<h2>SubmittedText<h2><p>Il numero crescente di beneficiari di pensioni AI riguarda sia le assicurazioni sociali interessate sia l'ambiente politico e l'opinione pubblica. Dato che le ragioni di questo aumento sono molteplici e complesse, non vi sono soluzioni semplici a questo problema. Gli esperti e i decisori politici concordano nel fatto che occorre promuovere l'individuazione tempestiva dei casi a rischio e la loro rapida reintegrazione. Questi elementi rivestono altresì una grande importanza nella 5a revisione dell'AI. Non v'è alcun motivo per non attuare queste proposte già prima della 5a revisione dell'AI. La città di Zurigo ha deciso di eseguire un progetto pilota per combattere l'aumento dei casi d'invalidità in seno all'amministrazione cittadina. Con l'aiuto di una cosiddetta gestione dei casi (case management) sul posto di lavoro si intende sostenere i collaboratori malati e infortunati nella loro reintegrazione nel processo lavorativo.</p><p>Le persone interessate sono sostenute e assistite sotto diversi aspetti. Esse ottengono un aiuto nelle questioni amministrative e nei contatti con le assicurazioni. Inoltre ricevono consigli e sostegno in vista della reintegrazione al loro posto di lavoro. Il posto di lavoro viene esaminato con uno speciale sguardo alle esigenze particolari del lavoratore che deve essere reintegrato.</p><p>Nel suo comunicato stampa, la città di Zurigo fa riferimento all'esempio del Canada in cui sono stati conseguiti buoni risultati con provvedimenti simili e il numero di nuovi casi d'invalidità ha potuto essere considerevolmente ridotto.</p><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quali sono le cifre degli ultimi cinque anni riguardanti i casi di invalidità nell'amministrazione federale?</p><p>2. Quali provvedimenti sono stati assunti in seno all'amministrazione federale per prevenire l'aumento dei casi di invalidità e per promuovere la reintegrazione?</p><p>3. Il Consiglio federale è disposto a lanciare in seno all'amministrazione federale un progetto simile a quello attuato dall'amministrazione della città di Zurigo?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Alla fine del 2003, 3244 persone assicurate presso Publica (compresi i beneficiari delle pensioni di Swisscom, RUAG e del settore dei PF) beneficiavano di una pensione AI o di una pensione d'invalidità professionale. Tra il 1998 e il 2003, il numero di beneficiari di pensioni ha registrato forti fluttuazioni a causa dell'autonomia accordata alle grandi imprese della Confederazione. Su 1000 assicurati attivi, il numero dei beneficiari di pensioni d'invalidità è passato da 54 (2000) a 72 (2003). Di fatto il numero totale delle pensioni d'invalidità presso l'amministrazione federale è leggermente al di sopra della media svizzera. Esso comprende inoltre i beneficiari di una pensione d'invalidità professionale, mentre non è il caso dei rilevamenti effettuati a livello nazionale. In effetti, la pensione d'invalidità professionale poggia sul secondo pilastro e di conseguenza non è prevista dall'assicurazione invalidità (primo pilastro). Non è quindi possibile affermare con certezza se tra gli impiegati della Confederazione vi sia un numero superiore alla media di beneficiari di pensioni d'invalidità. Dal 2000, la progressione annua del numero di nuovi beneficiari di pensioni a causa di invalidità (compresi gli invalidi professionali) presso l'amministrazione federale è invece rimasta inferiore alla media nazionale.</p><p>2. Con il trasferimento, il 1° giugno 2003, degli assicurati della Cassa pensioni della Confederazione CPC a Publica, sono entrate in vigore le ordinanze concernenti l'assicurazione nel piano di base (OCPC 1) e nel piano complementare (OCPC 2). In base all'articolo 45 OCPC 1, una persona impiegata presso la Confederazione ha diritto a una pensione d'invalidità di Publica (pensione d'invalidità Publica), solo se ha diritto a una pensione ai sensi della legge federale su l'assicurazione per l'invalidità (LAI) secondo la decisione dell'ufficio AI del cantone competente. Dal 1° giugno 2003 si applicano così le stesse condizioni per il diritto a una pensione d'invalidità Publica e per il diritto a una pensione d'invalidità ai sensi della LAI. Secondo il nuovo diritto, la pensione d'invalidità professionale è sussidiaria. Dal 1° giugno 2003, il Servizio medico dell'amministrazione federale (SM) viene consultato solo se si tratta di definire un'invalidità professionale secondo l'articolo 48 OCPC 1 dopo una decisione negativa dell'ufficio AI competente. Una pensione d'invalidità professionale è accordata dopo una perizia positiva da parte del SM e solo se il datore di lavoro versa a Publica la totalità del capitale di copertura per il finanziamento di questa pensione (art. 5 cpv. 4, legge sulla CPC).</p><p>3. La reintegrazione dei disabili è un elemento importante della politica del personale. A causa del grande numero di domande, il credito di reintegrazione è stato progressivamente aumentato durante gli anni Novanta e oggigiorno ammonta a 10,6 milioni di franchi. Fino alla fine del mese di agosto del 2003, questo credito ha permesso di finanziare lo stipendio di 215 collaboratori. Dall'inizio del 2005, un gruppo di lavoro interdipartimentale, diretto dall'Ufficio federale del personale, sta elaborando all'attenzione del Consiglio federale proposte concernenti una gestione uniforme della salute. Questo gruppo di lavoro si occupa in particolare di studiare differenti misure e strumenti, nell'ambito della prevenzione, finalizzati al rilevamento e alla scoperta precoce delle assenze ripetute. Esso elabora altresì le basi per una gestione delle presenze che fornisca ai quadri la possibilità di scoprire rapidamente le assenze ripetute dei loro collaboratori e di evidenziarne le ragioni. L'obiettivo è la riduzione, grazie a misure di accompagnamento mirate, del numero di ore perse e di impedire così che assenze periodiche si trasformino in assenze croniche. Se i risultati si rivelano positivi, le assenze diminuiranno e la motivazione del personale aumenterà, permettendo così una diminuzione del numero e dei costi dei casi d'invalidità.</p>  Risposta del Consiglio federale.