<h2>SubmittedText<h2><p>Attualmente, nel 60 per cento dei casi i treni passeggeri dalla Germania via Basilea viaggiano in ritardo. Contemporaneamente, quasi un treno merci internazionale su cinque delle FFS è soppresso. La situazione è drammatica. Su quest'asse nord-sud l'esercizio è evidentemente caratterizzato da perturbazioni e da una pessima progettazione costruttiva. Per la sicurezza di approvvigionamento questa situazione critica non promette niente di buono e per la regione di Basilea è insostenibile. Questo e altri motivi hanno già portato più volte alla decisione di ridurre le scorte obbligatorie di oli minerali. Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande. </p><p>1. Quale sarebbe il piano di emergenza nei prossimi anni nel caso in cui come, nel 2017, si dovesse ricorrere a una chiusura della tratta della valle del Reno improvvisa o, in alcuni casi, addirittura programmata, per diverse settimane? E quale sarebbe il piano nel caso in cui, contemporaneamente, venissero a mancare anche altri collegamenti come la navigazione sul Reno a causa della siccità? Il Consiglio federale ritiene ci siano altre strade e modalità di fornitura a rischio per beni importanti quali i vettori energetici in Svizzera?</p><p>2. Quale sarebbe il piano nel caso in cui contemporaneamente si interrompesse o ci fossero difficoltà di approvvigionamento di altri vettori energetici, ad esempio l'importazione di gas? Come influiscono su questa situazione gli estesi embarghi di olio e gas? Cosa comporterebbe l'ulteriore inasprimento delle tensioni geopolitiche ed economiche mondiali? </p><p>3. Cosa comporta tutto ciò, in sintesi, per la strategia d'emergenza del Consiglio federale nel settore dell'approvvigionamento elettrico, dove si punta su tali vettori energetici e ne sono necessarie quantità notevoli?</p><p>4. Quali sono gli obblighi contrattuali della Germania nei confronti della Svizzera in merito allo stato, alla disponibilità e all'ampliamento della tratta della valle del Reno, nonché ai percorsi alternativi? </p><p>5. Cosa fa la Confederazione, affinché Berlino attribuisca maggior priorità ai progetti di ampliamento e di deviazione, essenziali per la sicurezza di approvvigionamento del nostro Paese?</p><p>6. Quali sono le conseguenze finanziarie delle attuali crescenti soppressioni e perturbazioni per FFS Cargo, FFS e Confederazione?</p><p>7. Alla luce di ciò, non sarebbe il caso di aumentare le scorte obbligatorie e costituire proprie riserve di gas? </p><p>8. Come funziona la collaborazione all'interno della Confederazione e la valutazione della situazione tra UFAE, UFT, SIC, UFE, DFAE e altri enti? Esistono un quadro comune della situazione, un'anticipazione congiunta e una valutazione integrale del rischio? </p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. In caso di perturbazione della ferrovia della valle del Reno verso St. Margrethen sono a disposizione diversi percorsi alternativi: via Ludwigshafen-Wörth-Lauterbourg-Strasburgo-Basilea, via Stoccarda-Singen-Sciaffusa e via Monaco o Ulm, che però hanno capacità limitate. A seguito dell'interruzione di diverse settimane della tratta ferroviaria presso Rastatt nel 2017, tutte le parti coinvolte hanno definito processi e percorsi di deviazione in un "Manuale", che i Paesi del corridoio merci Reno-Alpi hanno sostenuto con una dichiarazione ministeriale nel 2018. La chiusura di più settimane programmata a Rastatt per l'agosto 2024 è oggetto di preparativi a lungo termine. Il processo di coordinamento funge da modello per future chiusure sull'asse Belgio-Francia/Germania-Svizzera. Per le merci trasportate sul Reno (soprattutto vettori energetici, massi, materiali edili e prodotti agricoli) costituiscono una possibilità di sostituzione, di portata limitata, la linea di accesso sulla riva sinistra del Reno e altri percorsi alternativi.</p><p>Se contemporaneamente l'acqua bassa ostacolasse la navigazione sul Reno, vi sarebbero problemi di rifornimento per importanti beni come carburanti e combustibili liquidi, cereali, foraggi o concimi. Per questi prodotti la Svizzera dispone di scorte obbligatorie per 3 - 4 1/2 mesi, che servono ad approvvigionare il mercato in caso di interruzioni.</p><p>2. Le misure preventive per tutti i vettori energetici seguono il principio secondo cui per ognuno di essi occorre in primo luogo evitare una situazione di penuria. Per il gas il Consiglio federale ha adottato diverse misure preventive per garantire l'approvvigionamento nell'inverno 2022/2023: a maggio 2022 ha obbligato il settore ad acquistare capacità di stoccaggio pari al 15 per cento del consumo annuo nei Paesi vicini e opzioni per forniture supplementari pari al 20 per cento del consumo invernale. Secondo l'Associazione svizzera dell'industria del gas (ASIG) nel frattempo tali misure sono state attuate. Il Consiglio federale ha inoltre incaricato l'ASIG di mettere a punto, per il settore, una concezione per il monitoraggio e un'organizzazione d'intervento in caso di crisi.</p><p>Negli ultimi mesi le forniture di gas dalla Russia all'Europa sono state progressivamente ridotte. Grazie a forniture alternative e a una riduzione del consumo è stato possibile riempire i serbatoi oltre l'80 per cento stabilito come obiettivo dall'UE a giugno 2022. A ottobre 2022 nell'UE i serbatoi sono pieni quasi al 90 per cento, ciononostante quest'inverno è opportuno consumare meno gas.</p><p>Gli embarghi programmati dall'UE al trasporto via mare di petrolio greggio (dal 5 dicembre 2022) e prodotti petroliferi (dal 5 febbraio 2023) russi non avranno praticamente effetti sulla situazione dell'approvvigionamento in Svizzera poiché vi sono altre opzioni.</p><p>3. Nell'inverno 2022/2023, se necessario, per garantire l'approvvigionamento elettrico sarà avviato l'esercizio di una centrale di riserva a gas naturale o gasolio da riscaldamento. Inoltre si chiarirà in che misura potranno essere utilizzati gruppi elettrogeni di emergenza. Entrambe le soluzioni genereranno una maggiore domanda di gasolio da riscaldamento e diesel. A questo si aggiunge un'ulteriore domanda supplementare di gasolio da riscaldamento per impianti bicombustibile che normalmente funzionano con gas naturale, nel caso in cui questi dovessero passare, volontariamente oppure su prescrizione, al gasolio da riscaldamento.</p><p>Difficoltà di approvvigionamento dovute a picchi di domanda o a blocchi d'importazione potrebbero essere compensate mediante la liberazione di scorte obbligatorie di sostituti degli oli minerali o del gas.</p><p>Sul versante dei volumi, nell'imminente semestre invernale l'approvvigionamento di prodotti petroliferi è garantito grazie alle vie d'importazione diversificate e alle scorte obbligatorie. Tuttavia, a causa delle limitate capacità di trasporto e della forte domanda, in alcuni periodi potrebbero esserci difficoltà di fornitura, in particolare di gasolio da riscaldamento. Il settore sta lavorando all'ottimizzazione della logistica.</p><p>4. La disponibilità e l'ampliamento della tratta della valle del Reno così come dei percorsi alternativi è sancita nella Dichiarazione d'intenti congiunta concernente l'aumento della capacità delle tratte di accesso alla nuova ferrovia transalpina (2019) come pure nell'Accordo tra il DATEC e il Ministero dei trasporti e dell'infrastruttura digitale tedesco (BMDV) concernente la garanzia della capacità delle linee d'accesso nord della nuova ferrovia transalpina (NFTA) nella Confederazione Svizzera (2021). Nella Dichiarazione d'intenti del 2019 la Svizzera e la Germania hanno definito l'attuazione di misure specifiche, volte ad aumentare ulteriormente la capacità della ferrovia della valle del Reno.</p><p>5. Da un lato la Confederazione presenta le richieste della Svizzera nel Comitato direttivo NFTA Svizzera-Germania, dove la Germania informa anche sullo stato dell'attuazione delle misure definite con la dichiarazione d'intenti del 2019. L'importanza degli ampliamenti è sottolineata ripetutamente anche in altri colloqui bilaterali tra la Svizzera e la Germania, ad esempio a livello ministeriale tra il DATEC e il BMDV. Dall'altro la Svizzera è rappresentata negli organi del corridoio Reno-Alpi, dove s'impegna a livello internazionale per un efficiente e resiliente corridoio ferroviario per il traffico merci.</p><p>6. Per le imprese di trasporto ferroviario i ritardi e le soppressioni di treni rappresentano un enorme onere finanziario. Nel primo semestre 2022, ad esempio, FFS Cargo ha registrato un deficit ampiamente riconducibile all'insufficienza di puntualità.</p><p>7. Oggi nell'ambito degli oli combustibili vi sono scorte obbligatorie di benzina, diesel, gasolio da riscaldamento e cherosene. In linea di massima, sottostà all'obbligo di riserve anche il gas naturale. Per ragioni geologiche, tecniche ed economiche, la Svizzera non dispone però di alcun serbatoio di gas proprio. In compenso sono costituite scorte di gasolio da riscaldamento extra leggero da utilizzare come sostituto negli impianti bicombustibile al posto del gas naturale.</p><p>Per quanto concerne l'approvvigionamento di quest'ultimo, alla luce dell'attuale situazione geopolitica si riconsidera seriamente la questione concernente la sicurezza di approvvigionamento in questo settore.</p><p>8. Il 30 settembre 2022 il Consiglio federale ha approvato l'istituzione di uno stato maggiore di crisi che entrerà in funzione se la Svizzera dovesse affrontare una situazione di penuria nel settore del gas o dell'elettricità. Quest'organo verrebbe a completare l'attuale organizzazione di crisi. È stato inoltre istituito un "Single Point of Contact" (SPOC) per curare i contatti con i Cantoni e con i settori economici interessati dalle misure. Nello stato maggiore di crisi sono rappresentati tutti i dipartimenti nonché i Cantoni e il settore economico.</p>  Risposta del Consiglio federale.