<h2>SubmittedText<h2><p>Il 13 febbraio 2007 la Commissione dell'UE, che già tempo fa aveva criticato la concorrenza fiscale, ha presentato alla Svizzera richieste concrete: la Commissione dell'UE definisce ufficialmente illegali i privilegi fiscali concessi alle imprese nei cantoni svizzeri. Pertanto il Consiglio dei ministri dell'UE dovrebbe presto avviare dei negoziati con la Svizzera. L'UDC respinge nel modo più assoluto ogni ingerenza nei nostri affari interni. Tutte le decisioni attualmente vigenti sono state adottate dal sovrano, ovvero dal più alto potere politico del nostro Paese. L'UDC si attende pertanto che il Consiglio federale affronti la questione con autorità e risolutezza, mantenendo una posizione chiara: tutto ciò che riguarda la concorrenza fiscale non si negozia! Ci sono numerose domande alle quali è necessario rispondere in relazione all'attacco sferrato alla nostra sovranità fiscale:</p><p>1. La dichiarazione della Commissione dell'UE costituisce un attacco non soltanto al nostro sistema fiscale, ma anche al sistema statale svizzero. Cosa intraprende il Consiglio federale per far valere nei confronti dell'UE le particolarità del nostro Stato federale come la democrazia diretta, il federalismo e la concorrenza fiscale che ne risulta?</p><p>2. Quali misure immediate adotta il Consiglio federale per mantenere l'autonomia fiscale dei cantoni nei confronti dell'UE?</p><p>3. Nella peggiore delle ipotesi il Consiglio federale prende in considerazione l'adozione di misure di ritorsione per affermare la sovranità fiscale nei confronti dell'UE? Se sì quali e se no perché?</p><p>4. Un membro del governo ha criticato la politica fiscale svizzera senza previo accordo con il Consiglio federale. Quali misure intende adottare il Consiglio federale per esprimersi in futuro in modo unitario nei confronti dell'UE in materia di concorrenza fiscale? </p><p>5. Il Consiglio federale quale progetto persegue a lungo termine per rafforzare la concorrenza fiscale in Svizzera?</p><p>6. Sinora ci sono stati contatti tra il Consiglio federale o l'amministrazione e la Commissione dell'UE in occasione dei quali si è discusso di un eventuale mandato dell'UE? A quali risultati si è giunti?</p><p>7. Anche il Consiglio federale è dell'avviso che sulla base dell'accordo di libero scambio non è necessario discutere alcuna questione fiscale?</p><p>8. Il Consiglio federale è disposto a negoziare ulteriori pagamenti di coesione (ad es. alla Bulgaria e alla Romania) quando l'UE avrà riconosciuto la sovranità della Svizzera in materia fiscale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./7. Il Consiglio federale ha chiaramente ribadito la sua posizione dinanzi alla Commissione europea nonché nel quadro dei contatti bilaterali con singoli Stati membri e intende anche mantenerla. Al riguardo è aperto al dialogo. Nell'ottica svizzera, le disposizioni cantonali dell'imposizione delle imprese non rientrano nel campo di applicazione dell'accordo di libero scambio. Pur ammettendo che tali disposizioni rientrino nel suddetto campo di applicazione, esse non rappresenterebbero aiuti pubblici ai sensi dell'accordo. Del resto, tra la Svizzera e l'Unione europea (UE) non esiste alcun'altra regolamentazione contrattuale concernente un'armonizzazione dell'imposizione delle imprese. Non sono pertanto possibili violazioni contro accordi di nessun tipo né vi sono motivi per entrare nel merito di trattative.</p><p>2. L'autonomia fiscale dei cantoni è garantita dalla Costituzione e non è neppure messa in questione dall'UE.</p><p>3. Il Consiglio federale parte di principio dal presupposto che le due parti rispettino i loro impegni reciproci. Fintantoché ciò è il caso, non ritiene opportuno collegarsi ad altri dossier. Secondo il governo le misure di ritorsione sono la soluzione peggiore nelle relazioni tra partner commerciali stretti come lo sono la Svizzera e l'UE.</p><p>4. Il Consiglio federale ha definito chiaramente il suo atteggiamento in relazione alla concorrenza fiscale e agli attacchi dell'UE nei confronti del sistema fiscale elvetico. La posizione ufficiale della Svizzera è dunque nota e ne garantisce la sua univocità. Altre misure non sono pertanto opportune.</p><p>5. La concorrenza fiscale in Svizzera funziona. Nel quadro della nuova impostazione della perequazione finanziaria e della ripartizione dei compiti tra Confederazione e cantoni (NPC) vengono eliminati i falsi incentivi e attenuati gli effetti indesiderati della concorrenza fiscale. Prima di prendere in considerazione altre misure, occorre attendere gli effetti della NPC e la loro valutazione.</p><p>6. Sebbene la tematica dell'imposizione delle imprese cantonale sia stata discussa in diverse occasioni, la Svizzera ha chiaramente esposto la sua posizione dinanzi alla Commissione dell'UE. Il contenuto di un mandato da parte dell'UE non è, per sua natura, oggetto di accordi con la Svizzera.</p><p>8. La decisione concernente un contributo di coesione ad altri Stati membri dell'UE sarà esaminata nell'ambito delle relazioni bilaterali tra la Svizzera e l'UE.</p>  Risposta del Consiglio federale.