<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale intende adeguare la legislazione per migliorare la sicurezza giuridica e il riconoscimento delle persone che prestano cure ai propri congiunti. Nell'elenco delle lacune da colmare non sono però menzionate le donne della cosiddetta generazione sandwich. Com'è noto, le persone che prestano cure ai propri congiunti sono prevalentemente donne, alcune delle quali fanno parte della "generazione sandwich": di età compresa tra i quaranta e i sessanta anni, devono prendersi cura sia della giovane generazione (figli e nipoti) che di quella anziana (genitori o suoceri). Secondo l'ultimo rapporto sulle famiglie dell'Ufficio federale di statistica, si tratta in particolare delle donne tra i 55 e i 64 anni, in quanto il 3,6 per cento di loro cumula due o tre forme di "care". Nel 2013, oltre 170 000 persone hanno dedicato tempo alla cura di congiunti, un impegno che incide sull'attività professionale. Secondo lo studio Age Care Suisse Latine, il 18 per cento delle donne che assistono i propri familiari ha dovuto ridurre il grado d'occupazione, il 16 per cento ha smesso di lavorare e il 5 per cento ha anticipato la riscossione della rendita di vecchiaia. Per quanto riguarda gli uomini, invece, il 79 per cento non ha subìto alcun cambiamento nell'attività lucrativa. Questo significa che le donne che assistono i propri congiunti non versano contributi sufficienti per il loro pensionamento. Quando andranno in pensione, quelle che avranno assistito i propri familiari per gran parte della loro vita saranno esposte a un elevato rischio di povertà e dovranno probabilmente ricorrere all'aiuto sociale. È vero che la legge federale su l'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti prevede accrediti per compiti educativi e per compiti assistenziali, ma queste due prestazioni non possono essere cumulate. Il reddito ipotetico computato per questi accrediti al momento del pensionamento è molto basso e ammonta a 37 000 franchi l'anno, ossia al triplo della rendita minima annua. In caso di doppio carico di lavoro di "care", l'importo rimane invariato. Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Ritiene che la situazione delle donne della "generazione sandwich" che assistono i propri familiari non meriti un esame ad hoc nel quadro della revisione della legislazione in corso?</p><p>2. Ritiene che il sistema attuale dell'AVS riconosca sufficientemente il doppio o triplo carico di lavoro di "care" fornito da queste persone?</p><p>3. Considera normale che le donne che assistono i propri familiari debbano ricorrere all'aiuto sociale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale è consapevole che le persone che prestano cure ai propri congiunti, tra cui molte donne di mezza età, sono indispensabili per il mantenimento di cure di qualità nel sistema sanitario e che in futuro, vista l'evoluzione demografica, la loro importanza aumenterà ulteriormente.</p><p>Dopo aver adottato il piano d'azione per il sostegno e lo sgravio delle persone che assistono i propri congiunti, il 1° febbraio 2017 l'Esecutivo ha incaricato il Dipartimento federale dell'interno di elaborare adeguamenti di legge volti a migliorare la situazione di chi presta cure ai propri familiari mediante diverse misure. Il relativo avamprogetto è in fase di elaborazione.</p><p>2. Gli accrediti per compiti assistenziali sono stati introdotti nell'AVS al fine di migliorare la situazione pensionistica delle persone che si occupano di parenti bisognosi di cure. Si tratta di redditi virtuali che ammontano al triplo della rendita minima annua (2017: 42 300 franchi). Parimenti, alle persone con figli di età inferiore ai 16 anni vengono computati accrediti per compiti educativi. Sebbene fungano da compensazione forfettaria per le limitazioni allo svolgimento dell'attività lucrativa dovute all'accudimento dei figli o alle cure prestate ai familiari, questi accrediti non costituiscono un indennizzo che tiene conto dell'intensità e dell'entità dei compiti svolti. A prescindere dal numero di figli o dalla simultanea presenza di una persona bisognosa di cure nella stessa famiglia, si può conteggiare soltanto un accredito all'anno. Nell'ambito dell'avamprogetto summenzionato (cfr. risposta alla domanda 1) verranno anche esaminate proposte di miglioramento come l'estensione del novero delle persone che possono far valere il diritto ad accrediti per compiti assistenziali.</p><p>3. Bassi salari, lavoro a tempo parziale e lavoro di "care" non retribuito sono attualmente fattori che, soprattutto nel secondo pilastro, impediscono la costituzione di un'adeguata previdenza per la vecchiaia. È proprio questa situazione che la riforma della previdenza per la vecchiaia 2020 intende migliorare in modo mirato. L'aumento del salario assicurato nella previdenza professionale e l'introduzione del supplemento di 70 franchi sulle nuove rendite AVS non andranno solo a compensare la riduzione dell'aliquota di conversione nella previdenza professionale obbligatoria, ma miglioreranno anche la protezione dei lavoratori a tempo parziale e delle persone con redditi modesti. Questi miglioramenti andranno in particolare a beneficio delle donne, colmando così una lacuna nella previdenza per la vecchiaia. Permetteranno anche di limitare a un numero esiguo i casi in cui sarà necessario il ricorso a prestazioni complementari o prestazioni dell'aiuto sociale al momento del pensionamento.</p>  Risposta del Consiglio federale.