<h2>SubmittedText<h2><p>Dal referendum del 1° ottobre 2017 in Catalogna la repressione ha come bersaglio rappresentanti eletti, ex rappresentanti e militanti. Condanne a pene detentive molto pesanti (da 9 a 13 anni) sono già state inflitte a nove persone coinvolte nel dibattito politico sull'autodeterminazione della Catalogna (Sànchez, Cuixart, Junqueras, Turull, Forn, Romeva, Rull, Bassa, Forcadell). La repressione continua su ampia scala e i procedimenti in corso sono più di 3000.</p><p>La Svizzera non può decidere per il popolo spagnolo e per i catalani, ma facendo parte della comunità internazionale (ONU, Consiglio d'Europa) deve impegnarsi in favore delle libertà fondamentali, della democrazia e dello Stato di diritto. Una questione politica che coinvolge milioni di persone deve essere affrontata sul piano politico, attraverso il dialogo e il dibattito, e non mediante azioni penali.</p><p>Le decisioni dei giudici spagnoli di punire con pene detentive - di alcuni mesi per i rapper Valtònyc e Hasel, con l'imputazione di insulto alla corona - persone che hanno esercitato la loro libertà di espressione e di associazione e hanno agito nel quadro del diritto all'autodeterminazione dei popoli sono inaccettabili, così come il rifiuto di concedere la semi-libertà ad alcuni di questi detenuti, che sono quindi trattati peggio di chi viene condannato per reati di diritto comune.</p><p>Il fatto che Vox, partito di estrema destra, sia formalmente all'origine dei procedimenti e sostenga l'accusa nei processi lascia perplessi, così come il fatto che, malgrado le centinaia di denunce di ferimenti durante gli interventi della polizia nell'ottobre del 2017, nessuna abbia portato a una condanna.</p><p>Nonostante le migliaia di morti attribuibili al regime, alla fine del franchismo la monarchia parlamentare varò una legge di amnistia, trattamento che ora nega alle persone processate e condannate nel quadro della repressione seguita al referendum pacifico del 2017.</p><p>Il Consiglio federale intende rispettare i suoi impegni internazionali e lavorare per il ripristino di una situazione conforme allo Stato di diritto in Spagna, sostenendo i principi elencati di seguito?</p><p>1. Fine della repressione contro le persone che agiscono pacificamente nel quadro dei diritti menzionati sopra.</p><p>2. Abbandono dei procedimenti giudiziari in corso e amnistia per i condannati.</p><p>3. Rispetto dei diritti democratici, compreso il diritto all'autodeterminazione.</p><p>4. Intervento della comunità internazionale per facilitare la risoluzione politica della questione catalana.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La situazione descritta riguarda la politica interna della Spagna, che la Svizzera considera uno Stato di diritto, in cui le leggi e le procedure democratiche sono rispettate. È quindi opportuno che la situazione descritta sia gestita mediante i processi costituzionali spagnoli.</p><p>Il Consiglio federale ha sempre dichiarato di rispettare pienamente la sovranità della Spagna. La Svizzera non ha quindi ragione di intervenire sulla base dei principi evocati dall'interpellante.</p><p>Il Consiglio federale si attiene quindi ai principi generali della sua politica estera, che promuove il rispetto dello Stato di diritto e la ricerca di una risoluzione pacifica delle controversie e dei conflitti tramite il dialogo.</p>  Risposta del Consiglio federale.