<h2>SubmittedText<h2><p>Il nostro federalismo presenta notevoli aspetti positivi. La nostra capacità di permettere alle regioni del nostro Paese di cambiare cantone è stata dimostrata con la creazione del cantone del Giura. L'articolo 54 della Costituzione federale precisa che la Confederazione cerca di promuovere la democrazia e di assicurare la convivenza pacifica dei popoli. Tenendo presente queste tre belle caratteristiche, il Consiglio federale è pregato di dirci se non ritenga opportuno che la Svizzera, nel quadro dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), dia un contributo decisivo alla soluzione del conflitto ucraino attraverso due proposte forti che potrebbero essere sintetizzate come segue:</p><p>1. suggerire la creazione di un nuovo Stato federale ucraino costituito da almeno due entità, la regione sud-orientale, russofila, e la parte nord-occidentale del Paese, più orientata verso l'Europa occidentale; affinché questa forma di federalismo possa rivelarsi duratura, alle entità federate dovrebbero essere attribuite competenze sostanziali;</p><p>2. se questa prima proposta non dovesse essere accettata, la Svizzera potrebbe, in un secondo momento, raccomandare la divisione pacifica dell'Ucraina permettendo alla regione chiaramente russofila di diventare uno Stato indipendente attraverso un referendum di autodeterminazione democratica, rigorosamente controllato dall'OSCE.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'Ucraina ha deciso di intraprendere varie misure per realizzare riforme politiche ed economiche. Uno dei provvedimenti più importanti in tale ambito riguarda la decentralizzazione del potere politico. Questa decisione è sostenuta anche a livello internazionale, in particolare mediante gli accordi di Minsk del settembre 2014 e le relative misure di attuazione del febbraio 2015.</p><p>La Svizzera accoglie con favore il "Pacchetto di misure per l'attuazione degli accordi di Minsk" adottato il 12 febbraio 2015. È fondamentale che l'accordo sia attuato da tutte le parti al fine di stabilizzare la situazione nell'Est dell'Ucraina.</p><p>Per quanto riguarda il processo di decentralizzazione, spetta all'Ucraina stessa determinarlo in maniera sovrana. Pertanto, in merito alla regione del Donbass, il 17 marzo 2015 il Parlamento ucraino ha adottato una disposizione che, dopo lo svolgimento di elezioni libere, eque e in linea con la Costituzione ucraina, garantisce alla regione uno statuto speciale secondo il principio di autodeterminazione. Il presidente Poroshenko ha firmato questa disposizione il 18 marzo.</p><p>Su richiesta dell'Ucraina, la Svizzera è pronta a condividere la propria esperienza in materia di federalismo: una disponibilità che ha ribadito, segnatamente, tramite il capo del DFAE durante gli incontri a cui quest'ultimo ha partecipato dall'inizio della crisi.</p><p>Mediante la strategia di cooperazione con l'Ucraina 2015-2018, la Svizzera continua a intensificare il proprio impegno, tra l'altro, nel settore della promozione della pace, della governance e dell'elaborazione del passato. Nel quadro di questa strategia sarà prestata un'attenzione particolare all'Est del Paese. Le riforme democratiche inclusive e la decentralizzazione sono già state sostenute in passato con il programma di cooperazione svizzero e tale impegno verrà portato avanti.</p><p>Sin dall'inizio della crisi ucraina, la Svizzera osserva con attenzione l'evoluzione della situazione e le misure adottate dalla comunità internazionale. Continuando al contempo a garantire l'imparzialità della propria politica, il Consiglio federale esorta tutte le parti coinvolte a cercare una soluzione politica alla crisi e a rispettare il diritto internazionale, in particolare i diritti umani, compresi i diritti delle persone che appartengono a minoranze, e il diritto internazionale umanitario.</p><p>La Svizzera non riconosce l'annessione della Crimea e si impegna a favore del rispetto dei confini ucraini riconosciuti dal diritto internazionale pubblico. Continuerà inoltre a lavorare per contribuire a una risoluzione pacifica del conflitto e per promuovere il dialogo, in particolare tramite l'OSCE.</p>  Risposta del Consiglio federale.