<h2>SubmittedText<h2><p>Il Forum svizzero per lo studio delle migrazioni e della popolazione dell'Università di Neuchâtel ha condotto, su incarico della Polizia federale, uno studio sullo sfruttamento degli esseri umani nel contesto professionale in Svizzera.</p><p>Secondo tale studio, nel nostro Paese sono apparse nuove forme di sfruttamento dei lavoratori connesse alla globalizzazione economica, ai nuovi mezzi di comunicazione e all'aumento delle disparità economiche. Il problema rimane poco noto e sottovalutato.</p><p>La vulnerabilità delle vittime, il rapporto di dipendenza dal posto di lavoro, il precario statuto di soggiorno o le relazioni tra autori e vittime possono parzialmente spiegare il fatto che tali situazioni di sfruttamento siano raramente denunciate alle autorità. In effetti, nel 2014 sono state pronunciate soltanto quattro condanne penali in casi di questo tipo (ai sensi dell'art. 182 del Codice penale).</p><p>I lavoratori sono sovente reclutati nella cerchia delle vittime (famiglia, ambiente d'origine, ecc.), tramite piccoli annunci o agenzie di collocamento. Gli autori utilizzano, direttamente o indirettamente, il mercato "grigio" del lavoro, poco noto alle autorità e alle parti sociali.</p><p>I settori dell'edilizia, della ristorazione, dell'industria alberghiera e dei lavori domestici sono particolarmente toccati dal problema. La grande maggioranza delle vittime si trova in situazioni personali vulnerabili, sovente senza documenti o con un permesso di soggiorno precario. Gli autori approfittano della situazione di dipendenza economica e personale e non esitano a ricorrere alla pressione psicologica, spesso ai limiti della legalità e comunque estremamente difficile da provare di fronte alla giustizia.</p><p>La Svizzera non dispone di mezzi adeguati per combattere efficacemente la tratta di esseri umani nel contesto professionale.</p><p>Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Quali misure la Confederazione conta di adottare per lottare contro la tratta di esseri umani ai fini dello sfruttamento professionale?</p><p>2. Una disposizione penale volta a reprimere lo sfruttamento nel contesto lavorativo permetterebbe di combattere i suddetti abusi e di prevenire certe forme di tratta di esseri umani?</p><p>3. La Confederazione può indurre i cantoni a collaborare nella lotta contro questa tratta di esseri umani?</p><p>4. Un organo federale permetterebbe di combattere più efficacemente questo fenomeno?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale condivide il parere dell'autore dell'interpellanza secondo cui la tratta di esseri umani finalizzata allo sfruttamento della manodopera è un fenomeno ancora poco noto e, probabilmente, sottovalutato. Sulla base di tali considerazioni, l'Ufficio federale di polizia (Fedpol) ha commissionato al Forum svizzero per lo studio delle migrazioni e della popolazione dell'Università di Neuchâtel uno studio esplorativo sul tema. I risultati di tale studio saranno analizzati e saranno inoltre esaminate attentamente le possibilità di miglioramento.</p><p>1. I compiti e le competenze della Confederazione in materia di lotta contro la tratta di esseri umani sono definiti in modo chiaro e riguardano prevalentemente il coordinamento sul piano strategico e operativo di polizia. Essi consistono nel migliorare le condizioni quadro nell'ambito della lotta al fenomeno della tratta, mettendo in contatto tra loro gli attori coinvolti, sensibilizzandoli al tema della tratta di esseri umani finalizzata allo sfruttamento della manodopera e trasponendo le definizioni internazionali di tratta di esseri umani e lavoro forzato in istruzioni di carattere pratico destinate ai professionisti del settore. Inoltre, in seguito all'entrata in vigore il 1° gennaio 2014 dell'ordinanza contro la tratta di esseri umani (RS 311.039.3), la Confederazione ha la possibilità di adottare misure preventive contro la tratta di esseri umani e sostenere finanziariamente progetti di terzi od organizzazioni miranti alla prevenzione della tratta di esseri umani. Diversi progetti e organizzazioni hanno già beneficiato del sostegno della Confederazione, il che ha permesso in particolare di finanziare la settimana di iniziative contro la tratta di esseri umani nel 2015.</p><p>2. La tratta di esseri umani, in particolare quella finalizzata allo sfruttamento lavorativo, è un reato già punibile in virtù del vigente diritto penale (art. 182 del Codice penale). I casi di sfruttamento che non presentano le caratteristiche della tratta ricadono invece in altre fattispecie penali quali le minacce (art. 180 del Codice penale), la coazione (art. 181 del Codice penale) o il sequestro di persona (art. 183 del Codice penale). In tale ambito è inoltre applicabile la legge dell'8 ottobre 1999 sui lavoratori distaccati (RS 823.20). È improbabile che l'introduzione del reato di sfruttamento lavorativo possa contribuire a rendere più efficace la lotta a tale fenomeno o a prevenirlo. Le vigenti disposizioni penali coprono infatti già un'ampia gamma di forme di sfruttamento di varia gravità.</p><p>3. Le competenze operative in materia di perseguimento penale, di controllo del mercato del lavoro e di aiuto alle vittime sono affidate ai cantoni. A questi ultimi spetta inoltre definire le priorità in materia di repressione della criminalità. La Confederazione, dal canto suo, offre sostegno ai cantoni coordinando le indagini di polizia e partecipando alle tavole rotonde cantonali contro la tratta di esseri umani. Il traffico di migranti a scopo di lucro e la tratta di esseri umani costituiscono infine una delle quattro minacce prioritarie considerate nel quadro delle priorità della strategia di lotta alla criminalità del Dipartimento federale di giustizia e polizia per il periodo 2016-2019.</p><p>4. Le competenze operative devono restare una prerogativa dei cantoni. I servizi cantonali dispongono infatti di conoscenze più approfondite delle rispettive realtà locali. In qualità di ufficio centrale di polizia giudiziaria, Fedpol sostiene le autorità cantonali di perseguimento penale nella lotta alla tratta di esseri umani. Fedpol garantisce inoltre lo scambio di informazioni e coordina le indagini condotte dai cantoni. Sul piano strategico, dirige anche il Servizio di coordinazione contro la tratta di esseri umani e il traffico di migranti, che si occupa tra l'altro di creare le strutture e i contatti necessari per combattere e prevenire efficacemente la tratta di esseri umani e il traffico di migranti in Svizzera. Fedpol gestisce infine il Servizio nazionale di protezione dei testimoni, il quale sostiene le autorità cantonali di perseguimento penale offrendo protezione alle vittime che hanno deciso di partecipare in qualità di testimoni a un procedimento penale e che adempiono le condizioni per l'ammissione a un programma di protezione dei testimoni.</p>  Risposta del Consiglio federale.