<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di creare il più presto possibile le condizioni per trasformare gli aiuti a sostegno della liquidità legati alla crisi da COVID-19 in uno strumento inteso a promuovere gli investimenti per il futuro.</p><p>Concretamente, le fideiussioni solidali concesse per fronteggiare l'emergenza COVID-19 devono poter essere utilizzate anche per gli investimenti nell'efficienza energetica, nella riduzione del CO2, nella ricerca e nello sviluppo o in misure di formazione continua in azienda, per un volume massimo pari ai 40 miliardi di franchi approvati dal Consiglio federale.</p><p>Poiché gli effetti economici negativi della crisi da coronavirus si faranno sentire con un certo ritardo in alcuni settori, si dovrà prolungare la possibilità di richiedere i crediti garantiti dalla Confederazione fino alla fine del 2021. Le norme in vigore saranno mantenute.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'ordinanza sulle fideiussioni solidali COVID-19 è stata emanata allo scopo di coprire le esigenze di liquidità a breve termine delle PMI. Il sistema è stato concepito in modo da permettere alle imprese di ottenere rapidamente e senza lungaggini burocratiche crediti agevolati al fine di garantire la loro liquidità. In linea di principio, questi crediti devono essere rimborsati entro cinque anni.</p><p>Per rendere questa normativa uno strumento finalizzato a promuovere gli investimenti per il futuro, sarebbe necessario sviluppare un nuovo sistema e integrarlo nella legge. Occorrerebbe disciplinare in particolare l'utilizzazione dei crediti, l'elaborazione dei rapporti delle imprese sul rispetto delle prescrizioni e il controllo da parte delle organizzazioni che concedono fideiussioni o dell'Amministrazione federale. L'attuazione comporterebbe un notevole dispendio di risorse finanziarie e umane per i mutuatari, i mutuanti, le organizzazioni che concedono fideiussioni e la Confederazione e solleverebbe complesse questioni di delimitazione, poiché il concetto di "investimenti per il futuro" è molto ampio. La Confederazione correrebbe inoltre un elevato rischio finanziario, perché si assumerebbe i rischi degli investimenti privati.</p><p>Nella sua sessione speciale di inizio maggio 2020, il Parlamento ha stanziato un credito d'impegno di 40 miliardi di franchi unicamente per coprire le esigenze di liquidità a breve termine delle imprese. Di conseguenze, per attuare la richiesta dell'autrice della mozione sarebbe necessario un credito d'impegno supplementare.</p><p>Un sistema simile creerebbe inoltre una duplicazione degli strumenti federali esistenti: ad esempio i progetti di ricerca e innovazione fondati sulla scienza possono essere sostenuti già oggi dal Fondo nazionale svizzero, da Innosuisse e dai PF. Dal 2021 il nuovo programma di promozione SWEET dell'Ufficio federale dell'energia finanzierà in modo mirato le innovazioni volte ad attuare la Strategia energetica 2050 e a raggiungere gli obiettivi climatici della Svizzera. Nel settore ambientale, il fondo per le tecnologie garantisce mutui alle imprese che sviluppano tecnologie innovative intese a ridurre le emissioni di gas serra. Inoltre, nell'ambito della revisione della legge sul CO2 (17.071), il Parlamento prevede di creare un fondo per il clima finanziariamente ben dotato e di estendere ulteriormente la promozione degli investimenti a favore del clima.</p><p>Infine, al momento non vi sono segni di una stretta creditizia. Al contrario, la parte non utilizzata dei crediti COVID-19 e di altri crediti rimane elevata. Lo sviluppo di un nuovo strumento finalizzato a promuovere gli investimenti per il futuro rischierebbe quindi di creare effetti di trascinamento.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.