<h2>SubmittedText<h2><p>Nel 2020 e nel 2021, la pandemia di SARS-CoV-2 ha provocato un carico di lavoro superiore alla media per tutti gli operatori del settore sanitario. È ormai ampiamente indiscusso, inoltre, che gli aerosol sono una delle principali vie di trasmissione del coronavirus e che una buona qualità dell'aria interna ha un'influenza decisiva sulla salute. Invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Quanti casi di malattia professionale si sono registrati nel settore sanitario (ospedali, case di cura ecc.) nel 2019, nel 2020 e nel 2021 e con quali malattie?</p><p>2. Quanti lavoratori del settore sanitario si sono contagiati con il SARS-CoV-2 nel 2020 e nel 2021? È prevista la pubblicazione dei dati grezzi corrispondenti? Entro quando?</p><p>3. Quanti di loro sono stati ricoverati in ospedale, sono deceduti o figurano tra i casi di COVID lunga? È prevista la pubblicazione dei dati grezzi corrispondenti? Entro quando?</p><p>4. Negli ospedali e nelle istituzioni di cura è stata o è misurata la qualità dell'aria (CO2, umidità e temperatura) per quanto riguarda in modo specifico il SARS-CoV-2?</p><p>5. Se sì, da quando, da chi e come/dove vengono effettuate nel dettaglio le misurazioni e quali valori ne sono risultati? Se no, perché non sono state effettuate?</p><p>6. Quali sono le direttive in materia di aerazione (aria ambiente) nel settore sanitario? Vengono rispettate e/o come ci si assicura concretamente che lo siano e che il rispetto venga controllato? Quanti controlli sono effettuati?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Servizio centrale delle statistiche dell'assicurazione contro gli infortuni LAINF (SSAINF) allestisce statistiche uniformi degli infortuni utilizzando i dati forniti dagli assicuratori. Nella statistica sui casi di malattie professionali sono però stati rilevati e analizzati solo gli anni fino al 2018. Sono inoltre disponibili le cifre relative alle aziende assicurate presso la Suva. La Suva assicura però solo una piccola parte delle aziende attive nel settore sanitario e le sue cifre rappresentano soprattutto aziende nel Cantone di Basilea (in totale ca. 13 000 impieghi su ca. 200 000 in tutto il settore sanitario). La maggioranza delle aziende del settore sanitario è assicurata presso altri assicuratori secondo l'articolo 68 della legge federale sull'assicurazione contro gli infortuni (LAINF; RS 832.20).</p><p>Fino al 2019, nelle aziende del settore sanitario assicurate presso la Suva venivano constatati circa 300 casi di malattie professionali all'anno. Nella maggior parte dei casi di malattie professionali del gruppo delle malattie infettive si trattava di test, ad esempio in seguito a punture accidentali con aghi infetti nonché di indagini ambientali a causa di possibili contatti con pazienti affetti da tubercolosi o altre potenziali fonti di infezione. I casi di malattie professionali dovuti a infezioni effettivamente manifeste sono molto rari. Nel 2020, nelle aziende del settore sanitario assicurate presso la Suva si sono registrati circa 1400 casi di malattie professionali. La Suva parte dal presupposto che questi circa 1100 casi aggiuntivi di malattie professionali siano da ricondurre alla pandemia di coronavirus. Tuttavia, al momento attuale non è possibile dichiarare sulla base dei dati quale sia stata la percentuale delle infezioni effettivamente manifeste. Per il 2021 non vi sono ancora analisi disponibili.</p><p>2. In una domanda del formulario di dichiarazione del referto clinico si chiedeva se la persona fosse stata infettata in seguito a un contatto sul lavoro nel quadro della sua attività di medico o di infermiere. In una seconda domanda si chiedeva se la persona contagiata praticasse una professione medica o infermieristica. In molti casi queste due domande non hanno ricevuto risposta e spesso le risposte ricevute erano incoerenti. Pertanto questi dati non sono utilizzabili e la statistica desiderata non esiste a livello nazionale.</p><p>3. A causa della summenzionata pessima qualità dei dati non sono disponibili siffatte statistiche. Inoltre, le conseguenze a lungo termine della COVID-19 non vengono registrate dal sistema di dichiarazione obbligatoria poiché questo richiederebbe un monitoraggio dei casi.</p><p>4. - 6. Secondo l'articolo 4 dell'ordinanza COVID-19 situazione particolare (RS 818.101.26), le strutture accessibili al pubblico devono elaborare e attuare un piano di protezione. Per gli ospedali, i medici con studio proprio e i professionisti (della salute) che trattano pazienti affetti da COVID-19 sono disponibili raccomandazioni specifiche di Swissnoso in merito alle misure di protezione, tra cui c'è anche il miglioramento della ventilazione dei locali. Esse completano la direttiva SITC VA105-01 Installazioni di ventilazione e climatizzazione per locali ad uso medico. Inoltre, nel suo "Promemoria per i datori di lavoro - COVID-19" la Segreteria di stato dell'economia (SECO) richiama esplicitamente l'attenzione su un'aerazione adeguata dei locali di lavoro come misura tecnica. L'articolo 6 della legge sul lavoro (LL; RS 822.11) impone ai datori di lavoro di garantire la tutela della salute dei lavoratori. Nelle indicazioni relative alla LL (p. es. art. 16 e 17 dell'ordinanza 3 concernente la legge sul lavoro (OLL 3; RS 822.113)) vengono fornite direttive in merito al clima dei locali e alla ventilazione. Infine, l'esecuzione della protezione della salute dei lavoratori è di competenza degli ispettorati cantonali del lavoro. Poiché gli ospedali e gli istituti di cura in Svizzera sono di competenza cantonale, la Confederazione non può introdurre ulteriori disciplinamenti o disporre controlli in questo ambito.</p>  Risposta del Consiglio federale.