<h2>SubmittedText<h2><p>In seguito alla conclusione degli accordi di Oslo nel 1993 e nel 1995, con i quali Israele ha trasferito all'Autorità palestinese l'amministrazione di Gaza e Gerico e poi della Cisgiordania, la Svizzera ha aperto nel 1994 un ufficio di cooperazione della DSC a Gerusalemme Est, territorio palestinese stando alle ricorrenti risoluzioni dell'ONU, che sarebbe dovuta diventare la futura capitale dello Stato palestinese secondo la posizione ufficiale della Svizzera. </p><p>Nella strategia illegale israeliana di "annessione de facto" di Gerusalemme Est, una delle misure ai cui ricorre il Governo di Israele è quella di ottenere la chiusura delle rappresentanze straniere e impedire l'apertura di qualsiasi nuovo consolato a favore della popolazione palestinese che vive a Gerusalemme Est. </p><p>Oggi Israele chiede alla Svizzera di spostare l'ufficio della DSC da Gerusalemme Est a Tel Aviv, all'interno dell'ambasciata svizzera, oppure a Gerusalemme Ovest o a Ramallah all'interno della rappresentanza della DSC, anche se aveva accolto senza esitazioni l'apertura dell'ufficio nel 1994 e accettato tacitamente la sua presenza per 25 anni. </p><p>Alla luce di questa situazione invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Riconosce ancora Gerusalemme Est come parte del territorio palestinese e come possibile futura capitale dello Stato palestinese?</p><p>2. Ammette che da vari decenni Israele sta de facto adottando una strategia di progressiva annessione di Gerusalemme Est autorizzando microcolonie ebree nella città araba, creando un muro per separare la città di Gerusalemme Est dalla Cisgiordania o ancora espellendo famiglie palestinesi dalle loro case? </p><p>3. Ammette che le pressioni israeliane relative alla chiusura dell'ufficio di cooperazione della DSC, come pure il rifiuto di autorizzare la riapertura del consolato USA a Gerusalemme Est, sono da considerare atti di una strategia di annessione di Gerusalemme Est?</p><p>4. La Svizzera ha contattato gli Stati Uniti, altri Paesi europei o Paesi terzi che condividono la sua opinione, al fine di definire una strategia comune per fermare gli interventi di Israele a Gerusalemme Est non conformi al diritto internazionale e alle risoluzioni dell'ONU?</p><p>5. È vero che il personale locale della DSC a Gerusalemme Est, che è molto competente e vanta una lunga esperienza al servizio del nostro Paese, non potrebbe recarsi a lavorare per la DSC a Ramallah a causa del regime restrittivo dei permessi di soggiorno e di circolazione delle persone in Cisgiordania imposto ai Palestinesi da Israele?</p><p>6. Il Consiglio federale non ritiene che l'assenza di proteste da parte di Israele durante un periodo di 25 anni di presenza dell'ufficio della DSC a Gerusalemme Est significhi che il Paese l'abbia accreditato tacitamente?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La posizione del Consiglio federale è chiara: solo una soluzione a due Stati, negoziata dalle due parti, in conformità con il diritto internazionale e i parametri concordati sul piano internazionale - incluse le risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell'ONU -, può portare a una pace duratura tra Israeliani e Palestinesi. In virtù del diritto internazionale umanitario, l'Esecutivo considera Gerusalemme Est come un territorio occupato. Lo status finale di Gerusalemme, in particolare come capitale dei due Stati, dovrà essere negoziato tra le parti.</p><p>2./4. Conformemente alle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, la Svizzera riconosce lo Stato di Israele entro i confini vigenti prima della Guerra dei Sei giorni, dal 5 al 10 giugno 1967 ("linea verde"). I territori controllati o annessi da Israele e situati oltre i confini del 1967 sono occupati ai sensi del diritto internazionale umanitario. Ciò vale anche per Gerusalemme Est, che è parte integrante del Territorio palestinese occupato. L'annessione di Gerusalemme Est non influisce sull'applicabilità del diritto internazionale umanitario. Poiché lo Statuto delle Nazioni Unite vieta le annessioni, gli effetti dell'annessione di Gerusalemme Est sono nulli. La Svizzera, a volte anche insieme ad altri Stati, esorta tutte le parti a rispettare i propri obblighi in virtù del diritto internazionale, in particolare del diritto internazionale umanitario, e a non adottare misure unilaterali che potrebbero minare gli sforzi di pace.</p><p>3./.6. Il personale attivo nel Territorio palestinese occupato, compresa Gerusalemme Est, è accreditato presso il Ministero degli affari esteri israeliano. Il personale può essere accreditato solo presso uno Stato che ha ratificato la Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche e che la Svizzera riconosce bilateralmente. L'accreditamento non implica il riconoscimento della sovranità di Israele sul Territorio palestinese occupato, ma garantisce unicamente lo status dei membri della rappresentanza svizzera in conformità con la Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche. Ai sensi dell'articolo 12 della suddetta Convenzione è necessario il consenso esplicito dello Stato accreditante.</p><p>5. Il personale svizzero e locale dell'ufficio di cooperazione di Gerusalemme Est è stato informato del previsto trasferimento delle attività di cooperazione a Ramallah. Quando è tenuto ad adeguare la sua rete di rappresentanza, il DFAE si impegna sempre a garantire le condizioni conformemente ai suoi obblighi di datore di lavoro, anche nei confronti del personale locale. In occasione del trasferimento a Ramallah, il DFAE si sforzerà di fornire, per quanto possibile, soluzioni appropriate per il personale.</p>  Risposta del Consiglio federale.