<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Le sovvenzioni degli impianti di trattamento dei rifiuti sono regolamentate dalla legge sulla protezione delle acque che stabilisce a quali condizioni si debbano attenere il Consiglio federale e le autorità. In special modo, determina che le misure previste si fondino su una pianificazione appropriata. Se queste condizioni sono soddisfatte, la Confederazione è tenuta a fornire i mezzi. La mozione però, con la sua richiesta di non impegnarsi a favore dell'impianto d'incenerimento di Thun, non darebbe la possibilità all'autorità di valutare se le condizioni sono soddisfatte. Ci si può dunque chiedere se la mozione è lecita.</p><p></p><p>Comunque, per permettere una migliore comprensione della politica federale in materia di trattamento dei rifiuti, riteniamo opportuno fornire le informazioni seguenti:</p><p></p><p>Dato che, se i rifiuti urbani vengono depositati non trattati, ne fuoriesce ancora per decenni gas e per secoli acqua inquinata, la Confederazione e i Cantoni hanno elaborato una strategia di gestione dei rifiuti in base alla quale i rifiuti combustibili devono essere bruciati se non possono essere evitati del tutto o riutilizzati. Di conseguenza l'ordinanza sul trattamento dei rifiuti vieta il deposito di scarti combustibili dopo il 1° gennaio 2000, ivi compresi rifiuti urbani, rifiuti edili combustibili e fanghi residui non riutilizzabili. Perché tale disposizione dell'ordinanza sia rispettata, è necessario mettere a disposizione fino alla data prevista capacità di trattamento sufficienti. A lungo termine, la Confederazione ed i Cantoni vogliono coordinare una distribuzione geografica degli impianti.</p><p></p><p>L'ultimo sondaggio sui rifiuti condotto dalla Confederazione rivela che nel 1996 la quantità di rifiuti combustibili destinati agli impianti d'incenerimento era di 3,2 milioni di tonnellate. Se si tiene conto di una riserva del 5% dovuta alle fluttuazioni stagionali ed alle interruzioni d'esercizio, ciò significa che il numero di impianti d'incenerimento deve essere completato fino all'anno 2000 per permettere di arrivare ad un totale di 3,35 milioni di tonnellate annue.</p><p></p><p>Nel 1996, i 28 impianti esistenti in Svizzera disponevano di una capacità d'incenerimento di 2,9 milioni di tonnellate annue, anche se le tonnellate effettivamente trattate sono state solo 2,3. La differenza è stata smaltita direttamente o per vie non controllate. Tenendo conto degli impianti in costruzione al momento, con una capacità di 200 000 tonnellate, per raggiungere lo scopo prefissato sono dunque necessari impianti per altre 250 000 tonnellate, vale a dire altri due inceneritori.</p><p></p><p>Questa pianificazione è realistica. Sin dal 1993, la Confederazione coordina i progetti cantonali in questo settore e i primi negoziati hanno permesso di rinunciare alla costruzione di 6 impianti nuovi (Pratteln, Fänn, Penthaz, Luzern II, Bern II e Ticino) rendendo possibile un risparmio pubblico per un ammontare di 1,5 miliardi di franchi d'investimenti. Quattro progetti restarono validi, uno a Losanna, uno a Friburgo, uno a Thun ed uno in Ticino. Nuove trattative permisero di rinviare la costruzione degli impianti previsti nella Svizzera romanda, utilizzando in maniera ottimale le capacità esistenti a Ginevra. Possiamo dunque affermare che la Confederazione ha adempito già molto tempo prima della revisione della legge sulla protezione dell'ambiente ai compiti di promuovere la collaborazione tra i Cantoni e di evitare sovracapacità degli impianti di incenerimento.</p><p></p><p>Il progetto di Thun è quello più avanzato dei tre restanti (Svizzera romanda, Thun, Ticino): praticamente si può dare il via alla costruzione. L'autorizzazione a costruire di prima istanza è stata accordata, l'equipaggiamento elettromeccanico è stato ordinato ed il finanziamento è garantito. Il progetto è stato approvato da una grande maggioranza dei Comuni AVAG, l'associazione competente per lo smaltimento dei rifiuti in una regione del Cantone di Berna con più di 300 000 abitanti. Inoltre l'impianto sarà costruito al centro di una zona d'afflusso in cui vengono smaltite più di 110 000 tonnellate di rifiuti all'anno. Di conseguenza, la Confederazione non ritiene opportuno rinunciare al progetto rifiutando al Cantone Berna le sovvenzioni che gli spettano di diritto.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.