<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Ad 1: Il 23 febbraio 2000 il Consiglio federale ha adottato un piano operativo per l'elaborazione della votazione del 21 maggio 2000 sugli accordi bilaterali Svizzera-UE. Dato il modo in cui è stata finora condotta la campagna sulla votazione il Consiglio federale è fiducioso circa il sostegno del popolo svizzero alla sua politica.</p><p></p><p>Ad 2: Gli accordi bilaterali costituiscono un edificio contrattuale importante nella lunga storia delle relazioni Svizzera-UE. Non comportano tuttavia alcuna istituzionalizzazione delle relazioni tra la Svizzera e l'UE. È quindi errato voler paragonare questi accordi con un'adesione della Svizzera all'UE. Quest'ultima riposa su un vincolo giuridico e politico di assumere tutti i diritti e gli obblighi di uno Stato membro.</p><p></p><p>Ad 3: Le misure in questione sono di natura bilaterale e sono state adottate da 14 Stati membri dell'UE contro l'Austria, pure membro dell'UE. La Commissione dell'UE e il Consiglio dell'UE non hanno adottato alcun tipo di misure contro l'Austria. Il riferimento ai "valori comuni" sottolineato dall'autore dell'interpellanza, figura soprattutto nell'articolo 6 del Trattato sull'Unione europea e la difesa di questi valori costituisce uno degli obblighi che vincolano i Membri all'UE.</p><p></p><p>A 4: Il Consiglio federale mantiene il suo obiettivo "adesione all'UE" e non vede la necessità di ritirare la domanda di adesione della Svizzera, congelata dal dicembre 1992. L'obiettivo è quindi chiaramente definito, resta aperto il calendario per la preparazione di trattative sull'adesione. È nondimeno certo che l'apertura di tali negoziati avrà luogo solo dopo aver raccolto le prime esperienze con la messa in atto degli accordi bilaterali, dopo aver iniziato con i lavori preliminari necessari per la riuscita dell'adesione e quando si disporrà di un ampio sostegno politico.</p><p></p><p>A prescindere da tutto questo, altre questioni relative alla cooperazione bilaterale saranno ancora oggetto di negoziati. In merito vanno menzionati i negoziati addizionali ("left overs" dei sette accordi bilaterali) - prodotti agricoli trasformati, media, ambiente, giovani, formazione, ecc. - su cui l'UE e la Svizzera si sono già accordate in dichiarazioni comuni. Inoltre la Commissione dell'UE ha annunciato una domanda di negoziati in relazione con la lotta contro le frodi; dal canto suo la Svizzera ha manifestato il suo interesse a una collaborazione più stretta nell'ambito della sicurezza interna. Il Consiglio federale procederà ad una analisi della situazione all'inizio dell'estate e concreterà il procedimento ulteriore.</p><p></p><p>A 5: Le recenti visite del Ministro degli affari esteri Signora B. Ferrero-Waldner l'8 marzo 2000 e del Cancelliere federale W. Schüssel il 31 marzo 2000 hanno permesso al Consiglio federale di discutere con l'Austria la politica europea e la posizione svizzera nei confronti dell'UE. I colloqui hanno permesso inoltre di condurre un dialogo aperto sulle questioni legate alla formazione del Governo come già sottolineato nella dichiarazione del Consiglio federale del 4 febbraio 2000. Questo dimostra che il Consiglio federale accorda alle relazioni con l'Austria, che sono tradizionalmente buone, tutta l'importanza dovuta.</p>  Risposta del Consiglio federale.