<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di modificare l'articolo 264a CC, al fine di ridurre l'età minima che i coniugi devono avere per poter adottare e affinché venga stabilita un'età massima (ad eccezione delle adozioni di persone adulte). La modifica deve permettere inoltre di ridurre la durata minima del matrimonio al momento dell'adozione. Nel contempo occorre esaminare in che modo sia possibile tenere conto della durata della vita in comune di una coppia che ha vissuto in unione stabile (concubinato).</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il diritto svizzero in materia di adozione non prevede in linea di principio un età minima nel caso dell'adozione da parte dei coniugi (art. 264a cpv. 2 CC), ma stabilisce che questi devono essere sposati da almeno cinque anni. Ciò significa che un coniuge di 23 anni potrà adottare un bambino quando ne avrà 28. Ma se una persona si sposa a 28 anni (l'età media in cui le donne contraggono matrimonio), non può adottare un bambino prima di averne compiuti 33.</p><p>Tuttavia, se entrambi i coniugi hanno almeno 35 anni, la durata del matrimonio non ha alcuna importanza: in tal caso un'adozione può essere pronunciata anche un giorno dopo la conclusione del matrimonio. Questa norma è stata creata per evitare una discriminazione tra coniugi e persone non coniugate (cfr. art. 264b CC). Di principio, un abbassamento dell'età minima deve pertanto essere discusso dal punto di vista dell'adozione singola, considerando che è in questo caso che viene fissata la condizione dell'età minima di 35 anni. In generale si ammette che l'adozione singola soltanto in rari casi rappresenti una soluzione ideale per il bambino e che presupponga che chi adotta un bambino conduca una vita stabile. La situazione attuale dovrebbe quindi essere mantenuta.</p><p>Occorre ridurre la durata del matrimonio affinché una coppia possa adottare in tempi più brevi? La situazione è mutata con la ratifica della Convenzione dell'Aia sull'adozione internazionale. Se lo Stato di provenienza del bambino rivendica la competenza di pronunciare l'adozione, e quindi l'adozione e l'affidamento in pratica coincidono, i coniugi devono in effetti attendere di aver compiuto 34 anni prima di presentare una domanda d'adozione, se non soddisfano prima la condizione relativa alla durata del matrimonio. Ciò rispecchia la situazione attuale, in cui le donne danno alla luce il loro primo figlio a un'età più avanzata rispetto al passato. Nel 2003, circa il 25 per cento dei neonati avevano una madre di almeno 35 anni. Il fatto, ad esempio, che la Colombia non permetta a persone maggiori di 38 anni di adottare un bambino minore di due anni dimostra che le persone che hanno almeno 35 anni hanno possibilità intatte di adottare un bambino. Del resto, se l'adozione è pronunciata in Svizzera, come ad esempio nel caso dei bambini provenienti dall'India, la domanda d'adozione e l'affidamento possono essere effettuati molto prima.</p><p>Il Consiglio federale ritiene che sia sempre giustificato subordinare l'adozione alla condizione che i coniugi siano uniti in matrimonio da almeno cinque anni. Da un lato, tale condizione intende garantire una certa stabilità della coppia, dall'altro consente ai coniugi di stabilire se sono in grado di mettere al mondo figli. Se è vero che l'adozione non presuppone l'assenza di figli biologici, nella realtà quest'ultima resta una delle ragioni principali che spinge i genitori ad adottare. Da questo punto di vista, il concubinato non può essere equiparato al matrimonio; una simile assimilazione porrebbe inoltre problemi per quel che concerne la prova dell'esistenza del concubinato. L'importanza della durata quinquennale del matrimonio è stata riconosciuta dal legislatore in occasione della revisione riguardante l'adozione del figlio del coniuge (art. 264a cpv. 3 CC), entrata in vigore il 1° gennaio 2000.</p><p>La fissazione nella legge di un'età massima per adottare un bambino è già stata oggetto di dibattito ed è sfociata in una decisione negativa. Da un lato, la determinazione di un limite d'età è sempre arbitraria e impedisce l'adozione anche se il limite è stato oltrepassato di un solo giorno. D'altro lato è difficile fissare un'età tenendo conto sia della situazione della donna che di quella dell'uomo. È per questo motivo che l'ordinanza sull'accoglimento di minori a scopo di affiliazione e di adozione (RS 211.222.338) si limita a obbligare l'autorità competente a prendere particolarmente in considerazione l'interesse dell'affiliato se la differenza d'età tra il bambino e il futuro padre adottivo o la futura madre adottiva è superiore ai 40 anni. Inoltre, sono pochi i Paesi stranieri che fissano un'età massima nella legge; tale limite è del resto relativamente elevato (ad esempio in Cambogia è di 55 anni, in Cile, in Costa Rica e in Mongolia di 60 mentre in Honduras è di 51 anni). Limiti d'età così alti non risolvono i problemi che si pongono nella prassi.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.