<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale vorrebbe che dopo l'entrata in vigore della nuova legge sui prodotti del tabacco il Parlamento ratificasse la Convenzione quadro dell'OMS sul controllo del tabacco (FCTC). A quanto pare è convinto che la strada scelta dall'OMS per il controllo dei prodotti del tabacco e di altri prodotti contenenti nicotina sia quella giusta.</p><p>Recentemente, tuttavia, l'OMS è stata coinvolta in una controversia dopo che nel gennaio del 2020 aveva pubblicato una serie di domande e risposte in cui metteva risolutamente in guardia dal consumo di sigarette elettroniche. Una posizione considerata inaccettabile e prevenuta da una parte della comunità scientifica e degli specialisti di prevenzione.</p><p>Messa alle strette dai critici, che chiedevano un approccio innovativo per la riduzione dei rischi, l'OMS ha rielaborato con grande discrezione le domande e risposte che al momento della pubblicazione della prima versione aveva provveduto a divulgare su larga scala.</p><p>La Svizzera è da sempre all'avanguardia nella riduzione dei rischi in questioni di sanità pubblica. Non a caso, rispondendo alla Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio degli Stati, il Consiglio federale aveva a suo tempo affermato che per i fumatori i rischi legati al consumo di sigarette elettroniche o prodotti a tabacco riscaldato non bruciato (heat not burn) erano probabilmente inferiori a quelli comportati dalle sigarette tradizionali.</p><p>Alla luce di quanto suesposto pongo al Consiglio federale le seguenti domande:</p><p>1. Con particolare riferimento al presumibile sviluppo di nuovi prodotti, se la Svizzera ratificasse la FCTC, in che misura continuerebbe a praticare un'autentica strategia di riduzione dei danni nell'ambito del consumo di tabacco e nicotina?</p><p>2. Come giudica le ultime pubblicazioni dell'OMS sulle sigarette elettroniche e la controversia che hanno scatenato?</p><p>3. Ritiene giustificata la posizione espressa, considerate le nuove categorie di prodotti il cui potenziale di riduzione dei danni è sempre più riconosciuto?</p><p>4. Come si potrebbe dare maggior peso alla riduzione dei danni nella nuova legge sui prodotti del tabacco, consentendo così alla Svizzera di assumere un ruolo d'avanguardia nel settore?</p><p>5. Ritiene che l'attuale atteggiamento dell'OMS nei confronti dei nuovi prodotti contenenti tabacco e/o nicotina sia compatibile con l'approccio della riduzione dei danni? </p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1 e 5. La Convenzione quadro dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) sul controllo del tabacco (FCTC) è entrata in vigore il 27 febbraio 2005 e quindi prima della disponibilità su larga scala delle sigarette elettroniche. Da allora sono state elaborate raccomandazioni sull'uso di questi prodotti, che consentono agli Stati membri dell'OMS di adottare misure di riduzione dei rischi adeguate alla situazione sul loro territorio. La Svizzera non ha ancora ratificato la FCTC. In caso di ratifica da parte della Svizzera, ciò non le impedirebbe di sviluppare misure scientificamente fondate nel campo della riduzione dei rischi.</p><p>Nella Strategia nazionale dipendenze 2017-2024 e nel relativo piano di misure, il Consiglio federale si è posto l'obiettivo di estendere l'approccio della riduzione dei danni, rivelatosi efficace per le droghe illegali, ad altre forme di dipendenza, laddove opportuno e necessario. In una presa di posizione del 2019, la Commissione federale per la prevenzione del tabagismo giunge alla conclusione che per ridurre i danni nei fumatori con una forte dipendenza è ipotizzabile anche il ricorso alle sigarette elettroniche. Una promozione su larga scala dei nuovi prodotti è invece sconsigliabile, poiché potrebbe rendere dipendente un maggior numero di giovani o far ricadere nel consumo ex fumatori.</p><p>Il Consiglio federale ha già tenuto conto di queste osservazioni nel secondo disegno di legge federale sui prodotti del tabacco e sulle sigarette elettroniche (LPTab; FF 2019 915), attualmente in discussione in Parlamento, in cui propone di consentire la vendita di sigarette elettroniche, prevedendo però disposizioni come il divieto di consegna ai minorenni.</p><p>2 e 3. Il Consiglio federale è consapevole delle discussioni sulle sigarette elettroniche. Nel suo rapporto sui prodotti alternativi ("Alternativprodukte: Chancen und Risiken für die öffentliche Gesundheit"), che risponde alla domanda della CSSS-S del 19 febbraio 2019, ha preso posizione in merito rilevando che, per i fumatori, i rischi associati alle sigarette elettroniche e ai prodotti del tabacco destinati a essere riscaldati sono con tutta probabilità minori rispetto a quelli delle sigarette tradizionali. Il Consiglio federale condivide tuttavia la constatazione dell'OMS, secondo cui in relazione alle sigarette elettroniche vi sono ancora molti interrogativi senza risposta, in particolare per quanto riguarda i rischi a lungo termine o i rischi imprevisti risultanti da un uso improprio. Il Consiglio federale segue quindi costantemente l'evoluzione scientifica in questo campo. Come già accennato nella risposta all'interpellanza Frehner 18.3780, è in corso uno studio condotto dall'Istituto bernese di medicina di famiglia (BIHAM) che potrebbe fornire ulteriori informazioni sull'efficacia, la sicurezza e la tossicologia delle sigarette elettroniche come aiuto per la cessazione.</p><p>4. Come rilevato nel messaggio sulla LPTab, attraverso la legalizzazione delle sigarette elettroniche intende mettere a disposizione sul mercato prodotti meno nocivi. La Svizzera segue quindi lo stesso approccio dei Paesi limitrofi: autorizza le sigarette elettroniche, ma impone prescrizioni in materia di sicurezza ed etichettatura, destinate a garantire la protezione dei bambini e degli adolescenti come pure dei consumatori. Per le sigarette elettroniche sono inoltre previsti avvertimenti specifici sotto forma di testo.</p>  Risposta del Consiglio federale.