<h2>SubmittedText<h2><p>Il diritto federale conferisce ai cantoni la competenza di emanare norme vincolanti per la creazione e l'esercizio di strutture pubbliche o private per la custodia di bambini complementare alla famiglia quali asili nido, strutture di custodia collettiva diurna ecc. Queste norme, a volte esagerate, mandano a monte in particolare iniziative private perché, ad esempio, la superficie dei locali o delle finestre non le soddisfano o perché il personale disponibile non possiede i diplomi richiesti. Nella realtà, dunque, disposizioni statali troppo esigenti rendono impossibile la tanto auspicata offerta di posti di custodia a buon mercato. A queste condizioni possono essere realizzate solo strutture di custodia conformi alle norme sociali, dunque costose, cui possono ricorrere solo genitori con redditi sufficientemente elevati. Necessarie sono però soprattutto strutture accessibili a genitori con redditi più modesti.</p><p>Sulla base di quanto precede chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. È anch'esso del parere che, visto il bisogno di strutture di custodia a buon mercato, la creazione e l'esercizio di queste istituzioni non debba essere ostacolata da norme troppo esigenti emanate da un'amministrazione sociale cantonale perlomeno discutibile?</p><p>2. È disposto a limitare la crescita incontrollata delle norme sociali cantonali nell'ambito della creazione e dell'esercizio di strutture pubbliche o private di custodia per i bambini al fine di ridurre o eliminare gli attuali ostacoli amministrativi che impediscono la realizzazione di iniziative private in questo settore?</p><p>3. In questo senso, non sarebbe il caso di fissare a livello federale un elenco esaustivo delle condizioni da adempiere per la creazione e l'esercizio di queste strutture (p. es. documentare previamente per scritto le modalità di finanziamento, le regole in materia di responsabilità e di assicurazione, i principi etici, religiosi e pedagogici nonché l'organizzazione, le competenze e le responsabilità individuali)?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è del parere che le strutture per la custodia di bambini complementare alla famiglia abbiano un'importante funzione al fine di una migliore conciliabilità tra famiglia e lavoro e che si debba promuovere la creazione di un'offerta adeguata alla domanda. Per questo motivo si è anche espresso a favore del proseguimento del programma d'incentivazione per la promozione dell'offerta di custodia di bambini complementare alla famiglia, approvato dal Parlamento nella sessione autunnale del 2006. Tuttavia, ritiene anche che la realizzazione e il finanziamento di queste infrastrutture siano fondamentalmente di competenza di cantoni e comuni e non debbano diventare un compito permanente della Confederazione. Per quanto concerne le prescrizioni relative a quest'ambito, la Confederazione deve dunque agire con la massima prudenza. In merito alle singole domande:</p><p>1. Come mostrano alcuni studi, nella scelta della struttura per la custodia di bambini complementare alla famiglia il prezzo svolge effettivamente un ruolo fondamentale. Va detto però che la maggior parte delle strutture pubbliche o sussidiate da cantoni e comuni prevede tariffe in funzione del reddito dei genitori. Così, oggigiorno queste strutture non sono più accessibili unicamente ai genitori che vivono in buone condizioni economiche. I costi delle diverse strutture non sono determinati unicamente dalle prescrizioni cantonali relative alla struttura e al personale. Vi sono altri fattori determinanti quali il livello regionale dei salari e degli affitti.</p><p>2. Anche il Consiglio federale è dell'opinione che le prescrizioni relative alle strutture e al personale nell'ambito della custodia di bambini complementare alla famiglia debbano essere il più semplici ed efficaci possibile e non si debba cadere in un perfezionismo esagerato. Nell'ordinanza sull'accoglimento di minori a scopo di affiliazione e di adozione (RS 211.222.338), per la realizzazione di strutture di custodia collettiva diurna private la Confederazione richiede l'autorizzazione di un'autorità designata dal cantone (art. 13). Per ottenere l'autorizzazione la struttura deve, in particolare, disporre di un numero sufficiente di collaboratori che siano idonei ad assumere il compito che li attende (art. 15). A livello federale, il legislatore non prevede prescrizioni più dettagliate. Se questo standard minimo non li soddisfa, i cantoni sono liberi di emanare disposizioni che vanno al di là di quanto previsto dall'ordinanza (art. 3). Per il resto, anche l'articolo 3 capoverso 1 lettera c della legge federale sugli aiuti finanziari per la custodia di bambini complementare alla famiglia (RS 861) subordina la concessione degli aiuti finanziari all'adempimento delle esigenze qualitative cantonali.</p><p>3. La Confederazione non ha la competenza di legiferare in materia di custodia di bambini complementare alla famiglia. Secondo l'articolo 116 capoverso 1 secondo periodo della Costituzione federale può semplicemente sostenere provvedimenti a tutela della famiglia. Questa base legale non le permetterebbe dunque di emanare disposizioni materiali sulle strutture di custodia. Per principio, quest'ambito è quindi di competenza dei cantoni e dei comuni. Questo vale a maggior ragione se si considera il fatto che al termine del programma d'incentivazione della Confederazione le strutture saranno sussidiate esclusivamente da cantoni e comuni. Nel quadro dell'attuazione della mozione Fehr 03.3603, accolta dal Parlamento, la Confederazione appurerà, insieme a cantoni, comuni, parti sociali e ONG, quali misure possono contribuire a migliorare la conciliabilità tra impegni professionali e familiari.</p>  Risposta del Consiglio federale.