<h2>SubmittedText<h2><p>1. Il DFAE sta considerando l'ipotesi di concludere, o perlomeno ridurre sensibilmente, l'impegno politico e finanziario in Palestina?</p><p>2. L'efficienza della nostra presenza in Palestina viene controllata e valutata a sufficienza? Il Consiglio federale è pronto ad effettuare una valutazione oggettiva della situazione?</p><p>3. Considerata la situazione alquanto confusa, senza legittimi detentori del potere (Hamas), l'impegno unilaterale della Svizzera non si rivela piuttosto controproducente?</p><p>4. Per la diplomazia e l'impegno della Svizzera a livello mondiale non esistono possibilità d'impiego sensibilmente più consone ed efficienti?</p><p>5. A che punto è giunto il progetto (forse fallito?) dell'Iniziativa di Ginevra?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. L'impegno finanziario del Dipartimento federale degli affari esteri nel Territorio palestinese occupato (TPO) si concretizza in primo luogo nel programma della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC). Il budget destinato a tale programma ammonta a 22 milioni di franchi all'anno. Metà di tale stanziamento è destinato a programmi umanitari, l'altra metà a progetti di sviluppo. La strategia della DSC si inserisce nella linea d'azione della politica della Confederazione nel TPO, segnatamente la promozione della pace, la tutela della dignità umana e la promozione dello sviluppo economico e sociale.</p><p>Il contributo della Svizzera si caratterizza in questo modo per il suo impegno al dialogo, ai valori democratici e al rispetto del diritto internazionale umanitario. Data la continua necessità della popolazione civile nel TPO, non sussiste ragione alcuna perché il dipartimento rimetta in questione il budget destinato alla realizzazione di questo programma.</p><p>2. La DSC annette un'importanza particolare alla realizzazione degli obiettivi fissati e alla presentazione dei risultati ottenuti. Questi programmi sono d'altronde oggetto di regolari verifiche. Il programma della DSC nel TPO è stato sottoposto ad una verifica esterna nel 2009. L'inchiesta ha messo in luce la pertinenza e l'efficacia del suo operato. Si ricorda inoltre che il programma viene regolarmente verificato dal dipartimento. La prossima verifica è prevista nel mese di settembre 2010. In aggiunta, anche i progetti realizzati dai partner della DSC nel TPO sono valutati a scadenza periodica. Per quanto riguarda i partner stessi, sono a loro volta oggetto di verifica sulla gestione amministrativa e finanziaria da parte di esperti indipendenti.</p><p>3. La DSC lavora con vari partner attivi nel TPO: le Nazioni Unite (UNRWA, PAM, OCHA, OMS), determinate istituzioni parastatali (ufficio di statistica, commissione indipendente dei diritti umani), alcune organizzazioni della società civile e il settore privato. La Svizzera non contribuisce in alcun modo al bilancio delle autorità palestinesi. I beneficiari del programma della DSC sono le popolazioni civili più vulnerabili.</p><p>4. Come agenzia di sviluppo e d'aiuto umanitario, la DSC ha il mandato di concentrare le sue azioni nei Paesi più poveri e nelle regioni fragili o in crisi. L'impegno della DSC nel TPO rientra in questo quadro.</p><p>5. L'Iniziativa di Ginevra e le sue appendici costituiscono a tutt'oggi uno dei rari modelli di piano di pace globale suscettibile di sfociare in una risoluzione del conflitto negoziato tra i rappresentanti delle società civili israeliana e palestinese. Di conseguenza costituisce una fonte d'ispirazione importante per i partner ufficiali dei negoziati e per eventuali mediatori. Accordando il suo sostegno all'Iniziativa di Ginevra la Svizzera non intende fare pressione in favore di una soluzione particolare per risolvere il conflitto, considerato che la stessa deve essere il frutto di negoziati tra le parti in causa. Con l'Iniziativa di Ginevra i responsabili dispongono tuttavia di una gamma di misure concrete volte a promuovere una soluzione del conflitto. Dopo la pubblicazione di gran parte delle sue appendici lo scorso mese di settembre il testo fornisce altresì numerose proposte per affrontare i vari punti in sospeso (le frontiere, Gerusalemme, la sicurezza, ecc.).</p>  Risposta del Consiglio federale.