<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. / 2. In occasione della procedura di consultazione sull'applicazione dell'articolo 55a LAMal è </p><p>stato rilevato chiaramente che non vi sono strumenti sufficienti per analizzare la densità dei </p><p>medici. Nel mese di novembre 2000 i partner del settore sanitario, riuniti dal Dipartimento </p><p>federale dell'interno per una sessione di lavoro, hanno confermato la necessità di stabilire basi </p><p>comuni per il processo decisionale. Per dar seguito ai lavori relativi all'applicazione di questa </p><p>disposizione, il capo del DFI ha quindi invitato i principali interessati a proporre degli esperti </p><p>affinchè possa essere costituito un ristretto gruppo di lavoro che riunisca i dati necessari a </p><p>determinare la densità dei medici e a valutare i criteri applicabili in questo contesto. In altri </p><p>termini, gli obiettivi fissati dal mandato di questo gruppo di lavoro sono l'analisi della situazione </p><p>attuale (ottenimento di cifre purgate relative alla densità dei medici e a quella di altre </p><p>professioni) nonché l'esame dell'evoluzione a tre livelli: studi, stage negli ospedali (situazione </p><p>dei medici assistenti) e studi medici privati. Gli esperti dovranno confrontare il sistema svizzero </p><p>con i sistemi dei Paesi vicini e valutarne le ripercussioni sulla formazione postdiploma e sul </p><p>perfezionamento professionale. Questi elementi dovranno costituire la base di decisione in caso </p><p>di applicazione dell'articolo 55a LAMal. I primi risultati saranno disponibili presumibilmente </p><p>nell'estate 2001.</p><p>3. / 4. Ammissione alla facoltà di medicina (limitazione delle ammissioni / numerus clausus) e </p><p>autorizzazione all'esercizio della professione in qualità di indipendente (autorizzazione ad aprire </p><p>uno studio): non compete alla Confederazione controllare e determinare il numero di studenti o </p><p>di medici. La Confederazione può invece influire sugli aspetti qualitativi della formazione dei </p><p>medici sia nella legislazione attuale sulle professioni mediche che in quella in elaborazione. Per </p><p>quanto riguarda una "carta" delle esigenze e delle priorità a livello svizzero per il settore </p><p>sanitario si rimanda al consolidamento della collaborazione tra Confederazione e Cantoni </p><p>previsto dal progetto Politica nazionale della salute. Il futuro osservatorio svizzero della salute </p><p>potrebbe fornire dati da analizzare e ponderare in seguito nel quadro del progetto. In merito ai </p><p>requisiti qualitativi e alle priorità la Commissione di esperti Fleiner (II) ha elaborato, quale base </p><p>per il progetto LPMed/formazione, delle tesi sui requisiti dei futuri medici e della loro formazione </p><p>universitaria. Le tesi sono state pubblicate (Bollettino dei medici svizzeri 1999:80(38), pag. </p><p>2275-3202, d) e costituiscono la base del progetto in consultazione e nel loro complesso sono </p><p>state accolte favorevolmente. La futura legge sulla formazione universitaria nelle professioni </p><p>mediche comporterà una riorganizzazione dei contenuti e degli obiettivi volta a rendere la </p><p>formazione universitaria complessiva (cfr. mozione CSEC-N 98.3053). Questo potrebbe </p><p>indirettamente contribuire al riorientamento e alla riorganizzazione numerica delle singole </p><p>discipline mediche menzionati dall'autore dell'interpellanza.</p>  Risposta del Consiglio federale.