<h2>SubmittedText<h2><p>Abdicando progressivamente al rispetto dei principali diritti umani, alimentando volutamente le tensioni nelle aree meridionali e orientali del proprio territorio e attentando al diritto internazionale con interventi militari sui territori di Stati terzi, il governo turco svolge da qualche anno un ruolo destabilizzante nelle tensioni che infiammano il Vicino Oriente e sono all'origine dei flussi di profughi verso l'Europa. In questo contesto, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Come valuta la situazione dei diritti umani e del rispetto del diritto internazionale in Turchia?</p><p>2. Nella sua opinione, come possono intervenire la comunità internazionale e la Svizzera per fare pressione sulla Turchia affinché rispetti il diritto internazionale e i diritti umani?</p><p>3. È disposto a intervenire presso le organizzazioni internazionali di cui la Svizzera è membro per fare pressione ai fini delle due precedenti domande?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Dopo i notevoli progressi compiuti fin dagli inizi del 2000, bisogna ora constatare come, da diversi mesi, la situazione dei diritti umani in Turchia sia sensibilmente peggiorata, soprattutto a causa delle preoccupanti violazioni delle libertà di espressione e di stampa.</p><p>La Turchia è un partner importante della Svizzera e, più in generale, degli Stati europei posti di fronte alle ardue sfide legate ai conflitti in Siria e in Iraq. Pertanto il Consiglio federale segue con la massima attenzione gli sviluppi della situazione, desideroso di rafforzare il dialogo e la cooperazione, ma anche di vedere il Paese rispettare pienamente gli impegni politici e di diritto internazionale sottoscritti, in particolare in quanto membro del Consiglio d'Europa e dell'OSCE e nell'ambito del suo processo di adesione all'Unione europea.</p><p>È in quest'ottica che si affrontano le questioni sui diritti umani e sulla situazione nel sud-est della Turchia e in Medio Oriente nel corso delle consultazioni politiche bilaterali che hanno luogo regolarmente o in occasione di numerosi altri incontri.</p><p>Sempre in quest'ottica la Svizzera ha sollevato di recente la questione relativa alla situazione nel sud-est della Turchia al Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa. La Svizzera ha esortato le parti a cessare immediatamente le violenze armate e a rispettare i diritti umani e il diritto internazionale umanitario, esprimendo al contempo al consiglio permanente dell'OSCE tutta la sua preoccupazione di fronte alle pressioni esercitate sulla stampa in Turchia.</p><p>Per il tramite dell'ambasciata svizzera ad Ankara e del consolato generale, il DFAE segue da vicino l'evolvere della situazione sul posto, mantenendo contatti regolari con i rappresentanti del governo e della società civile, come mostra ad esempio la presenza della console generale a Istanbul al processo contro i giornalisti Can Dündar e Erdem Gül, del quotidiano di opposizione "Cumhuriyet". L'impegno della Svizzera sul posto continuerà.</p><p>Il Consiglio federale intende portare avanti la cooperazione e il dialogo critico con la Turchia, al momento la strada migliore da percorrere per continuare a dare un contributo allo sviluppo politico e socioeconomico del Paese, a vantaggio di tutte le regioni e le componenti della società turca.</p>  Risposta del Consiglio federale.