B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i ch t T ri b u n a l ad m i n i s t r a t i f f éd é r a l T ri b u n a l e am m i n i s t r a t i vo f e d e r a l e T ri b u n a l ad m i n i s t r a t i v fe d e r a l Corte IV D-7159/2024 S e n t e n z a d e l 2 2 n o v e m b r e 2 0 2 4 Composizione Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, con l'approvazione del giudice Grégory Sauder; cancelliere Agostino Bullo. Parti A._______, nato il (…), B._______, nata il (…), Afghanistan, entrambi patrocinati dall’ MLaw Michael Meyer, (…), ricorrenti, contro Segreteria di Stato della migrazione (SEM), Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore. Oggetto Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (paese terzo sicuro - art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi); decisione della SEM del 6 novembre 2024 / N (…) D-7159/2024 Pagina 2 Fatti: A. Gli interessati, cittadini afgani, hanno presentato domanda d’asilo in Sviz- zera il (…) settembre 2024 (cfr. atti della Segreteria di Stato della migra- zione [di seguito: SEM] n. [{…}] – 4/2 e 5/2). A.a Dai riscontri dattiloscopici nell'unità centrale del sist ema europeo "EURO- DAC" è risultato che essi avevano depositato una domanda d'asilo in Gre- cia l’(…)maggio 2024 (cfr. atti della SEM n. 14/1 e 16/1). A.b In data 4 ottobre 2024 la SEM ha effettuato con gli interessati un col- loquio in merito al loro rinvio verso uno Stato terzo (cfr. atti della SEM n. 28/6 e 29/5). A.c Il 7 ottobre 2024 la SEM ha presentato alle competenti autorità greche una richiesta di riammissione dei richiedenti conformemente alla direttiva 2008/115/CE del Parlamento europeo e del Consiglio reca nte le norme e procedure comuni applicabili negli Stati membri al rimpatrio di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare (Gazzetta ufficiale dell'Unione euro- pea [GU] L 348/98 del 24 dicembre 2008; di seguito: direttiva ritorno) e all'Accordo bilaterale di riammissione tra la Grecia e la Svizzera per le per- sone a beneficio di una protezione internazionale (Accordo tra il Consiglio federale svizzero e il Governo della Repubblica ellenica concernente la riammissione di persone in situazione irrego lare [RS 0.142.113.729]) (cfr. atto della SEM n. 31/2). A.d In data 10 ottobre 2024 le competenti autorità elleniche hanno accet- tato la riammissione degli interessati in quanto li sarebbe stato concesso lo statuto di rifugiato in data (…) luglio 2024 e avrebbero ottenuto un per- messo di soggiorno valido dal (…) luglio 2024 al (…) luglio 2027 (cfr. atto della SEM n. 33/2). A.e Con scritto del 6 novembre 2024 i richiedenti hanno inoltrato il loro pa- rere sulla bozza di decisione della SEM trasmessa il 4 novembre 2024 (cfr. atti della SEM n. 41/10 e 42/3). A.f Agli atti vi sono anche diversi fogli d’informazione medica (F2) riguardo D-7159/2024 Pagina 3 alla salute degli interessati di cui si dirà per quanto necessario nei consi- derandi (cfr. atti della SEM n. 24/2, 25/2, 35/2, 36/3 e 40/4). B. Con decisione del 6 novembre 2024, notificata il giorno successivo (cfr. atto della SEM n. 44/1), la SEM non è entrata nel merito della do- manda d'asilo ai sensi d ell'art. 31a cpv. 1 lett. a della legge sull'asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) e ha pronunciato l'allontanamento non- ché l'esecuzione dell'allontanamento degli interessati verso la Grecia. C. Con ricorso inoltrato il 14 novembre 2024 (cfr. ricevuta di consegna Inca- Mail) al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) il ricor- rente chiede l'annullamento della decisione impugnata e l’entrata nel me- rito della sua domanda d’asilo, in subordine la concessione dell'ammis- sione provvisoria; in ulteriore subordine il rinvio dell’incarto all’istanza infe- riore per nuovo esame; sub-subeventualmente che si debbano richiedere delle garanzie specifiche dalle autorità greche per assicurare un alloggio e un’assistenza medica adeguati; protestate tasse e spese. Egli presenta al- tresì domanda di concessione dell’assistenza giudiziaria (nel senso dell’esenzione dal versamento delle spese processuali e del relativo anti- cipo) nonché dell’effetto sospensivo (anche in via supercautelare). Diritto: 1. 1.1 Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF, in quanto la LAsi (RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 1.2 Il ricorso, presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 3 LAsi) contro una decisione in materia di asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31-33 LTAF), è in linea di principio ammissibile sotto il profilo degli artt. 5, 48 cpv. 1 lett. a-c nonché 52 cpv. 1 PA. 1.3 Riguardo alla richiesta procedurale di concessione dell'effetto sospen- sivo rispettivamente della sospensio ne dell'esecuzione dell’allontana- mento, si osserva che questa è superflua, in quanto il ricorso ha per legge effetto sospensivo (art. 55 par. 1 PA) e questo non è stato tolto dall’autorità inferiore. Tuttavia, con la presente sentenza di merito questa domanda pro- cedurale diventa in ogni caso priva d’oggetto. D-7159/2024 Pagina 4 2. 2.1 I ricorsi manifestamenti infondati, come quello in esame, sono decisi da un giudice unico con l'approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la sentenza è motivata soltanto sommariamen te (art. 111a cpv. 2 LAsi). Nello specifico, il Tribunale rinuncia inoltre allo scambio degli scritti in virtù dell'art. 111a cpv. 1 LAsi. 2.2 Giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi, nei procedimenti su ricorso è determinante la lingua della decisione impu- gnata. Se le parti utilizzano un'altra lingua, il procedimento può svolgersi in tale lingua. Nella fattispecie, nonostante il ricorso sia stato presentato in lingua tedesca, la decisione impugnata è stata emanata in italiano, per cui la presente sentenza è redatta in lingua in italiana. 3. 3.1 Con ricorso al Tribunale possono essere invocati la violazione del diritto federale nonché l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridica- mente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi) e, in mate ria di diritto degli stranieri, pure l'inadeguatezza ai sensi dell'art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 consid. 5). Il Tribunale non è vincolato né dai motivi del ricorso o dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata (art. 62 cpv. 4 PA; cfr. DTAF 20 14/1 consid. 2), né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/26 con- sid. 5). 3.2 Se adito su ricorso contro una decisione di non entrata nel merito di una domanda d'asilo, il Tribunale si limita ad esaminare la fondatezza di una tale decisione (cfr. DTA F 2012/4 consid. 2.2; 2009/54 consid. 1.3.3; 2007/8 consid. 5). 4. Contestato è, innanzitutto, se la SEM non è entrata a ragione nel merito della domanda d’asilo del ricorrente. 4.1 In virtù dell'art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi, non si entra nel merito della do- manda d'asilo se il richiedente può ritornare in uno Stato terzo si curo se- condo l'art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi nel quale aveva soggiornato precedente- mente. Si tratta di Paesi nei quali il Consiglio federale ritiene che vi sia un effettivo rispetto del principio di "non-refoulement" ai sensi dell'art. 5 cpv. 1 LAsi, tra i q uali figura anche la Grecia (cfr. decreto del Consiglio federale del 14 dicembre 2007). Tale principio presuppone imperativamente la rati- fica e il rispetto della CEDU, della Convenzione sullo statuto dei rifugiati (Conv. rifugiati, RS 0.142.30) o di norme giuridiche equivalenti (cfr. DTAF D-7159/2024 Pagina 5 2010/56 consid. 3.2). È inoltre necessario che tale Stato abbia garantito la riammissione del richiedente nei confronti delle autorità svizzere preposte all'asilo. Senza tale garanzia, l'allontanamento verso lo Stato terzo non può infatti essere eseguito (cfr. DTAF 2010/56 consid. 5.2.2; FF 2002 6087, 6125). 4.2 La giurisprudenza ha precisato come non vi sia luogo di entrare nel merito della domanda d’asilo se la persona interessata, che avrebbe ma- nifestamente la qualità di rif ugiato (art. 31 a cpv. 4 LAsi), ha già ottenuto l’asilo o una protezione effettiva comparabile in uno Stato terzo designato come sicuro dal Consiglio federale (cfr. DTAF 2010/56 consid. 5 e 5.4, che si basa sull’analisi del vecchio art. 34 LAsi; sentenza del TAF D-4751/2024 del 12 agosto 2024 consid. 6.2). 4.3 Nel caso di specie, il 10 ottobre 2024 la Grecia ha accettato la riammis- sione degli insorgenti sul proprio territorio, specificando che questi ha nno ottenuto lo statuto di rifugiato il (…) luglio 2024 e il relativo permesso di soggiorno valido dal (…) luglio 2024 al (…)° luglio 2027 (cfr. atto della SEM n. 33/2). Ciò non è contestato dai ricorrenti, che non hanno neppure fornito elementi per sostenere che la Grecia intenda allontanarl i verso il loro Paese d'origine, contravvenendo così al principio di non -respingimento. Nel ricorso, rinviando a numerosi rapporti, i ricorrenti illustrano la precarietà della situazione di persone con statuto di protezione, specialmente in punto alla mancanza di fornitura di alloggi da parte dello Stato, all’accesso al mercato del lavoro, alle difficoltà burocratiche per richiedere prestazioni so- ciali e all’assenza di servizi di assistenza psicologica e psichiatrica. Tutta- via, le condizioni di vita dei beneficiari di protez ione in Grecia presentate nel ricorso non forniscono motivo per derogare alla summenzionata regola di non entrata nel merito di cui all’art. 31 a cpv. 1 lett. a LAsi. Piuttosto, queste circostanze verranno incluse nella valutazione dell'esistenza di ostacoli all'esecuzione dell’allontanamento. 4.4 Le condizioni dell'art. 31 a cpv. 1 lett. a LAsi risultano dunque osse- quiate, ed è a giusto titolo che la SEM non è entrata nel merito della do- manda d'asilo degli insorgenti. 5. Se respinge la domanda d'asilo o non entra nel merito, la SEM pronuncia generalmente l'allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l'esecuzione; tiene però conto del principio dell'unità della famiglia (art. 44 LAsi). Nella fattispecie, gli insorgenti non adempiono le condizioni in virtù delle quali l'autorità inferiore avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare il loro D-7159/2024 Pagina 6 allontanamento dalla Svizzera (art. 14 cpv. 1 e 2 ed art. 44 LAsi nonché art. 32 Oasi 1; cfr. DTAF 2013/37 consid. 4.4; 2009/50 consid. 9). Il Tribu- nale è pertanto tenuto a confermare la pronuncia dell'allontanamento. 6. Occorre ora esaminare se la SEM ha giustamente ritenuto adempiti i pre- supposti per l'esecuzione dell'allontanamento dei ricorrenti verso la Grecia o se, come richiesto dagli stessi, avrebbe dovuto concedergli l’ammissione provvisoria in Svizzera. 6.1 L'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata, per rinvio dell'art. 44 LAsi, dall'art. 83 della LStrI (RS 142.20). L'esecuzione dell'al- lontanamento deve pertanto essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStrI), ammis- sibile (art. 83 cpv. 3 LStrI) e ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI). Qualora una di queste condizioni non risulti adempita, la SEM dispone l'am- missione provvisoria in Svizzera (art. 83 cpv. 1 e 7 LStrI; cfr. DTAF 2009/51 consid. 5.4). Secondo prassi costante del Tribunale, circa l'apprezzamento degli ostacoli all'allontanamento vale lo stesso apprezzamento della prova consacrato al riconoscimento della qualità di rifugiato, ovvero il ricorrente deve provare o per lo meno rendere verosimile l'esistenza di un ostaco lo all'allontanamento (cfr. DTAF 2011/24 consid. 10.2 e relativo riferimento). 6.2 6.2.1 I ricorrenti sostengono anzitutto che un loro trasferimento in Grecia sarebbe contrario al principio di non-respingimento, concretamente in vio- lazione degli artt. 3 CEDU, 3 del la Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti (Conv. tortura, RS 0.105) nonché 2 e 5 della Convenzione internazionale sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale (RS 0.104). In Grecia , a loro dire, la si- tuazione delle persone con lo statuto di rifugiato sarebbe precaria sotto vari aspetti e la protezione concessa esisterebbe solamente sulla carta. Non sarebbe prevista alcuna soluzione per l’accesso ad un alloggio, non vi sa- rebbe un accesso al mercato del lavoro, sarebbero necessari diversi docu- menti ufficiali per richiedere prestazioni sociali e aiuti statali. Inoltre, vi sa- rebbe una totale mancanza di servizi psicologici e psichiatrici e di conse- guenza le persone con lo status di rifugiato si t roverebbero in una situa- zione generale di precarietà. Per quanto attiene a questo punto la ricor- rente avrebbe chiesto più volte di vedere un medico, ma senza che riu- scisse ad ottenere nessuna visita dallo stesso. A tal proposito il suo stato di salute sarebbe seriamente compromesso, considerato che essa tuttora lamenta dolori ai reni (in particolare soffre di calcoli renali) e all’inguine. Altresì, i ricorrenti, a seguito dell’ottenimento dell’asilo, sarebbero stati D-7159/2024 Pagina 7 abbandonati a loro stessi e in caso di ri torno in Grecia gli stessi di trove- rebbero in una situazione di emergenza esistenziale, ciò che costituirebbe, a loro dire una violazione dell’art. 3 CEDU. 6.2.2 A norma dell'art. 83 cpv. 3 LStrI l'esecuzione dell'allontanamento non è ammissibile quando comport a una violazione degli impegni di diritto in- ternazionale pubblico della Svizzera, in particolare l'art. 3 CEDU o l'art. 3 Conv. tortura. La Corte europea dei diritti dell'uomo (Corte EDU) ha più volte ribadito che la sola possibilità di subire dei maltrattamenti dovuti a una situazione di insicurezza generale o di violenza generalizzata nel Paese di destinazione non è sufficiente per ritenere una violazione dell'art. 3 CEDU. Spetta infatti agli interessati provare o rendere verosimile l'esistenza di seri motivi che permettano di ritenere che essi correranno un reale rischio ("real risk") di essere sottoposti, nel Paese verso il quale sarà allontanato, a trat- tamenti contrari a detti articoli (cfr. DTAF 2013/27 consid. 8.2 e relativi rife- rimenti). 6.2.3 6.2.3.1 Nel caso concreto, si osserva preliminarmente che i ricorrenti sono stati rinviato in uno Stato terzo designato come sicuro da parte del Consi- glio federale (art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi), ossia uno Stato nel quale vi è una presunzione di rispetto degli impegni di diri tto internazionale pubblico, tra cui il rispetto del principio di non -respingimento ai sensi dell'art. 5 cpv. 1 LAsi, così come del principio del divieto della tortura sancito dall'art. 3 CEDU e dall'art. 3 della Conv. tortura. 6.2.3.2 Nella sua recente giurisprud enza, il Tribunale ha inoltre ritenuto che, per quanto riguarda l'ammissibilità dell'esecuzione dell'allontana- mento verso la Grecia, occorre riconoscere degli ostacoli all'esecuzione dell'allontanamento unicamente a condizioni molto severe (cfr. sentenza del TAF E-3427/2021, E-3431/2021 del 28 marzo 2022 consid. 11.2 [sen- tenza di riferimento]). Si può infatti partire dal presupposto che essendo la Grecia firmataria della CEDU, della Conv. tortura e della Conv. rifugiati, essa rispetti di principio gli obblighi di diritto internazionale. Certamente, da informazioni a disposizione di questo Tribunale risulta che i beneficiari della protezione sussidiaria, così come i rifugiati, incorrono nel rischio di vivere in condizioni precarie. Tuttavia, non risulta da fonti affidabili e concordi che la Grecia abbia adottato una pratica di discriminazione sistematica – ri- spetto ai suoi cittadini – verso i beneficiari dello statuto di rifugiato o dalla protezione sussidiaria, nell'accesso all'occupazione, all'assistenza sociale, all'assistenza sanitaria, all'istruzione e all'alloggio. Il Tribunale ha altresì ri- levato che, nonostante vi siano delle carenze nel sistema di accoglienza, D-7159/2024 Pagina 8 non vi è luogo di concludere che i beneficiari di protezione internazionale si trovino in tal e Paese, in maniera generale (indipendentemente quindi dalle fattispecie concrete), totalmente dipendenti dall'aiuto pubblico, con- frontati all'indifferenza delle autorità oppure in una situazione di privazione o di mancanza di assistenza incompatibile con la dignità umana (cfr. sen- tenza del TAF E-3427/2021, E-3431/2021 del 28 marzo 2022 consid. 9 e 11.2 [sentenza di riferimento]; confermata a più riprese, ex pluris sentenze del TAF D-1522/2024 del 14 marzo 2024 consid. 10.2.1; D -628/2024 del 9 febbraio 2024 consid. 11.3). Questa presunzione può essere ribaltata in casi individuali, se la persona interessata fornisce prove serie del fatto che le autorità greche violerebbero il diritto internazionale, non le garantireb- bero la necessaria protezione o la esporre bbero a condizioni di vita disu- mane (cfr. sentenza del TAF E-3427/2021, E-3431/2021 del 28 marzo 2022 consid.11.4 [sentenza di riferimento]; sentenza del TAF D -4627/2024 del 30 luglio 2024 consid. 9.3.3). 6.2.3.3 Occorre inoltre evidenziare che i beneficiari di protezione possono contare sulle garanzie derivanti dalla Direttiva 2011/95/UE del Parlamento e del Consiglio del 13 dicembre 2011 recante norme sull'attribuzione, a cit- tadini di paesi terzi o apolidi, della qualifica di beneficiario di protezione internazionale, su uno status uniforme per i rifugiati o per le persone aventi titolo a beneficiare della protezione sussidiaria, nonché sul contenuto della protezione riconosciuta (rifusione; GU L 337/9 del 20.12.2011 [di seguito: direttiva qualificazione]). Gli obblighi della Grecia, derivanti dal diritto euro- peo nei confronti dei beneficiari di protezione, impongono la non discrimi- nazione nei contesti succitati, ovvero nell'accesso all'occupazione, all'istru- zione, all'assistenza sociale, all'assistenza sanitaria, all'alloggio e agli stru- menti di integrazione (cfr. capo VII [contenuto della protezione internazio- nale] della direttiva qualificazione; cfr. sentenza del TAF D -559/2020 del 13 febbraio 2020 consid. 8.2 [sentenza di riferimento]). In caso di viola- zione di diritti sanciti dalla CEDU, la persona interessata può adire i tribu- nali greci e, in ultima istanza, la Corte EDU (art. 34 CEDU; cfr. sentenza del TAF D-3543/2024 del 20 giugno 2024 consid. 8.3.4). 6.2.4 Nel caso specifico, dai verbali d’audizione del 4 ottobre 2024 emerge come i ricorrenti non si siano particolarmente prodigati a cercare un allog- gio, un sostegno e un lavoro in Grecia presso lo Stato, le ONG, chiese o terzi, successivamente all’ottenimento della protezione internazionale. A tal proposito, A._______ si è piuttosto limitato ad affermare di aver “ cercato aiuto dappertutto ma nessuno aiuta i rifugiati” e che avrebbe cercato lavoro in un grand hotel e chiesto aiuto ad altri uffici come Alpha, ma non sarebbe stato mai contatto dopo aver lasciato i suoi contatti telefonici (cfr. atto della D-7159/2024 Pagina 9 SEM n. 28/6, D12). Mentre, per quanto concerne la signora B._______, ella ha dichiarato “Abbiamo chiesto aiuto in tutti i posti possibili ma nessuno ci ha dato un aiuto, per questo motivo siamo rimasti nei parchi per 25 giorni, senza mangiare e solo con l’aiuto dei passanti” (cfr. atto della SEM n. 29/5, D13) Nel parere s ulla bozza di decisione ( cfr. atto della SEM n. 42/3), hanno nuovamente ribadito di aver fatto de l loro meglio per ottenere un alloggio e un lavoro. In merito a tale punto, come rettamente osservato dall’autorità inferiore in sede di decisione, appare evidente come nel lungo periodo di soggiorno in Grecia i ricorrenti non si siano particolarmente pro- digati a cercare un alloggio, un sostegno o un lavoro legale in Grecia a seguito dell’ottenimento della protezione internazionale. Infatti, dalle loro dichiarazioni si evince che gli stessi non abbiano chiesto aiuto né alle au- torità greche, né a terze persone, né alle ONG per la ricerca di un lavoro, di un alloggio, di prestazioni finanziarie o di cure mediche, ma di essere unicamente andati dalla polizia a chiedere aiuto e aver chiesto ad altri uffici come “Alpha”, ma che non sarebbero stati mai contattati. Tuttalpiù, il Tribu- nale osserva come tali dichiarazioni non siano supportate dal alcun mezzo di prova e pertanto si tratta di mere dichiarazioni di parte. Per tanto, non è intravedibile una discriminazione nei confronti dei ricorrenti da parte delle autorità elleniche a seguito delle difficoltà riportate e i ricorrenti non sono in grado di sovvertire la presunzione secondo cui esse non rispettano gli impegni di diritto internazionale pubblico. 6.2.5 L'esecuzione dell'allontanamento in Grecia è dunque ammissibile. 6.3 6.3.1 Stando ai ricorrenti, oltre che a non essere ammissibile, l’esecuzione dell’allontanamento non sarebbe ragionevolmente esigibile: infatti, se de- portati in Grecia, essi non avrebbero un alloggio, li verrebbe negato il sup- porto medico e psicologico e si troverebbero in una situazione di minaccia esistenziale. Avrebbero urgente bisogno di un ambiente stabile con ac- cesso a un supporto psichiatrico in ogni momento, essendo già sotto pres- sione e particolarmente vulnerabili. 6.3.2 6.3.2.1 Giusta l'art. 83 cpv. 4 LStrI , l'esecuzione dell'allontanamento non può essere ragionevolmente esigibile qualora, nello Stato d'origine o di pro- venienza, lo straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo in se- guito a situazioni quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emer- genza medica. Ai sensi dell'art. 83 cpv. 5 LStrI, l'esecuzione dell'allontana- mento verso i paesi dell'Unione europea (UE) e dell'Associazione europea di libero scambio (AELS) è da ritenersi di principio esigibile (cfr. anche D-7159/2024 Pagina 10 art. 18 e allegato 2 dell’Ordinanza concernente l’esecuzione dell’allontana- mento e dell’espulsione di stranieri [OEAE, RS 142.281]). Tale presunzione legale può essere sovvertita solo se l'interessato rende verosimile che a causa di circostanze individuali di natura sociale, economica o sanitaria, si troverebbe in una situazione di emergenza esistenziale (cfr. sentenza del TAF E-3427/2021, E-3431/2021 del 28 marzo 2022 consid. 11.4 [sentenza di riferimento]; sentenza del TAF D-559/2020 del 13 febbraio 2020 consid. 9 [sentenza di riferimento]; sentenza del TAF D -4627/2024 del 30 luglio 2024 consid. 9.4.2). 6.3.2.2 Il Tribunale ha inoltre ritenuto di principio esigibile l'esecuzione dell'allontanamento di persone vulnerabili, come donne incinte o persone con problemi di salute non ritenut i gravi. Al contrario, l'esecuzione dell'al- lontanamento di persone particolarmente vulnerabili, come ad esempio i minori non accompagnati o le persone la cui salute mentale o fisica è com- promessa in modo particolarmente grave, è di principio inesigibile, a meno che non vi siano circostanze particolarmente favorevoli sulla base delle quali si possa eccezionalmente presumere che l'esecuzione dell'allontana- mento sia ragionevolmente esigibile (cfr. sentenza del TAF E -3427/2021, E-3431/2021 del 28 marzo 2022 con sid. 11.5.1 segg. [sentenza di riferi- mento]; sentenze del TAF D-2771/2024 del 24 giugno 2024 consid. 12.1; D-2976/2024 del 22 maggio 2024 consid. 11.1). 6.3.3 Nel caso in disamina, si rileva che le difficili condizioni esistenziali presenti in Grecia – questione peraltro già trattata sopra sotto l'aspetto dell'ammissibilità – non sono sufficienti per ritenere inesigibile l'esecuzione dell'allontanamento, nonostante le criticità del sistema di assistenza so- ciale greco, non solo per i richiedenti l'asilo, ma anche per le persone be- neficiarie di protezione internazionale. In questo contesto, come già consi- derato sopra, la Grecia è vincolata dalla direttiva qualificazione ed è quindi responsabilità dell'insorgente rivendicare i diritti che gli spettano diretta- mente presso le autorità di detto Paese. Quale rifugiato riconosciuto egli ha infatti diritto ad essere trattato in modo equivalente ai cittadini greci in relazione all'accesso alla giustizia, all'occupazione, all'assistenza e alla si- curezza sociale (cfr. sentenza del TAF D-2771/2024 del 24 giugno 2024 consid. 12.2 con riferimenti). Inoltre, i ricorrenti non possono essere ritenuti delle persone p articolar- mente vulnerabili. Infatti, durante l’audizione del 4 ottobre (…), A._______ ha dichiarato di stare meglio di salute rispetto a quando si trovava in Grecia (cfr. atto della SEM 28/6, D4) e sua moglie B._______ anche ha dichiarato di stare bene (cfr. atto della SEM 29/5, D4). Altresì, dagli atti non emergono D-7159/2024 Pagina 11 problemi particolarmente gravi (cfr. atti della SEM n. 24/2, 25/2, 35/2, 36/3 e 40/4). 6.3.4 In conclusione, i ricorrenti non riescono a ribaltare la summenzionata presunzione legale dell’esigibilità dell’esecuzione dell’allontanamento e a rendere verosimile che si troverebbe ro ad affrontare difficoltà esistenziali in caso di ritorno in Grecia. L'esecuzione dell'allontanamento è pertanto ragionevolmente esigibile. 6.4 Considerato quanto sopra, la SEM non era tenuta a eseguire ulteriori accertamenti sulla situazione di accoglienza effettiva in Grecia per benefi- ciari di protezione internazionale, per cui da parte dell’autorità inferiore non è ravvisabile un accertamento incompleto dei fatti rispettivamente una vio- lazione del principio inquisitorio (art. 6 LAsi cum art. 12 PA). Parimenti, essa non doveva richiedere dalle autorità greche delle specifiche garanzie per assicurare un alloggio e un’assistenza medica adeguati. Le relative richie- ste dei ricorrenti vanno pertanto respinte. 6.5 Infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 44 LAsi ed art. 83 cpv. 2 LStrI), ritenuto che le autorità elleniche hanno dato il loro benestare alla riammis- sione dei ricorrenti. 6.6 In conclusione, anche in materia dell’esecuzione dell’allontanamento la decisione impugnata va confermata. 7. Ne discende che la SEM con la decisione impugnata non ha violato il diritto federale né abusato del suo potere d'apprezzamento ed inoltre non ha ac- certato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi); altresì, per quanto censurabile, la decisione non è inade- guata (art. 49 PA), per cui il ricorso va respinto. 8. 8.1 Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di esen- zione dal versamento di un anticipo spese è divenuta senza oggetto. 8.2 Posto che le richieste di giudizio contenute nel ricorso erano d’acchito sprovviste di probabilità di successo, la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versamento delle spese processuali (art. 65 cpv. 1 PA), è respinta. D-7159/2024 Pagina 12 8.3 Visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 750. – sono poste a carico dei ricorrenti soccombente in causa (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 1 -3 del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). 9. Il presente giudizio non concerne una persona contro la quale è pendente una domanda d'estradizione presentata dallo Stato che ha abbandonato in cerca di protezione e, pertanto, non può essere impugnata con ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 LTF). (dispositivo alla pagina seguente) D-7159/2024 Pagina 13 Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun- cia: 1. Il ricorso è respinto. 2. La domanda di assistenza giudiziaria è respinta. 3. Le spese processuali di CHF 750.– sono poste a carico dei ricorrenti. Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo federale entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sen- tenza. 4. Questa sentenza è comunicata ai ricorrenti, alla SEM e all'autorità canto- nale competente. Il giudice unico: Il cancelliere: Daniele Cattaneo Agostino Bullo Data di spedizione: