<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di presentare quanto prima un rapporto dettagliato che</p><p>1. elenchi tutti gli adeguamenti di cui è stato oggetto il diritto svizzero sin dall'adesione a Schengen, in seguito agli sviluppi dell'acquis di Schengen;</p><p>2. specifichi in dettaglio le leggi e le ordinanze interessate;</p><p>3. illustri le ripercussioni sulla sovranità cantonale (federalismo);</p><p>4. illustri le conseguenze per la nostra sicurezza e i nostri diritti popolari, quantificando il più precisamente possibile i rispettivi costi.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale e l'amministrazione informano regolarmente in merito allo stato e agli sviluppi nel dossier Schengen/Dublino. In tale contesto vanno menzionati soprattutto i messaggi del Consiglio federale sugli sviluppi il cui recepimento e attuazione compete all'Assemblea federale, nonché il rapporto annuale sui trattati internazionali, che dall'entrata in vigore dell'accordo di associazione a Schengen dedica un capitolo a parte a Schengen/Dublino e che informa il Parlamento in merito agli sviluppi approvati dal Consiglio federale. A partire dal 2005 esso informa inoltre annualmente la Delegazione delle Commissioni della gestione dell'Assemblea federale (risp. le Commissioni della gestione del Consiglio nazionale e del Consiglio degli Stati a partire da quest'anno) sullo stato dei lavori e sui correnti sviluppi nell'ambito di Schengen/Dublino. Anche le Commissioni parlamentari della politica estera sono messe al corrente regolarmente degli sviluppi attuali e imminenti nell'ambito di Schengen/Dublino (mediante le tabelle informative dell'Ufficio dell'integrazione DFAE/DFE). Va infine rammentato che dal 2006 il DFGP informa annualmente la Delegazione delle finanze dell'Assemblea federale in merito all'evoluzione dei costi nel contesto del credito d'impegno per il collegamento alle grandi banche dati (SIS, VIS e Eurodac). In aggiunta occorre anche rinviare alle risposte del Consiglio federale a numerosi interventi parlamentari. Il Consiglio federale ritiene pertanto che l'Assemblea federale sia già oggi ampiamente informata in merito allo stato e agli sviluppi nell'ambito del dossier Schengen/Dublino e non reputa necessario fornire ulteriori informazioni in un rapporto dettagliato. In merito ai temi sollevati nel postulato va inoltre precisato quanto segue:</p><p>Dalla firma degli accordi di associazione a Schengen/Dublino (26 ottobre 2004), fino alla fine di ottobre 2010 si sono registrati complessivamente 112 sviluppi nell'ambito di Schengen e nessuno sviluppo dell'acquis di Dublino. Come già osservato nella risposta all'interpellanza Fehr Hans(09.3817, Quo vadis Schengen?), la maggior parte di questi atti giuridici è di carattere spiccatamente tecnico-amministrativo anche se vincolante. Di conseguenza, i corrispondenti scambi di note per il loro recepimento hanno potuto essere classificati come "trattati di portata limitata" e conclusi autonomamente dal Consiglio federale. Finora soltanto un quinto degli sviluppi erano, per il loro contenuto, di competenza dell'Assemblea federale. Conformemente ai principi della legge sulle pubblicazioni ufficiali (RS 170.512), gli scambi di note per il recepimento di sviluppi sono pubblicati nella raccolta sistematica, dove sono reperibili al numero 0.362. Inoltre, la panoramica completa di tutti gli sviluppi è accessibile al pubblico sul sito della Cancelleria federale (raccolta dei testi giuridici riguardanti gli accordi bilaterali), dove si può peraltro accedere anche al testo degli atti giuridici (http://www.admin.ch/ch/i/eur/index.html). </p><p>Gli atti normativi modificati in attuazione di Schengen/Dublino sono già stati menzionati nella risposta alla citata interpellanza Fehr Hans (09.3817, Schengen quo vadis?). Il Consiglio federale ha già fornito a varie riprese informazioni esaustive in merito ai costi in termini di finanze e risorse umane correlati alla partecipazione svizzera a Schengen/Dublino, rispondendo a diversi interventi parlamentari, da ultimo alla mozione del gruppo UDC (10.3557, Analisi delle conseguenze di Schengen e Dublino) e all'interpellanza del gruppo UDC (10.3561, Costi globali di Schengen). Infine, il Consiglio federale ha già trattato più volte il tema della sicurezza, rinviando in particolare alle esperienze molto soddisfacenti maturate con il SIS, oltre che ai successi registrati nell'ambito di Dublino. A tale proposito, vanno rammentate, per esempio, le risposte all'interpellanza Flückiger-Bäni (10.3547, L'Accordo di Dublino funziona a dovere?), all'interpellanza Reymond (10.3476, Le frontiere svizzere. Un rischio di sicurezza?) nonché alla domanda Fehr Hans (Ora delle domande 09.5239, Successi registrati in seguito all'adesione a Schengen; non disponibile in italiano). Infine, il Consiglio federale ha sottolineato l'importanza di Schengen per la cooperazione internazionale in materia di sicurezza anche nel suo rapporto del 23 giugno 2010 sulla politica di sicurezza della Svizzera (FF 2010 4511). </p><p>Il Consiglio federale ha illustrato le ripercussioni sul federalismo in particolare nel rapporto del 15 giugno 2007 sul federalismo svizzero (FF 2007 5415) per tutte le opzioni in materia di politica europea, indicando che la Confederazione e i cantoni prendono parte allo sviluppo dell'acquis di Schengen. Se sono toccate competenze o interessi fondamentali cantonali, i rappresentanti dei cantoni possono partecipare, insieme ai rappresentanti della Confederazione, alle sedute dei gruppi di lavoro dell'UE che si riuniscono in comitati misti. A parere del Consiglio federale, la stretta collaborazione tra Confederazione e cantoni, sancita giuridicamente nella Convenzione del 20 marzo 2009 (RS 362.1), ha dato buoni frutti all'atto pratico. Tale giudizio è condiviso anche dai cantoni, in particolare dalla Conferenza dei governi cantonali e dalla Conferenza dei capi dei dipartimenti gi giustizia i polizia. In merito occorre peraltro rinviare anche al rapporto del Consiglio federale del 17 settembre 2010 sulla valutazione della politica europea della Svizzera (10.086).</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.