<h2>SubmittedText<h2><p>Nell'ambito delle misure adottate per attenuare gli effetti dell'apprezzamento del franco, il Parlamento ha stanziato 500 000 franchi per il progetto "Calcolatore dei prezzi", che prevede lo sviluppo, da parte delle organizzazioni per la protezione dei consumatori e della Confederazione, di uno strumento online per il confronto dei prezzi. Questo progetto sembra tuttavia presentare grossi problemi. Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quale Ufficio federale partecipa al progetto?</p><p>2. A che punto si trova il progetto?</p><p>3. La stampa ha reso noto che il calcolatore dei prezzi indurrà la gente a effettuare i propri acquisti all'estero: è vero?</p><p>4. In che modo è garantita la comparabilità (quantità, imballaggio, servizio, ubicazione del punto vendita, raggiungibilità con veicoli privati, ecc.)?</p><p>5. Nei confronti con l'estero, si tiene conto del diverso potere d'acquisto tra la Svizzera e l'estero?</p><p>6. I commercianti che si sostiene siano più cari avranno la possibilità di giustificare i loro prezzi?</p><p>7. In che modo vengono aggiornati i dati e quanto costa la gestione di questa piattaforma?</p><p>8. Perché il pubblico non ha accesso a questo progetto (che è seguito unicamente dalle organizzazioni per la protezione dei consumatori)?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. L'Ufficio federale del consumo (UFDC), annesso dal punto di vista amministrativo alla Segreteria generale del DFE, è incaricato di seguire il progetto. L'elaborazione e l'attuazione del progetto spetta alle quattro organizzazioni per la protezione dei consumatori di rilevanza nazionale, ossia l'Associazione consumatrici e consumatori della Svizzera italiana (ACSI), la Fédération romande des consommateurs (FRC), il Konsumentenforum (kf) e la Fondazione per la protezione dei consumatori (SKS).</p><p>2. La piattaforma informativa sviluppata in questo ambito è stata presentata alla stampa il 30 ottobre 2012.</p><p>3. Il progetto mira innanzitutto a migliorare la trasparenza dei prezzi per i consumatori. È probabile che i consumatori acquistino i prodotti in Svizzera piuttosto che all'estero se ricevono informazioni trasparenti sui prezzi e se constatano di poter beneficiare anch'essi in modo soddisfacente dei vantaggi valutari derivanti dalle importazioni.</p><p>4. I confronti riguardano unicamente prodotti di marca internazionali, che sono considerati identici tra loro e che presentano costi di produzione simili. Sono fatte salve differenze minime, ad esempio nella forma dell'imballaggio o nella quantità contenuta. Se necessario, le confezioni di diversa grandezza sono ricondotte a una stessa unità di misura per consentire la comparabilità dei prodotti.</p><p>5. Poiché il confronto riguarda i prezzi nominali, le differenze di potere d'acquisto non sono prese in considerazione. Se il prezzo di prodotti di marca internazionali è fissato unicamente in base ai costi, un potere d'acquisto più elevato non influisce di per sé sul prezzo di vendita.</p><p>6. Le aziende i cui prezzi sono stati rilevati hanno il diritto di esprimersi prima della comunicazione dei risultati. I loro commenti vengono pubblicati insieme ai prezzi.</p><p>7. Le organizzazioni per la protezione dei consumatori rilevano semestralmente i prezzi di alcuni settori. Per ora i costi complessivi possono essere stimati solo in modo approssimativo. I costi di gestione previsti si aggirano attorno ai 100 000 franchi all'anno. Per i prossimi due anni, il finanziamento della piattaforma sarà garantito sia dalle organizzazioni per la protezione dei consumatori che dalla Confederazione. La partecipazione della Confederazione, basata sugli aiuti finanziari stabiliti dalla legge federale sull'informazione dei consumatori, è limitata a un importo massimo di 50 000 franchi all'anno.</p><p>8. Le questioni legate all'informazione trasparente dei consumatori sono una priorità e una competenza cruciali delle organizzazioni per la protezione dei consumatori. Queste ultime si sono impegnate a fondo nel dibattito concernente la Svizzera come isola dei prezzi elevati. Oltre alle misure adottate nei settori della concorrenza e della sorveglianza dei prezzi, si dovranno pertanto coinvolgere anche queste organizzazioni per contrastare gli effetti dell'apprezzamento del franco. L'opinione pubblica è stata informata il 30 ottobre 2012.</p>  Risposta del Consiglio federale.