B u n d e s v e rw a l t u n g s g e r i ch t T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i f f éd é r a l T r i b u n a l e am m i n i s t r a t i vo f e d e r a l e T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i v fe d e r a l Corte IV D-1108/2013 S e n t e n z a d e l 6 m a r z o 2 0 1 3 Composizione Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, con l'approvazione della giudice Nina Spälti Giannakitsas; cancelliere Gilles Fasola. Parti A._______, nato il (...), Tunisia, ricorrente, contro Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore. Oggetto Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; decisione dell'UFM del 22 febbraio 2013 / N [...]. D-1108/2013 Pagina 2 Visto la domanda di asilo che l'interessato ha presentato in Svizzera in data 7 febbraio 2013; il documento che l' Ufficio federale della migrazione (di seguit o: UFM) ha rimesso al ricorrente e mediante il quale lo ha reso attento circa la neces- sità di consegnare, entro le 48 ore successive all'inoltro della sua istanza, un documento d'identità o di viaggio, con comminatoria che, in caso di mancata consegna e in assenza di motivi scusabili, non si entra nel mer i- to della sua domanda d'asilo; i verbali di audizione dell'12 febbraio 2013 (di seguito: verbale 1) e de l 18 febbraio 2013 (di seguito: verbale 2); la decisione dell'UFM del 22 febbraio 2013, notificata personalmente all'interessato il giorno stesso (cfr. risultanze processuali), con la quale detto Ufficio non è entrato nel merito della citata domanda di asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a della Legge sull’asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) ed ha pronunciato l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera, nonché l'esecuzione dell'allontanamento medesimo; il ricorso inoltrato dal ricorrente il 1° marzo 2013 (cfr. timbro del plico ra c- comandato); la copia dell'incarto dell'UFM, pervenuta via fax al Tribunale amministrat i- vo federale (di seguito: il Tribunale) in data 4 marzo 2013; gli ulteriori mezzi di prova trasmessi dal ricorrent e, pervenuti al Tribunale in data 5 marzo 2013; i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei consid e- randi che seguono; e considerato che presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 2 LAsi) contro una dec i- sione in materia di asilo dell'UFM (art. 6 e 105 LAsi, art. 31-33 della Leg- ge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 [LTAF, RS 173.32]), il ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, D-1108/2013 Pagina 3 48 cpv. 1 lett. a-c e 52 della Legge federale sulla proced ura amministrati- va del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021); che, tuttavia, nell'ambito di ricorsi contro decisioni di non entrata nel mer i- to ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, l'oggetto suscettibile di essere impugnato non può essere esteso alla questione della concessione dell'asilo, che presuppone una decisione nel merito della domanda ste s- sa; che, di conseguenza, la conclusione ricorsuale tendente alla concessione dell'asilo è inammissibile; che, nei citati limiti, vi è motivo di entrare nel merito del ricorso; che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, sono decisi in procedura semplificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l’approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la dec i- sione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi); che sono documenti di viaggio o d'identità ai sensi della legge quelli uff i- ciali, segnatamente il passaporto e la carta d'identità, che permettono un'identificazione certa del richiedente l'asilo (in particol are della sua ci t- tadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio senza necessità di particolari formalità amministrative (cfr. DTAF 2007/7, consid. 5); che, pertanto, i documenti prodotti dal ricorrente in copia non rapprese n- tano documenti ufficiali validi ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi; che non avendo né esibito un valido documento d'identità, né fornito una giustificazione rilevante per la mancata produzione, l'eccezione prevista all'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi a favore dell'insorgente non è applicabile; che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, in ba- se agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione, è accertata la qualità di rifu - giato del richiedente; che, inoltre, con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legislatore ha pure introdotto, con l'art. 32 cpv. 2 lett. a nonché cpv. 3 LAsi, una pr o- cedura sommaria nell'ambito della quale è statuito sull'adempimento o meno della qualità di rifugiato, nonostante la stessa termini con una dec i- sione di non entrata nel merito (DTAF 2007/8 consid. 5); D-1108/2013 Pagina 4 che, come rettamente ritenuto nella querelata decisione cui si rinvia, qu e- sto Tribunale ritiene che le dichiarazioni del ricorrente siano irrilevanti ai sensi dell'asilo; che, in particolare, il ricorrente ha adotto principalmente motivi di asilo di natura economica (cfr. verbale 1, pag. 7 e verbale 2, D24, pag. 4) , i quali sono manifestamente irrilevanti ai sensi delle norme in materia di conces- sione dell'asilo, segnatamente giusta l'art. 3 LAsi; che gli asseriti problemi con la giustizia nel Paese di origine risultano essere inverosimili in ragi o- ne delle dichiarazioni contraddittorie e generiche fornite dall'insorgente, per le quali si rinvia alla decisio ne impugnata; che i mezzi di prova pr e- sentati, di dubbia autenticità, non sono tali da modificare l'esito della pr e- sente procedura; che, oltretutto, una procedura penale non è di per sé considerata una misura persecu toria ai sensi dell'art. 3 LAsi; che, d'al- tronde, nel caso concreto, l'insorgente sembra ammettere la commissione dei reati di cui è accusato; che, oltretutto, riconosce di avere subito un re- golare processo in Patria (cfr. verbale 1, pag. 7 -8 e verbale 2, D55 -56 e D69, pag. 7-8); che, nemmeno dalle considerazioni ricorsuali emergono nuovi elementi, fatti o mezzi di prova, atti a modificare quanto già ritenuto in prima ista n- za, sicché per evitare ulteriori ripetizioni, si rimanda alle considerazioni della decisione impugnata; che, pertanto, non risultano elementi ai sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi da cui dedurre la necessità di ulteriori accertamenti ai fini della determ i- nazione della qualità di rifugiato dell'insorgente medesimo; che, inoltre, non si giustificano neppure del le misure di istruzione co m- plementari ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedimento all'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente dal punto di vista dell'ammissibilità (cfr. DTAF 2009/50, consid. 5 -8 pag. 725 -733 e DTAF 2007/8, consid. 5.6.5-5.7 pag. 90 e ss.); che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere che l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente in Tunisia possa violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione Svizze ra del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della Convenzione del 28 luglio 1951 sullo statuto dei rifugiati (Conv., RS 0.142.30), l'art. 5 LAsi (divieto di respingimento) nonché l'art. 83 cpv. 3 della Legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranie ri (LStr, RS 142.20) o esporre il ricorrente in Patria al rischio reale ed immediato di trattamenti contrari all'art. 3 della D-1108/2013 Pagina 5 Convenzione del 4 novembre 1950 per la salvaguardia dei diritti dell'u o- mo e delle libertà fondamentali (CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Co n- venzione del 10 dicembre 1984 contro la tortura ed altre pene o tratt a- menti crudeli, inumani o degradanti (Conv. tortura, RS 0.105); che, da quanto esposto, ne discende che l'UFM rettamente non è entrato nel merito della domanda di asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi; che, di conseguenza, in materia di non entrata nel merito, il ricorso, dest i- tuito di ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la decisi o- ne impugnata va confermata; che il ricorrente non adempie le condizioni in virtù delle quali l'UFM avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera (art. 14 cpv. 1 e cpv. 2, art. 44 cpv. 1 LAsi, nonché art. 32 Ordinanza 1 dell'11 agosto 1999 sull'asilo relativa a questioni procedurali [OAsi 1, RS 142.311] ; DTAF 2009/50 consid. 9, p. 733); che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 LStr; che, giusta suddetta norma, l'esecuzione dell'allontanamento deve essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragion e- volmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr); che, in considerazione di quanto indicato poc'anzi, ai sensi delle norme di diritto internazionale pubblico nonché della LAsi, l'esecuzione dell'allont a- namento è ammissibile (art. 44 cpv. 2 LAsi e all'art. 83 cpv. 3 LStr); che la situazione vigente in Tunisia non è caratterizzata da guerra, guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme della popolazione nell'integralità del territorio nazionale; che, quanto alla situazione personale del ricorrente, egli è giovane, co- niugato e padre di tre figli; che il medesimo ha concluso le scuole ele- mentari e vanta esperienze professionali quali operaio edile, commercian- te di vestiti, taxista ed agricoltore (cfr. verbale 1, pag. 4); che in Patria di- spone di un'ampia rete sociale, segnatamente, la madre, la moglie, i tre figli, quattro sorelle e due fratelli (cfr. verbale 1, pag. 5); che, pertanto, in ragione delle numerose esperienze profe ssionali e dell'importante rete sociale, nulla osta al suo reinserimento nella società tunisina; che, i problemi di salute, dei quali tra l'altro non sono presenti agli atti mezzi di prova, non sono tali da giustificare l'ammissione provvisoria; che, infatti, i dolori al braccio a seguito di una frattura gli precludono unicamen-D-1108/2013 Pagina 6 te la professione di muratore (cfr. verbale 2, D42 -43, pag. 6); che la non meglio precisata malattia alla pelle pare essere curabile i n Patria, dove il ricorrente ha affermato avere già ottenuto dei trattamenti medici (cfr. verbale 2, D36 -39, pag. 6); che, oltretutto, in Tunisia gode di ass i- stenza sanitaria (cfr. verbale 2, D46, pag. 2); che, infine, egli ha la poss i- bilità di richiedere un sostegno finanziario per assicurare l'assistenza m e- dica per un periodo limitato nel Paese di origine (art. 93 cpv.1 lett. d LAsi); che non risultano impedim enti neppure dal profilo della possibilità dell'e- secuzione dell'allontanamento (art. 44 cpv. 2 L Asi e art. 83 cpv. 2 LStr); che, infatti, il ricorrente, usando della necessaria diligenza, potrà procu- rarsi ogni documento indispensabile al rimpatrio (cfr. DTAF 2008/34 con- sid. 12 pp. 513-515); che l'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile; che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammi ssibile, ra- gionevolmente esigibile e possibile; che, di conseguenza, anche in mat e- ria di allontanamento e relativa esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata; che, in virtù di quanto precedentemente enu nciato, le conclusioni rico r- suali tendenti all'annullamento della decisione impugnata ed alla trasmi s- sione degli atti all'autorità inferiore per nuova decisione vanno respinte; che, avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese processuali è divenuta senza oggetto; che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.–, che seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del Regolamento sulle ta s- se e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]); che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 LTF). D-1108/2013 Pagina 7 il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 1. Nella misura in cui è ammissibile, il ricorso è respinto. 2. Le spese processuali, di CHF 600.–, sono poste a carico del ricorrente. Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sentenza. 3. Questa sentenza è comunicata al ricorre nte, all'UFM e all'autorità cant o- nale competente. Il giudice unico: Il cancelliere: Daniele Cattaneo Gilles Fasola Data di spedizione: