<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p></p><p></p><p>Il Parlamento islandese ha varato a metà dicembre del 1998 un testo di legge intitolato "Bill on a Health Sector Database" il quale disciplina la raccolta e l'utilizzazione commerciale dei dati genealogici della popolazione dell'Isola.</p><p></p><p></p><p></p><p>Questo testo di legge è stato controverso anzitutto perché accorda all'impresa privata deCode Genetics, per dodici anni, il diritto esclusivo di raccogliere e sfruttare a fini di ricerca medica questa informazione genetica tanto ambita. Con il conferimento di questo monopolio si è voluto far sì che la ditta in questione sia sufficientemente spronata a raccogliere i mezzi necessari (200 - 350 milioni di franchi) per l'allestimento della banca dati. La relativa licenza è limitata a 12 anni al massimo. Per garantire che il personale della ditta tratterà unicamente dati resi anonimi, l'identificazione individuale avverrà tramite un codice, sicché non sarà possibile risalire a un individuo determinato senza essere a conoscenza del codice stesso. Un paziente potrà esigere che i suoi dati non vengano registrati nella banca. Chi si ritenesse leso nei suoi diritti potrà reagire in virtù del diritto nazionale e internazionale.</p><p></p><p></p><p></p><p>La legge promulgata dal governo islandese aveva suscitato critiche nell'Islanda medesima. La votazione finale in Parlamento ha mostrato l'ampio ventaglio delle opinioni in merito. Si tratta di una decisione presa da un Legislativo estero in condizioni democratiche che gli conferiscono piena legittimità. Il Consiglio federale ritiene che non vi sia contraddizione tra la legge islandese e i diritti fondamentali enunciati nei diversi strumenti regionali e universali a tutela della dignità umana, segnatamente nella Convenzione europea dei diritti dell'uomo, nel Patto relativo ai diritti civili e politici e nella Dichiarazione universale sul genoma umano e sui diritti dell'uomo. Anche per questa ragione, il Consiglio federale non intravede alcun motivo per rompere le relazioni diplomatiche svizzero-islandesi né per rivolgere una nota di protesta al governo islandese.</p>  Risposta del Consiglio federale.