B u n d e s v e rw a l t u n g s g e r i ch t T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i f f éd é r a l T r i b u n a l e am m i n i s t r a t i vo f e d e r a l e T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i v fe d e r a l Corte IV D-1809/2013 S e n t e n z a d e ll ' 11 a p r i l e 2 0 1 3 Composizione Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, con l'approvazione della giudice Gabriela Freihofer; cancelliere Gilles Fasola. Parti A._______, nato il (...), Guinea, ricorrente, contro Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore. Oggetto Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; decisione dell'UFM del 27 marzo 2013 / N (...). D-1809/2013 Pagina 2 Visto la domanda d'asilo che l'interessato ha inoltrato in Svizzera in data 6 settembre 2012; i verbali di audizione del 14 settembre 2012 (di seguito: verba le 1) e del 27 marzo 2013 (di seguito: verbale 2); il verbale della decisione dell'Ufficio federale della migrazione (di seguito: UFM) del 27 marzo 2013, notificata oralmente all'interessato il giorno stesso (cfr. A15/1), con la quale detto Ufficio non è entrato nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a della legge sull’asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) e ha pronunciato l'allontanamento nonché l'esecuzione dell'allontanamento medesimo del richiedente dalla Svizzera; il ricorso inoltrato dal richiedente in data 3 aprile 2013 (cfr. timbro del plico raccomandato, data d'entrata: 8 aprile 2013); l'incarto originale dell'UFM, pervenuto al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) in data 9 aprile 2013; i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei consid e- randi che seguono; e considerato che presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 2 LAsi) contro una dec i- sione in materia d'asilo dell'UFM (art. 6 e 105 LAsi, art. 31-33 della legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 [LTAF, RS 173.32]), il ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a-c e 52 della legge federale sulla procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021); che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, sono decisi in p rocedura semplificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l’approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la dec i- sione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi); che ai sensi dell'art. 111a cpv. 1 LAsi si rinuncia allo scambio degli scritti; D-1809/2013 Pagina 3 che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito d'una d o- manda d'asilo se il richiedente non consegna alle autorità alcun doc u- mento di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione della d o- manda; che, giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si applica se il richi e- dente può rendere verosimile di non essere in grado, per motivi scusabili, di consegnare documenti di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla prese n- tazione della domanda (lett. a), se la qualità di rifugiato del ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in base all'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), oppure se l'audizione rileva che sono necessari ulteriori chiar i- menti per accertare la qualità di rifugiato o l'esisten za d'un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. c); che sono documenti di viaggio o d'identità ai sensi di legge quelli ufficiali, segnatamente il passaporto e la carta d'identità, che permettono un'ide n- tificazione certa del richiedente l'asi lo (in particolare della sua cittadina n- za) e che ne assicurano il rimpatrio senza necessità di particolari formal i- tà amministrative (DTAF 2007/7 consid. 5); che, per contro, non sono documenti validi giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi quelli emessi per a ltri scopi, come la licenza di condurre, la carta professionale, il certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato di f i- ne degli studi (cfr. DTAF 2007/7 consid. 6); che, nel caso concreto, il ricorrente, a distanza di oltre otto mesi dalla presentazione della domanda d'asilo, non ha esibito alcun documento che adempia i succitati criteri; che, infatti, il ricorrente si è limitato ad affermare che non avrebbe mai posseduto il passaporto e che la carta d'identità gli sarebbe stata sequ e- strata dalla polizia guineana in occasione del suo arresto; che, pertanto, non saprebbe cosa far e per ottenere i documenti (cfr. verbale 1, pag. 5 - 6); che, in occasione della seconda audizione , ha dapprima sostenuto di avere paura a contattare conoscenti nel suo Paese d'origine in quanto le Autorità potrebbero scoprire dove si trova, allorché, ha in seguito afferma- to di non avere contattato nessuno in quanto gli avrebbero sicuramente chiesto dei soldi per procurargli i documenti (cfr. verbale 2, D4-15, pag. 2- 3); D-1809/2013 Pagina 4 che non avendo né esibito un documento d'identità, né fornito una valida e verosimile giustificazione per la mancata produzione, l'eccezione prev i- sta all'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi a favore dell'insorgente non è applicabile; che in assenza di documenti d'ident ità occorre inoltre esaminare se, in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, in ba- se agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione, è accertata la qualità di rifu - giato del richiedente; che inoltre con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legislatore ha pure introdotto, con l'art. 32 cpv. 2 lett. a nonché cpv. 3 LAsi, una pr o- cedura sommaria nell'ambito della quale è statuito sull'adempimento o meno della qualità di rifugiato, nonostante la stessa termini con una dec i- sione di non entrata nel merito (DTAF 2007/8 consid. 5); che, come rettamente ritenuto nella querelata decisione cui si rinvia, le dichiarazioni del ricorrente sono inverosimili e contraddittorie; che, infatti, l'insorgente si è limitato a fornire dichiaraz ioni generiche non corroborate dal benché minimo elemento concreto; che, a titolo di esempio, non è nemmeno stato in grado di spiegare come sia avvenuta l'asserita fuga dal carcere (cfr. verbale 2, D34 -37, pag. 5); che, inoltre, in occasione della prima audizione ha affermato di non sapere né quante celle ci fossero nel carcere, né quante persone vi fossero detenute (cfr. verbale 1, pag. 8); che, tuttavia, nella seconda audizione ha dichiarato che vi sarebbero st a- te quindici persone in cella (cfr. verbale 2, D51, pag. 6); che, oltretutto, ha dapprima sostenuto che sarebbe stato arrestato ed incarcerato da pol i- ziotti (cfr. verbale 1, pag. 8 -9), allorché ha in seguito sostenuto che si s a- rebbe trattato di militari (cfr. verbale 2, D33, D38 -43, pag. 5-6); che, inter- rogato su tale contraddizione, egli si è limitato ad affermare di non sapere distinguere militari e poliziotti (cfr. verbale 2, D44-48, pag. 6); che neppure dalle allegazioni ricorsuali emergono nuovi elementi, fatti o mezzi di prova, atti a modificare quanto già ritenuto in prima istanza, si c- ché per evitare ulteriori ripetizioni, si rimanda alle considerazioni della d e- cisione impugnata; che pertanto non risultano elementi ai sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi da cui dedurre la necessità di ulterior i accertamenti ai fini della determ i- nazione della qualità di rifugiato dell'insorgente; che inoltre non si giustificano neppure delle misure di istruzione complementari ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedimento D-1809/2013 Pagina 5 all'esecuzione dell'allont anamento del ricorrente dal punto di vista dell'ammissibilità (cfr. DTAF 2009/50, consid. 5-8 e DTAF 2007/8, consid. 5.6.5-5.7); che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere che l'esecuzione dell'allontanamento del ricorren te in Guinea possa violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della Convenzione del 28 luglio 1951 sullo statuto dei rifugiati (Conv., RS 0.142.30), l'art. 5 LAsi (divieto di respingimento) nonché l'art. 83 cpv. 3 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) o esporre il ricorrente in patria al rischio reale ed immediato di trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione del 4 novembre 1950 per la salvaguardia dei diritti dell'u o- mo e delle libertà fondamentali (CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Co n- venzione del 10 dicembre 1984 contro la tortura ed altre pene o tratt a- menti crudeli, inumani o degradanti (Conv. tortura, RS 0.105); che da q uanto esposto ne discende che l'UFM rettamente non è entrato nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi; che di conseguenza, in materia di non entrata nel merito, il ricorso, dest i- tuito di ogni e benché minimo fondamento, n on merita tutela e la decisi o- ne impugnata va confermata; che il ricorrente non adempie le condizioni in virtù delle quali l'UFM avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera (art. 14 cpv. 1 e cpv. 2, art. 44 cpv. 1 LAsi, nonché art. 32 ordinanza 1 dell'11 agosto 1999 sull'asilo relativa a questioni procedurali [Oa si 1, RS 142.311] ; DTAF 2009/50 consid. 9); che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 LStr; che, giusta suddetta norma, l'esecuzione dell'allontanamento deve essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragione- volmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr); che, in considerazione di quanto indicato poc'anzi, ai sensi delle norme di diritto internazionale pubblico nonché della LAsi, l'esecuzione dell'allont a- namento è ammissibile (cfr. art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 cpv. 3 LStr); che la situazione vigente in Guinea non è caratterizzata da guerra, guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme della popolazione nell'integralità del territorio nazionale; D-1809/2013 Pagina 6 che quanto alla situazione personale del ricorrente egli è giovane, dispo- ne di una scolarizzazione di base e vanta esperienze professionali quali venditore ambulante e domestico (cfr. verbale 1, pag. 4); che, in conside- razione dell'inverosimiglianza delle proprie dichiarazioni, vi è ragione di credere che il ricorrente disponga in Patria, dove ha vissuto ininterrott a- mente dalla nascita sino al 2011, di una rete sociale più ampia di quella dichiarata; che, inoltre, il ricorrente non ha preteso nel gravame di soffrire di gravi problemi di salute che possano giustificare la sua ammissione provvisoria (cfr. DTAF 2009/2 consid. 9.3.2 e relativi riferimenti), senza che da un esame di ufficio degli atti di causa emerga la necessità di una sua permanenza in Svizzera per motivi medici; che perta nto l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente nel suo Paese di origine è ragionevo l- mente esigibile (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 cpv. 4 LStr); che infine non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 cpv. 2 LStr); che infatti il ricorrente , usando della necessaria dil i- genza, potrà procurarsi ogni documento indispensabile al rimpatrio (cfr. DTAF 2008/34 consid. 12); che l'e secuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile; che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, r a- gionevolmente esigibile e possibile; che, di conseguenza, anche in mat e- ria di allontanamento e relativa esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata; che, in virtù di quanto precedentemente enunciato, le conclusioni rico r- suali tendenti all'annullamento della decisione impugn ata e alla trasmi s- sione degli atti all'autorità inferiore per nuova decisione vanno respinte; che avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso la domanda di esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese processuali è divenuta senza oggetto; che visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.–, che seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del Regolamento sulle ta s- se e sulle spes e ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]); che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale fede rale D-1809/2013 Pagina 7 (art. 83 lett. d cifra 1 della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]). (Dispositivo alla pagina seguente) D-1809/2013 Pagina 8 il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 1. Il ricorso è respinto. 2. Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sentenza. 3. Questa sentenza è comunicata al ricorrent e, all'UFM e all'autorità cant o- nale competente. Il giudice unico: Il cancelliere: Daniele Cattaneo Gilles Fasola Data di spedizione: