<h2>SubmittedText<h2><p>L'evoluzione delle vendite dell'abbonamento metà prezzo è molto soddisfacente. Quest'anno è stata raggiunta la soglia dei due milioni di titolari. Il successo è tale che paradossalmente ci si può chiedere se l'abbonamento abbia ancora un senso. Non sarebbe forse più interessante ridurre il prezzo dei biglietti del treno, dell'autobus e del tram al livello pagato attualmente con l'abbonamento metà prezzo? Ovviamente le aziende andrebbero indennizzate da parte della Confederazione per la perdita del fatturato delle vendite di abbonamenti metà prezzo (253 milioni di franchi di fatturato nel 2005) e di biglietti a tariffa piena.</p><p>I vantaggi di una simile operazione sarebbero duplici: la riduzione delle spese per l'emissione di questi abbonamenti e soprattutto un maggiore uso dei trasporti pubblici da parte delle persone che attualmente non ritengono opportuno acquistare un abbonamento metà prezzo e si rifiutano di pagare la tariffa piena per spostamenti occasionali.</p><p>Chiedo al Consiglio federale cosa pensa di una simile idea e se è disposto a esaminare i vantaggi e gli inconvenienti derivanti dalla riduzione delle tariffe dei trasporti pubblici al livello offerto attualmente dall'abbonamento metà prezzo.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Secondo la legislazione odierna, la definizione delle tariffe nel settore dei trasporti pubblici compete alle imprese di trasporto. Tale competenza riguarda anche l'abbonamento metà prezzo, del cui successo gli oltre due milioni di titolari sono una prova eloquente.</p><p>L'imposizione da parte della Confederazione di tariffe ridotte al livello pagato con l'abbonamento metà prezzo, oltre a non essere compatibile con la citata sovranità delle imprese di trasporto in materia di tariffe, non sarebbe sostenibile dal punto di vista della politica finanziaria. La Confederazione sarebbe infatti obbligata in tal caso a coprire la perdita degli introiti derivanti dalla vendita dell'abbonamento metà prezzo e dei biglietti interi nel traffico viaggiatori nazionale e internazionale (pari a un quinto del ricavo totale). Un obbligo, questo, che mal si concilierebbe con l'attuale difficile situazione finanziaria e con la richiesta di applicare prezzi generalmente adeguati all'offerta di mobilità.</p><p>Nel traffico viaggiatori regionale la Confederazione e i cantoni (committenti) si ritroverebbero a dover compensare la perdita degli introiti delle imprese di trasporto nell'ambito dell'annuale procedura di ordinazione. Questa prevede che i committenti concludano con le imprese, sulla base dell'offerta presentata, una convenzione relativa ai servizi di trasporto oggetto di tale offerta. L'abbassamento delle tariffe farebbe aumentare il fabbisogno d'indennizzi delle imprese di trasporto, e qualora la Confederazione e i cantoni non fossero in grado di stanziare i necessari fondi supplementari, le imprese di trasporto si vedrebbero costrette a ridurre l'offerta.</p><p>Nel complesso il Consiglio federale ritiene che la misura proposta non sia sostenibile dal punto di vista della politica finanziaria né auspicabile da quello della politica dei trasporti.</p>  Risposta del Consiglio federale.