<h2>SubmittedText<h2><p>Tenuto conto del riscaldamento climatico e del conseguente riscaldamento dei corsi d'acqua, il Consiglio federale è incaricato di proporre una gestione dell'apporto di calore di origine antropica nell'ambito della legge sulla protezione delle acque e della relativa ordinanza. In linea di principio, con temperature superiori ai 25 gradi celsius, a tutela delle specie viventi tipiche del luogo non deve più essere consentito alcun apporto di calore di origine antropica. Deroghe sono ammesse esclusivamente a favore di imprese con gravi problemi di sicurezza. La nuova normativa deve evitare l'eventuale disparità di trattamento tra soggetti situati a monte del corso d'acqua (possono immettere calore) e soggetti situati a valle del corso d'acqua (non possono immettere calore).</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La temperatura dell'acqua è un parametro decisivo per lo sviluppo degli organismi (in particolare dei pesci) che vivono nelle acque superficiali. Per questo l'ordinanza sulla protezione delle acque (OPAc, RS 814.201) stabilisce tra l'altro l'esigenza che gli apporti e i prelievi di calore non devono pregiudicare le biocenosi specifiche (all. 2 n. 12 cpv. 3). Tutte le altre disposizioni (ad es. divieto di apporto di calore dove l'acqua ha una temperatura superiore a 25 gradi celsius) sottostanno a questa riserva.</p><p>Il riscaldamento delle acque nei mesi estivi interessa soprattutto i laghi, poiché qui il ricambio idrico è più lento. L'acqua calda, più leggera di quella fredda, defluisce poi nei corsi d'acqua a valle. Le singole utilizzazioni a scopo di raffreddamento, ad esempio degli edifici, hanno un impatto diretto piuttosto limitato su questi grandi corsi d'acqua. L'eccezione è costituita dalle centrali nucleari: il raffreddamento degli impianti di Mühleberg e Beznau contribuisce in maniera significativa al riscaldamento dell'Aare e, di conseguenza, del Reno (a valle del punto di confluenza). La centrale di Mühleberg cesserà la sua attività alla fine del 2019, mentre per Beznau l'Ufficio federale dell'energia (UFE) e l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) stanno valutando l'opportunità di una modifica dell'autorizzazione per l'immissione dell'acqua di raffreddamento rilasciata dal Consiglio federale in data 15 dicembre 1997. </p><p>Nel caso dei corsi d'acqua più piccoli, l'utilizzazione a scopo di raffreddamento da parte di singole industrie può avere localmente una certa importanza; non è comunque ammissibile l'applicazione della deroga prevista dall'OPAc qualora sia superato il limite dei 25 gradi celsius. Per queste utilizzazioni non occorre quindi alcun coordinamento ulteriore.</p><p>Il Consiglio federale ritiene sufficienti le attuali esigenze per le immissioni di calore. Per raggiungere in modo più efficiente l'obiettivo prefissato è indicato ripristinare rapidamente le condizioni prossime allo stato naturale che offrono agli organismi acquatici la migliore protezione contro ogni sfida, compresi i cambiamenti climatici. Pertanto, è particolarmente importante che il risanamento delle acque (disposizioni sui deflussi residuali, risanamento ecologico della forza idrica, rivitalizzazione e miglioramento della qualità chimica dell'acqua) sia attuato in modo rapido e completo e che le acque ancora prossime allo stato naturale siano il più possibile protette da effetti pregiudizievoli. Misure come l'interconnessione dei corsi d'acqua più grandi e dei loro affluenti o un maggiore ombreggiamento dei corsi d'acqua piccoli e medi sono fondamentali per la protezione delle specie criofile.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.