<h2>SubmittedText<h2><p>Per promuovere l'apicoltura in Svizzera, il Consiglio federale è invitato:</p><p>1. ad inserirla nella legge sull'agricoltura;</p><p>2. ad istituire un gruppo di lavoro, composto da rappresentanti dei competenti uffici federali nonché delle federazioni di apicoltori e di agricoltori, incaricato di elaborare un concetto in tal senso;</p><p>3. ad approntare i mezzi necessari per sostenerla in modo adeguato.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale riconosce che le importanti e molteplici funzioni dell'apicoltura svizzera - segnatamente l'attività economica, la produzione di miele e di altri prodotti apicoli nonché l'impollinazione di piante coltivate e spontanee - contribuiscono alla tutela dell'equilibrio biologico e alla garanzia della resa dei raccolti agricoli.</p><p>In merito ai singoli punti, il Consiglio federale si esprime come segue.</p><p>1. Corrisponde al vero che il numero di apicoltori e l'effettivo di api sono da tempo in calo evidente. Ciononostante la Svizzera, con le sue 4,6 colonie d'api per chilometro quadrato, presenta tuttora una densità relativamente elevata rispetto alla media europea. In Austria e in Italia, ad esempio, si registrano circa 4 e in Germania 2 colonie per chilometro quadrato. Il Consiglio federale ritiene che spetti alle cerchie agricole interessate sensibilizzare gli operatori del settore in merito all'evoluzione della densità di api e alla questione dell'avvicendamento generazionale nell'apicoltura svizzera. In particolare essi devono essere motivati a garantire l'impollinazione delle proprie colture praticando personalmente l'apicoltura o rivolgendosi agli apicoltori. Il Consiglio federale non ritiene necessario inserire l'apicoltura nella legge del 29 aprile 1998 sull'agricoltura (LAgr; RS 910.1). </p><p>2. Il Consiglio federale ritiene che non spetti a lui istituire un gruppo di lavoro che elabori un concetto di promozione dell'apicoltura.</p><p>3. Gli apicoltori sono confrontati con una sfida importante che comporta la lotta contro gli acari della varroa e le altre malattie che colpiscono le api nonché il nuovo concetto di controllo autonomo introdotto nella legge sulle derrate alimentari. A tal proposito, consulenza e perfezionamento professionale di buona qualità assumono un ruolo decisivo. Presso Agroscope Liebefeld-Posieux, la Confederazione dispone del centro svizzero di ricerche apicole con un preventivo annuo di circa 920 000 franchi per ricerca, consulenza e compiti di natura esecutiva. La consulenza in ambito apicolo viene sostenuta con un ulteriore importo di 150 000 franchi l'anno (per corsi di perfezionamento professionale e per attività di consulenza delle associazioni di apicoltori). La Confederazione investe inoltre 40 000 a 50 000 franchi l'anno a favore della ricerca per la lotta alle malattie delle api. In virtù dell'articolo 12 della legge del 29 aprile 1998 sull'agricoltura (RS 910.1), vengono concessi contributi anche per la promozione dello smercio. In questi ultimi anni la Federazione delle società svizzere di apicoltura ha beneficiato di regola di un contributo di 10 000 a 20 000 franchi l'anno da destinare al finanziamento di analisi di mercato e della promozione dello smercio. Conformemente all'articolo 12 dell'ordinanza del 7 dicembre 1998 concernente l'allevamento di animali (RS 916.310), un importo di 100 000 franchi è riservato al finanziamento di progetti per la conservazione delle razze svizzere e della biodiversità negli anni 2003 a 2006 sotto la direzione e con la collaborazione di Agroscope Liebefeld-Posieux. Da parte della Confederazione non sono previsti ulteriori provvedimenti a favore dell'apicoltura.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.