<h2>SubmittedText<h2><p>Negli Stati Uniti è già stata emessa la terza sentenza che stabilisce la cancerogenicità dell'erbicida Roundup. Il prodotto contenente glifosato - utilizzato in grandi quantità in Svizzera - sarebbe tra i principali fattori all'origine del cancro in molte persone. Verdetti di questo tipo non sono tuttavia appannaggio soltanto degli Stati Uniti: anche nel processo condotto all'Aia, nell'ottobre del 2016, dal cosiddetto "Tribunale internazionale Monsanto" contro l'omonima multinazionale sono state sentite numerose vittime provenienti da tutto il mondo in merito a danni alla salute e all'ambiente imputati al Roundup (p. es. cancro, malformazioni, contaminazione del suolo, inquinamento dei fiumi e contaminazione di derrate alimentari).</p><p>Con le due iniziative 18.319 (Bandire l'uso del glifosato in Svizzera) e 18.308 (Glifosato e principio di precauzione), depositate rispettivamente dal Cantone di Ginevra e dal Cantone del Giura, si chiede un divieto di questa sostanza. Nel suo parere in risposta al postulato 18.3524, il Consiglio federale ha affermato di prendere molto seriamente le preoccupazioni riguardanti il glifosato. In risposta alla domanda 19.5000 ha inoltre dichiarato che, qualora dovessero emergere nuovi elementi rilevanti, l'autorità di omologazione può in qualsiasi momento procedere a un riesame di questa sostanza.</p><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Ritiene che dalle sentenze dei tribunali statunitensi emergano sufficienti nuove informazioni la cui rilevanza potrebbe giustificare un tale riesame?</p><p>2. Ritiene che dai divieti previsti e già attuati in diversi Paesi dell'UE si possano desumere sufficienti nuove informazioni a sostegno di un riesame del glifosato?</p><p>3. Vede un parallelismo tra il caso del clorotalonil e quello del glifosato da cui si potrebbero trarre insegnamenti e, in caso affermativo, quali?</p><p>4. Alla domanda 19.5661, il consigliere federale Berset ha risposto che la protezione dei consumatori dalle sostanze cancerogene è fondamentale e che a queste si applica la tolleranza zero. Nel caso del glifosato, che cosa significa esattamente?</p><p>5. Per proteggere gli utilizzatori, la tolleranza zero si applica anche a tali sostanze?</p><p>6. Il Politecnico federale di Zurigo è recentemente giunto alla conclusione che le perdite di rendimento sarebbero minime se nella coltivazione del mais si rinunciasse al glifosato. Il Consiglio federale sottolinea invece sempre che una significativa riduzione dei pesticidi comporterebbe un calo notevole della produttività agricola. Stando ai dati dell'Ufficio federale dell'agricoltura, negli ultimi dieci anni la quantità di glifosato utilizzata in Svizzera è diminuita del 45 per cento. Le perdite di rendimento nell'agricoltura pronosticate dal Consiglio federale si sono confermate?</p><p>7. Se no: per quale motivo?</p><p>8. Il glifosato è stato eliminato senza essere sostituito, oppure è stato sostituito con altri principi attivi, per esempio il glufosinato?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale si è espresso a più riprese sulla pericolosità del glifosato, in particolare nel suo rapporto del 9 maggio 2018 sulle ripercussioni del glifosato in Svizzera in adempimento del postulato della Commissione della scienza, dell'educazione e della cultura del Consiglio nazionale 15.4084, nel quale è giunto alla conclusione che i residui di glifosato nelle derrate alimentari non rappresentano un rischio per la salute dei consumatori.</p><p>1 e 2. Le sentenze dei tribunali statunitensi, dalle quali non sono emersi nuovi riscontri scientifici sui rischi per i consumatori, si riferiscono sostanzialmente all'informazione insufficiente degli utilizzatori sulle necessarie misure di sicurezza sul lavoro. Nemmeno i divieti di prodotti fitosanitari contenenti glifosato annunciati in singoli Stati dell'UE forniscono nuove informazioni. Quando, nel 2022, scadrà nell'UE l'autorizzazione del glifosato, la sostanza sarà sottoposta a una nuova valutazione dei rischi che sarà determinante anche per la pertinente autorizzazione svizzera.</p><p>3. La nuova valutazione dei prodotti di degradazione del prodotto fitosanitario clorotalonil dimostra l'efficacia del vigente sistema svizzero di valutazione dei rischi. È costantemente tenuto conto di nuove valutazioni e di nuovi criteri scientifici. In caso di rischi per la popolazione sono adottate e attuate rapidamente apposite misure di protezione. Come dichiarato dal Consiglio federale nella risposta alla domanda Munz 19.5649, si intende valutare come recepire, mediante una revisione dell'ordinanza sui prodotti fitosanitari, i divieti di principi attivi sanciti dall'UE senza ulteriori valutazioni e attuarli immediatamente in concomitanza con l'UE.</p><p>4 e 5. Le autorità scientifiche dell'UE (l'Agenzia europea per le sostanze chimiche e l'Autorità europea per la sicurezza alimentare) e l'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria hanno classificato il glifosato come non cancerogeno. Non è dunque indicata la tolleranza zero. La salute degli utilizzatori è tutelata da severe condizioni d'uso. A tutela dei consumatori, il diritto delle derrate alimentari stabilisce per i residui di glifosato livelli massimi che non devono essere superati (ordinanza del DFI concernente i livelli massimi per i residui di antiparassitari nei o sui prodotti di origine vegetale e animale; RS 817.021.23). Stando al succitato rapporto del 9 maggio 2018, nei 230 campioni di derrate alimentari analizzati non sono stati riscontrati valori superiori al livello consentito. Questi risultati confermano che i residui di glifosato presenti nelle derrate alimentari sono minimi e non rappresentano alcun rischio per la salute.</p><p>6 e 7. Le perdite di rendimento dovute alla rinuncia a un prodotto fitosanitario dipendono da numerosi fattori, quali la possibilità di utilizzare altri prodotti fitosanitari o metodi alternativi di protezione delle colture, l'efficacia di questi metodi o le esigenze qualitative richieste per la messa in commercio dei prodotti raccolti. Per quanto riguarda il mais, si tratta di una coltura particolarmente adatta alla rimozione meccanica delle erbacce, che presenta esigenze qualitative limitate rispetto alla frutta e alla verdura e per cui esistono numerosi altri erbicidi autorizzati. I risultati dello studio del Politecnico federale di Zurigo sulla rinuncia al glifosato nella coltivazione del mais non sono rappresentativi per tutte le colture. Nella sua ricerca sull'impatto dell'iniziativa per un'acqua potabile pulita, Agroscope ha calcolato perdite medie di rendimento del 20-60 per cento nella campicoltura e nelle colture speciali rispetto all'attuale modello, basato sulle prestazioni ecologiche richieste dai pagamenti diretti. Queste stime si basano sull'analisi della letteratura scientifica disponibile. Le affermazioni sul calo della produttività agricola poggiano quindi su solide basi.</p><p>8. Al Consiglio federale non risulta che vi siano Paesi dell'UE che abbiano effettivamente rinunciato al glifosato. Come nell'UE, l'autorizzazione del glufosinato è stata revocata anche in Svizzera; questa sostanza non potrà dunque essere utilizzata come alternativa.</p>  Risposta del Consiglio federale.