<h2>SubmittedText<h2><p>Le nuove norme contabili IFRS vanno progressivamente imponendosi come riferimento internazionale ed interessano quindi anche moltissime imprese attive in Svizzera. Con effetti a volte devastanti sul bilancio delle società per via del metodo di contabilizzazione degli oneri previdenziali prescritto. I piani previdenziali devono infatti essere contabilizzati al valore corrente nel bilancio e nei conti consuntivi. In altre parole, gli attivi e i passivi delle casse pensioni vanno registrati al valore di mercato del giorno della chiusura del bilancio, il che provoca una volatilità del capitale assai maggiore rispetto a quanto avviene applicando le norme RPC 26. Tanto che nel 2006 la General Motors si trovò a dover iscrivere a bilancio fondi propri negativi. Secondo alcuni osservatori, nel 2012 il gruppo Swatch tornò alle norme RPC 26 soltanto perché con l'attuazione della norma IAS 19 rivista gli oneri previdenziali sarebbero aumentati del 70 per cento. Così come stanno le cose, la contabilizzazione dei piani previdenziali richiesta dalle regole internazionalmente riconosciute ha conseguenze finanziarie che in genere riducono la redditività delle imprese e inducono i proprietari a esercitare pressioni sui consigli di fondazione affinché trovino soluzioni per limitarne al massimo l'impatto. Gli adeguamenti che ne risultano sono però talvolta in palese contraddizione con i principi e soprattutto lo spirito del secondo pilastro, a tutto danno degli assicurati. Nel 2012, per esempio, un'impresa ha deciso di assicurare i propri dipendenti secondo un piano minimo LPP e di compensare le lacune assicurative con un aumento dei salari per minimizzare i costi IFRS dovuti ai piani previdenziali.</p><p>Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Non ritiene che la natura del nostro sistema di previdenza professionale rischi di far perdere attrattiva alla piazza economica svizzera?</p><p>2. Nei suoi progetti di riforma, tiene sufficientemente conto di questa evoluzione? Come ritiene di poter conciliare la salvaguardia di una previdenza professionale efficace con l'applicazione di norme contabili internazionali ormai sempre più ineludibili, ma che celano gravi effetti collaterali?</p><p>3. Non ritiene che per conservare i vantaggi della previdenza professionale e soprattutto la sua solidità sia inevitabile snellire la pertinente legislazione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Attualmente, il Consiglio federale non vede alcun rischio per l'esistenza della previdenza professionale sovraobbligatoria. Come già detto nella sua risposta all'interpellanza Graber Konrad 12.3193, "Mantenere l'attrattiva del secondo pilastro sovraobbligatorio", le informazioni a sua disposizione indicano una tendenza diametralmente opposta, in particolare per i lavoratori qualificati. Tuttavia, in quell'occasione ha anche affermato che, se fosse effettivamente riscontrabile, la tendenza alla scomparsa della previdenza professionale sovraobbligatoria nelle filiali svizzere di società americane sarebbe ovviamente preoccupante. Dovendo ottimizzare i suoi conti, una società potrebbe infatti imporre ai suoi impiegati una copertura sovraobbligatoria che prevede, per esempio, il versamento delle prestazioni sotto forma non di capitale bensì di rendita, l'individualizzazione dell'assicurazione oppure l'addossamento dei rischi d'investimento ai singoli assicurati invece che alla collettività. Ciononostante, il Consiglio federale ritiene che l'attrattiva della piazza economica svizzera non sia a rischio, dato che vi sono molti altri parametri da considerare, in particolare la grande flessibilità del mercato del lavoro, l'elevato potenziale d'innovazione, strutture educative e formative adeguate e una sufficiente creazione di valore aggiunto reale.</p><p>2. Il Consiglio federale intende sorvegliare l'impatto delle norme contabili internazionali sulla previdenza professionale sovraobbligatoria. L'Ufficio federale delle assicurazioni sociali sta lanciando un progetto di ricerca per capire la reale entità del problema.</p><p>3. Nel secondo pilastro, la legge prevede soltanto una previdenza minima obbligatoria. Lo snellimento della legislazione non consentirebbe pertanto di evitare gli effetti indesiderati che l'adozione di norme contabili internazionali potrebbe avere sulla previdenza professionale sovraobbligatoria. Se del caso, alla luce dei risultati del citato progetto di ricerca, il Consiglio federale deciderà se siano necessarie ulteriori misure per preservare la solidità del secondo pilastro.</p>  Risposta del Consiglio federale.