<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di presentare un rapporto che illustri se e dove vi sia esigenza di regolamentazione nell'ambito dei sistemi di decisione automatizzata (automated decision making, ADM) o dell'intelligenza artificiale. L'analisi dovrà focalizzarsi sulla garanzia della trasparenza, il rispetto delle direttive etiche e la prevenzione di discriminazioni o manipolazioni. Un altro aspetto che richiede un chiarimento giuridico è l'attribuzione di responsabilità, cioè la questione di chi debba rispondere delle previsioni, raccomandazioni o decisioni formulate dai sistemi di ADM. Occorre chiarire se le basi e gli strumenti legali siano sufficienti per contrastare questi rischi. In questo contesto, dovrà essere esaminata anche la possibilità di istituire una commissione etica nazionale. Il rapporto dovrà inoltre illustrare in quali ambiti del settore pubblico questi sistemi sono già in uso (ad es. nel perseguimento penale) ed eventualmente dove mancano basi legali.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'intelligenza artificiale (IA) solleva molte domande per le piazze economiche innovative e rivolte verso il futuro, che ritengono di agire secondo il principio dello Stato di diritto. Il Consiglio federale si era già occupato del tema nel 2019 alla luce di un esame della situazione, prendendo atto del rapporto del gruppo di lavoro interdipartimentale "Intelligenza artificiale". Nel 2020 ha adottato delle linee guida concernenti l'utilizzo dell'IA e ha incaricato il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) di valutare periodicamente l'applicazione e lo sviluppo di queste ultime in collaborazione con gli uffici interessati. Nel 2021 il Consiglio federale ha incaricato il Dipartimento federale dell'interno (DFI) di mettere a punto una rete di competenze per l'IA (CNAI) nella primavera del 2022. L'analisi delle sfide e delle opportunità coincide quindi in ampia misura con il parere della Digital Society Initiative dell'Università di Zurigo, menzionato nel postulato.</p><p>In ordine alla necessità di legiferare, sulla base del rapporto succitato il Consiglio federale è giunto alla conclusione che al momento non è necessario alcun nuovo quadro giuridico generale. L'IA può senz'altro far sorgere domande in vari settori (p. es. in materia di diagnostica medica, agricoltura, tribunali), ma queste sono già coperte dal diritto in vigore e vi trovano generalmente una buona risposta. In caso contrario, occorre trovare soluzioni ad hoc. In alcuni settori, ciò può comportare la revisione di una legge o di un'ordinanza. A tal proposito, la nuova legge federale sulla protezione dei dati adottata nel 2020 prevede già varie disposizioni che migliorano la trasparenza in questo ambito, sia per il settore privato che per quello pubblico. L'articolo 21 introduce infatti l'obbligo di informare sulle decisioni individuali automatizzate e il diritto della persona interessata di esigere che la decisione sia riesaminata da una persona fisica; alla persona che esercita il proprio diritto di accesso ora devono essere comunicate anche l'esistenza di una decisione individuale automatizzata e la logica su cui si fonda la decisione (art. 25 cpv. 2 lett. f). Per il trattamento di dati degli organi federali è richiesta una base legale formale quando il tipo di trattamento (che include il ricorso ad algoritmi) può comportare una grave ingerenza nei diritti fondamentali della persona interessata (art. 34 cpv. 2 lett. c). Infine, il Consiglio federale ha incaricato il Dipartimento federale delle finanze (DFF) di fornire entro la fine del 2022 un'analisi del quadro giuridico per l'applicazione dell'IA nel settore finanziario. Grazie alla sua banca dati strutturata accessibile al pubblico, la CNAI accrescerà la fiducia e la trasparenza in queste tecnologie. Inoltre, la Svizzera partecipa attivamente ai lavori dell'OCSE, del Consiglio d'Europa, dell'UNESCO e dell'Unione internazionale delle telecomunicazioni (UIT) nell'ottica di elaborare un quadro normativo internazionale sull'IA. La Confederazione segue quindi da vicino le discussioni sul progetto di regolamentazione dell'IA nell'UE e ne analizza le possibili conseguenze per la Svizzera. In tale contesto, nel suo rapporto del 2021 al Consiglio federale, il DATEC ha mostrato come gli intermediari e le piattaforme di comunicazione basate sull'IA influiscano sulla comunicazione pubblica in Svizzera e sulla formazione dell'opinione pubblica svizzera; il Consiglio federale ha quindi incaricato il DATEC di indicargli entro la fine del 2022 se e come regolamentare tali piattaforme. Il Consiglio federale ha inoltre incaricato il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) di stilare un rapporto sul quadro normativo internazionale concernente l'IA in fase di elaborazione e sulle possibili modalità di partecipazione della Svizzera a tali lavori. In ordine alla necessità o meno di creare una commissione nazionale di etica, il Consiglio federale ha già risposto negativamente nel maggio del 2021 nel quadro dell'interpellanza Schlatter 21.3239. Si ricorda che la piattaforma tripartita, diretta dal DATEC, funge da organo di scambio aperto a tutte le parti che si interessano di questioni relative all'IA e dispone di un comitato amministrativo incaricato del coordinamento delle posizioni svizzere negli organismi e nei processi internazionali. Infine, nel quadro della strategia "Svizzera digitale" e della strategia di politica estera digitale 2021-2024, il Consiglio federale presenterà di nuovo un rapporto in merito. Considerati i lavori inerenti al quadro normativo per l'IA già in corso a livello nazionale e internazionale, per il momento un mandato parlamentare non sembra essere necessario.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.