<h2>SubmittedText<h2><p>Secondo la legge federale sulla cartella informatizzata del paziente (LCIP), dal 15 aprile 2020 avrebbe dovuto essere garantito l'accesso della popolazione a un sistema di trattamento dei dati nel settore sanitario.</p><p>A metà febbraio l'UFSP ha comunicato che la prima cartella informatizzata del paziente (CIP) avrebbe potuto essere offerta soltanto nell'estate del 2020 e non in primavera, come previsto. Nel frattempo è arrivato l'inverno. Si direbbe che nessuno sappia quando potrà essere introdotta la CIP.</p><p>Retrospettivamente non si può che constatare che nel marzo del 2020 le procedure di certificazione si sono praticamente fermate per diversi mesi in tutta la Svizzera, causando grandi ritardi. Le comunità di riferimento riferiscono che le procedure di certificazione procedono tuttora macchinosamente e a rilento. Sembra che in tutta la Svizzera dipendano dalla disponibilità di singoli dipendenti del Servizio di accreditamento svizzero (SAS).</p><p>Oltre ai costi supplementari non indifferenti delle procedure di certificazione, occorre finanziare anche gli elevati costi dell'infrastruttura tecnica e dell'organizzazione nel frattempo approntate. Finora nessuno si sente responsabile di coprire i deficit dovuti ai ritardi o trovare una soluzione transitoria. Vi è il rischio che l'introduzione della CIP vada in fumo all'ultimo momento a causa di un disciplinamento lacunoso del suo finanziamento.</p><p>Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quali sono i motivi del ritardo accumulato in tutta la Svizzera nell'introduzione della CIP?</p><p>2. Quali misure concrete ha adottato il DFI per poter garantirne l'introduzione più rapida possibile?</p><p>3. Quali misure concrete ha adottato il DFI dopo la pubblicazione del rapporto del Controllo federale delle finanze del 24 febbraio 2020 sull'introduzione della CIP?</p><p>4. È vero che le procedure di accreditamento dipendono da un unico addetto del SAS, in assenza del quale le procedure d'introduzione della CIP subiscono ritardi per mancanza di un sostituto?</p><p>5. Quando potrà essere aperta la prima cartella informatizzata del paziente, compresa la necessaria identità elettronica del paziente?</p><p>6. Chi finanzierà i costi supplementari per l'attuazione della LCIP e i deficit causati alle comunità di riferimento dai ritardi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'introduzione della cartella informatizzata del paziente (CIP) implica una complessa interazione di presupposti giuridici, organizzativi e tecnici e di numerosi attori. Le esperienze maturate mostrano che la costituzione e la certificazione di comunità di riferimento è un processo oneroso, anche a causa dei requisiti molto severi posti per la protezione e la sicurezza dei dati. A tutela dei pazienti, la certificazione delle comunità di riferimento dev'essere eseguita con cura e necessita di molto tempo. Il Consiglio federale ha preso atto dei ritardi accumulati nella realizzazione di questo progetto complesso, caratterizzato da strutture attuative decentralizzate.</p><p>1. Lo sviluppo delle infrastrutture necessarie e dei relativi processi degli attori centrali, come in particolare le comunità di riferimento, nonché dei relativi audit da parte di servizi di certificazione vincolati per contratto, richiedono fondamentalmente più tempo di quanto inizialmente previsto. Inoltre, il Servizio di accreditamento svizzero (SAS) ha il compito di verificare la competenza dei servizi di certificazione e di accreditarli. La decisione dipende dai progressi compiuti dai servizi di certificazione e dalle comunità di riferimento nell'espletamento dei propri compiti.</p><p>Per una parte degli attori, i ritardi verificatisi erano e sono ancora da attribuire a motivi molto diversi. Tra questi vi sono le complesse prescrizioni e condizioni concernenti lo sviluppo dei sistemi tecnici, la loro ineccepibilità in relazione alla protezione e alla sicurezza dei dati, l'esame delle prescrizioni tecniche e organizzative presso le strutture sanitarie, nonché l'adempimento delle condizioni per l'attività di un servizio di certificazione nel settore della CIP.</p><p>2.- 3. L'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) continua ad accompagnare da vicino il processo di certificazione e s'impegna a sbloccare le situazioni di stallo che possono crearsi tra gli attori e a rispondere rapidamente alle domande su come interpretare la legge federale sulla cartella informatizzata del paziente (LCIP; RS 816.11). L'UFSP e eHealth Suisse intrattengono contatti regolari con le comunità di riferimento, il che permette di chiarire velocemente i punti irrisolti.</p><p>Nel suo rapporto del 24 febbraio 2020, il Controllo federale delle finanze (CDF) ha emesso diverse raccomandazioni, la maggior parte delle quali è stata nel frattempo attuata: già durante la verifica in corso, ad esempio, è stata messa a punto, sulla base dei primi risultati, una nuova organizzazione del programma. Il nuovo comitato di programma della Confederazione e dei Cantoni, in cui è rappresentato anche il DFI, si riunisce ogni sei settimane e assicura, tra l'altro, la sorveglianza dei rischi e dei problemi. Tuttavia, il comitato di programma non può compensare le possibilità della Confederazione, non previste dal legislatore, di far valere le sue prerogative sugli attori di diritto privato (comunità di riferimento, emittenti di strumenti di identificazione o strutture sanitarie).</p><p>4. È vero che la mancata presenza dell'esperto competente del SAS a causa di un infortunio ha contribuito a ritardare lievemente (4 settimane) i lavori di un servizio di certificazione.</p><p>5. Il 16 novembre 2020, il SAS ha accreditato il primo servizio di certificazione per la sua attività nel settore della CIP. Il 18 novembre la comunità di riferimento eHealth Argovia è stata la prima a essere certificata. La sua entrata in funzione, con apertura di CIP, incluse le identità elettroniche per un'ampia parte della popolazione, è prevista per la fine di marzo del 2021.</p><p>La certificazione della comunità di riferimento "Südost", comprendente i Cantoni dei Grigioni, di Glarona, di San Gallo e di Appenzello Interno ed Esterno, si è conclusa con successo il 18 dicembre 2020. Secondo quanto attualmente previsto le CIP, incluse le identità elettroniche, potranno essere aperte da parte della popolazione negli uffici postali e negli ospedali dalla fine del marzo del 2021.</p><p>6. Il Consiglio federale riconosce che il processo di certificazione ha comportato maggiori costi per le comunità di riferimento a causa del livello di complessità, in parte non prevedibile. Le comunità di riferimento e i loro servizi di certificazione hanno tuttavia affrontato diversamente le difficoltà che l'introduzione della CIP ha comportato, il che ha provocato costi supplementari di varia entità, creando in tal modo situazioni finanziarie eterogenee presso le singole comunità di riferimento. Tutte le comunità di riferimento affrontano queste difficoltà finanziarie in modo diverso: in alcuni casi, sono i Cantoni a coprire i costi supplementari, in altri sono le comunità di riferimento stesse e i loro membri ad assumersele con i loro contributi. La Confederazione ha stanziato aiuti finanziari per la costituzione delle comunità (di riferimento) per un ammontare di 29 milioni di franchi.</p>  Risposta del Consiglio federale.