<h2>SubmittedText<h2><p>Il 28 febbraio 2014 è scaduto il periodo transitorio per la dichiarazione delle pellicce. Dal 1° marzo 2014 devono essere dichiarati la specie animale, l'origine e il modo di ottenimento (allevamento o caccia) di tutte le pellicce e di tutti i prodotti di pellicceria.</p><p>1. L'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria ha già iniziato a controllare il rispetto dell'obbligo di dichiarazione? Se no, quando inizierà a farlo?</p><p>2. In che forma sono eseguiti i controlli?</p><p>3. Quali sono le conseguenze concrete per chi non rispetta questo obbligo?</p><p>4. Sono già disponibili prime indicazioni sul rispetto e il non rispetto di questo obbligo?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. L'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) svolge controlli nei negozi e presso gli offerenti on line dall'inizio di marzo. Esclusi i negozi specializzati, tuttavia, in questo periodo dell'anno l'offerta di articoli di pellicceria è logicamente molto ridotta. Con ogni probabilità da agosto e settembre, i negozi d'abbigliamento ricominceranno a offrirne di più.</p><p>2. I controlli sono eseguiti sul posto. Gli incaricati controllano se l'obbligo è rispettato e la dichiarazione è conforme alle prescrizioni. Se necessario sono eseguite analisi del pelame e verifiche dei documenti di consegna. L'USAV ha controllato anche alcuni offerenti on line di pellicce e prodotti di pellicceria.</p><p>3. In caso di dichiarazione non corretta, il tempo richiesto dal controllo è fatturato al negozio inadempiente e il responsabile deve inviare all'USAV la prova scritta dell'avvenuta eliminazione delle inadempienze riscontrate entro 30 giorni. Scaduto il termine, la rettifica è disposta d'ufficio con spese a carico del negozio. Inoltre, una violazione delle disposizioni dell'ordinanza sulla dichiarazione delle pellicce può comportare una sanzione penale (art. 12 dell'ordinanza sulla dichiarazione delle pellicce).</p><p>4. Un primo bilancio potrà essere stilato dopo circa sei mesi di controlli.</p>  Risposta del Consiglio federale.