B u n d e s v e rw a l t u n g s g e r i ch t T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i f f éd é r a l T r i b u n a l e am m i n i s t r a t i vo f e d e r a l e T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i v fe d e r a l Corte IV D-6104/2013 S e n t e n z a d e l 4 n o v e m b r e 2 0 1 3 Composizione Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, con l'approvazione del giudice Gérald Bovier; cancelliera Camilla Fumagalli. Parti A._______, nato il (...), Marocco, ricorrente, contro Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore. Oggetto Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; decisione dell'UFM del 23 ottobre 2013 / N (...). D-6104/2013 Pagina 2 Visto: la domanda d'asilo che l'interessato ha presentato in data 11 ottobre 2013 in Svizzera; i verbali d'audizione del 17 ottobre 2013 (di seguito: verbale 1) e del 23 ottobre 2013 (di seguito: verbale 2); il verbale del la decisione dell'UFM del 23 ottobre 2013, notificata oral- mente al ricorrente il medesimo giorno (cfr. atto A10/1), con la quale detto Ufficio non è entrato nel merito della domanda di asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 1 della legge sull'asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) ed ha p ronunciato l'allontanamento, nonché l'esecuzione dell'allontanamento medesimo siccome lecita, esigibile e possibile; il ricorso del 28 ottobre 2013 (cfr. timbro del plico raccomandato ; data d'entrata: 29 ottobre 2013), nel quale il ricorrente ha chiesto l'annullamen- to della decisione, la trasmissione degli atti di causa all'autorità inferiore per una nuova decisione nel merito, la concessione dell'asilo e in subo r- dine dell'ammissione provvisoria; ha inoltre presentato u na domanda di esenzione dal versamento anticipato delle presunte spese processuali; la copia dell'incarto dell'UFM trasmessa via fax al Tribunale amministrat i- vo federale (di seguito: il Tribunale) in data 29 ottobre 2013; i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei consid e- randi che seguono; e considerato: che presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 2 LAsi) contro una dec i- sione in materia di asilo dell'UFM (art. 6 e 105 LAsi, art. 31-33 della legge sul Tribunale amministrativo feder ale del 17 giugno 2005 [LTAF, RS 173.32]), il ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a-c e 52 della legge federale sulla procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021); che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, sono decisi in procedura semplificata (art. 111 a LAsi) dal giudice unico, D-6104/2013 Pagina 3 con l’approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la dec i- sione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi); che ai sensi dell'art. 111a cpv. 1 LAsi si rinuncia allo scambio degli scritti; che, in caso di ricorso contro una decisione di non entrata nel merito in cui l'UFM rifiuta di esaminare la fondatezza della domanda di asilo (art. 32–35a LAsi), l'autorità d i ricorso si limita, secondo la prassi, a es a- minare se l'autorità inferiore ha rifiutato a giusto titolo di entrare nel merito della domanda di asilo (cfr. DTAF 2011/30 consid. 3); che l'oggetto s u- scettibile di essere impugnato non può dunque essere esteso alla qu e- stione della concessione dell'asilo che presuppone un esame materiale della domanda stessa; che, di conseguenza, la conclusione ricorsuale tendente alla concessione dell'asilo è inammissibile; che, in sede di audizione, il richiedente ha affermato di chiedere asilo in Svizzera unicamente per poter migliorare la propria situazione economica e sfuggire la povertà (cfr. verbale 1, pag. 8; verbale 2, pag. 2); che egli ha espressamente affermato di non avere motivi o proble mi in patria né con le autorità né con terze persone (cfr. verbale 2, pag. 4, D31-34); che nella decisione del 23 ottobre 2013, alla quale si rinvia, l'UFM ha o s- servato che il richiedente non avrebbe inoltrato una domanda di asilo ai sensi dell'art. 18 LAsi, non avendo manifestato la volontà di ottenere dalla Svizzera una protezione contro le persecuzioni; che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata domanda ai sensi dell'art. 32 cpv. 1 LAsi; che l'autorità inferiore ha pure pronunciato l'allontanamento del l'interessato dalla Svizzera e la relativa esecuzione siccome lecita, esigibile e possibile; che, nel ricorso, l'insorgente ha allegato di non condividere l'interpret a- zione dell'UFM; che in effetti, contrariamente a quanto sostenuto da detto Ufficio, egli avrebbe manifestato la propria intenzione di chiedere prot e- zione alla Svizzera; che in patria sarebbe senza la possibilità di un impi e- go, senza un alloggio dignitoso, senza prospettive future e nell'impossib i- lità di aiutare la famiglia; che, giusta l'art. 32 cpv. 1 LAsi, non si entra nel merito di domande di asilo che non soddisfano le condizioni fissate dall'art. 18 LAsi; D-6104/2013 Pagina 4 che, ai sensi dell'art. 18 LAsi, è considerata come domanda di asilo ogni dichiarazione con cui una persona manifesta di voler ottenere dalla Sviz- zera una protezione contro le persecuzioni; che la nozione di persecuzi o- ne presuppone un pregiudizio ad opera di terze persone; che, pertanto, non rientrano in questa definizione i pregiudizi indipendenti dall'agire umano; che, di conseguenza, le domande di protezione fondate unic a- mente sulla situazione personale del richiedente l'asilo, in assenza di agenti esterni di persecuzione, non soddisfano tali condizioni; che, per contro, sono compresi nella nozione di persecuzione in senso lato, ai sensi dell'art. 18 LAsi, non soltanto i seri pregiudizi previsti all'art. 3 LAsi (qualità di rifugiato), ma ugualmente gli ostacoli all'esecuzione dell'allo n- tanamento di cui all'art. 44 cpv. 2 LAsi (cfr. Giurisprudenza ed informazio- ni della Commissione svizz era di ricorso in materia di asilo [GICRA] 2003 n. 18, consid. 5b, confermata in DTAF 2011/8 consid. 4.2); che sono rifugiate le persone che, nel Paese di origine o di ultima res i- denza, sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore di essere esposte a tali pregiudizi (art. 3 LAsi); che tale definizione di rifugiato, così come stabilita all'art. 3 cpv. 1 LAsi, è esaustiva, nel senso che esclude tutti gli altri mot i- vi, suscettibili di condurre una persona a lasciare il proprio Paese di orig i- ne o di residenza, quali per esempio le difficoltà derivanti da una situazi o- ne di crisi socio -economica (povertà, condizioni di vi ta precarie, difficoltà a trovare un impiego o un alloggio, redditi insufficienti) o dalla disorgani z- zazione, o dalla mancanza di infrastrutture o da problemi analoghi, ai quali ogni persona, nel Paese in questione, può essere confrontata; che, nella fattispecie, il ricorrente non ha chiesto alla Svizzera protezione contro delle persecuzioni, non avendo egli allegato di essere esposto personalmente e concretamente o di avere fondato timore di essere esposto in un futuro prevedibile, in caso di rientro nel suo Paese di orig i- ne, a seri pregiudizi a causa della sua razza, religione, nazionalità, appar- tenenza a un determinato gruppo sociale o per le sue opinioni politiche (art. 3 LAsi); che, infatti, la motivazione addotta dal ricorrente è legata esclusivament e a ragioni di tipo economico, ovvero alla volontà di garantirsi un lavoro meglio retribuito ed un futuro migliore (cfr. ver bale 1, pag. 8 ; verbale 2, pagg. 2 e 5); che tali motivi, come manifestamente riconoscibile, non rien- trano, in tutta evidenza, nella definizione di persecuzione in senso lato giusta l'art. 18 cpv. 1 LAsi; D-6104/2013 Pagina 5 che dalle carte processuali non emergono elementi da cui desumere che l'insorgente in Marocco possa essere confrontato al rischio reale ed i m- mediato di trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione del 4 novembre 1950 per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione del 10 dicembre 1984 contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti (Conv. tortura, RS 0.105); che, infatti, il ricorrente si è limitato ad asser ire che, in caso di rientro in p atria, egli teme di ritrovarsi in povertà (cfr. ve r- bale 2, pag. 4, D35); che attualmente la situazione, in Marocco, non è caratterizzata da guerra, guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l’insieme della pop o- lazione nell’integralità del territorio nazionale; che, da quanto esposto, l'UFM rettamente non è entrato nel merito della domanda di asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 1 LAsi; che, di conseguenza, in materia di non entrata nel merito, il ricorso, dest i- tuito di ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la decisi o- ne impugnata va confermata; che il ricorrente non adempie le condizioni in virtù delle quali l'UFM avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera (art. 14 cpv. 1 e cpv. 2, art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni pregiudiziali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]); che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 della leg- ge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20); che, giusta suddet ta norma, l'esecuzione dell'allontanamento deve essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragion e- volmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr); che, per i motivi sopraesposti, nella misura in cui codesto Tribunale ha confermato la decisione di non entrata nel merito dell'UFM relativa alla domanda di asilo del ricorrente, quest'ultimo non può prevalersi del prin- cipio del divieto di respingimento (art. 5 cpv. 1 LAsi), generalmente ric o- nosciuto nell'ambito del diritto internazionale pubblico ed espressament e enunciato all'art. 33 della Convenzione del 28 luglio 1951 sullo statuto dei rifugiati (Conv. rifugiati, RS 0.142.30), nonché degli impegni di diritto i n- ternazionale assunti dalla Svizzera (cfr. GICRA 1996 n. 18, consid. 14b lett. e pag. 186 e relativi riferimenti); D-6104/2013 Pagina 6 che, in virtù di quanto poc'anzi indicato, l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 cpv. 3 LStr); che, quanto alla situazione personale dell'insorgente, le autorità di asilo possono esigere nell'ambito de ll'esecuzione dell'allontanamento un certo sforzo da parte di persone in giovane età e in buona salute che permett a- no loro, in caso di ritorno, di superare le difficoltà iniziali legate all'alloggio e alla ricerca di un impiego assicurante il minimo vitale (cfr. in particolare sentenze del Tribunale D-1336/2010 del 22 marzo 2010; D-1272/2010 del 5 marzo 2010; D -932/2010 del 1° marzo 2010; D -8010/2009 del 3 febbraio 2010; D-6165/2006 del 21 gennaio 2010, pag. 8 e relativi rif e- rimenti; D-4911/2009 del 14 sett embre 2009, pag. 6 e relativi riferimenti; D-2423/2009 del 10 luglio 2009, pag. 5 e relativi riferimenti; cfr. anche DTAF 2010/41, consid. 8.3.5 pag. 590 e GICRA 1994 n. 18, consid. 4e pag. 143); che egli è giovane, scolarizzato, ha esperienza professi onale come con- tadino (cfr. verbale 1, pag. 3; verbale 2, pag. 4); che, inoltre, egli dispone di un'importante re te sociale in p atria, ritenuto che vi risiedono i genitori, otto tra fratelli e sorelle ed altri parenti (cfr. verbale 1, pag. 5); che, infine, il ricorrente non ha preteso nel gravame di soffrire di gravi problemi di salute che possano giustificare la sua ammissione provvisoria (cfr. sulla problematica DTAF 2009/2, consid. 9.3.2 pag. 21), senza che da un esame d'ufficio degli atti di causa emerga la necessità di una pe r- manenza in Svizzera per motivi medici; che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente nel suo Pa- ese d'origine è ragionevolmen te esigibile (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 cpv. 4 LStr); che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr); che il ricorrente, usando della necessaria diligenza, potrà procurarsi ogni documento ind i- spensabile al rimpatrio (cfr . art. 8 cpv. 4 LAsi; DTAF 2008/34, consid. 12 pagg. 513-515); che l'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure pos- sibile; che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, r a- gionevolmente esigibile e possibile; che, di conseguenza, anc he in mate- ria di allontanamento e relativa esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata; D-6104/2013 Pagina 7 che, in virtù di quanto precedentemente enunciato, le conclusioni rico r- suali tendenti all'annullamento della decisio ne impugnata ed alla trasmi s- sione degli atti all'autorità inferiore per nuova decisione vanno respinte; che, avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese processuali è divenuta senza oggetto; che, visto l'esito della procedura, le spese giudiziarie di CHF 600. – che seguono la soccombenza sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle spese ripe- tibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]); che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 della legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale [LTF, RS 173.110]). (dispositivo alla pagina seguente) D-6104/2013 Pagina 8 Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronu n- cia: 1. Nella misura in cui ammissibile, il ricorso è respinto. 2. Le spese proces suali, di CHF 600.–, sono poste a carico del ricorrente. Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sentenza. 3. Questa sentenza è comunicata al ricorrente, all'UFM e all'autorità cant o- nale. Il giudice unico: La cancelliera: Daniele Cattaneo Camilla Fumagalli Data di spedizione: