<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di ridurre dell'8 per cento all'anno le uscite per l'attribuzione di mandati di consulenza esterna per i prossimi cinque anni. Oltre a ridurre i costi e potenziare l'efficienza all'interno dell'amministrazione, deve esporre con trasparenza i costi dei mandati esterni suddivisi per dipartimento. Deve altresì elaborare direttive che indichino come preservare le conoscenze all'interno dell'amministrazione federale nei casi normali e quali conoscenze devono essere invece generate attraverso mandati esterni nei casi straordinari.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale persegue il principio secondo cui l'amministrazione federale debba di regola adempiere i suoi compiti con il proprio personale. Tale principio è ad esempio sancito nelle istruzioni del Consiglio federale sulla conclusione di contratti di fornitura di personale a prestito nell'amministrazione federale (FF 2015 5159). Da questo principio è comunque possibile scostarsi. In singoli casi è ragionevole ed economicamente vantaggioso ricorrere per un breve periodo a conoscenze esterne e acquisirle sul mercato, ad esempio quando si tratta di far fronte a sovraccarichi di lavoro, o quando le conoscenze specialistiche non sono disponibili all'interno. La riduzione annuale dell'8 per cento delle uscite per consulenza per i prossimi cinque anni chiesta dall'autore della mozione porrebbe l'amministrazione di fronte a problemi importanti e renderebbe più difficile l'adempimento dei compiti.</p><p>Nel rendiconto finanziario il Consiglio federale fornisce piena trasparenza sulle spese per prestazioni di servizi e consulenza. Da un lato figurano le spese per consulenza e informatica per ogni unità amministrativa; dall'altro vari capitoli offrono una panoramica sulle prestazioni di servizi e sulle spese per le TIC e commentano pure l'evoluzione delle spese di consulenza.</p><p>La statistica dei pagamenti nel settore degli acquisti della Confederazione a cui l'autore della mozione si riferisce, nella categoria prestazioni di servizi contiene, oltre alle effettive attività di consulenza, per un'ampia parte prestazioni preliminari e di sostegno (ad es. traduzioni, revisioni esterne o la riscossione e il controllo della tassa per l'utilizzazione delle strade nazionali da parte di terzi), con cui non vengono generate nuove conoscenze e che quindi non possono essere attribuite ai mandati di consulenza esterni. Le cifre del consuntivo mostrano che le spese per le effettive attività di consulenza negli scorsi anni non sono aumentate: infatti dal 2010 si aggirano costantemente attorno ai 470 milioni di franchi all'anno. Secondo il consuntivo 2015 le uscite per la consulenza e la ricerca su mandato ammontavano a 234 milioni di franchi. Tra queste rientrano anche le ricerche su mandato nei settori dell'energia, dell'ambiente, delle strade o della sanità, indennità per numerose commissioni extraparlamentari o studi esterni, che spesso sono stati commissionati per soddisfare interventi parlamentari o richiesti dai medesimi atti parlamentari. Per la consulenza e le prestazioni informatiche sono stati spesi 235 milioni di franchi, quasi la metà per i fornitori di prestazioni informatiche. Un dimezzamento dei mezzi finanziari in questo settore renderebbe l'ammodernamento della struttura informatica nell'amministrazione federale molto più difficoltoso, il che sarebbe altamente problematico nel contesto delle prossime sfide della digitalizzazione di processi aziendali.</p><p>Infine, la mozione contraddice i principi introdotti con il nuovo modello di gestione, in particolare il raggruppamento delle spese per il settore proprio dell'amministrazione federale in preventivi globali come contropartita per la maggiore trasparenza delle prestazioni. La limitazione di alcuni tipi di spesa nel preventivo globale ridurrebbe eccessivamente il margine di manovra dell'amministrazione e potrebbe comportare soluzioni non economiche e più costose.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.