<h2>SubmittedText<h2><p>Per molti rifiuti, come ad esempio per le bottiglie di PET, viene riscossa una tassa di riciclaggio anticipata (TRA). Questa tassa consente di finanziare la filiera del riciclaggio. Il sistema funziona ormai da diversi anni. Plastiche come i flaconi di shampoo, le bottiglie dell'aceto e altre invece, non sono sottoposte alla TRA. Non c'è dunque alcun incentivo per le collettività pubbliche, che devono farsi carico dei costi, a riciclare tali materiali.</p><p>Molti cantoni hanno adottato il principio del "chi inquina, paga" introducendo tasse sul sacco o sul peso. I cittadini sono dunque fortemente incoraggiati a separare i rifiuti. Nonostante sia possibile riciclare diversi tipi di plastica, solo il PET e talvolta il PE possono essere raccolti separatamente. Il resto viene generalmente gettato nel sacco della spazzatura. Sono dunque i cittadini a dover pagare per mancanza di possibilità di riciclare le plastiche, non essendoci alternativa se non gettarla nel sacco della spazzatura. </p><p>Invito quindi il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Per incoraggiare il riciclaggio delle plastiche, non sarebbe opportuno introdurre una TRA?</p><p>2. Se il Consiglio federale non fosse favorevole a questa proposta, può spiegare come la filiera finanzierà il riciclaggio di dette plastiche?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Dal punto di vista ecologico, la valorizzazione materiale delle materie plastiche (riciclaggio) deve essere preferita a quella termica in impianti di incenerimento dei rifiuti urbani. Affinché il riciclaggio sia efficiente occorre tuttavia gestire e finanziare un sistema di raccolta, trasporto e valorizzazione. Per quanto riguarda il sistema di finanziamento, sono possibili in particolare due varianti: tramite una tassa di riciclaggio anticipata (TRA) prelevata su base volontaria dall'economia privata o una tassa di smaltimento anticipata (TSA) imposta dallo Stato. Oggi si applicano delle TRA ad apparecchi elettrici e elettronici, bottiglie di PET e lattine di alluminio, mentre per batterie e bottiglie di vetro viene riscossa una TSA obbligatoria.</p><p>Per quanto riguarda la raccolta delle materie plastiche, quella delle bottiglie di PET si è affermata con successo. Altre materie plastiche come il polietilene (PE), peraltro molto diffuso, sono finora raccolte e riciclate principalmente in ambito industriale e artigianale, settori che ne producono quantità elevate e che poi separano. Negli ultimi tempi è stata tematizzata anche la raccolta del PE proveniente dalle economie domestiche. In Svizzera un grande distributore ha cominciato a offrire ai privati la possibilità di raccogliere separatamente le bottiglie di PE su tutto il territorio nazionale. Altri grandi distributori propongono già in parte lo stesso servizio e si può supporre che altri seguiranno. Inoltre, alcuni comuni hanno deciso nell'ambito delle proprie competenze di offrire questo tipo di raccolta a titolo sussidiario. Il finanziamento delle attività di raccolta e di valorizzazione è quindi regolamentato dal settore privato. Il Consiglio federale accoglie favorevolmente questa iniziativa dell'economia privata e preferisce questa soluzione ad un sistema di riciclaggio imposto dallo Stato e finanziato mediante TSA.</p><p>Nel quadro del controprogetto indiretto all'iniziativa popolare "Economia verde", il Consiglio federale ha proposto un articolo nell'avamprogetto di revisione della legge sulla protezione dell'ambiente che prevede la possibilità di introdurre un obbligo di raccolta, ad esempio per gli imballaggi di plastica. Le misure adottate su base volontaria dal settore restano tuttavia prioritarie; la Confederazione può promuovere anche accordi settoriali. L'introduzione di un obbligo di raccolta da parte della Confederazione entra in linea di conto soltanto nel caso in cui dette misure non fossero sufficienti. Secondo le basi giuridiche esistenti (legge sulla protezione dell'ambiente, RS 814.01), la Confederazione ha infatti la possibilità di introdurre mediante ordinanze una TSA per il finanziamento della raccolta e della valorizzazione. Sarebbe il caso in particolare se dei fruitori clandestini mettessero a rischio il sistema di raccolta ottenendo vantaggi di mercato.</p><p>Nel settembre 2014 l'organizzazione infrastrutture comunali (OIC) - un'organizzazione specializzata dell'Unione delle città svizzere e dell'Associazione dei comuni Svizzeri -, l'organizzazione mantello delle organizzazioni svizzere che si occupano di riciclaggio Swiss Recycling e l'Associazione svizzera dei dirigenti e gestori degli impianti di trattamento dei rifiuti (ASIR) hanno pubblicato un documento di consenso relativo alla raccolta differenziata di materie plastiche provenienti dalle economie domestiche, nel quale raccomandano, oltre alla raccolta già consolidata delle bottiglie di PET, anche la raccolta differenziata selettiva di altre bottiglie di plastica con coperchio provenienti dalle economie domestiche. Questa raccolta differenziata dovrebbe essere organizzata a livello nazionale mediante un sistema uniforme basato sull'iniziativa di alcuni grandi commercianti al dettaglio. Non deve invece essere ritenuta la raccolta di materie plastiche miste.</p><p>Lo sviluppo attuale della raccolta di bottiglie di PE proveniente dalle economie domestiche da parte di commercianti al dettaglio lascia presupporre che l'attuazione mediante misure su base volontaria e finanziamenti privati da parte del settore sia una soluzione di successo. Secondo il Consiglio federale, l'introduzione di una TSA da parte dello Stato non è quindi per il momento né necessaria né opportuna.</p>  Risposta del Consiglio federale.