<h2>SubmittedText<h2><p>Fondandomi sull'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale e sull'articolo 107 della legge sul Parlamento, presento la seguente iniziativa:</p><p>Chiedo al Parlamento di considerare le esigenze del polo industriale e laboratorio di idee che è la Svizzera flessibilizzando parzialmente la legge sul lavoro, senza tuttavia aumentare gli orari di lavoro o pregiudicare la protezione degli addetti alla produzione industriale e artigianale. Propongo quindi di completare le disposizioni della legge sul lavoro (LL) come segue: </p><p>Nuovo art. 27 cpv. 3</p><p>I lavoratori con funzioni direttive e gli specialisti che godono di un'autonomia comparabile sono esonerati dalle prescrizioni degli articoli 9-17a, 17b capoverso 1, 18-20, 21 e 36, sempre che vi acconsentano e lavorino per aziende del settore terziario.</p><p>Nuovo art. 9 cpv. 3bis</p><p>Determinati rami economici, categorie di aziende o lavoratori possono essere esonerati mediante ordinanza dall'osservare la durata massima della settimana lavorativa, sempre che i lavoratori interessati siano soggetti a un modello di orario di lavoro annualizzato che consente di rispettare nella media annua la durata massima settimanale prevista dall'articolo 9 capoverso 1 lettera a della legge (45 ore a settimana).</p><p>Completamento dell'art. 15a cpv. 2 (ultima frase)</p><p>Il riposo di lavoratori adulti può essere ridotto una volta per settimana fino a otto ore, a condizione che nella media di due settimane venga rispettata la durata di undici ore; mediante ordinanza il Consiglio federale può prevedere ulteriori eccezioni.</p><p>Nuovo art. 15a cpv. 3</p><p>Il riposo di lavoratori adulti soggetti a un modello di orario di lavoro annuale secondo l'articolo 9 capoverso 3bis della legge può essere ridotto più di una volta per settimana fino a otto ore, a condizione che nella media di quattro settimane venga rispettata la durata di undici ore.</p><p>Adeguamenti a livello di ordinanza</p><p>Invito il Consiglio federale ad appoggiare l'auspicata flessibilizzazione della legge sul lavoro adeguando le ordinanze 1 e 2 concernenti la legge sul lavoro (per i dettagli v. motivazione).</p><h2>InitialSituation<h2><p><b>Comunicato stampa della commissione dell'economia e dei tributi</b><b>del Consiglio degli Stati del 03.05.2019</b></p><p>Il 14 febbraio 2019 la Commissione aveva adottato il proprio progetto di modifica della legge sul lavoro (<a href="https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20160414">16.414</a> s Iv. Pa. Graber Konrad. Flessibilizzare parzialmente la legge sul lavoro preservando i modelli di orario di lavoro dimostratisi validi), invitando il Consiglio federale a esprimersi in merito. Il Consiglio federale rinuncia a sottoporre alla Commissione proposte materiali, ma le raccomanda di sospendere i lavori intorno al progetto fino a quando non sarà disponibile lo studio commissionato sulle ripercussioni degli articoli 73a e 73b dell'ordinanza 1 concernente la legge sul lavoro, che consentono rispettivamente una registrazione semplificata della durata del lavoro e la rinuncia a tale registrazione. La Commissione ha comunque esaminato il progetto in seconda lettura e formula ora diverse nuove proposte:</p><p>1. Il campo d'applicazione del nuovo modello di orario di lavoro annualizzato è limitato ai superiori e agli specialisti che guadagnano almeno 120'000 franchi o che sono titolari di un diploma di studio superiore.</p><p>2. È ora necessario il consenso degli interessati o dei rappresentanti dei lavoratori dell'azienda in questione.</p><p>3. La durata del lavoro settimanale non deve superare le 67 ore e la durata del lavoro annuale deve essere suddivisa su almeno 40 settimane.</p><p>4. La responsabilità per la protezione della salute dei lavoratori in questo modello incombe ai datori di lavoro, fermo restando che la disposizione potestativa è ora divenuta cogente.</p><p>5. Il lavoro domenicale a propria libera discrezione deve essere svolto al di fuori dell'azienda.</p><p>6. Le regolamentazioni previste per il nuovo modello speciale di orario di lavoro annualizzato non si applicano ad altri modelli di lavoro annuale già esistenti.</p><p>La Commissione pubblicherà le sue nuove decisioni unitamente a un rapporto aggiuntivo e le trasmetterà nuovamente al Consiglio federale. L'oggetto sarà affrontato nuovamente dalla CET-S durante la riunione di ottobre, quando dovrebbe essere disponibile il citato studio della SECO. In tale occasione saranno anche sentite le parti sociali in merito alle modifiche previste.</p><p></p><p><b>Parere complementare del Consiglio federale del 20 settembre 2019 </b></p><p>Per quanto concerne le premesse da considerare in relazione al progetto della CET-S si rinvia al parere del Consiglio federale del 17 aprile 2019. </p><p>Il Consiglio federale prende atto delle modifiche effettuate dalla CET-S per tener conto di vari timori espressi in sede di consultazione, come ad esempio l'introduzione di criteri oggettivi per delimitare la cerchia dei lavoratori a cui può essere applicato il modello speciale di orario di lavoro. Fissare la durata massima della settimana lavorativa a 67 ore e ripartire la durata del lavoro annuale su almeno 40 settimane sono misure volte a tutelare la salute dei lavoratori interessati. La limitazione del lavoro domenicale facoltativo a impieghi al di fuori dell'azienda permette di circoscrivere le situazioni a cui può essere applicata la disposizione. L'impegno dei datori di lavoro ad adottare misure preventive sottolinea la volontà del legislatore di proteggere adeguatamente la salute dei lavoratori. </p><p>Nonostante questi adeguamenti, la CET-S ha rinunciato a coinvolgere esplicitamente le principali parti sociali. Nel frattempo queste cerchie non sono state consultate. Già solo per questo motivo, il Consiglio federale ritiene che il progetto di revisione abbia poche chance di andare in porto. Inoltre, i timori espressi in sede di consultazione non vengono sostanzialmente mitigati dagli adeguamenti effettuati, motivo per cui <b>l'Esecutivo propone al Parlamento di non entrare in materia. </b></p><p>Tuttavia, se il Parlamento dovesse decidere altrimenti, il Consiglio federale raccomanda non solo di sentire le parti sociali e di prendere in considerazione i risultati dello studio sulla valutazione delle nuove regole di registrazione della durata del lavoro, che saranno disponibili in autunno, ma anche di esaminare gli aspetti esposti qui di seguito in vista di una discussione con le parti sociali nell'ottica di trovare soluzioni condivise. (...)</p><h2>Proceedings<h2><p><strong>Comunicato stampa della commissione dell'economia e dei tributidel Consiglio degli Stati del 04.02.2022</strong></p><p><strong>La Commissione ha ripreso i lavori sul progetto di attuazione dell'iniziativa parlamentare </strong><a href="https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20160414">16.414</a><strong> dell'allora consigliere agli Stati Konrad Graber sulla flessibilizzazione parziale della legge sul lavoro. Al fine di consentire a talune categorie di lavoratori una maggiore flessibilità nella pianificazione del proprio orario di lavoro, ora la maggioranza si pronuncia a favore di un'eccezione alla subordinazione alla legge sul lavoro e non più, come finora, di un particolare modello di orario di lavoro annuale.</strong></p><p>La CET-S aveva sospeso a lungo i lavori sul progetto, in attesa di vedere se le parti sociali avrebbero trovato una soluzione a livello di ordinanza per quanto chiesto dall'iniziativa parlamentare Graber. Nonostante i relativi lavori siano in corso, la Commissione è giunta alla conclusione che le principali richieste dell'iniziativa, ossia la possibilità di una breve interruzione del periodo di riposo e la possibilità di lavorare volontariamente la domenica, non possono essere attuate nell'ambito del vigente diritto sul lavoro. Dopo un'intensa discussione, con 8 voti contro 4 la Commissione ha pertanto deciso di intraprendere una via diversa da quella seguita finora per l'attuazione dell'iniziativa parlamentare: la maggioranza propone ora alla propria Camera di definire nell'articolo 3 i presupposti per l'esclusione dei lavoratori dal campo di applicazione della legge. Si menzionano, tra l'altro, una funzione di superiore, un reddito lordo di oltre 120 000 franchi o un diploma universitario, nonché un'ampia autonomia nella pianificazione dell'orario di lavoro; inoltre, la deroga dovrebbe essere limitata ai lavoratori che lavorano in imprese operanti principalmente nei settori tecnologia dell'informazione, consulenza, revisione contabile o società fiduciarie e che hanno accettato per iscritto di non essere assoggettati alla legge sul lavoro. La Commissione stabilisce altresì esplicitamente che le disposizioni relative alla protezione della salute devono applicarsi anche alle categorie di lavoratori ora escluse dal campo di applicazione. La minoranza si oppone a questa opzione esattamente come ha fatto con l'attuale progetto. Pur riconoscendo che il diritto del lavoro potrebbe essere aggiornato in taluni punti, nel complesso si è costantemente evidenziato come esso sia sufficientemente flessibile da consentire gli adeguamenti necessari ai cambiamenti tecnologici e sociali. La minoranza ritiene inoltre che un'azione che ignori il partenariato sociale non sia orientata alla ricerca di soluzioni né votata al successo. La Commissione vuole invitare il Consiglio federale a pronunciarsi sulle proprie nuove proposte prima di sottoporle al Consiglio degli Stati. L'oggetto giungerà pertanto al vaglio di quest'ultimo non prima della sessione estiva.</p><p>&nbsp;</p><p><strong>Parere del Consiglio federale del 06.04.2022</strong></p><p>Nella riunione del 6 aprile 2022 il Consiglio federale ha adottato il parere concernente la proposta della Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio degli Stati del 3 febbraio 2022.</p><p>L'Esecutivo propone al Parlamento di non entrare in materia.</p><p>&nbsp;</p><p><strong>Comunicato stampa della commissione dell'economia e dei tributidel Consiglio degli Stati del 25.04.2023</strong></p><p>Per quanto riguarda l'iniziativa parlamentare <a href="https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20160414">16.414</a> (Iv. Pa. Graber Konrad. Flessibilizzare parzialmente la legge sul lavoro preservando i modelli di orario di lavoro dimostratisi validi) la Commissione è stata consultata in merito alla soluzione elaborata per l'ordinanza sulla base di una proposta delle parti sociali (cfr. <a href="https://www.parlament.ch/press-releases/Pages/mm-wak-s-2022-10-11.aspx-11.aspx">comunicato stampa della CET-S dell'11 ottobre 2022</a>). Con la prevista modifica dell'ordinanza 2 concernente la legge sul lavoro si vuole offrire alle aziende del settore TIC e alle aziende che forniscono servizi nei settori della revisione contabile, dei servizi fiduciari e della consulenza fiscale una maggiore flessibilità nell'impiego dei propri dipendenti: le aziende nel settore TIC potranno, a determinate condizioni, prolungare il lavoro diurno e serale e ridurre il riposto giornaliero, mentre le aziende che forniscono servizi nei settori della revisione contabile, dei servizi fiduciari e della consulenza fiscale avranno la possibilità di concordare con determinate categorie di lavoratori e a determinate condizioni un particolare modello di orario di lavoro annuale. Pur constatando che la prevista modifica di ordinanza non attua tutte le richieste formulate dall'iniziativa parlamentare, la Commissione accoglie con favore il fatto che le parti sociali abbiano concordato una soluzione e propone pertanto alla sua Camera di togliere dal ruolo l'iniziativa parlamentare <a href="https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20160414">16.414</a>.</p><p>&nbsp;</p><p>&nbsp;</p><p><strong>Dibattito al Consiglio degli Stati, 07.06.2023</strong></p><p>Stralcio dal ruolo</p>