<h2>SubmittedText<h2><p>Il principio degli apporti di capitale consente alle società di rimborsare ai loro azionisti, in esenzione da imposta, le riserve da apporti di capitale. Secondo l'Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC), sin dalla sua entrata in vigore nel 2011, il principio degli apporti di capitale ha causato a Confederazione, Cantoni e Comuni perdite fiscali complessivamente comprese tra i 3,6 e i 4,8 miliardi di franchi svizzeri. L'importo totale delle riserve da apporti di capitale attualmente accumulate dalle società ammonta ora a 2472 miliardi di franchi svizzeri. Nel quadro della riforma fiscale e del finanziamento dell'AVS (RFFA), il Parlamento ha deciso di limitare il principio degli apporti di capitale introducendo una regola di rimborso. In tal modo le riserve da apporti di capitale delle imprese quotate in una borsa svizzera possono essere rimborsate in esenzione da imposta soltanto se vengono anche distribuiti dividendi imponibili per un importo equivalente. Con questa regola la Confederazione prevede di realizzare maggiori entrate annue pari a 150 milioni di franchi svizzeri rispetto alla situazione attuale. Sono tuttavia esclusi dalla regola i rimborsi di riserve da apporti di capitale sorte in Svizzera dopo il 24 febbraio 2008, nel momento in cui le società interessate hanno trasferito la loro sede in Svizzera. Lo stesso vale per le riserve da apporti di capitale di società che si trasferiranno in Svizzera in futuro. </p><p>Secondo le informazioni fornite dall'AFC, nel 2018 le società in Svizzera hanno accumulato 334 miliardi di franchi svizzeri di nuove riserve da apporti di capitale. Nel contempo i rimborsi sono ammontati a 308 miliardi, valore di gran lunga più elevato dall'entrata in vigore del principio degli apporti di capitale nel 2011.</p><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. A quanto ammonta la perdita di entrate fiscali per la Confederazione nel 2018 dovuta a queste distribuzioni estremamente elevate? </p><p>2. Come si spiegano i rimborsi di riserve da apporti di capitale straordinariamente elevati nel 2018? La Confederazione prevede un importo altrettanto cospicuo anche nel 2019?</p><p>3. Il Consiglio federale è in grado di esprimersi in merito all'origine delle nuove riserve da apporti di capitale, alla loro destinazione e di distinguere quelle di società quotate da quelle di società non quotate in borsa?</p><p>4. In quali diversi modi si possono costituire apporti di capitale? Il Consiglio federale è invitato a fornire una descrizione dettagliata.</p><p>5. Dall'introduzione del principio degli apporti di capitale sono sorte nuove modalità di costituzione delle riserve da apporti di capitale all'interno delle strutture aziendali? Se del caso, il Consiglio federale è invitato a fornire una descrizione dettagliata di tali meccanismi.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p align="both">In via preliminare è opportuno osservare che la distribuzione esente da imposta delle riserve da apporti di capitale è corretta dal punto di vista della sistematica fiscale, in quanto tali riserve sono costituite da capitale conferito e non da utili realizzati.</p><p align="both">1. La decisione di distribuire fondi e il volume distribuito possono dipendere in larga misura dalle conseguenze fiscali. Qualora i fondi da apporti di capitale fossero distribuiti in esenzione da imposta, non si può dunque presumere senza riserve che la distribuzione sarebbe stata effettuata per lo stesso importo se tale distribuzione fosse stata imponibile.</p><p align="both">Nel quadro dei dibattiti parlamentari concernenti la riforma fiscale e il finanziamento dell'AVS (RFFA), il Dipartimento federale delle finanze ha stimato che nel 2017 la Confederazione avrebbe registrato, in caso di soppressione del principio degli apporti di capitale, entrate fiscali supplementari per 500-700 milioni di franchi. Tale stima è molto imprecisa a causa della disponibilità limitata dei dati e si fonda su diverse ipotesi. A questo proposito si rinvia alle osservazioni esposte al numero 4 del documento che riporta le decisioni della Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio degli Stati in merito alle spiegazioni dell'Amministrazione federale delle contribuzioni sugli adeguamenti del principio degli apporti di capitale (<a href="https://www.parlament.ch/centers/documents/de/18-031-kapitaleinlagenprinzip-wak-s-2018-05-25-d.pdf">https://www.parlament.ch/centers/documents/de/18-031-kapitaleinlagenprinzip-wak-s-2018-05-25-d.pdf</a>, disponibile soltanto in tedesco). Se si applica questo metodo di stima al volume dei rimborsi del 2018, risultano entrate supplementari per la Confederazione comprese tra 500 e 800 milioni di franchi.</p><p align="both">2. Il Consiglio federale non è in grado di fornire spiegazioni affidabili poiché non dispone di statistiche abbastanza solide.</p><p align="both">Lo stesso vale per l'ammontare dei rimborsi delle riserve da apporti di capitale nel 2019: i fattori che l'influenzano sono vari e imponderabili e impossibilitano una previsione affidabile.</p><p align="both">3. Per evitare l'elusione fiscale, l'AFC accerta, al momento della comunicazione della creazione di nuove riserve da apporti di capitale, chi è l'autore dell'apporto di capitale. L'origine delle riserve da apporti di capitale figura perciò soltanto nel relativo dossier; i dati sono registrati in modo da non poter essere analizzati.</p><p align="both">In genere, l'identità del beneficiario delle riserve da apporti di capitale non è nota all'AFC. Per contro, quest'ultima rileva un certo numero di dati per stilare i listini dei corsi. In base a tali listini, nel 2018 77 società svizzere quotate in borsa hanno distribuito 13 328 milioni di franchi di riserve da apporti di capitale. L'importo non è affatto definitivo, perché l'AFC non ha ancora verificato tutte le comunicazioni.</p><p align="both">4. Sotto il profilo del diritto civile, le riserve da apporti di capitale sono considerate come pagamenti suppletivi senza emissione di diritti di partecipazione o, in caso di aumento di capitale, come aggio. In assenza di prescrizioni formali, i pagamenti suppletivi sono meno onerosi e vengono scelti soprattutto nel quadro di rapporti di partecipazione semplici, quando non è necessario compensare le fluttuazioni dei valori tra i titolari dei diritti di partecipazione. L'aggio e i pagamenti suppletivi possono essere effettuati sia mediante averi bancari o la compensazione di crediti, sia per mezzo di altri beni come gli immobili, i beni immateriali o le partecipazioni. Anche un'intera azienda con i suoi attivi e i suoi passivi può essere conferita a titolo di riserva da apporti di capitale per l'importo corrispondente all'eccedenza degli attivi. Una delle condizioni affinché il fisco riconosca una riserva da apporti di capitale in quanto tale è che essa sia conferita dai proprietari secondo il diritto civile dei diritti di partecipazione.</p><p align="both">5. Dall'introduzione del principio degli apporti di capitale, per la costituzione delle riserve da apporti di capitale esistono soltanto le due procedure di diritto civile summenzionate, ossia il pagamento suppletivo o l'aumento di capitale con aggio.</p>  Risposta del Consiglio federale.