<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di adottare i provvedimenti necessari per obbligare gli istituti di previdenza professionale a informare gli affiliati sull'inevitabile ridistribuzione dei capitali di copertura nel settore obbligatorio. Gli istituti devono indicare negli attestati di previdenza annuali la parte di capitale ridistribuito a svantaggio degli affiliati e in deroga al principio del capitale di copertura per finanziare le aliquote di conversione minime troppo elevate previste dalla legge.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è consapevole che le modalità di finanziamento di numerosi istituti di previdenza generano una solidarietà indesiderata tra gli assicurati giovani e quelli anziani. Occorre tuttavia precisare che per finanziare le rendite dei pensionati non vengono effettuati prelievi sugli averi di vecchiaia degli assicurati attivi, come suggerisce la mozione. Gli assicurati attivi possono trovarsi costretti a partecipare indirettamente al finanziamento delle rendite correnti tramite una riduzione degli interessi accreditati sul loro capitale di risparmio, il quale non è direttamente intaccato, oppure tramite il prelievo di contributi di risanamento. Se il fenomeno della solidarietà indesiderata è noto, la sua quantificazione resta invece problematica.</p><p>Vale infatti la pena ricordare che l'aliquota minima di conversione LPP dipende da due parametri fondamentali, ossia la speranza di vita dei pensionati e il tasso d'interesse tecnico, il quale dipende a sua volta dai rendimenti attesi dall'istituto di previdenza. Le incertezze riguardo alla loro evoluzione rendono impossibile una quantificazione precisa della citata solidarietà intergenerazionale: senza sapere qual è il valore "esatto" del tasso d'interesse tecnico e, quindi, dell'aliquota minima di conversione, è impossibile quantificare i contributi eventualmente versati in più o in meno rispetto al dovuto.</p><p>La fattibilità o l'utilità dell'indicazione di un bilancio generazionale sui certificati d'assicurazione inviati ogni anno agli assicurati è pertanto discutibile. La determinazione del deficit teorico nel quadro del calcolo della possibile ridistribuzione intergenerazionale sarebbe praticamente impossibile (e in ogni caso molto onerosa) e non avrebbe alcuna utilità. La stesura di un bilancio generazionale da parte dell'istituto di previdenza e la sua indicazione nei certificati d'assicurazione sono quindi ingiustificate.</p><p>La riforma "Previdenza per la vecchiaia 2020" prevede tuttavia una riduzione dell'aliquota minima di conversione a un livello adeguato dal punto di vista attuariale. In questo modo è possibile evitare una ridistribuzione poco trasparente all'interno del sistema della previdenza professionale, come richiesto dell'autore della mozione. Nel quadro di questa riforma, il Consiglio federale proporrà i necessari correttivi e sottoporrà al Parlamento il relativo messaggio entro la fine del 2014.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.