<h2>SubmittedText<h2><p>Grandi comunità rom vivono in Bulgaria, Romania, Ungheria e Slovacchia in condizioni molto precarie. La loro partecipazione allo sviluppo della società non è purtroppo migliorata negli ultimi anni. A titolo di esempio, il livello di scolarizzazione dei bambini rom resta insufficiente o nullo. Molti giovani rom che entrano in contatto con le autorità sono analfabeti. La mancanza di integrazione sociale e l'emarginazione dei Rom potrebbero provocare violenti conflitti sociali, soprattutto nei loro Paesi d'origine, ma anche in Europa occidentale e in Svizzera. </p><p>Secondo il messaggio sul secondo contributo svizzero all'allargamento del 28 settembre 2018, il Consiglio federale continua ad attribuire importanza ai programmi per l'integrazione delle minoranze, in particolare dei Rom, ma intende concentrarsi sulle cure palliative e a lungo termine, sul sostegno agli anziani, sulla formazione e sulla pianificazione familiare. </p><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande: </p><p>1. Nel suo Bilancio conclusivo dei programmi con Stati delI'UE-12, il DFAE ricorda che, grazie al contributo svizzero all'allargamento, oltre 100 000 Rom in Bulgaria, Romania, Slovacchia e Ungheria hanno potuto beneficiare di un migliore accesso all'istruzione e alle strutture sanitarie. Come si è arrivati esattamente a questa cifra?</p><p>2. Quali conclusioni trae il Consiglio federale dalla valutazione di questi progetti per una migliore integrazione sociale dei Rom? </p><p>3. Condivide l'opinione secondo la quale nel nuovo periodo di finanziamento del contributo all'allargamento si dovrebbe dare maggiore priorità alle misure volte a migliorare l'integrazione scolastica e professionale dei Rom? </p><p>4. Si ha l'impressione che i fondi per la coesione stanziati per i prossimi anni siano destinati a promuovere l'accesso dei Rom ai servizi sanitari, comprese le cure palliative. Questa impressione è corretta? Se è così, perché i programmi in questi campi sono prioritari rispetto a quelli che favoriscono l'integrazione scolastica e professionale dei Rom? </p><p>5. È noto da quali Stati e regioni provengono, nella maggior parte dei casi, i Rom che trascorrono lunghi periodi di tempo in Svizzera, soprattutto nei mesi estivi? </p><p>6. In che misura la diplomazia svizzera si sta adoperando, a livello multilaterale e nell'ambito delle sue relazioni con gli Stati dell'Europa orientale e sudorientale (che siano o meno membri dell'UE), per una migliore integrazione dei Rom a scuola, nel lavoro e nella società?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. I singoli progetti e programmi hanno riferito regolarmente in merito ai progressi compiuti, presentando alla fine un rapporto conclusivo. In ogni progetto vengono definiti indicatori e valori di riferimento, come per esempio il numero di beneficiari che fruiranno di un migliore accesso all'istruzione e alle strutture sanitarie. A seconda del Paese, Comuni o organizzazioni non governative erano stati incaricati dell'attuazione diretta dei progetti e il monitoraggio era stato affidato a comitati direttivi nazionali. Il numero di beneficiari menzionato nel "Bilancio sulla conclusione dei programmi nazionali nei Paesi delI'UE-12", pari a "oltre 100 000", è la somma dei risultati di tutti i progetti e programmi nei quattro Paesi.</p><p>2. Le valutazioni effettuate confermano che i progetti sono stati rilevanti e hanno portato un concreto miglioramento delle condizioni di vita delle persone, in particolare della situazione abitativa e dell'integrazione dei Rom nel mercato del lavoro. A causa della breve durata dei progetti, e talvolta della mancanza di volontà politica da parte delle autorità competenti, l'istituzionalizzazione dei cambiamenti si è rivelata talvolta problematica.</p><p>3. e 4. Nell'ambito del secondo contributo svizzero ad alcuni Stati membri dell'UE, la Svizzera intende promuovere la cooperazione nel settore dell'inclusione economica e sociale delle minoranze. Nel messaggio sul secondo contributo svizzero i Rom sono considerati un gruppo importante all'interno delle minoranze e delle persone socialmente svantaggiate. La Svizzera realizza i progetti tenendo conto delle esigenze nei Paesi partner. Pertanto, i progetti a sostegno dei Rom possono riguardare non solo il settore sanitario e sociale, ma anche quello dell'istruzione e dell'integrazione nel mercato del lavoro. Tra gli altri gruppi svantaggiati vi sono anche le persone anziane, che hanno bisogno di un migliore accesso ai servizi sanitari. Come deciso dal Parlamento, il secondo contributo non può ancora essere attuato fintanto che esistono misure discriminatorie da parte dell'UE. Pertanto, i progetti concreti non sono ancora stati identificati.</p><p>5. Nel Sistema d'informazione centrale sulla migrazione, la banca dati per i dati personali relativi all'asilo e agli stranieri, l'etnia (p. es. Rom) non viene registrata sistematicamente. L'etnia di solito non è rilevante, tranne che per le persone nel settore dell'asilo.</p><p>6. A livello multilaterale, in particolare in seno al Consiglio d'Europa e all'OSCE, la Svizzera partecipa allo scambio di esperienze e di buone pratiche sull'integrazione dei Rom e sulla lotta contro la discriminazione nei loro confronti. Il Consiglio d'Europa segue un Piano d'azione strategico per l'inclusione di Rom e Viaggianti (2020-2025), incentrato sul sostegno all'accesso a un'istruzione inclusiva e di qualità. L'OSCE promuove i diritti dei Rom attraverso progetti in settori quali la partecipazione politica, l'istruzione e l'alloggio. La Svizzera esamina le questioni relative all'integrazione dei Rom anche nell'ambito dell'Esame periodico universale (EPU) del Consiglio dei diritti umani dell'ONU sui Paesi dell'Europa orientale e sudorientale. A livello bilaterale le ambasciate svizzere nell'Europa orientale e sudorientale seguono da vicino le politiche nazionali sull'integrazione dei Rom.</p>  Risposta del Consiglio federale.