<h2>SubmittedText<h2><p>Gastrosuisse, la Fondation pour la promotion du goût, Slow Food Svizzera e la Federazione romanda dei consumatori (FRC), riunite nell'associazione "Promotion du Fait Maison", hanno lanciato di recente il marchio "Fait Maison".</p><p>Tale marchio distingue su base volontaria i ristoranti che preparano i pasti, completamente o per la maggior parte, nelle proprie cucine senza ricorrere a piatti e prodotti precotti e persegue diversi obiettivi:</p><p>- rispondere alle esigenze di trasparenza dei consumatori;</p><p>- contrastare l'uniformazione del gusto;</p><p>- valorizzare le capacità della cucina elvetica;</p><p>- assicurare la tracciabilità e l'autenticità dei pasti serviti nei ristoranti.</p><p>Il Consiglio federale si è sempre rifiutato di prendere in considerazione una regolamentazione, da parte della Confederazione, di un marchio di qualità per i ristoratori. Per contro, a più riprese si è dichiarato disposto a favorire le iniziative private e a collaborare con il settore della ristorazione per trovare soluzioni che permettano agli attori economici che lavorano in maniera tradizionale di profilarsi positivamente sul mercato e ai consumatori di essere informati in maniera più trasparente (risposte del Consiglio federale alle interpellanze Thorens Goumaz 12.4083 e de Buman 13.3618).</p><p>1. Il Consiglio federale è disposto a sostenere la promozione del marchio "Fait Maison" lanciato di recente da attori privati?</p><p>2. Se sì, che tipo di sostegno potrebbe fornire all'associazione "Promotion du Fait Maison", per esempio tramite l'Ufficio federale del consumo?</p><p>3. Si potrebbe prevedere un sostegno finanziario all'associazione "Promotion du Fait Maison", per esempio sulla base dell'articolo 5 capoverso 2 della legge federale sull'informazione dei consumatori?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale accoglie con favore gli sforzi privati per un marchio di qualità e dunque anche l'iniziativa di Gastrosuisse, della Federazione romanda dei consumatori (FRC), di Slow Food Svizzera e della Settimana del gusto. Come ha già affermato nelle sue risposte alle interpellanze 12.4083 Thorens Goumaz "Piatti industriali al ristorante a nostra insaputa" e 13.3618 de Buman "Un marchio per promuovere i veri ristoranti", è disposto a collaborare con queste organizzazioni e a fornire loro consulenza. Non ritiene tuttavia che sia compito della Confederazione stabilire i criteri per un marchio di qualità o addirittura disciplinarli per legge.</p><p>2./3. L'Ufficio federale del consumo (UFDC) può accordare aiuti finanziari per l'informazione oggettiva e corretta dei consumatori nei media stampati o elettronici a organizzazioni di consumatori con attività d'importanza nazionale che statutariamente si dedicano all'informazione dei consumatori (art. 5 cpv. 2 della legge federale sull'informazione dei consumatori, LIC; RS 944.0). Tali aiuti sono concessi nel limite dei crediti stanziati e non superano di norma il 50 per cento delle spese computabili (art. 4 cpv. 1 dell'ordinanza sugli aiuti finanziari alle organizzazioni di consumatori; RS 944.05). Nella domanda all'UFDC deve essere dimostrato che sono adempiuti i requisiti fissati nella LIC. L'UFDC ha elaborato una direttiva concernente la concessione e la ripartizione di aiuti finanziari della Confederazione alle organizzazioni di consumatori ai sensi dell'articolo 5 capoverso 2 LIC (www.consumo.admin.ch &gt; Temi &gt; Aiuto finanziario della Confederazione alle organizzazioni dei consumatori).</p>  Risposta del Consiglio federale.