<h2>SubmittedText<h2><p>La produzione animale riveste una notevole importanza per l'agricoltura svizzera. In primo luogo perché il 70 per cento circa della superficie agricola è costituito da superfici permanentemente inerbite che possono essere utilizzate per la produzione di derrate alimentari soltanto facendovi pascolare i ruminanti. In secondo luogo perché in Svizzera la domanda di prodotti di origine animale rimane relativamente stabile. Infine perché in molte regioni l'allevamento è fondamentale per un'agricoltura a elevato valore aggiunto e quindi anche redditizia. </p><p>Nell'ambito del pacchetto di ordinanze concernente l'attuazione dell'iniziativa parlamentare 19.475, il Consiglio federale ha fissato al 20 per cento l'obiettivo di riduzione delle perdite di azoto entro il 2030. Tuttavia, nel rapporto esplicativo si afferma che attuando tutte le misure previste sarebbe possibile ridurre le perdite di azoto soltanto del 7 per cento circa.</p><p>Alla luce di quanto precede, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande.</p><p>1. Con quali misure il Consiglio federale intende raggiungere l'obiettivo di riduzione del 20 per cento delle perdite di azoto?</p><p>2. Quale impatto avrà il raggiungimento di questo obiettivo sulla produzione animale, sugli effettivi di animali nonché sulla situazione economica dell'agricoltura e delle aziende addette alla trasformazione?</p><p>3. A breve termine come verrà compensato il calo della produzione di derrate alimentari di origine animale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nella sessione primaverile 2021, il Parlamento ha deciso di concretizzare determinate disposizioni concernenti i prodotti fitosanitari e le eccedenze di sostanze nutritive contenute nella Politica agricola a partire dal 2022 (PA22+), temporaneamente sospesa, nell'ambito dell'attuazione dell'iniziativa parlamentare 19.475 "Ridurre il rischio associato all'uso di pesticidi" (Iv.Pa. 19.475). Questa decisione è stata presa tenendo conto delle ripercussioni illustrate nel messaggio sulla PA22+. Con il pacchetto di ordinanze concernente l'attuazione dell'Iv.Pa. 19.475, il Consiglio federale applica le pertinenti disposizioni di legge.</p><p>1. Secondo le più recenti conoscenze, con le misure del pacchetto di ordinanze concernente l'attuazione dell'Iv.Pa. 19.475 e altri provvedimenti già varati in passato (p.es. l'obbligo di stoccaggio e spandimento a basse emissioni per il liquame) è possibile ridurre le eccedenze di fosforo di circa il 18 per cento e quelle di azoto di circa l'11 per cento. In virtù dell'articolo 6a capoverso 3 della legge sull'agricoltura (LAgr; RS 910.1), sancito con l'Iv.Pa. 19.475 approvata dal Parlamento, la categoria prende i provvedimenti supplementari necessari per ridurre le eccedenze di sostanze nutritive. Uno schema di riduzione ambizioso che esige la partecipazione della categoria con misure proprie rispecchia dunque la volontà del legislatore. È nell'interesse dell'agricoltura stessa abbattere il più possibile le perdite di azoto, in quanto ciò le consente di ridurre la sua dipendenza dai concimi minerali azotati interamente d'importazione, non da ultimo anche attraverso un utilizzo più efficiente dei concimi aziendali che ha a disposizione. Per raggiungere gli obiettivi prefissati sono determinanti, da un lato, la partecipazione dell'agricoltura alle misure della Confederazione, dall'altro, l'efficacia delle misure prese dalla categoria. Se dovesse emergere che gli obiettivi stabiliti nello schema di riduzione non possono essere raggiunti, il Consiglio federale può prendere provvedimenti supplementari a livello di ordinanza oppure ottimizzare quelli esistenti per sostenere la filiera agroalimentare in vista del loro conseguimento.</p><p>2. Con il modello per il settore agricolo SWISSland, Agroscope ha analizzato gli effetti dell'Iv.Pa. 19.475. I risultati dello scenario di riferimento "Continuazione dell'attuale politica agricola" sono stati messi a confronto con quelli dello "Scenario Iv.Pa." per il 2026. Le simulazioni per lo scenario Iv.Pa., rispetto alla continuazione dell'attuale politica agricola, mostrano un calo di circa l'1 per cento dell'intero effettivo di animali. Differenziando per categoria di animali emerge tuttavia un quadro diverso. Agroscope calcola anche una diminuzione del reddito settoriale agricolo (ovvero produzione animale e vegetale) pari al 2,4 per cento. Sebbene con SWISSland non sia possibile stimare separatamente l'andamento del reddito nella produzione animale, questo dovrebbe essere in linea con il calo degli effettivi di animali. Va notato che determinati effetti positivi non possono essere rappresentati nel modello, come ad esempio il maggiore valore aggiunto nel comparto della produzione animale realizzabile grazie alle misure della Confederazione (p.es. valorizzazione dei label esistenti). Dall'esperienza maturata con la PA14-17 emerge anche che SWISSland tende a fornire risultati conservativi. Si è visto che i cali di produzione e di reddito calcolati in modellizzazioni precedenti, in realtà, sono stati compensati da effetti positivi che il modello non era in grado di rappresentare (p.es. passaggio delle aziende a nuovi rami aziendali). Nel caso specifico del pacchetto di ordinanze concernente l'attuazione dell'Iv.Pa. 19.475, le perdite di sostanze nutritive possono essere ridotte soprattutto utilizzando i concimi aziendali in modo più efficiente e non adeguando al ribasso gli effettivi di animali. Sostituendo i concimi minerali importati, le aziende agricole potrebbero beneficiare di un risparmio economico nonché di una minore dipendenza dall'estero per l'approvvigionamento di sostanze nutritive.</p><p>3. Secondo SWISSland, l'effettivo di pollame non diminuirà. Stando a Proviande, nel comparto della carne di maiale il valore correlato alla tendenza al ribasso del consumo pro capite è maggiore rispetto al calo dell'effettivo di suini previsto dalla simulazione. La lieve flessione dell'offerta interna di carne di manzo sarà compensata a breve termine attraverso le importazioni. Il calo della produzione di latte comporterebbe, al netto, una riduzione del volume d'esportazione di prodotti lattiero-caseari.</p><p>I quantitativi leggermente inferiori sul mercato in realtà possono tradursi in un rincaro dei prezzi del latte e della carne, un effetto che SWISSland non è in grado di calcolare. Se un'offerta interna leggermente inferiore determinerà un aumento delle importazioni dipenderà in larga misura dall'evoluzione delle tendenze in materia di consumo che non possono però essere rappresentate nel modello. In realtà, a livello di consumo per alcuni prodotti carnei si osserva già una tendenza al ribasso.</p>  Risposta del Consiglio federale.