<h2>SubmittedText<h2><p>L'ingresso nel mondo del lavoro è diventato per numerosi giovani un processo prolungato, nel quale si susseguono periodi di lavoro, di disoccupazione e talvolta di formazione aggiuntiva.</p><p>In questo contesto, non sono pochi i giovani che, pur di essere attivi e di accumulare esperienze lavorative, accettano di effettuare periodi di stage e di pratica professionale. Il salario percepito è sovente modesto per la natura accessoria e transitoria di queste attività.</p><p>Chi svolge questi periodi di pratica viene sovente penalizzato poiché la legge sull'assicurazione contro la disoccupazione, nel computare il guadagno intermedio, calcola un'aliquota usuale per la professione e il luogo. Ai giovani interessati viene conseguentemente a mancare la possibilità di completare il reddito conseguito.</p><p>Si assiste in tali casi al paradosso che il giovane, se facesse unicamente un calcolo monetario, avrebbe interesse a non intraprendere tali attività e ad affidarsi interamente alle prestazioni della LADI (il che non può evidentemente rientrare nello spirito della legge).</p><p>Chiedo perciò al Consiglio federale:</p><p>- se è consapevole di questa contraddizione;</p><p>- se ha già valutato una sua correzione;</p><p>- cosa intende mettere in atto per non disincentivare i giovani ad acquisire esperienza lavorativa nel passaggio dalla formazione al lavoro, tenendo anche conto che gli uffici regionali di collocamento non dispongono di un numero sufficiente di posti dove effettuare pratica professionale.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il passaggio dalla scuola o da una formazione post-obbligatoria nel mondo del lavoro avviene per i giovani in maniera molto differente a seconda della storia personale e della strada che si è intrapresa. Per alcuni di essi questo passaggio è caratterizzato da discontinuità e può comprendere interruzioni della formazione, occupazioni transitorie o periodi di pratica. Il Consiglio federale è consapevole della situazione difficile in cui si trovano questi giovani.</p><p>La Confederazione è competente per le scelte strategiche e lo sviluppo della formazione professionale e quindi per ottimali condizioni di base in questo campo. Essa sostiene inoltre nell'ambito della formazione professionale diverse misure a favore dei giovani e offre, quale datore di lavoro, posti di tirocinio, posti di stage professionale e posti di lavoro.</p><p>Una buona occasione per i giovani di entrare in contatto con il mondo del lavoro sono gli stage. Vi sono varie forme di stage che hanno contenuti e obiettivi diversi, tuttavia, tutti con un punto in comune: vengono svolti nel corso di una formazione o servono ad approfondire e a mantenere le capacità e le competenze pratiche. Gli stage durano per un periodo limitato e la prestazione fornita dovrebbe essere retribuita ad esempio con un salario adeguato.</p><p>Nel settore dell'assicurazione contro la disoccupazione citato nell'interpellanza, vengono definiti i requisiti di un'occupazione adeguata (art. 16 cpv. 2 della legge sull'assicurazione contro la disoccupazione; LADI). In linea di massima è ammissibile solo un salario che corrisponda agli usi professionali e locali. In tal modo si evita che i datori di lavoro si sovvenzionino autonomamente a spese dell'assicurazione contro la disoccupazione. Tale regolamentazione si applica anche alle prestazioni complementari per la perdita di guadagno (guadagno intermedio), pertanto nel versamento del guadagno intermedio la cassa di disoccupazione non deve tener conto del salario dello stage reale, bensì di un salario teorico (importo forfetario) conforme all'articolo 16 capoverso 2 lettera a LADI. Grazie a questa regolamentazione normalmente non viene versato un guadagno intermedio per gli stage. In tal modo si va ad incrementare l'incentivo dei giovani a svolgere uno stage a tempo determinato e a cercare maggiormente un impiego fisso.</p><p>L'assicurazione contro la disoccupazione riconosce anche lo stage professionale secondo l'articolo 64a capoverso 1 lettera b LADI. Questa misura inerente al mercato del lavoro offre agli interessati la possibilità di ampliare le conoscenze professionali e di migliorare le competenze sociali sotto forma di lavoro pratico nelle aziende private e nell'amministrazione pubblica (Confederazione, cantoni, comuni). Il periodo di pratica professionale dell'AD si addice in particolare a giovani adulti neodiplomati in cerca di una prima occupazione.</p><p>Negli ultimi anni la pratica professionale dell'AD è stata promossa in modo considerevole, comportando un incremento del numero di posti nei cantoni adeguato alle esigenze.</p><p>Rispetto al guadagno intermedio una pratica professionale presenta i seguenti vantaggi:</p><p>- Come tutte le misure inerenti al mercato del lavoro anche la pratica professionale viene prescritta dall'URC solo se serve a sostenere il rapido e duraturo reinserimento nel mondo del lavoro di una persona assicurata.</p><p>- Si conclude un accordo di stage tra l'istituto d'impiego, l'URC e la persona interessata, in cui figurano i criteri minimi che vengono controllati dall'URC stesso.</p><p>- Alla persona assicurata avente diritto viene versata l'indennità giornaliera anche durante la pratica professionale. L'istituto d'impiego vi contribuisce con una percentuale del 25 per cento, versando però almeno 500 franchi al mese. In tal modo esso riconosce la prestazione lavorativa della persona che svolge il periodo di pratica.</p><p>- La pratica professionale è limitata ad un massimo di sei mesi. Anche durante il periodo di pratica la persona assicurata deve continuare a cercare attivamente un impiego fisso, e nel caso in cui lo trovi, interrompere subito lo stage dell'AD.</p><p>Il Consiglio federale reputa che l'attuale soluzione a favore del sostegno dei giovani mediante l'AD sia adeguata, poiché essa limita il rischio di dumping salariale, prevede il versamento di un'indennità giornaliera ai giovani aventi diritto e, all'occorrenza, il rimborso per le spese di viaggio, vitto e alloggio.</p>  Risposta del Consiglio federale.