<h2>SubmittedText<h2><p>Da ormai dieci anni la Svizzera ha introdotto la perequazione finanziaria nazionale. L'importanza della perequazione tra Cantoni finanziariamente forti e finanziariamente deboli, con il suo carattere solidale, è riconosciuta da tutti. Dal 2008 è emerso tuttavia un drastico aumento degli oneri a carico di singoli Cantoni contribuenti netti. Incremento questo, con cui non sono stati fatti i conti all'epoca dell'elaborazione e introduzione della Nuova impostazione della perequazione finanziaria e della ripartizione dei compiti tra Confederazione e Cantoni (NPC). Un esempio: se nel 2008 Nidvaldo ha dovuto versare un importo netto pari a 14,6 milioni di franchi, quest'anno esso è triplicato, passando a 45,6 milioni di franchi.</p><p>Circa due terzi dei Cantoni riscuotono versamenti di compensazione, mentre quasi un terzo versa denaro nel quadro della NPC. È chiaro che, date le circostanze iniziali, riforme o addirittura modifiche del sistema non avrebbero praticamente alcuna possibilità di essere accettate. Tale circostanza non fa altro che alimentare il malcontento tra i Cantoni donatori, mettendo in pericolo uno strumento di solidarietà di per sé importante.</p><p>A tale proposito, il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Dal 2008, la somma di tutti i fondi perequativi nel quadro della NPC è drasticamente aumentata, passando da un totale di 4 105 360 a 5 089 009 di franchi. Il Consiglio federale non crede che sarebbe ragionevole imporre un limite massimo moderato a queste dotazioni?</p><p>2. Il Consiglio federale non ritiene che, malgrado il limite massimo, sia possibile soddisfare i bisogni dei Cantoni destinatari e, al tempo stesso, apportare un notevole sgravio ai Cantoni donatori?</p><p>3. Il Consiglio federale condivide il parere che un limite massimo, per esempio pari al valore del 2013 (4 785 869 franchi), corrisponderebbe comunque a risorse sufficienti nel quadro della NPC (circa 700 millioni in più rispetto alla sua introduzione), cosa che emerge anche dall'esperienza del 2013?</p><p>4. Il Consiglio federale potrebbe esaminare la possibilità di adeguare moderatamente un limite massimo, così da poter considerare eventuali rincari e altri fattori in maniera adeguata?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La perequazione finanziaria nazionale è esaminata ogni quattro anni nel quadro del rapporto sull'efficacia. Tra i temi trattati nel rapporto figura anche l'opportunità di imporre un limite massimo. L'articolo 46 capoverso 1 lettera c dell'ordinanza concernente la perequazione finanziaria e la compensazione degli oneri stabilisce infatti che il rapporto sull'efficacia deve presentare "la necessità o l'opportunità di un limite massimo di aggravio dei Cantoni finanziariamente forti nella perequazione orizzontale delle risorse". Nei tre rapporti pubblicati sinora l'introduzione di un limite massimo è stata respinta. Un limite massimo indiretto esiste già oggi e si configura nel valore di riferimento dell'85 per cento. Poiché tale valore è già stato superato negli anni 2013-2015, il Consiglio federale ha proposto di ridurre notevolmente la dotazione per il terzo periodo. Tuttavia, il Parlamento ha appoggiato questa proposta solo in parte. Nel frattempo le disparità tra i Cantoni sono diminuite ulteriormente, a tal punto che il Cantone finanziariamente più debole (Giura) ha già raggiunto nel 2018 un indice dell'88,3 per cento. Se fosse soltanto la dotazione minima dell'85 per cento a dover essere raggiunta, la dotazione a favore della perequazione delle risorse potrebbe essere ridotta di 937 milioni di franchi. In questo modo per la Confederazione risulterebbe uno sgravio di 557 milioni, mentre per i Cantoni finanziariamente forti uno sgravio di 380 milioni di franchi.</p><p>Nel terzo rapporto sull'efficacia il Consiglio federale riprende la proposta dei Cantoni di innalzare all'86,5 per cento la dotazione del Cantone finanziariamente più debole. Malgrado questo aumento, per la Confederazione e per i Cantoni finanziariamente forti ne risulterebbe uno sgravio rispetto ad oggi.</p><p>Il sistema attuale prevede che il Parlamento si pronunci ogni quattro anni sulla dotazione della perequazione finanziaria. In questo contesto decide anche gli aggravi che i Cantoni finanziariamente forti devono sostenere nei quattro anni successivi. Introducendo una dotazione minima garantita, come proposta dai Cantoni, la dotazione risultante dipenderebbe dall'ammontare di questa dotazione minima e dall'evoluzione delle disparità tra i Cantoni. All'interno di tale sistema, la gestione politica della dotazione avverrebbe definendo per legge l'importo della dotazione minima. L'introduzione di un limite massimo non sarebbe compatibile con una dotazione minima garantita per legge.</p><p>2./3. L'introduzione di una dotazione minima garantita dell'86,5 per cento consentirebbe alla Confederazione e ai Cantoni finanziariamente forti di ridurre, rispetto a oggi, la loro dotazione. Sulla base dei dati del 2018, tale riduzione ammonterebbe a circa 500 milioni di franchi (Confederazione: 280 millioni, Cantoni finanziariamente forti: 230 millioni). La dotazione corrisponderebbe a quella del 2013.</p><p>4. Le modifiche riguardanti l'importo della dotazione per la perequazione delle risorse dovrebbero avvenire nell'ambito delle possibilità di gestione previste. Oggi il Parlamento ha la possibilità di adeguare tale dotazione ogni quattro anni. Se il Parlamento accogliesse la nuova regolamentazione proposta dai Cantoni, secondo cui la dotazione è definita in funzione della dotazione minima prescritta per legge, sarebbe necessario adeguare anche quest'ultima.</p>  Risposta del Consiglio federale.