<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di modificare la legge federale concernente la protezione dei nomi e degli emblemi dell'Organizzazione delle Nazioni Unite e d'altre organizzazioni intergovernative (LPNE; RS 232.23) affinché l'uso di nomi, sigle, stemmi, bandiere e altri contrassegni protetti di organizzazioni intergovernative sia vietato soltanto se è tale da suggerire, nell'apprezzamento del pubblico, un nesso tra l'organizzazione in questione e gli stemmi, bandiere, emblemi, sigle o denominazioni.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Svizzera ospita la sede europea delle Nazioni Unite (ONU), di varie sue istituzioni specializzate e di altre organizzazioni intergovernative. Queste organizzazioni si presentano utilizzando il loro nome completo oppure soltanto una sigla. Secondo l'articolo 6ter della Convenzione di Parigi per la protezione della proprietà industriale (CUP; RS 0.232.04), la Svizzera è tenuta a proteggere questi emblemi dall'uso non autorizzato.</p><p>Per offrire condizioni ottimali alle organizzazioni internazionali con sede in Svizzera, nell'emanare la LPNE il legislatore ha consapevolmente optato per una protezione maggiore rispetto a quella garantita dall'articolo 6ter CUP. Il Consiglio federale riconosce che, in singoli casi, la presente base legale può limitare le imprese nella scelta dei nomi. L'approccio volto a offrire condizioni ottimali alle organizzazioni internazionali, se opportuno anche con requisiti più elevati per le imprese, è risultato efficace.</p><p>La protezione accordata dalla LPNE non è tuttavia sempre assoluta e può essere in parte relativizzata da diverse eccezioni. L'organizzazione intergovernativa in questione può approvare l'uso della sua sigla. Inoltre non sottostanno al divieto i casi in cui un emblema di un terzo riprende integralmente una sigla protetta, ma tale ripresa non è riconoscibile in quanto la sequenza di lettere è integrata in un insieme più ampio e in certo qual modo vi "si perde" (DTF 135 III 648, 653). Infine, gli emblemi utilizzati in buona fede prima dell'inizio della protezione possono continuare a essere utilizzati se ciò non comporta alcuno svantaggio per l'organizzazione intergovernativa interessata.</p><p>Di norma le autorità del registro applicano generosamente le eccezioni definite dal Tribunale federale per ammettere emblemi che contengono sigle protette ma che in un'ottica complessiva acquisiscono un altro significato a sé stante. L'Istituto federale della proprietà intellettuale (IPI) deve pertanto contestare soltanto pochissime registrazioni di marchi in ragione della LPNE. La modifica di legge chiesta nella mozione non comporterebbe il libero utilizzo dell'emblema in questione. Sarebbe necessario esaminare, fondandosi sulla vaga nozione del "rischio di confusione", se gli emblemi protetti di organizzazioni intergovernative sono stati violati da emblemi privati. Ne risulterebbe un forte aumento dell'incertezza giuridica e soprattutto dell'onere per gli esami da parte delle autorità del registro.</p><p>Durante gli oltre 55 anni trascorsi dall'entrata in vigore della LPNE, oltre 270 pubblicazioni sono apparse sul Foglio federale. Nel 2019 sono stati pubblicati sette nuovi emblemi, il che non rappresenta un forte aumento. La grande maggioranza degli emblemi contenuti nella banca dati dell'IPI è protetta dalla CUP e dalla legge sulla protezione degli stemmi. Non riguardano pertanto la LPNE, per cui questa legge non contribuisce ad acuire il problema.</p><p>L'onere correlato a una revisione della LPNE come quella chiesta nella mozione sarebbe pertanto sproporzionato rispetto alla sua limitata utilità. La revisione indebolirebbe l'attrattiva della Svizzera quale Stato sede di organizzazioni internazionali e riguarderebbe un numero assai esiguo di casi. Nell'ambito dell'esame dei marchi, da marzo 2018 l'IPI ha infatti emanato una contestazione secondo la LPNE in appena 63 casi, a fronte di quasi 30 000 domande esaminate. Alla luce di questo sfavorevole rapporto costi-utilità, il Consiglio federale ritiene occorra mantenere la normativa attuale.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.