B u n d e s v e rw a l t u n g s g e r i ch t T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i f f éd é r a l T r i b u n a l e am m i n i s t r a t i vo f e d e r a l e T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i v fe d e r a l Corte IV D-5972/2013 S e n t e n z a d e l 3 0 o t t o b r e 2 0 1 3 Composizione Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, con l'approvazione della giudice Sylvie Cossy; cancelliera Nicole Manetti. Parti A._______, nato il (...), Stato sconosciuto, alias B._______, nato il (...), Mauritania, alias C._______, nato il (...), Mauritania, ricorrente, contro Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore. Oggetto Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; decisione dell'UFM del 18 ottobre 2013 / N (...). D-5972/2013 Pagina 2 Visto: la domanda d'asilo che l'interessato ha presentato in data 21 settembre 2013 in Svizzera; il documento che l'UFM ha rimesso al richiedente e mediante il quale lo ha reso attento circa la necessità di consegnare, entro le 48 ore succe s- sive all'inoltro della sua istanza, un documento d'identità o di viaggio, con comminatoria che, in caso di mancata consegna e in assenza di motivi scusabili, non si entra nel merito della sua domanda d'asilo; i verbali d'audizione del 26 settembre 2013 (di seguito: verbale 1) e del 18 ottobre 2013 (di seguito: verbale 2); il verbale del la decisione dell'UFM del 18 ottobre 2013 , notificata oral- mente all'interessato il giorno medesimo (cfr. atto A15/1), con la quale detto Ufficio non è entrato nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a della legge sull'asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) ed ha pronunciato l'allon tanamento dell'interessato dalla Svizzera, nonché l'esecuzione dell'allontanamento medesimo siccome le- cita, esigibile e possibile; il ricorso del 21 ottobre 2013 (cfr. timbro del plico raccomandato , data d'entrata: 22 ottobre 2013), con il quale il ricorr ente ha chiesto l'annull a- mento della decisione, la trasmissione degli atti di causa all'autorità inf e- riore per una nuova decisione nel merito e in subordine, la concessione dell'ammissione provvisoria; ha inoltre presentato una domanda di ese n- zione dal versamento anticipato delle presunte spese processuali; la copia dell'incarto dell'UFM, pervenuta al Tribunale amministrativo fed e- rale (di seguito: il Tribunale) via fax in data 22 ottobre 2013; i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei conside- randi che seguono; e considerato: che presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 2 LAsi) contro una dec i- sione in materia d'asilo dell'UFM (art. 6 e 105 LAsi, art. 31-33 della legge D-5972/2013 Pagina 3 sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 [LTAF, RS 173.32]), il ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a-c e 52 della legge federale sulla procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021); che vi è motivo di entrare nel merito del ricorso; che i r icorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, sono decisi in procedura semplificata (art. 111 a LAsi) dal giudice unico, con l’approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la dec i- sione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi); che ai sensi dell'art. 111a cpv. 1 LAsi si rinuncia allo scambio degli scritti; che giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi non si entra nel merito di una d o- manda d'asilo se il richiedente non consegna alle autorità alcun doc u- mento di v iaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione della d o- manda; che secondo l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si applica se l'int e- ressato può rendere verosimile di non essere in grado, per motivi scus a- bili, di consegnare documenti di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione della domanda (lett. a), se la qualità di rifugiato del rico r- rente è accertata in base all'audizione, nonché in base all'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), oppure se l'audizione rileva che sono necessari ulteriori chiarimenti per accertare la qualità di rifugiato o l'esistenza di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. c); che sono documenti di viaggio o d'identità ai sensi di legge quelli ufficiali, segnatamente il passaporto e la carta d'i dentità, che permettono un'iden- tificazione certa del richiedente l'asilo (in particolare della sua cittadina n- za) e che ne assicurano il rimpatrio senza necessità di particolari formal i- tà amministrative (DTAF 2007/7 consid. 5); che, per contro, non sono doc umenti validi giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi quelli emessi per altri scopi, come la licenza di condurre, la carta professionale, il certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato di f i- ne degli studi (ibid., consid. 6); che, nel caso concre to, il ricorrente , a distanza di più di un mese dalla deposizione della domanda d'asilo, non ha esibito alcun documento; D-5972/2013 Pagina 4 che nell'ambito delle due audizioni l'interessato ha dichiarato di non aver mai posseduto dei documenti d'identità, di non averne mai fatto richiesta, di non aver intrapreso nulla per ottenerli e di non poter fare niente (verba- le 1, pag. 5; verbale 2, pag. 3); che, nel ricorso, l'interessato fa valere che il fatto di rivolgersi alle autorità mauritane per ottenere un documento sarebbe contrario ad ogni logica; che infatti, se avesse contattato le autorità del suo Paese , ciò sarebbe equivalso ad affidarsi alla loro protezione; che tuttavia queste giustificazioni sono manifestamente inconsistenti; che difatti, il richiedente ha dichiarato di non aver avuto alcun problema con le autorità del suo Pae se (cfr. verbale 2, pag. 4); che di conseguenza a- vrebbe potuto adoperarsi facilmente alfine di intraprendere qualcosa per ottenere i documenti; che, vista l'inverosimiglianza, nonché l'inconsistenza e l'inattendibilità de l- le dichiarazioni del ricorrente circa il possesso dei documenti, vi è ragione di concludere che il ricorrente li dissimuli per i bisogni della causa; che non avendo né esibito un documento d'identità, né fornito una valida e verosimile giustificazione per la mancata produzione, l'eccezione prev i- sta all'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi a favore dell'insorgente non è applicabile; che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, in base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione, è accertata la qualità di rifugiato del richiedente; che inoltre con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legislatore ha pure introdotto, con l'art. 32 cpv. 2 lett. a nonché cpv. 3 LAsi, una procedura sommaria nell'ambito della quale è statuito sull'adempimento o meno della qualità di rifugiato, nonostante la stessa termini con una decisione di non entrata nel merito (DTAF 2007/8 consid. 5); che, innanzitutto, il ricorrente ha dichiarato di essere cittadino mauritano di etnia wolof, di essere nato e di aver vissuto a D._______ (Mauritania), eccetto per tre anni, dal (...) al (...), dove avrebbe vissuto in Senegal con la madre (cfr. verbale 1, pag. 3); che, come rettamente ritenuto nella querelata decisione cui si rinvia, qu e- sto Tribunale ritiene che le dichiarazioni del ricorrente riguardo alle sue o-D-5972/2013 Pagina 5 rigini e a sostegno della sua domanda d'asilo siano manifestamente inve- rosimili rispettivamente irrilevanti; che infatti, alla luce delle dichiarazioni carenti ed illogiche, non risultano plausibili le asserzioni del richiedente secondo cui disporrebbe della citt a- dinanza mauritana e avre bbe vissuto in Mauritania per la maggior parte della sua vita; che invero, l'insorgente non è stato in grado, come rettamente ritenuto nella decisione dell'UFM, di rispondere a domande semplici concernenti il Paese in questione e le sue usanze ; che ad esem pio non ha saputo d e- scrivere la bandiera mauritana, indicare come sia amministrativamente suddiviso il Paese o dire il nome della capitale (cfr. verbale 1, pag. 6; ver- bale 2, pagg. 6-7, D55-57); che non ha saputo citare i villaggi limitrofi a D._______ (cfr. verbale 2, pag. 6, D62 -63), né dire quali fossero i fiumi che attraversano la nazione (cfr. verbale 2, pagg. 6-7, D70-71); che oltre a ciò, invitato a citarne usi e costumi, egli non ha saputo dare alcuna r i- sposta (cfr. verbale 2, pag. 6, D66-69); che lo stesso è accaduto quando gli è stato chiesto di citare qualche festività mauritana (cfr. verba le 2, pag. 7, D77-80) o la data dell'indipendenza della Mauritania (cfr. verb a- le 2, pag. 6, D65); che inoltre, l'interessato, contrariamente alla realtà dei fatti, ha affermato di non parlare francese (cfr. verbale 1, pag. 3); che, per tutte queste ragioni, il Tribunale non ritiene verosimile l'asserita origine mauritana del richiedente (a questo rig uardo cfr. anche Giurispru- denza ed informazioni della Commissione svizzera di ricorso in materia di asilo [GICRA] 2005 n. 8, consid. 3.2); che in limine, la censura del mancato esame LINGUA va deserta, rie n- trando nell'apprezzamento dell'autorità inferiore decidere quali mezzi di prova o informazioni assumere per l'accertamento dei fatti; che, inoltre, come rettamente ritenuto dall'autorità inferiore nella querelata decisione alla quale si rinvia, il Tribunale ritiene che le allegazioni a s o- stegno della dom anda d'asilo siano manifestamente inverosimili e irril e- vanti ai sensi dell'asilo (art. 3 e 7 LAsi); che infatti il ricorrente ha addotto in sede di audizione sulle generalità di avere lasciato il Paese per la mancanza di lavoro (cfr. verbale 1, pag. 7); che egli ha espressamente dichiarato che se avesse avuto un lavoro non sarebbe mai espatriato (cfr. verbale 1, pag. 7); che oltretutto egli ha e- scluso esplicitamente altri motivi d'asilo (cfr. verbale 1, pag. 7); che come D-5972/2013 Pagina 6 manifestamente riconoscibile i motivi di natura economica sono irrilevanti ai sensi delle norme in materia di concessione dell'asilo; che, per di più, come rettamente rilevato dall'autorità inferiore nella dec i- sione impugnata, le dichiarazioni in materia d'asilo rese dal ricorrente d u- rante la seconda audizione sono incongruenti rispetto a quanto affermato nella prima audizione e non possono essere ritenute verosimili; che inv e- ro, nell'ambito dell'audizione sui motivi d'asilo , il richiedente non ha più menzionato la mancanza di un lavoro, ma ha invece dichiarato di essere espatriato a causa di problemi con il suo datore di lavoro; che, infatti, il suo datore di lavoro non lo avrebbe pagato e il richiedente gli avrebbe r u- bato molti soldi per poi in seguito espatriare (cfr. verbale 2, pagg. 4 e 5); che il ricorrente alla domanda del perché non avesse parlato dei problemi con il datore di lavoro già durante la prima audizione, ha affermato che la domanda non gli era stata posta (cfr. verbale 2, pag. 6, D54); che, oltre a ciò, il ricorrente non è s tato capace di dire quanti soldi avesse rubato al datore di lavoro (cfr. verbale 2, pag. 6, D44); che, nel ricorso, in merito a questa contraddizione fa valere che i suoi mo- tivi d'asilo non possono essere considerati inverosimili soltanto perché sono stati fatti valere unicamente nell'ambito dell'audizione federale; che, infatti, l'audizione sulle generalità ha la funzione di acquisire i dati esse n- ziali sull'identità; che, tuttavia, seppure le dichiarazioni rilasciate durante l'audizione sulle generalità, considerato il carattere sommario della stessa, abbiano valore probatorio più limitato, eventuali contraddizioni possono essere ritenute se determinati avvenimenti, come in casu il presunto problema con il d a- tore di lavoro, vengono invocati in seguito come motivo principale d'asilo, mentre in sede di audizione sommaria non sono stati nemmeno accennati (cfr. GICRA 1993 n. 3); che, di conseguenza, i motivi d'asilo fatti valere al momento dell'audizione federale e nemmeno menzionati nel corso della prima audizi one, non possono essere considerati verosimili; che, nemmeno dalle considerazioni ricorsuali emergono nuovi elementi, fatti o mezzi di prova, atti a modificare quanto già ritenuto in prima ista n- za, sicché per evitare ulteriori ripetizioni, si rimanda alle considerazioni della decisione impugnata; D-5972/2013 Pagina 7 che, pertanto, non risultano elementi ai sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi da cui dedurre la necessità d'ulteriori accertamenti ai fini della determin a- zione della qualità di rifugiato dell'insorgente medesimo; che non si giustificano neppure delle misure di istruzione complementari ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedimento all'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente dal punto di vista dell'ammissibilità (cfr. DTAF 2007/8 consid. 5.6.5-5.7, pagg. 90 e ss. e DTAF 2009/50 co n- sid. 5-8, pagg. 725-733); che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere che l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente nel suo Paese di origine possa violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confeder a- zione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della Conven- zione del 28 luglio 1951 sullo statuto dei rifugiati (Conv., RS 0.142.30), l'art. 5 LAsi (divieto di respingimento) nonché l'art. 83 cpv. 3 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) o esporre il ricorrente al rischio reale ed immediato di trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione del 4 novembre 1950 per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle l ibertà fondamentali (CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione del 10 dicembre 1984 contro la tortura ed altre pene o tra t- tamenti crudeli, inumani o degradanti (Conv. tortura, RS 0.105); che da quanto esposto ne discende che l'UFM rettamente non è en trato nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi; che di conseguenza, in materia di non entrata nel merito, il ricorso, dest i- tuito di ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la decisi o- ne impugnata va confermata; che il ricorrente non adempie le condizioni in virtù delle quali l'UFM avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla S vizzera (art. 14 cpv. 1 e cpv. 2, art. 44 cpv. 1 LAsi, nonché art. 32 ordinanza 1 dell'11 agosto 1999 sull'asilo relativa a questioni procedurali [OAsi 1, RS 142.311] ; DTAF 2009/50 consid. 9); che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 LStr; che, giusta suddetta norma, l'esecuzione dell'allontanamento deve essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragion e- volmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr); D-5972/2013 Pagina 8 che la questione del carattere possibile, ammissibile ed esigibile dell'ese- cuzione dell'allontanamento deve essere esaminata d'ufficio; che tuttavia questo principio è limitato dall'obbligo della persona interessata di coll a- borare all'accertamento dei fatti giusta l'art. 8 cpv. 1 LAsi in relazione con l'art. 13 cpv. 1 lett. c PA (cfr. sentenza del Tribunale amministrativo federa- le D-838/2011 del 21 novembre 2012, consid. 9.2; WALTER KÄLIN, Grund- riss des Asylverfahrens, Basel und Frankfurt am Main, 1990, pag g. 262- 263); che in casu il ricorrente, fornendo indicazioni manifestamente carenti e inverosimili in merito alla sua cittadinanza, è incorso nella violazione dell'obbligo di collaborare, a lui senza dubbio nota, ponendo così le aut o- rità nell'impossibilità di determinare con cert ezza il suo Paese di origine, così come l'esistenza di ostacoli all'esecuzione dell'allontanamento; che, in considerazione di quanto indicato poc'anzi, ai sensi delle norme di diritto internazionale pubblico nonché della LAsi, l'esecuzione dell'allont a- namento è da considerarsi ammissibile (cfr. art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 cpv. 3 LStr); che, d'altronde, in rel azione all'art. 83 cpv. 3 LStr, avendo egli violato il suo dovere di collaborare, dissi mulando il suo vero Paese d'origine, il r i- corrente ha reso imp ossibile la ricerca di pericoli concreti suscettibili di minacciarlo nello stesso; che circa la situazione personale dell'interessato, egli è giovane, scolariz- zato, parla italiano, francese, arabo e vanta un'esperienza professionale nel settore dei metalli (cfr. verbale 1, pagg. 3 e 4); che, in aggiunta, il ricorrente non ha preteso nel gravame di soffrire di gravi problemi di salute che possano giustificare la sua ammissione pro v- visoria (cfr. DTAF 2009/2 consid. 9.3.2 con relativo riferimento), senza che da un esame d'ufficio degli atti di causa emerga la necessità di una sua permanenza in Svizzera per motivi medici; che, pertanto, l'esecuzi o- ne dell'allontanamento del ricorrente nel suo Paese d'origine è ragion e- volmente esigibile (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 cpv. 4 LStr); che infine non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 cpv. 2 LStr); che infatti il ricorrente , usando della necessaria dil i- genza, potrà procurarsi ogni documento indispensabile al rim patrio (cfr. D-5972/2013 Pagina 9 DTAF 2008/34 consid. 12); che l'esecuzione dell'allontanamento è du n- que pure possibile; che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, r a- gionevolmente esigibile e possibile; che, di conseguenza, anche in mat e- ria di allonta namento e relativa esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata; che, in virtù di quanto precedentemente enunciato, le conclusioni rico r- suali tendenti all'annullamento della decisione impugnata e alla tras mis- sione degli atti all'autorità inferiore per nuova decisione vanno respinte; che avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso la domanda di esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese processuali è divenuta senza oggetto; che visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.–, che seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del Regolamento sulle ta s- se e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]); che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]); (dispositivo alla pagina seguente) D-5972/2013 Pagina 10 Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronu n- cia: 1. Il ricorso è respinto. 2. Le spese proces suali, di CHF 600.–, sono poste a carico del ricorrente. Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sentenza. 3. Questa sentenza è comunicata al ricorrente, all'UFM e all'autorità cant o- nale. Il giudice unico: La cancelliera: Daniele Cattaneo Nicole Manetti Data di spedizione: