<h2>SubmittedText<h2><p>Stando a rapporti scientifici, un coronavirus è stato trasmesso da un pipistrello agli esseri umani dopo un passaggio per un ospite intermedio, scatenando una delle peggiori pandemie dai tempi dell'influenza spagnola nel 1918. Nell'immediato, a causa della COVID-19, urge contenere i contagi, proteggere la popolazione e rafforzare il sistema sanitario. A lungo termine, gli esperti e gli scienziati concordano sul fatto che sarà possibile evitare le zoonosi solo se si arresterà la distruzione globale degli ecosistemi. Perfino il WEF segnala che la deforestazione e la distruzione della biodiversità sono la causa per cui le zoonosi sono diventate più frequenti e probabili, e chiede che il disboscamento e lo sfruttamento eccessivo della natura cessino e che il commercio internazionale di animali selvatici venga limitato. Anche l'iniziativa ONE HEALTH, lanciata dall'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) per persone, animali ed ecosistemi più sani, prevede tre obiettivi principali: la lotta contro le zoonosi, la sicurezza alimentare e la riduzione della resistenza agli antibiotici.</p><p>In questo contesto si chiede al Consiglio federale:</p><p>1. quali sono le priorità della cooperazione internazionale svizzera nella protezione internazionale della biodiversità, al fine di prevenire ulteriori zoonosi?</p><p>2. Quali accenti fissa il Consiglio federale in seno alle organizzazioni internazionali (segnatamente GEF, UNEP, CITES) per prevenire future pandemie?</p><p>3. Alla luce della portata della COVID-19, il Consiglio federale prevede un impegno più intenso a favore della protezione della biodiversità, per esempio nel quadro dell'iniziativa ONE HEALTH dell'OMS?</p><p>4. Il Consiglio federale effettua analisi per identificare quali programmi e partner multilaterali della Svizzera possono combattere più efficacemente l'insorgenza e la diffusione di zoonosi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Gli attori della cooperazione internazionale (CI) della Svizzera hanno riconosciuto da tempo l'importanza delle zoonosi per la politica di sviluppo. È per questo che sostengono preventivamente non solo la lotta contro le cause ma anche le misure per arginare queste malattie e limitarne le conseguenze socioeconomiche. La Svizzera si concentra sulla promozione della biodiversità, sulla tutela degli ecosistemi, sulla gestione sostenibile delle foreste e dei sistemi alimentari, sulla sicurezza alimentare, su validi sistemi sanitari per gli esseri umani e per gli animali e sull'accesso a impianti sanitari e all'acqua potabile. Ambiente e biodiversità sono due obiettivi della Strategia CI 2021-2024 (FF 2020 2313).</p><p>2. Una maggiore cooperazione globale per prevenire e limitare queste malattie sarà attuata in particolare attraverso la promozione del Regolamento sanitario internazionale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che rappresentano il quadro globale per la sicurezza sanitaria. Tali questioni saranno affrontate all'interno degli organi direttivi dell'OMS in cui la Svizzera può far valere la sua posizione. Inoltre la Svizzera collabora strettamente con il Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente (UNEP), il Fondo mondiale per l'ambiente (GEF), il Segretariato della Convenzione sul commercio internazionale delle specie di fauna e di flora selvatiche minacciate di estinzione (CITES) e altri importanti partner. La Svizzera si impegna anche per un ambizioso quadro di riferimento globale per la biodiversità dopo il 2020, attualmente in fase di negoziazione nell'ambito della Convenzione sulla diversità biologica (CBD). Così facendo sostiene gli sforzi a livello globale per conservare e promuovere la biodiversità, per fermare il commercio illegale di animali selvatici e per definire piani di ripresa economica che tengano conto dello stato di emergenza in cui versano la natura e il clima. L'OMS e il Segretariato della CBD stanno progettando un programma di lavoro sulla biodiversità e sulla salute nel contesto della COVID-19. In ragione del legame tra il degrado ambientale e le pandemie, e nel contesto della COVID-19, il Segretariato del GEF ha identificato alcune misure per ricostruire meglio ("build-back-better"). UNEP E CITES stanno analizzando le cause delle pandemie e stanno studiando risultati scientifici sul legame tra la stabilità degli ecosistemi e la salute umana, anche in relazione alle zoonosi. Il Consiglio federale sostiene le priorità e il modo di procedere di queste organizzazioni. Sulla base dei risultati di questi lavori, la Svizzera potrà decidere se impegnarsi a favore di importanti adeguamenti del quadro giuridico e delle politiche delle organizzazioni menzionate.</p><p>3. A titolo di esempio, in Etiopia la DSC sostiene varie attività che adottano l'approccio ONE-HEALTH (una sola salute), in cui sono centrali non solo la salute degli esseri umani e degli animali, ma anche la protezione dell'ambiente e la biodiversità. Nel Corno d'Africa sarà presto avviato un ulteriore progetto che adotta questo approccio molto promettente e globale.</p><p>4. Al momento della scelta e dell'orientamento della cooperazione le organizzazioni multilaterali, la Svizzera si basa in particolare sui loro risultati e anche sulla loro capacità di prevenire e lottare contro le zoonosi. Due esempi: circa due terzi del portafoglio di ricerca del Partenariato mondiale per la ricerca agricola sono importanti nel contesto della COVID-19 e l'approccio ONE-HEALTH è una delle priorità. Anche il Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo ha adattato i programmi in corso e lanciato il "COVID-19 Rural Poor Stimulus Facility" per prevenire una possibile crisi alimentare.</p>  Risposta del Consiglio federale.