<h2>SubmittedText<h2><p>La risposta del Consiglio federale all'interpellanza Spuhler 08.3258, che chiedeva ragguagli sulle ripercussioni economiche delle attività dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) nel settore della prevenzione, è stata poco soddisfacente. In Svizzera, non esistono studi dettagliati sulle conseguenze delle normative in materia di alimentazione, né tanto meno sulle conseguenze delle campagne di prevenzione dell'alcolismo e del tabagismo sull'economia nazionale o su determinati settori economici.</p><p>Da allora, altre proposte dell'UFSP sono in discussione, ad esempio il disegno di legge federale sulla prevenzione o la creazione di un istituto svizzero per la prevenzione e la promozione della salute. Lo zelo dell'UFSP è preoccupante, tanto più che le conseguenze negative sull'economia nazionale non accennano certo ad attenuarsi.</p><p>Oggi l'UFSP aspira alla conclusione di un accordo in materia di sanità tra la Svizzera e l'UE. Invito dunque il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Ritiene che un accordo di questo tipo porterà notevoli vantaggi economici? Se ciò fosse il caso, come spiega che non sia stato il mondo economico a chiedere un simile accordo?</p><p>2. È vero che la Svizzera aspira a recepire il diritto comunitario ("acquis communautaire") in questo settore?</p><p>3. Nel quadro di un simile accordo saranno disposti ulteriori divieti o restrizioni legali?</p><p>4. In caso affermativo, in quali settori si dovranno prevedere regolamentazioni più restrittive? Bisogna attendersi nuovi divieti in materia di pubblicità o nuove regolamentazioni in materia di consumo?</p><p>5. È vero che la Svizzera dovrebbe partecipare al programma europeo per la salute 2008-2013? Se sì, quali sono i costi che le nuove attività comporteranno? Questo impegno sostituirà altre attività già esistenti nel campo della prevenzione, oppure le attività condotte nel quadro del programma europeo si aggiungeranno a quelle attuali?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>I rischi per la salute dovuti a malattie trasmissibili (ad esempio le pandemie), alimenti alterati o contaminati oppure a prodotti pericolosi non conoscono frontiere. Con l'incremento del commercio globale e del traffico di viaggiatori (turismo e affari) si rendono necessari scambi più intensi e procedure coordinate per contrastare in modo efficiente i rischi per la salute. Una stretta collaborazione tra la Svizzera e l'UE costituisce il presupposto per mantenere elevato il livello di protezione della salute in Svizzera. </p><p>I negoziati per un accordo nel settore agroalimentare e sanitario comprendono, tra l'altro, la partecipazione della Svizzera al Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie ECDC, all'Autorità europea per la sicurezza alimentare EFSA, al sistema di allarme rapido e di reazione per la prevenzione e il controllo delle malattie trasmissibili EWRS, al sistema di allarme rapido per gli alimenti e i mangimi RASFF, al sistema di allarme rapido per i prodotti non alimentari RAPEX e al programma d'azione comunitario in materia di sanità pubblica (programma di sanità pubblica). La base per questa collaborazione più stretta è costituita dal diritto comunitario (acquis comunitario) rilevante in materia. </p><p>Il Consiglio federale è cosciente dei possibili effetti sulla politica economica e sanitaria di un eventuale accordo nel settore agroalimentare e sanitario. Nel quadro delle trattative sarà tenuto conto il più possibile degli interessi del settore economico e sanitario. </p><p>1. La tutela della popolazione dai rischi globali per la salute riveste un ruolo di primo piano. Come hanno mostrato le crisi degli ultimi anni, ad esempio quelle legate alle pandemie di A H1N1, A H1N5, alla SARS, alla diossina, ai giocattoli pericolosi e alla BSE, i rischi globali per la salute possono avere ripercussioni significative anche sull'economia. Lo scambio intenso di informazioni e il coordinamento delle misure a livello internazionale consentono di contrastare tempestivamente e in modo più efficiente le crisi, riducendone i danni economici. Il Consiglio federale ritiene pertanto che anche l'economia trarrà vantaggio dalla conclusione di un accordo in ambito sanitario. </p><p>2. Il diritto comunitario (acquis comunitario), rilevante in materia, costituisce la base negoziale per giungere a un accordo nel settore della sanità pubblica. Questa condizione è stata posta dall'UE per la partecipazione della Svizzera alle istituzioni europee e vale anche, in generale, per il settore della sicurezza alimentare e dei prodotti. L'armonizzazione del diritto svizzero con quello europeo consente di rimuovere gli ostacoli tecnici al commercio, o perlomeno di ridurli al minimo, con il nostro partner commerciale più importante. Tuttavia, il volume delle disposizioni comunitarie da recepire nel diritto svizzero e i relativi meccanismi sono ancora oggetto di trattative.</p><p>3./4. Il recepimento del diritto comunitario rilevante in materia richiede un adeguamento del diritto svizzero, in particolare in materia di sicurezza alimentare, malattie trasmissibili, tabacco e sostanze di origine umana (sangue, cellule, tessuti). Alcuni punti sono ancora oggetto di negoziati, motivo per cui il Consiglio federale non può pronunciarsi in merito. Oltre ai negoziati con l'UE, in Svizzera sono in corso revisioni di legge, ad esempio la revisione della legge sulle derrate alimentari e della legge sulle epidemie, che in parte tengono già conto di importanti disposizioni europee. Il Consiglio federale firmerà unicamente un accordo che, nel complesso, risulti favorevole per la Svizzera a livello sia di politica sanitaria sia di politica economica.</p><p>5. Il mandato negoziale del Consiglio federale in materia di sanità pubblica prevede anche trattative per la partecipazione della Svizzera al programma di sanità pubblica dell'UE. I costi esatti di questa partecipazione sono pure oggetto di negoziati.</p>  Risposta del Consiglio federale.