<h2>SubmittedText<h2><p>La dispensazione diretta di medicamenti in Svizzera è un caso unico al mondo. Viene praticata nella maggior parte dei Cantoni della Svizzera tedesca, ma nella Svizzera francese e italiana questo sistema non è diffuso. In passato, la politica e la scienza hanno dibattuto a più riprese il rapporto costi-benefici della dispensazione diretta. Dal punto di vista teorico-economico, la dispensazione di medicamenti da parte del medico crea fondamentalmente l'incentivo sbagliato di una prescrizione e una dispensazione eccessive e/o di una maggiore frequenza di consultazioni mediche. Si presume che uno dei motivi della prescrizione di una maggior quantità di medicamenti da parte dei medici di famiglia o degli specialisti sia l'incentivo economico, poiché questi ultimi partecipano ai ricavi grazie a un margine proprio alla distribuzione disciplinato per legge, che va a maggiorare il prezzo di fabbrica per la consegna.</p><p>A livello politico, nel 2009 il Consiglio federale ha quindi voluto limitare o abrogare la dispensazione diretta nel quadro di una revisione della legge sugli agenti terapeutici. Questa prevista limitazione o abrogazione è tuttavia fallita a causa della resistenza opposta dai Cantoni e dalla classe medica già in fase di consultazione. Nel messaggio del 2012 non era più menzionata.</p><p>Alcuni studi condotti sull'argomento sono giunti a risultati divergenti. Lo studio di Polynomics del 2014 ritiene che nei Cantoni che praticano la dispensazione diretta i costi della sanità siano leggermente inferiori rispetto ai Cantoni che non la praticano. Uno studio dell'Università di Berna del 2018 giunge invece a un risultato opposto: con l'abrogazione della dispensazione diretta sarebbe possibile ridurre notevolmente i costi ambulatoriali per ciascun paziente e risparmiare diverse centinaia di milioni di franchi.</p><p>Al momento non è disponibile un'analisi costi-benefici aggiornata e basata su dati oggettivi che, oltre ai costi veri e propri della dispensazione diretta, consideri anche altri criteri come il numero di consultazioni mediche, la qualità e i successi terapeutici. È ora di fare luce su questi aspetti. Considerato quanto esposto sopra, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quali conclusioni trae dagli studi attualmente disponibili? In relazione all'aumento dei costi della sanità, non ritiene anch'esso opportuno fare maggiore chiarezza per quanto riguarda le possibilità di migliorare l'efficienza della dispensazione diretta?</p><p>2. È disposto a procedere a un'analisi fondata che tenga conto dei criteri summenzionati (ed eventualmente di altri)?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. e 2. Secondo la legge sugli agenti terapeutici (LATer; RS 812.21) e la legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal; RS 832.10), per principio è ammissibile la dispensazione di medicamenti da parte di medici autorizzati alla dispensazione diretta. I Cantoni possono decidere come impostare i relativi disciplinamenti e hanno scelto diversi sistemi: mentre nella maggior parte dei Cantoni della Svizzera tedesca la dispensazione diretta è diffusa (concretamente in 17 Cantoni su 19, ad eccezione di Basilea Città e Argovia), in Romandia e nel Cantone Ticino è ammessa solo in casi eccezionali. In alcuni Cantoni della Svizzera tedesca sono in vigore sistemi misti (Berna, Grigioni).</p><p>Lo studio di Polynomics menzionato nell'interpellanza, svolto nel 2015 su mandato dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), giunge alla conclusione che con la dispensazione diretta i pazienti sostengono spese minori per i medicamenti rispetto ai pazienti che acquistano i medicamenti in una farmacia pubblica. Questa differenza è compensata da spese maggiori per altre prestazioni mediche, segnatamente un numero più elevato di consultazioni. Secondo lo studio, l'influsso della dispensazione diretta sulle spese complessive per le prestazioni a carico dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (AOMS) non è significativo in termini statistici. L'impostazione di ricerca dello studio di Polynomics appare equilibrata e completa ancora oggi, con un'ampia analisi della letteratura scientifica e un vasto campione (il che vale anche rispetto ad altri studi sul tema). La ricerca nella letteratura, in particolare, ha mostrato anche che risultati divergenti non sono una rarità. Il Consiglio federale ravvisa però la necessità di interventi nella parte propria alla distribuzione secondo l'articolo 38 dell'ordinanza sulle prestazioni (OPre; RS 832.112.31) e ha pertanto deciso di verificare le modalità per ridurre gli incentivi indesiderati nella dispensazione di medicamenti. L'obiettivo è di aumentare la quota dei farmaci a basso costo, soprattutto dei generici. Da una tale revisione per la riduzione degli incentivi negativi nella dispensazione di medicamenti non sarebbero interessati solo i medici dispensanti, bensì anche i farmacisti, nonché gli ambulatori ospedalieri. Questi lavori sono ancora in corso.</p><p>Con la modifica della LATer del 18 marzo 2016 è stata inoltre introdotta una nuova disposizione che vieta l'accettazione di indebiti vantaggi per la prescrizione, la dispensazione, l'uso o l'acquisto. L'obbligo di integrità vale per la prescrizione, la dispensazione e l'uso di medicamenti soggetti a prescrizione. La prescrizione di medicamenti in base a propri interessi pecuniari è dunque vietata per legge. Inoltre, è compito dell'assicuratore-malattie identificare, nel quadro del controllo dell'economicità, i comportamenti insoliti in rapporto ai conteggi o alle prescrizioni relativi ai medicamenti (anche nell'ambito della dispensazione diretta) e all'occorrenza sanzionarli.</p><p>Infine, bisogna tenere presente che la dispensazione diretta non va solo considerata come un fattore di costo nel settore sanitario, ma che assume anche un ruolo significativo come canale di dispensazione di medicamenti. Vi sono infatti 5294 medici dispensanti, 1812 farmacie e 333 ambulatori ospedalieri che dispensano medicamenti (cifre secondo il rapporto Interpharma sul mercato farmaceutico svizzero 2020 [cifre del 2019]). Questa vasta rete di canali di dispensazione consente un approvvigionamento di medicamenti su tutto il territorio svizzero, soprattutto anche nelle regioni rurali, dove la densità di farmacie è inferiore.</p><p>3. In che misura la dispensazione diretta possa contribuire ad aumentare i costi resta un tema rilevante nel settore sanitario. Tuttavia, in considerazione dei risultati dello studio summenzionato, al momento il Consiglio federale non ravvisa la necessità di avviarne uno nuovo.</p>  Risposta del Consiglio federale.