<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Negli ultimi anni, la questione della politica delle lingue e della comprensione tra comunità </p><p>linguistiche ha assunto in Svizzera notevole importanza. Dopo l'estensione nella Costituzione </p><p>dei compiti federali e cantonali in materia di politica linguistica, il Consiglio federale ha </p><p>sottolineato l'importanza che attribuisce a questo tema definendolo come uno degli obiettivi </p><p>prioritari della sua politica. Questa volontà è appoggiata da un gran numero di interventi </p><p>parlamentari.</p><p>Attualmente si sta manifestando una certa inquietudine per i cambiamenti dei comportamenti </p><p>linguistici della popolazione svizzera. Questa evoluzione è legata al bisogno crescente di </p><p>comunicazione in una società globale che si esprime principalmente in inglese.</p><p></p><p>Alla domanda 1</p><p>Questo sviluppo può essere valutato in modo differente a seconda dei punti di vista, in quanto </p><p>l'evoluzione linguistica mondiale comporta vantaggi e inconvenienti. In certi ambienti è ritenuta </p><p>positiva, perché apre alla nostra società nuove prospettive di ordine economico e tecnico. Anche </p><p>in termini culturali, l'odierna società della comunicazione ha senz'altro molti aspetti positivi. </p><p>D'altro canto, in un'ottica sia nazionale che globale, questo sviluppo va a scapito della varietà </p><p>linguistica e culturale. L'equilibrio linguistico è un fattore importante per il mantenimento della </p><p>pace sociale e della convivenza in un ambiente plurilingue, sia in uno Stato che in una comunità </p><p>di Stati. Per mantenerlo tale occorre promuovere attivamente il plurilinguismo.</p><p></p><p>Alla domanda 2</p><p>La volontà della Confederazione di preservare il patrimonio linguistico mondiale può essere </p><p>giudicata in base al suo impegno a favore della propria politica linguistica. Il più grande </p><p>contributo che possa portare la Svizzera risiede nella promozione della diversità linguistica e del </p><p>plurilinguismo. Per raggiungere gli obiettivi enunciati agli articoli 4, 18 e 70 della Costituzione e </p><p>per rispondere alle domande di numerosi interventi parlamentari, il Consiglio federale ha </p><p>ordinato la preparazione di una legge sulle lingue che sarà messa in consultazione nel corso del </p><p>primo semestre del 2001. Questa legge mira a preservare le quattro lingue nazionali e a </p><p>promuovere il plurilinguismo individuale come condizione primaria della comprensione </p><p>interculturale. In tal modo, la Confederazione estenderebbe il suo impegno nella politica delle </p><p>lingue in collaborazione con i Cantoni. Tuttavia, i lavori attualmente intrapresi mostrano che </p><p>resta da fare un grande sforzo.</p><p></p><p>Entro i limiti del possibile, la Confederazione s'impegna anche sul piano internazionale, </p><p>sostenendo tra l'altro iniziative del Consiglio d'Europa. Nel 1997, essa ha dunque ratificato la </p><p>Carta europea delle lingue regionali o minoritarie (FF 1997 I 1053) e nel 1998 la Convenzione </p><p>quadro del Consiglio d'Europa per la protezione delle minoranze nazionali (FF 1998 II 903). </p><p>Inoltre, con la Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE), </p><p>essa partecipa attivamente ai grandi progetti di politica linguistica del Consiglio d'Europa, </p><p>segnatamente con l'organizzazione dell'anno europeo delle lingue 2001 nel quadro del "Projet </p><p>langues vivantes". Ricordiamo che la CDPE si sforza di mettere in atto una concezione </p><p>linguistica globale e di coordinare l'insegnamento delle lingue in Svizzera.</p><p></p><p>La Svizzera sostiene anche gli sforzi delle organizzazioni politiche, economiche e culturali </p><p>impegnate a livello mondiale a favore della tutela della varietà linguistica. A tal proposito, si </p><p>rimanda in particolare alla risoluzione dell'assemblea plenaria dell'UNESCO (187 Paesi) del 17 </p><p>novembre 1999, che contiene numerose raccomandazioni sulla promozione e sull'uso del </p><p>plurilinguismo. La partecipazione della Svizzera all'Organizzazione internazionale della </p><p>Francofonia offre del resto la possibilità di operare non solo in favore dell'irradiamento del </p><p>francese, ma anche della promozione della diversità linguistica e culturale. </p><p></p><p>Alla domanda 3</p><p>Dalla costituzione dello Stato federale ad oggi la convivenza delle quattro comunità linguistiche </p><p>si sviluppa senza gravi conflitti. Questa convivenza pacifica è riconducibile essenzialmente al </p><p>riconoscimento del quadrilinguismo quale prerogativa del nostro Paese nonché al rispetto e alla </p><p>tolleranza delle minoranze che ne derivano. Gli sforzi volti a tutelare e promuovere in particolare </p><p>il romancio e l'italiano sono stati per molto tempo gli obiettivi principali della Confederazione.</p><p></p><p>Alla domanda 4</p><p>Questa domanda fa riferimento alla situazione concorrenziale che risulta per le lingue nazionali </p><p>in seguito alla crescente popolarità dell'inglese. Il Consiglio federale si è già espresso in merito </p><p>nella sua risposta all'interpellanza Hubmann (97.3459) dell'8 ottobre 1997 "L'inglese, lingua di </p><p>comunicazione nella Svizzera plurilingue?", di cui citiamo un passo: "La Svizzera, come del </p><p>resto l'Unione europea, si trova di fronte a una doppia sfida: da un lato deve salvaguardare la </p><p>varietà linguistica e culturale, dall'altro deve consentire ai suoi cittadini di accedere alle </p><p>informazioni e ai mercati mondiali. Il più frequente uso dell'inglese non compromette </p><p>direttamente la varietà linguistica della Svizzera, ma costituisce una sfida supplementare per la </p><p>Svizzera plurilingue. Si tratta di accettare questa sfida e di predisporre le misure adatte per </p><p>salvaguardare e promuovere la competenza linguistica nelle lingue nazionali, senza tuttavia </p><p>ostacolare per principio l'apprendimento dell'inglese quale lingua di comunicazione globale." </p><p>Nella sua risposta all'interpellanza del Gruppo ecologista (00.3428) del 19 settembre 2000 </p><p>"Pace linguistica in pericolo" il Consiglio federale ha dichiarato che "l'insegnamento dell'inglese, </p><p>pur figurando nei programmi di studio elvetici, non deve penalizzare le lingue nazionali."</p>  Risposta del Consiglio federale.