<h2>SubmittedText<h2><p>Attualmente Cablecom SA, tra gli altri, codifica tutte le emittenti digitali, compresi i canali della SSR (tranne SFinfo), per proteggersi dagli ascoltatori e telespettatori pirata. Il mandato di servizio pubblico prevede, invece, che l'accesso alle emittenti della SSR sia reso il più semplice possibile;pertanto non bisognerebbe tollerarne il criptaggio.</p><p>In questo contesto chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Gli esercenti delle reti via cavo possono criptare le emittenti della SRG SSR idée suisse se trasmettono programmi in digitale?</p><p>2. Quali sono le ripercussioni di questo criptaggio sul servizio pubblico?</p><p>3. Quali sono gli eventuali effetti negativi?</p><p>4. Quali misure prevede il Consiglio federale per evitare le ripercussioni negative sul servizio pubblico e garantire le stesse prestazioni a tutti gli abitanti?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La questione del criptaggio delle reti captabili gratuitamente è stata recentemente riportata sul tavolo della discussione già in relazione alla mozione Sommaruga Simonetta 07.3484. A questo riguardo, infatti, il Consiglio nazionale e il Consiglio degli Stati hanno accettato un compromesso, rispettivamente il 5 marzo e l'11 giugno 2009. Esso prevede che il suddetto criptaggio sia vietato o quantomeno che venga garantita una certa libertà di scelta all'acquisto di un set-top-box per la decodifica; non trascura, tuttavia, il fatto che un divieto assoluto del criptaggio possa ostacolare gli interessi della politica dei media e frenare l'innovazione. I lavori per l'applicazione della mozione modificata appena trasmessa e per la corrispondente revisione della legge federale sulla radiotelevisione (LRTV; RS 784.40) sono già iniziati.</p><p>1. Nel caso della diffusione digitale, né la legge sulla radiotelevisione né la relativa ordinanza (RS 784.401) prevedono un divieto chiaro di criptaggio delle reti della SSR.</p><p>2./3. Per la decodifica delle reti criptate è necessario un set-top-box oppure un decoder digitale integrato nel televisore. Attraverso il criptaggio, in sostanza, si fa sì che solo gli utenti autorizzati possano accedere ai rispettivi programmi. Così, ad esempio, sono criptati i canali della SSR captabili via satellite, poiché i diritti di trasmissione di cui l'emittente è titolare valgono per la sola Svizzera. Se così non fosse, ne deriverebbero conseguenze giuridiche in materia di diritti d'autore. Il criptaggio è necessario anche per le emittenti locali titolari di una concessione con partecipazione al canone, in quanto, ai sensi dell'articolo 38 capoverso 5 LRTV, esse possono diffondere unicamente all'interno della propria zona di copertura. Ragioni giuridiche oltre che di natura tecnica rendono, infine, indispensabile il criptaggio dei contenuti anche nel caso della televisione via IP (Internet Protocol Television, IPTV), come Bluewin TV di Swisscom. Fino ad oggi la questione del criptaggio non sembra interessare in alcun modo il servizio pubblico: qui ciò che conta, infatti, è che i consumatori destinatari delle relative prestazioni vi possano accedere nella maniera più economica e semplice possibile.</p><p>Rimane, tuttavia, il problema di fondo degli standard per la decodifica dei segnali criptati. Se gli operatori di reti via cavo impongono un determinato sistema per la ricezione dei loro programmi digitali, i consumatori non sono più liberi di scegliere. La revisione della LRTV avviata a seguito della mozione Sommaruga intende proprio contrastare un simile sviluppo.</p><p>4. Su richiesta del Parlamento, il Consiglio federale presenterà all'assemblea un avamprogetto di modifica della LRTV. Al momento sono al vaglio due possibilità: la prima prevede il divieto di criptaggio, la seconda la libertà per il consumatore di scegliere il ricevitore necessario alla decodifica. In tal modo si vuole anche evitare qualsiasi ripercussione negativa sul servizio pubblico.</p>  Risposta del Consiglio federale.