<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Come giudica i risultati insoddisfacenti ottenuti dal nostro Paese in relazione all'impegno preso per raggiungere gli Obiettivi del Millennio?</p><p>2. Come intende porsi affinché la Svizzera dia un contributo adeguato per raggiungere gli Obiettivi del Millennio? Condivide l'opinione secondo cui, da un lato, occorre sostenere i Paesi in sviluppo nella loro politica delle riforme e, dall'altro, rafforzare il nostro aiuto allo sviluppo?</p><p>3. È disposto ad aumentare gli sforzi soprattutto nell'Africa Subsahariana, ma anche nell'ambito della formazione che gioca un ruolo fondamentale per tutti i settori?</p><p>4. Vede la necessità di stanziare maggiori risorse finanziarie per combattere la povertà? È disposto, considerate le mutate modalità di calcolo, a rivedere la parte di fondi pubblici destinati alla cooperazione allo sviluppo prevedendo, per esempio, un aumento graduale di almeno lo 0,5 per cento?</p><p>5. Come intende aumentare nel nostro Paese il sostegno della popolazione agli Obiettivi del Millennio? È disposto ad adottare misure in questo senso e a lanciare, per esempio, una campagna a favore del Millennio?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale risponde come segue alle questioni che gli sono state poste.</p><p>1. Nel rapporto intermedio della Svizzera sul raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio il Consiglio federale traccia un bilancio senz'altro positivo. Grazie ai suoi programmi nei Paesi prioritari e mediante il finanziamento ottenuto da istituzioni multilaterali, la Svizzera ha ottenuto risultati postivi con i suoi programmi per combattere la povertà. Ha anche sostenuto fermamente l'iniziativa di sdebitamento HIPC (Heavily Indebted Poor Countries), s'impegna per realizzare convenzioni internazionali sull'ambiente e promuove l'applicazione dei principi dello sviluppo sostenibile. Il rapporto evidenzia le sfide principali che la Svizzera dovrà affrontare in futuro nell'ambito della politica di sviluppo. Per quanto riguarda l'impegno finanziario, il Consiglio federale si ispira al piano finanziario adottato dal Parlamento per il 2004-2008. Nel 2004 la Svizzera ha destinato 1,38 miliardi di dollari USA all'Aiuto pubblico allo sviluppo, importo che la situa a metà nella lista dei Paesi donatori.</p><p>2. Nel suo rapporto intermedio il Consiglio federale precisa i settori in cui la Svizzera s'impegnerà per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio. In occasione della sua seduta speciale del 18 maggio 2005 si è dichiarato pronto a riesaminare la questione in merito all'entità dell'Aiuto pubblico allo sviluppo (ODA) per poter fissare un nuovo obiettivo ODA per il periodo successivo al 2008. È inoltre disposto a esaminare una possibile partecipazione della Svizzera all'iniziativa del G8 su altre misure di sdebitamento multilaterale. Considerata la povertà persistente in alcune regioni del mondo, negli ultimi anni la comunità internazionale si è messa gradualmente d'accordo per adottare un nuovo quadro di politica di sviluppo. Come esposto nel suo rapporto intermedio, il Consiglio federale ritiene necessario coordinare in modo efficace i diversi settori politici per garantire uno sviluppo autentico e sostenibile dei Paesi poveri. Nella sua seduta del 18 maggio il Consiglio federale ha deciso di rafforzare la coerenza generale e settoriale della politica estera della Svizzera migliorando la collaborazione interdipartimentale.</p><p>Il Consiglio federale condivide l'opinione dell'autrice dell'interpellanza secondo cui occorre sostenere i Paesi in sviluppo, oltre che stanziando risorse supplementari, anche aiutandoli a realizzare le loro riforme. Un punto centrale della cooperazione allo sviluppo della Svizzera consiste nel sostenere i processi di riforma e le istituzioni attive nel settore. Nelle sue attività bilaterali e multilaterali, la Svizzera si impegna a favore di una Good Governance economica e politica.</p><p>3. Adottando il Piano d'azione per l'Africa, l'Agenzia internazionale per lo sviluppo (IDA) della Banca Mondiale - sostenuta finanziariamente anche dalla Svizzera - si è concentrata ulteriormente sull'Africa. Inoltre, la Svizzera appoggia anche gli sforzi fatti dalla Banca africana di sviluppo e da organizzazioni dell'ONU selezionate per combattere la povertà in Africa. La cooperazione bilaterale allo sviluppo impiega il 40 per cento delle sue risorse nell'Africa Subsahariana adottando anche programmi nell'ambito dell'istruzione di base. Considerate le restrizioni budgetarie, non si prevede di estendere in modo sensibile questi programmi.</p><p>4. Nella sua seduta speciale del 18 maggio 2005 il Consiglio federale, tenendo conto della critica situazione finanziaria della Confederazione, ha deciso che l'evoluzione dell'Aiuto pubblico allo sviluppo della Svizzera (APS) per il periodo 2005-2008 si baserà sul piano finanziario attualmente in vigore. Secondo il piano finanziario adottato dal Consiglio federale lo scorso 29 giugno, ciò corrisponde a una crescita annua del 2,6 per cento per il periodo 2005-2008, fatto salvo il finanziamento delle prestazioni in favore della coesione. Tuttavia, il Consiglio federale si è anche dichiarato disposto a riesaminare ulteriormente la situazione per poter fissare un nuovo obiettivo ODA per il periodo successivo al 2009.</p><p>5. Secondo la legge federale del 19 marzo 1976 sulla cooperazione allo sviluppo e l'aiuto umanitario internazionali, l'informazione sulla cooperazione allo sviluppo è di particolare importanza. Con il rapporto intermedio sugli Obiettivi di Sviluppo del Millennio il Consiglio federale rende pubblicamente conto del contributo fornito finora dalla Svizzera e delinea le sfide future. Nell'ambito del loro mandato d'informazione, la DSC e il Seco tematizzano a intervalli regolari gli MDG. Non è prevista, invece, una campagna specifica sull'argomento.</p>  Risposta del Consiglio federale.