<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Fino alla primavera 2002 l'economia mondiale, in particolare quella statunitense, mostrava tendenze alla ripresa; nel corso dell'estate tuttavia il clima si è ulteriormente deteriorato, causando un crollo del corso delle azioni. Casi di falsi in bilancio hanno messo a dura prova il clima di fiducia. Inoltre, la crisi irachena ha suscitato il timore di un'impennata dei prezzi del petrolio. È anche risultato evidente che occorrerà del tempo per porre fine ai sovrainvestimenti in diversi settori. </p><p>Nell'immediato, gli effetti positivi esercitati sull'economia reale dalle politiche monetarie e finanziarie accomodanti praticate dagli Stati Uniti e dai paesi dello spazio euro potrebbero essere offuscati da altri fattori che si aggiungono a quelli menzionati sopra. Supponendo che la situazione geopolitica non si inasprisca e che il corso delle azioni non continui a diminuire, si può sperare in una ripresa moderata; nello spazio economico dell'Unione europea, in particolare, dovrebbero lentamente riaffermarsi le dinamiche ascendenti.</p><p>Il fatto che la ripresa economica mondiale tardi a manifestarsi è un fattore frenante per la congiuntura in Svizzera che nel 2002 dovrebbe essere caratterizzata dal ristagno. Per il 2003, il gruppo di esperti della Confederazione preposto alle previsioni congiunturali ritiene che si assisterà a un leggero miglioramento, che andrà viepiù affermandosi nel corso dell'anno, a condizione però che la congiuntura, soprattutto nell'UE, si riprenda nella misura sperata e che non intervenga un ulteriore sostanziale rafforzamento del corso reale del franco.</p><p>Per quanto concerne le questioni poste nell'interpellanza, la posizione del Consiglio federale è la seguente:</p><p>1. Il Consiglio federale ritiene che la politica congiunturale sia adeguata all'evoluzione dell'economia. La politica monetaria e la politica finanziaria sono orientate verso l'espansione. Di fronte al rallentamento della crescita economica profilatosi nella primavera del 2001, la Banca nazionale aveva già reagito, il 22 marzo 2001, con un primo abbassamento della fascia di fluttuazione del LIBOR a tre mesi. In seguito ha abbassato a cinque riprese questa fascia la cui media si situa allo 0,75% dal 26 luglio 2002. Con l'allentamento della politica monetaria, la Banca nazionale ha reagito anche all'apprezzamento del franco. Nel 2002, come già era avvenuto nel 2001, la politica di bilancio della Confederazione ha avuto effetti espansivi. </p><p>2. Il freno all'indebitamento, che sarà applicato per la prima volta con l'allestimento del bilancio 2003, tiene conto della situazione congiunturale del momento. Se l'attività economica è inferiore al potenziale di crescita, il bilancio, grazie al fattore congiunturale preso in considerazione, ha automaticamente un effetto espansivo, e viceversa.</p><p></p><p>La riveduta legge sull'assicurazione contro la disoccupazione, inoltre, ha un importante effetto di stabilizzatore automatico, complementare al freno all'indebitamento. In base alle disposizioni della riveduta legge, i mutui della Confederazione all'assicurazione contro la disoccupazione non saranno più imputati al conto finanziario, ma al bilancio. Di conseguenza, la concessione di mutui non sarà più condizionata dalla necessità di compensare le spese supplementari per l'assicurazione contro la disoccupazione mediante la riduzione di altre spese.</p><p>Rammentiamo in proposito che, in seguito al voto popolare del 24 novembre 2002 favorevole alla 3 revisione dell'assicurazione contro la disoccupazione, il Consiglio federale ha potuto decidere di ridurre i contributi salariali all'assicurazione contro la disoccupazione a partire dal 1° gennaio 2003, allo scopo di sostenere la congiuntura. Ne consegue che nel 2003 le economie domestiche e le imprese disporranno di un importo totale nettamente superiore al miliardo di franchi, ciò che contribuirà a sostenere il consumo e gli investimenti.</p><p>Grazie al freno all'indebitamento, ai miglioramenti apportati agli stabilizzatori automatici e all'evoluzione della congiuntura, l'adozione di una serie di misure congiunturali non appare necessaria. Sarebbe inoltre sbagliato annunciare misure congiunturali discrezionali, le quali rischierebbero di accentuare l'evoluzione momentaneamente recessiva degli investimenti, inducendo gli ambienti economici a rinviare i loro investimenti per poter usufruire, in vista di un eventuale programma, delle misure decise dai poteri pubblici. </p><p>Rammentiamo che allo scopo di valutare gli effetti congiunturali del programma d'investimento 1997-1999 nel suo insieme (conservazione della qualità delle pubbliche infrastrutture, della qualità della rete delle strade nazionali e della qualità delle costruzioni federali; abolizione del blocco dei crediti ai posti d'investimento, promovimento degli investimenti privati nel campo dell'energia), il Centro di ricerche congiunturali (KOF) del Politecnico di Zurigo ha realizzato una simulazione per mezzo del suo modello macroeconomico. Il KOF è giunto alla conclusione che l'incidenza sulla domanda nel settore della costruzione ha risposto alle attese (2,5 miliardi di franchi cumulati in questo lasso di tempo). Per contro, l'effetto sul PIL è stato piú debole del previsto (aumento cumulato del PIL dello 0,14% sul periodo), data una propensione relativamente forte a importare. L'incidenza netta sulla crescita del PIL è stata dunque piú debole che l'effetto sull'insieme della domanda</p><p>Occorre rilevare che un'economia aperta di piccole dimensioni quale quella svizzera non può contare solo sulle proprie forze per essere rilanciata. I suoi mercati aperti e la sua forte propensione all'importazione fanno sì che debba appoggiarsi sulla congiuntura estera e soprattutto su quella europea. </p><p>Alquanto autonomamente possiamo noi invece determinare i fattori che influiscono sulla crescita a lungo termine. La debole crescita rappresenta già da molto tempo una costante dell'economia svizzera. Il Consiglio federale intende pertanto impegnarsi anche per aumentare il potenziale di crescita e la produttività del lavoro. Una crescita più elevata consentirà di attutire gli effetti delle flessioni congiunturali. In gennaio il Consiglio federale ha preso conoscenza delle conclusioni a cui è pervenuto il gruppo di lavoro interdipartimentale "Crescita economica", al quale aveva affidato un corrispondente mandato. Nell'ambito delle prossime consultazioni sul programma di legislatura 2003 - 2007 stabilirà le misure da adottare. Questioni quali l'intensificazione della competitività, la stabilizzazione della quota delle uscite della Confederazione, un sistema fiscale propizio alla crescita con il conseguente sgravio per le famiglie, e altre ancora, rivestiranno grande importanza per il miglioramento delle prospettive di crescita.</p><p>3. I progetti di costruzione nel settore dei trasporti pubblici sono stati trattati nell'ambito del bilancio 2003, che deve essere conforme alle norme sul freno all'indebitamento. Fra i grandi progetti concernenti il finanziamento dei trasporti pubblici praticamente nessuno è ha progredito a tal punto da permettere l'inizio dei lavori di costruzione. Per questa ragione non è possibile un anticipo degli investimenti. Per quanto concerne il preventivo ordinario (convenzione di prestazioni FFS e 8° credito-quadro per le imprese di trasporto concessionarie) ci sarebbero invece progetti pronti per la realizzazione. Vista la necessità di riduzioni nel preventivo 2003 e nel piano finanziario 2004, alcuni progetti pronti per essere realizzati sono stati abbandonati o rinviati a una data ulteriore. Questo concerne in particolar modo il programma delle FFS per il risanamento delle stazioni regionali. Secondo il vigente piano finanziario soltanto a partire dal 2005 mezzi supplementari saranno nuovamente a disposizione per gli investimenti nell'infrastruttura delle FFS. </p><p>4. Stando ai dati di fine agosto 2002 del "barometro dei posti di tirocinio", stabilito su richiesta dell'Ufficio federale della formazione professionale e della tecnologia (UFFT), l'offerta di posti di tirocinio nel 2002 potrebbe risultare superiore a quella dell'anno precedente e non è detto che tutti i posti abbiano potuto essere occupati. </p><p>Vista la situazione precaria, per ragioni congiunturali, sul mercato dei posti di tirocinio nel 2003, l'UFFT ha preso l'iniziativa, già in febbraio, in collaborazione con le organizzazioni del mondo del lavoro e con i cantoni, di allestire provvedimenti a breve e medio termine che dovrebbero attenuare una crisi dei posti di tirocinio nell'agosto del 2003. Parte dei preparativi si base su provvedimenti contemplati dall'articolo 55 capoverso 1 lettera j della nuova legge sulla formazione professionale (nLFPr), cioè su provvedimenti propri a garantire e sviluppare l'offerta di posti di tirocinio. La Confederazione potrà infatti sostenere finanziariamente simili provvedimenti non appena che la nLFPr sarà entrata in vigore, vale a dire il 1° gennaio 2004, molto probabilmente.</p>  Risposta del Consiglio federale.