<h2>SubmittedText<h2><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. La Confederazione registra in modo sistematico i diversi casi di effetti collaterali che si sono osservati in seguito alla vaccinazione contro la malattia della lingua blu?</p><p>2. Com'è strutturato il programma di ricerca relativo allo studio di accompagnamento sugli effetti collaterali? Chi partecipa a questo studio e chi lo finanzia?</p><p>3. Quanto costa la vaccinazione contro la malattia della lingua blu all'anno? (Confederazione, cantoni, contadini)</p><p>4. Il Consiglio federale ritiene che le indennità versate dai quattro cantoni siano giustificate? Dovrebbero versare delle indennità anche altri cantoni?</p><p>5. Come si spiega che nel 2008 sono stati impiegati due vaccini non ancora omologati?</p><p>6. Cosa intraprende il Consiglio federale per garantire che in futuro vengano impiegati soltanto quei vaccini che sono stati ufficialmente omologati?</p><p>7. Cosa prevede di intraprendere il Consiglio federale per preservare i contadini da un danno all'immagine dell'agricoltura e in particolare dell'agricoltura biologica?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Le notifiche relative a effetti indesiderati causati da medicamenti immunologici vengono registrate e valutate nel sistema Vaccinovigilance dell'istituto di virologia e d'immunoprofilassi (IVI). </p><p>2. Lo studio scientifico di monitoraggio relativo alla campagna di vaccinazione BT (Bluetongue) persegue l'obiettivo di appurare l'efficacia e l'innocuità dei vaccini impiegati e di mostrare eventuali possibilità di perfezionamento della campagna di vaccinazione. In uno studio condotto sul campo vengono osservati pecore, capre e bovini vaccinati per un periodo di dodici mesi. Eventuali effetti collaterali vengono registrati. Inoltre, viene stimato il grado di copertura raggiunto mediante la vaccinazione. I detentori di animali vengono interrogati, tra l'altro, in merito alle loro esperienze con la campagna di vaccinazione in corso e pregati di esprimere la loro opinione generale sulle vaccinazioni. Le conclusioni evinte dallo studio d'accompagnamento servono all'ottimizzazione delle campagne di vaccinazione previste per il 2009 e il 2010. Partecipano allo studio l'Ufficio federale di veterinaria (UFV), l'IVI e la facoltà Vetsuisse dell'Università di Berna. Lo studio viene finanziato dall'UFV. </p><p>3. Nel 2008 la Confederazione ha speso 4,3 milioni di franchi per l'acquisto delle dosi di vaccino. In media si sono spesi 20 franchi per ogni sopralluogo nelle aziende agricole e 4 franchi per ogni vaccinazione. Complessivamente si sono spesi circa 20 milioni di franchi. In occasione di un incontro tra la Confederazione, i cantoni e le organizzazioni agricole è stato concordato che i detentori degli animali, in qualità di beneficiari principali, devono sopportare il 60 per cento circa dei costi (12 milioni di franchi). Tuttavia, la suddivisione dei costi tra le autorità pubbliche e i detentori degli animali viene gestita diversamente dai cantoni. </p><p>4. Gli aborti, tanto frequenti presso i ruminanti, possono essere causati da numerosi fattori. In Svizzera, tra i soli bovini si verificano tra i 1000 e i 2000 aborti al mese. Un obbligo generale di indennità per gli aborti non è previsto dalla legislazione sulle epizoozie. Tuttavia, i cantoni possono anche versare delle indennità, pur non essendovi tenuti per legge. </p><p>5. La documentazione presentata nel maggio 2008 non era sufficiente per un'omologazione ufficiale dei vaccini BT. A causa dell'imminente minaccia costituita dalla BT, è stato autorizzato, a tempo determinato, l'impiego dei vaccini, conformemente all'articolo 9 capoverso 4 della legge sugli agenti terapeutici (RS 812.21). Negli ultimi anni sono stati impiegati a milioni in Europa vaccini analoghi contro altri sierotipi BT. I vaccini provengono da produttori noti e corrispondono, in quanto a composizione e quantità, a uno standard usuale per molti vaccini omologati. Inoltre, i vaccini impiegati sono stati analizzati dall'IVI in uno studio scientifico condotto sul campo. </p><p>6. L preparazione di un fascicolo per ottenere un'autorizzazione è un processo dispendioso in termini sia di tempo che di risorse. Se sussiste il pericolo di una rapida diffusione di un'epizoozia dev'essere possibile l'impiego controllato e a tempo determinato di vaccini non ancora omologati per impedire o contenere possibili danni, come disciplina l'articolo 9, capoverso 4, della legge sugli agenti terapeutici (RS 812.21).</p><p>7. L'impiego di vaccini contro la BT ha preservato l'agricoltura svizzera da una rapida diffusione di tale epizoozia. Grazie a questa prudenza si è potuto dare un'immagine positiva della produzione animale in Svizzera. Se la salute degli animali è in pericolo, sono autorizzate le vaccinazioni anche nell'agricoltura biologica (art. 16d cpv. 6 dell'ordinanza sull'agricoltura biologica, RS 910.18).</p>  Risposta del Consiglio federale.