<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di creare, nel quadro dell'ordinanza sull'ammissione, il soggiorno e l'attività lucrativa (OASA), le condizioni affinché gli stranieri che conseguono un master o un dottorato nelle università cantonali e nei politecnici federali ETHZ e EPFL in settori con una comprovata penuria di specialisti (p. es. settore MINT) possano restare in Svizzera in maniera semplice e poco burocratica. Va impedito che i giovani specialisti provenienti da Stati terzi formati a caro prezzo lascino il nostro Paese perché non possono essere assunti direttamente dopo il conseguimento del titolo a causa dell'esaurimento dei contingenti.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In linea di massima il Consiglio federale condivide l'opinione dell'autore della mozione, secondo cui gli stranieri che hanno conseguito un diploma universitario svizzero, in particolare in settori con una comprovata penuria di specialisti, rappresentano lavoratori importanti per il mercato svizzero.</p><p>I lavoratori stranieri sono ammessi secondo il sistema di ammissione binario stabilito dal legislatore, che prevede un'ammissione privilegiata per i cittadini UE/AELS conformemente all'Accordo tra la Confederazione Svizzera, da una parte, e la Comunità europea ed i suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone (ALC; RS 0.142.112.681) e la Convenzione istitutiva dell'Associazione europea di libero scambio (AELS; RS 0.632.31). I lavoratori specializzati provenienti da Paesi terzi sono ammessi in vista dell'esercizio di un'attività lucrativa soltanto in numero limitato e a titolo complementare. Un'eccezione ai tetti massimi sarebbe contraria al vigente sistema di ammissione binario, che prevede contingenti per le persone provenienti da Paesi terzi, e ridurrebbe il margine di manovra di cui dispone il Consiglio federale per regolare l'immigrazione.</p><p>I cittadini di Stati terzi con un diploma universitario svizzero possono già beneficiare di un'ammissione agevolata. Essi, infatti, non sottostanno alla priorità dei lavoratori indigeni se la loro attività lucrativa riveste un elevato interesse scientifico o economico (art. 21 cpv. 3 LStr). Nel settore MINT, in particolare, i Cantoni e la Confederazione applicano questa disposizione nell'ambito del regime dei tetti massimi. Le domande di permesso di lavoro sono trattate in prima istanza dai Cantoni. Ogni anno la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) approva tra le 150 e le 200 domande per cittadini di Paesi terzi diplomatisi in un'alta scuola svizzera. Finora la SEM non ha rifiutato alcuna approvazione di questo tipo a causa dell'esaurimento dei contingenti. Il Consiglio federale non è a conoscenza di casi in cui un Cantone avrebbe negato il permesso per motivi di contingenti.</p><p>Con l'agevolazione prevista è stato trovato un compromesso accettabile tra gli interessi dei laureati provenienti da Paesi non UE/AELS e quelli dei loro potenziali datori di lavoro, da un lato, e l'obiettivo di un mercato equilibrato del lavoro in Svizzera, dall'altro. Sono state sviluppate agevolazioni legali mirate tenendo conto delle restrizioni previste nei confronti dei lavoratori provenienti da Paesi terzi nel sistema binario di ammissione.</p><p>Per il 2017 il Consiglio federale ha inoltre aumentato di 1000 unità i contingenti riservati ai lavoratori provenienti da Paesi terzi. Questo provvedimento ha ridotto anche la pressione cui sono esposti i Cantoni economicamente più forti. Gli specialisti provenienti da Paesi terzi e formati in Svizzera, una volta terminati gli studi, possono essere ammessi all'esercizio di un'attività lucrativa nell'ambito dei tetti massimi.</p><p>Il Consiglio federale non ritiene pertanto opportuno prevedere altre eccezioni al sistema di contingenti. A suo avviso, le condizioni di ammissione agevolata esistenti per gli stranieri titolari di un diploma universitario svizzero permettono già di tenere conto della richiesta avanzata dall'autore della mozione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.