<h2>SubmittedText<h2><p>L'articolo 72 capoverso 3 della legge federale sull'energia nucleare (LENu) stabilisce che, se vi è la minaccia di un pericolo imminente, le autorità di vigilanza possono ordinare immediatamente provvedimenti. A quali casi concreti si riferisce l'espressione "pericolo imminente"?</p><p>L'articolo 3 dell'ordinanza del DATEC sulla metodica e le condizioni marginali per la verifica dei criteri per la messa fuori servizio temporanea di centrali nucleari recita: "Il titolare della licenza deve mettere senza indugio fuori servizio temporaneo la centrale nucleare se la verifica fatta in base all'articolo 2 indica che le dosi limite, secondo gli articoli 94 capoversi 3-5 e 96 capoverso 5 dell'ordinanza del 22 giugno 1994 sulla radioprotezione, non sono rispettate". Questo è manifestamente il caso della centrale nucleare di Mühleberg. Secondo l'Ispettorate federale della sicurezza nucleare (IFSN), per garantire la sicurezza di tale centrale è infatti necessario che essa venga sottoposta a un ampio adeguamento. Perché allora Mühleberg non è stata messa temporaneamente fuori servizio?</p><p>L'Ufficio federale dell'energia (UFE) è dell'opinione che una verifica della centrale di Mühleberg presupponga "complesse modellizzazioni" e richieda, pertanto, del tempo. L'ordinanza, tuttavia, non prevede che debbano essere effettuati dei calcoli probabilistici. Il Consiglio federale come valuta la posizione dell'UFE? Quale base giuridica giustifica tali complesse modellizzazioni?</p><p>Il Consiglio federale è pronto a disporre la pubblicazione della perizia effettuata da TÜV Nord? In caso di risposta negativa, quali sono i motivi?</p><p>L'articolo 10 lettera f dell'ordinanza sull'energia nucleare (OENu) prevede che le funzioni di sicurezza devono essere automatizzate in modo tale che, in caso di incidente, nei primi 30 minuti che seguono l'evento iniziatore non si rendano necessari interventi di sicurezza da parte del personale. Nella centrale di Beznau, però, in caso di rottura del tubo di riscaldamento del generatore del vapore, per evitare un rilascio accidentale di sostanze radioattive è necessario intervenire manualmente nei primi 30 minuti. L'IFSN non reputa questa mancanza di automatizzazione come una carenza interpretativa. Il Consiglio federale reputa che tale procedura violi la suddetta ordinanza?</p><p>Contro i collaboratori dell'IFSN è pendente una domanda di ricusazione per parzialità. Entro quando il DATEC prenderà una decisione al riguardo?</p><p>Nelle centrali nucleari esistenti è permessa una frequenza di danneggiamento del nocciolo fino a dieci volte superiore rispetto alle nuove. Come si giustifica tale disparità agli occhi della popolazione interessata?</p><p>Per la valutazione della sicurezza degli impianti nucleari e, in particolar modo, per quanto concerne le vecchie centrali, non sarebbe fondamentale avere sempre un secondo parere indipendente sulle questioni relative alla sicurezza? Il Consiglio federale è disposto a elaborare gli adeguamenti giuridici necessari?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Secondo l'articolo 22 capoverso 1 della legge federale del 21 marzo 2003 sull'energia nucleare (LENu, RS 732.1), il titolare della licenza di una centrale nucleare è responsabile della sicurezza del suo impianto. L'Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN) verifica se i gestori adempiono a questo loro compito e, mediante colloqui e oltre 400 analisi e ispezioni l'anno, si fa un quadro indipendente della situazione. L'IFSN dispone, inoltre, di un sistema di vigilanza online di determinati parametri d'esercizio rilevanti dal punto di vista della sicurezza tecnica nonché delle emissioni e delle immissioni radioattive.</p><p>Secondo l'articolo 2 capoverso 1 lettera c dell'ordinanza del DATEC del 16 aprile 2008 sulla metodica e le condizioni marginali per la verifica dei criteri per la messa fuori servizio temporanea di centrali nucleari (RS 732.114.5), il titolare della licenza di una centrale, dopo ogni evento rilevante verificatosi in una centrale nucleare all'estero, deve verificare se il suo impianto sarebbe preparato contro un simile evento. A questo riguardo, deve controllare e mostrare senza indugio che il dimensionamento sulla base di criteri tecnici di sicurezza della centrale nucleare impedirebbe il rilascio inammissibile di sostanze radioattive. In caso contrario, il gestore è tenuto a mettere fuori servizio, senza indugio, la sua centrale nucleare. Qualora non adempisse a questo suo obbligo, l'IFSN dispone la messa fuori servizio temporanea.</p><p>L'ordinanza non disciplina le modalità di svolgimento della verifica. Per riprodurre il più correttamente possibile il comportamento fisico e chimico dell'impianto in caso di incidenti e raggiungere pertanto risultati attendibili, la verifica del dimensionamento di una centrale nucleare si deve basare su complesse modellizzazioni che sono dispendiose in termini di tempo.</p><p>Qualora ci fosse un motivo concreto di temere che in un prossimo futuro possa verificarsi un incidente con probabili conseguenze sull'uomo e sull'ambiente, e di conseguenza vi sia la minaccia di un pericolo imminente, secondo l'articolo 72 capoverso 3 LENu l'IFSN può ordinare lo spegnimento di una centrale nucleare. Il verificarsi di un evento in una centrale nucleare all'estero non comporta però necessariamente un pericolo imminente per le centrali nucleari svizzere. Allo stesso modo, la decisione di adottare delle misure di riequipaggiamento non significa che vi sia un pericolo imminente, ma semmai che è stato individuato un potenziale di miglioramento. L'obbligo di riconoscere i potenziali di miglioramento e di riequipaggiare gli impianti è sancito nel diritto sull'energia nucleare (cfr. art. 36 OENu nonché artt. 4 cpv. 3 e 22 cpv. 2 lett. g LENu). Non è pertanto corretto affermare che una centrale non rispetta i valori limite di radioprotezione solo perché deve essere riequipaggiata.</p><p>La perizia di TÜV Nord è stata effettuata su mandato della Divisione principale della sicurezza degli impianti nucleari (DSN), l'ente precursore dell'IFSN. È pertanto l'IFSN, e non il Consiglio federale, a dover decidere riguardo alla pubblicazione della perizia. Qualora venisse presentata una richiesta di consultazione, l'Ispettorato è tenuto a esaminarla conformemente a quanto disposto dalla legge federale del 17 dicembre 2004 sul principio di trasparenza dell'amministrazione (legge sulla trasparenza, LTras; RS 152.3).</p><p>Secondo l'articolo 10 capoverso 1 lettera f dell'ordinanza del 10 dicembre 2004 sull'energia nucleare (OENu; RS 732.11), le funzioni di sicurezza devono essere automatizzate in modo tale che, in caso di incidente di cui all'articolo 8, nei primi 30 minuti che seguono l'evento iniziatore non si rendano necessari interventi di sicurezza da parte del personale. Questa regola si applica sostanzialmente solo ai nuovi impianti e non è obbligatoria per gli impianti più vecchi (art. 82 OENu; RS 732.11). Le centrali più vecchie sono state costruite secondo le conoscenze scientifiche e tecniche dell'epoca di realizzazione e non sono quindi in grado di soddisfare sotto tutti i punti di vista le esigenze odierne applicate alle nuove centrali nucleari. Conformemente all'articolo 22 capoverso 2 lettera g LENu, il titolare della licenza deve riequipaggiare l'impianto nella misura richiesta dall'esperienza e dallo stato della tecnica di riequipaggiamento e prendere provvedimenti ulteriori sempreché contribuiscano a un'ulteriore riduzione del pericolo e siano adeguati. Dall'analisi probabilistica di sicurezza della centrale nucleare di Beznau è emerso che un'ampia automatizzazione comporterebbe solo un aumento minimo della sicurezza. Secondo le conoscenze attuali, le misure di riequipaggiamento in questo settore non vengono pertanto reputate opportune.</p><p>Al momento vi sono numerose domande di ricusazione pendenti contro collaboratori dell'IFSN e contro membri del Consiglio dell'IFSN. Su di esse sono ancora in corso accertamenti giuridici, in particolare in merito all'individuazione della competenza. Non appena saranno conclusi verrà deciso il più rapidamente possibile.</p><p>L'articolo 12 capoverso 1 lettera a dell'ordinanza del DATEC del 17 giugno 2009 sulle ipotesi di pericolo e la valutazione della protezione contro gli incidenti negli impianti nucleari (RS 732.112.2) prevede che, in Svizzera, per le centrali nucleari esistenti la frequenza di danneggiamento del nocciolo sia inferiore a una volta ogni 10 000 anni. Tale obiettivo corrisponde alle raccomandazioni dell'Agenzia internazionale dell'energia nucleare (AIEA) e, di conseguenza, allo standard di sicurezza internazionale. Secondo le analisi a disposizione, l'obiettivo di sicurezza viene raggiunto da tutte le centrali nucleari svizzere. Queste ultime, inoltre, conformemente alla direttiva IFSN-A06 (analisi probabilistica di sicurezza: applicazioni), in caso di una frequenza di danneggiamento del nocciolo media superiore a una volta ogni 100 000 anni, sono tenute a individuare misure per la riduzione del rischio e, se opportuno, ad attuarle. In questo modo, viene garantito che gli impianti esistenti si avvicinino all'obiettivo di sicurezza delle nuove centrali, sempre che sia possibile utilizzando mezzi adeguati. Questo requisito, molto più rigido rispetto a quelli internazionali, si riflette ad esempio nei sistemi d'emergenza contro i sismi e contro le inondazioni situati in appositi bunker con i quali sono state riequipaggiate le centrali nucleari svizzere.</p><p>La vigilanza sulla sicurezza nucleare è un compito fondamentale. L'autorità di vigilanza in materia di sicurezza nucleare interna ed esterna è l'IFSN conformemente all'articolo 70 capoverso 1 lettera a LENu. L'indipendenza dell'IFSN era importante per il legislatore: essa è quindi esplicitamente stabilita nella LENu. I membri del Consiglio dell'IFSN vengono nominati dal Consiglio federale per un periodo di quattro anni e non sono autorizzati a esercitare un'attività commerciale né ad assumere una funzione federale o cantonale che potrebbe pregiudicare la loro indipendenza (art. 6 cpv. 3 LIFSN, RS 732.2). Nell'ambito dell'approvazione del rapporto di attività e di gestione del Consiglio dell'IFSN per il 2010, il Consiglio federale ha incaricato il DATEC di adeguare le disposizioni d'esecuzione relative all'indipendenza dei membri del Consiglio ENSI contemplate all'articolo 4 dell'ordinanza del 12 novembre 2008 sull'Ispettorato federale della sicurezza nucleare (OIFSN; RS 732.21) in vista della nuova nomina del Consiglio dell'IFSN, in modo che in futuro si tenga maggiormente conto del tenore dell'articolo 6 capoverso 3 LIFSN.</p><p>Inoltre, esiste già la Commissione per la sicurezza degli impianti nucleari (CSN) che esamina questioni di principio in materia di sicurezza nucleare e può esprimere il proprio parere in merito alle perizie dell'IFSN (art. 71 LENu).</p>  Risposta del Consiglio federale.