<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'economia privata e l'opinione pubblica si aspettano dal Consiglio federale che impieghi i suoi mezzi finanziari in modo economico e che esamini costantemente la fondatezza dei compiti dello Stato. Il segnale inviato con il programma di sgravio sottolinea la volontà del Consiglio federale di voler risanare le finanze pubbliche. Effettivamente è possibile che questo segnale sia recepito in modo leggermente diverso all'interno dell'amministrazione federale. Pertanto, taluni potrebbero forse sostenere che la nuova politica del personale venga smantellata già due anni dopo la messa in vigore della legge sul personale federale e il nuovo sistema salariale già a un anno dalla sua introduzione. Le notizie che annunciano la soppressione di posti di lavoro e restrizioni salariali sono sempre fonte di incertezza per gli impiegati, sia nell'amministrazione federale, sia nell'economia privata. Ciononostante, malgrado i tagli di crediti previsti, nell'amministrazione federale la situazione non è affatto drammatica.</p><p>Per il Consiglio federale è sempre stato chiaro che il settore del personale, le cui spese superano l'8 per cento delle uscite complessive, debba fornire il proprio contributo al risanamento delle finanze pubbliche. Per questa ragione il Governo ha cercato di prendere una serie di misure in materia di posti e di salari le più plausibili possibile dal profilo della politica del personale. L'attuazione di tali misure è impegnativa ma sostenibile sia per la Confederazione quale datore di lavoro, sia per i suoi dipendenti.</p><p>Riguardo alle domande concrete il Consiglio federale prende posizione nel seguente modo:</p><p>Ad domanda 1:</p><p>Appunto perché vuole rimanere fedele ai principi della politica del personale ancorati nell'articolo 4 della legge sul personale federale (LPers), il Consiglio federale si è deciso per le misure riguardanti i posti di lavoro e i salari nel settore del personale proposte nel messaggio relativo al programma di sgravio. In virtù dell'articolo 4 LPers il datore di lavoro è tenuto a impiegare il personale in modo adeguato, economico e socialmente responsabile. Il Consiglio federale vuole che il programma di sgravio non provochi, per quanto possibile, licenziamenti. Attualmente si sta istituendo un ufficio di collocamento interdipartimentale (mercato interno del lavoro) allo scopo di garantire il rispetto di questo intento. Ciononostante, questo obiettivo non potrà essere rispettato nel caso di ulteriori tagli di crediti per il personale e di posti come lo richiedono altri interventi parlamentari.</p><p>Ad domanda 2:</p><p>Il nuovo sistema salariale è interamente finanziabile. In relazione al programma di sgravio, il Consiglio federale intende solo rallentare leggermente l'aumento dei salari del personale che non hanno ancora raggiunto l'importo massimo della loro classe di stipendio. A tale scopo, il Governo intende ridurre leggermente le percentuali degli aumenti salariali annui, che variano in funzione della valutazione delle prestazioni, fissate nell'articolo 39 dell'ordinanza sul personale federale (OPers) e che sono state stabilite in un periodo congiunturale favorevole. Naturalmente, grazie a una modifica dell'OPers i presupposti legali verranno creati per tempo coinvolgendo anche le parti sociali.</p><p>Ad domande 3 e 4:</p><p>Per rispondere alle domande riguardanti i principi relativi al taglio di posti di lavoro e di riduzione dei compiti citiamo dal capitolo 2.1.10.1 (pag. 119) del messaggio relativo al programma di sgravio 2003 del budget della Confederazione:</p><p>"Le misure di sgravio decise per tutto lo spettro dei compiti della Confederazione comportano in parte anche risparmi nel settore del personale, specialmente nel DDPS (cfr. capitoli 2.1.3.1 e 3.1.1.2). Al fine di rafforzare il meccanismo di rinuncia a determinati compiti nei dipartimenti civili, il Consiglio federale prevede di ridurre, tra il 2004 e il 2006, cumulativamente i crediti stanziati per il personale degli Uffici federali civili (escluso il settore "disegno sull'efficienza") dell'1 per cento all'anno. Tenuto conto delle ripercussioni incisive sulla rete di rappresentanza, che significherebbero la chiusura di diverse rappresentanze, la riduzione presso il DFAE è solo ogni volta della metà circa. Con strumenti come l'esame di posti di lavoro individuali e l'accertamento sistematico del fabbisogno di personale dovrebbe essere creato un margine di manovra per nuovi compiti (impiego efficace ed efficiente delle risorse). I superiori e gli specialisti del personale dell'amministrazione federale sono tenuti a non rioccupare automaticamente i posti di lavoro che si liberano, ma a sottoporli a una scrupolosa analisi dell'effettivo bisogno. Se annualmente non vengono rioccupati 200 posti (vacanze), ossia l'1 per cento o 20 milioni della massa salariale dei dipartimenti civili, risulteranno minori uscite pari a 60 milioni nel 2006. Circa 200 posti rimarranno nelle riserve del Consiglio federale e verranno impiegati in modo mirato per l'adempimento di nuovi compiti futuri. Almeno 400 posti dovranno essere soppressi definitivamente. Il risparmio (compiti/posti) non dovrebbe portare, per quanto possibile, a nessun licenziamento. La riduzione di posti avverrà in stretta collaborazione con gli specialisti delle Risorse Umane in modo da risultare socialmente sopportabile. Al riguardo assumono particolare importanza l'intensificazione dello scambio di personale a livello interdipartimentale (passaggi) nonché lo sfruttamento di tutte le possibilità nell'ambito dello sviluppo del personale. Per la trasformazione e la riduzione di posti dovrebbe essere messo a disposizione uno strumento di monitoring. Esso dovrebbe costituire la base di un controlling che assicura che l'amministrazione federale possa svolgere, per quanto possibile, compiti nuovi o modificati con le medesime risorse di personale."</p><p>A prescindere da questa misura per i posti di lavoro che si ripercuote su tutti i settori dell'amministrazione federale civile, il programma di sgravio prevede anche misure di smantellamento mirate. La riduzione dei posti di lavoro in seno al DDPS viene ad esempio sensibilmente accelerata. In origine si prevedeva di ridurre entro la fine del 2006 circa 1000 posti (dei 2500 posti netti complessivi che dovranno essere soppressi a seguito della riforma di Esercito XXI). Con il programma di sgravio 2003 l'effettivo del personale subisce durante questo lasso di tempo ulteriori tagli di circa 100-200 unità. I tagli nel settore dell'agricoltura comporteranno una riduzione di circa 40 posti presso le stazioni di ricerche agrarie. Nel settore delle relazioni pubbliche saranno soppressi circa 10 posti, distribuiti sull'intera amministrazione federale.</p><p>Ad domande 5 e 6:</p><p>Il Consiglio federale, prendendo le sue decisioni, è chiamato a condurre una gestione nel contempo anticiclica, economica e corretta dal punto di vista della politica del personale, sempre tenendo adeguatamente conto della situazione economica attuale. Il bisogno di risanare le finanze federali obbliga a prendere le misure previste. I posti soppressi rifluiscono almeno in parte nelle riserve di personale del Consiglio federale e sono a sua disposizione per essere riattivati allo scopo di svolgere compiti prioritari. Se è comunicato e capito correttamente, il segnale inviato all'economia privata non può essere così sbagliato. Infatti, si rinuncia a misure draconiane in materia di soppressione di posti: le misure adottate sono socialmente sostenibili e non comportano versamenti di copiose buonuscite (i cosiddetti paracadute d'oro); inoltre viene intrapreso tutto il possibile per evitare licenziamenti.</p>  Risposta del Consiglio federale.