<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Dispone di piani per rafforzare il confine nazionale nell'area di Chiasso?</p><p>2. In caso negativo, intende avviare prossimamente una pianificazione?</p><p>3. Esistono le necessarie basi legali per quanto riguarda costruzione, pianificazione del territorio, silvicoltura ecc. affinché si possa avviare rapidamente la costruzione di impianti per la protezione dei confini e la costituzione di zone da tenere libere in tale settore di confine?</p><p>Numerosi Paesi europei, tra cui anche vari Stati limitrofi, hanno iniziato a proteggere e rendere sicuri i loro confini nazionali adottando varie misure (p. es. recinzioni). L'Austria, ad esempio, ha rafforzato notevolmente con misure edili il settore di confine verso nord, nell'area del passo del Brennero. Così facendo, tali Stati proteggono il loro territorio da entrate illegali e le misure che adottano servono anche a impedire un possibile afflusso di massa di persone che entrano illegalmente. Dato il gran numero di persone che soggiornano illegalmente in Italia e dei migranti che questo Paese accoglierà in futuro e che vogliono proseguire il loro viaggio verso nord, nell'area di Chiasso uno scenario di questo tipo è sempre più realistico.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Al momento il Consiglio federale non prevede alcun piano per rafforzare il confine nazionale, né nella regione di Chiasso né in altre aree del confine svizzero.</p><p>2. La maggior parte dei migranti fermati in Ticino dal Corpo delle guardie di confine (Cgcf) entra in Svizzera con il treno. Circa l'85 per cento di tutti i soggiornanti illegali in Ticino viene fermato alla stazione ferroviaria di Chiasso. Mediante il suo dispositivo odierno, il Cgcf raggiunge quindi un effetto filtrante convincente. Persino durante i mesi in cui vi era la più forte pressione migratoria, i fermi al confine verde sono stati soltanto del 6,4 per cento. Una recinzione sarebbe una misura molto costosa per ridurre ulteriormente la migrazione illegale, e non è prevista. Per individuare i migranti illegali al confine verde e intercettarli con le pattuglie mobili, l'Amministrazione federale delle dogane (AFD), segnatamente il Cgcf, si avvale, oltre che di videocamere posizionate lungo i sentieri, anche di droni ed elicotteri.</p><p>3. Attualmente non vi sono basi legali chiare per la costruzione di impianti per la protezione dei confini.</p><p>Ai sensi dell'articolo 5 della legge del 18 marzo 2005 sulle dogane (RS 631.0), nell'ambito di competenza dell'AFD rientrano, per principio, le costruzioni lungo il confine necessarie all'adempimento dei suoi compiti. Tuttavia, non è ancora stato chiarito in modo risolutivo se ciò includa la costruzione di una recinzione.</p><p>Nonostante tale questione di fondo, un simile progetto toccherebbe una serie di altre disposizioni legali, ad esempio relative alla pianificazione del territorio o alla protezione dell'ambiente. Oltre alla legislazione svizzera vigente occorrerebbe osservare anche il codice frontiere Schengen, in particolare l'articolo 22, che garantisce il libero passaggio del confine alle frontiere interne dello spazio Schengen. Considerato il basso numero di passaggi illegali al confine verde, il Consiglio federale ritiene che la costruzione di una recinzione non potrebbe attualmente reggere una tale ponderazione degli interessi. Tuttavia, se a breve termine la situazione dovesse aggravarsi al punto di provocare un grave turbamento che minaccia direttamente la sicurezza interna, affrontabile solo mediante provvedimenti edili, il Consiglio federale avrebbe la possibilità, nel quadro delle proprie competenze costituzionali, di emanare una relativa ordinanza (art. 185 cpv. 3 Cost.; RS 101).</p>  Risposta del Consiglio federale.