<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Dopo l'11 settembre 2001, le misure di politica di sicurezza nell'ambito della lotta contro il terrorismo sono state notevolmente rafforzate a livello mondiale. Il Consiglio federale sostiene per principio le misure volte a migliorare la sicurezza dei cittadini. È importante, tuttavia, che per quanto possibile queste misure non siano d'ostacolo ai processi economici. Già da qualche tempo, il Dipartimento federale dell'economia analizza le misure di sicurezza nel commercio mondiale, soprattutto quelle prese dall'UE e dagli Stati Uniti (in collaborazione con l'economia svizzera e gli altri Dipartimenti interessati). In tal modo, gli ostacoli economici derivanti da tali misure dovrebbero, nella misura del possibile, essere ridotti al minimo.</p><p>Nei confronti degli Stati Uniti, la Svizzera difende da sempre i propri interessi sulla base di una fitta rete di accordi, di cui fa parte anche il Trattato d'amicizia del 1850. In passato, in caso di conflittualità tra i due sistemi giuridici, si è regolarmente potuto pervenire a una soluzione.</p><p>Risposte alle domande:</p><p>ad 1) Il Consiglio federale è consapevole della problematica legata alla pubblicazione di informazioni commerciali confidenziali. Visti i problemi riscontrati con le misure prese dagli Stati Uniti, ha incaricato il Delegato agli accordi commerciali di intervenire presso le competenti autorità americane. Nonostante una certa comprensione manifestata dalle autorità nei confronti delle preoccupazioni svizzere in occasione dell'incontro del 21 novembre 2003, non è stato possibile ottenere una restrizione o la soppressione della pubblicazione dei dati. Il Consiglio federale proseguirà il suo operato per trovare delle soluzioni accettabili.</p><p>ad 2) Le autorità americane non considerano confidenziali le informazioni contenute nei documenti di trasporto ("Manifest") e di conseguenza le pubblicano. Diverso è invece il trattamento riservato alle informazioni contenute nelle fatture commerciali, che sono considerate confidenziali. Gli importatori domiciliati negli Stati Uniti hanno già ora la possibilità di chiedere un trattamento confidenziale dei dati contenuti nei documenti di trasporto. Questa procedura, tuttavia, appare onerosa e deve essere richiesta separatamente per ogni spedizione.</p><p>ad 3) La Svizzera chiede la confidenzialità delle informazioni commerciali sia per le spedizioni che transitano attraverso un porto degli Stati Uniti senza esservi scaricate che per quelle destinate al mercato americano.</p><p>ad 4) In occasione dell'ultimo esame della politica commerciale degli Stati Uniti da parte dell'OMC, effettuato dal 14 al 16 gennaio 2004, la Svizzera, alla quale si sono uniti vari Membri dell'OMC, ha manifestato una seria preoccupazione per gli effetti sul commercio provocati dalle misure di sicurezza introdotte dagli Stati Uniti dal settembre 2001. La Svizzera ha espressamente chiesto agli Stati Uniti di considerare con attenzione e di ridurre al minimo l'impatto commerciale di queste misure. In particolare, ha posto l'accento sulle esigenze molto elevate per quanto riguarda il "Public Health Security and Bioterrorism Preparedness and Response Act of 2002", la " Container Security Initiative " e le nuove esigenze per viaggiare negli Stati Uniti; a ciò si aggiungono i problemi legati al trattamento dei dati confidenziali. Per gli operatori economici negli Stati Uniti e all'estero ne derivano serie complicazioni e costi aggiuntivi. In conclusione, la Svizzera ha sottolineato che gli sforzi per aumentare la sicurezza del territorio nazionale non devono compromettere in modo sostanziale i flussi commerciali internazionali. Gli Stati Uniti si sono impegnati a vigilare affinché le misure legate alla sicurezza del territorio nazionale abbiano effetti meno restrittivi possibili sul commercio. Gli sviluppi che seguiranno saranno osservati attentamente dall'OMC.</p>  Risposta del Consiglio federale.