<h2>SubmittedText<h2><p>Mi permetto di interpellare il Consiglio federale per sapere:</p><p>1. quale è il suo giudizio sull'attuale quarto canale della SSR (S4) ed in particolare se ritiene che la sua organizzazione e i suoi programmi rispondano alle esigenze poste dalla concessione (Art. 2 cpv. 1o lett. c, art. 3 e 5);</p><p>2. se è a conoscenza delle eventuali intenzioni della Direzione generale della SSR di modificare un'ulteriore volta (e dopo così poco tempo dall'ultimo cambiamento di indirizzo) la scelta di impostazione del quarto canale nazionale, apparentemente nel senso di una sua regionalizzazione;</p><p>3. se ritiene tali eventuali intenzioni compatibili con le condizioni poste dalla concessione;</p><p>4. se intende agire nei confronti della Direzione generale della SSR per renderla attenta circa le ragioni d'ordine politico generale che motivano le regole previste dalla concessione e soprattutto circa la necessità che la SSR contribuisca, in particolare anche attraverso il quarto canale nazionale, agli sforzi oggi necessari per lottare contro le difficoltà di comprensione fra le etnie svizzere che sempre più si manifestano all'interno del paese.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Con il rilascio della nuova concessione il 18 novembre 1992, il Consiglio federale ha autorizzato la SSR di diffondere un canale televisivo nazionale, nella misura del possibile ripartibile tra le regioni linguistiche; la SSR deve inoltre collaborare con altri concessionari e concedere a questi ultimi posti per la diffusione di programmi su questo quarto canale. In tal modo è possibile offrire o perlomeno facilitare l'accesso al mercato ad altre emittenti regionali o nazionali (modello di accesso al mercato).</p><p>Poiché allora non era possibile prevedere se tale sistema di collaborazione sarebbe durato nel tempo, il Consiglio federale ha fissato a 5 anni, cioè fino alla fine del 1997, i diritti della SSR sul quarto canale. L'articolo 19 capoverso 2 della concessione prevede sia per la SSR che per l'autorità di concessione la possibilità di fare un bilancio delle esperienze fatte e eventualmente di rinunciare alla concessione riguardo al quarto canale televisivo entro la fine del 1996. In caso contrario, i diritti della SSR si protraggono automaticamente fino alla fine del 2002.</p><p>I programmi diffusi finora su Schweiz 4, Suisse 4, Svizzera 4 hanno avuto l'anno scorso una quota di mercato del 4 percento nella Svizzera tedesca, del 3 percento nella Svizzera francese e del 2 percento nella Svizzera italiana. Secondo il parere del Comitato del Consiglio centrale e delle emittenti interessate, il profilo e l'organizzazione della rete non sono convincenti. Nel corso della sua seduta del 30 agosto 1996, il Comitato ha incaricato il direttore generale della SSR di trasferire a medio termine la responsabilità regionale al quarto canale TV e di rafforzare allo stesso tempo la funzione di coesione nazionale di tutti i canali della SSR.</p><p>Il Consiglio federale non si è espresso in merito al destino di Svizzera 4. Attualmente sono in corso varie trattative tra le emittenti interessate e il Dipartimento federale dei trasporti, delle comunicazioni e delle energie (DFTCE). Dal punto di vista della politica dei massmedia, rimane auspicabile e importante che le emittenti svizzere lavorino con la SSR e non con emittenti straniere.</p><p>1. Secondo l'articolo 2 capoverso 1° lettera c della concessione, la SSR è tenuta ad istituire una Direzione autonoma per il programma, assoggettata alla direzione generale della SSR, che tiene conto degli interessi delle regioni linguistiche e delle altre emittenti. L'articolo 3 definisce il mandato costituzionale generale in ambito di programmi, precisa il concetto di "servizio pubblico" e descrive la funzione specifica che la SSR deve svolgere a favore della coesione nazionale. L'articolo 5 disciplina il modello di contratto concernente la collaborazione per il quarto canale e la procedura da seguire in caso di mancato accordo tra le parti.</p><p>L'organizzazione e i programmi di Svizzera 4 corrispondono alle disposizioni della concessione e attualmente non vengono riscontrate violazioni. I cambiamenti effettuati finora riguardavano maggiormente il personale e non l'organizzazione.</p><p>2. Il Consiglio federale è a conoscenza del fatto che il Comitato del Consiglio centrale vuole orientare in maniera ottimale e al fine della complementarità i programmi del quarto canale adattandoli a quelli delle prime reti e alle esigenze del pubblico. Ciò può far sì, soprattutto nella Svizzera tedesca, che i programmi siano fortemente incentrati sulle specificità regionali e comportare di conseguenza un'accentuata regionalizzazione degli stessi. Già oggi in Romandia Svizzera 4 è fortemente influenzata dal contesto svizzero-francese.</p><p>3. Le disposizioni riguardanti il quarto canale sono chiaramente formulate nella concessione. Se, come ritiene in un certo senso il Comitato, la responsabilità operativa per i programmi del quarto canale dovesse essere trasferita alle unità aziendali televisive regionali, occorrerebbe adattare la concessione. In occasione di un'eventuale revisione della concessione SSR, il Consiglio federale si riserva il diritto di giudicare se la regionalizzazione del quarto canale non rimetta in questione il mandato di servizio pubblico e di coesione nazionale che la SSR è tenuta ad adempire sulla base della legge federale sulla radiotelevisione (LRTV) e della concessione SSR.</p><p>4. Sia la legge che la concessione chiedono alla SSR di svolgere un vasto mandato di prestazioni nel senso di un "servizio pubblico". L'azienda deve quindi, tra l'altro, promuovere la comprensione reciproca e lo scambio tra le regioni del Paese e svolgere in tal modo la sua funzione di coesione. Tale compito deve però essere portato al termine in tutti i suoi programmi. La legge e la concessione non precisano né i programmi né le funzioni che essi devono svolgere. In tale contesto, anche il contributo di Svizzera 4 è senza dubbio importante. La SSR sta elaborando un piano per la concretizzazione del suo mandato a favore della coesione nazionale. L'autorità di vigilanza seguirà questa iniziativa.</p>  Risposta del Consiglio federale.