<h2>SubmittedText<h2><p>Il sindaco di Istanbul, Ekrem Imamoglu, è il principale rivale del presidente Erdogan in vista delle elezioni presidenziali del 18 giugno 2023. Questa settimana, un tribunale di primo grado in Turchia lo ha condannato a due anni e sette mesi di carcere per presunti insulti a funzionari turchi. Se questa sentenza, di evidente carattere politico, dovesse essere confermata dall'istanza giudiziaria superiore, il sindaco di Istanbul sarebbe di fatto escluso dalle elezioni presidenziali. Secondo un sondaggio condotto il 25 novembre 2022, solo il 31 per cento dell'elettorato in Turchia voterebbe l'AKP (partito per la giustizia e lo sviluppo) di Erdogan. Proprio quando la posizione di potere dell'attuale presidente è minacciata, il suo principale rivale Imamoglu viene messo fuori gioco. A questo proposito chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. In che modo la Svizzera si adopera per preservare la democrazia in Turchia?</p><p>2. Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) esprime ufficialmente il proprio biasimo al presidente Erdogan per la decisione di mettere a tacere in modo antidemocratico il suo principale oppositore politico?</p><p>3. L'Accordo di libero scambio aggiornato tra i Paesi dell'AELS e la Turchia è entrato in vigore il 1° ottobre 2021. Nel preambolo, le parti ribadiscono la propria volontà di impegnarsi a favore dei diritti umani, dello Stato di diritto e della democrazia. In che misura l'erosione delle strutture democratiche in Turchia influisce sui rapporti commerciali tra questo Paese e la Svizzera? Il Consiglio federale è disposto a rinunciare all'applicazione dell'Accordo di libero scambio qualora la Turchia non faccia passi avanti in materia di diritti umani e democrazia?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale è preoccupato per gli sviluppi relativi ai diritti fondamentali in Turchia. La Svizzera utilizza il suo dialogo di lunga data con questo Paese per esprimere le proprie preoccupazioni e fare in modo che siano ripristinati i diritti democratici. Questo dialogo comprende regolari consultazioni politiche e contatti spontanei, se gli sviluppi richiedono uno scambio con le autorità turche.</p><p>La Svizzera invita la Turchia a rispettare i diritti fondamentali e i suoi obblighi internazionali nel campo della democrazia e dei diritti umani anche negli organismi internazionali, come il Consiglio d'Europa, l'ONU o l'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE). A titolo di esempio, si è espressa più volte in seno al Consiglio d'Europa a favore del rilascio immediato di persone detenute. Ricorda inoltre regolarmente l'obbligo incondizionato degli Stati membri del Consiglio d'Europa di conformarsi alle sentenze definitive della Corte europea dei diritti dell'uomo.</p><p>La rappresentanza svizzera ad Ankara presta particolare attenzione al caso di Ekrem Imamoglu e ne segue gli sviluppi. In vista delle prossime elezioni presidenziali, intensifica inoltre il suo lavoro in materia di libertà di espressione e di stampa.</p><p>2. Il DFAE ha preso pubblicamente posizione sulla sentenza pronunciata contro Ekrem Imamoglu e ha manifestato preoccupazione per le restrizioni alla libertà di espressione in prospettiva delle imminenti elezioni. Ha ricordato che il rispetto dei diritti fondamentali è essenziale per garantire un processo democratico libero ed equo. Il DFAE segue attentamente gli sviluppi successivi alla sentenza e, se necessario, può adeguare il suo approccio e i suoi colloqui con la Turchia.</p><p>3. La Svizzera ritiene che un dialogo intenso, costruttivo e critico con la Turchia sia fondamentale. In quest'ottica, è importante rafforzare le relazioni economiche e commerciali bilaterali nel quadro delle relazioni globali con questo Paese ed è anche nell'interesse della Svizzera che l'accordo di libero scambio aggiornato possa entrare in vigore. Con un nuovo capitolo sul commercio e lo sviluppo sostenibile, l'accordo aggiornato contiene ulteriori basi giuridiche e rappresenta una piattaforma per discutere di sostenibilità in ambito commerciale all'interno del comitato misto. Ne conseguono una certezza del diritto e una prevedibilità maggiori, a vantaggio degli attori privati in entrambi i Paesi. Al momento il Consiglio federale non prevede alcuna misura per sospendere l'applicazione dell'accordo di libero scambio.</p>  Risposta del Consiglio federale.