<h2>SubmittedText<h2><p>I livelli massimi per i residui di antiparassitari nei o sui prodotti di origine vegetale e animale sono stabiliti in un'ordinanza del DFI (OAOVA; RS 817.021.23). In virtù di questa ordinanza, le derrate alimentari non dovrebbero contenere residui di sostanze non autorizzate in Svizzera: al di là del cosiddetto "limite di determinazione", ovvero la concentrazione di residui minima quantificabile di 0,01 mg/kg, per queste sostanze vige la tolleranza zero.</p><p>Tuttavia, "su richiesta" possono essere stabilite tolleranze all'importazione più elevate per singoli prodotti fitosanitari. Secondo l'OAOVA questa deroga non deve però applicarsi ai prodotti fitosanitari non autorizzati per motivi di protezione della salute.</p><p>Ciononostante, conformemente all'allegato 2 dell'ordinanza, per numerose sostanze il cui impiego è esplicitamente vietato in Svizzera a causa dei loro effetti sulla salute dell'essere umano o sull'ambiente sono state stabilite tolleranze all'importazione più elevate. Ad esempio, con 3 mg/kg, il valore limite per i residui di profenofos nei peperoni è 300 volte superiore al limite di determinazione. Secondo l'EPA, l'agenzia statunitense per la protezione dell'ambiente, questo insetticida può "stimolare eccessivamente l'attività del sistema nervoso" e pregiudicare in particolare lo sviluppo cerebrale dei bambini. Il profenofos è un prodotto fitosanitario che figura nell'appendice 1 dell'ordinanza PIC (RS 814.82) e il cui impiego quindi è "vietato o soggetto a rigorose restrizioni a causa dei suoi effetti sulla salute dell'essere umano o sull'ambiente". Anche per altri 100 prodotti fitosanitari figuranti in questo elenco sono state stabilite tolleranze all'importazione superiori a 0,01 mg/kg.</p><p>1. Perché il Consiglio federale tollera la presenza, nelle derrate alimentari, di residui di prodotti fitosanitari vietati in Svizzera?</p><p>2. Per tutti i pesticidi "non autorizzati per motivi di protezione della salute", al di là di 0,01 mg/kg dovrebbe applicarsi la tolleranza zero. Come giustifica il Consiglio federale tolleranze all'importazione divergenti da questo limite per i prodotti fitosanitari figuranti nell'elenco delle sostanze esplicitamente vietate in Svizzera a causa dei loro effetti sulla salute e sull'ambiente?</p><p>3. Come definisce il Consiglio federale nell'ordinanza del DFI i prodotti fitosanitari che "non sono autorizzati per motivi di protezione della salute"? Di quali prodotti fitosanitari si tratta?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Per il Consiglio federale è importante che il consumo di derrate alimentari sia sicuro, e pertanto le disposizioni relative ai residui di prodotti fitosanitari nelle derrate alimentari sono severe. Tuttavia, imporre una cosiddetta tolleranza zero generalizzata per i residui di prodotti fitosanitari non omologati in Svizzera al fine di tutelare la salute dei consumatori non è né necessario né proporzionato. A seconda della regione geografica, delle condizioni climatiche locali e delle colture, la produzione di derrate alimentari necessita infatti di prodotti fitosanitari diversi. Ne consegue che i prodotti fitosanitari omologati variano a seconda dei Paesi: derrate alimentari provenienti dall'America del Sud possono ad esempio presentare residui di prodotti fitosanitari vietati in Svizzera. La ragione potrebbe anche essere semplicemente che in Svizzera non vi è la necessità di utilizzare il pesticida in questione.</p><p>2. La non omologazione di un prodotto fitosanitario può essere intesa a proteggere la salute dei consumatori (consumo di derrate alimentari) e/o quella degli utilizzatori che lo spruzzano. Se un prodotto fitosanitario non è omologato in Svizzera per proteggere la salute dei consumatori, anche per le derrate alimentari importate vale sempre come limite di determinazione la tolleranza zero, ovvero la più bassa concentrazione di residui ancora quantificabile o, se ciò non è tecnicamente possibile, il livello massimo standard di 0,01 mg/kg. Qualora un prodotto fitosanitario sia invece vietato sul territorio nazionale unicamente per proteggere gli utilizzatori (o l'ambiente), a determinate condizioni sono possibili tolleranze all'importazione. Questo è dovuto ai diversi rischi implicati per la salute dall'impiego di prodotti fitosanitari e dal consumo di derrate alimentari con essi trattate. Spruzzarli comporta un'esposizione molto maggiore rispetto all'assunzione per via alimentare, in quanto l'assimilazione avviene tramite la pelle o i polmoni, e non tramite lo stomaco e l'intestino. Pertanto, anche se un prodotto fitosanitario non è omologato in Svizzera per ragioni di protezione degli utilizzatori (o dell'ambiente), il consumo di derrate alimentari trattate all'estero con quel prodotto può essere comunque sicuro. In questi casi, una tolleranza zero per i residui fitosanitari nei prodotti esteri è necessaria unicamente se non può essere determinato un livello massimo per i residui (LMR) sicuro per il consumo. La procedura in materia in Svizzera e i LMR stabiliti corrispondono alla prassi vigente nell'UE e tengono conto delle prescrizioni dell'OMS e del Codex Alimentarius.</p><p>3. Conformemente a quanto su esposto, tolleranze all'importazione per i residui di prodotti fitosanitari vietati in Svizzera sono ammesse soltanto se l'assenza di omologazione per il prodotto in questione non è dovuta a ragioni di protezione della salute dei consumatori e se un pericolo per questi ultimi può essere escluso fissando un livello massimo sicuro per i residui. Per il profenofos contenuto nel peperone piccante, e non nel peperone citato nell'interpellanza, per il quale il LMR è invece di 0,01 mg/kg, vige una tolleranza all'importazione di 3 mg/kg per le seguenti ragioni: il ritiro dell'autorizzazione per il profenofos non è motivato dalla protezione dei consumatori, ma dovuto al fatto che non è stata presentata la domanda per la rivalutazione dell'omologazione, e, di conseguenza, non è stata nemmeno emessa una nuova autorizzazione. Al tempo stesso, per i peperoni piccanti l'UE prevede un livello massimo per i residui di profenofos di 3 mg/kg, verificato e giudicato sicuro nell'ottica della protezione della salute. Tale livello massimo è stato ripreso dalla Svizzera.</p>  Risposta del Consiglio federale.