<h2>SubmittedText<h2><p>Molti alunni imparano a scrivere in base a quello che sentono foneticamente (schreiben nach Gehör). In questo modo si cerca innanzitutto di incentivare, in modo creativo, il piacere della scrittura; l'ortografia non ha alcun peso. Alcuni nuovi studi però (per es. uno condotto con 3000 alunni delle scuole elementari nel Nordrhein-Westfalen) dimostrano che questo metodo, sviluppato da Jürgen Reichen, pedagogista svizzero autore della riforma, sarebbe responsabile della diffusa incapacità di scrivere correttamente dei giovani adulti.</p><p>I bambini devono poter scrivere spontaneamente: "Io giocco A CaCCio coIL mio pappa". Per anni e anni gli alunni non vengono corretti e fissano nella propria mente una grafia errata, che a partire dal terzo anno - se non addirittura più tardi - deve essere corretta con gran fatica e talvolta senza risultati apprezzabili. A essere particolarmente svantaggiati da tale metodo sono proprio i bambini che presentano già difficoltà scolastiche o provengono da famiglie di lingua straniera; così facendo si rende intenzionalmente ancora più difficile il loro percorso di apprendimento.</p><p>Nel "Lehrplan 21" il metodo di scrittura fonetica è riportato espressamente in numerosi punti. </p><p>Alla luce di quanto sopra descritto, il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale non ritiene che sia poco logico autorizzare e addirittura promuovere l'apprendimento di un primo metodo di scrittura palesemente errato, per poi dover (provare a) correggere, con gran fatica, gli errori appresi?</p><p>2. Il "Lehrplan 21" è legittimato dall'articolo 61a della Costituzione federale sullo spazio formativo svizzero. Se è comprovato che questo metodo, che costituisce un obiettivo prestabilito a livello di competenze, è dannoso, non entra in gioco anche una responsabilità della Confederazione per il contenuto del "Lehrplan 21"?</p><p>3. Il Consiglio federale non ritiene che questo argomento riguardi da vicino la Confederazione, dato che l'analfabetismo funzionale o un'ortografia molto carente influisce negativamente sul futuro professionale di molte persone e che queste lacune andranno poi colmate con programmi onerosi, che beneficiano di un contributo federale (formazione continua, reinserimento professionale, lotta all'analfabetismo)?</p><p>4. In molti Länder tedeschi questo metodo d'insegnamento è già stato vietato. La Direzione dell'educazione del Cantone di Nidvaldo ha ritirato dal commercio l'anno scorso il relativo materiale didattico, e al momento segue le sue orme il Cantone di Argovia. </p><p>In che modo la Confederazione potrebbe prevedere i mezzi e l'opportunità di stralciare del tutto questo metodo d'insegnamento dal "Lehrplan 21"?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale risponde alle domande dell'autore dell'interpellanza come segue:</p><p>1. Secondo l'articolo 62 della Costituzione la scuola rientra nella sfera di competenza dei Cantoni, che definiscono i programmi di studio e le griglie orarie per la scuola dell'obbligo e fanno sì che gli strumenti didattici siano conformi a tali programmi e aggiornati dal punto di vista didattico e contenutistico. L'articolo 8 dell'Accordo intercantonale sull'armonizzazione della scuola obbligatoria (concordato Harmos) persegue l'armonizzazione dei piani di studio e il coordinamento degli strumenti didattici a livello di regione linguistica. Le regioni linguistiche hanno quindi stabilito di elaborare piani di studio comuni basati sugli obiettivi di formazione nazionali. L'utilizzo degli strumenti didattici durante le lezioni è stabilito dalle autorità in materia dei singoli Cantoni. Il Consiglio federale rinuncia quindi espressamente a pronunciarsi sui metodi didattici della scuola dell'obbligo.</p><p>2. In base alla Costituzione i Cantoni sono tenuti a garantire una scuola dell'obbligo di qualità e obiettivi di formazione armonizzati a livello nazionale. Nell'ambito degli sforzi profusi per l'armonizzazione intercantonale in virtù dell'articolo 62 della Costituzione i Cantoni hanno formulato obiettivi di formazione nazionali sotto forma di competenze di base anche per la prima lingua e quindi per l'ortografia. Questi obiettivi nazionali sono stati ripresi nei piani di studio regionali. Il Consiglio federale è convinto che i Cantoni dispongano così di uno strumento adatto per l'armonizzazione degli obiettivi di formazione. Per quanto riguarda il settore scolastico, la Confederazione non ha alcun obbligo di vigilanza derivante dall'articolo 61a della Costituzione e, di conseguenza, non è responsabile dei contenuti dei piani di studio regionali per la scuola dell'obbligo.</p><p>3. Attualmente i Cantoni stanno discutendo della diffusione e dell'impiego del metodo criticato dall'autore dell'interpellanza. È compito dei Cantoni verificare regolarmente i metodi e gli strumenti didattici della scuola dell'obbligo tenendo conto delle ultime ricerche in materia.</p><p>4. In base alle disposizioni costituzionali già citate la Confederazione non è competente per l'adozione di simili misure nell'ambito della scuola dell'obbligo. Inoltre il Consiglio federale è convinto che i Cantoni, e in particolare gli insegnanti, siano pienamente consapevoli delle proprie responsabilità in merito al raggiungimento degli obiettivi formativi.</p>  Risposta del Consiglio federale.