<h2>SubmittedText<h2><p>L'Inventario federale dei paesaggi, siti e monumenti d'importanza nazionale (IFP) è stato allestito quando ancora non si parlava molto di urgenza ecologica, sviluppo sostenibile e energie rinnovabili per proteggere il clima. </p><p>Il Consiglio federale intende rivedere l'interpretazione dell'inventario, valutando i vari interessi alla luce dei nuovi dati relativi allo sviluppo sostenibile, e privilegiare pertanto i progetti energetici più importanti per il futuro?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale sostiene con convinzione il potenziamento delle fonti energetiche rinnovabili nell'ambito della sua politica climatica. La politica ambientale è tuttavia confrontata anche con molti conflitti d'interessi. Ciò emerge chiaramente dal caso sollevato nel presente intervento. Le ubicazioni adatte all'installazione di impianti eolici spesso sono molto esposte e la grandezza dei moderni impianti continua ad essere notevole (140 metri). Il deturpamento del paesaggio causato dagli impianti eolici suscita pertanto forti controversie.</p><p>Per giungere ad un'equa ponderazione degli interessi e facilitare lo sviluppo di progetti nel settore dell'energia eolica, il settore dell'energia e le organizzazioni ambientaliste, sotto l'egida degli uffici federali dell'energia (UFE), dello sviluppo territoriale (ARE) e dell'ambiente (UFAM), nel 2004 hanno elaborato e pubblicato il concetto energia eolica Svizzera ("Konzept Windenergie Schweiz").</p><p>Tale documento esclude, ad esempio, l'installazione di parchi eolici nelle regioni contemplate negli inventari nazionali, quali l'Inventario federale dei paesaggi, siti e monumenti naturali d'importanza nazionale (IFP). L'esclusione poggia sugli obiettivi di protezione formulati nella legge sulla protezione della natura e del paesaggio (OPN).</p><p>Attualmente, l'ARE, l'UFAM e l'UFE stanno elaborando una raccomandazione all'attenzione dei cantoni sull'attuazione degli strumenti nel settore della pianificazione territoriale e sui criteri per la scelta dell'ubicazione per l'installazione di impianti eolici. Le raccomandazioni riprendono i principi illustrati nel concetto energia eolica Svizzera del 2004 in merito all'esclusione delle zone protette.</p><p>I cantoni pianificano le ubicazioni degli impianti eolici nei propri piani direttori. Tutti i piani direttori cantonali rivisti ultimamente (VS, FR, JU, SO, VD) contemplano i principi enunciati nel concetto energia eolica Svizzera. Il piano direttore del canton Vaud, ad esempio, autorizzato dal Consiglio federale nel giugno 2008, definisce ben 15 ubicazioni tutte fuori delle zone contemplate nell'IFP. Tale soluzione soddisfa la richiesta, avanzata nella presente interpellanza, di promuovere la produzione energetica sostenibile.</p><p>Il potenziamento dell'energia eolica non può sottrarsi ai criteri di sostenibilità. Esso deve rispettare in egual modo il valore del paesaggio e la biodiversità. Il concetto energia eolica Svizzera illustra il metodo per conciliare lo sfruttamento di fonti rinnovabili e le esigenze legate al paesaggio. Esso ha creato un quadro consensuale per la realizzazione di progetti eolici e illustra inoltre le potenziali ubicazioni, tra l'altro nell'Arco del Giura, situate fuori delle zone contemplate nell'IFP.</p><p>Nel suo rapporto del 3 settembre 2003 in merito alle ripercussioni dell'Inventario federale dei paesaggi, siti e monumenti naturali d'importanza nazionale (IFP), la Commissione della gestione del Consiglio nazionale (CdG-N) ha innanzitutto raccomandato al Consiglio federale di precisare e verificare gli obiettivi di protezione specifici delle varie regioni contemplate nell'IFP. Tali obiettivi devono essere riformulati, considerando lo sviluppo globale della regione e i principi dell'attuale politica ambientale. Inoltre, la rielaborazione deve svolgersi all'insegna di una collaborazione costruttiva tra le varie autorità nonché con la popolazione e i diretti interessati (raccomandazione n. 1 del rapporto).</p><p>Nella sua risposta del 15 dicembre 2003, il Consiglio federale ha accolto favorevolmente la maggior parte delle raccomandazioni della CdG-N e ha affidato la relativa realizzazione all'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM). L'attuazione delle raccomandazioni è stata avviata nel 2004 e non è ancora giunta al termine.</p>  Risposta del Consiglio federale.