<h2>SubmittedText<h2><p>Il 6 novembre 2018 la Cina è stata sottoposta, per la terza volta, a un esame periodico universale (EPU) sulla situazione dei diritti umani.</p><p>La Svizzera ha presentato le seguenti istanze:</p><p>- Domanda principale: "La Cina deve rispettare tutti i diritti umani del popolo tibetano e di altre minoranze, anche garantendo un ambiente sicuro, pulito, salutare e sostenibile: una condizione determinante per assicurare la maggior parte di questi diritti".</p><p>- Raccomandazione: "Siamo particolarmente lieti del fatto che la Cina abbia accettato la raccomandazione da noi proposta in occasione del secondo ciclo circa la visita dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani nella Regione autonoma tibetana e nella Regione autonoma uigura dello Xinjiang. Quali passi avete intrapreso insieme al nuovo Alto Commissario per attuare, senza restrizioni, questa raccomandazione? Qual è lo stato attuale delle altre raccomandazioni, ancora in sospeso, presentate da altri titolari di mandato dell'ONU?"</p><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Cosa fa concretamente per garantire che la Cina non violi i diritti umani fondamentali dei Tibetani in Tibet?</p><p>2. Cosa farà per monitorare il modo in cui la Cina attua le raccomandazioni accettate?</p><p>3. Cosa fa in particolare per garantire che la Cina permetta all'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani di visitare il Tibet e altri suoi territori, dopo che ha acconsentito a questa visita nell'ambito del secondo ciclo dell'EPU?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La Svizzera, in particolare attraverso la sua Ambasciata a Pechino, segue con attenzione la situazione nelle regioni tibetane della Cina e si adopera - a livello bilaterale e multilaterale - per la protezione e la promozione dei diritti umani della comunità tibetana nel Paese. Al Consiglio dei diritti umani dell'ONU e in occasione dell'esame periodico universale (EPU) la Svizzera ha manifestato ripetutamente la propria preoccupazione per le restrizioni alla libertà di religione, di espressione e di movimento delle minoranze etniche e religiose in Cina, in particolare nelle zone abitate dai Tibetani e dagli Uiguri. La Svizzera ha esortato la Cina a garantire i diritti fondamentali, compresi quelli delle minoranze etniche e religiose. A livello bilaterale il nostro Paese e la Cina portano avanti un dialogo in materia di diritti umani dal 1991. La 16a tornata si è svolta a Pechino nel giugno del 2018. In questo contesto la Svizzera chiede periodicamente alla Cina di garantire a tutte le minoranze, inclusa quella tibetana, la libertà di movimento e di religione e il diritto di utilizzare la propria lingua e di esprimere la propria cultura come previsto dalla costituzione cinese. Affronta inoltre casi specifici di difensori dei diritti umani tibetani e incoraggia il governo cinese a riprendere rapidamente il dialogo con i rappresentanti della comunità tibetana.</p><p>2. Spetta allo Stato esaminato decidere quali raccomandazioni accettare o di quali tenere conto. La presa di posizione della Cina sul terzo EPU è attesa per la sessione primaverile del Consiglio dei diritti umani del 2019. Le raccomandazioni ivi accettate e quelle dei due cicli precedenti fungono da base per selezionare i temi da affrontare durante il confronto bilaterale.</p><p>3. La raccomandazione della Svizzera relativa alla visita dell'Alto Commissariato dell'ONU per i diritti umani (OHCHR) nelle regioni tibetana e uigura è l'unica concernente il Tibet che la Cina ha accettato nel quadro del secondo ciclo dell'EPU. Finora, però, a tale raccomandazione non è stato dato seguito. La Svizzera interviene presso il Ministero degli esteri cinese e l'OHCHR affinché ciò avvenga rapidamente e a questo proposito ha ribadito la raccomandazione nel terzo EPU.</p>  Risposta del Consiglio federale.