<h2>SubmittedText<h2><p>Internet si è conquistato molto rapidamente un posto importante tra i mezzi di comunicazione e non c'è dubbio che in futuro questa tendenza continuerà. Eppure finora nelle discussioni politiche Internet ha occupato solo uno spazio modesto; ma la situazione potrebbe (o dovrebbe?) cambiare assai presto. Chiedo che si risponda alle seguenti domande:</p><p>1. Come giudica il Consiglio federale il rapporto della scuola dell'obbligo, degli istituti di formazione e degli istituti di perfezionamento professionale con Internet, inteso sia come materia di insegnamento che come strumento di lavoro?</p><p>2. Come giudica l'influenza di Internet sulla stampa e sui tradizionali mezzi di comunicazione elettronici (radio e televisione)?</p><p>3. In alcuni ambiti della Rete si scorgono già tendenze monopolistiche. Si pensi, ad esempio, ai motori di ricerca. Come giudica il Consiglio federale una simile situazione?</p><p>4. Quali regolamentazioni nazionali e internazionali esistono attualmente in materia di Internet?</p><p>5. In generale, il Consiglio federale giudica la regolamentazione nazionale esistente in materia adeguata alla dimensione globale della Rete?</p><p>6. I tradizionali mezzi di comunicazione elettronici (radio e televisione) sono prevalentemente destinati al servizio pubblico. Il Consiglio federale reputerebbe opportuno creare un'offerta completa per il servizio pubblico anche in Internet? In particolare, come valuta l'idea di un motore di ricerca specifico per la Svizzera?</p><p>7. Per certi aspetti Internet è il laboratorio tecnologico del futuro e racchiude dunque un notevole potenziale economico. Come reputa il Consiglio federale la posizione della Svizzera a questo riguardo? Il Consiglio federale sostiene specifiche misure nel campo dello sviluppo tecnologico, per migliorare la posizione della Svizzera e dunque sfruttare al meglio il suddetto potenziale economico?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale ritiene che l'utilizzo di Internet faccia oramai parte delle competenze di base della vita quotidiana e delle tecnologie proprie alla nostra cultura. Nel 1998, la sua "Strategia per una Società dell'Informazione in Svizzera" (rivista nel 2006) definiva già l'istruzione come un settore determinante per la realizzazione di una società dell'informazione democratica. Sebbene la Costituzione federale attribuisca ai cantoni la responsabilità dell'insegnamento scolastico, sono state avviate varie misure tese ad integrare le tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) nelle scuole e nella dinamica delle lezioni, si pensi ad esempio al programma "Public Private Partnership - scuola in rete" (PPP-SiR), portato avanti congiuntamente dal 2002 al 2007 da Confederazione, cantoni e grandi imprese economiche, oppure al progetto comune di Confederazione e cantoni concernente il server educa.ch. Da ottobre 2005 la Conferenza svizzera di coordinamento TIC e formazione coordina le attività di Confederazione e cantoni volte a integrare le TIC a tutti i livelli scolastici e in tutti settori dell'insegnamento.</p><p>2. I media tradizionali vivono un riforma strutturale sia a livello di contenuto editoriale sia economico, le cui conseguenze non sono ancora pronosticabili sotto tutti gli aspetti. Stanno attualmente elaborando nuovi modelli giornalistici e commerciali per Internet e si trovano talvolta in concorrenza con attori provenienti da altre branche economiche anch'essi intenzionati a proporre contenuti mediali sulla Rete.</p><p>3. I motori di ricerca rivestono una funzione chiave per l'accesso ai contenuti su Internet. Il Consiglio federale è cosciente della posizione di monopolio di un numero esiguo di imprese private in tale campo, tuttavia fatica a vedere possibilità d'intervenire su questo mercato globale. Spera tuttavia che la concorrenza a livello giornalistico e commerciale tra i fornitori in Internet sarà stimolata dall'apparizione di nuovi servizi sul mercato.</p><p>4. Il diritto vige in linea di principio anche in Internet. Vista l'evoluzione tecnologica degli ultimi anni, in varie normative sono state tuttavia integrate norme concernenti Internet, come ad esempio nel diritto delle telecomunicazioni, nella legge contro la concorrenza sleale, nel diritto d'autore, nell'ambito della firma elettronica e per quanto concerne l'attribuzione e la gestione dei nomi di dominio.</p><p>A livello internazionale la gestione dei nomi di dominio è effettuata dall'organizzazione americana di diritto privato ICANN (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers), la quale ha instaurato un comitato consultivo dei governi nazionali di cui fa parte anche la Svizzera. Disposizioni concernenti Internet e talvolta vincolanti per la Svizzera sono emanate anche dal Consiglio d'Europa (ad es. Convenzione sulla cibercriminalità, determinati aspetti della Convenzione europea dei diritti dell'uomo, Convenzione sulla televisione transfrontaliera) e dall'Unesco (ad es. Convenzione sulla diversità delle espressioni culturali, Convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale). La Svizzera segue inoltre gli sviluppi in atto nei Paesi dell'UE. Oltre a ciò, sono disponibili numerosi strumenti non vincolanti atti a promuovere la varietà e la qualità dei servizi e dei contenuti in Internet, quali le raccomandazioni specifiche del Consiglio d'Europa. Per di più, nel 2008 la Svizzera ha approvato la dichiarazione dell'OCSE "Il futuro dell'economia Internet" tesa a favorire la collaborazione internazionale nell'ambito della gestione di Internet.</p><p>5. Volti a considerare le peculiarità del Paese, gli ordinamenti nazionali concernenti i media manterranno la loro importanza anche in futuro. Il rispetto di determinate disposizioni internazionali, ad esempio quelle del Consiglio d'Europa in materia di cibercriminalità, è tuttavia già oggi diventata un'esigenza ineluttabile per la Svizzera proprio per via della dimensione globale di Internet. Le risorse principali di Internet (nomi di dominio e indirizzi IP) sono gestite in tutto il mondo dall'ICANN, corporazione in cui i governi nazionali hanno solo funzione consultiva.</p><p>6. È importante che anche Internet proponga offerte stabilite secondo criteri editoriali specifici che consentano una formazione democratica dell'opinione e della volontà. Attualmente è difficile valutare se, come nel caso della stampa finora, tali offerte saranno disponibili sul mercato in quantità sufficiente e a lungo termine. Oggigiorno la SSR ha la possibilità di proporre su Internet delle informazioni in relazione ai suoi programmi finanziate mediante i proventi del canone. L'evoluzione del servizio pubblico nella società dell'informazione è un tema d'attualità anche a livello internazionale, si pensi al Consiglio d'Europa, ai cui lavori partecipa anche la Svizzera. Motori di ricerca specifici per la Svizzera o con un riferimento particolare alla Svizzera come search.ch, sono già ora reperibili su Internet.</p><p>7. Internet cela un grande potenziale economico per le imprese e apre nuovi orizzonti ai consumatori. La Confederazione sostiene la collaborazione economica attraverso la sua politica in materia di PMI e incoraggia lo scambio di sapere tra imprese e ricerca scientifica. I ricercatori svizzeri partecipano inoltre al 7° Programma quadro di ricerca dell'UE (FRP 2007-2013), nel quale il budget assegnato alle TIC si aggiudica la fetta più grossa (9,1 miliardi di euro).</p>  Risposta del Consiglio federale.