<h2>SubmittedText<h2><p>L'articolo 30 della legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal) prevede che, in caso d'interruzione non punibile della gravidanza, l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie assuma gli stessi costi delle prestazioni in caso di malattia.</p><p>Ai sensi dell'articolo 64 capoverso 7 LAMal, l'assicuratore non può riscuotere alcuna partecipazione ai costi per le prestazioni generali e le cure in caso di malattia (definite agli articoli 25 e 25a LAMal), fornite dalla tredicesima settimana di gravidanza, durante il parto e sino a otto settimane dopo il parto.</p><p>Nella lettera informativa sulle prestazioni in caso di maternità e la partecipazione ai costi che l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ha inviata il 16 marzo 2018 agli assicuratori LAMal, è precisato che, nell'ottica della parità di trattamento, anche le prestazioni in relazione a infermità congenite (art. 27 LAMal), infortuni (art. 28 LAMal) o all'interruzione non punibile della gravidanza (art. 30 LAMal) devono rientrare nel campo d'applicazione dell'articolo 64 capoverso 7 lettera b LAMal, dato che per tutte queste prestazioni si rimanda all'estensione delle prestazioni in caso di malattia definita negli articoli 25 e 25a LAMal. Secondo l'UFSP, per l'interruzione non punibile della gravidanza non può pertanto essere riscossa alcuna partecipazione ai costi a partire dalla tredicesima settimana di gravidanza.</p><p>Come emerge tuttavia dall'inchiesta di un giornalista pubblicata sull'edizione del 28 novembre 2018 del quotidiano "ArcInfo", la prassi varia da assicuratore ad assicuratore. Mentre alcune casse malati seguono le indicazioni dell'UFSP e rimborsano integralmente le prestazioni per un'interruzione della gravidanza a partire dalla tredicesima settimana giudicata necessaria dal medico, altri chiedono invece il pagamento della franchigia e della partecipazione ai costi. A quanto sembra, numerose coppie hanno vissuto questa esperienza. Le diverse prassi degli assicuratori creano una disparità di trattamento tra donne incinte.</p><p>1. Che cosa pensa il Consiglio federale dell'effetto limitato della lettera informativa dell'UFSP del 16 marzo 2018?</p><p>2. Quali misure prevede di adottare per garantire che gli assicuratori applichino la legge in maniera uniforme?</p><p>3. Ritiene necessaria una modifica della legge per garantire la parità di trattamento tra le donne incinte che devono affrontare un'interruzione non punibile della gravidanza a partire dalla tredicesima settimana di gravidanza?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Secondo l'articolo 64 capoverso 7 lettera b della legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal; RS 832.10) non possono essere riscosse partecipazioni ai costi per le prestazioni di cui agli articoli 25 e 25a della stessa legge fornite a partire dalla tredicesima settimana di gravidanza, durante il parto e fino a otto settimane dopo il parto. Questa disposizione lascia un margine di interpretazione che può essere stretto o ampio. Stretto significa che soltanto le prestazioni generali in caso di malattia (art. 25 LAMal) e le cure in caso di malattia (art. 25a LAMal) sono escluse dalla partecipazione ai costi. Questo vorrebbe dire che le pazienti, per esempio in caso di infortunio o di interruzione non punibile della gravidanza a partire dalla tredicesima settimana di gravidanza, dovrebbero assumere la partecipazione ai costi. L'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), nella sua lettera informativa del 16 marzo 2018 (Ufficio federale della sanità pubblica UFSP &gt; Assicurazioni &gt; Assicurazione malattie &gt; Assicuratori e vigilanza &gt; Circolare e lettere d'informazioni &gt; lettere d'informazione Svizzera), si è espresso a favore di un'interpretazione in senso ampio, sostenendo che nell'articolo 64 capoverso 7 lettera b LAMal devono essere sussunte anche le prestazioni in relazione alle infermità congenite (art. 27 LAMal), agli infortuni (art. 28 LAMal) e all'interruzione non punibile della gravidanza (art. 30 LAMal), tanto più che tutte queste prestazioni contengono il rimando all'entità definita negli articoli 25 e 25a LAMal per le prestazioni in caso di malattia. Da un punto di vista giuridico risulta alquanto problematico differenziare tra le interruzioni di gravidanza dopo la 23a settimana e quelle tra la 13a e la 22a: le interruzioni di gravidanza, gli aborti spontanei o le nascite di feti morti che avvengono dopo la 23a settimana di gravidanza, secondo la legge sono considerati alla stregua di un parto (cfr. art. 105 cpv. 2 dell'ordinanza sull'assicurazione malattie; OAMal) e pertanto sono esonerati dalla partecipazione ai costi secondo l'articolo 64 capoverso 7 lettera a LAMal.</p><p>2./3. Con la lettera informativa del 16 marzo 2018, l'UFSP ha fornito ragguagli agli assicuratori su come interpretare le disposizioni di legge. Nella prassi è risultato però che gli assicuratori malattie applicano diversamente l'articolo 64 capoverso 7 lettera b LAMal. Pertanto, l'UFSP è giunto alla conclusione che - alla luce della diversa valutazione della situazione giuridica nella prassi e della mancanza di certezza del diritto - sia opportuno precisare questa disposizione di legge. Il Consiglio federale sottoporrà al Parlamento una proposta in tal senso alla fine del 2019.</p>  Risposta del Consiglio federale.