<h2>SubmittedText<h2><p>Da anni la Posta procede a ristrutturazioni della sua rete di uffici postali, il che suscita molte discussioni presso gli utilizzatori dei servizi postali. Le persone toccate da queste chiusure non sono sempre soddisfatte delle offerte alternative loro proposte, si pensi al servizio a domicilio o all'agenzia postale.</p><p>Attualmente, la Posta dispone di meno di 1800 uffici postali che gestisce direttamente e oltre 500 agenzie.</p><p>Visto dall'esterno, il modo di procedere della Posta sembra un po' disorganizzato e privo di visione globale. In numerosi campi quali l'organizzazione del territorio ad esempio, sono effettuate delle pianificazioni a lungo termine allo scopo di avere una gestione ottimale del territorio.</p><p>Perché non attua anche la Posta una pianificazione chiara sui servizi che intende fornire a lungo termine?</p><p>Quanti uffici postali devono ancora chiudere, in che regione?</p><p>Sono tutte questioni che potrebbero essere risolte se una reale pianificazione fosse uno degli obiettivi strategici richiesti dal Consiglio federale. Il Consiglio federale è disposto o ha un interesse a esigere dalla Posta una vera pianificazione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Posta è tenuta per legge a fornire in tutto il Paese una rete capillare di punti di accesso. Per quanto riguarda la densità dei punti di accesso presidiati, la Posta deve attendersi alle prescrizioni della legge sulle poste e della rispettiva ordinanza. Un approvvigionamento sufficiente è garantito se le prestazioni del servizio universale sono disponibili per tutti i gruppi della popolazione in tutte le regioni del Paese a una distanza ragionevole. Il termine "capillare" sottintende che in ogni regione di pianificazione deve essere presente almeno un ufficio postale che offra tutte le prestazioni del servizio universale in ambito postale. La Posta è libera di gestire questi punti di accesso autonomamente o in collaborazione con terzi. L'ordinanza sulle poste stabilisce che il 90 per cento della popolazione residente permanente deve poter raggiungere i servizi postali con un tragitto di 20 minuti al massimo e i servizi inerenti il pagamento in contanti con un tragitto di 30 minuti da percorrere a piedi o con i mezzi pubblici. Nel suo rapporto d'attività 2012 la PostCom afferma che nel 2012 le prescrizioni legali sono state rispettate conformemente alla previgente legge sulle poste.</p><p>A causa delle severe prescrizioni in materia di sicurezza, l'infrastruttura dei punti d'accesso presidiati è onerosa e cara, soprattutto per quanto riguarda i servizi inerenti il traffico dei pagamenti. Il mantenimento di una rete di distribuzione capillare in tutto il Paese implica costi ingenti, allo stesso tempo i clienti allo sportello si fanno sempre più rari. La Posta è tenuta a fornire il servizio universale con mezzi finanziari propri. Per garantire anche in futuro l'autofinanziamento del servizio universale, la Posta deve reagire in modo appropriato ai cambiamenti di comportamento della clientela e adeguare costantemente la propria rete di uffici postali all'evoluzione della società. Fintanto che la Posta rispetta le prescrizioni in materia di raggiungibilità, può continuare ad adattare la propria rete di uffici postali alle mutate necessità dei clienti. Va inoltre aggiunto che nel confronto internazionale la Svizzera dispone di una delle più fitte reti di uffici postali. </p><p>Alla luce di quanto precede, il Consiglio federale non vede alcuna necessità di imporre alla Posta prescrizioni supplementari nell'ambito degli obiettivi strategici.</p>  Risposta del Consiglio federale.