<h2>SubmittedText<h2><p>Nel corso dell'estate, il ministro di giustizia Evelyne Widmer-Schlumpf ha individuato due punti a suo dire problematici della procedura d'asilo: in primo luogo, le migliorie strutturali in seguito alla fusione dell'Ufficio federale dell'immigrazione, dell'integrazione e dell'emigrazione con l'Ufficio federale dei rifugiati sarebbero state avviate tardi e non completate. In secondo luogo, la centralizzazione delle procedure d'asilo sarebbe stata forzata troppo. Alla luce di tali fatti e del numero estremamente elevato di pendenze in prima istanza (fine agosto 2009: 13 211), considerando anche la grande preoccupazione dei cantoni, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. In che misura il futuro direttore dell'Ufficio federale della migrazione (UFM) sarà coinvolto nella riorganizzazione?</p><p>2. A che punto sono il reclutamento del nuovo direttore dell'ufficio e il processo di riorganizzazione?</p><p>3. La centralizzazione della procedura d'asilo è opera dell'ex ministro di giustizia Christoph Blocher. Non è un tentativo di tornare sui propri passi?</p><p>4. Quali misure sono in programma o già avviate, e qual è lo scadenzario per la riorganizzazione?</p><p>5. Quali sono le principali finalità della politica d'asilo svizzera a cui s'ispira la riorganizzazione?</p><p>6. Quali misure sono state adottate per evadere rapidamente le pendenze?</p><p>7. Stando a dichiarazioni del DFGP, s'intende abolire le procedure di non entrata nel merito, sostituendole con procedure materiali. Cosa si spera di ottenere in tal modo?</p><p>8. Quali sono i tempi stimati di tali procedure dinanzi al Tribunale amministrativo federale?</p><p>9. Sono previste altre modifiche della legge?</p><p>10. Quali? Entro quando saranno sottoposte al Parlamento?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2./4. Il capo del DFGP ha incaricato l'UFM di illustrare i complessi processi lavorativi dell'ufficio, di individuare il potenziale di ottimizzazione nella gestione delle procedure e di definire indicatori di misura e di controllo. Tale verifica mira a individuare interfacce critiche e doppioni nell'UFM, nonché a migliorare i processi. L'analisi e l'ottimizzazione si concentrano sui principali ambiti di attività dell'ufficio, ossia la procedura d'asilo, l'entrata e l'ammissione, la gestione dei soggiorni, le naturalizzazioni e i rimpatri. In tal modo s'intende liberare risorse che potranno poi essere impiegate per meglio fronteggiare le sfide attuali e future nel settore della migrazione.</p><p>Il rilevamento dei processi ordinari è in corso e dovrebbe essere concluso entro metà dicembre 2009. Nei prossimi mesi l'UFM concretizzerà inoltre diverse possibilità di miglioramento che sono già state individuate in determinati settori d'attività dell'ufficio.</p><p>I lavori sono diretti da Jörg Gasser, direttore ad interim dell'UFM. Il 28 ottobre 2009 il Consiglio federale ha nominato il nuovo direttore dell'ufficio, che è coinvolto adeguatamente nell'analisi e nell'ottimizzazione dei processi. </p><p>3. Per garantire una procedura accelerata in tutti i possibili casi che vi si prestano, l'UFM applica già in una prima fase una tale procedura nei centri di registrazione e procedura (CRP). Dato che i CRP sono in grado di alloggiare soltanto un numero limitato di richiedenti l'asilo e che la durata del soggiorno stabilita dalla legge è di 60 giorni al massimo, la procedura accelerata non è sempre applicabile, soprattutto nei periodi di forte affluenza di nuovi richiedenti. Per questo motivo, gran parte dei posti di lavoro approvati nel settore della procedura d'asilo è stata attribuita alle sedi esterne dell'UFM. </p><p>Dall'introduzione della revisione della legge sull'asilo, il 1° gennaio 2008, tutte le audizioni sui motivi d'asilo sono svolte dalla Confederazione. In linea di principio, tale centralizzazione ha dato buoni risultati. Per aumentare la flessibilità in caso di fluttuazione delle domande, l'UFM sta tuttavia vagliando, unitamente ai cantoni, la possibilità di reintrodurre un sostegno da parte dei cantoni nell'espletamento delle audizioni sui motivi d'asilo.</p><p>5. Lo scopo precipuo della politica svizzera in materia d'asilo è di proteggere le persone effettivamente perseguitate. A tal fine occorre il massimo rigore per individuare e combattere gli abusi. Le pertinenti misure devono essere consone ai principi fondamentali dell'amministrazione pubblica, ovvero conformi alla legge, efficaci, economiche e proporzionate. Sotto il profilo operativo, lo scopo è di applicare misure adeguate tese a garantire l'efficienza, l'efficacia e la qualità delle procedure. Tali principi sono parimenti alla base dell'attuale esame dei processi e delle strutture nell'UFM, nonché di un'eventuale riorganizzazione.</p><p>6. Visto il crescente numero di domande d'asilo, già dalla metà del 2008 l'UFM ha adottato misure tese a contrastare l'accumularsi delle pendenze e ad accrescere il numero di dossier evasi in prima istanza. Tra le misure adottate figurano in particolare il trattamento prioritario delle domande provenienti da Paesi con un basso tasso di riconoscimento e con un elevato numero di decisioni di allontanamento, l'unificazione, se possibile, delle audizioni sulla persona e di quelle sui motivi d'asilo, il reclutamento di ausiliari esterni, il ricorso a ore supplementari e la redistribuzione interna di risorse per far fronte alle domande d'asilo. Il Consiglio federale e il capo del DFGP hanno inoltre preso diverse decisioni in materia di risorse umane per permettere di trattare più domande d'asilo in prima istanza: approvazione di mezzi finanziari supplementari per accrescere il numero di audizioni sui motivi d'asilo, approvazione di 20 posti supplementari - limitati in un primo tempo alla fine del 2011 - per il 1° gennaio 2009 (decreto del Consiglio federale del 26 novembre 2008) e trasformazione di circa 20 posti del pool preposto alle audizioni in posti di lavoro fissi - limitati in un primo tempo alla fine del 2011 - a decorrere dalla metà del 2009. Tutte queste misure, unitamente a un forte impegno e a una considerevole disponibilità da parte dei collaboratori, hanno consentito di aumentare di oltre il 63 per cento il numero di domande d'asilo evase in prima istanza durante i primi otto mesi dell'anno in corso rispetto al medesimo periodo del 2008. Le decisioni di prima istanza pendenti hanno dunque potuto essere ridotte dell'8,8 per cento (ossia di 1261 unità) tra fine aprile 2009, quando è stato registrato il livello più elevato (14 382), e fine settembre 2009 (13 121).</p><p>7.-10. Nella sua seduta del 19 dicembre 2008 il Consiglio federale ha preso atto dell'avamprogetto di modifica della legge sull'asilo (LAsi; RS 142.31) e della legge federale sugli stranieri (LStr; RS 142.20), per poi avviare la pertinente procedura di consultazione, svoltasi dal 15 gennaio al 15 aprile 2009. Al momento il Consiglio federale non intende pertanto esprimersi in merito al contenuto di tale progetto. </p><p>In sede di consultazione, diversi partecipanti si sono espressi sull'attuale sistematica dei motivi di non entrata nel merito, proponendo di sostituire la procedura di non entrata nel merito con una procedura materiale accelerata sancita nella LAsi. Il capo del DFGP ha pertanto deciso di istituire un gruppo peritale incaricandolo di vagliare l'impatto giuridico e pratico sulla Confederazione e sui cantoni dell'eventuale introduzione di una procedura materiale accelerata in sostituzione dell'attuale procedura di non entrata nel merito (art. 32-35a LAsi).</p><p>Il Consiglio federale si pronuncerà in merito ai contenuti dei lavori della commissione peritale istituita dal DFGP solo dopo aver preso atto dei risultati. Il gruppo peritale ha terminato i lavori alla fine di ottobre 2009. Il disegno di modifica della LAsi e della LStr sarà licenziato dal Consiglio federale all'inizio dell'anno prossimo.</p>  Risposta del Consiglio federale.