<h2>SubmittedText<h2><p>Nel quadro della lotta contro la poliomielite chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Qual è il bilancio che il nostro Governo traccia in merito agli effetti dell'aiuto finanziario di base e straordinario concesso fino al 2017 allo scopo di sconfiggere definitivamente la poliomielite a livello mondiale?</p><p>2. In percentuale rispetto al PIL, a quanto ammontano gli aiuti finanziari forniti dalla Confederazione prima e dopo i tagli al budget effettuati in questo settore nel 2018 in confronto ad altri Paesi?</p><p>3. L'obiettivo di debellare la poliomielite in tutto il mondo non viene di fatto rimesso in discussione dai tagli al budget 2018, che sono dell'ordine di circa 500 000 franchi all'anno?</p><p>4. Sussiste il rischio di un ritorno della polio in tutto il mondo?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale plaude agli sforzi profusi nell'ambito della Global polio eradication initiative (GPEI), un'iniziativa congiunta di attori statali, privati e filantropici che ha fatto della lotta contro la poliomielite uno dei più grandi successi, su scala globale, in materia di sanità. Tra il 2013 e il 2017 la Svizzera ha sostenuto l'iniziativa con due finanziamenti straordinari pari a un totale di 2,8 milioni di franchi, avendo cura che questi venissero destinati a progetti mirati in grado di produrre un effetto moltiplicatore. Il primo finanziamento straordinario, pari a 1,8 milioni di franchi, ha permesso di imprimere un'accelerazione agli sforzi diretti all'eradicazione della malattia e di rafforzare i programmi per l'individuazione e il trattamento di nuovi casi in Ciad, nella Repubblica democratica del Congo (RDC) e in Etiopia. Il secondo, pari a un milione di franchi, ha portato all'elaborazione di piani di transizione volti a potenziare i programmi di vaccinazione, individuazione e trattamento in 16 Paesi, la maggior parte dei quali africani.</p><p>A questi finanziamenti si aggiunge il contributo principale che la Svizzera versa annualmente all'Organizzazione mondiale della sanità OMS (2017: 7,7 milioni di franchi) al fine di rafforzare i sistemi sanitari di Paesi a basso reddito e di aiutare questi stessi Paesi a garantire l'assistenza sanitaria generale, e quindi anche un programma completo di vaccinazione contro la poliomielite. Inoltre, un terzo del contributo principale annuo all'Unicef (2017: 22 milioni di franchi) è destinato a sua volta a misure sanitarie e, in particolare, a campagne di vaccinazione.</p><p>2. All'interno dei rapporti annuali relativi all'iniziativa (www.polioeradication.org &gt; Tools and Library &gt; Policy + Reports &gt; Annual Reports) è riportato un elenco dei contributi diretti dei singoli donatori. Un confronto tra i Paesi sulla base dei contributi diretti o del loro rapporto percentuale rispetto al PIL non è pertinente, dal momento che non tiene conto dei contributi, precedentemente illustrati, che vengono versati alle organizzazioni internazionali. Non si ritiene, quindi, che questo sia un criterio adeguato per determinare l'entità dei finanziamenti, pertanto la Svizzera non intende adeguare in tal senso l'importo dei propri contributi diretti a organizzazioni e iniziative specifiche.</p><p>3. Considerato il livello di finanziamento raggiunto per la parte dell'iniziativa sotto l'egida dell'OMS (126 per cento per gli anni 2018-19), il Consiglio federale è del parere che una sospensione dei finanziamenti supplementari della Svizzera non rimetterà in discussione l'obiettivo di eradicare la poliomielite. In questo contesto, il problema più grande non è rappresentato dalla mancanza di mezzi finanziari, bensì dalla difficoltà di raggiungere, in determinate regioni politicamente instabili, la popolazione colpita o comunque minacciata dalla malattia. Non è infatti un caso che l'Afghanistan, il Pakistan e la Nigeria siano i tre Paesi nei quali nuovi casi di poliomielite vengono ancora riscontrati con regolarità.</p><p>4. I casi di poliomielite registrati di recente in Papua Nuova Guinea (3) e nella RDC (più di 20) dovuti a virus in circolazione provenienti da ceppi vaccinali mostrano quanto sia elevato il rischio di ricomparsa della malattia e quanto sia importante portare avanti gli sforzi profusi. È grazie all'attività di monitoraggio dei governi, d'altronde, se l'OMS ha potuto riconoscere tempestivamente il rischio e mettere in atto le misure necessarie per impedire la diffusione della malattia. In questo contesto, il nuovo vaccino disponibile e la sua presenza tra le vaccinazioni di base di tutti i Paesi costituiscono due misure fondamentali per ridurre al minimo il rischio di ricomparsa e, di fronte a un tasso di contagio da virus della poliomielite mai così basso, quello dell'imminente eradicazione della malattia rimane un obiettivo realistico.</p>  Risposta del Consiglio federale.