<h2>SubmittedText<h2><p>Un nuovo studio condotto dall'Università di Zurigo dimostra che nel 21° secolo, a livello globale, i ghiacciai si sciolgono 2 o 3 volte più rapidamente rispetto al secolo scorso. Anche senza ulteriori cambiamenti climatici, i ghiacciai continuerebbero a ritirarsi.</p><p>Il 2014 è stato a livello mondiale l'anno più caldo dall'inizio delle misurazioni, e il 2015 sarà con tutta probabilità ancora più caldo. L'appello pressante di 43 professori del Politecnico federale di Zurigo ci indica che dobbiamo agire ora.</p><p>Alla Conferenza di Parigi sul clima, prevista a dicembre, la comunità internazionale si occuperà del cambiamento climatico e intende concludere un accordo per la protezione del clima vincolante per tutti gli Stati. L'obiettivo è mantenere il riscaldamento climatico al di sotto dei 2 gradi di qui alla fine del secolo.</p><p>In quanto paese alpino, la Svizzera è particolarmente colpita dai cambiamenti climatici e dallo scioglimento dei ghiacciai. Le conseguenze per il nostro Paese sono insicurezza, costi elevati e nuovi pericoli. Al contempo, i cambiamenti climatici offrono anche opportunità d'investimento.</p><p>Le misure adottate finora dalla Svizzera in questo ambito non sono sufficienti.</p><p>I Verdi liberali chiedono pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Come valuta il Consiglio federale i nuovi risultati di ricerca del World Glacier Monitoring Service e come intende far fronte alle sfide poste dal ritiro accelerato dei ghiacciai a breve e medio termine?</p><p>2. Il progetto NELAK ha dimostrato che la formazione di nuovi laghi glaciali come conseguenza dello scioglimento dei ghiacciai rappresenta un pericolo da prendere sul serio. Come intende il Consiglio federale far fronte in particolare a que-ste sfide?</p><p>3. Esistono già progetti volti a migliorare la protezione contro le piene in alta montagna e ad aumentare la disponibilità idrica nei mesi estivi, sempre più a rischio di siccità? Il Consiglio federale intende sostenere tali progetti?</p><p>4. Come intende contribuire il Consiglio federale, affinché a Parigi venga concluso un accordo il più ambizioso possibile?</p><p>5. Quali altri impegni è pronto ad assumersi il Consiglio federale per frenare il cambiamento climatico e le relative conseguenze, tra cui il progressivo ritiro dei ghiacciai?</p><p>6. Come dovrebbe essere organizzato un sistema di incentivazione in ambito climatico ed energetico, affinché la Svizzera raggiunga i propri obiettivi dichiarati (INDC)?</p><p>7. Se il vertice di Parigi sul clima dovesse fallire, il Consiglio federale continuerà a perseguire questi obiettivi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. I risultati di ricerca del World Glacier Monitoring Services si basano su dati globali. In Svizzera vengono utilizzati i dati della Rete svizzera di osservazione dei ghiacciai. Questi dati mostrano che i ghiacciai stanno scomparendo rapidamente anche in Svizzera.La concentrazione di gas serra nell'atmosfera ha effetti a lungo termine sul clima globale. Nel quadro dei negoziati internazionali sul nuovo regime climatico, la Svizzera si impegna per una limitazione dell'aumento massimo delle temperature globali di 2 gradi. Inoltre, si adopera a livello nazionale e internazionale per una riduzione degli inquinanti atmosferici di breve durata che incidono sul clima, in particolare la fuliggine. La fuliggine depositata sulle nevi e sui ghiacci (criosfera) accelera lo scioglimento dei ghiacciai. La Svizzera dispone di una delle più severe legislazioni in materia di emissioni di polveri fini generate da motori diesel, esclusi quelli dei veicoli agricoli. A livello internazionale, il nostro Paese contribuisce al Climate and Clean Air Coalition (CCAC), sostiene la Cina nel miglioramento della relativa legislazione sull'inquinamento atmosferico e intrattiene con questo Paese e con alcune nazioni andine una collaborazione bilaterale nel settore dei motori diesel. Inoltre, aiuta diversi Paesi nell'elaborazione e nell'attuazione di politiche nazionali di adattamento ai cambiamenti climatici. Cina, India e Perù beneficiano altresì di un sostegno concreto in termini di trasferimento di conoscenze e tecnologie per quanto concerne l'adattamento alle conseguenze dovute al ritiro dei ghiacciai e alla prevenzione contro i pericoli che ciò impone.</p><p>2. Il progetto NELAK ha dimostrato che possono formarsi nuovi laghi glaciali. Tuttavia, non tutti i nuovi laghi costituiscono un pericolo per le zone a valle. Il pericolo di piene non entra necessariamente in linea di conto in zone con conche glaciali pianeggianti e con un sottosuolo roccioso stabile. Uno studio promosso dal cantone di Berna ha esaminato i possibili pericoli dovuti a zone glaciali e periglaciali e ha elaborato una carta indicativa, tenendo conto degli scenari climatici attuali. Sulla base dei risultati dello studio, il cantone relativizza i cambiamenti attesi su aree estese; sono inoltre previste indagini supplementari puntuali. Nel quadro dell'adempimento del postulato Darbellay 12.4271, "Garantire una migliore protezione delle infrastrutture contro cadute di massi, scoscendimenti e frane", il Consiglio federale presenterà un rapporto che illustrerà la gestione dei pericoli naturali in Svizzera, ponendo uno sguardo anche sulle sfide future e sulle misure mirate che dovranno essere adottate. Il rapporto verrà elaborato in particolare con il coinvolgimento dei cantoni.</p><p>3. Le misure di protezione contro le piene nelle regioni di montagna servono in primo luogo a ridurre i danni agli insediamenti e alle infrastrutture a valle e non alla ritenzione delle acque. Al contrario, gli sbarramenti influiscono in misura notevole sulla capacità di immagazzinare acqua in estate. Negli ultimi anni, in molti luoghi sono stati costruiti piccoli serbatoi per l'accumulo d'acqua destinata a impianti d'innevamento. Tra l'altro, nel quadro dell'adempimento del postulato Walter 10.3533, il Consiglio federale ha incaricato l'amministrazione di adottare misure per la gestione dei casi di penuria d'acqua a livello locale (studi, sviluppo di strumenti). Quale esempio di progetto di protezione contro le piene in alta montagna può essere indicato quello del ghiacciaio inferiore di Grindelwald, il quale negli ultimi anni si è sciolto in misura massiccia provocando cadute di massi e smottamenti nei pressi delle lingue glaciali. Il lago che si è formato nei pressi delle lingue glaciali ha causato piene nella zona di Grindelwald. Quale misura di protezione è stato costruito un canale di deflusso delle acque sul lato sinistro, nella roccia. Questo canale serve a far defluire in modo controllato le acque del lago glaciale.</p><p>4./5. Il Consiglio federale si impegna a favore di un regime climatico complessivo che coinvolga tutti i Paesi. Il 27 febbraio 2015 la Svizzera è stato il primo Paese a presentare alla Convenzione sul clima dell'ONU il proprio obiettivo di riduzione per il periodo successivo al 2020. Le emissioni di gas serra della Svizzera dovranno essere ridotte del 50 per cento entro il 2030. Questo obiettivo è conforme alla fascia raccomandata dal mondo scientifico (40-70 per cento) per rispettare l'obiettivo dei 2 gradi. In tal modo la Svizzera invia un segnale forte e può partecipare come partner affidabile alla ricerca di soluzioni stabili nell'ambito dei negoziati internazionali. Il ritiro dei ghiacciai è un indicatore del riscaldamento globale a cui è possibile far fronte in misura efficace e a lungo termine solo se la comunità internazionale unisce i propri sforzi. Con una quota pari allo 0,1 per cento delle emissioni mondiali di gas serra, la Svizzera non può, da sola, risolvere questo problema.</p><p>6. Con la proposta di un sistema di incentivazione nel settore del clima e dell'energia, il Consiglio federale intende garantire il passaggio dalla promozione all'incentivazione. Dal punto di vista economico, ciò consente di raggiungere gli obiettivi della politica in materia climatica ed energetica in modo di regola più efficiente e vantaggioso rispetto a misure promozionali e disposizioni. Con questa proposta, il Consiglio federale vuole sostituire progressivamente con mere tasse di incentivazione le tasse esistenti e le relative destinazioni vincolate (p. es. per il Programma edifici e la rimunerazione per l'immissione in rete di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili). A medio termine, i proventi delle tasse applicate in ambito climatico ed energetico dovranno essere ridistribuite integralmente all'economia e alla popolazione. Il Consiglio federale sottoporrà un messaggio relativo a una nuova disposizione costituzionale. La forma definitiva sarà in seguito stabilita nel quadro della legislazione in materia di clima e di energia. La tassa sul clima e la tassa sul CO2 applicata ai combustibili attualmente in vigore rappresentano un tassello importante nella combinazione di misure volte a garantire il raggiungimento dell'obiettivo di riduzione entro il 2030. Anche le misure tecniche che ne derivano (p. es. le prescrizioni sul CO2 per i veicoli) consentiranno di ridurre le emissioni.</p><p>7. Il Consiglio federale non esclude che i negoziati sul clima finalizzati a un accordo per il periodo dopo il 2020 possano fallire. Ciononostante, anche se a Parigi non si dovesse giungere a un accordo, la Svizzera continuerebbe a perseguire i propri obiettivi climatici: secondo la legge sul CO2, il Consiglio federale deve sottoporre per tempo al Parlamento, indipendentemente dall'evoluzione internazionale, delle proposte di obiettivi di riduzione per il periodo successivo al 2020. Un progetto di revisione della legge sul CO2 sarà posto in consultazione presumibilmente nel corso dell'estate del 2016.</p>  Risposta del Consiglio federale.