<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di presentare un progetto di modifica della legge federale sulla protezione delle acque che consenta di promuovere, per esempio mediante incentivi finanziari, la gestione integrata delle acque a scala di bacino da parte di cantoni e comuni.</p><p>Di recente il PNR 61 ha presentato le proprie conclusioni in merito alla gestione sostenibile delle acque: sembrerebbe auspicabile una gestione integrata delle acque a scala di bacino. Tale gestione presenta un duplice vantaggio: da un lato, permette di pianificare e di coordinare le diverse politiche settoriali delle acque e, dall'altro, di trattarle a una scala territoriale pertinente, il bacino imbrifero, invece che in funzione dei confini comunali e cantonali.</p><p>La gestione integrata delle acque consente di tenere conto dell'intero ciclo e delle funzioni dell'acqua come pure di coordinare le misure correlate: protezione delle acque, rivitalizzazione dei corsi d'acqua, protezione contro le piene, trattamento delle acque di scarico, idroelettricità ecc. Considerando la scala di bacino è inoltre possibile avere una visione d'insieme dei diversi usi dell'acqua a livello di una data regione idrica, individuare i conflitti di utilizzo e fissare le priorità tenendo conto di tutti gli interessi in gioco. Si tratta inoltre di pianificare e di coordinare le misure dei diversi attori comunali e cantonali attivi nella zona idrica interessata.</p><p>Il cantone di Friburgo e numerosi comuni hanno già raccolto esperienze positive al riguardo. Manca tuttavia un quadro generale, a livello federale, che promuova una politica in materia nei cantoni e nei comuni le cui prassi sono ancora parziali o inesistenti. L'attuale legge federale sulla protezione delle acque prevede in parte la nozione di bacino imbrifero: infatti, secondo l'articolo 7, i cantoni provvedono, se necessario, a una pianificazione regionale dello smaltimento delle acque di scarico. Tuttavia, questo approccio è facoltativo e limitato a un settore specifico. Le diverse pianificazioni cantonali richieste dalla legislazione federale sono inoltre settoriali. Il lavoro di pianificazione e di coordinamento legato alla gestione integrata delle acque a scala di bacino è complesso. Per promuovere l'impegno di cantoni e comuni in questo ambito sarebbero auspicabili incentivi, magari di natura finanziaria.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La gestione delle acque in Svizzera è una storia coronata da successo, ma le sue strutture settoriali e di piccole dimensioni hanno raggiunto i loro limiti. Il programma nazionale di ricerca PNR 61 sulla gestione sostenibile delle acque, conclusosi nell'autunno 2014, raccomanda pertanto una "gestione integrata delle acque" a scala di bacino, ovvero una valutazione complessiva delle sfide legate alla gestione delle acque a livello regionale o interregionale. L'amministrazione federale condivide tale valutazione. Già nel 2011 gli uffici federali ARE, UFAM, UFE, UFAG come pure la rete Agenda 21 per l'acqua avevano elaborato delle linee guida per una gestione integrata delle acque in Svizzera. Nel 2012 l'UFAM aveva poi pubblicato delle istruzioni pratiche su come applicarle. Il diritto federale prevede inoltre diverse disposizioni (in particolare la legge sulla pianificazione del territorio, RS 700; l'art. 46 cpv. 1 dell'ordinanza sulla protezione delle acque, RS 814.201) che esigono l'armonizzazione dei progetti di gestione delle acque e la collaborazione fra le diverse autorità coinvolte. Il Consiglio federale condivide il parere secondo il quale la gestione delle acque può ancora essere ottimizzata, in particolare migliorando nelle regioni l'armonizzazione e il coordinamento intersettoriale e dei settori con altri ambiti politici come quelli relativi all'energia, all'agricoltura o allo sviluppo del territorio. Ciononostante, il Consiglio federale respinge la mozione per i motivi seguenti:</p><p>1. La sovranità delle acque appartiene ai cantoni, i quali la esercitano in modo attivo e applicano già oggi in vari modi i principi di una gestione integrata delle acque: li adottano in leggi cantonali (ad es. GE, FR, JU), elaborano strategie armonizzate di gestione delle acque (ad es. BE, BL) o piani di misure regionali (ad es. ZH), partecipano a progetti pilota ad hoc avviati dall'UFAM (GE, VD, JU, NE, SZ, FR) o collaborano in seno a commissioni di gestione di corsi d'acqua (Birs, Glatt, Sitter). Sviluppi in questa direzione sono quindi in corso in numerosi cantoni.</p><p>2. I diversi settori della gestione delle acque dispongono di strumenti di pianificazione regionale (ad es. la pianificazione regionale dello smaltimento delle acque oppure dell'approvvigionamento idrico) o la pianificazione a scala di bacino è sancita da leggi cantonali (in materia di microinquinanti, pianificazioni strategiche, risanamento della forza idrica e rivitalizzazione). La rivalutazione di queste pianificazioni settoriali a livello di pianificazione complessiva genera un certo valore aggiunto, il quale risulta tuttavia insignificante rispetto ai costi conseguenti per il personale delle amministrazioni coinvolte (esame e attuazione del sostegno finanziario). La Confederazione non dispone inoltre di alcun margine di manovra finanziario per sostenere i nuovi sussidi ai cantoni proposti nalla mozione.</p><p>3. Nel quadro della strategia del Consiglio federale di adattamento ai cambiamenti climatici, il DATEC (UFAM) sta attualmente elaborando strumenti supplementari per pianificare e gestire le risorse idriche, i quali completano le basi e le guide all'esecuzione già pubblicati in materia di gestione a scala di bacino e di coordinamento di progetti di gestione delle acque. Tali strumenti dovrebbero essere disponibili entro il 2017. Poiché l'elaborazione in corso nel quadro della strategia di adattamento ai cambiamenti climatici non richiede modifiche di leggi, l'adozione della mozione diventa superflua. Una volta preso atto degli strumenti di pianificazione e di gestione delle risorse idriche, il Consiglio federale esaminerà come garantirne l'attuazione nei cantoni.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.