<h2>SubmittedText<h2><p>Dopo l'apertura del Myanmar nel 2011 il Consiglio federale ha deciso di ampliare maggiormente il proprio impegno in questo Paese. In questo modo vuole sostenere il cambiamento politico e sfruttare le possibilità per l'economia svizzera. Alla fine del 2012 la Svizzera è stata il primo Paese, dopo la svolta, ad aprire un'ambasciata a Rangoon. </p><p>La Svizzera vuole lanciare in Myanmar un programma di cinque anni per un importo di circa 150 milioni di franchi. Il segretario di Stato Yves Rossier sottolinea che in particolare verranno promosse le attività di PeaceBuilding. </p><p>A questo proposito chiedo al Consiglio federale: </p><p>1. Finora la Svizzera era presente in Myanmar in modo modesto unicamente con l'aiuto umanitario. L'organizzazione più a lungo attiva nel Paese, Swissaid, ha raccolto esperienze solo in piccoli progetti (nel 2011 in circa 25 progetti con un volume di 1,4 milioni di franchi). Per le attività di PeaceBuilding occorre un impegno incisivo, ma un budget relativamente modesto. Come intende il Consiglio federale organizzare in modo opportuno un programma sostanziale in così breve tempo?</p><p>2. È corretto che 35 persone sono attive in Myanmar per l'ambasciata e per il DFAE? È vero che i collaboratori devono pagare affitti mensili di circa 10 000 franchi, che vanno nelle tasche dei generali ex dirigenti invece che in quelle della popolazione povera? </p><p>3. Nel 2011 in Myanmar vivevano circa 50 svizzeri. Però vengono chiusi ambasciate e consolati in Stati in cui vive una maggiore comunità svizzera, a quanto pare per creare un budget neutrale. Un tale impiego di mezzi del DFAE in un Paese politicamente insicuro, in cui sorgono continuamente problemi nel campo dei diritti dell'uomo e conflitti con le minoranze religiose, è opportuno? </p><p>4. Il DFAE è disposto a esporre in un piano strategico la propria pianificazione a medio e lungo termine delle aperture e chiusure delle ambasciate?   </p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il messaggio concernente la cooperazione internazionale 2013-2016 prevede che la Svizzera intensifichi il proprio impegno nelle regioni instabili come il Myanmar. Il processo di pace è una condizione imprescindibile per lo sviluppo e un sostegno allo sviluppo diretto alle popolazioni vulnerabili del Paese permette di lavorare sulle origini dei conflitti e di conseguenza di rafforzare il processo di pace. La strategia in materia di cooperazione in Myanmar 2013-2017 definisce un programma che include azioni dell'aiuto umanitario, della cooperazione allo sviluppo e della Divisione sicurezza umana che si completano e si potenziano a vicenda. In ogni settore i progetti si sviluppano progressivamente e sono identificati sulla base di un'analisi delle necessità del Paese, un'analisi dei rischi, dei vantaggi comparati della Svizzera, delle sinergie possibili con gli altri donatori presenti in Myanmar e non da ultimo delle opportunità offerte. Le modalità di cooperazione impiegate sono svariate: progetti propri alla Svizzera, collaborazioni con una vasta gamma di attori e contributi a programmi oppure organizzazioni multilaterali. Il budget annuale destinato a tali scopi evolve in maniera progressiva tra il 2013 e il 2017 fino a raggiungere i 35 milioni di franchi svizzeri all'anno.</p><p>2. Attualmente l'ambasciata integrata in Myanmar conta 36 collaboratori del DFAE (11 cittadini svizzeri e 25 impiegati locali).</p><p>Dopo l'apertura del Paese, i costi degli affitti in Myanmar sono aumentati in maniera esponenziale e in tale contesto i costi di locazione dei collaboratori svizzeri possono essere considerati come adeguati. Non si sottoscrivono contratti di affitto con ex rappresentanti della giunta né con persone loro vicine.</p><p>3. L'apertura di un'ambasciata integrata a Yangon corrisponde alle priorità strategiche della politica estera come definite dal Consiglio federale e dimostra la chiara volontà della Svizzera di essere presente e ancora più attiva in Myanmar. Per il momento l'impegno della Svizzera riguarda in particolare le attività di cooperazione allo sviluppo e di sicurezza umana. Il consolidamento delle relazioni politiche tra i due Paesi servirà a porre le basi per una cooperazione più duratura, in particolare a livello economico e culturale. Per il momento l'ambasciata non offre servizi consolari proprio a causa delle dimensioni della comunità avizzera in Myanmar. Tali servizi sono offerti dal centro consolare regionale di Bangkok.</p><p>4. La rete di rappresentanze della Svizzera all'estero viene costantemente adattata all'evoluzione dei fattori di politica estera: spostamento dei baricentri politici nel mondo, emergenza di nuovi mercati in grande crescita che offrono opportunità economiche all'economia svizzera, apparizione di nuove esigenze in materia di assistenza agli svizzeri all'estero, maggiore efficacia grazie ai progressi tecnologici, ma anche misure di risparmio richieste dal Parlamento. Il rapporto sulla strategia di politica estera adottato dal Consiglio federale il 2 marzo 2012 riflette queste esigenze e fissa il quadro strategico per la concezione della rete esterna svizzera. Il DFAE presenterà la futura strategia per la rete esterna svizzera in un breve rapporto all'attenzione delle Commissioni della politica estera.</p>  Risposta del Consiglio federale.