<!DOCTYPE html> <html lang="it"><head><meta charset="utf-8"/></head><body><div class="WordSection1"> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td colspan="2" valign="top"> <p class="R2"> </p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><img alt="" height="38" src="http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&amp;WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&amp;WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&amp;OmnisLibrary=JURISWEB&amp;OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&amp;OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&amp;Parametername=WWWTI&amp;Schema=TI_WEB&amp;Source=&amp;Aufruf=getImage&amp;nF38_KEY=276144" width="37"/></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><img alt="" height="25" src="http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&amp;WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&amp;WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&amp;OmnisLibrary=JURISWEB&amp;OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&amp;OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&amp;Parametername=WWWTI&amp;Schema=TI_WEB&amp;Source=&amp;Aufruf=getImage&amp;nF38_KEY=276145" width="21"/></p> </td> <td valign="top"><a id="X_NOT_ACTUALIZE"></a> <p class="MsoNormal"> </p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Incarto n.<br/> </span>52.2017.575</p> <p class="MsoNormal"> </p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Lugano</span></p> <p class="MsoNormal"><a id="IN_DATA_DECISIONE">6 maggio 2019</a></p> <p class="MsoNormal"> </p> </td> <td colspan="3" valign="top"> <p class="MsoNormal">In nome<br/> della Repubblica e Cantone<br/> Ticino</p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> <tr> <td colspan="6" valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span>Il Tribunale cantonale amministrativo</span></b></p> </td> </tr> <tr> <td colspan="6" valign="top"> <p class="MsoNormal"> </p> </td> </tr> <tr> <td colspan="6" valign="top"><a id="INIZIO_TESTO"></a> <p class="MsoNormal"> </p> </td> </tr> <tr> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"> </p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>composto dei giudici:</span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Matteo Cassina, vicepresidente,</span></p> <p class="MsoNormal"><span>Matea Pessina, Sarah Socchi</span></p> </td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>vicecancelliere:</span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Thierry Romanzini</span></p> </td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>statuendo sul ricorso del 13 novembre 2017 di</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span> </span></b></p> </td> <td colspan="2" valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span> RI 1</span></b><span> </span></p> <p class="MsoFooter"><span>patrocinato da PA 1 </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> </tr> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>contro</span></p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable" width="0"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>la risoluzione dell'11 ottobre 2017 (n. 4540) del Consiglio di Stato, che respinge l'impugnativa presentata dall'insorgente avverso la decisione del 9 dicembre 2016 della Sezione della popolazione del Dipartimento delle istituzioni in materia di rifiuto del rilascio di un permesso di dimora alla moglie __________<span> e al figlio __________ (ricongiungimento familiare)</span>;</span></p> </td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="R2">ritenuto, <b>in fatto</b></p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> A. Il cittadino macedone RI 1 (1965) - già al beneficio di permessi per stagionali nel nostro Paese dal 1991 al 1994 - ha ottenuto il 30 settembre 1994 un permesso di dimora e, dal 1° novembre 2001, di domicilio.</p> <p class="normale0">Il 15 aprile 2006 egli si è sposato a S__________ con la connazionale __________ (1969), con la quale ha avuto il __________ 2006 il figlio __________<span> che ha continuato a vivere con la madre nel proprio Paese di origine.</span></p> <p class="normale0">Il 22 febbraio 2011 RI 1 ha ottenuto la cittadinanza svizzera per naturalizzazione.</p> <p class="normale0"> </p> <p class="normale0"> </p> <p class="R1"> B. a. Il 5 ottobre 2016 __________ e __________ hanno chiesto alla Sezione della popolazione del Dipartimento delle istituzioni - per il tramite dell'Ambasciata di Svizzera a Pristina (Kosovo) -, di essere autorizzati ad entrare nel nostro Paese e di essere posti al beneficio di un permesso di dimora per poter vivere presso il marito rispettivamente il padre RI 1.</p> <p class="normale0"> </p> <p class="normale0"><span>b. Il 9 dicembre 2016 </span>l'Autorità dipartimentale ha <span>respinto la domanda. Ha </span>rilevato in sostanza che il ricongiungimento era tardivo nonché volto essenzialmente a trovare migliori condizioni di vita, e che non vi erano interessi familiari preponderanti tali da modificare le loro relazioni con RI 1 come erano state vissute fino a quel momento.</p> <p class="normale0"><span>La decisione è stata resa sulla base degli art. 3, 30 cpv. 1 lett. b, 43, 47, 96 della </span><span>legge federale sugli stranieri del 16 dicembre 2005 </span>(dal 1° gennaio 2019 rinominata legge federale sugli stranieri e la loro integrazione [LStrI; RS 142.20]); 6 <span>cpv. 2 e 73 </span><span>dell'o</span><span>rdinanza </span><span>sull'ammissione il soggiorno e l'attività lucrativa del 24 ottobre 2007</span><span> (OASA; RS 142.201); 8 </span><span>della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali del 4 novembre 1950 (CEDU; RS</span> 0.101).</p> <p class="normale0"> </p> <p class="normale0"> </p> <p class="R1"> C. Con giudizio dell'11 ottobre 2017 il Consiglio di Stato ha confermato la predetta risoluzione dipartimentale, respingendo l'impugnativa contro di essa interposta da RI 1, agente in rappresentanza della moglie __________ e del figlio __________.</p> <p class="normale0"><span>Pur prendendo atto dal ricorso che il 31 gennaio 2012 RI 1</span> aveva notificato la propria partenza dalla Svizzera alla volta della Repubblica di Macedonia del Nord presso moglie e figlio ed era rientrato nel nostro Paese il 30 marzo 2016, l<span>'Esecutivo cantonale ha comunque tutelato il diniego del ricongiungimento sulla scorta dei motivi addotti dalla Sezione della</span> popolazione.</p> <p class="normale0"> </p> <p class="normale0"> </p> <p class="R1"> D. Contro la predetta pronunzia governativa, il soccombente insorge ora davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento e postulando il rilascio di un permesso di dimora in favore della moglie __________ e del figlio __________.</p> <p class="normale0">In estrema sintesi, il ricorrente sostiene che la richiesta d<span>i ricongiungimento </span>familiare è tempestiva giusta l'art. 47 cpv. 1 LStrI, il termine dovendo decorrere dal suo rientro in Svizzera dopo l'espatrio, e che il provvedimento impugnato è lesivo della protezione della vita privata e famigliare garantita dall'art. 8 CEDU.</p> <p class="normale0"> </p> <p class="normale0"> </p> <p class="R1"> E. All'accoglimento dell'impugnativa si oppongono sia il <span>Dipartimento sia il Consiglio di Stato senza formulare particolari osservazioni</span> al riguardo.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R2">Considerato, <b>in diritto</b></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="R1"> 1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo a statuire nel merito della presente vertenza è data dall'art. 9 cpv. 2 della legge di applicazione alla legislazione federale in materia di persone straniere dell'8 giugno 1998 (LALPS; RL 143.100). Il<span> gravame in oggetto, tempestivo giusta l'art. 68 cpv. 1 della</span><span> legge sulla </span>procedura amministrativa del 24 settembre 2013 (LPAmm; RL 165.100) e presentato da una persona senz'altro legittimata a ricorrere in rappresentanza della moglie __________ e del figlio __________ (art. 65 cpv. 1 LPAmm), è pertanto ricevibile in ordine e può essere deciso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 25 LPAmm).</p> <p class="normale0"> </p> <p class="normale0"> </p> <p class="R1"> 2. 2.1.</p> <p class="normale0">2.1.1. L'art. 42 cpv. 1 LStrI dispone che i figli stranieri, non coniugati e minori di 18 anni, di cittadini svizzeri hanno diritto al rilascio e alla proroga del permesso di dimora se coabitano con loro.</p> <p class="normale0"><span>In concreto, essendo titolare della nazionalità svizzera, RI 1</span> può prevalersi in linea di principio del diritto conferitogli dall'art. 42 LStrI per poter richiedere il ricongiungimento con la moglie __________ e il figlio __________.</p> <p class="normale0"><span> </span></p> <p class="normale0"><span>2.1.2. Conformemente all'art. 47 cpv. 1 LStrI, il diritto al ricongiungimento familiare</span> dev'essere fatto valere entro cinque anni e, per i figli con più di 12 anni, entro 12 mesi. <span>Se il figlio compie i 12 anni durante il termine di cinque anni previsto dall'art. 47 cpv. 1 LStr, detto termine verrà ridotto a un anno al massimo (STF 2C_787/2016 del 18 gennaio 2017 consid. 5.1). Tale </span>termine, <span>soggiunge il capoverso </span><span>3 della medesima norma, </span>comincia a decorrere, per quanto concerne i familiari di un cittadino svizzero secondo l'art. 42 cpv. 1, dal momento dell'entrata in Svizzera o dall'insorgere del legame familiare (lett. a) e, per i familiari di uno straniero, dal rilascio del permesso di dimora o di domicilio oppure con l'insorgere dal legame familiare (lett. b).</p> <p class="normale0"><span>Infine, l'art. 126 cpv. 3 LStrI, disposizione transitoria, precisa</span><span> che i termini dell'art. 47 cpv. 1 decorrono dall'entrata in vigore, il 1°</span><span> gennaio 2008, della legge federale sugli stranieri, purché l'entrata</span> in Svizzera sia avvenuta, rispettivamente, il legame insorto prima di tale data (DTF 137 II 393 consid. 3; 136 II 78 consid. 4.2). <span>Trascorso questo termine, lo straniero può invocare l'</span><span>art. 47 cpv. 4 LStr, che disciplina </span><span>i</span><span>l ricongiungimento familiare differito, sempre che possano essere fatti valere gravi motivi familiari.</span> Secondo l'art. 75 OASA, sussistono gravi motivi familiari se il benessere del figlio può essere assicurato unicamente dal ricongiungimento in Svizzera. Va pure tenuto conto che, n<span>ell'interesse di una buona integrazione</span>, occorre applicare<span> l'</span><span>art. 47 cpv. 4 LStrI con un certo riserbo (STF </span>877/2015 del 20 febbraio 2017 consid. 4; <span>2C_ 555/2012 del 19 novembre 2012 consid. 2.3).</span></p> <p class="normale0"><span> </span></p> <p class="normale0"><span>2.1.3. </span><span>L'art. 51 cpv. 1 lett. a LStrI dispone che i diritti previsti all'art. 42 LStrI si estinguono se sono invocati abusivamente, segnatamente per </span>eludere le prescrizioni della presente legge o le pertinenti disposizioni d'esecuzione sull'ammissione e sul soggiorno.</p> <p class="normale0"><span> </span></p> <p class="normale0">2.2.</p> <p class="normale0">2.2.1. Dal profilo del diritto internazionale, l'art. 8 CEDU garantisce, analogamente a quanto dispone l'art. 13 cpv. 1 della Costituzione federale della Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost.; RS 101), il rispetto della vita privata e familiare (DTF 130 II 281 consid. 3.1.; 126 II 377 consid. 7). Affinché tale norma sia applicabile, occorre che tra lo straniero che domanda un permesso di dimora e la persona della sua famiglia che beneficia del diritto di risiedere in Svizzera (cittadino svizzero o straniero titolare di un permesso di domicilio oppure di dimora, in quest'ultimo caso soltanto se ha la certezza di vedersi rinnovato il permesso di soggiorno: DTF 111 Ib 163 consid. 1a) esista una relazione stretta, intatta, che sia effettivamente vissuta (DTF 127 II 60 consid. 1d/aa; 122 II 1 consid. 1e, 289 consid. 1c).</p> <p class="normale0"><span>Come detto,</span> RI 1 <span class="Bodytext"><span>è</span></span> cittadino elvetico e l'Autorità inferiore non mette in discussione che il legame del ricorrente con la moglie e il figlio sia intatto, stretto ed effettivamente vissuto. Pertanto l'insorgente può invocare nella presente fattispecie pure l'art. 8 CEDU<span class="Bodytext"><span>.</span></span></p> <p class="normale0"> </p> <p class="normale0">2.2.2. Va comunque precisato che una persona che dispone di un diritto di residenza certo in Svizzera può dedurre dall'art. 8 CEDU un diritto al ricongiungimento familiare, sempre che si conformi a tal fine alle condizioni poste per il rilascio dell'autorizzazione dagli art. 42 segg. LStrI, segnatamente dall'art. 47 LStrI (STF 2C_781/2015 del 1° aprile 2016 consid. 3.1 e riferimenti).</p> <p class="normale0">Inoltre dall'art. 8 CEDU non può essere dedotto un diritto incondizionato all'ottenimento di un permesso di soggiorno, soprattutto se il comportamento degli interessati rivela che alla base della richiesta vi sono primariamente obiettivi <span>differenti dalla volontà di condurre una vita familiare comune (DTF 119 Ib 81 consid. 4a; 115 Ib 97 consid. 4).</span></p> <p class="normale0"> </p> <p class="normale0"> </p> <p class="R1"> 3. 3.1. Il 15 aprile 2006, quando RI 1 era titolare di un permesso di domicilio nel nostro Paese, si è sposato a S__________ con la connazionale __________, con la quale ha avuto il __________ 2006 il figlio __________<span>, che ha continuato a vivere insieme alla madre in Macedonia. Come detto, i</span>l 22 febbraio 2011 RI 1 è poi stato posto al beneficio della cittadinanza svizzera per naturalizzazione.</p> <p class="normale0"><span>Il </span>Consiglio di Stato ha ritenuto che la domanda di ricongiungimento familiare depositata il 5 ottobre 2016 da __________ e __________ fosse tardiva poiché non era stata presentata nel termine legale di 5 anni, che ha iniziato a decorrere il 1° gennaio 2008 - ovvero con l'entrata in vigore dell'allora denominata legge federale sugli stranieri - ed è scaduto il 31 dicembre 2012, come impongono gli art. 47 cpv. 1 e 126 cpv. 3 LStrI.</p> <p class="normale0">Secondo l'Autorità inferiore, neppure un ricongiungimento familiare differito per gravi motivi familiari giusta l'art. 47 cpv. 4 LStrI potrebbe essere autorizzato, non essendovi interessi familiari preponderanti tali da modificare le loro relazioni come erano state vissute fino a quel momento.</p> <p class="normale0"> </p> <p class="normale0">3.2. Sennonché, bisogna considerare che il <span>31 gennaio 2012 RI 1</span> aveva lasciato la Svizzera per trasferirsi a S__________ dove risiedono sua moglie e suo figlio (notifica di partenza del 23 gennaio 2012 all'Ufficio controllo abitanti di Locarno) ed è tornato a risiedere nel nostro Paese soltanto il 30 marzo 2016 (notifica di arrivo all'Ufficio controllo abitanti __________, di medesima data). La sua assenza dalla Svizzera non si è quindi limitata a qualche mese, ma si è protratta per ben oltre 4 anni (<span>Thomas Geiser/Marc Busslinger</span><span>, </span><span>Ausländische Personen als Ehepartner und registrierte Partnerinnen, in: Peter Uebersax/Beat Rudin/Thomas Hugi Yar/Thomas Geiser, Ausländerrecht</span><span>, Basilea 2009, n. 14.60, pag. 684; </span><span>Cesla Amarelle, Nathalie Christen</span>, in: Code annoté de droit des migrations, vol. II, Loi sur les étrangers, Berna 2017, ad art. 47 LEtr pag. 448 n. 2.4.1; <span>Martina Caroni</span>, in: Martina Caroni et al., Bundesgesetz über die Ausländerinnen und Ausländer [AuG], Berna 2010, ad Art. 47 pag. 441 n. 13).</p> <p class="normale0">Ne discende che la richiesta di riunire l'intera famiglia, inoltrata circa 6 mesi dopo che RI 1 era tornato a vivere in Svizzera dopo il suo lungo espatrio, risulta perfettamente tempestiva, conformemente all'art. <span>47 cpv. 1 e 3 lett. a LStrI.</span></p> <p class="normale0"><span> </span></p> <p class="normale0"><span>3.3. Inoltre il </span>ricongiungimento, fatto valere entro cinque anni dall'entrata in Svizzera del ricorrente, non può essere definito come abusivo.</p> <p class="normale0">Per quanto riguarda in particolare il figlio __________<span>, va osservato che al momento della domanda egli non aveva ancora compiuto il 12° anno di età sancito dalla legge e non è dunque in contrasto con </span>uno degli scopi ricercati mediante l'adozione dei termini disciplinati all'art. 47 <span>LStrI, ovvero quello di favorire una rapida integrazione dei figli attraverso un ricongiungimento precoce e la concessione della possibilità di far loro seguire l'intera formazione scolastica in Svizzera (STF 2C_877/2015 del 20 febbraio 2017 consid. 3.3; 2C_363/2016 del </span><span>25 agosto 2016 consid. 2.2; vedasi anche il Messaggio dell'8 marzo 2002 relativo alla legge federale sugli stranieri, FF 2002 pag.</span> 3327 segg., p.to 1.3.7.7).</p> <p class="normale0">Tenuto pure conto che la richiesta in rassegna si prefigge di riunire l'intero nucleo famigliare, che nella notifica di arrivo RI 1 aveva indicato quale suo indirizzo di provenienza dall'estero quello di residenza di sua moglie e di suo figlio (__________ S__________: cfr. anche formulario per la domanda di visto per un soggiorno lungo del 5 ottobre 2016), e che non vi sono elementi tali da ritenere che gli interessati non abbiano vissuto in comunione domestica sull'arco di quel periodo. </p> <p class="normale0"><span> </span></p> <p class="normale0"> </p> <p class="R1"> 4. 4.1. <span>Dato inoltre che al momento dell'istanza l'appartamento di 3</span><span>½</span><span> locali in via __________ a __________ preso in locazione a decorrere dal 1° dicembre 2016 era</span> conforme ai bisogni di una famiglia<span> di 3 persone</span>, che RI 1 svolgeva un'attività lucrativa e che <span>dagli atti non risultavano violazioni di </span><span>ordine pubblico</span><span> </span><span>tali da comportare il diniego del permesso richiesto, </span><span>il ricorso va dunque accolto senza ulteriore disamina.</span></p> <p class="normale0"><span>L</span>a decisione dipartimentale impugnata va pertanto annullata, così come quella governativa che la tutela.</p> <p class="normale0">Gli atti vanno quindi retrocessi all'autorità dipartimentale, affinché rilasci un permesso di dimora annuale a __________ e __________.</p> <p class="normale0"> </p> <p class="normale0">4.2. Visto l'esito del ricorso, si prescinde dal prelievo di una tassa di giustizia e delle spese.</p> <p class="normale0"><span>Lo Stato del Cantone Ticino rifonderà</span> <span>al ricorrente un'adeguata indennità a titolo di ripetibili per entrambe le sedi ricorsuali </span><span>(art. 49 cpv. 1</span> <span>LPAmm).</span></p> <p class="normale0"><span> </span></p> <p class="normale0"><span> </span></p> <p class="normale0"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>Per questi motivi,</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="R2"><b>decide:</b></p> <p class="R1"> </p> <p class="1"> 1. Il ricorso è accolto.</p> <p class="a">§. Di conseguenza sono annullate:</p> <p class="11">1.1. la risoluzione dell'11 ottobre 2017 (n. 4540) del Consiglio di Stato;</p> <p class="11">1.2. la decisione del 9 dicembre 2016 (ST 299) del Dipartimento delle istituzioni, Sezione della popolazione.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1">2. Gli atti sono retrocessi alla Sezione della popolazione affinché rilasci un permesso di dimora annuale a __________ (1969) e a __________.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="1"> 3<span>. Non si prelevano né tassa di giustizia né spese. Al ricorrente va restituita l</span>a somma di fr. 1'500.– versata a titolo di anticipo per le presunte spese processuali.</p> <p class="1"><span> </span></p> <p class="1"><span> </span></p> <p class="1"> 4. Lo Stato del Cantone Ticino rifonderà all'insorgente complessivamente fr. 1'800.– a titolo di ripetibili per entrambe le sedi ricorsuali.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1">5. Contro la presente decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale a Losanna entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 segg. della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005; LTF; RS 173.110).</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable" width="0"> <tr> <td valign="top"> <p class="R1">6. Intimazione a:</p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"> </p> </td> </tr> </table> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="MsoNormal"><span>Per il Tribunale cantonale amministrativo</span></p> <p class="MsoNormal"><span>Il vicepresidente Il vicecancelliere</span></p> </div></body></html>