<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale adotta misure di promozione dell'innovazione a favore dell'economia circolare e della salvaguardia delle risorse naturali, dell'ambiente e del clima seguendo il modello degli "Innovation Green Deals". In particolare, dovrebbe abolire gli ostacoli normativi che frenano le soluzioni innovative, come richiesto dal postulato Noser 18.3509.</p><p>Gli "Innovation Green Deals" sono stati lanciati nei Paesi Bassi per facilitare i progetti a favore dell'economia circolare. Centinaia di accordi sono stati firmati, soprattutto con imprese, ma anche con enti pubblici, associazioni o scuole universitarie. Altri Paesi hanno seguito l'esempio, tra cui Francia, Belgio ("Procurement Green Deals de Circular Flanders"), Finlandia e Regno Unito. Anche l'UE ha introdotto dei contratti di innovazione. </p><p>Questi accordi possono prevedere facilitazioni normative, semplificazioni delle procedure amministrative, aiuti allo sviluppo di nuovi mercati, impegni per acquisti circolari, assistenza all'innovazione o la messa in rete. Contribuiscono allo sviluppo di normative moderne e adattate alla pratica. Lo Stato rafforza il suo ruolo di promotore dell'innovazione, in particolare presso le PMI.</p><p>Nel loro rapporto sulla valutazione delle misure scelte per promuovere l'economia circolare nella fase di esercizio ("Beurteilung von ausgewählten Massnahmen zur Förderung der Kreislaufwirtschaft in der Nutzungsphase"), allestito su mandato dell'Ufficio federale dell'ambiente, Rytec Circular e INFRAS affermano che gli "Innovation Green Deals" possono svolgere un ruolo importante per l'economia circolare.</p><p>Sulla base delle esperienze acquisite, il Consiglio federale dovrebbe elaborare misure adattate al contesto svizzero che ottimizzino la loro efficacia e riducano al minimo l'onere amministrativo. Queste misure dovrebbero essere coordinate con le attività paragonabili della Confederazione, specialmente quelle legate agli articoli 41a (collaborazione con l'economia) e 49 (formazione e ricerca) della legge sulla protezione dell'ambiente (LPAmb) o che potrebbero derivare dall'iniziativa parlamentare 20.433 "Rafforzare l'economia circolare svizzera. Piattaforma per l'uso efficiente delle risorse svizzere". Se necessario, il Consiglio federale potrebbe riprendere, al momento dell'attuazione della mozione, l'articolo 49a che aveva formulato nel quadro della sua recente proposta di revisione della LPAmb. Questo permetterebbe di facilitare i partenariati pubblico-privati nei settori dell'economia circolare e della riduzione degli impatti ambientali.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il 19 giugno 2020 il Consiglio federale ha incaricato il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) di presentargli entro fine 2022, in collaborazione con il Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR) e il Dipartimento federale delle finanze (DFF), delle proposte di misure specifiche per un uso rispettoso delle risorse naturali e per un'economia circolare. La richiesta della mozione sarà esaminata in questo contesto.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.