<h2>SubmittedText<h2><p>Chiedo al Consiglio federale di rispondere alla seguente domanda:</p><p>- Intende sostenere e avviare il più rapidamente possibile la restituzione dei bronzi del Benin razziati dai britannici a Ubinu (l'attuale Benin City) nel 1897 conservati a Zurigo, Basilea, San Gallo e Ginevra?</p><p>In un discorso tenuto nel novembre del 2017 a Ouagadougou, nel Burkina Faso, il presidente francese Emmanuel Macron aveva annunciato di voler rimpatriare nel giro di cinque anni tutti i beni culturali trafugati in Africa. Nel frattempo, Bénédicte Savoy e Felwine Sarr hanno pubblicato un rapporto sulla restituzione del patrimonio culturale africano e lo sviluppo di una nuova etica relazionale ("Rapport sur la restitution du patrimoine culturel africain. Vers une nouvelle éthique relationnelle"). Nei prossimi mesi, la Francia intende esaminare le diverse opzioni per restituire ai loro legittimi proprietari, Stati o privati, tutti i beni culturali sottratti all'Africa o per renderli almeno in parte fruibili su suolo africano. Oltre alle restituzioni vere e proprie, sono pensabili per esempio mostre sul posto, programmi di scambio, prestiti o nuove cooperazioni tra musei francesi e africani. Almeno 26 opere trafugate nel 1897 nella "spedizione punitiva" del Benin saranno restituite immediatamente. Anche al Museo Rietberg, al museo etnologico di Zurigo, al Museo delle culture di Basilea e ai musei etnologici di San Gallo e Ginevra sono conservate opere sottratte in quell'occasione (bronzi del Benin). La Svizzera dovrebbe aderire a un'iniziativa ormai di portata europea.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale rimanda al suo parere in risposta alla mozione Wermuth 18.4236. Osserva con attenzione gli ultimi sviluppi nella restituzione di beni culturali e, qualora musei o collezioni ospitino beni culturali trafugati o frutto di saccheggi, consiglia di avviare un dialogo con i Paesi d'origine secondo il Codice etico ICOM per i musei del Consiglio internazionale dei musei (www.museums.ch &gt;Standard &gt; Codice etico). Non ha però alcuna facoltà di impartire istruzioni a musei e collezioni non gestiti dalla Confederazione. Secondo i media, diversi musei svizzeri sono disposti ad avviare il dialogo con i Paesi d'origine.</p><p>Grazie alla ricerca sulla provenienza, sostenuta economicamente dalla Confederazione, è possibile risalire alla provenienza di un bene culturale e quindi determinare, nei singoli casi, in che modo sia entrato a far parte di una collezione svizzera.</p>  Risposta del Consiglio federale.