<h2>SubmittedText<h2><p>L'UE ha deciso di sospendere le trattative in merito all'accordo sull'energia elettrica. Questa decisione potrebbe avere notevoli ripercussioni sulle aziende elettriche svizzere e in particolare sul gruppo energetico AXPO, che, con la costruzione della centrale di pompaggio di Linth-Limmern, ha intrapreso un investimento rischioso. La centrale di Linth-Limmern dovrebbe infatti rappresentare la futura "batteria" per il mercato europeo dell'elettricità, destinata a garantire un approvvigionamento regolare in termini quantitativi.</p><p>Il mercato interno dell'elettricità nella sua nuova organizzazione sarà realtà nell'UE da inizio 2015. È poco probabile che l'UE orienti il suo approvvigionamento di energia elettrica in modo che poi dipenda proprio da un Paese con una posizione ondivaga nei confronti dell'UE. La sospensione delle trattative equivale perciò a una svolta importante, poiché l'UE svilupperà, forse in via definitiva, la sua strategia energetica senza prendere in considerazione la Svizzera. Per AXPO ciò potrebbe comportare serie difficoltà finanziarie perché il gruppo non sarebbe più in grado di ammortizzare gli investimenti.</p><p>Il gruppo energetico AXPO, di proprietà dei cantoni e di conseguenza in ultima analisi dei contribuenti, potrebbe quindi costituire entro breve un rischio finanziario considerevole. Considerando però il fatto che, per l'approvvigionamento energetico del Paese, AXPO è "troppo grande per fallire", il Consiglio federale non può ignorare la questione. </p><p>Chiedo quindi al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Come valuta la decisione dell'UE di sospendere le trattative per un accordo sull'energia elettrica, in considerazione dei rischi finanziari per il gruppo AXPO ed eventualmente anche per altre aziende elettriche?</p><p>2. Il Consiglio federale dispone delle basi necessarie per una stima affidabile dei rischi e in che modo intende provvedere in tal senso?</p><p>3. Come valuta i pericoli in relazione all'approvvigionamento di energia elettrica della Svizzera, se AXPO e altre aziende elettriche dovessero riscontrare difficoltà economiche?</p><p>4. Quali provvedimenti intende mettere in atto con i cantoni al fine di scongiurare i casi summenzionati?</p><p>5. Dopo la sospensione delle trattative, come vede il Consiglio federale la futura collaborazione con l'UE nell'ambito dell'energia elettrica? Come si configura la strategia attuale dell'UE in materia di elettricità?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Secondo il Consiglio federale è importante trattare in modo differenziato le sfide economiche sollevate nel testo della presente interpellanza. Da una parte vi sono imprese che, a seguito dei loro orientamenti strategici, stanno attraversando periodi difficili; dall'altra, i fornitori di energia elettrica con produzione di energia idroelettrica soffrono del fatto che i costi di produzione di talune centrali idroelettriche risultano, da qualche tempo a questa parte, più elevati rispetto a quelli del commercio all'ingrosso registrati alla borsa europea dell'elettricità. Questo tipo di energia elettrica non è quindi competitivo sul mercato liberalizzato. Le ragioni vanno ricercate nei bassi costi di produzione delle centrali a combustibili fossili, nei prezzi contenuti delle emissioni di CO2 e nell'azione di promozione condotta in Europa con la conseguente forte crescita delle energie rinnovabili. A queste condizioni, nell'attuale mercato dell'energia gli investimenti volti a potenziare o ad ampliare le capacità delle grandi centrali non sono redditizi. Inoltre, va aggiunto che le trattative per un accordo sull'energia elettrica tra la Svizzera e l'UE si sono arenate. In generale, le sfide per i fornitori di energia vanno però soppesate, a seconda dell'orientamento, in modo differenziato.</p><p>1. Il 9 febbraio 2014 popolo e cantoni hanno accolto l'iniziativa popolare "contro l'immigrazione di massa". L'UE ha perciò interrotto i colloqui tecnici nell'ambito dei negoziati relativi all'accordo sull'energia, precisando che il contesto globale delle relazioni tra la Svizzera e l'Unione europea dovrà ora essere ridiscusso. La conseguenza è che la conclusione dell'accordo verrà molto probabilmente procrastinata nel tempo. Questa situazione crea una certa insicurezza sul breve e medio termine in merito all'accesso della Svizzera al mercato interno europeo dell'energia elettrica e alla partecipazione alle prossime fasi di sviluppo (per es. market coupling). Per le aziende elettriche svizzere, le condizioni quadro non ancora definite, sommate agli altri fattori menzionati, rappresenteranno una sfida supplementare.</p><p>2. Sia l'AXPO che le altre aziende elettriche svizzere sono società anonime, organizzate secondo le disposizioni del codice delle obbligazioni svizzero. Le aziende sono in parte o completamente di proprietà di cantoni o comuni svizzeri. La responsabilità dell'orientamento strategico delle imprese, e di conseguenza della gestione dei rischi, spetta al consiglio d'amministrazione e all'assemblea generale delle rispettive aziende. Non è compito del Consiglio federale interferire nell'orientamento strategico delle aziende elettriche, non da ultimo per ragioni di politica economica.</p><p>3. Nel rapporto finale della commissione di esperti sulla limitazione dei rischi economici dovuti alle grandi imprese del 30 settembre 2010, la commissione di esperti istituita dal Consiglio federale attribuisce rilevanza sistemica "too big to fail" solo alle due grandi banche UBS e Credit Suisse, negandola invece alle imprese infrastrutturali. Sebbene simili imprese possano essere considerate rilevanti per il sistema, visti l'elevata quota di attivi fissi e i costi variabili generalmente contenuti, una società rilevatrice potrebbe continuare l'attività dell'impresa con minori difficoltà. Inoltre, il totale di bilancio di AXPO (19 miliardi di franchi) è nettamente inferiore a quello di UBS (1010 miliardi di franchi) e Credit Suisse (873 miliardi di franchi).</p><p>4. La responsabilità di migliorare la base finanziaria dei gruppi energetici, scongiurando di conseguenza le difficoltà finanziarie, spetta ai proprietari. Per tale ragione, il Consiglio federale finora non ha adottato alcun provvedimento per il caso menzionato nella presente interpellanza.</p><p>5. A seguito della decisione del Consiglio federale del 30 aprile 2014 di concedere ai cittadini croati contingenti separati nell'ambito dell'ammissione al mercato del lavoro svizzero e dell'adozione da parte dell'UE, il 6 maggio 2014, del mandato per condurre trattative in ambito istituzionale, le trattative sull'energia elettrica possono essere riprese. Il Consiglio federale rimane interessato a concludere rapidamente l'accordo bilaterale sull'energia elettrica. Per il prosieguo delle trattative e la conclusione dell'accordo saranno determinanti soprattutto le modalità di attuazione, da parte svizzera, delle nuove disposizioni costituzionali sull'immigrazione alla luce dell'accordo sulla libera circolazione delle persone. A riguardo, il Consiglio federale intende elaborare entro giugno 2014 una strategia d'attuazione.</p><p>L'UE sta portando avanti lo sviluppo del mercato interno dell'elettricità; sono previste norme tecniche in relazione al coordinamento delle operazioni transfrontaliere (networkcodes) e l'ulteriore evoluzione, a livello tecnico, dello scambio transfrontaliero di energia elettrica (market coupling). Inoltre, verranno definiti progetti infrastrutturali d'interesse europeo e sarà incentivata la collaborazione tra i principali operatori a livello europeo. Per quel che riguarda la promozione delle energie rinnovabili, la Commissione dell'UE ha presentato, lo scorso gennaio, proposte per il periodo dopo il 2020.</p>  Risposta del Consiglio federale.