Decisione del 15 luglio 2020 Corte dei reclami penali Composizione Giudici penali federali Roy Garré, Presidente, Cornelia Cova e Patrick Robert-Nicoud, Cancelliere Giampiero Vacalli Parti A., Reclamante contro DIPARTIMENTO FEDERALE DELLE FINANZE DFF, Servizio giuridico DFF, Controparte Oggetto Operazioni (art. 27 cpv. 1 e 3 DPA); effetto sospensivo (art. 28 cpv. 5 DPA) B u n d e s s t r a f g e r i c h t T r i b u n a l p é n a l f é d é r a l T r i b u n a l e p e n a l e f e d e r a l e T r i b u n a l p e n a l f e d e r a l Numero dell’incarto: BV.2020.23 Procedura secondaria: BP.2020.59 - 2 - Visti: - il decreto penale del 1° maggio 2020 emanato dal Dipartimento federale delle finanze nei confronti di A., “tramite il quale il Capogruppo competente ha dichia- rato irricevibile l’istanza di proroga del 29 aprile 2020, sottolineando che l’impu- tato aveva già beneficiato di un termine particolarmente lungo per inoltrare le sue osservazioni o formulare una richiesta di complementi d’inchiesta, e l’ha riconosciuto colpevole di esercizio dell’attività d’intermediario finanziario senza disporre della necessaria autorizzazione in violazione dell’art. 44 cpv. 1 LFINMA in relazione con il vecchio art. 14 LRD, per fatti intervenuti fra il 10 ottobre 2012 e il 9 luglio 2013 e lo ha condannato a una pena pecuniaria di 60 aliquote gior- naliere di CHF 430, liberata condizionalmente per un periodo di prova di 2 anni, nonché al pagamento delle spese procedurali per un totale di CHF 3'080.–“ (act. 1.1, pag. 3); - il reclamo del 14 maggio seguente, con il quale A. ha in sostanza chiesto l’an- nullamento del suddetto decreto (v. ibidem); - la decisione del 20 maggio 2020, con la quale il Servizio giuridico del Diparti- mento federale delle finanze (in seguito: DFF) ha dichiarato irricevibile il re- clamo interposto da A. (v. act. 1.1); - il reclamo del 2 giu gno 2020, mediante il quale A. ha contestato la suddetta decisione dinanzi alla Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale , postulando nel contempo la concessione dell’effetto sospensivo (v. act. 1); - la risposta del 25 giugno 2020, con la quale il DFF postula la reiezione del gra- vame, nella misura della sua ricevibilità (v. act. 5); - la replica del 9 luglio 2020, trasmessa al DFF per conoscenza (v. act. 8), attra- verso la quale il reclamante conferma le sue conclusioni ricorsuali (v. act. 7). Considerato: - che contro le operazioni e le omissioni del funzionario inquirente non impugna- bili giusta l'art. 26 DPA, può essere interposto reclamo presso il direttore o il capo dell'amministrazione in causa (art. 27 cpv. 1 DPA); - che la decisione su reclamo può essere impugnata presso la Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale soltanto per violazione del diritto federale, compreso l'eccesso o l'abuso del potere di apprezzamento (art. 27 cpv. 3 DPA); - 3 - - che il diritto di reclamo spetta a chiunque è toccato dall'operazione impugnata, dall'omissione censurata o dalla decisione su reclamo ed ha un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione (art. 28 cpv. 1 DPA); - che giusta l’art. 67 cpv. 1 DPA, contro il decreto penale o l’ordine di conf isca l’interessato può fare opposizione entro 30 giorni dalla notificazione; - che se non è fatta opposizione entro il termine legale, il decreto penale o l’ordine di confisca è equiparato a una sentenza definitiva (art. 67 cpv. 2 DPA); - che solo la via dell’opposizione è di principio aperta avverso il decreto penale, e non quella del reclamo ( DTF 111 IV 188 ; FAVRE/PELLET/STOUDMANN, Droit pénal accessoire, 2018, n. 1.2 ad art. 67 DPA; EICKER/FRANK/ACHERMANN, Ver- waltungsstrafrecht und Verwaltungsstrafverfahrensrecht, 2012, pag. 257); - che un’eccezione a tale regola è unicamente ammessa in favore dell’imputato condannato alle spese, se la procedura è stata sospesa o se egli non domanda di essere giudicato da un tribunale (DTF 111 IV 188 consid. 1); - che in concreto, non ci troviamo in un caso d’applicazione di tale eccezione; - che la via corretta per contestare il decreto penale del 1° maggio era quindi quella dell’opposizione; - che il reclamante ha optato intenzionalmente, ma erroneamente, per la via del reclamo, scelta che egli ha peraltro continuato a difendere anche in questa sede (v. act. 1, pag. 2 e segg.); - che il DFF ha quindi correttamente dichiarato irricevibile il reclamo contro il de- creto penale del 1° maggio 2020; - che in data 8 giugno 2020 il reclamante ha comunque fatto opposizione al de- creto penale del 1° maggio 2020, intraprendendo quindi la giusta via per conte- stare tale atto (v. act. 5, allegato 1); - che il presente reclamo va dunque respinto; - che, visto quanto precede, la domanda tesa a d ottenere l’effetto sospensivo è divenuta priva d’oggetto; - che, conformemente all’art. 25 cpv. 4 DPA, l’onere delle spese per la procedura di reclamo davanti alla Corte dei reclami pen ali si determina secondo l’art. 73 LOAP; - 4 - - che l’art. 73 LOAP rinvia al regolamento del 31 agosto 2010 del Tribunale pe- nale federale sulle spese, gli emolumenti, le ripetibili e le indennità della proce- dura penale federale (RSPPF; RS 173.713.162), regolamento che tuttavia non contiene indicazioni in merito all’attri buzione delle spese giudiziarie, trovando pertanto applicazione, in analogia, le disposizioni della LTF (v. TPF 2011 25 consid. 3); - che giusta l'art. 66 cpv. 1 LTF, al reclamante – integralmente soccombente – vengono addossate spese per un importo di fr. 2'000.–, importo coperto dall’an- ticipo delle spese già versato. - 5 - Per questi motivi, la Corte dei reclami penali pronuncia: 1. Il reclamo è respinto. 2. La domanda d’effetto sospensivo è divenuta priva d’oggetto. 3. La tassa di giustizia di fr. 2'000. – è messa a carico del recla mante. Essa è coperta dall’anticipo delle spese già versato. Bellinzona, 15 luglio 2020 In nome della Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale Il Presidente: Il Cancelliere: Comunicazione a: - A. - Dipartimento federale delle finanze DFF, Servizio giuridico DFF Informazione sui rimedi giuridici Contro questa decisione non è dato alcun rimedio giuridico ordinario.