<h2>SubmittedText<h2><p>Il 25 febbraio 2009 il Consiglio federale ha accettato la mozione Leutenegger Filippo 08.3826 relativa al 112 quale numero europeo unico per le chiamate d'emergenza. Proponendo un avanzamento a tappe che a lungo termine porti all'abolizione del numero 144, il Consiglio federale presenta una linea d'azione ma nel contempo ci pone di fronte a un certo numero di questioni importanti alle quali è chiamato a rispondere tramite questa interpellanza:</p><p>1. Cosa significa "l'abolizione di tutti i numeri d'emergenza a favore del 112 è ipotizzabile ma solo dopo un lungo periodo di tempo"? Questa risposta non è stata data in occasione degli interventi Rossini 01.1076 e Leutenegger Filippo 08.3826.</p><p>2. Quali sono i vantaggi per chi beneficia di questi cambiamenti? Quali sono i punti deboli e gli svantaggi di una tale centralizzazione?</p><p>3. Quali sono le misure d'accompagnamento previste per modificare le abitudini della popolazione, sapendo che ci sono voluti anni perché si familiarizzasse, ad esempio, con il numero di pronto soccorso 144?</p><p>4. Sussiste uno studio sugli inconvenienti di una tale trasformazione, sia per quanto riguarda il 117, il 118 e il 144? Quali sono i problemi e come s'intende risolverli?</p><p>5. Nel caso del 144, le questioni sono state valutate in stretta collaborazione con la Conferenza dei direttori cantonali della sanità (CDS) e l'interassociazione di salvataggio IAS?</p><p>6. Se dovesse essere realizzato il passaggio al numero unico 112, come saranno integrate le varie competenze specializzate attualmente ripartite su diversi numeri di emergenza?</p><p>7. Le esperienze fatte in Svizzera nell'ottica di un avvicinamento delle centrali d'emergenza, sono state oggetto di valutazione?</p><p>8. Le esperienze fatte all'estero forniscono prove tangibili dei vantaggi di una tale trasformazione. Se sì, quali?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale definisce i numeri brevi per le chiamate d'emergenza che devono essere gestiti da organizzazioni riconosciute (art. 28 dell'ordinanza del 6 ottobre 1997 concernente gli elementi d'indirizzo nel settore delle telecomunicazioni, ORAT; RS 784.104). Inoltre, all'occorrenza, fissa le modalità della loro messa in servizio e fuori servizio. Tuttavia, ciò può avvenire solo di comune accordo con le autorità competenti, ossia i cantoni, e allo scadere di un periodo transitorio. Le esperienze fatte con la messa fuori servizio sia del numero 112 (ex numero del servizio di segnalazione guasti) sia del 111 (ex numero del servizio informazioni) hanno dimostrato che per un tale cambiamento sono necessari più di cinque anni dopo la decisione di revoca. </p><p>La mozione Leutenegger Filippo 08.3826 prevede innanzitutto il primato del 112 sul 117 e non riguarda dunque direttamente i numeri d'emergenza 118 e 144.</p><p>Dall'interrogazione ordinaria Rossini 01.1076, il Consiglio federale osserva che le autorità competenti tendono a raggruppare i numeri d'emergenza. Infatti, in cinque cantoni l'accesso ai servizi d'emergenza è già garantito attraverso una centrale unica (112/117, 118 e 144). Mentre la maggioranza dei cantoni utilizza centrali d'emergenza combinate 112/117 e 118 o 112/117 e 144, solo cinque lavorano ancora con centrali separate per ogni numero d'emergenza. </p><p>1. Le esperienze fatte in passato in occasione della messa fuori servizio di numeri brevi hanno evidenziato che gli utenti faticano a cambiare le proprie abitudini. È pertanto necessario prevedere un periodo di funzionamento parallelo di una durata compresa tra i cinque e i dici anni. Inoltre, trattandosi di numeri d'emergenza, questo lasso di tempo potrebbe non dover essere definito solo in base a un criterio temporale ma anche in funzione del tasso d'utilizzazione residuo degli altri numeri brevi.</p><p>2. Il principale vantaggio della centralizzazione consiste nel fatto che le persone che si trovano in una situazione d'emergenza devono conoscere un solo numero valido in tutta Europa. Ciò permette da un lato di concentrare i mezzi di diffusione, favorendo così una maggiore visibilità del numero (sui veicoli, sulla documentazione, ecc.) e, dall'altro, di ottenere sinergie tra i vari servizi d'emergenza. Inoltre, diminuisce il bisogno di redirigere le chiamate fatte al servizio errato. D'altro canto però, per realizzare un simile cambiamento occorre investire nella formazione degli operatori delle centrali, i quali devono essere polivalenti e istruiti sui vari tipi d'intervento. Gli investimenti, in particolare nelle nuove infrastrutture, devono essere pianificati con sufficiente anticipo in modo da poter sfruttare il ciclo di rinnovo di questo tipo d'impianti. </p><p>3. Le fasi per l'introduzione del numero di emergenza unico illustrate nella mozione Leutenegger Filippo 08.3826 mirano ad ottenere una progressiva predominanza del 112 sugli altri numeri d'emergenza che passerebbero dunque in secondo piano. Per modificare le abitudini della popolazione e far conoscere il nuovo numero d'emergenza 112 si punterà soprattutto sulla comunicazione. Le misure d'accompagnamento previste includono la promozione esclusiva e coordinata del 112 e la soppressione dei riferimenti ai vecchi numeri.</p><p>4./5./7. Le sfide che pone il cambiamento auspicato nella mozione Leutenegger Filippo e i mezzi atti ad affrontarle sono già noti (cfr. risposte alle domande 2 e 3). In veste di autorità competenti, i cantoni valutano periodicamente la situazione, adottando le necessarie misure oppure ordinando le modifiche del caso in stretta collaborazione con le organizzazioni riconosciute. La Confederazione intrattiene relazioni in particolare con l'interassociazione di salvataggio IAS. Finora, nessuno dei cantoni che ha deciso di raggruppare i suoi centri per le chiamate d'emergenza ha fatto marcia indietro.</p><p>6. Nella maggior parte dei cantoni quest'integrazione delle competenze esiste già senza che l'efficacia degli interventi ne risulti compromessa. Di conseguenza ci si può basare sulla loro esperienza. Tuttavia, bisogna tener presente che se sarà adottato il numero unico si renderanno necessari adattamenti organizzativi.</p><p>8. In Europa la situazione è simile a quella esistente in Svizzera. In alcuni Paesi europei il 112 è già il numero principale (ad es. Romania) e in taluni è addirittura l'unico numero d'emergenza (ad es. Svezia, Danimarca e Paesi Bassi). In altri, il 112 funziona in parallelo con i vecchi numeri d'emergenza; il Regno Unito, ad esempio, possiede già da tempo un numero unico nazionale (999). Oggi il 112 è raggiungibile gratuitamente in tutti i Paesi dell'Unione europea, sia dalle reti fisse che da quelle mobili. Gli apparecchi mobili sono preprogrammati per comporre direttamente questo numero. Inoltre, il numero di chiamate al 112 è in costante aumento e si avvicina ormai al numero di chiamate fatte agli altri numeri tradizionali (in Francia, ad esempio, il 112 riceve 1,1 milioni di chiamate al mese, mentre il 15 delle ambulanze 1,3 milioni e il 18 dei pompieri 0,9 milioni).</p>  Risposta del Consiglio federale.