<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Con decisione del 1° marzo 2002, il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) ha autorizzato la SSR, mediante una concessione, a realizzare un nuovo progetto di diffusione televisiva, che prevede la temporanea sospensione della diffusione per via terrestre dei programmi televisivi della SSR delle altre regioni linguistiche. Il Consiglio federale ha approvato il nuovo piano di diffusione della SSR nelle risposte a vari interventi parlamentari (interrogazione ordinaria Robbiani del 12.12.2001, 01.1132; IP Epiney del 12.3.02, 02.3046; IP Berberat del 19.3.02, 02.3071).</p><p>Questo provvedimento è necessario per poter costruire una nuova rete digitale di trasmettitori. Attualmente, la SSR sta effettuando delle prove con il DVB-T (Digital Video Broadcasting - terrestrial) nella Bassa Engadina e nei prossimi mesi il progetto verrà esteso all'Alta Engadina. Il DATEC si aspetta che in seguito la SSR proceda in tempi rapidi alle singole tappe della realizzazione in tutta la Svizzera. In Ticino e nella regione del Lago Lemano, il DVB-T dovrebbe essere introdotto già nel 2003 o 2004. La costruzione d'importanti trasmettitori permetterà di offrire la televisione digitale nell'Altipiano svizzero nel 2004. Il DATEC ritiene che entro il 2008 si avrà in tutto il Paese la prima rete digitale di trasmettitori.</p><p>Purtroppo la soppressione degli altri programmi televisivi di regione linguistica provoca temporaneamente degli inconvenienti per alcune economie domestiche. Con la decisione del 1° marzo 2002, il DATEC ha obbligato la SSR ad aiutare, nei casi di rigore e su richiesta motivata, i telespettatori toccati dal provvedimento nell'acquisto e nel finanziamento d'impianti di ricezione via satellite. Il DATEC considera casi di rigore in particolare le economie domestiche che, conformemente all'articolo 45 dell'ordinanza sulla radiotelevisione (ORTV), sono esentate dall'obbligo di pagare il canone televisivo. Inoltre la SSR è tenuta a non interrompere la trasmissione dei programmi lungo le frontiere linguistiche.</p><p>Il Consiglio federale deplora che la SSR non abbia informato in maniera adeguata il pubblico sulla prevista disattivazione dei trasmettitori. Questa è del resto stata una delle principali ragioni del malumore di numerosi telespettatori che, sorpresi dalla disattivazione, non hanno capito il modo d'agire della SSR. Il Consiglio federale si aspetta che la SSR prenda sul serio il suo compito quale emittente del servizio pubblico anche per quanto riguarda la comunicazione con la popolazione e che, soprattutto in vista dell'introduzione della tecnologia DVB-T, informi il pubblico in modo dettagliato sulla costruzione e lo sviluppo della rete digitale.</p><p>Risposta alle singole domande:</p><p></p><p>1. Conformemente all'articolo 20a della legge sulla radiotelevisione (LRTV), la SSR è in linea di massima responsabile della diffusione dei suoi programmi. Spetta inoltre sempre alla SSR trasferire, passo a passo, la propria diffusione televisiva analogica alla tecnologia digitale (DVB-T). Durante un periodo di transizione (fase simulcast), l'attuale diffusione analogica coesisterà con la diffusione digitale di tutti i programmi della SSR. Per la SSR il finanziamento di questo cambiamento, e in particolare della fase simulcast, sarà molto oneroso. </p><p>Questa competenza di principio della SSR nell'ambito della diffusione non esclude tuttavia che, proprio nelle regioni periferiche o di montagna sprovviste di reti via cavo, i Comuni o i Cantoni interessati offrano servizi di diffusione supplementari nell'ambito della LRTV in vigore; è quanto avviene già con la rete terrestre digitale nell'Altro Vallese (Valaiscom) e un progetto simile è previsto anche nei Grigioni. </p><p></p><p>2. Il legislatore ha vincolato i canoni radiotelevisivi all'esercizio degli apparecchi di ricezione e non al consumo o alla capacità tecnica di ricezione di determinati programmi. </p><p>In effetti, la maggior parte dei canoni di ricezione è destinata alla produzione e alla diffusione dei programmi della SSR. Quest'ultima continua a soddisfare pienamente il suo mandato di prestazioni, previsto dalla legge e dalla concessione. Infatti, i suoi programmi continuano ad essere diffusi via satellite o via cavo e possono dunque essere ricevuti in tutta la Svizzera. La LRTV e la concessione non precisano in che modo i programmi televisivi debbano essere diffusi. </p><p>Il Consiglio federale ritiene che la disattivazione dei trasmettitori sia necessaria dal punto di vista tecnico affinché la SSR possa in futuro soddisfare appieno il suo mandato di servizio pubblico anche in base alle condizioni dettate dalla digitalizzazione. La prevista rete digitale di trasmettitori permetterà di diffondere per via terrestre tutti i programmi televisivi della SSR.</p><p>3. Il DATEC ha obbligato la SSR ad aiutare finanziariamente, nei casi di rigore e su richiesta motivata, i telespettatori toccati dal provvedimento nell'acquisto di un impianto di ricezione via satellite. Il DATEC considera casi di rigore in particolare le economie domestiche che, conformemente all'articolo 45 dell'ordinanza sulla radiotelevisione (ORTV), sono esentate dall'obbligo di pagare il canone televisivo. </p><p>La SSR decide in ultima analisi in base ad un concetto di finanziamento presentato al Dipartimento che stabilisce i criteri determinanti. I telespettatori che desiderano far valere un diritto all'aiuto finanziario della SSR possono inviare una richiesta motivata al seguente indirizzo: SRG SSR idée suisse, MSC Distribution, Leutschenbachstrasse 95, 8050 Zurigo. </p><p>I richiedenti devono in particolare spiegare che hanno consumato regolarmente i programmi SSR delle altre lingue, che la disattivazione li tocca direttamente dal punto di vista tecnico, che non possiedono né un collegamento alla rete via cavo né una ricezione satellitare digitale e che l'acquisto di un'antenna parabolica costituisce un onere finanziario importante. La SRG SSR esige inoltre che le economie domestiche interessate siano equipaggiate di un'antenna parabolica digitale entro tre mesi dalla messa fuori servizio dei trasmettitori televisivi. </p><p>4. L'attuale legge obbliga la SSR a diffondere i suoi programmi televisivi su scala nazionale (art. 28 cpv. 1 LRTV). Diffondendo tutti i suoi programmi radiotelevisivi via satellite e via cavo, la concessionaria soddisfa quest'obbligo legale. L'intera offerta di programmi rimane accessibile a tutte le economie domestiche. </p><p>La disattivazione dei trasmettitori impedisce momentaneamente di ricevere i programmi della SSR nelle altre lingue mediante un'antenna interna o esterna. La diffusione dei programmi della SSR viene discussa nell'ambito della revisione della LRTV attualmente in corso e sarà in seguito discussa in Parlamento. L'avamprogetto prevede di attribuire la Consiglio federale la competenza di determinare, nella concessione, la zona di copertura e il modo di diffusione di ogni programma della SSR.</p>  Risposta del Consiglio federale.