<h2>SubmittedText<h2><p>Nella risposta alla mia interpellanza 20.3660, il Consiglio federale afferma di aver adottato nel piano d'azione Strategia Biodiversità Svizzera misure volte a identificare i rischi per la biodiversità e a ridurre gli impatti negativi. Dopo che lo studio della SCNAT sulle sovvenzioni che danneggiano la biodiversità ("Biodiversitätsschädigende Subventionen in der Schweiz") ha individuato una parte importante di questi rischi, </p><p>1. quali altri tipi di rischi per la biodiversità rimangono?</p><p>2. Quali di questi devono essere identificati ed entro quando? </p><p>3. Quali misure sono già state adottate o sono previste ed entro quando?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. e 2. Nella risposta all'interpellanza Andrey (20.3660) il Consiglio federale rimanda allo strumento ENCORE, che illustra le dipendenze dei diversi settori economici dalla biodiversità e da diversi servizi ecosistemici. Lo sviluppo ulteriore attualmente in corso di questo strumento nel quadro del piano d'azione Biodiversità non considera tuttavia i rischi ma pone l'accento sugli effetti che gli investimenti hanno sulla biodiversità. Gli altri tipi di rischi per la biodiversità non sono per il momento analizzati.</p><p>3. Oltre allo sviluppo ulteriore dello strumento ENCORE, l'UFAM lavora all'attuazione della misura "4.2.4 Valutazione dell'efficacia dei sussidi federali" del piano d'azione Strategia Biodiversità Svizzera. Lo studio dell'Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (WSL) e dell'Accademia svizzera delle scienze naturali (SCNAT) rappresenta a tal fine una base esauriente e un punto di partenza per le attività dell'Amministrazione. Queste ultime prevedono un'analisi aperta di incentivi selezionati e l'elaborazione di proposte di modifica per l'eliminazione di eventuali effetti dannosi per la biodiversità. L'UFAM attua queste misure in collaborazione con gli altri Uffici federali interessati. Un primo rapporto intermedio sarà presentato entro metà 2021, mentre l'intera misura si concluderà nel 2023.</p>  Risposta del Consiglio federale.