<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di modificare l'ordinanza sulle poste in modo che le disposizioni relative all'ubicazione delle cassette delle lettere ai confini della proprietà secondo l'articolo 74 dell'ordinanza sulle poste si applichino solo agli edifici di nuova costruzione, ma non a quelli già esistenti (garanzia di esistenza).</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'ordinanza del 29 agosto 2012 sulle poste (OPO) obbliga i proprietari di case uni- e bifamiliari a collocare le cassette delle lettere ai confini della proprietà, nei pressi dell'accesso all'abitazione generalmente utilizzato (art. 74 cpv. 1). Nel caso di abitazioni plurifamiliari e di edifici adibiti ad uso commerciale, l'impianto di cassette delle lettere può essere collocato nel perimetro di accesso alla casa, se è possibile raggiungerlo dalla strada (cpv. 3).</p><p>L'obbligo di collocare le cassette delle lettere delle case uni- e bifamiliari sulla strada o ai confini della proprietà non vige soltanto dal 1° ottobre 2012, data di entrata in vigore della legislazione sulle poste completamente riveduta, bensì già dal 1974.</p><p>L'ordinanza del DATEC del 18 marzo 1998 concernente l'ordinanza sulle poste prevedeva ancora un disciplinamento transitorio per gli edifici costruiti prima del 1° giugno 1974 (art. 15): la cassetta delle lettere poteva infatti essere lasciata al suo posto se, per raggiungerla, il percorso non superava i 10 metri né comprendeva più di 10 scalini e se le cassette delle lettere soddisfacevano le dimensioni minime legali. Questa disposizione transitoria del diritto previgente è stata abrogata dal Consiglio federale nel 2012 dopo oltre 30 anni, senza più essere sostituita. Ragione per cui le regole dell'OPO si applicano ora a tutti gli edifici. L'articolo 75 OPO prevede ancora eccezioni alle disposizioni relative all'ubicazione, ma soltanto in due casi, ossia quando un collocamento della cassetta delle lettere conforme all'ordinanza comporterebbe disagi eccessivi all'inquilino a causa del suo stato di salute oppure quando si tratta di edifici degni di protezione, per ragioni estetiche.</p><p>Le vigenti disposizioni in materia di ubicazione per le cassette delle lettere sono il risultato di una ponderazione degli interessi. Da una parte, intendono permettere una distribuzione facile, economica ed efficiente ai fornitori di servizi postali. Dall'altra, nell'interesse della clientela, devono servire a ricevere gli invii postali nei pressi dell'ingresso dell'edificio.</p><p>Considerato il netto calo del volume delle lettere e il conseguente aumento dei costi per invio, per la Posta diventa più difficile garantire la copertura dei costi e la convenienza del servizio universale. Poiché la distribuzione a domicilio è la fase più costosa del processo di spedizione, è particolarmente importante garantire che avvenga nel modo più efficiente possibile.</p><p>Il tutto richiede una certa standardizzazione: una cassetta delle lettere collocata in modo non conforme in una singola abitazione comporta una perdita di tempo esigua, di alcuni secondi, ma se questa circostanza si riproduce lungo l'intera rete di distribuzione il dispendio temporale diventa significativo.</p><p>Secondo una consolidata prassi del Tribunale amministrativo federale l'ordine di spostamento di una cassetta delle lettere è giustificato se motivato da un calcolo previsionale del tempo di distribuzione aggiuntivo. Nell'ambito del servizio universale la Posta è vincolata dal principio del pari trattamento. Considerato il numero elevato di cassette delle lettere, la Posta effettua i suoi controlli in modo scaglionato. Il Tribunale amministrativo federale reputa opportuna questa procedura.</p><p>Se i proprietari di immobili e la Posta non riescono a trovare un'intesa quanto all'ubicazione di una cassetta delle lettere, è possibile adire la PostCom. Quest'ultima esamina singolarmente le domande nell'ambito di una procedura amministrativa ed emana una decisione impugnabile.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.