<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di sottoporre al Parlamento una modifica della LStr tesa a introdurre il concetto di prescrizione nelle condizioni di ammissione in Svizzera. La revisione permetterebbe di ammettere in Svizzera un clandestino, a titolo individuale o con la sua famiglia che soddisfi i medesimi criteri, se può dimostrare di adempire le condizioni seguenti: integrazione, rispetto dell'ordinamento giuridico svizzero, situazione familiare, in particolare il periodo di scolarizzazione dei figli, situazione finanziaria, volontà di partecipare alla vita economica e di acquisire una formazione. La situazione del clandestino o della sua famiglia è regolarizzata al più tardi cinque anni dopo l'arrivo in Svizzera.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale ha già esposto ampiamente la propria posizione riguardo al tema dei sans papier (p. es: Ora delle domande. Domanda Schenker del 9 marzo 2009, "Sans-papiers. Uniformare l'attuazione delle regole applicabili ai casi di rigore", non disponibile in italiano - 09.5035, interpellanza Heim del 9 dicembre 2009, "Dignità umana dei sans papiers" - 09.4122, interpellanza Menétrey-Savary del 23 marzo 2007, "'Sans-papiers'. Situazione d'impasse?" - 07.3207) e in particolare dei giovani apprendisti senza statuto legale (mozione Perrinjaquet del 3 giugno 2010, "Giovani privi di documenti. Una formazione professionale, ma nessun diritto" - 10.3375, mozione Barthassat del 19 marzo 2010 - 10.3329, "Aprire le porte del tirocinio ai sans papier", mozione Hodgers del 11 dicembre 2009,  "Rispetto della Convenzione sui diritti del fanciullo per i minori senza statuto legale" - 09.4236, mozione Barthassat del 2 ottobre 2008, "Giovani in situazione irregolare. Accesso all'apprendistato" - 08.3616, mozione Van Singer del 16 dicembre 2008,  "Regolarizzazione dei giovani clandestini che hanno compiuto gli studi in Svizzera" - 08.3835). Il Consiglio federale ha sottolineato in particolare che le vigenti disposizioni legali permettono già di trovare soluzioni per i casi di rigore comprovati.</p><p>Nel corso dei lavori e dei dibattiti legati alla legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr), il Consiglio federale nonché tutti i cantoni e un'ampia maggioranza dei parlamentari sono giunti alla conclusione che un disciplinamento collettivo o un'amnistia per le persone che soggiornano in Svizzera senza autorizzazione non entrava in linea di conto. Di conseguenza, il Consiglio degli Stati non ha voluto inserire nella LStr la possibilità di regolarizzare in maniera generalizzata la situazione dei sans papier che si trovano in Svizzera da più di quattro anni. Tale legge, entrata in vigore il 1° gennaio 2008, è stata accolta da un'ampia maggioranza in occasione della votazione del 24 settembre 2006.</p><p>Un sans papier può ottenere un'autorizzazione di soggiorno se si tratta di un caso di rigore (art. 30 cpv. 1 lett. b LStr), ma non sussiste un diritto al rilascio di un permesso di dimora. L'articolo 31 dell'ordinanza sull'ammissione, il soggiorno e l'attività lucrativa (OASA) enuncia i criteri da considerare in occasione dell'esame di una tale domanda: sono determinanti, in particolare in vista dell'integrazione del richiedente, il rispetto dell'ordinamento giuridico svizzero, la sua situazione familiare e finanziaria, la volontà di partecipare alla vita economica e di acquisire una formazione, la durata della presenza in Svizzera, lo stato di salute e le possibilità di reinserimento nel Paese di origine. Inoltre il richiedente deve trovarsi in una situazione di rigore personale e le sue condizioni di vita e d'esistenza devono essere molto più precarie di quelle della media degli stranieri (DTAF C_2740/2009 del 25 gennaio 2010).</p><p>Nei dibattiti in Consiglio nazionale in merito al disegno di legge federale sui provvedimenti di lotta contro il lavoro nero (Boll. Uff. 2004 N 1203), il principio di una regolarizzazione generalizzata dei lavoratori illegali dopo un anno è stato respinto, poiché una tale disposizione incoraggerebbe l'immigrazione irregolare ed equivarrebbe a ricompensare il soggiorno illegale. </p><p>Consapevole del fatto che nell'ambito dei sans-papier vi siano ancora dei problemi da risolvere, il Consiglio federale è anche disposto a cercare nuove soluzioni, ad esempio offrendo ai sans-papier l'accesso all'apprendistato. A tale proprosito le Camere hanno accolto una mozione che il Consiglio federale dovrà ora attuare (mozione Barthassat del 2 ottobre 2008, "Giovani in situazione irregolare. Accesso all'apprendistato" - 08.3616). Anche nell'ambito delle assicurazioni sociali rimangono ancora alcune difficoltà. Attualmente è in fase di elaborazione un rapporto sulla situazione dei sans-papier nell'assicurazione malattia e l'accesso alle cure mediche nei singoli cantoni (in attuazione al postulato Heim Bea 09.3484, "Sans-papiers. Assicurazione malattie e accesso all'assistenza sanitaria"). </p><p>Occorre inoltre impedire con maggiore rigore l'occupazione illegale di stranieri (lavoro nero), spesso legata allo sfruttamento di situazioni di necessità da parte dei datori di lavoro. La legge federale contro il lavoro nero (LLN) prevede adeguate misure in tal senso.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.