<h2>SubmittedText<h2><p>Conformemente all'articolo 59 della Costituzione federale, ogni uomo svizzero è obbligato al servizio militare. Dopo la riduzione degli effettivi dell'esercito da 430 000 a 220 000 militari nell'ambito della riforma "Esercito XXI", pare sia in atto un'ulteriore riduzione degli effettivi dell'esercito - condotta con discrezione -, dal momento che si registra un calo del numero dei reclutati e una quantità sempre maggiore di obbligati al servizio non sono nemmeno più chiamati ad assolvere completamente i propri giorni di servizio. Il Consiglio federale è quindi invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quanti obbligati al servizio non sono più chiamati in servizio, e, di conseguenza, quanti corrispondenti giorni di servizio non sono prestati?</p><p>2. Per quale motivo tali obbligati al servizio non sono più chiamati in servizio? Alla base vi sono considerazioni di tipo finanziario, oppure si tratta di anticipare un'ulteriore riduzione degli effettivi dell'esercito?</p><p>3. Quali sono le cifre concernenti il numero dei reclutati, per cantone e livello scolastico (p. es. scuole di maturità, scuola media di commercio, scuole professionali di base ecc.)?</p><p>4. Il Consiglio federale condivide il timore secondo cui la prassi attuale mette in pericolo l'amalgama, importante per un esercito di milizia, dei diversi gruppi professionali?</p><p>5. Il Consiglio federale condivide l'opinione secondo cui tale prassi svuota dei suoi contenuti l'obbligo di prestare servizio militare?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nel 2005 non sono state chiamate in servizio 26 415 persone obbligate a prestare servizio. I relativi giorni di servizio non prestati sono stati 465 464, ciò che equivale al 7,5 per cento del totale dei giorni di servizio prestati.</p><p>2. Le persone obbligate a prestare servizio di cui alla risposta 1 non sono più chiamate in servizio poiché, nel quadro di "Esercito 95", sono state formate per funzioni di cui "Esercito XXI" non ha alcun bisogno o di cui non necessita in egual misura. Non si tratta dunque né di considerazioni di carattere finanziario né tantomeno del tentativo di ridurre con discrezione l'effettivo dell'esercito. Quest'ultimo si situa tuttora ben al di sopra dell'effettivo regolamentare. Ciò è una conseguenza, tra l'altro, dell'aumentato tempo di permanenza in seno all'esercito, reso necessario dall'attuale quota annuale dei differimenti di servizio, che si situa attorno al 32 per cento.</p><p>3. Nella valutazione del reclutamento, i gruppi professionali e i livelli scolastici menzionati sono raggruppati sotto il termine generale di "studenti". Nel 2005, la percentuale degli "studenti" ammontava al 27,1 per cento del totale delle persone soggette all'obbligo di leva. La stessa categoria costituiva il 24,3 per cento del numero di persone idonee a prestare servizio militare, pur essendovi sensibili differenze: si passa infatti dal 9 pro cento del cantone di Glarona al 64 per cento del cantone di Ginevra. Questi estremi non rispecchiano soltanto le differenze tra città e campagna, ma anche l'impiego differente del concetto di "studente".</p><p>4. Il Consiglio federale non condivide il timore secondo cui l'amalgama, importante per l'esercito di milizia, tra i diversi gruppi professionali sarebbe messo in pericolo. Infatti, a seconda della definitiva scelta professionale, la categoria originaria degli "studenti" si differenzia nel prosieguo del servizio.</p><p>5. Il Consiglio federale ha già indicato in diverse occasioni di ritenere garantita la parità di trattamento per quanto concerne l'obbligo di prestare servizio militare in presenza di una quota di idoneità pari a circa il 60 per cento e di una quota di persone soggette all'obbligo di prestare servizio di protezione civile compresa tra il 15 e il 20 per cento. In adempimento al postulato Wicki 05.3526, il Consiglio federale prenderà nuovamente posizione, presumibilmente entro la fine dell'anno, in merito alle questioni dell'obbligo generale di prestare servizio militare e della parità di trattamento per quanto concerne l'obbligo di prestare servizio militare.</p>  Risposta del Consiglio federale.