<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>A parte qualche eccezione Internet permette di restare nell'anonimato a chi fornisce materiale pornografico con bambini. Il perseguimento penale si rende quindi difficile, anche se la collaborazione tra gli Stati è notevolmente migliorata e migliorerà ulteriormente in futuro con la creazione di basi legali internazionali (ad esempio con il progetto della Convenzione del Consiglio dell'Europa sulla cibercriminalità). </p><p></p><p>Per contrastare lo sfruttamento sessuale infantile a livello internazionale, dando così seguito alle mozioni Jeanprêtre e Béguin depositate il 10 ottobre 1997, in Svizzera si sono prese varie misure, o perlomeno è stato dato loro avvio:</p><p></p><p>* L'Ufficio federale di polizia ha redatto una "Letter of Intent" che regolamenta la collaborazione con le differenti Organizzazioni non governative (ONG), in Svizzera e all'estero, come anche lo scambio d'informazioni proprio in materia di lotta contro la pedofilia. </p><p></p><p>* L'Ufficio federale di polizia partecipa anche attivamente al "Gruppo di lavoro permanente dell'INTERPOL sui crimini di cui sono vittime i minori". Questo gruppo ha come noto, attuato dei seminari di formazione e partecipato all'elaborazione della "Guida pratica a uso dei funzionari di polizia responsabili delle inchieste su casi in cui sono vittime i fanciulli". </p><p></p><p>* Il 1° gennaio 1998 l'Ufficio centrale di lotta contro la tratta degli esseri umani si è trasformato in un ufficio d'analisi criminale. A causa del numero ancora ridotto del suo effettivo si è dovuto fissare un certo numero di priorità nello svolgimento delle sue attività. Vista l'importanza di questo fenomeno nel nostro Paese, ha iniziato pertanto a focalizzare la sua azione sulla pedofilia e sul turismo sessuale pedofilo, sulla pornografia dura che implichi anche fanciulli e sulla prostituzione. Oggi in questo ufficio d'analisi criminale vi sono tre impiegati a tempo pieno, che trattano le informazioni rilevanti dal loro dominio di competenza e coordinano le indagini condotte su scala intercantonale e internazionale. </p><p></p><p>* Sempre il 1° gennaio 1998, nel quadro di un progetto pilota di breve durata, l'Ufficio federale di polizia ha allestito una "cellula d'Internet-monitoring". Le esperienze raccolte in quest'occasione hanno rilevato che il perseguimento penale sistematico degli abusi criminali commessi tramite strumenti di comunicazione elettronici era estremamente impegnativo, in particolare dal punto di vista delle risorse umane. I servizi richiesti dai cantoni nell'ambito del progetto pilota per il sequestro del materiale di prova e per l'eliminazione dei sistemi di difesa elettronica utilizzati dai criminali, per esempio la codificazione e i virus, hanno richiesto onerosi investimenti. La visione dei numerosi siti denunciati, che per la maggior parte non riguardavano informazioni penalmente perseguibili, come pure la localizzazione di chi offre materiale proibito, hanno assorbito molto tempo. Questo aspetto ha indotto, il 17 dicembre 1999, la sospensione provvisoria della cellula in qualità di centrale nazionale di notifica. La Confederazione si trova attualmente nella frustrante impossibilità di sostenere sistematicamente i cantoni, in particolare per quel che concerne lo sfruttamento sessuale dei fanciulli, il cui perseguimento rimane tuttavia compito, in primo luogo, dei cantoni. Per questa ragione un gruppo di lavoro nazionale, sotto la direzione dell'Ufficio federale di polizia, che raccoglie i rappresentanti di varie autorità cantonali di polizia e della Conferenza delle autorità di perseguimento penale della Svizzera (CAPS) è attualmente incaricato dello studio di modelli di cooperazione adattati tra la Confederazione e i cantoni. Non appena si troveranno soluzioni atte anche alla repressione a breve termine degli abusi commessi su rete d'Internet e di altri strumenti di comunicazione elettronica, si svilupperà la cellula organizzata per condurre il progetto pilota d'Internet-monitoring e provvista dei mezzi necessari per garantire un'esecuzione completa del proprio compito. </p><p></p><p>* Il progetto di modificazione della parte generale del codice penale svizzero è già stato sottomesso al Consiglio degli Stati ed è attualmente in discussione presso la commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale. L'articolo 5 di questo progetto, relativo ai reati sessuali commessi all'estero su minorenni, è nuovo. In questa disposizione si crea la base legale che consentirà in futuro di procedere in Svizzera, senza tenere conto del diritto estero, contro gli autori che, all'estero, si sono macchiati di gravi reati di ordine sessuale su minori. In tal modo il progetto intende, relativamente a tali atti, rinunciare da un lato al requisito della punibilità reciproca, dall'altro alla considerazione del diritto eventualmente più clemente in vigore nel luogo in cui è stato commesso il reato. L'autore del crimine verrà inoltre perseguito indipendentemente dalla sua nazionalità a condizione però che si trovi in Svizzera e non sia estradato all'estero1.</p><p>* La revisione della legge concernente l'aiuto alle vittime di reati rappresenta una misura ulteriore nella lotta contro la pedifilia. Questa revisione intende migliorare la protezione delle vittime di meno di sedici anni, cercando di ridurre per quanto possibile l'effetto traumatico della procedura penale sui fanciulli vittime di abusi sessuali. Se si devono interrogare bambini in qualità di testimoni o di parte civile, è necessario quindi che siano osservate in tutti i Cantoni delle regole di massima2.</p><p>* La revisione in corso del codice penale svizzero e del codice penale militare svizzero (reati contro l'integrità sessuale; prescrizione in caso di reati contro l'integrità sessuale dei fanciulli e interdizione del possesso di pornografia dura) getta le basi per un miglioramento ulteriore della protezione del fanciullo contro lo sfruttamento sessuale. </p><p>* Sul piano internazionale l'Assemblea generale dell'ONU deve rilevare l'adozione del Protocollo aggiuntivo alla Convenzione dell'ONU sui diritti del fanciullo, che concerne: la vendita dei fanciulli, la prostituzione infantile e la pornografia che coinvolge anche bambini. Tale Protocollo aggiuntivo contribuisce in particolare all'armonizzazione del diritto e della cooperazione in materia di perseguimento penale sul piano internazionale nel dominio della protezione dei fanciulli contro ogni forma di sfruttamento sessuale ed economico. La Svizzera firmerà il Protocollo in occasione dell'incontro al vertice del Millennio che avrà luogo a NuovaYork dal 5 all'8 settembre prossimo.</p><p></p><p>Sul piano internazionale l'Assemblea generale dell'ONU deve rilevare l'adozione del Protocollo aggiuntivo alla Convenzione dell'ONU sui diritti del fanciullo, che concerne: la vendita dei fanciulli, la prostituzione infantile e la pornografia che coinvolge anche bambini. Tale Protocollo aggiuntivo contribuisce in particolare all'armonizzazione del diritto e della cooperazione in materia di perseguimento penale sul piano internazionale nel dominio della protezione dei fanciulli contro ogni forma di sfruttamento sessuale ed economico. La Svizzera soscriverà il Protocollo in occasione del Summit del Millennio che avrà luogo a New York dal 5 all'8 del prossimo settembre.</p><p></p><p>Per quanto riguarda il CD-ROM a contenuto pedofilo trasmesso dal Comitato Internazionale per la dignità del bambino (C.I.D.E.), esso è stato immediatamente oggetto di un esame approfondito da parte dei servizi competenti dell'Ufficio federale di polizia. Una copia è stata subito distribuita ai Cantoni cui competeva, all'INTERPOL e alle autorità di perseguimento penale straniere. Il fine consisteva, attraverso il controllo incrociato delle fonti, nell'identificare le vittime e i pedofili. Tuttavia finora nessuna fattispecie giuridicamente rilevante ha permesso di dare inizio a un'inchiesta in Svizzera. D'altra parte il 90 per cento delle immagini risalgono agli anni Settanta e sono state riprese/digitalizzate sulla base di riviste pornografiche. Ciononostante, l'Ufficio federale di polizia, rimane sempre in contatto con le autorità incaricate di condurre quest'inchiesta nei Paesi Bassi.</p><p></p><p>Dal 1996, in seguito all'avviso del Consiglio federale sul rapporto "Infanzia maltrattata in Svizzera", la Centrale per le questioni familiari (CQF) dell'Ufficio federale delle assicurazioni sociali ha assunto anche alcune funzioni di coordinazione nel campo della protezione dell'infanzia. Di particolare interesse è l'appoggio fornito a una ricerca, ancora in corso, di vasto respiro intesa a elaborare un concetto globale di prevenzione dei maltrattamenti e degli abusi sessuali. Un appoggio è stato anche accordato nel 1999 a uno studio sulla violenza (sessuale) su bambini e adolescenti nell'ambito dello sport in Svizzera, che ha dato avvio a molti progetti relativi la prevenzione agli abusi sessuali sui fanciulli. La CQF concede annualmente anche una sovvenzione all' "arge kipro/ECPAT svizzera" (associazione contro lo sfruttamento sessuale commerciale dei fanciulli) e ha partecipato al finanziamento di una ricerca a questo proposito, pubblicata nel marzo 1999. Questa associazione intende lanciare prossimamente un nuovo progetto di ricerca sulla prostituzione dei minori nella Svizzera italiana e organizzare, a questo proposito, un convegno nel 2001. La CQF, che già finanzia la linea telefonica 147, aiuto a bambini e giovani, prevede di sovvenzionare parzialmente questo progetto. </p><p></p><p>Inoltre è utile ricordare che l'UFP, l'UFSP e l'UFAS hanno coordinato i loro sforzi con l'obiettivo che Swissair diffonda verso la fine del 2000, su alcuni dei suoi voli, un video di prevenzione del turismo sessuale, che avverte esplicitamente del rischio di perseguimento in Svizzera per i delitti sessuali commessi all'estero.</p><p></p><p>Per concludere evidenziamo che i cantoni sono competenti del perseguimento di azioni riconducibili alla pedofilia. Ciononostante la Confederazione ricopre una funzione molto importante in questo settore (funzione d'analisi, di coordinazione tra il cantone e l'estero, d'esperienza tecnica, ecc.), dovuto al carattere spesso internazionale di questo genere di crimine. I numerosi progetti in corso attestano la volontà del Consiglio federale di voler rafforzare questa posizione centrale nella lotta contro la pedofilia.</p>  Risposta del Consiglio federale.