<h2>SubmittedText<h2><p>Spetta al Consiglio federale definire il ruolo e i compiti dell'esercito per la protezione della popolazione dai pericoli futuri. Manca tuttavia una vera e propria rete di coordinate sotto forma di mandati di prestazione in materia di politica di sicurezza. </p><p>Nell'ultimo numero della "Allgemeinen Schweizerischen Militärzeitschrift" (ASMZ) sono stati indicati gli obiettivi del DDPS per il 2005, che lasciano prevedere una più ampia valutazione della situazione. In merito all'obiettivo 10 ("Sicurezza attraverso la cooperazione") si indica quanto segue: </p><p>"La strategia per un impiego ottimale dei contributi nazionali e internazionali della Svizzera nell'ambito della comunità della politica di sicurezza è stata elaborata". </p><p>Per quanto riguarda l'obiettivo 12 ("Garanzia degli impieghi richiesti e sviluppo di una prontezza di base su misura per l'esercito svizzero") si afferma testualmente: </p><p>"Gli impieghi richiesti dal Consiglio federale e/o dal Parlamento sono garantiti". </p><p>Al riguardo, il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande: </p><p>1. Chi sta elaborando o è incaricato di elaborare la strategia prevista dall'obiettivo 10? Al riguardo, si tratta della strategia Svizzera quale piccolo Stato in seno alla comunità internazionale? Quali sono le direttive del Consiglio federale alle istanze incaricate? Come si prevede di informare o coinvolgere il Parlamento, e quali attività il Consiglio federale attende da esso? </p><p>2. Chi elabora la pianificazione degli impieghi e lo sviluppo di una prontezza di base su misura dell'esercito conformemente a quanto previsto dall'obiettivo 12? Al riguardo, si tratta dei mandati di prestazione in materia di politica di sicurezza essenziali al riorientamento dell'esercito? Quali mandati sono stati attribuiti ai concettori? Come si prevede di informare o coinvolgere il Parlamento?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La politica di sicurezza della Svizzera si fonda tuttora sul rapporto sulla politica di sicurezza 2000, in cui il Consiglio federale ha illustrato la strategia "Sicurezza attraverso la cooperazione". Il concetto direttivo "Esercito XXI", che sancisce gli elementi fondamentali e le linee guida per la riforma dell'esercito, è pure stato elaborato su questa base. La concretizzazione e l'applicazione della strategia in materia di politica di sicurezza è un processo continuo, costantemente sottoposto a verifica, a ottimizzazione e, se necessario, a ulteriore sviluppo settoriale in seno ai singoli dipartimenti. Questo traspare con evidenza, tra l'altro, dagli obiettivi del DDPS per il 2005 menzionati dall'autore dell'interpellanza.</p><p>Il Consiglio federale risponde alle singole domande come segue:</p><p>1. Nel caso dell'obiettivo numero 10 non si tratta di sviluppare una nuova strategia, ma di ottimizzare ulteriormente (per es. sotto forma di opzioni politiche del capo del DDPS per la cooperazione con l'estero in materia d'istruzione militare, la cooperazione internazionale in materia di armamenti o il coinvolgimento dell'esercito nel sistema di cooperazione nazionale per la sicurezza) la concretizzazione della strategia attuale fondata su ampie basi. Ulteriori opzioni non sono necessarie poiché si tratta di una normale fase di concretizzazione da parte del DDPS delle attuali opzioni in materia di politica di sicurezza. </p><p>2. La Costituzione federale e la legge militare stabiliscono le missioni fondamentali dell'esercito. Ulteriori dettagli figurano nel concetto direttivo per l'esercito. La ponderazione delle singole missioni e la formulazione di mandati di prestazione specifici viene effettuata dal Consiglio federale sulla base dell'attuale analisi dei rischi e della minaccia in materia di politica di sicurezza, del fabbisogno di impieghi dell'esercito e altre valutazioni politiche, come avvenuto ad esempio nel quadro delle decisioni USIS, che hanno portato a un crescente bisogno di prestazioni in servizio d'appoggio.</p><p>Il Consiglio federale ha proceduto a una simile valutazione anche l'8 settembre 2004 decidendo di procedere a un trasferimento di capacità dalla difesa alla sicurezza del territorio nonché a una specializzazione dei ruoli presso le forze terrestri, e di potenziare nel contempo le prestazioni nel settore del promovimento militare della pace.</p><p>Sulla base di queste opzioni politiche il capo dell'esercito emana l'ordine per la prontezza di base dell'esercito. Tale ordine, che vale per la durata di una legislatura, ma è periodicamente verificato, stabilisce quale tipo di prontezza di base l'esercito deve allestire e mantenere. In questo modo si garantisce che le prestazioni operative richieste possano essere fornite in caso di necessità e che lo sviluppo dell'esercito possa essere gestito a lungo termine.</p><p>La decisione riguardante se, quando e in quale entità, l'esercito deve prestare effettivamente degli impieghi, incombe al Consiglio federale e, nell'ambito della procedura d'approvazione, al Parlamento. Una volta presa la decisione politica per un impiego dell'esercito, la pianificazione di tale impiego e l'allestimento della pertinente prontezza (sviluppo fondato sulla prontezza di base) menzionati nell'obiettivo numero 12 incombono allo Stato Mmaggiore di condotta dell'esercito. Le informazioni e la necessaria proposta all'attenzione del Parlamento per l'approvazione o la proroga di un impiego sono sottoposte dal Consiglio federale al Parlamento per mezzo dei pertinenti messaggi.</p>  Risposta del Consiglio federale.