<h2>SubmittedText<h2><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Può introdurre una dichiarazione obbligatoria per la carne di pollame importata proveniente da una forma di detenzione vietata in Svizzera, come previsto dall'articolo 18 LAgr?</p><p>2. Non ritiene che questa carne di pollame importata costituisca una specie di concorrenza sleale nei confronti dei produttori indigeni?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale respinge l'introduzione di una caratterizzazione obbligatoria per carne di pollame da ingrasso proveniente da una forma di detenzione vietata in Svizzera, in virtù dell'articolo 18 della legge sull'agricoltura. Per la carne di pollame, dal 1° gennaio 2006 vige l'ordinanza sulla caratterizzazione della carne di pollame in funzione del metodo di produzione (OCPo, RS 916.342). Le disposizioni dell'OCPo sono equivalenti alle prescrizioni UE e disciplinano la pubblicizzazione positiva di carne di pollame e di tacchino prodotte nel rispetto degli animali. In tal modo, per i consumatori sono sufficientemente garantite la possibilità di scelta e la trasparenza nel punto vendita. Considerato che esiste già una caratterizzazione mirata, un obbligo di caratterizzazione risulterebbe, anche dal punto di vista del principio di proporzionalità (in particolare in virtù dell'accordo TBT dell'OMC, RS 0.632.20, e della legge federale sugli ostacoli tecnici al commercio, RS 946.51), discutibile e da valutare nel dettaglio. Il Consiglio federale ritiene, pertanto, non necessaria la dichiarazione negativa obbligatoria della forma di detenzione per la carne di pollame.</p><p>2. Negli ultimi anni la produzione di carne di pollame indigena è costantemente aumentata, nonostante le disposizioni esaustive per la protezione e il benessere degli animali, e un aumento si rivela anche nell'anno in corso. In dieci anni la produzione indigena di carne di pollame è aumentata di circa il 50 per cento. La quota di produzione indigena rispetto al consumo è passata, nello stesso periodo, dal 44,7 al 50,8 per cento. Ciò mostra che la carne di pollame indigena, grazie a una pubblicità positiva e al concetto di "swissness", in particolare nel commercio al dettaglio, ha ottenuto posizioni considerevoli ed è sempre più richiesta. Una gran parte dei consumatori è consapevole che la carne di pollame svizzera è prodotta in maniera sostenibile e rispettosa delle esigenze degli animali ed è disponibile a pagare per ciò un prezzo più elevato. Visto il positivo sviluppo della produzione e delle vendite di carne di pollame indigena, secondo il Consiglio federale, la carne di pollame importata non rappresenta alcuna concorrenza sleale per i produttori di carne di pollame indigeni.</p>  Risposta del Consiglio federale.