<h2>SubmittedText<h2><p>Nell'avamprogetto di ulteriore revisione parziale della LAI posto in consultazione, il Consiglio federale ha illustrato la necessità che in futuro i certificati di incapacità al lavoro si trasformino da "certificati di malattia poco trasparenti" in rapporti medici in funzione delle risorse residue. Questo avrebbe il vantaggio di non porre più l'accento su un'assenza di diverse settimane poco trasparente per il datore di lavoro: nei nuovi rapporti, infatti, il medico, tenendo conto del contesto professionale, accerterebbe quali attività il paziente possa svolgere, e in che misura, durante una fase di capacità lavorativa limitata causa problemi di salute. Il Consiglio federale ritiene che in tal modo aumenterebbero le possibilità di mantenere l'impiegabilità delle persone con danni alla salute, in linea con il principio del rilevamento tempestivo secondo cui "prima si adottano i provvedimenti adeguati, maggiori saranno le possibilità di successo".</p><p>Si invita quindi il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. In che misura il passaggio da certificati di incapacità al lavoro poco trasparenti a rapporti medici redatti in funzione delle risorse residue potrebbe promuovere l'integrazione professionale delle persone con problemi di salute?</p><p>2. Nel rapporto esplicativo sull'avamprogetto non si pensa prioritariamente a modifiche legislative in tal senso. Ma allora, con quali misure il Consiglio federale intende portare avanti l'idea, ragionevole, delle "fit note"?</p><p>3. Come intende motivare i medici a non redigere più un certificato di incapacità al lavoro in modo sommario, bensì a prendersi il tempo di svolgere i necessari colloqui con i pazienti e, su questa base, redigere un certificato in funzione delle loro risorse residue che permetta al datore di lavoro di trovare il più rapidamente possibile l'impiego più adeguato alla nuova situazione?</p><p>4. Da anni i datori di lavoro si lamentano dell'aumento del fenomeno "appena licenziato e già malato". Il Consiglio federale vede un potenziale di miglioramento anche per questa situazione?</p><p>5. Il tema dei certificati medici è molto sentito dai datori di lavoro già da anni. Nella Svizzera orientale, ad esempio, si rilevano i primi approcci regionali verso rapporti medici in funzione delle risorse residue. Tali sforzi potrebbero eventualmente fungere da modello?</p><p>6. In adempimento di un postulato, il Consiglio federale dovrà pianificare una conferenza nazionale sull'integrazione delle persone con problemi di salute. È prevista la partecipazione di tutti gli attori rilevanti, in particolare anche dei medici?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>I certificati di incapacità al lavoro in funzione delle risorse residue, le cosiddette "fit note", hanno in primo luogo lo scopo di informare il datore di lavoro e il dipendente malato sull'inizio, la durata e il grado d'incapacità al lavoro in riferimento al posto di lavoro attuale fornendo inoltre anche informazioni sulle ripercussioni funzionali del danno alla salute e sulle risorse residue dell'assicurato. Le "fit note" sono però anche nell'interesse dell'AI, che in seguito alla sentenza di riferimento del Tribunale federale del 3 giugno 2015 (DTF 141 V 281) deve attuare la procedura di accertamento in modo trasparente e in funzione delle risorse.</p><p>1. La disponibilità di sufficienti informazioni sulle risorse e sulle possibilità dell'assicurato permette di sostenere più rapidamente e miratamente il mantenimento del posto di lavoro attuale o l'integrazione in uno nuovo. Prima si acquisiscono queste informazioni e più sono utili.</p><p>2./3. Nel quadro del progetto sull'ulteriore sviluppo dell'AI non è prevista una regolamentazione delle "fit note" a livello di legge, dato che questa non è di competenza dell'AI: i certificati di incapacità al lavoro sono infatti rilasciati principalmente all'attenzione del datore di lavoro prima di un'eventuale procedura di accertamento da parte dell'AI. Tuttavia, la riforma prevede l'elaborazione di basi per migliorare la collaborazione tra datori di lavoro, medici curanti e uffici AI. In questo contesto, l'ottimizzazione della comunicazione e strumenti come le "fit note" costituiscono un aspetto importante, poiché permettono anche all'AI di ottenere più rapidamente informazioni più precise rispetto a oggi prima di iniziare il suo lavoro. Dal 1° gennaio 2015, la sensibilizzazione dei datori di lavoro e dei medici curanti indipendentemente dai casi concreti figura nei compiti dell'Ufficio federale delle assicurazioni sociali. Da allora, l'AI ha organizzato diversi incontri informativi volti a sensibilizzare medici e datori di lavoro sulla necessità di una più stretta collaborazione e su questioni di diritto assicurativo, proprio in prospettiva dell'integrazione delle persone a rischio d'invalidità. Già oggi i medici curanti possono fatturare all'AI il tempo di lavoro impiegato per redigere i rapporti medici a lei destinati.</p><p>4. Non esistono rilevazioni concernenti questo tema a livello federale. Il Consiglio federale è consapevole che sussiste la possibilità di abusi, ma questi vanno stabiliti caso per caso. Sta al salariato provare la propria incapacità al lavoro, in particolare per mezzo di un certificato medico. Dal canto suo, il datore di lavoro può dimostrare che l'incapacità non sussiste mediante tutti i mezzi di prova disponibili. In particolare, in presenza di sospetti concreti, può richiedere un controllo presso un medico di fiducia. Infine, un certificato medico contenente inesattezze può condurre a sanzioni penali. Le possibilità di far fronte a eventuali abusi sono dunque presenti e non sussiste alcuna necessità di intervenire a livello di legge.</p><p>5. Questi sforzi possono certamente fungere da modello. Per esempio, il gruppo d'interesse della medicina assicurativa svizzera (Swiss Insurance Medicine, SIM) segnala sul proprio sito Internet un dettagliato certificato di incapacità al lavoro destinato ai datori di lavoro, identico nei contenuti a quello presente nella Svizzera orientale. Anche l'associazione Compasso, patrocinata dall'Unione svizzera degli imprenditori, si dedica attualmente al tema della "collaborazione con i medici".</p><p>6. A questa conferenza saranno invitati anche rappresentanti dei medici così come gli altri partner dell'integrazione professionale, in particolare le associazioni padronali, i sindacati, le organizzazioni di aiuto alle persone disabili, gli assicuratori e le istanze cantonali dell'istruzione pubblica, degli affari sociali e dell'economia.</p>  Risposta del Consiglio federale.