<h2>FederalCouncilResponseText<h2><text><p>L'Ufficio riafferma la sua adesione alle disposizioni che figurano nell'articolo 43 capoverso 3 LParl secondo cui " la composizione delle commissioni e l'assegnazione delle presidenze si improntano alla forza dei gruppi parlamentari all'interno di ogni Camera. Per quanto possibile, è tenuto adeguatamente conto delle lingue ufficiali e delle regioni del Paese".</p><p>Rammenta che, in occasione dell'elaborazione della legge sul Parlamento, una minoranza composta da Andreas Gross, Beck, Cina, de Dardel, Janiak e Leuthard aveva auspicato una formulazione più vincolante: " È tenuto adeguatamente conto delle lingue ufficiali, delle regioni del Paese e dei sessi " (rapporto della Commissione delle istituzioni politiche  01.401, FF pagg. 3175 e 3258). La minoranza della Commissione riteneva che l'espressione "per quanto possibile" potesse indurre il Parlamento a ignorare facilmente la disposizione. La maggioranza invece era del parere che " in una commissione dovrebbero essere elette, in primo luogo, solo le persone più adatte, cosa che diventa sempre più difficile se i criteri da rispettare sono troppo numerosi ". Il 3 ottobre 2001 la maggioranza del Consiglio nazionale ha sostenuto, con 66 voti contro 38, la proposta della maggioranza della Commissione (Bollettino ufficiale N 2001 p. 1339).</p><p>L'Ufficio ritiene che assicurare il rispetto dell'articolo 43 capoverso 3 LParl competa in primo luogo ai gruppi parlamentari. La maggioranza germanofona deve conformarvisi come ha fatto finora e i parlamentari latini devono fare valere per tempo i loro diritti in seno ai rispettivi gruppi. La somma delle decisioni prese separatamente dai gruppi può dare un risultato insoddisfacente nel suo complesso. L'Ufficio raccomanda perciò una migliore concertazione tra le presidenze dei gruppi prima che le proposte definitive vengano avanzate e fintanto che esiste ancora un margine di manovra.</p><p>Quando in occasione della sua sessione del 15 dicembre 2003 l'Ufficio ha constatato che la Delegazione presso l'UIP era composta esclusivamente di Svizzeri tedeschi, il presidente del Consiglio nazionale ha vivamente deplorato questo fatto, che si spiega con la sostituzione dei due membri romandi non rieletti con due parlamentari svizzeri tedeschi.</p><p>Riunitosi di nuovo il mattino del 18 dicembre, l'Ufficio ha constatato che durante la 47a legislatura le presidenze delle dodici commissioni permanenti sarebbero state assunte da 23 Svizzeri tedeschi e un italofono. Il presidente ha lanciato un appello ai gruppi affinché il giorno stesso entro le 18.00 modificassero le loro proposte riguardanti i vicepresidenti per il 2004 e 2005 (che diventeranno i presidenti nel 2006 e 2007). Non è purtroppo stato possibile di cambiare le decisioni prese all'interno dei gruppi.</p><p>L'Ufficio osserva che la costituzione delle commissioni è un affare assai complesso visto il gran numero di criteri da tenere in considerazione (gruppi, anzianità, lingue, sessi, regioni, singoli desideri, specializzazioni).</p><p>Per quanto attiene agli scrutatori e agli scrutatori supplenti, l'Ufficio rileva che essi sono stati eletti dai loro colleghi il 1° dicembre e che per questa funzione non erano state presentate altre candidature.</p></text>