<!DOCTYPE html> <html lang="it"><head><meta charset="utf-8"/></head><body><div class="Section1"> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td colspan="2" valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span><img alt="" height="38" src="http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&amp;WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&amp;WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&amp;OmnisLibrary=JURISWEB&amp;OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&amp;OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&amp;Parametername=WWWTI&amp;Schema=TI_WEB&amp;Source=&amp;Aufruf=getImage&amp;nF38_KEY=33260" width="37"/></span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span><img alt="" height="25" src="http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&amp;WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&amp;WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&amp;OmnisLibrary=JURISWEB&amp;OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&amp;OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&amp;Parametername=WWWTI&amp;Schema=TI_WEB&amp;Source=&amp;Aufruf=getImage&amp;nF38_KEY=33261" width="21"/></span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Incarto n.<br/> </span><a id="IN_NUMERO"><span>52.2000.00226</span></a></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><a id="ID_LUOGO"><span>Lugano</span></a></p> <p class="MsoNormal"><a id="IN_DATA_DECISIONE"><span>11 dicembre 2000</span></a></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td colspan="3" valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>In nome<br/> della Repubblica e Cantone<br/> del Ticino</span></p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> <tr> <td colspan="6" valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span>Il Tribunale cantonale amministrativo</span></b></p> </td> </tr> <tr> <td colspan="6" valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> </tr> <tr> <td colspan="6" valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> </tr> <tr> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>composto dei giudici:</span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Lorenzo Anastasi, presidente, <br/> Raffaello Balerna e Stefano Bernasconi</span></p> </td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>segretario:</span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Thierry Romanzini, vicecancelliere</span></p> </td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>statuendo sul ricorso 21 settembre 2000 di</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span> </span></b></p> </td> <td colspan="2" valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span>__________</span></b></p> <p class="MsoNormal"><span>patr. dall'avv. __________</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> </tr> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Contro</span></p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>la risoluzione 30 agosto 2000 (n. 3409) del Consiglio di Stato, che ha respinto l'impugnativa presentata dall'insorgente avverso la decisione 28 giugno 2000 del Dipartimento delle istituzioni, Sezione dei permessi e dell'immigrazione, in materia di rinnovo del permesso di dimora;</span></p> </td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>viste le risposte:</span></p> <p class="MsoNormal"><span>- 3 ottobre 2000 del Consiglio di Stato,</span></p> <p class="MsoNormal"><span>- 5 ottobre 2000 del Dipartimento delle istituzioni;</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>letti ed esaminati gli atti;</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="R2"><span>ritenuto, <b>in fatto</b></span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> A. a) Il cittadino dominicano __________ è entrato illegalmente in Svizzera il 13 dicembre 1997, proveniente dall'Italia. Il __________, si è sposato a __________ con la connazionale __________, domiciliata in Svizzera. In seguito al matrimonio, il ricorrente ha ottenuto un permesso di dimora annuale, regolarmente rinnovato, con ultima scadenza fissata all'11 febbraio 2000.</span></p> <p class="normale0"><span> </span></p> <p class="normale0"><span>b) Con decreto d'accusa 9 aprile 1998, __________ è stato condannato dal Procuratore pubblico al pagamento di una multa di fr. 300.– per infrazione alla LDDS, commessa per aver soggiornato illegalmente in Svizzera tra il 13 dicembre 1997 e il 5 gennaio 1998 presso __________. A seguito di tale condanna, è stato ammonito il 27 maggio 1998 dall'autorità competente in materia di stranieri, con l’avvertenza che in caso di recidiva o di comportamento scorretto sarebbe stata presa in esame la possibilità di adottare adeguate misure amministrative.</span></p> <p class="normale0"><span> </span></p> <p class="normale0"><span>c) Il 23 febbraio 1999, il ricorrente è stato condannato nel Canton Zurigo a una multa di fr. 50.– per infrazione alla LDDS. </span></p> <p class="normale0"><span> </span></p> <p class="normale0"><span>d) Il 9 agosto 1999, __________ e la moglie __________ sono stati incarcerati nell'ambito di un'inchiesta su un traffico di stupefacenti. Il 20 agosto 1999 è nato il figlio dei coniugi __________, __________. </span></p> <p class="normale0"><span> </span></p> <p class="normale0"><span>e) Con decreto 10 dicembre 1999 (n. 99 2352/809), il Dipartimento delle istituzioni ha inflitto al ricorrente una multa di fr. 450.– per aver svolto, dal 1° agosto al 21 novembre 1998, l'attività di cartomante-sensitivo-medium senza autorizzazione.</span></p> <p class="normale0"><span> </span></p> <p class="normale0"><span>f) Con sentenza 16 marzo 2000, la Corte delle assise criminali ha condannato __________ a 4 anni e 3 mesi di reclusione e all'espulsione dal territorio svizzero per 10 anni, per infrazione aggravata alla LFStup. Nel medesimo giudizio __________, coautrice del reato, è stata condannata a 3 anni e 10 mesi di reclusione e all'espulsione dal territorio elvetico per 10 anni. I coniugi __________ sono stati inoltre obbligati a versare allo Stato, in solido, fr. 10'000.– quale risarcimento compensatorio per l'illecito profitto conseguito. La loro pena accessoria d'espulsione è stata invece sospesa condizionalmente con un periodo di prova di 5 anni. Nel periodo 1997/99, avevano venduto a __________ e a __________, in diverse occasioni e senza essere autorizzati, complessivi kg 1.4 di cocaina a fr. 70.– il grammo realizzando un guadagno complessivo di fr. 45'000.–. I coniugi avevano pure finanziato il traffico di 1 kg di cocaina dal Venezuela verso la Svizzera.</span></p> <p class="normale0"><span> </span></p> <p class="normale0"><span> </span></p> <p class="R1"><span> B. Il 28 giugno 2000 il Dipartimento delle istituzioni ha deciso di non rinnovare il permesso di dimora a __________ a causa della sua condanna per infrazione aggravata alla LFStup. La risoluzione è stata resa sulla base degli art. 4, 9, 10, 12, 16 e 17 LDDS; 8 ODDS.</span></p> <p class="normale0"><span> </span></p> <p class="normale0"><span> </span></p> <p class="R1"><span> C. Con giudizio 30 agosto 2000, il Consiglio di Stato ha confermato la suddetta risoluzione, respingendo l'impugnativa contro di essa interposta da __________. Considerate tutte le circostanze del caso, il Governo ha ritenuto che il provvedimento adottato dall'autorità di prime cure non violasse gli art. 17 cpv. 2 LDDS e 8 CEDU in quanto era conforme al principio della proporzionalità. Secondo l'Esecutivo cantonale, l'interesse pubblico a non rinnovare il permesso di dimora al ricorrente, principalmente a seguito dei fatti di rilevanza penale sfociati nella condanna del 16 marzo 2000, era prevalente su quello dello stesso di vivere con la moglie in Svizzera. Tanto più che quest'ultima era al corrente dei reati commessi dal consorte in quanto coinvolta personalmente. Inoltre nulla impediva che __________ si trasferisse all'estero, segnatamente nella Repubblica Dominicana, se voleva continuare a vivere con il marito.</span></p> <p class="normale0"><span> </span></p> <p class="normale0"><span> </span></p> <p class="normale0"><span> </span></p> <p class="normale0"><span> </span></p> <p class="R1"><span> D. Contro la predetta pronunzia, __________ si aggrava ora davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento e postulando che gli venga rinnovato il permesso di dimora. Ritiene che le decisioni delle autorità inferiori siano contrarie al diritto e sproporzionate. Sostiene che il reato per cui egli è stato condannato dal Tribunale penale non sarebbe di una gravità tale da dover comportare il mancato rinnovo della sua autorizzazione di soggiorno. Anche le sue precedenti contravvenzioni per violazione alla LDDS sarebbero da considerare irrilevanti ai fini del giudizio, dal momento che il dipartimento ne era a conoscenza da parecchio tempo e non gli aveva mai revocato il permesso di dimora per tale motivo. Inoltre il Consiglio di Stato non avrebbe tenuto sufficientemente conto del fatto che egli è sposato con una cittadina dominicana residente in Svizzera dal 1984 e titolare di un permesso di domicilio, dalla quale ha avuto un figlio.</span></p> <p class="normale0"><span> </span></p> <p class="normale0"><span> </span></p> <p class="R1"><span> E. All'accoglimento del ricorso si oppongono sia il dipartimento sia il Consiglio di Stato adducendo delle argomentazioni di cui si dirà, per quanto necessario, in seguito.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="R2"><span>Considerato, <b>in diritto</b></span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> 1. 1.1. In materia di diritto degli stranieri, la competenza del Tribunale cantonale amministrativo a statuire in merito ai gravami inoltrati avverso le decisioni del Consiglio di Stato è data soltanto nella misura in cui queste ultime sono suscettibili di essere impugnate con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale (cfr. art. 10 lett. a LALPS).</span></p> <p class="normale0"><span> </span></p> <p class="normale0"><span>1.2. Giusta l'art. 100 cpv. 1 lett. b n. 3 OG, in materia di polizia degli stranieri il ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale non è esperibile contro il rilascio o il rifiuto di permessi al cui ottenimento la legislazione federale non conferisce un diritto. L'art. 4 LDDS sancisce che l'autorità competente decide liberamente, nei limiti delle disposizioni della legge e dei trattati con l'estero, in merito alla concessione del permesso di dimora o di domicilio. Lo straniero ha quindi un diritto all'ottenimento di un simile permesso solo laddove tale pretesa si fonda su di una disposizione particolare del diritto federale o di un trattato internazionale (DTF 122 II 3 consid. 1a, 388 consid. 1a con rinvii).</span></p> <p class="normale0"><span> </span></p> <p class="normale0"><span>1.3. Non esiste tra la Confederazione Svizzera e la Repubblica Dominicana alcun trattato che regoli in modo specifico il soggiorno in Svizzera dei cittadini dominicani, accordo dal quale potrebbe scaturire un diritto al rilascio o al rinnovo di un permesso di dimora.</span></p> <p class="normale0"><span> </span></p> <p class="normale0"><span>1.4. Giusta l'art. 17 cpv. 2 prima frase LDDS, lo straniero sposato con una persona in possesso del permesso di domicilio ha diritto al rilascio e alla proroga del permesso di dimora fintanto che i coniugi vivono insieme. In linea di principio, il ricorrente ha diritto di ottenere il rinnovo della sua autorizzazione di soggiorno, dal momento che egli è coniugato dal 12 febbraio 1998 con una cittadina dominicana titolare di un permesso di domicilio e dalla quale avuto un figlio nell'agosto 1999. Non muta questa conclusione il fatto che i coniugi non possono attualmente vivere insieme in comunione domestica in quanto incarcerati presso il Penitenziario cantonale, trattandosi di una situazione transitoria dettata da esigenze estranee alla loro volontà. Pertanto, essendo la decisione impugnata suscettibile di essere dedotta davanti al Tribunale federale mediante un ricorso di diritto amministrativo, si deve concludere che la competenza di questo Tribunale a statuire sull'impugnativa inoltrata da __________ è data in virtù dell'art. 10 lett. a LALPS. Se il permesso richiesto possa essergli rifiutato è una questione di merito, non di ammissibilità.</span></p> <p class="normale0"><span> </span></p> <p class="normale0"><span>1.5. Lo straniero che ha uno stretto legame di parentela con una persona che possiede un permesso di domicilio in Svizzera può invocare, a protezione della propria vita familiare, l'art. 8 CEDU. In tal caso, se il legame è intatto ed effettivamente vissuto, la libertà delle autorità cantonali di negare un permesso di soggiorno (cfr. art. 4 LDDS) è limitata e contro una decisione di rifiuto è ammissibile il ricorso di diritto amministrativo dinanzi al Tribunale federale in applicazione dell'art. 100 cpv. 1 lett. b n. 3 OG (DTF 122 II 5 consid. 1e, 292 consid. 1e, 389 consid. 1b, 93 consid. 1c) e, di riflesso, nella presente sede attraverso il rinvio di cui all'art. 10 lett. a LALPS. Ai fini della ricevibilità non è tuttavia necessario esaminare se tali requisiti siano adempiuti, dal momento che il ricorso è ammissibile in virtù dell'art. 17 cpv. 2 LDDS.</span></p> <p class="normale0"><span> </span></p> <p class="normale0"><span>1.6. Il gravame in oggetto, tempestivo (art. 46 cpv. 1 PAmm) e presentato da una persona senz'altro legittimata a ricorrere (art. 43 PAmm), è pertanto ricevibile in ordine e può essere evaso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm).</span></p> <p class="normale0"><span> </span></p> <p class="normale0"><span> </span></p> <p class="R1"><span> 2. 2.1. Giusta l'art. 17 cpv. 2 ultimo periodo LDDS, il diritto dello straniero al rilascio o al rinnovo del permesso di dimora si estingue se questi viola l'ordine pubblico. I motivi di estinzione di questo diritto sono tuttavia meno severi di quanto richiesto dall'art. 7 cpv. 1 in fine LDDS, il quale stabilisce che deve sussistere un motivo di espulsione (art. 10 LDDS) per negare al coniuge straniero di un cittadino svizzero il rilascio o la proroga del permesso sollecitato (DTF 120 Ib 130 consid. 4a). Difatti, una violazione dell'ordine pubblico può risultare già dalla commissione di un'infrazione oppure, in maniera più generale, da un comportamento riprensibile (Wurzburger, La jurisprudence récente du Tribunal fédéral en matière de police des étrangers, in: RDAF 53/1997 320). La decisione di rifiuto deve rispettare in tutti i casi il principio della proporzionalità.</span></p> <p class="normale0"><span> </span></p> <p class="normale0"><span>2.2. Il diritto al rispetto della vita privata e famigliare di cui all'art. 8 CEDU non è assoluto. Un'ingerenza nell'esercizio di tale diritto è ammissibile giusta l'art. 8 n. 2 CEDU "in quanto tale ingerenza sia prevista dalla legge e in quanto costituisca una misura che, in una società democratica, è necessaria per la sicurezza nazionale, l'ordine pubblico, il benessere economico del paese, la prevenzione dei reati, la protezione della salute o della morale, o la protezione dei diritti e delle libertà altrui". In questo contesto, va effettuata una ponderazione di tutti gli interessi pubblici e privati in gioco. In particolare, va esaminato se si può esigere dai familiari aventi il diritto di risiedere in Svizzera che lascino il nostro paese per seguire lo straniero al quale è stato rifiutato un permesso di dimora. La facoltà di esigere la partenza della famiglia di uno straniero dev'essere ammessa tanto più facilmente che la presenza in Svizzera di costui, a causa del suo comportamento, risulta indesiderabile. Va altresì precisato che il solo fatto che non si possa pretendere dai membri della famiglia che lascino la Svizzera non costituisce, di per sé, un motivo sufficiente per accogliere il ricorso (DTF 122 II 5 consid. 2; 120 Ib 130 consid. 4a).</span></p> <p class="normale0"><span> </span></p> <p class="normale0"><span> </span></p> <p class="R1"><span> 3. 3.1. Nell'evenienza concreta, __________ ha interessato le autorità giudiziarie e amministrative. Con decreto d'accusa 9 aprile 1998, il ricorrente è stato condannato dal Procuratore pubblico al pagamento di una multa di fr. 300.– per infrazione alla LDDS (soggiorno illegale). Per tale motivo, il 27 maggio 1998 egli è stato minacciato di espulsione dall'allora Sezione degli stranieri. Dal 1° agosto al 21 novembre __________ ha svolto un'attività lucrativa senza autorizzazione (v. rapporto d'esecuzione 1° febbraio 1999 della Polizia cantonale). Il 5 febbraio 1999 il dipartimento ha nondimeno rinnovato il permesso di dimora all'insorgente, al fine di permettergli di continuare a vivere insieme alla moglie. Il 23 febbraio 1999 __________ è stato ancora punito, questa volta nel Canton Zurigo, con una multa di fr. 50.– per infrazione alla LDDS (v. dati RIPOL 11 marzo 1999, agli atti). Il 20 aprile 1999 la Sezione dei permessi e dell'immigrazione ha concesso ulteriore fiducia al ricorrente, autorizzandolo a svolgere l'attività di cartomante alle dipendenze della consorte. __________ ha tuttavia continuato a violare la legge. Il 16 marzo 2000 è stato condannato dalla Corte delle assise criminali - tra l'altro - a 4 anni e 3 mesi di reclusione per infrazione alla LFStup, aggravata poiché riferita ad un quantitativo di cocaina che egli sapeva o doveva presumere essere tale da mettere in pericolo la salute di parecchie persone. Contrariamente a quanto sostiene il ricorrente, il reato per cui egli è stato punito dall'autorità giudiziaria unitamente alla moglie è grave, tanto più che egli non è tossicodipendente (sentenza Corte delle assise criminali 16 marzo 2000, consid. 1.2. pag. 7). In particolare, il giudizio penale (consid. 4 pag. 12) ha evidenziato, che:</span></p> <p class="normale0"><i><span>"I fatti in esame e la colpa di entrambi gli accusati appaiono di sicura gravità, in particolare dal profilo oggettivo, se appena si considerano i quantitativi importanti di droga pesante (complessivamente 1.4 kg di cocaina) spacciati durante un periodo prolungato di tempo anche se con periodi alterni di intensità. Inoltre non si può dimenticare l'ulteriore finanziamento e quindi la messa a disposizione di denaro per un ulteriore kg della stessa sostanza. I coniugi __________ hanno comunque dimostrato una certa quale organizzazione procedendo prima della vendita della droga regolarmente al taglio della stessa. In seguito nel 1999 quando già __________ era incinta e vicina alla maternità, non ha poi disdegnato di occuparsi con il marito al finanziamento di un altro quantitativo importante di cocaina, non limitandosi alla messa a disposizione del denaro ma attivandosi anche per ottenere sollecitamente la droga che tardava ad arrivare. Grave è il fatto quindi che i due coniugi, in attesa di diventare genitori, non hanno trovato di meglio che occuparsi di traffico di cocaina per garantire il loro sostentamento in modo comodo e senza fatica. Essi hanno agito solo per il proprio tornaconto dimostrando con ciò una sicura mancanza di scrupoli".</span></i></p> <p class="normale0"><span> </span></p> <p class="normale0"><span>Con il suo comportamento riprovevole tenuto durante il suo breve soggiorno in Svizzera, __________ dimostra di non potere - o di non volere - adattarsi all'ordinamento vigente del Paese che lo ospita. Egli ha pertanto violato l'ordine pubblico elvetico.</span></p> <p class="normale0"><span> </span></p> <p class="normale0"><span>3.2. Il provvedimento adottato dall'autorità di prime cure deve rispettare il principio della proporzionalità. In questo contesto, occorre ricordare che il Tribunale federale, nell'ambito della ponderazione degli interessi contrapposti sul rilascio o il rinnovo di un permesso di dimora, è estremamente rigoroso se lo straniero è stato punito per traffico di stupefacenti (cfr. Wurzburger, op. cit., in: RDAF 53/1997 308). __________ risiede in Svizzera dal 1984 ed è al beneficio di un permesso di domicilio. Nel 1999 essa ha pure avuto un figlio dal ricorrente. Tuttavia, tali aspetti non possono essere qualificati come preponderanti, considerato che __________, durante il suo breve soggiorno in Svizzera, ha più volte dimostrato di essere indegno dell'ospitalità concessagli dal nostro Paese; egli non invoca nemmeno l'impossibilità, una volta scarcerato, di rientrare in patria. Non si può inoltre escludere che la moglie dell'insorgente, anch'essa cittadina dominicana, possa tornare con suo figlio a vivere nel suo Paese d'origine, qualora decidesse di voler continuare a stare insieme al marito. Tanto più che __________ è ancora piccolo e dipendente dalla madre, ragione per cui problemi linguistici o di sradicamento dalla realtà elvetica non si pongono. In questo modo le relazioni famigliari potranno essere senz'altro mantenute.</span></p> <p class="normale0"><span> </span></p> <p class="normale0"><span> </span></p> <p class="R1"><span> 4. Rifiutando di rinnovare il permesso di dimora al ricorrente, le autorità inferiori non hanno disatteso gli art. 17 cpv. 2 LDDS e 8 CEDU. La decisione censurata non procede da un esercizio abusivo del potere di apprezzamento che la legge riserva all'autorità di polizia degli stranieri in ordine alla valutazione dell'adeguatezza della misura adottata.</span></p> <p class="normale0"><span> </span></p> <p class="normale0"><span> </span></p> <p class="R1"><span> 5. Sulla scorta di quanto precede il ricorso deve essere pertanto respinto. La tassa di giustizia e le spese seguono la soccombenza (art. 28 PAmm).</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>Per questi motivi,</span></p> <p class="MsoNormal"><span>visti gli art. 1, 4, 17 cpv. 2 LDDS; 8 CEDU; 100 cpv. 1 lett. b n. 3 OG; 10 lett. a LALPS; 3, 18, 28, 43, 46, 60, 61 PAmm;</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="R2"><b><span>dichiara e pronuncia:</span></b></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="1"><span> 1. Il ricorso è respinto.</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="1"><span> 2. La tassa e le spese di giustizia, per complessivi di fr. 800.–, sono a carico del ricorrente.</span></p> <p class="1"><span> </span></p> <p class="1"><span> </span></p> <p class="1"><span> 3. Contro la presente decisione è dato ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale a Losanna nel termine di 30 giorni dall'intimazione.</span></p> <p class="1"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="intimazione"><span> </span></p> <p class="intimazione"><span> 4. Intimazione a:</span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><b><span>__________</span></b></p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> <tr> <td valign="top"> <p class="normale0"><span> </span></p> </td> <td colspan="2" valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>Per il Tribunale cantonale amministrativo</span></p> <p class="MsoNormal"><span>Il presidente Il segretario</span></p> </div></body></html>