<h2>SubmittedText<h2><p>Il Madagascar sta uscendo da una crisi sociopolitica che lo ha reso uno "Stato fragile" secondo il FMI, la Banca Mondiale e l'ONU. Tutti gli indicatori pertinenti in tale ambito, cioè i livelli di povertà, malnutrizione e malgoverno, sono negativi. La priorità della DSC è sostenere gli Stati fragili e consolidare il proprio supporto nelle regioni in cui è attiva da molto tempo, ma ciò non vale per il Madagascar. Secondo l'OCSE, questo è il Paese che riceve meno aiuti a livello mondiale. I sussidi concessi al Madagascar sono ad esempio quattro volte inferiori a quelli accordati al Mozambico, Stato paragonabile e in pieno sviluppo economico, ma che rimane comunque un Paese prioritario della DSC. La Svizzera vanta oltre 50 anni di cooperazione in Madagascar e gode di un'eccellente reputazione nel Paese. Le reti nazionali e internazionali sviluppate in questi 50 anni, ancora importanti e attive, potrebbero essere rilanciate e utilizzate in modo efficace e a costi inferiori. La comunità internazionale ha ritirato le sanzioni contro il Madagascar e sta progressivamente tornando a realizzare progetti nel Paese, ma il fabbisogno è enorme. Una partenza della Svizzera proprio nel momento in cui gli altri ritornano sarebbe un pessimo segnale politico. Il Madagascar si trova davanti a un nuovo inizio e ora più che mai le autorità hanno bisogno di aiuto per formulare priorità e progetti concreti. La Svizzera dovrebbe poter continuare a impegnarsi per sostenere le istituzioni ancora fragili nei settori in cui è incentrata la sua azione in questo Paese, in particolare lo sviluppo rurale, la proprietà fondiaria, la decentralizzazione, il buongoverno e l'ambiente, nonché portare avanti e sviluppare ulteriormente il proprio sostegno alle numerosissime ONG svizzere attive in Madagascar.</p><p>Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Perché interrompere il sostegno al Madagascar proprio quando il Paese ha particolarmente bisogno di aiuto in numerosi settori tra cui quello del buongoverno?</p><p>2. Il Consiglio federale prevede di reinserire il Madagascar tra i Paesi prioritari nel messaggio 2017-2020? In caso contrario, il Consiglio federale non potrebbe almeno garantire la presenza della DSC prolungando il programma speciale Matoy oltre il 2016 e assicurare la possibilità di un sostegno da parte della DSC alle ONG svizzere attive in Madagascar?</p><p>3. Come si spiega il ritiro della Svizzera proprio mentre gli altri Paesi stanno ritornando?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Madagascar è stato un Paese prioritario della cooperazione svizzera fin dagli anni Ottanta. Il nostro impegno, che all'inizio degli anni Novanta aveva raggiunto la cifra di 25 milioni di franchi l'anno, era focalizzato principalmente sui settori dello sviluppo rurale, della decentralizzazione e della governance. Dopo la morte di un collaboratore svizzero, le cui circostanze non sono mai state chiarite, nel 1998 la DSC decise di chiudere il suo ufficio di cooperazione e di ridurre i suoi impegni concentrandoli esclusivamente sulla società civile. Questa decisione era giustificata anche dall'instabilità politica e dagli scarsi risultati conseguiti dalle autorità malgasce nel corso degli anni Novante nonché dalle crisi politiche del 1991 e 2001-2002. Come ricordato nell'interpellanza, dal 2008-2009 il Madagascar sta attraversando una nuova crisi socio-politica che ha esatto un pesante tributo alla popolazione e ha rallentato nuovamente il confronto con le sfide ricorrenti, ovvero la scarsa governance, l'insicurezza e la corruzione. Si rileva in generale che gli sforzi intrapresi in questi ultimi decenni per migliorare la governance, anche da parte della Svizzera, hanno prodotto risultati alquanto modesti.</p><p>Nel 2013 la Svizzera ha comunque contribuito agli sforzi per uscire dalla crisi anche attraverso un programma di sostegno alle elezioni e la messa a disposizione di un'esperta elettorale svizzera presso l'Organizzazione internazionale della Francofonia (OIF). La Svizzera ha altresì partecipato alle due missioni di osservazione elettorali (elezioni parlamentari e presidenziali) dell'OIF con uno spiegamento complessivo di dodici persone. A livello multilaterale, l'impegno in favore del Madagascar è ripreso tramite vari strumenti, segnatamente il Gruppo internazionale di sostegno al Madagascar sotto la presidenza dell'Unione Africana e del quale la Svizzera fa parte.</p><p>In questa ottica la Svizzera sta intensificando gli scambi bilaterali e sostiene la creazione delle condizioni quadro per futuri investimenti, a testimonianza dei progressi compiuti. In occasione della visita del primo ministro malgascio Roger Kolo a Berna nel maggio 2014, la Svizzera ha espresso la propria soddisfazione per l'istituzione di nuove autorità insediatesi dopo le elezioni libere e trasparenti di fine 2013. Ma non bastano delle elezioni legittime e la Svizzera, che da cinque anni segue da vicino l'evolversi di questa difficile situazione, auspicherebbe di scorgere in tempi brevi dei segnali concreti di ripresa del controllo da parte del nuovo governo, come ad esempio la recente abolizione della pena di morte (10.12.2014).</p><p>2./3. In generale, i Paesi e le regioni prioritarie sono definiti ogni quattro anni nel quadro dei messaggi del Consiglio federale riguardanti la cooperazione internazionale della Svizzera. La lista dei Paesi e delle regioni prioritari figuranti nel messaggio 2017-2020 non è ancora stata allestita e sarà definita nel corso del prossimo anno.</p><p>Dal 2001 il programma della DSC in Madagascar ha perso il suo statuto prioritario diventando un programma speciale. Nel suo Messaggio 2009-2012, il Consiglio federale aveva approvato sei programmi speciali escludendo quello del Madagascar. Di conseguenza il programma speciale della cooperazione regionale della DSC è terminato nel 2012. La DSC ha tuttavia optato per un'uscita "lenta" e di continuare con il programma speciale "Matoy" fino al 2016.</p><p>Questo programma della Cooperazione regionale della DSC è stato concepito proprio per evitare le ripercussioni di una rottura in un momento difficile. In caso di bisogno il Madagascar potrà sempre contare sull'aiuto umanitario della Svizzera (importi per 3,2 mio. nel 2014, metà dei quali tramite ONG svizzere) e su contributi programmatici e sussidi per progetti della DSC in favore delle ONG svizzere (circa 1 mio. all'anno). Va altresì sottolineato che la Svizzera mantiene il suo impegno in Madagascar attraverso i contributi dei cantoni e dei comuni (circa 1 mio. all'anno) e l'aiuto privato delle sue ONG (5-6 mio. all'anno). Per quanto concerne la cooperazione bilaterale, la Svizzera si trova attualmente in una fase di disimpegno che terminerà nel 2016. La decisione di porre fine al programma bilaterale è stata adottata in base alle diverse considerazioni segnalate in precedenza.</p>  Risposta del Consiglio federale.