<h2>SubmittedText<h2><p>Nel 2020 già oltre 1200 Eritrei hanno presentato una domanda d'asilo in Svizzera. Manifestamente, l'inasprimento della prassi d'asilo nei confronti dell'Eritrea non è efficace. In Svizzera vivono circa 40 000 Eritrei, 20 551 dei quali hanno ottenuto un permesso B con status d'asilo e oltre 10 000 sono attualmente in procedura d'asilo. Nell'ambito del sostegno al ritorno, gli Eritrei (466 persone) costituiscono, dopo gli Algerini (547 persone), il secondo gruppo per importanza di persone che devono lasciare la Svizzera (stato al 30.09.2020). È risaputo che la loro integrazione è molto difficile. La dipendenza dall'aiuto sociale è notoriamente elevata, il tasso di persone esercitanti un'attività lucrativa basso. Nel 2020 la maggior parte degli stranieri beneficianti dell'aiuto sociale proveniva dall'Eritrea. </p><p>Nell'estate 2016 la SEM ha deciso di inasprire la prassi nei confronti degli Eritrei, ai quali l'asilo non è più concesso per il semplice fatto di essere partiti illegalmente dal loro Paese. Nel caso delle persone esentate o prosciolte dal servizio nazionale obbligatorio il ritorno è in linea di massima considerato ragionevolmente esigibile. Il Tribunale amministrativo federale ha confermato le decisioni d'asilo in tal senso. Ciononostante, nel 2020 non vi sono quasi stati ritorni in Eritrea. Secondo le statistiche sull'asilo, soltanto poco più di una ventina di Eritrei è tornata volontariamente in patria, mentre come è noto non sono eseguiti rimpatri coatti. L'Eritrea continua a non cooperare al rimpatrio dei richiedenti l'asilo respinti. </p><p>1. Perché gli Eritrei continuano a rappresentare il più grande gruppo di richiedenti l'asilo? L'inasprimento della legge sull'asilo non funziona? Se così fosse, perché no? Il Consiglio federale è disposto a vagliare un ulteriore inasprimento per conseguire un effetto deterrente?</p><p>2. Tra gennaio e settembre 2020 la quota di protezione dei richiedenti l'asilo eritrei ammontava all'86,2 % (rispettivamente all'85,1 % per il 2019 e al 76,8 % per il 2018, medesimi periodi). Perché la loro quota di protezione continua ad aumentare invece di diminuire?</p><p>3. Manifestamente la Svizzera è ancora molto attraente per gli Eritrei. Che cosa intraprende il Consiglio federale per ridurre l'attrattiva del nostro Paese per i richiedenti l'asilo provenienti dall'Eritrea?</p><p>4. In un progetto pilota la SEM ha riesaminato i dossier di 250 Eritrei ammessi provvisoriamente. A metà 2019 ha riesaminato l'ammissione provvisoria di tutti i 3400 Eritrei che rientrano nella sentenza del Tribunale amministrativo federale. Il Parlamento e il pubblico saranno informati in merito all'esito di queste verifiche?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Da un'analisi delle domande d'asilo presentate da cittadini eritrei risulta che le domande primarie sono diminuite sensibilmente dopo che la SEM ha modificato, nel 2016, la sua prassi in materia di asilo e allontanamento. Mentre nel 2016 quasi 3000 cittadini eritrei hanno presentato una domanda primaria, nel 2017 sono stati appena 494. Questa tendenza si conferma fino ad oggi (2018: 490; 2019: 297; 2020: 211). Per quanto riguarda il numero di domande primarie, l'Eritrea figura dunque in decima posizione rispetto agli altri Paesi di provenienza. La modifica della prassi relativa all'Eritrea, effettuata nel 2016, e la velocizzazione delle procedure d'asilo contribuiscono in maniera determinante a ridurre durevolmente le domande immotivate presentate da richiedenti l'asilo eritrei. Il calo del numero di domande primarie e la stabilità, a un livello elevato, della quota di protezione (2018: 61,2 %; 2019: 72,5 %; 2020: 79,5 %) mostrano l'aumento del tasso di richiedenti l'asilo eritrei effettivamente bisognosi di protezione. La SEM continua a verificare regolarmente la sua prassi in materia di asilo e allontanamento per l'Eritrea, adeguandola se necessario. Nel contempo la Svizzera si adopera affinché le persone costrette a fuggire ottengano il più rapidamente possibile una protezione efficace già nella loro regione di origine (cosiddetta "Protection in the Region"). Pertanto sostiene i Paesi di prima accoglienza quali il Sudan o l'Etiopia nei loro tentativi volti ad accordare a queste persone la necessaria protezione, con una conseguente riduzione dei movimenti secondari irregolari.</p><p>4. Nella sua seduta del 18 dicembre 2020 il Consiglio federale ha adottato il rapporto sulla verifica di circa 3400 ammissioni provvisorie di cittadini eritrei in adempimento della mozione Müller Damian 18.3409 ("Attuazione di una politica d'asilo equa in materia di Eritrea"). Questo rapporto documenta in particolare i lavori effettuati dalla SEM tra febbraio 2018 e settembre 2019 e i relativi risultati. È stato pubblicato sul sito della SEM e sarà presentato anche al Parlamento.</p>  Risposta del Consiglio federale.