<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di presentare un rapporto sulla situazione delle persone colpite dagli effetti a lungo termine della Covid-19 e sulle cure loro prestate, nel quale si specifichino le misure necessarie per assicurare il trattamento e la terapia di queste persone e le modalità di finanziamento dei programmi clinici loro destinati.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale attribuisce molta importanza alle conseguenze a lungo termine di un'infezione da coronavirus e riconosce la validità della richiesta contenuta nel postulato. Uno studio di coorte di Zurigo condotto nel quadro del programma "Corona Immunitas" mostra che una persona su quattro soffre per molto tempo delle conseguenze di un'infezione da SARS-CoV-2 (cosiddetta "COVID lunga"). Estrapolando a tutta la Svizzera, potrebbero essere diverse centinaia di migliaia le persone che avvertono per lungo tempo disturbi da lievi a persistentemente gravi. Il Consiglio federale è consapevole della portata del problema e osserva attentamente la situazione. Dubita tuttavia che il rapporto chiesto dalla Commissione possa apportare il valore aggiunto auspicato. La decisione sul trattamento appropriato per i pazienti affetti da "COVID<b></b>lunga" e sulla formulazione di raccomandazioni è di competenza delle associazioni di medici specialisti che dispongono delle pertinenti conoscenze scientifiche e sono più idonee della Confederazione a dare una valutazione medica. Possono anche reagire rapidamente a nuove conoscenze e adeguare di conseguenza le raccomandazioni terapeutiche. Il finanziamento del trattamento della malattia e della riabilitazione di pazienti affetti da "COVID<b></b>lunga" è già assicurato. Le spese sono infatti assunte dall'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (AOMS). Diverse istituzioni sanitarie prevedono già oggi offerte per trattamenti e riabilitazioni specifiche per questi pazienti. Sul tema della "COVID<b></b>lunga" sono in corso numerosi studi nazionali e internazionali. Già nell'agosto del 2020 sono stati avviati tre progetti di ricerca nel quadro del Programma nazionale di ricerca "COVID-19" finanziati dalla Confederazione. Il programma di ricerca durerà fino al 2022, anno in cui sono attesi - al più tardi - anche i risultati degli studi. Inoltre, in alcuni ospedali svizzeri si stanno conducendo studi analoghi, ad esempio nelle cliniche universitarie di Berna e Zurigo. Come detto, Zurigo ha già pubblicato i primi risultati. Non è da escludere che seguiranno ulteriori studi per far luce sul tema della "COVID<b></b>lunga" sotto il profilo socioeconomico. Un rapporto del Consiglio federale sarebbe redatto sulla base di diversi studi e pertanto, in questo senso, rappresenterebbe solo un'istantanea. In un ambito in cui vi sono ancora molte incognite e in cui si registrano continuamente nuove conoscenze, un rapporto di questo tipo non sarebbe di grande utilità. Il Consiglio federale ritiene che gli studi in corso possano rispondere meglio alla richiesta della Commissione. Da parte sua, seguirà la situazione con molta attenzione e agirà sulla base delle conoscenze scientifiche più recenti.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.