<h2>SubmittedText<h2><p>La norma SIA 500 (versione del 2009) dispone al punto 9.7 che nelle nuove costruzioni siano previsti dei parcheggi per le persone a mobilità ridotta, che vengono effettivamente realizzati. In pratica, però, quando in un edificio non risiedono persone a mobilità ridotta, il posteggio a loro destinato è attribuito a qualcun altro. Una persona a mobilità ridotta che va ad abitare nell'edificio in un secondo momento non potrà utilizzare il parcheggio già occupato, poiché nulla obbliga l'altra persona a cederglielo. Il problema sorge anche nelle PPP, in cui i primi acquirenti ottengono questi posteggi senza avere alcuna disabilità.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Al Consiglio federale non risulta che le situazioni descritte costituiscano un fenomeno diffuso. È tuttavia insoddisfacente che talvolta, nel caso concreto, le persone a mobilità ridotta non possano usufruire dei parcheggi messi loro a disposizione. Questo problema può essere affrontato ricorrendo al diritto privato. Ad esempio, in un contratto di locazione può essere stipulato che i posteggi per persone a mobilità ridotta debbano essere loro ceduti in caso di bisogno. Nel caso delle proprietà per piani, dove si deve prestare attenzione anche alla protezione della proprietà, si possono per esempio inserire disposizioni corrispondenti nel regolamento condominiale. Pertanto, il Consiglio federale non ritiene vi sia una necessità immediata di agire ed è del parere che andrebbe invece migliorata l'informazione sulle soluzioni disponibili, per esempio nel quadro del marchio "Living Every Age" (LEA), introdotto in Svizzera nel 2017 e assegnato alle abitazioni prive di barriere architettoniche e idonee per gli anziani.</p>  Risposta del Consiglio federale.