<h2>SubmittedText<h2><p>Le misure di protezione contro il fuoco batterico in futuro andranno adottate in base al diritto privato dai frutticoltori e non decise a livello statale. A tal fine il Consiglio federale è tenuto ad abrogare o, eventualmente, a modificare le ordinanze corrispondenti.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La legislazione nazionale sulla salute dei vegetali suddivide gli organismi nocivi particolarmente pericolosi per le piante in due categorie principali: organismi da quarantena e organismi regolamentati non da quarantena. A differenza degli organismi da quarantena, quelli non da quarantena sono già diffusi in Svizzera o nell'Unione europea. Pertanto, contro di loro non vengono più adottate misure di eradicazione. Tuttavia, poiché causano danni economici, continuano a essere regolamentati con disposizioni relative a sementi e materiale di moltiplicazione per uso commerciale. Nel 2020 il DEFR e il DATEC hanno declassato l'agente patogeno del fuoco batterico a organismo regolamentato non da quarantena in considerazione della sua diffusione e del suo potenziale nocivo.</p><p>Nonostante la sua nuova classificazione come organismo non da quarantena, il fuoco batterico rimane una malattia delle piante da non sottovalutare. Il Consiglio federale ritiene che in determinate regioni possano essere ancora necessarie misure statali mirate al fine di prevenire ingenti danni alle colture di frutta a granelli e per assicurare la produzione di materiale vegetale sano nei vivai. La Confederazione ha quindi delegato ai servizi cantonali competenti la facoltà di delimitare cosiddette zone a bassa prevalenza d'intesa con l'Ufficio federale dell'agricoltura (UFAG). Al fine di mantenere per quanto possibile esigua la frequenza d'insorgenza dell'agente patogeno, in queste aree per i proprietari di piante ospiti del fuoco batterico vige l'obbligo di sorveglianza, di notifica e di lotta. Le piante infettate dal fuoco batterico non devono più essere rimosse. È prescritta soltanto la potatura o la cimatura per eliminare i germogli visibilmente infestati.</p><p>Nel quadro di un gruppo di lavoro in cui era rappresentato anche il settore della frutticoltura ad alto fusto, l'UFAG ha concretizzato le disposizioni dell'ordinanza nella direttiva n. 3 "Sorveglianza e lotta contro il fuoco batterico", riservando particolare attenzione al principio di proporzionalità. Esso approva quindi la delimitazione di una zona a bassa prevalenza solo se (a) la zona è adeguata allo scopo di proteggere popolamenti pregiati di piante ospiti, (b) è necessaria ai fini della protezione e (c) è ragionevole per i proprietari delle piante ospiti. Il Cantone, dal canto suo, deve soppesare anche i diversi interessi che possono esistere nella regione in oggetto.</p><p>Finora, 12 Cantoni hanno delimitato zone a bassa prevalenza con l'approvazione dell'UFAG. La Confederazione partecipa finanziariamente alla spesa totale dei Cantoni per queste zone con un importo massimo di 100 000 franchi all'anno. In molte regioni della Svizzera, per contro, dal 2020 non sono più state attuate misure statali contro il fuoco batterico.</p><p>Alla luce delle considerazioni suesposte, il Consiglio federale ritiene che non vi sia alcuna necessità di intervenire a livello di ordinanza.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.