<h2>SubmittedText<h2><p>In virtù dell'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale e dell'articolo 107 della legge sul Parlamento presento la seguente iniziativa parlamentare:</p><p>L'articolo 67 della Costituzione federale deve essere completato con un capoverso 1bis dal tenore seguente:</p><p>La Confederazione può emanare disposizioni per il promovimento dell'infanzia e dei giovani nonché sulla loro protezione.</p><h2>InitialSituation<h2><p><b>Comunicato stampa della Commissione della scienza, dell'educazione e della cultura (CSEC) del Consiglio nazionale del 28.05.2013</b></p><p>La Commissione della scienza, dell'educazione e della cultura del Consiglio nazionale ha preso atto dei risultati della procedura di consultazione sul rapporto esplicativo e sul progetto di atto legislativo quale base costituzionale per una legge federale sul promovimento dell'infanzia e dei giovani nonché sulla loro protezione. La maggioranza della Commissione propone alla propria Camera di approvare il progetto di modifica dell'articolo 67 della Costituzione federale. </p><p>L' iniziativa parlamentare <b>"Base costituzionale per una legge federale sul promovimento dell'infanzia e dei giovani nonché sulla loro protezione" </b>(Amherd; <a href="http://www.parlament.ch/i/suche/Pagine/geschaefte.aspx?gesch_id=20070402">07.402</a>), presentata nel 2007, chiede di completare l'articolo 67 della Costituzione federale (Cost.) per consentire alla Confederazione di emanare disposizioni per il promovimento e la protezione dell'infanzia e dei giovani. Benché la maggioranza dei membri della Commissione della scienza, dell'educazione e della cultura di entrambe le Camere sostengano la richiesta, i lavori di attuazione hanno subito ritardi. Prima che la CSEC-N avviasse, il 12 novembre 2012, una procedura di consultazione sulla base costituzionale richiesta dall'iniziativa, entrambe le Commissioni hanno voluto attendere i risultati della revisione totale della legge sulle attività giovanili. </p><p>Nel corso della seduta odierna la CSEC-N ha preso atto dei risultati della consultazione, a cui hanno risposto 48 dei 68 interpellati; sono inoltre pervenuti altri 19 pareri. L'importanza di una politica coordinata e coerente dell'infanzia e della gioventù non è stata contestata dagli interpellati e la strategia del Consiglio federale per una politica dell'infanzia e della gioventù all'insegna della promozione, della protezione e della partecipazione ha raccolto la maggior parte dei consensi. La disposizione costituzionale proposta della CSEC-N non fa tuttavia l'unanimità: favorevoli e contrari per lo più si compensano, mentre la maggioranza dei Cantoni respinge la nuova disposizione costituzionale. </p><p>Dopo aver preso atto dei risultati della consultazione, una maggioranza della CSEC-N è sempre convinta che infanzia e gioventù debbano essere maggiormente tutelate nella Costituzione federale. Il completamento dell'articolo 67 Cost. non intacca la ripartizione dei compiti fra Cantoni e Comuni, fondata sul principio di sussidiarietà, dato che attribuisce alla Confederazione unicamente il ruolo di coordinatrice mediante l'emanazione di linee guida. </p><p>Una minoranza rimane contraria al completamento dell'articolo 67 Cost. poiché ritiene che non vi sia alcuna necessità di introdurre una nuova competenza costituzionale della Confederazione nel settore della politica in materia di infanzia e gioventù. Sinora la ripartizione federalista dei compiti fra Confederazione, Cantoni e Comuni ha dato buoni frutti.</p><p>Con 14 voti contro 10 e nessuna astensione, la CSEC-N ha accolto il progetto di atto legislativo e il relativo rapporto proponendo alla propria Camera di approvare la modifica costituzionale. Una minoranza propone di non entrare in materia sul progetto di atto normativo, mentre un'altra minoranza chiede di stralciare l'articolo 67 capoverso 1bis Cost. che attribuisce alla Confederazione la competenza di poter stabilire i principi della promozione e della protezione dell'infanzia e della gioventù coinvolgendo i giovani nella politica e nella società. </p><p></p><p><b>Comunicato stampa del Consiglio federale, 21.08.2013 </b></p><p><b>Il Consiglio federale non ritiene necessaria una nuova base costituzionale per la politica dell'infanzia e della gioventù </b></p><p>Nel suo parere in merito al rapporto della Commissione della scienza, dell'educazione e della cultura del Consiglio nazionale (CSEC), il Consiglio federale considera che non è necessario introdurre una nuova disposizione costituzionale sulla promozione dell'infanzia e della gioventù e sulla loro protezione. Il progetto della Commissione impegnerebbe la Confederazione e i Cantoni a condurre una politica attiva dell'infanzia e della gioventù. Negli ultimi anni la Confederazione ha adottato numerose misure volte a sostenere i Cantoni nell'attività di sviluppo delle loro politiche dell'infanzia e della gioventù. Considerato questo impegno, il Consiglio federale non vede un bisogno comprovato di intervenire. </p><p>Il Consiglio federale si è espresso in merito al progetto di un nuovo articolo costituzionale concernente la politica dell'infanzia e della gioventù elaborato dalla CSEC del Consiglio nazionale, progetto che dà seguito all'iniziativa parlamentare depositata il 12 marzo 2007 dalla consigliera nazionale Amherd ("Base costituzionale per una legge federale sul promovimento dell'infanzia e dei giovani nonché sulla loro protezione"; 07.402).</p><p>Dal 2008 la Confederazione ha rafforzato le sue misure di politica dell'infanzia e della gioventù per adeguarsi alle attuali condizioni quadro. Con due programmi di protezione della gioventù in materia di violenza e rischi dei media, in particolare, ha assunto un ruolo di coordinamento e sostegno.</p><p>La revisione della legge sulla promozione delle attività giovanili extrascolastiche (LPAG, in vigore dal 1° gennaio 2013) consente di rafforzare la collaborazione tra la Confederazione e i Cantoni e promuovere lo scambio di esperienze. Nel 2015, inoltre, entrerà in funzione una piattaforma informativa sulle strategie e le misure di politica dell'infanzia e della gioventù previste dalla Confederazione e dai Cantoni. In virtù della LPAG i Cantoni possono anche ricevere sostegno per sviluppare le loro politiche in quest'ambito.</p><p>Per poter valutare l'efficacia di tutte queste misure in corso, occorrerà attendere ancora qualche anno. Finora il Consiglio federale ha perseguito la strategia di sviluppare la politica dell'infanzia e della gioventù nel quadro delle basi costituzionali esistenti. In mancanza di un bisogno comprovato, non ritiene necessario cambiare direzione.</p><h2>Proceedings<h2><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 04.05.2015</b></p><p><b>(ats) Sì a una politica attiva in favore dell'infanzia e della gioventù da parte di Cantoni e Confederazione, ma nessuna competenza ulteriore per l'amministrazione federale in quest'ambito. È quanto deciso oggi con un voto risicato (88 a 87 e 3 astensioni) dal Consiglio nazionale che ha annacquato un progetto di modifica costituzionale (art. 67) volto a realizzare un'iniziativa parlamentare di Viola Amherd (PPD/VS). Il dossier va agli Stati.</b></p><p>Della proposta adottata dalla commissione preparatoria sono rimaste alla fine solo le briciole: Viola Amherd avrebbe voluto infatti permettere alla Confederazione di fissare linee guida applicabili a cantoni e comuni nell'incoraggiamento e nella protezione dell'infanzia. L'amministrazione federale avrebbe potuto anche promulgare principi validi per la partecipazione alla vita politica e sociale dei ragazzi.</p><p>Prima del voto finale, tuttavia, una maggioranza risicata (PLR, UDC, Verdi liberali) è riuscita a stralciare (88 voti a 86) dalla legge proprio questo aspetto centrale del progetto, fortemente voluto da una maggioranza della commissione sostenuta in aula dal campo rosso-verde, dal PPD e dal PBD.</p><p>A nulla sono valse le esortazioni di Mathias Reynard (PS/VS), secondo cui lo stralcio di questa sezione fondamentale della legge avrebbe tolto mordente all'intero esercizio. Diversi oratori hanno inoltre sottolineato che l'articolo costituzionale, contrariamente agli avversai, non contemplava alcun obbligo per la Confederazione, come dimostrava la formulazione potestativa.</p><p>Il tentativo di ammorbidire la posizione di PLR, UDC, PVL, contrari a un articolo considerato poco rispettoso dell'autonomia cantonale e foriero di nuovi costi, non ha fatto breccia: al voto, la proposta di stralcio è passata per 88 voti a 86: gli avversari di un'ulteriore estensione delle competenze federali si sono quindi presi una rivincita dopo che la loro proposta di non entrata nel merito è stata bocciata per 90 voti a 85.</p><p>I fautori di un maggior impegno dei poteri pubblici nel settore della protezione e nell'incoraggiamento dell'infanzia e dei giovani si sono dovuti quindi accontentare di un progetto monco col rischio che l'intero esercizio venga affossato quando giungerà in votazione finale: forte è infatti l'opposizione proveniente dalla destra, ma anche dallo stesso Consiglio federale.</p><p>Durante il dibattito, i vari oratori di PLR, UDC, PVL susseguitesi alla tribuna hanno sì ribadito l'importanza dell'impegno a favore di bimbi e giovani, ma sottolineato anche la necessità di rispettare la sovranità cantonale e comunale in materia, e ciò nel rispetto del federalismo che prevede solo un ruolo sussidiario da parte della Confederazione.</p><p>Per Felix Müri (UDC/LU) e Christian Wasserfallen (PLR/BE), l'iniziativa inoltrata nel 2007 da Viola Amherd è superata: dal 2008 la Confederazione ha rafforzato i provvedimenti in quest'ambito, lanciando per esempio due programmi di protezione della gioventù in materia di violenza e rischi dei media, progetti per i quali ha assunto un ruolo di coordinamento e sostegno.</p><p>Wasserfallen, e con lui altri oratori, hanno agitato lo spettro di ulteriori spese per la Confederazione, oltre quelle generate dalla Legge federale sul promovimento dell'infanzia e dei giovani entrata in vigore nel 2013. "Dai sette milioni di due anni fa si è già passati a 10 milioni", ha affermato il consigliere nazionale bernese, precisando di temere ulteriori aggravi qualora venga adottato il nuovo articolo costituzionale.</p><p>Dal canto suo, Thomas Weibel (ZH/PVL) ha giudicato affrettato adottare ulteriori provvedimenti senza prima conoscere l'impatto e i risultati della normativa posta in vigore nel 2013. A suo dire, inoltre, l'ostilità dei cantoni di fronte all'invadenza federale rischia di rivelarsi insormontabile.</p><p>Nel suo intervento, il Consigliere federale Alain Berset ha fatto riferimento alle spaccature tra i cantoni sul progetto della commissione emerse durante la procedura di consultazione. Pur sostenendo il desiderio di un maggior coordinamento delle politiche per i giovani, ha dichiarato Berset, una modifica costituzionale deve godere di un ampio appoggio per avere una possibilità di riuscita alle urne. Per questo il Consiglio federale ha raccomandato la non entrata nel merito.</p><p>Di tutt'altra opinione il campo-rosso verde e il PPD, secondo cui la politica in questo settore portata avanti dai cantoni manca di coordinamento ed è caratterizzata da un'eccessiva eterogeneità. Da qui la necessità che la Confederazione assuma un ruolo di pilotaggio, senza per forza impegnarsi in prima persona.</p><p>Un migliore coordinamento, secondo Reynard, darebbe a tutti i giovani le stesse possibilità di sostegno e protezione a prescindere dal luogo di nascita o di residenza. Attualmente, ha sostenuto, gli obiettivi della Convenzione ONU sulla protezione dell'infanzia non sono rispettati in Svizzera proprio per questa assenza di uniformità. La politica attuale della Confederazione, che si accontenta di finanziare attività extrascolastiche, è frammentata e manca di una strategia chiara.</p><p>Viola Amherd (PPD/VS) ha difeso l'utilità della sua iniziativa. "Maggiore spazio di manovra per Confederazione non è sinonimo di centralizzazione", ha dichiarato la Vallesana. A suo parere vi sono progetti di ampio respiro legati alla protezione dei giovani dalla violenza su Internet che devono essere coordinati a livello federale. "È illusorio pensare che i cantoni possano agire autonomamente in questo campo", ha sottolineato.</p><p></p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 30.11.2015</b></p><p><b>CSt: no articolo costituzionale per protezione infanzia </b></p><p><b>(ats) Bambini e giovani sono già sufficientemente protetti e sostenuti in Svizzera. Seguendo il parere della sua commissione preparatoria, il Consiglio degli Stati ha respinto oggi all'unanimità un'iniziativa parlamentare del Nazionale che chiede una base costituzionale apposita per i più piccoli.</b></p><p>Per i "senatori", Confederazione e Cantoni già oggi s'impegnano, mediante programmi ad hoc nella protezione di bambini e giovani. Oltre al programma "Gioventù e media" e "Gioventù e violenza", è prevista l'istituzione di una piattaforma informativa elettronica sulle strategie e misure della Confederazione e dei Cantoni in materia di politica dell'infanzia e della gioventù.</p><p>Seppur favorevole a una politica attiva in favore dell'infanzia e della gioventù da parte di Cantoni e Confederazione, il 4 maggio scorso il Nazionale si era però detto contrario a dotare di ulteriori competenze l'amministrazione federale in quest'ambito.</p><p>Con un voto risicato (88 a 87 e 3 astensioni), la Camera del popolo aveva così edulcorato un progetto di modifica costituzionale (art. 67) volto a realizzare un'iniziativa parlamentare di Viola Amherd (PPD/VS).</p><p>Quest'ultima avrebbe voluto permettere alla Confederazione di fissare linee guida applicabili a cantoni e comuni nell'incoraggiamento e nella protezione dell'infanzia. L'amministrazione federale avrebbe potuto anche promulgare principi validi per la partecipazione alla vita politica e sociale dei ragazzi.</p><p>Prima del voto finale, tuttavia, una maggioranza risicata (PLR, UDC, Verdi liberali) era riuscita a stralciare dalla legge proprio questo aspetto centrale del progetto, fortemente voluto da una maggioranza della commissione sostenuta in aula dal campo rosso-verde, dal PPD e dal PBD.</p><p>Il dossier ritorna alla Camera del popolo. Se dovesse approvarlo di nuovo, gli Stati dovrebbero trattarlo nuovamente. In caso di un ennesimo "no" da parte dei "senatori" - l'intero progetto verrebbe archiviato.</p><p></p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 07.06.2016</b></p><p><b>Protezione e incoraggiamento infanzia sufficienti in Svizzera </b></p><p><b>(ats) Bambini e giovani sono già sufficientemente protetti e sostenuti in Svizzera.</b></p><p><b>Seguendo la decisione del Consiglio degli Stati dello scorso novembre, il Consiglio nazionale ha respinto definitivamente (102 voti a 83) l'iniziativa parlamentare di Viola Amherd (PPD/VS), volta a conferire maggiori competenze alla Confederazione in quest'ambito.</b></p><p>Con questa decisione, la Camera del popolo è ritornata sui suoi passi dopo aver dato il proprio assenso in un primo tempo all'iniziativa parlamentare depositata nel lontano 2007.</p><p>Tuttavia, dal momento che il progetto è stato svuotato di contenuto dal Consiglio nazionale nel corso del 2015 (no al trasferimento delle competenze alla Confederazione) e il Consiglio degli Stati non è nemmeno entrato in materia, il plenum ha deciso di archiviare l'iniziativa parlamentare, seguendo così il parere della propria commissione preparatoria.</p><p>Con la sua iniziativa, Amherd voleva completare la Costituzione (articolo 67 "Promozione dell'infanzia e della gioventù") conferendo alla Confederazione la facoltà di "emanare disposizioni per il promovimento dell'infanzia e dei giovani nonché sulla loro protezione". Al momento, la carta fondamentale concede alla Confederazione la possibilità di "sostenere l'attività extrascolastica di fanciulli e adolescenti".</p><p>Per i favorevoli all'iniziativa (PPD e campo rosso-verde), nonostante quanto fatto finora, manca il coordinamento a livello nazionale delle attività a favore della gioventù promosse da Cantoni e Comuni. Problemi quali il fumo, la violenza o i nuovi media richiedono l'intervento coordinatore della Confederazione.</p><p>Per il campo dei contrari (UDC, PLR, Verdi liberali e PBD), invece, con la legge del 2013 sulla promozione delle attività extrascolastiche di fanciulli e giovani, l'amministrazione federale risponde già agli obiettivi dell'iniziativa parlamentare. </p><p>Diversi oratori hanno fatto notare che i Cantoni sono perlopiù contrari a cedere parte delle loro competenze alla Confederazione. Insomma, il ruolo dell'amministrazione deve rimanere sussidiario.</p><p>Nel suo intervento, il Consigliere federale Alain Berset ha ricordato che è in fase di allestimento una piattaforma (operativa a fine anno) comune con i Cantoni e la Confederazione per lo scambio di idee e esperienze nell'ambito della promozione e protezione di bambini e giovani. Il responsabile del Dipartimento dell'Interno ha ricordato inoltre i contratti di collaborazione esistenti con 12 cantoni e delle discussioni in corso per coinvolgerne altri, tra cui il Ticino. </p>