<h2>SubmittedText<h2><p>Nel 2001 è entrata in vigore una riforma dell'assicurazione facoltativa per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità che prevedeva in particolare un raddoppio del contributo minimo. Il Consiglio federale è incaricato di presentare un rapporto che mostri le ripercussioni della riforma sulla situazione degli Svizzeri all'estero e sulle finanze federali e cantonali nonché eventuali discriminazioni legate alle differenti condizioni sociali ed economiche nei Paesi di residenza.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Dalla sua creazione, nel 1948, l'assicurazione facoltativa soffre di un deficit cronico. Poiché facoltativa, vi aderiscono soprattutto persone che versando contributi relativamente bassi si garantiscono il diritto ad una rendita minima di tutto rispetto. Negli anni novanta, il Consiglio federale e il Parlamento hanno deciso un'ampia revisione con l'obiettivo di ridurre le spese pubbliche e il disequilibrio strutturale tra l'assicurazione obbligatoria e quella facoltativa. La revisione è divenuta ancora più urgente in seguito alla conclusione dell'accordo sulla libera circolazione delle persone tra la Svizzera e l'UE: senza cambiamenti incisivi, il passivo dell'assicurazione facoltativa sarebbe cresciuto a dismisura a causa del principio della parità di trattamento applicato ai cittadini dell'UE. I principali punti della revisione entrata in vigore nel 2001 sono stati la limitazione della possibilità di aderire all'assicurazione alle persone residenti al di fuori dell'UE, l'introduzione di un periodo assicurativo precedente di cinque anni e la riduzione a un anno del termine di esclusione per mancato pagamento dei contributi. Sono inoltre stati presi provvedimenti anche sul fronte delle entrate, come ad esempio il raddoppio del contributo minimo (attualmente di 824 franchi all'anno), l'aumento dello 0,6 per cento del tasso di contribuzione e la soppressione della tavola scalare dei contributi. Nel frattempo il legislatore ha deciso ulteriori restrizioni: dal 1° giugno 2002 non sono più possibili nuove adesioni negli Stati dell'AELS e presto neppure nei nuovi Stati membri dell'UE. Le persone escluse dall'assicurazione facoltativa restano assoggettate al sistema di assicurazione sociale del loro Paese di residenza o di lavoro. I diritti già acquisiti nell'AVS/AI restano intatti.</p><p>Nel 2000 gli affiliati all'AVS/AI facoltativa costituivano poco meno del 10 per cento dei circa 580 000 Svizzeri all'estero. Da allora, in seguito ai citati provvedimenti di revisione, il loro numero è diminuito di circa il 30 per cento:</p><p>Anno: 2000; 2001; 2002; 2003; 2004; luglio 2005.</p><p>Numero di assicurati: 57 024; 54 912; 49 720; 45 252; 38 421; 36 730 circa.</p><p>Con lo scadere del termine di transizione di sei anni, fissato al 31 marzo 2007, gran parte degli assicurati residenti negli Stati dell'Europa dei 15 usciranno dall'assicurazione (rimarranno affiliati solo coloro che all'entrata in vigore della modifica avevano già compiuto 50 anni). Lo stesso accadrà il 31 maggio 2008 con gli assicurati residenti negli Stati AELS e presumibilmente alla fine del 2011 con quelli residenti negli dieci nuovi Stati dell'UE. L'assicurazione facoltativa sta dunque ancora attraversando una fase di transizione.</p><p>La conseguenza immediata della revisione è un calo delle entrate da contributi, che provoca un aumento temporaneo dei passivi dell'assicurazione facoltativa. Ci vorrà un certo tempo prima che diminuiscano anche le prestazioni da versare e si realizzino quindi i risparmi voluti con la revisione. In questo modo la solidarietà delle persone affiliate all'assicurazione obbligatoria sarà meno sollecitata. A medio/lungo termine la revisione sgraverà anche l'ente pubblico, che attualmente copre il 20 per cento delle uscite dell'AVS e il 50 per cento di quelle dell'AI.</p><p>Nel frattempo, la revisione dell'assicurazione facoltativa del 2001 è stata confermata a più riprese dal Parlamento. Si può dunque supporre che le Camere federali non intendano rinunciare, nemmeno in parte, alle riforme previste. In ogni caso, il Consiglio federale vuole continuare sulla via intrapresa. Dal momento che andrebbero analizzate soprattutto le condizioni economiche e sociali individuali, il rapporto richiesto comporterebbe un notevole dispendio di risorse umane e finanziarie senza garantire nuovi risultati. Il Consiglio federale non ritiene pertanto necessario un tale rapporto. Per il resto, le statistiche sull'assicurazione facoltativa sono a disposizione del pubblico (p. es. statistica degli Svizzeri all'estero, rapporti di gestione dell'Ufficio centrale di compensazione).</p><p>Gli interventi che contengono grafici o tabelle possono essere scaricati da: Attività parlamentare / Curia Vista / Interventi che contengono grafici o tabelle.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.