<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di completare la legge sulle epidemie in modo tale da dare ai cantoni la possibilità di coinvolgere, nel coordinamento delle misure per la lotta alle malattie trasmissibili, terapeuti non medici. Tali terapeuti dovrebbero essere obbligati dalla legge a indirizzare persone affette da malattie trasmissibili a un medico e parallelamente a notificare il caso all'autorità cantonale fornendo le indicazioni necessarie all'identificazione di persone malate, infette o esposte.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La legge federale per la lotta contro le malattie trasmissibili dell'uomo (legge sulle epidemie; RS 818.101) è attualmente sottoposta a una revisione il cui scopo è in particolare quello di ridurre i danni migliorando la capacità di reazione, completando quest'ultima con misure di prevenzione tempestiva. Nel quadro della consultazione, che sarà avviata ancora nel 2007, il Consiglio federale sottoporrà l'avamprogetto della revisione della legge ai cantoni, ai partiti politici e alle altre cerchie interessate affinché esprimano il loro parere e formulino un giudizio critico.</p><p>La revisione in corso concerne tra l'altro la questione della cura di malattie trasmissibili. Secondo l'articolo 28 capoverso 1 dell'attuale legge sulle epidemie, hanno facoltà di curare le malattie trasmissibili soltanto i medici diplomati titolari dell'autorizzazione cantonale d'esercizio della professione, i medici posti sotto la loro sorveglianza oppure i loro sostituti. Non si prevede di modificare tale approccio nel corso del processo di revisione.</p><p>Sulla base di quanto intrapreso finora nell'ambito della lotta contro le pandemie, è prevista la possibilità di dare al Consiglio federale la facoltà di obbligare, in situazioni particolari, professionisti del settore sanitario a partecipare alla lotta contro le malattie trasmissibili. In Svizzera vi sono molti professionisti della sanità titolari di un diploma universitario e molte persone diplomate presso una scuola universitaria professionale o una scuola tecnica superiore, attivi come indipendenti o impiegati, che hanno l'obbligo di collaborare attivamente a tale lotta, come sancito nella legge sulle professioni mediche. Si può quindi affermare che il nostro Paese dispone di moltissimi professionisti della sanità muniti di qualifiche tecniche certificate per la lotta contro le malattie trasmissibili.</p><p>Nella mozione si chiede il coinvolgimento dei terapeuti complementari non medici senza che le loro qualifiche tecniche siano note o garantite. In questo settore sia gli standard della formazione, sia le differenziazioni tra le diverse professioni e i diversi metodi sono poco chiari e sono interpretati diversamente. Ciò vale anche per i terapeuti che operano nei settori dell'omeopatia, della medicina cinese e della medicina naturale tradizionale europea privi di un certificato di competenza FMH. Come spiegato dal Consiglio federale nelle risposte ad altri interventi parlamentari (cfr. il parere alla mozione Wehrli 07.3274), la questione del disciplinamento e del riconoscimento di queste professioni potrà essere risolta in modo definitivo soltanto dopo la votazione sull'iniziativa popolare "Sì alla medicina complementare".</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.