<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di elaborare un modello di parità salariale proattivo con le seguenti caratteristiche: </p><p>1. Ogni datore di lavoro ha l'obbligo di attuare il principio costituzionale "un salario uguale per un lavoro di uguale valore" anche se non è stata intentata nessuna azione legale.</p><p>2. Per tutte le aziende con oltre 50 dipendenti vige un preciso piano d'azione. Le aziende possono adottare diversi metodi per l'attuazione del piano. Alla fine, i datori di lavoro devono aver realizzato la parità salariale fra attività femminili e maschili di uguale valore.</p><p>3. Ai datori di lavoro è intimato un termine. Questa scadenza deve essere rispettata.</p><p>4. Le rappresentanze dei datori di lavoro e le organizzazioni e rappresentanze dei dipendenti collaborano alla realizzazione della parità salariale.</p><p>5. Lo Stato sostiene e sorveglia l'attuazione della parità salariale.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>All'atto pratico la parità tra donne e uomini nella vita professionale non è ancora stata raggiunta, ma dall'entrata in vigore della legge sulla parità dei sessi la situazione è leggermente migliorata. Ad esempio, in molti casi le sentenze emesse dai tribunali hanno fatto sì che i salari di alcune professioni tipicamente femminili del settore sanitario siano stati corretti al rialzo. Dalla valutazione degli effetti della LPar è emerso che la legge risulta essere uno strumento utile, applicabile e adeguato e che non presenta difetti o lacune di rilievo.</p><p>Il Consiglio federale ha tuttavia preso atto del numero sinora esiguo di imprese che, oltre a perseguire dichiaratamente una politica di parità dei sessi, hanno promosso iniziative in questo senso. Il Consiglio federale continua a sostenere le misure non repressive e facoltative e a porre l'accento soprattutto sull'informazione, sulla sensibilizzazione e sulla formazione. L'Ufficio federale per l'uguaglianza tra uomo e donna (UFU) è stato invitato a rafforzare le proprie attività in materia. Il DFI (UFU) è stato inoltre incaricato di verificare, congiuntamente con il DFE (SECO) e il DFGP (UFG) e in collaborazione con le parti sociali, la fattibilità di potenziali incentivi, ad esempio l'introduzione di un label per le imprese che promuovono la parità dei sessi.</p><p>La valutazione degli effetti della LPar ha altresì messo in luce quanto possa essere problematico lasciare ai lavoratori discriminati il compito di far valere i propri diritti, dato che il timore di perdere il posto di lavoro potrebbe indurli a non opporre resistenza. Il Consiglio federale ha quindi incaricato il DFGP di studiare in dettaglio, insieme all'UFU e all'AFF, vari modelli di autorità dotate di competenze istruttorie ed esecutive, tenendo conto delle esperienze maturate all'estero e in Svizzera con provvedimenti di questo genere nonché della situazione delle imprese.</p><p>Sulla base dei risultati che scaturiranno da questi lavori il Consiglio federale deciderà la procedura da seguire.</p><p>L'esempio del Quebec citato nella mozione è oltremodo interessante. Dal punto di vista demografico (7,5 milioni di abitanti), infatti, questa provincia canadese è simile alla Svizzera. Occorre tuttavia segnalare che la commissione responsabile dell'attuazione della legge dispone di un organico di complessivi 67 posti a tempo pieno.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.