B u n d e s v e rw a l t u n g s g e r i ch t T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i f f éd é r a l T r i b u n a l e am m i n i s t r a t i vo f e d e r a l e T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i v fe d e r a l Corte IV D-504/2015 S e n t e n z a d e l 3 f e b b r a i o 2 0 1 5 Composizione Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, con l'approvazione del giudice Nina Spälti Giannakitsas; cancelliera Sebastiana Stähli. Parti A._______, nato il (…), alias B._______, nato il (…), Senegal, ricorrente, contro Segreteria di Stato della migrazione (SEM; già Ufficio federale della migrazione, UFM), Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore. Oggetto Asilo ed allontanamento (termine del ricorso accorciato); de- cisione della SEM del 19 gennaio 2015 / N (…). D-504/2015 Pagina 2 Visto: la domanda d'asilo che il ricorrente ha presentato in Svizzera in data 19 di- cembre 2014; i verbali d 'audizione del 29 dicembre 2014 (di seguito: verbale 1) e del 19 gennaio 2015 (di seguito: verbale 2); la decisione della Segreteria di Stato della migrazione (SEM; già Ufficio federale della migrazione, UFM) del 19 gennaio 2015 , notificata al ricorrente in medesima data (cfr. atto A12/1), con la quale la SEM ha re- spinto la domanda d'asilo senza ulteriori chiarimenti (cfr. art. 40 LAsi [RS 142.31]) ed ha pronunciato l'allontanamento del richiedente dalla Svizzera nonché l'esecuzione dell'allontanamento medesimo siccome lecita, esigi- bile e possibile ed ha inoltre indicato che il Consiglio federale ha designato il Senegal come Stato esente da persecuzioni ai sensi dell 'art. 6a cpv. 2 lett. a LAsi; il ricorso del 23 gennaio 2015 (cfr. timbro del plico raccomandato ; data d'entrata: 26 gennaio 2015) contro detta decisione, con il quale il ricorrente ha concluso, in via principale, all'annullamento della decisione impugnata e alla trasmissione degli atti alla SEM per una nuova decisione nel merito e, in via subordinata, alla concessione dell'ammissione provvisoria; ha al- tresì presentato una domanda di esenzione dal pagamento anticipato delle presunte spese processuali; l'incarto originale della SEM, pervenuto a codesto Tribunale in data 28 gen- naio 2015; i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei considerandi che seguono; e considerato: che presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 2 LAsi) contro una deci- sione in mat eria d'asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi, art. 31-33 LTAF), il ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a- c e 52 cpv. 1 PA; D-504/2015 Pagina 3 che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso; che i ricorsi manifestamente infondat i, ai sensi dei motivi che seguono, sono decisi dal giudice in qualità di giudice unico, con l’approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi); che, ai sensi dell’art. 111a cpv. 1 LAsi, si rinuncia allo scambio degli scritti; che con ricorso al Tribunale possono essere invocati la violazione del diritto federale e l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile- vanti (art. 106 LAsi); che nel corso dell'audizione sulle generalità il richiedente ha dichiarato di essere cittadino del Senegal, nato e cresciuto a C._______ (Senegal) (cfr. verbale 1, pag. 3); che sarebbe espatriato poiché dopo che si sarebbe avvicinato ai Testimoni di Geova e allontanato dalla sua fede musulmana, sarebbe stato abbando- nato dalla famiglia e cacciato di casa (cfr. verbale 1, pagg. 3, 9 seg.; ver- bale 2, D35-D42, pag. 4 seg.); che il Consiglio federale designa come Stati sicuri gli Stati in cui, secondo i suoi accertamenti, non vi è pericolo di persecuzioni (art. 6a cpv. 2 lett. a LAsi); che, stando alle sue dichiarazioni, il richiedente è cittadino senegalese; che il Consiglio federale ha inserito il Senegal nel novero dei paesi esenti da persecuzioni ai sensi dell'art. 6a cpv. 2 lett. a LAsi (cfr. Lista «Safe Coun- tries» ai sensi dell'art. 6a cpv. 2 lett. a LAsi, Dipartimento di giustizia e po- lizia, stato: giugno 2014); che la Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le disposi- zioni della LAsi (art. 2 LAsi); che sono rifugiati le persone che, nel Paese di origine o di ultima residenza, sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore di es- sere esposte a tali pregiudizi (art. 3 cpv. 1 LAsi); che chiunque domanda asilo deve provare o perlomeno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato (art. 7 cpv. 1 LAsi); che la qualità di rifugiato è resa verosimile quando l'autorità la ritiene data con una probabilità preponde- rante (art. 7 cpv. 2 LAsi); che sono inverosimili in particolare le allegazioni D-504/2015 Pagina 4 che, su punti importanti, sono troppo poco fondate o contraddittorie, non corrispondono ai fatti o si basano in modo determinante su mezzi di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi); che nella querelata decisione la SEM ha considerato inverosimili le allega- zioni dell'interessato circa i suoi motivi d'asilo giacché contraddittorie e non sufficientemente motivate; che, in particolare, non avrebbe reso verosimile di essersi convertito alla religione dei Testimoni di Geova; che infatti si sa- rebbe contraddetto dichiarando inizialmente di essersi convertito cinque o sei mesi prima dell'espatrio per poi dichiarare di non essersi ancora con- vertito, bensì di essersi unicamente avvicinato a tale fede; che inoltre, le sue allegazioni circa la sua nuova fede religiosa sarebbero molto vaghe e superficiali; che egli non sarebbe stato in grado di indicare i principi fonda- mentali e neppure il significato esatto di Testimone di Geova; che sareb- bero poi inconsistenti le dichiarazioni degli incontri con i Testimoni di Geova, nonché dell'episodio in cui sarebbe stato costretto ad abbandonare l'abitazione famigliare; che pertanto la SEM ha concluso che le dichiarazioni dell'interessato non soddisferebbero le condizioni richieste per ammettere la verosimiglianza giusta l'art. 7 LAsi; che nel ricorso egli ha contestato l'inverosimiglianza rilevata dalla SEM so- stenendo che le sue dichiarazioni sarebbero concrete, coerenti e detta- gliate; che sarebbe vero che egli conoscerebbe ancora soltanto superficial- mente la sua religione; che tali lacune sarebbero spiegabili dal fatto che vi avrebbe aderito da poco tempo; che pertanto le sue allegazioni, se valutate nel loro complesso sarebbero credibili e plausibili; che inoltre l'esigibilità del suo allontanamento dalla Svizzera dovrebbe essere analizzata in modo più approfondito; che il fatto di essere stato allontanato dalla sua famiglia a medio-lungo temine lo esporrebbe a un deterioramento delle condizioni di salute, ritrovandosi nell'impossibilità di soddisfare adeguatamente i suoi bisogni primari e la sua vita sarebbe dunque esposta a grave pericolo; che pertanto qualora non gli si dovesse concedere l'asilo egli dovrebbe essere ammesso provvisoriamente; che, come rettamente ritenuto nella querelata decisione, questo Tribunale ritiene che le dichiarazioni rese dal ricorrente in corso di procedura sono inverosimili, giacché contraddittorie e non corroborate da elementi consi- stenti; D-504/2015 Pagina 5 che, infatti, egli ha inizialmente dichiarato di essersi convertito cinque o sei mesi prima di espatriare (cfr. verbale 1, pag. 3) per poi affermare, nel corso della medesima audizione, che al momento dell'espatrio egli era ancora musulmano (cfr. ibidem); che nel corso dell'audizione sui motivi d'asilo egli si è nuovamente contraddetto affermando che al momento dell'espatrio era un Testimone di Geova (cfr. verbale 2, D78-D84, pagg. 7 e 8); che confron- tato a questa incongruenza egli ha semplicemente dichiarato che nel corso della prima audizione non era stato capito (cfr. verbale 2, D85, pag. 8); che tale spiegazione non soccorre l'insorgente poiché il Tribunale constata che il verbale della prima audizione è stato riletto all'insorgente e lo stesso ha posto la sua firma su tutte le pagine non contestando o correggendo qual- sivoglia dichiarazione; che pertanto tale generale spiegazione non trova fondamento alcuno; che pertanto il Tribunale ha ragione di dubitare della conversione religiosa del ricorrente; che, infatti, le allegazioni circa la reli- gione nonché circa i Testimoni di Geova risultano in sussistenti, vaghe e infondate; che, invero, egli non ha saputo elencare i principi e i riti fonda- mentali della sua fede religiosa (cfr. verbale 2, D92, pag. 8, D95 -D97, pag. 9); che in merito ai suoi amici Testimoni di Geova si è limitato a dire che sono senegalesi, cristiani e che sono delle buone persone con un buon lavoro (cfr. verbale 2, D101-D105, pag. 9), senza saper aggiungere alcun elemento concreto; che pure il racconto quo i problemi avuti con la famiglia a seguito del suo avvicinamento a questa fede religiosa risulta piuttosto scarno; che, infatti, egli ha unicamente riferito che la famiglia gli ha detto di uscire di casa e di non tornare più e non è successo null'altro (cfr. verbale 2, D121-D122, pag. 11); che, se egli avesse realmente vissuto questo episo- dio sarebbe in grado di riferirne molto più dettagliatamente; che a livello ricorsuale il ricorrente non ha nemmeno presentato argomenti o prove suscettibili di giustificare una diversa valutazione rispetto a quella di cui all'impugnata decisione; che di conseguenza, per tutte queste ragioni, le dichiarazio ni del richie- dente non adempiono alle condizioni di verosimiglianza ai sensi dell'art. 7 LAsi; che quindi il ricorrente non è riuscito a dimostrare, o perlomeno a rendere verosimile, la qualità di rifugiato, per il che è a giusto titolo che la SEM ha respinto la sua domanda d'asilo; D-504/2015 Pagina 6 che se respinge la domanda d'asilo o non entra nel merito, l'UFM (ora SEM) pronuncia, di norma, l'allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l'esecu- zione, tenendo però conto del principio dell'unità della famiglia (art. 44 LAsi); che l'insorgente non adempie le condizioni in virtù delle quali la SEM avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera (art. 14 cpv. 1 e 2 nonché art. 44 LAsi come pure art. 32 dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a quest ioni procedurali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]); che codesto Tribunale è pertanto tenuto a confermare la pronuncia dell'al- lontanamento; che l'esecuzione dell'allontanamento è r egolamentata all'art. 83 LStr (RS 142.20) giusta il quale l'esecuzione dell'allontanamento dev'essere possi- bile (cpv. 2), ammissibile (cpv. 3) e ragionevolmente esigibile (cpv. 4); che in caso di non adempimento di una di queste condizioni, la SEM di- spone l'ammissione provvisoria (cfr. art. 83 cpv. 1 LStr in relazione all'art. 44 LAsi); che nella misura in cui codesto Tribunale ha confermato la decisione dell'UFM relativa alla domanda d'asilo dell'insorgente, quest'ultimo non può prevalersi del principio del divieto di respingimento (art. 5 cpv. 1 LAsi), ge- neralmente riconosciuto nell'ambito del diritto internazionale pubblico ed espressamente enunciato all'art. 33 della Convenzione sullo statuto dei ri- fugiati del 28 luglio 1951 (Conv., RS 0.142.30); che in casu, giova anzitutto ricordare che nella misura in cui codesto Tribu- nale ha confermat o la decisione della SEM relativa alla domanda d'asilo del ricorrente, quest'ultimo non può prevalersi del principio del divieto di respingimento (art. 5 cpv. 1 LAsi), generalmente riconosciuto nell'ambito del diritto internazionale pubblico ed e spressamente enunciato all'art. 33 Conv. rifugiati; che, in siffatte circostanze, non v'è motivo di considerare l'esistenza di un rischio personale, concreto e serio per il ricorrente d'essere esposto, in caso di allontanamento nel suo Paese d'origine ad un trattamento proibito, in relazione all'art. 3 CEDU o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicem- bre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105); D-504/2015 Pagina 7 che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento è ammissib ile (cfr. art. 83 cpv. 3 LStr in relazione all'art. 44 LAsi); che, inoltre, la situazione vigente in Senegal non risulta caratterizzata da guerra, guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme della popolazione nell'integralità del territorio nazionale; che, come già enunciato, il Consiglio federale ha inserito il Senegal nella lista dei «Safe Countries» ai sensi dell'art. 6a cpv. 2 lett. a LAsi; che tale presunzione non è stata inficiata dal ricorrente; che quo alla situazione personale de ll'insorgente, egli è giovane, ha se- guito una formazione pluriennale come muratore, professione che ha pra- ticato per quattordici anni (cfr. verbale 1, pag. 4); che altresì la sua famiglia vive a tuttora nel Paese d'origine (cfr. verbale 1, pag. 5); che, pertanto, in Senegal ha un'ottima rete sociale; che, in aggiunta, il ricorrente non ha preteso nel gravame di soffrire di gravi problemi di salute che possano giustificare la sua ammissione provvisoria (cfr. DTAF 2011/50 consid. 8.1-8.3, 2009/2 consid. 9.3.2); che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento dell'insorgente nel suo Paese d'origine è ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr in relazione all'art. 44 LAsi); che infine non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità dell'esecuzione dell'allon tanamento (art. 83 cpv. 2 LStr in relazione all'art. 44 LAsi); che l'insorgente, usando della necessaria diligenza, potrà procurarsi ogni documento indispensabile al rimpatrio (art. 8 cpv. 4 LAsi; cfr. DTAF 2008/34 consid. 12); che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, ra- gionevolmente esigibile e possibile; che, di conseguenza, anche in materia di allontanamento e relativa esecuzione, il gravame va disatteso e la que- relata decisione dell'autorità inferiore confermata; che, in virtù di quanto precedentemente enunciato, le conclusioni ricorsuali tendenti all'annullamento della decisione impugnata ed alla trasmissione degli atti all'autorità inferiore per nuova decisione vanno respinte; D-504/2015 Pagina 8 che avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di esen- zione dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese pro- cessuali è divenuta senza oggetto; che, visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.– che seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripe- tibili nelle cause dinanzi al Tribunale amminist rativo federale del 21 feb- braio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]); che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 LTF); (dispositivo alla pagina seguente) D-504/2015 Pagina 9 il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 1. Il ricorso è respinto. 2. Le spese processuali, di CHF 600.–, sono poste a carico del ricorrente. Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministra- tivo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sentenza. 3. Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto- nale. Il giudice unico: La cancelliera: Daniele Cattaneo Sebastiana Stähli Data di spedizione: