<h2>SubmittedText<h2><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale è disposto a impegnarsi in modo coerente in favore della piazza produttiva svizzera nonché a impedire agevolazioni unilaterali e di conseguenza vantaggi concorrenziali per le aziende situate nell'Unione europea?</p><p>2. Esso rinuncerà all'applicazione del principio "Cassis de Dijon" in tutti i settori nei quali l'Unione europea non accorda la reciprocità?</p><p>3. È disposto ad attenuare in modo coerente le prescrizioni in materia di produzione e di conseguenza a rafforzare la competitività delle aziende indigene?</p><p>4. È disposto a stilare un elenco delle prescrizioni che occorre liberalizzare e a fissare uno scadenzario per la loro attuazione?</p><p>5. Attualmente esistono ancora, nel settore delle derrate alimentari, numerose richieste di inasprimenti di prescrizioni che in parte vengono sostenute dal Consiglio federale. Esso è disposto a interrompere finalmente questa spirale costituita dall'inasprimento di prescrizioni?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. Il rafforzamento della piazza produttiva svizzera e della competitività internazionale delle imprese svizzere rappresenta da sempre uno degli obiettivi precipui del Consiglio federale. Importanti per la competitività delle imprese svizzere sono non soltanto le condizioni di concorrenza in Svizzera bensì anche l'accesso ai mercati esteri. In numerosi comparti produttivi, l'UE, ma anche altri Stati, vincolano il riconoscimento di perizie, certificazioni e ispezioni effettuate all'estero all'esistenza di un accordo con lo Stato interessato. In questo contesto, gli accordi conclusi nel quadro dei Bilaterali I, ovvero l'accordo sul reciproco riconoscimento in materia di valutazione della conformità e l'accordo sul commercio di prodotti agricoli, assumono importanza centrale per un accesso dei prodotti svizzeri al mercato CE il più possibile indiscriminato.</p><p>L'apertura unilaterale del mercato svizzero a tutti i prodotti conformi alle disposizioni europee potrebbe far perdere alla CE qualsiasi interesse all'estensione di questi due accordi ad altri comparti produttivi nonché alla conclusione di nuovi accordi, poiché i suoi prodotti godrebbero comunque dell'accesso incondizionato al mercato svizzero. I prodotti fabbricati in Svizzera invece non avrebbero automaticamente accesso al mercato europeo e nell'ambito dei negoziati il nostro Paese non avrebbe nulla da offrire per garantirsi la tutela degli interessi dei suoi esportatori. Per queste ragioni, il Consiglio federale ha deciso, il 4 maggio 2005, di applicare il principio "Cassis de Dijon" solo ai prodotti per i quali la Svizzera e la CE hanno prescrizioni tecniche diverse. Per evitare di svantaggiare i produttori svizzeri è inoltre previsto che essi possano fabbricare e mettere in commercio in Svizzera prodotti realizzati conformemente alle prescrizioni CE o, nei settori non ancora armonizzati all'interno della CE, secondo le prescrizioni nazionali adottate da singoli Stati della CE o dello SEE, nella misura in cui tali prodotti siano anche regolarmente commercializzati negli Stati in questione.</p><p>3./4. Con il postulato 05.3122 "Potere d'acquisto e prezzi 8: Eliminazione degli ostacoli non tariffali" il gruppo socialista ha invitato il Consiglio federale a sottoporre al Parlamento un rapporto nel quale siano illustrate le disposizioni non tariffali che ostacolano lo scambio di merci con l'estero e contribuiscono al rincaro dei prezzi in Svizzera. Il Consiglio federale ha proposto di accogliere il postulato e nel suo parere ha dichiarato che i lavori necessari saranno intrapresi nell'ambito degli emendamenti da apportare alla legge federale sugli ostacoli tecnici al commercio (LOTC, RS 946.51) in seguito alla domanda formulata nella mozione Hans Hess 04.3473 " Eliminazione degli ostacoli tecnici al commercio". Ciò vale, per analogia, anche per gli accertamenti e le analisi proposte dall'autore dell'interpellanza.</p><p>5. La normativa svizzera sui prodotti alimentari sta attualmente subendo importanti modifiche nel quadro dei lavori in corso per il recepimento del diritto CE in materia d'igiene nel settore alimentare. L'obiettivo della revisione proposta è l'equivalenza della normativa europea e svizzera per il latte e i latticini. È prevista in un secondo tempo l'estensione a tutte le derrate alimentari di origine animale. Se tale obiettivo sarà raggiunto, cadranno tutti gli ostacoli tecnici e sarà possibile garantire un migliore accesso al mercato della CE.</p>  Risposta del Consiglio federale.