<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. A partire dal 1990, il Consiglio federale dedica un'attenzione particolare agli obiettivi e agli strumenti della politica in materia di tecnologia e di innovazione e mira a ottimizzarli in collaborazione con esperti rinomati. Ne è scaturita una linea di condotta secondo la quale la globalizzazione, il progresso tecnico e la competitività innovativa a livello mondiale vengono considerati una sfida e un'opportunità sia per la nostra economia che per l'insieme del nostro Paese. Gli slogan "marcia nella società del sapere", "sistema svizzero di innovazione nazionale" o "dinamicità mediante la fondazione di imprese" descrivono in modo pertinente questo approccio.</p><p>L'attuale rivoluzione nelle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) conferma in modo evidente la necessità di una tale linea di condotta e dei provvedimenti che ne risultano. Per quanto riguarda la questione delle esigenze specifiche dell'informatica, della produzione di software e dell'utilizzazione di Internet rinviamo alla nostra risposta all'interpellanza Hess (00.3028) del 7 marzo 2000.</p><p>Il Consiglio federale tiene a precisare che le sfide e le opportunità nell'epoca delle TIC non si limitano a questo settore tecnologico, ma concernono l'economia e la società nella loro globalità: le fondamenta del sapere, la crescente importanza del sapere nell'economia e la "knowledge-based-economy" rappresentano infatti altrettante sfide e opportunità. Nella piazza economica svizzera, l'obiettivo deve essere incentrato sul sapere, sulla formazione e sulle conoscenze specifiche (know-how). Il nostro Paese dispone di vere e proprie carte vincenti in materia di tecnologia e di innovazione se concretizza la propria capacità di risolvere complessi problemi futuri ricorrendo al partenariato delle imprese o di gruppi di imprese, delle scuole universitarie, dei laboratori R&amp;S, ecc. A nostro parere, è in questo senso che occorre comprendere la nozione di "visione globale" quando vi si fa riferimento.</p><p>2. Il Consiglio federale ha sviluppato queste strategie - nella misura in cui si tratta di questioni di politica generale in materia di tecnologia e di innovazione - nei seguenti documenti:</p><p>- Rapporto del Consiglio federale: "Politica tecnologica della Confederazione" (Berna, 1992);</p><p>- Rapporto del Consiglio federale sull'attuazione della politica tecnologica della Confederazione (Berna, 1997);</p><p>- Messaggio del 25 novembre 1998 sul promovimento della formazione, della ricerca e della tecnologia negli anni 2000-2003 (messaggio FRT).</p><p>Da parte sua, l'amministrazione federale procede già da diversi anni, in collaborazione con istituti nazionali e internazionali rinomati, all'analisi sistematica delle opportunità e delle sfide nella competitività in materia di innovazione globale e tecnica, nonché alla formulazione di provvedimenti adeguati. Occorre citare ad esempio:</p><p>- lo studio "Modernisierung am Standort Schweiz" (Zurigo, 1995), effettuato in collaborazione con l'Istituto di ricerche congiunturali del politecnico federale di Zurigo, con la ditta Prognos SA di Basilea e con l'Istituto Fraunhofer per la tecnica dei sistemi e la ricerca dell'innovazione sotto la direzione dell'UFCO (oggi UFFT);</p><p>- il saggio "Wissen als Chance. Globalisierung als Herausforderung für die Schweiz" (Hotz-Hart/Küchler, Zurigo, 1999), elaborato nell'ambito dell'UFFT;</p><p>- il Rapporto dello Stato maggiore di prospettiva dell'amministrazione federale: "Sfide 1999-2003. Tendenze e possibili temi futuri della politica federale" (Cancelleria federale e UST 1998, Neuchâtel).</p><p>Per quanto riguarda le sfide tecniche specifiche delle TIC, rinviamo alla risposta all'interpellanza Hess del 7 marzo 2000, nella quale il Consiglio federale illustra in particolare la sua strategia per una società dell'informazione in Svizzera.</p><p>3. Il Consiglio federale ritiene che questa sia una delle sfide più importanti della rivoluzione nel campo delle TIC. Nell'ambito della "offensiva sul fronte della formazione", la strategia del Consiglio federale per una società dell'informazione in Svizzera, la formazione e il perfezionamento svolgono pertanto un ruolo di primo piano. Gli obiettivi strategici e i responsabili dei provvedimenti sono menzionati nel rispettivo documento.</p><p>Il Consiglio federale sottolinea l'importanza che l'attrattiva delle professioni tecniche assume nell'ottica della futura capacità innovativa della Svizzera. A tale proposito occorre rammentare, da un lato, l'istituzione della maturità professionale, che garantisce un nuovo accesso allo studio presso le SUP e, dall'altro, la campagna in favore dei posti di tirocinio lanciata dall'UFFT e rivolta in particolare alle ragazze.</p><p>Un maggiore coinvolgimento della popolazione femminile nelle professioni tecniche potrebbe conferire alla piazza economica svizzera un notevole aumento di competenze. </p><p>La riforma rispettivamente la creazione di tirocini, come ad esempio nel caso degli informatici, persegue il medesimo obiettivo. Visto che i settori professionali costituirebbero la spina dorsale della nostra economia, è molto importante formare persone qualificate nelle professioni del futuro, non accontentandosi dell'introduzione dei computer nell'insegnamento scolastico. Il Consiglio federale è fiducioso che l'assieme dei provvedimenti previsti - e non singoli strumenti - aumenterà il capitale di competenze della nostra economia e della nostra società.</p><p>Nell'ambito del programma nazionale di ricerca (PNR) "Formazione e occupazione", che sta per iniziare, si prevede di esaminare la problematica delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione nonché il sistema di formazione. Si tratta concretamente dell'impiego appropriato degli strumenti tecnici relativi a tali tecnologie nell'insegnamento scolastico. Inoltre, le tecnologie dell'informazione e della comunicazione costituiscono un argomento interdisciplinare del PNR. Il Consiglio federale si attende da questo PNR ulteriori impulsi in vista dell'adozione di provvedimenti concreti.</p><p>4. Allo scopo di rimediare alle lacune segnalate nell'interpellanza Lalive d'Epinay nel settore dell'e-government, un gruppo di lavoro interdipartimentale posto sotto la presidenza della Cancelleria federale, al quale partecipano anche rappresentanti del Tribunale federale e dei Servizi del Parlamento, sta per concludere l'elaborazione di un rapporto intitolato "Guichet virtuel: Der elektronische Weg zu Verwaltung, Parlament und Gericht". Il gruppo di lavoro propone di realizzare un portale Internet la cui struttura non rifletta la struttura dell'amministrazione o i suoi processi lavorativi, ma piuttosto rappresenti l'eco delle preoccupazioni quotidiane della società (cittadini, abitanti, imprese, ecc.). Il Consiglio federale approva l'orientamento generale di tali lavori, i cui risultati verranno inseriti nel 2° rapporto del Gruppo di coordinamento della società dell'informazione (GCSI) che deve essergli presentato prima della fine del 1° trimestre 2000. Per essere veramente utile alla società, questo "sportello virtuale" dovrà venire utilizzato in stretta collaborazione con i Cantoni e i Comuni. Per tale motivo la Cancelleria federale ha già informato dei suoi progetti la Conferenza dei cancellieri di Stato e l'ha invitata a collaborare.</p><p>Parallelamente a questo passo e nell'ambito degli sforzi costanti di ammodernamento e di razionalizzazione delle loro strutture e dei loro processi lavorativi, numerosi Uffici federali hanno elaborato dei progetti nel settore dell' e-government. Si tratta di progetti che vengono realizzati rispettando strettamente la pianificazione finanziaria della Confederazione e senza che siano stati loro attribuiti mezzi finanziari supplementari. Il coordinamento fra i diversi progetti si svolge in seno al gruppo di lavoro e-government. È possibile consultare un inventario nel sito "Information Society Project Switzerland", gestito dalla segreteria del GCSI (http://www.isps.ch). In mancanza di mezzi finanziari supplementari, il ritmo di avanzamento di questi lavori dipende dagli arbitrati e dalle ridistribuzioni delle risorse interne degli Uffici e dei Dipartimenti.</p><p>Inoltre, la Cancelleria federale ha fissato l'obiettivo di rendere possibile prima del 2010, procedendo a tappe, l'esercizio di tutti i diritti politici tramite Internet. In un primo tempo si prevede di offrire agli Svizzeri all'estero la possibilità di ricevere il materiale di voto per Internet.</p><p>Numerosi progetti concernenti l'e-government potranno diventare operativi soltanto quando la firma digitale otterrà un adeguato riconoscimento giuridico. Per tale motivo il Consiglio federale auspica che la relativa legislazione possa essere riveduta entro brevissimi termini.</p><p>5. Nel suo messaggio sulla formazione, sulla ricerca e sulla tecnologia, il Consiglio federale ha ribadito che considera questi tre settori come le più importanti risorse della Svizzera e ne ha tratto le relative conclusioni per i prossimi anni. Asserzioni sul futuro hanno il valore di ipotesi, per cui non è ancora possibile trarne provvedimenti concreti. Tuttavia, vista l'evoluzione delle diverse tecnologie, si deve supporre che l'età media della popolazione aumenterà ulteriormente, mentre la durata degli orari di lavoro mensili, annuali e sull'arco di tutta la vita tenderà piuttosto a diminuire. Ciò significa che, nel campo della formazione, non si deve focalizzare l'attenzione soltanto sulle nuove tecnologie, ma che anche le attività "tradizionali", quali ad esempio quelle legate al turismo, al tempo libero, alla sanità o sociali e culturali, mantengano la loro importanza.</p><p>Il nostro sistema economico muove dal presupposto che l'economia stessa reagisce nel modo migliore alle nuove evoluzioni. Su questa base, la Confederazione disciplina la formazione professionale in funzione di due obiettivi principali: da un lato, procurando all'economia un numero sufficiente di manodopera altamente qualificata e, dall'altro, facendo in modo che gli individui siano in grado di trovare un "buon" posto in seno all'economia e alla società. A tale proposito occorre rammentare che la formazione professionale è confrontata con un problema fondamentale: se, infatti, in un determinato momento, il mercato esigesse nuove qualificazioni professionali, dovrebbe trascorrere un determinato periodo prima che venisse impartita una formazione corrispondente. Nel caso della formazione professionale di base questo periodo dura da tre a quattro anni, mentre per la formazione degli ingegneri da sette a otto anni. Nel settore delle nuove tecnologie questo fenomeno è particolarmente accentuato a causa dei rapidi cambiamenti. Di conseguenza non si cerca più di decidere parecchi anni in anticipo quale materia verrà impartita nell'ambito della formazione professionale, ma piuttosto di trasmettere ai giovani conoscenze e tecnologie di base relativamente ampie in un determinato settore economico (p. es. il commercio per gli impiegati di commercio le tecnologie dell'informazione per gli informatici); occorre inoltre consolidare e sviluppare le strutture della formazione continua, affinché ognuno sia in grado di adattarsi alle nuove situazioni nel corso di tutta la vita.</p><p>Per quanto riguarda la piazza economica svizzera viene data la preferenza alle imprese che dispongono di un elevato grado di valore aggiunto e che creano e mantengono posti di lavoro.</p><p>6. Il Consiglio federale ritiene che la collaborazione e gli scambi fra l'economia privata e il settore della scienza, della ricerca e delle scuole universitarie costituiscano un fattore chiave della competitività. A tale proposito rinviamo ad alcuni ambiti in cui sono state avviate delle misure:</p><p>- Collaborazione tra economia privata e istituti di ricerca. La CTI rappresenta qui l'attore principale a livello federale. Le modalità dell'assegnazione dei mezzi finanziari nell'ambito di questa istituzione garantiscono - come è convinzione di tutti gli specialisti - un trasferimento ottimale e flessibile di tecnologie alle imprese. Anche in futuro, la CTI avrà un ruolo centrale nella politica tecnologica della Confederazione.</p><p>- Scuole universitarie professionali (SUP): esse costituiscono un anello di congiunzione efficace tra la produzione e sviluppo tecnologico, da un lato, ed economia privata (soprattutto strutturata su piccole dimensioni) dall'altro. Il mandato di prestazioni delle SUP in materia di trasferimenti di tecnologia dovrebbe garantire una cooperazione ancora più intensa a lungo termine. Il Consiglio federale considera l'istituzione delle SUP un'innovazione istituzionale orientata verso il futuro.</p><p>- Fondazioni di imprese: il trasferimento di tecnologie e di conoscenze e di Know-how non può avvenire unicamente tramite l'assunzione di personale scientifico o la cooperazione sporadica allo sviluppo, bensì segnatamente attraverso la fondazione di imprese da parte di scienziati e ingegneri. In questo contesto - oltre alle numerose iniziative dell'economia privata, dei Cantoni e dei Comuni - occorre rammentare l'iniziativa "start up" della CTI: alle giovani imprese che vi si presentano viene conferito - dopo un approfondito esame da parte di esperti rinomati - un marchio di qualità. Per queste imprese, questo marchio è un vero trampolino di lancio.</p><p>- Anche tra le università e l'economia privata è possibile uno scambio intenso, sempre nel rispetto delle rispettive peculiarità. A tale proposito rinviamo al concetto della "rete svizzera per l'innovazione" che il segretario di Stato Kleiber dell'ASR ha esposto nella sua pubblicazione "L'Università di domani". Si tratta di un catalogo di provvedimenti concertati che dovrebbe stimolare e promuovere la collaborazione oltre i confini delle scuole universitarie.</p><p>- Una concentrazione degli sforzi per quanto concerne la collaborazione tra scienza ed economia privata si verifica inoltre nell'ambito del programma "TOP Nano". Questo è imperniato sulla nanotecnologia, d'importanza decisiva per il futuro.</p><p>7. Il livello primario e secondario I del nostro sistema educativo si trovano completamente nella sfera di competenza dei Cantoni, per cui il Consiglio federale non intende intervenire in questo settore della formazione: un ulteriore motivo di tale scelta è costituito dal fatto che la Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE) si adopera da alcuni decenni in favore dell'armonizzazione della formazione.</p><p>Anche la formazione liceale e l'insegnamento della cultura generale a livello secondario II rientrano nella competenza dei Cantoni. Nondimeno, la Confederazione esercita (in collaborazione con i Cantoni - Regolamento della CDPE del 16 gennaio 1995), mediante l'ordinanza del 15 febbraio 1995 sul riconoscimento degli attestati liceali di maturità (ORM), un certo influsso nell'armonizzazione delle formazioni, disciplinando il riconoscimento degli attestati di maturità cantonali e degli altri attestati di maturità riconosciuti a livello cantonale, attestati che comprovano l'attitudine a intraprendere studi universitari.</p><p>A livello secondario II, la Confederazione ha la responsabilità del settore della formazione professionale. La legge federale sulla formazione professionale è attualmente in fase di revisione e il Consiglio federale sottoporrà al Parlamento il relativo messaggio nel corso della prima metà dell'anno. Al centro degli sforzi della Confederazione figurano a tale proposito un'ampia formazione professionale di base dei giovani nell'azienda e nella scuola professionale nonché una formazione continua finalizzata all'approfondimento e alla specializzazione delle conoscenze e delle capacità nei rispettivi campi economici.  Tutti questi provvedimenti possono tuttavia avere effetto soltanto se anche l'economia è disposta ad assumersi le proprie responsabilità, dato che, in un sistema economico fondato sul mercato spetta ad essa il compito di occuparsi delle nuove leve professionali, mentre lo Stato deve provvedere a creare le condizioni quadro indispensabili e a promuovere l'integrazione dei giovani nel mondo del lavoro.</p><p>Nell'ambito delle nuove tecnologie dell'informazione, l'Ufficio federale della formazione professionale e della tecnologia (UFFT) ha già preso tutta una serie di provvedimenti intesi ad alleviare le difficoltà legate alla penuria di specialisti in informatica. Come già illustrato in modo dettagliato dal Consiglio federale nella sua risposta a una mozione (Commissione dei trasporti e delle comunicazioni CN [99.450], Campagna di riconversione professionale in informatica, 00.3005), si tratta dei seguenti provvedimenti: concetto globale sul modo di ristrutturare le professioni nel campo dell'informatica, anno iniziale di tirocinio in informatica, nuovo disciplinamento per gli esami di professione e gli esami professionali superiori nel settore dell'informatica, sviluppo delle scuole universitarie professionali e programma d'azione per cicli di formazione pratica. Attualmente si moltiplicano le voci che chiedono alla Confederazione, a titolo aggiuntivo, di intraprendere misure speciali in favore della formazione professionale nelle professioni legate all'informatica e alle tecnologie avanzate. Il Consiglio federale sta valutando se un tale programma si impone effettivamente.</p><p>8. Il Consiglio federale ritiene che i timori della popolazione nei confronti dell'utilizzazione delle nuove tecnologie possano essere eliminati soltanto mediante un processo di comunicazione credibile e ben concepito. Come dimostra l'esperienza fatta sia in Svizzera che all'estero, le campagne propagandistiche unilaterali, pur se suffragate da argomentazioni valide, non hanno successo. Occorre piuttosto favorire il dialogo tra la società e la scienza.</p><p>Da parte del mondo scientifico, in particolare, gli impulsi devono provenire in primo luogo dai ricercatori stessi. La Confederazione si assume la propria parte di responsabilità a diversi livelli: in primo luogo tramite le accademie scientifiche, di cui uno dei compiti maggiori consiste nel migliorare la comprensione del pubblico nei confronti della scienza; a tale scopo la Confederazione ha messo a loro disposizione sussidi considerevoli; in secondo luogo nell'ambito delle proprie scuole universitarie: il Consiglio svizzero della scienza e della tecnologia svolge delle attività che mirano in diversi modi a sensibilizzare l'opinione pubblica in favore della scienza e della ricerca; infine, all'insegna della fondazione "Science et Cité", fondata nel 1998. Lo scopo principale di questa fondazione consiste in un'attività di comunicazione e di divulgazione a livello nazionale. Ulteriori dettagli in merito si trovano nella "Università di domani", una pubblicazione del Segretario di Stato Kleiber (ASR, 1999).</p><p>Nell'ottica delle nuove tecnologie TIC (società dell'informazione), il Consiglio federale ha lanciato il piano d'azione "Offensiva sul fronte della formazione" in cui descrive gli obiettivi perseguiti per sensibilizzare le persone ai TIC e le misure che ne derivano. Questo piano di azione è imperniato sull'informazione e sulle possibilità di formazione continua. In tal modo, una pubblicazione che ragguaglia sullo stato della società dell'informazione in Svizzera dovrebbe apparire, sotto l'egida dell'UST nell'autunno del 2000. L'Ufficio federale di statistica sta anche elaborando gli strumenti destinati al monitoraggio regolare della società dell'informazione, negli aspetti relativi al commercio elettronico (e-commerce), all'utilizzazione delle TI e alla ricerca in questo campo.</p><p>Inoltre, gli uffici federali della cultura, della comunicazione, nonché della formazione professionale e della tecnologia organizzeranno con alcuni sponsor dell'economia privata un concorso dotato di un "premio di sensibilizzazione". Questa misura intende rafforzare la consapevolezza della popolazione sul fossato esistente tra le persone che utilizzano le tecnologie dell'informazione e della comunicazione, e che possono quindi trarne profitto, e le persone che non lo fanno. Verranno premiati progetti e iniziative che si richiamano alla creatività e all'innovazione per facilitare o rendere possibile, l'utilizzazione dei TIC da parte dell'individuo o di un gruppo della popolazione. Si pensa soprattutto a persone che nella loro formazione o vita professionale non sono confrontate con tali tecnologie, come ad esempio i disoccupati, gli abitanti di regioni discoste o le casalinghe. Il premio verrà istituito per la prima volta nel corso dei prossimi mesi e dovrebbe essere conferito per la prima volta nella primavera del 2001. Vi saranno due categorie, di cui una riservata ai giovani allo scopo di sfruttare e onorare adeguatamente le loro particolari potenzialità.</p>  Risposta del Consiglio federale.