<h2>SubmittedText<h2><p>In considerazione dell'attuale situazione in materia di politica di sicurezza, il Consiglio federale è incaricato di provvedere affinché, in caso di custodia al domicilio dell'arma personale (arma d'ordinanza), si rinunci alla consegna dell'otturatore, prevedendo deroghe a questa regolamentazione per i tiratori sportivi e per le truppe destinate agli impieghi di pronto intervento.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel proprio parere sulla mozione depositata il 30 maggio 2007 dalla Commissione della politica di sicurezza del Consiglio degli Stati 07.3277, il Consiglio federale ha segnatamente indicato che non vi sono cambiamenti per quanto riguarda regime e presupposti applicabili alla consegna dell'arma personale ai militari per la custodia a domicilio. </p><p>Attualmente è in corso la raccolta di firme a favore dell'iniziativa popolare "Per la protezione dalla violenza perpetrata con le armi", con la quale si chiede in particolare che le armi d'ordinanza vengano depositate in arsenale. Inoltre, il cantone di Ginevra offre ora ai militari domiciliati sul suo territorio la possibilità di depositare gratuitamente l'arma di servizio in arsenale.</p><p>Nel corso della sessione invernale, inoltre, sono stati presentati svariati interventi sul tema della custodia dell'arma personale a domicilio e sul tiro in senso lato.</p><p>Questi aspetti, cui vengono ad aggiungersi i vari episodi criminali del passato recente, impongono un'analisi approfondita del trattamento riservato all'arma d'ordinanza. Il capo del DDPS ha perciò istituito un gruppo di lavoro denominato "Armi d'ordinanza", incaricato di effettuare, entro fine 2008, un'analisi completa degli aspetti militari, giuridici, istituzionali e sociologici del problema dell'arma di servizio personale.</p><p>A titolo non esaustivo, tra gli aspetti da analizzare rientrano ad esempio:</p><p>- ulteriori possibilità di deposito per le armi d'ordinanza;</p><p>- un'analisi più dettagliata della personalità al momento del reclutamento;</p><p>- la valutazione dell'opportunità di introdurre criteri più severi per la consegna di armi d'ordinanza a domicilio, equivalenti ai criteri previsti dalla normativa civile sull'acquisto di armi e completi di misure cautelari, in vista dell'attuazione giuridica di analoghi provvedimenti;</p><p>- misure di carattere tecnico (ad es. blocco meccanico o elettronico dell'arma fuori del servizio);</p><p>- considerazioni sul significato tradizionale delle armi in una società che cambia.</p><p>Il 7 dicembre 2007 il Consiglio federale è stato informato dal capo del DDPS in merito alle attività del gruppo di lavoro e ha ribadito nel contempo che fino ad accertamenti ultimati le vigenti basi legali sulla consegna a domicilio e la custodia dell'arma di servizio personale rimarranno in vigore senza cambiamenti.</p><p>In tal senso, il Consiglio federale non intende determinarsi oggi su una misura concreta come quella caldeggiata dall'autrice della mozione. Il Consiglio federale adotterà le necessarie decisioni non appena sarà disponibile il rapporto del gruppo di lavoro "Armi d'ordinanza". Il rapporto metterà in luce i margini di manovra esistenti per misure a favore della sicurezza conto tenuto del mandato affidato all'esercito dal legislatore e degli interessi delle cerchie interessate (esercito, polizia, popolazione, tiratori ecc.).</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.