<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Ad domande 1 e 2</p><p></p><p>Nella risposta, del 14 gennaio 1998, all'interrogazione ordinaria urgente Bezzola 97.1172 (Conseguenze dell'Accordo di Schengen sul turismo svizzero), il Consiglio federale si è pronunciato in dettaglio circa le possibilità, per quanto attiene alla politica in materia di visto, di migliorare le condizioni quadro per il turismo. Esso affermava che soltanto l'integrazione della Svizzera nella politica e nella prassi europee in materia di visto consentirebbe di ovviare agli inconvenienti che gravano sul turismo svizzero. Il Consiglio federale ha inoltre approvato, il 14 gennaio 1998, la riveduta ordinanza concernente l'entrata e la notificazione degli stranieri. L'articolo 4 capoverso 3 dell'ordinanza prevede misure atte a migliorare le condizioni quadro per il turismo. Gli uffici interessati esaminano insieme a rappresentanti dell'industria turistica proposte di soluzione appropriate. </p><p></p><p>Ad domanda 3</p><p></p><p>Nel designare gli Stati i cui attinenti devono essere in possesso di un visto per varcare il confine, sono determinanti, in primo luogo, i rischi concernenti la sicurezza e la migrazione clandestina. Ciò vale per la Svizzera come per gli Stati membri dell'UE. Gli attinenti di pressoché tutti gli Stati dell'Asia sudorientale, fra cui la Tailandia, necessitano di un visto per l'entrata negli Stati di Schengen, rispettivamente dell'UE. Adottando una politica e una prassi liberali in materia di visto, la Svizzera rischierebbe di trasformarsi in un punto di convergenza della migrazione clandestina, del crimine organizzato e del terrorismo. Ora, si tratta di evitare tale rischio. Il Consiglio federale non considera quindi opportuno, per il momento, scostarsi nettamente dalla politica degli Stati di Schengen, rispettivamente dell'UE, abrogando l'obbligo del visto con tali Stati. Ciò potrebbe rivelarsi pregiudizievole soprattutto nelle relazioni con i Paesi limitrofi. Il Consiglio federale rinuncia dunque, per il momento, ad intraprendere trattative sulla revoca generale dell'obbligo del visto con la Tailandia o con altri Stati che figurano sulle liste negative degli Stati membri di Schengen o dell'UE. Quanto alla relazione Svizzera  Schengen in generale, si veda la risposta del Consiglio federale, del 25 febbraio 1998, all'interpellanza Nabholz (97.3676).</p>  Risposta del Consiglio federale.