<h2>SubmittedText<h2><p>Il processo di convergenza fra radio e televisione, sia sul fronte svizzero tedesco (SRS-SF) che su quello romando (RSR-TSR) sembra essere inarrestabile. È infatti prevista la creazione, entro il 2011, di una piattaforma radiotelevisiva romanda multimediale e multisito che raggruppi le attività dei diversi poli.</p><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quali vantaggi potrebbero trarre i radioascoltatori e i telespettatori da quest'unione?</p><p>2. Tale operazione non rischia di omogeneizzare ulteriormente il paesaggio mediatico?</p><p>3. Dal momento che sono previste economie di spesa nella misura del 6 al 10 per cento, non vi è forse il rischio che i mezzi finanziari vengano concentrati nei centri urbani e lungo l'Arco lemanico?</p><p>4. Quali sarebbero le ripercussioni di tale convergenza per giornalisti, tecnici e impiegati?</p><p>5. Qual è il bilancio dell'esperienza fatta nella Svizzera italiana?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La SSR beneficia della garanzia costituzionale per quanto riguarda l'autonomia organizzativa (art. 93 cpv. 3 della Costituzione federale); ciò significa che è libera di scegliere le sue strutture e i suoi processi di produzione. La concessione le chiede soltanto di produrre i programmi prevalentemente nelle regioni linguistiche alle quali sono destinati (art. 15 della concessione SSR del 28 novembre 2007).</p><p>Fintanto che la produzione di programmi per regione linguistica è garantita, il quadro giuridico della SSR non le impedisce di raggruppare le unità di produzione nel settore della radio e della televisione. Per il Consiglio federale, è determinante che la SSR scelga strutture e processi di produzione capaci di adempiere il mandato di prestazioni definito a livello di legge e concessione.</p><p>In seno alla SSR, presso la Radiotelevisione svizzera di lingua italiana e la Radio e Televisiun Rumantscha, si è già assistito a una fusione di radio, televisione e settore online. Per quanto concerne la Svizzera tedesca e la Svizzera romanda, il seguito della procedura sarà coordinato dal consiglio d'amministrazione nazionale della SSR. Presumibilmente nel mese di marzo quest'ultimo stabilirà obiettivi e condizioni quadro applicabili alle imprese, che dovranno tener conto delle questioni sensibili per le regioni e nell'ambito della politica dei media. Il DATEC sarà regolarmente informato sull'avanzamento dei lavori.</p><p>Siccome la SSR dispone della piena autonomia organizzativa e per ora non ha ancora affrontato in maniera approfondita la questione né ha preso decisioni in merito, risulta impossibile rispondere precisamente alle domande poste.</p><p>Si può soltanto segnalare che la convergenza presenta sia vantaggi che svantaggi. Le sinergie potrebbero essere sfruttate nel settore della produzione (ricerca, produzione giornalistica, ecc.) e nei processi di supporto (finanze, tecnica, informatica, ecc.). D'altro canto un avvicinamento troppo marcato potrebbe nuocere alla diversità mediatica. La radio e la televisione trattano temi distinti e dispongono di redazioni indipendenti che rischierebbero di dover essere abbandonate nel quadro di un'impresa mediatica comune.</p>  Risposta del Consiglio federale.