<h2>SubmittedText<h2><p>1. Secondo l'articolo 74a della legge federale sull'energia nucleare, il Consiglio federale riferisce periodicamente all'Assemblea federale sugli sviluppi della tecnologia nucleare. Quando è stato riferito l'ultima volta, dove si possono trovare i rapporti e quali sono i loro elementi centrali?</p><p>2. Quali Paesi stanno progettando o costruendo nuove centrali nucleari e con quali tecnologie?</p><p>3. Qual è il rapporto costi/benefici degli impianti attualmente in costruzione?</p><p>4. Si registrano superamenti dei costi per gli impianti attualmente in costruzione?</p><p>5. Quali tempi di costruzione si prospettano per i diversi fornitori/per le diverse tecnologie?</p><p>6. Quali tecnologie sono disponibili e quali sono i loro vantaggi e svantaggi?</p><p>7. Quali fornitori di quali tecnologie nucleari sono presenti sul mercato e quali sono i loro vantaggi e svantaggi?</p><p>8. Quali fornitori di quali tecnologie nucleari saranno presumibilmente presenti sul mercato nei prossimi anni, con quali vantaggi e svantaggi?</p><p>9. Quale livello di emissioni di CO2 per kWh ci si può attendere da una centrale nucleare e come si situa tale valore rispetto ad altre tecnologie?</p><p>10. In quali Paesi (a livello mondiale) i governi considerano l'energia nucleare un elemento importante per raggiungere la neutralità climatica?</p><p>11. Il Consiglio federale ritiene possibile precisare il divieto di costruzione di nuove centrali nucleari per consentire la realizzazione di singole tecnologie nucleari? Se sì, quali varianti sarebbero possibili?</p><p>12. Come dovrebbe essere snellita la procedura di autorizzazione (in analogia a quella per l'energia idroelettrica ed eolica) per poter costruire una centrale nucleare il più rapidamente possibile?</p><p>13. Qual è attualmente lo stato dell'arte per quanto riguarda la potenza nominale degli impianti nucleari? Sarebbe compatibile con un sito svizzero?</p><p>14. Quali investitori (anche al di fuori dell'AES) sarebbero interessati a prendere in considerazione la costruzione di nuovi impianti nucleari in Svizzera?</p><p>15. Come valuta oggi il Consiglio federale il ritrattamento degli elementi di combustibile esausti (riciclaggio)?</p><p>16. Come si può migliorare il rapporto costi-benefici e l'efficienza degli impianti nucleari consentendo il ritrattamento degli elementi di combustibile?</p><p>17. Come cambierebbe la posizione negoziale della Svizzera nei confronti dell'UE se in futuro fosse possibile esportare dalla Svizzera una quantità nettamente maggiore di elettricità invernale e notturna (energia di banda)?</p><p>18. Come si svilupperebbe il finanziamento del Fondo di disattivazione e del Fondo di smaltimento se una o più centrali nucleari aggiuntive fossero collegate alla rete?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Secondo l'articolo 74a della legge del 21 marzo 2003 sull'energia nucleare (LENu; RS 732.1), il Consiglio federale riferisce periodicamente all'Assemblea federale sugli sviluppi della tecnologia nucleare. Ciò avviene insieme alla presentazione al Parlamento del rapporto quinquennale del Consiglio federale ai sensi dell'articolo 55 capoverso 3 della legge del 30 settembre 2016 sull'energia (LEne; RS 730). Il rapporto sarà pubblicato per la prima volta alla fine del 2022.</p><p>2. A livello mondiale, i Paesi più attivi nell'ambito delle nuove tecnologie nucleari sono soprattutto gli Stati uniti, la Cina e la Russia. Altri fornitori di tali tecnologie si trovano in Giappone, Canada, Francia e Gran Bretagna. </p><p>3. e 4. Le centrali nucleari in costruzione in Europa, come Flamanville (Francia) o la centrale di Olkiluoto (Finlandia), entrata in servizio di recente, hanno subito o stanno subendo forti ritardi e superamenti dei costi, con un impatto negativo sul rapporto costi-benefici. Tale rapporto potrà migliorare di nuovo solo se i prezzi dell'elettricità si situeranno a un livello più alto nel medio termine. Si registrano ritardi e superamenti dei costi anche in Nord America. Secondo uno studio dell'Istituto Paul Scherrer sul potenziale, i costi e l'impatto ambientale degli impianti di produzione di elettricità, i costi di generazione dell'elettricità dei recenti progetti europei e nordamericani si aggirano quindi intorno ai 51-125 franchi per megawattora (MWh), calcolando anche i costi di disattivazione e smaltimento e tenuto conto del fatto che vi sono grandi differenze fra le diverse regioni del mondo.</p><p>5. I tempi di costruzione non dipendono tanto dai fornitori o dalle tecnologie quanto dalle prescrizioni e dalle procedure dei Paesi di ubicazione.</p><p>6., 7. e 8. A parte la ricerca sulla fusione nucleare, il cui orizzonte temporale si estende oltre il periodo qui considerato, la ricerca concernente lo sviluppo di nuove tecnologie per l'energia nucleare si concentra sulla tecnologia dei reattori di IV generazione. Gli obiettivi dello sviluppo di reattori di IV generazione sono: maggiore e migliore sfruttamento del combustibile, meno scorie nucleari, soprattutto meno scorie altamente radioattive a lunga vita, maggiore efficienza economica, maggiore sicurezza nel funzionamento e minore rischio di proliferazione nucleare.</p><p>Una nuova tecnologia è rappresentata dagli "Small Modular Reactors" (SMR); essa può essere classificata come tecnologia di III o IV generazione, a seconda della concezione dei reattori. Si tratta di piccoli reattori, per i quali gli svantaggi in termini di costi rispetto alle grandi centrali nucleari dovrebbero essere compensati attraverso la produzione in serie, la standardizzazione e la semplificazione, la modularizzazione e i tempi di costruzione più brevi. Con ciò si mira principalmente a ridurre i rischi di investimento.</p><p>Tuttavia, le nuove tecnologie sono solo in fase di concezione e di progettazione e non sono ancora disponibili in commercio. Non è quindi possibile valutare oggi se gli obiettivi perseguiti dalla ricerca siano realizzabili e, in caso affermativo, entro quando e con quali costi queste tecnologie saranno effettivamente disponibili e socialmente accettate.</p><p>9. Secondo i più recenti dati dell'ecobilancio specifico per la Svizzera (KBOB:2022; www.kbob.admin.ch), le emissioni di gas a effetto serra per l'intero ciclo di vita dell'energia nucleare sono circa pari a 23-25 grammi di CO2 per chilowattora (grammi di CO2 equivalenti/kWh). Si tratta di un valore leggermente superiore a quello relativo ai grandi impianti idroelettrici ad accumulazione (circa 11-13 grammi di CO2 equivalenti/kWh). Le emissioni di gas serra collegate alla produzione di elettricità con i sistemi fotovoltaici attuali montati su tetti inclinati vanno da 27 grammi di CO2 equivalenti/kWh (autoconsumo) a 55 grammi di CO2 equivalenti/kWh in caso di prelievo dalla rete, a seconda della provenienza e della tecnologia dei moduli. Le centrali elettriche a gas naturale senza cattura di CO2 hanno emissioni di circa 480 grammi di CO2/kWh. Oltre alle emissioni di gas serra, nella produzione di energia sono rilevanti anche altri impatti ambientali (per esempio lo smaltimento/stoccaggio finale) e l'impatto ambientale totale secondo il metodo della scarsità ecologica (metodo PIA; PIA = punti di impatto ambientale) è significativamente più alto per l'elettricità di origine nucleare che per quella da fonti rinnovabili. Mentre i sistemi fotovoltaici, per esempio, hanno un impatto ambientale totale di circa 80-176 PIA/kWh, per l'energia nucleare questo è di circa 659-692 PIA/kWh.</p><p>10. Nel febbraio 2022 la Commissione europea ha incluso l'energia nucleare nel nuovo regolamento delegato (C/2022/0631 finale) relativo al regolamento (UE) 2020/852 ("regolamento sulla tassonomia"). Questo classifica, a certe condizioni e per un periodo limitato, l'energia nucleare come compatibile con i criteri di sostenibilità secondo il regolamento sulla tassonomia. Si applicano criteri rigorosi sulla minimizzazione dei rifiuti del ciclo del combustibile e sul fatto che lo Stato membro disponga di un fondo di disattivazione e di un fondo di smaltimento operativi alla data della messa in esercizio. L'entrata in vigore dell'atto integrativo delegato di tassonomia è prevista per il 1° gennaio 2023.</p><p>11., 12., 13. e 14. Diversamente da quanto accade per le centrali idroelettriche ed eoliche, nel caso delle centrali nucleari la competenza è esclusivamente della Confederazione. Nel 2017, il Popolo svizzero, con l'adozione della LEne, ha votato a favore di un graduale abbandono dell'energia nucleare. Questo significa che le attuali centrali nucleari possono restare in funzione finché sono sicure. Per contro, in Svizzera la costruzione di nuove centrali nucleari è vietata. Affinché un investitore possa prendere in considerazione l'ipotesi di costruire una centrale nucleare, il quadro giuridico dovrebbe quindi prima essere modificato. Di conseguenza, la pianificazione e la costruzione di una nuova centrale nucleare in Svizzera richiederebbero un tempo particolarmente lungo. La strada che la Svizzera deve percorrere è quella di potenziare la produzione di elettricità rinnovabile e di incrementare l'efficienza energetica.</p><p>15. e 16. Il ritrattamento degli elementi di combustibile esausti o il migliore sfruttamento degli elementi di combustibile fa parte della ricerca sui reattori di IV generazione. Se gli elementi di combustibile potessero essere sfruttati meglio, anche il rapporto costi-benefici migliorerebbe, che è anche lo scopo della ricerca sui reattori di IV generazione.</p><p>17. La stipula di un accordo sull'energia elettrica con l'UE rimane un obiettivo del Consiglio federale. Nel 2018 l'UE ha sospeso i relativi negoziati e fa tuttora dipendere il loro proseguimento dal chiarimento delle questioni di natura istituzionale, non essendo disposta a negoziare un accordo tecnico sull'energia elettrica con la Svizzera senza una soluzione in tale senso.</p><p>18. I proprietari delle centrali nucleari versano contributi nel Fondo di disattivazione e nel Fondo di smaltimento per garantire il finanziamento della disattivazione e dello smaltimento dei propri impianti. Per ogni impianto, i due fondi devono essere alimentati per una durata d'esercizio presunta di 50 anni.</p>  Risposta del Consiglio federale.