<h2>SubmittedText<h2><p>Come reso noto dai media, alcuni rappresentanti del dipartimento di architettura del Politecnico federale di Zurigo (PFZ) criticano gli standard edilizi Minergie/Minergie-P sviluppati con successo dal 1996 in collaborazione con i cantoni e con le scuole universitarie professionali. Il loro orientamento appare come un cambio di paradigma da Minergie-P verso un'architettura a emissioni zero ("towards zero-emissions architecture"). Questo cambiamento comporta però enormi perdite di energia rispetto all'attuale stato della tecnica. A tutt'oggi, le questioni al riguardo rimangono senza una valida risposta. Paragonato all'odierno stato della tecnica edilizia costituito dallo standard Minergie-P/casa passiva o "edifici a energia positiva" (PEB, dal tedesco "Plus-Energie-Bauten"), con un consumo complessivo di energia di 25-45 chilowattora per metro quadrato all'anno (indice energetico IE) per le nuove costruzioni e i risanamenti di edifici, il consumo energetico degli immobili del PFZ pari a 233 chilowattora per metro quadrato all'anno (rapporto annuale 2009 del PFZ, p. 47) è di ben cinque a nove volte più elevato.</p><p>Le misure adottate dal settore per migliorare l'efficienza energetica hanno successo: benché negli ultimi anni lo spazio abitativo per persona sia aumentato, il fabbisogno energetico per il riscaldamento dei locali non è cresciuto in maniera proporzionale - grazie all'utilizzo razionale dell'energia.</p><p>In questo contesto chiedo al Consiglio federale:</p><p>1. Quanta energia è necessaria per gli "edifici-paradigma" previsti dal PFZ rispetto all'attuale stato della tecnica di:</p><p>a. costruzioni Minergie-P/casa passiva con un consumo complessivo di energia di 25-32 chilowattora per metro quadrato all'anno?</p><p>b. edifici PEB che vendono alla rete pubblica più energia solare di quanta ne consumino in media annualmente per il riscaldamento e l'acqua calda, inclusa la corrente totale per l'uso domestico e l'esercizio?</p><p>2. Quale sarebbe il risultato complessivo della realizzazione a livello nazionale di "edifici-paradigma" come quelli previsti dal PFZ, rispetto alla realizzazione su tutto il territorio nazionale di edifici Minergie-P/casa passiva e PEB?</p><p>3. Il Consiglio federale è a conoscenza del fatto che gli edifici Minergie-P, premiati sia nel 2009 che nel 2010 con il Premio solare svizzero ed europeo, corrispondono all'attuale stato della tecnica, offrono il massimo comfort e con i loro 30-40 chilowattora per metro quadrato all'anno consumano da sei a otto volte meno energia dei previsti edifici del PFZ, il cui consumo è stimato a 233 chilowattora per metro quadrato all'anno?</p><p>4. A quanto ammontano complessivamente le spese annuali del dipartimento di architettura del PFZ? Quali di esse sono destinate annualmente ai rappresentanti del PFZ che propugnano questo cambio di paradigma?</p><p>5. Il Consiglio federale condivide l'opinione del PFZ secondo cui questo cambio di paradigma è promettente e sostenibile?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. Gli standard Minergie, Minergie-P e PEB (dal tedesco "Plus-Energie-Bauten", edifici a energia positiva) sono finalizzati a ridurre in misura significativa il consumo energetico; nel perseguire quest'obiettivo, tuttavia, tengono conto solo indirettamente delle emissioni di CO2. Poiché il parco immobiliare svizzero produce attualmente quasi la metà delle emissioni di anidride carbonica del nostro Paese, ai fini della protezione del clima è fondamentale che le istituzioni del settore dei politechnici federali (PF) cerchino un modo per contenerle. Con il piano denominato "Towards Zero-Emissions Architecture" (ossia verso un'architettura a emissioni zero), il dipartimento di architettura del Politecnico federale di Zurigo (PFZ) intende indicare una possibile via da seguire per raggiungere questo obiettivo.</p><p>Gli edifici utilizzati dal settore dei PF sono per la maggior parte di proprietà della Confederazione. Ne consegue che gli obiettivi e i requisiti federali si applicano parimenti alle nuove costruzioni e alle trasformazioni di edifici nel settore dei PF. Con l'accordo del proprietario, singoli edifici possono, a scopo di ricerca, perseguire obiettivi energetici diversi rispetto a quelli fissati per i progetti edilizi ordinari, subordinati a strategie di riduzione del consumo di energia e a prescrizioni cantonali. Il progetto di ricerca HPZ (Hönggerberg Physik Zentralgebäude) realizzato sul campus Science City del PFZ di Hönggerberg ne è un esempio: stando ai piani, dopo un risanamento integrale il vecchio edificio "HPZ" dovrebbe riuscire a soddisfare lo standard Minergie per le nuove costruzioni che prevede un consumo energetico di 40 chilowattora per metro quadrato all'anno; esso, comunque, non riuscirà a soddisfare gli standard Minergie-P e PEB menzionati nell'interpellanza. In questo progetto pilota si tenta di raggiungere, a scopo di ricerca, un equilibrio ottimale fra il risparmio energetico e l'auspicata, significativa riduzione delle emissioni di CO2. Queste considerazioni possono essere estrapolate e applicate all'insieme del parco immobiliare della Svizzera. Nella sua seduta del 26 aprile 2010, la Commissione delle costruzioni pubbliche del Consiglio nazionale è stata informata sulle strategie energetiche e sugli obiettivi in materia di sostenibilità raggiunti nella gestione del parco immobiliare del settore dei PF.</p><p>3. Il consumo energetico di 233 chilowattora per metro quadrato all'anno menzionato dall'autore dell'interpellanza indica il fabbisogno complessivo di energia elettrica e termica per il 2009 calcolato in base alla superficie di riferimento energetico e comprensivo dell'energia necessaria a tutte le infrastrutture di ricerca e insegnamento. Le infrastrutture di ricerca sono grandi divoratrici di energia, motivo per cui è impossibile paragonare il fabbisogno di energia utile secondo lo standard Minergie con il consumo energetico complessivo del PFZ. Per le nuove costruzioni sono rispettati, o addirittura superati in positivo, i valori di consumo energetico previsti dallo standard Minergie (p. es. chilowattora per metro quadrato all'anno per gli edifici amministrativi e scolastici). Nel limite delle possibilità edili, tecniche ed economiche, lo stesso obiettivo è perseguito con i progetti di trasformazione o risanamento integrale di edifici esistenti, per i quali lo standard Minergie prevede valori finali, per esempio, di 55 chilowattora per metro quadrato all'anno per gli edifici amministrativi e scolastici.</p><p>4. Secondo quanto indicato dal PFZ, nel 2010 il finanziamento di base del dipartimento di architettura (crediti per il personale e per beni e servizi) è ammontato a 37 milioni di franchi. Questi crediti sono utilizzati per finanziare una vasta gamma di attività d'insegnamento e di ricerca. Nel quadro delle ricerche condotte dal dipartimento di architettura è stato sviluppato il citato piano per un'architettura a emissioni zero, che beneficia del sostegno di tutti i professori. Perciò non è opportuno presentare separatamente i mezzi a disposizione dei singoli rappresentanti del dipartimento. L'orientamento dell'attività di ricerca del dipartimento di architettura compete di norma al PFZ, che prende le proprie decisioni nel quadro dell'autonomia concessagli dalla legge sui PF e nei limiti del mandato di prestazioni conferito dal Consiglio federale al settore dei PF.</p><p>5. Nel mandato di prestazioni succitato, il Consiglio federale ha dato esplicitamente al settore dei PF l'incarico di esercitare sia la ricerca fondamentale con spazio sufficiente per approcci di ricerca a rischio e non convenzionali, sia la ricerca applicata e la ricerca tematica al servizio della società. Con il piano denominato "Towards Zero-Emissions Architecture", il PFZ contribuisce ad arricchire il dibattito sull'impostazione di una politica energetica sostenibile.</p>  Risposta del Consiglio federale.