<h2>SubmittedText<h2><p>Dall'inizio dell'attuazione dell'ulteriore sviluppo dell'esercito ("USEs"), con la conseguente riduzione degli effettivi, sono state espresse preoccupazioni in merito all'apporto di personale. </p><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle domande seguenti, che si riferiscono tutte agli anni 2018, 2019 e 2020, vale a dire al periodo che decorre dall'inizio dell'attuazione dell'USEs: </p><p>1. Per quanto tempo i militari che hanno adempiuto l'obbligo di prestare servizio militare ("militari istruiti") rimangono incorporati nella loro unità originaria (soldati, sottufficiali e ufficiali)?</p><p>2. Qual è attualmente l'effettivo d'incorporazione (per corpo di truppa, in termini assoluti e in % dell'OCTF), specificato per </p><p>a. i militari soggetti all'obbligo di prestare SPT,</p><p>b. i militari istruiti,</p><p>c. i militari non soggetti all'obbligo di prestare SPT?</p><p>3. Negli anni 2018, 2019 e 2020, quanti militari istruiti erano incorporati (per singolo corpo di truppa, in termini assoluti e in % dell'OCTF)? </p><p>4. Quante domande di differimento del servizio sono state autorizzate (per corpo di truppa, in termini assoluti e in % dell'OCTF) nei SPT degli anni 2018, 2019 e 2020, ripartite secondo:</p><p>a. i militari in formazione universitaria (scuole universitarie professionali, alte scuole pedagogiche e università),</p><p>b. i militari in formazione professionale superiore (scuole specializzate superiori, esami professionali superiori e esami professionali), </p><p>c. i militari che hanno optato per un anno transitorio (praticantato, soggiorno linguistico ecc.),</p><p>d. i militari con formazione conclusa che esercitano un'attività professionale?</p><p>5. Quanti SPT presta effettivamente in media un militare fino all'adempimento dell'obbligo di prestare servizio militare? Quanti SPT differisce? Quanti SPT non presta nella sua unità originaria?</p><p>6. Quali sono le medie e le mediane dei militari "ospiti" (per corpo di truppa, in termini assoluti e in % dell'OCTF) negli anni 2018, 2019 e 2020, ripartite secondo </p><p>a. i militari "ospiti" che occupano una funzione OCTF a pieno titolo o in qualità di supplenti, </p><p>b. i militari "ospiti" che non hanno una funzione OCTF (ad es. soldati d'aviazione in una compagnia di carri armati)?</p><p>7. Negli anni 2018, 2019 e 2020, a quanto ammontavano gli effettivi reali dei corpi di truppa (in termini assoluti e in % dell'OCTF) il primo e l'ultimo giorno del loro SPT?</p><p>8. Negli anni 2018, 2019 e 2020, quanti corpi di truppa durante almeno alcune parti del SPT non hanno potuto adempiere uno degli obblighi di prontezza seguenti:</p><p>a. garanzia degli effettivi nominali e di quadri a livello di formazione, </p><p>b. garanzia di un effettivo complessivo del corpo di truppa pari almeno al 75 per cento dell'effettivo dell'OCTF,</p><p>c. disponibilità entro 48 ore di almeno 2 compagnie di 100 militari e dei relativi quadri?</p><p>9. Negli anni 2018, 2019 e 2020, quanti militari sono stati incorporati in formazioni CR dopo aver assolto la scuola reclute, ripartiti per corpo di truppa? Quanti di loro hanno prestato almeno un CR entro 18 mesi? Quanti militari già incorporati hanno adempiuto il loro obbligo di prestare servizio militare nello stesso periodo (militari istruiti)?</p><p>10. Quali sono le misure?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale ha riconosciuto già da tempo il problema dell'apporto di nuovi effettivi all'esercito e ha adottato le misure corrispondenti. Il 28 giugno 2017 ha quindi incaricato il DDPS di analizzare l'apporto di personale dell'esercito e della protezione civile, in collaborazione con il DEFR, e di indicare in un rapporto le sfide attuali e future come pure le possibili soluzioni? Questo rapporto sarà pronto nell'estate 2021. </p><p>Nell'ambito di un'interpellanza non è possibile dare risposte dettagliate alle questioni sollevate, poiché l'elenco di tutti gli effettivi e gradi di apporto di personale dei corpi di truppa per gli anni 2018-2020 genererebbe una serie di dati con oltre un migliaio di valori. Il Consiglio federale risponde quindi in modo sommario alle singole domande sulla base del Censimento dell'esercito 2019:</p><p>1. per i soldati e i sottufficiali l'obbligo legale di prestare servizio militare dura in linea di principio 12 anni dopo la fine della scuola reclute. Secondo l'ordinanza sull'obbligo di prestare servizio militare, chi ha iniziato il servizio militare dopo il 2017 rimane incorporato per 10 anni. I sottufficiali superiori e gli ufficiali rimangono soggetti all'obbligo di prestare servizio militare al massimo fino al compimento del 50° anno d'età in funzione del loro grado. Tutti i militari rimangono incorporati nelle proprie formazioni fino alla fine del loro rispettivo obbligo di prestare servizio militare, anche dopo aver adempiuto il totale obbligatorio di giorni di servizio d'istruzione (ad es. 245 giorni di servizio per i militari di truppa). L'esercito parla di militari istruiti quando hanno assolto la loro scuola reclute e sono stati incorporati nelle formazioni. </p><p>2. / 3. Attualmente l'esercito conta 112 corpi di truppa (battaglioni, gruppi e squadre). Il rispettivo grado medio di apporto di persone soggette all'obbligo di prestare servizio militare (numero di incorporati in relazione all'effettivo regolamentare) a tutte le Armi è aumentato progressivamente negli ultimi tre anni (2018: 104,5%, 2019: 116,1%, 2020: 126,9%). Secondo le previsioni questo valore continuerà a crescere nei prossimi anni, per poi precipitare bruscamente al di sotto del 120 per cento negli anni 2028 e 2029. Questo perché verranno prosciolte contemporaneamente due classi d'età in entrambi gli anni. In relazione al numero di militari incorporati nelle formazioni e ancora soggetti all'obbligo di prestare servizio d'istruzione, il grado di apporto di personale tra il 2018 e il 2020 è rimasto pressoché invariato. Il valore è stabile al 96 per cento ma nei prossimi anni diminuirà leggermente in quanto, dall'introduzione dell'USEs, i militari hanno la possibilità di assolvere in modo flessibile la propria scuola reclute. Se si considera la totalità dei corpi di truppa, nel 2020 circa tre quarti (76%) degli incorporati sono ancora soggetti all'obbligo di prestare servizio d'istruzione, nel 2018 erano 92 per cento e nel 2019 83 per cento. </p><p>4. Il Governo ritiene che la possibilità di differire i corsi di ripetizione sia importante                                                                                                     per conciliare meglio il servizio militare con la formazione, l'attività professionale e la famiglia. La percentuale dei militari che differiscono i propri corsi di ripetizione si aggira tra il 20 e il 25 per cento e questo valore è stabile da anni. Per motivi di protezione dei dati l'esercito non analizza il retroscena professionale dei militari che hanno differito il proprio servizio. </p><p>5. Il modello d'istruzione prevede che i soldati e i sottufficiali prestino sei corsi di ripetizione durante i loro 10-12 anni di obbligo di prestare servizio militare. I militari che non differiscono alcun servizio dopo sei anni hanno quindi assolto il totale obbligatorio dei loro giorni di servizio d'istruzione ma rimangono successivamente incorporati fino all'adempimento dell'obbligo di prestare servizio militare e possono essere chiamati in servizio per impieghi. Non vengono rilevati dati concernenti il numero di corsi di ripetizione che i singoli militari differiscono in media e di quelli che prestano nella formazione in cui sono incorporati. </p><p>6. Nel 2019 ha prestato servizio nei corpi di truppa in media il 10,7 per cento (2018: 10,5%) dei militari che erano incorporati in un'altra formazione. L'esercito non rileva alcun dato sui militari che assolvono un cosiddetto CR come ospiti nella loro funzione originaria e su quelli che non lo fanno. Al riguardo si presta attenzione al fatto che la maggior parte dei militari presti servizio nella loro funzione originaria.</p><p>7. Nel 2019 gli effettivi dei CR dei corpi di truppa ammontavano in media per l'intero esercito al 76,2 per cento (2018: 75,7%). Complessivamente gli effettivi dei CR dei corpi di truppa erano per lo più inferiori all'80 per cento dei corrispondenti effettivi regolamentari. Per il 35 per cento dei corpi di truppa si situavano tra l'80 e il 100 per cento, per il 7 per cento erano superiori al 100 per cento. </p><p>8. Non tutti i corpi di truppa hanno obblighi di prontezza nei loro corsi di ripetizione. Al riguardo l'esercito esegue un controlling della prontezza che si ripercuote anche sulle modalità di apporto di personale alle formazioni. Le formazioni che anche nella situazione normale hanno una maggiore probabilità di impiego, hanno criteri di prontezza più elevati e quindi godono anche di un migliore apporto di personale.     </p><p>9. Nel 2020 (di volta in volta da marzo dell'anno precedente fino al mese di marzo dell'anno in corso) sono stati incorporati nelle formazioni a dipendenza della funzione 17 002 militari istruiti; nel 2019 erano 17 156 e nel 2018 18 512. Questa (passeggera) riduzione dal 2018 è dovuta al fatto che, dall'attuazione dell'USEs, le persone soggette all'obbligo di prestare servizio militare possono differire la propria scuola reclute fino al compimento del 25° anno di età. Sinora circa un quinto delle persone soggette all'obbligo di leva ne ha fatto uso. Il numero di militari istruiti è quindi diminuito proporzionalmente. Non vengono valutati dati a fini statistici sul numero di militari neoincorporati che hanno assolto almeno un corso di ripetizione nell'arco di 18 mesi. Nel 2020 (01.03.2019-01.03.2020) 7922 militari hanno adempiuto il proprio obbligo di prestare servizio militare; nell'anno precedente erano 5366.</p><p>10. L'ulteriore sviluppo dell'esercito è in fase di attuazione e terminerà entro la fine del 2022. Per questo motivo la qualità dei dati per ulteriori misure di correzione è ancora insufficiente. Occorre comunque valutare e definire possibili misure per contrastare la diminuzione degli effettivi. Il Consiglio federale sottoporrà al Parlamento corrispondenti proposte nel quadro del rapporto finale sull'USEs nel 2023. </p>  Risposta del Consiglio federale.