<h2>SubmittedText<h2><p>I flussi migratori verso l'Europa sono in costante aumento. Le guerre e la violenza nel Medio Oriente e in Africa spingono migliaia di persone verso la fuga. I drammi delle scorse settimane nel Mediterraneo, con la tragica morte di numerosi migranti, necessitano di un'immediata reazione concreta da parte della comunità internazionale. L'odierna situazione ha ripercussioni dirette anche sul confine sud della Svizzera. Alle frontiere ticinesi, soltanto nel fine settimana del 2 e 3 maggio, sono arrivati 120 profughi con la volontà di entrare in Svizzera. La settimana precedente il corpo delle guardie di confine regione IV ha registrato 240 arrivi (in particolare da Gambia, Senegal e Somalia). Considerata la situazione attuale e la probabile evoluzione, pongo le seguenti domande:</p><p>1. A corto termine quali possibilità ha il corpo delle guardie di confine per sostenere la regione IV in questo momento di elevata pressione migratoria? Quante unità possono venire trasferite e per quanto tempo?</p><p>2. Dovesse la tendenza confermarsi per tutta l'estate quali mezzi e misure sono possibili? È ipotizzabile un rafforzamento permanente della regione IV?</p><p>3. Dato il crescente flusso di persone che cercano di entrare illegalmente in Svizzera - utilizzando modalità differenti quali il treno, i bus internazionali o la frontiera verde - la Svizzera ha la possibilità di aumentare in maniera sistematica la frequenza e l'intensità dei controlli? In questo ambito quali passi saranno intrapresi nell'ambito dello spazio Schengen? Siamo in una situazione che potrebbe portare a misure straordinarie?</p><p>4. L'arrivo di migranti necessita di sufficienti e adeguati spazi di accoglienza e di gestione delle richieste. A numerose persone dovrà essere concessa accoglienza provvisoria e umanitaria. Data la costante scarsità di alloggi, quali misure intende prendere il Consiglio federale? Il Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione et dello sport è pronto a garantire il necessario sostegno logistico? Alfine di non caricare eccessivamente il Ticino, quali misure di sostegno intercantonale sono attuabili?</p><p>5. La pressione alla frontiera sud della Svizzera tocca direttamente anche i Paesi del Nord Europa, Germania in primis, dove i migranti desiderano recarsi per trovare rifugio. In che maniera la Svizzera chiederà e otterrà il necessario sostegno (solidale) da parte dei Paesi dell'Europa del nord? Quali misure e azioni sono possibili?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Già da diverso tempo (ovvero dall'inizio della Primavera araba nel 2011) la pressione migratoria in Europa è elevata e l'anno scorso nonché recentemente è molto aumentata. Il Consiglio federale è cosciente della situazione e delle sfide presenti e future nell'ambito della migrazione, in particolare al confine meridionale della Svizzera.</p><p>1. Il comando del corpo delle guardie di confine (Cgcf) a Berna è responsabile di rafforzare, con collaboratori supplementari, le singole regioni guardie di confine (reg gcf) in caso di necessità. L'impiego del personale e la durata di questi rinforzi dipendono dalla valutazione della situazione e vengono decisi di settimana in settimana. Da inizio anno, nella reg gcf IV (Ticino) i rinforzi sono stati ordinati già più volte. Il numero di collaboratori spostati e la durata del loro impiego dipendono dall'analisi della situazione a livello svizzero.</p><p>2. Già negli ultimi anni la reg gcf IV ha ricevuto rinforzi di lunga durata in estate. Ciò si renderà probabilmente necessario anche quest'anno; la situazione viene pertanto seguita e valutata settimanalmente. Un primo rafforzamento della reg gcf IV (e delle altre reg gcf al confine meridionale) ha già avuto luogo quest'anno. Anche in altre regioni vi sono punti nevralgici che devono essere coperti con le risorse disponibili. Un aumento permanente degli effettivi di personale della reg gcf IV è previsto a partire da gennaio 2016.</p><p>3. Secondo gli articoli 23 e seguenti del Codice frontiere Schengen, una reintroduzione temporanea dei controlli sistematici alle frontiere interne è possibile solo in caso di "minaccia grave" per l'ordine pubblico o la sicurezza interna. In Svizzera non vi è al momento una simile situazione. Tuttavia, nel quadro delle misure sostitutive nazionali e in combinazione con i controlli doganali, già oggi vengono eseguiti controlli mirati nelle retrovie specifici al genere di traffico (treno, autobus, autovetture).</p><p>4. Il Consiglio federale è cosciente delle necessità legate all'alloggio di richiedenti l'asilo. Per questo motivo, già nel 2012 ha incaricato il Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) di mettere a disposizione della Segreteria di Stato della migrazione (SEM) le strutture adeguate. Nel frattempo è stato possibile utilizzare temporaneamente strutture militari con una capacità di oltre mille posti. Attualmente sono impiegate quattro caserme e un accantonamento per un totale di 560 posti, di cui 170 in Ticino. Altre strutture sono in allestimento. Oltre a mettere a disposizione i suoi impianti, il DDPS si occupa anche della loro operatività dal punto di vista tecnico.</p><p>Nel quadro della pianificazione previsionale e di quella di emergenza, la SEM è in grado di mettere a disposizione, a livello di Confederazione, i posti necessari in tempo utile. In questo modo, i responsabili principali per gli alloggi, ovvero i cantoni, vengono sgravati. Inoltre, il riassetto del settore dell'asilo fornisce ai cantoni un ulteriore aiuto: la Confederazione aumenterà infatti le sue capacità a 5000 posti, compresa una riserva di fluttuazione del 10 per cento.</p><p>I richiedenti l'asilo vengono assegnati al canton Ticino in modo proporzionale, come agli altri cantoni. Non vi è pertanto alcun "sovraccarico". La promozione, il sostegno e il coordinamento della collaborazione tra i cantoni nel campo della politica sociale è di competenza della Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali delle opere sociali, che dal 1943 rappresenta gli interessi dei cantoni nei confronti della Confederazione.</p><p>5. Nell'ambito della migrazione, la Svizzera intrattiene relazioni strette e costruttive con la Germania. I temi legati alla migrazione legale e a quella irregolare sono oggetto di incontri a livello ministeriale e amministrativo. Inoltre, il Cgcf e la polizia federale tedesca gestiscono a Basilea un ufficio di collegamento comune e inviano i propri ufficiali di collegamento nell'altro Paese. La solidarietà tra gli Stati dell'UE si verificherà con l'attuazione delle misure adottate il 13 maggio 2015 nel quadro di un'agenda europea sulla migrazione. Tra queste misure ve ne sono di immediate che dovrebbero rispondere alla situazione di crisi nel Mediterraneo. Inoltre, sono previsti altri provvedimenti da adottare a lungo termine al fine di gestire meglio la migrazione in futuro.</p>  Risposta del Consiglio federale.