<h2>SubmittedText<h2><p>Nel settembre del 2015, 193 Stati membri delle Nazioni Unite hanno approvato l'Agenda per lo sviluppo sostenibile 2030. L'allora segretario generale Ban Ki-moon aveva istituito un gruppo di prim'ordine che comprendeva anche l'ex consigliera federale Ruth Dreifuss. Nel rapporto "Report of the United Nations Secretary-General's High-Level Panel on Access to Medicines" il gruppo chiedeva di eliminare </p><p>l'incoerenza fra le regole commerciali e gli obiettivi per la salute pubblica. Gli esperti mettevano in guardia contro il fatto che la resistenza di virus e batteri ai medicinali avrebbe causato ogni anno 10 milioni di morti a livello mondiale entro il 2050. </p><p>Dal 2015 la Svizzera ha adottato una strategia sugli antibiotici esemplare, che persegue gli stessi obiettivi di tanti altri Stati. Visti gli avvertimenti della comunità scientifica sulla resistenza a livello mondiale sempre maggiore agli antibiotici, viene da chiedersi perché il Consiglio federale nel quadro degli accordi di libero scambio non preveda disposizioni in merito (risposta del Consiglio federale del 29 agosto 2018 all'interpellanza 18.3691). Al contempo, stando allo "European One Health Action Plan against Antimicrobial Resistance (AMR)" del 2017 della Commissione europea </p><p>oggi l'inclusione sistematica delle disposizioni sull'AMR in tutti i nuovi accordi di libero scambio sarebbe una pratica corrente dell'UE.</p><p>Chiedo quindi al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Come si pone il Consiglio federale nei confronti del "Report of the United Nations Secretary-General's High-Level Panel on Access to Medicines" e dello "European One Health Action Plan against Antimicrobial Resistance (AMR)" del 2017 della Commissione europea?</p><p>2. Il Consiglio federale condivide il parere secondo cui gli standard minimi sugli AMR nel settore delle derrate alimentari costituiscono un vantaggio per tutti i partner dei contratti commerciali, dato che contribuiscono a combattere la resistenza agli antibiotici e possono portare a una modifica delle norme nazionali dei partner commerciali nell'interesse della salute pubblica, in particolare in quei Paesi che non hanno ancora dimostrato un interesse per la questione della resistenza agli antibiotici nazionale e globale?</p><p>3. Il Consiglio federale è disposto a inserire negli accordi di libero scambio degli standard AMR per i prodotti agricoli, analogamente alla "pratica corrente" dell'UE?</p><p>4. È disposto a farlo in particolare anche nelle trattative per l'accordo di libero scambio con il Mercosur e in tutte le altre trattative?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1.Il Consiglio federale ha preso conoscenza del rapporto del 2016 sul tema dell'accesso ai medicinali redatto dal panel d'eccellenza istituito dal segretario generale dell'ONU. In tale contesto, deplora il fatto che il mandato fosse limitato e che pertanto il rapporto non rispecchi le sfide complesse in relazione all'accesso ai medicinali. </p><p>Il Consiglio federale approva l'approccio One Health del piano di azione europeo contro la resistenza antimicrobica (AMR) e ne sostiene l'obiettivo, ossia salvaguardare il trattamento efficace di infezioni nell'uomo e negli animali. Questo piano di azione valido per gli Stati membri dell'UE si basa sugli sforzi internazionali come il Global Action Plan dell'Organizzazione mondiale della sanità, che rappresenta un documento basilare anche per la strategia svizzera sugli antibiotici. La Svizzera e l'UE intrattengono uno scambio regolare sul tema AMR. </p><p>2. I requisiti per l'immissione in commercio di derrate alimentari sono disciplinati dalla legislazione nazionale e rimangono intatti anche in presenza di accordi di libero scambio. Gli accordi di libero scambio non sono il mezzo idoneo per imporre standard minimi all'estero. Il modo più efficace per trattare le questioni commerciali rilevanti concernenti il problema dell'AMR sono i forum multilaterali dedicati, in particolare all'interno della Commissione del Codex Alimentarius e dell'Organizzazione mondiale della sanità animale (OIE), ai quali si riferisce l'OMC. La Svizzera partecipa attivamente ai forum multilaterali competenti al fine di elaborare standard internazionali per l'AMR che limitano il commercio di animali e derrate alimentari.</p><p>3./4. Finora l'UE non ha concluso alcun accordo di libero scambio che contempli standard minimi riferiti all'AMR. Ad oggi, solamente con il Messico l'UE ha intrapreso un dialogo sul tema AMR nel quadro di un accordo di libero scambio che, tuttavia, non è ancora stato ratificato. </p><p>Per garantire una coerenza politica il Consiglio federale è disposto a rafforzare la collaborazione su questi aspetti anche nel quadro degli accordi di libero scambio ed eventualmente a proporre disposizioni specifiche in materia di cooperazione. Per esempio l'AELS, nelle trattative con gli Stati del Mercosur, proporrà una disposizione sullo scambio di informazioni relative all'AMR. </p>  Risposta del Consiglio federale.