<h2>SubmittedText<h2><p>Secondo quanto deciso dalla FIFA, il campionato mondiale di calcio del 2022 si svolgerà in Qatar. A prescindere dalla questione dell'opportunità o meno, dal punto di vista ecologico, di creare una serie di campi da calcio con manti erbosi da annaffiare e curare in uno Stato desertico, occorre considerare anche la componente sociale. Tutti vogliono trarre profitto da un progetto di simili dimensioni nel proprio Paese. Ad oggi, tuttavia, non è ancora stata effettuata una pianificazione sostenibile, né a livello ecologico né sul piano sociale. </p><p>In Qatar si stanno realizzando le infrastrutture per il grande evento. Finora nel Paese sono giunti 1,2 milioni di lavoratori stranieri, che operano in condizioni proibitive. Secondo i dati della Confederazione sindacale internazionale, circa mille operai sono già deceduti e altri andranno incontro allo stesso destino. </p><p>La Svizzera, che ospita il quartier generale della FIFA, non può permettersi una simile situazione. Il Consiglio federale non può semplicemente limitarsi ad accettare le violazioni dei diritti dell'uomo. E anche la FIFA, oltre alla Svizzera, deve assumersi le proprie responsabilità ed esercitare la sua influenza in Qatar. </p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Negli ultimi tempi il Consiglio federale ha avuto modo di farsi un'idea della situazione nei cantieri per il campionato mondiale di calcio e nei complessi residenziali in Qatar? In caso affermativo, come giudica tale situazione? In caso negativo, come mai?</p><p>2. Quali sono le informazioni e i dati ufficiali sulla situazione in Qatar di cui dispone il Consiglio federale?</p><p>3. Il Consiglio federale ha già avuto uno scambio di opinioni con la FIFA in merito al Qatar? In caso affermativo, quali conclusioni ne trae?</p><p>Nella risposta all'interrogazione 13.5443 il Consiglio federale afferma di seguire la situazione, garantisce il proprio impegno nell'ambito di eventuali discussioni sulle condizioni di lavoro in Qatar qualora le indagini in corso ne rivelassero la necessità e conferma che la tematica in questione è già stata espressamente affrontata in occasione di contatti bilaterali ufficiali tra le autorità federali e il Qatar.</p><p>4. A partire da quando il Consiglio federale ritiene "necessario" impegnarsi in tal senso?</p><p>5. In quale contesto sono avvenuti i "contatti bilaterali ufficiali"? Qual è il significato esatto di "espressamente affrontata"?</p><p>6. Il Consiglio federale è disposto a impegnarsi, insieme alla FIFA, a favore di condizioni di lavoro più umane in Qatar? In caso affermativo, con quali misure? In caso negativo, come mai?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale è preoccupato per la situazione di determinati lavoratori migranti in Qatar e osserva la situazione con grande attenzione. In tale contesto ha constatato che i problemi risiedono più nella lacunosità dei controlli che a livello del vigente diritto del lavoro. Il Qatar ne sembra consapevole e sta adottando misure per migliorare l'applicazione del diritto del lavoro.</p><p>2. Nel frattempo, il Ministero del lavoro del Qatar ha incaricato uno studio legale internazionale di indagare sui fatti e di presentare un rapporto contenente raccomandazioni concrete. Quale misura immediata il Ministero del lavoro ha aumentato il numero degli ispettori.</p><p>3. Nel corso di contatti tra il presidente della FIFA e alti rappresentanti del DFAE la situazione è stata esaustivamente discussa e sono state espresse le preoccupazioni della Svizzera in merito alla situazione in Qatar. Il Consiglio federale constata che la FIFA è consapevole della problematica. Esso appoggia gli sforzi della FIFA volti a sollecitare i propri partner contrattuali a esigere e imporre condizioni di lavoro eque per tutte le persone impegnate nella preparazione e nello svolgimento del campionato mondiale di calcio.</p><p>4. Gli organi competenti della Confederazione tematizzano la situazione in occasione di contatti bilaterali con il Qatar. Le condizioni di lavoro in Qatar saranno oggetto di discussione in seno all'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) in relazione con un reclamo, inoltrato dalla Confederazione sindacale internazionale e dalla Federazione internazionale dei lavoratori dell'edilizia e del legno, nel quale si rimprovera al Qatar di non aver provveduto in modo soddisfacente all'applicazione della Convenzione numero 29 sul lavoro forzato e obbligatorio. La Svizzera potrà esprimersi al riguardo in occasione della discussione di tale reclamo in seno al consiglio di amministrazione dell'OIL.</p><p>5. La situazione è stata discussa approfonditamente in Qatar in occasione di incontri bilaterali di una delegazione della DSC (programma globale su migrazione e sviluppo) con numerose autorità ufficiali. A livello diplomatico il tema è stato affrontato ad alto livello. In questi casi la Svizzera ha espresso la propria preoccupazione per la situazione e ha incoraggiato il Qatar a rispettare gli impegni internazionali. La Commissione nazionale per i diritti dell'uomo del Qatar è molto interessata a una cooperazione istituzionalizzata con la Svizzera.</p><p>6. Il Consiglio federale segue costantemente la situazione e si impegna a favore dei diritti dei lavoratori migranti. Le misure vengono adeguate alle circostanze. Dal luglio 2013 ad Amman opera un incaricato del programma su migrazione e sviluppo della DSC. Esso segue assiduamente la situazione dei lavoratori migranti nel Medio Oriente e nella penisola arabica e può concretizzare corrispondenti progetti. La prevista cooperazione istituzionalizzata con la Commissione nazionale per i diritti dell'uomo del Qatar costituirà uno dei prossimi passi. Il Consiglio federale non dispone però di alcuna base giuridica per obbligare la FIFA ad adottare provvedimenti nei confronti del Qatar.</p>  Risposta del Consiglio federale.