<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. L'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) partecipa attivamente al "Progetto Internazionale sui Campi Elettromagnetici (EMF)" dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ed è membro permanente dell' "International Advisory Committee" e del "Research Coordination Committee". In qualità di membro, la Confederazione è costantemente informata sulle ultimissime conoscenze in materia di onde elettromagnetiche. Inoltre l'UFSP partecipa anche ai "WHO EMF Standards Harmonisation Meetings". Nonostante il Progetto abbia contribuito al miglioramento della coordinazione e della comunicazione a livello internazionale nei settori della ricerca, della valutazione dei rischi, ma anche del loro riconoscimento e della loro gestione, la mancanza di conoscenze non potrà essere colmata per la scadenza del primo Progetto (ossia per il 2001). A conferma di quanto detto, ad esempio, la valutazione dei rischi di cancro, sulla base della ricerca della "Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro" (IARC) dell'OMS, per le EMF a bassa frequenza, è prevista non prima del 2002 e per le EMF ad alta frequenza (settore delle telecomunicazioni), non prima del 2004. La Svizzera è anche membro della IARC e come tale riceve informazioni di prima mano sui suoi rapporti e sulle sue valutazioni.</p><p></p><p>2. Le informazioni relative allo stato dei lavori nell'ambito del Progetto EMF sono costantemente fornite mediante dei "promemoria" sul sito web dell'OMS http://www.who.int/emf . Alcuni di questi "promemoria" sono in tedesco, in francese e in italiano. L'UFSP li utilizza per rispondere alle domande poste dai cittadini. Inoltre l'UFSP ha in programma, in collaborazione con l'UFAFP, una serie di pubblicazioni dal titolo "Radiazioni e salute" destinate al pubblico. Il primo numero dedicato alla telefonia mobile uscirà ancora quest'anno.</p><p></p><p>3. L'ordinanza sulle radiazioni non ionizzanti è stata posta in consultazione nel mese di febbraio del 1999. Come valori limite vincolanti sono stati ripresi quelli della Commissione internazionale per la protezione dalle radiazioni non ionizzanti (ICNIRP). Essi corrispondono ai valori limite proposti dalla Raccomandazione europea pubblicata tuttavia solo alla fine di luglio del 1999. I valori limite ICNIRP si basano sui massimi effetti dannosi scientificamente provati che hanno i campi magnetici sulla salute o sul benessere. L'INCIRP non intende rilasciare raccomandazioni precauzionali, ritenendo che la considerazione di fattori politici, sociali ed economici, che possono avere un ruolo nella fissazione del valore limite basso o elevato di esposizione deve essere lasciato alla competenza delle autorità nazionali. Anche la Raccomandazione UE dice, alla cifra 15, che "gli Stati membri hanno facoltà, ai sensi del trattato, di fornire un livello di protezione più elevato di quello di cui alla presente raccomandazione". In Svizzera la legge sulla protezione dell'ambiente sancisce l'obbligo di ridurre al minimo, a scopo preventivo, le ripercussioni sull'ambiente, tenendo conto delle esigenze economiche soprattutto quando non sono ancora stati provati gli effetti sulla salute. Gli effetti biologici dei campi elettromagnetici deboli, al di sotto del valore limite, sono conosciuti, ma attualmente non è ancora accertato che possono provocare danni alla salute. Per questa ragione e per il fatto che sugli effetti a lungo termine dei campi magnetici i dati scientifici a disposizione sono ancora insufficienti, l'inquinamento elettromagnetico deve essere limitato al massimo in conformità del principio di prevenzione contemplato dalla legge sulla protezione dell'ambiente (art. 1 e 11 LPAmb). L'esperienza precedente insegna che quando il numero degli impianti è troppo grande, con una scelta appropriata dell'ubicazione e mediante misure di carattere tecnico adottate alla sorgente, si possono ridurre al di sotto dei valori limite ICNIRP, con costi accettabili, le immissioni a lungo termine nocive per la popolazione.</p><p></p><p>4. Il Consiglio federale condivide l'opinione dell'autore dell'interrogazione secondo cui la popolazione deve essere informata sulle conseguenze dell'inquinamento elettromagnetico in modo oggettivo e scientificamente fondato. In questo senso si deve anche informare su tutti i risultati ottenuti, anche su quelli che indicano che con basse immissioni vi sono rischi per la salute. La popolazione è in grado di farsi una propria opinione soltanto se è a conoscenza di tutti i fatti. Il Consiglio federale è intenzionato a informare in modo aperto ed esauriente durante e dopo i lavori per l'emanazione dell'ORNI.</p><p></p><p>5. È vero che in linea di massima non può essere provato che non vi è alcun rischio. Questa costatazione vale in modo particolare per le nuove tecnologie per le quali manca necessariamente un'esperienza a lungo termine. Il Consiglio federale nell'elaborazione dell'ORNI e nella fissazione dei valori limite prende come punto di riferimento la dannosità scientificamente dimostrata e i criteri relativi al principio della prevenzione conformemente alla legge sulla protezione dell'ambiente (effetti che potrebbero divenire dannosi o molesti). Il Collegio di governo è convinto che proprio nel campo delle nuove tecnologie occorre dare molta importanza agli aspetti legati alla prevenzione, dato che gli effetti a lungo termine non possono essere rilevati in anticipo e quindi evitati con sicurezza.</p>  Risposta del Consiglio federale.