<h2>SubmittedText<h2><p>Il problema delle pari opportunità in materia di salute delle persone LGBT (l'acronimo designa collettivamente le persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender) è stato al centro di uno studio condotto dal Groupe santé dell'associazione PREOS nell'agosto del 2012 ("Vers l'égalité des chances en matière de santé pour les personnes LGBT: le rôle du système de santé. Résumé et recommandations"), i cui risultati sono considerati dal professor Alain Pécoud dell'Università di Losanna come un "segnale di allarme". Lo studio, che presenta analisi, constatazioni e un certo numero di raccomandazioni, mette infatti in luce alcuni elementi preoccupanti sotto il profilo della sanità pubblica.</p><p>Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Come si pone, in generale, di fronte alle conclusioni del rapporto citato?</p><p>2. Data l'urgenza di alcuni problemi sanitari che affliggono i giovani (tendenze suicide, recrudescenza delle infezioni sessualmente trasmissibili), è disposto a prendere l'iniziativa e a elaborare rapidamente - in collaborazione con i principali attori interessati (p. es. cantoni, medici, scuole) - una strategia per creare dei poli di competenza e sviluppare una prevenzione sanitaria specifica per le persone LGBT?</p><p>3. Come prevede di colmare le lacune nella formazione dei professionisti della salute, affinché questi siano in grado di rispondere in modo adeguato ai bisogni sanitari specifici delle persone LGBT?</p><p>4. Intende colmare le carenze di dati sulla salute delle persone LGBT nel quadro delle indagini sanitarie nazionali su larga scala?</p><p>5. Come intende integrare il problema della salute delle persone LGBT nelle strategie e nei programmi e piani sanitari nazionali già in vigore e futuri?</p><p>6. Possiamo essere certi che l'accesso alle cure, il loro finanziamento e le misure di protezione dell'integrità siano attualmente garantiti a ogni individuo e che le persone LGBT non patiscano alcuna discriminazione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale riconosce la pertinenza delle conclusioni del rapporto del Groupe santé dell'associazione PREOS ("prévenir le rejet basé sur l'orientation sexuelle et l'identité de genre chez les jeunes") ed è consapevole dei problemi legati alla salute delle persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender (LGBT). La Confederazione s'impegna nella promozione della salute delle persone LGBT sostenendo per esempio programmi destinati agli omosessuali maschi e finalizzati alla prevenzione delle infezioni sessualmente trasmissibili (IST). L'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ha inoltre finanziato le giornate PREOS tenutesi nel novembre 2011 a Losanna. Malgrado gli sforzi, nelle strutture sanitarie e scolastiche l'assistenza alle persone LGBT è ancora lacunosa. Va però detto che queste strutture sono di competenza dei cantoni. E infatti le raccomandazioni formulate nel rapporto del Groupe santé di PREOS sono rivolte soprattutto alle autorità sanitarie e scolastiche cantonali. Da parte sua, la Confederazione verificherà se le misure previste per le pari opportunità dalla strategia "Sanità 2020" tengano sufficientemente conto dei problemi specifici alle persone LGBT.</p><p>2. Il programma nazionale HIV e altre infezioni sessualmente trasmissibili 2011-2017 prevede misure per la prevenzione di nuove infezioni tra i giovani LGBT. La prevenzione dell'omofobia e del suicidio dovuto al rifiuto rientra invece nel campo della salute scolastica e dell'educazione sessuale. Il Consiglio federale non ha l'esplicita competenza di definire strategie per la salute delle persone LGBT. Tuttavia, nel quadro dell'attuazione delle pari opportunità aggiungerà al programma nazionale succitato un capitolo in merito. Esistono per altro reti di competenza cantonali. Per esempio, i cantoni di Ginevra e Vaud si sono impegnati a prevenire congiuntamente l'omofobia nelle scuole. I centri sanitari comunitari Checkpoint di Ginevra, Vaud, Basilea e Zurigo, finanziati dai cantoni, offrono prestazioni per la salute mentale e sessuale delle persone LGBT.</p><p>3. Il Consiglio federale raccomanda agli istituti di formazione dei professionisti della salute di sensibilizzare gli studenti alla vulnerabilità e alle esigenze sanitarie specifiche delle persone LGBT.</p><p>4. Consapevole della necessità di disporre di dati sulla salute delle persone LGBT, l'Ufficio federale di statistica (UST) è disposto a considerare la possibilità d'includere le variabili dell'orientamento sessuale e dell'identità di genere nelle indagini nazionali sulla salute. Dal 2007, l'indagine svizzera sulla salute comprende un modulo sul comportamento sessuale. D'intesa con l'UFSP, l'UST studierà ora in quale misura questo blocco di domande debba essere modificato in termini di obiettivi, adeguatezza e coerenza nella prospettiva dell'inchiesta del 2017.</p><p>5. Nel 2013 l'UFSP ha proposto di sviluppare il progetto "Gay Health Schweiz" (GH-CH),che consisteva nell'istituire un ufficio nazionale della salute dei gay, incaricato di condurre i programmi nazionali di prevenzione HIV/IST in primo luogo tra gli uomini che intrattengono rapporti sessuali con altri uomini. Dal 2014, quest'idea è concretizzata sotto la responsabilità di Aiuto aids svizzero, che potrà sviluppare in seguito altri progetti concernenti la salute delle persone LGBT (salute mentale, dipendenze). Nel limite del possibile e nell'ambito delle sue competenze, l'UFSP sostiene i progetti di promozione della salute destinati alle persone LGBT.</p><p>6. La legislazione svizzera garantisce alle persone LGBT l'accesso alle cure e al loro finanziamento. Attualmente incombe alle singole strutture cantonali, comunali e private definire le regole etiche per il comportamento dei propri collaboratori ed applicare misure disciplinari qualora dovessero constatare discriminazioni. In relazione al postulato Naef 12.3543, il Consiglio federale approfondirà il tema della protezione dalle discriminazioni nell'ambito del diritto federale vigente e si focalizzerà in particolare anche sulla situazione delle persone LGBT.</p>  Risposta del Consiglio federale.