<h2>SubmittedText<h2><p>Conformemente all'Accordo sulla libera circolazione delle persone (art. 14 par. 2 ALC), il Consiglio federale è incaricato di chiedere una riunione urgente del Comitato misto al fine di decidere una sospensione dell'applicazione del suddetto accordo fintantoché la chiusura delle nostre frontiere sarà necessaria per impedire la diffusione del COVID-19 e tutelare i nostri lavoratori dalle conseguenze economiche di questa crisi.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Dall'inizio della crisi, il Consiglio federale ha cercato di adottare una strategia equilibrata, che tenga conto delle esigenze sanitarie, di quelle economiche e degli obblighi internazionali della Svizzera.</p><p>In un primo tempo ha deciso di introdurre, dal 13 marzo 2020, tutte le restrizioni d'entrata e di soggiorno necessarie per impedire la diffusione del coronavirus e preservare le capacità del sistema sanitario svizzero. Le conseguenti restrizioni all'Accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC; RS 0.142.12.681) sono compatibili con l'articolo 5 dell'Allegato I all'ALC. Visto che non è mai stato necessario sospendere l'applicazione di questo accordo, non occorre che il Comitato misto si riunisca conformemente all'articolo 14 paragrafo 2 ALC.</p><p>Il fatto che l'ALC non sia stato sospeso nonostante la crisi ha permesso in particolare al personale del settore della sanità di continuare a entrare in Svizzera per recarsi al lavoro nelle regioni di frontiera. Ai fini di un ritorno progressivo alla normalità, il 29 aprile, il 27 maggio e il 12 giugno 2020 il Consiglio federale ha deciso di allentare a tappe queste restrizioni, parallelamente alla riapertura dell'economia. Ogni tappa è stata preceduta da un'analisi dettagliata dei rischi che teneva conto della situazione sanitaria.</p><p>Il Consiglio federale ha inoltre adottato numerose misure al fine di mitigare lo choc economico conseguente alla pandemia. Il mantenimento dei posti di lavoro e la rapida ripresa dell'economia sono al centro della sua strategia. Per questo motivo ha in particolare adeguato le condizioni di ricorso al lavoro ridotto e previsto diverse forme di sostegno in favore delle imprese e degli indipendenti. L'economia svizzera continua a dipendere dalla manodopera straniera nei settori in cui non riesce a reclutare in Svizzera il personale necessario. Nel contempo, si tratta di provvedere affinché i datori di lavoro svizzeri continuino a utilizzare in maniera sistematica il potenziale offerto dalla manodopera presente nel Paese. Per questo motivo il Consiglio federale ha riattivato dall'8 giugno 2020 l'obbligo di annunciare i posti vacanti.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.