<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In margine al Vertice di Evian, la Svizzera ha dichiarato che si doveva garantire e affermare la più ampia libertà d'espressione democratica. Partendo da questa posizione, le autorità hanno intavolato un intenso dialogo con i rappresentati dei movimenti anti-modializzazione, finalizzato a consentire, appunto, l'organizzazione di tale espressione democratica. E in effetti la manifestazione del 1° giugno a Ginevra si è svolta, nell'insieme, nella calma.</p><p></p><p>Il Consiglio federale è scosso dalle depredazioni commesse dai "casseurs" in margine alle manifestazioni e condanna fermamente tali atti.</p><p></p><p>Tuttavia, in assenza di basi legali a livello federale e al fine di non creare precedenti, la Confederazione non può essere considerata responsabile dei danni in questione. Una tale responsabilità le incomberebbe unicamente qualora si potesse dimostrare che i danni sono imputabili a comportamenti illeciti e non regolamentari di agenti della Confederazione. Una simile eventualità può per altro essere scartata, poiché i danni sono stati provocati intenzionalmente da bande organizzate di "casseurs".</p><p></p><p>D'altronde, non esiste alcuna base legale che consente l'indennizzo di singoli o di collettività pubbliche per i danni causati da gruppuscoli violenti nell'ambito di manifestazioni. Per esempio, la Confederazione non è mai intervenuta nelle procedure di risarcimento dei danni causati in margine alle riunioni dell'OMC o del WEF.</p><p></p><p>Il Consiglio federale si rallegra del gesto della Francia che, oltre a partecipare alle spese di sicurezza come stabilito dall'accordo bilaterale, ha indicato la propria disponibilità a contribuire finanziariamente ai costi.</p><p></p><p>Il 6 giugno scorso, il Consiglio federale ha deciso di invitare i Cantoni interessati - ovvero Vaud e Ginevra - a compilare un inventario dei danni subiti e a stabilirne l'ammontare complessivo. Su tale base si potranno quindi aprire i negoziati con la Francia.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.