<h2>SubmittedText<h2><p>Secondo "Le Temps" del 17 marzo 2010, a soli tre anni dalla sua fondazione il Forum umanitario mondiale (FUM) si troverebbe già in una situazione finanziaria critica. Il bilancio 2009 accuserebbe un grave disavanzo. Per mesi non sarebbero state versate le prestazioni sociali ai collaboratori. Il direttore operativo sarebbe stato licenziato. Gli attuali sponsor del FUM, come la città di Ginevra, la Francia e il Lussemburgo, affermerebbero di non essere stati informati su questi problemi. Nel 2007 la Confederazione si sarebbe impegnata per il Forum con 1,3 milioni di franchi, in seguito con un milione all'anno. In questo contesto, prego il Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale è informato su questa evoluzione preoccupante? Se sì, da quando?</p><p>2. Che cosa sta facendo al riguardo?</p><p>3. Condivide il parere del direttore generale del FUM, Walter Fust, secondo cui il FUM ha un problema in quanto si sarebbero pianificati e realizzati progetti ambiziosi, senza che ne sia stato assicurato il finanziamento?</p><p>4. Non ritiene sia estremamente imbarazzante che un progetto umanitario finanziato con il denaro dei contribuenti non sia in grado, con un preventivo annuo di 4 a 5 milioni di franchi, di versare a 16 collaboratori i contributi sociali previsti dalla legge?</p><p>5. Una fine fallimentare, vale a dire la chiusura del FUM, non è forse meglio di un fallimento senza fine, vale a dire disavanzi annui e progetti esagerati privi di efficacia?</p><p>6. Ha previsto una strategia di disimpegno?</p><p>7. Condivide il parere che la pianificazione, il finanziamento, l'assegnazione dei posti dirigenti e l'esecuzione del progetto FUM siano stati realizzati dilettantisticamente?</p><p>8. Ha previsto misure atte a controllare più efficacemente le attività della DSC e ad evitare il ripetersi di esperienze analoghe al FUM?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Forum umanitario mondiale (FUM) è una fondazione di diritto svizzero. Il 6 giugno 2007 il Consiglio federale ne ha approvato la costituzione e gli statuti. L'obiettivo principale del Forum era la creazione di una piattaforma multidisciplinare e informale per lo scambio d'informazioni sulle sfide nel campo umanitario tra operatori umanitari, governi, rappresentanti dell'economia privata, istituzioni accademiche, istituti finanziari internazionali e società civile. Kofi Annan, già segretario generale delle Nazioni Unite, accettò di presiedere il Forum. Per formare il Consiglio di fondazione fece appello a personalità di spicco. La Confederazione era rappresentata nel consiglio di fondazione e nel relativo comitato dal suo rappresentante permanente presso l'ONU di Ginevra. Al di là della presenza in questi due organi, la Confederazione non era coinvolta né attivamente né direttamente nella gestione del Forum.</p><p>Per il Forum si è rivelato difficile, se non addirittura impossibile, reperire i mezzi finanziari auspicati presso i governi stranieri e le istituzioni private, da un lato per la difficile situazione economico-finanziaria, dall'altro per il campo di attività del Forum, non solo molto controverso, ma per il quale era difficile trovare patrocinatori dopo la Conferenza sul clima di Copenhagen. Nel 2009, il comitato del consiglio di fondazione ha dovuto constatare che le entrate provenienti da altri governi donatori e da privati non soddisfacevano le aspettative. Ha invitato pertanto la direzione del Forum a sottoporgli un'analisi della situazione finanziaria, la quale è stata illustrata in occasione della seduta del Consiglio di fondazione del dicembre 2009. Dalle cifre presentate è emerso che per fine 2009 il bilancio sarebbe risultato deficitario. Alla luce di tali prospettive, il comitato del consiglio di direzione ha chiesto alla direzione di fornire un conteggio dettagliato, sottopostogli in occasione della seduta del 2 febbraio 2010. Su tale base e su richiesta del DFAE è stato eseguito un audit straordinario sulla situazione finanziaria del Forum. Da questo è emerso che la situazione era talmente grave da vanificare ogni possibile misura correttiva. Il Forum ha pertanto dovuto cessare le proprie attività. IL DFAE ha garantito gli stipendi e i contributi sociali del personale del FUM per l'intera durata del periodo di disdetta ordinaria del contratto, assumendosi al contempo la metà dei debiti rimanenti. L'altra metà è stata presa a carico da un membro del consiglio di fondazione. Per garantire una soluzione accettabile sul piano sociale è stato previsto un importo pari a 1,75 milioni di franchi. </p><p>1./2. Per la fondazione FUM, il 2009 si è rivelato molto difficile a causa delle ripercussioni della crisi finanziaria. Numerosi attori pubblici e privati non hanno potuto ottemperare agli impegni di finanziare attività e progetti correnti presi con la fondazione. I risultati della Conferenza sul clima di Copenhagen hanno demotivato inoltre molti donatori potenziali, corteggiati da più parti. Incapace di acquisire i fondi necessari, nel 2009 il FUM ha dovuto chiudere il proprio bilancio in deficit. La situazione finanziaria del Forum è stata subito analizzata. Su richiesta del DFAE è stato realizzato un audit straordinario sullo stato degli impegni finanziari presi dal Forum. Il 5 marzo 2010, il capo del DFAE ha informato di persona il Consiglio federale sulla situazione finanziaria del Forum. Successivamente, il Consiglio federale si è occupato a più riprese della problematica. Egli ha rinunciato tuttavia a prendere una decisione formale, osservando che spetta al DFAE sostenere finanziariamente lo scioglimento del FUM.</p><p>3. È chiaro che gli impegni devono sempre essere allineati ai mezzi finanziari disponibili.</p><p>4. Il fatto che un datore di lavoro non sia più in grado di garantire ai propri collaboratori le prestazioni fondamentali - come è risultato evidente nel caso del FUM - è alquanto grave. La questione dovrebbe pertanto essere rivolta agli organi di direzione del FUM. Spettava loro infatti adeguare le spese, incluse quelle per il personale, ai mezzi finanziari a disposizione.</p><p>5. È esattamente ciò che il Consiglio di fondazione FUM ha deciso a fine marzo 2010 su sollecito del rappresentante della Confederazione. Grazie alla partecipazione della Confederazione è stato possibile trovare una soluzione socialmente accettabile per il personale e liquidare la fondazione senza pregiudicare troppo la reputazione delle parti coinvolte.</p><p>6. Lo "scioglimento della fondazione" è in pieno svolgimento. Appena la liquidazione si sarà conclusa sotto la sorveglianza del liquidatore o dell'autorità di sorveglianza, la fondazione potrà essere sciolta.</p><p>7. La Confederazione esercitava un'influenza alquanto limitata sulla designazione dei dirigenti, disponendo essa unicamente del diritto di proposizione per la nomina o la revoca del direttore. L'assegnazione delle altre funzioni e la ripartizione dei compiti di pianificazione, attuazione e controllo delle attività e dei progetti erano affidate esclusivamente agli organi della fondazione. La Confederazione si era impegnata ad assicurare l'infrastruttura di base e a versare il contributo annuale fissato dal Consiglio federale.</p><p>8. Il FUM non è stato un progetto sviluppato dalla Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC). In quanto fondazione di diritto svizzero, il FUM agiva di propria responsabilità. La DSC era tenuta a versare l'importo fissato dal Consiglio federale secondo modalità stabilite in un apposito contratto. Non le era concesso di partecipare all'elaborazione del programma e delle attività della fondazione né era tenuta a sorvegliarla.</p>  Risposta del Consiglio federale.