<h2>SubmittedText<h2><p>1. La Confederazione pubblica quotidianamente i numeri di nuovi contagi da COVID-19, ma non indica se l'evoluzione di questi numeri è positiva o negativa. Manca quindi il criterio di paragone. Questo causa insicurezza nella popolazione e induce i cittadini a valutare in modo diverso l'evolversi della situazione. Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1a. Fino a quale numero l'aumento di nuovi contagi quotidiani va ritenuto non problematico? A partire da quanti nuovi contagi quotidiani il Consiglio federale rinuncerà a un ulteriore allentamento delle misure? A partire da che numero reintrodurrà invece misure più restrittive?</p><p>1b. Per il monitoraggio scientifico non si tiene conto soltanto del numero di nuovi contagi quotidiani ma anche di altri elementi: quali sono gli elementi principali secondo il Consiglio federale?</p><p>1c. Il Consiglio federale è disposto a stabilire valori limite o valori d'allarme oppure a introdurre un sistema a semaforo per permettere a tutti i responsabili presso Confederazione, Cantoni e Comuni, come pure alla popolazione, di valutare in modo appropriato l'evoluzione della situazione e adeguare di conseguenza il proprio comportamento?</p><p>2. Il basso numero di contagi indica che la diffusione del coronavirus in Svizzera è stabile a un livello molto basso. Il rischio principale di una nuova diffusione di massa sta quindi nel traffico viaggiatori internazionale, che in Europa sarà di nuovo permesso a partire dal 15 giugno. Sebbene sia senz'altro una buona notizia, questa apertura suscita le seguenti domande in relazione alla prevenzione della COVID-19:</p><p>2a. Con quali misure il Consiglio federale garantisce che non entrino in Svizzera stranieri portatori della COVID-19 o che ne presentano i sintomi?</p><p>2b. Con quali misure il Consiglio federale garantisce che gli Svizzeri che rientrano dall'estero e sono portatori della COVID-19, o ne presentano i sintomi, siano sottoposti a test e registrati e, se necessario, isolati?</p><p>3. Se ci dovesse essere una concentrazione di nuovi casi di COVID-19 in singole regioni, città o villaggi potrebbe essere indicato isolare queste aree in modo mirato. Come valuta il Consiglio federale questa misura e a partire da quale densità di contagi sarebbe eventualmente intenzionato a ordinarla?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1a. Poiché l'epidemia di COVID-19 è stata causata da un virus a noi finora sconosciuto, molte sue caratteristiche e quindi anche la dinamica dell'epidemia sono ancora ignote. È praticamente impossibile indicare un valore soglia "non preoccupante". Centrale è la possibilità di riscostruire le catene di infezione, così come avviene con il tracciamento dei contatti. Solo in questo modo è possibile interromperle precocemente e limitare il numero delle nuove infezioni. All'inizio dell'epidemia ciò non era più possibile e sono seguiti i noti provvedimenti. Il valore soglia critico dipende quindi dalle capacità di tracciamento dei contatti nei Cantoni, che attualmente sono meglio attrezzati rispetto allinizio dell'epidemia, anche se tra di loro vi sono differenze. È fondamentale che i Cantoni abbiano a disposizione le risorse necessarie per il tracciamento dei contatti.</p><p>1b. I fattori epidemiologici contengono dati sui casi confermati in laboratorio, i decessi, i nuovi ricoveri ospedalieri, i test effettuati, il tracciamento dei contatti, nonché sul comportamento di mobilità della popolazione e sulla stima dell'esecuzione nei Cantoni. Queste cifre vengono analizzate in dettaglio sull'arco temporale in relazione alle conoscenze scientifiche momentaneamente disponibili per valutare la situazione attuale. Un riepilogo è pubblicato regolarmente nel rapporto sul monitoraggio dell'esecuzione.</p><p>1c. Come già spiegato nella risposta alla domanda 1a, è molto difficile indicare in generale valori soglia validi. Un semplice sistema a semaforo ridurrebbe artificialmente questa realtà complessa a pochi fattori misurabili affidabilmente. Pertanto la sua indicatività sarebbe limitata e non terrebbe conto di eventuali circostanze regionali, tra cui vanno menzionate anche le capacità di tracciamento dei contatti.</p><p>2a/2b. Il 1° luglio 2020 il Consiglio federale ha deciso che le persone - Svizzeri o stranieri - che entrano in Svizzera in provenienza da determinati Paesi o regioni, sono obbligate a mettersi in quarantena per dieci giorni a decorrere dalla loro entrata. In tal modo si vuole ridurre il rischio di una diffusione in Svizzera del nuovo coronavirus importato dall'estero. L'elenco degli Stati e delle regioni con rischio elevato di infezioni è costantemente aggiornato. Inoltre chi entra in Svizzera è sensibilizzato attraverso informazioni mirate sul rischio e sulle misure raccomandate. Tuttavia, non si può evitare con assoluta certezza che persone ammalatesi di COVID-19 o che ne presentano i sintomi non entrino in Svizzera. Per contro, la quarantena impedisce che queste persone ne contagino altre in Svizzera. Nel caso in cui persone che soggiornano in Svizzera presentino sintomi, la strategia di test attuale garantisce che i casi sospetti possano essere testati rapidamente.</p><p>3. Guardando all'estero, si nota che l'isolamento di regioni fortemente colpite può frenare la propagazione del coronavirus. Con il passaggio alla situazione particolare, entrata in vigore il 19 giugno 2020, la valutazione in merito all'adozione di misure e all'attuazione delle misure stesse spetta tuttavia in massima parte ai Cantoni. Tuttavia, se necessario, la Confederazione fornirà loro sostegno.</p>  Risposta del Consiglio federale.