B u n d e s v e rw a l t u n g s g e r i ch t T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i f f éd é r a l T r i b u n a l e am m i n i s t r a t i vo f e d e r a l e T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i v fe d e r a l Corte IV D-3439/2013 S e n t e n z a d e l 2 4 g i u g n o 2 0 1 3 Composizione Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, con l'approvazione del giudice Hans Schürch; cancelliera Nicole Manetti. Parti A._______, nato il (...), Gambia, ricorrente contro Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore. Oggetto Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; decisione dell'UFM del 12 giugno 2013 / N (...). D-3439/2013 Pagina 2 Visto: la decisione dell'UFM del 9 dicembre 2011, con la quale non è entrato nel merito, ai sensi dell'art. 34 cpv. 2 lett. d della legge sull’asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) , della prima domanda d'asilo presentata dal r i- chiedente in Svizzera in data 28 ottobre 2011, ordinando il suo rinvio ver- so l'Italia; la Sentenza del Tribunale amministrativo federale D -6828/2011 del 21 dicembre 2011, con la quale il Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) ha respinto il ricorso del 19 dicembre 2011 contro la summenzionata decisione dell'UFM; la seconda domanda d'asilo che l'interessato ha presentato in Svizzera in data 27 maggio 2013; il documento che l'UFM ha rimesso al ricorrente il 4 giugno 2013 in occasione dell'audizione sulle generalità, mediante il quale lo ha reso attento circa la necessità di consegnare, entro le 48 ore successive, un documento d'identità o di viaggio, con comminatoria che, in caso di mancata consegna e in assenza di motivi scusabili, non si entra nel merito della sua domanda d'asilo; i verbali di audizione del 4 giugno 2013 (di seguito: verbale 1) e del 12 giugno 2013 (di seguito: verbale 2); la decisione dell'UFM del 12 giugno 2013, notificata all'interessato ora l- mente il gior no stesso (cfr. act. B 12/1), con la quale detto Ufficio non è entrato nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi e ha pronunciato l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera nonché l'esecuzione dell'allontanamento medesimo siccome lecita, esig i- bile e possibile; il ricorso del 17 giugno 2013 (cfr. timbro del plico raccomandato; data di entrata: 18 giugno 2013); l'incarto originale dell'UFM, pervenuto al Tribunale in data 20 giugno 2013; i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei consid e- randi che seguono; D-3439/2013 Pagina 3 e considerato: che presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 2 LAsi) contro una dec i- sione in materia d'asilo dell'UFM (art. 6 e 105 LAsi, art. 31-33 della legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 [LTAF, RS 173.32]), il ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a-c e 52 della legge federale sulla procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021); che vi è motivo di entrare nel merito del ricorso; che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, sono decisi in procedura semplificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l’approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la dec i- sione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi); che ai sensi dell'art. 111a cpv. 1 LAsi si rinuncia allo scambio degli scritti; che giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi non si entr a nel merito di una d o- manda d'asilo se il richiedente non consegna alle autorità alcun doc u- mento di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione della d o- manda; che secondo l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si applica se l'int e- ressato può rendere verosimile di non essere in grado, per motivi scus a- bili, di consegnare documenti di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione della domanda (lett. a), se la qualità di rifugiato del rico r- rente è accertata in base all'audizione, nonché in base all'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), oppure se l'audizione rileva che sono necessari ulteriori chiarimenti per accertare la qualità di rifugiato o l'esistenza di un imped i- mento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. c); che sono documenti di viaggio o d'identità ai sensi di legge quelli ufficiali, segnatamente il passaporto e la carta d'identità, che permettono un'ide n- tificazione certa del richiedente l'asilo (in particolare della sua cittadina n- za) e che ne assicurano il rimpatrio senza neces sità di particolari formali- tà amministrative (DTAF 2007/7 consid. 5); che, per contro, non sono documenti validi giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi quelli emessi per altri scopi, come la licenza di condurre, la carta professionale, il certificato di nasc ita, la carta scolastica o l'attestato di f i- ne degli studi (ibid., consid. 6); D-3439/2013 Pagina 4 che nel caso concreto il ricorrente, a distanza di quasi un mese dalla pr e- sentazione della domanda d'asilo, non ha esibito alcun documento che adempia i citati criteri; che durante la prima audizione egli ha dichiarato di non avere mai avuto o richiesto né un passaporto né una carta d'identità ; che alla domanda di cosa pensasse di fare per consegnare dei documenti, egli ha risposto che semplicemente non disporrebbe di alcun documento da poter presentare (cfr. verbale 1, pagg. 5 seg.); che in occasione della seconda audizione ha dichiarato di non avere fatto nulla per procurarsi dei documenti ma che forse potrebbe provarci e tentare di parlare con i suoi parenti in patria (cfr. verbale 2, pagg. 2 seg.); che una simile argomentazione non convince e il Tribunale ha ragione di concludere che egli non si sia adoperato per a- dempiere all'invito di presentare i documenti richiesti per i bisogni della causa; che non avendo né esibito un do cumento d'identità né fornito, neppure nel ricorso, una valida e verosimile giustificazione per la mancata prod u- zione, l'eccezione prevista all'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi a favore dell'inso r- gente non è applicabile; che in assenza di documenti d'identità o ccorre inoltre esaminare se, in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, in ba- se agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione, è accertata la qualità di rifu - giato del richiedente; che inoltre con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legislatore ha pure introdotto, con l'art. 32 cpv. 2 lett. a nonché cpv. 3 LAsi, una pr o- cedura sommaria nell'ambito della quale è statuito sull'adempimento o meno della qualità di rifugiato, nonostante la stessa termini con una dec i- sione di non entrata nel merito (DTAF 2007/8 consid. 5); che, come rettamente ritenuto dall'autorità inferiore nella querelata decisione alla quale si rinvia, il Tribunale ritiene che le dichiarazioni dell'interessato riguardo ai timori di essere arrestato a cau sa di un furto che non avrebbe mai commesso non siano credibili e pertanto siano da ritenere inverosimili; che in particolare egli non è stato in grado di fornire i più elementari dettagli circa il presunto procedimento nei suoi confronti; che a titolo d i esempio, egli non ha saputo dire chi fossero gli agenti che lo avrebbero interrogato al momento del fermo (cfr. verbale 2, pag. 7); che dopo essere D-3439/2013 Pagina 5 stato rilasciato su cauzione, egli avrebbe dovuto presentarsi a giorni alterni a firmare e qualche volta sarebbe stato controllato a casa sua; che in queste occasioni i poliziotti lo avrebbero trattato male; che, di nuovo, egli non ha saputo dare alcuna indicazione su chi fossero questi poliziotti (cfr. verbale 2, pagg. 8 seg.); che alla domanda se per metter lo in prigione fosse stata emanata una decisione scritta, egli ha risposto "Non lo so" (cfr. verbale 2, pagg. 8 e 11); che tuttavia, se egli avesse vissuto realmente i fatti addotti, il Tribunale ritiene che sia poco plausibile che egli non abbia fatto alcunché per fare chiarezza sul corso del procedimento e che non abbia intrapreso nulla per difendersi, preferendo l'espatrio lasciando la moglie e la famiglia (cfr. verbale 1, pag. 5 e verbale 2, pag. 11); che per il resto si rinvia ai considerandi della dec isione impugnata; che neppure dalle allegazioni ricorsuali emergono nuovi elementi, fatti o mezzi di prova, atti a modificare quanto già ritenuto in prima istanza, si c- ché per evitare ulteriori ripetizioni, si rimanda alle considerazioni dell'UFM; che pertanto non risultano elementi ai sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi da cui dedurre la necessità di ulteriori accertamenti ai fini della determ i- nazione della qualità di rifugiato dell'insorgente; che inoltre non si giustificano neppure delle misure di istr uzione complementari ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedimento all'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente dal punto di vista dell'ammissibilità (cfr. DTAF 2009/50, consid. 5 -8 e DTAF 2007/8, consid. 5.6.5-5.7); che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere che l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente nel suo Paese di origine possa violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confeder a- zione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della Conven- zione del 28 luglio 1951 sullo statuto dei rifugiati (Conv., RS 0.142.30), l'art. 5 LAsi (divieto di respingimento) nonché l'art. 83 cpv. 3 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LSt r, RS 142.20) o esporre il ricorrente al rischio reale ed immediato di trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione del 4 novembre 1950 per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione del 10 dicembre 1984 contro la tortura ed altre pene o tra t- tamenti crudeli, inumani o degradanti (Conv. tortura, RS 0.105); D-3439/2013 Pagina 6 che da quanto esposto ne discende che l'UFM rettamente non è entrato nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi; che di conseguenza, in materia di non entrata nel merito, il ricorso, dest i- tuito di ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la decisi o- ne impugnata va confermata; che il ricorrente non adempie le condizioni in virtù delle quali l'UFM avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera (art. 14 cpv. 1 e cpv. 2, art. 44 cpv. 1 LAsi, nonché ar t. 32 ordinanza 1 dell'11 agosto 1999 sull'asilo relativa a questioni procedurali [OAsi 1, RS 142.311] ; DTAF 2009/50 consid. 9); che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 LStr; che, giusta suddetta norma, l'esecuzione dell'allontan amento deve essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragion e- volmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr); che, in considerazione di quanto indicato poc'anzi, ai sensi delle norme di diritto internazionale pubblico nonché della LAsi, l'esecuzione dell'allonta- namento è ammissibile (cfr. art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 cpv. 3 LStr); che la situazione vigente in Gambia non è caratterizzata da guerra, gue r- ra civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme della popolazi o- ne nell'integralità del territorio nazionale; che quanto alla situazione personale del ricorrente egli è giovane, scola- rizzato e vanta varie esperienze professionali come, ad esempio, fal e- gname, muratore, imbianchino , giardiniere e manovale (cfr. verbale 1, pag. 4 e verbale 2, pag. 3); che inoltre egli dispone in patria di una rete familiare, visto che ha dichiarato che vi risiedono la moglie, il padre, le so- relle, i fratelli, le zie e gli zii (cfr. verbale 1, pag. 5); che infine il ricorrente non ha preteso nel gravame di soffrire di gravi problemi di salute che pos- sano giustificare la sua ammissione provvisoria (cfr. DTAF 2009/2 consid. 9.3.2 e relativi riferimenti), senza che da un esame di ufficio degli atti di causa emerga la necessità di una sua permanenza in Svizzera per motivi medici; che pertanto l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente nel suo Paese di origine è ragionevolmente esigibi le (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 cpv. 4 LStr); che infine non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 44 cpv. 2 LAsi e D-3439/2013 Pagina 7 art. 83 cpv. 2 LStr); che infatti il ricorrente , usando della necessaria d ili- genza, potrà procurarsi ogni documento indispensabile al rimpatrio (cfr. DTAF 2008/34 consid. 12); che l'esecuzione dell'allontanamento è du n- que pure possibile; che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, r a- gionevolmente esigibile e possibile; che di conseguenza, anche in mat e- ria di allo ntanamento e relativa esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata; che, in virtù di quanto precedentemente enunciato, le conclusioni rico r- suali tendenti all'annullamento della decisione impugnata e alla trasmis- sione degli atti all'autorità inferiore per nuova decisione vanno respinte; che avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso la domanda di esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese processuali è divenuta senza oggetto; che visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.–, che seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del Regolamento sulle ta s- se e sulle spese ripetibil i nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]); che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]); (dispositivo alla pagina seguente) D-3439/2013 Pagina 8 il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 1. Il ricorso è respinto. 2. Le spese processuali di CHF 600.– sono poste a carico del ricorrente . Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sentenza. 3. Questa sentenza è comunicata al ricorrente, all'UFM e all'autorità cant o- nale competente. Il giudice unico: La cancelliera: Daniele Cattaneo Nicole Manetti Data di spedizione: