<h2>SubmittedText<h2><p>Il Gruppo intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici (Intergovernmental Panel on Climate Change, IPCC), esorta i Governi a ridurre rapidamente le emissioni di gas serra al fine di contenere le conseguenze del riscaldamento globale a un livello accettabile. L'aviazione civile è una delle fonti di emissioni di CO2 in più rapida crescita. In Svizzera, tali emissioni sono aumentate di oltre il 70 per cento dal 1990. Secondo le previsioni dell'Organizzazione dell'aviazione civile internazionale (OACI), entro il 2020 le emissioni globali dovrebbero essere oltre il 70 per cento più elevate rispetto al 2005. </p><p>In Svizzera l'aviazione contribuisce nella misura del 18 per cento al riscaldamento climatico globale. Si tratta di una cifra molto alta nel confronto internazionale. </p><p>Diversamente dagli altri carburanti di origine fossile, il cherosene è esente da tasse. Tale decisione è stata presa alla fine della Seconda guerra mondiale per "aiutare a creare e a preservare l'amicizia e la comprensione tra le Nazioni e i Popoli del mondo". L'aviazione è riuscita a mantenere questo statuto d'eccezione sia a Kyoto nel 1997 che a Parigi nel 2015, sfuggendo così agli impegni assunti dagli Stati. Ora però il paradigma è cambiato e questa eccezione non è più accettabile.</p><p>L'accordo CORSIA non è sufficiente; infatti, esso mira a compensare e non a limitare le emissioni, e continuerà a essere non vincolante fino al 2027. </p><p>Le compagnie aeree beneficiano di più privilegi fiscali e non pagano né l'IVA né la tassa sul carburante per i voli internazionali. </p><p>A livello internazionale, esperti e ministri si sono espressi a favore di una tassazione del cherosene. Il ministro delle finanze svedese è favorevole ad accordi bilaterali e multilaterali intesi a tassare questo carburante. Il segretario generale supplente dell'OCSE ha indicato che, per ragioni sia di efficienza che di equità, l'aviazione deve contribuire all'impegno per la decarbonizzazione, tanto più perché a ricorrervi sono soprattutto le economie domestiche ad alto reddito. </p><p>In Svizzera, i costi non coperti dai trasporti sono noti: si tratta di 1,3 miliardi di franchi, pari a un importo di 2,6 centesimi per chilometro e passeggero. </p><p>Per questo il Consiglio federale deve assumere un ruolo guida su scala internazionale affinché sia introdotta una tassa sul cherosene.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La quota di emissioni di diossido di carbonio (CO2) generata dal traffico aereo mondiale corrisponde al 2 - 2,5 per cento delle emissioni fossili globali di CO2 causate dall'uomo (AIE 2018). Secondo l'inventario dei gas serra, in Svizzera nel 2017 il traffico aereo nazionale e internazionale ha causato il 12,5 per cento circa delle emissioni totali di CO2 e il 10 per cento circa di tutte le emissioni di gas serra. Il Consiglio federale è dell'avviso che, come tutti i settori dell'economia, anche l'aviazione debba contribuire al raggiungimento degli obiettivi climatici. Il traffico aereo è globale e anche i progressi nella protezione del clima richiedono innanzitutto un'azione congiunta e coordinata della comunità internazionale degli Stati. Particolarmente promettenti sono le misure di ordine tecnico e operativo nonché la promozione a lungo termine di carburanti sostenibili.</p><p>Le cosiddette misure basate sui meccanismi di mercato si concentrano sullo schema globale CORSIA (Carbon Offsetting and Reduction Scheme) dell'Organizzazione Internazionale dell'Aviazione Civile (OACI). Sulla base di tale schema e della decisione del Consiglio dell'OACI di fine giugno 2020, a partire dal 1° gennaio 2021 le compagnie aeree dovranno compensare tutte le emissioni prodotte sulle linee internazionali che superano le emissioni dell'anno di riferimento 2019, acquistando certificati di riduzione delle emissioni. Inoltre, dal 1° gennaio 2020 il traffico aereo svizzero è integrato nel sistema di scambio di quote di emissioni svizzero collegato con il corrispondente sistema dell'UE. Sono pertanto coperti tutti i voli all'interno dello spazio economico europeo SEE e della Svizzera.</p><p>Il Consiglio federale si è già espresso in diverse occasioni sulla questione delle imposte e delle tasse sul carburante per l'aviazione, ad esempio in risposta all'interpellanza 19.3508, nel parere sulla mozione 20.3523 o anche nel rapporto 2016 sulla politica aeronautica della Svizzera (FF 2016 1531).</p><p>Il traffico aereo nazionale è oggi obbligato a versare la tassa sugli oli minerali. L'esenzione da imposte e tasse sui carburanti di cui gode l'aviazione commerciale internazionale mira a garantire che tutte le compagnie aeree operino nelle stesse condizioni di concorrenza, proteggendole dalla discriminazione. Tutti i circa 150 accordi bilaterali sul trasporto aereo tra la Svizzera e altri Stati contengono una disposizione relativa all'esenzione fiscale per i carburanti utilizzati per il traffico aereo tra le rispettive Parti. Una modifica unilaterale di questo principio da parte della Svizzera richiederebbe la rinegoziazione di questi accordi.</p><p>L'abolizione dell'esenzione fiscale generale per il carburante utilizzato nell'aviazione non è attualmente sull'agenda politica dell'OACI e dei suoi 193 Stati membri. Se a livello internazionale dovesse esserci margine di manovra sulla questione della tassazione fiscale generale sul carburante per l'aviazione nel traffico globale, il Consiglio federale continuerà a esaminare i relativi progetti, sostenendoli se necessario.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.