<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In Svizzera, nel secolo scorso le correzioni dei letti dei corsi d'acqua hanno contribuito allo sviluppo economico di vaste aree. Queste correzioni corrispondevano agli obiettivi d'allora: ridurre al minimo possibile le aree occupate dai corsi d'acqua per aumentare in modo ottimale il territorio agricolo ed edificabile. Questi obiettivi, ritenuti validi fino negli anni '70, hanno però fatto prevalere le mere funzioni di deflusso, a scapito delle funzioni naturali dei corsi d'acqua. Per far fronte alle esigenze odierne in materia di protezione contro le piene si è rivelato inoltre necessario ampliare i letti dei corsi d'acqua. Furono soprattutto le tempeste del 1987 a rivelare che una protezione totale contro le piene è impossibile e che per arginare questo fenomeno, sempre più importante, i corsi d'acqua necessitano spesso di un letto più grande di quello che era stato previsto allora. Tutto ciò ha portato a un ripensamento della protezione contro le piene. All'inizio degli anni '90 il Parlamento decise, nell'ambito della revisione della LSCA, e della LPAc, di adottare una politica più completa e durevole in materia. I due testi di legge contengono proposte analoghe (art. 4 LSCA e art. 37 LPAc). </p><p></p><p>La protezione contro le piene, ideata negli anni Novanta, privilegia le misure di manutenzione delle strutture esistenti e di pianificazione, a scapito di nuove opere di protezione. Necessita di un utilizzo del territorio che tenga conto dei pericoli naturali esistenti e che minimizzi l'intervento diretto sui corsi d'acqua. Va sottolineato che gli aspetti ecologici hanno assunto un peso maggiore. I corsi d'acqua devono disporre di più spazio per poter assolvere tutte le loro funzioni: regolare le piene, trasportare il sedime, assicurare l'evacuazione delle acque, servire da habitat agli animali e alle piante, e da spazio di svago all'uomo, creare collegamenti tra il corso d'acqua e le zone adiacenti e permettere l'autorigenerazione delle acque e la rinnovazione delle acque sotterranee. Sono quindi state definite le esigenze qualitative per la sistemazione delle acque e delle rive. I dettagli di queste esigenze si trovano nella direttiva "Hochwasserschutz an Fliessgewässern" (disponibile in tedesco e francese), pubblicata nel 2001 dall'Ufficio federale delle acque e della geologia (UFAEG), in collaborazione con l'Ufficio federale dello sviluppo territoriale (ARE), l'Ufficio federale dell'ambiente, delle foreste e del paesaggio (UFAFP) e l'Ufficio federale dell'agricoltura (UFAG).</p><p></p><p>Domande 1 e 3</p><p>La politica elaborata negli anni Novanta nell'ambito della protezione contro le piene dà grande importanza al fatto che i corsi d'acqua dispongano di spazio sufficiente per poter assolvere le funzioni elencate più sopra. Questo però non significa che il terreno agricolo debba essere sempre e comunque "distrutto". È necessario invece sviluppare le sinergie per mezzo, ad esempio, di incentivi volti alla creazione di aree di compensazione ecologica presso le rive, che continuano ad essere considerate come superfici agricole. Queste aree danno diritto a sovvenzioni ecologiche o, talvolta, a sovvenzioni per la qualità ecologica dell'area stessa. Se la rinaturazione, segnatamente l'ampliamento del letto dei corsi d'acqua, richiede il sacrificio di terreno agricolo, nel caso delle aree privilegiate, ad esempio delle superfici per l'avvicendamento delle colture, è indispensabile procedere a una ponderazione degli interessi tra la protezione contro le piene, la rivalutazione ecologica e la conservazione dei terreni agricoli coltivabili. Questa nuova politica presenta interessi diversificati: i contadini ricevono indennizzi per le loro prestazioni multifunzionali d'interesse pubblico, i rischi di danni causati dalle piene sono ridotti, il costo delle misure di protezione sono contenuti, le acque beneficiano di una migliore protezione dalle sostanze inquinanti e gli spazi vitali e di ricreazione sono rivalorizzati. Certo, il Consiglio federale è preoccupato per la diminuzione costante di terreni agricoli coltivabili, ma questo fenomeno è dovuto a molti fattori e deve quindi essere affrontato da tutti i settori interessati, nel quadro di una politica generale di ordinamento del territorio. </p><p></p><p>Domande 2 e 4</p><p>Le misure odierne di sistemazione dei corsi d'acqua, oltre al problema della sicurezza prendono in considerazione anche gli aspetti ecologici. Le autorità competenti hanno inoltre l'obbligo di tener presenti sin dall'inizio gli interessi dei proprietari fondiari interessati nella valutazione complessiva della situazione. Gli interventi di sistemazione dei corsi d'acqua sono di regola effettuati per risanare le dighe di protezione. I progetti volti unicamente alla rivitalizzazione hanno per obiettivo di sopperire alle importanti deficienze sul piano ecologico; rimangono comunque eccezionali. Questo sta a dimostrare che i Cantoni che finanziano i lavori di sistemazione dei corsi d'acqua gestiscono il denaro pubblico in modo corretto. Le sovvenzioni federali a progetti cantonali di sistemazione dei corsi d'acqua hanno permesso alla Confederazione, congiuntamente ai Cantoni, di fare una chiara politica di protezione contro le piene e di assolvere il suo mandato di sorveglianza e coordinazione. </p><p></p><p>Domanda 5</p><p>Il Consiglio federale ritiene che la protezione contro le piene e la rinaturazione delle acque si fondino su una politica ambientale e di sicurezza coerente, e che debbano beneficiare a tutti gli utilizzatori delle acque. La politica adottata dal Parlamento all'inizio degli anni '90 deve essere continuata.</p>  Risposta del Consiglio federale.