<h2>SubmittedText<h2><text><p>Il Consiglio federale è incaricato di prendere i provvedimenti necessari, al fine di consentire il voto elettronico a tutti gli Svizzeri all'estero interessati al più tardi entro le elezioni federali del 2011.</p></text><h2>FederalCouncilResponseText<h2><text><p>Nel suo parere del 30 maggio 2007 in merito alla mozione 07.3197 il Consiglio federale ha fra l'altro esposto quanto segue:</p><p>"Il Consiglio federale si sta impegnando per consentire il prima possibile la partecipazione degli Svizzeri all'estero alle prove di votazioni mediante il voto elettronico. Non bisogna tuttavia correre rischi che comprometterebbero seriamente la corretta espressione della volontà popolare. Una simile procedura di voto, per essere efficace ed effettiva, necessita di una revisione sistematica e totale delle necessarie infrastrutture. Per questa ragione, nel suo messaggio del 31 maggio 2006 (FF 2006 5343), il Consiglio federale ha proposto che il catalogo elettorale degli Svizzeri all'estero venga tenuto dai cantoni in modo centralizzato ... Il 23 marzo il Parlamento ha adottato tale modifica di legge senza modifiche (FF 2007 2093). L'Organizzazione degli Svizzeri all'estero aveva approvato la modifica in occasione della procedura di consultazione."</p><p>L'autore della mozione intende invece scegliere un nuovo modo di procedere: si tratta di creare a livello nazionale un catalogo elettorale unitario degli Svizzeri all'estero nell'ambito di un progetto pilota. Per fare questo manca però una base legale. Creare la base legale necessaria e contemporaneamente abrogare la base legale per l'istituzione di un simile catalogo elettorale armonizzato a livello cantonale - per la quale il termine di referendum è già scaduto - necessiterebbe di tre anni e renderebbe pertanto illusoria l'attuazione per le elezioni del 2011. La soluzione proposta avrebbe inoltre più inconvenienti che vantaggi.</p><p>Un catalogo elettorale nazionale sarebbe infatti inutile per le elezioni al Consiglio degli Stati che, pur essendo organizzate dai cantoni, si svolgono quasi sempre simultaneamente in tutto il Paese, ed escluderebbe gli Svizzeri all'estero da questo scrutinio. Una concentrazione esclusiva dei cataloghi presso la Confederazione consisterebbe de facto, per gli Svizzeri all'estero, nella perdita dei loro diritti politici a livello cantonale e comunale.</p><p>La creazione di un catalogo federale complementare parallelamente ai cataloghi comunali, si tradurrebbe inoltre nella creazione di doppioni.</p><p>Il Consiglio federale auspicherebbe pertanto continuare nella direzione scelta e adoperarsi insieme ai cantoni per l'attuazione in tempi brevi delle legittime richieste degli Svizzeri all'estero. La sicurezza delle tecnologie dell'informazione rimane tuttavia un aspetto fondamentale; nella comunicazione su scala mondiale la sicurezza è soggetta a rischi maggiori, che devono essere messi sotto controllo.</p></text>