<h2>SubmittedText<h2><p>1. Anche il Consiglio federale vede nelle retribuzioni eccessive degli alti dirigenti un pericolo per la pace e la coesione sociali?</p><p>2. Condivide l'opinione secondo cui questi pericolosi eccessi debbano essere contrastati in modo risoluto prevedendo restrizioni legali?</p><p>3. Non è anch'esso dell'avviso che le retribuzioni eccessive nei piani alti racchiudano una componente profondamente etica e violino i valori su cui si fonda la nostra società?</p><p>4. Il Consiglio federale è pertanto disposto ad affrontare il problema nel suo insieme, rinunciando al suo approccio titubante che consiste nel ritoccare il diritto della società anonima? È quindi disposto a rivedere ad esempio il diritto del lavoro, la parte generale del CO o addirittura la Costituzione?</p><p>5. Si rende conto di correre il rischio che altrimenti il popolo accolga iniziative che potrebbero comportare, nel nostro ordinamento giuridico, altri problemi e svantaggi rilevanti?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./3. Il Consiglio federale è consapevole dei problemi economici e delle preoccupazioni etiche e sociali causati dalle retribuzioni dei dirigenti d'impresa. Con la crisi finanziaria tali questioni sono di nuovo oggetto di una forte attenzione da parte dei cittadini. Recentemente, in occasione dell'adozione del messaggio del 5 dicembre 2008 concernente l'iniziativa popolare "contro le retribuzioni abusive" e la modifica del Codice delle obbligazioni (diritto della società anonima; FF 2009 265 n. 2), il Consiglio federale ha di nuovo potuto rammentare il contesto generale in cui tale problematica si è sviluppata negli ultimi anni. Prende atto dell'opinione dell'autore dell'interpellanza, che vede seri pericoli per la pace e la coesione sociali. Pur non constatando attualmente segnali chiari che lascino presagire tali derive, continuerà a seguire attentamente l'evolversi della situazione.</p><p>2./4. Il Consiglio federale ha già sottoposto al Parlamento proposte tese a prevenire le retribuzioni eccessive corrisposte ai membri dei consigli di amministrazione o ai dirigenti d'impresa. Ha reagito alla crisi finanziaria scoppiata nel 2008 rafforzando, nel messaggio concernente l'iniziativa popolare "contro le retribuzioni abusive", le proposte avanzate nel messaggio del 21 dicembre 2007 concernente la modifica del Codice delle obbligazioni (FF 2008 1321). Il Parlamento sta attualmente esaminando tali proposte, che potrà eventualmente modificare. Per quanto riguarda il settore finanziario, il 21 ottobre 2009 la FINMA ha adottato una circolare sui sistemi di remunerazione.</p><p>Tutte queste misure intendono evitare che le retribuzioni corrisposte ai membri di consigli d'amministrazione e ai dirigenti d'impresa compromettano, con i loro importi o i comportamenti che possono indurre, gli interessi economici dell'impresa. Tali provvedimenti intervengono sulla struttura interna delle imprese e si iscrivono nell'ottica di un buon governo dell'impresa. Potenziano il controllo degli azionisti in tale ambito e inquadrano le competenze del consiglio d'amministrazione. Il Consiglio federale ritiene che la struttura decisionale interna delle imprese, così riequilibrata e inquadrata, permetterà di contenere gli eccessi, pur lasciando una certa libertà decisionale alle imprese. Allo stato attuale della situazione, non vede motivo di proporre misure più incisive. Tali provvedimenti non sarebbero nemmeno opportuni, dato che la discussione sulle misure proposte è tuttora in corso e la loro efficacia non ha ancora potuto essere verificata.</p><p>Del resto, il diritto vigente tiene già sufficientemente conto del rispetto dei buoni costumi. È vero che il diritto del contratto di lavoro lascia convenire alle parti l'importo del salario (art. 322 cpv. 1 del Codice delle obbligazioni; CO). Tuttavia, il diritto generale in materia di contratti ammette che il contenuto di un contratto sia stabilito liberamente dalle parti soltanto se è conforme ai buoni costumi (art. 19 cpv. 2 e 20 cpv. 1 CO). Tale nozione si riferisce al senso comune di moralità o ai principi etici immanenti all'ordinamento giuridico (DTF 123 III 101, consid. 2). Del resto l'articolo 21 CO riguarda la situazione di squilibrio manifesto delle prestazioni. </p><p>5. Il Consiglio federale propone le regole che ritiene appropriate. Non può impedire al popolo e ai cantoni di esercitare i diritti loro conferiti dalla Costituzione e di proporre una normativa differente.</p>  Risposta del Consiglio federale.