<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di adoperarsi maggiormente, in tutte le sedi rilevanti, in particolare presso il Consiglio d'Europa, per il rispetto e l'applicazione del principio di sussidiarietà e la considerazione degli ordinamenti giuridici nazionali nella giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo (Corte EDU).</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il principio di sussidiarietà costituisce un elemento centrale della Convenzione europea dei diritti dell'uomo (CEDU). L'articolo 1 CEDU prevede che gli Stati parte garantiscano a chiunque possa far valere una violazione della convenzione il diritto a un ricorso effettivo dinanzi a un'autorità nazionale. Il principio di sussidiarietà è parimenti espresso all'articolo 35, secondo il quale è possibile adire la Corte europea dei diritti dell'uomo (Corte EDU) soltanto dopo aver esaurito le vie di ricorso interne.</p><p>Dalla sua adesione alla CEDU, la Svizzera si adopera, con altri Stati parte, a rafforzare la sussidiarietà del meccanismo di controllo. Nel febbraio 2010 ha organizzato a Interlaken una conferenza ministeriale sul futuro della Corte EDU. La dichiarazione adottata in tale occasione esige in particolare che la Corte EDU applichi in maniera uniforme e rigorosa i criteri di ricevibilità per non diventare un tribunale di quarta istanza. Gli Stati parte hanno confermato e concretizzato tali obiettivi nell'ambito di tre altre conferenze: Izmir (2011), Brighton (2012) e Bruxelles (2015). Il protocollo numero 15, evocato dall'autore della mozione, sancisce il principio di sussidiarietà nel preambolo della CEDU e rammenta agli Stati parte che sono tenuti a rispettare le garanzie della CEDU a livello nazionale. Il 6 marzo 2015 il Consiglio federale ha proposto al Parlamento di approvare il protocollo numero 15.</p><p>Le dichiarazioni delle conferenze ministeriali e il protocollo numero 15 hanno permesso di fissare il principio secondo cui la Corte EDU deve dar prova di cautela, conformemente al principio di sussidiarietà. Il Consiglio federale non ritiene pertanto opportuno né realistico modificare ancora una volta la convenzione. La Svizzera, nel rispetto dell'indipendenza della Corte EDU, continuerà tuttavia ad adoperarsi in maniera appropriata affinché essa rispetti debitamente il principio di sussidiarietà. Il Consiglio federale sostiene pertanto la richiesta avanzata dall'autore della mozione.</p>  Il Consiglio federale propone di accogliere la mozione.