<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'obiettivo della politica agricola è strutturare i provvedimenti in modo che </p><p>l'agricoltura possa svolgere i compiti ancorati nella Costituzione in tutte le regioni. A </p><p>tal fine vanno tenute adeguatamente in considerazione le condizioni difficili di </p><p>produzione e di vita nelle regioni collinare e montana (art. 4 LAgr). Il sistema dei </p><p>pagamenti diretti tiene conto di tale principio. I contadini della regione collinare e di </p><p>quella di montagna percepiscono contributi per la detenzione di animali in condizioni </p><p>difficili di produzione nonché per la cura di terreni coltivi declivi. Nel 1999 per questi </p><p>due provvedimenti sono stati versati circa 352 milioni di franchi. Il 63 per cento circa </p><p>dell'importo totale di 2,078 miliardi di franchi di pagamenti diretti versati nel 1999 è </p><p>andato a favore delle aziende delle regioni collinare e montana, che gestiscono il 52 </p><p>per cento della superficie agricola utile.</p><p>Nel complesso, il sistema di pagamenti diretti introdotto nel 1999 ha avuto </p><p>ripercussioni positive sui redditi delle aziende che operano nella regione collinare e </p><p>in quella di montagna. Rispetto al 1998, nel 1999 le aziende della regione collinare </p><p>hanno registrato un incremento medio del reddito agricolo del 4,2 per cento, quelle </p><p>della regione di montagna del 12,6 per cento, mentre il reddito delle aziende attive </p><p>nella regione di pianura è diminuito del 5,3 per cento a causa, tra l'altro, del cattivo </p><p>raccolto campicolo. I redditi delle aziende delle regioni collinare e montana si sono </p><p>quindi ulteriormente allineati a quelli della regione di pianura. Negli ultimi </p><p>cinquant'anni il divario non è mai stato così contenuto. Il Consiglio federale ritiene </p><p>che attualmente non vi sia alcun motivo di procedere a modifiche di principio dei </p><p>provvedimenti a favore delle aziende che operano nelle regioni collinare e montana. </p><p>In vista dell'ulteriore sviluppo della politica agricola è in corso una valutazione dei </p><p>provvedimenti. La Commissione consultiva Agricoltura, istituita dal Consiglio federale </p><p>il 31 maggio 2000, ha conferito mandati corrispondenti a tre gruppi di lavoro. I </p><p>rapporti intermedi dovrebbero essere disponibili nel primo semestre del 2001.</p><p>Domanda 1:</p><p>I pagamenti diretti ecologici incentivano i contadini a fornire prestazioni ecologiche </p><p>particolari. In virtù dell'articolo 76 capoverso 5 della legge sull'agricoltura, i contributi vanno </p><p>fissati in modo che sia redditizio fornire una prestazione ecologica. Tali prestazioni entrano </p><p>in concorrenza con la produzione di derrate alimentari. Nella regione di pianura le condizioni </p><p>naturali di produzione sono migliori rispetto a quelle che si riscontrano nella regione collinare </p><p>o di montagna. Ne consegue che nella regione di pianura gli incentivi per la fornitura di </p><p>prestazioni ecologiche devono essere maggiori. La graduazione dei contributi per lo </p><p>sfruttamento estensivo di prati e di altri elementi della compensazione ecologica tiene conto </p><p>di tale aspetto.</p><p>Domanda 2:</p><p>Nel nuovo sistema di pagamenti diretti lo sfruttamento degli erbai viene promosso mediante </p><p>il versamento di contributi per gli animali da reddito che consumano foraggio grezzo. Tali </p><p>contributi hanno sostituito quelli concessi fino al 1998 ai detentori di vacche il cui latte non </p><p>era commercializzato. Il nuovo contributo non va a beneficio soltanto delle vacche, bensì di </p><p>tutti gli animali da reddito che consumano foraggio grezzo. Le vacche di aziende che </p><p>dispongono di un contingente lattiero sono escluse dai contributi deducendo una unità di </p><p>bestiame grosso che consuma foraggio grezzo per 4'200 chilogrammi di latte. Con il nuovo </p><p>sistema di pagamenti diretti le aziende senza contingente lattiero percepiscono, di regola, un </p><p>importo maggiore di pagamenti diretti generali in virtù della legge sull'agricoltura rispetto a </p><p>quelle che dispongono di un contingente lattiero, operano in condizioni naturali comparabili e </p><p>presentano le stesse dimensioni. Per le aziende con un contingente lattiero le cifre di cui agli </p><p>esempi menzionati nell'interpellanza comprendono pure il supplemento per la </p><p>trasformazione di latte in formaggio nonché per il divieto d'insilamento. Soltanto in tal modo </p><p>si spiega perché queste aziende ricevono contributi federali più cospicui rispetto a quelle </p><p>senza contingente.</p><p>Nel caso dell'azienda 3 la riduzione dei contributi si riferisce all'intero periodo a partire dal </p><p>1993 e non soltanto a quello tra il 1998 e il 1999, caratterizzato dal passaggio al nuovo </p><p>sistema di pagamenti diretti. Nel vecchio sistema l'ammontare del prezzo del latte era in </p><p>funzione dell'importo dei contributi ai detentori di vacche. Per tale motivo </p><p>contemporaneamente alle riduzioni del prezzo del latte venivano ritoccati verso il basso </p><p>anche i contributi ai detentori di vacche. Per poter effettuare un confronto, nel caso delle </p><p>aziende 1 e 2 dovrebbe venir tenuto in considerazione anche il calo del prezzo del latte. Dal </p><p>1993, le aziende dotate di strutture comparabili hanno subito una riduzione del sostegno </p><p>legato ai prodotti all'incirca della stessa entità, indipendentemente dal fatto che </p><p>disponessero di un contingente lattiero.</p><p>Per i contadini che si dedicano all'ingrasso di vitelli il Consiglio federale ha agevolato il </p><p>passaggio dal vecchio al nuovo sistema di pagamenti diretti introducendo una disposizione </p><p>transitoria. Per un periodo di cinque anni al massimo dopo l'entrata in vigore dell'ordinanza </p><p>tali aziende beneficiano di un contributo che corrisponde a quelli versati nel 1998 per la </p><p>detenzione di vacche e l'ingrasso di vitelli, con una riduzione annua del 5 per cento.</p><p>Domanda 3:</p><p>Il trasferimento di contingenti è autorizzato dal 1o maggio 1999. Non vi è quindi stato </p><p>sufficiente tempo per un'analisi mirata delle ripercussioni sui settori indicati dall'autrice </p><p>dell'interpellanza. È inoltre estremamente difficile considerare isolatamente l'effetto del </p><p>commercio dei contingenti.</p><p>Si può affermare con certezza che il commercio dei contingenti non ha avuto alcuna </p><p>ripercussione sul volume di produzione, visto che il quantitativo globale di latte è tuttora </p><p>contingentato.</p><p>Nel 2000, la produzione totale di carne è risultata decisamente inferiore rispetto al 1999. Il </p><p>commercio dei contingenti non è quindi stato direttamente all'origine di un aumento della </p><p>produzione di carne.</p><p>L'acquisto di un contingente può determinare un reddito agricolo inferiore nella fase di </p><p>ammortamento del prezzo di acquisto. Al termine di questa fase, che dura di regola da 3 a 5 </p><p>anni, per le aziende in grado di produrre un quantitativo supplementare di latte senza </p><p>effettuare investimenti in edifici e installazioni vi sono effetti positivi sul reddito. I costi fissi di </p><p>produzione si ripartiscono su un quantitativo di latte maggiore con conseguente diminuzione </p><p>dei costi di produzione per chilogrammo di latte e aumento del reddito. Attraverso la vendita </p><p>dei contingenti i contadini possono finanziare eventuali ristrutturazioni dell'azienda.</p>  Risposta del Consiglio federale.