<h2>SubmittedText<h2><p>Nel 2000 il Consiglio di sicurezza dell'ONU ha sottolineato nella risoluzione fondamentale 1325 il ruolo significativo della prospettiva di genere in tutti i campi della politica di pace chiedendo di tenerne conto in ogni misura concreta di promozione della pace. Al fine di applicare questo principio in Svizzera, il gruppo centrale interdipartimentale sulla pace ha incaricato un gruppo di lavoro di elaborare un piano di azione nazionale (PAN) per definire obiettivi, linee d'azione basilari e un catalogo di misure per il biennio dal 2007 al 2009. Il Consiglio federale ne ha preso atto il 31 gennaio 2007.</p><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti nell'ottica del rinnovo di questo piano di azione nazionale e dell'elaborazione di un nuovo catalogo di misure a partire dal 2010:</p><p>1. L'obiettivo di una maggiore partecipazione femminile alla promozione della pace è stato raggiunto? Con quali effetti per il futuro?</p><p>2. Quali misure sono state prese per prevenire atti di violenza legati alla specificità dei sessi e per proteggere le esigenze ed i diritti delle ragazze e delle donne durante e dopo conflitti violenti? Con quali esperienze e conclusioni per il futuro?</p><p>3. Con quali strumenti ci si è assicurati che la prospettiva di genere è stata presa in considerazione in tutti i progetti e programmi di promozione della pace? Con quali effetti per il futuro?</p><p>4. Del gruppo centrale interdipartimentale sulla pace fanno parte collaboratori di cinque dipartimenti (DFAE, DDPS, DFE, DFGP e DFF), del gruppo di lavoro 1325 invece solo collaboratori del DFAE e del DDPS. Per l'elaborazione di un nuovo piano di azione nazionale e di un catalogo di misure valido a partire dal 2010, il GL 1325 viene allargato ai partecipanti del gruppo centrale sulla pace, in particolare ai collaboratori che si occupano della politica di pace nel DFE (SECO) e nel DFGP (Ufficio federale della migrazione e Ufficio federale di polizia)? Per quali motivi?</p><p>5. Secondo il piano d'azione nazionale, il Consiglio federale è del parere che si debba tenere maggiormente conto della prospettiva di genere sia nella politica di pace e di sicurezza sia in altri campi. Quali sono le misure del Consiglio federale per garantire che si tenga conto di questa esigenza anche nell'elaborazione del nuovo rapporto sulla politica di sicurezza?</p><p>6. In che modo il Consiglio federale assicura una maggiore sensibilizzazione e informazione del pubblico in questo settore?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale attribuisce un'importanza capitale all'attuazione della risoluzione 1325 del Consiglio di sicurezza dell'ONU relativo a donne, pace e sicurezza. Nel suo rapporto concernente l'attuazione della Convenzione sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna (CEDAW) ha integrato informazioni sui provvedimenti di attuazione. La Svizzera, uno dei pochi Stati a disporre di un piano di azione nazionale, anche in futuro farà confluire nel dibattito internazionale le esperienze fatte con l'applicazione della Risoluzione 1325 del Consiglio di sicurezza dell'ONU e progredire l'attuazione in seno all'Amministrazione federale.</p><p>Lo stato dell'attuazione delle misure del piano di azione svizzero è stato rilevato nel 2008 nell'ambito del gruppo di lavoro 1325. Esso ha redatto un rapporto sui progressi compiuti, accessibile al pubblico, presentato e discusso nel gruppo centrale sulla pace (Kerngruppe Frieden) dell'Amministrazione federale, che serve da fondamento centrale al Consiglio federale per la presente presa di posizione (v. Allegato 1 e Tabella dei progressi compiuti, Allegato 2):</p><p>1. Nel settore della promozione civile della pace è stato possibile misurare un ulteriore progresso a livello relativamente alto: la quota di esperte inviate rispetto ai colleghi uomini è passata dal 38 per cento del 2007 al 43 per cento nel 2008. Poiché il servizio militare femminile è su base volontaria, per gli impieghi nella promozione militare della pace è possibile reclutare da un numero assai limitato di persone. Calcolato percentualmente, tuttavia, un numero nettamente maggiore di donne si impegna nelle missioni di pace internazionali rispetto alla quota di donne nell'esercito svizzero (0,78 per cento di donne nell'esercito contro il 6,7 per cento negli impieghi di promozione della pace).</p><p>Grazie a misure di mainstreaming sistematiche, è stato possibile coinvolgere reti di donne in numerose attività inerenti a progetti di promozione civile della pace.</p><p>Il Consiglio federale ritiene che non ci si possa accontentare di questo risultato intermedio: sono necessari ulteriori sforzi per rafforzare in modo duraturo la partecipazione delle donne nella promozione, civile e militare, della pace. Riguardo alla revisione del piano di azione nazionale 1325 (PAN 1325) per il periodo 2010-2012, si sta perciò lavorando a misure miranti a ottenere una maggiore adesione di donne per la promozione civile e militare della pace.</p><p>2. Prevenire e combattere la violenza specifica al genere e rafforzare i diritti delle donne sono nel frattempo divenuti aspetti essenziali di numerose attività bilaterali nella promozione della pace. Per l'attuazione del PAN 1325 sono stati viepiù sostenuti anche sforzi multilaterali; va in particolare evidenziato il Programma dell'ONU contro gli stupri nel contesto dei conflitti armati.</p><p>Considerata l'ampia diffusione della violenza sessuale contro donne e ragazze legata ai conflitti armati, nel riveduto piano di azione 1325 il Consiglio federale vuole porre una particolare priorità in favore dell'impegno svizzero contro questo tipo di violenza.</p><p>3. Gli strumenti del "Gender Mainstreaming" (integrazione sistematica della prospettiva di genere) vengono applicati con coerenza, ad esempio integrando "Gender Training" nei corsi di formazione dell'esercito per le missioni militari di promozione della pace. Particolarmente da menzionare è anche il controllo budgetario sistematico concernente la sensibilità di genere delle attività della promozione civile della pace. L'ulteriore sviluppo e l'applicazione di misure di "Gender Mainstreaming" in ambiti politici inerenti viene promosso in maniera mirata nel DFAE attraverso stati maggiori specializzati.</p><p>4. Per molti aspetti, il primo catalogo di misure 2007-2009 riveste un carattere pilota. Nel gruppo di lavoro sono stati coinvolti i servizi che nell'attuazione hanno una responsabilità operativa diretta in materia di promozione della pace. Riguardo alla rielaborazione del catalogo per il periodo 2010-2012, l'intenzione è di coinvolgere altri servizi che possono contribuire a una gestione dei conflitti e a una promozione della pace sensibili alla dimensione di genere.</p><p>5. Il PAN 1325 prevede di integrare la prospettiva di genere in documenti strategici importanti della promozione civile e militare della pace. Il Consiglio federale ritiene perciò che il rapporto sulla politica di sicurezza dovrebbe rinviare anche ad aspetti specifici al genere nei passaggi concernenti la promozione della pace.</p><p>6. Poco tempo dopo la pubblicazione del PAN 1325, il gruppo di lavoro 1325 ha realizzato un vasto seminario, in particolare allo scopo di informare un ampio pubblico, contribuendo così a lanciare questo tema nei media. Collaboratori del DFAE e del DDPS prendono parte a intervalli regolari a dibattiti e workshop che illustrano la prospettiva di genere nella promozione della pace. La DFAE intrattiene scambi a scadenze regolari con ONG interessate per l'attuazione del piano di azione nazionale 1325 e partecipa anche in ambito internazionale a conferenze ed eventi sull'argomento che hanno un impatto sul pubblico.</p>  Risposta del Consiglio federale.