<h2>SubmittedText<h2><p>In ottemperanza al principio che nello smaltimento delle scorie radioattive la sicurezza deve avere la massima priorità, il Consiglio federale è incaricato di prendere posizione in modo differenziato sulle seguenti domande e osservazioni di un noto esperto e di riferire in materia: </p><p>1. Due dei tre siti potenziali per le scorie altamente radioattive proposti dalla Nagra (Bözberg, Lägern Nord) si trovano in una situazione di concorrenza, da un lato, con giacimenti di carbone e di gas, con il conseguente pericolo di crolli, e, dall'altro lato, con l'intero settore della geotermia, con il rischio quindi che si verifichino terremoti durante le perforazioni di prospezione. </p><p>2. La deformazione alpina, i cui effetti si estendono sino alla Svizzera settentrionale, è un problema serio. </p><p>Uno dei punti deboli della regione di ubicazione Giura è il fatto che si trova all'interno del Giura corrugato caratterizzato da faglie dirette e inverse, e che tocca la falda freatica della valle dell'Aar. </p><p>3. L'argilla opalina della regione Giura sud ha uno spessore ridotto, non è facile da lavorare e lo strato impermeabile è sovrastato da uno strato calcareo carsico permeabile con fratture da scorrimento, che rendono molto probabili infiltrazioni d'acqua. </p><p>4. La geologia dell'area di ubicazione Giura sud è complessa e poco studiata. </p><p>Sulla base di questi dati di fatto, si deve concludere che in Svizzera non esiste un sito sicuro per lo stoccaggio finale delle scorie radioattive.</p><p>5. Il Consiglio federale valuta l'ipotesi di un piano B? Cosa prevede questo piano? Esamina soluzioni alternative e quali?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Le basi legali rilevanti ai fini dello smaltimento delle scorie radioattive e il piano settoriale dei depositi in strati geologici profondi stabiliscono il principio che, nello smaltimento di queste scorie in Svizzera, la sicurezza deve avere la massima priorità. Lo scopo della tappa 1 della procedura del piano settoriale era quello di indicare, sulla base di criteri di sicurezza tecnica, quali fossero, in Svizzera, le aree geologiche di ubicazione che entravano in linea di conto per lo smaltimento delle scorie radioattive. La perizia dell'Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN) e il parere della Commissione per la sicurezza nucleare (CSN) hanno confermato l'idoneità delle aree di ubicazione proposte dalla Società cooperativa nazionale per l'immagazzinamento di scorie radioattive (Nagra). Le proposte sono state giudicate fondate anche dal gruppo di esperti tedesco per i depositi in strati geologici profondi svizzeri (Expertengruppe Schweizer Tiefenlager, ESchT). Al termine della tappa 1, il Consiglio federale ha quindi inserito nel piano settoriale sei aree di ubicazione, che, alla luce delle attuali conoscenze, risultano idonee dal punto di vista della sicurezza tecnica alla realizzazione di un deposito in strati geologici profondi in Svizzera e sono in grado di sostenere un confronto internazionale.</p><p>La valutazione delle aree di ubicazione nel quadro del seguito della procedura del piano settoriale sarà effettuata gradualmente dalle autorità federali preposte alla sicurezza, sulla base dei criteri di sicurezza tecnica stabiliti dalla legge e dalle autorità. Prima della conclusione della tappa 2, le aree di ubicazione saranno tuttavia nuovamente valutate sulla base dei requisiti di sicurezza del piano settoriale e dei requisiti specifici dell'IFSN. Per garantire l'acquisizione del livello di conoscenze geologiche richiesto ai fini della selezione delle aree di ubicazione nella tappa 2, l'IFSN ha formulato 41 richieste di accertamenti complementari che la Nagra deve eseguire, oltre a quelli previsti dal programma di accertamenti da essa annunciato. Inoltre sono state eseguite misurazioni 2D supplementari, come chiesto dalla CSN e dai cantoni. I risultati di questi lavori vengono costantemente valutati dall'IFSN, con la partecipazione dei cantoni di ubicazione e della CSN. L'arricchimento graduale delle conoscenze geologiche e la conseguente riduzione delle incertezze costituiscono un elemento centrale del processo di restringimento della rosa dei siti nella procedura del piano settoriale. </p><p>Su tutti i punti relativi alla sicurezza enunciati nel postulato, l'IFSN si è già espresso nella tappa 1. Alle eventuali questioni ancora aperte sarà data risposta al momento opportuno nel quadro della procedura. Se quest'ultima dovesse fallire dal punto di vista politico, il Consiglio federale non dispone di alcun piano B. In particolare, una soluzione di smaltimento all'estero non costituisce un'alternativa praticabile allo smaltimento in Svizzera (cfr. al riguardo la risposta del 20 novembre 2013 del Consiglio federale all'interpellanza Keller Peter 13.3926, Che fare delle scorie radioattive? Occorre guardare anche al di là dei propri confini). La procedura attualmente in corso non è solo orientata a individuare un sito sicuro, ma anche a coinvolgere nel processo di selezione i cantoni e le regioni coinvolte e a tenere conto dei loro interessi.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.