<h2>SubmittedText<h2><p>La legge sugli embarghi (LEmb, RS 946.231) autorizza il Consiglio federale ad adottare sanzioni imposte dall'ONU, dall'OSCE o dai suoi "principali partner commerciali". Un obiettivo fondamentale di queste sanzioni deve essere quello di "far rispettare il diritto internazionale pubblico, in particolare i diritti dell'uomo" (art. 1 cpv. 1 LEmb).</p><p>La Svizzera applica questa legge in due contesti, vale a dire l'attuazione delle sanzioni dell'ONU conformemente ai suoi obblighi di Stato membro e il recepimento volontario di regimi di sanzioni adottati dall'UE nel quadro delle misure restrittive di quest'ultima. Per esempio, il nostro Paese si è ampiamente allineato alle sanzioni dell'UE contro la Bielorussia, la Siria o il Nicaragua.</p><p>Il 7 dicembre 2020 l'UE ha istituito un regime di sanzioni per contrastare i genocidi, i crimini contro l'umanità o altre gravi violazioni dei diritti umani, tra cui la tortura e la violenza sessuale e di genere sistematica. Le persone o le entità colpite possono essere attori statali o non statali. </p><p>Alla fine del 2021 l'UE aveva già identificato diverse persone ed entità cinesi coinvolte nella persecuzione degli uiguri, nonché la famigerata organizzazione paramilitare russa "Gruppo Wagner" e un generale sud-sudanese accusato di gravi violazioni dei diritti umani.</p><p>Benché in passato il Consiglio federale abbia adottato la maggior parte delle sanzioni decretate dall'UE contro determinati Stati, lo stesso non è avvenuto con quelle decise nel 2021 in relazione al suo regime di sanzioni globali in materia di diritti umani. </p><p>Questo fatto è tanto più sorprendente se si considera che lo scopo delle sanzioni è pienamente in linea con l'articolo 1 capoverso 1 LEmb, ossia far rispettare i diritti umani. </p><p>Dato che la LEmb non opera distinzioni tra i tipi di sanzioni: il Consiglio federale conferma che questa legge lo autorizza ad adottare le sanzioni decretate dall'UE in base alla decisione (PESC) 2020/1999?</p><p>Il Consiglio federale conferma che, sulla base dell'articolo 1 LEmb, potrebbe adottare sanzioni imposte unilateralmente da altri importanti partner economici, come gli USA o il Regno Unito?</p><p>In risposta alla mia interpellanza 21.3408 sul recepimento delle sanzioni UE contro autorità e istituzioni coinvolte nella persecuzione degli uiguri, il Consiglio federale aveva dichiarato di non aver ancora deciso la sua posizione. Lo ha fatto nel frattempo?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>I principi della politica svizzera in materia di sanzioni sono stabiliti nella legge sugli embarghi (LEmb, RS 946.231).</p><p>L'articolo 1 prevede che la Confederazione può disporre misure coercitive per applicare le sanzioni adottate ad esempio dai principali partner commerciali della Svizzera. Sebbene la legge non specifichi quali Stati possano essere considerati "principali partner commerciali", per il Consiglio federale e l'Assemblea federale è evidente che sia da intendersi soprattutto l'UE (cfr. ad esempio il messaggio del Consiglio federale concernente la legge sugli embarghi FF 2001 1247, pag. 1265 o pag. 1269).</p><p>Il Consiglio federale decide di volta in volta se adottare - in toto, o in parte - o non adottare le sanzioni applicate dall'UE, facendo una ponderazione globale degli interessi e tenendo conto della politica estera, della politica economica estera e dei criteri giuridici. Nella maggior parte dei casi la Svizzera ha aderito, sulla base della LEmb, alle sanzioni geografiche finora decise dall'UE.</p><p>Dati gli stretti legami tra l'economia svizzera e quella dell'UE, i valori condivisi e la libera circolazione delle persone, appare logico riprendere le sanzioni dell'UE. La Svizzera non ha mai aderito a sanzioni imposte da singoli Stati, ritenendo che le sanzioni siano più efficaci quando sono sostenute su larga scala.</p><p>Le sanzioni tematiche dell'UE sono un concetto nuovo che funziona diversamente dalle sanzioni geograficamente mirate. Il target potenziale non è più limitato a un Paese o a una situazione chiaramente definita: questi provvedimenti permettono infatti di sanzionare individui, aziende e organizzazioni in tutto il mondo.</p><p>I dipartimenti e gli uffici rappresentati nel gruppo di coordinamento permanente in materia di politica delle sanzioni guidato dal DEFR (SECO) hanno esaminato i vantaggi e gli svantaggi delle sanzioni tematiche ed elaborato le possibili opzioni di intervento per la Svizzera. Queste basi decisionali andranno riviste alla luce della nuova situazione, aggiornate e presentate a tempo debito al Consiglio federale, il quale non ha pertanto ancora deciso la sua posizione. Si prevede che lo farà entro fine agosto.</p>  Risposta del Consiglio federale.