<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di presentare al Parlamento una revisione di legge che preveda l'abolizione dell'imposta preventiva per i clienti esteri di istituti finanziari svizzeri. In un secondo tempo, qualora il Parlamento accettasse il diritto penale fiscale nella versione proposta dal Consiglio federale, questa imposta dovrà essere abolita completamente. Inoltre, il Consiglio federale deve illustrare in un rapporto le ripercussioni finanziarie per la Confederazione.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'imposta preventiva è riscossa sui redditi di capitali mobili e segnatamente su dividendi e interessi da averi, obbligazioni e titoli del mercato monetario. Sono soggetti all'imposta anche determinate prestazioni assicurative e le vincite alle lotterie. Nel periodo tra il 2010 e il 2012, l'imposta preventiva ha prodotto in media un gettito annuo netto - vale a dire dopo detrazione di tutti i rimborsi - di 4,65 miliardi di franchi. La parte destinata ai cantoni ammontava in media a circa 460 milioni di franchi.</p><p>Per le persone che hanno domicilio o sede in Svizzera, l'imposta preventiva ha funzione di garanzia. Se i redditi in questione vengono notificati nella dichiarazione d'imposta, l'imposta viene computata o rimborsata. Le persone che hanno domicilio o sede all'estero hanno invece diritto al rimborso dell'imposta preventiva soltanto se possono invocare una convenzione di doppia imposizione che preveda tale diritto.</p><p>Come giustamente rilevato dall'autore della mozione, dal punto di vista del mercato dei capitali l'imposta preventiva produce in determinati ambiti effetti negativi. In particolare, è un'importante ragione che spinge numerosi gruppi societari svizzeri a emettere obbligazioni e titoli del mercato monetario attraverso una struttura estera anziché dalla Svizzera. Nel 2011 il Consiglio federale aveva sottoposto al Parlamento un messaggio che proponeva una revisione parziale dell'imposta preventiva. Per le obbligazioni e i titoli del mercato monetario era previsto il passaggio dal principio del debitore a quello dell'agente pagatore, che consentirebbe di differenziare le conseguenze dell'imposta a seconda della persona del creditore. Per gli investitori istituzionali, quali ad esempio le casse pensioni, sarebbe possibile rinunciare alla riscossione dell'imposta. Questa soluzione permetterebbe di rafforzare sia le condizioni quadro del mercato svizzero dei capitali, sia la funzione di garanzia assunta dall'imposta preventiva. Il Parlamento ha però respinto al governo una proposta in tal senso. Un gruppo di lavoro formato da rappresentanti della Confederazione, dei cantoni e degli ambienti scientifici sta ora elaborando una nuova proposta che consenta di rafforzare il mercato svizzero dei capitali. La proposta in corso di elaborazione terrà conto dei rilevanti sviluppi internazionali e nazionali, in particolare per quanto riguarda l'accesso a dati bancari per le autorità fiscali nazionali ed estere. La pubblicazione del rapporto del gruppo di lavoro è prevista per fine 2013. Sulla base di questo rapporto il Consiglio federale deciderà in merito al prosieguo dei lavori.</p><p>Alla luce di questo contesto, il Consiglio federale propone di respingere la mozione. Dal punto di vista del mercato dei capitali, l'abolizione dell'imposta preventiva non è necessaria e dal punto di vista della politica finanziaria non è sostenibile. Per di più, l'imposizione dei redditi dei capitali in Svizzera non sarebbe più garantita. Per quanto attiene alla revisione in corso del diritto penale amministrativo, l'avamprogetto del Consiglio federale prevede che nell'ambito di un procedimento penale per sottrazione d'imposta le autorità fiscali cantonali possano accedere in futuro anche a dati bancari. Nella procedura di tassazione, anche secondo l'avamprogetto il segreto bancario fiscale deve per contro essere mantenuto. Per il resto, la rinuncia alla riscossione dell'imposta nei confronti delle persone domiciliate all'estero proposta nella mozione non sarebbe attuabile nell'ambito della normativa vigente, poiché l'attuale imposta preventiva è riscossa nel rispetto dell'anonimato. Una riscossione limitata ai redditi di capitale di determinate cerchie di persone presupporrebbe preliminarmente il già evocato passaggio al principio dell'agente pagatore. Per completezza occorre infine accennare anche agli sviluppi intercorsi in materia di tasse di emissione. La tassa di emissione sul capitale di terzi è stata soppressa dal 1° marzo 2012. Inoltre, è attualmente pendente un'iniziativa parlamentare (09.503, "Abolire progressivamente le tasse di bollo e creare nuovi posti di lavoro") che propone l'abrogazione della tassa d'emissione sul capitale proprio. La proposta è attualmente oggetto dei dibattiti parlamentari.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.