<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di impegnarsi, a livello bilaterale e multilaterale, per combattere l'intolleranza religiosa. Le minoranze religiose devono essere protette dagli attacchi. Esso è invitato a valutare in particolare misure volte a:</p><p>- proteggere le minoranze religiose e promuovere la tolleranza religiosa affinché possa essere ripristinata la stabilità nazionale in Iraq;</p><p>- sostenere, nell'ambito dell'attuale impegno umanitario, la ristabilizzazione di istituzioni democratiche prive di carattere religioso da parte del governo iracheno;</p><p>- promuovere a livello multilaterale un'inchiesta pubblica volta a far luce su uccisioni e deportazioni di cristiani e di altre minoranze;</p><p>- presentare all'ONU una risoluzione che obblighi il governo e le forze di coalizione presenti in Iraq ad adottare senza indugio misure volte a proteggere le minoranze religiose e a creare una zona di protezione per le minoranze cristiane particolarmente minacciata nella piana nordafricana del Ninive.</p><p>L'obiettivo ultimo dovrebbe essere quello di riconoscere al popolo suryoye (aramei, assiri, caldei) un territorio autonomo.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è preoccupato per la violenza che dilaga in Iraq e di cui sono spesso vittima le minoranze religiose ed etniche. Condanna con fermezza il massacro perpetrato il 31 ottobre 2010, che ha causato la morte di più di 50 persone. Il DFAE si impegna da anni in Iraq per migliorare la situazione nel campo dei diritti dell'uomo e ha già provveduto a impartire una formazione in materia a numerosi esponenti delle autorità, del Parlamento e della società civile irachena. Grazie a questi provvedimenti si è potuto sviluppare uno Stato democratico e laico come quello auspicato dall'autore della mozione. I cristiani si sono già insediati in gran numero nel Kurdistan iracheno, nel nord del Paese, dove possono vivere in relativa sicurezza. Fatto sta che gli attentati perpetrati da gruppi di estremisti non toccano soltanto i cristiani, bensì la popolazione irachena in generale.</p><p>A livello multilaterale, la Svizzera partecipa attivamente alle attività di organizzazioni internazionali quali l'ONU e l'OSCE. In tale contesto appoggia le risoluzioni presentate al riguardo al Consiglio dei diritti dell'uomo e all'Assemblea generale delle Nazioni Unite. La politica promossa dal nostro Paese non mira soltanto a rafforzare la libertà di religione e la protezione delle minoranze religiose o etniche, valori che sono parte integrante dei diritti dell'uomo, ma anche a prevenire l'intolleranza religiosa in ogni sua forma. In questo approccio globale sono dunque inclusi anche i cristiani che vivono in Paesi la cui popolazione è in maggioranza musulmana. In effetti, un'azione puntuale centrata soltanto sui cristiani implicherebbe il rischio di una guerra politica di posizione che trasformerebbe i cristiani in un bersaglio nei Paesi musulmani e aumenterebbe la paura nei confronti dell'Islam nei Paesi occidentali. Seguendo questa strada non proteggeremmo i diritti delle minoranze. Nella fattispecie, la violenza che si manifesta in Iraq non colpisce soltanto i cristiani, bensì la popolazione irachena in generale. Per questa ragione il Consiglio federale è convinto che la creazione di una zona di sicurezza riservata soltanto a una parte della popolazione irachena rappresenti una soluzione inopportuna per non dire impraticabile. Rinuncia pertanto a esaminare l'eventualità di presentare una proposta di risoluzione in tal senso.</p><p>La tutela dei diritti delle minoranze e quindi anche dei diritti dei cristiani nel mondo islamico rimane comunque un tema di fondamentale importanza, inserito nel nuovo orientamento impresso alla politica svizzera in materia di diritti dell'uomo. Come sottolineato dal Consiglio federale nel proprio messaggio concernente il proseguimento delle misure di promozione della pace e della sicurezza umana 2012-2016, il rispetto dei diritti dell'uomo è un fattore di cui tener conto nell'ambito di tutte le attività che la Svizzera svolge all'estero. Per accentuare il valore universale di questo obiettivo, si è deciso in particolare di sollevare la questione dei diritti dell'uomo con maggior sistematicità a livello governativo e in seno agli organismi multilaterali. In quest'ottica, il Consiglio federale è disposto ad accogliere in parte la mozione.</p> Il Consiglio federale propone di rifiutare il punto della mozione concernente la presentazione all'ONU di una risoluzione che obblighi il governo iracheno e la coalizione militare presente in Iraq ad adottare senza indugio misure volte a proteggere le minoranze religiose e a creare una zona di sicurezza nella pianura di Ninive, nel nord dell'Iraq, per proteggere la minoranza cristiana stabilitasi in quella regione e particolarmente minacciata, e di accettare i restanti punti.