<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di redigere, entro fine 2012, un complemento al rapporto sulle libere professioni in Svizzera, rapporto redatto in risposta al postulato Cina 03.3663 del 19 dicembre 2003. Il rapporto dovrà in particolare:</p><p>- aggiornare i dati e colmare le lacune del primo rapporto del Consiglio federale;</p><p>- stimare il peso (ad es. in percentuale del PIL) e il ruolo delle libere professioni per l'economia nazionale;</p><p>- individuare le sfide per le libere professioni legate alla maggiore apertura verso l'UE;</p><p>- presentare la politica della Confederazione riguardo alle libere professioni.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'autore del postulato chiede un complemento del rapporto sulle libere professioni, pubblicato dal Consiglio federale nel mese di maggio 2006 in risposta al postulato Cina 03.3663. Il Consiglio federale rifiuta di aggiornare il rapporto per il motivo seguente:</p><p>- Le ultime valutazioni si basano sui dati del 2004. Dato che le strutture del mercato del lavoro si modificano abbastanza lentamente, queste analisi non sono obsolete.</p><p>- L'importanza delle libere professioni per il PIL non sono statisticamente rilevabili. Dalla pubblicazione dell'ultimo rapporto i dati sono rimasti invariati.</p><p>- Da un punto di vista statistico e metodologico gli effetti della libera circolazione delle persone sulle libere professioni sono difficilmente valutabili poiché si tratta di categorie professionali che annoverano un numero relativamente esiguo di professionisti. Il gruppo di lavoro "Osservatorio sulla libera circolazione delle persone tra la Svizzera e l'UE" composto da rappresentanti della SECO, dell'UFM e dell'UST analizza gli effetti della libera circolazione delle persone sul mercato del lavoro svizzero e annualmente pubblica un rapporto. In alcuni casi vengono approfondite le questioni che sono al centro dell'attualità politica.</p><p>- Dalla pubblicazione dell'ultimo rapporto la politica del Consiglio federale in materia di libere professioni sostanzialmente non è cambiata.</p><p>Dal punto di vista della direttiva UE 2005/36/CE, non sussiste alcuna necessità di aggiornare l'informazione esistente. Dall'entrata in vigore della direttiva UE 2005/36/CE l'UFFT ha informato regolarmente l'Unione svizzera delle libere professioni (USLP) sulle attualità e le ripercussioni del riconoscimento reciproco delle qualifiche professionali, conformemente all'allegato III dell'accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC; RS 0.142.112.681).</p><p>Inoltre, nel 2008 l'USLP ha realizzato uno studio sull'accesso delle libere professioni ai mercati degli Stati membri dell'UE in collaborazione con l'Istituto svizzero di diritto comparato di Losanna. Tale studio è ancora attuale poiché si basa già sulla direttiva UE 2005/36/CE. Per la Svizzera la direttiva UE entrerà in vigore il 1° novembre 2011 (eccettuato il titolo II).</p><p>La direttiva UE 2006/123/CE non ha alcuna incidenza sull'attuazione della direttiva relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali (2005/36/EG). Al momento non è previsto che la Svizzera riprenda questa direttiva. La direttiva sui servizi completa la direttiva relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali e tratta altre questioni quali l'assicurazione di responsabilità civile professionale, la comunicazione commerciale e le attività estese a diversi settori o prevede misure volte a semplificare le procedure amministrative, quali l'espletamento elettronico di formalità.</p><p>Attualmente il Consiglio federale non è a conoscenza di alcun problema concreto nell'applicazione dell'allegato III ALC da parte delle categorie professionali di architetti, ingegneri e gestori patrimoniali, citate nel postulato.</p><p>Tenuto conto delle misure in materia di informazione già realizzate e dei dati rimasti invariati, non si ritiene necessario aggiornare il rapporto del Consiglio federale sulle libere professioni.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.