<h2>SubmittedText<h2><p>In data 11 maggio 2010, il Gran Consiglio del Cantone Ticino ha approvato il Piano di utilizzazione cantonale dei paesaggi con edifici e impianti protetti (PUC-PEIP). L'Ufficio federale dello sviluppo territoriale ARE ha ricorso. Nel 2012 il Gran Consiglio ha modificato le norme di applicazione del Piano. Nel 2013 l'ARE ha parzialmente ritirato il ricorso, lasciando pendente la contestazione di 102 settori del piano approvato dal Gran Consiglio contro il Piano, contestando l'inserimento di molti comparti in tutto il territorio del Cantone. Durante i primi mesi di quest'anno il Tribunale ha emesso le prime sentenze.</p><p>L'ARE si è affidato ad uno studio legale ticinese, il quale non si è limitato ad affrontare i temi controversi del PUC-PEIP, ma ha agito anche come Autorità di vigilanza. E questo compito non è terminato. Spesso le cancellerie comunali vengono contattate dallo studio legale mandatario per la trasmissione di singoli incarti che riguardano ristrutturazioni di edifici situati fuori zona edificabile. </p><p>Chiedo al Consiglio federale:</p><p>1. Per quale motivo l'ARE tramite questo studio legale esercita una funzione di vigilanza sistematica e diffusa?</p><p>2. Non ritiene il Consiglio federale che questo sia un chiaro segnale di sfiducia nei confronti delle Autorità cantonali e comunali del Cantone Ticino?</p><p>3. Come si esplica l'attività di vigilanza per il rilascio di licenze edilizie fuori zona edificabile negli altri Cantoni? È stato incaricato uno studio legale?</p><p>4. Si chiede al Consiglio federale di precisare l'estensione del mandato dello studio legale attivo in Ticino.</p><p>5. Quali criteri permettono all'ARE di decidere quando affidare un mandato esterno e quando allestire un ricorso tramite i suoi servizi interni?</p><p>6. Il fatto che in Ticino venga incaricato uno studio legale può essere interpretato come una carenza di competenze all'interno dell'ARE? </p><p>7. Quante persone attive in questo Ufficio federale sono in grado di esprimersi nella lingua italiana?</p><p>8. Quanto è stato versato a titolo di onorari e spese fino ad oggi?</p><p>9. Quanto avrebbe risparmiato la Confederazione, se avesse assunto e formato un giurista di madre lingua italiana, incaricato di seguire le procedure di adozione del PUC- PEIP?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. L'Ufficio federale dello sviluppo territoriale (ARE) esercita nella fattispecie la necessaria vigilanza. Nel caso concreto, il sostegno da parte di uno studio legale altamente qualificato, con ampie conoscenze del ramo giuridico in questione, si è dimostrata la soluzione più efficiente possibile. Tutte le attività dello studio legale incaricato sono state eseguite sempre e in modo affidabile su istruzione o in accordo con l'ARE, a cui competono i relativi diritti e doveri di vigilanza.</p><p>2. No.</p><p>3. In Svizzera la pianificazione del Cantone Ticino (PUC-PEIP) menzionata dall'autore dell'interrogazione è unica nel suo genere e può minare il principio della separazione tra comprensorio edificabile e comprensorio non edificabile, se non viene applicata in modo coerente secondo il diritto federale.</p><p>L'alta vigilanza da parte della Confederazione viene esercitata per tutti i Cantoni secondo i medesimi parametri, tenendo in considerazione i problemi precipui.</p><p>4. L'onere si è rivelato più elevato del previsto - sia per lo studio legale che per i servizi interni dell'ARE. Il solo fatto che il Tribunale amministrativo abbia condotto sopralluoghi per oltre 30 giorni in relazione ai ricorsi dell'ARE contro determinati comparti del perimetro del PUC-PEIP, ha rappresentato un onore immenso. In particolare anche perché è stato l'ARE a elaborare i risultati dei singoli sopralluoghi in modo da poter disporre infine di basi decisionali utilizzabili (georeferenziazione ed elaborazione di oltre 10 000 fotografie in dossier per ognuno dei circa 100 comparti oggetto dei sopralluoghi).</p><p>Un onere importante non prevedibile con l'inoltro dei ricorsi è sorto anche dal fatto che la legge federale del 20 marzo 2015 sulle abitazioni secondarie (LASe; RS 702) ha conferito all'ARE nuovi compiti e strumenti di vigilanza. Inoltre, poiché il tentativo dell'ARE di risolvere il maggior numero possibile di divergenze con il Cantone attraverso il dialogo è fallito, in molti casi l'Ufficio non ha avuto altre soluzioni se non quella di adire le vie legali.</p><p>5. La questione sull'utilizzo nel singolo caso delle proprie risorse interne e su cosa l'ARE debba affidare a uno studio di avvocatura viene decisa sulla base di criteri di efficienza e in considerazione della fattispecie precipua.</p><p>6. No. Tuttavia, è evidente che uno studio legale specializzato in materia dispone ad esempio di conoscenze più approfondite del diritto processuale cantonale rispetto a quelle presenti in seno all'ARE. Inoltre, in situazioni in cui i termini di ricorso decorrono, può fornire in modo semplice la necessaria documentazione.</p><p>7. Al 1° ottobre 2021 erano impiegate all'ARE sei persone di madrelingua italiana: cinque a tempo indeterminato e una stagista universitaria.</p><p>8. Nel corso degli anni, il mandato allo studio legale ha comportato costi medi di circa 110 000 franchi all'anno.</p><p>9. La Confederazione non avrebbe risparmiato nulla, anzi. Considerando solo ad esempio le forti fluttuazioni degli oneri (cfr. risposta alla domanda 4), il lavoro non avrebbe potuto essere gestito solo dall'ARE, anche assumendo più persone contemporaneamente.</p>  Risposta del Consiglio federale.