<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>I costi supplementari generati dal divieto generale di foraggiamento con farine animali e grassi </p><p>d'estrazione, legati all'eliminazione degli scarti di carne che finora venivano valorizzati, </p><p>ammontano a circa 36 milioni di franchi. Sebbene, ai sensi dell'attuale legislazione, i costi per </p><p>l'eliminazione dei rifiuti devono essere sostenuti, in linea di principio, da chi li produce - dunque, </p><p>nella fattispecie, dai macelli e dalle macellerie - il Consiglio federale ha adottato nell'interesse </p><p>della sicurezza una regolamentazione derogatoria. Essa riguarda solo i costi supplementari.</p><p>Per ragioni di carattere sanitario nonché per motivi legati alla capacità di immagazzinamento </p><p>prima dell'incenerimento, gli scarti di carne prodotti nei macelli e nelle macellerie dovranno </p><p>continuare ad essere trasformati in farine animali e grassi d'estrazione anche se per questi </p><p>prodotti non vi è più un mercato di sbocco. </p><p>I costi supplementari che ricadono sulle aziende di produzione e che sono dovuti al divieto di </p><p>foraggiamento con farine animali si compongono, da un lato del mancato guadagno in seguito </p><p>all'impossibilità di vendere farine animali e grassi, dall'altro delle spese per </p><p>l'immagazzinamento intermedio, i trasporti supplementari e l'incenerimento. L'addossamento di </p><p>questi costi ai macelli e alle macellerie, che li scaricherebbero a loro volta sui detentori di </p><p>animali, causerebbe a questi ultimi perdite insostenibili visto il livello di reddito degli agricoltori. </p><p>La traslazione dei costi di eliminazione ai consumatori non è attualmente possibile a cuasa della </p><p>situazione dei prezzi sul mercato della carne (mercato acquirente).</p><p>La Confederazione è pertanto disposta ad assumersi una quota pari al 75% al massimo dei </p><p>costi supplementari. Essa non ritiene opportuno assumersi la totalità dei costi in quanto ciò </p><p>equivarrebbe ad un completo sovvenzionamento delle tre aziende di produzione che non </p><p>sarebbero così più stimolate ad innovare, in modo appropriato, il riciclaggio degli scarti di carne. </p><p>L'autorità federale competente garantirà che l'indennità della Confederazione sia interamente </p><p>utilizzata per ridurre i costi d'eliminazione. L'obiettivo è infatti quello di ristabilire sul mercato la </p><p>situazione esistente prima del divieto generale del foraggiamento con farine animali. In altri </p><p>termini, i costi per la presa in consegna degli scarti della macellazione devono ritornare al livello </p><p>antecedente il 27 novembre 2000 (data del divieto de facto).</p><p>L'obiettivo del finanziamento della Confederazione non è tuttavia quello di esercitare una </p><p>maggiore influenza sul mercato. In altre parole, i fondi della Confederazione non devono essere </p><p>utilizzati per compensare o per influenzare gli aumenti dei prezzi dovuti al rincaro, le </p><p>ripercussioni della TTPCP o la pratica dei prezzi relativi alla presa in consegna degli scarti della </p><p>macellazione antecedente il divieto di foraggiamento.</p><p>I rimanenti costi saranno ripartiti tra i Cantoni, l'agricoltura, i macelli, le macellerie e i </p><p>consumatori in una proporzione accettabile per tutti.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.