liberalizzazione della posta-lettere. Già oggi l'azienda deve sostenere la concorrenza di altre ditte che, nell'ambito della posta-pacchi e del traffico dei pagamenti, possono operare in campo logistico con costi di produzione in parte molto meno elevati. Grazie a diversi progetti, la Posta compie notevoli sforzi per conseguire dei risparmi soprattutto nell'ambito del trattamento delle lettere e dei pacchi. Inoltre, negli ultimi anni, l'azienda ha realizzato considerevoli risparmi anche grazie alla modernizzazione della rete di uffici postali, adattando gli orari di apertura alla frequenza della clientela e adottando soluzioni alternative meno costose per gli uffici postali con pochi clienti. Tutte queste misure hanno infatti permesso di ridurre i costi della rete. Tuttavia, è difficile conseguire ulteriori misure di risparmio con il nuovo mandato che la legge conferisce alla Posta per la garanzia di una rete di uffici postali su tutto il territorio nazionale.</p><p>La Posta non si può quindi permettere di compensare con misure di risparmio le perdite di guadagno dovute alla diminuzione delle operazioni allo sportello, ma deve cercare invece di recuperare il più possibile queste perdite con nuove fonti di introiti. La vendita di altri articoli (telematica, materiale d'ufficio, libri, ecc.) è conforme al mandato conferitole. La Posta mette anche a disposizione dietro compenso la sua rete di uffici per azioni pubblicitarie, contribuendo così al finanziamento dei costi della rete.</p><p>In questo contesto è giusto che la Posta sfrutti maggiormente le superfici inutilizzate dei suoi locali pubblici a scopo di vendita e renda in questo modo gli uffici postali più redditizi. </p><p>Gli articoli che l'azienda mette in vendita possono essere essenzialmente suddivisi nelle seguenti categorie:</p><p>- Telematica ( ad es. apparecchi e carte di pagamento)</p><p>- Articoli di cartoleria (ad es. libri e articoli di cancelleria)</p><p>- Servizi per il settore pubblico (ad es. vendita di contrassegni autostradali e di sacchi per i rifiuti con relativa riscossione di tasse)</p><p>- Vendita a tempo determinato di articoli scelti, purché, in base a ricerche di mercato, sia stata accertata una domanda sufficiente da parte della clientela.</p><p>L'autore dell'interrogazione lamenta che la vendita di nuovi articoli da parte della Posta rappresenti una concorrenza per gli esercizi commerciali locali. Tuttavia va precisato che l'offerta della Posta non può eguagliare quella dei negozi specializzati né per il grado di assortimento dei prodotti né per la qualità della consulenza. A subire la concorrenza della Posta sono quindi piuttosto i grandi magazzini. Se dovesse tenere conto di ogni particolarità locale, la Posta non potrebbe offrire sulla sua rete di uffici una scelta di articoli al passo coi tempi. L'azienda deve naturalmente rispettare il divieto di sovvenzionamento trasversale sancito dalla legge che, in virtù della nuova ordinanza sulle poste, sarà controllato da un organo di revisione indipendente a partire dall'anno di esercizio in corso.</p><p>Le esperienze condotte finora e i costanti sviluppi positivi del fatturato indicano che la clientela nell'insieme accoglie con favore la nuova offerta e apprezza la possibilità di combinare il disbrigo delle operazioni agli sportelli con l'acquisto di altri articoli. Negli uffici più grandi, la Posta ha allestito i cosiddetti "PostShop" con apposito personale adibito alla vendita di altri articoli. In questo modo è possibile evitare maggiori tempi di attesa per quei clienti che intendono solamente spedire una lettera o un pacco o effettuare un pagamento.</p><p>Il Consiglio federale è del parere che la strategia di cofinanziamento della rete di uffici postali attraverso la vendita di altri articoli sia nel complesso giusta. Lo dimostra in particolare il fatto che il settore aziendale Reti di uffici postali e vendite, grazie ai proventi delle vendite di diversi articoli, nel 2003 ha chiuso in positivo. La Posta ha così la possibilità di compensare in parte le perdite di guadagno nel "core business" e garantire il mantenimento dei posti di lavoro. Inoltre va riconosciuto che, per quanto riguarda la vendita di determinati articoli, la Posta si trova ancora in una fase pilota e che un'ulteriore ottimizzazione dell'assortimento è sempre possibile. Il Consiglio federale si attende invece che la Posta faccia tutto il possibile per risolvere il problema delle code davanti agli sportelli. Al riguardo, l'azienda ha già preso alcuni provvedimenti nell'aprile di quest'anno. Infine va precisato che, negli uffici dotati di sistema di distribuzione di biglietti per i turni di attesa, la posta fa sì che i clienti più anziani o i disabili continuino ad avere un numero sufficiente di sedie a disposizione.</p>  Risposta del Consiglio federale.