<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di modificare il diritto federale innalzando a 12 000 e 40 000 franchi l'importo esente da imposta che può essere versato nel pilastro 3a rispettivamente dai lavoratori dipendenti e dagli indipendenti.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Secondo il diritto vigente, i lavoratori indipendenti e dipendenti possono dedurre dalle imposte i loro contributi per forme riconosciute di previdenza individuale vincolata (pilastro 3a) fino a un importo stabilito dal Consiglio federale. Nell'anno fiscale 2012 l'importo deducibile è di 6682 franchi per i contribuenti affiliati a un istituto della previdenza professionale (secondo pilastro) e di 33 408 franchi per i contribuenti senza secondo pilastro. </p><p>In base alle informazioni fornite dall'Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC), meno di un terzo dei contribuenti (base di calcolo: anno fiscale 2005) deduce i contributi per il pilastro 3a. Inoltre, solo il 10 per cento dei contribuenti è in grado di far valere la deduzione completa. Oltre la metà di tutti i risparmi fiscali a seguito della deduzione a titolo di contributi al pilastro 3a è riconducibile alle economie domestiche con un reddito imponibile di oltre 75 000 franchi. </p><p>L'aumento della deduzione per il pilastro 3a chiesto dall'autore della mozione permetterebbe in particolare ai contribuenti con redditi elevati di far valere deduzioni ancora più elevate. Concretamente, il raddoppio della deduzione per il pilastro 3a sgraverebbe maggiormente, in termini percentuali, i contribuenti con un reddito imponibile compreso tra 130 000 e 140 000 franchi. In linea di massima questi contribuenti godono già di una buona previdenza. Pertanto, la misura proposta non favorirebbe affatto prevalentemente le giovani famiglie, come affermato nella motivazione della mozione. </p><p>Occorre inoltre evidenziare che l'importo massimo consentito a titolo di deduzione per il pilastro 3a è calcolato in percento del tetto massimo del salario coordinato. Questo tetto è stato regolarmente adeguato all'evoluzione dei salari e dei prezzi (indice misto), vale a dire allo stesso ritmo e nella stessa misura delle rendite AVS/AI. In questo modo anche la deduzione massima consentita per il pilastro 3a è stata regolarmente adeguata, ciò che ha comportato un aumento costante di questa deduzione (a titolo di confronto: anno fiscale 2002: 5933 franchi per contribuenti con secondo pilastro/29 664 franchi per quelli senza secondo pilastro; anno fiscale 2012: 6682 franchi/33 408 franchi). </p><p>L'aumento della deduzione chiesto dall'autore della mozione non permetterebbe neppure ad ampie fasce della popolazione di costituire risparmi mirati per l'alloggio. L'elevata dotazione della deduzione penalizzerebbe coloro che per ragioni finanziarie non possono permettersi un risparmio massimo nel quadro del pilastro 3a. Secondo quanto emerge dall'indagine sul budget delle economie domestiche per gli anni 2006-2008 pubblicata dall'Ufficio federale di statistica, persino un'economia domestica con un reddito lordo annuo di circa 93 000 franchi è in grado di risparmiare mediamente solo circa 5700 franchi all'anno. </p><p>I calcoli effettuati dall'AFC hanno rilevato che aumentare la deduzione per il pilastro 3a a 12 000 franchi per i lavoratori dipendenti e a 40 000 franchi per gli indipendenti comporterebbe entrate minori annue di circa 240 milioni di franchi (base di calcolo: anno fiscale 2008) per l'imposta federale diretta. </p><p>Per i suddetti motivi il Consiglio federale ritiene che la misura proposta non sia né idonea né efficace per rafforzare la previdenza dei gruppi di destinatari, bensì provocherebbe considerevoli minori entrate per gli enti pubblici. Del resto occorre rammentare che nel 2009 il Parlamento aveva respinto la mozione 09.3082, "Rafforzamento del pilastro 3a. Autoresponsabilità per la previdenza per la vecchiaia", depositata dal gruppo liberale-radicale.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.