<h2>SubmittedText<h2><p>La Svizzera non è autorizzata a esportare in Cina interiora e altri scarti di animali come le zampe di maiale. Una delegazione cinese ha infatti ritenuto insufficienti le condizioni d'igiene nei nostri macelli. La notizia è stata diffusa il 2 giugno 2013 dall'Ufficio federale di veterinaria, secondo la cui portavoce gli ispettori cinesi avrebbero scritto nel loro rapporto di avere rilevato numerose lacune igieniche nei macelli svizzeri, e questo "a tutti i livelli". Come aggiunto dalla portavoce l'ispezione cinese ha permesso di portare alla luce diverse carenze.</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Quali sono le carenze riscontrate, visto che i consumatori hanno almeno il diritto di sapere che cosa scoprono gli ispettori cinesi nel corso di una semplice visita?</p><p>2. Dato che, come confermano notizie pubblicate regolarmente sui media, le condizioni d'igiene in Cina sono tutt'altro che irreprensibili, e non soltanto nei macelli, quando ispettori svizzeri hanno visitato allevamenti e altri impianti di produzione di carne cinesi e quali sono state le loro osservazioni? Nel caso non fossero ancora state fatte, sono previste visite di questo tipo da parte della Svizzera (Confederazione e cantoni) in Cina?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. I punti critici riscontrati dagli ispettori cinesi riguardano diversi elementi dell'infrastruttura, procedure interne delle aziende del settore alimentare e alcuni aspetti della loro sorveglianza da parte delle autorità cantonali competenti. Le lacune rilevate non erano gravi, ma saranno ovviamente colmate per consentire un costante miglioramento della qualità della produzione. È quindi importante sottolineare che non compromettono in alcun modo la sicurezza delle derrate alimentari prodotte in Svizzera.</p><p>Le ispezioni condotte dalle autorità cinesi erano sostanzialmente intese a verificare la conformità del controllo statale e degli stabilimenti di produzione di carne suina alle norme internazionali. Queste norme, alla cui elaborazione partecipa anche la Svizzera, costituiscono una base riconosciuta e obbligatoria secondo il diritto dell'OMC per assicurare un livello elevato di protezione sanitaria.</p><p>Alcune esigenze cinesi sono tuttavia legate a differenze culturali e a concezioni diverse del controllo. Citiamo due esempi:</p><p>- le autorità cinesi esigono che le linee di produzione della carne bovina e della carne suina siano completamente separate. In Svizzera questo è obbligatorio soltanto per i macelli, ma non per le aziende di trasformazione.</p><p>- Nell'ambito dei controlli, la Svizzera attribuisce particolare importanza alla responsabilità propria delle aziende mentre la Repubblica popolare cinese predilige il controllo statale.</p><p>Queste differenze riguardano quindi esigenze specifiche della Cina che non hanno alcuna influenza sullo stato d'igiene dei macelli svizzeri, ma che dovranno essere rispettate dalle aziende che intendono effettuare esportazioni in Cina.</p><p>2. Gli aspetti veterinari delle importazioni di prodotti di origine animale provenienti da Paesi situati al di fuori dell'UE si basano in particolare sull'allegato 11 dell'accordo stipulato tra la Svizzera e l'UE sul commercio di prodotti agricoli (RS 0.916.026.81). In questo ambito, la Svizzera applica le stesse regole dell'UE. Di conseguenza, la Svizzera e l'UE autorizzano soltanto le importazioni di prodotti di origine animale che non presentano alcun pericolo per l'essere umano e l'animale e tengono un elenco dei Paesi e delle aziende fornitrici da cui queste importazioni sono autorizzate (allegato 1 dell'ordinanza del DFI sul controllo dell'importazione e del transito di animali e prodotti animali; RS 916.443.106). Ad eccezione della carne di coniglio e della carne di pollame trattata termicamente e proveniente da una regione geografica limitata, la Cina non può esportare nell'UE e in Svizzera né carne né latte (né i loro prodotti derivati). Le condizioni di produzione delle derrate alimentari che possono essere esportate sono regolarmente controllate dall'Ufficio alimentare e veterinario europeo (UAV) nellambito di missioni d'ispezione effettuate nei Paesi d'origine. Informazioni sulle missioni previste in Cina nel 2013 e i rapporti elaborati in seguito a queste missioni sono pubblicati sulla pagina Internet seguente: <a href="http://ec.europa.eu/food/fvo/ir_search_en.cfm">http://ec.europa.eu/food/fvo/ir_search_en.cfm</a>. In caso di contestazioni, il Paese o alcuni stabilimenti del Paese interessato possono essere stralciati dall'elenco dei Paesi e degli stabilimenti autorizzati a esportare nell'UE e in Svizzera. Il bisogno di sicurezza della Svizzera è interamente soddisfatto dalle missioni d'ispezione effettuate dall'UAV, ragion per cui il nostro Paese non esegue ispezioni proprie.</p>  Risposta del Consiglio federale.