<h2>SubmittedText<h2><p>Con la sentenza del 20 luglio 2018, il Tribunale federale ha deciso che, contrariamente alla prassi vigente, in futuro gli enti pubblici (Cantoni e/o Comuni) dovranno assumere i costi residui del finanziamento delle cure non coperti dal contributo dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie sia nel settore stazionario che in quello ambulatoriale. Secondo la prassi corrente, i Cantoni avevano fissato importi massimi per gli enti pubblici e disposto l'addebitamento dei costi residui ai beneficiari delle prestazioni. A questo proposito pongo al Consiglio federale le seguenti domande:</p><p>1. Come valuta la decisione del Tribunale federale in relazione all'assicurazione malattie? Sono necessari adeguamenti del diritto federale?</p><p>2. In che misura la Confederazione può contribuire a che i Cantoni mettano in atto tale decisione il più rapidamente e correttamente possibile?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. L'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (AOMS) versa un contributo alle cure dispensate in base a una prescrizione medica e a un comprovato bisogno. I costi delle cure non coperti dalle assicurazioni sociali possono essere addossati all'assicurato solo per un importo massimo corrispondente al 20 per cento del contributo alle cure massimo. I Cantoni disciplinano il finanziamento residuo (art. 25a della legge federale sull'assicurazione malattie, LAMal; RS 832.10).</p><p>Nella <a href="https://www.bger.ch/ext/eurospider/live/it/php/aza/http/index.php?highlight_docid=aza://20-07-2018-9C_446-2017&amp;lang=it&amp;type=show_document&amp;zoom=YES&amp;">sentenza del 20 luglio 2018</a> (9C_446/2017), il Tribunale federale ha affrontato la questione del finanziamento residuo mediante importi massimi cantonali, giungendo alla conclusione che i Cantoni possono in linea di principio adempiere il loro obbligo di finanziamento residuo dei costi delle cure fissando importi massimi. Tuttavia, se nel singolo caso questi non dovessero coprire i costi, si rivelerebbero incompatibili con il disciplinamento di cui all'articolo 25a capoverso 5 secondo periodo LAMal. Stando alla sentenza, inoltre, i Cantoni sarebbero tenuti a garantire il rispetto delle prescrizioni sulla trasparenza della documentazione dei costi delle cure prestate secondo la LAMal. Soltanto su questa base sarebbero in grado di verificare, effettuando confronti tra le istituzioni, se le prestazioni siano state fornite in base a criteri di economicità. Se ciò non avviene, i Cantoni (o i loro Comuni) sarebbero tenuti a sostenere per intero i costi residui non coperti, anche se il diritto cantonale prevede  importi massimi.</p><p>Dal punto di vista del Consiglio federale, la decisione del Tribunale federale non rappresenta alcun cambiamento della prassi del finanziamento residuo. Con le prescrizioni del diritto federale e i chiarimenti della giurisprudenza più recente, i Cantoni dispongono dei criteri necessari per adempiere il loro obbligo legale di disciplinare il finanziamento residuo delle prestazioni di cura. In questo contesto, il Consiglio federale non vede la necessità di adeguare il diritto federale in materia e confida che i Cantoni attueranno le misure necessarie per garantire il finanziamento residuo, il cui disciplinamento non rientra peraltro nella sua competenza.</p>  Risposta del Consiglio federale.