<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a valutare l'opportunità di sottoporre all'Assemblea federale un progetto di atto normativo o di adottare una misura nonché a presentare il relativo rapporto.</p><p>Secondo i media, si tenterebbe nuovamente di attaccare, attraverso l'OCSE, l'autonomia fiscale degli Stati. Anche la Svizzera è membro dell'OCSE e in seno a questa organizzazione una siffatta decisione può essere presa soltanto all'unanimità.</p><p>- La Svizzera è membro dell'OCSE. È vero che, su pressione degli Stati Uniti e del G7, l'OCSE deciderà prossimamente di fissare un'aliquota d'imposta minima sugli utili delle imprese del 15 per cento applicabile in tutti gli Stati (membri) e che queste imposte dovranno essere pagate, in proporzione alla cifra d'affari, negli Stati in cui le imprese esercitano la propria attività economica e non nello Stato in cui l'impresa ha la propria sede?</p><p>- In caso di risposta affermativa, il Consiglio federale è anch'esso del parere che una simile decisione lanciata dal G7 costituisca un'ingerenza inaccettabile nella sovranità, in particolare quella fiscale, dei singoli Stati dell'OCSE? </p><p>- Concorda sul fatto che pur potendo elaborare ed emanare direttive e raccomandazioni in virtù della convenzione sulla propria organizzazione, l'OCSE non sia legittimata dalla comunità degli Stati ad adottare decisioni e direttive vincolanti per gli Stati membri? </p><p>- Ritiene che un tale diktat fiscale dell'OCSE costituisca un'ingerenza inaccettabile anche nella sovranità della Svizzera e soprattutto nella sovranità fiscale della Confederazione e dei Cantoni? A quanto ammonterebbe la perdita di substrato fiscale e di gettito fiscale per la Confederazione e i Cantoni?</p><p>- È disposto a impartire istruzioni ai rappresentanti della Svizzera presso l'OCSE affinché respingano con un chiaro No la decisione di quest'organizzazione volta a fissare in modo vincolante aliquote d'imposta minime sugli utili delle imprese e a determinare il luogo di pagamento delle imposte, spiegando che la suddetta decisione viola in modo inaccettabile la sovranità fiscale degli Stati membri?</p><p>- È pronto ad opporsi a questa decisione e a coordinare eventuali interventi insieme ad altri Stati dell'OCSE interessati?</p><p>- Quali misure prenderà se l'OCSE non adotta alcuna decisione formale relativa all'aliquota d'imposta minima, ma formula soltanto una "raccomandazione" con la minaccia di sanzioni in caso di violazione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il progetto OCSE/G20 sull'imposizione dell'economia digitale (di seguito: progetto OCSE/G20) mira a incrementare la quota impositiva degli Stati di commercializzazione sull'utile di determinate imprese transfrontaliere che conseguono profitti elevati (primo pilastro) e a introdurre regole di imposizione minima per le grandi imprese multinazionali (secondo pilastro). Inizialmente il progetto OCSE/G20 era stato lanciato per migliorare l'imposizione fiscale dei gruppi digitali internazionali che non sono fisicamente presenti sul mercato. Nel corso delle consultazioni l'accento si è spostato sull'applicazione di un'imposizione minima generale delle grandi imprese attive a livello internazionale. Come membro dell'OCSE e dell'Inclusive Framework on BEPS, la Svizzera partecipa ai negoziati in corso in seno all'OCSE e al G20.</p><p>Il 1° luglio 2021 l'Inclusive Framework on BEPS dell'OCSE, di cui fanno attualmente parte 139 Paesi, ha pubblicato i principi della futura imposizione delle grandi imprese attive a livello internazionale. Questi principi rappresentano soltanto una fase intermedia. Ai Paesi rimangono dunque aperte tutte le opzioni.</p><p>Se, a questo punto, la Svizzera avesse rifiutato i principi presentati, non avrebbe ostacolato la loro ulteriore elaborazione ad opera di un gran numero di Paesi rilevanti (presumibilmente, ad es., tutti gli Stati del G7 e del G20).</p><p>Al pari di alcuni altri Paesi, la Svizzera ha aderito ai principi del 1° luglio, nonostante le forti riserve, al fine di consentire il prosieguo del progetto, subordinando la propria approvazione a specifiche condizioni. Ha così espresso la volontà esplicita che la formulazione definitiva delle norme tenga debitamente conto degli interessi dei Paesi piccoli e innovativi e che l'attuazione delle norme rispetti i processi legislativi nazionali. Chiede inoltre che le nuove norme siano applicate in modo uniforme in tutti i Paesi membri e, per quanto riguarda l'imposizione minima, che si trovi il giusto equilibrio tra aliquota d'imposta e base di calcolo. Le commissioni parlamentari competenti sono regolarmente informate e consultate sullo stato di avanzamento del progetto OCSE/G20.</p><p>Una soluzione multilaterale evita che si crei un groviglio incontrollato di imposizioni digitali a livello nazionale. Numerosi Stati, soprattutto quelli più grandi, avevano annunciato iniziative nazionali individuali qualora non si fosse giunti a una soluzione con l'OCSE. Le grandi imprese situate in Svizzera potenzialmente interessate da tali principi avevano sottolineato a priori l'importanza di un accordo multilaterale.</p><p>Occorre inoltre notare che se la Svizzera non attuasse l'imposizione minima prevista nel quadro del secondo pilastro, il substrato fiscale supplementare sarebbe recuperato dall'estero. Per quanto attiene al primo pilastro, la mancanza di regole multilaterali indurrebbe un gran numero di Paesi ad applicare imposte digitali unilaterali, il che comporterebbe un'incertezza giuridica e aumenterebbe il rischio di doppie imposizioni o sovraimposizioni.</p><p>Contestualmente allo stato di avanzamento del progetto OCSE/G20, entro il primo trimestre del 2022 il Dipartimento federale delle finanze elaborerà, in stretta collaborazione con altri dipartimenti e coinvolgendo i Cantoni, i Comuni, il settore economico e la comunità scientifica, proposte all'attenzione del Consiglio federale che garantiscano l'attrattiva della piazza economica e siano riconosciute a livello internazionale.</p>  Risposta del Consiglio federale.