<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di sottoporre al Parlamento le basi legali che permettano di imporre efficacemente il divieto della profilazione razziale ed etnica e di rafforzare la tutela giurisdizionale degli interessati.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale prende sul serio il fenomeno della profilazione razziale ed etnica. Come indicato nel parere relativo al postulato Arslan 18.3356 "Prevenzione della discriminazione in occasione dei controlli di polizia" e nella risposta all'interpellanza Arslan 17.3601 "Racial profiling. Valutazione da parte del Consiglio federale", le autorità dotate di facoltà di controllo e intervento devono fare il necessario per evitare discriminazioni di questo tipo e trattare in modo approfondito i casi verificatisi.</p><p>Al numero 5 del suo rapporto in adempimento del postulato Naef 12.3543 "Rapporto sul diritto in materia di protezione dalla discriminazione", il Consiglio federale è giunto alla conclusione che il diritto pubblico offre una protezione sufficiente dalla discriminazione. L'articolo 8 capoverso 2 della Costituzione federale vieta le discriminazioni in base a caratteristiche personali quali il colore della pelle, l'appartenenza etnica o la nazionalità. La medesima garanzia è contenuta negli strumenti internazionali riguardanti la protezione dei diritti dell'uomo quali l'articolo 14 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo (CEDU; RS 0.101), gli articoli 2 capoverso 1 e 26 del Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici (Patto ONU II; RS 0.103.2) nonché la Convenzione sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale (RS 0.104). La profilazione razziale ed etnica può adempiere anche fattispecie penali quali in particolare la discriminazione razziale (art. 261bis del Codice penale svizzero [CP; RS 311]) o l'abuso di autorità (art. 312 CP). Secondo il Codice di procedura penale (CPP; RS 312.0), le autorità penali devono rispettare la dignità delle persone coinvolte in tutte le fasi del procedimento (art. 3 cpv. 1 CPP). I Cantoni hanno inoltre istituito offerte di consulenza per le vittime di discriminazioni. In cinque Cantoni e cinque città gli interessati possono rivolgersi a un servizio di mediazione. Possono pure sporgere denuncia presso l'autorità di vigilanza.</p><p>Il Consiglio federale ritiene che nuove basi legali non migliorerebbero in maniera significativa la situazione in materia di profilazione razziale ed etnica. Reputa più promettente affrontare in maniera mirata questo fenomeno laddove si verifica o potrebbe verificarsi, con la prevenzione, controlli e misure concrete. Si tratta quindi di agire presso le autorità federali, cantonali e comunali che svolgono compiti di polizia e dispongono di pertinenti facoltà di controllo e intervento. I corpi di polizia e l'Amministrazione federale delle dogane fanno molto per impedire la profilazione razziale ed etnica e migliorare il trattamento dei casi. Come indicato dal Consiglio federale nel suo parere relativo al postulato Arslan 18.3356, le scuole di polizia trattano questo problema nei loro corsi di formazione e formazione continua. Vi sono inoltre contatti con i servizi di consulenza e con determinate categorie di persone, mentre i mediatori di strada fungono da collegamento con la polizia. Anche l'eterogeneità culturale nei corpi di polizia esplica un effetto preventivo.</p><p>Secondo il Consiglio federale, le autorità federali, cantonali e comunali competenti si assumono le loro responsabilità nella prevenzione della profilazione razziale ed etnica. Confida pertanto che in caso di necessità adotteranno ulteriori misure.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.