<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di studiare l'opportunità di elaborare una base legale limitata nel tempo per sbloccare un credito d'impegno per il finanziamento di case d'accoglienza per donne vittima di violenza domestica.</p><p>È ormai assodato che la violenza contro le donne e la violenza domestica sono una triste realtà in Svizzera. Nel 2018, con 18 522 casi, pari a un aumento dell'8,8 per cento rispetto all'anno precedente, la statistica criminale di polizia ha registrato un livello particolarmente elevato di violenza domestica.</p><p>Vi è inoltre da temere che con la pandemia di COVID-19 e il parziale lockdown, la situazione sia peggiorata.</p><p>È positivo che il Consiglio federale abbia affermato la sua volontà di rafforzare i provvedimenti per combattere la violenza contro le donne, in particolare con l'ordinanza volta a sostenere campagne nazionali di sensibilizzazione, misure di formazione e un migliore coordinamento tra i vari attori. </p><p>Tra gli strumenti essenziali per proteggere le donne e i bambini vittima di violenza domestica e violenza coniugale e per aiutarli a ricostruirsi una vita vanno citati le case e i centri di accoglienza, che però sono molto sollecitati e non possono soddisfare tutte le richieste. Stando a uno studio della Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali delle opere sociali (CDOS), nel 2018 le 19 case di accoglienza per donne in Svizzera hanno dovuto respingere circa 500 domande. La stessa CDOS e l'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo (UFU) hanno commissionato uno studio sul fabbisogno di case di accoglienza che evidenzi in particolare le disparità di finanziamento tra i Cantoni, sia in termini di quantità che di forma (aiuto alla persona, sussidi alle istituzioni ecc.).</p><p>È quindi fortemente auspicabile che anche la Confederazione partecipi al finanziamento di queste strutture per soddisfare il fabbisogno, per stabilizzarle e per dare un impulso ai Cantoni meno ben dotati in questo ambito, ma in cui il fabbisogno si fa sentire.</p><p>Si può pensare a una soluzione analoga al programma d'incentivazione per gli asili nido, che il Parlamento ha votato a due riprese e che ha contribuito alla creazione di 30 000 posti tra il 2003 e il 2011.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel 2019 la Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali delle opere sociali (CDOS) ha commissionato un'analisi in merito all'offerta e al finanziamento degli alloggi d'emergenza e di rifugio nei Cantoni. Il risultante rapporto ritiene in generale da adeguata a sufficiente l'offerta delle case di accoglienza per donne (https://www.sodk.ch/de/themen/opferhilfe/schutzunterkunfte [documenti da scaricare]). Non si può pertanto constatare una mancanza acuta di alloggi su scala svizzera. La situazione era differente in materia di posti di accoglienza extrafamiliare per bambini: l'insufficienza di posti, generalmente riconosciuta, ha indotto il Parlamento ad approvare un pertinente programma d'incentivazione della Confederazione, limitato nel tempo e prorogato a più riprese.</p><p>Secondo quanto illustrato nel rapporto, gli alloggi di rifugio e di emergenza sono finanziati in maniera alquanto disparata nei Cantoni, che attualmente stanno riflettendo su come andranno finanziati in futuro. Nel contempo i Cantoni vogliono continuare a garantire un'offerta adeguata e svilupparla in maniera mirata laddove opportuno. Molti Cantoni valutano anche di passare a un modello di finanziamento in cui i costi sono sostenuti dall'aiuto sociale invece che dall'aiuto alle vittime. Per il momento occorre pertanto attendere l'evolversi della situazione a livello cantonale.</p><p>Sussistono inoltre dubbi quanto alla competenza della Confederazione per un finanziamento delle case di accoglienza per donne come quello chiesto dal postulato. Un finanziamento di questo tipo contraddirebbe l'idea giuridica dell'articolo 124 Cost. sull'aiuto alle vittime di reati e la ripartizione dei compiti tra Confederazione e Cantoni prevista nella pertinente legislazione in materia. Sul piano costituzionale, l'esempio citato nel postulato - programma d'incentivazione per la creazione di posti per la custodia di bambini complementare alla famiglia - non è comparabile alla situazione delle case di accoglienza per donne. Contrariamente all'articolo 124 Cost.; l'articolo 116 capoverso 1 Cost. (assegni familiari e assicurazione per la maternità) abilita esplicitamente la Confederazione a sostenere provvedimenti a tutela della famiglia. La Confederazione non può pertanto introdurre un finanziamento delle case di accoglienza per donne analogo a quello per la custodia extrafamiliare di bambini. Il Consiglio federale ha già respinto nel 2016 il postulato Feri "Finanziamento iniziale delle case rifugio per le vittime di violenza domestica (donne, uomini, bambini)", in particolare anche per motivi di diritto costituzionale.</p><p>Il Consiglio federale attribuisce grande importanza alla protezione delle vittime, un obiettivo per il quale si impegna intensamente. Nell'ambito del Dipartimento federale dell'interno vanno in particolare menzionati la task force contro la violenza domestica durante la pandemia di coronavirus, i lavori in vista dell'attuazione della Convenzione di Istanbul, la Conferenza nazionale sulle nuove basi legali per la protezione dalla violenza, prevista a novembre 2021, e il sostegno finanziario della Confederazione in virtù dell'ordinanza contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (RS 311.039.7). Sotto la direzione del Dipartimento federale di giustizia e polizia la Confederazione elabora inoltre, insieme ai Cantoni e ad altri attori interessati (p. es. l'organizzazione mantello delle case per donne maltrattate della Svizzera e del Liechtenstein), misure concrete per potenziare la lotta contro la violenza domestica. Queste mirano tra l'altro a istituire su scala nazionale un sistema efficace di gestione delle minacce, che sarà regolarmente valutato e all'occorrenza potenziato, nonché garantire un numero sufficiente di posti negli alloggi di rifugio per le vittime di violenza domestica. La Confederazione e i Cantoni hanno adottato queste misure sotto forma di road map in occasione del dialogo strategico del 30 aprile 2021.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.