<!DOCTYPE html> <html lang="it"><head><meta charset="utf-8"/></head><body><div class="content"> <div class="para">[AZA 0/2] </div> <div class="para"> </div> <div class="para">4C.153/2000 </div> <div class="para"> </div> <div class="para">I CORTE CIVILE </div> <div class="para">*************************** </div> <div class="para"> </div> <div class="para">7 agosto 2000 </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Composizione della Corte: giudici federali Walter, presidente, </div> <div class="para">Klett e Ramelli, supplente. </div> <div class="para">Cancelliere: Ponti. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">______ </div> <div class="para">Visto il ricorso per riforma del 29 maggio 2000 presentato dalla X.________ Ltd. , Manno, convenuta, patrocinata dall' avv. Rossano Bervini, Mendrisio, contro la sentenza emanata il 12 aprile 2000 dalla II Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone Ticino nella causa che la oppone a A.________, Gordola, attore, patrocinato dall'avv. Claudio Cereghetti, Lugano, in materia di contatto di lavoro; </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Ritenuto in fatto : </div> <div class="para"> </div> <div class="para">A.- A.________ è stato alle dipendenze della X.________ Ltd. dal 4 maggio 1998 al 30 agosto 1999 quale responsabile dello sviluppo commerciale. Non essendo state esaudite le sue richieste di liquidazione in merito al salario del mese di agosto 1999 e alla quota parte di tredicesima, l'11 ottobre 1999 egli ha chiesto al Pretore del Distretto di Lugano di condannare l'ex-datore di lavoro a pagargli fr. 10'666. 65 di salario arretrato e fr. 920. 65 per rimborso spese. La società convenuta ha fatto invece valere in via riconvenzionale una pretesa di fr. 16'500.--, sostenendo di avere versato fr. 1'100.-- di troppo per 15 mensilità. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Con sentenza del 19 gennaio 2000 il Segretario assessore della Pretura di Lugano-Sezione 2 ha accolto parzialmente sia la domanda principale, sia la domanda riconvenzionale, condannando la X.________ Ltd. a pagare fr. </div> <div class="para">9'263. 75 oltre a fr. 500.-- di ripetibili a A.________, e quest'ultimo a rifondere alla prima fr. 11'417. 65 più fr. </div> <div class="para">350.-- di ripetibili. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">B.- Entrambe le parti hanno adito l'autorità cantonale. </div> <div class="para">Con l'appello principale A.________ ha chiesto la reiezione dell'azione riconvenzionale; la X.________ Ltd. , con appello adesivo, ha censurato il giudizio sulle ripetibili, chiedendo che un'indennità di fr. 200.-- le sia accordata per l'azione principale e che quella assegnata per l'azione riconvenzionale sia aumentata a fr. 900.--. Con sentenza del 12 aprile 2000 la II Camera civile del Tribunale d'appello ticinese ha dichiarato compensate le indennità per ripetibili dell'azione principale ed ha respinto la domanda riconvenzionale della X.________ Ltd. , ponendo a suo carico fr. 350.-- di ripetibili concernenti quest'azione e fr. 250.-- per la procedura di appello. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">C.- La X.________ Ltd. insorge davanti al Tribunale federale con ricorso per riforma datato 29 maggio 2000. </div> <div class="para">Prevalendosi di una violazione dell'<span class="artref">art. 43 cpv. 4 OG</span> - apprezzamento giuridico erroneo di un fatto - chiede che l'attore sia condannato in via riconvenzionale a pagarle fr. 11'417. 65 oltre a fr. 900.-- di ripetibili di prima istanza, nonché una somma imprecisata per quelle di appello. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Con risposta del 14 luglio 2000 A.________ postula invece la reiezione del ricorso e la conferma della decisione impugnata. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Considerando in diritto : </div> <div class="para"> </div> <div class="para">1.- La Corte cantonale ha stabilito che, per i primi quattro mesi di attività, il datore di lavoro aveva garantito al dipendente un importo forfetario per provvigioni di fr. 1'100.--. Trascorso questo periodo aveva tuttavia continuato a versare il supplemento al salario fisso per ben 11 mesi, senza riserve e senza presentare i conteggi mensili concernenti le provvigioni. Il datore di lavoro non aveva protestato nemmeno quando il dipendente aveva sollecitato il pagamento dello stipendio del mese di agosto 1999; solamente in sede di causa aveva eccepito l'errore. </div> <div class="para">Da questo comportamento i giudici cantonali hanno dedotto, facendo ricorso anche alla teoria dell'affidamento, una modifica per atti concludenti dell'ammontare e delle modalità di pagamento dello stipendio pattuito inizialmente, ciò che esclude la restituzione per arricchimento indebito. </div> <div class="para">La convenuta ritiene che l'autorità cantonale abbia eseguito un apprezzamento giuridico erroneo dei fatti (<span class="artref">art. 43 cpv. 4 OG</span>). Afferma di non avere mai sostenuto di aver pagato per errore più del salario pattuito: la somma di fr. </div> <div class="para">1'100.-- costituiva un anticipo sulle provvigioni che, per contratto, doveva essere pagato solo per i primi quattro mesi; su richiesta del dipendente l'accordo iniziale era però stato modificato, nel senso che i versamenti erano proseguiti oltre il periodo iniziale, ma sempre come acconti sulle provvigioni che il dipendente avrebbe acquisito. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Ne conclude che, non essendo poi maturati diritti a provvigioni, le somme ricevute andrebbero restituite per intero. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">2.- La tesi della convenuta, contrariamente a quanto obbietta la parte attrice nella risposta, non è affatto nuova; nelle osservazioni all'appello principale presentate davanti alla Corte cantonale era infatti già stata espressa in modo sostanzialmente analogo. Ora, l'apprezzamento giuridico dei fatti - in sostanza l'atto di sussunzione - costituisce l'applicazione del diritto e può senz' altro essere censurato con il ricorso per riforma (<span class="artref"><artref id="CH/173.110/43/4" type="start"></artref><artref id="CH/173.110/43/1" type="start"></artref>art. 43 cpv. 1 e 4 OG</span><artref id="CH/173.110/43/4" type="end"></artref><artref id="CH/173.110/4" type="end"></artref>). Anche l'interpretazione delle manifestazioni di volontà secondo il principio dell'affidamento è una questione di diritto che il Tribunale federale può rivedere liberamente (<a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=2&amp;from_date=20.07.2000&amp;to_date=08.08.2000&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F123-III-165%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page165">DTF 123 III 165</a> consid. 3a). Il gravame è pertanto ricevibile. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">3.- Il contratto di lavoro concluso dalle parti prevedeva uno stipendio mensile fisso di fr. 5'300.-- per 13 mensilità e una provvigione sull'incassato del 5%, rispettivamente 10%, a seconda del settore di attività. La clausola salariale terminava così: </div> <div class="para"> </div> <div class="para">"Tuttavia, per venire incontro alle sue necessità </div> <div class="para">di vita, considerato che nei primi quattro </div> <div class="para">mesi non Le sarà possibile assicurare un incassato </div> <div class="para">da cui percepire provvigioni, Le sarà riconosciuto </div> <div class="para">un bonus provvigionale di fr. 1'100.-- per mese. Così facendo, per il periodo maggio- agosto 1998 avrà garanzia di una spettanza mensile </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> </div> <div class="para">di fr. 6'400.-- (seimilaquattrocento).. " </div> <div class="para"> </div> <div class="para">I giudici cantonali non hanno eseguito accertamenti sulla reale e concorde volontà delle parti, per cui occorre interpretare il contratto secondo la teoria dell'affidamento, ovvero secondo il senso che ogni contraente poteva e doveva ragionevolmente attribuire alle dichiarazioni di volontà, tenuto conto del testo, del contesto e di tutte le circostanze concrete (<a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=2&amp;from_date=20.07.2000&amp;to_date=08.08.2000&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F126-III-119%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page119">DTF 126 III 119</a> consid. 2a, 123 III 165 consid. 3a e riferimenti). Il testo letterale di questa pattuizione è esplicito e chiaro. Al dipendente era stato garantito, per i primi quattro mesi di attività, un salario minimo di fr. 6'400.--, che si componeva dell'importo di base e del bonus provvigionale. Quest'ultima componente della retribuzione, contrariamente al parere della ricorrente, non era quindi un acconto sulle provvigioni, suscettibile di conguagli al termine del periodo di computo, ma costituiva parte integrante del salario ai sensi dell'<span class="artref">art. 322 cpv. 1 CO</span> durante il periodo iniziale. Sotto questo profilo la sentenza impugnata, che considera che l'importo forfetario per provvigioni era stato garantito al dipendente durante i primi quattro mesi, è giusta. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> </div> <div class="para">4.- Trascorsi i primi quattro mesi, la convenuta ha continuato a pagare al dipendente fr. 6'400.-- per altri 11 mesi, praticamente sino al termine del rapporto di lavoro (non ha versato lo stipendio di agosto 1999). Che ciò fosse avvenuto su richiesta del dipendente, non risulta dal giudizio impugnato. L'autorità cantonale, come detto, ha accertato in modo vincolante (<span class="artref">art. 63 cpv. 2 OG</span>) che il datore di lavoro ha eseguito i versamenti mensili incondizionatamente, senza esprimere riserve per il conteggio delle provvigioni; tant'è che ne ha preteso la restituzione solo davanti al Pretore. In tali circostanze la conclusione della Corte cantonale, secondo la quale il contratto è stato modificato per atti concludenti, è conforme al diritto federale: </div> <div class="para">il dipendente poteva in buona fede ritenere che il regime salariale iniziale fosse stato prolungato (Rehbinder, Commentario bernese, ad <span class="artref">art. 322 CO</span>, no. 18). La ricorrente medesima riconosce del resto che, continuando a pagare il supplemento mensile di fr. 1'100.--, era "perfettamente cosciente" di modificare il contratto. È vero che, secondo la sua tesi, la modifica consisteva soltanto nella proroga del regime iniziale concernente l'anticipo sulle provvigioni; s'è tuttavia visto che simile anticipo non era stato pattuito neppure per i primi quattro mesi di attività, per cui la modifica non poteva avere che il significato attribuitole in buona fede dal dipendente. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Dal fatto che l'azione principale del dipendente fosse stata accolta dal Pretore sulla base di uno stipendio mensile di fr. 5'300.-- la convenuta non può trarre nessun argomento a suo favore, perché quella parte del giudizio di prima istanza, decisa nel dispositivo n. 1, non era stata impugnata dinanzi all'autorità cantonale. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">5.- Chi paga volontariamente al dipendente un salario superiore a quanto egli ha diritto non può pretendere la restituzione in applicazione delle regole sull'arricchimento indebito, mancando il requisito dell'errore (Staehlin, Commentario zurighese, <span class="artref">art. 322 CO</span>, n. 36; Rehbinder, loc. cit.). Anche su questo punto la sentenza impugnata rispetta il diritto federale. L'analogia che la convenuta invoca con <a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=2&amp;from_date=20.07.2000&amp;to_date=08.08.2000&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F126-III-119%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page119">DTF 126 III 119</a> non sussiste, perché, in quel caso, era in discussione la restituzione di veri e propri acconti mensili sulla partecipazione percentuale agli utili che spettava al dipendente e che doveva essere calcolata e conguagliata alla fine dell'esercizio annuale; al considerando 3 s'è detto che i versamenti mensili di fr. 1'100.-- effettuati dalla ricorrente erano d'altra natura. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">6.- Per questi motivi il ricorso per riforma si rivela infondato. Non sono prelevate spese giudiziarie della sede federale (<span class="artref">art. 343 cpv. 3 CO</span>). La ricorrente deve rifondere alla parte resistente un'indennità per ripetibili (art. 159 cpv. 1OG). </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Per questi motivi </div> <div class="para"> </div> <div class="para">il Tribunale federale </div> <div class="para"> </div> <div class="para">pronuncia : </div> <div class="para"> </div> <div class="para">1. Il ricorso è respinto e di conseguenza la sentenza impugnata viene confermata. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">2. Non si preleva tassa di giustizia. La convenuta rifonderà all'attore fr. 1500.-- per ripetibili della sede federale. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">3. Comunicazione ai patrocinatori delle parti e alla II Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone Ticino. </div> <div class="para">Losanna, 7 agosto 2000 VIZ </div> <div class="para"> </div> <div class="para">In nome della I Corte civile </div> <div class="para">del TRIBUNALE FEDERALE SVIZZERO: </div> <div class="para">Il Presidente, Il Cancelliere </div> </div></body></html>