<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il passaggio dalla scuola dell'obbligo alla formazione professionale è un passo importante per i giovani. Esso costituisce infatti l'ingresso nel mondo del lavoro e nella società. Negli ultimi anni diversi studi e ricerche hanno dimostrato che sempre più giovani hanno bisogno di assistenza in questa transizione. I motivi sono vari: i giovani con maggiore difficoltà sul piano scolastico devono fare i conti con le crescenti aspettative del mondo del lavoro, le modifiche strutturali dell'economia non tengono conto delle aspirazioni professionali e la multiculturalità è un nuovo banco di prova per le aziende di tirocinio e per i giovani.</p><p>Nel sistema svizzero dell'istruzione la scuola obbligatoria è di competenza cantonale. Per la formazione professionale la competenza è della Confederazione, ma i Cantoni e le organizzazioni del mondo del lavoro svolgono importanti compiti nella collaborazione instauratasi tra le parti interessate e partecipano attivamente allo sviluppo della formazione professionale.</p><p>La Confederazione e i Cantoni hanno individuato già da tempo la problematica di questa transizione e adottato provvedimenti a vari livelli. Per quanto riguarda la scuola dell'obbligo, la Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione ha indicato nel 2004 il problema della transizione come priorità di lavoro, prefiggendosi di elaborare e verificare nei prossimi anni degli standard formativi vincolanti di valenza nazionale per i campi di formazione principali.</p><p>Nella scelta della professione i giovani possono avvalersi oggi di vari ausili. Nel marketing dei posti di tirocinio, per esempio, si è dimostrato valido il servizio di collocamento e di assistenza individuale ("mentoring"): i giovani che non hanno un posto di tirocinio vengono assistiti da vicino, ricevono una consulenza competente e traggono vantaggio dai contatti degli uffici cantonali preposti alla formazione professionale. Vi sono varie possibilità propedeutiche a un tirocinio o destinate a colmare un periodo di attesa: attività scolastiche come il 10° anno di scuola, iniziative private quali soggiorni per l'apprendimento della lingua o periodi di stage, o anche offerte temporanee ad orientamento professionale e semestri di motivazione basati sull'andamento del mercato del lavoro. È meglio che le attività di preparazione alla scelta professionale siano di competenza cantonale. I Cantoni conoscono meglio di tutti le esigenze locali e possono curare i contatti con le aziende. Un programma di provvedimenti di portata nazionale non saprebbe tenere conto delle particolarità regionali del mercato dei posti di tirocinio. I Cantoni sono inoltre meglio di tutti in grado di valutare quali aspetti della collaborazione tra i centri di consulenza professionale e gli uffici regionali di collocamento vadano ottimizzati.</p><p>La nuova legge sulla formazione professionale (LFPr ), entrata in vigore all'inizio del 2004, ha creato i presupposti per aiutare i giovani nella transizione dalla scuola dell'obbligo alla formazione professionale. Il nuovo testo della legge ha inglobato le esperienze acquisite con il primo e il secondo decreto sui posti di tirocinio. Molti progetti hanno affrontato il problema della transizione; i problemi e le esigenze dei giovani con difficoltà scolastiche o di origine straniera hanno ricevuto particolare attenzione. Anche la parità fra donna e uomo è stato un tema fondamentale.</p><p>La nuova LFPr contempla per la prima volta una disposizione concernente il passaggio alla formazione professionale. L'articolo 12 LFPr prevede che i Cantoni adottino provvedimenti per preparare alla formazione professionale di base le persone che denotano lacune nella loro formazione alla fine della scuola dell'obbligo. La Confederazione sostiene finanziariamente i Cantoni in questa loro funzione, purché i provvedimenti siano in stretta relazione con l'attività professionale. Inoltre la Confederazione dispone di fondi da destinare a studi, progetti pilota e valutazioni per espandere l'offerta di attività intermedie.</p><p>La LFPr inoltre istituisce la formazione professionale di base su due anni con conseguimento del certificato federale di formazione pratica, rivolta in particolare a chi ha difficoltà sul piano scolastico. Anche per queste persone è, così, possibile ottenere un titolo riconosciuto a livello federale. Questo tipo di formazione permette anche di avvalersi di un'assistenza specialistica individuale.</p><p>Per quanto riguarda il riconoscimento di qualifiche acquisite in maniera non tradizionale, la nuova legge sulla formazione professionale contiene un'importante novità. La LFPr compie una distinzione esplicita tra le disposizioni relative all'acquisizione di qualifiche in cicli di formazione del livello di base e quello terziario e quelle relative all'attestazione di tali qualifiche mediante il riconoscimento di prestazioni di formazione già compiute, di esami superati e certificati già ottenuti (certificato federale, attestato federale di capacità, diplomi e titoli specialistici). Non è possibile disporre il riconoscimento generalizzato della lingua madre come qualifica professionale: ciò dipende infatti dai requisiti fissati dal ramo professionale in questione.</p><p>Non sarebbe corretto pretendere che la formazione professionale colmi tutte le lacune dei livelli di istruzione precedenti. Anche per i problemi di carattere sociale bisogna cercare soluzioni adeguate. È comunque vero che la formazione professionale è un ottimo strumento per l'integrazione dei giovani nel mondo del lavoro e nella società. In questo contesto la Confederazione continuerà a collaborare con i Cantoni e con le organizzazioni del mondo del lavoro per sfruttare appieno le possibilità offerte dalla LFPr, ottimizzare continuamente le offerte esistenti e cercare sempre nuove soluzioni.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.