B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i ch t T ri b u n a l ad m i n i s t r a t i f f éd é r a l T ri b u n a l e am m i n i s t r a t i vo f e d e r a l e T ri b u n a l ad m i n i s t r a t i v fe d e r a l Corte IV D-2684/2022 S e n t e n z a d e l 2 4 g i u g n o 2 0 2 2 Composizione Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, con l'approvazione della giudice Jeannine Scherrer-Bänziger; cancelliere Jesse Joseph Erard. Parti A._______, nato l’(…), Colombia, (…), ricorrente, contro Segreteria di Stato della migrazione (SEM), Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore. Oggetto Asilo (non entrata nel merito / procedura Dublino) ed allonta- namento; decisione della SEM del 10 giugno 2022 / N (…). D-2684/2022 Pagina 2 Visto: la domanda d’asilo che l’interessato ha presentato in Svizzera il (…) mag- gio 2022 (cfr. atto SEM […]-5/2), l’estratto dalla banca dati dattiloscopica “EURODAC” (cfr. atti SEM 10/1 e 11/1), il verbale concernente il rilevamento dei dati personali, tenutosi il 24 mag- gio 2022 (cfr. atto SEM 17/9) ed il verbale relativo al colloquio Dublino , indetto il 9 giugno 2022 (cfr. atto SEM 22/2), la documentazione medica agli atti (cfr. atti SEM 19/3 e 20/7), la decisione della Segreteria di Stato della migrazione (di seguito: SEM) del 10 giugno 2022, notificata il 13 giugno 2022 (cfr. atto SEM 29/1), me- diante la quale detta autorità inferiore non è entrata nel merito della do- manda d’asilo ai sensi dell’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi (RS 142.31) ed ha pronunciato il trasferimento dell’interessato verso la Spagna, la cessazione del mandato di rappresentanza con la Protezione giuridica (cfr. atto SEM 30/1), il ricorso del 20 giugno 2022 (cfr. timbro sul plico raccomandato; data d’en- trata: 21 giugno 2022) con cui il richiedente insorge contro la precitata de- cisione postulando la concessione dell’effetto sospensivo alla sua impu- gnativa e l’entrata nel merito della sua domanda d’asilo; contestualmente, di essere ammesso al beneficio dell’assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal versamento delle spese process uali e del relativo anti- cipo, i fatti del caso di specie che, se necessario, verranno ripresi nei conside- randi che seguono, e considerato: che le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF, in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi), D-2684/2022 Pagina 3 che presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 3 LAsi) contro una deci- sione in materia di asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31‒33 LTAF), il ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a‒ c e art. 52 PA, che occorre pertanto entrare nel merito del gravame, che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, sono decisi in procedura semplificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l’approvazione di una seconda giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi), che giusta l’art. 111a cpv. 1 LAsi, il Tribunale rinuncia allo scambio di scritti, che nel colloquio Dublino l’insorgente, posto di fronte alla possibile compe- tenza della Spagna, non l’ha esplicitamente contestata, limitandosi ad as- severare che in tale Paese egli avrebbe avuto una relazione con flittuale con una non meglio precisata donna colombiana; che oltretutto, in Spagna risiederebbero numerose persone originarie di B._______, città dove l’in- teressato avrebbe riscontrato diverse problematiche e dove ora sarebbe scoppiato un conflitto; che a suo dire, molti di questi individui sarebbero infiltrati e conoscerebbero il suo viso, ragion per cui temerebbe per la sua incolumità; che da ultimo, il richiedente ha affermato di voler rimanere in Svizzera in virtù dell’eccellente sistema di sicurezza che contraddistingue- rebbe il Paese, nonché per avere un futuro migliore, che nella querelata decisione l’ autorità inferiore – dopo aver constatato l’espressa ammissione di competenza da parte della Spagna e l’ininfluenza degli asserti addotti dal richiedent e nel corso del colloquio Dublino – ha escluso che nello Stato di destinazione sussistano carenze sistemiche ai sensi dell’art. 3 par. 2 del regolamento (UE) n. 604/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 che stabilisce i criteri e i mec- canismi di determinazione dello Stato membro competente per l’esame di una domanda di protezione internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo o da un apolide (rifusione) (Gaz- zetta ufficiale dell’Unione europea [GU] L 180/31 del 29.6.2013; di seguito: Regolamento Dublino III) o un rischio di trattamenti contrari all’art. 3 CEDU o di violazione del principio del divieto di respingimento; che proseguendo nella propria analisi, la SEM ha negato l’esistenza di motivi che impongano l’applicazione delle clausole discrezioni di cui agli art. 16 par. 1 e 17 par. 1 Regolamento Dublino III; che in particolare, le problematiche mediche di cui soffrirebbe l’interessato, completamente acclarate e non meritevoli di D-2684/2022 Pagina 4 ulteriori accertamenti, sarebbero trattabili in Spagna alla luce della suffi- ciente infrastruttura medica esistente nel Paese; che infine, a mente della SEM la Spagna sarebbe uno Stato di diritto con un’autorità di polizia fun- zionante disposta a offrire una protezione adeguata, di modo che l’interes- sato potrebbe rivolgervisi per tutelarsi contro gli individui che vorrebbero attentare alla sua incolumità; che in specie non vi sarebbero quindi motivi giustificanti l’applicazione dell’art. 29a cpv. 3 OAsi , che nel proprio ricorso, l’insorgente avversa le valutazioni dell’autorità in- feriore; che censurando esplicitamente l’appl icazione della clausola dell’art. 17 Regolamento Dublino III, egli ribadisce di temere possibili per- secuzioni perpetrate per mano di individui provenienti dal suo Paese d’ori- gine, ora residenti in Spagna; che contrariamente a quanto osservato dalla SEM, le autorità di polizia spagnole non interverrebbero con solerzia, che a ciò, si aggiungerebbe il fatto che il suo stato di salute s arebbe ben lungi dall’essere sotto controllo e che un suo eventuale trasferimento non garantirebbe la continuità del seguito terapeutico, pregiudicando così i mi- glioramenti conseguiti sinora, che di norma non si entra nel merito di una domanda di asilo se il richie- dente può partire alla volta di uno Stato terzo cui compete, in virtù di un trattato internazionale, l’esecuzione de lla procedura di asilo e allontana- mento (art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi), che prima di applicare la precitata disposizione , la SEM esamina la com- petenza relativa al trattamento di una domanda di asilo secondo i criteri previsti dal Regolamento Dublino III, che, se in base a questo esame è individuato un altro Stato quale respon- sabile per l’esame della domanda di asilo, detta a utorità pronuncia la non entrata nel merito previa accettazione, espressa o tacita, di presa a carico del richiedente l’asilo da parte dello Stato in questione (cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 6.2), che, ai sensi dell’art. 3 par. 1 Regolamento Dublino III, la domanda di pro- tezione internazionale è esaminata da un solo Stato membro, ossia quello individuato in base ai criteri enunciati al capo III (art. 7–15), che nel caso di una procedura di presa in carico (inglese: take charge), anche detta di ammissione, ogni criterio per la determinazione dello Stato membro competente – enumerato al capo III – è applicabile solo se, nella D-2684/2022 Pagina 5 gerarchia dei criteri elencati all’art. 7 par. 1 Regolamento Dublino III, quello precedente previsto dal Regolamento non trova applicazione nella fattispe- cie (principio della gerarchia dei criteri), che la determinazione dello Stato membro competente avviene sulla base della situazione esistente al momento in cui il richiedente ha presentato domanda di protezione internazionale (art. 7 par. 2 Regolamento Dublino III), che, contrariamente, nel caso di una procedura di ripresa in carico (inglese: take back), di principio non viene effettuato un nuovo esame di determina- zione dello stato membro competente secondo il capo III (cfr. DTAF 2019 VI/7 consid. 4 a 6; 2017 VI/5 consid. 6.2 e 8.2.1), che giusta l’art. 3 par. 2 Regolamento Dublino III, qualora sia impossibile trasferire un richiedente verso lo Stato membro inizialmente designato come competente in quanto si hanno fondati motivi di ritenere che sussi- stono delle carenze sistemiche nella procedura di asilo e nelle condizioni di accoglienza dei richiedenti, che implichino il rischio di un trattamento inumano o degradante ai sensi dell’art. 4 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea (GU C 364/1 del 18.12.2000, di seguito: CartaUE), lo Stato membro che ha avviato la procedura di determinazione dello Stato membro competente prosegue l’esame dei criteri di cui al capo III per veri- ficare se un altro Stato membro possa essere designato come competente, che lo Stato membro competente, in forza del presente regolamento è te- nuto a riprendere in carico – in ossequio alle condizioni poste agli art. 23, 24, 25 e 29 – un cittadino di un paese terzo o un apolide del quale è stata respinta la domanda e che ha presentato domanda in un altro Stato mem- bro oppure si trova nel territorio di un altro Stato membro senza un titolo di soggiorno (art. 18 par. 1 lett. d Regolamento Dublino III), che, nel caso di specie, le investigazioni effettuate dalla SEM hanno rive- lato, dopo consultazione dell’unità centrale del sistema europeo “ EURO- DAC”, come il richiedente avesse depositato una pregressa domanda d’asilo in Spagna (cfr. atti SEM 10/1 e 11/1), riscontro peraltro confermato dall’insorgente stesso nel corso del colloquio Dublino, che su tali presupposti, il 12 maggio 2022 la SEM ha presentato alle auto- rità spagnole competenti, nei termini fissati all’art. 23 par. 2 Regolamento Dublino III, una richiesta di ripresa in carico fondata sull’art. 18 par. 1 lett. d Regolamento Dublino III (cfr. atto SEM 12/8), D-2684/2022 Pagina 6 che il 18 maggio 2022 la Spagna ha espressamente accettato il trasferi- mento del ricorrente in applicazione della succitata normativa di diritto in- ternazionale (cfr. atto SEM 15/2), che, di conseguenza, la competenza di tale Paese è data, che per il resto, il Paese in questione è legato alla CartaUE e firmatario, della CEDU, della Convenzione del 10 dicembre 1984 contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degrada nti (Conv. tortura, RS 0.105), della Convenzione del 28 luglio 1951 sullo statuto dei rifugiati (Conv. rifugiati, RS 0.142.30), oltre che del relativo Protocollo aggiuntivo del 31 gennaio 1967 (RS 0.142.301) e ne applica le disposizioni, che, di conseguenza, il rispetto della sicurezza dei richiedenti l’asilo, in par- ticolare il diritto alla trattazione della propria domanda secondo una proce- dura giusta ed equa ed una protezione conforme al diritto internazionale ed europeo, è presunto da parte dello Stato i n questione (cfr. direttiva 2013/32/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 recante procedure comuni ai fini del riconoscimento e della revoca dello status di protezione internazionale [di seguito: direttiva procedura]; direttiva 2013/33/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 recante norme relative all’accoglienza dei richiedenti protezione internazio- nale [di seguito: direttiva accoglienza]), che tale presunzione non è assoluta e può essere confutata in presenza di violazioni sistemiche delle garanzie minime previste dall’Unione europea o dal diritto internazionale (cfr. DTAF 2011/9 consid. 6; sentenza della Cor- teEDU M.S.S. contro Belgio e Grecia del 21 gennaio 2011, 30696/09) op- pure in presenza di indizi seri che, nel caso concreto, le autorità di tale Stato non rispetterebbero il diritto internazionale (cfr. DTAF 2010/45 con- sid. 7.4 e 7.5), che ciò non è manifestamente il caso in Spagna, aspetto che del resto neppure è censurato dall’insorgente, che pertanto l’applicazione dell’art. 3 par. 2 2a frase Regolamento Dublino III non si giustifica in specie, che ciò nondimeno, ai sensi dell’art. 29a cpv. 3 dell’Ordinanza 1 sull’asilo relativa a questioni procedurali dell’11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311), disposizione che concretizza in diritto interno svizzero la clausola di sovra-D-2684/2022 Pagina 7 nità (art. 17 par. 1 Regolamento Dublino III), se “motivi umanitari” lo giusti- ficano la SEM può entrare nel merito della domanda anche qualora dall’esame risulti che il tratt amento della domanda d’asilo compete ad un altro Stato giusta il Regolamento Dublino III, che l’autorità inferiore, nell’applicazione dell’art. 29a cpv. 3 OAsi 1, dispone di potere di apprezzamento (cfr. DTAF 2015/9 consid. 7 seg.); che al con- trario, qualo ra il trasferimento del richiedente nel paese di destinazione contravvenga all’art. 4 CartaUE, all’art. 3 CEDU o all’art. 3 Conv. tortura, essa è obbligata ad applicare la clausola di sovranità e ad entrare nel me- rito della domanda di asilo (cfr. DTAF 2015/9 consid. 8.2.1), che innanzitutto, nel caso in esame, non si evincono dalle allegazioni del ricorrente indizi seri e concreti suscettibili di dimostrare che la Spagna non rispetterebbe il principio del divieto di respingimento e, dunque, verrebbero meno ai loro obblighi internazionali rinviandolo in un Paese dove la sua vita, integrità corporale o libertà sarebbero seriamente minacciate o da dove rischierebbe di essere respinto in un tale Paese, che per il resto, il respingimento forzato di persone che soffrono di proble- matiche mediche costituisce una violazione dell’art. 3 CEDU unicamente in circostanze eccezionali; che ciò risulta essere il caso segnatamente lad- dove la malattia dell’interessato si trovi in uno stadio a tal punto avanzato o terminale da lasciare presupporre che, a seguito del trasferimento, la sua morte appaia come una prospettiva prossima (cfr. sentenza della Cor- teEDU N. contro Regno Unito del 27 maggio 2008, 26565/05; DTAF 2011/9 consid. 7.1), che una violazione dell’art. 3 CEDU può però anche sussistere qualora vi siano dei seri motivi di ritenere che la persona, in assenza di trattamenti medici adeguati nello Stato di destinazione, sarà confrontata ad un reale rischio di un grave, rapido ed irreversibile, peggioramento delle condizioni di salute comportante delle intense sofferenze o una significativa riduzione della speranza di vita (cfr. sentenza della CorteEDU Paposhvili contro Belgio del 13 dicembre 2016, 41738/10, §181 segg.), che come detto, con il ricorso il richiedente invoca l’applicazione della clau- sola di sovranità ex art. 17 par. 1 Regolamento Dublino III, ritenendo che un eventuale trasferimento in Spagna non garantirebbe la continuità del seguito terapeutico e che l’interruzione seppure minima delle cure pregiu- dicherebbe i pochi miglioramenti raggiunti finora, D-2684/2022 Pagina 8 che nondimeno, lo stato di salute dall’insorgente – al quale è stato diagno- sticato un diabete mellito di tipo 2 di nuovo incontro (DD tipo 1), per il quale gli è stato prescritto un trattamento farmacologico a base di metformin 850mg (cfr. atto SEM 20/7) – non si iscrive manifestamente nella restrittiva giurisprudenza succitata, che d’altronde, il Tribunale osserva che la Spagna dispone notoriamente di infrastrutture mediche sufficienti ed in quanto Stato firmatario della diret- tiva accoglienza, deve provvedere affinché i richiedenti ricevano la neces- saria assistenza sanitaria comprendente quanto meno le prestazioni di pronto soccorso ed il trattamento essenziale di malattie e di gravi disturbi mentali e fornire la necessaria assistenza medica o di a ltro tipo, ai richie- denti con esigenze di accoglienza particolari, comprese, se necessarie, ap- propriate misure di assistenza psichica (cfr. art. 19 par. 1 e 2 della citata direttiva), che ad ogni modo, è oltretutto doveroso evidenziare come dagli atti all’ in- serto non si evincano elementi atti a comprovare la tesi dell’insorgente se- condo la quale il seguito terapeutico non verrebbe garantito qualora egli fosse trasferito nel succitato Paese; che a ben vedere, l’affermazione dell’interessato risulta tanto più infondata ponendo la mente al fatto ch’egli stesso riconosce come la Spagna disponga delle strutture mediche neces- sarie a prendere in cura le sue patologie (cfr. memoriale ricorsuale, pag. 2), che da ultimo, i timori relativi ad ipotetiche future violenze subite per mano di una comunità colombiana in Spagna, non hanno alcun influsso nel caso concreto; che come rettamente osservato dalla SEM, e malgrado le gene- riche argomentazioni addotte nel ric orso, la Spagna è uno Stato di diritto con un'autorità di polizia funzionante, disposta ed in grado di offrire la pro- tezione adeguata, che l’insorgente può dunque rivolgersi alle autorità di polizia qualora fosse confrontato con problematiche di sorta, che pertanto, egli non ha fornito indizi seri suscettibili di comprovare che le sue condizioni di vita o la sua situazione personale sarebbero tali da con- travvenire all'art. 4 della CartaUE, all'art. 3 CEDU o all'art. 3 Conv. tortura in caso di esecuzione del trasferimento in Spagna, che comunque, appartiene al ricorrente sollevare l'eventuale violazione dei suoi diritti fondamentali, utilizzando le adeguate vie di diritto dinanzi alle autorità dello Stato in questione, D-2684/2022 Pagina 9 che infine, dagli atti non emergono indizi per ritenere che l'autorità inferiore abbia esercitato in maniera arbitraria il suo potere di apprezzamento nell'applicazione della clausola di sovranità per motivi umanitari, che pertanto, non v’ è motivo di applicare la clausola discrezionale di cui all'art. 17 par. 1 (clausola di sovranità) Regolamento Dublino III, che di conseguenza, in mancanza dell’applicazione di tale norma da parte della Svizzera, la Spagna è competente per la ripresa in carico del ricor- rente in ossequio alle condizioni poste agli art. 23, 24, 25 e 29 Re gola- mento Dublino III, che quindi, è a giusto titolo che la SEM non è entrata nel merito della do- manda di asilo del richiedente, in applicazione dell’art. 31 a cpv. 1 lett. b LAsi ed ha pronunciato il suo trasferimento verso la Spagna conforme- mente all’art. 44 LAsi, posto che egli non possiede un’autorizzazione di soggiorno in Svizzera (art. 32 cpv. 1 lett. a OAsi 1), che, in siffatte circostanze, non vi è più luogo di esaminare in maniera di- stinta le questioni relative all’esistenza di un impedimento all’esecuzione del trasferimento per i motivi giusta i cpv. 3 e 4 dell’art. 83 LStrI (RS 142.20), dal momento che detti motivi sono indissociabili dal giudizio di non entrata nel merito nel quadro di una procedura Dublino (cfr. DTAF 2015/18 consid. 5.2), che, visto quanto precede, il ricorso deve essere respinto e la decisione della SEM, che rifiuta l’entrata nel merito della domanda di asilo e pronun- cia il trasferimento dalla Svizzera verso la Spagna, confermata, che avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di con- cessione dell’effetto so spensivo risulta senza oggetto; che altresì, per lo stesso motivo, la domanda di esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili spese processuali è divenuta senza oggetto, che ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito favo- revole, la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versamento delle spese processuali, è respinta, che, visto l’esito della procedura, le spese processuali di CHF 750. –, che seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle spese ripe- tibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 feb- braio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]), D-2684/2022 Pagina 10 che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale feder ale (art. 83 lett. d cifra 1 LTF). (dispositivo alla pagina seguente) D-2684/2022 Pagina 11 il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 1. Il ricorso è respinto. 2. La domanda di assistenza giudiziaria è respinta. 3. Le spese processuali di CHF 750.– sono poste a carico del ricorrente. Tale ammontare dev’essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo fe- derale entro un termine di 30 giorni dalla data di spedizione della presente sentenza. 4. Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto- nale competente. Il giudice unico: Il cancelliere: Daniele Cattaneo Jesse Joseph Erard Data di spedizione: