<h2>SubmittedText<h2><p>L'assottigliamento delle risorse petrolifere a livello mondiale e il conseguente aumento dei prezzi sono diventati realtà molto prima di quanto l'industria petrolifera e il Consiglio federale volessero ammettere fino a poco tempo fa. La situazione non migliorerà, anzi peggiorerà. Non c'è più tempo da perdere: nell'interesse dell'umanità e dell'economia del nostro Paese occorre ridurre rapidamente la dipendenza dal petrolio.</p><p>Tenendo conto di questo nuovo aspetto dell'esiguità delle risorse petrolifere, la decisione adottata lo scorso anno dal Consiglio federale di introdurre il centesimo per il clima anziché una tassa sul CO2 sui carburanti, assume una nuova dimensione.</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Con i proventi del centesimo per il clima, una tassa volontaria dell'economia petrolifera sui combustibili, saranno finanziati progetti di riduzione delle emissioni di CO2 e/o l'acquisto dei certificati. È vero che il centesimo per il clima ha eventualmente ripercussioni sulle emissioni di CO2, ma non necessariamente anche un effetto attenuante sui consumi di carburante?</p><p>2. È vero che la tassa sul CO2 sui carburanti oltre a raggiungere l'obiettivo primario di politica climatica contribuirebbe anche alla riduzione dei consumi di carburante?</p><p>3. Il Consiglio federale non è anch'esso del parere che per questa ragione la tassa sul CO2 deve essere riproposta al più presto come ordine del giorno dei dibattiti politici?</p><p>4. Considerate le mutate condizioni marginali, sarebbe possibile interrompere anzitempo la fase sperimentale e di osservazione del centesimo per il clima prevista fino al 2007 e optare per la tassa sul CO2? Questa tassa ha infatti un margine d'azione ben più ampio di quello a una posizione di centesimo che contraddistingue il centesimo per il clima, ovvero 30 o 40 centesimi per litro di benzina, grazie a cui può produrre un effetto tale da ridurre con ogni probabilità i consumi di carburante in modo significativo.</p><p>5. Oppure ritiene a giusto titolo che il modesto rincaro dei carburanti per effetto del centesimo per il clima ha determinato una restrizione nell'uso dell'automobile e di conseguenza dei consumi di benzina e di diesel? Esistono dei dati al riguardo?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel 2005, il Consiglio federale ha deciso di scadenzare il centesimo per il clima alla fine del 2007. Se la fondazione Centesimo per il clima non raggiunge gli obiettivi di riduzione delle emissioni, anche i carburanti saranno assoggettati a una tassa sul CO2.</p><p>1./5. Il centesimo per il clima ammonta a 1,5 centesimi per litro di benzina e diesel. In questo modo viene alimentato un fondo di circa 100 milioni di franchi all'anno. Si tratta di una misura volontaria del settore economico e non di un vero e proprio strumento di incentivazione, il cui scopo è sostenere i progetti svizzeri di riduzione del CO2 e acquistare certificati di emissione all'estero. Nell'impiego delle risorse finanziarie disponibili, la fondazione è sostanzialmente libera. Essa opera secondo il principio del minimo sforzo: ottenere la massima riduzione di CO2 con il minor impiego di risorse finanziarie. Sull'uso dell'automobile, il centesimo per il clima non dovrebbe avere alcun influsso.</p><p>2. Con la tassa sul CO2 sui carburanti si ottiene un effetto incentivante che dipende dall'ammontare della tassa. Tali effetti sono stati valutati nel quadro del messaggio sull'ordinanza sul CO2.</p><p>3./4. Il DATEC ha stipulato un accordo con la fondazione Centesimo per il clima. Se a seguito della valutazione del business plan alla fine del 2007, il Consiglio federale non dovesse ritenere sufficienti gli effetti del centesimo per il clima, verrà introdotta una tassa sul CO2 sui carburanti. L'ammontare di questa eventuale tassa deve ancora essere definito. Prima della fine del periodo di valutazione (fine 2007) non è possibile rescindere dall'accordo.</p><p>Occorre precisare che oltre al centesimo per il clima e la tassa sul CO2 vengono discussi anche tanti altri strumenti e provvedimenti idonei a ridurre il consumo di carburante. Tra questi rientrano la differenziazione dell'imposta sugli autoveicoli e gli incentivi finanziari per incoraggiare l'acquisto di veicoli energeticamente efficienti e a bassa produzione di emissioni.</p><p>In occasione della seduta del 21 febbraio 2007, riguardo alla strategia energetica della Svizzera il Consiglio federale ha definito nuovi principi in materia di politica energetica. La strategia poggia su quattro pilastri: misure di efficienza energetica, promovimento delle energie rinnovabili, politica estera in materia energetica e impianti di grande potenza. Il Consiglio federale ha affidato al DATEC, tra l'altro, l'incarico di elaborare entro la fine del 2007 un piano d'azione per l'adozione di misure di efficienza energetica in tutti i settori. In esso saranno inglobate anche le misure riguardanti i carburanti che consentono una guida ecologica.</p>  Risposta del Consiglio federale.