<h2>SubmittedText<h2><p>Il recente rapporto del Consiglio federale concernente l'apporto di personale in seno all'esercito e alla protezione civile individua le cause dei problemi concernenti l'apporto di effettivi alla protezione civile nell'ultima revisione della legge federale sulla protezione della popolazione e sulla protezione civile (LPPC) e negli adeguamenti in seno all'esercito. </p><p>Contrariamente a quanto affermato nel rapporto, tuttavia, le ammissioni al servizio civile diminuiscono costantemente e attualmente sono inferiori rispetto al 2013. Dal 2017 al 2020 le ammissioni sono diminuite di oltre un quinto (passando da 6785 ammissioni nel 2017 a 5254 nel 2020) e nel 2020 sono state inferiori rispetto al 2013 (5423). Anche le ammissioni al servizio civile al termine della scuola reclute (SR) sono diminuite, passando dal 44,8 per cento di tutte le ammissioni al servizio civile nel 2013 (2340 ammissioni) al 30,4 per cento nel 2020 (1597 ammissioni). Questo corrisponde a un calo del 34 per cento delle ammissioni al termine della SR (cifre secondo i rapporti annuali dell'Ufficio federale del servizio civile). Pertanto non è comprensibile per quale motivo i problemi di effettivo debbano essere contrastati con il ricorso a persone che prestano servizio civile. </p><p>In tale contesto invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande: </p><p>1.perché nel rapporto il Consiglio federale non dà priorità alle misure riguardanti la protezione civile e l'esercito? </p><p>2.Il Consiglio federale sta valutando di aumentare nuovamente la durata d'incorporazione per la protezione civile? </p><p>3.Il Consiglio federale vede possibilità di miglioramento della collaborazione tra protezione civile e servizio civile nel quadro del diritto vigente? </p><p>4. Per migliorare l'apporto di personale alla protezione civile il Consiglio federale prevede ulteriori misure non riguardanti il servizio civile e non menzionate nell'attuale rapporto? Se sì, quali? </p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale risponde alle singole domande come segue:</p><p>1. le misure contenute nella prima parte del rapporto concernente l'apporto di personale in seno all'esercito e alla protezione civile mirano a contrastare il calo di effettivi della protezione civile. Una di esse consiste nella possibilità di obbligare persone che prestano servizio civile ad assolvere una parte del loro obbligo di servizio in organizzazioni di protezione civile. Tuttavia vengono esaminate anche un'attribuzione che deroghi al principio del domicilio e un'idoneità differenziata per le persone soggette all'obbligo di prestare servizio di protezione civile, due misure che non riguardano il servizio civile. Nel quadro del rapporto finale concernente l'ulteriore sviluppo dell'esercito a metà del 2023 seguiranno proposte per migliorare l'apporto di personale in seno all'esercito. A quel punto saranno disponibili dati più fondati in merito all'effetto delle misure già adottate e all'impatto del reclutamento più flessibile sugli effettivi, dati che potranno essere utilizzati come base per ulteriori misure. Le cifre relative alle partenze dal servizio civile tra il 2018 e il 2020 vanno relativizzate, poiché circa un quinto di tutte le persone soggette all'obbligo di reclutamento, vale a dire circa 2000 persone soggette all'obbligo di prestare servizio per ogni classe d'età, hanno usufruito della flessibilizzazione del reclutamento. Fino a quando la prima classe di età dell'USEs non avrà raggiunto l'età massima di reclutamento - ovvero fino al 2023 - i dati sulle partenze non avranno la rilevanza di dati finali.</p><p>2. Con l'ultima revisione della legge sulla protezione della popolazione e sulla protezione civile nel 2018 è stata ridotta la durata d'incorporazione da 20 a 12 anni. Il Consiglio federale aveva presupposto che ogni anno potessero essere reclutate 6000 persone soggette all'obbligo di prestare servizio di protezione. Poiché è emerso che questa cifra non viene raggiunta e che anzi il numero di reclute si attesta a un livello notevolmente inferiore, la durata dell'obbligo di prestare servizio di protezione civile è stata di nuovo prolungata da 12 a 14 anni. Un ulteriore prolungamento dell'obbligo di prestare servizio di protezione rappresenterebbe un onere ulteriore per le persone soggette a tale obbligo già incorporate, senza risolvere il problema del reclutamento. Dal punto di vista del Consiglio federale si dovrebbe quindi rinunciare a una simile misura.</p><p>3. La protezione civile e il servizio civile già oggi collaborano in singoli Cantoni nel quadro delle possibilità giuridiche. Occorre continuare a cercare e ad approfondire questa collaborazione pragmatica. Il quadro giuridico vigente tuttavia non consente una pianificazione e una gestione dell'istruzione e dell'impiego vincolante per entrambe le parti.</p><p>4. Nella prima parte del rapporto concernente l'apporto di personale in seno all'esercito e alla protezione civile il Consiglio federale ha illustrato misure a breve e medio termine da adottare per migliorare la situazione degli effettivi della protezione civile. Nella seconda parte del rapporto vengono esposte delle varianti sul modo in cui il sistema dell'obbligo di prestare servizio potrebbe essere adeguato a lungo termine per garantire durevolmente gli effettivi dell'esercito e della protezione civile. Il Consiglio federale trasmetterà tale rapporto nel primo trimestre del 2022.</p>  Risposta del Consiglio federale.