<h2>SubmittedText<h2><p>Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Esistono già studi che hanno preso in esame l'influsso delle droghe in caso di crimini violenti?</p><p>2. In caso affermativo, quali sono i risultati emersi da tali studi?</p><p>3. Qualora non fosse disponibile nessuno studio di questo genere, il Consiglio federale è disposto a verificare quali istituti di medicina legale dispongono del maggior numero di dati e risultati di analisi, affinché sia possibile commissionare uno studio scientifico? Tale studio dovrebbe esaminare e rilevare statisticamente l'influsso di alcol, cannabis, cocaina, eroina, ecstasy, psicofarmaci, eccetera nel corso degli ultimi dieci anni.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Al momento, l'unico studio scientifico che si occupa esplicitamente di questo argomento è intitolato "Alkohol und Gewalt im Jugendalter" e data dell'ottobre 2006. È stato realizzato dall'Istituto svizzero di prevenzione dell'alcolismo e altre tossicomanie ISPA di Losanna e rappresenta un'analisi secondaria dell'inchiesta condotta sugli allievi nell'ambito dell'"European School Survey Project on Alcohol and Drugs" (ESPAD).</p><p>La statistica criminale di polizia (SCP) realizzata dall'Ufficio federale di polizia non conteneva finora alcuna indicazione sistematica in merito alle domande poste. Dall'inizio del 2006 la SCP è gestita dall'Ufficio federale di statistica e si trova in una fase transitoria e organizzativa che terminerà alla fine del 2008. Soltanto in futuro si potrebbero rilevare scientificamente su scala nazionale i dati in questione e presentarli nel modo suggerito nell'interpellanza.</p><p>2. I giovani di sesso maschile sono maggiormente implicati nella violenza che le giovani donne: la quantità di atti violenti da loro commessi è di tre volte superiore a quella delle giovani donne e anche come vittime il numero dei ragazzi è di due volte superiore a quello in ambito femminile. La frequenza degli atti di violenza aumenta con la quantità di alcol consumata. La probabilità che le persone astemie e quelle che consumano alcol con moderazione si comportino in modo violento è minima. Le persone che consumano alcol frequentemente, in grandi quantità e in breve tempo sono più inclini alla violenza. Dallo studio non emerge tuttavia se la causa diretta di tali atti siano stati l'alcol o altri stupefacenti. Nel 2006 inoltre l'Ufficio federale di statistica ha pubblicato, in collaborazione con il Servizio per la lotta alla violenza e con le polizie cantonali, uno studio speciale sui reati di omicidio registrati dalla polizia tra il 2000 e il 2004. Anche in questo studio si giunge alla conclusione che le persone sospettate al momento del reato sotto l'effetto di sostanze stupefacenti (soprattutto di alcol) sono in netto sovrannumero. Tuttavia questi risultati non permettono di dimostrare automaticamente che all'origine del reato violento vi fosse il consumo di tali sostanze. Per valutare quanto il consumo di stupefacenti possa aver influito sul comportamento violento, sarebbe necessario eseguire una perizia psichiatrica della persona sospettata oppure studiare gli atti giudiziari.</p><p>3. Alla luce dei fatti e considerando il valore preventivo dello studio proposto, il Consiglio federale intende incaricare l'UFS di verificare nel corso del 2007 dove a livello nazionale sia disponibile il maggior numero di dati scientificamente utilizzabili. Così facendo in un secondo tempo sarebbe eventualmente possibile commissionare uno studio scientifico specifico tenendo conto dei dati già disponibili provenienti da vari settori (istituti di medicina legale e pronto soccorsi). Secondo il Consiglio federale tale studio dovrebbe esaminare l'influsso di tutte le sostanze in grado di modificare la percezione e il comportamento, quali alcol, cannabis, cocaina, eroina, ecstasy, psicofarmaci, eccetera nel corso degli ultimi dieci anni.</p>  Risposta del Consiglio federale.