<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di esaminare la possibilità di aumentare in maniera sensibile il proprio impegno nell'ambito dello sminamento a scopo umanitario in Bosnia-Erzegovina.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Svizzera si adopera perché il mondo sia liberato dalle mine antipersona, tanto come Stato membro della Convenzione di Ottawa, come, a livello bilaterale, tramite il sostegno agli Stati dove si registra la presenza di mine. La base per la determinazione delle priorità e dei mezzi dell'impegno svizzero è  esplicitata nella strategia 2004-2007 della Confederazione in materia di mine (Minenstrategie des Bundes 2004-2007).</p><p>Il Consiglio federale è informato dei problemi di sminamento in Bosnia-Erzegovina. Secondo il Mine Action Centre della Bosnia-Erzegovina (BHMAC), ancora 670 000 mine e 650 000 residui bellici esplosivi sarebbero sparsi in circa 10 000 siti, corrispondenti in tutto a 2 000 km2 (4 per cento del territorio nazionale). La vasta strategia 2005-2009 delle autorità bosniache prevede la bonifica di 790 km2, ossia 40 per cento della superficie totale interessata, e comprende programmi di sminamento, di formazione, di aiuto alle vittime e di prevenzione degli incidenti. Secondo le stime, per il periodo 2005-2009, il costo totale dell'operazione dovrebbe ammontare a 196 milioni di franchi, dei quali 61 milioni forniti dall'amministrazione centrale bosniaca. Il BHMAC ritiene che su questo totale di 196 milioni di franchi, il finanziamento sia assicurato o promesso già nella misura dell'82 per cento. Per il 2005-2006, su un budget di 80 milioni di franchi, ne mancano soltanto 2.</p><p>Tanto la Comunità internazionale come la Bosnia-Erzegovina stessa ritengono che grandi sforzi saranno necessari negli anni a venire. l mezzi finanziari, peraltro, sembrano generalmente assicurati, senza contare che, a differenza di altri Paesi, la Bosnia-Erzegovina dispone di personale dall'eccellente formazione.</p><p>La Svizzera partecipa dal 1996 alla lotta contro le mine in Bosnia-Erzegovina. Tra il 1996 e il 2003, il DFAE ha sostenuto con 6 milioni di franchi le campagne nazionali di sminamento. Il DDPS ha inviato esperti e fornito materiale tecnico.  Il mezzi devoluti a questo aiuto sono effettivamente diminuiti con il passare del tempo: nel 2004 erano di  200 000 franchi. Per l'anno in corso e quello prossimo l'impegno svizzero sarà di pari entità.</p><p>Gli uffici federali attivi in Bosnia-Erzegovina - segnatamente il DFAE, il SECO e la Direzione politica (PA IV) - hanno definito temi prioritari per produrre il massimo effetto. L'impiego di mezzi finanziari, a media scadenza, è pianificato in ambiti quali il buon governo, il superamento del passato, l'incoraggiamento dei settori privato e sociale. Vista la situazione, non appare necessario cambiare tale orientamento.</p><p>Il Consiglio federale non ritiene opportuno neppure il trasferimento dell'impegno della Confederazione nell'ambito dello sminamento umanitario da altre regioni del mondo, in cui il fossato tra bisogni e mezzi disponibili è assai più vasto.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.