<h2>SubmittedText<h2><p>La metanizzazione e il compostaggio sono metodi di riciclaggio degli scarti vegetali vantaggiosi per la nostra economia e per il nostro pianeta, poiché forniscono all'agricoltura fertilizzanti naturali. Per ottenere prodotti di qualità, tuttavia, è fondamentale rispettare i requisiti di legge. L'ordinanza sulla riduzione dei rischi inerenti ai prodotti chimici (ORRPChim) stabilisce che nel compost e nel digestato il tenore di corpi estranei (metallo, vetro, carta usata, cartone ecc.) non deve superare lo 0,4 per cento del peso della sostanza secca; quanto al tenore di materiali sintetici e di fogli di alluminio, non deve superare lo 0,1 per cento. Le specifiche di Bio Suisse stabiliscono un contenuto massimo di plastica dello 0,1 per cento a partire dal 1° gennaio 2021 e dello 0,05 per cento a partire dal 1° gennaio 2024.</p><p>In Svizzera non è vietato vendere sacchetti di plastica monouso. Inoltre, questi sacchetti possono essere ottenuti gratuitamente all'acquisto di merce sfusa (frutta, verdura, prodotti di panetteria ecc.). I compost raccolti dai Comuni spesso non soddisfano gli standard di Bio Suisse, in molti casi a causa della quantità eccessiva di sacchetti di plastica monouso.</p><p>Alla luce di questa situazione, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Come valuta l'impatto economico e ambientale dell'accordo concluso dal settore della distribuzione allo scopo di ridurre l'impiego di sacchetti di plastica monouso?</p><p>2. Questo accordo ha comportato un aumento o una diminuzione complessiva della produzione di imballaggi?</p><p>3. Le norme federali si fanno sempre più severe per quanto riguarda la percentuale di plastica nel compost e per molti Comuni sarà difficile rispettarle. Il Consiglio federale può agire a monte, vietando i sacchetti di plastica messi a disposizione gratuitamente per la frutta e la verdura nei supermercati, sostituendoli ad esempio con sacchetti biodegradabili o di carta oppure facendoli pagare?</p><p>4. Il Consiglio federale considera la possibilità di avviare programmi di sensibilizzazione destinati ai consumatori in generale, allo scopo di ridurre il consumo di sacchetti di plastica?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1) Per quanto attiene al monitoraggio e agli effetti dell'accordo settoriale, il Consiglio federale rimanda alle sue risposte alle interpellanze Flach (22.4543) e Weichelt (22.4570).</p><p>2) Dai dati pubblicati nel 2021 dal settore si evince che dall'introduzione della relativa tassa, nel 2017, il consumo di sacchetti monouso si è ridotto di quasi il 90 per cento. Il consumo di sporte in plastica è diminuito di quasi il 45 per cento dall'introduzione della tassa nel 2020. La Confederazione non dispone di dati relativi a una riduzione o a un aumento del consumo globale di imballaggi.</p><p>3) L'articolo 30a lettera a della legge sulla protezione dell'ambiente (LPAmb; RS 814.01) costituisce già la base giuridica che vieta la messa in commercio di prodotti destinati ad essere impiegati una sola volta e per breve tempo, se i vantaggi del loro impiego non giustificano il carico che ne deriva per l'ambiente. Inoltre, si potrebbero adottare anche misure meno severe. In questo caso occorre tenere conto dell'articolo 41a capoverso 3 LPAmb secondo il quale la Confederazione, prima di emanare prescrizioni d'esecuzione, deve esaminare le misure prese volontariamente dall'economia, ad esempio nel quadro di un accordo settoriale.</p><p>Inoltre, nel caso della sostituzione dei sacchetti in plastica con varianti biodegradabili occorre tenere conto dell'ecobilancio. Anche per fabbricare queste varianti si deve ricorrere a energia e materie prime, sovente in misura maggiore rispetto alla plastica di origine fossile. Infine, le plastiche biodegradabili si degradano spesso in misura insufficiente negli impianti di compostaggio e di fermentazione.</p><p>4) Nel suo rapporto del 23 settembre 2022 sulle materie plastiche nell'ambiente, il Consiglio federale ha fornito una panoramica delle misure già adottate e in corso come pure dei possibili orientamenti per una riduzione ulteriore degli apporti di plastica nell'ambiente. Considerati i numerosi lavori già in corso a livello federale, il Consiglio federale ritiene che attualmente non sussista nessuna ulteriore necessità d'intervento. Inoltre, esistono già campagne di sensibilizzazione volte a rendere attenti sul tema dell'inquinamento degli scarti vegetali dovuto alla plastica, come ad esempio la campagna "Stop-Plastic" dei Cantoni di Berna, Soletta e Basilea Campagna e di numerose altre autorità, associazioni e aziende.</p>  Risposta del Consiglio federale.