<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a effettuare le seguenti modifiche di legge:</p><p>- articolo 86 capoverso 1 lettera c della legge del 18 marzo 2005 sulle dogane (LD; RS 631.0): "se il pagamento dovesse costituire un rigore eccessivo."; stralciare la lettera d;</p><p>- articolo 64 capoverso 1 lettera c della legge del 12 giugno 2009 sull'IVA (LIVA;</p><p>RS 641.20): "se il pagamento dovesse costituire un rigore eccessivo;".</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La procedura d'imposizione doganale è un processo di massa basato sul principio dell'autodichiarazione (2012: 16,1 milioni di imposizioni all'importazione). Pertanto è equiparabile ad altre leggi tributarie solo in modo limitato. Il Consiglio federale è consapevole del fatto che eventuali errori nella procedura d'imposizione possono comportare riscossioni posticipate dei tributi che contrastano con il sentimento comune di giustizia. Di conseguenza, nel quadro dell'imminente revisione parziale della legge sulle dogane, il Consiglio federale presenterà al Parlamento una nuova base legale (approvazione del messaggio entro fine 2014), che permetterà di rinunciare alla riscossione posticipata qualora il pagamento rappresenti un rigore eccessivo per la persona soggetta all'obbligo di pagamento. In tal modo viene dato seguito alla richiesta della mozione e viene a cadere l'adeguamento richiesto dell'articolo 86 LD.</p><p>Nell'ambito della riscossione posticipata dei tributi, l'IVA si calcola unicamente sull'importo del dazio. Se in futuro sarà possibile rinunciare alla riscossione a posteriori dell'importo del dazio, l'IVA non potrà essere riscossa. Per tale motivo, una disposizione di condono sarebbe superflua. Se le condizioni per la rinuncia alla riscossione posticipata dei tributi non sono date e l'IVA viene riscossa, le imprese possono, nel quadro della loro attività imponibile, detrarre come imposta precedente l'IVA versata. In tal caso quest'ultima non grava sulle imprese e dunque una disposizione di condono non è necessaria.</p><p>Per quanto riguarda la restante motivazione adotta dall'autore della mozione, il Consiglio federale precisa quanto segue. Le imposte dirette considerano la capacità economica del contribuente. Pertanto, i casi di rigore vengono valutati tenendo conto della situazione economica. Nelle imposte indirette, ad esempio dazio all'importazione e IVA, non è determinante solo il rigore. Ciò che per l'importatore A può risultare un rigore in relazione con la sua capacità economica, per l'importatore B può invece rappresentare un onere di poco conto. Il principio della parità di trattamento vale comunque per entrambi. Inoltre, un errore nella scelta del regime o della voce di tariffa può essere rettificato ricorrendo all'articolo 34 LD.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.