<h2>SubmittedText<h2><p>Murad Akincilar è un intellettuale, sindacalista e militante per i diritti umani, conosciuto e impegnato sia in Svizzera e in Turchia sia in altri Paesi europei. Imprigionato e torturato per vari anni in Turchia per attività sindacali, nel 2000 è espatriato in Svizzera ottenendo rapidamente prima lo statuto di rifugiato, poi il permesso C. Lavora a Ginevra come segretario presso il sindacato UNIA.</p><p>Nel luglio 2009, dopo aver ottenuto la garanzia ufficiale dalla giustizia turca che le accuse contro di lui erano cadute, è tornato per qualche settimana in patria per far visita alla madre anziana e malata. Mercoledì 30 settembre 2009, nonostante le assicurazioni ottenute, è stato arrestato a Istanbul e poi accusato, come avviene quasi sistematicamente in caso di arresto per motivi politici, di appartenere ad un'organizzazione terroristica. Il dossier d'accusa è rimasto inaccessibile fino al febbraio 2010, in base ad una procedura speciale vigente in Turchia. Il processo è fissato al 3 giugno 2010.</p><p>Il comitato di sostegno a Murad Akincilar, creato non appena ne è stato comunicato l'arresto, ha avviato una campagna per la sua scarcerazione. Il comitato gode del sostegno di circa duemila persone, tra le quali alcuni deputati federali e rappresentanti di cantoni, partiti politici, associazioni e sindacati in Svizzera, in Germania e presso il Parlamento europeo.</p><p>Le condizioni di salute di Murad Akincilar suscitano viva inquietudine. È stato operato agli occhi a ottobre per distacco della retina, dopo che per giorni si era lamentato di aver perso la vista senza che le autorità carcerarie reagissero. È probabile che il distacco della retina sia stato causato dalla luce lacerante degli spot e dal violento stress dovuto a ore di interrogatorio ininterrotto nonché al ritardo dell'intervento chirugico.</p><p>Il comitato di sostegno ha contattato le autorità turche in Svizzera e ad Ankara, le autorità diplomatiche svizzere e il CICR (Ginevra). Alla fine di ottobre ha inviato in Turchia una delegazione formata da deputati federali e cantonali e da sindacalisti. La delegazione ha incontrato le autorità giudiziarie turche che si sono impegnate a fornirle informazioni sul seguito della procedura, senza tuttavia mantenere la promessa.</p><p>Di fronte a quanto riportato, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale è informato della situazione?</p><p>2. È stato informato dalle autorità giudiziarie turche sullo svolgimento della procedura e sulla situazione di Murad Akincilar?</p><p>3. Cosa ha fatto il Consiglio federale per sostenere una persona che la Svizzera ha accolto come rifugiato?</p><p>4. Cosa conta di fare per garantire i diritti fondamentali di Murad Akincilar e ottenere la scarcerazione di questo prigioniero politico?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è a conoscenza del caso, di cui segue l'evoluzione attraverso il DFAE. Quest'ultimo viene aggiornato in proposito dall'ambasciata Svizzera ad Ankara e dal consolato generale Svizzera a Istanbul.</p><p>Secondo gli articoli 314/2 e 220 del codice penale turco, contro Murad Akincilar è in corso un procedimento penale per "appartenenza a un'organizzazione illegale armata", accusa tra le più gravi in Turchia. Questo spiega anche perché Murad Akincilar sia detenuto in una prigione di massima sicurezza e perché le indagini e il procedimento siano strettamente riservati.</p><p>Dal momento che Murad Akincilar è cittadino turco e che nel 2008 ha rinunciato al suo statuto di rifugiato, il Consiglio federale non è nella posizione di intervenire per la sua liberazione. Il DFAE ha tuttavia già avuto modo di informare le autorità turche del fatto che la detenzione di Murad Akincilar ha suscitato in Svizzera grande attenzione e preoccupazione. Grazie ai suoi contatti con il Ministero della giustizia turco, nell'ottobre del 2009 l'ambasciata di Ankara ha reso possibile la visita sul posto di una delegazione (menzionata nell'interpellanza). Una seconda delegazione, della quale faceva parte anche la moglie di Murad Akincilar, è seguita nel febbraio 2010.</p><p>Il Consiglio federale continuerà a seguire la vicenda, in particolare l'imminente inizio del processo, e auspica la più stretta osservanza degli standard internazionali. La Svizzera è però tenuta a rispettare l'indipendenza del sistema giuridico turco e si attende in cambio che la Turchia riconosca l'indipendenza del sistema giudiziario svizzero.</p>  Risposta del Consiglio federale.