<!DOCTYPE html> <html lang="it"><head><meta charset="utf-8"/></head><body><div class="Section1"> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td colspan="2" valign="top"> <p class="R2"><span> </span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span><img alt="" height="38" src="http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&amp;WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&amp;WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&amp;OmnisLibrary=JURISWEB&amp;OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&amp;OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&amp;Parametername=WWWTI&amp;Schema=TI_WEB&amp;Source=&amp;Aufruf=getImage&amp;nF38_KEY=227613" width="37"/></span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span><img alt="" height="25" src="http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&amp;WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&amp;WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&amp;OmnisLibrary=JURISWEB&amp;OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&amp;OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&amp;Parametername=WWWTI&amp;Schema=TI_WEB&amp;Source=&amp;Aufruf=getImage&amp;nF38_KEY=227614" width="21"/></span></p> </td> <td valign="top"><a id="X_NOT_ACTUALIZE"></a> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Incarto n.<br/> </span><span>52.2013.539</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Lugano</span></p> <p class="MsoNormal"><a id="IN_DATA_DECISIONE"><span>15 gennaio 2014</span></a></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td colspan="3" valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>In nome<br/> della Repubblica e Cantone<br/> Ticino</span></p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> <tr> <td colspan="6" valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span>Il Tribunale cantonale amministrativo</span></b></p> </td> </tr> <tr> <td colspan="6" valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> </tr> <tr> <td colspan="6" valign="top"><a id="INIZIO_TESTO"></a> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> </tr> <tr> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>composto dei giudici:</span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Raffaello Balerna, presidente,</span></p> <p class="MsoNormal"><span>Stefano Bernasconi, Ivano Ranzanici</span></p> </td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>segretaria:</span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Sarah Socchi, vicecancelliera</span></p> </td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>statuendo sul ricorso 18 novembre 2013 della</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span> </span></b></p> </td> <td colspan="2" valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span>RI 1</span></b><span> </span></p> <p class="MsoFooter"><span>patrocinata da: </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> </tr> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>contro</span></p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>la decisione 28 ottobre 2013 del presidente del Consiglio di Stato (n. __________) che respinge la domanda di concessione dell'effetto sospensivo</span><span> <span>al ricorso presentato dalla ricorrente avverso la decisione 30 settembre 2013 con cui il municipio di CO 1 le ha ordinato l'immediata</span> sospensione dell'attività di estrazione, di movimentazione di materiale inerte e di sistemazione della cava __________ di CO 1 e di presentare una domanda di costruzione a posteriori; </span></p> </td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="R2"><span>ritenuto, <b>in fatto</b></span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="normale0"><span>la RI 1 qui ricorrente, gestisce la cava __________ in zona __________ a __________, su un <span>terreno - perlomeno in parte - non censito (coordinate __________</span>) di comproprietà dei patriziati di __________ (di <span>seguito: patriziati), assegnato dal vigente piano regolatore alla</span> zona delle cave nonché all'area AP-EP <i>discarica detriti edili e di scavo /successivamente zona forestale</i>, fuori della zona edificabile (cfr. estratto piano del paesaggio/piano AP-EP di cui alla variante di PR approvata con ris. gov. n. __________ del 28 giugno 2005), a ridosso del bosco;<br/> <br/> che nel settembre 2013, l'ufficio tecnico ha constatato che erano in corso dei lavori di <i>manomissione</i> del terreno citato, in particolare che venivano innalzate progressivamente senza permesso delle <i>muraglie </i>formate da blocchi di granito, segnatamente lungo la strada d'accesso alla cava;<br/> <br/> <span>che, richiamato il relativo rapporto dell'ufficio tecnico, con decisione</span> 30 settembre 2013 il municipio di CO 1 ha ordinato alla RI 1, con le comminatorie dell'art. 292 CP e dell'esecuzione sostitutiva: </span></p> <p class="normale0"><span>(1) la <i>sospensione immediata delle attività di estrazione di granito e di movimentazione di materiale inerte, inclusi i lavori di sistemazione del terreno nel sedime della cava</i>, precisando che l'ingiunzione <i>non concerne l'attuale banco scoperto (allegato A)</i>, che la ditta è autorizzata a prelevare dalla cava;</span></p> <p class="normale0"><span>(2)<i> </i>di presentare entro 30 giorni una domanda di costruzione a posteriori <i>relativa agli interventi di sistemazione della cava <span>eseguiti e da eseguire per la messa in sicurezza dell'area,</span> compresa l'edificazione delle muraglie</i>; </span></p> <p class="normale0"><span><br/> <span>che avverso quest'ultimo provvedimento la RI 1 si è aggravata</span> dinnanzi al Consiglio di Stato, chiedendone l'annullamento e postulando che all'impugnativa fosse concesso l'effetto sospensivo; <br/> <br/> <span>che con giudizio 28 ottobre 2013, il presidente del Consiglio di</span> <span>Stato ha respinto la predetta domanda provvisionale, limitatamente all'ordine di sospensione dei lavori (1); il Governo ha in sostanza</span> ritenuto che l'interesse pubblico alla salvaguardia del territorio e dell'ambiente, nonché alla sicurezza degli insediamenti a valle, fosse prevalente rispetto a quello della RI 1 di proseguire un'attività, <i>il cui carattere formalmente e materialmente legittimo, è ben lungi dall'essere provato e/o scontato</i>; <br/> <br/> che avverso tale pronunzia, l'insorgente si aggrava ora davanti al <span>Tribunale cantonale amministrativo, chiedendo che sia annullata </span><span>e che al ricorso pendente dinnanzi all'Esecutivo cantonale sia conferito l'effetto sospensivo;</span> <br/> <br/> che la ricorrente, con argomentazioni dettagliate, rileva di gestire <span>la cava in questione da una quarantina d'anni, sulla base di un</span> <span>contratto d'affitto stipulato con i patriziati, rinnovato nel tempo; non sarebbe in corso, aggiunge, alcun lavoro di <i>manomissione</i> del terreno, ma solo di movimentazione di materiale all'interno del comprensorio estrattivo; i <i>muraglioni (scogliere)</i>, prosegue,</span> sarebbero invece terminati da tempo; tali opere - per le quali <span>sarebbe semmai disposta ad adottare eventuali accorgimenti per consolidarne la tenuta - non comporterebbero alcun pericolo;</span> nessun <i>cavista</i> avrebbe mai dovuto inoltrare domande di costruzione <i>per preparare piste di cantiere e erigere muri di contenimento</i>; il controverso ordine di sospensione, conclude, avrebbe per contro pesanti conseguenze economiche sulla sua attività; <br/> <br/> <span>che all'accoglimento dell'impugnativa si oppone il Consiglio di Stato, senza formulare osservazioni; ad identica conclusione</span> pervien<span>e il comune CO 1, con argomenti che verranno ripresi, </span>per quanto necessario, nei seguenti considerandi; <br/> <br/> che con la replica e la duplica, l'insorgente rispettivamente il comune si sono riconfermati nelle rispettive conclusioni e <span>domande </span><span>di giudizio, sviluppando ulteriormente le loro tesi; di queste,</span> come pure delle ulteriori osservazioni della RI 1, si dirà all'occorrenza in appresso;<br/> <br/> <br/> </span></p> <p class="R1"><span>considerato, <b>in diritto<br/> <br/> </b>che la competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dagli art. 21 e 45 della legge edilizia cantonale del 13 marzo 1991 (LE; RL 7.1.2.1); certa è la legittimazione attiva della <span>ricorrente, direttamente e personalmente toccata dal giudizio del</span> presidente del Consiglio di Stato (art. 43 legge di procedura per le cause amministrative del 19 aprile 1966; LPamm; RL 3.3.1.1); <br/> <br/> <span>che il ricorso, tempestivo (art. 46 cpv. 1 LPamm), è dunque ricevibile in ordine e può essere evaso sulla base degli atti, senza istruttoria</span> (art. 18 cpv. 1 LPamm); <br/> <br/> <span>che nell'ambito di ricorsi interposti contro decisioni emanate in</span><span> ambito provvisionale, il Tribunale non procede di regola all'assunzione di prove (cfr. STA 52.2009.277 del 7 settembre 2009 consid. 1.2. confermata da STF 1C.442/2009 del 16 ottobre</span> 2009 in <span>RtiD I-2010 n. 9; <span>Marco</span> <span>Borghi/Guido Corti</span>, Compendio di</span> procedura amministrativa ticinese, Lugano 1997, n. 1c ad art. 21 LPamm); i mezzi probatori (sopralluogo, richiamo documenti dal <span>municipio, ecc.) genericamente richiesti dall'insorgente non appaiono</span><span> peraltro atti a procurare la conoscenza di ulteriori elementi</span> rilevanti per il giudizio; la situazione dei luoghi e dell'oggetto della contestazione emerge con sufficiente chiarezza dalle diverse fotografie agli atti; <br/> <br/> che oggetto del ricorso in esame è unicamente la decisione del <span>presidente del Consiglio di Stato di respingere la domanda di</span> conferimento dell'effetto sospensivo all'impugnativa inoltratagli dalla ricorrente avverso l'ordine (1) di sospendere l'attività di <span>estrazione della cava, di movimentazione di materiale inerte e di sistemazione</span> del terreno (cfr. ris. gov. citata, pag. 2 in fine); <br/> <br/> che il presidente dell'Esecutivo cantonale non si è infatti pronunciato sulla richiesta di conferire l'effetto sospensivo anche all'impugnativa contro l'ordine (2) di presentare una domanda di costruzione a posteriori; richiesta invero superflua, poiché il ricorso <span>al Governo ha effetto sospensivo per legge (cfr. art. 47 cpv. 1 LPamm); non mette comunque conto di soffermarsi su tale aspetto</span>, su cui neppure le parti si chinano; <br/> <br/> che l'ingiunzione di cessare l'attività di estrazione e di movimentazione di materiale inerte rispettivamente di sistemazione (manomissione) del terreno è configurabile alla stregua di un ordine <span>di sospensione dei lavori, ovvero un provvedimento cautelare </span>volto ad assicurare il mantenimento della situazione di fatto esistente nell'attesa che l'autorità conceda una licenza in sanatoria <span>per i lavori eseguiti senza permesso o in contrasto con il permesso</span> accordato (<span>Adelio Scolari</span>, Commentario, II. ed., Cadenazzo 1996, ad art. 42 n. 1261); per legge, un simile provvedimento è<span> immediatamente esecutivo (art. 45 cpv. 5 regolamento di applicazione delle legge edilizia del 9 dicembre 1992; RLE; RL</span> 7.1.2.1.1; cfr. anche art. 21 cpv. 4 LPamm); <br/> <br/> <span>che giusta l'art. 47 LPamm, il ricorso contro un provvedimento cautelare non esplica effetto sospensivo; l'insorgente può nondimeno chiedere al presidente dell'autorità di ricorso di concederlo</span>; <br/> <br/> <span>che l'esclusione o la revoca preventive dell'effetto sospensivo ad un </span>eventuale ricorso da parte dell'autorità decidente, rispettivamente la concessione di tale effetto a un ricorso proposto contro una decisione dichiarata immediatamente esecutiva dalla legge, dipendono dal confronto degli interessi contrapposti: l'esecutività immediata si giustifica quando l'interesse pubblico a una sollecita <span>attuazione delle decisioni prevale su quello dell'amministrato a che le decisioni non esplichino effetti prima della loro crescita in giudicato formale (cfr. STA 52.2011.180 del 20 maggio 2011;</span> 52.2008.277 del 22 agosto 2008, consid. 2.1; <span>Borghi/Corti</span>, op. cit., n. 2 ad art. 47 LPamm);<br/> </span><br/> che la prevalenza dell'interesse all'immediata esecutività di una misura provvisionale sul contrapposto interesse di chi ne è gravato, è presunta per legge; <span>l</span><span>a concessione dell'effetto sospensivo </span>entra in considerazione <span>soltanto in casi eccezionali, poiché, privando</span> di qualsiasi efficacia il provvedimento cautelare, esplica lo stesso effetto di una decisione di accoglimento dell'impugnativa nel merito (cfr. STA 52.2008.277 citata, consid. 2.2.);<br/> <br/> che nell'ambito dell'adozione di misure provvisionali, la ponderazione degli interessi contrapposti va effettuata sulla base di una valutazione <i>prima facie</i> degli elementi di giudizio noti (DTF 124 V 82 consid. 6a, 117 V 191 consid. 2b, 110 V 45 consid. 5b, 106 Ib <span>116 consid. 2a; GAAC 61.77 consid. 3a; <span>Isabelle Häner</span>, Vorsor-<br/> gliche</span> <span>Massnahmen im Verwaltungsverfahren und Verwaltungs-prozess</span>, in: RDS 1997 II 332 e seg.); in tale ambito, l'autorità <span>di</span><span>spone di un certo margine discrezionale, sindacabile da parte</span><span> del</span> <span>Tribunale cantonale amministrativo unicamente sotto il profilo</span> della violazione del diritto (art. 61 cpv. 1 LPamm);<br/> <span>che sono pertanto censurabili, in particolare, le valutazioni che</span> procedono da un abuso del potere d'apprezzamento; l'istanza di ricorso deve quindi evitare di sostituire il suo apprezzamento a quello dell'autorità inferiore, limitandosi a controllare che la decisione impugnata sia sorretta da motivi pertinenti e non <span>disattenda i principi generali del diritto, segnatamente quello di proporzionalità (cfr. STA 52.2011.180 citata; </span><span>52.2009.277 citata, consid.</span><span> 2.2); <br/> <br/> che, in concreto, la decisione del presidente del Consiglio di Stato non travalica i limiti del potere di apprezzamento che gli compete e non è di conseguenza lesiva del diritto; <br/> <br/> <span>che non appare fuori luogo ritenere che l'interesse pubblico a</span> impedire che nelle more del procedimento l'insorgente prosegua, sprovvista di permesso e senza limiti, l'attività estrattiva e di movimentazione di materiale rispettivamente la costruzione di muri imponenti formati da massi ciclopici - così come disposto dal municipio - prevalga sui suoi interessi meramente economici; <br/> <br/> che va infatti ritenuto assodato - a questo stadio di causa - che gli interventi in questione non siano sorretti da alcun permesso; neppure l'insorgente pretende il contrario; mentre è evidente che <span>non solo l'attività di sfruttamento di una cava, ma anche ogni</span> <span>modifica del terreno che ha un impatto rilevante sull'ambiente rispettivamente sulla pianificazione è soggetta ad autorizzazione, a maggior ragione se fuori della zona edificabile (cfr. DTF 119 </span>Ib 222 consid. 3a; STF 1A.276/2006 del 25 aprile 2007 consid.<span> 5.2; <span>Bernhard Waldmann/Peter Hänni</span>, Handkommentar</span> Raumplanungsgesetz, Berna 2006, ad art. 22 n. 10); <br/> <br/> che dall'asserita circostanza che la cava sarebbe sfruttata da oltre quarant'anni, l'insorgente non può dedurre un suo diritto generale di eseguire interventi di qualsiasi genere, quali scavi, <span>manufatti per l'esercizio od opere di sistemazione del terreno, rispettivamente impiegare macchinari ed installare impianti di qualsiasi </span><span>natura, a prescindere da qualsiasi forma di controllo preventivo da</span> parte dell'autorità di polizia delle costruzioni; <br/> <br/> <br/> <span>che una diversa conclusione vanificherebbe peraltro lo scopo</span> stesso della misura cautelare, che è proprio quello di evitare che una situazione di illegittimità formale, creata da un intervento <span>edi</span><span>lizio privo della necessaria autorizzazione, venga ulteriormente </span><span>aggravata dalla prosecuzione dei lavori, rendendo più difficile l'adozione di eventuali misure di ripristino qualora l'abuso non</span> possa essere sanato da un'autorizzazione a posteriori; <br/> <br/> che ad <span>ogni modo l'insorgente non afferma, né dagli atti risulta d'acchito, che l'esercizio della cava - con i mezzi e su un'estensione paragonabile a quella attuale, che invero neppure l'insorgente si premura di precisare - sia stata consapevolmente tollerata dalla competente autorità per un simile lasso di tempo; ipotesi</span>, questa, che non escluderebbe comunque <i>a priori</i> che l'autorità possa intervenire, segnatamente in presenza di un interesse <span>pubblico prevalente o di interventi che sovvertono in misura significativa la situazione di fatto esistente; in concreto, di sicura </span>importanza appare l'interesse pubblico ad un controllo preventivo dell'attività estrattiva rispettivamente edilizia in questo comparto, situato fuori della zona edificabile, a ridosso del bosco; <br/> <br/> <span>che a questo stadio di causa - <i>prima facie </i>- non è inoltre neppure</span> possibile escludere con certezza, che l'attività che la ricorrente <span>vorrebbe proseguire senza permesso possa comportare o aggravare</span> i lamentati problemi di sicurezza (franamenti di <span>materiale) per i fondi situati più a valle (cfr. incarto del municipio, lettera 26 agosto 2013 del municipio alla RI 1 di cui al doc. I3); non è in particolare deducibile dal <i>rapporto</i></span> <i>orientativo</i> (di un paio di righe e qualche fotografia; doc. W) prodotto <span>dall'insorgente in questa sede, che a tali disagi neppure fa riferimento</span>; nella misura in cui considera anche questa circostanza, il giudizio del presidente non trascende i limiti del potere d'apprezzamento conferitigli, non procede da un eccesso o da un abuso del suo esercizio;<br/> <br/> <span>che l'autorità di prime cure non ha d'altra parte ordinato la sospensione</span> di qualsiasi attività, ma ha lasciato inalterata la possibil<span>ità di proseguire con i lavori di scavo e movimentazione del </span>materiale del banco scoperto, situato a monte (cfr. decisione 30 settembre 2013); da questo profilo, l'ordine non appare sproporzionato, tanto più che neppure l'insorgente specifica (mediante un piano e una relazione dettagliata) in quali altre aree vorrebbe <span>concretamente continuare ad intervenire, pur se sprovvista di</span> qualsivoglia permesso; <br/> <br/> <span>che la circostanza che una parte delle opere (<i>muraglioni</i>)<i> </i>toccate dall'ordine di sospensione sarebbe terminata, come asserisce</span> l'insorgente, è invece - a questo stadio procedurale - del tutto irrilevante; il giudizio che nega il conferimento dell'effetto sospensivo ad una misura cautelare tutt'al più priva d'oggetto (aspetto su cui <span>il Governo dovrà ancora pronunciarsi) non sarebbe infatti, a</span> maggior ragione, suscettibile di arrecarle un pregiudizio; <br/> <br/> che poco conta, da ultimo, che l'insorgente sarebbe autorizzata dai patriziati, mediante un contratto d'affitto, ad asportare del <span>materiale dalla cava di loro proprietà; l'esistenza di un simile contratto</span> - che, stando ai documenti agli atti, risulta peraltro rinnovato solo <span>fino alla fine del 2013 rispettivamente rescisso per tale data -</span> non sopperisce in ogni caso all'autorizzazione edilizia mancante; <br/> <br/> che, sulla base delle considerazioni che precedono, il ricorso deve di conseguenza essere respinto; <br/> <br/> che la <span>tassa di giustizia (art. 28 LPamm) è posta a carico della ricorrente, secondo soccombenza, la quale rifonderà inoltre al</span> comune, assistito da un legale, un'adeguata indennità a titolo di ripetibili (art. 31 LPamm). <br/> <br/> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>Per questi motivi,</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="R2"><b><span>dichiara e pronuncia:</span></b></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> 1. Il ricorso è <a id="IN_ESITO">respinto</a>.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> 2. <span>La tassa di </span><span>giustizia di fr. 1'500.- è posta a carico della RI 1</span><span>, la quale rifonderà inoltre un identico importo al</span> comune di CO 1, a titolo di ripetibili. </span></p> <p class="R1"><span> 3. Contro la presente decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale a Losanna entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 segg. legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005; LTF; RS 173.110).</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="R1"><span> 4. Intimazione a:</span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> </tr> </table> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>Per il Tribunale cantonale amministrativo</span></p> <p class="MsoNormal"><span>Il presidente La segretaria</span></p> </div></body></html>