<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale stabilisce, fondandosi su una valutazione tossicologica o epidemiologica, le concentrazioni massime per le sostanze estranee e i componenti, in virtù dell'articolo 10 capoverso 2 della legge sulle derrate alimentari del 9 ottobre 1992 (LDerr, RS 817.0). Secondo il capoverso 3 dello stesso articolo, il collegio governativo può stabilire le concentrazioni massime e le quantità massime di cui al capoverso 2 a un livello inferiore rispetto a quello che esigerebbe imperativamente la protezione della salute (valori di tolleranza).</p><p></p><p>In base all'articolo 1 dell'ordinanza sulle sostanze estranee e sui componenti presenti negli alimenti (OSoE, RS 817.021.23), tali sostanze possono essere presenti negli o sugli alimenti solo in quantità innocue per la salute e se tecnicamente indispensabili. Quest'ultimo requisito dipende dalle condizioni di produzione nei singoli Paesi; un giudizio è possibile solamente a seconda del Paese a cui ci si riferisce.</p><p></p><p>In Svizzera la peste delle api è considerata come un'epizozia sottoposta all'obbligo di notifica. In caso di epizozia le colonie di api colpite o di cui si sospetta il contagio devono essere distrutte. Il trattamento della malattia con antibiotici è vietato. I Cantoni prevedono una congrua indennizzazione per la distruzione di colonie di api eseguita su ordine dell'autorità.</p><p></p><p>La situazione è diversa nei Paesi a forte tradizione di produzione di miele, così come nell'America centrale e nell'America del Sud. In queste regioni, tra le quali anche il Messico, dove è prodotto il famoso miele dello Yucatan, vengono impiegati diversi mezzi per l'apicoltura, tra cui sostanze contenenti streptomicina. Il miele proveniente dallo Yucatan che ha il vantaggio di contenere sostanze aromatiche resistenti al calore è interessante per la produzione di cioccolata e nella produzione di dolci e può quindi essere difficilmente sostituito.</p><p></p><p>Le autorità messicane competenti nel frattempo hanno preso conoscenza del problema dell'impiego di antibiotici e dei loro residui. Il governo sta intraprendendo passi importanti per abolire questo tipo di trattamento. Ma le riserve di miele contenenti residui di antibiotici sono grandi, anche se la loro concentrazione è minima e non costituisce nessun pericolo per la salute dell'essere umano. La distruzione di questi stock sarebbe quindi un provvedimento sproporzionato e non farebbe che provocare seri problemi alla parte più povera della popolazione del Messico per la quale la produzione di miele rappresenta l'unica possibilità di guadagno. Agli importatori sono stati imposti oneri severi per quanto riguarda l'autocontrollo ed è stata prevista una sorveglianza oculata dei prodotti da parte delle autorità svizzere competenti per le derrate alimentari. Per garantire anche in futuro prodotti esenti da antibiotici, i valori di tolleranza per i residui di antibiotici presenti nel miele importato sono ridotti progressivamente. Per la produzione svizzera di miele la prassi attuale viene mantenuta nell'interesse dei produttori e del servizio competente dell'Ufficio federale dell'agricoltura. In virtù delle disposizioni della legislazione nell'ambito dell'agricoltura anche in futuro l'utilizzazione di streptomicina nell'apicoltura sarà vietata. I consumatori possono quindi rassicurarsi: il miele svizzero praticamente non contiene nessun residuo del genere.</p><p></p><p>In merito alle singole domande:</p><p></p><p>-Il disciplinamento in Svizzera ha creato una grande insicurezza giuridica nell'applicazione, poiché sono stati riscontrati in certi tipi di miele tracce di antibiotici in quantità non preoccupante per la salute. Visto che nellordinanza sulle sostanze estranee e sui componenti ( OSoE) non sono stati stabiliti esplicitamente valori limite e valori di tolleranza, è toccato agli organi esecutivi decidere, nell'ambito dell'applicazione dell'articolo 1 OSoE, in che casi si doveva sollevare opposizione contro il miele contaminato. Le scelte fatte danno sicurezza giuridica e contribuiscono alla riduzione progressiva di residui di antibiotici nel miele dello Yucatan. Nel corso dell'elaborazione delle disposizioni previste si è osservato che in Europa esiste lo stesso problema. L'UE così come la Repubblica federale tedesca stanno preparando una regolamentazione corrispondente a quella svizzera. Il fatto che in Svizzera attualmente sono già state adottate delle misure, costituisce un vantaggio per le aziende d'importazione che possono prendere in anticipo i provvedimenti necessari per garantire che in futuro potranno essere messi sul mercato prodotti esenti da antibiotici.</p><p></p><p>-Il miele la cui quantità di residui di antibiotici non supera i valori di tolleranza menzionati non rappresenta alcun pericolo per la salute dell'essere umano. Sarebbe quindi sproporzionato volere introdurre l'obbligo di dichiazione, con la relativa indicazione, per il miele importato in cui sono stati rilevati residui di antibioticidi. Inoltre le disposizioni adottate dal Consiglio federale il 19 dicembre 1997 sull'indicazione del Paese di produzione delle derrate alimentari permetteranno in futuro ai consumatori di decidere il Paese di produzione e di acquistare ad es. solo miele proveniente dalla Svizzera dove esse viene prodotto senza l'ausilio di antibiotici.</p><p></p><p>-Come detto sopra, grazie all'imposizione di oneri relativi alla riduzione del contenuto di residui e all'adozione di misure d'accompagnamento (autocontrollo) si garantisce che i valori di tolleranza non possano essere interpretati semplicemente come un lasciapassare. L'esperienza insegna che valori di tolleranza praticabili hanno un effetto maggiore dei valori di tolleranza zero, che non fanno altro che creare insicurezza nell'applicazione. La regolamentazione prevista contribuisce alla realizzazione della sicurezza e dell'ugualianza giuridica e avrà l'effetto di ottenere che il miele messicano dello Yucatan, in un prossimo futuro, potrà essere prodotto effettivamente senza l'ausilio di antibiotici.</p><p></p><p>-La regolamentazione prevista per i prodotti esteri non può essere definita "più liberale" rispetto alla normativa valida per la produzione svizzera. Come menzionato all'inizio il criterio per stabilire quali sostanze e quali residui sono tecnicamente indispensabili è diverso a seconda del Paese a cui ci si riferisce.</p><p></p><p>-Un eventuale inalzamento delle aliquote di dazio non entra in linea di conto già per il fatto che aumenti doganali che oltrepassano il livello fissato nell'accordo OMC possono essere introdotti solo in seguito ad un allentamento dell'accordo e inoltre necessitano di compensazione. Questo significa che i Paesi fornitori svantaggiati da un aumento dei dazi hanno il diritto di chiedere la riduzione doganale per altri prodotti agricoli a cui sono interessati.</p>  Risposta del Consiglio federale.