<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di presentare senza indugio un atto normativo che conceda e assicuri all'ente pubblico un diritto di prelazione sui fondi e sugli immobili direttamente o indirettamente di proprietà di Credit Suisse o della neo proprietaria UBS.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Credit Suisse SA e UBS SA sono persone giuridiche organizzate secondo i principi dell'economia privata. Secondo la legge dell'8 novembre 1934 sulle banche (LBCR; RS 952.0) dispongono di un'autorizzazione a esercitare l'attività bancaria e nell'ambito di tale attività sottostanno alla vigilanza di autorità specializzate e indipendenti della Confederazione (FINMA, BNS). La Confederazione non è proprietaria di tali banche (diversamente dalle imprese parastatali, cfr. mozione 23.3336 Badran Jacqueline) e non ha di conseguenza alcuna influenza sulle decisioni aziendali.</p><p>In quanto persona giuridica di diritto privato, UBS SA gode della libertà economica (art. 27 Cost.) e dell'uguaglianza giuridica (art. 8 Cost.), diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione. Ciò comprende anche la parità di trattamento dei concorrenti, a cui la Confederazione deve attenersi nel quadro dell'ordinamento economico (art. 94 Cost.). Gravare gli immobili di proprietà esclusiva di UBS SA con un diritto di prelazione costituirebbe una grave ingerenza nella libertà economica, contraria all'uguaglianza giuridica e non giustificabile, nemmeno per motivi legati al volume del portafoglio o alla situazione straordinaria quale l'acquisizione di Credit Suisse SA da parte di UBS SA. I pertinenti accordi e le decisioni prese dal Consiglio federale il 19 marzo 2023 tengono conto in modo appropriato ed equilibrato degli interessi privati e pubblici, senza rendere necessario un tale vincolo.</p><p>Con un diritto di prelazione, per UBS SA incomberebbero effettivamente considerevoli svantaggi. Un onere simile non si ripercuoterebbe soltanto tendenzialmente sul prezzo degli immobili, ma UBS SA verrebbe altresì fortemente limitata nella sua libertà organizzativa, ad esempio in caso di trasferimento di immobili tra le filiali o di scorporo di parti di imprese. Permane inoltre poco chiaro in che modo potrebbe essere definita la delimitazione nei confronti dei diritti di terzi (per esempio riguardo ai fondi immobiliari citati). Anch'essi, come UBS SA, dovrebbero affrontare una grande ingerenza nel loro diritto alla proprietà sancito dalla Costituzione (art. 26 Cost.), per la quale la Confederazione sarebbe eventualmente addirittura obbligata a versare un'indennità.</p><p>Infine, non si può partire dal presupposto che tutti gli immobili del portafoglio detenuto da UBS SA siano idonei ad essere utilizzati per scopi pubblici. Anche per questa ragione la concessione all'ente pubblico di un diritto di prelazione senza ulteriori distinzioni sarebbe dunque sproporzionata.</p><p>Qualora UBS SA dovesse decidere di vendere sul mercato il suo portafoglio immobiliare, la Confederazione, i Cantoni e i Comuni sarebbero liberi di partecipare all'operazione. In caso di interesse pubblico rilevante, gli ordinamenti giuridici di tutti i livelli statali prevedono inoltre altre possibilità (che vanno fino all'espropriazione) per coprire nel singolo caso un eventuale fabbisogno immobiliare. Pertanto un diritto di prelazione speciale non risulta necessario.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.