<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il piano finanziario fornisce una panoramica dell'evoluzione a medio termine delle entrate e delle uscite complessive e mostra l'esistente margine di manovra rispettivamente la necessità di azione sull'arco di un quadriennio. Unitamente al piano finanziario viene presentata anche una visione globale degli affari imminenti e rilevanti dal punto di vista politico finanziario, che non hanno ancora potuto essere inseriti nel piano finanziario a causa di dati insufficienti. Il piano finanziario, pur essendo soltanto una presentazione istantanea di un processo politico estremamente dinamico, rappresenta per il Consiglio federale e il Parlamento, nel senso di un sistema d'allarme anticipato, una base indispensabile per il controllo a medio termine del bilancio federale.</p><p></p><p>Il piano finanziario inoltre è affare del Consiglio federale di cui il Parlamento prende conoscenza senza poterlo influenzare direttamente. Il Parlamento può presentare interventi con i quali affida nuovi incarichi al Consiglio federale all'attenzione dei successivi lavori pianificatori. Infatti, dato che la pianificazione finanziaria della Confederazione viene elaborata ogni anno (pianificazione continua), procedere ad una elaborazione supplementare nel corso dell'anno risulterebbe estremamente dispendioso e poco sensato. I lavori relativi alla nuova pianificazione finanziaria 2004-2006 saranno avviati già nei prossimi giorni.</p><p></p><p>Il piano finanziario 2003-2005 del 28 settembre 2001, riporta l'evoluzione prevedibile a fine estate 2001. Gli avvenimenti più recenti, come il rallentamento congiunturale, gli attentati terroristici dell'11 settembre 2001 o le decisioni relative al caso Swissair non potevano più essere inseriti nella parte delle cifre, ma soltanto verbalmente nella parte generale. Le attuali prospettive finanziarie mostrano che il bilancio federale è strutturalmente sovraccarico anche senza gli obblighi assunti nella vicenda di Swissair. Sia a causa dei numerosi aumenti sia a causa dell'abolizione della quota della Confederazione all'esistente punto percentuale dell'imposta sul valore aggiunto a favore dell'AVS, le finanze federali si trovano in una situazione critica. Nei prossimi anni occorre quindi intraprendere una politica in materia di uscite estremamente cauta, orientata a rigide priorità nonché procedere con prudenza a ulteriori riduzioni fiscali. Così, infatti, le perdite d'imposta derivanti dal pacchetto fiscale 2001 devono essere limitate alle prescrizioni approvate dal Consiglio federale e la quota della Confederazione al finanziamento esistente nonché previsto tramite l'imposta sul valore aggiunto a favore di AVS e AI deve essere mantenuta. Lo strumento del freno all'indebitamento, approvato con una netta maggioranza da popolo e Cantoni, crea le condizioni per consolidare in modo durevole gli sforzi di risanamento fatti finora. La sua prima applicazione al preventivo 2003 avrà per conseguenza un rigoroso esame di tutte le richieste concernenti le uscite.</p><p></p><p>1.L'aiuto a Swissair si ripercuote sull'esercizio del 2001 con maggiori uscite pari a 1243 milioni (crediti aggiuntivi autorizzati) e sul preventivo 2002 con maggiori uscite pari a 846 milioni. Nel preventivo 2002, che chiude con un disavanzo di 294 milioni, licenziato dal Parlamento nella sessione invernale del 2001, sono comprese le uscite supplementari dovute agli obblighi assunti per Swissair. Nella pianificazione finanziaria per gli anni 2003-2005 non si delinea, eccezion fatta per il servizio degli interessi, nessun maggior onere cagionato dall'aiuto a Swissair. </p><p></p><p>2.L'autore della mozione chiede esplicitamente di compensare interamente le maggiori uscite in relazione all'aiuto di Swissair. Il Consiglio federale ritiene che tale richiesta sia estremamente problematica sotto due aspetti diversi: in primo luogo si tratta di un aumento di uscite straordinario e unico. Una compensazione delle uscite ordinarie, che si ripetono annualmente, difficilmente potrebbe essere indicata come sensata. In secondo luogo l'idea di ricorrere alla compensazione contraddice la filosofia del freno all'indebitamento: in caso di fabbisogno finanziario eccezionale l'importo massimo delle uscite può essere aumentato; la decisione richiede tuttavia la maggioranza dei membri di entrambi i Consigli. Il concetto di fabbisogno finanziario eccezionale è limitato alle uscite la cui causa sia straordinaria e non influenzabile da parte della Confederazione. Nel caso della Swissair gli sviluppi, che hanno condotto al fabbisogno eccezionale, rispondono ai criteri menzionati.</p><p></p><p>3.Secondo la prassi vigente nuovi progetti e affari sono inseriti nel piano finanziario solo in presenza di una decisione materiale del Consiglio federale, del relativo messaggio o delle relative decisioni del Parlamento. Tale regola restrittiva, come ammesso, ha dato nell'insieme buona prova di sé. Essa, infatti, impedisce che vengano iscritte nel piano finanziario soltanto le uscite auspicabili. Come è avvenuto per la prima volta con il rapporto del 28 settembre 2001 concernente il piano finanziario, anche in futuro il Consiglio federale intende presentare in ogni piano finanziario una visione globale aggiornata degli affari imminenti di rilevanza politico-finanziaria. Insieme alle direttive di bilancio verrà presentato di volta in volta alle Commissioni delle finanze anche un aggiornamento di tale visione globale. In futuro le Commissioni delle finanze disporranno in tal modo due volte all'anno di ampie informazioni sulla politica finanziaria. Il Consiglio federale non vede quindi nessuna necessità di riesaminare questo modo di fornire informazioni già sensibilmente migliorato.</p><p></p><p>4.Il Consiglio federale sostiene l'obiettivo di ridurre la quota delle uscite della Confederazione attraverso un aumento delle uscite contenuto. Con il freno all'indebitamento in futuro le uscite verranno legate alle entrate indipendenti dalla congiuntura e quindi si stabilizzerà la quota delle uscite della Confederazione secondo le linee direttive delle finanze federali. Tuttavia una diminuzione del 10 per cento della quota delle uscite della Confederazione fino al 2005 è da ritenersi irrealizzabile. Alla luce dello stato attuale di pianificazione ad esempio, se la mozione fosse accolta, per il 2005 sarebbero necessari risparmi dell'ordine di 10 miliardi. Sulla base dei pacchetti di risanamento adottati in precedenza e delle esperienze fatte con il programma di stabilizzazione 1998, una tale direttiva non può essere attuata. Decidere tagli dell'ordine di un quintuplo di quanto stipulato nel programma di stabilizzazione 1998, che toccherebbero ovviamente i settori di compiti più importanti come la previdenza sociale, i trasporti, la difesa nazionale e l'agricoltura, equivarrebbe a rendere impossibile l'adempimento dei compiti dello Stato e secondo il parere Consiglio federale non sarebbe in nessun caso accettato dal popolo svizzero.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.