<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di adeguare al potere d'acquisto il soldo versato ai militari e di verificare periodicamente tale importo.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Da molto tempo in Svizzera il soldo militare viene considerato più come un'indennità per le spese personali legate al servizio che non come un vero e proprio compenso per le prestazioni fornite con il servizio militare. Da quando nel 1940 è stata introdotta l'indennità per perdita di guadagno il soldo ha di fatto perso il suo significato intrinseco. I tassi dell'indennità per perdita di guadagno sono stati costantemente aumentati e anche adeguati al rincaro. Parallelamente a ciò, il soldo continua a rappresentare un particolare segno di riconoscenza dello Stato verso tutti i cittadini e le cittadine che si impegnano in prima persona per la sicurezza del Paese. Questo segno di riconoscenza viene elargito, nella stessa entità prevista per chi presta servizio militare, anche ai militi della protezione civile e ai civilisti. Il soldo ha quindi un valore più simbolico che finanziario ed è un riconoscimento verso le prestazioni personali di un singolo nell'interesse dello Stato e della società. Volendo valutare l'entità del soldo occorre tener conto del fatto che chi presta servizio riceve vitto e alloggio gratuiti. Inoltre le spese per soddisfare le proprie esigenze personali sussistono non solo quando si presta servizio militare, ma anche nella vita civile.</p><p></p><p>L'ultimo adeguamento del soldo risale al 1987 con la revisione parziale del decreto del Consiglio federale concernente l'amministrazione dell'esercito. Il soldo giornaliero per i militari venne aumentato da 4 a 5 franchi. </p><p>Adeguare complessivamente il soldo all'evoluzione del potere d'acquisto per tutti i gruppi di gradi (dalla recluta al colonnello) significherebbe per l'esercito un aumento della spesa annua stimata pari a circa 15 milioni di franchi. Dal momento che occorrerebbe adeguare il soldo anche per i militi della protezione civile e i civilisti, la Confederazione, i Cantoni e gli istituti di impiego del servizio civile dovrebbero sostenere spese pari a circa 5 milioni di franchi all'anno (di cui 1.3 milioni i Cantoni per i giorni di servizio prestati dalla protezione civile, circa 140 000 franchi l'Ufficio federale del servizio civile e circa 3.6 milioni di franchi gli istituti di impiego per i giorni di servizio civile prestati).</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.