<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di decretare una moratoria di cinque anni sull'importazione di piante e parti di piante destinate ad essere trasformate in agrocarburanti in Svizzera. Sono esclusi i rifiuti vegetali.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale prende molto sul serio la crisi alimentare. In occasione dei recenti dibattiti internazionali (p.es. Vertice della FAO del 3-5 giugno 2008 a Roma), la Svizzera ha esortato al rispetto del diritto dell'uomo all'alimentazione. Tuttavia, il rialzo dei prezzi dei prodotti agricoli sul mercato mondiale (generi alimentari compresi) è una questione complessa e non può essere ricondotto unicamente all'utilizzo di piante energetiche per la produzione di carburanti. Lo confermano i risultati di ricerche dell'OCSE e della FAO. Anche fattori quali l'aumento del potere d'acquisto in Paesi di recente industrializzazione e in via di sviluppo e la conseguente maggiore domanda di derrate alimentari (soprattutto carne), notevoli perdite di raccolto a causa di eventi meteorologici estremi e speculazioni sul mercato agricolo mondiale incidono considerevolmente sull'andamento dei prezzi delle derrate alimentari.</p><p>L'influsso della domanda svizzera di carburanti provenienti da materie prime rinnovabili sull'evoluzione dei prezzi delle derrate alimentari a livello mondiale è marginale. Una moratoria sull'importazione di agrocarburanti e piante energetiche per la produzione di agrocarburanti non avrebbe pertanto alcun effetto tangibile sulla problematica delle derrate alimentari.</p><p>Nonostante ciò, la Svizzera ha un atteggiamento restrittivo nei confronti dei carburanti biogeni e si impegna concretamente affinché la produzione e l'importazione di agrocarburanti non sia in contrasto con il diritto all'alimentazione e all'acqua nonché con altri diritti umani. Il 1° luglio 2008 è entrata in vigore la versione rivista della legge sull'imposizione degli oli minerali (LIOm; RS 641.61). Mediante questa modifica di legge vengono incentivati fiscalmente i carburanti provenienti da materie prime rinnovabili. Tuttavia, per poter beneficiare delle agevolazioni fiscali produttori e importatori devono dimostrare di adempiere le esigenze minime relative a un bilancio ecologico globale positivo e rispettare condizioni di produzione socialmente sostenibili. La Svizzera è quindi il primo Paese sul piano mondiale che vincola l'incentivazione di carburanti biogeni a criteri ecologici e sociali. Tali criteri sono definiti nell'ordinanza sull'imposizione degli oli minerali (OIOm; RS 641.611), modificata dal Consiglio federale il 30 gennaio 2008. I cereali, l'olio di palma e la soia sono colture particolarmente critiche per quanto concerne la concorrenza nei confronti della produzione di derrate alimentari e pertanto non beneficiano, di regola, di un'agevolazione fiscale (art. 19b cpv. 3 OIOm).</p><p>Un divieto generale d'importazione di piante e parti di piante, destinate alla produzione di carburanti, non coltivate in Svizzera (com'è il caso delle noci di jatropha, della canna da zucchero e dell'olio di palma) potrebbe essere considerato dagli Stati membri dell'OMC alla stessa stregua di una discriminazione nei confronti di materie prime estere e la Svizzera verrebbe a conflitto con il principio di non discriminazione sancito dal GATT 1994. </p><p>Il Consiglio federale ritiene che vi sia un notevole potenziale nell'elaborazione e nella diffusione di una label internazionale che garantisce una produzione rispettosa dell'ambiente senza entrare in competizione con l'approvvigionamento in derrate alimentari nonché condizioni di produzione socialmente sostenibili, tenendo conto delle convenzioni fondamentali dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL). Una partecipazione attiva della Svizzera sul mercato è opportuna per poter integrare nel processo di sviluppo preziose esperienze acquisite in relazione alle label. Ciò sarebbe impossibile se venisse decretata una moratoria sulle importazioni di agroacarburanti e piante energetiche per la produzione di agrocarburanti.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.