<h2>SubmittedText<h2><p>Secondo le informazioni fornite dalla Segreteria di Stato dell'economia (SECO), nel 2012 la Svizzera ha esportato materiale bellico in 68 Paesi per un totale di 700,4 milioni di franchi, vale a dire il 20 per cento in meno rispetto all'anno precedente. Considerato questo calo, non esiste il rischio che le autorità di sorveglianza si mostrino meno rigorose sul rispetto dei criteri di esportazione? A tal proposito rivolgo al Consiglio federale le seguenti domande:</p><p>1. La Svizzera ha esportato materiale bellico in Turchia per 2,7 milioni di franchi, sebbene questo Paese sia coinvolto in conflitti armati interni (con i curdi) ed esterni (Siria) e violi sistematicamente i diritti umani. Perché il Consiglio federale non applica l'articolo 5 capoverso 2 lettere a e b dell'ordinanza sul materiale bellico (OMB)?</p><p>2. La stessa domanda si pone molto chiaramente anche riguardo all'Arabia saudita, Paese verso il quale la Svizzera ha esportato beni per 24,7 milioni di franchi nel 2012, mentre nel 2011 è stato precisato, nella risposta all'interpellanza 11.4069, "che nel 2009 il Consiglio federale ha adeguato la prassi nei confronti di questo Paese e ha ordinato di non autorizzare più alcuna domanda, vista la situazione precaria dei diritti dell'uomo". </p><p>3. Per quanto concerne gli Emirati Arabi Uniti, il volume delle esportazioni di armi ha raggiunto 132 milioni di franchi, di cui 1,2 milioni per armi corte, munizioni comprese. Nel frattempo Amnesty International denuncia regolarmente le violazioni ai diritti umani compiute in questo Paese: arresti arbitrari, discriminazioni della donne davanti alla legge e nella vita quotidiana, condanne a morte, estradizioni verso Paesi che praticano la tortura e altri maltrattamenti. Questo triste bilancio non dovrebbe richiedere una certa cautela da parte nostra e, in ogni caso, mettere in discussione l'opportunità della visita del capo dell'esercito svizzero in occasione della recente fiera dell'armamento che si è svolta negli Emirati Arabi Uniti? </p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La legge sul materiale bellico (LMB) mira a tutelare gli obblighi internazionali nonché i principi di politica estera della Svizzera mediante il controllo della fabbricazione e del trasferimento di materiale bellico e della relativa tecnologia. Nel contempo occorre mantenere in Svizzera una capacità industriale commisurata alle esigenze della sua difesa nazionale.<b></b>Agli articoli 22 dell'LMB e 5 dell'ordinanza sul materiale bellico (OMB) sono elencate le condizioni con cui si intende garantire che le operazioni concernenti il materiale bellico siano conformi allo scopo della legge di cui all'articolo 1 LMB.<b></b>Alla luce di questa considerazione, le autorità competenti esaminano le domande concrete con la massima cautela, verificandone la compatibilità con i singoli criteri d'autorizzazione.</p><p>1. La fornitura di materiale bellico alla Turchia è per principio esclusa in virtú degli articoli 22 LMB e 5 OMB.</p><p>Il materiale bellico esportato in Turchia l'anno scorso consisteva innanzitutto in missili dell'esercito svizzero, testati su una piazza d'armi turca poiché in Svizzera non è possibile svolgere test del genere. Essi sono poi stati riportati in Svizzera, perlomeno quelli ancora esistenti, una volta conclusi i test. Sono anche state esportate, in misura limitata, parti di ricambio per sistemi d'arma forniti dalla Svizzera in passato, per le quali l'autorizzazione rimane valida in virtù dell'articolo 23 LMB. Conformemente all'articolo 5 capoverso 3 OMB è tuttora possibile autorizzare l'esportazione di singole armi da fuoco portatili e armi corte da fuoco con relativa munizione, a condizione che siano impiegate per soli scopi privati o sportivi.</p><p>2. In seguito al decreto federale del 25 marzo 2009, le domande d'esportazione di nuove armi o sistemi d'arma verso l'Arabia saudita vengono rifiutate. È tuttora ammessa la fornitura di parti di ricambio per esportazioni precedenti dalla Svizzera di armi e relative munizioni nonché di singole armi da fuoco portatili e armi corte da fuoco. Il materiale bellico esportato l'anno scorso verso l'Arabia saudita consisteva in parti di ricambio per sistemi d'arma e relative munizioni.</p><p>3. Nel caso degli Emirati Arabi Uniti (EAU) non si può parlare di gravi e sistematiche violazioni dei diritti umani. Un divieto d'esportazione totale sarebbe pertanto sproporzionato.</p><p>Il materiale bellico esportato sinora verso gli EAU per circa 132,7 milioni di franchi è costituito per gran parte (130 milioni) dalla fornitura di aerei militari da addestramento non armati, che normalmente rientrano nel campo d'applicazione della legge sul controllo dei beni a duplice impiego. Il Consiglio federale ha approvato l'esportazione in base alla legge sul materiale bellico poiché non era stato definito se gli aerei venissero modificati per il montaggio di supporti di armi in Svizzera. Contrariamente a quanto prevedeva l'opzione iniziale, gli aerei sono stati esportati dalla Svizzera senza armi e senza una preparazione specifica in vista di un eventuale armamento.</p><p>Si sono inoltre esportate soprattutto parti di ricambio, munizioni e singole armi da fuoco portatili e armi corte da fuoco per privati. Queste ultime fungono spesso da oggetti da collezione.</p><p>Il capo dell'esercito intrattiene numerosi contatti internazionali. Se ne avvale per uno scambio d'informazioni sugli sviluppi rilevanti dal profilo della tecnologia e della politica di sicurezza e per meglio valutare le sfide che potrebbero interessare l'esercito svizzero. Era anche questo lo scopo della visita negli EAU, dove il capo dell'esercito si è informato in particolare sulle valutazioni relative alla protezione e alla difesa dello spazio aereo, compresi gli strumenti di difesa da terra. Il capo dell'esercito ha colto l'occasione per promuovere, attraverso la sua presenza all'esposizione IDEX, gli interessi degli ambienti economici svizzeri presenti in loco.</p>  Risposta del Consiglio federale.