<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Per quanto riguarda le "condizioni" si tratta di stabilire quale gruppo di persone ha diritto alle prestazioni sociali, quando e in che misura. Fino a poco tempo fa non esisteva alcun confronto a livello europeo relativo alle spese di procedura e di assistenza nel settore dell'asilo, in quanto non era stato possibile rilevare dati completi che si prestassero a un confronto. Su mandato dell'Ufficio federale dei rifugiati (UFR), il Centro internazionale per la politica di migrazione (ICMPD) di Vienna ha pertanto esaminato le spese di procedura e di assistenza causate in diversi Paesi europei dalla migrazione dei richiedenti l'asilo. </p><p>L'impresa della rilevazione dei costi si è dimostrata particolarmente difficile. In primo luogo, mancavano cifre direttamente confrontabili. La cerchia di persone che percepiscono prestazioni sociali varia infatti da Paese a Paese. In alcuni Stati sono presi in considerazione solamente i costi causati durante la procedura negli centri di accoglienza, in altri sono inclusi completamente o parzialmente anche i costi risultanti dopo la procedura di riconoscimento. Variano inoltre anche i tipi di costi considerati nella relativa statistica. In alcuni Stati sono infatti registrati solamente i costi dell'alloggio e dell'aiuto sociale, mentre in altri anche i costi della salute e della formazione. In taluni Stati non esiste alcun quadro statistico concernente i costi causati dalla migrazione di persone alla ricerca d'asilo. Ciò è per esempio il caso nella RFG dove tutti costi sono a carico dei "Länder", il che non permette di ottenere una visione d'assieme. I costi sono fortemente influenzati anche dal fatto che le categorie di persone menzionate hanno un accesso differenziato al mercato del lavoro. La quota d'occupazione fra i richiedenti l'asilo, i rifugiati, le persone in cerca di protezione, le persone ammesse per motivi umanitari o che soggiacciono al diritto degli stranieri costituisce una delle maggiori incognite. Di conseguenza, la distinzione fra sostegno parziale e sostegno completo si rivela insufficiente.</p><p>Nonostante le difficoltà summenzionate, dallo studio emergono le seguenti conclusioni:</p><p>* I costi d'assistenza si aggirano in tutti i Paesi, nei quali sussiste il diritto individuale alle prestazioni sociali, a un elevato livello comparabile. Un margine di manovra sussiste solamente in Austria dove è possibile escludere intere categorie di persone dall'assistenza statale e, quindi, dalla statistica dell'assistenza.</p><p>* I costi nei Paesi nordici sono più elevati in quanto comprendono anche i costi della salute e della formazione. </p><p>* La Svezia segue la via di un calcolo forfetario coerente dopo la ripartizione alle corporazioni locali. Non è possibile stabilire se ciò apporti soluzioni che permettono di risparmiare costi. </p><p>* In diversi Stati nordici, nonché in Austria i costi rilevati, nel settore dell'asilo, rappresentano praticamente spese di assistenza globali; questo è dato dal fatto che vigono divieti di esercitare un'attività lavorativa oppure che le persone ripartite ai comuni di residenza locali o integrate nel mercato del lavoro non sono registrate nella statistica relativa all'assistenza.</p><p>* Nella maggior parte dei Paesi i costi di procedura si situano approssimativamente allo stesso livello. Le decisioni politiche globali e le decisioni generiche causano una riduzione dei costi, ciò che conduce alla semplificazione della procedura. L'obbligo di ricorrere a un avvocato nell'ambito della procedura comporta sempre procedure più costose rispetto a quelle con la presenza di un rappresentante delle opere assistenziali in occasione dell'audizione svizzera.</p><p>* La separazione delle persone bisognose di protezione dal sistema dell'asilo agevola la procedura in tutti gli Stati. Nel settore dell'assistenza viene stabilita una norma superiore o inferiore a quella del richiedente l'asilo. Di conseguenza, le soluzioni che ne risultano sono notevolmente più convenienti (Austria) oppure anche più costose (Danimarca).</p><p>* In generale non esistono dati sul grado d'occupazione, sull'integrazione nel mercato del lavoro nonché sui costi a medio e lungo termine provocati dall'immigrazione di richiedenti l'asilo. Mancano pure statistiche in merito alla relazione fra la condizione dell'assistenza e i costi nonché sui costi collegati in modo diretto o indiretto all'immigrazione di richiedenti l'asilo.</p><p>A titolo di conclusione provvisoria, si può ritenere che, considerato il tenore di vita nazionale, la Svizzera non versa prestazioni sociali più elevate di altri Stati europei, ma, per quanto attiene al diritto alle prestazioni, sussistono meno limitazioni rispetto a alcuni Stati. Se per esempio in Austria, a partire da un certo momento, intere categorie di persone sono dichiarate non aventi diritto alle prestazioni, questo causa evidentemente una diminuzione dei costi. </p><p>Visto che lo studio è stato effettuato nel 1995 e, sulla base delle difficoltà summenzionate, non è abbastanza rappresentativo, l'Ufficio federale dei rifugiati intende ora commissionare un ulteriore studio che dovrà fra l'altro trattare la questione dei costi di assistenza e di procedura.</p>  Risposta del Consiglio federale.