<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di rafforzare i diritti di partecipazione dei lavoratori. A tale scopo, il Parlamento deve presentare una revisione della legge sulla partecipazione comprendente in particolare i punti seguenti:</p><p>- obbligo di istituire una rappresentanza dei lavoratori a partire da una data dimensione dell'impresa (ad es. a partire da 100 dipendenti);</p><p>- agevolazione dell'istituzione di una rappresentanza dei lavoratori;</p><p>- definizione di ambiti e livelli di partecipazione;</p><p>- introduzione di sanzioni in caso di violazione dei diritti di partecipazione;</p><p>- miglioramento delle condizioni quadro per le rappresentanze dei lavoratori;</p><p>- rafforzamento della protezione dei rappresentanti dei lavoratori.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La legge sulla partecipazione risale al 1993: è frutto dei lavori realizzati in vista dell'adesione della Svizzera allo Spazio economico europeo (SEE). Tale adesione avrebbe implicato l'adozione nel diritto svizzero delle principali regolamentazioni dell'UE, tra cui quelle relative alla protezione dei lavoratori (progetto Eurolex). Dopo che la popolazione ha respinto l'adesione allo SEE il 6 dicembre 1992, il progetto di legge sulla partecipazione dei lavoratori previsto per Eurolex è stato ripreso nell'ambito di Swisslex. Contemporaneamente all'entrata in vigore della legge, nel Codice delle obbligazioni sono stati introdotti dei diritti di partecipazione per i lavoratori (in caso di licenziamenti collettivi e di trasferimenti aziendali). In seguito sono stati previsti diritti di partecipazione analoghi nella legge sulla fusione per i casi di fusione, scissione e trasferimento di patrimonio.</p><p>La legge sulla partecipazione è stata molto controversa durante i dibattiti parlamentari sul progetto Eurolex. Per alcuni essa si spingeva troppo oltre, mentre per altri non era sufficiente. Alla fine, in concomitanza con il pacchetto Swisslex, è stata approvata una legge quadro che contiene solo lo stretto necessario e lascia alle parti sociali ampio spazio per elaborare delle soluzioni con i propri interlocutori. In particolare, il legislatore ha evitato di imporre l'istituzione di una rappresentanza dei lavoratori, sia in generale sia per le imprese che superano certe dimensioni.</p><p>Già allora si riteneva che la partecipazione dovesse essere regolamentata principalmente nei contratti collettivi di lavoro. Il legislatore è voluto intervenire solo sui punti più importanti della partecipazione (nei settori della sicurezza sul lavoro e della protezione dei lavoratori, nel caso dei trasferimenti aziendali e dei licenziamenti collettivi), lasciando che il resto fosse integrato nei contratti collettivi di lavoro. Ciò dovrebbe consentire la massima autonomia nei contratti. Nel 2003 è stata nettamente respinta un'iniziativa parlamentare che chiedeva una revisione della legge. Considerato che da allora la situazione non è cambiata, attualmente non vi è ragione di trarre una conclusione diversa.</p><p>Il Consiglio federale presta tuttavia attenzione a creare le condizioni per il buon funzionamento del partenariato sociale. A ottobre 2010 è stata messa in consultazione una revisione parziale del Codice delle obbligazioni volta a rafforzare la protezione contro i licenziamenti abusivi o ingiustificati. Tale revisione mira tra l'altro a proteggere meglio i rappresentanti dei lavoratori eletti dal personale dell'azienda.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.