<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. a) Fino all'entrata in vigore della legge federale sull'imposta federale diretta, il 1° gennaio 1996, per le imposte dirette vigeva la regolamentazione secondo cui gli alimenti non potevano essere dedotti per la persona che li versava e quindi non erano imponibili neppure per il beneficiario. Tale regolamentazione era stata a lungo criticata; si contestava il fatto che debitori e creditori di alimenti non erano tassati secondo la loro capacità economica. Per questo motivo, i Cantoni erano vieppiù passati al sistema che ammetteva la deduzione dei contributi per il mantenimento dei coniugi divorziati o separati e dei figli da parte di colui che è obbligato a versarli, e di tassarli presso il genitore che li riceve (cfr. Thomas Koller, Die Besteuerung von Unterhaltsleistungen an Kinder, alla luce della DTF 118 Ia 277 seg. e le relative conseguenze sul diritto civile, in ASA, vol. 62, pag. 289 segg).</p><p></p><p>b) Questa evoluzione del diritto nei Cantoni si era ripercossa nella legislazione riguardante l'armonizzazione fiscale, ossia nella legge federale sull'armonizzazione delle imposte dirette dei Cantoni e dei Comuni (LAID) in vigore dal 1° gennaio 1993 e nella legge federale sull'imposta federale diretta (LIFD) in vigore dal 1° gennaio 1995. Di conseguenza, in entrambe le leggi è previsto che il debitore può dedurre completamente gli alimenti da lui versati (art. 9 cpv. 2 lett. c LAID ed art. 33 cpv. 1 lett. c LIFD) mentre al creditore devono essere imposti per intero gli alimenti ricevuti (art. 7 cpv. 4 lett. g LAID ed art. 23 lett. f LIFD). Anche se i Cantoni hanno tempo fino al 2000 per adattare la loro legislazione alle norme della LAID, il Tribunale federale ha riconosciuto a questa regolamentazione un effetto anticipato a seguito del divieto della doppia imposizione intercantonale: nella sua decisione del 20 giugno 1995, ha infatti deciso che, per evitare una doppia imposizione, nel rapporto intercantonale le pensioni alimentari devono essere tassate esclusivamente dal Cantone di domicilio di chi li riceve, mentre deve essere ammessa la deduzione per colui che è obbligato a versarle (DTF in Archiv für Schweizerisches Abgaberecht, vol. 65 pag. 682).</p><p></p><p>2. Già il 2 marzo 1998 il Consiglio federale aveva proposto di respingere una mozione della Consigliera nazionale Aeppli Wartmann (97.3643), che voleva l'esenzione fiscale degli assegni per i figli. In data 22 giugno 1998 ha inoltre proposto di trasformare in postulato la mozione presentata (98.3084) dalla Consigliera nazionale Christine Keller. L'autrice della mozione chiedeva che gli alimenti per figli minorenni fossero ad ogni modo imposti solo parzialmente al beneficiario, qualora il suo reddito non raggiungesse un determinato limite.</p><p></p><p>Entrambe le mozioni - simili al presente intervento parlamentare - sono state giustificate con l'elevato onere fiscale delle famiglie monoparentali. Allora il Consiglio federale aveva spiegato riguardo ai due interventi che anzitutto si deve rispettare il principio dell'imposizione secondo la capacità economica che il Tribunale federale ha tratto dall'articolo 4 della Costituzione federale: " Affinché i redditi possano essere paragonati tra di loro, devono essere determinati secondo gli stessi criteri. In linea di massima, ciò significa che tutti i proventi vengono inclusi nella base su cui è</p><p>calcolata l'imposta".</p><p></p><p>Nel suo parere sulla mozione Keller il Consiglio federale aveva già fatto notare che di principio ciò è applicabile pure agli alimenti per i figli. La capacità economica di diversi contribuenti può essere paragonata in modo corretto unicamente se si applicano per tutti gli stessi criteri. </p><p></p><p>3. Il diritto federale tiene già oggi in considerazione la situazione delle persone a capo di una famiglia monoparentale. Per quanto riguarda l'imposta federale diretta ad esse non è applicabile la tariffa per persone sole, ma quella per coniugi (art. 36 cpv. 2 LIFD). Pure l'articolo 11 capoverso 1 LAID prescrive imperativamente che ai contribuenti vedovi, separati, divorziati o celibi che vivono in comunione domestica con figli o persone bisognose e provvedono in modo essenziale al loro sostentamento è applicabile la medesima riduzione fiscale come per le persone coniugate. Il legislatore cantonale determina se disciplinare la riduzione sotto forma di una deduzione percentuale dell'ammontare dell'imposta, limitata a una somma espressa in franchi, oppure sotto forma di una tariffa speciale per le persone sole e per le persone coniugate. La riduzione deve tuttavia essere assolutamente uguale sia per le persone sole sia per i coniugi (v. Reich commento LAID, art. 11, n.32 alla fine)</p><p></p><p>4. La Comissione peritale presieduta dal professor Locher ed istituita nell'autunno 1996 ha presentato nella primavera 1999 un'analisi approfondita dell'imposizione delle famiglie in Svizzera. La Commissione peritale nel suo rapporto ha pure esaminato la situazione delle persone sole in generale e la forma dell'imposizione degli alimenti in particolare. Dopo un'esame più attento è giunta alla conclusione che l'imposizione degli alimenti debba essere mantenuta secondo il diritto federale vigente. Tra l'altro è stata determinante la seguente considerazione:</p><p></p><p>"il genitore che ha l'autorità parentale dispone di questo reddito, anche se nell'interesse dei figli. Questo reddito aumenta la sua capacità economica, mentre è soppresso presso la persona obbligata al mantenimento. A differenza dell'assistenza tra i parenti, secondo l'articolo 328 CC, questi alimenti non dipendono dal bisogno, ma prendono in considerazione la capacità finanziaria del genitore debitore. Per motivi dovuti al sistema fiscale l'imposizione deve quindi avvenire presso il genitore che ha l'autorità parentale, in maniera completa e non parziale" (Rapporto della Commissione peritale per esaminare il sistema svizzero dell'imposizione delle famiglie, Commissione imposizione delle famiglie).</p><p></p><p>La Commissione peritale considera pure non giusta un'imposizione del reddito non (più) disponibile da parte della persona obbligata al mantenimento.</p><p></p><p>Ha inoltre accertato che i Tribunali civili tengono già oggi in considerazione la nuova situazione fiscale e includono l'onere fiscale nella fissazione degli alimenti. L'attuale forma dell'imposizione degli alimenti è inoltre per entrambi complessivamente più favorevole, finché il reddito imponibile (compresi gli alimenti) del genitore che ha l'autorità parentale è inferiore a quello della persona obbligata al mantenimento (senza deduzione d'alimenti). Ciò potrebbe rappresentare ancora oggi la normalità.</p><p></p><p>5. Attualmente, su mandato della Conferenza dei direttori delle finanze, si sta elaborando un documento contenente i pareri sul rapporto della cosiddetta Commissione peritale, che sarà discusso durante la prossima seduta plenaria dei direttori delle finanze che avverrà il 20 gennaio 2000. Non appena la CDF avrà preso ufficialmente posizione sulle proposte della Commissione peritale "Imposizione della famiglia", il Consiglio federale si propone di presentare entro un termine utile un progetto di consultazione per la riforma dell'imposizione della famiglia. In questo progetto saranno pure contenute proposte per migliorare la situazione dei contribuenti soli, che costituiscono parte di una riforma globale dell'imposizione della famiglia. Una regolamentazione dell'imposizione degli alimenti - come richiesta dall'autrice della mozione - sarebbe tuttavia la via sbagliata di prendere in considerazione la situazione dei contribuenti soli.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.