<h2>SubmittedText<h2><p>Nel suo rapporto in adempimento del postulato della CSEC-S 12.3343, "Provvedimenti per promuovere le leve scientifiche in Svizzera", depositato il 26 aprile 2012, il Consiglio federale fornisce dati molto interessanti.</p><p>Prima di tutto si constata che dal 2010 i dottorandi stranieri sono più numerosi di quelli che hanno studiato in Svizzera. Questo dato diventa comprensibile se si confrontano le offerte salariali del Fondo nazionale per la ricerca scientifica (FNS) - vale a dire circa 43 800 franchi - con quelle del settore privato (più di 68 000 franchi): considerato che il grado di occupazione dei dottorandi si situa mediamente tra il 50 e il 70 per cento, un dottorando dovrebbe vivere con 2000 franchi al mese, e ciò in Svizzera non è possibile. A causa del notevole impegno richiesto da un dottorato in ambito scientifico, l'ottenimento di risultati soddisfacenti è incompatibile con lo svolgimento di un'attività extra-accademica. Quindi ci si ritrova con dottorandi di 22 a 25 anni che non possono vivere del proprio salario. Perciò non sorprende che i giovani diplomati ambiscano maggiormente ad un rapido inserimento nel settore privato, invece di intraprendere una carriera accademica. Soltanto i dottorandi stranieri accettano queste condizioni di lavoro e i giovani che hanno studiato in Svizzera rinunciano alla carriera accademica.</p><p>Pur essendo possibile integrare il salario FNS con quello ottenuto insegnando a tempo parziale presso un'università, in pratica ciò non può sempre avvenire, e il grado di occupazione totale solitamente non raggiunge il 100 per cento.</p><p>Molti docenti sono favoriti da questa situazione, poiché possono ricorrere a candidati stranieri se gli studenti che si sono formati in Svizzera rinunciano al dottorato. I dottorandi svizzeri vengono così messi fortemente sotto pressione e soltanto di rado hanno la possibilità di reagire a questa situazione.</p><p>Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Perché il FNS non finanzia posti di dottorato assicurandosi che il salario percepito sia sufficiente, considerato che un dottorando in materie scientifiche non può lavorare a tempo parziale?</p><p>2. Il Consiglio federale ritiene normale che giovani in possesso di un diploma universitario debbano lavorare al 100 per cento per un salario mensile di 2000 franchi?</p><p>3. Secondo il Consiglio federale, svolgere un dottorato in materie scientifiche a queste condizioni in Svizzera può essere interessante?</p><p>4. Perché non finanziare un numero inferiore di posti di dottorato offrendo salari più alti e migliorando così l'attrattiva del lavoro accademico?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Gli elementi del sistema universitario svizzero - politecnici federali, università cantonali, scuole universitarie professionali e alte scuole pedagogiche - sono differenziati, complementari e permeabili: a livello internazionale esso si situa ai primi posti. Le nostre scuole universitarie e le loro nuove leve scientifiche contribuiscono in misura importante a garantire la competitività e le capacità d'innovazione del settore scientifico e di quello economico in Svizzera. Affinché ciò continui anche in futuro, negli ultimi anni Confederazione, cantoni, scuole universitarie e Fondo nazionale per la ricerca scientifica (FNS) hanno attuato misure coordinate, finalizzate a migliorare la situazione delle nuove leve presso le scuole universitarie.</p><p>Nel suo rapporto sulla promozione delle nuove leve scientifiche il Consiglio federale ha rilevato che gli sforzi intrapresi in quest'ambito dovranno proseguire, con l'obiettivo dichiarato di continuare a motivare le giovani leve all'ottenimento di qualifiche scientifiche di livello superiore. Nel suo rapporto il Consiglio federale osserva che occorre intervenire soprattutto per rendere maggiormente pianificabile e attrattiva la carriera scientifica, operando una selezione precoce e consentendo percorsi formativi differenziati. Inoltre, per quanto attiene all'impiego di dottorandi, raccomanda in particolare alle scuole universitarie di assicurare a questi ultimi per contratto un grado di occupazione commisurato ai compiti e al lavoro che devono effettivamente svolgere, di introdurre un "protected time" per le loro attività di ricerca e di conformare i loro salari alle nuove tariffe del FNS.</p><p>Alla luce di quanto precede alle domande si può rispondere come segue:</p><p>1./2. Nel suo piano d'azione 2013-2016 per l'attuazione del piano pluriennale, il FNS pone l'obiettivo di un'ottimizzazione della propria politica occupazionale in favore dei giovani ricercatori conforme alle condizioni operative, alle esigenze e alle prospettive delle scuole universitarie. Dal 2014 i dottorandi che beneficiano di un finanziamento del FNS possono disporre di un cosiddetto protected time (60 per cento del tempo lavorativo) da dedicare alla redazione della loro tesi. Inoltre, dall'inizio del 2014 il FNS ha aumentato del 4 a 12 per cento i salari lordi minimi versati ai dottorandi che beneficiano di un suo finanziamento. Tuttavia, non tutti i lavori di dottorato sono finanziati dal FNS: quest'ultimo deve perciò definire i salari minimi tenendo conto delle condizioni d'impiego e delle esigenze delle scuole universitarie. I dottorandi con un finanziamento del FNS devono essere impiegati con un grado di occupazione del 60 a 100 per cento alle seguenti condizioni salariali (salari lordi minimi annuali, dal 2014): 47 040 franchi per il primo anno; 48 540 franchi per il secondo anno; 50 040 franchi per il terzo e il quarto anno. Il FNS non ammette assunzioni a condizioni salariali inferiori. Alla luce dei riscontri trovati presso le università, un ulteriore sostanziale aumento dei salari non è previsto. In materia di assunzione di dottorandi le responsabilità spettano alle scuole universitarie, che hanno la possibilità di integrare i salari minimi e di versarne di più elevati, come in parte avviene.</p><p>La retribuzione dei dottorandi dipende anche da come è considerato il dottorato in un determinato ambito disciplinare: le condizioni salariali dei dottorandi, definite nei contratti di assunzione, variano a seconda dei diversi ambiti di studio. Ad esempio nel settore della chimica il dottorato è in genere necessario per svolgere un'attività extra-accademica, e perciò in pratica rientra tra i requisiti formativi posti ad un chimico. In ambito tecnico, invece, il settore privato richiede soprattutto il possesso di un master. Il sistema salariale del Politecnico federale di Zurigo si basa già sugli standard definiti dal FSN. In generale, la Confederazione non può emanare direttive in materia di condizioni lavorative e salariali presso le università: queste ultime sottostanno alla sovranità cantonale e, di conseguenza, alle leggi emanate dai cantoni. Anche il settore dei politecnici è oggetto di una regolamentazione autonoma (legge sui politecnici federali).</p><p>3. Finora non vi sono indicazioni di una perdita di attrattiva del dottorato di ricerca in Svizzera: negli ultimi venti anni il numero di dottorandi è aumentato quasi del 50 per cento. Stando a diversi studi, gli interessati non ritengono che il salario sia un fattore determinante nella scelta di svolgere un dottorato: secondo l'Ufficio federale di statistica la motivazione principale sarebbe legata all'interesse scientifico. Il sistema universitario svizzero offre inoltre ai dottorandi la possibilità di accedere a infrastrutture di ricerca moderne e di ottimo livello. È vero che, da qualche anno, buona parte del crescente numero di dottorandi è formata da studenti stranieri. Perciò, secondo il Consiglio federale occorre prestare particolare attenzione alle nuove leve svizzere: a questo proposito ritiene, alla luce del rapporto summenzionato, che le maggiori possibilità di intervento riguardino l'ottimizzazione delle possibilità di carriera accademica presso le scuole universitarie.</p><p>4. Come già accennato, le università soggiacciono alla sovranità cantonale e la Confederazione non può emanare direttive concernenti la loro politica salariale. In questa materia anche i due politecnici federali operano autonomamente. Ciò vale anche per l'organizzazione dei dottorati di ricerca e la scelta dei dottorandi da parte delle scuole universitarie.</p>  Risposta del Consiglio federale.