<h2>SubmittedText<h2><p>1. Quali adeguamenti di legge e/o di ordinanza sarebbero necessari affinché le derrate alimentari scadute possano essere ritirate su base volontaria presso le aziende alimentari e distribuite a titolo gratuito in luoghi pubblicamente accessibili? L'utilizzo di simili offerte avverrebbe a proprio rischio e i fornitori dovrebbero essere esonerati da qualsiasi responsabilità.</p><p>2. Il Consiglio federale è disposto a procedere a tali adeguamenti, se ciò rientra nelle sue competenze?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La legge sulle derrate alimentari (LDerr; RS 817.0) ha, tra gli altri, l'obiettivo di proteggere i consumatori da derrate alimentari non sicure e dagli inganni (in particolare art. 7 e 18). Questo obiettivo viene raggiunto nella fattispecie con un divieto di consegna di derrate alimentari con data di consumo scaduta. La loro sicurezza, infatti, è garantita solo entro i limiti di tale data, dopo la quale possono verificarsi alterazioni microbiologiche pericolose per la salute (p. es. nella carne macinata). La data minima di conservabilità contribuisce anche alla protezione dagli inganni, in quanto indica fino a quando una derrata alimentare conserva le sue proprietà specifiche in adeguate condizioni di conservazione. Dopo questa data è possibile un deterioramento della qualità (p. es. "zwieback" dal gusto rancido).</p><p>Per attuare le richieste dell'autore dell'interpellanza sarebbe necessario adeguare gli articoli 7 e 18 LDerr e l'ordinanza del Dipartemento federale dell'interno concernente le informazioni sulle derrate alimentari (RS 817.022.16). Si dovrebbe prevedere la possibilità di immettere sul mercato anche derrate alimentari non (più) sicure oppure di qualità alterata (p. es. nel caso dei "frigoriferi pubblici") per ridurre gli sprechi alimentari. Allo stesso tempo sarebbe necessario disciplinare con disposizioni particolari l'esonero dalla responsabilità per chi aderisce a tali progetti.</p><p>2. La Confederazione ha già avviato molte misure contro gli sprechi alimentari, puntando sul dialogo con i rappresentanti del settore e le associazioni caritative. L'obiettivo è fare in modo che, tramite misure volontarie, sempre più derrate alimentari invendute vengano destinate al consumo umano. In tal senso, in occasione del dialogo con gli stakeholder sullo spreco alimentare (2013/14) sono state elaborate linee guida per la consegna di derrate alimentari alle associazioni caritative. Aderendo agli Obiettivi di sviluppo sostenibile, la Svizzera si è inoltre impegnata a dimezzare entro il 2030 i rifiuti alimentari (evitabili) prodotti dal commercio al dettaglio e dai consumatori e a ridurli nelle altre fasi di produzione. Nell'ottica di questo obiettivo, l'Ufficio federale dell'ambiente sta rilevando la quantità di rifiuti alimentari lungo tutta la catena di creazione del valore. Inoltre, nel 2018 avvierà un processo partecipativo d'attuazione basato sull'impegno volontario.</p><p>Dal canto suo, il Consiglio federale è contrario agli adeguamenti legislativi menzionati nella risposta 1. Questi cambiamenti non soltanto ridurrebbero la protezione della salute e dagli inganni per i consumatori, ma potrebbero anche comportare rischi per la salute di cui nessuno sarebbe disposto ad assumersi la responsabilità. Inoltre, l'incidenza delle misure proposte sulla diminuzione degli sprechi alimentari sarebbe probabilmente modesta. Il Consiglio federale è convinto che il potenziale delle misure volontarie sia maggiore. La Confederazione è pertanto disposta anche in futuro a collaborare, entro i limiti delle sue possibilità e risorse, con il settore e con le associazioni caritative per conseguire nuovi progressi in questo ambito.</p>  Risposta del Consiglio federale.