<h2>SubmittedText<h2><p>Il sottoscritto deputato chiede al Consiglio federale di spiegare le modalità concernenti l'aiuto, appena votato in complemento al primo, a favore delle comunità emergenti in democrazia dell'Europa centrale e dell'est, e in particolare:</p><p>1. il circuito interno svizzero di sussidiamento;</p><p>2. gli enti o le società beneficiarie svizzere ed estere;</p><p>3. l'autorità amministrativa decisionale per quanto concerne i progetti da approvare;</p><p>4. se ci sono possibilità o meno di "abusi preferenziali" nei confronti di una o più ditte svizzere, operanti nei Paesi dell'Europa centrale e dell'est.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Dando seguito ai messaggi del Consiglio federale del 22 novembre 1989, del 23 settembre 1991 e del 1o luglio 1992, il Parlamento ha approvato dei crediti-quadro che devono permettere di sostenere le riforme politiche, economiche e sociali nell'Europa orientale. Poiché queste riforme si estenderanno su diversi anni e la cooperazione con i Paesi dell'Europa orientale diventerà pertanto una parte integrante della politica estera svizzera, a tale scopo è stata istituita una base legale. Il decreto federale di obbligatorietà generale concernente la cooperazione con i Paesi dell'Europa centrale e orientale, il cui termine di referendum è scaduto inutilizzato il 3 luglio 1995 e che entrerà prossimamente in vigore, nel capitolo 4 definisce l'esecuzione dei provvedimenti a favore di questi Paesi.</p><p>Le competenze decisionali e finanziarie sono definite nell'ordinanza del 6 maggio 1992 concernente i provvedimenti di rafforzamento della cooperazione con gli Stati dell'Europa centrale e orientale. L'Ufficio di cooperazione per l'Europa dell'Est del Dipartimento federale degli affari esteri è competente per i provvedimenti nel settore della cooperazione tecnica, mentre l'Ufficio federale dell'economia esterna del Dipartimento federale dell'economia pubblica è competente per quelli nel settore dell'aiuto finanziario. Il coordinamento generale dei provvedimenti d'aiuto spetta al Dipartimento federale degli affari esteri. Le priorità geografiche e settoriali sono stabilite da un comitato interdipartimentale dei programmi. Gruppi settoriali specializzati concretizzano gli oggetti prioritari fissati dal comitato interdipartimentale dei programmi.</p><p>Dal 1994, il Consiglio federale informa annualmente le commissioni parlamentari competenti sui progetti che sono stati approvati, l'impiego dei mezzi finanziari e gli effetti dei provvedimenti osservati nel corso delle valutazioni. Inoltre, la Delegazione delle finanze (DF) delle Camere federali, la Commissione delle finanze (CdF) e la Commissione della gestione del Consiglio nazionale (CdG) si sono occupate dell'aiuto all'Europa orientale e hanno posto, fra l'altro, domande simili.</p><p>Per principio, la Svizzera, come pure i Paesi beneficiari, collabora con i partner più adatti per un determinato compito. Nel settore dell'aiuto finanziario, l'aiuto della Svizzera è legato per principio a beni e servizi svizzeri. Nel settore della cooperazione tecnica, circa tre quarti dei mezzi vanno a partner svizzeri, circa il 20 per cento a organizzazioni internazionali e il rimanente a vari realizzatori.</p><p>Il punto di partenza della procedura che conduce alla scelta di un progetto è costituito dai bisogni del Paese beneficiario. Per principio, la Svizzera sostiene unicamente progetti la cui importanza è prioritaria dal punto di vista dei processi di riforma. Non appena la priorità è stata decisa, i progetti sono esaminati mediante una procedura di decisione strutturata in modo da determinare se hanno i requisiti per essere presi in considerazione. La valutazione riguarda gli aspetti tecnici, finanziari ed economici. I mandati sono distribuiti conformemente alle direttive della Confederazione concernenti la procedura d'appalto e alle modalità relative ai contratti. Nell'attribuzione dei mandati svolgono un ruolo preponderante criteri quali la competenza nel settore, l'esperienza nella gestione di progetti e la conoscenza dell'Europa dell'Est.</p><p>Le procedure decisionali summenzionate impediscono un trattamento di favore nell'attribuzione dei mandati.</p>  Risposta del Consiglio federale.