<h2>SubmittedText<h2><p>L'Ufficio federale dell'agricoltura, in seguito a una decisione europea, ha annunciato che l'applicazione in pieno campo di tre neonicotinoidi (clothianidina, imidacloprid e tiamethoxam) sarà vietata entro la fine del 2018 al fine di salvaguardare gli impollinatori. Tuttavia altri prodotti o pratiche continuano a mettere in pericolo questi insetti da cui dipendiamo per la nostra agricoltura e alimentazione.</p><p>1. Quali sono le alternative ai tre neonicotinoidi citati (altri prodotti, altri metodi di produzione, selezione)? Vi è il rischio che gli utilizzatori attuali di questi neonicotinoidi ripieghino su prodotti o pratiche che suscitano altri problemi?</p><p>2. Se sì, come pensa di evitarlo il Consiglio federale e promuovere alternative sostenibili? Gli utilizzatori attuali di questi prodotti saranno assistiti nella transizione verso nuove pratiche più sostenibili?</p><p>3. Altri neonicotinoidi sono ancora autorizzati e presenti sul mercato? Se sì, il Consiglio federale come può assicurare che sono innocui per gli impollinatori?</p><p>4. Altri neonicotinoidi potrebbero essere candidati a un'omologazione? Se sì, il Consiglio federale come può assicurare che non saranno più autorizzati, dato che la loro pericolosità la constateremo a distanza di anni, come è accaduto per i tre prodotti nel frattempo vietati? Come può essere migliorata la procedura d'omologazione per evitare nuovi problemi di questo tipo?</p><p>5. In Europa si levano voci a favore di un divieto globale dei neonicotinoidi. Qual è la posizione del Consiglio federale in merito?</p><p>6. A che punto è l'attuazione del piano d'azione per la salute delle api avviato nel 2014? Quali misure sono già state applicate? Con quali risultati? Gli obiettivi stabiliti sono stati conseguiti? Quali sono le prossime tappe?</p><p>7. Più di ottanta pesticidi definiti "particolarmente pericolosi" per gli insetti sono tuttora autorizzati (segnatamente clorpirifos, cipermetrina, deltametrina). Ciò è conforme al principio di precauzione? Il Consiglio federale ritiene che il divieto di tre neonicotinoidi risolva il problema dei danni alle popolazioni di insetti? Non andrebbero adottate altre misure in merito (monitoraggio, ricerca, sospensione di alcuni prodotti, misure di protezione concrete)?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. I tre neonicotinoidi in questione vengono impiegati in particolare per il trattamento delle sementi. Per questa indicazione gli altri insetticidi omologati non hanno un'efficacia paragonabile. Contro gli insetti parassiti del suolo sono utilizzati anche funghi entomopatogeni, ma la loro efficacia è altresì limitata. In caso di necessità, l'alternativa consiste nella protezione delle piante giovani con insetticidi applicati mediante irrorazione dopo la levata.</p><p>Determinate varietà di insalate sono resistenti contro alcune specie di afidi. Benché siano in corso lavori su altre specie di piante coltivate, il numero di varietà disponibili sul mercato svizzero è al momento molto limitato. È quindi verosimile che il divieto dei tre neonicotinoidi comporti una sostituzione con altri insetticidi.</p><p>2. Il piano d'azione sui prodotti fitosanitari mira a ridurre i rischi incoraggiando in particolare le alternative all'utilizzo dei prodotti fitosanitari. Un programma di contributi per l'efficienza delle risorse è stato lanciato nel 2018, e nel 2019 è previsto un ampliamento. Nel settore degli insetticidi esistono soluzioni efficaci di lotta biologica, ma contro un numero limitato di parassiti. Per i parassiti interessati dal ritiro dei neonicotinoidi, Agroscope conduce lavori nel campo della lotta biologica contro il verme fil di ferro.</p><p>3. Gli altri due insetticidi della famiglia dei neonicotinoidi autorizzati presentano una tossicità nettamente più debole per le api rispetto alle tre sostanze oggetto del divieto (1000 volte inferiore). Conformemente alle disposizioni dell'ordinanza sui prodotti fitosanitari (RS 916.161), il loro utilizzo non comporta alcun rischio inaccettabile per gli impollinatori.</p><p>4. Secondo le disposizioni di legge in vigore, un prodotto fitosanitario può essere autorizzato solo se il suo utilizzo non presenta effetti collaterali inammissibili per la salute umana e per l'ambiente. È importante sottolineare che le esigenze relative alla valutazione del rischio sono state inasprite negli ultimi anni in particolare nel settore dell'ecotossicologia. I prodotti autorizzabili vent'anni fa non lo sarebbero più necessariamente oggi. Negli ultimi due anni l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), oltre alla tossicità acuta per le api mellifere adulte, ha riconosciuto nuovi metodi di sperimentazione per la determinazione della tossicità cronica per le api mellifere adulte e le loro larve nonché metodi di sperimentazione per la determinazione della tossicità acuta per i bombi adulti. I rispettivi requisiti sono ormai parte integrante della valutazione del rischio per le api e per i bombi in vista dell'omologazione dei prodotti fitosanitari. Lo sviluppo di ulteriori metodi di sperimentazione per la valutazione di effetti subletali (p.es. orientamento delle api mellifere) nonché metodi di sperimentazione per api solitarie è in corso in collaborazione con Agroscope.</p><p>5. Il Consiglio federale è del parere che le restrizioni d'uso debbano basarsi su un approccio scientifico della valutazione del rischio e non sull'appartenenza di una sostanza a una famiglia chimica; ogni sostanza ha delle caratteristiche proprie da valutare caso per caso.</p><p>6. Nel 2014 è stato varato dal Consiglio federale il Piano d'azione nazionale per la salute delle api. Nel 2016 il Consiglio federale ha riferito sulle prime fasi dell'attuazione del piano. Uno dei fattori determinanti per la salute delle api mellifere è l'infestazione dell'acaro di Varroa. Nell'ottica di migliorare la situazione dal profilo sanitario, il Servizio sanitario apicolo, in collaborazione con gli apicoltori, sta conducendo un esperimento pratico per testare la strategia di lotta proposta in Svizzera.</p><p>Per la promozione delle api nell'agricoltura, nell'ordinanza sui pagamenti diretti è stata inserita la striscia fiorita come superficie per la promozione della biodiversità e sono in corso progetti di ricerca concernenti strisce fiorite pluriennali. Nell'ambito della politica agricola al momento si esamina come può essere promossa in modo più efficace la biodiversità. Sono in corso i lavori per l'aggiornamento della lista rossa delle api selvatiche minacciate. Parallelamente, Agroscope sviluppa un metodo di monitoraggio integrativo per le api selvatiche anche se le specie sono determinate soltanto attraverso il loro DNA. I test mostrano che è possibile identificare specie note.</p><p>7. Per definizione, gli insetticidi sono biologicamente attivi contro gli insetti nocivi e possono avere effetti negativi su altre specie d'insetti non bersaglio. Le prescrizioni d'uso stabilite nell'autorizzazione di questi prodotti consentono di limitare l'esposizione degli insetti non bersaglio. Un prodotto non può essere autorizzato se il rischio di effetti collaterali è inaccettabile in caso di utilizzo conforme alle prescrizioni. Tale approccio di valutazione scientifica del rischio prima di emettere una decisione di autorizzazione è conforme al principio di precauzione.</p><p>Com'è il caso per la moria delle colonie di api, di natura multifunzionale, legata in particolare al parassita Varroa o alla qualità degli habitat, è verosimile che anche il declino delle popolazioni d'insetti osservato abbia diverse origini. Sarebbe quindi errato pensare che gli insetticidi rappresentino l'unica causa dei danni alle popolazioni d'insetti.</p><p>I piani d'azione sulla biodiversità e sui prodotti fitosanitari mirano a fornire una risposta più globale a questa problematica. Per l'agricoltura si tratta di favorire le alternative all'utilizzo di prodotti fitosanitari e di incoraggiare una pratica agricola che favorisca la biodiversità.</p>  Risposta del Consiglio federale.