<h2>SubmittedText<h2><p>In questi giorni diversi importatori di automobili hanno ricevuto una lettera dal direttore dell'Ufficio federale dell'energia (UFE), con la quale sono stati sollecitati a partecipare all'indagine dell'Ufficio sugli "effetti della crisi del coronavirus sul mercato delle automobili nuove". Il relativo questionario lascia però alquanto perplessi. L'UFE chiede informazioni sulle spese di marketing effettuate per raggiungere gli "obiettivi di CO2 più severi per le automobili". Sono infatti richiesti dati precisi sulle spese di marketing per le automobili con spina, i veicoli efficienti con motore a combustione o i veicoli ibridi nonché sulle spese di marketing del settore per gli anni 2019 / 2020. L'UFE è inoltre interessato ai dati sulle campagne promozionali, sulle misure adottate nel settore della politica dei margini e dei prezzi e nel campo della formazione nonché del perfezionamento professionale.</p><p>Infine, secondo l'UFE, dalla riapertura degli spazi espositivi, l'accento è stato posto soprattutto sui "veicoli in stock", motivo per cui desidera sapere se gli importatori hanno adottato le necessarie misure per garantire un numero sufficiente di "veicoli efficienti in stock". </p><p>In questo contesto, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale è a conoscenza della lettera inviata il 16 giugno 2020 dal direttore dell'UFE agli importatori di automobili?</p><p>2. Su quali basi giuridiche poggia la richiesta dell'UFE volta a ottenere informazioni "il più possibile dettagliate" sulle spese di marketing e sulle misure adottate nel campo del perfezionamento professionale delle singole imprese?</p><p>3. Secondo il Consiglio federale, i problemi che ne derivano sotto il profilo del diritto della concorrenza sono trascurabili?</p><p>4. In quali altri settori l'Amministrazione federale chiede alle imprese questo tipo di informazioni private?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>ad domande 1,2 e 3:</p><p>L'invio della lettera agli importatori di automobili è avvenuto in seguito allo scambio auspicato dall'Associazione degli importatori svizzeri di automobili auto-suisse e intercorso tra questa e gli Uffici federali dell'energia (UFE) e delle strade (USTRA) in relazione alle ripercussioni della crisi COVID-19 e al raggiungimento degli obiettivi limite di emissioni di CO2 per le automobili nuove. In questo contesto l'Associazione auto-suisse ha proposto la sospensione temporanea delle prescrizioni sulle emissioni di CO2 e, contestualmente, un adeguamento della legge sul CO2 del 23 dicembre 2011 (RS 641.71) con effetto retroattivo. Per poter valutare la necessità di un provvedimento così incisivo è necessaria una verifica approfondita dell'attuale sviluppo nonché delle attività del settore per veicoli efficienti.</p><p>Poiché la richiesta è stata presentata dal settore in questione e la risposta alle domande è principalmente nell'interesse dello stesso, la risposta è facoltativa. Tuttavia, poiché le domande sono rilevanti per l'esecuzione della legge, secondo l'articolo 40a della legge sul CO2 è previsto anche l'obbligo di informare che, per i motivi menzionati, non è stato citato in questa sede.</p><p>In ogni caso le eventuali risposte delle imprese vengono trattate dall'UFE con la massima riservatezza (segreto d'ufficio), così che altre imprese non ricevano informazioni sui budget pubblicitari o altri dati relativi alla concorrenza. Non emergono quindi problemi relativi al diritto della concorrenza.</p><p>ad domanda 4:</p><p>In Svizzera, ad esempio, le autorità responsabili in materia di concorrenza possono raccogliere dati sulle attività pubblicitarie delle imprese.</p>  Risposta del Consiglio federale.