<h2>SubmittedText<h2><p>In seguito alle rivoluzioni nel Nord Africa, il numero dei richiedenti l'asilo provenienti da questi Paesi è esploso, e purtroppo non si prospetta un'inversione di tendenza. La maggior parte di queste persone sono rifugiati economici. Le capacità dei centri federali sono esaurite. I richiedenti l'asilo vengono ripartiti molto rapidamente tra i cantoni, in cui nel frattempo regna una situazione insostenibile. In tale contesto, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Come intende il Consiglio federale far fronte a questa situazione?</p><p>2. Come intende proteggere la popolazione locale dalle aggressioni da parte dei richiedenti l'asilo?</p><p>3. Non è anch'esso dell'avviso che le domande d'asilo di tali richiedenti debbano essere trattate prioritariamente, mandando così un segnale chiaro?</p><p>4. Ritiene possibile creare in tempi rapidi possibilità di alloggio in centri federali, per esempio in alloggi militari vuoti?Happy2070</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Anzitutto, il Consiglio federale tiene a precisare che, sebbene le domande d'asilo presentate da cittadini nord-africani siano aumentate nel 2011, non si tratta tuttavia di un'"esplosione", come dimostrano i dati seguenti: nel 2010 i cittadini nord-africani hanno presentato 986 domande, numero che nei primi sei mesi del 2011 ha toccato quota 1641.</p><p>1./2. Il Consiglio federale è consapevole che negli ultimi mesi si è registrato un aumento dei comportamenti delittuosi, in particolare a opera di richiedenti l'asilo di origine tunisina. Trattandosi di reati il cui perseguimento incombe ai cantoni, il Consiglio federale non dispone di alcuna competenza o facoltà d'intervento. Ha tuttavia adottato provvedimenti tesi a prevenire gli atti di violenza e accrescere il senso di sicurezza della popolazione, in particolare rafforzando l'assistenza ai richiedenti l'asilo, aumentando i lavori di pubblica utilità e i programmi occupazionali possibili, creando una struttura diurna a Kreuzlingen per diminuire il tasso di affollamento del centro e potenziando le pattuglie di fornitori di servizi di sicurezza (numero, durata e raggio d'azione).</p><p>3. L'Ufficio federale della migrazione ha deciso già da marzo di trattare prioritariamente le domande d'asilo presentate da persone provenienti dal Nord Africa (Tunisia, Algeria, Marocco, Egitto) per motivi economici o che manifestamente non adempiono le condizioni legali per ottenere lo statuto di rifugiato, in modo da inviare a questi migranti un segnale chiaro e immediato quanto all'esito della loro procedura e al loro obbligo di lasciare il territorio svizzero. Tale decisione si propone di limitare l'afflusso di nuovi migranti economici e di aumentare le partenze volontarie attraverso lo strumento dell'aiuto al ritorno. Tale strategia ha già prodotto risultati positivi, in quanto dall'inizio della crisi circa novanta richieste di aiuto al ritorno volontario sono state presentate da cittadini tunisini.</p><p>4. In seguito alle raccomandazioni del comitato d'esperti per la procedura d'asilo e alloggio, un gruppo di lavoro interdipartimentale DFGP e DDPS è stato incaricato di determinare quali immobili di proprietà della Confederazione potrebbero, in una situazione d'emergenza, ospitare richiedenti l'asilo. Dopo diversi sopralluoghi, il gruppo ha identificato alcuni alloggi militari che consentono di ospitare svariate centinaia di richiedenti. Spetta ora ai cantoni decidere se consentire alla Confederazione di utilizzare tali edifici militari a fini civili. Alcuni cantoni sono favorevoli, altri contrari, altri invece devono ancora pronunciarsi.</p>  Risposta del Consiglio federale.