<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Come l'autrice dell'interpellanza, il Consiglio federale è del parere che l'articolo 44 capoverso 1 LAMal proibisce ai medici che non hanno ricusato la disposizione menzionata ai sensi del capoverso 2 di fatturare le prestazioni secondo la LAMal a un importo superiore alle tariffe stabilite da una convenzione o dall'autorità competente. Anche se il paziente acconsente a pagare onorari supplementari, quest'ultimi sono illegali se riguardano prestazioni dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie. Una valutazione di questa questione da parte della corte suprema conformemente al nuovo diritto dell'assicurazione malattie non esiste ancora. E' comunque chiaro che il medico non può far dipendere l'esecuzione di un trattamento ai sensi della LAMal dal pagamento di un onorario supplementare. I pazienti non possono essere indotti a firmare un tale accordo supplementare. </p><p>2. All'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) sono stati segnalati diversi casi - in particolare nel settore della ginecologia - in cui tra i pazienti e i medici sono stati concordati onorari supplementari. L'UFAS, che non ha alcuna funzione di vigilanza nei confronti dei fornitori di prestazioni e quindi non può rivolgersi ai medici con direttive, ha informato di queste pratiche la Federazione dei medici svizzeri (FMH) chiedendole di prendere posizione a riguardo. Nella sua risposta la FMH ha fatto notare che con il diritto previgente queste pratiche erano usuali e che un'applicazione definitiva delle disposizioni del nuovo diritto potrà avvenire solo nell'ambito della nuova struttura tariffaria non ancora approvata (revisione totale delle tasse mediche/GRAT). Apparentemente la FMH non ha quindi finora fatto niente per porre fine alla prassi contestata. </p><p>Non avendone la competenza il Consiglio federale non può utilizzare mezzi coercitivi per far fronte alle fatturazioni discutibili. Cercherà tuttavia di sfruttare tutte le occasioni che gli si presenteranno per imporre la protezione delle tariffe. In particolare sosterrà tutti gli sforzi che possono contribuire ad impedire fatturazioni illegali. Spera inoltre nella collaborazione efficace degli assicuratori-malattie. Ricorda poi che una rimunerazione versata a torto ai sensi della LAMal al fornitore di prestazioni può essere rivendicata. Nel sistema del terzo garante la persona assicurata può, all'atto di esercitare questo diritto, farsi rappresentare dal suo assicuratore a spese di quest'ultimo (art. 56 cpv. 2 in relazione con l'art. 89 cpv. 3 LAMal). Inoltre, in presenza di motivi gravi un assicuratore può far valere che il tribunale arbitrale ai sensi dell'articolo 89 LAMal vieti ad un fornitore di prestazioni di esercitare nel quadro dell'assicurazione malattie sociale (art. 59 LAMal).</p>  Risposta del Consiglio federale.