<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Già in occasione del primo incontro fra i rappresentanti della Confederazione e delle banche, il Consiglio federale, rappresentato dall'UFIAML (l'attuale UFSEL), aveva posto al primo punto dell'ordine del giorno la questione dei modelli di orario di lavoro. Le possibilità di frenare la soppressione di posti di lavoro e di impedire licenziamenti grazie a tali modelli sono state discusse in modo approfondito. I rappresentanti delle banche si sono dichiarati disposti a promuovere ulteriormente la diffusione del lavoro a tempo parziale e a esaminare attivamente l'applicazione di nuovi modelli di orario di lavoro, in particolare di quelli inerenti al lavoro annuale. La questione relativa all'introduzione di nuovi modelli sarà parimenti trattata in occasione dei prossimi incontri fra UFSEL e rappresentanti delle banche. In linea di massima, tuttavia, l'elaborazione di nuovi modelli di orario di lavoro è una questione di competenza dei partner sociali.</p><p>Uno dei principali obiettivi della recente revisione totale della legge sui cartelli (LCart) consisteva nel separare i criteri di natura concorrenziale da quelli di carattere non concorrenziale nella valutazione materiale delle restrizioni alla concorrenza. Anche per quanto concerne l'esame delle concentrazioni di imprese, spetta al Consiglio federale e non alla Commissione della Concorrenza, giusta l'articolo 11 LCart, prendere in considerazione criteri di natura non concorrenziale o di carattere politico. Si può fare ricorso al Consiglio federale quando una concentrazione di imprese è stata vietata dalla Commissione della concorrenza o dall'istanza di ricorso oppure è stata autorizzata soltanto se vincolata a condizioni e oneri. Una modifica della LCart nel senso dell'interpellanza del Gruppo socialista sarebbe pertanto chiaramente in contraddizione con la decisione del legislatore.</p>  Risposta del Consiglio federale.