<h2>InitialSituation<h2><p><b>Comunicato stampa del Consiglio federale del 20.05.2020</b></p><p><b>Nella seduta del 20 maggio 2020 il Consiglio federale ha approvato, tramite un messaggio speciale, la seconda aggiunta A al preventivo 2020, con la quale sottopone al Parlamento 11 crediti aggiuntivi per un importo complessivo di 14,9 miliardi di franchi. La parte più consistente (14,2 mia.) sarà fornita come ulteriore contributo straordinario della Confederazione all'assicurazione contro la disoccupazione (AD). </b></p><p>Le misure finora decise dalla Confederazione per far fronte alla pandemia da coronavirus comprendono uscite pari a 16,0 miliardi nel 2020 (crediti aggiuntivi) nonché fideiussioni e garanzie pari a 41,9 miliardi (crediti d'impegno). Questi crediti sono stati discussi dal Parlamento nell'ambito della prima aggiunta al preventivo 2020 e approvati il 6 maggio 2020 durante la sessione straordinaria.</p><p>Nel frattempo, in diversi settori è emersa la necessità di adottare ulteriori misure. Pertanto, con la seconda aggiunta A, che il Consiglio federale ha approvato nella seduta del 20 maggio 2020, quest'ultimo sottopone al Parlamento altri 11 crediti aggiuntivi per un importo complessivo di 14,9 miliardi.</p><p></p><p>Forte impatto sull'AD a causa delle indennità per lavoro ridotto</p><p>La parte più consistente dell'importo summenzionato riguarda un ulteriore contributo straordinario della Confederazione all'AD (14,2 mia.). Questo credito aggiuntivo è necessario affinché il fondo AD non raggiunga il limite massimo di indebitamento di 8 miliardi, circostanza che comporterebbe un aumento dei contributi salariali e una revisione della legge sull'assicurazione contro la disoccupazione. Sommati ai 6 miliardi già stanziati con la prima aggiunta, i contributi straordinari della Confederazione all'AD ammontano a 20,2 miliardi. Il forte impatto sull'AD è dovuto principalmente all'estensione dell'indennità per lavoro ridotto al fine di prevenire licenziamenti di massa e la soppressione di posti di lavoro.</p><p>Altri importanti crediti aggiuntivi riguardano l'aiuto allo sviluppo (307,5 mio.). Con essi la Svizzera intende unirsi ai vari sforzi compiuti a livello internazionale per combattere la pandemia da coronavirus. Sono previste ulteriori misure a favore dello sport (225 mio.), che consistono, da un lato, in contributi a fondo perso ad associazioni e organizzazioni sportive per un importo superiore a 50 milioni e, dall'altro, in mutui rimborsabili pari a 175 milioni nel 2020 per le leghe di calcio e di hockey. Inoltre, il credito destinato all'acquisto di un vaccino deve essere aumentato (100 mio.), così come le indennità nel settore culturale (50 mio.) in seguito al divieto di svolgere grandi manifestazioni culturali imposto sino alla fine di agosto 2020. Questi due aumenti di credito non determinano tuttavia un onere supplementare per il bilancio della Confederazione, dal momento che possono essere compensati riducendo altri crediti decisi con la prima aggiunta. Infine, vengono chiesti crediti aggiuntivi anche per il settore dei media (17,5 mio.) e quello dell'agricoltura (8,5 mio.).</p><p>Tutti i crediti aggiuntivi in esame servono ad attenuare le conseguenze economiche della pandemia da coronavirus. La maggior parte dei crediti viene quindi chiesta come fabbisogno finanziario eccezionale; il loro stanziamento da parte del Parlamento richiede pertanto la maggioranza qualificata (consenso della maggioranza dei membri di ciascuna Camera).</p><p>La possibilità di qualificare determinate uscite come "straordinarie" è definita in una disposizione derogatoria relativa al freno all'indebitamento. Questa regola è applicabile perché la pandemia da coronavirus costituisce un "evento eccezionale che sfugge al controllo della Confederazione".</p><p></p><p><b>Comunicato stampa del Consiglio federale del 12.08.2020</b></p><p><b>Coronavirus: il Consiglio federale approva la seconda aggiunta straordinaria al preventivo 2020 </b></p><p><b>Nella seduta del 12 agosto 2020 il Consiglio federale ha adottato, tramite messaggio speciale, la seconda aggiunta B al preventivo 2020, con la quale sottopone al Parlamento 13 crediti aggiuntivi per un importo complessivo pari a circa 770 milioni di franchi finalizzati ad arginare altre conseguenze causate dalla pandemia di coronavirus. La parte più cospicua (476,4 mio.) viene richiesta come fabbisogno finanziario eccezionale. </b></p><p>Le misure decise finora dalla Confederazione per far fronte alla pandemia da coronavirus comprendono uscite pari a 31 miliardi nel 2020 (crediti aggiuntivi) nonché fideiussioni e garanzie pari a 42 miliardi di franchi (crediti d'impegno). Il Parlamento ha approvato questi crediti nella prima metà del dell'anno.</p><p>Nel frattempo, in diversi settori è emersa la necessità di adottare ulteriori misure. Pertanto, con la seconda aggiunta B, che il Consiglio federale ha adottato nella seduta del 12 agosto 2020, vengono sottoposti al Parlamento altri 13 crediti aggiuntivi per un importo complessivo di 769,9 milioni.</p><p></p><p>La Confederazione assume l'integralità delle spese per i test</p><p>La parte più cospicua dell'aggiunta riguarda le spese sostenute per i test relativi al nuovo coronavirus. Per poter reagire rapidamente alla nuova impennata dei contagi occorre effettuare quanti più test possibili e opportuni. Dal 25 giugno 2020, la Confederazione assume perciò l'integralità delle spese per i test. Ciò richiede un credito aggiuntivo di 288,5 milioni. L'importo viene compensato tramite il credito già stanziato per l'acquisto di materiale sanitario.</p><p>Altri importanti crediti aggiuntivi riguardano il conferimento al Fondo per l'infrastruttura ferroviaria (221,3 mio.) e la stabilizzazione finanziaria di Skyguide (150 mio.). Per sostenere i trasporti pubblici durante la crisi del coronavirus, nel 2020 l'Esecutivo pensa di sospendere il rimborso dell'anticipo al Fondo per l'infrastruttura ferroviaria. In aggiunta, intende conferire al Fondo anche la quota massima prevista dalla legge di due terzi dei proventi netti della TTPCP. Perciò occorre il credito aggiuntivo. A causa del crollo del traffico aereo causato dalla pandemia, Skyguide ha subito forti perdite di guadagno che si conta di compensare con l'aggiunta al preventivo.</p><p>Tutti i crediti aggiuntivi in esame servono ad attenuare le conseguenze economiche della pandemia da coronavirus. La maggior parte dei crediti viene quindi chiesta come fabbisogno finanziario eccezionale e il loro stanziamento da parte del Parlamento richiede pertanto la maggioranza qualificata (consenso della maggioranza dei membri di ciascuna Camera).</p><p>La possibilità di qualificare determinate uscite come "straordinarie" è definita in una disposizione derogatoria relativa al freno all'indebitamento. Questa regola è applicabile perché la pandemia da coronavirus costituisce un "evento eccezionale che sfugge al controllo della Confederazione".</p><p></p><p><b>Comunicato stampa del Consiglio federale del 25.09.2020 </b>(disegno 6)</p><p><b>Nella sua seduta del 25 settembre 2020 il Consiglio federale ha approvato la seconda aggiunta ordinaria al preventivo 2020, con la quale sottopone al Parlamento per approvazione 10 crediti aggiuntivi dell'ordine di 98,2 milioni di franchi. Si tratta principalmente dei contributi della Confederazione a favore delle prestazioni complementari all'AVS e all'AI, più elevati rispetto a quanto preventivato. La seconda aggiunta al preventivo non comprende ulteriori misure per affrontare la crisi provocata dalla pandemia da coronavirus, poiché sono già state chieste e approvate nel quadro dei messaggi speciali concernenti la seconda aggiunta A e la seconda aggiunta B. </b></p><p>I crediti aggiuntivi riguardano principalmente i contributi della Confederazione a favore delle prestazioni complementari all'AVS (53,0 mio.) e all'AI (25,0 mio.). La Confederazione assume 5/8 dei costi che servono a coprire il fabbisogno esistenziale in senso stretto. Le stime per l'anno in corso mostrano che l'aumento dei versamenti di prestazioni complementari è più marcato di quanto preventivato, il che comporta un incremento dei contributi della Confederazione. I crediti aggiuntivi servono per permettere alla Confederazione di adempiere tempestivamente ai suoi obblighi nei confronti dei Cantoni. </p><p>Altri crediti aggiuntivi concernono il contributo di membro all'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (FRONTEX; 7,1 mio.) poiché il suo budget verrà verosimilmente innalzato. Sono chiesti crediti aggiuntivi anche per il settore della navigazione marittima (4,0 mio.), dove la Confederazione deve assumere un'ulteriore estinzione di fideiussioni. Infine crescono altresì le spese finanziarie dell'Amministrazione federale delle dogane (AFD; 3 mio.), perché a seguito di una decisione del Tribunale federale, oltre all'imposta sul tabacco riscossa sulle sigarette a base di canapa, devono essere restituiti anche gli interessi.</p><p>La seconda aggiunta al preventivo non comprende ulteriori misure per affrontare la crisi provocata dalla pandemia da coronavirus, poiché sono già state chieste e approvate nel quadro dei messaggi speciali concernenti la seconda aggiunta A e la seconda aggiunta B (totale 31,2 mia. comprese la prima aggiunta e le compensazioni).</p><h2>Proceedings<h2><p><b>Disegno 1</b></p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 03.06.2020</b></p><p><b>Covid-19, via libera a ulteriori 15 miliardi </b></p><p><b>Come prevedibile, il Consiglio nazionale ha approvato oggi gli ulteriori crediti proposti dal Consiglio federale di quasi 15 miliardi di franchi per far fronte alle conseguenze della pandemia da coronavirus, in buona parte destinati all'Assicurazione contro la disoccupazione (AD).</b></p><p>Tutte le proposte dell'UDC per ridurre o stralciare i crediti destinati all'aiuto umanitario, alla cooperazione internazionale o al settore della cultura per far fronte alla pandemia sono stati respinti. Il dossier sarà affrontato domani dal Consiglio degli Stati.</p><p>Il plenum ha detto "sì" ai 14,2 miliardi per il fondo AD. Il denaro servirà a coprire i costi per il lavoro ridotto. Nella sessione straordinaria di marzo il Parlamento aveva già approvato 6 miliardi a tale scopo.</p><p>Per 123 voti a 72, la Camera del popolo ha però respinto una proposta del campo rosso-verde pari a 10 milioni destinata alle associazioni caritative per far fronte all'impoverimento delle persone già fragili a causa della pandemia. Céline Widmer (PS/ZH) ha ricordato in aula le file di persone a Ginevra in attesa di ricevere un pacco di generi alimentari. Per la maggioranza, l'aiuto d'urgenza spetta in primis ai Cantoni.</p><p></p><p>Vuoi mettere l'Ambrì...</p><p>I nuovi crediti Covid per lo sport hanno suscitato discussioni nel plenum. Oltre ai 100 milioni già approvati, il Consiglio federale propone altri 175 milioni sotto forma di prestiti rimborsabili destinati a sostenere i campionati professionistici di calcio e di hockey su ghiaccio. I club professionistici dovranno però ridurre gli stipendi in media del 20%: i giocatori meglio pagati dovrebbero sopportare una maggiore riduzione dell'ingaggio rispetto ai compagni meno pagati. "No" anche del plenum alla proposta di stralciare ogni tipo di condizione sui salari come chiedeva il Consiglio federale e una minoranza (specie PLR).</p><p>La proposta dell'UDC di ridurre tale somma portandola a 125 milioni, in ragione dei salari elevati dei giocatori, è stata respinta per 136 voti a 54. Nel suo intervento, il ministro delle finanze Ueli Maurer ha difeso l'ammontare di questo aiuto, sottolineando anche l'importanza sociale dello sport per alcune regioni, come è il caso del club di hockey dell'Ambrì Piotta (di cui Maurer è tifoso, n.d.r) in Leventina, un sodalizio che fa da collante per l'intera valle. Inoltre, ha puntualizzato il consigliere federale UDC, questa somma è a disposizione delle associazioni di categoria, non dei singoli club.</p><p></p><p>Aiuto internazionale</p><p>Il plenum ha anche accolto un prestito di 200 milioni al Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR), crediti supplementari di 50,5 milioni per l'aiuto umanitario e 57 milioni per la cooperazione multilaterale allo sviluppo, nonché un contributo al fondo per le catastrofi del FMI di 25 milioni. Le proposte di riduzione da parte dell'UDC o di aumento di tali somme (campo rosso-verde) non hanno fatto breccia.</p><p>Accolto anche un credito d'impegno di 107,5 milioni per la cooperazione internazionale in ambito Covid-19. Anche in questo caso, proposte di tagliare il credito (UDC) o di aumentarlo (campo rosso-verde) sono state spazzate via.</p><p></p><p>Stampa e cultura</p><p>Nel corso della discussione, per 132 voti a 58 e 6 astensioni il Nazionale ha approvato un sostegno di 17,5 milioni destinati all'aiuto indiretto alla stampa, come chiedevano due mozioni approvate dal Parlamento.</p><p>Altri 50 milioni (141 voti a 48, tutti UDC) sono stati destinati alle imprese culturali per il mancato guadagno dovuto alle misure restrittive adottate dal governo per arginare l'epidemia di coronavirus. Tale somma si aggiunge ai 145 milioni già liberati. La Camera ha anche approvato 10 milioni destinati alle associazioni culturali amatoriali.</p><p>Nella sessione straordinaria dedicata all'emergenza Covid-19, le camere avevano già approvato prestiti per un totale di circa 57 miliardi volti a contrastare le ripercussioni economiche e sociali della pandemia.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 04.06.2020</b></p><p><b>Covid-19, via libera a ulteriori 15 miliardi </b></p><p><b>Anche il Consiglio degli Stati, come ieri il Nazionale, ha approvato oggi (44 voti e un'astensione) gli ulteriori crediti proposti dal Consiglio federale di quasi 15 miliardi di franchi per far fronte alle conseguenze della pandemia da coronavirus, in buona parte destinati all'Assicurazione contro la disoccupazione (AD).</b></p><p>Il dossier ritorna alla Camera del popolo per una divergenza riguardante i nuovi crediti Covid per lo sport che hanno suscitato discussione in aula.</p><p>Ce lo possiamo permettere</p><p>Nonostante le preoccupazioni dall'UDC per l'eccessivo indebitamento della Confederazione, la maggioranza ha fatto proprie le riflessioni di Eva Herzog (PS/BS), secondo cui la Svizzera può permettersi queste somme, tenuto conto della buona salute di cui godono i conti. Anche se il debito dovesse crescere di 30-40 miliardi, siamo ancora lontani dai livello di indebitamento dei Paesi confinanti e al di sotto dei parametri di Maastricht in vigore nell'Ue.</p><p>Per quanto riguarda il sostegno allo sport professionistico, per 24 voti a 20, il plenum ha approvato la proposta del Consiglio federale di concedere altri 175 milioni sotto forma di prestiti rimborsabili destinati a sostenere i campionati professionistici di calcio e di hockey su ghiaccio. Diversamente però dal Nazionale, i club professionistici non dovranno obbligatoriamente ridurre gli stipendi in media del 20% dei giocatori.</p><p></p><p>Condizioni irrealistiche</p><p>Diversi oratori hanno sostenuto la proposta di stralcio di questo credito inoltrata da Benedikt Würth (PPD/SG), giudicando inopportuno concedere altri 175 milioni, anche se sotto forma di prestiti rimborsabili, alle leghe professionistiche di calcio e disco su ghiaccio.</p><p>Secondo Würth, le condizioni poste dalla Confederazione qualora parte di questi prestiti dovesse essere utilizzata sono irrealistiche. In caso di problemi finanziari di un grande club, è impensabile credere che uno sponsor potrebbe prendersi carico dei debiti. La responsabilità solidale rischia inoltre di innescare un effetto domino che travolgerebbe tutti i club, quelli ricchi e quelli meno ricchi.</p><p>Rete di salvataggio</p><p>Per il ministro delle finanze Ueli Maurer, e una buona parte del plenum, l'aiuto della Confederazione va considerato come l'ultima spiaggia per i club qualora ce ne fosse bisogno. Non si tratta solo di "salvare" i club professionistici, ma anche di fare il settore giovanile.</p><p>Come ieri al Nazionale, Maurer ha spiegato che non si tratta solo di salvaguardare lo sport professionistico, ma anche di considerare gli aspetti sociali, culturali ed economici ad esso connessi. È il caso del club di hockey dell'Ambrì Piotta, un collante importante per una valle che non ha molto da offrire in alternativa.</p><p></p><p>Gli altri crediti</p><p>A parte il dibattito sullo sport, le altre proposte di credito chieste dal Consiglio federale sono state approvate senza modifiche, così come stabilito ieri dalla Camera del popolo.</p><p>I "senatori" hanno approvato 14,2 miliardi a fondo perso destinati al Fondo dell'assicurazione disoccupazione AD. Il denaro servirà a coprire i costi per il lavoro ridotto. Nella sessione straordinaria di marzo il Parlamento aveva già approvato 6 miliardi a tale scopo.</p><p>Il plenum ha anche accolto un prestito di 200 milioni al Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR), crediti supplementari di 50,5 milioni per l'aiuto umanitario e 57 milioni per la cooperazione multilaterale allo sviluppo, nonché un contributo al fondo per le catastrofi del FMI di 25 milioni.</p><p>Accolto anche un sostegno di 17,5 milioni destinati all'aiuto indiretto alla stampa, come chiedevano due mozioni approvate dal Parlamento. Altri 50 milioni sono stati destinati alle imprese culturali per il mancato guadagno dovuto alle misure restrittive adottate dal governo per arginare l'epidemia di coronavirus. Tale somma si aggiunge ai 145 milioni già liberati. La Camera dei cantoni ha anche deciso di destinare 10 milioni alle associazioni culturali amatoriali.</p><p>Nella sessione straordinaria dedicata all'emergenza Covid-19, le camere avevano già approvato prestiti per un totale di circa 57 miliardi volti a contrastare le ripercussioni economiche e sociali della pandemia.</p><p><b></b></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 10.06.2020</b></p><p><b>Ancora divergenze su aiuto alle leghe sportive </b></p><p><b>Le condizioni per i prestiti concessi alle leghe nazionali di calcio e disco su ghiaccio, nel quadro del pacchetto di sostegno governativo allo sport - 175 milioni di franchi su quasi 15 miliardi destinati soprattutto alla disoccupazione - e all'economia causa coronavirus, dividono ancora il Parlamento.</b></p><p>Per 120 voti a 54, il Nazionale vuole che i club sostenuti dalla mano pubblica abbassino del 20% gli stipendi dei giocatori, con tagli maggiori per coloro che guadagnano di più. Gli Stati non ne vogliono sapere di una richiesta del genere.</p><p>Una parte della destra alla camera del popolo è contraria a questa ulteriore condizione, visto che quelle già poste della Confederazione sono assai esigenti. Devono essere i sodalizi a decidere come e in che misura tagliare le remunerazioni, hanno sostenuto nel plenum.</p><p>La maggioranza ha fatto valere il fatto che le garanzie della Confederazione rappresentano pur sempre denaro pubblico, e che gli eventuali aiuti distribuiti non devono servire per pagare gli alti salari di alcuni giocatori professionisti.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 11.06.2020</b></p><p><b>Sport professionistico, aiuti ok, ma dovranno tagliare salari </b></p><p><b>Qualora i club professionistici di calcio e hockey dovessero chiedere un prestito, garantito dalla Confederazione, alle rispettive leghe, dovranno fare in modo di abbassare del 20% in media gli stipendi dei giocatori, con tagli maggiori per coloro che guadagnano di più.</b></p><p>Lo ha deciso oggi il Consiglio degli Stati per 23 voti a 18 (un astenuto), allineandosi alla versione del Consiglio nazionale ed eliminando così l'ultima divergenza tra le camere in merito ai crediti complessivi di quasi 15 miliardi di franchi, di cui 14,2 miliardi destinati all'assicurazione disoccupazione, proposti dal Consiglio federale.</p><p>Gli aiuti supplementari allo sport professionistico, danneggiato come altri settori economici dalla pandemia di coronavirus e dalle misure restrittive adottate dal governo, ammontano a 175 milioni. Le condizioni poste dall'esecutivo sono assai restrittive: una di queste prevede già l'obbligo di moderare i salari, compresi bonus e altre prebende, se dopo tre anni un club che ha chiesto aiuto non avesse ancora ripagato il prestito ottenuto.</p><p>Come spiegato in aula dal ministro delle finanze, Ueli Maurer, il Nazionale domanda una riduzione progressiva dei salari, con tagli maggiori per i giocatori meglio remunerati. Maurer ha giudicato in generale sbagliato immischiarsi nella politica salariale dei club, anche perché in Svizzera non vi sono veramente eccessi in questo settore, come accade invece altrove.</p><p>Egli ha tuttavia fatto sua la proposta del Nazionale, difesa in aula dalla maggioranza della commissione preparatoria. Quest'ultima desidera che i club sostenuti dimostrino, mediante un'auto dichiarazione, di procedere nel senso voluto dal parlamento. Maurer ha quindi chiesto al plenum di sottoscrivere la versione del Nazionale a questa condizione. "Noi non possiamo controllare i bilanci dei club", ha sostenuto.</p><p>A nome di una minoranza, Olivier Français (PLR/VD) ha criticato le condizioni supplementari del Nazionale fatte proprie dalla commissione e da Maurer, visto che i paletti posti dalla Confederazione sono già sufficientemente esigenti (per esempio nessun versamento di un dividendo).</p><p>Secondo il "senatore" vodese, tocca ai club, e in ultima analisi agli sponsor che li finanziano, decidere come e quando tagliare i salari. La politica non dovrebbe a suo dire immischiarsi in queste faccende private, obbligando i club a rivedere dei contratti già firmati. Se qualcuno si dovesse opporre, vincerebbe di sicuro davanti a un giudice, ha sottolineato. Per Français, inoltre, ad essere danneggiati da una simile intrusione sarebbero soprattutto i sodalizi "poveri", non certo quelli "ricchi" che possono cavarsela da soli.</p><p>Il deputato vodese ha anche criticato l'attenzione speciale dedicata allo sport, e ai suoi presunti eccessi, quando invece gli aiuti alla cultura non hanno dato adito a discussioni. Eppure, anche in questo settore vi sono persone, come i direttori d'orchestra, che guadagnano bene.</p><p></p><p>Con l'eliminazione dell'ultima divergenza, il Parlamento ha licenziato definitivamente la seconda aggiunta al preventivo 2020 del valore di quasi 15 miliardi, nonostante le preoccupazioni dell'UDC per un eccessivo indebitamento. Durante le discussioni, la maggioranza ha tuttavia fatto notare che, alla luce della buona salute di cui godono i conti, anche se il debito dovesse crescere di 30-40 miliardi la Svizzera è ancora lontana dal livello di indebitamento dei Paesi confinanti e al di sotto dei parametri di Maastricht in vigore nell'Ue.</p><p>A parte il dibattito sullo sport, le altre proposte di credito chieste dal Consiglio federale sono state approvate senza modifiche. Il parlamento ha detto "sì" a un'iniezione di 14,2 miliardi a fondo perso destinati al Fondo dell'assicurazione disoccupazione AD. Il denaro servirà a coprire i costi per il lavoro ridotto. Nella sessione straordinaria di marzo il parlamento aveva già approvato 6 miliardi a tale scopo.</p><p></p><p><b>Disegno 2</b></p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 09.09.2020</b></p><p><b>Pandemia, altri 770 milioni per far fronte alla crisi </b></p><p><b>Altri 770 milioni di franchi per affrontare la crisi del Covid-19. Il Consiglio nazionale ha concesso oggi il via libera a tredici crediti straordinari nell'ambito del supplemento al preventivo 2020.</b></p><p>Il legislativo aveva già autorizzato contributi per 31 miliardi di franchi e garanzie e fideiussioni per 42 miliardi di franchi per il primo semestre del 2020, ha ricordato Felix Wettstein (Verdi/SO) a nome della commissione preparatoria. Le nuove misure imposte in diversi settori richiedono però ulteriori finanziamenti per attenuare le conseguenze economiche della crisi.</p><p>I crediti riguardano principalmente le spese per i test in relazione al coronavirus (288,5 mln), un ulteriore conferimento al Fondo per l'infrastruttura ferroviaria (221,3 mln) e la ricapitalizzazione di Skyguide (150 mln). Una parte consistente dei crediti aggiuntivi è chiesta come fabbisogno finanziario eccezionale (476,4 mln). Pressoché la metà delle uscite viene compensata dai crediti già approvati.</p><p>"Sarebbe assolutamente sbagliato oggi esitare con le misure di aiuto. Bisogna garantire i posti di lavoro", ha affermato Céline Widmer (PS/ZH). Le ha fatto eco Alois Gmür (PPD/SZ): "Questi fondi sono necessari". Alex Farinelli (PLR/TI) ha messo in guardia: "non siamo ancora allo scollinamento di questa crisi". Ha poi sottolineato quanto sia importante investire oggi nell'infrastruttura e ha ricordato che ogni ente dovrà fare la sua parte, non solo la Confederazione.</p><p>L'UDC ha chiamato a non dimenticare gli indipendenti. "Chi si assume la responsabilità per i danni subiti da queste persone?", si è chiesto Pirmin Schwander (UDC/SZ), aggiungendo che la Confederazione "si occupa delle aziende parastatali, ma la grande massa della gente l'abbandona a sé stessa."</p><p>"Ora si tratta di contare dove ci sono lacune e colmarle", ha replicato il ministro delle finanze Ueli Maurer, respingendo le critiche. Ha infine ricordato che la Confederazione non ha causato la crisi ma tenta di attenuarla.</p><p>A far discutere è stato in particolare il sostegno a Skyguide, specie per quanto attiene all'opportunità di fissare condizioni per l'utilizzo del denaro. Due proposte opposte sono state bocciate: una UDC esigeva che il credito fosse legato all'adozione di un piano vincolate di risparmio da parte dell'azienda.</p><p>L'altra, socialista, domandava che il sostegno finanziario della Confederazione servisse al rispetto dei contratti collettivi di lavoro e delle condizioni di lavoro vigenti in seno a Skyguide prima dell'emergenza Covid-19.</p><p>È stata respinta anche la proposta democentrista di stralciare 34 milioni destinati a sostenere le imprese culturali mediante contratti di prestazioni conclusi tra l'Ufficio federale della cultura e uno o più Cantoni.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 10.09.2020</b></p><p><b>Pandemia, sì al versamento di altri 770 milioni </b></p><p><b>Il Consiglio degli Stati si è allineato stamane a quanto deciso ieri dal Nazionale, concedendo il via libera all'unanimità a tredici crediti straordinari, per un totale di 770 milioni di franchi, nell'ambito del supplemento al preventivo 2020. Il dossier è pronto per le votazioni finali.</b></p><p>I crediti riguardano principalmente le spese per i test in relazione al coronavirus (288,5 mln), un ulteriore conferimento al Fondo per l'infrastruttura ferroviaria (221,3 mln) e la ricapitalizzazione di Skyguide (150 mln), ha ricordato in entrata Peter Hegglin (PPD/ZG) a nome della commissione preparatoria. Una parte consistente dei fondi è chiesta come fabbisogno finanziario eccezionale (476,4 mln).</p><p>Quasi la metà delle uscite verrà compensata dai crediti già approvati, ha ricordato il consigliere federale Ueli Maurer. Sono già stati decisi, ma saranno reimpiegati per altri scopi.</p><p>I debiti causati dalla crisi non dovrebbero portare a un aumento delle tasse o a un programma di risparmio nei prossimi anni, ha continuato il ministro delle finanze. La Confederazione prevede un deficit di circa 15 miliardi di franchi per il 2021.</p><p>Il Legislativo ha già autorizzato contributi per 31 miliardi di franchi e garanzie e fideiussioni per 42 miliardi di franchi per il primo semestre del 2020. Le nuove misure imposte in diversi settori richiedono però ulteriori finanziamenti per attenuare le conseguenze economiche della crisi.</p><p></p><p><b>Disegno 6 </b></p><p></p><p><b>Dibattito il 02.12.2020</b></p><p>I due Consigli hanno approvato all'unanimità il consuntivo 2019 e un supplemento al bilancio 2020. </p>