<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nell'ambito del Protocollo di Kyoto, gli Stati industrializzati si sono impegnati a ridurre </p><p>le loro emissioni di gas a effetto serra, nel lasso di tempo compreso fra il 2008 e il </p><p>2012 (il cosiddetto "primo periodo d'impegni"), del 5,2% in media rispetto al 1990. Per </p><p>la Svizzera, la riduzione stabilita è pari all'8%, la stessa dei Paesi dell'Unione </p><p>europea. In termini quantitativi, il gas a effetto serra più "colpito" da simili </p><p>provvedimenti è il CO2. Esso è infatti responsabile dell'83% del totale delle emissioni </p><p>rilevanti per il clima nel nostro Paese. Per essere in grado di rispettare gli impegni </p><p>assunti a livello internazionale, il Parlamento svizzero ha stabilito nella legge sul CO2 </p><p>un obiettivo di riduzione del 10% rispetto all'anno di riferimento 1990, per le emissioni </p><p>di questo gas a effetto serra legato al consumo energetico.</p><p></p><p>L'attuazione della legge sul CO2 è in corso nell'ambito del programma </p><p>"SvizzeraEnergia" (fase volontaria). Gli obiettivi della legge sono realistici e la </p><p>Svizzera sta tenendo fede ai suoi impegni internazionali. Il prossimo mese di luglio </p><p>riprenderà a Bonn la sesta Conferenza delle Parti alla Convenzione sul clima, con </p><p>l'obiettivo di fissare le modalità per l'attuazione del Protocollo Kyoto e, in tal modo, di </p><p>spianare la strada alla ratifica. Anche nell'eventualità che gli Stati Uniti non </p><p>dovessero, per il momento, più partecipare all'attuazione del Protocollo, la Svizzera, </p><p>l'Ue e altri Stati industrializzati sono intenzionati ad attenersi agli obiettivi di Kyoto e a </p><p>realizzarli.</p><p></p><p>La dimensione globale del riscaldamento climatico richiede una procedura </p><p>ampiamente condivisa a livello internazionale. Le conoscenze scientifiche più recenti </p><p>confortano l'opinione del Consiglio federale secondo cui per evitare le conseguenze </p><p>più drammatiche del riscaldamento climatico è necessario adottare ulteriori </p><p>provvedimenti di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra. Esso si adopera </p><p>pertanto affinché gli obiettivi di riduzione per il periodo d'impegni successivo al 2010 </p><p>siano concordati e fissati per tempo a livello internazionale.</p><p></p><p>Considerando la situazione dei negoziati internazionali relativi al Protocollo di Kyoto </p><p>e la dimensione globale del riscaldamento climatico, il Consiglio federale non è </p><p>disposto a dare sin d'ora un giro di vite all'obiettivo di riduzione nazionale per il 2010 </p><p>(portandolo a -20%), né a preparare i relativi provvedimenti. All'interno del Paese, le </p><p>forze devono piuttosto essere concentrate sull'attuazione dell'obiettivo di riduzione </p><p>già stabilito (-10%). A tal fine sono necessari sforzi supplementari (come ad esempio </p><p>le misure nel quadro delle agenzie energetiche e gli accordi conformemente alla </p><p>legge sull'energia e a quella sul CO2, entrambi di carattere volontario, il </p><p>potenziamento degli incentivi, la riduzione del consumo di energia dei motoveicoli e, </p><p>se necessario, una tassa sul CO2).</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.