<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Domanda 1</p><p></p><p>Pakpahan è stato arrestato a Jakarta in occasione dei disordini politici de 27 e 28 luglio 1996 ed è stato accusato di sovversione tre giorni dopo. La legge indonesiana sulla sovversione è una specie di legge d'emergenza che permette la repressione penale senza applicazione del codice penale ordinario né  del codice di procedura penale. Insieme a Pakpahan e in base allo stesso capo d'accusa, sono state arrestate altre dieci persone (tra le quali tutti i dirigenti del partito illegale PRD, compreso Budiman Sudjatmiko). Altre 124 persone (soprattutto sostenitori del PDI) sono state incolpate secondo il diritto penale ordinario e i loro processi sono già cominciati. Sebbene la politica del Governo indonesiano sia piuttosto severa, negli ultimi tempi è comunque stata possibile una certa critica. Il 12 ottobre, la Commissione nazionale indonesiana per i diritti dell'uomo ha potuto presentare un rapporto finale piuttosto critico sui disordini di luglio. Per la prima volta la corresponsabilità del Governo e delle forze dell'ordine sono state messe in causa pubblicamente. Il ministro indonesiano degli affari politici e della sicurezza, Soesilo Soedarman, si è manifestamente dichiarato disposto a esaminare accuratamente le conclusioni del rapporto.</p><p></p><p>L'accusa contro Muchtar Pakpahan è stata formalizzata a metà agosto. I suoi parenti e i suoi avvocati possono incontrarlo; anche un rappresentante del CICR lo ha visitato in prigione e ha potuto discutere con lui in assenza di testimoni. Recentemente Pakpahan è stato visitato da un medico, che, tenuto conto delle circostanze, lo ha dichiarato in buona salute. Pare che anche gli altri prigionieri politici siano trattati in modo corretto.</p><p></p><p>L'ambasciatore svizzero è intervenuto presso il direttore degli affari politici del ministero indonesiano degli affari esteri, l'ambasciatore Izhar Ibrahim. Ha ugualmente partecipato all'incontro la specialista dei diritti dell'uomo del ministero degli affari esteri. L'ambasciatore svizzero ha espresso le nostre preoccupazioni per la situazione dei diritti dell'uomo in Indonesia e ha ricordato che Pakpahan e gli altri prigionieri politici arrestati con lui hanno diritto a un processo equo nonché a condizioni di detenzione appropriate. Il direttore ha assicurato che la legislazione indonesiana e le disposizioni della procedura penale sono rispettate, precisando in particolare che la legge indonesiana vieta maltrattamenti e torture e che ogni violazione sarà punita.</p><p></p><p>I primi processi dei succitati 124 membri del PDI sono cominciati a fine ottobre. Non è ancora chiaro quando avrà luogo il processo di Pakpahan e degli altri dieci accusati di sovversione. La nostra ambasciata segue la situazione con la massima attenzione e parteciperà in qualità di osservatore, con altri rappresentanti stranieri, in particolare ai processi intentati per sovversione.</p><p></p><p>Da tempo, il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) segue con preoccupazione e con la più grande attenzione gli sviluppi della situazione dei diritti dell'uomo in Indonesia e nel Timor Orientale. Per migliorare tale situazione in Indonesia, il DFAE è già intervenuto a più riprese, sui piani multilaterale e bilaterale. Esprimendo la sua particolare preoccupazione per la situazione nel Timor Orientale, la Svizzera ha preso posizione, nel 1994, dinanzi alla Commissione dei diritti dell'uomo nell'ambito dell'ONU. Durante la sessione del 1993, la Svizzera ha partecipato alla redazione di una corrispondente risoluzione della quale è stata cofirmataria. A favore dei prigionieri politici, è ugualmente intervenuta presso le autorità indonesiane lo scorso anno. A proposito del Timor Orientale, Indonesia e Portogallo stanno negoziando sotto l'egida del Segretario generale dell'ONU; i negoziati sono arrivati alla loto nona sessione. Anche il conferimento del premio Nobel per la pace di quest'anno al vescovo Carlos Ximenes Belo e a José Ramos Horta per il loro impegno a favore del Timor Orientale sottolinea l'importanza che la comunità internazionale attribuisce a tale regione.</p><p></p><p>Domanda 2</p><p></p><p>Il principio del buon governo ("Good Governance"), consacrato nelle direttive del Consiglio federale sulle relazioni Nord-Sud, svolge un ruolo-chiave anche per la cooperazione svizzera allo sviluppo in Indonesia. La Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) sostiene attivamente, nell'ambito dei suoi programmi di cooperazione allo sviluppo, l'impegno del governo indonesiano per la decentralizzazione, soprattutto per quanto riguarda i progetti di sviluppo urbano, l'aumento dell'efficacia della pubblica amministrazione e gli sforzi della popolazione per salvaguardare i propri interessi. Inoltre, su tali temi, la rappresentanza svizzera conduce un dialogo politico bilaterale con le autorità indonesiana.</p><p></p><p>Domanda 3</p><p></p><p>Il Consiglio federale ha autorizzato il 23 giugno 1993 l'esportazione verso l'Indonesia di pezzi di ricambio e di munizioni per un'unità di fuoco DCA. Ragione determinante dell'autorizzazione è stata l'impossibilità di impiegare tale materiale bellico contro i ribelli del Timor Orientale. Tuttavia, l'affare non ha potuto essere portato a termine. In conseguenza della decisione del Consiglio federale, non sono più state concesse autorizzazioni per le esportazioni di materiale bellico verso l'Indonesia, con una sola eccezione. Essa riguarda l'autorizzazione, concessa nel corso di quest'anno a un privato, per l'esportazione di pezzi di ricambio del valore di 1326.-- franchi per una pistola SIG. Tale eccezione si fonda su un decreto del Consiglio federale del 1978 che abilita l'amministrazione a autorizzare la fornitura di certe armi da fuoco portatili, rispettivamente delle relative munizioni, anche a Paesi ai quali è vietato fornire materiale bellico pesante, nella misura in cui le armi in questione servano esclusivamente per scopi privati o sportivi.</p><p></p><p>Domanda 4</p><p></p><p>Gli statuti della Banca mondiale (articolo IV, sezione 10) vietano a quest'ultima di intervenire negli affari politici dei suoi Stati membri. I diritti dell'uomo della "prima generazione", vale a dire i diritti civili e politici, rientrano solo indirettamente nelle competenze della banca che deve limitarsi alla questione del buon governo (Good Governance). Nell'ambito dei diritti dell'uomo della "seconda generazione", vale a dire i diritti economici, sociali e culturali, la Banca mondiale fornisce un contributo sostanziale per mezzo dei suoi progetti e programmi. Tale orientamento di base caratterizza in parte anche gli interventi dei Paesi donatori rappresentati alle sedute del Gruppo consultivo per l'Indonesia (CGI). Gli incontri annuali coordinati dalla Banca mondiale servono alla Svizzera (e altri Paesi donatori) a sollevare problemi che considerano particolarmente critici per uno sviluppo sostenibile, come per esempio la lotta contro la miseria, i diritti dei lavoratori, la libertà di stampa e la protezione dell'ambiente. Tuttavia, il CGI non è il forum adatto per ottenere le spiegazioni chieste dalla Consigliera nazionale Bäumlin.</p><p></p><p>Domanda 5</p><p></p><p>Per il momento il Consiglio federale non può effettuare alcuna ricerca riguardante i beni privati della famiglia Suharto in Svizzera. Tali investigazioni sarebbero possibili solamente in caso di una domanda formale di assistenza giudiziaria in materia penale delle autorità indonesiane.</p>  Risposta del Consiglio federale.