<h2>SubmittedText<h2><p>Dal 2023 le economie domestiche e le imprese dovranno fare i conti con un aumento medio di quasi il 30 per cento delle loro fatture dell'elettricità.</p><p>Questo incremento delle tariffe provocherà contemporaneamente un aumento importante delle entrate fiscali federali derivanti dall'IVA.</p><p>Con la presente mozione chiedo quindi di adeguare la legge sull'IVA (LIVA) affinché il Consiglio federale possa decidere, in caso di circostanze particolari - come la situazione in Ucraina - e per determinati periodi, di ridurre l'aliquota d'imposta applicabile alla fornitura di energia elettrica.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Per gli anni 2020 e 2021 le entrate della Confederazione provenienti dall'imposta sul valore aggiunto applicata alla fornitura di energia elettrica sono stimate a circa 320 milioni di franchi all'anno. Nel caso di un aumento dei prezzi del 30 per cento risulterebbero pertanto maggiori entrate pari a circa 95 milioni di franchi.</p><p>L'imposizione dell'energia elettrica all'aliquota d'imposta ridotta del 2,5 per cento anziché all'aliquota normale del 7,7 per cento corrisponderebbe a una riduzione del prezzo dell'elettricità (IVA inclusa) del 4,8 per cento circa. Negli anni 2019 e 2020 l'imposizione dell'energia elettrica all'aliquota ridotta del 2,5 per cento avrebbe provocato minori entrate di circa 220 milioni di franchi (100 mio. invece di 320 mio.).Se all'energia elettrica venisse applicata l'aliquota ridotta, un aumento dei prezzi del 30 per cento determinerebbe maggiori entrate a titolo di IVA pari a circa 30 milioni di franchi. Pertanto, dall'attuazione di questa misura risulterebbe una diminuzione delle entrate di circa 190 milioni di franchi. Di queste minori entrate, 25 milioni circa riguarderebbero il Fondo AVS, mentre 6 milioni circa il Fondo per l'infrastruttura ferroviaria.</p><p>Una riduzione temporanea dell'aliquota d'imposta comporterebbe perlopiù uno sgravio indifferenziato. Ne beneficerebbero tutte le economie domestiche e tutte le imprese che non sono assoggettate all'IVA o che possono dedurre solo parzialmente l'imposta sulle prestazioni preliminari (imposta precedente) e non solo quelle che avrebbero realmente bisogno di uno sgravio finanziario. Inoltre, lo sgravio interesserebbe soprattutto coloro che consumano molta elettricità. Per contro, la situazione delle imprese che hanno il diritto di dedurre interamente l'imposta precedente non cambierebbe. Infatti, una volta effettuata tale deduzione, in pratica l'elettricità non è più gravata da imposte.</p><p>Tra l'altro, sarebbe estremamente difficile stabilire quando si è in presenza di una situazione particolare e in base a quali criteri il Consiglio federale dovrebbe decidere quando e per quanto tempo applicare la riduzione fiscale. Occorre considerare altresì che la modifica della LIVA entrerebbe in vigore solo nel momento in cui la situazione economica o sociale non richiederebbe più alcuna misura. Ma anche in seguito, quando il Consiglio federale avrebbe la competenza legale di assoggettare la fornitura di energia elettrica all'aliquota ridotta per un periodo di tempo limitato, non potrebbe comunque farlo con effetto immediato.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.