<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di modificare la data per la riscossione degli interessi di mora in modo che corrisponda a quella della tassazione dell'imposta federale passata in giudicato.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Come illustrato giustamente nella mozione, nell'anno di contribuzione corrente le persone tenute a pagare i contributi versano dapprima contributi d'acconto all'AVS/AI/IPG, fissati dalla cassa di compensazione sulla base delle loro indicazioni e dei risultati dei periodi precedenti. L'importo effettivo dei contributi dovuti è determinato soltanto successivamente e un'eventuale differenza viene richiesta o restituita. Per i lavoratori indipendenti questa procedura può svolgersi con qualche ritardo, in quanto la cassa di compensazione fissa i contributi sulla base dei redditi comunicati dalle autorità fiscali conformemente alla tassazione fiscale. Nel frattempo le persone tenute a versare i contributi hanno l'obbligo di comunicare divergenze rilevanti di reddito (ossia di almeno il 25 per cento) alla cassa di compensazione affinché i contributi d'acconto vengano adeguati. Le casse di compensazione le esortano regolarmente a farlo.</p><p>La regolamentazione concernente gli interessi (art. 41bis OAVS; RS 831.101) tiene conto della situazione particolare degli indipendenti e dell'incertezza nella valutazione del reddito prevedendo che gli interessi di mora, richiesti soltanto se i contributi d'acconto versati sono inferiori di almeno il 25 per cento ai contributi effettivamente dovuti e le persone tenute a versarli hanno omesso di comunicarlo, iniziano a decorrere solo dodici mesi dopo la scadenza dell'anno di contribuzione. Gli indipendenti possono così comunicare alla cassa di compensazione, dopo la chiusura dell'esercizio contabile (che permette una valutazione più precisa del reddito), eventuali divergenze rispetto alla valutazione del reddito iniziale e, se del caso, pagare la differenza, evitando così interessi di mora. Anche le entrate straordinarie, quali gli utili di liquidazione, vanno comunicate allo scopo di adeguare i contributi d'acconto. Benché nella valutazione del reddito vi possano essere incertezze relative alla tassazione fiscale, si tiene conto in modo adeguato di questa situazione rinunciando a riscuotere interessi di mora durante i primi dodici mesi (gli interessi iniziano quindi a decorrere solo il 1° gennaio 2017 e non, come indicato nella motivazione, il 1° gennaio 2015).</p><p>La richiesta dell'autore della mozione di non riscuotere interessi di mora fino alla data in cui la tassazione dell'imposta federale passa in giudicato avvantaggerebbe gli indipendenti rispetto ai datori di lavoro, il che costituirebbe una violazione del principio dell'uguaglianza giuridica (art. 8 Cost.; RS 101). Gli indipendenti potrebbero sottovalutare notevolmente il loro reddito senza dover versare interessi e rinviare per molto tempo il pagamento dei contributi, il che comporterebbe considerevoli rischi inerenti all'incasso dei contributi e perdite contributive per l'AVS.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.