<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Viste le incertezze in materia di identificazione biometrica rilevate da svariati esperti, non urge elaborare un programma volto a migliorare sensibilmente la protezione della sfera privata in tale ambito, sulla scorta delle proposte avanzate da tali esperti?</p><p>2. L'elevato livello della ricerca e dell'industria biometrica nel nostro Paese non ci fornisce forse l'occasione di svolgere un ruolo molto più attivo nella definizione degli standard da utilizzare nelle applicazioni esistenti e future (in particolare nell'e-government e nella votazione elettronica)?</p><p>3. Non è assolutamente prematuro e prettamente burocratico passare sin d'ora alla biometria per quanto concerne le carte d'identità?</p><p>4. La Confederazione non intende ricorrere più intensamente alle competenze tecniche del nostro Paese per seguire gli sviluppi in questo settore molto delicato, ad esempio istituendo un gruppo d'esperti incaricato di:</p><p>- redigere un bilancio completo dello stato della tecnica;</p><p>- seguire i suoi sviluppi;</p><p>- proporre nuove soluzioni, in particolare al fine di conciliare i vincoli in materia di sicurezza con la protezione della sfera privata;</p><p>- pronunciarsi sullo sviluppo delle prossime versioni degli standard;</p><p>- esprimere un parere sulla pertinenza e l'opportunità di introdurre nuove applicazioni per l'identificazione biometrica, in particolare quelle che possono rivelarsi invasive (eID) o pericolose (eSign)?</p><p>5. Considerato il basso livello di protezione offerto alle persone dal passaporto biometrico attuale, così come sviluppato sotto l'impulso dell'Organizzazione dell'aviazione civile internazionale, non occorre limitare il più presto possibile il campo d'applicazione del passaporto biometrico e quindi i rischi che esso comporta, ispirandosi a quanto fatto sia da uno Stato aderente agli accordi di Schengen come la Germania sia da un Paese non firmatario quale l'Irlanda?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Non è vero che il passaporto elettronico svizzero presenta lacune in materia di sicurezza. La sicurezza si ottiene sempre mediante un insieme di misure che devono essere considerate nella loro globalità. Lo stesso vale per i passaporti biometrici (passaporti elettronici). Gli standard per utilizzare la biometria nei documenti di viaggio sono stati definiti da esperti di tutto il mondo sotto l'egida dell'Organizzazione dell'aviazione civile internazionale (OACI) e dell'Unione europea (UE). Da un lato, soddisfano importanti requisiti in materia di protezione dei dati e, dall'altro, garantiscono l'interoperabilità su scala internazionale. Infatti, soltanto se adempie tali condizioni il passaporto può essere letto e utilizzato per viaggiare in tutto il mondo. La Svizzera rispetta scrupolosamente tali standard e sfrutta possibilità più avanzate per migliorare ulteriormente la protezione. Nei casi descritti dai mass media, gli standard non erano stati applicati correttamente, ma questo non accadrà con il passaporto svizzero.</p><p>2. La Svizzera ha partecipato ai lavori dell'OACI per elaborare gli standard e farà parte anche in futuro dei gruppi di lavoro che si occupano della questione. Diverse ditte private svizzere contribuiscono allo sviluppo del passaporto elettronico. Le imprese che intendono partecipare ai lavori possono rivolgersi all'Organizzazione internazionale per la standardizzazione (ISO), che ricopre un ruolo importante in quest'ambito.</p><p>3. La legge riveduta sui documenti d'identità sancisce che è possibile inserire dati biometrici anche nella carta d'identità (CID), tuttavia non è ancora stato deciso se mettere in pratica questo principio. Al momento sono allo studio diverse varianti per modificare la CID, che viene rilasciata nello stesso formato dal 1995 (salvo alcuni piccoli cambiamenti apportati nel 2003).</p><p>4. Gli standard validi in tutto il mondo e quindi anche in Svizzera si basano sulle conoscenze degli specialisti e vengono già applicati con successo in oltre cinquanta Stati. I gruppi internazionali di lavoro si occupano anche dello sviluppo degli standard di sicurezza. La Svizzera continuerà a partecipare a tali gruppi (dell'OACI e dell'UE). Come già spiegato al punto 2, le ditte che desiderano offrire il loro contributo possono rivolgersi all'ISO.</p><p>5. Il livello di protezione dei passaporti elettronici è elevato. La sicurezza del rilevamento e dell'accesso ai dati biometrici è garantita da numerose misure di protezione. Oltre ad adottare gli standard dell'OACI, l'UE ha sviluppato meccanismi di protezione ancora più avanzati, applicati anche dalla Svizzera. La Svizzera applica quindi i medesimi standard della Germania e dell'Irlanda. La Germania è anche il primo Stato ad aver integrato nel passaporto le impronte digitali conformemente alle direttive dell'UE. I passaporti elettronici sono utilizzati e riconosciuti per viaggiare in tutto il mondo. Non è quindi opportuno limitare gli ambiti in cui è consentito impiegarli.</p>  Risposta del Consiglio federale.