<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'autore della mozione intende incaricare il Consiglio federale di valorizzare le cure medico-sanitarie prendendo provvedimenti nel quadro di una revisione parziale della LAMal. Tuttavia la LAMal non ha introdotto cambiamenti nella distribuzione delle competenze tra Confederazione e Cantoni. Autorizzando diverse categorie professionali a fornire prestazioni la legislazione in materia di assicurazione malattie si fonda quindi su un sistema di formazione professionale completo e sviluppato, in massima parte, ad eccezione delle professioni sanitarie, di competenza dei Cantoni. Su proposta del Consiglio federale la legge sulla formazione professionale attualmente in discussione alle Camere federali implicherà cambiamenti in merito. </p><p>Nel quadro della legislazione sull'assicurazione malattie le professioni paramediche vengono elencate come attività svolte da indipendenti o da organizzazioni di cure e d'aiuto a domicilio. In entrambi i casi, conformemente al sistema LAMal, si tratta di fornitori di prestazioni esercitanti su prescrizione o incarico di un medico. L'autorizzazione degli indipendenti è tra l'altro direttamente legata alla formazione cantonale di cui sopra. Naturalmente, sia in ambito ospedaliero che nell'ambito delle case di cura, le cure medico-sanitarie vanno considerate parte essenziale delle cure a carico dell'assicurazione malattie e il personale specializzato va impiegato di conseguenza. Inoltre l'ordinanza sulle prestazioni dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (OPre) precisa quali siano le prestazioni considerate come cure nell'ambito dell'assicurazione malattie.</p><p>Analogamente alla questione della loro sufficienza qualitativa e quantitativa, il problema della definizione e degli obiettivi delle cure va affrontato a diversi livelli. Nel quadro della formazione gli obiettivi vengono definiti alla presentazione del programmma di studio. L'attuale regolamentazione, elaborata dalla Croce Rossa Svizzera su incarico dei Cantoni, soddisfa certamente quest'esigenza. </p><p>Su un altro piano si pone il problema delle esigenze cui devono rispondere le cure prestate in ospedale o in altre istituzioni. Conformemente alla LAMal, anche in questo caso ci troviamo di fronte ad una competenza dei Cantoni nella loro qualità di istanza di pianificazione ed autorizzazione di ospedali e case di cura (art. 39). La legge prescrive esplicitamente che queste ultime devono disporre del personale specializzato necessario. Un'istituzione organizzata di conseguenza deve dunque disporre del personale necessario a dispensare le cure previste dal contratto di prestazioni. Secondo il Consiglio federale la presenza di personale sufficiente e qualificato è una condizione cui devono adempiere in primo luogo le istituzioni stesse e che i Cantoni devono verificare per il rilascio dell'autorizzazione. In questo senso l'influenza del Consiglio federale sulle condizioni di lavoro nell'ambito delle cure è limitata.</p><p>In conclusione va citata la garanzia della qualità prescritta dalla LAMal, che i fornitori di prestazioni devono dapprima formulare e poi concordare con gli assicuratori. Anche in questo caso il Consiglio federale ritiene che sia nell'interesse delle parti in causa che le cure rispondano ad esigenze elevate. Conformemente agli obiettivi della LAMal, il Consiglio federale si atterrà al metro elaborato dalle parti in causa e valuterà con attenzione in che misura saranno stati raggiunti gli scopi prefissi.</p><p>Pur essendo la ricerca in merito attualmente inserita nel quadro citato all'inizio, la questione delle cure, naturalmente, dovrà essere presa in considerazione anche nell'ampio contesto della ricerca medica. In effetti, i lavori di ricerca nell'ambito delle cure sono oggi ancora molto rari in Svizzera. Tuttavia va ricordato che l'Università di Basilea ha fondato di recente l'Institut für Pflegewissenschaft (Istituto di Scienza delle cure). Disponendo inoltre le scuole universitarie professionali di un mandato di ricerca il potenziale dovrebbe essere notevole. Il Consiglio federale ritiene dunque che, sulla base delle strutture già esistenti, per il futuro si possa prevedere un aumento dell'attività di ricerca del settore.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.