<!DOCTYPE html> <html lang="it"><head><meta charset="utf-8"/></head><body><div class="Section1"> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td colspan="2" valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span><img alt="" height="38" src="http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&amp;WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&amp;WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&amp;OmnisLibrary=JURISWEB&amp;OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&amp;OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&amp;Parametername=WWWTI&amp;Schema=TI_WEB&amp;Source=&amp;Aufruf=getImage&amp;nF38_KEY=11515" width="37"/></span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span><img alt="" height="25" src="http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&amp;WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&amp;WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&amp;OmnisLibrary=JURISWEB&amp;OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&amp;OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&amp;Parametername=WWWTI&amp;Schema=TI_WEB&amp;Source=&amp;Aufruf=getImage&amp;nF38_KEY=11516" width="21"/></span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Incarto n.<br/> </span><a id="IN_NUMERO"><b><span>16.2001.00069</span></b></a></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><a id="ID_LUOGO"><span>Lugano</span></a></p> <p class="MsoNormal"><a id="IN_DATA_DECISIONE"><span>7 febbraio 2002</span></a><span>/kc</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td colspan="3" valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>In nome<br/> della Repubblica e Cantone<br/> del Ticino</span></p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> <tr> <td colspan="6" valign="top"> <p class="MsoNormal"><a id="IN_ISTANZA_SPEC"><b><span>La Camera di cassazione civile del Tribunale d'appello</span></b></a></p> </td> </tr> <tr> <td colspan="6" valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> </tr> <tr> <td colspan="6" valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> </tr> <tr> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> </tr> </table> <p class="R1"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="R1"><span>composta dei giudici:</span></p> </td> <td valign="top"> <p class="R1"><span>Chiesa, presidente, <br/> Cocchi e Giani</span></p> </td> </tr> </table> <p class="R1"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="R1"><span>segretaria:</span></p> </td> <td valign="top"> <p class="R1"><span>Petralli Zeni, vicecancelliera</span></p> </td> </tr> </table> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span>sedente per giudicare il ricorso per cassazione 7 settembre 2001 presentato da</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="R1"><b><span> </span></b></p> </td> <td colspan="2" valign="top"> <p class="R1"><b><span>__________</span></b><span> </span></p> <p class="R1"><span>(patr. dall'avv. __________)</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> </td> </tr> <tr> <td valign="top"> <p class="R1"><span> </span></p> </td> <td valign="top"> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span>Contro</span></p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> </table> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span>la sentenza 31 agosto 2001 del Segretario assessore della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 3, nella causa a procedura inappellabile promossa con istanza 7 giugno 2000 nei confronti di</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="R1"><span> </span></p> </td> <td valign="top"> <p class="R1"><b><span>__________</span></b></p> </td> </tr> </table> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span>con la quale l’istante ha chiesto il pagamento di fr. 4'800.– oltre accessori, domanda </span></p> <p class="R1"><span>respinta dal primo giudice, </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span>esaminati gli atti e constatato come il convenuto non abbia presentato osservazioni al ricorso;</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span>considerato</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><b><span>in fatto e in diritto:</span></b></p> <p class="R1"><b><span> </span></b></p> <p class="R1"><b><span>1.</span></b><span>L'11 febbraio 2000 __________ ha acquistato da __________ un veicolo d’occasione __________ del 1987 con circa 150'000 km al prezzo concordato di fr. 5’000.– oltre fr. 200.– per i copertoni. Quel giorno stesso il veicolo, utilizzato dall'acquirente per una trasferta a __________, ha manifestato una serie di inconvenienti tali da renderlo inutilizzabile, tant’è che l’auto ha dovuto essere rimpatriata mediante gli appositi servizi di recupero veicoli (doc. C). In considerazione della gravità dei difetti riscontrati che hanno necessitato interventi di riparazione per complessivi fr. 5'887.75 (doc. H e L), con istanza in esame __________ ha convenuto in giudizio il venditore della vettura, postulandone la condanna al pagamento di fr. 4'800.–. __________ si è opposto all'istanza, contestando ogni sua responsabilità per i difetti lamentati dall'istante, difetti a lui sconosciuti e per i quali egli ha escluso qualsiasi garanzia al momento della vendita del veicolo per l'acquisto del quale l'acquirente aveva posto quale unica condizione il superamento del collaudo presso l'autorità cantonale di Camorino, condizione pacificamente adempiuta.</span></p> <p class="R1"><b><span>2.</span></b><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>2.</b> Con il querelato giudizio il segretario assessore, esclusa l'applicabilità dell'art. 199 CO (nullità dell’esclusione o limitazione della garanzia), non avendo il convenuto dolosamente dissimulato la presenza di difetti nell'auto venduta, ha negato l'attualità dell'art. 197 CO poiché le parti avevano tacitamente escluso qualsiasi garanzia per la vettura venduta. A mente del primo giudice, il contratto di compravendita soggiaceva alla sola condizione del superamento del collaudo, avvenuto il quale il contratto era da ritenersi perfezionato. Date le peculiarità del veicolo venduto (veicolo americano, di 12 anni con 150'000 km), anche un'interpretazione della volontà delle parti secondo il principio dell'affidamento escluderebbe la concessione di qualsiasi garanzia per difetti da parte del venditore. Da qui la reiezione dell'istanza.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>3.</b> Con il presente tempestivo gravame __________ è insorto contro il predetto giudizio postulandone l'annullamento sulla base del titolo di cassazione di cui all'art. 327 lett. g CPC. Il ricorrente rimprovera al primo giudice di aver arbitrariamente valutato le risultanze istruttorie e di aver erroneamente applicato il diritto sostanziale, in particolare per aver dedotto dalla richiesta di superamento del collaudo l'esclusione della garanzia per difetti. Contestato dal ricorrente è pure il riferimento, effettuato dal primo giudice, al principio dell’affidamento, non trattandosi nel caso di specie dell'interpretazione di una clausola contrattuale. Ricorda inoltre che, nel dubbio, una clausola d'esclusione di garanzia dev'essere interpretata in modo restrittivo.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>4. </b>Giusta l’art. 327 lett. g CPC una sentenza del Pretore o del Giudice di pace può essere annullata quando è stata manifestamente violata una norma di diritto materiale o formale oppure in caso di valutazione manifestamente errata di atti di causa o di prove. Per costante giurisprudenza del Tribunale federale una decisione è arbitraria quando viola gravemente una norma o un principio giuridico chiaro e indiscusso o quando contrasta in modo intollerabile con il sentimento della giustizia e dell’equità. Arbitrio e violazione della legge non vanno confusi: per essere definita arbitraria una violazione dev’essere manifesta e riconosciuta (o riconoscibile) a prima vista; l’arbitrio non può essere ravvisato già nella circostanza che un’altra soluzione sarebbe immaginabile o persino preferibile, così che è possibile scostarsi da questa scelta solamente se la soluzione censurata appare insostenibile, in contraddizione palese con la situazione reale, non sorretta da ragione oggettiva o lesiva di un diritto certo (<b>DTF</b> 126 I 170 consid. 3a).</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>5.</b> L’art. 197 CO stabilisce che il venditore risponde nei confronti del compratore delle qualità promesse e dei difetti che, materialmente o giuridicamente, tolgono o diminuiscono notevolmente il valore della cosa o l’attitudine all’uso cui essa è destinata, e questo indipendentemente dalla circostanza che tali manchevolezze siano o meno note al venditore. Se è dato uno di questi casi, il compratore –premessa la tempestiva notifica del difetto ai sensi dell’art. 201 CO– può chiedere la risoluzione della vendita o il risarcimento per il minor valore della cosa (art. 205 CO), oppure –per cose fungibili– la sostituzione dell’oggetto venduto (art. 206 CO), come pure il risarcimento del danno (art. 208, 195, 196 CO). Escluso il caso di applicazione dell'art. 199 CO, là dove il venditore che ha dolosamente dissimulato la presenza di difetti ne risponde anche in presenza di clausole di esclusione della garanzia, le norme sulla garanzia per difetti sono di diritto dispositivo, ciò che permette alle parti di derogarvi o di sostituire ad esse, se lo desiderano, clausole contrattuali riguardanti l’eventualità che si verifichino difetti nell’oggetto venduto (<b>Maissen L.</b>, Sachgewährleistungsprobleme beim Kauf von Auto–Occasionen, Zurigo 1999, pag. 110). Tali clausole, a dipendenza della volontà delle parti e delle particolarità del caso, possono avere lo scopo di estendere oppure di limitare il diritto alla garanzia accordato al compratore dalle norme del CO e possono riguardare sia la durata, sia il contenuto della garanzia, oppure ancora le formalità necessarie all’esercizio del diritto (<b>Honsell H., </b>in Commentario di Basilea, ed. 2, N. 1 ad art. 199 CO). L'esclusione, rispettivamente la limitazione della garanzia può essere esplicita o tacita; in questa seconda ipotesi essa può risultare dalle circostanze del caso concreto dalle quali si può desumere che l'acquirente si assume i rischi circa il valore e l'utilità del mezzo (<b>Honsell, </b>op. cit., ibidem; <b>Maissen</b>, op.cit., pag. 111). La portata di tali accordi dipende quindi dall'interpretazione del contratto e della volontà delle parti (<b>Maissen</b>, op.cit., pag. 112; <b>JT</b> 1968, 400).</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>6. </b>Già l’ampiezza del compito affidato al giudice, riduce le possibilità d’intervento di questa Camera, a meno che –evidentemente– la conclusione del primo giudice sia manifestamente in contrasto con le risultanze dell’istruttoria considerate nel loro complesso e configuri quindi gli estremi dell’arbitrio. Nel caso concreto, contrariamente a quanto preteso dal ricorrente, la conclusione del segretario assessore secondo la quale al momento della conclusione del contratto di compravendita le parti avrebbero tacitamente inteso escludere qualsiasi garanzia per difetti, non è arbitraria non essendo in contrasto con le risultanze istruttorie e rientrando senz'altro in un contesto del tutto sostenibile. E' infatti emerso che, al momento dell'acquisto dell'auto, l'unica preoccupazione dell'istante, che ha scelto il veicolo d’occasione così "come visto e piaciuto" (cfr. interrogatorio formale istante, risposta n. 2), era quella di ricevere una vettura collaudata (__________), e così è stato. Non possono così stupire le conclusioni espresse al proposito dal segretario assessore; se è vero che il superamento di un controllo di natura amministrativa nulla ha a che vedere con il problema della garanzia per difetti, è infatti altrettanto vero che entrambi i momenti hanno pur in comune le qualità del veicolo, potendo rappresentare il controllo ufficiale un grado minimo di tali qualità, ossia di assenza di difetti, connesso con la messa in circolazione della vettura. In altre parole, l'intenzione delle parti di esonerare il venditore dalla concessione di eventuali altre garanzie può essere dedotta da questa circostanza, ovvero dalla volontà particolare dell'acquirente di ottenere un veicolo collaudato. D'altra parte, proprio il fatto che l'acquirente pretendesse esplicitamente l'avvenuto collaudo quando quel controllo è comunque obbligatorio ogni volta che un veicolo cambia di mano, indica che quella condizione dovesse avere un significato particolare anche nel rapporto di diritto privato. Ma in particolare l’esclusione di qualsiasi garanzia da parte del venditore è sostenibile in considerazione delle caratteristiche della vettura venduta: un'auto americana, di 12 anni con oltre 150'000 km di percorrenza, destinata quindi a una cerchia determinata e limitata di interessati (teste __________) e del fatto che, trattandosi di un’auto d'occasione, la giurisprudenza riconosce una garanzia limitata, nel senso che chi compera simili veicoli si assume il rischio di dover far fronte nell’immediato a determinate riparazioni, ritenuto che in quest’ambito non costituiscono difetti le anomalie riconducibili a un'usura normale del veicolo (<b>JT </b>1968, 401).</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>7. </b>Alla luce di quanto esposto il ricorso, che non ha evidenziato il titolo di cassazione invocato, in particolare non quello dell’arbitraria valutazione da parte del segretario assessore delle circostanze del caso concreto, rispettivamente del contenuto degli accordi intervenuti tra le parti in merito all'esclusione della garanzia per difetti, deve essere respinto.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> Tassa di giustizia, spese e ripetibili seguono la soccombenza (art. 148 CPC), mentre al convenuto non vengono assegnate ripetibili di questa sede non avendo formulato osservazioni al ricorso.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span>Per i quali motivi,</span></p> <p class="R1"><span>richiamati gli art. 327 segg. CPC, per le spese l’art. 148 CPC e la LTG</span></p> <p class="R1"><b><span> </span></b></p> <p class="R1"><b><span> </span></b></p> <p class="R1"><b><span>pronuncia:</span></b><span> <b>1.</b> Il ricorso per cassazione 7 settembre 2001 di __________ è <b>respinto</b>.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>2.</b> Le spese del presente giudizio, consistenti in:</span></p> <p class="R1"><span> a) tassa di giustizia fr. 270.–</span></p> <p class="R1"><span> b) spese fr. 30.–</span></p> <p class="R1"><span> fr. 300.–</span></p> <p class="R1"><span> già anticipate dal ricorrente, rimangono a suo carico.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>3.</b> Intimazione a:</span></p> <p class="R1"><span> – __________;</span></p> <p class="R1"><span> – __________</span></p> <p class="R1"><span> Comunicazione alla Pretura del Distretto di Lugano, Sezione 3.</span></p> <p class="R1"><b><span> </span></b></p> <p class="R1"><b><span> </span></b></p> <p class="R1"><b><span> </span></b></p> <p class="R1"><b><span>Per la Camera di cassazione civile del Tribunale d’appello</span></b></p> <p class="R1"><span>Il presidente La segretaria</span></p> </div></body></html>