<h2>SubmittedText<h2><p>Il forte aumento della popolazione - sentito come una minaccia da una parte della popolazione e auspicato da coloro che sognano una crescita economica a breve termine, un maggior insediamento d'imprese, un aumento del numero dei contribuenti nonché un'estensione della propria base elettorale - comporta un calo prevedibile della qualità di vita.</p><p>Ingorghi, cementificazione di zone rurali, degrado ambientale, alienazione del concetto di vita comunitaria, dumping socio-culturale, disoccupazione, lievitazione dei costi dell'assistenza sociale: sono pochi i partiti e le personalità che osano chinarsi liberamente su questa problematica.</p><p>Quest'esplosione demografica (che, secondo le stime, farà arrivare la popolazione svizzera a 10 milioni!) non è esclusivamente il frutto della fatalità migratoria, ma rappresenta un progetto di società suggerito e promosso attivamente da un'"iperclasse" politica mondializzata e ultraliberale.</p><p>1. Quale sarebbe, secondo il Consiglio federale, un tasso di crescita demografica annuo sostenibile (in termini ecologici, sociali e finanziari)?</p><p>2. La popolazione sarà informata sull'aumento della popolazione, sui tassi ritenuti sostenibili e sul calo della qualità di vita causato dall'evidente assenza di qualsivoglia limite? In caso affermativo, come ed entro quali scadenze?</p><p>3. Come giudica il Consiglio federale il legame tra il forte aumento dei flussi migratori, il suo impatto e la trasformazione progressiva della democrazia diretta dei cittadini, fondata su un destino storico e una storia comune, rimpiazzata ineluttabilmente dal comunitarismo e il consumismo passivo dei diritti?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Svizzera continuerà anche in futuro ad avere un'economia forte che attirerà i migranti. Stando ai dati dello scenario demografico a medio termine dell'UST, che si riferisce agli anni dal 2010 al 2060, la popolazione svizzera residente dovrebbe passare dai 7,9 milioni del 2010 agli 8,4 milioni del 2030, per arrivare a sfiorare i 9 milioni nel 2050.</p><p>1. Come già affermato nelle risposte alle interpellanze Flückiger 09.3862 e Baettig 09.3983, il Consiglio federale ritiene che fissare una "soglia accettabile di crescita della popolazione" sia inopportuno. A suo parere, l'immigrazione degli ultimi anni ha avuto un'influenza complessivamente positiva sulla nostra economia. Inoltre, nel corso della recente crisi economica il fenomeno migratorio ha sortito un effetto stabilizzante mentre, a lungo termine, l'immigrazione di personale altamente qualificato rafforzerà la piazza economica svizzera. Gli effetti negativi dal punto di vista sociale hanno potuto essere evitati, tra l'altro, anche grazie alle misure di accompagnamento. Anche la temuta immigrazione a danno delle assicurazioni sociali non si è verificata. Certamente, la crescita demografica influisce sullo sviluppo del territorio, sul mercato dell'alloggio e sul fabbisogno di infrastrutture del nostro Paese. Grazie alla propria politica ambientale e di pianificazione del territorio, il Consiglio federale fa sì che le aree insediative esistenti vengano sfruttate al meglio e che le vie di comunicazione e l'approvvigionamento energetico vengano strutturati in un'ottica ecologica e sostenibile.</p><p>2. Il Consiglio federale ha già affermato nella sua risposta all'interpellanza Flückiger 09.3862 di ritenere sostanzialmente positivo il sistema duale di ammissione della Svizzera che prevede, da un lato, la libera circolazione delle persone per i cittadini dell'UE/AELS e, dall'altro, un'immigrazione molto limitata delle persone provenienti da Paesi terzi. La legge sugli stranieri è stata approvata dal popolo e dai cantoni il 24 settembre 2006 ed è entrata in vigore il 1° gennaio 2008. Anche l'Accordo sulla libera circolazione delle persone con l'UE è stato accolto dal popolo in seguito a vari referendum, l'ultimo dei quali si è tenuto l'8 febbraio 2009.</p><p>3. L'autore dell'interpellanza ritiene che l'"esplosione demografica" - determinata dall'immigrazione - sia una minaccia inesorabile per la democrazia diretta fondata sulla nostra storia comune.</p><p>Il Consiglio federale non condivide questi timori. Il tasso di crescita attuale (1,1 per cento nel 2010) è ancora molto lontano dalla paventata "esplosione demografica". La società e la democrazia della Svizzera di oggi portano l'impronta delle immigrazioni ed emigrazioni più recenti. Il nostro Paese, che si caratterizza per la sua diversità di culture, negli ultimi decenni ha mostrato una grande capacità d'integrazione: non è perciò corretto parlare di mancata integrazione, né sul piano sociale, né sul piano politico. Gli immigrati di ieri e di oggi partecipano attivamente alla vita economica, sociale e culturale del nostro Paese, si fanno carico di determinati obblighi, e la politica di integrazione della Svizzera li incoraggia in tal senso. Il conferimento della nazionalità agli stranieri perfettamente integrati rafforza la nostra democrazia diretta e ne permette l'ulteriore sviluppo basato sul rispetto e sulla tolleranza reciproca.</p>  Risposta del Consiglio federale.