<h2>SubmittedText<h2><p>Nel mondo scientifico l'utilità della sperimentazione animale è vieppiù messa in discussione. È controversa in particolare la trasferibilità all'essere umano degli effetti a lungo termine osservati. Per i test prescritti dalla legge sono convalidati e riconosciuti dalle autorità metodi che non coinvolgono animali. La possibilità di ricorrere a simili metodi rende inammissibile la sperimentazione animale. L'attuazione sistematica di questo principio rappresenterebbe un grande passo avanti per il benessere degli animali.</p><p>Lo sviluppo e il riconoscimento costanti di metodi moderni che non coinvolgono animali hanno condotto in particolare nel 2007 alla pubblicazione negli USA di "Tox21c" (Toxicity Testing in the 21st Century: A Vision and a Strategy) e nel 2016 all'elaborazione nei Paesi Bassi, su mandato del ministro dell'agricoltura Martijn van Dam, di una strategia per l'abbandono della sperimentazione animale entro il 2025. Questi esempi si fondano sul fatto che gli effetti nocivi possono essere comprovati già a livello cellulare (meccanismi d'azione, percorsi di tossicità), il che rende inutile la sperimentazione animale.</p><p>In Svizzera i test senza sperimentazione animale per i cosmetici e i prodotti per uso domestico o di pulizia sono già una realtà. Occorrerebbe quindi valutare la possibilità di estenderli ad altri settori, ad esempio a quello dei prodotti fitosanitari.</p><p>1. Qual è il parere del Consiglio federale sull'impiego di metodi di test che non coinvolgono animali per valutare la sicurezza dei prodotti fitosanitari?</p><p>2. Come giudica la pertinenza dei risultati delle sperimentazioni animali riguardo agli effetti a lungo termine dei prodotti fitosanitari sull'essere umano?</p><p>3. Quante sperimentazioni animali sono necessarie per dimostrare tutti gli effetti cocktail immaginabili dei prodotti fitosanitari?</p><p>4. È disposto a prendere in considerazione la possibilità di elaborare una strategia simile a quella dei Paesi Bassi per lo svolgimento dei test prescritti dalla legge per i prodotti fitosanitari senza sperimentazione animale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. L'omologazione dei prodotti fitosanitari è disciplinata nell'ordinanza concernente l'immissione sul mercato di prodotti fitosanitari (RS 916.161). I requisiti svizzeri per la verifica della sicurezza di questi prodotti corrispondono ampiamente a quelli del diritto europeo. I principi attivi e i prodotti sono omologati se, sulla base di standard scientifici, è dimostrato che non hanno effetti nocivi sulla salute umana e animale ed effetti inaccettabili sull'ambiente. Le aziende che presentano una domanda di omologazione sono tenute a fornire gli studi necessari che devono essere conformi ai requisiti degli organismi internazionali in questo settore (OCSE, Codex Alimentarius, GHS "Sistema di etichettatura dei prodotti chimici delle Nazioni Unite"). Ad oggi, per valutare i prodotti fitosanitari ci sono solo pochi metodi convalidati che non coinvolgono animali. Questi consentono soprattutto di identificare effetti facilmente dimostrabili (p. es. irritazione oculare); per le reazioni complesse (p. es. effetti sul sistema ormonale, lesioni agli organi, insorgenza del cancro) non ci sono invece metodi affidabili che non coinvolgano animali. In considerazione di detti motivi e dell'ingente onere in termini di ricerca che sarebbe necessario per sviluppare alternative valide, a breve e medio termine non sarà possibile rinunciare del tutto alla sperimentazione animale per le procedure d'omologazione. Tuttavia, nel rispetto del principio delle 3R ("replace, reduce, refine", ovvero sostituire, ridurre e perfezionare), occorre ricorrervi il meno possibile.</p><p>2. L'industria e le autorità hanno un'esperienza decennale negli studi tossicologici sulle sostanze chimiche. Tali studi hanno dimostrato che anche gli effetti a lungo termine dei prodotti chimici sull'essere umano sono ben prevedibili mediante gli esperimenti sugli animali; su questa base si possono pertanto definire dosi di riferimento sicure per la salute umana. Chiaramente, la complessità degli organismi non permette di prevedere con assoluta certezza i potenziali effetti sull'essere umano, ma i modelli animali offrono al momento la migliore simulazione possibile dell'organismo umano. I metodi che non coinvolgono animali sono generalmente meno concludenti, poiché riescono a simulare i complessi processi biologici dell'organismo in maniera soltanto molto limitata.</p><p>3. Secondo gli standard riconosciuti a livello internazionale, i rischi cumulativi dei prodotti fitosanitari sono attualmente valutati in base ai dati disponibili sui singoli principi attivi. Per verificare gli effetti cocktail (ossia l'effetto congiunto di più sostanze) non è previsto né il rilevamento di nuovi dati, né lo svolgimento di ulteriori esperimenti sugli animali. Un'analisi completa dei potenziali effetti cocktail non sarebbe del resto attuabile, poiché bisognerebbe testare tutte le combinazioni possibili dei circa 400 principi attivi. Servirebbero pertanto migliaia di studi con centinaia di migliaia di animali. I prodotti fitosanitari sono in definitiva tra i prodotti chimici meglio analizzati.</p><p>4. Dato che i prodotti fitosanitari sono sviluppati per il mercato globale, il Consiglio federale ritiene opportuno armonizzare la strategia svizzera per lo sviluppo di metodi di prova senza sperimentazione animale con quanto intrapreso a livello internazionale e soprattutto europeo. Anche nel caso dei cosmetici, i test senza sperimentazione animale sono stati introdotti parallelamente agli sviluppi nell'UE. Se il nostro Paese decidesse di procedere per conto proprio, l'industria elvetica ne risulterebbe svantaggiata rispetto alla concorrenza estera e la piazza economica svizzera si indebolirebbe. È pertanto più opportuno che la Svizzera partecipi all'impegno internazionale per sviluppare metodi che non coinvolgono animali, come fa già, per esempio, in seno agli organi dell'OCSE. Nel quadro del programma delle linee guida dell'OCSE sulla sperimentazione, che ha per oggetto gli esami tossicologici dei prodotti chimici, sono già stati convalidati alcuni metodi alternativi (cfr. risposta alla domanda 1).</p>  Risposta del Consiglio federale.