B u n d e s v e rw a l t u n g s g e r i ch t T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i f f éd é r a l T r i b u n a l e am m i n i s t r a t i vo f e d e r a l e T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i v fe d e r a l Corte IV D-2803/2017 S e n t e n z a d e l 3 o t t o b r e 2 0 1 8 Composizione Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio), Muriel Beck Kadima, Walter Lang, cancelliera Alissa Vallenari. Parti A._______, nato il (…), Stato sconosciuto, alias A._______, nato il (…), Etiopia, alias B._______, nato il (…), alias B._______, nato il (…), Somalia, rappresentato dal signor Rosario Mastrosimone, SOS Antenna Profughi, ricorrente, contro Segreteria di Stato della migrazione (SEM), Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore. Oggetto Asilo ed allontanamento; decisione della SEM del 18 aprile 2017 / N (…). D-2803/2017 Pagina 2 Fatti: A. L’interessato, interpellato dalle (…) il (…) dicembre 2015, ha allegato quale identità quella di B._______, nato nel (…) a C._______, di nazionalità so- mala (cfr. atto A6; nel foglio di stato civile, lo stesso ha però indicato sotto la rubrica “nazionalità” di essere somalo dell’Etiopia [“Soomaali itoobiya”]). Il medesimo giorno egli ha presentato una domanda d ’asilo in Svizzera, con l’identità di B._______, nato il (…) a C._______, dichiarando altresì di essere di nazionalità somala dell’Etiopia (cfr. atto A1, al punto 7: “Soomali itoobiya”). B. Su richiesta della Segreteria di Stato della migrazione (di seguito: SEM), il richiedente è stato sottoposto ad un esame radiologico della mano sinistra presso (…) il (…) dicembre 2015, per stimarne l’età biologica. Il referto da- tato (…) dicembre 2015 ha dato quale risultato un ’età ossea dell’interes- sato di (…) anni (cfr. atto A7). C. C.a Nel corso dell ’audizione sulle generalità tenutasi l’(…) gennaio 2016 (cfr. verbale dell ’audizione sulle generalità dell ’(…) gennaio 2016 [di se- guito: verbale 1]) , l’interessato ha riferito chiamarsi A._______, di essere nato il (…)°– anche se non saprebbe la su a data di nascita esatta, ma avrebbe comunque 18 anni compiuti (cfr. verbale 1, p.to 1.06, pag. 2 seg.) – a C._______, oltre ad essere cittadino etiope di etnia somala (cfr. verbale 1, p.to 1.07 segg., pag. 3), con ultimo domicilio a D._______ (cfr. verbale 1, p.to 2.01 seg., pag. 4). C.b Durante l’audizione sulle generalità, il richiedente ha addotto quali mo- tivi d’asilo, di essere espatriato dall’Etiopia poiché le autorità etiopi avreb- bero ucciso circa cinque anni prima il padre, membro del gruppo E._______ (F._______). Inoltre le autorità etiopi si sarebber o presentate una sola volta presso il suo domicilio – rispettivamente a scuola – nell’aprile 2013 per chiedergli di arruolarsi nella “new police”. Poiché egli avrebbe rifiutato tale proposta, in quanto intendeva proseguire i suoi studi, tali au- torità l ’avrebbero tacciato di appartenere anche lui all ’E._______ e lo avrebbero minacciato di ripercussioni negative. La madre gli avrebbe per- tanto consigliato di lasciare il suo Paese d ’origine, per evitare di essere ucciso come suo padre. Egli sarebbe quindi espat riato definitivamente dall’Etiopia il (…) febbraio 2015, partend o da D._______ il medesimo D-2803/2017 Pagina 3 giorno ed entrando illegalmente in F._______. In seguito egli avrebbe sog- giornato in G._______ sino a fine novembre 2015, per poi infine giungere in Europa a bordo di un’imbarcazione (cfr. verbale 1, p.to 5.01 segg., pag. 6 segg.). D. Con scritto del 9 febbraio 2016, il signor Rosario Mastrosimone ha infor- mato l’autorità inferiore di avere assunto il mandato di rappresentanza le- gale di A._______, e che quest’ultimo avrebbe indicato di avere (…) anni, di essere nato in Etiopia da genitori immigrati dalla H._______, contraria- mente ai dati presenti nel suo permesso N, dove risulterebbe di cittadi- nanza etiope e con data di nascita il (…) (cfr. atto A13). E. E.a Il 6 aprile 2017, la SEM ha sottoposto il richiedente all ’audizione sui motivi d’asilo giusta l’art. 29 cpv. 1 della legge sull’asilo (LAsi, RS 142.31), nel corso della quale quest ’ultimo ha ribadito le sue generalità e la sua provenienza fornite durante l ’audizione precedente (cfr. verbale d ’audi- zione del 6 aprile 2017 [di seguito: verbale 2], D13 segg., pag. 3 segg.). E.b Sentito sui suoi motivi d’asilo, egli ha dichiarato che dei membri della polizia chiamata “(…)” sarebbero giunti a scuola con l ’intenzione di arruo- lare i giovani presenti. Egli si sarebbe rifiutato, in quanto avrebbe voluto proseguire i suoi studi. Nel corso della notte degli uomini lo avrebbero mal- menato e prelevato dal suo domicilio, nonché condotto e trattenuto per (…) giorni in un campo a D._______, in cui avrebbe anche subito svariati mal- trattamenti ed angherie. In seguito, sarebbe stato trasferito nel carcere di D._______, dove dapprima per (…) giorni lo avrebbero legato e gli avreb- bero arrecato diverse ferite, ed in seguito rinchiuso i n una cella, dove sa- rebbe stato picchiato e maltrattato in diversi modi dagli altri detenuti. Dopo aver trascorso (…) mesi e (…) giorni in tale carcere, gli avrebbero messo pressione perché accettasse di essere arruolato, segnatamente a causa del trascorso di suo padre quale membro dell ’“(…)”, minacciandolo altri- menti di trasferirlo in un posto peggiore. Egli avrebbe accettato tale propo- sta. Un venerdì, mentre la sorveglianza nel carcere era diminuita, il richie- dente sarebbe riuscito a scappare dallo stesso assieme ad altri detenuti. Contattata telefonicamente, la madre gli avrebbe consigliato di non tornare a casa e di espatriare, in quanto lo avrebbero cercato presso il suo domi- cilio e due dei suoi fratel li sarebbero stati prelevati da quest’ultimo. L’inte- ressato sarebbe quindi finalmente espatriato dall’Etiopia alla fine del 2014 (cfr. verbale 2, D13 segg., pag. 3 seg.; D83 segg., pag. 8 segg.). D-2803/2017 Pagina 4 F. Con decisione del 18 aprile 2017, notificata il giorno segu ente (cfr. atto A30), la SEM ha negato la qualità di rifugiato al richiedente, ha respinto la sua domanda d’asilo, pronunciando contestualmente il suo allontanamento dalla Svizzera e l’esecuzione dello stesso, in quanto ritenuto ammissibile, ragionevolmente esigibile e possibile. G. Il 16 maggio 2017 (cfr. timbro del plico raccomandato; data d ’entrata: 17 maggio 2017) l’insorgente ha interposto ricorso contro la succitata de- cisione al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale), postu- lando a titolo principale l’annullamento della decisione impugnata ed il rin- vio degli atti di causa all’autorità inferiore per una nuova decisione in merito alla qualità di rifugiato del ricorrente. In subordine, egli ha concluso al rinvio degli atti di causa alla SEM per una nuova valutazione in merito all ’esi- stenza di ostacoli all ’esecuzione dell’allontanamento ed alla concessione dell’ammissione provvisoria in Svizzera. Contestualmente, ha presentato istanza di assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal versamento delle spese processuali e del relativo anticipo , con protesta di spese e ri- petibili. H. Con decisione incidentale del 4 ottobre 2017, il Tribunale ha autorizzato il ricorrente a soggiornare in Svizzera fino a conclusione della procedura, ha respinto la sua domanda di assistenza giudiziaria e lo ha invitato a versare un anticipo di CHF 750.– entro il 19 ottobre 2017 a copertura delle pre- sunte spese processuali. L ’insorgente ha versato tempestivamente l’anti- cipo spese richiesto (cfr. risultanze processuali). I. Il 20 novembre 2017, il ricorrente ha inviato al Tribunale, q uale nuovo mezzo di prova a complemento del suo rico rso, la sua supposta pagella scolastica, che proverebbe il compimento della settima classe da parte del medesimo presso l’istituto scolastico di I._______ (cfr. risultanze proces- suali). J. Nella sua risposta del 18 dicembre 2017, l’autorità di prime cure ha propo- sto il respingimento del ricorso, riconfermando integralmente le motivazioni e le conclusioni presenti nella decisione avversata. A titolo aggiuntivo, ha rimarcato che il documento versato agli atti dall’insorgente, non scalfirebbe D-2803/2017 Pagina 5 minimamente la valutazione circa l’inverosimiglianza della dichiarata pro- venienza dall’Etiopia del medesimo. Invero, tale documento sarebbe facil- mente ottenibile per i bisogni d i causa e quindi non avrebbe alcun valore probatorio. Oltracciò l’inchiostro della grafia a mano sarebbe troppo fresco rispetto alla data d’emissione del documento, nonché la data di rilascio di tale documento, non collimerebbe con le informazioni rilasciate in corso di procedura dall’insorgente. K. Con osservazioni di replica del 19 gennaio 2018 (cfr. risultanze proces- suali; data d’entrata: 22 gennaio 2018), l ’insorgente ha dapprima conte- stato le osservazioni dell’autorità di prime cure inerente il documento inol- trato, in quanto le valutazioni espresse in merito, potrebbero essere state il frutto di una mancata presa in considerazione della conversione delle date indicate nella pagella scolastica del calendario etiope rispetto a quello gregoriano. Gli elementi indicati nella stessa, non sarebbero difatti incom- patibili con le dichiarazioni in merit o alle generalità ed alla provenienza dell’insorgente. Inoltre il ricorrente segnala che da diverse settimane sa- rebbe in trattamento psicologico e che a breve seguirà la relativa documen- tazione. L. Con duplica del 27 febbraio 2018 (cfr. risultanze processual i; data d’en- trata: 28 febbraio 2018), la SEM ha essenzialmente riconfermato quanto già precedentemente addotto e le conclus ioni della decisione impugnata. L’autorità di prime cure ha tuttavia dato ragione all’insorgente circa la sua osservazione in merito alla data presente nel documento scolastico pro- dotto, ma ha rilevato che comunque tale elemento non sarebbe atto a con- futare l’inverosimiglianza della provenienza dell’interessato dall’Etiopia. M. Con scritto spontaneo del 12 marzo 2018, il rappresentante l egale del ri- corrente ha inoltrato al Tribunale il rapporto del 7 marzo 2018 del (…) di J._______, nel quale è segnatamente posta quale diagnosi per il ricorrente una sindrome post-traumatica da stress (ICD10, F43.1; cfr. risultanze pro- cessuali). N. Il 27 marzo 2018 l’autorità inferiore ha preso posizione in merito allo stato di salute dell’insorgente, rimarcando che in specie la diagnosi medica suc- citata non rappresenterebbe un ostacolo all ’esigibilità dell ’esecuzione dell’allontanamento del medesimo, in quanto a causa dell ’occultamento D-2803/2017 Pagina 6 dell’effettiva provenienza, non andrebbero in specie verificati eventuali ostacoli all’allontanamento dell’interessato. Tali osservazioni sono state in- viate al ricorrente il 9 aprile 2018 per informazione (cfr. risultanze proces- suali). O. Con ulteriore scritto del 13 aprile 2018, il rappresentante del ricorrente ha inviato al Tribunale un rapporto datato 12 marzo 2018, stilato dalla respon- sabile dell’ (…) di K._______, che presenta il resoconto del viaggio d’espa- trio che avrebbe esposto il ricorrente durante un colloquio svoltosi presso gli uffici di (…) a J._______. Nello stesso si giunge alla conclusione che , da quanto emerso nel racconto di A._______, vi sarebbero sufficienti indizi che egli sarebbe stato vittima di tratta di esseri umani. P. Nelle sue osservazioni del 25 aprile 2018 (cfr. risultanze processuali; data d’entrata: 27 aprile 2018) l’autorità inferiore ha preso posizione in relazione alla presunta tematica di tratta di esseri umani sollevata dall’insorgente. La SEM ha rilevato segnatamente che, nel rapporto (…), quest’ultimo avrebbe reso delle dichiarazioni divergenti rispetto a quanto addotto durante le au- dizioni circa il motivo che lo avrebbe determinato a partire dal suo Paese d’origine. Inoltre il ricorrente, nascondendo le sue reali origini, non permet- terebbe alla SEM di decidere riguardo a possibili ripercussioni che egli avrebbe eventualmente a subire nel suo Paese d’origine in relazione alle circostanze allegate di tratta di esseri umani. Q. Con osservazioni del 19 gennaio 2018 [recte: 18 maggio 2018] (cfr. risul- tanze processuali; data d’entrata: 22 maggio 2018), il ricorrente si è ricon- fermato nelle sue conclusioni ricorsuali, oltre a prendere posizione pun- tuale in merito a quanto contestato dall’autorità di prime cure circa gli ele- menti di tratta di esseri umani che emergerebbero dal suo racconto. Invero, il fatto che il ricorrente sia una potenziale vittima della tratta di esseri umani spiegherebbe, a mente del rappresentante legale, le incertezze e le incon- gruenze rilevate nella decisione impugnata, in quanto sarebbero la conse- guenza della sua carente capacità mnemonica e della rielaborazione dei traumi che avrebbe vissuto. Le difficoltà di attenzione, dovute alla presenza di immagini intrusive e di flash-back su base traumatica, sarebbe attestato dal rapporto medico del (…), prodotto agli atti; nonché le sue difficoltà di ricostruire il suo trascorso, sarebbero evidenziate dal rapporto (…). La pre- sunta contraddizione rimarcata dall’autorità di prime cure circa l’evento che D-2803/2017 Pagina 7 lo avrebbe determinato alla partenza dal suo Paese d ’origine, non sussi- sterebbe, in quanto nel rapporto (…), egli avrebbe posto l ’accento sulle modalità e le circostanze fattive del viaggio, piuttosto che sul consiglio della madre, come invece risulterebbe nell’audizione federale sui motivi d’asilo. Infine, il ricorrente ribadisce la sua provenienza dall’Etiopia, e meglio dalla regione dell’L._______. Egli, in merito, denota come, visto il suo profilo personale, l’unico altro Paese d’origine che potrebbe entrare in considera- zione sarebbe la Somalia. In tal senso, non si comprenderebbe perché l’in- sorgente avrebbe dovuto occultare tale provenienza, in quanto, secondo prassi della SEM, ai richiedenti asilo somali verrebbe almeno concessa l’ammissione provvisoria in Svizzera. R. Con osservazioni del 6 giugno 2018, inviate per conoscenza al ricorrente (cfr. risultanze processuali), l’autorità di prime cure si è integralmente ricon- fermata nelle sue precedenti motivazioni e conclusioni. S. Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti, verranno ripresi nei considerandi, qualora risultino decisivi per l’esito della vertenza. Diritto: 1. Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF, in quanto la legge sull’asilo (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). Fatta eccezione per le decisioni previste all’art. 32 LTAF, il Tribunale, in virtù dell ’art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell’art. 5 PA prese dalle autorità menzionate all’art. 33 LTAF. La SEM rien- tra tra dette autorità (art. 105 LAsi). L’atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell ’art. 5 PA. Il ricor- rente ha partecipato al procedimento dinanzi all ’autorità inferiore, è parti- colarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un interesse degno di protezione all ’annullamento o alla modificazione della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a – c PA). Pertanto, egli è legittimato ad aggravarsi contro di essa. D-2803/2017 Pagina 8 I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 1 LAsi), alla forma e al contenuto dell’atto di ricorso (art. 52 cpv. 1 PA) sono soddisfatti. Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso. 2. Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del diritto federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile- vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi; DTAF 2014/26 consid. 5) e, in materia di esecu- zione dell’allontanamento, pure l’inadeguatezza (art. 112 cpv. 1 LStr che rinvia all’art. 49 PA; cfr. anche DTAF 2014/26 consid. 5). Il Tribunale non è vincolato né dai motivi addo tti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2). I principi della massima inquisitoria e dell’ap- plicazione d ’ufficio del diritto sono tuttavia limitati: l’autorità competente procede difatti spontaneamente a constatazioni complementari o esamina altri punti di diritto solo se dalle censure sollevate o dagli atti risultino indizi in tal senso (cfr. DTF 122 V 157 consid. 1a; DTF 121 V 204 consid. 6c; DTAF 2007/27 consid. 3.3). 3. 3.1 Nella sua decisione, l’autorità di prime cure ha in primo luogo ritenuto che le dichiarazioni dell ’interessato in merito al suo allegato Paese d ’ori- gine, ovvero l’Etiopia, sarebbero contrarie alla realtà, prive di dettagli e non sufficientemente sostanziate. Invero, a parte non aver consegnato alcun documento d ’identità atto a corroborare la dichiarata cittadinanza, egli avrebbe erroneamente catalogato M._______ come regione dell’L._______; non avrebbe descritto correttamente né la (…) della re- gione N._______, né corrisponderebbero alla realtà i vari cicli scolastici dichiarati dall’insorgente, come neppure il (…) della banconota di (…) uti- lizzata in Etiopia e la data della (…). Inoltre il richiedente non avrebbe for- nito alcuna descrizione della città nella quale avrebbe vissuto gli ultimi (…) anni di vita, né conoscerebbe il partito politico al potere nel suo paese, oltre a non descrivere adeguatamente come sarebbe suddivisa amministrativa- mente l ’Etiopia, citando invero soltanto (…) delle (…) regioni dell’L._______. Alla luce di tali elementi, nella decisione avversata, la SEM è giunta alla conclusione che l ’allegata provenienza dall’Etiopia da parte del ricorrente sia inverosimile e che egli avrebbe pertanto mancato al suo obbligo di collaborare all’accertamento dei fatti determinanti concernenti la sua cittadinanza (art. 8 cpv. 1 lett. a LAsi). Nel proseguo, l’autorità di prime cure ritiene che i motivi d ’asilo addotti dall’insorgente siano pure inverosi- mili, in quanto riferiti ad avvenimenti accaduti in Etiopia. Tuttavia, anche se venissero considerati a sé, i motivi d ’asilo sarebbero da ritenere privi di D-2803/2017 Pagina 9 verosimiglianza ex art. 7 LAsi, in quanto contraddittori e spesso insufficien- temente dettagliati. Egli avrebbe difatti dichiarato soltanto durante la se- conda audizione federale di essere stato incarcerato per un periodo com- plessivo di (…) mesi, senza fornire alcuna spiegazione plausibile in merito. Inoltre, durante l’audizione sulle generalità, avrebbe narrato di eventi legati all’organizzazione E._______, quando invece inspiegabilmente nell ’audi- zione successiva avrebbe invece parlato dell’ “(…)”, e non sarebbe comun- que in grado di riportare il significato integrale di tale sigl a. In molti punti del suo racconto egli, malgrado fosse stato sollecitato in tal senso, non avrebbe fornito delle risposte sufficientemente dettagliate e sostanziate, segnatamente riguardo alla descrizione del carcere nel quale sarebbe stato detenuto. Infi ne, dal profilo dell ’esecuzione dell ’allontanamento, avendo l’interessato mancato al suo obbligo di collaborare, per l ’autorità inferiore non sarebbe possibile vagliare eventuali ostacoli all ’allontana- mento, esecuzione dell ’allontanamento che pertanto risu lta ammissibile, esigibile e possibile. 3.2 Nel ricorso, l’insorgente ha contestato le conclusioni esposte dall’auto- rità inferiore nella decisione impugnata, in quanto sarebbero il risultato di un accertamento inesatto dei fatti determinanti e di un’interpretazione erro- nea del diritto applicabile. 3.2.1 Egli ritiene dapprima che le sue dichiarazioni in merito alla sua citta- dinanza etiope sarebbero convergenti. Avrebbe invero sempre indicato di provenire dall’Etiopia somala già al momento della sua domanda d’asilo e verosimilmente, l’autorità di prime cure non avrebbe tradotto in modo cor- retto la dicitura “Soomali itoobiya”, presente nel documento dei dati perso- nali (cfr. atto A1), omettendo di fatto “itoobiya” che significherebbe “Etiopia”, lacuna che potrebbe ave r condizionato anche la successiva trattazione della sua domanda d’asilo da parte della SEM. Inoltre la sua appartenenza etnica, culturale e sociale come pure i suoi motivi d ’asilo sarebbero ricon- ducibili ad un’origine somala ma proveniente dall’L._______. La sua citta- dinanza sarebbe quindi quella etiope. Il ricorrente non vede difatti perché avrebbe dovuto occultare la sua provenienza dalla Somalia, se avesse avuto tale cittadinanza. 3.2.2 L’insorgente passa poi in rivista alcune delle contraddizioni ritenute nella decisione impugnata relative alle sue allegazioni. In primo luogo, circa la carente descrizione della città di D._______, non sarebbe a mente del rappresentante legale possibile comprendere se egli abbia effettivamente un vissuto diverso da quanto dichiarato, oppure se ciò sia da ricondurre a delle difficoltà del richiedente nell’individuare ed estrapolare le informazioni D-2803/2017 Pagina 10 necessarie. Inoltre, D._______ non avrebbe praticamente alcun luogo di attrazione degno di nota per un turista. Egli avrebbe comunque riportato correttamente sia il tipo di mezzi di trasporto presente in città che le strade principali che attraversano la stessa. In secondo luogo, per quanto con- cerne il partito politico al potere come pure le suddivisioni amministrative in Etiopia, effettivamente l’insorgente non avrebbe risposto correttamente, ma ciò potrebbe essere riconducibile ad una formazione scolastica diffe- rente presente nella regione dell ’L._______, rispetto al resto dell ’Etiopia. Per quanto poi concerne i colori della (…) etiope e la loro collocazione, seppure risulti veritiero che egli abbia menzionato erroneamente il colore (…) invece del (…), le altre indicazioni fornite in merito sarebbero conformi alla realtà. Proseguendo nell’analisi, circa la supposta indicazione scorretta della data della (…), egli asserisce che, probabilmente, durante l’audizione sui motivi d’asilo ci sarebbe stato un malinteso, in quanto avrebbe indicato correttamente il giorno ed il mese di tale (…) con il “(…)” che corrisponde- rebbe al (…) del calendario gregoriano. In merito alle sue indicazioni circa il sistema scolastico nella regione dell’L._______ come pure del (…) della banconota di (…), conferma quanto dichiarato durante l’audizione sui mo- tivi. Su tali presupposti, la sua provenienza dall’L._______ sarebbe per- tanto plausibile. 3.2.3 Circa i suoi motivi d’asilo, l’insorgente asserisce che, malgrado le sue affermazioni conterrebbero degli elementi di incongruenza, segnatamente riguardo alla sigla “E._______” o “(…)”, come pure una descrizione poco dettagliata circa il posto dove sarebbe stato detenuto, una valutazione d’in- sieme dovrebbe condurre a ritenere necessari ulteriori chiarimenti. 3.2.4 In conclusione l’insorgente postula che gli atti debbano essere resti- tuiti all’autorità di prime cure per un nuovo esame in merito alla sua prove- nienza ed alla sua cittadinanza. In relazione all’esecuzione dell’allontana- mento, ritenuta la verosimiglianza della sua provenienza dall a regione dell’L._______, l’esistenza di eventuali ostacoli dovrebbe pure essere esa- minata. Secondo il medesimo, a quest’ultimo esito si giungerebbe anche lo si ritenesse originario della Somalia in quanto, vista la situazione di vio- lenza generalizzata presente nel citato Paese, gli dovrebbe essere con- cessa l’ammissione provvisoria in Svizzera. 4. 4.1 La Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le disposi- zioni della LAsi (art. 2 LAsi). L’asilo comprende la protezione e lo statuto accordati a persone in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiato. Esso include il diritto di risiedere in Svizzera. D-2803/2017 Pagina 11 4.2 Giusta l’art. 3 cpv. 1 LAsi, sono rifugiati le persone che, nel Paese d’ori- gine o d’ultima residenza, sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determina to gruppo so- ciale o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore d’essere esposte a tali pregiudizi. Sono pregiudizi seri segnatamente l ’esposizione a pericolo della vita, dell’integrità fisica o della libertà, nonché le misure che comportano una pressione psichica insopportabile (art. 3 cpv. 2 LAsi). Oc- corre altresì tenere conto dei motivi di fuga specifici della condizione fem- minile (art. 3 cpv. 2 2ª frase LAsi). 5. 5.1 A tenore dell’art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda asilo deve provare o per lo meno rendere verosimile, la sua qualità di rifugiato. La qualità di rifugiato è resa verosimile se l ’autorità la ritiene data con una probabilità preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi). Sono inverosimili in particolare le alle- gazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate o contraddittorie, non corrispondono ai fatti o si basano in modo determinante su mezzi di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi). È pertanto necessario che i fatti allegati dal richiedente l ’asilo siano suffi- cientemente sostanziati, plausibili e coerenti fra loro; in questo senso di- chiarazioni vaghe, quindi suscettibili di molteplici interpretazioni, contrad- dittorie in punti essenziali, sprovviste di una logica interna, incongrue ai fatti o all’esperienza generale di vita, non possono essere considerate verosi- mili ai sensi dell ’art. 7 LAsi. È altresì necessario che il richiedente stesso appaia come una persona attendibile, ossia degna di essere creduta. Que- sta qualità non è data, in particolare, quando egli fonda le sue all egazioni su mezzi di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi), omette fatti importanti o li espone consapevolmente in maniera falsata, in corso di procedura ri- tratta dichiarazioni rilasciate in precedenza o, senza motivo, ne introduce tardivamente di nuove, dimostra scarso interesse nella procedura oppure nega la necessaria collaborazione. Infine, non è indispensabile che le alle- gazioni del richiedente l’asilo siano sostenute da prove rigorose; al contra- rio, è sufficiente che l’autorità giudicante, pur nutrendo degli eventuali dubbi circa alcune affermazioni, sia persuasa che, complessivamente, tale ver- sione dei fatti sia in preponderanza veritiera. Il giudizio sulla verosimi- glianza non deve, infatti, ridursi a una mera verifica della plausibilità del contenuto di ogni singola allegazione, bensì dev’essere il frutto di una pon- derazione tra gli elementi essenziali a favore e contrari ad essa; decisivo sarà dunque determinare, da un punto di vista oggettivo, quali fra questi risultino preponderanti nella fattispecie (cfr. DTAF 2013/11 consid. 5.1 e giurisprudenza ivi citata). D-2803/2017 Pagina 12 5.2 5.2.1 Nelle procedure d ’asilo – così come nelle altre procedure di natura amministrativa – si applica il principio inquisitorio. Ciò significa che l’autorità competente deve procedere d ’ufficio all’accertamento esatto e completo dei fatti giuridicamente rilevanti (art. 6 LAsi in relazione con l ’art. 12 PA, art. 106 cpv. 1 lett. b LAsi). In concreto, l ’autorità deve occuparsi del cor- retto e completo accertamento della fattispecie, procurarsi la documenta- zione necessaria alla trattazione del caso, accertare le circostanze giuridi- che ed amministrare in tal senso le opportune prove a riguardo (cfr. DTAF 2012/21 consid. 5). D’un lato, v’è un accertamento inesatto dei fatti quando la decisione si fonda su fatti incorretti e non conformi agli atti, e dall’altro lato, v’è un accertamento incompleto dei fatti quando non è tenuto conto di tutte le circostanze di fatto giuridicamente rilevanti (cfr. DTAF 2015/10 consid. 3.2 con rinvii; KÖLZ/HÄNER/BERTSCHI, Verwaltungsverfah- ren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 3 a ed. 2013, n. 1043, pag. 369 segg.). 5.2.2 Il principio inquisitorio è tuttavia limitato dall ’obbligo di collaborare delle parti (art. 13 PA ed art. 8 LAsi; cfr. CHRISTOPH AUER, in: Auer/Mü l- ler/Schindler [ed.], Kommentar zum Bundesgesetz über das Verwaltungs- verfahren VwVG, 2008, n. 8, pag. 192 segg. ad art. 12 PA). Queste, in ma- teria d’asilo, devono segnatamente declinare le proprie generalità e conse- gnare i documenti di viaggio e d ’identità (cfr. art. 8 cpv. 1 lett. a e b LAsi). In tale ambito, se il richiedente l’asilo deve stabilire la sua identità, la prova della nazionalità, in quanto componente dell ’identità, soggiace ad un ap- prezzamento di verosimiglianza giusta i criteri di cui all’art. 7 LAsi (cfr. Giu- risprudenza ed informazioni della Commissione svizzera di ricorso in ma- teria d’asilo [GICRA] 2005 n. 8 consid. 3). L’autorità è però tenuta ad effet- tuare le necessarie misure di istruzione al fine di dissipare gli eventuali dubbi in merito all’origine del richiedente l’asilo (cfr. sentenza del Tribunale E-907/2015 del 17 ottobre 2016 consid. 4.2) e ne è dispensata unicamente qualora le dichiarazioni sono manifestamente infondate (cfr. sentenza del Tribunale D-3623/2014 del 9 luglio 2014 consid. 5). Sempre in tale conte- sto, soltanto pochi richiedenti asilo vittime di tratta di esseri umani, rende- ranno attente le autorità rispetto alla loro reale situazione e, contrariamente all’obbligo di collaborare all ’accertamento dei fatti ex art. 8 cpv . 1 lett. c LAsi, spesso gli interessat i dalla tratta di esseri umani renderanno delle dichiarazioni false o contraddittorie (cfr. DTAF 2016/27 consid. 6.3.1 con referenza citata; cfr. anche NULA FREI, Menschenhandelsopfer im Asyl- verfahren in: Jahrbuch für Migrationsrecht/Annuaire du droit de la migration 2014/2015, pag. 36-37). D-2803/2017 Pagina 13 5.3 Nel caso di specie , prima di esaminare la fondatezza della decisione impugnata circa l’inverosimiglianza delle dichiarazioni rese dall’insorgente a fondamento della sua domanda d’asilo – circostanze che lo avrebbero determinato ad espatriare dal suo Paese d’origine – risulta a titolo prelimi- nare opportuno stabilire se il precitato abbia reso verosimile la sua prove- nienza dall’Etiopia, ai sensi dell’art. 7 LAsi, o, in caso contrario, se egli ab- bia violato il suo obbligo di collaborare all ’accertamento dei fatti ex art. 8 cpv. 1 lett. a LAsi, come ritenuto nella decisione impugnata dall’autorità di prime cure. 5.3.1 Il Tribunale ritiene di dover dissentire dalla conclusione a cui è giunta la SEM , che ha ravvisato una violazione dell ’obbligo di collaborare ex art. 8 LAsi da parte dell’insorgente, il quale non avrebbe allegato in modo verosimile la sua provenienza . Invero, malgrado l’interessato non abbia presentato alcun documento d’identità e vi siano delle incoerenze in merito alla sua data di nascita (cfr. atto A1; verbale 1, pag. 2 seg.), risulta plausi- bile che egli provenga dalla regione dichiarata, per la presenza di diversi elementi convincenti. 5.3.1.1 Riguardo il luogo di origine, il Tribunale rimarca dapprima che l’in- sorgente si è sempre dimostrato lineare nelle sue dichiarazioni, indicando sia nella sua domanda d’asilo (cfr. atto A1, al punto 7: “nazionalità”) che nel foglio dei dati personali del rapporto del (…) (cfr. atto A6, alla dicitura: “na- zionalità”) di essere di nazionalità “Soomaali itoobiya”, con luogo di nascita a “C._______” (cfr. atti A1 e A6; verbale 1, p.to 1.07 e D169 segg., pag. 16). Tali elementi, come sollevato rettamente nel ricorso dal rappresentante del ricorrente, sembrano effettivamente essere stati tradotti in modo scorretto dall’autorità di prime cure, con la nazionalità e la provenienza dell’interes- sato dalla Somalia (cfr. atti A2 e A6), invece che con una sua provenienza dalla regione (…) dell’Etiopia, come dichiarato dallo stesso (cfr. atti A1 e A6). Tuttavia, l’autorità inferiore, pare non aver preso in considerazione tali evenienze nel proseguo della procedura, ponendo ad esempio maggiori quesiti all’insorgente già nel corso dell’audizione sulle generalità. Ciò avrebbe potuto chiarire, l’eventuale precedente errore di traduzione e la provenienza effettiva dell’insorgente. A maggior ragione, risultavano oppor- tuni degli approfondimenti ulteriori all’inizio della procedura, tenuto conto che, anche durante le audizioni sulle generalità e sui motivi d’asilo, l’inte- ressato ha specificato di essere di cittadinanza etiope e di etnia somala (cfr. verbale 1, p.to 1.08 segg., pag. 3), di provenire dall ’L._______, e di avere vissuto sia a C._______, capoluogo di M._______, che a D._______, capitale della (…) regione di L._______ (cfr. verbale 2, D40 segg., pag. 5 seg.). Invero, tali dichiarazioni dell’insorgente , risultano tutte convergere D-2803/2017 Pagina 14 con una possibile provenienza del ricorrente dalla regione (…) dell’Etiopia, chiamata “N._______”, nel territorio dell’ L._______ (cfr. < https://logclu- ster.org/sites/default/files/maps/eth_glpm_[...]_a1l_[…].pdf >, consultato il 06.09.2018). 5.3.1.2 Proseguendo nell’analisi, sebbene, come sostenuto rettamente nella decisione impugnata dall’autorità di prime cure, alcune dichiarazioni del ricorrente concernenti delle nozioni politico -amministrative, risultino scorrette o parzialmente scorrette ( […] dei colori della […] della regione N._______, D105 segg., pag. 11 seg.; i cicli scolastici in Etiopia, D96 segg., pag. 11), come pure alcune conoscenze geografiche e politico-amministra- tive siano totalmente o parzialmente carenti o prive di dettagli consistenti (segnatamente: la descrizione della città di D._______, cfr. verbale 2, D56 segg., pag. 6 seg. e D90 segg., pag. 10 seg.; le altre (…) regioni apparte- nenti alla regione N._______, cfr. verbale 2, D51 seg., pag. 6; il partito po- litico al governo in Etiopia, D72, pag. 7), le stesse non conducono tuttavia il Tribunale a modificare la sua conclusione in merito alla plausibilità della provenienza dell’interessato dall’Etiopia. La credibilità degli asserti dell’insorgente riguardo alla sua provenienza dall’Etiopia, viene invero confermata da ulteriori dichiarazioni dello stesso. In primo luogo e gli dispone di alcune nozioni geografiche della regione N._______, avendo citato correttamente sia che la stessa ha (…) regioni, che il nome di (…) di queste regioni (cfr. verbale 2, D51 segg., pag. 6 segg.; cfr. in merito anche: https://logcluster.org/sites/default/files/maps/ eth_glpm_[…]_a1l_ […]. >pdf, consultato il 06.09.2018), i trasporti pubblici ed (…) che attraversa D._______ (cfr. verbale 2, D60 segg., pag. 6 seg.), (…) della regione N._______ (cfr. verbale 2, D55, pag. 6; https://re- liefweb.int/sites/reliefweb.int/files/resources/21_adm_eth_[...]_a0.pdf, con- sultato il 18.09.2018). In aggiunta, l’i nteressato ha dichiarato che egli, prima del suo espatrio, si sarebbe rifugiato nei pressi di D._______, in un villaggio denominato O._______. Il nome della località e la posizione vicina alla (…) D._______ risultano corrispondere con le informazioni a disposi- zione del Tribunale (cfr. < https://logcluster.org/sites/default/fi- les/maps/eth_glpm_[...]_a1l_ […].pdf >, consultato il 06.09.2018). Altresì dicasi riguardo ad alcune conoscenze del ricorrente riguardo la politica e l’economia dell’Etiopia. Invero, egli, malgrado non abbia saputo rispondere al quesito di quale partito sia al potere in Etiopia (cfr. verbale 2 , D72-73, pag. 7), ciò che viene rimarcato dalla SEM nella decisione avversata, ha però indicato correttamente che il governo presente nel precitato paese è di tipo (…) (cfr. verbale 2, D73, pag. 7; cfr. BBC News, Ethiopia country profile, 10 luglio 2018, < https://www.bbc.co.uk/news/world -africa-D-2803/2017 Pagina 15 13349398 >, consultato il 18.09.2018; Federal Foreign Office Germany: Country Profile, aprile 2018, < https://www.auswaertiges-amt.de/de/aus- senpolitik/laender/aethiopiennode/aethiopien/209502>, consultato il 18.09.2018). Ha inoltre saputo riferire correttamente riguardo la valuta usata in Etiopia ([…]; cfr. verbale 2, D99, pag. 11; cfr. BBC News, ibidem), come pure ha dato una descrizione esatta di alcune monete utilizzate in tale Paese (cfr. verbale 2, D100 segg., pag. 11). 5.3.1.3 Circa l’indicazione dell’insorgente del giorno in cui si (…) la (…) nell’audizione sui motivi d’asilo (cfr. verbale 2, D74 segg., pag. 7 seg.), la SEM rimarca nella decisione avversata, che si tratterebbe di un’informa- zione errata fornita dallo stesso. Anche in merito, come sostenuto pure dall’interessato nel suo memoriale ricorsuale, il Tribunale non esclude che possa esserci stata un’errata traduzione della d ata dichiarata nel corso dell’audizione dal medesimo. Invero, risulta credibile, come allega il rap- presentante legale del ricorrente, che quest’ultimo, durante l’audizione sui motivi d’asilo, abbia espresso la data della (…) secondo il calendario etiope (che effettivamente corrisponde al (…) del calendario gregoriano; cfr. per la conversione: https://www.funaba.org/cc; consultato il 19 settem- bre 2018) e non quello gregoriano. Per appurare tale punto in questione, sarebbe stato sufficiente che l’auditore chi edesse all’interessato in quale calendario si fosse espresso per la sua risposta al quesito. Tale informa- zione, sarebbe inoltre stata necessaria, anche per comprendere se la data successiva del (…) (espressa al quesito D77, pag. 8, del verbale d’audi- zione sui motivi), sia stata convertita o meno, durante la traduzione all’in- teressato, nel calendario etiope o altro calendario , e quindi se lo stesso abbia potuto effettivamente comprendere correttamente tale data. 5.3.1.4 Alla luce delle evenienze succitate riguardo alle sue conoscenze della regione N._______, la conclusione della SEM circa l’inverosimi- glianza della sua provenienza dal precitato Paese, non risulta convincente, in quanto le indicazioni fornite dall’interessat o circa la località dalla quale egli ha sempre indicato provenire non paiono essere così inattendibili, da non dover richiedere un’istruzione complementare su tale punto. 5.3.2 Ciò risulta necessario in quanto, anche circa la reale cittadinanza del ricorrente permangono dei dubbi fondati, che non vengono dissipati dalle insorgenze di causa. Invero, sebbene il ricorrente abbia affermato, anche nel suo memoriale ricorsuale , di essere di nazionalità etiope (cfr. verbale 1, p.to 1.09 e 1.11, pag. 3; ricorso, pag. 5), a differenza di quanto sostenuto dal rappresentante legale dell’insorgente, vi sono degli elementi divergenti che, sebbene non possa essere esclusa una sua provenienza dalla regione D-2803/2017 Pagina 16 N._______ dell’Etiopia (cfr. supra consid. 5.3 segg.), potrebbero rendere verosimile una cittadinanza somala o apolide dell’interessato. Egli ha difatti indicato, nello scritto del 9 febbraio 2016, che sarebbe nato in Etiopia, da genitori immigrati dalla H._______ (cfr. atto A13). Oltracciò, malgrado ab- bia sempre affermato durante le audizioni federali di provenire dall’Etiopia e di essere nato lì , egli sarebbe di etnia somala (cfr. verbale 1, p.to 1.07 seg., pag. 3; verbale 2, D24, pag. 4; D69 seg., pag. 7; D187 segg., pag. 18), ed ha pure riferito, al preciso quesito di quale statuto avesse in quest’ultimo Paese, di non avere mai ottenuto alcun documento d’identità e che la sua data di nascita non sarebbe mai stata registrata (cfr. verbale 2, D176 segg., pag. 17). Il Tribunale rileva inoltre che, a differenza di quanto sostenuto dall ’insorgente nel gravame (cfr. ricorso, pag. 5), se- condo la legislazione etiope, la cittadinanza etiope è in regola generale ac- quisita in modo automatico soltanto se l’interessato discende da uno o da entrambi i genitori con nazionalità etiope o se è stato abbandonato in Etio- pia da genitori sconosciuti (cfr. art. 3 dell’ “Ethiopian Nationality Proclama- tion” No. 378/2003 del 23 dicembre 2003, consultabile nel sito: <http://www.refworld.org/docid/409100414.html>, consultato il 19.09.2018, a cui rimanda l ’art. 33 della Costituzione etiope, cfr. <http://www.ethio- pia.gov.et/democratic-rights>, consultato il 19.09.2018; cfr. in tal senso an- che: Open Society Foundations (OSF), Citizenship Law in Africa: A Com- parative Study, gennaio 2 016, pag. 43 segg., < http://www.re- fworld.org/country,LEGAL,,,ETH,,56a77ffe4,0. html >, consultato il 19 set- tembre 2018; Country of Origin Research and Information (CORI), CORI Country Report: Ethiopia, gennaio 2010, < http://www.refworld.org/do- cid/4b9e03f92.html >, pag. 77 segg., consultato il 19.09.2018). Per il resto, le persone emigrate in Etiopia nel 1952 o successivamente, devono richie- dere la naturalizzazione come gli altri stranieri, alle condizioni poste dagli art. 4 – 12 dell’Ethiopian Nationality Proclamation No. 378/2003, in partico- lare devono avere raggiunto la maggiore età, devono avere vissuto almeno cinque anni in Etiopia precedentemente la sottomissione della richiesta e devono avere dei mezzi finanziari sufficienti per il loro mantenimento e quello della loro famiglia (cfr. art. 5 dell’Ethiopian Nationality Proclamation No. 378/2003; cfr. a nche in merito: OSF, ibidem, pag. 61-62 e 80 segg.; United States Departement of State, 2016 Country Reports on Human Rights Practices – Ethiopia, 3 marzo 2017, <http://www.refworld.org/do- cid/58ec8a3ca.html>, consultato il 19.09.2018; Canada: Immigration and Refugee Board of Canada, Ethiopia: Information on the citizenship status of a child born in Ethiopia in 1994 of Somali nationals, 1° giugno 1994, < http://www.refworld.org/docid/3ae6ac7d57.html > , consultato il 19.09.2018). D’altro canto, secondo la legislazione somala, una persona che è nata nel territorio somalo o fuori dallo stesso e di cui tutti e due i D-2803/2017 Pagina 17 genitori o il padre sono di origine somala, saranno cittadini somali per legge (cfr. art. 2 e 3 Law No. 28 of 22 December 1962 – Somali Citizenship, del 22 gennaio 1963, consultabile in: <http://www.refworld.org/do- cid/3ae6b50630.html>, consultato il 19.09.2018 ; OSF, ibidem, pag. 53 segg.; UK Home Offic e, Country Policy and Information Note Ethiopia: Background information, including actors of protection and internal reloca- tion, ottobre 2017). Tuttavia, secondo alcune fonti discordanti, una persona che è nata nel territorio dell’L._______ non può ottenere la cittadinanza somala, rispettivamente la potrebbe teoricamente richiedere ma vi sono delle difficoltà pratiche per l’ottenimento fattuale della stessa . Questo in quanto, il P ._______, non avrebbe ancora previsto un ufficio dove si possa ottenere la cittadinanza somala e, prima che sia stabilito tale ufficio, sa- rebbe molto difficile procurarsela. Ciò che sarebbe possibile, è invece la richiesta di un passaporto somalo. Anche in tale evenienza, l’interessato dovrebbe però recarsi personalmente all’ufficio dell’immigrazione con sede a Q._______ (cfr. National Legislative Bodies / National Authorities, Soma- lia : Whether persons born in […], <http://www.refworld.org/do- cid/[...].html>, consultato il 19 settembre 2018). Entrambi i sistemi legisla- tivi, sia quello etiope che quello somalo, non prevedrebbero inoltre delle disposizioni specifiche per l’acquisizione della nazionalità da parte di per- sone apolidi o con genitori apolidi (cfr. in merito: OSF, ibidem, pag. 49 segg.). 5.3.3 Anche alla luce degli elementi dappresso menzionati, il Tribunale ri- tiene che l’autorità di prime cure avrebbe dovuto porre dei quesiti supple- mentari al richiedente, per lo meno durante l ’audizione sui motivi d ’asilo, per appurare meglio l’effettiva nazionalità dell’insorgente, ad esempio chie- dendogli da dove provenissero i suoi genitori, se gli stessi avessero dei documenti d’identità e quale nazionalità avessero, in quanto il ricorrente avrebbe sempre riferito di essere di etnia somala e di essere nato e cre- sciuto nella regione N._______ in Etiopia. Ciò risultava maggiormente ne- cessario dopo lo scritto del 9 febbraio 2016 del rappresentante dell’insor- gente, nel quale egli ha indicato che i genitori del ricorrente sarebbero emi- grati dalla H._______ (cfr. atto A13). 5.4 Visto tutto quanto sopra, il Tribunale ritiene che non può essere identi- ficabile da parte dell ’insorgente una violazione dell ’obbligo di collaborare (art. 13 PA e art. 8 LAsi), né una dissimulazione della sua vera origine, in quanto dagli atti all’inserto, non si può concludere, senza alcun ragionevole dubbio e senza effettuare ulteriori accertamenti , che si impongono in me- rito, che l’insorgente provenga da un altro Paese rispetto all’Etiopia, come pure che il medesimo abbia un’altra nazionalità di quella etiope allegata. D-2803/2017 Pagina 18 6. 6.1 A titolo abbondanziale, il Tribunale rileva che, indipendentemente dalla nazionalità del ricorrente, le dichiarazioni rese dal medesimo circa i suoi motivi d’asilo durante le audizioni federali, sebbene nelle stesse siano pre- senti delle incongruenze e spesso non siano sufficientemente dettagliate, come rettamente concluso dall’autorità di prime cure nella decisione avver- sata alla quale si rinvia integralmente (cfr. punto II, pag. 4 della decisione impugnata), non può essere escluso a priori e senza ulteriori accertamenti, che lo stesso non sia stato vittima di tratta di esseri umani . Ciò potrebbe eventualmente inficiare le allegazioni rese dallo stesso nel corso di proce- dura. Segnatamente, l’insorgente nel rapporto (…) del 12 marzo 2018, ha narrato in modo molto dettagliat o e circostanziat o il viaggio intrapreso dall’Etiopia, descrivendo in modo preciso sia le modalità di viaggio, che il comportamento degli accompagnatori, come pure le località dalle quali sa- rebbe passato e dove avrebbe stazionato, nonché le circostanze del reclu- tamento ed il tipo di lavoro che avrebbe dovuto eseguire per estinguere il debito per pagare il suo viaggio . Tale racconto presenta delle circostanze plausibili. A ciò si aggiunge che al ricorrente è stata diagnosticata una sin- drome post-traumatica da stress (ICD10, F43.1), con in particolare imma- gini intrusive e flash-back su base traumatica (cfr. rapporto medico del (…) di J._______ del 7 marzo 2018), elementi che possono rendere maggior- mente credibil e il suo trascorso legato ad una presunta tratta di esseri umani. Tuttavia, dagli atti all’inserto, non risulta possibile attualmente per il Tribunale verificare l a verosimiglianza delle allegazioni dell’insorgente in merito, senza un’istruzione complementare anche relativa a tale punto in questione. 6.2 A quest’ultima conclusione si giunge anche se l’autorità di prime cure si è espressa, nelle osservazioni del 25 aprile 2018, circa le dichiarazioni dell’insorgente relative alla tematica della tratta di esseri umani. In queste ultime la SEM vi ha difatti preso posizione in modo generico ed esprimendo pure delle considerazioni non condivisibili dal Tribunale. 6.2.1 L’autorità di prime cure ha invero dapprima sostenuto che in Svizzera non si prenderebbero delle misure appropriate in presenza di elementi le- gati alla tratta di esseri umani che soltanto nel caso in cui gli stessi si siano realizzati in Svizzera o eventualmente in un Paese legato dal Regolamento Dublino III. Quest’ultimo asserto non risulta però corrispondere con le di- sposizioni legali di diritto internazionale pubblico e con la giurisprudenza del Tribunale tutt’ora in vigore. In particolare nella DTAF 2016/27, il Tribu- nale ha esposto gli obblighi che si impongono alla Svizzera in presenza di D-2803/2017 Pagina 19 indizi concreti di tratta di esseri umani, la quale deve essere considerata come una violazione dell’art. 4 CEDU, a prescindere da quale Paese d’ori- gine l’interessato provenga. Tali obblighi derivano segnatamente dal Pro- tocollo addizionale del 15 novembre 2000 della Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale per prevenire, repri- mere e punire la tratta di persone, in particolare di donne e bambini (Pro- tocollo di Palermo, RS 0.311.542) e dalla Convenzione sulla lotta contro la tratta di esseri umani del 16 maggio 2005 del Consiglio d ’Europa (RS 0.311.543; di seguito: la Convenzione). Da questi ultimi strumenti di diritto internazionale ne deriva per gli Stati cont raenti un obbligo di adottare le misure legislative necessarie che , non soltanto perseguano gli autori di tratta di esseri umani, ma che garantiscano pure una protezione effettiva alle vittime reali e o potenziali di tali atti. Le vittime devono essere ide ntifi- cate, protette e sostenute. Gli organi statali devono compiere d ’ufficio e senza attendere, le investigazioni utili a tale effetto, non appena abbiano conoscenza di una fattispecie verosimile, suscettibile di corrispondere alla definizione di tratta d i esseri umani. Inoltre, dovranno collaborare con gli altri Stati implicati, di provenienza, di transito o di destinazione. Allorché vi sono dei motivi ragionevoli di pensare che una persona è una vittima di tratta, a quest’ultima dovranno essere garantite delle misure minime di as- sistenza (cfr. art. 12 Convenzione) così come un periodo di recupero e di riflessione di almeno 30 giorni, quando sussistano ragionevoli motivi per credere che la persona in questione sia una vittima di tratta di esseri umani (cfr. art. 13 Convenzione). Altresì le autorità implicate devono assicurarsi che la persona non sia espulsa dal territorio elvetico prima che le misure destinate alla sua identificazione quale vittima di un reato penale siano por- tate a termine (cfr. art. 10 cpv. 2 Convenzione). Quest’ultimo obbligo risulta self-executing. Quando una vittima è stata identificata, delle misure devono essere prese per proteggerla efficacemente se il rischio di un nuovo reclu- tamento o di rappresaglie è reso verosimile, così come per proteggere altre potenziali vittime. Tali obblighi si impongono a tutte le autorità che possono avere dei contatti con le persone implicate e quindi, segnatamente, alle autorità incaricate dell’esame di una procedura d ’asilo, allorché le stesse si trovano confrontate con indizi concreti che tali persone potrebbe ro es- sere state vittime di tratta di esseri umani (cfr. DTAF 2016/27 consid. 5; sentenza del Tribunale E -6729/2016 del 10 aprile 2017 consid. 7.4.1; cfr. anche: NULA FREI, Menschenhandel und Asyl: Die Umsetzung der völker- rechtlichen Verpflichtungen zum Opferschutz im schweizerischen Asylver- fahren, 2018, pag. 125-127, 161 segg., 176 segg.). 6.2.2 Non di meno, quanto sostenuto in seguito dalla SEM nelle sue osser- vazioni del 25 aprile 2018, ovvero il fatto che il ricorrente abbia reso nel D-2803/2017 Pagina 20 rapporto (…) delle allegazioni in parte divergenti circa la partenza dal suo allegato Paese d’origine rispetto a quanto invece dichiarato in sede di au- dizione federale, non è atto a modificare la conclusione del Tribunale di possibile credibilità delle allegazioni del ricorrente di essere stato vittima di tratta di esseri umani . Si ricorda inver o che, come già sopra rilevato , le dichiarazioni sui motivi d’asilo rese da un richiedente l’asilo in presenza di elementi concreti di tratta di esseri umani, possono risultare contraddittorie o addirittura false (cfr. consid. 5.2.2). 6.3 Gli asserti dell’autorità inferiore , relativi all’allegata tratta di esseri umani di cui l’insorgente sarebbe stato vittima, non risultano pertanto con- vincenti ed atti ad inficiare le dichiarazioni rese dall’interessato in corso di procedura ricorsuale, che non risultano a tal punto inverosimili da rendere inopportuna un’istruzione complementare anche in merito a tale punto in questione. 7. In sunto, ed alla luce delle suesposte considerazioni, dagli atti all ’inserto non risulta possibile per il Tribunale verificare se l’insorgente abbia reso verosimile o meno la sua provenienza e la sua cittadinanza etiope come pure se siano verosimili le sue allegazioni legate alla tratta di esseri umani ex art. 7 LAsi. Pertanto, il Tribunale ritiene giudizioso, senza proseguire ol- tre nell’esame atto a determinare se le dichiarazioni dell’insorgente circa i motivi d’asilo allegati adempiano le condizioni di verosimiglianza e di rile- vanza ai sensi dell ’art. 3 e 7 LAsi, rinviare gli atti all ’autorità inferiore per accertamento inesatto ed incompleto di fatti giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 lett. b LAsi). 8. La SEM dovrà pertanto procedere, da una parte a chiarire il Paese d’origine e la nazionalità effettive dell’insorgente, e d’altra parte a determinare se sia verosimile che egli sia stato vittima di tratta di esseri umani, eventualmente con delle audizioni supplementa ri e con mis ure di istruzione complemen- tare, prima di pronunciarsi nuovamente sulla sua domanda d ’asilo e sull’esecuzione dell’allontanamento dello stesso con una nuova decisione. L’autorità di prime cure, per la nuova presa di decisione, avrà inoltre da tenere in considerazione le ulteriori allegazioni e la nuova documentazione presentata dal ricorrente nel corso di procedura. 9. Il ricorso è pertanto da accogliere, la decisione avversata del D-2803/2017 Pagina 21 18 aprile 2017 da annullare, e gli atti da ritornare alla SEM per completa- mento istruttorio e nuova decisione ai sensi dei considerandi (art. 61 cpv. 1 in fine PA). 10. Visto l’esito della procedura, non si prelevano spese processuali (art. 63 cpv. 1 PA). Tuttavia, con decisione incidentale del 4 ottobre 2017, il Tribu- nale aveva respinto la domanda di assistenza giudiziaria presentata dall’in- sorgente, essendo la causa d’acchito sprovvista di probabilità di successo, e richiesto al medesimo il versamento di un anticipo di CHF 750.–, a co- pertura delle presunte spese processual i, che il ricorrente ha tempestiva- mente versato in data 19 ottobre 2017 (cfr. risultanze processuali). Per- tanto, l’importo di CHF 750.– verrà debitamente restituito al ricorrente dalla Cassa del Tribunale. 11. 11.1 Giusta l’art. 64 cpv. 1 PA, l’autorità di ricorso, se ammette il ricorso in tutto o in parte, può, d ’ufficio o a domanda, assegnare al ricorrente un ’in- dennità per le spese indispensabili e relativamente elevate che ha soppor- tato. La parte vincente ha diritto alle ripetibili per le spese necessarie deri- vanti dalla causa (art. 7 cpv. 1 del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 feb- braio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). Le ripetibili comprendono le spese di rappresentanza o di patrocinio ed eventuali altri disborsi di parte (art. 8 cpv. 1 TS-TAF). Per spese non necessarie non vengono corrisposte inden- nità (art. 8 cpv. 2 TS-TAF). Le parti che richiedono la rifusione di ripetibili e gli avvocati d’ufficio devono presentare al Tribunale, prima della pronuncia della decisione, una nota particolareggiata delle spese ed il Tribunale fissa l’indennità dovuta alla parte sulla base di tale nota. In difetto di tale nota, il Tribunale fissa l’indennità sulla base degli atti di causa (cfr. art. 14 TS-TAF). 11.2 Nella presente disamina, il ricorrente, rappresentato in questa sede, ha diritto alle ripetibili per le spese necessarie derivanti dalla causa (art. 7 cpv. 1 TS-TAF). Tuttavia, in difetto di una nota particolareggiata, l’indennità per spese ripetibili è fissata d ’ufficio dal Tribunale sulla base degli atti di causa in CHF 1’200.– complessivi (disborsi e indennità supplementare in rapporto all’IVA compresi) (art. 14 cpv. 2 TS-TAF, art. 9 cpv. 1 lett. c TS- TAF, art. 7 TS-TAF). (dispositivo alla pagina seguente) D-2803/2017 Pagina 22 Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun- cia: 1. Il ricorso è accolto. La decisione della SEM del 18 aprile 2017 è annullata e gli atti di causa sono trasmessi all’autorità di prime cure per complemento istruttorio e per la pronuncia di una nuova decisione ai sensi dei conside- randi. 2. Non si prelevano spese processuali. L ’anticipo di CHF 750.– versato in data 19 ottobre 2017 verrà restituito al ricorrente dalla Cassa del Tribunale. 3. La SEM rifonderà al ricorrente complessivamente CHF 1’200.– a titolo di spese ripetibili. 4. Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all’autorità canto- nale competente. Il presidente del collegio: La cancelliera: Daniele Cattaneo Alissa Vallenari Data di spedizione: