<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di vietare a istituti assicurativi e di previdenza di proprietà o sottoposti al controllo della Confederazione, quali la Cassa pensioni Publica, l'INSAI e Compenswiss, di partecipare in qualità di membri all'Associazione svizzera per gli investimenti responsabili (ASIR) e ad associazioni simili.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'Associazione Svizzera per gli investimenti responsabili (ASIR) è un'associazione di diritto privato. Secondo le informazioni fornite dall'ASIR le basi per definire gli investimenti responsabili discendono da leggi e ordinanze svizzere nonché da convenzioni internazionali ratificate dalla Svizzera. Di conseguenza non esistono criteri di valutazione che esulano dalla legislazione svizzera e quindi dai processi democratici.</p><p>L'ASIR si prefigge principalmente di contenere, per quanto possibile, le spese dei singoli membri svolgendo congiuntamente determinati compiti. Le società membro sono sempre libere di seguire o meno le raccomandazioni formulate dall'ASIR. Questi o simili modelli operativi di servizi di analisi e consulenza esistono da anni in Svizzera e all'estero.</p><p>Le basi giuridiche in vigore consentono alle istituzioni indicate dall'autore della mozione di decidere autonomamente sui principi e sulle strategie dei loro investimenti nel quadro di una gestione patrimoniale che tenga conto dei fattori di redditività e di rischio. Queste istituzioni devono poter definire le proprie strategie d'investimento indipendentemente dalle influenze politiche. In questo senso sono libere di costituire un'associazione di diritto privato simile all'ASIR e di gestirne i patrimoni secondo determinati criteri. Il Consiglio federale non può vietare alle summenzionate istituzioni di aderire all'ASIR e non vede alcun motivo per adeguare le basi giuridiche necessarie a tale scopo.</p><p>In considerazione della globalizzazione dei mercati degli investimenti, il potenziale di distorsione del mercato è molto limitato. Tuttavia, in determinate circostanze anche raccomandazioni non vincolanti possono configurarsi come un patto di non concorrenza. Spetta alle autorità responsabili in materia di concorrenza e ai tribunali valutare se in un caso concreto vi è una violazione della normativa sui cartelli.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.