<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incariato di esaminare:</p><p>1. se, invece del previsto aumento dell'imposta sugli oli minerali, esistono soluzioni più semplici e più compatibili con la nostra economia per ottenere i fondi mancanti per il finanziamento delle strade;</p><p>2. quali ripercussioni avrebbero i prezzi elevati del diesel sulle entrate fiscali e quali sarebbero gli effetti di una riduzione delle tasse sui prezzi del diesel;</p><p>3. in quale misura i consumatori del nostro Paese trarrebbero beneficio da tasse sul diesel più basse e in che modo queste ultime potrebbero contribuire ad abbassare i prezzi elevati della Svizzera;</p><p>4. quale influsso avrà l'aumento previsto dell'imposta sugli oli minerali sul potere d'acquisto, in particolare della classe medio-bassa e di conseguenza sui settori di consumo in Svizzera.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>I prezzi dei carburanti dipendono da un lato dall'andamento di mercato e dall'altro da imposte e tasse. I prezzi alla pompa non sono quindi diversi soltanto da quelli praticati nei Paesi confinanti: si differenziano anche all'interno della stessa Svizzera. Le differenze rispetto all'estero sono determinate fra l'altro dai rapporti di cambio e dalle diverse aliquote d'imposta. Mentre attualmente (luglio 2013) la benzina in Svizzera costa generalmente meno rispetto ai Paesi limitrofi, i prezzi del gasolio sono prevalentemente, ma non sempre, superiori.</p><p>Sebbene il cosiddetto turismo del pieno, cioè il rifornimento oltre confine, possa costituire un dato non trascurabile in termini di volume e quindi di entrate ovvero perdite fiscali, non si può negare il fatto che lo smercio di carburante in Svizzera si basa prevalentemente sugli acquisti effettuati da consumatori residenti in Svizzera. Le ricerche sul periodo 2001-2008 hanno evidenziato che gli acquisti effettuati in Svizzera dai "pendolari del carburante" possono essere stimati rispettivamente fino ad un 10 e ad un 3 per cento delle vendite annue di benzina e gasolio. Questi valori massimi, registrati nel 2007, erano legati al fatto che i prezzi svizzeri erano inferiori, a seconda del Paese confinante considerato, rispettivamente fino a 50 centesimi per la benzina e fino a 20 centesimi per il gasolio. Tali differenziali di prezzo erano stati determinati, fra l'altro, dal tasso di cambio del franco svizzero vantaggioso per i consumatori esteri.</p><p>1./4. Il 26 giugno 2013 il Consiglio federale ha discusso sulle garanzie a lungo termine del finanziamento dell'infrastruttura stradale nazionale e definito i principali parametri per un progetto di consultazione. Esso ha deciso di creare un fondo a tempo indeterminato, sancito a livello costituzionale, per finanziare tutte le spese relative alle strade nazionali e i contributi al traffico d'agglomerato. Per garantire il necessario fabbisogno finanziario è previsto un incremento del supplemento fiscale sugli oli minerali. Inoltre il fondo dovrebbe beneficiare di proventi dall'imposta sugli autoveicoli, che finora confluivano nel bilancio generale della Confederazione: in questo modo sarà possibile mitigare il necessario incremento del supplemento fiscale sugli oli minerali. Nel rapporto sui risultati della consultazione il Consiglio federale affronterà più dettagliatamente le varianti prescelte e le relative conseguenze, oltre a esporre le alternative respinte.</p><p>2./3. In base ai modelli di calcolo, uno sgravio del supplemento fiscale sugli oli minerali relativo al gasolio per ridurre i prezzi del carburante, pur tenendo conto degli effetti positivi in termini di acquisti dai Paesi limitrofi e dell'eventuale lieve incremento dei consumi, comporterebbe in ogni caso una diminuzione delle entrate fiscali sugli oli minerali. Il deficit che si va profilando a livello di finanziamento speciale per il traffico stradale ne risulterebbe incrementato. Inoltre la riduzione del prezzo del gasolio renderebbe più conveniente attraversare la Svizzera per i mezzi pesanti: questo attirerebbe veicoli in transito ma pregiudicherebbe il trasferimento del traffico merci dalla strada alla rotaia. Si tratta di un effetto indesiderato in termini di politica dei trasporti. Nel 2011 la quantità di gasolio oggetto di imposizione fiscale è stata di 2,8 miliardi di litri. Una riduzione unilaterale del supplemento fiscale sugli oli minerali relativamente al gasolio, ad esempio di 5 centesimi al litro, sgraverebbe consumatori ed economia per 140 milioni di franchi, una quota pari allo 0,02 per cento del prodotto interno lordo 2011. Da un lato la diminuzione delle aliquote fiscali sugli oli minerali sgrava economia e consumatori; dall'altro aliquote inferiori significano meno fondi a disposizione per investimenti nell'infrastruttura di trasporto, con tutte le conseguenze negative di lungo periodo per utenti ed economia.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.