<h2>SubmittedText<h2><p>Le violazioni dei diritti umani da parte dello Stato iraniano si stanno intensificando in maniera lampante e sono all'origine delle proteste di massa in corso. A causa del fanatismo religioso, due lesbiche iraniane sono state recentemente giudicate colpevoli di diffondere la "corruzione sulla Terra" e condannate a morte. Poiché non indossava correttamente il velo, la giovane Masha Amini è stata picchiata con estrema violenza dalla polizia. Le ferite subite ne hanno provocato la morte. Le proteste contro il regime sono represse con la massima durezza. L'UE ha condannato la violenza del regime in termini molto chiari e ha minacciato di imporre sanzioni.</p><p>In questo contesto, si pongono le seguenti domande:</p><p>1. Perché la Svizzera non condanna senza mezzi termini l'Iran, come ha invece fatto con la Russia?</p><p>2. Quali misure sta adottando la Svizzera nei confronti dell'Iran per spingerlo a rispettare i diritti umani? </p><p>3. Cosa ha fatto finora la Svizzera nel Consiglio dei diritti umani per impedire che l'Iran violi i diritti umani?</p><p>4. A fronte delle gravissime violazioni dei diritti umani, come si giustifica il mandato in qualità di potenza protettrice? E in rapporto alla violazione dei diritti delle donne? </p><p>5. Qual è la posizione della Svizzera in merito a sanzioni nei confronti di funzionari iraniani analoghe a quelle comminate dagli Stati Uniti? Adotterà le eventuali sanzioni dell'UE?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. e 3. La Svizzera ha reagito agli sviluppi in Iran con molteplici interventi diplomatici a livello bilaterale e multilaterale. Il 20 settembre 2022 il presidente della Confederazione Ignazio Cassis ha espresso direttamente al presidente Raisi la propria apprensione per la morte di Mahsa Amini, deceduta il 16 settembre 2022, e per la situazione dei diritti umani nel Paese. Il 21 settembre 2022 l'ambasciatrice svizzera in Iran ha discusso il caso di Mahsa Amini e quello di due attiviste LGBTI condannate a morte con il segretario dell'Alto consiglio per i diritti umani della magistratura iraniana. Il 26 settembre 2022, nell'ambito del Consiglio dei diritti umani dell'ONU, la Svizzera ha chiesto che venga condotta un'indagine rapida, imparziale e indipendente sulle circostanze del decesso di Mahsa Amini e ha invitato le autorità iraniane a moderare la propria reazione alle manifestazioni pacifiche e ad abolire le restrizioni relative all'uso di Internet. Il 5 ottobre 2022 la Svizzera ha preso posizione condannando l'impiego sproporzionato della forza da parte delle forze di sicurezza iraniane contro i manifestanti. Inoltre, il 26 settembre e il 18 ottobre scorsi il capo della Divisione MENA del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha convocato l'incaricato d'affari iraniano per discutere sugli sviluppi in Iran e ha chiesto in particolare che venga avviata un'indagine indipendente sull'incendio divampato nella prigione di Evin. Nell'ambito del dialogo interattivo con il relatore speciale sull'Iran all'Assemblea generale delle Nazioni Unite, il 26 ottobre la Svizzera ha ribadito la propria condanna per l'uso sproporzionato della forza da parte delle forze di sicurezza iraniane. In questa occasione, la Svizzera ha sollecitato l'Iran a eliminare ogni forma di discriminazione nei confronti di donne e ragazze, a rispettare i diritti fondamentali delle persone appartenenti a minoranze e a garantirne la protezione.</p><p>2. La Svizzera affronta regolarmente la questione dei diritti umani con l'Iran, sia a livello bilaterale che multilaterale. In particolare, conduce un dialogo bilaterale sui diritti umani con le autorità iraniane, nel quale esprime le proprie aspettative e richieste concrete in conformità con le priorità stabilite nella Strategia di politica estera 2020-2023, vale a dire: libertà di espressione, abolizione della pena di morte, lotta alla tortura, tutela delle minoranze e dei diritti delle donne. Questi temi vengono sollevati spesso anche in occasione di incontri bilaterali di alto livello o di interventi in organismi multilaterali come l'Assemblea generale e il Consiglio dei diritti umani dell'ONU. La Svizzera sostiene anche progetti gestiti dall'UNICEF e dall'alto commissario per i diritti umani nell'ambito della giustizia minorile in Iran, che mirano tra le altre cose a migliorare l'accesso alla giustizia per i minori e a ottenere una moratoria sulle esecuzioni per le persone che al momento della consumazione del reato erano minorenni.</p><p>4. La Svizzera ha cinque mandati in qualità di potenza protettrice legati all'Iran, tra cui quello per gli Stati Uniti, che esercita da oltre 40 anni. In questo quadro offre diversi servizi diplomatici e consolari agli Stati interessati, agendo esclusivamente per conto dei mandanti. Questi mandati rappresentano una dimostrazione di fiducia nel confronti del nostro Paese e consentono alla Svizzera di intrattenere contatti regolari con rappresentanti di alto livello degli Stati in questione, contatti che - grazie alla fiducia esistente - possono essere utilizzati anche per altri scopi, ad esempio per affrontare la situazione nel campo dei diritti umani.</p><p>5. Tenendo conto di tutti gli interessi di politica interna ed estera della Svizzera, tra cui anche i buoni uffici del nostro Paese in Iran, il Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR), responsabile in materia di sanzioni, ha deciso insieme al DFAE di non riprendere quelle adottate dall'UE nei confronti dell'Iran in relazione alle proteste in corso. La Svizzera ha però recepito le sanzioni dell'UE relative alla fornitura di droni iraniani alla Russia.</p>  Risposta del Consiglio federale.