<h2>SubmittedText<h2><p>Senza dimenticare il postulato Fetz 06.3174, "Tutela del marchio made in Switzerland", presentato il 24 marzo 2006, che si riferisce alla denominazione in maniera generale, auspico interpellare il Consiglio federale in merito ai gravi abusi constatati nell'utilizzo ingannevole della designazione "Swiss made" nel settore dell'orologeria.</p><p>Oggigiorno è infatti molto semplice eludere l'ordinanza federale concernente l'utilizzazione della designazione "Svizzera" per gli orologi. Svariati gruppi industriali, anche importanti, con sede in Svizzera ma la cui produzione è sita perlopiù all'estero non esitano a farlo, arrecando pregiudizio alla nostra economia, ingannando i consumatori e creando condizioni di concorrenza sleale nei confronti delle società orologiere che creano, producono e assemblano i loro orologi integralmente in Svizzera.</p><p>In pratica, un orologio può portare la denominazione "Swiss made" anche se l'integralità delle sue componenti (compresi gli elementi essenziali quali la cassa e il movimento) è fabbricata all'estero nella misura in cui un solo elemento (per es. le lancette o anche la pila nel caso di un orologio quartz), che deve rappresentare il 50 per cento del valore delle componenti, è fabbricato in Svizzera e l'assemblaggio finale è eseguito in Svizzera, anche semplicemente da una macchina. Ciò è facilmente realizzabile ed è chiaramente inaccettabile.</p><p>Si tratta di un problema economico, giuridico ed etico che minaccia gli impieghi in Svizzera, l'immagine, le tradizioni e la reputazione del nostro Paese. Del resto, gli uffici doganali di svariati Stati terzi cominciano ad esigere dagli orologiai svizzeri (veri o presunti) attestazioni di provenienza ben più dettagliate e precise di quelle previste nella nostra legislazione. </p><p>Gli orologiai svizzeri più rispettosi dell'etica, del know-how secolare in materia di orologeria, della manodopera qualificata, della ricerca in microtecnica e della tecnologia orologiera di punta del nostro Paese sono stanchi di battersi ad armi impari contro le grandi società "orologiere" che abusano di un'ordinanza troppo lassista e così facendo mettono in pericolo non soltanto l'immagine della Svizzera ma soprattutto gli impieghi e lo sviluppo di un settore estremamente importante e rinomato della nostra economia.</p><p>Vorrei dunque sapere quali misure il Consiglio federale intende adottare senza indugio, poiché la situazione sta diventando più che critica, per permettere alle imprese orologiere oneste e rispettose dei nostri valori di continuare a svilupparsi contribuendo in tal modo alla creazione di impieghi, d'immagine e di valore aggiunto per il nostro Paese. Vorrei parimenti sapere quali misure verranno prese per tutelare i consumatori svizzeri ed esteri dagli inganni di cui sono vittima acquistando la maggior parte degli orologi con la designazione "Swiss made".</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'utilizzo dell'indicazione "Swiss made" per gli orologi è disciplinato dall'ordinanza del 23 dicembre 1971 concernente l'utilizzazione della designazione "Svizzera" per gli orologi (ordinanza "Swiss made" per gli orologi). Tale ordinanza è stata riveduta nel 1992 al fine di rafforzare la protezione dell'indicazione di provenienza "Svizzera" rispettivamente "Swiss made" per gli orologi. Da allora, è considerato svizzero l'orologio il cui movimento è svizzero, è assemblato in Svizzera e il cui controllo finale da parte del fabbricante avviene in Svizzera. È considerato svizzero il movimento che è stato assemblato in Svizzera, è stato controllato dal fabbricante in Svizzera ed è di fabbricazione svizzera per il 50 per cento almeno del valore di tutti i pezzi costitutivi, ma senza il costo dell'assemblaggio. D'intesa con il settore, la revisione del 1995 ha comportato una liberalizzazione delle prescrizioni relative al contrassegno delle casse di orologi e dei quadranti importati in Svizzera. Per non restringere la capacità concorrenziale dell'industria orologiera svizzera con inutili ostacoli commerciali, l'ordinanza "Swiss made" per gli orologi permette ai fabbricanti di orologi di far fabbricare e contrassegnare determinate componenti all'estero. Entrambe le revisioni sono il risultato di lunghe e controverse discussioni tra i rappresentanti di diversi interessi. Le violazioni dell'ordinanza "Swiss made" per gli orologi sono punibili, su querela della parte lesa, con la detenzione fino a un anno o con la multa fino a 100 000 franchi. Se l'autore del reato agisce per mestiere, è perseguito d'ufficio. Se sospetta che l'indicazione "Swiss made" sia stata apposta illecitamente su invii di merci, l'amministrazione delle dogane è inoltre autorizzata ad attirare l'attenzione dell'organizzazione mantello, in modo che quest'ultima possa adottare le misure giuridiche appropriate. Gli abusi possono dunque essere perseguiti in qualsiasi momento in Svizzera.</p><p>Come ha indicato nel suo rapporto del 15 novembre 2006 "Protezione della designazione 'Svizzera' e della croce svizzera", in risposta ai postulati Hutter 06.3056, "Protezione del marchio Svizzera", e Fetz 06.3174, "Tutela del marchio made in Switzerland", il Consiglio federale vuole apportare maggiore chiarezza, trasparenza e certezza giuridica nell'ambito del "Swiss made". A tal fine, propone una revisione delle pertinenti leggi nonché misure volte a potenziare la protezione in Svizzera e all'estero. In tale rapporto, il Consiglio federale segnala in particolare alle associazioni di categoria di essere disposto a elaborare una o più ordinanze che regolino l'utilizzo della designazione "Svizzera" per uno o più settori economici specifici. Spetterà tuttavia alle associazioni di categoria lanciare il dibattito e giungere a un accordo riguardo ai criteri comuni o perlomeno alla definizione di un denominatore comune chiaro sul contenuto di tali criteri. Le condizioni per l'elaborazione di nuove ordinanze valgono anche per un'eventuale revisione dell'ordinanza "Swiss made" per gli orologi. Un'eventuale proposta di revisione con criteri più severi per l'utilizzo del "Swiss made" per gli orologi dovrebbe situarsi nel quadro dei principi legislativi vigenti o riveduti e tenere conto in maniera appropriata degli interessi dei consumatori. Il Consiglio federale è disposto a trattare una richiesta in tal senso, presentata dall'insieme del settore, e a rafforzare l'attuale ordinanza "Swiss made" per gli orologi. Ciò presuppone tuttavia un corrispondente impegno del settore e un'intesa in seno all'industria orologiera. Il Consiglio federale è disposto a riprendere una corrispondente iniziativa del settore.</p>  Risposta del Consiglio federale.