<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a riprendere le trattative allo scopo di concludere un accordo di libero scambio con gli USA e a notificare rapidamente al governo americano, dopo la proroga del Trade Promotion Authority, la nostra disponibilità.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale ha preso atto, nel gennaio 2006, dei risultati delle discussioni esplorative condotte con gli Stati Uniti in vista di un eventuale accordo di libero scambio; ne ha concluso che le condizioni mancano per aprire i negoziati formali. Il fascicolo agricolo è risultato alquanto difficile viste le differenze notevoli tra Svizzera e Stati Uniti nel sostegno interno e nella protezione alla frontiera. La decisione del Consiglio federale è stata influenzata anche da altri fattori, quali l'incompatibilità di alcune norme americane con quelle svizzere, ampiamente allineate su quelle della Comunità europea (p. es. organismi geneticamente modificati, carne agli ormoni), e la difficoltà di intravedere progressi significativi a livello di ostacoli non tariffali agli scambi e a livello di settori disciplinati dagli Stati federali.</p><p>Nell'intervallo la Svizzera ha proseguito la sua politica di apertura economica verso l'estero. La Svizzera ha stipulato con gli Stati Uniti un accordo per la creazione di un forum di cooperazione sul commercio e gli investimenti allo scopo di approfondire le relazioni bilaterali, in particolare nel campo degli ostacoli non tariffali agli scambi e di estendere la collaborazione a livello plurilaterale e multilaterale in campi quali il commercio elettronico, la protezione della proprietà intellettuale e l'agevolazione commerciale. La Svizzera ha dato avvio a discussioni esplorative con l'Unione europea in vista di un accordo di libero scambio integrale nel settore agro-alimentare. Il nostro Paese ha inoltre proseguito con la politica attiva volta a stabilire relazioni di libero scambio. Sono attualmente in corso negoziati con il Giappone, la Tailandia, il Consiglio di cooperazione dei Paesi arabi del Golfo, il Perù e la Colombia. Altri negoziati con potenziali partner sono in preparazione o in esame. A ciò si aggiungano strategie stabilite per intensificare le relazioni economiche con Cina, Russia, India e Brasile.</p><p>L'accordo di libero scambio concluso dagli Stati Uniti con la Corea del Sud non offre alcuna novità per la Svizzera; esso copre il settore agricolo con diverse eccezioni e periodi transitori che riflettono gli interessi dei due partner. Per quanto riguarda il contesto delle discussioni con l'Unione europea volte a far progredire l'integrazione economica transatlantica, esso comprende parecchi temi trattati dal forum di cooperazione. L'eliminazione di ostacoli non tariffali tra gli Stati Uniti e l'Unione europea faciliterebbe la costituzione di norme a livello mondiale e sarebbe un vantaggio anche per la Svizzera.</p><p>I recenti sviluppi della politica economica statunitense e l'eventuale proroga della legislazione chiamata "Trade Promotion Authority" oltre il 30 giugno 2007 non provocheranno una modifica dell'orientamento della politica economica esterna del Consiglio federale.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.