<h2>SubmittedText<h2><p>Solo poco tempo fa la Nagra ha reso noto il sito selezionato per l'ubicazione del deposito in strati geologici profondi che ospiterà le scorie radioattive. La popolazione locale è preoccupata e teme che le centrali nucleari esistenti continueranno a rimanere in esercizio ben oltre il periodo previsto o che addirittura saranno sostituite da nuovi reattori. La loro regione potrebbe così trasformarsi in un cantiere senza fine, prima ancora di divenire un deposito permanente.</p><p>È importante che alla popolazione siano forniti dati certi sulla pianificazione e una data della fine dell'esercizio dei reattori nucleari svizzeri. Il rischio residuo di gravi incidenti nucleari e l'incertezza riguardante le quantità di scorie altamente radioattive che dovranno effettivamente essere smaltite preoccupano le regioni interessate.</p><p>1. Come risponde il Consiglio federale a questi timori?</p><p>2. Come intende favorire l'accettazione del deposito in strati geologici profondi da parte della popolazione?</p><p>3. Qual è il piano a lungo termine della Confederazione, dallo spegnimento delle centrali nucleari, allo stoccaggio delle scorie radioattive e fino alla chiusura del deposito? Quali sono le incertezze e quanto influiscono su tale piano?</p><p>4. Che cosa può fare il Consiglio federale per attenuare i dubbi anche della popolazione locale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale comprende queste preoccupazioni. Tuttavia nel 2017 il Popolo svizzero, con l'adozione della legge sull'energia, ha votato a favore di un graduale abbandono dell'energia nucleare. Le attuali centrali possono rimanere in funzione finché ne sarà garantita la sicurezza. La costruzione di nuove centrali nucleari invece non sarà più consentita.</p><p>Conformemente all'articolo 14 capoverso 2 lettera b della legge del 21 marzo 2003 sull'energia nucleare (LEnu; RS 732.1), l'autorizzazione di massima per un deposito in strati geologici profondi rilasciata dal Consiglio federale stabilisce le categorie di materiale depositato e la capacità massima del deposito. In tal modo il Governo determina in maniera vincolante la quantità massima di scorie radioattive che può essere immagazzinata nel deposito.</p><p>2. Nel 2008 il Consiglio federale ha adottato la parte concettuale del Piano settoriale dei depositi in strati geologici profondi. È stata così avviata una procedura che mette al primo posto la sicurezza delle persone e dell'ambiente. Un altro obiettivo fondamentale della procedura è il consenso sul progetto, che si intende raggiungere grazie a vari canali ed eventi informativi per la popolazione, al coinvolgimento e alle ampie possibilità di partecipazione delle regioni e dei Cantoni interessati, a criteri di selezione ben definiti nonché alla completa trasparenza e alla massima chiarezza nella procedura. Sono stati condotti diversi e ampi studi sulle ripercussioni economiche e sociali di un deposito in strati geologici profondi, studi che verranno ulteriormente approfonditi nel corso della procedura. In occasione della futura procedura di autorizzazione di massima, le proposte della Nagra saranno esaminate approfonditamente dalle autorità federali.</p><p>3. Le centrali nucleari svizzere non hanno limitazioni della durata di esercizio. Conformemente agli articoli 34 e 34a dell'ordinanza del 10 dicembre 2004 sull'energia nucleare (OENu; RS 732.11), ogni dieci anni gli esercenti delle centrali nucleari devono procedere a una verifica completa della sicurezza degli impianti e dopo il quarto decennio d'esercizio presentare anche una prova della sicurezza per l'esercizio a lungo termine. L'Ispettorato federale della sicurezza nucleare esamina sia la verifica che la prova della sicurezza.</p><p>Per quanto riguarda lo smaltimento delle scorie radioattive, si applica il principio di causalità. Conformemente all'articolo 52 OENu, chi è soggetto all'obbligo di smaltimento delle scorie radioattive deve presentare ogni cinque anni alla Confederazione un programma di smaltimento che fornisca dati essenziali come la provenienza, il genere e la quantità delle scorie, le capacità necessarie per il deposito intermedio, il piano operativo per il deposito in strati geologici profondi, i costi relativi allo spegnimento dell'impianto nucleare e allo smaltimento delle scorie. Le autorità federali verificano il programma di smaltimento delle scorie radioattive. Il Consiglio federale, da parte sua, lo approva, fissando eventuali oneri, e presenta al Parlamento un rapporto in merito.</p><p>Ora che il sito è stato scelto, la Nagra preciserà il progetto di deposito insieme alle parti interessate e presenterà le domande di autorizzazione di massima all'Ufficio federale dell'energia entro il 2024. Le domande verranno poi valutate dalle autorità. Il Consiglio federale si pronuncerà nel 2029 e la sua decisione dovrà essere approvata dal Parlamento. A sua volta, la deliberazione del Parlamento è soggetta a referendum facoltativo nazionale. Se il referendum riuscirà, sarà il Popolo svizzero a decidere in merito alle autorizzazioni di massima, presumibilmente all'inizio del decennio 2030. Solo se il popolo darà il suo consenso, la scelta dei siti sarà definitiva. Infine comincerà la fase di costruzione del deposito, la cui entrata in funzione è prevista nel 2050 per le scorie debolmente e mediamente radioattive e nel 2060 per le scorie altamente radioattive. Una vota concluse la fase di stoccaggio e la fase di osservazione, il deposito in strati geologici profondi verrà chiuso nel 2115-2118 circa (2125-2126 per le scorie altamente radioattive). Successivamente si aprirà la fase di osservazione sul lungo periodo.</p><p>4. Con la procedura graduale di selezione dei siti, la verifica dell'idoneità di un sito mediante analisi in un laboratorio sotterraneo in loco e l'esame delle domande per il rilascio di una licenza di costruzione e di esercizio si garantisce la sicurezza della costruzione e dell'esercizio di un deposito in strati geologici profondi. Questo modo di procedere viene regolarmente illustrato tramite diversi canali informativi durante la procedura del piano settoriale in corso.</p>  Risposta del Consiglio federale.