<h2>SubmittedText<h2><p>Lo "stalking" e lo "soft stalking" sono fenomeni gravosi per gli interessati. Per le vittime è molto difficile intraprendere qualcosa contro gli autori. A parere del Consiglio federale (in risposta alla mozione 08.3495), il quadro normativo è disciplinato in modo chiaro. Ciononostante continuano a verificarsi casi di "stalking" in cui né la polizia né i giudici intervengono.</p><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Nella mozione citata il Consiglio federale afferma che l'articolo 28b capoverso 1 del Codice civile sarebbe stato sottoposto a una valutazione cinque anni dopo la sua entrata in vigore. Questo periodo è trascorso. Quali sono i risultati e le conclusioni di questa valutazione? La valutazione è accessibile al pubblico?</p><p>2. Se la valutazione non è ancora conclusa, per quando sono previsti i risultati?</p><p>3. Il Consiglio federale ritiene possibile condurre una campagna informativa pubblica contro lo "stalking" e lo "soft stalking"?</p><p>4. Dispone di una statistica sullo "stalking" e lo "soft stalking"? In caso affermativo, quanto dettagliata? Fornisce stime sulle cifre sommerse? È accessibile al pubblico? In caso negativo, sarebbe disposto a far allestire una statistica di questo tipo?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. Nel parere relativo alla mozione 08.3495 il Consiglio federale ha espresso l'intenzione di osservare attentamente l'attuazione pratica dell'articolo 28b capoverso 1 del Codice civile, in vigore dal 1° luglio 2007, e di valutarne l'efficacia. Una valutazione dell'attuazione di nuove basi legali è tuttavia sensata soltanto se le disposizioni in questione sono in vigore da almeno cinque anni e sono state maturate le esperienze necessarie. I lavori di valutazione sono stati avviati nel 2013; il relativo rapporto finale sarà disponibile probabilmente alla fine del 2014. Il rapporto illustrerà l'eventuale necessità di intervento e le misure corrispondenti. </p><p>3. L'ambito Violenza domestica dell'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo (UFU) si impegna a favore della lotta alla violenza nelle relazioni di coppia e nelle situazioni di separazione. Un compito importante dell'ambito consiste nell'informare il pubblico: esso mette pertanto a disposizione schede informative, studi e rapporti e promuove il coordinamento e il collegamento di servizi statali e privati. Sul tema dello "stalking" è disponibile una scheda informativa, reperibile sul sito dell'UFU. Inoltre, negli ultimi anni anche i cantoni hanno potenziato gli sforzi profusi per la prevenzione efficace della violenza. In questo contesto non appare necessario lanciare una campagna supplementare.</p><p>4. Il fenomeno dello "stalking" è poco studiato in Svizzera. Inoltre, dato che nel nostro Paese non rappresenta una fattispecie penale a sé stante, la statistica sulle condanne non fornisce informazioni sul numero di casi di "stalking".</p><p>I rilevamenti rappresentativi effettuati negli ultimi anni in Germania e in alcuni Paesi anglosassoni mostrano che in media il 5 per cento ("stalking" grave) e il 12 per cento (forme più lievi di "stalking") degli intervistati è stato vittima almeno una volta di persecuzione ossessiva costante. La quota degli autori di sesso maschile è pari a oltre l'80 per cento; la chiara maggioranza delle vittime sono donne. La maggior parte delle vittime conosce lo "stalker"; quasi il 60 per cento delle donne e il 30 per cento degli uomini sono stati perseguitati dall'ex partner. Atti singoli o la loro combinazione possono estendersi su un periodo di tempo considerevole - in media due anni. Non vi è motivo di dubitare che in Svizzera le pertinenti cifre siano analoghe.</p>  Risposta del Consiglio federale.