<h2>SubmittedText<h2><p>La Confederazione finanzia con il denaro dei contribuenti misure volte ad arrestare la progressiva perdita di biodiversità. Allo stesso tempo finanzia - sempre con il denaro dei contribuenti - altre misure che, oltre all'effetto auspicato, hanno anche, direttamente o indirettamente, effetti dannosi sulla biodiversità.</p><p>Con l'adesione nel 2010 alla Convenzione sulla diversità biologica, la Svizzera si è impegnata ad abolire o riorientare entro il 2020 i flussi finanziari e gli incentivi dannosi per la biodiversità. A distanza di 12 anni, il Consiglio federale ha ora pubblicato uno studio preliminare e ha incaricato diversi Uffici di esaminare in modo approfondito l'impatto di otto sussidi all'agricoltura, alla silvicoltura e alla Nuova politica regionale (NPR) e di presentare entro fine 2024 al Consiglio federale eventuali proposte di riforma.</p><p>Il rapporto concernente i sussidi che danneggiano la biodiversità in Svizzera ("Biodiversitätsschädigende Subventionen in der Schweiz") elaborato dal WSL e dalla SCNAT, che è servito come punto di partenza per lo studio preliminare, aveva identificato oltre 160 sovvenzioni e incentivi con effetti dannosi per la biodiversità.</p><p>Nel febbraio 2021, la Commissione della gestione del Consiglio degli Stati (CDG-S) aveva chiesto al Consiglio federale di ridurre gli effetti negativi di queste sovvenzioni in modo mirato e intersettoriale.</p><p>Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Dopo che l'obiettivo 3 di Aichi non ha potuto essere neanche parzialmente raggiunto entro il termine stabilito, per quale motivo ci è voluto più di un anno e mezzo per individuare appena otto sovvenzioni da esaminare?</p><p>2. Dopo che gli Uffici federali interessati avranno avuto a disposizione oltre due anni e mezzo per analizzare e proporre delle riforme per queste otto sovvenzioni, quanto tempo ci vorrà prima che tutti i flussi finanziari e gli incentivi federali con effetti dannosi per la biodiversità vengano analizzati, che vengano elaborate delle proposte di riforma e che detti effetti vengano ridotti al minimo o eliminati?</p><p>3. Il Consiglio federale presenterà entro il 2023 la "valutazione complessiva degli effetti dei sussidi federali e di altri incentivi che hanno un impatto sulla biodiversità", come annunciato nel piano d'azione Biodiversità Svizzera?</p><p>4. Quanto denaro pubblico è necessario per "compensare" l'effetto dannoso sulla biodiversità dei sussidi e degli incentivi individuati dal WSL e dalla SCNAT?</p><p>5. Quale potenziale di risparmio deriva - direttamente e indirettamente - dalla prevenzione degli effetti negativi delle sovvenzioni?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1, 2, 3 e 4. Per rispondere a queste domande, il Consiglio federale rinvia alla sua risposta del 31 agosto 2022 alle domande 1, 2, 3 e 4 dell'interpellanza Trede (22.3839). Dopo la risposta all'interpellanza non sono emerse nuove conoscenze in merito.</p><p>5. Il potenziale diretto di risparmio dipende dalla possibilità di prevenire l'effetto dannoso di un sussidio (p. es. mantenimento del sussidio ma orientamento rispettoso della biodiversità o soppressione del sussidio e raggiungimento dell'obiettivo primario perseguito attraverso misure regolamentari). Il potenziale indiretto di risparmio risulta dai costi materiali e immateriali evitati della perdita di biodiversità. La biodiversità fornisce beni naturali e servizi ecosistemici indispensabili per lo sviluppo sociale ed economico. I costi della perdita di biodiversità evitati attraverso una riforma dei sussidi non sono quantificabili in forma generale. Nelle sue decisioni, il Consiglio federale considera tuttavia le ripercussioni sul bilancio federale, sull'economia, sull'ambiente e sulla società. Questo principio sarà applicato anche nel caso degli otto approfondimenti previsti.</p>  Risposta del Consiglio federale.