<h2>SubmittedText<h2><p>Nel rapporto sullo sviluppo territoriale 2005, l'Ufficio federale dello sviluppo territoriale (ARE) presenta proposte a favore di una cosiddetta politica fondiaria attiva.</p><p>L'ARE propone, tra l'altro, di creare una base legale a livello federale che consenta agli enti pubblici di utilizzare gli strumenti quali i diritti di compera, di prelazione e di espropriazione al fine di attuare una politica attiva nell'ambito della pianificazione del territorio. Le proposte avanzate nel rapporto vertono, ad esempio, sul contingentamento delle zone edificabili o delle zone da urbanizzare, così come sui certificati di utilizzazione delle superfici negoziabili all'interno delle zone edificabili.</p><p>Al riguardo, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quali sono gli obiettivi di queste proposte e quali miglioramenti si attende il Consiglio federale in relazione al futuro sviluppo territoriale?</p><p>2. Qual è lo stato di avanzamento dei lavori preliminari per un'eventuale modifica legislativa?</p><p>3. Al riguardo, è già stata condotta un'indagine conoscitiva? Quali cerchie sono state coinvolte? È già stata presentata la valutazione dei risultati?</p><p>4. Quali studi sono già stati commissionati in merito (contenuto, mandatario e costi per mandato)?</p><p>5. Quali sarebbero le possibili conseguenze per i proprietari, il cui terreno è stato incluso in maniera giuridicamente vincolante in una zona edificabile, e per i diritti di ipoteche legali connesse a un simile terreno?</p><p>6. Secondo il parere del Consiglio federale, con l'introduzione di simili misure (come p. es. i certificati di utilizzazione delle superfici), non si corre il rischio di eludere la garanzia della proprietà di cui all'articolo 26 della Costituzione federale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel suo rapporto sullo sviluppo territoriale 2005, l'Ufficio federale dello sviluppo territoriale (ARE) giunge alla conclusione che l'evoluzione territoriale registrata negli ultimi decenni non può essere considerata sostenibile. La tendenza allo sviluppo disordinato del territorio, alla crescita dispersiva della superficie degli insediamenti nel paesaggio e all'aumento della mobilità forzata non conosce flessioni. Le conseguenze sono costi e carichi ambientali elevati. I costi dell'odierna urbanizzazione ricadono sempre più sugli enti pubblici ed indirettamente anche sull'economia e sulla popolazione. Questa visione è stata in linea di massima confermata dai risultati dell'indagine conoscitiva.</p><p>In merito alle singole domande,il Consiglio federale risponde come segue:</p><p>1. Le proposte volte a favorire una politica fondiaria più attiva devono consentire un'utilizzazione ottimale delle infrastrutture che non incida quantitativamente e qualitativamente sul suolo. L'insufficiente internalizzazione dei costi esterni e i mancati prelievi dei plusvalori fondiari indotti da misure pianificatorie, di allacciamento e infrastrutturali comportano inoltre (assieme al fatto che in alcune località le zone edificabili sono sovradimensionate e che oltrettutto risultano mal situate nell'ottica dell'ordinamento del territorio) falsi incentivi e distorsioni del mercato. L'importanza economica del suolo come risorsa limitata non è quindi tenuta sufficientemente in considerazione. Gli strumenti di economia di mercato (come p. es. i certificati di utlizzazione delle superfici negoziabili) potrebbero completare gli attuali strumenti di pianificazione direttrice e di utilizzazione e frenare la dispersione degli insediamenti e il consumo di terreno, contribuendo così all'utilizzazione parsimoniosa del suolo sancita dalla Costituzione federale e a un'urbanizzazione ordinata del territorio.</p><p>2./3. I lavori per la revisione della legge sulla pianificazione del territorio prevista nel programma di legislatura 2003-2007 sono in corso. Alla luce dell'attuale stato di avanzamento della procedura, la consultazione dovrebbe essere avviata nel corso del secondo trimestre del 2008.</p><p>4. In relazione ai certificati di utilizzazione delle superfici menzionati dall'autore del presente intervento, nel 2006 è stato condotto uno studio (disponibile solo in tedesco "Flächennutzungszertifikate - Systemdesign und wirtschaftliche Auswirkungen") i cui risultati sono stati pubblicati sul sito dell'ARE. Lo studio giunge alla conclusione che i certificati di utilizzazione delle superfici, se presentano obiettivi quantitativi contenuti, potrebbero essere non solo efficaci ma anche sostenibili sul piano economico e sociale. Sulla base delle offerte pervenute, il mandato è stato affidato all'ufficio Infras SA di Zurigo per un limite massimo dei costi pari a 50 000 franchi.</p><p>5./6. Solo quando sarà stata fatta chiarezza sulle misure concrete da adottare, sarà possibile formulare una risposta in merito alle possibili conseguenze per i proprietari fondiari e alle eventuali ripercussioni sulla garanzia della proprietà sancita dalla Costituzione. Al momento non vi è ancora nulla di definitivo. È evidente, tuttavia, che tutte le proposte che il Consiglio federale sottoporrà al Parlamento in vista di un'eventuale modifica della legge sulla pianificazione del territorio dovranno rientrare nel quadro e nei limiti previsti dalla Costituzione federale.</p>  Risposta del Consiglio federale.