<h2>SubmittedText<h2><p>Nell'ambito della riforma della giustizia il Consiglio federale prevede la creazione di tribunali federali di prima istanza in materia penale e amministrativa.</p><p>Come già era stato il caso per il Tribunale federale di Losanna e il Tribunale federale delle assicurazioni di Lucerna, il Consiglio federale sembra aver considerato la necessità di tener conto del principio della decentralizzazione delle istituzioni giudiziarie federali. Stando ad un comunicato stampa del 19 gennaio 2001 emanato dal DFGP, risulta cosí che sono stati interpellati i Cantoni di Argovia, Berna, Friborgo, Lucerna, Soletta, San Gallo, Turgovia e Basilea Campagna per conoscere un loro eventuale interesse all'insediamento di una delle nuove strutture giudiziarie federali. Sempre secondo questa informazione ufficiale, la scelta definitiva dovrebbe farsi tra i Cantoni di Friborgo, Soletta, Argovia e San Gallo.</p><p>Occorre cosí prendere atto, con stizza, ma purtroppo senza sorpresa, che una volta ancora l'Amministrazione e il Consiglio federale non hanno neppure considerato l'eventualità di insediare una delle nuove strutture federali nella Svizzera italiana. È facile intuire che quale pretesto verrà addotta la posizione geografica decentrata, dimenticando cosí che la distanza tra Zurigo e Losanna è del tutto simile a quella tra Zurigo e il Ticino (per quest'ultimo essendoci peraltro il vantaggio di diversi collegamenti aerei al giorno che riducono gli spostamenti da Ginevra, Berna, Zurigo e Basilea a meno di un'ora). In ogni caso, l'autorità federale non ha nemmeno ritenuto utile interpellare il Consiglio di Stato ticinese per una valutazione piú attenta dei diversi aspetti. Questa nuova manifestazione di totale mancanza di sensibilità per la minoranza culturale di lingua italiana può forse essere spiegata, ma certamente non giustificata, dall'assenza di svizzero italiani dai quadri superiori del dipartimento interessato.</p><p>Mi permetto pertanto di porre le seguenti domande al Consiglio federale:</p><p>1. Perché ha deciso di non voler neppure considerare la Svizzera italiana per un eventuale insediamento dei prospettati nuovi tribunali federali di prima istanza, rifiutando cosí di proseguire coerentemente il ragionamento politico e culturale che a suo tempo ispirò le scelte delle sedi dei due Tribunali federali eistenti?</p><p>2. Non ritiene che la presenza di sedi di importanti e significative istituzioni federali nelle diverse regioni linguistiche del paese possa contribuire a mantenere vivo il vincolo confederale?</p><p>3. Il Consiglio federale ha ripetutamente manifestato la sua intenzione di procedere ad una decentralizzazione dell'amministrazione: quale è la valutazione di quanto (poco) fatto finora e quali sono gli intenti per il seguito del progetto?</p><p>4. Nell'ambito della politica di decentralizzazione dell'amministrazione - sempre che essa sia ritenuta ancora attuale - esistono progetti di insediamento di autorità federali nella Svizzera italiana, considerato anche il massiccio smantellamento, in particolare delle strutture dirigenziali, delle ex-regie federali avvenuto nella regione in questi ultimi anni?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale comprende le richieste dell'interpellante e si rammarica che la procedura relativa alla valutazione delle sedi dei tribunali abbia dato l'impressione che la regione della Svizzera italiana sia stata stoltamente ignorata. </p><p>Concretamente però il Consiglio federale ritiene che la creazione dei due nuovi tribunali non sia adatta a soddisfare la richiesta - di per sé giustificata - di insediare istituzioni federali nella Svizzera italiana. </p><p>1. Le autorità federali hanno preso sí in considerazione l'eventualità di insediare uno dei due nuovi tribunali nel Canton Ticino. Tuttavia, già all'inizio della procedura di valutazione vera e propria, sono giunte alla conclusione che la Svizzera italiana non poteva entrare in linea di conto per una sede del tribunale per svariati motivi. </p><p>I nuovi tribunali saranno destinati ad autorità giudiziarie che devono essere facilmente raggiungibili dai cittadini di tutto il paese. Oltre alla raggiungibilità, vanno prese in considerazione l'ampiezza del bacino di utenza per il reclutamento del personale, la vicinanza a università dotate di facoltà di diritto nonché la disponibilità dei membri del tribunale a prendere in considerazione la possibilità di esercitare la loro attività in un'altra zona linguistica. Considerazioni di politica regionale (ripartizione equilibrata di posti di lavoro dell'amministrazione federale) hanno avuto il loro peso. </p><p>Nel caso del Canton Ticino molte di queste condizioni per un insediamento dei tribunali non sono adempiute. Per quanto concerne il Tribunale amministrativo federale sussistono problemi nel reclutamento del personale e nella disponibilità dei membri del tribunale a operare in un'altra zona linguistica. Siccome il tribunale deve pubblicare le sue sentenze nella lingua in cui la parte ricorrente ha inoltrato la procedura, l'appartenenza linguistica dei membri del tribunale deve piú o meno corrispondere alla ripartizione linguistica nazionale. Gran parte dei quasi 175 posti giuridici del Tribunale federale sarà quindi occupata da giudici e segretari giuridici della Svizzera tedesca e romanda (questo fatto costituisce una differenza rispetto ad altri servizi federali nei quali l'espletamento degli obblighi non dipende dall'appartenenza linguistica dei collaboratori). Una sede del tribunale in Ticino potrebbe incontrare grossi problemi di reclutamento. </p><p>Il paragone fatto dall'interpellante con le sedi decentralizzate dei tribunali di Losanna e Lucerna non è pertinente. Certo, queste due località sono decentralizzate rispetto a Berna, ma si trovano tutt'e due all'interno di due regioni linguistiche importanti. A ciò si aggiunge il fatto che la posizione dei collaboratori giuridici di questi tribunali d'istanza inferiore non è paragonabile a quella dei membri del Tribunale federale (magistrati investiti di un elevato prestigio sociale e con retribuzione superiore alla media). I membri di questi nuovi tribunali sarebbero quindi meno disposti ad allontanarsi considerevolmente dal loro domicilio attuale che i membri del Tribunale federale o del Tribunale federale delle assicurazioni. Infine non si deve dimenticare a questo proposito che nel Canton Ticino non vi è una facoltà di diritto. Il vantaggio di una sede universitaria non si fa sentire soltanto nell'attività quotidiana (gli stimoli fecondi della ricerca e della scienza) ma anche e soprattutto per il fatto che le sedi universitarie con una facoltà di diritto dispongono di un potenziale di specialisti - dove attingere collaboratori quando si presenta la necessità di reclutarne - piú elevato rispetto a centri dove mancano le relative possibilità di formazione. </p><p>Per quanto riguarda la sede del Tribunale penale federale si deve tener conto che il Ministero pubblico deve comparire sovente dinanzi a questa istanza (per trattare il prolungamento dell'arresto, rappresentare l'accusa, ecc.). La durata del viaggio e quindi la distanza tra il Ministero pubblico della Confederazione e il tribunale penale di prima istanza devono pertanto essere mantenute entro limiti ragionevoli. Tale condizione non sarebbe adempiuta nel caso di un tribunale penale con sede in Ticino. La concezione attuale per la realizzazione del progetto "Efficienza" prevede che gli organi d'istruzione giudiziaria e il Ministero pubblico della Confederazione saranno situati anche in futuro nella regione bernese. </p><p>2. Si concorda con l'interpellante sul fatto che l'insediamento di importanti istituzioni federali in tutte le regioni linguistiche è necessario alla struttura federalistica dello Stato e costituisce uno strumento efficace per consolidare la coesione nazionale. Tuttavia, il primo obiettivo in caso di decisioni relative alla creazione di nuove istituzioni deve sempre essere il funzionamento ottimale di tali istituzioni. </p><p>3. Come sempre il Consiglio federale ritiene che nella creazione di nuove unità amministrative vadano sempre verificate anche le possibilità di un'organizzazione decentralizzata e ha manifestato tale proposito anche nella presente questione. Pertanto, il DFGP ha preso in considerazione più cantoni, anche con una posizione decentralizzata.</p><p>Ma in altri ambiti il Consiglio federale non è stato inattivo. Esempi concreti concernenti il Ticino sono il Centro di calcolo del Politecnico federale a Manno (investimento di circa 30 milioni di franchi e 10 posti di lavoro supplementari), il massiccio ampliamento del Centro sportivo di Tenero (investimento di circa 50 milioni di franchi e 10 posti di lavoro supplementari), lo spostamento di una parte del servizio di traduzione italiana della Cancelleria federale a Bellinzona (12 posti di lavoro) e il risanamento del museo di Ligornetto (investimento di circa 7 milioni di franchi e 5 posti di lavoro supplementari). Va inoltre ricordato che la direzione circondariale a Lugano della Direzione generale delle dogane non è stata contestata, nonostante la riduzione da sei a quattro direzioni circondariali avvenuta negli ultimi anni. </p><p>Anche se le cifre addotte in questi esempi non sono enormi, esse dimostrano gli sforzi della Confederazione nell'insediare, per quanto possibile, posti di lavoro anche nel Canton Ticino. Inoltre, la quota dei posti federali in Ticino è complessivamente superiore alla media svizzera (cfr. in merito anche la risposta del Consiglio federale all'interpellanza Cavadini Adriano del 10 marzo 1999).</p><p>4. Nell'ambito dell'attuazione del progetto d'efficienza, è prevista la creazione di succursali della Polizia criminale federale e del Ministero pubblico della Confederazione nelle tre regioni linguistiche della Svizzera, quindi anche in Ticino. Allo stato attuale della pianificazione, è possibile contare su tali posti di lavoro al più presto a partire dal 2004. Attualmente non se ne conosce ancora il numero. </p><p>Nell'ambito dell'applicazione degli accordi bilaterali con l'Italia, a Chiasso è previsto un Centro di collaborazione di Polizia e Dogana (CCPD). Esiste un progetto di contratto per un relativo accordo aggiuntivo con l'Italia il quale è stato trasmesso agli organi italiani competenti per verifica e approvazione. L'entrata in vigore è prevista per l'autunno 2001.</p><p>Del resto, negli ultimi anni il Consiglio federale ha deciso misure accompagnatorie per contrastare possibili effetti negativi regionali causati dalla liberalizzazione nell'ambito delle infrastrutture. In base al progetto federale, il Parlamento ha incrementato di 80 milioni di franchi il finanziamento dell'attuale ventaglio di strumenti di politica regionale per gli anni 2001-2004. Tali mezzi consentiranno di finanziare, nell'ambito della politica regionale, progetti e piani anche nel Canton Ticino. Il gruppo di lavoro a cui è stata affidata l'attuazione ne seguirà gli sviluppi futuri.</p>  Risposta del Consiglio federale.