<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Domande 1+2</p><p></p><p>La situazione della Svizzera in materia di sicurezza richiede una valutazione costante. I diversi potenziali di minaccia nonché i provvedimenti da adottare devono essere posti in un ambito globale che include la ricerca di una soluzione totale nonché una strutturazione e un'ottimizzazione delle cooperazioni nazionali e internazionali. </p><p></p><p>La Svizzera è interessata ad ampliare e istituzionalizzare la collaborazione con l'UE nei campi della polizia e della giustizia nonché in quelli dell'asilo e dell'immigrazione. Tali campi sono parte integrante degli accordi di Schengen e Dublino che, per effetto dell'accordo di Amsterdam, furono in gran parte trasposti nel diritto comunitario dell'UE. Un elemento fondamentale di tali accordi consiste nell'istituzione di uno "spazio della libertà, della sicurezza e del diritto" senza confini interni. Tuttavia, ciò non significa semplicemente un'apertura dei confini. Gli accordi di "Schengen/Dublino" apportano piuttosto un cambiamento della filosofia di controllo. Lo smantellamento formale dei controlli stazionari delle persone ai confini interni viene sostituito da provvedimenti collaterali. Detti accordi prevedono al riguardo un miscuglio di misure di polizia e di tecnica d'investigazione, rilevanti ai fini della migrazione e dell'asilo. A ciò s'aggiunge il rafforzamento dei controlli ai confini esterni degli Stati membri di Schengen, la sorveglianza transfrontaliera e l'inseguimento di fuggitivi oltre il confine, l'attribuzione reciproca di funzionari di collegamento, l'introduzione di una coordinazione tra le amministrazioni per la sorveglianza dei confini (funzionari di collegamento, istruzione del personale), il rafforzamento della cooperazione tra le autorità di giustizia nonché l'istituzione del sistema di informazione di Schengen (SIS). Attualmente sono in corso dei chiarimenti interni per stabilire il genere dei provvedimenti nazionali supplementari da adottare in Svizzera. Gli accordi lasciano agli Stati membri ampia libertà di strutturare essi stessi tali provvedimenti. In primo piano v'è la prevista sostituzione dei controlli statici al confine con controlli mobili all'interno del paese; detti controlli delle persone, effettuati indipendentemente dall'esistenza di un sospetto, sono tuttavia oggetto di contestazioni. Il Corpo delle guardie di confine esegue praticamente già oggi, con successo, dei controlli di tal genere.</p><p></p><p>D'altronde, in Svizzera i controlli delle merci saranno mantenuti nonostante gli accordi di "Schengen/Dublino".I controlli delle persone in correlazione con i controlli delle merci, ad esempio ai fini dell'identificazione e della classificazione delle merci trasportate, potranno pertanto essere effettuati anche in avvenire. </p><p></p><p>Solo al termine dei lavori di VSSIS (progetto di verifica del sistema di sicurezza interna della Svizzera), e tenuto conto della trasposizione concreta dei risultati dei negoziati ottenuti con l'UE, si potrà giudicare definitivamente se una partecipazione al sistema di sicurezza di Schengen apporterà alla Svizzera maggior sicurezza.</p><p></p><p>Secondo le conoscenze odierne, l'applicazione del "Acquis"di Schengen nel campo della lotta alla criminalità apporterebbe alla Svizzera i seguenti vantaggi:</p><p></p><p>* Da rapporti precedenti e dall'analisi della situazione VSSIS risulta che se la Svizzera vuole affrontare in modo ottimale le questioni della sicurezza che si pongono nel contesto internazionale e non diventare un'isola per attività criminali in Europa, essa deve assolutamente far affidamento su una cooperazione rafforzata con l'UE nel campo della polizia e in quello della giustizia. Le possibilità di strutturare la collaborazione transfrontaliera a livello bilaterale e multilaterale con i nostri paesi limitrofi in materia di polizia e di giustizia, fuori dalla cooperazione con Schengen, sono esaurite. Le forme di cooperazione esistenti costituiscono in vero una base importante per il miglioramento della sicurezza interna del nostro Paese; esse non possono tuttavia compensare gli svantaggi della non-partecipazione al sistema di sicurezza di Schengen e quindi garantire ottimamente la sicurezza interna.</p><p></p><p>* Inoltre, vista la criminalità transfrontaliera in costante aumento, lo scambio attualmente limitato di informazioni tra la Svizzera e gli Stati membri dell'UE costituisce un notevole deficit per il nostro Paese. Il sistema d'informazione di Schengen (SIS) permette una ricerca transfrontaliera di persone e oggetti a livello europeo per il tramite di banche di dati elettroniche; a tal riguardo i calcolatori nazionali sono allacciati al calcolatore centrale di Strasburgo. Le autorità di polizia, di confine e quelle d'immigrazione possono consultare singoli dati direttamente dalla loro sede. Il SIS viene riconosciuto da periti degli Stati membri dell'UE quale passo importante nella lotta alla criminalità nazionale e internazionale. L'accesso al SIS è apprezzato anche dagli uffici di polizia giudiziaria svizzeri.</p><p></p><p>L'inclusione del nostro Paese nel dispositivo di sicurezza di Schengen preverrebbe quindi il pericolo che la Svizzera diventi la piattaforma della criminalità organizzata transfrontaliera e del terrorismo internazionale in Europa. Ciò garantirebbe inoltre la partecipazione integrale della Svizzera ad un sistema moderno e interoperativo di lotta alla criminalità e al suo futuro sviluppo. Ricapitolando, una partecipazione agli accordi di "Schengen/Dublino" è perciò indubbiamente nell'interesse della sicurezza della Svizzera.</p><p></p><p></p><p>Domanda 3</p><p></p><p>Attualmente l'Amministrazione federale delle dogane (AFD), con il personale del servizio civile e quello del Corpo delle guardie di confine, in uniforme e armato, è responsabile del passaggio del confine per le persone e le merci. Nel traffico ferroviario internazionale e negli aeroporti internazionali il controllo delle persone spetta ai corpi di polizia cantonali competenti in loco. Il Cgcf si occupa principalmente del settore del traffico viaggiatori che concerne la polizia di confine e quella di sicurezza. Già oggi il Cgcf non opera solo in modo statico ai valichi di confine, ma anche in modo dinamico in tutta l'area di confine nella quale esso esegue dei controlli. Al momento attuale non si può ancora prevedere nei dettagli come sarà modificato il mandato del Cgcf con l'adozione degli accordi di "Schengen/Dublino". L'AFD dovrà garantire anche in avvenire, nel modo abituale, i suoi compiti in materia di controllo delle merci. In quale misura il Cgcf dovrà ampliare i suoi controlli volanti nell'area di confine, controlli da effettuarsi indipendentemente dagli avvenimenti, e quale forma di collaborazione dovrà essere prevista d'intesa con gli uffici cantonali, è attualmente oggetto di chiarimenti interni nell'ambito di VSSIS. Il Cgcf continuerà ad esercitare una funzione attiva anche se dopo l'adozione degli accordi di "Schengen/Dublino" fossero reintrodotti temporaneamente dei controlli al confine per casi straordinari e di emergenza in materia di polizia di sicurezza (p.es. per combattere malattie e epidemie o per altri avvenimenti particolari come il Forum economico di Davos, l'OMC di Ginevra oppure per determinate manifestazioni sportive e di musica rock).</p><p>D'altronde, il Cgcf fornisce già oggi un importante contributo alla sicurezza interna. Ciò si riflette nei suoi successi. L'anno scorso esso è dovuto intervenire circa 270'000 volte. Al confine, 110'000 persone sono state respinte e circa 30'000 delinquenti sono stati consegnati alla polizia. Furono inoltre accertate 3'650 infrazioni alla legge sugli stupefacenti.</p><p></p><p></p><p>Domanda 4</p><p></p><p>Il Consiglio federale ha preso atto della sottodotazione di personale del Cgcf e ha incaricato l'organo direttivo in materia di sicurezza di elaborare entro la fine del mese di maggio 2001 una visione d'insieme delle risorse nel campo della sicurezza. Quest'ultima costituisce la base decisionale per l'adozione di eventuali provvedimenti. Nell'ambito della sicurezza interna anche il DFGP e il DDPS hanno chiesto un maggiore effettivo di personale.</p><p></p><p></p><p></p><p></p><p></p><p></p><p>Domanda 5</p><p></p><p></p><p></p><p></p><p></p><p></p><p>Domanda 6</p>  Risposta del Consiglio federale.