<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La soppressione delle riunioni notturne in occasione della sessione 2002 della Commissione dei diritti dell'uomo ha effettivamente causato una notevole riduzione del tempo di parola accordato a tutti i partecipanti - relatori speciali, rappresentanti di Stati, organizzazioni governative e non governative. Tale soppressione è da ricondursi a una direttiva del Segretario generale delle Nazioni Unite, in seguito alle riduzioni budgetarie globali imposte nel 2001 dall'Assemblea generale dell'organizzazione. Non riguarda dunque soltanto la Commissione dei diritti dell'uomo, ma anche altri organi attivi nei settori prioritari della politica estera svizzera (per esempio la Commissione per lo sviluppo sostenibile).</p><p>La Svizzera si è sempre espressa a favore di una rigorosa disciplina budgetaria in seno al sistema delle Nazioni Unite. Ciò non impedisce tuttavia al nostro Paese, quale futuro membro dell'ONU, di impegnarsi affinché gli organi attivi nei settori prioritari della politica estera svizzera - fra cui quello dei diritti dell'uomo -  siano dotati di mezzi finanziari sufficienti ad adempiere nel migliore dei modi il loro mandato.</p><p>Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) sostiene d'altronde finanziariamente, mediante contributi ad hoc, l'Alto Commissariato per i diritti dell'uomo delle Nazioni Unite, e quindi certi meccanismi della Commissione dei diritti dell'uomo. Durante il primo semestre di quest'anno, per esempio, la Divisione politica IV ha sostenuto la relatrice speciale sui difensori dei diritti dell'uomo (25'000.- CHF), il Fondo volontario per le vittime della tortura (80'000.- CHF) e l'Unità anti-discriminazione dell'Alto Commissariato (50'000.- CHF). La Direzione dello sviluppo e della cooperazione, dal canto suo, ha portato nel 2002 a quasi 1 milioni di franchi il proprio contributo all'Alto Commissariato per i diritti dell'uomo (contributi a fondi e a programmi specifici) e pianifica per gli anni successivi un contributo di circa 1,5 milioni di USD all'anno.</p>  Risposta del Consiglio federale.