<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel rapporto intermedio del 22 gennaio 1997 sullo sgravio amministrativo (cfr. FF 1997 II 224) il Consiglio federale aveva già indicato i punti di contatto tra le imprese e le autorità e le possibili soluzioni per ridurre l'onere amministrativo. Nel 1998 l'allora Ufficio federale dello sviluppo economico e del lavoro, nell'ambito delle proprie ricerche di settore, aveva commissionato due studi sull'onere amministrativo (cfr. la parte 1 dell'intervento). In altri tre successivi studi era stato valutato il livello di regolamentazione, comprovata la necessità per la crescita economica di avere buone condizioni quadro e dimostrata in base ad esempi l'applicabilità delle analisi costi-benefici e di altri due strumenti meno ambiziosi. Sulla base di questi lavori preliminari, nel 1999 il Consiglio federale ha introdotto l'analisi d'impatto della regolamentazione e i test PMI, questi ultimi limitati ad un periodo di 4 anni. Questi lavori hanno già permesso di adottare numerosi provvedimenti per il miglioramento delle condizioni quadro delle PMI. Inoltre, la pubblica amministrazione è sempre più attenta al problema dei costi che gravano sui destinatari delle norme giuridiche in seguito a nuove leggi ed ordinanze. </p><p></p><p>Ed è proprio nella valutazione delle conseguenze in termini di costi che esiste ancora un margine di miglioramento, più o meno ampio a seconda del tipo di onere. Dai risultati dei sopraccitati studi del 1998 sull'onere amministrativo emerge che tre quarti del dispendio (sia interno all'azienda che per prestazioni da terzi) si ripartisce in egual misura tra: </p><p>a) il calcolo delle quote relative alle assicurazioni sociali,</p><p>b) le questioni fiscali, </p><p>c) la contabilità in linea con le disposizioni del diritto commerciale.</p><p>Per le imprese della grandezza presa in esame dalla mozione, il dispendio per questi tre settori è stimabile tra le due e le tre persone/mese e tra i diecimila e i quindicimila franchi l'anno: si tratta però di valori medi che risultano da un campione ristretto caratterizzato da un'ampia fascia di dispersione. I provvedimenti da prendere in questi tre ambiti sono i seguenti:</p><p>a) sviluppare un sistema di esperti per la determinazione dei salari soggetti all'AVS,</p><p>b) valutare la possibilità di un rendiconto dell'IVA annuale (che permetterebbe la coordinazione con la compilazione della dichiarazione d'imposta per le imposte dirette, con la chiusura dell'esercizio commerciale e le dichiarazioni annuali alle assicurazioni sociali) e </p><p>c) adottare norme contabili che siano maggiormente vicine alla realtà dei più frequenti destinatari delle norme.</p><p></p><p>Per il rimanente quarto, l'onere amministrativo dell'impresa riguarda pratiche che non si ripresentano con regolarità, ma solo sporadicamente e che riguardano spesso il settore specifico dell'azienda. Si pensi nel primo caso ad una richiesta di concessione edilizia e nel secondo alle autorizzazioni per un nuovo prodotto alimentare. In questi casi non è l'onere amministrativo ad essere in primo piano, ma i costi derivanti dal rispetto delle disposizioni legislative. Vanno citati gli investimenti supplementari oppure le complicazioni nei processi aziendali in caso di oneri di polizia edilizia. Tali conseguenze vanno valutate attraverso i test PMI: si tratta di studi di caso su un piccolo gruppo di imprese che verrebbero toccate in maniera significativa dalla nuova regolamentazione. Considerando l'onere amministrativo di cui si parla nella mozione, sarebbero auspicabili, nell'ambito di questi test PMI, delle vere e proprie analisi di processo. Il Consiglio federale è dunque disposto ad esaminare altre esperienze fatte in questo ambito, ad esempio nei Paesi Bassi (metodo MISTRAL), e valutarne l'applicabilità anche in Svizzera: accetta dunque questo intervento, trasformandolo in postulato. </p><p></p><p>Il Consiglio federale non può prendere in considerazione l'intervento nella forma originaria di mozione: in base alle esperienze fatte nell'ambito di un ambizioso progetto nei Paesi Bassi, l'obiettivo di dimezzare l'onere burocratico non è realistico. Da un lato bisogna tenere in considerazione il fatto che la Svizzera, facendo un confronto a livello internazionale, ha già largamente sfruttato dei margini di razionalizzazione ancora presenti invece in altri paesi. Ciò è avvalorato dai risultati delle inchieste effettuate dall'IMD e dal Forum economico mondiale tra le imprese circa i rapporti con la pubblica amministrazione. Parallelamente permane la tendenza a regolamentare sempre più in dettaglio una gestione responsabile dell'impresa. Ciò non si verifica solamente a livello politico nazionale, ma anche internazionale, il che restringe il campo d'azione della Svizzera. Inoltre, non va trascurato il fenomeno, a livello privato, dei sempre più diffusi sistemi di certificazione di qualità e di attribuzione di marchi da parte dei distributori e che costituiscono uno dei motivi delle lamentele delle PMI. A ciò si aggiunge la richiesta di soluzioni differenziate, in particolare per quanto riguarda la regolamentazione relativa ai prelievi fiscali, che comporta generalmente un onere amministrativo molto alto. Considerando le crescenti esigenze legate agli attuali imperativi politici e il fatto che il potenziale di miglioramento sia limitato alla sola sfera amministrativa, il Consiglio federale non può impegnarsi a raggiungere l'obiettivo quantitativo della mozione.</p><p></p><p>Risposta del Consiglio federale</p><p></p><p>Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.</p>  Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.