<h2>SubmittedText<h2><p>Per la Svizzera l'apprezzamento del franco rappresenta una sfida importante, sia per l'economia, sia per la politica sociale. Tuttavia si tratta anche di un argomento di cui si abusa politicamente per rafforzare l'opposizione ad importanti orientamenti di strategia politica, come ad esempio la svolta rappresentata dalla Strategia energetica 2050.</p><p>1. Dopo lo shock iniziale, ora si possono formulare valutazioni differenti sugli effetti economici e sociali della forza del franco. Quali saranno questi effetti, secondo il Consiglio federale, tenendo conto della varietà di prospettive possibili per ciò che concerne il tasso di cambio (oscillazione sui valori attuali/evoluzione verso la parità)? Come si manifesteranno nei diversi settori?</p><p>2. Qual è l'opinione del Consiglio federale in merito alle seguenti proposte dei Verdi?</p><p>a. Per contrastare il ricorso al franco come "bene rifugio" e le operazioni speculative di cui viene fatto oggetto occorre istituire controlli della circolazione dei capitali.</p><p>b. L'introduzione di un'imposta sulle transazioni finanziarie può frenare le attività speculative.</p><p>c. L'economia nazionale, in particolare l'industria, deve essere rafforzata secondo criteri di sostenibilità mediante l'innovazione e una transizione coerente verso un'economia verde.</p><p>d. Aumentare le risorse finanziarie a disposizione della CTI al fine di incentivare le attività di ricerca e innovazione in Svizzera.</p><p>e. I provvedimenti speciali di sostegno eventualmente necessari per motivi sociali in singoli settori non possono portare al sovvenzionamento permanente di una situazione instabile a lungo termine. È invece molto più opportuno vincolare i provvedimenti in questione a incentivi e aiuti per riconvertire l'economia in modo ecologico e sostenibile.</p><p>3. Il Consiglio federale condivide le preoccupazioni dei Verdi riguardo all'inadeguatezza di diversi provvedimenti proposti per contrastare la crisi o al rischio che possano essere addirittura controproducenti?</p><p>a. La retribuzione in euro mina il principio secondo cui in Svizzera si versano salari svizzeri.</p><p>b. Una diminuzione unilaterale dei salari erode il potere d'acquisto e, di conseguenza, riduce la domanda interna.</p><p>4. Quale contributo intende dare a lungo termine la Svizzera per risolvere il problema della situazione debitoria in cui si trovano altri Paesi, visto che anch'esso favorisce la speculazione sul franco?</p><p>5. Il Consiglio federale condivide l'opinione secondo cui nell'attuale situazione il mantenimento degli accordi bilaterali diventa ancora più importante?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Probabilmente il peggioramento della competitività delle imprese, dovuto all'apprezzamento del franco, indebolirà la crescita economica e porterà ad una riduzione di investimenti e occupazione. Tuttavia non si può prevedere con certezza la gravità del rallentamento congiunturale, che dipenderà in misura determinante sia dall'intensità e dalla durata della sopravvalutazione del franco, sia però anche da altri fattori, in particolare dall'andamento congiunturale internazionale. L'aggiornamento delle previsioni congiunturali del gruppo di esperti della Confederazione, previsto per il 19 marzo 2015, permetterà al Consiglio federale di approfondire la situazione relativa alle prospettive economiche e di valutare costantemente le necessità di intervento.</p><p>Se l'andamento del tasso di cambio sarà relativamente favorevole - ad esempio, nel caso di un'oscillazione del corso dell'euro su 1,10 franchi per un euro, o su valori superiori - l'effetto frenante per il commercio estero e la crescita del PIL, per quanto avvertibile, potrebbe essere in una certa misura contenuto. Ciò soprattutto nel caso di un ulteriore miglioramento della congiuntura nell'UE. Se invece un forte apprezzamento del franco sull'euro - cioè nel caso di un tasso di cambio nettamente al disotto di 1,10 franchi per un euro - dovesse persistere o addirittura evolvere verso la parità, verrebbe a crearsi una situazione di forte shock valutario, che molto probabilmente porterebbe ad un calo delle esportazioni e, successivamente, all'indebolimento dell'economia nazionale e all'aumento della disoccupazione; inoltre il rischio di deflazione sarebbe maggiore.</p><p>Sulla base di quanto osservato finora, il turismo e l'industria MEM che esporta prevalentemente nell'UE sono più vulnerabili alle variazioni dei tassi di cambio. In passato ciò valeva anche per il settore dei tessili e quello della carta. Invece le esportazioni di prodotti chimici e farmaceutici, così come quelle di orologi e articoli di gioielleria risultano generalmente meno sfavorite dalle oscillazioni valutarie.</p><p>2. Qual è l'opinione del Consiglio federale in merito alle seguenti proposte dei Verdi?</p><p>a. In linea generale il Consiglio federale è favorevole al principio della libera circolazione dei capitali: esso corrisponde agli interessi di un'economia orientata agli scambi internazionali come quella svizzera. Provvedimenti come il controllo della circolazione dei capitali o l'applicazione di interessi negativi sugli averi esteri in Svizzera potrebbero avere conseguenze negative per la piazza finanziaria, e compromettere anche l'immagine della Svizzera come luogo per l'insediamento di imprese, poiché a queste ultime verrebbero limitate le possibilità di finanziamento. Perciò il ricorso a misure incisive concernenti la circolazione dei capitali sarebbe ipotizzabile soltanto se tutti gli altri strumenti disponibili risultassero inadeguati. Si tratterebbe di misure volte a limitare i flussi di capitali tra la Svizzera e l'estero che richiederebbero una corrispondente regolamentazione legislativa federale. L'attuazione di misure concernenti la circolazione dei capitali andrebbe valutata con cura, soppesando i vantaggi e le conseguenze negative.</p><p>b. Un'imposta sulle transazioni finanziarie potrebbe effettivamente ridurre l'interesse per le frequenti diversificazioni a breve termine del portafoglio: tuttavia, essa non sarebbe utile ai fini di contrastare la forza del franco. L'apprezzamento del franco svizzero è dovuto a fattori economici fondamentali e all'aumento della domanda di beni rifugio da parte degli investitori; inoltre, un'imposta sulle transazioni finanziarie potrebbe influire in misura ridotta sugli investimenti a lungo termine in franchi svizzeri. Sotto questo profilo, il Consiglio federale reputa molto più utile la misura della Banca nazionale volta a rendere più oneroso il possesso di franchi svizzeri mediante l'applicazione di interessi negativi. Inoltre un'imposta sulle transazioni finanziarie - in particolare qualora non fosse applicata su scala mondiale - avrebbe ripercussioni negative sulla piazza economica e su quella finanziaria; anche in merito ad una sua effettiva applicabilità sussistono dubbi, visto che sarebbe difficile impedirne l'elusione.</p><p>c. L'impiego efficiente e nel contempo sostenibile delle risorse naturali potrebbe a lungo termine accrescere la produttività dell'economia nazionale. A breve termine, invece, l'intervento statale potrebbe causare costi aggiuntivi. Nel 2013, in relazione al piano d'azione economia verde, il Consiglio federale ha tenuto conto di questi fattori: vista l'attuale situazione del mercato non ritiene di abbandonare questa strategia. Si tratta dell'orientamento che il Consiglio federale intende seguire nell'attuazione della sua attuale politica in favore di un'economia rispettosa delle risorse naturali.</p><p>d. In Svizzera il livello della ricerca e dell'innovazione è buono. In quest'ambito, da anni nel nostro Paese più del 70 per cento delle applicazioni è realizzato da operatori privati. Per il settore ERI della Svizzera si tratta di un elemento decisivo, che determina la sussidiarietà del ruolo svolto dalla CTI. Negli ultimi 15 anni i mezzi finanziari a disposizione della CTI sono costantemente aumentati e in generale oggi le attività di promozione dell'innovazione svolte dalla CTI sono finanziate adeguatamente. Tuttavia, vista la situazione in corso, anche nel settore della ricerca e innovazione vengono prese in esame diverse misure, che gli organi preposti valutano anche sotto il profilo della fattibilità e del fabbisogno di risorse. A tempo debito il Consiglio federale informerà il Parlamento e, se del caso, presenterà le sue richieste.</p><p>e. L'economia verde - vale a dire attività economiche e consumi rispettosi delle risorse naturali - rientra tra gli obiettivi del Consiglio federale, che in quest'ambito assegna particolare importanza all'impegno profuso volontariamente dagli operatori economici e agli strumenti dell'economia di mercato. Il Consiglio federale provvede al miglioramento delle condizioni quadro nei casi di inefficienza del mercato, adottando provvedimenti non discriminatori e validi per tutti i settori in uguale misura.</p><p>3. Il Consiglio federale condivide le preoccupazioni dei Verdi riguardo all'inadeguatezza di diversi provvedimenti proposti per contrastare la crisi o al rischio che possano essere addirittura controproducenti?</p><p>a. In Svizzera il salario deve essere versato ai lavoratori in moneta ufficiale, cioè in franchi svizzeri, se non è stato concordato altrimenti o se non sono in uso prassi diverse. Indipendentemente dalla valuta di versamento del salario, nei settori in cui vige un contratto collettivo di lavoro a cui è stata conferita obbligatorietà generale vanno rispettate le disposizioni contrattuali relative ai salari minimi in franchi e/o ad eventuali valori corrispettivi. Nei settori che ne sono sprovvisti, sono determinanti i salari in uso nella regione e nella professione in questione. In caso di ripetute offerte abusive di salari inferiori a quelli previsti, le commissioni tripartite possono adottare misure volte a impedire eventuali infrazioni.</p><p>b. In Svizzera la negoziazione salariale spetta alle parti sociali. Le riduzioni dei salari possono servire alle imprese che si trovano in estrema difficoltà per attutire lo shock valutario, e contribuire così alla salvaguardia di posti di lavoro. Riduzioni salariali generalizzate comportano tuttavia il rischio di indebolire la domanda dei consumatori e, nel peggiore dei casi, di innescare un meccanismo di deflazione. Tuttavia, per scongiurare il rischio di deflazione occorre utilizzare in primo luogo gli strumenti della politica monetaria (mandato relativo alla stabilità dei prezzi), più idonei allo scopo rispetto alle limitazioni della flessibilità in ambito salariale e sul mercato del lavoro.</p><p>4. Per la Svizzera la stabilità finanziaria internazionale è molto importante. La stabilità finanziaria richiede l'attuazione a livello mondiale di politiche economiche sostenibili e la regolamentazione efficace dei mercati finanziari. Nell'ottica svizzera, per promuovere la stabilità finanziaria globale sono indispensabili gli organismi multilaterali come il Fondo monetario internazionale (FMI) e il Financial Stability Board (FSB). Le attività svolte dal FMI in ambito di vigilanza politico-economica sono volte a impedire che il funzionamento del sistema finanziario internazionale diventi incompatibile con i principi di sostenibilità. Inoltre il FMI può accordare crediti ai Paesi che si trovano in condizioni economiche esterne straordinariamente difficili. Si tratta di concessioni legate all'attuazione di misure politiche di stabilizzazione economica. Il FSB coordina la regolamentazione dei mercati internazionali.</p><p>In seguito alla crisi finanziaria e alla crisi cha ha colpito la zona euro, in seno al FMI e al FSB sono state intraprese riforme di importanza determinante, finalizzate al rafforzamento delle strutture finanziarie internazionali. Nonostante i progressi compiuti, la Svizzera promuove ulteriori importanti cambiamenti in molti settori, tra cui quello delle situazioni debitorie insostenibili. Il nostro Paese si impegna per il potenziamento degli strumenti di prevenzione e, in particolare, per il miglioramento del quadro di condizioni relative alla ristrutturazione del debito pubblico, senza i quali continueranno a persistere una tendenza all'indebitamento eccessivo e la propensione a risolvere le crisi per mezzo della concessione di crediti.</p><p>5. Gli Accordi bilaterali tra Svizzera ed UE permettono al nostro Paese di accedere a molti settori del mercato interno UE. Sono un fattore di localizzazione estremamente importante, la cui rilevanza secondo il Consiglio federale è ulteriormente cresciuta dopo la decisione della BNS del 15 gennaio.</p>  Risposta del Consiglio federale.