<h2>SubmittedText<h2><text><p>- L'11 maggio 2006 dodici consiglieri nazionali hanno indirizzato una lettera aperta al Tribunale cantonale del cantone del Vallese e all'Ufficio cantonale del Ministero Pubblico, chiedendo l'immediata liberazione di Bernard Rappaz, che si trovava in carcere preventivo per ripetute infrazioni alla legge sugli stupefacenti. </p><p>- Accompagnato da una lettera di Anne-Catherine Menétrey-Savary, l'appello è stato inviato ai destinatari in una busta ufficiale, affrancata in blocco, che recava l'intestazione del Consiglio nazionale.</p><p>- La signora Menétrey-Savary ha confermato tale procedura durante la trasmissione della Radio svizzera romanda "Forum", riconoscendo che si è trattata di un'ingerenza della politica nel settore della giustizia (affermazione che ha poi ritirato in un secondo tempo). </p><p>- Tra i firmatari figuravano Daniel Vischer, presidente della Commissione degli affari giuridici, e alcuni membri della Commissione della gestione. </p><p>- Nella loro lettera, i parlamentari in questione sostengono che la legge attuale presenti un margine d'interpretazione riguardo alla legalità della coltivazione della canapa e del commercio dei suoi semi. Si dicono molto indignati e ritengono che le attività di Bernard Rappaz - anche se si configurassero come illegali - non costituiscono crimini tanto gravi da giustificare il trattamento che gli è stato riservato. </p><p>- Il 24 maggio 2006 Bernard Rappaz è stato scarcerato. </p><p>Sulla base di questi dati, chiedo all'Ufficio del Consiglio nazionale di rispondere alle seguenti domande: </p><p>1. Come valuta l'Ufficio del Consiglio nazionale l'ingerenza dei parlamentari riguardo al principio della separazione dei poteri e a quello dell'indipendenza delle autorità giudiziarie di cui all'articolo 191 c della Costituzione federale? </p><p>2. L'Ufficio del Consiglio nazionale è d'accordo che a tale scopo si utilizzi una busta ufficiale del Consiglio nazionale, malgrado che il vademecum destinato ai membri delle Camere federali preveda che tale impiego sia riservato unicamente agli invii effettuati nell'ambito del mandato parlamentare, escludendo in particolare gli invii di volantini, liste di firme ecc.? </p><p>3. Come valuta l'Ufficio il fatto che nella questione sia coinvolto il presidente della Commissione degli affari giuridici, il quale è responsabile dell'elaborazione delle diverse procedure federali e dell'organizzazione giudiziaria? </p><p>4. È accettabile che membri della Commissione della gestione chiedano la liberazione di un detenuto, benché l'articolo 26 della legge sul Parlamento escluda il controllo di merito delle decisioni giudiziarie? </p><p>5. Come valuta l'Ufficio il fatto che si banalizzi il consumo e il traffico di hascisc, considerato che il 14 giugno 2004 il Parlamento si è opposto alla depenalizzazione del consumo di canapa e che la commissione competente si sta occupando della questione?</p></text><h2>FederalCouncilResponseText<h2><text><p>1. Ogni parlamentare può indirizzare una richiesta a un'autorità sia come membro del Parlamento sia come cittadino. Non vi sono infatti disposizioni legali che limitano l'esercizio del diritto di petizione di cui all'articolo 33 della Costituzione federale. Inoltre, nel presente caso la lettera è indirizzata a un'autorità cantonale, quindi a un'autorità che non è sottoposta all'alta vigilanza dell'Assemblea federale (cfr. anche art. 26 cpv. 1 della legge sul Parlamento, LParl).</p><p>La consigliera nazionale Menétrey-Savary ha utilizzato una lettera senza intestazione ufficiale e ha precisato che i firmatari si rivolgevano al tribunale in qualità di privati cittadini. </p><p>Niente vieta ai membri del Parlamento di utilizzare il titolo di consigliere nazionale negli affari privati. Non esistono istruzioni a questo proposito. </p><p>2. La menzione "P.P. Parlament" è riservata agli invii effettuati nell'ambito del mandato parlamentare e, di norma, non può essere utilizzata per la corrispondenza privata al di fuori delle sedute. Tuttavia, secondo il promemoria destinato ai membri delle Camere federali, la corrispondenza privata che i deputati inviano sul luogo della seduta durante la sessione o una seduta di commissione beneficia dell'affrancatura in blocco a condizione che il destinatario si trovi sul territorio svizzero. Visto che la lettera in questione è dell'11 maggio 2006, data in cui il Parlamento era riunito in sessione speciale a Berna, si può quindi presupporre che la signora  Menétrey-Savary non abbia infranto le regole. </p><p>3./4. Conformemente all'articolo 8 LParl, i parlamentari sono vincolati al segreto d'ufficio in quanto, nell'ambito della loro attività ufficiale, vengano a conoscenza di fatti che devono essere tenuti segreti o trattati in modo confidenziale a tutela di interessi preponderanti pubblici o privati, segnatamente per la protezione della personalità o per riguardo a un procedimento in corso. L'Ufficio constata che nella loro lettera i parlamentari non hanno utilizzato nessuna informazione che hanno ricevuto nella loro funzione di presidente della Commissione degli affari giuridici o di membro della Commissione della gestione e, per di più, non hanno firmato come presidente o membro di commissione. Di conseguenza, l'ufficio ritiene che non vi sia alcuno motivo di intervenire.</p><p>5. I parlamentari sono liberi di esprimersi sul problema della punibilità del consumo di canapa.</p></text>