<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Già da parecchi anni, i rischi di conflitti armati minacciano sempre meno la sicurezza dell'approvvigionamento del nostro Paese. Tuttavia, ben altri rischi di approvvigionamento hanno preso il sopravvento, come crisi politiche e sociali, provvedimenti di politica economica quali boicottaggi e tentativi di pressione di ogni genere, catastrofi ambientali di origine naturale e tecnica, migrazioni, scioperi, sabotaggi o guerre regionali nei Paesi fornitori. Tali pericoli rappresentano un rischio notevole per l'economia di approvvigionamento, che è diventata attualmente molto complessa e quindi estremamente vulnerabile. In un contesto contrassegnato dalla globalizzazione dei mercati, dalla massiccia diminuzione, a livello mondiale, delle scorte aziendali nel settore del commercio e dell'industria (just-in-time) quale conseguenza dell'inasprimento della concorrenza internazionale, e della crescente interdipendenza dei vari luoghi e fattori di produzione, la vulnerabilità dell'approvvigionamento degli Stati industrializzati come la Svizzera continua ad aumentare. Considerata la costante diminuzione dell'autonomia di approvvigionamento, perturbazioni relativamente insignificanti, in particolare nell'ambito dei trasporti, potrebbero provocare rapidamente arresti della produzione e difficoltà nella ripartizione dei beni, che sfocerebbero addirittura in tensioni sociali.</p><p></p><p>2. A causa dei cambiamenti verificatisi nel settore della politica di sicurezza, non ci si deve più attendere un'interruzione prolungata ed estesa delle importazioni, bensì perturbazioni più frequenti ma settoriali. Di conseguenza, l'obiettivo della politica di approvvigionamento non consiste più nell'instaurare un'autarchia dell'approvvigionamento limitata nel tempo, ma nell'intervenire puntualmente al fine di superare le difficoltà di approvvigionamento. Ciò ha permesso di ridurre considerevolmente, negli anni scorsi, le scorte obbligatorie: si tratta di un processo che attualmente non si è ancora concluso. Gli ulteriori obiettivi nell'ambito della costituzione di scorte obbligatorie verranno presentati nel 1999 in un rapporto, attualmente in fase di elaborazione, che si basa su un'analisi approfondita dei rischi e che tiene conto dei costi per le consumatrici e i consumatori. Secondo gli attuali calcoli provvisori, cospicue riduzioni dei costi si delineano nuovamente nel settore delle scorte obbligatorie propriamente dette. Di conseguenza, i costi relativi alla costituzione di scorte obbligatorie propriamente dette ammonteranno, alle condizioni attuali, appena a circa 150 milioni di franchi all'anno (nel 1997: 203 milioni). La decisione definitiva in merito al genere e al volume della merce da immagazzinare verrà presa l'anno prossimo, in base ai risultati del rapporto del 1999 sulle scorte obbligatorie. Per la sicurezza dell'approvvigionamento del nostro Paese, la costituzione di scorte obbligatorie continua nondimeno a rivestire un'importanza fondamentale. In caso di difficoltà di approvvigionamento essa costituirebbe infatti l'unico strumento a cui si potrebbe immediatamente ricorrere per superare una situazione di penuria.</p><p></p><p>3. Considerati i rischi elencati al punto 1, la Confederazione appronta, in stretta collaborazione con l'economia, provvedimenti intesi a garantire l'approvvigionamento al fine di limitare il più possibile, in caso di crisi, gli svantaggi per l'economia nazionale e quindi, in ultima analisi, per le consumatrici e i consumatori. In caso di situazioni di grave penuria occorre assicurare un approvvigionamento di base a prezzi accessibili. La Svizzera non è d'altronde il solo Paese a praticare una politica di approvvigionamento: infatti, nel settore dell'approvvigionamento petrolifero, essa deve adempiere anche obblighi a livello internazionale nei confronti dell'Agenzia internazionale dell'energia (AIE). Nella propria attività di approvvigionamento, l'Approvvigionamento economico del Paese si limita a determinati settori fondamentali di importanza vitale, quali l'alimentazione, l'industria, l'energia, i trasporti e le comunicazioni. Si tratta parimenti di cogliere le nuove sfide, in particolare nel settore dei servizi, e di approfondire la cooperazione internazionale, come avviene da qualche tempo nell'ambito civile del programma "Partnership for Peace (PfP)".</p><p></p><p>4. La legge sull'approvvigionamento economico del Paese (RS 531) tiene conto in misura sufficiente dei moderni rischi dell'approvvigionamento al di fuori della politica di difesa economica e consente un adeguamento costante della costituzione di scorte obbligatorie e dell'organizzazione dell'approvvigionamento economico del Paese alla mutevole evoluzione della situazione politica ed economica. Una revisione totale della legge sull'approvvigionamento economico del Paese così come richiesto dall'autrice della mozione, non è pertanto opportuna. Come menzionato alla cifra 3, il campo di attività dell'approvvigionamento economico del Paese si limita al necessario, tenendo conto dell'evoluzione della situazione. La politica praticata in materia di scorte obbligatorie per gli anni 2000 a 2004 sarà determinata nel Rapporto 1999 relativo alle scorte obbligatorie; a tale proposito si profilano nuove riduzioni dei costi (vedi cifra 2). Inoltre, il Consiglio federale intende rivedere la legge sull'approvvigionamento economico del Paese. In seguito all'abrogazione della legge sui cereali (politica agricola 2002), la costituzione di scorte obbligatorie di cereali panificabile dovrà essere disciplinata dalla legge sull'approvvigionamento economico del Paese. In questo contesto, si prevede parimenti di rinunciare al sistema del permesso d'importazione nell'ambito della costituzione di scorte obbligatorie. Per questo motivo, il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.</p>  Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.