<h2>SubmittedText<h2><p>Visto il rifiuto del Consiglio di amministrazione della Posta e delle FFS di vietare al proprio personale femminile di presentarsi al lavoro portando un hijab o un altro tipo di velo islamico, chiedo al Consiglio federale se è disposto a predisporre quanto segue per evitare di scioccare o, quantomeno, di mettere a disagio una clientela che, di fatto, non ha libertà di scelta:</p><p>1. imporre tale divieto attraverso i propri rappresentanti in seno al Consiglio di amministrazione delle imprese interessate e, più generalmente, di tutte le imprese con partecipazione maggioritaria e controllo da parte della Confederazione;</p><p>2. proporre al Parlamento una base legale intesa a imporre il divieto di indossare il velo islamico.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale dirige le imprese parastatali Posta e FFS per mezzo di obiettivi strategici e, per principio, non interferisce nelle loro attività operative. Il Collegio fissa per le imprese degli obiettivi di politica del personale in quanto sono importanti datori di lavoro e tenute ad assumere un ruolo esemplare. Il Consiglio federale, tuttavia, non interviene nelle questioni di partenariato sociale. Nel definire gli obiettivi di politica del personale esso si limita a una formulazione astratta che rispecchi l'immagine di una politica del personale ampiamente accettata e al passo con i tempi. Va inoltre precisato che la politica del personale è di competenza esclusiva delle imprese.</p><p>Stando alle dichiarazioni di Posta e FFS, in considerazione della libertà di credo e di coscienza garantita dalla Costituzione federale, per principio al posto di lavoro è consentito portare simboli di appartenenza religiosa. Nel caso delle collaboratrici che svolgono un'attività a contatto con il pubblico, in particolare, il porto del velo islamico viene valutato individualmente, caso per caso, al fine di tutelarle da eventuali reazioni negative.</p>  Risposta del Consiglio federale.