<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Con la riforma fiscale 2000 presentata all'inizio del corrente anno, il Governo tedesco intende realizzare effettivamente un chiaro rafforzamento della competitività internazionale delle imprese tedesche. Tuttavia, riguardo alle ripercussioni sull'attrattiva della piazza economica svizzera nel suo complesso, vanno rilevati due aspetti:</p><p>- Da una parte, i previsti sgravi fiscali in Germania non toccano nella stessa misura tutte le imprese, tanto che il Ministero delle finanze tedesco ha definito la riforma fiscale 2000 un "incoraggiamento mirato alle piccole e medie imprese" e per gli anni dal 1999 al 2005 prevede in totale uno sgravio netto di circa 20,1 miliardi di marchi per le medie imprese, mentre per le grandi imprese presuppone persino un onere supplementare (1,8 miliardi di marchi). Non si può quindi parlare di una generale "diminuzione della capacità concorrenziale della Svizzera in materia fiscale " rispetto alla Germania a seguito della riforma fiscale tedesca. Inoltre, è estremamente difficile paragonare l'effettivo onere fiscale d'imprese situate in Paesi diversi.</p><p>- D'altra parte devono essere considerati anche altri fattori relativi alla piazza economica che influiscono sulla capacità concorrenziale di un'impresa (come ad es. la qualifica della manodopera, l'offerta d'infrastrutture, il contesto politico-giuridico ecc.). Per quanto riguarda le PMI, maggiormente colpite dalla riforma fiscale tedesca 2000, occorre quindi ricordare in particolare anche le misure introdotte dal Consiglio federale volte al miglioramento delle condizioni quadro economiche delle PMI, anzitutto attraverso sgravi amministrativi.</p><p></p><p>2. Con la riforma dell'imposizione delle imprese entrata in vigore all'inizio del 1998, la piazza economica svizzera ha già ricevuto un impulso positivo ai fini fiscali. Per questo motivo (e grazie anche alle misure a favore delle PMI più sopra citate), il Consiglio federale non condivide il parere che la riforma fiscale tedesca 2000 comporti un netto peggioramento per le imprese svizzere rispetto a quelle tedesche e che si pregiudichi l'incentivo per le imprese tedesche a stabilirsi in Svizzera.</p><p></p><p>3. Attualmente, una commissione d'esperti, diretta dal prof. Xavier Oberson, sta elaborando proposte per un'imposizione delle imprese neutrale dal punto di vista della forma giuridica. A tal proposito, dovrà essere attribuita particolare importanza alla questione della doppia imposizione economica di società e azionisti (e anche dell'imposizione fiscale delle PMI in generale) sollevata nell'interpellanza (con riferimento al progetto di riforma in Germania come pure alla perizia del prof. Kirchgässner).</p><p></p><p>Il Consiglio federale seguirà con attenzione l'evoluzione dell'ordinamento giuridico tedesco ed osserverà l'effettivo sviluppo degli investimenti d'imprese tedesche. In tal modo sarà in grado, se del caso, di prendere tempestivamente le misure necessarie, rispettivamente di proporle al Parlamento. A tale scopo si collaborerà strettamente con i Cantoni interessati. Tuttavia, occorre ancora una volta rilevare che quello dell'aliquota d'imposta rappresenta soltanto uno degli obiettivi contemplati dalla politica finanziaria del Consiglio federale e, in una certa misura, è in contraddizione con l'obiettivo di risanamento. Finanze federali sane rappresentano una vantaggiosa condizione quadro macroeconomica e contribuiscono anche in modo notevole ad accrescere l'attrattiva della piazza economica svizzera.</p>  Risposta del Consiglio federale.