<h2>SubmittedText<h2><p>Prima di prendere ulteriori misure volte a regolamentare il mercato ipotecario e l'accesso alla proprietà d'abitazione, il Consiglio federale è incaricato di:</p><p>1. valutare le conseguenze delle misure adottate negli due ultimi anni;</p><p>2. effettuare un'ampia consultazione delle cerchie interessate.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Dipartimento federale delle finanze segue con grande attenzione gli sviluppi del mercato immobiliare e ipotecario svizzero. Dal mese di luglio del 2012 il tasso di crescita annuo dei crediti ipotecari si è ridotto nel complesso dal 4,7 al 3,9 per cento (aprile 2014). La diminuzione del tasso di crescita dei crediti ipotecari concessi alle economie domestiche (dal 5 per cento nel luglio 2012 al 3,5 per cento nell'aprile 2014) nonché la tendenza di concedere, nel caso delle nuove ipoteche, mutui più bassi per finanziare la proprietà d'abitazioni potrebbero essere almeno in parte riconducibili al pacchetto di misure, adottato nell'estate del 2012, per ridurre i rischi sul mercato ipotecario e immobiliare svizzero.</p><p>Da diversi anni, tuttavia, le ipoteche destinate a finanziare gli immobili d'abitazione registrano una crescita nettamente più marcata rispetto al prodotto interno lordo (PIL). Come minimo la metà delle grandi banche presentano tassi di crescita di almeno il 4,5 per cento. Inoltre, anche i prezzi dei diversi tipi di immobili registrano un aumento maggiore rispetto ai redditi. Infatti, dal 2001 i prezzi degli appartamenti in proprietà sono aumentati mediamente di oltre il 30 per cento rispetto al reddito pro capite. Questo fenomeno ha nel complesso contribuito a inasprire ulteriormente gli squilibri sul mercato ipotecario e immobiliare. Con il 140 per cento, il grado d'indebitamento, ovvero il rapporto tra volume dei crediti ipotecari e PIL, ha raggiunto l'apice sia dal punto di vista storico che nel confronto internazionale.</p><p>In considerazione dei tassi di interesse costantemente bassi, della situazione congiunturale attualmente positiva e della propensione al rischio delle banche, in parte ancora molto alta, nel concedere mutui ipotecari, non è possibile escludere un ulteriore inasprimento degli squilibri. I rischi che ne conseguirebbero per la stabilità dell'economia nazionale e del settore bancario sarebbero considerevoli.</p><p>Alla luce di quanto esposto, il Consiglio federale approva la decisione dell'Associazione svizzera dei banchieri del 23 giugno 2014 di adeguare le direttive concernenti la concessione di ipoteche. Fino a nuovo avviso non sono previste ulteriori misure. La situazione dei mercati immobiliari e ipotecari continuerà a essere osservata. Se gli squilibri sui mercati dei crediti dovessero accentuarsi, il Consiglio federale deciderà sulla necessità di intervento in occasione di una futura valutazione della situazione. In caso di nuove misure, esso consulterà previamente il parere delle cerchie interessate.</p><p>L'inasprimento degli standard in materia di concessione di crediti si prefigge di ridurre tempestivamente i rischi del mercato immobiliare e ipotecario. Questo inasprimento avviene nel rispetto degli articoli costituzionali che promuovono l'accesso alla proprietà. Le misure sul fronte della domanda vanno intese come misure complementari al cuscinetto anticiclico, che mira in prima linea a rafforzare la resistenza del settore bancario nei confronti di eventuali perdite sul mercato ipotecario.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.