<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La legge federale e il decreto federale concernenti la retribuzione e la previdenza professionale dei magistrati (RS 172.121 e RS 172.121.1) sono stati promulgati nel 1989 e hanno sostituito tre diversi decreti federali che riguardavano, rispettivamente, i membri del Consiglio federale, il cancelliere della Confederazione e i giudici federali.</p><p>Dal 1939 risp. dal 1942 (CS 1 pag. 443 seg. e pag. 448 seg.) le disposizioni concernenti le pensioni dei magistrati prevedono una riduzione della pensione, quando il magistrato che ha dimissionato consegue un reddito da attività lucrativa (dal 1989 anche un reddito sostitutivo) che, aggiunto all'importo della pensione, supera la retribuzione di un magistrato in carica. Sebbene 21 Cantoni applichino lo stesso sistema, non tutti prendono in considerazione il reddito sostitutivo. Inoltre, i Cantoni rinunciano a riduzioni delle pensioni al più tardi dopo che l'ex magistrato ha compiuto i 65 anni. Il regime attualmente in vigore corrisponde quindi essenzialmente alla prassi generalmente seguita per gli ordinamenti delle pensioni in Svizzera.</p><p></p><p>Per ragioni di politica istituzionale il Consiglio federale ritiene che i vertici del potere esecutivo e giudiziario dello Stato debbano poter svolgere la loro funzione in assoluta indipendenza. L'ordinamento delle pensioni in vigore soddisfa a suo avviso la responsabilità e l'indipendenza dei magistrati. Il regime è ragionevole, adeguato e fino ad oggi ha dato buoni risultati. Esso rende superflue disposizioni di coordinamento per i magistrati ed evita le spinose controversie in merito a somme di riscatto e indennità di uscita che sorgono talvolta in occasione del passaggio di quadri dall'economia privata al servizio della Confederazione. Il Consiglio federale non vede perciò alcuna immediata necessità di intervenire.</p><p></p><p>Il Consiglio federale è cosciente che le condizioni politiche, sociali, economiche e legali possono cambiare. Tali cambiamenti si manifestano, ad esempio, nella riforma del Governo e dell'amministrazione oppure nel rinnovamento della politica del personale e della previdenza della Confederazione. Se, ed eventualmente come, alla luce di questa situazione, l'ordinamento delle pensioni per i magistrati debba essere adeguato, dovrà essere analizzato nell'ambito di una valutazione globale delle circostanze sociali, economiche e politiche. Un'analisi isolata della regolamentazione delle riduzioni, come richiesto dalla mozione, non soddisfarebbe le implicazioni di natura politica di un ordinamento delle pensioni per i vertici del potere esecutivo e giudiziario del nostro Paese.</p><p></p><p>Per questi motivi il Consiglio federale è disposto ad esaminare se l'attuale regime delle pensioni applicabile ai magistrati della Confederazione è sempre in grado di soddisfare appieno le esigenze che gli sono poste.</p>  Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.