<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a non modificare i canoni di ricezione radiotelevisiva per le utenze private e le imprese e a non coprire l'accresciuto fabbisogno finanziario della SSR SRG idée suisse attraverso nuovi canoni radiotelevisivi o altre entrate.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il giorno stesso in cui è stata depositata la mozione, il Consiglio federale ha deciso di non aumentare i canoni di ricezione e di allentare le disposizioni per la SSR in materia di pubblicità negli orari marginali. Inoltre è stato chiesto alla SSR di trovare una soluzione con gli editori nel campo della pubblicità on line che tenga conto degli interessi di ambo le parti.</p><p>Questa decisione poggia su un accurato esame dei criteri di cui all'articolo 70 della legge federale del 24 marzo 2006 sulla radiotelevisione (LRTV; RS 784.40) relativi a quanto deve essere finanziato tramite i canoni di ricezione. Oltre ai costi per l'incasso, la promozione di nuove tecnologie, la ricerca sull'utenza e i contributi alle emittenti radiotelevisive locali, il finanziamento dei programmi della SSR rappresenta la voce più importante. </p><p>Per l'esame del fabbisogno finanziario della SSR, il Consiglio federale si è attenuto al mandato del legislatore, secondo cui devono essere finanziate in modo sufficiente le prestazioni che, ai sensi della relativa concessione, la SSR deve fornire nelle tre regioni linguistiche. Negando alla SSR la possibilità di aumentare gli introiti di oltre 30 milioni di franchi e obbligandola ad adottare misure di risparmio pari a 58 milioni di franchi, ma soprattutto grazie all'aumento del numero delle economie domestiche e delle imprese soggette al canone nonché a una leggera liberalizzazione della concorrenza e a risparmi nell'incasso, è stato possibile rinunciare all'aumento dei canoni di ricezione. La richiesta dell'autore della mozione è pertanto soddisfatta per quanto riguarda il risultato.</p><p>In merito alla motivazione relativa alla struttura dei costi può essere ritenuto quanto segue: </p><p>1. Va osservato che, tenuto conto del rincaro, gli importi dei canoni per i singoli che soggiacciono al canone non hanno subito un aumento reale negli ultimi dieci anni. </p><p>2. In una prima fase, la convergenza comporta adeguamenti che creano costi supplementari. In seguito ci si aspettano risparmi da investire nel programma. </p><p>3. Nel 2007, il Consiglio federale ha ritenuto necessaria all'adempimento del mandato e dunque autorizzato, solo una parte dei programmi proposti dalla SSR (DRS4, World Radio Switzerland). Il fatto che i nuovi programmi autorizzati generino leggeri costi supplementari è una conseguenza logica. Attualmente non è previsto un ulteriore ampliamento dell'offerta di programmi. </p><p>4. In Svizzera, le economie domestiche private pagano un canone radiotelevisivo annuo di 462 franchi. Avendo mercati più esigui rispetto all'estero, un numero relativamente piccolo di economie domestiche è costretto a finanziare offerte di radiodiffusione plurilingui e concorrenziali. Inoltre, un terzo degli introiti pubblicitari è destinato alle finestre pubblicitarie estere. Va pure tenuto presente che in Svizzera i canoni di ricezione servono anche a finanziare le emittenti private locali e regionali.</p><p>Buona parte dei proventi del canone è destinata alla perequazione finanziaria, ovvero all'obiettivo di fornire a tutte le regioni linguistiche programmi equivalenti. Nella Svizzera tedesca su 100 franchi riscossi 40 vanno alla Romandia o alla Svizzera italiana. La quota del canone necessaria a fornire una copertura per la Svizzera tedesca (la regione linguistica più vasta) è più bassa rispetto a quella di Germania, Austria o Gran Bretagna. L'importo del canone in Svizzera è dunque in gran parte legato al plurilinguismo e all'obiettivo perseguito dalla politica nazionale di proporre a tutte le regioni linguistiche programmi radiotelevisivi appropriati. Anche il Controllo federale delle finanze è giunto alla conclusione, nel 2006, che i costi della SSR siano da ricondurre, nella misura del 40 per cento, al fatto che in Svizzera occorre produrre programmi per tre regioni linguistiche. Alla luce di questa peculiarità svizzera, l'importo del canone risulta moderato.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.