<h2>SubmittedText<h2><p>Il documento "Kriterien zur Beurteilung des Nutzens von komplementärmedizinischen Methoden" (criteri per la valutazione dell'utilità dei metodi di medicina complementare), elaborato dal dottor Peter Heusser (KIKOM, l'Istituto di medicina complementare dell'Università di Berna) e approvati dalla Commissione federale delle prestazioni generali (CP), nonché il " Manuale per la standardizzazione della valutazione medica ed economica delle prestazioni mediche" dell'UFAS (in seguito UFSP), basato sul lavoro di Heusser, stabiliscono chiaramente che l'esame scientifico dell'efficacia dei metodi di medicina complementare deve avvenire in primo luogo secondo criteri adeguati. Secondo il Manuale dell'UFAS, tra questi vi sono in prima linea le esperienze pratiche dei medici che impiegano i metodi, la tradizione di applicazione e le procedure di valutazione orientate alla prassi. Gli studi clinici prospettivi controllati che comportano una modifica sperimentale dell'intervento sono considerati di minor valore (pag. 13).</p><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti.</p><p>1. Com'è possibile che singoli esperti provenienti dal PEK (Programma di valutazione della medicina complementare) non conoscano o non abbiano applicato le direttive adottate dalla CP e i relativi criteri di base contenuti nel Manuale dell'UFAS?</p><p>2. In che modo è stato garantito che nell'ambito della valutazione dell'efficacia si sia data la giusta considerazione e il giusto peso alle direttive e al Manuale dell'UFAS?</p><p>3. Sapendo che l'efficacia non deve essere scientificamente riconosciuta dalla medicina classica, quali sono i criteri di misurazione adottati che tengono conto di questo aspetto (si veda la documentazione relativa alla votazione sulla LAMal del 1994, pagina 4)?</p><p>4. Perché oltre al PEK ci si è avvalsi di altre basi decisionali (dati complementari stranieri, analisi supplementari) secondo il punto 6 dell'allegato "Spiegazioni sulla decisione relativa ai metodi di medicina complementare" del DFI, nonostante il fatto che il PEK sia stato appositamente creato per chiarire le questioni relative all'efficacia, all'appropriatezza e all'economicità?</p><p>5. Quali altri supporti decisionali sono stati presi in considerazione e quali risultati ne sono scaturiti?</p><p>6. Per quanto attiene al contenuto, la versione definitiva del rapporto finale è praticamente identica al suo progetto. Sono state però eliminate le tre raccomandazioni secondo le quali l'omeopatia, la medicina antroposofica e la fitoterapia vanno mantenute nell'assicurazione di base. Per quale motivo tali raccomandazioni formulate da esperti sono state eliminate senza che sia stata prestata loro alcuna attenzione?</p><p>7. Perché gli studi del PEK sono stati valutati negativamente da rappresentanti dell'UFSP e in parte caratterizzati con termini che andavano da "rifiuto" a "tendenzioso", nonostante il fatto che il dottor Kurt Hess, medico ed economista, nella sua valutazione del 31 agosto 2004 sul progetto PEK attestava esplicitamente l'alta qualità del lavoro svolto dal profilo economico, professionale e dell'efficienza e la grande utilità del progetto, tenuto conto della complessità della materia e delle risorse limitate (pag. 9)?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Lo studio "Kriterien zur Beurteilung des Nutzens von komplementärmedizinischen Methoden" (criteri per la valutazione dell'utilità dei metodi di medicina complementare) menzionato dall'autrice dell'interpellanza costituisce un documento di lavoro di cui si sono serviti l'Amministrazione federale e la Commissione federale delle prestazioni generali (CP) per standardizzare le richieste. Tuttavia non ha carattere giuridicamente vincolante e neppure ripercussioni sulla decisione relativa all'obbligo di assunzione da parte della cassa malati, dato che le prestazioni della medicina complementare devono in ogni caso essere efficaci (dimostrato mediante metodi scientifici), appropriate ed economiche secondo le prescrizioni legali.</p><p>1. La direzione del Programma di valutazione della medicina complementare (PEK) era a conoscenza del documento menzionato. Essa ha incaricato diversi esperti di elaborare singole questioni. Si deve presumere che la direzione del PEK abbia informato gli esperti in merito a questi criteri.</p><p>2. Per la valutazione dell'efficacia sono stati presi in considerazione studi di diverso tipo, tra cui panoramiche bibliografiche (cosidette valutazioni delle conseguenze della tecnologia - in inglese: Health Technology Assessments, HTAs - sia per studi sperimentali che per studi orientati alla prassi; p. es. casistiche).</p><p>3. I criteri "efficace", "appropriato" ed "economico" e la prescrizione che l'efficacia debba essere dimostrata mediante metodi scientifici non discriminano in alcun modo i metodi che non fanno parte della medicina classica, dato che anche i trattamenti di medicina complementare e non convenzionali possono essere esaminati in merito alla loro efficacia mediante metodi scientifici (p. es. determinati medicamenti fitoterapeutici o l'agopuntura).</p><p>4. Pure nell'ambito di programmi di valutazione globali su larga scala come il PEK è generalmente usuale relativizzare e mettere in discussione risultati di studi precedenti in base ad altre fonti di dati.</p><p>5. Oltre ai dati del PEK sono stati presi in considerazione tra l'altro:</p><p>- dati economici supplementari relativi ai medici attivi nella medicina complementare e in quella convezionale;</p><p>- il rapporto "Complementary and Alternative Medicine in the United States", edito dall'Institute of Medicine (IOM), Washington DC, USA. </p><p>Inoltre, durante la sua riunione del 10 maggio 2005 la CP - a conoscenza dei criteri per la valutazione dell'utilità dei metodi di medicina complementare, da essa approvati sette anni fa - ha raccomandato di non prorogare l'obbligo di prestazione per i cinque metodi di medicina complementare poiché secondo la sua valutazione i criteri di efficacia, appropriatezza ed economicità non sono soddisfatti cumulativamente.</p><p>6. I membri della CP fungono da esperti e forniscono consulenza al Dipartimento federale dell'interno (DFI). Essi erano a conoscenza delle posizioni dei singoli autori del rapporto finale.</p><p>7. I termini "rifiuto" e "tendezioso" sono stati estrapolati da singoli media dal contesto argomentativo di lunghe interviste e riportati isolatamente.</p>  Risposta del Consiglio federale.