<h2>SubmittedText<h2><p>Fondandomi sull'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale e sull'articolo 107 della legge sul Parlamento, presento la seguente iniziativa:</p><p>L'articolo 8a della legge sulle indennità parlamentari (LI) dev'essere abrogato.</p><h2>InitialSituation<h2><p><b>Comunicato stampa della commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale del 11.10.2019</b></p><p><b>L'aiuto transitorio per i parlamentari deve essere soppresso</b></p><p>In adempimento di un'iniziativa parlamentare (<a href="https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20160460">16.460</a> n Iv. Pa. Rickli Natalie. "Soppressione dell'aiuto transitorio per i parlamentari"), la Commissione ha deciso con 14 voti contro 7 e 2 astensioni di sottoporre alla propria Camera un progetto volto a sopprimere l'aiuto transitorio destinato ai membri dell'Assemblea federale. Questo aiuto viene attualmente versato ai deputati che hanno lasciato il Parlamento e il cui nuovo reddito è inferiore a quello che derivava loro dall'esercizio del mandato, oppure che si trovano in stato di bisogno. La Commissione ritiene che questo aiuto transitorio non sia più necessario, in quanto i deputati che lasciano il Parlamento possono richiedere le prestazioni dell'assicurazione contro la disoccupazione. Una minoranza propone di mantenere l'aiuto transitorio per i deputati non rieletti dato che, a differenza di coloro che hanno lasciato volontariamente il Parlamento, non hanno avuto la possibilità di pianificare per tempo il loro reinserimento professionale. Un'altra minoranza propone di non entrare in materia sul progetto. </p><p>Link: <a href="https://www.parlament.ch/centers/documents/_layouts/15/DocIdRedir.aspx?ID=DOCID-773489785-7614">Il rapporto e il progetto di atto normativo</a>.</p><h2>Proceedings<h2><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 09.12.2019</b></p><p><b>Deputati non rieletti, inasprite condizioni aiuto transitorio </b></p><p><b>I membri dell'Assemblea federale che lasciano il Parlamento potranno continuare a beneficiare di un aiuto transitorio. Lo ha stabilito oggi il Consiglio nazionale per 97 voti a 87, introducendo però condizioni più restrittive come prevede un'iniziativa parlamentare dell'ex consigliera nazionale Natalie Rickli (UDC/ZH).</b></p><p>Il sostegno transitorio è stato introdotto nel 2003. Attualmente, un deputato può chiedere un simile sostegno per un periodo massimo di due anni quando lascia il Parlamento oppure vi è costretto perché non più rieletto.</p><p>I deputati potranno in futuro beneficiare di questa manna solo in caso di problemi finanziari o, come anticipato, se non rieletti, per un massimo di sei mesi. Coloro che lasciano volontariamente le Camere saranno invece esclusi dal sistema. Come in precedenza, i candidati all'aiuto dovranno avere meno di 65 anni e non ricevere alcuna rendita di vecchiaia.</p><p>Angelo Barrile (PS/ZH) si è opposto a questo giro di vite. Per i parlamentari che non vengono rieletti ciò rappresenta un licenziamento improvviso che può metterli in una situazione finanziaria difficile, ha affermato invano.</p><p>Dal 2004 al 2018, 22 persone hanno chiesto un aiuto transitorio. Gli importi concessi ammontano a 923'000 franchi. I picchi sono stati registrati dopo le elezioni federali. Durante la 50esima legislatura (2015-2019), due deputati non rieletti e due deputati che non si sono ripresentati hanno beneficiato di un simile sostegno.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 03.06.2020</b></p><p><b>Mantenuto aiuto transitorio a ex parlamentari </b></p><p><b>I membri dell'Assemblea federale che lasciano il Parlamento continueranno a beneficiare di un aiuto transitorio se non riescono a conseguire un reddito in sostituzione di quello che percepivano in veste di deputati. È l'opinione del Consiglio degli Stati, che ha bocciato oggi - con 31 voti contro 6 e 3 astenuti - l'entrata in materia su una revisione della Legge sulle indennità parlamentari (LI).</b></p><p>Gli ex consiglieri nazionali e "senatori" di età inferiore ai 65 anni hanno oggi diritto all'aiuto transitorio se, dopo aver lasciato la carica, non sono in grado di ottenere un sostituto equivalente al reddito di parlamentare o se versano in difficoltà economiche.</p><p>La Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale aveva auspicato l'abolizione di questo servizio: nel novembre 2017 aveva accolto un'iniziativa parlamentare in questo senso di Natalie Rickli (UDC/ZH).</p><p>Per il Consiglio nazionale la proposta della sua commissione andava tuttavia troppo lontano: lo scorso dicembre si è quindi pronunciato in favore di una variante più moderata, che non abolisca del tutto l'aiuto transitorio ma introduca condizioni più restrittive per il suo ottenimento.</p><p>La proposta della Camera del popolo è che di questa manna possano beneficiare solo i deputati con problemi finanziari o quelli che non sono stati rieletti, per un massimo di sei mesi (attualmente due anni). Coloro che lasciano volontariamente le Camere dovranno invece essere esclusi dal sistema. Come in precedenza, i candidati all'aiuto dovranno avere meno di 65 anni e non ricevere alcuna rendita di vecchiaia.</p><p>I "senatori" hanno però respinto tutte queste varianti. L'aiuto transitorio è modesto e viene utilizzato con parsimonia, non è pertanto necessaria alcuna modifica della legge, ha sostenuto Thomas Hefti (PLR/GL) a nome della commissione. Per gli interessati è però importante, ha aggiunto il "senatore" glaronese.</p><p>Tra il 2004 e il 2018 questo contributo, che ammonta al massimo a 2370 franchi al mese, è stato accordato a 22 persone per un totale di 923'000 franchi. Dall'inizio di questa legislatura sono stati autorizzati aiuti transitori a favore di sei parlamentari non rieletti.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 25.09.2020</b></p><p>Il Consiglio nazionale ha deciso che i membri dell'Assemblea federale che lasciano il Parlamento potranno continuare a chiedere un aiuto transitorio. Il Nazionale si è allineato - con 106 voti contro 81 - alla decisione del Consiglio degli Stati di non cancellare questo aiuto.</p>