<h2>SubmittedText<h2><p>Negli ultimi mesi, fino a cinquanta gruppi dell'opposizione siriana delle correnti più disparate si sono incontrati in segreto nella capitale tedesca Berlino per organizzare il dopo Assad. Tra i partecipanti figuravano anche alcuni membri dell'esercito siriano libero, che guida la lotta militare contro il regime del presidente Bashar el Assad. Oltre che dai due think tank USIP e SWP, i colloqui sono stati sovvenzionati anche dai Ministeri degli affari esteri di Svizzera (50 000 franchi) e USA nonché da due organizzazioni non governative provenienti rispettivamente dall'Olanda e dalla Norvegia.</p><p>1. Il Consiglio federale non ritiene che i negoziati tra le parti belligeranti abbiano un senso soltanto se entrambe le parti partecipano alla discussione?</p><p>2. Condivide l'opinione secondo cui il finanziamento di una parte belligerante, anche soltanto per lo svolgimento di colloqui, rappresenta una grave violazione della neutralità della Svizzera?</p><p>3. Non trova preoccupante il fatto di partecipare al finanziamento di riunioni di combattenti tra cui figura un numero considerevole di appartenenti a organizzazioni terroristiche?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Svizzera ritiene che la crisi siriana possa essere risolta esclusivamente mediante negoziati tra tutte le parti belligeranti. Per questo si impegna a favore di una soluzione negoziata che tenga conto delle legittime aspirazioni di tutti i cittadini siriani.</p><p>1. La Svizzera sostiene la società civile siriana nelle sue riflessioni politiche per un futuro fondato sui principi di uno Stato di diritto in cui sia garantita la sovranità del Paese. In tale contesto, con un contributo di 53 000 euro, il DFAE fornisce il proprio appoggio al progetto "The day after, supporting a democratic transition in Syria", un processo di riflessione avviato alla fine del 2011 da una cinquantina di rappresentanti siriani di tutte le correnti. Il 28 agosto 2012 il progetto è sfociato in un documento finale che offre una visione globale di un ordine postbellico. Tale documento fissa gli obiettivi, individua le sfide e i rischi da affrontare e formula raccomandazioni concrete in sei ambiti politici essenziali per il successo della transizione: la giustizia transizionale, lo Stato di diritto, la sicurezza, la nuova Costituzione, il sistema elettorale e la politica economica e sociale. Inoltre, contiene raccomandazioni sulle misure da adottare immediatamente per gettare le basi di una transizione democratica. Il documento dovrebbe beneficiare del sostegno di ampi strati della popolazione siriana nonché fungere da quadro di riferimento e di discussione per il futuro.</p><p>Partecipando a questo progetto il DFAE intende contribuire alla diffusione, tra la popolazione siriana, dello scambio di idee emerso durante il processo e dei risultati del progetto onde consentire l'elaborazione di principi fondamentali comuni in vista di una transizione inclusiva in Siria. Il sostegno del DFAE rientra inoltre nel processo di monitoraggio della terza conferenza degli Amici del popolo siriano che si è tenuta a Parigi il 6 luglio 2012 e nel cui ambito gli Stati partecipanti avevano tra l'altro riconosciuto di comune accordo la necessità di sostenere più attivamente le reti di solidarietà locali.</p><p>2. Poiché il conflitto in Siria non è un conflitto tra due Stati, il diritto di neutralità non è applicabile.</p><p>Nella fattispecie, la Svizzera non sostiene militarmente nessuna delle parti belligeranti, ma si impegna a promuovere il rispetto del diritto internazionale da parte di tutti gli attori interessati al fine di proteggere al meglio la popolazione civile, duramente colpita da questo conflitto.</p><p>3. La Svizzera ha discusso le modalità del suo appoggio a questo progetto con la Stiftung Wissenschaft und Politik (SWP) di Berlino, che sostiene il processo di riflessione insieme a un'altra istituzione, l'Institute of Peace di Washington. Il contributo della Svizzera mira a sostenere i partecipanti al progetto, ovvero gli attori della società civile siriana. In particolare, consente loro di promuovere, in seno alla società siriana e pertanto tra tutti i cittadini, una visione comune e unitaria di una transizione politica in Siria che potrà divenire effettiva una volta conclusa la guerra civile.</p>  Risposta del Consiglio federale.