<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale insiste nel voler concludere un accordo istituzionale con l'UE sebbene tale accordo preveda, ad esempio per quanto riguarda le questioni legate all'immigrazione e la regolamentazione dell'accesso ai nostri sistemi di sicurezza sociale, l'adozione obbligatoria del diritto europeo e la competenza giurisdizionale di fatto della Corte di giustizia dell'Unione europea. A tale proposito, nella sua comunicazione del 7 dicembre 2018 il Consiglio federale ha scritto quanto segue: "Affinché alla Svizzera sia garantito un accesso al mercato a lungo termine, gli accordi di accesso al mercato Svizzera-UE devono essere periodicamente adeguati ai pertinenti sviluppi del diritto europeo." </p><p>Le alternative per ottenere l'accesso al mercato dell'UE senza accordo istituzionale ci sono. Ne è un esempio l'accordo di libero scambio del 2017 tra il Canada e l'Unione europea (Canada-European Union Comprehensive Economic and Trade Agreement, CETA).</p><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale è disposto a seppellire una volta per tutte l'Accordo istituzionale Svizzera-UE del 7 dicembre 2018?</p><p>2. È poi disposto ad avviare i negoziati per un accordo di libero scambio che includa anche accordi sul reciproco riconoscimento in materia di valutazione della conformità (Mutual Recognition Agreement, MRA), ma senza vincoli istituzionali?</p><p>3. Riconosce i vantaggi che la procedura proposta comporta, in quanto dissocia dagli Accordi bilaterali I, e quindi dalla clausola ghigliottina, l'accordo bilaterale più importante per l'economia (ossia l'Accordo tra la Confederazione Svizzera e la Comunità europea sul reciproco riconoscimento in materia di valutazione della conformità)?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il 7 dicembre 2018 il Consiglio federale ha preso atto dei risultati ottenuti con i negoziati su un accordo istituzionale tra la Svizzera e l'UE e li ha giudicati in ampia misura nell'interesse della Svizzera. Soprattutto alla luce dei punti in sospeso in materia di misure di accompagnamento e della direttiva sulla libera circolazione dei cittadini UE, ha rinunciato tuttavia per il momento a una parafatura della bozza di Accordo istituzionale e ha avviato una consultazione. L'Accordo istituzionale si applicherà agli accordi di accesso al mercato esistenti e a quelli futuri. Il previsto principio del recepimento dinamico del diritto è inteso a rendere possibile l'adeguamento regolare di questi accordi agli sviluppi pertinenti della legislazione UE. In questo modo si evita l'insorgere di ostacoli al commercio e viene garantito l'accesso al mercato UE per le imprese svizzere. La Svizzera è comunque libera di decidere in merito al recepimento di ogni singolo adeguamento e di applicare le procedure di approvazione previste a livello costituzionale, compreso il ricorso al referendum. È escluso il recepimento automatico del diritto UE. Nell'ambito della consultazione tutte le cerchie interessate avranno ora la possibilità di esprimersi sulla bozza di accordo. Nella primavera del 2019 il Consiglio federale prenderà atto dello stato della consultazione e valuterà i passi successivi.</p><p>2. Gli accordi bilaterali offrono un quadro giuridico ad hoc che permette di tenere conto degli interessi economici e politici della Svizzera nelle sue strette relazioni con l'UE. Tramite la conclusione di un accordo istituzionale il Consiglio federale si prefigge l'obiettivo di consolidare e garantire a lungo termine la via bilaterale. Nel 2015, con il rapporto in risposta al postulato Keller-Sutter 13.4022, "Un accordo di libero scambio con l'UE al posto degli accordi bilaterali", l'Esecutivo ha messo in evidenza che anche un ampio accordo di libero scambio (ALS) come quello tra UE e Canada ("CETA") rappresenterebbe un passo indietro rispetto agli attuali accordi bilaterali. Una partecipazione al mercato interno dell'UE nella stessa misura non sarebbe possibile con un simile ALS che non prevede l'armonizzazione a livello legislativo, ossia che non prevede il recepimento del diritto o il riconoscimento dell'equivalenza delle due legislazioni.</p><p>Il CETA non contempla alcuna armonizzazione giuridica e permette unicamente il riconoscimento reciproco degli organismi di valutazione della conformità in un numero limitato di settori. Gli organismi di valutazione della conformità di una parte contraente possono verificare i prodotti conformemente alle disposizioni dell'altra parte, ma le merci destinate all'esportazione devono comunque rispettare le prescrizioni del Paese importatore. Con un simile approccio i prodotti commercializzati sia in Svizzera che nell'UE dovrebbero essere sottoposti a un doppio controllo (una volta in Svizzera e una volta nell'UE) ed essere conformi alle prescrizioni di entrambe le parti. In caso di discrepanze tra le normative potrebbe essere necessario fabbricare prodotti di serie differenti per i due mercati. Al contrario l'Accordo sul reciproco riconoscimento in materia di valutazione della conformità (Mutual Recognition Agreement, MRA) si basa sull'equivalenza della legislazione Svizzera e di quella dell'UE. Ciò permette l'accesso reciproco al mercato senza specifiche di prodotto diverse e senza ulteriori controlli.</p><p>Un accordo sul modello del CETA comporterebbe maggiori costi rispetto all'attuale MRA. Solo le ulteriori valutazioni della conformità genererebbero in media un costo pari allo 0,5-1 per cento del valore dei prodotti danneggiando la competitività internazionale delle imprese svizzere.</p><p>3. Il Consiglio federale non vede in un simile modo di procedere alcun vantaggio rispetto alla garanzia dell'accesso al mercato dell'UE e al suo consolidamento fondato su un accordo istituzionale. Con la stipula di un ampio ALS con l'UE sul modello del CETA verrebbero a cadere gli accordi bilaterali esistenti (tra cui l'ALS del 1972 e l'MRA del 1999). Come dimostra il rapporto in risposta al postulato Keller-Sutter, gli accordi bilaterali difendono tuttavia molto meglio gli interessi della Svizzera di quanto non potrebbe fare un nuovo ALS senza armonizzazione del diritto.</p><p>È inoltre impossibile dire se l'UE sarebbe pronta a sostituire gli accordi bilaterali esistenti con nuove disposizioni nel quadro di un ALS più ampio e a quali richieste nei confronti della Svizzera (p. es. nell'ambito dell'agricoltura) vincolerebbe il proprio consenso.</p><p>L'Accordo istituzionale non è importante solo per l'MRA, bensì anche per tutti gli altri accordi di accesso al mercato, esistenti e futuri, tra i quali l'Accordo sulla libera circolazione delle persone, che dal punto di vista economico è l'accordo più importante stipulato tra la Svizzera e l'UE.</p>  Risposta del Consiglio federale.