<!DOCTYPE html> <html lang="it"><head><meta charset="utf-8"/></head><body><div class="WordSection1"> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td colspan="2" valign="top"> <p class="MsoNormal"> </p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><img alt="" height="38" id="Immagine 5" src="http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&amp;WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&amp;WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&amp;OmnisLibrary=JURISWEB&amp;OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&amp;OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&amp;Parametername=WWWTI&amp;Schema=TI_WEB&amp;Source=&amp;Aufruf=getImage&amp;nF38_KEY=309350" width="37"/></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><img alt="" height="25" id="Immagine 6" src="http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&amp;WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&amp;WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&amp;OmnisLibrary=JURISWEB&amp;OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&amp;OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&amp;Parametername=WWWTI&amp;Schema=TI_WEB&amp;Source=&amp;Aufruf=getImage&amp;nF38_KEY=309351" width="21"/></p> </td> <td valign="top"><a id="X_NOT_ACTUALIZE"></a> <p class="MsoNormal"> </p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Incarto n.<br/> </span>16.2021.21</p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Lugano</span></p> <p class="MsoNormal"><a id="IN_DATA_DECISIONE">29 luglio 2021</a>/jh </p> <p class="MsoNormal"> </p> </td> <td colspan="3" valign="top"> <p class="MsoNormal">In nome<br/> della Repubblica e Cantone<br/> Ticino</p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> <tr> <td colspan="6" valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span>La Camera civile dei reclami del Tribunale d'appello</span></b></p> </td> </tr> <tr> <td colspan="6" valign="top"> <p class="MsoNormal"> </p> </td> </tr> <tr> <td colspan="6" valign="top"> <p class="MsoNormal"> </p> </td> </tr> <tr> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>composta dei giudici:</span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Giani, presidente,</span></p> <p class="MsoNormal"><span>Fiscalini e Stefani</span></p> </td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>vicecancelliera:</span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Jurissevich</span></p> </td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>sedente per statuire sul reclamo del 12 maggio 2021 presentato dalla</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span> </span></b></p> </td> <td colspan="2" valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span>RE 1</span></b><span> </span></p> <p class="MsoFooter"><span>(patrocinata dall'avv. PA 1 ) </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> </tr> <tr> <td valign="top"><a id="INIZIO_TESTO"></a> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>contro la decisione emessa il </span><span>9 aprile 2021 dal Giudice di pace del circolo di Lugano Ovest</span><span> nella causa 1-B-20-Co (lavoro) promossa nei suoi confronti con istanza del 3 gennaio 2020 da</span></p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable" width="0"> <tr> <td colspan="2" valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td colspan="2" valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span> CO 1</span></b><span> </span></p> <p class="MsoFooter"><span>(patrocinato dall'avv. PA 2 ), </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> </tr> <tr> <td valign="top"> <p class="R1"><span> </span></p> </td> <td colspan="2" valign="top"> <p class="R1"><span> </span></p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> <tr> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> </tr> </table> <p class="R1"> </p> <p class="R1">Ritenuto</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"><b>in fatto:</b> <b>A.</b> <span>Il 29 ottobre 2018 la RE 1, società attiva nella messa a disposizione di personale, ha messo a disposizione della L.__________ SA il proprio dipendente CO 1 quale “ausiliario di magazzino” per la durata di “circa tre mesi, in seguito rinnovato automaticamente a tempo indeterminato se non ci sono interruzioni” con uno stipendio orario di fr. 19.94 lordi mensili. CO 1 ha lavorato </span>fino al 29 gennaio 2019, dopodiché le versioni divergono nel senso che per il datore di lavoro il contratto è stato disdetto mentre per il lavoratore esso si è rinnovato automaticamente. CO 1 si <span>è poi annunciato alla </span>Cassa Disoccupazione __________,<span> che gli ha versato 1294.85.</span></p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> <b>B.</b> <span>Il 3 gennaio 2020 CO 1</span><span> </span><span>si è rivolto al Giudice di pace del circolo di Lugano Ovest per un tentativo di conciliazione nei confronti della RE 1 inteso a ottenere il pagamento di fr. 1750.– oltre interessi al 5% dal 1° marzo 2019, corrispondenti al salario fino al 21 febbraio 2020 (inc.1-B-20-Co). Il 9 gennaio seguente, anche la Cassa disoccupazione __________, </span><span>agendo in virtù della cessione legale </span><span>dell'art. 29 LADI, </span><span>ha adito il medesimo giudice di pace per un tentativo di conciliazione volto a ottenere dalla RE 1 il pagamento di fr. 1294.85 (inc. 2-B-20-Co).</span> Il 10 gennaio 2020 il Giudice di pace ha congiunto le due procedure.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> All'udienza del 29 gennaio 2020, indetta per la conciliazione, “dopo discussione nel tentativo di ricevere documentazione il più possibile precisa per formulare una futura decisione, visto che la parte convenuta potrebbe esibire nuove prove, il Giudice assegna un termine fino a lunedì 10 febbraio 2020 per inviare quanto dichiarato dalla parte convenuta”. Entro il termine assegnato la convenuta ha presentato tre documenti e ha chiesto al Giudice di pace di respingere la pretesa dell'istante “in quanto manifestamente infondata”. Il 13 febbraio 2020 il Giudice di pace ha trasmesso alle parti le osservazioni della convenuta chiedendo loro di “dare scarico al Giudice delle vostre osservazioni prima di una decisione sulle due pratiche ora congiunte”. Il 24 febbraio 2020 l'istante ha riconfermato la sua richiesta di giudizio. </p> <p class="R1"><b> </b></p> <p class="R1"><b> C.</b> Statuendo con sentenza del 9 aprile 2021 il Giudice di pace ha accolto l'istanza obbligando la convenuta a versare all'attore <br/> fr. 1750.– oltre interessi al 5% dal 1° marzo 2019. Le spese processuali di fr. 100.– sono state poste a carico della convenuta, tenuta a rifondere alla controparte fr. 200.– per ripetibili. </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> <b>D.</b> Contro la decisione appena citata la RE 1 è insorta a questa Camera con un reclamo del 12 maggio 2021 in cui chiede in via principale di dichiarare nullo o di annullare il giudizio impugnato “in ragione dell'assenza di potere giudicante del Giudice di pace nella sua qualità di autorità di conciliazione”. In via subordinata essa chiede di riformare il giudizio impugnato nel senso di respingere la petizione. Nelle sue osservazioni del 1° luglio 2021 CO 1 conclude per la reiezione del reclamo.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1">Considerando</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"><b> </b></p> <p class="R1"><b>in diritto:</b> <b>1.</b> <span>Le decisioni emanate dal Giudice di pace come autorità di conciliazione in applicazione dell'art. 212 cpv. 1 CPC sono impugnabili con reclamo entro trenta giorni dalla notificazione della sentenza (art. 321 cpv. 1 CPC; <span>Honegger</span> in: Sutter-Somm/Hasenböhler/ Leuenberger [curatori], 3ª edizione, n. 10 ad art. 212). Nella fattispecie, la decisione impugnata è pervenuta al patrocinatore della <span>convenuta il 12 aprile 2021. Introdotto il 12 maggio 2021 (cfr. timbro sulla busta d'invio), ultimo termine utile, il reclamo in esame</span> è pertanto tempestivo. </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>2. </b>Nella sentenza impugnata il Giudice di pace ha accertato che il contratto di lavoro non era stato disdetto entro il 28 gennaio 2019 sicché lo stesso si era rinnovato automaticamente per tempo indeterminato. A suo parere, il lavoratore era venuto a conoscenza della disdetta solo il 14 febbraio 2019 di modo che sulla scorta del contratto collettivo di lavoro prestito di personale, il termine di preavviso di 7 giorni arrivava a scadenza il 21 febbraio successivo. Per il primo giudice, infatti, le parti avevano utilizzato “strategie di chiusura” del contratto “molto poco chiaro, utilizzando mail e WhatsApp, dove nulla chiarisce e rende verosimile la disdetta, unica prova la disdetta, datata 6 febbraio 2019, è il tracciamento invii di cui al doc. G, il quale conferma che la ricezione è avvenuta il 14 febbraio 2020”. Il Giudice di pace ha poi appurato che tra l'attore ed E__________ B__________, <span>dipendente della convenuta</span>, vi era stato bensì un incontro ma che il lavoratore aveva altresì riferito che <span>durante il colloquio si era anche discusso</span> di un nuovo contratto di lavoro “come per altro ammesso dalla parte convenuta”. In mancanza di prove sulla effettiva ricezione della disdetta, l'attore aveva per finire diritto a un salario di fr. 1750.– netti. </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>3. </b>La reclamante ritiene che il Giudice di pace, quale autorità di conciliazione, non potesse giudicare la lite poiché l'attore non ne aveva fatto richiesta. Anzi, essa soggiunge, nell'istanza il lavoratore aveva chiesto di rilasciare l'autorizzazione ad agire nel caso di mancata conciliazione e nemmeno <span>all'udienza del 29 gennaio 2020 vi è stata una richiesta volta </span><span>all'emanazione di una decisione</span><span>.</span> In realtà le cose stanno diversamente.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span><span> <b>a) </b>Per l'art. 212 cpv. 1 CPC in caso di mancata<b> </b>conciliazione l'autorità può, su richiesta dell'attore, emanare una decisione nel merito in caso di controversie patrimoniali con un valore litigioso fino a fr. 2000.–. <span>Questa Camera ha già avuto modo di precisare che se tale presupposto dovrebbe di principio figurare nell'istanza di conciliazione, affinché la parte convenuta possa essere a conoscenza di una possibilità del genere, una richiesta di decisione può anche essere formulata in ogni tempo, segnatamente all'udienza, </span>fermo restando che nella citazione all'udienza di conciliazione la parte convenuta sia resa attenta della facoltà per la parte attrice di presentare una richiesta del genere <span>(</span>RtiD II-2014 pag. 871 consid. 4a con vari riferimenti; più recentemente: <span>CCR, sentenza inc. 16.2019.13 del 1° aprile 2020 consid. 4a;</span> v. anche <span>Trezzini</span><span>, Commentario pratico al Codice di diritto processuale civile svizzero, Vol. 2, 2ª edizione, n. 2 ad art. 212).</span></span></p> <p class="r100"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>b)</b> Nella fattispecie nell'istanza di conciliazione del 3 gennaio 2020 CO 1 ha formulato le seguenti domande di giudizio:</span></p> <p class="R1"><span> </span><span>In via conciliativa</span></p> <p class="R1"><span> L'istanza è accolta.</span></p> <p class="R1"><span> § Di conseguenza le parti sono citate per il tentativo di conciliazione.</span></p> <p class="R1"><span> In via di giudizio</span></p> <p class="R1"><span> L'istanza è accolta.</span></p> <p class="R1"><span> § Di conseguenza la RE 1</span><span> è condannata al pagamento a favore di CO 1 di fr. 1750.– oltre interessi al 5% dal 1° marzo 2019</span><span>. </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> La richiesta di giudizio, sotto il profilo dell'art. 212 CPC, non è un esempio di chiarezza, tanto più che nei motivi dell'allegato l'istante aveva richiamato l'art. 209 cpv. 1 CPC, norma che prevede il rilascio dell'autorizzazione ad agire in caso di mancata conciliazione. <span>Resta il fatto che nel precisare le due fasi della procedura conciliativa, formulando due distinte domande</span> di giudizio, non si può ritenere che l'istante non abbia chiesto al Giudice di pace di giudicare la lite. Per di più, in calce al verbale dell'udienza di conciliazione del 29 gennaio 2020 il Giudice di pace “nel tentativo di ricevere documentazione il più possibile precisa per formulare una futura decisione” ha assegnato alla convenuta un termine fino a lunedì 10 febbraio 2020 per inviare la documentazione prospettata in quell'occasione. Certo, una formale richiesta di decidere non è stata verbalizzata, ma così come formulata, tale indicazione lascia ragionevolmente intendere che una richiesta in tal senso sia stata precisata. </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>c)</b> La convenuta, debitamente assistita da un rappresentante professionale, non solo non ha reagito, lamentando la mancanza di una richiesta di decisione in applicazione dell'art. 212 CPC, ma ha anzi proposto, nell'allegato del 10 febbraio 2020, di respingere l'istanza, conclusione del tutto superflua in caso di sola conciliazione. Inoltre, nella comunicazione alle parti del 13 febbraio 2020 il Giudice di pace ha nuovamente preannunciato l'emanazione di una decisione. In circostanze siffatte, la convenuta non può essere considerata sorpresa nella sua buona fede dal fatto che il Giudice di pace abbia emanato una decisione. Essa ha lasciato che il giudice decidesse la controversia senza nulla eccepire allorquando la buona fede processuale le imponeva di sollevare vizi formali senza indugio. Sotto questo profilo il reclamo è destinato all'insuccesso.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><b><span> 4. </span></b><span>La reclamante ribadisce che il contratto di lavoro è stato disdetto il 29 gennaio 2019 con effetto al 31 gennaio successivo. Essa richiama la dichiarazione della propria dipendente E__________ B__________, la quale ha ricordato come quel 29 gennaio 2019 il lavoratore si sia rifiutato di sottoscrivere la ricevuta della disdetta. La medesima ha altresì dichiarato che la disdetta era stata poi trasmessa anche per e-mail e che il lavoratore l'aveva ricevuta lo stesso giorno. A suo avviso, dunque, trattandosi di un atto soggetto a ricezione, la disdetta è entrata nella sfera d'influenza dell'attore il 29 gennaio 2019 donde la conclusione del contratto due giorni dopo. Per di più, essa soggiunge, il primo giudice oltre a riconoscere un'ingiustificata pretesa di fr. 1750.– ha omesso di considerare che il lavoratore aveva ceduto la sua pretesa alla cassa di disoccupazione, la quale aveva poi versato fr. 1294.85. Dandosi surrogazione, quanto meno per tale importo l'attore ha perso la legittimazione attiva per agire nei confronti del datore di lavoro.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>5. </b>Relativamente agli accertamenti di fatto sulla comunicazione e la ricezione della disdetta, la reclamante si limita invero a ribadire le sue argomentazioni, contrapponendole alla motivazione del Giudice di pace senza però pretendere che gli accertamenti di quest'ultimo <span>siano manifestamente errati, ovvero </span></span><span>manifestamente</span> insostenibili (<span>art. 320 lett. b CPC</span>; v. anche DTF 144 III 146 consid. 2 con rinvii). Criticando in modo appellatorio la sentenza impugnata, al riguardo il reclamo si rivela inammissibile.</p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> Ad ogni modo, a prescindere dalla valenza probatoria della dichiarazione scritta di E__________ B__________, che non può sostituire una deposizione di rito, nemmeno offerta, per appurare fatti di particolare importanza (I CCA, sentenza inc. 11.2019.79 del 30 novembre 2020 consid. 6d con rinvio a <span>Weibel/Walz</span> in: Sutter-Somm/Hasenböhler/Leuenberger [curatori], Kommentar zur Schweizerischen ZPO, 3ª edizione, n. 10 ad art. 190), così come quello di e-mail (CCR sentenza inc. 16.2020.18 del 12 maggio 2021 consid. 8b con rinvii), è possibile che il 29 gennaio 2019 la collaboratrice della convenuta abbia inviato al lavoratore una e-mail in cui ha scritto “come discusso in sede questa mattina, le inoltro regolare disdetta consegnata anche a lei in originale”, allegando come documento “disdetta pdf” (doc. 3). Resta il fatto che tutto si ignora sul contenuto di tale allegato, nemmeno agli atti, il quale, per essere considerato una disdetta deve esprimere una manifestazione di volontà chiara e sprovvista di elementi di incertezza (DTF 135 III 444 consid. 3.3; più recentemente: 4A_587/2020 del 28 maggio 2021 consid. 4.2.1 con rinvii; v. anche <span>Trezzini</span>, Commentario pratico al contratto di lavoro, Lugano 2020, n. 8 segg. ad art. 335 CO). Né la comunicazione e-mail come tale riporta gli estremi della disdetta. Posto che, come accertato dal primo giudice senza contestazioni da parte della reclamante, durante l'incontro tra l'attore ed E__________ B__________ si è anche parlato di un nuovo contratto di lavoro, la decisione del Giudice di pace di fondare la disdetta unicamente sulla comunicazione del 6 febbraio 2019 non può dirsi errata. Anche al proposito il reclamo vede la sua sorte segnata.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>6. </b>A ragione, per contro, la reclamante fa valere che in virtù della cessione legale di cui all'art. 29 LADI, il lavoratore che ha introdotto un’istanza non è più legittimato a far valere nei confronti del datore di lavoro le somme che nel frattempo gli sono state versate a titolo di indennità di disoccupazione, delle quali in caso contrario risulterebbe indebitamente arricchito Dai crediti dell'istante devono essere quindi dedotti gli importi a lui versati dalla Cassa disoccupazione. Con il pagamento quest'ultima diventa creditrice nei confronti del datore di lavoro limitatamente alle indennità giornaliere da essa versate all'assicurato (art. 29 cpv. 2 LADI; II CCA sentenza inc. 12.2020.63 del 4 febbraio 2021 consid. 5.1 con rinvio).</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> Nel caso in esame, dalla parallela procedura promossa dalla Cassa disoccupazione __________, congiunta con quella promossa dal lavoratore, risulta che CO 1 per il periodo dal 1° al 21 febbraio 2021 ha riscosso un'indennità di disoccupazione di fr. 1294.85 e che tutti i crediti fondati sull'art. 29 LADI sono stati ceduti alla Cassa disoccupazione __________. Ne segue che tale istituto era surrogato nel diritto del lavoratore al salario fino a concorrenza dell'importo versatogli. Posto che il reclamo introdotto dalla RE 1 contro la decisione emessa nella procedura promossa dalla Cassa disoccupazione __________ è stato respinto con sentenza odierna (inc. 16.2021.22), nel riconoscere all'attore l'intera pretesa, la decisione del primo giudice si rivela errata. Su questo punto il reclamo si rivela pertanto fondato. Soccorrendo le premesse dell'art. 327 cpv. 3 lett. b CPC, questa Camera può statuire essa medesima sulla causa, </span>nel senso che in riforma del giudizio impugnato <span>la convenuta è condannata a versare all'attore fr. 455.15.</span></p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> <b>7.</b> <span>La procedura nelle azioni derivanti dal contratto di lavoro è gratuita (art. 114 lett. c CPC), salvo in caso di temerarietà processuale, circostanza non realizzata nella fattispecie (art. 115 CPC). Vittoriosa in modo preponderante la reclamante, che ha agito per il tramite di un patrocinatore, ha diritto a un'equa indennità per ripetibili ridotte. </span>L'esito dell'attuale giudizio impone anche la modifica del dispositivo inerente alle spese e alle ripetibili di primo grado, che segue il medesimo destino<span>.</span> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1">Per questi motivi, </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"><b>decide:</b> I. Nella misura in cui è ricevibile, il reclamo è parzialmente accolto, nel senso che la sentenza impugnata è così riformata:</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> <span>1. La petizione è parzialmente accolta, nel senso che la RE 1 è condannata a versare a CO 1 fr. 455.15 oltre interessi al 5% dal 1° marzo 2019. </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> 2. Le spese processuali di fr. 100.– sono poste a carico dello Stato. CO 1 rifonderà alla convenuta fr. 300.– per ripetibili ridotte.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"> II. Non si prelevano spese processuali di reclamo. CO 1 rifonderà alla RE 1 fr. 250.– per ripetibili ridotte.</p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="R1"> III. Notificazione a:</p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="R1"> </p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>– avv. ; </span></p> <p class="MsoNormal"><span>– avv. . </span></p> <p class="R1"> </p> </td> </tr> </table> <p class="R1"> Comunicazione alla Giudicatura di pace del circolo di Lugano Ovest.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="MsoNormal"><b><span>Per la Camera civile dei reclami del Tribunale d'appello</span></b></p> <p class="MsoNormal"><span>Il presidente La vicecancelliera</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><b><span>Rimedi giuridici</span></b></p> <p class="MsoNormal"><b><span> </span></b></p> <p class="MsoNormal"><span>Nelle cause di carattere pecuniario che non raggiungono il valore litigioso di almeno 30 000 franchi (o almeno 15 000 franchi nelle controversie in materia di diritto del lavoro e di locazione), è ammissibile, entro trenta giorni dalla notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 72 e 74 LTF), solo se la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamen­tale (art. 74 cpv. 2). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.</span></p> </div></body></html>