<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale condivide l'opinione dell'autore della mozione secondo cui, nell'interesse dello sviluppo del nostro Paese, i responsabili del settore educativo svizzero, in particolare i Cantoni e la Confederazione, debbano promuovere un sistema educativo armonizzato, innovativo, efficiente e aperto al mondo. Anche il Consiglio federale è dell'avviso che gli interessati sono chiamati a compiere ulteriori sforzi.</p><p>Prendendo spunto dai risultati del recente studio PISA 2000 (Programme for International Student Assessment), l'autore della mozione chiede che vengano individuate le debolezze del sistema educativo svizzero paragonandolo in particolare a quelli degli Stati che in base allo studio occupano una posizione preminente in questo ambito. I responsabili dovranno tra l'altro porsi la domanda perché i sistemi scolastici di determinati Paesi permettono agli allievi di conseguire risultati notevolmente migliori in alcun campi di competenza rispetto ai giovani svizzeri. Lo studio PISA è un progetto dell'OCSE volto a misurare le conoscenze dei quindicenni, vale a dire dei giovani che stanno per concludere la scuola dell'obbligo. I risultati interessano quindi in primo luogo i Cantoni, a cui compete l'insegnamento obbligatorio, e toccherà a loro intervenire. I Cantoni e la Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE) analizzeranno in modo approfondito gli esiti dello studio PISA e prenderanno senza dubbio i necessari provvedimenti.</p><p>L'autore della mozione chiede inoltre che vengano elaborati immediatamente un modello e una strategia a lungo termine per il sistema educativo svizzero. La richiesta è però difficilmente realizzabile tenendo conto dell'attuale suddivisione delle competenze in materia di educazione. I problemi sorgono non tanto quando si tratta di definire un indirizzo e una strategia più o meno vincolanti, ma quando bisogna formulare una politica poiché questo significa scavalcare le attuali sfere di competenza (p.es. parlamenti cantonali) e stabilire delle priorità valide a livello nazionale per quanto riguarda le innovazioni e i mezzi finanziari.</p><p>L'autore della mozione è cosciente di queste difficoltà, dato che auspica una nuova struttura di responsabilità, gestione e valutazione, vale a dire un nuovo regolamento delle competenze. Ciò presuppone però nuove disposizioni in materia di educazione nella Costituzione.</p><p>Tenuto conto di quanto detto, risulta che l'oggetto della mozione non può essere realizzato nella forma richiesta. Il Consiglio federale è disposto a esaminare, insieme alla CDPE in che modo e in che misura è possibile dare seguito alla richiesta.</p>  Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.