<h2>SubmittedText<h2><p>A marzo 2017 sono state adottate alcune misure per modificare la legge sul lavoro nero (LLN). L'obiettivo della revisione è ottimizzare la lotta contro gli abusi sul mercato del lavoro. Il lavoro nero nuoce infatti all'economia, ma anche ai singoli lavoratori: priva la Confederazione di introiti importanti, mina la protezione dei lavoratori e provoca distorsioni della concorrenza. Pur rappresentando un passo avanti, queste misure non tengono veramente conto di un importante ostacolo nella lotta contro il lavoro nero, ovvero delle disparità cantonali, che compromettono l'efficacia della lotta. È quindi necessario introdurre strumenti uniformi in tutti i Cantoni. </p><p>In risposta a una recente interpellanza il Consiglio federale insisteva sull'efficacia e sulla fattibilità dei controlli. In quest'ottica, i badge elettronici introdotti in alcuni Cantoni romandi (es. Vaud, Vallese) per contrastare il lavoro nero sono una soluzione interessante. </p><p>Dopo che i badge elettronici per il controllo erano stati prospettati come soluzione a livello nazionale, la questione non è più stata affrontata. Pertanto invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. L'introduzione di badge elettronici in tutti i Cantoni è un tema ancora attuale?</p><p>2. In caso affermativo, qual è lo stato di avanzamento di queste misure?</p><p>3. In caso negativo, il Consiglio federale prevede di introdurre questi badge che aumenterebbero l'efficacia dei controlli e ridurrebbero le disparità cantonali rafforzando quindi la lotta contro il lavoro nero? </p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale condivide l'opinione dell'autrice dell'interpellanza sulla necessità di contrastare il lavoro nero nel modo più efficace possibile. L'efficacia della legge contro il lavoro nero entrata in vigore a inizio 2008 (LLN, RS 822.41) è stata esaminata nel 2012. Dalla valutazione è emerso che la LLN è sostanzialmente valida, ma si può migliorare ulteriormente il suo contributo alla lotta contro tale fenomeno. A dicembre 2015 il Consiglio federale ha pertanto adottato un progetto di legge inteso a migliorare l'esecuzione di questa lotta. Tra le altre cose ha proposto di rafforzare le competenze della Confederazione in materia di sorveglianza e di emanazione di istruzioni nei confronti dei Cantoni con l'obiettivo di giungere a un'esecuzione della LLN più uniforme a livello cantonale. Il Parlamento ha tuttavia respinto questa proposta optando così per il mantenimento delle diversità cantonali in materia di esecuzione (cfr. modifica del 17 marzo 2017 della legge contro il lavoro nero, entrata in vigore il 1° gennaio 2018, RU 2017 5521).</p><p>1./2. Per rafforzare la lotta contro il lavoro nero, gli organi d'esecuzione di alcuni Cantoni romandi, in particolare le commissioni professionali paritetiche del settore edile, hanno introdotto o intendono introdurre badge elettronici. Questi ultimi hanno scopi differenti e servono anche per verificare il rispetto di determinati obblighi dei datori di lavoro inerenti al diritto delle assicurazioni sociali e degli stranieri. È ipotizzabile che questi sistemi basati su una tessera siano introdotti anche in altri Cantoni. Secondo la LLN questa decisione è di competenza dei Cantoni e non della Confederazione.</p><p>3. Come già rilevato nel suo parere in risposta al postulato Bourgeois 16.3964, "Tessere professionali uniformi a livello nazionale", il Consiglio federale ritiene che le parti sociali possono valutare al meglio se sia opportuno introdurre tessere professionali in determinati ambiti e come strutturarle per tenere conto delle esigenze e degli obiettivi specifici del settore. Il Consiglio federale ne ha pertanto respinto l'introduzione a livello nazionale da parte della Confederazione.</p>  Risposta del Consiglio federale.