<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di esaminare misure e di redigere un rapporto per fornire una risposta alle seguenti domande:</p><p>1. Con quali misure si possono evitare o attutire le conseguenze della legislazione legata al progetto "swissness" dal profilo della conservazione di posti di lavoro in Svizzera?</p><p>2. Il Consiglio federale vede un margine di manovra nell'ordinanza di esecuzione o altre misure adeguate per evitare effetti indesiderati?</p><p>3. Come valuta le conseguenze dell'abrogazione della legge sul cioccolato sull'industria alimentare e sul mercato lattiero?</p><p>4. Il Consiglio federale è disposto a introdurre, in collaborazione con le cerchie interessate del settore alimentare e dell'agricoltura (produttori di latte e di cereali), un'alternativa alla "legge sul cioccolato" che contribuisca a mantenere i posti di lavoro in Svizzera? Esistono già, a tal proposito, idee concrete? Se sì, quali? Come si può garantire che, con le misure proposte, non sarà smorzata l'efficacia e sarà mantenuta la competitività del settore all'esportazione?</p><p>5. Come si può ripristinare l'equilibrio sul mercato delle barbabietole da zucchero?</p><p>6. Mediante quali altre misure è possibile potenziare l'agricoltura e la filiera alimentare svizzere?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è consapevole dell'importanza della filiera agroalimentare svizzera e, in particolare, di quella dell'industria alimentare nazionale, e si adopera per garantire le migliori condizioni quadro possibili. Riguardo alle diverse tematiche affrontate nel postulato si esprime come segue.</p><p>1. Il 2 settembre 2015 il Consiglio federale ha varato il pacchetto "swissness", con effetto al 1° gennaio 2017, eseguendo di fatto le disposizioni decise dal Parlamento per una maggiore protezione della designazione "Svizzera" e della croce svizzera.</p><p>Non è dato sapere quale quota di cifra d'affari le imprese conseguono grazie a prodotti "swissness". Inoltre, non tutte le imprese abilitate a farlo fanno uso della "swissness" e non tutte quelle che ne fanno uso sono abilitate. Attualmente è pertanto impossibile stimare in maniera attendibile quali sarebbero le conseguenze sulla struttura delle categorie interessate se si rinunciasse a denominazioni svizzere o se ne facesse un uso maggiore. La stesura di un rapporto conformemente a quanto richiesto nel postulato è ritenuta prematura, considerato che la legislazione non ha ancora potuto produrre i suoi effetti. Il Consiglio federale, però, dopo l'entrata in vigore monitorerà sia l'effetto protettivo delle nuove disposizioni sia il relativo impatto sugli attori economici coinvolti.</p><p>2. Nell'emanare le disposizioni d'esecuzione concernenti la "swissness", il 2 settembre 2015, il Consiglio federale ha tenuto ampiamente conto delle legittime rivendicazioni delle categorie e dei cantoni direttamente interessati nonché di tutte le raccomandazioni riguardo ai contenuti espresse dalle commissioni parlamentari consultate e ha impostato l'attuazione della base legale nella maniera più favorevole possibile all'economia. Il Consiglio federale ritiene pertanto che tale richiesta del postulato sia già adempiuta.</p><p>3. Sull'importanza economica e macroeconomica dei contributi all'esportazione il Consiglio federale si è già espresso a maggio di quest'anno nell'ambito dell'interpellanza Schibli 15.3345. Nel quadro del postulato della CET-N 15.3380 illustrerà gli effetti della "legge sul cioccolato" nel settore del mercato lattiero.</p><p>4. Le sovvenzioni all'esportazione sono misure distorsive del mercato, fondamentalmente vietate dall'OMC. Rispondendo all'interpellanza Schwaller 15.3211 il Consiglio federale ha presentato il contesto dal profilo del diritto commerciale. In un futuro prossimo è possibile che, nell'ambito dell'OMC, si decida di eliminare anche le rimanenti sovvenzioni all'esportazione nel settore agricolo.</p><p>Come già esposto nella risposta all'interrogazione Hess Lorenz 15.5520, su incarico del capo del DEFR, la SECO e l'UFAG stanno analizzando, in collaborazione con le categorie interessate (cereali e latte), possibili alternative all'attuale regime dei contributi all'esportazione, basato sulla "legge sul cioccolato". Un'alternativa compatibile con la normativa OMC consentirà all'industria alimentare esportatrice di ottenere il miglior accesso possibile alle materie prime a condizioni competitive sul piano internazionale e alle materie prime cerealicole e lattiere dell'agricoltura svizzera di continuare a essere utilizzate per la fabbricazione di prodotti trasformati esportabili. L'obiettivo è creare condizioni quadro più stabili, sostenere la competitività e di conseguenza contribuire a garantire posti di lavoro per le categorie interessate nel quadro di un sistema conforme al diritto commerciale, ovvero privo di sovvenzioni all'esportazione.</p><p>Le categorie e imprese interessate devono essere coinvolte attivamente nei rispettivi lavori. I risultati degli accertamenti tuttora in corso saranno comunicati a tempo debito.</p><p>5. Il Consiglio federale è consapevole della situazione sul mercato dello zucchero ed è per questo motivo che ha aumentato il contributo per singole culture per le barbabietole da zucchero. Il DEFR provvede a uno scambio regolare di informazioni con la categoria. L'iniziativa parlamentare 15.479, "Basta svendere lo zucchero! Per la salvaguardia dell'economia indigena dello zucchero", chiede un adeguamento dell'attuale sistema di protezione alla frontiera allo scopo di garantire un prezzo minimo per lo zucchero in Svizzera. Affinché possa esprimere un parere su tale iniziativa parlamentare, il Consiglio federale è tenuto a rispondere alle domande sulla situazione del mercato dello zucchero, sulle misure prese finora e sulle possibilità d'intervento all'attenzione della competente commissione parlamentare.</p><p>6. In un contesto economico dinamico il Consiglio federale ha costantemente il compito di creare condizioni quadro favorevoli per le aziende in Svizzera. Con la politica agricola 2014-2017, tra l'altro, sono stati messi a disposizione fondi per "la promozione della qualità e della sostenibilità nell'agricoltura e nella filiera alimentare (OQuSo)" mediante i quali possono essere promossi progetti innovativi lungo l'intera catena di valore. Le prime esperienze sono positive, ma è ancora troppo presto per valutarne l'efficacia. Con il progetto "semplificazione amministrativa", a partire dal 2016 dovrebbe diminuire il dispendio amministrativo delle imprese correlato al diritto agricolo.</p><p>Il Consiglio federale riconosce che il postulato tratta elementi fondamentali per l'agricoltura e la filiera alimentare. Alla luce delle motivazioni suesposte si constata tuttavia che i diversi temi sono già stati elaborati, che sono eterogenei e che una valutazione delle disposizioni legate al progetto "swissness" può essere effettuata solo dopo alcuni anni di attuazione. Non ritiene pertanto opportuno trattare queste diverse tematiche in un rapporto.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.