<h2>SubmittedText<h2><p>In risposta all'interpellanza 21.3873, il Consiglio federale ha scritto che l'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) ha classificato l'acido trifluoroacetico (TFA) tra i prodotti di degradazione dei pesticidi e di altre sostanze chimiche non rilevanti dal punto di vista tossicologico. Questa valutazione sarebbe compatibile con le direttive dell'Unione Europea (UE).</p><p>Ora, però, sembra che l'UE stia facendo esaminare più da vicino la sostanza. Ad esempio, l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha espresso al programma televisivo "Kassensturz" la preoccupazione che in alte concentrazioni il TFA possa provocare danni alla salute dei mammiferi. </p><p>Poiché il TFA si degrada difficilmente nel suolo e nelle acque sotterranee, ma si accumula nel tempo, potrebbe rappresentare un rischio specifico per la popolazione. Come dimostrano le indagini della televisione svizzera di lingua tedesca (SRF), in Svizzera il TFA è presente nell'acqua potabile delle zone coltivabili in concentrazioni che in alcuni siti superano il valore di un microgrammo al litro. Se improvvisamente dovesse rivelarsi dannoso per la salute, ciò sarebbe particolarmente problematico a causa della sua proprietà di "sostanza chimica per sempre".</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Uno studio dell'EAWAG avvertiva già 20 anni fa che il TFA poteva concentrarsi nel suolo e nell'acqua potabile e raccomandava di istituire un monitoraggio. Che cosa ha fatto la Confederazione al riguardo e per quale motivo?</p><p>2. Se non ha istituito un monitoraggio: il TFA sarà ora incluso nei programmi di monitoraggio delle acque sotterranee? In caso di risposta negativa, per quale motivo?</p><p>3. Può confermare la dichiarazione dell'EFSA in merito ai possibili danni ai mammiferi - tra cui l'uomo - causati dai TFA? In caso di risposta affermativa, cosa significa? </p><p>4. In una pubblicazione del novembre 2021, l'Agenzia federale tedesca per l'ambiente (UBA) afferma che, non potendo il TFA essere rimosso dai corpi idrici, dovrebbe essere eliminato dalla catena di emissione il più presto possibile. Tenuto conto dei rischi e dei conflitti, aspettare una base di conoscenze completa è irragionevole. Per la futura regolamentazione dovrebbe valere quanto segue: ogni volta che si effettua una valutazione dei rischi per le sostanze chimiche fluorurate, occorre prendere in considerazione anche il TFA. Che cosa raccomanda il Consiglio federale, soprattutto alla luce del vigente principio di precauzione?</p><p>5. Il Consiglio federale sta valutando la possibilità di vietare le sostanze che si degradano in TFA? In caso di risposta affermativa, entro quando? In caso di risposta negativa, per quale motivo?</p><p>6. Rimuovere con un onere ragionevole le "sostanze chimiche per sempre" dal suolo o dalle acque sotterranee sembrerebbe essere impossibile. Chi sostiene i costi di eventuali misure secondo il principio del "chi inquina paga"?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nel quadro di uno studio in corso dal 2020, l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) esamina le concentrazioni di acido trifluoroacetico (TFA) nell'acqua piovana e nelle acque superficiali. Lo studio si prefigge anche di determinare se il TFA finisce nell'ambiente principalmente trasportato dall'aria o tramite fonti locali come impianti industriali o l'uso di prodotti fitosanitari in agricoltura. I risultati saranno pubblicati nel 2023 una volta concluso lo studio. Dal 2011 l'Empa misura sullo Jungfraujoch le concentrazioni atmosferiche di diverse idrofluoroolefine (HFO), precursori di TFA, impiegate soprattutto come prodotti refrigeranti.</p><p>2. Nel quadro dell'Osservazione nazionale delle acque sotterranee NAQUA l'esame del TFA avviene gradualmente: dopo il primo rilevamento di TFA nel 2018, il monitoraggio 2021 è stato esteso ad altre stazioni di misurazione esistenti. Nel 2022 e nel 2023, in collaborazione con i servizi cantonali, si svolge uno studio pilota a livello nazionale specifico, con il quale i TFA vengono esaminati in tutte le 550 stazioni di misurazione NAQUA. Sulla scorta dei risultati si determina se in futuro il TFA dovrà essere esaminato regolarmente nell'ambito di NAQUA. I risultati dello studio pilota si prefiggono inoltre di illustrare il ruolo delle varie fonti nell'immissione di TFA nelle acque sotterranee.</p><p>3. L'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) si occupa di seguire con attenzione i lavori dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA). Quest'ultima attualmente valuta la sicurezza dei TFA e delle sostanze che possono degradarsi in TFA, tenendo anche conto dei possibili effetti negativi sulla salute dell'uomo. Se dalle correnti verifiche ne emerge la necessità, il Consiglio federale adotterà delle misure di regolamentazione conformi a quelle dell'UE, definendo ad esempio livelli massimi per i residui di TFA nelle derrate alimentari.</p><p>4. e 5. Attualmente, nella valutazione dei rischi associati ai biocidi e ai prodotti fitosanitari nel quadro dell'omologazione si tiene già conto della degradazione dei principi attivi. Nei modelli utilizzati a tal fine vengono stimati anche il comportamento di degradazione e la permanenza dei metaboliti. Se per la sostanza iniziale o i relativi metaboliti questi modelli prevedono valori che superano quelli che sono considerati concentrazioni innocue, l'omologazione viene respinta o concessa soltanto con adeguate misure di riduzione dei rischi. In questo modo si tiene conto del principio di precauzione. In particolare anche nella legge federale del 19 marzo 2021 sulla riduzione dei rischi associati all'uso di pesticidi è stato disciplinato per legge un percorso di riduzione con valori limite per la riduzione dei rischi associati all'uso di pesticidi. La legge entrerà in vigore il 1° gennaio 2023.</p><p>Nell'UE sono in corso lavori volti a vietare totalmente i PFAS (sostanze per- e polifluoroalchiliche), tra i quali rientrano anche i TFA e i relativi precursori. Ne sono esclusi quelli destinati a usi essenziali per la società (i cosiddetti "essential uses"). Un gruppo internazionale di esperti, l'OECD/UNEP Global PFC Group cui partecipa l'UFAM, è attivo nel settore della gestione dei rischi e nella sostituzione dei PFAS. Il Consiglio federale valuterà l'adeguamento delle norme giuridiche svizzere a quelle dell'UE. Per questa ragione l'Esecutivo ha proposto anche l'adozione della mozione Maret 22.3929 "Definire nelle ordinanze dei valori specifici per i PFAS".</p><p>6. Alle condizioni attuali in generale non vi è alcun motivo per eliminare i TFA o altri PFAS dai suoli o dalle acque sotterranee, eccezion fatta per singoli casi con siti inquinati o contaminati da PFAS. Eventuali misure riguarderebbero la limitazione di determinati usi dei precursori di TFA o altri PFAS che generano emissioni di TFA o di altri PFAS nell'ambiente (cfr. risposte alle domande 1 e 2). I fabbricanti e gli utilizzatori delle rispettive sostanze sarebbero economicamente toccati da queste misure.</p>  Risposta del Consiglio federale.