<h2>SubmittedText<h2><p>Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale condivide l’opinione secondo cui i parlamentari che, oltre a quella svizzera, possiedono altre cittadinanze possano incorrere in conflitti di interesse?</p><p>2. Il Consiglio federale è disposto a sottoporre all’Assemblea federale il disegno di una disposizione al fine di precisare l’articolo 12 della legge sul Parlamento (Indipendenza rispetto a Stati esteri) in modo da prevenire i conflitti di interesse?</p><p>3. Il Consiglio federale è disposto a proporre all’Assemblea federale, come soluzione alternativa a quanto proposto alla domanda 2, un disegno che preveda che al momento dell’entrata in carica i parlamentari interessati formulino una dichiarazione di lealtà nei confronti della Confederazione Svizzera?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p><strong>Ad 1</strong>: Come già affermato dall’Ufficio nella sua risposta alla mozione 08.3176 presentata dalla consigliera nazionale Kathy Riklin nel 2008, secondo la Costituzione federale la cittadinanza svizzera è determinante per l’esercizio dei diritti politici (v. art. 136 cpv. 1 Cost.). L’Ufficio ritiene pertanto che la cittadinanza svizzera sia il requisito fondamentale per i membri del Parlamento svizzero. Il fatto che alcuni parlamentari posseggano anche un’altra cittadinanza non significa che abbiano più probabilità di altri di incorrere in conflitti di interessi o di lealtà.</p><p>Inoltre, secondo l’articolo&nbsp;16 capoverso&nbsp;1 lettera&nbsp;c dell’ordinanza sull’amministrazione parlamentare (Oparl) dal 1°&nbsp;luglio 2022 i membri dell’Assemblea federale sono tenuti a dichiarare eventuali altre cittadinanze. Questa informazione figura nelle brevi biografie pubblicate dai Servizi del Parlamento.&nbsp;</p><p>La modifica dell’Oparl era stata introdotta in seguito all’iniziativa parlamentare presentata nel 2018 dal consigliere nazionale Chiesa&nbsp;<a href="https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20180406">18.406</a> («Indicare le proprie cittadinanze in nome della trasparenza»). Quest’ultima chiedeva di creare trasparenza sulle cittadinanze dei singoli membri dell’Assemblea federale mediante una modifica delle pertinenti basi legali. Nel suo rapporto del 19&nbsp;novembre 2020 concernente l’iniziativa (FF 2020 8249), la Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale ha posto l’accento sull’obiettivo della trasparenza e affermato che «l’obbligo di indicare tutte le cittadinanze è necessario per un Parlamento trasparente e aperto e serve all’informazione sia degli altri parlamentari che del pubblico».</p><p>Inoltre, prima di entrare in funzione ciascun membro dell’Assemblea federale deve prestare giuramento o promessa solenne (art.&nbsp;3 cpv.&nbsp;1 LParl). La formula del giuramento è la seguente: «Giuro dinnanzi a Dio onnipotente di osservare la Costituzione e le leggi e di adempiere coscienziosamente gli obblighi inerenti al mio mandato». La formula della promessa è la seguente: «Prometto di osservare la Costituzione e le leggi e di adempiere coscienziosamente gli obblighi inerenti al mio mandato». L’Ufficio ritiene che prestare giuramento o promessa solenne equivalga a una dichiarazione di lealtà nei confronti della Confederazione Svizzera.</p><p><strong>Ad 2 e 3</strong> L’Ufficio reputa che il diritto vigente sia sufficiente e non ritiene pertanto necessari ulteriori disciplinamenti.</p>