<h2>SubmittedText<h2><p>La pandemia da coronavirus è una sfida molto ardua e il nostro Paese è stato colto alla sprovvista nonostante avesse avuto oltre due mesi per prepararsi. Avvertimenti e rapporti inequivocabili provenienti dalla Cina e da altri Paesi asiatici non sono stati presi tempestivamente in considerazione o sono stati oggetto di commenti arroganti. Così, pur avendo adottato provvedimenti utili, l'UFSP ha sempre reagito troppo tardi, con poca coerenza e in parte con una comunicazione contraddittoria nonostante la Commissione federale per la preparazione e la risposta alle pandemie (CFP) e il piano pandemico rielaborato nel 2018. Le conseguenze: gravi sofferenze della popolazione a causa dei decessi e dei problemi di salute, lavoro ridotto o addirittura chiusura di aziende. Anche la vita sociale è stata notevolmente limitata. Un lockdown parziale è stato precipitosamente ordinato d'urgenza in soli tre giorni. Si pongono pertanto le seguenti domande:</p><p>1. Quante volte si è riunita la CFP dalla sua fondazione nel 2012 e dal 31 dicembre 2019, data della prima comunicazione inviata da Wuhan all'Organizzazione mondiale della sanità? Cosa comprende la sua attività?</p><p>2. In che misura gli organi competenti e il Consiglio federale si sono attenuti alle prescrizioni del piano pandemico, rielaborate l'ultima volta nel 2018 e fissate per scritto, e hanno attuato i provvedimenti raccomandati?</p><p>3. Dal 2020 la CFP è stata coinvolta attivamente nella costante rivalutazione della situazione? Le sue raccomandazioni sono state verbalizzate?</p><p>4. Chi è stato responsabile di rivalutare quotidianamente gli studi e i dati più recenti sulla pandemia da coronavirus dal gennaio del 2020?</p><p>5. Oltre al numero di casi positivi e di decessi, quali altri dati sono stati presi in considerazione per valutare l'evoluzione della situazione di pericolo?</p><p>6. Sono state attuate tutte le misure precauzionali previste dal piano pandemico?</p><p>7. Per quale motivo non è stato rispettato l'obbligo di costituire scorte di materiale di protezione?</p><p>8. Perché nella prima settimana di gennaio non è stato immediatamente ordinato il materiale palesemente mancante?</p><p>9. Per quale motivo, contrariamente a quanto previsto nel piano pandemico, non si è immediatamente proceduto a limitare la mobilità interregionale e a introdurre ulteriori misure precauzionali e di protezione per la mobilità essenziale (p. es. nel traffico ferroviario dall'Italia e negli aeroporti)?</p><p>Per poter essere meglio preparati a future pandemie, è imperativo rispondere rapidamente e accuratamente alle molte domande sorte. È assolutamente necessaria un'analisi completa, autocritica e onesta.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1 e 3. La Commissione federale per la preparazione e la risposta alle pandemie (CFP) si riunisce da tre a quattro volte all'anno. L'ultima riunione risale al 18 dicembre 2019. Conformemente alla decisione istitutiva, la CFP è responsabile in primo luogo della preparazione alle pandemie e, di conseguenza, del piano pandemico e della sua revisione. Durante le pandemie, questa funzione slitta in secondo piano. Il nome "Commissione federale per la preparazione e la risposta alle pandemie" suggerisce anche una sua partecipazione alla risposta alle pandemie. Questa funzione è stata ed è tuttora garantita: singoli membri sono infatti consultati su aspetti specifici o coinvolti in processi e gruppi di lavoro dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). Non è invece prevista un'attività della CFP quale organo plenario. Passata la crisi, la CFP rivedrà il piano pandemico, in collaborazione con le autorità federali e cantonali, integrandovi gli insegnamenti acquisiti.</p><p>2. Il Piano svizzero per pandemia influenzale serve alla Confederazione e ai Cantoni quale documento strategico comune. Rappresenta inoltre una base per elaborare i piani cantonali. Spetta ai Cantoni stabilire in che misura fondare i piani cantonali su questa base, conformemente alle condizioni sul proprio territorio. La Confederazione e i Cantoni hanno rispettato le disposizioni vincolanti. In merito al rispetto delle disposizioni con carattere di raccomandazione da parte dei Cantoni non siamo in grado di fornire indicazioni.</p><p>4. La pubblicazione dei dati di sorveglianza e della valutazione epidemiologica è di competenza del gruppo di lavoro "Situazione" della task force COVID-19 dell'UFSP. Gruppi di ricerca come pure scienziati di varie discipline pubblicano inoltre man mano studi sui risultati più recenti.</p><p>5. Oltre a quelli menzionati sono stati inclusi anche i seguenti dati: a livello nazionale, per valutare la situazione in base alla sorveglianza continua sono considerati anche il numero di ricoveri ospedalieri determinati dalla COVID-19 come pure i posti in cure intensive disponibili negli ospedali. L'UFSP tiene inoltre conto dei pareri di esperti nazionali e internazionali, del numero di casi e dell'evoluzione a livello internazionale, in particolare in Europa, nonché delle valutazioni continue della situazione e dei rischi dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), delle autorità europee (ECDC) e di altri Stati. Un'altra base è costituita dagli studi scientifici sottoposti a revisione paritaria e pubblicati.</p><p>6. Il Piano svizzero per pandemia influenzale si riferisce alla preparazione e alla risposta a una pandemia influenzale. Non tutte le misure previste possono quindi essere applicate all'attuale pandemia di COVID-19. La preparazione in Svizzera era tuttavia sostanzialmente conforme al piano pandemico. L'attuazione delle raccomandazioni relative alle scorte minime nei Cantoni, nelle imprese e nella popolazione è lasciata alla responsabilità individuale e con tutta probabilità presentava lacune.</p><p>7. Le scorte di mascherine di protezione delle classi FFP2 e FFP3 sono allestite sulla base di contratti per la costituzione di scorte obbligatorie conclusi volontariamente dalle aziende interessate e la Confederazione. Le scorte obbligatorie erano disponibili nella quantità pattuita e sono state liberate all'inizio della pandemia di COVID-19 a favore dei Cantoni. Per le mascherine igieniche, i disinfettanti e i guanti per visita medica non sono previste scorte obbligatorie.</p><p>8. Nella prima settimana di gennaio, in base alla valutazione della situazione non vi era alcuna penuria. La parziale limitatezza delle scorte degli ospedali, degli studi medici e di altre strutture sanitarie è venuta alla luce solo più tardi. La Confederazione ha ricevuto segnalazioni solo quando la domanda ha registrato un'impennata a causa dell'evoluzione in Svizzera. Non appena si è delineata una situazione di penuria sono stati predisposti acquisti.</p><p>9. Il Piano svizzero per pandemia influenzale non prevede una limitazione immediata e completa della mobilità. Una limitazione drastica della mobilità ha inoltre ampie ripercussioni sull'economia e la società. In gennaio - quando era praticamente impossibile prevedere l'impatto futuro per la Svizzera - difficilmente una decisione del genere sarebbe stata capita e accettata dalla popolazione e dal mondo politico.</p>  Risposta del Consiglio federale.