<h2>SubmittedText<h2><p>Il sistema della LAMal, che prevede la concorrenza tra casse malati private, ha chiaramente raggiunto i suoi limiti e non è più accettabile nella sua forma attuale. I premi stanno diventando insostenibili e il loro continuo aumento non è giustificato. Le riserve delle case malati stanno raggiungendo somme astronomiche, che senza alcuna giustificazione sono ben superiori agli obblighi legali. Gli importi indebitamente riscossi in alcuni Cantoni sono stati restituiti agli assicurati soltanto in parte, senza che sia stata apportata alcuna correzione a un sistema la cui opacità è del resto intollerabile.</p><p>Con i possibili aumenti del 7-9 per cento annunciati per il 2023, diventa chiaro che si rendono necessarie misure immediate, ma anche una riforma profonda dell'intero sistema LAMal, all'insegna della trasparenza, dell'equità e della giustizia sociale.</p><p>- Il Consiglio federale prevede di intervenire nell'immediato per limitare i premi ed evitare gli aumenti annunciati per il 2023?</p><p>- Non dovrebbe costringere le casse malati ad attingere alle riserve che hanno indebitamente accumulato con il denaro pagato dagli assicurati?</p><p>- Non ritiene che a medio termine non si possa più rinviare la riflessione su un nuovo sistema con premi basati sul reddito?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. I premi devono coprire i costi e pertanto una loro limitazione non sarebbe una soluzione adeguata. Nell'ambito del controprogetto all'iniziativa popolare "Al massimo il 10 per cento del reddito per i premi delle casse malati (Iniziativa per premi meno onerosi)", il Consiglio federale ha proposto un'alternativa alla limitazione dei premi. Ogni Cantone dovrà versare un importo minimo destinato alla riduzione dei premi, calcolato in funzione delle spese lorde dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie.</p><p>Inoltre, per frenare l'aumento dei costi, il 21 agosto 2019 il Consiglio federale ha sottoposto al Parlamento un primo pacchetto di misure di contenimento dei costi (FF 2019 4981). La prima parte del pacchetto 1 (pacchetto 1a) è già stata adottata dal Parlamento il 18 giugno 2021 (FF 2021 1496). Il Consiglio federale prevede di sottoporgli un secondo pacchetto nel corso del secondo semestre del 2022. Per altro, va segnalato che con effetto dal 1° agosto 2022 sono state ridotte del 10 per cento le tariffe delle analisi di laboratorio. Il risparmio annuo previsto è stimato a circa 140 milioni di franchi svizzeri. Queste misure concrete hanno l'obiettivo di arginare l'aumento dei costi.</p><p>2. Il Consiglio federale è già intervenuto per ridurre le riserve con la revisione dell'articolo 26 capoverso 3 dell'ordinanza sulla vigilanza sull'assicurazione malattie (OVAMal; RS 832.121), entrata in vigore il 1° giugno 2021. La possibilità di fissare i premi riducendo al massimo i margini di calcolo consente agli assicuratori di offrire premi più bassi. Questo meccanismo rende più probabile una riduzione delle riserve. Per i premi del 2022, 30 assicuratori su 50 si sono avvalsi di questa possibilità.</p><p>Inoltre, se calcola i premi riducendo al massimo i margini, un assicuratore ha la possibilità di ridurre le riserve versando un rimborso agli assicurati. Nel 2021, 14 assicuratori hanno presentato piani di riduzione delle riserve e nel 2022 rimborseranno quasi 380 milioni di franchi agli assicurati.</p><p>Va anche sottolineato che i redditi da capitale hanno contribuito ad aumentare le riserve.</p><p>3. L'idea di fissare i premi in funzione del reddito non è nuova. Tuttavia è importante sottolineare che il sistema attuale tiene già conto del reddito. In effetti le riduzioni dei premi concesse agli assicurati di condizione economica modesta sono finanziate dalle imposte prelevate in base al reddito. Inoltre, i costi dei trattamenti ospedalieri sono in parte coperti dalle imposte cantonali.</p><p>Il Consiglio federale desidera promuovere maggiormente la riduzione dei premi. Nel controprogetto all'iniziativa per premi meno onerosi, propone che ogni Cantone versi un contributo minimo destinato alla riduzione dei premi.</p>  Risposta del Consiglio federale.