<h2>SubmittedText<h2><p>In Svizzera la campicoltura riveste una grande importanza. Le tendenze di consumo si stanno evolvendo piuttosto a favore dei prodotti a base vegetale. Questa domanda va soddisfatta con la produzione indigena.</p><p>Il 13 aprile 2022, il Consiglio federale ha pubblicato il pacchetto di ordinanze concernente l'attuazione dell'iniziativa parlamentare 19.475. Da un lato, è previsto che le aziende con più di tre ettari di superficie coltiva aperta debbano gestire almeno il 3,5 per cento di tale superficie per promuovere la biodiversità, sottraendola quindi alla produzione alimentare.</p><p>Dall'altro, gli oneri per l'uso di prodotti fitosanitari e sostanze nutritive sono diventanti più severi e vengono richieste distanze maggiori, in particolare sotto forma di fasce tampone.</p><p>Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande.</p><p>1. A quanto ammonta la superficie sottratta alla produzione di derrate alimentari a causa delle misure summenzionate?</p><p>2. Come va compensata questa perdita di superficie agricola destinata alla produzione? </p><p>3. Che impatto ha questa riduzione della produzione sulle importazioni di alimenti?</p><p>4. Già oggi due terzi delle emissioni legate all'alimentazione sono generati all'estero. Dal punto di vista ecologico è quindi ancora accettabile importare quantitativi sempre maggiori di derrate alimentari?</p><p>5. A causa del conflitto in Ucraina prestigiosi economisti prevedono un drammatico peggioramento del problema della fame nel mondo. Dal punto di vista etico è quindi ancora accettabile importare quantitativi sempre maggiori di derrate alimentari?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nella sessione primaverile 2021, il Parlamento ha deciso di concretizzare determinate disposizioni concernenti i prodotti fitosanitari e le eccedenze di sostanze nutritive contenute nella Politica agricola a partire dal 2022 (PA22+), temporaneamente sospesa, nell'ambito dell'attuazione dell'iniziativa parlamentare 19.475 "Ridurre il rischio associato all'uso di pesticidi" (Iv.Pa. 19.475). Questa decisione è stata presa tenendo conto delle ripercussioni illustrate nel messaggio sulla PA22+. Con il pacchetto di ordinanze concernente l'attuazione dell'Iv.Pa. 19.475, il Consiglio federale applica le pertinenti disposizioni di legge conformemente al mandato conferito dal Parlamento.</p><p>1. e 2. Mediante le superfici per la promozione della biodiversità (SPB) sulla superficie coltiva si mira, tra le altre cose, a preservare a lungo termine la biodiversità e la fertilità del suolo essenziali per la produzione. Al contrario di quanto accade con l'edificazione, nella gestione della superficie agricola utile sotto forma di SPB non viene sottratta alcuna superficie coltiva alla produzione alimentare; anzi, il suo potenziale di produzione viene rafforzato a lungo termine. Queste superfici promuovono gli organismi utili che fungono da antagonisti dei parassiti, come la criocera del frumento o gli afidi. Considerata la quota minima del 3,5 per cento, il fabbisogno supplementare di SPB sulla superficie coltiva ammonta a circa 9400 ettari. Con il pacchetto di ordinanze concernente l'attuazione dell'Iv.Pa. 19.475 viene introdotto il tipo di SPB produttivo "cereali in file distanziate", grazie al quale è possibile soddisfare metà della quota minima del 3,5 per cento producendo cereali in file distanziate. Come emerge dai calcoli di Agroscope, questo metodo di coltivazione è interessante dal profilo economico. Circa 4300 ettari delle SPB supplementari sulla superficie coltiva potrebbero essere gestiti con cereali in file distanziate. Le restanti SPB, ovvero circa 5100 ettari, equivalgono all'incirca allo 0,5 per cento della superficie agricola utile. Dato che si può partire dal presupposto che per predisporre queste SPB non verranno delimitate le superfici coltive più redditizie o non si soppianteranno dei prati artificiali, nel complesso gli effetti sulla produzione sarebbero esigui.</p><p>3. e 4. Il volume delle importazioni di derrate alimentari in Svizzera dipende, tra le altre cose, dalla protezione doganale, dall'incremento demografico, dalle evoluzioni dei prezzi sui mercati interni ed esteri e dalla domanda dei consumatori all'interno del Paese. Sul fronte dell'offerta, anche le fluttuazioni dei raccolti riconducibili alle condizioni meteorologiche possono incidere notevolmente. Viste le scarse ripercussioni della quota minima del 3,5 per cento di SPB sulla superficie coltiva sulla produzione di derrate alimentari (cfr. risposte 1 e 2), l'impatto sulle importazioni di generi alimentari dovrebbe essere marginale.</p><p>5. Le ripercussioni a breve termine di tale quota sulle importazioni di derrate alimentari dovrebbero essere marginali (cfr. risposte da 1 a 4). Inoltre, la nuova norma entra in vigore soltanto nel 2024. È importante ricordare che la causa principale del problema della fame nel mondo non è la produzione alimentare globale troppo bassa, bensì l'impossibilità di accedere al cibo a causa della povertà e di problemi logistici. Anche le restrizioni alle esportazioni sono dannose. Pertanto nell'ambito della cooperazione internazionale la Svizzera s'impegna a favore dello sviluppo economico nei Paesi colpiti dalla povertà e contro le restrizioni alle esportazioni. Nella sua risposta all'interpellanza Badertscher (22.3309 "Crisi alimentare mondiale. Che cosa fa la Svizzera?"), il Consiglio federale ha illustrato gli sforzi che sta compiendo per superare l'attuale crisi. Per quanto riguarda i Paesi d'importazione occorre sottolineare che le derrate alimentari importate in Svizzera provengono principalmente da Paesi dell'UE che non sono a rischio di carestia.</p>  Risposta del Consiglio federale.