<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel 1998 l'Ufficio federale dello sviluppo economico e del lavoro (UFSEL) ha fatto effettuare, all'attenzione della Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio nazionale (CET-N), un sondaggio su ampia scala presso circa 35'000 PMI. Dal rapporto che ne risulta, menzionato dall'interpellante e intitolato "La collaborazione delle piccole e medie imprese con le banche", è emerso che almeno 44'000 PMI, vale a dire più o meno il 15% delle circa 300'000 PMI esistenti in Svizzera, necessitano di misure di risanamento. Queste 44'000 imprese rientrano nella categoria delle ditte il cui tasso di copertura in capitale proprio è inferiore al 20%.</p><p></p><p>Il rapporto menzionato costituisce un'immagine rappresentativa della situazione nell'ambito del finanziamento delle PMI in Svizzera. Esso non fornisce tuttavia una prova convincente, secondo cui la difficile situazione finanziaria di numerose PMI sia dovuta a una mancanza di conoscenze di economia aziendale. Occorre piuttosto valutare tale evoluzione nell'ottica della lunga fase di stagnazione economica verificatasi all'inizio degli anni '90.</p><p></p><p>Per quanto concerne le singole domande, il Consiglio federale risponde come segue:</p><p></p><p>Domanda 1:</p><p></p><p>In linea di massima, una quota di capitale proprio inferiore al 20% non deve essere considerata rischiosa. Per la futura sopravvivenza di un'impresa altri fattori, come ad esempio la capacità innovativa o le capacità manageriali, assumono un'importanza altrettanto rilevante. La situazione di un'azienda, per esempio, che lancia un prodotto nuovo e innovativo e che dispone di una quota di capitale proprio del 15% può essere ritenuta eccellente, mentre quella di un'azienda con una gamma di prodotti tradizionali e una quota di capitale proprio del 25% può essere valutata molto pericolosa.</p><p></p><p>La situazione di ogni singola impresa deve pertanto essere valutata individualmente, per cui un giudizio generale non è affatto possibile. Il Consiglio federale ritiene che una ripresa di lunga durata della situazione congiunturale contribuirà a migliorare le possibilità delle PMI di realizzare guadagni e di aumentare in tal modo il loro capitale proprio.</p><p></p><p>Domanda 2:</p><p></p><p>La globalizzazione dell'economia e la crescente complessità ivi connessa pongono esigenze sempre maggiori a ogni impresa e in particolare alla sua gestione. Una delle possibilità di cui dispongono le PMI per poter reagire alle nuove esigenze consiste nel ricorrere a un servizio di consulenza qualificato.</p><p></p><p>Tuttavia, il Consiglio federale non può giudicare se la causa della difficile situazione economica di numerose PMI sia rappresentata da un'insufficiente prestazione a livello gestionale e se sia pertanto necessario un ulteriore sforzo in materia di consulenza qualificata per garantire l'esistenza di tali imprese.</p><p></p><p>Domanda 3:</p><p></p><p>In linea di massima, il Consiglio federale è disposto a sostenere, nei limiti delle sue possibilità, iniziative e misure di cooperazione intese a rafforzare la posizione delle piccole e medie imprese. A tale proposito occorre menzionare l'iniziativa "Pecopp" dell'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM). Grazie a un metodo che consente di valutare rapidamente la situazione gestionale e finanziaria delle imprese, queste vengono analizzate e, in collaborazione con le banche, consigliate e sostenute da un esperto esterno.</p><p></p><p>Domanda 4:</p><p></p><p>Il Consiglio federale constata con soddisfazione che le banche e le PMI hanno instaurato un dialogo costruttivo al fine di migliorare i loro rapporti. Questo dialogo costituisce il presupposto che permette di consolidare la fiducia necessaria per migliorare la collaborazione. Il Consiglio federale si sforza di promuovere questo dialogo costruttivo e oggettivo.</p><p></p><p>Domanda 5:</p><p></p><p>La Task Force PMI, che è ancora nella fase iniziale della sua attività, dovrebbe servire da Ufficio di informazione della Confederazione per assecondare le richieste delle PMI. il Consiglio federale persegue infatti l'obiettivo di coordinare a livello nazionale i numerosi provvedimenti a favore delle PMI. La Task Force PMI dovrebbe inoltre diventare un centro di competenza per le questioni attinenti specificatamente alle PMI. Una volta superata la prima fase costitutiva, essa verrà integrata nella rete di specialisti interni ed esterni, che ormai funziona in modo soddisfacente. In questo senso, la Task Force PMI si occuperà anche della questione del rafforzamento di una consulenza in materia di economia aziendale.</p>  Risposta del Consiglio federale.