<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a procedere alla riabilitazione pubblica degli impiegati federali ingiustamente licenziati nel 1950 durante la guerra fredda.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel contesto della guerra fredda, il 5 settembre 1950 sono state pubblicate le "Istruzioni del Consiglio federale sullo scioglimento del rapporto di lavoro di funzionari, impiegati e lavoratori della Confederazione indegni di fiducia". Le istruzioni miravano ad impedire l'allora temuta infiltrazione comunista nell'amministrazione e nelle aziende federali. In relazione alla pubblicazione di queste istruzioni, il Consiglio federale aveva tuttavia chiarito che la semplice appartenenza al Partito del lavoro (PdL) non costituiva un motivo sufficiente per il licenziamento. Il soggetto interessato doveva infatti anche mostrare un comportamento che minasse la fiducia riposta nella sua fedeltà nei confronti della Confederazione. Di conseguenza, le istruzioni sono state interpretate con prudenza.</p><p>L'indagine storica sul cosiddetto affare delle schedature negli anni Novanta ha rivelato che all'inizio degli anni cinquanta su un organico della Confederazione (comprese FFS e PTT) di circa 90 000 dipendenti, sono state licenziate complessivamente solo 10 persone in base a queste istruzioni. In altri 24 casi lo statuto di funzionario è stato trasformato in un rapporto di lavoro rescindibile. Ad eccezione di uno, tutti questi 24 funzionari declassati sono stati riassunti fino al 1960.</p><p>Considerate queste circostanze di fatto, non ci troviamo di fronte ad un licenziamento illecito di centinaia di impiegati federali in base al mero sospetto di appartenenza ad un partito politico, che richiederebbe una riabilitazione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.