<h2>SubmittedText<h2><p>Secondo l'articolo 91 della legge sulle dogane (LD) l'Amministrazione federale delle dogane è costituita oggi dalla Direzione generale delle dogane, dalle direzioni di circondario e dagli uffici doganali. L'articolo 91 capoverso 2 definisce il Corpo delle guardie di confine come un'unità separata, "armata e in uniforme". Il Consiglio federale, nella sua decisione di principio dell'aprile 2019 sull'ulteriore sviluppo organizzativo dell'Amministrazione federale delle dogane, ha deciso di sostituire le attuali professioni di guardia di confine e di specialista doganale con un profilo professionale uniforme. I collaboratori indossano la stessa uniforme e sono armati in funzione dei compiti. In questo contesto si pongono le seguenti domande:</p><p>a. Il Consiglio federale ritiene che amministrazione doganale e Corpo delle guardie di confine siano oggi due ambiti separati e che un'unione delle due funzioni sia possibile solo con un adeguamento della LD? La struttura organizzativa è chiaramente indicata nell'articolo 91 LD.</p><p>b. Il Consiglio federale è consapevole del fatto che, nonostante la chiara divisione giuridica, sono già stati fatti i primi passi verso un'unione delle due funzioni (p. es. nel perfezionamento) e che il Corpo delle guardie di confine è di fatto già stato sciolto senza alcuna revisione della LD? Il Consiglio federale ritiene che questa situazione sia illegale?</p><p>c. Sono già stati assegnati mandati di acquisto per la fornitura di uniformi e armi a tutta l'Amministrazione federale delle dogane o sono state prese decisioni in merito? Se sì, in che quantità e secondo quali basi legali?</p><p>d. Attualmente quanti collaboratori dell'Amministrazione federale delle dogane, incluso il Corpo delle guardie di confine, indossano un'uniforme e sono armati? Quanti saranno in futuro?</p><p>e. Nella revisione della legislazione doganale il Consiglio federale ha invocato più volte la decisione parlamentare sul finanziamento della modernizzazione e digitalizzazione dell'Amministrazione federale delle dogane (DaziT). Nel messaggio sul programma DaziT non sono stati menzionati né il raggruppamento di amministrazione doganale e Corpo delle guardie di confine né la fornitura di uniformi e armi a tutto il personale. Perché il Consiglio federale fonda comunque la radicale ristrutturazione dell'Amministrazione federale delle dogane e l'auspicato ampliamento delle competenze sul programma di digitalizzazione DaziT? Quando e in che modo esattamente il Parlamento è stato informato di questa prevista riforma radicale e anticostituzionale dell'Amministrazione federale delle dogane?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La digitalizzazione e la trasformazione dell'Amministrazione federale delle dogane (AFD) prevede il passaggio dell'attuale organizzazione, basata su separazione e delimitazione, a una struttura che si fonda su una separazione chiara delle responsabilità (governance), sul controllo reciproco (check and balance) e sulla collaborazione.</p><p>a./b. Il Consiglio federale condivide l'opinione secondo la quale, conformemente al diritto vigente, Corpo delle guardie di confine e dogana sono due ambiti distinti (art. 91 LD), sebbene l'impiego di armi e altri mezzi di autodifesa e coattivi rimanga riservato al Corpo delle guardie di confine e alle unità specifiche della dogana, come l'Antifrode doganale, elencate in modo esaustivo nell'ordinanza (art. 106 cpv. 2 LD in combinato disposto con l'art. 228 dell'ordinanza sulle dogane, OD; RS 631.01). La LD non si oppone alla conduzione da parte di una persona, in unione personale, dei due ambiti posti su livelli gerarchici diversi, purché le funzioni del Corpo delle guardie di confine e della dogana rimangano chiaramente separate come finora e sia inoltre evidente chi può impiegare mezzi coattivi. Ciò è garantito fino all'entrata in vigore della revisione totale della LD. Eventuali misure all'interno dell'AFD, in vista del nuovo profilo professionale uniforme, sono adottate con riserva di tale revisione totale.</p><p>c. Per quanto concerne la fornitura di armi, finora non sono ancora stati assegnati mandati di acquisto. Nel caso delle uniformi invece, dal 2016 sono stati assegnati mandati di acquisto per un ammontare di circa quattro milioni di franchi. Questi mandati prevedono anche la sostituzione dei capi d'abbigliamento attuali e non riguardano il nuovo profilo professionale. L'acquisto delle uniformi si basa sull'articolo 70 dell'ordinanza sul personale federale (RS 172.220.111.3) e sul principio di identificabilità previsto dalla legge sulla coercizione (RS 364), mentre l'acquisto di armi sull'articolo 228 OD.</p><p>d. Oggi circa 2450 collaboratori dell'AFD sono muniti di arma da fuoco. Finora, al di fuori del Corpo delle guardie di confine, erano armati solo i collaboratori dell'Antifrode doganale (art. 228 lett. a OD). Gli attuali collaboratori dell'AFD non armati che passano al nuovo profilo professionale possono decidere se in futuro vogliono portare un'arma da fuoco o meno. Tale scelta si ripercuote sulle possibilità d'impiego. I collaboratori assunti per il nuovo profilo professionale di "specialista dogana e sicurezza dei confini", porteranno tutti un'arma. Al momento non è ancora possibile fornire informazioni più dettagliate sul tipo di arma (tra l'altro anche lo spray al pepe) o il numero di collaboratori armati.</p><p>e. La digitalizzazione dei processi al confine comporta anche un cambiamento dei contenuti di lavoro per i collaboratori dell'AFD. Anziché i compiti amministrativi, vengono infatti messi in primo piano i controlli operativi e ciò richiede un'adeguata protezione dei collaboratori. Nel messaggio DaziT (FF 2017 1473) era già stato indicato che il programma modificherà profondamente l'AFD a livello organizzativo. Tale approccio è stato sostenuto anche dal Controllo federale delle finanze. L'ulteriore sviluppo organizzativo dell'AFD rappresenta un possibile adeguamento strutturale, per poter sfruttare le opportunità che DaziT offre. Finora le commissioni responsabili dell'AFD sono sempre state informate in maniera trasparente - e continueranno a esserlo anche in futuro - sull'ulteriore sviluppo e sullo stato dei lavori della trasformazione legata alla digitalizzazione.</p>  Risposta del Consiglio federale.