<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Con l'avvio del nuovo Esercito si è compiuto anche il passaggio a un modello d'istruzione e di quadri che comporta nuove e diverse esigenze per il personale militare di professione. Tale personale, particolarmente nelle scuole reclute, è esposto a una sollecitazione superiore alla media.</p><p>In merito alle domande, il Consiglio federale risponde nel modo seguente:</p><p>1. Sì, è vero, sono stati in particolare i giovani istruttori a lasciare la professione. </p><p>2./3. Nel 2004 hanno rassegnato le dimissioni 31 ufficiali e sottufficiali di professione, mentre nel primo trimestre 2005 sono stati 14. Ciò equivale a un totale di 45 disdette del rapporto di lavoro (24 ufficiali di professione e 21 sottufficiali di professione) nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2004 e il 31 marzo 2005. Di tali disdette, 27 sono divenute effettive entro il 31 dicembre 2004, altre 10 entro il 31 marzo 2005 e ulteriori 8 partenze avranno prevedibilmente luogo entro il 31 luglio 2005.</p><p>4. I motivi principali indicati nel quadro dei colloqui di uscita (senza ordine di priorità / talvolta in concomitanza) sono stati:</p><p>- l'eliminazione di prestazioni del datore di lavoro (già esistenti / novità previste);</p><p>- i cambiamenti nell'esercizio e nel profilo professionale;</p><p>- il sovraccarico / la limitata qualità di vita;</p><p>- l'assenza o la poca chiarezza delle prospettive;</p><p>- l'insicurezza in merito allo sviluppo del profilo professionale.</p><p>5. Nel 2004 le partenze hanno interessato complessivamente 72 ufficiali e sottufficiali di professione, di cui 27 per disdetta da parte del lavoratore, 2 per disdetta da parte del datore di lavoro, 1 decesso e 42 pensionamenti ordinari.</p><p> 6. Nel 2004 hanno ottenuto il brevetto 42 ufficiali di professione e 44 sottufficiali di professione.</p><p>7. Per il 2005 gli effettivi iniziali all'Accademia militare e alla Scuola per sottufficiali di professione dell'esercito sono stati effettivamente inferiori rispetto al 2004. Tali effettivi hanno corrisposto, rispetto all'anno precedente, a circa l'80 per cento per quanto concerne gli ufficiali di professione e a circa il 40 per cento per quanto riguarda i sottufficiali di professione. Occorre tuttavia tenere in considerazione che nel 2004, nel settore relativo agli sottufficiali di professione, il numero di partecipanti è stato superiore del 25 per cento rispetto alla media degli anni precedenti.</p><p>8. Uno dei tre "assessment" per aspiranti ufficiali di professione previsti per il 2005 non ha avuto luogo. Il fatto che per ragioni di ordine organizzativo (nuovi esami sportivi anticipati) non abbia potuto annunciarsi un numero sufficiente di candidati in occasione del primo "assessment", ha portato alla decisione di rinunciare a tale "assessment" in considerazione del rapporto costi/utilità.</p><p>9. Per rispettare le esigenze di "professionalizzazione" e per compensare l'importante numero di partenze, il DDPS ha introdotto una serie di misure, talune limitate nel tempo:</p><p>- nell'ambito delle misure urgenti, alla fine di settembre 2004 è stato incrementato il contingente di posti: di 40 unità per gli ufficiali di professione e di 60 unità per i sottufficiali di professione;</p><p>- a un contingente di 139 militari a contratto temporaneo è stato prorogato il termine previsto fino alla fine del 2007; </p><p>- è stato creato un contingente supplementare di 150 militari a contratto temporaneo fino alla fine del 2007;</p><p>- mediante adeguamenti dei processi e delle strutture si cercano di sfruttare ulteriormente le potenziali sinergie;</p><p>- gli Stati maggiori di rango elevato saranno ridotti a vantaggio del personale militare impiegato nell'istruzione.</p><p>Tali misure condurranno nel corso dei prossimi 2 a 4 anni a un sensibile miglioramento della situazione in materia di personale nelle formazioni di addestramento; tale miglioramento gioverà anche alla qualità dell'istruzione.</p><p>10. Un corpo d'armata di militari di professione motivato è decisivo ai fini di un'istruzione dell'esercito credibile. Le misure indicate in precedenza intendono contribuire a medio termine al miglioramento e alla distensione della situazione attuale. Le associazioni di professionisti militari vengono regolarmente consultate e coinvolte nei processi decisionali. </p><p>11. I militari di professione sono e continuano a essere coperti da parte del datore di lavoro per quanto concerne l'assicurazione contro gli infortuni professionali. Per contro, nel quadro delle consultazioni sulla legge federale sul programma di sgravio 2003, il Parlamento ha deciso che a partire dal 2006 i lavoratori affiliati a titolo professionale presso l'assicurazione militare dovranno assumersi il pagamento di premi appropriati per l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie e l'assicurazione contro gli infortuni non professionali. I costi di tali assicurazioni erano finora assunti dal datore di lavoro.</p><p>12. Ai quadri di milizia continua a spettare il carico principale nell'ambito dell'istruzione di reparto e durante i corsi di ripetizione. Intendendo rispettare il principio di un sistema di milizia praticabile, nel nuovo modello d'istruzione i quadri di milizia sono stati liberati dalla fase d'istruzione di base, particolarmente gravosa dal punto di vista metodologico. Con tali misure e mediante l'introduzione del modello di partenza 3 è stato possibile, da un lato, contenere entro termini accettabili i tempi d'istruzione dei quadri e, dall'altro, garantire un'istruzione dei quadri senza interruzioni.</p><p>La qualità dell'ambiente di lavoro e la resistenza del personale militare di professione costituiscono una complessa e poliedrica problematica caratterizzata da molte interdipendenze. Il problema non può essere risolto unicamente con singole misure. L'aumento dei contingenti non basta da solo a raggiungere gli obiettivi. Il Consiglio federale considera il personale militare di professione come fattore essenziale per il successo dell'esercito. Esso continuerà a seguirne lo sviluppo, adottando le misure che si imporranno.</p>  Risposta del Consiglio federale.