<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di proporre le necessarie modifiche della legge federale sugli stranieri affinché gli stranieri che non sono condannati per nessun reato se non quello del soggiorno illegale o che non ottengono il diritto di asilo non possano più essere sottoposti alle misure coercitive previste alla sezione 5 della legge federale sugli stranieri (LStr).</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale fa notare che l'applicazione e quindi l'attuazione delle norme legali federali competono ai cantoni, che valutano caso per caso se tali misure sono appropriate. Considera che la privazione della libertà costituisce una limitazione grave di un diritto fondamentale e che tali misure vanno applicate in maniera molto restrittiva. In tale contesto, la dignità umana deve essere sempre rispettata e preservata. La politica svizzera in materia di ritorno promuove pertanto in primo luogo il ritorno volontario. I cantoni possono tuttavia - fatte salve condizioni restrittive - ordinare misure coercitive per garantire l'esecuzione di una decisione di allontanamento.</p><p>Tra il 1° gennaio 2008 e il 30 settembre 2011 26 893 persone hanno lasciato la Svizzera per via aerea e sono state disposte 11 700 carcerazioni amministrative per una durata media di 30 giorni. Tuttavia, il 46 per cento delle carcerazioni amministrative sono state ordinate per un periodo compreso tra meno di un giorno e sei giorni. Per poter disporre tali misure devono sempre sussistere motivi di carcerazione stabiliti nella legge. Se è disposta in assenza di alternative, la carcerazione in vista del rinvio coatto deve essere complessivamente proporzionata e rispettare la dignità umana dell'interessato. A differenza di una carcerazione penale, lo straniero interessato può in qualsiasi momento porre termine alla detenzione adempiendo il suo obbligo legale di lasciare il territorio svizzero. Tali misure possono essere impugnate fino al Tribunale federale. Il solo soggiorno illegale non giustifica la disposizione della carcerazione amministrativa. </p><p>La carcerazione amministrativa intende permettere l'esecuzione di una decisione di allontanamento in assenza di alternative possibili. Non è pertanto giustificabile operare una distinzione tra gli stranieri in situazione irregolare e quelli condannati penalmente per aver commesso altri crimini o delitti e parimenti oggetto di una decisione di allontanamento. Già nel 2005 il rapporto finale del Controllo parlamentare dell'amministrazione (CPA) all'attenzione della Commissione di gestione del Consiglio nazionale osservava che la detenzione amministrativa era un mezzo efficace che contribuiva a garantire l'esecuzione degli allontanamenti (FF 2006 2415). L'esecuzione sistematica delle decisioni di allontanamento passate in giudicato pronunciate nei confronti degli stranieri in situazione irregolare o dei richiedenti l'asilo respinti o oggetto di una decisione di non entrata nel merito costituisce uno dei pilastri di una politica migratoria credibile. Se gli stranieri in situazione irregolare non potessero essere allontanati contro la loro volontà, le persone che si conformano alle decisioni delle autorità e lasciano volontariamente la Svizzera entro i termini impartiti sarebbero svantaggiate. In certi casi, la disposizione della carcerazione amministrativa è l'unico modo per conseguire tale obiettivo. Sul piano finanziario, occorre constatare che a medio o a lungo termine i costi del soccorso d'emergenza sarebbero più elevati senza i rinvii forzati. Infatti, non è raro che le persone con una decisione di allontanamento esecutiva, e che devono quindi lasciare la Svizzera, percepiscano il soccorso d'emergenza per svariati mesi, se non addirittura anni. </p><p>Il Consiglio federale comprende le preoccupazioni dell'autore della mozione. Sottolinea che è essenziale che i cantoni applichino tali misure in modo restrittivo, preservando la dignità umana degli interessati e conformandosi al principio di proporzionalità. Ritiene tuttavia che le misure coercitive costituiscano uno strumento necessario.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.