<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di completare la legge federalesull'imposizione degli oli minerali in modo che i carburanti provenienti da materie prime rinnovabili (agrocarburanti) non possano beneficiare di una riduzione dell'imposta sugli oli minerali qualora esercitino una "concorrenza" diretta o indiretta nei confronti della produzione di derrate alimentari.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Da studi di diversi istituti di ricerca (soprattutto l'istituto di ricerca sull'alimentazione e la politica agricola, FAPRI, nonché l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, OCSE-FAO) emerge che l'aumento dei prezzi delle derrate alimentari dipende da diverse cause, ovvero dalla maggiore richiesta dovuta a fattori demografici e dall'aumento del potere d'acquisto nei Paesi in via di sviluppo più avanzati e dunque dalle nuove abitudini di consumo. A ciò si sono aggiunti, negli ultimi mesi, fattori straordinari, quali siccità o catastrofi naturali in importanti zone di produzione dell'Australia e dell'Asia nonché speculazioni nell'ambito del mercato agricolo mondiale. Il suddetto aumento è stato influenzato, infine, anche dal rincaro dei prezzi degli agenti energetici fossili e dalla richiesta di carburanti provenienti da materie prime rinnovabili. </p><p>I carburanti provenienti da materie prime rinnovabili sono dunque solo in parte responsabili dell'aumento dei prezzi dei generi alimentari. Il Consiglio federale è consapevole del fatto che l'incentivazione di questi carburanti richiede cautela e differenziazione. Il comportamento della Svizzera nei confronti dei carburanti biogeni è restrittivo. Con la modifica della legge sull'imposizione degli oli minerali, entrata in vigore il 1° luglio 2008, il nostro Paese è il primo al mondo a introdurre criteri ecologici e sociali vincolanti per l'incentivazione dei carburanti biogeni. I criteri per l'esenzione fiscale sono disciplinati dall'ordinanza del 20 novembre 1996 sull'imposizione degli oli minerali (OIOm; RS 641.611), modificata in tal senso dal Consiglio federale in data 30 gennaio 2008.</p><p>La coltivazione o produzione di cereali, soia o olio di palma risultano particolarmente critiche dal punto di vista ambientale e della "concorrenza" nei confronti delle derrate alimentari. Occorre partire dal presupposto che per i carburanti ottenuti da queste materie prime non è prevista alcuna agevolazione fiscale (art. 19b cpv. 3 OIOm). Al fine di evitare ripercussioni negative per l'ambiente e la situazione economica e sociale (in particolare per quanto riguarda i generi alimentari), la Svizzera si è consapevolmente opposta all'obbligo di miscelare carburanti provenienti da materie prime rinnovabili a carburanti fossili. In questo modo, il Consiglio federale ribadisce la priorità della produzione di derrate alimentari rispetto alla produzione di carburante. </p><p>Il presupposto per il miglioramento della problematica legata alle derrate alimentari è, tra l'altro, un clima più stabile, che comporta minori perdite di raccolti dovute a condizioni meteorologiche estreme. Dal punto di vista della politica climatica si impone con urgenza una riduzione delle emissioni di CO nel traffico. A causa delle emissioni limitate di CO durante l'intero ciclo di vita dei carburanti biogeni, alcuni di questi ultimi presentano un determinato potenziale di riduzione delle emissioni di CO nel traffico. Escludendo dall'esenzione fiscale tutti gli agrocarburanti che sono in "concorrenza" con la produzione di derrate alimentari, l'obiettivo in materia di politica climatica, perseguito con la modifica della legge, non potrebbe più essere raggiunto, in quanto il criterio di incentivazione sarebbe adempiuto solo da rifiuti e da residui della produzione di prodotti agricoli e forestali. I carburanti provenienti da queste materie prime sono disponibili sul mercato solo in quantità limitate.</p><p>Il Consiglio federale ritiene che attualmente i criteri esistenti relativi all'esenzione fiscale di carburanti biogeni siano sufficienti e conformi al principio secondo cui la produzione di carburanti provenienti da materie prime rinnovabili non deve essere in contrasto con il diritto all'alimentazione e all'acqua né con altri diritti umani. Quando saranno state raccolte sufficienti esperienze con il regolamento vigente, il governo effettuerà una valutazione delle condizioni quadro.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.