<h2>SubmittedText<h2><p>Salta all'occhio, frequentando pensioni e alberghi svizzeri, che la Radiotelevisione svizzera di lingua italiana (RSI) si trova sistematicamente in coda a tutti i canali, spesso anche dopo l'emittente Al Jazeera. La Radiotelevisione svizzera di lingua tedesca (SF-DRS) e - anche se in misura minore - quella di lingua francese (TSR) occupano i primi posti della programmazione, come è giusto che sia.</p><p>Ora, la questione potrebbe sembrare banale, ma non lo è: la Svizzera plurilingue è una nozione di cui andiamo giustamente fieri, ma al turista di passaggio questa ricchezza è nascosta! Se, accendendo la TV, il turista trovasse ai primi tre a sei posti i canali pubblici svizzeri, capirebbe subito questa particolarità svizzera.</p><p>Capirebbe in quale multi-cultura è atterrato e lo racconterebbe nel mondo, diventando inconsciamente moltiplicatore della quintessenza svizzera.</p><p>Chiedo perciò al Consiglio federale se non ritiene che sarebbe opportuno intervenire presso i distributori dei canali televisivi, con le misure adeguate, per chiedere una tale modifica e contribuire così al rafforzamento del plurilinguismo?</p><p>Senza contare che una priorità ai canali svizzeri tedesco, francese e italiano quale scelta automatica (default) porterebbe un sano pluriliguismo anche nelle case svizzere, dove non è raro dimenticarsi che l'italiano è una lingua svizzera!</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il plurilinguismo in Svizzera costituisce un elemento centrale della nostra cultura e un fondamento dell'identità. Anche il Consiglio federale assegna un ruolo importante alla promozione del plurilinguismo, richiamandolo costantemente alla coscienza della popolazione tanto in Svizzera quanto all'estero.</p><p>Il plurilinguismo trova espressione principalmente nei programmi radiotelevisivi della SSR, il cui ventaglio d'offerta include tutte le lingue nazionali. Il diritto svizzero sulla radiodiffusione garantisce una fornitura capillare di questi programmi in tutte le economie domestiche e le aziende in Svizzera.</p><p>Il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) nella sua ordinanza sulla radiotelevisione (RS 784.401.11; art. 9) ha previsto che qualsiasi esercente della rete via cavo che determini l'attribuzione dei canali in modo centralizzato sia tenuto a diffondere sui primi canali i programmi della SSR. Nel frattempo l'evoluzione tecnologica ha tuttavia ridotto sensibilmente la portata pratica di questa disposizione. Nell'era digitale diventa sempre più difficile, sia dal punto di vista legale che tecnico, formulare e mettere in atto norme vincolanti per preordinare le emittenti trasmesse. I sistemi di trasmissione sono infatti divenuti troppo complessi e diversi fra di loro. Disporre una priorità nella diffusione in digitale simile a quella esistente nella diffusione in analogico non sarebbe quindi opportuno.</p><p>In conclusione, affinché si possa garantire che negli alberghi, nelle pensioni e negli ostelli i programmi della SSR si trovino ai primi posti nella scelta, per ragioni di ordine tecnico sarebbe tuttavia necessario imporre agli esercenti di queste strutture turistiche l'obbligo legale di programmare in tal modo i propri televisori. L'imposizione di un simile dovere è, secondo il parere del Consiglio federale, una misura sproporzionata e che, in ogni caso, dovrebbe essere fondata giuridicamente. In linea di principio le economie domestiche e le aziende private devono poter continuare a programmare i propri apparecchi conformemente alle esigenze personali o modificare un'impostazione predisposta dal fornitore di servizi di telecomunicazione o dal fabbricante dell'apparecchio.</p>  Risposta del Consiglio federale.