<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di adottare misure volte a ridurre le conseguenze sociali dell'aumento dei prezzi dell'energia (carburanti e combustibili), introducendo un'indennità temporanea contro il caro energia nell'ambito dell'attuale sistema di riduzione dei premi per sgravare in modo mirato i nuclei familiari con un reddito modesto.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Dopo il calo dei prezzi internazionali dell'energia e delle materie prime registrato nel 2020 e dovuto alla crisi COVID-19, con la ripresa economica globale è iniziato un forte incremento dei prezzi. La guerra in Ucraina ha poi determinato un'ulteriore crescita, che ha contribuito in modo significativo all'aumento del rincaro generale anche in Svizzera. Tuttavia, l'inflazione resta moderata rispetto ad altri Paesi: nel giugno 2022 era del 3,4 %, contro l'8,6 % nell'eurozona. I motivi vanno ricercati nelle somme relativamente basse spese dalle economie domestiche elvetiche per l'energia e in un'economia efficiente sotto il profilo energetico.</p><p>Le attuali stime sul rincaro emesse da diversi istituti per il 2022 si aggirano attorno a poco più del 2,5 per cento, mentre ci si attende un rincaro medio nuovamente inferiore nel 2023. Inoltre si prevede un proseguimento della ripresa economica post-pandemica, seppure in misura più moderata rispetto a quanto pronosticato prima della guerra in Ucraina.</p><p>Per i nuclei familiari a basso reddito in Svizzera esiste una vasta rete di sicurezza sociale che può contrastare il rincaro. Quest'autunno il Consiglio federale si pronuncerà sull'adeguamento delle rendite ordinarie AVS e AI a decorrere dal 1° gennaio 2023 e potrà anche procedere ad adeguamenti delle prestazioni complementari. Per quanto riguarda invece l'aiuto sociale, l'adeguamento è di competenza dei Cantoni e dei Comuni.</p><p>Anche se in linea di principio un'ulteriore riduzione temporanea dei premi andrebbe a vantaggio dei nuclei familiari a basso reddito, i fondi verrebbero distribuiti in modo relativamente ampio: nel 2020, circa il 28 per cento della popolazione ha beneficiato di riduzioni di questo tipo. Inoltre, la Confederazione non ha alcuna competenza per intervenire nei sistemi cantonali in questo ambito, concepiti in modo molto diverso, soprattutto per quanto riguarda i destinatari. Non è nemmeno sicuro che tale misura possa essere attuata in modo tempestivo. A livello federale, il Parlamento potrebbe emanare una legge federale urgente ma in base alla forma concreta della misura potrebbe essere necessario adattare la legislazione in diversi Cantoni.</p><p>Il Consiglio federale è consapevole delle sfide legate all'aumento dei prezzi dell'energia ma al momento non vede la necessità di misure urgenti. L'economia è in crescita e il tasso di disoccupazione è più basso rispetto ai livelli pre-crisi. Non va dimenticato che l'andamento dei prezzi continua a essere volatile e che il futuro rimane incerto; vengono quindi valutate diverse misure, così da essere pronti in caso di necessità. Il Consiglio federale non ritiene pertanto opportuno anticipare i lavori.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.