<h2>SubmittedText<h2><p>1. Quali fondi di investimento o prodotti finanziari attualmente disponibili in Svizzera comprendono attivi investiti nei prodotti alimentari?</p><p>2. Qual è l'ammontare investito in questi fondi o prodotti finanziari?</p><p>3. Quali sono i principali investitori attivi nel settore? Fra questi vi sono casse pensioni? Se sì, quali? La Confederazione ha effettuato investimenti di questo tipo mediante la Tesoreria federale o Publica, la cassa pensioni del proprio personale?</p><p>4. Quale ruolo hanno le due grandi banche svizzere (UBS e Credit Suisse) nel finanziamento di queste attività speculative?</p><p>5. Quali misure di regolamentazione potrebbero essere elaborate e applicate per evitare che tali attività speculative contribuiscano ad aggravare l'attuale crisi alimentare o causare crisi analoghe in futuro?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il 30 giugno 2008 il settore dei fondi di investimento di diritto svizzero regolato nel quadro della sorveglianza sui mercati finanziari comprendeva complessivamente 22 prodotti recanti il concetto di "commodities" (acquisto e fornitura di merci) nella loro designazione. Circa dieci direzioni di fondi dispongono dell'autorizzazione di distribuire questi investimenti collettivi di capitale. Nessuno dei 22 fondi di investimento investe però direttamente in "commodities". Detto con maggiore precisione 19 fondi (appartenenti secondo la legge federale del 23 giugno 2006 sugli investimenti collettivi di capitale, LICol, alla categoria "Altri fondi per investimenti tradizionali") rappresentano il performance index delle "commodities". Essi vi provvedono attualmente per il tramite di investimenti a reddito fisso (investimenti che sono elencati nella categoria "Obbligazioni"). Gli altri tre fondi di diritto svizzero appartengono alla categoria "Altri fondi per investimenti alternativi". Essi investono indirettamente del settore "commodities", ossia per il tramite di altri fondi di investimento, di certificati di quote, di prodotti strutturati o di derivati.</p><p>2. Si stima che il patrimonio dei 22 suddetti fondi corrisponda a circa l'1 per cento del mercato degli investimenti collettivi di capitale di diritto svizzero, che ammonta complessivamente a 404 miliardi di franchi (stato il 31 marzo 2008): questo importo non comprende però esclusivamente investimenti in materie prime agricole.</p><p>3. Secondo i dati provvisori a fine 2006 dell'Ufficio federale di statistica relativi alla statistica delle casse pensioni, queste ultime hanno investito 27,7 miliardi di franchi, ossia il 4,8 per cento della loro somma di bilancio, in investimenti alternativi. Nel quadro di questa statistica le materie prime agricole rientrano nella categoria degli investimenti alternativi, che comprende però anche ulteriori classi di investimenti come gli hedge funds o la private equity.</p><p>Nel quadro del mandato legale, gli investimenti della Tesoreria federale non comprendono strumenti finanziari basati su prodotti agricoli o derrate alimentari. Nemmeno la cassa pensioni della Confederazione Publica investe in derrate alimentari.</p><p>4. L'UBS e il Credit Suisse svolgono nel contesto di istituti finanziari paragonabili attività commerciali con prodotti finanziari basati su cosiddette "soft commodities", come tra l'altro il frumento, il granoturco e il riso. La loro attività commerciale in questo settore è destinata a offrire la possibilità alla loro clientela (investitori istituzionali ma anche investitori privati) di effettuare investimenti in questa classe di investimenti.</p><p>5. Il Consiglio federale è disposto a sostenere gli sforzi internazionali volti ad analizzare i meccanismi della speculazione con materie prime agricole e le sue ripercussioni sul prezzo delle derrate alimentari. Il Consiglio federale ritiene che manchino finora analisi sufficienti per adottare a livello internazionale misure contro le attività speculative. Per quanto riguarda eventuali misure sul piano svizzero esse influenzerebbero solo limitatamente i mercati a termine, collegati a livello internazionale e situati all'esterno della Svizzera. Nel quadro delle istituzioni internazionali (Bretton Woods, FAO) e delle sue proprie attività di politica di sviluppo, la Svizzera si adopera già attualmente a favore di una produzione sostenibile su scala mondiale di derrate alimentari, che corrisponda al fabbisogno di base delle popolazioni locali.</p><p>Come ha dichiarato nella sua risposta al postulato Stadler 08.3270, il Consiglio federale presenterà un rapporto sulla crisi delle derrate alimentari e sulla penuria di materie prime e di risorse. In questo ambito saranno inserite le ripercussioni della speculazione.</p>  Risposta del Consiglio federale.