<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è pregato di:</p><p>a. dichiarare l'emergenza climatica;</p><p>b. elaborare le basi legali necessarie affinché ogni nuova legislazione a livello comunale, cantonale e federale possa essere introdotta solo se non genera emissioni supplementari di gas serra o se compensa in modo comprovato al 100 per cento le nuove emissioni. Questa disposizione vale mutatis mutandis anche per i nuovi trattati internazionali. Sono possibili deroghe per motivi umanitari.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è consapevole dei rischi derivanti da una pericolosa perturbazione del sistema climatico. La proclamazione dello stato di emergenza renderebbe giustizia alla dimensione della potenziale minaccia per l'uomo e per l'ecosistema. Va tuttavia ricordato che il Consiglio federale sarebbe vincolato dalla ripartizione delle competenze previste dalla Costituzione federale anche nel caso di progetti legislativi sotto il titolo "emergenza climatica" e non potrebbe quindi elaborare prescrizioni che interferiscono con le competenze cantonali o comunali. Il Consiglio federale ritiene pertanto più opportuno lavorare per un regime globale incisivo a livello internazionale e avviare sul territorio nazionale il passaggio a un modo di produzione e a una società rispettosi del clima. Nel messaggio del 1° dicembre 2017 sulla revisione della legge sul CO2, il Consiglio federale ha sottoposto al Parlamento le sue proposte per la prossima tappa della politica climatica fino al 2030, che mantiene la ripartizione, stabilita dalla Costituzione, delle competenze tra Confederazione, Cantoni e Comuni. Il Parlamento è libero di tenere conto dei recenti sviluppi nelle deliberazioni e di adottare ulteriori misure o obiettivi più ambiziosi.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.