<h2>SubmittedText<h2><p>1. Secondo il Consiglio federale, quali sono le opportunità e i rischi della Nuova via della seta cinese?</p><p>2. In seguito alla pandemia di COVID-19, le previsioni relative all'impatto della Nuova via della seta sulla Svizzera sono cambiate?</p><p>3. Come valuta il Consiglio federale l'impatto della Nuova via della seta sui diritti umani, sullo Stato di diritto e sulla democrazia dei Paesi interessati?</p><p>4. Secondo il Consiglio federale, quali ripercussioni potrebbe avere la Nuova via della seta sul debito e sulla sovranità dei Paesi emergenti?</p><p>5. Come valuta l'impatto della Nuova via della seta sul settore degli appalti in Svizzera, in particolare sugli sforzi a favore della sostenibilità e della responsabilità sociale d'impresa?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./ 3. Il Consiglio federale accoglie favorevolmente la Nuova via della seta (BRI), ma mantiene un atteggiamento prudente poiché presenta sia rischi che opportunità. Il miglioramento delle infrastrutture all'interno e tra i Paesi della regione può contribuire allo sviluppo economico nei rispettivi Paesi. Anche le imprese svizzere possono beneficiare di questo sviluppo. Le ripercussioni della BRI sui diritti umani, lo Stato di diritto e la democrazia nei Paesi interessati devono essere valutate caso per caso dato l'ampio carattere dell'iniziativa e l'eterogeneità dei Paesi beneficiari.</p><p>Nel caso di progetti infrastrutturali su larga scala finanziati da capitali esteri possono spesso sorgere rischi in relazione alle ripercussioni ecologiche, sociali e sui diritti umani nei Paesi beneficiari. Secondo il Consiglio federale è quindi importante che questi rischi vengano soppesati sulla base di norme e standard riconosciuti a livello internazionale. La Svizzera continuerà a impegnarsi per consolidare i principi riconosciuti a livello internazionale anche nel contesto della BRI.</p><p>2. La pandemia di COVID-19 ha avuto un'influenza negativa anche sulla BRI. Quasi un terzo dei progetti pianificati ha subito ufficialmente dei ritardi. Nel contesto della pandemia, invece degli investimenti infrastrutturali, con il marchio Via della seta della salute ("Health Silk Road") sono state messe in primo piano soprattutto le esportazioni di dispositivi di protezione, le missioni di supporto medico e la cooperazione nello sviluppo di vaccini. In generale si nota inoltre la volontà delle autorità cinesi di aumentare la qualità dei progetti BRI. La Svizzera, che ha stabilito solo in linea di principio una possibile collaborazione con la Cina in Stati terzi, è interessata solo indirettamente da questo cambiamento di direzione.</p><p>4. Negli ultimi anni la Cina è diventata uno dei più importanti creditori statali, soprattutto dei Paesi più poveri. Un alto indebitamento nei confronti di un unico creditore può portare a dipendenze economiche ed eventualmente anche politiche. Per uno sviluppo sostenibile del debito sono essenziali, in generale, un'efficace politica economica, strutturale e di bilancio nei rispettivi Paesi nonché istituzioni forti e buongoverno. La Svizzera si adopera da anni in questo senso, anche attraverso il suo impegno nelle istituzioni di Bretton Woods e i suoi contatti con la Cina nell'ambito della BRI.</p><p>5. Nel settore degli appalti pubblici il Consiglio federale continuerà a promuovere anche in futuro il rispetto di elevati standard di trasparenza, le questioni riguardanti la sostenibilità e la responsabilità sociale delle imprese. In questo modo intende aprire nuove possibilità soprattutto per le PMI svizzere che offrono prodotti innovativi e di alta qualità. Per le PMI orientate all'esportazione, l'accesso ai mercati pubblici globali è di grande importanza. Progetti internazionali come la BRI offrono anche l'opportunità di creare attività economiche e posti di lavoro in Svizzera. Per quanto riguarda l'accesso reciproco al mercato cinese e al mercato svizzero degli appalti, occorre ricordare che attualmente non esiste un accordo internazionale in materia. Per questi motivi il Consiglio federale non si aspetta che la BRI abbia ripercussioni sugli appalti pubblici in Svizzera.</p>  Risposta del Consiglio federale.