<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il risanamento di tronchi autostradali ad alta frequenza di traffico costituisce una nuova sfida per gli specialisti della manutenzione delle strade. Essi devono infatti ridurre al minimo la durata dei lavori, senza causare costi supplementari sproporzionati e mantenendo la qualità necessaria. Gli strumenti che permettono di raggiungere tali obiettivi vengono continuamente sviluppati e perfezionati. Il Consiglio federale sostiene gli sforzi effettuati in questo settore ed è del parere che in futuro essi permetteranno di migliorare notevolmente la situazione.</p><p></p><p></p><p></p><p>Contrariamente a questa tendenza generale, la situazione sull'autostrada A1 nel Cantone di Argovia è alquanto diversa. Si prevedeva infatti che i lavori di risanamento sul tronco della A1 tra Rothrist e Lenzburg negli anni 1998 e 1999 avrebbero ostacolato il traffico. Per questo motivo, i servizi competenti della Confederazione e dei Cantoni di Argovia e di Soletta hanno pianificato i lavori di costruzione e la gestione del traffico curando ogni minimo particolare. Finora tale pianificazione si è rivelata molto efficiente. Un unico problema, sorto in seguito, è stato subito eliminato; l'attuale gestione del traffico, considerando il poco spazio disponibile, è ottimale. La situazione è indubbiamente sgradevole e fastidiosa per gli automobilisti, ma non si può parlare di un vero e proprio "caos" dovuto alla congestione del traffico. L'ingorgo maggiore rilevato sul tronco in questione è stato causato da un incidente di un autocarro, al di fuori della zona dei cantieri. Purtroppo, non è possibile eliminare il rischio di ingorghi dovuti a incidenti. </p><p></p><p></p><p></p><p>Risposte alle singole domande:</p><p></p><p></p><p></p><p>1.Sono disponibili gli strumenti di gestione necessari. Dall'entrata in vigore del decreto sul programma d'investimento 1997, un gruppo di lavoro interdisciplinare sta studiando le diverse possibilità per ottimizzare i vari processi di lavoro. Grazie alle conoscenze e alle esperienze degli specialisti della manutenzione stradale, attualmente disponiamo di strumenti allavanguardia.</p><p></p><p></p><p></p><p>2.Da diversi anni un gruppo di lavoro si occupa di tale questione. Il rapporto finale verrà presentato prossimamente. E incontestabile che le congestioni del traffico causano costi con incidenza sull'economia nazionale. D'altro canto occorre osservare che senza i lavori di manutenzione adeguati aumenterebbero i danni alle costruzioni e che purtroppo non è possibile effettuare i lavori di costruzione e di risanamento senza ostacolare il traffico. </p><p></p><p></p><p></p><p>Attualmente, circa il 20 percento degli ingorghi è dovuto a cantieri autostradali, mentre circa il 35 percento è causato da incidenti e da congestioni del traffico; il 10 percento è invece da ricondurre a diversi altri motivi.</p><p></p><p></p><p></p><p>E molto difficile calcolare in modo preciso i costi globali degli ingorghi sulla rete autostradale; attuali stime parlano di una cifra tra i 100 e i 200 milioni di franchi all'anno (di cui dai 20 ai 40 milioni di franchi imputabili ai cantieri).  Per quanto concerne le altre strade, incluso il traffico negli agglomerati, tali costi sono molto più elevati. Stime approssimative attribuiscono all'insieme dei cantieri sulla A1 costi annuali, causati da ingorghi, per un ammontare di circa 10  15 milioni di franchi.</p><p></p><p></p><p></p><p>3.La situazione era nota e i provvedimenti preparatori erano adeguati. Un piccolo problema, rivelatosi in seguito, è stato subito risolto, modificando adeguatamente la gestione del traffico.</p><p></p><p></p><p></p><p>4.Gli esperti della Confederazione e dei Cantoni fanno parte di organizzazioni internazionali specializzate e sono in contatto permanente con i loro colleghi all'estero. La soluzione adottata sulla A1 corrisponde infatti ai moderni standard internazionali. </p><p></p><p></p><p></p><p>5.Gli attuali ostacoli sul tronco in questione sono sgradevoli. Non si può tuttavia parlare di "caos" dovuto alla congestione del traffico, non da ultimo perché l'attuale sistema di gestione del traffico è moderno e molto efficiente.</p><p></p><p></p><p></p><p>6.Un allentamento mirato delle disposizioni in merito al divieto di circolazione di notte per gli autocarri, già solo perché non è stato possibile verificare adeguatamente le argomentazioni dei trasportatori, oltre a un enorme onere amministrativo supplementare non produrrebbe effetti positivi.</p><p></p><p></p><p></p><p>Non sarebbe inoltre nemmeno opportuno allentare in modo generale le disposizioni summenzionate. Per non discriminare i trasportatori esteri, la riduzione del divieto di circolazione notturna dovrebbe essere estesa a tutta la Svizzera. Ciò significherebbe che anche il personale delle dogane ai valichi di frontiera dovrebbe incominciare a lavorare un'ora prima.</p><p></p><p></p><p></p><p>Per motivi legati alle caratteristiche geografiche del nostro Paese una riduzione del divieto di circolazione notturna non sgraverebbe tangibilmente il grande cantiere sulla A1. Essa non comporterebbe inoltre vantaggi per i trasportatori della regione del lago Lemano, della Svizzera orientale e del Ticino, visto che partendo più presto al mattino, quest'ultimi attraverserebbero la zona problematica esattamente durante le ore di punta, peggiorando ulteriormente la situazione.</p><p></p><p></p><p></p><p>7.Il Consiglio federale si è dichiarato disposto ad accettare il postulato CN n. 97.3184 "Ampliamento a sei corsie sulle A1/A2". L'intervento è stato trasmesso il 16 marzo 1998, dopodiché è stato esaminato l'ampliamento previsto dopo la realizzazione dell'intera rete autostradale. Il Consiglio federale non ha motivo di ritornare sulla propria posizione. Dopo il risanamento del tronco di Soletta previsto, nei prossimi anni non vi saranno più cantieri a ostacolare il traffico sulle autostrade. Per questo motivo il Consiglio federale intende mantenere le priorità stabilite nel settore delle costruzioni stradali, vale a dire costruire dapprima l'intera rete prevista (ad eccezione dell'ampliamento del Baregg) e in seguito ampliare ulteriori tronchi autostradali.</p>  Risposta del Consiglio federale.