<h2>SubmittedText<h2><p>L'intenzione espressa dal DFAE (Dipartimento federale degli affari esteri) di non finanziare più l'attività di informazione delle ONG in Svizzera nel quadro dei contributi della DSC (Direzione dello sviluppo e della cooperazione) è molto preoccupante.</p><p>È infatti assolutamente incoerente realizzare progetti a sostegno dei Paesi del Sud senza allo stesso tempo sensibilizzare la popolazione svizzera e stimolarla a riflettere sulle cause e sulle conseguenze dei problemi a cui vogliamo porre rimedio con le nostre attività di cooperazione.</p><p>In un mondo globalizzato non è più possibile agire come se i problemi fossero a compartimenti stagni.</p><p>La Svizzera sostiene gli Obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) dell'ONU e il DFAE si è impegnato ad attuarli. Nessuno può negare che lo sviluppo sostenibile debba essere pensato in chiave globale ed è impensabile sostenere progetti nell'emisfero sud senza mettere in discussione il nostro stile di vita nell'emisfero nord.</p><p>È inoltre del tutto normale che le ONG che rappresentano la società civile possano esprimersi su temi legati alla politica svizzera, a maggior ragione quando è toccato un settore che sta loro a cuore. In ballo vi è la salute del dibattito democratico in Svizzera.</p><p>Diverse ONG hanno espresso preoccupazione per questa situazione scrivendo al DFAE ed esprimendo la loro opinione nei media. Chiedo dunque al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Il Consiglio federale pensa davvero che le ONG debbano rinunciare a intervenire nel dibattito pubblico per informare la popolazione svizzera nei loro settori d'attività?</p><p>2. È normale che in un Paese che si vanta di essere all'avanguardia nella difesa dei diritti umani, le ONG debbano contare sempre di più sulla generosità delle persone, visto che i finanziamenti pubblici tendono a diminuire?</p><p>3. Perché il Consiglio federale tratta le ONG attive nella cooperazione internazionale in modo diverso rispetto agli altri beneficiari di sovvenzioni pubbliche, che possono comunque condurre campagne di educazione e sensibilizzazione con i fondi federali?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Una società civile forte e variegata è un aspetto caratterizzante della cultura politica svizzera. È con queste parole che il Consiglio federale si è espresso nella sua risposta del 24 febbraio 2021 alla mozione Portmann 20.4395 "Nessun fondo pubblico per progetti di ONG che aderiscono a campagne politiche". Con o senza finanziamenti federali, le ONG sono membri della società civile e, come tali, partecipano alla vita politica.</p><p></p><p>Il finanziamento da parte della Confederazione di campagne politiche e di attività di lobbismo in Svizzera è sempre stato chiaramente vietato. In realtà, però, non è sempre facile fare una distinzione chiara e netta tra campagne (politiche) o lobbismo e attività d'informazione e di sensibilizzazione. Per una maggiore chiarezza e trasparenza, i nuovi contratti conclusi dal 2021 escludono esplicitamente l'utilizzo dei contributi di programma della DSC per le attività d'informazione e di sensibilizzazione in Svizzera, come avviene con le campagne politiche e le attività di lobbismo [cfr. la risposta del Consiglio federale del 24 febbraio 2021 all'interpellanza Schneider-Schneiter 20.4611 "Caso "Solidar" e conseguenze per la cooperazione internazionale (CI)"]. Per preservare la loro indipendenza alcune ONG hanno sempre finanziato il loro lavoro d'informazione e di sensibilizzazione in Svizzera con fondi propri o attraverso appelli mirati di donazioni.</p><p></p><p>Dal 2021 i contributi di programma della DSC devono essere utilizzati esclusivamente nei Paesi partner. Questo cambiamento di prassi non comporta un taglio dei contributi. La Strategia CI 2021-2024 prevede un aumento dell'importo totale dei contributi di programma di circa 508 milioni di franchi, dunque a 550 milioni di franchi, per il periodo coperto dal messaggio concernente la strategia di cooperazione internazionale (CI) 2021-2024.</p><p></p><p>Come sottolinea il Consiglio federale nella sua risposta dell'8 marzo 2021 all'interrogazione Molina 21.7193 "Esclusione del lavoro di informazione e di sensibilizzazione dai contributi della DSC. Coerenza nell'assegnazione dei contributi federali" conformemente alla legge federale sugli aiuti finanziari e le indennità (legge sui sussidi, LSu) le autorità federali possono sostenere il lavoro di informazione e di sensibilizzazione, a condizione che contribuisca esplicitamente a realizzare l'obiettivo primario dei sussidi. Se ciò non fosse possibile, il Consiglio federale ritiene che non sia auspicabile versare sussidi per finanziare questo genere di attività.</p><p>Questa condizioni si applica a tutte le organizzazioni che ricevono sussidi federali.</p><p></p><p>Nelle sue risposte dell'8 marzo 2021 all'interrogazione Friedl 21.7187 "Formazione e sensibilizzazione sul tema della sostenibilità e dell'interconnessione globale" e del 19 maggio 2021 all'interpellanza Sommaruga 21.3287 "Politica di sviluppo e Agenda 2030. Formazione e sensibilizzazione della popolazione. Come possiamo rispettare gli impegni assunti dalla Svizzera dinanzi all'ONU e le raccomandazioni dell'OCSE?", il Consiglio federale ha inoltre spiegato come il pubblico svizzero venga informato sulle sfide globali e sullo stretto legame esistente tra pace, sicurezza, sviluppo sostenibile e prosperità.</p>  Risposta del Consiglio federale.