<h2>SubmittedText<h2><p>1. La Confederazione e/o i servizi cantonali della formazione professionale sono a conoscenza del tasso di abbandono della formazione da parte degli apprendisti? Quali sono i settori più colpiti? Quali sono le ragioni? Sono stati messi a punto degli indicatori e un monitoraggio per conoscerne le cause?</p><p>2. Esistono in ogni Cantone gli strumenti necessari per evitare che gli apprendisti abbandonino la strada intrapresa e finiscano il loro percorso con l'assistenza sociale?</p><p>3. Come si spiega l'aumento degli anni di tirocinio o delle ore di insegnamento introdotto con la revisione delle ordinanze in materia di formazione?</p><p>4. Le organizzazioni professionali (organizzazioni del mondo del lavoro, oml) sono le uniche a decidere in merito ai piani di formazione? Sono sensibili alle crescenti difficoltà dei nostri giovani in azienda legate al quadro formativo e alla trasmissione dei contenuti?</p><p>5. Non si dovrebbe mettere un freno all'aumento dei contenuti e dei corsi teorici privilegiando invece una formazione professionale di base il più ampia possibile (con estensione delle parti comuni per le professioni affini) e quindi accessibile alla maggior parte dei nostri apprendisti per poi incoraggiare i più meritevoli a proseguire gli studi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Ogni risoluzione del contratto di tirocinio comporta una perdita economica per l'azienda e il settore coinvolti. Occorre tuttavia distinguere tra risoluzione del contratto e interruzione vera a propria del tirocinio. Nel primo caso si tratta della risoluzione del contratto di formazione tra l'apprendista e l'azienda di tirocinio prima della scadenza del periodo di formazione convenuto. I dati più recenti evidenziano che dopo la risoluzione del contratto di tirocinio circa l'80 per cento dei giovani prosegue la formazione professionale di base - in un'altra azienda legata alla stessa professione o in un altro settore. L'interruzione del tirocinio significa invece che si abbandona per sempre la formazione professionale di base.</p><p>Il Consiglio federale risponde come segue alle domande poste:</p><p>1. Dal 2017 l'Ufficio federale di statistica pubblica ogni anno il tasso di risoluzione dei contratti di tirocinio nei vari ambiti professionali. I dati pubblicati, liberamente consultabili, mostrano che il tasso è all'incirca del 21 per cento, con notevoli differenze tra i vari campi di formazione. Tra le cause di questo fenomeno vi sono le informazioni incomplete sulla professione scelta o sull'azienda di tirocinio ma anche lo scarso rendimento nella scuola professionale, la mancanza di motivazione degli apprendisti, il fallimento o la ristrutturazione dell'azienda di tirocinio e le cattive condizioni formative e di lavoro.</p><p>2. Secondo la legge sulla formazione professionale (LFPr; RS 412.10), i Cantoni devono garantire la consulenza e il sostegno alle parti che hanno stipulato il contratto di tirocinio e il coordinamento tra gli organismi coinvolti nella formazione professionale di base. Se il contratto di tirocinio viene disdetto, l'azienda di tirocinio deve informarne immediatamente l'autorità cantonale ed eventualmente anche la scuola professionale. Con il Case Management Formazione professionale la Confederazione ha creato uno strumento che contribuisce a prevenire le interruzioni dei tirocini e che consente di indirizzare i giovani verso una soluzione di sbocco. Inoltre, il sostegno individuale speciale offre un aiuto in più ai giovani con difficoltà di apprendimento. Il processo coinvolge l'azienda di tirocinio, la scuola professionale, i corsi interaziendali e il contesto sociale dei ragazzi.</p><p>3.-5. In base alle ordinanze in materia di formazione non è comprovabile un aumento delle ore di insegnamento. Il sistema della formazione professionale è caratterizzato dalla dualità tra teoria e pratica. Le competenze che i giovani devono acquisire sono legate ai contenuti e alla complessità delle singole professioni. Le ordinanze in materia di formazione sono emanate dalla SEFRI su richiesta delle organizzazioni del mondo del lavoro e il loro contenuto è principalmente definito da queste ultime, che da un lato devono tenere conto dei requisiti richiesti nella realtà lavorativa e dall'altro puntano a coprire il proprio fabbisogno di nuove leve qualificate. Il Consiglio federale condivide l'opinione dell'autrice dell'interpellanza secondo cui la formazione professionale di base dovrebbe essere il più ampia possibile. Chi vuole specializzarsi, infatti, può conseguire un titolo della formazione professionale superiore. Per questo motivo la Confederazione promuove i campi professionali che permettono di acquisire vaste competenze e provvede a garantire l'equilibrio fra teoria e pratica evitando l'accademizzazione della formazione professionale di base.</p><p>Inoltre, tramite i profili dei requisiti i giovani possono capire già prima di scegliere una professione se possiedono le competenze necessarie. Le formazioni si basano su qualifiche professionali per le quali esistono un'effettiva domanda e sbocchi lavorativi concreti. Grazie a questo legame diretto con il mondo del lavoro, la Svizzera può vantare uno dei tassi di disoccupazione giovanile più bassi a livello internazionale.</p>  Risposta del Consiglio federale.