<h2>SubmittedText<h2><p>La Segretaria di Stato della migrazione (SEM) ha riesaminato 2400 su 3200 fascicoli di Eritrei, ma ha revocato il diritto di soggiorno soltanto in 14 casi.</p><p>Rispondendo all'interpellanza Steinemann 17.3761 il Consiglio federale non ha tuttavia saputo indicare i motivi per cui la Svizzera concede un diritto (provvisorio) di soggiorno a richiedenti l'asilo respinti. Ora l'Ufficio ha esaminato gli atti di 2400 persone e dovrebbe essere a conoscenza dei motivi per cui gli Eritrei non possono apparentemente essere rimpatriati. </p><p>1. Il Consiglio federale è pertanto invitato a fornire un'informazione completa e ad elencare questi motivi, soffermandosi in particolare sull'influsso dei fattori seguenti: figli nati in Svizzera, figli all'asilo nido, all'asilo o a scuola, stato civile, donna sola, età avanzata, nessun documento, identità incerta, stato di salute psichico e fisico, minacce di suicidio, rifiuto di lasciare volontariamente la Svizzera, ricorso (cronico) all'aiuto sociale, attività lucrativa (occasionale), impiego in un programma occupazionale, partecipazione a programmi integrativi, avviamento professionale/tirocinio, conoscenze linguistiche (assenti). </p><p>Situazione nel Paese d'origine quale assenza dal Paese, difficoltà integrative, impossibilità di esercitare un'attività lucrativa, nessun parente in Eritrea, eccetera.</p><p>2. Interessa anche il profilo delle persone che hanno perso il diritto di soggiorno. </p><p>Nel 2006 la Svizzera contava 276 Eritrei facenti capo all'aiuto sociale, a fine 2017 erano 32 864, il che corrisponde a un aumento dell'11 807 per cento in dodici anni. </p><p>3. In che misura l'amministrazione ritiene si possa esigere dal contribuente svizzero che continui a mantenere, realisticamente a vita, attraverso l'aiuto sociale la maggior parte di questi richiedenti l'asilo respinti?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. In seguito alla sentenza del Tribunale amministrativo federale E-5022/2017 del 10 luglio 2018 sull'esigibilità di massima dell'esecuzione dell'allontanamento verso l'Eritrea, la SEM ha avviato il riesame delle circa 3000 ammissioni provvisorie disposte per inesigibilità fino alla fine del 2017. Tra febbraio e maggio 2018 sono stati dapprima riesaminati, nel quadro di un progetto pilota, i casi di circa 250 persone, perlopiù maggiorenni soli. Le 14 ammissioni provvisorie revocate menzionate dall'autrice dell'interpellanza sono riconducibili a questo progetto pilota e riguardano persone il cui rientro in Eritrea era di nuovo esigibile al momento del riesame. Tra settembre e dicembre 2018 la SEM ha riesaminato altre circa 2400 ammissioni provvisorie concesse a persone particolarmente vulnerabili il cui ritorno in Eritrea continuava a essere stimato inesigibile. Si trattava prevalentemente di famiglie e genitori soli con figli minorenni, minorenni non accompagnati nonché persone da lungo tempo soggiornanti in Svizzera. In ragione del profilo di queste persone, la SEM si è limitata essenzialmente a riesaminare i precedenti penali. L'esame delle restanti circa 600 ammissioni provvisorie è tuttora in corso. Le informazioni evinte dal complesso di queste analisi saranno riportate entro la primavera 2020 in un rapporto all'attenzione del Parlamento, come chiesto con la mozione Müller Damian 18.3409, "Attuazione di una politica d'asilo equa in materia di Eritrea". </p><p>2./3. Le 14 persone interessate dalla revoca dell'ammissione provvisoria ricevono soltanto il soccorso d'emergenza. Per gli altri cittadini eritrei che beneficiano di un'ammissione provvisoria sono disponibili i dati seguenti: secondo la statistica in materia d'asilo e di stranieri, 3652 persone con questo statuto si trovavano in Svizzera il 31 dicembre 2007. Dieci anni dopo il loro effettivo è passato a 37 102. Non sono disponibili dati completi per gli anni precedenti. Estrapolando questi dati dal tasso di aiuto sociale e differenziando secondo lo statuto di soggiorno, si presuppone che 2650 Eritrei hanno beneficiato dell'aiuto sociale per almeno un mese nel 2007, 24 600 nel 2017. </p><p>Un'ammissione provvisoria disposta per inesigibilità dell'allontanamento può essere revocata - fatti salvi i motivi legali d'esclusione di cui all'articolo 83 capoverso 7 della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI; RS 142.20) - soltanto se l'interessato non è più esposto ai rischi che avevano giustificato l'ammissione provvisoria. Il legislatore non ha previsto un'integrazione insufficiente in Svizzera o la dipendenza dall'aiuto sociale quali motivi per la revoca di un'ammissione provvisoria. Tuttavia, in presenza di altri motivi, questi elementi vanno presi in considerazione nella procedura di revoca, nel quadro dell'esame della proporzionalità. A tale proposito è opportuno rinviare al rapporto in adempimento del postulato della CIP-S 17.3260, "Prestazioni di aiuto sociale per immigrati provenienti da Paesi terzi. Competenze della Confederazione", adottato dal Consiglio federale il 7 giugno 2019. Il rapporto illustra opzioni d'intervento per ridurre i costi di aiuto sociale cagionati da cittadini di Stati terzi, che comprendono anzitutto inasprimenti delle normative vigenti in materia di stranieri e cittadinanza.</p>  Risposta del Consiglio federale.