<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di introdurre un obbligo di dichiarazione delle radiazioni dei campi elettromagnetici generati dalle lampadine a basso consumo energetico.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In un futuro prossimo, in commercio si potranno trovare unicamente sistemi d'illuminazione a miglior rendimento energetico quali le lampadine a risparmio energetico, i diodi luminosi, le lampade fluorescenti e le lampadine alogene a efficienza energetica. Alcune di queste lampadine, in particolare quelle a risparmio energetico, generano campi elettromagnetici (CEM) più potenti rispetto alle tradizionali lampadine a incandescenza. Il Consiglio federale comprende che questa nuova situazione possa destare preoccupazione.</p><p>In virtù dell'ordinanza sui prodotti elettrici a bassa tensione (RS 734.26), per poter essere offerte e immesse in commercio le lampadine a risparmio energetico devono rispettare le norme internazionali in materia di sicurezza dei prodotti. A tutela della salute dei consumatori, la pertinente norma europea (EN SN 62493: 2010) fissa valori limite per i CEM, senza però prevedere alcun obbligo di dichiarazione delle relative emissioni.</p><p>Questa norma è piuttosto recente e soltanto nel marzo del 2010, grazie allo sviluppo di un nuovo metodo di misurazione, è stato possibile determinare esattamente i CEM generati dalle lampadine a risparmio energetico e confrontarli con i valori limite. Lo studio, commissionato dall'Ufficio federale della sanità pubblica e dall'Ufficio federale dell'energia, mostra che i valori limite sono rispettati anche a distanza molto ravvicinata dalle sorgenti luminose. Quale misura di precauzione, gli uffici federali raccomandano tuttavia al loro personale di mantenere una distanza minima di 30 centimetri dalle lampadine a risparmio energetico, soprattutto in caso di esposizione prolungata. Lo studio e in particolare il nuovo metodo di misurazione sono attualmente analizzati da specialisti internazionali.</p><p>Date queste premesse, il Consiglio federale giudica prematuro introdurre un obbligo di dichiarazione dell'esposizione ai CEM per le lampadine a risparmio energetico e ritiene che una tale misura debba essere concertata a livello internazionale. La sua introduzione unilaterale da parte della Svizzera violerebbe le disposizioni della revisione della legge federale sugli ostacoli tecnici al commercio (LOTC; RS 946.51), entrata in vigore il 1° luglio 2010. Una deroga al principio "Cassis de Dijon" è ammessa unicamente se sono adempiuti i criteri di cui all'articolo 4 capoversi 3 e 4 LOTC, il che non è attualmente il caso per queste lampadine.</p><p>Il Consiglio federale sarebbe per principio favorevole a una dichiarazione internazionale che informasse in modo più chiaro e trasparente i consumatori riguardo ai CEM generati dalle lampadine a risparmio energetico. Dato però che l'impatto sulla salute è determinato anche dalla luce (p. es. la luce blu incide sul sonno e sul grado di concentrazione) e non solo dalle emissioni dei CEM, l'eventuale dichiarazione dovrebbe includere anche le caratteristiche luminose. Tuttavia, le ricerche in questo campo sono appena iniziate.</p><p>Va inoltre segnalato che sul piano giuridico il legislatore federale non ha spazi di manovra, se non nel quadro delle normative sulla sicurezza dei prodotti concordate a livello internazionale, per legiferare in materia di radiazioni non ionizzanti al fine di tutelare la salute dei consumatori dalle emissioni degli apparecchi. L'opportunità di istituire le relative condizioni quadro legislative è attualmente al vaglio.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.