<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di adeguare le basi necessarie nel contesto dell'articolo 17 LAI e dell'articolo 6 OAI affinché le riformazioni professionali che in seguito a un infortunio o a una malattia risultano opportune per la prosecuzione dell'attività lucrativa della persona interessata non siano subordinate a un grado d'invalidità minimo. La condizione di un grado d'invalidità di circa il 20 per cento, affermatasi nella prassi, deve essere soppressa, in modo da promuovere l'integrazione professionale.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il diritto a una riformazione professionale secondo l'articolo 17 della legge federale sull'assicurazione per l'invalidità (LAI; RS 831.20) viene esaminato per gli assicurati che, a causa della natura e della gravità del danno alla salute, subiscono una perdita di guadagno permanente o di lunga durata sia nell'attività esercitata prima dell'insorgenza del danno alla salute sia in attività lucrative ragionevolmente esigibili che potrebbero esercitare senza una formazione professionale supplementare. L'invalidità non rende necessaria una riformazione professionale, se gli assicurati sono sufficientemente integrati o se può essere procurato loro un posto di lavoro adeguato ed esigibile senza una formazione supplementare.</p><p>Secondo la vigente prassi del Tribunale federale, la perdita di guadagno in questione deve essere pari a circa il 20 per cento (valore indicativo). Questa viene determinata, come per la valutazione del grado d'invalidità, procedendo a un confronto dei redditi, per il quale occorre considerare il livello qualitativo della formazione e le conseguenti future possibilità di carriera ed evoluzione dei salari. Questo vale in particolare per le professioni con salari iniziali bassi. Un'attività ausiliaria o in un settore con salari bassi non garantisce a medio e lungo termine le stesse possibilità di avanzamento professionale e di guadagno di altre professioni. Prescrivendo la necessità di subire una perdita di guadagno si garantisce dunque un'applicazione giuridicamente uniforme nell'esame del diritto a una riformazione professionale e dunque certezza del diritto.</p><p>L'ammontare della perdita di guadagno richiesta non è sancito né nella legge né nell'ordinanza. Nel determinarlo, gli uffici AI possono quindi considerare le condizioni specifiche del caso concreto, quali ad esempio la durata residua del periodo di attività lavorativa di un assicurato, come pure le sue possibilità di avanzamento professionale e di guadagno nella professione svolta fino ad allora. Per rispettare i criteri di semplicità, appropriatezza e proporzionalità, va inoltre esaminato se per il mantenimento di un'attività lavorativa o per l'integrazione nel mercato del lavoro primario si potrebbe prendere in considerazione un provvedimento dell'AI più accessibile e più economico di una riformazione professionale (p. es. adeguamento del posto di lavoro, corso di formazione, collocamento o provvedimento di reinserimento).</p><p>Inoltre, non sarebbe possibile stimare le spese connesse alla soppressione del valore indicativo della perdita di guadagno minima come condizione di diritto per una riformazione professionale, richiesta dall'autore della mozione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.