<h2>SubmittedText<h2><p>Le cave di ghiaia, considerata la natura della loro attività, pregiudicano l'ambiente senza ombra di dubbio. In Svizzera, il loro impatto è stato progressivamente limitato dal quadro legale della pianificazione del territorio e della protezione dell'ambiente. Assistiamo oggi a importazioni di ghiaia verso la Svizzera, che possono provenire da Paesi con standard ambientali inferiori ai nostri o con controlli meno severi rispetto a quelli effettuati in Svizzera. Ciò comporta di fatto un'importazione occulta di danni all'ambiente. Inoltre, non è raro che la consegna della ghiaia fino in Svizzera sia organizzata da trasportatori provenienti da Paesi dell'Unione europea che versano salari estremamente bassi, il che comporta a sua volta un'esportazione del dumping salariale. Questa situazione è quindi problematica sia dal punto di vista ambientale sia dal punto di vista sociale.</p><p>Quali misure ha adottato il Consiglio federale per evitare l'importazione di ghiaia che non sia prodotta in condizioni ambientali e sociali almeno equiparabili a quelle che prevalgono in Svizzera?</p><p>Il Consiglio federale ha definito una strategia in materia di acquisti pubblici per garantire che qualsiasi tipo di ghiaia utilizzata sui cantieri della Confederazione o di enti pubblici federali risponda a uno standard ambientale e sociale tanto severo quanto quello applicato in Svizzera? Si è sincerato che tale standard sia effettivamente rispettato?</p><p>Se questa strategia non fosse ancora definita, il Governo intende farlo in tempi brevi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il volume di ghiaia importata in Svizzera è basso: soltanto il 10 per cento circa della ghiaia utilizzata sui cantieri svizzeri proviene dall'estero. Inoltre, dati il peso e il volume elevati di tale prodotto, il 99 per cento viene importato dai Paesi limitrofi. Questi partner commerciali applicano uno standard ambientale e sociale equiparabile a quello svizzero. Inoltre, dalle imprese che hanno sede o esercitano l'attività in Svizzera, comprese le aziende importatrici di ghiaia, il Consiglio federale si attende che vengano applicati gli standard internazionali in materia di gestione responsabile, come le linee guida dell'OCSE destinate alle imprese multinazionali. Esse comprendono anche le disposizioni concernenti la tutela ambientale e le condizioni di lavoro.</p><p>In linea di principio, il commercio di prodotti da costruzione è regolato nella legge federale concernente i prodotti da costruzione del 21 marzo 2014 (RS 933.0) e nelle relative ordinanze d'esecuzione. Tali atti legislativi contengono disposizioni sul commercio di prodotti che si rifanno ai requisiti di base delle opere di costruzione. Le disposizioni elencate sono equivalenti a quelle sull'immissione in commercio dei prodotti da costruzione nell'Unione Europea. I prodotti da costruzione fanno parte dei settori interessati dall'accordo bilaterale del 21 giugno 1999 sul reciproco riconoscimento in materia di valutazione della conformità (RS 0.946.526.81). Agli aggregati importati in Svizzera per scopi edilizi vengono dunque applicati standard equivalenti a quelli in vigore per gli aggregati prodotti nel nostro Paese.</p><p>2./3. La revisione totale della legge federale sugli acquisti pubblici del 16 dicembre 1994 (LAPub; RS 172.056.1) si è appena conclusa. Il termine di referendum per la nuova legge del 21 giugno 2019 scadrà il 10 ottobre 2019 (FF 2019 3751). Il legislatore ha rivolto particolare attenzione alla promozione di una forma di concorrenza incentrata sulla qualità piuttosto che puramente sul prezzo. Allo stesso tempo ha rafforzato gli aspetti legati alla sostenibilità, rendendo possibile una maggiore ponderazione di criteri ecologici e sociali durante le procedure di aggiudicazione della Confederazione. Il Consiglio federale sancirà la promozione della sostenibilità anche nel quadro di una "Strategia d'acquisto Confederazione" valida per tutta la Confederazione (cfr. Rapporto della Delegazione delle finanze, CaF, pag. 61).</p><p>Già oggi vi sono ausili, come ad esempio la raccomandazione della Conferenza di coordinamento degli organi della costruzione e degli immobili dei committenti pubblici (KBOB) "Beton aus recyclierter Gesteinskörnung", che promuovono l'utilizzo di cemento fabbricato a partire da aggregati riciclati mostrando dunque alternative alle importazioni e all'utilizzo di ghiaia primaria. Queste basi verranno rielaborate e completate affinché nei bandi di concorso si possa tenere conto ad esempio delle emissioni di CO2 e dell'impatto totale sull'ambiente (misurato in punti di impatto ambientale, PIA) dalla produzione del cemento fino al cantiere. Dato che al momento dell'acquisto è possibile considerare l'impatto ambientale complessivo, la ghiaia prodotta e trasportata secondo standard ecologici e sociali più elevati risulta maggiormente attrattiva.</p>  Risposta del Consiglio federale.