<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nella risoluzione n. 1373 del 28 settembre 2001, il Consiglio di Sicurezza dell'ONU invita tutti gli Stati ad adottare misure specifiche volte a lottare contro il terrorismo internazionale. Inoltre, gli Stati sono invitati a presentare alla commissione competente per il controllo del rispetto della risoluzione un rapporto sulle misure da essi adottate.</p><p></p><p>Già prima dell'11 settembre 2001, la lotta contro il terrorismo internazionale costituiva un'esigenza centrale del Consiglio federale. La collaborazione attiva di tutti gli Stati del mondo è indispensabile per portare dinanzi a un tribunale gli autori di questi attentati e per porre fine alle attività dei gruppi che li hanno organizzati. Pertanto, il Consiglio federale ha accolto favorevolmente la risoluzione n. 1373 del Consiglio di Sicurezza ed esprime la sua decisa volontà di unirsi agli sforzi comuni volti a una lotta efficace contro il terrorismo internazionale. Ha messo in rilievo tale posizione anche nel rapporto della Svizzera, del 19 dicembre 2001, all'attenzione della commissione summenzionata. Dal 1990 la Svizzera partecipa autonomamente a misure non militari decise dal Consiglio di Sicurezza in base alla Carta delle Nazioni Unite. Una partecipazione a misure ampiamente sostenute a livello internazionale è nell'interesse della politica estera della Svizzera, basata sul rispetto del diritto pubblico internazionale e sui valori umanitari. Ovviamente questi principi valgono anche per le esigenze della lotta contro il terrorismo. </p><p></p><p>Dunque, la Svizzera ha applicato sistematicamente anche le decisioni prese dopo gli avvenimenti dell'11 settembre 2001 dalla commissione incaricata per le sanzioni del Consiglio di Sicurezza relative all'Afganistan mediante svariati adeguamenti dell'ordinanza che istituisce provvedimenti nei confronti dei Taliban (RS 946.203). Si tratta del congelamento dei valori patrimoniali di persone fisiche e giuridiche che hanno legami con il terrorismo. Inoltre, le autorità svizzere competenti hanno trasmesso a tutti gli intermediari finanziari le liste con i nomi delle persone fisiche e giuridiche notificate loro dalle autorità statunitensi. Inoltre, il Ministero pubblico della Confederazione ha avviato un'inchiesta per scoprire possibili legami tra le fattispecie verificatesi in Svizzera e gli attentati terroristici avvenuti negli Stati Uniti. Oltre a ciò, il Consiglio federale ha vietato mediante un'ordinanza tutte le attività dell'organizzazione "Al-Quaïda" sul territorio svizzero (ordinanza concernente le misure contro il gruppo "Al-Quaïda" e organizzazioni associate, cfr. RU 2001, p. 3040 segg.). </p><p></p><p>In relazione agli strumenti legali esistenti, in particolare per quanto concerne il riciclaggio di denaro sporco e il crimine organizzato, già attualmente la Svizzera soddisfa in ampia misura le esigenze della risoluzione 1373. Tra l'altro, ha anche ratificato dieci dei dodici Protocolli e Convenzioni dell'ONU esistenti in materia di lotta contro il terrorismo. Per l'attuazione completa della risoluzione 1373 del Consiglio di Sicurezza dell'ONU è ancora necessaria l'adesione della Svizzera alla Convenzione del 15 dicembre 1997 per la repressione degli atti terroristici mediante l'uso di esplosivi e la ratifica della Convenzione del 9 dicembre 1999 per la repressione del finanziamento del terrorismo nonché di una relativa revisione del Codice penale che abbia per oggetto innanzitutto l'introduzione di una norma penale specifica contro il finanziamento del terrorismo. Questo progetto è portato avanti prioritariamente e l'approvazione del disegno figura tra gli obiettivi del Consiglio federale per il 2002. Nel contesto dell'attuazione della risoluzione 1373 vi è dunque anche l'introduzione accelerata del sistema automatizzato di rilascio e controllo dei visti (sistema EVA) da parte dell'Ufficio federale degli stranieri per una lotta ancora più efficace contro la falsificazione dei documenti. Entro la fine del 2002, tutte le rappresentanze svizzere all'estero devono essere collegate online al sistema. </p><p></p><p>Il Consiglio federale è disposto anche in futuro a condividere le misure decise dalla comunità per arginare e combattere il terrorismo.</p>  Risposta del Consiglio federale.