<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a modificare la legge sulle indennità di perdita di guadagno in modo che in futuro le indennità siano accordate anche alle coniugi e partner registrate di contadini e contadine.</p><p>A tale scopo si propongono le due varianti seguenti:</p><p>1. in qualità di persona che lavora per l'azienda di famiglia, la coniuge o partner registrata percepisce un salario in contanti, dichiarato all'AVS, che viene versato su un conto a lei intestato; oppure:</p><p>2. la coniuge o partner registrata si annuncia alla cassa di compensazione come lavoratrice indipendente. Il reddito dell'attività agricola è suddiviso tra i due coniugi o partner registrati e dichiarato all'AVS.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Come gli autori della mozione, anche il Consiglio federale è del parere che l'attività lucrativa svolta dalle coniugi nelle aziende agricole dovrebbe essere retribuita e dichiarata ai sensi della legislazione sulle assicurazioni sociali, affinché le dirette interessate possano acquisire i diritti che ne derivano, in particolare quello alle indennità di maternità. Nel quadro della Politica agricola, dal 2022 intende dunque subordinare i versamenti diretti a una copertura sociale adeguata delle donne che lavorano in misura considerevole nell'azienda del coniuge. </p><p>Secondo la legge sulle indennità di perdita di guadagno, hanno diritto all'indennità di maternità anche le donne che, al momento del parto, collaborano nell'azienda del marito o del partner registrato percependo un salario in contanti o vi svolgono un'attività in qualità di lavoratrici indipendenti. Un'estensione del diritto alle prestazioni alle persone senza attività lucrativa non è mai entrata in linea di conto (cfr. la risposta del Consiglio federale alla domanda Glauser-Zufferey 19.5150). </p><p>I gerenti di un'azienda agricola possono già oggi scegliere se remunerare la collaborazione della moglie con un salario soggetto a contribuzione. Non è dunque necessario stabilire per legge le relative modalità di pagamento. Se le coniugi soddisfano i criteri determinanti per un'attività lucrativa indipendente, in particolare quelli di agire in nome proprio, lavorare per conto proprio e sostenere il rischio economico, allora sono già oggi riconosciute come lavoratrici indipendenti dalle casse di compensazione. Già una quindicina di anni fa, l'amministrazione federale e l'Unione svizzera dei contadini avevano elaborato un questionario adeguato alle esigenze specifiche del settore agricolo. Sulla base di queste informazioni dettagliate, le casse di compensazione possono decidere se vi siano i requisiti di un'attività indipendente. Le attività lucrative in questione non devono però essere esercitate a titolo puramente fittizio. Le coniugi che non dispongono di una formazione continua o di un'attività pratica comprovata richieste per ricevere i versamenti diretti dovrebbero tuttavia astenersi dal registrarsi come lavoratrici indipendenti, per evitare che l'intera azienda perda il diritto a tali prestazioni. Comunque sia, le casse di compensazione devono verificare in ogni singolo caso se la situazione economica reale corrisponda a un'attività dipendente o indipendente. Pertanto le misure richieste non sono necessarie o possono essere attuate solo avvantaggiando le donne che collaborano nelle aziende agricole rispetto a quelle che lavorano nel commercio o che non esercitano nessuna attività lucrativa.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.