<h2>SubmittedText<h2><p>Nell'ambito dell'AELS sono in corso i negoziati per un accordo di libero scambio (ALS) con la Malaysia. In quelli condotti sinora per accordi di questo tipo la Svizzera ha insistito soprattutto sull'adesione del Paese partner alla Convenzione internazionale per la protezione delle novità vegetali, nella versione riveduta del 1991 (UPOV 91), oppure sul recepimento delle disposizioni di tale Convenzione nel diritto interno. Così facendo, ha imposto ai Paesi del Sud del mondo l'obbligo di aumentare il livello nazionale di protezione per le nuove varietà vegetali, sebbene ciò si scontri con le esigenze dei Paesi interessati. L'UPOV 91 vieta infatti il riutilizzo, lo scambio e la vendita di sementi o materiali di moltiplicazione di varietà protette e ne limita fortemente il libero uso, anche nei campi di proprietà degli agricoltori. Questo mette in pericolo i sistemi di sementi degli agricoltori, che rappresentano la base della sicurezza alimentare e dell'agrobiodiversità in questi Paesi. Le disposizioni dell'UPOV 91 sono inoltre in contraddizione con quelle del Trattato internazionale sulle risorse fitogenetiche per l'alimentazione e l'agricoltura (ITPGRFA) e con quelle della Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei piccoli agricoltori (UNDROP, art. 19). Va sottolineato che la Svizzera stessa non adempie agli obblighi previsti dalla UPOV 91 per quanto riguarda il principio del privilegio dell'agricoltore.</p><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Nell'ambito dei negoziati ALS, il Consiglio federale chiede alla Malaysia di aderire all'UPOV o di recepire nel diritto nazionale le norme di questa Convenzione? Se sì, perché?</p><p>2. Come spiega la disparità di trattamento nel richiedere uno standard di protezione più elevato da parte dei Paesi partner dell'ALS per quanto riguarda il privilegio dell'agricoltore rispetto a quello che la Svizzera stessa applica?</p><p>3. Considerando la protezione delle varietà vegetali e gli ALS, il Consiglio federale ha mai condotto un esame dell'impatto che l'applicazione dell'UPOV avrebbe sul rispetto dei diritti umani nei Paesi partner?</p><p>4. È disposto a non imporre l'applicazione dell'UPOV in occasione di futuri negoziati?</p><p>5. Quali misure ha adottato per aumentare la coerenza delle politiche nel settore delle sementi e della selezione vegetale, anche al fine di rafforzare i sistemi di sementi di proprietà degli agricoltori nel quadro della sua politica esterna e di promuovere il sostegno reciproco tra ITPGRFA, UNDROP e TRIPS?</p><p>6. È disposto, nel quadro della Conferenza ministeriale dell'AELS sulla revisione delle disposizioni modello degli ALS riguardanti il commercio e lo sviluppo sostenibile, a promuovere delle alternative all'obbligo di applicazione dell'UPOV 91 nel campo della protezione delle varietà vegetali?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. In quanto Paese innovativo e importante polo di ricerca, alla Svizzera preme che i diritti di proprietà intellettuale siano adeguatamente protetti anche nei Paesi partner. Questo include la protezione delle varietà vegetali, che funge da incentivo per l'innovazione. In base all'Accordo sugli aspetti dei diritti di proprietà intellettuale attinenti al commercio (Accordo TRIPS), tutti i membri dell'OMC sono tenuti a garantire la protezione delle varietà di piante mediante brevetti o mediante un efficace sistema sui generis o una combinazione dei due. La Convenzione internazionale per la protezione delle novità vegetali (UPOV) è l'accordo specifico in materia più diffuso. È quindi naturale che l'AELS proponga di inserire un rimando all'UPOV per disciplinare sul piano materiale la protezione delle varietà di piante negli accordi di libero scambio (ALS). Il rimando negli ALS ad accordi internazionali in vigore è peraltro pertinente e non inusuale. Sia nell'ambito della proprietà intellettuale che in molti altri ambiti oggetto di un ALS si rinvia infatti ad accordi internazionali ovvero se ne sancisce l'applicabilità.</p><p>L'AELS e la Svizzera non vincolano tuttavia la stipula di un ALS all'adesione all'UPOV o al recepimento degli standard ivi inclusi. L'obiettivo di qualsiasi ALS negoziato dalla Svizzera è quello di trovare la migliore soluzione possibile per tutte le parti interessate. La Svizzera e gli altri Stati AELS sono quindi disposti a cercare, se necessario, soluzioni alternative caso per caso, che offrano un'adeguata protezione delle varietà di piante e tengano conto della situazione degli agricoltori nei Paesi partner.</p><p>Per quanto riguarda la Malaysia, i negoziati sono in corso. L'AELS persegue una soluzione vantaggiosa per entrambe le parti e, nelle prossime tappe, presenterà quindi anche l'approccio negoziale, complementare a quello adottato sinora, menzionato nelle risposte alle domande 4-6. Va comunque menzionato che la Malaysia si è già dichiarata disposta ad aderire di propria volontà all'UPOV 91 in virtù dell'Accordo globale e progressivo di partenariato transpacifico (Comprehensive and Progressive Trans-Pacific Partnership, CPTPP).</p><p>2. Non ci si aspetta che i Paesi partner di un ALS adottino uno standard di protezione più elevato per quanto riguarda il privilegio dell'agricoltore rispetto alla Svizzera. La legislazione svizzera in materia di protezione delle varietà di piante è in linea con l'UPOV 91, anche se il tenore delle disposizioni della Convenzione non è stato ripreso letteralmente nel diritto nazionale. Va poi rilevato che l'UPOV (anche nella versione del 1991) prevede eccezioni, che riguardano per esempio l'utilizzo in ambito privato a scopi non commerciali oppure la possibilità di un privilegio dell'agricoltore. Contrariamente a quanto sostenuto nel testo dell'interrogazione, il riutilizzo di varietà protette non è vietato in maniera generale. Poiché queste regole derogatorie possono essere interpretate in modo più o meno rigoroso a seconda delle parti in causa, il Segretariato dell'UPOV sta raccogliendo esperienze e riscontri sull'eccezione relativa all'utilizzo di queste varietà nell'ambito privato a scopi non commerciali.</p><p>3. Nel quadro del piano d'azione del Consiglio federale "Economia verde" vengono effettuate, in singoli casi, delle valutazioni d'impatto ambientale per ALS specifici.</p><p>Di recente, è per esempio stato pubblicato uno studio sulle possibili ripercussioni ambientali dell'ALS negoziato nella sostanza tra gli Stati dell'AELS e quelli del Mercosur. Risulta invece decisamente più difficile fare previsioni sulle potenziali ripercussioni a livello sociale sia perché le problematiche sono più complesse, sia perché è più complicato individuare e risalire le catene di causalità e anche perché mancano dati statistici adeguati. Dato che per il momento non vi sono metodi validi per fare un'analisi attendibile e pertinente delle possibili ripercussioni degli ALS della Svizzera sui diritti umani, finora il Consiglio federale non ha effettuato alcuna analisi d'impatto sul rispetto di tali diritti; segue però da vicino gli sviluppi concreti di tali analisi nella scena internazionale, soprattutto per quanto riguarda gli aspetti metodologici. Nell'ambito dell'elaborazione del rapporto in adempimento del postulato 19.3011 della Commissione della gestione del Consiglio nazionale, si sta indagando se esistono metodi che consentano di analizzare ex ante la sostenibilità degli ALS.</p><p>4.-6. Il Consiglio federale è al corrente del fatto che molti agricoltori, in particolare i piccoli agricoltori nei Paesi in via di sviluppo, si procurano le sementi attraverso una molteplicità di sistemi. Per questa ragione la Svizzera partecipa a forum internazionali come la FAO, il Trattato internazionale sulle risorse fitogenetiche per l'alimentazione e l'agricoltura (TI-RFGAA), l'ONU e l'UPOV, impegnandosi affinché tali sistemi possano coesistere.</p><p>L'UPOV si applica soltanto alle nuove varietà di piante che soddisfano i criteri della Convenzione e non alle sementi tradizionali. Il Consiglio federale non vede alcuna contraddizione tra l'UPOV, il TI-RFGAA e la Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei piccoli agricoltori (UNDROP) e ritiene anzi che questi strumenti possano essere attuati in modo da rinforzarsi a vicenda. Quando ha adottato questa Dichiarazione, la Svizzera ha del resto affermato che ne avrebbe interpretato l'articolo 19 ai sensi del diritto nazionale e internazionale in vigore, ossia anche alla luce dell'UPOV.</p><p>Per poter tenere maggiormente conto negli ALS dell'importanza dei sistemi di sementi formali e informali, nell'autunno del 2020 gli Stati dell'AELS hanno deciso, su iniziativa della Svizzera, di proporre nei futuri negoziati di ALS di completare le disposizioni sulla protezione delle novità vegetali con un articolo sull'accesso alle risorse genetiche e alle conoscenze tradizionali. Questo articolo rinvia agli accordi internazionali menzionati nell'interrogazione (Convenzione sulla diversità biologica e TI-RFGAA) ed è un modo per garantire che gli accordi internazionali riguardanti la proprietà intellettuale e le risorse genetiche siano appunto attuati in modo da rinforzarsi a vicenda.</p><p>Inoltre, la Svizzera sia adopererà negli organi dell'UPOV interessati per assicurarsi che le norme dell'UPOV 91 sull'utilizzo in ambito privato a scopi non commerciali vengano interpretate in modo oculato e nel quadro del margine di manovra offerto dal campo di applicazione giuridico.</p><p>Il Consiglio federale è convinto che in questo modo si tenga conto delle preoccupazioni espresse nell'interrogazione.</p>  Risposta del Consiglio federale.