<h2>SubmittedText<h2><p>In alcuni negozi e in particolare nella grande distribuzione non è raro trovare derrate alimentari commercializzate con una dichiarazione non rispondente al vero del luogo di produzione o addirittura usurpando un'etichetta riconosciuta. Un esempio recente è il caso di un importante distributore che ha venduto patate provenienti dall'Egitto con il marchio Swiss IP.</p><p>Sebbene un errore umano possa sempre accadere, ritengo che si ricorra troppo di frequente alla scusa di un'etichettatura inadeguata per colpa del personale, quando invece si tratta molto spesso di una pratica consolidata.</p><p>Considerando che molte persone, dal produttore al consumatore, sono state danneggiate e ingannate da queste pratiche mendaci, per non parlare dell'usurpazione delle etichette, siamo davanti a una situazione che merita di essere sanzionata.</p><p>Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande.</p><p>1. Quali sistemi di controllo e di sanzione sono in atto per arginare queste pratiche?</p><p>2. Il Consiglio federale ritiene sufficienti gli strumenti di controllo e sanzione applicabili?</p><p>3. Come si possono fermare queste pratiche?</p><p>4. L'usurpazione delle etichette o della denominazione d'origine protetta è punibile?</p><p>Ringrazio il Consiglio federale per le risposte che potrà fornirmi.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La legge sulle derrate alimentari (LDerr; RS 817.0) prevede chiare disposizioni sia sulla protezione dagli inganni (art. 18) sia sulle modalità di indicazione obbligatoria del Paese di produzione (art. 12). Inoltre il regolamento sulla Swissness definisce in dettaglio le condizioni per utilizzare un'indicazione di provenienza svizzera su una derrata alimentare (art. 47 e seg. della legge sulla protezione dei marchi, LPM; RS 232.11). Il loro rispetto da parte dell'industria alimentare e del commercio al dettaglio viene controllato regolarmente in base ai rischi dalle autorità di esecuzione cantonali. I dati di esecuzione cantonali mostrano che è piuttosto raro che i Paesi di produzione forniscano indicazioni errate. Se si verificano, le contestazioni in questo ambito riguardano di solito la mancanza dell'indicazione del Paese di produzione. I marchi come "IP Suisse" sono marchi di garanzia registrati e il controllo del regolamento del marchio spetta al titolare dello stesso.</p><p>1-4. Il sistema di controllo previsto dal diritto alimentare consiste nel controllo autonomo da parte delle aziende e nell'esecuzione cantonale. Le autorità di esecuzione contestano le derrate alimentari che non adempiono le esigenze legali (art. 33 LDerr) e ordinano le misure necessarie per ripristinare la situazione legale (art. 34 LDerr). Inoltre denunciano all'autorità di perseguimento penale le infrazioni alle prescrizioni della legislazione sulle derrate alimentari (art. 37 LDerr). È punibile chi contravviene alle prescrizioni sulla protezione dagli inganni (art. 64 LDerr). Ciò vale anche per l'utilizzo illecito di marchi (art. 63 LPM), di una denominazione d'origine protetta o di un'indicazione geografica protetta (art. 172 della legge federale sull'agricoltura; RS 910.1) oppure di denominazioni di origine (art. 64 LPM).</p><p>Il sistema di controllo e di sanzionamento si è rivelato efficace ed è sufficiente a garantire il rispetto delle prescrizioni della legislazione alimentare. Per una migliore prevenzione e un rilevamento più efficace delle frodi alimentari è invece necessario modificare le basi legali, come richiesto dalle mozioni accolte 21.3691, 21.3903 e 21.3936, che saranno attuate nel quadro della prossima revisione della LDerr.</p>  Risposta del Consiglio federale.