<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di adeguare l'ordinanza concernente le esigenze tecniche per i veicoli stradali prevedendo l'obbligo per tutti i nuovi veicoli di categoria M venduti d'ora in avanti di soddisfare la norma sui gas di scarico Euro 6d TEMP senza termini transitori.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La tutela ambientale e la salute della popolazione sono di primaria importanza per il Consiglio federale. La regolamentazione e la limitazione delle emissioni di ossidi di azoto provenienti da fonti mobili quali i veicoli vanno concertate a livello internazionale, in particolare con l'Unione europea, affinché le misure adottate risultino efficaci. L'inasprimento dal 1° settembre 2017 delle prescrizioni sui gas di scarico prevede l'obbligo, nell'ambito della procedura di omologazione, di misurare e rispettare i valori limite in un ciclo di test più severo e anche in condizioni di traffico reale (Real Driving Emissions) e promette un netto miglioramento della situazione. Il DATEC ha sostenuto attivamente i lavori curati dall'UNECE per il nuovo ciclo di test (Worldwide harmonized Light vehicles Test Procedure, WLTP).</p><p>Il Laboratorio federale di prova dei materiali e di ricerca e il laboratorio di controllo dei gas di scarico e dei motori della Scuola universitaria professionale di Berna già da molto tempo effettuano, su incarico del DATEC, test su strada e rilevano le emissioni tramite un dispositivo portatile, garantendo così la misurabilità a campione anche in Svizzera.</p><p>È tuttavia discutibile il fatto che un'applicazione a livello svizzero della norma antinquinamento Euro 6d TEMP senza termini transitori possa contribuire significativamente alla riduzione dell'impatto ambientale. Da un lato, infatti, i mezzi omologati all'estero che non rispettano tale norma potrebbero continuare a circolare sulle strade svizzere, mentre dall'altro già oggi il numero di veicoli diesel immatricolati è minore rispetto all'anno precedente, il che lascia supporre una maggiore sensibilizzazione dei consumatori.</p><p>La Svizzera inoltre si adopera per definire prescrizioni tecniche che non ostacolino gli scambi: applicando la normativa Euro 6d TEMP senza termini transitori, i veicoli non conformi non potrebbero più essere venduti nel nostro Paese, con un conseguente svantaggio per il settore automobilistico elvetico nei confronti dei concorrenti esteri e ripercussioni negative per i clienti.</p><p>L'introduzione al 1° settembre 2017 di norme sulle emissioni più severe e senza periodo di transizione sarebbe in contrasto anche con accordi stipulati dalla Svizzera per garantirsi un accesso al mercato il meno discriminatorio possibile. In questo contesto il nostro Paese è vincolato per esempio dai regolamenti emessi nel quadro dell'accordo del 20 marzo 1958 concernente l'accettazione di prescrizioni tecniche uniformi per i veicoli a ruote, gli equipaggiamenti e i pezzi che possono essere installati o usati in veicoli a ruote, nonché le condizioni per il riconoscimento reciproco di omologazioni, rilasciate sulla base di tali prescrizioni (accordo UNECE del 1958; RS 0.741.411). Il termine di preavviso di tali regolamenti è di un anno, motivo per cui l'introduzione delle norme in parola al 1° settembre 2017 senza periodo di transizione non sarebbe compatibile con l'accordo.</p><p>Per i suddetti motivi il Consiglio federale respinge l'introduzione della norma Euro 6d-TEMP senza termini transitori, onde garantire tra l'altro, e in particolare, la certezza del diritto. L'Ufficio federale delle strade competente è tuttavia in continuo contatto con gli importatori di automobili e impegnato a esigere l'adozione di misure (aggiornamento software, ecc.) che consentano ai possessori di veicoli in Svizzera di beneficiare degli stessi miglioramenti introdotti, per esempio, in Germania.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.