<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a presentare al Parlamento un rapporto che illustri in modo esaustivo tutti gli effetti, a livello locale e su grande scala, degli impianti eolici e delle infrastrutture annesse sui mammiferi terrestri, in particolare sugli ungulati. Dovrà anche spiegare come evitare o almeno ridurre al minimo le ripercussioni negative di tali impianti sulla fauna nel suo complesso. </p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nella Strategia energetica 2050, il Consiglio federale non ha previsto alcun obiettivo specifico in materia di produzione energetica a partire dalla forza eolica. Nel messaggio concernente il primo pacchetto di misure della strategia energetica 2050, si fa riferimento alle prospettive energetiche 2050 (studio Prognos 2012), secondo le quali la produzione complessiva di energia eolica dovrà raggiungere 0,66 terawattora nel 2020, 1,76 terawattora nel 2035 e 4,26 terawattora nel 2050. In Svizzera, nelle zone menzionate nel postulato (foreste e altre zone sensibili), non vi sono ancora impianti eolici.</p><p>In Germania, gli impianti eolici sono aumentati rapidamente: sulla terra ferma, tra il 2000 e il 2014, sono passati da 9359 a 24 324 (fonte: Bundesverband Windenergie). Ciò non ha messo ulteriormente a rischio le popolazioni di cervi, daini, cinghiali e caprioli (statistica tedesca sulla caccia, <a href="http://www.bund.net">www.bund.net</a>).</p><p>Il postulato si riferisce a uno studio della scuola universitaria veterinaria di Hannover (Tierärztliche Hochschule Hannover). Oltre a tale ricerca (TiHo Hannover, 2001), a livello internazionale vi sono anche ulteriori studi che trattano esplicitamente la questione degli effetti degli impianti eolici sugli animali selvatici (NINA Report 533, 2010; VINDVAL Report 6510, 2012; Walter, Am. Midl. Nat. 156, 2006). Tali studi giungono alla conclusione che non è possibile riscontrare effetti sugli animali selvatici e sulla selvaggina o che tali eventuali effetti non sono riconducibili al funzionamento degli impianti eolici, ma alla fase di costruzione o alla modificata utilizzazione della zona, spesso collegata alla migliore raggiungibilità della stessa.</p><p>Inoltre, il nostro Paese dispone già di diversi strumenti che permettono di evitare o ridurre al minimo eventuali effetti negativi degli impianti eolici:</p><p>- nei piani direttori, i cantoni definiscono i siti adeguati a un parco di grandi impianti per lo sfruttamento dell'energia eolica, tenendo conto degli effetti sulla flora e sulla fauna;</p><p>- nell'ambito dei piani di utilizzazione o delle autorizzazioni di costruzione, le autorità cantonali e comunali possono trattare, nell'ottica della protezione degli animali selvatici, gli effetti della fase di costruzione e dell'utilizzazione modificata o potenziata di una zona a seguito della costruzione di un parco eolico;</p><p>- l'esame dell'impatto sull'ambiente (EIA) per i parchi eolici è obbligatorio a partire da una potenza di 5 megawatt. Anche qualora il potenziamento del parco eolico procedesse per tappe graduali durante le quali l'impianto ha una potenza inferiore a 5 megawatt, il progetto non sarebbe esentato dall'obbligo di effettuare una EIA. Nell'ambito dell'indagine preliminare EIA, deve essere allestita una tabella di rilevanza che comprenda tutti i settori ambientali e che illustri tutti i possibili effetti, compresi quelli sulla fauna. Al momento, non siamo a conoscenza di nessun progetto di energia eolica per il quale l'EIA non sia obbligatoria;</p><p>- si tiene conto della protezione della specie anche nella "Concezione energia eolica" dell'Ufficio federale dello sviluppo territoriale (ARE), un aiuto alla pianificazione destinato ai cantoni che è attualmente in fase di elaborazione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.