<h2>SubmittedText<h2><p>La legge federale concernente l'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (LAUFIN) deve essere modificata nel modo seguente.</p><p>Art. 15 cpv. 1</p><p>La Confederazione sostiene i costi delle prestazioni di servizi che la FINMA fornisce nell'interesse generale dell'economia.</p><p>Art. 15 cpv. 2 lett. d</p><p>Per gli organismi di autodisciplina ai sensi della legge del 10 ottobre 1997 sul riciclaggio di denaro sono determinanti l'importanza economica degli intermediari finanziari affiliati e il numero di membri come pure il loro contributo allo sgravio della FINMA.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Ad articolo 15 capoverso 1 LAUFIN</p><p>La legge federale concernente l'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (LAUFIN) è stata approvata dalle Camere federali il 22 giugno 2007 (cfr. FF 2007 4245). Il termine di referendum è scaduto inutilizzato l'11 ottobre 2007. L'articolo 15 LAUFIN, che disciplina il finanziamento della FINMA, prevede che tutti i costi della FINMA siano assunti dagli assoggettati alla vigilanza, come già accade per la Commissione federale delle banche, l'Ufficio federale delle assicurazioni private e l'Autorità di controllo per la lotta contro il riciclaggio di denaro. L'eventuale partecipazione della Confederazione (e di conseguenza dei contribuenti) ai costi della FINMA è stata trattata nel quadro dei dibattiti parlamentari sulla LAUFIN e una proposta in tal senso è stata nettamente respinta in Consiglio nazionale con 108 voti contrari e 54 favorevoli, con la seguente motivazione (BU 2007 N 81segg.): gli assoggettati alla vigilanza traggono un beneficio concreto da tutte le attività dell'autorità di vigilanza. Dette attività sono svolte interamente nell'interesse degli assoggettati alla vigilanza, i quali devono pertanto finanziarle. Il Consiglio federale è quindi del parere che la questione della partecipazione ai costi da parte della Confederazione non debba essere riesaminata a così breve distanza dall'approvazione della LAUFIN.</p><p>Ad articolo 15 capoverso 2 lettera d LAUFIN</p><p>L'articolo 15 capoverso 2 lettera d della LAUFIN prevede che la tassa di vigilanza per gli organismi di autodisciplina sia calcolata sulla base del loro reddito lordo e del numero dei loro membri. L'articolo 15 capoverso 3 LAUFIN prevede inoltre la possibilità di suddividere la tassa di vigilanza in una tassa fissa di base e in una tassa variabile supplementare. Ai sensi dell'articolo 15 capoverso 1 LAUFIN, i costi di vigilanza non coperti dagli emolumenti devono essere suddivisi tra i vari ambiti di vigilanza in maniera tale che ad ogni ambito di vigilanza (ad es. ambito di vigilanza degli OAD) siano attribuiti unicamente i costi da esso cagionati (FF 2006 2664). Con la possibilità di riscuotere una tassa fissa di base e una tassa variabile supplementare nonché con i criteri di calcolo elencati nell'articolo 15 capoverso 2 lettera d, la legge prevede sufficiente flessibilità affinché il Consiglio federale possa regolamentare nell'ordinanza sugli emolumenti della FINMA una ripartizione dei costi di vigilanza adeguata ai singoli OAD. Al proposito il Consiglio federale terrà conto anche dell'importanza economica dei singoli OAD. La richiesta di considerare il criterio del "contributo allo sgravio dell'autorità di vigilanza" è invece inopportuna e deve quindi essere respinta. Sulla base dell'articolo 3 lettera a LAUFIN, in correlazione con la legge sul riciclaggio di denaro (RS 955.0), gli OAD sono essi stessi assoggettati alla vigilanza della FINMA. Ai sensi dell'articolo 15 LAUFIN, gli OAD devono sopportare unicamente la parte di costi di vigilanza che essi cagionano in qualità di assoggettati alla vigilanza. Non vi è ragione oggettiva di esonerare gli OAD dai costi da essi cagionati. Ciò produrrebbe indesiderati sovvenzionamenti incrociati. Fintantoché operano per gli intermediari finanziari ad essi affiliati, gli OAD sono finanziati da detti intermediari. Il Consiglio federale ritiene pertanto che il sistema di ripartizione dei costi fissato nella LAUFIN sia adeguato per calcolare i costi di vigilanza cagionati dagli OAD e per suddividerli in maniera proporzionata tra i vari OAD. Il Consiglio federale attuerà i principi di cui sopra nella sua ordinanza sugli emolumenti FINMA; le cerchie interessate, tra cui anche gli OAD, potranno formulare le loro osservazioni nell'ambito di un'indagine conoscitiva.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.