<h2>SubmittedText<h2><p>Di fronte alla possibile carenza di elettricità prevista per i prossimi inverni, la Svizzera si è data l'obiettivo di ridurre i consumi per evitare possibili blackout e razionamenti. Questa strategia dovrebbe pure ridurre il fabbisogno di importazioni e così contenere il rischio di dipendenza dall'estero.</p><p>Considerando che la rete elettrica Svizzera è fortemente interconnessa con quella europea e che un possibile blackout in paesi a noi vicini - Germania in primis - potrebbe provocare la disattivazione dell'erogazione di elettricità in Svizzera, si chiede al Consiglio federale:</p><p>1. Come valuta il rischio di blackout in paesi a noi vicini e quali influenze potrebbero generare sulla rete Svizzera?</p><p>2. È immaginabile e per quanto tempo, un funzionamento autonomo (in isola) della rete elettrica svizzera, soprattutto nel periodo invernale?</p><p>3. Quali accorgimenti sono necessari per garantire questo scenario di funzionamento temporaneo in isola?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La situazione è attualmente tesa ma gestibile. Il presupposto è che il commercio transfrontaliero di energia elettrica funzioni. I principali fattori di incertezza che potrebbero aggravare la situazione del prossimo inverno sono le condizioni meteorologiche, la disponibilità di centrali nucleari in Francia e Scandinavia, la disponibilità di gas per la produzione di energia elettrica, la disponibilità di energia idroelettrica dalla Spagna fino alla Norvegia e la disponibilità di energia generata dal carbone in Polonia e Germania.</p><p>L'analisi dei gestori tedeschi delle reti di trasporto dell'energia elettrica, realizzata su incarico del Ministero federale dell'economia e della protezione ambientale, conclude che la Germania dispone di una buona sicurezza in materia di approvvigionamento e, fondamentalmente, di sufficiente energia. Le situazioni di stress di rete sono improbabili, non possono però essere completamente escluse. Ulteriori misure per rafforzare la sicurezza della rete sono già state definite. In vista della carenza di gas in inverno, la Germania rimette pertanto sul mercato le centrali a carbone esistenti e gli Stati membri dell'UE attuano misure di risparmio. Inoltre, in Germania le tre centrali nucleari rimanenti potranno continuare a funzionare al massimo fino a metà aprile 2023.</p><p>Anche in Francia la situazione è tesa, soprattutto a causa della disponibilità inferiore alla media delle centrali nucleari francesi. Il gestore francese di sistemi di trasmissione dell'energia elettrica RTE ha pubblicato un'analisi in cui sono esposti tre scenari che differiscono tra loro in particolare sul piano della disponibilità di energia nucleare, dello sviluppo della domanda legata alle condizioni meteorologiche e delle possibilità di scambio con l'estero a seguito di una ridotta disponibilità di gas. Secondo i risultati, la copertura della domanda può essere garantita nella maggior parte dei casi, tranne se dovesse verificarsi un'improbabile concatenazione di varie circostanze sfavorevoli. Tuttavia, anche in questo caso, secondo RTE, si tratterebbe di situazioni con limitazioni di consumo, ma non di blackout.</p><p>2. e 3. Il funzionamento a isola della rete elettrica svizzera sarebbe estremamente sfavorevole sia per motivi tecnici di rete che energetici. Per un tale funzionamento sarebbe necessario introdurre nel sistema riserve aggiuntive importanti e adeguare la regolazione della rete. La sicurezza della rete diminuirebbe notevolmente e influenzerebbe negativamente la cooperazione internazionale, tanto che in futuro la Svizzera si ritroverebbe completamente sola. È stato dimostrato più volte che l'interconnessione della rete è necessaria per mitigare eventi imprevisti (ad es. arresto di centrali nucleari e di altre grandi centrali o disconnessioni locali della rete). Affrontare la situazione da soli sarebbe molto difficile per i Paesi toccati. Tuttavia, le centrali idroelettriche possono essere utilizzate per contrastare eventi sfavorevoli all'estero (vale a dire una disponibilità ridotta di centrali o di combustibili) o il loro impatto sulla Svizzera, fornendo in questo modo un cuscinetto ammortizzatore.</p>  Risposta del Consiglio federale.