<h2>SubmittedText<h2><p>Che sorpresa è stato scoprire le cartoline postali distribuite ai futuri soldati svizzeri in occasione delle giornate di reclutamento! Lasciamo pure da parte la mia incertezza sull'opportunità o meno di distribuire alle future reclute delle cartoline postali pubblicitarie e concentriamoci su una delle immagini che mi ha sorpresa: una cartolina che mostra delle graziose bionde in costume da bagno con, in sovrimpressione, il commento seguente: "se faire la belle". Le interpretazioni possibili sono due, secondo me, e gradirei che il Consiglio federale mi dicesse quale delle due è quella corretta.</p><p>1. Dovrei interpretare questa frase come un incitamento a considerare l'insieme delle donne come "prede da cacciare" durante il servizio obbligatorio? Sarebbe un modo, più che mai dubbio, di rendere l'esercito un tantino più... diciamo attrattivo, o addirittura sexy.</p><p>2. In un secondo momento, dopo una riflessione approfondita, mi sono chiesta se il DDPS si fosse finalmente svegliato e si fosse reso conto che l'esercito svizzero, essendo terminata la guerra fredda, era ormai più che desueto? E di conseguenza, incitasse le proprie reclute a cercare la distrazione ("se faire la belle"), andando ad abbronzarsi su una spiaggia al sole, invece di venire a sudare per la patria?</p><p>Scherzi a parte, gradirei sapere qual è la posizione del Consiglio federale per quanto concerne il mio desiderio di vedere un giorno realizzarsi l'uguaglianza tra donne e uomini in questo Paese, un'uguaglianza che passa anche attraverso l'apprendimento del rispetto dell'altro sesso. Il Consiglio federale provvederà a fare cessare la distribuzione di queste cartoline? Mi chiedo, in conclusione, se questa distribuzione non sia in contraddizione con la legge sulla parità dei sessi, volta a promuovere la parità tra i sessi tanto nella legge quanto nei fatti.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale e l'esercito trattano con la massima serietà la parità dei sessi e portano la massima attenzione al rispetto dovuto a entrambi.</p><p>Alla luce di questa considerazione il Consiglio federale risponde alle domande come segue:</p><p>Verso la fine del 2002, una ditta attiva nel settore della cosmesi ha chiesto, di sua iniziativa, agli organi responsabili nel DDPS il permesso di consegnare gratuitamente alle persone soggette all'obbligo di leva un nécessaire da viaggio comprendente sette prodotti di cura (deodorante, schiuma da barba, gel per capelli, docciaschiuma ecc.). Tale set è uno dei tanti articoli pubblicitari dell'azienda in questione. Nel 2003 ne sono stati distribuiti circa 24 000, mentre nel 2004 ne saranno consegnati probabilmente 27 000. Questo omaggio è particolarmente apprezzato dalle giovani leve.</p><p>Oltre agli articoli sopramenzionati, nel nécessaire si trovano anche un pieghevole informativo relativo agli articoli di marca forniti e un set di cinque cartoline.</p><p>Una di queste cartoline è oggetto dell'interpellanza. Nella fattispecie si tratta di tre giovani donne in costume da bagno con una tavola da surf. La cartolina reca inoltre una scritta redatta di volta in volta nella lingua del centro di reclutamento interessato:</p><p>- Drei Tage blau</p><p>- Tre giorni nel blu</p><p>- Se faire la belle</p><p>La precisa descrizione dei significati di queste scritte può essere reperita nei relativi vocabolari, dove sono indicate come espressioni di lingua corrente. Il messaggio veicolato è l'evasione mentale dalla quotidianità, immaginando ad esempio di essere sdraiati in spiaggia. Tuttavia, a causa della sua ambiguità, la versione francese è purtroppo risultata infelice.</p><p>L'azione pubblicitaria è stata autorizzata in virtù delle "Istruzioni concernenti la sponsorizzazione e la pubblicità nell'esercito e nell'amministrazione" del 20 agosto 1998. L'azione pubblicitaria e di sponsoring contestata non pregiudica né l'immagine pubblica dell'esercito né l'andamento del servizio.</p><p>In questo contesto il Consiglio federale non ritiene esservi alcuna necessità d'intervento; renderà tuttavia attenta l'azienda in questione relativamente alle reazioni contrastanti, augurandosi che gli articoli pubblicitari saranno adeguati di conseguenza.</p>  Risposta del Consiglio federale.