<h2>SubmittedText<h2><p>La crisi del coronavirus ha ripercussioni economiche particolarmente forti sulle assicurazioni sociali finanziate secondo il principio di ripartizione, quindi anche sull'AI. Purtroppo, vista la situazione attuale, le proiezioni del Consiglio federale sul risanamento dell'AI non sono più valide. Già in un anno positivo come il 2019, il risultato registrato dall'assicurazione è stato di 160 milioni di franchi inferiore a quanto preventivato. Anche il termine per il rimborso del debito dell'AVS è stato posticipato ben oltre l'orizzonte temporale del 2030. L'AVS avrà bisogno molto prima dei 10 miliardi di franchi preventivati. In quest'ottica, non ha più molto senso adottare il progetto "Ulteriore sviluppo dell'AI", che sta per essere sottoposto alla votazione finale in Parlamento, poiché ormai è costruito sulla sabbia. Il Consiglio federale e il Parlamento devono concentrare le loro riflessioni sul modo in cui l'AI potrà estinguere il proprio debito nei confronti dell'AVS. Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quale sarà il nuovo orizzonte temporale per il rimborso del debito (finora 2032)?</p><p>2. In caso di grave recessione, l'AI sarà ancora in grado di estinguere il debito nei confronti dell'AVS con i propri mezzi entro una scadenza ragionevole? Quali sono le alternative, affinché l'AVS possa ricevere presto i mezzi di cui anch'essa ha urgentemente bisogno, considerato che non sarà possibile aumentare né i contributi salariali né l'IVA a favore dell'AI, dato che la crisi comporterà prevedibilmente un onere supplementare per l'economia e i cittadini?</p><p>3. Prima che scoppiasse la crisi del coronavirus, sulla base delle sue proiezioni di finanziamento, il Consiglio federale riteneva che entro breve l'AI avrebbe fatto registrare un risultato di ripartizione positivo. Era dunque del parere che non fosse necessario prevedere misure di risanamento supplementari nell'ambito dell'ulteriore sviluppo dell'AI. Finora il Parlamento ha seguito questo punto di vista. Quali risultati di ripartizione aggiornati si aspetta per l'AI nei prossimi anni (2022, 2025, 2030, 2035)?</p><p>4. Per l'AI, in quanto assicurazione finalizzata all'integrazione, è rilevante anche il successo dell'integrazione professionale. A causa della crisi del coronavirus, il numero di persone affette da malattie psichiche, già fortemente aumentato, potrebbe crescere ulteriormente. L'esperienza insegna che la loro integrazione professionale è già difficile in un mercato del lavoro ben funzionante. Secondo il Consiglio federale, come evolverà la situazione, tenendo conto del fatto che per qualche tempo le condizioni del mercato del lavoro peggioreranno? Quali ripercussioni prevede sulla quota dei nuovi beneficiari di rendite e sull'evoluzione dell'effettivo delle rendite? Quale sarà l'impatto negativo (in mio. fr.) sui risultati dell'ulteriore sviluppo dell'AI, cioè quali costi supplementari implicherà la nuova situazione per il progetto?</p><p>5. Quali sono gli effetti del lockdown dovuto alla crisi del coronavirus sulle persone inserite nel processo d'integrazione professionale? Al riguardo, l'Esecutivo prevede di adottare misure particolari?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il 2 luglio 2020, l'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) ha pubblicato le nuove prospettive finanziarie per l'AVS, l'AI e le IPG (per l'AI v. <a href="https://www.bsv.admin.ch/bsv/it/home/assicurazioni-sociali/iv/finanzen-iv.html">https://www.bsv.admin.ch/bsv/it/home/assicurazioni-sociali/iv/finanzen-iv.html</a>). Nelle sue previsioni parte dal presupposto che la pandemia di COVID-19 avrà ripercussioni sull'attività economica e sulle assicurazioni sociali soltanto per alcuni anni (fino al 2025/2026 circa). Per esempio, a partire dal 2025/2026 le entrate dell'AI dovrebbero tornare al livello previsto prima della crisi del coronavirus. Tuttavia l'incertezza sullo sviluppo economico è grande e la durata e l'andamento della ripresa non sono noti. Per questo motivo le attuali prospettive finanziarie non vanno oltre l'orizzonte temporale del 2030; l'UFAS le riesaminerà prima della fine dell'anno.</p><p>1.-3. Nello scenario dell'UFAS, nel 2020 il risultato di ripartizione dell'AI subirà un crollo. Tuttavia, a medio termine la crisi del coronavirus peggiorerà solo leggermente le prospettive finanziarie dell'AI. Dopo la crisi, il Consiglio federale pensa quindi che la situazione finanziaria dell'AI continuerà a svilupparsi positivamente. Poiché la pandemia di COVID-19 ritarda la stabilizzazione finanziaria dell'AI, quest'ultima registrerà eccedenze di ripartizione presumibilmente soltanto a partire dal 2024 (anziché dal 2022). Di conseguenza, anche lo sdebitamento dell'AI subirà ritardi. Poiché l'entità del rimborso annuo da parte dell'AI dipende dalle uscite dell'assicurazione, nello scenario dell'UFAS lo sdebitamento segue ritmi più lenti rispetto a quanto previsto prima della crisi. Si stima quindi che nel 2030 il debito potrà essere ridotto di circa 3,5 miliardi in meno rispetto al previsto.</p><p>2. Le eccedenze strutturali previste per il periodo successivo alla pandemia di COVID-19 consentiranno all'AI di continuare a ridurre a lungo termine il debito nei confronti del Fondo di compensazione AVS. Come esposto nella risposta all'interpellanza de la Reussille (20.3097), nel quadro del rapporto in adempimento del postulato de Courten (19.4077) il Consiglio federale sta verificando se il debito dell'AI nei confronti dell'AVS è ancora attuale. Il rapporto intende accertare se sia possibile migliorare da un punto di vista globale le condizioni quadro applicabili all'AVS, all'AI e alla Confederazione. Il Consiglio federale non prevede di utilizzare eventuali eccedenze strutturali delle finanze federali per abbattere il debito dell'AI.</p><p>4. Uno degli obiettivi dell'ulteriore sviluppo dell'AI è garantire, in collaborazione con i datori di lavoro, i medici curanti nonché altri attori interessati, un sostegno adeguato e coordinato alle persone con malattie psichiche, al fine di rafforzarne il potenziale d'integrazione e migliorarne l'idoneità al collocamento sul mercato del lavoro. È probabile che a seguito della situazione straordinaria che stiamo vivendo gli sviluppi sul mercato del lavoro avranno un impatto anche sulla ricerca di un posto di lavoro da parte delle persone con danni alla salute. Per far fronte a queste sfide è necessario un buon coordinamento tra l'AI e l'assicurazione contro la disoccupazione. Per le prospettive finanziarie qui presentate, si è ipotizzato che la quota delle nuove rendite rimarrà allo stesso livello e non sarà influenzata dalla pandemia. Nonostante la COVID-19, le valutazioni sulle ripercussioni dell'ulteriore sviluppo dell'AI sono ancora valide.</p><p>5. Da un'inchiesta svolta presso gli uffici AI è emerso che nella maggior parte dei casi è stato possibile proseguire il processo d'integrazione professionale o i diversi provvedimenti d'integrazione, talvolta adeguandone la forma. Sin dall'inizio della situazione straordinaria l'UFAS ha dato istruzione agli uffici AI di continuare a versare l'indennità giornaliera alle persone sottoposte a provvedimenti d'integrazione che non hanno potuto essere avviati o sono stati interrotti a causa della chiusura dell'organo esecutivo, di una quarantena preventiva o per altri motivi di salute, per garantire loro la copertura del fabbisogno vitale. In questo modo è stato possibile evitare che queste persone, a volte in situazioni già difficili, dovessero chiedere prestazioni dell'aiuto sociale in attesa di poter iniziare o continuare il provvedimento d'integrazione. Per il momento, il Consiglio federale non prevede misure particolari, ma segue attentamente la situazione.</p>  Risposta del Consiglio federale.