<h2>SubmittedText<h2><p>Con spiacevole regolarità il Consiglio federale esprime la propria "sorpresa", e talvolta "delusione", dinnanzi alle decisioni della Commissione europea. Di recente è avvenuto quando la Commissione europea ha inserito la Svizzera in un'infausta "lista grigia" a causa della sua politica fiscale autonoma. In questo contesto si pongono alcune domande riguardanti la performance della rappresentanza svizzera presso l'UE, che dispone, tra l'altro, di una sezione "Affari economici e finanziari" composta da più persone.</p><p>1. La rappresentanza svizzera era già a conoscenza dell'intenzione dell'UE di inserire la Svizzera in una "lista grigia" di Paesi con pratiche fiscali ritenute sleali?</p><p>2. In caso di risposta negativa: in che modo i rappresentanti svizzeri attingono informazioni dalla Commissione europea?</p><p>3. In caso di risposta affermativa: con quali strumenti e in che momento i rappresentanti svizzeri sono intervenuti per contrastare i piani dell'UE?</p><p>4. Quali sono i mandati e i compiti della Sezione "Affari economici e finanziari"?</p><p>5. Poiché nel corso degli ultimi anni non sono stati compiuti progressi con l'UE nell'ambito dei servizi finanziari e si osserva uno sviluppo tendenzialmente negativo, occorre chiedersi se la rappresentanza svizzera, e in particolare la Sezione "Affari economici e finanziari", adempia i propri compiti in modo soddisfacente per il Paese.</p><p>6. Quante persone, in totale, sono impiegate alla Missione della Svizzera presso l'UE? E quali costi ne derivano (salari e altre spese)?</p><p>7. In linea generale, viene eseguita una valutazione delle prestazioni degli ambasciatori e delle ambasciate?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il 5 dicembre 2017 il Consiglio dell'Unione europea ha pubblicato nelle proprie conclusioni una lista UE delle giurisdizioni non cooperative in materia fiscale. In tale data, 17 delle 92 giurisdizioni analizzate figuravano nella lista (allegato I). Come previsto, la Svizzera non ne faceva parte, ma veniva menzionata nell'allegato II delle conclusioni insieme ad altre 46 giurisdizioni che, al momento della pubblicazione, sono state classificate come cooperative e in procinto di adeguare i propri regimi fiscali agli standard internazionali.</p><p>1.-3. A gennaio 2017 la Svizzera aveva ricevuto una comunicazione del gruppo di lavoro del Consiglio dell'UE responsabile in materia (Gruppo "Codice di condotta") che annunciava la redazione di tale lista. Da allora il nostro Paese è rimasto regolarmente in contatto con le autorità e i rappresentanti degli Stati membri e dell'UE come pure con il Gruppo "Codice di condotta". Successivamente, il 26 ottobre 2017, la Svizzera ha ricevuto la conferma scritta del gruppo di lavoro di non rientrare tra le giurisdizioni non cooperative prese in considerazione per la lista. Il gruppo ha inoltre stabilito che il nostro Paese non figura nell'allegato I poiché soddisfa due dei tre criteri dell'UE, e ha osservato che, per quanto riguarda il terzo, il 14 ottobre 2014 la Svizzera si è impegnata ad applicare la Dichiarazione congiunta concernente la fiscalità delle imprese. La decisione del Consiglio dell'UE del 5 dicembre 2017 ha attestato ufficialmente che il nostro Paese non compare nella lista in questione.</p><p>La Missione della Svizzera presso l'Unione europea è stata in contatto con i propri interlocutori in loco durante l'intero processo di elaborazione delle conclusioni del Consiglio dell'UE. Ciononostante la Svizzera non era al corrente della forma esatta che avrebbero assunto tali conclusioni né della creazione di uno specifico allegato II. Fino all'ultimo non vi erano indizi che lasciassero pensare che vi sarebbe stata menzionata.</p><p>Al riguardo il nostro Paese dialoga regolarmente con gli Stati membri e le autorità dell'UE: all'inizio del 2018, ad esempio, ha ribadito il proprio impegno ad attuare la Dichiarazione congiunta dinnanzi alla presidenza bulgara del Consiglio dell'UE.</p><p>4./5./7. Le prestazioni delle ambasciate e delle missioni svizzere nonché quelle dei capimissione sottostanno ogni anno a un processo di valutazione apposito, che comprende sia l'elenco dei compiti generale della relativa rappresentanza svizzera, sia gli obiettivi specifici per l'anno stabiliti in precedenza. La Missione della Svizzera presso l'UE sostiene la politica europea del nostro Paese nell'ambito delle mansioni e degli obiettivi che le vengono assegnati dalla Centrale. Il suo elenco dei compiti comprende anche l'influenza mirata da esercitare nei confronti dell'UE a sostegno della politica svizzera, l'ampliamento e la cura della rete di contatti in loco, il monitoraggio degli sviluppi in seno all'Unione e l'elaborazione di rapporti e analisi in settori rilevanti per la Svizzera. La Missione appoggia inoltre specificatamente la politica europea del Consiglio federale, ad esempio sostenendo l'importanza della via bilaterale e adoperandosi per farla comprendere alle istituzioni dell'UE, e coadiuvando gli organi competenti a Berna nell'elaborazione dei rispettivi dossier. Tutti i dipartimenti sono coinvolti nel processo di concertazione degli obiettivi della Missione, da cui derivano i compiti della Sezione "Affari economici e finanziari". I progressi nell'ambito dei servizi finanziari, invece, dipendono anzitutto dalle decisioni politiche in Svizzera e nell'UE.</p><p>6. Nella Missione della Svizzera presso l'UE oltre al personale del DFAE sono impiegati anche collaboratori distaccati di tutti i dipartimenti. Alla fine del 2017 vi lavoravano complessivamente 52 persone (incluso il personale locale e i/le praticanti). Nel 2017 i costi della Missione erano di circa 8,5 milioni di franchi.</p>  Risposta del Consiglio federale.