<h2>SubmittedText<h2><p>All’inizio di giugno 2023, una corte d’appello del Senegal ha confermato l’arresto del principale leader dell’opposizione. Sono decine i membri dell’opposizione imprigionati per motivi politici. Almeno sedici persone sono state uccise nelle proteste che ne sono seguite. Già all’inizio di marzo, 104 intellettuali avevano protestato scrivendo una lettera aperta contro il tentativo dell’attuale Governo di strumentalizzare il sistema giudiziario a fini politici. Il premio Nobel Wole Soyinka si è unito alla protesta. Anche Samira Daoud, direttrice regionale per l’Africa occidentale e centrale di Amnesty International, ha espresso la sua preoccupazione: in vista delle elezioni presidenziali del 2024 le autorità senegalesi stanno indebolendo la tutela dei diritti umani nel Paese tramite la repressione della libertà di stampa e del diritto alla libertà di espressione e di riunione pacifica, il divieto delle manifestazioni organizzate dai partiti di opposizione e il mancato riconoscimento del diritto alla giustizia, alla trasparenza e alla verità delle vittime di forme di violenza letale.</p><p>1. Secondo l’articolo 54 della Costituzione federale la politica estera della Svizzera «contribuisce a far rispettare i diritti umani e a promuovere la democrazia». In base alla Strategia Africa subsahariana, per gli anni 2021-2024 il Consiglio federale «sostiene le iniziative statali e della società civile a favore della democratizzazione e dello Stato di diritto». Che cosa sta facendo concretamente la Svizzera in Senegal?</p><p>2. Nel 2012 l’alta commissaria delle Nazioni Unite per i diritti umani si congratulò espressamente con il Senegal per aver tenuto un secondo turno di elezioni presidenziali pacifiche, libere, eque e trasparenti. Quali misure sta prendendo la Svizzera in seno al Consiglio dei diritti umani dell’ONU e ad altri organismi multilaterali per garantire che le elezioni presidenziali del 2024 siano nuovamente eque e libere?&nbsp;</p><p>3. Nel marzo del 2023 l’Organizzazione internazionale della Francofonia (OIF) ha pubblicato il suo rapporto di sintesi sul monitoraggio elettorale del 2022 in Senegal e ha formulato raccomandazioni in vista delle elezioni presidenziali del 2024. Il Consiglio federale si allinea a queste raccomandazioni? Che cosa sta facendo la Svizzera per garantirne l’attuazione? Le raccomandazioni dell’OIF corrispondono a quelle formulate dall’Unione africana alla fine del suo monitoraggio elettorale nel Paese? A quali raccomandazioni è stato dato seguito finora e a quali no?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Svizzera segue con preoccupazione gli scontri politici in Senegal sin dal 2021. Il Paese africano è un punto di riferimento per la coesistenza pacifica, la tolleranza, la stabilità e la democrazia nella regione.</p><p>1) Il Senegal non è un Paese prioritario né della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) né della Divisione Pace e diritti umani (DPDU). Ciononostante, l’Ambasciata di Svizzera a Dakar sostiene varie iniziative, per esempio nel campo della prevenzione dell’estremismo violento. Il nostro Paese finanzia inoltre l’«International Institute for Democracy and Electoral Assistance» (International IDEA), che in Senegal promuove la democratizzazione e lo Stato di diritto, per esempio attraverso un progetto con l’«Institut fondamental d’Afrique noire» (IFAN) a sostegno delle donne nella politica, o tramite la collaborazione con l’«Economic Community of West African States» (ECOWAS) volta a promuovere la riforma del protocollo ECOWAS su democrazia e buongoverno.&nbsp;</p><p>2) A livello multilaterale, la Svizzera si concentra sulla protezione e sulla promozione della libertà di espressione e di riunione, e si pronuncia periodicamente sul tema nel quadro del Consiglio dei diritti umani dell’ONU e dell’OIF. Nell’ambito del ricorrente Esame periodico universale (EPU) nel Consiglio dei diritti umani dell’ONU, la Svizzera formula raccomandazioni agli Stati esaminati sulla promozione della libertà di espressione, di riunione e di associazione, come anche sulla protezione della libertà dei media. Il prossimo EPU del Senegal si terrà nel gennaio del 2024.&nbsp;</p><p>3) Nel 2019 la Svizzera ha partecipato alla missione di osservazione elettorale dell’UE in Senegal inviando un osservatore di lungo termine e due osservatori di breve termine. Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) si limita a partecipare alle missioni di osservazione elettorale dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), dell’Unione europea (UE) e dell’Organizzazione degli Stati americani (OSA). Non vi sono cooperazioni con l’Unione africana (UA) e l’OIF in questo ambito. Pertanto, il Consiglio federale non si esprime in merito all’attuazione di raccomandazioni formulate da altre organizzazioni.</p>