<h2>SubmittedText<h2><p>1. Sul piano dei contenuti dove si trova la Svizzera nei confronti del piano d'azione del pilastro europeo dei diritti sociali (European Pillar of Social Rights)?</p><p>2. Quali settori del piano d'azione dell'UE sono già stati realizzati in Svizzera e in quali è necessario intervenire?</p><p>3. Quali esperienze ha maturato la Svizzera nella sua veste di osservatrice nel consiglio di amministrazione dell'Autorità europea del lavoro (ELA)?</p><p>4. Come avviene il coinvolgimento e il dialogo con le parti sociali?</p><p>5. Come può la Svizzera partecipare alla garanzia europea per i giovani - che si prefigge di garantire a tutti gli "under 30" un'occupazione, una misura di formazione, un posto di tirocinio o un posto di formazione - e attuare i rispettivi contenuti?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Domande 1 e 2</p><p>Con il piano d'azione del pilastro europeo dei diritti sociali l'UE persegue tre obiettivi: che entro il 2030 almeno il 78 per cento della popolazione di età compresa tra i 20 e i 64 anni abbia un'occupazione, che almeno il 60 per cento degli adulti frequenti ogni anno un corso di formazione continua e che il numero di persone a rischio di povertà o di esclusione sociale si riduca di almeno 15 milioni (calo del 16 % rispetto al 2019).</p><p>Per quanto riguarda l'occupazione e la formazione continua, gli obiettivi della Svizzera sono più ambiziosi di quelli dell'UE. Il nostro Paese presenta inoltre un tasso di persone a rischio di povertà inferiore alla media, come dimostra un raffronto incrociato. La Svizzera persegue comunque obiettivi analoghi a quelli dell'UE. La sua politica in materia di personale qualificato, ad esempio, punta a sfruttare al meglio il potenziale di manodopera qualificata indigena. Creando condizioni quadro ideali si vogliono inoltre far combaciare la struttura delle qualifiche dei lavoratori e le esigenze dell'economia. Questo fa salire il tasso di partecipazione al mercato del lavoro e comporta un aumento della produttività.</p><p>La lotta alla povertà in senso stretto - ossia l'adozione di provvedimenti per alleviare situazioni di precarietà economica reali e prevenire quelle imminenti - compete ai Cantoni e ai Comuni. Nell'ambito della "Piattaforma nazionale contro la povertà" (2019-2024), la Confederazione si impegna soprattutto nella prevenzione della povertà. Il compito della piattaforma è generare conoscenze pratiche su temi specifici e promuovere la cooperazione e lo scambio di esperienze tra gli attori coinvolti. In Svizzera sono in corso attività in tutte le aree tematiche del Piano d'azione dell'UE, che il Consiglio federale considera mirate e sufficienti.</p><p>Domande 3 e 4</p><p>Fin dall'istituzione dell'Autorità europea del lavoro (ELA) la Svizzera siede nel suo consiglio di amministrazione in veste di osservatrice. L'obiettivo dell'ELA è migliorare l'efficacia delle direttive sull'esecuzione e sul distacco di lavoratori nei Paesi dell'UE, facilitare la cooperazione tra gli Stati membri e fornire supporto operativo. L'ELA si trova in fase di costituzione ancora fino al 2024. In qualità di osservatrice, la Svizzera partecipa regolarmente alle riunioni del consiglio di amministrazione dell'ELA e può quindi seguire direttamente lo sviluppo di questa nuova autorità. Le parti sociali sono regolarmente informate sui progressi compiuti nell'ambito della commissione tripartita della Confederazione. Se dovesse porsi la questione di un'eventuale adesione della Svizzera all'ELA, le parti sociali e le altre cerchie direttamente interessate saranno strettamente coinvolte.</p><p>Domanda 5</p><p>Le norme dell'UE sulla garanzia europea per i giovani non prevedono la partecipazione di Paesi terzi. Ma la partecipazione della Svizzera non sarebbe nemmeno necessaria, perché la situazione dei giovani sul nostro mercato del lavoro è relativamente buona nel raffronto internazionale. Secondo i dati di Eurostat del 2021, il nostro Paese occupa il primo posto nella fascia d'età tra i 15-24 anni in termini di tasso di occupazione (65,4 %) e di tasso di partecipazione al mercato del lavoro (59,6 %). La percentuale di disoccupazione giovanile (secondo l'OIL) era dell'8,8 per cento nel 2021, valore relativamente basso rispetto agli standard europei (14,8 % nel quarto trimestre) che depone a favore dell'ottima situazione dei giovani sul mercato del lavoro elvetico. Questi risultati positivi sono dovuti principalmente alle solide qualifiche professionali dei giovani e al sistema svizzero della formazione duale. Ai giovani in cerca d'impiego l'assicurazione contro la disoccupazione offre inoltre una vasta gamma di valide misure, concepite per favorire la loro integrazione nel mercato del lavoro.</p>  Risposta del Consiglio federale.