<h2>SubmittedText<h2><p>La crescente larghezza dei veicoli potrebbe imporre un adeguamento della norma sul profilo geometrico tipo, su cui si basano molte altre norme; ne conseguirebbe l'allargamento delle singole corsie e dell'intera carreggiata. Nelle aree abitate già oggi gli spazi sono spesso ridotti. L'adeguamento della larghezza delle carreggiate avrebbe conseguenze non indifferenti: riduzione delle superfici pedonali, eliminazione di piste ciclabili, espropriazione e utilizzo di giardini privati, demolizione di edifici ecc. </p><p>Tali interventi avrebbero quindi ripercussioni significative sull'assetto urbanistico e di conseguenza sull'abitabilità e sull'identificazione della collettività locale.</p><p>È inoltre risaputo che la larghezza della carreggiata influisce sulla velocità di guida: su strade più larghe si circola più velocemente, con conseguenti problemi in termini di sicurezza stradale.</p><p>Molti acquirenti non sanno di comprare un veicolo più largo rispetto agli standard stabiliti dal profilo tipo, con il quale andranno incontro a diverse difficoltà nella circolazione stradale. Per esempio, in molti dei parcheggi esistenti non è possibile posteggiare veicoli larghi poiché oltrepassano gli spazi previsti.</p><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Riconosce un'utilità economica nella presenza di veicoli più larghi nel traffico urbano?</p><p>2. Quali sono gli oneri economici (spese di costruzione, acquisizione terreni, manutenzione supplementare ecc.) legati all'allargamento delle strade e dei parcheggi e alla conseguente acquisizione di terreni a livello federale, cantonale e comunale?</p><p>3. Quanto terreno cittadino e rurale dovrebbe essere acquisito se, mantenendo l'attuale numero di corsie, lo spazio destinato al traffico motorizzato non fosse limitato? </p><p>4. Come giudica il Consiglio federale le conseguenze sulla sicurezza stradale connesse a veicoli più larghi?</p><p>5. Quali ripercussioni dovremo attenderci sul traffico pedonale e ciclistico?</p><p>6. Che impatto avrà l'allargamento delle strade sull'assetto delle aree stradali urbane?</p><p>7. Veicoli sempre più larghi necessitano strade sempre più larghe: l'Esecutivo come intende contrastare questo fenomeno?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Negli ultimi anni lo spazio stradale disponibile è stato sottoposto a una maggiore pressione, in parte a causa della larghezza crescente delle automobili e della comparsa di nuovi generi di veicoli. Lungo numerosi tratti incrociare e sorpassare sono diventate operazioni complesse, a scapito della sicurezza degli utenti più vulnerabili. Secondo gli esperti dell'Associazione svizzera dei professionisti della strada e dei trasporti (VSS) tale fenomeno rappresenta un considerevole rischio in termini di sicurezza.</p><p>La VSS è un'unione di oltre 2000 professionisti, aziende e istituzioni pubbliche e private su scala nazionale, impegnata a elaborare e definire standard per la costruzione e l'esercizio delle infrastrutture stradali, aggiornandoli ai progressi tecnici e scientifici. Le norme della VSS si fondano, tra l'altro, sul vigente diritto della circolazione stradale e acquistano valenza giuridica solamente una volta che il diritto cantonale o federale conferisce loro tale carattere.</p><p>L'Associazione sta lavorando a una revisione della norma sulla larghezza delle strade volta a ottimizzare l'organizzazione degli spazi stradali, a vantaggio di tutta l'utenza. La VSS sottoporrà successivamente le sue proposte al parere delle cerchie interessate.</p><p>Ciò premesso, si risponde alle domande come segue:</p><p>1. La crescente larghezza dei veicoli registrata negli ultimi decenni, in particolare nella fascia media, caratterizzata da volumi importanti, necessita sì di maggiore spazio stradale, a scapito talvolta degli utenti più vulnerabili, ma ha altresì contribuito a migliorare la sicurezza passiva. Le auto sono infatti più stabili e possiedono, tra l'altro, diversi sistemi di protezione, come la protezione dagli urti laterali e gli airbag laterali. Tali miglioramenti hanno portato all'aumento della sicurezza per gli occupanti del veicolo e alla riduzione della gravità delle lesioni e di conseguenza a un'utilità economica.</p><p>2./3./6. Gli oneri economici per Confederazione, Cantoni e Comuni nonché la futura configurazione dello spazio stradale urbano non possono essere stimati in questa fase della procedura, poiché dipendono in particolare dai risultati della revisione della norma sulla larghezza delle strade. Non si discute di un allargamento generalizzato, bensì limitato a circostanze particolari.</p><p>4./5. La revisione della norma sulla larghezza delle strade è volta a ottimizzare l'organizzazione degli spazi stradali, a vantaggio di tutta l'utenza. Al vaglio è l'attuale larghezza delle carreggiate, dei marciapiedi e delle corsie ciclabili, nonché la loro organizzazione. In determinate situazioni uno spazio stradale più ampio può ridurre i conflitti tra gli utenti, per esempio lungo tratti caratterizzati da intenso traffico motorizzato e non. I tratti in questione sono principalmente di competenza cantonale e comunale, in quanto sulla maggior parte delle strade nazionali gli utenti stradali più vulnerabili non sono ammessi alla circolazione.</p><p>7. Il Consiglio federale ritiene sufficienti le norme vigenti circa la larghezza massima dei veicoli (in particolare art. 9 della legge federale del 19 dicembre 1958 sulla circolazione stradale, LCStr, RS 741.01, nonché art. 64 cpv. 1 dell'ordinanza del 13 novembre 1962 sulle norme della circolazione stradale, ONC, RS 741.11). Sul piano legislativo non è pertanto necessario contrastare il tendenziale aumento delle dimensioni delle autovetture, tanto più che anche i modelli larghi non raggiungono i 2,55 metri.</p>  Risposta del Consiglio federale.