<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il sistema della previdenza professionale e dell'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni considera per principio il guadagno effettivo, non le perdite di salario a seguito dell'assunzione di obblighi familiari e di un'attività lucrativa indipendente per evitare la disoccupazione. I provvedimenti proposti dall'autrice della mozione non sono adatti a contrastare questo svantaggio almeno indiretto.</p><p>A. Assicurazione di un reddito a tempo pieno in caso di esercizio di un'attività lucrativa a tempo parziale</p><p>1. Circa 300'000 lavoratori con figli d'età inferiore ai 15 anni - quindi con obblighi familiari - esercitano un'attività a tempo parziale. Questa cifra mostra che se la mozione venisse accolta vi sarebbero costi supplementari considerevoli che graverebbero sui datori di lavoro e sui lavoratori interessati visto che con il salario di un'attività a tempo parziale si dovrebbero finanziare i contributi e i premi di un'attività a tempo pieno. Specialmente nel caso di un grado d'occupazione esiguo (interessate sono soprattutto le donne) ciò comporterebbe un onere troppo pesante. </p><p>L'assicurazione di un salario fittizio violerebbe il principio dell'equivalenza tra contributi/premi e prestazioni in denaro, valido sia nella previdenza professionale che nell'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni. Il divieto del sovrindennizzo, determinante nelle assicurazioni sociali, verrebbe messo in discussione.</p><p>2. Per motivi attuariali non si potrebbe imporre all'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni di mettere a disposizione mezzi propri. </p><p>Nei casi in cui le prestazioni in denaro non devono sostituire la perdita di salario, ma altri svantaggi quali un danno dell'integrità o una grande invalidità, esse vengono versate già oggi anche per le persone esercitanti un'attività lucrativa a tempo parziale, indipendentemente dal guadagno assicurato. </p><p>3. Nell'ambito della procedura di consultazione sulla 1a revisione LPP il Consiglio federale aveva portato il dibattito sul miglioramento della protezione previdenziale per le persone esercitanti un'attività lucrativa a tempo parziale. Queste proposte sono però state criticate per motivi finanziari, amministrativi o inerenti al mercato del lavoro. Con una decisione intermediaria del 31 marzo 1999 il Consiglio federale ha stabilito che la 1a revisione LPP dovrebbe concentrarsi su provvedimenti di consolidamento e non sul potenziamento della previdenza professionale. Per motivi di costo si dovrebbe soprattutto rinunciare a misure di sostegno degli assicurati con un reddito esiguo e delle persone occupate a tempo parziale. </p><p>Il modello proposto dall'autrice della mozione andrebbe oltre alle proposte a favore delle persone assunte a tempo parziale contestate nella procedura di consultazione, poiché oltre a quello effettivo si dovrebbe assicurare un salario fittizio. </p><p>B. Obbligo d'assicurazione per le persone che intraprendono un'attività lucrativa indipendente per evitare la disoccupazione</p><p>1. Le persone che intendono intraprendere un'attività lucrativa indipendente per evitare la disoccupazione all'inizio della nuova attività continuano ad essere assicurate obbligatoriamente ai sensi della LPP e della LAINF. </p><p>In ultima analisi ogni attività indipendente serve ad evitare la disoccupazione. Ci si dovrebbe quindi chiedere per quanto tempo un'attività lucrativa indipendente ai sensi della mozione deve essere considerata come "atta ad impedire la disoccupazione". </p><p>2. Attualmente i lavoratori occupati in Svizzera sono assicurati obbligatoriamente contro gli infortuni e le malattie professionali ai sensi della LAINF. Gli indipendenti non sono interessati da questo obbligo d'assicurazione, ma possono però, praticamente alle stesse condizioni e per le stesse prestazioni, assicurarsi facoltativamente contro gli infortuni e le malattie professionali ai sensi della LAINF. Un'assicurazione obbligatoria solo per pochi indipendenti non sarebbe adeguata e costituirebbe una disparità di trattamento ingiustificata. </p><p>3. Anche la LPP costituisce di regola un'assicurazione per i salariati. Gli indipendenti possono tuttavia assicurarsi facoltativamente nell'ambito della LPP alle stesse condizioni dei salariati. Inoltre categorie professionali di indipendenti possono essere assoggettate al regime obbligatorio su richiesta delle loro associazioni professionali. Infine i salariati, che intraprendono un'attività lucrativa indipendente e non sono più assoggettati al regime obbligatorio, possono continuare ad essere assicurati. Gli indipendenti hanno anche la possibilità di assicurarsi nell'ambito del pilastro 3a. </p><p>In base alle possibilità esistenti non si vede quindi la necessità di introdurre un'assicurazione obbligatoria per le persone che intraprendono un'attività lucrativa indipendente per evitare la disoccupazione. </p><p>Il secondo pilastro funziona secondo il principio della capitalizzazione, secondo cui ogni gruppo d'età durante il periodo attivo forma una sostanza atta a finanziare le proprie prestazioni al momento dell'insorgenza del caso previdenziale. Rimane quindi senza risposta la questione su come una parte dei contributi possa essere assunta dall'assicurazione. </p><p>Soprattutto ragioni concernenti la sicurezza del diritto, la parità di trattamento delle persone assicurate ed i costi parlano a sfavore della possibilità di realizzare i provvedimenti proposti nella mozione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.