<h2>InitialSituation<h2><h2 class="Titel_d"><strong>Comunicato stampa del Consiglio federale del 10.06.2022</strong></h2><p class="Standard_d"><strong>Il Consiglio federale adotta il messaggio sulla trasmissione d'imprese per via successoria</strong></p><p class="Standard_d"><strong>Il Consiglio federale intende agevolare la trasmissione d'imprese per via successoria in seno alla famiglia. Nella seduta del 10 giugno 2022 ha adottato il messaggio su una pertinente modifica del Codice civile (CC). La riforma vuole in particolare contribuire a una maggiore stabilità delle PMI svizzere e garantire posti di lavoro.</strong></p><p class="Standard_d">Il 1° gennaio 2023 entreranno in vigore alcune modifiche del diritto successorio: il testatore potrà in futuro disporre liberamente di una parte maggiore della sua successione. Tra le conseguenze della riduzione della porzione legittima vi sarà anche una maggiore flessibilità nella trasmissione d'imprese per via successoria, per cui risulterà più facile trasferire un'impresa a un nuovo titolare. Per incentivare ulteriormente tale trasmissione, nel messaggio adottato il 10 giugno 2022 il Consiglio federale propone diverse misure.</p><p class="Standard_d">&nbsp;</p><p class="Standard_d">Agevolare la trasmissione d'imprese per via successoria in seno alla famiglia</p><p class="Standard_d">Un erede deve poter rilevare l'impresa, anche se il defunto non ha preso alcuna disposizione in merito. In futuro il giudice potrà, su richiesta e a determinate condizioni, attribuire l'intera impresa a un erede. In tal modo si intende evitare la frammentazione o la chiusura in particolare delle piccole e medie imprese (PMI).</p><p class="Standard_d">Nell'attribuzione va tenuto conto delle quote ereditarie degli altri eredi. Il Consiglio federale propone una dilazione di pagamento per il caso in cui chi rileva l'impresa abbia problemi a compensare immediatamente gli altri eredi. Si vuole così evitare che il rilevamento dell'impresa crei problemi di liquidità.</p><p class="Standard_d">Inoltre, il disegno del Consiglio federale stabilisce regole specifiche riguardo al valore d'imputazione dell'impresa nell'ambito della divisione dell'eredità, prevedendo, a determinate condizioni, la possibilità di imputare un'impresa attribuita mentre l'ereditando era in vita al valore nel momento dell'attribuzione. In tal modo si vuole tenere conto del rischio imprenditoriale assunto dal rilevatario dell'impresa. Nel contempo si evita di svantaggiare gli altri eredi per quanto riguarda i beni che possono senz'altro essere separati dall'impresa, perché nella valutazione dell'impresa si tiene conto degli elementi patrimoniali che sono necessari all'esercizio e di quelli che non lo sono.</p><p class="Standard_d">&nbsp;</p><p class="Standard_d">Protezione degli eredi legittimari</p><p class="Standard_d">Il disegno del Consiglio federale prevede normative particolari per proteggere gli eredi che ricevono soltanto la legittima. In linea di massima è infatti esclusa la possibilità di attribuire loro, contro la loro volontà, la legittima sotto forma di partecipazione minoritaria a un'impresa. In caso di legati o liberalità tra vivi riguardanti partecipazioni in un'impresa, viene inoltre favorita la riunione delle partecipazioni minoritarie e maggioritarie.</p><p class="Standard_d">&nbsp;</p><p class="Standard_d">Effetti positivi per l'economia</p><p class="Standard_d">Ogni anno fino a 16 000 imprese devono affrontare una successione. Secondo le stime, 3400 di queste possono andare incontro a problemi di finanziamento a causa della normativa di diritto successorio. Le misure proposte vogliono contrastare tale fenomeno e rafforzare la piazza economia svizzera. Infine, i provvedimenti contribuiscono anche a una maggiore stabilità delle imprese e quindi a garantire posti di lavoro.</p><h2>Proceedings<h2><h4 class="SDA_Meldung_d">Notizia ATS</h4><h3 class="Debatte_sda_linksbündig_d"><strong>Dibattito al Consiglio degli Stati, 15.06.2023</strong></h3><p class="Standard_d"><strong>"No" a nuove regole per successione PMI</strong></p><p class="Standard_d"><strong>Nulla da fare per il progetto governativo volto ad agevolare la trasmissione di piccole e medie imprese (PMI) per via successoria in seno alla famiglia. Il Consiglio degli Stati ne ha infatti bocciato oggi l'entrata in materia con 27 voti contro 12.</strong></p><p class="Standard_d">Oltre a dubitare che il progetto sia in grado di garantire la certezza del diritto nei casi controversi, il relatore commissionale Thomas Hefti (PLR/GL) ha evidenziato come nella stragrande maggioranza dei casi la normativa proposta non sia necessaria visto che la successione d'imprese si realizza di comune accordo.</p><p class="Standard_d">Col suo progetto licenziato un anno fa, il Governo intende riformare il Codice civile al fine di garantire maggiore stabilità alle PMI. Sebbene da gennaio 2022 la trasmissione di imprese risulti più flessibile, facilitando il passaggio dal titolare dell'azienda all'erede o al terzo di sua scelta, sussistono altre difficoltà specifiche che i titolari di imprese e i loro eredi incontrano nel processo di successione.</p><p class="Standard_d">Ogni anno fino a 16'000 imprese devono affrontare una successione. Secondo le stime, 3400 di queste possono andare incontro a problemi di finanziamento a causa della normativa di diritto successorio. Le misure legislative elaborate dall'esecutivo mirano a migliorare questa situazione insoddisfacente.</p><p class="Standard_d">In particolare, un erede dovrebbe poter rilevare l'impresa anche se il defunto non ha preso alcuna disposizione in merito. In futuro il giudice dovrebbe inoltre poter attribuire l'intera azienda a un erede. In tal modo si intende evitare la frammentazione o la chiusura in particolare proprio delle PMI.</p><p class="Standard_d">&nbsp;</p><h4 class="SDA_Meldung_d"><span style="color:black;">Notizia&nbsp;ATS</span></h4><h3 class="Debatte_sda_linksbündig_d"><span style="color:#221E1F;"><strong>Dibattito al Consiglio nazionale, 20.09.2023</strong></span></h3><p class="Standard_d"><strong>CN vuole nuove regole per la successione PMI</strong><br><strong>La trasmissione di piccole e medie imprese (PMI) dovrebbe essere facilitata in seno alla famiglia. Con 114 voti contro 67 e 8 astenuti, il Consiglio nazionale ha adottato oggi un progetto governativo in tal senso. La Camera dei cantoni, che aveva respinto la riforma in giugno, dovrà di nuovo pronunciarsi.</strong></p><p class="Standard_d">Le nuove disposizioni mirano in particolare a garantire una maggiore stabilità delle PMI nonché i posti di lavoro, ha spiegato la ministra della giustizia Elisabeth Baume-Schneider. Un unico erede potrà rilevare l'impresa, anche se il defunto non ha preso alcuna disposizione in merito. In futuro il giudice potrebbe anche, su richiesta e a determinate condizioni, attribuire l'intera azienda a un erede.</p><p class="Standard_d">L'obiettivo non è di favorire un erede, ha precisato Christian Dandrès (GE/PS) a nome della commissione. Con questa misura si intende evitare la frammentazione o la chiusura delle PMI.</p><p class="Standard_d">Per Sidney Kamerzin (Centro/VS), contrario all'entrata in materia, tale progetto lede i figli che non vogliono rilevare un'impresa. La loro parte di eredità sarà ancora ridotta. Anche l'UDC ha ricordato che una successione di imprese spetta in rimo luogo al suo proprietario. È davvero necessario regolare questo aspetto nel diritto?, si sono chiesti i democentristi.</p><p class="Standard_d">&nbsp;</p><p class="Standard_d">Mantenere l'attività</p><p class="Standard_d">"Ciò deve consentire di proseguire l'attività dell'impresa quando un padrone muore senza aver regolamento la successione in un testamento", ha replicato Beat Flach (PVL/AG). Il progetto non si sostituisce in alcun caso alla volontà del defunto, ha assicurato Baume-Schneider.</p><p class="Standard_d">"È sempre preferibile che il capo di un'azienda pianifichi la sua successione. Ma la realtà mostra che non è sempre così. Il legislatore deve inquadrare meglio tali casi", ha aggiunto.</p><p class="Standard_d">Ogni anno fino a 16 mila imprese devono affrontare una successione. Secondo le stime, 3400 di queste possono andare incontro a problemi di finanziamento a causa della normativa di diritto successorio. Le misure legislative in esame mirano proprio a migliorare questa situazione insoddisfacente.</p><p class="Standard_d">Un'impresa non deve essere liquidata perché la sua trasmissione non è stata risolta quando c'erano sono più eredi potenziali, ha ricordato Dandrès. Ne va dell'interesse dell'economia svizzera: la liquidazione di un'impresa rappresenta una perdita in materia di impieghi, ha aggiunto Beat Walti (PLR/ZH).</p><p class="Standard_d">&nbsp;</p><p class="Standard_d">Termine di pagamento</p><p class="Standard_d">Oggi il Nazionale ha ritoccato il progetto governativo per quel che concerne l'ottenimento di un termine di pagamento allo scopo di evitare problemi di liquidità per il mantenimento dell'attività di un'impresa.</p><p class="Standard_d">Con 103 voti contro 84 e 1 astensione, la Camera del popolo ha ridotto questo termine da 10 a 5 anni. "Il termine è sufficientemente lungo per consentire a colui che rileva l'azienda e agli altri eredi di ricevere più rapidamente la loro parte di eredità", ha sostenuto Florence Brenzikofer (Verdi/BL).</p><p class="Standard_d">Se l'impresa è in pericolo, questo termine potrà essere esteso a dieci anni. Tale eccezione è necessaria in alcune circostanze, ha precisato Beat Flach. Nel diritto attuale, colui che rileva un'impresa deve sempre pagare gli importi dovuti agli altri eredi, il che può rendere difficile l'operazione. Il Nazionale ha pure ritenuto che in caso di dilazione di pagamento, il giudice può definire altri diritti per le altre parti interessate.</p><p class="Standard_d">&nbsp;</p><h4 class="SDA_Meldung_d"><span style="color:black;">Notizia&nbsp;ATS</span></h4><h3 class="Debatte_sda_linksbündig_d"><strong>Dibattito al Consiglio degli Stati, 12.03.2024</strong></h3><p class="Standard_d"><strong>CSt affossa nuove regole per successione PMI</strong><br><strong>Nulla da fare per il progetto governativo volto ad agevolare la trasmissione di piccole e medie imprese (PMI) per via successoria in seno alla famiglia. Il Consiglio degli Stati ne ha infatti bocciato oggi per la seconda volta l'entrata in materia, con 25 voti a 17 e 1 astensione. Malgrado il sostegno del Nazionale, il dossier è quindi liquidato.</strong></p><p class="Standard_d">L'obiettivo del progetto era consentire l'assegnazione integrale di un'azienda a un erede se l'eredità non era stata stabilita prima del decesso del titolare. Mirava inoltre a garantire una maggiore stabilità alle PMI e a salvaguardare posti di lavoro.</p><p class="Standard_d">Non vi è alcuna necessità di regolamentazione, poiché nella stragrande maggioranza dei casi la trasmissione successoria di un'impresa avviene in modo consensuale, ha affermato in entrata di dibattito Daniel Fässler (Centro/AI) a nome della commissione preparatoria, aggiungendo che spetta all'imprenditore disciplinare la propria successione.</p><p class="Standard_d">La maggioranza della commissione dubitava inoltre che in casi controversi il progetto avrebbe creato effettivamente certezza del diritto. La normativa proposta, è stato aggiunto, avrebbe inoltre comportato una disparità di trattamento tra eredi.</p><p class="Standard_d">Fässler ha anche fatto riferimento alla revisione del diritto successorio entrata in vigore il 1° gennaio 2023, che comporta una maggiore flessibilità nella successione delle società, rendendo più facile anche il trasferimento di aziende. "Dobbiamo prima vedere quale sarà l'impatto di questa revisione", ha sottolineato.</p><p class="Standard_d">Una minoranza ha invece sostenuto invano che non è nell'interesse dell'economia se una società deve essere liquidata perché non è stata organizzata la successione con i potenziali eredi. Quanto proposto avrebbe fornito una sorta di rete di salvataggio in questi casi, è stato rilevato.</p><p class="Standard_d">L'attuale legislazione attribuisce troppa importanza alla tutela delle minoranze, secondo i favorevoli all'entrata in materia. Un singolo erede può ad esempio forzare la liquidazione di un'impresa al momento dell'eredità, causando una perdita di conoscenze e di continuità e mettendo a rischio posti di lavoro.</p><p class="Standard_d">Carlo Sommaruga (PS/GE) ha fatto notare che i settori economici, i primi interessati, erano favorevoli durante la consultazione. Fabio Regazzi (Centro/TI) ha dal canto suo sottolineato l'importanza delle PMI per la Svizzera e rilevato l'ampio sostegno dei Cantoni al progetto, invitando il plenum ad approvarlo, anche se imperfetto.</p><p class="Standard_d">Ogni anno fino a 16'000 imprese devono affrontare una successione. Secondo le stime, 3400 di queste possono andare incontro a problemi di finanziamento a causa della normativa di diritto successorio.</p><p class="Standard_d">"La situazione attuale è insoddisfacente", secondo il consigliere federale Beat Jans, che nel suo intervento ha ricordato come il disegno di legge sia frutto del lavoro parlamentare e in consultazione abbia generato reazioni prevalentemente positive. "Non è giusto bloccare la discussione prima del dibattito di dettaglio".</p><p class="Standard_d">La commissione preparatoria lo ha effettivamente esaminato nei particolari, non trovandovi però soluzioni soddisfacenti, ha replicato Beat Rieder (Centro/VS). "Alcuni casi di eredità finiscono in tribunale e questo non può essere cambiato con la legge". Alla fine, una maggioranza del Centro e del PLR, così come gli esponenti dell'UDC, hanno affossato il tutto, decidendo di non entrare in materia.</p>