<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è cosciente dei gravi pericoli dovuti all'inquinamento generato dal traffico motorizzato. In primo luogo, al fine di ridurre le emissioni nocive, nei prossimi mesi esso valuterà se sarà necessario introdurre una tassa CO e a quale aliquota, conformemente alla legge sul CO (RS 641.71). A tale proposito bisogna ricordare che nel 2001 è stata introdotta una tassa sul traffico pesante, al fine di promuovere il trasferimento dalla strada alla rotaia e il passaggio a veicoli pesanti meno inquinanti. Nel 2005 tale tassa sarà notevolmente aumentata. Nel quadro di tali condizioni e in considerazione del fatto che nel 2000 il popolo ha rifiutato l'introduzione di tasse sull'energia, il Consiglio federale ritiene prematuro introdurre una sovraimposta sui carburanti. Esso intende in primo luogo sfruttare le possibilità offerte dalla legge sul CO e la tassa sul traffico pesante.</p><p>Trattandosi della promozione del traffico pubblico, occorre ricordare che la Confederazione contribuisce al finanziamento del traffico regionale, mentre il traffico locale rientra nella responsabilità finanziaria di Cantoni e comuni. Tuttavia il Consiglio federale è convinto che la Confederazione debba potenziare il proprio impegno nel settore del traffico negli agglomerati. Per questa ragione, il messaggio sulla nuova impostazione della perequazione finanziaria e dei compiti NPC prevede una nuova base costituzionale, secondo cui la Confederazione utilizzerebbe in particolare le entrate a destinazione vincolata assegnate al settore stradale per misure volte a migliorare lo scorrimento del traffico nelle città e negli agglomerati, come ad esempio investimenti nelle infrastrutture ferroviarie del traffico regionale. La Confederazione assegnerà fondi a programmi volti a migliorare il traffico nelle agglomerazioni. </p><p>Inoltre, la misura proposta dalla presente mozione implica un notevole aumento del carico fiscale. Con una sovraimposta di un franco per litro di carburante, l'imposizione del carburante, che attualmente ammonta a circa 73 centesimi al litro senza IVA, sarebbe più che raddoppiata. Il Consiglio federale ritiene però che il carico fiscale in Svizzera debba essere tra i più bassi dei Paesi membri dell'OCSE affinché si preservi l'attrattiva della nostra piazza economica. Tranne che per il finanziamento dei costi dovuti all'evoluzione demografica (finanziamento dell'AVS/AI tramite l'IVA), esso ha l'intenzione di stabilizzare ossia ridurre a lungo termine l'aliquota d'imposizione. Il Consiglio federale intende quindi fare in modo che qualsiasi nuovo prelievo fiscale sia neutro per quanto concerne l'aliquota fiscale, come invece non avverrebbe introducendo la sovraimposta proposta.</p><p>Il Consiglio federale è inoltre contrario al prelevamento di entrate vincolate poiché queste, per loro natura, comportano nuove spese pubbliche. Esso intende invece controllare la crescita delle uscite. Ogni nuovo compito federale deve essere accompagnato da una riduzione delle spese per altri compiti, affinché la quota delle uscite della Confederazione non aumenti.</p><p>Gli effetti del prelevamento della sovraimposta sulle finanze federali e sulla circolazione stradale dipenderanno dall'elasticità dei prezzi dei carburanti e dall'evoluzione dell'offerta dei trasporti pubblici, in particolare nelle zone periferiche. Ne scaturirà una notevole diminuzione del prodotto delle imposte attuali sui carburanti e quindi una perdita di guadagno non trascurabile per la Cassa federale.</p><p>Le minori entrate nell'ambito delle imposte sugli oli minerali saranno ancora più elevate poiché la sovraimposta avrà come effetto diretto la soppressione, nelle zone frontaliere svizzere, del "turismo della benzina" ovvero della vendita di carburante per veicoli che circolano soprattutto su strade straniere. La perdita di guadagno non può essere calcolata in modo esatto. Il Consiglio federale desidera ricordare che la riduzione dell'imposizione dei carburanti nell'Italia del nord, in particolare in Lombardia, ha causato alla Confederazione una perdita fiscale dell'ordine di 140 milioni (soltanto le imposte sui carburanti senza IVA). Bisogna inoltre prevedere un movimento contrario, ovvero un "turismo del carburante" all'estero da parte dei residenti in Svizzera. Va notato che la Svizzera è un piccolo Paese e che, di conseguenza, numerosi automobilisti resiedono nei pressi della frontiera. In altri termini, nelle zone frontaliere l'inquinamento dovuto al traffico motorizzato non sarebbe necessariamente ridotto ma il reddito attuale delle imposte sui carburanti crollerebbe. Il traffico motorizzato riveste infatti una dimensione internazionale. Per quanto riguarda la qualità dell'aria, la Svizzera da sola non può ottenere i risultati auspicati. Nel nostro Paese gli effetti di una sovraimposta rimarrebbero limitati fintantoché i Paesi vicini non adotteranno misure simili (tra cui la sovraimposta sui carburanti, l'obbligo del catalizzatore) volte a ridurre l'inquinamento.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.