<h2>SubmittedText<h2><p>Sempre più spesso vengono alla luce casi di acquisti di armi vietate in Svizzera, o di altri oggetti illegali, effettuati su piattaforme commerciali on line estere e poi inviati in Svizzera tramite pacco. Per l'invio le armi vengono anche confezionate in pellicole termoretraibili per renderne più difficile l'individuazione da parte dei rilevatori dell'amministrazione delle dogane; gli oggetti invece vengono dichiarati come campioni per eludere i tributi doganali. Finora, per tali pratiche illegali possono essere perseguiti solo i destinatari.</p><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale intende mettere a disposizione dell'Amministrazione federale delle dogane (AFD) gli strumenti necessari per eliminare dalla circolazione la maggior parte di questi pacchi illegali?</p><p>2. Il Consiglio federale è anch'esso del parere che sia necessario perseguire anche i relativi portali on line e i mittenti?</p><p>3. La problematica descritta può essere affrontata in modo efficace insieme ai nostri partner commerciali nel quadro degli accordi di libero scambio?</p><p>4. Secondo il Consiglio federale, quali sono gli altri strumenti possibili per contrastare in maniera efficace l'invio transnazionale di pacchi illegali?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Non si può negare che il notevole aumento del commercio online giustificherebbe l'impiego di risorse di personale aggiuntive. Nell'ambito delle limitate possibilità disponibili e in considerazione di tutti i settori di compiti, il Consiglio federale assegna le risorse di personale in base alle priorità politiche. Nel quadro del programma di legislatura 2019-2023, esso intende adottare una pianificazione del personale a medio termine nonché stabilire in quali settori occorre aumentare gli effettivi e come provvedere al finanziamento. Nel frattempo l'AFD definirà le priorità dei compiti esecutivi in base ai rischi, garantendo così che le risorse di personale a disposizione vengano impiegate per i controlli necessari.</p><p>Mediante il programma di trasformazione DaziT dell'AFD, i processi doganali vengono interamente digitalizzati. Ciò consente non solo di automatizzare determinate attività di controllo, bensì anche di accedere a un numero di dati maggiore e di migliore qualità per l'analisi dei rischi. Parallelamente vengono semplificati e standardizzati il più possibile i processi di natura doganale e di altra natura. Insieme agli uffici federali interessati l'AFD intende sviluppare procedure di controllo ottimizzate e ulteriori misure incisive per la lotta a merci importate illegalmente. In tale ambito verranno impiegati più mezzi tecnici ausiliari, come ad esempio gli scanner.</p><p>2./4. La responsabilità dell'importazione illecita di merci spetta in primo luogo al destinatario che ha ordinato la merce all'estero, causando così tale importazione illecita. Fatti salvi i casi di criminalità professionale organizzata, un'estensione della responsabilità ai portali on line e agli speditori non è opportuna o risulta estremamente complicata. Nella prassi, infatti, tale opzione sarebbe difficilmente attuabile, in quanto sarebbe necessario ricorrere all'assistenza amministrativa. Il diritto doganale e il diritto penale amministrativo attuali risultano poco adatti per avere un effetto correttivo tempestivo e raggiungere quindi i risultati auspicati. </p><p>Sul piano internazionale (p. es. nel quadro dell'Organizzazione mondiale delle dogane) sono in fase d'elaborazione raccomandazioni e risoluzioni in materia. L'AFD è coinvolta attivamente negli organismi interessati. DaziT prevede già in larga misura l'attuazione di tali raccomandazioni, come la fornitura di dati precedenti, la semplificazione delle procedure e le analisi dei rischi intelligenti. A livello nazionale, nel quadro del postulato 17.4228, "Armi pari per tutti i venditori on line", il Consiglio federale si è già dichiarato disposto a far redigere un rapporto sullo stato della situazione che illustri le possibilità d'intervento nel settore.</p><p>3. Nel quadro degli accordi di libero scambio, gli Stati partner prevedono l'abolizione o la riduzione reciproca dei dazi all'importazione nel traffico delle merci. In essi vengono inoltre concordate le regole d'origine, le agevolazioni commerciali e la soppressione di ostacoli non tariffari al commercio. Gli accordi di libero scambio non includono tuttavia disposizioni concernenti la collaborazione tra autorità doganali nell'ambito di controlli di merci pericolose, come le armi.</p>  Risposta del Consiglio federale.