<h2>SubmittedText<h2><p>In Svizzera, la ricerca sull'ingegneria genetica nell'agricoltura è attualmente un percorso a ostacoli. Il motivo principale: la moratoria sulle piante e sugli animali geneticamente modificati, che il Consiglio federale intende prolungare di tre anni, ossia fino al 2013. Durante la campagna precedente la votazione del 27 novembre 2005 sull'iniziativa popolare federale "per alimenti prodotti senza manipolazioni genetiche", il Consiglio federale aveva affermato che "... l'accettazione dell'iniziativa recherebbe danno alla piazza di ricerca svizzera" (cfr. pag. 11 delle spiegazioni di voto). Oggi il governo ritiene invece che l'iniziativa non rappresenti una minaccia per la ricerca (cfr. comunicato stampa del 14 maggio 2008). In base alle nostre informazioni, però, la ricerca potrebbe essere seriamente compromessa dalla moratoria: secondo quanto affermato lo scorso 21 maggio sulle pagine della "NZZ" dal celebre botanico del Politecnico federale di Zurigo Christof Sautter, numerosi ricercatori hanno lasciato la Svizzera a causa delle scarse prospettive di lavoro. L'interesse dei giovani ricercatori per il programma nazionale di ricerca PNR 59 è stato molto scarso. Anche la piazza economica subisce gli effetti della moratoria: ne è un indizio il fatto che in Svizzera non ci sono, ad esempio, piccole e medie imprese che si occupano di ingegneria genetica nell'agricoltura.</p><p>A ciò si aggiunge che il nostro Paese dispone di un grande potenziale nel campo della ricerca sull'ingegneria genetica che attualmente non può però essere sfruttato. Si pensi al bagaglio di conoscenze della stazione di ricerca Agroscope di Reckenholz, un'unità organizzativa dell'Ufficio federale dell'agricoltura. In futuro questo know-how potrà contribuire a semplificare la realizzazione di emissioni sperimentali e, pertanto, occorre imperativamente sfruttarlo in misura maggiore di quanto non avvenga oggi. Per questo motivo il gruppo radicale-liberale propone di istituire un centro di competenza per le emissioni sperimentali incaricato di raccogliere e rendere accessibili al pubblico le conoscenze disponibili in questo campo.</p><p>Sulla base di quanto precede, poniamo al Consiglio federale le domande seguenti:</p><p>1. Prima di affermare che la proroga della moratoria non avrebbe messo in pericolo la piazza svizzera della ricerca ha provveduto ad appurare quanto segue:</p><p>- Quanti ricercatori sono emigrati in altri Paesi durante la moratoria?</p><p>- Quanti progetti di ricerca in ingegneria genetica sono stati abbandonati o non sono stati depositati poiché la moratoria ha contribuito a demotivare i giovani ricercatori?</p><p>- Quale influsso ha avuto la moratoria sugli istituti di ricerca?</p><p>- Come si è sviluppato il numero degli studenti nelle relative materie?</p><p>Nel caso in cui abbia provveduto ad appurare questi punti, quali risultati sono emersi?</p><p>2. In che modo intende conservare le conoscenze ed esperienze acquisite nella pianificazione e preparazione delle emissioni sperimentali con piante geneticamente modificate?</p><p>3. Qual è la sua posizione sulla proposta di raggruppare questo know-how in un centro di competenza per renderlo accessibile ad altri fruitori?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Le disposizioni transitorie dell'articolo 197 della Costituzione federale (7. Disposizione transitoria all'art. 120 - Ingegneria genetica in ambito non umano) prevedono che "nei cinque anni seguenti l'accettazione della presente disposizione costituzionale (27 novembre 2005) l'agricoltura svizzera non utilizzi organismi geneticamente modificati. Non possono in particolare essere importati né messi in circolazione le piante, le parti di piante e le sementi geneticamente modificate che possono riprodursi e sono destinate a essere utilizzate nell'ambiente per fini agricoli, come pure gli animali geneticamente modificati destinati alla produzione di alimenti e altri prodotti agricoli". Questa disposizione non interessa direttamente la ricerca. Attualmente non esiste un'analisi attendibile delle ripercussioni che la moratoria comporta per la ricerca in Svizzera (dati incompleti, assenza di analisi specifiche). Anche disponendo di ulteriori rilevazioni e analisi statistiche sarebbe difficile identificarne le ripercussioni come chiesto nell'interpellanza e interpretarle oggettivamente. Nel caso specifico degli istituti di ricerca, Agroscope aveva deciso già prima della moratoria di rinunciare agli esperimenti con organismi geneticamente modificati e a sperimentazioni nel campo dell'ingegneria genetica (ad es. studio delle varietà con piante geneticamente modificate, coltivazione di piante con la tecnica di trasferimento genico). Questa decisione era stata presa alcuni anni prima dell'entrata in vigore della moratoria - quindi a prescindere da essa - per cui un'eventuale proroga non avrebbe nessun influsso sui progetti di ricerca di Agroscope. Nel mandato di prestazioni 2008-2011 si legge che Agroscope Reckenholz-Tänikon partecipa alle emissioni sperimentali nell'ambito del PNR 59, in particolare per quanto concerne l'analisi dei rischi che le piante geneticamente modificate comportano per l'ambiente. L'importanza della ricerca nel campo della biosicurezza nel quadro del mandato di prestazioni 2012-2015 verrà definita dopo un'approfondita discussione con tutte le cerchie interessate. </p><p>Come già esposto nella risposta all'interpellanza Kunz (06.3131, Ricerca sui rischi della tecnologia genetica), il Consiglio federale ritiene che occorre analizzare l'utilità e i rischi dell'ingegneria genetica al fine di poter applicare in modo adeguato e responsabile la biotecnologia in Svizzera. In questo senso si può affermare che la ricerca nel campo della biosicurezza non ha finora mai suscitato tanto interesse e mobilitato tante risorse finanziarie come negli ultimi anni. Già nel 2003 l'Ufficio federale dell'ambiente ha bandito un concorso per un programma di ricerca sulla biosicurezza i cui risultati dovrebbero essere pubblicati nel corso di quest'anno. Il programma nazionale di ricerca deciso dal Consiglio federale "Benefici e rischi dell'immissione nell'ambiente di piante geneticamente modificate" (PNR 59) ha accentuato ulteriormente questa tendenza. Progetti di ricerca complementari in questo ambito sono svolti anche a livello europeo (ad es. SIGMEA: Sustainable introduction of genetically modified crops into european agriculture).</p><p>2./3. Con il lancio del PNR 59 il Consiglio federale ha confermato la volontà di promuovere progetti di ricerca in questo ambito. Gli uffici federali competenti si sono impegnati, unitamente ai ricercatori, in favore delle emissioni sperimentali e hanno attivato un gruppo di sostegno incaricato non soltanto di controllare gli esperimenti ma anche di tutelare le conoscenze e il know-how così acquisiti. A livello di istituti di ricerca si può aggiungere che Agroscope dispone di vaste conoscenze nella ricerca in materia di biosicurezza e che le amplia nell'ambito del PNR 59. Finché non si conosceranno i risultati dei progetti in corso, non si possono tuttavia definire precisamente le prossime tappe di questo impegno. Con la fine del PNR 59 occorre anche approfondire la questione di come raggruppare le competenze acquisite progressivamente nel settore delle emissioni sperimentali.</p>  Risposta del Consiglio federale.