<h2>SubmittedText<h2><p>Tra il 1975 e il 2005, la CE e, in seguito, l'UE hanno investito miliardi di franchi in Grecia, Spagna e Portogallo, per lo sviluppo economico di questi Paesi. In conseguenza di ciò, gli attori economici greci, spagnoli e portoghesi hanno potuto acquistare beni e servizi svizzeri, determinando così un maggiore gettito fiscale in Svizzera.</p><p>A tale riguardo, e in vista delle future discussioni concernenti l'Europa centrale, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. A quanto ammontano i contributi, provenienti da fonti diverse, versati dalla CE/dall'UE tra il 1975 e il 2005 a Grecia, Spagna e Portogallo? Nell'arco di tempo in questione, qual è stato l'andamento delle ordinazioni provenienti da questi tre Paesi registrate in Svizzera? A quanto assomma - all'incirca - il gettito fiscale che ne è derivato, a beneficio del bilancio pubblico della Confederazione?</p><p>2. A quanto ammontano gli investimenti effettuati dall'UE tra il 1990 e il 2005 negli otto nuovi Stati membri dell'Europa centrale e settentrionale? Qual è stato l'andamento delle esportazioni svizzere verso questi otto Paesi durante il periodo in questione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Secondo fonti ufficiali della Commissione europea e della Corte dei conti europea, dall'entrata nell'UE di Grecia, Spagna e Portogallo fino al 2004 compreso, l'UE ha messo globalmente a disposizione di questi tre Stati membri 171,2 miliardi di euro provenienti dal fondo europeo di sviluppo regionale, dal fondo sociale europeo, dal fondo per lo sviluppo rurale nonché dal fondo di coesione. Di questi, 37,4 miliardi di euro sono andati alla Grecia (dal 1981), 92,6 miliardi alla Spagna (dal 1986) e 41,2 miliardi al Portogallo (dal 1986). In media, i trasferimenti finanziari annuali dai quattro fondi UE suddetti corrispondevano all'incirca al 2 per cento del PIL della Grecia, all'1 per cento del PIL della Spagna e al 2,5 per cento del PIL del Portogallo.</p><p>Le esportazioni svizzere verso questi tre Paesi hanno seguito andamenti molto diversi. Nel periodo compreso tra il 1988 e il 2005, le esportazioni in Portogallo, con una media del 3,3 per cento all'anno (nel 2005: 925 milioni di franchi) sono cresciute in misura nettamente minore rispetto al totale delle esportazioni svizzere nel medesimo periodo (4,7 per cento all'anno); invece, le esportazioni verso la Grecia in media sono aumentate del 6,8 per cento all'anno (nel 2005: 1157 milioni di franchi) e quelle verso la Spagna addirittura del 9,6 per cento all'anno (nel 2005: 6595 milioni di franchi). Analogamente, sul totale delle esportazioni svizzere la quota di esportazioni verso il Portogallo è calata dallo 0,72 per cento (nel 1988) allo 0,57 per cento (nel 2005), mentre le quote relative a Grecia e Spagna nello stesso periodo sono aumentate dallo 0,51 allo 0,71 per cento, rispettivamente dall'1,88 al 4,05 per cento.</p><p>Se il quadro economico generale rimane invariato, l'aumento delle esportazioni porta ad una crescita del valore aggiunto in Svizzera, e ad un conseguente incremento del gettito fiscale (tramite le imposte sugli utili delle società e le imposte sul reddito).</p><p>2. Tra il 1990 e il 2003, mediante i programmi di preparazione e sostegno all'adesione Phare, Ispa e Sapard, l'UE ha speso complessivamente 23,4 miliardi di euro. La Commissione europea non pubblica i dati relativi ai singoli Stati beneficiari. Dalla loro entrata nell'UE del 2004, invece degli aiuti all'adesione i dieci nuovi Stati membri ricevono contributi regolari provenienti dai fondi strutturali e dal fondo di coesione; nel 2004, tali contributi ammontavano a 1,4 miliardi di euro, di cui 1,38 miliardi sono andati agli otto nuovi Stati membri dell'Europa centrale.</p><p>Le esportazioni svizzere verso gli otto nuovi Stati membri dell'Europa centrale tra il 1993 (1451 milioni di franchi) e il 2005 (4620 milioni di franchi) hanno avuto una crescita media annua del 10,1 per cento: più del doppio rispetto al totale delle esportazioni svizzere (4,8 per cento all'anno). In misura corrispondente, nel periodo in questione e sul totale delle esportazioni svizzere, la quota delle esportazioni verso detti Paesi è cresciuta, passando dall'1,56 al 2,83 per cento. Le importazioni verso i tre Stati baltici hanno avuto l'incremento maggiore (in media del 24,3 per cento all'anno, 308 milioni di franchi nel 2005), riconducibile soprattutto al bassissimo livello iniziale. È stata molto forte anche la crescita delle esportazioni svizzere verso la Polonia (11,1 per cento all'anno, 1420 milioni di franchi nel 2005), la Repubblica ceca (10,2 per cento all'anno, 1276 milioni di franchi nel 2005) e la Slovacchia (12,9 per cento all'anno, 339 milioni di franchi nel 2005), mentre le esportazioni in Ungheria (7,4 per cento all'anno, 968 milioni di franchi nel 2005) e Slovenia (6,9 per cento all'anno, 309 milioni di franchi nel 2005) hanno avuto uno sviluppo meno rapido.</p>  Risposta del Consiglio federale.