<h2>SubmittedText<h2><p>Il 90 per cento delle persone sorde hanno come lingua madre la lingua dei segni e come seconda lingua la lingua scritta ufficiale della loro regione. Durante l'emergenza coronavirus, per le persone sorde ricevere le informazioni sanitarie ufficiali era indispensabile e urgente come per tutti gli altri. Purtroppo la traduzione in lingua dei segni delle conferenze stampa del Consiglio federale si è però fatta attendere e in numerosi Cantoni non è tuttora offerta. Questa carenza d'informazione è un pericolo sanitario per gli individui e per la collettività. Non dimentichiamoci che in Svizzera vivono 10 000 persone sorde profonde e 600 000 audiolesi. </p><p>Più in generale, l'emergenza coronavirus è una sfida immensa per la comunità sorda. Dalla barriera rappresentata dalla mascherina, che rende impossibile la lettura labiale, alla difficoltà di garantirle l'insegnamento a domicilio, questa popolazione non ha ancora risposte adeguate ai problemi specifici cui si trova quotidianamente confrontata.</p><p>Il Consiglio federale è pertanto pregato di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Perché la traduzione in lingua dei segni delle conferenze stampa del Consiglio federale è stata offerta con tanto ritardo?</p><p>2. A quali risorse di consulenza può far ricorso l'Amministrazione federale per fornire alle persone sorde informazioni adeguate?</p><p>3. Quali modalità di collaborazione con la comunità sorda ha stabilito per far fronte all'emergenza coronavirus?</p><p>4. Quali direttive sanitarie sono state trasmesse ai Cantoni per l'informazione, la prevenzione e la presa a carico delle persone sorde?</p><p>5. Che echi ha ricevuto dell'insegnamento a domicilio per i bambini sordi la cui scuola o istituzione è stata chiusa durante l'emergenza?</p><p>6. Che sostegno specifico hanno ricevuto le famiglie dei bambini sordi portatori di altre disabilità associate?</p><p>7. Come intende risolvere il problema della comunicazione con le persone sorde che si servono della lettura labiale in caso di uso generalizzato della mascherina?</p><p>Non ritiene che il riconoscimento della lingua dei segni come lingua nazionale avrebbe permesso di avere gli strumenti necessari a monte per rispondere meglio ai bisogni specifici delle persone sorde in questa situazione di emergenza sanitaria?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Per il Consiglio federale è di fondamentale importanza informare la popolazione sulle decisioni prese dal Governo durante l'emergenza coronavirus. Per questo motivo la Cancelleria federale è ricorsa alla collaborazione con la SSR per l'interpretazione simultanea delle conferenze stampa del Consiglio federale e per le traduzioni in lingua dei segni. La concessione SSR stabilisce all'articolo 15 ("Persone affette da disabilità sensoriali") che un'offerta in lingua dei segni rientra nel suo servizio di base e che la portata concreta di questa offerta è concordata con le associazioni di disabili interessate nell'ambito di un mandato di prestazioni. In virtù di questo mandato, l'ulteriore selezione delle offerte proposte in lingua dei segni è lasciata ai responsabili dei programmi delle diverse regioni linguistiche. Per motivi pratici, durante l'emergenza coronavirus questa selezione è stata operata con tempistiche diverse nelle tre regioni linguistiche. Dalla metà di marzo del 2020, la RSI (16 marzo), la SRF (17 marzo) e la RTS (19 marzo) offrono le conferenze stampa del Consiglio federale sulla crisi legata al coronavirus tradotte simultaneamente sia in lingua dei segni sia nella rispettiva lingua nazionale. Poiché si tratta di un servizio importante offerto alla popolazione in questo periodo di crisi, ma che rappresenta anche una considerevole spesa aggiuntiva per la SSR, la Cancelleria federale ha deciso di contribuire retroattivamente dal 1° aprile 2020 al 50 per cento dei costi per le traduzioni nel quadro di un limite di spesa fino a mezzo milione di franchi.</p><p>2. L'Ufficio federale per le pari opportunità delle persone con disabilità (UFPD) sostiene l'Amministrazione federale nella messa a disposizione di informazioni in una forma accessibile e comprensibile per le persone con disabilità. Durante l'emergenza coronavirus, l'UFPD ha coordinato la traduzione delle informazioni - in particolare sui provvedimenti a tutela della salute, ma anche su quelli di ordine economico - in lingua dei segni e in lingua facile, ricorrendo alle prestazioni di servizi di traduzione specializzati.</p><p>3. A seconda della disabilità è possibile che sulle persone disabili la malattia e i provvedimenti adottati nel contesto della pandemia possano avere un impatto specifico. Riguardo a queste situazioni, le autorità federali competenti erano in contatto con le organizzazioni di aiuto ai disabili.</p><p>4. Nella tutela della salute delle persone sorde, la sfida principale è rappresentata dall'accesso a informazioni comprensibili. A tal fine, i servizi cantonali competenti, le organizzazioni di aiuto ai disabili e le associazioni di categoria hanno ricevuto le informazioni costantemente aggiornate sulla protezione contro il coronavirus nelle tre lingue dei segni nazionali e nella lingua dei segni internazionale. L'UFPD è inoltre in contatto con le organizzazioni di aiuto ai disabili per individuare tempestivamente eventuali necessità d'intervento specifiche per i disabili nella gestione della pandemia.</p><p>5. Durante il periodo senza insegnamento presenziale, i Cantoni hanno mantenuto un'offerta ridotta nelle scuole (speciali) per gli allievi con bisogni educativi speciali: a seconda del Cantone, tra il 2 e il 10 per cento di essi si è avvalso di queste offerte. Né le scuole speciali né le istituzioni per le persone con disabilità sono state chiuse, ma i servizi sono stati limitati a causa delle misure precauzionali adottate. Tutti gli allievi che frequentavano la scuola a distanza sono stati seguiti dai loro insegnanti, che per quanto possibile hanno cercato di tenere conto delle loro esigenze individuali.</p><p>6. I Cantoni e gli insegnanti hanno fornito sostegno alle famiglie con bambini e adolescenti in età scolare per mezzo di linee telefoniche dedicate, visite a domicilio e offerte di custodia nelle scuole (speciali). Se adempivano le condizioni previste dall'ordinanza sui provvedimenti in caso di perdita di guadagno in relazione con il coronavirus (COVID-19) [RS 830.31], i genitori di bambini e adolescenti di età inferiore a 20 anni compiuti che frequentano una scuola speciale avevano diritto a un'indennità per perdita di guadagno.</p><p>7. Attualmente non vige un obbligo generalizzato d'indossare la mascherina. Il suo uso è consigliato soltanto nelle situazioni in cui non è possibile mantenere la distanza minima richiesta. Per quanto riguarda la pandemia, la Federazione svizzera dei sordi fa inoltre riferimento alle abituali regole di comunicazione con le persone sorde, in particolare al ricorso a interpreti della lingua dei segni.</p><p>8. Il Consiglio federale darà una risposta esauriente alla questione del riconoscimento della lingua dei segni, tenendo conto della situazione delle persone sorde durante la pandemia di COVID-19, nel 2021, nel rapporto in adempimento dei quattro postulati identici 19.3668, 19.3670, 19.3672 e 19.3684 "Possibilità di riconoscimento giuridico della lingua dei segni in Svizzera e misure concrete di attuazione pratica per la piena partecipazione".</p>  Risposta del Consiglio federale.