<h2>SubmittedText<h2><p>In Svizzera, circa il 13 per cento della popolazione è ipoudente e l'1 per cento presenta una limitazione uditiva forte o completa. Queste persone hanno un'alfabetizzazione sanitaria più bassa e un accesso più limitato al sistema sanitario a causa delle difficoltà di comunicazione con il personale sanitario e amministrativo. Tendono a essere più diffidenti nei confronti dell'assistenza sanitaria e spesso attendono a sollecitarla per paura di (ri)vivere esperienze traumatiche. La loro salute mentale è meno buona di quella della popolazione in generale e spesso soffrono in particolare di un sentimento di isolamento sociale.</p><p>Le attuali raccomandazioni sull'uso sistematico della maschera negli istituti di cura, ma anche sui mezzi pubblici e nei negozi, riducono ulteriormente le possibilità di comunicazione con queste persone. Già in situazione normale la lettura labiale permette a queste persone di capire soltanto il 30-40 per cento circa di quello che viene detto, la mascherina nasconde però completamente le labbra e rende quindi praticamente impossibile il dialogo con loro.</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. In che misura le raccomandazioni sanitarie (in particolare l'uso della mascherina) accrescono la vulnerabilità delle persone sorde o ipoudenti?</p><p>2. In che misura il personale sociosanitario di ospedali, cliniche, case di cura, case per anziani, studi medici e altre strutture di assistenza a contatto con persone sorde o ipoudenti ha accesso a mascherine che permettono la lettura labiale?</p><p>3. Non andrebbero sostenuti lo sviluppo e la messa in commercio di mascherine trasparenti?</p><p>4. In un'ottica più ampia, non andrebbe garantito alle persone sorde segnanti l'accesso gratuito e sistematico a un interprete in lingua dei segni?</p><p>5. Non andrebbe incoraggiata la ricerca di nuovi mezzi di comunicazione con le persone sorde o ipoudenti, in particolare sfruttando le nuove tecnologie digitali?</p><p>6. Non andrebbero migliorate le competenze comunicative del personale sanitario e amministrativo sensibilizzandolo e formandolo alla comunicazione con le persone sorde o ipoudenti?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Come affermato nella sua risposta all'interpellanza Porchet 20.3254 "Emergenza coronavirus. E il diritto all'informazione delle persone sorde?", il Consiglio federale si impegna a favore delle pari opportunità delle persone disabili e intende evitare che siano vittime di discriminazioni. Il Consiglio federale è consapevole del fatto che l'introduzione dell'obbligo della mascherina nei trasporti pubblici e in alcuni ambiti della vita pubblica rende difficile la comunicazione. Le persone non udenti e quelle ipoudenti purtroppo sono particolarmente toccate. Per quanto riguarda le discriminazioni che potrebbero subire le persone esentate dall'obbligo di portare la mascherina per motivi di natura medica (art. 3a cpv. 1 lett. b ordinanza COVID-19 situazione particolare; RS 818.101.26), l'Ufficio federale per le pari opportunità delle persone con disabilità (UFPD) e l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), in coordinamento con le organizzazioni che difendono i diritti delle persone disabili, stanno discutendo le misure di comunicazione da adottare. In questo contesto vengono esaminate anche misure in grado di migliorare la situazione dei non udenti e degli ipoudenti.</p><p>2. e 3. Il Consiglio federale è consapevole dell'importanza di disporre di una quantità sufficiente di mascherine trasparenti certificate per non ostacolare la comunicazione delle persone non udenti e ipoudenti con i loro interlocutori nelle situazioni in cui si deve portare la mascherina. In quest'ottica, sono in corso discussioni sulla fornitura di questo tipo di mascherine da parte della Confederazione. Al momento non sono però disponibili sul mercato mondiale in quantità e qualità adeguate.</p><p>Per quanto riguarda il personale infermieristico, ai sensi dell'articolo 6 della legge sul lavoro (LL; RS 822.11) e dell'articolo 10 dell'ordinanza COVID-19 situazione particolare, il datore di lavoro è tenuto a proteggere la salute dei suoi collaboratori e a garantire le misure di prevenzione della COVID-19 sul posto di lavoro. Pertanto, le istituzioni che operano nel settore delle cure infermieristiche e i professionisti della salute indipendenti devono procurarsi essi stessi i dispositivi di protezione.</p><p>4. e 5.Una delle priorità della politica del Consiglio federale a favore delle persone disabili è costituita dalla digitalizzazione e dall'eliminazione delle barriere. Un elemento essenziale di questa priorità è la promozione di forme di comunicazione alternative. In particolare, secondo l'articolo 16 capoverso 3 della legge sui disabili (LDis, RS 151.3), vi è la possibilità di sperimentare nuove forme di comunicazione sostenendo con aiuti finanziari programmi volti a migliorare l'integrazione dei disabili nella società. Questo approccio si è già dimostrato valido a più riprese. In questo contesto sono stati finanziati anche progetti per sperimentare alternative all'impiego di interpreti per la lingua dei segni. Se la crescente digitalizzazione dovesse offrire ulteriori possibilità anche alle persone non udenti, gli aiuti finanziari previsti dalla LDis per programmi volti a migliorare l'integrazione dei disabili fornirebbero un quadro appropriato per la loro sperimentazione e il loro sviluppo.</p><p>L'assicurazione invalidità (AI) finanzia come prestazioni individuali i servizi di interpretariato in lingua dei segni sul posto di lavoro e nell'ambito di una formazione o un perfezionamento professionali. Concede inoltre sussidi alle organizzazioni che offrono servizi di interpretariato in lingua dei segni.</p><p>6. La legge federale sulle professioni sanitarie (LPSan; RS 811.21) e l'ordinanza sulla formazione professionale di base Operatrice sociosanitaria/Operatore sociosanitario con attestato federale di capacità (RS 412.101.220.96) stabiliscono che i titolari dei diplomi interessati devono essere in grado, al termine della loro formazione, di stabilire un rapporto adeguato alle circostanze con i pazienti e i loro familiari, segno inequivocabile che le competenze comunicative degli operatori sanitari sono molto importanti. Gli operatori sanitari devono quindi essere in grado di adattare la loro comunicazione ai gruppi vulnerabili. Rientra nell'autonomia delle istituzioni e dei settori interessati elaborare i piani di formazione di conseguenza.</p><p>Come ha assicurato nel suo parere in risposta al postulato Lohr 17.3540 "Assistenza sanitaria senza discriminazioni", il Consiglio federale ritiene fondamentale che sia rispettato il principio della non discriminazione. Spetta innanzitutto ai Cantoni garantire la parità di accesso al sistema sanitario e garantire che i datori di lavoro si avvalgano di personale in possesso delle qualifiche necessarie per svolgere i propri compiti secondo questo principio.</p>  Risposta del Consiglio federale.