<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a impegnarsi a livello internazionale contro i progetti di fratturazione idraulica (fracking) nel lago Bodanico e a difendere gli interessi della Svizzera.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La fratturazione idraulica (o fracking) è una tecnica di stimolazione del flusso idrico utilizzata da decenni nell'ambito dello sfruttamento dei giacimenti di petrolio e di gas o di progetti di geotermia. Negli ultimi anni ha registrato uno sviluppo ulteriore determinante, tanto che con tale tecnica è ora possibile sfruttare anche giacimenti di gas naturale nelle rocce compatte finora inaccessibili.</p><p>Indipendentemente dalla tecnica utilizzata, ogni trivellazione rappresenta di fatto un rischio per l'ambiente, in particolare per le acque sotterranee. In caso di trivellazione convenzionale (ossia senza fracking) in situazioni vulnerabili dal punto di vista geologico, tale rischio potrebbe risultare notevolmente più grave rispetto all'utilizzo della fratturazione idraulica in una zona geologicamente meno vulnerabile. Il diritto ambientale svizzero (LPAmb, OEIA, LPAc, OPAc) esige pertanto delle misure d'insieme che, in caso di esecuzione corretta, consentano di ridurre a un livello sopportabile il rischio residuo derivante dalle trivellazioni in profondità (con o senza fracking).</p><p>Il Consiglio federale ritiene che per qualsiasi genere di trivellazioni in profondità, in particolare per quelle che utilizzano la tecnica della fratturazione idraulica, effettuate nelle zone di confine, e in considerazione dei possibili effetti su larga scala, debbano venir applicati come minimo gli stessi requisiti previsti dal diritto ambientale svizzero. Il Consiglio federale avanzerà questa richiesta nell'ambito della procedura prevista non appena saranno presentati progetti concreti. Per gli impianti ubicati in Paesi confinanti che possono causare effetti considerevoli, negativi e transfrontalieri menzionati nell'appendice della Convenzione dell'UNECE sulla valutazione dell'impatto ambientale (EIA) in un contesto transfrontaliero (Convenzione di Espoo) la Svizzera deve essere coinvolta attivamente nel relativo processo o perlomeno essere consultata.</p><p>La Convenzione dell'UNECE sulle acque obbliga i Paesi confinanti a proteggere e utilizzare i corsi d'acqua transfrontalieri e i laghi internazionali e a partecipare al meccanismo di implementazione della stessa. La Convenzione disciplina la protezione delle acque superficiali e sotterranee al fine di prevenire, controllare e ridurre l'inquinamento transfrontaliero. La Confederazione non dispone tuttavia di basi legali per vietare di principio l'esplorazione e lo sfruttamento di gas da scisti indipendentemente dalla tecnica impiegata. La sovranità esclusiva sulle materie prime presenti nel sottosuolo è dei cantoni.</p><p>Il Consiglio federale persegue una politica di sostituzione dei vettori energetici fossili con energie rinnovabili e non si impegna a favore di un utilizzo rafforzato delle energie fossili, in quanto contrario ai principi di protezione del clima e alla "Strategia energetica 2050". Il Consiglio federale tiene inoltre conto delle preoccupazioni di un gran numero di abitanti. Il rischio residuo derivante dalla fratturazione idraulica non può ancora essere valutato con sufficiente certezza in particolare nel nostro Paese, densamente popolato e con una struttura tettonica molto frammentata. Il Consiglio federale assume quindi un atteggiamento prudenziale e, nell'ambito delle sue competenze ad esempio in seno a rappresentanze nelle commissioni sulle acque transfrontaliere, si esprimerà come finora in modo critico in merito alle esplorazioni del gas da scisti e si impegnerà affinché le opportunità e i rischi del fracking siano esaminati in modo più approfondito. Dato che il tema ha già oggi grande rilevanza a livello internazionale, il Consiglio federale auspica che la Svizzera affronti attivamente il tema, partecipi allo scambio di opinioni internazionale e si impegni in seno alle organizzazioni competenti affinché l'esame della tecnica di fratturazione idraulica prosegua senza interruzioni.</p><p>In considerazione delle ragioni legate alla competenza menzionate in precedenza, il Consiglio federale non può per il momento impegnarsi con interventi più estesi, ma cercherà, nei limiti delle sue possibilità, di impedire che vengano effettuate esplorazioni di gas da scisti per progetti transfrontalieri senza ricerche approfondite e un'ampia valutazione dei rischi. Un'azione coordinata è di estrema importanza, non solo a livello internazionale ma anche sul piano nazionale, soprattutto in un Paese piccolo come la Svizzera. Per questo motivo il Consiglio federale ritiene importante una stretta collaborazione tra i cantoni e la Confederazione e raccomanda pertanto ai cantoni di non applicare la tecnologia del fracking fino a quando non si disporrà di dati sufficienti relativi al metodo e alla valutazione dei rischi.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.