<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di estendere l'articolo 16 della legge sulle lingue in modo che la Confederazione possa concedere aiuti finanziari ai Cantoni per la creazione dei presupposti, lo sviluppo e l'attuazione di modelli d'insegnamento in due lingue nazionali a tutti i livelli scolastici. Con questi aiuti, la Confederazione dovrà sostenere i notevoli sforzi profusi da molti Cantoni, che con il loro impegno volontario promuovono la comprensione tra le comunità linguistiche e rafforzano la coesione nazionale.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Anche il Consiglio federale è dell'avviso che i modelli d'insegnamento bilingue costituiscano un importante elemento dell'insegnamento delle lingue nazionali e contribuiscano pertanto alla comprensione reciproca e alla coesione nazionale. Il settore scolastico resta di competenza cantonale. In virtù dell'articolo 16 lettera a della legge sulle lingue (LLing; RS 441.1), la Confederazione può tuttavia già oggi sostenere progetti (in particolare lo sviluppo di piani d'insegnamento e strumenti didattici) che promuovono l'apprendimento di una lingua nazionale tramite l'insegnamento bilingue.</p><p>Per il periodo 2016-2020 il Parlamento ha già stanziato mezzi supplementari per promuovere l'italiano al di fuori della Svizzera italiana, previsti tra l'altro anche per introdurre modelli d'insegnamento bilingue con l'italiano, in particolare a livello liceale. In questo modo, tramite un aiuto finanziario forfettario unico, nel periodo in corso la Confederazione ha potuto sostenere l'introduzione di maturità bilingui con l'italiano nei Cantoni di Berna e di Vaud.</p><p>Il Consiglio federale ritiene che le basi legali vigenti (art. 16 lett. a LLing) siano sufficienti a promuovere modelli d'insegnamento bilingue. Tenuto conto della competenza cantonale in ambito educativo, dopo la fase introduttiva il normale insegnamento scolastico dovrebbe però rimanere un compito esclusivo dei Cantoni e non essere (co)finanziato dalla Confederazione, come proposto dall'autore della mozione. Un'estensione generalizzata ad altre lingue nazionali o altri livelli scolastici (elementare, secondario I, formazione professionale di base) presupporrebbe inoltre notevoli mezzi supplementari e non sarebbe praticamente fattibile senza compensazioni in altri ambiti di attività.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.