<h2>SubmittedText<h2><p>La posizione della Svizzera sul conflitto israelo-palestinese si basa da sempre in modo chiaro sul diritto internazionale pubblico, sul diritto internazionale umanitario (Convenzioni di Ginevra, in particolare la Quarta Convenzione di Ginevra), sulle risoluzioni del Consiglio di sicurezza e dell'Assemblea generale dell'ONU e sulle decisioni delle autorità giudiziarie internazionali (Corte internazionale di giustizia).</p><p>Questa posizione costante della Svizzera, che il Consiglio federale ha confermato in numerose risposte a interventi parlamentari, comprende i seguenti punti: </p><p>- lo Stato di Israele è riconosciuto entro i cosiddetti confini del 1967, riconosciuti a livello internazionale e derivanti da diverse risoluzioni dell'ONU; </p><p>- la Cisgiordania, Gerusalemme Est e Gaza sono riconosciuti come Territorio palestinese occupato da Israele; </p><p>- le colonie israeliane nel Territorio palestinese occupato costituiscono una violazione del diritto internazionale e sono quindi illegali; </p><p>- l'annessione di Gerusalemme Est, approvata dalla Corte costituzionale israeliana, non è riconosciuta;</p><p>- la designazione unilaterale di Gerusalemme come capitale da parte di Israele non è riconosciuta e l'Ambasciata di Svizzera in Israele non vi sarà trasferita; </p><p>- l'UNRWA è considerata come la principale agenzia dell'ONU per l'aiuto ai rifugiati ed è sostenuta finanziariamente; </p><p>- la soluzione di pace a due Stati, negoziata tra i Palestinesi e gli Israeliani, è la via che la Svizzera sostiene e promuove (cfr. Iniziativa di Ginevra). </p><p>Tuttavia, dalla fine del 2017 e in modo ancora più marcato negli ultimi mesi, la posizione della Svizzera è offuscata dalle dichiarazioni del capo del DFAE e dai documenti che circolano in seno all'Amministrazione federale.</p><p>Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale riconosce tutte le risoluzioni del Consiglio di sicurezza e dell'Assemblea generale dell'ONU sul conflitto israelo-palestinese e la loro portata giuridica e politica?</p><p>2. In particolare, il Consiglio federale riconosce la portata giuridica della risoluzione 181 sul principio della spartizione della Palestina storica, della risoluzione 194 sul diritto al ritorno per i profughi palestinesi, della risoluzione 242 che fissa i confini dello Stato di Israele, della risoluzione 302 che istituisce l'UNRWA, della risoluzione 338 che chiede negoziazioni per una pace giusta e duratura, della risoluzione 2253 che condanna lo Stato di Israele per la sua volontà di cambiare lo statuto di Gerusalemme e della risoluzione 2334 che considera gli insediamenti israeliani nel Territorio palestinese come una violazione del diritto internazionale e chiede a Israele di porre fine alla sua politica degli insediamenti?</p><p>3. Conferma che la presenza di Israele in Cisgiordania e a Gerusalemme e la confinazione di Gaza è un'occupazione illegale per la Svizzera?</p><p>4. Conferma che le colonie israeliane nel Territorio palestinese occupato costituiscono una violazione del diritto internazionale?</p><p>5. Conferma che lo Stato di Israele è tenuto, a livello giuridico, a smantellare gli insediamenti? </p><p>6. Il Consiglio federale riconosce che, conformemente alle risoluzioni dell'ONU, lo statuto internazionale di Gerusalemme non può essere modificato unilateralmente da Israele o da una dichiarazione di uno Stato terzo? </p><p>7. Il Consiglio federale conferma che, se si vogliono rispettare il diritto internazionale e le risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell'ONU, non è possibile riconoscere né l'annessione di Gerusalemme Est da parte di Israele né Gerusalemme come capitale dello Stato di Israele? </p><p>8. Il Consiglio federale riconosce che i pareri consultivi della Corte internazionale di giustizia dell'Aia hanno una valenza giuridica e che sono vincolanti per la comunità degli Stati per quanto concerne l'applicazione del diritto internazionale?</p><p>9. Il Consiglio federale riconosce la portata del parere consultivo del 9 luglio 2004 della Corte internazionale di giustizia, secondo cui il muro di separazione tra Israele e la Palestina è illegale poiché è stato costruito al di là dei confini di Israele riconosciuti a livello internazionale e che ogni Stato è tenuto ad agire in modo tale che Israele rispetti il diritto internazionale? </p><p>10. Il Consiglio federale riconosce il ruolo essenziale dell'UNRWA nel prestare aiuto ai profughi palestinesi che hanno dovuto fuggire al momento della creazione dello Stato di Israele? </p><p>11. Il Consiglio federale può confermare che sostiene e continuerà a sostenere l'UNRWA per l'importanza e la qualità dell'aiuto apportato ai profughi e non per opportunismo al fine di garantire la sua elezione al Consiglio di sicurezza? </p><p>12. Nell'ambito delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell'ONU, il Consiglio federale continua a promuovere una pace giusta e duratura fondata su negoziati che coinvolgano entrambe le parti? </p><p>13. Il Consiglio federale riconosce che una soluzione unilaterale imposta a una delle due parti e promossa o sostenuta da uno o più Stati non può essere la base per una pace giusta e duratura?</p><p>14. Cosa intraprende concretamente il Consiglio federale per promuovere negoziati tra Israeliani e Palestinesi che consentano di giungere a una soluzione a due Stati come è avvenuto in passato con l'Iniziativa di Ginevra? </p><p>15. Il Consiglio federale ritiene coerente integrare l'intero quadro giuridico e le esigenze del diritto pubblico internazionale nella prossima strategia di politica estera per il Medio Oriente?</p><p>16. Il Consiglio federale ricorda a Israele i suoi obblighi in materia di diritto internazionale durante ogni incontro ufficiale a livello ministeriale o riguardante questioni economiche o militari, sia in Svizzera che in Israele?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La posizione della Svizzera sul conflitto mediorientale è caratterizzata dalla continuità: si è infatti sempre basata sul diritto internazionale nonché sui parametri concordati sul piano internazionale, incluse le risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell'ONU. La Strategia MENA 2021-2024, adottata dal Consiglio federale il 14 ottobre 2020, ne è la conferma. Questo documento presenta la posizione della Svizzera in forma sintetica e rispecchia lo stato attuale del diritto internazionale e degli sviluppi della politica internazionale. Come indicato nella strategia MENA, la posizione del Consiglio federale è la seguente:</p><p>"La Svizzera sostiene la visione formulata dal Consiglio di sicurezza dell'ONU di una regione con due Stati democratici, Israele e Palestina, che convivono fianco a fianco, in pace ed entro confini sicuri e riconosciuti. È del parere che solo una soluzione a due Stati negoziata da entrambe le parti, in conformità con il diritto internazionale e i parametri concordati sul piano internazionale - incluse le risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell'ONU -, può portare a una pace duratura tra Israeliani e Palestinesi.</p><p>Nel quadro delle questioni sullo statuto definitivo di Israele e Palestina (statuto definitivo), le parti devono trovare un accordo sui seguenti punti:</p><p>1. lo statuto di Gerusalemme;</p><p>2. una soluzione giusta e globale sulla questione dei rifugiati palestinesi;</p><p>3. i futuri confini (accordo sulla base dei confini del 1967 con la possibilità di concordare uno scambio equo di terre);</p><p>4. accordi di sicurezza per Israele e Palestina.</p><p>Il nostro Paese si appella a tutte le parti affinché rispettino i propri obblighi nell'ambito del diritto internazionale, in particolare del diritto internazionale umanitario, e non adottino misure unilaterali che potrebbero minare gli sforzi di pace. Offre inoltre alle parti i propri buoni uffici per favorire la ripresa di colloqui di pace credibili".</p><p>Questa posizione si basa sulla spiegazione dettagliata che il DFAE aveva elaborato e pubblicato in relazione alla posizione della Svizzera sul conflitto mediorientale (<a href="https://www.eda.admin.ch/dam/eda/fr/documents/aussenpolitik/20201014_naher_osten_haltung_schweiz_FR.pdf">https://www.eda.admin.ch/dam/eda/fr/documents/aussenpolitik/20201014_naher_osten_haltung_schweiz_FR.pdf</a>, non disponibile in italiano). La spiegazione contiene informazioni su diversi aspetti del conflitto in questione. Su Internet è inoltre possibile consultare le principali risoluzioni del Consiglio di sicurezza su questo tema, su cui si basa la posizione del Consiglio federale (<a href="https://www.eda.admin.ch/eda/it/dfae/dfae/aktuell/dossiers/alle-dossiers/ch-position-nahostkonflikt.html">https://www.eda.admin.ch/eda/it/dfae/dfae/aktuell/dossiers/alle-dossiers/ch-position-nahostkonflikt.html</a>). Ne è un esempio la risoluzione 2334, con cui si ribadisce che gli insediamenti israeliani rappresentano una violazione del diritto internazionale e un grave ostacolo al raggiungimento della soluzione a due Stati.</p><p>La mediazione e il dialogo sono tra le priorità della Svizzera in Medio Oriente. Nell'attuale contesto fortemente polarizzato la Svizzera sostiene, con mezzi finanziari e diplomatici, dialoghi volti a prevenire le crisi, a creare fiducia nei diversi gruppi di popolazione, a "costruire ponti" e a sviluppare soluzioni a lungo termine, anche attraverso l'offerta di buoni uffici.</p><p>Per quanto riguarda l'UNRWA, il Consiglio federale rimanda al suo rapporto del 14 ottobre 2020 in adempimento del postulato Nantermod (18.3557).</p>  Risposta del Consiglio federale.