<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>A inizio 2004, in risposta alla mozione Simon (99.3297, La vera storia degli orfani svizzeri), all'interrogazione ordinaria Berberat (03.1103, Seguito dato alla mozione 99.3297, La vera storia degli orfani svizzeri), all'interrogazione Berberat (03.1146, Studio sui maltrattamenti subiti da orfani e affiliati. Cosa fa la Confederazione?) e alle mozioni Baumann e Fehr (03.3316 e 04.3065, Bambini affidati di forza. Ricostruzione storica), l'allora Ufficio federale dell'educazione e della scienza (dal 1° gennaio 2005 Segreteria di Stato per l'educazione e la ricerca, SER) ha commissionato una perizia che facesse il punto sullo stato delle conoscenze e chiarisse alcune questioni concernenti lo stato dei dati e l'accesso agli stessi. La perizia, cofinanziata dal canton Vaud, è stata pubblicata a fine ottobre 2004 con il titolo "Le traitement des orphelins et les placements d'enfants au XXe siècle".</p><p>Visto che in Svizzera la politica sociale e assistenziale spetta soprattutto ai cantoni e comuni, la SER ha provveduto a sottoporre la perizia ai cantoni, invitando segnatamente la Conferenza dei direttori cantonali degli affari sociali (CDAS), la Conferenza dei capi dei dipartimenti di giustizia e polizia (CCDGP) e la Conferenza delle autorità cantonali di tutela (CAT) a pronunciarsi sui risultati della perizia e sulla necessità e urgenza di svolgere ulteriori ricerche nel quadro di un programma nazionale di ricerca (PNR).</p><p>Detto questo, possiamo rispondere nel seguente modo alle domande poste:</p><p>1./5. Contrariamente a quanto supposto dall'autore dell'interrogazione, la SER non ha preso alcuna decisione in merito allo svolgimento di un programma nazionale di ricerca o a una regolamentazione dell'accesso agli atti. In risposta agli interventi parlamentari citati si è semplicemente provveduto ad avviare i necessari accertamenti, conformemente alle procedure previste dall'ordinanza sulla ricerca. Le conferenze consultate non ritengono allo stato attuale necessario né urgente svolgere una ricerca storica più ampia sull'argomento. Anche e soprattutto perché si è già provveduto sul piano cantonale a trarre gran parte delle debite conseguenze politiche (revisione della legislazione sui minori, ordinanza sull'accoglimento di minori a scopo di affiliazione e di adozione) e da una più ampia ricerca storica non vi sono da attendersi risultati utilizzabili nella prassi attuale.</p><p>Visto l'esito della consultazione, il Dipartimento federale dell'interno (DFI) e il Consiglio federale sono dell'avviso che allo stato attuale non s'imponga lo svolgimento di un programma nazionale di ricerca. Il che non esclude la possibilità di svolgere singoli progetti di ricerca su alcuni aspetti. Il Consiglio federale rinvia però a questo proposito alle possibilità già date, in particolare a quelle offerte dal Fondo nazionale svizzero (FNS).</p><p>2.-4. Qualora si fosse svolto un programma nazionale di ricerca, si sarebbe effettivamente dovuto provvedere a disciplinare in modo chiaro e dettagliato l'accesso agli atti, in collaborazione con le autorità cantonali competenti e nel rispetto delle più severe disposizioni sulla protezione dei dati. Visto però che non si è ritenuto necessario svolgere un programma di ricerca, non s'impone una regolamentazione del genere. In caso di svolgimento di singoli progetti di ricerca finanziati dal FNS si applicano le disposizioni contenute negli ordinamenti cantonali in materia di accesso agli atti (consultazione). Quanto agli atti conservati negli archivi della Confederazione, sono determinanti le disposizioni della legge federale sull'archiviazione (RS 152.1; segnatamente art. 9-13).</p>  Risposta del Consiglio federale.