<h2>SubmittedText<h2><p>All'inizio del 2014 ha preso il via il Programma nazionale di prevenzione e lotta contro la povertà che costituiva una delle raccomandazioni formulate nel rapporto del Consiglio federale "Strategia nazionale di lotta alla povertà" elaborato in adempimento di una mozione della CSSS-N. Lo scopo del programma è accrescere le opportunità di istruzione delle persone povere o a rischio di povertà, sostenere l'integrazione sociale e professionale delle persone con scarse opportunità sul mercato del lavoro, migliorare la situazione abitativa e l'accesso alle informazioni delle persone in condizioni di povertà e la situazione delle famiglie povere, nonché monitorare l'efficacia delle misure di prevenzione e lotta contro la povertà.</p><p>Il programma è senz'altro lodevole, ma troppo poco incisivo dal punto di vista delle persone con disabilità, visto che in base ai dati rilevati dall'Ufficio federale di statistica il numero delle persone a rischio di povertà è praticamente il doppio tra i disabili che tra le persone senza disabilità (il 19,1 contro l'11,4 percento).</p><p>Il fatto che nel nostro Paese il numero delle persone con disabilità colpite dalla povertà o a rischio di povertà sia in aumento emerge anche dal rapporto ombra di Inclusion Handicap sull'applicazione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (CDPD), alla quale la Svizzera ha aderito nel 2014. Questa constatazione è in contrasto con l'articolo 28 CDPD che garantisce alle persone con disabilità un livello di vita adeguato. </p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Come valuta l'aumento delle persone con disabilità a rischio di povertà? Ha richiesto ulteriori rilevazioni per monitorare gli ultimi sviluppi? </p><p>2. Ha tenuto conto di questa evoluzione e in particolare dell'aumento del numero di persone con disabilità a rischio di povertà nei progetti di revisione delle prestazioni complementari e dell'assicurazione invalidità (Ulteriore sviluppo dell'AI)?</p><p>3. Che cosa prevede di fare per ridurre il rischio di povertà tra le persone con disabilità e adempiere gli obblighi di cui all'articolo 28 CDPD?</p><p>4. Sarà portato avanti il Programma nazionale di prevenzione e lotta contro la povertà e come potrà essere garantito che il programma successivo preveda misure efficaci per le persone con disabilità?</p><p>5. Quali lacune del sistema delle assicurazioni sociali sono responsabili della maggiore esposizione alla povertà delle persone con disabilità e come possono essere colmate per evitare che il problema si acuisca?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./5. Le basi statistiche a disposizione del Consiglio federale mostrano chiaramente che le persone con disabilità sono maggiormente esposte al rischio di povertà e colpite rispetto al resto della popolazione. Per esempio, i beneficiari di una rendita AI hanno in media un livello di formazione più basso e già prima dell'insorgenza dell'invalidità svolgevano professioni con salari inferiori alla media, una situazione che non solo perdura con l'insorgenza dell'invalidità, ma incide anche negativamente sull'importo della rendita e sulle eventuali prestazioni del secondo pilastro. Inoltre, le persone con disabilità devono far fronte a difficoltà segnatamente in relazione alla loro impiegabilità nel mercato del lavoro, ai pregiudizi dei datori di lavoro (per quanto riguarda le competenze e il rischio di assenze), alla conciliabilità tra lavoro e cure/tempo supplementare necessario per svolgere i compiti quotidiani quali vestirsi o andare al lavoro, nonché alle spese supplementari dovute alla disabilità (cure non rimborsate, materiale speciale, adattamento dell'abitazione o del veicolo, ecc.).</p><p>Oltre che con le prestazioni complementari (PC), che costituiscono un elemento fondamentale per la lotta alla povertà dei beneficiari di rendita AI, il Consiglio federale s'impegna a ridurre il rischio di povertà puntando sulla formazione e sull'integrazione degli interessati nel mercato del lavoro, per metterli in condizione di conseguire un reddito da attività lucrativa. Il progetto Ulteriore sviluppo dell'AI, attualmente pendente in Parlamento (FF 2017 2191), e la Conferenza nazionale per l'integrazione delle persone disabili nel mercato del lavoro perseguono per l'appunto questo obiettivo. Il nuovo indicatore dell'Ufficio federale di statistica, che confronta i tassi di povertà prima e dopo i trasferimenti sociali, consentirà di trarre conclusioni sulla misura in cui queste prestazioni permettono di ridurre la povertà reddituale. Considerati gli accertamenti svolti nel quadro di vari studi, rapporti e messaggi, per il momento il Consiglio federale non ha richiesto ulteriori rilevazioni su questo argomento.</p><p>2./3. Le PC servono a garantire la copertura del fabbisogno vitale delle persone che percepiscono rendite del primo pilastro. Per questo motivo, nel messaggio del 16 settembre 2016 sulla riforma delle PC (FF 2016 6705), il Consiglio federale si è chiaramente espresso a favore del mantenimento del livello delle prestazioni. Le modifiche della legge federale sull'assicurazione per l'invalidità previste con l'Ulteriore sviluppo dell'AI mirano in particolare a rafforzare l'integrazione nel mercato del lavoro primario, sia per aumentare le opportunità di formazione che per consentire alle persone con disabilità di conseguire un reddito da attività lucrativa e quindi di migliorare la propria situazione finanziaria.</p><p>4. Il Consiglio federale si è già espresso sul futuro del programma nelle risposte alle interpellanze Feri Yvonne 17.3532, "Programma contro la povertà. Come s'intende proseguire?", e Heim 17.3557, "Come intende il Consiglio federale garantire effetti duraturi al Programma nazionale contro la povertà?", in cui ha affermato di voler discutere, nel primo semestre del 2018, il rapporto finale sul programma che illustrerà lo stato della prevenzione della povertà in Svizzera, riassumerà le conoscenze acquisite nell'ambito del programma e analizzerà la necessità d'intervento. L'esecutivo valuterà in quel momento se sia necessario adottare ulteriori misure dopo la conclusione del programma.</p>  Risposta del Consiglio federale.