<h2>SubmittedText<h2><p>Nel 2013 è stata ordinata una moratoria sull'utilizzo di alcuni neonicotinoidi che si è evidentemente conclusa nel 2015. Si attende tuttora un rapporto sulla situazione globale.</p><p>Altrove in Europa, segnatamente in Francia, sono state prese delle misure volte a vietare alcuni neonicotinoidi, che entreranno in vigore dal 2018.</p><p>È piuttosto chiaro che tanta resistenza contro il divieto definitivo di tali pesticidi dipende, tra le altre cose, dal potere dei gruppi chimici che producono questi neonicotinoidi.</p><p>La varroa più che la causa della moria di api sembra una scusa. Numerosi studi dimostrano che le api si abituano alla varroa. La natura trova sempre la soluzione, a meno che l'uomo non ci metta lo zampino.</p><p>Inoltre, è vero che esistono dei conflitti d'interesse tra agricoltori e apicoltori, ma il legislatore deve agire rapidamente vietando l'utilizzo dei neonicotinoidi e offrendo parallelamente alla professione agricola la possibilità di adattarsi.</p><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande.</p><p>1. Quando sarà pubblicato il rapporto globale sulla questione (richiesto in seguito a un intervento della Commissione della scienza, dell'educazione e della cultura)?</p><p>2. Sembra che la questione del divieto di neonicotinoidi a lungo termine non sia risolta. La moratoria sull'utilizzo di neonicotinoidi in Svizzera si è evidentemente conclusa nel 2015. Come si pensa di procedere e quali misure sono previste?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La maggioranza dei ricercatori in ambito apicolo, il Servizio sanitario apicolo e gran parte degli apicoltori riconoscono nell'acaro della varroa il problema principale per la salute delle api sia in Svizzera sia a livello mondiale (Centro di ricerca apicola CRA, Università di Berna, apisuisse, SSA, selezionatori di api). Tale acaro non è l'unico fattore che determina le perdite invernali nelle colonie d'api, ma contribuisce sostanzialmente all'indebolimento delle api, com'è stato confermato da numerosi studi scientifici e dall'esperienza maturata dalla pratica sul campo. Per tale motivo sono stati lanciati numerosi progetti di ricerca tesi a lottare efficacemente contro questo parassita.</p><p>Il Consiglio federale risponde alle due domande come segue:</p><p>1. Il 21 maggio 2013 è stata accolta la mozione CSEC-N 13.3367. Alla questione da essa sollevata di ridurre, entro il 2023, i rischi correlati all'utilizzo di prodotti fitosanitari per l'ambiente e, in particolare, per le api e altri impollinatori è dato seguito nel rapporto concernente l'applicazione del piano d'azione nazionale per la salute delle api che sarà pubblicato a fine 2016.</p><p>2. In Svizzera, dal 2013 vige un divieto relativo a determinate applicazioni dei tre neonicotinoidi Clotianidina, Imidacloprid e Thiamethoxam su colture come, ad esempio, mais, colza e mele. Tale divieto si riferisce alle applicazioni prima e durante la fioritura nelle colture che attraggono le api e che, di conseguenza, rappresentano un rischio per loro. Queste applicazioni rimarranno sospese finché le aziende non forniranno nuovi dati in grado di comprovarne l'innocuità. A tal proposito è atteso un rapporto dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare.</p>  Risposta del Consiglio federale.