<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di modificare l'articolo 34a dell'ordinanza sull'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (OAVS) e le altre basi legali eventualmente interessate in modo che i contribuenti ricevano un sollecito gratuito prima di vedersi addossare una tassa di diffida.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'AVS è finanziata secondo il principio della ripartizione: gli impegni correnti vengono pagati tramite le entrate correnti. Dato che le prestazioni dell'AVS sono finanziate principalmente con i contributi degli assicurati e dei datori di lavoro, per l'assicurazione è indispensabile che i contributi siano versati puntualmente. L'obbligo del datore di lavoro di pagarli e conteggiarli è un compito di diritto pubblico il cui mancato adempimento costituisce un'inosservanza di prescrizioni legali. La riscossione dei contributi da parte dell'AVS si basa su regole rigide, il che in definitiva è nell'interesse della collettività degli assicurati.</p><p>Per i datori di lavoro tenuti a pagare i contributi, nonché per gli indipendenti e le persone senza attività lucrativa il versamento dei contributi all'AVS è una procedura regolare, standardizzata e pianificabile. I contributi d'acconto da versare periodicamente sono noti con molto anticipo. Oggigiorno i contributi sono pagati di regola per via elettronica, il che permette di programmare le scadenze da rispettare ed evitare ritardi. La stragrande maggioranza dei contribuenti adempie dunque i propri obblighi di conteggio e pagamento entro i termini prescritti dalla legge.</p><p>Per le casse di compensazione la riscossione dei contributi AVS è un'attività di massa, che si basa su regolamentazioni legali note ai contribuenti. Le diffide emesse nel corso di questa procedura sono inviate perlopiù automaticamente una volta scaduti i termini previsti. Le tasse addebitate con la diffida sono quindi tese a garantire il rispetto dei termini legali e rappresentano una controprestazione per gli oneri cagionati alle casse di compensazione. Se si rinunciasse a prelevare queste tasse, occorrerebbe compensare questi oneri tramite i contributi generali alle spese d'amministrazione. In altre parole, sarebbero gli utenti che pagano e conteggiano correttamente i contributi a dover rispondere per gli inadempienti. In questo contesto, il modo di procedere delle casse di compensazione non è sproporzionato: se un contribuente si oppone alla diffida (e alla relativa tassa), verificano le circostanze concrete. Se emerge che la diffida è stata inviata a torto o se l'utente riceve per la prima volta una diffida soggetta a tassa, di regola la cassa di compensazione rinuncia alla sua riscossione. L'introduzione generalizzata di un sollecito gratuito prima della diffida significherebbe rimandare l'incasso dei contributi, il che, considerato l'elevato volume dei contributi di AVS/AI/IPG e AD, avrebbe conseguenze sensibili per il finanziamento delle assicurazioni. Il Consiglio federale non ritiene pertanto opportuno rinunciare alla tassa di diffida in caso di ritardo nel pagamento e conteggio dei contributi.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.