<h2>SubmittedText<h2><p>Il 1° gennaio 2005 è entrata in vigore la legge federale sui servizi di certificazione nel campo della firma elettronica. Finora in Svizzera vi sono tre servizi di certificazione riconosciuti:</p><p>- Swisscom Solutions SA;</p><p>- Swisssign SA (una società affiliata alla Posta);</p><p>- Quovadis Trustlink Schweiz SA.</p><p>KPMG è l'organismo di riconoscimento.</p><p>Sebbene la legge sia in vigore già dal 2005 e vi siano tre servizi di certificazione riconosciuti, in Svizzera ancora poche persone fisiche o giuridiche si avvalgono della firma elettronica. È peccato, data l'importanza della comunicazione sicura in Internet e dell'utilizzo della firma elettronica in misura analoga a quello della firma manoscritta nell'invio di informazioni. La firma elettronica comporta maggior sicurezza grazie all'identificazione del firmatario e alla garanzia dell'integrità del documento sottoscritto. In tal modo aumenta la fiducia nel medium Internet, il che è indispensabile per lo sviluppo economico nell'era dell'informazione.</p><p>Sembra che l'utilizzo della firma elettronica sia troppo complicato per gli utenti (procedura per ottenere la firma elettronica, know-how necessario, hardware richiesto, ecc.). Vi sono inoltre diversi tipi di firma elettronica, il che crea confusione quanto a sapere quale firma deve essere utilizzata in quale contesto (invio di fatture elettroniche conformi dal profilo dell'imposta sul valore aggiunto, firme nell'ambito dell'archiviazione elettronica, "firma" in calce agli e-mail, ecc.).</p><p>Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Quali possono essere i motivi alla base dell'utilizzo limitato della firma elettronica?</p><p>2. Quali sono i compiti dello Stato relativamente alla messa a disposizione di una firma elettronica semplice e agevolmente acquisibile da ampie cerchie della popolazione (aspetto del servizio universale)?</p><p>3. La Confederazione dà il buon esempio avvalendosi normalmente e in ampia misura della firma elettronica nel contatto con i cittadini e le imprese (e-government)?</p><p>4. Il Consiglio federale non ritiene anch'esso che ciò rappresenterebbe un contributo importante per far percepire lo scambio di dati mediante Internet come altrettanto sicuro, dal punto di vista giuridico, dei media tradizionali?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale risponde alle domande poste come segue:</p><p>1. Vi sono diversi motivi per cui la firma elettronica è ancora così poco utilizzata. L'acquisizione di una firma elettronica è infatti legata a oneri e costi, che fornitori e consumatori si accollano soltanto se l'utilizzo di tale firma comporta un vantaggio concreto. Spesso tale vantaggio non esiste. Soltanto di rado l'utilizzo della firma elettronica è obbligatorio; nella maggior parte dei casi le parti contraenti ottengono quanto voluto anche senza la firma elettronica. Questo vale in particolare per l'e-banking, a cui il cliente ha accesso senza doversi prima procurare una firma elettronica. Inoltre, molti utenti faticano a capire come funziona effettivamente la firma elettronica. Incompatibilità tecniche che richiedono un supporto logistico più importante costituiscono un ostacolo supplementare.</p><p>2. Il compito più importante dello Stato consiste nel mettere a disposizione un quadro giuridico sicuro per le transazioni commerciali e le comunicazioni con le autorità per via elettronica. La questione a sapere se ciò comporta anche il rilascio di una firma elettronica a tutti i cittadini è controversa. In passato il Consiglio federale si è a più riprese espresso contro tale possibilità sostenendo che l'allestimento e l'utilizzo dell'infrastruttura necessaria per la firma elettronica dovevano essere lasciati in primo luogo all'iniziativa privata. Così, tre fornitori dispongono attualmente del riconoscimento necessario per poter rilasciare certificati conformi alla FiEle. Tuttavia, finora ne hanno emesso solo un numero limitato. Per questo motivo, l'Ufficio federale dell'informatica e delle telecomunicazioni, che nei cantoni ha già rilasciato oltre 25 000 certificati per l'utilizzo di applicazioni della Confederazione, sta per essere riconosciuto come fornitore di servizi di certificazione. La firma elettronica conoscerà quindi verosimilmente la diffusione necessaria allo sviluppo a lungo termine dell'e-government.</p><p>3. La strategia di e-government del Consiglio federale mira a mettere, nella misura del possibile, servizi statali a disposizione dei cittadini anche per via elettronica. In numerosi casi ciò presuppone procedure on line semplici e relativamente poco formali, mentre la firma elettronica interviene soltanto in situazioni molto specifiche. In particolare, essa è necessaria soltanto se le autorità devono poter identificare con certezza un cittadino, come ad esempio nel caso del rilascio di un estratto del casellario giudiziale o della notifica di una decisione.</p><p>D'altronde, il successo dell'e-government non dipende soltanto dalla messa a disposizione di firme elettroniche, ma presuppone anche altri adeguamenti legali. A titolo di esempio, solo dal 1° gennaio 2007 è infatti possibile trasmettere atti scritti alle autorità amministrative della Confederazione anche per via elettronica, sebbene il Consiglio federale possa limitare, per dieci anni, tale possibilità ai procedimenti davanti a determinate autorità (cfr. disposizione finale della modifica del 17 giugno 2005 della legge federale sulla procedura amministrativa e l'ordinanza concernente la comunicazione per via elettronica nel quadro di una procedura amministrativa, prevista per il 1° settembre 2007). Gli adeguamenti di altre leggi e ordinanze sono in fase di preparazione. Dovrebbero consentire in particolare di notificarsi elettronicamente presso il registro fondiario e il registro di commercio.</p><p>4. Soltanto un numero limitato di pratiche amministrative molto specifiche richiede l'utilizzo di una firma elettronica (cfr. n. 3). Alla luce delle esperienze finora giocoforza limitate, il Consiglio federale non è quindi in grado di valutare quali sarebbero le conseguenze se l'amministrazione federale si avvalesse maggiormente della firma elettronica nell'ambito dell'e-government. Le esperienze acquisite nell'e-commerce (cfr. n. 1) indicano tuttavia che la fiducia nello scambio di dati tramite Internet dipende non tanto dalla firma elettronica quanto dalle ripetute esperienze positive maturate dai cittadini relativamente ai vantaggi e all'efficacia di tale metodo di commercializzazione.</p>  Risposta del Consiglio federale.