<h2>SubmittedText<h2><p>Invito in Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande.</p><p>1. La procedura di omologazione a livello europeo dura diversi anni. Perché il Consiglio federale non ha previsto, come è il caso in Francia, di introdurre delle distanze di sicurezza preventive tra zone trattate e zone abitate?</p><p>2. Esiste una soglia d'esposizione massima ai prodotti fitosanitari per gli abitanti in prossimità delle colture speciali e gli agricoltori? </p><p>3. Oltre agli studi svolti dalle industrie sulla tossicità dei prodotti, la Confederazione ha previsto di avviare studi epidemiologici sulla salute degli abitanti in prossimità delle colture speciali in Svizzera?</p><p>4. Il Consiglio federale pensa che sarebbe utile avere una base legale specifica concernente i rischi di deriva e per la salute degli abitanti in prossimità delle colture speciali al fine di introdurre delle distanze di sicurezza nell'attesa dell'omologazione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Conformemente all'articolo 61 dell'ordinanza sui prodotti fitosanitari (RS 916.161), chi utilizza i prodotti fitosanitari deve provvedere affinché non abbiano effetti collaterali inaccettabili sugli esseri umani, gli animali e l'ambiente. Ciò presuppone che ci si attenga ai principi della buona pratica fitosanitaria.</p><p>Il documento "Aiuto all'esecuzione - Prodotti fitosanitari nell'agricoltura", redatto congiuntamente dall'Ufficio federale dell'ambiente e dall'Ufficio federale dell'agricoltura, contiene una definizione della buona pratica fitosanitaria. Questa implica che si tenga conto delle condizioni meteorologiche, più in particolare del vento, elemento determinante per evitare le perdite causate dalla deriva nelle zone adiacenti. In caso d'impiego di prodotti fitosanitari sono applicabili anche le disposizioni dell'articolo 684 del codice civile (RS 210) secondo cui è vietato in particolare l'inquinamento dell'aria che è di danno ai vicini e non è giustificato dalla situazione e destinazione dei fondi o dall'uso locale. 2. Le soglie d'esposizione massime sono determinate per i diversi prodotti fitosanitari in base ai dati tossicologici delle varie componenti. Queste soglie corrispondono alla dose alla quale si presume che una persona possa essere esposta regolarmente per tutta la durata della vita senza risentire di effetti dannosi sulla salute. Visto che queste soglie si basano sulla sperimentazione animale, nella valutazione degli effetti sulla salute umana si tiene conto di un fattore di sicurezza supplementare. Nel caso degli abitanti in prossimità delle colture speciali, queste soglie sono definite per i soggetti vulnerabili, segnatamente per i bambini che potrebbero giocare nei giardini. 3. Sotto il nome "Studio svizzero sulla salute - fase pilota", nel 2020 ha preso avvio una fase pilota in vista di un progetto su scala nazionale di biosorveglianza umana (BSU), nel quale si procederà alla misurazione di diverse sostanze in campioni biologici e a un confronto con dati sulla salute. Il progetto si concentra sulla popolazione adulta in generale, senza tuttavia soffermarsi in particolare sugli abitanti in prossimità delle colture speciali. 4. Stando ai dati disponibili attualmente, non vi è alcuna ragione di presumere che vi sia un rischio immediato per la salute degli abitanti in prossimità delle colture speciali laddove i prodotti fitosanitari sono utilizzati conformemente alla buona pratica fitosanitaria. Dal 2017 nell'ambito della valutazione dei prodotti sono presi in considerazione anche i rischi per gli astanti e la popolazione e, all'occorrenza, vengono stabilite condizioni in materia di distanziamento. Nel Messaggio concernente l'evoluzione della politica agricola a partire dal 2022 (PA22+), il Consiglio federale propone di vincolare il versamento dei pagamenti diretti all'utilizzo di metodi di trattamento che riducono del 75 per cento la deriva. Questa misura generale permetterà di ridurre in maniera considerevole l'esposizione nelle zone abitate.</p>  Risposta del Consiglio federale.