<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è pregato di stilare un rapporto in cui fa il punto della situazione sulle comunità religiose musulmane, esaminando in particolare la loro differenziazione interna e le loro relazioni reciproche. Nel rapporto risponderà alle domande seguenti:</p><p>- Qual è la situazione delle comunità religiose musulmane in Svizzera sul piano della loro accettazione, del loro grado di sicurezza, delle loro istituzioni, del dialogo con i servizi statali e della loro differenziazione interna? Questo quesito richiede una panoramica generale.</p><p>- Quali sforzi sono profusi per instaurare un dialogo interreligioso tra le comunità musulmane e le altre comunità religiose, e quali sono i risultati positivi e negativi conseguiti? Questo quesito intende chiarire le relazioni tra le diverse comunità.</p><p>- Quali differenze sussistono tra la Svizzera e l'estero (p. es. Francia e Germania) per quanto riguarda le comunità religiose musulmane, la loro differenziazione interna e le loro forme di dialogo interreligioso? Questo questione impone un confronto basato su criteri.</p><p>- Il Consiglio federale constata, per singole comunità religiose musulmane, un influsso estero o un'influenza da parte di attori sovrani esteri? Questo quesito intende chiarire i legami con l'estero.</p><p>- Se è constatato un influsso estero: come va giudicato alla luce delle numerose misure di integrazione e programmi di risocializzazione attualmente implementati?</p><p>- Vi sono informazioni in merito a un finanziamento di moschee o altre strutture musulmane da parte di attori, pubblici o privati, esteri?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale tratterà le tre domande riguardanti le influenze estere sulle comunità religiose nonché eventuali loro finanziamenti esteri nel suo rapporto in adempimento del postulato della Commissione della politica di sicurezza del Consiglio degli Stati 21.3451 "Imam in Svizzera". Per i motivi seguenti non appare invece opportuno stilare un rapporto per rispondere alle altre domande poste nel presente postulato.</p><p>Anzitutto, il disciplinamento dei rapporti tra le comunità religiose e lo Stato compete ai Cantoni (art. 3 e 72 cpv. 1 della Costituzione federale, Cost.; RS 101).</p><p>Inoltre, la libertà religiosa (art. 15 Cost.) e il divieto di discriminazione a causa delle convinzioni religiose o filosofiche (art. 8 cpv. 2 Cost.) implicano un obbligo di neutralità e tolleranza dello Stato nei confronti delle diverse confessioni religiose. Questa neutralità esige che le autorità considerino in maniera imparziale e uniforme tutte le convinzioni religiose e filosofiche presenti in una società pluralistica.</p><p>Di conseguenza, non compete alla Confederazione né è opportuno (in assenza di motivi particolari) fare il punto della situazione su una comunità religiosa specifica, redigere un rapporto sulla sua accettazione, le sue differenze interne e il suo dialogo interreligioso con altre confessioni o effettuare un confronto con comunità estere della stessa religione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.