<h2>SubmittedText<h2><p>La direttrice del DATEC ha annunciato negli scorsi giorni che entro fine anno sarà pronta la proposta di nuova legge sul CO2, che andrà a sostituire quella respinta dalle urne lo scorso 13 giugno.</p><p>La futura legge sul CO2, è stato dichiarato, non contemplerà nuove tasse. Aumenterà però quelle già esistenti. Del resto, ad inizio luglio, quindi a poco più di tre settimane dalla bocciatura popolare dell'(allora) nuova legge sul CO2, il Consiglio federale ha annunciato un aumento del 25 % della tassa sul CO2, che dal 1° gennaio 2022 passerà da 96 a 120 Fr/t. Dunque un aggravio fiscale in piena crisi economica.</p><p>Detta decisione contraddice la volontà della maggioranza dei votanti che, il 13 giugno, ha respinto la penalizzazione finanziaria dei cittadini quale strumento per tentare di ridurre le emissioni di CO2 della Svizzera le quali, è bene ricordarlo, rappresentano lo 0,1 % di quelle mondiali, e sono quindi irrilevanti in un bilancio globale.</p><p>Il Consiglio federale, per il tramite della direttrice del DATEC, ha inoltre ribadito l'intenzione di puntare sulla mobilità elettrica, sia individuale che pubblica. La mobilità elettrica comporta, è evidente, la disponibilità di elettricità. </p><p>Chiedo al Consiglio federale:</p><p>- Non reputa il Consiglio federale che il rispetto della volontà popolare espressa il 13 giugno imporrebbe non solo - come è ovvio - la rinuncia all'introduzione di nuove tasse, ma anche all'aumento di quelle esistenti?</p><p>- Non reputa il Consiglio federale che annunciare un aumento del 25 % della tassa sul CO2 a tre settimane di distanza dalla bocciatura della nuova legge sul CO2 sia - per quanto conforme alla legge in vigore - irrispettoso della volontà popolare?</p><p>- Visto che il Consiglio federale punta sull'elettrificazione della mobilità: è intenzione del Consiglio federale, al fine di disporre dell'energia necessaria, ritardare lo spegnimento delle centrali nucleari esistenti e programmarne la costruzione di una nuova?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1 e 2) Secondo il diritto vigente, la tassa sul CO2 applicata ai carburanti viene automaticamente innalzata quando non sono raggiunti gli obiettivi intermedi prestabiliti. Le singole fasi dell'aumento sono definite nell'articolo 94 dell'ordinanza sulla riduzione delle emissioni di CO2 (ordinanza sul CO2; RS 641.711). Secondo le fasi indicate, la tassa sul CO2 salirà da 96 a 120 franchi svizzeri per tonnellata di CO2 entro il 2022, se nel 2020 le emissioni di CO2 dei combustibili saranno scese meno del 33 per cento al di sotto del livello del 1990. L'aumento avviene quindi indipendentemente dalla revisione della legge sul CO2, respinta in votazione popolare il 13 giugno 2021. La revisione respinta prevedeva di aumentare l'aliquota massima della tassa sul CO2 da 120 a 210 franchi.</p><p>3) Il 21 maggio 2017, con l'approvazione della revisione totale della legge sull'energia (LEne; RS 730.0), il Popolo svizzero ha deciso di rafforzare le energie rinnovabili come pure l'efficienza energetica e, al contempo, di vietare la costruzione di nuove centrali nucleari. L'elettorato ha così optato per un graduale abbandono dell'energia nucleare. Le centrali nucleari esistenti dispongono di una licenza d'esercizio dalla durata illimitata. Tuttavia devono poter operare fintanto che sono sicure. Il rispetto della sicurezza è monitorato dall'Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN). Non è quindi il Consiglio federale a decidere della durata della vita operativa delle centrali nucleari.</p>  Risposta del Consiglio federale.