<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di elaborare un progetto che preveda un'indennità contro il caro energia per i working poor e le famiglie a basso reddito (come i beneficiari di riduzioni dei premi), così da compensare i costi aggiuntivi sostenuti per le spese di riscaldamento e le spese accessorie a causa dell'aumento dei prezzi dell'energia.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'impennata dei prezzi dell'energia riconducibile alla guerra in Ucraina ha contribuito a far salire l'inflazione in Svizzera a un livello insolitamente alto. Dopo diversi anni di tassi d'inflazione bassi, e in parte negativi, nel 2022 il nostro Paese ha registrato un rincaro medio annuo del 2,8 per cento, che nel raffronto internazionale resta comunque molto moderato. Per contrastare l'aumento della pressione inflazionistica, la Banca nazionale svizzera (BNS) ha aumentato in più fasi il tasso guida. Nel 2023 ci si attende un calo dell'inflazione.</p><p>La situazione sul mercato del lavoro è molto favorevole: nel mese di dicembre 2022 il tasso di disoccupazione destagionalizzato si attestava all'1,9 per cento. In questo contesto le parti sociali hanno negoziato per il 2023 i più alti aumenti salariali degli ultimi vent'anni.</p><p>Il Consiglio federale ha già esaminato in dettaglio la questione dell'aumento dell'inflazione. Nel mese di aprile 2022 ha istituito un gruppo di lavoro interdipartimentale dedicato ai prezzi dell'energia, incaricato di analizzare le ripercussioni dell'aumento dei prezzi e di valutare eventuali misure che potrebbero attenuarne le conseguenze per le economie domestiche e le imprese. Il 2 novembre 2022, nel quadro di un dibattito, ha concluso che né la situazione economica né l'inflazione potevano giustificare l'adozione di misure straordinarie. Lo scorso anno anche il Parlamento si è occupato della questione del potere d'acquisto nel corso di due sessioni straordinarie. Si è poi ugualmente pronunciato a sfavore del versamento di indennità volte a compensare i costi dell'energia (cfr. le due mozioni di identico tenore 22.3782 Ryser e 22.3805 Graf Maya sull'introduzione di un'indennità temporanea contro il caro energia nell'ambito dell'attuale sistema di riduzione dei premi).</p><p>Come precisato dal Consiglio federale nei pareri espressi su queste due mozioni, per i nuclei familiari a basso reddito in Svizzera esiste una vasta rete di sicurezza sociale che può contrastare il rincaro. Nell'ultima sessione invernale il Parlamento ha accolto la mozione 22.3792 del Gruppo di centro che incaricava il Consiglio federale di adottare tutte le misure necessarie affinché le rendite ordinarie dell'AVS e dell'AI nonché le prestazioni complementari (PC) e le prestazioni transitorie fossero interamente adeguate al rincaro per l'inizio del 2023. Il 1° gennaio 2023, inoltre, gli importi massimi accordati nel quadro delle PC a copertura delle pigioni sono stati aumentati del 7,1 per cento. I beneficiari di PC possono anche richiedere l'aumento dei loro acconti per le spese accessorie fino all'importo massimo riconosciuto per la pigione, in modo da ridurre l'importo dei conguagli. Le altre misure di aiuto sociale volte ad attenuare gli effetti degli aumenti di prezzo per le economie domestiche sono di competenza dei Cantoni e dei Comuni.</p><p>Per i motivi citati, il Consiglio federale non ritiene opportuno riconsiderare la sua posizione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.