<h2>SubmittedText<h2><p>Considerando la trentina di progetti già avviati dalla DSC e la recente creazione di un comitato di donatori per rafforzare la promozione della formazione professionale all'estero, il Consiglio federale è invitato a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Qual è il giudizio del Consiglio federale sui risultati ottenuti dai progetti attualmente sostenuti o condotti dalla Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC)?</p><p>2. Oltre ai nuovi importi accordati fino al 2022, si prevede di ampliare il numero dei Paesi beneficiari e le possibilità di promozione?</p><p>3. Date le ripercussioni positive anche sulla nostra economia, la Segreteria di Stato dell'economia (SECO) è coinvolta nei progetti e prevede di mettere maggiormente in evidenza questo ambito della formazione?</p><p>4. Si prevedono campagne di sensibilizzazione e incentivi particolari per i Cantoni e le Città in quanto attori attivi nel campo della formazione professionale e della cooperazione internazionale?</p><p>5. In quale misura i partner sociali e gli attori economici sono o saranno associati alle misure di promozione della formazione professionale all'estero?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) vanta una lunga esperienza in materia di progetti di formazione professionale. Secondo l'ultima valutazione tematica esterna delle attività della DSC nell'ambito della formazione professionale, realizzata nel 2011, i risultati raggiunti sono positivi. Particolare credito è stato attribuito al notevole orientamento verso il mercato del lavoro e al coinvolgimento del settore privato. È stato considerato con occhio critico il fatto che non sempre questi interventi permettevano di raggiungere le persone vulnerabili. Infatti, quando il numero di posti di lavoro è insufficiente e il valore aggiunto è debole, la sola formazione professionale può contribuire solo in modo limitato alla riduzione della povertà e, se necessario, deve essere completata da misure di accompagnamento e da iniziative volte a promuovere le piccole imprese. Conformemente alle raccomandazioni della valutazione, negli ultimi anni la qualità dei progetti è stata ulteriormente migliorata, in particolare rafforzando l'integrazione degli interventi nei sistemi di formazione esistenti. E questo si riflette anche nella nuova strategia in materia d'istruzione di base e di formazione professionale che la DSC sta elaborando.</p><p>Sulla scorta di questi risultati positivi e del suo contributo allo sviluppo economico e sociale nei Paesi partner, l'azione della cooperazione svizzera allo sviluppo in questo ambito è stata amplificata. Il messaggio concernente la cooperazione internazionale 2017-2020 prevede un aumento del 50 per cento dell'impegno a favore dell'istruzione di base e della formazione professionale.</p><p>2. La DSC gestisce già una cinquantina di progetti di formazione professionale in oltre 25 Paesi. Queste attività possono essere estese ad altri Paesi o regioni prioritari della DSC, a condizione che il governo partner lo desideri. Preparativi sono attualmente in corso in vista di un impegno in Macedonia, in Ciad e a Cuba. Esiste inoltre la possibilità di incrementare i programmi messi in atto con Paesi partner o nell'ambito della cooperazione multilaterale. La Svizzera, ad esempio, è un partner di rilievo del Partenariato globale per l'educazione e insieme alla Germania, all'Austria e al Principato del Liechtenstein ha creato un comitato di donatori per la formazione professionale duale. Peraltro, il maggior impegno nell'ambito della cooperazione internazionale in materia di formazione professionale (CIFP) da parte della SEFRI, della SEM e della SECO permette anche ad altri Paesi di ricorrere a un sostegno svizzero.</p><p>3. Il messaggio concernente la cooperazione internazionale della Svizzera 2017-2020 comprende un obiettivo di efficacia relativo all'aumento del numero e della qualità degli impieghi la cui realizzazione deve in particolare essere assicurata dalla formazione professionale e dal rafforzamento delle competenze professionali. A tale proposito, attraverso una promozione mirata delle competenze professionali richieste sul mercato del lavoro, la SECO sostiene misure volte ad aumentare la competitività dei Paesi partner. Ciò favorisce una migliore integrazione nell'economia mondiale e, di conseguenza, contribuisce alla creazione di impieghi. La SECO, attraverso l'orientamento geografico e settoriale che ha scelto, interviene in modo complementare alla DSC e si concentra soprattutto sulla formazione professionale superiore, di base e continua.</p><p>4. I servizi federali che operano all'interno del CIFP intrattengono rapporti regolari con gli uffici cantonali della formazione professionale e le scuole professionali, in particolare in occasione degli incontri sulla CIFP che mirano a migliorare il coordinamento a livello nazionale. I Cantoni rivestono un ruolo importante nella CIFP, contribuendo ad esempio a ricevere delegazioni straniere. Ciò consente ai Cantoni di trasmettere le proprie competenze relative al sistema svizzero di formazione professionale alle delegazioni ospiti e di favorire nuovi partenariati con il sostegno dell'Istituto universitario federale per la formazione professionale, che per i Cantoni costituisce il punto di contatto principale in materia di CIFP. Infine, la Svizzera sostiene anche il Forum svizzero per la formazione professionale e la cooperazione internazionale (FoBBIZ). Quest'ultimo serve da piattaforma di scambio e di messa in rete agli attori svizzeri attivi in questo ambito, tra i quali figurano anche autorità cantonali e comunali incaricate della formazione professionale.</p><p>5. Le attività di promozione svolte all'estero mirano ad associare alla cooperazione internazionale in materia di formazione professionale gli attori economici e i partner sociali locali, svizzeri e stranieri. In numerosi Paesi partner è anzitutto necessario rafforzare le strutture del settore privato. A tale scopo, la Confederazione interpella anche associazioni professionali svizzere direttamente interessate. La Svizzera desidererebbe infine instaurare maggiori partenariati pubblico-privati di sviluppo. Le collaborazioni di questo tipo racchiudono infatti anche un potenziale in termini di CIFP.</p>  Risposta del Consiglio federale.