<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di accogliere un'eventuale richiesta dei Produttori svizzeri di latte volta a conferire carattere di obbligatorietà generale alla gestione dei quantitativi di diritto privato e, se necessario, di procedere senza indugio alla modifica del caso della legge sull'agricoltura del 29 aprile 1998.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Su richiesta delle organizzazioni, gli articoli 8 e 9 LAgr consentono al Consiglio federale di rendere obbligatorie anche per i non membri le misure di solidarietà aventi come obiettivo l'adeguamento della produzione e dell'offerta alle esigenze del mercato. Esso privilegia le richieste fatte dalle organizzazioni di categoria. Queste ultime, infatti, essendo costituite da rappresentanti dei produttori, degli addetti alla trasformazione e spesso del commercio al dettaglio dispongono, per valutare in dettaglio l'evoluzione della domanda e prendere delle decisioni in linea con i bisogni del mercato, di presupposti migliori rispetto a un'organizzazione di produttori, costituita invece da un solo livello della filiera. Le disposizioni in materia di rappresentatività dei diversi attori della filiera e le regole democratiche di adozione delle decisioni che le organizzazioni di categoria devono rispettare consentono di garantire ai partner una forza negoziale equivalente.</p><p>L'articolo 9 LAgr pone dei limiti alla facoltà del Consiglio federale di estendere una misura di solidarietà avente l'obiettivo di adeguare la produzione dal profilo quantitativo. Detta misura non può essere permanente, poiché di fatto introdurrebbe una gestione privata della produzione, ma solo temporanea, destinata ad alleggerire il mercato, in caso di sviluppi eccezionali, non legati a problemi di natura strutturale. Considerata la difficile situazione che al momento vive il settore lattiero, il capo del Dipartimento federale dell'economia ha già segnalato all'Interprofessione del latte svizzero la sua disponibilità a presentare al Consiglio federale una domanda d'estensione conforme al diritto vigente.</p><p>L'affidamento della gestione dei quantitativi di latte alla Federazione Produttori Svizzeri di Latte (PSL), come richiede l'autore della mozione, non è una soluzione lungimirante: rimetterebbe fondamentalmente in discussione i dibattiti e le decisioni del Parlamento, nel quadro della PA 2007 e 2011, di abolire il contingentamento lattiero e di non consentirne la reintroduzione su base privata. Affidando la gestione dei quantitativi a una sola organizzazione di produttori di latte senza coinvolgere gli addetti alla trasformazione, si correrebbe il rischio di gestire in maniera sfasata le reali necessità del mercato. Il mercato lattiero svizzero è aperto alla concorrenza europea e una riduzione dei quantitativi superiore alla correzione necessaria per evitare l'accumulo di stock di burro e latte in polvere e mirata a un aumento dei prezzi alla produzione slegato dagli sviluppi internazionali, comporterebbe l'immediata sostituzione dei prodotti svizzeri con quelli importati e questo non è, a lungo termine, l'interesse dei produttori svizzeri di latte. La gestione privata dei quantitativi di latte da parte dei produttori significherebbe, inoltre, dover reintrodurre gli strumenti di gestione e di controllo della produzione in vigore all'epoca del contingentamento statale, con tutti gli effetti negativi che sono stati alla base, giustamente, della sua abolizione: trasferimenti onerosi tra produttori del diritto di produzione, formazione di rendite, mancanza di flessibilità e di reazione nei confronti della domanda, eccedenze strutturali e opportunità perse sul mercato.</p><p>Il Consiglio federale è disposto a esaminare le misure, proposte dall'Interprofessione del latte svizzero, volte a permettere un migliore adeguamento tra l'offerta e la domanda, purché non rimettano in questione gli effetti positivi della flessibilità di mercato: orientamento, sia quantitativo che qualitativo, dell'offerta alla domanda solvibile. Il Consiglio federale propone di non modificare gli articoli 8 e 9 LAgr come richiesto dall'autore della mozione, onde evitare gli svantaggi di una gestione corporativistica del mercato e di un interventismo permanente. I produttori di latte dell'Unione europea, ancora sottoposti al contingentamento, attraversano attualmente una situazione ancora più difficile di quella dei loro colleghi svizzeri, a dimostrazione del fatto che i problemi attuali non possono essere risolti tramite una gestione dei quantitativi di produzione disgiunta dal mercato e che una tale soluzione non è lungimirante.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.