<h2>SubmittedText<h2><p>Il 24 agosto 2005 il Consiglio federale ha deciso di rinviare a tempo indeterminato la revisione della legge federale sull'imposizione degli oli minerali. Tale revisione aveva lo scopo di esonerare i biocarburanti dall'imposta sugli oli minerali e quindi di promuovere la produzione nonché l'impiego di bioetanolo in Svizzera. La decisione presa è assolutamente sorprendente. Poiché la procedura di consultazione è conclusa e il Dipartimento federale delle finanze ha dato il proprio consenso attraverso l'Amministrazione federale delle dogane, il rinvio è molto probabilmente imputabile al Seco. Il Seco intende infatti importare bioetanolo dal Brasile, adducendo la motivazione del prezzo più basso. In taluni ambienti dell'economia energetica questo modo di procedere viene criticato in quanto la sua trasposizione avrebbe un impatto ambientale negativo a causa dei lunghi trasporti.</p><p>Di fronte a tale decisione pongo al Consiglio federale le domande qui appresso.</p><p>1. Ha ancora intenzione di esonerare i biocarburanti dall'imposta e, in caso affermativo, entro quale termine?</p><p>2. In futuro, intende promuovere la produzione indigena di bioetanolo o soltanto importarlo? Ha soppesato le ripercussioni ambientali delle importazioni di bioetanolo dal Brasile, il maggiore Paese di produzione, e dei relativi trasporti?</p><p>3. Quali garanzie può dare al progetto "etha+" di Alcosuisse, che prevede la realizzazione di un impianto di produzione di bioetanolo a Delsberg o Cornaux? Tale progetto necessita dell'esenzione fiscale per essere sufficientemente redditizio.</p><p>4. Non ritiene che la produzione indigena di bioetanolo possa essere un importante mercato di sbocco per le eccedenze dell'agricoltura svizzera e che si dovrebbe fare tutto il possibile per rendere realizzabile il progetto?</p><p>5. Non pensa inoltre che con la decisione di rinvio la Svizzera risulti svantaggiata rispetto ad altri paesi europei per quanto concerne lo sviluppo dei biocarburanti, segnatamente del bioetanolo?</p><p>6. Non è anche del parere che tale decisione, visti gli impegni della Svizzera risultanti dal protocollo di Kyoto, sia controproducente in quanto il bioetanolo può notoriamente ridurre del 4,5 per cento le emissioni di CO2?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La decisione del Consiglio federale è stata differita a causa di diverse problematiche emerse dalla consultazione. Nonostante questo ritardo, il Consiglio federale continua a cercare di agevolare dal punto di vista fiscale i carburanti "puliti" attraverso una modifica della legge federale sull'imposizione degli oli minerali. Si prevede di trasmettere al Parlamento il messaggio relativo alla modifica della legge nel secondo trimestre del 2006. Il Consiglio federale intende probabilmente porre in vigore il provvedimento nel 2007.</p><p>2. Una protezione della produzione indigena di carburanti provenienti da materie prime rinnovabili sarebbe in contraddizione con gli obiettivi economici della Svizzera per lottare contro i prezzi elevati nonché con l'incentivazione della crescita. Il Consiglio federale ritiene pertanto che la produzione indigena non debba essere sovvenzionata o protetta mediante altri provvedimenti. L'esenzione dall'imposta per i carburanti provenienti da materie prime rinnovabili deve quindi essere applicata anche ai carburanti importati dall'estero. Il Consiglio federale è consapevole del fatto che in tal modo la produzione indigena è sottoposta a una forte pressione dei prezzi, in particolare sul mercato dell'etanolo.</p><p>L'impiego di etanolo brasiliano proveniente dalla canna da zucchero è in parte più efficiente dal punto di vista energetico e nel contempo più conveniente rispetto all'etanolo europeo proveniente dalla biomassa indigena. Un'apertura del mercato ha dunque il potenziale, nonostante i lunghi trasporti, per consentire una maggiore tutela dell'ambiente a costi inferiori.</p><p>3. Nel progetto di legge il Consiglio federale prevede l'esenzione dall'imposta per i carburanti provenienti da materie prime rinnovabili. Poiché la decisione in merito alla portata della modifica legislativa nonché la durata della procedura dipendono dal Parlamento, il Consiglio federale non può dare alcuna garanzia per quanto concerne l'entrata in vigore.</p><p>4. Per quanto riguarda i prodotti della campicoltura i mercati sono ampiamente equilibrati. Le eccedenze risultano quindi limitate. I cereali panificabili che non possono essere venduti come derrate alimentari vengono recuperati dai produttori, a proprie spese, come cereali da foraggio. Con un aiuto federale anche le patate in eccedenza vengono utilizzate per l'alimentazione degli animali. Tale genere di recupero consente attualmente di ottenere un valore aggiunto più elevato rispetto alla produzione di carburanti. Una riallocazione dei mezzi della Confederazione al fine di promuovere la produzione professionale o industriale di bioetanolo non comporterebbe alcun vantaggio per l'economia interna.</p><p>5. Lo sviluppo di biocarburanti avviene in impianti pilota e di dimostrazione. I carburanti prodotti in tali impianti a partire da materie prime rinnovabili sono esonerati dall'imposta nell'ambito dell'articolo 35 dell'ordinanza sull'imposizione degli oli minerali. Il ritardo della revisione della legge non è determinante per promuovere lo sviluppo di tali prodotti.</p><p>6. La legge federale dell'8 ottobre 1999 sulla riduzione delle emissioni di CO2 RS 641.71) prevede che entro il 2010 le emissioni di CO2 derivanti dall'utilizzazione di carburanti fossili debbano diminuire dell'8 per cento rispetto al 1990. La promozione del gas naturale e dei biocarburanti dal punto di vista dell'imposta sugli oli minerali fornisce pertanto un sostanziale contributo al conseguimento dell'obiettivo fissato.</p><p>Il Consiglio federale è consapevole dell'importanza di una rapida introduzione dell'incentivo fiscale e cerca quindi di accelerare l'elaborazione del progetto di legge.</p>  Risposta del Consiglio federale.