<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Mentre gli autori hanno interpretato con prudenza i risultati dello studio, tra l'opinione pubblica sono state tratte conclusioni affrettate poi ridotte a slogan. Gli stessi autori, nel commento ai risultati, indicano alcuni limiti del loro lavoro:</p><p>* i dati disponibili non permettono di prendere in considerazione un intero ciclo di vita. Ciò è particolarmente significativo se consideriamo il fatto che le economie domestiche straniere, rientrando in patria dopo il pensionamento, non risultano più nelle rilevazioni riguardanti i redditi e i consumi. In questo modo anche le loro pensioni non vengono prese in considerazione. </p><p>* Nell'analisi effettuata rientravano solamente i dimoranti annuali e gli stranieri domiciliati. Queste famiglie spesso si trovano da anni o addirittura da decenni in Svizzera e difficilmente possono essere considerate come immigranti nel senso comune del termine. In questo caso, come giustamente rilevato dagli autori, gioca un ruolo decisivo la procedura di naturalizzazione. </p><p>* Infine, gli autori rimandano ai problemi legati alla rappresentatività delle economie domestiche straniere nei dati di base. </p><p>Di fronte a queste riserve, è veramente arduo stilare un bilancio dell'immigrazione sulla base dello studio citato. Queste problematiche di base relative alla ricerca permangono tuttora: un nuovo studio risulterebbe quindi sensato se condotto sotto l'egida di un istituto di ricerca , e non nell'ambito della ricerca settoriale. </p><p>Per valutare i flussi di disponibilità sia tra le persone che tra lo Stato e le assicurazioni sociali, è determinante l'età delle persone. Le persone in età attiva rappresentano i contribuenti netti, mentre bambini e pensionati sono beneficiari netti. Tali effetti vengono descritti attraverso i bilanci generazionali o i modelli generazionali. Nel 2001 il seco ha pubblicato un primo bilancio generazionale per la Svizzera e nel 2004 saranno disponibili dati aggiornati. Inoltre, nell'ambito del programma di studio sul futuro dell'assicurazione vecchiaia, il DFI pubblicherà uno studio basato sul modello generazionale.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.