<h2>SubmittedText<h2><p>Negli Stati Uniti d'America sta per essere approvata un'ampia modifica del diritto fiscale con potenziali forti ripercussioni sulla concorrenza fiscale mondiale. Il tasso d'imposizione delle imprese scenderà dal 35 al 20 per cento a livello federale; mentre l'imposizione fiscale sui guadagni della proprietà intellettuale dall'estero potrebbe scendere ancora di più. A ciò si aggiungono misure che consentirebbero alle società statunitensi di riportare in patria gli utili accumulati all'estero a uno speciale tasso una tantum ridotto. Se la riforma fiscale dovesse essere approvata definitivamente, è necessario effettuare un'analisi tempestiva delle ripercussioni sulla Svizzera e sulla sua economia in modo da reagire prontamente alle nuove regole. Oltretutto è lecito chiedersi se con la loro decisione gli Stati Uniti non si pongano in conflitto con le regole internazionali dell'OMC o dell'OCSE. Prego pertanto il Consiglio federale di fornire una risposta alle seguenti domande:</p><p>1. Quali ripercussioni si attende il Consiglio federale dalla riforma fiscale USA per il substrato fiscale di Confederazione e Cantoni?</p><p>2. Quali Cantoni e quali categorie saranno particolarmente colpite dalla riforma fiscale?</p><p>3. Come si prevede di garantire che la Svizzera rimanga una piazza attraente per le imprese USA che nel nostro Paese promuovono innovazioni e creano posti di lavoro altamente qualificati?</p><p>4. Il Consiglio federale è pronto a sollevare sul piano internazionale, eventualmente con l'UE, la questione delle eventuali violazioni delle regole della concorrenza e delle direttive internazionali (p. es. OMC o OCSE) da parte della riforma fiscale, affinché anche gli USA si adeguino agli obblighi assunti a livello internazionale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. Il 20 dicembre 2017 il Parlamento statunitense ha approvato la riforma fiscale (Tax Cuts and Jobs Act), entrata in vigore il 1° gennaio 2018. In Svizzera sono attive circa 1500 imprese statunitensi con decine di migliaia di posti di lavoro. Secondo i dati della Banca nazionale svizzera, calcolati in base al capitale e suddivisi secondo l'ultimo investitore avente diritto, nel 2016 circa il 43 per cento degli investimenti diretti esteri in Svizzera proveniva dagli Stati Uniti. Le cifre e le stime relative al substrato fiscale di queste imprese statunitensi e al coinvolgimento di singoli Cantoni e settori non sono disponibili.</p><p>3. Il Dipartimento federale delle finanze (DFF) sta analizzando le ripercussioni della riforma fiscale USA sulla piazza finanziaria svizzera. L'analisi non è ancora conclusa, anche perché alcuni elementi essenziali della riforma fiscale statunitense richiedono un chiarimento tramite delle disposizioni di esecuzione.</p><p>La riforma fiscale statunitense prevede anche il passaggio al principio della territorialità. Questo significa che, in caso di distribuzione degli utili alla società madre, gli utili provenienti dalle filiali estere non siano più tassati negli Stati Uniti. Nella fase transitoria è prevista un'aliquota speciale ridotta per gli utili che le filiali hanno trattenuto in passato. A causa di questo passaggio al principio di territorialità, a breve termine c'è da attendersi un massiccio afflusso verso gli Stati Uniti degli utili trattenuti dalle società statunitensi. Questo fenomeno non interesserà soltanto la Svizzera, ma anche altri Stati europei. L'entità di questo afflusso è potenzialmente importante. Tuttavia, al momento fare delle stime sarebbe approssimativo. In futuro sarà legittimo chiedersi se e - in caso di risposta affermativa - quali misure debba adottare la Svizzera in vista dell'imposta alla fonte del 5 per cento sui dividendi delle società madri statunitensi stabilita nella Convenzione per evitare le doppie imposizioni con gli USA.</p><p>La riduzione dell'imposta sull'utile negli USA relativizza l'attuale vantaggio concorrenziale della Svizzera, tanto più che anche altri Stati europei sono in procinto di ridurre le proprie imposte sull'utile. Per questo motivo, diventa sempre più urgente intervenire nell'ambito dell'imposizione delle imprese. Il Consiglio federale continua a ritenere che il PF17 e le relative riduzioni dell'imposta cantonali siano efficaci al fine di rafforzare la competitività della Svizzera. Ciò che conta ora è attuare il PF17 rapidamente e tenendo conto dei motivi che hanno portato al fallimento alle urne della Riforma III dell'imposizione delle imprese.</p><p>Il Consiglio federale seguirà come sempre con attenzione gli sviluppi sul piano internazionale e, se del caso, adotterà ulteriori misure.</p><p>4. La Svizzera si impegna a livello internazionale per creare un terreno di confronto uniforme (Level Playing Field). Ciò prevede che i singoli Stati rispettino gli standard internazionali e gli impegni assunti. L'OCSE e i ministri delle finanze di alcuni Stati europei hanno già chiesto spiegazioni agli Stati Uniti al riguardo. Anche l'ambasciata svizzera a Washington ha richiamato l'attenzione su possibili violazioni degli impegni internazionali fissati in determinate norme. Sarà possibile valutare in modo esaustivo la conformità della riforma fiscale statunitense agli standard e agli impegni internazionali soltanto quando saranno note le disposizioni di esecuzione menzionate in precedenza.</p>  Risposta del Consiglio federale.