<h2>SubmittedText<h2><p>L'ordinanza sulla protezione dalle radiazioni non ionizzanti (ORNI) ha lo scopo di proteggere la popolazione riducendo le radiazioni elettromagnetiche. Evidentemente, l'ORNI non copre tutti i settori delle immissioni sotto forma di elettrosmog che possono danneggiare il sistema biologico di uomini e animali. Per tale ragione invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti relative al tenore e alle lacune attuali dell'ORNI:</p><p>1. Per quale ragione non sono considerati i campi elettrici a bassa frequenza generati dagli apparecchi interni?</p><p>2. Per quale ragione non sono considerate le condutture elettriche interrate con corrente proveniente dall'impianto stesso oppure da impianti terzi quali le ferrovie?</p><p>3. Per quale ragione non sono considerate le cariche delle frequenze a banda larga per l'utilizzo e l'alimentazione di apparecchi semplici generate da impianti non lineari quali invertitori fotovoltaici, separatori di commutazione di qualsiasi genere, caricatori ecc.?</p><p>4. Per quale ragione non sono considerati gli influssi della capacità di caricamento di opere di protezione che possono quindi fungere da fonti di emissione di campi elettrici a banda larga?</p><p>5. Per quale ragione non è considerata in misura sufficiente la sinergia fra le diverse bande di frequenza (alte e basse frequenze) quale interferenza all'interno dei locali? Proprio questo aspetto ha effetti evidenti sul sistema biologico che possono provocare problemi all'uomo e, in particolare, agli animali detenuti dalle aziende agricole.</p><p>6. Per quale ragione nei gruppi di esperti nominati dall'Ufficio federale dell'ambiente sono assenti esperti attivi nella pratica in modo da poter garantire uno scambio più utile fra teoria, scienza, esperienza professionale e pratica?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'ordinanza sulla protezione dalle radiazioni non ionizzanti (ORNI; RS 814.710) stabilisce valori limite d'immissione (VLI), definiti dal Consiglio federale in base ai criteri secondo l'articolo 14 della legge sulla protezione dell'ambiente (LPAmb; RS 814.01), in modo da escludere, allo stato delle conoscenze e dell'esperienza, pericoli e molestie considerevoli. Se i VLI sono rispettati, le persone sono protette contro i rischi comprovati per la salute dovuti alle radiazioni non ionizzanti (RNI). I VLI sono stati definiti per i campi magnetici ed elettrici. La protezione delle persone dalle radiazioni non ionizzanti degli apparecchi elettrici non rientra per contro nel campo di applicazione dell'ORNI ma nel diritto in materia di sicurezza dei prodotti, che, dal canto suo, rimanda alla Raccomandazione del Consiglio 1999/519/CE e a norme tecniche armonizzate.</p><p>Secondo l'articolo 11 capoverso 2 LPAmb ai sensi della prevenzione occorre inoltre sempre limitare le emissioni degli impianti nella misura massima consentita dal progresso tecnico, dalle condizioni d'esercizio e dalle possibilità economiche. In tal modo si vogliono limitare il prima possibile rischi imprevedibili. Per concretizzare questa disposizione nell'ORNI, il Consiglio federale, da un lato, si è concentrato sulle radiazioni che, in seguito a esami scientifici, danno adito al fondato sospetto che possano avere effetti indesiderati sulla salute dell'uomo e, dall'altro, sugli impianti che a lungo termine possono avere un impatto sull'ambiente. Dato che nell'ambito della trasmissione e dell'utilizzazione dell'energia elettrica tale sospetto vige per i campi magnetici ma non per i campi elettrici, il Consiglio federale ha fissato dei limiti di emissione, a titolo preventivo solo per i campi magnetici di determinati impianti.</p><p>Nel diritto in materia di sicurezza dei prodotti non esiste espressamente alcuna limitazione preventiva delle emissioni comparabile con quella della LPAmb. Per la sicurezza degli apparecchi elettrici sono determinanti le norme internazionali armonizzate che considerano anche le radiazioni non ionizzanti. Quando un apparecchio deve essere messo sul mercato, occorre rispettare i valori limite definiti nelle norme. Disposizioni nazionali derivanti da tali norme rappresenterebbero un indesiderato ostacolo tecnico al commercio. Finora il Consiglio federale si è pertanto sempre rifiutato di definire dei valori di emissione più incisivi di quelli vigenti a livello internazionale.</p><p>Risposta alle singole domande:</p><p>1./4. Vedasi le spiegazioni generali sui campi elettrici.</p><p>2. Il diritto ambientale considera sia le linee sotterranee che quelle aeree. Rappresentano sorgenti rilevanti di campi magnetici solo i singoli conduttori di fase posati separatamente nel terreno. Queste linee sotterranee sono incluse nelle limitazioni preventive delle emissioni dell'ORNI e devono rispettare un valore limite dell'impianto pari a un microtesla.</p><p>3. Vedasi le spiegazioni generali sui prodotti elettrici.</p><p>5. Le RNI degli impianti devono rispettare i VLI sanciti dall'ORNI. In presenza di un insieme di frequenze differenti viene effettuata una valutazione globale. I VLI sono quindi validi per la somma di tutte le parti che sviluppano effetti biologici dello stesso genere. Questo è il caso ad esempio per i campi magnetici generati dall'alimentazione elettrica sia in generale che delle ferrovie che hanno frequenze diverse e inducono entrambe correnti elettriche nel corpo umano. Non è noto se un insieme di diverse RNI genera effetti biologici supplementari.</p><p>Nel diritto in materia di sicurezza dei prodotti vale la regola secondo cui ogni prodotto va valutato separatamente e può sfruttare interamente il relativo valore limite. Per ora non è ancora stata stabilita alcuna valutazione e limitazione delle immissioni globali derivanti dall'effetto congiunto di più prodotti. Fino a quando tale esposizione globale può minacciare la salute dell'uomo senza essere recepita nella LPAmb o in altri decreti esistenti, un disciplinamento secondo l'articolo 4 della legge federale sulla protezione dai pericoli delle radiazioni non ionizzanti e degli stimoli sonori (LRNIS), attualmente in consultazione in Parlamento, rimarebbe possibile.</p><p>6. Il gruppo di esperti, che fornisce consulenza all'UFAM in merito alle questioni legate agli effetti biologici e sanitari delle RNI, comprende anche persone attive nella pratica, come ad esempio una dottoressa specializzata che esamina e fornisce consulenza a persone elettrosensibili. Il riferimento alla pratica e il trasferimento di conoscenze auspicato dall'autore dell'interpellanza sono quindi garantiti.</p>  Risposta del Consiglio federale.