<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Dall'inizio dell'elettrificazione (1919) le FFS hanno agito nel settore dell'approvvigionamento energetico seguendo il principio dell'autonomia, producendo in proprio la corrente elettrica necessaria per l'alimentazione ferroviaria (frequenza di 16,7 Hz e non quella solita di 50 Hz normalmente in uso in Europa) o entrando in partecipazione di centrali elettriche. Per molto tempo questa linea è stata valida e assolutamente incontestata. Le difficoltà degli ultimi tempi derivano dall'accumularsi di vari fattori che qui illustriamo.</p><p>- Come logica conseguenza della loro politica di approvvigionamento, le FFS si erano assicurate verso la fine degli anni '80 dei diritti di acquisizione di energia. Queste decisioni si basavano sulle previsioni circolanti all'epoca sulla realizzazione di Ferrovia 2000 e della NFTA, due progetti che hanno ora un notevole ritardo rispetto alle scadenze originarie.</p><p>- Anche i corridoi huckepack, intesi come soluzione provvisoria per il traffico di transito sugli assi del San Gottardo e del Lötschberg, sono stati o saranno realizzati più lentamente e più tardi del previsto.</p><p>- La persistente recessione dell'economia europea ha provocato un calo del trasporto delle merci ed un'ulteriore riduzione del fabbisogno.</p><p>- L'evoluzione del mercato europeo dell'energia, che ha continuato la sua espansione nonostante la recessione per soddisfare interessi nazionali, ha portato ad un massiccio crollo dei prezzi, imprevedibile 10 anni fa. La prossima liberalizzazione del mercato dell'energia elettrica comporterà probabilmente un'ulteriore erosione dei prezzi.</p><p>- Per le decisioni di ampliamento o di ammodernamento degli impianti di produzione, che richiedono un lungo iter preliminare di pianificazione, progettazione e procedura di approvazione, si è dovuto agire d'anticipo, senza poter tenere conto quindi degli umori repentini del mercato. </p><p>- Una volta avviata la costruzione, ogni modifica di progetto o interruzione della realizzazione provoca costi supplementari che non vengono compensati da alcun beneficio.</p><p>Il risultato è che le FFS SA oggi producono e devono comprare troppa energia a prezzi troppo alti. Da un lato aumentano così i loro costi di produzione, mentre dall'altro sono costrette a vendere sul libero mercato le eccedenze, con delle perdite.</p><p>2. Al di fuori dei progetti disciplinati per mezzo di decreti federali speciali (per es. Ferrovia 2000), le FFS hanno potuto indirizzare gli investimenti seguendo una (propria) pianificazione a lungo termine sulla base della convenzione sulle prestazioni 1987. Detta pianificazione era soggetta all'approvazione del Consiglio federale e doveva essere presentata periodicamente per conoscenza all'Assemblea federale insieme al conto preventivo delle Ferrovie federali.</p><p>3. Le decisioni delle FFS concernenti gli investimenti nel settore dell'elettricità si basano sulla pianificazione dell'espansione della ferrovia e sulle previsioni per il settore dell'elettricità ("Zehn-Werke-Berichte", Verband Schweiz. Elektrizitätswerke; 1979, 1987). Gli imprevedibili sviluppi che, cumulandosi, hanno portato al risultato attuale, sono elencati al punto 1. Nonostante l'interconnessione delle reti di distribuzione nazionali, è stato seguito il principio secondo cui ogni Paese provvede al suo approvvigionamento energetico con i mezzi propri.</p><p>4. Il Consiglio federale ritiene indispensabile una verifica radicale della politica energetica delle ferrovie. Ha perciò dato alle FFS SA due anni di tempo per sottoporre una strategia a lungo termine con la quale illustreranno le loro intenzioni nel settori della produzione e della distribuzione di energia.</p><p>Le FFS SA, dal canto loro, hanno tratto le loro conclusioni e riesaminato il programma di investimento. Sono stati quindi rimandati lavori di potenziamento e ridotti altri progetti di ammodernamento in modo tale che gli impianti interessati possano continuare a produrre energia a costi ridotti e competitivi.</p><p>Nelle considerazioni strategiche delle FFS dovranno essere incluse anche le ferrovie private elettrificate con corrente alternata (la maggior parte delle ferrovie a scartamento normale, la rete a scartamento ridotto tra St. Moritz e Zermatt e le tratte a scartamento ridotto a partire da Lucerna, Yverdon e Morges).Queste ferrovie si rivolgono per lo più alle FFS per il loro approvvigionamento elettrico. In un'ottica macroeconomica più generale (la Confederazione contribuisce al finanziamento dei costi scoperti di queste ferrovie) ci si domanda se sia opportuno preservare questa situazione o se le ferrovie private non debbano piuttosto staccarsi dalle FFS con la liberalizzazione del mercato dell'elettricità. Per questo si dovranno tenere delle trattative tra le FFS e le ferrovie private interessate.</p><p>Il Consiglio federale esaminerà la strategia che le FFS SA dovranno presentare tra due anni e sosterrà le soluzioni che tengono conto degli interessi economici nazionali e specifici delle ferrovie nonché dell'apertura del mercato. Oltre all'efficiente uso delle risorse si tratta anche di mantenere lo sfruttamento dell'energia idroelettrica, importante per la politica energetica ed ambientale. Gli accantonamenti necessari dovranno essere compiuti nel bilancio d'apertura, ancora da correggere per il settore dell'energia. Se verrà approvato dalle Camere federali il decreto concernente la tassa d'incentivazione in materia d'energia, ci sarà la possibilità di fornire aiuti finanziari anche alle centrali idroelettriche delle FFS. Nel caso di investimenti non ammortizzabili a causa dell'apertura del mercato dell'elettricità, detti aiuti potranno essere concessi solo sotto forma di prestiti e solo per casi eccezionali designati dal Consiglio federale.</p>  Risposta del Consiglio federale.