<h2>SubmittedText<h2><p>Secondo l'Ufficio prevenzione infortuni, ogni anno in Svizzera si registrano in media 65 decessi per annegamento e 9000 incidenti in acqua. Inoltre l'annegamento è la seconda causa di infortunio con esito letale presso i bambini. Sono in media dodici i bambini, di cui i tre quarti d'età inferiore ai cinque anni, che ogni anno muoiono annegati. Coloro che riescono a sopravvivere dopo un tale incidente rimangono molto spesso vittime di gravi menomazioni durante tutto il resto della vita. Infatti, la mancanza di ossigeno durante tre minuti è sufficiente a provocare delle lesioni cerebrali. Il maggior pericolo per i bambini non è rappresentato solo da fiumi o laghi, bensì e soprattutto dalle piscine. Il reparto delle cure intense di pediatria del Centro ospedaliero universitario vodese (CHUV) a Losanna constata che le piscine private sono al primo posto nella graduatoria dei rischi per questo tipo di incidenti.</p><p>In Francia, una legge recente obbliga i proprietari a dotare le proprie piscine di infrastrutture specialmente concepite per aumentarne la sicurezza. Dalla sua entrata in vigore, i decessi per annegamento sono diminuiti di un terzo. In Svizzera, in cui non vige tale obbligo, solo il 4 per cento dei proprietari di piscine dispone di questi sistemi di sicurezza. È giunto il momento di adottare misure per tutelare soprattutto i bambini ed evitare così il ripetersi di queste tragedie. Nella maggior parte dei casi di annegamento (90 per cento) i bambini non erano sorvegliati.</p><p>La Società svizzera di salvataggio (SSS), che partecipa alla prevenzione di tali infortuni, ha lanciato una campagna di prevenzione nei pressi delle scuole denominata "L'acqua ed io". I genitori devono essere responsabilizzati, ma è anche nostro dovere reagire di fronte a questo problema quando si sa che bastano pochi minuti di disattenzione perché avvenga un dramma.</p><p>In funzione del numero inquietante di annegamenti in Svizzera e al fine di prevenirli, il Consiglio federale è disposto ad adottare le misure necessarie (come rendere più sicuri i luoghi a rischio, introdurre l'obbligo per i proprietari di piscine di dotarsi di infrastrutture di prevenzione), in stretta collaborazione con i cantoni e con la SSS?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale condivide la preoccupazione dell'autore dell'interrogazione per l'elevato numero di incidenti in acqua registrati in Svizzera, soprattutto tra i bambini di età inferiore ai cinque anni. Ritiene che vada fatto tutto il possibile per migliorare la sicurezza dei bagnanti e ridurre il numero di questi incidenti mortali. Il Consiglio federale lancia dunque un appello alla responsabilità individuale dei bagnanti, dei genitori e delle persone cui compete la sorveglianza (sia a titolo professionale che privato). Al fine di prevenire gli infortuni, ritiene che l'apprendimento delle regole di sicurezza in acqua e l'insegnamento del nuoto siano obiettivi educativi auspicabili per tutti i bambini (cfr. a questo proposito il suo parere relativo alla mozione Allemann 07.3698). Il continuo ripetersi di incidenti dovuti al comportamento poco responsabile con l'acqua e in acqua è dovuto anche al fatto che, ancora oggi, è difficile trasmettere ad un vasto pubblico le collaudate regole di comportamento in acqua. Soprattutto i bambini in tenera età, ma anche gli adolescenti e persino molti adulti non sono sempre in grado di valutare correttamente i pericoli.</p><p>Per quanto concerne la prevenzione degli incidenti in acqua, vanno considerati anche i seguenti aspetti:</p><p>- Come fa notare l'autore dell'interrogazione, in Francia è stata recentemente emanata una legge che impone ai proprietari di piscine di garantire la sicurezza dei propri impianti attraverso particolari misure edilizie. In Svizzera non esiste una tale legge. Poiché l'emanazione di prescrizioni edilizie è di competenza dei cantoni e dei comuni, non è compito della Confederazione emanare disposizioni legali per garantire la sicurezza delle piscine.</p><p>- La responsabilità del proprietario di un'opera (art. 58 CO) e la potestà dei genitori comportano una certa responsabilità o un certo obbligo di diligenza, che, già oggi, vengono presi in considerazione dai giudici in caso di incidente. Per prudenza e per evitare casi di responsabilità civile, ai proprietari di piscine si consiglia vivamente di adottare di propria iniziativa misure edilizie per ostacolare o impedire ai bambini in tenera età di accedere ai loro impianti. Tuttavia, non sussiste un vero e proprio obbligo legale di prendere questo tipo di provvedimenti.</p><p>- Alla Confederazione sono attribuite competenze soltanto nell'ambito della prevenzione degli infortuni non professionali. Conformemente all'articolo 88 della legge federale del 20 marzo 1981 sull'assicurazione contro gli infortuni, l'INSAI e gli altri assicuratori amministrano in comune l'Ufficio prevenzione infortuni (UPI), che contribuisce, mediante l'informazione e misure generali di sicurezza, alla prevenzione degli infortuni non professionali e coordina analoghi sforzi. Stando alle sue indicazioni, l'UPI sta rafforzando le proprie attività di prevenzione concernenti la sicurezza in acqua.</p><p>Considerata la situazione e viste le attività di prevenzione dell'UPI e della Società svizzera di salvataggio, il Consiglio federale non giudica necessaria l'adozione di ulteriori provvedimenti.</p>  Risposta del Consiglio federale.