<h2>SubmittedText<h2><p>Il 18 giugno gli Stati Uniti e l'Unione europea hanno annunciato l'avvio dei negoziati per un accordo globale di libero scambio. L'accordo potrebbe avere conseguenze ampiamente discriminatorie per l'economia esterna della Svizzera. Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Secondo studi scientifici gli effetti negativi per la Svizzera di un tale accordo si manifesterebbero in un calo del nostro PIL fino al 3,8 per cento. Come valuta il Consiglio federale le eventuali ripercussioni dell'accordo sulla Svizzera?</p><p>2. Che misure intende adottare per prevenire il più possibile il rischio di discriminazione per le imprese svizzere negli Stati Uniti e nell'UE?</p><p>3. Secondo il Consiglio federale, a quali condizioni la Svizzera potrebbe avviare negoziati con gli Stati Uniti per concludere un accordo di libero scambio?</p><p>4. Bisognerebbe optare per un accordo bilaterale di libero scambio o per un accordo di libero scambio nel quadro dell'AELS?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Due noti studi sul previsto accordo di libero scambio tra l'UE e gli Stati Uniti ne valutano tra l'altro le ripercussioni sui Paesi terzi, compresa la Svizzera. Uno studio del Centre for Economic Policy Research di Londra eseguito su incarico dalla Commissione europea prevede per questi due grandi blocchi commerciali un aumento del benessere e della domanda di importazioni, di cui potrebbero beneficiare anche i Paesi terzi. Secondo lo studio, l'effetto positivo per i Paesi terzi (inclusa la Svizzera) è dovuto anche all'eliminazione degli ostacoli tecnici al commercio. Ad esempio, anche tali Paesi potrebbero riprendere i requisiti armonizzati dei prodotti. Uno studio condotto dall'Istituto Ifo di Monaco per il Ministero tedesco dell'economia e della tecnologia (BMWi) giunge invece alla conclusione opposta: per i principali partner di libero scambio dell'UE e degli Stati Uniti l'accordo UE-USA potrebbe comportare un grande peggioramento del benessere. Potrebbero infatti verificarsi notevoli effetti di deviazione degli scambi commerciali dovuti al fatto che l'accordo di libero scambio garantirebbe all'UE e agli Stati Uniti un accesso reciproco preferenziale al rispettivo mercato di vendita principale. Nel caso della Svizzera, il prodotto interno lordo subirebbe una contrazione del 3,8 per cento e per il Canada, ad esempio, tale contrazione ammonterebbe al 9,5 per cento.</p><p>Gli Stati Uniti e l'Unione europea sono i due principali partner commerciali del nostro Paese. Nel caso di un accordo di libero scambio tra l'UE e gli Stati Uniti, che permetterebbe ad entrambe le parti di accordarsi condizioni di accesso più favorevoli al mercato rispetto a quelle concesse alla Svizzera - soprattutto nei settori di particolare interesse per il nostro Paese - l'economia svizzera risulterebbe con ogni probabilità penalizzata. Un simile accordo potrebbe in generale ripercuotersi negativamente sull'attrattiva della piazza economica svizzera e sulla competitività dell'economia del nostro Paese.</p><p>2. Dati questi presupposti, il Consiglio federale ritiene opportuno seguire da vicino gli sviluppi del previsto accordo. Per avere un quadro più preciso delle ripercussioni positive e negative di un accordo di libero scambio sui Paesi terzi illustrate negli studi citati al punto 1, un gruppo di lavoro interdipartimentale istituito nella primavera di quest'anno e diretto dalla SECO sta valutando le possibili conseguenze per la Svizzera.</p><p>3. In funzione degli sviluppi e del contenuto dei negoziati tra l'Unione europea e gli Stati Uniti, nel quadro dei lavori del gruppo di lavoro menzionato al punto 2 verranno analizzate opzioni concrete su come procedere per mantenere la competitività dell'economia svizzera e l'attrattiva della piazza economica del nostro Paese. Una delle opzioni potrebbe essere la possibilità di negoziare un accordo di libero scambio con gli Stati Uniti o accordi aggiuntivi con l'UE. La suddetta analisi dovrebbe prendere in considerazione la situazione macroeconomica della Svizzera e dei diversi settori economici nonché le ripercussioni sui negoziati per l'accesso al mercato in corso con l'UE.</p><p>4. Recentemente l'AELS ha proposto agli Stati Uniti l'avvio di un dialogo sulla politica commerciale (Trade Policy Dialogue), in particolare per ottenere informazioni sui negoziati di libero scambio UE-USA in corso. Gli Stati Uniti hanno reagito positivamente alla proposta. Questa piattaforma è intesa a tutelare gli interessi degli Stati AELS nei confronti degli Stati Uniti. Il dialogo non costituisce tuttavia una premessa per altre eventuali misure future.</p>  Risposta del Consiglio federale.