<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di intraprendere i passi per una disdetta della Convenzione di Berna e di implementare nella legge interna la definizione "protetta" del grande predatore e non più "rigorosamente protetta" come invece è oggi qualificato nell'ambito della Convenzione di Berna.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Convenzione di Berna mira a conservare la vita selvatica e i suoi biotopi. Si applica non soltanto al lupo ma anche alla maggior parte delle specie e degli habitat. Cinquanta Paesi e l'Unione europea sono membri della Convenzione. Si tratta dell'unico accordo che riguarda la conservazione della biodiversità a livello europeo. Considerata la perdita della biodiversità su scala globale, l'uscita dalla Convenzione rappresenterebbe un segnale negativo. La Svizzera non avrebbe più la possibilità di scambiarsi informazioni con gli altri Paesi, segnatamente con l'Unione europea, il Regno Unito e la Norvegia. Lo scambio attivo consente alla Svizzera di influire su determinati temi correlati alla biodiversità e di sfruttare meglio le sinergie.</p><p>La legislazione svizzera sulla caccia, in particolare le attuali modifiche del Parlamento e le relative ordinanze, sono compatibili con la Convenzione di Berna. Quest'ultima consente già oggi l'abbattimento di singoli esemplari che provocano danni o la regolazione preventiva di branchi di lupi. La distinzione tra "assolutamente protetto" e "protetto" non si applica nella legislazione svizzera e non è quindi rilevante per il nostro Paese. Per tale motivo, l'uscita dalla Convenzione di Berna ai fini della regolazione preventiva del lupo, come deciso dal Parlamento nella sessione invernale 2022, non è necessaria.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.