<h2>SubmittedText<h2><p>La Costituzione federale garantisce alla Banca nazionale svizzera (BNS) l'indipendenza nella sua politica monetaria. La BNS è però tenuta a informare regolarmente il Consiglio federale e l'opinione pubblica sulla sua politica monetaria.</p><p>Nel mese di settembre di quest'anno nella stampa si poteva leggere che la BNS continuava a investire in imprese d'armamento produttrici di mine terrestri, sebbene nel 2013 la stessa avesse promesso di abbandonare tale politica. </p><p>Un portavoce della Banca nazionale ha giustificato tali investimenti col fatto che la BNS non verifica essa stessa le sue partecipazioni, ma che si basa sulle valutazioni di istituzioni specializzate. </p><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Dal 2013 la suddetta questione è stata tematizzata nei colloqui tra il Consiglio federale e la BNS?</p><p>2. Il Consiglio federale condivide l'opinione dei cittadini secondo cui gli investimenti della BNS in imprese d'armamento che producono mine terrestri e munizioni a grappolo non sono eticamente sostenibili?</p><p>3. Il Consiglio federale condivide il parere secondo cui la Banca nazionale svizzera debba soddisfare standard d'investimento più elevati di quelli validi per gli investitori privati?</p><p>4. Il Consiglio federale conosce le istituzioni specializzate menzionate dal portavoce della Banca nazionale incaricate di verificare e valutare le partecipazioni della BNS?</p><p>5. Il Consiglio federale è disposto a impegnarsi affinché l'annuncio di ritiro della BNS dagli investimenti in imprese d'armamento produttrici di mine terrestri e munizioni a grappolo sia finalmente attuato?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Grazie ai propri attivi (investimenti in valute estere, attivi finanziari in franchi svizzeri) la Banca nazionale Svizzera (BNS) dispone in qualsiasi momento del margine di manovra necessario per svolgere la politica monetaria. Il collocamento degli attivi sottostà al principio del primato della politica monetaria. La BNS persegue la sua politica di investimento in un'ottica di lungo termine e in modo per quanto possibile neutrale. Per soddisfare al meglio questa esigenza, gestisce passivamente il portafoglio azionario in modo da replicare indici rappresentativi del mercato borsistico. Gli investimenti in azioni contribuiscono così al mantenimento effettivo e a lungo termine del valore delle riserve monetarie. Con i suoi investimenti la BNS non persegue un fine strategico o politico, ma unicamente obiettivi finanziari. Ciononostante, nel 2013 ha deciso di "non acquistare azioni di imprese che producono armi bandite internazionalmente, che violano apertamente diritti umani fondamentali o che causano in modo sistematico gravi danni ambientali" (BNS, rapporto di gestione 2013, pagg. 15 e 64).</p><p>L'articolo menzionato nell'interpellanza ("NZZ am Sonntag" del 6 settembre 2015) si fonda su dati obsoleti. Secondo dati recenti la BNS non effettua più investimenti in simili imprese, in linea con le affermazioni fatte pubblicamente. Al riguardo occorre precisare che sovente non si hanno informazioni attendibili per sapere se un'impresa partecipa effettivamente alla produzione di armi bandite a livello internazionale, dato che il processo di fabbricazione dei gruppi misti può estendersi a più imprese e subappaltatori. Le analisi da cui spesso si traggono tali conclusioni si basano pertanto su criteri che ammettono un margine di manovra e che possono quindi condurre a risultati diversi. Soprattutto nel caso di investimenti in azioni estere o di investimenti finanziari in gruppi misti che producono sia beni civili che materiale bellico, potrebbe risultare difficile determinare con certezza in che misura è interessato anche materiale bellico vietato.</p><p>1. Nel quadro dei colloqui trimestrali tra il Consiglio federale e la Banca nazionale, si discutono la situazione economica generale e la politica monetaria in particolare. Il contenuto di tali colloqui non viene pubblicato.</p><p>2. A parere del Consiglio federale l'impiego di mine antiuomo e di munizioni a grappolo non è sostenibile. Ha pertanto deciso di ratificare i pertinenti trattati internazionali e i divieti totali ivi stipulati nonché di attuare i relativi strumenti e di universalizzare le loro norme. Nel 1998 la Svizzera è stata uno dei primi Paesi a ratificare la Convenzione sul divieto delle mine antiuomo (Convenzione di Ottawa). La Convenzione vieta la produzione, l'impiego, il deposito e il trasferimento di mine antiuomo. La Convenzione sulle munizioni a grappolo ("Convention on Cluster Munitions", CCM) è stata firmata dal Consiglio federale nel 2008. Essa sancisce il principio del divieto completo dell'impiego, dello sviluppo, della fabbricazione, dell'acquisizione e del trasferimento come pure del deposito di munizioni a grappolo. Vieta inoltre qualsiasi atto che faciliti o favorisca tali attività. In Svizzera questa convenzione è stata attuata tramite una modifica della legge federale sul materiale bellico, che è stata integrata con un esplicito divieto di finanziamento delle armi vietate e con le disposizioni penali corrispondenti. Attraverso la modifica della legge federale sul materiale bellico, il Consiglio federale e il Parlamento si sono espressi a favore dell'inserimento di un divieto di finanziamento delle armi vietate, che comprende anche le mine antiuomo e le munizioni a grappolo. Questa modifica di legge è in vigore soltanto dal 1° febbraio 2013. In questo contesto occorre però sottolineare che il legislatore, consapevole delle difficoltà degli investitori nel valutare le imprese e il loro impiego di fondi in questi settori, ha vietato il finanziamento indiretto, ossia in particolare l'acquisto di obbligazioni o di partecipazioni, soltanto se in questo modo s'intende aggirare il divieto del finanziamento diretto.</p><p>3. Secondo l'articolo 6 della legge sulla Banca nazionale, nello svolgimento dei suoi compiti di politica monetaria la BNS non può chiedere né accettare istruzioni dal Consiglio federale. La gestione degli investimenti della Banca nazionale è parte integrante della sua politica monetaria. Come già menzionato più sopra, questa politica d'investimento sottostà al principio del primato della politica monetaria e non può rispecchiare considerazioni politiche, motivo per cui la BNS si limita a replicare indici rappresentativi del mercato borsistico. Essa ha tuttavia deciso di allontanarsi da questo principio in taluni casi precisi. Non investe quindi più in azioni di imprese che secondo le analisi di società specializzate soddisfano i criteri di esclusione della BNS. Come già menzionato, queste decisioni di investimento non sono però da equiparare a finanziamenti che sono vietati secondo il diritto svizzero vigente e in particolare la legge federale sul materiale bellico.</p><p>4. La Banca nazionale sceglie tali istituzioni autonomamente e non è tenuta a pubblicare i nomi dei suoi fornitori di prestazioni.</p><p>5. Il Consiglio federale accoglie favorevolmente gli sforzi della BNS volti a evitare partecipazioni in imprese problematiche come i produttori di munizioni a grappolo.</p>  Risposta del Consiglio federale.