<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Le autorità fiscali, ossia la Conferenza fiscale svizzera come organizzazione mantello delle amministrazioni delle contribuzioni cantonali, hanno elaborato in collaborazione con l'Amministrazione federale delle contribuzioni un nuovo certificato di salario nazionale, utilizzabile anche quale attestato di rendita. Il nuovo modulo dovrebbe sostituire il certificato di salario elettronico in vigore dagli anni Settanta nonché diversi certificati di salario cantonali. L'occasione è data dall'armonizzazione fiscale formale e dall'applicazione del sistema postnumerando con tassazione annuale in tutti i Cantoni a partire dal 2003.</p><p></p><p>Da un lato l'armonizzazione delle imposte cantonali e la tassazione annuale permettono di semplificare notevolmente il modulo, poiché si può rinunciare alla dichiarazione relativa a determinate componenti del salario, trattate in passato in maniera differente nei Cantoni e alle rubriche relative al secondo anno; d'altro lato, vista l'abitudine sempre più diffusa di erogare prestazioni in natura e prestazioni accessorie del salario (i cosiddetti fringe benefit), le autorità fiscali richiedono che nel certificato di salario figuri anche questo genere di prestazioni.</p><p></p><p>Le autorità fiscali stanno studiando con le associazioni economiche una soluzione sostenibile per il nuovo certificato di salario. Pertanto a metà del mese di settembre del 2001 i rappresentanti della Conferenza fiscale svizzera hanno informato del nuovo certificato di salario e delle relative prescrizioni per la compilazione le associazioni mantello dell'economia, invitandole a prendere posizione. Dato che il sondaggio interno alle associazioni ha avuto inizio solo alla fine del mese di novembre del 2001, con scadenza a metà febbraio 2002, le autorità fiscali si sono dichiarate disposte a rinviare verosimilmente di un anno l'introduzione del nuovo modulo.</p><p></p><p>Alle singole domande è possibile rispondere come segue:</p><p></p><p>1. L'obiettivo dichiarato del Consiglio federale è di ridurre, nel limite del possibile, l'onere amministrativo, in particolare delle PMI. È comunque evidente che non è possibile subordinare a quest'obiettivo, e quindi abrogare di fatto, le disposizioni legali come l'obbligo dei datori di lavoro di dichiarare tutte le prestazioni. Occorre rilevare che in questo caso le autorità fiscali hanno semplicemente reagito alla tendenza dell'economia di impiegare i fringe benefit quale strumento della politica salariale e del personale. Se venissero versate esclusivamente prestazioni in denaro, l'onere amministrativo potrebbe diminuire.</p><p></p><p>2. È quasi impossibile stimare preventivamente le ripercussioni sul substrato fiscale di un accertamento migliore delle prestazioni accessorie. Se però un accertamento migliore si traducesse in un aumento considerevole del substrato fiscale, si confermerebbe la necessità delle autorità fiscali di introdurre al più presto il nuovo certificato di salario nell'interesse di un'imposizione conforme alla legge.</p><p></p><p>3. Il compito dei datori di lavoro è unicamente di indicare in cifre nel certificato di salario le prestazioni erogate ai dipendenti, o almeno di segnalarle nel caso di prestazioni difficilmente valutabili. Non si tratta quindi di una tassazione fiscale dei collaboratori. Neppure le disposizioni penali fiscali hanno subìto modifiche.</p><p></p><p>4. Mal si comprende la ragione per cui una dichiarazione completa e quindi conforme alla legge di tutte le prestazioni nel certificato di salario violi le disposizioni in materia di protezione dei dati, tanto più che le autorità fiscali sono tenute al segreto fiscale.</p>  Risposta del Consiglio federale.