<h2>SubmittedText<h2><p>In numerose città svizzere, soprattutto di frontiera, si osserva il fenomeno dei mendicanti organizzati in banda provenienti dall'altro lato del confine. </p><p>Un rapporto indica addirittura che a Losanna alcune vetture depositano i mendicanti la mattina in diversi luoghi della città e li recuperano alla sera in maniera organizzata. </p><p>Pertanto pongo le domande seguenti:</p><p>1. Dal punto di vista del diritto in materia di stranieri qual è lo statuto di un mendicante, Rom o no, che attraversa il confine tutti i giorni per venire a mendicare in Svizzera?</p><p>2. Le convenzioni bilaterali con l'UE permetterebbero alla Confederazione, se lo volesse, di vietare l'entrata in Svizzera alle persone che vengono nel nostro Paese unicamente per mendicare?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Le disposizioni legali in materia di stranieri non disciplinano lo statuto di mendicante di per sé. Se è cittadino dell'Unione europea, uno straniero può far valere l'accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC; RS 0.142.112.681), che gli consente di entrare in Svizzera semplicemente presentando una carta d'identità o un passaporto in corso di validità. Il diritto di soggiorno in vista dell'esercizio di un'attività lucrativa gli è garantito. Invece, se intende soggiornare in Svizzera più di tre mesi senza esercitare un'attività lucrativa, deve dimostrare di disporre di mezzi finanziari sufficienti e contrarre un'assicurazione malattia (art. 24 allegato I ALC). I cittadini dell'UE sono inoltre autorizzati a soggiornare in Svizzera per percepirvi prestazioni di servizi, per esempio nel turismo (art. 5 ALC). Se la durata del soggiorno è inferiore a tre mesi, non hanno bisogno di un permesso di soggiorno (art. 23 allegato I ALC). In virtù della Convenzione dell'AELS (RS 0.632.31), tali disposizioni si applicano anche ai cittadini degli Stati membri dell'AELS. </p><p>In Svizzera l'accattonaggio non è considerato un'attività lucrativa. Peraltro, si può supporre che il mendicante non disponga di mezzi finanziari sufficienti e che non possa essere qualificato come destinatario di servizi. Di conseguenza, ogni cittadino di uno Stato membro dell'UE e dell'AELS che entra in Svizzera per mendicare non può far valere un diritto di soggiorno in virtù dell'ALC. Se il mendicante è cittadino di un Paese terzo, deve soddisfare cumulativamente le condizioni d'entrata previste dagli accordi di associazione a Schengen (art. 5 LStr).</p><p>2. Secondo l'articolo 5 paragrafo 1 dell'allegato I ALC, i diritti conferiti dalle disposizioni dell'accordo possono essere limitati da misure giustificate da motivi di ordine pubblico, pubblica sicurezza e pubblica sanità. Le misure di ordine pubblico o di pubblica sicurezza devono essere adottate esclusivamente in relazione al comportamento personale dell'individuo nei riguardi del quale esse sono applicate (art. 5 par. 2 allegato I ALC e art. 3 par. 1 della direttiva 64/221/CEE). Non possono essere giustificate da motivi di prevenzione generale non correlati al caso individuale. </p><p>Secondo la giurisprudenza della Corte di giustizia dell'Unione europea, è possibile limitare la libera circolazione delle persone per motivi di ordine e sicurezza pubblici soltanto se è turbato l'ordine pubblico, se esiste una minaccia reale, attuale e sufficientemente grave e se tale minaccia riguarda un interesse fondamentale della società. La giurisprudenza europea e il Tribunale federale ammettono tuttavia che, a seconda della circostanze, il comportamento passato possa, di per sé, costituire una tale minaccia (DTF 131 II 352, consid. 3.2, 130 II 176 consid. 3.4.2; 2C_691/2007 del 10 marzo 2008, consid. 3.2). Sempre secondo tale giurisprudenza, anche ripetute violazioni dell'ordine pubblico permettono di accertare l'esistenza di una minaccia reale e attuale per l'ordine e la sicurezza pubblici nella misura in cui indicano che la persona in questione non vuole o non può adeguarsi all'ordine stabilito. </p><p>Se l'accattonaggio è vietato da una legge o un regolamento comunale o cantonale, spetta alle competenti autorità comunali o cantonali sanzionarlo penalmente. Per i cittadini europei, i casi di recidiva comprovati possono essere sanzionati con misure amministrative fondate sulla legge federale sugli stranieri, quali l'ammonimento o il divieto di entrata.</p>  Risposta del Consiglio federale.