<h2>SubmittedText<h2><p>Con il pretesto del terrorismo, il Governo statunitense ha deciso di introdurre una serie di provvedimenti per conoscere con precisione il profilo dei viaggiatori che entrano negli Stati Uniti. In tutti i punti d'ingresso nel Paese (aeroporti, porti) vengono sistematicamente effettuate rilevazioni di impronte e fotografie.</p><p>Dall'inizio dell'anno gli stranieri provvisti - nota bene - di visto soggiacciono a questi provvedimenti. Vengono dapprima fotografati, e poi vengono loro prese le impronte digitali. I passaporti e i visti vengono passati allo scanner, alimentando in tal modo una enorme banca dati.</p><p>Gli Stati Uniti intendono manifestamente schedare tutte le persone che entrano nel loro territorio. Ogni visitatore, ovunque si rechi, è riconosciuto grazie alle sue caratteristiche biometriche.</p><p>Finora 27 Stati, tra cui la Svizzera, erano esonerati da questo provvedimento, denominato US-VISIT. Ma da settembre 2003 non sono più previste eccezioni, poiché le autorità statunitensi temono che i terroristi possano sfruttare queste deroghe per i loro scopi. I cittadini svizzeri che desiderano recarsi negli Stati Uniti sono pertanto anch'essi soggetti a questi provvedimenti.</p><p>Questi ultimi, introdotti dal Governo Bush, sono discriminatori e richiedono reazioni di protesta.</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale ha espresso il suo disappunto per l'introduzione di questi provvedimenti discriminatori nei confronti dei cittadini di numerosi Paesi?</p><p>2. Con il programma US-VISIT, gli Stati Uniti dispongono di una grande quantità di informazioni dettagliate su tutte le persone che entrano nel loro Paese. Il Consiglio federale è intervenuto presso le autorità statunitensi affinché la protezione dei dati sia rispettata?</p><p>3. Nell'ambito dell'ONU si sono avute discussioni al fine di reagire alle pratiche discriminatorie degli Stati Uniti e prendere misure di sicurezza comuni che non pregiudichino i diritti della personalità?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Conformemente alla legislazione statunitense, all'arrivo e alla partenza dagli Stati Uniti ogni persona deve essere registrata da un sistema informatico. Il programma lanciato ufficialmente il 5 gennaio 2004 sotto il nome "US-VISIT" prevede la rilevazione elettronica di tutti gli ingressi e di tutte le uscite sulla scorta del passaporto, di una fotografia del volto e delle impronte digitali dei due indici. Dal 30 settembre 2004 il nuovo regime di ingresso e di uscita è applicabile anche ai cittadini stranieri non soggetti all'obbligo del visto, dunque anche ai cittadini svizzeri che attualmente possono entrare negli Stati Uniti senza visto nell'ambito del Visa Waiver Program (VWP). Stando alle indicazioni fornite dalle autorità statunitensi, il nuovo regime è volto ad accrescere la sicurezza dei cittadini americani e stranieri, a snellire le formalità per i viaggi turistici e d'affari effettuati a scopo legittimo, a garantire l'integrità delle disposizioni in materia d'immigrazione nonché a garantire la protezione dei dati dei visitatori stranieri.</p><p>Parallelamente al programma US-VISIT, la legislazione degli Stati Uniti prevede che, per poter entrare nel Paese senza visto nell'ambito del VWP, i passaporti rilasciati a partire dal 26 ottobre 2005 debbano essere leggibili da una macchina e contenere dati biometrici registrati elettronicamente conformemente alle norme dell'Organizzazione dell'aviazione civile internazionale (OACI). L'ingresso senza visto rimane possibile per i detentori di un passaporto leggibile da una macchina e rilasciato prima di detta data, se il Paese che l'ha rilasciato dispone di un programma che prevede l'introduzione di passaporti con caratteristiche biometriche leggibili da una macchina.</p><p>Sulla base di quanto precede, il Consiglio federale risponde alle domande nel modo seguente:</p><p>1. Il Consiglio federale non ha preso posizione in merito ai provvedimenti adottati dagli Stati Uniti. Ogni Stato ha il diritto di disciplinare le condizioni d'ingresso e d'uscita dal proprio territorio. Registrando elettronicamente l'ingresso e l'uscita dei cittadini stranieri nell'ambito del programma US-VISIT, gli Stati Uniti non violano alcun obbligo di diritto internazionale pubblico, né alcun accordo bilaterale con la Svizzera. Non si può inoltre nemmeno parlare di misura discriminatoria poiché le nuove disposizioni si applicano a tutti i 27 Stati che partecipano al Visa Waiver Program e ai quali il programma US-VISIT si applica sin dal gennaio 2004.</p><p>2. Per quanto concerne la protezione dei dati, la legislazione statunitense è determinante. Il Consiglio federale non ha alcun motivo di sospettare che i diritti della personalità dei cittadini svizzeri che si recano negli Stati Uniti saranno violati. Non può tuttavia fornire garanzie in tal senso.</p><p>3. In quanto organo subalterno dell'ONU, l'Organizzazione dell'aviazione civile internazionale (OACI) è responsabile della sicurezza del traffico passeggeri internazionale. Conta oggi 188 membri, tra i quali anche la Svizzera. L'OACI si prefigge il miglioramento costante della sicurezza del traffico passeggeri. Siccome ha numerosi interessi da difendere e numerose relazioni da intrattenere, per la Svizzera è importante che i documenti di identità dei suoi cittadini siano riconosciuti ovunque nel mondo e che il traffico viaggiatori rimanga semplice e sicuro. La Svizzera collabora attivamente in seno all'OACI all'elaborazione di norme di sicurezza valide a livello mondiale. Queste prevedono documenti di viaggio muniti di una memoria chip leggibile elettronicamente che, oltre ai dati personali, possa registrare anche dati biometrici quali la fotografia del volto, le impronte digitali o l'iride. Le direttive e raccomandazioni dell'OACI relative ai documenti di viaggio contenenti dati biometrici costituiscono lo standard internazionale, standard al quale corrispondono i provvedimenti presi dagli Stati Uniti nell'ambito del programma US-VISIT. Pertanto anche in seno all'ONU si delinea una tendenza all'introduzione di dati biometrici nei documenti di viaggio.</p>  Risposta del Consiglio federale.