<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p></p><p></p><p>1. Nell'ambito della procedura di approvazione dei premi per il 1999 l'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) ha esaminato complessivamente 6'500 proposte di premi di cui 500 hanno dovuto essere adeguate dagli assicuratori. </p><p></p><p>Scopo dell'approvazione dei premi è di studiare le previsioni degli assicuratori-malattie e di verificarne la plausibilità. </p><p></p><p>Il calcolo dei premi poggia sulle previsioni relative all'evoluzione dei costi, al numero di assicurati (incluse le previsioni sulla fluttuazione), alla salute cagionevole di questi ultimi e alle incidenze da aspettarsi con l'adozione di misure di management sull'evoluzione propria della cassa e in particolare delle riserve. Nei limiti di queste condizioni quadro rigorose controllate dall'UFAS ogni assicuratore dispone di un certo margine d'azione. </p><p></p><p>In occasione degli ultimi due adattamenti dei premi l'UFAS ha comunque provato di saper assolvere il proprio compito nell'ambito dell'approvazione dei premi presentando dei risultati quantificabili; infatti, per i premi proposti per il 1999 gli assicuratori avevano previsto un rialzo a livello nazionale di oltre il 6 per cento che, una volta conclusa la procedura di approvazione, è stato invece limitato al 2,83 per cento.</p><p></p><p>2. L'art. 61 cpv. 2 della Legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal) prevede che gli assicuratori possano graduare i loro premi secondo i Cantoni e, all'interno di uno stesso Cantone, secondo le regioni. Determinanti per queste graduazioni sono i costi comprovati nei Cantoni e nelle regioni interessati come anche il luogo di domicilio degli assicurati. Gli assicuratori-malattie non possono sgravare talune regioni non prendendo volutamente in considerazione i costi effettivi. Non si possono neanche sgravare, mediante sovvenzioni incrociate, i premi stabiliti per i centri urbani che devono sopportare costi elevati nell'ambito della sanità. </p><p></p><p>La LAMal mette però a disposizione dei Cantoni - in veste di gestori degli ospedali e delle case di cura - gli strumenti di gestione delle finanze necessari per influire sul livello dei costi nell'ambito della sanità e contenere l'onere dei premi (art. 51 LAMal). I Cantoni possono inoltre concedere riduzioni di premi agli assicurati di condizione economica modesta (art. 65 segg. LAMal). </p><p></p><p>3. L'esodo dei contribuenti dalle città non è solo imputabile all'importo relativamente elevato dei premi delle casse malati. Essendo a ragione questo fenomeno sempre più connesso a motivi fiscali, non lo si potrà eliminare unicamente adottanto misure nell'ambito della LAMal. </p><p></p><p>In ogni caso la regolamentazione uniforme prevista dalla revisione parziale della LAMal per quanto riguarda la costituzione delle regioni permetterà d'impedire una delimitazione geografica troppo restrittiva dei centri urbani più cari come regione di premio a sé stante. D'altronde, nelle città-Cantone come Basilea Città e Ginevra, in cui non vi è una suddivisione regionale, non è possibile sgravare gli assicurati riconfigurando le regioni.</p><p></p><p>Infine, la LAMal prevede già attualmente la base legale per forme di assicurazione alternative che permettono di risparmiare sui costi con una scelta limitata del fornitore di prestazioni, come l'HMO o modelli di assicurazione simili che sono diffusi proprio negli agglomerati urbani e consentono agli assicurati di ridurre sensibilmente i premi. In varie sue pubblicazioni concernenti l'assicurazione malattie (ad es. la pubblicazione gratuita della panoramica dei premi per il 1999), l'UFAS sottolinea sempre la possibilità di risparmiare sui premi qualora si stipuli una di queste forme particolari di assicurazione.</p>  Risposta del Consiglio federale.