<h2>SubmittedText<h2><p>Nonostante i passi avanti compiuti negli ultimi anni, gli esperti sostengono che l'Africa continui ad essere l'unico continente in cui gli obiettivi del millennio dell'ONU per il 2015 non potranno essere raggiunti, dato che la povertà affligge ancora milioni di persone.</p><p>a. Il Consiglio federale condivide questa analisi?</p><p>b. Come pensa di intervenire il Consiglio federale affinché questi obiettivi, sottoscritti anche dal presidente della Confederazione, possano essere raggiunti anche in Africa?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>a. Dopo la loro proclamazione nel 2000, gli obiettivi di sviluppo del millennio (OSM) sono diventati il leitmotiv della cooperazione internazionale allo sviluppo. Sia i governi che le organizzazioni internazionali hanno concentrato le loro attività sulla riduzione dell'estrema povertà e della fame e sull'assistenza sociale di base in favore della popolazione, in particolare nei settori dell'istruzione di base, della sanità e dell'approvvigionamento idrico. La maggior parte degli OSM sono legati a obiettivi quantitativi misurabili che la comunità internazionale intende raggiungere entro il 2015.</p><p>Su iniziativa del segretario generale dell'ONU Ban Ki Moon, nel settembre 2008 la comunità internazionale ha proceduto a un bilancio intermedio sul grado di realizzazione degli OSM. L'ONU, la Banca mondiale, i governi e le ONG condividono in larga misura l'analisi dei progressi compiuti fino a oggi. Il rapporto sui progressi nella realizzazione degli obiettivi di sviluppo del millennio ("Global Monitoring Report") pubblicato dalla Banca mondiale mostra che in molti Paesi gli OSM non potranno essere raggiunti entro il 2015 se perdurerà la tendenza attuale. Le ripercussioni della crisi finanziaria internazionale, dei cambiamenti climatici e della crisi alimentare potrebbero compromettere la realizzazione degli obiettivi di sviluppo.</p><p>Nell'Africa subsahariana, i problemi strutturali di sviluppo e la scarsa capacità funzionale delle strutture pubbliche costituiscono i principali ostacoli alla realizzazione degli OSM. Le crisi e i conflitti che colpiscono ciclicamente il subcontinente non fanno che ostacolare gli sforzi compiuti in favore dello sviluppo sostenibile. Il considerevole ritardo dell'Africa subsahariana rispetto ad altre regioni è dovuto in particolare al fatto che in questa regione vi sono numerosi Stati fragili con gravi deficit nella realizzazione degli OSM: il reddito pro capite è inferiore della metà rispetto a quello di altre regioni; la mortalità infantile è doppia e la mortalità materna tre volte più elevata; quasi un terzo della popolazione è denutrita. Tuttavia, sono stati fatti importanti passi avanti. In Tanzania ad esempio il tasso di scolarizzazione è aumentato dal 58 al 98 per cento tra il 2000 e il 2008; nel Benin è passato dal 50 all'80 per cento durante lo stesso periodo. In Ruanda il tasso di scolarizzazione ha raggiunto il 96 per cento. In Mozambico il tasso di mortalità dei bambini di meno di cinque anni è diminuito da 122 a 96 su 1000 nascite.</p><p>In Africa c'è ancora molto lavoro da fare. Come ha sottolineato il segretario generale dell'ONU Ban Ki Moon, le ripercussioni della crisi finanziaria ostacolano ulteriormente la realizzazione degli OSM.</p><p>b. Con l'adozione dei messaggi concernenti la continuazione della cooperazione tecnica e dell'aiuto finanziario a favore dei Paesi in sviluppo e il finanziamento delle misure di politica economica e commerciale a titolo della cooperazione allo sviluppo, il Consiglio federale e il Parlamento hanno confermato la loro volontà di rafforzare le misure destinate all'Africa. Tra i dodici Paesi prioritari della DSC, sette si trovano nell'Africa subsahariana: Benin, Burkina Faso, Mali, Niger, Ciad, Mozambico e Tanzania. Tra i sette Paesi prioritari della SECO, tre sono situati in Africa: Egitto, Ghana e Africa del Sud.</p><p>La cooperazione svizzera allo sviluppo registra numerosi risultati positivi, tra cui molti dei più importanti in Africa. Ad esempio, un programma contro la malaria lanciato dalla Svizzera in Tanzania ha contribuito in modo determinante a ridurre la mortalità infantile che è passata da 161 a 118 (su 1000 bambini) dal 2000 al 2008. Questo programma ha permesso a tutta la popolazione di acquistare a un prezzo contenuto zanzariere trattate con insetticidi. In Mozambico l'impegno della Svizzera nel sistema di sanità informale contribuisce in particolare ad assicurare la terapia antiretrovirale di 112 000 persone infettate dall'HIV in circa 400 istituti sanitari. La cooperazione svizzera allo sviluppo fornisce inoltre contributi alle principali organizzazioni internazionali attive in campo sanitario (Unicef, UNFPA, Onusida e OMS). Infine, la Svizzera agisce in modo mirato sulle condizioni quadro e sulla stabilità del continente con il suo impegno nella politica di pace in diversi Paesi prioritari della cooperazione allo sviluppo (Mali, Niger, Ciad).</p>  Risposta del Consiglio federale.