<!DOCTYPE html> <html lang="it"><head><meta charset="utf-8"/></head><body><div class="WordSection1"> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable" width="0"> <tr> <td colspan="2" valign="top"> <p class="MsoNormal"> </p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><img alt="" height="38" id="Immagine 5" src="http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&amp;WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&amp;WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&amp;OmnisLibrary=JURISWEB&amp;OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&amp;OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&amp;Parametername=WWWTI&amp;Schema=TI_WEB&amp;Source=&amp;Aufruf=getImage&amp;nF38_KEY=295381" width="37"/></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><img alt="" height="25" id="Immagine 6" src="http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&amp;WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&amp;WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&amp;OmnisLibrary=JURISWEB&amp;OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&amp;OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&amp;Parametername=WWWTI&amp;Schema=TI_WEB&amp;Source=&amp;Aufruf=getImage&amp;nF38_KEY=295382" width="21"/></p> </td> <td valign="top"><a id="X_NOT_ACTUALIZE"></a> <p class="MsoNormal"> </p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Incarto n.<br/> </span>15.2020.76</p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Lugano</span></p> <p class="MsoNormal"><a id="IN_DATA_DECISIONE">16 febbraio 2021</a></p> <p class="MsoNormal"> </p> </td> <td colspan="3" valign="top"> <p class="MsoNormal">In nome<br/> della Repubblica e Cantone<br/> Ticino</p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> <tr> <td colspan="6" valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span>La Camera di esecuzione e fallimenti</span></b></p> <p class="MsoNormal"><b><span>del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza</span></b></p> </td> </tr> <tr> <td colspan="6" valign="top"> <p class="MsoNormal"> </p> </td> </tr> <tr> <td colspan="6" valign="top"> <p class="MsoNormal"> </p> </td> </tr> <tr> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable" width="0"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>composta del giudice:</span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Jaques, presidente</span></p> </td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable" width="0"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>vicecancelliere:</span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Cortese</span></p> </td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>statuendo nella composizione a giudice unico (art. 48<i>b</i> LOG) sul ricorso 3 agosto 2020 della</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable" width="0"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span> </span></b></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span>RI 1</span></b><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>(patrocinata dall’ PA 1, )</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> </tr> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>contro</span></p> </td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>l’operato dell’<b>Ufficio d’esecuzione di Locarno</b>, o meglio contro la decisione del 22 luglio 2020 di ammettere l’opposizione all’esecuzione n. __________ promossa dalla ricorrente nei confronti di</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable" width="0"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span>PI 1</span></b><span>, </span></p> <p class="MsoNormal"><span>(patrocinato dall’ PA 2, )</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> </tr> </table> <p class="R1"><span>ritenuto</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><b><span>in fatto:</span></b><span> </span><b><span>A.</span></b><span> Il 5 giugno 2020 la RI 1 ha promosso dinanzi all’Ufficio di esecuzione (UE) di Locarno un’esecuzione nei confronti di PI 1 per l’incasso di complessivi fr. 95'323.07 oltre ad accessori.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>B.</b> Dando seguito alla predetta domanda, lo stesso giorno l’Ufficio ha emesso il precetto esecutivo n. __________</span><span> e l’ha inviato al domicilio dell’escusso mediante raccomandata, che però è ritornata all’UE, siccome l’escusso non l’ha ritirata.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>C.</b> <span>Facendo capo alla possibilità prevista dall’art. 7 dell’Ordinanza sul­le</span> misure nella giustizia e nel diritto procedurale in relazione al coronavirus (Ordinanza COVID-19 sulla giustizia e sul diritto procedurale, detta in seguito “Ordinanza COVID-19”), il 18 giugno 2020 l’organo esecutivo ha quindi tentato nuovamente di notificare il precetto esecutivo mediante Posta A Plus. Dal tracciamen­to di tale invio (n. __________), risulta che il recapito è avvenuto il 19 giugno 2020.</span></p> <p class="R1"><span> <b>D.</b> In mancanza di opposizione, </span>su richiesta della procedente di proseguire l’esecuzione, il 13 luglio 2020 l’organo esecutivo ha emes­so l’avviso di pignoramento per il 3 agosto 2020.</p> <p class="R1"><span> <b>E.</b> Ricevuto l’atto appena menzionato, con e-mail del 21 luglio 2020 PI 1 ha comunicato all’UE che la raccomandata contenente il precetto esecutivo non gli era giunta, che una notifica fittizia era esclusa e che pertanto non era possibile per l’escu­tente domandare la continuazione dell’esecuzione. In ogni caso, <span>egli ha pure dichiarato d’interporre opposizione </span></span><i><span>(“Rechtsvorschlag”)</span></i><span> al precetto.</span></p> <p class="R1"><span> <b>F.</b> In risposta, mediante e-mail del 22 luglio 2020 l’Ufficio ha comunicato di aver intimato il precetto con un invio Posta A Plus, come previsto dall’Istruzione n. 7 dell’Alta vigilanza in materia di esecuzione e fallimento.</span></p> <p class="R1"><span> <b>G.</b> Lo stesso giorno, il patrocinatore dell’escusso ha contattato telefonicamente l’UE e poi confermato per e-mail che a causa della situazione pandemica e di un soggiorno all’estero il suo cliente non aveva ricevuto il precetto esecutivo né mediante raccomandata né tramite Posta A Plus, e neppure l’Ufficio l’aveva informato in anticipo di tale invio per telefono o per iscritto. Ciò posto, egli ha chiesto di annullare il precetto e l’avviso di pignoramento e di dargliene conferma scritta non appena possibile.</span></p> <p class="R1"><span> <b>H.</b> Trattando l’e-mail in questione quale domanda di restituzione del termine per interporre opposizione giusta i combinati art. 33 LEF e 8 dell’Ordinanza COVID-19, con provvedimento del 22 luglio 2020 l’Ufficio ha ammesso l’opposizione al precetto esecutivo e respinto la domanda di proseguimento dell’esecuzione.</span></p> <p class="R1"><span> <b>I.</b> Con ricorso del 3 agosto 2020 la RI 1 si aggrava contro tale decisione, chiedendone l’an­­nullamento, come pure che la restituzione del termine per formulare opposizione sia respinta, che l’opposizione al precetto sia dichiarata ingiustificata e tardiva, quindi non ammessa, e di conseguenza che l’esecuzione segua il suo corso.</span></p> <p class="R1"><span> <b>L.</b> Con osservazioni del 17 agosto 2020 PI 1 si è opposto al ricorso, postulandone la reiezione, mentre l’UE si è rimesso al giudizio della Camera nelle sue del 9 settembre 2020.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>M.</b> Dopo aver chiesto il 18 settembre 2020 a questa Camera l’invio dell’intero incarto dell’UE e preannunciato di volersi determinare sulle osservazioni dell’escusso, il 4 novembre 2020 la procedente ha presentato una replica spontanea con cui ha ribadito in sostanza le proprie conclusioni ricorsuali.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span>Considerato</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><b><span>in diritto: 1.</span></b><span> Interposto all’autorità di vigilanza cantonale – nel Canton Ticino la Camera esecuzione e fallimenti (CEF)</span><span> del Tribunale d’appello</span><span> (art. 3 della </span>Legge cantonale sulla procedura di ricorso in materia di esecuzione e fallimento [LPR, RL 280.200]<span>) – entro 10 giorni dalla notifica dell’atto impugnato, il ricorso è in linea di principio <span>ricevibile (art. 17 LEF). La ricorrente ha invero ricevuto la decisione con­testata</span> il 23 luglio 2020, ovvero durante le ferie estive (art. 56 n. 2 LEF per il rinvio dell’art. 145 cpv. 4 CPC). Il termine di ricorso è quindi iniziato il primo giorno utile dopo le ferie (cfr. DTF 96 III 50 consid. 3), vale a dire lunedì 3 agosto 2020, di modo che il ricorso, inoltrato quel giorno stesso, è tempestivo.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>2.</b> La ricorrente postula l’annullamento della decisione impugnata, siccome – a suo parere – il precetto esecutivo è stato validamente notificato all’escusso il 19 giugno 2020, quest’ultimo non ha presentato una richiesta motivata di restituzione del termine di opposizione e la RI 1 non è stata formalmente sentita prima che l’UE decidesse di ammettere l’opposizione. L’insorgente fa notare in particolare che PI 1 doveva necessariamente aspettarsi la notifica del no­to precetto, poiché il 18 giugno 2020 aveva ricevuto, in veste di organo della PI 2, con sede a __________, il precetto esecutivo n. __________ del </span><i><span>Betreibungsamt Zürich 4</span></i><span> per l’in­­casso dello stesso credito, contro il quale aveva interposto opposizione in nome e per conto dell’escussa. A dire della ricorrente, l’escusso è pure venuto a conoscenza della domanda di esecuzione soggiacente al precetto in esame nel momento in cui ha ricevuto l’istanza di conciliazione dell’11 giugno 2020 presentata dinanzi al </span><i><span>Tribunal de première instance</span></i><span> di Ginevra per l’incasso del relativo credito, alla quale è allegato tale documento, sicché anche in questo caso PI 1 doveva attendersi di ricevere il precetto e prendere pertanto tutti i provvedimenti necessari per interporre tempestiva opposizione.</span></p> <p class="R1"><span> Da parte sua, il resistente ribadisce nelle osservazioni di non aver ricevuto il precetto esecutivo né mediante raccomandata né per Posta A Plus. Rileva altresì che l’UE non lo ha preventivamente avvisato per telefono o per iscritto dell’intenzione di notificargli il precetto tramite Posta A Plus, venendo meno a quanto prevede l’art. 7 cpv. 1 lett. b dell’Ordinanza COVID-19. Egli è dunque del parere di aver interposto tempestiva opposizione non appena venuto a conoscenza del precetto esecutivo, sicché la domanda di continuazione dell’esecuzione andava respinta, come fatto dal­l’Ufficio.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>2.1</b> Giusta l’art. 7 cpv. 1 dell’Ordinanza COVID-19, in deroga agli articoli 34, 64 capoverso 2 e 72 capoverso 2 della legge federale dell’11 aprile 1889 sulla esecuzione e sul fallimento (LEF), gli avvisi e le decisioni delle autorità d’esecuzione e dei fallimenti nonché gli atti esecutivi possono essere notificati con avviso di ricevimento senza ricevuta se un primo tentativo di notificazione per via ordinaria è fallito (lett. a) e </span>il destinatario è stato informato in merito alla notificazione mediante una comunicazione telefonica, elettronica o di altro tipo al più tardi il giorno precedente la notificazione (lett. b). In tal caso, l’avviso di ricevimento di cui al capoverso 1 sostituisce l’attestazione di cui all’articolo 72 capoverso 2 LEF (art. 7 cpv. 2 dell’Ordinanza COVID-19). Secondo il rapporto del Consiglio federale su tale norma, di cui un estratto è pubblicato nelle Istruzioni n. 7 e 8 dell’Alta vigilanza in materia di esecuzione e <span>fallimento (esecuzioni e fallimenti nella «situazione straordinaria»),</span> <i><span>“in caso di controversia competerà all’autorità all’origine della notificazione provare che l’informazione preliminare è stata corretta in termini temporali e formali”</span></i>.</p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>2.2</b> Nel caso in rassegna, è pacifico che dopo un primo tentativo infruttuoso di notifica nelle forme ordinarie, ovvero mediante invio raccomandato, l’UE ha trasmesso il precetto esecutivo per Posta A Plus, modalità di spedizione che permette di tracciare l’invio, ma non fornisce una ricevuta da parte del ricevente. Il primo presupposto previsto dall’art. 7 cpv. 1 dell’Ordinanza COVID-19 per ricorrere alla notifica agevolata in tempo di pandemia in luogo della notificazione ordinaria è pertanto adempiuto. Altrettanto non si può dire invece del secondo presupposto. Agli atti non è presente alcuna prova che l’Ufficio, almeno il giorno precedente la notifica, abbia informato l’escusso per telefono, in via elettronica o in altro modo dell’intenzione di procedere all’invio del precetto tramite Posta A Plus. Neppure in sede di osservazioni, l’UE pretende e comprova di aver agito in tal senso. A fronte di tali circostanze, dal momento che l’escusso contesta di aver ricevuto il precetto, il recapito di tale atto avvenuto il 19 giugno 2020 mediante Posta A Plus non può considerarsi una valida notifica né secondo gli art. 34 e 64 cpv. 1 LEF né in base all’art. 7 dell’Ordinanza COVID-19.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>2.3</b> Non porta a diversa conclusione la tesi della ricorrente secondo cui l’escusso doveva aspettarsi di ricevere un precetto esecutivo, siccome è venuto a conoscenza della relativa domanda di esecuzione nel momento in cui ha ricevuto l’istanza di conciliazione alla quale era allegato tale documento. Dagli atti prodotti con il ricorso <span>emerge invero che PI 1 ha ricevuto l’istanza in que­stione</span> il 9 luglio 2020 (doc. 7), allorquando i tentativi di notifica del precetto esecutivo mediante invio raccomandato (spedito il 5 giugno e ritornato all’UE il 18 giugno 2020) e per Posta A Plus (spedito il 18 giugno e recapitato il 19 giugno 2020) erano già avvenuti. Nemmeno si può concludere ch’egli dovesse attendersi di riceve­re il noto precetto per il fatto che il 18 giugno 2020 gli era stato consegnato, in qualità di organo, quello spiccato nei confronti del­la PI 2. A parte il fatto che pure in tal caso i due tentativi di notifica da parte dell’UE avevano già avuto <span>luogo (l’ultimo proprio il 18 giugno 2020, ma come visto sopra [con­sid. 2.2], in maniera irregolare), non si può presumere che un debitore solidale</span> debba necessariamente aspettarsi di ricevere un precetto esecutivo solo perché il creditore ha già escusso l’altro debitore solidale. Ciò non cambia neanche qualora, come nel ca­so di specie, l’escutente abbia in passato (nel settembre 2019) già promosso un’esecuzione contro entrambi i debitori solidali, per di più per l’incasso di un credito d’importo diverso da quello posto nell’esecuzione al vaglio (cfr. doc. 8-9 e 12-13).</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> Per dovizia di precisione, va pure rilevato che, come emerge dal­l’art. 72 cpv. 2 LEF, neppure si può applicare alla notifica del precetto esecutivo mediante invio raccomandato la finzione della notificazione allo scadere del termine di giacenza postale prevista dall’art. 138 cpv. 3 lett. a CPC, evenienza che, ad ogni modo, presuppone che “il destinatario dovesse aspettarsi una notificazione” (sentenza della CEF 15.2016.112 del 12 gennaio 2017, consid. 2.1), ciò che come esposto poc’anzi non è il caso nella fattispecie.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>3.</b> Alla luce di quanto precede, non occorre esaminare, come chiesto nel ricorso, se erano riunite le condizioni per accogliere un’even­tuale domanda di restituzione del termine per interporre opposizione giusta gli art. 33 LEF e 8 dell’Ordinanza COVID-19, dal momento che la notificazione del precetto esecutivo con invio Posta A Plus non è avvenuta in modo regolare e di conseguenza il termine di opposizione neppure ha cominciato a decorrere, per tacere del fatto che con e-mail del 22 luglio 2020 (doc. 8 allegato alle osservazioni al ricorso) il patrocinatore dell’escusso in realtà non aveva chiesto all’Ufficio la restituzione del termine per fare <span>opposizione, ma aveva contestato la notificazione del precetto ese­cutivo,</span> postulandone l’annullamento, così come quello dell’avviso di pignoramento.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> Tuttavia, preso atto della decisione dell’UE di ammettere la sua opposizione e di respingere la domanda di continuazione dell’e­secuzione, l’escusso ha rinunciato alla sua richiesta di annullamento del precetto esecutivo (osservazioni al ricorso, ad 12), sicché non si pone più la questione di un’eventuale nuova notifica di <span>quell’atto. Ancorché per altre ragioni, la decisione impugnata si rivela dunque </span>corretta nel suo risultato, di modo che il ricorso va respinto.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>4.</b> Per legge </span><span>non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 20<i>a</i> cpv. 2 n. 5 LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF </span>[<span>RS 281.35</span>]<span>).</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span>Per questi motivi,</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><b><span>pronuncia: 1.</span></b><span> Il ricorso è respinto.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>2.</b> </span><span>Non si prelevano spese né si assegnano indennità.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><b><span> 3.</span></b><span> Notificazione a:</span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable" width="0"> <tr> <td valign="top"> <p class="R1"><span> </span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>– </span></p> <p class="MsoNormal"><span> ;</span></p> <p class="MsoNormal"><span>– </span></p> <p class="MsoNormal"><span> .</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> </td> </tr> </table> <p class="R1"><span> Comunicazione all’Ufficio d’esecuzione, Locarno.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><b><span>Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello</span></b></p> <p class="MsoNormal"><span>Il presidente Il vicecancelliere</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><b><span>Rimedi giuridici</span></b></p> <p class="MsoNormal"><span>Contro la presente decisione è possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro dieci giorni dalla notificazione, ridotti a cinque ove la decisione impugnata sia stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione cambiaria (art. 74 cpv. 2 lett. c, 100 cpv. 2 lett. a e cpv. 3 lett. a LTF). Il termine non è sospeso durante le ferie giudiziarie nei casi previsti all’art. 46 cpv. 2 LTF.</span></p> </div></body></html>