<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>A più riprese il Consiglio federale ha avuto l'opportunità di prendere posizione in merito alla pre-scrizione di Ritalin a bambini e giovani. Si rinvia in particolare alle risposte all'interrogazione ordinaria Guisan (02.1079 Prescrizione di Ritalin), all'interpellanza Brunner Christiane (02.3243 Prescrizione di Ritalin) e all'interpellanza Bortoluzzi (02.3775 Tutela della salute di bambini e giovani).</p><p>Le autorità competenti, quali l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), l'Istituto svizzero per gli agenti terapeutici (Swissmedic), le autorità sanitarie cantonali e il corpo medico seguono attentamente gli articoli delle riviste mediche specializzate pubblicate a livello internazionale sul tema del trattamento di bambini che soffrono d'iperattività con il Ritalin. Su questo tema vi è pure uno scambio di informazioni con le competenti autorità internazionali.</p><p>1. Il Ritalin è un medicamento omologato dal 1954 dalle competenti autorità. È impiegato nel trattamento della narcolessia e somministrato ai bambini sofferenti di disturbi comportamentali ipercinetici. Per l'omologazione di tutti i farmaci, e quindi anche del Ritalin, si tiene conto solo delle indicazioni per le quali, nell'esame dell'efficacia e della sicurezza, il rapporto rischi-benefici risulta favorevole. Prima di ogni prescrizione, soprattutto ai bambini, il medico deve tener conto dell'esito di tale rapporto. Per questo si avvale delle regole riconosciute nel campo delle scienze mediche.</p><p>2. Per quanto attiene all'aumento delle prescrizioni di Ritalin si rinvia all'articolo apparso sul Bollettino dell'Ufficio federale della sanità pubblica (n. 15, 284-289) dell'8 aprile 2002, dal titolo "Entwicklung der Anzahl Verschreibungen für Ritalin (Methylphenidat) im Kanton Neuenburg zwischen 1996 und 2000". Tra il 2000 e il 2003, a livello svizzero, il numero delle prescrizioni è di nuovo aumentato del 50 per cento. Quasi tutte le prescrizioni sono in relazione a trattamenti su giovani.</p><p>3. Swissmedic è incaricato di raccogliere informazioni relative agli effetti collaterali dei medicamenti. Per quanto concerne il metilfenidato, dal 1989 sono state registrate solo poche segnalazioni rispetto al numero delle applicazioni. Inoltre, dalla ricerca e dall'esperienza clinica non emergono elementi che possano confermare che l'assunzione di stimolanti abbia un nesso diretto con la dipendenza da sostanze stupefacenti, come spesso si teme.</p><p>Sulla scorta di tali risultati, il Consiglio federale non ritiene necessario commissionare uno studio sui danni conseguenti alla prescrizione del Ritalin. Si rinvia inoltre alla risposta del Consiglio federale del 7 marzo 2003 all'interpellanza Bortoluzzi (02.3775 Tutela della salute di bambini e giovani, numero 2.2).</p><p>4. Fino ad oggi non vi sono studi inerenti al trattamento di bambini affetti dalla sindrome da de-ficit di attenzione con iperattività (ADHS) che dimostrano l'esistenza di alternative equivalenti alla terapia basata sull'utilizzo di Ritalin o del suo principio attivo, il metilfenidato.</p><p>5. La causa all'origine dell'ADHS non è nota. La stragrande maggioranza degli esperti è unanime nel ritenere che i sintomi di questa sindrome siano attribuibili a diversi fattori di origine neurobiologica, ereditaria e psicosociale, nonché ad esperienze legate all'apprendimento e alle reazioni dell'ambiente sociale.</p><p>Si presume che l'aumento di prescrizioni di Ritalin sia riconducibile al fatto che oggi i bambini affetti da iperattività si sottopongono ad una terapia medica sempre più frequentemente, e non ad una maggior diffusione di questo tipo di disturbo. La spiegazione risiede nell'evoluzione problematica dell'ADHS e nella necessità di curarla precocemente con trattamenti farmacologici e terapie com-portamentali adeguati. Nel 2004 il servizio di psichiatria infantile e adolenscenziale dell'Università di Losanna ha pubblicato un studio da cui emerge che, nella maggior parte dei casi, la somministrazione di medicamenti è proposta nell'ambito di un trattamento globale.</p><p>Dal mese di maggio 2004, Swissmedic mette a disposizione sul suo sito Internet una serie di infor-mazioni sulla sindrome da deficit di attenzione con iperattività (ADHS) dei bambini, nonché sul modo adeguato e appropriato dal profilo medico di curarla.</p><p>Il Consiglio federale, sulla scorta delle conoscenze di cui dispone, non ritiene necessario ordinare ulteriori provvedimenti di più vasta portata rispetto alle misure fin qui adottate. Deve essere lasciata la possibilità di aiutare i bambini colpiti da questa sindrome, e con essi anche i loro genitori, con un trattamento farmacologico. L'ADHS è un problema che tocca la salute e come tale può pregiudicare fortemente la vita dei bambini e avere ripercussioni ancora più gravi sulla loro personalità. Il Consiglio federale seguirà attentamente l'evoluzione della situazione attraverso i servizi competenti della Confederazione.</p>  Risposta del Consiglio federale.