<h2>SubmittedText<h2><p>I mercati agricoli stanno impazzendo. Dopo l'impennata dei prezzi delle derrate alimentari provocata già nel 2021 dalla crisi pandemica, il conflitto in Ucraina sta causando una crisi alimentare globale. Purtroppo per ora non si vede una via d'uscita, anzi molti Paesi avranno problemi di approvvigionamento. Per far fronte alla penuria, la Commissione europea, così come numerosi governi europei, ha varato misure politiche volte a rafforzare la produzione alimentare.</p><p>Alla luce di questa situazione tesa, la recente decisione del Consiglio federale relativa all'attuazione dell'iniziativa parlamentare 19.475, che comporta un'estensivazione della produzione alimentare svizzera e un aumento delle importazioni, è incomprensibile. In particolare è inconcepibile il fatto che circa 10 000 ettari di terreni fertili vengano sottratti alla campicoltura e debbano essere gestiti come superfici per la promozione della biodiversità.</p><p>Alla luce di quanto precede, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande.</p><p>1. Come vanno valutate le decisioni relative all'attuazione dell'iniziativa parlamentare a fronte dell'articolo 104a della Costituzione federale che esige un rafforzamento della sicurezza alimentare?</p><p>2. Come vanno intese e valutate le decisioni a fronte delle misure dell'UE volte a potenziare la produzione alimentare?</p><p>3. È ammissibile che la Svizzera riduca la produzione alimentare e aumenti ulteriormente le importazioni invece di fornire un contributo alla sicurezza alimentare sul piano internazionale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nella sessione primaverile 2021, il Parlamento ha deciso di concretizzare determinate disposizioni concernenti i prodotti fitosanitari e le eccedenze di sostanze nutritive contenute nella Politica agricola a partire dal 2022 (PA22+), temporaneamente sospesa, nell'ambito dell'attuazione dell'iniziativa parlamentare 19.475 "Ridurre il rischio associato all'uso di pesticidi" (Iv.Pa. 19.475). Questa decisione è stata presa tenendo conto delle ripercussioni illustrate nel messaggio sulla PA22+. Con il pacchetto di ordinanze concernente l'attuazione dell'Iv.Pa. 19.475, il Consiglio federale applica le pertinenti disposizioni di legge conformemente al mandato conferito dal Parlamento.</p><p>1. L'articolo 104a della Costituzione federale, approvato dal Popolo svizzero nel 2017, esige che la Confederazione crei i presupposti affinché in Svizzera la sicurezza alimentare sia garantita a lungo termine.</p><p>È il caso se la popolazione ha accesso in qualsiasi momento a un quantitativo sufficiente di derrate alimentari di elevata qualità e a prezzi ragionevoli. Al momento in Svizzera la sicurezza alimentare non è compromessa. Le misure varate con il pacchetto di ordinanze concernente l'attuazione dell'Iv.Pa. 19.475 concorrono a preservare a lungo termine le basi essenziali per la produzione indigena come i suoli fertili e la biodiversità. Al contrario di quanto accade con l'edificazione, con la delimitazione di SPB sulla superficie coltiva non viene sottratta superficie agricola alla produzione alimentare. A breve termine le misure volte a preservare le basi di produzione possono limitare la produzione di calorie in Svizzera, ma a medio-lungo termine rafforzano la produzione indigena, riducendo quindi la dipendenza dalle importazioni di derrate alimentari.</p><p>2. Il 24 marzo 2022 la Commissione europea ha presentato un piano d'azione volto a migliorare la sicurezza alimentare nonché a sostenere gli agricoltori e i consumatori dell'UE, motivando la sua decisione con il fatto che i prezzi elevati per i concimi e i vettori energetici fossili pongono il settore agricolo dell'UE di fronte a grandi sfide e comportano il rischio di un rincaro delle derrate alimentari. A lungo termine il piano d'azione mira a rafforzare la resilienza e la sostenibilità dei sistemi alimentari.</p><p>A causa della protezione doganale più bassa, i mercati della filiera agroalimentare dell'UE sono più esposti ai mercati internazionali rispetto a quelli della Svizzera. La protezione doganale in Svizzera fa sì che le oscillazioni di prezzo sui mercati internazionali dei mezzi di produzione agricoli (p.es. cereali da foraggio) e dei beni agricoli (p.es. cereali panificabili) abbiano un minore impatto sui prezzi all'interno del Paese. Inoltre, il settore agricolo svizzero beneficia di molti più pagamenti diretti rispetto a quelli erogati nell'UE, per cui il reddito agricolo in Svizzera subisce meno gli influssi dei prezzi dei mezzi di produzione rispetto a quanto accade nell'UE. In considerazione dei pagamenti diretti, del sostegno vincolato alla produzione tramite la protezione doganale e del fatto che in Svizzera la garanzia dell'approvvigionamento è assicurata, al momento il Consiglio federale non ritiene necessario promuovere la produzione indigena con interventi statali supplementari.</p><p>3. Il volume delle importazioni di derrate alimentari in Svizzera dipende, tra le altre cose, dalla protezione doganale, dall'incremento demografico, dalle evoluzioni dei prezzi sui mercati interni ed esteri e dalla domanda dei consumatori all'interno del Paese. Sul fronte dell'offerta, anche le fluttuazioni dei raccolti riconducibili alle condizioni meteorologiche possono incidere notevolmente. L'impatto delle misure del pacchetto di ordinanze concernente l'attuazione dell'Iv.Pa. 19.475 sulle importazioni di derrate alimentari è, al confronto, esiguo. Inoltre, la nuova norma entra in vigore soltanto nel 2024. È importante ricordare che la causa principale del problema della fame nel mondo non è la produzione alimentare globale troppo bassa, bensì l'impossibilità di accedere al cibo a causa della povertà e di problemi logistici. Anche le restrizioni alle esportazioni sono dannose. Nell'ambito della cooperazione internazionale la Svizzera s'impegna pertanto a favore dello sviluppo economico nei Paesi colpiti dalla povertà e contro le restrizioni alle esportazioni. Nella sua risposta all'interpellanza Badertscher (22.3309 "Crisi alimentare mondiale. Che cosa fa la Svizzera?"), il Consiglio federale ha illustrato gli sforzi che sta compiendo per superare l'attuale crisi. Per quanto riguarda i Paesi d'importazione occorre sottolineare che le derrate alimentari importate in Svizzera provengono principalmente da Paesi dell'UE che non sono a rischio di carestia.</p>  Risposta del Consiglio federale.