<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Sia la legge federale sull'imposta federale diretta (LIFD) che la legge federale sull'armonizzazione delle imposte dirette dei Cantoni e dei Comuni (LAID) partono dal presupposto che fondamentalmente tutti i proventi sono imponibili. Ne fanno eccezione soltanto quei proventi che vengono espressamente esonerati dalla legge. In entrambi gli elenchi, peraltro identici nelle due leggi, (art. 24 LIFD; art. 7 cpv. 4 LAID) gli assegni per figli non figurano.</p><p></p><p>2. I singoli elementi di questi elenchi non sono a disposizione politica in modo incondizionato. Al contrario, per ogni esenzione fiscale di proventi ci si deve chiedere fino a che punto quest'ultima si accorda con il principio dell'imposizione secondo la capacità economica. Questo principio viene tratto dal Tribunale federale dall'articolo 4 Cost. e sviluppa il suo effetto in primo luogo per le imposte dirette. Chi percepisce lo stesso reddito, dovrebbe pagare lo stesso importo di imposte (orizzontale parità di trattamento).</p><p></p><p>Affinché i redditi possano essere paragonati fra di loro, devono essere determinati secondo gli stessi criteri. In linea di massima, ciò significa che tutti i proventi vengono inclusi nella base su cui è calcolata l'imposta. Per questo, negli scorsi anni, sono stati eliminati nella misura del possibile violazioni di questo principio, segnatamente per le rendite dell'assicurazione militare che dal 1994 sono imponibili e le rendite AVS che dal 1995 vengono tenute completamente in linea di conto.</p><p></p><p>3. L'autrice della mozione giustifica la sua richiesta in primo luogo richiamando l'attenzione sull'onere supplementare di famiglie monoparentali con il cambiamento di sistema per quanto riguarda l'imposizione degli alimenti. Il reddito della persona che versa gli alimenti (normalmente il marito) diminuisce grazie alla possibilità di deduzione, mentre quello della persona che beneficia degli alimenti aumenta e con esso la progressione.</p><p></p><p>Il cambiamento di sistema è stato accettato dopo lungo dibattito. In molti Cantoni, nel frattempo i tribunali civili hanno aumentato le aliquote degli alimenti. Ciononostante, questo cambiamento di sistema ha poco a che vedere con gli assegni per figli. La nota problematica dell'imposizione di famiglie monoparentali in precarie condizioni finanziarie ha altre cause: da un lato, in molti Cantoni a seguito delle deduzioni poco elevate, anche persone che vivono sotto il minimo esistenziale devono pagare le imposte, e dall'altro, gli assegni per figli in molti Cantoni, come pure per la Confederazione, non corrispondono ai costi effettivi dei figli. Riguardo a tali questioni prenderà posizione una Commissione peritale istituita dal Dipartimento federale delle finanze presieduta dal professor Locher nel suo rapporto finale che verrà presentato nell'estate 1998. La non considerazione fiscale degli assegni per figli sarebbe però la strada sbagliata per risolvere questo problema.</p><p></p><p>4. Anche il limite di 60'000 franchi di reddito netto è poco plausibile. Sicuramente, si dovrebbe un giorno fissare, per motivi costituzionali, un limite in modo che un reddito supplementare di 100 franchi non abbia un ulteriore onere fiscale di oltre 100 franchi. Inoltre, occorre rilevare che per un reddito netto attorno ai 60'000 franchi l'alleggerimento sarebbe superiore rispetto a un reddito netto di 20'000 franchi. Inoltre, chi non riceve nessun assegno per figli (lavoratori indipendenti, disoccupati, beneficiari di rendite AI) non beneficerebbe di nessun vantaggio fiscale. Infine, l'applicazione del limite d'esenzione richiesto sarebbe complicata poiché al momento in cui il contribuente riempie la dichiarazione d'imposta non sarebbe nemmeno a conoscenza, se il reddito netto (proventi meno i costi professionali e le deduzioni generali) sorpassi o meno il limite "magico".</p><p></p><p>5. Inoltre, la Costituzione prevede che la legge sull'armonizzazione non può contemplare nessun elemento dell'imposizione fiscale; infatti, conformemente all'articolo 42quinquies della Costituzione federale, i Cantoni sono espressamente autonomi nella determinazione delle tariffe e delle aliquote fiscali, come anche degli ammontari esenti da imposta. Un limite di reddito fissato dal legislatore federale per l'esenzione degli assegni per figli non concorderebbe con questa autonomia garantita dalla Costituzione federale in materia di tariffe.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.