<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di presentare un rapporto relativo alle condizioni d'accesso (legali, burocratiche, finanziarie, amministrative e alle relative modalità) al mercato dei Paesi limitrofi, prendendo in considerazione il rispetto degli accordi bilaterali e la reciprocità tra Stati, sia per quanto riguarda la partecipazione a concorsi internazionali che a procedure di notifiche per un'attività lucrativa di breve durata.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nelle sue relazioni commerciali la Svizzera si prefigge di garantire un accesso al mercato il meno discriminatorio possibile, stabilendo le stesse condizioni per offerenti nazionali ed esteri. In una simile situazione le condizioni di accesso al mercato sono considerate reciproche e non discriminatorie.</p><p>Reciprocità non significa però che le regole valide all'interno dei vari Paesi debbano per forza essere identiche. Se un'attività è esercitata più facilmente in una determinata zona economica rispetto a un'altra (p. es. in virtù delle diverse direttive regolamentari e amministrative in vigore), non si può parlare di discriminazione nei confronti di un offerente estero o di violazione del principio di reciprocità, nella misura in cui viene garantito il pari trattamento delle aziende nazionali ed estere.</p><p>Per il Consiglio federale è molto importante che le aziende elvetiche possano inserirsi nei mercati dei Paesi limitrofi, e dell'UE in generale, senza essere svantaggiate, condizione peraltro stabilita anche negli accordi bilaterali tra la Svizzera e l'UE, che hanno appunto notevolmente facilitato l'ingresso delle aziende elvetiche in numerosi mercati settoriali dell'UE.</p><p>Per garantire il corretto funzionamento degli accordi bilaterali, questi ultimi prevedono l'istituzione di comitati misti; è per esempio il caso dell'Accordo del 1972 tra la Confederazione Svizzera e la Comunità economica europea (RS 0.632.401) e di altri accordi che disciplinano l'accesso al mercato. Questi comitati si riuniscono periodicamente per discutere di eventuali problemi risultanti dall'applicazione degli accordi e risolverli insieme. Per poter individuare i problemi per tempo e sottoporli all'UE, l'amministrazione federale intrattiene un dialogo con le associazioni e i rappresentanti del mondo economico.</p><p>La Svizzera ha inoltre istituito organismi comuni con i Paesi limitrofi. Tra questi organismi, finalizzati ad analizzare problemi specifici di aziende o settori in un mercato estero, rientrano per esempio il "Dialogo economico Svizzera-Italia", il "Regierungsausschuss Schweiz-Deutschland", i "Bilateralen Gespräche Schweiz-Österreich" e il "Dialogue économique et financier Suisse-France". Le tematiche affrontate spaziano su tutta la gamma delle relazioni economiche bilaterali e non si limitano agli aspetti contrattuali degli accordi. Gli incontri tra i rappresentanti di questi organismi permettono di esaminare questioni concrete del settore privato contribuendo così a risolvere problemi di accesso al mercato.</p><p>In generale, si può affermare che gli accordi bilaterali che disciplinano l'accesso al mercato funzionano bene e che solo sporadicamente emergono difficoltà in sede di applicazione. Quelle incontrate dalle aziende svizzere vengono già affrontate attivamente a diversi livelli. Per quanto riguarda gli aspetti più importanti legati al commercio con l'estero, il Consiglio federale informa inoltre periodicamente nel suo rapporto annuale sulla politica economica esterna. Presentare un ulteriore rapporto sulle condizioni di accesso ai mercati dei Paesi limitrofi non offrirebbe quindi alcun valore aggiunto alle aziende svizzere.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.