<h2>SubmittedText<h2><p>Dal 20 dicembre 2006 la sparizione forzata è un crimine contro l'umanità universalmente riconosciuto dalla Convenzione internazionale per la protezione di tutte le persone dalla sparizione forzata. La Convenzione è entrata in vigore per la Svizzera il 1° gennaio 2017 e impone agli Stati l'obbligo di indagare sulle sparizioni forzate e di assicurare alla giustizia i responsabili.</p><p>Quasi 45 anni fa, il 16 maggio 1977, Alexei Jaccard, cittadino svizzero, fu rapito in Argentina e consegnato alla giunta militare cilena nell'ambito del piano Condor, un'operazione congiunta delle dittature sudamericane per assassinare e far sparire gli oppositori politici. Questo caso di sparizione forzata di un cittadino svizzero, diventato emblematico, portò alla mobilitazione della comunità universitaria ginevrina e di alcune autorità svizzere dell'epoca. Svariate interrogazioni parlamentari presentate sin dagli anni 1970-1980 rimangono tuttora senza risposta. Eccone un elenco non esaustivo: interrogazione Grobet 77.705, interrogazione Ziegler 77.797, interrogazione Ziegler 78.694, interrogazione Grobet 78.769, interrogazione Ziegler 79.768, interrogazione Ziegler 80.643.</p><p>Alla luce del fatto che la sparizione forzata è un crimine contro l'umanità e che la Svizzera ha ratificato uno strumento internazionale che le impone dei doveri, quali sono le misure attuali adottate dal Consiglio federale per garantire che gli autori del crimine contro Alexei Jaccard siano assicurati alla giustizia?</p><p>Il Consiglio federale è disposto a chiedere alle attuali autorità cilene di fornire maggiori dettagli sulla sparizione forzata di Alexei Jaccard e sulla posizione del suo corpo? </p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Dal momento in cui, il 3 giugno 1977, il Consiglio federale è stato informato della scomparsa di Alexeï Jaccard, cittadino svizzero-cileno, il DFAE non ha smesso di fare pressione, anche al più alto livello, nei confronti sia delle autorità argentine che cilene per far luce su questo caso. In tale contesto, il Consiglio federale ha risposto ai vari interventi parlamentari riguardanti questo caso sulla base delle informazioni in suo possesso.</p><p>Nel novembre del 1998 il DFAE ha dato libero accesso a tutti i suoi archivi allo storico Antoine Fleury e allo specialista di diritto internazionale pubblico Dietrich Schindler, incaricandoli di analizzare le sue attività nell'ambito della sparizione di Alexeï Jaccard. Pubblicato nel febbraio del 2000, il rapporto è giunto alla conclusione che la Svizzera aveva affrontato questo caso in maniera ottimale, senza tuttavia riuscire a ottenere informazioni sostanziali.</p><p>Inoltre, sulla base di un ordine d'arresto emesso dall'Ufficio del giudice istruttore di Ginevra il 26 ottobre 1998, che designava Augusto Pinochet come l'autore dei crimini commessi nei confronti di Alexeï Jaccard, la Svizzera ha chiesto alle autorità britanniche di arrestare Augusto Pinochet in vista della sua estradizione in Svizzera. La richiesta formale di estradizione, inviata l'11 novembre 1998, è stata respinta dal ministro britannico dell'Interno il 2 marzo 2000 a causa del cattivo stato di salute di Augusto Pinochet.</p><p>Il DFAE verifica attualmente la possibilità di istituire, in collaborazione con l'Argentina, un meccanismo per lo scambio di documenti sulle violazioni dei diritti umani commesse durante la dittatura militare argentina. Grazie a tale meccanismo, si potrebbero anche ottenere nuove informazioni sulla sparizione di Alexeï Jaccard.</p>  Risposta del Consiglio federale.