9. Oktober 1987 N 1455 Postulat Salvioni Abwesend sind die folgenden Ratsmitglieder - Sont ab- sents: Clivaz, Couchepin, Eppenberger-Nesslau, Etique, Fehr, Fierz, Früh, Graf, Jaeger, Landoli, Longet, Lüchinger, Meyer-Bern, Morf, Mühlemann, Müller-Wiliberg, Pidoux, Pitteloud, Sager, Spalti, Weber Leo (21 ) Präsident Cevey stimmt nicht M. Cevey, président, ne vote pas Ueberwiesen - Transmis #ST# 87.414 Postulat Salvioni Katastrophe von Tschernobyl. Schadenersatz Postulato Salvioni Catastrofe di Tschernobyl. Risarcimento dei danni Postulat Salvioni Catastrophe de Tchernobyl. Compensation des dommages Wortlaut des Postulates vom 1. Juni 1987 Wir ersuchen den Bundesrat, (ev. im Einvernehmen mit anderen europäischen Staaten) die notwendigen (diplomati- schen oder juristischen) Schritte zu unternehmen, um zu erreichen, dass: l.die sowjetische Regierung Entschädigung für die beim Unglück von Tschernobyl verursachten Schäden leistet; 2. die sowjetische Regierung anordnet, die auf ihrem Gebiet betriebenen Atomkraftwerke so zu ändern, dass sie den minimalen Sicherheitsnormen der westlichen Länder entsprechen. Testo del postulato del primo giugno 1987 II Consiglio federale è invitato (ev. di comune accordo con altri paesi europei) a svolgere i passi necessari (diplomatici, ev. giudiziari): I.Per ottenere il risarcimento dei danni causati dall'inci- dente di Tschernobyl dal governo sovietico; 2. Per ottenere che il governo sovietico provveda a modifi- care le centrali nucleari in esercizio sul suo territorio tenendo conto degli standard di sicurezza minimi vigenti in occidente. Texte du postulat du 1er juin 1987 Le Conseil fédéral est invité (éventuellement en accord avec d'autres pays européens) a entreprendre les démarches nécessaires (diplomatiques ou même judiciaires): 1. Pour obtenir du gouvernement soviétique réparation des dommages causés par la catastrophe de Tchernobyl; 2. Pour obtenir que le gouvernement soviétique veille à modifier les centrales nucléaires en exploitation sur son territoire, compte tenu des normes minimales de sécurité adoptées en Occident. Mitunterzeichner-Cofirmatari-Cosignataires: Baggi, Blo- cher, Carobbio, de Chastonay, Couchepin, Eisenring, Euler, Leuenberger Moritz, Petitpierre, Schmidhalter, Steinegger (11) Schriftliche Begründung - Motivazione scritta Développement par écrit In occasione della riunione dell'agenzia internazionale del- l'energia atomica a Vienna, da più parti si è ripetutamente dichiarato di voler rispettare il principio della responsabilità di colui che causa danni a livello internazionale. Anche in consultazioni avvenute nei circoli della Comunità economica europea si è accennato a questo principio e a quanto pare sono stati effettuati cauti sondaggi nei con- fronti del governo russo (v. «NZZ» 2.4.87). Di fronte tuttavia a una prima reazione negativa del Cremlino, gli sforzi dei paesi occidentali in questo senso sono stati prudentemente sospesi. Nel rendiconto del Consiglio federale sulla gestione 1986 si afferma a pagina 17 che il problema se la Svizzera può far valere pretese nei confronti dell'Unione Sovietica a dipen- denza dell'incidente di Tschernobyl «è all'esame». Tuttavia si afferma che la decisione dipende dalla risposta al quesito se i danni sono stati causati da un comportamento del- l'URSS «contrario al diritto delle genti». Per quanto con- cerne il danno a interessi privati svizzeri il Consiglio federale afferma che «a tempo debito» si deciderà se concedere tutela diplomatica. In realtà il Consiglio federale dovrebbe cominciare a chie- dere, mediante una grida da pubblicare sul Foglio ufficiale e sui principali fogli di informazione, a tutti coloro che hanno subito un danno a seguito dell'incidente di Tschernobyl, di notificarlo entro un certo termine. Dopo di che dovrebbe verificare la fondatezza delle notifiche e chiedere ufficial- mente all'URSS che risarcisca il danno: solo dopo un'even- tuale risposta negativa sarebbe il caso di esaminare l'even- tualità di avviare le procedure del caso. Un contrario atteggiamento sarebbe in stridente contrasto con quello dei paesi confinanti nei confronti della Svizzera a dipendenza dell'incendio negli stabilimenti Sandoz di Schweizerhalle: in quell'occasione la Germania, la Francia e l'Olanda si sono costituite in un sindacato, allo scopo di rappresentare gli interessi dei privati danneggiati, e hanno notificato alla Svizzera pretese per circa 90 milioni di fran- chi, con riserva di adeguamento. Non si capisce per quale motivo i paesi occidentali e in particolare la Svizzera debbano rinunciare a chiedere al governo sovietico il risarcimento dei danni causati dall'inci- dente di Tschernobyl da un lato e dall'altro lato invece addirittura (come ha giustamente preannunciato l'ex consi- gliere federale Egli) facilitare le procedure intese ad accer- tare e risarcire i danni causati da Schweizerhalle. Si tratta di una disparità di trattamento giuridico e fattuale incompren- sibile al cittadino, soprattutto quando si pensa che il governo sovietico, allo scopo di migliorare la propria imma- gine all'estero, si è impegnato poco tempo fa a rimborsare ai cittadini inglesi un prestito obbligazionario dello Stato sovietico contratto ai tempi dello zar. D'altro canto, tutti gli specialisti in materia, compresi i rap- presentanti ufficiali del governo sovietico, hanno affermato che l'incidente di Tschernobyl è stato causato da una serie di gravi negligenze degli organi responsabili, per cui non si può parlare di forza maggiore. Gli specialisti occidentali (compresi gli specialisti svizzeri) hanno inoltre dichiarato che la centrale di Tschernobyl, per il modo in cui è stata costruita, non dava garanzie di sicurezza e che la stessa sarebbe impensabile in occidente: tuttavia il governo sovie- tico ha attivato tre delle quattro centrali che esistevano a Tschernobyl (quindi con i difetti di costruzione e la man- canza di sicurezza chiaramente rilevati dagli specialisti sviz- zeri e occidentali), senza che nessuno Stato occidentale avesse il coraggio di intervenire presso il governo sovietico per chiedere che le centrali di Tschernobyl rimesse in fun- zione (e ev. altre in funzione sul territorio sovietico) fossero modificate con l'aggiunta delle strutture di protezione (recinto di confinamento o altro) imposte dalle circostanze. Tutti questi fatti risultano incomprensibili perché nel com- portamento del governo svizzero e in genere dei governi dell'Europa occidentale non è ravvisabile un minimo di logica. E' quindi necessario che il governo svizzero chieda al governo sovietico il risarcimento del danno e avvii i passi necessari per poterlo convenire davanti a tribunali compe- tenti nel caso in cui quest'ultimo dovesse rifiutare il risarci- mento. Inoltre il governo svizzero, d'intesa con gli altri governi europei, deve intervenire sul governo sovietico affinchè lePostulat Renschier 1456 N 9 octobre 1987 altre centrali nucleari in esercizio siano modificate, allo scopo di dare maggiore garanzia in caso di incidenti. Schriftliche Stellungnahme des Bundesrates vom 28. September 1987 Dichiarazione del Consiglio federale del 28 settembre 1987 Rapport écrit du Conseil fédéral du 28 septembre 1987 II Consiglio federale è disposto ad accettare il postulato. Ueberwiesen - Transmis #ST# 87.440 Postulat Longet Entwicklungshilfe. Rahmenbedingungen Aide au développement. Conditions-cadre Wortlaut des Postulates vom 11. Juni 1987 Wir ersuchen den Bundesrat, einen Bericht vorzulegen über 1. die Finanzflüsse zwischen der Schweiz und der Dritten Welt; 2. die Entwicklung der wirtschaftlichen Bedingungen für den Handel zwischen den Industriestaaten und den Ländern der Dritten Welt (Austauschverhältnisse); 3. die Möglichkeiten für unser Land, auf nationaler und internationaler Ebene im Sinne des Entwicklungshilfegeset- zes auf diese beiden Faktoren einzuwirken. Texte du postulat du 11 juin 1987 Le Conseil fédéral est prié de présenter un rapport sur: 1. Les flux financiers Suisse-tiers monde. 2. L'évolution des conditions économiques du commerce entre pays industrialisés et pays du tiers monde (termes de l'échange). 3. Les possibilités pour notre pays d'agir sur les plans natio- nal et international sur ces deux facteurs dans le sens poursuivi par la loi sur la coopération au développement. Mitunterzeichner - Cosignataires: Ammann-St. Gallen, Bäumlin, Bundi, Christinat, Deneys, Euler, Fankhauser, Friedli, Hubacher, Jaggi, Lanz, Leuenberger-Solothurn, Leuenberger Moritz, Mauch, Meyer-Bern, Nauer, Ott, Pitte- loud, Rechsteiner, Renschier, Robbiani, Rubi, Ruffy, Stamm Walter, Stappung, Uchtenhagen, Weber-Arbon (27) Schriftliche Begründung - Développement par écrit Le récent débat sur l'aide au développement, au Conseil national (9 et 10 juin), l'a encore souligné: notre aide au développement est qualitativement et au niveau des objec- tifs excellente, et l'évaluation continue à laquelle elle est soumise en améliore encore les prestations et la pertinence. Néanmoins, le développement lui-même semble piétiner. C'est qu'il n'est pas déterminé d'abord par l'aide mais par les conditions-cadre de celle-ci. On peut dire que deux catégories de facteurs-clé détermi- nent le développement (ou la stagnation voire le recul): des facteurs endogènes, soit liés aux pays eux-mêmes, comme l'existence d'une réelle volonté de stimuler le développe- ment de la part du gouvernement et de l'administration; et des facteurs exogènes, dictés par la structure des rapports Nord-Sud. Si notre pays a relativement peu de moyens d'agir sur les causes endogènes, son rôle économatique et surtout financier dans le monde lui donne des moyens d'intervenir dans le sens des objectifs de développement sur les facteurs exogènes. C'est pourquoi le présent postulat se concentre sur ce dernier point. Il est de moins en moins contestable que les efforts nationaux et internationaux de développe- ment sont systématiquement contrecarrés par les condi- tions générales des relations financières et commerciales, soit pour les pays du tiers monde, par les facteurs suivants: - endettement; - prix instables et tendanciellement à la baisse des produits agricoles et des matières premières en général (termes de l'échange); - protectionnisme accru en Occident, ce qui, bien sûr, est une attitude à courte vue car, à long terme, on ne peut assurer des débouchés qu'en direction de partenaires solides et solvables. On note d'ailleurs que nos réactions à court terme rejoi- gnent les intérêts de catégories parasites du tiers monde qui, au lieu d'investir dans le développement de leur pays, cherchent à tirer profit de la situation (fuite de capitaux, etc.). Il est nécessaire de faire le point sur ces relations encore insuffisamment connues, et sur nos possibilités d'ac- tion à leur égard; ce qui nous importe par dessus tout est que notre pays, en cette matière, parle d'une seule voix - à savoir la voix du développement - et ne reprenne, ni par omission ni par commission, d'une main ce que l'autre vient de donner. Schriftliche Erklärung des Bundesrates vom 2. September 1987 Déclaration écrite du Conseil fédéral du 2 septembre 1987 Le Conseil fédéral est prêt à accepter le postulat. Ueberwiesen - Transmis #ST# 87.491 Postulat Renschler Multilaterale Entwicklungszusammenarbeit und humanitäre Hilfe Coopération multilatérale au développement et aide humanitaire Wortlaut des Postulates vom 18. Juni 1987 Der Bundesrat wird eingeladen, dem Parlament einen Bericht über die Beteiligung der Schweiz an der multilatera- len Entwicklungszusammenarbeit und humanitären Hilfe (direkte Beiträge, Kofinanzierung, assoziierte Hilfen usw.) vorzulegen. Der Bericht sollte Auskunft geben über - die konkreten Erfahrungen mit der multilateralen Hilfe; - die Möglichkeiten und Grenzen der Einflussnahme auf die entwicklungspolitisch sinnvolle Verwendung unserer finan- ziellen Mittel; - die Uebereinstimmung der Projektpraxis internationaler Organisationen mit den Grundsätzen der schweizerischen Entwicklungszusammenarbeit; - die Kriterien zur Beurteilung der internationalen Organisa- tionen aus entwicklungspolitischer Optik und in bezug auf ihre Effizienz. Texte du postulat du 18 juin 1987 Le Conseil fédéral est invité à présenter au Parlament un rapport sur la participation de la Suisse à la coopération multilatérale au développement et à l'aide humanitaire (contributions directes, confiancement, aides associées, etc.). Ce rapport répondra en particulier aux questions sui- vantes: - quelles sont les expériences concrètes acquises en matière d'aide multilatérale? -dans quelle mesure la Suisse peut-elle user de son influence pour que ses contributions financières soient judi- cieusement affectées du point de vue de la politique de développement?Schweizerisches Bundesarchiv, Digitale Amtsdruckschriften Archives fédérales suisses, Publications officielles numérisées Archivio federale svizzero, Pubblicazioni ufficiali digitali Postulat Salvioni Katastrophe von Tschernobyl. Schadenersatz Postulat Salvioni Catastrophe de Tchernobyl. Compensation des dommages Postulato Salvioni Catastrofe di Tschernobyl. Risarcimento dei danni In Amtliches Bulletin der Bundesversammlung Dans Bulletin officiel de l'Assemblée fédérale In Bollettino ufficiale dell'Assemblea federale Jahr 1987 Année Anno Band III Volume Volume Session Herbstsession Session Session d'automne Sessione Sessione autunnale Rat Nationalrat Conseil Conseil national Consiglio Consiglio nazionale Sitzung 14 Séance Seduta Geschäftsnummer 87.414 Numéro d'objet Numero dell'oggetto Datum 09.10.1987 - 08:00 Date Data Seite 1455-1456 Page Pagina Ref. No 20 015 771 Dieses Dokument wurde digitalisiert durch den Dienst für das Amtliche Bulletin der Bundesversammlung. Ce document a été numérisé par le Service du Bulletin officiel de l'Assemblée fédérale. Questo documento è stato digitalizzato dal Servizio del Bollettino ufficiale dell'Assemblea federale.