<h2>SubmittedText<h2><p>Il 5 dicembre 2017, la Commissione federale contro il razzismo (CFR) ha pubblicato un comunicato stampa intitolato "Il razzismo contro i neri: una realtà da non sottovalutare". Oltre ad affermare che la società svizzera è molto poco consapevole dei legami tra il colonialismo e l'attuale razzismo contro i neri, la CFR "incoraggia studi scientifici sul coinvolgimento e il ruolo della Svizzera nella storia del colonialismo". Già la rivisitazione imposta dallo Stato del ruolo della Svizzera nella Seconda guerra mondiale era discutibile e contraria alla libertà di ricerca, che è garantita anche dalla Costituzione.</p><p>Sulla base di quanto precede prego il Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Condivide la mia opinione che la CFR oltrepassi i limiti delle sue competenze quando incoraggia studi scientifici sul ruolo della Svizzera nella storia del colonialismo?</p><p>2. Può confermare che la trattazione di argomenti di questo tipo è una scelta che compete agli storici e non dovrebbe essere suggerita dallo Stato?</p><p>3. Non ritiene anch'esso che in questo caso la CFR si produca in un'autocritica assurda, se si considera che né la Svizzera né la Confederazione sono mai state potenze coloniali nel senso sopra citato?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Conformemente al mandato del Consiglio federale aggiornato del 25 novembre 2015, la Commissione federale contro il razzismo (CFR), istituita nel 1995, si occupa di discriminazione razziale ed etnico-culturale e promuove una miglior comprensione tra persone diverse per colore, origine, appartenenza nazionale o etnica o religione. Deve combattere qualsiasi forma di discriminazione razziale diretta o indiretta e prestare particolare attenzione a una prevenzione efficace. Nell'adempimento del mandato, la CFR deve analizzare dal punto di vista scientifico ed etico le conseguenze individuali e sociali della discriminazione razziale, elaborare proposte e raccomandazioni per misure contro il razzismo e sensibilizzare il pubblico.</p><p>Nel comunicato stampa citato nell'interpellanza, la CFR, conformemente al suo mandato, ha presentato al pubblico i risultati dello studio "Il razzismo conto i neri. Studio giuridico su fenomeno, criticità e possibili contromisure" che aveva commissionato e le raccomandazioni che ne aveva tratto.</p><p>2. Il Patto ONU I (art. 15 cpv. 3) e la Costituzione federale (art. 20) tutelano la libertà intellettuale e metodologica dei ricercatori da ingerenze statali, ma la Confederazione ha la facoltà di promuovere la ricerca scientifica (art. 64 Cost.). I programmi nazionali di ricerca, per esempio, sono uno strumento appropriato ed efficace per approfondire aspetti fondamentali per la soluzione di importanti problemi d'attualità e non contraddicono il principio della libertà d'insegnamento e di ricerca.</p><p>Che la CFR incoraggi a svolgere studi scientifici che illustrino il coinvolgimento e il ruolo della Svizzera nella storia del colonialismo non contraddice minimamente questi principi.</p><p>3. Dai risultati dello studio citato, la CFR conclude che anche la Svizzera non ha ancora (completamente) elaborato scientificamente il suo coinvolgimento e il suo ruolo storico nel fenomeno del colonialismo e che una rivisitazione storica dell'epoca sarebbe importante per prevenire l'ancor diffusa discriminazione strutturale e il razzismo quotidiano cui sono esposti i neri. Come già esposto nella risposta alla domanda 1, questo modo di procedere della CFR è conforme al suo mandato.</p>  Risposta del Consiglio federale.