<h2>SubmittedText<h2><p>L'opinione pubblica svizzera è, a giusta ragione, scossa dagli atti di violenza nei confronti delle donne. Per poter combattere a tutto campo e in maniera efficace questo preoccupante fenomeno, occorre un ampio ventaglio di misure mirate.</p><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle domande seguenti.</p><p>1. Condivide l'opinione secondo cui la violenza nei confronti delle donne costituisce un problema preoccupante?</p><p>2. Come sancito nella Convenzione di Istanbul, ritiene che la violenza contro le donne sia una manifestazione dei rapporti di forza storicamente diseguali tra i sessi e che l'uguaglianza di diritto e di fatto costituisca la migliore prevenzione della violenza contro le donne e della violenza domestica? Quali misure sono previste per conseguire questa uguaglianza di diritto e di fatto?</p><p>3. E disposto ad attuare appieno la Convenzione di Istanbul, in particolare sviluppando una strategia nazionale per combattere la violenza nei confronti delle donne, nonché attuando e coordinando le misure necessarie insieme ai Cantoni, ai Comuni e agli attori della società civile, come raccomandato dal Comitato CEDAW?</p><p>4. Come garantisce che nei Cantoni siano disponibili sufficienti posti in case rifugio per donne nonché soluzioni successive adeguate, un'assistenza appropriata per le donne e le minorenni vittime di violenza, una gestione professionale della minaccia come pure una prevenzione nelle scuole?</p><p>5. E disposto ad avviare una campagna di sensibilizzazione e prevenzione per combattere la violenza nei confronti delle donne?</p><p>6. E disposto a far rilevare sufficienti dati statistici sugli atti di violenza in riferimento al sesso e alle cause in modo da poter analizzare e combattere meglio la violenza nei confronti delle donne nonché degli omosessuali e delle persone transessuali?</p><p>7. Come intende potenziare la lotta contro le molestie sessuali, i reati d'odio, il cyberstalking e il cybermobbing, nonché la pornografia della vendetta e altri reati contro le donne commessi prevalentemente su Internet?</p><p>8. Nella lotta contro questo fenomeno è disposto a mettere a disposizione risorse finanziarie pari ad almeno i costi cagionati dalla violenza nei confronti delle donne?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. Il Consiglio federale condanna qualsiasi forma di violenza, e in particolare l'inaccettabile violenza contro le donne. Oltre all'attuazione della Convenzione di Istanbul, il Consiglio federale prevede pertanto misure mirate a tutela delle vittime di violenza. Come illustrato nell'interrogazione urgente, la violenza contro le donne ha cause profonde. La legge federale intesa a migliorare la protezione delle vittime di violenza (FF 2017 6267) adegua il Codice civile, il Codice di procedura civile, il Codice penale e il Codice penale militare. In tal modo si eliminano le lacune del diritto vigente e si migliora la protezione dalla violenza domestica e dagli atti persecutori (stalking). L'affare è attualmente dibattuto in Parlamento.</p><p>Per promuovere l'effettiva parità tra uomo e donna sono adottate diverse misure. Vanno menzionate in particolare le revisioni attualmente discusse in Parlamento della legge sulla parità dei sessi (17.047; analisi obbligatoria della parità salariale) e del diritto della società anonima (16.077; valori di riferimento per la rappresentanza dei sessi per il consiglio d'amministrazione e la direzione delle società quotate in borsa), nonché la riforma dell'imposizione dei coniugi e delle famiglie (18.034) e l'aumento delle deduzioni fiscali a titolo di costi di custodia dei figli da parte di terzi (18.050).</p><p>3./5./8. L'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo (UFU) è responsabile di coordinare su scala nazionale l'attuazione, il monitoraggio e la valutazione delle misure per prevenire e contrastare ogni forma di violenza contro le donne contemplata dalla Convenzione di Istanbul. Uno degli obiettivi del Consiglio federale per il 2018 consiste nell'elaborare, d'intesa con i Cantoni, un piano di attuazione della Convenzione di Istanbul (obiettivi del Consiglio federale, parte II, DFI, obiettivo 7). Questo piano di attuazione, che chiarisce le competenze e la collaborazione tra Confederazione e Cantoni nonché il coinvolgimento della società civile, sarà presentato il 13 novembre 2018 in occasione della Conferenza nazionale sull'attuazione della Convenzione di Istanbul in Svizzera e pubblicato sul sito dell'UFU. I lavori sull'attuazione della Convenzione sono in corso, come pure l'elaborazione dei rapporti intermedi sulle pertinenti raccomandazioni del Comitato CEDAW (pubblicazione a fine 2018). Tenuto conto della competenza cantonale in materia, al momento il Consiglio federale non intende svolgere una campagna nazionale di sensibilizzazione e prevenzione (cfr. anche la risposta all'interrogazione 16.1043). Tale questione, come pure quella dello stanziamento di eventuali mezzi finanziari per la lotta alla violenza contro le donne, sarà tuttavia discussa nell'ambito dell'ulteriore attuazione della Convenzione di Istanbul.</p><p>4. Come già indicato nel parere relativo al postulato Feri Yvonne 16.3695, il Consiglio federale attribuisce grande importanza alla protezione delle vittime di violenza. In virtù della ripartizione federalistica delle competenze, spetta tuttavia ai Cantoni mettere a disposizione e finanziare un numero sufficiente di case rifugio sicure e appropriate per le vittime, come pure trovare adeguate soluzioni alternative di alloggio. Lo stesso vale per la gestione cantonale della minaccia raccomandata dal Consiglio federale e già attuata dalla maggioranza dei Cantoni (cfr. il rapporto del Consiglio federale in adempimento del postulato Feri 13.3441 del 13.06.2013, non disponibile in italiano), e per le campagne di prevenzione nelle scuole. A maggio 2015 la Conferenza delle direttrici e dei direttori delle opere sociali (CDOS) e l'UFU hanno pubblicato un'analisi della disponibilità e del fabbisogno di case rifugio per donne in Svizzera (in tedesco). In seguito è stato elaborato un catalogo di prestazioni per le case rifugio per donne, che offre ai Cantoni, alle città e ai Comuni una base di collaborazione e di verifica regionale dell'offerta nonché di finanziamento delle case rifugio per donne.</p><p>6. La statistica criminale di polizia (SCP) distingue le persone danneggiate per reati violenti secondo il sesso (donne, uomini). I concetti di orientamento sessuale e soprattutto di transessualità (identità di genere) non sono chiari e presentano aspetti assai complessi. Nella risposta alla mozione Quadranti 17.3667 sulla rilevazione statistica dei crimini d'odio fondati sull'orientamento sessuale, l'identità e l'espressione di genere o le caratteristiche sessuali, il Consiglio federale ha già indicato che resta difficile rilevare in maniera efficiente, uniforme e obbligatoria tali dati nella SCP.</p><p>7. In riferimento ai reati menzionati, non esiste una competenza federale esaustiva nel settore della polizia. Le autorità di perseguimento federali e cantonali devono combattere congiuntamente queste forme di criminalità. Il centro nazionale di competenza in materia di cibercriminalità (NC3), aggregato al Dipartimento federale di giustizia e polizia (fedpol), svolge anche i compiti del Servizio di coordinazione per la lotta contro la criminalità su Internet (SCOCI) e assume il ruolo di servizio centrale nella lotta alla cibercriminalità in Svizzera. Questi compiti includono in particolare la gestione di un ufficio di comunicazione, l'elaborazione di una visione d'insieme dei casi e il coordinamento dei casi intercantonali complessi. Il NC3 registra numerosi casi di questo tipo, tratta le informazioni in entrata e coordina eventuali misure adottate con le autorità cantonali di perseguimento penale. Integra pertanto il lavoro dei corpi cantonali e comunali di polizia. La Prevenzione svizzera della criminalità (PSC) - un servizio intercantonale specializzato nella prevenzione della criminalità e nella promozione della sicurezza - informa la popolazione in merito ai fenomeni di criminalità, alle possibilità di prevenzione e alle offerte di aiuto, tra l'altro allestendo prospetti, pieghevoli e simili su determinati temi della prevenzione della criminalità, tra cui anche le molestie sessuali, lo stalking e i reati informatici. Inoltre, la Confederazione esaminerà insieme ai Cantoni la necessità di ulteriori misure.</p>  Risposta del Consiglio federale.