<h2>SubmittedText<h2><p>La revisione della legge sull'asilo è stata approvata con una larga maggioranza. Ciononostante alcuni partiti hanno già iniziato a sottoporre a dibattito nuove modifiche di legge. I Verdi ritengono che ora ci si debba concentrare a livello nazionale sull'attuazione della revisione, che il Consiglio federale, considerata la catastrofe dei rifugiati di portata storica, debba inoltre</p><p>- rafforzare la cooperazione internazionale e sostenere uno sviluppo dell'Accordo di Dublino che permetta l'accesso legale alle procedure d'asilo in Europa;</p><p>- sfruttare le possibilità a disposizione per azioni umanitarie a favore dei profughi bloccati in Grecia e nei campi in Turchia.</p><p>1. Quali sforzi sta profondendo la Confederazione per far sì, parallelamente all'attuazione del riassetto del settore dell'asilo, che i cantoni applichino le procedure abbreviate per fornire velocemente alle persone bisognose di protezione loro assegnate un sostegno forte all'integrazione?</p><p>2. Il grado di successo ottenuto dai cantoni nell'incentivare la partecipazione delle persone bisognose di protezione alla vita lavorativa è molto diverso. Il Consiglio federale è disposto a raccogliere le migliori pratiche dei cantoni di successo ed eventualmente impegnarsi affinché anche altri cantoni le adottino?</p><p>3. I Verdi europei hanno sottoposto a dibattito uno sviluppo dell'Accordo di Dublino, i cui elementi chiave sono: accesso legale a una procedura d'asilo (legal access) per i rifugiati che si trovano al di fuori di un Paese Dublino; chiave di ripartizione vincolante per tutti gli Stati Dublino, che tenga conto del numero di abitanti, della potenza economica e dei rifugiati già accolti; sistema di preferenza (senza diritto legale) che permetta di tener conto, per quanto possibile, della preferenza dei rifugiati per un determinato Paese di destinazione; accesso dei rifugiati alla libera circolazione delle persone una volta decorso un termine di attesa di due anni. Il Consiglio federale intende attivarsi per un simile sviluppo a livello europeo?</p><p>4. Il Consiglio federale intende sfruttare le possibilità a disposizione per accogliere in Svizzera persone particolarmente vulnerabili (feriti, richiedenti l'asilo minorenni non accompagnati, famiglie con figli, donne traumatizzate) provenienti da campi profughi ad esempio in Turchia e in Grecia?</p><p>5. Quali possibilità vi sono a parere del Consiglio federale per migliorare la situazione soprattutto dei richiedenti l'asilo minorenni non accompagnati in fuga, che stando a diversi rapporti sono molto numerosi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. L'attuazione della revisione della legge sull'asilo permetterà di ridurre la durata delle procedure d'asilo. In tal modo, in futuro la promozione dell'integrazione delle persone del settore dell'asilo autorizzate a restare in Svizzera sarà avviata prima. Dal 2014 la promozione specifica dell'integrazione dei rifugiati e delle persone ammesse provvisoriamente è condotta nel quadro dei programmi cantonali d'integrazione (PIC). Il 18 dicembre 2015 il Consiglio federale ha deciso un programma pilota quadriennale che oltre al finanziamento di circa 1000 apprendistati preliminari d'integrazione prevede anche contributi ai cantoni per la promozione linguistica di richiedenti l'asilo con prospettiva di poter restare. Il programma pilota sarà avviato nel 2018. Al fine di migliorare l'integrazione delle persone del settore dell'asilo nel mercato del lavoro, si prevede inoltre di abolire l'obbligo del contributo speciale e l'obbligo di autorizzazione per l'esercizio di un'attività lucrativa da parte di rifugiati e persone ammesse provvisoriamente (Messaggio aggiuntivo del 4 marzo 2016 concernente la modifica della legge federale sugli stranieri "Integrazione", FF 2016 2471). Infine, s'intende esaminare in maniera approfondita, nell'ambito di un rilevamento continuo dei costi sostenuti dai cantoni nel settore dell'asilo, anche nuovi modelli d'indennizzo che prevedano ulteriori incentivi per migliorare l'integrazione dei rifugiati riconosciuti e delle persone ammesse provvisoriamente.</p><p>2. Il successo delle misure d'integrazione professionale dipende da vari fattori, tra cui, oltre all'orientamento delle misure, anche dall'offerta di posti di lavoro nel rispettivo cantone. In merito alle cause dei diversi gradi di successo sono disponibili numerosi rapporti empirici e analisi. Le attività e le misure efficaci per migliorare le possibilità sul mercato del lavoro sono pure illustrate nei rapporti dei PIC. La Segreteria di Stato della migrazione promuove inoltre programmi e progetti innovativi d'importanza nazionale. I programmi sull'accertamento del potenziale di rifugiati e persone ammesse provvisoriamente, il programma di mentorato 2014-2016 o le misure sul lavoro del dialogo integrazione della Conferenza tripartita sugli agglomerati, ad esempio, indicheranno possibili strade per potenziare ulteriormente l'integrazione professionale.</p><p>3. Il 4 maggio 2016 la Commissione europea ha pubblicato una proposta di revisione del regolamento Dublino III volta a rafforzare la solidarietà in seno al sistema Dublino e ad aumentarne l'efficienza e la stabilità in caso di crisi. La proposta riprende anche uno dei punti menzionati: prevede un meccanismo correttivo (chiave di ripartizione) teso a sgravare gli Stati Dublino interessati da una particolare pressione migratoria. La revisione proposta non riguarda invece il miglioramento dell'accesso legale alla procedura d'asilo, la considerazione di preferenze personali dei richiedenti l'asilo per determinati Paesi d'accoglienza o la concessione della libera circolazione ai rifugiati riconosciuti. Nel quadro della sua associazione a Dublino, la Svizzera partecipa ai relativi dibattimenti e il Consiglio federale sostiene in linea di massima gli sforzi a favore di una ripartizione equa dei richiedenti l'asilo nello spazio Dublino.</p><p>4. Dall'inizio della guerra civile in Siria, nel marzo 2011, il Consiglio federale ha messo a disposizione oltre 250 milioni di franchi per l'aiuto umanitario in loco a favore della popolazione bisognosa e sostiene anche il processo di pace dell'ONU a livello politico, finanziario e organizzativo. Oltre a ciò, accogliendo le persone particolarmente bisognose di protezione la Svizzera invia già oggi un importante segnale di solidarietà. Nel quadro dei correnti programmi di reinsediamento (resettlement) di rifugiati riconosciuti e di ricollocazione (relocation) di richiedenti l'asilo bisognosi di protezione provenienti dall'Italia o dalla Grecia, nonché della concessione di visti umanitari, la Svizzera accoglie già in modo mirato gruppi vulnerabili come famiglie, malati o minori non accompagnati. In linea di principio il Consiglio federale è disposto a continuare ad applicare gli strumenti esistenti per proteggere le persone minacciate o particolarmente vulnerabili.</p><p>5. Il Consiglio federale è preoccupato dall'aumento del numero di minori non accompagnati tra i migranti e i rifugiati. Queste persone hanno esigenze di protezione specifiche e sono particolarmente a rischio di diventare vittime della tratta di esseri umani. Esso sostiene anche le raccomandazioni formulate nel luglio 2016 dalla Conferenza delle direttrici e dei direttori delle opere sociali in merito all'alloggio e all'assistenza dei minorenni non accompagnati. Tali raccomandazioni intendono contribuire a tutelare nel miglior modo possibile gli interessi dei bambini e degli adolescenti nel settore dell'asilo, ad esempio nella scelta della forma adeguata di alloggio o nella ricerca di famigliari.</p>  Risposta del Consiglio federale.