<h2>InitialSituation<h2><p>L'Iniziativa popolare contro la dispersione degli insediamenti è stata presentata il 21 ottobre 2016 con 113 216 firme valide. L'intento dell'iniziativa è di arginare l'ulteriore estensione delle zone edificabili congelando a tempo indeterminato la relativa superficie complessiva. Essa ammette nuove delimitazioni delle zone edificabili solo se si procede al dezonamento di un'altra superficie di dimensioni almeno equivalenti e con un valore di reddito agricolo comparabile. Al contempo la Confederazione, i Cantoni e i Comuni sono tenuti a promuovere forme abitative e lavorative sostenibili e a perseguire uno sviluppo centripeto degli insediamenti qualitativamente pregiato. Fuori della zona edificabile sono autorizzati esclusivamente edifici e impianti a ubicazione vincolata destinati all'agricoltura dipendente dal suolo o edifici a ubicazione vincolata d'interesse pubblico. Gli edifici esistenti vanno protetti nella loro situazione di fatto e possono subire ampliamenti e cambiamenti di destinazione di lieve entità.</p><p></p><p>Pregi e difetti dell'iniziativa</p><p>L'iniziativa popolare solleva importanti questioni inerenti alla pianificazione territoriale svizzera. L'obiettivo perseguito, ossia uno sviluppo degli insediamenti sostenibile, va accolto favorevolmente. Il congelamento generale e di durata indeterminata delle superfici edificabili non tiene tuttavia conto delle differenze cantonali e regionali. Esso penalizza i Cantoni che hanno utilizzato il suolo in maniera parsimoniosa. In determinate regioni vi sarebbe il pericolo di una penuria di terreni edificabili non più giustificabile, il che implicherebbe un aumento marcato dei prezzi dei fondi con tutte le relative conseguenze negative (p. es. affitti per spazi abitativi e commerciali più elevati). L'insediamento di nuove imprese potrebbe rivelarsi molto più difficile, il che pregiudicherebbe la competitività della Svizzera. Inoltre, se l'iniziativa venisse accolta, l'agricoltura verrebbe limitata fortemente nelle sue possibilità di sviluppo. Le disposizioni previste relative alla costruzione al di fuori delle zone edificabili lasciano infine molto spazio all'interpretazione. È prevedibile che vi saranno difficoltà in sede di concretizzazione.</p><p>Il Consiglio federale è consapevole che la superficie d'insediamento aumenta da decenni. In risposta a tale fenomeno, nel 2012 le Camere federali hanno adottato una revisione della legge sulla pianificazione del territorio. Il Popolo ha votato a favore delle misure incisive ivi contemplate. La loro attuazione procede a pieno ritmo. Non ha senso promuovere una nuova modifica dei criteri tesi a creare nuove zone edificabili ancor prima che siano disponibili dati significativi sulle ripercussioni di tale revisione.</p><p>Il Consiglio federale propone pertanto alle Camere federali di raccomandare al Popolo e ai Cantoni di respingere l'Iniziativa popolare contro la dispersione degli insediamenti.</p><p>(Estratto del messaggio)</p><h2>Proceedings<h2><p>Al <b>Consiglio degli Stati</b>, Roland Eberle (V, TG) ha esposto le ragioni per cui la Commissione ritiene che l'iniziativa popolare vada respinta. L'iniziativa è troppo radicale poiché esige di fatto il divieto di nuovi azzonamenti, salvo nel caso di dezonamenti di superfici equivalenti. Comporta dunque l'assoluto congelamento delle zone edificabili, lega le mani a Comuni e Cantoni, impedisce uno sviluppo ragionevole e provoca danni economici. Robert Cramer (G, GE), rappresentante della minoranza della Commissione e membro del comitato d'iniziativa, ha invece sostenuto l'urgenza di impartire un segnale chiaro e arrestare la cementificazione del nostro Paese. La Svizzera rischia altrimenti di diventare una sorta di grande città con aree più o meno densamente abitate e dal paesaggio banale. Pascale Bruderer Wyss (S, AG) ha difeso numerosi aspetti dell'iniziativa, ma ritiene che, oltre a non essere sufficientemente differenziato, il congelamento delle zone edificabili sia di difficile attuazione pratica. Si è pertanto astenuta dal voto. La consigliera federale Doris Leuthard ha concluso il dibattito sostenendo che si tratta di un tema sensibile e che occorre riservare al paesaggio e ai comprensori non edificabili la cura che meritano. Vanno però scartate soluzioni rigide a vantaggio di regole moderate che consentano uno sviluppo ragionevole e un'accurata pianificazione da parte dei Cantoni in collaborazione con l'Ufficio federale dello sviluppo territoriale.</p><p>In <b>Consiglio nazionale</b> hanno preso la parola oltre 40 deputati. Jacques Bourgeois (RL, FR) e Toni Brunner (V, SG), relatori della Commissione, hanno ricordato che l'ultima revisione della LPT ha risposto a numerose richieste formulate dai promotori dell'iniziativa e che si tratta ora di procedere alla sua attuazione. Per Bastien Girod (G, ZH), portavoce della minoranza della Commissione favorevole all'iniziativa, la difficoltà sta nel fatto che sono in tanti a trarre vantaggio dalla dispersione degli insediamenti, non da ultimo molti contadini. Martin Bäumle (GL, ZH) ha tentato inutilmente di far passare l'idea di un controprogetto diretto, ma la sua proposta di iscrivere nella Costituzione il principio secondo cui la superficie di edifici e impianti al di fuori di comprensori edificabili non deve aumentare, è stata respinta con 146 voti contro 44. Ad avviso di Hans Grunder (BD, BE), l'iniziativa vuole preservare ad oltranza lo status quo, il che significa trasformare lo spazio rurale nel paese di Heidi, in un museo. Per Bea Heim (S, SO), invece, la chiarezza del messaggio dell'iniziativa, ovvero "stop alla dispersione degli insediamenti!" è la sua forza e non il suo tallone d'Achille. Maya Graf (G, BL) ha paragonato la protezione delle superfici coltive a quella dei boschi, che sin dal 19° secolo si ispira in Svizzera al principio della sostenibilità. Oggi occorre essere coraggiosi così come lo sono stati i nostri antenati. Numerosi deputati hanno sottolineato che l'iniziativa punirebbe quei Comuni e Cantoni che hanno gestito il loro suolo in modo oculato e che non hanno zone edificabili sovradimensionate. La consigliera federale Doris Leuthard ha invitato il Consiglio a legiferare nel quadro della seconda revisione della LPT e a raccomandare di respingere l'iniziativa.</p><p>Nella votazione sul complesso l'iniziativa è stata sostenuta dal Gruppo ecologista e da 22 parlamentari socialisti. Tutti gli altri gruppi - V, RL, C, BD e GL - hanno raccomandato il rigetto dell'iniziativa; si sono invece astenuti dal voto 18 parlamentari socialisti, due del PVL e due del PPD.</p><p>Nella <b>votazione finale</b> il Consiglio degli Stati ha deciso con 34 voti contro 3 e 7 astensioni di raccomandare il rigetto dell'iniziativa. La stessa decisione è stata presa dal Consiglio nazionale con 143 voti contro 37 e 18 astensioni.</p>