<h2>SubmittedText<h2><p>1. Com'è conciliabile con la neutralità svizzera il partenariato strategico tra la Svizzera e la Russia, che si trova incontestabilmente in guerra nel Caucaso?</p><p>2. Per ragioni legate al diritto della neutralità, nonché per ragioni politiche, non sarebbe opportuno interrompere questo partenariato strategico, il quale comprende - conformemente alla risposta del Consiglio federale all'interpellanza 08.3097 - una "cooperazione istituzionalizzata" nei settori "politica estera" e "politica di sicurezza"?</p><p>3. Non sarebbe politicamente più sensato, nonché nell'interesse del nostro Paese, rinunciare a una cooperazione in materia di politica di sicurezza e di politica estera con un Paese che, come scriveva un giornale svizzero, si è considerevolmente allontanato dalle norme di politica estera del XXI° secolo?</p><p>4. Il Consiglio federale sarebbe pronto, in nome di un trattamento paritario delle parti in guerra, ad avviare un partenariato strategico con la Georgia?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il 9 novembre 2007, la Svizzera ha concluso un partenariato strategico con la Russia, sotto forma di un memorandum of understanding. Si tratta, in concreto, di una dichiarazione d'intenti volta a promuovere il dialogo politico tra la Svizzera e la Russia negli anni a venire. Il memorandum of understanding non contiene alcun impegno a collaborare con la Russia nel settore della politica di sicurezza, ma si limita a promuovere scambi di idee. Tantomeno istituisce un'alleanza militare con la Russia. Il partenariato strategico con la Russia è dunque conciliabile con la neutralità della Svizzera.</p><p>A questo proposito è tuttavia utile ribadire che la Svizzera ritiene oltremodo importante che le disposizioni dell'accordo di cessate-il-fuoco tra la Russia e la Georgia del 12 agosto 2008 siano integralmente applicate e che le questioni relative alla sicurezza nella regione siano regolate di comune intesa e nell'ambito di organi internazionali.</p><p>2. Il partenariato strategico, non comportando alcun obbligo per la Svizzera a sostenere militarmente la Russia, non si oppone al diritto della neutralità. Non vi è dunque motivo di sospenderlo per ragioni legate al diritto della neutralità. Una sospensione non s'impone nemmeno dal profilo della politica di neutralità, poiché il partenariato strategico si limita a promuovere il dialogo politico.</p><p>Lo scopo di un partenariato strategico è di intrattenere scambi regolari con gli attori chiave della politica internazionale. È indiscutibile che la Federazione russa assume un ruolo sempre più importante in diversi settori dell'attualità che possono anche avere ripercussioni sulla Svizzera. Interrompendo il partenariato strategico con la Russia, la Svizzera non avrebbe più accesso a preziose informazioni e il clima politico tra i due Stati potrebbe deteriorarsi: questo non sarebbe nell'interesse di una politica di neutralità equilibrata e durevole.</p><p>3. Il Consiglio federale ha sottolineato a più riprese che la Svizzera - proprio per il fatto di non essere membro dell'Unione europea - ha un grande interesse a intrattenere una fitta rete di relazioni internazionali. La difesa degli interessi del nostro Paese sul piano internazionale può avere successo soltanto se riusciamo ad esprimere le nostre esigenze e a trovare sostegno. Questo non significa assolutamente che condividiamo la posizione degli altri Stati su questioni specifiche.</p><p>4. L'obbligo della parità di trattamento derivante dallo statuto di neutralità troverebbe applicazione nel caso di un'eventuale cooperazione militare, quale l'esportazione di materiale bellico. Per il resto, la Svizzera è sostanzialmente libera di impostare le sue relazioni politiche secondo i propri interessi nazionali.</p><p>Il Consiglio federale ha impostato consapevolmente i partenariati strategici in modo da avere un riscontro nelle relazioni con gli Stati in grado di esercitare un influsso determinante sugli eventi mondiali. Ha così tenuto conto di un mandato del Parlamento che gli chiedeva di definire priorità anche in materia di politica estera. Cionondimeno, conformemente al principio dell'universalità delle relazioni internazionali, la Svizzera intrattiene relazioni molto strette anche con la Georgia. Oltre all'ambasciata, il nostro Paese è presente a Tbilisi con un ufficio di coordinamento responsabile per la fase di attuazione del programma nazionale della DSC. I due governi si incontrano regolarmente. In particolare si svolgono ogni anno consultazioni politiche organizzate a turno in Georgia e in Svizzera. Entrambe le parti ritengono che i contatti bilaterali esistenti corrispondano ai bisogni.</p><p>Il fatto che la Federazione russa - con il consenso della Georgia - abbia affidato alla Svizzera il mandato di potenza protettrice in Georgia sta a riprova della credibilità della neutralità svizzera.</p>  Risposta del Consiglio federale.