<h2>SubmittedText<h2><p>Per quanto mi risulta, il 13 dicembre 2006 la Svizzera, unitamente a Gran Bretagna, Slovenia, Ucraina e Portogallo, ha votato contro il lieve incremento del preventivo 2007 del Consiglio d'Europa, nonostante l'aumento del contributo svizzero sarebbe stato esiguo. Va inoltre ricordato che la delegazione svizzera in seno all'Assemblea parlamentare sottolinea da anni l'accresciuto fabbisogno finanziario del Consiglio d'Europa, che la maggioranza dei cittadini appoggia con fermezza l'operato del Consiglio d'Europa quale rafforzamento della democrazia e dei diritti dell'uomo in un'Europa che conta 800 milioni di abitanti e che l'incremento del numero degli Stati membri, con il conseguente lavoro supplementare, giustifica pienamente un simile lieve aumento del budget. Il Consiglio federale è disposto a ripensare la sua posizione e a sostenere l'anno prossimo un leggero aumento del preventivo 2008 del Consiglio d'Europa?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Innanzitutto il Consiglio federale desidera sottolineare la fiducia che ripone nell'attività del Consiglio d'Europa. Si tratta di un'istituzione dotata di una componente parlamentare che le conferisce un'ampia legittimità di natura democratica. Bisogna inoltre sottolineare che il ruolo fondamentale assunto da questa organizzazione nella promozione dei diritti dell'uomo, dello Stato di diritto e della democrazia corrisponde già da tempo agli obiettivi della politica estera Svizzera.</p><p>Come molte altre organizzazioni internazionali, attualmente anche il Consiglio d'Europa si trova in una fase di trasformazione caratterizzata da importanti riforme. In tal senso, nel corso di un vertice dei capi di Stato e di governo tenutosi a Varsavia nel maggio 2005, 46 Paesi hanno sottoscritto una dichiarazione e un piano d'azione quale piattaforma di base di questo processo. Il Comitato dei ministri si era poi riunito il 16 e 17 novembre 2005 in occasione della 115esima sessione, cui la Svizzera aveva preso parte con una delegazione diretta da Micheline Calmy-Rey. Nel suo intervento, la consigliera federale aveva rammentato che la Svizzera considera fondamentali gli obiettivi perseguiti dal Consiglio d'Europa nel settore dei diritti dell'uomo, della democrazia e dello Stato di diritto, ma aveva pure sostenuto che le ristrettezze finanziarie non consentivano più di disperdere le energie estendendo le attività ad ambiti sicuramente importanti ma non prioritari. Micheline Calmy-Rey aveva inoltre comunicato che la Svizzera stava procedendo a un riesame critico di tutte le attività svolte dal Consiglio d'Europa, ad eccezione di quelle concernenti i diritti dell'uomo, e che avrebbe concretizzato questa sua nuova impostazione a partire dal processo di approvazione del preventivo 2006. In base a questa impostazione l'incremento dei mezzi finanziari attribuiti alla Corte europea dei diritti dell'uomo, necessaria per ridurre il sovraccarico di lavoro, comporterà una costante riduzione delle attività che non rientrano nella promozione dei diritti dell'uomo in senso stretto. Infatti già da alcuni anni le spese (considerando i valori in euro) non aumentano più in termini reali, in conformità alle politiche di risparmio seguite dagli Stati membri.</p><p>La Svizzera ritiene necessario continuare ad attenersi con rigore a queste indicazioni e, nell'ambito del preventivo 2007, ha quindi deciso di sostenere unicamente un incremento di spesa pari all'inflazione (valori calcolati in euro). Malgrado l'adozione di misure di risparmio, la Corte europea dei diritti dell'uomo registra un fabbisogno di risorse supplementari pari a 4 300 000 euro. Il segretariato del Consiglio d'Europa ha però proposto un ulteriore incremento di spesa pari a 1 400 000 euro, non attenendosi quindi al principio del congelamento delle spese. Questa volta il preventivo non ha quindi potuto essere approvato all'unanimità. La votazione ha infatti registrato l'opposizione di cinque delegazioni, compresa quella della Svizzera, che intendevano attenersi al principio del congelamento delle spese in termini reali. La maggior parte delle delegazioni ha però approvato un modesto incremento di spesa pari a 1,56 per cento in termini reali, portando quindi il budget a 197,2 milioni di euro. In termini nominali il preventivo 2007 comporta quindi un aumento di spesa pari al 3,72 per cento.</p><p>Il Consiglio federale ritiene attualmente prematuro pronunciarsi sul preventivo del 2008. Giudica però opportuno definire regolarmente una posizione di partenza alla vigilia dei dibattiti relativi al preventivo, soprattutto per non consentire un incremento di spesa superiore al rincaro. Si tratta di una di posizione cui non si può abdicare fin dall'inizio. Il Consiglio federale ritiene inoltre opportuno fare costantemente pressione affinché il Consiglio d'Europa continui a concentrare le proprie energie nei tre ambiti d'attività fondamentali, provvedendo quindi in particolare a incrementare le risorse impiegate nel settore dei diritti dell'uomo (e in particolare per la Corte europea dei diritti dell'uomo), a scapito di altri settori indiscutibilmente importanti ma non prioritari.</p><p>Il Consiglio federale giudica che i dibattiti relativi al preventivo rappresentano un'opportunità interessante per promuovere la salvaguardia delle attività fondamentali a scapito di altre attività di secondaria importanza.</p>  Risposta del Consiglio federale.