<h2>SubmittedText<h2><p>Stando a quanto riportato dai media, da qualche tempo l'AI esamina tutti i dossier passandoli al setaccio di una lista di controllo a punti che, secondo le dichiarazioni dell'UFAS, agevolerebbe l'individuazione delle richieste truffaldine. I dossier che totalizzano un certo numero di punti sono sottoposti a uno specialista. Il fatto è che la presenza di un retroterra migratorio comporta di per sé l'attribuzione di punti (negativi, ben inteso).</p><p>Il Consiglio federale è pregato di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. L'impiego di una siffatta lista di controllo da parte dell'UFAS e degli uffici AI è conciliabile con l'articolo 8 capoverso 2 della Costituzione federale?</p><p>2. Come giudica il fatto che un organo dello Stato faccia uso di un simile strumento, esponendo così indiscriminatamente alla gogna del sospetto tutte le persone con retroterra migratorio?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Dall'entrata in vigore della 5a revisione AI, il 1° gennaio 2008, gli uffici AI possono far capo a specialisti per lottare contro la riscossione indebita delle prestazioni (v. art. 59 cpv. 5 LAI). L'AI, facendo tutto il possibile affinché le prestazioni legali e in particolare le rendite siano versate soltanto alle persone che vi hanno effettivamente diritto, vuol garantire la parità giuridica a tutti gli assicurati e cerca di sgravare le finanze dell'AI dall'indebito versamento di prestazioni.</p><p>La lotta alla riscossione indebita delle prestazioni concerne un settore delicato sia dal punto di vista politico che giuridico. L'AI ha pertanto sviluppato un sistema che prevede una procedura in tre fasi uniforme, efficace e di elevata qualità. Nella prima fase, i collaboratori incaricati hanno il compito di stabilire se siano necessari accertamenti più approfonditi. Se la risposta è affermativa, si passa alla seconda, che prevede l'intervento di specialisti con esperienza nel campo delle indagini di polizia. In casi estremi, nella terza fase sono inviati sul terreno osservatori.</p><p>1. In base a un elenco di 19 criteri, l'amministrazione valuta per quali assicurati siano opportuni accertamenti più approfonditi riguardo al diritto alle prestazioni. Lo scopo dell'elenco e dell'elevato numero di criteri è di individuare - se non proprio tutti - almeno il maggior numero possibile di circostanze e fatti che potrebbero essere indizio di un'assegnazione indebita di prestazioni. L'adempimento di uno o più criteri non permette affatto di affermare se vi è stata effettivamente una truffa ai danni dell'assicurazione con la conseguente assegnazione di prestazioni non conformi agli obiettivi dell'AI. La questione del diritto alle prestazioni è eventualmente oggetto di successivi accertamenti approfonditi.</p><p>Il criterio del retroterra migratorio, cui accenna l'autrice dell'interrogazione, è solo uno dei 19 criteri. Tra gli altri troviamo, per esempio, una frequenza superiore alla media di cambiamenti del medico curante, un'anamnesi contraddittoria e la fornitura di dati oggettivamente falsi da parte dell'assicurato. I vari criteri sono ponderati in modo diverso. Il retroterra migratorio, che conta tre punti, è quello con il peso minore. L'esecuzione di un accertamento approfondito è decisa se l'assicurato totalizza almeno 20 punti.</p><p>Il retroterra migratorio è un criterio di classificazione puramente statistico, adempiuto da tutte le persone immigrate in Svizzera e dai loro figli. Esso è stato inserito nell'elenco, perché da uno studio sull'importanza e sulle dimensioni del fenomeno delle prestazioni non conformi agli obiettivi nell'assicurazione invalidità ("Nicht zielkonforme Leistungen in der Invalidenversicherung: Bedeutung und Grössenordnung"; disponibile soltanto in tedesco), commissionato dall'UFAS, è risultato essere uno dei fattori che comportano il rischio del versamento di prestazioni indebite. Vi sono, inoltre, motivi statistici: la statistica criminale di polizia dimostra, infatti, che le persone con un retroterra migratorio commettono più spesso dei cittadini svizzeri vari tipi di reato, in particolare quello di truffa.</p><p>Il retroterra migratorio, da solo, non basta però a determinare la decisione di effettuare accertamenti più approfonditi. Che questo fattore, unito ad altri, possa portare ad un controllo più accurato, è un dato di fatto giustificato da ragioni oggettive. In base ai dati statistici attualmente disponibili e allo studio summenzionato, il retroterra migratorio è infatti uno dei fattori di rischio che possono portare al versamento di prestazioni non conformi agli obiettivi. L'applicazione di un tale criterio è pertanto lecita sotto il profilo dell'articolo 8 capoverso 2 della Costituzione federale. Se il retroterra migratorio di un assicurato (aggiunto ad altri fattori) determina la decisione di effettuare accertamenti più approfonditi, ciò non significa che nel corso del successivo esame del diritto il metro di giudizio applicato sarà più severo che nel caso di un assicurato senza retroterra migratorio.</p><p>2. Visto quanto detto in precedenza non si può dire che l'AI sospetti indiscriminatamente gli assicurati con retroterra migratorio di essere truffatori. Va aggiunto che l'articolo 59 capoverso 5 LAI è entrato in vigore il 1° gennaio 2008 e che quindi l'AI non dispone ancora di proprie statistiche sul versamento di prestazioni non conformi agli obiettivi. Il summenzionato sistema sviluppato dall'AI per lottare contro la riscossione indebita di prestazioni è un inizio. Esso va costantemente riveduto, in generale ma soprattutto per quanto concerne l'elenco dei criteri, alla luce delle esperienze maturate nella prassi. Se questa mostrerà che le conclusioni tratte dai dati e dalle conoscenze attualmente disponibili sono errate, si procederà ai necessari adeguamenti. Se la prassi confuterà l'attuale valutazione, il retroterra migratorio sarà pertanto stralciato dall'elenco.</p>  Risposta del Consiglio federale.