<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. Di norma, i principi fissati dal Consiglio federale nel piano settoriale dell'infrastruttura aeronautica (PSIA) valgono finché non sono sostituiti da altre condizioni. Nel rapporto sulla politica aeronautica della Svizzera 2004, il Consiglio federale reputa che la funzione di piattaforma dell'aeroporto di Zurigo rappresenti uno strumento efficace per ottimizzare i collegamenti aerei internazionali con la Svizzera. Detto rapporto sarà sottoposto al Parlamento nel 2005.</p><p>Il Consiglio federale non intende anticipare nulla della discussione sulla futura politica aeronautica della Svizzera. S'impegnerà tuttavia affinché, nello stabilire quale sarà lo sviluppo dell'aeroporto, siano rispettati i principi fissati nella sua strategia in materia di sviluppo sostenibile. Fattori importanti che entrano in gioco in tali decisioni sono l'importanza dell'aeroporto per la piazza economica svizzera, il futuro ruolo dell'aeroporto nel sistema globale dei trasporti, sia internazionale che nazionale, nonché il diritto della popolazione a essere protetta dalle immissioni foniche.</p><p>Il Consiglio federale è tuttora convinto che ottimi collegamenti tra la Svizzera e gli importanti centri del mondo siano d'interesse per tutta la nazione e che sia pertanto necessario garantire un funzionamento efficace dell'aeroporto di Zurigo e la messa a disposizione di un'infrastruttura adeguata. Secondo il collegio, l'offerta concreta di collegamenti aerei è determinata dal mercato; quindi la questione se lo scalo di Zurigo debba o meno essere gestito come un hub è in fin dei conti legata al gioco delle forze di mercato. Un hub rappresenta un possibile concetto d'esercizio di una compagnia aerea. Concretamente, è la situazione relativa alla domanda che decide se la compagnia di bandiera di Zurigo (Swiss) può gestirvi un hub.</p><p>3. Il tentativo di svolgere una procedura di mediazione è fallito. Ora, nell'ambito della pianificazione settoriale della Confederazione devono nuovamente essere cercate delle soluzioni per il futuro esercizio dell'aeroporto di Zurigo. Gli obiettivi e le condizioni della politica aeronautica svizzera devono costituire la base di questa pianificazione settoriale. Occorrerà certamente tenere conto anche delle esigenze dello sviluppo sostenibile e della politica di ordinamento del territorio. Nell'ambito del processo PSIA condotto dalla Confederazione, i cantoni e i comuni confinanti possono avanzare le loro richieste per quanto riguarda le prestazioni di traffico e l'esercizio dell'aeroporto di Zurigo.</p><p>Nel quadro dei colloqui di coordinamento per il PSIA deve essere affrontata anche la problematica della ripartizione del rumore provocato dagli aerei. Lo scopo di queste discussioni è quello di assicurare che la pianificazione settoriale della Confederazione sia armonizzata con la pianificazione direttrice dei cantoni interessati. In una prima fase, il cantone di ubicazione e l'esercente dell'aeroporto devono preparare una bozza del possibile regime d'esercizio affinché siano esaminati tutti i concetti d'esercizio fattibili. In seguito queste varianti sono valutate e giudicate sulla base dei criteri definiti. Nei successivi colloqui di coordinamento, tali risultati sono discussi con lo scopo di definire il regime ottimale. Sulla base di quanto scaturito dai colloqui, i principi dell'esercizio e dell'infrastruttura dell'aeroporto saranno quindi fissati nel piano settoriale dell'infrastruttura aeronautica (PSIA). </p><p>Questi principi prevedono, fra l'altro, la curva di esposizione al rumore che costituisce il quadro, in termini di pianificazione del territorio, entro cui può svilupparsi l'aeroporto. L'approvazione del PSIA da parte del Consiglio federale si svolge secondo la procedura ordinaria fissata nel diritto sulla pianificazione del territorio, previa partecipazione e consultazione pubblica delle autorità coinvolte.</p><p>4. Già nel quadro delle trattative per l'accordo bilaterale sul traffico aereo, la Germania era partita dal presupposto che a Zurigo fossero possibili voli alternativi agli avvicinamenti da nord, ossia gli avvicinamenti da sud. Dopo il fallimento dell'accordo, essa ha strutturato le sue misure unilaterali in modo tale che, onde evitare interruzioni dell'esercizio presso l'aeroporto, divenisse imperativo cercare delle alternative. Successivamente, sia la Confederazione che Swiss e Unique hanno tentato di ottenere, seppure invano, un divieto almeno temporaneo delle misure tedesche presentando ricorso presso la Commissione europea prima e la Corte di giustizia europea poi. Di conseguenza, per l'aeroporto di Zurigo l'unica alternativa restava quella di attenersi alle domande già depositate per intensificare i voli di avvicinamento da est e introdurre gli avvicinamenti da sud. L'UFAC e il DATEC, dopo aver esaminato approfonditamente le modifiche del regolamento d'esercizio richieste e l'infrastruttura aeroportuale, hanno dato il loro assenso. </p><p>Il DATEC ha però chiesto alla Germania di accordare alla Svizzera il tempo necessario per introdurre gli avvicinamenti da sud. In modo particolare non sono stati accelerati i tempi indispensabili alla verifica della sicurezza. La Germania ha tuttavia dato il proprio accordo soltanto dopo che, da parte svizzera, era stato dimostrato esattamente il fabbisogno di tempo necessario per svolgere questi lavori. </p><p>Considerate queste circostanze, e in particolare le condizioni quadro temporali, non ci sono state alternative per la Svizzera alle misure imposte unilateralmente dalla Germania che fossero atte a impedire interruzioni dell'esercizio presso l'aeroporto di Zurigo, le quali sarebbero state pericolose per la sopravvivenza di Swiss.</p>  Risposta del Consiglio federale.