<h2>SubmittedText<h2><p>Uno degli obiettivi della legge sull'energia è produrre fino al 2030 almeno 5400 gigawattra in più di energia rinnovabile all'anno. Lo strumento principale per raggiungere quest'obiettivo è la rimunerazione a copertura dei costi dell'immissione in rete di energia elettrica (RIC).</p><p>Gli sviluppi degli ultimi anni evidenziano che la RIC è sempre più spesso oggetto di abusi, finalizzati a trarre profitto dal sovvenzionamento di impianti inefficienti. Inoltre colpisce il fatto che il rapporto costi-benefici è molto spesso sproporzionato. Basta fare un confronto con la Germania, dove con gli stessi mezzi finanziari potrebbe essere incentivato un numero doppio o addirittura triplo di impianti. Inoltre, gli interessi garantiti sul capitale investito pari al 5 per cento si situano ben al di sopra degli interessi offerti sul mercato.</p><p>Alla luce di queste considerazioni, il Consiglio federale è pregato di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Stando ad alcuni calcoli, nel 2030 la produzione supplementare di 5400 gigawattora coprirà il 10 per cento al massimo del consumo. Cosa intende fare concretamente il Consiglio federale per coprire il restante 30 per cento di produzione che verrà a mancare con l'eventuale abbandono dell'energia nucleare?</p><p>2. Condivide il parere secondo cui per compensare questa perdita sarà inevitabile costruire centrali a gas a ciclo combinato? È disposto a questo scopo a rimettere in discussione la sua politica climatica? Con quali conseguenze?</p><p>3. Come spiega le enormi differenze tra la Germania e la Svizzera per quanto concerne la RIC (ad es. per l'energia eolica indennizzi due o tre volte maggiori)?</p><p>4. Attualmente si stima che per raggiungere l'obiettivo di produzione sostituendo l'energia nucleare la Confederazione dovrà spendere fino a 5 miliardi di franchi o anche di più all'anno. Come pensa di finanziare questi ingenti importi?</p><p>5. La promozione delle energie rinnovabili necessita di sufficienti capacità di accumulazione e, in via prioritaria da parte di Swissgrid, di un potenziamento della rete ad alta tensione fino alle relative centrali elettriche. Come valuta questa situazione?</p><p>6. La Confederazione condivide il parere secondo cui gli interessi garantiti del 5 per cento sul capitale investito e il loro ammortamento mediante la RIC eliminino in larga misura il rischio imprenditoriale degli investitori? In caso affermativo, è disposta ad adeguare questi interessi ai tassi offerti sul mercato?</p><p>7. Il Consiglio federale condivide il parere secondo cui l'esercizio di impianti eolici con meno di 2200 ore di funzionamento non possa essere efficiente? In caso affermativo, perché malgrado ciò ha dato il suo sostegno a simili impianti?</p><p>8. Nel settore dell'energia solare, si continua a garantire un prezzo dell'elettricità che è fino a sei volte superiore a quello di mercato. Il Consiglio federale è anch'esso dell'avviso che per questo motivo l'incentivazione dell'energia solare dovrebbe concentrarsi soprattutto sulla produzione di calore e che per l'elettricità di origine solare si dovrebbe dare la priorità alla ricerca?</p><p>9. Il Consiglio federale continua a dare la priorità alla promozione di piccoli impianti inefficienti. È disposto a rimettere in discussione questa politica e a verificare che i criteri di efficienza ottengano un peso maggiore, vale a dire che non sia data più importanza alle dimensioni dell'impianto?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La legge sull'energia (LEne; RS 730.0) obbliga i gestori di rete a ritirare e rimunerare l'energia elettrica prodotta da nuovi impianti che sfruttano l'energia solare, geotermica, eolica, idroelettrica (fino a 10 MW) nonché quella proveniente dalla biomassa e relative scorie. In virtù dell'articolo 7a LEne, la rimunerazione si basa sul prezzo di costo, nell'anno di costruzione, di impianti di riferimento. Pertanto, l'esercizio di impianti inefficienti non permette la copertura dei costi; l'incentivo a produrre nel modo più efficiente possibile è dato proprio dal sistema dei "tassi di rimunerazione standard".</p><p>1./2./4./5. Il 25 maggio 2011, al termine della sua seduta di clausura, il Consiglio federale ha deciso di disattivare e di non sostituire le attuali centrali nucleari al termine del loro ciclo di vita, stabilito in funzione di criteri di sicurezza tecnici. Nel contempo, il collegio ha stabilito i punti salienti della sua nuova strategia energetica 2050. La gradualità del processo di abbandono dell'energia nucleare lascia il tempo necessario per attuare una nuova politica energetica e per ristrutturare il sistema energetico. Le prospettive energetiche 2050 mostrano che un abbandono graduale è possibile sia dal punto di vista tecnico che da quello economico. Per coprire le quote di energia elettrica che verranno a mancare in seguito alla rinuncia all'atomo, è necessario dare un nuovo orientamento alla strategia energetica della Svizzera.</p><p>Il Consiglio federale ha fissato le seguenti priorità:</p><p>- Efficienza energetica: la principale misura per garantire il futuro approvvigionamento energetico è un uso parsimonioso dell'energia.</p><p>- Forza idrica: a lungo termine lo sfruttamento della forza idrica, principale fonte indigena di energia rinnovabile, dovrà essere potenziato in misura ragionevole e tenendo conto di criteri ecologici.</p><p>- Energie rinnovabili: la quota delle nuove energie rinnovabili dovrà essere incrementata in maniera tale che sia disponibile un mix energetico ampiamente diversificato tanto nel settore dell'energia elettrica che in quello termico e della mobilità.</p><p>- Produzione di energia elettrica da vettori fossili: il fabbisogno restante di energia elettrica dovrà essere coperto con la produzione elettrica da vettori fossili, in primo luogo attraverso impianti di cogenerazione ad alta efficienza e, secondariamente, con la costruzione di centrali a ciclo combinato gas-vapore.</p><p>- Gli attuali obiettivi climatici vengono mantenuti.</p><p>- Il libero mercato e le iniziative personali dovranno avere più spazio.</p><p>- Ampliamento e trasformazione della rete: la rete elettrica deve essere adeguata alle necessità dettate dalla strategia energetica 2050.</p><p>Sulla base delle decisioni che il Parlamento prenderà nelle sessioni estiva e autunnale, il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC), insieme ai dipartimenti competenti, provvederà a elaborare ulteriormente la strategia energetica e a definire le misure da prendere in esame ai fini della sua attuazione. Per finanziare le misure aggiuntive necessarie, il DATEC studierà tra l'altro l'introduzione di una tassa d'incitamento, dopodiché il Consiglio federale preparerà un progetto da porre in consultazione nell'estate del 2012.</p><p>3. L'Ufficio federale dell'energia valuta regolarmente gli sviluppi a livello internazionale. Recentemente è stata condotta un'analisi comparativa con la Germania, la quale evidenzia chiaramente che i tassi di rimunerazione applicati nei due Paesi sono nel complesso assolutamente comparabili, considerate le diverse condizioni vigenti. Va osservato che la struttura degli impianti e le condizioni di esercizio sono in parte nettamente diverse: è il caso dell'energia eolica, dove le differenze sono chiare. Il fatto che i prezzi di costo relativi all'elettricità prodotta da impianti eolici siano meno elevati in Germania è dovuto principalmente al numero di ore di pieno carico annue, che in media supera di circa il 30 per cento quelle svizzere. A ciò si aggiungono maggiori costi di investimento dovuti a parchi eolici di minori dimensioni, che non beneficiano quindi di possibili sconti, costi di montaggio più elevati a causa di salari maggiori e di trasporti più complicati e una manutenzione più complessa.</p><p>6. La determinazione dei tassi di rimunerazione di tutti gli impianti di riferimento si basa su un calcolo dell'ammortamento relativo al ciclo di vita fisico degli impianti e su un tasso di interesse sul capitale del 5 per cento. Il tasso di interesse esente da rischi ammonta solo al 3 per cento, il restante 2 per cento garantisce la copertura dei rischi di esercizio. Secondo i risultati di un'ampia perizia conclusa ultimamente riguardo alle ipotesi formulate, la rimunerazione del capitale dovrebbe essere addirittura più elevata. Il principio alla base della RIC è infatti quello di minimizzare il rischio di investimento.</p><p>7. Date le condizioni del vento, in Svizzera gli impianti eolici non raggiungono le 2200 ore di funzionamento annue. Ciononostante anche nel nostro Paese esiste un grosso potenziale per l'energia elettrica prodotta dal vento, che contribuisce al raggiungimento degli obiettivi in materia di politica energetica. D'altronde i prezzi di costo dell'energia elettrica di origine eolica sono paragonabili a quelli dell'energia elettrica prodotta da altre fonti rinnovabili.</p><p>8./9. Il legislatore ha stabilito chiaramente di non escludere dalla RIC né singole tecnologie né classi di potenza. Anche gli impianti fotovoltaici sono esplicitamente compresi nelle tecnologie da promuovere. Per tenere conto dei costi tuttora elevati di questi impianti, sono fissati un tetto di spesa e contingenti annui. Inoltre, la LEne non permette di riservare la RIC alle tecnologie meno costose.</p><p>In virtù degli articoli 20 capoverso 3 e 28b capoverso 2 LEne, a metà del 2012 il Consiglio federale sottoporrà al Parlamento un rapporto esauriente sulla RIC. Si darà ampio spazio a una verifica globale delle possibilità di miglioramento del sistema di promozione della produzione di elettricità a partire dalle fonti rinnovabili anche nell'ambito della nuova politica energetica. Saranno esaminate eventuali opzioni o aggiunte e formulate proposte volte a ottimizzare il sistema. Le domande poste nella presente interpellanza saranno prese in considerazione nell'ambito delle riflessioni. Particolare attenzione richiederà il problema di come trattare, in caso di riorganizzazione del sistema, gli oltre 10 000 progetti notificati ai fini della RIC e attualmente in lista d'attesa.</p>  Risposta del Consiglio federale.