<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Piuttosto che una campagna vera e propria, il Consiglio federale intende garantire, mediante un'informazione costante, il livello delle conoscenze e la continuità nel settore della migrazione. Si tratta soprattutto di esporre anche gli aspetti positivi e meno noti della politica in materia di migrazione, come ad esempio il fatto che un quarto del volume totale del lavoro in Svizzera è prestato da stranieri o che i futuri problemi demografici potranno essere attenuati attraverso l'immigrazione. Alla campagna informativa sulla migrazione ha anche contribuito il programma di ricerca "Migrazione e relazioni interculturali" (PNR 39), i cui risultati sono stati pubblicati all'inizio dell'anno. La pubblicazione consentirà di comprendere meglio la complessa problematica rappresentata dalla migrazione e dalle relazioni interculturali. Essa delinea lo sfondo dell'attuale dibattito politico e illustra le possibilità di controllo migratorio. Le possibilità finanziarie e soprattutto i mezzi a disposizione della Confederazione rendono tuttavia più difficile un'attività informativa più estesa in quest'ambito. Attualmente un gruppo di lavoro comune del Servizio d'informazione dell'Ufficio federale dell'immigrazione, dell'integrazione e dell'emigrazione (IMES), dell'Ufficio federale dei rifugiati (UFR), della Commissione federale degli stranieri (CFS) e della Segreteria generale del Dipartimento federale di giustizia e polizia sta vagliando diverse possibili soluzioni per far conoscere al pubblico i concetti di base relativi alla migrazione. Il Consiglio federale ha inoltre deciso l'istituzione di un gruppo di lavoro interdipartimentale "Politique extérieure dans le domaine de la migration et du retour" (IDAG Migration), copresieduto dal DFGP e dal DFAE. Il gruppo di lavoro valuterà i diversi strumenti politici e giuridici a disposizione, e nell'autunno 2003 presenterà al Consiglio federale un rapporto che illustrerà le opzioni per ulteriori progressi in materia di politica migratoria e di ritorno.</p><p></p><p>2. Non è compito del Consiglio federale o dell'Amministrazione verificare la correttezza soggettiva e oggettiva di inserzioni politiche di partiti, organizzazioni o privati, e di prendere posizione in merito. Inoltre, entrambi i presidenti della Commissione federale degli stranieri e della Commissione federale contro il razzismo, Francis Matthey e Georg Kreis, in un comunicato comune si sono espressi contro la suddetta inserzione dell'UDC. </p><p></p><p>3. Il Consiglio federale e l'Amministrazione cercano di trasmettere, nell'ambito della loro attività, le informazioni che consentono alla popolazione e all'elettorato di valutare in maniera completa e corretta le fattispecie politiche. I cittadini dovrebbero quindi essere in grado anche di riconoscere affermazioni false o travisanti la realtà. In casi estremi, il Consiglio federale o l'Amministrazione hanno la possibilità di rendere noti i propri dati o punti di vista mediante comunicazioni o per il tramite dei mass media. Alla luce del principio della libertà d'espressione una vera e propria rettifica ufficiale si rivela inopportuna.</p><p></p><p>4. L'essenza di una democrazia risiede proprio nel fatto che la politica non è imposta dall'alto. È possibile trovare soluzioni condivise dalla maggioranza della popolazione soltanto mediante discussioni nonché dibattendo su opinioni controverse. In una tale contrapposizione di idee, il Consiglio federale confida nella sua elevata credibilità e competenza. Ciò è difficilmente compatibile con la pretesa di possedere l'unica verità in materia di politica.</p>  Risposta del Consiglio federale.