<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di presentare un rapporto che risponda alle domande seguenti.</p><p>1. Quali sono stati negli ultimi anni i problemi rilevati in materia di immigrazione volta a sfruttare lo Stato sociale? Vi sono tendenze specifiche associate a determinate regioni o settori?</p><p>2. Quante persone immigrate negli ultimi cinque anni percepiscono un aiuto sociale (suddivise per Paese d'origine)?</p><p>3. Quanti immigrati hanno percepito almeno una volta indennità di disoccupazione nei primi cinque anni dal loro arrivo in Svizzera (suddivisi per Paese d'origine)?</p><p>4. Quante persone immigrate negli ultimi cinque anni percepiscono prestazioni complementari (suddivise per Paese d'origine)?</p><p>5. Vi sono Cantoni o Comuni che sono riusciti a ridurre la dipendenza degli immigrati dall'aiuto sociale tramite misure speciali? In caso affermativo, con quali misure?</p><p>6. Quali misure possono essere adottate per ridurre gli incentivi a immigrare allo scopo di sfruttare il nostro Stato sociale e quindi impedire questo tipo di immigrazione?</p><p>7. Quali ostacoli giuridici, cancellazioni e adeguamenti di prestazioni sociali per immigrati sono stati finora vagliati? </p><p>8. Quali delle misure vagliate potrebbero essere attuate senza adeguare l'Accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC)?</p><p>9. Per le restanti misure: come potrebbe e dovrebbe essere adeguato l'ALC?</p><p>10. Il Consiglio federale è disposto a inserire tali questioni tra i suoi prossimi passi riguardo alla bozza dell'Accordo quadro con l'UE e a chiedere ad esempio una revisione dell'ALC? In caso negativo, perché no?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./6.-8. L'immigrazione nel quadro della libera circolazione delle persone (ALC) riguarda anzitutto il mercato del lavoro. Chi desidera risiedere in Svizzera necessita di un contratto di lavoro valido, deve esercitare un'attività lucrativa indipendente oppure, se non esercita un'attività lucrativa, disporre di mezzi finanziari sufficienti, e disporre di un'assicurazione malattia completa. Come indicato nel messaggio concernente l'iniziativa per la limitazione (<a href="https://www.admin.ch/opc/de/federal-gazette/2019/5027.pdf">FF 2019 4177</a>) e nel 16° rapporto dell'Osservatorio sulla libera circolazione delle persone, l'immigrazione nel quadro dell'ALC non ha comportato un maggiore ricorso alle prestazioni sociali. I cittadini UE e AELS versano attualmente alle assicurazioni sociali contributi nettamente più elevati delle prestazioni percepite. Negli ultimi anni il Consiglio federale ha peraltro già attuato diverse misure volte a prevenire gli abusi in materia di diritto di soggiorno e prestazioni sociali. Nel quadro dell'attuazione dell'articolo 121a Cost. (iniziativa contro l'immigrazione di massa), il Parlamento ha inoltre adottato misure tese a migliorare l'esecuzione dell'ALC. In concreto, la revisione della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione ha escluso la possibilità di beneficiare dell'aiuto sociale per gli stranieri che soggiornano in Svizzera ai soli fini della ricerca di un impiego. Sono state inoltre precisate le regole in materia di estinzione del diritto di soggiorno dei cittadini UE/AELS in caso di perdita involontaria dell'impiego. Infine, è stato introdotto uno scambio di dati tra le autorità per quanto riguarda il percepimento di prestazioni complementari (FF 2016 2621). </p><p>2.-4. I rapporti dell'Osservatorio sulla libera circolazione delle persone, stilati da un gruppo di lavoro interdipartimentale composto da rappresentanti della SECO (direzione), dell'UST, della SEM e dell'UFAS, valutano le ripercussioni della libera circolazione delle persone sul mercato del lavoro e sulle assicurazioni sociali, a livello nazionale e nelle grandi regioni della Svizzera. Illustrano gli attuali sviluppi in materia di prestazioni sociali, segnatamente le prestazioni complementari, l'assicurazione contro la disoccupazione e l'aiuto sociale. Il Consiglio federale rinvia ai dati indicati in questi rapporti. </p><p>5. Nemmeno oggi esistono rilevamenti sistematici delle misure cantonali e comunali che potrebbero aver ridotto la dipendenza dall'aiuto sociale. Nel quadro dei programmi cantonali d'integrazione la Confederazione sostiene i Cantoni nella promozione dell'integrazione degli immigrati. </p><p>9./10. La stipula di un accordo istituzionale intende permettere di consolidare e sviluppare ulteriormente l'accesso al mercato interno UE. Il Consiglio federale ritiene che la bozza di testo negoziata risponda in ampia misura agli interessi della Svizzera. Occorre tuttavia chiarire e precisare le misure di accompagnamento, gli aiuti di Stato e la direttiva sulla libera circolazione dei cittadini UE. I corrispondenti colloqui con l'UE sono in corso. Un recepimento della suddetta direttiva comporterebbe in determinati settori un'estensione del diritto all'aiuto sociale. Per contro, un adeguamento delle attuali disposizioni dell'ALC in materia di prestazioni sociali non è oggetto delle discussioni sull'accordo quadro istituzionale. Respingendo l'iniziativa sulla limitazione Popolo e Cantoni hanno confermato il loro sostegno all'ALC nella sua forma attuale. </p><p>Alla luce dei rapporti regolarmente pubblicati, delle misure già adottate per lottare contro gli abusi in materia di diritto di soggiorno e dell'assenza di motivi per adeguare l'ALC in questo settore, il Consiglio federale è contrario alla redazione del rapporto chiesto dall'autore del postulato.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.