<h2>SubmittedText<h2><p>Secondo vari rapporti dei media e della Società per i popoli minacciati, nella città ungherese di Ozd l'approvvigionamento idrico per i quartieri dei rom è stato in parte o totalmente soppresso in piena estate. Per i progetti dell'approvvigionamento idrico in questa città la Svizzera ha previsto contributi finanziari, ma non prevede di esaminare la situazione fino al ricevimento del rapporto dell'ombudsman ungherese. Questo evento e l'atteggiamento temporeggiante della competente organizzazione di progetto in questo contesto sollevano varie domande riguardo al monitoraggio dei diritti dell'uomo in progetti finanziati parzialmente o interamente con mezzi del "miliardo di coesione". A questo proposito invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande: </p><p>1. Il DFAE e la DSC in questo contesto non hanno effettivamente svolto un controllo? In caso negativo: il progetto interessato, che dovrebbe permettere l'importante collegamento delle economie domestiche all'approvvigionamento idrico nelle località interessate/nei quartieri rom, come viene influenzato da un rapporto di un ombudsman? </p><p>2. Nell'ambito dei progetti finanziati con il "miliardo di coesione" esistono contratti in cui vengono definite esplicitamente condizioni riguardo alla protezione delle minoranze e dei diritti fondamentali? La Svizzera può controllare l'esecuzione di tali accordi sul posto? Nell'ambito dei progetti menzionati esiste un monitoraggio ampio e attivo riguardante i diritti dell'uomo? </p><p>3. Il DFAE valuta sufficienti le basi giuridiche per un monitoraggio ampio e attivo dei diritti dell'uomo nell'ambito dei progetti finanziati con il "miliardo di coesione" oppure è necessario procedere ad adeguamenti giuridici? In caso affermativo, quali? </p><p>4. Come garantiscono il DFAE/la DSC che tali progetti siano noti all'opinione pubblica in loco? </p><p>5. Dai contatti nella risposta all'interpellanza 12.3844, il Consiglio federale e in particolare il DFAE hanno trattato  il tema dei progetti di coesione e in particolare il tema Ozd con le autorità ungheresi?   </p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è consapevole delle difficili condizioni in cui versa la popolazione rom nei Paesi dell'Europa centrale e orientale. Il contributo all'allargamento mira a sostenere gli sforzi dell'UE e dei suoi Stati membri per ridurre le disparità economiche e sociali nell'UE allargata, migliorando in tal modo anche le condizioni di vita delle minoranze. Nell'ambito del dialogo con le autorità ungheresi, la Svizzera sottolinea sistematicamente l'importanza attribuita dal nostro Paese al miglioramento della situazione dei rom.</p><p>La SECO sostiene il risanamento e l'ampliamento della rete di approvvigionamento di acqua potabile della città di Ozd nell'ambito del contributo all'allargamento con oltre 7 milioni di franchi, a cui si aggiunge un contributo del 15 per cento da parte della città. L'obiettivo è migliorare l'approvvigionamento idrico per la popolazione, quindi, nel caso specifico, anche per i rom. L'avvio dei lavori è previsto per l'inizio del 2014. È soprattutto nei periodi di siccità che a Ozd si pone il problema dello spreco dell'acqua, che tra l'altro può essere attinta gratuitamente dalle fontane pubbliche. Nel giugno 2013 l'amministrazione cittadina ha deciso, con il consenso dell'opposizione, di chiudere alcune fontane o di ridurre la pressione dell'acqua. L'idea era di continuare a garantire la disponibilità di acqua potabile su tutto il territorio cittadino ponendo tuttavia un freno all'utilizzo dell'acqua per scopi non prioritari. Queste misure sono state annullate il 9 agosto 2013 su disposizione del ministro dell'interno.</p><p>1. Il rapporto dell'ombudsman ungherese per i diritti fondamentali sui fatti dell'estate 2013 è stato pubblicato il 10 ottobre 2013. L'ombudsman ritiene che la città abbia permesso una discriminazione indiretta della minoranza rom nonostante esistessero altre possibilità per impedire lo spreco dell'acqua delle fontane pubbliche. Nel rapporto si raccomanda di attuare il progetto svizzero nella forma prevista. La Svizzera non ha avviato alcuna indagine supplementare. Il rapporto verrà analizzato in maniera approfondita e i risultati di tale analisi dovranno essere discussi con le autorità ungheresi. La Svizzera punterà soprattutto su un dialogo periodico con le autorità della città di Ozd al fine di garantire la parità di trattamento di tutti i beneficiari.</p><p>2./3. Negli Stati membri dell'UE esistono meccanismi statali e sociali per il monitoraggio dei diritti dell'uomo. La Svizzera può inoltre fare riferimento, come fonti d'informazione rilevanti, alle decisioni della Corte europea dei diritti dell'uomo (Corte EDU) nonché ai rapporti e alle raccomandazioni di altri organi internazionali pertinenti come la Commissione di Venezia, la Commissione del Consiglio d'Europa contro il razzismo e l'intolleranza (ECRI), gli organi dell'OSCE e il Consiglio dei diritti dell'uomo dell'ONU o il comitato per l'eliminazione della discriminazione razziale dell'ONU (CERD), per monitorare la situazione dei diritti dell'uomo nei Paesi beneficiari del contributo all'allargamento. La partecipazione sociale e la non discriminazione sono principi superiori sanciti in tutti gli accordi quadro concernenti il contributo all'allargamento e, pertanto, devono essere rispettati nei singoli progetti. La DSC e la SECO si informano in merito all'attuazione dei progetti non soltanto mediante i rapporti relativi a questi ultimi, ma anche effettuando visite sul posto per ottenere un quadro più completo della situazione. La Svizzera può inoltre richiedere l'accesso a tutte le informazioni rilevanti per un determinato progetto. A seconda della valutazione del rischio, i diritti dell'uomo sono inclusi nel normale monitoraggio dei progetti, tra cui anche il progetto idrico a Ozd. L'articolo 6.5 dell'accordo quadro tra il Consiglio federale svizzero e il governo dell'Ungheria concernente l'attuazione del programma di cooperazione tra la Svizzera e l'Ungheria destinato a ridurre le disparità economiche e sociali all'interno dell'Unione europea allargata (RS 0.973.241.81) definisce tutte le competenze della Svizzera in relazione al monitoraggio dei progetti. L'appendice 1 a questo accordo quadro riconosce esplicitamente come principi la partecipazione sociale e le pari opportunità, mentre l'appendice 2 fissa il modo di procedere negli ambiti del controllo e dell'audit. Queste disposizioni costituiscono la base giuridica per il monitoraggio dei diritti dell'uomo nella realizzazione dei progetti. Non è pertanto necessario adeguare le rispettive basi legali.</p><p>4. In ogni progetto relativo al contributo all'allargamento sono previste attività di pubbliche relazioni che comprendono manifestazioni informative con il coinvolgimento dei media, giornate delle porte aperte per la popolazione locale e un sito Internet con indicazioni sugli appalti pubblici. Normalmente l'ambasciata svizzera partecipa a tali eventi.</p><p>5. Le rappresentanze svizzere in loco intrattengono contatti regolari con le autorità ungheresi in merito alla formulazione e all'attuazione dei progetti del contributo all'allargamento e, in particolare, del progetto idrico a Ozd. Questo dialogo proseguirà sia durante la fase di realizzazione del progetto relativo all'acqua potabile sia dopo la sua conclusione.</p>  Risposta del Consiglio federale.