<h2>SubmittedText<h2><p>Le località sciistiche svizzere stanno preparando da mesi tutte le misure possibili e necessarie per proteggere i turisti e i dipendenti. Gli impianti di risalita hanno attuato il piano di protezione del proprio settore e quello dei trasporti pubblici.</p><p>Nella ristorazione sono rispettati le regole di distanziamento e quindi anche il numero di persone consentito secondo il piano di protezione per questo settore. Grazie a superfici supplementari provvisorie possono essere rispettate le capienze previste per evitare il sovraffollamento delle strutture. Questi piani danno buoni risultati dall'estate scorsa.</p><p>Per evitare file d'attesa e assembramenti, il flusso di persone è gestito mediante indicatori della distanza e/o prenotazioni on-line dell'orario di accesso all'impianto di risalita. In questo modo si limita automaticamente la capienza.</p><p>Per proteggere dal contagio sono impiegate maschere da sci con filtro, è prescritto l'uso della mascherina, sono state montate pareti divisorie nelle telecabine e nei ristoranti e sono attuate misure di disinfezione nelle cabine e nelle infrastrutture. Per adempiere le prescrizioni di Confederazione e Cantoni, le località di sport invernali e gli impianti di risalita hanno sostenuto considerevoli oneri supplementari.</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. È disposto a impegnarsi contro ulteriori inasprimenti per le strutture delle località turistiche invernali?</p><p>2. È disposto a non prescrivere per gli impianti di risalita e le loro infrastrutture regole più severe che per gli altri trasporti pubblici e le altre stazioni?</p><p>3. È disposto a non prescrivere per le strutture della ristorazione delle regioni di montagna provvedimenti più restrittivi che per tutte le altre strutture della ristorazione?</p><p>4. È disposto a lasciare aperti i ristoranti con obbligo della mascherina e consentire loro orari d'apertura in analogia con gli impianti di risalita?</p><p>5. In caso di obbligo della mascherina all'aperto, è disposto a non prescrivere anche regole di distanziamento, cioè le regole generali dell'UFSP?</p><p>6. È consapevole delle devastanti conseguenze economiche e sociali che causerebbe, se disponesse ulteriori limitazioni, chiusure parziali o totali o limiti di capienza? Le località turistiche invernali si trovano spesso in Cantoni piccoli e a basso reddito. Né le imprese turistiche né i Comuni né i Cantoni sarebbero in grado di reggere a nuove limitazioni economiche.</p><p>7. È disposto a partecipare alla copertura di tutti i danni economici causati dai suoi ulteriori provvedimenti restrittivi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Al fine di consentire ai comprensori sciistici di aprire durante le feste, il 4 dicembre 2020 il Consiglio federale ha stabilito condizioni quadro per gli sport invernali. L'esercizio di comprensori sciistici è soggetto a un'autorizzazione cantonale, che è rilasciata soltanto se la situazione epidemiologica lo consente e sono assicurate sufficienti capacità negli ospedali, per il tracciamento dei contatti e per l'effettuazione di test. Inoltre, i gestori di comprensori sciistici devono presentare piani di protezione rigorosi, che attuino le prescrizioni vigenti in modo unitario per tutta la Svizzera. Se le suddette condizioni previste nelle disposizioni legali non sono soddisfatte, è compito dei Cantoni interessati adottare provvedimenti, che possono includere persino la chiusura dei comprensori sciistici.</p><p>2. In caso di contagio da COVID-19 vige il principio seguente: il rischio di trasmissione aumenta se avviene un contatto stretto con una persona infetta. Rispetto ai trasporti pubblici, le distanze negli impianti a fune interamente occupati sono più ridotte. Gli impianti a fune sono i trasporti con la maggiore densità di passeggeri. Il Consiglio federale ha inoltre adottato provvedimenti per ridurre l'occupazione dei trasporti pubblici. A riguardo vanno ricordati segnatamente la raccomandazione del telelavoro o l'insegnamento a distanza alle università.</p><p>3. e 4. Attualmente il Consiglio federale non prevede un disciplinamento speciale per i ristoranti self-service.</p><p>5. Già per l'autorizzazione delle grandi manifestazioni a inizio ottobre vigeva, oltre all'obbligo della mascherina, anche la prescrizione secondo cui il flusso di persone negli stadi e nei relativi settori di accesso doveva essere gestito, ove possibile, in modo da garantire il rispetto della distanza obbligatoria. Attualmente è fondamentale evitare calche in caso di grandi assembramenti di persone, per esempio nelle aree di attesa, e di conseguenza l'aumento del rischio di trasmissioni, ragion per cui deve essere rispettato l'obbligo della mascherina e del distanziamento sociale. Nei luoghi all'aperto in cui non si attendono assembramenti di persone, continua a valere la regola "mascherina o distanziamento sociale".</p><p>6. Il Consiglio federale è consapevole del fatto che non sarà possibile un turismo sciistico come negli anni scorsi e si impegna per trovare una soluzione accettabile per tutti, soppesando gli interessi economici e quelli della protezione della salute.</p><p>7. Dall'inizio della pandemia, la strategia del Consiglio federale è quella di attenuare in modo rapido e mirato i casi di rigore nei settori economici direttamente colpiti nonché tra i datori di lavoro e i lavoratori indipendenti. Dall'inizio dell'epidemia, ha per esempio posto in vigore un ampio ventaglio di provvedimenti per sostenere le imprese colpite. Oltre all'estensione dell'indennità per lavoro ridotto e all'introduzione di quella di perdita di guadagno per il coronavirus, con effetto dal 1° dicembre 2020 la Confederazione può partecipare ai provvedimenti cantonali per i casi di rigore delle imprese particolarmente colpite (ordinanza COVID-19 casi di rigore; RS 951.262); insieme ai fondi dei Cantoni, per i casi di rigore sono previsti complessivamente fino a 2,5 miliardi di franchi di cui possono beneficiare anche le imprese del turismo invernale.</p>  Risposta del Consiglio federale.