<h2>SubmittedText<h2><p>I "China Cables" evidenziano che le attività di sorveglianza della Cina si estendono ben al di là dei confini di Stato. Dai documenti scoperti trapela ad esempio la sorveglianza mirata esercitata sulla comunità degli uiguri in esilio. Anche la comunità tibetana presente in Svizzera riferisce da tempo di vari tentativi di intimidazione. Un primo rapporto (rapporto 1) ha documentato e analizzato questi sviluppi. Un secondo strumento delle attività di influenza esercitate dal Governo cinese in Svizzera è rappresentato dagli Istituti Confucio insediati presso le università svizzere. Proprio di recente, il Governo federale tedesco ha ammesso che lo Stato cinese influisce su manifestazioni, contenuti e materiali didattici degli Istituti Confucio presenti in Germania. Anche nel suo rapporto sulla situazione del 2016, il Servizio delle attività informative della Confederazione ha esaminato il ruolo contestuale svolto dagli Istituti Confucio nella promozione degli interessi e dell'ideologia del Governo cinese. Inoltre, in un articolo del Tages Anzeiger (del 4 dicembre 2019) sono stati resi pubblici i tentativi di ingerenza compiuti dall'Ambasciata cinese presso l'Istituto Confucio di Basilea.</p><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale tiene sotto controllo le attività intimidatorie e di sorveglianza esercitate dall'Ambasciata cinese sulle comunità tibetane e uigure in esilio? Tali attività del Governo cinese riguardano anche cittadini, pubbliche istituzioni e ditte svizzeri? In caso affermativo, quali contromisure sono state adottate?</p><p>2. I membri delle comunità uigure e tibetane in esilio hanno manifestato nei confronti delle autorità un sentimento di insicurezza? In caso affermativo, le autorità svizzere come intendono reagire per garantire la tutela dei diritti fondamentali primari, della libertà di espressione e del diritto alla tutela della sfera privata?</p><p>3. Date le circostanze, si può pretendere che i profughi uiguri e tibetani ai quali non è stato riconosciuto lo statuto di rifugiati debbano rivolgersi all'Ambasciata cinese per ottenere documenti "della patria", ad esempio passaporti o i documenti necessari per il rinnovo del permesso di soggiorno?</p><p>4. Il Consiglio federale come classifica gli Istituti Confucio presenti in Svizzera? Ed è al corrente della situazione precisa nelle università? Le attività di questi istituti vengono valutate, ad esempio in base alla loro utilità scientifica?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p align="left">1. I servizi cinesi sono interessati a diverse comunità di diaspora presenti nel nostro Paese e alle loro organizzazioni, tra cui quelle di persone di etnia tibetana e uigura. A livello di attività di spionaggio, la Cina rappresenta una minaccia relativamente intensa per la Svizzera, situandosi subito dopo la Russia. Gli ufficiali dei servizi informazioni possono operare sia sotto copertura diplomatica sia sotto altra copertura. L'intimidazione e la sorveglianza di comunità di stranieri in Svizzera sono perseguibili penalmente. Il Servizio delle attività informative della Confederazione segue attentamente i relativi sviluppi, informa il Consiglio federale conformemente all'evoluzione della situazione e adotta tutte le misure preventive appropriate per impedire attività illegali o indesiderate. Simili attività e, in particolare, le attività di spionaggio possono concernere anche aziende, organizzazioni e cittadini svizzeri. In caso di indizi concreti di atti illeciti, il SIC inoltra alle autorità di perseguimento penale tutte le informazioni utili nella fattispecie. </p><p></p><p align="left">2. Singoli indizi di attività di sorveglianza o di pressioni pervengono regolarmente alle autorità; per quanto concerne le comunità di diaspora degli Uiguri e dei Tibetani, negli scorsi anni non è stato riscontrato un aumento significativo di simili attività. Il Consiglio federale dà la massima importanza alla protezione della libertà di opinione e degli altri diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione federale. Tale tema, come pure altre questioni inerenti ai diritti umani, è considerato nei regolari incontri diplomatici con i partner esteri.</p><p></p><p align="left">3. Secondo la prassi attuale, i richiedenti l'asilo di etnia uigura o tibetana la cui domanda è stata respinta non sono invitati a farsi rilasciare un documento di viaggio dalla rappresentanza cinese. Se nel corso della procedura d'asilo non hanno rivelato la loro vera identità, sono invitati a porvi rimedio affinché l'assenza di documenti d'identità possa essere chiarita. La Segreteria di Stato della migrazione verifica sempre nel singolo caso ogni relativa domanda. </p><p></p><p align="left">4. La collaborazione internazionale è una componente costante della politica svizzera di promozione della formazione, della ricerca e dell'innovazione. Ogni scuola universitaria svizzera ha sviluppato una propria strategia internazionale, che attua nel quadro della propria autonomia. L'Istituto Confucio di Ginevra è una piattaforma di esclusivo orientamento scientifico che serve agli scambi in ambito accademico. È aggregato all'Università di Ginevra, che provvede al suo buon funzionamento. Un membro del rettorato ha ad esempio colloqui mensili con la direzione dell'istituto. Inoltre il direttore dell'istituto è un cittadino svizzero impiegato dall'Università di Ginevra. L'Istituto Confucio di Basilea, che offre soprattutto corsi linguistici e workshop, è per contro un'associazione autonoma ai sensi del Codice civile svizzero. Non si tratta di un istituto universitario e non collabora a livello accademico con l'Università, ad eccezione di rari corsi oggetto di una valutazione speciale. Attualmente due dei sette membri della direzione appartengono all'Università di Basilea.</p>  Risposta del Consiglio federale.