<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale segue con attenzione e preoccupazione l'evoluzione della situazione nel </p><p>Vicino Oriente. Nella sua veste di Stato contraente delle Convenzioni di Ginevra, la Svizzera si </p><p>impegna risolutamente a favore del rispetto del diritto internazionale e concentra segnatamente i </p><p>suoi sforzi per lenire le sofferenze delle vittime palestinesi della grave crisi attuale. La politica </p><p>umanitaria della Svizzera dispone di più strumenti, fra i quali il sostegno finanziario agli attori </p><p>umanitari (CICR, UNRWA, per esempio) e gli interventi bilaterali fondati sull'articolo 1 comune </p><p>alle Convenzioni di Ginevra, in virtù dei quali i 189 Stati partecipanti "si impegnano a rispettare e </p><p>a fare rispettare queste convenzioni in qualsiasi circostanza". La coerenza di questa politica si </p><p>manifesta parimenti nell'applicazione della legge federale sull'esportazione di materiale bellico.</p><p></p><p>L'azione della Svizzera quale depositaria delle Convenzioni di Ginevra si iscrive nell'ambito delle </p><p>attribuzioni del depositario previste dal diritto internazionale; i suoi compiti consistono </p><p>principalmente nell'informare e se del caso consultare gli Stati contraenti. La Lega dei Paesi Arabi </p><p>ha invitato gli Stati contraenti alle Convenzioni di Ginevra a riunirsi nuovamente "nell'ottica della </p><p>situazione del terreno, in applicazione della sua decisione del 15 luglio 1999, per garantire il </p><p>rispetto della Quarta Convenzione di Ginevra nel Territorio palestinese occupato, compresa </p><p>Gerusalemme Est". Inoltre, riunita in sessione d'urgenza il 20 ottobre 2000, l'Assemblea generale </p><p>delle Nazioni Unite ha adottato la risoluzione ES-10/7, che invita in particolare "il depositario della </p><p>Quarta Convenzione di Ginevra a informarsi in merito all'evoluzione della situazione umanitaria </p><p>sul terreno conformemente alla dichiarazione adottata il 15 luglio 1999 dalla summentovata </p><p>Conferenza delle Alte Parte contraenti alla Convenzione, per fare rispettare la Convenzione in </p><p>qualsiasi circostanza, conformemente all'articolo 1 comune alle quattro Convenzioni".</p><p></p><p>1. La Svizzera ha chiesto agli Stati contraenti il loro parere sull'opportunità e se </p><p>del caso sugli obiettivi di una nuova riunione della prospettata Conferenza </p><p>nell'ottica dell'evoluzione della situazione umanitaria sul terreno. Spetta agli </p><p>Stati contraenti pronunciarsi sul seguito da dare a una simile proposta; quanto </p><p>al processo successivo, esso dipenderà dalle risposte ricevute. Allo stadio </p><p>attuale non si prevede la tenuta di una simile Conferenza degli Stati contraenti </p><p>alle Convenzioni di Ginevra sotto l'egida dell'ONU, organizzazione che </p><p>dispone di meccanismi propri per trattare la questione palestinese.</p><p></p><p>2. Di fatto il compito del depositario non rientra nell'ambito dei buoni uffici, ma si </p><p>fonda sulle attribuzioni proprie previste dalla legislazione.</p><p></p><p>3. Come la stragrande maggioranza della comunità internazionale, la Svizzera </p><p>non fonda le sue posizioni sulla risoluzione n. 181 del Consiglio di sicurezza, </p><p>bensì sulle risoluzioni n. 242 (novembre 1967) e n. 338 (settembre 1973) del </p><p>Consiglio di sicurezza. L'obiettivo dei negoziati israelo-palestinesi nell'ambito </p><p>stabilito dalla "Dichiarazione di principio" di Washington del 1993 è di attuare </p><p>queste due risoluzioni e stabilisce pertanto il principio di base di questi </p><p>negoziati, ossia "Land for peace". Il Consiglio federale rimane convinto che il </p><p>proseguimento senza indugi dei negoziati sulla base di questo principio è </p><p>l'unico modo di dare una soluzione ai problemi che sono all'origine del conflitto </p><p>tra Palestinesi e Israeliani. La Svizzera incoraggia le parti a intraprendere tutto </p><p>per giungere a un rapido accordo sulla base delle pertinenti risoluzioni del </p><p>Consiglio di scurezza. Tale accordo dovrebbe comprendere:</p><p></p><p>- la creazione di un Stato palestinese sovrano, democratico e pacifico su un </p><p>territorio vitale;</p><p>- una capitale palestinese a Gerusalemme Est;</p><p>- le linee direttrici di una soluzione alla questione dei rifugiati nell'ambito </p><p>stabilito dal diritto internazionale.</p><p></p><p>4. Nell'ambito delle sue relazioni bilaterali con Israele la Svizzera ha già </p><p>effettuato numerosi interventi in merito alle violazioni delle Convenzioni di </p><p>Ginevra e continuerà ad adoperarsi a favore del rispetto di queste </p><p>Convenzioni.</p><p></p><p>5. Il Consiglio federale non ritiene opportuno - né dal profilo della politica estera </p><p>né da quello della politica di sicurezza e della difesa nazionale - di cessare </p><p>ogni cooperazione militare con Israele. Una simile decisione non </p><p>contribuirebbe peraltro affatto al componimento del conflitto israelo-</p><p>palestinese. Inoltre in applicazione della pertinente legislazione federale, la </p><p>Svizzera non esporta di massima materiale bellico verso Israele.</p><p></p><p>Dalle osservazioni che precedono risulta che il Consiglio federale intraprende tutto quanto è in </p><p>suo potere per promuovere e rafforzare il rispetto delle Convenzioni di Ginevra e per contribuire </p><p>alla conclusione del processo di pace nel Vicino Oriente. Il Consiglio federale è peraltro convinto </p><p>che il rispetto del diritto è costitutivo di una pace giusta e duratura.</p><p></p><p>Il Consiglio federale adempie sin d'ora taluni obiettivi della mozione. Nondimeno il </p><p>Consiglio federale non ritiene opportuno né auspicabile avviare i passi </p><p>preconizzati dall'autore della mozione e propone pertanto il rigetto della mozione, </p><p>il cui oggetto costituisce comunque un ambito che rientra nella competenza </p><p>originaria del Consiglio federale in materia di politica estera.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.