<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il 17 maggio 2002, Swisscom ha annunciato la chiusura dei call center nazionali di Thun, Lucerna, Baden, Porrentruy e Friborgo nonché il servizio d'informazione internazionale di Ginevra. Swisscom ha motivato il raggruppamento dei centri con un calo della domanda di servizi d'informazione e con la necessità di snellire le sue strutture. Negli ultimi quattro anni, il numero delle chiamate è diminuito di circa il 30% e questa tendenza al ribasso dovrebbe continuare anche in futuro, a causa della crescente concorrenza e dei nuovi strumenti informatici come Internet o il CD-Rom. Tuttavia, la struttura del servizio d'informazione, risalente ancora ai tempi delle PTT con le sue 17 sedi in tutta la Svizzera, non è stata a tutt'oggi adeguata al nuovo volume di chiamate. Negli ultimi anni, per far fronte a questo calo, si sono potute recuperare parzialmente le perdite con dei risparmi a livello di costi variabili. Swisscom però, si trova oggi confrontata con la realtà dei fatti che impone ulteriori adeguamenti anche nell'ambito dei costi fissi, con la conseguente chiusura di alcuni centri regionali. I 2,6 milioni di franchi annunciati rappresentano i risparmi annuali provenienti dalla riduzione dei call center. Per abbassare ulteriormente i costi e per assicurare il risultato anche a lungo termine, sono previsti nuovi provvedimenti nell'ambito dei costi variabili e nelle automatizzazioni del servizio. </p><p>Swisscom intende procedere alla chiusura dei call center in modo accettabile sul piano sociale. Ad ogni modo, non sono previsti né una riduzione dei posti di lavoro né licenziamenti. Alla maggior parte dei collaboratori delle sedi in cui è prevista la chiusura verrà infatti offerto un nuovo posto di lavoro in un altro call center. Alla fine di giugno, a seguito delle trattative con i sindacati, Swisscom ha fatto ulteriori concessioni a favore dei dipendenti interessati dal provvedimento. Così, la soppressione delle sedi è stata rinviata di otto mesi (al più tardi entro il 31 agosto 2003) e i collaboratori che accetteranno il trasferimento in un'altra sede riceveranno un'indennità forfetaria e una compensazione del tempo di viaggio supplementare. Inoltre, Swisscom offre provvedimenti di riqualificazione professionale per coloro che, accettando il trasferimento in un altro call center, dovessero subire conseguenze importanti per la loro situazione personale e famigliare. I dipendenti interessati otterranno inoltre il sostegno di Swisscom nella ricerca di un nuovo posto di lavoro e una compensazione finanziaria per un eventuale salario inferiore.</p><p></p><p>2. Nei confronti dei Cantoni interessati, Swisscom è cosciente delle sue responsabilità aziendali. Per questo motivo, essa cura in modo particolare i rapporti con le autorità cantonali, informandole sulle intenzioni e sulle decisioni dell'azienda che hanno poi importanti ripercussioni su tutta la popolazione. Swisscom però, nelle sue attività, deve pure considerare e sorvegliare gli andamenti borsistici e questo può influenzare la scelta del momento opportuno per le dichiarazioni al pubblico. Il Consiglio federale è del parere che Swisscom debba informare il più presto possibile le autorità comunali e cantonali interessate da rilevanti ristrutturazioni aziendali. Il Collegio ha reso noto al pubblico le aspettative dell'azienda in merito. Nel caso della chiusura dei call center però, l'informazione è purtroppo giunta solo all'ultimo momento, a causa dei ritardi non preventivati accumulati nel raccogliere i dati che hanno portato alla decisione. In futuro, in casi simili Swisscom s'impegnerà a contattare più rapidamente i diretti interessati.</p><p></p><p>3. Per giungere alla decisione di chiusura di alcuni centri regionali, sono stati determinanti due criteri: in primo luogo l'attenzione nei confronti delle regioni periferiche ha portato al mantenimento delle sedi di Sion, Neuchâtel, Coira, Rapperswil e Lugano; in secondo luogo, per garantire al personale soluzioni accettabili, si sono mantenute le sedi di Bienne, Berna e Olten. Una concentrazione dei servizi d'informazione esclusivamente nelle regioni periferiche avrebbe avuto conseguenze inaccettabili per il personale, in quanto non sarebbe stato possibile offrire a molti collaboratori una valida alternativa in un altro call center. Per questo motivo, Swisscom ha deciso di mantenere le sedi di Bienne, Berna e Olten. Con questa decisione, tutti i dipendenti del servizio d'informazione nazionale hanno ricevuto, in linea di massima, un'offerta di lavoro in un altro call center. In relazione alla chiusura della sede di Porrentruy, si è considerata la possibilità di trasferire i collaboratori interessati nella sede di Bienne. Considerata la grandezza del centro di Porrentruy, non sarebbe stato possibile sostenere economicamente il mantenimento o l'ampliamento della sede. Inoltre, le possibilità di reclutare personale poliglotta sarebbero state limitate. Ai dipendenti di Thun può essere offerto un trasferimento a Berna senza costi supplementari per l'ampliamento di quest'ultimo. Del resto, Swisscom collabora con successo, insieme alla Posta, le FFS, la Confederazione e la Conferenza dei direttori cantonali dell'economia pubblica, al progetto "creazione di nuovi posti di lavoro nelle regioni periferiche".</p><p></p><p>4. I Comuni, per aggiudicarsi l'insediamento di imprese sul proprio territorio, sono in continua concorrenza tra di loro. Offrendo condizioni preferenziali alle aziende in cerca di una sede d'esercizio, i Comuni fanno uso di un efficace strumento persuasivo. La sede del call center di Porrentruy si trova in una posizione centrale del paese e non è occupata esclusivamente da Swisscom. Di conseguenza, in caso di soppressione del centro, non è previsto alcun risarcimento per le autorità di Porrentruy.</p>  Risposta del Consiglio federale.