<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La mozione è fondata su impressioni che non corrispondono affatto alla realtà.</p><p>1. Per quanto riguarda il ruolo dell'ONU, va ricordato che con l'adozione della risoluzione 1441 il Consiglio di Sicurezza esigeva chiaramente dal regime iracheno l'adempimento dei suoi obblighi internazionali e conferiva più vaste competenze agli ispettori del disarmo al loro ritorno in Iraq. Così facendo l'ONU ha sviluppato un dispositivo multilaterale con ispezioni intensificate che costituiva un'autentica alternativa al ricorso unilaterale alla forza. Il Consiglio federale deplora vivamente la mancanza di piena cooperazione da parte irachena, come pure il fatto che gli Stati Uniti e i loro alleati non abbiano accordato alla missione d'ispezione il tempo necessario e abbiano fatto uso delle armi senza l'esplicita autorizzazione del Consiglio di Sicurezza, in violazione dei principi della Carta dell'ONU. La responsabilità di questo insuccesso, tuttavia, non appartiene all'ONU. L'Organizzazione delle Nazioni Unite si è impegnata nella lotta contro la proliferazione delle armi di distruzione di massa, privilegiando la via diplomatica e rifiutando di autorizzare in maniera speditiva un intervento militare. Restando fedele agli obiettivi e ai principi che sono i suoi, l'ONU ha preservato la propria credibilità e il ruolo che le compete anche in avvenire in quanto istituzione al servizio della comunità internazionale.</p><p>Il Consiglio federale auspica che l'ONU assuma una funzione centrale nell'assicurare il dopoguerra in Iraq. Una questione è inconfutabile: solo l'ONU ha l'autorità di decidere la sospensione delle sanzioni. Ma la collaborazione dell'ONU è di importanza capitale anche per il rapido ristabilimento della piena sovranità dell'Iraq e per conferire legittimità internazionale alle soluzioni adottate. L'ONU e le sue organizzazioni specializzate devono svolgere un ruolo centrale, in particolare nell'ambito dell'aiuto umanitario, nella sorveglianza dell'eliminazione delle armi di distruzioni di massa, nel garantire l'unità territoriale dell'Iraq e nel processo politico che deve condurre alla costituzione di un governo indipendente, democratico e multietnico. La Svizzera ha invitato i membri del Consiglio di sicurezza a superare le loro differenze d'opinione e a restituire all'ONU la sua funzione primaria. </p><p>Il Consiglio federale tiene ancora a ricordare che il ruolo dell'ONU va ben al di là del conflitto in Iraq. Da un lato, l'ONU deve occuparsi di diversi altri conflitti internazionali. Dall'altro, il mantenimento della pace non è che un aspetto delle molteplici attività dell'ONU, che includono, per esempio, la repressione del terrorismo, la promozione dei diritti dell'uomo, la cooperazione allo sviluppo e la protezione dell'ambiente.</p><p>2. In merito alla neutralità, le esperienze fatte finora confermano la piena compatibilità dell'appartenenza all'ONU con la neutralità del nostro Paese. Il bilancio delle prime esperienze della Svizzera in seno alle Nazioni Unite è nettamente positivo e supera addirittura le attese, come dimostrato dal rapporto del Consiglio federale al Parlamento del 26 febbraio 2003. Dalla sua adesione, la Svizzera ha partecipato ai lavori dell'ONU in maniera costruttiva ma anche critica, senza che la neutralità del nostro Paese fosse mai rimessa in questione. Inoltre l'adesione della Svizzera all'ONU non ha mutato l'applicazione della neutralità da parte del Consiglio federale.</p><p>Sotto il profilo della neutralità, il fatto che la Svizzera sia membro dell'ONU e in quanto tale apporti all'Organizzazione delle Nazioni Unite il proprio punto di vista non è affatto problematico. La Svizzera si sarebbe comunque espressa sulla questione irachena, come si esprime su altre questioni, anche al di fuori dell'ONU.</p><p>Dalle presenti considerazioni risulta che le condizioni per l'adesione della Svizzera all'ONU non sono cambiate e che, in occasione della votazione del 3 marzo 2002, popolo e Cantoni si sono espressi a favore dell'adesione in piena conoscenza di causa.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.