<h2>SubmittedText<h2><p>Nel commercio al dettaglio in Svizzera si è scatenata un'intensa lotta dei prezzi. All'inizio di quest'anno diversi centri di distribuzione all'ingrosso hanno ridotto i prezzi al livello di quelli praticati dai centri commerciali di sconto. Ciò è avvenuto soprattutto per essere in grado di tenere testa ai giganti tedeschi Lidl e Aldi, che fanno pressione sul mercato svizzero introducendo articoli di marca a prezzi più convenienti. Questa pesante competitività dei prezzi si rivela fatale per le PMI: occorre temere che la rete dei fornitori si assottiglierà e che i prezzi al ribasso distruggeranno diversi posti di lavoro nel commercio al dettaglio.</p><p>Considerata tale pressione crescente sul commercio al dettaglio da parte dei distributori grossisti, che hanno una posizione dominante sul mercato, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale è cosciente dell'intensa lotta dei prezzi che si è scatenata nel commercio al dettaglio in Svizzera e che cosa dice a tale proposito?</p><p>2. Come valuta il Consiglio federale le possibilità di opporsi alla crescente posizione dominante sul mercato e alla pressione sui prezzi dei distributori grossisti adottando provvedimenti previsti dal diritto dei cartelli?</p><p>3. Esistono eventuali possibilità d'intervento della Commissione della concorrenza?</p><p>4. Il Consiglio federale ritiene che vi siano altre possibilità d'intervento per permettere al commercio al dettaglio di continuare ad adempiere in modo decentralizzato il proprio mandato relativo all'approvvigionamento a favore dei consumatori e infine per consentirgli di sopravvivere?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Negli ultimi anni si sono potute osservare due tendenze fondamentali nel commercio al dettaglio svizzero:</p><p>- in primo luogo si è delineato un continuo processo di concentrazione. La Migros e la Coop, i due maggiori commercianti al dettaglio in Svizzera, hanno progressivamente ampliato le loro quote di mercato mediante acquisizioni. La Migros ha rilevato i concorrenti Globus, ABM, Denner e con essa anche le ex filiali Pick Pay. La Coop, dal canto suo, ha acquistato EPA, Waro, Carrefour e Fust; </p><p>- secondariamente, in diversi segmenti di mercato sono entrati in scena nuovi operatori provenienti dall'estero, ossia Aldi e Lidl, come menzionato nell'interrogazione.</p><p>La concorrenza sui prezzi nel commercio al dettaglio svizzero non è un fenomeno nuovo, visto il ruolo di operatori discount rivestito in passato da commercianti al dettaglio quali Billi, Pick Pay o Denner. Dopo la scomparsa dal mercato o il rilevamento di queste imprese, Aldi e Lidl hanno assunto il ruolo predominante nel segmento dei prezzi bassi, condizionando anche le strategie dei grandi distributori.</p><p>1. In considerazione del fatto che in Svizzera i prezzi di vendita nel commercio al dettaglio continuano a essere elevati nel raffronto internazionale, il Consiglio federale ritiene che la presenza degli operatori discount Aldi e Lidl sia benefica per i consumatori svizzeri, ma anche per i produttori, che grazie ai nuovi operatori ottengono nuove possibilità di smercio dei loro prodotti.</p><p>2./3. La Commissione della concorrenza ha già impiegato più volte gli strumenti accordatile dalla legge sui cartelli, in particolare negli articoli 7 (Pratiche illecite di imprese che dominano il mercato) e 10 (Valutazione delle concentrazioni), anche nel settore del commercio al dettaglio. Nel suo rapporto sulla valutazione della legge sui cartelli, il Consiglio federale ha definito come si potrebbe potenziare ulteriormente tale legge. Tra le altre misure, egli ha conferito al DFE l'incarico di elaborare una proposta concreta sull'adeguamento del controllo delle concentrazioni, in particolare in relazione ai valori soglia e ai criteri per un esame approfondito. Al momento, il Consiglio federale non ritiene necessario effettuare degli interventi che oltrepassino i risultati del rapporto sulla valutazione della legge sui cartelli o che siano rivolti in modo specifico al commercio al dettaglio.</p><p>4. Secondo l'avviso del Consiglio federale, il commercio al dettaglio, organizzato secondo i criteri dell'economia privata, è oggi in grado di approvvigionare la Svizzera in modo decentrale, come dimostrano, tra l'altro, le nuove forme di distribuzione quali i negozi delle stazioni di servizio. Il Consiglio federale non ritiene che il commercio al dettaglio sia minacciato nella sua esistenza e non reputa dunque necessario effettuare degli interventi di mercato che oltrepassino la legge sui cartelli.</p>  Risposta del Consiglio federale.