<h2>SubmittedText<h2><p>Uno dei principali interessi strategici dell'esercito è di raggiungere la massima autonomia, in modo da poter rimanere operativo anche in caso di crisi. Per questa ragione mantiene grandi depositi di carburanti fossili, una scorta di pezzi di ricambio sufficiente per molti mesi o sistemi di software consolidati completamente autonomi.</p><p>Attualmente la mobilità dell'esercito, e quindi la sua capacità di azione, dipendono quasi interamente da combustibili fossili. Pensando a questi mezzi d'esercizio non rinnovabili occorre chiedersi fino a quando lo stoccaggio di materie prime derivanti dal petrolio, e quindi destinate a esaurirsi a lungo termine, consentiranno di garantire la capacità di funzionamento dell'esercito. Considerata la quantità elevata di emissioni prodotte dal DDPS, converrebbe anche in tempo di pace puntare a sostituire completamente queste risorse con mezzi d'esercizio rinnovabili. Data la grande massa critica del DDPS, una decisione strategica di questo tipo rappresenterebbe anche un importante segnale per l'industria.</p><p>1. Il Consiglio federale è d'accordo con questa analisi e sul fatto che a medio termine l'esercito debba puntare integralmente su carburanti rinnovabili?</p><p>2. Secondo il Consiglio federale, esiste la possibilità di canalizzare i fondi provenienti da affari di compensazione verso settori che si impegnano per esempio nello sviluppo di vettori energetici rinnovabili quali i carburanti sintetici o l'idrogeno e delle relative tecniche di propulsione per l'aeronautica e altre forme di mobilità? </p><p>3. Quali impulsi deriverebbero, a suo giudizio, per l'economia civile, la realizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile della Confederazione e l'evoluzione dei prezzi del carburante da un orientamento strategico degli acquisti dell'esercito verso motori alimentati da vettori energetici rinnovabili e sostenibili?</p><p>4. Come si potrebbe fare per raggruppare e accelerare le varie iniziative attuali di ricerca e sviluppo nel campo dell'energia fotovoltaica (p. es. Politecnico federale di Losanna/Centre Suisse d'Electronique et de Microtechnique), dei metodi di produzione catalitici di carburante sintetico (p. es. Paul Scherrer Institute, Laboratorio federale di prova dei materiali e di ricerca) e delle applicazioni di queste tecnologie ai motori a combustione e ai propulsori dei velivoli?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Per adempiere i suoi compiti, l'esercito ha bisogno di grandi quantità di energia in varie forme. I veicoli e i velivoli che ha attualmente in dotazione funzionano perlopiù con carburanti di tipo tradizionale. L'esercito è consapevole di questa dipendenza e perciò segue già diverse piste per aumentare l'efficienza energetica, impiegare carburanti rinnovabili e aumentare il suo grado di autoapprovvigionamento.</p><p>1. Il Consiglio federale reputa che l'esercito debba puntare maggiormente sui carburanti rinnovabili e sui sistemi di propulsione non fossili. Attualmente sono in corso accertamenti per appurare se è possibile utilizzare miscele di carburanti rinnovabili per i vari tipi di veicoli e velivoli nonché per determinare se è possibile ricorrere a veicoli con motori elettrici e a idrogeno. La sostituzione dei sistemi esistenti, e dell'infrastruttura necessaria per la loro manutenzione e per l'approvvigionamento, richiede tempo e di principio potrà avvenire soltanto alla fine del ciclo di vita ordinario. Per quanto riguarda i velivoli, attualmente è possibile utilizzare miscele con al massimo un 50 per cento di carburanti sintetici o biogeni. Il DDPS si sta adoperando per sfruttare al massimo questo potenziale. Il passaggio integrale a carburanti rinnovabili è dunque un obiettivo che dipende ancora dall'evoluzione tecnologica e dai sistemi reperibili sul mercato.</p><p>2. Gli affari di compensazione sono uno strumento a cui si ricorre per rafforzare la base tecnologica e industriale rilevante per la sicurezza. Questa base comprende anche il settore della ricerca e dello sviluppo, e quindi anche le energie rinnovabili, se possono contribuire alla salvaguardia degli interessi nazionali in materia di sicurezza. Tuttavia, secondo le disposizioni previste dalla politica degli offset, le ditte estere vincolate dagli affari di compensazione sono libere di scegliere le imprese e gli istituti di ricerca svizzeri con cui vogliono collaborare.</p><p>3. Grazie al suo ruolo esemplare, l'orientamento strategico degli acquisti verso motori alimentati da vettori energetici rinnovabili funge da faro per l'economia civile. Il settore privato può approfittare, direttamente o indirettamente, della fattibilità già dimostrata, per esempio per quanto riguarda la realizzazione di reti di approvvigionamento, l'efficienza delle flotte, la sicurezza e i costi. Per di più, le commesse aggiudicate a varie PMI e il loro coinvolgimento hanno un effetto promotore e quindi favoriscono lo sviluppo di competenze. Inoltre, un simile orientamento strategico ha un impatto positivo sul fronte della domanda e dell'evoluzione dei prezzi.</p><p>4. In linea di principio, le iniziative di ricerca e sviluppo nel campo dell'energia fotovoltaica, dei carburanti sintetici e le applicazioni di queste tecnologie ai motori a combustione e ai propulsori dei velivoli potrebbero essere concentrate lanciando un programma nazionale di ricerca (PNR). Oggi esistono comunque già vari strumenti di pilotaggio nell'ambito della ricerca settoriale della Confederazione (investimento nella ricerca nel settore dell'energia e progetti pilota e di dimostrazione), del programma di ricerca SWEET ("Swiss Energy research for the Energy Transition") dell'Ufficio federale dell'energia, dei programmi d'impulso dell'Agenzia svizzera per la promozione dell'innovazione (Innosuisse) e del Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica. Tuttavia, allo stadio attuale non vi sono elementi per credere che un raggruppamento delle iniziative possa portare a un'accelerazione questo sviluppo.</p>  Risposta del Consiglio federale.