<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Le scuole universitarie svizzere (PF, università cantonali, scuole universitarie) hanno avviato riforme al fine di adeguarsi ad un nuovo contesto: economia e società del sapere, integrazione in uno spazio mondiale della formazione e della scienza ed in particolare sviluppo di nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione. Questa riforma vuole una maggiore autonomia e cooperazione tra le scuole universitarie al fine di aumentare la massa critica e la competitività. I PF sono coinvolti in questo processo e devono assumere un ruolo importante per stimolare le scuole nel loro insieme.</p><p></p><p>In tale contesto, i PF potranno assistere nei prossimi anni ad importanti cambiamenti: </p><p>- passaggio al "terzo cerchio": maggiore autonomia e gestione con mandato di prestazione;</p><p>- aumento della cooperazione regionale con le università e le scuole universitarie;</p><p>- nuovo ruolo della CUS quale organo comune di Cantoni e Confederazione;</p><p>- finanziamento in base alla qualità delle prestazioni come succede nelle università cantonali e nelle scuole universitarie (secondo i meccanismi avviati dalla nuova legge sull'aiuto alle università).</p><p>I PF si trovano dunque in una fase di transizione che rende necessaria una revisione della legge sui PF, una revisione parziale che dovrebbe entrare in vigore il 1° gennaio 2003 ed un'eventuale revisione di più ampia portata prevista per il periodo dal 2006 al 2007.</p><p></p><p>Per quel che riguarda una revisione parziale, il DFI ha creato un'organizzazione di progetto ed ha incaricato un gruppo presieduto dal Segretario di Stato per la scienza e la ricerca. Il CPF ed i relativi istituti sono direttamente coinvolti e la procedura scelta comporta la partecipazione di tutto il settore dei PF e la consultazione del personale. Gli orientamenti principali di questa fase, fissati dal gruppo di cui sopra, sono:</p><p>- rafforzare l'autonomia degli istituti nei confronti del CPF;</p><p>- rafforzare il ruolo strategico del CPF e limitarne il ruolo operativo. La riserva strategica del CPF, criticata nella mozione, sarà adeguata alle nuove mansioni; tuttavia dovrà permettere al CPF di assumere il suo ruolo strategico e di appoggiare gli sviluppi prioritari;</p><p>- migliorare la trasparenza per il controllo parlamentare sugli aspetti politico-strategici del settore;</p><p>- accordare le risorse ad un ritmo quadriennale, tramite il messaggio FRT, come per le risorse federali concesse alle altre scuole universitarie.</p><p>Questa revisione parziale della legge permette al CPF ed agli istituti del settore di partecipare attivamente al processo di riforma in corso nell'insieme del paesaggio universitario. Questo periodo di transizione comporta l'esistenza di una forte istanza e di un unico interlocutore, il CPF, che deve essere in grado di adempiere ad una funzione strategica per il settore, di preparare il passo verso la maggiore autonomia degli istituti e di contribuire alla realizzazione delle riforme proposte.</p><p>Nel quadro di un'ulteriore revisione della legge, dovrà imporsi una ridefinizione del ruolo del CPF. Per questa ragione il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.</p><p></p><p>L'autore della mozione, nella motivazione, mette in dubbio le risorse del CPF. Il Consiglio federale costata come la parte essenziale di questi mezzi, compresa una "riserva strategica", sia consacrata a progetti dei PF e degli istituti di ricerca, conformemente al compito principale. Il CPF deve poter stimolare la partecipazione dei politecnici e degli istituti a progetti di importanza nazionale. L'allegato riporta una presentazione dettagliata degli elementi finanziari preparata dal CPF.</p>  Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.