<h2>SubmittedText<h2><p>Secondo il bollettino informativo datato 24 agosto 2018, l'Amministrazione federale delle dogane (AFD) pianifica una sostanziale riorganizzazione e un nuovo orientamento. I compiti operativi di Dogana e Corpo delle guardie di confine vengono riuniti in una nuova unità sotto un'unica direzione. La maggior parte dei collaboratori indosserà l'uniforme e, in funzione dei compiti, sarà armata. Il nuovo orientamento si basa sul principio dei controlli approfonditi, svolti da un'unica autorità, di persone, merci e mezzi di trasporto, conformemente alla visione "Sicurezza globale al confine per la popolazione, l'economia e lo Stato".</p><p>In considerazione di quanto precede, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande: </p><p>1. Il nuovo Direttore delle dogane è in carica dal 1° aprile 2016. C'è un mandato per ristrutturare l'AFD? Se sì, quali sono le disposizioni? </p><p>2. Il nuovo orientamento implica la trasformazione da autorità fiscale a organo di sicurezza. Qual è l'opinione del Consiglio federale su tale intenzione? </p><p>3. In futuro i controlli formali, che oggi hanno grande importanza, saranno automatizzati. Ciò potrebbe causare diminuzioni delle entrate. Come valuta il Consiglio federale questa prospettiva? </p><p>4. Quali effetti avrà il nuovo orientamento previsto dall'AFD sull'effettivo del personale?</p><p>5. In che modo il nuovo orientamento previsto dall'AFD è in linea con DaziT? </p><p>6. L'AFD è un'autorità efficiente e molto ben vista dalla popolazione nonché dall'economia. Dispone di collaboratori altamente motivati, molti dei quali hanno un'esperienza pluriennale insostituibile. Questo aspetto non verrà messo in pericolo dal nuovo orientamento? </p><p>7. Il nuovo orientamento prevede che il personale porti l'uniforme e sia armato. Quali costi aggiuntivi bisogna considerare per la formazione e l'armamento? </p><p>8. Molti collaboratori dell'ex servizio civile hanno volutamente scelto questo lavoro. Vi è pertanto il pericolo di una massiccia "fuga" da parte di tali persone. Il Consiglio federale ne è consapevole?</p><p>9. Come cambierà il lavoro del CGCF? Quali saranno le esigenze in materia di formazione e perfezionamento?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Sulla base del messaggio del 15 febbraio 2017 concernente il finanziamento della modernizzazione e digitalizzazione dell'Amministrazione federale delle dogane (AFD - Programma DaziT; FF 2017 1473) e del relativo decreto federale del 12 settembre 2017 (FF 2017 5491), l'AFD attua il programma di digitalizzazione e di trasformazione DaziT. Per tale programma è stato approvato un credito complessivo di 393 milioni di franchi destinati al rinnovo totale delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) dell'AFD. In tal modo è possibile operare una modernizzazione e digitalizzazione completa dell'AFD sotto il profilo organizzativo, pervenendo in particolare a una notevole semplificazione delle formalità doganali nonché a significativi guadagni di efficienza sia all'interno che all'esterno dell'Amministrazione. Secondo alcune stime, i costi di regolamentazione nel solo traffico transfrontaliero delle merci potrebbero ridursi di 125 milioni di franchi all'anno. Grazie a un più efficiente adempimento dei compiti doganali, il programma DaziT accresce anche la sicurezza del Paese.L'attuale organizzazione dell'AFD non corrisponde più alle esigenze odierne e future. I compiti sono organizzati in "compartimenti chiusi" e le differenti organizzazioni regionali della Dogana e del CGCF si sovrappongono. La digitalizzazione cambierà in modo radicale l'organizzazione relativa all'adempimento dei compiti dell'AFD. Alla luce di queste considerazioni, il Consiglio federale risponde alle domande nel modo seguente:</p><p>1./5. È compito del direttore di un Ufficio garantire un'organizzazione efficace della sua unità amministrativa; ciò è ancora più importante nell'ambito del programma DaziT. Inoltre, il Direttore è a stretto contatto con il capodipartimento. Come già precisato nel messaggio DaziT, per realizzare interamente i vantaggi derivanti dal rinnovo totale delle TIC e dalla semplificazione dei processi doganali è necessario riorganizzare l'AFD.</p><p>2. Già oggi l'AFD è un organo di sicurezza. I suoi compiti di sicurezza derivano dai disposti federali di natura non doganale di cui all'articolo 95 della legge del 18 marzo 2005 sulle dogane (LD; RS 631.0). Le rispettive competenze sono disciplinate nell'articolo 100 e seguenti LD. Inoltre, in vari rapporti sulla politica di sicurezza della Svizzera (2010, 2016) il Consiglio federale definisce l'AFD come uno degli strumenti della politica di sicurezza del nostro Paese. Anche la carta delle amministrazioni doganali dell'Unione europea del 12 luglio 2018 stabilisce che i compiti di un'amministrazione doganale comprendono la garanzia della sicurezza della popolazione contro le minacce, incluse quelle per la salute e quelle derivanti da gravi forme di criminalità. Tra tali compiti rientrano in particolare i controlli dei documenti d'identità, delle persone e delle merci, al fine di impedire ai criminali di attraversare liberamente i nostri confini e di importare illegalmente, ad esempio, armi, esplosivi o precursori e utilizzarli per commettere dei reati. Per adempiere tale compito, l'AFD collabora con diversi servizi federali, in particolare con l'Ufficio federale di polizia.</p><p>3. È vero che oggigiorno ai controlli formali viene attribuita grande importanza e che essi necessitano di troppe risorse. La digitalizzazione non comporterà una diminuzione dei controlli, bensì una parziale automatizzazione e un'esecuzione più mirata e maggiormente orientata ai rischi. In tal modo le entrate continueranno a essere garantite. Oggi l'AFD perde troppo tempo per i compiti amministrativi e ciò a discapito della sicurezza.</p><p>4. Attualmente si parte dal presupposto che le risorse liberate saranno quelle previste nel messaggio di DaziT. I cambiamenti a livello organizzativo e il rispettivo scadenzario consentono un'attuazione senza licenziamenti.</p><p>6. Il Consiglio federale concorda con l'autrice dell'interpellanza che il personale è motivato e che l'AFD è molto ben vista dalla popolazione. L'obiettivo di DaziT è impiegare la maggior parte del personale per controlli orientati ai rischi nel traffico di merci, servizi e persone. Il Consiglio federale è convinto che il nuovo orientamento porterà a nuovi e impegnativi campi di attività, il che rafforzerà la motivazione e la consapevolezza dei collaboratori dell'AFD.</p><p>7. Al momento non è possibile fornire informazioni al riguardo. Occorre tuttavia precisare che già ora gran parte del personale dell'AFD dispone di abiti di servizio e che l'articolo 228 dell'ordinanza del 1° novembre 2006 sulle dogane (OD; RS 631.01) autorizza una parte del personale a impiegare un'arma.</p><p>8. Ogni cambiamento organizzativo presenta nuove opportunità ma anche insidie. Per tale motivo è importante che la comunicazione avvenga in modo aperto, sincero e trasparente. Inoltre è necessario accordare particolare attenzione all'ulteriore sviluppo dei profili professionali, rendendoli interessanti sia per i collaboratori attuali sia per quelli futuri.</p><p>Nel bollettino informativo citato dall'autrice dell'interpellanza si fa perciò riferimento al coinvolgimento dei partner sociali da parte del Consiglio di Direzione dell'AFD. Già oggi avvengono colloqui a cadenza regolare sul tema in questione.</p><p>9. A medio termine, l'AFD disporrà di un unico "corpo del personale" con una formazione di base uniforme e specializzazioni negli ambiti del personale, delle merci e dei mezzi di trasporto. A tale scopo ci si può basare in gran parte sulle attuali formazioni. L'obiettivo è impiegare l'intero personale dell'AFD in modo più flessibile e orientato ai rischi. Non è tuttavia ancora possibile quantificare le esigenze in materia di formazione e perfezionamento.</p>  Risposta del Consiglio federale.