<h2>SubmittedText<h2><p>La nuova legge sulla protezione dei minori e degli adulti è in vigore da ormai un anno. I comuni segnalano sviluppi inquietanti in materia di oneri e costi. L'apparato burocratico è stato gonfiato enormemente. Di conseguenza, in molti comuni i costi effettivi supereranno verosimilmente di gran lunga quelli preventivati. Le autorità dispongono di un margine di manovra assai limitato. Gli accertamenti richiedono molto più tempo, poiché tutti i casi - anche i più semplici - devono ora essere valutati da tre persone. Stando ai comuni, un numero maggiore di casi potrebbe essere deciso nella procedura singola. E questo è solo un esempio. Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti: </p><p>1. Prevede di adottare misure per contenere il galoppante aumento dei costi?</p><p>2. Intende istituire un gruppo di lavoro che valuti le ripercussioni positive e negative della legge?</p><p>3. Qual è il rapporto tra i costi effettivi nei cantoni e quelli preventivati nel messaggio?</p><p>4. Il Consiglio federale è disposto, in caso di comprovato bisogno, a semplificare la legge?</p><p>5. Nel 2013 le nuove autorità hanno disposto un numero superiore o inferiore di curatele rispetto a quelle ordinate dalle precedenti autorità tutorie? In caso di numero superiore, ciò ha comportato un aumento dei costi?</p><p>6. Il Consiglio federale prevede di fare un confronto intercantonale in merito all'applicazione e ai costi della nuova legge?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il 1° gennaio 2013 è entrato in vigore il nuovo diritto in materia di protezione degli adulti e dei minori. Nel contempo, le nuove autorità di protezione degli adulti e dei minori (autorità di protezione) hanno iniziato la loro attività. Il nuovo diritto ha comportato varie novità, che sono state introdotte volutamente dal legislatore e in parte hanno implicato anche un onere supplementare (prevedibile) per le autorità d'esecuzione, in particolare l'obbligo che l'autorità di protezione sia composta di specialisti. Anche la maggiore considerazione delle specificità dei singoli casi, corredata all'obbligo di emanare provvedimenti su misura, nonché l'estensione della tutela giuridica hanno comportato tendenzialmente un aumento dell'onere lavorativo nell'ambito dell'esecuzione. Tale onere era necessario per conseguire gli obiettivi definiti dal legislatore con la revisione.</p><p>Va inoltre considerato che ogni revisione di legge comporta una temporanea incertezza giuridica e la necessità di adeguamenti da parte delle autorità incaricate di applicare il diritto. Nel presente caso, l'entrata in vigore del nuovo diritto ha inoltre implicato una vasta riorganizzazione delle autorità e dal 1° gennaio 2013 l'esecuzione del diritto in materia di protezione dei minori e degli adulti incombe a un gran numero di persone che finora non ha potuto maturare esperienza in materia. Infine, tutte le misure adottate sotto il vecchio diritto devono essere riesaminate ed eventualmente rinnovate, il che comporta un onere supplementare notevole, ma soltanto temporaneo. Il Consiglio federale prevede che una parte considerevole di questo onere verrà a cadere alla fine del periodo di transizione.</p><p>Ciò non significa tuttavia che le procedure attuali non possano essere ottimizzate e rese più efficienti. A tale proposito va sottolineato che la Confederazione impartisce poche direttive ai cantoni, che sono in ampia misura responsabili di istituire strutture efficienti. Il Consiglio federale è disposto a vagliare misure che consentano di sgravare l'autorità di protezione adeguando il diritto federale senza compromettere gli obiettivi della protezione dei minori e degli adulti. Per quanto riguarda l'obbligo dell'autorità di protezione degli adulti di decidere in collegio di almeno tre membri (art. 440 cpv. 1 e 2 CC), va segnalato che i cantoni hanno esplicitamente la possibilità di prevedere eccezioni per determinati casi (art. 440 cpv. 2 secondo periodo CC), in particolare per le procedure e le decisioni in cui sussiste un limitato margine di apprezzamento, per meri atti di esecuzione e per le procedure che devono essere evase rapidamente.</p><p>2. Al momento non è prevista alcuna valutazione scientifica del nuovo diritto da parte della Confederazione, nemmeno in relazione ai costi supplementari cagionati dalla revisione. L'esperienza insegna che occorre attendere almeno tre anni dall'entrata in vigore prima di poter valutare in maniera attendibile una revisione di legge. Nel presente caso appare opportuno attendere più a lungo, poiché alla luce della particolare situazione transitoria illustrata nella risposta 1 si prevede di ritornare a un esercizio normale soltanto dopo la scadenza di un periodo transitorio, tanto più che la revisione del diritto in materia di autorità parentale, che entrerà in vigore il 1° luglio 2014, conferirà nuovi compiti all'autorità di protezione. Anche in vista di tali compiti è dapprima necessario sviluppare una prassi prima che abbia senso effettuare una valutazione.</p><p>3. Nel messaggio il Consiglio federale ha sottolineato la difficoltà di stimare le conseguenze del progetto per i cantoni (FF 2006 6391 6506). Non vi figurano pertanto previsioni quantitative in merito ai costi attesi. Per questo motivo non è possibile confrontare i costi previsti con quelli effettivi.</p><p>4. Si veda la risposta alla domanda 1.</p><p>5. La Conferenza dei cantoni per la protezione dei minori e degli adulti (COPMA) rileva i dati relativi alle misure di protezione degli adulti nei cantoni e stila annualmente una statistica pubblicata sul suo sito (http://www.vbk-cat.ch). Attualmente non sono ancora disponibili statistiche per il 2013.</p><p>6. Si veda la risposta alla domanda 2.</p>  Risposta del Consiglio federale.