<h2>SubmittedText<h2><p>Il 25 agosto 2021, il Consiglio federale ha deciso di prorogare nuovamente di due anni, fino alla fine del 2023, il Programma nazionale HIV e altre infezioni sessualmente trasmissibili (PNHI), avviato nel 2011. Nell'estate del 2020, il Parlamento ha incaricato la Confederazione di attuare efficacemente le misure per l'eliminazione dell'epatite B e C a partire dal 2022, chiedendole di inserire l'epatite virale nel PNHI. La Commissione federale per le questioni relative alle infezioni sessualmente trasmissibili (CFIST) ha elaborato una roadmap per eliminare l'HIV e l'epatite, che poggia su un ampio consenso e dovrà servire da base per la lotta integrata e l'eliminazione di queste malattie infettive entro il 2030. Inoltre, in merito all'impatto della profilassi preesposizione all'HIV, sono già disponibili i risultati dello studio SwissPrEPared, dai quali emerge che questa misura importante per l'eliminazione non raggiunge tutti i gruppi a rischio.</p><p>Il PNHI è entrato in vigore oltre dieci anni fa e non tiene sufficientemente conto dei progressi compiuti in materia di prevenzione e terapia. Tenuto conto di quanto precede, il ritardo del programma che gli succederà è irresponsabile e incomprensibile per i seguenti motivi:</p><p>- è chiaramente in contrasto con l'obiettivo di eliminazione dell'HIV e dell'epatite che la Svizzera si è posta;</p><p>- trascura la roadmap attuale, tesa a un'attuazione pratica ed efficace;</p><p>- mina i risultati finora ottenuti, in quanto il programma attuale può fungere soltanto in parte da base di finanziamento per misure nuove e innovative di lotta all'HIV e all'epatite.</p><p>Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Nonostante i ritardi dovuti alla proroga del PNHI, come intende garantire il raggiungimento degli obiettivi di eliminazione dell'HIV e dell'epatite B e C che la Svizzera si è posta?</p><p>2. Nonostante questo ritardo, quali possibilità prevede per colmare le lacune di finanziamento fino all'entrata in vigore del programma successivo?</p><p>3. È disposto a proseguire il finanziamento di misure e progetti in linea con la roadmap elaborata dalla CFIST per eliminare l'HIV e l'epatite virale e a considerarli progetti pilota fino all'entrata in vigore del programma successivo?</p><p>4. Intende finanziare durevolmente misure di prevenzione innovative ed efficaci, come i programmi per la profilassi preesposizione all'HIV (PrEP), considerate essenziali per eliminare la malattia, e renderle accessibili a chiunque ne abbia bisogno?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La Svizzera approva e sostiene gli obiettivi dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) per l'eliminazione dell'HIV e dell'epatite virale. La proroga del Programma nazionale HIV e altre infezioni sessualmente trasmissibili (PNHI) non ritarda il raggiungimento di questi obiettivi. Dall'introduzione del PNHI, importanti conoscenze e innovazioni in diverse discipline come la medicina (p. es. la profilassi preesposizione PrEP anti-HIV o la terapia dell'epatite C), la sanità pubblica o le scienze sociali vengono integrate nell'attuazione del programma e di altri programmi nazionali. Laddove necessario, le misure vengono adeguate. Conoscenze e innovazioni importanti saranno prese in considerazione anche durante tutto il prosieguo del programma.</p><p>Da almeno cinque anni, in Svizzera si registra un calo dei nuovi casi di HIV e di quelli di epatite B e C. Per quanto concerne l'eliminazione dell'HIV in Svizzera, il rapporto sull'epidemia globale dell'HIV del Programma congiunto delle Nazioni Unite sull'HIV/AIDS (UNAIDS) riporta che il nostro Paese ha raggiunto un risultato straordinario superando gli obiettivi 95-95-95 per il 2030. Questa dichiarazione dell'OMS si basa sul fatto che, nel 2019, il 93 per cento dei malati di HIV in Svizzera sapeva di essere infetto. Oltre il 97 per cento di queste persone con diagnosi seguiva una terapia antiretrovirale (ART) e il 96 per cento presentava una carica virale soppressa, ossia non trasmetteva il virus (Global Aids Report 2020 pag. 13, <a href="https://aids2020.unaids.org">https://aids2020.unaids.org</a> &gt; read report, disponibile in inglese). Il tasso di copertura vaccinale in Svizzera per l'epatite B è elevato e il numero di nuove diagnosi in diminuzione da cinque anni. Negli ultimi venti anni, il numero dei casi di epatite C mostra una tendenza in calo.</p><p>Il Consiglio federale ritiene che la Svizzera sia sulla buona strada per raggiungere gli obiettivi fissati dall'OMS.</p><p>2. e 3. Il sostegno alle domande di progetto esaminate e approvate avviene mediante decisioni di assegnazione di aiuti finanziari nei limiti della disponibilità budgetaria.</p><p>I contenuti della roadmap della Commissione federale per le questioni relative alle infezioni sessualmente trasmissibili (CFIST) saranno presi in considerazione, come altre conoscenze e innovazioni, nell'assegnazione di aiuti finanziari nel quadro del PNHI e di altri programmi nazionali e progetti dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP).</p><p>4. Il Consiglio federale è tuttora disposto a sostenere misure di prevenzione efficaci e innovative. Per esempio, riconosce che i programmi PrEP sono uno strumento di prevenzione importante per l'eliminazione dell'HIV. In quest'ottica, l'UFSP ha finanziato per complessivamente oltre un milione di franchi il progetto SwissPrEPared negli anni 2018-2021 e prevede di sostenerlo anche nel 2022. Al progetto possono partecipare di norma tutte le persone negative all'HIV a partire dai 16 anni (<a href="https://www.swissprepared.ch/it/">SwissPrEPared</a> &gt; FAQ).</p><p>Allo scopo di eliminare queste malattie, l'UFSP sostiene sia progetti di prevenzione dell'epatite B e C nei gruppi a rischio, sia misure a favore di persone affette da epatite C cronica per permettere loro l'accesso a una cura.</p>  Risposta del Consiglio federale.