<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Formazione: parte del mandato di prestazioni</p><p></p><p>La mozione mira a creare una televisione educativa o un istituto di formazione accessibile per via elettronica e gestito dalla Confederazione. La lista delle richieste è molto esigente e va dalla televisione scolastica di tipo tradizionale alla formazione che comprende sia un apprendimento di politica da parte della società sia un processo di riqualificazione professionale, per arrivare ad una formazione generalizzata. Il Consiglio federale comprende quanto sta alla base della mozione, tuttavia sorgono diversi problemi, soprattutto di natura giuridica. </p><p></p><p>La formazione fa già parte del mandato di prestazioni conferito alla radio e alla televisione, in particolare alla SSR. Infatti, la legge sulla radiotelevisione (LRTV) esige che i media elettronici forniscano il loro contributo alla formazione (art. 3 cpv. 1 lett. a). Il Consiglio federale ha integrato quest'esigenza legale nella concessione rilasciata alla SSR e obbliga quest'ultima a fornire programmi a contenuto educativo (art. 3 cpv. 1 lett. c). Per il governo ciò che importa è che la SSR adempia il compito conferitole dalla legge e dalla concessione mediante l'insieme dei suoi programmi, ossia con 6 reti televisive e 13 reti radiofoniche e non con singole reti (ad esempio la TSI) o singole trasmissioni.</p><p></p><p>La formazione è un elemento importante del servizio pubblico. Infatti, nella sua risposta all'interrogazione ordinaria urgente Simmen del 10 marzo 1998, il Consiglio federale ha spiegato che la diminuzione delle attuali prestazioni della SSR nell'ambito della formazione non era accettabile. Ritiene inoltre che la SSR, e in particolare la SF DRS, deve poter disporre delle necessarie strutture organizzative e di sufficiente personale per adempiere il suo compito. </p><p></p><p>Il Consiglio federale è consapevole che per adempiere il suo mandato di prestazioni la SSR deve tener conto dell'evoluzione dei media e delle abitudini del pubblico e non basarsi unicamente sull'indice d'ascolto. </p><p></p><p>In relazione a ciò occorre menzionare i recenti sforzi fatti dalla SSR nell'ambito della formazione. Come menzionato nel testo della mozione, la SSR è in grado non solo di assumere il ruolo di emittente classica ma anche di apportare quel savoir-faire specifico alle nuove forme di comunicazione. Inoltre, ha creato il suo proprio centro di competenze (multimedia management: MUMM), che si occupa principalmente dell'offerta online e multimediale. Uno dei progetti già previsti concerne una "piattaforma di formazione nazionale", che collima con la presente mozione. </p><p></p><p>2. Problemi giuridici </p><p></p><p>Dal punto di vista giuridico, occorre innanzitutto constatare che la Confederazione non dispone delle competenze generali e coerenti per quanto concerne la legislazione nell'ambito della formazione. Per questo motivo ci si chiede fino a che punto le misure richieste dalla mozione costituiscano un'ingerenza nella sovranità cantonale in materia oppure un suo indebolimento. Il testo della mozione chiede l'adozione di misure che superano di gran lunga il mandato di formazione attribuito ai media elettronici in virtù della Costituzione federale (art. 55bis cpv. 2) e della LRTV. </p><p></p><p>Le misure di cui nella mozione non sono coperte dal mandato di prestazioni della SSR, che precisa che i programmi devono procurare contenuti formativi (art. 3 cpv. 2, lett. c della concessione SSR). Sarebbe eventualmente possibile introdurre condizioni supplementari o obblighi concreti al riguardo nel 2003, quando si tratterà di riformulare la concessione SSR. Tuttavia, senza una base legale nella LRTV, il Consiglio federale non può costringere la SSR ad applicare le esigenze formulate nella mozione. </p><p></p><p>Occorre ora esaminare, nel quadro della futura revisione della LRTV, fino a che punto le richieste della mozione possono trovare una risposta a livello legislativo. Una vera televisione educativa dovrebbe essere appoggiata, tenendo conto dei problemi posti dal diritto costituzionale, dai Cantoni o almeno dalla Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE).</p><p></p><p>3. Strategia per un società dell'informazione in Svizzera</p><p></p><p>Il Consiglio federale è consapevole dell'importanza dei media nell'ambito della formazione. Ritiene che le nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione dovrebbero essere impiegate in modo intensivo e che l'offerta di programmi di formazione deve essere fatta anche in funzione dei media. I media online quali internet, i CD-Rom, i canali televisivi tematici o le pay-TV riescono ad offrire programmi istruttivi più efficienti, utili dal punto di vista didattico e con maggiore flessibilità oraria rispetto all'offerta della televisione classica. I programmi televisivi scolastici come parte di un programma completo non sono più attuali, per questo motivo occorre innanzitutto promuovere nuovi mezzi e altri canali di diffusione. </p><p></p><p>Il 18 febbraio 1998, il Consiglio federale ha approvato una strategia per una società dell'informazione in Svizzera, che comprende anche misure nel campo della formazione. Tale strategia mira a rendere le nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione (NTIC) accessibili a tutte le istituzioni scolastiche del nostro Paese e a integrarle nel processo di formazione. Occorre prestare particolare attenzione all'offerta di programmi di formazione destinata agli adulti. Queste misure sulla formazione richiedono mezzi supplementari e presuppongono una stretta collaborazione tra la Confederazione, i Cantoni e l'economia privata. </p><p></p><p>Per l'attuazione dei piani del governo, il DFI e il DFE hanno creato un gruppo di lavoro incaricato di occuparsi della formazione e che ha proposto al Consiglio federale un piano d'azione. Tale piano prevede un'intera gamma di misure concernenti gli istituti di formazione, il corpo insegnante e le imprese private. In questo contesto possiamo menzionare il nuovo sito internet della Confederazione dedicato alla società dell'informazione, che contiene un capitolo sulle misure di formazione e una varietà d'informazioni relative a questo campo (http://www.isps.ch).</p><p></p><p>Il Consiglio federale ritiene che la richiesta formale della mozione, ossia la creazione di basi legali specifiche per una televisione educativa, è inopportuna dal punto di vista giuridico e oggettivo. Per questo motivo non può accettare l'intervento come mozione. Invece, l'idea di base, che mira a intensificare a tutti i livelli i programmi di formazione, è giustificata. Il Consiglio federale esaminerà dunque in che modo realizzare la richiesta dell'intervento nel quadro delle misure menzionate, in modo tempestivo e adatto ai media. È pronto ad accettare la mozione sotto forma di postulato.</p>  Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.