B u n d e s v e rw a l t u n g s g e r i ch t T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i f f éd é r a l T r i b u n a l e am m i n i s t r a t i vo f e d e r a l e T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i v fe d e r a l Corte IV D-3371/2014 S e n t e n z a d e l 2 5 g i u g n o 2 0 1 4 Composizione Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, con l'approvazione del giudice Thomas Wespi; cancelliere Gilles Fasola. Parti A._______, nata il (…), Italia, c/o Ufficio federale della migrazione Centro di registrazione e procedura, ricorrente, contro Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore. Oggetto Asilo ed allontanamento (termine del ricorso accorciato); decisione dell'UFM del 11 giugno 2014 / N (…). D-3371/2014 Pagina 2 Visto: la domanda d 'asilo che la ricorrente ha presentato in Svizzera in data 17 aprile 2014; i verbali d 'audizione del 2 maggio 2014 (di segu ito: verbale 1) e del 20 maggio 2014 (di seguito: verbale 2); la decisione dell 'UFM dell'11 giugno 2014 , notificata alla ricorrente il medesimo giorno (cfr. Atto A/12/1), con la quale detto Ufficio ha respinto la domanda d 'asilo senza ulteriori c hiarimenti (cfr. art. 40 LAsi [RS 142.31]) ed ha pronunciato l 'allontanamento della richiedente dalla Svizzera nonché l 'esecuzione dell 'allontanamento medesimo siccome lecita, esigibile e possibile; il ricorso del 18 giugno 2014 (cfr. timbro del plico raccomandato) contro detta decisione, con il quale la ricorrente ha concluso all'annullamento della decisione contestata, alla concessione dell'asilo e al riconosci mento della qualità di rifugiato ; che, in subordine, ha postulato il rinvio degli atti all'autorità inferiore per una nuova decisione; che la medesima ha pure presentato una domanda di assistenza giudiziaria nel senso della dispensa dal pagamento delle spese di giustizia e del relativo anticipo; l'incarto originale dell 'UFM pervenuto a code sto Tribunale in data 24 giugno 2014; i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei considerandi che seguono, e considerato: che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi); che, fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale), in virtù dell'art. 31 LTAF, D-3371/2014 Pagina 3 giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF; che l'UFM rientra tra dette autorità (art. 105 LAsi); che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA; che la ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità inferiore, è particolarmente t occata dalla decisione impugnata e vanta un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della stessa (art. 48 cpv. 1 PA) ed è pertanto legittimata ad aggravarsi contro di essa; che, giusta l'art. 108 cpv. 2 LAsi, entrato in vigore i l 29 settembre 2012, il termine di ricorso contro le decisioni secondo l'art. 40 LAsi in combinato disposto con l'art. 6a cpv. 2 lett. a LAsi è di cinque giorni lavorativi; che detto termine è stato osservato; che i requisiti relativi alla forma e al conte nuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono pure soddisfatti; che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso; che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, sono decisi dal giudice in qualità di giudice unico, con l’approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi); che, ai sensi dell’art. 111a cpv. 1 LAsi, si rinuncia allo scambio degli scritti; che con ricorso al Tribunale possono essere invocati la violazione del diritto federale e l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rilevanti (art. 106 LAsi); che la richiedente h a dichiarato di essere cittadina italiana e di avere lasciato il paese in quanto l'Italia non rispettere bbe i propri diritti fondamentali; che, segnatamente, sarebbe stata vittima di casi di malasanità, violazione della privacy e non avrebbe ottenuto un processo equo e corretto, in particolare, nella vertenza relativa alla separazione dal marito e all'affidamento del figlio a quest'ultimo; D-3371/2014 Pagina 4 che il Consiglio federale designa come Stati sicuri gli Stati in cui, secondo i suoi accertamenti, non vi è pericolo di persecuzioni (art. 6a cpv. 2 lett. a LAsi); che la richiedente è cittadina italiana; che il Consiglio federale ha inserito l'Italia nel novero dei paesi esenti da persecuzioni ai sensi dell'art. 6a cpv. 2 lett. a LAsi (cfr. Lista « Safe Countries» ai sensi dell'art. 6a cpv. 2 lett. a LAsi, UFM, stato: ottobre 2012); che la Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le disposizioni della LAsi (art. 2 LAsi); che sono rifugiati le persone che, nel Paese di origine o di ultima residenza, sono esposte a seri pregiudizi a causa della lo ro razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore di essere esposte a tali pregiudizi (art. 3 cpv. 1 LAsi); che la definizione di rifugiato, così come stabilita all'art. 3 cpv. 1 LAsi, è esaustiva, nel senso che esclude tutti gli altri motivi, suscettibili di condurre una persona a lasciare il proprio Paese di origine o di residenza, quali per esempio le diffico ltà derivanti da una situazione di crisi socio -economica (povertà, condizioni di vita precarie, difficoltà a trovare un impiego o un alloggio, redditi insufficienti) o dalla disorganizzazione, o dalla mancanza di infrastrutture o da problemi analoghi, ai quali ogni persona, nel Paese in questione, può essere confrontata; che la nozione di persecuzione presuppone un pregiudizio ad opera di terze persone; che, pertanto, non rientrano in questa definizione i pregiudizi indipendenti dall'agire umano; che, di c onseguenza, le domande di protezione fondate unicamente sulla situazione personale del richiedente l'asilo, in assenza di agenti esterni di persecuzione, non soddisfano tali condizioni; che nella querelata decisione l'UFM ha considerato che le allegazioni circa i motivi d'as ilo dell'interessata sarebbero riconducibili a problematiche di natura relazionale con l'ex coniuge ed il padre ; che, allo stesso modo, i problemi sorti in ambito lavorativo sarebbero connessi ai legami personali e professionali sul posto di lavoro; che quanto alle ingerenze nella sua vita privata e l'asserita violazione della privacy la ricorrente non avrebbe indicato né i responsabili né ragioni specifiche ; che, infine, gli epis odi di malasanità evocati dall'interessata sarebbero semmai dovuti ad inadeguatezze professionali dei professionisti da lei interpellati e non atti volti a creare danno in maniera specifica alla sua persona; D-3371/2014 Pagina 5 che pertanto l'UFM ha concluso che l e dichiarazioni dell'interessata sarebbero irrilevanti in materia d'asilo; che nel ricorso l'insorgente ribadisce che in Italia non sarebbero sufficientemente tutelati i propri diritti ; che, oltre ai diritti sog gettivi, sarebbero violati i propri diritti fondamentali; che tale circostanza sarebbe ampiamente provata dalla documentazione allegata; che, malgrado l'Italia abbia firmato numerose convenzioni internazionali, tale Stato non le rispetterebbe in maniera adeguata; che, tuttavia, la ricorrente non ha presentato argomenti o prove suscettibili di giustificare una diversa valutazione rispetto a quella di cui all'impugnata decisione; che, in concreto, le allegazioni decisive in materia d'asilo si esauriscono in affermazioni confuse e non corrobo rate da alcun elemento oggettivo di prova; che, come rettamente considerato dall'autorità inferiore, il Tribunale ritiene che le dichiarazioni del la ricorrente riguardo i suoi motivi d'asilo siano manifestamente irrilevanti; che, infatti, dai motivi d'asilo esposti dalla ricorrente non si evincono seri pregiudizi a causa della sua razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le sue opinioni politiche (art. 3 LAsi); che, invero, i pro blemi evocati dall'insorgente risultano piuttosto essere riconducibili a rapporti di natura privata; che, pertanto, la medesima, se del caso, potrà sollecitare le autorità locali per fare valere i propri diritti; che, in questo senso, occorre osservare che dalla documentazione allegata non risultano le violazioni evocate dall'interessata circa l'agire delle autorità da lei già interpellate; che, oltretutto, i procedimenti giuridici avviati dalle istanze della ricorrente risultano tutt'ora pendenti (cfr. verbale 2, D36-37, p.8); che per il resto si rimanda a quanto osservato dall'UFM nella decisione impugnata; che nemmeno quanto addotto nel ricorso può indurre il Tribunale a una diversa valutazione; che, di conseguenza, la ricorrente non è riuscita a dimostrare, o perlomeno a rendere verosimile, la qualità di rifugiato, per il che è a giusto titolo che l'UFM ha respinto la sua domanda d'asilo; D-3371/2014 Pagina 6 che se respinge la domanda d'asilo o non entra nel merito, l'Ufficio federale pronuncia, di norma, l'allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l'esecuzione, tenendo però conto del princip io dell'unità della famiglia (art. 44 LAsi); che l'insorgente non adempie le condizioni in virtù delle quali l'UFM avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera (art. 14 cpv. 1 e 2 nonché art. 44 LAsi come pure art. 32 dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a quest ioni procedurali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]); che in limine, nemmeno la circostanza di poter entrare e risiedere, come cittadina di uno Stato membro della Comunità europea (CE), sul territorio svizzero alla luce delle norme e principi dell'Accordo del 21 giugno 1999 tra la Confederazione Svizzera, da un parte, e la Comunità europea ed i suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone (ALC, RS 0.142.112.681), fa ostacolo al la pronuncia de ll'allontanamento posto che l'entrata sul territorio svizzero è stata con lo scopo di depositare domanda di asilo; che per quanto concerne l'esecuzione dell'allontanamento, l'art. 83 della legge federale sugli stranieri del 16 dicembre 2005 (LStr, RS 142.20) prevede che la stessa sia ammissibile (cpv. 3), esigibile (cpv. 4) e possibile (cpv. 2); che in caso di non adempimento di una di queste condizioni, l'UFM dispone l'ammissione provvisoria (cfr. art. 83 cpv. 1 LStr in relazione all'art. 44 LAsi); che per prassi invalsa del Tribunale, circa l'apprezzamento degli ostacoli all'esecuzione dell'allontanamento, vale lo stesso apprezzamento della prova consacrato al riconoscimento della qualità di rifugiato, ovvero il ricorrente deve provare o per lo meno rendere verosimile l'esistenza di un ostacolo all'esecuzione dell'allontanamento (cfr. DTAF 2011/24 consid. 10.2; WALTER STÖCKLI, Asyl, in : Ausländerrecht, 2ª ed. 2009, n. 11.148 pag. 567 seg.); che lo stato di fatto determinante in materia di esecuzione dell'allontanamento è quello che esiste al mo mento in cui si statuisce (cfr. DTAF 2009/51 consid. 5.4); D-3371/2014 Pagina 7 che la portata dell'art. 83 cpv. 3 LStr non si esaurisce nella massima del divieto di respingimento; che anche altri impegni di diritto internazionale della Svizzera possono essere ostativi all'esecuzione dell'allontanamento, in particolare l'art. 3 CEDU o l'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105); che l'applicazione di tali disposizioni presuppone, peraltro, l'esistenza di serie e concrete ragioni per ritenere che lo straniero possa essere esposto, nel paese verso il quale sarà allontanato, a dei trattamenti contrari alle succitate disposizioni; che spetta all'interessato rendere plausibile l'esistenza di siffatte serie e concrete ragioni (DTAF 2008/34 consid. 10); che in casu, giova anzitutto ricordare che nella misura in cui codesto Tribunale ha confermato la decisione dell'UFM relativa alla dom anda d'asilo del la ricorrente, quest'ultima non può prevalersi del principio del divieto di respingimento (art. 5 cpv. 1 LAsi), generalmente riconosciuto nell'ambito del diritto internazionale pubblico ed espressamente enunciato all'art. 33 Conv. rifugiati; che inoltre, non è dato rilevare alcun indizio serio secondo cui l'insorgente potrebbe essere esposta, in caso di rimpatrio, al rischio reale e immediato («real risk ») di un trattamento contrario alle succitate disposizioni (cfr. Sentenza della CorteEDU Saadi contro Italia del 28 febbraio 2008, 37201/06); che in altre parole, non sono stati forniti un insieme di indizi, oppure presunzioni non contraddette, sufficientemente gravi, precisi e concordanti in relazione a un pericolo di esposizione personale a d atti o fatti che si ritengono contrari alle disposizioni sopraccitate; che pertanto, come rettamente ritenuto nel giudizio litigioso, l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile ai sensi delle norme di diritto pubblico internazionale nonché della LAsi; che nel paese d'origine non vige attualmente una situazione di guerra, guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme della popolazione nella totalità del territorio nazionale che possa portare ad ammettere, per tutti i richiedenti proven ienti da questo stato e indipendentemente dalle circostanze di ogni singolo caso, l'esistenza di un ostacolo all'esecuzione de ll'allontanamento riconducibile all'art. 83 cpv. 4 LStr in relazione all'art. 44 LAsi; D-3371/2014 Pagina 8 che, come già enunciato, il Consiglio federale ha inserito l'Italia nella lista dei «Safe Countries» ai sensi dell'art. 6a cpv. 2 lett. a LAsi e da allora si è attenuto a questa valutazione nell'ambito delle periodiche verifiche giusta l'art. 6a cpv. 3 LAsi; che inoltre, giusta l'art. 83 cpv. 5 LStr in vigore del 1° febbraio 2014, se gli stranieri allontanati o espulsi provengono da uno degli Stati designati dal Consiglio federale come Stati in cui il ritorno è ragionevolmente esigibile o da uno Stato membro dell’UE o dell’AELS, si ritiene che l’esecuzione dell’allontanamento o dell’espulsione sia di norma ragionevolmente esigibile; che tale presunzione non è stata inficiata dalla ricorrente; che quo alla situazione personale dell'insorgente, va rilevato che e lla è giovane e ha conseguito una formazione specialistica di livello universitario in cure infermieristiche (cfr. verbale 1, p.4); che la medesima ha lavorato quale infermiera domiciliare sino al 2013; che, pertanto, ha tutte le possibilità per reinserirsi con successo nel contesto professionale italiano; che, oltretutto, ella beneficia attualmente di un'indennità di disoccupazione (cfr. verbale 2, D47, p. 9); che in Italia, dove ha sempre vissuto, dispone certamente di una solida rete sociale; che per quanto attiene ai problemi di salute ad otti dalla ricorrente, la medesima può senz'altro rivolgersi alle strutture sanitarie del paese d'origine come peraltro già fatto in passato (cfr. doc. 3 e 4 e verbale 2, D39- 41, p. 9); che, oltretutto, dalle dichiarazione della stessa interessata si evince che le visite mediche svolte in Svizzera hanno attestato uno stato di salute buonissimo (cfr. verbale 2, D38, p. 9); che, per le ragioni sopraindicate, l'autorità inferiore ha rettamente ritenuto ragionevolmente esigibile l'esecuzione dell'allontanamento; che infine non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità dell'esecuzione dell'allon tanamento (art. 83 cpv. 2 LStr in relazione all'art. 44 LAsi); che l'insorgente, usando della necessaria diligenza, potrà procurarsi ogni documento indispensabile al rimpatrio (art. 8 cpv. 4 LAsi; cfr. DTAF 2008/34 consid. 12); che l'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile; che di conseguenza anche in materia di allontanamento e relativa esecu - zione la querelata decisione va confermata; D-3371/2014 Pagina 9 che, in virtù di quanto precedentemente enunciato, le conclusioni ricorsuali tendenti all'annullamento della decisione impugnata ed alla trasmissione degli atti all'autorità inferiore per nuova decisione vanno respinte; che avendo il Tribunale statuito n el merito del ricorso, la domanda di esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese processuali è divenuta senza oggetto; che, infine, ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito favorevole, la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal pagamento delle spese p rocessuali, è respinta (art. 65 cpv. 1 PA); che, visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.– che seguono la soccombenza, sono poste a carico d ella ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amminist rativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]); che la presente decisione non concerne persone contro le quali è pendente una domanda di estradizione presentata dallo Stato che hanno abbandonato in cerca di protezione (art. 83 lett. d cifra 1 LTF); che la decisione non può essere impugnata con ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d LTF); che la pronuncia è quindi definitiva. (dispositivo alla pagina seguente) D-3371/2014 Pagina 10 Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 1. Il ricorso è respinto. 2. La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versamento delle spese processuali, è respinta. 3. Le spese processuali, di CHF 600.–, sono poste a carico della ricorrente. Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sentenza. 4. Questa sentenza è comunicata alla ricorrente , all 'UFM e all 'autorità cantonale. Il giudice unico: Il cancelliere: Daniele Cattaneo Gilles Fasola Data di spedizione: