<h2>SubmittedText<h2><p>La Strategia Energetica 2050 approvata il 21 maggio 2017 dal popolo svizzero ha come obiettivi principali la dismissione delle centrali nucleari e l'incentivazione di nuovi vettori alternativi.</p><p>La produzione idroelettrica, che copre già oggi il 55 % del fabbisogno di energia elettrica del nostro paese, negli ultimi anni è stata fortemente penalizzata dal mercato ibrido e in particolare dalle incentivazioni miliardarie a sostegno delle nuove energie rinnovabili da parte di quasi tutti i paesi del continente europeo. L'idroelettrico, energia indigena, immagazzinabile e molto flessibile, non riusciva più a coprire i costi di produzione mettendo in forte difficoltà le società produttrici del nostro paese. Ciò è paradossale.</p><p>Partendo dai presupposti che:</p><p>1. l'idroelettrico è il vettore di produzione di energia pulita per eccellenza, nonché la colonna portante del sistema elettrico svizzero;</p><p>2. gli incentivi ai futuri tipi di produzione non possono essere discriminanti e di conseguenza a discapito della sicurezza di approvvigionamento;</p><p>3. alla realizzazione di nuovi impianti idroelettrici si oppongono spesso le stesse associazioni e ambienti che chiedono un incremento delle energie pulite;</p><p>4. la sicurezza di approvvigionamento è prioritaria, ma di fatto nei mesi invernali da diversi anni la Svizzera importa energia elettrica dall'estero;</p><p>5. le importazioni sono prevalentemente di origine fossile o nucleare, quindi in contraddizione alle scelte politiche del popolo sovrano.</p><p>Si chiede al Consiglio federale quale siano le misure per:</p><p>1. implementare la Strategia Energetica 2050, che prevede lo spegnimento progressivo delle centrali nucleari e nello stesso tempo garantire la sicurezza di approvvigionamento, in particolare nei mesi invernali;</p><p>2. sostituire il nucleare, considerando che oggi garantisce più del 35 % della produzione totale e che una strategia di importazione comporta grossi rischi e dipendenza da terzi;</p><p>3. garantire l'affidabilità delle nostre reti di trasporto e distribuzione;</p><p>4. compensare/regolare la produzione intermittente e stagionale di eolico e fotovoltaico;</p><p>5. valorizzare e rafforzare la produzione idroelettrica indigena e garantirne la sicurezza giuridica, rispettivamente la sicurezza degli investimenti, in particolare nella fase delicata della transizione energetica;</p><p>6. scongiurare sempre più possibili blackout, in particolare d'inverno.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Domande 1, 2 e 6:</p><p>Garantire la sicurezza di approvvigionamento è un obiettivo prioritario del Consiglio federale. Come ulteriore sviluppo della politica di approvvigionamento energetico ed elettrico, entro la metà del 2021 il Collegio presenterà pertanto al Parlamento il messaggio concernente la "Legge federale su un approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rinnovabili", in cui riassume le revisioni della legge sull'approvvigionamento elettrico e della legge sull'energia.</p><p>Per rafforzare la sicurezza di approvvigionamento, il Consiglio federale prevede essenzialmente tre misure:</p><p>- In primo luogo, è necessario sostenere finanziariamente il potenziamento della produzione di elettricità in inverno di 2 TWh entro il 2040, disponibile in modo sicuro e neutrale sotto il profilo climatico, mantenendo così a lungo termine l'attuale autosufficienza.</p><p>- In secondo luogo, in aggiunta ai meccanismi del mercato dell'energia elettrica, occorrerà prevedere una riserva di energia per assicurare la disponibilità di elettricità alla fine dell'inverno.</p><p>- In terzo luogo, il previsto maggiore potenziamento della produzione elettrica da vettori rinnovabili dovrà fornire un importante contributo alla sicurezza di approvvigionamento. Il deficit rimanente nei mesi invernali fino a 15 TWh (quasi il 40% del consumo) dovrà essere coperto con importazioni. In quale misura ciò potrà essere garantito a lungo termine è attualmente oggetto di ulteriori verifiche.</p><p>Domande 3 e 4:</p><p>Finora, è stato possibile trovare delle soluzioni per garantire la sicurezza della rete. La società nazionale di rete Swissgrid ha già in atto misure per affrontare le congestioni della rete, tra cui commutazioni nella rete di alimentazione o l'uso di prestazioni di servizio relative al sistema e misure di redispatch (spostamento della produzione da un luogo all'altro). Considerati l'elevato fabbisogno di importazioni e l'attuale mancanza di un accordo quadro istituzionale, Swissgrid (con il sostegno della Commissione federale dell'energia elettrica ElCom) si adopera per raggiungere accordi tecnici adeguati con i Paesi limitrofi che consentano di garantire la sicurezza della rete in Svizzera e contribuiscano ad ottimizzare la disponibilità delle importazioni. I progetti di sviluppo di reti previsti in Svizzera forniranno un importante contributo alla sicurezza della rete e dell'approvvigionamento. Inoltre, il Consiglio federale punta a una migliore integrazione delle energie rinnovabili nel mercato dell'energia elettrica per facilitare nuovi modelli di business come le comunità energetiche. Infine, l'offerta di flessibilità relativa alla produzione e/o al consumo viene fissata nella legge affinché la flessibilità possa essere offerta sul mercato, restando disponibile per la sicurezza del sistema, per la limitazione dei picchi di carico o per la rete di distribuzione.</p><p>Domanda 5:</p><p>Gli operatori delle centrali idroelettriche godono di un elevato grado di sicurezza del diritto grazie alle concessioni di cui sono titolari. La garanzia di proprietà così stabilita protegge sia il valore materiale che il valore del diritto all'uso del corpo idrico. Per rafforzare il sostegno finanziario, con la revisione della legge sull'energia il Consiglio federale intende prolungare le misure di sostegno fino al 2035, raddoppiare i fondi per i contributi agli investimenti a favore dei grandi impianti idroelettrici e sostenere la pianificazione dei progetti delle centrali.</p>  Risposta del Consiglio federale.