<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di modificare la prassi d'applicazione dell'articolo 31b della legge sulla cittadinanza, rinunciando al requisito di diversi soggiorni in Svizzera e compensandolo con altri criteri fondati sugli "stretti vincoli" (conoscenze della geografia e della vita politica svizzera, contatti con associazioni di Svizzeri all'estero, ecc.).</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La presente mozione si basa in ampia misura sull'interpellanza presentata il 2 ottobre 2008 (08.3627, Criteri di applicazione dell'articolo 31b della legge sulla cittadinanza), in cui il medesimo autore ha posto domande sulla nozione di "stretti vincoli con la Svizzera". Il Consiglio federale ha risposto il 5 dicembre 2008, rinviando alle due circolari del 23 giugno 2005 e del 20 giugno 2007 dell'Ufficio federale della migrazione (UFM), in cui si precisa il concetto di "stretti vincoli con la Svizzera".</p><p>Il soggiorno comprovato in Svizzera è una delle condizioni principali che un candidato alla naturalizzazione deve soddisfare nell'ambito della valutazione dell'esistenza di stretti vincoli con la Svizzera secondo l'articolo 31b e altre disposizioni della legge sulla cittadinanza. Tale requisito è sempre interpretato allo stesso modo per garantire un trattamento equo. Nella prassi si tiene conto della situazione del richiedente: infatti se tale persona vive in un Paese molto lontano, deve di norma comprovare di aver effettuato solo due (e non tre come usualmente) soggiorni in Svizzera negli ultimi dieci anni. In compenso, deve tuttavia disporre di conoscenze linguistiche e buone conoscenze della Svizzera e comprovare una partecipazione particolarmente attiva a eventi organizzati da associazioni di Svizzeri all'estero. </p><p>Non essendo giustificato interpretare la nozione di "stretti vincoli" di cui all'articolo 31b LCit in modo diverso rispetto agli altri casi in cui la LCit ricorre a tale nozione, sarebbe impossibile attuare la mozione soltanto in relazione all'articolo 31b LCit senza violare il principio della parità di trattamento. Inoltre la modifica della prassi chiesta dall'autore della mozione comporterebbe che una persona che non ha mai visitato il nostro Paese sarebbe ritenuta una persona che ha "stretti vincoli con la Svizzera". Il Consiglio federale non può associarsi a una tale interpretazione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.