<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Conformemente alla prassi internazionale, e in particolare a quanto si fa nell'OCSE, il SECO stima la crescita sulla base del prodotto interno lordo. Il dato relativo al PIL è rilevato dall'Ufficio federale di statistica secondo le norme internazionali armonizzate. Buona parte dei confronti internazionali dei tassi di crescita si basano su questo dato. </p><p>Per analizzare il benessere economico, tuttavia, possono essere utilizzati anche altri concetti quali il prodotto nazionale lordo o il prodotto interno lordo rettificato per tenere conto delle ragioni di scambio. Questo è quanto ha fatto il signor Kohli durante il seminario di Avenir Suisse. Non è la prima volta che si discute su questo fatto (cfr. "Etudes complémentaires au rapport sur la croissance du Département fédéral de l'économie, vol. 2", SECO, Berna, 2003).</p><p>Il signor Kohli non contesta che il nostro Paese sia confrontato con un problema di crescita. Indipendentemente dalla statistica usata, infatti, la Svizzera resta fra i Paesi con i peggiori risultati in termini di crescita. Il signor Kohli quindi non mette in discussione le affermazioni del SECO.</p><p>Inoltre, per le questioni congiunturali, nonché per il freno all'indebitamento o la politica monetaria, il PIL resta l'indicatore preferito essendo un buon precursore dell'impiego.</p><p>Per situare correttamente l'importanza del dibattito sulla misura della crescita, occorre ricordare che per una buona parte della base fiscale, come le imposte dirette sul reddito e i contributi alle assicurazioni sociali, nonché per il benessere economico delle fasce svantaggiate, la crescita della massa salariale AVS è molto più determinante. Questa fonte di reddito è misurata in modo estremamente affidabile e non è oggetto di controversie scientifiche. Ora, senza voler dar vita ad un nuovo indicatore per la produttività, va osservato che sull'arco di oltre dieci anni la massa salariale per lavoratore a tempo pieno registra, ormai da diversi anni, una crescita reale media inferiore all'1 per cento annuo. Questo valore che ha un nesso diretto con le prospettive di finanziamento a lungo termine delle assicurazioni sociali non collima solo con le affermazioni del SECO, ma è altresì confermato dalla statistica sui salari. Non vi è dunque alcun dubbio sulla debolezza della crescita in Svizzera e sulla necessità di agire anche per delle ragioni sociali.</p>  Risposta del Consiglio federale.