<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di modificare l'ordinanza sull'indicazione dei prezzi (OIP; RS 942.211) come segue:</p><p>1. Le indicazioni obbligatorie nella pubblicità per l'indicazione dei prezzi e le specificazioni ai sensi degli articoli 13, 13a e 14 OIP non devono più essere comunicate singolarmente su ogni mezzo pubblicitario; nella moderna società digitale sono sufficienti dei riferimenti digitali che rimandano alle informazioni specifiche.</p><p>2. Nell'interesse dei consumatori, degli inserzionisti e delle autorità di esecuzione vanno semplificate le norme sull'indicazione fallace di prezzi (dall'art. 16 all'art. 18 OIP).</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale condivide l'opinione secondo cui l'indicazione dei prezzi, intesa come strumento volto a garantire la concorrenza leale e a tutelare gli interessi dei consumatori, deve essere impostata in modo tale da venire incontro a utenti e consumatori. La mozione, però, punta in un'altra direzione. Per affrontare le questioni pratiche la SECO - organo di vigilanza supremo - intrattiene contatti regolari con gli organi esecutivi cantonali. In collaborazione con i settori interessati aggiorna inoltre periodicamente i suoi fogli informativi, che per commercianti e consumatori sono degli strumenti ausiliari orientati alla pratica, facilmente comprensibili e provvisti di esempi concreti.</p><p>1. Indicazione dei prezzi e specificazione nella pubblicità:</p><p>Occorre innanzitutto rilevare che la pubblicità senza indicazioni di prezzo è ammessa e non rientra nel campo d'applicazione dell'OIP.</p><p>Se tuttavia nella pubblicità vengono menzionati prezzi o, in cifre, categorie o limiti di prezzo, allora si applica l'OIP. In questo caso occorre specificare il prodotto e indicare il prezzo effettivamente pagabile. Dato che l'OIP non definisce criteri fissi al riguardo, nella pubblicità c'è molta flessibilità per quanto riguarda la specificazione dei prodotti.</p><p>La scelta dei criteri essenziali da indicare per un determinato prodotto è lasciata a discrezione dell'inserzionista. L'OIP si limita a elencare una serie di criteri essenziali ipotizzabili a titolo d'esempio.</p><p>Anche nel commercio on line l'OIP contempla un margine di flessibilità adeguato. Nella pubblicità su Internet è in pratica ammesso il collegamento tramite link alle indicazioni di specificazione di un prodotto, purché queste indicazioni siano direttamente consultabili o immediatamente visibili con un solo clic.</p><p>Invece gli obblighi di specificazione risultanti da altri atti normativi non possono essere abrogati attraverso una modifica dell'OIP. L'obbligo di indicare la categoria di efficienza energetica nella pubblicità per automobili, ad esempio, non è sancito nell'OIP, bensì nella legislazione sull'energia.</p><p>La specificazione deve essere ben leggibile. Né l'ordinanza né tantomeno la SECO definiscono però lo spazio relativo che queste indicazioni devono o possono occupare. L'unico criterio è che i consumatori le possano leggere facilmente.</p><p>Infine, nella pubblicità su carta e, in particolare, nel caso dei cartelloni pubblicitari è più che discutibile se sarebbe veramente nell'interesse dei consumatori doversi avvicinare al testo pubblicitario per scannerizzare con uno smartphone un codice QR o leggere un indirizzo Internet.</p><p>2. Indicazioni fallaci dei prezzi (prezzi comparativi)</p><p>La LCSl vieta le indicazioni fallaci dei prezzi. Le disposizioni dell'OIP precisano che i paragoni con i prezzi praticati immediatamente prima o dopo sono ammessi durante la metà del periodo in cui sono stati o saranno praticati (regola del dimezzamento), ma al massimo per due mesi (regola dei due mesi).</p><p>Questa disposizione è trasparente e permette di evitare che i consumatori siano tratti in inganno. Dopo un certo periodo, infatti, i paragoni di prezzo perdono la loro rilevanza: più il prezzo comparativo è vecchio, maggiore è il rischio che i consumatori siano tratti in inganno.</p><p>La regola del dimezzamento e quella dei due mesi si sono dimostrate valide e affermate ormai da tempo. Sono note sia agli organi d'esecuzione cantonali sia agli utenti. Una loro modifica o abrogazione si ripercuoterebbe negativamente sulla certezza del diritto. Senza questa regola spetterebbe ai tribunali definire caso per caso se un dato paragone trae in inganno o meno.</p><p>Gli organi d'esecuzione cantonali applicano l'OIP e, in particolare, anche i suddetti periodi in modo oculato. Chi viola l'ordinanza e i periodi ivi previsti riceve dapprima un avvertimento. La denuncia scatta soltanto se non adegua le sue indicazioni di prezzo o continua a violare le disposizioni legali.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.