<h2>SubmittedText<h2><p>Nel rapporto «Ambiente Svizzera 2022» il Consiglio federale indica che un terzo di tutte le specie e la metà degli habitat della Svizzera sono minacciati. Le cause principali della diminuzione della biodiversità sono la perdita e l’uso intensivo dei suoli, il frazionamento e la frammentazione degli spazi vitali provocata da infrastrutture e insediamenti. La produzione di derrate alimentari dipende da suoli vivi e dalla varietà degli insetti impollinatori. Nelle acque, i microrganismi degradano le sostanze inquinanti. I boschi proteggono dai pericoli naturali e, insieme alle torbiere e ad altri ecosistemi, immagazzinano il carbonio dall’atmosfera, mitigando in tal modo gli effetti del cambiamento climatico. Spazi vitali variegati e diversificati favoriscono in generale il benessere delle persone.&nbsp;</p><p>Con il Decennio delle Nazioni Unite per il ripristino degli ecosistemi 2021–2030, l’ONU lancia un appello per porre fine al deterioramento e alla distruzione progressivi degli ecosistemi e per ripristinare gli spazi vitali degradati. Secondo l'obiettivo 2 del Quadro globale sulla biodiversità adottato nel dicembre 2022, occorre garantire che entro il 2030 le superfici degli ecosistemi degradati siano in via di ripristino effettivo. La Germania, in particolare, è già molto attiva al riguardo, e i Paesi limitrofi della Svizzera intensificheranno i loro sforzi sulla base della normativa europea sul ripristino della natura. La Svizzera, dal canto suo, dispone soltanto di un programma di rinaturazione delle acque e non sta facendo nulla per il Decennio dell'ONU.</p><p>&nbsp;</p><p>Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:</p><p>&nbsp;</p><ol><li>Per quale motivo la Svizzera non partecipa al Decennio dell'ONU per il ripristino degli ecosistemi?&nbsp;</li><li>La comunità scientifica ritiene che in Svizzera sia particolarmente necessario ripristinare gli spazi vitali degradati. Qual è la posizione del Consiglio federale al riguardo?</li><li>Il Consiglio federale concorda sull’importanza di preservare e ripristinare gli ecosistemi fondamentali per noi, esseri umani, e per la biodiversità ora, anziché persistere nel degrado e lasciare alle generazioni future un compito quasi impossibile da affrontare che comporterà costi esorbitanti?&nbsp;</li><li>Il Consiglio federale adotterà prontamente misure concrete per scongiurare una situazione simile a quella verificatasi con il cambiamento climatico, in cui gli avvertimenti degli scienziati sono stati a lungo ignorati e ora ci troviamo confrontati a problemi quasi irrisolvibili?</li></ol><h2>FederalCouncilResponseText<h2><div><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">1) Il Decennio delle Nazioni Unite per il ripristino degli ecosistemi è coordinato dal Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente (UNEP) in collaborazione con l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO). Il suo obiettivo è arrestare, a livello mondiale, la distruzione e il degrado degli ecosistemi, di prevenirli in futuro e di ripristinare gli ecosistemi già danneggiati. La Svizzera è membro dell'UNEP e della FAO ed è impegnata in vari ambiti, come quelli dei prodotti chimici e dei rifiuti. La Svizzera ritiene che questi obiettivi possano essere raggiunti anche al di fuori di questa iniziativa. La partecipazione è volontaria e non pone requisiti concreti supplementari rispetto agli obiettivi già definiti nella Strategia Biodiversità Svizzera, nella Strategia per uno sviluppo sostenibile 2030 o nei nuovi obiettivi della Convenzione di Kunming-Montreal sulla biodiversità, che la Svizzera ha firmato. A livello nazionale, la Confederazione sostiene da tempo il risanamento di biotopi d'importanza nazionale e la rivitalizzazione dei corsi d'acqua e promuove una gestione seminaturale delle foreste. </span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial; -aw-import:ignore">&#xa0;</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">2) - 4) Il Consiglio federale è dell'avviso che la biodiversità necessiti di un numero sufficiente di spazi vitali di elevata qualità e interconnessi. Con la Strategia Biodiversità Svizzera del 2012 e il relativo piano d'azione del 2017, il Consiglio federale ha adottato diversi obiettivi e misure in tal senso. Il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) sta attualmente preparando le basi necessarie per il proseguimento del piano d'azione Biodiversità a partire dal 2025. </span></p></div>