<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'interesse del Canada ad una più profonda collaborazione istituzionale con la Svizzera nel campo del federalismo è stata annunciata in occasione della Conferenza internazionale sul federalismo tenutasi nell'ottobre del 1999 a Mont-Tremblant (Québec, Canada). La delegazione svizzera, nella quale oltre alla Confederazione ed ai Cantoni erano rappresentati anche gli ambienti scientifici, era guidata dall'ex Consigliere federale Arnold Koller. Al termine della Conferenza, la Svizzera ha annunciato di essere disposta ad organizzare la prossima. In occasione di un incontro con il Primo Ministro canadese Jean Chrétien poco prima della Conferenza di Mont-Tremblant, l'allora Presidente della Confederazione, la signora Ruth Dreifuss, aveva affermato che la Svizzera era in linea di massima interessata a nuove forme di collaborazione, senza comunque confermare formalmente una partecipazione svizzera al "Forum delle federazioni" canadese.</p><p></p><p>Risposte alle singole domande:</p><p></p><p>1. Il Consiglio federale ritiene che una più profonda collaborazione nel campo del federalismo sia importante, tanto per la politica estera, quanto per quella interna. Intende assumersi un ruolo attivo e si è dichiarato disposto ad organizzare la prossima conferenza in Svizzera nel 2002. Nell'ambito dei lavori preliminari, la Confederazione esaminerà in stretta collaborazione con i Cantoni, con gli ambienti scientifici e con le cerchie interessate anche la questione dell'istituzionalizzazione della collaborazione internazionale, con lo scopo di formulare proposte concrete per la conferenza in vista di una cooperazione duratura.</p><p>2. Come spiegato al punto 1., la Svizzera è in sostanza interessata a collaborare in maniera approfondita su un piano internazionale per questioni inerenti il federalismo. Già ora esistono progetti condotti in comune dalle università e dagli istituti di ricerca dei due Paesi. Un'istituzionalizzazione della collaborazione nel quadro del "Forum delle federazioni" permetterebbe senza dubbio ai centri di competenza in materia svizzeri (come ad esempio l'Istituto di Federalismo dell'Università di Friborgo) di elaborare e trasmettere ancor meglio a livello internazionale ausili decisionali per la prassi e la politica. Una collaborazione scientifica ravvicinata a livello internazionale apporterebbe anche impulsi positivi per la politica scientifica svizzera.</p><p>3. In sostanza, la collaborazione prevista deve essere portata avanti a livello di istituti universitari, corporazioni di diritto pubblico e cerchie interessate della società civile. La Confederazione dovrebbe esservi implicata solo in seconda linea. Da parte della Svizzera, bisognerebbe garantire che tutti gli organismi e le persone interessate possano partecipare a questa cooperazione. Come mostrato dalla filosofia della Conferenza internazionale sul federalismo, questo argomento centrale dovrà essere affrontato con il contributo del maggior numero possibile di partner provenienti da svariati Paesi, cioè in maniera multilaterale e non già bilaterale. Sin dall'inizio, dunque, oltre al Canada ed alla Svizzera dovrebbero esservi coinvolti anche altri Stati.</p><p>4. Grazie alla sua esperienza ed ai progressi conosciuti in merito, la Svizzera può contribuire notevolmente allo sviluppo ed al consolidamento di strutture federalistiche. Questo contributo, che costituisce anche un impulso alla democrazia ed alla convivenza pacifica dei popoli, corrisponde ad uno degli obiettivi di politica estera del nostro Paese. Una collaborazione scientifica internazionale sul federalismo può rivelarsi preziosa per la collaborazione allo sviluppo: infatti permetterebbe di arricchire gli approcci concettuali in questo campo e di scambiare i risultati ottenuti da esperienze pratiche. Il modello federalista spesso è ritenuto un mezzo atto a rafforzare le strutture dello Stato di diritto, a difendere i diritti delle minoranze, a garantire una società multiculturale e a consolidare la pace. La Svizzera, ed in particolar modo la DSC, è stata invitata in varie occasioni dai suoi partner ad offrire un aiuto nell'elaborazione di un modello in grado di tener conto della situazione peculiare. I risultati di un'analisi scientifica internazionale di questo argomento potrebbero contribuire a permettere alla DSC ed alla CIDA (Canadian International Development Agency), agenzie attive nel promovimento dello Stato di diritto, dei diritti umani e del consolidamento della pace, di rispondere meglio alle esigenze dei partner sul cammino verso la democrazia.</p>  Risposta del Consiglio federale.