<h2>SubmittedText<h2><p>L'allargamento dell'A13 con la sistemazione finale della tratta Arbedo-Castione - confine Ticino/Grigioni - pone dei problemi d'impatto sull'ambiente e sulla popolazione a livello d'inquinamento fonico. Per questa ragione le autorità comunali di Lumino hanno a più riprese espresso preoccupazione sul fatto che non è prevista la realizzazione di ripari fonici sulla citata tratta autostradale, inoltrando anche opposizione al progetto. Opposizione respinta dal DATEC il 23 novembre 2007, il quale si richiama alla presa di posizione del cantone Ticino, che ritiene non giustificata la posa di ripari fonici, poiché le immissioni foniche provocate rientrano nei valori limite d'immissione. </p><p>Eppure nel recente rapporto "L'ambiente in Ticino" (pagg. 83-84 e 74) si rende attenti ai valori limite che già oggi sono ritenuti inadeguati e si propone di chiedere al Consiglio federale di modificarli tenendo conto delle nuove conoscenze scientifiche in materia, valutando le immissioni non solo in termini di superamento dei limiti ma pure in termini di esposizione della popolazione nella sua globalità. I lavori di allargamento dell'autostrada con conseguente innalzamento della velocità a 100 chilometri all'ora, porteranno sicuramente a un aumento del carico fonico, anche se si procede alla posa di un manto assorbente di asfalto.</p><p>Per ovviare a questi problemi concretamente il municipio di Lumino ha proposto la messa a disposizione di un'area per il deposito di 50 000 a 90 000 metri cubi di materiale di tipo A derivato dallo scavo della galleria di Roveredo e che comunque dovrà trovare una posizione, che costituirebbe un riparo fonico naturale.</p><p>Degli studi voluti proprio dalla Confederazione  e pubblicati sia sulla rivista "Ambiente" 1/2001, sia sul "Cahier de l'environnement" no 326, preconizzano tali interventi nella zona di Lumino.</p><p>Sulla base di queste considerazioni chiedo quindi al Consiglio federale:</p><p>1. come mai nel progetto allestito non è presa assolutamente in considerazione la costruzione di ripari fonici;</p><p>2. se non intende riconsiderare la proposta del comune di Lumino di utilizzare il materiale di scavo della galleria di Roveredo per realizzare un riparo fonico naturale;</p><p>3. se non ritiene che sia giunto il momento di rivedere i limiti di immissioni foniche in considerazione delle nuove conoscenze scientifiche.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Tramite il previsto allargamento delle corsie, la sistemazione della A13 tra Arbedo-Castione e Roveredo mira in particolare a migliorare la sicurezza del traffico. Conformemente all'articolo 12 capoverso 1 lettera i dell'ordinanza sulle strade nazionali (OSN; RS 725.111) il progetto esecutivo - approvato dal DATEC in data 21 novembre 2007 - deve essere tra l'altro corredato di un rapporto sull'impatto ambientale, 3a tappa. Nel caso specifico, l'analisi approfondita relativa alle emissioni foniche ha dimostrato che le misure previste (rifacimento del manto stradale con materiale fonoassorbente e limitazione della velocità massima a 100 chilometri all'ora) consentono di rispettare i valori limite. La realizzazione di ripari fonici risulta quindi superflua. </p><p>Va inoltre menzionato il fatto che, rispetto alle pareti foniche, le misure scelte intervengono in modo più globale sull'ambiente, in particolare poiché combattono il rumore alla fonte e riducono il consumo di carburante dei veicoli.</p><p>2. A Lumino, le misure previste consentono di rispettare i valori limite d'immissione rendendo superflui ulteriori provvedimenti contro l'inquinamento fonico; il loro finanziamento tramite fondi destinati alle strade nazionali è quindi da escludere. Del resto, il progetto per la circonvallazione di Roveredo era stato già approvato il 23 aprile 2004. Nel quadro dello studio sull'impatto ambientale effettuato allora, era stato disciplinato in modo giuridicamente vincolante anche l'impiego del materiale di scavo della galleria di Roveredo. Non è quindi più necessario pronunciarsi in merito.</p><p>3. In linea di massima, purché realizzabili dal punto di vista tecnico e dell'esercizio, e sopportabili sotto il profilo economico, i risanamenti necessari ai sensi dell'ordinanza contro l'inquinamento fonico (OIF; RS 814.41) sono effettuati secondo determinate priorità e le relative misure decise in base al valore limite d'immissione (VLI). Questo valore, che si rifà agli stessi criteri per tutti i tipi di rumori, è stato determinato nel quadro di ampi studi sulla base del concetto di "disturbo considerevole" ancorato nella legge sulla protezione dell'ambiente. Un carico inquinante inferiore al VLI non significa l'assenza di disturbi, ma solo che le immissioni non molestano considerevolmente la popolazione.       </p><p>La modifica dei VLI presuppone nuove conoscenze, che per essere fondate, devono emergere da vari studi, indipendenti tra loro e che giungono alle stesse conclusioni. Fino ad ora risultati di questo genere non sono ancora stati forniti. Inoltre, un abbassamento degli attuali VLI comporterebbe un aumento dei costi per i risanamenti, rallentando quindi notevolmente i tempi di realizzazione. Il Consiglio federale ritiene pertanto che, per cominciare, vanno raggiunti al più presto gli obiettivi attuali in materia di protezione dai rumori.</p>  Risposta del Consiglio federale.