<h2>SubmittedText<h2><p>L’Ufficio federale dell’energia (UFE) sta attualmente elaborando una strategia per l’idrogeno da sottoporre all’attenzione del Consiglio federale. Questa dovrebbe essere pronta entro fine 2024. Uno dei punti più importanti della strategia sarà la risposta alla domanda su come e dove la Svizzera potrà accedere all’infrastruttura europea dell’idrogeno. Come si evince dal rapporto del Consiglio federale del 15.11.2023 in adempimento del postulato 20.4709 Candinas, tale accesso deve essere garantito esclusivamente mediante l’attuale gasdotto di transito dalla Francia e dalla Germania attraverso la Svizzera all’Italia.</p><p>&nbsp;</p><p>Nella regione del Lago di Costanza, l’infrastruttura europea dell’idrogeno dovrebbe raggiungere Lindau entro il 2023, portando così l’idrogeno verde in tale area. Nella Valle del Reno sono presenti condotte per il trasporto del metano su entrambe le sponde del Reno. L’oleodotto sul lato svizzero è un tratto dell’«Oleodotto del Reno» non più necessario. Tra il Lago di Costanza e Coira esiste dunque una doppia infrastruttura ad alta pressione per il metano. Ci sarebbe quindi la possibilità di convertire un tratto di quest’infrastruttura al trasporto dell’idrogeno, così da poter rifornire la Valle del Reno, la Svizzera orientale e, in caso di guasto dell’attuale gasdotto di transito, altre zone della Svizzera.&nbsp;</p><p>&nbsp;</p><p>Un altro tratto del precedente oleodotto, che da Verderio in Italia attraversa il Passo dello Spluga fino a Thusis, è al momento inutilizzato. Si potrebbe esaminare la possibilità di convertire questa condotta in un gasdotto per l’idrogeno.</p><p>&nbsp;</p><p>Alla luce di tali fatti, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><ol><li>È disposto, nell’ambito della sua strategia per l’idrogeno, a valutare in modo approfondito un eventuale collegamento della Svizzera orientale all’infrastruttura europea dell’idrogeno nell’area di Lindau (D)?</li><li>È disposto a verificare un’eventuale conversione del metanodotto situato sul lato svizzero nella Valle del Reno e dell’oleodotto tra Verderio (I) e Thusis, non più necessario, o a sostenere tale verifica?&nbsp;</li><li>Concorda che sia auspicabile per la Svizzera un accesso ridondante all’infrastruttura europea dell’idrogeno?</li></ol><h2>FederalCouncilResponseText<h2><div><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">1. In collaborazione con il settore del gas, l’Ufficio federale dell’energia (UFE) esamina la futura pianificazione della rete per l’idrogeno. Un raccordo alla prevista rete europea è possibile in diversi punti di attraversamento della frontiera, anche nella regione del Lago di Costanza. Il ruolo della Confederazione è quello di concludere corrispondenti dichiarazioni d’intenti con i Paesi vicini e di stabilire le condizioni quadro per consentire lo sviluppo del mercato dell’idrogeno in Svizzera. L’approvvigionamento di idrogeno o la costruzione e l’esercizio della relativa infrastruttura spettano tuttavia ai futuri fornitori. </span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial; -aw-import:ignore">&#xa0;</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">2. Il Consiglio federale non è a conoscenza di alcun progetto specifico per la conversione del metanodotto della Valle del Reno o dell’oleodotto tra Verderio (I) e Thusis. Il metanodotto della Valle del Reno, gestito dalla Erdgas Ostschweiz AG, potrebbe trasportare già oggi una quantità limitata di idrogeno, dato che una percentuale di idrogeno può essere aggiunta al gas naturale. L’utilizzo esclusivo del metanodotto per il trasporto dell’idrogeno non sarebbe invece possibile in base all’attuale autorizzazione di esercizio. Tale utilizzo dovrebbe quindi essere oggetto di domanda di autorizzazione da parte del gestore all’UFE. Per quanto concerne l’oleodotto, va notato che il gestore ha avviato una procedura in vista di uno smantellamento definitivo. Nell’ambito di tale procedura, l’UFE valuterà se e in quali circostanze l’oleodotto possa essere riutilizzato e, se necessario, emetterà le disposizioni necessarie. Per quanto riguarda un utilizzo alternativo dell’oleodotto, dal punto di vista giuridico esiste in linea di principio la possibilità che il futuro gestore rilevi l’infrastruttura e avvii una procedura di autorizzazione per il suo progetto. In tale contesto devono essere valutati più approfonditamente i requisiti giuridici e tecnici per un utilizzo alternativo da parte del futuro gestore. L’UFE è disposto a esaminare progetti concreti per un possibile utilizzo alternativo e a fornire assistenza alle parti interessate in caso di domande.</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial; -aw-import:ignore">&#xa0;</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">3. A lungo termine la Svizzera dipenderà dalle importazioni di idrogeno. Il Consiglio federale condivide il parere secondo il quale sia vantaggioso diversificare i canali di importazione per garantire un approvvigionamento energetico sufficiente. Il modo più economico per trasportare grandi quantità di idrogeno è mediante condotte, ma esiste anche la possibilità di trasportare l’idrogeno su strada, su rotaia o via acqua e sotto forma di derivati come il metanolo o l’ammoniaca.</span></p></div>