<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di introdurre un'indennità annuale contro il caro energia per ridurre la pressione finanziaria sui nuclei familiari più vulnerabili data dall'aumento dei prezzi dell'energia.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il prezzo dell'energia ha subìto un forte aumento a livello globale, senza risparmiare la Svizzera. L'inflazione, tuttavia, resta moderata rispetto ad altri Paesi: nel luglio del 2022 era del 3,4%, 5 punti percentuali in meno rispetto all'eurozona. I motivi sono due: i nuclei familiari svizzeri spendono meno per l'energia e l'economia è più efficiente dal punto di vista energetico.</p><p>Le attuali stime sul rincaro emesse da diversi istituti per il 2022 si aggirano attorno a poco più del 2,5 per cento, mentre ci si attende un rincaro medio nuovamente inferiore nel 2023.</p><p>Si prevede un proseguimento della ripresa economica post-pandemica, seppure in misura più moderata rispetto a quanto pronosticato prima della guerra in Ucraina.</p><p>La Banca nazionale svizzera (BNS) ha il compito di garantire la stabilità dei prezzi. A tal fine dispone di strumenti efficaci. In seguito alla revisione della politica economica e monetaria del 16 giugno 2022 ha innalzato il tasso guida a -0,25% (+50 punti base) per contrastare l'aumento della pressione inflazionistica.</p><p>Il Consiglio federale è assolutamente consapevole delle sfide poste dal rincaro dei prezzi dell'energia e in particolare dalle conseguenze finanziarie dell'aumento dei costi di riscaldamento per le persone che si trovano in una situazione economica difficile. Tuttavia, alla luce delle conclusioni cui è giunto il gruppo di lavoro interdipartimentale del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC), del Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR) e del Dipartimento federale delle finanze (DFF), istituito ad hoc, in questo momento non ritiene che siano necessari provvedimenti urgenti.</p><p>L'andamento dei prezzi rimane in ogni caso volatile e gli ulteriori sviluppi sono incerti. Il Consiglio federale ha pertanto incaricato il DEFR (SECO) di esaminare in maniera approfondita, in collaborazione con il DFI (UFSP, UFAS), il DATEC (UFAM, UFE, EICom) e il DFF (AFF, AFC), la necessità di intervenire in merito a varie misure di attenuazione a livello di politica sociale, tenendo conto dell'ulteriore evoluzione dei prezzi, dell'inflazione e dei salari nonché degli strumenti già in uso presso i Cantoni e i Comuni.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.