<!DOCTYPE html> <html lang="it"><head><meta charset="utf-8"/></head><body><div class="WordSection1"> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td colspan="2" valign="top"> <p class="R2"> </p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><img alt="" height="38" src="http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&amp;WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&amp;WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&amp;OmnisLibrary=JURISWEB&amp;OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&amp;OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&amp;Parametername=WWWTI&amp;Schema=TI_WEB&amp;Source=&amp;Aufruf=getImage&amp;nF38_KEY=271610" width="37"/></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><img alt="" height="25" src="http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&amp;WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&amp;WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&amp;OmnisLibrary=JURISWEB&amp;OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&amp;OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&amp;Parametername=WWWTI&amp;Schema=TI_WEB&amp;Source=&amp;Aufruf=getImage&amp;nF38_KEY=271611" width="21"/></p> </td> <td valign="top"><a id="X_NOT_ACTUALIZE"></a> <p class="MsoNormal"> </p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Incarto n.<br/> </span>52.2018.477</p> <p class="MsoNormal"> </p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Lugano</span></p> <p class="MsoNormal"><a id="IN_DATA_DECISIONE">6 dicembre 2018</a></p> <p class="MsoNormal"> </p> </td> <td colspan="3" valign="top"> <p class="MsoNormal">In nome<br/> della Repubblica e Cantone<br/> Ticino</p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> <tr> <td colspan="6" valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span>Il Tribunale cantonale amministrativo</span></b></p> </td> </tr> <tr> <td colspan="6" valign="top"> <p class="MsoNormal"> </p> </td> </tr> <tr> <td colspan="6" valign="top"><a id="INIZIO_TESTO"></a> <p class="MsoNormal"> </p> </td> </tr> <tr> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"> </p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>composto dei giudici:</span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Matteo Cassina, vicepresidente,</span></p> <p class="MsoNormal"><span>Matea Pessina, Fulvio Campello</span></p> </td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>vicecancelliera:</span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Elisa Bagnaia</span></p> </td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>statuendo sul ricorso del 9 ottobre 2018 di</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span> </span></b></p> </td> <td colspan="2" valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span>RI 1</span></b></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoFooter"><span>patrocinato da: PA 1 </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> </tr> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>contro</span></p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable" width="655"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>la decisione dell'11 settembre 2018 dell'Ufficio dell'ispettorato del lavoro (UIL) del Dipartimento finanze e economia che impartisce all'insorgente un termine scadente il 31 dicembre 2019 per ripristinare una situazione conforme alla legge federale sul lavoro <span>nell'industria, nell'artigianato e nel commercio del 13 marzo 1964 (LL; RS</span> 822.11), segnatamente per quanto concerne la visita medica e la consulenza obbligatorie ai lavoratori;</span></p> </td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="R2">ritenuto, <b>in fatto</b></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="R1">che nell'ottobre del 2013 l'RI 1 è stato oggetto di un controllo da parte dell'UIL teso alla verifica del rispetto delle disposizioni della LL e delle relative <span>ordinanze nel settore sanitario, a seguito del quale sono emerse una</span> serie di irregolarità, in particolare, per quanto qui di interesse, in merito al diritto per il personale che svolge lavoro notturno alla <span>visita medica e alla consulenza di cui all'art. 17<i>c</i> LL e art. 31 e 45</span> dell'ordinanza 1 concernente la legge sul lavoro del 10 maggio 2000 (OLL1; RS 822.111);<br/> <br/> <span>che un secondo controllo è stato eseguito mediante richieste del 16 ottobre 2015 e del 13 dicembre 2016 di documentazione</span> all'Ospedale;<br/> <br/> che con rapporto del 5 dicembre 2017, trasmesso all'Ente ospedaliero, l'UIL ha rilevato la persistenza anche durante il periodo dal 1° gennaio al 31 dicembre 2015 delle violazioni alla legislazione sul lavoro precedentemente riscontrate;<br/> <br/> che con osservazioni del 23 febbraio 2018 l'Ospedale ha contestato l'esistenza di un obbligo incondizionato per la sua struttura di prevedere ogni due anni una visita medica a favore del personale impiegato per il lavoro notturno, mentre per gli altri addebiti ha affermato di essersi conformato alle prescrizioni legali;<br/> <br/> che con lettera circolare del 22 maggio 2018 inviata a tutte le cliniche, ospedali, case e istituti di ricovero, la Segreteria di Stato dell'economia (SECO) ha comunicato che le attività svolte di notte dal personale sanitario sono da considerare come <span>difficoltose o pericolose in quanto</span> adempiono le condizioni dell'art. 45 cpv. 1 <span>lett. c OLL1 e pertanto coloro che le svolgono devono obbli</span>gatoriamente beneficiare delle misure previste dall'art. 17<i>c</i> LL (visita medica e consulenza periodiche);<br/> <br/> che con decisione dell'11 settembre 2018 l'UIL ha richiamato l'RI 1 al rispetto della legge, ingiungendogli - sotto comminatoria della pena prevista all'art. 292 del codice penale svizzero del 21 dicembre 1937 (CP; RS <span>311.0) - di conformarsi a tali dettami entro il 31 dicembre 2019; a eventuali ricorsi ha inoltre tolto l'effetto sospensivo;</span><br/> <br/> che contro il suddetto provvedimento l'RI 1 si aggrava ora dinanzi al Tribunale cantonale amministrativo chiedendone l'annullamento nella misura in cui impone la visita medica e la consulenza obbligatorie a favore del personale sanitario impiegato di notte; l'insorgente lamenta anzitutto una carente motivazione della decisione impugnata, contesta poi che la visita medica e la consulenza obbligatorie siano applicabili al personale sanitario impiegato presso l'Ospedale e chiede infine che venga concesso l'effetto sospensivo al suo ricorso;<br/> <br/> che all'accoglimento del gravame si oppone l'UIL con argomenti di cui si dirà, per quanto necessario, in seguito;<br/> <br/> che non sono state presentate osservazioni di replica e duplica;<br/> <br/> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R2">considerato, <b>in diritto</b></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="R1"><span> che la competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data</span> dall'art. 7 cpv. 1 della legge di applicazione della legge federale sul lavoro nell'industria, nell'artigianato e nel commercio e della legge federale sul lavoro a domicilio del 14 marzo 2011 (LALL; RL 843.100);<br/> <br/> <span>che il gravame in oggetto, tempestivo giusta l'art. 56 cpv. 1 LL e presentato da una parte senz'altro legittimata a ricorrere (art. 65 </span><span>cpv. 1 della legge sulla procedura amministrativa del 24 settembre 2013; LPAmm; RL 165.100), è ricevibile in ordine e può essere deciso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 25 cpv. 1</span> LPAmm);<br/> <br/> <span>che il ricorrente sostiene anzitutto che la motivazione fornita</span> <span>dall'autorità sia carente poiché l'UIL non avrebbe preso posizione</span> rispetto alle sue puntuali contestazioni circa l'obbligatorietà della visita medica per il personale impiegato di notte, limitandosi a rinviare alle comunicazioni della SECO del 18 aprile 2017 e del 22 maggio 2018 di contenuto generico;<br/> <br/> che, giusta l'art. 46 cpv. 1 LPAmm, ogni decisione deve essere motivata per iscritto; tale norma non precisa altrimenti il contenuto e l'estensione della motivazione, cosicché valgono le garanzie minime dedotte dall'art. 29 cpv. 2 della Costituzione federale del-la Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost.; RS 101);<br/> <br/> che il diritto di essere sentito assicura anche il diritto a una motivazione sufficiente, ciò che tuttavia non impone di esporre e discutere tutti i fatti, i mezzi di prova e le censure proposti; è infatti sufficiente che dalla decisione impugnata emergano in maniera chiara i motivi su cui l'autorità fonda il suo ragionamento (DTF 139 IV 179 consid. 2.2, 138 IV 81 consid. 2.2, 137 II 266 consid. 3.2 e riferimenti; STA 52.2017.322 del 9 luglio 2018 consid. 2.2);<br/> <br/> che per prassi, una motivazione può essere ritenuta sufficiente quando l'autorità menziona brevemente le ragioni che l'hanno spinta a decidere in un senso piuttosto che in un altro, ponendo in questo modo le parti nella situazione di rendersi conto della portata del giudizio e delle eventuali possibilità di impugnazione dello stesso (DTF 134 I 83 consid. 4.1, 129 I 232 consid. 3.2, 126 I 97 consid. 2b, 121 I 54 consid. 2c, 117 Ib 64 consid. 4), oppure quando risulta implicitamente dai diversi considerandi componenti la decisione (STF 2C_505/2009 del 29 marzo 2010 consid. 3.1) o da rinvii ad altri atti (STF 2A.199/2003 del 10 ottobre 2003 consid. 2.2.2 e 1P.708/1999 del 2 febbraio 2000 consid. 2);<br/> <br/> che nel caso concreto le indicazioni fornite nella querelata decisione risultano senz'altro sufficienti dal profilo della motivazione; l'UIL ha infatti chiaramente specificato che al personale sanitario <span>impiegato presso un istituto ospedaliero o in una clinica che svolge lavoro notturno regolare e periodico è applicabile l'art. 45</span> cpv. 1 lett. c OLL1; l'autorità ha poi elencato, a titolo di esempio, alcune circostanze per cui ritiene che i lavoratori in questione siano soggetti a sollecitazioni eccessive di natura fisica, psichica e mentale, precisando come la SECO condivida tale conclusione;<br/> <br/> <span>che d'altronde nel suo gravame, inoltrato per il tramite di uno sperimentato legale, l'insorgente è stato in grado di contestare in</span> maniera precisa e circostanziata la decisione qui avversata, <span>dimostrando in questo modo di averne perfettamente compreso la</span> portata;<br/> <br/> che ai sensi dell'art. 17<i>c</i> cpv. 1 LL il lavoratore che svolge un lavoro notturno duraturo ha diritto a una visita medica che attesti il suo stato di salute e alla consulenza riguardo al modo di ridurre <span>o evitare i problemi di salute connessi con il suo lavoro; l'ordinanza disciplina i particolari e può dichiarare obbligatoria la visita</span> medica per determinati gruppi di lavoratori (cpv. 2);<br/> <br/> <span>che giusta l'art. 31 cpv. 1 OLL1 svolge lavoro notturno regolare o periodico il lavoratore occupato durante venticinque notti o più</span> per anno civile; la visita medica comprende un controllo di base dello stato di salute del lavoratore in questione; l'estensione della visita dipende dal tipo di attività che il lavoratore deve esercitare e dai rischi sul posto di lavoro; la SECO emana una guida per la visita medica e la consulenza (art. 43 cpv. 1 OLL1);<br/> <br/> che il lavoratore che lavora per venticinque notti o più nel corso di un anno ha diritto, su richiesta, a una visita medica e alla consulenza; il lavoratore può far valere il suo diritto alla visita medica <span>e alla consulenza a intervalli regolari di due anni, il lavoratore può far valere il suo diritto a intervalli di un anno dopo il compimento</span> dei quarantacinque anni (art. 44 OLL1); <br/> <br/> che secondo l'art. 45 cpv. 1 OLL1 la visita medica e la consulenza sono obbligatorie, tra l'altro, per i lavoratori che svolgono, regolarmente e periodicamente, un lavoro notturno composto in gran parte di attività difficoltose o che sono esposti a situazioni difficoltose e pericolose; sono considerate tali le attività che impongono sollecitazioni eccessive di natura fisica, psichica e mentale (lett. c); la visita medica e la consulenza precedono, la prima volta, l'inizio dell'attività elencata nel cpv. 1 e successivamente si svolgono ogni due anni (cpv. 2); il medico incaricato della visita comunica le sue conclusioni quanto all'idoneità o all'inidoneità al lavoratore interessato, al datore di lavoro e all'autorità competente (cpv. 3);<br/> <br/> <span>che, nel merito, il ricorrente sostiene che a torto l'autorità ha ritenuto che il personale sanitario sia soggetto a sollecitazioni eccessive di natura fisica, psichica e mentale; a suo dire, dai </span>termini utilizzati negli scritti della SECO si evincerebbe che non vi è un obbligo incondizionato di far capo ogni due anni alla visita <span>medica obbligatoria, tale conclusione configurerebbe unicamente un'interpretazione dell'art. 45 cpv. 1 lett. c OLL1 che, essendo estensiva, oltrepasserebbe i limiti del quadro definito dalla</span> norma in questione e sarebbe incompatibile con gli obblighi a cui il datore di lavoro è già sottoposto sulla base dei contratti collettivi di lavoro esistenti per la categoria; l'insorgente sostiene inoltre che i diritti dei lavoratori sarebbero maggiormente tutelati dalla possibilità di richiedere una visita medica in ogni momento senza dover attendere il termine di due anni, prassi sostenuta anche dall'associazione H+ Gli Ospedali Svizzeri (ente che raggruppa gli ospedali, le cliniche, gli istituti di cura e di riabilitazione svizzeri), con il che il passaggio a un sistema di visite mediche obbligatorie ogni due anni configurerebbe una misura sproporzionata e non adeguata a raggiungere lo scopo di protezione dei lavoratori;<br/> <br/> che la tesi ricorsuale non può essere condivisa;<br/> <br/> che, in primo luogo, i termini usati dalla SECO nei propri scritti sono tutt'altro che generici; entrambe le comunicazioni specificano espressamente che la visita medica è obbligatoria nel settore della salute quando viene svolto lavoro notturno, poiché questa <span>categoria di lavoratori è soggetta a situazioni di difficoltà che possono avere un forte impatto sulla salute del personale, ciò che è attestato da studi e sondaggi che vengono citati; si rileva</span> poi che da quanto riferisce l'autorità superiore (cfr. doc. 6 ultimo paragrafo), l'applicazione obbligatoria di tale misura nel settore specifico non ha dato adito a discussioni; <br/> <br/> che l'autorità di prime cure ha chiaramente indicato alcuni dei motivi per cui ritiene che la categoria in questione sia sottoposta a sollecitazioni eccessive e nocive per la salute e meglio <span>l'esposizione a un elevato grado di responsabilità, a situazioni di costante tensione mentale, all'esigenza di una continua elevata</span> concentrazione, a situazioni deplorabili per i pazienti;<br/> <br/> che rispetto a tali motivazioni, senz'altro condivisibili e basate su studi scientifici e sondaggi effettuati in materia, l'insorgente non <span>si confronta in modo preciso: esso si limita a negarle senza spiegare, anche solo sommariamente, per quale ragione il personale sanitario non si troverebbe nelle circostanze indicate dall'autorità</span>;<br/> <span>che, per contro, l'interpretazione fornita dall'UIL e confortata dalla SECO, risulta perfettamente conforme al quadro legislativo fissato dalle disposizioni citate; le norme contenute nella legge e nell'ordinanza, di carattere generale e astratto, stabiliscono le</span><span> condizioni per l'applicazione delle misure in questione ai lavoratori che svolgono di notte attività difficoltose o pericolose; spetta</span> poi all'autorità d'esecuzione, in specie l'UIL con la direzione dell'autorità superiore, determinare quali professioni adempiono alle esigenze legali, fornendo le dovute spiegazioni, ciò che in concreto è avvenuto; <br/> <br/> che sebbene le suddette circolari della SECO costituiscano delle semplici direttive, il cui contenuto non è vincolante per le autorità giudiziarie, questo Tribunale non intravvede alcun motivo per distanziarsene, ritenuto come le stesse appaiano del tutto in linea con quanto prescritto dalle legge e dalle relative ordinanze;<br/> <br/> che, come rilevato dall'UIL in sede di risposta, del tutto ininfluente è il fatto che esistano dei contratti collettivi di lavoro in vigore per la categoria che fissano già una serie di obblighi a carico del datore di lavoro, tra i quali misure volte alla tutela della salute dei lavoratori; <br/> <br/> che in effetti l'applicazione della legislazione federale sul lavoro non può certo essere preclusa o ostacolata dall'esistenza di misure che perseguono medesimi o simili scopi, previste da altre regolamentazioni di diversa natura;<br/> <br/> <span>che lo scopo dei provvedimenti qui in questione è quello di accertare l'idoneità al lavoro notturno del lavoratore che svolge</span> un'attività <span>difficoltosa e di sostenerlo nel tempo in modo da evitare o</span> quantomeno ridurre i problemi di salute connessi con il suo lavoro (art. 17<i>c</i> cpv. 1 LL, art. 43 cpv. 1 e 3 OLL1); <br/> <br/> che la possibilità di richiedere una visita in ogni momento, prevista dal CCL di riferimento, costituisce unicamente una misura in più rispetto a quelle espressamente previste dalla legislazione federale, giusta la quale, che vi sia diritto o obbligo, la visita <span>medica e la consulenza intervengono ogni due anni (art. 44 cpv. 2 e</span> art. 45 cpv. 2 OLL1);<br/> <br/> che ad ogni modo, visto lo scopo della legge e in particolare l'obiettivo che la misura in questione si prefigge, appare necessario e adeguato pretendere che i lavoratori con attività <span>particolarmente difficili che svolgono lavoro notturno vengano visitati prima</span> dell'inizio dell'attività al fine di stabilirne l'idoneità al tipo di impiego e poi a scadenze regolari, a prescindere da una loro eventuale richiesta, in modo tale da accertare costantemente il loro stato fisico e psichico, nonché da permettere l'attuazione di strategie volte a limitare i rischi per la loro salute; <br/> <br/> <span>che in esito alle considerazioni che precedono il ricorso dev'essere dunque respinto;</span><br/> <br/> che l'emanazione della presente decisione rende superflua l'evasione della domanda cautelare volta a concedere effetto sospensivo al gravame;<br/> <br/> che si prescinde dal prelevare una tassa di giustizia, dato che l'Ente ospedaliero non è intervenuto in causa a tutela dei propri interessi pecuniari (art. 47 cpv. 6 LPAmm) e non si assegnano ripetibili, non essendoci parti patrocinate vincenti (art. 49 cpv. 1 LPAmm).</p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>Per questi motivi,</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="R2"><b>dichiara e pronuncia:</b></p> <p class="R1"> </p> <p class="R1">1. Il ricorso è <a id="IN_ESITO">respinto</a>.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1">2. Non si preleva tassa di giustizia. Non si assegnano ripetibili.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1">3. Contro la presente decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale a Losanna entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 segg. della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005; LTF; RS 173.110).</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable" width="647"> <tr> <td valign="top"> <p class="R1">4. Intimazione a:</p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> </tr> </table> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="MsoNormal"><span>Per il Tribunale cantonale amministrativo</span></p> <p class="MsoNormal"><span>Il vicepresidente La vicecancelliera</span></p> <p class="R1"> </p> </div></body></html>