<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale ha pubblicato nel febbraio del 2018 il rapporto peritale sull'educazione sessuale in Svizzera (disponibile in tedesco e francese), elaborato da un gruppo di esperti istituito dall'UFSP. L'analisi della situazione su cui si è fondato il rapporto era stata commissionata a "Public Health Services" e "Swiss TPH". L'obiettivo del rapporto chiesto dal postulato Regazzi era di far valutare la scientificità delle basi di lavoro di "Salute sessuale Svizzera" (SSCH) da una "commissione di esperti indipendente - in particolare dalla fondazione". </p><p>1. Nelle loro risposte a svariate domande, l'UFSP e Christine Egerszegi (presidente del gruppo di esperti) hanno assicurato che la ex presidente del consiglio della fondazione SSCH Elisabeth Zemp, che attualmente lavora per "Swiss TPH", non poteva essere tra gli autori dell'analisi della situazione. Tuttavia, una sua partecipazione informale è stata lasciata alla discrezione degli istituti incaricati. Elisabeth Zemp ha in qualche modo collaborato al rapporto peritale?</p><p>2. Claudia Kessler di "Public Health Services", autrice principale dell'analisi della situazione, occupava sino al 2012 una funzione dirigenziale nella "Concept Foundation", che da quando esiste collabora strettamente con l'IPPF, l'organizzazione mantello mondiale di SSCH. Questo legame, che pone in dubbio la neutralità di Claudia Kessler, era noto all'UFSP?</p><p>3. Quale termine è stato fissato per il concorso per l'analisi della situazione? Quanti istituti sono stati interpellati? Quanti hanno risposto? Gli istituti incaricati sapevano già in anticipo del bando di concorso?</p><p>4. Claudia Kessler accosta la critica rivolta alla pedagogia sessuale di SSCH all'epoca "della post-verità" (pag. 69). Il Consiglio federale considera questi tentativi di diffamazione opportuni e appropriati in un rapporto scientifico?</p><p>5. Studi empirici sul "comportamento sessuale" dei bambini su cui si basa una fonte centrale del rapporto (relazione di Bettina Schuhrke alla conferenza SSCH 2015; cfr. rapporto peritale, pag. 56 seg.) dimostrano che si tratta di un comportamento molto raro, ma più frequente nei bambini abusati. Ciò nonostante, alla luce di questi studi, basati sul cosiddetto questionario Child Sexual Behavior Inventory, Schuhrke e il rapporto peritale concludono che un comportamento sessuale nei bambini è normale e importante per il loro sviluppo. Il Consiglio federale considera queste conclusioni scientificamente fondate?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il rapporto sulle basi dell'educazione sessuale pubblicato dal Consiglio federale il 21 febbraio 2018 in adempimento del postulato Regazzi 14.4115 del 10 dicembre 2014 presenta le conclusioni tratte dal Governo sulla base del rapporto peritale del giugno del 2017. Il rapporto peritale è stato elaborato secondo standard scientifici e tenendo conto dell'intero ventaglio di posizioni dei dibattiti sull'educazione sessuale. Dei suoi contenuti è responsabile il gruppo di esperti.</p><p>L'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) era responsabile della gestione del processo del rapporto peritale e della vigilanza sulla sua corretta elaborazione. La Commissione della scienza, dell'educazione e della cultura del Consiglio nazionale (CSEC-N) ha preso atto del rapporto del Consiglio federale, compreso l'allegato (rapporto peritale), il 13 aprile 2018 e nella stessa seduta ha invitato l'Amministrazione a rispondere entro sei mesi alle sue domande. Il 19 luglio 2018 l'UFSP ha presentato un breve rapporto con le risposte richieste, tra cui quelle a domande sull'indipendenza del rapporto peritale. La CSEC-N ha trattato il rapporto il 16 agosto 2018 senza porre ulteriori domande. Il Consiglio federale non vede alcuna ragione di mettere in dubbio la scientificità o l'indipendenza del rapporto peritale.</p><p>1. Dal verbale del gruppo di esperti del 6 luglio 2016 risulta che la professoressa Elisabeth Zemp dell'Istituto svizzero di medicina tropicale e di sanità pubblica è stata presidente di Salute sessuale Svizzera (SSCH). Inoltre, nel verbale si afferma che per questo motivo non avrebbe collaborato all'analisi della situazione, né diretto gruppi di discussione o condotto interviste, ma che, essendo una dei massimi esperti svizzeri in materia di salute sessuale, avrebbe messo a disposizione del mandatario la sua esperienza nell'interesse della qualità del rapporto.</p><p>2. La dottoressa Claudia Kessler ha informato l'UFSP e il gruppo di esperti sulle cariche da lei ricoperte. Pertanto l'UFSP sapeva che era stata "board member" della Concept Foundation e che, in qualità di esperta di salute pubblica e medico, è in contatto con le organizzazioni specialistiche di riconosciuta autorità. Come in tutti i settori scientifici, anche nel suo ambito di ricerca la maggior parte degli specialisti e dei ricercatori si conoscono. All'UFSP non sono noti rapporti di subordinazione di natura finanziaria od organizzativa che possano mettere in discussione l'indipendenza del lavoro scientifico della dottoressa Kessler.</p><p>3. L'UFSP ha spedito gli inviti a presentare un'offerta a sette istituti il 6 maggio 2016, dopo la decisione del gruppo di esperti. Il termine per la presentazione era il 27 maggio 2018 e faceva stato la data di ricevimento dell'e-mail. Sono pervenute due offerte. Nessun istituto sapeva in anticipo del mandato previsto.</p><p>4. Il rapporto peritale mostra due approcci alla classificazione del dibattito polarizzato sull'educazione sessuale: da un lato l'inizio di un'epoca di "post-verità" (pag. 70), dall'altro lo sviluppo storicamente parallelo dell'educazione sessuale e della critica conservatrice (pag. 71). Pertanto il rapporto non tenta di diffamare nessuno, ma riporta correttamente due diverse spiegazioni.</p><p>5. Il gruppo di esperti aveva l'incarico di esaminare le basi sulle quali SSCH fonda i suoi lavori e di descrivere lo sviluppo sessuale di bambini e adolescenti. Il rapporto peritale espone una comprensione dello sviluppo psicosessuale del bambino che non si basa soltanto sui lavori della professoressa B. Schuhrke, ma anche su altre fonti. Le prove scientifiche acquisite sono in parte di natura biologica, per esempio l'eccitabilità nella prima infanzia (cfr. Kluge nel rapporto peritale, pag. 57). D'altro canto, secondo il gruppo di esperti numerose osservazioni di genitori e specialisti in pedagogia testimoniano che le sensazioni sessuali insorgono già prima dell'età adolescenziale. Secondo il gruppo di esperti, negli ambienti specialistici è incontestato che i bambini nascano come esseri sessuali. La gioia infantile di esplorare e sperimentare riguarda fin dall'inizio anche il proprio corpo.</p>  Risposta del Consiglio federale.