<h2>SubmittedText<h2><p>Secondo quanto dichiarato il 15 settembre dalla ministra dell'Interno italiana Luciana Lamorgese davanti alla Camera dei Deputati, l'Italia intende chiedere alla Svizzera di farsi carico del migrante clandestino somalo 26 enne che sabato 11 settembre a Rimini ha accoltellato 5 persone su un autobus, due addette al controllo biglietti e tre passeggeri, tra cui un bambino.</p><p>Questo perché, secondo la ministra italiana, il somalo "ha fatto il suo primo ingresso in Germania nel 2015, per poi spostarsi in altri Paesi del continente e, precisamente, in Danimarca, Svezia, Olanda, Austria e, infine, è arrivato in Svizzera, ultimo paese che ne ha registrato la presenza".</p><p>Chiedo al Consiglio federale:</p><p>- Il Consiglio federale conferma che, secondo l'accordo di Dublino, dovrebbe essere semmai la Germania, Stato dove il migrante somalo ha presentato la prima domanda d'asilo, a farsene carico, e non certo la Svizzera?</p><p>- Al Consiglio federale risultano richieste alla Svizzera, da parte dell'autorità italiana, di accogliere l'accoltellatore somalo?</p><p>- Nel caso la richiesta citata dalla ministra italiana dovesse giungere - o fosse già giunta - alla Confederazione, il Consiglio federale può assicurare che la stessa sarà immediatamente respinta in quanto infondata? </p><p>- L'Italia si fa regolarmente carico, così come da accordo di Dublino, dei migranti arrivati clandestinamente nel nostro Paese dopo aver depositato in Italia la prima domanda d'asilo, o invece risultano delle reticenze?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1-3. Ad oggi il Consiglio federale non è a conoscenza di una domanda di ripresa in carico presentata dalle autorità italiane concernente un cittadino somalo che ha commesso gli atti descritti dall'autore dell'interpellanza. Se l'Italia dovesse presentare una tale domanda alla Svizzera, la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) sarebbe di principio informata in merito all'esistenza di un procedimento penale in Italia nei confronti di questa persona. La SEM analizzerebbe quindi nella debita forma tale domanda secondo i criteri del regolamento Dublino. In base a questi criteri e all'itinerario descritto nell'interpellanza, è poco probabile che la Svizzera debba riprendere in carico questa persona quale Stato Dublino competente.</p><p>4. L'Italia resta il principale Stato partner della Svizzera all'interno dello spazio Dublino. Tra il 1° gennaio 2018 e il 31 ottobre 2021, 5551 domande di presa e ripresa in carico sono state sottoposte all'Italia. Le autorità italiane hanno dato il loro accordo in 4670 casi. Durante il medesimo periodo, la Svizzera ha accolto 172 domande dall'Italia. La collaborazione tra gli uffici Dublino svizzero e italiano è generalmente buona. La Svizzera dispone inoltre di un agente di collegamento a Roma, grazie al quale può intervenire in caso di divergenze nella cooperazione e mantenere le buone relazioni con l'ufficio Dublino italiano.</p>  Risposta del Consiglio federale.