<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di ordinare il ritiro immediato di tutti i militari svizzeri dall'Afghanistan e di porre fine alla partecipazione della Svizzera alla Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (ISAF) della NATO in Afghanistan.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'impiego di promovimento della pace di ufficiali svizzeri, dotati di armi per l'autodifesa, in seno a stati maggiori della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (ISAF) è stato approvato dal Parlamento il 10 giugno 2003.</p><p>Le attività civili volte alla ricostruzione del Paese hanno bisogno di una certa sicurezza e stabilità, cui contribuisce il promovimento militare della pace. Gli sforzi tesi al ristabilimento della sicurezza e della stabilità, a loro volta, possono andare a buon porto soltanto se accompagnati da opere di ricostruzione tali da offrire alla popolazione prospettive a lungo termine.</p><p>L'impegno della Confederazione in Afghanistan è costato nel 2006 complessivamente 21,45 milioni di franchi, costituiti per la maggior parte da un contributo della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC), pari a 20,61 milioni di franchi. Nell'importo totale sono inclusi anche 0,71 milioni di franchi stanziati per l'impiego degli ufficiali. Nel 2007 la DSC ha preventivato un importo di 18,64 milioni di franchi per un impegno di analoghe dimensioni.</p><p>La situazione in Afghanistan dà effettivamente adito a qualche preoccupazione. La pressione sulle truppe afghane e sull'ISAF è aumentata, specialmente nelle regioni meridionali e sudorientali del Paese, benché la preannunciata offensiva dei Talebani in primavera non abbia avuto luogo. Tra i Paesi che partecipano all'ISAF, sono in diversi a lamentare delle perdite.</p><p>Gli ufficiali svizzeri, attualmente due, prestano servizio nel contingente tedesco nelle regioni settentrionali dell'Afghanistan, tuttora considerate più sicure. Non forniscono alla NATO informazioni militarmente rilevanti: forniscono all'ISAF un quadro sulla condizione, le preoccupazioni e le necessità della popolazione civile della regione di Kunduz.</p><p>Il Consiglio federale sta verificando se questo impiego è tuttora utile al raggiungimento degli obiettivi della sua politica estera e in materia di sicurezza. Sulla base di tale verifica, deciderà in merito all'opportunità di una prosecuzione dell'impiego o di una cessazione della partecipazione all'ISAF.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.