<h2>SubmittedText<h2><p>Uno strumento centrale per il raggiungimento degli obiettivi di protezione del clima previsti dalla legge è la tassa sul CO2. Le imprese dei settori economici designati dal Consiglio federale possono essere esentate dalla tassa sul CO2 se si impegnano con la Confederazione a ridurre le loro emissioni di gas serra. Nella revisione totale della legge sul CO2 questo principio deve essere mantenuto.</p><p>Oggi l'Agenzia dell'energia per l'economia (AEnEC) e l'act Agenzia Cleantech Svizzera sostengono le imprese nell'elaborazione di convenzioni sugli obiettivi e nel raggiungimento degli obiettivi prefissati. Questi due organismi hanno in comune il fatto di essere organizzati secondo i principi del diritto privato e di fungere da anello di congiunzione indipendente tra le imprese, da un lato, e la Confederazione e i Cantoni dall'altro.</p><p>Oggi questa efficiente collaborazione funziona in modo eccellente. In Svizzera, più di 4000 aziende partecipanti, mediante circa 2500 convenzioni formali, stanno attualmente attuando i loro obiettivi climatici grazie al supporto dei due organismi. Finora, i PPP (partenariati pubblico-privato), riscuotendo un'impressionante serie di successi, assicurano il raggiungimento o addirittura il superamento degli obiettivi climatici da parte dell'economia. </p><p>Con la gara "(20125) 805 convenzioni sugli obiettivi post 2020 - pool di consulenti (lotto 1)", l'Ufficio federale dell'energia (UFE) attua un vero e proprio cambiamento di paradigma, nazionalizzando l'attuazione delle convenzioni sugli obiettivi. Ciò è dovuto al fatto che i tre pool di consulenti previsti saranno subordinati dal punto di vista organizzativo alle autorità e dovranno rappresentare unilateralmente gli interessi dell'UFAM e dell'UFE, mentre finora hanno agito da anello di congiunzione indipendente tra le imprese e le autorità. Vi sono da temere la riduzione dello spazio di manovra per i consulenti energetici, la centralizzazione e la burocratizzazione nonché - come peggiore conseguenza possibile - un calo dell'attrattiva, per le aziende, delle convenzioni sugli obiettivi. </p><p>In considerazione della situazione descritta, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Come valuta il lavoro finora svolto da AEnEC e act?</p><p>2. Come valuta l'utilità di una consulenza alle imprese indipendente dalla Confederazione e dai Cantoni?</p><p>3. Quali vantaggi e svantaggi vede nel cambiamento di paradigma dell'UFE?</p><p>4. Sulla base di quali riflessioni l'UFE ha deciso di mettere a rischio un modello che viene attuato con grande successo e che gode del massimo riconoscimento internazionale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Domanda 1:</p><p>L'AEnEC e l'act si impegnano fortemente per consentire al maggior numero possibile di imprese di usufruire del rimborso, previsto dalla legge, del supplemento rete e della tassa sul CO2. Tuttavia, né l'AEnEC né l'act rispettano l'obbligo contrattuale di elaborare e attuare con i propri clienti un numero moderato di convenzioni volontarie sugli obiettivi in aggiunta alle convenzioni sugli obiettivi per il rimborso. Solitamente, gli obiettivi delle convenzioni di rimborso sono meno ambiziosi e rispecchiano solo ciò che viene comunque raggiunto grazie alle tendenze a lungo termine in atto nel settore. L'efficacia durante la fase di implementazione è notevole, ma si basa in gran parte su effetti di trascinamento.</p><p>Domanda 2:</p><p>Le prestazioni fornite da queste due organizzazioni per la Confederazione e i Cantoni sono erogate in virtù di mandati attribuiti dalla Confederazione nell'ambito di una gara d'appalto secondo le regole OMC effettuata nel 2013; non si tratta di una consulenza indipendente. I due organismi non sono quindi anelli di congiunzione indipendenti tra le imprese e le autorità federali e cantonali, ma hanno un rapporto contrattuale con la Confederazione. Per questo motivo, la Confederazione ha sempre avuto un obbligo di controllo e sorveglianza nei confronti di act e AEnEC (cfr. art. 67 della legge sull'energia, LENu; RS 730).</p><p>Domanda 3:</p><p>L'Ufficio federale dell'energia (UFE) non mira a un cambiamento di paradigma nell'ambito delle convenzioni sugli obiettivi. Come accaduto finora, le prestazioni vengono fornite quasi esclusivamente dal settore privato. Nel mercato della consulenza energetica, che ha un volume d'affari di diverse centinaia di milioni di franchi, devono poter partecipare diversi fornitori nell'ambito di contratti aggiudicati dalla Confederazione. Inoltre, conformemente alla mozione 15.3543 del Gruppo liberale radicale "Riduzione della burocrazia. Un quadro uniforme per l'esecuzione delle convenzioni sugli obiettivi per l'esecuzione della legislazione in materia di CO2 e di energia" il sistema delle convenzioni sugli obiettivi deve essere unificato e semplificato. È quindi ragionevole e necessario che alcuni servizi, come la soluzione IT, siano sviluppati da un unico fornitore e gestiti a livello centrale. Non da ultimo, ciò garantisce anche la parità di trattamento di tutte le imprese che desiderano concludere una convenzione sugli obiettivi.</p><p>Domanda 4:</p><p>L'attuale modello viene mantenuto: a terzi vengono affidati compiti esecutivi che si basano sulla legge sul CO2 (RS 641.71) e sulla LEne e che rientrano nell'ambito di competenza dell'UFE e dell'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM). Gli appaltatori sono determinati attraverso una gara conforme al diritto in materia di acquisti pubblici; qualsiasi altra procedura sarebbe contraria alla legge.</p><p>Inoltre, vengono mantenuti invariati il modello delle convenzioni sugli obiettivi e la loro struttura. A causa della nuova regolamentazione per il periodo 2021-2030 prevista dalla legge sul CO2 attualmente in via di revisione totale (17.071), si prevede per il futuro un numero notevolmente più elevato di convenzioni sugli obiettivi. A maggior ragione è utile procedere a una standardizzazione, ma anche a una distribuzione appropriata ai diversi fornitori, dei contratti da aggiudicare.</p>  Risposta del Consiglio federale.