<h2>SubmittedText<h2><p>Da alcuni mesi in Svizzera la problematica degli stage è di grande attualità. Diversi giovani che hanno appena terminato gli studi presso le università o le scuole universitarie professionali sono costretti a svolgere numerosi stage (spesso non remunerati) nella speranza di trovare un lavoro. La questione sembra riguardare in particolare i laureati in scienze umane. Spesso dietro un posto di stage si nasconde un impiego vero e proprio. Questo trucco permette alle imprese di risparmiare sui salari.</p><p>La crescente richiesta di accumulare stage prima di poter accedere a un posto fisso impoverisce i ragazzi e li rende vulnerabili. Inoltre, poiché entrano tardi sul mercato del lavoro, i giovani laureati iniziano in ritardo a pagare i contributi all'AVS o all'assicurazione contro la disoccupazione.</p><p>Nel nostro Paese non esiste un quadro legale chiaro che definisca i requisiti di uno stage. Ai sensi del diritto svizzero, il contratto di stage è soggetto alle disposizioni legali che disciplinano il contratto di lavoro (art. 319 e segg. CO). Inoltre, i contratti collettivi di lavoro possono definire la remunerazione degli stagisti. Tuttavia, i CCL variano notevolmente a seconda del settore e del cantone e non riguardano affatto tutti i lavoratori. </p><p>La legislazione vigente deve essere applicata in modo più rigoroso al fine di evitare che alcuni datori di lavoro assumano stagisti per far svolgere loro le mansioni di un lavoratore "normale".</p><p>Alla luce di quanto precede, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Un contratto di stage è quasi sempre un contratto di lavoro. Occorre dunque applicare tutte le norme vincolanti del diritto del lavoro, anche in materia di salario, rimborso spese, tempo libero e periodo di prova. Non sarebbe il caso di adottare delle misure per un'applicazione più rigorosa del diritto vigente?</p><p>2. Sembra che in tutti i cantoni siano state istituite delle commissioni d'osservazione del mercato del lavoro per esaminare la questione degli stagisti. Il Consiglio federale può confermare questa notizia? Quali sono le loro osservazioni?</p><p>3. Non sarebbe il caso di privilegiare lo svolgimento di stage durante gli studi in modo che, al termine della formazione, le persone abbiano già acquisito conoscenze pratiche?</p><p>4. In alcuni casi i datori di lavoro propongono agli stagisti di farsi retribuire dall'assicurazione contro la disoccupazione. In questo modo lo Stato si sostituisce ai datori di lavoro. Non sarebbe il caso di sorvegliare più scrupolosamente questa pratica?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Un contratto di stage concluso solo ed esclusivamente nell'interesse dello/a stagista non è un contratto di lavoro e può prevedere che non vi sia una remunerazione. Negli altri casi invece si tratta di un contratto di lavoro soggetto alle disposizioni del diritto del lavoro. In particolare, uno stagista che svolge un'attività che deve essere remunerata beneficia di un salario e di un contratto di lavoro, anche in assenza di un accordo formale. È tuttavia ammesso stipulare un accordo chiaro che escluda qualsiasi tipo di remunerazione.</p><p>Nei rami in cui vige un contratto collettivo di lavoro di obbligatorietà generale (CCL di obbligatorietà generale) sono previste condizioni lavorative e salariali minime per le persone appena assunte e per le professioni non qualificate che non possono essere aggirate mediante contratti negoziati con gli stagisti. Alcuni CCL prevedono invece esplicitamente salari minimi per questa categoria di lavoratori. Il rispetto dei CCL di obbligatorietà generale viene garantito dagli organi d'esecuzione paritetici competenti. Nei settori in cui non è previsto un salario minimo, le commissioni tripartite in materia di misure d'accompagnamento hanno il compito di identificare i casi di infrazione alle condizioni lavorative e salariali usuali e di adottare provvedimenti adeguati. Il Consiglio federale è dell'avviso che l'osservazione del mercato del lavoro e i controlli da parte degli organi paritetici siano sufficienti a verificare le condizioni degli stagisti.</p><p>Come emerso dalle indagini longitudinali dell'UST, lo stage rappresenta una tipica soluzione per l'inserimento professionale dopo gli studi universitari. Soltanto l'1,2 per cento di coloro che avevano ottenuto il diploma di master nel 2008 stava ancora svolgendo uno stage nel 2013, ossia cinque anni dopo. La situazione non fornisce quindi elementi tali da permettere di affermare che si è aperto un varco a condizioni lavorative e salariali abusive per i giovani.</p><p>2. Conformemente alla legge sull'assicurazione contro la disoccupazione (LADI), ogni cantone ha istituito una commissione tripartita incaricata di fornire consulenza agli uffici regionali di collocamento. La questione dei periodi di pratica professionale ai sensi della LADI rientra nella sfera di competenza attribuita a tale commissione, la quale può esercitare una funzione di regolazione e di sorveglianza. Finora i periodi di pratica professionale ai sensi della LADI non hanno dato adito a interventi o critiche da parte delle commissioni tripartite.</p><p>Inoltre, nel corso dell'osservazione del mercato del lavoro nell'ambito delle misure d'accompagnamento, tali commissioni non hanno finora segnalato abusi in materia di stage. Tuttavia, questi ultimi non sono attualmente oggetto di un esame mirato. Alcune commissioni cantonali hanno invece effettuato controlli più approfonditi come nel caso del cantone di Ginevra, che sta svolgendo un'inchiesta sulle condizioni lavorative e salariali degli stagisti.</p><p>3. Gli stage sono parte integrante dei cicli di studio delle scuole universitarie professionali e delle alte scuole pedagogiche. Nelle scuole universitarie, invece, la prassi è molto eterogenea: in alcuni cicli di formazione gli stage sono obbligatori, in altri sono facoltativi e in altri ancora non sono contemplati. Tuttavia, occorre anche considerare che la maggior parte degli studenti lavora (il 75 per cento, stando a un'inchiesta del 2013 dell'UFS) e acquisisce così una certa esperienza pratica già nel corso degli studi. Ciò favorisce lo sviluppo di competenze trasversali, aumentando le possibilità di assunzione dei diretti interessati. Per questo motivo il Consiglio federale non ritiene necessario mettere in atto misure supplementari.</p><p>4. La possibilità di farsi retribuire per uno stage dall'assicurazione contro la disoccupazione è soggetta ad alcune regole che permettono di evitare gli abusi. Per essere autorizzato, lo stage deve migliorare l'idoneità al collocamento della persona assicurata ed essere adeguato dal punto di vista del mercato del lavoro. Per tenere conto in modo equilibrato delle controprestazioni sotto forma di lavoro fornite dalla persona assicurata, all'impresa è richiesta una partecipazione finanziaria pari a un quarto dell'indennità di disoccupazione versata ma non inferiore a 500 franchi al mese.</p>  Risposta del Consiglio federale.