<h2>SubmittedText<h2><p>Da più di due mesi la Svizzera deve far fronte alla crisi causata dal coronavirus. La rapidità d'azione del Consiglio federale e la grande solidarietà manifestata dalla popolazione hanno permesso di ridurre sensibilmente il numero dei nuovi contagi. La virulenza dell'onda epidemica ci ha sopresi. La crisi ha posto gli attori del sistema sanitario di fronte a grandi sfide, in particolare anche per quanto riguarda lo scambio di dati fra gli ospedali, i Cantoni nella loro qualità di committenti di prestazioni e la Confederazione. Ogni giorno gli ospedali sono tenuti infatti a comunicare alle autorità sanitarie cantonali il numero di letti liberi nei reparti di terapia intensiva, quello dei nuovi ammalati ecc. Si è venuto a sapere che in un Cantone tali dati sono stati trasmessi via WhatsApp: un agire quantomeno discutibile, soprattutto per ragioni di protezione dei dati. A livello di gestione delle risorse s'impongono taluni miglioramenti. Nel momento più acuto della crisi molti operatori sanitari erano in lavoro ridotto, mentre in alcuni reparti si era ormai al limite del collasso a causa del continuo aumento dei malati di coronavirus.</p><p>Occorre aggiungere che per quanto riguarda la comunicazione dei casi confermati di contagio regna un certo caos. Infatti, i dati forniti dall'Università John Hopkins, dall'Ufficio federale della sanità pubblica e dall'ufficio di statistica del Cantone di Zurigo differiscono sensibilmente fra loro. Una delle ragioni è data dalle differenti modalità di comunicazione dei dati: in alcuni casi viene utilizzato ancora il fax o la posta elettronica. Ciò dimostra la necessità di accelerare il processo di digitalizzazione proprio nel settore dello scambio di dati.</p><p>Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale è cosciente che è necessario ripensare e professionalizzare lo scambio di dati, rispettivamente i canali attraverso cui essi vengono comunicati nell'ambito della crisi da coronavirus, non da ultimo per garantire la loro protezione?</p><p>2. Quale potenziale vede concretamente il Consiglio federale nel settore della digitalizzazione per quanto riguarda la comunicazione e lo scambio di dati?</p><p>3. Quale ruolo potrebbe svolgere la cartella elettronica dei pazienti?</p><p>4. Il Consiglio federale non ritiene che sarebbe necessario adeguare le leggi o le ordinanze in materia?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale è consapevole dell'importanza della protezione dei dati nella trasmissione di dati sanitari. Ogni scambio di dati tra le strutture sanitarie e le autorità cantonali e federali deve avvenire in conformità alla legge federale sulla protezione dei dati (LPD; RS 235.1), a prescindere dalla forma (digitale o analogica) della comunicazione. Questo aspetto è particolarmente importante visto che in genere si tratta di dati degni di particolare protezione. Una professionalizzazione dello scambio di dati è pertanto molto importante anche per il rispetto della protezione dei dati.</p><p>2. Il Consiglio federale ritiene che lo scambio di dati tra le strutture sanitarie, le autorità cantonali e quelle federali sia passibile di molti miglioramenti urgentemente necessari. In primo luogo, questo scambio di dati, incluse le notifiche, deve avvenire in forma automatizzata e digitalizzata. Le lacune emerse nella prima fase dell'emergenza coronavirus sono costantemente colmate, per esempio le dichiarazioni da parte dei laboratori dei test positivi al virus sono state completamente digitalizzate e automatizzate. Attualmente tutti i laboratori dichiarano all'UFSP entro due ore i risultati positivi dei test. Sono tuttavia indispensabili ulteriori sforzi, peraltro già in corso.</p><p>3. La cartella informatizzata del paziente (CIP) costituisce in primo luogo una raccolta di informazioni mediche rilevanti ai fini delle cure. Il paziente può concedere ai professionisti della salute i pertinenti diritti e permettere così ai medici curanti di accedere a informazioni importanti. Nel contesto dell'emergenza coronavirus, un accesso più rapido a informazioni sulle malattie preesistenti o sui trattamenti finora dispensati permetterebbe una migliore valutazione ai fini della diagnosi e della terapia di infezioni da COVID-19. Sulla CIP potrebbero inoltre essere registrate informazioni associate alla COVID-19.</p><p>4. Sulla base della valutazione della gestione dell'emergenza COVID-19 da parte dell'UFSP verrà svolta un'analisi dettagliata. Le proposte di provvedimenti che ne scaturiranno comprenderanno le modifiche di legge o di ordinanza eventualmente necessarie.</p>  Risposta del Consiglio federale.