<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di elaborare una modifica della legge federale del 24 marzo 1995 sulla parità dei sessi (LPar), in modo che, in caso di violazione della legge, venga conferito alle organizzazioni ai sensi dell'articolo 7 LPar il diritto di intentare contro i datori di lavoro un'azione di condanna a una prestazione in favore della lavoratrice o del lavoratore discriminati.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Secondo il consorzio incaricato di valutare l'efficacia della legge federale sulla parità dei sessi (LPar), va presa in considerazione l'estensione dell'azione collettiva all'azione di condanna a una prestazione. Lo scopo è quello di potenziare lo strumento dell'azione collettiva. Nello stesso tempo il consorzio ha sottolineato che, senza l'adozione di misure d'accompagnamento supplementari, tale potenziamento non avrebbe rappresentato una soluzione sostenibile.</p><p>Al numero 8.2.2 del suo rapporto, il Consiglio federale ha già ampiamente rilevato che la possibilità di chiedere la fornitura di prestazioni tramite un'azione collettiva solleverebbe vari tipi di problemi. La forma che dovrebbe assumere un'azione di condanna a una prestazione e gli effetti che esplicherebbe porrebbero una serie di questioni delicate che andrebbero preliminarmente chiarite. Non si rispetterebbe inoltre il proposito originario, secondo cui il diritto d'azione collettiva deve servire a chiarire questioni fondamentali che riguardano direttamente numerosi rapporti di lavoro. Se le organizzazioni potessero richiedere, in rappresentanza di una persona vittima di discriminazioni, che la parte convenuta fornisca una prestazione in favore della persona oggetto di discriminazioni, le organizzazioni agirebbero in pratica da avvocati. Sarebbe in tal modo impossibile mantenere l'anonimità che la persona interessata vuole vedersi garantita attraverso l'azione collettiva. Con una simile procedura gli interessati si esporrebbero personalmente e correrebbero il rischio di perdere il posto di lavoro o di venire isolati socialmente. Tuttavia, uno dei motivi per cui è stato introdotto il diritto d'azione collettiva è proprio quello di evitare che le vittime di discriminazioni si esponessero personalmente.</p><p>Oggi la LPar lascia ai singoli lavoratori l'iniziativa di agire contro eventuali discriminazioni. Questa situazione è insoddisfacente. Per questo motivo il Consiglio federale si è già dichiarato disposto a esaminare in modo più approfondito i vantaggi e gli svantaggi dei diversi modelli di autorità con competenze inquisitorie e sanzionatorie. In questo contesto sarà analizzato nel dettaglio anche il diritto delle autorità di intentare azione, grazie al quale un'autorità potrebbe condurre autonomamente processi davanti a un tribunale, in rappresentanza di vittime di discriminazioni o per lottare contro discriminazioni strutturali.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.