<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La seconda tappa della riforma agraria (PA 2002) ha determinato una modifica dei </p><p>disciplinamenti del mercato agricolo. Inoltre, l'articolo 187 capoverso 12 della legge </p><p>sull'agricoltura prescrive che la somma dei contributi federali versati per sostenere il </p><p>mercato debba essere ridotta di un terzo rispetto alle spese per il 1998. Il Consiglio </p><p>federale ha concretizzato questa richiesta del Parlamento nel messaggio del 18 </p><p>novembre 1998 concernente un decreto federale per lo stanziamento di mezzi </p><p>finanziari a favore dell'agricoltura per gli anni 2000-2003 (FF 1999 1397). Il limite di </p><p>spesa per il sostegno della produzione e dello smercio è stato fissato a 3'490 milioni </p><p>di franchi. Considerate le spese corrispondenti nel conto 2000 e nel preventivo 2001, </p><p>per il preventivo 2002 e il piano finanziario 2003 il Consiglio federale intende </p><p>proporre importi la cui somma non supererà l'ammontare totale summenzionato per </p><p>il quadriennio considerato. Tale importo comprende le spese per la promozione delle </p><p>vendite che non subiscono alcuna riduzione.</p><p>Da un primo bilancio della riforma agraria concernente l'andamento dei mercati e il </p><p>reddito agricolo emerge che nel primario la situazione è migliore delle premesse e </p><p>delle previsioni alla base della determinazione dei tre limiti di spesa. Se la stima del </p><p>reddito settoriale per il 2000 ammontava a 2'553 milioni di franchi, i primi calcoli </p><p>indicano un importo di 2'600 milioni di franchi (pag. 16 del messaggio). Anche i </p><p>redditi delle famiglie contadine hanno registrato un incremento, benché si contasse </p><p>soltanto su una stabilizzazione. Dalle cifre provvisorie della FAT emerge che nel </p><p>2000 il profitto del lavoro per unità di lavoro annuale della famiglia è aumentato di </p><p>5'200 franchi, ossia del 15 per cento, rispetto alla media degli anni 1997-1999. Tale </p><p>reddito ammonta attualmente a 38'800 franchi. Di fatto, esso è inferiore al reddito </p><p>comparabile che si situa a quota 60'000 franchi circa.</p><p>La riduzione dei mezzi finanziari a favore della produzione e dello smercio non è </p><p>stata all'origine di un crollo dei mercati. Al contrario, ha stimolato le prestazioni e </p><p>l'innovazione a tutti i livelli sfociate in una maggiore competitività. La separazione </p><p>della politica dei prezzi da quella dei redditi implica che lo Stato rinunci </p><p>considerevolmente ad intervenire sui mercati, applicando il principio della </p><p>sussidiarietà. Il sostegno del mercato perde quindi significato nel contesto della </p><p>politica del reddito agricolo. A medio e lungo termine sarebbe un errore ignorare i </p><p>segnali del mercato, destinando mezzi finanziari più consistenti ai provvedimenti di </p><p>promozione della produzione e dello smercio.</p><p>Vista la situazione, il Consiglio federale non intende modificare la strategia </p><p>finanziaria decisa dal Parlamento. Si atterrà agli importi dei tre limiti di spesa indicati </p><p>nel messaggio del 16 giugno 1999 per lo stanziamento di mezzi finanziari a favore </p><p>dell'agricoltura per gli anni 2000 - 2003 (FF 1999 4498) senza contemplare </p><p>trasferimenti di crediti tra tali limiti. L'accrescimento della competitività delle imprese </p><p>attive nel settore agroalimentare presuppone un funzionamento adeguato del </p><p>mercato.</p>  Risposta del Consiglio federale.