<h2>SubmittedText<h2><p>Fondandomi sull'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale e sull'articolo 107 della legge sul Parlamento, presento la seguente iniziativa:</p><p>L'articolo 48 della legge sulla cittadinanza è completato come segue:</p><p>Art. 48 (testo attuale)</p><p>Cpv. 1</p><p>L'Ufficio federale può, con il consenso dell'autorità del cantone d'origine, revocare la cittadinanza svizzera, la cittadinanza cantonale e l'attinenza comunale a una persona che possiede anche un'altra cittadinanza, se la sua condotta è di grave pregiudizio agli interessi o alla buona reputazione della Svizzera.</p><p>Cpv. 2 (nuovo)</p><p>In caso di partecipazione ad attività terroristiche o azioni belliche in Svizzera o all'estero la revoca è imperativa.</p><h2>InitialSituation<h2><p>Fondandomi sull'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale e sull'articolo 107 della legge sul Parlamento, presento la seguente iniziativa:</p><p>L'articolo 48 della legge sulla cittadinanza è completato come segue:</p><p>Art. 48 (testo attuale)</p><p>Cpv. 1</p><p>L'Ufficio federale può, con il consenso dell'autorità del cantone d'origine, revocare la cittadinanza svizzera, la cittadinanza cantonale e l'attinenza comunale a una persona che possiede anche un'altra cittadinanza, se la sua condotta è di grave pregiudizio agli interessi o alla buona reputazione della Svizzera.</p><p>Cpv. 2 (nuovo)</p><p>In caso di partecipazione ad attività terroristiche o azioni belliche in Svizzera o all'estero la revoca è imperativa.</p><h2>Proceedings<h2><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 07.12.2015</b></p><p><b>CN: terrorismo, revoca cittadinanza per doppi nazionali </b></p><p><b>(ats) Revocare automaticamente la naturalizzazione a quegli Svizzeri con doppio passaporto che partecipano ad attività terroristiche all'estero. È quanto prevede un'iniziativa parlamentare del Consigliere nazionale Toni Brunner (UDC/SG) approvata oggi dal Consiglio nazionale per 102 voti a 85. Il dossier va agli Stati.</b></p><p>La commissione preparatoria aveva raccomandato di respingere la proposta, sostenendo che le norme attuali riguardanti la cittadinanza e l'eventuale revoca sono sufficienti.</p><p>La legge sulla cittadinanza prevede che la Segreteria di Stato della migrazione possa, d'accordo con il Cantone d'origine, revocare la cittadinanza a una persona la cui condotta è contraria agli interessi o alla buona reputazione del Paese, ha ricordato Kurt Fluri (PLR/SO).</p><p>Attualmente, ha aggiunto a nome della maggioranza della commissione Fluri, vi è un solo caso di procedimento di revoca in corso per terrorismo sulla base della legislazione attuale. Ciò dimostra che è già possibile intervenire oggi nel rispetto della separazione dei poteri quando le persone coinvolte sono sospettate di reati gravi come il genocidio, crimini di guerra o crimini contro lo Stato e la difesa nazionale.</p><p>A suo avviso, il provvedimento auspicato dall'iniziativa è meramente simbolico e non distoglierebbe i jihadisti dai loro intenti criminali. La revoca della cittadinanza potrebbe inoltre rendere impossibile l'estradizione in Svizzera delle persone colpevoli di reati all'estero o nel nostro Paese. Attualmente, ha aggiunto Fluri, vi è un solo caso di procedimento di revoca in corso per terrorismo sulla base della legislazione attuale.</p><p>Toni Brunner, sostenuto dal Ticinese Marco Romano (PPD) espressosi per la minoranza della commissione, ha invece sottolineato il carattere preventivo di una simile norma nei confronti degli islamisti radicali intenzionati a recarsi in Siria o Iraq per combattere a fianco dello Stato islamico.</p><p>Un loro eventuale ritorno in Svizzera esporrebbe il paese e la popolazione a un grave pericolo, hanno argomentato facendo riferimento ai recenti attacchi terroristici di Parigi e a provvedimenti simili a quelli auspicati dall'iniziativa applicati, o in corso di concretizzazione, in altri Paesi.</p><p></p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 13.06.2016</b></p><p><b>CSt: jihadisti svizzeri, "no" revoca automatica nazionalità </b></p><p><b>(ats) I jihadisti svizzeri con doppia nazionalità che partecipano, in Svizzera o all'estero, ad attività terroristiche o atti bellici non devono essere imperativamente privati del passaporto svizzero.</b></p><p>Lo ha deciso oggi il Consiglio degli Stati per 27 voti a 12, bocciando così un'iniziativa parlamentare del consigliere nazionale Toni Brunner (UDC/SG). Il dossier è archiviato.</p><p>Pur riconoscendo la minaccia jihadista e la necessità di adottare misure di difesa, la maggioranza crede che il provvedimento auspicato dall'iniziativa sia meramente simbolico e non distolga i jihadisti dai loro intenti criminali.</p><p>Oltre a non migliorare la sicurezza, la revoca della cittadinanza potrebbe invece rendere impossibile l'estradizione in Svizzera delle persone colpevoli di reati all'estero o nel nostro Paese.</p><p>Oltre a ciò, la legge sulla cittadinanza prevede che la Segreteria di Stato della migrazione possa, d'accordo con il Cantone d'origine, revocare la cittadinanza a una persona la cui condotta è contraria agli interessi o alla buona reputazione del Paese. "È quanto appena accaduto a un combattente islamico partito dalla Svizzera", ha fatto notare il "senatore" Andrea Caroni (PLR/AR) a nome della commissione.</p><p>In novembre, in risposta ad una mozione di Marco Romano (PPD/TI) simile all'atto parlamentare di Brunner, il Consiglio federale scriveva che la revoca generalizzata della cittadinanza sarebbe sproporzionata.</p><p>Inoltre, si specificava, le norme attuali prevedono già la possibilità di revocare il passaporto a chi ha commesso atrocità all'estero in veste di membri di gruppi estremisti.</p>