<h2>SubmittedText<h2><p>Nel mese di maggio del 2019 il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) e il Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR) hanno messo in consultazione il progetto relativo al rapporto esplicativo concernente la cooperazione internazionale della Svizzera 2021-2024. Nel documento viene segnalata la volontà di diversificare e rafforzare le collaborazioni con il settore privato, come pure di sviluppare nuovi strumenti finanziari - compresi i prestiti, le garanzie e gli investimenti di capitali- per aumentare il ricorso a fondi pubblico-privati anche nei contesti più difficili.</p><p>Viene anche indicato che la cooperazione internazionale collabora in modo mirato con il settore privato, in particolare con quello finanziario e con le imprese private, per contribuire alla realizzazione degli Obiettivi di sviluppo sostenibile. Conformemente ai principi dell'Agenda 2030, l'impiego strategico dei fondi della cooperazione permette di mobilitare finanziamenti privati supplementari per uno sviluppo sostenibile. Nel documento si legge inoltre che, dopo alcuni partenariati iniziali coronati da successo, questi sforzi verranno ora sistematizzati e ampliati. Ad oggi, la DSC e la SECO hanno già collaborato in vari tipi di partenariato con il settore privato. </p><p>Affinché il Parlamento possa comprendere meglio le sfide e la rilevanza di uno sviluppo e una diversificazione di questi partenariati, invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. A che tipo di partenariati e con quali attori del settore privato la cooperazione internazionale della Svizzera condotta dalla DSC e dalla SECO ha collaborato durante il periodo 2017-2020? In quali ambiti e in quali Paesi? Che importi sono stati stanziati e a quali categorie di partenariati? Quanti fondi privati sono stati coinvestiti?</p><p>2. Quali criteri sono stati applicati nella selezione dei partner privati?</p><p>3. Quali sono stati gli impatti di questi partenariati, in particolare in termini di sviluppo, riduzione della povertà, creazione di posti di lavoro dignitosi, parità di genere, modi di consumo e di produzione sostenibili? Che tipo di partenariato consente di massimizzare il raggiungimento di alcuni o di tutti gli obiettivi prefissati?</p><p>4. Che importi intendono stanziare in futuro la DSC e la SECO? In che tipo di partenariato e per raggiungere quali obiettivi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nel periodo 2017-2019 la DSC ha lavorato su un totale di 96 progetti che prevedevano come partner il settore privato. La metà dei progetti è stata realizzata con diversi partner di varia natura, il 20 per cento con aziende multinazionali; il restante 30 per cento si suddivide in parti uguali tra PMI, fondazioni e imprese sociali. Sul piano tematico, il 30 per cento dei progetti ha riguardato il settore dell'occupazione, il 20 per cento la sicurezza alimentare, il 20 per cento la salute, il 15 per cento l'acqua, il 10 per cento il clima, il 10 per cento la formazione e i due restanti 5 per cento rispettivamente la migrazione e l'aiuto umanitario. Il 30 per cento dei progetti ha avuto un orientamento globale, il 20 per cento è stato realizzato in Africa, il 20 per cento in Asia, il 15 per cento in America latina e nei Caraibi e il 15 per cento in Europa dell'Est e nell'Asia centrale. In questi 96 progetti, la DSC ha investito complessivamente 373 milioni di franchi.</p><p>Nei Paesi in via di sviluppo, la SECO distingue due tipi di partenariato con il settore privato. In primo luogo, gli investimenti avvengono principalmente attraverso il Fondo d'investimento svizzero per i mercati emergenti (Swiss Investment Fund for Emerging Markets, SIFEM), l'istituzione finanziaria di sviluppo della Confederazione per le PMI e il finanziamento delle infrastrutture attraverso il Private Infrastructure Development Group, sostenuto da diversi donatori. Nel complesso, per questi investimenti sono stati mobilitati mezzi di terzi pubblici e privati pari a oltre 1 miliardo di franchi (2017-18). In secondo luogo, per il periodo 2017-20 la SECO ha in corso 27 partenariati - per la maggior parte nel settore del commercio e dell'imprenditoria - per un ammontare di oltre 236 milioni di franchi. Si tratta soprattutto di iniziative globali e di progetti distribuiti in modo uniforme tra i Paesi prioritari della SECO in America latina, Medio Oriente, Europa dell'Est, Africa e Asia. In numerosi altri progetti la SECO coinvolge il settore privato locale, per esempio per migliorare il contesto imprenditoriale.</p><p>2. Nella scelta dei partenariati, la DSC e la SECO considerano: i) l'esistenza di una visione comune e il rispetto degli standard sociali, ecologici e di governance; ii) la complementarità tra attori pubblici e privati; iii) l'addizionalità: l'attore privato non si sarebbe impegnato in questo modo senza l'impiego di fondi pubblici; iv) i modi per evitare distorsioni nei mercati funzionanti.</p><p>3. I risultati dei partenariati, con effetti diversi a seconda del settore e del Paese, sono illustrati nell'allegato della DSC al Rapporto finale sull'attuazione del messaggio concernente la cooperazione internazionale 2017-2020 (https://www.eda.admin.ch/deza/it/home.html &gt; Risultati ed effetti &gt; Rapporti per temi e anni &gt; Rapporti sui risultati, pagine 4, 8 e 12) e nell'allegato della SECO (ibid., pagine 3, 6 e 7). I partenariati con il settore privato mirano all'innovazione e alle economie di scala al servizio dello sviluppo sostenibile.</p><p>4. Con il suo messaggio concernente la strategia di cooperazione internazionale 2021-2024, adottato il 19 febbraio 2020, il Consiglio federale intende rafforzare i partenariati con il settore privato in questo ambito. Sono attualmente in fase di finalizzazione obiettivi concreti quali una maggiore mobilitazione di fondi del settore privato per investimenti a favore del clima nei Paesi in via di sviluppo. Inoltre, la DSC sta elaborando linee guida per la cooperazione con il settore privato. Questi partenariati con il settore privato non sono fine a sé stessi, ma vengono utilizzati come un mezzo per raggiungere gli obiettivi della CI della Svizzera, in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell'Agenda 2030 dell'ONU.</p>  Risposta del Consiglio federale.