<h2>SubmittedText<h2><p>Sono anni che gli editori di giornali in abbonamento giocano a braccio di ferro con la Posta, che offre i suoi servizi alla stampa gratuita a tariffe molto più vantaggiose rispetto a quelle che pratica per i giornali in abbonamento. La Posta detiene il quasi monopolio per la distribuzione quotidiana della stampa in abbonamento. Visto il rischio di abusi che ne deriva, il legislatore ha previsto all'articolo 16 capoverso 3 della legge sulle poste che i prezzi della Posta per i giornali in abbonamento debbano corrispondere ai prezzi usuali praticati nei maggiori agglomerati. A quanto sembra, la Posta non applica questa disposizione. Tenta invece di ritardare, con tutti i mezzi giuridici possibili, un procedimento in corso a tal riguardo. </p><p>La Posta calcola i prezzi di distribuzione dei giornali in abbonamento in base ai costi completi, mentre quelli dei giornali gratuiti e dei prospetti talvolta in base ai prezzi marginali. </p><p>Questa situazione genera disuguaglianza di trattamento, infatti, la distribuzione di un giornale gratuito di 90 grammi costa solo 12 centesimi, mentre quella di un giornale in abbonamento dello stesso peso è fatturata a 31,8 centesimi. Tuttavia, questo prezzo si applica soltanto ai giornali legati e smistati secondo l'ordine del giro del postino, onde evitare lavori di smistamento ulteriori. È sproporzionato che il prezzo dei giornali in abbonamento superi di due volte e mezzo quello dei giornali gratuiti. Un prezzo leggermente superiore potrebbe essere giustificato dal fatto che non occorre servire ogni bucalettere.</p><p>Ancora più incomprensibili, sono i prezzi fatturati per i prospetti inseriti in un giornale in abbonamento: un prospetto di 50 grammi costa 11 centesimi, lo stesso prospetto se inserito in un giornale gratuito costa solo 5 centesimi.</p><p>Pongo pertanto le seguenti domande al Consiglio federale:</p><p>1. Non bisognerebbe uniformare la base di calcolo per la distribuzione dei giornali in abbonamento e dei giornali gratuiti e quindi calcolare anche i prezzi per i giornali in abbonamento in funzione dei costi marginali e non secondo il metodo dei costi completi?</p><p>2. Il Consiglio federale non ritiene anch'esso che i prospetti inseriti nei giornali in abbonamento e quelli inseriti nei giornali gratuiti debbano essere trattati allo stesso modo?</p><p>3. È a conoscenza del procedimento avviato dall'Associazione Media svizzeri e uno dei suoi membri (Freiämter Regionalzeitungen AG) in vista di far rispettare l'articolo 16 capoverso 3 della legge sulle poste? Potrà intervenire affinché la Posta non ritardi ulteriormente questo procedimento?</p><p>4. In che modo il Consiglio federale potrebbe fungere da intermediario in questa disputa?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. Il recapito di giornali e periodici in abbonamento tramite la distribuzione regolare è una prestazione del servizio universale. I prezzi di distribuzione della stampa in abbonamento devono essere economici e coprire i costi. Il rispetto di queste disposizioni sottostà alla vigilanza del sorvegliante dei prezzi.</p><p>La Posta è tenuta per legge a fornire il servizio universale ricorrendo il più possibile a mezzi finanziari propri, ossia generalmente agendo in modo da coprire i costi. Pertanto devono essere presi in considerazione gli attuali costi completi. Se venissero considerati unicamente i costi marginali, non potrebbero essere finanziati i costi totali per fornire il servizio universale. Nell'ordinanza sulle poste, il Consiglio federale ha pertanto stabilito che per il settore del servizio universale vengano considerati i costi completi.</p><p>Le testate della stampa regionale e locale e della stampa associativa e delle fondazioni che hanno diritto alla riduzione per la distribuzione beneficiano di un sostegno di 50 milioni di franchi l'anno.</p><p>La cosiddetta Promopost, ossia la distribuzione di invii non indirizzati in una certa area, non rientra invece nel servizio universale postale. Per questa ragione, la Posta può determinare liberamente l'offerta e il prezzo, a condizione che sia rispettato il divieto di sovvenzionamento trasversale fissato nella legislazione sulle poste.</p><p>3./4. Il Consiglio federale è consapevole del fatto che i prezzi di distribuzione per i giornali e i periodici in abbonamento sono oggetto di una procedura di vigilanza in corso. Il Consiglio federale non esercita alcuna influenza sulla procedura di diritto amministrativo corrente. Valgono i consueti principi procedurali.</p><p>Il Consiglio federale influenza la Posta definendone gli obiettivi strategici. Riconosce l'autonomia imprenditoriale della Posta, vale a dire la libertà di decisione del consiglio d'amministrazione riguardante la strategia e la politica commerciale. Pertanto rinuncia fondamentalmente a intervenire nelle attività operative.</p>  Risposta del Consiglio federale.