<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. A quanto ammontava, il 1° gennaio 2009 (data di riferimento valevole anche per le domande 2, 3 e 5), l'effettivo del personale professionista, ripartito in ufficiali e sottufficiali di professione, ufficiali e sottufficiali a contratto temporaneo e insegnanti specialisti?</p><p>2. Quanto personale professionista è attivo, in Svizzera e all'estero: </p><p>a. presso l'amministrazione militare; e</p><p>b. "al fronte" (istruzione, impiego) - ripartizione come indicato alla domanda 1 e per settori del DDPS (SG, CEs, FT, FA e BLEs)?</p><p>3. Quanto personale professionista è in formazione presso l'ACMIL o l'SSPE?</p><p>4. In seno al personale professionista, quante dimissioni vi sono state nel 2007 e nel 2008 (ripartizione come indicato alla domanda 1)?</p><p>5. A quanto ammontano gli effettivi regolamentari di personale professionista di Esercito XXI e quanto divergono dagli effettivi reali?</p><p>6. La fase di sviluppo dell'esercito 2008-2011 ha ripercussioni sull'effettivo di personale professionista?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale condivide l'opinione secondo cui un esercito di milizia credibile esige personale professionista motivato e in quantità sufficiente. Dal 2006, il DDPS ha adottato differenti misure volte a migliorare la situazione del personale professionista militare. Il numero dei partecipanti ai corsi di formazione di base per i futuri ufficiali e sottufficiali di professione è nuovamente in aumento.</p><p>Il Consiglio federale risponde alle singole domande come segue:</p><p>1. Il 1° gennaio 2009, l'effettivo del personale professionista ammontava a 807 ufficiali di professione, 1019 sottufficiali di professione, 349 ufficiali a contratto temporaneo, 540 sottufficiali a contratto temporaneo, 18 soldati a contratto temporaneo e 213 insegnanti specialisti. Riguardo agli insegnanti specialisti, occorre osservare che dal 1° gennaio 2004 non fanno più parte del personale professionista militare.</p><p>2. Tabelle</p><p>3. Attualmente, 90 aspiranti ufficiali di professione seguono i corsi di formazione presso l'Accademia militare del Politecnico federale di Zurigo (ACMIL) e 84 aspiranti sottufficiali di professione la formazione di base presso la Scuola per sottufficiali di professione dell'esercito (SSPE) di Herisau.</p><p>4. Tra gli ufficiali di professione vi sono state 22 dimissioni nel 2007 e 18 nel 2008; tra i sottufficiali di professione vi sono state 14 dimissioni nel 2007 e 11 nel 2008. Il tasso di dimissioni è quindi a livelli comparabili a quelli degli anni precedenti. Complessivamente, dall'introduzione di Esercito XXI si è dovuto registrare un numero di partenze di ufficiali e sottufficiali di professione superiore al passato. I militari a contratto temporaneo sono soggetti a un rapporto di lavoro di durata determinata che può essere sciolto soltanto di comune accordo.</p><p>5. Gli effettivi regolamentari di Esercito XXI sono stati oggetto, nel corso della sua realizzazione, di adeguamenti in funzione del mutamento delle condizioni quadro. Attualmente, per la copertura dell'effettivo di personale militare mancano 65 unità. Questa carenza a livello di effettivo, tutto sommato percentualmente limitata e che può tuttavia variare a seconda dell'unità organizzativa, comporta una insufficiente disponibilità di personale con conseguenti difficoltà e sovraccarichi.</p><p>6. Le ripercussioni della fase di sviluppo dell'esercito 2008-2011 sull'effettivo di personale militare saranno di lieve entità. È ipotizzabile che il fabbisogno di ufficiali e sottufficiali di professione rimarrà inizialmente ancora invariato, mentre il fabbisogno di militari a contratto temporaneo sarà inferiore in seguito agli adeguamenti del modello d'istruzione determinati dalla integrazione anticipata dei quadri di milizia nell'istruzione di base.</p><p>Gli interventi che contengono grafici o tabelle possono essere scaricati da: Attività parlamentare / Curia Vista / Interventi che contengono grafici o tabelle.</p>  Risposta del Consiglio federale.