<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di modificare urgentemente l'ordinanza sulle armi, gli accessori di armi e le munizioni affinché le armi sequestrate nei cantoni vadano obbligatoriamente distrutte e non messe periodicamente in vendita.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Le richieste dell'autore della mozione sono comprensibili. Durante il dibattito sull'iniziativa popolare "per la protezione dalla violenza perpetrata con le armi", è stata menzionata ripetutamente la quantità elevata di armi presenti nelle economie domestiche svizzere, che è vista come un problema da numerosi cittadini svizzeri.</p><p>La riduzione delle armi da fuoco rappresenta indiscutibilmente una misura fondamentale, che riveste un ruolo chiave in particolare per prevenire i casi di violenza domestica con conseguenze letali e per ridimensionare il potenziale di minaccia e d'intimidazione. Si tratta di una misura che consente inoltre di ridurre il numero di suicidi.</p><p>Nel contesto dell'ultima revisione dell'ordinanza del 2 luglio 2008 sulle armi (OArm; RS 514.541), entrata in vigore il 28 luglio 2010, è stato modificato l'articolo 54 OArm (corrispondente all'art. 34 della vecchia versione), che disciplina la procedura dopo un sequestro senza possibilità di restituzione. La modifica è riconducibile a una sentenza del Tribunale federale dell'aprile 2009 (DTF 135 I 209 e segg.), la quale statuisce che le disposizioni di cui all'articolo 34 capoversi 3 e 4, allora ancora in vigore, erano illegali e anticostituzionali. L'articolo 26 capoverso 2 della Costituzione federale statuisce infatti che, in caso d'espropriazione o di restrizione equivalente della proprietà è dovuta piena indennità. Quindi, una confisca non indennizzata costituisce una sanzione di diritto patrimoniale, per la quale occorre una base legale che però non figura nella legge sulle armi. Se per motivi di sicurezza non è più possibile restituire o consegnare l'oggetto sequestrato al suo proprietario, si deve innanzitutto verificare se è possibile la realizzazione degli oggetti in questione e la consegna del ricavo ai legittimi proprietari. Pertanto, nell'articolo 54 capoverso 3 OArm è stato in seguito stabilito che il legittimo proprietario dev'essere indennizzato se l'oggetto non può essergli restituito. Le autorità cantonali hanno la possibilità di vendere le armi confiscate e di restituire il ricavo agli ex proprietari. Se, come richiesto dall'autore della mozione, i cantoni non avessero più la possibilità di vendere gli oggetti, ciò non li dispenserebbe dall'obbligo di indennizzare gli ex proprietari. Questo significa che si dovrebbe versare l'indennità senza avere a disposizione i mezzi finanziari ricavati dalla vendita. Ciò comporterebbe spese supplementari per i cantoni che sarebbe meglio evitare.</p><p>Un divieto generale sancito nella legge sulle armi che impedisce ai cantoni di continuare a vendere le armi sequestrate e confiscate è sproporzionato. Non vi è alcuna ragione per distruggere oggetti sequestrati che potrebbero ancora essere venduti e messi in circolazione soltanto perché il sequestro è riconducibile a una sanzione pronunciata nei confronti dell'ex proprietario. In effetti, anche il sequestro e la confisca di armi in applicazione della legge sulle armi costituiscono misure di diritto amministrativo finalizzate a impedire alle persone che non soddisfano i presupposti legali di continuare a possedere armi. Non si tratta di ridurre la quantità di armi.</p><p>Persino gli oggetti con un valore commerciale confiscati durante procedimenti penali vengono regolarmente rimessi in vendita, sempre che soddisfino le norme giuridiche pertinenti.</p><p>Il DFGP contatterà i cantoni attraverso i canali appropriati per discutere la questione della vendita di armi.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.