<h2>SubmittedText<h2><p>Considerata la necessità di agire rapidamente per salvare vite nel Mediterraneo, incarico il Consiglio federale di dar prova di solidarietà nei confronti degli Stati europei, in particolare quelli della "coalizione dei volonterosi", ossia il gruppo di Parigi, partecipando al "meccanismo solidale" per ripartire le persone tratte in salvo nel Mediterraneo. A tal fine, può optare per una o entrambe le possibilità suggerite dall'Alto Commissariato dell'ONU per i rifugiati (ACNUR): </p><p>1. accogliere una percentuale minima (2 per cento) dei superstiti raccolti a bordo di ogni nave ONG, affinché il meccanismo sia prevedibile, evitando in tal modo lunghe attese che prolungano le sofferenze dei superstiti; </p><p>2. aiutare i Paesi costieri, in particolare Italia, Malta e Spagna - attualmente i principali responsabili dell'accoglienza - accogliendo da subito varie centinaia di persone, permettendo quindi di sgravare i centri d'accoglienza di detti Paesi.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale segue costantemente e con grande attenzione la situazione migratoria nel Mediterraneo e alle frontiere esterne dell'UE. Il salvataggio di persone in pericolo in mare costituisce un obbligo di diritto internazionale e la Svizzera esorta tutti gli attori implicati al pieno rispetto delle convenzioni sui diritti dell'uomo, del diritto marittimo internazionale e della Convenzione di Ginevra sullo statuto dei rifugiati.</p><p>Il regolamento Dublino costituisce il quadro giuridico attuale che definisce le responsabilità degli Stati europei in materia d'asilo. Il Consiglio federale è consapevole delle lacune del sistema Dublino e dell'onere sproporzionato che può generare per i Paesi di prima accoglienza, in particolare nelle situazioni di crisi. La riforma del sistema Dublino resta pertanto il suo obiettivo prioritario a livello europeo.</p><p>La Svizzera assume una posizione cauta in merito alla ripartizione dei rifugiati effettuata su una base ad hoc. In occasione della riunione del Consiglio dei ministri di giustizia e affari interni dell'8 ottobre 2019, tenutasi a Lussemburgo, anche una chiara maggioranza degli Stati membri dell'UE e dei Paesi associati ha respinto il meccanismo di solidarietà proposto. Il Consiglio federale ritiene che ricollocare persone senza prospettiva di ottenere l'asilo, per di più eludendo le regole di Dublino, generi falsi incentivi e possa costituire un fattore di attrazione. Le domande d'asilo di persone che manifestamente non necessitano di una protezione internazionale dovrebbero essere trattate in una procedura d'asilo rapida negli Stati di prima accoglienza, seguita da una procedura di ritorno in tutta sicurezza e nel rispetto della dignità umana. Inoltre, secondo il Consiglio federale il meccanismo discusso non affronta le sfide migratorie che si pongono sulle diverse rotte verso l'Europa. Anche se la situazione lungo la rotta del Mediterraneo centrale resta fluttuante, un numero nettamente maggiore di migranti utilizza ora la rotta del Mediterraneo orientale per raggiungere l'Europa approdando in Grecia.</p><p>La Svizzera continuerà a contribuire in maniera costruttiva al dibattito attuale condotto sul piano europeo e proseguirà il suo sostegno agli Stati membri alle frontiere esterne dell'UE confrontati con una forte pressione migratoria. Sia a livello bilaterale che multilaterale, da molti anni la Svizzera sostiene i Paesi di prima accoglienza. Quando l'Europa ha dovuto far fronte a movimenti migratori senza precedenti nel 2015 e 2016, la Svizzera ha partecipato volontariamente al programma di ricollocazione di persone da proteggere registrate in "hot spot" in Italia e in Grecia. Inoltre, dal 2016 partecipa finanziariamente ai piani di sostegno dell'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo (UESA) e, in questo quadro, distacca esperti in Italia, in Grecia e a Cipro. La Svizzera sostiene pure finanziariamente progetti in Grecia e in Italia nel quadro della cooperazione internazionale in materia di migrazione e aiuto umanitario. In Grecia ha in particolare contribuito alla creazione di strutture per l'assistenza e l'accoglienza dei migranti minorenni non accompagnati. La Svizzera intende inoltre potenziare, nel quadro del secondo contributo in favore di determinati Stati membri dell'UE, la gestione della migrazione in Paesi particolarmente toccati dal fenomeno. Spetta al Parlamento prendere una decisione finale sull'approvazione di questo credito.</p><p>Infine, la Svizzera continua ad adoperarsi per proteggere i rifugiati nelle regioni di provenienza, in particolare nel Vicino e Medio Oriente nonché nel Corno d'Africa, e inoltre accoglie rifugiati bisognosi di particolare protezione nel quadro del programma di reinsediamento dell'Alto Commissariato dell'ONU per i rifugiati (ACNUR). In risposta ad un appello urgente dell'ACNUR, nell'aprile 2019 la Svizzera ha infatti messo a disposizione fino a cinquanta posti del corrente programma di reinsediamento per evacuazioni dalla Libia.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.