<h2>SubmittedText<h2><p>In Ticino si segnala il caso di un cittadino somalo, ammesso provvisoriamente in Svizzera dal 2004, la cui famiglia (moglie e figli) ha vissuto all'estero (in un Paese in cui la loro incolumità personale non era messa in pericolo) e con la quale egli ha sempre mantenuto contatti. </p><p>In primavera 2012, moglie e figli sono arrivati in Svizzera ed hanno presentato a loro volta domanda di asilo. Considerato che moglie e figli non vivessero in un Paese insicuro e considerato come la persona ammessa provvisoriamente mantenesse con loro rapporti regolari, si chiede:</p><p>1. Non sarebbe stato meglio revocare l'ammissione provvisoria del cittadino somalo in Svizzera e favorire il ricongiungimento familiare nel Paese in cui vivevano i familiari, piuttosto che far arrivare tutta la famiglia in Svizzera e far loro iniziare una procedura per la richiesta di asilo?</p><p>2. Quanti casi simili ci sono in Svizzera?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La moglie e i figli, vivendo come rifugiati a Cipro, avevano ottenuto un permesso di residenza temporaneo in tale Paese. L'Accordo Dublino non è applicabile poiché Cipro ha già accordato la propria protezione. Non esiste inoltre alcun accordo bilaterale di riammissione tra Svizzera e Cipro. In questi casi occorre cercare di trovare una soluzione individuale con l'altro Stato. L'Ufficio federale della migrazione (UFM) è in contatto con le autorità cipriote per cercare una soluzione del caso specifico.</p><p>2. Il sistema d'informazione SIMIC non permette l'analisi statistica della situazione illustrata nell'interpellanza.</p>  Risposta del Consiglio federale.