<h2>SubmittedText<h2><p>La Confederazione ha presentato un rapporto in adempimento della mozione 12.3652 della Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia del Consiglio nazionale sulla mobilità elettrica, che la esorta a svolgere una funzione di modello e a dotarsi di veicoli a propulsione elettrica "laddove ciò risulti possibile e opportuno dal punto di vista organizzativo, ecologico ed economico". Nel rapporto si rileva che l'amministrazione federale esita ancora ad acquistare veicoli elettrici. Il rapporto sottolinea inoltre che sarebbe auspicabile un impegno più deciso da parte delle direzioni dei dipartimenti e degli uffici, non da ultimo perché tale impegno potrebbe lanciare un segnale importante per aumentare in modo significativo, a medio termine, il numero di veicoli elettrici. Nel frattempo, la Confederazione ha già definito una serie di misure. Tuttavia, la maggior parte di esse verrà attuata solo a medio termine, il che è indice di un certo scetticismo nei confronti della mobilità elettrica. Contrariamente all'attendismo della Svizzera, per esempio, la Germania promuove attivamente e su larga scala la mobilità elettrica.</p><p>Si invita il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Considerato l'enorme potenziale di riduzione del CO2 rappresentato dalla mobilità elettrica, perché il Consiglio federale assume un atteggiamento così difensivo ed esitante in questo ambito?</p><p>2. Nel quadro del suo ruolo di modello, il Consiglio federale come intende motivare i dipartimenti e gli uffici a un maggiore impegno critico, ma anche favorevole, nei confronti della mobilità elettrica?</p><p>3. Il Consiglio federale ha già dato l'incarico di tempestiva attuazione dei provvedimenti a breve termine elencati nel rapporto in adempimento della mozione 12.3652? In caso contrario, quando intende farlo?</p><p>4. Il Consiglio federale ritiene ipotizzabile realizzare le infrastrutture necessarie a una più ampia diffusione della mobilità elettrica collaborando con imprese del settore privato, per esempio nel quadro di un modello PPP?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale vede nella mobilità elettrica una tecnologia chiave per il conseguimento di obiettivi ambiziosi in materia di politica energetica e climatica in Svizzera. Le misure esistenti, come le prescrizioni sulle emissioni di CO2 per le nuove automobili e le misure già introdotte nell'ambito della strategia energetica 2050, accelerano la diffusione sul mercato della mobilità elettrica.</p><p>In Svizzera, nel primo semestre del 2015, le automobili a propulsione completamente elettrica rappresentavano circa l'1 per cento delle nuove immatricolazioni, tre volte in più rispetto alla Germania. Infatti, secondo le cifre dell'Ufficio federale tedesco per la motorizzazione, nello stesso periodo in Germania le automobili elettriche rappresentavano lo 0,3 per cento delle nuove immatricolazioni.</p><p>2. Nell'ambito del piano d'azione del gruppo "La Confederazione: energia esemplare", l'amministrazione federale intende migliorare la propria efficienza energetica e assumere un ruolo di modello. Tre misure di questo piano d'azione riguardano direttamente la mobilità elettrica: messa a disposizione di e-bike, criteri per l'acquisto di veicoli a efficienza energetica e messa a disposizione di stazioni di ricarica per veicoli elettrici. Queste misure sono finanziate mediante i crediti esistenti, nei limiti delle risorse disponibili. Sarà inoltre avviata una revisione parziale delle istruzioni sui principi ecologici per l'acquisto di veicoli dell'amministrazione, sulla base dell'ordinanza del 23 febbraio 2005 concernente i veicoli della Confederazione e i loro conducenti (RS 514.31). Si tratta di un'ulteriore manovra volta a tener conto dei veicoli particolarmente efficienti sotto il profilo energetico per i futuri acquisti. Infine, l'Ufficio federale dell'armamento (Armasuisse), in qualità di servizio centrale d'acquisto di veicoli dell'amministrazione federale, e l'Ufficio federale dell'energia (UFE) organizzano eventi presso gli uffici e i dipartimenti per sensibilizzarli all'acquisto di veicoli efficienti.</p><p>3. L'attuazione delle misure a breve termine illustrate nel rapporto in adempimento della mozione 12.3652 sarà avviata entro il 2016. Alcune misure, come l'aumento dei mezzi destinati ai progetti pilota e ai progetti di dimostrazione, sono state già adottate. Inoltre, è in corso l'attuazione di altre misure a breve termine, per esempio quelle per il coordinamento e la pianificazione dell'infrastruttura di ricarica, e la realizzazione di ulteriori provvedimenti. Una rassegna delle misure è consultabile a pagina 42 e seguenti del rapporto.</p><p>4. Sulla base del postulato 14.3997, "Presupposti per la creazione di una rete di ricarica rapida per veicoli elettrici lungo le strade nazionali", e più in particolare della mozione 12.3652, sono stati affidati mandati politici per promuovere l'infrastruttura di ricarica veloce lungo le strade nazionali. Per l'esecuzione di questi incarichi, l'Ufficio federale delle strade ha avviato una mediazione tra proprietari delle aree di sosta (cantoni), concessionari, associazioni e altri attori del settore privato. In ragione della diversità di obblighi e competenze tra i vari cantoni, l'installazione di ogni stazione di ricarica veloce è un progetto molto impegnativo. Questo vale in particolar modo per i progetti concernenti le strade nazionali (ulteriori basi giuridiche). Ad ogni modo, la costruzione dell'infrastruttura di ricarica veloce non rientra tra gli incarichi pubblici. Per questo motivo, per l'opera di realizzazione non è previsto un maggiore coinvolgimento della Confederazione, nemmeno nel quadro di un partenariato tra settore pubblico e privato. Al momento, comunque, l'UFE sta valutando le modalità per ampliare il sostegno, da parte della Confederazione, al coordinamento e alla pianificazione di nuove infrastrutture di ricarica al di fuori della rete delle strade nazionali.</p>  Risposta del Consiglio federale.