<h2>SubmittedText<h2><p>I Politecnici federali di Zurigo (ETHZ) e Losanna (EPFL) rappresentano i due poli d'eccellenza della formazione accademica nazionale e internazionale. Da qualche anno il Politecnico federale di Losanna persegue una strategia di delocalizzazione e decentramento delle proprie sedi. I campus sono diffusi e radicati in numerosi cantoni limitrofi a Vaud (Neuchâtel, Ginevra, Friborgo e ultimamente anche Vallese con la nuova sede di Sion). La strategia si intreccia pienamente nello spirito federalista del nostro Paese e permette a più cantoni di godere della presenza di istituti federali. Tali realtà rafforzano la coesione nazionale e consentono un radicamento del politecnico nel territorio. Generano importanti posti di lavoro e aumentano le chance di collaborazione con l'economia privata (start up). Considerata la strategia di decentramento e diffusione su più cantoni del EPFL, formulo le seguenti domande inerenti la citata strategia e il potenziale presso l'ETHZ:</p><p>1. Come valuta l'impostazione federalista e volta al decentramento delle infrastrutture di formazione e ricerca dell'EPFL? È uno sviluppo sostenuto dal Consiglio federale? Esiste un'analisi dell'impatto socio-economico sui comprensori interessati?</p><p>2. Con riferimento alla strategia di diffusione e decentramento dell'EPFL, qual'è la strategia dell'ETHZ?</p><p>3. Se vi è un approccio similare, in quali cantoni sono presenti campus decentrati o istituti direttamente e indirettamente connessi all'ETHZ? Sono previsti ulteriori decentramenti nel prossimo quadriennio?</p><p>4. Il governo federale non ritiene che anche l'ETHZ possa - in un'ottica di coesione nazionale e di diffusione di istituzioni federali sul territorio - adottare una strategia di maggiore decentramento e delocalizzazione verso cantoni limitrofi e regioni periferiche (Ticino, Svizzera orientale)?</p><p>5. Quale ruolo potrebbe giocare il Ticino nell'ambito di uno sviluppo decentralizzato dell'ETHZ?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale risponde alle domande come segue:</p><p>1. I due politecnici godono di un'autonomia sancita per legge e possono prendere decisioni in materia di cooperazione con le università e le scuole universitarie professionali (SUP), nonché con i rispettivi cantoni.</p><p>Il Consiglio federale è esplicitamente favorevole alle iniziative prese dalle istituzioni del settore dei PF per collaborare con università e SUP cantonali e del resto ne ha fatto anche l'elemento centrale dell'attuale mandato stipulato con il settore dei politecnici federali (v. mandato di prestazioni del Consiglio federale nel settore dei politecnici federali per gli anni 2013-2016, obiettivo 6, obiettivo parziale 4). Spetta alle suddette istituzioni decidere la forma più adeguata per formalizzare questa collaborazione. Secondo il Consiglio federale, al momento di valutare nuove ubicazioni e nuovi progetti di collaborazione regionale è opportuno rispettare i criteri formulati dalle istituzioni del settore dei politecnici federali: in tal senso il progetto deve generare un valore aggiunto scientifico che invece non è possibile ottenere nelle località esistenti; l'istituzione del settore dei politecnici federali deve assumersi l'intera responsabilità accademica; serve inoltre una massa critica di studenti e/o ricercatori, requisito fondamentale per garantire l'eccellenza internazionale. Secondo il Consiglio federale, inoltre, è importante che le istituzioni del settore dei politecnici federali, proprio nella prospettiva di stipulare contratti di collaborazione, dedichino particolare attenzione ai costi e all'efficienza del pilotaggio. Per quanto riguarda l'impatto socio-economico dei nuovi poli del PFL, tutti istituiti da poco, il Consiglio federale e le istituzioni del settore dei politecnici federali non dispongono ancora di dati quantificabili.</p><p>2./3. Il Politecnico di Zurigo, oltre ai due campus nel centro di Zurigo e sul Hönggerberg, dal 2007 dispone di un polo a Basilea che accoglie il dipartimento Biosistemi (D-BSSE), dedito ad attività di ricerca e sviluppo interdisciplinari e all'insegnamento nel settore delle Life Sciences. Il Politecnico di Zurigo è presente nel cantone del Ticino già dal 1991 con il Centro svizzero di calcolo scientifico (CSCS), inizialmente ubicato a Manno e, dal 2012, di stanza a Lugano-Cornaredo in un nuovo edificio gestito dal Politecnico federale di Zurigo. Il CSCS rappresenta la punta di diamante della collaborazione tra il Politecnico di Zurigo e l'Università della Svizzera italiana (USI). In questo settore specifico offre un'infrastruttura ai massimi livelli internazionali, che mette a disposizione dei più differenti gruppi di utenti scientifici. La stretta interdipendenza tra Politecnico di Zurigo e USI si rispecchia anche nelle due cattedre di chimica computazionale ed economia. Un'altra parte del Politecnico di Zurigo si trova in Ticino in virtù di un'alleanza strategica con l'Istituto di ricerca in biomedicina (IRB) di Bellinzona, il cui direttore insegna come professore al Politecnico federale di Zurigo. Il Politecnico di Zurigo, infine, gestisce ad Ascona il Centro congressi Stefano Franscini (Monte Verità). Oltre ai campus appena citati, attualmente il Politecnico federale di Zurigo non sta pianificando altri poli.</p><p>4./5. Il Consiglio federale rammenta che il Politecnico di Zurigo è fortemente presente in Ticino già da molto tempo, apportando un conseguente valore aggiunto al cantone. Allo stesso modo rammenta che alcuni cantoni della Svizzera orientale accolgono già i poli di istituzioni del settore dei politecnici federali, ad esempio il Laboratorio federale di prova dei materiali e di ricerca a San Gallo (EMPA) e l'Istituto per lo studio della neve e delle valanghe (WSL) a Davos. Sulla questione di una possibile collaborazione, il Consiglio federale ritiene che si debba innanzitutto soddisfare i criteri prioritari di cui sopra.</p>  Risposta del Consiglio federale.