<h2>SubmittedText<h2><p>Nel rapporto sulla gestione dei rifiuti del 2008 stilato dall'Ufficio federale dell'ambiente si afferma che i cementifici rappresentano sia una forte concorrenza per gli impianti di incenerimento dei rifiuti (IIRU), sia una possibile forma di smaltimento alternativa (ad es. per quanto riguarda il riciclaggio della plastica). Secondo il rapporto, questo scenario è attribuibile al fatto che i costi marginali per l'incenerimento di rifiuti fossili a carico dei cementifici sono molto esigui. Inoltre, i cementifici sono tenuti a rispettare valori limite d'emissione meno severi rispetto agli IIRU. Questa situazione sfavorevole per gli IIRU potrebbe deteriorarsi ulteriormente se i rifiuti di origine fossile inceneriti negli IIRU fossero assoggettati alla tassa sul CO2 e l'industria del cemento potrebbe invece essere esentata da tale tassa sottoscrivendo una convenzione. Ciò costituisce da un lato una contraddizione fra la legge sul CO2 e gli obiettivi di protezione del clima e, dall'altro, solleva la questione del trattamento impari.</p><p>Chiedo al Consiglio federale:</p><p>1. Il trattamento impari menzionato e il sovvenzionamento indiretto concesso all'industria del cemento sono giustificati?</p><p>2. Quale delle procedure di smaltimento di rifiuti di origine fossile vanta l'ecobilancio migliore e come si giustifica la preferenza accordata ai cementifici a scapito degli IIRU e delle altre possibili procedure di smaltimento alternative?</p><p>3. Come si può evitare questo trattamento impari?</p><p>4. Il Consiglio federale prevede l'adozione di misure volte a risolvere questo problema?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Gli impianti di incenerimento dei rifiuti (IIRU) e i cementifici svolgono un ruolo importante nella gestione dei rifiuti. Si tratta infatti di impianti che, ai fini della termovalorizzazione, inceneriscono prevalentemente i rifiuti adatti al loro tipo di impianto. La concorrenza fra queste due categorie riguarda quindi soltanto una piccola quota della quantità complessiva di rifiuti.</p><p>Il rapporto sulla gestione dei rifiuti del 2008, edito dall'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM), illustra questa relazione concorrenziale soprattutto nell'ottica delle diverse limitazioni delle emissioni che gli impianti sono tenuti a rispettare. Nonostante questa constatazione non sia in sé sbagliata, non può essere addotta per spiegare in termini generali i rapporti esistenti tra gli IIRU e i cementifici. Come illustrato qui di seguito, nel quadro di una considerazione più ampia e articolata si giunge alla conclusione che non vi è disparità di trattamento tra gli IIRU e i cementifici e che i cementifici non beneficiano di sussidi indiretti.</p><p>2. Sia i cementifici che gli IIRU utilizzano il calore generato dal processo di combustione. L'energia prodotta dai cementifici viene sfruttata direttamente per la produzione di clinker e, a differenza degli IIRU, non vi è quindi alcuna perdita dovuta alla sua trasformazione in energia elettrica o in calore prodotto per il teleriscaldamento. Per tale motivo, l'efficienza energetica dei cementifici è, in linea di massima, più elevata di quella degli IIRU. È tuttavia necessario sottolineare che gli IIRU non possono scegliersi il loro combustibile e che lo smaltimento ecocompatibile dei rifiuti urbani serve a produrre energia elettrica o calore di elevata qualità. Ciò non significa comunque che i cementifici possano vantare un ecobilancio migliore, dato che la loro maggiore efficienza energetica implica un aumento delle emissioni ed, eventualmente, anche distanze di trasporto più lunghe per i rifiuti. L'ecobilancio dei cementifici o degli IIRU varia pertanto a seconda del caso. Occorre infine tenere conto del fatto che determinate frazioni di rifiuti non possono essere incenerite, a scelta, negli IIRU o nei cementifici. Questa limitazione è dovuta alle caratteristiche dei diversi tipi di impianti che illustriamo qui di seguito.</p><p>La produzione di cemento richiede un elevato consumo di energia e, di conseguenza, notevoli quantità di combustibile, costituito in genere da carbone fossile. Per contro, i cementifici possono incenerire determinati rifiuti che possiedono un elevato tenore energetico, anche se devono tenere conto del fatto che la direttiva "Entsorgung von Abfällen in Zementwerken", pubblicata dall'UFAM, consente loro di incenerire soltanto certi tipi di rifiuti. Questa soluzione rappresenta per una parte consistente di tali rifiuti, come ad esempio gli oli esausti, i solventi, le farine animali ecc., il tipo di smaltimento più ecologico, dato che i rifiuti liquidi o a granulometria fine non sono idonei a essere inceneriti in un IIRU.</p><p>Gli IIRU inceneriscono in primo luogo i rifiuti misti e altri rifiuti combustibili provenienti dall'industria e dall'artigianato, mentre i rifiuti urbani possono essere inceneriti soltanto negli IIRU a causa della loro composizione eterogenea e del loro elevato tenore di inquinanti.</p><p>Tali motivi escludono che, per ragioni legate alla legislazione ambientale, i cementifici possano competere con gli IIRU per quanto riguarda l'incenerimento dei rifiuti più importanti in termini quantitativi. Solo alcuni tipi di rifiuti industriali omogenei, ad esempio il legno usato, possono essere inceneriti sia negli IIRU che nei cementifici. La concorrenza si limita pertanto a questi ambiti.</p><p>L'ordinanza del 16 dicembre 1985 contro l'inquinamento atmosferico stabilisce per le emissioni di inquinanti atmosferici valori limite specifici per ogni tipo di impianto. Diversi parametri contemplati da questi valori limite d'emissione sono tuttavia molto più restrittivi per gli IIRU. Queste differenze sono tuttavia giustificate, dal momento che la limitazione delle emissioni nei cementifici avviene già attraverso la limitazione applicata al combustibile. Vi sono peraltro anche ragioni tecniche che richiedono valori limite d'emissione differenziati, come le temperature d'incenerimento più elevate nei cementifici.</p><p>I cementifici non sono avvantaggiati nemmeno per quanto riguarda le emissioni di CO2. L'industria del cemento si è impegnata nei confronti della Confederazione a limitare le proprie emissioni di CO2 e per tale motivo è poi stata esentata dal pagamento della tassa sul CO2. Se l'industria del cemento non dovesse onorare il proprio impegno sarebbe costretta a versare retroattivamente la tassa dalla quale è stata esentata, compresi gli interessi. Al momento, gli IIRU non sono invece contemplati nella normativa concernente il CO2.</p><p>3. Come illustrato in precedenza, non vi è disparità di trattamento fra gli IIRU e i cementifici. In seguito all'attuazione della mozione Schmid 06.3085, "Nessun monopolio nel trasporto e nello smaltimento dei rifiuti industriali", potrebbe esservi una modifica della distribuzione dei rifiuti fra gli IIRU e i cementifici. L'autore della mozione chiede infatti di escludere dal monopolio statale degli IIRU lo smaltimento di gran parte dei rifiuti industriali e commerciali. Una parte di tali rifiuti sarà presumibilmente trasformata in cosiddetti combustibili di sostituzione e inviata nei cementifici. IN sede di revisione delle relative disposizioni giuridiche il Consiglio federale si impegnerà a evitare che suddetta modifica si traduca in un'esportazione incontrollata di rifiuti. In Svizzera il trasferimento di rifiuti dagli IIRU ai cementifici dipende soltanto dalla richiesta di quest'ultimi. Secondo le prime stime, la quantità di rifiuti trasferiti ai cementifici sarà pari a circa 200 000 tonnellate l'anno, ossia ad appena il 6 per cento della quantità complessiva di rifiuti inceneriti ogni anno negli IIRU.</p><p>4. Come illustrato nelle risposte precedenti, non sussiste disparità di trattamento tra i cementifici e gli IIRU. Il Consiglio federale non ritiene quindi necessario adottare misure concrete.</p>  Risposta del Consiglio federale.