<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di sottoporre all'Assemblea federale un progetto di atto normativo o di creare le basi giuridiche affinché i Comuni abbiano un diritto di prelazione su fondi non agricoli e possano così svolgere i loro compiti di interesse pubblico.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>I Cantoni e i Comuni hanno la possibilità di integrare nella loro pianificazione delle utilizzazioni le superfici necessarie per la realizzazione di edifici e impianti pubblici. L'assegnazione di un fondo a una zona destinata a edifici e impianti pubblici comprende in genere finanche il diritto di espropriare se necessario il fondo in questione. Pertanto non occorre un diritto di prelazione per questi edifici e impianti.</p><p>Per quanto concerne la realizzazione di abitazioni di pubblica utilità, nel gennaio 2014 il Consiglio federale ha incaricato il DEFR (UFAB) di esaminare insieme al DFGP (UFG) a quali condizioni poteva essere concesso ai Comuni un diritto di prelazione a prezzi illimitati, per favorire un'edilizia a basso costo o di utilità pubblica. Nel dicembre del 2014 il Consiglio federale ha deciso in un primo momento di non introdurre un diritto di prelazione a favore dei Comuni. Determinanti nella decisione sono state essenzialmente le seguenti riflessioni:</p><p>- sia le parti contrattuali coinvolte nella vendita di un immobile che i Comuni si troverebbero ad affrontare maggiori spese; persino limitandone il campo di applicazione, sarebbero numerosi i casi di prelazione e questo ostacolerebbe molte compravendite di terreni;</p><p>- già oggi i Cantoni hanno la facoltà di introdurre autonomamente un diritto di prelazione, se lo ritengono necessario, e per farlo non hanno bisogno di una legittimazione da parte della Confederazione. Nel settembre 2022 era stata lanciata in tal senso un'iniziativa popolare nel Cantone di Zurigo.</p><p>Nel contempo il Consiglio federale ha fatto presente la possibilità di rivedere la propria decisione nel caso di un ulteriore acuirsi della situazione sul mercato dell'alloggio. Nel messaggio del 21 marzo 2018 concernente l'iniziativa popolare "Più abitazioni a prezzi accessibili", il Collegio ha constatato che tale situazione non si è verificata, poiché dal momento in cui ha emanato la sua decisione il tasso di abitazioni vuote è aumentato costantemente. In seguito, la percentuale ha continuato in un primo momento a crescere, per poi diminuire dal 2020. Il tasso di abitazioni vuote del 1° giugno 2022 pari all'1,31 per cento, pur essendo al di sotto della percentuale riportata nel messaggio del 21 marzo 2018, si situa tuttavia ben al di sopra di quella del 2014.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.