<h2>SubmittedText<h2><p>Nel piano d'azione BEPS ("Base Erosion and Profit Shifting") avviato dall'OCSE, la lotta per tassare gli utili laddove sono realizzati è diventata una priorità. Occorre quindi assicurarsi che non vi siano abusi né negligenze nella fissazione dei prezzi di trasferimento delle imprese. Questo orientamento è indispensabile per rispondere al meglio alle domande che sorgeranno sulle pratiche messe in opera dalle nostre imprese nel processo di trasparenza avviato dall'OCSE. In questo contesto, risulta essenziale che i Cantoni e la Confederazione attuino una politica attiva, in particolare tramite le verifiche.</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quali risorse sono accessibili al Consiglio federale e ai Cantoni per eseguire le verifiche delle imprese riguardo ai prezzi di trasferimento (ad esempio personale qualificato con esperienza in tale materia)?</p><p>2. Di quali risorse finanziarie dispongono le amministrazioni federali e cantonali per accedere a basi di dati paragonabili disponibili sul mercato, affinché le suddette amministrazioni possano stimare il prezzo medio di trasferimento, un provvedimento che appare necessario per portare a termine le verifiche in questo ambito?</p><p>3. Quante verifiche sui prezzi di trasferimento sono state svolte negli ultimi cinque anni?</p><p>4. Nell'ambito delle misure contro la doppia imposizione, quante richieste di procedura amichevole in materia di prezzi di trasferimento sono state presentate da imprese in Svizzera?</p><p>5. Qual è la durata media di una procedura amichevole concernente i prezzi di trasferimento?</p><p>6. A quanto ammontano gli importi correttivi della base imponibile applicati in caso di tali procedure?</p><p>7. A quanto ammontano gli importi correttivi concessi dalla Svizzera?</p><p>8. Quali imprese sono interessate e in quali Paesi?</p><p>9. Qual è il meccanismo previsto in caso di restituzione di denaro a uno Stato? Le imprese che hanno attuato consapevolmente una politica aggressiva si assumono una parte del rischio finanziario affinché non ricada esclusivamente sulla Confederazione e sui Cantoni? Sono previste sanzioni in caso di abuso?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Già oggi l'Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC) esegue verifiche presso le imprese contribuenti. Nell'ambito dell'attività di verifica, a cadenza regolare si pone anche la questione dei prezzi di trasferimento; in futuro a questo argomento sarà quindi dedicata maggiore attenzione. Nel contesto dell'attuazione delle misure scaturite dal piano d'azione BEPS, l'AFC sta istituendo un centro di competenza sui prezzi di trasferimento. Oltre a sottoporre a verifica i gruppi societari internazionali in merito ai prezzi di trasferimento e a rispondere a domande specifiche su questo tema, il centro di competenza dell'AFC fornirà supporto alle autorità fiscali cantonali nella trattazione di casi complessi inerenti a questa materia. Al pari dell'AFC, anche le amministrazioni delle contribuzioni cantonali si occupano già oggi di casi relativi ai prezzi di trasferimento e, sempre a livello cantonale, si stanno approntando delle misure per potenziare tale settore.</p><p>2. Nella trattazione dei casi concreti relativi ai prezzi di trasferimento, il centro di competenza dell'AFC potrà accedere a banche dati specifiche, segnatamente per le analisi comparative dei prezzi di trasferimento praticati da terzi.</p><p>3. L'AFC non dispone di dati statistici sul numero dei casi relativi ai prezzi di trasferimento sottoposti a verifica che sono stati trattati nel quadro dell'attività di verifica summenzionata.</p><p>4. Nel settore dei prezzi di trasferimento, negli ultimi cinque anni la SFI ha ricevuto 244 richieste per l'apertura di una procedura amichevole e 254 richieste per l'apertura di un accordo preventivo.</p><p>5. L'OCSE ha presentato una normativa al fine di monitorare e valutare gli standard minimi descritti nella misura 14 del piano d'azione BEPS. Il 27 novembre 2017 l'OCSE ha pubblicato sul suo sito Internet i rapporti per il 2016 stilati dalla Svizzera in base alla suddetta normativa. Inoltre, in occasione del passaggio di anno 2017/18 la SFI ha pubblicato una statistica delle procedure amichevoli e degli accordi preventivi ancora in sospeso. Secondo questi rapporti, il disbrigo di una procedura amichevole dura in media 26 mesi, quella di un accordo preventivo 43 mesi.</p><p>6. Gli importi correttivi differiscono in modo significativo da caso a caso e, in linea di principio, per essi non è fissata una soglia massima. Nelle procedure amichevoli avviate nel 2016, in un caso tali aggiustamenti di valore oscillavano da meno di un milione a più di un miliardo di franchi.</p><p>7. Per quanto attiene alle procedure amichevoli concluse nel 2016, in un caso la modifica della base di calcolo è stata quantificata da un minimo di 70 000 franchi a oltre un miliardo di franchi.</p><p>8. La grande maggioranza delle procedure amichevoli in corso nel 2016 riguardava la relazione tra Svizzera e Paesi europei e, subito dopo, la relazione tra Svizzera e Stati Uniti. A causa del segreto fiscale, i nomi delle imprese non possono essere menzionati.</p><p>9. Se il comportamento del contribuente rivela un abuso manifesto, le autorità competenti possono rinunciare a una soluzione consensuale della procedura amichevole. In tal caso è precluso al contribuente anche il ricorso a una procedura d'arbitrato prevista dalla CDI applicabile e un'eventuale doppia imposizione rimane in essere. Quanto alle sanzioni, si applicano le disposizioni previste dal diritto fiscale svizzero.</p>  Risposta del Consiglio federale.