<h2>SubmittedText<h2><p>In vista del prossimo periodo d'inversione termica invernale, chiediamo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande in relazione ai sistemi di filtri antiparticolato e al piano di misure in tre fasi dei cantoni:</p><p>1. Esistono basi giuridiche per il piano di misure in tre fasi dei cantoni, tanto più che tale piano contiene misure coercitive molto incisive per la nostra economia?</p><p>2. L'introduzione anticipata di un obbligo del filtro antiparticolato per i veicoli diesel in Svizzera è compatibile con gli accordi bilaterali I (ostacoli tecnici al commercio)?</p><p>3. Il Consiglio federale come può giustificare il fatto di discriminare gli utenti svizzeri di veicoli diesel rispetto agli utenti stranieri?</p><p>4. In che misura una simile discriminazione è conciliabile con l'accordo sul traffico di transito?</p><p>5. Che ripercussioni avrà sull'economia svizzera un eventuale divieto di circolazione di vari giorni per i veicoli diesel sprovvisti di filtri antiparticolato?</p><p>6. Perché si opta per l'imposizione di un sistema (e cioè i filtri antiparticolato) invece di fissare un valore limite come in tutti gli altri Paesi del mondo, lasciando così alla tecnica il compito di risolvere il problema?</p><p>7. Il Consiglio federale è al corrente dello sviluppo molto avanzato della più recente generazione di motori, che raggiunge risultati migliori dei sistemi di filtri antiparticolato e quindi li renderà superflui in futuro?</p><p>8. Sono stati presi in considerazione i risultati pratici catastrofici a livello di economicità, funzionalità e durata dei sistemi di filtri antiparticolato montati a posteriori? Dove vengono pubblicati eventuali dati relativi a tali risultati?</p><p>9. L'Ufficio federale dell'ambiente e il Consiglio federale si basano ancora sul parere del consulente Andreas Mayer, che è anche un rappresentante dell'industria internazionale dei filtri antiparticolato e di conseguenza ha un forte interesse finanziario al post-equipaggiamento con filtri antiparticolato?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Oggi, più di 3 milioni di persone, pari a un buon 40 per cento della popolazione svizzera, sono esposte a carichi di polveri fini eccessivi, ovvero superiori al valore limite annuo previsto. Pertanto, il Consiglio federale attribuisce una grande importanza alla lotta contro tali polveri e soprattutto contro la fuliggine da diesel, che ha effetti cancerogeni. Un contributo alla riduzione delle emissioni di polveri fini deve essere fornito da tutti i settori maggiormente responsabili di questa forma di inquinamento (trasporti, industria, agricoltura, selvicoltura ed economie domestiche). A tal fine, il DATEC ha elaborato un piano d'azione volto a ridurre in maniera duratura le emissioni di polveri fini e di fuliggine da diesel.</p><p>A complemento del piano della Confederazione, la Conferenza svizzera dei direttori delle pubbliche costruzioni, della pianificazione del territorio e dell'ambiente (DCPA) ha adottato una strategia intercantonale d'intervento contro l'inquinamento da polveri fini (PM10), la quale prevede l'applicazione di misure temporanee. In base a tale strategia, in caso di carichi di polveri fini straordinariamente elevati viene innanzitutto informata la popolazione. Inoltre, se il problema persiste (ad esempio in situazioni di inversione termica), a seconda della portata dell'inquinamento possono essere ordinate, in diverse tappe, apposite misure d'intervento a livello regionale. </p><p>1. Attualmente, in molti cantoni sono in corso lavori volti a creare le necessarie basi legislative per l'attuazione delle misure previste nella strategia intercantonale d'intervento contro l'inquinamento da polveri fini (PM10). Il Consiglio federale confida nel fatto che, nel quadro dell'applicazione di dette misure, i cantoni terranno presente anche il principio della proporzionalità. </p><p>2. Visti i risultati negativi delle notifiche e tenuto conto degli impegni internazionali assunti dalla Svizzera, lo scorso maggio il Consiglio federale ha deciso di non introdurre anticipatamente la norma Euro 5 relativa al valore limite per i veicoli diesel leggeri nuovi. </p><p>3. Vedasi la risposta alla domanda 2.</p><p>4. Per quanto riguarda i veicoli commerciali pesanti, il piano d'azione contro le polveri fini prevede, a seconda delle emissioni di fuliggine, l'applicazione di aliquote differenziate della tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni (TTPCP). Poiché la TTPCP può essere applicata sia ai veicoli svizzeri che a quelli stranieri che circolano nel nostro Paese, la misura non comporterà alcuna discriminazione. </p><p>5. L'introduzione a livello federale di un divieto di circolazione per i veicoli diesel senza filtri antiparticolato non è prevista. La misura fa parte della strategia intercantonale d'intervento adottata dalla DCPA (vedasi la risposta alla domanda 1).</p><p>6. Anche in Svizzera vengono applicati, per tutti i veicoli stradali con motore diesel, appositi valori limite volti a contenere la massa di particolato. Gli attuali filtri antiparticolato sono conformi allo stato della tecnica e costituiscono il miglior sistema in assoluto per la riduzione della fuliggine da diesel. </p><p>7. Il Consiglio federale è a conoscenza del fatto che, per le nuove generazioni di motori, esistono vari sistemi di riduzione del particolato, i cui livelli di efficacia contro le emissioni di fuliggine da diesel sono tuttavia molto differenziati. I filtri antiparticolato più efficaci possono invece ridurre tali emissioni di oltre il 95 per cento. Sul piano internazionale, per ridurre le emissioni di fuliggine da diesel è prevista l'introduzione di un valore limite per il numero di particelle emesse. Attualmente, tale numero può essere ridotto in modo considerevole soltanto da filtri antiparticolato altamente efficaci. </p><p>8. Il post-equipaggiamento con filtri antiparticolato è indicato soprattutto per i motori di lunga durata. Per tale motivo, è oggetto di discussione soprattutto nel settore dei veicoli offroad (ad es. macchine da cantiere, trattori). In caso di problemi tecnici legati al post-equipaggiamento di determinate macchine da cantiere secondo la direttiva aria cantieri, l'Ufficio federale dell'ambiente ricerca soluzioni adeguate e raccomanda un'applicazione pragmatica. Simili problemi sono tuttavia fortemente diminuiti negli ultimi anni. Uno studio sui risultati del post-equipaggiamento dei trattori con filtri antiparticolato sarà pubblicato prossimamente dall'Agroscope ART Tänikon su mandato dell'UFAM. </p><p>9. Il Consiglio federale raccoglie informazioni da diverse fonti. Tra gli specialisti consultati caso per caso figura anche l'esperto menzionato, la cui competenza nel settore dei motori diesel e delle tecniche di riduzione delle relative emissioni è riconosciuta sia in Svizzera che a livello internazionale.</p>  Risposta del Consiglio federale.