<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di modificare l'ordinanza sull'approvvigionamento elettrico e le altre fonti giuridiche pertinenti in modo tale che le aziende che si approvvigionano sul mercato libero dell'energia elettrica possano passare, se lo desiderano, al servizio universale.</p><p>Si dovranno applicare alcune condizioni: Le imprese che desiderano tornare al servizio universale devono comunicare la loro intenzione con un preavviso di un anno, devono poi restare in regime di servizio universale per un determinato periodo (3 anni) e/o devono pagare un contributo di compensazione pari al massimo al 10 % dei costi dell'energia.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Recentemente i prezzi dell'energia sono scesi ben al di sotto degli importi massimi registrati alla fine di agosto 2022. Pertanto, il Consiglio federale attualmente non ritiene necessario adottare misure straordinarie per l'inverno 2022/23.</p><p>Benché l'entità effettiva delle oscillazioni dei prezzi registrata oggi fosse difficilmente prevedibile, è ovvio che la partecipazione al mercato dell'energia elettrica comporti sia rischi che opportunità. Il Consiglio federale ritiene pertanto che spetti in primo luogo alle imprese affrontare questi rischi Per il settore privato sussistono tuttora diverse opzioni per attenuare gli attuali picchi di prezzo. Tuttavia, nell'ambito della valutazione delle possibili misure, il 2 novembre 2022 il Consiglio federale ha discusso varie alternative per quanto riguardo il ritorno al servizio universale. Al pari di altre misure le ha però respinte in considerazione dei potenziali problemi di attuazione e degli effetti collaterali indesiderati. Il problema fondamentale del ritorno al regime del servizio universale è soprattutto il fatto che gran parte dei fornitori non ha quasi nessuna produzione propria e acquista l'energia elettrica per i propri clienti sul mercato. Un notevole ampliamento del gruppo degli aventi diritto al servizio universale, e questo solo con un sovrapprezzo del 10 per cento, comporterebbe un notevole onere per gli attuali clienti finali con servizio universale, in quanto dovrebbero sostenere gli aumenti dei costi (anche attraverso il metodo del prezzo medio) dovuti agli acquisti aggiuntivi. Inoltre, la misura proposta dalla mozione a breve termine non può contribuire a sgravare finanziariamente le imprese, poiché queste ultime potrebbero ritornare al servizio universale soltanto dopo un anno.</p><p>Inoltre, il Consiglio federale sottolinea che, secondo la prassi della Commissione federale dell'energia elettrica (EICom), il principio secondo cui "una volta libero, per sempre libero" viene già ora leggermente ridimensionato per quanto riguarda i raggruppamenti ai fini del consumo proprio (RCP). A un centro di consumo, che in precedenza operava sul libero mercato, è consentito aderire a un RCP con servizio universale, tranne in casi palesi di abuso di diritto. Questa interpretazione del diritto è motivata dal fatto che la partecipazione a un RCP è aperta a tutti e che un RCP ha anche diritto al servizio universale poiché, nel complesso, va considerato come un centro di consumo proprio (art. 11 cpv. 2 secondo periodo dell'ordinanza sull'approvvigionamento elettrico [OAEl; RS 734.71]). Se si costituisce un RCP, sostanzialmente, si ricomincia da capo e occorre nuovamente scegliere tra servizio universale e libero mercato. Il Consiglio federale sta ora integrando esplicitamente la suddetta prassi dell'ElCom nell'OAEl a partire dal 1° gennaio 2023. Ciò a condizione che, anche con la partecipazione del rispettivo centro di consumo, restino soddisfatte le condizioni per la costituzione di un RCP.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.