<h2>SubmittedText<h2><p>Il rimpatrio degli asilanti algerini che devono lasciare il nostro Paese in quanto non hanno diritto all'asilo, risulta particolarmente difficoltoso, quando non impossibile, in quanto l'Algeria accetta di riprendere solo quei suoi concittadini che dichiarano di voler tornare spontaneamente nel Paese d'origine.</p><p>Chiedo al Consiglio federale:</p><p>1. Conferma la situazione sopra descritta? Come la valuta?</p><p>2. Come intende agire per rendere più efficace il rimpatrio degli asilanti algerini?</p><p>Anche la riconsegna all'Italia dei richiedenti l'asilo di sua spettanza in base agli accordi di Dublino risulta spesso difficoltosa a causa della resistenza passiva della vicina Penisola, che mette in campo innumerevoli ostacoli burocratici, oltre a chiusure prolungate degli uffici competenti, per evitare di riprendere le persone di propria competenza.</p><p>Chiedo al Consiglio federale</p><p>1. Come valuta questa situazione?</p><p>2. Come intende agire affinché l'Italia rispetti gli obblighi nei confronti della Svizzera che le derivano dagli accordi di Dublino?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale rammenta che considera l'esecuzione degli allontanamenti un elemento importante di una politica credibile in materia d'asilo. A tal fine la Svizzera ha sviluppato, a margine degli accordi di riammissione, svariati strumenti per concretizzare la sua politica migratoria e raggiungere i suoi obiettivi in tale ambito. Le esperienze maturate negli ultimi anni hanno mostrato che gli obiettivi della politica migratoria svizzera possono essere conseguiti soltanto con una stretta collaborazione tra tutti i partner interessati, ossia i cantoni, gli uffici e i dipartimenti coinvolti. È stata ad esempio istituita una nuova struttura interdipartimentale, ossia il comitato per la cooperazione in materia di migrazione internazionale. Il Consiglio federale ha inoltre incaricato i diversi attori svizzeri di assicurarsi, in occasione della negoziazione di accordi con Stati partner, che i pertinenti interessi bilaterali siano sistematicamente presi in considerazione.</p><p>Ritorno verso l'Algeria</p><p>1. Contrariamente a quanto sostenuto dall'autore dell'interpellanza, le autorità algerine collaborano all'identificazione dei loro cittadini e al rilascio di un documento di viaggio per il ritorno, volontario o meno. Il problema risiede tuttavia nel fatto che le autorità algerine non accettano i ritorni tramite voli speciali. Comunque ciò non impedisce che vengano regolarmente effettuati rimpatri forzati (13 nel 2011 e 15 nel 2012). Ciononostante il Consiglio federale ritiene che la situazione con l'Algeria debba essere migliorata e il tema del ritorno è all'ordine del giorno, sul piano politico o operativo, in tutti gli incontri bilaterali tra i due Paesi.</p><p>2. L'obiettivo del Consiglio federale resta l'attuazione completa dell'accordo di riammissione concluso nel 2006 con l'Algeria (in vigore da novembre 2007) mediante la stipula del rispettivo protocollo d'applicazione, parafato a gennaio 2009 e non ancora firmato per motivi indipendenti dalla volontà della Svizzera. Il Consiglio federale assicura all'autore dell'interpellanza che si fa tutto il possibile, sia in Svizzera sia tramite l'ambasciata svizzera ad Algeri, per trovare quanto prima una soluzione.</p><p>Il Consiglio federale rammenta peraltro che intende favorire i ritorni volontari delle persone interessate. In tal senso, al termine della procedura d'asilo ogni cittadino algerino in situazione irregolare sul territorio svizzero può, se soddisfa le condizioni previste, beneficiare di un aiuto individuale al ritorno volontario nonché di un sostegno finanziario a un progetto di reinserimento.</p><p>Dublino</p><p>1. Per quanto riguarda l'attuazione dell'accordo di associazione a Dublino, i cambiamenti politici intervenuti dall'anno scorso in Nord Africa hanno posto l'Italia, a causa della sua posizione geografica, di fronte a forti pressioni migratorie. Nonostante la situazione, l'Italia ha sempre rispettato i suoi obblighi nei confronti della Svizzera e riammesso sul suo territorio le persone da trasferire in virtù delle disposizioni del regolamento Dublino e dell'accordo bilaterale di riammissione. Nel 2012 2853 persone sono state effettivamente riconsegnate alle autorità italiane nell'ambito di una procedura Dublino.</p><p>2. Il Consiglio federale considera sostanzialmente buona la collaborazione con l'Italia nell'ambito di Dublino. Le unità Dublino dell'Ufficio federale della migrazione (UFM) intrattengono una relazione privilegiata con i loro interlocutori italiani, con cui sono costantemente in contatto per fugare qualsivoglia malinteso e trovare soluzioni condivise. Inoltre, una persona di contatto dell'UFM è stata distaccata a Roma presso il Ministero italiano dell'interno da marzo 2012 fino a fine dicembre 2012 per analizzare le possibilità di collaborazione con l'Italia e instaurare un rapporto di fiducia. È previsto di prolungare tale distaccamento fino alla fine del 2013. Per quanto riguarda il numero di trasferimenti nell'ambito della procedura Dublino, l'Italia non ha fissato un tetto massimo. Per ragioni di capacità, gli aeroporti di Milano Malpensa e di Roma Fiumicino possono accogliere al giorno soltanto nove rispettivamente quattro persone provenienti dalla Svizzera. Non sono previste limitazioni per altre destinazioni quali Torino, Venezia, Bari, Lamezia Terme, ecc. Nell'autunno 2012 l'Italia ha adottato provvedimenti che consentono alla Svizzera di trasferire ogni giovedì fino a dodici persone a destinazione di Milano Malpensa.</p>  Risposta del Consiglio federale.