<h2>SubmittedText<h2><p>In merito alla performance degli investimenti sostenibili, tutti gli attori interessati sono concordi: è sempre almeno equivalente e molto spesso superiore a quella degli investimenti classici. L'Ufficio federale dell'ambiente (cfr. lo studio "Klimafreundliche Investitionsstrategien und Performance"), gli ambienti accademici (cfr. la meta-analisi di Friede, Busch e Bassen "ESG and financial performance: aggregated evidence from more than 2000 empirical studies") e le associazioni mantello (cfr. p. es. lo studio di Swiss Sustainable Finance "Guide SSF de l'Investissement Durable") si esprimono tutti nello stesso senso. Inoltre, analizzando l'articolo 71 capoverso 1 della legge federale sulla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità, il Consiglio federale sottolinea che i cambiamenti climatici comportano rischi considerevoli per le nostre pensioni (interpellanza Thorens Goumaz 18.3561): "Questa disposizione non esige che gli istituti di previdenza evitino del tutto tali rischi, ma soltanto che ne tengano conto in maniera adeguata."</p><p>Considerare i cambiamenti climatici permette dunque una migliore gestione dei rischi e oltretutto gli investimenti "low carbon" sono più redditizi. Perché l'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) non riconosce questi fatti?</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Visto che i cambiamenti climatici comportano rischi finanziari per gli investimenti, perché l'UFAS non incoraggia le casse pensioni svizzere a tenere conto di questi rischi nel quadro del loro dovere fiduciario?</p><p>2. Vista la buona performance degli investimenti sostenibili, comprovata dagli ambienti accademici, perché l'UFAS non adotta misure per promuoverli presso le casse pensioni svizzere, nella misura in cui questo contribuisca all'adempimento del loro dovere fiduciario?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. Gli investimenti di un istituto di previdenza sono effettuati sotto la responsabilità del suo organo supremo. Quest'ultimo deve amministrare il patrimonio dell'istituto in modo da garantire la sicurezza degli investimenti, una sufficiente redditività, una ripartizione appropriata dei rischi (diversificazione) e la copertura di prevedibili bisogni di liquidità. Non spetta dunque all'Amministrazione federale incoraggiare o elaborare misure per promuovere un certo tipo di investimento.</p><p>D'altronde, i rischi di cui all'articolo 71 capoverso 1 della legge federale sulla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (LPP; RS 831.40) sono i rischi legati all'investimento stesso e non quelli climatici. Di conseguenza, gli istituti di previdenza non hanno il dovere fiduciario di prendere in considerazione anche i rischi climatici nella scelta della strategia d'investimento. Ciò non toglie che sono liberi di farlo. A tale proposito va segnalato uno studio condotto da Swiss Sustainable Finance (<a href="http://www.sustainablefinance.ch/">www.sustainablefinance.ch</a> &gt; SSF PRESENTS the Swiss Sustainable Investment Market Study &gt; riassunto disponibile in tedesco e in francese) che mostra come gli investimenti sostenibili - anche senza obbligo legale né incentivi da parte dell'Amministrazione federale - siano fortemente aumentati, pur riconoscendo che il loro livello di partenza era piuttosto basso.</p>  Risposta del Consiglio federale.