<h2>SubmittedText<h2><p>1. Il Consiglio federale condivide l'opinione secondo cui i periodi di lavoro o di praticantato non retribuiti svolti nell'ambito dell'aiuto sociale siano uno strumento importante per l'integrazione nel mondo del lavoro?</p><p>2. Condivide l'opinione secondo cui il disciplinamento della protezione assicurativa contro gli infortuni debba essere, sia per i datori di lavoro sia per i servizi sociali, il più possibile semplice, libero da vincoli burocratici ed economico?</p><p>3. In che modo la Confederazione imposta la protezione assicurativa contro gli infortuni nei programmi d'occupazione di pubblica utilità dei centri federali d'asilo, e quali sono le norme nelle assicurazioni sociali?</p><p>4. È possibile risolvere il problema basandosi su modelli esistenti?</p><p>5. Secondo il Consiglio federale, esiste un modello semplice dal punto di vista amministrativo che consenta ai servizi sociali comunali di procurare alle persone assicurate correttamente periodi di praticantato o di lavoro non retribuiti senza gravare ulteriormente sui datori di lavoro?</p><p>6. Quali possibilità legali esistono per chiarire in maniera vincolante le questioni di competenza riguardanti l'assicurazione contro gli infortuni per i periodi di lavoro o praticantato non retribuiti svolti da beneficiari dell'aiuto sociale?</p><p>7. In che modo ed entro quale termine può avvenire questo chiarimento per non rendere ancora più difficile né ostacolare l'integrazione professionale dei beneficiari dell'aiuto sociale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1.-3. Il Consiglio federale concorda sul fatto che gli impieghi di lavoro non retribuiti e i praticantati svolti nel quadro dell'aiuto sociale siano un importante strumento a sostegno dell'integrazione nel mondo del lavoro e che la protezione assicurativa contro gli infortuni dovrebbe essere il più possibile semplice, economica e priva di eccessive formalità burocratiche sia per i datori di lavoro sia per i servizi sociali. L'assicurazione secondo la legge del 20 marzo 1981 sull'assicurazione contro gli infortuni (LAINF; RS 832.20) si deve allineare alle prescrizioni legali e alla prassi giudiziaria predominante, in particolare in merito alla questione dell'assoggettamento. Per quanto riguarda i costi, la legge presuppone un premio conforme ai rischi che deve tenere conto, da una parte, del catalogo di prestazioni della LAINF, più ampio rispetto alla protezione dagli infortuni secondo la legge federale del 18 marzo 1994 sull'assicurazione malattie (RS 832.10), e dall'altra, del rischio dell'azienda acquisitrice.</p><p>Le persone impiegate in attività di utilità pubblica nei centri federali d'asilo sono assicurate contro gli infortuni dall'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie, in quanto non soddisfano i criteri di assoggettamento alla LAINF. Con i programmi occupazionali offerti si intende meramente offrire una giornata strutturata e semplificare la convivenza nei centri federali d'asilo.</p><p>4./5.<b></b>Con sentenza del 18 agosto 2017 (8C_302/2017), applicando coerentemente la giurisprudenza prodotta sinora, il Tribunale federale ha deciso che anche una beneficiaria dell'aiuto sociale che operava gratuitamente nel quadro di un lavoro a titolo di prova era da considerarsi una praticante ai sensi della LAINF e che quindi rientrava nella protezione dagli infortuni secondo la LAINF. Decisivo è stato in particolare il fatto che l'azienda acquisitrice traesse un interesse economico dall'attività di pulizia che la beneficiaria dell'aiuto sociale svolgeva.</p><p>Il chiarimento del Tribunale federale è apprezzabile, ma l'assoggettamento alla LAINF implica anche una protezione assicurativa contro gli infortuni decisamente meglio strutturata per le persone che svolgono un impiego di lavoro o un lavoro a titolo di prova nel quadro dell'aiuto sociale. Dal punto di vista amministrativo, nella determinazione del salario annuo rilevante per i premi, queste persone devono essere equiparate agli altri dipendenti nonostante la loro attività non sia retribuita (cfr. art. 23 cpv. 6 dell'ordinanza sull'assicurazione contro gli infortuni, OAINF; RS 832.202). I premi sono quindi a carico dell'azienda acquisitrice in quanto datrice di lavoro. La loro entità tuttavia è contenuta, in quanto sono commisurati al guadagno altrettanto modesto che deve comunque essere considerato come base per la determinazione del premio LAINF. In questo contesto, sarebbe pensabile e semplice dal punto di vista amministrativo che le autorità d'assistenza sociale che assegnano un cliente a un'azienda acquisitrice giungano con quest'ultima a un accordo per il rimborso dei premi finanziati. Una soluzione di questo tipo potrebbe eliminare qualsiasi onere a carico dei datori di lavoro.</p><p>Per quanto riguarda la problematica legata al fatto che, in caso di infortunio di un beneficiario d'aiuto sociale che lavora a titolo gratuito, il datore di lavoro dovrebbe far fronte a un aumento della sua polizza LAINF a causa di un'evoluzione svantaggiosa del rischio e che, di conseguenza, non sarebbe più disposto a offrire questo genere di impieghi, le assicurazioni contro gli infortuni sono già giunte a soluzioni praticabili. La "Commissione ad hoc danni LAINF" (Ad-hoc-Kommission Schaden UVG), nella sua raccomandazione n. 1/2007, sollecita gli assicuratori contro gli infortuni a rinunciare alle relative conseguenze.</p><p>6./7.<b></b>Come pocanzi illustrato, la LAINF poggia su criteri di assoggettamento unitari e determinanti allo stesso modo per tutti i campi di attività. Per questo motivo, non c'è margine per modelli specifici e quindi diversi. Se non vi sono dubbi sul principio secondo cui nella LAINF si tratta di un'assicurazione per lavoratori dipendenti, si deve agire secondo tali criteri anche nel caso in cui ciò imponga l'esame di singoli casi perché occorre distinguere tra mera integrazione sociale e integrazione professionale. Alla luce di ciò, il Consiglio federale non reputa vi sia necessità d'intervento. Peraltro, le autorità d'assistenza sociale hanno la facoltà di concordare soluzioni praticabili quali per esempio il succitato rimborso dei premi all'azienda acquisitrice.</p>  Risposta del Consiglio federale.