<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di eseguire le revisioni di legge - in particolare del diritto successorio e del diritto fondiario agricolo - necessarie affinché le comunioni ereditarie in possesso di immobili e fondi possano essere sciolte in tempi più rapidi.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'autrice della mozione richiede uno scioglimento delle comunioni ereditarie in tempi più rapidi, affinché gli immobili vuoti possano essere utilizzati in modo migliore. A causa del requisito dell'unanimità, la divisione dell'eredità sarebbe inutilmente prorogata; un singolo erede la potrebbe infatti bloccare per anni. In virtù dell'articolo 604 capoverso 1 del Codice civile (CC) ogni erede ha tuttavia la facoltà di richiedere "in ogni tempo", principalmente in ogni momento, la divisione dell'eredità. Sono fatti salvi soltanto i casi in cui gli eredi sono "tenuti per contratto o per legge a rimanere in comunione".</p><p>Gli eredi hanno la facoltà di stabilire contrattualmente il rinvio della divisione, e così facendo di accordarsi su una cosiddetta comunione ereditaria continua. Un contratto che esclude la divisione a tempo indeterminato è però in contraddizione con il diritto spettante a ogni erede di richiedere in ogni momento la divisione dell'eredità, e quindi non può ostacolare un'azione di divisione. Una comunione ereditaria continua può essere motivata dal voler impedire la vendita di un oggetto ereditario importante, come ad esempio di un'immobile. Una proroga della divisione legale è inoltre prevista nei casi in cui si deve usare riguardo nei confronti di discendenti minorenni (cfr. art. 12 della legge federale del 4 ottobre 1991 sul diritto fondiario rurale, LDFR; RS 211.412.11).</p><p>In presenza di più eredi sorge fra i medesimi fino alla divisione una "comunione di tutti i diritti e di tutte le obbligazioni" (art. 602 cpv. 1 CC). In virtù della forma della comunione ereditaria, che è quella di una comunione di proprietari di tutti i beni della successione, gli eredi devono intraprendere tutte le azioni di rappresentanza e d'amministrazione "in comune", vale a dire all'unanimità (art. 602 cpv. 2 CC). L'esigenza di agire in comune è giustificata dal punto di vista politico, poiché mira a proteggere la comunione da iniziative straordinarie dannose da parte di singoli eredi (DTF 121 III 121 consid. 3). Naturalmente, l'esigenza dell'unanimità può portare all'incapacità di agire, segnatamente in caso di disaccordo fra i coeredi, oppure se una distanza geografica li separa. Per questi casi l'articolo 602 capoverso 3 CC prevede l'istituzione di un rappresentante della comunione ereditaria. Secondo tale disposizione, ogni coerede ha il diritto di richiedere presso l'autorità competente la nomina di un rappresentante della comunione ereditaria fino alla divisione dell'eredità.</p><p>In questo modo, l'esigenza dell'unanimità non impedisce la divisione e, in caso di disaccordo fra i coeredi, può essere nominato un rappresentante della comunione. Gli eredi hanno la facoltà, di comune accordo, di far continuare la comunione ereditaria - anche a lungo termine - al fine di mantenere l'insieme degli oggetti di successione. I relativi motivi sono molteplici e non di per sé indesiderati. L'istituzione di termini obbligatori per lo scioglimento della comunione ereditaria costituirebbe un'ingerenza sproporzionata nell'autonomia privata. Se l'eredità comprende immobili abitabili o utilizzabili in un altro modo e ben situati, di norma gli eredi stessi hanno un interesse finanziario a non lasciarli vuoti, o perlomeno ad affittarli. L'assunzione di un fondo da parte di uno o di singoli eredi spesso fallisce per la mancanza di mezzi finanziari sufficienti per compensare gli eredi rimanenti. In questi casi s'impone la vendita del fondo. Il Consiglio federale è tuttavia consapevole che l'autrice della mozione affronta un problema importante. Pertanto, il 20 gennaio 2010 ha trasmesso al Parlamento una revisione parziale della legge sulla pianificazione del territorio (10.019), che obbliga i cantoni ad adottare le misure necessarie affinché le zone edificabili siano utilizzate conformemente alla loro destinazione, riducendo così la tesaurizzazione del suolo (FF 2010 967 art. 15a).</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.