<h2>SubmittedText<h2><text><p>Sessismo e molestie sessuali sono entrati anche in Parlamento. Un altro problema noto - perlomeno nella sala del Consiglio nazionale - è il rumore. Ritengo pertanto che sia giunto il momento di chiederci, per il tramite dell'Ufficio, come i parlamentari dovrebbero interagire (con maggior rispetto) fra di loro, comportarsi (adeguatamente) ed eventualmente essere chiamati a rispettare maggiormente i loro obblighi. Chiedo quindi all'Ufficio di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Come possiamo fare affinché i membri del CN, quando sono in sala, abbiano un comportamento adeguato per quanto attiene al rumore? Ad esempio andrebbero evitate le telefonate, le esternazioni ad alta voce e le discussioni in gruppo. </p><p>2. Come possiamo obbligare i membri del CN e del CS a comportarsi con maggior rispetto fra di loro e nei confronti dei collaboratori, dei visitatori e di altre persone, ad accettare e rispettare i limiti posti dalle persone e a promuovere la parità dei sessi?</p><p>3. A chi possono rivolgersi i membri del CN e del CS quando si sentono lesi nella loro integrità? Si potrebbe designare una persona di fiducia preposta a tal fine?</p><p>4. Se del caso, sarebbe possibile che i membri del CN e del CS sottoscrivano una "dichiarazione d'intenti" sulle questioni sopraelencate (o su singole parti ma anche su ulteriori aspetti)?</p></text><h2>FederalCouncilResponseText<h2><text><p>L'Ufficio prende posizione come segue sugli interrogativi posti:</p><p>1. L'Ufficio si è già occupato più volte del rumore talvolta molto assordante nella sala del Consiglio nazionale. Ha esaminato diverse misure per migliorare la situazione evitando però regolamentazioni eccessive che soffocherebbero il lavoro e la vitalità parlamentari. Nel 2015 ha quindi deciso diverse misure: i colloqui telefonici in sala sono vietati, i dialoghi vanno condotti sotto voce e le discussioni che coinvolgono più di due persone vanno svolte al di fuori della sala. Nonostante tutti questi sforzi, l'Ufficio non può fare a meno di constatare oggi che la problematica del rumore non è stata risolta. E questo anche perché le regole non sono state interiorizzate da tutti i deputati e non sono state quindi applicate rigorosamente. Con il sostegno dei presidenti dei gruppi parlamentari, l'Ufficio intende in futuro ricordare più spesso ai deputati le disposizioni vigenti e adoperarsi affinché siano attuate. In particolare l'Ufficio si appella anche alla responsabilità personale di ogni singolo deputato.</p><p>2. L'Ufficio ritiene importanti un comportamento rispettoso tra i deputati ma anche con i collaboratori, come pure la parità di trattamento fra i sessi. Secondo l'Ufficio, non è compito suo obbligare i deputati a comportarsi (più) rispettosamente o a promuovere la parità di trattamento fra i sessi. Ciò rientra nella responsabilità di ogni deputato ed eventualmente delle presidenze dei gruppi parlamentari. Il presidente della Camera sarebbe chiamato a intervenire laddove si riscontrerebbero ripetute violazioni delle prescrizioni d'ordine. In questo caso potrebbe adottare misure disciplinari contro singoli parlamentari (art. 13 LParl).</p><p>3. Il 12 dicembre 2017, d'intesa con le presidenze dei gruppi parlamentari la Delegazione amministrativa ha redatto un promemoria sul tema delle molestie sessuali in cui ha stabilito che intende procedere in modo deciso contro ogni forma di molestie sessuali. Tutti i deputati che si sentono lesi in questo senso nella propria integrità personale possono rivolgersi ai presidenti del loro gruppo parlamentare e/o a un organo indipendente.</p><p>4. L'Ufficio ritiene che la firma apposta alla fine di una dichiarazione d'intenti non potrà indurre cambiamenti di comportamento in sala, dato che ciò non è controllabile e non può essere imposto. Anche a questo proposito ogni singolo deputato deve assumersi la responsabilità di adeguare il suo modo di agire a forme convenienti.</p></text>