<h2>SubmittedText<h2><p>Gli operatori di telefonia mobile, come pure le autorità, continuano a sottolineare che la Svizzera ha stabilito valori limite per la telefonia mobile molto più severi rispetto all'estero. Sta di fatto che i valori limite di immissione vigenti in Svizzera sono gli stessi di quelli in vigore in molti altri Paesi industrializzati. Corrispondono infatti alle raccomandazioni internazionali sui valori limite e devono essere rispettati in ogni luogo in cui le persone soggiornano anche solo per poco tempo.</p><p>In Svizzera la potenza di trasmissione dei singoli impianti superiore al valore limite dell'impianto viene limitata a un decimo del valore limite d'immissione nei luoghi a utilizzazione sensibile (LAUS). Altri Paesi adottano strategie differenti, che prevedono valori limite d'immissione in parte addirittura inferiori alle raccomandazioni internazionali. Rimane aperta la questione come le diverse strategie, ad esempio il valore limite dell'impianto in vigore in Svizzera, incidano in termini reali sulle strategie adottate altrove, per esempio nel caso dell'impatto effettivo sui LAUS da parte delle distanze di sicurezza in Germania.</p><p>1. Qual è l'esposizione media alle radiazioni delle antenne di telefonia mobile (ad es. nei centri città o nelle zone rurali) in Svizzera e nei Paesi limitrofi?</p><p>2. Se in Svizzera detta esposizione è inferiore rispetto ai Paesi limitrofi privi di una regolamentazione del valore limite dell'impianto, com'è possibile che gli operatori di telecomunicazioni svizzeri in un confronto internazionale occupino posizioni di punta in merito a qualità della voce, affidabilità e velocità di navigazione nonostante la minore esposizione alle radiazioni?</p><p>3. Se ammettiamo che in Svizzera l'esposizione non è inferiore, come spiegare allora questa supposizione sulla base dei valori limite svizzeri apparentemente inferiori?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Al momento disponiamo di pochi dati paragonabili, essendo il rilevamento sistematico dell'esposizione alle radiazioni nei diversi Paesi europei ancora in fase di allestimento. In Svizzera, l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) ha avviato l'apposito monitoraggio nel 2021. Un primo rapporto con i risultati sarà pubblicato a metà 2022 e comprenderà anche informazioni sull'esposizione media in diverse situazioni quotidiane.</p><p>Secondo il rapporto pubblicato nel novembre 2019 dal gruppo di lavoro Radiotelefonia mobile e radiazioni, l'esposizione totale media provocata da tutte le fonti (impianti di telefonia mobile, trasmettitori radio e altre fonti) è pari a circa 0,2 Volt per metro ed è rimasta costante dal 2008 al 2015. In questo periodo, soltanto l'esposizione indotta dalle antenne di telefonia mobile ha fatto registrare un lieve aumento a basso livello. Tendenzialmente, l'esposizione media indotta dalle antenne di telefonia mobile aumenta con la crescente urbanizzazione, ma le differenze tra città e campagna sono minime.</p><p>2./3. In Svizzera, l'esposizione massima alle radiazioni emesse dalle antenne di telefonia mobile è limitata dai severi valori limite dell'impianto vigenti in luoghi quali appartamenti, scuole, ospedali o parchi giochi. Queste norme più severe determinano una potenza di trasmissione inferiore. Per tale motivo e a causa della complessa topografia della Svizzera, la densità delle reti di telefonia mobile deve essere maggiore rispetto a quella di altri Paesi. La densità della rete ne aumenta al contempo la qualità. È quanto si evince anche dal rapporto in adempimento del postulato 19.4043 "Rete di radiocomunicazione mobile sostenibile". Secondo questo rapporto, una rete di telefonia mobile che riduce al minimo l'esposizione alle radiazioni dovrebbe essere basata sulla tecnologia 5G e disporre di una densa infrastruttura di stazioni di base.</p>  Risposta del Consiglio federale.