<h2>SubmittedText<h2><p>Il 7 marzo scorso la Svizzera non ha aderito a un'importante dichiarazione emanata in seno al Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite nonostante 36 Paesi, tra cui tutti i 28 membri dell'UE, l'abbiano firmata. Così facendo ha perso l'occasione di sostenere un'opinione comune e concertata nei confronti dell'Arabia Saudita in controtendenza rispetto ai suoi partner occidentali. L'atteggiamento del Consiglio federale di fronte alle gravi violazioni dei diritti umani è profondamente contraddittorio: da un lato si mostra preoccupato per la situazione dei diritti umani nel Paese, ma dall'altro non è disposto a prendere una posizione chiara nei confronti dei governanti sauditi e a sostenerla pubblicamente. Interrogato dal Parlamento in proposito, il Collegio ha motivato la propria scelta menzionando il ruolo di mediatore della Svizzera e i suoi buoni uffici (mandato in qualità di potenza protettrice).</p><p>1. In che misura gli interessi economici - in particolare gli affari dei produttori di armi svizzeri e le relazioni finanziarie con l'Arabia Saudita - hanno influito sulla decisione di non sostenere la dichiarazione presa all'interno del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite?</p><p>2. Il Consiglio federale accorda maggiore importanza agli interessi economici e strategici che al mandato costituzionale relativo al rispetto dei diritti umani nel mondo (art. 54 cpv. 2 Cost.)?</p><p>3. Il presidente della Confederazione Ueli Maurer prevede ancora di effettuare una visita ufficiale a Riad?</p><p>4. In che modo il Consiglio federale intende tenere conto, nelle sue relazioni con l'Arabia Saudita, dell'assassinio del giornalista Jamal Khashoggi, dell'incarcerazione arbitraria e del maltrattamento di attiviste per i diritti delle donne come Loujain al-Hathloul o della repressione nei confronti di difensori dei diritti umani come Raif Badawi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. Il Consiglio federale attribuisce la stessa importanza a tutti gli obiettivi contemplati dall'articolo 54 della Costituzione federale. La sua politica nei confronti dell'Arabia Saudita si fonda quindi non solo su aspetti legati alla cooperazione economica, ma anche sui diritti umani e sugli interessi in materia di politica di pace. Dal 31 ottobre 2018 non viene più esportato materiale bellico in Arabia Saudita, ma già dal 2016 questo tipo di esportazioni era stato fortemente limitato a causa del conflitto yemenita (era consentita soltanto l'esportazione di pezzi di ricambio e munizioni per sistemi di difesa aerea). </p><p>Per quanto riguarda le iniziative multilaterali, il Consiglio federale valuta sempre il contenuto di queste ultime come pure il comportamento degli altri Stati e i propri interessi. Nel caso dell'Arabia Saudita, già prima dell'adozione della dichiarazione congiunta la Svizzera si era espressa pubblicamente sulla situazione dei difensori dei diritti delle donne e sul caso Khashoggi, sia nell'ambito di forum multilaterali sia con azioni diplomatiche (démarche) bilaterali. Il Consiglio federale attende ora i risultati del rapporto d'inchiesta della relatrice speciale delle Nazioni Unite - presso il Consiglio dei diritti umani dell'ONU - sulle esecuzioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie, annunciato per la fine di giugno 2019, prima di decidere i passi successivi.</p><p>3. Si sta ancora valutando la possibilità di una visita del presidente della Confederazione Ueli Maurer in Arabia Saudita. La decisione finale dipenderà dagli sviluppi della situazione. </p><p>4. Il Consiglio federale è preoccupato per la situazione dei diritti umani in Arabia Saudita. Ha condannato pubblicamente l'assassinio di Jamal Khashoggi e ha chiesto un'indagine completa e trasparente. Il 5 novembre 2018, in occasione dell'esame periodico universale del Consiglio dei diritti umani dell'ONU, la Svizzera ha esortato l'Arabia Saudita a garantire la libertà di espressione e di riunione nonché la sicurezza dei giornalisti. A livello bilaterale la Svizzera affronta le questioni relative ai diritti umani, in particolare la situazione dei difensori dei diritti umani, nel quadro delle consultazioni politiche annuali e di incontri ad alto livello. Il caso Khashoggi e la situazione dei difensori dei diritti delle donne sono già stati discussi in modo critico in occasione di diverse convocazioni dell'incaricato d'affari saudita ad interim, l'ultima delle quali il 12 marzo 2019. La Svizzera chiede inoltre con forza di poter assistere, in qualità di osservatrice, al processo a carico di Loujain al-Hathloul a Riad.</p>  Risposta del Consiglio federale.