<h2>SubmittedText<h2><p>Si sente spesso dire che le riduzioni delle emissioni di CO2 all'estero, finanziate con lo strumento dei meccanismi flessibili, sono più vantaggiose che in Svizzera. Tuttavia, analizzando la situazione in modo più approfondito, quest'affermazione spesso non rispecchia la realtà. Nell'ambito del programma pilota del seco, sono state finanziate riduzioni di CO2 in Romania e in Bulgaria, i cui costi, sulla base delle indicazioni dell'organo esecutivo, possono essere stimati tra i 45 e i 75 franchi per tonnellata di CO2.</p><p>Nel caso della Svizzera, lo studio "Grenzkosten bei forcierten Energie-Effizienzmassnahmen" di M. Jakob, E. Jochem e K. Christen giunge alla conclusione che, nell'ambito delle misure di protezione termica degli edifici, vi è un grande potenziale in termini di efficienza energetica, da utilizzare sia per le ristrutturazioni sia per le nuove costruzioni. Questo potenziale è in gran parte redditizio. Anche i veicoli più economici permettono di ottenere riduzioni di CO2 e quindi di risparmiare denaro. Se un'automobile con un consumo di nove litri viene sostituita da un veicolo che ne consuma sei, si ottengono "costi" di meno 550 franchi per tonnellata di CO2 in Svizzera (1 litro di benzina = 3,08 kg di CO2). Nei messaggi relativi alla legge sul CO2 e al Protocollo di Kyoto si afferma che in base ai modelli elaborati dalla società Prognos le conseguenze dovrebbero risultare piuttosto positive per l'economia svizzera (variazioni per l'anno 2010 rispetto a quello di riferimento: valore aggiunto lordo + 0,1 per cento, occupazione + 0,2 per cento).</p><p>1. Vi sono state modifiche importanti in Svizzera per quanto riguarda la redditività delle riduzioni di CO2 dalla pubblicazione dei messaggi relativi alla legge sul CO2 e al Protocollo di Kyoto? Tali riduzioni sono nel frattempo risultate più redditizie o meno redditizie?</p><p>2. Quali conclusioni può trarre il Consiglio federale dagli studi del Politecnico federale, secondo cui i risparmi energetici e le riduzioni di CO2 in Svizzera sono in gran parte redditizi?</p><p>3. Il Consiglio federale condivide l'opinione che i veicoli a basso consumo energetico provocano riduzioni di CO2 redditizie e di conseguenza vantaggiose dal punto di vista economico?</p><p>4. A quanto valuta il Consiglio federale i costi per tonnellata di riduzione di CO2, assunti dalla Svizzera nell'ambito del programma pilota AIJ in Romania ed in Bulgaria, tenuto conto dei costi legati al programma, al controllo e alla realizzazione?</p><p>5. Il Consiglio federale prevede di commissionare studi scientifici sui costi specifici delle riduzioni di CO2 in Svizzera e all'estero?</p><p>6. Come giudica il Consiglio federale il rischio che una grande domanda di progetti relativi alle riduzioni di CO2 comporti una più elevata volatilità dei prezzi dei certificati all'estero e un aumento dei costi per la Svizzera?</p><p>7. Come giudica il Consiglio federale il pericolo che in seguito all'aumento di condizioni metereologiche estreme (tempeste, siccità, aumento del livello del mare) milioni di persone saranno costrette ad abbandonare le loro abitazioni?</p><p>8. In che misura le emissioni di CO2 e gli inquinanti atmosferici prodotti dalle energie fossili danneggiano le basi esistenziali in Svizzera? E i costi per tonnellata di CO2 sono quantificabili?</p><p>9. A quanto valuta il Consiglio federale i costi generati dall'applicazione della legge sul CO2 rispetto a quelli legati ai danni climatici?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Alla domanda 1</p><p>Rispetto alle conclusioni degli esperti della Prognos1), riassunte nel messaggio relativo alla legge sul CO2, le condizioni quadro sono cambiate solo leggermente. Tali affermazioni sono in linea di massima confermate dalle prospettive elaborate dall'UFE (2001). Gli studi in corso al DATEC in quest'ambito, in particolare quelli relativi alle prospettive energetiche, vengono attualmente aggiornati ed adattati alle nuove condizioni quadro. La redditività economica delle misure volte a ridurre il consumo di energia fossile è tra l'altro correlata ai prezzi di importazione di combustibili e carburanti. Questi prezzi sono aumentati in termini reali negli ultimi anni e, in particolare, nel corso di quest'anno.2) Dal punto di vista economico, le aziende realizzano pertanto un ritorno più rapido sugli investimenti finalizzati al risparmio energetico. Le conseguenze leggermente positive sull'economia, rilevate da Prognos in caso di uno sviluppo neutro della tassa sul CO2, sono nel frattempo state confermate da diverse ricerche internazionali e nazionali (ad es. CEPE/PFZ 3), OCSE, AIE).</p><p>Alla domanda 2</p><p>Le ricerche del Politecnico federale di Zurigo sostengono l'ipotesi che le riduzioni di CO2 in Svizzera sono utili non solo a livello ecologico, bensì anche economico. Valutazioni commissionate da SvizzeraEnergia hanno ad esempio dimostrato che le misure volontarie in ambito economico sono molto efficienti dal punto di vista dei costi. Sotto l'egida dell'Agenzia dell'energia dell'economia (AEnEC), 45 gruppi di imprese si sono finora impegnati per limitare le loro emissioni di CO2. Le oltre 600 aziende sono responsabili di circa un quarto del consumo di combustibili fossili dell'economia. Sono in corso accordi sugli obiettivi con circa altri 30 gruppi. Inoltre, le misure adottate dai Cantoni per quanto riguarda gli edifici, responsabili di più di un terzo delle emissioni di CO2, mostrano un'efficacia crescente. L'incentivo di sfruttare il potenziale disponibile deve essere rafforzato con ulteriori misure.</p><p>Alla domanda 3</p><p>L'acquisto e l'uso di veicoli a basso consumo energetico aiutano ad abbattere i costi. Un'automobile con un consumo di soli 6 litri di benzina invece di 9 ogni 100 km e con una percorrenza stimata di 20'000 km annui consente al suo conducente di risparmiare all'incirca 900 franchi. I risparmi ricavati da veicoli più efficienti sono tuttavia nuovamente stati compensati dall'aumento del traffico. Dal punto di vista economico, quando le importazioni di carburanti diminuiscono migliora il bilancio del commercio estero. Al momento di sostituire un veicolo, la tassa sul CO2 incentiverebbe ulteriormente la scelta di un modello a basso consumo energetico. Nel febbraio del 2001 è stato firmato un accordo sugli obiettivi tra il DATEC e auto-svizzera, che prevede una riduzione del consumo specifico della flotta di automobili nuove. A sostenere tale accordo, il 1° gennaio 2003 è entrata in vigore l'etichettaEnergia, la quale costituisce un aiuto all'orientamento per i consumatori. Inoltre, i corsi di guida "Eco-Drive" nell'ambito di SvizzeraEnergia mostrano come è possibile ridurre le emissioni di CO2 senza costi supplementari.</p><p>Alla domanda 4</p><p>Nell'ambito del programma pilota AIJ 4) è stato finora possibile realizzare solo il progetto di energia termica STEP 5) in Romania. Nel caso del progetto STEP, i costi di riduzione sono stimati a circa 13 US$ per tonnellata di CO2 sull'arco di 15 anni. Il calcolo si basa sui costi supplementari complessivi rispetto ad uno scenario di riferimento (baseline) con costi minimi e una minore intensità di CO2. Esso comprende, oltre ai costi d'investimento, anche i costi per i combustibili, la manutenzione e l'esercizio durante tutta la durata di vita dell'impianto, nonché i costi di transazione specifici dell'AIJ (studio baseline, validazione, monitoring, verifiche). La durata di vita di 15 anni, alla base del calcolo, è stata stimata per difetto a causa dell'elevata qualità dei componenti svizzeri dell'impianto. Un calcolo ineccepibile dei costi sarà possibile solo dopo alcuni anni d'esercizio. </p><p>Occorre osservare che il programma pilota del seco viene svolto nell'ambito del normale aiuto finanziario che la Confederazione destina all'Europa orientale. Detto programma non è finalizzato all'acquisto di riduzioni di CO2 a costi minimi, bensì a raccogliere esperienze con i meccanismi flessibili del Protocollo di Kyoto. Risulta così chiaro che, tra i diversi fattori, il periodo di tempo in cui un progetto genera crediti di emissione ha un'influenza determinante sui costi di riduzione.</p><p>Alla domanda 5</p><p>Il Politecnico federale di Zurigo ha ad esempio elaborato per conto della Banca Mondiale un modello che confronta in modo approssimativo i costi di riduzione di vari Paesi al fine di stimare il volume di mercato mondiale del CO2.6) Non si prevede di commissionare un ampio studio specifico sui costi di riduzione delle emissioni di CO2 in Svizzera e all'estero.</p><p>Alla domanda 6</p><p>Attualmente, non è possibile valutare in modo attendibile come si comporteranno in futuro la domanda e l'offerta per quanto riguarda i crediti di riduzione delle emissioni. Determinante per la domanda e l'offerta sarà da un lato l'entrata in vigore del Protocollo di Kyoto (ad es. offerte supplementari da parte della Russia) e, dall'altro, la politica climatica di quei Paesi che hanno assunto impegni di riduzione a livello nazionale. Inoltre vi sono incertezze circa l'offerta di crediti di riduzione delle emissioni provenienti da progetti sulla protezione del clima nei Paesi in transizione e in via di sviluppo, come l'autorizzazione di particolari tipi di progetto con un grande potenziale di riduzione e i lunghi tempi necessari per ottenere i primi crediti di riduzione delle emissioni. Un ulteriore fattore è il comportamento degli operatori in un mercato ancora molto instabile. In base ai dati emersi da simulazioni di mercato, importanti oscillazioni dei prezzi possono verificarsi soprattutto all'inizio, fino a quando gli operatori di mercato si sono familiarizzati con lo strumento, nonché verso la fine del periodo di impegno, quando il raggiungimento dell'obiettivo deve essere dimostrato nei confronti delle autorità.</p><p>Alla domanda 7</p><p>Gli eventi climatici estremi, i danni alle regioni costiere densamente popolate provocati dall'aumento del livello del mare, nonché l'avanzata delle regioni aride e desertiche, sono possibili conseguenze dei cambiamenti climatici. Occorre quindi partire dal presupposto che queste conseguenze possono comportare massicci spostamenti della popolazione dalle regioni in cui non vi sono i mezzi sufficienti per prevenire o difendersi da tali rischi. Alcuni studi internazionali7) identificano i cambiamenti climatici quale possibile causa dei conflitti armati. </p><p>Il fatto che i progressivi cambiamenti climatici minaccino lo spazio vitale di molte persone rappresenta, per il Consiglio federale, un motivo importante per impegnarsi attivamente a lottare contro le cause di tali cambiamenti.</p><p>Alla domanda 8</p><p>La combustione di energie fossili non incide unicamente sul clima (cfr. risposta 9), ma si ripercuote negativamente anche sulla qualità dell'aria. Sono particolarmente rilevanti per la salute l'anidride solforosa (SO2), l'ossido di azoto (NOx), il particolato sottile e l'ozono. I costi economici derivanti da morti precoci, malattie delle vie respiratorie, perdite di lavoro e di raccolto, nonché da danni agli edifici, sono stimati tra 1,8 e 4,3 miliardi di franchi all'anno.8) Tali costi non sono pertanto proporzionali ad una tonnellata di CO2, poiché il carico inquinante dell'aria dipende in modo considerevole dal vettore energetico e dalla tecnologia d'incenerimento.</p><p>Alla domanda 9</p><p>La comunità scientifica ritiene che, a lungo termine, sia necessario ridurre considerevolmente le emissioni globali di gas a effetto serra, al fine di stabilizzare la concentrazione dei gas e per frenare il riscaldamento. Attualmente non è possibile valutare esattamente i costi derivanti dal riscaldamento climatico. Valutazioni approssimative sono state pubblicate nell'ambito del Programma nazionale di ricerca PNR 31.9) In tale ricerca i costi di un aumento medio della temperatura di 2 gradi °C in Svizzera sono stati stimati a circa l'1 per cento del prodotto sociale lordo: così l'alterazione del regime delle precipitazioni si ripercuote soprattutto sul turismo (da ca. 1'780 a 2'280 milioni di franchi), sull'economia delle assicurazioni (da ca. 135 a 450 milioni) e sull'agricoltura (da ca. 30 a 70 milioni di franchi).</p><p>Secondo gli esperti della Prognos e del CEPE/PFZ l'applicazione della legge sul CO2 ha conseguenze leggermente positive sul prodottointerno lordo, nell'ordine di grandezza di +0,1 punti percentuali. Inoltre, il CEPE stima che i costi per l'applicazione della legge sul CO2 sono nettamente inferiori rispetto all'utilità sotto forma di danni climatici che possono essere evitati. Il problema che si pone facendo un simile paragone è che sarà possibile valutare l'utilità solo a lungo termine.</p><p></p><p>1) cfr. Messaggio concernente la legge federale sulla riduzione delle emissioni di CO2, FF 97 III 370</p><p>2) cfr. UFE (2003): Statistica globale sull'energia in Svizzera 2002, pag. 44.</p><p>3) Jochem/Jakob et al. (2004): "Energieperspektiven und CO2-Reduktionspotenziale in der Schweiz bis 2010", vdf Hochschulverlag AG an der ETH Zürich</p><p>4) Activities Implemented Jointly, cfr. www.admin.ch/swissaij</p><p>5) Swiss Thermal Energy Project, cfr. www.admin.ch/swissaij</p><p>6) Modello CERT (Carbon Emission Reduction Trade Model) sviluppato dal dott. Jürg Grütter (Grütter Consulting), dal prof. dott. Rolf Kappel (NADEL PFZ) e dal dott. Peter Staub (Istituto ORL PFZ), cfr.  www.ghgmarket.info</p><p>7) cfr. Schwartz P. e Randall D. (2003): "An Abrupt Climate Change Scenario and its implications for United States National Security", ricerca commissionata dal Dipartimento della difesa americano   nell'ottobre del 2003, pag. 14, e IPCC Working Group II (2001): "Climate Change 2001: Impacts, Adaptation, and Vulnerability", Cambridge University Press, pag. 397</p><p>8) cfr. Infras/Econcept/Prognos (1996): "Die vergessenen Milliarden, Externe Kosten im Energie- und  Verkehrsbereich", Haupt, pag. 93</p><p>9) PNR 31 (2000). Ruedi Meier: "Klimaänderung - ökonomische Fragestellungen. Arbeitsbericht." Programma nazionale di ricerca 31, riassunto, maggio 2000</p>  Risposta del Consiglio federale.