<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Ad domanda 1</p><p>Il Consiglio federale è al corrente della difficile situazione in cui si trova l'Afghanistan. In alcune regioni del Paese la situazione relativa alla sicurezza permane precaria. In vaste regioni si sono tuttavia registrati dei progressi e la situazione relativa alla sicurezza è migliorata: non si può quindi parlare di una situazione di violenza generalizzata in tutto lo Stato.</p><p>Lo stesso presidente Hamid Karzai considera la questione della sicurezza come uno dei problemi per ora più difficili da risolvere e prioritari in vista della ricostruzione del Paese. L'ISAF (International Security Assistance Force) assiste il governo nei suoi sforzi tesi al miglioramento della situazione relativa alla sicurezza in Afghanistan. Nel Paese restano tuttavia presenti forze che tentano di vanificare il processo di stabilizzazione in atto: in alcune regioni si è giunti ad azioni violente. Questi conflitti restano però limitati sul piano regionale e non hanno comportato un aumento della violenza a livello nazionale. Un anno dopo la Conferenza di Tokio sulla ricostruzione si registrano tangibili progressi, in particolare negli ambiti civili (ad es. amministrazione, educazione, situazione delle donne).</p><p>L'Ufficio federale dei rifugiati (UFR) analizza costantemente la situazione, in particolare per quanto riguarda la situazione relativa alla sicurezza nelle varie regioni del Paese o le possibili conseguenze sull'Afghanistan derivanti dal conflitto in Iraq. In caso di conseguenze negative del conflitto in Iraq sulla situazione in Afghanistan o di un'estensione dei conflitti regionali, l'UFR reagirà tempestivamente e in modo adeguato.</p><p>Ad domanda 2</p><p>Con la revoca nel settembre 2002 della moratoria relativa alle decisioni sull'asilo, l'UFR ha deciso di tornare a un esame caso per caso delle domande presentate da cittadini afgani. L'UFR ha agito in accordo con l'UNHCR. Ogni singola domanda d'asilo presentata da cittadini afgani verrà esaminata individualmente. Sarà accordato l'asilo in Svizzera come in precedenza alle persone che, in caso di ritorno in patria, hanno fondati motivi di temere persecuzioni. Se la domanda d'asilo viene respinta si esamina a titolo individuale se il rimpatrio è ammissibile, esigibile e possibile. Ciò avviene conformemente a una lunga prassi dell'UFR, come per tutti i Paesi d'origine dei richiedenti l'asilo, in modo differenziato e decidendo caso per caso. Si tiene conto in tal senso della situazione relativa alla sicurezza nelle diverse regioni e della situazione individuale (come l'esistenza di una rete di relazioni sociali, la salute, l'attitudine a reintegrarsi).</p><p>Le persone ammesse provvisoriamente possono per il momento restare in Svizzera. Il loro soggiorno ulteriore sarà valutato in un secondo tempo. Per i casi in cui l'asilo è già stato accordato, un riesame delle relative situazioni sarà preso in considerazione soltanto dopo che la situazione in Afghanistan si sarà stabilizzata.</p><p>Fino a oggi più di 1,8 milioni di rifugiati hanno fatto ritorno in Afghanistan dagli Stati confinanti. Nulla si oppone dunque in linea di principio a un ritorno di cittadini afgani respinti definitivamente da Paesi di accoglienza occidentali. L'UNHCR condivide questo avviso. I Paesi occidentali più importanti che accolgono richiedenti l'asilo afgani seguono del resto la stessa prassi della Svizzera.</p><p>Ad domanda 3</p><p>Come rilevato in precedenza, l'esame della ragionevolezza del ritorno in Afghanistan avviene caso per caso. L'UFR caldeggia in particolare il ritorno volontario. A coloro che decidono volontariamente di ritornare definitivamente in Afghanistan viene accordato un aiuto di fr. 2'000.- per gli adulti e di fr. 500.- per i bambini. Inoltre, in collaborazione con l'Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM), vengono organizzati viaggi sino in Afghanistan e l'accompagnamento via Stati terzi.</p><p>L'esecuzione forzata di allontanamenti verso l'Afghanistan non viene per il momento predisposta, fatta eccezione per i casi di richiedenti che hanno commesso reati e la cui domanda è stata definitivamente respinta.</p><p>I rischi legati alla sicurezza a cui fanno riferimento le indicazioni di viaggio del DFAE concernono principalmente i viaggiatori in partenza dalla Svizzera nonché la popolazione locale. Tuttavia, se le indicazioni di viaggio informano i viaggiatori nell'ottica di una misura precauzionale generale, l'esigibilità del ritorno di cittadini afgani viene valutata caso per caso.</p><p>Dalla revoca della moratoria sono state pronunciate 373 decisioni in merito a domande d'asilo presentate da cittadini afgani. A 30 persone è stato concesso l'asilo. 26 persone sono state accolte provvisoriamente. 317 persone sono state allontanate, poiché in tali casi il ritorno è stato ritenuto ragionevolmente esigibile.</p>  Risposta del Consiglio federale.