<h2>SubmittedText<h2><p>Sono sempre più numerose le stazioni di ricarica private per auto elettriche installate presso ristoranti, centri commerciali, aree di sosta e di servizio autostradali, autosili, parcheggi di ditte e immobili privati. Nel caso in cui tali stazioni di ricarica non siano espressamente gestite dall'impresa di approvvigionamento energetico locale che ne fattura anche le vendite, se il proprietario non è l'unico a ricaricare il suo veicolo, l'elettricità di un cliente finale viene venduta a un terzo. Nell'ottica della promozione delle auto elettriche, è auspicabile che vi sia il maggior numero possibile di punti di ricarica privati e pubblici. Tuttavia, le condizioni generali dei fornitori di elettricità e delle imprese di approvvigionamento energetico vietano ai loro clienti di cedere l'energia a terzi. Per questo motivo, sul mercato attuale, ancora poco sviluppato, della mobilità elettrica, i fornitori privati offrono l'elettricità gratuitamente o chiedono un'offerta. Per consentire a più fornitori di mettere la loro stazione privata a disposizione di terzi in un mercato in espansione, è fondamentale che gli aspetti giuridici e finanziari siano definiti in modo preciso e univoco a livello nazionale, affinché i gestori dei punti di ricarica privati possano rivendere l'elettricità a terzi per la ricarica della loro auto elettrica.</p><p>Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. La vendita di elettricità a partire da una stazione di ricarica privata può essere considerata come una vendita di elettricità a un affittuario di breve durata (fattispecie in cui il consumatore di elettricità è un proprietario di immobili in rapporto giuridico con il fornitore di elettricità) o come una vendita di elettricità a un subaffittuario (fattispecie in cui il consumatore di elettricità è l'inquilino in rapporto giuridico con il fornitore di elettricità)? In questo caso non si potrebbe quindi affermare che non risulterebbe alcun rapporto giuridico con il fornitore di elettricità?</p><p>2. L'elettricità consumata da privati nell'ambito di un'alimentazione elettrica di breve durata o di un'alimentazione elettrica in una situazione di subaffitto può essere rivenduta a terzi se per questa energia non è riscosso alcun supplemento di prezzo?</p><p>3. La Confederazione come disciplina la vendita di elettricità a terzi nel caso delle stazioni di ricarica veloce nelle aree di servizio e di sosta autostradali?</p><p>4. Nel caso in cui non potesse rispondere con precisione alle domande 1 e 2, il Consiglio federale sarebbe disposto a disciplinare in modo chiaro la vendita di elettricità a terzi a partire dalle stazioni di ricarica private per la mobilità elettrica?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2./4. Da quando è stata elaborata la legge del 23 marzo 2007 sull'approvvigionamento elettrico (LAEl; RS 734.7), il paesaggio energetico è molto cambiato: tra le altre cose, sono nati nuovi modelli commerciali che non è sempre facile attribuire alle categorie sancite dalla legislazione attuale in materia. In effetti, nella LAEl mancano regole esplicite sull'esercizio delle stazioni di ricarica.</p><p>Conformemente all'articolo 4 capoverso 1 lettera b LAEl, per consumatore finale si intende colui che acquista, sul suo luogo d'attività, energia elettrica per proprio uso. Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, non si può parlare di consumatore finale se il cliente compra l'elettricità solo per rivenderla.</p><p>In virtù della LAEl, il gestore delle stazioni di ricarica rientra piuttosto nel concetto di consumatore finale dato che la sua attività va oltre la semplice rivendita di elettricità. Egli, infatti, acquista elettricità dalla rete per poter offrire una serie di prestazioni; non si limita quindi a permettere la ricarica delle batterie mediante elettricità trasformata, ma mette anche a disposizione l'infrastruttura di ricarica e si occupa della sua manutenzione, fornendo spesso anche altri servizi, quali parcheggi o infrastrutture supplementari. Il rapporto giuridico rilevante nell'ottica del diritto relativo all'approvvigionamento di energia elettrica intercorre tra il gestore della stazione di ricarica e il fornitore di elettricità o il gestore di rete. I vari utenti che ricaricano il loro veicolo nella stazione di ricarica entrano invece in rapporto giuridico solo con il gestore della stazione. La loro situazione è quindi comparabile a quella dei clienti di un hotel che utilizzano le prese della loro camera o dei campeggiatori che collegano il loro camper all'infrastruttura elettrica del campeggio.</p><p>Di conseguenza, il gestore di una stazione di ricarica ha gli stessi diritti e doveri di un consumatore finale. Segnatamente ha il diritto di scegliere liberamente il suo fornitore di elettricità, a condizione di consumare annualmente almeno 100 megawatt all'ora per il centro di consumo in questione. Le sue prestazioni non sottostanno invece alla LAEl: nell'ambito della sua attività egli può quindi, in linea di principio, utilizzare liberamente l'elettricità acquistata. Tale diritto non gli può essere revocato in virtù della LAEl, neanche ad opera delle imprese di approvvigionamento energetico locali. Non è quindi neanche vincolato alle disposizioni in materia tariffaria e di conteggio della suddetta legge: può pertanto decidere la struttura tariffaria per le sue prestazioni, ad esempio definendo determinati importi forfettari o stabilendo un prezzo unitario per chilowatt all'ora che gli consenta di coprire la totalità dei suoi costi. Tuttavia, è ovviamente tenuto a rispettare le disposizioni applicabili alla sua attività di vendita, ad esempio quelle che derivano dall'ordinanza sull'indicazione dei prezzi (RS 942.21). Sono fatti salvi gli accordi sanciti nei contratti di diritto privato per la fornitura elettrica, di cui certe clausole potrebbero però risultare illecite ai sensi della legislazione sui cartelli e di quella in materia di concorrenza sleale.</p><p>Il Consiglio federale è consapevole che, andando al di là delle classiche strutture del diritto in materia di approvvigionamento di energia elettrica, lo sviluppo di questi nuovi modelli commerciali e costellazioni mette in evidenza imprecisioni e crea incertezze giuridiche. Sa anche che occorre verificare caso per caso se la LAEl offre soluzioni adeguate alle problematiche che si creano. Continua quindi a seguire la situazione e verifica costantemente la necessità di adeguamenti delle basi giuridiche.</p><p>3. In linea di principio, le normative si applicano indipendentemente dal luogo di ubicazione. Esse valgono quindi anche per le stazioni di ricarica veloce nelle aree di servizio e di sosta autostradali. Al momento non sono previste disposizioni particolari per queste aree, nelle quali tuttavia la costruzione e l'esercizio di stazioni di ricarica veloce non sono ancora permesse. Tale situazione potrebbe però cambiare se l'elettorato accogliesse il progetto del fondo per le strade nazionali e il traffico d'agglomerato.</p>  Risposta del Consiglio federale.