<h2>SubmittedText<h2><p>Tenendo conto della situazione difficoltosa dei diritti umani in Russia, in particolare nelle repubbliche del Caucaso settentrionale, e considerando l'imminente presidenza della Svizzera al Consiglio d'Europa, così come l'incombente visita del presidente russo, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quali attività ha in programma la Svizzera durante la sua presidenza per indurre la Russia a ratificare il protocollo aggiuntivo del 13 maggio 2004?</p><p>2. Cosa intende intraprendere la Svizzera durante la sua presidenza, per indurre la Russia ad applicare le sentenze pronunciate finora?</p><p>3. Con quali premesse la Svizzera è disposta a proporre sanzioni concrete contro la Russia, in seguito al suo rifiuto di applicare le sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo (Corte europea)?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Svizzera intrattiene con la Russia ottimi rapporti basati sul dialogo e l'apertura. La problematica dei diritti umani è presente a tutti i livelli. La situazione nel Caucaso settentrionale è ben conosciuta dal Consiglio federale che ne segue da vicino gli sviluppi.</p><p>Per affrontare la problematica dei diritti umani con la Russia, lo strumento più importante a nostra disposizione sono le consultazioni su questo tema. Esse si tengono attualmente una volta all'anno e riguardano anche questioni di attualità trattate nei gremi multilaterali.</p><p>1./2. Il Consiglio d'Europa s'impegna ormai da tempo a diversi livelli per indurre la Federazione russa a ratificare il protocollo addizionale numero 14 alla CEDU. Questi sforzi sono intrapresi di comune accordo dalle diverse istanze del Consiglio d'Europa (fra cui il segretario generale, l'assemblea parlamentare, il comitato dei ministri). </p><p>La Federazione russa ha recentemente espresso la volontà di riconsiderare la propria posizione in merito alla ratifica del protocollo numero 14. Una volta che determinate questioni poste dalla Federazione russa in merito all'interpretazione del protocollo avranno potuto essere soddisfatte dal Consiglio d'Europa, la ratifica potrebbe anche avvenire in tempi brevi. </p><p>Durante la sua presidenza del comitato dei ministri, la Svizzera si concentrerà sul funzionamento della Corte europea dei diritti dell'uomo intensificando e attuando le misure necessarie a riformarne le strutture a medio e lungo termine. A tal fine organizzerà una conferenza ministeriale a Interlaken il 18 e 19 febbraio 2010. Questa Conferenza permetterà di affrontare il tema del futuro della Corte. L'applicazione del protocollo numero 14 sarà infatti insufficiente per risolvere il problema del sovraccarico della Corte. La presidenza svizzera collaborerà con gli Stati membri per trovare il consenso necessario al fine di garantire il buon funzionamento futuro della Corte. </p><p>3. Il Consiglio federale ritiene che i diritti umani in Europa possano essere garantiti unicamente collaborando con gli Stati che evidenziano problemi a questo proposito. Le discussioni in corso sul futuro della Corte europea dei diritti dell'uomo dovranno consentire proprio di definire ancora meglio il ruolo della Corte nel garantire i diritti umani nei Paesi europei, inclusi quelli dove questi diritti sono maggiormente violati.</p>  Risposta del Consiglio federale.