<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a versare un conferimento aggiuntivo una tantum per alimentare il Fondo per lo sviluppo regionale. I mezzi a disposizione saranno utilizzati per limitare le ripercussioni a lungo termine causate dal coronavirus nelle regioni di montagna.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La crisi del coronavirus rappresenta una grande sfida per la popolazione e l'economia delle regioni di montagna, soprattutto nel settore del turismo. Dal 13 marzo la Confederazione e i Cantoni hanno stanziato complessivamente oltre 70 miliardi di franchi per arginare le conseguenze economiche dei provvedimenti di protezione adottati.</p><p>Le misure finanziate con questi fondi - lavoro ridotto, prestiti ponte, indennità per perdita di guadagno - sono a disposizione di imprese, lavoratori autonomi e dipendenti in tutta la Svizzera, anche nelle regioni di montagna. Il Consiglio federale analizza costantemente la situazione e adegua il pacchetto di misure in base alle necessità e nei limiti del possibile. Consapevole del fatto che la crisi sta colpendo determinate regioni in modo particolarmente pesante a causa della loro struttura settoriale o della maggiore vicinanza ai confini, calibra le sue decisioni di conseguenza.</p><p>Grazie alla Nuova politica regionale (NPR), la Confederazione e i Cantoni sostengono in modo mirato le zone rurali, le regioni di montagna e le regioni di confine nel loro sviluppo economico regionale. La NPR si trova attualmente all'inizio del periodo di attuazione 2020-2023, per il quale la Confederazione mette a disposizione 180 milioni di franchi di contributi a fondo perso e 200 milioni di franchi di prestiti rimborsabili. A questi si aggiungeranno contributi di pari valore o di valore superiore da parte dei Cantoni nonché fondi messi a disposizione da terzi. Il turismo e la digitalizzazione sono due temi fondamentali, particolarmente importanti per le regioni di montagna. Inoltre, poiché la competenza in materia di attuazione è cantonale, la NPR offre anche un ampio margine di manovra per tenere conto delle diverse situazioni regionali. I Cantoni e gli stakeholder sono ora chiamati a sfruttare queste opportunità.</p><p>Per individuare ulteriori possibilità, la SECO è costantemente in contatto con gli uffici cantonali di attuazione della NPR e con la Conferenza dei direttori cantonali dell'economia pubblica (CDEP). Tra le opzioni già sfruttabili rientrano la sospensione degli ammortamenti a favore dei mutuatari e l'adeguamento delle attività di coaching all'attuale situazione di crisi.</p><p>Le "Misure pilota NPR per le regioni di montagna 2020-2023", permettono di sperimentare nuovi approcci nei limiti del budget a disposizione e del quadro giuridico vigente al fine di innescare un certo dinamismo economico anche nelle regioni di montagna periferiche. Le misure pilota inglobano le richieste e le proposte della mozione e permettono quindi di cofinanziare progetti per il rafforzamento dei cicli economici regionali e locali. Le infrastrutture piccole ma rilevanti, ad esempio, possono beneficiare di contributi non rimborsabili. È inoltre prevista un'ulteriore flessibilità per quanto riguarda la fornitura di prestazioni equivalenti, di cui sono responsabili i Cantoni. Per le misure pilota viene messo a disposizione un totale di 20 milioni di franchi provenienti dal budget ordinario NPR. Ogni Cantone partecipante deciderà autonomamente quando iniziare a impiegarli, in base alla propria situazione interna.</p><p>In questa fase, un contributo una tantum al fondo apporterebbe uno scarso valore aggiunto. I livelli di liquidità sono sufficientemente elevati e il valore del fondo dovrà essere stimato a lungo termine.</p><p>Anche se il suo rafforzamento costituisce un obiettivo importante e legittimo, la NPR non è uno strumento per risolvere la crisi. In vista di un'imminente ripresa, potrà comunque mostrare i suoi punti di forza non appena gli operatori saranno disposti a prendere in considerazione progetti orientati all'economia. La NPR può già mirare a questo obiettivo.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.