<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In via generale, il Consiglio federale costata che la valutazione delle esperienze e delle conoscenze acquisite nell'ambito del vertice del G8 è ancora in corso presso le forze di sicurezza della Confederazione e dei Cantoni. I risultati saranno disponibili entro la fine dell'anno. Solo allora sarà possibile definire misure concrete.</p><p>1. Il Consiglio federale non condivide il parere dell'autore dell'interpellanza quando questi afferma che la Giunta del Consiglio federale in materia di sicurezza avrebbe proceduto in maniera non coordinata, non tempestiva e senza una concezione globale durante i lavori di pianificazione e di preparazione del vertice del G8.</p><p>Era nella natura delle cose che in occasione di un simile grande evento, che ha coinvolto cinque dipartimenti (DFAE, DFF, DFGP, DDPS e DATEC), tre Cantoni (GE, VD, VS) e la Francia, non tutto potesse funzionare in maniera perfetta. Retrospettivamente, secondo il Consiglio federale, è però possibile costatare che le prestazioni sussidiarie chieste alla Confederazione e da essa fornite nel settore della sicurezza a favore dei Cantoni e della Francia sono state disponibili tempestivamente e nell'entità prevista. La libertà d'azione a livello strategico era garantita in ogni momento e su tutto il territorio svizzero. La preparazione (processo decisionale politico e pianificazione operativa) e in parte anche la concretizzazione del contributo svizzero per il G8 hanno tuttavia dimostrato che eventi di queste dimensioni spingono rapidamente le strutture federali al limite delle loro possibilità. Rispetto segnatamente a quanto avvenuto in Francia, in Svizzera è stato inoltre necessario un maggiore sforzo di coordinamento e di sincronizzazione per orientare i diversi organi pianificatori e decisionali all'obiettivo comune.</p><p>In considerazione di tali maggiori esigenze di coordinamento, la Giunta del Consiglio federale in materia di sicurezza ha proposto al Consiglio federale già nell'autunno del 2002 di istituire un comitato direttivo ("Comité Directeur", CODIR) nel quale sarebbero state rappresentate tutte le istanze interessate a livello di Confederazione e di Cantoni. Tale organo di coordinamento, diretto dall'ex comandante della polizia cantonale vodese Pierre Aepli, è riuscito a coordinare con successo i complessi lavori di preparazione tra i tre Cantoni interessati, i dipartimenti coinvolti e la Francia. Nello svolgimento dell'impiego, al CODIR non è stata attribuita alcuna funzione operativa perché le competenze decisionali spettavano alle pertinenti autorità politiche a livello federale o cantonale.</p><p>I risultati delle analisi del G8 confluiranno senza alcun dubbio nelle riflessioni in merito a un eventuale "Dipartimento della sicurezza". Tuttavia, la creazione di un simile dipartimento dipende in ultima analisi da quali prestazioni in materia di sicurezza la Confederazione intenderà e sarà in grado di fornire globalmente in futuro e dalle modalità con cui i singoli elementi potranno essere ragionevolmente raggruppati.</p><p>Le valutazioni in corso sfoceranno senza dubbio in misure concrete volte al miglioramento della capacità strategica di pianificazione e di condotta a livello di Confederazione e confluiranno nel progetto USIS.</p><p>2. Come già esposto sopra nella risposta alla domanda 1, i lavori di preparazione del vertice del G8 2003 sono stati molto complessi a tutti i livelli ed hanno pertanto richiesto molto tempo. Tuttavia tutte le decisioni sono state prese tempestivamente dalle autorità coinvolte, anche la decisione concernente l'impiego di contingenti di polizia tedeschi, presa immediatamente prima del vertice. Considerata retrospettivamente dalla Confederazione e dai Cantoni interessati, tale decisione si è rivelata corretta.</p><p>3. Le prime conclusioni in merito alle esperienze e alle conoscenze acquisite in occasione del servizio d'appoggio dell'esercito "COLIBRI" indicano che le basi poste con la riforma dell'esercito sono corrette. Le strutture di comando, ad esempio, già corrispondenti a quelle definite per Esercito XXI, hanno dato buone prove nella pianificazione e nella condotta dell'impiego, sia per quanto concerne l'appoggio sussidiario alle autorità civili da parte della "Task Force Land", sia per quanto concerne l'assunzione di compiti di polizia aerea da parte della "Task Force Air" o la collaborazione transfrontaliera con le Forze armate francesi.</p><p>ll Consiglio federale è convinto che l'esercito dispone delle risorse di personale e del materiale necessari per poter appoggiare in futuro tempestivamente e in maniera adeguata, nel quadro di impieghi sussidiari, le manifestazioni e gli eventi menzionati dall'autore dell'interpellanza. Per quanto concerne il "World Summit on Information Society" (WSIS), che si terrà a Ginevra nel mese di dicembre di quest'anno, e il WEF 04 di Davos, sono già stati avviati i pertinenti lavori di pianificazione. Le strutture flessibili e modulari di Esercito XXI consentono inoltre un continuo adeguamento degli impieghi dell'esercito alle nuove esigenze e alle nuove sfide della sicurezza interna ed esterna.</p>  Risposta del Consiglio federale.