<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è del parere che il numero degli stranieri viventi in Svizzera può essere influenzato unicamente tramite disposizioni restrittive in materia di ammissione di nuove persone. In caso contrario le famiglie o le singole persone già integrate, che già hanno ricevuto un'autorizzazione di soggiorno o di dimora, devono essere espulse o allontanate. </p><p></p><p>A partire dal 1991 è invalso il principio che il reclutamento al di fuori degli Stati dell'UE e dell'AELS sia essenzialmente ammesso se si tratta di manodopera qualificata e se motivi particolari giustificano l'eccezione. Fino al 1998 erano ammesse eccezioni per alcuni paesi quali gli Stati Uniti, il Canadà e l'Australia. Per quanto concerne gli stagionali provenienti dall'ex Iugoslavia sono stati garantiti, su richiesta dei rappresentanti sindacali e padronali, ampi termini transitori. </p><p></p><p>Probabilmente ancora prima della pausa estiva il Consiglio federale sottoporrà a consultazione la nuova legge sugli stranieri. Essa sarà interamente applicata soltanto per gli Stati terzi non membri dell'UE e dell'AELS, dopo che, in grazia degli accordi bilaterali, esiste adesso una base chiara per la circolazione delle persone con gli Stati membri dell'UE ed è previsto l'ampliamento degli accordi agli Stati dell'AELS. Gli stranieri provenienti da Stati terzi alla ricerca di un lavoro devono rispondere, per essere ammessi, a criteri molto elevati di qualificazione. Si è già poi stabilito di dare la priorità ai prestatori d'opera indigeni e di perseguire la limitazione numerica delle ammissioni come pure il controllo delle condizioni lavorative e salariali. Sono determinanti le possibilità d'integrazione sociale e professionale per un lungo periodo e gli interessi economici globali. Fa eccezione a questi principi l'ammissione per ragioni umanitarie nell'ambito del ricongiungimento familiare o della formazione. La nuova legge dovrà inoltre prevedere misure facilmente adeguabili per combattere gli abusi.</p><p></p><p>Il Consiglio federale è del parere che un equilibrato sviluppo demografico e sociale della Svizzera non debba essere intaccato dalla migrazione. Esso persegue la realizzazione di un rapporto ponderato tra la popolazione svizzera e quella straniera. Tale rapporto si definisce in base a un insieme di elementi sociali, economici, culturali e di politica demografica e ambientale. Lo si può valutare dal grado d'integrazione vissuta e rispettata dagli stranieri nel nostro Paese. Secondo il Consiglio federale un rapporto equilibrato non sarebbe piú possibile se la popolazione straniera non desse piú prova di capacità, disponibilità e possibilità d'integrazione e se i cittadini svizzeri mettessero radicalmente in dubbio tali risultati. In questo senso è disposto ad accettare la mozione come postulato.</p>  Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.