<h2>SubmittedText<h2><p>Secondo le informazioni a mia disposizione, il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), attraverso il "NGO Development Center", situato a Ramallah, sostiene il "Palestinian NGO Code of Conduct". Quest'ultimo afferma che le ONG palestinesi devono, nel quadro delle loro attività, rifiutare ogni normalizzazione con lo Stato israeliano, sia nel campo della sicurezza politica che in quello culturale o sul piano dello sviluppo ("without any normalization activities with the occupier, neither at the political-security nor the cultural or developmental levels"). Inoltre, sembra che fondi svizzeri servano a finanziare il gruppo Badil (Resource Center for Palestinian Residency and Refugee Rights), che esercita un'aspra propaganda antisemita. Il Consiglio federale è quindi chiamato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. È vero che il DFAE sostiene - direttamente o no - il gruppo Badil e il "Palestinian NGO Code of Conduct" dell'organizzazione "NGO Development Center"?</p><p>2. Come sceglie le associazioni che possono beneficiare dei generosi sussidi del DFAE?</p><p>3. In che modo il Consiglio federale si assicura che i fondi servano a cercare una soluzione pacifica e non a fomentare l'odio o le attività terroristiche?</p><p>4. Come può il sostegno finanziario ai nemici d'Israele essere conciliabile con i buoni rapporti che la Svizzera intrattiene con Israele?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) sostiene per il tramite della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) organizzazioni israeliane e palestinesi che si impegnano a favore del rispetto dei diritti dell'uomo e della promozione del buongoverno nei territori palestinesi occupati. Queste attività sono coordinate con l'Olanda, la Danimarca e la Svezia e finanziate con un fondo comune. Il fondo è amministrato da una ONG palestinese (NGO Development Center) su mandato dei donatori, che sono competenti anche per tutte le decisioni finanziarie e la scelta dei partner. Per il finanziamento di progetti vigono criteri chiaramente definiti, severi e trasparenti. In caso di violazione dei principi di partenariato, i donatori adottano immediatamente i provvedimenti del caso. Il "Palestinian NGO Code of Conduct" non è un'organizzazione e di conseguenza non riceve aiuti finanziari della Confederazione. Il sostegno finanziario all'organizzazione "Badil" tramite il meccanismo descritto è stato interrotto. Il proseguimento degli aiuti dipende dalle riforme in seno a tale organizzazione.</p><p>2. Il DFAE si impegna per il tramite della DSC con un programma umanitario e un programma della cooperazione allo sviluppo nei territori palestinesi occupati. Il dipartimento collabora con istituzioni specializzate locali e internazionali. Per la scelta dei partner vigono criteri severi. Prima di avviare un nuovo rapporto di partenariato, la DSC valuta dettagliatamente l'istituzione in questione: gli statuti, gli obiettivi e i principi dell'organizzazione devono coincidere con i valori della Svizzera, tra cui il rifiuto della violenza, il rispetto dei diritti dell'uomo, il rafforzamento del pluralismo, la non discriminazione e la trasparenza (nel campo dell'amministrazione e della contabilità).</p><p>3. Con il suo impegno nei territori palestinesi occupati, la Svizzera vuole contribuire alla creazione di uno Stato palestinese duraturo e democratico e di condizioni volte a promuovere la pace. Nella scelta dei partner, non perde di vista questo obiettivo e applica criteri severi. Il DFAE non sostiene campagne o iniziative politiche o religiose. Le ONG sostenute dal DFAE hanno un mandato ben definito e sono considerate organizzazioni in base al diritto internazionale. Tutti i partner del DFAE hanno l'obbligo di rendere conto regolarmente dell'applicazione degli obiettivi fissati contrattualmente e dell'impiego dei mezzi messi a disposizione. Enti indipendenti svolgono inoltre un audit dell'amministrazione e delle finanze. L'Ufficio di cooperazione a Gerusalemme Est accompagna l'attuazione dei progetti da parte dei partner e garantisce l'impiego adeguato dei fondi. Il programma della DSC nei territori palestinesi occupati, compreso l'Ufficio di cooperazione, viene sottoposto regolarmente a un audit del dipartimento.</p><p>4. La Svizzera e Israele intrattengono buone relazioni politiche, economiche, culturali e sociali. I nostri rapporti economici sono importanti: per la Svizzera, Israele è il principale mercato d'esportazione in Medio Oriente e in Nord Africa. Circa 15 000 cittadini elvetici vivono in Israele: si tratta della più grande comunità di svizzeri all'estero del continente asiatico. Dal 2004, Svizzera e Israele conducono un dialogo politico regolare volto a rafforzare le relazioni bilaterali e a consentire un approfondito scambio di opinioni sulla situazione nella regione. Questo scambio è parte della politica del dialogo che la Svizzera conduce con tutti i partner al fine di trovare una soluzione sostenibile al conflitto mediorientale. Con il sostegno a organizzazioni palestinesi e israeliane attive nel campo dei diritti dell'uomo e del buongoverno, la Svizzera persegue lo stesso obiettivo, ossia creare i presupposti per la risoluzione del conflitto. Gli aiuti sono pertanto parte integrante delle buone relazioni bilaterali che esistono tra Svizzera e Israele.</p>  Risposta del Consiglio federale.