<h2>SubmittedText<h2><p>L'accordo sull'abolizione degli ostacoli tecnici al commercio (ARR) fa parte degli accordi bilaterali I approvati nel 2000. Il Consiglio federale non perde occasione di ricordare quanto l'ARR sia indispensabile per le imprese svizzere. Chiedo dunque al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Come si distinguono nel quadro della legislazione europea (CEE, CE, ISO, IEC ecc.) i requisiti in merito all'accesso al mercato e alla certificazione della conformità dei prodotti, richiesti ai produttori o ai responsabili della commercializzazione provenienti dall'UE, dalla Svizzera e da fuori dell'UE (Canada, Giappone ecc.)?</p><p>2. Il Consiglio federale condivide l'opinione che i sempre maggiori requisiti richiesti ai produttori, nonostante l'ARR, rappresentano di gran lunga la spesa maggiore (più di 90 per cento) e i costi più elevati per introdurre un prodotto nell'UE?</p><p>3. Se l'ARR fosse abbandonato, la valutazione della conformità per l'accesso al mercato UE molto probabilmente dovrebbe essere eseguita da un organismo notificato (notified body) in uno dei Paesi UE. Il Consiglio federale non crede che scegliendo un laboratorio di prova economicamente competitivo all'interno dell'UE i costi, rispetto a oggi, si ridurrebbero e così anche i tempi?</p><p>4. In caso di abbandono dell'ARR, sarebbe disposto ad accettare, come già fa la maggior parte dei Paesi, che le valutazioni della conformità, e le norme relative, valide per gli Stati Uniti o per l'UE siano valide anche per la Svizzera?</p><p>5. Quanti tra gli studi nell'ambito degli ostacoli al commercio si basano su esempi provenienti dall'industria - concreti, verificati e quantificati - invece di limitarsi a rispondere alla questione generale degli accordi bilaterali, ovvero se siano irrinunciabili, importanti, poco importanti o irrilevanti (si veda lo studio Bakbasel del 2015)?</p><p>6. Il Consiglio federale non crede che siano molto pochi i responsabili che conoscono nel dettaglio gli effetti dell'ARR sulle proprie imprese e che possono dunque quantificarli in maniera affidabile?</p><p>7. Non condivide dunque l'opinione che studi generici come Bakbasel 2015 non permettono di trarre conclusioni rilevanti?</p><p>8. Fino a che punto è possibile calcolare la differenza nel rapporto tra costi e benefici di una regolamentazione basata sull'OMC/ALS del 1972 e di una basata sull'ARR?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Tutti i prodotti messi in circolazione nell'UE devono soddisfare le norme di conformità applicabili, indipendentemente dalla provenienza. L'ARR rimuove alcuni requisiti del diritto europeo per i produttori svizzeri sulla base del riconoscimento delle norme svizzere da parte dell'UE. Per la commercializzazione di un prodotto in Svizzera e nell'UE è sufficiente perciò un solo esame di conformità. L'ARR consente in questo modo di partecipare al mercato interno dell'UE e permette alle autorità svizzere di accedere alla sorveglianza del mercato UE per poter rispondere in maniera rapida ed efficace a eventi indesiderati.</p><p>2. Dal momento che i prodotti sono sempre più complessi, i requisiti sono stati effettivamente aumentati nella maggior parte dei settori allo scopo di garantire la sicurezza dei prodotti e la tutela dei consumatori. L'inasprimento dei requisiti vale sia per i produttori svizzeri sia per quelli stranieri. Senza l'ARR sarebbe necessario soddisfare prima i requisiti svizzeri e poi quelli dell'UE, ritardando l'introduzione sul mercato e generando costi aggiuntivi. L'ARR dimezza gli oneri amministrativi richiesti per l'introduzione dei prodotti in entrambi i mercati.</p><p>3. Già oggi grazie all'ARR le imprese sono libere di scegliere l'organismo di valutazione della conformità che più conviene loro, che sia in Svizzera o nell'UE. Obbligare a rivolgersi a un organismo di valutazione della conformità europeo non comporterebbe automaticamente una riduzione dei costi o dei tempi. Le imprese svizzere, in particolare le PMI, sono ben liete di lavorare con uno dei 33 organismi svizzeri notificati all'UE nell'ambito dell'ARR. Se l'industria svizzera dovesse rivolgersi a organismi nell'UE ne conseguirebbe una delocalizzazione delle attività di questi organismi. Senza l'ARR l'esame di conformità per il mercato europeo dovrebbe svolgersi nell'UE, conformemente ai requisiti di quest'ultima, e non sarebbe più riconosciuto in Svizzera a meno che la Svizzera stessa non decidesse diversamente (si veda la risposta 4).</p><p>4. Nessun altro Paese che si basi solamente sugli esami di conformità degli Stati Uniti o dell'UE ha un livello di tutela comparabile a quello della Svizzera. Certamente il riconoscimento unilaterale permetterebbe ai consumatori svizzeri di godere di una maggiore varietà di prodotti e di un abbassamento dei prezzi, grazie alla maggiore concorrenza. Non ci sarebbe però nessun vantaggio per l'industria svizzera di esportazione.</p><p>5./7. Gli effetti negativi degli ostacoli al commercio sul benessere economico e sugli scambi commerciali sono innegabili. Gli ostacoli tecnici aumentano i prezzi dei beni in entrata e in uscita generando di conseguenza maggiori costi di produzione.</p><p>Diversi studi hanno quantificato le ripercussioni economiche dell'ARR dimostrando che l'accordo contribuisce in maniera importante al successo dell'economia svizzera, come si evince dai risultati del sondaggio alle aziende svolto nell'ambito dello studio Bakbasel 2015 "Die Auswirkungen der bilateralen Verträge auf die Unternehmen der MEM-Industrie".</p><p>Su incarico della SECO, gli istituti di ricerca Bakbasel ed Ecoplan 2015 hanno stimato la portata economica degli accordi bilaterali I, tra cui l'ARR. Per quanto riguarda quest'ultimo, gli studi si basano sui costi noti delle valutazioni della conformità e sulle stime econometriche di Bakbasel e del KOF. Un elenco di studi analoghi è disponibile sul sito della SECO.</p><p>6. Secondo uno studio pubblicato nel 2015 dall'associazione Swissmem, tre quarti delle imprese nell'industria meccanica, elettrotecnica e metallurgica considerano l'accordo di grande importanza o addirittura indispensabile. Per quanto riguarda il ramo farmaceutico, l'industria stima che l'abbandono dell'ARR aumenterebbe i costi da 150 a 300 milioni di franchi all'anno.</p><p>8. Il Consiglio federale ha illustrato dettagliatamente la differenza tra l'ARR e una soluzione basata su un accordo di libero scambio in risposta al postulato Keller-Sutter 13.4022, "Un accordo di libero scambio con l'UE al posto degli accordi bilaterali". Contrariamente a un accordo di questo tipo, l'ARR si basa sull'armonizzazione e sul riconoscimento del diritto tra la Svizzera e l'UE per permettere agli operatori economici svizzeri di partecipare al mercato interno europeo.</p>  Risposta del Consiglio federale.