<h2>SubmittedText<h2><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quanti madri e padri riducono il loro grado di occupazione del 20 per cento dopo la nascita o l'adozione di uno o più figli?</p><p>2. I collaboratori vengono informati attivamente sulla possibilità di ridurre il grado di occupazione dopo la nascita di un figlio? In caso positivo, in che modo?</p><p>3. Il Consiglio federale è a conoscenza di casi in cui a neogenitori non è stata concessa la riduzione richiesta? In caso affermativo, quali misure intende adottare per garantire a tutti il diritto alla riduzione del grado di occupazione? Al riguardo, si riscontrano differenze tra madri e padri?</p><p>4. Secondo il Consiglio federale sarebbe opportuno accordare ai neogenitori dell'Amministrazione federale una riduzione del grado di occupazione superiore al 20 per cento dopo la nascita di un figlio? In caso negativo, per quale motivo?</p><p>5. Quanti collaboratori non rientrano più al lavoro dopo la nascita di un figlio? Per quale motivo?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Le informazioni richieste sono contenute nel rapporto annuale sulla gestione del personale, che per l'anno 2018 è stato pubblicato nel mese di marzo del 2019. Nell'esercizio 2018 154 collaboratori hanno ridotto il loro tasso di occupazione in virtù dell'articolo 60a dell'ordinanza sul personale federale (OPers; RS 172.220.111.3). Di questi, il 68 per cento sono donne e il 32 per cento uomini.</p><p>2. Il diritto alla riduzione del grado di occupazione dopo la nascita o l'adozione di un figlio viene menzionato nell'ambito di presentazioni, eventi e anche nelle pubblicazioni riguardanti le condizioni quadro per la conciliabilità tra lavoro e vita privata nell'Amministrazione federale. I servizi di consulenza (ad es. il CSPers) e il servizio del personale sono consapevoli di questo diritto e ne informano debitamente i collaboratori. Le informazioni concernenti l'articolo 60a OPers sono anche pubblicate in intranet.</p><p>3. I genitori, dalla nascita o dall'adozione di uno o più figli, e i partner registrati, dalla nascita di uno o più figli, hanno diritto nella loro funzione a una riduzione del tasso di occupazione del 20 per cento al massimo. Il nuovo tasso di occupazione non può essere tuttavia inferiore al 60 per cento. Secondo l'articolo 115 lettera ebis OPers il Dipartimento federale della difensa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) può, d'intensa con il Dipartimento federale delle finanze, emanare disposizioni derogatorie applicabili al personale militare. La deroga può concernere soltanto gli impiegati per i quali una riduzione del tasso di occupazione è impossibile per motivi di servizio. Finora nel DDPS non è mai successo che una richiesta di riduzione sia stata respinta ai sensi di tale disposizione.</p><p>4. Dopo la nascita o l'adozione di un figlio è possibile anche accordare una riduzione di oltre il 20 per cento e/o un tasso di occupazione inferiore al 60 per cento; non sussiste però un diritto a tale pretesa. Tali richieste sono esaminate con benevolenza.</p><p>Oltre a ciò, l'Amministrazione federale offre anche altre condizioni quadro che favoriscono la conciliabilità tra lavoro e vita privata nella prima fase della vita dei figli (ad es. lavoro mobile, job sharing).</p><p>5. Chi lascia l'Amministrazione federale è invitato a partecipare a un sondaggio on line effettuato in forma anonima e indicare i motivi della partenza. Nel 2018 lo 0,4 per cento dei partecipanti (su un totale di 1240) ha indicato la maternità/paternità come motivo principale dell'uscita. Non sono disponibili informazioni più dettagliate a riguardo.</p>  Risposta del Consiglio federale.