<h2>SubmittedText<h2><p>Diversamente da alcuni predatori, il lupo può percorrere distanze molto lunghe, fino a 1500&nbsp;km.</p><p>Per esempio, nell’agosto del 2021 è stata accertata la presenza nei Grigioni di uno dei lupi maschi nati nel 2020 sul Marchairuz, nel Giura vodese. Un esemplare nato nei Grigioni è certamente morto dopo una migrazione che lo ha portato fino in Ungheria. In meno di un anno, questo lupo, dotato di un collare GPS, ha percorso 1927&nbsp;chilometri! Si tratta della più lunga migrazione mai registrata in Europa per questa specie.</p><p>Questi lunghi spostamenti da un capo all’altro del continente di lupi subadulti, spesso solitari, in cerca di cibo e congeneri, possono attraversare zone in cui la rabbia non è del tutto eradicata, così come l’influenza aviaria, diffusa in tutta Europa dagli uccelli migratori, e la peste suina africana, presente nel Vecchio Continente in particolare nei Paesi dell’Est.</p><p>Oggi, la Svizzera e alcuni Paesi dell’Europa occidentale sono liberi dalla rabbia. Nel 1978, il nostro Paese ha avviato una campagna di vaccinazione delle volpi con l’ausilio di esche contenenti vaccino. La campagna ha permesso alla Svizzera di eradicare questa malattia dall’intero territorio nazionale e di essere ufficialmente riconosciuta come libera dalla rabbia dal 1998.</p><p>Nel 2008, in Italia sono stati censiti nove casi di rabbia. L’anno successivo, il numero di animali trovati morti per questa malattia è salito a 69 e a metà maggio del 2010 il virus aveva già ucciso più di 180 animali.</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>- Qual è la situazione attuale della rabbia in Europa e soprattutto nei Paesi confinanti con il nostro?</p><p>- Quali misure sta adottando la Svizzera per prevenire il ritorno della rabbia e di altre malattie epizootiche attraverso il lupo?</p><p>- Quali sono i rischi che il lupo diffonda e trasmetta queste malattie ad altri canidi o felini?</p><p>- I test del DNA effettuati sulle carcasse di prede del lupo sono accompagnati da test per diagnosticare la rabbia e altre malattie potenzialmente trasmissibili?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Tutti i Paesi dell’Europa occidentale sono considerati da anni indenni da rabbia; tra questi la Francia (2001), la Germania (2008), l’Austria (2008) e l’Italia (in seguito ai casi dichiarati nel 2010, il Paese ha ripreso la campagna di vaccinazione e ha potuto dichiararsi "indenne da rabbia" nel 2013). Nell’Europa orientale, i casi di rabbia sono stati notificati nel 2022 principalmente da Ucraina, Georgia e Romania in animali domestici e selvatici, e dalla Polonia principalmente in animali selvatici. In Svizzera, la rabbia è stata eradicata attraverso l’immunizzazione orale delle volpi rosse, tanto che dal 1998 il Paese è riconosciuto ufficialmente indenne da rabbia terrestre, ovvero negli animali non in grado di volare. L’UE applica le stesse misure di lotta ed eradicazione; pertanto, il pericolo di diffusione naturale della rabbia tramite gli animali selvatici è attualmente considerato basso. Il pericolo maggiore che essa venga introdotta in un Paese riconosciuto indenne come la Svizzera è attualmente rappresentato dall’importazione illegale di animali domestici.&nbsp;</p><p>In Svizzera e nei Paesi limitrofi la situazione della rabbia viene sorvegliata regolarmente. In caso di sospetto, ogni anno il Centro svizzero della rabbia dell’Istituto di virologia e di immunologia esamina circa 100-120 animali domestici e selvatici per rilevare l’eventuale presenza della malattia. Tutti i lupi abbattuti dalle autorità o rinvenuti morti in Svizzera vengono sorvegliati su incarico della Confederazione allo scopo di individuare precocemente la presenza della rabbia e di altre malattie e di esaminare il loro stato di salute. Finora in nessuno dei lupi esaminati è stata rilevata la rabbia.&nbsp;</p><p>Il rischio di diffusione di questa malattia tramite i lupi in migrazione è molto basso, in quanto essa non è molto comune nei Paesi in cui gli animali transitano. Altre malattie che possono essere trasmesse all’essere umano sono in particolare l’infezione da tenia della volpe (echinococcosi) e la trichinellosi, una malattia infettiva causata da un nematode. I lupi infetti espellono gli agenti patogeni con le feci. Le feci contaminate di volpi e cani, per la vicinanza di questi animali all’essere umano, sono le principali fonti di contagio per l’echinococcosi, mentre per la trichinellosi la fonte è da ricondurre all’ingestione di carne infetta di cinghiali.</p><p>Non vengono effettuati test del DNA per la rabbia e altri agenti patogeni sulle carcasse delle prede dei lupi. L’individuazione dell’agente patogeno della rabbia è utile soltanto su campioni di cervello di animali clinicamente malati e con sintomi.&nbsp;</p><p>Attualmente, quindi, non si ritiene che l’assenza della rabbia in Svizzera sia minacciata dai lupi. Inoltre, oggi è disponibile una vaccinazione antirabbica efficace per i mammiferi domestici e una profilassi immunitaria efficace per l’essere umano.</p>