<h2>SubmittedText<h2><p>Il 2021 è stato un anno impegnativo per la vitivinicoltura svizzera. I lunghi periodi di umidità e pioggia hanno portato a una diffusa infestazione da funghi. In molte regioni è stato vendemmiato complessivamente soltanto la metà circa del volume abituale. In alcune aziende, per determinate varietà di uva non è stato possibile evitare perdite totali del raccolto.</p><p>L'oidio ha causato grossi problemi. A causa dell'intensità dell'infestazione, i mezzi convenzionali hanno completamente o parzialmente fallito. Il nuovo fungicida Zorvec Zelavin, impiegato con molto successo nei vigneti dei Paesi UE, non poteva essere usato in Svizzera in quanto manca (ancora) l'autorizzazione. L'anno scorso, nelle regioni di confine la disparità di trattamento e gli svantaggi per la viticoltura svizzera sono emersi in modo lampante. Il dirigente dell'associazione di categoria dei vini di Sciaffusa (Schaffhauser Wein) riferisce: "Questo impiego (di Zorvec Zelavin) ha fatto sì che molti viticoltori tedeschi, a pochi metri dalle vigne di Sciaffusa, abbiano superato l'anno senza grossi danni, mentre sul versante svizzero siano state in parte accusate perdite del 100 per cento".</p><p>La procedura di autorizzazione di nuove sostanze attive e nuovi prodotti, che da anni va a rilento, insieme alla contemporanea cancellazione forzata di sostanze attive e al ritiro di autorizzazioni dei prodotti hanno portato a una pericolosa riduzione della disponibilità di prodotti fitosanitari. Vari interventi parlamentari hanno già sollevato questo problema (tra cui lp. Bregy 21.3692, Mo. Bregy 21.4164, lp. Gugger 21.4614, lp. Pasquier 21.4637). Tuttavia, il Consiglio federale non ha ancora dato seguito alla richiesta centrale, ovvero l'accelerazione della procedura di autorizzazione di nuovi prodotti fitosanitari.</p><p>Pertanto, è ora invitato a intervenire, a titolo straordinario, in questo caso particolarmente spinoso e a provvedere affinché il prodotto Zorvec Zelavin (Zorvec Vinabel), con la sostanza attiva oxathiapiprolin, sia immediatamente omologato tramite procedura ordinaria. A tal fine deve essere cercato il dialogo con le organizzazioni ambientali coinvolte.</p><p>Lo Zorvec Zelavin è approvato nell'UE da anni. Nel suo parere del 10 novembre 2021 in risposta alla mozione Bregy 21.4164, il Consiglio federale ha dichiarato che "le esigenze relative ai dati da fornire (...) e quelle da adempiere affinché un prodotto venga omologato sono identiche a quelle vigenti nell'UE" e che "i risultati delle valutazioni dei principi attivi effettuate dalle autorità europee sono riconosciuti senza procedere a esami complementari". Questo significa che la base per un'autorizzazione dello Zorvec Zelavin è data anche in Svizzera.</p><p>La disparità di trattamento dei viticoltori svizzeri rispetto ai loro colleghi dell'UE, chiaramente svantaggiosa e oggettivamente ingiustificabile, deve essere eliminata. Non può ripetersi quest'anno.</p><p>Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. È disposto a far sì che lo Zorvec Zelavin sia omologato entro il maggio/giugno di quest'anno?</p><p>2. In caso di risposta negativa: quali misure raccomanda ai viticoltori colpiti per compensare le perdite finanziarie e lo svantaggio rispetto ai loro colleghi dell'UE?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. In Svizzera, la procedura di omologazione del prodotto Zorvec Zelavin non è ancora stata completata. Poiché contiene il principio attivo oxathiapiprolin, non ancora approvato in Svizzera, occorre dapprima attenderne la valutazione. Se questa si concluderà con l'approvazione, l'oxathiapiprolin potrà essere inserito nell'allegato 1 come principio attivo approvato in Svizzera per l'impiego nei prodotti fitosanitari nel quadro di una revisione ordinaria dell'ordinanza sui prodotti fitosanitari (OPF; RS 916.161). Inoltre, anche i prodotti che lo contengono, come il fungicida Zorvec Zelavin, devono essere valutati per stabilire le prescrizioni d'uso specifiche a ciascun Paese, come avviene anche negli Stati membri dell'UE. Una volta concluse le valutazioni dei prodotti, le organizzazioni di protezione dell'ambiente avranno la possibilità di esprimere un parere in merito all'autorizzazione prevista ed eventualmente di esercitare il loro diritto di ricorso. Questo processo richiede diversi mesi. La decisione richiesta sull'omologazione entro maggio/giugno di quest'anno non è quindi possibile.</p><p>2. Il 2021 è stato un anno difficile per la vitivinicoltura svizzera. Oltre al gelo e alla grandine, le condizioni meteorologiche eccezionali hanno reso il controllo della peronospora un compito molto impegnativo. I numerosi periodi di infezione uniti alle forti piogge hanno richiesto la ripetizione frequente dei trattamenti per proteggere efficacemente i vigneti. Sfortunatamente, questo non è stato possibile in tutti gli appezzamenti. In tali condizioni, i danni hanno potuto essere limitati solo con il rinnovo regolare della protezione. Per combattere la peronospora della vite sono già disponibili numerosi prodotti fitosanitari omologati. Non spetta al Consiglio federale raccomandare questo o quel rimedio. Gli uffici cantonali competenti e la piattaforma Agrometeo sviluppata da Agroscope forniscono informazioni affinché i viticoltori possano adattare la loro strategia per combattere questa malattia della vite. Non è prevista una compensazione finanziaria per i danni.</p>  Risposta del Consiglio federale.