<h2>SubmittedText<h2><p>Con la sua visita di metà marzo a Teheran, la consigliera federale Calmy-Rey ha infranto tutti i principi della politica estera svizzera: neutralità, rispetto e impegno a favore della libertà, della democrazia e dei diritti umani. I due pesi e le due misure del DFAE sono insopportabili e offendono i nostri partner esteri tradizionali in America del Nord e in Europa.</p><p>1. Quale cifra (compreso il costo di diversi voli della consigliera federale Calmy-Rey e del segretario di Stato Ambühl a Teheran) deve sborsare il contribuente svizzero per la politica fallimentare nei confronti dell'Iran che suscita disapprovazione in tutto il mondo?</p><p>2. Il DFAE è in grado di mostrare risultati concreti dei supposti tentativi di mediazione nella disputa sul nucleare in Iran, che né gli USA né l'UE desiderano veramente, e del cosiddetto dialogo sui diritti dell'uomo?</p><p>3. Perché la Svizzera, Stato neutrale, fa la corte a un Paese che è tra gli sponsor più importanti del terrorismo internazionale, che viola sistematicamente i diritti umani e delle donne e i cui vertici negano l'olocausto?</p><p>4. Qual è il risultato della lezione che la consigliera federale Calmy-Rey ha voluto dare agli iraniani in materia di olocausto?</p><p>5. Quando il Consiglio federale si deciderà a bloccare i tentativi di mettersi in mostra della consigliera federale Calmy-Rey, contrari agli interessi del nostro Paese e, soprattutto, alla neutralità?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nei viaggi della capa del DFAE e in quelli del segretario di Stato sono affrontati temi molto diversi. Non è pertanto possibile né ammissibile indicare separatamente i costi di ciascun tema discusso nell'ambito di una visita. </p><p>2. Dal 2006 la Svizzera ha sviluppato diverse idee sul programma atomico iraniano per permettere ai partner direttamente interessati di avviare un dialogo e trovare una soluzione diplomatica. In questo contesto la Svizzera ha avuto numerosi contatti con l'Iran, con il gruppo dei P5+1 (Germania, Cina, Francia, Gran Bretagna, Russia e Stati Uniti) e con il loro rappresentante Javier Solana, nonché con l'Agenzia internazionale per l'energia atomica. Come è normalmente il caso per attività di questo genere, è attualmente difficile valutare in che misura gli sforzi svizzeri siano stati coronati dal successo. </p><p>3. Il Consiglio federale ritiene che il dialogo rimane lo strumento migliore per comporre le divergenze tra i membri della comunità internazionale. Il dialogo bilaterale in materia di diritti dell'uomo va iscritto in questo contesto. Così, in occasione della sua visita a Teheran, la capa del DFAE ha chiaramente condannato determinate opinioni e pratiche che hanno corso in Iran come le lapidazioni, le amputazioni e la pena di morte, in particolare per i minorenni. </p><p>4. La capa del DFAE ha ripetutamente condannato la retorica anti israeliana delle autorità iraniane e ha pure dichiarato che la negazione del diritto all'esistenza dello Stato d'Israele come pure la negazione dell'olocausto sono inaccettabili. Il viaggio a Teheran ha offerto l'opportunità di riaffermare questa posizione in modo inequivocabile a tutti gli interlocutori, compreso il presidente dell'Iran. </p><p>5. Un sostegno politico si è rivelato importante per concludere questo accordo. Il Consiglio federale è stato informato del progetto di contratto d'acquisto di gas fra la società svizzera EGL e la società nazionale iraniana NIGEC come pure della presenza di un membro del Consiglio federale al momento della firma del contratto.</p>  Risposta del Consiglio federale.