<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Ad 1:</p><p>Il Consiglio federale è cosciente dell'importanza della protezione dell'ambiente nei Paesi dell'Europa centrale e dell'Est, che si trovano effettivamente a dover affrontare difficoltà notevoli. In primo piano si situano tuttora i problemi ambientali lasciati in eredità dai regimi comunisti alle democrazie nell'Europa dell'Est. A ciò si aggiungono una certa ripresa economica e l'aumento della produzione industriale, che non sempre avvengono con la necessaria attenzione ai problemi ambientali.</p><p>È tuttavia lecito ritenere che questi Stati siano stati viepiù sensibilizzati negli ultimi anni riguardo alle questioni della protezione dell'ambiente. Nell'intento di poter aderire il più presto possibile all'UE essi hanno portato avanti i loro processi di trasformazione appoggiandosi in gran parte sull'acquis communitaire. Non da ultimo per questo motivo gli Stati dell'Europa centrale e dell'Est hanno profuso un impegno considerevole nell'elaborazione di legislazioni nazionali sulla protezione dell'ambiente e hanno firmato un notevole numero di accordi internazionali.</p><p>Tra questi si possono menzionare la "Convenzione di Basilea sul controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti pericolosi e del loro smaltimento", entrata in vigore nel 1992, oppure la "Convenzione quadro dell'ONU sul cambiamento climatico", in vigore dal 1994. Tuttavia, la realizzazione delle normative dell'UE e la messa in atto di tali convenzioni costituiscono effettivamente, per quel che concerne i mezzi richiesti, l'esecuzione e il know-how, una sfida particolare per i Paesi di queste regioni. Senza l'appoggio sostanziato della comunità internazionale non sarà possibile realizzare le politiche di protezione dell'ambiente entro termini ragionevoli.</p><p>Ad 2:</p><p>La Svizzera si è impegnata nell'Europa dell'Est già a partire dalla caduta del Muro. Considerata la sua importanza, la protezione dell'ambiente è stato fin dall'inizio uno dei punti centrali. Le misure per il miglioramento della situazione ambientale sono state attuate a livello locale, regionale e globale; esse comprendono investimenti di grande entità, la messa a disposizione di mezzi e conoscenze tecnici e la creazione di capacità istituzionali.</p><p>La realizzazione dei progetti avviene nell'ambito bilaterale o multilaterale. In massima parte è integrata in quanto programma e in modo concettuale nell'iniziativa "Ambiente per l'Europa" che comprende cinquantacinque Stati dell'Europa occidentale e orientale unitisi per implementare i piani d'azione nazionali per la protezione dell'ambiente nei Paesi dell'Europa centrale e dell'Est. La Svizzera si impegna a favore di strutture di produzione e tecnologie rispettose dell'ambiente. Collabora al miglioramento della qualità dell'aria e dell'acqua, dell'eliminazione di rifiuti industriali e domestici, della sicurezza nei complessi industriali e nelle centrali nucleari e al promovimento dell'efficacia energetica. Un altro ambito importante concerne la protezione della biosfera: la Svizzera è attiva ad esempio nella gestione delle foreste secondo principi dello sviluppo sostenibile; parallelamente alla creazione di biosfere protette è prevista l'apertura a un turismo "dolce". La Svizzera ha assunto un ruolo di spicco anche nell'introduzione di modelli di finanziamento nuovi e innovativi, ad esempio partecipando a un fondo di capitale di rischio per investimenti privati nell'ambito dell'ambiente nell'Europa centrale e dell'Est e a un "debt for nature swap", e istituendo un corrispondente fondo di controvalore in Bulgaria. Infine, la Svizzera appoggia l'applicazione degli strumenti del Protocollo di Kyoto in relazione con la protezione del clima; appoggia ad esempio un progetto pilota a livello bilaterale, in collaborazione con la Banca mondiale, per la creazione di capacità nazionali. Parallelamente, in Romania e nella Slovacchia sono stati avviati progetti per la riduzione dei gas responsabili dell'effetto serra. Altri progetti simili sono in preparazione.</p><p>Come mostra questa panoramica, la Svizzera si impegna già attivamente nel settore della protezione dell'ambiente conformemente al corrispondente messaggio.</p><p>Ad 3:</p><p>La questione di un programma supplementare per la protezione dell'ambiente va esaminata tenendo conto dei principi per la collaborazione della Svizzera con l'Europa orientale delineati nel "Messaggio sul proseguimento della cooperazione rafforzata con l'Europa orientale e la CSI" del 19 agosto 1998. Il messaggio dà la priorità alla cooperazione con gli Stati dell'Europa sudorientale e con la CSI; tuttavia, considerate le esigenze tuttora esistenti nell'ambito della protezione dell'ambiente, prevede di proseguire il sostegno specifico all'Europa centrale.</p><p>Nell'ambito del processo "Ambiente per l'Europa" la Svizzera è attiva in diversi progetti soprattutto in Europa centrale e orientale. Attualmente però questo processo si concentra sui Paesi dell'Europa sudorientale e dell'ex Unione Sovietica, in cui la transizione ha preso avvio più tardi ed è meno avanzata. È qui che si trovano i problemi maggiori cui fa riferimento l'interpellante. Si pensi solo alla recente catastrofe in Romania/Ungheria (inquinamento del fiume Tisza con acque di scarico altamente inquinate). In Europa centrale si intende invece portare avanti la cooperazione con il settore privato nell'ambito della promozione commerciale e degli investimenti, promozione che comprende esplicitamente misure per la protezione dell'ambiente e non esclude misure puntuali di sostegno a progetti e investimenti innovativi ma non redditizi.</p><p>Aggiungere alle attività in corso un "programma d'azione concreto" che comprenderebbe anche gli Stati che attualmente beneficiano solo di un sostegno limitato da parte della Svizzera comporterebbe un onere finanziario supplementare non indifferente. Va menzionato che nell'anno in corso la Svizzera ha iscritto 205 milioni di franchi nel budget per l'aiuto all'Est (compresi 27 milioni supplementari per il Patto di stabilità).</p><p>Bisogna ricordare inoltre che l'aiuto svizzero nell'ambito della cooperazione internazionale deve tenere conto dei valori indicativi previsti e che vi deve essere un giusto equilibrio tra l'aiuto accordato alle singole regioni. Infine va preso in considerazione che oltre alla protezione dell'ambiente vi sono altri ambiti della cooperazione tecnica, come quello della sanità o dei servizi sociali, in cui vi è un grande ritardo da compensare e in cui la Svizzera desidera e può contribuire concretamente. Un maggiore accento sulla protezione dell'ambiente comporterebbe forzatamente delle restrizioni in altri campi.</p><p>Viste queste considerazioni il Consiglio federale non ritiene opportuno un programma d'azione supplementare nell'ambito della protezione dell'ambiente specificamente a favore degli Stati dell'Europa centrale e orientale.</p>  Risposta del Consiglio federale.