<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1.Secondo le direttive del Consiglio federale del 9 settembre 1998, il nuovo rapporto sulla politica di sicurezza (Rapporto sulla politica di sicurezza 2000), come il Rapporto 90, partirà da un concetto globale e integrale della politica di sicurezza. I settori trattati dovrebbero però essere orientati ai rischi e ai pericoli politico-militari, tenendo adeguatamente in considerazione le interfacce.</p><p></p><p>A causa della diminuzione dell'importanza dell'aspetto militare della minaccia e della crescente interdipendenza dei diversi settori della politica di sicurezza, il nuovo rapporto prenderà come spunto per le sue considerazioni, non la "politica di potenza", ma la "violenza" nelle sue differenti forme come fonte di pericolo per gli Stati. </p><p></p><p>In tal modo, come anche grazie al coinvolgimento di numerosi partner civili nell'elaborazione del Rapporto 2000, è garantito che esso non si limiterà, come teme l'interrogante, a una visione strettamente militare delle prospettive in materia di politica di sicurezza. Prendendo lo spunto dall'intera gamma delle forme della violenza, che potrebbe comportare in futuro una situazione di pericolo per il nostro Paese, e dall'analisi delle strutture internazionali di sicurezza, saranno dedotti gli interessi e gli obiettivi della Svizzera in materia di politica di sicurezza. Tra questi vi sono, oltre alla pace nella libertà e alla protezione della popolazione e delle sue basi vitali, anche la durevolezza della democrazia, della stabilità e della pace nel nostro ambiente. In tal modo, le strategie da definire si orienteranno a un'analisi della situazione assolutamente aperta e non esclusivamente militare; in questo contesto, come già nel Rapporto 90, le Forze Armate saranno soltanto uno dei mezzi per l'attuazione di dette strategie.</p><p></p><p>2.Il Consiglio federale ha istituito un'organizzazione incaricata del progetto, nella quale, ai diversi livelli, è assicurata una collaborazione interdipartimentale parificata. Per l'elaborazione contenutistica e formale del rapporto, nel gruppo di redazione sono presenti, con uno o più rappresentanti, oltre al DDPS, al DFAE e al DFGP, anche il DFI, il DFE, il DATEC, la Cancelleria federale e l'Ufficio per l'integrazione (DFAE/DFE). Il gruppo sarà assistito da un comitato di consulenti di alto livello, composto per metà da decisori esterni al DDPS.</p><p></p><p>3.La direzione del progetto ha fatto capo all'Ufficio centrale della difesa (UCD), incaricato dell'"Analisi globale dei rischi per la Svizzera", già per la consulenza in occasione dei lavori concettuali preparatori. Attualmente l'UCD è rappresentato sia nel comitato di consulenti sia nel gruppo di redazione. In tal modo è garantito che i risultati dei suoi studi fondamentali (rapporti sull'"Analisi globale dei rischi per la Svizzera", studi sulla politica di sicurezza) e le esperienze concernenti le misure preparatorie/il coordinamento dei mezzi (in vista della sostituzione delle strutture della difesa integrata con un "sistema di sicurezza flessibile globale", proposto nelle direttive) possano confluire direttamente nel nuovo rapporto.</p><p></p><p>Riguardo all'"Analisi globale dei rischi per la Svizzera", occorre ricordare che si tratta di un progetto interdipartimentale, nel quale tutti i risultati e le raccomandazioni sono elaborati in stretta collaborazione con gli uffici federali e i servizi competenti. I risultati sono quindi importanti per l'intera amministrazione federale e non solo per la politica di sicurezza. Già oggi vengono impiegati in diversi uffici della Confederazione per la pianificazione dei preparativi.</p><p></p><p>Sulla base dell'"Analisi globale dei rischi per la Svizzera", singoli Cantoni hanno esaminato i pericoli nel loro ambito e orientato di conseguenza la loro organizzazione d'intervento. A tale analisi, intesa come possibile metodo per la verifica della ripartizione dei mezzi, ha fatto per esempio riferimento anche il "Comitato interdipartimentale Rio" (sotto la responsabilità del DFAE) nel suo piano d'azione sullo "sviluppo sostenibile".</p><p></p><p>Il Consiglio federale è perciò convinto che i risultati dell'"Analisi globale dei rischi per la Svizzera" contribuiscono al processo decisionale in vista dell'ulteriore evoluzione della politica di sicurezza svizzera e possono facilitare il coordinamento dei compiti nonché sostenerne l'esecuzione. A causa della costante riduzione dei mezzi finanziari e del personale, l'"Analisi globale dei rischi per la Svizzera" può rappresentare una base anche per realizzare gli obiettivi di una nuova politica di sicurezza in maniera il più possibile economica e conforme ai rischi.</p><p></p><p>L'ente responsabile del progetto "Analisi globale dei rischi per la Svizzera", l'Ufficio centrale della difesa, sarà soppresso il 31 dicembre 1998 e i suoi compiti saranno ripartiti tra la Segreteria generale del DDPS e l'Ufficio federale della protezione civile. Con il trasferimento della sezione "Studi di base" alla divisione "Politica di sicurezza e politica militare " della Segreteria generale del DDPS sarà assicurata l'interfaccia tra i lavori delle direzioni dei progetti "Rapporto sulla politica di sicurezza 2000" e "Analisi globale dei rischi per la Svizzera".</p>  Risposta del Consiglio federale.