<h2>SubmittedText<h2><p>1. La Svizzera ha concluso 48 accordi di riammissione. Quali sono i Paesi firmatari di un accordo di riammissione con cui la cooperazione in vista del rimpatrio non può malgrado tutto essere considerata soddisfacente?</p><p>2. Qual è la strategia prevista dalla Svizzera per obbligare gli Stati terzi a riammettere i loro cittadini nei casi in cui tali Paesi rifiutino di attuare o concludere un accordo di riammissione o qualsiasi altro accordo compreso negli strumenti sviluppati dalla Svizzera?</p><p>3. L'8 gennaio 2003 la Svizzera ha firmato un accordo che prevede la possibilità di rinviare in Senegal richiedenti l'asilo dell'Africa occidentale respinti, per un massimo di 72 ore, tempo necessario per determinarne l'origine precisa. L'accordo non è mai stato ratificato. Questo fallimento costituisce un motivo per rinunciare definitivamente alla conclusione di accordi di questo tipo? Da quando l'opposizione della diaspora locale rappresenta un criterio determinante?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La cooperazione con i Paesi con cui la Svizzera ha concluso un accordo di riammissione o uno strumento simile è generalmente buona. L'attuazione dell'accordo di riammissione con l'Algeria era inizialmente insoddisfacente. Un dialogo regolare in ambito migratorio ha tuttavia contributo a migliorare la cooperazione con l'Algeria. Nel settore dei ritorni non volontari la collaborazione con le autorità algerine resta tuttavia insoddisfacente.</p><p>2. Per coordinare l'attuazione di tutti gli aspetti operativi della cooperazione interdipartimentale in materia migratoria e dei vari strumenti di politica migratoria estera è stata istituita una struttura interdipartimentale. Il comitato operativo "IMZ-Ausschuss" (Ausschuss der interdepartementalen Arbeitsgruppe "Internationale Migrationszusammenarbeit") ha stilato un elenco dei Paesi prioritari e problematici nel settore del ritorno. Tutti i Paesi dell'elenco che richiedono il coinvolgimento di altri partner per sbloccare la situazione nel settore del ritorno sono oggetto di un gruppo di lavoro IMZ. Parallelamente il Consiglio federale ha nominato un ambasciatore straordinario per la cooperazione internazionale in materia di migrazione, carica rivestita da Eduard Gnesa. L'ambasciatore conduce il dialogo migratorio con Paesi d'origine e di transito, in particolare quelli ritenuti problematici dall'IMZ come l'Algeria e il Marocco.</p><p>3. Oltre ai negoziati con il Senegal, la Svizzera aveva all'epoca tentato di concludere il medesimo tipo di accordo con altri Paesi della regione, ma tali trattative non sono mai giunte a buon fine a causa della mancanza di volontà politica da parte dei nostri interlocutori stranieri. In seguito a questa esperienza, negli ultimi anni il Consiglio federale ha perseguito una strategia di ponderazione degli interessi che tiene conto delle richieste di entrambe le parti contraenti in materia di migrazione. In tal modo negli ultimi anni è stato possibile concludere con vari Stati partenariati in materia di migrazione (Tunisia, Nigeria, Bosnia e Erzegovina, Serbia, Kosovo) e accordi migratori (p. es. Angola, Guinea e Camerun) che disciplinano anche la cooperazione nell'ambito del ritorno. Il Consiglio federale ritiene che la via imboccata permetta di trovare soluzioni per il ritorno con i Paesi di origine e di transito della migrazione.</p>  Risposta del Consiglio federale.