<h2>SubmittedText<h2><p>Le proteste in Iran, in atto dal settembre 2022, potrebbero portare a miglioramenti duraturi nel campo della democrazia e dei diritti umani. A tal fine, l'opposizione iraniana ha però bisogno del sostegno internazionale, anche della Svizzera. A questo proposito chiedo al Consiglio federale: </p><p>1. In che modo la Svizzera sostiene la società civile iraniana nella lotta per i diritti umani e la democrazia? </p><p>2. In che modo il Consiglio federale sostiene concretamente l'indagine decisa il 24 novembre 2022 in seno al Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite, che dovrebbe raccogliere prove in Iran destinate a essere presentate in tribunale? A questo scopo metterà a disposizione risorse finanziarie e di personale? </p><p>3. Il Consiglio federale sostiene le organizzazioni non governative che si impegnano in Iran a favore dei diritti umani e, in particolare, dei diritti delle donne? Se sì: in che modo? Se no: intende farlo, come richiesto da entrambe le Commissioni della politica estera (CPE) nelle loro mozioni?</p><p>4. Perché la Svizzera adotta le sanzioni imposte dall'UE all'Iran per la consegna di droni alla Russia, ma non quelle decise per le violazioni dei diritti umani? Perché alcune sanzioni sono apparentemente problematiche mentre le altre non lo sono? Ciò non potrebbe far pensare che le consegne di droni superano un determinato limite di tolleranza, ma le violazioni dei diritti umani no? Il Consiglio federale come garantisce la coerenza della politica svizzera delle sanzioni? </p><p>5. Finora come sono state attuate concretamente le sanzioni contro l'Iran, adottate dal Consiglio federale il 2 novembre 2022? </p><p>6. Il Consiglio federale è del parere che il regime in Iran sia un ostacolo alla democrazia e ai diritti umani o ritiene che serie riforme in questi settori siano possibili senza un cambio di regime? </p><p>7. Come si impegna a favore di una cessazione immediata della pena di morte contro i manifestanti e a favore di condizioni di detenzioni umane per i prigionieri politici? </p><p>8. È del parere, come l'autore dell'interpellanza, che sia necessario promuovere un'opposizione unita per permettere alla democrazia e ai diritti umani di progredire? Se sì: quali misure adotta a tal fine? È disposto a offrire la mediazione della Svizzera?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p align="both">1 e 3. In Iran il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) sostiene progetti dell'UNICEF e dell'Alto Commissariato dell'ONU per i diritti umani nel settore della giustizia minorile finalizzati a migliorare l'accesso alla giustizia per i minorenni, comprese le ragazze, e a ottenere una moratoria sull'esecuzione di persone che al momento del reato erano minorenni. L'Ambasciata di Svizzera a Teheran sostiene anche progetti di ONG nei settori dello sviluppo, dell'aiuto umanitario e della sicurezza umana a beneficio della popolazione iraniana. Attualmente il sostegno diretto a organizzazioni della società civile che si battono per i diritti umani comporta un rischio elevato a causa delle possibili ritorsioni. La Svizzera si attiene al principio di precauzione, pertanto porta avanti il suo impegno per i diritti umani in Iran in collaborazione con le organizzazioni internazionali. </p><p align="both">2. Non essendo rappresentata nel Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite, la Svizzera non ha potuto votare la risoluzione menzionata, che ha però sostenuto in veste di co-sponsor. Inoltre, in seno alla quinta commissione dell'Assemblea generale dell'ONU, cui competono questioni amministrative e di bilancio, la Svizzera si adopera affinché le missioni del Consiglio dei diritti umani ricevano le risorse finanziarie necessarie per adempiere i loro mandati. </p><p align="both">4. e 5. Di fronte alle gravi violazioni dei principi fondamentali del diritto internazionale, il 28 febbraio 2022 il Consiglio federale ha deciso, in linea di principio, di aderire alle sanzioni dell'UE in risposta all'aggressione militare russa contro l'Ucraina. A questo proposito, d'intesa con il DFAE, il Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR) ha adottato il 1° novembre 2022 le sanzioni UE del 20 ottobre 2022, e l'8 dicembre 2022 le sanzioni UE del 14 novembre 2022 riguardanti la fornitura di droni iraniani alla Russia. La decisione di non aderire alle sanzioni UE connesse alle proteste in Iran è stata presa tenendo conto di tutti gli interessi di politica interna ed estera della Svizzera, tra cui rientrano anche i buoni uffici del nostro Paese in Iran. Per adempiere le proprie responsabilità nel quadro del mandato in qualità di potenza protettrice è infatti imprescindibile che possa accedere alle autorità iraniane. La Svizzera intende portare avanti un dialogo critico con il Governo iraniano e presentare direttamente le proprie istanze relative alla situazione dei diritti umani e ad altri temi. Il Consiglio federale ritiene che le richieste di promozione dei diritti umani e di stabilità nella regione possano essere affrontate in modo più mirato nel contesto di un dialogo diretto con le autorità.</p><p align="both">6. e 8. La Svizzera si esprime su azioni concrete di governi stranieri fondandosi nello specifico sul diritto internazionale. Ai sensi della Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche, tuttavia, non interferisce nella politica interna di altri Stati. </p><p align="both">7. La Svizzera ha espresso la sua profonda preoccupazione in merito alle condanne a morte emanate in relazione alle manifestazioni in varie occasioni, per esempio il 24 novembre 2022 durante la sessione straordinaria del Consiglio dei diritti umani. L'8 dicembre 2022 ha condannato pubblicamente la prima esecuzione legata alle proteste. Il 13 dicembre 2022 è intervenuta presso le autorità iraniane sia a Berna che a Teheran chiedendo loro di porre immediatamente fine alle esecuzioni. Il 23 dicembre 2022 l'allora presidente della Confederazione Ignazio Cassis ha invitato personalmente il suo omologo iraniano a garantire che l'Iran rispetti i suoi obblighi internazionali e rinunci alla pena capitale. Il DFAE continua a utilizzare tutti i canali di comunicazione a sua disposizione, anche ai massimi livelli, per ricordare all'Iran i suoi obblighi internazionali, in particolare il diritto a un processo equo. </p>  Risposta del Consiglio federale.