<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a modificare l’ordinanza concernente il sistema d’informazione sull’ammissione alla circolazione (OSIAC) aggiungendo</p><p>– all’articolo 4 una lettera d: «i dati dei veicoli fuori circolazione immatricolati dalle autorità svizzere. Tali veicoli sono cancellati dal SIAC in caso di esportazione o demolizione»;</p><p>– all’articolo 5 un capoverso 7: «l’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC) nonché le imprese di demolizione e riciclaggio delle automobili trasmettono al SIAC i dati relativi ai veicoli esportati o rottamati».</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Al fine di incentivare la rottamazione ecocompatibile dei mezzi a fine vita, l’Esecutivo punta sul principio di causalità. La fondazione Auto Recycling Schweiz riceve dai membri di autosuisse, sulla base di rapporti privatistici, un contributo di smaltimento per ogni nuova immatricolazione, con l’obiettivo di promuovere una rottamazione rispettosa dell’ambiente dei veicoli a motore in Svizzera.</p><p>Le modifiche normative richieste non consentono di colmare il gap informativo descritto. Nel nostro Paese i veicoli fuori uso, ossia destinati allo smaltimento, rientrano già nella categoria «altri rifiuti soggetti a controllo»: le imprese di smaltimento devono comunicare periodicamente quanti di questi rifiuti ricevono e trasferiscono (art. 12 cpv. 3 dell’ordinanza sul traffico di rifiuti [OTRif; RS 814.610]). I servizi cantonali dell’ambiente preposti e l’UFAM sono quindi a conoscenza del numero di veicoli smaltiti nel Paese.&nbsp;</p><p>Anche la quantità di veicoli fuori uso trasferiti all’estero è nota: l’esportazione è infatti soggetta a segnalazione all’UFAM e rilascio di autorizzazione; i dati vengono pubblicati nelle statistiche svizzere sui rifiuti. Il parco dell’usato è considerato invece come «prodotto» e può essere commercializzato liberamente sia sul territorio nazionale che estero.&nbsp;</p><p>Per il traffico transfrontaliero, per di più, il gap informativo può essere colmato solo teoricamente: un veicolo può infatti attraversare la frontiera senza dichiarazione doganale formale e in tal caso non viene rilevato in maniera sistematica. L’eventuale permanenza definitiva all’estero (ad es. per vendita o rottamazione) passa inosservata. All’atto pratico non è possibile applicare né imporre una dichiarazione a posteriori, dal momento che l’UDSC non possiede informazioni circa la presenza di tale veicolo sul territorio estero né è autorizzato a svolgere controlli in altri Stati.</p>