<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La SSR eliminerà progressivamente la diffusione terrestre dei programmi TV delle altre regioni linguistiche entro il 30 giugno 2002. I programmi delle singole regioni linguistiche continueranno invece ad essere diffusi per via terrestre nelle regioni in questione (per es. TSR 1 e TSR 2 in Svizzera romanda). Tutti i programmi televisivi della SSR resteranno disponibili anche via satellite e via cavo.</p><p></p><p>Risposta alle singole domande:</p><p></p><p>1. Il Dipartimento federale dell'Ambiente, dei Trasporti, dell'Energia e delle Comunicazioni (ATEC) è stato informato fin dall'inizio del piano della SSR. All'inizio di marzo del 2002, in virtù della concessione, l'ATEC ha dato facoltà alla SSR di mettere a punto un nuovo piano di diffusione, obbligandola nel contempo a non trascurare le comunità situate lungo le frontiere linguistiche e a non interrompere la diffusione dei relativi programmi; nei casi di rigore, l'emittente è inoltre tenuta a partecipare finanziariamente all'acquisto di un'antenna satellitare. </p><p></p><p>Il Consiglio federale ha approvato il nuovo piano di diffusione della SSR nella risposta dell'8 marzo 2002 all'interrogazione ordinaria Robbiani (12.12.2001; 01.1132).</p><p></p><p>2. L'ATEC ha analizzato in dettaglio i vantaggi e gli svantaggi del nuovo piano di diffusione, prima di accordare alla SSR la necessaria autorizzazione in base alla concessione. È dispiaciuto del fatto che la realizzazione del progetto implichi svantaggi per quei telespettatori che ricevono i programmi via etere. D'altro canto, tale piano permette la realizzazione della nuova rete digitale terrestre DVB-T (Digital Video Broadcasting - terrestrial). Limitando la diffusione terrestre dei programmi SSR alla lingua della regione stessa, potranno essere messe a disposizione del sistema DVB-T le risorse tecniche (frequenze) che oggi mancano. Questa nuova tecnologia TV è già stata introdotta in diversi Paesi europei, o lo sarà prossimamente. </p><p></p><p>La SSR prevede di mettere in servizio i primi trasmettitori DVB-T nel biennio 2003/04. Rispetto ad oggi, il sistema DVB-T permetterà di diffondere per via terrestre un numero di gran lunga superiore di programmi TV, e quindi di sfruttare meglio le risorse esistenti. Grazie alle nuove capacità, l'attuale offerta di programmi diffusi per via terrestre sarà notevolmente ampliata; dopo il potenziamento della rete TV digitale, ciò consentirà alla SSR di proporre di nuovo per via terrestre la stessa offerta di programmi in altre lingue.</p><p></p><p>Alla luce di queste constatazioni, il Consiglio federale ha dichiarato già nella risposta all'interrogazione ordinaria Robbiani che la temporanea rinuncia alla diffusione terrestre dei programmi SSR in altre lingue è necessaria nell'ottica della politica dei media e sostenibile dal profilo politico.</p><p></p><p>3. Il Collegio comprende le preoccupazioni e le considerazioni dell'autore dell'interpellanza. Tuttavia, poiché la Svizzera non può e non vuole rimanere esclusa dai nuovi sviluppi tecnologici, ritiene che la misura sia inevitabile. Inoltre, le conseguenze negative sono limitate nel tempo e permettono la realizzazione di una rete digitale molto più efficiente. </p><p></p><p>Per il momento, le regioni linguistiche e le zone frontaliere non subiscono cambiamenti quanto alla ricezione dei programmi della SSR nella lingua corrispondente. Entrambi i programmi della Télévision Suisse Romande (TSR) continueranno ad essere captabili nella regione di frontiera con la Francia. Fa tuttavia eccezione l'Alsazia che finora beneficiava della diffusione dei programmi della TSR nella Svizzera tedesca; infatti, tali programmi non vengono nel frattempo più trasmessi dal trasmettitore di St. Chrischona.</p><p></p><p>In che misura i programmi svizzeri potranno essere in futuro captati mediante il sistema DVB-T nelle regioni frontaliere, dipende dal coordinamento delle frequenze con la Francia. </p><p></p><p>4. Lo spettro delle frequenze non è sufficiente per mettere in esercizio la prevista rete DVB-T parallelamente ai programmi della SSR diffusi attualmente per via terrestre. È dunque inevitabile mettere fuori servizio alcune parti dell'attuale rete televisiva analogica. Poiché l'ATEC e il Consiglio federale danno la priorità ai programmi linguistici diffusi nelle rispettive regioni, è purtroppo inevitabile mettere fuori servizio i trasmettitori che diffondono i programmi SSR di altre regioni.</p><p></p><p>Per poter preparare in tempo l'introduzione del sistema DVB-T, le frequenze necessarie devono essere messe a disposizione già nella prima metà dell'anno in corso. Prima della messa a punto della rete stessa, esse serviranno infatti a realizzare alcuni progetti pilota e test di diffusione, senza restrizione alcuna, nelle diverse regioni del Paese; nel frattempo occorrerà inoltre procedere a cambiamenti di canale, pianificare e coordinare le frequenze e adeguare sul piano tecnico gli attuali trasmettitori. L'introduzione in Svizzera del DVB-T è effettuata d'intesa con i Paesi vicini.</p>  Risposta del Consiglio federale.