<h2>SubmittedText<h2><p>Considerati gli sviluppi della guerra in Ucraina, le sanzioni energetiche contro la Russia e il rischio che quest'ultima interrompa le forniture di gas, l'eventualità di un approvvigionamento insufficiente di gas, e forse anche di petrolio, per la stagione invernale 2022/23 è tutt'altro che remota.</p><p>Se l'unica soluzione ragionevole a medio e lungo termine consiste nella transizione alle energie rinnovabili, incrementando al contempo l'efficienza energetica, è tuttavia evidente che una trasformazione di questo tipo non può concretizzarsi nel giro di qualche mese.</p><p>Date queste premesse, poniamo al Consiglio federale le seguenti domande.</p><p>1. Quali misure l'Ufficio federale per l'approvvigionamento economico del Paese (UFAE) intende adottare per fronteggiare correttamente un'interruzione parziale dell'approvvigionamento?</p><p>2. L'UFAE ha avviato una consultazione con il settore immobiliare (inquilini e proprietari) per mettere in atto misure a breve termine quali, ad esempio, una leggera riduzione della temperatura interna degli edifici? Quali misure sono previste?</p><p>3. L'Ufficio ha condotto colloqui con i rappresentanti delle aziende che utilizzano gas naturale per contenere al meglio i danni in caso di penuria? </p><p>4. Si è confrontato con i suoi omologhi dell'Unione Europea e degli Stati membri per gestire questa situazione, evitarne l'insorgenza e garantire l'approvvigionamento? </p><p>5. Perché non disponiamo di scorte obbligatorie di gas? E perché l'ordinanza concernente la costituzione di scorte obbligatorie di gas naturale consente di adempiere l'obbligo partecipando al deposito di olio da riscaldamento extra leggero?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. In caso di grave penuria di gas naturale la commutazione degli impianti bicombustibili verrebbe disposta tramite ordinanza. Questi impianti possono essere alimentati anche con altri combustibili oltre al gas naturale, in particolare con l'olio da riscaldamento extra leggero. Per quest'ultimo gli importatori di gas sono tenuti a costituire scorte obbligatorie a titolo suppletivo per un quantitativo equivalente a 4 mesi e mezzo di consumo.</p><p>In caso di penuria simultanea sul mercato dell'olio da riscaldamento extra leggero queste scorte verrebbero liberate e destinate agli impianti bicombustibili.</p><p>Parallelamente alla commutazione, la Confederazione lancerebbe un appello al risparmio di gas. Se queste due misure non dovessero essere sufficienti,</p><p>bisognerebbe emanare mediante ordinanza una serie di limitazioni al consumo e vietare determinati utilizzi. Se le suddette misure non bastassero, il consumo degli impianti a monocombustibile verrà ridotto mediante contingentamento. Ciò riguarderebbe tutti i consumatori di gas, ad eccezione dei clienti protetti. Si tratta, ad esempio, di ospedali, case per anziani e case di cura.. Inizialmente, un'eventuale penuria di prodotti petroliferi sarebbe compensata con la liberazione di scorte obbligatorie. Gli importatori di prodotti petroliferi, infatti, sono tenuti a costituire scorte in grado di coprire il fabbisogno di benzina, diesel e olio da riscaldamento extra leggero per quattro mesi e mezzo e quello di cherosene per tre mesi. In caso di penuria prolungata, invece, potrebbero essere introdotte ulteriori misure per ridurre i consumi.</p><p>2. I progetti di ordinanza in materia di gas (divieti e limitazioni dell'utilizzo di gas, contingentamento) sono oggetto di una consultazione tra Cantoni e cerchie interessate fino al 22 settembre 2022. Inoltre, il 31 agosto 2022 è stata lanciata la campagna di risparmio energetico di SvizzeraEnergia.</p><p>3. Tutte le misure adottate in base alla legge sull'approvvigionamento del Paese (RS 531) sono messe a punto dai quadri di milizia dell'AEP. Attualmente il settore si sta consultando sul piano di contingentamento, che prevede in particolare la concessione di una certa flessibilità per tenere conto delle situazioni specifiche, soprattutto sul piano dei consumi.</p><p>4. La regolamentazione europea sulla sicurezza dell'approvvigionamento di gas riguarda unicamente i Paesi membri dell'UE. La Svizzera deve dunque muoversi a seconda delle circostanze dei singoli Paesi. In seguito a una decisione del Consiglio federale, insieme a Germania, Francia, Italia e Paesi Bassi l'Ufficio federale dell'energia (UFE) sta esaminando la possibilità di sottoscrivere accordi di solidarietà in materia di sicurezza dell'approvvigionamento di gas, accesso agli impianti di stoccaggio e garanzia di fornitura verso la Svizzera nel caso in cui i suddetti Paesi attivino piani d'emergenza, come previsto dal regolamento (UE) 2017/1938. Inoltre, a fine marzo il Forum energetico pentalaterale, che raggruppa Francia, Germania, Belgio, Paesi Bassi, Lussemburgo, Austria e Svizzera, ha adottato una dichiarazione giuridicamente non vincolante sulla cooperazione in materia di stoccaggio di gas.</p><p>5. Ad oggi, per ragioni economiche e tecniche, la Svizzera non dispone di scorte obbligatorie di gas. L'industria sta valutando diversi progetti in proposito, seguiti dall'UFE in collaborazione con l'AEP. In mancanza delle scorte, si provvede allo stoccaggio di olio da riscaldamento extra leggero a titolo suppletivo, in modo da poter rifornire gli impianti bicombustibili. Con la crisi attuale, l'UE ha adottato un nuovo regolamento (Regolamento UE 2022/1369) che impone ai Paesi membri determinati tassi di riempimento degli impianti di stoccaggio. I Paesi UE sprovvisti di impianti dovranno stoccare una quantità pari al 15 per cento dei loro consumi nelle strutture dei Paesi con un'eccedenza di volume. La stessa percentuale deve essere stoccata dalla Svizzera nei Paesi UE in virtù dell'ordinanza del Consiglio federale sulla garanzia delle capacità di fornitura di gas naturale in situazioni di grave penuria (RS 531.82).</p>  Risposta del Consiglio federale.