<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di adeguare la legge sul lavoro o le relative ordinanze in modo da contrastare il fatto che oggi la legge sul lavoro non è sufficientemente applicata o è disattesa nel settore della sanità. A tal fine dovrà adottare misure a livello nazionale per garantire un controllo più efficace e il rispetto delle disposizioni in materia di diritto del lavoro.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>A tutela della salute dei lavoratori, la legge sul lavoro (LL; RS 822.11), di diritto pubblico, definisce tra l'altro la durata massima del lavoro (art. 9 LL). Da quando, nel 2005, tutti i medici assistenti vi sono stati assoggettati, questa protezione è vincolante anche per loro. Secondo la legislazione vigente, la SECO ha la competenza di verificare il rispetto della protezione della salute nelle aziende della Confederazione, ma non negli ospedali. Secondo la ripartizione delle competenze prevista dalla legge in questione (art. 41 LL), la sua esecuzione spetta invece ai Cantoni, a cui compete anche l'assegnazione delle risorse personali per questi compiti di controllo e il loro finanziamento.</p><p>Le autorità devono attenersi a questa ripartizione delle competenze. Come già spiegato in risposta alla mozione 17.3444 Barrile, dal tenore analogo, in diversi Cantoni sono stati conseguiti dei miglioramenti. Nella sua veste di autorità di alta vigilanza, la SECO affianca le autorità cantonali preposte all'esecuzione della legge. Per ridefinire da zero questa ripartizione delle competenze e inasprire le sanzioni sarebbe necessaria una revisione della legge sul lavoro, e questo con il pieno coinvolgimento delle parti sociali e l'assegnazione alla SECO delle risorse corrispondenti. Una tale procedura non sarebbe però molto appropriata per risolvere il problema di un singolo settore.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.