<h2>InitialSituation<h2><p><b>Comunicato stampa del Consiglio federale del 05.09.2018</b></p><p><b>Il Consiglio federale adotta il messaggio concernente la Convenzione per evitare le doppie imposizioni con il Brasile </b></p><p><b>Il 5 settembre 2018 il Consiglio federale ha adottato il messaggio concernente l'approvazione di una Convenzione per evitare le doppie imposizioni (CDI) in materia di imposte sul reddito con il Brasile. Si tratta della prima CDI tra la Svizzera e il Brasile. La Convenzione, firmata a Brasilia il 3 maggio 2018, entrerà in vigore dopo che sarà stata approvata da parte dei Parlamenti di entrambi i Paesi. </b></p><p>La CDI prevede normative vantaggiose per l'imposizione internazionale degli utili delle imprese e di altri redditi. Inoltre recepisce diverse disposizioni elaborate nel quadro del progetto dell'OCSE e del G20 volto a contrastare l'erosione della base imponibile e il trasferimento degli utili (progetto BEPS). La CDI contempla anche una disposizione per l'assistenza amministrativa secondo il vigente standard internazionale in materia di scambio di informazioni su domanda.</p><p>I Cantoni e gli ambienti economici interessati hanno accolto favorevolmente la conclusione della CDI, che garantisce la certezza del diritto e un quadro contrattuale vantaggioso per l'evoluzione delle relazioni economiche bilaterali.</p><h2>Proceedings<h2><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 06.12.2018</b></p><p><b>Doppie imposizioni; approvate convenzioni con quattro Paesi </b></p><p><b>La Confederazione prosegue la sua politica volta allo scambio di informazioni bancarie. Il Nazionale ha dato oggi il proprio avallo alle convenzioni contro la doppia imposizione (CDI) con l'Ecuador, lo Zambia, il Regno Unito e il Brasile. Il Consiglio degli Stati aveva già dato il via libera alle due prime CDI.</b></p><p>La convenzione contro le doppie imposizioni con il Brasile è il primo trattato del genere concluso tra la Confederazione e il principale partner commerciale dell'America latina. Prevede regolamentazioni vantaggiose nell'ambito dell'imposizione internazionale degli utili delle imprese e di altri redditi.</p><p>Stamane solo l'UDC si è opposta alle quattro convenzioni. Pur condividendo il principio, i democentristi temono che l'applicazione dei nuovi standard dell'OCSE consentano una "pesca" alle informazioni, ha spiegato invano la ginevrina Céline Amaudruz.</p><p>Al voto la CDI con lo Zambia è stata approvata con 87 voti contro 43 e 43 astenuti, quella con l'Ecuador con 130 voti contro 48 e 8 astenuti, quella con il Regno Unito con 149 contro 30 e 7 astenuti e, infine, quella con il Brasile con 133 voti contro 40 e 15 astenuti.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 06.03.2019</b></p><p><b>Approvate CDI con Regno Unito e Brasile </b></p><p><b>La Confederazione prosegue la sua politica volta allo scambio di informazioni bancarie. Oggi il Consiglio degli Stati ha approvato le convenzioni contro la doppia imposizione (CDI) concluse con il Regno Unito e il Brasile, CDI già approvate in precedenza dal Nazionale.</b></p><p>La convenzione contro le doppie imposizioni con il Brasile è il primo trattato del genere concluso tra la Confederazione e il principale partner commerciale dell'America latina. Prevede regolamentazioni nell'ambito dell'imposizione internazionale degli utili delle imprese e di altri redditi.</p><p>Attua inoltre diverse disposizioni del progetto BEPS dell'OCSE e del G20 sulla lotta contro l'erosione della base imponibile e del trasferimento degli utili. La convenzione contiene pure una clausola di assistenza amministrativa secondo lo standard internazionale in materia di scambio di informazioni su domanda.</p><p>Dal canto suo il protocollo alla convenzione con il Regno Unito consente l'attuazione dello standard minimo del progetto BEPS. Da notare che l'obiettivo finale del BEPS è arrivare a tassare gli utili nel Paese dove si svolgono le attività che li hanno generati e di impedire così alle multinazionali di trasferire i loro profitti da un Paese all'altro per aggirare le imposte.</p>