<h2>SubmittedText<h2><p>1. Quanto denaro confluirà nella promozione dell'energia idroelettrica in seguito all'aumento della RIC? Le centrali ad acqua fluente e quelle ad accumulazione con pompaggio beneficiano di questa promozione? Sulla base di quali criteri oggettivi vengono attribuite le risorse?</p><p>2. In che modo si garantisce che questo denaro vada effettivamente a beneficio degli impianti più solidi economicamente e non di quelli che sono lungi dal raggiungere la redditività?</p><p>3. Non sarebbe più semplice sospendere l'aumento dei diritti per i canoni d'acqua offrendo ai consumatori uno "sconto fiscale" di 50 milioni di franchi all'anno che consentirebbe loro di tirare un po' il fiato?</p><p>4. Perché la promozione dell'energia idroelettrica deve essere collegata a una clausola di rimborso e quella dell'energia solare no? Perché questa disparità di trattamento? Come si spiega? Questo non obbliga a effettuare accantonamenti tali da rendere nuovamente poco redditizia l'energia idroelettrica?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Osservazione preliminare: nella risposta all'interpellanza si parte dal presupposto che per "aumento della RIC" si intenda la decisione del 25 agosto 2014 della Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia del Consiglio nazionale (CAPTE-N) in merito alla promozione dell'energia idroelettrica, presa nel quadro del primo pacchetto di misure della strategia energetica 2050. Inoltre si presuppone che la risposta del Consiglio federale cui si fa riferimento nella motivazione, che lascerebbe aperte alcune questioni, sia la risposta del Consiglio federale all'interpellanza Schneeberger 14.3634, "Aumento del canone per i diritti d'acqua e relative ripercussioni negative sulla politica finanziaria", del 20 giugno 2014.</p><p>Il Consiglio federale risponde alla domande come segue:</p><p>1. La commissione non ha deciso di aumentare i contributi di promozione RIC, ma di estendere alle grandi centrali idroelettriche il diritto di riceverli. La proposta della maggioranza della commissione prevede che dei 2,3 centesimi al chilowattora che possono essere riscossi come supplemento di rete per la promozione delle energie rinnovabili, al massimo 0,1 centesimi, vale a dire circa 60 milioni di franchi all'anno, possano essere destinati ai contributi d'investimento per la costruzione o l'ampliamento di grandi impianti idroelettrici. In tal modo, il limite superiore di 10 megawatt proposto dal Consiglio federale per i contributi d'investimento verrebbe abolito e a tutte le grandi centrali idroelettriche, sia quelle nuove che quelle ampliate o rinnovate in misura considerevole, fatta eccezione per quelle ad accumulazione con impianto di pompaggio, potrebbe essere rimborsato fino al 40 per cento dei costi d'investimento computabili.</p><p>2. Secondo la proposta della CAPTE-N, i contributi d'investimento per le grandi centrali idroelettriche ammontano al massimo al 40 per cento dei costi di investimento computabili. Questo non è sufficiente a incentivare la realizzazione di impianti costosi e non redditizi. Le altre modalità di rimborso non sono state ancora chiarite in dettaglio.</p><p>3. Secondo la Costituzione federale, i cantoni hanno il diritto di disporre delle risorse idriche (cfr. art. 76 cpv. 4 Cost.; RS 101). Nei limiti delle norme fissate dalla legislazione federale, i cantoni hanno facoltà di riscuotere un canone per lo sfruttamento della forza idrica (cfr. art. 49 della legge sulle forze idriche; RS 721.80). Il canone per i diritti d'acqua è quella tassa che il titolare della concessione deve versare per lo sfruttamento economico della forza idrica di cui è autorizzato a disporre. In un certo senso, è il corrispettivo che deve essere pagato per l'uso speciale della materia prima "forza idrica" che di per sé è di proprietà pubblica. Recentemente la CAPTE-N ha presentato la mozione 14.3668, "Regolamentazione dei canoni per i diritti d'acqua dal 2019", in cui si incarica il Consiglio federale di elaborare una nuova regolamentazione dei canoni per i diritti d'acqua per il periodo successivo al 2019, tenendo conto della situazione concreta delle centrali idroelettriche e dei meccanismi di promozione previsti dalla strategia energetica 2050. Il Consiglio federale propone di accogliere tale mozione ed è disposto a esaminare in modo approfondito il futuro sistema di riscossione dei canoni per i diritti d'acqua.</p><p>4. La possibilità di chiedere la restituzione dei contributi d'investimento o della rimunerazione unica (art. 33 cpv. 3 lett. c disegno legge sull'energia; FF 2013 6687) è prevista per tutte le tecnologie oggetto di promozione, quindi non solo nel caso degli impianti idroelettrici, ma anche di quelli fotovoltaici e a biomassa. Una regolamentazione analoga, che prevede la possibilità di ridurre a posteriori i tassi di rimunerazione, esiste già oggi nel caso degli impianti beneficiari della RIC che conseguono utili eccessivi (cfr. art. 3e cpv. 5 dell'ordinanza sull'energia; RS 730.01). È improbabile che questa regolamentazione obblighi a effettuare accantonamenti tali da rendere nuovamente poco redditizia l'energia idroelettrica.</p>  Risposta del Consiglio federale.