<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel quadro del Protocollo di Kyoto relativo alla Convenzione sui cambiamenti climatici e della legge sul CO, la Svizzera ha definito i suoi obiettivi di politica del clima, vale a dire la riduzione del 10% delle emissioni di anidride carbonica entro il 2010 rispetto ai valori del 1990. La realizzazione di questo obiettivo volontario rientra nel programma SvizzeraEnergia. La legge sul CO prevede diversi obiettivi di riduzione per i combustibili e i carburanti. Per questi ultimi è stato stabilito l'8% di riduzione.</p><p>Più di un terzo delle emissioni di CO in Svizzera è provocato dal traffico stradale. Una riduzione delle emissioni presuppone che ogni relativa misura venga attentamente valutata. La promozione delle fonti indigene di energia rinnovabile, che non producono emissioni di anidride carbonica, permette di sostituire i vettori energetici fossili importati e contribuisce alla protezione del clima.</p><p>Ad 1</p><p>Secondo la statistica svizzera dell'energia, il consumo di carburanti nel nostro Paese ammontava a 220'230 TJ nel 2002. Il potenziale di biomassa (senza la legna) utilizzabile per la produzione energetica è stimato invece a 36'000 TJ, secondo lo studio di Hersener/Meier dell'aprile 1999. Se una grossa parte di questo potenziale fosse utilizzata per la produzione di biocarburanti, in teoria si potrebbe sostituire il 5%-10% del carburante venduto. Tuttavia i costi di questa produzione sarebbero molto elevati.</p><p>Ad 2</p><p>La stima menzionata è basata su un utilizzo costante nel tempo ed ecologico. Un'estensione delle superfici di coltivazione di materie prime rinnovabili presuppone la possibilità di vendere i raccolti a prezzi interessanti. Anche i prodotti agricoli di qualità inferiore potrebbero essere utilizzati come materia prima per la produzione di carburanti. Tuttavia, gli effetti positivi dell'impiego di biocarburanti prodotti in Svizzera sul bilancio delle emissioni di gas ad effetto serra devono essere valutati esattamente per ogni tipo di materia prima e per ogni processo di valorizzazione. </p><p>Se venisse accordata ai biocarburanti un'esenzione dall'imposta sugli oli minerali, l'importazione di biomassa e carburanti esteri a prezzi inferiori farebbe concorrenza alla produzione indigena. Una promozione conforme alle disposizioni dell'OMC deve accordare le stesse agevolazioni fiscali sia ai carburanti ecologici svizzeri che a quelli importati. Questa promozione non sarebbe quindi di carattere protezionistico, non porterebbe ad una sostituzione delle importazioni e non violerebbe il divieto generale di discriminazione di cui all'art. III GATT 94. Tuttavia occorre anche garantire che non vengano incentivati biocarburanti esteri problematici dal punto di vista ecologico. </p><p>Ad 3</p><p>Già oggi è possibile un'esenzione fiscale dei biocarburanti per impianti pilota e di dimostrazione con una capacità di produzione fino a 2,5 milioni di litri di equivalente diesel. Se diversi impianti hanno lo stesso scopo possono essere esentati fino a 5 milioni di equivalente diesel (art. 35 dell'ordinanza sull'imposizione degli oli minerali). Tra il 1997 e il 2003 sono pervenute all'Amministrazione federale delle dogane 19 domande di esenzione. 12 di queste domande sono state approvate; 8 impianti sono già stati realizzati, altri 4 sono in progettazione. 5 domande sono invece state respinte, in quanto non soddisfacevano le condizioni dell'art. 35 summenzionato. Attualmente sono all'esame altre due domande. Finora non è ancora stato raggiunto il limite annuo di 5 milioni di litri di equivalente diesel.</p><p>Ad 4</p><p>Nel 2003 le Camere federali hanno accolto una mozione (01.3382), che chiedeva una riduzione, senza incidenza sul bilancio, del prezzo di carburanti derivanti dal gas naturale, dal gas liquido e dalla biomassa (biogas e etanolo). Attualmente un gruppo di lavoro diretto dall'Amministrazione federale delle dogane ne sta studiando le modalità di attuazione, che richiede anche una modifica della legge sull'imposizione degli oli minerali. Il relativo progetto sarà posto in consultazione alla fine del 2004. La sua entrata in vigore non sarebbe possibile prima del 1° gennaio 2007.</p><p>Quale soluzione transitoria si sta esaminando la possibilità di aumentare il limite di produzione degli impianti pilota e di dimostrazione ai fini di un'esenzione fiscale (art. 35 cpv. 3 dell'ordinanza sull'imposizione degli oli minerali).</p><p>Grazie al cofinanziamento di impianti pilota e di dimostrazione (compogas, impianti di fermentazione compatti), ad un'informazione, consulenza e garanzia della qualità sistematiche nonché al miglioramento delle condizioni quadro, SvizzeraEnergia ha finora sostenuto la ricerca e lo sviluppo di nuove procedure per la realizzazione di prodotti in grado di affermarsi sul mercato.</p><p>Per quanto concerne l'etichettaEnergia per automobili, nelle indicazioni riguardanti le emissioni di CO2 sarà riportata in futuro anche la quota di biocarburanti. Le emissioni di CO2 effettive aventi un'incidenza sul clima saranno indicate separatamente. Questo sistema è già previsto nell'ambito della revisione dell'etichettaEnergia attualmente in corso.</p><p>Inoltre è possibile procedere a miscele di diversi tipi di biocarburanti grazie ad accordi volontari, come ad esempio quello tra la gasmobil SA e Biomasse Schweiz, che prevede la miscelazione del gas naturale quale carburante con il 10% di biogas. Questo tipo di miscela è possibile anche con la benzina e il diesel. </p><p>Oltre alle agevolazioni fiscali, possono essere prese in considerazione le seguenti possibilità al fine di promuovere i biocarburanti derivanti da materie prime dell'agricoltura o dai prodotti organici secondari:</p><p>- rapida introduzione della tassa sul CO (i biocarburanti ne sono esenti);</p><p>- tariffe in grado di coprire i costi per la ripresa del gas proveniente dalla biomassa;</p><p>- migliori condizioni per gli impianti a biomassa anche a livello di pianificazione del territorio;</p><p>- contributi ad impianti pilota e di dimostrazione riconosciuti, come incentivo alla promozione della lavorazione di materie prime rinnovabili che possono servire al foraggiamento o a scopi industriali;</p><p>- aiuti agli investimenti per l'utilizzo della biomassa a scopo energetico, al fine di facilitare la diversificazione nel settore agricolo e in quelli vicini all'agricoltura.</p><p>Visti i tagli finanziari decisi nell'ambito del programma di sgravio 2003, la Confederazione non può più sostenere alcun impianto pilota e di dimostrazione e nemmeno fornire aiuti agli investimenti.</p><p>Le misure indirette summenzionate rientrano invece tra le attività previste da SvizzeraEnergia.</p>  Risposta del Consiglio federale.