<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale ha espresso ripetutamente il proprio parere in merito alla riabilitazione di cittadini svizzeri che hanno combattuto nella Guerra civile spagnola. Rispondendo all'interrogazione ordinaria Grobet del 22 marzo 1996, esso ha effettivamente dichiarato di condividere l'opinione espressa a Zurigo dalla Consigliera federale Ruth Dreifuss in occasione dell'assemblea dell'Associazione degli ex combattenti svizzeri in Spagna del 23 aprile 1994: "La lotta dei combattenti svizzeri in Spagna contro la dittatura fascista è stata coraggiosa e, come ha mostrato la storia, necessaria per la salvaguardia della democrazia nella Repubblica spagnola; gli Svizzeri che hanno preso parte ai combattimenti sono oggi totalmente riabilitati dal punto di vista politico e morale."</p><p></p><p>Il Consiglio federale ha già ringraziato e testimoniato la propria riconoscenza agli Svizzeri che hanno combattuto in Spagna contro le forze fasciste e a tutte le persone che nella Seconda Guerra Mondiale si sono opposte al nazismo e alle sue orribili conseguenze.</p><p></p><p>Una riabilitazione di queste persone dal punto di vista giuridico, secondo gli articoli 57 segg. del Codice penale militare (CPM), ha già avuto luogo. A causa del tempo trascorso, i combattenti svizzeri della Guerra di Spagna e i membri svizzeri della Resistenza francese sono stati reintegrati nei loro diritti civici. Le pene alle quali sono stati condannati sono state cancellate dal casellario giudiziale.</p><p></p><p>Il Consiglio federale non ritiene indicata una procedura di grazia. Per effetto della grazia tutte le pene pronunciate con sentenza definitiva possono essere condonate totalmente o parzialmente oppure commutate in pene meno gravi (art. 232d CPM). Nel caso presente, una grazia non avrebbe tuttavia alcun effetto giuridico o pratico. Inoltre, la grazia, contrariamente all'amnistia, che è una misura collettiva, rappresenta una misura individuale, mediante la quale lo Stato condona totalmente o parzialmente a una o più persone l'espiazione di una pena inflitta. La grazia è pronunciata nell'interesse del condannato per motivi di equità, mentre l'amnistia è piuttosto nell'interesse dello Stato. Da un lato vi sono dunque motivi d'equità, dall'altro la politica (cfr. J.-F. Aubert, Traité de droit constitutionnel suisse, Neuchâtel, 1967, p. 524, n. 1467). Di conseguenza, secondo la dottrina, la grazia non è il mezzo idoneo quando si tratta di un gruppo di persone. Inoltre, l'applicazione della procedura di grazia presupporrebbe che i nomi e i dati personali di tutte le persone condannate fossero noti. Vi sono dubbi circa il fatto che esista una tale lista (cfr. al riguardo la prima risposta del Consiglio federale all'interpellanza de Dardel del 4 ottobre 1995).</p><p></p><p>Il Consiglio federale ha espresso più volte il suo parere sul tema dell'amnistia a favore dei combattenti della Guerra di Spagna. Nelle sue risposte al postulato Pini (91.3214), alla mozione Günter (89.462), al postulato Wyler (78.585) e all'interrogazione ordinaria Robbiani (86.682), ha espresso l'opinione secondo la quale le premesse per un'amnistia non sono date (cfr. al riguardo anche il rapporto sulla petizione Urweider, 93.2011). Il Consiglio federale non vede alcun motivo per cambiare ora il suo parere. Del resto incombe al Parlamento di esprimersi in modo definitivo sulla questione.</p><p></p><p>Viste le considerazioni surriferite, il Consiglio federale è del parere che per la riabilitazione dei combattenti svizzeri in Spagna e dei partecipanti alla Resistenza non entrano in considerazione né la grazia né l'amnistia.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.