<h2>SubmittedText<h2><p>Dal 14 al 16 settembre si svolgerà a New York il Vertice del Millennio+5 nell'ambito dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite. Nel suo rapporto intitolato "Libertà più estesa: verso lo sviluppo, la sicurezza e i diritti umani per tutti", Kofi Annan, segretario generale dell'ONU, ha formulato proposte concrete sulle quali i capi di Stato e di Governo devono pronunciarsi. Il Consiglio federale deve definire la propria posizione in merito alle proposte in questione nel mandato di negoziazione della Svizzera.</p><p>A questo proposito il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quali imperativi concreti conterrà il mandato di negoziazione del Consiglio federale per il Vertice del Millennio+5 dell'ONU?</p><p>2. Il Consiglio federale prevede di iscrivere nel suo mandato di negoziazione un nuovo obiettivo in percentuale (in rapporto al reddito interno lordo) per aumentare realmente l'aiuto svizzero allo sviluppo, come hanno fatto i ministri dell'UE responsabili dell'aiuto allo sviluppo in occasione del loro incontro del 24 maggio e come chiede il segretario generale dell'ONU nel suo rapporto?</p><p>3. Il Consiglio federale prevede di dichiarare nel suo mandato di negoziazione la disponibilità della Svizzera a partecipare attivamente alle discussioni sui nuovi strumenti destinati a finanziare lo sviluppo?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel marzo del 2005 il segretario generale dell'ONU Kofi Annan ha pubblicato, in vista del Vertice del Millennio+5, il suo rapporto "Libertà più estesa: verso lo sviluppo, la sicurezza e i diritti umani per tutti", il cui titolo è tratto dal preambolo della Carta delle Nazioni Unite. Il rapporto si compone di quattro parti principali consacrate ai seguenti argomenti: sviluppo, sicurezza, diritti umani e riforma dell'ONU. I capitoli su sviluppo e sicurezza si basano sui rapporti del "Progetto del Millennio" che esamina quali misure concrete sono necessarie per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio entro il 2015 e gli obiettivi dell'"High-Level Panel on Threats, Challenges and Ch'ange" che si occupa delle minacce alla sicurezza internazionale, delle sfide e del cambiamento necessario nel sistema della cooperazione multilaterale. I preparativi in vista del Vertice del Millennio+5 che si terrà a New York in settembre sono già da tempo in pieno svolgimento. Non si tratta soltanto di realizzare gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio; un tema centrale, infatti, è rappresentato dalla riforma completa delle Nazioni Unite. Le linee direttrici della politica svizzera stabilite dal Consiglio federale sono fissate nel rapporto 2005 del Consiglio federale sulla Svizzera e l'ONU. Il capitolo "Conclusioni" illustra la posizione della Svizzera in vista del Vertice del Millennio+5 e della 60a sessione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite.</p><p>Vista la complessità della materia oggetto dei negoziati e in considerazione del fatto che l'autore dell'interpellanza nella sua motivazione si interessa soprattutto alle questioni rilevanti dal profilo della politica dello sviluppo, nella sua risposta il Consiglio federale si limita a questi aspetti.</p><p>Il Consiglio federale risponde come segue alle questioni che gli sono state poste.</p><p>1. Nel suo rapporto il segretario generale Kofi Annan fa sue le principali affermazioni e raccomandazioni dei due gruppi di esperti. Illustra in modo dettagliato come oggi le tre dimensioni sviluppo, sicurezza e diritti umani siano interdipendenti e presenta un'agenda di riforme pragmatica e ambiziosa allo stesso tempo. Pone lo sviluppo sostenibile in testa alla lista e ne sottolinea il ruolo centrale che assumerà in futuro. Le tre dimensioni sviluppo, sicurezza e diritti umani coincidono ampiamente con gli obiettivi della politica estera della Svizzera.</p><p>I negoziati sul documento finale del Vertice del Millennio+5 sono iniziati e seguono il loro corso. La Svizzera ha partecipato attivamente alla redazione di un primo progetto presentato dal presidente dell'Assemblea generale e alle discussioni su un testo modificato. Il Consiglio federale ha stabilito le modalità del mandato di negoziazione nella sua seduta speciale del 18 maggio. Gli interventi della Svizzera, perciò, si ispirano alle posizioni definite nel rapporto 2005 sulla Svizzera e l'ONU e nel rapporto intermedio sul raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (MDG). La Svizzera continua a considerare gli MDG, il cui fine è di ridurre in maniera sensibile la povertà globale entro il 2015, un imperativo della politica di sviluppo. Come esposto nel rapporto intermedio sul raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, la Svizzera contribuisce a raggiungere detti obiettivi con i suoi programmi bilaterali e multilaterali e con i suoi sforzi spesi per rendere più coerente la politica di sviluppo.</p><p>2. Il Consiglio federale non si è fissato alcun nuovo obiettivo in percentuale in materia di Aiuto pubblico allo sviluppo (ODA). Al Vertice del Millennio+5 esso sottolineerà che la Svizzera, con lo 0,41 per cento del reddito interno lordo destinato all'ODA nel 2004, figura all'ottavo posto in un confronto tra i Paesi OCSE e fa parte dei donatori principali nelle istituzioni multilaterali più importanti come il Fondo di sviluppo e le organizzazioni del sistema ONU. Il Consiglio federale segnalerà che nei prossimi tre anni l'aiuto pubblico allo sviluppo erogato dalla Svizzera aumenterà complessivamente dell'8 per cento e che intende riesaminare a tempo debito la situazione per il periodo successivo al 2009.</p><p>3. In occasione della sua seduta speciale del 18 maggio 2005 il Consiglio federale, in relazione ai nuovi meccanismi del finanziamento internazionale dello sviluppo, ha rifiutato in linea di principio che la Svizzera partecipi a un sistema globale di tassazione o a una Facilità finanziaria internazionale (FFI) per finanziare gli MDG. Se dal contesto internazionale dovesse scaturire un ampio movimento per approcci specifici, sarebbe tuttavia disposto ad esaminarli caso per caso. Attualmente a livello internazionale si stanno discutendo la possibilità di introdurre un contributo di solidarietà nei prezzi dei biglietti aerei oppure di stabilire una FFI limitata ("mini FFI") come esperienza pilota per finanziare le campagne di vaccinazione o la lotta contro l'AIDS.</p>  Risposta del Consiglio federale.