<h2>SubmittedText<h2><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Come intende intervenire per ridurre l'aumento annuale dei costi dall'attuale 5 a 6 per cento a un livello più ragionevole del 2 a 3 per cento?</p><p>2. Ritiene necessario adottare misure di vigilanza per arginare l'aumento dei costi e dei premi nell'assicurazione sociale malattie?</p><p>3. Le casse malati a buon mercato che praticano la selezione dei rischi mediante offerte basate su premi più bassi rispetto alle altre assicurazioni sottraggono importanti risorse finanziarie all'assicurazione sociale malattie. Le perdite subite dovranno essere compensate tramite un aumento dei premi nel 2010 e nel 2011. Il Consiglio federale intende adottare misure di vigilanza per impedire che le casse malati continuino ad applicare questa strategia?</p><p>4. Come intende intervenire per contrastare la desolidarizzazione nell'assicurazione sociale malattie generata dal versamento, da parte degli assicuratori, di commissioni e bonus esorbitanti agli intermediari assicurativi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. Contenere l'aumento dei costi nel settore della sanità e l'incremento dei premi dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie costituisce una preoccupazione maggiore del Consiglio federale. Espressosi già diverse volte in merito, da ultimo nella risposta del 1° aprile 2009 all'interrogazione urgente Meyer Thèrese 09.1014, il Consiglio federale ritiene indispensabile adottare misure capaci di frenare i costi e contrastare l'aumento dei premi previsto per l'anno prossimo. Il Dipartimento federale dell'interno (DFI) ha pertanto già adottato misure in questo senso e deciso il 28 gennaio 2009 di rivedere l'elenco delle analisi allo scopo di ridurre i costi delle analisi di laboratorio. Il DFI sta esaminando altre misure, in particolare nel settore dei medicamenti e dei trattamenti ospedalieri ambulatoriali, i cui costi sono aumentati sensibilmente.</p><p>Il Consiglio federale intende presentare al Parlamento entro l'estate una revisione urgente della LAMal, che dovrà essere trattata in procedura accelerata e posta in vigore il 1° gennaio 2010. Non sono previste misure di vigilanza specifiche.</p><p>3. La LAMal prevede che l'assicurazione sociale contro le malattie sia esercitata da diversi assicuratori in concorrenza tra loro. Questi ultimi si obbligano ad accettare nel rispettivo raggio d'attività territoriale ogni persona tenuta ad assicurarsi. Inoltre devono stabilire premi unitari. Gli assicuratori possono tuttavia graduare i premi se è provato che i costi differiscono secondo i cantoni e le regioni e accordare sconti per forme assicurative particolari. Ciò spinge ogni assicuratore a cercare di ottimizzare la propria struttura dei rischi e a offrire premi più convenienti rispetto alla concorrenza.</p><p>Come contropartita all'obbligo di assicurare tutti a premi unitari, la LAMal prevede una compensazione dei rischi che permette di controbilanciare il rischio assunto dagli assicuratori che contano un maggior numero di donne e anziani tra i loro affiliati. Dal 2012, nella compensazione dei rischi sarà tenuto maggiormente conto del rischio di malattia e sarà presa in considerazione, come fattore supplementare, la degenza di oltre tre giorni in un ospedale o in una casa di cura durante l'anno precedente. Questo affinamento della compensazione dei rischi mira a ridurre l'incentivo, per gli assicuratori, di praticare la selezione dei rischi.</p><p>4. Visto che la LAMal prevede un rapporto di concorrenzialità tra gli assicurati, questi ultimi investono mezzi nelle attività di marketing. Tali mezzi, che coprono anche le spese pubblicitarie e la retribuzione degli intermediari, fanno parte dei costi amministrativi e devono limitarsi alle esigenze di una gestione aziendale economica. Pertanto, nel quadro della procedura di approvazione dei premi, l'UFSP verifica i costi amministrativi di ogni assicuratore comparandoli ai costi degli altri assicuratori. Il Consiglio federale ritiene che questo controllo sia sufficiente e non vede la necessità di intervenire per quanto concerne le retribuzioni versate agli intermediari.</p>  Risposta del Consiglio federale.