<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di istituire le basi legali per un registro nazionale degli autori condannati per un reato sessuale o violento nei confronti di minori di 16 anni.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Gli argomenti che hanno portato a respingere due interventi analoghi sono tuttora validi.</p><p>Con il casellario giudiziale centralizzato Vostra, la Svizzera dispone già di un registro in cui sono iscritte tutte le condanne per reati sessuali e violenti. Le autorità inquirenti hanno un accesso diretto ai dati del casellario giudiziale. Le istituzioni quali le scuole o le associazioni hanno già oggi la possibilità di richiedere un estratto del casellario per privati di una persona che sarà a contatto con minorenni (art. 371 CP). Anche i genitori che desiderano informarsi sui precedenti di una determinata persona hanno in linea di massima la possibilità di richiedere un estratto per privati. Oltre a Vostra, le autorità giudiziarie e inquirenti dispongono di altri buoni strumenti di controllo e prevenzione, in particolare la banca dati di ricerca Viclas, che raccoglie i dati rilevanti e gli schemi di reati violenti e sessuali, anche in casi irrisolti, e all'occorrenza può essere ampliata a piacere dai cantoni.</p><p>La potenziale utilità di una banca dati che - come chiesto dall'autrice della mozione - contenga anche dati sul domicilio e il luogo di lavoro nonché sull'aspetto di un condannato non è proporzionata all'onere per l'allestimento, la tenuta e l'aggiornamento affidabile di un tale registro. I dati supplementari non sono idonei a far luce su reati, in particolare perché i potenziali luoghi del reato non si limitano al luogo di domicilio e di lavoro di un recidivo. Inoltre, anche una banca dati di questo tipo non rileverebbe le persone incensurate e gli stranieri autori di reati. Il fatto che una persona non sia rilevata non significa che non abbia commesso o non commetterà reati sessuali nei confronti di minorenni. In tali circostanze il nuovo registro creerebbe un ingannevole sentimento di sicurezza. Proprio i due casi citati nella mozione mostrano che la banca dati chiesta non avrebbe consentito di evitare tali reati, in quanto gli autori non avevano precedenti penali.</p><p>Attualmente sono pendenti vari progetti tesi a migliorare la protezione dei minori dagli autori di reati sessuali e violenti con precedenti penali, tra i quali l'iniziativa popolare "affinché i pedofili non lavorino più con fanciulli". Questa iniziativa impone di impedire a vita agli autori di un reato sessuale nei confronti di un minore di occuparsi di minorenni. Il Consiglio federale le ha contrapposto un controprogetto indiretto, che prevede di estendere l'attuale interdizione dell'esercizio di una professione alle attività extraprofessionali, propone un'interdizione obbligatoria e, se del caso, a vita per gli autori di determinati reati sessuali e violenti e infine istituisce un nuovo divieto di avere contatti e di accedere ad aree determinate. Se necessario, questi divieti dovranno figurare a vita nel casellario giudiziale. Il 31 ottobre 2012 il Consiglio federale ha inoltre posto in consultazione l'avamprogetto di nuova legge sul casellario giudiziale, che prevede, tra le altre cose, di prolungare il periodo di conservazione delle condanne penali nel casellario giudiziale. Le misure tese a proteggere i minori dagli autori di reati sessuali e violenti non devono essere decise isolatamente, bensì sulla base di questi progetti.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.