<h2>SubmittedText<h2><p>Con riferimento all'interpellanza 13.3388 e all'interrogazione 14.1022, il Consiglio federale è invitato a presentare in un rapporto:</p><p>a. quali sono stati gli svantaggi per la popolazione in Svizzera;</p><p>b. quali costi sono stati i costi sostenuti dai contribuenti riconducibili alle relazioni bilaterali tra la Svizzera e l'UE dall'inizio degli Accordi bilaterali I.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In linea di principio, il Consiglio federale conclude accordi internazionali solo se è convinto dei loro vantaggi per la Svizzera. Inoltre tiene sempre conto dei costi correlati, e spesso i costi e i benefici non possono essere espressi soltanto in termini monetari.</p><p>Ultimamente, nella sua risposta all'interpellanza 19.4008 Reimann, il Consiglio federale ha pubblicato un elenco dettagliato dei pagamenti effettuati dalla Svizzera all'UE o ai singoli Stati membri in virtù degli Accordi bilaterali I e II nonché delle spese relative all'attuazione di tali accordi. Concentrarsi soltanto sulle conseguenze finanziarie è tuttavia riduttivo: le spese devono infatti essere considerate nel contesto dei vantaggi che la Svizzera trae dagli accordi. Tra questi figura anche l'accesso al mercato interno dell'UE che gli accordi garantiscono alle imprese svizzere.</p><p>Un'analisi dell'impatto dei Bilaterali I per l'intera economia è stata presentata nel 2015 nel quadro di due studi indipendenti commissionati dalla SECO a Ecoplan e BAK BASEL (<a href="https://www.seco.admin.ch/seco/it/home.html">https://www.seco.admin.ch/seco/it/home.html</a> -&gt; Economia esterna e cooperazione economica -&gt; Relazioni economiche -&gt; Relazioni economiche con l'UE -&gt; Importanza economica dei Bilaterali I -&gt; Impatto economico di un abbandono dei Bilaterali I). Entrambi gli studi del 2015 dimostrano che, in caso di abbandono dei Bilaterali I, l'effetto cumulato fino al 2035 sarebbe un'erosione del PIL svizzero equivalente all'incirca a un "reddito annuo" dell'economia svizzera (con riferimento al PIL del 2015). L'istituto BAK ha aggiornato il proprio studio nel 2020, giungendo a risultati comparabili anche per il periodo fino al 2040. Anche il rapporto sulle conseguenze economiche e finanziarie dell'associazione della Svizzera a Schengen, adottato nel 2018, mostra che il bilancio dell'associazione della Svizzera a Schengen/Dublino è positivo tanto sul piano economico quanto su quello finanziario (<a href="https://www.dfae.admin.ch/eda/it/dfae.html">https://www.dfae.admin.ch/eda/it/dfae.html</a> -&gt; Accordi bilaterali -&gt; Visione generale -&gt; Accordi bilaterali II (2004) -&gt; Schengen/Dublino -&gt; Rapporto). Nel settore della sicurezza interna l'associazione a Schengen/Dublino fornisce un valore aggiunto non quantificabile in denaro: in quanto parte dello spazio di sicurezza europeo, il nostro Paese approfitta dei vantaggi dell'interconnessione tra gli Stati Schengen, dello scambio automatico dei dati con tutti questi Stati e dell'integrazione nello spazio di indagine europeo.</p><p>L'impatto della libera circolazione delle persone sul mercato del lavoro viene analizzato ogni anno in modo differenziato nei rapporti dell'Osservatorio sulla libera circolazione delle persone tra Svizzera e UE, che dal 2010 includono anche gli effetti della migrazione sulle assicurazioni sociali. Il 17° rapporto del 25 giugno 2021 ha mostrato ancora una volta che la libera circolazione delle persone è tuttora importante, poiché permette di soddisfare la domanda di manodopera in Svizzera in modo flessibile e adeguato al fabbisogno. Inoltre, anche la popolazione locale ha beneficiato della creazione di posti di lavoro. Considerando l'intera scala salariale, i salari sono costantemente aumentati. Anche l'attuazione delle misure di accompagnamento sulla libera circolazione delle persone tra la Svizzera e l'UE è oggetto di un rapporto annuale.</p><p>Infine, indipendentemente dagli Accordi bilaterali, la Svizzera può in alcuni casi avere interesse a garantire un certo grado di armonizzazione del proprio diritto con il contesto europeo. Evitare divergenze normative con il più importante partner commerciale è nell'interesse dell'economia svizzera. Per quest'ultima, orientata all'esportazione e con un mercato interno relativamente piccolo, tale armonizzazione del diritto può quindi essere giustificata per mantenere la competitività.</p><p>Già oggi, pertanto, l'esigenza di una valutazione globale dei benefici e dei costi degli accordi bilaterali è soddisfatta.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.