<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Corpo delle guardie di confine (Cgcf), parte dell'amministrazione doganale i cui membri sono armati e in uniforme, è incaricato di assicurare il servizio di polizia al confine, sempre che tale compito non venga assunto dai Cantoni con il proprio personale. Gli spettano essenzialmente i compiti di polizia nell'ambito della sicurezza (controllo delle persone, esecuzione di ricerche al confine), i compiti di polizia degli stranieri (controllo delle condizioni per l'entrata, rilascio di visti eccezionali, impedimento delle entrate illegali fuori dai valichi di confine) nonché la collaborazione all'esecuzione della legge sull'asilo. Il Cgcf si occupa tuttora di compiti di polizia doganale (sorveglianza del confine doganale, lotta al contrabbando) e della riscossione dei tributi nel traffico viaggiatori. A tali mansioni si aggiungono numerose mansioni di polizia economica, commerciale e artigianale, compresi i controlli di polizia stradale. Ultimamente sono stati in particolare le cerchie agricole ad esigere controlli doganali più ampi possibili nel traffico viaggatori. Nel corso degli anni l'importanza dei compiti di polizia di confine è tuttavia cresciuta in modo da impegnare oggi due terzi delle risorse del Cgcf.</p><p></p><p>Contrariamente a quanto avviene nella maggior parte degli Stati europei, i controlli doganali e di polizia ai valichi stradali e al confine verde vengono effettuati dalla stessa autorità. Nel traffico internazionale aereo e ferroviario il controllo delle persone viene eseguito dai corpi di polizia cantonali.</p><p></p><p>In tale contesto un gruppo di analisi fu incaricato di valutare l'appartenenza dipartimentale del Cgcf in occasione della riforma del governo e dell'amministrazione 93. Dato che i disposti di natura non doganale e i disposti fiscali sono tuttora importanti e devono essere applicati al confine, il gruppo di analisi è giunto alla conclusione che lo status quo rappresenta per il momento la soluzione più efficiente e più adeguata. I controlli in tutti i campi si svolgono in un unico processo, ciò che permette di ottenere un effetto sinergetico. </p><p></p><p>Alla fine di febbraio 1997 il Consiglio federale ha preso le sue decisioni di principio in merito alla riforma amministrativa. In base a tali decisioni il Cgcf rimane per il momento nel DFF, con opzione di trasferimento al DFGP o al DDPS nel caso di un'integrazione della Svizzera in uno spazio di sicurezza europeo.</p><p></p><p>Da allora sono stati realizzati dei potenziali di perfezionamento del Cgcf. Ciò riguarda in particolare il mandato di prestazioni per gli anni 1998 e 1999 firmato dal capo del DFF. Tale mandato permette di soddisfare meglio le esigenze dei committenti.</p><p></p><p>Alla domanda di trasferire il Cgcf in un altro Dipartimento non si può rispondere senza prima verificare le altre strutture e gli strumenti del sistema della sicurezza interna della Svizzera, inclusa la ripartizione dei compiti tra la Confederazione e i Cantoni. Dopo la presentazione di un rapporto intermedio alla fine di maggio 1998, una nuova organizzazione progettuale che coinvolge tutti gli uffici interessati della Confederazione e dei Cantoni esaminerà il sistema della sicurezza interna. Occorre citare a tal riguardo anche il gruppo di lavoro misto "Collaborazione europea per la sicurezza" costituito il 12 febbraio 1998 dal capo del DFGP. Il futuro del Cgcf sarà pure oggetto di tale progetto.</p>  Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.