<h2>SubmittedText<h2><p>Gli acquisti della Confederazione e delle aziende da lei controllate raggiungono un volume particolarmente consistente (quasi 4 miliardi di franchi), esercitando un evidente impatto economico.</p><p>Considerando che è stato fortemente ridotto il contributo indiretto alla politica regionale fornito in passato da questi stessi enti (ex-regie federali e alcuni comparti della Confederazione), chiedo se il Consiglio federale non intenda almeno in parte adeguare la politica degli acquisti, tenendo maggiormente conto dei suoi effetti regionali.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale ha già più volte avuto l'occasione di prendere posizione sul tema della politica regionale e sugli acquisti pubblici (cfr. interpellanza Kohler 04.3214, interpellanza Darbellay 03.3589, mozione Meier-Schatz 03.3535, interrogazione ordinaria Brunner 03.1017, interpellanza Pelli 02.3320). Nelle risposte a tali interventi esso ha indicato le condizioni quadro giuridiche e ha ripetutamente rilevato che la legge federale sugli acquisti pubblici (LAPub; RS 172.056.1) attua gli accordi internazionali nel settore degli acquisti pubblici (Accordo del 15 aprile 1994 sugli appalti pubblici; RS 0.632.231.422; Accordo del 21 giugno 1999 tra la Confederazione Svizzera e la Comunità europea su alcuni aspetti relativi agli appalti pubblici; RS 0.172.052.68) e quindi non sono più ammessi criteri quali la politica regionale e strutturale per l'aggiudicazione di una commessa. Il Consiglio federale dispone di altri strumenti per il promovimento delle regioni periferiche.</p><p>Secondo la vigente politica del Consiglio federale nel campo dell'armamento, le disposizioni del diritto in materia di appalti pubblici sono applicabili anche per l'acquisto di beni, prestazioni edili e servizi del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS).</p><p>Un accesso per quanto possibile trasparente alle imprese provenienti da tutte le regioni della Svizzera è uno dei più importanti obiettivi del governo, in quanto in questo modo vengono promosse la concorrenza e le pari opportunità delle imprese. La creazione del portale Internet per la pubblicazione di tutti i bandi pubblici nazionali deve facilitare l'accesso al mercato degli acquisti pubblici, in particolare per le piccole e medie imprese. Il relativo progetto (www.simap.ch) è stato realizzato congiuntamente dalla Confederazione e dai cantoni.</p><p>In questo contesto occorre evidenziare che la politica d'armamento del Consiglio federale prevede il ricorso all'industria svizzera in caso di grossi acquisti di materiale d'armamento sotto forma di partecipazioni dirette e indirette dell'industria (operazioni di compensazione e di offset). Il volume delle operazioni di offset, che dipende dall'entità dei programmi di armamento, ammonta annualmente a parecchie centinaia di milioni di franchi. Armasuisse intrattiene con l'industria svizzera ottimi contatti in tutte le regioni. Nel quadro dei simposi con Swissmem (Associazione svizzera dell'industria meccanica, elettrotecnica e metallurgica con oltre 1000 imprese associate comprese quelle del settore della tecnica della difesa e Swiss Aeronautical Industries Group), con il Groupe suisse romand pour le matériel de défense et de sécurité (GRPM) e grazie ai numerosi contatti bilaterali con l'industria svizzera vengono create le premesse affinché pervengano offerte di industrie da tutte le regioni. Grazie alla loro competitività le imprese coinvolte ricevono regolarmente considerevoli appalti.</p><p>L'industria svizzera e le sue associazioni economiche hanno compreso che la loro competitività a livello nazionale e internazionale è la garanzia per il loro futuro economico. Nell'interesse di una crescita economica sana, il rafforzamento della concorrenza è per il Consiglio federale un'esigenza importante. Una politica strutturale e regionale che ostacoli o escluda addirittura la concorrenza indebolisce la competitività delle imprese e quindi la loro posizione sul mercato. L'industria svizzera e Armasuisse intrattengono quindi le loro relazioni d'affari nello spazio economico svizzero e nel quadro di attività comuni internazionali.</p><p>Occorre inoltre segnalare che, nel quadro della loro osservazione del mercato, i servizi di acquisto della Confederazione invitano fornitori competitivi di tutte le regioni del Paese a presentare le loro offerte. A titolo d'esempio, nel caso di commesse per la fornitura di stampati, imprese romande e ticinesi vengono regolarmente invitate a inoltrare la loro offerta. Le imprese hanno però anche la possibilità di assumere un ruolo attivo, infatti possono sensibilizzare i Servizi di acquisto della Confederazione sulle loro prestazioni.</p>  Risposta del Consiglio federale.