<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nell'articolo che il quotidiano Le Temps ha pubblicato il 31 maggio 1999 sotto il titolo "Kosovo: guerre juste - stratégie criminelle?", Luc Hafner, colonnello e Presidente del Tribunale di divisione 1, ha sostenuto che, a suo avviso, la NATO ha violato le Convenzioni di Ginevra durante il recente conflitto del Kosovo e che i suoi dirigenti dovrebbero essere perseguiti per crimini di guerra. </p><p></p><p>Il Consiglio federale non intende pronunciarsi circa le affermazioni e le conclusioni del signor Hafner. Quest'ultimo si è espresso a titolo privato ed il suo articolo riflette le sue opinioni personali. Comunque sia, una giurisdizione internazionale - o persino nazionale - potrebbe pronunciarsi sul modo in cui è stato applicato il diritto umanitario durante il conflitto in causa. Diversi privati hanno già sottoposto una richiesta al Tribunale penale internazionale per la ex-Jugoslavia, e la Repubblica federale di Jugoslavia, per parte sua, si è già rivolta alla Corte internazionale di Giustizia. </p><p></p><p>In tale contesto, il Consiglio federale ritiene opportuno ricordare che le Convenzioni erano pienamente applicabili nel corso del conflitto in questione. Infatti, tutti i membri della NATO sono anche Parti delle Convenzioni di Ginevra e pure la Repubblica federale di Jugoslavia ritiene di essere vincolata da questi strumenti. </p><p></p><p>2. Fedele alla sua tradizione umanitaria, alla sua qualità di Stato membro delle Convenzioni di Ginevra e alla sua funzione depositario delle Convenzioni di Ginevra, la Svizzera si è subito espressa a favore del rispetto del diritto internazionale umanitario durante il conflitto. Attraverso un'iniziativa bilaterale essa ha invitato la Repubblica federale di Jugoslavia a rispettare il diritto umanitario e, nel contempo, ha esortato la NATO a proteggere la popolazione civile e le rappresentanze estere nella capitale iugoslava. </p><p></p><p>Com'è noto, il nostro Paese si è inoltre impegnato per alleviare la sofferenze delle vittime del conflitto. Si ricorderà, ad esempio, la dichiarazione della Signora Presidente della Confederazione, Ruth Dreifuss, fatta il 21 aprile 1999 davanti al Parlamento. Occorre citare anche l'aiuto umanitario profuso dalla Svizzera, direttamente - nel quadro dell'operazione "ALBA"- o in collaborazione con altri Stati - nell'ambito dell'operazione "FOCUS". </p><p></p><p>3. Che la Svizzera contribuisca attivamente alla promozione del diritto umanitario internazionale è una tradizione. Il rispetto di questo diritto è uno degli obiettivi della politica estera del nostro Paese. In ogni occasione, la Svizzera invita gli Stati interessati a diventare Parti contraenti degli strumenti più importanti del diritto umanitario, quali le Convenzioni di Ginevra ed i loro protocolli addizionali. Così facendo, essa segue le raccomandazioni del gruppo intergovernativo di esperti per la protezione delle vittime della guerra riunitosi a Ginevra dal 19 al 23 gennaio 1995. Anche la XXVI Conferenza internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa si è espressa in tal senso nel corso dello stesso anno. Lo Stato depositario degli strumenti del diritto umanitario internazionale deve, di conseguenza, invitare gli Stati non ancora membri ad aderire a questi accordi. Per realizzare questo obiettivo, la Svizzera deve pure promuovere le attività più adeguate a tal fine. </p><p></p><p>Gli Stati Uniti non sono Parte contraente né del I né del II Protocollo addizionale delle Convenzioni di Ginevra. In passato, la Svizzera ha più volte invitato gli Stati Uniti ad aderirvi, ed essa continuerà ovviamente ad operare in tale direzione. La celebrazione del cinquantenario delle Convenzioni di Ginevra le permetterà di invitare gli Stati interessati - fra cui gli Stati Uniti - a diventare membri delle Convenzioni di Ginevra o dei loro protocolli addizionali. L'incremento numerico degli Stati membri costituisce, in tal senso, uno stimolo per quegli Stati che non sono ancora Parti contraenti.</p>  Risposta del Consiglio federale.