<h2>SubmittedText<h2><p>A partire dal 1941, gli Stati Uniti hanno gestito una base militare in Islanda. L'Islanda, anche dopo la sua indipendenza dalla Danimarca, nel 1944, si è sempre sentita protetta da tale presenza militare. Per questo motivo, il Paese ha rinunciato a istituire un proprio esercito.</p><p>Nell'autunno di quest'anno, l'esercito statunitense chiuderà la base in questione, a Keflavik, risparmiando 250 milioni e licenziando 600 collaboratori locali: l'Islanda, membro fondatore della NATO, "si sente abbandonata" ("Frankfurter Rundschau" del 21 marzo 2006).</p><p>Chiedo quindi al Consiglio federale se sarebbe disposto a offrire all'Islanda - tuttora partner del nostro Paese in seno all'Associazione europea di libero scambio - i buoni uffici della Svizzera e soprattutto a verificare un eventuale interesse da parte islandese verso prestazioni specifiche da parte svizzera nel quadro di un partenariato di sicurezza, in maniera tale che l'Islanda si senta meno isolata.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Dal 1951 esiste un accordo bilaterale tra Islanda e Stati Uniti nell'ambito del quale gli Stati Uniti si impegnano a difendere l'Islanda. Su tale base, i due Stati hanno regolarmente consultazioni in materia di politica di sicurezza.</p><p>Si può ipotizzare che la chiusura della base sia in relazione con il rischieramento, osservabile a livello mondiale, delle forze armate statunitensi, con il quale gli Stati Uniti intendono orientare gli stazionamenti delle loro truppe agli attuali scenari di minaccia. L'Europa intera è interessata dalla nuova concezione degli USA in materia di stazionamenti e dalla chiusura di basi militari. Nonostante la chiusura della summenzionata base islandese, l'accordo di difesa tra Stati Uniti e Islanda rimane in vigore. Inoltre l'Islanda, in qualità di Paese membro della NATO, continuerà a beneficiare della difesa collettiva offerta da quest'ultima; l'assistenza degli Stati Uniti, garantita contrattualmente, è parte di tale difesa collettiva.</p><p>A queste condizioni, è necessario chiedersi se, di principio, una presenza visibile di truppe in loco sia effettivamente necessaria a garantire il livello di sicurezza auspicato. Inoltre, la NATO ha dimostrato - nel caso di altri Paesi membri che non dispongono di forze aeree proprie - di essere in grado di garantire una sorveglianza permanente e capillare dello spazio aereo. Va pure sottolineato che l'Islanda può beneficiare in ogni momento della cooperazione internazionale nel settore della sicurezza. Tuttavia, spetta unicamente all'Islanda valutare se, e in quale ambito, una tale cooperazione è necessaria o desiderata.</p><p>Nel quadro della lotta contro le minacce non militari, che riveste attualmente un ruolo di primo piano a livello europeo, l'Islanda non è in alcun modo isolata; essa coopera strettamente con la comunità internazionale, per esempio con l'Unione europea nell'ambito degli accordi di Schengen.</p><p>L'esame trasparente di domande concernenti il settore della cooperazione militare con Stati europei rientra nella costante politica del nostro Paese. In questo contesto, la Svizzera si orienta alle necessità, agli interessi e alle possibilità reali. Eventuali domande da parte dell'Islanda nel settore della cooperazione militare o per quanto concerne prestazioni di partenariato in materia di sicurezza sarebbero esaminate in tale quadro.</p>  Risposta del Consiglio federale.