<h2>SubmittedText<h2><p>Il governo cinese è ben consapevole del prestigio e del riconoscimento legati allo svolgimento dei Giochi olimpici 2008 a Pechino. Prima dell'assegnazione dei Giochi olimpici da parte del Comitato internazionale olimpico (CIO), i dirigenti di Pechino hanno quindi manovrato con false promesse, tra l'altro quella di migliorare, prima dei Giochi olimpici, la deplorevole situazione dei diritti dell'uomo nel "Regno di mezzo". I giochi devono iniziare tra appena un anno, ma fino ad oggi le promesse non sono state mantenute. In Tibet i diritti dell'uomo sono calpestati e la libertà di religione è inesistente. Anche altre minoranze come gli Uiguri o i cristiani sono brutalmente oppresse. Secondo fonti ufficiali, nel 2006 sono state giustiziate in Cina più di 1000 persone, il che equivale all'80 per cento di tutte le sentenze capitali eseguite nel mondo. Gli esperti, tuttavia, stimano a 8000 il numero reale delle esecuzioni di Stato. In vista dei Giochi olimpici le libertà fondamentali subiscono ulteriori restrizioni. Un rapporto di Amnesty International documenta innumerevoli casi di arresti domiciliari, torture e processi ingiusti. Su Internet  la censura è esercitata in maniera massiccia. Perfino i resoconti sulla Cina e sui preparativi dei giochi sono considerevolmente ridotti - non da ultimo nei confronti dei media occidentali.</p><p>Sottopongo quindi al Consiglio federale le domande qui appresso:</p><p>1. Il Consiglio federale condivide l'opinione che la Cina non abbia mantenuto le promesse fatte nell'ambito della sua candidatura quale Paese ospite dei Giochi olimpici?</p><p>2. Il Consiglio federale è  disposto a esercitare pressioni sul governo cinese per esigere il mantenimento di queste promesse?</p><p>3. È altresì disposto a collaborare con il CIO, rispettivamente con Swiss Olympic per ottenere il mantenimento di queste promesse?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il forte sviluppo economico della Cina e la conseguente riduzione della povertà hanno comportato progressi nella garanzia di determinati diritti economici e sociali. D'altro canto, nonostante le autorità cinesi affermino di aver adottato misure per migliorare la salvaguardia dei diritti dell'uomo, il Consiglio federale è a conoscenza di numerosi rapporti che denunciano difficoltà persistenti in Cina. Se da un lato le autorità evidenziano, ad esempio, gli sforzi per ridurre il numero delle esecuzioni, dall'altro, esse rifiutano di pubblicare statistiche sull'applicazione della pena di morte. Oppure: sono state messe in vigore agevolazioni che permettono ai giornalisti stranieri di svolgere provvisoriamente con meno difficoltà il proprio lavoro in vista dei Giochi olimpici, i loro colleghi cinesi però non beneficiano di questi miglioramenti. I Giochi olimpici offrono alla Cina l'occasione di aprirsi maggiormente ai valori olimpici, fra i quali figura anche la protezione della dignità umana. In tal senso, l'imminente ratifica del Patto internazionale sui diritti civili e politici, l'intensificazione del dialogo con i rappresentanti del Dalai Lama sul rispetto dei diritti delle minoranze in Tibet, nonché l'abbandono della pratica molto diffusa della privazione di libertà dissociata da qualsiasi procedimento giudiziario potrebbero essere interpretati come segnali positivi. I competenti servizi svizzeri continueranno quindi a seguire con attenzione l'evolversi della situazione dei diritti dell'uomo in Cina, alla luce delle disposizioni internazionali applicabili.</p><p>2. Le questioni inerenti alla salvaguardia e alla promozione dei diritti dell'uomo rientrano nelle priorità della politica estera svizzera e ad esse il Consiglio federale accorda una notevole importanza. In questo ambito la Svizzera si sforza di condurre uno scambio costruttivo con la Cina e di proseguire il dialogo bilaterale sui diritti dell'uomo nel quale sono affrontati con franchezza aspetti problematici. Fra gli strumenti di politica in materia di diritti dell'uomo occorre citare anche le relazioni bilaterali specifiche, il lavoro in seno ad organismi multilaterali interessati e la collaborazione con attori della società civile.</p><p>3. I competenti servizi svizzeri mantengono stretti contatti con le diverse istituzioni del movimento olimpico in vista dei prossimi giochi. Il Consiglio federale ritiene che ad esse spetti, conformemente ai principi menzionati nella Carta olimpica, badare al rispetto degli impegni sottoscritti in materia di diritti dell'uomo e di combattere le violazioni dei diritti dell'uomo commesse nel corso della preparazione e della realizzazione dei Giochi olimpici. Le autorità svizzere continueranno quindi a collaborare in questo settore con le istituzioni del movimento olimpico.</p>  Risposta del Consiglio federale.