<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Come giustifica il Consiglio federale la contraddizione tra il divieto di estrarre torba in vigore in Svizzera e il fatto che, al contempo, il nostro Paese importa torba?</p><p>2. In che modo il Consiglio federale intende ridurre il consumo di torba in Svizzera?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La torba è un prodotto che si forma dal deposito di materiale organico nelle paludi. La decomposizione della torba distribuita sul terreno è, in genere, un processo che dura alcuni decenni e che provoca emissioni di CO2. Nelle paludi attive questo processo non si verifica dal momento che una parte consistente della loro superficie è ricoperta d'acqua. Le emissioni di CO2 sono causate soltanto a partire dal momento in cui le paludi vengono bonificate con l'obiettivo di estrarvi torba. Le emissioni di CO2 generate dalle paludi bonificate sono riportate nel settore "Land use and land use change and forestry (Lulucf)" dell'inventario dei gas serra. Secondo le convenzioni internazionali, attualmente il settore Lulucf non viene preso in considerazione nell'ambito della definizione degli obiettivi previsti dal Protocollo di Kyoto.</p><p>In seguito all'approvazione dell'iniziativa di Rothenthurm nel 1987, le paludi di importanza nazionale beneficiano in Svizzera di una protezione assoluta (art. 78 cpv. 5 della Costituzione federale). Nessun altro Paese conosce un livello di protezione altrettanto elevato. In Svizzera, la protezione sancita dalla Costituzione equivale a un divieto di estrazione della torba. Come rileva l'autrice della presente interpellanza, vi è quindi effettivamente una contraddizione.</p><p>Al momento attuale non vige in Svizzera né un divieto di importazione della torba né una limitazione quantitativa. L'adozione di un divieto d'importazione, che contraddirebbe l'articolo XI GATT e il relativo accordo di libero scambio, dovrebbe quindi poter essere giustificata con l'articolo XX GATT. Secondo tale articolo, si dovrebbe infatti fornire la prova che il divieto introdotto è indispensabile per proteggere la salute dell'uomo, della flora e della fauna e che quindi nessun altro provvedimento consente di realizzare tale obiettivo. Inoltre, il divieto non dovrebbe favorire discriminazioni tra gli Stati in cui vigono le stesse condizioni, né contenere una restrizione dissimulata al commercio. Un divieto d'importazione della torba sarebbe quindi legato a condizioni molto restrittive.</p><p>Poiché l'uso della torba causa problemi ecologici, per ridurne il consumo in Svizzera è già stata adottata una serie di provvedimenti non normativi:</p><p>- Il mercato offre già una serie di prodotti alternativi che sono commercializzati anche dai grossisti. Tali prodotti sono inoltre utilizzati anche da alcuni settori dell'artigianato (orticoltura, vivai), che richiedono prodotti di elevata qualità. Tuttavia, per disporre di prodotti migliori offerti a prezzi concorrenziali rimangono ancora da compiere ulteriori ricerche, per le quali si può usufruire della collaborazione a livello europeo. </p><p>- Per aumentare la domanda di prodotti alternativi è inoltre necessaria la sensibilizzazione continua di consumatori, commercianti e organizzazioni professionali. L'UFAM sostiene pertanto la diffusione di informazioni sui marchi (www.labelinfo.ch), che forniscono ai consumatori indicazioni attendibili sui marchi ecologici e sociali disponibili sul mercato svizzero. In quest'ambito, la Confederazione si limita unicamente a svolgere un compito sussidiario, sostenendo il riconoscimento e la promozione di marchi utilizzati come strumento volontario di marketing che aiuta i consumatori a prendere decisioni di acquisto consapevoli.</p><p>Le misure su base volontaria hanno permesso di ottenere notevoli successi negli ultimi anni. Il Consiglio federale è disposto a esaminare quali misure compatibili con gli impegni assunti dalla Svizzera a livello internazionale possono essere adottate per ridurre o persino vietare l'importazione e l'impiego di torba al fine di salvaguardare la salute dell'uomo, della flora e della fauna. Un simile esame implica anche la valutazione dell'eventualità di un aumento del fabbisogno di personale presso l'Amministrazione federale delle dogane.</p>  Risposta del Consiglio federale.