<h2>SubmittedText<h2><p>Nel 2009 il comitato della Convenzione sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna ha chiesto alla Svizzera di eliminare l'attribuzione unilaterale dell'ammanco a scapito dei creditori di alimenti in caso di separazione e divorzio in situazioni deficitarie. Il 9 marzo 2016 il comitato ha pubblicato un elenco di domande concernenti il quarto e il quinto rapporto periodico della Svizzera. Chiede in particolare a che punto è l'introduzione della ripartizione dell'ammanco e di un contributo minimo per il figlio nella nuova normativa in materia di mantenimento dei figli (Marriage and family relations, 21., <a href="http://tbinternet.ohchr.org/_layouts/treatybodyexternal/Download.aspx?symbolno=CEDAW/C/CHE/Q/4-5&amp;Lang=en">http://tbinternet.ohchr.org/_layouts/treatybodyexternal/Download.aspx?symbolno=CEDAW%2fC%2fCHE%2fQ%2f4-5&amp;Lang=en</a>).</p><p>Nessuna di queste due misure figura nella revisione del diritto in materia di mantenimento. Anche la proposta di estendere l'anticipo degli alimenti ai casi in cui il genitore tenuto al mantenimento non è finanziariamente in grado di versare un contributo sufficiente è stata respinta; attualmente un tale anticipo è possibile soltanto in casi di omissione dell'obbligo di mantenimento. Queste omissioni sono state giustificate dal fatto che in virtù della Costituzione la Confederazione non ha la competenza di emanare le disposizioni in materia di aiuto sociale necessarie per integrare il Codice civile. Sembra tuttavia incontestato che il diritto in materia di mantenimento crea una situazione discriminatoria e inaccettabile per il genitore creditore. L'attribuzione unilaterale dell'ammanco comporta un maggiore rischio di povertà e pregiudica gravemente il bene dei figli coinvolti.</p><p>Il 25 novembre 2015 il Consiglio federale ha proposto di respingere la mia mozione 15.3939, che chiedeva di introdurre assegni per i figli in funzione del bisogno al fine di combattere la povertà delle famiglie. L'introduzione di assegni per figli che si trovano in una situazione di precarietà in seguito alla separazione dei genitori e che, a causa dell'insolvenza del genitore debitore, non ricevono un contributo di mantenimento sufficiente rappresenta tuttavia un'alternativa alla citata estensione dell'anticipo degli alimenti. Una tale misura permetterebbe di sancire nelle disposizioni in materia di mantenimento la ripartizione dell'ammanco e un contributo di mantenimento minimo per i figli.</p><p>1. Quali misure prevede attualmente il Consiglio federale per eliminare la discriminazione dei creditori di alimenti in caso di separazione o divorzio?</p><p>2. È disposto a introdurre assegni in funzione del bisogno destinati specificamente ai figli in una situazione precaria a causa della separazione dei genitori e dell'insolvenza del genitore tenuto al mantenimento?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Come indicato nell'interpellanza, dopo un esame approfondito il Consiglio federale ha rinunciato a proporre al Parlamento di introdurre, nell'ambito della revisione del Codice civile (mantenimento del figlio), la ripartizione dell'ammanco o un contributo minimo di mantenimento. Questo perché ha riconosciuto che una revisione del diritto di mantenimento nel Codice civile non permetterebbe, da sola, di eliminare la disparità di trattamento esistente. Sarebbe piuttosto necessario un coordinamento con il diritto in materia di aiuto sociale, il cui disciplinamento incombe tuttavia ai cantoni. La Confederazione non dispone quindi della competenza necessaria per attuare la richiesta. Nel quadro della revisione menzionata, il Consiglio federale ha comunque proposto misure mirate tese ad attenuare le conseguenze dell'attribuzione unilaterale dell'ammanco al genitore titolare della custodia, come ad esempio la copertura successiva del contributo dovuto per il figlio da parte della persona tenuta al mantenimento e la limitazione dell'obbligo di assistenza tra parenti. Le nuove disposizioni entreranno in vigore il 1° gennaio 2017. Il Consiglio federale resta comunque favorevole alla richiesta di migliorare la situazione finanziaria precaria di donne e bambini in seguito a una separazione o a un divorzio. Per questo motivo ha proposto di accogliere la mozione della Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale 14.3662, "Base costituzionale per la ripartizione dell'ammanco tra i genitori nel diritto in materia di mantenimento", che è stata accolta dal Consiglio nazionale l'8 settembre 2014, ma respinta dal Consiglio degli Stati il 2 dicembre 2014.</p><p>2. Nel parere relativo alla mozione 15.3939, che chiede l'introduzione di assegni per i figli in funzione del bisogno, il Consiglio federale ha considerato che una tale misura in favore di famiglie con bassi redditi non è sostenibile alla luce dell'attuale situazione finanziaria. Inoltre, un intervento della Confederazione nella lotta contro la povertà delle famiglie non sarebbe in linea con la ripartizione delle competenze vigente tra la Confederazione e i cantoni. Queste considerazioni sono tuttora valide.</p>  Risposta del Consiglio federale.