<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p></p><p></p><p>1.La Svizzera aspira a uno smantellamento completo, globale e verificabile di tutte le armi di distruzione di massa, compresi i relativi vettori. Il Consiglio federale ha reiterato questa posizione nel suo rapporto del 31.1.1996 sulla politica in materia di controllo degli armamenti e di disarmo della Svizzera (in risposta al postulato Haering Binder del 13.12.1993).</p><p></p><p></p><p></p><p>2.Il Consiglio federale ha condannato i test nucleari svolti dall'India e dal Pakistan mediante iniziative ufficiali e dichiarazioni nell'ambito della Conferenza di Ginevra sul disarmo e dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica a Vienna. In tale occasione, esso ha espresso la propria preoccupazione in merito alla corsa agli armamenti che si delinea in questa regione.</p><p></p><p></p><p></p><p>3.La Svizzera è uno dei pochi Stati che, nell'ambito della Conferenza sul disarmo, ha indicato espressamente che i recenti esperimenti nucleari rendono più che mai attuale la questione dei progressi nell'ambito del disarmo nucleare. Essa ha inoltre fatto riferimento al problema della iniquità nei rapporti internazionali, dichiarando che gli Stati non dotati di armamento nucleare sono profondamente preoccupati per il fatto che le potenze nucleari non rispettano i propri impegni internazionali nell'ambito del disarmo nucleare, nonostante essi siano stati confermati dalla Corte internazionale di giustizia nel 1996.</p><p></p><p></p><p></p><p>4.La Svizzera sostiene tutti gli sforzi volti al disarmo nucleare e, a tal fine, coopera con tutti gli Stati che perseguono gli stessi obiettivi. In materia di disarmo nucleare, l'ambito di attività prioritario è il rispetto degli impegni di diritto internazionale da parte delle potenze nucleari. Il disarmo nucleare, tuttavia, deve avvenire mediante provvedimenti concreti, trasparenti e verificabili, che garantiscano a ogni stadio il massimo grado di stabilità e di sicurezza. A tal fine, la Svizzera chiede la rapida entrata in vigore del trattato START II, l'avvio dei negoziati START III da parte di Stati Uniti d'America e Russia, l'inizio immediato di trattative concernenti un divieto di produrre materiale fissile a fini militari nell'ambito della Conferenza di Ginevra sul disarmo, come pure la conclusione di un accordo sulle garanzie di sicurezza, dette negative, giuridicamente vincolanti, le quali proteggono gli Stati che non dispongono di un armamento nucleare dalle minacce d'impiego di armi nucleari. L'obiettivo di un disarmo nucleare completo, globale e verificabile può essere raggiunto soltanto gradualmente e in stretta collaborazione con gli Stati dotati di armamento nucleare, i quali sono i principali responsabili. Posizioni analoghe in merito al controllo degli armamenti e al disarmo sono riscontrabili in diversi gruppi geografici.</p><p></p><p></p><p></p><p>5.Il Consiglio federale ritiene che le fasi concrete di disarmo nucleare indicate dalla dichiarazione del 9 giugno 1998 degli otto ministri degli esteri costituiscano semplicemente una tappa sulla via del disarmo. La dichiarazione è partita da un'iniziativa irlandese e svedese ed è stata resa pubblica prima del previsto con il sostegno degli altri sei Stati (tra cui quattro membri del movimento dei non allineati) in ragione dei test nucleari indiani e pachistani. Il testo, sotto forma di progetto di risoluzione, sarà sottoposto alla Prima Commissione dell'Assemblea generale dell'ONU nell'autunno 1998.  La Svizzera, in qualità di Paese non membro dell'ONU, è tuttavia esclusa dalle votazioni in seno all'Assemblea generale e non può dunque partecipare attivamente alle trattative relative al contenuto e all'orientamento di tale progetto di risoluzione. Essa richiamerà comunque l'attenzione sulle sue posizioni fondamentali in materia di disarmo nucleare nell'ambito del dibattito generale.</p>  Risposta del Consiglio federale.