B u n d e s v e rw a l t u n g s g e r i ch t T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i f f éd é r a l T r i b u n a l e am m i n i s t r a t i vo f e d e r a l e T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i v fe d e r a l Corte IV D-1322/2011 S e n t e nz a d e l 2 8 m a r z o 2 0 1 2 Composizione Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio), Nina Spälti Giannakitsas, Walter Lang, cancelliera Zoe Cometti. Parti A._______, nata il (…), alias B._______, nata il (…), Eritrea, rappresentata dal lic. iur. Mario Amato, Soccorso operaio svizzero (SOS), ricorrente, contro Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore. Oggetto Asilo (senza allontanamento); decisione dell'UFM del 24 gennaio 2011 / N (…). D-1322/2011 Pagina 2 Fatti: A. L'interessata, di etnia tigrina e originaria di C._______ (Eritrea), ha pre- sentato domanda di asilo il 12 agosto 2010. Interrogata sui motivi d'asilo, ella ha dichiarato, nella sostanza e per quanto è qui di rilievo, (cfr. verbali d'audizione del 25 agosto 2010 [di seguito: verbale 1] e del 6 settembre 2010 [di seguito: verbale 2]), di essere espatriata per sfugg i- re a un membro del regime, tale D._______, il quale voleva costringerla a sposarlo. La ricorrente, rimasta vedova dopo la morte di suo mari to avvenuta nel 2004, ha infatti dichiarato che, due anni prima del suo espatrio, D._______, rappresentante dell'amministrazione comunale e incaricato dei controlli dei commercianti, ha iniziato a infastidirla chiedendo che l'in- teressata lo sposasse. Siccome l'interessata non voleva saperne di lui, questo ha fatto in modo che la ricorrente avesse dei problemi a vendere la sua merce , in particolare accusandola di contrabbando e confiscando detta merce (cfr. verbale 2, pag. 7). L'interessata, in data non precisa ta, avrebbe inoltre subito un tentativo di stupro da parte dell'uomo in questione e in seguito , nel mese di febbraio 2010, sarebbe stata arrestata e messa in prigione per un mese, o secon- do un'altra versione per due settimane, perché accusata di contrabbando (cfr. verbale 2, pag. 11). Dopo essere stata liberata, la ricorrente ha deciso di espatriare in data 3 marzo 2010 per il Sudan, dove vi ha sogg iornato per quattro mesi. Il 12 agosto 2010 l'interessata è entrata in Svizzera. A sostegno della sua domanda di asilo, la richiedente ha depositato i s e- guenti documenti: – copia del certificato medico riguardante la liberazione del servizio militare per gravidanza del 7 luglio 1997; – copia del certificato di morte del marito del 12 gennaio 2006. B. Con decisione del 24 gennaio 2011 (notificata al la ricorrente il 26 gennaio 2011), l'Ufficio federale della migrazione (di seguito: UFM) D-1322/2011 Pagina 3 ha ritenuto inverosimili le dichiarazioni dell'interessata concernenti i pr o- blemi con D._______. Le ha riconosciuto la qualità di rifugiato in quanto ella ha lasciato illegalmente l'Eritrea ed è in età di prestare servizio milita- re obbligatorio. Non è stato concesso l'asilo all'interessata in quanto dive- nuta rifugiata soltanto con la partenza dal Paese d'origine. C. In data 25 febbraio 2011 (cfr. plico raccomandato; data d'entrata: 28 febbraio 2011), l'interessata ha inoltrato ricorso dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: i l Tribunale) chiedendo, in via princ i- pale, in accoglimento del ricorso, l'annullamento della decisione impugna- ta, il riconoscimento della qualità di rifugiato e la concessione dell'asilo e, in via sussidiaria, la trasmissione degli atti di causa all'autorità inferiore per un nuovo esame delle allegazioni. Ella ha altresì presentato una d o- manda d'esenzione dal pagamento anticipato delle spese di giustizia. D. Il Tribunale, con decisione incidentale del 2 marzo 2011, ha invitato l'UFM a presentare una risposta al ricorso. E. Con risposta del 21 marzo 2011, trasmessa alla ricorrente per conoscen- za, l'UFM ha proposto la reiezione del gravame. F. Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti verranno ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della vertenza. Diritto: 1. Le procedure in mat eria d'asilo sono rette d alla legge federale sulla pr o- cedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla leg- ge sul Tribunale amministrativo federa le del 17 giugno 2005 (LTAF, RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale feder ale del 17 giugno 2005 (LTF, RS 173.110), in q uanto la legge federale sull'asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). Fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale, in vir- tù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF. D-1322/2011 Pagina 4 L'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi). L'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA. La ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autor ità inferiore, è particolarmente toccata dalla decisione impugnata e vanta un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificaz ione della stessa (art. 48 cpv.1 lett. a-c PA); è pertanto legittimata ad aggravarsi contro di essa. I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 1 LAsi), alla forma e al contenuto degli atti di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti. Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso. 2. Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del diritto federale, l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente ril e- vanti e l'inadeguatezza (art. 106 LAsi e art. 49 PA). Il Tribunale non è vin- colato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giu- ridiche della decisione impugnata, né dalle argomentazioni delle parti. (cfr. DTAF 2009/57 consid. 1.2; PIERRE MOOR, Droit administratif, vol. II, 3ª ed., Berna 2011, n. 2.2.6.5). 3. Preliminarmente il Tribunale osserva che, essendo stata l'insorgente po- sta al beneficio dell'ammissione provvisoria con de cisione dell'UFM del 24 gennaio 2011, oggetto del litigio in questa sede risulta pertanto essere esclusivamente la decisione riguardante il rifiuto della sua domanda d'asi- lo. 4. La Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le disposizio- ni della LAsi (art. 2 LAsi). L'asilo comprende la protezione e lo statuto a c- cordati a persone in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiato. E s- so include il diritto di risie dere in Svizzera. Giusta l'art. 3 cpv. 1 LAsi sono rifugiate le persone che, nel Paese d'origine o di ultima residenza, sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro opinioni poli- tiche, ovvero hanno fondato timore di essere esposte a tali pregiudizi. Sono pregiudizi seri segnatamente l'esposizione a pericolo della vita, dell'integralità fisica o della libertà, nonché le misure che comportano una D-1322/2011 Pagina 5 pressione psichica insopportabile (art. 3 cpv. 2 LAsi). Occorre altresì tene- re conto dei motivi di fuga specifici della condizione femminile (art. 3 cpv. 2 2a frase LAsi). A tenore dell'art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda asilo deve provare o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato. La qualità di ri- fugiato è resa verosimile se l'autorità la ritiene data con una probabilità preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi). Sono inverosimili in particolare le all e- gazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate o contradditt o- rie, non corrispondono ai fatti o si basano in modo determinante su mezzi di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi). In altre parole, per poter ammettere la verosimiglianza, ai sensi dei su m- menzionati disposti, delle dichiarazioni determinanti rese da un richiede n- te l'asilo, occorre che le stesse abbiano insito un grado di convinzione l o- gica tale da prevalere in modo preponderante sulla possibilità del contr a- rio, così che quest'ultima risulti secondaria (cfr. Giurisprudenza ed info r- mazioni della Commissione svizzera d i ricorso in materia d'asilo [GICRA] 1993 n. 21). Le dichiarazioni devono essere attendibili, cioè resistenti alle obiezioni, precise, ovvero non generiche e non suscettibili di diversa i n- terpretazione (altrettanto o più verosimile), e concordanti, o megli o non in contrasto fra loro e nemmeno con altri dati o elementi certi. Peraltro, il giudizio sulla verosimiglianza deve essere il frutto di una valutazione complessiva, e non esclusivamente atomizzata, delle singole allegazioni decisive, in modo da consentire di limitare al minimo il rischio dell'appros- simazione, ovvero il pericolo di fondare il giudizio valorizzando, contro i n- discutibili postulati di civiltà giuridica, semplici impressioni dell'autorità giudicante (cfr. GICRA 2005 n. 21, consid. 6.1, GICRA 1995 n. 23). 5. 5.1. Nella querelata decisione, l'UFM ha ritenuto inverosimili le dichiarazioni dell'interessata concernenti i problemi con D._______. In particolare la richiedente non sarebbe stata in grado di raccontare in modo dettagliato gli incontri avvenut i con l'uomo e in che modo questo l'avrebbe infastidita e quasi stuprata . Anche le dichiarazioni dell'interessata concernenti il suo arresto poco tempo prima del l'espatrio e il motivo di questo arresto sarebbero rimaste generali. La ricorrente non sarebbe stata in grado di rispondere alle domande in maniera concreta e dettagliata e inoltre si sarebbe contraddetta sulla durata della detenzione affermando dapprima, nel cor so dell'audizione del 25 agosto 2010, di essere stata un mese in prigione, in seguito, nel corso dell'audizione del 6 settembre 2010, affermando di essere stata in prigione per due D-1322/2011 Pagina 6 settimane. Pertanto, i motivi d'asilo presentati dall'interessata non sarebbero adeguati a reggere l'esame della verosimiglianza giusta l'art. 7 LAsi. L'autorità inferiore ha poi concluso che sarebbero fondati i timori della r ichiedente di essere esposta a s eri pregiudizi ai sensi dell'art. 3 LAsi una volta rientrata in Eritrea, in quanto avrebbe lasciato il suo Paese in età di prestare servizio militare obbligato rio e in quanto , in siffatti casi , le autorità eritree presum erebbero di principio un atteggiamento ostile al governo punendo assai severamente le persone interessate. Non ha invece concesso l'asilo all'interessata la quale sarebbe divenuta rifugiata ai sensi dell'art. 3 LAsi soltanto con la partenza dal Paese d'origine per il che i motivi d'asilo andrebbero considerati quali motivi soggettivi insorti dopo la fuga (art. 54 LAsi). Di conseguenza, l'interessata è stata esclusa dalla concessione dell'asilo, le è stato concesso lo statuto di rifugiato ed è stata ammessa provvisoriamente. 5.2. Con il ricorso la ricorrente sostiene di aver addotto sufficienti elementi; le sue dichiarazioni infatti, per quanto concise, sarebbero comunque da ritenersi dettagliate, nel sen so che dalle stesse sarebbe possibile ricavare quelle informazioni che renderebbero credibile e dunque verosimile il suo racconto. L'UFM per contro, nella decisione impugnata, non avrebbe giudicato la verosimiglianza valutando complessivamente ma fondandosi su dichiarazioni prese singolarmente . Nell'evenienza, p er quanto concerne la contraddizione riguardante la durata dell'incarcerazione, l'interessata indica nell'atto ricorsuale di aver già fornito la sua spiegazione al momento dell'audizione sui motivi di asilo, si sarebbe quindi trattato di un probabile errore di traduzione durante la prima audizione. 6. Questo Tribunale osserva che, come rettamente rilevato dall'autorità infe- riore nella decisione impugnata , le di chiarazioni rese dall'insorge nte s i esauriscono in generiche ed imprecise affermazioni di parte, non corrobo- rate da elementi di seria consistenza, in sostanza per le ragioni indicate nel provvedimento litigioso. L'insorgente non ha saputo fornire indicazioni precise sui fatti addotti a sostegno dei motivi presentati a fondamento del- la sua domanda d'asilo, ragione per cui v'è motivo di concludere alla loro inverosimiglianza. A titolo di esempio, il resoconto della ricorrente concernente i diversi atti di confisca subiti è rimasto generi co; a lla domanda di descrivere dett a- gliatamente come è stata tormentata la prima volta , ella non ha saputo ri-D-1322/2011 Pagina 7 spondere in modo preciso ma si è limitata a ripetere che D._______ ha cercato di impedirle di fare il suo lavoro (cfr. verbale 2, pag. 8). Anche per quanto concerne il tentativo di stupro, le indicazioni date sono sostanzialmente vaghe, oltre a non ricordarsi quando ciò sia avvenuto, il racconto manca di quegli elementi concreti che permettono di giungere al convincimento che ciò sia effettiv amente avvenuto. Pure le dichiarazioni secondo le quali l'interessata si sarebbe trovata da sola in casa al mo- mento del tentato stupro non sono convincenti in quanto ella ha dato ind i- cazioni contraddittorie e poco credibili: ella, per esempio, ha dapprima di- chiarato che i figli erano a scuola, subito dopo ha affermato che la più giovane giocava all'aperto per poi affermare che erano due i figli che gi o- cavano all'aperto (cfr. verbale 2, pag. 9); inoltre anche il fatto che la sorel- la, ventiseienne, vada ancora a scuola e che, alla domanda come ciò sia possibile, la ricorrente non ha saputo rispondere (cfr. verbale 2, pag. 10), contribuisce a rendere il resoconto ancora meno verosimile. Per quanto concerne l'arresto e la detenzione che l'interessa ta afferma aver subito nel mese di febbraio appena prima di lasciare il Paese , come ha rettamente rilevato l'UFM, il resoconto non è particolarmente dettaglia- to e la ricorrente si è contraddetta sulla durat a della detenzione. La rico r- rente afferma essersi trattato di un problema di traduzione durante la pr i- ma audizione (cfr. verbale 2, pag. 13). Codesto Tribunale ritiene innanz i- tutto inverosimile che nel caso presente si sia trattato di un errore; infatti alla domanda quando l'interessata è stata incarcerata per un mese, l'inte- ressata avrebbe dovuto far notare l'errore incorso, ovvero che non era stata incarcerata per un mese, invece si è limitata a rispondere alla do- manda posta (cfr. verbale 2, pag. 5). L'argomento perde poi di consiste n- za avendo comunque confermato, apponendovi la sua firma, i verbali di audizione (cfr. sulla questione tra le altre, sentenze del Tribunale ammini- strativo federale D -2627/2010 del 21 aprile 2010, D-2026/2009 del 6 aprile 2009). Sulla base di quanto precede, codesto Tribunale ritiene quindi che l'auto- rità inferiore ha rettamente ritenuto che le dichiarazioni della ricorrente non soddisfano le condizioni di verosimiglianza previste dall'art. 7 LAsi. 7. Se respinge la domanda d'asilo o non entra nel merito, l'Ufficio federale pronuncia, di norma, l'allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l'esec u- zione; tiene però conto del principio dell'unità della famiglia (art. 44 cpv. 1 LAsi). D-1322/2011 Pagina 8 L'insorgente non adempie le condizioni in virtù delle quali l'UFM avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera (art. 14 cpv. 1 e 2 nonché 44 cpv. 1 LAsi come pure art. 32 dell'ordinanza 1 sull'asilo r elativa a questioni procedurali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]; DTAF 2009/50 consid. 9). Pertanto, sulla q uestione della pronuncia dell'allontanamento il ricorso non merita tutela e la decisione impugnata va confermata. 8. Ne discende che l'UFM con la decisione impugnata non ha violato il diritto federale, né abusato del suo potere di apprezzamento; l'autorità d i prime cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata (art. 106 LAsi), per il che il ricorso va respinto. 9. Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di esenzio- ne dal versamento di un anticipo equivalente alle presu nte spese proces- suali è divenuta senza oggetto. 10. Visto l'esito della procedura, l e spese processuali di CHF 600. –, che s e- guono la soccombenza, sono poste a carico della ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. b del Regolamento sulle tasse e sulle spese r i- petibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). La domanda di esenzione dal pagamento delle spese processuali è respinta. 11. La presente decisione non concerne persone contro le quali è pendente una domanda d'estradizione presentata dallo Stato che hanno abband o- nato in cerca di protezione per il che non può essere impugnata con r i- corso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 LTF). La pronuncia è quindi definitiva. (dispositivo alla pagina seguente) D-1322/2011 Pagina 9 Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronu n- cia: 1. Il ricorso è respinto. 2. La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal ve r- samento delle spese processuali, è respinta. 3. Le spese processuali, di CHF 600. –, sono poste a carico del la ricorrente. Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministra- tivo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sentenza. 4. Questa sentenza è comunicata al la ricorrente, all'UFM e all'autorità ca n- tonale competente. Il presidente del collegio: La cancelliera: Daniele Cattaneo Zoe Cometti Data di spedizione: