<h2>SubmittedText<h2><p>L'affaire concernente la confisca degli averi dell'ex dittatore Duvalier ha evidenziato lacune importanti nella nostra legislazione al punto che potremmo essere obbligati a restituire le ingenti somme bloccate a chi ha saccheggiato in modo ignobile uno dei Paesi più poveri del mondo. Una tale situazione costituirebbe senza dubbio un grave danno all'immagine del nostro Paese e alla nostra piazza finanziaria.</p><p>Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Qual è la situazione esatta dell'affaire Duvalier?</p><p>2. Quali misure intende adottare per evitare in futuro simili situazioni?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale ritiene che mantenere il congelamento dei fondi Duvalier in Svizzera è conforme alla tutela degli interessi del Paese, ai sensi dell'articolo 184 capoverso 3 della Costituzione. La giurisprudenza del Tribunale federale si oppone a questo blocco dei fondi per un periodo indeterminato per non violare il principio della proporzionalità (1A.150/2004).</p><p>1. Il blocco dei fondi Duvalier (all'incirca 7,3 milioni di franchi) è appena stato prolungato di dodici mesi, cioè fino al 31 agosto 2008 con una decisione del Consiglio federale del 22 agosto 2007. Si tratta di un prolungamento deciso originariamente il 14 giugno 2002 dal Consiglio federale in seguito alla procedura di assistenza giudiziaria in materia penale con Haiti, infruttuosa dal 1986.</p><p>Nel 2002, il Consiglio federale ha incaricato il DFAE di assistere le parti al fine di ricercare, in un contesto appropriato, una soluzione per quanto possibile soddisfacente. A settembre 2005 il DFAE ha presentato agli avvocati delle parti un progetto di protocollo d'intesa che doveva permettere di sostenere misure di aiuto umanitario in Haiti. Tuttavia il progetto non ha avuto successo.</p><p>Dal luglio 2006 il DFAE si tiene in contatto regolarmente con la società civile al fine di non trascurare nessun interlocutore interessato.</p><p>A maggio 2006 e a giugno 2007 in particolare, l'ambasciatore di Svizzera ad Haiti ha fatto notare alle autorità haitiane che sarebbe necessaria la loro partecipazione attiva alla ricerca di una soluzione, soprattutto per quanto riguarda il problema della prescrizione dei fatti rimproverati a Jean-Claude Duvalier e sull'opportunità di inoltrare una nuova domanda di assistenza giudiziaria in materia penale.</p><p>Il 13 agosto 2007 il presidente di Haiti ha inviato una lettera alla presidente della Confederazione nella quale, in merito ai fondi bloccati, confermava "la ferma volontà del governo di Haiti di cercare mezzi e soluzioni per permettere il ritorno dei fondi ad Haiti e il prossimo avvio, da parte delle autorità giudiziarie competenti di Port-au-Prince, di procedure adeguate contro Jean-Claude Duvalier". Al fine di permettere al governo l'avvio e lo svolgimento di procedure giudiziarie, il presidente haitiano ha chiesto al Consiglio federale svizzero di prolungare il blocco dei fondi. Il governo di Haiti d'altronde ha iniziato a prendere misure avviando un'analisi per determinare i fatti e valutare la prescrizione. Tenendo conto della ferma volontà espressa dal governo haitiano di procedere, il Consiglio federale ha ritenuto opportuno sostenere queste misure prolungando di dodici mesi il blocco che, in caso contrario, sarebbe terminato il 31 agosto 2007.</p><p>2. Il Consiglio federale sta studiando le varie procedure in vigore per restituire i fondi bloccati in Svizzera e le possibilità offerte dal diritto vigente per gestire situazioni in cui sono coinvolti Paesi che non sono in grado di soddisfare le esigenze di una procedura di assistenza giudiziaria. Questa analisi riguarda la legislazione attuale e i mezzi a disposizione per garantire un uso corretto dei fondi restituiti per scopi di utilità pubblica. Se dovesse mostrare lacune nel diritto vigente, questa analisi potrebbe sfociare nella proposta di adeguare il quadro legale per casi in cui è chiaro che il malfunzionamento del sistema giudiziario di un dato Paese impedisce di chiedere l'assistenza giudiziaria o rende impossibile soddisfare gli standard e le condizioni della legge federale sull'assistenza internazionale in materia penale.</p>  Risposta del Consiglio federale.