<h2>SubmittedText<h2><p>Il dibattito non è nuovo. Già nel 2015, la Svizzera ha annunciato l'intenzione di armonizzare i suoi requisiti tecnici in materia di caricatore unico per i cellulari con quelli dell'Unione europea. Questa decisione doveva entrare in vigore per entrambe le parti al più tardi nel 2017. Quattro anni dopo, cosa ne è della sua attuazione? Dopo aver fallito e affrontato la riluttanza dei produttori in questo settore, l'UE torna alla carica con un progetto di risoluzione nel 2020, e poi nel 2021. All'alba del 2022, in Europa come in Svizzera, esistono ancora tre categorie di caricatori: Micro USB, USB-C e Lightning, specifico per i dispositivi Apple. Invito quindi il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Dopo il fallimento del progetto europeo nel 2015, come prevede la Svizzera di applicare, sei anni dopo, le due ordinanze modificate allo scopo di avere un caricatore unico sul suo territorio? (OIT; RS 784.101.2 e OCEM RS 734.5)?</p><p>2. Qual è la posizione della Svizzera rispetto alla direttiva della Commissione europea del settembre 2021 volta ad abbandonare definitivamente la molteplicità dei diversi caricatori in Europa?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. Il Consiglio federale segue da vicino gli sviluppi in questo settore e ha già adottato le basi legali che permettono di imporre un caricatore unico per determinati impianti di radiocomunicazione, o più precisamente di armonizzare l'interfaccia di ricarica (connettore) presente negli apparecchi (art. 7 cpv. 3 lett. a dell'ordinanza sugli impianti di telecomunicazione OIT; RS 784.101.2). Va sottolineato che questo obbligo si applica solo agli impianti di radiocomunicazione quali gli smartphone o i dispositivi elettrici con un modulo di radiocomunicazione come i tablet o certi apparecchi fotografici. In questo ambito non si applica l'ordinanza sulla compatibilità elettromagnetica (OCEM; RS 734.5) poiché il relativo campo di applicazione si limita agli aspetti di compatibilità elettromagnetica tra gli apparecchi elettrici.</p><p>L'obbligo previsto dall'OIT deriva dal recepimento della direttiva 2014/53/UE (direttiva radio, RED) nella legislazione svizzera, e il settore degli impianti di radiocomunicazione rientra pertanto nell'accordo tra la Svizzera e l'UE sul reciproco riconoscimento in materia di valutazione della conformità (RS 0.946.526.81).</p><p>Secondo una valutazione d'impatto della Commissione europea, l'introduzione di un'unica interfaccia di ricarica non sarebbe sufficiente per raggiungere l'obiettivo principale fissato dal Parlamento europeo nella sua risoluzione del 30 gennaio 2020 (2019/2983(RSP)), ossia la riduzione dei rifiuti elettronici. Questa misura dovrebbe infatti essere accompagnata da un obbligo di disaggregazione, vale a dire che il dispositivo deve poter essere acquistato senza un caricatore. Poiché le attuali basi legali europee non sono sufficienti, il 23 settembre 2021 la Commissione europea ha presentato al Consiglio e al Parlamento europeo una proposta di revisione della direttiva radio (https://ec.europa.eu/docsroom/documents/46755) che comprende i seguenti elementi:</p><p>- armonizzazione dell'interfaccia di ricarica (imposizione del connettore USB-C)</p><p>- armonizzazione dei protocolli di ricarica veloce</p><p>- armonizzazione dei caricatori senza filo</p><p>- disaggregazione apparecchio - caricatore</p><p>Il progetto di revisione della direttiva radio potrebbe essere adottato già a metà del 2022 per una probabile attuazione entro il 2024/2025.</p><p>L'implementazione di una soluzione "svizzera" prima di quella dell'UE creerebbe da un lato una barriera tecnica al commercio, e dall'altro sarebbe improbabile che i produttori siano interessati a sviluppare prodotti ad hoc, vista la dimensione del mercato svizzero.</p><p>Secondo il parere del Consiglio federale, occorre pertanto seguire lo stesso scadenziario dell'UE.</p>  Risposta del Consiglio federale.