<h2>SubmittedText<h2><p>Nel quadro del disegno 2 della revisione della legge sull'asilo, il Consiglio federale è incaricato di creare le basi legali affinché i beneficiari del soccorso d'emergenza non dispongano più di una copertura assicurativa, ma, in caso di malattia, siano indirizzati dalle autorità cantonali competenti a un medico che offra loro un'assistenza medica minima. Tale modifica è volta a diminuire gli standard delle prestazioni mediche concesse ai clandestini respinti e a scoraggiare i medici a offrire l'intera gamma delle prestazioni obbligatorie.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale si è già espresso a più riprese sulla questione dell'assicurazione malattie dei richiedenti l'asilo la cui domanda è stata respinta e delle persone contro cui è stata emessa una decisione di non entrata in materia (interpellanza Heim 09.4122, "Dignità dei sans papiers"; mozione Kuprecht 10.3203, "Soppressione dell'obbligo di affiliazione all'assicurazione di base LAMal per i 'sans-papiers'"; interrogazione urgente Goll 10.1053, "Si sta eludendo l'obbligatorietà dell'assicurazione malattie?") e ogni volta ha ribadito l'importanza di offrire la stessa assistenza medica a tutte le persone residenti in Svizzera, indipendentemente dalla loro origine o dal loro status di soggiorno. Più recentemente, rispondendo alla domanda Geissbühler 12.5238, ha ricordato che le persone non assicurate possono causare costi sociali ingenti e che, se le fatture non sono saldate, a farne le spese sono in primo luogo i fornitori di prestazioni, e in seguito - come spesso accade - l'ente pubblico.</p><p>Per rispondere al meglio alla situazione particolare dei beneficiari del soccorso d'emergenza, il 1° agosto 2011 il Consiglio federale ha introdotto nell'ordinanza sull'assicurazione malattie (OAMal; RS 832.102) l'articolo 92d. Il nuovo articolo consente ai cantoni di limitare la scelta dei fornitori di prestazioni e, di conseguenza, di stipulare con l'assicuratore una forma di assicurazione adeguata a questa categoria di persone, nel rispetto dei principi sanciti nella LAMal. Lo stesso articolo prevede anche la possibilità di sospendere il pagamento dei premi per le persone che hanno verosimilmente lasciato la Svizzera. Per gli assicuratori e i cantoni ciò comporta una riduzione del lavoro amministrativo. Diversamente da quanto accade per tutti gli altri assicurati, attualmente, i modelli di assicurazione per le persone che beneficiano del soccorso d'emergenza sottostanno al controllo rigoroso dei cantoni.</p><p>I medici, dal canto loro, forniscono le prestazioni indicate dal profilo medico nel quadro di tali modelli di assicurazione, per cui sarebbe ingiusto scaricare su di loro il costo delle cure che essi prodigano, ciò che sicuramente accadrebbe se i beneficiari del soccorso d'emergenza non fossero assicurati.</p><p>Il Consiglio federale rimane del parere che tutte le persone residenti in Svizzera abbiano diritto alla stessa assistenza medica e che debbano disporre di un'assicurazione malattie, indipendentemente dalla loro origine o dal loro status di soggiorno. Ritiene altresì che le disposizioni dell'articolo 92d OAMal siano sufficienti per tenere conto della situazione particolare dei beneficiari del soccorso d'emergenza e che occorra dare tempo al nuovo articolo di dispiegare i suoi effetti. L'esclusione di queste persone dall'assicurazione malattie o l'abbassamento degli standard ai quali hanno diritto non è pertanto necessario.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.