<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di modificare le basi legali in modo tale che il congedo di maternità delle donne che vivono una gravidanza plurima sia prolungato, così da tener conto degli oneri più importanti cui sono confrontate, conformemente alle raccomandazioni dell'OIL. Occorre anche prevedere il prolungamento del congedo di paternità.</p><p>&nbsp;</p><p>Una minoranza della Commissione (de Courten, Aeschi Thomas, Buffat, Dobler, Glarner, Grin, Herzog Verena, Nantermod, Sauter, Schläpfer, Silberschmidt) propone di respingere la mozione.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è cosciente del fatto che una gravidanza plurima è spesso più logorante e soggetta a rischio rispetto a una gravidanza singola. Effettivamente, una delle conseguenze più frequenti è il parto prematuro, con il rischio di una degenza ospedaliera del neonato per un periodo prolungato. Questo caso è tuttavia già coperto. Infatti, dal 1°&nbsp;luglio 2021, il congedo di maternità può essere prolungato di otto&nbsp;settimane al massimo in caso di degenza ospedaliera del neonato.</p><p>Il Consiglio federale ritiene dunque che prolungare i congedi di maternità e di paternità in caso di parto plurimo non sia opportuno e possa addirittura creare differenze di trattamento non giustificate rispetto ad altre situazioni in cui i primi mesi di vita del bambino possono essere più logoranti. È in particolare il caso dei neonati con infermità congenite o dei parti con complicazioni dovute allo stato di salute della madre o del figlio. Inoltre, sebbene sia aumentato, il numero di parti plurimi rappresenta soltanto l’1,6&nbsp;per cento di tutte le nascite, compresi i casi di bambini nati morti. Il Consiglio federale è del parere che non sia necessario disciplinare ciascun caso particolare, tanto più che nel quadro del partenariato sociale o con il proprio datore di lavoro si possono concordare soluzioni più generose.</p><p>L’Esecutivo tiene inoltre a sottolineare che nell’ambito del regime delle indennità di perdita di guadagno sono state introdotte negli ultimi anni o sono attualmente in fase d’introduzione varie prestazioni e che il tasso di contribuzione ha raggiunto il suo limite massimo. Le prestazioni già introdotte sono le indennità in caso di paternità, il 1°&nbsp;gennaio 2021, l’indennità di assistenza, il 1°&nbsp;luglio 2021, e l’indennità di adozione il 1°&nbsp;gennaio 2023. La modifica della legge volta a prolungare il congedo di maternità e di paternità in caso di decesso dell’altro genitore (Iv. Pa. 15.434 Kessler "Congedo maternità per padri superstiti") è stata adottata in votazione finale il 17&nbsp;marzo 2023 e verrà messa in vigore probabilmente con effetto dal 1°&nbsp;gennaio 2024. Inoltre, è in fase di elaborazione una revisione parziale della LIPG per rispondere a una serie di interventi parlamentari (Mo. Maury Pasquier 19.4270 "Assegni per l’azienda in caso di maternità per le lavoratrici indipendenti"; Mo. Herzog Eva 22.4019 "IPG. Importi giornalieri massimi uguali per il servizio militare e la maternità"; Mo. Müller Damian 22.3608 "Indennità di assistenza. Garantire l’assistenza ai figli con gravi problemi di salute in ospedale e colmare una lacuna nell’esecuzione"; Mo. Gysin Greta 21.3734 "Congedo paternità anche in caso di morte del nascituro"; Mo. CSSS-S 23.3015 "Considerare adeguatamente una degenza ospedaliera prolungata della madre subito dopo il parto nell’ambito del congedo e dell’indennità di maternità"). Bisogna dunque considerare le nuove prestazioni concesse, per le quali in linea di principio sarà necessario un aumento del tasso di contribuzione.</p>