<h2>SubmittedText<h2><p>Un regolamento UE del 2008 stabilisce che tutti gli aerei che decollano dal suolo europeo o vi atterrano devono essere connessi con il sistema europeo di scambio di quote di emissione (EU ETS).</p><p>Inizialmente, la Svizzera aveva previsto di aderire al sistema EU ETS. Il 3 agosto 2012 il DATEC ha tuttavia annunciato che la Svizzera, tenendo conto degli sviluppi negoziali in campo aeronautico, intendeva posticipare il rilevamento dei dati necessario per la connessione al sistema EU ETS e osservare l'evoluzione a livello internazionale. Probabilmente, hanno influito su questa decisione anche le minacce di ritorsione da parte di Stati terzi.</p><p>In seguito ai massicci interventi da parte dei Paesi BRIC e degli USA, che hanno fatto valere una violazione del diritto internazionale, il 12 novembre 2012 il commissario dell'UE, signora Connie Hedegaard, ha dichiarato che il campo di applicazione del sistema EU ETS per le compagnie aeree si sarebbe limitato ai voli intraeuropei. Il nuovo campo di applicazione si estende a tutti i voli all'interno dell'UE, dello SEE e dell'AELS. Tuttavia, va osservato che non sussiste alcuna base legale per l'estensione del sistema agli Stati membri dell'AELS. Di conseguenza, con la modifica proposta, la Svizzera sarebbe l'unico Stato terzo integrato in modo unilaterale e senza consenso contrattuale nel sistema EU ETS. Tale manovra comporterebbe svantaggi competitivi unilaterali per le compagnie aeree svizzere.</p><p>Alla luce di quanto precede, si pongono le seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale ha protestato presso l'UE contro la prevista applicazione unilaterale del diritto?</p><p>2. Come intende procedere il collegio per difendersi da questo sopruso?</p><p>3. Con quali mezzi il Consiglio federale prevede di tutelare le compagnie aeree svizzere dalla minaccia dei conseguenti danni finanziari?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il 20 novembre 2012 la Commissione europea ha avanzato la proposta di sospendere, per la durata di un anno, il sistema europeo di scambio di quote di emissione (EU ETS) per i voli da e verso Stati terzi all'interno dell'UE e dell'EFTA (COM, 2012, 697 final). La proposta, che deve ancora essere avallata dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell'UE, ha lo scopo di contribuire a creare un'atmosfera "positiva" in vista delle trattative in seno all'Organizzazione internazionale per l'aviazione civile, previste il prossimo autunno. Se non dovesse essere possibile raggiungere dei risultati, l'UE minaccia di riestendere il sistema EU ETS a tutti i voli. In quanto unico Stato terzo senza vincoli contrattuali al sistema EU ETS, la Svizzera non è stata interessata da questa deroga.</p><p>La delegazione svizzera ha discusso il modo di procedere dell'UE durante l'ultima riunione del comitato misto dell'accordo bilaterale UE-Svizzera sul trasporto aereo, lo scorso 30 novembre. Inoltre, in una lettera al commissario UE Connie Hedegaard, la capa del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni ha espresso la sua perplessità per quanto concerne il modo di procedere dell'UE, chiedendo spiegazioni sui motivi alla base di tale decisione. Finora non è giunta alcuna risposta ufficiale.</p><p>2. Il Consiglio federale osserverà gli sviluppi in questa vicenda e, se necessario, esaminerà eventuali misure da adottare. In questo contesto è importante considerare le trattative in corso sul collegamento dei sistemi di scambio di quote di emissione.</p><p>3. La possibilità di adottare misure verrà analizzata nell'ambito dell'esame menzionato. Un'attenzione particolare sarà rivolta all'entità effettiva degli svantaggi competitivi e dei danni per le compagnie aeree svizzere.</p>  Risposta del Consiglio federale.