<h2>SubmittedText<h2><p>Accade piuttosto spesso che le FFS decidano di chiudere improvvisamente scali merci in Svizzera senza aver prima consultato le autorità locali e gli utenti abituali. È questo soprattutto il caso degli impianti di carico per barbabietola e legname.</p><p>Nell'editoriale della sua newsletter di maggio FFS Cargo comunica di aver deciso di chiudere l'impianto di Vallorbe, che permette il carico di legname della regione.</p><p>La decisione è in totale contrasto con l'intento del Consiglio federale di potenziare il traffico merci ferroviario e di ridurre le emissioni di CO2 nel nostro Paese, visto che il carico dovrà essere portato a un altro scalo, con conseguente aumento dei chilometri percorsi in camion e del traffico su strade e in agglomerati già congestionati.</p><p>Ho già interpellato il Consiglio federale sulle frequenti chiusure di impianti per il carico di legname nel 2018. Poiché la risposta non mi ha per nulla convinto, mi permetto d'intervenire nuovamente presso la Confederazione, per ribadire la necessità che la stessa dia il buon esempio nell'attuare le decisioni del Parlamento relative alle emissioni di CO2. </p><p>Dopo la recente approvazione della revisione della legge sul CO2 da parte del Parlamento, la Confederazione deve dar prova di coerenza e imporre alle FFS, in quanto regia, di realizzare obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 mantenendo per quanto possibile in servizio gli scali di prossimità.</p><p>Al fine di contribuire concretamente al calo delle emissioni di CO2, chiedo al Consiglio federale di:</p><p>1. rinunciare a future chiusure di scali merci senza aver prima trovato soluzioni pragmatiche e di prossimità con le autorità locali e gli utenti abituali;</p><p>2. definire un piano di mantenimento degli scali a medio e lungo termine;</p><p>3. non attuare le chiusure di scali recentemente annunciate senza aver prima trovato soluzioni pragmatiche e di prossimità con le autorità locali e gli utenti abituali.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Occorre fare una distinzione tra cessazione del servizio commerciale da parte delle imprese di trasporto ferroviario (ITF, ad es. FFS Cargo) e messa a disposizione degli impianti di carico e scarico da parte dei gestori dell'infrastruttura (GI).</p><p>A differenza dei GI, che hanno l'obbligo di tenere aperti gli impianti elencati nella Concezione del trasporto di merci per ferrovia, le varie ITF attive nel traffico merci, e quindi anche FFS Cargo, offrono i propri servizi secondo criteri imprenditoriali. Conformemente agli obiettivi strategici stabiliti per le FFS, il Consiglio federale si aspetta che il trasporto in carri completi di FFS Cargo avvenga in base ai principi dell'imprenditorialità e dell'autofinanziamento.</p><p>Per Vallorbe FFS Infrastruttura non ha presentato nessuna domanda di smantellamento dell'impianto, che quindi resta a disposizione e può essere utilizzato da caricatori e ITF.</p><p>2./ 3. Il piano a medio e lungo termine richiesto dall'autore dell'interpellanza esiste già. La rispettiva pianificazione, che assicura un efficace coordinamento tra la disponibilità degli impianti e quella delle tracce nonché consente un'offerta efficiente e sostenibile nel traffico merci per ferrovia, è coordinata dalla Confederazione.</p><p>La decisione di chiudere o meno un impianto è presa sulla base della Concezione del trasporto di merci per ferrovia, uno strumento previsto dalla legge sul trasporto di merci (LTM; RS 742.41) e adottato dal Consiglio federale il 20 dicembre 2017. Come già spiegato nella risposta all'interpellanza 18.4041, un GI non può chiudere un impianto riportato nella Concezione senza il consenso del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC). GI e Cantoni possono presentare apposita domanda, documentando gli interessi di tutte le parti coinvolte (in particolare Cantoni, Comuni, GI, ITF e caricatori), e la Confederazione deciderà in merito dopo aver ponderato questi ultimi.</p><p>La Concezione del trasporto di merci per ferrovia viene aggiornata ogni 4-8 anni nell'ambito di una pianificazione continua. Per quanto possibile, l'aggiornamento è allineato nei tempi con il Programma di sviluppo strategico dell'infrastruttura ferroviaria (PROSSIF) e con la durata quadriennale delle convenzioni sulle prestazioni concluse con i GI.</p>  Risposta del Consiglio federale.