<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di creare la base legale per poter sanzionare adeguatamente le violazioni dei contratti normali di lavoro emessi dai cantoni quale misura di accompagnamento a favore di una corretta applicazione della libera circolazione delle persone. Parimenti deve essere creata la base legale per permettere il deposito di cauzioni da imporre alle ditte estere per garantire l'incasso di eventuali multe emesse a seguito di violazioni degli obblighi derivanti dai contratti normali di lavoro.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale ritiene che debba essere effettivamente creata una base legale che permetta di sanzionare le imprese svizzere che non rispettano i salari minimi obbligatori previsti nei contratti normali di lavoro (CNL) ai sensi dell'articolo 360a CO, al fine di garantire l'efficacia di tale misura. In certi settori in cui sono stati emanati tali CNL è stato riscontrato un numero talvolta molto elevato di infrazioni. Per questa ragione il 6 luglio 2011 il Consiglio federale ha incaricato il Dipartimento federale dell'economia di presentare entro l'autunno 2011 un progetto di modifica legislativa.</p><p>Il Consiglio federale desidera cogliere l'occasione per ricordare che questa misura si rivolge ai datori di lavoro svizzeri e non alle imprese estere che distaccano lavoratori in Svizzera; queste ultime infatti possono già essere sanzionate in base alla legge sui lavoratori distaccati (LDist; RS 823.20) qualora non rispettino i salari minimi obbligatori previsti nei CNL.</p><p>Per quanto riguarda la richiesta di creare una base legale per imporre alle imprese estere il deposito di una cauzione come garanzia di pagamento di eventuali multe per infrazione ai CNL, è bene ricordare che nel sistema attuale le cauzioni sono disciplinate dal diritto privato, cioè possono essere inserite nei CNL e dichiarate di obbligatorietà generale al fine di garantire alle commissioni paritetiche il pagamento di quanto dovuto. Il Consiglio federale ritiene pertanto che il versamento di cauzioni per garantire la copertura di eventuali sanzioni da parte delle autorità cantonali è in contrasto con il sistema attuale e non è conciliabile con l'obiettivo prefisso. Nel caso in cui le multe non vengano pagate lo strumento più efficace resta il divieto al datore di lavoro interessato di offrire i suoi servizi in Svizzera, conformemente all'articolo 9 capoverso 2 lettera b LDist.</p><p>Inoltre, il Consiglio federale desidera sottolineare che, sulla base del rapporto della SECO del 3 maggio 2011 sull'attuazione delle misure di accompagnamento alla libera circolazione delle persone, stando alle stime dei cantoni, le multe inflitte alle imprese estere che distaccano lavoratori vengono generalmente pagate. Numerosi cantoni indicano che almeno il 90 per cento delle multe risultano effettivamente pagate, anche se nel canton Ticino questo tasso è più basso e raggiunge solo il 65 per cento.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.