<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Dal 1959 una parte della quota cantonale dell'imposta federale diretta è destinata alla perequazione finanziaria intercantonale; dal 1986 tale quota ammonta a tredici trentesimi della quota cantonale, ossia al 13% del gettito d'imposta. I rimanenti diciassette trentesimi (ossia il 17% del gettito totale) sono attribuiti ai Cantoni in base al gettito d'imposta. Per taluni Cantoni e in particolare per il Canton Zugo, questa provvigione di riscossione è relativamente importante. Tuttavia il contributo di questi Cantoni alla perequazione finanziaria e i loro versamenti alla Confederazione sono pure elevati. Un'analisi più approfondita indica anche che nella media degli anni 1994/95 i Cantoni Vallese e Giura hanno ad esempio ricevuto una quota totale superiore al 100% dei loro incassi a titolo d'imposta federale diretta. Per contro, la quota dei Cantoni finanziariamente forti si situava fra il 17 e il 19 per cento del gettito d'imposta.</p><p></p><p>È anche vero che le riduzioni lineari colpiscono i Cantoni finanziariamente deboli più di quelli finanziariamente forti. I programmi di risanamento della Confederazione prevedevano tuttavia misure di compensazione che tenessero conto della capacità finanziaria dei Cantoni, quali ad esempio: </p><p>- la ripartizione supplementare dell'utile netto della Banca nazionale, </p><p>- l'aumento del dazio sui carburanti e la conseguente maggiorazione delle relative quote cantonali,</p><p>- la quota di perequazione finanziaria sugli introiti delle tasse stradali e</p><p>- l'attribuzione di fondi per i casi di rigore legati alla soppressione della partecipazione federale al finanziamento delle spese cantonali per il controllo del traffico sulle strade nazionali da parte della polizia.</p><p></p><p>Oltre alle compensazioni nell'ambito dei provvedimenti di risanamento, negli ultimi anni si è tenuto conto della situazione dei Cantoni finanziariamente più deboli anche in altri settori. In questi Cantoni ad esemplo la riduzione dei premi delle assicurazioni malattia è dovuta ad una ripartizione dei contributi dei Cantoni e della Confederazione particolarmente vantaggiosa per i Cantoni finanziariamente deboli.</p><p></p><p>Quanto alle future scuole universitarie professionali, si tratterà in gran parte di istituzioni intercantonali. Per questa ragione in occasione della procedura di consultazione relativa alla legge federale sulle scuole universitarie professionali, la maggioranza dei Cantoni si è pronunciata contro una graduazione dei sussidi federali ai Cantoni secondo la capacità finanziaria. Questa decisione corrisponde al principio del progetto di riforma della perequazione finanziaria, che preconizza una separazione fra obiettivi d'incitamento e di ridistribuzione.</p><p></p><p>Un progetto di riforma profonda della perequazione finanziaria è in corso ed è oggetto di una procedura di consultazione che ha rivelato un sostegno importante a favore del principio di una riforma, e segnatamente della riforma della perequazione intercantonale in senso stretto. Nell'ottobre 1996 il Consiglio federale ha deciso di approfondire le proposte e di presentare dei progetti costituzionali e legislative entro la fine del 1997.</p><p></p><p>La riforma si propone di migliorare la perequazione intercantonale rendendola più efficace, mirata e controllabile. Gli strumenti attuali dovrebbero essere sostituiti da un meccanismo che riduca le disparità tra i Cantoni forti e quelli deboli, che garantisca un livello minimo di risorse finanziarie per i Cantoni più deboli e che compensi gli oneri eccessivi, qualora essi siano dovuti a fattori geografici e topografici. Tali strumenti si orienteranno su obiettivi che saranno fissati dal Parlamento. Il nuovo sistema migliorerà la situazione dei Cantoni finanziariamente deboli e quelli di capacità finanziaria media, e aumenterà il grado di solidarietà tra i Cantoni senza gravare ulteriormente né i Cantoni finanziariamente forti né la Confederazione, e ciò grazie a trasferimenti più mirati.</p><p></p><p>Questa soluzione globale è migliore di quella che prevede l'aumento della quota di perequazione dell'imposta federale diretta dal 13 al 15 per cento. Una tale modificazione, benché non presenti alcuno svantaggio per la Confederazione, andrebbe a scapito dei Cantoni finanziariamente forti. Questi ultimi, dal punto di vista delle loro finanze pubbliche, sono confrontati con serie difficoltà, mentre dal 1995 la situazione finanziaria dei Cantoni meno avvantaggiati finanziariamente è migliorata. Un intervento immediato nell'ambito della perequazione finanziaria per il momento non sembra pertanto essere prioritario; esso potrebbe arrecare danno alla riforma in corso che è più equilibrata ed è sostenuta dall'insieme dei Cantoni.</p>  Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.