<h2>SubmittedText<h2><p>Alla fine di luglio, il Consiglio economico e sociale dell'ONU (Ecosoc) riesaminerà lo statuto e il finanziamento del comitato di esperti onusiani per la cooperazione internazionale nelle questioni fiscali. Dato che la Svizzera sarà membro dell'ECOSOC fino alla fine di quest'anno, la sua posizione avrà un'importanza tutt'altro che marginale. Il quadro che emerge dai pareri depositati presso il segretario generale dell'ONU a seguito della consultazione relativa al progetto elaborato è chiaro: i Paesi in via di sviluppo ed emergenti sostengono entrambi gli obiettivi perseguiti, ovvero il miglioramento dello statuto del comitato che dovrebbe diventare una commissione composta da rappresentanti governativi e l'aumento delle risorse a disposizione di questo organo. Quest'ultimo aspetto non è senza importanza se si pensa che alcuni Paesi in via di sviluppo non sono in grado si sostenere le spese di viaggio e di soggiorno dei propri esperti delegati e che quindi la loro presenza si limita a restare sulla carta.</p><p>I Paesi industrializzati tendono invece a bocciare il progetto, adducendo come motivo il fatto che l'OCSE sia già attivo su più fronti nella lotta contro l'evasione fiscale internazionale. Questa posizione è però difficilmente difendibile nella misura in cui i Paesi in via di sviluppo non sono sufficientemente rappresentati negli organi dell'OCSE e molti di loro sono esclusi dalle rete internazionale delle convenzioni contro la doppia imposizione sottoscritte secondo gli standard di trasparenza fiscale dell'OCSE. Il progetto non creerebbe quindi dei doppioni ma permetterebbe invece di rafforzare proprio l'organo in seno al quale i Paesi in via di sviluppo, particolarmente colpiti dall'evasione fiscale, sono rappresentati in modo adeguato.</p><p>Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle domande esposte qui di seguito:</p><p>1. È disposto a schierarsi in seno all'Ecosoc con i Paesi in via di sviluppo a favore del cambiamento di statuto del comitato di esperti onusiani per la cooperazione internazionale nelle questioni fiscali affinché diventi una commissione composta da rappresentanti governativi?</p><p>2. È disposto a effettuare versamenti consistenti nel fondo di cui è dotato dal 2008 l'Ecosoc per sostenere economicamente questo comitato notoriamente sottofinanziato? Stando al rapporto del segretario generale dell'ONU fino ad ora questo fondo è rimasto vuoto.</p><p>3. Come intende garantire che eventuali risorse supplementari per il segretariato del comitato vadano in primo luogo agli esperti delegati dei Paesi in via di sviluppo e non a quelli dei Paesi industrializzati?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. In ambito fiscale la Svizzera sostiene attivamente la cooperazione internazionale, anche con i Paesi in via di sviluppo. Il Consiglio federale ritiene il lavoro dell'attuale comitato di esperti onusiani, la cui attività mira principalmente all'aggiornamento della convenzione modello dell'ONU e al suo commento, come un contributo utile dell'ONU per sostenere i Paesi in via di sviluppo in ambito fiscale. Oltre a inviare un esperto, la Svizzera partecipa alle sedute del comitato dell'ONU in qualità di osservatrice.</p><p>La composizione attuale del comitato dell'ONU è valida per il lasso di tempo tra il 2009 e il 2013. Dei 25 esperti del comitato 15 sono stati inviati dai Paesi in via di sviluppo e 10 dai Paesi industrializzati. I Paesi in via di sviluppo sono già oggi ben rappresentati nel comitato e utilizzano attivamente questa piattaforma per uno scambio di informazioni ed esperienze con i Paesi industrializzati.</p><p>Anche l'OCSE offre un ampio programma per l'aiuto allo sviluppo in ambito fiscale e per la formazione e il perfezionamento di rappresentanti di Stati non membri dell'OCSE in vari settori fiscali. Inoltre, con la creazione di una "Informal Task Force on Tax and Development", l'OCSE ha lanciato un programma di lavoro che dovrebbe sostenere i Paesi in via di sviluppo nell'introdurre misure volte ad aumentare le entrate fiscali. La task force è composta da rappresentanti degli Stati membri dell'OCSE, dei Paesi in via di sviluppo, di organizzazioni non governative, dell'economia e della scienza. Anche il Global Forum on Transparency and Exchange of Information for Tax Purposes prevede il coinvolgimento dei Paesi in via di sviluppo nei suoi lavori. Tra i 101 membri del Global Forum vi sono più di 40 Paesi in via di sviluppo, Paesi emergenti o centri offshore extraeuropei.</p><p>Attraverso una collaborazione attiva nella task force e nel Global Forum, la Svizzera s'impegna soprattutto per la creazione di risorse nei Paesi in via di sviluppo. Gli organi dispongono delle conoscenze tecniche necessarie e lavorano in stretta collaborazione con l'FMI, la Banca mondiale e l'ONU. Secondo il Consiglio federale, la rivalutazione del comitato di esperti onusiani per la cooperazione internazionale nelle questioni fiscali creerebbe doppioni inutili. Il pericolo di parallelismi avrebbe inoltre come conseguenza che, per mancanza di risorse, singoli Paesi dovrebbero decidere di quali organizzazioni far parte o meno. Per i motivi summenzionati, il Consiglio federale è del parere che gli organi esistenti siano in grado di garantire il migliore sostegno tecnico possibile ai Paesi in via di sviluppo e che la rivalutazione del comitato dell'ONU non sia indicata.</p><p>2. Oltre all'invio di un esperto, la Svizzera finanzia anche una parte dei costi del comitato dell'ONU, in particolare i costi di segreteria e delle sedute, per mezzo dei suoi contributi al budget regolare. La Svizzera copre l'1,13 per cento delle spese complessive.</p><p>La Svizzera sostiene il fondo fiduciario tematico dell'FMI per lo sviluppo di sistemi fiscali. Questo fondo, in collaborazione con esperti tecnici dell'FMI, si impegna in particolare per misure volte a rafforzare i sistemi e le amministrazioni fiscali, per la formazione di autorità fiscali e per la creazione trasparente e neutrale dei sistemi fiscali nei Paesi in via di sviluppo. La Svizzera partecipa attivamente sia a livello finanziario che con la vicepresidenza e l'anno prossimo assumerà la presidenza dell'iniziativa. Per quanto riguarda l'attribuzione di contributi finanziari a titolo facoltativo, il Consiglio federale dà inoltre la precedenza alla "Informal Task Force on Tax and Development" dell'OCSE. Una partecipazione supplementare al fondo dell'Ecosoc non sembra opportuna.</p><p>3. La risposta alla domanda 2 vale anche per questa domanda. Non si prevedono infatti risorse supplementari da parte della Svizzera per sostenere il comitato.</p>  Risposta del Consiglio federale.