<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di elaborare un progetto per l'estensione del campo d'applicazione dell'articolo 9 della legge sul riciclaggio di denaro (LRD), in modo da estendere l'obbligo di comunicazione cui soggiacciono gli intermediari finanziari in caso di fondato sospetto di riciclaggio di denaro ugualmente ai casi in cui questi abbiano anche soltanto il semplice sospetto che valori patrimoniali siano di origine illecita.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'obbligo di comunicazione previsto dall'articolo 9 della legge sul riciclaggio di denaro (LRD) costituisce uno dei punti principali del sistema messo in atto per la lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo. L'obbligo di comunicazione è imprescindibile dal blocco automatico dei beni previsto dall'articolo 10 LRD e contribuisce ampiamente a raggiungere gli obiettivi perseguiti dalla legge.</p><p>Secondo il sistema attualmente in vigore, l'articolo 9 LRD impone all'intermediario finanziario che sa o ha il sospetto fondato che i valori patrimoniali oggetto di una relazione d'affari sono in relazione con un reato ai sensi degli articoli 260ter numero 1 (organizzazione criminale) o 305bis (riciclaggio di denaro) del Codice penale (CP), provengono da un crimine, sottostanno alla facoltà di disporre di un'organizzazione criminale o servono al finanziamento del terrorismo (art. 260quinquies cpv. 1 CP), di darne senza indugio comunicazione all'Ufficio di comunicazione in materia di riciclaggio di denaro (MROS).</p><p>Il sospetto che sottende la comunicazione non deve raggiungere un livello tale da rasentare la certezza. Esso è considerato fondato quando si basa su un indizio concreto oppure su diversi punti di riferimento che lasciano presumere che i valori patrimoniali provengono da un crimine (FF 1996 III 1024).</p><p>Quando l'intermediario finanziario dispone solo di indizi che gli fanno sospettare che i valori affidatigli provengono da un crimine, può inviare una comunicazione al MROS (art. 305ter cpv. 2 CP). Diversamente dall'obbligo di comunicazione imposto dalla LRD, ciò non comporta il blocco automatico dei beni. Eccetto la questione del blocco, una delle divergenze principali tra obbligo e diritto di comunicazione sta nel livello di sospetto richiesto all'intermediario finanziario. Mentre l'obbligo che deriva dalla LRD impone di avere un sospetto fondato, il diritto di comunicazione secondo il CP può già essere esercitato quando alla base del sospetto vi sono solo degli indizi.</p><p>Il sistema di comunicazione messo in atto risponde all'obiettivo prefissato dalla legge, in quanto le comunicazioni inviate portano a un elevato tasso di trasmissioni di dati alle autorità penali. Bisogna notare che l'efficacia del sistema non si misura in base al numero di comunicazioni bensì in base alla loro qualità e al fatto che esse permettono alle autorità di perseguimento penale di arrestare gli autori del riciclaggio. Dall'introduzione della legge nel 1997, il legislatore ha optato consapevolmente per un sistema di notifica basato sulla qualità e non sulla quantità.</p><p>Abbassare la soglia dell'obbligo di comunicazione implicherebbe una revisione sostanziale del sistema di lotta contro il riciclaggio di denaro, in quanto il blocco funziona solo sulla base di comunicazioni selettive. A causa del numero elevato di comunicazioni e di blocchi che ne deriverebbero automaticamente, le autorità rischierebbero di essere subissate da comunicazioni infondate. Il MROS dovrebbe inevitabilmente essere riorganizzato completamente e i suoi effettivi dovrebbero essere aumentati drasticamente. Inoltre un simile cambiamento di sistema implicherebbe la necessità di esaminare e di ridefinire le competenze del MROS.</p><p>Una modifica fondamentale come quella che il Consiglio federale è invitato ad apportare deve essere il risultato di una riflessione approfondita sulla sistematica della legge. La questione deve essere esaminata sulla base di un esame dell'efficacia del nostro sistema di notifica che poggia sul sospetto fondato nonché degli sviluppi internazionali. Il Consiglio federale ritiene, inoltre, che al momento non sia opportuno procedere a una revisione totale di un sistema che peraltro funziona.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.