<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In linea di principio il Consiglio federale condivide l'opinione dell'autrice della mozione sulla trasparenza dei prezzi. In effetti, per i clienti è importante sapere quanto costa una singola chiamata, in particolare se si tratta di telefonia mobile, molto più onerosa di quella fissa. Tanto più che tra le tariffe di terminazione mobile per le chiamate effettuate sulla propria rete e quelle effettuate sulla rete di un altro operatore sussistono grandi differenze di prezzo. Inoltre, la portabilità dei numeri accentua l'importanza della questione. Il Consiglio federale ritiene che una soluzione come quella austriaca sia interessante e auspicabile.</p><p>Ciononostante, la legge sulle telecomunicazioni attualmente in vigore non contiene sufficienti basi legali per obbligare già ora i fornitori di servizi di telefonia a introdurre le misure necessarie. Il Consiglio federale segnala però che nell'ambito dei dibattiti parlamentari in corso sulla revisione della legge sulle telecomunicazioni (LTC), il Consiglio degli Stati vuole creare le basi per una simile regolamentazione. Il nuovo art. 12a cpv. 3 LTC sancisce che il Consiglio federale può obbligare i fornitori di servizi di telecomunicazione ad adottare misure volte a garantire agli utenti la trasparenza dei prezzi. La commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni del Consiglio nazionale chiede al plenum di rafforzare questa disposizione rendendola imperativa invece che potestativa; ciò dovrebbe soddisfare la richiesta dell'autrice della mozione. Il Consiglio federale emanerà in seguito le ordinanze d'esecuzione corrispondenti. Vista la revisione in corso della legge, il Consiglio federale non ritiene opportuno rinviare la mozione. </p><p>D'altronde, nel frattempo gli operatori di telefonia mobile sono liberi di applicare soluzioni corrispondenti. Swisscom Mobile ha già comunicato di voler offrire un simile servizio entro metà agosto 2005.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.