B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i ch t T ri b u n a l ad m i n i s t r a t i f f éd é r a l T ri b u n a l e am m i n i s t r a t i vo f e d e r a l e T ri b u n a l ad m i n i s t r a t i v fe d e r a l Corte I A-826/2021 S e n t e n z a d e l 1 3 o t t o b r e 2 0 2 3 Composizione Giudici Annie Rochat Pauchard (presidente del collegio), Alexander Misic, Keita Mutombo, cancelliere Simone Aldi. Parti A._______,…, patrocinata dall'avv. Marco Lucheschi e dall’avv. Davide Marchesini Mascheroni, Studio Legale Lucheschi,…, ricorrente, contro Amministrazione federale delle contribuzioni AFC, Servizio per lo scambio d'informazione in materia fiscale SEI, Eigerstrasse 65, 3003 Berna, autorità inferiore. Oggetto assistenza amministrativa (CDI CH-IT). A-826/2021 Pagina 2 Fatti: A. A.a Il 10 luglio 2017 il Comando generale della Guardia di Finanza, II Re- parto, Ufficio Cooperazione Internazionale e Rapporti con Enti Collaterali – autorità dello Stato richiedente italiano (di seguito: GdF o autorità richie- dente italiana) – ha presentato dinanzi all’Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC) otto domande di assistenza amministrativa in materia fiscale fondate sull’art. 27 della Convenzione del 9 marzo 1976 tra la Con- federazione Svizzera e la Repubblica Italiana per evitare le doppie imposi- zioni e per regolare talune altre questioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio (RS 0.672.945.41; di seguito: CDI CH-IT), in combinato disposto con la lett. ebis del relativo Protocollo aggiuntivo (in vigore dal 13 luglio 2016, anch’esso pubblicato nella RS 0.672.945.41; RU 2016 2769, 2771), rispettivamente sulla Convenzione del 25 gennaio 1988 sulla reciproca assistenza amministrativa in materia fiscale (RS 0.652.1; di se- guito: MAC), per il periodo fiscale dal 1° gennaio 2014 a data corrente. Le persone interessate dalle predette otto domande sono presumibilmente contribuenti fiscali italiani, identificabili in base agli elenchi/alle liste allegate alle domande. Il detentore delle informazioni in Svizzera è la banca B._______, con sede a Zurigo. La tipologia d’imposta interessata è l’impo- sta sul reddito delle società / persone fisiche. A.b Nelle domande la fattispecie viene descritta come segue: « […] 1. Un Reparto della Guardia di Finanza ha sottoposto a verifiche e controlli fiscali: a) la stabile organizzazione di C._______; b) la stabile organizzazione di B._______; c) D._______.; tutte appartenenti al Gruppo societario in oggetto. Le evidenze istruttorie emerse hanno consentito di individuare alcuni schemi evasivi funzionali all’occultamento all’Amministrazione Fiscale italiana della reale situazione patrimoniale ed economica di numerosi contribuenti italiani. In particolare, le citate società del E._______, come peraltro emerso anche sugli organi di stampa nazionali, agivano proattivamente nel mettere a disposizione di propri clienti veicoli societari (società -schermo estere cui fittiziamente intestare le posizioni finanziarie gestite) o finanziari (creazione di polizze assicurative e/o rapporti bancari che consentissero l’anonimato del titolare/beneficiario della posizione finanziaria) al fine di agevolare la detenzione all’estero di asset in completa violazione delle disposizioni normative tributarie e di quelle sul monitoraggio fiscale italiane. Nello specifico. al termine delle attività ispettive, è stata constatata l’esistenza in Italia di una stabile organizzazione occulta di B._______. Il A-826/2021 Pagina 3 procedimento amministrativo tributario si è concluso mediante il versamento all’Erario italiano di una somma pari a circa 101 milioni di euro. Parallelamente alle attività di verifica fiscale, lo stesso Reparto del Corpo ha, altresì, effet tuato indagini di polizia giudiziaria delegate dalla Procura della Repubblica di Milano, nell’ambito di un procedimento penale accesso per l’ipotesi di riciclaggio quale presupposto per la responsabilità ammini - strativa delle società ed enti ex D.Lgs. n. 234 del 2001 che disciplina la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche. Le investigazioni hanno consentito di accertare in capo a B._______. (principale società del Gruppo) responsabilità specifiche per aver omesso di adottare ed efficacemente attuare modelli di organizzazione e gestione idonei ad evitare la commissione del reato di riciclaggio di fondi di provenienza delittuoso (ex artt. 5, comma 1, lett. a) e b), 6, 7, 8, 21 e 25 octies del D.Lgs. n. 231 del 2001). Il procedimento penale, previa richiesta di patteggiamento, si è concluso con una sentenza di condanna ex D,lgs. n. 231 del 2001 in relazione al reato presupposto di riciclaggio, a seguito della quale B._______. ha versato la somma complessiva di 8,5 milioni di euro. 2. Nell’ambito delle citate attività di verifica e di polizia giudiziaria, sono stati acquisiti, anche mediante l’ausilio di personale dell’Information Technology di E._______, documenti informatici nella disponibilità di dipendenti delle società sub l. e relativi a 18.1 26 posizioni (sostanzialmente distinte tra polizze assicurative e altri rapporti finanziari) accese da soggetti in massima parte italiani, per un patrimonio sottostante pari a 18.221.354.346 di euro. I successivi riscontri effettuati con l’ausilio delle ba nche dati in uso all’Amministrazione finanziaria italiana e di tutti gli altri mezzi d’indagine disponibili sul territorio nazionale, nonché le specifiche attività di analisi finalizzate ad aggregare i dati delle citate posizioni rilevanti ai fini ispettiv i, hanno consentito di: a) identificare compiutamente contribuenti italiani titolari di 3.297 posizioni tra polizze e rapporti finanziari (per un controvalore pari a 2.794.045.542 euro), nei cui confronti sono state avviate azioni ispettive, alcune già concluse e altre in corso di ulteriori approfondimenti in ambito nazionale. Per le attività portate a compimento, al 16 gennaio 2017, sono già stati effettuati versamenti all’Erario italiano per euro 172.969.761,31 a titolo di imposte, sanzioni e interessi; b) estrapolare 9.953 posizioni (per un patrimonio sottostante pari comples- sivamente ad euro 6.676.134.954) per le quali, utilizzando le usuali fonti d’informazione previste dalla procedura fiscale interna, non è stato possibile identificare compiutamente ed in equivocabilmente i titolari e/o i beneficiari effettivi; c) individuare complessivamente ulteriori 2.441 polizze/rapporti (per un patrimonio sottostante pari complessivamente ad euro 5.266.460.130) relativi a rapporti di clienti italiani che verosimilmente si sono rivolti a intermediari operanti sul territorio ital iano; dette posizioni non sono, allo stato, oggetto di richiesta di cooperazione internazionale. 3. Con riferimento alle 9.953 posizioni di cui sub 2.b., si è proceduto a raggruppare i relativi elementi in nr. 8 specifici elenchi, contenenti categorie omogenee di dati. In particolare: a) i primi quattro elenchi sono accomunati dalla specifica indicazione di un nominativo nel campo relativo all’intestatario del rapporto; essi A-826/2021 Pagina 4 concernono, quindi, posizioni riferibili a soggetti italiani con presenza di nome e cognome ovvero ragione sociale. Più in particolare: (1) elenco di n. 664 polizze, per un valore sottostante pari ad Euro 807.818.464, con specifica indicazione del cognome e nome e per le quali risulta indicato anche il cd. C.I.F.; (2) elenco di n. 1.022 po lizze, per un valore sottostante pari ad Euro 156.402.243, con specifica indicazione del cognome, nome e cittadinanza italiana; (3) elenco di n. 2.857 rapporti finanziari, per un valore sottostante pari ad Euro 674.170.432 relativi a persone fisiche, con specifica indicazione del cognome, nome e residenza in Italia; (4) elenco di n. 707 rapporti finanziari, per un valore sottostante pari ad Euro 1.525.347.458 relativi a soggetti diversi da persone fisiche, per le quali si dispone della denominazione; b) gli ulteriori quattro-elenchi sono accomunati dall’assenza di nominativo nel campo relativo all’intestatario del rapporto: (1) elenco di n. 898 polizze, per un valore sottostante pari ad Euro 1.321.861.595, per il quale è indicato, oltre al numero di polizza, anche il c.d. C.I.F. intestato ad intermediari del E._______; (2) elenco di n. 372 polizze, per un valore sottostante pari ad Euro 230.263.313, identificate esclusivamente a mezzo numero di polizza; (3) elenco di n. 23 rapporti finanziari, per un valor e sottostante pari ad Euro 89.143.356, per il quale è indicato iI C.l.F. intestato a società del E._______; (4) elenco di n. 3.440 rapporti finanziari, per un valore sottostante pari ad Euro 1.874.128.093, per il quale è indicato il C.l.F. intestato a posizioni cifrate. Per quanto sopra, emerge l’esigenza di attivare i canali di cooperazione al fine di identificare compiutamente od inequivocabilmente i soggetti italiani titolari e/o beneficiari effettivi delle citate posizioni (polizze e/o rapporti finanzi ari) ed appurare se tali soggetti abbiano correttamente adempiuto agli obblighi di monitoraggio fiscale e dichiarativi previsti dall’ordinamento italiano. A tal riguardo, giova evidenziare che i dati contenuti nei file originari reperiti nel corso delle at tività di natura tributaria e giudiziaria condotte, riportano chiare indicazioni in ordine alla riconducibilità all’Italia delle singole posizioni in relazione alle quali si richiedono riscontri. Sono, infatti, di volta in volta indicati: la cittadinanza, la residenza, ovvero il Paese di riferimento degli intestatari in Italia (codice Paese ”111"; MIS_dom_Name; Staatsangehörigkeit; ecc.). La richiesta di collaborazione è, pertanto, diretta a consentire l’effettuazione, anche attraverso una sistematica e pu ntuale ricognizione delle informazioni a disposizione, degli approfondimenti necessari per una completa e corretta analisi delle posizioni riferibili ai soggetti coinvolti e delle presumibili violazioni dichiarative ai fini reddituali e/o ai fini degli obblighi di monitoraggio previsti dal D.L. n.167/90 da essi commesse […] ». I suddetti elenchi sono stati spiegati dall’autorità richiedente italiana in otto domande separate corredate da esempi. Nella misura in cui le predette otto A-826/2021 Pagina 5 domande di assistenza amministrativa sono – fatta eccezione per gli esempi ivi indicati – identiche, l’AFC le ha trattate come una sola domanda di assistenza amministrativa basata su otto elenchi/liste. A.c Nel caso in esame, la domanda in oggetto fa riferimento alle posizioni contenute nell’elenco sub 3.a.(4), e meglio: « […] i dati concernenti 707 posizioni finanziarie (rapporti finanziari), dove i co- dici C.I.F. risultano riferiti a soggetti diversi dalle persone fisiche con denomi- nazione di società o enti ed espressa menzione del domicilio italiano nel campo “MIS_Dom_Name” […] ». A.d Con scritto 25 giugno 2019, l’autorità richiedente italiana – a seguito di vari scambi di corrispondenza intercorsi con l’AFC, che non occorre qui evocare in dettaglio – ha poi circoscritto le sue otto domande di assistenza amministrativa al periodo fiscale dal 23 febbraio 2015 al 31 dicembre 2017 (e non più dal 1° gennaio 2014, come inizialmente richiesto il 10 luglio 2017), chiedendo all’AFC le seguenti informazioni, sulla sola base dell’art. 27 CDI CH-IT (e non più anche sulla base della MAC): «[…] a) per i conti bancari: − i nomi, i cognomi, le date di nascita e gli indirizzi dell’ultimo domicilio conosciuto: (i) del/della titolare / dei titolari del conto; (ii) dell’avente / degli aventi diritto economico; (iii) nel caso in cui un/una titolare del conto oppure un avente diritto economico fossero deceduti, le informazioni sono richieste per tutti i successori legali o le persone alle quali sono stati versati i valori patrimoniali, se conosciuti; − il tipo di relazione bancaria; − la data della chiusura del conto; − la situazione patrimoniale al 23 febbraio 2015, 31 dicembre 2015, 31 dicembre 2016 e 31 dicembre 2017; b) per le polizze assicurative: − i nomi, i cognomi, le date di nascita e gli indirizzi dell’ultimo domicilio conosciuto: (i) del/della titolare / dei titolari del conto (comp agnia di assicurazioni); (ii) dell’assicurato (« policy holder »); (iii) dei beneficiari residenti in Italia durante il periodo interessato e i quali hanno ricevuto dei versamenti; − il tipo di relazione bancaria; − la data di chiusura del conto; − la situazione patrimoniale al 23 febbraio 2015, 31 dicembre 2015, 31 dicembre 2016 e 31 dicembre 2017 […] ». A-826/2021 Pagina 6 B. B.a Con decreto di edizione del 23 settembre 2019, l’AFC ha esortato la banca B._______ a trasmettere tutte le informazioni richieste. La banca è stata inoltre invitata ad informare le persone interessate e legitti mate a ri- correre in merito al procedimento di assistenza amministrativa e alle parti essenziali del contenuto della domanda. B.b Tra il 31 gennaio 2020 e il 4 febbraio 2020, la banca B._______ ha dato seguito alla richiesta di trasmissione delle informazioni dell’AFC e ha provveduto ad informare le persone interessate e legittimate a ricorrere. In particolare, la signora A._______ – in qualità di presunta avente diritto economico del conto intestato alla società F._______ e registrato presso la banca B._______ durante il periodo rilevante – è stata informata al riguardo dalla predetta banca con lettera del febbraio 2020. B.c Con pubblicazione nel Foglio federale del (…), l’AFC ha anch’essa in- formato le persone interessate e legittimate a ricorrere della procedura di assistenza amministrativa pendente e delle parti essenziali del contenuto della domanda di assistenza amministrativa. Le persone interessate e le- gittimate a ricorrere sono state invitate a indicare all’AFC entro 20 giorni il loro indirizzo attuale in Svizzera o in Italia, o a designare un rappresentante autorizzato a ricevere notificazioni in Svizzera o in Italia. Sempre nella ci- tata pubblicazione, l’AFC ha altresì indicato alle persone interessate la pos- sibilità di optare per la procedura semplificata, comunicando lo ro che, in caso di mancata adesione a tale procedura, la stessa avrebbe emesso una decisione finale per ogni singola persona interessata, rispettivamente legit- timata a ricorrere. B.d Con scritto del 21 settembre 2020, la signora A._______ – per il tramite dei suoi patrocinatori e dopo avere avuto accesso agli atti dell’incarto tra- smessole dall’AFC il 1° settembre 2020 – si è opposta alla trasmissione delle informazioni all’autorità richiedente italiana. B.e Con decisione finale del 21 gennaio 2021, l’AFC ha accolt o la do- manda di assistenza amministrativa italiana del 10 luglio 2017 fondata sulla lista sub 3.a.(4) per quanto concerne la sign ora A._______, conce- dendo l’assistenza amministrativa all’autorità richiedente italiana. A-826/2021 Pagina 7 C. C.a Avverso la predetta decisione finale, la signora A._______ (di seguito: la ricorrente o l’insorgente) – per il tramite del suo patrocinatore – ha inol- trato ricorso il 19 febbraio 2021 dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale). Protestando spese, tasse e ripetibili, in via provvi- sionale la ricorrente postula che al suo ricorso venga concesso l’effetto so- spensivo. Sempre protestando spese, tasse e ripetibili, la ricorrente chiede poi in via principale l’annullamento della decisione del 21 gennaio 2021 e che all’autorità richiedente italiana non venga accordata alcuna assistenza amministrativa. In via subordinata – sempre protestando spese, tasse, e ripetibili – la ricorrente domanda infine l’annullamento della decisione del 21 gennaio 2021 e che gli atti vengano rinviati all’AFC affinché proceda, nel rispetto del suo diritto di essere sentit o, ad emettere una nuova deci- sione. C.b Con risposta del 20 agosto 2021, l’AFC (di seguito: autorità inferiore) ha postulato la reiezione del ricorso, riconfermandosi essenzialmente nelle proprie argomentazioni della decisione finale del 21 gennaio 2021. C.c Con replica spontanea del 6 settembre 2021, la ricorrente ha – per il tramite dei suoi patrocinatori – precisato quanto esposto in sede di ricorso 19 febbraio 2021. C.d Con sentenza di principio (« pilota ») A-1732/2021 e A-1733/2021 del 23 marzo 2022, il Tribunale ha respinto il ricorso di due persone interessate dalla domanda collettiva italiana di assistenza amministrativa in materia fi- scale del 10 luglio 2017 fondata sulla lista sub. 3.a.(4). In estrema sintesi, il Tribunale ha confermato l’ammissibilità della succitata domanda e la con- seguente trasmissibilità delle informazioni richieste all’autorità richiedente italiana. Tale sentenza è cresciuta in giudicato senza impugnativa al Tribu- nale federale. C.e Con la crescita in giudicato della precitata sentenza, il Tribunale ha ripreso l’esame delle rest anti procedure interessate dalla predetta do- manda collettiva italiana. Più concretamente, ha invitato i ricorrenti interes- sati a voler indicare se essi – alla luce della sua sentenza di principio A-1732/2021 e A-1733/2021 – desideravano o meno mantenere il loro ri- corso, precisando che, in caso di mancata presa di posizione nel termine impartito, sarebbe partito dal presupposto che desideravano mantenerlo. A-826/2021 Pagina 8 C.f La ricorrente non ha poi preso posizione nel termine impartito, ragione per cui il Tribunale è partito dal presupposto che la stessa desidera sse mantenere il proprio ricorso. D. Ulteriori fatti e argomentazioni verranno ripresi, per quanto necessario, nei considerandi in diritto del presente giudizio. Diritto: 1. 1.1 Giusta l’art. 31 LTAF, il Tribunale amministrativo federale giudica i ri- corsi contro le decisioni ai sensi dell’art. 5 PA. In particolare, le decisioni pronunciate dall’AFC nell’ambito dell’assistenza amministrativa internazio- nale in materia fiscale ai sensi delle convenzioni di doppia imposizione – in casu la CDI CH -IT – possono essere impugnate dinanzi al Tribunale am- ministrativo federale (cfr. art. 33 lett. d LTAF; art. 5 cpv. 1 della legge fede- rale del 28 settembre 2012 sull’assistenza amministrativa internazionale in materia fiscale [LAAF, RS 651.1] e art. 17 cpv. 3 LAAF). Per quanto concerne il diritto interno, l’assistenza amministrativa interna - zionale in materia fiscale è retta dalla LAAF, in vigore dal 1° febbraio 2013 (RU 2013 231). Sono fatte salve le disposizioni derogatorie della conven - zione applicabile nel singolo caso (cfr. art. 1 cpv. 2 LAAF), in concreto della CDI CH-IT. Presentata il 10 luglio 2017, la domanda di assistenza litigiosa rientra nel campo di applicazione di detta legge (cfr. art. 24 LAAF a contra- rio). Per il rimanente, l a procedura di ricorso è retta dalle disposizioni ge- nerali della procedura federale, su riserva di disposizioni specifiche della LAAF (cfr. art. 19 cpv. 5 LAAF; art. 37 LTAF). 1.2 Circa la natura della domanda di assistenza amministrativa italiana del 10 luglio 2017 (cfr. atto n. 1 dell’incarto prodotto dall’autorità inferiore su chiavetta USB [di seguito: inc. AFC]), il Tribunale precisa già sin d’ora che la stessa è invero composta da otto domande separate di assistenza am - ministrativa, di identico contenuto (eccetto per quanto concerne gli esempi ivi indicati), fondate su otto liste di numeri di conto bancario e/o di polizze assicurative, che l’autorità inferiore ha trattato come una sola domanda di assistenza amministrativa basata su otto liste (cfr. decisione impugnata, pag. 4). Tale modo di procedere è di per sé adeguato, dal momento ch’ef- fettivamente la fattispecie alla base delle otto domande è la mede sima, sicché può di principio essere seguito pure dal Tribunale. Cionon dimeno, nella misura in cui le o tto liste alla loro base differiscono per contenuto, A-826/2021 Pagina 9 l’ammissibilità della domanda andrà esaminata di volta in volta tenuto conto della lista determinante nello specifico. Per quanto concerne la presente procedura, la domanda è fondata sulla lista/sull’ele nco sub 3.a.(4) di 707 posizioni finanziarie (rapporti finanziari). Ora, la domanda in oggetto, che di fatto identifica le persone interessate mediante un numero di conto bancario e/o di polizza assicurativa, è chia- ramente una « domanda collettiva » (o « domanda su lista ») ai sensi della giurisprudenza del Tribunale federale, fondata sull’art. 27 CDI CH -IT in combinato disposto con la lett. ebis del Protocollo aggiuntivo (cfr. DTF 146 II 150 considd. 4.4-4.5; consid. 4.3.2 del presente giudizio, circa la distin- zione tra domanda collettiva e raggruppata). 1.3 Il ricorso è stato interposto nel rispetto delle esigenze di contenuto e di forma previste dalla legge (cfr. art. 50 cpv. 1 PA e art. 52 PA). Pacifica è la legittimazione ricorsuale dell a ricorrente (cfr. art. 48 PA; art. 19 cpv. 2 LAAF). 1.4 Giusta l’art. 19 cpv. 3 LAAF, il ricorso ha effetto sospensivo ex lege . L’eventuale trasmissione di informazioni da parte dell’autorità inferiore non potrà pertanto intervenire se non alla crescita in giudicato dell ’eventuale decisione di rigetto del ricorso (cfr. [tra le tante] sentenza del TAF A-5662/2020 del 10 maggio 2021 consid. 1.3 con rinvii). 1.5 Fatta eccezione per quanto precede (cfr. consid. 1.4 del presente giu- dizio), il ricorso della ricorrente è ricevibile in ordine e deve essere esami- nato nel merito. 2. 2.1 Con ricorso al Tribunale amministrativo federale possono essere invo- cati la violazione del diritto federale, compreso l’eccesso o l’abuso del po- tere di apprezzamento (cfr. art. 49 lett. a PA), l’accertamento inesatto o in- completo di fatti giuridicamente rilevanti (cfr. art. 49 lett. b PA) nonché l’ina- deguatezza (cfr. art. 49 lett. c PA; cfr. MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER/KAY- SER, Prozessieren vor dem Bundesverwaltungsgericht, 3 a ed. 2022, n. 2.149). 2.2 Il Tribunale amministrativo federale non è vincolato né dai motivi addotti (cfr. art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giu ridiche della decisione impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTF 142 V 551 con - sid. 5; 141 V 234 consid. 1; DTAF 2007/41 consid. 2; MOOR/POLTIER, Droit A-826/2021 Pagina 10 administratif, vol. II, 3a ed. 2011, no. 2.2.6.5, pag. 300). I principi della mas- sima inquisitoria e dell’applicazione d’ufficio del diritto sono tuttavia limitati: l’autorità competente procede difatti spontaneamente a constatazioni com- plementari o esamina altri punti di diritto solo se dalle censure sollevate o dagli atti risultino indizi in tal senso (cfr. DTF 141 V 234 consid. 1 con rinvii; 122 V 157 consid. 1a; 121 V 204 consid. 6c; DTAF 2007/27 consid. 3.3). Secondo il principio di articolazione delle censure (« Rügeprinzip ») l’auto- rità di ricorso non è tenuta a esaminare le censure che non appaiono evi- denti o non possono dedursi facilmente dalla constatazione e presenta- zione dei fatti, non essendo a sufficienza sostanziate (cfr. DTF 141 V 234 consid. 1; MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER/KAYSER, op. cit., n. 1.55). Il princi- pio inquisitorio non è quindi assoluto, atteso che la sua portata è limitata dal dovere delle parti di collaborare all’istruzione della causa (cfr. DTF 143 II 425 consid. 5.1; 140 I 285 consid. 6.3.1; 128 II 139 consid. 2b). Il dovere processuale di collaborazione concernente in particolare il ricorrente che interpone un ricorso al Tribunale nel proprio interesse, comprende, in par- ticolare, l’obbligo di portare le prove necessarie, d’informare il giudice sulla fattispecie e di motivare la propria richiesta, ritenuto che in cas o contrario arrischierebbe di dover sopportare le conseguenze della carenza di prove (cfr. art. 52 PA; cfr. DTF 140 I 285 consid. 6.3.1; 119 III 70 con sid. 1; MOOR/POLTIER, op. cit., no. 2.2.6.3, pag. 293 e segg.). 3. 3.1 La ricorrente censura innanzitutto una grave violazione del suo diritto di essere sentito in correlazione con la motivazione della decisione impu- gnata, poiché l’autorità inferiore l’avrebbe emessa noncurante delle osser- vazioni da essa formulate in data 21 settembre 2021 (cfr. ricorso del 19 feb- braio 2021, punti n. 35-42; replica del 6 settembre 202 0, punti n. 4-6). L’AFC avrebbe infatti ignorato le sue argomentazioni, ritenendole irrile- vanti, nonostante queste risulterebbero decisive – a dire della ricorrente – ai fini del presente procedimento. L’autorità inferiore avrebbe altresì violato il diritto di essere sentito della qui ricorrente poiché avrebbe adottato la prassi di emettere « decisioni-fotocopia » (cfr. ricorso del 19 febbraio 2021, punti n. 43-50; replica del 6 settembre 2021, punti n. 7-9). Infatti, l’AFC avrebbe emesso un’unica e identica decisione nei suoi confronti e nei con- fronti dei suoi genitori, la signora G._______ e il signor H._______. Le fat- tispecie relative ai tre soggetti sopracitati sarebbero tra di loro differenti, come sarebbero differenti le osservazioni formulate dai medesimi in occa- sione delle loro prese di posizione. Non si giustificherebbe pertanto una decisione finale identica per tutti e tre i soggetti, modo di agire che viol e- rebbe l’obbligo di motivazione imposto all’AFC così come il diritto di essere A-826/2021 Pagina 11 sentito dell’insorgente. La ricorrente sottolinea poi come non solo la deci- sione impugnata sarebbe identica a quelle notificate alla signora G._______ e al signor H._______, ma che sarebbe altresì identica ad altre decisioni notificate dall’autorità inferiore nell’ambito della richiesta di assi- stenza amministrativa italiana del 10 luglio 2017. A tal proposito, la ricor- rente rammenta che le domande collettive non sarebbero domande rag- gruppate, bensì andrebbero intese come un insieme di domande indivi- duali, ragione per cui dovrebbero essere trattate individualmente. La rispo- sta dell’autorità inferiore del 2 0 agosto 2021, in merito all’addotta viola- zione del suo diritto di essere sentito, sarebbe poi a mente della ricorrente non convincente. Infatti a suo dire, in tale presa di posizione l’AFC avrebbe indicato che « la redazione di paragrafi standardizzati nella decisione finale sarebbe motivata da “ovvie ragioni di efficienza”, essen do l’amministra- zione chiamata a emettere una decisioni di massa per un considerevole numero di pratiche di assistenza amministrativa ». Secondo la ricorrente tale prassi non sarebbe ammissibile e nemmeno giustificata – come invece sostenuto dall’autorità inferiore – dal « principio di efficienza ed economia procedurale ». Tale massima imporrebbe infatti alle autorità di operare in maniera celere, senza tuttavia legittimare « una trattazione generalizzata di fattispecie diverse al solo scopo di evadere i vari incarti rapidamente ». Tale censura di natura formale va qui esaminata prioritariamente dal Tribu- nale, considerato come la violazione del diritto di essere sentito può, di principio, comportare l’annullamento della decisione impugnata, indipen - dentemente dalle possibilità di successo del ricorso nel merito (cfr. DTF 142 II 218 consid. 2.8.1; 135 I 187 consid. 2.2; DTAF 2009/36 consid. 7). 3.2 3.2.1 Il diritto di essere sentito, sancito a livello costituzionale dall’art. 29 cpv. 2 Cost. e a livello proced urale dall’art. 34 PA, implica in particolare il dovere per l’autorità di motivare in maniera chiara la sua decisione, ovvero in modo che il destinatario possa comprendere le ragioni della medesima e, se del caso, impugnarla in piena coscienza di causa e c he l’autorità di ricorso possa esercitare il suo controllo (cfr. DTF 142 II 49 consid. 9.2; 134 I 83 consid. 4.1; 133 III 439 consid. 3.3). È quindi sufficiente che l’au- torità si esprima sulle circostanze significative atte ad influire in un modo o nell’altro sul giudizio di merito. L’autorità non è tuttavia tenuta a prendere posizione su tutti i fatti, le censure e i mezzi di prova invocati dal ricorrente, ma può limitarsi ad esporre le sole circostanze rilevanti per la decisione (cfr. DTF 143 III 65 consid. 5.2; 142 IV 249 consid. 1.3.1; [tra le tante] sen- tenze del TAF A-1730/2021 del 7 marzo 2022 consid. 3.1.1; A-5662/2020 del 10 maggio 2021 consid. 1.5.2.1). A-826/2021 Pagina 12 3.2.2 Il diritto di far amministrare le prove costituisce anch’esso un aspetto del diritto di essere sentito. Esso presuppone che il fatto da provare sia rilevante, che il mezzo probatorio proposto sia necessario per constatarlo e che la domanda sia formulata nelle forme e nei termini prescritti. Confor- memente all’art. 33 cpv. 1 PA, l’autorità ammette dunque i mezzi di prova offerti dalla parte se risultano idonei a chiarire i fatti. Questa garanzia co- stituzionale permette all’autorità di porre un termine all’istruzione, allor - quando le prove assunte le abbiano permesso di formarsi una propria con- vinzione e che essa, procedendo in modo non arbitrario ad un apprezza - mento anticipato delle prove proposte, è convinta che le stesse non potreb- bero condurla a modificare la sua opinione. L’autorità può dunque rinun- ciare all’amministrazione di certe prove propost e senza violare il diritto di essere sentito delle parti (cfr. DTF 144 II 427 consid. 3.1.3; 141 I 60 con- sid. 3.3; [tra le tante] sentenze del TAF A-1730/2021 del 7 marzo 2022 con- sid. 3.1.2; A-2845/2020 del 19 luglio 2021 consid. 2.3 con rinvii; A-5662/2020 del 10 maggio 2021 consid. 1.5.2.2). 3.2.3 Nell’ambito dell’assistenza amministrativa internazionale in materia fiscale, l’informazione delle persone legittimate a ricorrere prevista dalla LAAF (cfr. art. 14 LAAF) nonché il diritto di partecipazione ed esame degli atti (cfr. art. 15 LAAF) concretizzano il diritto di essere sentito (cfr. sentenze del TAF A-1730/2021 del 7 marzo 2022 consid. 3.1.3; A-5662/2020 del 10 maggio 2021 consid. 1.5.2.3). 3.2.4 A titolo eccezionale, la violazione del diritto di essere sentito può es- sere sanata nella procedura di ricorso, se i motivi determinanti sono stati addotti in risposta dall’autorità, se il ricorrente ha potuto commentarli in un successivo memoriale e, soprattutto, se il potere d’esame della giurisdi - zione competente non è più ristretto di quello dell’istanza inferiore (cfr. DTF 142 II 218 consid. 2.8.1; 135 I 187 consid. 2.2). Tale riparazione deve tut- tavia rimanere l’eccezione ed è ammissibile, di principio, solo nel caso di una violazione non particolarmente grave dei diritti procedurali della parte lesa. Ciò sancito, una tale riparazione può altresì giustificarsi, anche in pre- senza di una violazione grave, qualora l’annullamento della decisione im- pugnata e il rinvio della causa all’autorità inferiore costituiscano una mera formalità e conducano ad un inutile prolungamento della procedura incom- patibile con l’interesse delle parti ad una risoluzione celere della vertenza (cfr. DTF 142 II 218 consid. 2.8.1; 138 I 97 consid. 4.1.6.1; [tra le tante] sentenze del TAF A -1730/2021 del 7 marzo 2022 consid. 3.1.4; A-5662/2020 del 10 maggio 2021 consid. 1.5.3). A-826/2021 Pagina 13 3.3 In concreto, circa la censura della violazione del diritto di essere sentito in rapporto alla motivazione generica/standardizzata delle decisioni finali dell’autorità inferiore nell’ambito dell’assistenza amministrativa in materia fiscale, il Tribunale rileva che lo stesso ha già avuto modo di pronunciarsi al riguardo in correlazione con una domanda collettiva di assistenza ammi- nistrativa francese nell’ambito della sentenza di principio A-5662/2020 del 10 maggio 2021 (consid. 1.5.4), giungendo alla conclusione che la stessa è conforme alle esigenze di motivazione poste dal diritto di essere sentito e appare giustificata nel contesto di un’amministrazione che emana deci - sioni di massa, come nel caso delle procedure di assistenza amministrati- va. Nella misura in cui detta sentenza è cresciuta in giudicato – il Tribunale federale non essendo entrato nel merito al riguardo (cfr. sentenza del TF 2C_435/2021 del 2 giugno 2021) – il Tribunale non ha qui motivo di discostarsene, sicché va applicata anche ai presenti casi concernenti la domanda collettiva di assistenza amministrativa italiana (cfr. sentenza del TAF A-1730/2021 del 7 marzo 2022 consid. 3.2). Per quanto qui necessario, il Tribunale osserva – analogamente a quanto ritenuto nell’ambito della causa A-5662/2020 – che se è vero che nella de- cisioni impugnata l’autorità inferiore espone in maniera standardizzata, senza riferimento esplicito alla presa di posizione della ricor rente, i motivi per i quali essa ritiene che le informazioni vadano trasmesse all’autorità richiedente italiana, rispettivamente in motivi per cui la domanda di assi - stenza amministrativa italiana vada accolta, vero è anche che tale motiva- zione standardizzata non pregiudica tuttavia il suo diritto di essere sentito. Nonostante l’uso di paragrafi standardizzati – il cui uso appare giustificato nel contesto di un’amministrazione che emana decisioni di massa – gli ar- gomenti giuridici esposti dall’autorità inf eriore nella decisione impu gnata risultano chiari e permettono di comprendere le ragioni per cui le censure sollevate dalla ricorrente con scritto 21 settembre 2020 non sono state da essa considerate come decisive. Nella fattispecie, tale è segnata mente il caso per gli argomenti relativi all’assenza di indizi sufficienti (cfr. consid. 4.4 e 4.5 della decisione 21 gennaio 2021), all’assenza di punti di collega- mento per un obbligo fiscale illimitato in Italia (cfr. consid. 4.6 della deci- sione 21 gennaio 202 1), al mancato adempimento del criterio della rile- vanza verosimile (cfr. consid. 4.6 e 4.7 della decisione 21 gennaio 2021), alla violazione del principio della buona fede (cfr. consid. 6 della decisione 21 gennaio 2021), etc. In altri termini, da un esame della decisione impugnata, risulta ch’essa è sufficientemente motivata affinché la ricorrente possa compren derne la A-826/2021 Pagina 14 portata e contestarla con cognizione di causa, così come richiesto dal di- ritto di essere sentito (cfr. consid. 3.2.1 del presente giudizio), ciò che pe- raltro essa ha fatto. Con ricorso del 19 febbraio 2021 e successiva replica del 6 settembre 2021, la ricorrente ha potuto infatti contestare pienamente in questa sede detta decisione, indicando i motivi per cui ritiene la domanda di assistenza amministrativa italiana come inammissibile, rispettivamente perché i suoi dati non dovrebbero essere trasmessi all’autorità richiedente italiana. 3.4 Anche ad avere ancora dubbi al riguardo, ogni eventuale violazione del suo diritto di essere sentita in rapporto alla motivazione standardizzata della decisione impugnata – ciò che, come visto, non è tuttavia qui il caso – va comunque considerata come sanata in questa sede (cfr. consid. 3.2.4 del presente giudizio), dal momento che la ricor rente ha potuto esporre nuovamente le proprie censure e che il Tribunale entrerà nel loro merito, per quanto necessario, nel contesto del presente giudizio. Visto quanto precede, detta censura va pertanto respinta. 4. Nel caso in disamina, oggetto del litigio è la decisione finale del 21 gennaio 2021 dell’autorità inferiore, con cui quest’ultima ha accolto la domanda col- lettiva del 10 luglio 2017 di assi stenza amministrativa in materia fiscale inoltrata dall’autorità richiedente italiana, sulla base dell’art. 27 CDI CH-IT, per quanto concerne la qui ricorrente. In tale contesto, per il Tribunale si tratta essenzialmente di esaminare l’ammissibilità della predetta domanda, sia dal punto di vista formale che da quello materiale, alla luce delle pun- tuali censure sollevate dalla ricorrente. A tal fine, di seguito, il Tribunale richiamerà preliminarmente i principi ap- plicabili alla presente fattispecie (cfr. consid. 4.1 segg. del presente giudi- zio). 4.1 4.1.1 L’assistenza amministrativa con l’Italia è retta dall’art. 27 CDI CH-IT. Tale disposizione, insieme a quelle del Protocollo aggiuntivo, si fonda, sul piano formale e materiale, sul Modello di convenzione dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico ( OCSE; di seguito: MC OCSE) e sulla politica svizzera in materia di convenzioni in questo ambito (cfr. Messaggio del 12 agosto 2015 concernente l’approvazione di un Pro- tocollo che modifica la Convenzione tra la Svizzera e l’Italia per evitare le doppie imposizioni, FF 2015 5631, 5635 e 5637 [di seguito: Messaggio CDI A-826/2021 Pagina 15 CH-IT]). Per analogia alla giurisprudenza del Tribunale federale resa in me- rito alla Convenzione del 26 febbraio 2010 tra la Confederazione Svizzera e il Regno dei Paesi Bassi per evitare la doppia imposizione in materia di imposte sul reddito (RS 0.672.963.61; di seguito: CDI CH-NL; cfr. DTF 143 II 136 consid. 5.3.2 [concernente la CDI CH-NL]), anche la CDI CH-IT e il Protocollo aggiuntivo che ne fa parte integrante devono essere qui consi- derati come un’unità interpretativa. Da ciò deriva che sia la CDI CH-IT che il Protocollo aggiuntivo sono qui vincolanti ex art. 190 Cost. Nella loro ver- sione in vigore dal 13 luglio 2016, modificata dagli artt. I e II del Protocollo di modifica del 23 febbraio 2015, l’art. 27 CDI CH-IT e le disposizioni del Protocollo aggiuntivo trovano applicazione per quelle domande di informa- zioni presentate al 13 luglio 2016 o dopo tale data, che si riferiscono a fatti e, o, circostanze esistenti o realizzate il 23 febbraio 2015 o dopo questa data (cfr. art. III par. 2 del Protocollo di modifica del 23 febbraio 2015; RU 2016 2769, 2771; Messaggio CDI CH -IT, FF 2015 5631, 5637; sentenze del TAF A-1730/2021 del 7 marzo 2022 consid. 4.1.1; A-1296/2020 del 21 dicembre 2020 consid. 3.3.1). Tale è segnatamente il caso della domanda di assistenza amministrativa in oggetto, presentata il 10 luglio 2017 dall’autorità richiedente italiana e ri- guardante il periodo fiscale dal 23 febbraio 2015 al 31 dicembre 2017. 4.1.2 Le disposizioni dell’art. 27 CDI CH-IT sono precisate alla lett. ebis del Protocollo aggiuntivo. Detta norma disciplina in particolare le esigenze for- mali a cui deve sottostare la domanda di informazioni (cfr. Messaggio CDI CH-IT, FF 2015 5631, 5636), prevedendo al n. 2 che le autorità fiscali dello Stato richiedente for niscono le seguenti informazioni alle autorità fiscali dello Stato richiesto quando presentato una richiesta di informazioni se- condo l’art. 27 CDI CH-IT: (i) l’identità della persona oggetto del controllo o dell’inchiesta; (ii) il periodo di tempo oggetto della domanda; (iii) la descrizione delle informazioni richieste, nonché indicazioni sulla forma nella quale lo Stato richiedente desidera ricevere tali informazioni dallo Stato richiesto; (iv) lo scopo fiscale per cui le informazioni sono richieste; (v) se sono noti, il nome e l’indirizzo del detentore presunto delle informazioni richieste. Il Protocollo aggiuntivo precisa inoltre che queste esigenze (lett. i-v) non devono essere interpretate in modo da ostacolare uno scambio effettivo di informazioni (cf r. lett. ebis n. 3 del Protocollo aggiuntivo; Messaggio CDI A-826/2021 Pagina 16 CH-IT, FF 2015 5631, 5636). In merito alla lista d’indicazioni circa il conte- nuto di una domanda di assistenza che lo Stato richiedente è tenuto a for- nire nel contesto delle CDI (cfr. art. 6 cpv. 2 LAAF applicabile a titolo sus- sidiario), la giurisprudenza del Tribunale federale considera che detta lista è concepita in modo tale che se lo Stato richiedente vi si conforma scrupo- losamente, lo stesso è di principio reputato fornire le informazioni sufficienti a dimostrare la « rilevanza verosimile » della sua domanda (cfr. DTF 144 II 206 consid. 4.3; 142 II 161 consid. 2.1.4; [tra le tante] sentenze del TAF A-1730/2021 del 7 marzo 2022 consid. 4.1.2; A-2980/2019 del 20 maggio 2020 consid. 3.2). 4.2 Giusta l’art. 27 par. 1 CDI CH-IT, le autorità competenti degli Stati con- traenti si scambiano le informazioni verosimilmente rilevanti per appli care le disposizioni della presente Convenzione oppure per l’amministrazione o l’applicazione del diritto inte rno relativo alle imposte di qualsiasi natura o denominazione riscosse per conto degli Stati contraenti, delle loro suddivi- sioni politiche o enti locali nella misura in cui l’imposizione prevista non sia contraria alla Convenzione. Il requisito della rilevanza verosimile – ovvero, la condizione « verosimilmente rilevante » (cfr. lett. ebis n. 3 del Protocollo aggiuntivo) – è dunque la chiave di volta del sistema di scambio d’informa- zioni (cfr. DTF 144 II 206 consid. 4.1 con rinvii; [tra le tante] sentenze del TAF A-1730/2021 del 7 marzo 2022 consid. 4.2; A-5662/2020 del 10 mag- gio 2021 consid. 2.3; A-1296/2020 del 21 dicembre 2020 consid. 4.2.1.1). L’apprezzamento del requisito della rilevanza verosimile delle informazioni richieste è in primo luogo di competenza dello Stato richiedente. Non spetta pertanto allo Stato richiesto rifiutare una domanda di assistenza o la tra- smissione d’informazioni, solo perché da lui considerate prive di pertinenza per l’inchiesta o il controllo sottostante (cfr. art. 27 par. 4 CDI CH -IT; DTF 144 II 206 consid. 4.3 con rinvii; 142 II 161 considd. 2.1.1, 2.1.4 e 2.4 [che evoca in particolare una « ripartizione dei ruoli » tra Stato richiedente e Stato richiesto]). La condizione « verosimilmente rilevante » può essere soddisfatta sia in casi relativi ad un singolo contribuente (identificato con il nome oppure altrimenti) sia in casi relativi ad una pluralità di contribuenti (identificati con il nome oppure altrimenti; cfr. lett. ebis n. 3 del Protocollo aggiuntivo). Il ruolo dello Stato richiesto si limita ad un controllo della plau- sibilità; egli deve limitarsi a verificare l’esistenza di un rapporto tra la fatti- specie illustrata e i documenti richiesti, tenendo presente la presunzione della buona fede dello Stato richiedente (cfr. DTF 143 II 185 consid. 3.3.2; 142 II 161 considd. 2.1.1, 2.1.4 e 2.4; 141 II 436 consid. 4.4.3; [tra le tante] sentenze del TAF A-1730/2021 del 7 marzo 2022 consid. 4.2; A-1296/2020 del 21 dicembre 2020 consid. 4.2.1.2 con rinvii). A-826/2021 Pagina 17 Il requisito della rilevanza verosimile è adempiuto allorquando, al momento della formulazione della domanda, esiste una ragionevole probabilità che le informazioni richieste abbiano un nesso con le circostanze illustrate e quindi si rilevino pertinenti al fine dell’inchiesta o del controllo nello Stato richiedente. Ne consegue quindi che di principio lo Stato richiesto non può respingere una domanda di assistenza amministrativa poiché sarebbe giunto ad una diversa conclusione (cfr. DTF 143 II 185 consid. 3.3.2; 142 II 161 considd. 2.1.1, 2.1.4 e 2.4; 141 II 436 consid. 4.4.3; [tra le tante] sen- tenze del TAF A-1730/2021 del 7 marzo 2022 consid. 4.2; A-1296/2020 del 21 dicembre 2020 consid. 4.2.1.3). 4.3 4.3.1 Il riferimento a informazioni « verosimilmente rilevanti » ha lo scopo di garantire uno scambio di informazioni in ambito fiscale il più ampio possibile, senza tuttavia consentire agli Stati contraenti di intraprendere una ricerca generalizzata e indiscriminata di informazioni ( « fishing expe- dition ») o di domandare informazion i la cui rilevanza in merito agli affari fiscali di un determinato contribuente non è verosimile (cfr. lett. ebis n. 3 del Protocollo aggiuntivo; art. 7 lett. a LAAF; DTF 146 II 150 consid. 6.1.2; 144 II 206 consid. 4.2; 143 II 136 consid. 6; sentenza del TF 2C_1162/2016 del 4 ottobre 2017 consid. 9.1; [tra le tante] sentenza del TAF A-5893/2017 dell’8 ottobre 2019 consid. 2.4 con rinvii). Il divieto delle « fishing expe - ditions » corrisponde al principio della proporzionalità (cfr. art. 5 cpv. 2 Cost.), al quale deve conformarsi ogni domanda di assistenza ammini - strativa (cfr. DTF 139 II 404 consid. 7.2.3). Ciò indicato, non è atteso dallo Stato richiedente che ognuna delle sue richieste conduca necessariamente a una ricerca fruttuosa corrispondente (cfr. [tra le tante] sentenze del TAF A-1730/2021 del 7 marzo 2022 consid. 4.3.1; A-5662/2020 del 10 maggio 2021 consid. 2.5.1; A-1296/2020 del 21 dicembre 2020 consid. 4.2.2.1 con rinvii). 4.3.2 Una domanda di informazioni non costituisce una « fishing expedi- tion » per il semplice fatto che essa non precisa il nome o l’indirizzo (o en- trambi) del contribuente oggetto di un controllo o di inchiesta fiscale. L’iden- tificazione del contribuente deve ciononostante essere possibile con altre modalità, sulla base delle inform azioni trasmesse dallo Stato richie dente (cfr. DTF 143 II 136 consid. 6.1.2; [tra le tante] sentenze del TAF A-3060/2018 del 3 novembre 2020 consid. 4.2; A-6226/2017 del 21 marzo 2019 consid. 4.2.2 con rinvii; ANDREA OPEL, in: Zweifel/Beusch/Oesterhelt [ed.], Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht, Amtshilfe, 2020, § 10 n. 64). Ciò è il caso delle domande raggruppate (« Gruppenersuchen ») ai sensi dell’art. 3 lett. c LAAF fondate sull’art. 27 CDI CH-IT che identificano A-826/2021 Pagina 18 i contribuenti interessati mediante un modello di comportamento, la lett. ebis n. 3 del Protocollo precisando infatti che la condizione « verosimilmente rilevante » può essere soddisfatta anche nei casi relativi ad una pluralità di contribuenti, identificati con il nome oppure altrimenti. Analogo discorso vale altresì per le domande collettive ( chiamate anche domande su lista; « Listenersuchen ») che – a differenza delle domande raggruppate – non identificano le persone interessate mediante un modello di comportamen- to, bensì per nome o per mezzo di un elenco di numeri, come i numeri di carta di credito o di conto corrente bancario. Le domande collettive vanno considerare come un insieme di richieste individuali. Per motivi di econo - mia procedurale, l’autorità richiedente riunisce queste ri chieste in una do- manda congiunta, ma in linea di principio potrebbe anche presentarle indi- vidualmente (cfr. DTF 146 II 150 consid. 4.4; 143 II 628 considd. 4.4 e 5.1; [tra le tante] sentenza del TAF A -5662/2020 del 10 maggio 2021 con - sid. 4.2 con rinvii) . A differenza di un modello di comportamento definito, un numero di carta di credito o di conto rappresenta un elemento di identi- ficazione individuale, per cui in tali casi non si è confrontati con una do- manda raggruppata ai sensi dell’art. 3 lett. c LAAF (cfr. DTF 146 II 150 con- sidd. 4.4 e 4.5 con rinvii; sentenza del TAF A-1730/2021 del 7 marzo 2022 consid. 4.3.2). 4.3.3 Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, le domande di as- sistenza amministrativa che non identificano nominalmente le persone in- teressate devono essere sottoposte a un esame più attento per escludere la fishing expedition (cfr. DTF 146 II 150 consid. 6.1.3; 139 II 404 con - sid. 7.2.3 seg.). A tal fine, il Tribunale federale ha elaborato i tre seguenti criteri con riferimento al Commentario OCSE (cfr. OCSE, Model Tax Con- vention on Income and on Capital: Condensed Version 2017 [di seguito: Commentario OCSE]) sull’art. 26 MC OCSE (cfr. DTF 146 II 150 con - sid. 6.1.3; 143 II 136 consid. 6.1.2; [tra le tante] sentenze del TAF A-1730/2021 del 7 marzo 2022 consid. 4.3.3; A-5662/2020 del 10 maggio 2021 consid. 2.5.2; A-1296/2020 del 21 dicembre 2020 consid. 4.2.2.3): 1) la domanda deve fornire una descrizione dettagliata del gruppo, de- scrivendo i fatti e le circostanze specifiche che l’hann o portata alla richiesta; 2) la domanda deve spiegare la legge (fiscale) applicabile e indicare perché vi sono motivi per ritenere che i contribuenti del gruppo non abbiano adempiuto ai loro obblighi, ovvero violato la legge fiscale; 3) la domanda deve dimostrar e che le informazioni richieste possono portare all’adempimento degli obblighi riconducibili dei contribuenti fiscali appartenenti al gruppo. A-826/2021 Pagina 19 Benché detti criteri siano stati sviluppati in primo luogo in riferimento alle domande raggruppate ai sensi dell’art. 3 lett. c LAAF, il Tribunale federale ha ritenuto in varie sentenze che gli stessi, per motivi di coerenza, vadano altresì applicati al fine di distinguere le domande collettive ammissibili dalle « fishing expeditions » vietate (cfr. DTF 146 II 150 consid. 6.2.2; 143 II 628 consid. 5.1; [tra le tante] sentenze del TAF A-1730/2021 del 7 marzo 2022 consid. 4.3.3; A-5662/2020 del 10 maggio 2021 consid. 2.5.2). Riguardo alla seconda condizione, ovvero la sussistenza di un sospetto di comportamento contrario al diritto fiscale, il Tribunale federale ha sancito che l’autorità richiedente deve presentare i fatti che indicano un possibile comportamento illecito da parte delle persone appartenenti al gruppo o alla lista (cfr. DTF 146 II 150 consid. 6.2.2; 143 II 628 consid. 5.2). Ci devono essere indicazioni concrete di una possibile violazione degli obblighi fiscali. Non sono ammesse richieste presentate a scopo di imposizione senza che vi siano sospetti (cfr. DTF 146 II 150 consid. 6.2.2; 143 II 136 con - sid. 6.1.2). Per contro, lo Stato richiedente non deve dimostrare con una probabilità prossima alla certezza che il comportamento viola il diritto fi- scale, essendo sufficienti dei sospetti concreti (cfr. DTF 146 II 150 con- sid. 6.2.2; 143 II 628 consid. 5.2; 142 II 161 consid. 2.1.1; 139 II 404 con- sid. 9.5; sentenza del TAF A -1296/2020 del 21 dicembre 2020 con- sid. 4.2.2.3 con rinvii). Se i sospetti presentati sono sufficienti deve essere accertato sulla base di una valutazione globale. Laddove si tratti di una lista potenziali contribuenti fiscali, individuati per il tramite di un numero di conto, i sospetti non devono necessariamente riferirsi alle singole persone, bensì in generale alle persone appartenenti a questo gruppo (cfr. DTF 146 II 150 consid. 6.2.2; 143 II 628 consid. 5.4). A seconda delle circostanze, il modo in cui lo Stato richiedente è venuto a conoscenza della lista può costituire anche un indizio del fatto che i titolari del conto non hanno adempiuto i loro obblighi fiscali (cfr. DTF 146 II 150 consid . 6.2.2; sentenza del TAF A-1730/2021 del 7 marzo 2022 consid. 4.3.3). 4.4 4.4.1 Il principio della buona fede (cfr. art. 26 della Convenzione di Vienna del 23 maggio 1969 sul diritto dei trattati [RS 0.111; di seguito: CV]) trova applicazione, quale principio d’i nterpretazione e d’esecuzione dei trattati, nell’ambito dello scambio d’informazioni ai sensi delle Convenzioni di doppia imposizione (cfr. DTF 146 II 150 consid. 7.1; 143 II 224 consid. 6.3; 143 II 202 consid. 8.3; [tra le tante] sentenze del TAF A-506/2018 del 15 no- vembre 2019 consid. 3.1.4 con rinvii; A-2325/2017 del 14 novembre 2018 consid. 4.3.4 con rinvii), come la CDI CH-IT. La buona fede di uno Stato è presunta nelle relazioni internazionali (principio dell’affidamento). Nel A-826/2021 Pagina 20 contesto dell’assistenz a amministrativa in materia fiscale, detta presun - zione implica che lo Stato richiesto non può, di principio, mettere in dubbio le allegazioni dello Stato richiedente, a meno che sussistano dei seri dubbi. Detto in altri termini, le dichiarazioni dello Stato richiedente vanno conside- rate corrette, fintanto che una contraddizione manifesta non risulta dalle circostanze (cfr. DTF 146 II 150 consid. 7.1; 143 II 224 consid. 6.4; 143 II 202 considd. 8.7.1 e 8.7.4). Nel caso contrario, il principio dell’affidamento non si oppone ad una domanda di chiarimento allo Stato richiesto; il rove- sciamento della presunzione della buona fede di uno Stato dovendosi in ogni caso fondare su fatti constatati e concreti (cfr. DTF 144 II 206 consid. 4.4; 143 II 202 considd. 8.7.1 e 8.7.4; 142 II 161 consid. 2.1.3; [tra le tante] sentenza del TAF A -2325/2017 del 14 novembre 2018 consid. 4.3.4 con rinvii). In virtù del principio dell’affidamento, lo Stato richiesto è vinco lato alla fattispecie e alle dichiarazioni presentate nel la domanda di assi stenza, nella misura in cui quest’ultime non possono essere immediatamente confutate (« sofort entkräftet ») in ragione di errori, lacune o contra dizioni manifeste (cfr. DTF 142 II 218 consid. 3.1; [tra le tante] sentenze del TAF A-1730/2021 del 7 marzo 2022 consid. 4.4.1; A-1296/2020 del 21 dicembre 2020 consid. 4.2.3.1 con rinvii). In tale contesto, non si può esigere dallo Stato richiedente che, oltre a do- ver menzionare nella domanda la fattispecie rilevante, l’esposizione fornita sia priva di lacune o totalmente priva di contraddizioni. Ciò non sarebbe infatti compatibile con lo scopo dell’assistenza amministrativa, poiché pro- prio con le informazioni ed i documenti richiesti allo Stato richiesto, lo Stato richiedente cerca di chiar ire i punti rimasti all’oscuro (cfr. DTF 142 II 161 consid. 2.1.1; 139 II 404 consid. 7.2.2; [tra le tante] sentenze del TAF A-1730/2021 del 7 marzo 2022 consid. 4.4.1; A-1296/2020 del 21 dicem- bre 2020 consid. 4.2.3.1 con rinvii). 4.4.2 Ora, salvo nel caso in cui la presa in considerazione di un fatto notorio lasci trasparire immediatamente che le indicazioni fornite dall’autorità richiedente nella propria domanda di assistenza amministrativa sono manifestamente erronee o che lo Stato richiesto sospetta l’esistenza di una situazione descritta all’art. 7 LAAF, rispettivamente nel caso in cui vi sia un palese abuso di diritto o emergano domande legittime circa la tutela dell’or- dine pubblico svizzero o internazionale, le regole di procedura previste dalla LAAF non impongono allo Stato richiesto né di procedere lui stesso a delle verifiche né di rimettere in discussione il ben fondato delle informa - zioni fornite dallo Stato richiedente (cfr. DTF 144 II 206 consid. 4.4; 142 II 218 consid. 3.3; 142 II 161 consid. 2.1.4; [tra le tante] sentenze del TAF A-826/2021 Pagina 21 A-1730/2021 del 7 marzo 2022 consid. 4.4.2; A-1296/2020 del 21 dicem- bre 2020 consid. 4.2.3.2 con rinvii). 4.4.3 Non si entra nel merito di una domanda di assistenza amministrativa se viola il principio della buona fede, « in particolare se si fonda su infor- mazioni ottenute mediante reati secondo il diritto svizzero » (cfr. art. 7 lett. c LAAF). Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale relativa alle domande di assistenza fondate sui dati rubati, per reati vanno intesi dei reati effettivamente punibili in Svizzera. Ciò presuppone, oltre all’adempi- mento delle condizioni oggettive della norma penale svizzera di cui si pre- sume la violazione, la competenza ratione loci della Svizzera (cfr. DTF 143 II 202 consid. 8.5.6). L’art. 7 lett. c LAAF mira a concretizzare il principio della buona fede nell’ambito dell’assistenza amministrativa in correlazione con le domande fondate su delle informazioni ottenute mediante reati puniti in Svizzera (cfr. XAVIER OBERSON, La mise en oeuvre par la Suisse de l’art. 26 MC OCDE, in: IFF Forum für Steuerrecht 2012, pag. 17). Nell’am- bito dell’assistenza amministrativa in materia fiscale, la Svizzera può aspet- tarsi che lo Stato richiedente si comporti in modo corretto nei suoi confronti, in particolare in relazione a situazioni che possono rientrare nell’art. 7 lett. c LAAF, e che rispetti gli impegni assunti in merito alle modalità di applica - zione della CDI interessata. Se questo sia il caso o meno è una questione che deve essere decisa in ogni si ngolo caso. Fatto salvo il caso in cui lo Stato richiedente acquista dati rubati in Svizzera allo scopo di presentare una domanda di assistenza amministrativa, il principio della buona fede tra gli Stati non è violato per il solo fatto che la domanda di assistenza si basa su dati di origine illecita. Inoltre, il rifiuto di uno Stato di confermare l’origine lecita dei dati che hanno portato alla domanda non è di principio sufficiente a qualificare l’approccio come contrario alla buona fede (cfr. sentenza TF 2C_648/2017 del 17 luglio 2018 consid. 3.4). Peraltro, una domanda viola la fiducia legittima che la Svizzera può riporre nell’impegno preso dallo Stato richiedente, se quest’ultimo fornisce la garanzia ( « Zusiche- rung ») che nessuno dei dati rubati a una banca sul territorio svizzero sarà utilizzato nel contesto di una domanda di assistenza amministrativa e pre- senta comunque una tale domanda, in relazione causale diretta o indiretta con i dati rubati. In tal caso, se si è in presenza di dati provenienti da reati effettivamente punibili secondo il diritto svizzero (ai sensi della giurispru- denza; cfr. DTF 143 II 202 consid. 8.5.6), l’art. 7 lett. c LAAF trova applica- zione e la Svizzera deve rifiutare l’assistenza (cfr. [tra le tante] sentenze del TAF A -1730/2021 del 7 marzo 2022 consid. 4.4.3; A-5662/2020 del 10 maggio 2021 consid. 2.4.3; A -1296/2020 del 21 dicembre 2020 consid. 4.2.4 con rinvii). A-826/2021 Pagina 22 4.5 Il principio della specialità esige che lo Stato richiedente utilizzi le infor- mazioni ricevute dallo Stato richiesto unicamente nei confronti delle perso- ne e dei comportamenti per i quali esso ha richiesto ed ottenuto dette in- formazioni (cfr. art. 27 par. 2 CDI CH-IT). La giurisprudenza ha ricordato il carattere personale del suddetto principio, nel senso che l o Stato richie - dente non può utilizzare nei confronti di terzi le informazioni che ha ricevuto tramite l’assistenza amministrativa, a meno che questa possibilità risulti dalle leggi di entrambi gli Stati e l’autorità competente dello Stato che for- nisce le informazioni autorizzi tale utilizzo (cfr. DTF 147 II 13 consid. 3.4; 146 I 172 consid. 7.1.3). Sulla base del principio dell’affidamento, la Sviz- zera può ritenere che lo Stato richiedente, con il quale è legato da un ac- cordo di assistenza amministrativa, rispetterà il principio della specialità (cfr. [tra le tante] sentenze del TAF A-1730/2021 del 7 marzo 2022 consid. 4.5; A-5662/2020 del 10 maggio 2021 consid. 2.6). 4.6 4.6.1 La domanda di assistenza soggiace altresì al rispetto del principio della sussidiarietà, secondo cui lo Stato richiedente deve sfruttare tutte le fonti d’informazioni abituali previste dalla sua procedura fiscale interna pri- ma di richiedere le informazioni (cfr. lett. ebis n. 1 del Protocollo aggiuntivo). In assenza di elementi concreti, ri spettivamente di seri dubbi al riguardo, non vi è alcuna ragione per rimettere in discussione l’adempimento del principio della sussidiarietà, allorquando uno Stato presenta una domanda di assistenza amministrativa, in ogni caso quando lo stesso dichiara di aver sfruttato tutte le fonti d’informazione abituali previste dalla sua procedura fiscale interna prima di richiedere informazioni o di aver agito conforme - mente alla Convenzione (cfr. DTF 144 II 206 consid. 3.3.2; sentenze del TF 2C_514/2019 del 17 agosto 2020 considd. 4.4-4.5; 2C_904/2015 dell’8 dicembre 2016 consid. 7.2; [tra le tante] sentenze del TAF A-1730/2021 del 7 marzo 2022 consid. 4.6.1; A-1296/2020 del 21 dicem- bre 2020 consid. 4.2.5 con rinvii). 4.6.2 Il principio della sussidiarietà non implica per lo Stato richiedente d’esaurire l’integralità delle fonti di informazione, bensì quelle abituali. Una fonte d’informazione non può più essere considerata come « abituale » se comporta uno sforzo sproporzionato per lo Stato richiedente – rispetto a una domanda di assistenza amministrativa – o se le probabilità di successo sono considerate molto basse (cfr. [tra le tante] sentenza del TAF A-5662/2020 del 10 maggio 2021 consid. 2.7.2). Il principio della sussidia- rietà risulta – di principio – violato, se lo Stato richiedente ha già emanato una decisione sui punti per i quali richiede l’assistenza e non fornisce A-826/2021 Pagina 23 alcuna spiegazione comprovante ch’esso intende riconsiderare tale deci - sione. Ciò sancito, non è escluso che uno Stato richiedente possa neces - sitare di informazioni in merito ad una procedura già conclusa, ad esempio se ha motivo di pensare che la decisione possa essere oggetto di revisione. In tal caso, la Svizzera è tuttavia in diritto d’aspettarsi una spiegazione al riguardo, affinché sia possibile comprendere ciò che motiva la domanda di assistenza. Il criterio decisivo per la concessione dell’assistenza ammini - strativa rimane la rilevanza verosimile delle informazioni richieste (cfr. al riguardo, consid. 4.2 del presente giudizio; cfr. [tra le tante] sentenze del TAF A-1730/2021 del 7 marzo 2022 consid. 4.6.2; TAF A-5662/2020 del 10 maggio 2021 consid. 2.7.2 con rinvii). 4.7 Devono essere rispettate pure le norme procedurali applicabili nello Stato richiedente e nello Stato richiesto. L’AFC dispone tuttavia dei poteri procedurali necessari per imporre alle banche di fornire tutti i documenti richiesti che soddisfano la condizione (cfr. consid. 4.2 del presente giudi - zio) della rilevanza verosimile (cfr. DTF 142 II 161 consid. 4.5.2; [tra le tante] sentenze del TAF A-1730/2021 del 7 marzo 2022 consid. 4.7; A-5662/2020 del 10 maggio 2021 consid. 2.8). 4.8 Una domanda di assistenza amministrativa può avere quale scopo quello d’accertare la residenza fiscale di una persona (cfr. DTF 145 II 112 consid. 2.2.2; 142 II 161 consid. 2.2.2). Può succedere che un contribuen- te, considerato dallo Stato richiedente come uno dei suoi residenti fiscali secondo i criteri del suo diritto interno, possa essere considerato come re- sidente fiscale di un altro Stato secondo i criteri del diritto interno di quell’al- tro Stato. Tuttavia, per costante giurisprudenza, la determinazione della re- sidenza fiscale a livello internazionale è una questione di merito che non deve essere affrontata dallo Stato richiesto allo stadio dell’assistenza am- ministrativa (cfr. DTF 142 II 161 consid. 2.2.1; 142 II 218 consid. 3.6). Allorquando la persona interessata dalla domanda di assistenza ammini - strativa è considerata da due Stati come uno dei suoi contribuenti, la que- stione della conformità alla Convenzione, in concreto, ai sensi dell’art. 27 par. 1 in fine CDI CH-IT, deve essere valutata alla luce dei criteri applicati dallo Stato richiedente per considerare questa persona come uno dei suoi contribuenti (cfr. DTF 145 II 112 consid. 3.2; 142 II 161 consid. 2.2.2; sen- tenza del TF 2C_953/2020 del 24 novembre 2021 consid. 3.2). L’unica co- stellazione in cui il Tribunale federale accetta eccezionalmente che la Sviz- zera verifichi il criterio di assoggettamento fiscale utilizzato dallo Stato ri- chiedente è il caso in cui la persona interessata è soggetta a un’impo si- zione illimitata in Svizzera (cfr. DTF 142 II 161). In questa situazione di po-A-826/2021 Pagina 24 tenziale doppia imposizione, la Svizzera può verificare che il criterio di as- soggettamento fiscale utilizzato dallo Stato richiedente corrisponda a uno dei criteri di determinazione del domicilio fiscale contenuti nella CDI in es- sere tra la Svizzera e lo Stato richiedente. Questo problema specifico non si pone quindi per definizione, quando la persona interes sata dichiara di essere residente fiscale di uno Stato terzo (cfr. sentenze del TF 2C_290/2023 del 26 maggio 2023 consid. 1.2.2; 2C_109/2022 del 30 gen- naio 2023 consid. 4.5.3; 2C_953/2020 del 24 novembre 2021 consid. 3.6; [tra le tante] sentenze del TAF A-1732/2021 e A-1733/2021 del 23 marzo 2022 consid. 4.8; A-1730/2021 del 7 marzo 2022 consid. 4.8). Ciò posto, lo Stato richiedente non è tenuto ad aspettare l’esito della controversia sul principio della residenza fiscale, prima di presentare una domanda di assistenza amministrativa, tanto più che la richiesta può anche essere destinata a consolidare la sua posizione sulla residenza fiscale del contribuente interessato. In effetti, in questa fase, lo Stato richiedente chiede specificamente informazioni per determinare se i suoi sospetti sul legame fiscale con il suo territorio della persona interessata dalla richiesta sono fondati. Inoltre, lo Stato richiedente deve poter fare una richiesta anche in caso di conflitto effettivo di residenza, per ottenere dall o Stato richiesto i documenti che sosterebbero il suo credito in concorrenza con quello di quest’ultimo o di uno Stato terzo. In particolare, occorre tenere conto della situazione in cui un contribuente soggetto a un’imposizione illimitata in Svizzera o in uno Stato terzo e di fatto residente nello Stato richiedente, ad esempio perché ha mantenuto la sua residenza permanente in tale Stato (cfr. DTF 142 II 218 cosid. 3.7; 142 II 161 consid. 2.2.2). Se il conflitto di competenza si concretizza, spetterà al contribuente interessato dalla doppia imposizione lamentarsi presso le autorità competenti, cioè le autorità nazionali degli Stati interessati, secon- do i rimedi previsti dal diritto interno (cfr. DTF 142 II 161 consid. 2.2.2); se del caso, la doppia imposiz ione internazionale sarà evitata mediante le regole di determinazione della residenza fiscale internazionale previste dalla convenzione applicabile tra gli Stati interessati o mediante il ricorso alla procedura amichevole (cfr. art. 26 par. 1 CDI CH-IT; cfr. DTF 145 II 112 consid. 2.2.2; 142 II 218 consid. 3.7; sentenze del TAF A -1730/2021 del 7 marzo 2022 consid. 4.8; A-5662/2020 del 10 maggio 2021 consid. 2.9 con rinvii). 5. Ciò premesso, il Tribunale deve innanzitutto esaminare se la domanda di assistenza amministrativa italiana del 10 luglio 2017 – che di fatto è una A-826/2021 Pagina 25 domanda collettiva, composta da otto domande fondate su otto liste di nu- meri di conti bancari e/o di polizze assicurative (cfr. consid. 1.2 del pre - sente giudizio) – adempie ai requisiti formali alla base della sua ammis si- bilità, fornendo in maniera sufficiente tutte le informazioni richieste dall’art. 27 par. 1 CDI CH -IT nonché dalla lett. ebis n. 2 del Protocollo ag- giuntivo (cfr. consid. 4.1.2 del presente giudizio, circa i requisiti formali). 5.1 5.1.1 Per quanto attiene all’identità delle persone interessate, la domanda le identifica individualmente sulla base di numeri di conti bancari, di polizze assicurative e di altri numeri bancari noti presso la banca B._______, con- tenuti in otto liste ivi allegate (cfr. atto n. 1 dell’inc. AFC, punto 7). Secondo le predette liste, l’identità delle persone può essere stabilita sulla base dei numeri ivi indicati, che si riferiscono ai conti detenuti presso la predetta banca; questi sono i « numeri di polizza » e i « CIF » (Client Identification Number, ovvero il numero cliente). Di fatto, questi nu- meri consentono alla banca B._______ di identificare le persone interes- sate in modo univoco e inequivocabile, sicché si deve ritenere come adem- piuto il primo requisito della lett. ebis n. 2 del Protocollo aggiuntivo. Nello specifico, la domanda qui applicabile è fondata sulla lista di cui sub 3.a.(4) concernente 707 rapporti finanziari, dove i codici C.I.F. risultano riferiti a soggetti diversi dalle persone fisiche con denominazione di società o enti ed espressa menzione del domicilio italiano nel campo « MIS_Dom_Name », rispettivamente l’attribuzione di un codice domicilio « 111 » riferito all’Italia. Dal profilo meramente formale, le indicazioni fornite dall’autorità richiedente italiana nella lista appaiono sufficienti per identifi- care le persone interessate. 5.1.2 Circa il periodo fiscale interessato dalla domanda, si osserva come inizialmente tale domanda indicasse quale periodo fiscale interessato dalla richiesta d’informaz ioni il periodo « Dal 01/01/2014 a data corrente » (cfr. atto n. 1 dell’inc. AFC, punto 9). A seguito di un primo scambio di cor- rispondenza intercorso tra l’autorità inferiore e l’autorità richiedente ita- liana, quest’ultima l’8 novembre 2018 (cfr. atto n. 4 dell’inc. AFC, pag. 7) ha poi delimitato il periodo fiscale interessato dalla domanda collettiva al 31 dicembre 2016, ciò in applicazione della CDI CH -IT. Dopo un ulteriore scambio di corrispondenza tra dette autorità, in data 25 giugno 2019 (cfr. atto n. 6 dell’inc. AFC, pag. 3) la GdF ha ulteriormente modificato il pe- riodo fiscale circoscrivendolo – in applicazione della CDI CH-IT – agli anni 2015-2017, e meglio al periodo « dal 23 febbraio 2015 al 31 dicembre 2017 ». Detto nuovo periodo fiscale ricade sotto il campo di applicazione A-826/2021 Pagina 26 dell’art. 27 CDI CH-IT e della lett. ebis del Protocollo aggiuntivo, nella loro versione attuale (cfr. consid. 4.1.1 del presente giudizio), sicché si deve ri- tenere che anche sotto il punto di vista del periodo fiscale le inf ormazioni fornite dalla domanda sono sufficienti. Ora, il fatto che il periodo fiscale sia stato modificato più volte dall’autorità richiedente italiana, non ne inficia la validità formale. Se è vero che il pe- riodo fiscale 2014 non ricade sotto l’applicaz ione dell’art. 27 CDI CH -IT, nonché della lett. ebis del Protocollo aggiuntivo, vero è anche che nulla im- pedisce all’autorità richiesta di chiedere all’autorità richiedente di correg - gere la propria domanda di assistenza amministrativa, laddove non con - forme ai requisiti formali, tale prerogativa essendo espressamente prevista dall’art. 22 cpv. 2 LAAF, nonché dall’art. 6 cpv. 6 LAAF. Analogo discorso vale per l’estensione del periodo fiscale anche all’anno 2017, ciò quand’an- che la domanda sia di per sé stat a inoltrata il 10 luglio 2017. Nulla vieta infatti all’autorità richiedente italiana di modificare la propria domanda nel corso della procedura di assistenza amministrativa e, di riflesso, di esten- dere il periodo fiscale per il quale richiede le informazioni. Nel caso in disa- mina, ciò è quanto avvenuto. 5.1.3 Per quanto attiene alla descrizione delle informazioni richieste, si os- serva come la domanda le indichi in maniera sufficiente. Come per il pe- riodo fiscale interessato (cfr. consid. 5.1.2 del presente giudizio), la descri- zione delle informazioni richieste – esposta in dettaglio nei fatti, sub lett. A.d, a cui si rinviano le parti – è stata ulteriormente precisata dalla GdF in data 25 giugno 2019 (cfr. atto n. 6 dell’inc. AFC). 5.1.4 Circa lo scopo fiscale, la doma nda precisa ch’essa è « […] diretta a consentire l’effettuazione, anche attraverso una sistematica e puntuale ri- cognizione delle informazioni a disposizione, degli approfondimenti neces- sari per una completa e corretta analisi delle posizioni riferibili ai soggetti coinvolti e delle presumibili violazioni dichiarative ai fini reddituali e/o ai fini degli obblighi di monitoraggio previsti dal D.L. n. 167/90 da essi commesse […] » (cfr. fatti, sub lett. A.b), rispettivamente formulata al fine della riscos- sione dell’imposta sul reddito (cfr. atto n. 1 dell’inc. AFC, punto 11), così come previsto dall’art. 27 CDI CH -IT. Pure tale indicazione è sufficiente sotto il profilo della lett. ebis n. 2 del Protocollo aggiuntivo. Il fatto che la domanda non menzioni in det taglio le basi legali del diritto fiscale italiano non permette di ritenere che lo scopo fiscale non sia stato indicato in maniera sufficiente. L’unico fattore decisivo è la descrizione dello scopo fiscale della domanda. Non è importante per lo Stato richiesto A-826/2021 Pagina 27 sapere quale articolo preciso di quale legge specifica sarà eventualmente applicabile dopo che le informazioni saranno state trasmesse. L’autorità richiesta non è in grado di controllare l’esattezza della base giuridica della legge straniera. Ciò che è importante è determinare perché o come l’infor- mazione richiesta è in linea con lo scopo fiscale dello Stato richiedente. Pertanto, nel caso in questione, l’indicazione, anche in forma abbreviata, di una base giuridica italiana è più che sufficiente, tenu to conto che lo scopo fiscale era altrimenti ampiamente descritto nella domanda. L’indica- zione fornita nel caso in disamina sembra essere sufficiente alla luce dei requisiti formali della CDI CH -IT e del Protocollo aggiuntivo. Ora, tenuto anche conto della presunzione della buona fede dello Stato richiedente (cfr. consid. 4.4.1 del pre sente giudizio), si deve partire dal presupposto che quanto da esso indicato è corretto, salvo in presenza di errori manifesti, ciò che non è qui il caso. 5.1.5 Da ultimo, la domanda indica quale presunto detentore delle informa- zioni la banca B._______, fornendone le generalità (cfr. atto n. 1 dell’inc. AFC, punto 15). Tale informazione è indubbiamente sufficiente sotto il profilo della lett. ebis n. 2 del Protocollo aggiuntivo, tant’è che non è neppure contestata dalla ricorrente. 5.2 Da quanto precede discende che tutti i requisiti formali sono di principio soddisfatti, sicché dal profilo formale la domanda collettiva di assistenza amministrativa italiana del 10 luglio 2017, qui fondata sulla lista/sull’elenco sub 3.a.(4), risulta ammissibile. 6. Ciò constatato, per il Tribunale si tratta dunque di esaminare ancora se dal punto di vista materiale l’autorità inferiore poteva o meno dare seguito alla predetta domanda di assistenza, alla luce della recente giurisprudenza del Tribunale federale e delle censure sollevate dalla ricorrente. 6.1 Il Tribunale osserva a titolo preliminare – qui per l’insieme della pre- sente sentenza – come sebbene la ricorrente faccia regolarmente riferi- mento nel suo gravame al fatto che sarebbe il suo nominativo a figurare sulla nota lista raccolta dall’autorità estera, da un esame della stessa si evince in maniera chiara come ciò in realtà non sia il caso. Infatti, sulla lista allegata alla domanda di assistenza amministrativa qui in esame – in casu, la lista sub 3.a.(4) – il nominativo associato al CIF (…) è unicamente quello della società F._______ e non quello della ricorrente. L’insorgente è infatti interessata dalla domanda di trasmissione di informazioni non in qualità di A-826/2021 Pagina 28 soggetto domiciliato in Italia durante il periodo rilevante e titolare della re- lazione bancaria accesa presso B._______, bensì in quanto presunta avente diritto economico di tale relazione, di cui la titolarità esclusiva è da ricondurre alla sopracitata società (cfr. Docc. C/I). È infatti sufficiente con- sultare la domanda di assistenza amministrativa – così come la relativa documentazione a questa annessa (cfr. atto n. 1 dell’inc. AFC, punto 5) – per constatare come l’autorità estera richieda, mediante l’ausilio dell’istituto dell’assistenza amministrativa, non soltanto le informazioni concernenti le persone direttamente indicate sulla lista, bensì anche quelle relative ad eventuali aventi diritto economico dei conti intestati a tali soggetti. Ora, è esattamente in tale configurazione che la qui ricorrente è interessata anch’essa dalla richiesta di informazioni. In merito poi alla questione di sa- pere se la qui insorgente fosse effettivamente – o meno – il beneficiario economico del conto intestato alla F._______ durante il periodo rilevante, lo scrivente Tribunale rileva come tale aspetto sia nel caso in esame del tutto pacifico e incontestato, avendo la ricorrente sottolineato – in molteplici occasioni – nel corso del proprio gravame come ella era l’avente diritto economico del conto bancario. Tale aspetto trova chiaro riscontro nella do- cumentazione agli atti e più precisamente nel « Formulario A » della banca (cfr. Doc. I), il quale attesta chiaramente come in data 12 ottobre 2015, ovvero duran te il periodo rilevante (23 febbraio 2015 – 31 dicembre 2017), la qui ricorrente era registrata nel sistema interno della banca come l’avente diritto economico della relazione bancaria. Per questo motivo e a fronte di quanto finora detto, lo scrivente Tribunale rileva che nel presente giudizio le censure sollevate con gravame 19 feb- braio 2021 dall’insorgente verranno trattate – per quanto ricevibili – alla luce del fatto che la richiesta di informazioni relativa alla qui ricorrente è stata promossa in ragione del rapporto specifico che ella intratteneva con la società durante il periodo rilevante (cfr. consid. 6.1 del presente giudizio) e che il sospetto di evasione fiscale che deriva dalla nota lista – su cui è in nominativo della F._______ a figurare – è correlato in primis alla società intestataria del conto e solo indirettamente – ovvero di riflesso – alla ricor- rente (cfr. consid. 6.2 e 6.5 del presente giudizio). 6.2 6.2.1 La ricorrente censura innanzitutto l’accertamento inesatto e incom- pleto dei fatti giuridicamente rilevanti poiché, l’autorità richiedente italiana, non avrebbe fornito informazioni in merito alla data alla quale risalirebbero le liste sulla base d elle quali essa avrebbe identificato i presunti contri- buenti italiani, tra cui – a suo dire – il nominativo della ricorrente (cfr. ricorso del 19 febbraio 2021, punti n. 51 -62; cfr. replica del 6 settembre 2021, A-826/2021 Pagina 29 punto n. 12). L’autorità inferiore, dal canto suo, nemmeno avrebbe appro- fondito tale censura. La ricorrente ritiene infatti che, di per sé, la semplice menzione di un soggetto sulle precitate liste sarebbe un elemento insuffi- ciente a fondare un serio sospetto di elusione fiscale. Ciò a maggior ra- gione dal mo mento in cui né l’autorità richiedente né l’autorità inferiore avrebbero fornito indicazioni in merito alla data alla quale risalirebbero le sopracitate liste. La data costituirebbe infatti un elemento decisivo per giu- dicarne l’attendibilità. Non essendo indicata alcuna data, le liste potrebbero contenere dati che non concernerebbero il periodo interessato dalla do- manda italiana, ciò che comporterebbe il difetto di uno dei requisiti princi- pali che una domanda di assistenza amministrativa deve soddisfare. Ne sarebbe conferma proprio il caso della qui ricorrente, poiché ella a suo dire già prima del periodo rilevante non era più contribuente italiana e non aveva quindi alcun obbligo tributario in Italia. Le informazioni richieste non sarebbero quindi pertinenti e non dovrebbero venire trasmesse. Sarebbe per di più la banca B._______ stessa ad aver precisato che le liste potreb- bero contenere i nominativi di individui che non rientrano nei criteri definiti dall’Italia per richiedere informazioni tramite una doman da di assistenza amministrativa. La ricorrente conclude affermando che, negli ultimi anni, in Italia, « si sarebbero susseguiti molteplici piani di regolarizzazione fiscale (cd. “scudi fiscali”, “voluntary disclosure”, etc) » a cui avrebbero aderito nu- merosi contribuenti italiani, che avrebbero in tal modo sanato la propria posizione con il fisco, elementi però che né la GdF né l’autorità inferiore avrebbero considerato. 6.2.2 In merito a questa prima censura il Tribunale osserva quanto segue. Come anche esposto al consid. 6.1 del presente giudizio e contrariamente a quanto sostenuto dalla qui ricorrente, in realtà non è in suo nominativo a figurare sulla lista allegata dalla GdF alla richiesta di assistenza, bensì quello della società titolare del conto di cui el la era il beneficiario econo- mico. In tal senso, seppur la censura è stata erroneamente sollevata dalla ricorrente con riferimento alla sua persona – e non a quella della società – la stessa è comunque meritevole d’essere esaminata anche in questa sede. Infatti, il sospetto presuntivo di evasione fiscale – sospetto esistente nei confronti della F._______ in quanto soggetto figurante sulla lista e che fa sì che la qui ricorrente sia anch’essa interessata dalla domanda di assi- stenza amministrativa in quanto av ente diritto economico della relazione bancaria intestata a tale società (cfr. consid. 6.1 del presente giudizio) – trova origine in tale lista . Il Tribunale rileva dunque che per quanto con- cerne l’origine dei dati alla base della domanda di assistenza amm inistra- tiva italiana del 10 luglio 2017, l’autorità richiedente italiana ha indicato A-826/2021 Pagina 30 quanto segue. A seguito di una verifica fiscale presso la stabile organizza- zione di C._______, la stabile organizzazione di B._______. e D._______., la GdF avrebbe constatato l’esistenza in Italia di una stabile organizzazione occulta della banca B._______, volta all’occultamento della reale situa- zione patrimoniale di numerosi contribuenti italiani. Detta verifica fiscale si sarebbe conclusa mediante il versamento all’Erario italiano di una somma pari a circa 101 milioni di euro. In parallelo, la GdF avrebbe effettuato in- dagini di polizia giudiziaria delegate alla Procura della Repubblica di Mi- lano, nell’ambito di un procedimento penale accesso per l’ipotesi di rici- claggio quale presupposto per la responsabilità amministrativa delle so- cietà ed enti ex D.Igs. n. 231 del 2001. Tale procedimento penale, previa richiesta di patteggiamento, si sarebbe concluso con una sentenza di con- danna per il predetto reato, a seguito del quale la banca B._______ avrebbe versato la somma complessiva di 8.5 milioni di euro (cfr. atto n. 1 dell’inc. AFC, punto 1). Sarebbe in tale contesto, ovvero nell’ambito delle citate attività di verifica e di polizia giudiziaria, che la GdF avrebbe acquisi- to, anche « […] mediante l’ausilio di personale dell’Information Technology di E._______, documenti informatici nella disponibilità dei dipendenti delle società sub 1. e relativi a 18'126 posizioni (sostanzialmente distinte tra po- lizze assicurative e altri rapporti finanziari) accese da soggetti in massima parte italiani […] ». Con l’ausilio delle banche dati in uso all’Ammini stra- zione finanziaria italiana e di tutti gli altri mezzi d’indagine disponibili sul territorio nazionale, nonché le specifiche attività di analisi finalizzate ad ag- gregare i dati delle citate posizioni rilevanti ai fini ispettivi, la GdF avreb be infine potuto individuare otto liste di numeri di conto bancario, di polizza assicurativa e altri numeri, per i qua li ha ritenuto la sussistenza di un so- spetto di non adempimento degli obblighi fiscali verso l’Erario italiano (cfr. atto n. 1 dell’inc. AFC, punto 2; parimenti fatti sub. lett. A.b). L’8 novembre 2018, la GdF ha poi ribadito quanto segue, circa l’origine dei dati (cfr. atto n. 4 dell’inc. AFC, punto 1): « […] Therefore, please note that the information requested in our previous letter is based on data acquired from the ltalian offices of companies belonging to the "E._______ ", in the framework of criminal proceedings that, following a plea bargaining request, resulted in a judgement of conviction under Legislative Decree no. 231 of 2001, pronounced against the mentioned Swiss institute concerning the predicate crime of the laundering of proceeds deriving from the commission of tax crimes. In summary, within the framework of fiscal and judicial police investigations conducted by the Guardia di Finanza Economic -Financial Police Unit in Milan into companies of the E._______, computerised documentation available to the employees of the Swiss Group was obtained, also through the assistance of personnel of the E._______ Information Technology, regarding A-826/2021 Pagina 31 18,126 positions (basically divided between insurance policies and other financial relations) opened by subjects, predominantly ltalian, for an underlying capital of € 18,221,354,346.00 […] ». 6.2.3 Da quanto precede risulta che i dati alla base della domanda – ovvero le otto liste di numeri di conto e/o di polizze assicurative – sono stati vero- similmente acquisiti dalla GdF nell’ambito delle verifiche fiscali e delle in- chieste penali effettuate sul territorio italiano nei confronti del Gruppo di B._______, rispettivamente della banca B._______. Più concreta mente, sarebbe stato il « personale dell’Information Technology di E._______ » a fornirle i dati informatici contenuti nei computer dei dipendenti del Gruppo di B._______ in Italia. Ora, a fronte di quanto detto, il Tribunale constata che effettivamente la domanda non fornisce informazioni cronolog iche circa le otto liste di numeri di polizza assicurativa e di conti bancari ottenute in tale contesto, sicché non è possibile stabilire a quando esse rimon tino precisamente. A lei sola, tale imprecisione non è tuttavia sufficiente a met- tere in dubbio la veridicità e l’attendibilità delle liste in questione, tantomeno delle informazioni fornite dall’autorità richiedente italiana, non essendoci agli atti indizi lascianti pensare che quanto da lei indicato non sia corretto. Inoltre, in applicazione del principio della buona fede (cfr. consid. 4.4.1 del presente giudizio), lo Stato richiesto, ovvero la Svizzera, non può, di prin- cipio, mettere in dubbio le allegazioni dello Stato richiedente, l’Italia in que- sto caso, a meno che non sussistano dei seri dubbi. Infine, a titolo abbon- danziale e per una questione di completezza, questo Tribunale rileva che nel caso di specie il fatto che la sopracitata lista – in casu, la lista sub 3.a.(4) – non menzioni una data precisa di allestimento non comporta in alcun modo il rischio di includere nella trasmissione di informazioni persone estranee alla fattispecie. Infatti, la cerchia di persone interessate dalla ri- chiesta di informazioni è ben circoscritta da un altro criterio centrale, ovvero quello del periodo fiscale rilevante (23 febbraio 2015 – 31 dicembre 2017): la procedura riguarda infatti unicamente quei soggetti figuranti sulla lista – per i quali vi è dunque un chiaro sospetto di evasione fiscale – e che du- rante il periodo di riferimento avevano una posizione fina nziaria attiva presso B._______. Nel caso specifico, si deve quindi partire dal presupposto che le informa- zioni fornite dalla GdF siano corrette, motivo per cui ulteriore indagini e verifiche da parte dell’autorità inferiore, come auspicate dalla ricorrent e in sede di ricorso, non risultano necessarie. Per quanto detto, tale censura va respinta. A-826/2021 Pagina 32 6.3 6.3.1 Sia in sede di ricorso che in sede di replica, la ricorrente censura poi l’assenza di rilevanza verosimile delle informazioni oggetto della domanda di assistenza amministrativa italiana del 10 luglio 2017 per i seguenti motivi (cfr. ricorso del 19 febbraio 2021, punti n. 72-90; cfr. replica del 6 settembre 2021, punto n. 10 ). In primo luogo, la ricorrente sostiene che durante il periodo rilevante ella non risiedeva in Italia, motivo per cui non essendo stata una contribuente italiana durante il periodo interessato , ella non avrebbe avuto alcun obbligo tributario nel paese richi edente. Conseguen- temente, l’insorgente non avrebbe dunque potuto eludere alcuna imposta in Italia, motivo per cui non si giustificherebbe il sospetto di evasione fiscale nei suoi confronti . Dalla documentazione da lei prodotta, si evincerebbe infatti come in data 6 febbraio 2015, la ricorrente avrebbe acquisito la tota- lità delle azioni della società F._______ dal signore H._______ (cfr. Doc. H), diventando così – a suo dire – il beneficiario economico del conto inte- stato alla società F._______. Tuttavia, già a partire dal 2011 la ricorrente risiederebbe – a suo dire – all’estero, così come comprovato dalla docu- mentazione da essa allegate e soprattutto dall’attestato di Iscrizione all’Anagrafe degli Italiani all’Estero (AIRE) ( Doc. F). La documentazione prodotta dimostrerebbe quindi come la qui ricorrente, durante il periodo in- teressato dalla domanda italiana, era effettivamente titolare della relazione bancaria in questione, ma avrebbe risieduto all’estero, motivo per cui, non essendo più contribuente in Ital ia, le informazioni lei concernenti – e richieste dalla GdF – non sarebbero verosimilmente rilevanti. L’aspetto relativo alla residenza fiscale della ricorrente, avrebbe poi dovuto essere oggetto di esame preliminare da parte dell’autorità inferiore, cosa che non è stata fatta: al contrario l’AFC si sarebbe infatti limitata a presumere che la lista rivenuta contenesse nominativi di soggetti italiani. A ciò si aggiunge che, a mente della ricorrente sarebbe poi irrilevante il fatto che la banca B._______ avrebbe proceduto alla modifica relativa al nuovo beneficiario economico – indicando la qui ricorrente quale tale – unicamente nel mese di ottobre 2015 (cfr. Doc. I). Infatti , l’atto di cessione della proprietà degli averi bancari (Doc. H) sarebbe stato perfezionato già nel il 6 febbraio 2015, data alla quale risalirebbe quindi il reale cambiamento di beneficiario eco- nomico avvenuto tra il signor H._______ e la ricorrente. Anche qualora si volesse considerare l’atto di cessione come perfezionato a far tempo dal mese di ottobre 2015 – contrariamente quindi a quanto sostenuto dalla qui insorgente – le informazioni richieste risulterebbero ugualmente irrilevanti, poiché ella rimarrebbe a tutti gli effetti – e in ogni caso – contribuente all’estero durante il periodo di riferimento. Difetterebbe dunque un requisito essenziale per concedere la trasmissione dei dati: la residenza italiana du-A-826/2021 Pagina 33 rante il periodo rilevante. In tal senso , mancando quindi a monte la resi- denza fiscale della persona interessata, la verosimiglianza rilevanza dei dati bancari nel caso di specie verrebbe meno, tenuto conto di come tali informazioni non sarebbero dunque utili all’applicazione delle norme fiscali nel paese richiedente. 6.3.2 Sulla scorta del medesimo ragionamento, la ricorrente sostiene poi come quanto da essa dimostrato – ovvero il fatto che ella non sarebbe stato contribuente italiana durante il periodo rilevante – dissiperebbe anche il sospetto di evasione fiscale generato dalla lista raccolta dall’autorità estera (cfr. ricorso del 19 febbraio 2021, punti n. 80-81). Infatti, la presunzione di evasione fiscale derivante da tale lista sarebbe da considerarsi « semplice », nel senso che la prova del contrar io sarebbe ammessa. La ricorrente – a suo dire – avrebbe apportato tale prova, avendo ella dimo- strato come non era residente nel paese richiedente durante il periodo in- teressato. Di conseguenza, non potrebbe aver avuto luogo alcuna viola- zione delle norme t ributarie italiane. I « punti di collegamento » per un « obbligo fiscale illimitato in Italia » verrebbero dunque meno, così come la « presunzione semplice » della GdF sarebbe stata da ella confutata. Le informazioni richieste non adempirebbero dunque il criterio della rilevanza verosimile. 6.3.3 La ricorrente sostiene anche che l’argomentazione dell’autorità infe- riore (cfr. decisione del 21 gennaio 2021 consid. 4.6) secondo la quale vi potrebbe essere un rischio di conflitto di domicilio o di doppia imposizione, sarebbe altresì non pertinente per il caso di specie . Infatti, a dire della ri- corrente, nel caso in esame non si porrebbe alcuna questione di doppia imposizione o di conflitto di domicili o da risolvere, poiché il rischio che la ricorrente venga qualificata quale residente sia in Italia che a Monaco, sa- rebbe escluso. Infatti , le autorità italiane avrebbero chiaramente ricono- sciuto come ella era residente a Monaco durante il periodo interess ato, così come dimostrato dal certificato AIRE (cfr. Doc. F). In tal senso, le au- torità italiana non avrebbero dunque ragione alcuna di nutrire sospetti circa le presunte violazioni di obblighi tributari da parte dell’insorgente. 6.3.4 Infine, a dire della ricor rente, giusta l’art. 4 del disegno di legge 167/1990 vigerebbe l’obbligo di compilazione del Quadro RW della dichia- razione annuale dei redditi per quei contribuenti che detengono investi- menti all’estero, ovvero attività estere di natura finanziaria suscett ibili di produrre redditi imponibili in Italia. Ai sensi dell’art. 2 della Legge n. 186 del 2014, l’obbligo di monitoraggio non sussisterebbe per quei depositi e per A-826/2021 Pagina 34 quei conti correnti bancari costituiti all’estero, il cui valore massimo com- plessivo raggiunto nel corso del periodo d’imposta non sarebbe superiore a 15’000 euro, fermo restando l’obbligo di compilazione quando sia dovuta l’Imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero (IVAFE). Tale imposta non sarebbe tuttavia dovuta se non in caso di giacenza media annuale del conto corrente estero superiore a 5’000 euro. Ora, tenuto conto di come – a dire della ricorrente – gli importi detenuti dalla F._______ durante il periodo interessato erano inferiori a tali soglie, nei suoi confronti non sarebbe mai sorto un obbligo dichiarativo tributario nello Stato richie- dente, motivo per cui sarebbe pacifico ch’ella non avrebbe eluso imposta alcuna in Italia. In merito a tali censure, lo scrivente Tribunale rileva quanto segue. 6.3.5 Come già esposto al consid. 6.1 del presente giudizio, l’insorgente è interessata dalla domanda di trasmissione di informazioni qui in esame in quanto presunta avente diritto economico della relazione intestata alla F._______ durante il periodo rilevante. Infatti, l’autorità estera mediante l’ausilio dell’istituto dell’assistenza amministrativa, richiede non soltanto le informazioni concernenti le persone direttamente indicate sulla lista – in casu, la lista sub 3.a.(4) – bensì anche quelle relative ad even tuali aventi diritto economico dei conti intestati a tali soggetti. Ora , il fatto che la qui ricorrente abbia avuto tale posizione durante il periodo di riferimento è aspetto pacifico e ormai appurato, trovando tale versione conferma non solo nella documentazione agli atti, bensì anche nelle dichiarazioni dell’in- sorgente stessa. In tal senso, lo scrivente Tribunale rileva dunque che, nel caso in esame, la verosimiglianza rilevante delle informazioni richieste è data già dal semplice fatto che la ricorrente era l’avente diritto economico del conto intestato alla F._______ durante il periodo di riferimento e questo indipendentemente dal fatto di sapere dove ella risiedeva : non è infatti la ricorrente a figurare sulla lista raccolta dall’autorità estera, così come non è nemmeno a quest’ultima che è stato attribuito il codice di domicilio « 111 » corrispondente all’Italia. 6.3.6 Conformemente poi a quanto esposto al consid. 4.3 del presente giu- dizio, non spetta allo Stato richiesto determinare gli obblig hi fiscali delle persone interessate dalla domanda di assistenza amministrativa, doven- dosi lo stesso limitarsi a un mero controllo della rilevanza verosimile delle informazioni richieste. In tal senso, sapere se la ricorrente sia o meno te- nuto a dichiarare in Italia il conto bancario interessato dalla domanda in oggetto è una questione materiale che andrà esaminata dalle autorità fi- scali italiane competenti, sede nella quale – se del caso – la ricorrente potrà A-826/2021 Pagina 35 far valere eventuali censure di tale natura. Vi sto quanto precede, non si può pertanto escludere che le informazioni richieste dalla GdF relative alla ricorrente appaiano verosimilmente rilevanti ai fini dell’inchiesta nel paese richiedente. Pertanto, le censure sollevate dalla qui ricorrente sono dunque da respingere. 6.4 6.4.1 La ricorrente lamenta in seguito la violazione del principio di parità di trattamento (cfr. ricorso del 19 febbraio 2021, punto n. 91-95). A suo avviso, se le informazioni relative a conti bancari registrati presso la banca B._______ e chiusi precedentemente al periodo interessato dalla domanda italiana – ossia prima del 23 febbraio 2015 – non sarebbero interessate dalla domanda italiana, per analogia, e in applicazione del principio di pa- rità di trattamento, lo stesso dovrebbe valere per le informazioni relative a quei conti detenuti da un soggetto residente all’estero – come sarebbe il caso della qui ricorrente – e quindi non sottoposto a obblighi fiscali in Italia. In entrambi i casi infatti, nel periodo rilevante e secondo la ricorrente, difet- terebbe un presupposto essenziale alla trasmissione delle informazioni: nel primo caso « l’assenza della relazione bancaria durante il periodo rilevante », mentre nel secondo caso l’impossibilità di assoggettare il tito- lare della relazione bancaria agli obblighi fiscali italiani. La ricorrente con- clude poi la propria censura sostenendo che la relazione economica di cui ella sarebbe stata beneficiario prima del periodo interessato sarebbe stata composta esclusivamente da un titolo in default, privo quindi di valore di mercato, ciò che avrebbe impedito – anche volendo – l’estinzione della re- lazione bancaria. 6.4.2 A proposito di questa censura, il Tribunale constata come lo stesso abbia già avuto modo di pronunciarsi in merito al criterio della rilevanza verosimile delle informazioni richieste dalla GdF concernenti la qui ricor- rente (cfr. consid. 6.3 del presente giudizio) e in generale in merito agli altri criteri da adempiere al fine di poter concedere l’assistenza amministrativa (cfr. consid. 5-6 del presente giudizio) , giungendo alla conclusione come gli stessi nel caso di specie risultano manifestamente adempiuti. A ciò si aggiunge che, come già ampiamen te esposto nel presente ricorso (cfr. consid. 6.1 del presente giudizio), il fatto che la qui ricorrente fosse – a suo dire – residente in un paese terzo durante il periodo interessato dalla do- manda è aspetto del tutto irrilevante ai fini della presente vertenza: non è infatti il nominativo di quest’ultima a figurare sulla nota lista raccolta dalla GdF, bensì quello della società F._______. In tal senso, anche tale censura dev’essere respinta. A-826/2021 Pagina 36 6.5 6.5.1 Infine, seppur in maniera non esplicita, la ricorrente lamenta la viola- zione del divieto di « fishing expedition » (cfr. ricorso del 19 febbraio 2021, punti n. 77-90 e 96-98). A suo dire infatti, la trasmissione dei dati dovrebbe essere ammessa solamente nel caso in cui fosse presente una base legale giustificativa, ciò che nello specifico non sussisterebbe, poiché la domanda di assistenza amministrativa concernerebbe un periodo rilevante durante il quale ella non era una contribuente italiana e quindi non era assoggettata a obblighi dichiarativi fiscali in Italia. Non avendo la ricorrente violato alcun obbligo tributario in Italia, alcun sospetto di evasione fiscale sarebbe giu- stificato nei suoi confronti. A dire dell’insorgente, tenuto conto di come la GdF domandi le informazioni per garantire il rispetto degli obblighi tributari in Italia, la domanda dovrebbe dare indicazioni concrete circa la violazione di tali obblighi, allora che nel caso concreto ciò non sarebbe il caso, risul- tando chiaro come una tale violazione non avrebbe mai avuto luogo. Il so- spetto di evasione fiscale in Italia, che deriverebbe dalla lista raccolta dalla GdF, sarebbe poi da considerarsi « semplice », nel senso che la prova del contrario dovrebbe essere ammessa. Ora, la qui ricorrente avrebbe appor- tato tale prova, dimostrando ella co me durante il periodo interessato non residente nel paese richiedente. In tal senso, avendo l’insorgente – a suo dire – dissipato il sospetto presuntivo generato dalla lista, non sussistereb- bero indizi sufficienti per ritenere che ella avrebbe violato i suoi obblighi fiscali nel periodo interessato. Infine, la trasmissione delle informazioni – se ammessa – violerebbe anche il principio di proporzionalità e quello della protezione alla sfera privata. 6.5.2 Come già ampiamente esposto nel presente giudizio, non è i l nomi- nativo della qui ricorrente a figurare sulla nota lista raccolta dall’autorità estera, bensì quello della società titolare del conto bancario di qui ella era il beneficiario economico durante il periodo di riferimento (cfr. consid. 6.1 del presente g iudizio). Le informazioni richieste appaiono quindi rilevanti nei confronti della qui insorgente non in ragione del fatto che ella era – come erroneamente da essa sostenuto – soggetto figurante sulla lista, do- miciliato in Italia e titolare del conto durante il periodo rilevante, bensì in quanto aven te diritto economico della relazione bancaria intestata alla F._______ durante il periodo interessato (cfr. consid. 6.1 del presente giu- dizio). In tal senso, lo scrivente Tribunale rileva dunque che la questione di sapere se la domanda di assistenza amministrativa in esame costituisca – o meno – una « fishing expedition », debba necessariamente essere esa- minata – visto quanto precede – alla luce del fatto che il sospetto presuntivo di evasione fiscale che deriva dalla nota lista sia – giocoforza – riferito in primis alla società – unico soggetto figurante sulla lista – e che lo stesso A-826/2021 Pagina 37 concerna la qui ricorrente solo in maniera indiretta – ovvero di riflesso – tenuto conto della sua posizione di avente diritto economico durante il pe- riodo interessato. 6.5.3 Il divieto delle « fishing expeditions » corrisponde al principio della proporzionalità (cfr. art. 5 cpv. 2 Cost.), al quale deve conformarsi ogni do- manda di assistenza amministrativa (cfr. consid 4.3 del presente giudizio). Nel caso concreto, per il Tribunale si tratta essenzialmente di esami nare se la domanda di assistenza amministrativa italiana del 10 luglio 2017 adempie ai requisiti posti dalla giurisprudenza del Tribunale federale per la distinzione tra una domanda collettiva ammissibile e la fishing exp edition, tenuto altresì conto delle pun tuali censure della ricorrente esposte poc’anzi. Più concretamente si tratta di verificare se la predetta domanda (1) contiene una descrizione dettagliata del gruppo di contribuenti interes- sato, descrivendo i fatti e le circo stanze che hanno portato alla richiesta d’informazioni; (2) spiega la legge fiscale applicabile, indicando perché vi sono motivi per ritenere che i con tribuenti del gruppo abbiano violato tale legge; (3) dimostra che le informazioni richieste possono portare all’adem- pimento degli obblighi riconducibili ai contribuenti del gruppo (cfr. con- sid. 4.3.3 del presente giudizio). 6.5.4 A tal proposito, il Tribunale constata preliminarmente che la domanda descrive i fatti concreti alla sua base e contiene otto liste di numeri di conti bancari e/o di polizze assicurative, nonché altri numeri bancari riconducibili alla banca B._______ in Svizzera, tramite le quali la GdF identifica il gruppo di contribuenti italiani interessato dalla sua richiesta d’informazioni: dei sog- getti sospettati di aver violato i loro obblighi fiscali di dichiarazione dei red- diti e/o di monitoraggio in Italia previsti dalla D.L. n. 167/90, ovvero sospet- tati di evasione fiscale. La domanda indica altresì la legge fiscale applica- bile e il perché le informazioni richieste sono idonee a far sii ch’essa venga rispettata. 6.5.5 Per quanto attiene più in particolare alla sussistenza di indizi suffi - cienti per ritenere che i contribuenti interessati appartenenti al gruppo non abbiano adempiuto ai loro obblighi, il Tribunale rileva invece quanto segue. 6.5.5.1 In concreto, la domanda indica che nell’ambito di verifiche e con- trolli fiscali la GdF ha constatato l’esistenza in Italia di una stabile organiz- zazione occulta della banca B._______, conclusisi con il ver samento all’Erario italiano di una somma di circa 101 milioni di euro. Le società ap- partenenti al E._______ avrebbero agito proattivamente nel mettere a di- sposizione dei propri clienti veicoli societari o finanziari al fine di agevolare A-826/2021 Pagina 38 la detenzione all’e stero di asset in completa violazione delle disposizioni normative tributarie e di quelle sul monitoraggio fiscale italiane. Parallela- mente a tali controlli fiscali, la GdF ha altresì effettuato delle indagini di polizia giudiziaria nell’ambito di un procedimento penale, nel quale ha po- tuto appurare responsabilità specifiche in capo alla banca B._______ – principale società del E._______ – per aver omesso di adottare ed effica- cemente attuare modelli di organizzazione e gestione idonei ad evitare la commissione del reato di riciclaggio di fondi di provenienza delittuosa. Tale procedimento si è concluso con una sentenza di condanna, previo richiesta di patteggiamento, per il presupposto di riciclaggio di fondi di provenienza delittuosa, a seguito del quale la banca B._______ ha versato 8.5 milioni di euro all’Erario italiano. È in tale contesto che sono emerse le otto liste relative a 18'126 posizioni presso la banca B._______, aperte prevalentemente da soggetti italiani e ottenute mediante l’ausilio del « personale dell’Information Technology di E._______ », per le quali la GdF ha ritenuto un sospetto di pratiche di eva- sione fiscale verso l’Erario italiano. Ora, ai sensi della giurisprudenza del Tribunale federale, le circostanze secondo cui tali liste sono state rinvenute nell’ambito di un procedimento penale nei confronti della banca B._______ costituiscono un indizio che i titolari dei conti non hanno rispettato i loro obblighi fiscali (cfr. DTF 146 II 150 consid. 6.2.2 e 6.2.6; consid. 4.3.3 del presente giudizio). 6.5.5.2 Ciò premesso, se è vero che il comportamento della banca B._______ non è automaticamente ascrivibile ai suoi clienti e dunque alle persone figuranti sulle liste, vero è anche che non è neppure possibile escludere automaticamente un loro coinvolgimento perlomeno indiretto nella vicenda a livello fiscale. Nello stabilire se il sospet to di evasione fi- scale espresso dalla GdF sia plausibile o meno, va tenuto conto dell’in- sieme delle circostanze (cfr. consid. 4.3.3 del presente giudizio). Ora, te- nuto conto dei risultati delle verifiche fiscali, secondo cui è stata appurata l’esistenza di una stabile organizzazione occulta di B._______ in Italia non- ché di pratiche di evasione fiscale coinvolgenti gli stessi clienti della banca, il sospetto espresso dalla GdF nei loro confronti appare legittimo, soprat- tutto tenuto conto degli elementi seguenti. Dalla domanda emerge che per 3'297 di queste 18'126 posizioni la GdF ha potuto identificare compiutamente i contribuenti italiani titolari di polizze e rapporti finanziari, contro i quali sono stati avviate delle procedure, conclu- sosi con il versame nto all’Erario italiano di 172'969'761,31 euro a titolo di imposte, sanzioni e interessi. Altre 2'441 posizioni sono state escluse dalla A-826/2021 Pagina 39 domanda, sicché le informazioni sono richieste per 9'953 posizioni, per le quali la GdF non è riuscita ad individuare in maniera completa e univoca il titolare e/o l’avente diritto economico. Nella misura in cui per 3'297 posi- zioni la GdF ha accertato i suoi sospetti di evasione fiscale nei confronti di contribuenti italiani, vi sono sufficienti motivi per ritenere il sosp etto espresso per le 9'953 posizioni come plausibile, in quanto in linea con la recente giurisprudenza del Tribunale federale (cfr. DTF 146 II 150 con- sidd. 6.2.5 e 6.2.6). Più concretamente, nel caso di una domanda collettiva francese fondata anch’essa su delle liste rinvenute nell’ambito di un proce- dimento penale, il Tribunale federale ha infatti avuto modo di sancire che i primi risultati delle inchieste condotte dall’autorità richiedente francese nei confronti di un 1/3 dei nominativi appartenenti alla l ista A, secondo cui è stata appurata la violazione degli obblighi fiscali per circa la metà di essi, era sufficiente a fondare il sospetto di violazione degli obblighi fiscali per le altre due liste B e C legate alla lista A. 6.5.5.3 In merito al criterio di assoggettamento fiscale in Italia a fonda - mento di un obbligo fiscale in Italia, nella domanda la GdF ha precisato che « […] i dati contenuti nei file originari reperiti nel corso delle attività di natura tributaria e giudiziaria condotte, riportano chiare indicazioni in ordine alla riconducibilità all’Italia delle singole posizioni in relazione alle quali si richie- dono riscontri. Sono, infatti, di volta in volta indicati: la cittadinanza, il do- micilio, ovvero il Paese di riferimento degli intestatari in Italia (codice Paese “111”; MIS_dom_Name; Staatsangehörigkeit, ecc.) […] ». Da quanto pre- cede, risulta dunque che l’Italia utilizza quale criterio principale di assog- gettamento fiscale in Italia quello del domicilio italiano. Ora, le liste che utilizzano il criterio del codice domicilio quale criterio di assoggetta mento fiscale sono in linea con la recente giurisprudenza dello scrivente Tribunale resa nel contesto di una domanda collettiva francese, secondo cui i codici domicilio che figurano nelle liste costituiscono criteri sufficienti per ritenere le persone che figurano in queste liste come imponibili in uno Stato nel periodo in esame (cfr. [tra le tante] sentenza del TAF A -5662/2020 del 10 maggio 2021 consid. 5.1). Ciò rilevato, nello specifico la doma nda qui in esame è fondata sulla li- sta/sull’elenco sub 3.a.(4) di 700 posizioni finanziarie (rapporti finanziari), dove i codici C.I.F. risultano riferiti a soggetti diversi dalle persone fisiche con denominazione di società o enti ed espressa menzione del domicilio italiano nel campo « MIS_Dom_Name ». Per questa lista, il criterio di as- soggettamento fiscale in Italia è dunque rappresentato dal domicilio ita- liano. In tale contesto, la questione a sapere una lista che non individua le A-826/2021 Pagina 40 persone interessate con il criterio del domicilio, bensì con quello della na- zionalità sia o meno idonea a fondare tale sospetto può rimanere qui aperta. 6.5.6 Riguardo all’indicazione della legge fiscale, il Tribunale rileva che la domanda la indica in maniera sufficiente, così come già sancito in prece- denza (cfr. consid. 5.1.4 del presente giudizio). Da una sua lettura, risulta che le persone interessate sono sospettate di essere venute meno al loro obbligo di dichiarazione delle polizze e/o dei conti in Italia. Se è vero che la semplice detenzione non è di per sé sufficiente a fondare il sospetto di reato fiscale, in presenza di altri elementi, quale un sospetto concretizzato ed accertato per una parte di essi – in concreto 3'297 posizioni – si deve tuttavia ritenere che lo stesso sussista anche per le 9'953 posizioni. La tra- smissione delle informazioni è idonea a permettere alla GdF di verificare se le persone interessate hanno degli obblighi fiscali nei confronti dell’Italia e, in caso affermativo, se gli stessi sono stati rispett ati o meno. In tali cir- costanze, nulla permette di ritenere che, nel richiedere informazioni al fine di chiarire la sussistenza di pratiche evasive da parte dei contribuenti ap- partenenti al gruppo, l’autorità richiedente italiana abbia invero inoltrato una domanda volta all’ottenimento di informazioni in maniera generalizzata ed indiscriminata. Lo scopo della richiesta d’informazioni è infatti chiaro. 6.5.7 In definitiva, si deve dunque ritenere come adempiuti i criteri posti dalla giurisprudenza del Tribunale federale, sicché la domanda di assisten- za amministrativa italiana del 10 luglio 2017 non è qualificabile di fishing expedition. Come visto, la domanda fornisce una descrizione dettagliata del gruppo di contribuenti interessato e degli elementi sufficienteme nte concreti per sospettare che le persone che si trovano dietro le liste a cui viene attribuito un codice domicilio italiano – in casu, la lista sub 3.a.(4) –, abbiano agito in violazione del diritto fiscale italiano. La domanda indica in maniera sufficiente il diritto fiscale italiano applicabile e dimostra che le in- formazioni richieste sono necessarie per garantire il rispetto degli obblighi fiscali dei potenziali contribuenti italiani. Ne consegue che le censure della ricorrente vanno qui respinte. 6.5.8 Di conseguenza, alla luce di quanto detto e tenuto conto di come il sospetto di evasione fiscale nei confronti della società F._______ sia ma- nifestamente dato, essendo la qui ricorrente stata il beneficiario economico della relazione intestata alla sopracitata società durante il periodo rilevante (cfr. consid. 6.1 del presente giudizio) e adempiendo la domanda qui in esame tutti i requisiti imposti dalla giurisprudenza per essere considerata come una richiesta lecita di informazioni (cfr. consid. 6.5.7 del presente A-826/2021 Pagina 41 giudizio), la domanda in esame non è qualificabile quale « fishing expedi- tions », motivo per cui le censure della ricorrente sono respinte. 7. Visto quanto precede, lo scrivente Tribunale non considera necessario en- trare nel merito della restante censura relativa alla violazione del principio di proporzionalità in relazione al fatto che l’autorità inferiore non avrebbe considerato la prova della ricorrente circa la sua residenza estera durante il periodo interessato (cfr. ricorso del 19 febbraio 2021, punti n. 96-98). 8. In conclusione, alla luce dei considerandi che precedono, si deve ritenere che la domanda collettiva di assistenza amministrativa italiana del 10 luglio 2017, qui fondata sulla lista/sull’elenco sub 3.a.(4), soddisfa tutti i requisiti materiali alla base della sua ammissibilità, sicché risulta qui ammissibile anche dal profilo materiale. 9. In definitiva, alla luce di quanto precede, il ricorso della ricorrente va qui integralmente respinto. In considerazione dell’esito della lite, giusta l’art. 63 cpv. 1 PA, le spese di procedura sono poste a carico della ricorrente qui parte integralmente soc- combente (cfr. art. 1 segg. del regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]). Nella fattispecie esse sono stabilite in 5'000 franchi (cfr. art. 4 TS-TAF), importo che verrà detratto interamente dall’anticipo spese di 5'000 franchi da ella versato a suo tempo, alla cre- scita in giudicato del presente giudizio. Non vi sono poi i presupposti per l’assegnazione alla ricorrente di un’indennità a titolo di spese ripetibili (cfr. 64 cpv. 1 PA a contrario, rispettivamente art. 7 cpv. 1 TS-TAF a contrario). 10. Contro la presente decisione, relativa ad un’assistenza amministrativa in- ternazionale in materia fiscale, può essere interposto ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale (cfr. art. 83 lett. h LTF). Il termine ricor- suale è di 10 giorni dalla sua notificazione. Il ricorso inoltre è ammis sibile soltanto se concerne una questione di diritto di importanza fondamentale o se si tratta per altri motivi di un caso particolarmente importante ai sensi dell’art. 84 cpv. 2 LTF (cfr. art. 84a LTF). Il Tribunale federale è il solo com- petente a determinare il rispetto di tali condizioni. A-826/2021 Pagina 42 Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun- cia: 1. Il ricorso è respinto. 2. Le spese processuali, di 5'000 franchi, sono poste a carico della ricorrente. Alla crescita in giudicato del presente giudizio, tale importo verrà intera- mente dedotto dall’anticipo spese di 5'000 franchi versato a suo tempo dalla ricorrente. 3. Non vengono assegnate indennità a titolo di spese ripetibili. 4. Questa sentenza è comunicata alla ricorrente e all'autorità inferiore. I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente. La presidente del collegio: Il cancelliere: Annie Rochat Pauchard Simone Aldi A-826/2021 Pagina 43 Rimedi giuridici: Contro le decisioni nel campo dell’assistenza amministrativa internazionale in materia fiscale può essere interposto ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro un termine di 10 giorni dalla sua notificazione, solta nto se concerne una questione di diritto di importanza fondamentale o se si tratta per altri motivi di un caso particolarmente importante ai sensi dell'art. 84 cpv. 2 LTF (art. 82, art. 83 lett. h, art. 84a, art. 90 e segg. e 100 cpv. 2 lett. b LTF). Il termine è reputato osservato se gli atti scritti sono consegnati al Tribunale federale oppure, all'indirizzo di questo, alla posta svizzera o a una rappresentanza diplomatica o consolare svizzera al più tardi l'ultimo giorno del termine (art. 48 cpv. 1 LTF). Negli atti scritti occorre spiegare perché la causa adempie siffatta condizione. Inoltre, gli atti scritti devono essere redatti in una lingua ufficiale, contenere le conclusioni, i motivi e l'indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. La deci sione impugnata e – se in possesso della parte ricorrente – i documenti indicati come mezzi di prova devono essere allegati (art. 42 LTF). Data di spedizione: A-826/2021 Pagina 44 Comunicazione a: – ricorrente (atto giudiziario) – autorità inferiore (n. di rif. (…)Rubrum; atto giudiziario)