<h2>SubmittedText<h2><p>La situazione politica in Kazakstan è estremamente preoccupante. La stampa internazionale ci si sofferma regolarmente. Anche il Parlamento europeo è stato interpellato di recente in materia, il che ha sensibilizzato maggiormente l'opinione pubblica, favorendo forse la fine dell'indifferenza generale dei Paesi europei verso il regime kazako. Numerose denunce pesano sul regime del presidente Nazarbeiev.</p><p>Date queste premesse, il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Come pubblicato sul quotidiano "Le Matin", la Svizzera concede dei permessi di lavoro "compiacenti" a cittadini kazaki, nonostante non soddisfino i presupposti per ottenerli?</p><p>2. Per quale ragione l'inchiesta del Ministero pubblico della Confederazione su un caso di riciclaggio di centinaia di milioni di franchi, in cui si trova implicata la famiglia del presidente kazako, avanza solo a rilento?</p><p>3. Quali misure (buoni uffici, dialogo sui diritti dell'uomo, blocco di valori patrimoniali, condanna delle operazioni del regime kazako, provvedimenti sul posto) ha già adottato o intende adottare la Svizzera per porre fine ai soprusi del regime, all'imprigionamento, alla sanguinosa repressione e alla tortura degli oppositori?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Le autorità negano il rilascio di un permesso (art. 10-17 LStr) o lo revocano (art. 62 LStr) se le condizioni di rilascio non sono soddisfatte. Il rilascio di "permessi compiacenti" è punito. Non è noto alcun caso del genere concernente cittadini kazaki.</p><p>2. Per motivi di divisione dei poteri, il Consiglio federale non può fornire indicazioni sullo stato delle indagini del Ministero pubblico della Confederazione. Per il resto rimanda alla sua risposta all'interrogazione Barthassat 11.1095.</p><p>3. Nell'ambito delle relazioni con il Kazakstan, la Svizzera intrattiene anche uno scambio in materia di diritti dell'uomo.</p><p>La Svizzera è ad esempio regolarmente in contatto con le autorità e mantiene un dialogo con l'ufficio del mediatore e la società civile. La nostra ambasciata in loco sostiene progetti nel settore della migrazione e della libertà di espressione e ha inoltre intrapreso varie iniziative in relazione all'arresto del difensore dei diritti umani Yevgeny Zhovtis, rilasciato recentemente. Un altro problema che preoccupa la Svizzera è quello della tortura. La Svizzera ha esaminato con attenzione le proposte di follow-up del relatore speciale delle Nazioni Unite sulla tortura, che ha visitato il Paese nel 2009, il cui mandato è sostenuto dal DFAE mediante l'invio di un esperto.</p><p>La Svizzera, inoltre, che nel 2010 ha partecipato all'esame periodico universale (UPR) dei diritti dell'uomo in Kazakstan, seguirà attentamente l'attuazione delle raccomandazioni in vista del secondo ciclo di esame nel 2014.</p>  Risposta del Consiglio federale.