<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di modificare il Codice delle obbligazioni introducendo un diritto di revoca di almeno 14 giorni anche nel commercio online.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Parlamento ha già trattato la questione di un diritto generale di revoca per i contratti a distanza nel quadro dell'iniziativa parlamentare 06.441 Bonhôte "Protezione dei consumatori contro gli abusi nell'ambito della vendita per telefono", e ha deciso, nel 2014, di rinunciare a introdurre un divieto di revoca per i contratti conclusi online. Il diritto di revoca è stato introdotto soltanto in caso di vendita per telefono. Gli argomenti addotti all'epoca restano validi: in caso di vendita per telefono, la situazione è comparabile a quella dei contratti a domicilio, per i quali un diritto di revoca esiste già dal 1990. In entrambi i tipi di transazione i consumatori possono essere colti di sorpresa o essere messi sotto pressione, e concludere un contratto in maniera precipitosa. Per contro, è il consumatore che fa il primo passo in caso di un acquisto in rete e ha il tempo di riflettere o comparare le offerte presso i diversi fornitori. I consumatori hanno libertà di scelta e non sono influenzati in maniera comparabile da fattori esterni. Non sembra dunque necessario introdurre un diritto di revoca, che può tuttavia essere concesso dai commercianti su base contrattuale. Questa prassi è assai diffusa e numerosi commercianti prevedono attualmente nelle loro condizioni contrattuali un diritto di revoca talvolta molto generoso. I clienti hanno la possibilità di scegliere soltanto venditori che offrono un diritto di revoca a condizioni vantaggiose. Il Consiglio federale non ritiene dunque attualmente necessario un intervento del legislatore.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.