<h2>SubmittedText<h2><p>Nel 2015 l'organismo francese di vigilanza nel settore del nucleare aveva segnalato un'anomalia nella composizione dell'acciaio in alcune aree del coperchio e del fondo del contenitore del reattore dell'EPR di Flamanville. La società Areva aveva in seguito annunciato la scoperta di irregolarità nei processi di fabbricazione presso la sua forgia di Creusot, nella quale le suddette componenti erano state prodotte. Il 17 agosto scorso l'IFSN ha dichiarato in un comunicato che le anomalie riscontrate alla forgia di Creusot non riguardavano le centrali nucleari svizzere, precisando che quelle di Mühleberg e Gösgen non utilizzano componenti di grandi dimensioni fabbricati in tale forgia. Ha, inoltre, aggiunto che le parti forgiate a Creusot e adoperate nelle centrali di Leibstadt e Beznau dispongono di una documentazione completa e non sono interessate dalle anomalie riscontrate. Tuttavia, in un comunicato del 13 dicembre 2016 l'IFSN ha chiesto alle centrali di Beznau e Gösgen di verificare la qualità dell'acciaio e il processo di forgiatura delle componenti dei generatori di vapore sulla base delle specifiche dei materiali, aggiungendo che, secondo le informazioni dell'ASN, l'anomalia riguarderebbe in particolare elementi prodotti da Le Creusot Forge e da Japan Casting &amp; Forging Corporation (JCFC). Stando a queste affermazioni, le nostre centrali sono dunque interessate dai problemi riscontrati in Francia. </p><p>1. Come giustifica il Consiglio federale questo voltafaccia dell'IFSN? In un contesto simile, può garantire che le nostre centrali nucleari presentavano e presenteranno, in qualsiasi momento, garanzie sufficienti in materia di sicurezza?</p><p>2. La Francia ha interrotto l'esercizio delle centrali sospettate di essere interessate dal problema. Si prevede l'adozione della stessa misura anche in Svizzera? In caso contrario, che cosa giustifica questa differenza di trattamento?</p><p>3. In un simile contesto, il Consiglio federale ritiene che sia opportuno rilanciare Beznau I, come chiede Axpo? In assenza di un piano di esercizio a lungo termine, l'IFSN ha davvero i mezzi per imporsi nei confronti dei gestori?</p><p>4. Considerato che ormai tutte le centrali svizzere presentano problemi tecnici, la Strategia energetica 2050 non è più che mai indispensabile per la sicurezza dell'approvvigionamento nel nostro Paese?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nell'estate del 2016 gli esercenti delle centrali nucleari svizzere hanno dovuto verificare l'eventuale presenza di documenti falsificati nella documentazione relativa al processo di produzione dei componenti forgiati in acciaio dei propri impianti. Tutte le centrali svizzere che presentavano o presentano tutt'ora parti prodotte nella forgia francese Creusot Forge hanno confermato all'Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN) l'assenza di documenti falsificati.</p><p>Indipendentemente da questo problema di certificazione, nella stessa estate è giunta dalla Francia anche la notizia di possibili anomalie nei materiali dei generatori di vapore dei reattori ad acqua pressurizzata: in una serie di reattori francesi sarebbe stata infatti rilevata una presenza eccessiva di carbonio in alcune parti forgiate in acciaio dei generatori di vapore. I primi accertamenti avrebbero confermato la necessità di esaminare i generatori di vapore di 12 dei 58 reattori francesi. Nell'autunno del 2016, pertanto, l'Autorité de sûreté nucléaire (ASN), l'autorità francese per la sicurezza nucleare, ha chiesto all'esercente degli impianti interessati di dimostrare che la resistenza meccanica dei generatori di vapore dei 12 reattori sospetti non fosse compromessa dall'eccessivo tenore di carbonio rilevato nell'acciaio.</p><p>A seguito di questa decisione dell'ASN, l'IFSN ha chiesto che vengano controllati anche i generatori di vapore delle centrali nucleari svizzere di Beznau e Gösgen; nelle centrali di Mühleberg e Leibstadt, che hanno reattori ad acqua bollente, non vi sono invece generatori di vapore.</p><p>2. In Francia le centrali in questione non sono state spente immediatamente. L'autorità francese di sorveglianza ha dapprima imposto all'esercente una scadenza per eseguire le misurazioni e i calcoli del caso sui generatori di vapore dei 12 reattori interessati. Al momento della decisione dell'ASN, 7 dei 12 impianti erano già spenti; i restanti sono stati scollegati dalla rete, per procedere alle suddette misurazioni, solo a fine 2016 / inizio 2017.</p><p>Nemmeno l'IFSN riconosce problemi di sicurezza che giustificherebbero la decisione di scollegare dalla rete entro breve gli impianti di Gösgen e Beznau. Qualsiasi esame non distruttivo sui generatori di vapore potrebbe essere eseguito durante una normale revisione a impianti spenti.</p><p>Nel frattempo, in Francia, le verifiche si sono concluse ed è emerso che anche i generatori di vapore con una quantità eccessiva di carbonio sono sufficientemente robusti e non rappresentano pertanto alcun pericolo.</p><p>3. Le verifiche effettuate sui generatori di vapore non avranno alcuna incidenza sulla decisione di fare ripartire o meno Beznau 1 al termine dei controlli dell'IFSN sul recipiente a pressione del reattore.</p><p>Il Consiglio federale è dell'avviso che l'IFSN disponga degli strumenti necessari per vigilare sull'esercizio a lungo termine degli impianti nucleari.</p><p>4. È vero che al momento in cui è stata depositata la presente interpellanza i reattori di Beznau 1 e Leibstadt non erano collegati alla rete. Sono in corso accertamenti sulla loro sicurezza e quando questi saranno conclusi l'IFSN deciderà se rimettere in funzione i due reattori. I restanti tre reattori sono risultati conformi alle esigenze di sicurezza prescritte dal legislatore e a metà dicembre 2016 funzionavano regolarmente.</p><p>La Strategia energetica 2050 ha preso le mosse dalla decisione di fondo di abbandonare gradualmente l'energia nucleare. Lo scopo dichiarato del primo pacchetto di misure della strategia è infatti garantire al nostro Paese l'approvvigionamento energetico a lungo termine anche senza il ricorso alle centrali nucleari svizzere.</p>  Risposta del Consiglio federale.