<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Governo concorda sul fatto che, in occasione dell'aggiudicazione di commesse pubbliche da parte della Confederazione, non debbano essere prese in considerazione imprese che effettuano dumping sociale.</p><p>Per quanto concerne l'impostazione materiale del diritto in materia di acquisti pubblici, il legislatore federale era cosciente dell'enorme importanza economica e sociale della protezione dei lavoratori. Il diritto vigente relativo agli acquisti pubblici prevede pertanto che le commesse pubbliche della Confederazione siano da aggiudicare ad offerenti che garantiscano il rispetto delle disposizioni in materia di protezione del lavoro e delle condizioni di lavoro della manodopera (art. 8 della legge federale sugli acquisti pubblici). Le condizioni di lavoro sono quelle definite nei contratti collettivi di lavoro e nei contratti normali di lavoro e, in mancanza di questi, le condizioni di lavoro effettive, usuali per il luogo e la professione (art. 7 dell'ordinanza sugli acquisti pubblici).</p><p></p><p>Il Consiglio federale è sempre dell'avviso che per ragioni di protezione dei lavoratori in occasione dell'aggiudicazione di commesse pubbliche siano da escludere solo le imprese che violano le disposizioni legali o definite nei contratti collettivi di lavoro. Sono parimenti da escludere le imprese che, in mancanza di tali disposizioni, si scostano sostanzialmente dalle condizioni di lavoro usuali per il luogo e la professione.</p><p></p><p>Secondo il diritto vigente, il lavoro su chiamata è permesso nella misura in cui i rischi aziendali ed economici non vengano trasferiti ai lavoratori.</p><p></p><p>Il Governo ritiene pertanto che un'esclusione generale di imprese che praticano il lavoro su chiamata sia una misura sproporzionata e inadeguata per combattere il dumping sociale. Tuttavia non esclude che nella prassi, in deroga al diritto vigente e alla giurisprudenza del Tribunale federale, vengano stipulati contratti di lavoro su chiamata che trasferiscono il rischio aziendale sui lavoratori.</p><p></p><p>In particolare ciò è il caso quando viene concordato lavoro su chiamata senza che vi sia un motivo di forza maggiore e, inoltre, quando il lavoratore è tenuto ad essere disponibile per il lavoro su chiamata durante un certo periodo e il suo salario si orienta solo in base alle ore effettive prestate senza che queste siano state previamente fissate. In questi casi sarebbe lecito chiedersi se vi sia dumping salariale e sociale, ciò che dovrebbe essere esaminato di volta in volta.</p><p></p><p>Il Consiglio federale è pertanto disposto a formulare le condizioni per l'aggiudicazione di commesse pubbliche cui devono soddisfare le imprese che concludono contratti su chiamata. Al riguardo si fonda sul diritto vigente e sulla giurisprudenza del Tribunale federale. In pari tempo il Consiglio federale esamina se il vigente diritto in materia di acquisti pubblici debba a tal fine essere debitamente adeguato.</p>  Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.