<!DOCTYPE html> <html lang="it"><head><meta charset="utf-8"/></head><body><div class="content"> <div class="para"> </div> <div class="para">Bundesgericht </div> <div class="para">Tribunal fédéral </div> <div class="para">Tribunale federale </div> <div class="para">Tribunal federal </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <img height="74" src="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/clir/http/displayimage.php?id=2020-02-06-6B_1199-2017.1&amp;type=gif" width="95"/> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>6B_1199/2017</b> </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Ordinanza del 6 febbraio 2020 </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>Corte di diritto penale</b> </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Composizione </div> <div class="para">Giudici federali Denys, Presidente, </div> <div class="para">Jacquemoud-Rossari, Jametti, </div> <div class="para">Cancelliera Ortolano Ribordy. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Partecipanti al procedimento </div> <div class="para">L.________, </div> <div class="para">patrocinato dall'avv. Daniele Timbal, </div> <div class="para">istante, </div> <div class="para"> </div> <div class="para">contro </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Ministero pubblico della Confederazione, via Sorengo 3, 6900 Lugano, </div> <div class="para">controparte. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Oggetto </div> <div class="para">Revisione di un decreto d'accusa del Ministero pubblico della Confederazione, </div> <div class="para"> </div> <div class="para">istanza di revisione contro il decreto d'accusa emanato l'11 maggio 2012 dal Ministero pubblico della Confederazione (SV.12.0544-PAS [EAII.04.0025-PAS]). </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>Fatti:</b> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>A.</b> </div> <div class="para">L'11 maggio 2012 il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha emanato un decreto d'accusa nei confronti di L.________ per titolo di ripetuto riciclaggio di denaro grave giusta l'art. 305 <sup>bis</sup> n. 2 lett. b CP (punto n. 1 del dispositivo). Egli è stato sanzionato con una pena pecuniaria di 60 aliquote da fr. 30.--, sospesa condizionalmente per un periodo di prova di 2 anni, nonché con una multa di fr. 2'000.-- (punto n. 2 del dispositivo), ed è stato condannato al pagamento delle spese e degli emolumenti della procedura (punto n. 3 del dispositivo). È stata inoltre ordinata la confisca della totalità dei valori patrimoniali depositati sulla relazione intestata a C.C.________, di cui L.________ risultava essere avente diritto economico, presso la Banca D.D.________ SA, per un importo superiore a euro 1 milione (punto n. 4 del dispositivo), mentre i valori patrimoniali depositati sulla relazione E.E.________, di cui L.________ risultava essere titolare e avente diritto economico, presso lo stesso istituto bancario sono stati dissequestrati (punto n. 5 del dispositivo). In assenza di opposizione, il decreto d'accusa è passato in giudicato. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">In breve il decreto d'accusa espone che A.________, fratello di L.________, è stato rinviato a giudizio in Italia con l'accusa di bancarotta fraudolenta aggravata e di usura aggravata per avere, fino al dicembre 2003, distratto illecitamente a società del gruppo J.________ una somma complessiva superiore a USD 50 milioni, confluita in Svizzera e in Liechtenstein, attraverso complesse operazioni di finanziamento e di polizze assicurative a copertura del rischio politico e finanziario. Dall'istruttoria svizzera è emerso che quanto distratto illecitamente da A.________ e altri correi in parte è confluito e in parte è stato fatto transitare dapprima su relazioni bancarie aperte da un prestanome di A.________ presso Banca O.________ e presso Banca P.________ e in un secondo tempo su relazioni bancarie presso F.F.________, ora Banca D.D.________ SA, tra cui il conto intestato a C.C.________ su cui è confluito l'importo di USD 1'611'000.--. I valori patrimoniali in questione sono stati in seguito movimentati da A.________, rispettivamente da L.________ dietro incarico del fratello. Il decreto imputa a L.________ di avere commesso, tra il 19 gennaio 2004 e il 24 marzo 2004 in correità con A.________ sebbene con ruoli distinti, 11 atti di riciclaggio di denaro, quale membro di una banda costituita con il fratello per esercitare sistematicamente il riciclaggio dei valori patrimoniali provento delle attività criminali perpetrate da A.________ in Italia. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>B.</b> </div> <div class="para">Mediante due distinti atti d'accusa rispettivamente del 5 settembre 2013 e del 27 maggio 2015, il MPC ha promosso l'accusa dinanzi alla Corte penale del Tribunale penale federale (TPF) nei confronti di A.________ per vari titoli di reato. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Con sentenza del 30 gennaio 2017, il TPF ha, per quanto qui di rilievo, abbandonato il procedimento penale a carico di A.________ per titolo di riciclaggio di denaro, per intervenuta prescrizione dell'azione penale. Ha in particolare ritenuto che il comportamento ascrittogli non potesse essere sussunto sotto l'aggravante generica del riciclaggio di denaro, non raggiungendo una soglia di gravità equiparabile ai casi esplicitamente menzionati dall'art. 305bis n. 2 lett. a-c CP. Quanto all'aggravante della banda composta con il fratello L.________, il TPF non ha intravisto nel loro sodalizio la volontà di associarsi in vista di commettere insieme diverse infrazioni indipendenti e neppure l'intensità, il grado di organizzazione e ripartizione dei ruoli richiesto dalla giurisprudenza per definire la banda e ha quindi escluso la sussistenza di tale aggravante. Non ricorrendo la forma grave del reato di riciclaggio di denaro, il TPF ha pertanto pronunciato l'abbandono del procedimento per intervenuta prescrizione dell'azione penale. A titolo abbondanziale, dando per ipotesi acquisiti sia il reato a monte, sia l'aspetto oggettivo del riciclaggio di denaro, sia infine la presenza di un caso grave, esso ha concluso che A.________ non sapesse né dovesse presumere che i valori patrimoniali pervenutigli potessero essere di origine criminosa, di modo che difettava in ogni caso il dolo nella forma diretta come in quella eventuale. Ancor più abbondanzialmente, il TPF ha infine evidenziato la mancata ricorrenza degli elementi costitutivi del reato a monte. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>C.</b> </div> <div class="para">Avvalendosi di questa sentenza, il 18 ottobre 2017 L.________ ha inoltrato un'istanza di revisione giusta l'<span class="artref">art. 410 cpv. 1 lett. b CPP</span> al Tribunale federale, di cui postula l'accoglimento con conseguente annullamento del decreto d'accusa dell'11 maggio 2012 e il rinvio della causa all'autorità designata dal Tribunale federale affinché pronunci un nuovo giudizio di formale abbandono del procedimento penale a suo carico, il rimborso della multa, delle spese e degli emolumenti pagati, nonché la liberazione rispettivamente la restituzione dei valori patrimoniali confiscati. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>D.</b> </div> <div class="para">Nel frattempo, con ricorso in materia penale del 12 settembre 2017, il MPC ha impugnato la sentenza del TPF. </div> <div class="para">Con sentenza 6B_993/2017 del 20 agosto 2019, in parziale accoglimento del ricorso del MPC, questo Tribunale ha annullato la decisione del 30 gennaio 2017 emanata dalla Corte penale del TPF, rinviando la causa all'autorità precedente per nuovo giudizio. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>E.</b> </div> <div class="para">In seguito all'emanazione della citata sentenza 6B_993/2017, è stato ordinato lo scambio di scritti nel procedimento di revisione. Il MPC chiede che l'istanza sia dichiarata inammissibile per carente legittimazione attiva dell'istante, rispettivamente che sia respinta in quanto infondata nel merito. In occasione del secondo scambio di scritti, L.________ si riconferma nelle proprie conclusioni e, in via subordinata, postula la sospensione della procedura di revisione fino a giudizio definitivo del TPF nel procedimento penale a carico di A.________. Anche il MPC ribadisce le proprie conclusioni e chiede la reiezione della domanda di sospensione. Nelle sue osservazioni alla duplica del MPC, L.________ ha persistito nelle sue conclusioni. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>Diritto:</b> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>1.</b> </div> <div class="para">Il Tribunale federale esamina d'ufficio la sua competenza (<span class="artref">art. 29 LTF</span>). </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>1.1.</b> Nella <a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=44&amp;from_date=06.02.2020&amp;to_date=25.02.2020&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F141-IV-298%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page298">DTF 141 IV 298</a>, applicando per analogia l'<span class="artref">art. 119a LTF</span>, il Tribunale federale ha ammesso la propria competenza per statuire sulle istanze di revisione dei decreti di accusa emanati dal MPC. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">L'<span class="artref">art. 119a LTF</span> è stato abrogato con effetto dal 1° gennaio 2019, in seguito all'istituzione di una Corte d'appello in seno al Tribunale penale federale (RU 2017 5769). Secondo l'art. 132 cpv. 1 primo periodo LTF, la LTF si applica ai procedimenti promossi dinanzi al Tribunale federale dopo la sua entrata in vigore. Questa norma transitoria non disciplina unicamente i rapporti tra la LTF e le previgenti disposizioni procedurali della Confederazione, ma vale anche in caso di modifiche delle disposizioni della stessa LTF (sentenza 6B_1108/2013 del 25 marzo 2014 consid. 2.1.3 con rinvii). Poiché l'istanza di revisione è stata inoltrata prima dell'abrogazione dell'<span class="artref">art. 119a LTF</span>, questo Tribunale rimane competente per statuire sulla stessa (v. CHRISTOPH ERRASS, in Basler Kommentar, Bundesgerichtsgesetz, 3 <sup>a</sup>ed. 2018, n. 1 ad <span class="artref">art. 132 LTF</span>), nonostante dal 1° gennaio 2019 sia entrata in funzione la nuova Corte d'appello del Tribunale penale federale, competente per giudicare le domande di revisione giusta l'art. 38a della legge del 19 marzo 2010 sull'organizzazione delle autorità penali (LOAP; RS 173.71) nonché l'<span class="artref">art. 21 cpv. 1 CPP</span>. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">La competenza del Tribunale federale è quindi data. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>1.2.</b> La procedura di revisione è retta dal CPP; l'<span class="artref">art. 413 cpv. 2 lett. b CPP</span> non è tuttavia applicabile (vecchio <span class="artref">art. 119a cpv. 2 LTF</span> per analogia; <a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=44&amp;from_date=06.02.2020&amp;to_date=25.02.2020&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F141-IV-298%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page298">DTF 141 IV 298</a> consid. 1.7). Essa si suddivide essenzialmente in due fasi: quella dell'esame preliminare (<span class="artref"><artref id="CH/312.0/412/2" type="start"></artref><artref id="CH/312.0/412/1" type="start"></artref>art. 412 cpv. 1 e 2 CPP</span><artref id="CH/312.0/412/2" type="end"></artref><artref id="CH/312.0/2" type="end"></artref>) e quella dell'esame sostanziale del motivo di revisione invocato (art. 412 cpv. 3 e 4 nonché <span class="artref">art. 413 CPP</span>; v. sentenza 6B_791/2014 del 7 maggio 2015 consid. 2.2, non pubblicato in <a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=44&amp;from_date=06.02.2020&amp;to_date=25.02.2020&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F141-IV-298%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page298">DTF 141 IV 298</a>). </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>2.</b> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>2.1.</b> Secondo l'<span class="artref">art. 411 CPP</span> l'istanza di revisione dev'essere motivata, deve indicare e comprovare i motivi di revisione invocati. L'istanza fondata sulla violazione della CEDU (<span class="artref">art. 410 cpv. 2 CPP</span>) o sulla contraddizione con una decisione penale successiva (<span class="artref">art. 410 cpv. 1 lett. b CPP</span>) dev'essere presentata entro 90 giorni da quando l'interessato è venuto a conoscenza della decisione in questione (<span class="artref">art. 411 cpv. 2 CPP</span>). La legittimazione per proporre un'istanza di revisione è disciplinata dagli art. 381 seg. CPP (NIGGLI/MAEDER, in Basler Kommentar, Bundesgerichtsgesetz, 3 <sup>a</sup>ed. 2018, n. 36 ad <span class="artref">art. 119a LTF</span>; MARIANNE HEER, in Basler Kommentar, Schweizerische Strafprozessordnung, 2 <sup>a</sup>ed. 2014, n. 16 ad <span class="artref">art. 410 CPP</span>; SCHMID/JOSITSCH, S chweizerische Strafprozessordnung: Praxiskommentar, 3 <sup>a</sup>ed. 2018, n. 10 ad <span class="artref">art. 410 CPP</span>; LAURA JACQUEMOUD-ROSSARI, in Commentaire romand, Code de procédure pénale suisse, 2 <sup>a</sup>ed. 2019, n. 18 ad <span class="artref">art. 410 CPP</span>; MOREILLON/PAREIN-REYMOND, Code de procédure pénale, petit commentaire, 2 <sup>a</sup>ed. 2016, n. 12 ad <span class="artref">art. 410 CPP</span>; MAURO MINI, in Commentario, Codice svizzero di procedura penale, 2010, n. 6 ad <span class="artref">art. 410 CPP</span>). Eccezion fatta del pubblico ministero e delle autorità designate dalla Confederazione e dai Cantoni (<span class="artref">art. 381 CPP</span>), l'istante deve dunque disporre di un interesse giuridicamente protetto (<span class="artref">art. 382 CPP</span>). </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>2.2.</b> Diretta contro un decreto d'accusa del MPC passato in giudicato (<span class="artref">art. 354 cpv. 3 CPP</span>), l'istanza di revisione è proponibile (<span class="artref">art. 410 cpv. 1 CPP</span>). Essa è motivata e inoltrata entro il termine di 90 giorni dal 21 luglio 2017, data a partire dalla quale l'istante è venuto a conoscenza della decisione penale successiva alla base della domanda di revisione. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>2.3.</b> Il MPC contesta la legittimazione dell'istante, non potendo egli prevalersi di una sentenza successiva emessa nei confronti di un altro imputato. Difetterebbe, comunque sia, di un interesse giuridicamente protetto a richiedere, a mezzo di revisione, l'annullamento della confisca del conto bancario intestato a C.C.________, di cui sarebbe unicamente beneficiario economico. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">L'istante è senz'altro aggravato dal decreto d'accusa di cui chiede la revisione, nella misura in cui è stato condannato e sanzionato per titolo di ripetuto riciclaggio di denaro grave, ed è quindi legittimato a proporre tale rimedio. Nel sostenere il contrario, il MPC travisa l'opinione dottrinale espressa da MARIANNE HEER, secondo cui difetta della legittimazione a presentare la revisione il correo condannato, non risultando aggravato con riferimento alla punibilità degli altri partecipanti (HEER, op. cit., n. 16 ad <span class="artref">art. 410 CPP</span>). Ciò vuol dire unicamente che il correo non può chiedere una revisione nell'ottica di modificare la posizione di questi ultimi, non disponendo in tal caso di un interesse giuridicamente protetto al rimedio (v. al riguardo ZBJV 1974/110 pag. 270 richiamata dalla stessa autrice, op. cit., nota a piè di pagina n. 43 ad <span class="artref">art. 410 CPP</span>). Orbene, in concreto l'istante chiede la revisione del giudizio che lo riguarda personalmente e non di quello emesso nei confronti di un altro partecipante. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Fondata invece appare l'obiezione in relazione alla confisca del conto bancario ordinata nel decreto d'accusa impugnato. Per costante giurisprudenza infatti dispone di un interesse giuridicamente protetto chi vanta sui valori confiscati un diritto di proprietà o un diritto reale limitato (segnatamente un diritto di pegno). Anche il titolare di averi bancari confiscati può prevalersi di un tale interesse, in quanto fruisce di un diritto obbligatorio di disposizione sul conto, corrispondente sotto il profilo economico a un diritto reale sul denaro contante (<a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=44&amp;from_date=06.02.2020&amp;to_date=25.02.2020&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F137-IV-33%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page33">DTF 137 IV 33</a> consid. 9.1; <a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=44&amp;from_date=06.02.2020&amp;to_date=25.02.2020&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F128-IV-145%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page145">128 IV 145</a> consid. 1a). Difetta per contro di un interesse giuridicamente protetto il detentore economico (azionista di una società o fiduciante) di un conto, essendo solo indirettamente toccato dalla confisca. L'avente diritto economico non dispone dunque della legittimazione a chiedere la revisione di un decreto d'accusa che ordina la confisca (<span class="artref">art. 382 cpv. 1 CPP</span>; v. sentenze 1B_498/2017 del 27 marzo 2018 consid. 4.1; 1B_94/2012 del 2 aprile 2012 consid. 2.1, in SJ 2012 I pag. 353; 6B_410/2013 del 5 gennaio 2016 consid. 3.5). È quindi a torto che l'istante pretende che sarebbe assurdo non poter chiedere l'annullamento completo del decreto con cui è stato condannato. L'<span class="artref">art. 413 cpv. 2 CPP</span> permette infatti, qualora i motivi di revisione addotti siano fondati, di annullare anche solo parzialmente la decisione impugnata. Non si giustifica di accordare all'istante più di quanto abbia un interesse giuridicamente protetto a postulare. Il fatto che la confisca sarebbe la diretta conseguenza della condanna penale di cui chiede la revisione e che il decreto impugnato non sarebbe stato intimato alla titolare del conto confiscato, come obiettato dall'istante, nulla muta al riguardo. Ne segue che l'istanza di revisione è inammissibile nella misura in cui è volta all'annullamento della confisca dei valori patrimoniali depositati sulla relazione intestata a C.C.________ (punto n. 4 del dispositivo del decreto d'accusa dell'11 maggio 2012), difettando l'istante della legittimazione al riguardo. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>2.4.</b> Secondo il MPC, l'istanza sarebbe anche abusiva. Ritiene che, se avesse ritenuto davvero infondate le imputazioni a suo carico, l'istante avrebbe dovuto interporre formale opposizione contro il decreto d'accusa. Le ragioni addotte per spiegare la mancata opposizione sarebbero pretestuose. La censura relativa alla sua condanna, sollevata con un rimedio giuridico straordinario, sarebbe pertanto abusiva. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>2.4.1.</b> Giusta l'<span class="artref">art. 412 cpv. 2 CPP</span>, il tribunale non entra nel merito se l'istanza è manifestamente inammissibile o infondata (" <i>unbegründet</i> " in tedesco, rispettivamente " <i>non motivée</i> " in francese; v. in proposito MINI, op. cit., n. 4 ad <span class="artref">art. 412 CPP</span>) oppure è già stata presentata invocando gli stessi motivi e respinta. L'esame preliminare e sommario concerne le condizioni formali di ammissibilità. L'autorità adita può nondimeno non entrare nel merito dell'istanza se i motivi di revisione invocati sono manifestamente non verosimili o infondati (<a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=44&amp;from_date=06.02.2020&amp;to_date=25.02.2020&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F143-IV-122%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page122">DTF 143 IV 122</a> consid. 3.5) o ancora se l'istanza appare abusiva (sentenza 6B_1126/2019 del 4 novembre 2019 consid. 1.1). Secondo costante giurisprudenza, una domanda di revisione diretta contro un decreto d'accusa dev'essere ritenuta abusiva se è fondata su fatti che l'istante conosceva sin dall'inizio, non aveva motivi legittimi di sottacere e avrebbe potuto addurre in una procedura ordinaria avviata con una semplice opposizione (<a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=44&amp;from_date=06.02.2020&amp;to_date=25.02.2020&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F145-IV-197%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page197">DTF 145 IV 197</a> consid. 1.1). </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>2.4.2.</b> Il motivo di revisione di cui all'<span class="artref">art. 410 cpv. 1 lett. b CPP</span> costituisce un caso particolare di nuovi fatti e mezzi di prova giusta l'<span class="artref">art. 410 cpv. 1 lett. a CPP</span> (<a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=44&amp;from_date=06.02.2020&amp;to_date=25.02.2020&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F144-IV-121%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page121">DTF 144 IV 121</a> consid. 1.6). Ciò nonostante, il Tribunale federale ha già avuto modo di precisare che, contrariamente a quanto prevale nel contesto dell'<span class="artref">art. 410 cpv. 1 lett. a CPP</span>, in caso di contraddizione intollerabile tra un decreto d'accusa e una decisione penale successiva, è irrilevante che i fatti posti a fondamento di quest'ultima fossero noti sin dall'inizio all'istante, siano stati da lui sottaciuti senza validi motivi e potessero essere addotti nell'ambito di una procedura ordinaria. La possibilità che l'imputato aveva di impugnare il decreto d'accusa con un'opposizione non motivata (v. <span class="artref">art. 354 cpv. 2 CPP</span>) non esclude la revisione in presenza di una decisione penale successiva contrastante. L'<span class="artref">art. 410 cpv. 1 lett. b CPP</span> deve evitare che due decisioni penali si contraddicano in maniera tanto intollerabile da far apparire necessariamente errata una di esse (sentenza 6B_980/2015 del 13 giugno 2016 consid. 1.4). </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Considerato quanto precede in concreto l'istanza di revisione, diretta contro un decreto d'accusa e fondata sull'<span class="artref">art. 410 cpv. 1 lett. b CPP</span>, non può essere qualificata come abusiva. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>2.5.</b> Come già esposto (v. supra consid. 2.4.1), secondo la giurisprudenza, nell'ambito dell'esame preliminare il tribunale può rifiutare di entrare nel merito di un'istanza basata su motivi manifestamente infondati (<a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=44&amp;from_date=06.02.2020&amp;to_date=25.02.2020&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F143-IV-122%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page122">DTF 143 IV 122</a> consid. 3.5). </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>2.5.1.</b> Secondo l'<span class="artref">art. 410 cpv. 1 lett. b CPP</span>, richiamato dall'istante, è possibile chiedere la revisione in particolare di un decreto d'accusa ove contraddica in modo intollerabile una decisione penale successiva concernente gli stessi fatti. Trattasi di un motivo di revisione assoluto che, se dato, comporta l'annullamento (totale o parziale) del decreto precedente indipendentemente dalla sua correttezza materiale (<a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=44&amp;from_date=06.02.2020&amp;to_date=25.02.2020&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F144-IV-121%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page121">DTF 144 IV 121</a> consid. 1.6). </div> <div class="para"> </div> <div class="para">La contraddizione, che dev'essere evidente e intollerabile, può riguardare unicamente i fatti. Non costituisce motivo di revisione una contraddizione nell'applicazione del diritto o una modifica successiva della giurisprudenza, anche se il quesito da risolvere era il medesimo in entrambe le decisioni (sentenza 6B_972/2019 del 9 ottobre 2019 consid. 3.2). </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Il motivo di revisione dell'<span class="artref">art. 410 cpv. 1 lett. b CPP</span> sussiste ad esempio nel caso in cui diversi partecipanti agli stessi fatti siano perseguiti e giudicati separatamente e una decisione presa nei confronti di uno di essi sia in un secondo tempo contraddetta in modo intollerabile da una successiva decisione relativa a un altro partecipante, in seguito a una divergente valutazione della situazione di fatto (HEER, op. cit., n. 90 ad <span class="artref">art. 410 CPP</span>; SCHMID/JOSITSCH, op. cit., n. 15 ad <span class="artref">art. 410 CPP</span>; MINI, op. cit., n. 9 ad <span class="artref">art. 410 CPP</span>). Non vi è invece spazio per una revisione laddove i fatti siano giudicati diversamente unicamente sotto il profilo soggettivo o delle caratteristiche personali degli interessati, con riferimento segnatamente all'intenzione, alla negligenza, alla particolare mancanza di scrupoli o pericolosità, oppure ancora all'imputabilità (HEER, op. cit., n. 93 ad <span class="artref">art. 410 CPP</span>; SCHMID/JOSITSCH, op. cit., n. 16 ad <span class="artref">art. 410 CPP</span>; NIGGLI/MAEDER, op. cit., n. 62 ad <span class="artref">art. 119a LTF</span>). </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>2.5.2.</b> In concreto l'istante si avvale della sentenza del 30 gennaio 2017 emanata dal TPF nei confronti del fratello A.________. Trattasi effettivamente di una decisione penale successiva, in quanto posteriore al decreto d'accusa di cui è chiesta la revisione. Tale decisione è tuttavia stata annullata da questo Tribunale con sentenza 6B_993/2017 del 20 agosto 2019 e la causa rinviata al TPF per nuova decisione. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Formalmente non vi è dunque più alcuna decisione penale successiva ai sensi dell'<span class="artref">art. 410 cpv. 1 lett. b CPP</span>. È pur vero che la citata sentenza di questo Tribunale ha accolto solo parzialmente il ricorso a suo tempo inoltrato dal MPC contro la decisione del TPF. Infatti, le censure dirette contro la conclusione di quest'ultimo in merito al mancato adempimento dell'aggravante della banda composta con il fratello sono sfuggite a un esame di merito (v. sentenza 6B_993/2017 del 20 agosto 2019 consid. 4.3.6), e limitatamente a questo aspetto l'invocata decisione del TPF continua pertanto a sussistere. Trattasi di un punto ormai definitivo che non può più essere rimesso in discussione né dinanzi al TPF, a cui la causa è stata rinviata, né dinanzi a questo Tribunale, chiamato eventualmente a pronunciarsi sulla decisione a venire dello stesso TPF (sulla portata di una decisione di rinvio del Tribunale federale v. <a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=44&amp;from_date=06.02.2020&amp;to_date=25.02.2020&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F143-IV-214%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page214">DTF 143 IV 214</a> consid. 5.2.1; <a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=44&amp;from_date=06.02.2020&amp;to_date=25.02.2020&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F135-II-334%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page334">135 II 334</a> consid. 2). Da ciò nondimeno l'istante nulla può dedurre per le ragioni che seguono. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>2.5.3.</b> Le aggravanti del reato di riciclaggio di denaro, tra cui figura anche la banda (<span class="artref">art. 305bis n. 2 lett. b CP</span>), costituiscono delle circostanze personali ai sensi dell'<span class="artref">art. 27 CP</span> (sentenza 6B_993/2017 del 20 agosto 2019 consid. 4.2). Come testé esposto (v. supra consid. 2.5.1), il rimedio della revisione giusta l'<span class="artref">art. 410 cpv. 1 lett. b CPP</span> non è dato laddove la contraddizione tra due decisioni concerna le caratteristiche personali. Anche sotto questo aspetto, il motivo di revisione invocato è quindi infondato. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>2.5.4.</b> In simili circostanze il motivo di revisione appare manifestamente infondato, di modo che non si giustifica di entrare nel merito dell'istanza. </div> <div class="para">Secondo l'<span class="artref"><artref id="CH/312.0/412/3" type="start"></artref><artref id="CH/312.0/412/2" type="start"></artref>art. 412 cpv. 2 e 3 CPP</span><artref id="CH/312.0/412/3" type="end"></artref><artref id="CH/312.0/3" type="end"></artref>, la non entrata nel merito può essere decisa prima dello scambio di scritti. In concreto, questo Tribunale ha ordinato lo scambio di scritti al fine di permettere all'istante di prendere posizione sull'annullamento della decisione penale successiva su cui fondava la sua domanda di revisione. Lo scambio di scritti non osta tuttavia all'evasione dell'istanza in applicazione dell'<span class="artref">art. 412 cpv. 2 CPP</span> (v. SCHMID/JOSITSCH, op. cit., n. 4 ad <span class="artref">art. 412 CPP</span>; JACQUEMOUD-ROSSARI, op. cit., n. 5 ad <span class="artref">art. 412 CPP</span>). </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>3.</b> </div> <div class="para">L'istante postula la sospensione della presente procedura nell'attesa della crescita in giudicato del nuovo giudizio nei confronti del fratello A.________, qualora la sua istanza fosse ritenuta prematura. Paventa in caso contrario il rischio di non poter più ripresentare un'istanza di revisione, potendo essere considerata tardiva o ripetitiva. La sospensione si imporrebbe anche per ragioni di economia processuale, evitando all'autorità di chinarsi due volte sull'istanza di revisione della medesima decisione. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>3.1.</b> Secondo l'<span class="artref">art. 412 cpv. 2 CPP</span>, il tribunale non entra nel merito di un'istanza di revisione segnatamente se è già stata presentata invocando gli stessi motivi e respinta. Nell'ambito di una seconda procedura di revisione della medesima causa possono dunque essere vagliati solo i motivi non considerati o ritenuti non determinanti nella precedente procedura di revisione (sentenza 1B_31/2017 del 22 marzo 2017 consid. 3.4). L'allegazione degli stessi motivi già fatti valere con istanze di revisione anteriori è quindi preclusa unicamente ove essi siano già stati oggetto di un esame di merito (HEER, op. cit., n. 8 ad <span class="artref">art. 412 CPP</span>; NIGGLI/MAEDER, op. cit., n. 98 ad <span class="artref">art. 119a LTF</span>). </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>3.2.</b> Come visto (v. supra consid. 2.5.4), nella fattispecie non è possibile entrare nel merito dell'istanza e quindi procedere a un esame materiale del motivo di revisione invocato. Poiché essa non viene respinta, ma deve essere dichiarata inammissibile in assenza di un esame di merito, non vi è il rischio che all'istante sia preclusa la possibilità di inoltrare un'eventuale nuova istanza di revisione sulla base dell'<span class="artref">art. 410 cpv. 1 lett. b CPP</span>. </div> <div class="para">Non si vede inoltre per quale ragione dovrebbe essere sin d'ora considerata tardiva, non sussistendo una decisione penale successiva in contraddizione intollerabile con il decreto d'accusa di cui chiede la revisione. Non è infatti acquisito che la futura decisione che il TPF dovrà rendere nei confronti di A.________ contraddirà in modo intollerabile suddetto decreto, ciò che neppure l'istante pretende. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Per quanto attiene agli accennati inconvenienti della mancata sospensione della procedura sotto il profilo dell'economia processuale, sono compensati dalla possibilità per l'istante di disporre di un rimedio giuridico supplementare. Infatti, competente per statuire su un'eventuale nuova istanza di revisione contro il decreto d'accusa del MPC, è la Corte d'appello del TPF (art. 33 lett. c e 38a LOAP) le cui decisioni sono impugnabili con ricorso in materia penale al Tribunale federale (<span class="artref">art. 80 cpv. 1 LTF</span>). </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Per tutte queste ragioni, non si giustifica sospendere la presente procedura. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>4.</b> </div> <div class="para">Ne segue che l'istanza di revisione sfugge a un esame di merito e dev'essere dichiarata inammissibile. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Le spese giudiziarie seguono la soccombenza (<span class="artref">art. 428 cpv. 1 CPP</span>; <span class="artref">art. 66 cpv. 1 LTF</span>) e sono pertanto poste a carico dell'istante che, nonostante l'annullamento della decisione del TPF posta a fondamento del rimedio della revisione, ha persistito nelle proprie conclusioni. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b> Per questi motivi, il Tribunale federale pronuncia:</b> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>1.</b> </div> <div class="para">L'istanza di revisione è inammissibile. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>2.</b> </div> <div class="para">Le spese giudiziarie di fr. 3'000.-- sono poste a carico dell'istante. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>3.</b> </div> <div class="para">Comunicazione alle parti. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Losanna, 6 febbraio 2020 </div> <div class="para"> </div> <div class="para">In nome della Corte di diritto penale </div> <div class="para">del Tribunale federale svizzero </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Il Presidente: Denys </div> <div class="para"> </div> <div class="para">La Cancelliera: Ortolano Ribordy </div> </div></body></html>