<h2>SubmittedText<h2><p>Sebbene in Svizzera si parli ormai da decenni di promozione della bicicletta, la realtà è ben diversa. Il potenziale di questo mezzo di trasporto è di gran lunga poco sfruttato. L'utilizzo della bicicletta è in fase di ristagno. Secondo recenti statistiche, il suo utilizzo fra i bambini e i giovani è addirittura in calo. Nelle città svizzere, la percentuale di biciclette rilevate sulle piste ciclabili oscilla fra il 3 per cento a San Gallo e il 16 per cento a Basilea. Le esperienze dimostrano che l'utilizzo di tale mezzo aumenta in modo significativo se sono disponibili adeguate infrastrutture, cioè piste ciclabili sicure e continue con tracciato autonomo.</p><p>Anche in campagna è particolarmente sentita l'esigenza di ampliare la rete di piste ciclabili e quella degli itinerari turistici. Dall'introduzione nel 1998 della rubrica "La Svizzera in bici", l'infrastruttura delle piste ciclabili è migliorata solo in casi isolati. Con l'aumento del traffico motorizzato individuale stiamo assistendo a una svalutazione delle piste ciclabili. Secondo uno studio della Fondazione SvizzeraMobile, sono necessari da 300 a 500 milioni di franchi per ottimizzare la rete di piste ciclabili esterna agli agglomerati. Con l'avvento delle biciclette elettriche sono emerse nuove esigenze, dal momento che aumentano le distanze percorse dai pendolari con tali mezzi.</p><p>I cantoni e la maggior parte delle città non sono in grado di soddisfare questi requisiti entro termini utili. La Confederazione deve partecipare alla realizzazione di adeguate infrastrutture per le biciclette, al di là delle misure isolate di singoli programmi d'agglomerato. Insieme ai cantoni essa deve pianificare e cofinanziare una rete nazionale di percorsi ciclabili sicuri e interessanti, che soddisfi le esigenze non solo delle città e degli agglomerati ma anche delle campagne, in altri termini creare una vera e propria rete nazionale di piste ciclabili!</p><p>A tal fine il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande: </p><p>1. È disposto a collaborare con i cantoni per creare una rete di percorsi ciclabili sicuri e interessanti d'importanza nazionale ed eliminare le lacune della rete esistente?</p><p>2. È consapevole dell'importanza di un tracciato proprio della rete?</p><p>3. La Confederazione dispone dei mezzi finanziari per sviluppare tale rete, per esempio mediante l'imposta sugli oli minerali?</p><p>4. È disposto a realizzare una rete che tenga conto sia delle esigenze dei ciclisti nelle città e negli agglomerati (pendolari, ciclisti che si recano a fare acquisti, scolari) sia degli itinerari turistici de "La Svizzera in bici", attivando, ove sia ritenuto ragionevole, delle sinergie fra tali esigenze?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Secondo l'attuale ripartizione dei compiti, la pianificazione, la costruzione, l'esercizio e la segnaletica delle reti ciclabili sono in primo luogo di competenza di cantoni e comuni. Fatta questa premessa, il Consiglio federale risponde alle singole domande relative alla realizzazione e al finanziamento di una rete ciclabile nazionale come segue:</p><p>1. La Confederazione collabora già oggi a stretto contatto con i cantoni al coordinamento e alla realizzazione della rete nazionale di percorsi ciclabili "La Svizzera in bici". Sostiene ad esempio i lavori della Fondazione Svizzera Mobile, che si impegna per il coordinamento e il miglioramento dei servizi offerti nel settore del traffico lento per il tempo libero e il turismo. La Confederazione ha inoltre creato e sancito nella legislazione i presupposti per una segnaletica vincolante e uniforme a livello nazionale su tutte le reti di Svizzera Mobile. Infine, partecipa con contributi finanziari a "Veloland 2030", il progetto lanciato da Svizzera Mobile che, in collaborazione con i cantoni, si propone di migliorare integralmente la qualità della rete nazionale di percorsi ciclabili.</p><p>In singoli casi sono stati impiegati anche fondi della nuova politica regionale (NPR) a beneficio di percorsi ciclabili di interesse turistico, a condizione che contribuissero a creare un valore aggiunto nel settore turistico e i progetti fossero in linea con le strategie di sviluppo economico regionale.</p><p>2. In primo luogo è compito di cantoni e comuni pianificare e decidere se e dove sulla loro rete stradale sia il caso di prevedere, tramite interventi strutturali o segnaletica orizzontale, tratti o parti della rete chiaramente separati per i diversi tipi e mezzi di trasporto. Una separazione facilmente riconoscibile da tutti gli utenti della strada può essere opportuna e necessaria in numerosi casi, ad esempio in presenza di traffico intenso, grandi differenze di velocità o situazioni di traffico complesse. In molti altri casi, invece, tenuto conto delle condizioni locali, non è né opportuno né tantomeno necessario operare una tale rigida separazione. La Confederazione consiglia pertanto di non adottare una tale misura dovunque e in ogni caso, bensì di trovare soluzioni adeguate al rispettivo sistema di trasporti locale o regionale.</p><p>3. Conformemente alla legge del 6 ottobre 2006 sul fondo infrastrutturale (LFIT; RS 725.13), il Consiglio federale eroga contributi a beneficio di infrastrutture per biciclette e altri tipi di traffico lento se rientrano nel perimetro di città e agglomerati. Questi contributi federali sono concessi sulla base dei programmi d'agglomerato. Poiché oltre il 75 per cento della popolazione complessiva e circa l'80 per cento di tutti i posti di lavoro si trovano nelle aree urbane, la maggior parte delle esigenze del traffico ciclistico nell'ambito della mobilità quotidiana può essere così soddisfatta. Inoltre, la Confederazione, in qualità di proprietaria e committente delle strade nazionali, tiene conto delle esigenze del traffico ciclistico, ad esempio sulle strade nazionali a traffico misto o in corrispondenza di raccordi autostradali. In casi specifici, nell'area delle suddette opere possono essere sovvenzionati progetti di piste ciclabili cantonali o comunali se contribuiscono a decongestionare la strada nazionale, aumentare la sicurezza del traffico o migliorare la qualità della rete. Attualmente, non vi è la possibilità di concedere contributi federali per infrastrutture ciclabili al di fuori di queste due limitate aree geografiche.</p><p>4. Si veda l'introduzione e il punto 3. Lo sviluppo delle reti ciclabili spetta a cantoni e comuni. Diversamente dai percorsi pedonali e i sentieri (art. 88 Costituzione federale della Confederazione svizzera) per le biciclette non esiste a livello federale alcuna base legale che obblighi i cantoni a realizzare una rete ciclabile per il traffico quotidiano e del tempo libero che copra l'intero territorio. La Confederazione non ha pertanto alcuna possibilità né la competenza di partecipare più di quanto già fa allo sviluppo di una tale rete.</p>  Risposta del Consiglio federale.