<h2>SubmittedText<h2><p>Con la crescente globalizzazione non vi sono quasi più limiti alla diffusione delle malattie infettive. I casi di influenza suina in Messico hanno mostrato ancora una volta con chiarezza che, tenuto conto delle circostanze, sono necessarie misure immediate per scongiurare il rischio di una pandemia. Proprio in relazione a tale rischio, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. I dispositivi di crisi allestiti da ciascun cantone sono attualmente sufficienti per far fronte a una pandemia (cfr. mia interrogazione 08.1092 del 30 settembre 2008)? Non sarebbe più opportuna una regolamentazione centralizzata a livello di Confederazione?</p><p>2. Come viene informata la popolazione in caso di crisi?</p><p>3. Quali misure immediate sono previste dall'UFSP?</p><p>4. Il Consiglio federale concorda sul fatto che sarebbe ora di equipaggiare gli aeroporti con adeguati dispositivi di rilevamento (p. es. videocamere termiche)?</p><p>5. Quali misure prevede l'UFSP per poter effettuare rapidamente diagnosi di massa?</p><p>6. Secondo una tabella allestita il 18 marzo 2009 dall'OMS, l'efficacia del Tamiflu contro i virus del tipo H1N1 sarebbe piuttosto incerta. Nonostante ciò, persino il direttore dell'UFSP cerca di tranquillizzare la popolazione dichiarando che la Svizzera dispone di sufficienti quantità di Tamiflu per lottare contro il virus. Si sta forse dando alla popolazione una falsa sicurezza?</p><p>7. Quali misure sono previste per monitorare l'evoluzione dell'influenza? Una domanda che s'impone, considerato che la Società svizzera di medicina generale ha annunciato di voler raccomandare ai medici di famiglia di non notificare più i dati sulla sorveglianza delle malattie infettive.</p><p>8. Per il trasporto delle fiale di virus dell'influenza suina, avvenuto lunedì 27 aprile 2009 sull'intercity tra Berna e Losanna, sono stati utilizzati gli imballaggi (UN 3373) prescritti dall'OMS?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La nuova influenza scoppiata in Messico, provocata dal virus A(H1N1), ha dimostrato chiaramente la necessità e l'opportunità di prepararsi a una pandemia. Dal confronto con altri Stati risulta che la Svizzera è ben preparata in questo senso.</p><p>1. Il Piano pandemico svizzero influenza (Piano pandemico) è ultimato e pubblicato. Funge da riferimento per i piani cantonali e aziendali, con il quale sono coordinati. Nelle sue modalità, questa preparazione rispecchia la ripartizione delle responsabilità fissata anche nella legge sulle epidemie (LEp; RS 818.101): ai cantoni spetta l'esecuzione, mentre la Confederazione è competente per il coordinamento (art. 9 e 11 LEp).</p><p>2. Nella fase attuale di allerta pandemica (fase 6 dell'OMS), la popolazione è informata soprattutto attraverso i media, ma anche via Internet (cfr., tra l'altro, i siti www.pandemia.ch e www.ufsp.admin.ch), nonché tramite manifesti e opuscoli (p. es. negli aeroporti). È inoltre disponibile una hotline. In caso di pandemia sono stati predisposti speciali canali informativi.</p><p>3. Per la fase di rischio pandemico, l'Ufficio federale della sanità pubblica ha ampliato le capacità di laboratorio per l'identificazione del virus, ha elaborato definizioni di caso e ha pubblicato raccomandazioni destinate ai medici. I viaggiatori di ritorno dalle regioni interessate, che presentano sintomi influenzali, sono posti in isolamento nel rispettivo cantone, dove vengono prestate loro le necessarie cure. Le persone che hanno avuto stretti contatti con loro sono tenute in osservazione. L'obiettivo è di assicurare che il nuovo virus non si diffonda localmente in Svizzera. Queste misure sono previste nel Piano pandemico e vengono costantemente messe in atto.</p><p>4. Le misure del Piano pandemico previste per gli aeroporti sono attuate: i viaggiatori che rientrano dalle regioni interessate sono informati, mediante manifesti e opuscoli, del loro obbligo di consultare un medico qualora si manifestino sintomi influenzali. Le persone che si ammalano in volo ricevono le necessarie cure dal servizio medico aeroportuale. Ulteriori provvedimenti non sono raccomandati né dagli esperti né dall'OMS.</p><p>5. Per l'accertamento dei casi sospetti, le capacità di laboratorio del Centro nazionale per l'influenza (CNI) sono risultate sufficienti. In cooperazione con il CNI, i laboratori di alcuni ospedali universitari e quelli della rete svizzera dei laboratori regionali, inclusi il laboratorio federale dell'Istituto di virologia e di immunoprofilassi di Mittelhäusern e il Laboratorio Spiez, stanno incrementando le loro capacità diagnostiche. Nel caso di un massiccio aumento dei casi di infezione da A(H1N1) non sarebbero necessarie diagnosi in massa: basterebbe accertare la presenza del virus in alcune persone contagiate in una determinata regione.</p><p>6. Il Tamiflu è indicato ed efficace per il trattamento di un'infezione causata dal nuovo virus dell'influenza A(H1N1).</p><p>7. L'influenza continua a essere sorvegliata. I medici devono dichiarare entro due ore al medico cantonale i nuovi casi sospetti d'influenza A(H1N1). Fino ad oggi il sistema di dichiarazione Sentinella (una rete di medici di famiglia che opera su base volontaria) coopera nella sorveglianza dell'influenza stagionale e della nuova influenza.</p><p>8. Il trasporto ferroviario di questi virus in Svizzera sottostà alle prescrizioni del regolamento concernente il trasporto internazionale per ferrovia delle merci pericolose (RID) e, di conseguenza, alle istruzioni di imballaggio P650 (UN 3373, sostanze della categoria B) conformemente all'Accordo europeo relativo al trasporto internazionale su strada delle merci pericolose (ADR). Nella fattispecie, le prescrizioni sono state rispettate. Tuttavia se si fa uso di ghiaccio secco, come nel caso in questione, occorre assicurarsi che l'anidride carbonica in stato gassoso possa fuoriuscire, se necessario, per evitare che si formi un eccesso di pressione all'interno dell'imballaggio. Nel trasporto del 27 aprile 2009 non si era tenuto conto di questo aspetto.</p>  Risposta del Consiglio federale.