<h2>SubmittedText<h2><p>Per velocizzare lo svolgimento dei compiti delle autorità preposte al perseguimento penale, dell'esecuzione delle pene e della protezione dello Stato, il Consiglio federale è incaricato di presentare all'Assemblea federale gli adeguamenti legislativi necessari alla creazione di una banca dati centralizzata a livello svizzero relativa ai detenuti, nonché di disciplinare le condizioni di accesso a tale banca dati.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Come rilevato dal Consiglio federale nella risposta all'interpellanza Burkhalter menzionata dall'autore della mozione, all'inizio del 2005 il DFGP ha esaminato i presupposti legali, tecnici e organizzativi per una banca dati centralizzata relativa ai detenuti.</p><p>In linea di massima, la Confederazione dispone delle competenze costituzionali per creare una tale banca dati. Sarebbe necessario istituire una base legale formale.</p><p>Una banca dati centralizzata relativa ai detenuti dovrebbe includere diversi tipi di detenzione: esecuzione delle pene e delle misure, carcerazione in vista del rinvio forzato (e altre misure privative della libertà nell'ambito del diritto in materia di stranieri), carcere in vista dell'estradizione nonché carcere preventivo. La sua utilità soltanto per l'assistenza giudiziaria internazionale sarebbe limitata. Se potesse essere utilizzata anche per altri scopi, segnatamente per gli ambiti del perseguimento penale e dell'esecuzione delle pene menzionati dall'autore della mozione o per la protezione dello Stato nonché eventualmente a fini statistici, l'utilità della banca dati sarebbe decisamente maggiore.</p><p>Secondo gli esami effettuati dal DFGP, per la Confederazione si dovrebbero prevedere costi d'investimento pari a 1,1 milioni di franchi e costi di gestione e di ammortamento annui pari a circa 700 000 franchi e, per i cantoni, costi di gestione annui di circa 2,6 milioni di franchi - questo partendo dal presupposto che la banca dati sia utilizzata soltanto per l'assistenza giudiziaria internazionale. Se le possibilità di utilizzo fossero estese come chiesto dall'autore della mozione, i costi d'investimento potrebbero salire rapidamente a più di 5 milioni di franchi, poiché sarebbero necessarie complesse interfacce supplementari. Non andrebbe sottovalutata nemmeno la tendenza a integrare il progetto al fine di soddisfare ulteriori esigenze. Occorre infine considerare che la banca dati potrebbe non essere sufficientemente esatta a causa dei soventi trasferimenti dei detenuti.</p><p>Secondo il Consiglio federale, un tale progetto presenta nel complesso più costi che benefici. Pur comportando vantaggi supplementari, una banca dati relativa ai detenuti non è indispensabile per combattere in modo efficace la criminalità e rappresenta dunque piuttosto un desiderio. Eccettuati certi ritardi nel caso Achraf, anche lo scambio di informazioni di polizia con la Svizzera non ha quasi mai dato adito a critiche. Se sussistono indizi che una persona ricercata potrebbe essere detenuta in Svizzera, oggi è possibile controllare rapidamente la fondatezza di tali indizi. I cantoni impiegano pochi giorni per rispondere alle rispettive richieste delle autorità federali. È parimenti sensato attendere dapprima le prime esperienze maturate con l'indice di polizia, previsto nell'ambito del progetto Dabpol, che includerà tutte le persone rilevate in Svizzera dai sistemi d'informazione di polizia dell'Ufficio federale di polizia e dei cantoni nonché dal SIMIC, il sistema d'informazione comune per il settore degli stranieri e dell'asilo.</p><p>Tale posizione non è mutata nel corso del 2005. Considerata la difficile situazione finanziaria della Confederazione, il Consiglio federale ritiene dunque necessario rinunciare alla creazione di una banca dati centralizzata relativa ai detenuti.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.