<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La struttura economica e di mercato in Svizzera e in altri Paesi è oggetto di importanti modifiche: l'internazionalizzazione e i progressi in campo tecnico accelerano la tendenza verso una società dei servizi. Mentre negli anni '60 quasi la metà delle persone attive lavorava nel settore industriale, nel 2001 questa percentuale si era ridotta al 26%, rispetto al 70% degli occupati nel settore dei servizi. Questi mutamenti strutturali hanno anche una componente spaziale, poiché nell'ambito delle ristrutturazioni occupazionali si possono osservare differenze tra le regioni del Paese, tra grandi e piccoli centri nonché tra città e campagna.</p><p>Considerata questa terziarizzazione e le ripercussioni spaziali e settoriali, la Confederazione si trova a dover rispondere a due domande centrali: 1) che ruolo svolge lo Stato in questo processo e 2) che compiti e competenze competono alla Confederazione nel nostro sistema di politica economica federalistica.</p><p>Il diritto costituzionale della Confederazione in materia di economia parte dal presupposto secondo cui è soprattutto compito dello Stato stabilire condizioni quadro favorevoli per il settore privato. La terziarizzazione è caratterizzata da un progresso in campo tecnico e sociale e da decisioni imprenditoriali. È a questo livello, e non nell'ambito della gestione politica, che si devono prevedere misure adeguate alla suddetta evoluzione.</p><p>Il cambiamento strutturale del territorio nell'ambito del terziario dipende anche dalla diversa attrattiva che le piazze economiche offrono alle imprese di questo settore. Le piazze economiche si caratterizzano per la combinazione e la concentrazione dei soggetti economici in esse attivi, per l'infrastruttura, per le organizzazioni e per le condizioni quadro politiche; da un punto di vista imprenditoriale, si tratta di una miscela specifica di fattori di produzione mobili e immobili. Tali fattori sono disponibili in diversa misura, qualità e a costi differenziati a seconda della piazza economica. Allo stesso tempo, la mobilità di questi fattori è molto diversa. Il territorio, l'infrastruttura o le condizioni politiche e socio-economiche sono, ad esempio, fattori immobili. Ad essi appartengono anche aspetti connessi a una qualità elevata della vita, come risorse naturali intatte o un'offerta variegata di spazi naturali e paesaggistici. Personalità imprenditoriali innovative, forza lavoro qualificata, capitale o conoscenze sono, invece, fattori mobili. Rendendo la piazza economica il più attrattiva possibile per i fattori mobili, ne trarranno giovamento anche i fattori immobili.</p><p>Da questa gamma di fattori rilevanti risulta evidente che la competitività tra piazze economiche regionali, così come le decisioni imprenditoriali, sono innanzitutto connesse con la politica comunale e cantonale. Sussidiariamente, anche la Confederazione può, però, contribuire alla creazione di buone condizioni quadro per l'economia regionale.</p><p>Risposta alla domanda 1:</p><p>Il Consiglio federale è consapevole del fatto che l'inasprimento della competitività tra imprese e piazze economiche causato dalla globalizzazione e dai progressi in campo tecnico stimola una concentrazione di imprese di servizi ad alto valore aggiunto e capacità concorrenziale nei centri urbani. Gli studi indicano che prima del 1991 si poteva osservare una tendenza alla decentralizzazione nell'ambito dei servizi commerciali; questa tendenza, tuttavia, ha nuovamente invertito rotta nella fase di crescita dal 1995, e in particolare dal 1998. La ri-centralizzazione si è manifestata prima nei Comuni delle cinture periferiche, e poi nei centri stessi.</p><p>Così come ha fatto in passato, il Consiglio federale continuerà ad adoperarsi relativamente alle disposizioni legali e alle possibilità finanziarie al fine di creare condizioni quadro il più favorevoli possibile a uno sviluppo economico equilibrato in tutte le zone del Paese. </p><p>Per quanto riguarda i mutamenti strutturali, il progetto di riforma "Nuova impostazione della perequazione finanziaria e dei compiti tra Confederazione e Cantoni (NPC)" rappresenta un elemento centrale della politica federale per contrastare effetti di ripartizione regionali indesiderati e smantellare le disparità esistenti. Il finanziamento di un approvvigionamento di base adeguato nelle regioni costituisce un ulteriore presupposto per mantenere il livello di qualità di vita della popolazione e per permettere un decentramento delle attività economiche in tutte le regioni della Svizzera. </p><p>Il contributo più importante della Confederazione alla creazione di condizioni quadro adeguate nei Cantoni e nelle regioni sarà realizzato nell'ambito della NPC e della politica per l'approvvigionamento di base nei settori delle infrastrutture. Questo contributo sarà integrato da una politica regionale volta alla promozione di uno spirito imprenditoriale e di iniziative innovative in zone meno centrali. Ma anche nelle regioni periferiche, i centri regionali di medie e piccole dimensioni dovranno agire da motore trainante proprio nel settore terziario.</p><p>Risposta alla domanda 2:</p><p>La Confederazione può aiutare i Cantoni, le zone e regioni del Paese ad accrescere i vantaggi connessi all'ubicazione territoriale, ma non può influenzare la struttura settoriale ed economica. Il suo compito sussidiario, e limitato in termini finanziari, relativamente alla politica regionale consiste perciò nel promuovere iniziative innovative e di crescita anche al di fuori dei grandi centri del Paese.</p><p>L'innovazione è la vera forza trainante dell'economia. Nuovi prodotti e servizi, come pure le novità necessarie in ambito istituzionale, emergono soltanto in una cornice innovativa. Nel giugno del 2003, il DFE ha elaborato un piano d'azione per promuovere l'innovazione e l'imprenditoria. Il piano mette in luce come la politica può contribuire a far sì che idee innovative conducano a una crescita economica sostenibile.</p><p>Oltre che della nuova politica regionale, la promozione dell'innovazione costituisce una componente fondamentale anche della politica della Confederazione in materia di turismo. Con il decreto federale concernente la promozione dell'innovazione e della collaborazione nel turismo è stato lanciato nel 2003 il secondo programma d'innovazione per Svizzera Turismo. In molte regioni periferiche, il turismo rappresenta il ramo più importante del settore terziario e, di conseguenza, una colonna portante dell'economia regionale. Con il prolungamento del decreto Innotour, la Confederazione contribuirà anche in futuro alla promozione di progetti innovativi nel turismo e, con ciò, al mantenimento o alla creazione di posti di lavoro nel settore dei servizi. </p><p>Risposta alla domanda 3:</p><p>Il Consiglio federale interviene con varie misure e programmi per promuovere uno sviluppo territoriale equilibrato e una crescita sostenibile in tutte le zone del Paese.</p><p>In quanto direttive di politica d'assetto del territorio, i principi fondamentali dell'ordinamento del territorio svizzero si basano su uno sviluppo equilibrato delle zone, dei Cantoni e delle regioni. Oltre alla NPC e alla politica per l'approvvigionamento di base menzionate nella risposta alla domanda 1, anche altre attività politiche della Confederazione si fondano su questo principio. La politica degli agglomerati del Consiglio federale, ad esempio, mira a promuovere agglomerati regionali come Friburgo, Delémont, Neuchâtel/La Chaux-de-Fonds/Le Locle, Briga/Naters/Visp, Interlaken, Coira o Bellinzona in quanto potenziali piazze economiche e centri di servizi.</p><p>Risposta alla domanda 4:</p><p>Il Consiglio federale ritiene che la nuova politica regionale, attualmente in fase di consultazione, rappresenti un'integrazione logica alle misure che ha adottato nell'ambito della politica di crescita. La nuova politica regionale si basa sulla constatazione secondo cui un efficace sistema in cui il centro agisca da organo propulsore e la periferia da organo recettore rappresenta un presupposto ideale per trasmettere impulsi economici e incentivi innovativi anche alle regioni periferiche. La promozione dello spirito imprenditoriale, dei processi d'innovazione e dei sistemi a valore aggiunto costituisce in questo senso la chiave di volta per un aumento della competitività e della capacità di adattamento ai mutamenti strutturali. </p><p>Affinché una prestazione imprenditoriale possa svilupparsi e si possano realizzare innovazioni con uno sbocco sul mercato sono necessari un'offerta variegata di conoscenze, servizi accessori, infrastrutture e un mercato di dimensioni rilevanti. In vista di un aumento dell'innovazione e del valore aggiunto, con la nuova politica regionale la Confederazione intende facilitare alle regioni l'accesso e lo scambio di know-how. Il primo passo in questo senso consisterà in un ciclo di seminari avviati dal Seco; questa iniziativa dovrebbe permettere ai soggetti, attuali e futuri, che operano nello sviluppo regionale di contribuire al passaggio che si sta delineando da una politica di perequazione a una politica di crescita e innovazione plasmata attivamente dalle regioni.</p>  Risposta del Consiglio federale.