<h2>InitialSituation<h2><p><b>Comunicato stampa del Consiglio federale del 05.06.2015</b></p><p><b>Il Consiglio federale chiede obblighi di diligenza estesi per impedire l'accettazione di valori patrimoniali non dichiarati </b></p><p><b>In futuro, in occasione dell'accettazione di valori patrimoniali, le banche e gli altri intermediari finanziari dovranno soddisfare obblighi di diligenza estesi e impedire così l'afflusso di valori patrimoniali non dichiarati. In data odierna il Consiglio federale ha trasmesso al Parlamento il relativo messaggio concernente la modifica della legge sul riciclaggio di denaro. </b></p><p>I nuovi obblighi di diligenza devono impedire l'afflusso di valori patrimoniali non dichiarati in Svizzera quale parte del dispositivo per una piazza finanziaria conforme sotto il profilo fiscale. Devono valere per clienti di Paesi in cui i futuri accordi per lo scambio automatico di informazioni relative ai conti finanziari non saranno applicati. Ciò significa, in primo luogo, che non si applicherà ai clienti con il cui Paese di provenienza la Svizzera ha introdotto lo scambio automatico di informazioni. Vi sono pure compresi i clienti statunitensi, dato che la FACTA di fatto include anche un accordo sullo scambio automatico di informazioni relative a conti finanziari. Questi obblighi di diligenza non si applicheranno però a clienti residenti fiscalmente in Svizzera.</p><p>Per tutti gli altri clienti, all'accettazione di valori patrimoniali gli intermediari finanziari devono stabilire tramite un esame basato sui rischi se tali valori sono dichiarati. I dettagli dell'esame basato sui rischi dovranno essere fissati dalle autorità di vigilanza e dall'autodisciplina riconosciuta. Se sulla base di un tale esame l'intermediario finanziario dovesse presumere che un cliente gli propone valori patrimoniali non dichiarati, per clienti nuovi deve rifiutare la relazione d'affari. Per i clienti esistenti, la proposta di valori patrimoniali non dichiarati fa sorgere il sospetto che anche i valori patrimoniali del cliente già depositati presso l'intermediario finanziario non siano dichiarati. In questo caso, l'intermediario finanziario deve quindi chiarire la conformità sotto il profilo fiscale anche di questi valori patrimoniali tramite un esame basato sui rischi. Se il chiarimento porta a presumere che vi siano effettivamente valori patrimoniali non dichiarati, il cliente deve provare all'intermediario finanziario la conformità sotto il profilo fiscale o regolarizzare la sua situazione entro un congruo termine. Se il cliente non vi riesce entro il termine impartito, l'intermediario finanziario è tenuto a sciogliere la relazione d'affari. Non vi è scioglimento della relazioni d'affari nei casi in cui il cliente non ha la possibilità di dimostrare la conformità sotto il profilo fiscale del suo patrimonio né che la sua situazione dal punto di vista del diritto fiscale venga regolarizzata senza subire svantaggi non sostenibili. </p><h2>Proceedings<h2><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 02.12.2015</b></p><p><b>Fondi non dichiarati, "no" a maggiori obblighi per banche </b></p><p><b>(ats) Il Parlamento non ne vuole sapere di estendere gli obblighi di diligenza per le banche al fine di impedire l'arrivo in Svizzera di valori patrimoniali non dichiarati. Dopo il Nazionale, oggi anche il Consiglio degli Stati - con 28 voti contro 15 - ha deciso di non entrare in materia sulla modifica della Legge sul riciclaggio di denaro.</b></p><p>Secondo la maggioranza, la proposta comporterebbe oneri supplementari per gli ambienti interessati, che hanno chiaramente manifestato la propria opposizione al progetto. Il costo della sua messa in opera sarebbe peraltro importante per il settore bancario, pregiudicando la sua competitività poiché la Svizzera sarebbe la sola a introdurre gli obblighi previsti dalla riforma legislativa, ha ricordato il relatore della commissione Pirmin Bischof (PPD/SO).</p><p>Una minoranza ha invece tentato - senza esito - di convincere i colleghi che il progetto è in linea con la strategia del "denaro pulito" perseguita dal Consiglio federale. Anche la consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf ha difeso il testo, spiegando l'importanza di regolarizzare la situazione con gli Stati con i quali non esistono accordi per lo scambio automatico di informazioni.</p><p>Le disposizioni del progetto respinto sarebbero state valide solo per clienti di Paesi con i quali non esistono accordi per lo scambio automatico di informazioni fiscali. Non sarebbero stati applicati invece a clienti residenti fiscalmente in Svizzera.</p><p>Concretamente, all'accettazione di valori patrimoniali, gli intermediari finanziari avrebbero dovuto stabilire mediante un esame basato sui rischi se tali patrimoni fossero stati dichiarati. Se il chiarimento avrebbe portato a presumere che fossero effettivamente valori patrimoniali "in nero", il cliente avrebbe dovuto regolarizzare la sua situazione entro un congruo termine, pena la rescissione della relazione di affari.</p><p><b>Informazioni</b></p><p>Katrin Marti, segretaria della commissione, 058 322 94 72, <a href="mailto:wak.cer@parl.admin.ch">wak.cer@parl.admin.ch</a></p><p><a href="http://www.parlament.ch/i/organe-mitglieder/kommissionen/legislativkommissionen/kommissionen-wak/Pagine/default.aspx">Commissione dell'economia e dei tributi (CET)</a></p>