<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale conviene con l'autore della mozione che la Svizzera sarà confrontata, in avvenire, con un aumento della criminalità transfrontaliera e in particolare dell'attività dei passatori. Ciò essenzialmente a causa della non partecipazione del nostro Paese ai dispositivi di sicurezza dell'UE, risp. degli Stati di Schengen, e delle lacune che ciò comporta per la Svizzera dal punto di vista dell'informazione. Il Consiglio federale ha già sollevato a più riprese questo problema.</p><p></p><p>Ad domande 1 e 2:</p><p></p><p>Conformemente al diritto vigente, l'esecuzione del controllo al confine è di competenza dei Cantoni di confine. La Confederazione effettua, per il tramite del Corpo delle guardie di confine (Cgcf), il controllo delle persone ai posti di confine stradali ed assicura la sorveglianza della linea di confine tra i valichi doganali. I Cantoni effettuano i controlli del traffico ferroviario internazionale e negli aeroporti. I compiti di polizia di confine esplicati dal Cgcf quale parte armata e in divisa dell'amministrazione delle dogane hanno assunto un'importanza sempre maggiore e richiedono attualmente circa 2/3 delle risorse del Cgcf.</p><p></p><p>A più riprese il Consiglio federale si è detto convinto che l'esecuzione dei controlli al confine rappresenta un interesse nazionale. Esso ha però parimenti sottolineato che la decisione di trasferire il controllo al confine alla Confederazione e di aggregare il Cgcf al DFGP, non può essere disgiunta da un esame dell'intero rapporto sulla sicurezza interna della Svizzera, compresa la ripartizione dei compiti tra Confederazione e Cantoni. </p><p></p><p>Il capo del DFGP e il presidente della Conferenza dei direttori cantonali di giustizia e polizia (CCDGP) hanno deciso, il 4 novembre 1999, di costituire un'organizzazione di progetto "Esame del sistema di sicurezza interna della Svizzera" (USIS). Essa è tra l'altro incaricata di esaminare la ripartizione dei compiti nel settore della sicurezza interna sul piano federale nonché tra Confederazione e Cantoni e di elaborare un concetto in vista dell'eventuale abolizione dei controlli al confine in caso di adesione all'UE o di una partecipazione di altro tipo della Svizzera allo Spazio europeo di libertà, sicurezza e diritto. In tale contesto è esaminata anche la questione della sfera di competenza e della subordinazione del Cgcf. Per fine agosto 2000 è atteso un primo rapporto intermedio che dovrà esprimersi anche in merito alle eventuali misure da anticipare. Il rapporto finale dovrebbe essere pronto entro fine febbraio 2002 per poi essere sottoposto al Consiglio federale. La CCDGP si esprimerà parimenti sul rapporto finale.</p><p></p><p>Ad domanda 3:</p><p></p><p>Oltre ai provvedimenti di carattere organizzativo o aziendale già applicati, nel marzo 1998 il Consiglio federale ha aumentato l'effettivo del Cgcf di 100 unità provenienti dal Corpo della guardia delle fortificazioni (CGF), onde ovviare parzialmente alle conseguenze della penuria di effettivi perlomeno nel settore della sorveglianza del terreno. Il provvedimento è limitato a fine 2000. </p><p></p><p>Le domande di aumento degli effettivi sono molteplici. Il 2 settembre 1998, il Consiglio federale ha quindi incaricato il DFGP, il DDPS e il DFF di presentare un quadro completo relativo alle risorse della Confederazione nel settore della sicurezza. Il 3 settembre 1999, il Consiglio federale ha preso atto di tale rapporto nel contesto di un documento interlocutorio. Nel rapporto, il fabbisogno per il Cgcf di ulteriori 200 posti a medio termine non è contestato. Vi è però una certa concorrenza tra questa e altre domande di un congruo aumento degli effettivi. Il Consiglio federale deciderà dell'ulteriore modo di procedere e di eventuali provvedimenti, presumibilmente nel corso della primavera 2000. Esso esaminerà tra l'altro la variante di un'interconnessione tra i membri del Cgcf e del CGF.</p><p></p><p>Secondo il Consiglio federale, l'eventualità di impiegare, dopo seria preparazione, truppe di milizia al confine per appoggiare gli organi di polizia di frontiera va considerata unicamente in caso di insufficienza degli altri mezzi a disposizione. La Svizzera non si trova in una situazione di emergenza; per tale motivo non è necessario prevedere l'intervento delle truppe. </p><p></p><p>L'equipaggiamento del Cgcf viene regolarmente ampliato, migliorato e rinnovato nel quadro del preventivo annuo. Ciò vale in particolar modo per la videosorveglianza, la radiotrasmissione, ecc.</p><p></p><p>Il mestiere di guardia di confine continua a suscitare un certo interesse. Vi è tuttavia un fenomeno di concorrenza allorquando anche altri organi di sicurezza, segnatamente i Corpi di polizia, reclutano personale; il Cgcf non è infatti in grado di offrire condizioni salariali altrettanto vantaggiose. La necessità di poter intervenire in campo salariale è stata riconosciuta da un gruppo di lavoro interno. Attualmente sono in esame pertinenti provvedimenti.</p><p></p><p>Ad domande 4 e 5:</p><p></p><p>Nel contesto della revisione totale della LDDS, attualmente in corso, l'accento è posto in particolar modo sulla lotta agli abusi. Nel corso degli ulteriori lavori legislativi si dovrà decidere se inasprire o no le sanzioni penali contro i passatori. Il Consiglio federale non intende anticipare questi lavori. L'esecuzione delle sanzioni penali è per principio di competenza delle autorità cantonali preposte al procedimento penale e dei tribunali cantonali.</p><p></p><p>Nella risposta all'interpellanza Bonny (99.3044, Lotta contro i passatori) il Consiglio federale ha rilevato che le misure repressive nei confronti dei passatori sono certamente importanti, ma non sono gli unici strumenti per combattere la loro attività. Esso ha sottolineato in tal senso l'importanza di un sistema d'informazione ottimale. Il Gruppo di lavoro interdipartimentale Trafficking, menzionato nella predetta risposta del Consiglio federale, ha presentato il 31 dicembre 1999 il suo rapporto finale. Da tale rapporto emerge che il gruppo di lavoro ritiene indispensabile e urgente centralizzare il sistema d'informazione nel settore dell'attività dei passatori e della migrazione illegale nonché istituire un ufficio centrale di comunicazione, raccolta e elaborazione dell'informazione. Alcuni elementi essenziali dell'assetto dettagliato concepito dal gruppo di lavoro in vista dell'istituzione di un tale ufficio centrale sono già ripresi nella risposta all'interpellanza. Le proposte del gruppo di lavoro sono attualmente in esame presso il DFGP.</p><p></p><p>Gli accordi sulla cooperazione giudiziaria e di polizia con Francia e Italia (messaggio del Consiglio federale del 14 dicembre 1998) nonché i relativi trattati con Germania, Austria e Principato del Liechtenstein (messaggio del 24 novembre 1999), approvati dalle Camere nella primavera 1999, disciplinano la cooperazione transfrontaliera tra le competenti autorità di polizia e doganali. Gli accordi consolidano le basi legali in questo settore e creano segnatamente basi legali chiare per lo scambio d'informazioni e di dati. Il Cgcf e le organizzazioni omologhe nei Paesi limitrofi sono interamente integrati in questi accordi.</p>  Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.