<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a illustrare le differenze di contenuto esistenti tra l'offerta GATS e l'offerta TISA con particolare riguardo alle conseguenze delle mutate regole sulle trattative per l'apertura di settori del servizio pubblico.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Svizzera partecipa ai negoziati TISA in virtù del mandato Doha, che sono scaturiti dai negoziati di Doha e si prefiggono dei risultati che, in seguito, potranno essere riportati nel quadro dell'OMC. Siccome il tema e lo scopo dei negoziati TISA coincidono con la parte dei negoziati di Doha riguardante i servizi, il mandato Doha del Consiglio federale costituisce una base sufficiente e rispondente allo scopo per la partecipazione della Svizzera (v. anche la risposta all'interpellanza Trede 14.4160).</p><p>Le regole del gioco del processo TISA non sono sostanzialmente diverse da quelle del GATS. Entrambi gli approcci prevedono che il campo d'applicazione e l'entità degli impegni delle parti riguardanti l'accesso al mercato e il trattamento nazionale siano stabiliti nelle rispettive liste nazionali. Così facendo, le parti definiscono da sole quali impegni sono disposte ad assumersi. Come il GATS, anche il TISA offre la necessaria flessibilità. C'è tuttavia una differenza di metodo, ossia nel GATS gli impegni riguardanti l'accesso al mercato e il trattamento nazionale sono stabiliti in liste positive, mentre i partecipanti del processo TISA hanno concordato delle liste positive per gli impegni riguardanti l'accesso al mercato e delle liste negative per il trattamento nazionale. Per queste ultime vigono, fatte salve restrizioni nazionali, le clausole "standstill" (impegno a non adottare nella legislazione nazionale misure più restrittive rispetto a quelle adottate nell'accordo) e "ratchet" (impegno a non applicare nuove discriminazioni nella legislazione nazionale, a meno che una parte abbia formulato delle riserve specifiche nella sua lista di impegni).</p><p>Secondo l'approccio delle liste positive, gli impegni in merito all'accesso al mercato (non utilizzo di restrizioni quantitative e restrizioni della forma giuridica e della partecipazione al capitale delle aziende) si applicano ai settori e sottosettori elencati nella lista nazionale di un partecipante al negoziato. Secondo l'approccio delle liste negative, gli impegni per il trattamento nazionale (rinuncia a discriminare i fornitori esteri rispetto a quelli nazionali) si applicano fondamentalmente a tutti i settori dei servizi, tranne a quelli esclusi dalla lista nazionale di un partecipante o per i quali vengono espresse riserve specifiche. La Svizzera ha precisato nella sua offerta che gli impegni riguardano i settori dei servizi in virtù della classificazione dei prodotti dell'ONU (Statistical Papers, Series M, n° 77, Provisional Central Product Classification, Department of International Economics and Social Affairs, Statistical Office of the United Nations, New York, 1991). Nella sua offerta la Svizzera non si è assunta alcun impegno per i servizi che non figurano in questa classificazione, né per eventuali nuovi servizi. Così facendo le singole parti stabiliscono nella loro lista di impegni, come nel GATS, per quali settori e in che misura concedono l'accesso al mercato e il trattamento nazionale. In più, possono esprimere riserve nazionali a proposito delle clausole standstill e ratchet.</p><p>Nonostante le suddette differenze metodologiche, ciascuna parte, adattando le sue riserve nazionali al metodo TISA, anche con riferimento alle clausole standstill e ratchet, può offrire un livello di impegni per il trattamento nazionale identico a quello previsto dal metodo GATS. La Svizzera ha limitato la sua offerta TISA agli impegni che corrispondono a quelli dell'offerta Doha o a quelli degli accordi di libero scambio conclusi finora. Ciò significa che le restrizioni legali sul servizio pubblico nell'offerta TISA della Svizzera sono identiche nell'offerta Doha e negli accordi di libero scambio. Vi rientrano, tra gli altri, settori come l'educazione e la sanità, l'approvvigionamento energetico (tra cui l'elettricità), i trasporti pubblici e la posta. Non vi sono dunque differenze materiali con l'offerta di Doha (GATS) o con gli accordi di libero scambio attuali.</p>  Risposta del Consiglio federale.