<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di trasmettere al Parlamento un testo che preveda modifiche della legge federale concernente l'imposta sul valore aggiunto, in modo da creare un'aliquota IVA unica che dovrebbe aggirarsi attorno a un valore compreso fra il 6 e il 6,5 per cento.</p><p>Le esclusioni dall'imposta (art. 21 LIVA) dovrebbero essere mantenute solamente qualora l'onere amministrativo sia sproporzionato al gettito (produzione di materie prime), la stima della base imponibile sia tecnicamente difficoltosa (settori della finanza e delle assicurazioni), occorra evitare una situazione di doppia imposizione (lotteria e giochi d'azzardo) per ragioni legate alla sistematica fiscale (settore immobiliare, collettività pubblica) e alla competitività (servizi in ambito dell'istruzione).</p><p>I seguenti servizi devono essere esentati completamente dall'imposta (art. 23 LIVA):</p><p>1. acqua trasportata in condotte;</p><p>2. alimenti;</p><p>3. medicinali.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale considera tutt'ora giustificata e importante una semplificazione dell'imposta sul valore aggiunto. Con il messaggio del 25 giugno 2008 (08.053) e il messaggio aggiuntivo del 23 giugno 2010 esso aveva proposto alle Camere una semplificazione radicale dell'imposta sul valore aggiunto. Tale parte B della riforma dell'imposta sul valore aggiunto prevedeva, da un canto, un'aliquota d'imposta unica e, d'altro canto, la soppressione di numerose esclusioni dall'imposta. Nel suo rapporto del 13 dicembre 2013 sui costi della regolamentazione il Consiglio federale ha ribadito che una semplificazione radicale del sistema dell'imposta sul valore aggiunto può fornire un notevole contributo alla riduzione dei costi della regolamentazione.</p><p>La mozione va nella direzione proposta dal Consiglio federale. Anch'essa si prefigge di riunire le tre aliquote attuali in una sola aliquota. Oltre a questa aliquota unica sussisterebbe un'aliquota zero, prevista dalla legislazione in vigore per l'esportazione e il commercio di monete d'oro e di oro fino e che secondo la mozione dovrebbe essere applicata anche a diverse prestazioni sul territorio svizzero. La normativa proposta semplificherete notevolmente il sistema dell'imposta sul valore aggiunto e determinerebbe una riduzione significativa dei costi amministrativi dei contribuenti e dell'Amministrazione federale delle contribuzioni. Essa non convince tuttavia in tutti i suoi aspetti.</p><p>L'esenzione fiscale della fornitura di prodotti alimentari, di acqua trasportata in condotte e di medicinali determinerebbe per la prima volta un'esenzione reale dall'imposta sul valore aggiunto di beni e prestazioni di servizi sul territorio svizzero aventi il carattere di consumo e che tecnicamente possono essere tassati. Le esenzioni fiscali riducono la base di calcolo dell'imposta, rendendo necessaria un'aliquota unica più elevata. Inoltre, bisognerebbe quindi prevedere che vengano domandate altre esenzioni fiscali.</p><p>Un'aliquota unica compresa tra il 6 e il 6,5 per cento sarebbe tutt'altro che neutrale sotto il profilo del gettito, a causa soprattutto dell'esenzione dall'imposta contemplata per i prodotti alimentari e i medicinali. La parte B del progetto di riforma dell'imposta sul valore aggiunto (08.053) prevede un'aliquota unica per l'imposizione dei prodotti alimentari e dei medicinali fornendo pertanto il maggior contributo a un'aliquota unica bassa e neutrale sotto il profilo del gettito. Dato che la presente mozione non potrebbe essere attuata prima della fine del finanziamento complementare dell'AI, le sue ripercussioni finanziarie sono calcolate rispetto alle aliquote d'imposta che saranno applicate nel 2018 (aliquota normale del 7,7 per cento, aliquota ridotta del 2,5 per cento, nessuna aliquota speciale, dato che quest'ultima dalla fine del 2017 non sarà più in vigore). Inoltre si presume che i medicinali prescritti dal medico saranno imposti all'aliquota unica in quanto parte della cura medica. Dai primi calcoli approssimativi l'aliquota unica neutrale sotto il profilo del gettito ammonterebbe al 7,4 per cento circa. Nel caso di un'aliquota unica del 6,5 per cento risulterebbero minori entrate annue dell'ordine di 2,7 miliardi di franchi. Un'aliquota unica del 6 per cento provocherebbe addirittura minori entrate per oltre 4 miliardi di franchi. Le finanze della Confederazione non permettono un calo così massiccio delle entrate.</p><p>Anche se l'aliquota unica e la soppressione delle esclusioni dall'imposta permangono obiettivi importanti, il Consiglio federale propone di respingere la mozione nella sua forma attuale. Nell'ipotesi che il Consiglio nazionale dovesse accoglierla, il Consiglio federale presenterebbe al Consiglio degli Stati una proposta di modifica ai sensi dell'articolo 121 capoverso 3 lettera b LParl.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.