<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La situazione nei settori toccati dalla presente mozione si presenta nel seguente modo:</p><p></p><p>Legislazione in materia di stranieri e d'asilo</p><p>Con la mozione Simmen, il Consiglio federale fu incaricato, nel marzo 1993, di elaborare una legge sulla migrazione. Su incarico del direttore del DFGP, l'allora direttore dell'Ufficio federale dei rifugiati, Peter Arbenz, elaborò un rapporto sulla politica migratoria svizzera. Detto rapporto fu presentato nel maggio 1995 e nel medesimo anno fu sottoposto a un'ampia consultazione che si rivelò assai controversa. </p><p>Nel settembre 1996, il Consiglio federale istituì la Commissione peritale Migrazione, la quale, in considerazione delle conclusioni del rapporto Arbenz nonché della valutazione dei risultati della procedura di consultazione, era incaricata di formulare delle proposte concrete per una futura politica migratoria in tutti i settori politici toccati. In questa commissione "a largo spettro" hanno fra l'altro collaborato rappresentanti delle autorità cantonali nonché del DFGP, DFE e DFI. Il rapporto scaturito dai lavori della commissione fu presentato nell'agosto 1997 e fu poi trasmesso alle Camere federali con una presa di posizione del Consiglio federale dell'8 giugno 1998. Le conclusioni e le proposte della commissione costituiscono un contributo prezioso alla realizzazione della futura politica migratoria. Esse coincidono ampiamente con l'opinione del Consiglio federale. </p><p>A revisione totale della legge sull'asilo ultimata e sulla base dei documenti e rapporti esistenti sul tema della migrazione, sono stati avviati i lavori in vista della revisione totale della LDDS, che figurava fra gli obiettivi del programma di legislatura 1991 - 1995 del Consiglio federale (obiettivo 13) ma che è stata posticipata nell'ottica della succitata mozione Simmens (vedi anche obiettivi del Consiglio federale nell'anno 1999; obiettivo 99-16). La Commissione peritale istituita a tal fine ha terminato i lavori; conformemente alla pianificazione attuale del DFGP, la procedura di consultazione concernente la revisione totale della LDDS dovrebbe poter essere aperta dal Consiglio federale nel terzo trimestre del 1999. Alla base dei lavori vi erano sinora - nella misura in cui le rispettive proposte non erano già state applicate - segnatamente il precitato rapporto della Commissione peritale Migrazione nonché il rapporto finale del Gruppo di lavoro "Esecuzione dell'allontanamento", in cui i rappresentanti dei Cantoni e della Confederazione raccomandano la disposizione di provvedimenti comuni volti a migliorare l'esecuzione nei settori degli stranieri e dell'asilo. In generale è data una grande importanza a un buon coordinamento tra autorità federali e cantonali. </p><p>Il DFGP ha inoltre incaricato un gruppo di lavoro composto di rappresentanti della Confederazione e dei Cantoni di analizzare il modo di finanziamento per il settore dell'asilo, segnatamente in considerazione delle assicurazioni sociali, dell'assistenza sociale e del mercato del lavoro, e di formulare delle proposte per un contenimento dei costi.</p><p>Con la revisione, nel 1998, dell'ordinanza che limita l'effettivo degli stranieri (OLS), il modello dei tre cerchi è già stato sostituito mediante un sistema binario di reclutamento e lo statuto di stagionale è stato limitato rigorosamente agli Stati dell'UE e dell'AELS. Per principio è ora possibile reclutare manodopera al di fuori di tale spazio unicamente se si tratta di lavoratori qualificati e se motivi particolari giustificano una deroga. Sono fatte salve le ammissioni nel quadro del ricongiungimento familiare, della cooperazione economica e tecnica nonché per motivi umanitari. </p><p>L'accordo bilaterale sulla libera circolazione delle persone concluso con l'UE riveste un'importanza determinante. Sarà possibile formulare una proposta definitiva per una nuova legge sugli stranieri solo dopo aver chiarito questa importante condizione quadro. </p><p></p><p>Impiego di truppe e della Protezione civile</p><p></p><p>Le decisioni prese sinora in merito all'impiego dell'esercito e della Protezione civile per compiti di sorveglianza e assistenza sono state preparate in stretta cooperazione dal DDPS e dal DFGP e in seguito discusse a fondo in seno alle Camere federali al momento delle decisioni stesse. </p><p></p><p>Il Consiglio federale si è già espresso a più riprese circa l'impiego di truppe al confine. Un tale impiego - non esente da problemi - volto a puntellare gli organi della polizia di frontiera potrebbe entrare in considerazione solo dopo una seria preparazione. Il Consiglio federale è dell'avviso che anche il ritmo delle prestazioni nel contesto di un tale impiego comporterebbe grossi svantaggi. Si dovrebbe dunque ricorrere all'esercito solo dopo aver esaurito tutte le altre possibilità. Il nuovo rapporto sulla politica di sicurezza (SIPOL B 2000) si pronuncerà inoltre e in generale su questioni inerenti all'impiego dell'esercito e della Protezione civile nel settore della sicurezza interna.</p><p></p><p>Sicurezza interna e PKK</p><p></p><p>In questo contesto ci riferiamo alle risposte dettagliate a vari interventi parlamentari relativi alle azioni dei Curdi in Svizzera dopo l'arresto di Abdullah Ocalan, leader del "Partito dei lavoratori Curdi" (99.3025 Interpellanza urgente del Gruppo UDC. Azioni di Curdi in Svizzera ; 99.3028 Interpellanza urgente del Gruppo radicale-democratico. Ocalan. PKK e sicurezza interna della Svizzera ; 99.3029 Interpellanza urgente Büttiker. Ocalan. PKK e sicurezza interna della Svizzera).</p><p>Integrazione degli stranieri</p><p></p><p>Con l'approvazione dell'articolo sull'integrazione (articolo 25a LDDS) da parte dell'Assemblea federale, il 26 giugno 1998, è stata creata la base legale per lo stanziamento di contributi finanziari destinati all'integrazione sociale degli stranieri residenti in Svizzera a titolo permanente. L'entrata in vigore dell'articolo - unitamente alla pertinente ordinanza d'esecuzione - è prevista per il 1° ottobre 1999. I sussidi della Confederazione saranno versati per principio solo se i Cantoni, Comuni o terzi si assoceranno convenientemente alla copertura dei costi. </p><p></p><p>Una buona integrazione sociale e professionale - unitamente a una conseguente lotta agli abusi - contribuisce in maniera determinante a diminuire i sentimenti xenofobi che animano parte della popolazione.</p><p></p><p>Azioni di promovimento della pace all'estero e Berretti gialli armati</p><p></p><p>Le decisioni prese sinora in merito all'impiego dell'esercito in azioni di promovimento della pace sono state preparate in stretta cooperazione dal DDPS e dal DFGP e discusse in seno alle Camere federali al momento delle decisioni stesse. </p><p></p><p>La cooperazione internazionale nel settore della migrazione (ad es. sotto forma di azioni di promovimento della pace) in vista di prevenire i conflitti, contenere i focolai di conflitti e cercare soluzioni ai conflitti esistenti, riveste un'importanza del tutto particolare. Occorre promuovere la solidarietà tra gli Stati al fine di conseguire una maggiore stabilità e sicurezza per tutti. Anche la Svizzera trae un beneficio immediato da tali sforzi. </p><p></p><p>Partecipando ad azioni di promovimento della pace, la Svizzera esprime ai suoi principali partner la sua volontà di agire in maniera solidale. Ciò è importante segnatamente nella misura in cui la Svizzera chiede a sua volta ad altri Stati di far prova di solidarietà nell'accogliere gli stranieri bisognosi di protezione. È inoltre anche nell'interesse politico generale del nostro Paese applicare una strategia mirata ed efficace par quanto riguarda la soluzione dei conflitti e il perseguimento della stabilità. In avvenire, la cooperazione internazionale della Svizzera tra l'altro nel campo del promovimento della pace dovrà essere potenziata, pur restando entro i limiti posti dalla sua neutralità (vedasi anche il rapporto della Commissione per le questioni strategiche, le linee direttive per il rapporto 2000 in materia di politica di sicurezza "Sicurezza grazie alla cooperazione"). </p><p></p><p>Un potenziamento dell'impegno della Svizzera nel promovimento della pace in ambito militare - mediante l'impiego di cosiddetti "Berretti gialli" - è tuttavia possibile solo se, in caso di necessità, tali truppe possono essere dotate di un'arma. L'arma per motivi di sicurezza è una condizione fondamentale anche per operazioni esclusivamente volte a promuovere o mantenere la pace (senza "peace-enforcement").</p><p></p><p>Lotta agli abusi</p><p></p><p>Va detto che la stragrande maggioranza della popolazione straniera in Svizzera, compresi i richiedenti l'asilo, rispetta il nostro ordinamento giuridico. Il Consiglio federale è però d'accordo con l'autore della mozione nell'affermare la necessità di lottare in modo conseguente e chiaro contro gli abusi. Ciò corrisponde all'intento tra l'altro delle ultime revisioni della legge sull'asilo, come pure della revisione in corso della LDDS, la quale accorda un posto importante a questo punto. L'amministrazione federale si occupa infine di vari progetti che vertono su questo medesimo oggetto. Attualmente, ad esempio, un gruppo di lavoro sotto la responsabilità dell'Ufficio federale degli stranieri (UFDS) sta elaborando un rapporto dettagliato per una maggiore efficacia e efficienza nella lotta all'attività dei passatori. È inoltre disponibile il rapporto di un gruppo di lavoro interdipartimentale sulla creazione di un servizio centrale di verifica, documentazione e informazione concernente i documenti d'identità e di legittimazione.</p><p></p><p>Conclusione</p><p></p><p>I problemi evocati nella mozione sono riconosciuti e in parte già oggetto di inchieste e rapporti di ampio respiro. Taluni miglioramenti sono già stati applicati mentre altri sono previsti per l'avvenire. La definizione di una nuova politica migratoria e la sintesi di tutte le necessarie modifiche di legge in un unico testo implicherebbero una notevole perdita di tempo e verosimilmente non ne emergerebbero nuove informazioni. Il Consiglio federale ritiene quindi che si debbano perseguire speditamente i progetti in corso. Esso è conscio della necessità di un accurato coordinamento, garantito grazie all'intensa cooperazione di tutti i servizi interessati, sia a livello di Confederazione che di Cantoni, e a una politica di governo unitaria. </p><p></p><p>Una politica migratoria globale costituisce un compito centrale di cui occorre tener conto in tutto l'operato delle autorità. Il Gruppo di lavoro interdipartimentale per le questioni delle migrazioni, al quale partecipano tutti i servizi dell'amministrazione federale toccati dalla problematica, è stato concepito in quest'ottica. Esso funge da luogo di scambio d'informazioni e di discussione delle questioni fondamentali.</p>  Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.