<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di rispristinare senza indugio, in applicazione del regolamento (UE) 2016/399 del Parlamento europeo e del Consiglio del 9 marzo 2016 che istituisce un codice unionale relativo al regime di attraversamento delle frontiere da parte delle persone (codice frontiere Schengen), in particolare degli articoli 25, 26, 28 e 29, controlli di frontiera regolari per contrastare il massiccio aumento di entrate illegali.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Negli ultimi mesi, sempre più migranti sono entrati in Svizzera e negli Stati limitrofi tramite la rotta dei Balcani occidentali e del Mediterraneo centrale. Gran parte di queste persone è transitata attraverso un altro Stato Schengen o ha già presentato una domanda d'asilo altrove. Molte vogliono soltanto attraversare la Svizzera e non chiedono asilo. Dato che la migrazione irregolare può essere combattuta in maniera efficace soltanto con la collaborazione internazionale, la Svizzera sostiene iniziative comuni, a livello europeo, in materia di politica migratoria. Ha inoltre elaborato con la Germania e l'Austria piani d'azione per prevenire la migrazione secondaria che prevedono, oltre a misure di polizia di frontiera, anche misure nei confronti di Paesi terzi.</p><p>In caso di minaccia grave per l'ordine pubblico o la sicurezza interna, gli Stati Schengen possono, in via eccezionale e per un periodo massimo di 30 giorni o per la durata prevedibile della minaccia, ripristinare i controlli alle frontiere interne a determinati valichi o tratti di confine (art. 25 del codice frontiere Schengen; RS 0.362.380.067). Attualmente queste condizioni per l'introduzione di controlli alle frontiere interne non sono adempiute: né l'ordine pubblico né la sicurezza interna sono al momento seriamente minacciati.</p><p>A prescindere da ciò, l'Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini è presente nella zona di confine nel quadro dei suoi controlli doganali ed esegue controlli in funzione del rischio. Le persone che entrano illegalmente in Svizzera e non presentano una domanda d'asilo sono oggetto di una decisione di allontanamento in virtù della legislazione sugli stranieri. Il potenziamento dei controlli e l'introduzione di controlli alle frontiere interne avrebbero importanti ripercussioni per le regioni di confine, in quanto ogni giorno centinaia di migliaia di persone valicano la frontiera. Inoltre, guardando ad esempio i Paesi toccati dalla migrazione secondaria irregolare sulla rotta dei Balcani, si può constatare che il ripristino dei controlli alle frontiere interne non costituisce un mezzo efficace per arginare questo fenomeno. Infatti, l'anno scorso anche i nostri vicini tedeschi e austriaci hanno registrato un forte aumento della migrazione irregolare; inoltre, il numero di domande d'asilo è aumentato sensibilmente in questi Paesi.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.