<h2>SubmittedText<h2><p>Sembrerebbe che nel quadro dell'acquisto di nuovi aerei da combattimento e di un nuovo sistema di difesa terra-aria, il DDPS, sulla base del rapporto di un alto funzionario da molto tempo contrario agli affari di compensazione, intenda rinunciare alla prassi degli affari di compensazione pari al 100 per cento del valore contrattuale. Le conclusioni del summenzionato rapporto sono tuttavia smentite dal rapporto redatto dal professor Friedli dell'Università di San Gallo. Rinunciare agli affari di compensazione che vanno a favore dell'industria civile e della ricerca equivale a privare la Svizzera di un notevole numero di nuove commesse nonché di nuovi posti di lavoro. Renderebbe inoltre praticamente impossibile la ripartizione equilibrata degli affari di compensazione tra le regioni del Paese. Attenersi alla summenzionata prassi consente per contro all'industria di accedere non soltanto al settore militare, ma anche alla fitta rete di fornitori dei produttori di velivoli. Senza pregiudizi per la competitività. Il DDPS non sta forse imboccando la strada sbagliata?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Gli affari di compensazione (offset) devono essere giustificati in termini di politica di sicurezza. Il loro scopo è di rafforzare la base industriale e tecnologica svizzera rilevante per la sicurezza attraverso l'accesso a nuove tecnologie e a nuovi mercati. Inoltre possono garantire posti di lavoro e aumentare il gettito fiscale. Anche se si tratta di effetti economici auspicabili, non possono avere un'influenza determinante nell'ambito degli acquisti d'armamento.</p><p>Gli affari di compensazione generano maggiori costi per il fabbricante (p. es. un costruttore di aerei) e quindi prezzi più elevati per il cliente (in questo caso la Confederazione). È inoltre discutibile che, con un volume del contratto così elevato come nel caso dell'acquisto di nuovi aerei da combattimento, commesse pari al 100 per cento del valore contrattuale possano essere assorbite interamente da parte di imprese svizzere entro i tempi previsti, tanto più che si tratta di commesse supplementari e non di uno spostamento di normali flussi commerciali.</p><p>Questa situazione ha indotto il Consiglio federale a chiedere affari di compensazione diretti (forniture per il prodotto da acquistare) pari al 20 per cento del valore contrattuale dell'acquisto di nuovi aerei da combattimento e affari di compensazione indiretti pari al 40 per cento nell'ambito della base industriale e tecnologica svizzera rilevante per la sicurezza. Tali affari di compensazione servono a rafforzare la base tecnologica e industriale rilevante per la sicurezza in Svizzera e sono quindi direttamente collegati a considerazioni di politica di sicurezza, che devono essere determinanti nell'ambito degli acquisti di armamenti.</p><p>Gli obiettivi per le regioni linguistiche (65 per cento nella Svizzera tedesca, 30 per cento nella Svizzera romanda e 5 per cento nella Svizzera italiana) sono mantenuti.</p>  Risposta del Consiglio federale.