<h2>SubmittedText<h2><p>Come brevemente menzionato nel rapporto in adempimento del postulato Schwaab 17.3045 (01.03.2017), il Consiglio federale è incaricato di elaborare una proposta per ampliare la base contributiva affinché tutti i fattori di produzione partecipino al finanziamento delle assicurazioni sociali: il lavoro e il capitale. In altre parole, occorre garantire a lungo termine le entrate delle assicurazioni sociali a prescindere dall'evoluzione dell'automazione e della digitalizzazione, utilizzando quale base di calcolo per i contributi dei datori di lavoro il valore aggiunto lordo prodotto in Svizzera.</p><p>Il progetto di riforma dovrà permettere di mantenere le entrate complessive delle assicurazioni sociali a un livello pari almeno a quello attuale.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel rapporto in adempimento del postulato Schwaab (17.3045), il Consiglio federale ha esaminato l'impatto della robotizzazione dell'economia sulla fiscalità e sul finanziamento delle assicurazioni sociali. L'Esecutivo ritiene che al momento non vi siano indizi di un calo significativo della quota del reddito da lavoro umano rispetto al livello del reddito nazionale, tale da comportare una riduzione delle entrate delle assicurazioni sociali, ma non esclude completamente un'evoluzione in tal senso. Il rapporto esamina dunque varie misure per far fronte a eventuali effetti negativi della trasformazione digitale, tra cui l'estensione della base di calcolo dei contributi sociali dei datori di lavoro al valore aggiunto lordo delle imprese. Dall'esame risulta che l'imposizione fiscale del valore aggiunto lordo penalizzerebbe le imprese attive in settori che richiedono un elevato investimento di capitali. Questo potrebbe causare una contrazione degli investimenti nelle tecnologie più produttive e frenare la crescita della produzione.</p><p>Ad eccezione dell'assicurazione malattie e dell'assicurazione contro gli infortuni non professionali, tutti i rami delle assicurazioni sociali prevedono contributi del datore di lavoro. La base di calcolo per la riscossione di questi contributi è il salario. Per l'AVS, l'AI, le IPG e l'AD e, di regola, anche per la previdenza professionale, i datori di lavoro e i lavoratori versano contributi in parti uguali (i cosiddetti contributi paritetici). Utilizzare il valore aggiunto lordo come base di calcolo dei contributi dei datori di lavoro equivarrebbe a una rottura sostanziale con il sistema previsto nel diritto delle assicurazioni sociali. A differenza dei salari, che sono una base di calcolo chiara, il valore aggiunto lordo include diversi fattori che possono inoltre essere influenzati dai datori di lavoro. Un tale cambiamento nelle modalità di calcolo ridurrebbe dunque la prevedibilità e l'affidabilità delle previsioni sulle entrate o le renderebbe persino impossibili. Le previsioni sono però fondamentali per poter quantificare i contributi e garantire un finanziamento duraturo di tutte le assicurazioni sociali. Inoltre, i dati in questione sarebbero disponibili soltanto dopo la chiusura dell'esercizio e i datori di lavoro, non conoscendo per tempo l'entità dei contributi da versare, perderebbero l'attuale sicurezza in termini di pianificazione. A causa degli altri fattori da prendere in considerazione per la determinazione dei contributi, le assicurazioni sociali dovrebbero riorganizzare radicalmente i loro sistemi di tassazione, il che implicherebbe costi elevati.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.