<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di avviare le misure seguenti:</p><p>1. Deve essere allestita una statistica esaustiva concernente le correlazioni tra la consegna di armi dell'esercito, nell'ambito e al di fuori del servizio militare, e il ricorso al suicidio e la perpetrazione di attività criminali.</p><p>2. La consegna di armi da fuoco militari durante i congedi e dopo il proscioglimento dagli obblighi di servizio viene sospesa fino all'allestimento della summenzionata statistica, che fungerà da base per il futuro maneggio delle armi dell'esercito.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il DDPS non tiene alcuna statistica concernente l'utilizzo abusivo delle armi personali al di fuori del servizio. Al momento attuale, non è nemmeno in grado di tenere una simile statistica: in primo luogo, poiché il perseguimento e il giudizio dei reati commessi con armi dell'esercito al di fuori del servizio sono di competenza dei cantoni. I dati di polizia sono raccolti in maniera decentralizzata, ciò che non solo rende difficile, ma praticamente impedisce l'accesso ai dati e una visione d'insieme. Secondariamente, manca una pertinente base legale.</p><p>Tuttavia, nell'ambito della revisione attualmente in corso della legge sulle armi http://www.bap.admin.ch/i/themen/index.htm, sarà creata la necessaria base giuridica formale per la costituzione di una banca dati centrale in seno all'Ufficio federale di polizia. Tale banca dati fornirà informazioni in merito alla revoca di autorizzazioni, il rifiuto di autorizzazioni e il sequestro di armi. Inoltre, sarà introdotta una disposizione allo scopo di facilitare lo scambio di informazioni tra autorità civili e militari in merito agli abusi in materia di armi. Sarà così possibile accedere ai dati concernenti tali abusi, nonché raccogliere e valutare tali dati in maniera centralizzata. Per assicurare l'allestimento di una statistica veramente significativa, oltre alle basi legali dovrebbero essere chiariti ulteriori punti, ad esempio quali reati andrebbero classificati come abuso di armi (reati commessi intenzionalmente, incidenti, furti di armi, ecc.). Il Consiglio federale è convinto che con questo modo di procedere sarebbero soddisfatte le condizioni necessarie all'allestimento della statistica ancora mancante in materia di abusi di armi dell'esercito.</p><p>Inoltre, basandosi sui procedimenti penali militari, il DDPS è già in grado di fornire dati statistici concernenti i delitti (solitamente incidenti) e i suicidi perpetrati e commessi con armi dell'esercito nell'ambito del servizio militare.</p><p>2. Per principio, i militari custodiscono al domicilio il loro equipaggiamento personale. Le relative regolamentazioni figurano in particolare nell'ordinanza del 5 dicembre 2003 sull'equipaggiamento personale dei militari (OEPM; RS 514.10). La custodia dell'equipaggiamento al domicilio corrisponde a un'esigenza militare. Ciò evita, in caso di minaccia reale, di dover ancora equipaggiare prima del loro impiego i militari pronti ad entrare in servizio. Inoltre, se l'arma non fosse più custodita al domicilio, l'adempimento del tiro obbligatorio fuori del servizio sarebbe difficilmente realizzabile.</p><p>In caso di proscioglimento dagli obblighi militari, l'arma personale è ceduta in proprietà ai militari conformemente agli articoli 11 e 12 OEPM solo se sono soddisfatte le pertinenti condizioni. Pertanto - sempre che soddisfino le condizioni - essi dispongono di un diritto legale alla consegna dell'arma. Queste armi sono utilizzate perlopiù nell'ambito del tiro fuori dal servizio o del tiro sportivo, oppure diventano parte di una collezione di armi. Esse sottostanno alle disposizioni del diritto civile in materia di armi, dal momento che - dopo la consegna - appartengono alla categoria delle armi private.</p><p>Per il Consiglio federale è particolarmente importante che si possano impedire, in caso di necessità, gli abusi di armi in ambito civile e militare. In ambito militare, quale misura preventiva, vi è la possibilità che l'arma sia ritirata in via cautelativa o depositata all'arsenale, se vi sono segni concreti che un militare possa mettere in pericolo se stesso o terzi con l'arma, oppure se vi sono segni di un altro possibile abuso (art. 7 OEPM). Il Consiglio federale non ritiene pertanto che al momento attuale vi sia ragione di modificare le regolamentazioni summenzionate.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.