<h2>SubmittedText<h2><p>Dal 2013 al 2018 i fondi versati dalla Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) allo Human Rights and International Humanitarian Law Secretariat (di seguito "Segretariato") ammonteranno a 4,5 milioni di franchi. Il Segretariato è un'istituzione che sostiene sul piano finanziario organizzazioni non governative (ONG) palestinesi e israeliane. A seguito di un'inchiesta sull'uso dei fondi da parte del Segretariato, la DSC ha stabilito che:</p><p>"il Segretariato ha migliorato la sua governance interna ed è in grado di sostenere le ONG palestinesi e israeliane attive nel Territorio palestinese occupato in modo più efficace in termini di costi, più affidabile e prevedibile".</p><p>Nel maggio 2017 l'organizzazione Women's Affairs Technical Committee (WATC), che beneficia del sostegno finanziario del Segretariato, ha inaugurato un centro per ragazze nella città di Burqa, vicino a Nablus. Il WATC ha intitolato il centro a Dalal Mughrabi, una terrorista che nel 1978 fu responsabile dell'uccisione di 37 civili, tra cui 12 bambini. Il logo del WATC è stato peraltro esposto ben in vista sulla facciata dell'edificio.</p><p>Per quanto il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) abbia ammesso che i fondi finiti tramite il Segretariato nelle mani di ONG controverse (tra cui anche i fondi danesi e neerlandesi) sono stati congelati, l'aiuto allo sviluppo è stato di fatto sospeso solo dopo l'uscita di vari articoli di giornale dai toni critici.</p><p>Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Come mai il DFAE non era al corrente dell'uso controverso dei fondi di aiuto allo sviluppo che dal Segretariato finiscono nelle mani delle ONG, nonostante diversi articoli di giornale abbiano portato alla luce e denunciato tali circostanze?</p><p>2. Quali misure concrete sono state adottate per verificare l'uso dei fondi e, in un eventuale caso di abuso, sospendere i pagamenti? </p><p>3. In generale, il DFAE intende indagare sugli usi impropri dei fondi di aiuto allo sviluppo da parte di organizzazioni che esaltano le azioni dei terroristi e rivedere la propria prassi per evitare che si verifichino tali situazioni, ad esempio introducendo nuove misure preventive?</p><p>4. Nel contesto della lotta al finanziamento e al sostegno indiretto di organizzazioni che esaltano il terrorismo, quale impatto avranno gli interventi politici accolti dal Consiglio nazionale e dal Consiglio degli Stati in merito alla futura prassi della DSC nell'assegnare fondi di aiuto allo sviluppo al Segretariato?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Come sancito dalla Costituzione federale, la Svizzera si impegna per la promozione della pace, lo sviluppo sostenibile, la democrazia e la promozione del rispetto dei diritti umani. Inoltre s'impegna a favore della società civile. La Svizzera attribuisce grande importanza alla società civile per raggiungere i suoi obiettivi in materia di politica estera. L'impegno svizzero per la società civile, per tradizione molto forte, deve però far fronte a un contesto sempre più complesso e turbolento. Diversi fattori rendono tale impegno ancora più gravoso: l'aumento della polarizzazione e della frammentazione politica a livello regionale e globale, le crescenti restrizioni alle libertà e la proporzionale riduzione del margine d'azione della società civile in molti Paesi, il rafforzamento delle correnti radicali in alcune società, ma anche l'aumento delle campagne di disinformazione condotte con i moderni mezzi di comunicazione. Tutti questi fenomeni si manifestano in modo particolarmente lampante nelle società del Vicino e Medio Oriente. Secondo il Consiglio federale, tali sviluppi negativi confermano l'importanza di un impegno continuo della Svizzera per la libertà, la democrazia e i diritti umani.</p><p>In Medio Oriente la promozione e il rispetto del diritto costituiscono una priorità della politica estera della Svizzera. Per il tramite del Segretariato dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario ("Segretariato") il DFAE sostiene organizzazioni israeliane e palestinesi della società civile che, nel Territorio palestinese occupato, si adoperano per il rispetto dei diritti dei bambini, delle donne, delle minoranze e delle persone degne di protezione. Il Segretariato è cofinanziato da Svizzera, Svezia, Paesi Bassi e Danimarca.</p><p>1. L'organizzazione Women's Affairs Technical Committee (WATC) promuove e tutela i diritti delle donne ed è tra le 24 organizzazioni attualmente sostenute dal Segretariato. Nel maggio 2017 una comunità locale in Cisgiordania ha deciso di intitolare un centro di incontro - un locale di 30 m2 - a Dalal Mughrabi, una Palestinese che nel 1978 ha partecipato a un grave atto di violenza.</p><p>Il WATC ha contribuito al recupero di questo locale al di fuori delle attività sostenute dal Segretariato. Il Consiglio federale può confermare che nessun fondo di aiuto allo sviluppo svizzero è incriminato. Tuttavia, il fatto che il WATC non abbia preso espressamente le distanze dalla scelta del nome da parte della comunità è stato ritenuto incompatibile con i principi fondamentali del Segretariato. La Svizzera, in modo congiunto e concertato con gli altri finanziatori del Segretariato, ha reagito prontamente avviando un'inchiesta.</p><p>2. Il DFAE prende molto sul serio ogni affermazione d'incitamento all'odio o alla violenza che coinvolge i suoi partner. Nel caso del WATC, dalle indagini è emerso un comportamento inadeguato dell'organizzazione, che, nonostante abbia tolto il proprio logo dall'edificio, non ha opportunamente preso le distanze dal nome scelto dalla comunità. Di conseguenza, i donatori hanno deciso insieme di porre fine alla collaborazione con il WATC e di non versare più alcun contributo.</p><p>3./4. Il DFAE applica una politica severa contro la discriminazione, il razzismo e l'incitamento alla violenza e all'odio. Ha valutato in modo più approfondito i partner in merito ai relativi rischi contestuali e politici. Tutti i nuovi contratti conclusi dal DFAE con partner della società civile comprendono adesso una clausola esplicita che li obbliga ad "astenersi dall'incitamento alla violenza o all'odio e dalla discriminazione di una persona o di un gruppo di persone sulla base della razza o dell'appartenenza etnica o religiosa". La conformità delle attività e dell'impiego dei fondi agli obiettivi definiti nel contratto continua a essere oggetto di un attento monitoraggio e controllo, anche tramite valutazioni e audit esterni.</p><p>Per quel che concerne la collaborazione con il Segretariato, i meccanismi di controllo e di regolazione sono stati migliorati. Il DFAE presenterà al Consiglio federale un rapporto sull'attuazione della mozione Imark 16.3289, che è stata accolta in forma modificata.</p>  Risposta del Consiglio federale.