B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i ch t T ri b u n a l ad m i n i s t r a t i f f éd é r a l T ri b u n a l e am m i n i s t r a t i vo f e d e r a l e T ri b u n a l ad m i n i s t r a t i v fe d e r a l Corte VI F-7162/2024 S e n t e n z a d e l 2 5 n o v e m b r e 2 0 2 4 Composizione Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio), Aileen Truttmann, Yannick Antoniazza-Hafner, cancelliera Caroline Rausch. Parti A._______, nato il 1° gennaio 2006, Afghanistan, patrocinato da SOS Ticino Protezione giuridica della Re- gione Ticino e Svizzera centrale - Caritas Svizzera, ricorrente, contro Segreteria di Stato della migrazione SEM, autorità inferiore. Oggetto Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (procedura Dublino - art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi); decisione della SEM del 4 novembre 2024. F-7162/2024 Pagina 2 Fatti: A. L’interessato, ha presentato una domanda d’asilo in Svizzera il 30 settem- bre 2024, asserendo di essere nato il 3 maggio 2006. Dai riscontri dattilo- scopici dell’unità centrale del sistema europeo “Eurodac”, del 2 otto- bre 2024, è risultato che il richiedente ha inoltrato una domanda d’asilo in Bulgaria, il 10 settembre 2024. B. L’8 ottobre 2024, l’interessato ha indicato per iscritto di aver compilato in modo sbagliato il foglio dei dati personali, di avere attualmente 17 anni e di essere dunque un minorenne non accompagnato. In tale occasione ha for- nito una copia della sua ta skara dalla quale risulta di aver avuto 13 anni nell’anno 1339 (anno 2020-2021 secondo il calendario gregoriano). C. Il 18 ottobre 2024, il ricorrente ha trasmesso in copia la sua scheda vacci- nale dalla quale si evince la data di nascita del 1° agosto 2007. D. In data 23 ottobre 2024, con l’interessato si è tenuta la prima audizione per richiedenti minorenni non accompagnati in presenza della sua rappresen- tante legale. In tale contesto, egli ha fatto valere di essere nato il 10 maggio 1386, che corrisponde al 1° agosto 2007. E. Il medesimo giorno dell’audizione, la SEM ha registrato la data di nascita del 1° gennaio 2006 nel Sistema d’informazione centrale sulla migrazione (SIMIC). F. Il 25 ottobre 2024, la SEM ha presentato all’autorità bulgara preposta, una domanda di ripresa in carico del richiedente, sulla base dell’art. 18 par. 1 lett. b del regolamento (UE) n. 604/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 201 3 che stabilisce i criteri e i meccanismi di de- terminazione dello Stato membro competente per l’esame di una domanda di protezione internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cit- tadino di un paese terzo o da un apolide (rifusione; Gazzetta uf ficiale dell’Unione europea [GU] L 180/31 del 29.06.2013; di seguito: RD III) (cfr. atto della SEM n. 19/5). F-7162/2024 Pagina 3 G. Il 1° novembre 2024, le autorità bulgare preposte, hanno accettato la ri- presa in carico dell’interessato, fondandosi sull’art. 18 par. 1 lett. b RD III. Hanno inoltre indicato che il richiedente è stato re gistrato con la data di nascita del 22 gennaio 2002. H. Con decisione del 4 novembre 2024, notificata il 7 novembre 2024, la SEM non è entrata nel merito della domanda d’asilo dell’interessato giusta l’art. 31a cpv. 1 lett. b della legge sull’asilo (LAsi, RS 142.31), con conse- guente pronuncia del trasferimento del medesimo verso la Bulgaria ed ese- cuzione della predetta misura, nonché osservando che un eventuale ri- corso contro la decisione non ha effetto sospensivo. I. Il 14 novembre 2024, l’interessato, per il tramite della sua rappresentante legale, è insorto contro la decisione dell’autorità inferiore dinanzi al Tribu- nale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) postulando, in limine, la sospensione in via supercautelare dell’esecuzione della decisione e la concessione dell’effetto sospensivo al ricorso; nel merito l’annullamento della decisione impugnata e l’accoglimento del presento ricorso e trasmis- sione degli atti alla SEM per l’esame nazionale della domanda d’asilo ; in subordine la restituzione degli atti alla SEM per un nuovo esame delle al- legazioni e per il completamento dell’istruzione. Contestualmente, egli ha proposto istanza di concessione dell’assistenza giu diziaria, nel senso dell’esenzione dal versamento del relativo anticipo. J. In data 15 novembre 2024 il Tribunale ha ordinato, a titolo supercautelare, la sospensione provvisoria dell’esecuzione dell’allontanamento dell’inte- ressato. Diritto: 1. 1.1. Le decisioni prese dalla SEM in materia d’asilo possono essere impu- gnate davanti al Tribunale, che decide in via definitiva, a meno che non si tratti di un’eccezione, non applicabile nel presente caso (art. 1 cpv. 2 ed art. 33 lett. d LTAF [RS 173.32], applicabili con riferimento all'art. 105 LAsi, in combinato disposto con l'art. 83 lett. d cifra 1 LTF [RS 173.110]). F-7162/2024 Pagina 4 1.2. Il ricorso, presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 3 LAsi) è di prin- cipio ammissibile sotto il profilo degli art. 48 cpv. 1 e art. 52 cpv. 1 PA (RS 172. 021), applicabili in riferimento all'art. 37 LTAF e all'art. 108 cpv. 3 LAsi. 2. Di regola, il Tribunale giudica nella composizione di tre giudici (art. 21 cpv. 1 LTAF). Giusta l’art. 111a cpv. 1 LAsi, il Tribunale rinuncia allo scam- bio di scritti. 3. Inoltre si osserva come il Tribunale, adito con un ricorso contro una deci- sione di non entrata nel merito di una domanda d’asilo, si limita ad esami- nare la fondatezza di una tale decisione (cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 3.1). 4. 4.1. Giusta l’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi, di norma non si entra nel merito di una domanda di asilo se il richiedente può partire alla volta di uno Stato terzo cui compete, in virtù di un trattato internazionale, l’esecuzione della procedura di asilo e allontanamento. 4.2. In tale contesto, qualora la questione della minore età dell’interessato sia oggetto di disputa, si necessita di dirimere preliminarmente tale aspetto, essendo il medesimo determinante sia a livello procedurale (art. 17 cpv. 3 LAsi) sia nell’ambito della d eterminazione dello Stato responsabile per l’esame della domanda di asilo (cfr. art. 8 RD III; DTAF 2019 I/6 consid. 3.3 con riferimenti citati). Appare d’uopo rammentare all’insorgente che, per quanto concerne la minore età, è al richiedente l’asilo che incombe l’onere della prova al riguardo. In presenza di un accertamento dei fatti esaustivo e corretto, se la valutazione globale degli atti di causa non permette di rite- nere che l’interessato la abbia resa verosimile, questi sarà tenuto ad assu- mersene le c onseguenze, venendo pertanto considerato maggiorenne (cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 5.4 e rif. ivi citati). 5. 5.1. Venendo alla presente disamina, dapprima si osserva che in Bulgaria il ricorrente è stato registrato con la data di nascita del 22 gennaio 2002 e che, all’entrata in Svizzera, ha invece indicato la data di nascita del 3 mag- gio 2006 sul foglio dei dati personali. L’8 ottobre 2024, l’interessato ha in- dicato per iscritto di aver compilato in modo errato il foglio dei dati perso- nali, di avere attualmente 17 anni e quindi di essere un minore nne non accompagnato. In questa occasione, ha presentato una copia della sua taskara, da lla quale risulta che avrebbe avuto 13 anni nell’anno 1339 F-7162/2024 Pagina 5 (equivalente all’anno 2020-2021 secondo il calendario gregoriano). Il 18 ot- tobre 2024, il ricorrente ha presentato una copia della sua scheda vacci- nale, dalla quale si evince la data di nascita del 1° agosto 2007. 5.2. Quanto alla taskara e al certificato vaccinale , prodotti dall’insorgente soltanto in copia, il loro valore probatorio è ridotto, in quanto non è possibile verificarne l’autenticità e non si può escludere una loro manipolazione o falsificazione (cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 6.2 e i riferimenti citati). 5.3. Durante l’audizione RMNA, il ricorrente ha asserito di essere nato il 10 maggio 1386 (secondo il calendario solare, equivalente al 1° agosto 2007) e di avere 17 anni 2 mesi e 23 giorni. 5.3.1. Interrogato in merito alla compilazione del foglio sui dati personali al suo arrivo al CFA, dove è menzionato che la sua data di nascita sarebbe il 3 maggio 2006, dunque maggiorenne, il ricorrente ha dichiarato di aver chiesto aiuto a un altro ragazzo per evitare errori. Avrebbe detto al ragazzo di avere 17 anni e quest’ultimo avrebbe poi annotato la data del 3 maggio 2006. Quando è stato interrogato sulla ragione per cui non avesse menzio- nato al ragazzo la sua data di nascita precisa, ha risposto di essere stato stanco, appena arrivato da un viaggio difficile, senza la sua taskara , e di aver dimenticato la sua data di nascita in quel momento. Alla domanda relativa alle ragioni per cui l’8 ottobre 2024 ave va indicato alla sua rappresentante l’età generica di 17 anni e non una data esatta, il ricorrente ha risposto che in quel momento av rebbe avuto con sé la sua taskara e che, secondo quel documento, aveva 17 anni e due mesi. Tutta- via, sulla base di tale documento, non è possibile determinare l’età in mesi, ma solo in anni. Interrogato al riguardo, il ricorrente ha dichiarato di essersi fatto aiutare da un amico che gli av rebbe detto che, secondo la taskara, aveva 17 anni e due mesi e di non essere bravo in matematica. Per quanto riguarda la data di nascita r egistrata in Bulgaria, ovvero il 22 gennaio 2022, il ricorrente dichiara che le autorità bulgare non gli avreb- bero chiesto la data di nascita, ma solo l'età e che a vrebbe dichiarato di avere circa 17 anni. 5.3.2. Nel complesso, le informazioni vaghe e inverosimili fornite dal ricor- rente non possono essere utilizzate come element i atti a rendere verosi- mile la sua minore età. L'affermazione, non comprovata e non circostan- ziata, secondo cui le autorità bulgare a bbiano inserito una data arbitraria come data di nascita del richiedente non è credibile. Lo stesso vale per F-7162/2024 Pagina 6 l’affermazione secondo cui, al momento dell’entrata in Svizzera , abbia chiesto a un ragazzo di inserire i suoi dati e che il ragazzo abbia inventato una data di nasc ita. Non appare credibile che il ricorrente afferm i di non aver voluto commettere errori e di aver chiesto a un altro ragazzo di com- pilare il suo modulo e che quest'ultimo avrebbe scritto una data di nascita esatta in modo causale, sebbene il ricorrente a vesse indicato solo la sua età attuale. L’affermazione secondo la quale sapeva dalla sua taskara di avere 17 anni e due mesi è falsa e rafforza ulteriormente l’ implausibilità delle sue dichiarazioni. 5.3.3. Le evidenti incoerenze e vaghezze negli asserti dell’insorgente, so- pra considerate, non possono trovare spiegazione nel livello di alfabetizza- zione e le condizioni socioculturali di provenienza, che secondo il ricorrente sarebbero atte a giustificare eventuali imprecisioni delle dichiarazioni rese dall’interessato in ordine a tempie ed eventi del proprio vissuto, come pro- posto nel ricorso. Difatti tali suoi asserti si scontrano con altre sue afferma- zioni che sono risultate piuttosto precise e chiare rispetto ad elementi della sua biografia. Ciò che non può invece essere detto per le dichiarazioni ine- renti alla propria età. 5.4. In conclusione, anche il Tribunale, in un’attenta valutazione globale di tutti gli elementi presenti all’incarto, ritiene dunque fondata la valutazione di cui all’avversata decisione, e consid era che non vi fosse in particolare alcuna necessità di ordinare una perizia medico-legale al fine di accertare la sua età anagrafica – peraltro anche secondo i suoi asserti molto vicina alla maggiore età – così come invece chiesto dalla sua rappresentante le- gale nel gravame. Il Tribunale non può quindi che sottoscrivere la conclu- sione alla quale è giunta l’autorità di prime cure, nel senso che il ricorrente non ha reso credibile di essere minorenne al momento del suo arrivo in Svizzera, ciò che comporta che egli venga ritenuto maggiorenne in confor- mità con la giurisprudenza succitata, per il che le disposizioni normative inerenti ai minorenni non gli erano applicabili ed egli non se ne può a ra- gione avvalere. Inoltre, il Tribunale giunge al convincimento per una vero- simiglianza preponderante di maggiore età del ricorrente, senza ulteriori dubbi fondati che ne incrinino la prima, o che si debba ricorrere ad ulteriori atti istruttori per fugare i secondi. In tal senso, questa valutazione si disco- sta dalle fattispecie presenti nelle sentenze del Tribunale citate nel ricorso dall’insorgente, ed egli non può quindi prevalersi delle stesse a ragione. 6. 6.1. Proseguendo nell’analisi, la SEM, nel contesto della procedura Du- blino e nel caso di una procedura di ripresa in carico (ingle se: take back), F-7162/2024 Pagina 7 come è il caso di specie, non entra nel merito di una domanda d’asilo ai sensi dell’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi quando, senza aver effettuato un nuovo esame di determinazione dello Stato membro competente secondo il capo III (cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 6.2 e 8.2.1), e previa accettazione espressa o tacita di ripresa in carico del richiedente l’asilo da parte dello Stato in questione (cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 6.2), conclude che un altro Stato è competente per l’esecuzione della procedura e allontanamento. 6.2. Nel caso in parola, le investigazioni effettuate dalla SEM hanno rive- lato, dopo consultazione dell’unità centrale del sistema europeo “Eurodac”, che il richiedente ha inoltrato una domanda d’asilo in Bulgaria, il 10 settem- bre 2024. Dopo aver effettuato l’audizione RMNA, ritenendo inverosimile la minore età da lui allegata, l’autorità svizzera preposta ha formulato una domanda di ripresa in carico all’omologa bulgara, ai sensi dell’art. 18 par. 1 lett. b RD III, in data 25 ottobre 2024. La Bulgaria ha risposta affermativa- mente entro il termine di cui all’art. 25 par. 1 RD III, il 1° novembre 2024, fondandosi sull’art. 18 par. 1 lett. b RD III. Pertanto, la competenza della Bulgaria è di principio data. 7. 7.1. Occorre così appurare, qui appresso, se possono esserci fondati mo- tivi di credere che esistano, in Bulgaria, carenze sistemiche nella procedura d'asilo e nelle condizioni di accoglienza dei richiedenti, implicanti il rischio di un trattamento inumano o degradante ai sensi dell'art. 4 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea (GU C 364/1 del 18.12.2000; di se- guito CartaUE), le quali renderebbero impossibile il trasferimento (art. 3 par. 2 cpv. 2 RD III). 7.2. A questo proposito va ricordato che la Bulgaria è vincolata innanzitutto dalla CartaUE, ma anche dalla Convenzione sullo statuto dei rifugiati (Conv. rifugiati, RS 0.142.30) con il relativo Protocollo aggiuntivo (RS 0.142.301), come pure dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo (CEDU, RS 0.101) e dalla Convenzione contro l a tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti (Conv. tortura, RS 0.105). Per- tanto, vale la presunzione che questo Stato garantisce la tutela dei diritti dei richiedenti asilo, in particolare quello di trattare le loro domande se- condo una procedura giusta ed equa, nonché una protezione conforme al diritto internazionale ed europeo (cfr. le direttive 2013/32/UE [direttiva pro- cedura]; 2013/33/UE [direttiva accoglienza] e la sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea (CGUE) C -228/21 del 30 novembre 2023 cifr. 129, 138s., 141, pt. 2). F-7162/2024 Pagina 8 7.3. Tuttavia, questa presunzione può essere confutata in presenza di in- dizi seri ed avverati che, nel caso concreto, le autorità dello Stato membro ritenuto come quello responsabile non rispetterebbero il diritto internazio- nale (cfr. DTAF 2010/45 consid. 7.4 e 7.5). 7.4. Il Tribunale ha già statuito che le carenze riscontrate nel sistema d'a- silo bulgaro, benché preoccupanti, non costituiscono delle carenze siste- miche ai sensi dell'art. 3 par. 2 RD III (cfr. sentenza di riferimento del Tribu- nale F -7195/2018 dell'11 febbraio 2020 consid. 6, in particolare consid. 6.6.7). Da allora, tale giurisprudenza è stata confermata a più riprese, an- che tenendo conto della situazione di pressione continua sul sistema d'a- silo bulgaro dovuta all'entrata di richiedenti l'asilo ucraini in seguito al con- flitto nel loro paese (cfr. tra le altre sentenze F-5573/2024 del 19 settembre 2024 consid. 4; D -3757/2024 del 17 giugno 2024 p. 7; D -424/2024 del 6 febbraio 2024 consid. 7. 3). Le constatazioni generali ed astratte formu- late nel ricorso, con riferimento a dei rapporti redatti da organismi interna- zionali non sono in grado, di per sé sole, di far giungere il Tribunale ad altra conclusione 7.5. Di conseguenza, in assenza di una comprovata violazione sistematica delle norme comunitarie e convenzionali in materia di asilo in Bulgaria, la presunzione di conformità di questo Stato agli obblighi internazionali nei confronti dei richiedenti asilo non è confutata. Su tali presupposti, l’appl i- cazione dell’art. 3 par. 2 cpv. 2 RD III non si giustifica nel caso di specie. 8. 8.1. Occorre ancora esaminare se nella fattispecie risulta applicabile la clausola discrezionale prevista all’art. 17 par. 1 RD III (“clausola di sovra- nità”), disposizione concret izzata in diritto interno svizzero dall’art. 29a cpv. 3 dell’ordinanza 1 sull’asilo relativa a questioni procedurali dell’11 ago- sto 1999 (OAsi 1, RS 142.311), che prevede che se “motivi umanitari” lo giustificano la SEM può entrare nel merito della domanda anche qualora giusta il RD III un altro Stato sarebbe competente per il trattamento della domanda. 8.2. Per opporsi al suo trasferimento, l’interessato ha rilevato, in sostanza, che nel caso di un suo rinvio verso la Bulgaria, egli sarebbe esposto a delle condizioni d’accoglienza e di trattamento della sua domanda d’asilo lacu- nose e carenti. Egli temerebbe quindi, anche poiché avrebbe sperimentato direttamente le condizioni di violenza da parte degli agenti bulgari, di es- sere respinto senza che la sua domanda d’asilo venga esaminata corret- tamente in tale Stato, in assenza di garanzie procedurali. Vi sarebbe quindi F-7162/2024 Pagina 9 il rischio per l’insorgente, di subire delle misure che violino l’art. 3 CEDU e l’art. 4 CartaUE. In tale contesto, egli si è prevalso – implicitamente – dell’applicazione delle clausole discrezionali previste all’art. 17 RD III e all’art. 29a cpv. 3 Oasi. 8.3. Per quanto riguarda le condizioni d'accoglie nza in Bulgaria, sebbene siano in parte da ritenere come difficili – visto le fotografie presentate –, e siano nettamente inferiori a quelle che prevalgono in Svizzera, le critiche mosse al riguardo non raggiungono un grado di gravità e di disagio da es- sere costitutive di un trattamento contrario agli artt. 3 CEDU o 3 Conv. tortura. Nel caso di necessità, egli potrà inoltre rivolgersi alle auto- rità preposte presenti in loco e richiedere il rispetto dei su oi diritti d'acco- glienza anche adendo le vie legali (cfr. art. 26 direttiva accoglienza; cfr. la sentenza precitata del TAF D -424/2024 consid. 8.3.2.2 e la sentenza F - 3725/2023 dell'8 gennaio 2024 consid. 6.2.4). 8.4. Infine, le allegazioni circa i maltrattamen ti ch’egli avrebbe subito da parte della polizia bulgara non sono decisive dal profilo del suo trasferi- mento, in quanto nel caso concreto non esiste alcuna ragione seria e con- creta di ritenere che il trasferimento in Bulgaria (cfr. l’accettazione delle au- torità bulgare) rischierebbe di esporre il ricorrente ad una situazione simile a quella nella quale si sarebbe trovata nei confronti della polizia in quanto persona straniera entrata clandestinamente su suolo bulgaro. 8.5. In merito al suo stato di salute, durante l’audizione RMNA il ricorrente ha dichiarato di soffrire di un problema al naso che gli provoca dolore alla testa e difficoltà a respirare. Va evidenziato al proposito, che i l ricorrente non ha contattato Medic-Help durante il suo soggiorno al CFA. Le suespo- ste problematiche mediche non sono di un’importanza tale da lasciar pre- supporre, nel caso di un trasferimento in Bulgaria del ricorrente, un rischio concreto di essere esposto ad un peggioramento grave, rapido e irreversi- bile del suo stato di salute, comportando un’intensa sofferenza o una signi- ficativa riduzione della sua aspettativa di vita (cfr. le sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo [CorteEDU] Paposhvili contro Belgio del 13 di- cembre 2016, Grande Camera, n. 41738/10, par. 180 a 193 e Savran con- tro Danimarca del 7 dicembre 2021, Grande Camera, n° 57467/15, par. 122 a 139). Per le stesse ragioni, non si può considerare che l'interes- sato sia particolarmente vulnerabile, il che richiederebbe, in conformità con la giurisprudenza del Tribunale, l'ottenimento di garanzie da parte delle au- torità bulgare prima di eseguire tale misura (cfr. sentenza di riferimento del TAF precitata F -7195/2018 consid. 7.4.1 s.). D’altronde , la Bulgaria di- spone notoriamente di infrastrutture mediche sufficienti e, in quanto Stato F-7162/2024 Pagina 10 firmatario della direttiva accoglienza, deve provvedere affinché i richiedenti ricevano la necessaria assistenza sanitaria (cfr. la precitata sentenza del TAF F -64/2024 consid. 4.4). In ogni caso, le vulnerabilità menzionate dall'interessato nel suo ricorso possono essere affrontate in Bulgaria. 8.6. Visto quanto sopra, la SEM non ha quindi violato gli obblighi interna- zionali della Svizzera, pronunciando il trasferimento dell’interessato verso la Bulgaria. Non vi è pertanto motivo di applicare la clausola discrezionale di cui all’art. 17 par. 1 RD III. Infine, alla luce di quanto sopra, non tra- spaiono neppure elementi che permettano di ritenere che la SEM abbia esercitato in maniera arbitraria il potere di apprezzamento di cui dispone in rapporto all’art. 29a cpv. 3 OAsi 1 (cfr. DTAF 2015/9 consid. 7 seg.). 9. Ne discende che a giusto titolo la SEM non è entrata nel merito della do- manda d’asilo del ricorrente, in applicazione dell’art. 31 a cpv. 1 lett. b LAsi ed ha pronunciato il suo trasferimento verso la Bulgaria confor- memente all’art. 44 LAsi, poiché non esistono eccezioni alla regola gene- rale del rinvio (art. 32 OAsi 1). Il ricorso deve quindi essere respinto. 10. Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la richiesta tendente all’esenzione dal versamento di un anticipo sulle spese processuali e di concessione dell’effetto sospensivo risulta divenuta senza oggetto. 11. Inoltre, ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito fa- vorevole, la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versamento delle spese processuali, è respinta. 12. Visto l’esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.–, che se- guono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA; nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 feb- braio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). (dispositivo alla pagina seguente) F-7162/2024 Pagina 11 il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 1. Il ricorso è respinto. 2. La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal versa- mento delle spese processuali, è respinta. 3. Le spese processuali di CHF 750.– sono poste a carico del ricorrente. Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo federale entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sen- tenza. 4. Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto- nale competente. Il presidente del collegio: La cancelliera: Daniele Cattaneo Caroline Rausch