<h2>SubmittedText<h2><p>Nella legge sulla protezione dell'ambiente ed in quella sulla protezione della natura e del paesaggio sono state create le basi legali per il diritto di ricorso delle organizzazioni. Sulla base di tali disposizioni sono circa 30 le organizzazioni legittimate a ricorrere e molte si avvalgono di questo diritto in modo pressoché irreprensibile. Altre, invece, tra cui figurano in particolare diverse sezioni dell'ATA, non solo assumono un atteggiamento militante, ma si oppongono a tutti i progetti possibili e immaginabili con metodi chiaramente discutibili. Infatti, l'attuale blocco di progetti edilizi per circa 20-25 miliardi di franchi è da imputare, in misura determinante, proprio a queste organizzazioni. Tale incertezza giuridica fa sì che molti investitori, tra cui anche grandi gruppi internazionali, scelgano sempre più di investire in progetti all'estero, il che pregiudica in modo duraturo la piazza economica svizzera. Poiché il Consiglio federale e tutti i partiti da sinistra a destra considerano il raggiungimento di una crescita economica durevole come uno degli obiettivi di legislatura importanti per i prossimi anni, non è ammissibile che, al contempo, si commettano abusi mediante tale politica ostruzionistica. Alcune ricerche hanno rivelato che soprattutto l'ATA collabora strettamente con diverse autorità federali, e in particolare con l'UFAFP. Pertanto, prego il Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. L'UFAFP ed il Consiglio federale sono a conoscenza del fatto che singole organizzazioni ambientaliste, e in particolare l'ATA, costringono gli investitori che intendono costruire a versare somme di denaro sulla base di accordi extragiudiziali o in cambio del ritiro di un'opposizione? E il Governo come giudica questi sistemi di estorsione?</p><p>2. È a conoscenza del fatto che il rappresentante dell'ATA voleva estorcere al rappresentante del consorzio di investitori una somma pari a 1 milione di franchi in cambio del ritiro dell'opposizione presentata dall'associazione contro l'importante progetto Eurogate, che avrebbe coperto i binari della stazione centrale di Zurigo? Il Consiglio federale è disposto ad esaminare a fondo questi evidenti estorsioni ed a prendere delle misure contro tali abusi?</p><p>3. Nel caso della Tivona, a Oftringen, l'ATA ha obbligato la ditta investitrice a pagare una pena convenzionale di 50 franchi al giorno per ogni posto macchina in più rispetto al contingente concesso. E questo denaro non è destinato al Comune o a progetti di utilità pubblica, bensì finisce nelle casse dell'ATA. Il Consiglio federale concorda nel ritenere che l'avidità dell'ATA sia da condannare e che getti una cattiva luce sulle organizzazioni che invece perseguono fini nobili? Esiste una base legale per tali pene convenzionali? Il Consiglio federale concorda nel ritenere che l'imposizione di obblighi di diritto pubblico spetti alle autorità e non a singole organizzazioni ambientaliste?</p><p>4. Condivide l'opinione degli interpellanti secondo cui tali versamenti costituiscono delle estorsioni? È inoltre consapevole del fatto che gli investitori, i quali, in questa epoca dai ritmi frenetici, hanno bisogno di costruire in tempi possibilmente brevi, sono completamente in balia dell'ATA e devono rispettare le sue spietate condizioni per evitare ritardi di anni e anni dovuti ai ricorsi presentati contro i loro progetti?</p><p>5. È anch'esso dell'avviso che simili accordi, nel caso venissero ancora tollerati in futuro, dovrebbero essere sempre resi pubblici e sottoposti alle autorità preposte al rilascio delle autorizzazioni? Il Consiglio federale ritiene che sia possibile verificare la completezza e l'esattezza delle informazioni sui versamenti che l'ATA ha annunciato di voler pubblicare?</p><p>6. È consapevole del fatto che nella Svizzera tedesca l'ATA cerca sistematicamente di impedire la realizzazione di grandi progetti con obbligo di EIA? Non ritiene anche il Consiglio federale che questa pratica seguita dall'ATA sia un chiaro abuso? È a conoscenza del fatto che, a causa dei ricorsi presentati, l'intera procedura di autorizzazione si protrae per almeno dodici anni e anche di più? A tale proposito, come giudica la situazione giuridica in Germania, dove, al confine con la Svizzera, sorgono in brevissimo tempo grandi centri commerciali senza limitazione del numero di posti macchina (ad es. a Costanza)? Il Consiglio federale è consapevole che ciò costituisce per il commercio al dettaglio svizzero un vero e proprio svantaggio legato all'ubicazione?</p><p>7. Non molto tempo fa il DATEC ha pubblicato delle raccomandazioni concernenti le trattative condotte nel quadro del diritto di ricorso delle organizzazioni. Il Consiglio federale è consapevole del fatto che tali raccomandazioni legittimano ancora di più, e quindi rafforzano, l'insostenibile pratica dei compromessi che gli investitori sono costretti ad accettare con l'ATA? </p><p>8. È a conoscenza del fatto che l'avvocato di fiducia dell'ATA di Zurigo, la cui mano è del resto riconoscibile in numerosi ricorsi presentati nella Svizzera tedesca, ha collaborato attivamente alla redazione delle suddette trattative? Ed ha anche partecipato all'elaborazione del rapporto relativo alla valutazione dell'EIA. Il Consiglio federale concorda nel ritenere che tra l'UFAFP e le organizzazioni ambientaliste esistano delle relazioni particolarmente strette che dovrebbero essere interrotte al più presto?</p><p>9. È disposto a rivedere la sua politica lassista nei confronti degli abusi commessi nell'ambito del diritto di ricorso delle associazioni, i quali hanno giustamente suscitato indignazione nell'opinione pubblica?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Alla domanda 1:</p><p>Il Consiglio federale non è a conoscenza del fatto che singole organizzazioni ambientaliste costringono gli investitori che intendono costruire a versare somme di denaro sulla base di accordi extragiudiziali o in cambio del ritiro di ricorsi. La richiesta e l'offerta di versamenti a fondo perduto a favore di organizzazioni ambientaliste come controprestazione per la non presentazione o per il ritiro di opposizioni o ricorsi non sono ammissibili. Contraddicono, infatti, lo scopo del diritto di ricorso delle organizzazioni, che è quello di contribuire alla corretta esecuzione delle prescrizioni volte alla protezione dell'ambiente. Ciò è stato chiarito dal DATEC in modo inequivocabile anche al punto 10 delle raccomandazioni concernenti le trattative, pubblicate nell'aprile del 2004.</p><p>Alla domanda 2:</p><p>Secondo un articolo pubblicato nella "Sonntagszeitung", nel corso di trattative concernenti il progetto Eurogate a Zurigo, svoltesi tre anni or sono tra l'ATA ed il committente dei lavori, era sorta una controversia in merito ad una somma che il committente avrebbe dovuto destinare ai trasporti pubblici. Sempre secondo tale articolo, l'ATA avrebbe respinto l'offerta di due milioni di franchi avanzando però altre richieste. Pertanto, stando alle informazioni di cui dispone il Consiglio federale, detta somma controversa non costituiva a priori un inammissibile versamento a fondo perduto a favore di un'organizzazione ambientalista ai sensi della risposta alla domanda 1. Per poter rispondere alla domanda sull'ammissibilità o meno di questa richiesta supplementare a favore dei trasporti pubblici è fondamentale sapere se tale credito può essere fondato sul diritto applicabile in questo campo. Dato che il progetto Eurogate sottostava alla procedura cantonale d'autorizzazione edilizia, il Consiglio federale non è in grado di dare una risposta conclusiva a questa domanda, in quanto non conosce i dettagli del progetto.</p><p>Alla domanda 3:</p><p>Affinché, in base al principio secondo cui è meglio discutere che processare, le trattative evitino veramente lunghi procedimenti giuridici, è indispensabile che i risultati del processo negoziale vengano effettivamente concretizzati.</p><p>Poiché i progetti al centro di trattative devono, in ultima analisi, sempre essere autorizzati da un'autorità, gli attori coinvolti hanno il dovere di far sì che i risultati del processo negoziale siano ripresi nelle autorizzazioni rilasciate dalle autorità competenti. Per questo motivo le raccomandazioni del DATEC concernenti le trattative (punto 13) prevedono il consolidamento dei risultati delle trattative. </p><p>Per contro, il fatto che il rispetto delle condizioni da parte del committente venga assicurato direttamente mediante pene convenzionali contraddice la funzione stessa del diritto di ricorso delle organizzazioni, che è esclusivamente quella di assicurare che le decisioni prese dalle autorità siano conformi al diritto ambientale. Il punto 13 delle raccomandazioni del DATEC concernenti le trattative, pertanto, non contempla le pene convenzionali tra i mezzi volti a consolidare i risultati del processo negoziale. Altrettanto sconcertante sarebbe inoltre la riscossione di tali pene convenzionali proprio da parte di un'organizzazione.</p><p>Alla domanda 4:</p><p>Il Consiglio federale ritiene inammissibili i versamenti a fondo perduto a favore di organizzazioni ambientaliste o il finanziamento di misure compensative non previste dalla legislazione come controprestazione per il ritiro di un'opposizione o di un ricorso. Rimanda inoltre, in tale contesto, alle risposte relative alle domande 1 a 3.</p><p>Alla domanda 5:</p><p>Quando gli accordi contengono delle modifiche delle domande originarie, vengono in ogni caso sottoposti alle autorità competenti per il rilascio delle autorizzazioni. Se invece non è prevista alcuna modifica, non è necessario inoltrare tali accordi alle autorità, in quanto, per queste ultime, essi non sono giuridicamente vincolanti. Poiché la pubblicazione degli accordi non ha alcuna utilità evidente, il Consiglio federale ritiene che tale proposta debba essere respinta. Dato che gran parte dei progetti al centro delle trattative interessano procedure cantonali, il Governo non possiede le necessarie conoscenze dettagliate per verificare, come richiesto nell'interpellanza, la completezza e l'esattezza dei pagamenti resi pubblici.</p><p>Alla domanda 6:</p><p>Il fatto che dei progetti di grandi impianti a forte affluenza come centri commerciali, mercati specializzati o grandi complessi sportivi subiscano ritardi non è da imputare soltanto al diritto di ricorso delle organizzazioni, ma può essere dovuto anche ai seguenti motivi: </p><p>- i grandi impianti a forte affluenza sono ubicati il più delle volte in regioni densamente popolate e fortemente sfruttate. È quindi chiaro che ogni nuovo progetto di grandi dimensioni crea numerosi conflitti di utilizzazione e tange direttamente numerosi privati e collettività pubbliche, i quali cercano di far prevalere i propri interessi nell'ambito delle procedure previste;</p><p>- l'ubicazione di molti grandi progetti viene spesso definita senza tenere in sufficiente considerazione le esigenze poste dalla pianificazione del territorio e dal diritto ambientale. L'insufficiente coordinamento tra i vari ambiti conduce, vista l'impossibilità di risolvere i conflitti, ad un prolungamento delle procedure di autorizzazione, che vengono rinviate. L'UFAFP e l'ARE hanno pertanto elaborato delle raccomandazioni esecutive per la risoluzione di tali conflitti nell'ambito della pianificazione di grandi impianti a forte affluenza, che sono attualmente in consultazione;</p><p>- la durata delle procedure d'approvazione dei piani e di ricorso è effettivamente un problema che deve essere affrontato. Sarebbe però sleale imputarla alle organizzazioni ambientaliste. La legge federale sul coordinamento e la semplificazione delle procedure d'approvazione dei piani, entrata in vigore il 1º gennaio 2000, rappresenta una pietra miliare per lo snellimento di tali procedure. Inoltre, lo snellimento delle procedure di ricorso a livello federale è un importante obiettivo della riforma della giustizia in corso. La questione coinvolge inoltre anche i Cantoni, poiché gran parte dei progetti interessati dal diritto di ricorso rientra nella loro sfera di competenza. </p><p>Per quanto riguarda il problema transfrontaliero, si rimanda alla risposta del Consiglio federale all'Interpellanza Germann (04.4136) relativa al turismo commerciale nelle zone di frontiera. </p><p>Alla domanda 7:</p><p>Proprio perché spesso le procedure di ricorso sono molto lunghe è ragionevole che i committenti avviino per tempo delle trattative con le organizzazioni ambientaliste. E questo è anche l'orientamento principale delle raccomandazioni del DATEC concernenti le trattative, elaborate in adempimento di un incarico del Parlamento (postulato della Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale; 00.3188 Diritto di ricorso delle associazioni. Carta per le trattative). Se gli accordi conclusi nell'ambito delle trattative sono conformi alle disposizioni applicabili del diritto ambientale, non c'è alcun motivo per sollevare obiezioni.</p><p>Alla domanda 8:</p><p>L'UFAFP aveva conferito all'Institut des hautes études en administration publique (IDHEAP) di Losanna, e all'Institut für Mediation di Berna, il mandato di elaborare un primo progetto di raccomandazioni concernenti le trattative. L'Institut für Mediation si è avvalso per tali lavori della consulenza di un avvocato (e mediatore) zurighese, il quale lavora fra l'altro anche per l'ATA. Il mandato è stato accompagnato da un gruppo interno all'Amministrazione composto da rappresentanti dell'ARE, della SG-DATEC e dell'UFAFP. Dal canto suo, l'UFAFP non si è limitato semplicemente a riprendere il progetto di raccomandazioni elaborato dagli esperti, ma lo ha rivisto di sua iniziativa prima di inviarlo in consultazione. Inoltre, ha poi analizzato in piena autonomia i risultati emersi dalla procedura di consultazione. </p><p>In un secondo tempo, l'UFAFP ha affidato a una comunità di lavoro composta da tre studi specializzati nella valutazione dell'applicazione di politiche (Vatter, Berna; Synergo, Zurigo; Infras, Zurigo) l'incarico di valutare l'esame dell'impatto sull'ambiente (EIA). Le attività nell'ambito di tale mandato sono state monitorate da un gruppo di lavoro esterno con semplice funzione consultiva, composto da rappresentanti dei diversi gruppi d'interesse legati all'EIA. In tale ambito, l'avvocato menzionato dall'interpellante ha rappresentato gli interessi delle organizzazioni ambientaliste, mentre gli altri undici membri hanno fatto le veci dei richiedenti, di altri Uffici federali e dei servizi cantonali di protezione dell'ambiente. Ai lavori ha partecipato anche un'esperta di valutazioni proveniente dagli ambienti universitari.</p><p>Quanto esposto mostra che l'UFAFP ha in ambedue i casi assunto senza mezzi termini la responsabilità complessiva e che l'avvocato chiamato in causa dall'interpellante ha svolto soltanto la classica funzione del consulente tecnico. Di conseguenza, il Consiglio federale non ha alcun motivo di supporre la presenza di rapporti sospetti.</p><p>Alla domanda 9:</p><p>Il diritto di ricorso delle organizzazioni è uno strumento importante che contribuisce alla corretta esecuzione delle prescrizioni ambientali. Il Consiglio federale sostiene le ottimizzazioni di questo strumento vincolate però a degli obiettivi. L'entità delle eventuali ottimizzazioni necessarie in questo settore deve essere valutata nel quadro della trattazione dell'iniziativa parlamentare Hofmann Hans (02.436 Semplificazione dell'esame dell'impatto sull'ambiente e prevenzione degli abusi mediante una definizione più precisa del diritto di ricorso delle organizzazioni).</p>  Risposta del Consiglio federale.