<h2>SubmittedText<h2><p>Nonostante l'inasprimento delle sanzioni decise nel 2012 dal Parlamento, nel 2016 sembrano essere stati constatati oltre cento casi a fronte di meno di sessanta nel 2015. Un grande numero dei casi riguarda minori che non avevano ancora compiuto 16 anni. Secondo le mie informazioni, i minori costretti a sposarsi provengono perlopiù dalle comunità eritrea, somala, irachena, afgana e siriana installate in Svizzera. L'incremento dei casi può dunque essere spiegato dall'aumento del flusso migratorio in provenienza da questi Paesi. </p><p>Prego il Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Quanti matrimoni forzati sono stati recensiti nel nostro Paese dal 2005 ad oggi?</p><p>2. Quali sono i motivi invocati dai colpevoli per celebrare un matrimonio forzato?</p><p>3. Quali sono le misure adottate dal Consiglio federale per prevenire questi abusi e sanzionare i colpevoli?</p><p>4. Questa situazione è dovuta ai flussi migratori delle comunità summenzionate?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale osserva attentamente l'evolversi della situazione, in particolare la questione dei matrimoni forzati tra i richiedenti l'asilo minorenni provenienti da Paesi in cui tale fenomeno è noto.</p><p>1. Secondo varie organizzazioni vi sono indizi secondo cui i casi di matrimoni forzati di minorenni sarebbero recentemente aumentati in Svizzera. Nei primi dieci mesi del presente anno, ad esempio, il Servizio contro i matrimoni forzati ha registrato 42 casi di matrimoni o fidanzamenti forzati con minori di 16 anni e 113 casi con persone d'età compresa tra i 16 e i 18 anni. Non esistono tuttavia statistiche federali in materia. Non è pertanto possibile determinare il numero di matrimoni forzati di minorenni nel settore dell'asilo. Non è nemmeno possibile sapere se queste persone provengono dai Paesi citati nell'interpellanza.</p><p>Stime relative ai matrimoni forzati in Svizzera sono presentate nel pertinente rapporto del Consiglio federale del 14 settembre 2012. Per il 2009 e il 2010, il rapporto stima a 348 il numero di casi di persone messe sotto pressione per acconsentire al matrimonio e a 384 il numero di persone che hanno subito pressioni per rinunciare a una relazione amorosa di loro scelta. Stima inoltre a 659 il numero di persone costrette a restare sposate.</p><p>Nel 2013 la Segreteria di Stato della migrazione ha commissionato uno studio di fattibilità di un monitoraggio dei matrimoni forzati in Svizzera. Lo studio ha mostrato che un monitoraggio non fornirebbe risultati rappresentativi. Le autorità competenti hanno pertanto rinunciato ad allestire un simile sistema, oneroso sia amministrativamente che finanziariamente.</p><p>2. Secondo il citato rapporto del Consiglio federale, la cerchia familiare è indotta a esercitare pressioni sulla persona interessata principalmente perché vorrebbe che si sposasse con qualcuno della medesima origine etnica, nazionale o religiosa.</p><p>3. La Svizzera si è dotata di una nuova legge per lottare più efficacemente contro i matrimoni forzati (Legge federale sulle misure contro i matrimoni forzati, entrata in vigore nel 2013). Essa prevede, tra l'altro, una norma penale che menziona esplicitamente i matrimoni forzati e permette di sanzionarli più severamente (pena detentiva fino a cinque anni invece dei tre anni in precedenza previsti, art. 181a CP), come pure disposizioni in varie leggi (LDIP, CC, LUD, LAsi, LStr), volte ad annullare i matrimoni forzati e quelli di minorenni. La statistica criminale di polizia indica che in Svizzera sono stati denunciati due matrimoni forzati nel 2013, tre nel 2014 e tredici nel 2015. Finora solo due procedimenti si sono conclusi con una condanna definitiva. La Confederazione non dispone di dati comparabili nel settore del diritto civile.</p><p>Per completare tali misure legislative, nel 2012 il Consiglio federale ha lanciato un programma federale di lotta contro i matrimoni forzati, cui la Confederazione destina 2 milioni di franchi. Il programma quinquennale (2013-2017) comprende i settori della prevenzione, dell'assistenza-consulenza, della protezione e della formazione. A metà del 2017 il Consiglio federale pubblicherà un rapporto che valuta le misure adottate in tale ambito.</p><p>In questo ambito la Svizzera è attiva anche sul piano della politica estera. Si impegna in particolare in seno all'Assemblea generale delle Nazioni Unite, al Consiglio dei diritti dell'uomo e alla Commissione sulla condizione della donna al fine di promuovere i diritti delle donne e delle ragazze.</p><p>4. Secondo il rapporto del Consiglio federale (14 settembre 2012), le persone messe sotto pressione per sposarsi in Svizzera presentano il seguente profilo socio-demografico: si tratta principalmente di giovani donne tra 18 e 25 anni, originarie perlopiù dei Balcani, della Turchia o dello Sri Lanka.</p><p>Tra le persone che hanno cercato consulenza presso il Servizio contro i matrimoni forzati, il 91 per cento sono nate o cresciute in Svizzera (dati interni del suddetto Servizio per il 2015). Il problema dei matrimoni forzati non può dunque essere messo in relazione esclusivamente con la nuova migrazione e le comunità citate nell'interpellanza.</p>  Risposta del Consiglio federale.