<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di creare le condizioni legali o costituzionali affinché gli Svizzeri all'estero possano disporre di una rappresentanza diretta alle Camere federali.</p><p>Il 31 dicembre 2006 ben 645 010 cittadini svizzeri erano domiciliati all'estero e ogni anno se ne aggiungono oltre 10 000. Alla stessa data 111 249 nostri connazionali erano registrati presso le competenti autorità comunali svizzere per l'esercizio dei propri diritti politici. Gli Svizzeri all'estero sono una voce molto importante che meriterebbe maggior peso in seno al dibattito politico nazionale. Diversi Stati prevedono per i cittadini domiciliati all'estero una specifica rappresentanza in Parlamento. I Portoghesi, ad esempio, possono votare per corrispondenza quattro deputati. In Italia è stata creata in seno al Parlamento una circoscrizione estero che conta sei senatori e dodici deputati. Due seggi al Consiglio degli Stati e sei in Consiglio nazionale consentirebbero di migliorare l'integrazione degli interessi e delle opinioni degli Svizzeri all'estero nel processo politico.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La legge federale del 19 dicembre 1975 sui diritti politici degli Svizzeri all'estero (RS 161.5) dava loro in un primo tempo, dal 1° gennaio 1977, la possibilità di partecipare alle votazioni ed elezioni federali in occasione di un soggiorno in Svizzera. Dal 1° luglio 1992, essi possono parteciparvi anche per corrispondenza. Attualmente, oltre 111 000 (22,4 per cento) dei 495 000 Svizzeri all'estero aventi diritto di voto figurano nei registri elettorali.</p><p>A livello federale, gli Svizzeri all'estero beneficiano del diritto di eleggibilità dalla costituzione dello Stato federale. Taluni di essi sono già stati eletti in Consiglio federale - l'ultimo è stato Friedrich Traugott Wahlen nel 1959. Finora, una trentina di Svizzeri all'estero si sono candidati al Consiglio nazionale, ma senza successo. L'UDC di Basilea Campagna nel 2003 ha presentato una propria lista di Svizzeri all'estero. Due Svizzeri all'estero, Ruedi e Stephanie Baumann, sono stati membri del Parlamento durante la legislatura 1999-2003, pur non essendo stati eletti come tali.</p><p>A livello federale, gli Svizzeri all'estero sono dunque parificati giuridicamente ai loro connazionali residenti sul territorio nazionale. Per quanto riguarda le elezioni al Consiglio degli Stati, la partecipazione è retta dal diritto cantonale (art. 150 cpv. 3 Cost). Gli Svizzeri all'estero hanno il diritto di voto in undici cantoni: Berna, Basilea Campagna, Friburgo, Ginevra, Grigioni, Giura, Neuchâtel, Soletta, Svitto, Ticino e Zurigo.</p><p>Fra la quinta Svizzera e le autorità federali in generale, e le Camere federali in particolare, vi sono numerosi legami. Gli interessi degli Svizzeri all'estero vengono tutelati essenzialmente dall'Organizzazione degli svizzeri all'estero (OSE), un'organizzazione non governativa. In seno all'amministrazione federale sono rappresentati dal servizio degli Svizzeri all'estero (SSE) del Dipartimento federale degli affari esteri, che collabora strettamente e in permanenza con l'OSE e mantiene il contatto con i parlamentari interessati - come aveva già indicato il Consiglio federale nel suo parere del 26 novembre 2003 sul postulato Meyer Thérèse 03.3486. Oltre all'OSE e al SSE, occorre menzionare anche l'esistenza dal 2004 del gruppo parlamentare "Svizzeri all'estero", un gruppo che esercita una lobby politica specificamente al servizio dei nostri connazionali all'estero; esso riunisce circa ottanta parlamentari e difende gli interessi degli Svizzeri all'estero in Parlamento.</p><p>Il Consiglio federale ha costantemente sostenuto gli Svizzeri all'estero nell'esercizio dei loro diritti politici (parere del 24 novembre 1999 del Consiglio federale sulla mozione Zapfl 99.3496). A tale proposito occorre menzionare segnatamente il progetto "Vote électronique", che agevolerebbe anche la partecipazione degli Svizzeri all'estero alle votazioni ed elezioni (parere del 30 maggio 2007 del Consiglio federale sulla mozione Leutenegger Oberholzer 07.3197).</p><p>Esistono in effetti Paesi che vanno più lontano e conoscono una rappresentazione diretta in Parlamento dei loro connazionali all'estero. L'istituzione di una rappresentazione diretta degli Svizzeri all'estero alle Camere federali richiederebbe tuttavia una modifica della Costituzione federale. L'articolo 149 capoverso 3 della Costituzione stabilisce che "ogni cantone forma un circondario elettorale", mentre secondo l'articolo 150 capoverso 1 della Costituzione "il Consiglio degli Stati è composto di 46 deputati dei cantoni". Si pongono inoltre diversi problemi tecnici. Il Consiglio federale è tuttavia disposto a esaminare le esperienze fatte all'estero con la rappresentanza nei rispettivi Parlamenti di cittadini residenti all'estero. Fondandosi su questa valutazione, potrà decidere quali condizioni potrebbero essere poste in vista di una rappresentanza diretta degli Svizzeri all'estero nel Parlamento svizzero. In tal senso propone pertanto di respingere la mozione, riservandosi, in caso di accettazione della stessa da parte del primo Consiglio, di proporre al secondo Consiglio di trasformarla in un mandato d'esame.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.