<h2>SubmittedText<h2><p>La protezione dei dati è un elemento fondamentale di cui occorre tenere conto nei processi di ricerca, non soltanto nell'ambito delle scienze umane ma anche, per esempio, in quelli della ricerca medica o farmaceutica. In linea di massima sono emanate regole di buona pratica. L'Ufficio federale di statistica ne applica, per esempio, per le sue inchieste.</p><p>Da qualche anno i biologi svolgono in Svizzera ricerche con l'ausilio di apparecchi fotografici posti nella natura (fototrappole). Alcune persone possono così essere fotografate a loro insaputa. L'uso di tali apparecchi può pertanto risultare problematico.</p><p>In tale contesto, invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Quali regole concrete di protezione dei dati sono applicate nell'ambito di progetti di ricerca realizzati con l'ausilio di fototrappole? Come sono formalizzate? Da chi sono validate?</p><p>2. Le autorità locali (cantoni, comuni) e la popolazione dei luoghi in cui sono poste le fototrappole sono informate? In caso affermativo, in che modo?</p><p>3. Come sono trattate le immagini sui cui figurano persone? Sono conservate o distrutte? Secondo quali procedure? Chi ha accesso alle fotografie?</p><p>4. Esistono contatti formali tra gli istituti, i ricercatori e le autorità di polizia, giudiziarie o di protezione della fauna dei cantoni o dei comuni quando sono installati gli apparecchi?</p><p>5. Esiste una panoramica globale dei progetti di questo tipo? Sono in qualche modo coordinati? Quanti apparecchi fotografici sono stati, sono e saranno installati? In quali cantoni? </p><p>6. Se una persona è fotografata senza il suo consenso, può intentare un'azione civile nei confronti dei ricercatori che hanno installato la fototrappola?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Le fototrappole sono installate da privati, dalla Confederazione e da università. Il trattamento di dati personali da parte di privati e organi federali è disciplinato dalla legge federale sulla protezione dei dati (LPD). Il trattamento di dati personali da parte di università è retto dalle leggi cantonali in materia di protezione dei dati. Nei cantoni di Zurigo e di Ginevra sono inoltre previste linee guida sulla gestione di fototrappole, che concretizzano le leggi in materia di protezione dei dati (Promemoria sulle fototrappole - "Fotofallen" - dell'Ufficio della natura e del paesaggio del cantone di Zurigo del 23 gennaio 2013; approvazione dell'Ufficio dell'incaricato della protezione dei dati e della trasparenza del cantone di Ginevra dell'8 ottobre 1012). In dettaglio vige quanto segue:</p><p>1. I progetti di ricerca con fototrappole devono rispettare le prescrizioni in materia di protezione dei dati. In particolare, i dati possono essere trattati soltanto per lo scopo indicato all'atto della loro raccolta, risultante dalle circostanze o previsto da una legge (per la Confederazione cfr. art. 4 cpv. 3 LPD). Le fototrappole non mirano a trattare dati personali, bensì servono a controllare e rilevare l'effettivo della fauna selvatica. Sono poste in luoghi praticamente non frequentati da persone e installate vicino al terreno, in modo da fotografare soltanto le gambe di eventuali passanti. Le foto con persone sono distrutte immediatamente. L'Incaricato federale della protezione dei dati e della trasparenza e l'associazione degli incaricati cantonali e comunali della protezione dei dati non vedono pertanto la necessità di intervenire.</p><p>2. Le fototrappole installate su mandato della Confederazione sono segnalate con cartelli che informano sul loro scopo e indicano il gestore. Le direttive dei cantoni di Zurigo e di Ginevra sono del medesimo tenore.</p><p>3. Le fotografie su cui compaiono persone devono essere distrutte immediatamente dalla persona che visiona le riprese effettuate. È vietato conservare, trasmettere o pubblicare fotografie di persone scattate da fototrappole. È illegale anche diffondere informazioni su una persona ottenute attraverso tali fotografie.</p><p>4. L'installazione di fototrappole è preceduta da contatti formali tra gli istituti di ricerca e le competenti autorità. I ricercatori informano i competenti servizi cantonali e comunali nonché i cacciatori se intendono installare fototrappole in un territorio. La divisione "Conservation Biology" dell'Università di Berna, ad esempio, contatta sempre le competenti autorità cantonali e si informa se occorre richiedere un permesso. Su mandato dell'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM), l'associazione KORA installa, pure in collaborazione con i cantoni, fototrappole per rilevare la popolazione di linci.</p><p>5. Il Consiglio federale è informato in merito ai progetti condotti sotto la responsabilità della Confederazione. La competenza spetta all'UFAM, che controlla l'evolversi degli effettivi dei grandi predatori protetti in Svizzera (linci, lupi e orsi; art. 14 della legge sulla caccia e art. 11 dell'ordinanza sulla caccia). Un monitoraggio fotografico è attualmente impiegato per la lince e in futuro forse anche per il lupo. Su mandato dell'UFAM, tre o quattro volte all'anno la KORA installa a tal fine fototrappole in zone di riferimento definite di circa 690 a 1280 chilometri quadri nelle grandi regioni del Giura e delle Alpi nord-occidentali, nella Svizzera centrale, nella Svizzera nord-orientale, nonché in Vallese e nei Grigioni per circa 60 giorni. Il Consiglio federale non dispone di una panoramica complessiva dei progetti a livello cantonale né dell'impiego di fototrappole da parte di privati. A preoccupare le autorità competenti è in particolare la rapida diffusione di fototrappole tra i cacciatori, poiché in tale ambito non è possibile controllare che esse siano impiegate in maniera conforme alla legge. Alla prossima occasione l'articolo 2 dell'ordinanza sulla caccia andrà pertanto modificato vietando l'impiego di fototrappole per la caccia.</p><p>6. Se le relative condizioni sono soddisfatte, una persona fotografata da una fototrappola può intentare le azioni civili di cui all'articolo 15 LPD o 28a del Codice civile, in particolare esigere che le fotografie siano distrutte e non vengano trasmesse a terzi (azione di cessazione del pregiudizio).</p>  Risposta del Consiglio federale.