<h2>SubmittedText<h2><p>Messer Schweiz AG ha installato un impianto per il recupero di CO2 presso lo stabilimento del gruppo Hochdorf a Sulgen (TG) per il recupero delle emissioni dei gas di combustione del generatore di vapore a gas naturale. In questo modo se ne cattura una parte e il CO2, molto spesso scarsamente disponibile, può essere venduto all'azienda Hochdorf come gas alimentare. Secondo le informazioni disponibili, questo impianto è anche redditizio, al punto tale che  un impianto 7 volte più grande è già in fase di realizzazione presso un impianto di incenerimento dei rifiuti urbani (IIRU).</p><p>Gli IIRU causano circa il 10 per cento delle emissioni di CO2 dovute ai gas di combustione in Svizzera. </p><p>Si pongono pertanto le seguenti domande:</p><p>1. Se la Confederazione vuole definire delle priorità nell'ambito delle emissioni di CO2, perché non fa nulla per dotare tutti gli IIRU del Paese  di impianti per il recupero di CO2, invece di vessare inutilmente la popolazione con la legge sul CO2?</p><p>2. Perché gli IIRU non sono obbligati ad acquistare certificati per le loro emissioni di CO2?</p><p>Le giustificazioni secondo cui questi aspetti esulano dalla competenza  della Confederazione non sono credibili. Nel settore Edifici, la Confederazione supera costantemente le sue competenze, e con la legge sul CO2 non esita a vessare la popolazione con inutili tasse, divieti e paternalismo. Questo nonostante il fatto che la Svizzera abbia già le tasse sul CO2 più alte e, allo stesso tempo, uno dei valori di emissioni di CO2 pro capite più bassi del mondo. Si tratta di definire delle priorità, di esercitare influenza laddove le emissioni sono più elevate e possono essere ridotte nel modo più efficiente. D'altronde, gli IIRU sono di proprietà pubblica, quindi la Confederazione, in qualità di autorità superiore, può senz'altro esercitare la sua influenza in questo ambito.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel 2019, gli impianti di incenerimento dei rifiuti urbani (IIRU) hanno generato il 6,5 per cento delle emissioni di gas serra della Svizzera, in particolare a causa della combustione di rifiuti fossili. Nel 2014 gli IIRU, rappresentati dall'Associazione svizzera dei gestori degli impianti di trattamento dei rifiuti (ASIR), hanno stipulato un accordo con il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC). In questo accordo gli IIRU si sono impegnati a ridurre le emissioni nette di CO2 generate dall'incenerimento dei rifiuti di 0,2 milioni di tonnellate entro il 2020 (rispetto al 2010) e complessivamente di 1 milione di tonnellate nel periodo 2010-2020. In cambio, il Consiglio federale ha esentato gli IIRU dal sistema di scambio di quote di emissioni (SSQE). Sulla base della vigente legge federale sulla riduzione delle emissioni di CO2 (legge sul CO2; RS 641.71), il Consiglio federale intende sottoporre gli IIRU al SSQE solo nel caso in cui non si raggiunga un accordo con il settore. Si discute anche della possibilità di prendere in considerazione misure per la cattura e il recupero oppure lo stoccaggio di CO2, a condizione che il gas venga stoccato in modo permanente. Questo non è il caso del CO2 utilizzato come gas alimentare, perché durante il consumo di cibo il CO2 fuoriesce nuovamente. Alcuni IIRU stanno approfondendo già da tempo la questione della cattura e dello stoccaggio di CO2. Ad esempio, l'IIRU Linth sta esaminando i costi di un impianto di cattura di CO2 in uno studio di fattibilità.</p>  Risposta del Consiglio federale.