<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Ad domanda 1</p><p>Conformemente alla legge sulle poste, gli aumenti di tariffe nel settore dei servizi riservati sono soggetti ad autorizzazione da parte del DATEC che, prima di decidere, consulta il Sorvegliante dei prezzi. In data 20 luglio 2000, il DATEC ha respinto l'aumento tariffario per le lettere standard fino a 100 g, approvando invece gli aumenti riguardanti le lettere midi, le lettere grandi e le lettere maxi e i pacchi fino a 2 kg. Dal rapporto annuale 1999 si evince che il settore commerciale della posta-pacchi è deficitario e che pertanto un aumento delle tariffe è giustificato. Nel settore dei servizi riservati, negli anni 1998 e 1999 per la posta-pacchi sono risultati disavanzi di rispettivamente 140 e 180 milioni di franchi. Anche aumentando le tariffe, nel settore posta-pacchi riservato gran parte dei costi rimarrà scoperta. La Posta parte dal principio che il settore della posta-pacchi rimarrà deficitario anche nei prossimi anni. Alla stessa conclusione è giunto anche il Sorvegliante dei prezzi, il quale ha ritenuto giustificato un aumento delle tariffe per la posta-pacchi, se anche in forma più contenuta (rispetto a quanto chiesto dalla Posta, nel settore posta-pacchi riservato Mister Prezzi ha consigliato un aumento minore di 10-20 centesimi). </p><p>D'altro canto, la legge sulle poste non vieta all'Azienda di realizzare degli utili nei servizi riservati; anche ai prezzi di questo settore si applica il principio secondo cui la Posta deve offrire le proprie prestazioni secondo criteri di redditività. </p><p>Ad domanda 2</p><p>Non si è in presenza di sussidi incrociati. La Posta è tenuta ad offrire il servizio universale, ossia i servizi riservati e non riservati, secondo criteri di redditività e coprendo i costi. Il servizio universale è finanziato principalmente con gli introiti del settore monopolistico. Ciò significa che i servizi riservati coprono gran parte dei costi del servizio universale, in particolare quelli dell'infrastruttura. Il principio secondo cui i costi delle prestazioni offerte devono essere coperti si applica al servizio universale nella sua totalità; i settori del servizio universale devono dunque coprire i costi nel loro insieme, non singolarmente. La legge sulle poste vieta unicamente che i servizi liberi della Posta beneficino di sovvenzioni incrociate da parte dei servizi riservati. I prezzi dei servizi liberi, di conseguenza, non possono essere ridotti grazie all'utile realizzato nel settore di monopolio. La Posta si attiene strettamente a questo divieto. Le transazioni operate tra i servizi liberi e il servizio universale avvengono in base ai prezzi di mercato. Facendo un calcolo dei costi per ogni singolo settore, è possibile controllare sistematicamente il rispetto del divieto di sovvenzioni incrociate. Eventuali disavanzi iniziali dovuti al lancio di un nuovo prodotto sono comunque sempre ammissibili. La Posta deve rinunciare ad offrire un servizio del settore soggetto alla concorrenza quando, a lungo termine, non è possibile realizzare un utile adeguato.</p><p>Ad domanda 3</p><p>Nell'ambito del rapporto annuale al Consiglio federale riguardo al raggiungimento degli obiettivi strategici, la Posta è tenuta a rendere conto anche dell'evoluzione nel settore dei servizi liberi. L'esame ingloba in particolare la questione della redditività di tali servizi, con tutti i fattori rilevanti ivi connessi, quali per esempio gli investimenti effettuati. Ovviamente, per tutti i progetti che necessitano di un certo investimento, la Posta fa un calcolo della redditività, applicando i metodi conosciuti e i relativi indicatori quali Payback, Net Present Value, ecc.</p><p>Ad domanda 4</p><p>Analogamente a quanto auspicato dall'autore dell'interpellanza, il DATEC ha deciso che le tariffe non verranno aumentate prima del 1° gennaio 2001.</p>  Risposta del Consiglio federale.