<h2>SubmittedText<h2><p>La guerra tutt'ora in corso tra la Russia e l'Ucraina ha condotto a un profondo ripensamento della politica di sicurezza, di cui va tenuto conto anche nella politica di sicurezza svizzera. A breve termine, ciò significa che la Confederazione, i Cantoni e i Comuni devono agire. La situazione attuale si ripercuoterà tuttavia anche a lungo termine sulla politica di sicurezza svizzera. In una prima fase cambieranno le esigenze dell'esercito svizzero. A tale riguardo, la Svizzera deve essere consapevole che, in quanto parte dell'Europa, deve anch'essa fornire il proprio contributo in materia di politica di sicurezza.</p><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Alla luce delle mutate esigenze dell'esercito, il Consiglio federale come intende accelerare la modernizzazione delle forze armate?</p><p>2. Come intende assicurare che sia garantita la protezione delle infrastrutture critiche dai ciberattacchi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Da sempre gli obiettivi di politica di sicurezza e l'orientamento dei relativi strumenti tengono conto della minaccia rappresentata da un conflitto armato. Ciò vale anche e soprattutto per l'esercito, il cui compito fondamentale è e rimane la difesa, come esposto nel Rapporto sulla sicurezza 2021. Le capacità legate a questo compito vengono costantemente sviluppate, in particolare per la difesa aerea, le truppe di terra e le cibercapacità. In tutti questi settori sussistono basi concettuali; la pianificazione delle capacità e degli acquisti volti ad ammodernare l'esercito tiene conto del peggioramento marcato della situazione in materia di sicurezza negli ultimi anni.</p><p>Visti i mezzi finanziari finora disponibili, per gli altri investimenti si è reso necessario definire le priorità e ricorrere a rinunce o rinvii. Il rinnovo dei mezzi per la protezione dello spazio aereo e l'ampliamento delle cibercapacità hanno la priorità assoluta. La sostituzione di sistemi delle truppe di terra e l'ammodernamento dei mezzi per l'esplorazione, l'aiuto alla condotta e lo stoccaggio (tra l'altro per le munizioni) sono stati invece scaglionati nel tempo. Sono necessarie ulteriori misure per la ciberdifesa e aumenta il fabbisogno anche per l'esercizio, perché per il momento si continua a utilizzare sistemi obsoleti per mantenere le capacità. Aumentano inoltre i costi dei sistemi informatici. Con un aumento del budget dell'esercito sarebbe possibile migliorare rapidamente la protezione della popolazione e anticipare gli investimenti già in programma. Con decisione del 13 aprile 2022 il Consiglio federale ha quindi proposto di accogliere le due mozioni di identico tenore delle commissioni della politica di sicurezza sull'aumento delle spese per l'esercito (22.3367 Mo. CPS-N del 21.03.22; 22.3374 Mo. CPS-S del 31.03.22, graduale aumento delle spese per l'esercito). Il Consiglio federale sostiene pertanto un aumento graduale delle spese per l'esercito a partire dal 2023. Per quanto riguarda l'obiettivo indicato nelle mozioni (aumento delle spese per l'esercito ad almeno l'1 per cento del PIL entro il 2030), il Consiglio federale valuterà costantemente l'evoluzione delle spese per l'esercito alla luce delle spese complessive del bilancio della Confederazione.</p><p>2. Diversi organi specializzati della Confederazione, in particolare del DDPS e del DFF, collaborano a stretto contatto per garantire la protezione delle infrastrutture critiche. Il Centro nazionale per la cibersicurezza (NCSC) fornisce supporto ai gestori di infrastrutture critiche con analisi tecniche di prevenzione prima e dopo i ciberattacchi, li avverte nel caso in cui vengano riscontrati segnali di un attacco o di lacune di sicurezza esistenti e li aiuta nella gestione di un attacco. Il Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) informa regolarmente i gestori delle infrastrutture critiche sull'attuale situazione di minaccia relativa ai ciberattacchi. Visto il perdurare del conflitto in Ucraina, queste attività sono state rafforzate. Nell'ambito della ciberdifesa, il Comando Ciber, attualmente in fase di creazione, dispone di capacità operative per indebolire gli attacchi o addirittura impedirli completamente grazie a delle contromisure attive. Queste capacità sono messe a disposizione degli organi civili, in particolare del SIC per misure nell'ambito ciber nel caso di attacchi a infrastrutture critiche (secondo la legge federale sulle attività informative). Per migliorare l'autoprotezione l'esercito investe costantemente nell'ammodernamento dell'infrastruttura informatica, come i centri di calcolo, il centro di situazione ciber e i mezzi di comunicazione. Le prestazioni di sostegno della Confederazione per infrastrutture critiche si fondano sui lavori di base attuati nell'ambito della Strategia nazionale per la protezione della Svizzera contro i ciber-rischi (SNPC). L'SNPC ha permesso di chiarire le competenze e le responsabilità. In tale contesto, gli uffici specializzati hanno imposto o cercano di imporre norme minime di cibersicurezza nei loro settori di competenza, il che incoraggia le infrastrutture critiche meno sicure ad aumentare il loro livello di protezione. Le analisi approfondite dei rischi e della vulnerabilità, eseguite regolarmente dall'Ufficio federale della protezione della popolazione (UFPP) per tutti i settori critici, dimostrano quali sono i settori che necessitano di particolare protezione dai ciberattacchi.</p>  Risposta del Consiglio federale.