<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La proliferazione e gli abusi di armi leggere causano problemi preoccupanti. Negli attuali conflitti le armi utilizzate più frequentemente sono quelle leggere. Anche se non costituiscono la causa diretta dei conflitti, queste armi inaspriscono i confronti, perturbano il processo di pace e ostacolano la ricostruzione dopo i conflitti. La proliferazione e gli abusi di armi leggere pongono problemi anche in materia di politica di sicurezza e di sviluppo e dal profilo umanitario. </p><p></p><p>Da qualche tempo, sul piano internazionale sono in corso tentativi per cercare perlomeno di attenuare questi problemi. In questo contesto l'ONU svolge un ruolo essenziale. Nel corso della sessione dell'anno scorso dell'Assemblea generale dell'ONU si è deciso di convocare nel 2001 una conferenza dell'ONU su tutti gli aspetti del commercio illecito di armi leggere. Il comitato di preparazione di questa conferenza istituito a tal fine ha tenuto la sua prima sessione a New York nel febbraio/marzo 2000.</p><p></p><p>Nell'ambito della sua politica di promozione della pace e della "sicurezza umana" a livello globale e regionale, la Svizzera si adopera con determinazione per fornire una soluzione a questi problemi. Partecipa attivamente alla preparazione della conferenza dell'ONU sulle armi leggere e ha proposto che questa si tenga a Ginevra. Inoltre, la Svizzera ha organizzato per il mese di maggio 2000 a Lucerna la seconda riunione ministeriale dello "Human Security Network", che raggruppa attualmente 13 Stati. I partecipanti hanno sottolineato in questa occasione l'importanza della conferenza dell'ONU e hanno espresso la loro volontà ad adoperarsi in suo favore. A livello regionale, la Svizzera apporta inoltre il suo sostegno a diversi lavori preparatori in vista di questa conferenza (per esempio in collaborazione con l'OUA), nonché agli sforzi profusi dall'OSCE e dal CPEA. </p><p></p><p>Alle domande poste possono essere date le risposte seguenti: </p><p></p><p>1. Contrassegno delle armi</p><p></p><p>La Svizzera è uno dei Paesi all'avanguardia nella tecnologia del contrassegno delle armi leggere e delle munizioni. Essa si impegna in particolare, dato questo vantaggio comparativo, nei settori del "contrassegno" e della "trasparenza". Nel 1999 a Ginevra ha organizzato due workshop dedicati tra l'altro al tema del "contrassegno delle armi". Nel corso della prima sessione del comitato di preparazione della conferenza dell'ONU sulle armi leggere, ha sottoposto (congiuntamente alla Francia) un documento di lavoro che serve da base per la discussione su misure come il contrassegno delle armi, la registrazione della produzione, del deposito e del trasferimento delle armi nonché lo scambio di informazioni in questi ambiti. </p><p></p><p>2. Rapporti sulle esportazioni di materiale bellico</p><p></p><p>Già oggi il pubblico è informato ogni anno sull'ammontare delle esportazioni di materiale bellico verso ciascun Paese destinatario. Conformemente alle disposizioni della legge sul materiale bellico, il Consiglio federale informa le commissioni della gestione delle Camere federali sui dettagli in materia di esportazione di materiale bellico. </p><p></p><p>3. Criteri di rilascio di autorizzazioni di esportazione di materiale bellico</p><p></p><p>I criteri e i principi per il rilascio di autorizzazioni di esportazione di materiale bellico sono disciplinati dalla legge del 13 dicembre 1996 sul materiale bellico (RS 514.51) e dall'ordinanza del 25 febbraio 1998 sul materiale bellico (RS 514.511). In caso di autorizzazione per affari con l'estero occorre considerare tra l'altro il mantenimento della pace, la sicurezza internazionale e la stabilità regionale nonché la situazione all'interno del Paese destinatario, segnatamente in relazione al rispetto dei diritti dell'uomo (art. 5 OMB). In pratica, non viene rilasciata alcuna autorizzazione di fornitura di materiale bellico per Paesi in cui si combatte una guerra civile.</p>  Risposta del Consiglio federale.