<h2>SubmittedText<h2><p>Nel contesto delle discussioni riguardo ai diversi ricorsi contro il progetto concernente lo stadio dell'Hardturm a Zurigo, certuni temono che l'EURO 2008 non potrà aver luogo, come previsto, in Svizzera e in Austria. In effetti il capitolato d'oneri dell'UEFA per questa grande manifestazione stabilisce che le partite della fase finale devono essere disputate in otto stadi, la metà dei quali in Svizzera e l'altra metà presso i nostri vicini austriaci. Nel suo Messaggio del 27 febbraio 2002 anche il Consiglio federale si riferisce a queste disposizioni. Per quanto concerne i siti in cui dovranno essere disputate le partite, esso menziona inoltre le località di Basilea, Ginevra, Berna e Zurigo. Attualmente sembra poco probabile che il potenziamento dello stadio di Zurigo possa essere terminato a tempo (nel Messaggio il Consiglio federale prevedeva l'apertura del nuovo stadio nel 2006). A lungo andare si è sciupato troppo tempo con l'utopia di uno "stadio combinato". Nel frattempo il progetto è stato bloccato da diversi ricorsi, benché nel suo Messaggio il Consiglio federale abbia indicato quanto segue: "Le procedure di approvazione dei piani garantiscono che le vigenti disposizioni in materia di protezione ambientale saranno rispettate in maniera coscienziosa e integrale." Nel paragrafo successivo il Consiglio federale ha inoltre indicato che la concessione di contributi nel quadro della Concezione degli impianti sportivi di importanza nazionale (CISIN) sarebbe dipeso dal rispetto di rigorose direttive, quali l'accessibilità mediante trasporti pubblici efficienti e l'impiego di tecnologie rispettose dell'ambiente nel settore dell'energia. Per inciso, vi è da sottolineare che questi due argomenti sono intanto stati ripresi dalla Fondazione svizzera della Greina (impianti fotovoltaici) e dall'AST (trasporti pubblici). Quanto precede è tanto più sorprendente se si considera che il Consiglio federale, rispondendo all'interpellanza 03.3614, ha dichiarato che nel frattempo è anche stata presentata una richiesta per un aiuto finanziario CISIN appropriato allo stadio dell'Hardturm. Una tale richiesta dovrebbe pertanto implicare che l'applicazione delle direttive summenzionate sia stata imposta d'ufficio.</p><p>Se lo stadio di Zurigo non sarà potenziato a tempo, la Svizzera non potrà probabilmente rispettare gli impegni presi nei confronti dell'UEFA. Altre alternative non sembrano praticabili dato che il capitolato d'oneri dell'UEFA pone elevate esigenze segnatamente per quanto riguarda la capacità e il potenziamento degli stadi. In un tale contesto il pericolo che la UEFA decida di attribuire a un altro Paese l'organizzazione della fase finale dei Campionati europei di calcio 2008 è reale. L'argomento secondo il quale una simile decisione non è probabile poiché essa si rivolgerebbe anche contro l'Austria non può essere considerato come pertinente visto che i due Paesi hanno presentato un concetto comune. A ciò si aggiunge il fatto che potrebbe entrare in linea di conto un altro Paese limitrofo dell'Austria, cioè l'Ungheria, dato che anch'essa ha presentato la sua candidatura per l'organizzazione dell'EURO 2008.</p><p>La Confederazione sostiene questa grande manifestazione con un totale di 3,5 milioni di franchi, di cui 2 sotto forma di prestazioni puntuali. Nel Messaggio così come nella sua risposta all'interpellanza 03.3614 il Consiglio federale rileva tuttavia i diversi vantaggi a cui condurrebbe uno svolgimento dell'EURO 2008 in Svizzera. Al riguardo, egli cita segnatamente il consolidamento delle relazioni con l'Austria e una migliore percezione della Svizzera a livello europeo. Tuttavia, in considerazione del contesto attuale questi due aspetti rischiano piuttosto di subire un deterioramento. </p><p>Al riguardo, il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. A suo avviso, qual è il rischio che la Svizzera debba rinunciare all'organizzazione dell'EURO 2008 in considerazione dei ritardi nel potenziamento dello stadio di Zurigo? </p><p>2. Secondo il Consiglio federale, quali sarebbero le ripercussioni di un simile sviluppo,</p><p>a) sui rapporti di buon vicinato con l'Austria?</p><p>b) sulle relazioni tra l'Associazione svizzera di football e l'UEFA?</p><p>c) sulla percezione della Svizzera a livello europeo (problematica menzionata nel Messaggio)?</p><p>3. Vi è stata o c'è attualmente una collaborazione tra organi della Confederazione e ricorrenti? Se sì: tra quali?</p><p>4. La Confederazione ha sostenuto in una maniera o in un'altra i ricorrenti? Se sì: come?</p><p>5. Il Consiglio federale esamina la possibilità di emanare una legge federale urgente che, nel caso presente e in considerazione dei possibili interessi superiori, sospenda il diritto di ricorso, oppure prevede interventi correttivi di altro tipo?   </p><p>6. A quanto ammontano i contributi versati sinora dalla Confederazione? Chi assume la responsabilità dei contributi già versati nel caso in cui l'EURO 2008 non potrà, come previsto, essere organizzato in Svizzera?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La candidatura, la preparazione e l'organizzazione della fase finale dei Campionati europei di calcio 2008 (UEFA EURO 08) incombono in primo luogo all'Associazione svizzera di football (ASF) e all'Associazione austriaca di football (OeFB). In Svizzera il progetto è stato sostenuto fin dall'inizio sia dalla Confederazione che dalle autorità cantonali e comunali interessate.</p><p>Il messaggio del Consiglio federale del 27 febbraio 2002 concernente i contributi e le prestazioni della Confederazione in favore dei Campionati europei di calcio del 2008 e il relativo decreto federale si basavano sulle conoscenze allora disponibili riguardo alla situazione degli stadi di calcio svizzeri. Nel frattempo alcune cose sono cambiate. Il Consiglio federale intende tenerne conto e, di conseguenza, procedere alla fine del 2004 a una valutazione globale della situazione in tutti i settori sulla base delle esperienze risultate dall'UEFA EURO 04 in Portogallo (cfr. Interpellanza Vollmer 03.3614, Calcio. Fase finale dei Campionati europei di calcio in Svizzera).</p><p>La Confederazione non ha assunto alcun obbligo di alcun genere per quanto riguarda il numero di stadi per l'EURO 2008:</p><p>Nel 1998 e nel 2000 il Parlamento ha approvato dei crediti d'impegno dell'ammontare rispettivamente di 60 mio. e di 20 mio. di franchi (per un totale di 80 mio. di franchi) quali aiuti finanziari agli impianti sportivi di importanza nazionale nel quadro della "Concezione degli impianti sportivi d'importanza nazionale" (CISIN). Questi aiuti finanziari per il rinnovamento dell'infrastruttura degli stadi svizzeri sono stati approvati indipendentemente dalla candidatura svizzera all'organizzazione della fase finale dell'EURO 2008. Un contributo CISIN per la ristrutturazione dello stadio di calcio dell'Hardturm di Zurigo non è mai stato discusso nell'ambito dei due messaggi concernenti i crediti summenzionati. Per queste ragioni non vi era alcun motivo per l'Amministrazione federale di verificare se il progetto per il potenziamento dello stadio di calcio di Zurigo rispettasse i criteri specifici della CISIN o addirittura di "imporre d'ufficio" la loro applicazione. Le opposizioni e i ricorsi interposti contro questo progetto confermano tuttavia in modo inequivocabile che la procedura di approvazione dei piani di costruzione e le conseguenti procedure di ricorso offrono la garanzia che il rispetto delle norme in materia di protezione dell'ambiente sia verificato nel suo insieme.</p><p>Il Consiglio federale risponde alle domande come segue:</p><p>1. Una revoca del mandato di organizzazione della fase finale dei Campionati europei di calcio 2008 (UEFA EURO 08) è possibile, ma secondo il parere del Consiglio federale è poco probabile.</p><p>2. Un ritardo o un'impossibilità di realizzare il potenziamento dello stadio di Zurigo potrebbe avere conseguenze a vari livelli: </p><p>a) le diverse aspettative dell'Austria in ambito turistico, sportivo e di politica locale sarebbero deluse. Per principio, ciò non dovrebbe tuttavia portare a un calo di fiducia tra la Svizzera e l'Austria.</p><p>b) un tale problema renderebbe più difficili le relazioni tra la Svizzera e l'UEFA, nonché tra l'ASF e l'UEFA. La Svizzera si sforza tuttavia di continuare a creare nel suo territorio condizioni di buon livello a favore delle federazioni e delle manifestazioni internazionali. </p><p>c) nell'area europea ciò potrebbe essere interpretato come una mancanza di ospitalità.</p><p>3. Non c'è, né vi è mai stata, una collaborazione tra un organo della Confederazione e i ricorrenti per quanto riguarda i ricorsi contro il progetto concernente lo stadio di Zurigo.</p><p>4. La Confederazione non ha sostenuto in alcuna maniera i ricorrenti per quanto concerne i ricorsi da loro interposti.</p><p>5. Non è previsto alcun decreto federale urgente che comporti una sospensione del diritto di ricorso in virtù di interessi superiori. Un tale decreto non è né necessario, né opportuno.</p><p>Le prescrizioni in vigore sono sufficienti per rimediare a eventuali abusi nell'esercizio del diritto di ricorso delle organizzazioni. Conformemente all'articolo 2 capoverso 2 dell'ordinanza che designa le organizzazioni di protezione dell'ambiente nonché di protezione della natura e del paesaggio legittimate a ricorrere (ODO) il DATEC propone al Consiglio federale di stralciare dall'elenco che figura nell'allegato di tale ordinanza tutte le organizzazioni che non adempiono più le condizioni per il diritto di ricorso. Una tale proposta di modifica dell'ordinanza è pure sottoposta nei casi in cui si constata che un'organizzazione ha commesso ripetutamente gravi abusi di diritto. Tuttavia, in base a un esame sommario della procedura cantonale, il DATEC ritiene che nel caso dello stadio dell'Hardturm di Zurigo non vi sia alcuna prova di un grave e ripetuto abuso di diritto.</p><p>Una limitazione dei diritti di parte dei vicini interessati per mezzo di un decreto federale urgente limitato a un singolo caso, cioè volto a garantire lo svolgimento a Zurigo di partite della fase finale del Campionati europei di calcio del 2008, sarebbe contrario ai principi costituzionali, fondamentali e di ordine superiore.</p><p>In un procedimento in corso i diritti procedurali delle parti, garantiti loro dal diritto attualmente in vigore, non possono essere limitati ricorrendo al diritto d'urgenza. Un tale modo di procedere sarebbe contrario alla garanzia dello Stato di diritto.</p><p>6. I contributi CISIN per gli stadi di calcio di Basilea, Berna e Ginevra, già in funzione o in fase di costruzione, ammontano a 19 milioni conformemente al messaggio concernente il primo decreto di stanziamento CISIN e sono in gran parte già stati versati. Ciò sarebbe pure stato il caso se l'ASF non avesse presentato la sua candidatura all'organizzazione della fase finale dell'EURO 2008. I contributi della Confederazione sono in ogni caso investiti in modo mirato e conformemente al decreto; ciò è garantito anche nel caso in cui, contrariamente alle aspettative, la fase finale dell'EURO 2008 non potesse svolgersi in Svizzera.</p><p>I crediti di un ammontare massimo di 3.5 mio di franchi previsti, in base al Messaggio concernente i contributi e le prestazioni della Confederazione in favore dei Campionati europei di calcio del 2008 (EURO 2008), per l'organizzazione della fase finale dell'EURO 2008 e gestiti dall'UFSPO non sono stati intaccati; non sono ancora state fornite pertinenti prestazioni.</p>  Risposta del Consiglio federale.