<h2>SubmittedText<h2><p>In che modo il Consiglio federale intende accompagnare alcuni Paesi a medio reddito nella loro transizione democratica se questi Paesi lo desiderano?</p><p>Il Kazakstan può essere preso come esempio. Il Paese ha alle spalle due grandi cambiamenti politici:</p><p>1. il passaggio da una cultura ancora fondata su clan nomadi guidati da un khan a uno Stato la cui autorità non è messa in discussione e</p><p>2. l'uscita dalla rigida era sovietica in cui le libertà individuali erano messe al bando.</p><p>Il Kazakstan si trova inoltre in una posizione centrale dal punto di vista geopolitico, essendo circondato da Russia, Cina e mondo islamico ma risentendo anche delle influenze occidentali.</p><p>In che modo può adesso introdurre le strutture politiche di uno Stato di diritto sul modello dei Paesi occidentali?</p><p>Ciò implica non solo un passaggio all'economica di mercato (che è già stato avviato con buoni risultati) ma anche un certo livello di democrazia che comprenda una serie di meccanismi di controllo giuridico. Nel Paese tuttavia si percepisce la paura di fronte alla possibilità che prenda forma un'autentica opposizione, da cui nasce il bisogno di soffocare ogni tentativo di contestazione. Questa situazione provoca vari danni collaterali, in particolare violazioni dei diritti umani. La gestione delle prigioni in questo Paese, che ha conosciuto i gulag, resta dura. L'autoritarismo e l'arbitrio regnano ancora sovrani e non mancano casi di tortura.</p><p>Sembra che il Governo stia già lavorando per dare allo Stato un'organizzazione istituzionale che lo legittimerebbe a livello internazionale. Lo fa tuttavia con i propri tempi e solo se può pilotare in ampia misura il processo. Ci si può augurare che abbia luogo effettivamente una transizione democratica in grado di istituire uno Stato di diritto, ma non può essere data per scontata.</p><p>Forse Paesi simili hanno bisogno di un sostegno per effettuare questa transizione in maniera efficace e duratura senza che sorgano conflitti inutili.</p><p>La Svizzera può svolgere un ruolo di sostegno in questo senso? La Divisione Sicurezza umana del Dipartimento federale degli affari esteri in collaborazione con la Segreteria di Stato dell'economia può, in un Paese come il Kazakstan o in altri Paesi che si trovano nella stessa situazione - ovviamente se questi ultimi sono d'accordo -, aiutare l'emergere di una società civile degna di questo nome? Vale la pena ricordare che questo tipo di intervento richiede investimenti limitati ma a volte può avere effetti molto positivi in termini di diritti umani, stabilità politica e rispetto degli accordi economici internazionali.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Svizzera dispone di una solida esperienza nell'accompagnamento dei processi democratici. Le autorità di diversi Paesi hanno contato sul fatto che il nostro Paese sostenesse i loro sforzi in maniera apartitica e nel rispetto della sovranità nazionale. L'accompagnamento democratico e il rafforzamento dello Stato di diritto e della pace rientrano tra gli obiettivi strategici definiti nel messaggio concernente la cooperazione internazionale 2017-2020 (FF 2016 2005).</p><p>Le attività messe in campo dalla Svizzera per accompagnare i processi democratici sono fondate su tre mandati e obiettivi distinti, ma complementari: prevenzione e risoluzione dei conflitti (Divisione Sicurezza umana, DSU), sostegno nell'elaborazione e nell'applicazione di regole di buongoverno nel settore economico (Segreteria di Stato dell'economia, SECO) e promozione della democrazia e dello sviluppo attraverso la società civile e istituzioni chiave (Direzione dello sviluppo e della cooperazione, DSC).</p><p>Le condizioni quadro della cooperazione internazionale della Svizzera sono determinate da un insieme di fattori, tra cui gli obiettivi e gli interessi di politica estera del Paese, le ripercussioni degli sviluppi politici su scala mondiale, regionale e locale, il principio delle priorità geografiche e tematiche, la volontà politica locale, i potenziali effetti delle attività e il loro valore aggiunto e, infine, le risorse stanziate per i diversi mandati.</p><p>Nell'Europa orientale la Svizzera sostiene la transizione verso l'economia di mercato e la democrazia nel quadro della sua cooperazione economica allo sviluppo. In Asia centrale le sue attività si concentrano in Kirghizistan, Tagikistan e Uzbekistan. Il sostegno si ispira ai valori democratici (tra cui la partecipazione di cittadini e cittadine, la risoluzione pacifica delle controversie, la ricerca del consenso, l'obbligo di rendere conto del proprio operato e lo Stato di diritto), promuovendo le consultazioni, la partecipazione, le relazioni pubbliche e la sorveglianza, sostenendo le istituzioni democratiche (Parlamento, sistema giuridico, autorità elettorali, ONG e media) e contribuendo allo sviluppo economico e all'occupazione.</p><p>Nell'ambito del suo mandato di politica di promozione della pace, la Svizzera combina strumenti diplomatici e competenze tecniche per impedire, trasformare e arginare le violenze durante i processi elettorali, costituzionali e parlamentari in una decina di Paesi, tra cui la Georgia. Sostiene inoltre gli sforzi dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE).</p><p>Sebbene il Kazakistan non sia un Paese prioritario della collaborazione internazionale, la Svizzera vi promuove i diritti umani a livello sia bilaterale, con il dialogo politico, sia multilaterale, in relazione al divieto di tortura. Sostiene inoltre, attraverso istituzioni finanziarie internazionali come la Banca Mondiale, iniziative volte a promuovere la trasparenza nell'industria delle materie prime, in questioni fiscali e negli acquisti pubblici.</p>  Risposta del Consiglio federale.