<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di adeguare la legge federale concernente l'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari in modo che le persone assoggettate alla vigilanza non debbano più pagare una tassa di vigilanza. Il disavanzo che ne risulta deve essere coperto da imposte generali.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La legge federale concernente l'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (legge sulla vigilanza dei mercati finanziari; LFINMA; RS 956.1) prevede che tutti i costi della FINMA siano a carico degli assoggettati alla vigilanza. La questione sul finanziamento della FINMA da parte della Confederazione (e quindi dei contribuenti) è stata discussa nell'ambito dei dibattiti parlamentari concernenti la LFINMA. Una proposta in tal senso è stata chiaramente respinta dal Consiglio nazionale con 108 voti contrari su 54 favorevoli (BU 2007 N 81 e segg.). Secondo le riflessioni del Consiglio nazionale gli assoggettati alla vigilanza traggono un vantaggio effettivo da tutte le attività dell'autorità di vigilanza, queste attività vengono svolte completamente nell'interesse degli assoggettati alla vigilanza e dei loro clienti e devono quindi essere finanziate da loro. Queste riflessioni risalgono ad appena due anni fa e sono tuttora valide. Il Consiglio federale ritiene quindi che la questione del finanziamento della FINMA da parte della Confederazione non debba essere riesaminata a una distanza così breve dall'approvazione della LFINMA.</p><p>L'interesse degli assoggettati a una forte vigilanza dei mercati finanziari risulta evidente proprio in un contesto di crisi finanziaria. Solo un settore finanziario strettamente sorvegliato testimonia una qualità elevata dei servizi e risveglia la fiducia dei clienti. Questa fiducia torna utile al settore. La tassa di vigilanza non è dunque un'imposta, ma una tassa causale lecita. Siccome l'attività della FINMA viene svolta interamente nell'interesse degli assoggettati alla vigilanza, è giustificato addebitarne i costi.</p><p>Sia la Commissione federale delle banche sia l'Ufficio federale delle assicurazioni private erano finanziati con la riscossione di emolumenti e una tassa di vigilanza. Dal 2006 anche l'Autorità di controllo per la lotta contro il riciclaggio di denaro si era dotata dello stesso regime. I regolamenti concernenti i costi finora applicati dalle tre Autorità precedenti sono stati trasferiti alla FINMA con l'approvazione del Parlamento. Questa soluzione è adottata anche da altre piazze finanziarie importanti - segnatamente dalla Germania, dagli USA e dall'Inghilterra.</p><p>Dato che l'assunzione dei costi generati dall'attività obbligatoria di vigilanza della FINMA è stata interamente disciplinata nella legge e nell'ordinanza, il finanziamento dell'autorità non necessita dell'approvazione dei suoi assoggettati. L'indipendenza della FINMA nei confronti degli assoggettati alla vigilanza non è pertanto compromessa dal finanziamento mediante la loro tassazione. Secondo il Consiglio federale, questo metodo di finanziamento ne rafforza persino l'indipendenza, poiché la FINMA è meno esposta ad eventuali restrizioni di bilancio.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.