<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Ad 1: I negoziati sono nella fase finale. Il tempo ancora necessario per la loro conclusione dipende anche dalla disponibilità dell'UE a fare compromessi. L'11 dicembre 1997, ancorché i problemi in sospeso non fossero ancora stati risolti, il Consiglio dei ministri dei trasporti ha migliorato le prospettive di riavvicinamento per quanto riguarda i negoziati sui trasporti terrestri.</p><p></p><p>Ad 2: Il Consiglio federale esamina continuamente l'andamento dei negoziati. Constata che anche l'UE è interessata a una conclusione positiva degli stessi. Se i risultati sperati non saranno ottenuti nei prossimi mesi, esso procederà a un'analisi approfondita della situazione e su questa base deciderà poi il da farsi.</p><p></p><p>Ad 3: La posizione negoziale del Consiglio federale è determinata dagli obiettivi in base ai quali esso ha proposto all'UE di intraprendere i negoziati. La flessibilità dimostrata nel corso dei negoziati testimonia la sua volontà di trovare una soluzione accettabile per ambo le parti.</p><p></p><p>Ad 4: Anche l'UE è consapevole della differenza esistente tra negoziati bilaterali settoriali e trattative d'adesione e non confonde i due livelli. Le due parti stanno cercando di trovare soluzioni adeguate ad alcuni dei problemi considerati urgenti. In questi negoziati, in particolare nel settore dei trasporti terrestri, si tratta anche di trovare soluzioni laddove non vi sia ancora un patrimonio comunitario acquisito, il che può complicare il processo decisionale interno all'UE.</p><p></p><p>Ad 5: La conclusione rapida dei negoziati bilaterali settoriali è attualmente prioritaria nella politica d'integrazione portata innanzi dal Consiglio federale. Dopo la conclusione - o il fallimento - dei negoziati bilaterali settoriali, il Consiglio federale  deciderà circa le fasi future alla luce delle condizioni quadro di politica interna ed estera. Per quanto concerne la politica d'integrazione, la strategia delineata nel rapporto sulla politica estera del 1993 rimane valida. Lo scopo di questa strategia è l'adesione all'UE, scopo che, in linea di massima,  può essere perseguito direttamente o per fasi intermedie.</p><p></p><p>Ad 6: Nei rapporti del 24 agosto 1988 e del 26 novembre 1990 sulla posizione della Svizzera nel processo d'integrazione europea nonché nel rapporto del 18 maggio 1992 sull'eventuale adesione della Svizzera alla Comunità europea, il Consiglio federale ha esposto il patrimonio normativo finora acquisito dall'UE. Questo patrimonio si è nel frattempo ampliato e consolidato in seguito segnatamente agli accordi di Maastricht e di Amsterdam. Un nuovo membro deve per principio riprendere questo patrimonio comunitario con o senza termine transitorio. Si procederà ad attualizzare questi rapporti  appena i negoziati d'adesione saranno stati preparati concretamente.</p><p></p><p>Ad 7: Il Consiglio federale continua ad esaminare se sono adempiute le condizioni preliminari di politica estera e interna per la realizzazione della propria politica d'integrazione. Deciderà a tempo debito se riattivare o meno la domanda d'adesione.</p><p></p><p>Ad 8: Il Consiglio federale elaborerà entro l'estate del 1998 il messaggio sull'iniziativa popolare "Sì all'Europa!. e lo sottoporrà tempestivamente al Parlamento. È prematuro dire già oggi quando potrà svolgersi la votazione popolare.</p>  Risposta del Consiglio federale.