<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale ha preso atto con grande interesse dell'iniziativa "eEurope - Una società dell'informazione per tutti" (comunicazione sull'iniziativa della Commissione per il Consiglio europeo straordinario che si terrà il 23/24 marzo 2000) e l'ha esaminata in relazione alla sua strategia del 18 febbraio 1998 per una società dell'informazione in Svizzera.</p><p>1. La strategia del Consiglio federale accorda la priorità all'economia privata, mentre la Commissione europea segue in parte un'altra linea: essa si considera infatti la forza motrice che permetterà a tutti in Europa, vale a dire a ogni cittadino e a ogni impresa, di allacciarsi al più presto alla rete. L'iniziativa si concentra perciò su azioni prioritarie, le cui realizzazioni sono assai diverse. Tali azioni sono tuttavia paragonabili alle misure considerate prioritarie in questo campo dal Consiglio federale (decreto del 23 giugno 1999 in merito al rapporto del GCSI del 14 aprile 1999).</p><p>2. Il segretariato del GCSI ha confrontato i risultati dell'attuazione della strategia del Consiglio federale con quelli derivanti dalle singole misure previste dall'iniziativa europea (analisi breve del 19 gennaio 2000: iniziativa "eEurope - Una società dell'informazione per tutti" e la "Strategia del Consiglio federale per una società dell'informazione in Svizzera", pubblicate su Internet all'indirizzo: http://www.isps.ch). Nell'analisi breve si giunge alla conclusione che in Svizzera sussistono gravi lacune, a cui occorre rimediare al più presto, soprattutto nei due seguenti settori:</p><p>- Settore dell'educazione, in particolare a livello elementare e secondario: Gli sforzi principali dello Stato nell'ambito della società dell'informazione dovranno essere rivolti alla gioventù. Considerata tuttavia l'autonomia cantonale in questo settore, la Confederazione ha le mani piuttosto legate. Inoltre, attualmente essa non dispone dei mezzi finanziari necessari (si tratta di centinaia di milioni di franchi). In questo caso sono infatti sollecitati in primo luogo i Cantoni, ovvero la Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione.</p><p>- e-government: Attualmente, il contatto elettronico della Confederazione con i cittadini e con l'economia si limita perlopiù a semplici pagine di presentazione o di informazione. Di regola, non è ancora possibile effettuare vere e proprie transazioni quali l'inoltro della dichiarazione dei redditi, l'emanazione di decisioni, ecc. Lo Stato è tuttavia l'organo che più si presta ad offrire i propri servizi in rete. In questo modo esso non solo potrebbe migliorare l'offerta per i cittadini, eliminando per esempio fastidiose procedure amministrative e permettendo contatti informali con le autorità, ma faciliterebbe notevolmente anche il lavoro di quest'ultime. Inoltre, applicazioni "e-government" all'avanguardia costituiscono un modello per il commercio elettronico da non sottovalutare. Nell'ambito dell'attuazione della strategia del Consiglio federale tale aspetto sarà considerato in modo prioritario e in una prima tappa sarà potenziata l'infrastruttura informatica in seno all'UFIT.</p><p>3. Nel quadro della Strategia per una società dell'informazione in Svizzera, già nel 1998 il Consiglio federale ha incaricato il DFE e il DFF di elaborare un piano d'azione in materia di transazioni elettroniche. Alla redazione di questo piano hanno partecipato Uffici di diversi Dipartimenti. Il documento tratta direttive politiche e diversi settori interessati dalle transazioni elettroniche (codificazione, firma digitale, tutela dei consumatori, diritto contrattuale internazionale, protezione dei dati, nomi di settori e protezione di marchi, diritti d'autore, contenuti nocivi e illegali, diritto della concorrenza, imposte, diritto di società e del lavoro, operazioni di pagamento elettroniche e Internet-banking, effetti della convergenza sulla legislazione in materia di telecomunicazioni e di mass media). I lavori di esecuzione sono in corso dal giorno in cui è stato elaborato il piano. La condizione sine qua non per il commercio elettronico, come d'altronde anche per l'"e-government", è la firma digitale. A tale riguardo occorre distinguere tra le condizioni tecniche e organizzative (Public Key Infrastructure; PKI) e il riconoscimento giuridico di documenti elettronici con firma digitale. E' previsto che il Consiglio federale emani nella primavera di quest'anno un'ordinanza che, a titolo di regolamentazione provvisoria, fissi le condizioni per il riconoscimento dei fornitori di servizi di certificazione. La questione del riconoscimento giuridico delle firme digitali deve essere disciplinata da una legge; la relativa elaborazione è pertanto stata avviata presso il DFGP (va osservato che nei casi in cui non è richiesta la forma scritta per legge, le firme digitali possono già essere riconosciute come manifestazione di volontà nell'ambito della libera valutazione della prova). Inoltre, alla fine dell'anno scorso il segretariato del GCSI, su incarico del relativo comitato, ha svolto una consultazione presso gli Uffici sui diversi problemi sollevati nell'ambito della società dell'informazione. I risultati, che emergeranno nel corso di questa primavera, saranno valutati nel secondo rapporto del GCSI destinato al Consiglio federale.</p><p>4. Nella sua decisione del 23 giugno 1999, il Consiglio federale ha definito tre settori chiave nei quali si dovranno adottare misure prioritarie. Tali provvedimenti vanno in parte oltre le misure previste dall'iniziativa europea:</p><p>- Incentivazione statale soprattutto nell'ambito dell'educazione, della cultura, dell'assistenza scientifica e della statistica (ad es. campus virtuel, formazione e perfezionamento professionale del corpo insegnanti, campagne di sensibilizzazione, registrazione digitale di beni culturali, lancio di un programma nazionale di ricerca, sviluppo di indicatori statistici).</p><p>- Applicazione modello dello Stato (p. es. "guichet universel", offerta gratuita su Internet di elenchi e registri contenenti dati giuridici, televoting, inoltro di domande via Internet).</p><p>- Creazione delle condizioni quadro necessarie: cfr. punto 3.</p><p>5. Per il coordinamento tra i Dipartimenti, il Consiglio federale ha istituito un Gruppo interdipartimentale di coordinamento società dell'informazione (GCSI), presieduto dall'UFCOM, che raggruppa un centinaio di rappresentanti della Confederazione, dei Cantoni, delle organizzazioni economiche e per la tutela dei consumatori (plenum GCSI). Il comitato del GCSI, composto da un rappresentante di ogni Dipartimento e della Cancelleria federale, è incaricato di coordinare i compiti e di preparare le manifestazioni plenarie (ca. 4 all'anno). Nel segretariato del GCSI lavorano inoltre due persone che si occupano di assistere il GCSI e il comitato sotto il profilo tecnico e organizzativo, di curare i contatti con il pubblico e di gestire l'organo d'informazione del GCSI, ovvero il sito Internet ISPS (Information Society Project Switzerland; www.isps.ch). Ogni Dipartimento incaricato di attuare le misure ha istituito un gruppo di lavoro composto da rappresentati degli Uffici specializzati interessati. Tali gruppi hanno elaborato i piani d'azione che gli Uffici competenti devono attuare.</p><p>6. In primavera, il GCSI presenterà al Consiglio federale il suo secondo rapporto; esso conterrà prevalentemente informazioni sull'attuazione delle misure nei tre settori chiave indicati al punto 4.</p>  Risposta del Consiglio federale.