<h2>SubmittedText<h2><p>Gli accordi bilaterali permettono alle PMI svizzere (p. es. architetti, ingegneri, installatori, falegnami, posatori di rivestimenti, posatori di pavimenti, ecc.) di fornire beni o servizi nei Paesi vicini, a condizione di comprovare che esercitano effettivamente il mestiere in questione in Svizzera.</p><p>Di conseguenza, il Consiglio federale è invitato ad adottare le misure adatte a semplificare il più possibile la procedura che consente alle PMI di addurre la prova summenzionata.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'accordo relativo alla libera circolazione delle persone prevede la possibilità di effettuare prestazioni di servizi transfrontalieri per un massimo di 90 giorni per anno civile. Tale diritto è soggetto all'obbligo di ottenere un riconoscimento del proprio diploma se la professione è regolamentata nel Paese ospitante. Questo principio si applica a tutti i prestatori di servizi nello spazio UE. I prestatori di servizi hanno pertanto il massimo interesse a procedere con sufficiente anticipo per poter ottenere il riconoscimento del proprio diploma. </p><p>Oltre al riconoscimento dei diplomi, il Paese ospitante può esigere documenti complementari. Questi requisiti devono tuttavia essere previsti nella legislazione nazionale, essere proporzionali e non discriminatori. Se esigono tali documenti, gli Stati membri sono tenuti ad accettare i documenti validi nel Paese d'origine.</p><p>Il Consiglio federale è comunque consapevole dei problemi pratici incontrati da prestatori di servizi svizzeri in diversi Paesi dell'UE ed esaminerà le modalità per risolverli.</p>  Il Consiglio federale propone di accogliere la mozione.