<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Dopo il fallimento delle conferenze del 1978 e del 1983, nonostante il clima di tensione per i due temi politici (conflitto mediorientale, colonialismo/schiavitù), è stato possibile adottare un documento finale di portata internazionale che fissa le basi per affrontare le cause e le conseguenze del razzismo. Nella seduta conclusiva della conferenza sono stati adottati una dichiarazione e un programma d'azione.</p><p>Questi documenti apportano nuovi criteri su scala internazionale per il rilevamento e la valutazione dei fenomeni razzisti e sono indicativi sulla volontà degli Stati di contrastarli con efficacia. I documenti contengono svariate istruzioni sul modo di procedere e costituiscono un punto di riferimento per l'attuazione del programma d'azione da parte degli Stati, il cui impegno d'ora innanzi potrà essere misurato. Il Consiglio federale si dichiara pertanto soddisfatto dei risultati della Conferenza e spera che ogni Paese saprà mettere in atto conseguentemente le relative misure.</p><p>La definizione piuttosto ampia delle persone colpite dal razzismo è uno dei risultati più importanti della Conferenza. D'ora innanzi, su scala mondiale si riconosce che possono esserci molteplici discriminazioni in base alla lingua, all'appartenenza a una minoranza etnica o nazionale, al sesso, all'origine, ecc. Tutte le proposte contenute nel mandato affidato dal Consiglio federale alla delegazione  sono state iscritte nel documento finale, ovvero: creazione di istituzioni nazionali contro il razzismo e rafforzamento delle istituzioni esistenti, sensibilizzazione sulle discriminazioni nella formazione e discussione del razzismo nel settore dell'educazione, perseguimento d'ufficio dei colpevoli, lotta contro i siti Internet a sfondo razziale e monitoraggio nel settore della lotta al razzismo. L'appello al rispetto del diritto umanitario anche in relazione alla problematica del razzismo è stato pure inserito nel documento conclusivo. La Svizzera si è pure impegnata affinché gli strumenti internazionali di difesa dei diritti dell'uomo esistenti non vengano indeboliti e la loro importanza sia riconosciuta anche in materia di lotta contro il razzismo.</p><p>Nel corso del dibattito, la Svizzera ha potuto svolgere a più riprese un ruolo di conciliazione apprezzato da tutti, ad esempio in relazione all'utilizzazione della nozione di "razza". Mentre gli Stati europei e gli ambienti specializzati nella lotta contro il razzismo rifiutano questa nozione in base alle esperienze compiute in Europa e alla storia più recente, gli Stati africani e alcuni sudamericani desideravano, in considerazione delle loro vicissitudini e della loro storia, che i termini "razza" e "razziale" fossero esplicitamente menzionati nel documento finale e che fosse riconosciuta l'esistenza delle razze. Secondo loro, la richiesta europea di stralciare queste nozioni costituiva una nuova violazione, la negazione dell'Europa del dramma da loro vissuto. La Svizzera ha contribuito a trovare un compromesso accettabile proponendo di mantenere queste nozioni sottolineando però che esse sono state costruite dalla società. In una dichiarazione ufficiale alla fine dalla conferenza la Svizzera ha reiterato questa posizione sostenendo in tal senso la proposta dell'UE che richiedeva che la nozione di razza non potesse mai servire a legittimare le discriminazioni o i privilegi.</p><p>2. Oltre ai rappresentanti dei DFI e del DFAE, la delegazione svizzera era formata da membri della Commissione federale contro il razzismo (CFR) e da rappresentanti delle organizzazioni non governative, ciò che ha permesso di utilizzare le conoscenze specifiche degli uni e degli altri.</p><p>Durante due riunioni tra la delegazione ed esponenti svizzeri che partecipavano alla conferenza parallela delle ONG è stato possibile constatare la grande disponibilità di quest'ultimi a cooperare nell'applicazione dei risultati della conferenza. C'è unanimità nel ritenere che bisognerà coinvolgere nell'attuazione di quanto stabilito a Durban non solo l'amministrazione federale, la CFR e le ONG, ma anche le autorità comunali e cantonali. Si procederà a prendere i necessari contatti in tal senso e la concretizzazione dei lavori di applicazione sarà avviata quest'autunno.</p>  Risposta del Consiglio federale.