<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di sottoporre al Parlamento un progetto che modifichi LIFD e LAID nel senso che le spese di formazione e perfezionamento sostenute per ragioni professionali siano trattate fiscalmente secondo il principio costituzionale della capacità economica.</p><p>Il progetto deve prevedere quanto segue:</p><p>1. Le spese di formazione e di perfezionamento sopportate dal contribuente sono deducibili purché la formazione riguardi l'attività professionale. Le spese sostenute per ragioni professionali sono quelle che permettono a un lavoratore dipendente di mantenere il suo posto di lavoro o di avanzare professionalmente (carriera) o che sfociano in una qualifica che permetta di esercitare una nuova attività lucrativa dipendente o indipendente o di riprenderne una (riqualificazione, reinserimento);</p><p>2. la fissazione dell'importo massimo ammesso in deduzione;</p><p>3. non sono deducibili le spese per la formazione professionale iniziale. È considerata formazione professionale iniziale, la formazione che permette alla persona che l'ha conclusa di iniziare per la prima volta un'attività professionale che le consente di provvedere da sola al proprio sostentamento.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Un elevato standard di formazione della popolazione svizzera è una delle basi per il benessere del nostro Paese. La competitività globale della nostra economia dipende direttamente da professionisti con una buona formazione. Già oggi lo Stato assume pertanto, direttamente o indirettamente, determinate spese di formazione. Un esempio di intervento diretto è la scuola dell'obbligo mentre misure indirette sono date dalla riduzione dell'aliquota dell'imposta sul valore aggiunto (minori entrate stimate a 75 milioni di franchi) o la deduzione delle spese di perfezionamento (minori entrate a titolo di imposta federale diretta dell'ordine di circa 25 milioni di franchi).</p><p>2. Attualmente un gruppo interdipartimentale sotto l'egida dell'Ufficio federale della formazione professionale e della tecnologia (UFFT) sta elaborando un rapporto di analisi della formazione continua. Al riguardo occorre fare il punto della situazione, ponderare i risultati e sviluppare direttive per l'attuazione dell'articolo costituzionale 64a in materia di perfezionamento. Il rapporto dovrebbe essere disponibile all'inizio del 2009. Esso contemplerà pure una valutazione del progetto pilota sull'introduzione di buoni di formazione. In questo contesto verrà analizzata anche la perizia sul trattamento fiscale dei costi di formazione e perfezionamento commissionata dall'Amministrazione federale delle contribuzioni al professor Stefan C. Wolter. Solo a questo momento il Consiglio federale potrà pronunciarsi sui migliori strumenti della politica in materia di perfezionamento.</p><p>3. Il titolo della mozione e il suo ingresso danno l'impressione che oggi le spese di formazione e perfezionamento professionali non siano trattate correttamente a livello fiscale, in quanto non sarebbero considerate come costi di conseguimento del reddito. Tra questi costi rientrano in particolare le spese professionali necessarie al conseguimento del reddito. Affinché secondo la legislazione attuale possano essere qualificate come spese professionali o costi di conseguimento del reddito - e quindi deducibili ai fini fiscali - le spese di perfezionamento professionale devono avere un rapporto di causalità diretta con l'attuale professione. Le spese professionali che non adempiono questo criterio e che quindi non rappresentano costi di conseguimento del reddito, non possono essere dedotte nel quadro dell'attuale articolo 26 LIFD. Esse rappresentano costi di formazione non deducibili secondo l'articolo 34 lettera b LIFD.</p><p>4. Dato che le spese di formazione non sono costi di conseguimento del reddito, bisogna chiedersi quale sia l'obiettivo che si vuole perseguire con una nuova deduzione e se questo obiettivo possa essere raggiunto effettivamente ed efficacemente con questa nuova deduzione. La perizia del professor Stefan C. Wolter ha mostrato che gli sgravi fiscali danno risultati meno buoni rispetto a strumenti alternativi come il sostegno finanziario. Ulteriori deduzioni a titolo di formazione non incentivano comunque la formazione, dato che l'effetto di trascinamento è già molto elevato. Inoltre, le deduzioni si ripercuotono in misura maggiore sulle persone con redditi elevati che non su quelle con salari bassi, le quali oggigiorno seguono mediamente meno perfezionamenti rispetto a chi dispone già di una buona formazione. UIteriori deduzioni generali a titolo di formazione accordate dallo Stato provocherebbero minori entrate di circa 50 milioni di franchi (Confederazione e cantoni), senza che il numero dei partecipanti a formazioni aumenti. Dato che non è effettiva e nemmeno efficace, la misura non giustifica nessuna ulteriore perdita di gettito.</p><p>5. In attesa del rapporto di analisi della formazione continua, il governo propone di respingere la mozione. Tuttavia, se essa dovesse essere accolta nella prima Camera, il governo proporrà nella seconda Camera di modificarla in un mandato di esame.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.