<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale ha apportato un cambio di prospettiva radicale per quanto riguarda l'impiego dell'esercito nella crisi del coronavirus. Durante la seconda ondata, l''esercito verrà impiegato solo se saranno soddisfatte le condizioni di sussidiarietà e i mezzi civili, soprattutto il servizio civile, non si riveleranno sufficienti. </p><p>Si tratta di un'applicazione coerente del principio "prima i civilisti, poi i militari". </p><p>Nel comunicato stampa del 4 novembre 2020 è stato annunciato quanto segue: "in occasione della presentazione delle richieste i Cantoni dovranno dimostrare che tutti i mezzi e [gli] strumenti civili a loro disposizione sono stati esauriti. Si tratta dei mezzi della protezione civile, del servizio civile e dei pompieri come anche quelli del settore privato (...)." Si aggiungeva inoltre che "Lo Stato maggiore federale Protezione della popolazione, sotto la direzione dell'Ufficio federale della sanità pubblica, verificherà il rispetto di queste condizioni d'intesa con la Conferenza svizzera delle direttrici e dei direttori cantonali della sanità."</p><p>Alla luce di quanto sopra esposto, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. È vero che (finora) è stato possibile coprire il fabbisogno complessivo di civilisti durante la crisi del coronavirus senza il ricorso a convocazioni straordinarie?</p><p>2. Perché, nonostante la carenza di personale, durante la pandemia non sono stati e non vengono tuttora impiegati più civilisti nei settori della cura e dell'assistenza?</p><p>3. In che modo presentando le richieste i Cantoni dimostrano o hanno dimostrato di aver esaurito tutti i mezzi e gli strumenti a loro disposizione, in particolare per quanto riguarda il servizio civile?</p><p>4. In che modo i Cantoni dimostrano o hanno dimostrato che i militari sono più adatti a svolgere certi compiti e in particolare che la formazione e l'esperienza dei civilisti non sono sufficienti per soddisfare i requisiti richiesti nei primi due ambiti citati all'interno del comunicato stampa, ovvero nelle strutture ospedaliere civili e nelle strutture sanitarie cantonali)?</p><p>5. In che modo il Consiglio federale può affermare di aver impiegato e di impiegare tuttora in via prioritaria il servizio civile?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Sì. Non è stato necessario convocare civilisti per impieghi straordinari ai sensi dell'articolo 14 della legge federale sul servizio civile sostitutivo (RS 824.0), in particolare perché per le convocazioni aggiuntive si è potuto contare interamente sui civilisti con giorni di servizio non ancora prestati.</p><p>2. Il numero e la tempistica delle convocazioni e degli impieghi supplementari dovuti al coronavirus si basano sulle esigenze specifiche di supporto delle strutture sanitarie civili. Se l'impiego del servizio civile può essere gestito, supervisionato e se possono essere svolte le mansioni stabilite, i civilisti vengono convocati e impiegati. È stato dimostrato che spesso, in caso di situazioni d'emergenza, le strutture ospedaliere e gli istituti di cura non sono in grado di garantire queste condizioni, che invece riescono a rispettare quando si tratta di impieghi programmati. Gli organi di condotta cantonali, i direttori cantonali della sanità, i medici cantonali, le conferenze e le associazioni di categoria intercantonali competenti sono stati informati dal CIVI sulle modalità con cui possono chiedere di attingere ai fondi federali. I (potenziali) istituti d'impiego dispongono già di queste informazioni. Si veda anche il punto 4.</p><p>3. Firmando il modulo che conferma la dichiarazione di sussidiarietà, i Cantoni (Consiglio di Stato o ufficio cantonale competente) certificano di aver esaurito tutti i fondi a loro disposizione quando chiedono allo Stato maggiore federale Protezione della popolazione (SMFP) un sostegno tramite fondi federali nel processo di gestione delle risorse della Confederazione (ResMaB).</p><p>4. I Cantoni devono presentare le loro richieste all'Ufficio federale della protezione della popolazione (UFPP) attenendosi ai criteri PPQQTR (priorità, prodotto, qualità, quantità, tempi, resistenza) e utilizzando il modulo standard ResMaB. In caso di incompletezza o mancanza d'informazioni la documentazione viene rispedita al mittente che dovrà inserire i dati necessari. I Cantoni descrivono quindi il servizio di cui hanno bisogno ma non scelgono il fornitore. In base alla descrizione si deciderà l'assegnazione dei mezzi più idonei (si veda anche il punto 5). I soldati sanitari, che in virtù della loro formazione hanno maggiori competenze rispetto ai civilisti e ai membri della protezione civile, vengono impiegati solo quando la situazione richiede l'intervento di personale esperto per alleggerire il lavoro degli operatori sanitari civili. L'impiego dei soldati sanitari sarà interrotto o affidato ai civilisti o ai membri della protezione civile non appena sarà soddisfatto il bisogno di personale qualificato.</p><p>5. Indipendentemente dal fatto che vengano inoltrate tramite l'Organo di coordinamento sanitario (OCSAN) o la Centrale nazionale d'allarme, le richieste di sostegno cantonali vengono esaminate dalla ResMaB con la partecipazione di tutti i servizi federali coinvolti e in coordinamento con gli organi specializzati competenti. Se e nella misura in cui la necessità, la sussidiarietà e gli altri requisiti legali per l'impiego sono soddisfatti, viene definito il mezzo più idoneo (servizio civile, esercito) per rispondere alla richiesta. Sull'utilizzo della protezione civile in quanto mezzo dei Cantoni decidono i Cantoni stessi formulando, se necessario, nell'ambito del processo ResMaB raccomandazioni relative agli interventi che incidono sul contingente di giorni di servizio di protezione civile assegnato dal Consiglio federale. Come da punto 3, gli impieghi dell'esercito richiedono la firma del Consiglio di Stato accompagnata da una valutazione e dall'approvazione del presidente dello SMFP.</p>  Risposta del Consiglio federale.