<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il 19 dicembre 2001 il Consiglio federale ha adottato il messaggio concernente la ratifica dei protocolli relativi alla Convenzione per la protezione delle Alpi all'attenzione del Parlamento. Nel frattempo, i Governi degli altri quattro Paesi alpini (Germania, Italia, Liechtenstein e Austria) hanno raccomandato ai loro Parlamenti di procedere alla ratifica. I singoli Parlamenti decideranno in merito entro la fine di quest'anno.</p><p>Visto che la Convenzione delle Alpi e i relativi protocolli non richiedono una modifica della legislazione svizzera, l'attuazione avverrà nel quadro del vigente ordinamento giuridico dei diversi settori interessati e non comporterà ulteriori spese per la Confederazione. </p><p>In occasione della VI Conferenza delle Alpi, svoltasi il 30/31 ottobre 2000 a Lucerna, è stato deciso di istituire la Segreteria della Convenzione delle Alpi. I relativi costi saranno sostenuti in uguale misura dalle nove parti contraenti. Nel messaggio in questione la quota svizzera è stata limitata ad un massimo di 250'000 franchi. L'intero ammontare è a carico del preventivo dell'ATEC. </p><p>L'origine della Convenzione delle Alpi risale ad un'iniziativa della Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi (CIPRA). La CIPRA, attiva in tutti i Paesi interessati dalla Convenzione delle Alpi, è un'organizzazione mantello che raggruppa oltre cento organizzazioni private impegnate sul fronte della protezione dell'ambiente e della salvaguardia del patrimonio nazionale. Vi sono rappresentate persino le organizzazioni degli alpinisti. La CIPRA, essendo un'organizzazione non governativa, gode dello statuto di osservatrice negli organi della Convenzione delle Alpi, esattamente come altre 11 organizzazioni. </p><p>Nel 1989 i Paesi alpini e l'Ue hanno ripreso l'idea alla base dell'attuale Convenzione delle Alpi. La CIPRA non è assolutamente addetta al coordinamento delle attività della Convenzione delle Alpi. Questo compito spetta al Paese di turno alla Presidenza, attualmente all'Italia. Inoltre, alla CIPRA non è stato affidato alcun mandato per l'elaborazione di un nuovo protocollo. Tale mansione compete infatti alle parti contraenti della Convenzione. In Svizzera diversi Uffici federali collaborano nell'ambito della Convenzione. Si tratta dell'Ufficio federale dello sviluppo territoriale (ARE), che patrocina i lavori, dell'Ufficio federale dei trasporti (UFT), dell'Ufficio federale dell'energia (UFE), dell'Ufficio federale dell'agricoltura (UFAG), dell'Ufficio federale dell'ambiente, delle foreste e del paesaggio (UFAFP), dell'Ufficio federale delle acque e della geologia (UFAEG), della Direzione del diritto internazionale pubblico (DFAE) e del Segretariato di Stato all'economia (seco). A partire dall'inizio degli anni Novanta anche i Cantoni hanno contribuito all'elaborazione dei protocolli (i Cantoni Grigioni, Vallese e Ticino hanno per esempio partecipato all'elaborazione del protocollo "Agricoltura di montagna"), schierandosi a favore del messaggio concernente la ratifica della convenzione quadro, in particolare a seguito della conferenza svoltasi ad Arosa nel 1996. </p><p>Durante la VI Conferenza delle Alpi, tenutasi a Lucerna il 30/31 ottobre 2000, le parti contraenti della Convenzione delle Alpi hanno deciso di avviare i lavori preliminari per un eventuale protocollo "Popolazione e cultura". Si tratta di un dossier affidato all'Italia, di turno alla Presidenza. Durante la VII Conferenza delle Alpi, prevista nel novembre 2002, i ministri competenti delle parti contraenti prenderanno una decisone definitiva in merito all'elaborazione. Attualmente è perciò difficile esprimersi sul contenuto di questo eventuale protocollo. Secondo la posizione ufficiale della Svizzera, la priorità è accordata all'attuazione dei protocolli già conclusi. </p><p>Il Consiglio federale si esprime come segue in merito alle singole domande:</p><p>1. Il Consiglio federale ribadisce ancora una volta che </p><p>l'attuazione della Convenzione delle Alpi e dei relativi protocolli non comporta oneri finanziari supplementari e non richiede ulteriore personale. Il budget annuo destinato alla Convenzione delle Alpi ammonta a 250'000 franchi e non si prevede di aumentarlo. Inoltre, a partire dal 2003 il contributo annuo della Svizzera alla Segreteria permanente della Convenzione delle Alpi sarà pari a 250'000 franchi. Tale somma è interamente a carico del preventivo del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (ATEC). </p><p>2. Negli organi della Convenzione delle Alpi la CIPRA gode dello statuto di osservatrice (Conferenza delle Alpi, Commissione permanente e gruppi di lavoro). Essa svolge un'attività di coordinamento soltanto a livello di organizzazione mantello che raggruppa numerose organizzazioni private. In qualità di organizzazione privata essa è però libera di formulare pubblicamente critiche sui tempi di attuazione o di avanzare richieste nei confronti delle parti contraenti. Va tuttavia precisato che il Consiglio federale non condivide la posizione della CIPRA. </p><p>3. Il direttore dell'Ufficio federale dello sviluppo territoriale (ARE) non ha rilasciato alcuna dichiarazione ufficiale secondo cui un determinato protocollo, in questo caso specifico il protocollo "Pianificazione del territorio e sviluppo sostenibile", costituisca la base per l'istituzione di un fondo. </p><p>La possibilità di creare un fondo di coesione è stata infatti discussa più volte negli ultimi tempi. Nell'ambito delle deliberazioni sull'iniziativa 99.0449 n "Utili della Posta, delle FFS e di Swisscom, istituzione di fondo di coesione nazionale" e sulle iniziative dei Cantoni Grigioni, Vallese, Ticino e Sciaffusa (99.309s, 00.305 s, 00316 s, 00.313 s) è stata tuttavia respinta la proposta di istituire un fondo di questo tipo. Il 5 ottobre 2000 il Consiglio degli Stati ha respinto all'unanimità le iniziative cantonali summenzionate. Esso ha sì riconosciuto la necessità di intervenire, ma hanno prevalso gli argomenti contro una destinazione vincolata del fondo. Il Consiglio federale è stato invece sollecitato ad adottare misure per garantire un approvvigionamento della popolazione e dell'economia su tutto il territorio nazionale. Attualmente, un gruppo di esperti diretto dal Segretariato di Stato all'economia (seco) esamina la politica regionale. Non è dunque possibile esprimersi sui relativi risultati o sull'orientamento della nuova politica regionale, anche perché sono ancora pendenti diversi interventi parlamentari incentrati sull'approvvigionamento e sul relativo finanziamento. </p><p>4. Il 6 giugno 2001, prima della decisione definitiva, il Consiglio federale ha discusso con i Cantoni alpini il messaggio concernente la ratifica dei protocolli. In questa occasione, i Cantoni hanno dichiarato di sostenere appieno la ratifica. All'elaborazione del messaggio hanno inoltre collaborato gli Uffici federali summenzionati. Nell'ottobre 2001, su espressa richiesta, sono state consultate una seconda volta le associazioni economiche. Per garantire un certo equilibrio politico, è stata invitata ad esprimersi anche la CIPRA Svizzera (organizzazione mantello che raggruppa 12 organizzazioni svizzere attive nell'ambito della protezione dell'ambiente e della salvaguardia del patrimonio nazionale).</p>  Risposta del Consiglio federale.