<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. L'acquisizione di territori con la violenza o sotto la minaccia di violenza viola incontestabilmente il diritto internazionale. Il Consiglio di sicurezza dell'ONU ha giudicato non validi tutti gli atti legislativi e regolamentari di Israele volti a modificare lo statuto della Città di Gerusalemme. Inoltre esso ha invitato Israele a porre termine all'occupazione prolungata dei territori occupati dal 1967, compresa quella di Gerusalemme. Il diritto internazionale umanitario stabilisce le norme che devono osservare le parti in conflitto e le potenze occupanti in caso di conflitto armato o durante un'occupazione; esso non si pronuncia sulla legalità di un atto che inizia o continua un conflitto armato o un'occupazione. Nel suo parere consultivo del 9 luglio 2004, la Corte internazionale di giustizia ha ritenuto che la costruzione di un muro di separazione sui Territori palestinesi occupati e l'insediamento di colonie israeliane in tali territori e a Gerusalemme Est sono contrari al diritto internazionale.</p><p>Il Consiglio federale mantiene la sua politica in materia di esportazioni di materiale bellico verso Israele. Dal 23 novembre 1977, data alla quale il Consiglio federale ha posto fine all'embargo nei confronti di Israele e degli Stati arabi, le richieste di forniture di armi a destinazione di Israele sono esaminate in procedura ordinaria, ossia di volta in volta. Ogni richiesta a destinazione delle forze armate e delle autorità di Israele è oggetto di un rifiuto. La Svizzera ha adottato in merito una delle politiche più restrittive fra i Paesi d'Europa nella cooperazione militare con Israele.</p><p>Nei suoi contatti bilaterali con Israele, il Consiglio federale si farà premura di rievocare gli obblighi a livello di diritto internazionale umanitario e di diritti dell'uomo e di esprimere a Israele l'inquietudine che suscitano la costruzione illegale di un muro di separazione e l'espansione - anche essa illegale - delle colonie nei Territori palestinesi occupati.</p><p>2./3. In considerazione dell'evoluzione positiva nella regione nel corso degli ultimi mesi e soprattutto a mente dell'accordo di cessate il fuoco concluso dalle parti in conflitto in occasione del vertice di Sharm-el-Sheikh, il Consiglio federale ha deciso il 13 marzo 2005 di rivedere la propria posizione in materia di acquisti in Israele, tenendo conto dei bisogni militari della Svizzera. Il 25 maggio 2005 il Consiglio federale ha deciso - nel quadro del programma d'armamento 2005 - l'acquisto di un sistema integrato di esplorazione e di emissione radio (IFASS) le cui componenti provengono in parte da una ditta israeliana. L'acquisto è la risultante di una ponderazione alla luce dell'evoluzione più sopra menzionata ed è conforme ai principi della politica estera svizzera.</p><p>L'acquisto non ha peraltro alcun influsso sulla posizione del Consiglio federale per quanto concerne gli obblighi di Israele in virtù del diritto internazionale umanitario e dei diritti dell'uomo e la necessità per Israele di rispettarli. La politica restrittiva in materia di esportazione di materiale bellico permane immutata.</p>  Risposta del Consiglio federale.