<h2>SubmittedText<h2><p>In relazione alla sua immagine all'estero, la Svizzera attualmente deve far fronte a una serie di problemi assai gravi che hanno delle ripercussioni negative non solo in ambito politico e diplomatico, ma anche in ambito economico. Per rimediare a questa situazione, occorre applicare tutti i provvedimenti disponibili; ora, Radio Svizzera Internazionale (RSI) è una presenza costante, che diffonde i suoi programmi nel mondo intero e che può contribuire in modo determinante a migliorare l'immagine del nostro paese.</p><p>Alla luce di queste considerazioni, il Consiglio federale non ritiene erroneo diminuire il suo sostegno finanziario a Radio Svizzera Internazionale, costringendo l'emittente a ridurre le sue attività?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Radio Svizzera Internazionale (RSI) costituisce un mezzo di comunicazione adeguato per rappresentare il nostro paese all'estero. Con la sua gamma di programmi radiofonici essa propone soprattutto trasmissioni informative sull'attualità svizzera e mondiale come pure opinioni svizzere sull'attualità internazionale. Le trasmissioni non vengono diffuse unicamente nelle lingue nazionali, ma anche in altre lingue importanti a livello internazionale quali l'inglese, lo spagnolo, il portoghese e l'arabo. Per adempiere il proprio mandato di prestazioni, RSI beneficia di un contributo finanziario della Confederazione in virtù della legge federale sulla radiotelevisione (LRTV). Nella pratica l'attribuzione di simili aiuti dipende tuttavia dalle Camere federali.</p><p>Da circa 60 anni RSI è attiva sulla scena mediatica internazionale. Attualmente l'emittente sta abbandonando progressivamente la tecnica di diffusione tradizionale sulle onde corte per trasformarsi in un mezzo di comunicazione moderno che, via satellite, diffonde i suoi programmi in Europa, nell'America del Nord, del Centro e del Sud nonché in Asia. Durante i prossimi 15 a 20 anni, finché la ricezione dei programmi via satellite non sarà mobile, RSI dovrà comunque continuare a servirsi di entrambe le tecniche di diffusione.</p><p>In virtù dell'articolo 20 capoverso 3 LRTV, "la Confederazione assume la metà almeno dei costi di emittenza" dei programmi radiofonici di RSI. L'altra parte è finanziata con una parte degli utili provenienti dalle tasse di ricezione radiofonica. La modalità di finanziamento di RSI, decisa a suo tempo dal legislatore, partiva dal presupposto ideale che la Confederazione potesse disporre di mezzi finanziari senza particolari restrizioni. La situazione tuttavia è cambiata in questi ultimi anni poiché, a partire dal 1993, si è resa necessaria l'adozione di una serie di misure finanziarie per risanare il bilancio della Confederazione.</p><p>Il 9 ottobre 1992 le Camere federali hanno approvato un decreto federale sulla riduzione lineare dei sussidi negli anni 1993 a 1995, per cui gli aiuti finanziari della Confederazione, tra i quali il contributo a RSI, venivano ridotti del 10 percento. In virtù del decreto federale del 24 marzo 1995 queste misure di risparmio sono state prorogate fino alla fine del 1997. Nel suo messaggio del 19 ottobre 1994 concernente i provvedimenti di risanamento 1994 delle finanze federali il Consiglio federale proponeva alle Camere di modificare l'articolo 20 capoverso 3 LRTV in modo da fissare il contributo della Confederazione a un massimo di 50 percento dei costi di RSI. Il Parlamento, rifiutando questa revisione che avrebbe permesso di riavvicinare la situazione legale alla reale situazione finanziaria della Confederazione, riconfermava ancora una volta il suo sostegno a RSI. Al programma di risanamento citato vengono ad aggiungersi le misure che le Camere federali decidono annualmente nell'ambito dell'approvazione del bilancio della Confederazione. Nel 1997, per esempio, è stato deciso un blocco dei crediti di pagamento pari al 2 percento.</p><p>In seguito a queste decisioni riguardanti il bilancio federale, gli aiuti finanziari della Confederazione in pratica sono slittati al di sotto del limite minimo di 50 percento previsto dalla legge. Nonostante queste restrizioni, finora RSI ha potuto mantenere la sua vasta e multiforme offerta di programmi. In virtù del suo mandato di prestazioni, RSI continuerà a sviluppare una vasta gamma di attività e compenserà la riduzione degli aiuti finanziari della Confederazione con i contributi della cassa generale della SSR. In occasione dell'ultimo adeguamento delle tasse di ricezione, il Consiglio federale ha tenuto conto della riduzione dei sussidi garantendo a RSI un contributo finanziario straordinario per il biennio 1995/96.</p><p>Il Consiglio federale esaminerà in modo approfondito il contributo di RSI al miglioramento dell'immagine del nostro paese e l'impegno finanziario necessario per sostenere tale contributo.</p><p>Sulla scena mediatica internazionale in questi ultimi anni la televisione ha guadagnato sempre più terreno affermandosi come mezzo di comunicazione adatto alla diffusione dell'immagine della Svizzera all'estero. La SSR, in questo settore, offre già contributi di una certa portata. I costi totali delle attività televisive della SSR in campo internazionale l'anno scorso ammontavano a 13 milioni di franchi, di cui 2,1 milioni assunti dalla Confederazione.</p><p>Anche RSI produce una serie di trasmissioni televisive che vengono diffuse da emittenti straniere; i loro costi totali ammontano a circa mezzo milione di franchi all'anno. Per queste attività essa attinge ad altre fonti di finanziamento, tra cui per esempio un contributo del Dipartimento federale degli affari esteri. Tenuto conto dell'importanza della televisione a livello internazionale, è giunto il momento di riesaminare le attività televisive internazionali della SSR e di RSI nonché il loro finanziamento. Ogni modifica in questo settore presuppone tuttavia una revisione della LRTV.</p>  Risposta del Consiglio federale.