<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di adottare rapidamente delle misure per aumentare la produzione indigena, mettendo a disposizione dell'agricoltura nuove superfici di produzione, segnatamente liberando quelle attualmente destinate ai maggesi e ai contributi ecologici.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La garanzia della sicurezza alimentare ha un'elevata priorità per il Consiglio federale. Nel rapporto del 22 giugno 2022 del Consiglio federale in adempimento dei postulati 20.3931 della CET-S del 20 agosto 2020 e 21.3015 della CET-N del 2 febbraio 2021 "Futuro orientamento della politica agricola", la sicurezza alimentare è posta al centro della sua visione a lungo termine e il primo dei suoi quattro orientamenti strategici mira a garantire un approvvigionamento alimentare resiliente. Inoltre il Consiglio federale ha stabilito che nell'orizzonte temporale 2050 l'agricoltura svizzera dovrà contribuire, in termini netti, a più della metà dell'approvvigionamento della popolazione indigena.</p><p>L'approvvigionamento alimentare della popolazione svizzera al momento è garantito. Se si verifica una grave situazione di penuria nell'approvvigionamento in generi alimentari e mezzi di produzione, la Confederazione può, in primo luogo, liberare le scorte obbligatorie di derrate alimentari, alimenti per animali e concimi, promuovere le importazioni e limitare le vendite nei negozi. Solo se si delinea una grave penuria persistente per oltre un anno, entrano in discussione eventuali misure per ottimizzare la produzione agricola indigena e il razionamento di determinate derrate alimentari.</p><p>Dopo che, già il 20 dicembre 2021, il Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR) aveva deciso di liberare delle scorte obbligatorie a causa di difficoltà di approvvigionamento, l'8 marzo 2022, come reazione al conflitto in Ucraina, ha abolito i dazi doganali sulla maggior parte degli alimenti per animali. Inoltre, il 30 marzo 2022 ha disposto di incrementare di 40'000 tonnellate il contingente doganale per i cereali panificabili. Vista l'attuale situazione relativa all'approvvigionamento in derrate alimentari, al momento il Consiglio federale non ritiene necessario un intervento dello Stato nella produzione indigena. Una promozione della produzione indigena (p.es. cereali panificabili o patate) senza un adeguamento dei modelli di consumo potrebbe addirittura comportare che questi generi alimentari finiscano nella mangiatoia invece che nel piatto. Il Consiglio federale continuerà a seguire con attenzione gli sviluppi del conflitto in Ucraina e le relative ripercussioni sui mercati agricoli e alimentari. Se la situazione a livello di sicurezza alimentare dovesse peggiorare a tal punto da rendere necessarie misure per ottimizzare la produzione indigena, il Consiglio federale valuterà tutte le opzioni a sua disposizione.</p><p>Le superfici per la promozione della biodiversità (SPB), come elemento della prova che le esigenze ecologiche sono rispettate (PER), e i programmi nell'ambito dei pagamenti diretti, come i contributi per la biodiversità e per i sistemi di produzione, contribuiscono a preservare a lungo termine basi essenziali per la produzione agricola come l'impollinazione e la fertilità del suolo. Un incremento della produzione indigena di calorie può essere conseguito coltivando sulla superficie coltiva più colture destinate all'alimentazione umana diretta invece di alimenti per animali. A tal proposito è importante che i cambiamenti a livello di produzione avvengano in sincronia con gli adeguamenti a livello di consumo. Inoltre devono essere ridotte le perdite alimentari. A tal proposito il 6 aprile 2022 il Consiglio federale ha varato un piano d'azione con l'obiettivo di dimezzare lo spreco alimentare rispetto al 2017 entro il 2030. Contrariamente a quanto afferma l'autore della mozione, nel "Piano d'azione contro lo spreco alimentare" la riconversione di SPB non è proposta come possibile misura per il potenziamento della produzione indigena.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.