<h2>SubmittedText<h2><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Come sono presentate la cultura e le tradizioni svizzere agli ospiti stranieri che giungono in visita di Stato?</p><p>2. È possibile offrire di più rimanendo in un quadro finanziario ragionevole?</p><p>3. Come viene coordinata la cooperazione tra l'Ufficio federale della cultura (UFC), il DFAE e la Cancelleria federale in occasione delle visite di Stato di delegazioni straniere?</p><p>4. Come avviene il coordinamento tra l'UFC e gli addetti culturali nelle ambasciate?</p><p>5. Il DFAE dispone di un servizio, una sorta di "centro culturale", dove confluiscono tutte le informazioni culturali? Qualora non esista un simile servizio, il Consiglio federale ha intenzione di crearne uno?</p><p>6. In quale misura Pro Helvetia viene coinvolta in queste discussioni?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La visita di Stato rappresenta la più alta espressione della stima reciproca tra due Stati ed è disciplinata da regole di protocollo che rispecchiano consuetudini riconosciute a livello internazionale e costituiscono il quadro di riferimento per tutte le attività. All'interno di questo quadro di riferimento, la divulgazione delle tradizioni e della cultura svizzere è parte dei compiti protocollari. Durante i pasti offerti agli ospiti di Stato, per esempio, si fa in modo che vengano serviti vini svizzeri e piatti tipici preparati con prodotti autoctoni. Inoltre, i doni ufficiali per gli ospiti di Stato mettono sempre in evidenza un particolare aspetto tradizionale o culturale della Svizzera, come l'arte contemporanea e i settori economici tradizionali tra cui l'arte orologiera, o rappresentano simbolicamente la cultura alpina.</p><p>Normalmente una visita di Stato dura due giorni. Dopo una prima giornata dedicata al programma ufficiale a Berna e caratterizzata dal tipico cerimoniale previsto per le visite di Stato, nel secondo giorno di visita viene organizzata un'escursione che offre agli ospiti la possibilità di conoscere meglio le attività innovative svolte in una regione nonché le usanze e le tradizioni viventi a livello locale. Il programma è definito tenendo conto degli obiettivi della visita (p. es. innovazione, formazione professionale, piazza di ricerca) e rispecchia pertanto sia la visione dell'ospite di Stato sia quella del o della presidente della Confederazione in carica.</p><p>2. Il programma di una visita di Stato tiene in debita considerazione la cultura e le tradizioni svizzere e, a livello di estensione e organizzazione, si svolge in un formato già ottimizzato che soddisfa le esigenze sia degli ospiti sia del Paese ospitante, garantisce un'utilizzazione attenta delle risorse e tiene pienamente conto del poco tempo a disposizione nonché delle ingenti misure di sicurezza richieste.</p><p>3. L'organizzazione e lo svolgimento di una visita di Stato sono di competenza dell'unità Protocollo DFAE, che opera in stretta collaborazione con il servizio presidenziale della Cancelleria federale. A seconda delle esigenze a livello di logistica e contenuti possono essere coinvolti anche altri uffici federali. Un coordinamento con l'Ufficio federale della cultura (UFC) in quest'ambito non si è finora rivelato necessario.</p><p>4. Gli addetti culturali non sono presenti in tutte le rappresentanze svizzere, ma soltanto in determinati Paesi. Spesso il loro mansionario prevede molteplici attività nonché compiti supplementari oltre a quelli legati alla cultura (p. es. stampa, questioni scientifiche, formazione). Gli addetti culturali sono subordinati ai rispettivi capimissione e, pertanto, al DFAE. A livello operativo, l'Ufficio federale della cultura intrattiene intensi contatti con gli addetti culturali, mentre sul piano strategico il DFI e il DFAE coordinano i propri interessi in seno al gruppo di lavoro "Quartett", che riunisce gli attori della Confederazione operanti nel settore della cultura all'estero (UFC, Pro Helvetia, DSC, Presenza Svizzera). La questione della collaborazione con gli addetti culturali è parte del programma di lavoro 2015.</p><p>5. Da quando, nel giugno del 2012, il centro per la politica estera culturale è stato integrato in Presenza Svizzera in seno alla Segreteria generale del DFAE, Presenza Svizzera è l'organo in cui confluiscono tutte le informazioni che riguardano il dipartimento. Lo scambio di informazioni e il coordinamento tra il DFI e il DFAE sono garantiti nel quadro del summenzionato gruppo di lavoro "Quartett". Questa forma di collaborazione si è rivelata efficace e non vi è pertanto alcuna urgenza di creare una struttura supplementare. Conformemente al mandato conferitole dalla legge, che prevede la promozione dell'immagine della Svizzera all'estero nell'ambito della comunicazione internazionale, Presenza Svizzera sostiene la divulgazione della cultura nazionale all'estero in occasione di eventi organizzati dalla rete di rappresentanze e definisce le relative priorità. I programmi culturali rivestono una grande importanza a livello di comunicazione internazionale anche in occasione della partecipazione della Svizzera a grandi manifestazioni internazionali. In tale ambito Presenza Svizzera collabora strettamente con l'UFC e con Pro Helvetia.</p><p>6. La diffusione dell'arte e della cultura svizzere nel mondo è uno dei compiti principali di Pro Helvetia. A questo scopo, la fondazione gestisce sedi esterne in sette Paesi (Francia, Italia, Stati Uniti, Egitto, Sudafrica, India e Cina) e lancia programmi di scambio a livello internazionale. Anche Pro Helvetia lavora sempre a stretto contatto con gli addetti culturali delle rappresentanze svizzere, soprattutto in quei Paesi in cui dispone di una sede esterna. Pro Helvetia fa inoltre parte del gruppo di lavoro "Quartett" ed è quindi coinvolta in tutte le discussioni strategiche. Un coordinamento con Pro Helvetia per l'organizzazione e lo svolgimento di una visita di Stato non si è finora rivelato necessario.</p>  Risposta del Consiglio federale.