<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di proporre le modifiche legislative se non addirittura costituzionali necessarie per permettere la revoca della cittadinanza svizzera ai viaggiatori della jihad.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'autore della mozione chiede di revocare la cittadinanza svizzera ai viaggiatori della jihad anche se questo li rende apolidi. L'apolidia comporta la perdita di diritti fondamentali. Dalla fondazione dello Stato federale, la Svizzera si adopera al fine di evitare che il diritto svizzero conduca all'apolidia (messaggio del Consiglio federale del 9 agosto 1951 all'Assemblea federale a sostegno di un disegno di legge sull'acquisto e la perdita della cittadinanza svizzera, FF 1951 I 893, in particolare 901). La proposta avanzata dall'autore della mozione renderebbe inoltre apolidi persone che possiedono la cittadinanza svizzera dalla nascita e non possono acquisire un'altra nazionalità. Il Consiglio federale non vede motivo di modificare la sua posizione di principio a tale proposito anche in considerazione del diritto internazionale.</p><p>Il diritto alla cittadinanza è infatti riconosciuto in diversi accordi e dichiarazioni, la maggior parte dei quali ratificati dalla Svizzera. Particolarmente rilevante è la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo (art. 15), secondo cui ogni persona ha diritto a una cittadinanza e nessuno può esserne arbitrariamente privato. La Convenzione del 20 novembre 1989 sui diritti del fanciullo (RS 0.107) conferisce inoltre a ogni fanciullo il diritto all'acquisto di una cittadinanza (art. 7). Anche il Patto II dell'ONU prevede determinati diritti in relazione alla cittadinanza delle persone (p. es. art. 12 par. 4). Non da ultimo, la revoca arbitraria della cittadinanza costituisce un'ingerenza considerevole nella vita privata (e familiare) dell'interessato (art. 8 CEDU; RS 0.101).</p><p>Inoltre, la Svizzera ha finora ratificato due convenzioni internazionali che trattano in particolare dell'apolidia, ossia la Convenzione del 28 settembre 1954 sullo statuto degli apolidi (RS 0.142.40) e la Convenzione del 13 settembre 1973 intesa a ridurre il numero dei casi di apolidia (RS 0.141.0), che riguarda l'apolidia dei figli. Questi due testi non enunciano tuttavia alcun principio secondo cui la revoca della cittadinanza deve essere considerata inefficace se porta all'apolidia. La questione se l'obbligo di evitare l'apolidia costituisca una regola del diritto internazionale consuetudinario è invece controversa.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.