<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di adeguare la legge sulle derrate alimentari in modo da rendere più trasparente la provenienza delle materie prime utilizzate nei prodotti alimentari lavorati.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In virtù della rivista legge sulle derrate alimentari entrata in vigore il 1° maggio 2017 (art. 13 cpv. 1 lett. c; RS 817.0), il Consiglio federale può già oggi prescrivere la dichiarazione dell'origine delle materie prime. Secondo l'articolo 16 dell'ordinanza del Dipartimento federale dell'interno concernente le informazioni sulle derrate alimentari (OID; RS 817.022.16), l'origine degli ingredienti delle derrate alimentari deve essere indicata se la presentazione del prodotto induce a pensare che abbiano un'origine diversa e se la loro parte nel prodotto finito è superiore al 50 per cento o, nel caso degli ingredienti di origine animale, al 20 per cento.</p><p>Per definire le regole che disciplinano la dichiarazione degli ingredienti delle derrate alimentari si è dovuto tenere conto di diversi aspetti. Da un lato, è apparsa evidente l'inattuabilità di regolamentazioni più severe, ad esempio nel caso di ingredienti acquistati ogni giorno sul mercato mondiale e provenienti da Paesi diversi. Dall'altro, è emerso che una regolamentazione più estesa avrebbe potuto ostacolare in misura sensibile i nostri scambi commerciali con l'UE. Tutti i prodotti importati avrebbero dovuto essere etichettati ex novo, il che avrebbe comportato una riduzione dell'offerta e un aumento dei prezzi. La soluzione attuale è quindi il compromesso migliore fra trasparenza e applicabilità.</p><p>Per l'attuazione delle prescrizioni in materia di dichiarazione descritte nel primo paragrafo è previsto un termine transitorio fino alla fine di aprile del 2021. Nell'aprile del 2020, con l'entrata in vigore del Regolamento di esecuzione (UE) 2018/775, l'UE avrà una regolamentazione analoga a quella della Svizzera. Il Consiglio federale è disposto a valutare, una volta trascorso il termine transitorio e dopo l'entrata in vigore della regolamentazione europea, se sia necessario un ulteriore adeguamento del diritto svizzero. Occorrerà anche valutare se soluzioni digitali innovative possano contribuire ad accrescere la trasparenza e abbattere gli ostacoli al commercio.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.