<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di elaborare un progetto che permetta di sopprimere la riscossione del centesimo per il clima sui carburanti.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel quadro del Protocollo di Kyoto, la Svizzera si è impegnata a ridurre, tra il 2008 e il 2012, le emissioni di gas a effetto serra dell'8 per cento rispetto al livello del 1990. Poiché in Svizzera oltre l'80 per cento delle emissioni di gas a effetto serra è imputabile al CO2 (anidride carbonica), con la legge sul CO2 il nostro Paese ha voluto fissare un obiettivo specifico di riduzione delle emissioni di questo gas: entro il 2010 le emissioni di CO2 dovranno essere ridotte del 10 per cento rispetto al 1990. Per poter raggiungere questo obiettivo, il Consiglio federale aveva deciso nel marzo del 2005 di introdurre una tassa sul CO2 sui combustibili (tassa pari a circa 3 centesimi per litro di olio da riscaldamento e 2,5 centesimi per metro cubo di gas a partire dal 2008) come pure l'agevolazione fiscale per gas e biocarburanti. Contemporaneamente ha deciso di dare un'opportunità al centesimo per il clima sui carburanti, voluto dal settore economico.</p><p>Il centesimo per il clima è una cosiddetta misura volontaria dell'economia, conforme alla legge sul CO2. Il 30 agosto 2005, il DATEC ha firmato con la fondazione centesimo per il clima una convenzione sugli obiettivi. Con il centesimo per il clima, riscosso a partire dal 1° ottobre 2005 sotto forma di tassa di 1,5 centesimi per litro di benzina e carburante diesel, la fondazione dovrà risparmiare nel periodo di adempimento 2008-2012 almeno 1,8 milioni di tonnellate di CO2 all'anno. Mediante progetti sul territorio nazionale dovrà essere realizzata una riduzione annua di almeno 0,2 milioni di tonnellate di CO2. Al massimo 1,6 milioni di tonnellate di CO2 potranno essere conteggiati mediante l'acquisto di certificati all'estero.</p><p>Il 29 giugno 2007 la fondazione ha presentato il suo "business plan" definitivo nonché un'analisi degli effetti delle misure fino ad allora realizzate. Nelle ultime settimane la documentazione è stata esaminata dal gruppo di coordinamento centesimo per il clima (composto da rappresentanti di UFE, UFAM, SECO e cantoni). Gli esperti sono giunti alla conclusione che il modo di procedere della fondazione è adeguato e che essa riuscirà a raggiungere gli obiettivi previsti entro il 2012. In base a questa valutazione, il DATEC ha deciso di non utilizzare il primo termine di disdetta del contratto (fine settembre 2007) e di continuare a riscuotere il centesimo per il clima.</p><p>Gli calcoli effettuati dall'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) mostrano che la Svizzera, molto probabilmente, non riuscirà a raggiungere entro il 2010 gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2. Soprattutto nel settore dei carburanti lo scarto dall'obiettivo è notevole (obiettivo per il 2010: -8 per cento, stato 2006: +9,1 per cento). I motivi sono da ricondurre, tra l'altro, al ritardo nell'introduzione di strumenti efficaci nell'ambito della politica energetica e climatica. Il 21 febbraio 2008, il Consiglio federale ha deciso di rafforzare le misure dell'attuale politica climatica in modo da poter raggiungere gli obiettivi di riduzione della legge sul CO2 per il settore dei carburanti. Il DATEC pertanto è stato incaricato di avviare trattative con la fondazione centesimo per il clima riguardo alla quota restante di riduzione pari a 0,5 milioni di tonnellate di CO2.</p><p>Qualora la Svizzera non dovesse raggiungere gli obiettivi previsti dal Protocollo di Kyoto, gli accordi internazionali prevedono come sanzione che l'ammontare percentuale in eccesso rispetto agli obiettivi fissati, maggiorato del 30 per cento, vada a cumularsi con l'ammontare percentuale di riduzione di emissioni previsto per la seconda fase di attuazione del protocollo (dopo il 2012). Se la Svizzera vuole evitare di incorrere in questa grave sanzione, la Confederazione sarebbe costretta ad acquistare certificati per compensare il mancato raggiungimento degli obiettivi di riduzione. Se si rinuncia al centesimo per il clima senza attuare misure alternative, molto probabilmente gli obiettivi del protocollo di Kyoto non potranno più essere raggiunti.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.