<h2>SubmittedText<h2><p>Il DATEC sta attualmente lavorando alla revisione della legislazione in materia di inquinamento fonico. In un documento dell'UFAM che illustra le varie novità viene presentato un cambio di sistema. È prevista, ad esempio, per i proprietari di case e appartamenti esposti a livelli eccessivi di rumore la possibilità di ricevere un indennizzo annuo pari a 200 a 500 franchi. I costi saranno ripartiti tra cantoni, Confederazione, comuni, FFS, aeroporti, esercito e altri operatori del trasporto pubblico. </p><p>Il nuovo sistema proposto è già oggetto di critica da parte dei cantoni, quindi non è ancora detta l'ultima parola. I Verdi lo considerano un cattivo commercio delle indulgenze: bisognerebbe indurre i responsabili delle emissioni rumorose a produrne di meno, ma il sistema proposto è assai poco efficace perché i costi dovrebbero essere accollati unicamente a chi li ha causati. </p><p>Ciò sarebbe possibile riscuotendo, ad esempio, una tassa sulle emissioni foniche da ciascun produttore di emissioni in proporzione al rumore emesso. Con i proventi di questa tassa si potrebbe costituire un fondo da destinare al finanziamento di misure edili antirumore: pareti fonoassorbenti, coperture di tratti autostradali, ricerca, ecc. Le casse di cantoni e comuni verrebbero sgravate e coloro che producono meno rumore non sarebbero costretti a pagare ingiustamente.</p><p>Il Consiglio federale è pertanto invitato a rispondere alle seguenti domande: </p><p>1. Quali altri sistemi e scenari sono stati presi in considerazione dal DATEC sul tema dell'inquinamento fonico e per la nuova legislazione in materia?</p><p>2. Il Consiglio federale ha valutato anche una variante più informata al principio "chi inquina paga", ad esempio una tassa sul rumore da versare in un apposito fondo? </p><p>3. Il Consiglio federale ha preparato un piano B per il caso in cui il cambio di sistema proposto dovesse essere rifiutato? </p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'attuale normativa in materia di indennità di espropriazione per inquinamento fonico eccessivo è oggetto di forti critiche e sono già stati depositati sull'argomento numerosi interventi politici. Tra di essi l'iniziativa parlamentare 02.418 Hegetschweiler, ad esempio, che chiedeva il perfezionamento della procedura di risarcimento per i proprietari di fondi ubicati nelle vicinanze degli aeroporti, e la mozione della CAPTE-S 08.3240 "Emissioni foniche dovute al traffico aereo. Indennità per espropriazione formale dei diritti di vicinato".</p><p>Il DATEC ha quindi istituito il gruppo di lavoro interdipartimentale "Indennità fondate sui diritti di vicinato" (IDA-ENA) affinché studiasse approfonditamente l'attuale regolamentazione. L'analisi ha rivelato che l'unica soluzione alle lacune sostanziali del sistema attuale è una nuova regolamentazione di fondo del rapporto tra il diritto contro l'inquinamento fonico e il diritto dei rapporti di vicinato. Il 16 maggio 2012 il Consiglio federale ha dato il nulla osta alla riforma del sistema degli indennizzi per l'inquinamento fonico e ha incaricato il DATEC di preparare un progetto, da porre in consultazione, per una norma di compensazione del rumore (LAN). Il progetto ha coinvolto gli esercenti delle infrastrutture interessate e, in particolare, i cantoni.</p><p>In considerazione del fatto che il rumore può arrecare disturbo anche ad altre persone oltre ai proprietari degli immobili, ad esempio ai locatari, la nuova norma prevede il risarcimento del minor profitto ricavato dalle abitazioni esposte a livelli eccessivi di rumore. Come previsto già dalle norme attuali, anche la nuova norma sancisce che i proprietari degli impianti che producono rumore sarebbero tenuti ad adottare tutte le misure del caso per ridurre le emissioni. Il diritto alla compensazione si costituisce solo se i proprietari degli impianti beneficiano di una deroga che li autorizza a superare i livelli di rumore consentiti.</p><p>Risposte alle singole domande:</p><p>1. Dopo la deposizione dell'iniziativa parlamentare Hegetschweiler sono state commissionate diverse perizie giuridiche ed economiche sul tema degli indennizzi per inquinamento fonico eccessivo e sono state valutate diverse varianti per un'eventuale riforma dell'attuale normativa. È stata presa in considerazione anche la possibilità di istituire una tassa sul rumore. Sulla base dei risultati emersi dalle perizie e su proposta dell'IDA-ENA, nel 2012 il Consiglio federale ha deciso di continuare la riforma dell'attuale normativa attraverso una norma di compensazione del rumore.</p><p>2. La LAN può essere concepita secondo il principio "chi inquina, paga". La nuova norma stabilisce infatti che i proprietari degli impianti sono tenuti a pagare eventuali risarcimenti per la perdita di valore degli immobili, pertanto i costi esterni determinati dall'inquinamento fonico verrebbero così (parzialmente) internalizzati. I proprietari degli impianti sono liberi di scegliere la modalità di finanziamento preferita.</p><p>L'IDA-ENA ha valutato anche la variante della tassa sul rumore. Dalle analisi è tuttavia emerso che un'eventuale tassa non compenserebbe il minor profitto ricavato dagli immobili esposti a un livello eccessivo di rumore e l'attuale quadro giuridico non preserverebbe i proprietari degli impianti da possibili richieste di indennizzo. Una tassa di questo tipo non garantirebbe quindi la certezza del diritto né per i proprietari degli impianti né per i proprietari dei terreni, che è invece lo scopo della riforma in atto.</p><p>3. È in corso una consultazione preliminare dei cantoni, principali gestori degli impianti, sulla LAN. Dopo aver ricevuto i loro pareri il DATEC presenterà al Consiglio federale una proposta per il seguito dei lavori.</p>  Risposta del Consiglio federale.