<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La maggioranza del popolo e dei Cantoni svizzeri ha accettato l'iniziativa popolare a favore dell'adesione della Svizzera all'ONU. Il Consiglio federale è soddisfatto di questo risultato ed è convinto che serva l'interesse del Paese. Il Consiglio federale prende tuttavia sul serio le preoccupazioni espresse durante la campagna per la votazione.</p><p></p><p>1. Il Consiglio federale ha sottolineato a più riprese, segnatamente nel suo messaggio del 4 dicembre 2000 sull'iniziativa popolare "per l'adesione della Svizzera all'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU)", che l'appartenenza all'ONU è perfettamente compatibile con la neutralità. La neutralità della Svizzera non sarà scalfita dalla nostra partecipazione in seno all'ONU. Al contrario, la neutralità di un Paese è meglio rispettata se posta al servizio della pace e della giustizia nel mondo. D'altro canto, la domanda d'adesione che il Consiglio federale presenterà all'ONU - e il cui testo è stato portato a conoscenza delle Commissioni di politica estera nell'ottobre 2001 - indicherà esplicitamente che la Svizzera mantiene la sua neutralità. Con questa dichiarazione, la Svizzera si assicura che l'ONU l'ammette nel suo seno in piena cognizione del suo statuto di neutralità.</p><p>2. Diventando membro dell'ONU, la Svizzera avrà l'obbligo giuridico di applicare le sanzioni non militari decise dal Consiglio di sicurezza. Dalla fine della guerra fredda, la Svizzera applica già completamente queste sanzioni. L'adesione all'ONU non ha per contro alcuna conseguenza legislativa particolare. Le risoluzioni dell'Assemblea generale sono raccomandazioni che non hanno conseguenze giuridiche direttamente vincolanti: si tratta di testi di natura politica. Per quanto riguarda i trattati negoziati sotto l'egida dell'ONU, gli Stati membri non sono tenuti a ratificarli o ad aderirvi. Ogni Stato membro decide liberamente se vuole o no aderire a tali trattati. La Svizzera è già parte contraente di numerosi trattati conclusi sotto l'egida dell'ONU. Conformemente a una prassi ormai consolidata, la Svizzera continuerà a ratificare soltanto i trattati internazionali le cui disposizioni sono conformi al diritto svizzero. </p><p>3. Nel suo messaggio del 4 dicembre 2000, il Consiglio federale ha rilevato che le nuove possibilità d'azione che l'adesione all'ONU offre alla Svizzera richiedono un potenziamento dell'effettivo del personale dei servizi responsabili alla centrale di Berna nonché nelle missioni della Svizzera presso l'ONU. Detto messaggio indica che questo potenziamento richiederà al massimo 15 persone supplementari e che l'effettivo necessario sarà messo a disposizione mediante una riorganizzazione interna. Questi adeguamenti in materia di personale avverranno nel quadro di un processo evolutivo. In vista della sessione ordinaria dell'Assemblea generale dell'ONU dell'autunno prossimo, alla quale la Svizzera parteciperà per la prima volta in veste di membro, si prevede di procedere ancora quest'anno ai rinforzi alla centrale di Berna e alla missione presso l'ONU a New York. Per quanto riguarda l'apertura o la chiusura di rappresentanze svizzere all'estero, il processo d'adeguamento è permanente. Il DFAE verifica regolarmente che la nostra rete diplomatica sia conforme alle necessità. Per esempio, nel corso dell'ultimo decennio sono state aperte 12 rappresentanze svizzere, segnatemente nei Paesi dell'Europa orientale e dell'Asia centrale divenuti indipendenti di recente. Durante lo stesso periodo, 19 rappresentanze svizzere sono state chiuse o trasformate in rappresentanze onorarie.</p><p>4. Il capo della missione della Svizzera presso l'ONU a New York è nominato dal Consiglio federale, secondo la procedura usuale applicabile a tutte le rappresentanze svizzere all'estero. Egli riceve le istruzioni, a seconda dei casi, sia direttamente dal Consiglio federale sia dal Dipartimento federale degli affari esteri, che opera in stretta collaborazione con gli altri dipartimenti interessati. Prossimamente il Consiglio federale fisserà le priorità relative all'impegno della Svizzera in seno all'ONU. Informerà in modo preciso le Commissioni di politica estera del Parlamento sul contenuto di tali priorità, e ciò prima dell'inizio della 57esima sessione dell'Assemblea generale.</p><p>5. Il messaggio del Consiglio federale del 4 dicembre 2000 spiega nei dettagli le modalità di calcolo del contributo che gli Stati membri versano al budget dell'ONU. Quest'ultimo è articolato in tre parti: la prima riguarda il budget ordinario, che è rimasto stabile dall'inizio degli anni Ottanta (crescita reale zero); la seconda concerne il budget delle operazioni di mantenimento della pace, il cui ammontare dipende dal numero e dall'entità delle operazioni in corso; infine, un terzo budget, assai modesto, serve a finanziare i tribunali internazionali. La quota della Svizzera ammonta attualmente all'1,274 per cento e si applica ai tre budget menzionati. Occorre rilevare che, essendo calcolato in dollari americani, l'ammontare del contributo in franchi svizzeri dipende dall'evoluzione del tasso di cambio. Il contributo della Svizzera può quindi fluttuare nel corso degli anni, sia verso il basso che verso l'alto, in funzione dei fattori menzionati. Nel 2001, i maggiori costi dell'adesione all'ONU sarebbero ammontati a 43 milioni di dollari, ossia a circa 70 milioni di franchi svizzeri.</p><p></p><p>Grazie al suo nuovo statuto di membro dell'ONU, la Svizzera disporrà di migliori mezzi di controllo sul budget. Potrà segnatamente partecipare a pieno diritto ai lavori della 5Commissione dell'Assemblea generale, competente per questioni amministrative e finanziarie. La Svizzera si impegnerà altresì in seno al cosiddetto "Gruppo di Ginevra", che si compone dei 14 principali contribuenti finanziari del sistema delle Nazioni Unite, uno dei cui principi fondamentali è quello di mantenere una crescita reale zero nel budget delle organizzazioni internazionali. Inoltre, a partire dal 2003 il Consiglio federale stilerà, all'attenzione del Parlamento, un rapporto annuale sull'impegno della Svizzera in seno all'ONU, che offrirà una panoramica sull'evoluzione delle questioni finanziarie e relative al budget.</p><p></p><p>Per quanto riguarda le conseguenze finanziarie dell'adesione all'ONU sul piano militare, va sottolineato che gli Stati membri non sono obbligati a partecipare alle operazioni dell'ONU di mantenimento della pace. Su questo aspetto, l'adesione non ha alcuna conseguenza finanziaria diretta.</p>  Risposta del Consiglio federale.