<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di adeguare l'ordinanza sul traffico dei rifiuti speciali (OTRS) in modo tale da vietare la reimmissione degli oli commestibili usati nel circuito alimentare.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'olio commestibile usato è considerato un rifiuto speciale secondo l'ordinanza sul traffico dei rifiuti speciali (OTRS). Dal 1986 può essere consegnato soltanto ad imprese che dispongono di un'apposita autorizzazione cantonale. L'OTRS è attualmente in corso di revisione. Anche le nuove disposizioni prevedono tuttavia che le imprese che prendono in consegna olio commestibile usato debbano essere autorizzate dal cantone di appartenenza e sottoposte ad un apposito controllo. Nell'ambito della gestione dei rifiuti, pertanto, i controlli continueranno ad essere effettuati anche in futuro.</p><p>Nella primavera del 1999, in Belgio, dei bifenili clorurati finirono nel mangime attraverso l'olio commestibile usato. Da allora, l'UFAFP ha introdotto l'obbligo vincolante di incenerire l'olio commestibile depositato nei punti di raccolta comunali, particolarmente soggetto alla contaminazione da parte di impurità. Tale olio può essere lavorato soltanto se, con analisi adeguate, si riesce a dimostrare che la percentuale di dette impurità è esigua. In tal caso può ad esempio essere trasformato in olio diesel, ma resta vietato il suo impiego per la produzione di mangime.</p><p>In Svizzera vengono prodotte ogni anno approssimativamente 13 000 tonnellate di olio commestibile usato. Di queste, circa l'80 per cento finisce in appositi digestori o impianti di fermentazione per essere trasformato in biogas, che viene poi utilizzato per la produzione di calore. Il 15 per cento circa è invece esportato e trasformato in prodotti chimico-tecnici, mentre una quantità sempre maggiore, sebbene ancora esigua, viene trasformata in carburanti. Solo il 2-3 per cento è impiegato per la produzione di mangime, e in questo caso l'olio commestibile usato proviene esclusivamente dalle aziende del settore gastronomico e dall'industria alimentare (ad es. dalla produzione di patatine). È inoltre sottoposto ad analisi obbligatorie volte a verificare l'eventuale presenza di impurità, come ad esempio tracce di oli minerali. Fondamentalmente, quindi, se è pulito, di origine certa e di qualità controllata, l'olio commestibile usato è da considerarsi un ingrediente pregiato ed economico del mangime.</p><p>La legislazione in vigore stabilisce già oggi, nell'ordinanza sugli alimenti per animali (RS 916.307) e nell'ordinanza sul libro dei prodotti destinati all'alimentazione degli animali (OLAlA; RS 916.307.1), requisiti dettagliati per il mangime. L'esperienza insegna inoltre che anche altre materie prime, e non solo l'olio commestibile usato, possono contenere impurità. Per questo motivo, nel quadro del previsto controllo autonomo, i produttori di mangime devono verificare accuratamente la qualità di tutte le materie prime utilizzate. Nell'olio commestibile usato, il rischio di impurità è particolarmente alto.</p><p>Grazie alle limitazioni ed alle prescrizioni di controllo attualmente in vigore, ormai solo una piccola percentuale di olio commestibile usato, tra l'altro di buona qualità, finisce nel mangime. Pertanto, il Consiglio federale ritiene che un divieto assoluto dell'impiego di questo tipo di olio per la produzione di mangime non sia giustificato.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.