<h2>SubmittedText<h2><p>L'amministrazione federale sta elaborando un piano d'azione sui pesticidi che sarà varato dal Consiglio federale alla fine del 2016. La Confederazione, insieme al canton Berna, ha però già approvato un progetto sulle risorse "Pesticidi". I costi del progetto ammontano complessivamente a 62,7 milioni di franchi, di cui 52,1 milioni sono finanziati dalla Confederazione e 10,6 milioni dal canton Berna. Il progetto si prefigge di ridurre i rischi per l'ambiente e le acque superficiali correlati ai pesticidi. A partire dal 2017, gli agricoltori del canton Berna potranno partecipare al progetto a titolo facoltativo. Il programma sulle risorse già approvato ha risvolti negativi. Se solo altri 10 cantoni avviassero un programma di questo tipo, oltre 500 milioni di franchi di fondi della Confederazione non sarebbero più disponibili per altri compiti. Ci si chiede pertanto quale sia l'efficacia di singoli provvedimenti e quali sistemi di produzione agricoli beneficerebbero di queste sovvenzioni.</p><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti.</p><p>1. Quasi tutte le misure previste dal progetto sono già realizzabili o vengono applicate da anni con successo e, volendo, potrebbero essere attuate in modo del tutto economico (cooperazione, collaborazione interaziendale, impiego di programmi esistenti). Perché è comunque necessario condurre questo programma sulle risorse?</p><p>2. Qual è il carattere innovativo di questo programma?</p><p>3. Come sarà effettuato concretamente il controllo dell'efficacia?</p><p>4. Come si può garantire che fra sei anni, quando non verranno più versate le indennità finanziate dai contribuenti, i provvedimenti continueranno a essere attuati?</p><p>5. Le note misure di riduzione dei rischi non sono forse state finora adottate nell'agricoltura, sicché è necessario un simile progetto?</p><p>6. Con questo progetto non viene forse coperto l'intero rischio delle aziende, senza che l'agricoltura assuma pienamente le proprie responsabilità per ridurre i prodotti fitosanitari?</p><p>7. Perché non vengono creati incentivi affinché gli agricoltori partecipino fin dall'inizio a uno dei programmi di label esistenti (IP-Suisse o Bio-Suisse)?</p><p>8. Se raddoppiasse la partecipazione dei produttori a entrambi i programmi di label IP-Suisse e Bio-Suisse, in che misura le quantità di prodotti fitosanitari nonché i rischi per l'ambiente e le acque superficiali correlati ai pesticidi verrebbero ridotti?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il programma sulle risorse ai sensi degli articoli 77a e 77b della legge sull'agricoltura ha lo scopo di individuare, attraverso progetti di portata e durata limitate, come è possibile sostenere gli attori della filiera agroalimentare nei loro sforzi per una produzione rispettosa delle risorse. I progetti devono comportare miglioramenti quantificabili nel comprensorio in cui vengono realizzati e indicare alla Confederazione come possono essere applicati a livello nazionale i benefici in termini di sostenibilità. Se le misure testate in tali progetti danno buoni risultati in termini di idoneità alla pratica, efficacia e accettazione, vengono sviluppate al fine di essere inserite nella politica agricola svizzera.</p><p>1./2./5. Stando alle analisi, nei corsi d'acqua svizzeri possono essere riscontrate concentrazioni elevate di prodotti fitosanitari (PF) con possibili effetti negativi sulla loro ecologia. Il piano d'azione per la riduzione del rischio e l'utilizzo sostenibile dei prodotti fitosanitari (PA PF), attualmente in fase di elaborazione, rileva gli ambiti in cui vi è necessità d'intervento e abbozza una serie di misure possibili che potrebbero contribuire a migliorare la situazione. Il progetto lanciato dal canton Berna fornirà importanti conoscenze ed esperienze per attuare il PA PF in modo pratico ed efficiente. In particolare, il progetto illustrerà l'accettazione delle misure nella pratica, gli ostacoli nell'attuazione (esecuzione incl.), l'economicità e il migliore rapporto costi-benefici al di là di tutte le misure. Un'analisi e un accompagnamento scientifici illustreranno con quali misure e dove è possibile ottenere l'effetto maggiore nonché dove possono sorgere difficoltà per una futura esecuzione. Il progetto consente in tal modo di acquisire informazioni per concretizzare e precisare le misure fitosanitarie non chimiche conformemente all'articolo 18 capoverso 1 dell'ordinanza sui pagamenti diretti (OPD). Queste conoscenze sono fondamentali nell'ottica di un'eventuale applicazione su scala nazionale di misure volte a ridurre il rischio correlato all'utilizzo di PF. Soltanto attraverso una gamma sufficiente e ampia di prodotti fitosanitari non chimici sarà possibile, a medio e lungo termine, ridurre l'impiego di PF in maniera permanente.</p><p>3. L'efficacia delle misure sarà dimostrata monitorando i tenori di PF nelle acque e lo stato biologico dei corsi d'acqua. Le immissioni di PF da fonti diffuse saranno analizzate in almeno un comprensorio rappresentativo. La rilevazione delle immissioni di PF in quattro deflussi di impianti di depurazione delle acque mostrerà in quale misura i provvedimenti contribuiscono a ridurre le immissioni da fonti puntuali. Rilevazioni di dati sulla gestione e su parametri idrologici consentiranno un'interpretazione e un'analisi approfondite dei valori delle misurazioni nei corsi d'acqua e aiuteranno a elaborare soluzioni per ridurre i rischi e sviluppare una nuova gestione aziendale adeguata alle condizioni locali.</p><p>4. Il canton Berna, come qualsiasi altro promotore di un progetto sulle risorse, deve indicare nella rispettiva domanda o al più tardi tre anni dopo l'inizio della realizzazione come intende garantire il mantenimento dell'effetto ottenuto nel progetto anche dopo la sua conclusione. A questo proposito il canton Berna punta su una combinazione tra investimenti a lungo termine, ad esempio in tecniche per la lotta meccanica alle malerbe, formazione, trasferimento delle conoscenze ed esperienza ampliata degli agricoltori. Presenterà un concetto vincolante dopo tre anni di realizzazione. Qualora esso venisse ritenuto insufficiente o inattendibile, la Confederazione trarrà le debite conclusioni.</p><p>6. Gli importi dei contributi per le singole misure sono stati fissati dall'ente promotore in modo da ottenere il numero di aziende necessario per acquisire le conoscenze e generare gli effetti nonché per raggiungere gli obiettivi del progetto. Si basano su stime sul maggior dispendio per gli agricoltori nonché sui rischi di perdita di raccolto e contengono altresì una componente incentivante. Se la partecipazione dovesse crescere oltre le aspettative, è possibile adeguare i contributi. Nel quadro del progetto vengono valutati anche i singoli importi dei contributi per verificarne l'idoneità a essere eventualmente integrati in un sistema d'incentivi a livello nazionale. I costi del progetto preventivati costituiscono il tetto delle spese. Attualmente si presuppone che il budget non verrà superato.</p><p>7. La partecipazione ai programmi label è determinata in primo luogo dalle possibilità di creare plusvalore sul mercato. La potenziale quota di mercato dei prodotti label nel segmento di prezzi superiore è limitata per natura. Oggi esistono un equilibrio e un effetto sinergico tra gli incentivi statali e le prescrizioni sulle label. Una promozione statale troppo forte potrebbe intaccare questo equilibrio a scapito dei profitti sul mercato. Il progetto bernese si prefigge di testare nuovi metodi e sistemi di produzione che migliorino la sostenibilità nel suo insieme. Oltre a una riduzione dell'utilizzo di sostanze ausiliarie e al miglioramento del bilancio delle sostanze nutritive ciò comprende, ad esempio, anche la riduzione dell'impronta di CO2.</p><p>8. Sulla base dei dati disponibili non è possibile rispondere a questa domanda. Mancano indicazioni su quali e quanti PF vengono attualmente utilizzati nelle aziende dedite all'agricoltura biologica e alla produzione integrata. Sostanzialmente si pone la domanda se sia realistico pensare a un raddoppio della partecipazione ai programmi label, in particolare nelle colture speciali. Una rinuncia ai PF in questo ramo di produzione rappresenta una sfida ambiziosa. Nella pratica restano ancora molti problemi da risolvere. I progetti sulle risorse incentrati sul tema dei PF possono contribuire anche in questo caso a colmare le lacune.</p>  Risposta del Consiglio federale.