<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di sottoporre al Parlamento una proposta volta ad assicurare ai cantoni il cui mercato del lavoro è particolarmente a rischio la possibilità di attivare per un periodo limitato misure collaterali rafforzate. Il Consiglio federale in particolare:</p><p>1. elabora proposte di indicatori oggettivi e trasparenti volti a misurare i rischi sul mercati del lavoro, sulla base a esempio dei dati raccolti tramite i rapporti dell'Osservatorio sull'Accordo sulla libera circolazione tra la Svizzera e l'UE;</p><p>2. propone possibili ottimizzazioni delle misure collaterali che possono entrare in vigore, per un periodo limitato, nei cantoni nei quali gli indicatori di cui alla cifra 1 superano determinate soglie.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In occasione dell'elaborazione delle misure collaterali alla libera circolazione delle persone tra la Svizzera e l'Unione europea il legislatore ha consapevolmente optato per un sistema esecutivo decentrato e duale. Nel quadro della legge sui lavoratori distaccati le commissioni paritetiche e le commissioni tripartite cantonali verificano sul posto l'osservanza delle condizioni salariali e lavorative vigenti in Svizzera. Le commissioni tripartite cantonali hanno inoltre il compito di monitorare il mercato del lavoro nel suo complesso. La Confederazione richiede a tale scopo che i cantoni dispongano di un chiaro piano di osservazione del mercato del lavoro che permetta di constatare i salari usuali nel luogo e nel ramo e gli eventuali abusi in materia. Se necessario, le commissioni tripartite cantonali possono proporre anche autonomamente provvedimenti, ad esempio l'adozione di un contratto normale di lavoro che prevede salari minimi vincolanti oppure il conferimento agevolato del carattere obbligatorio generale a un contratto collettivo di lavoro. Il radicamento regionale delle commissioni tripartite permette di identificare in anticipo taluni sviluppi indesiderati in rami e regioni specifiche e di agire di conseguenza.</p><p>Nel quadro delle disposizioni legali gli organi d'esecuzione delle misure collaterali hanno un margine di manovra relativamente ampio per quanto riguarda il numero di controlli, le priorità in tale ambito e l'emanazione di sanzioni. La gestione dei controlli orientata ai rischi è ad esempio di esclusiva competenza degli organi di esecuzione competenti. Le priorità dei controlli sono già stabilite sulla base di una serie di indicatori oggettivi e trasparenti come l'evoluzione dei salari o l'immigrazione nei singoli settori economici. Anche riguardo al numero di controlli gli organi di esecuzione beneficiano di una certa flessibilità. Le convenzioni sulle prestazioni tra la Confederazione e i cantoni permettono già da tempo di tener conto della situazione specifica delle regioni di frontiera. Dallo scorso anno, inoltre, gli organi di controllo possono chiedere alla Confederazione un aumento temporaneo del numero di controlli nei rami e nelle regioni particolarmente toccati dalla libera circolazione delle persone. I cantoni del Ticino e di Ginevra hanno, dal canto loro, presentato una richiesta in tal senso, che è stata accolta. Il Consiglio federale ritiene pertanto che il sistema attuale delle misure collaterali è sufficientemente flessibile per tener conto delle diverse realtà regionali.</p><p>Nel corso della consultazione relativa alla legge federale sull'ottimizzazione delle misure collaterali alla libera circolazione delle persone, svoltasi dal 19 settembre 2014 al 19 dicembre 2014, la maggioranza dei partecipanti ha espresso critiche sull'impostazione del progetto. Le misure menzionate nella motivazione della mozione concernenti il conferimento del carattere obbligatorio generale ai contratti collettivi di lavoro erano anche parte integrante del progetto del Consiglio federale. Soltanto l'aumento delle sanzioni amministrative previste dalla legge sui lavoratori distaccati aveva raccolto ampi consensi. Pertanto, il 1° luglio 2015 il Consiglio federale ha approvato un messaggio concernente la modifica della legge sui lavoratori distaccati per quanto riguardava tale questione.</p><p>Considerata l'attuazione in corso del nuovo articolo costituzionale 121a, i partecipanti alla procedura di consultazione si sono chiesti se fosse il momento opportuno per adeguare le misure collaterali. Il 1° aprile il Consiglio federale ha pertanto deciso di sospendere il progetto. Nel quadro dei lavori di attuazione del nuovo articolo costituzionale 121a si valuterà come adeguare le misure collaterali al nuovo sistema di ammissione. Il Consiglio federale ha incaricato il Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca di includere in questo esame le misure previste nel progetto, segnatamente in materia di conferimento agevolato del carattere obbligatorio generale ai contratti collettivi di lavoro.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.