<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Anche in Svizzera si è sempre sostenuto che la contaminazione dei contenitori non era dovuta a molecole d'acqua irradiate, ma a particelle sospese o staccate nell'acqua, altrimenti, durante le misurazioni delle contaminazioni non ci si sarebbe concentrati in particolare sull'elemento cobalto-60.</p><p></p><p>Il presente intervento si basa su uno studio del signor C. Küppers, che parte dal presupposto che le contaminazioni rilevate possano sprigionare particelle nell'ordine di grandezza di micrometri ((m) con 10'000 Bq di cobalto-60 e che l'inalazione di una sola di queste particelle possa portare al superamento dei valori limite. Tali ipotesi non sono realistiche. </p><p></p><p>I contenitori vengono contaminati durante il carico sott'acqua delle barre combustibili usate. Durante quest'operazione si staccano prodotti di corrosione, che, una volta attaccatisi alla superficie dei contenitori, sono difficili da eliminare. Se tali particelle fossero cobalto-60 puro, un'unità con 10'000 Bq dovrebbe avere un diametro di circa 5 (m. In realtà, tali particelle, oltre al cobalto, contengono in primo luogo ferro ossidato; per raggiungere dunque 10'000 Bq dovrebbero essere molto più grandi e pesanti, perdendo così la loro capacità di sospensione. Considerato il peso maggiore delle particelle è praticamente impossibile inalarle, visto che rimarrebbero imprigionate nel naso o nella gola e non riuscirebbero a raggiungere i polmoni. Questa tesi è stata confermata anche da una perizia elaborata dalla Deutsche Gesellschaft für Anlagen- und Reaktorsicherheit (GRS), l'agenzia tedesca per la sicurezza delle centrali nucleari e dei reattori, in relazione alle contaminazioni dei contenitori summenzionate. Tale tesi conferma inoltre l'esperienza raccolta nelle centrali nucleari svizzere, dove ogni anno, durante il periodo di arresto dell'attività, centinaia di operai lavorano con componenti contaminate da prodotti di corrosione. Tali operai vengono sottoposti regolarmente a misurazioni per accertare la presenza dell'elemento cobalto-60. I relativi controlli dimostrano che finora non si sono mai verificati casi d'inalazione di particelle di cobalto-60. Tale risultato positivo è stato inoltre confermato dalle misurazioni con il radiametro biologico effettuate su più di 150 dipendenti delle FFS. Inalando particelle di cobalto-60 non solubile, una piccola parte della sostanza rimarrebbe nel corpo per molto tempo. Visto che il radiametro biologico riesce a misurare una radioattività addirittura inferiore a 100 Bq, anche anni dopo aver inalato una particella con 10'000 Bq di cobalto-60 sarebbe possibile rintracciare tale sostanza.</p><p></p><p>Risposte alle singole domande:</p><p></p><p>1.Il personale delle FFS interessato è stato sottoposto a controlli (inalazione e incorporazione) con il radiametro biologico dell'Istituto Paul Scherrer (IPS). Essi non hanno rivelato alcuna radioattività riconducibile ai trasporti di cui sopra. Le radiazioni sprigionate dai contenitori (radiazioni esterne) sono nettamente inferiori al limite massimo consentito di 1 millisievert all'anno (mSv/a). Tale risultato è stato confermato dalla Commissione federale per la protezione contro le radiazioni (CFR). Anche uno studio effettuato dall'autorità francese responsabile della protezione contro le radiazioni attesta che gli operai a contatto con i trasporti di materiale nucleare in Francia non sono mai stati esposti a dosi di radioattività eccessive. </p><p></p><p>I controlli ai quali sono stati sottoposti i dipendenti delle FFS interessati e la misurazione della radioattività esterna forniscono un quadro completo dell'esposizione alle radiazioni.</p><p></p><p>2.Lo studio effettuato su incarico di Greenpeace e del Sindacato del personale dei trasporti (SEV) non rende necessari ulteriori provvedimenti oltre a quelli già previsti dal DATEC. </p><p></p><p>3.In occasione delle misurazioni con il radiametro biologico, il personale ferroviario interessato in Svizzera è stato informato in merito ai rischi per la salute legati alle contaminazioni derivanti dal trasporto di barre combustibili usate. Non appena verranno ripresi tali trasporti le FFS otterranno ulteriori informazioni. </p><p></p><p>4.Non è previsto e nemmeno necessario sottoporre il personale delle FFS interessato a ulteriori esami medici.</p><p></p><p>5.I trasporti potranno essere ripresi soltanto se sarà possibile rispettare i valori limite di contaminazione stabiliti dalla legislazione sui trasporti (cfr. anche 98.3511 Mozione Loretan Otto del 9 ottobre 1998 "Provvedimenti in vista dell'abbandono dell'energia nucleare").</p>  Risposta del Consiglio federale.