<h2>SubmittedText<h2><p>Il 15 gennaio 2015 la Banca nazionale svizzera (BNS) ha deciso di revocare la soglia minima di franchi 1.20 sul cambio euro/franchi e ha simultaneamente aumentato dallo 0,25 allo 0,75 per cento all'anno il tasso di interesse negativo prelevato sulle liquidità detenute dalle banche svizzere sui conti giro per frenare o perlomeno limitare il continuo apprezzamento del franco rispetto alle altre valute, e in particolare all'euro. La decisione della BNS riguarda anche gli istituti di previdenza professionale svizzeri, che non sono però istituti finanziari ma comunità solidali di assicurati.</p><p>Questi istituti possiedono attivi molto consistenti (circa 800 miliardi di franchi) e sono uno dei tre pilastri del sistema di sicurezza sociale previsto dalla Costituzione federale. La previdenza professionale presenta una serie di caratteristiche peculiari, che la differenziano dai privati e dalle imprese commerciali:</p><p>- La loro attività è rigidamente regolamentata e sottostà alle regole previste dalla LPP e dall'OPP 2.</p><p>- In virtù dell'articolo 71 LPP, gli istituti di previdenza sono tenuti ad amministrare il loro patrimonio in modo da garantire la sicurezza e la "sufficiente redditività" degli investimenti; inoltre, devono mantenere liquidità sufficienti a coprire il prevedibile fabbisogno.</p><p>- L'articolo 55 lettera e OPP 2 dispone che gli investimenti in valute estere non assicurati non devono superare il 30 per cento del patrimonio totale dell'istituto di previdenza; in pratica, a parte gli investimenti in titoli azionari esteri, la stragrande maggioranza degli investimenti di questi istituti, e in particolare gli investimenti a tasso fisso (obbligazioni e liquidità) sono effettuati in franchi o garantiti in franchi. Non si tratta di una scelta degli istituti di previdenza, bensì di una necessità legata ai dettami della normativa applicabile.</p><p>- Secondo l'articolo 65 LPP, gli istituti di previdenza devono offrire in ogni tempo garanzia di potere adempiere gli impegni assunti. Questo principio implica che oltre ai contributi di datore di lavoro e lavoratore, detti istituti devono realizzare, sul loro portafoglio, rendimenti che consentano loro di coprire i loro impegni; la quota degli investimenti a tasso fisso e sul mercato immobiliare svizzero riveste per natura una certa importanza.</p><p>- Infine, gli istituti di previdenza pubblici devono raggiungere anche un certo grado di copertura, obiettivo che in diversi cantoni richiede sforzi considerevoli di ricapita-lizzazione da parte delle casse pubbliche.</p><p>I tassi negativi sulle liquidità degli istituti di previdenza potrebbe avere conseguenze pregiudizievoli sull'interesse pubblico.</p><p>Anzitutto, la decisione della BNS potrebbe indurre gli istituti di previdenza a investire ancor più sul mercato immobiliare svizzero, provocandone il surriscaldamento. Secondariamente, qualsiasi misura che compromette la capacità degli istituti di previdenza di realizzare gli obiettivi imposti loro dalla legge esercita un impatto negativo sugli interessi pubblici del Paese, e in particolar modo ora che il futuro della previdenza professionale è oggetto di numerosi riflessioni politiche e legislative, segnatamente nell'ambito del progetto Previdenza 2020. Oltretutto, per i cantoni che devono finanziare gli istituti di previdenza, le perdite registrate dalle rispettive casse pubbliche possono tradursi in un aumento degli impegni finanziari.</p><p>Dato quanto precede, e pur non dimenticando l'indipendenza della BNS dalle autorità federali, il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale condivide i timori espressi nella presente interpellanza oppure ritiene che la decisione della BNS non creerà problemi agli istituti di previdenza?</p><p>2. Il Consiglio federale può confermare che Publica possiede presso la BNS un conto giro non sottoposto al tasso di interesse negativo? Vi sono altri istituti di previdenza che si trovano nella stessa situazione? In caso di risposta affermativa, come si giustifica questa differenza?</p><p>3. Quali conseguenze avrebbe l'eventuale dispensa degli istituti di previdenza dall'applicazione del tasso negativo sull'efficacia della misura decisa dalla BNS?</p><p>4. In quale misura la BNS è in grado di distinguere tra investitori istituzionali svizzeri ed esteri?</p><p>5. La BNS è in grado di distinguere tra esigenze di liquidità e investimenti di investitori istituzionali? In caso di risposta affermativa, il Consiglio federale non crede che occorra dispensare dal tasso negativo perlomeno le esigenze di liquidità degli istituti svizzeri di previdenza professionale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. I tassi d'interesse bassi applicati a livello mondiale sono l'espressione delle modeste prospettive di rincaro e di crescita come pure della politica monetaria espansiva praticata dalle Banche centrali in generale. Una parte degli averi degli istituti di previdenza è colpita da questo calo degli interessi e dei rendimenti. Gli interessi negativi costituiscono un onere supplementare per questi istituti. Questi ultimi sono costretti ad assumere maggiori rischi per ottenere comunque rendimenti positivi nell'ambito dei crediti oppure devono accettare tassi negativi. Sono dunque più esposti all'attuale contesto, contrassegnato da tassi bassi, che paga solo premi di rischio esigui a fronte di rischi elevati di variazione dei tassi. Per le casse l'obbligo di assumere maggiori rischi può comportare perdite, che vanno al di là delle conseguenze dirette dell'applicazione dei tassi negativi. Tuttavia, i tassi negativi colpiscono solo le liquidità in franchi svizzeri e quindi solo una parte modesta degli investimenti.</p><p>2. Ai sensi dell'articolo 5 capoverso 4 e dell'articolo 11 della legge sulla Banca nazionale, la Banca nazionale svizzera (BNS) può fornire servizi bancari alla Confederazione, come la gestione di un conto. Per questo motivo la Banca nazionale non preleva tassi d'interesse negativi sui giroconti dell'amministrazione federale centrale e su quelli dei fondi di compensazione AVS/AI/AD, che - a parte la franchigia - costituiscono le uniche eccezioni. Dalla decisione della BNS del 22 aprile 2015, Publica non costituisce più un'eccezione. La BNS segue regolarmente gli sviluppi dei giroconti esonerati.</p><p>3. Dopo l'abbandono della soglia minima del cambio con l'euro, la politica dei tassi negativi rappresenta attualmente il principale strumento di politica monetaria della BNS. Il basso livello dei tassi consente di mantenere un differenziale con il tasso dell'euro per le durate più brevi. La BNS rende così il franco meno interessante rispetto non solo all'euro, ma anche ad altre valute. I tassi negativi hanno come obiettivo di indebolire il franco per riportare l'inflazione in territorio positivo e quindi restituire stabilità all'economia. A tal fine è importante che i tassi negativi possano espletare appieno il loro effetto. Gli istituti di previdenza non dovrebbero essere esonerati dall'applicazione del tasso d'interesse negativo senza l'accertamento delle probabili conseguenze. Con l'accoglimento del postulato Bischof 15.3091 si prevede di verificare le ripercussioni del tasso d'interesse negativo e le possibili misure da attuare.</p><p>4./5. Una distinzione tra investitori svizzeri ed esteri in termini di coinvolgimento appare in questa fase ingiustificata. Solo una parte degli averi depositati sui giroconti della BNS è colpita dai tassi d'interesse negativi e i titolari di questi conti possono poi decidere autonomamente se intendono trasferire o meno ai propri clienti una parte dei tassi negativi. Il tasso d'interesse negativo deve inoltre rendere il franco meno interessante agli occhi degli investitori svizzeri e di quelli esteri, poiché tutti contribuiscono agli afflussi di capitali in franchi svizzeri.</p>  Risposta del Consiglio federale.