<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. È a conoscenza dei fatti menzionati qui di seguito e ne ha valutato le conseguenze?</p><p>2. In caso affermativo, qual è la minaccia reale per la sfera privata degli utenti di servizi di telecomunicazione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale ha preso conoscenza dell'eco nei media suscitato da questi fatti e le autorità competenti stanno chiarendo in modo approfondito la fattispecie e le possibili conseguenze per la Svizzera. Le informazioni relative a queste domande sono fornite dalla Delegazione delle Commissioni della gestione.</p><p>Gli operatori svizzeri di telefonia mobile hanno dal canto loro chiarito con Gemalto, se tra le carte SIM rubate, figurano anche carte svizzere. Hanno dichiarato che, dai loro chiarimenti, è emerso che i sistemi di sicurezza degli operatori svizzeri di telefonia mobile e di Gemalto presentano un livello molto elevato e che attualmente non vi sono indicazioni riguardo a un eventuale possesso delle rispettive chiavi da parte di terzi non autorizzati.</p><p>2. Una chiave crittografica viene inserita dal fabbricante nella carta SIM e depositata nella banca dati dell'operatore mobile corrispondente. Questa chiave è diversa per ogni carta SIM rilasciata e serve da un lato a verificare l'autorizzazione del cliente (autentificazione) e dall'altro rappresenta la base per la codifica delle trasmissioni vocali o dati tra un cellulare e le antenne di telefonia mobile o la rete mobile. Nella tecnologia GSM più datata la codifica si limita alla tratta via radiocomunicazione tra il cellulare e l'antenna. Nelle tecnologie di radiocomunicazione più moderne (UMTS, LTE) comprende inoltre ulteriori interfacce interne di una rete di radiocomunicazione mobile. Una codifica completa "end-to-end" non esiste per i sistemi di radiocomunicazione mobile attualmente in uso.</p><p>Qualora terzi senza autorizzazione dovessero entrare in possesso di chiavi crittografiche di carte SIM, vi è il pericolo che tramite appositi dispositivi, questi possano, in linea di principio, ascoltare le comunicazioni tra il terminale mobile e le antenne di radiocomunicazione mobile utilizzate per la trasmissione. A tale scopo colui che ascolta deve però trovarsi nel campo di trasmissione dell'apparecchio mobile e dell'antenna di radiocomunicazione mobile, ossia, a pochi chilometri di distanza.</p>  Risposta del Consiglio federale.