<h2>SubmittedText<h2><p>Stando al suo avvocato Elise Shubs, sembrerebbe che prima della sua espulsione forzata verso la Svezia, Fahad Khammas (qui di seguito Fahad K.) sarebbe stato detenuto a Zurigo in condizioni inaccettabili. Mi permetto quindi di interpellare il Consiglio federale in merito ai fatti relativi alla sua amministrazione e in particolare all'Ufficio federale della migrazione (UFM):</p><p>1. È vero che Fahad K. è stato detenuto in condizioni inaccettabili e che l'UFM ne era al corrente?</p><p>2. Il Consiglio federale è consapevole che la situazione in Iraq non è stabile e che Fahad K. sarebbe in pericolo se fosse rimpatriato, visto che lavorava come interprete per l'esercito americano?</p><p>3. Prima di rinviare Fahad K. in Svezia, il Consiglio federale ha avuto contatti con il governo svedese?</p><p>4. Il governo svedese informerà il Consiglio federale sull'esito del caso Fahad K.?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il competente Ufficio della migrazione del Cantone di Zurigo ha informato l'Ufficio federale della migrazione (UFM) in merito all'incarcerazione di Fahad K, avvenuta il 23 marzo 2009. Le autorità giudiziarie zurighesi sono responsabili della gestione del carcere dell'aeroporto. L'Ufficio zurighese per l'esecuzione della giustizia (Amt für Justizvollzug) ha preso posizione in merito alle accuse pubbliche relative alle condizioni di detenzione di Fahad K., definendole ingiustificate. Le condizioni di detenzione nel carcere dell'aeroporto di Zurigo sono controllate regolarmente. Non sussiste alcun indizio secondo cui nel caso in questione l'esecuzione della carcerazione non sarebbe stata conforme alle prescrizioni.</p><p>2. Il Consiglio federale si è espresso in merito alla valutazione della situazione in Iraq nella sua risposta all'interpellanza Tschümperlin 09.3367. Per la procedura d'asilo nel caso di Fahad K. è competente la Svezia, in quanto "Stato di Dublino". Gli Stati di Dublino hanno firmato sia la Convenzione del 4 novembre 1950 per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU; RS 0.101) sia la Convenzione del 28 luglio 1951 sullo statuto dei rifugiati (RS 0.142.30). Il Consiglio federale non vede dunque alcun motivo di esprimersi su un possibile pericolo per Fahad K. in caso di un eventuale rimpatrio in Iraq.</p><p>3. Nel caso di una "procedura Dublino", il Consiglio federale non ha nessun motivo per contattare il governo di un altro Stato. La procedura Dublino serve a determinare lo Stato competente per l'esecuzione di una procedura d'asilo. Se la competenza è accertata e accettata dall'altro Paese, la persona è trasferita previa notifica all'autorità Dublino dello Stato d'accoglienza. Nel caso di Fahad K. l'UFM si è informato presso l'autorità partner svedese sullo stato attuale della procedura e sulle possibilità di ricorso, dopo che nei media svizzeri era stato falsamente affermato che Fahad K., una volta rinviato in Svezia, avrebbe dovuto proseguire immediatamente per Bagdad, dove la sua vita sarebbe in pericolo.</p><p>4. Non è previsto di monitorare i "casi Dublino", poiché una persona è trasferita in un Paese terzo nell'ambito di una procedura Dublino soltanto se è garantita la protezione da un respingimento ingiustificato. Come già affermato in precedenza, gli Stati Dublino, in quanto Paesi firmatari, sono obbligati a rispettare la CEDU e la Convenzione sullo statuto dei rifugiati. Non sussistono indizi secondo cui la Svezia non osservi gli obblighi derivanti da tali convenzioni.</p>  Risposta del Consiglio federale.