<h2>SubmittedText<h2><p>La soft law deve imperativamente essere sottoposta al Parlamento ed essere soggetta a un referendum facoltativo.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La mozione riguarda un tema oggetto dell'attuale dibattito sulla soft law avviato con il postulato 18.4104 "Consultazione e coinvolgimento del Parlamento nel settore della "soft law"" della Commissione della politica estera del Consiglio degli Stati. Nel rapporto del 26 giugno 2019 redatto in adempimento a tale postulato, il Consiglio federale ha proposto possibili soluzioni per consentire un coinvolgimento più mirato del Parlamento, nel rispetto della ripartizione costituzionale delle competenze e della capacità di azione della Svizzera in politica estera. Nella discussione del rapporto, le commissioni della politica estera sono giunte alla conclusione che il tema in questione debba essere analizzato approfonditamente da una sottocommissione. La richiesta avanzata nella mozione, ossia assoggettare la soft law a un referendum facoltativo, necessiterebbe di una revisione costituzionale, dal momento che la soft law non rientra nella categoria dei trattati internazionali ai sensi dell'articolo 141 capoverso 1 lettera d della Costituzione federale. Il nodo centrale della mozione è già oggetto dell'attuale dibattito parlamentare. Fa eccezione la questione del referendum facoltativo, che non è ancora stata affrontata esplicitamente. Il Consiglio federale ritiene che sarebbe quindi prematuro adottare misure legislative prima della conclusione delle discussioni.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.