<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di adottare in tutta urgenza le misure necessarie per salvare le persone in pericolo sul Mediterraneo e rispettare i diritti umani.</p><p>La Svizzera dovrà in particolare:</p><p>1. partecipare all'istituzione di un sistema civile di soccorso in mare organizzato e finanziato a livello europeo;</p><p>2. adoperarsi a favore di un meccanismo di ripartizione delle persone soccorse in mare orientato a principi umanitari e dello Stato di diritto;</p><p>3. sostenere adeguatamente i Comuni disposti ad accogliere rifugiati giunti via mare;</p><p>4. adoperarsi per il rilascio immediato di tutte le persone in cerca di protezione internate in Libia e sostenerne l'accoglienza tramite il programma di reinsediamento dell'ONU.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Attualmente, le questioni relative all'istituzione di un sistema di soccorso e al mantenimento delle operazioni in corso sono oggetto di discussioni controverse tra gli Stati europei. Alla missione dell'UE incaricata di salvare migranti in mare e di perseguire i passatori nel Mediterraneo (Eunavfor Med Sophia) è stata ritirata la sua componente navale nel marzo 2019. Nelle discussioni condotte a livello europeo, la Svizzera si adopera per il rispetto dei diritti umani, della Convenzione di Ginevra sullo statuto dei rifugiati e del principio di non respingimento.</p><p>2. Da svariati anni la riforma del sistema di Dublino e l'instaurazione di un meccanismo di ripartizione dei migranti legato a questa riforma sono in discussione a livello europeo. La riforma stenta ad avanzare a causa del rifiuto di vari Stati membri di partecipare a qualsivoglia meccanismo di ripartizione. A gennaio 2019, la Commissione europea ha avanzato una proposta tesa a siglare "accordi temporanei", quale soluzione provvisoria prima della conclusione della riforma del sistema di Dublino. Ad oggi, l'UE non ha tuttavia ancora deciso l'attuazione concreta di questa proposta. La Svizzera ritiene che questa proposta transitoria non colmi le lacune del sistema attuale e rischi di ritardare l'istituzione di una soluzione strutturale a livello europeo. Continua pertanto ad impegnarsi a livello europeo per migliorare la condivisione delle responsabilità tra gli Stati e trovare soluzioni durevoli all'attuale situazione migratoria.</p><p>3. La Svizzera accoglie volontariamente rifugiati: in virtù dell'articolo 56 della legge sull'asilo (LAsi; RS 142.31) accorda l'asilo a persone particolarmente vulnerabili nel quadro del programma di reinsediamento dell'Alto Commissariato dell'ONU per i rifugiati (ACNUR). Per il 2019 il Consiglio federale ha approvato un contingente di 800 persone. La ripartizione dei rifugiati reinsediati tra i Comuni compete ai Cantoni. La Confederazione versa ai Cantoni una somma forfettaria globale per ogni rifugiato. Conformemente alla normativa entrata in vigore il 1° marzo 2019 (art. 88 cpv. 3bis LAsi e art. 24a cpv. 1 dell'ordinanza 2 sull'asilo relativa alle questioni finanziarie, OAsi 2; RS 142.312), la Confederazione versa ora ai Cantoni la somma forfettaria globale per rifugiati (reinsediati) per sette anni. I Comuni che accolgono rifugiati reinsediati sono pertanto già sostenuti indirettamente con il versamento di queste somme forfettarie globali ai Cantoni. Ai rifugiati reinsediati si applica pure, come a tutti gli altri rifugiati riconosciuti e alle persone ammesse provvisoriamente, la modifica d'ordinanza entrata in vigore il 1° maggio 2019, tramite la quale è stata aumentata la somma forfettaria a favore dell'integrazione. Nel quadro dell'Agenda Integrazione, alla quale sono stati destinati questi fondi, sono previste una gestione individuale dei casi e misure integrative potenziate. I Cantoni sono competenti per l'attuazione in collaborazione con i Comuni.</p><p>4. Il Consiglio federale è molto preoccupato per la situazione dei migranti trattenuti nei pressi delle zone di conflitto. Sostiene le attività umanitarie delle organizzazioni internazionali e delle istituzioni di soccorso per alleviare l'emergenza nei centri di detenzione. Approva che l'ACNUR evacui regolarmente da questi centri di detenzione persone particolarmente vulnerabili e di recente ha risposto a una sollecitazione urgente di questa organizzazione con un contributo di sostegno di 500 000 franchi. La Svizzera finanzia inoltre un progetto dell'Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM) per la tutela e l'assistenza medica dei migranti incarcerati. </p><p>In seguito a una sollecitazione urgente dell'ACNUR, ad aprile 2019 la Svizzera ha messo a disposizione fino a 50 posti del programma di reinsediamento in corso per evacuazioni dalla Libia. Attualmente sono vagliate, in collaborazione con l'ACNUR, diverse opzioni per attuare queste evacuazioni. </p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.