<!DOCTYPE html> <html lang="it"><head><meta charset="utf-8"/></head><body><div class="WordSection1"> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable" width="0"> <tr> <td colspan="2" valign="top"> <p class="MsoNormal"> </p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><img alt="" height="38" id="Immagine 5" src="http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&amp;WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&amp;WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&amp;OmnisLibrary=JURISWEB&amp;OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&amp;OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&amp;Parametername=WWWTI&amp;Schema=TI_WEB&amp;Source=&amp;Aufruf=getImage&amp;nF38_KEY=284436" width="37"/></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><img alt="" height="25" id="Immagine 6" src="http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&amp;WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&amp;WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&amp;OmnisLibrary=JURISWEB&amp;OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&amp;OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&amp;Parametername=WWWTI&amp;Schema=TI_WEB&amp;Source=&amp;Aufruf=getImage&amp;nF38_KEY=284437" width="21"/></p> </td> <td valign="top"><a id="X_NOT_ACTUALIZE"></a> <p class="MsoNormal"> </p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Incarto n.<br/> </span>15.2020.16</p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Lugano</span></p> <p class="MsoNormal"><a id="IN_DATA_DECISIONE">24 marzo 2020</a></p> <p class="MsoNormal"> </p> </td> <td colspan="3" valign="top"> <p class="MsoNormal">In nome<br/> della Repubblica e Cantone<br/> Ticino</p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> <tr> <td colspan="6" valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span>La Camera di esecuzione e fallimenti</span></b></p> <p class="MsoNormal"><b><span>del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza</span></b></p> </td> </tr> <tr> <td colspan="6" valign="top"> <p class="MsoNormal"> </p> </td> </tr> <tr> <td colspan="6" valign="top"> <p class="MsoNormal"> </p> </td> </tr> <tr> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable" width="0"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>composta dei giudici:</span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Jaques, presidente</span></p> <p class="MsoNormal"><span>Walser e Grisanti</span></p> </td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable" width="0"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>vicecancelliere:</span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Cortese</span></p> </td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>statuendo sul ricorso 31 gennaio 2020 di</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable" width="0"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span> </span></b></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span> RI 1</span></b><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> </tr> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>contro</span></p> </td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>l’operato dell’<b>Ufficio di esecuzione di Lugano</b>, o meglio contro l’avviso di pignoramento emesso il 23 gennaio 2020 nell’esecuzione n. __________ promossa nei confronti della ricorrente dalla</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable" width="0"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span>Confederazione Svizzera</span></b><span>, Berna</span></p> <p class="MsoNormal"><span>(rappresentata dalla Cassa del Tribunale federale svizzero, Losanna)</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> </tr> </table> <p class="R1"><span>ritenuto</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><b><span>in fatto:</span></b><span> </span><b><span>A.</span></b><span> Sulla scorta del precetto esecutivo n. 2639001 emesso il 10 settembre 2018 dall’Ufficio di esecuzione (UE) di Lugano, la Confederazione Svizzera procede contro RI 1 per l’in­­casso delle spese giudiziarie di fr. 200.– stabilite dalla II Corte di diritto civile del Tribunale federale con sentenza del 20 novembre 2017, oltre agli interessi del 5% dal 1° febbraio 2018.</span></p> <p class="R1"><span> <b>B.</b> Con decisione del 5 aprile 2019 (inc. </span><span>0306-2018-S)</span><span>, il Giudice di pace supplente del Circolo di Taverne ha rigettato in via definitiva l’opposizione interposta dall’escussa al precetto esecutivo. Il reclamo presentato da quest’ultima è stato, nella misura in cui era ricevibile, respinto da questa Camera con decisione del 1° ottobre 2019 (inc. 14.2019.80) e il ricorso al Tribunale federale è stato dichiarato inammissibile con sentenza del 12 dicembre 2019 (inc. 5D_202/2019). A domanda dell’escutente il 23 gennaio 2020 l’UE ha emesso l’avviso di pignoramento per il 23 marzo 2020.</span></p> <p class="R1"><span> <b>C.</b> Con ricorso del 31 gennaio 2020, RI 1 contesta l’operato dell’UE, facendo valere che </span><i><span>“sembra prematuro proseguire l’esecuzione con il pignoramento”</span></i><span>. Invita inoltre il presidente della Camera e l’ispettore all’astensione, chiede di addossare le spese al Cantone e postula l’indicazione preventiva della composizione della Corte e delle spese giudiziarie, ove non sia concessa l’esenzione.</span></p> <p class="R1"><span> <b>D.</b> Stante l’esito del giudizio odierno, il ricorso non è stato comunicato per osservazioni né all’UE né all’escutente.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span>Considerato</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><b><span>in diritto: 1.</span></b><span> Interposto all’autorità di vigilanza cantonale – nel Canton Ticino la Camera esecuzione e fallimenti (CEF)</span><span> del Tribunale d’appello</span><span> (art. 3 LPR) – entro 10 giorni dalla notifica dell’atto impugnato avvenuta il 24 gennaio 2020, il ricorso è in linea di principio ricevibile (art. 17 LEF).</span></p> <p class="R1"><span> <b>2.</b> La ricorrente si duole anzitutto che l’avviso di pignoramento sarebbe prematuro perché sono tuttora pendenti </span><i><span>“le procedura ricors<span>uali al Tribunale d’appello che sono state messe in sospensione pro­cedurale</span> dal co-curatore Avv __________ per la rappresentanza di PI 2”</span></i><span> e per quanto riguarda il precetto esecutivo </span><i><span>“oltre ai dispositivi federali di revisione pendenti al Tribunale federale […] gli accertamenti Lresp per le modalità di gestione e rivendicazione del titolo di credito dal segretario P___ T_______”</span></i><span>. Rileva inoltre che </span><i><span>“la decisione sull’eventuale azione di disconoscimento di debito dev’essere passata in giudicato”</span></i><span>.</span></p> <p class="R1"><span> <b>2.1</b> La ricorrente misconosce però che l’esecuzione da lei contestata è diretta esclusivamente nei di lei confronti, sicché le procedure avviate dal marito PI 2 per il proprio conto sono senza rilevanza ai fini del giudizio odierno. Sprovvisto d’interesse degno di protezione il ricorso è al riguardo inammissibile.</span></p> <p class="R1"><span> <b>2.2</b> Per quanto attiene alle iniziative che asserisce di aver intrapreso sul piano federale in merito alla tassa posta in esecuzione, la ricorrente non solo non produce alcun documento a sostegno delle proprie allegazioni, ma soprattutto non dimostra che tali iniziative abbiano sospeso l’esecutività della decisione 20 novembre 2017 del Tribunale federale (sopra ad A), per legge o mediante una decisione dello stesso Tribunale federale. Tale decisione era infatti diventata esecutiva ed è passata in giudicato non appena è stata <span>notificata a RI 1 (sentenze della CEF 14.2019.80</span> [sopra ad B] consid. 7 e 15.2016.36/40 del 19 luglio 2016 consid. 5.3). Su questo punto il ricorso va dunque respinto.</span></p> <p class="R1"><span> <b>2.3</b> L’accenno all’azione di disconoscimento di debito è doppiamente fuori luogo. Dapprima perché la reclamante neppure asserisce di aver inoltrato un’azione di disconoscimento di debito. In secondo luogo perché tale azione è possibile solo in caso di rigetto provvisorio dell’opposizione (art. 83 cpv. 2 LEF), mentre nel caso in esame l’opposizione è stata rigettata in via definitiva sulla scorta di una decisione passata in giudicato, che quindi non <span>poteva più essere rimessa in discussione, men che meno con un’azione</span> di disconoscimento di debito. </span></p> <p class="R1"><span> <b>3.</b> Secondo la ricorrente </span><i><span>“in questa situazione di dipendenza da altre decisione questo rimedio di conseguimento di un fine pratico di procedura esecutiva [il ricorso dell’art. 17 LEF] – non ottenibile in altro modo – consente di attuare un intervento di vigilanza per una <span>successiva azione di responsabilità giusta l’art. 5 LEF (cfr. Cometta, Com­mentario,</span> p. 15 ad d; Gilliéron, n. 65 ad art. 17, con rif.)”</span></i><span>.</span></p> <p class="R1"><span> In realtà, gli autori citati scrivono esattamente il contrario: il ricorso all’autorità di vigilanza (giusta l’art. 17 LEF) non consente </span>la semplice constatazione di un eventuale errato comportamento dell’or­­gano di esecuzione forzata in vista di una successiva azione di responsabilità giusta l’art. 5 LEF (nello stesso senso: sentenza del Tribunale federale 5A_413/2016 del 18 agosto 2016 consid. 3). Che la responsabilità degli organi dell’esecuzione forzata sia da annoverare nel diritto pubblico (<span>Gilliéron</span>, Commentaire de la LP, vol. I, 1999, n. 6 ad art. 1-27 e n. 14 ad art. 5 LEF) non muta il fatto che il sedicente danneggiato la deve far valere con un’azione <span>contro lo Stato sulla scorta dell’art. 5 LEF e non con un ricorso al­l’autorità</span> di vigilanza. Anche questa censura cade quindi nel vuoto.</p> <p class="R1"> <b>4.</b> <span>Per la ricorrente, poi, </span><i><span>“l’atto del Tribunale federale” </span></i><span>non adempiereb­be</span> i requisiti dell’art. 82 cpv. 1 LEF e come tale sarebbe soggetto a verifica disciplinare. Sennonché la ricorrente confonde nuovamente rigetto provvisorio (art. 82 LEF) e rigetto definitivo (art. 80-81 LEF) e ad ogni modo misconosce che il ricorso all’autorità di vigilanza non è ammesso nei casi nei quali la LEF prescriva la via giudiziale (art. 17 cpv. 1 LEF), segnatamente per quanto concerne il rigetto dell’opposizione, posto nella competenza del giudice del luogo d’esecuzione (art. 84 LEF). Non spetta quindi a questa Ca-mera, nella sua veste di autorità di vigilanza, di verificare nuova-mente la validità della decisione di rigetto dell’opposizione, che l’escussa ha impugnato senza successo fino all’ultima istanza (sopra ad B). Il ricorso è al riguardo irricevibile.</p> <p class="R1"> <b>5.</b> RI 1 lamenta che l’indicazione generica e non dettagliata delle spese esecutive in fr. 102.30 violi il principio della proporzionalità. La legge non obbliga però l’UE a menzionare il dettaglio delle spese esecutive sull’avviso di pignoramento (art. 90 LEF), fermo restando che una parte può domandare che sia allestito, a sue spese, un conteggio particolareggiato delle spese indicante le norme di legge applicate (art. 3 dell’ordinanza sulle tasse riscosse in applicazione della legge federale sulla esecuzione e sul fallimento [OTLEF, RS 281.35]) e contestare il medesimo presso l’autorità di vigilanza (art. 2 OTLEF). Non motivata, la censura è inammissibile. Sia come sia, l’importo di fr. 102.30 è comunque corretto (<span>tassa di fr. 20.– per l’emissione del precetto <span>esecutivo [art. 20 cpv. 1 OTLEF] oltre agli esborsi postali di fr. 13.30</span> per la sua notifica al debitore e al creditore [art. 13 cpv. 1 OTLEF]; tassa di fr. 5.– per il trattamento della domanda di continuazione dell’esecuzione [art. 20 cpv. 4 OTLEF]; tassa di fr. 8.– per l’avviso di pignoramento [art. 9 cpv. 1 lett. a OTLEF] ed esborso postale di fr. 1.– per la sua spedizione; tassa di fr. 5.– per l’incasso [art. 19 cpv. 1 OTLEF]; spese giudiziarie di fr. 50.– della decisione di rigetto dell’opposizione [art. 68 LEF; spiegazione n. 2 a tergo del modulo n. 4 "Domanda di proseguire l’esecuzione"]</span>).</p> <p class="R1"> <b>6.</b> <span>Relativamente all’invito al presidente di questa Camera e all’ispet­­tore Claudio Cortese, che in tale sede agisce quale vicecancelliere, ad astenersi dal decidere </span><i><span>“per le errate valutazioni degli atti finora presentati e non opportunatamente sanzionate dal Consiglio della magistratura”</span></i><span>, la ricorrente già sa che le istanze di ricusa fondate essenzialmente sul fatto che il magistrato ricusato (compresi i suoi collaboratori) abbia in precedenza partecipato a decisioni sfavorevoli per l’istante sono inammissibili (sentenze della CEF 15.2019.38 del 10 settembre 2019 consid. 3 e 14.2019.80 del 1° ottobre 2019 consid. 4, con rinvii alle decisioni del Tribunale federale 5A_535/2016 del 7 settembre 2016, consid. 1.1, e della CEF 15.2016.104 del 9 maggio 2017, </span><span>consid. 2)</span><span>. Ne consegue l’irrice­­vibilità della domanda.</span></p> <p class="R1"><span> <b>7.</b> La ricorrente neppure ignora che la sua richiesta d’indicare preventivamente la composizione della corte sia del tutto pretestuosa <span>(già citate sentenze 15.2019.38, consid. 4, e 14.2019.80, consid. 5),</span> non da ultimo perché è </span>pubblica <span>(www4.ti.ch/poteri/giudiziario/giustizia-civile/composizione/?user_pgiudiziario_pi6%5BCompId%5D =1004)</span><span>.</span></p> <p class="R1"><span> <b>8.</b> </span><span>Per legge </span><span>non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 20<i>a</i> cpv. 2 n. 5 LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF </span>[<span>RS 281.35</span>]<span>). La richiesta di porre le spese a carico del Cantone e d’indicarne preventivamente l’ammontare è così senza oggetto. Va però ricordato alla ricorrente che la parte che agisce in mala fede o in modo temerario può essere condannata a una multa sino a fr. 1'500.– nonché al pagamento di tasse e spese (art. 20<i>a</i> cpv. 2 n. 5 LEF). D’altronde, le va anche rammentato che la legittimazione al ricorso (secondo l’art. 17 LEF) presuppone la capacità di discernimento, vale a dire la capacità di agire ragionevolmente (art. 16 CC), e che il moltiplicarsi delle procedure senza motivi ragionevoli è idoneo a dimostrare l’incapacità processuale (DTF 98 Ia 324 segg.). RI 1 è invitata quindi ad astenersi in futuro dal presentare, personalmente o per il tramite del marito, ricorsi e censure manifestamente irricevibili o infondati (v. sentenze della CEF 15.2019.26 del 10 settembre 2019 consid. 8 e 14.2019.80 del 1° ottobre 2019 consid. 9).</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span>Per questi motivi,</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><b><span>pronuncia: 1.</span></b><span> Nella misura in cui è ammissibile il ricorso è respinto.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>2.</b> RI 1 è invitata in futuro ad astenersi dal presentare ricorsi e censure manifestamente irricevibili o infondati, pena la non entrata in materia e l’inflizione di una multa, oltre all’addos­­samento di tasse e spese per ricorso temerario.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>3.</b> </span><span>Non si prelevano spese né si assegnano indennità.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><b><span> 4.</span></b><span> Notificazione a:</span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable" width="0"> <tr> <td valign="top"> <p class="R1"><span> </span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>– ;</span></p> <p class="MsoNormal"><span>– .</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> </td> </tr> </table> <p class="R1"><span> Comunicazione all’Ufficio di esecuzione, Lugano.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><b><span>Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello</span></b></p> <p class="MsoNormal"><span>Il presidente Il vicecancelliere</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><b><span>Rimedi giuridici</span></b></p> <p class="MsoNormal"><span>Contro la presente decisione è possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro dieci giorni dalla notificazione, ridotti a cinque ove la decisione impugnata sia stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione cambiaria (art. 74 cpv. 2 lett. c, 100 cpv. 2 lett. a e cpv. 3 lett. a LTF). Il termine non è sospeso durante le ferie giudiziarie nei casi previsti all’art. 46 cpv. 2 LTF.</span></p> </div></body></html>