<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di assicurarsi che venga istituito un servizio di picchetto che garantisca, al di fuori dell'orario generale di lavoro dei tribunali, la tutela giurisdizionale cautelare nei procedimenti civili, segnatamente in caso di lesione della personalità, in particolare mediante provvedimenti superprovvisionali ai sensi dell'articolo 265 e seguente del CPC. I Cantoni devono essere coinvolti in questo processo.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La mozione chiede di porre le basi affinché la tutela giurisdizionale cautelare nei procedimenti civili sia garantita anche al di fuori degli orari abituali di lavoro dei tribunali competenti. La medesima richiesta è stata avanzata anche dalla Commissione degli affari giuridici nel postulato 22.3002 "Tutela giurisdizionale cautelare al di fuori dell'orario di lavoro".</p><p>Con i provvedimenti superprovvisionali previsti all'articolo 265 del Codice di procedura civile (CPC; RS 272), il diritto in vigore offre già una tutela giurisdizionale in caso d'urgenza. Questo strumento permette infatti di agire rapidamente in caso di particolare urgenza, in quanto consente di ordinare provvedimenti immediatamente senza sentire la controparte (art. 265 cpv. 1 CPC). Il Consiglio federale può benissimo comprendere che in determinate situazioni precise, in particolare in materia di protezione della personalità, si debba poter ordinare un provvedimento la sera, prima del mattino seguente, o durante il fine settimana, prima del lunedì mattina.</p><p>Ma la soluzione a questo problema implica di chiarire varie questioni complesse e dipende da diversi fattori e attori, che occorre integrare. Gli orari di lavoro dei tribunali e l'istituzione di un servizio di picchetto riguardano anzitutto l'organizzazione giudiziaria, settore che rientra nella competenza dei Cantoni (art. 122 cpv. 2 della Costituzione federale [Cost.; RS 101] e art. 3 CPC). Un tale cambiamento non può essere attuato senza esaminare i limiti posti al legislatore federale in questo settore e senza integrare i Cantoni nella decisione, anche alla luce delle ripercussioni organizzative e finanziarie che la modifica implicherebbe per i Cantoni. Questo cambiamento anzitutto organizzativo non è tuttavia privo di effetti per le regole procedurali. Occorrerebbe infatti esaminare in particolare il diritto di essere sentito e le modalità di notifica degli atti e delle decisioni. Si dovrebbe appunto poter esigere che la parte destinataria della decisione la riceva anche a mezzanotte o la domenica. La comunicazione e la ricezione dovrebbero inoltre essere materialmente possibili con la rapidità auspicata, il che implica l'esame delle possibilità di comunicazione per via elettronica. Infine, anche altri attori andrebbero coinvolti nell'esame, in particolare gli avvocati.</p><p>Alla luce delle molteplici ramificazioni di questa problematica, il Consiglio federale privilegia la via del postulato. L'analisi approfondita dei problemi giuridici posti e la consultazione delle parti interessate in tale quadro permetteranno di trovare soluzioni adeguate e potenzialmente accettabili per tutti. Le modifiche legislative necessarie potranno essere proposte in un secondo tempo su tale base. È in questo senso, e proponendo simultaneamente di accogliere il postulato 22.3002, che il Consiglio federale propone di respingere la presente mozione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.