<h2>SubmittedText<h2><p>Le ripercussioni della crescita demografica in Svizzera (terza crescita relativa più forte in Europa dal 2007) sul PIL pro capite sono controverse. È importante sapere che la popolazione cresce di più rispetto al reddito pro capite. Pertanto siamo l'unico Paese europeo con una crescita estensiva. Oltre alla popolazione cresce anche la penuria di risorse. Ne conseguono rincari dei prezzi, difficoltà di approvvigionamento ed effetti di sovraffollamento, tuttavia non sempre semplici da osservare, poiché ad essi si sovrappongono altri fattori (p.es. evoluzione dei tassi d'interesse, cambiamento delle aspettative). Parallelamente, la Svizzera è confrontata con enormi sfide, in particolare nei settori dell'approvvigionamento energetico e della sicurezza alimentare.</p><p>La superficie di insediamento cresce a scapito dell'agricoltura/della sicurezza alimentare nella misura di 7,7 campi da calcio al giorno. Dal 2000 le ore di coda causate dalla congestione stradale sono più che sestuplicate. La rete ferroviaria per il traffico viaggiatori e merci è al collasso. Le emissioni di gas serra dal 1990 sono diminuite del 33 per cento pro capite, quelle totali, tuttavia, solo del 15 per cento a causa della crescita demografica pari al 28 per cento (1,87 mio.). Impianti solari ed eolici su vasta scala vanno a scapito della protezione dell'ambiente e della biodiversità. Dal 2001 il consumo di elettricità pro capite è diminuito del 10,3 per cento, quello totale, tuttavia, è aumentato del 6,4 per cento (3449 GWh) sotto la spinta del settore trasporti, servizi ed economie domestiche che divora 3011 GWh in più (all'incirca l'energia prodotta annualmente dalla centrale nucleare di Mühleberg). Dal 2001 l'immigrazione rappresenta il 79 per cento della crescita demografica. Le suddette cifre provengono da uffici federali e da dati ONU. </p><p>Alla luce delle considerazioni suesposte, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande.</p><p>1. Come valuta il Consiglio federale la crescita demografica dal profilo della sostenibilità per l'ambiente, dell'approvvigionamento energetico, dell'economia e della sicurezza alimentare?</p><p>2. Il Consiglio federale come intende garantire la sicurezza alimentare nonché un approvvigionamento elettrico sicuro e a prezzi accessibili, alla luce dell'incremento o dell'esiguo calo del consumo di risorse correlato alla forte crescita demografica in Svizzera, nonostante l'aumento dell'efficienza riconducibile alle innovazioni?</p><p>3. Il Consiglio federale ritiene necessaria una politica d'immigrazione sostenibile e autonoma?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il numero di persone, a livello mondiale e in Svizzera, è indubbiamente un importante fattore trainante per la domanda di risorse naturali, congiuntamente ai fattori performance economica, modelli di produzione, tecnologia e modelli di consumo. Secondo lo studio "Le impronte ambientali della Svizzera" (disponibile sotto <a href="https://www.bafu.admin.ch/bafu/it/home/themen/wirtschaft-konsum/publikationen-studien/publikationen/umwelt-fussabdruecke-der-schweiz.html">https://www.bafu.admin.ch/bafu/it/home/themen/wirtschaft-konsum/publikationen-studien/publikationen/umwelt-fussabdruecke-der-schweiz.html</a>, stato 24.5.2022), negli ultimi anni l'impatto ambientale totale della Svizzera è leggermente diminuito nonostante la crescita demografica, anche se, rispetto ai limiti di sopportabilità ecologici, è tuttora a un livello troppo elevato. Per quanto concerne i gas serra citati nell'interpellanza, l'effetto sul clima è uguale indipendentemente dal luogo delle emissioni, il che relativizza l'incidenza dell'immigrazione.</p><p>Nel settore dell'approvvigionamento energetico gli scenari delle Prospettive energetiche 2050+ (PE2050+) considerano una crescita demografica persistente fino al 2050. Come si evince dalle PE2050+, a lungo termine il consumo energetico può diminuire. I risparmi risultanti da un incremento dell'efficienza energetica possono quindi più che compensare il maggior consumo dovuto alla crescita demografica.</p><p>Per quanto riguarda l'economia, la crescita del PIL annuo pro capite della Svizzera si è indebolita, passando dall'1,3 per cento circa tra il 2002 e il 2010 allo 0,9 per cento tra il 2010 e il 2019. Come ha illustrato il Consiglio federale nel suo Rapporto sull'economia svizzera del 6 dicembre 2019 (disponibile in tedesco e in francese), questo da un lato è riconducibile a una minore crescita della produttività del lavoro e dall'altro al calo dell'input di lavoro pro capite verificatosi negli ultimi anni sotto la spinta dello sviluppo demografico. È probabile che l'immigrazione, che negli ultimi due decenni ha interessato principalmente il mercato del lavoro, abbia almeno in parte smorzato il calo dell'input di lavoro pro capite dovuto a fattori demografici. Il fatto che l'immigrazione sia avvenuta per lo più in modo complementare all'offerta di lavoro locale e che gli immigrati avevano un livello di formazione superiore alla media ha determinato un effetto positivo sulla produttività del lavoro.</p><p>La crescita demografica determina un incremento del consumo totale di alimenti. In tale contesto, per garantire la sicurezza alimentare, occorre provvedere affinché siano tenuti in considerazione tutti gli aspetti sanciti nell'articolo 104a della Costituzione federale, ovvero l'approvvigionamento con derrate alimentari deve essere garantito preservando le basi di produzione, mediante una produzione adeguata alle condizioni locali ed efficiente sotto il profilo dello sfruttamento delle risorse, tramite un'agricoltura e una filiera alimentare orientate verso il mercato, intrattenendo relazioni commerciali transfrontaliere nonché impiegando le derrate alimentari in modo rispettoso delle risorse.</p><p>Oggi, ad esempio, ci sono lacune nei settori quantità e qualità dei suoli, biodiversità, servizi ecosistemici e perdite alimentari.</p><p>2. Nel suo parere concernente la mozione 22.3026 "Preservare le risorse ambientali, regolare l'immigrazione", il Consiglio federale ha illustrato in modo esaustivo come intende garantire l'approvvigionamento elettrico alla luce della crescita demografica in atto in Svizzera.</p><p>La sicurezza alimentare è garantita se la popolazione ha accesso in qualsiasi momento a un quantitativo sufficiente di derrate alimentari di buona qualità e a prezzi accessibili, cosa che avviene in Svizzera. Il Consiglio federale nel suo Rapporto in adempimento dei postulati 20.3931 e 21.3015 "Futuro orientamento della politica agricola" del 22 giugno 2022 ha illustrato come può essere garantita a lungo termine la sicurezza alimentare in Svizzera e come il contributo dell'agricoltura all'approvvigionamento della popolazione con derrate alimentari può essere rafforzato.</p><p>3. Il Consiglio federale è consapevole della crescita demografica favorita dall'immigrazione che, a sua volta, è riconducibile principalmente alla congiuntura economica. Gran parte di questa immigrazione, in particolare dall'UE/AELS, è costituita da lavoratori di cui l'economia svizzera ha bisogno. La crescita economica contribuisce al mantenimento dei posti di lavoro della popolazione residente, che trae beneficio da tale dinamica.</p><p>Respingendo l'iniziativa popolare "Per un'immigrazione moderata (Iniziativa per la limitazione)", il Popolo svizzero e i Cantoni hanno espresso il loro sostegno alla politica elvetica sull'immigrazione nella sua forma attuale. Autogestire l'immigrazione in modo sostenibile, in particolare limitare quella dall'UE/AELS, potrebbe essere controproducente per la crescita economica e sarebbe contraria agli impegni internazionali assunti dal nostro Paese.</p>  Risposta del Consiglio federale.