<h2>SubmittedText<h2><p>Il 25 marzo 2020 il Consiglio federale ha adottato l'ordinanza sull'impiego della riserva dei contributi del datore di lavoro per pagare i contributi dei lavoratori alla previdenza professionale in relazione con il coronavirus (ordinanza COVID-19 previdenza professionale). L'articolo 1 capoverso 1 stabilisce che "il datore di lavoro può attingere alla riserva ordinaria dei suoi contributi per pagare i contributi dei lavoratori alla previdenza professionale". Secondo il Consiglio federale, questa misura permetterà ai datori di lavoro di superare a breve termine l'eventuale mancanza di liquidità.</p><p>L'ordinanza ha l'obiettivo di garantire una maggiore flessibilità ai datori di lavoro in questo periodo difficile. Sappiamo bene che le liquidità sono cruciali per il buon funzionamento di un'impresa. Concretamente, affinché questa misura sia efficace, è necessario che i datori di lavoro abbiano costituito riserve in passato. Considerato che questo avviene su base volontaria, non è detto che molte imprese l'abbiano fatto. Occorre dunque sapere se queste riserve siano state costituite come autorizzato per legge e, se del caso, a quanto ammontano.</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Può comunicarci l'importo approssimativo delle riserve dei contributi del datore di lavoro costituite dalle casse di previdenza prima della crisi del coronavirus?</p><p>2. Può indicarci la percentuale di queste riserve rispetto all'importo annuo dei contributi del datore di lavoro dovuti dalle imprese?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. e 2. Secondo le cifre più recenti della statistica delle casse pensioni dell'Ufficio federale di statistica, alla fine del 2018 le riserve ordinarie di contributi del datore di lavoro ammontavano complessivamente a 6822 milioni di franchi. Nel 2018 i contributi regolamentari dei salariati sono stati pari a 19 620 milioni di franchi e quelli dei datori di lavoro a 27 679 milioni. Le riserve ordinarie di contributi del datore di lavoro rappresentavano dunque il 35 per cento dei contributi regolamentari annui dei salariati e il 25 per cento di quelli dei datori di lavoro.</p>  Risposta del Consiglio federale.