<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di introdurre la gratuità dell'estratto specifico del casellario giudiziale, obbligatorio per i giovani impiegati a titolo volontario da organizzazioni le cui attività implicano un contatto regolare con minorenni o altre persone particolarmente vulnerabili.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il rilascio di un estratto specifico per privati del casellario giudiziale è un servizio offerto dall'Amministrazione federale per cui può essere riscosso un emolumento secondo l'articolo 46a della legge sull'organizzazione del Governo e dell'Amministrazione (LOGA; RS 172.010). Il Consiglio federale ha fissato a 20 franchi l'importo di questo emolumento nell'articolo 30 dell'ordinanza sul casellario giudiziale (RS 331).</p><p>Secondo l'articolo 46a capoverso 4 LOGA, il Consiglio federale può prevedere un'eccezione all'assoggettamento se la prestazione di servizi riveste un interesse pubblico preponderante. Sarebbe il caso, ad esempio, se un emolumento impedisse od ostacolasse attività esistenziali per la società o il singolo. Il volontariato - e in particolare quello svolto dai giovani - costituisce incontestabilmente un contributo prezioso alla vita sociale. È vero che l'onere amministrativo e finanziario correlato alla necessità di procurarsi e presentare un estratto specifico per privati complica leggermente il reclutamento dei volontari. Manca tuttavia un interesse pubblico preponderante che possa giustificare una rinuncia generalizzata alla riscossione di un emolumento nel settore menzionato nella mozione, tanto meno in confronto a situazioni analoghe. Già prima dell'introduzione dell'estratto specifico per privati, i volontari dovevano in parte procurarsi a loro spese un estratto per privati affinché le organizzazioni e i privati potessero controllare se fossero stati oggetto di una condanna penale o di un'interdizione all'esercizio di una professione. Del resto, i costi per un estratto specifico per privati sono di norma fatturati direttamente alla pertinente organizzazione e da essa pagati.</p><p>La gratuità dell'estratto specifico per privati per determinate categorie di volontari equivarrebbe a un aiuto finanziario da parte della Confederazione (cfr. art. 3 cpv. 1 della legge federale sugli aiuti finanziari e le indennità; Legge sui sussidi; LSu; RS 616.1). È tuttavia lecito dubitare che nella fattispecie sarebbe giustificato un aiuto finanziario di questo tipo, legato a diversi presupposti. Un aiuto finanziario secondo la LSu presuppone infatti ad esempio che le attività delle organizzazioni che ricorrono al volontariato rispondano a un interesse della Confederazione, che questi compiti non possano essere adempiuti senza un aiuto finanziario (in questo caso l'esonero dall'emolumento) e che si è già fatto capo agli sforzi autonomi che si possono ragionevolmente pretendere dal beneficiario e alle altre possibilità di finanziamento. In generale, questi presupposti non sembrano essere soddisfatti nella fattispecie. A ciò si aggiungono complesse questioni di delimitazione: occorrerebbe ad esempio distinguere se il lavoro di volontariato è fornito per un'istituzione con o senza scopo di lucro. È tuttavia molto difficile dare una definizione del lavoro di volontariato. Per fissare un limite d'età occorrerebbe inoltre distinguere e schematizzare situazioni complesse, il che implicherebbe difficoltà di ordine pratico.</p><p>Per questi motivi il richiesto esonero dal pagamento dell'emolumento per l'estratto specifico per privati non è giustificato.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.