<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di provvedere affinché nel quadro delle missioni dell'esercito sancite dalla Costituzione non sussista alcuna commistione e che abbia invece luogo una ripartizione dei compiti tra diversi modelli di servizio militare. La missione di difesa deve essere considerata un compito da assegnare prioritariamente alle formazioni di milizia. I servizi di appoggio devono essere prestati da militari in ferma continuata, militari a contratto temporaneo o militari di professione e i servizi di promovimento della pace devono essere prestati, nei medesimi termini previsti sinora, da militari in ferma continuata, militari a contratto temporaneo o militari di professione appositamente istruiti.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel 2007 le Camere federali hanno deciso di sgravare il più possibile le truppe di milizia da impieghi sussidiari di sicurezza di lunga durata (vedi 07.038: Impieghi dell'esercito in appoggio alle autorità civili per la protezione delle rappresentanze straniere, per il rafforzamento del corpo delle guardie di confine e per le misure di sicurezza nel traffico aereo). È stato stabilito di assegnare questo genere di impieghi a personale di polizia addetto alla protezione delle rappresentanze straniere, a membri della sicurezza militare e ancora soltanto in via eccezionale a truppe in corso di ripetizione. Il Consiglio federale non ritiene appropriato disciplinare ulteriormente le correlazioni tra compiti e categorie di personale, poiché ne conseguirebbero un'esclusione a priori delle truppe di milizia da determinati impieghi e un esercito a due classi, non auspicabile dal punto di vista del Consiglio federale.</p><p>Se i militari di milizia non fossero più autorizzati a prestare servizio militare nel quadro di impieghi in servizio d'appoggio, il margine di manovra dell'esercito in quanto riserva strategica della Confederazione ne risulterebbe notevolmente ridotto. L'efficienza dell'esercito subirebbe un indebolimento in tutti i casi in cui si fa attualmente ricorso, con grande profitto, all'esperienza e al know-how specifico dei militari di milizia più anziani (p. es. in settori di impiego dell'esercito all'interno del Paese oppure nel quadro dell'impiego in servizio di promovimento della pace di, tra l'altro, ufficiali superiori o osservatori militari non armati). La possibilità per tutti i militari di milizia di prestare servizio militare nel quadro di impieghi di promovimento della pace offre un bacino di reclutamento molto più ampio e consente pertanto una migliore selezione dei volontari.</p><p>In conclusione, un'ulteriore regolamentazione delle correlazioni tra compiti e categorie di personale ridurrebbe la flessibilità dell'esercito quale strumento della politica di sicurezza e non produrrebbe per contro alcun valore aggiunto. Un simile risultato non sarebbe auspicabile agli occhi del Consiglio federale, soprattutto in considerazione dell'attuale scarsità di risorse.</p><p>Inoltre, un'eventuale ulteriore regolamentazione delle correlazioni tra compiti e categorie di personale potrebbe aver luogo soltanto dopo alcune decisioni di fondo riguardo ai compiti che devono essere assolti dall'esercito, alle relative modalità di esecuzione e alle corrispondenti necessità in materia di prontezza. Tutti questi fattori sono attualmente valutati nel quadro dell'allestimento del nuovo rapporto sulla politica di sicurezza. Al fine di ottenere il più ampio consenso possibile, tale rapporto sarà discusso nell'ambito di apposite audizioni per tutta la primavera del 2009 e sottoposto a una procedura di consultazione alla fine dell'estate. La presentazione del rapporto alle Camere federali è prevista per la fine del 2009.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.