<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di presentare al Parlamento un progetto volto ad abolire l'obbligo di annuncio dei posti vacanti (misure riguardanti le persone in cerca di lavoro secondo l'articolo 21a della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione).</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'obbligo di annuncio dei posti vacanti è stato introdotto dal Parlamento nel quadro dell'iniziativa popolare federale "Contro l'immigrazione di massa". L'obiettivo è quello di sfruttare meglio il potenziale di manodopera residente.</p><p>Il Consiglio federale ha basato le disposizioni d'esecuzione sui principi di efficacia, economicità, semplicità e praticabilità e le ha sottoposte alle commissioni parlamentari competenti prima che entrassero in vigore.</p><p>Dal 2019 la Segreteria di Stato dell'economia (SECO) pubblica ogni anno un rapporto di monitoraggio per verificare l'esecuzione dell'obbligo di annuncio dei posti vacanti. Dall'introduzione di questa misura il numero di posti vacanti annunciati agli URC è notevolmente aumentato. Se prima dell'introduzione si contavano circa 80 000 annunci all'anno (media 2014-2017), ora la cifra supera i 500 000. Nel 2022 sono stati segnalati 581 145 posti vacanti, di cui oltre l'80 per cento sottostava all'obbligo in questione.</p><p>Le persone in cerca d'impiego si iscrivono sulla piattaforma Job-Room del servizio pubblico di collocamento per consultare i posti vacanti in anticipo e candidarsi prima che vengano pubblicati su altri canali. Dalla fase introduttiva in poi la percentuale di iscritti è passata dal 25 al 70 per cento. Inoltre, un sondaggio condotto presso i datori di lavoro nella primavera del 2021 ha rivelato che questi ultimi ricorrono in misura maggiore ai servizi degli URC rispetto al 2017 e che la loro soddisfazione è aumentata. Dall'introduzione dell'obbligo di annuncio le aziende collaborano maggiormente con gli URC per occupare i posti vacanti, contribuendo così a incentivare la trasparenza sul mercato del lavoro.</p><p>Nel 2018 e nel 2019 la SECO ha fatto valutare in maniera approfondita l'efficacia dell'obbligo di annuncio sulla disoccupazione e sull'immigrazione durante la fase introduttiva. Le due valutazioni non hanno permesso di determinare con certezza alcun influsso significativo sulla disoccupazione e sull'immigrazione. Infatti, in quel periodo il tasso di disoccupazione era basso e la portata della misura limitata. Dai risultati è tuttavia emerso che l'obbligo di annuncio dei posti vacanti ha leggermente aumentato la probabilità di trovare un impiego in una professione assoggettata all'obbligo. Inoltre, l'incremento dell'attività di collocamento degli URC ha avuto un effetto positivo su tale probabilità.</p><p>Il Consiglio federale ha incaricato il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) di presentare entro il 31 marzo 2024, in collaborazione con il DEFR e coinvolgendo i Cantoni e le parti sociali, un'analisi globale sull'attuazione di tutte le misure adottate per promuovere il potenziale di manodopera residente. Il documento dovrà fornire una panoramica generale e illustrare in che modo le diverse misure adempiono gli obiettivi per la promozione del potenziale di manodopera residente e se sono necessari ulteriori provvedimenti.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.