<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a emanare:</p><p>1. un divieto di importazione dei trofei di caccia di specie animali minacciate; il divieto è richiesto esplicitamente per le importazioni di trofei delle seguenti specie:</p><p>- elefanti (Loxodonta africana, Loxodonta cyclotis, Elephas maximus),</p><p>- rinoceronti (Rhinocerotidae), in particolare rinoceronte bianco, rinoceronte nero, rinoceronte indiano, rinoceronte di Sumatra, rinoceronte di Giava,</p><p>- orso polare (Ursus maritimus);</p><p>2. un divieto generale di importazione di trofei dei seguenti gruppi di animali:</p><p>- tutti i primati (Primates),</p><p>- tutti i predatori (Carnivora);</p><p>3. un divieto di importazione di tutti i trofei provenienti da territori di caccia recintati ("caccia in scatola").</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Convenzione sul commercio internazionale delle specie di fauna e di flora selvatiche minacciate di estinzione (CITES; RS 0.453) garantisce lo sfruttamento sostenibile e la protezione delle specie animali e vegetali elencate nei suoi allegati. Alla CITES hanno aderito 180 Stati e l'UE. Il Consiglio federale è convinto che, per migliorare la protezione delle specie, siano più efficaci misure concordate nel quadro di convenzioni internazionali multilaterali (come la CITES) che non divieti di importazione emanati da singoli Stati.</p><p>L'esportazione e l'importazione di trofei di caccia di specie elencate nell'allegato I della CITES, come ad esempio rinoceronti, diversi primati e predatori e la maggior parte delle popolazioni di elefanti, sono soggette a severe misure di protezione e vengono consentite esclusivamente in casi eccezionali.</p><p>Sia lo Stato di esportazione sia quello di importazione sono tenuti, in ogni singolo caso, a eseguire un'analisi scientifica che appuri se rispettivamente l'esportazione e l'importazione arrechino danno alla sopravvivenza della specie animale in questione. In Svizzera l'esecuzione della CITES compete all'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV). La CITES dispone inoltre che ogni Stato firmatario designi, oltre all'autorità preposta all'esecuzione, anche un'autorità scientifica: in Svizzera quest'autorità è la Commissione federale per gli affari riguardanti la Convenzione sulla protezione delle specie, istituita dal Consiglio federale e incaricata di fornire consulenze scientifiche all'USAV. Questa commissione è composta da esperti provenienti da diversi campi delle scienze biologiche.</p><p>La CITES impone anche il rispetto di quote per la conservazione delle specie animali di cui all'allegato II. Questo riguarda tra l'altro l'orso polare e, se non figurano nell'allegato I (cfr. sopra), determinati primati e predatori e determinate popolazioni di elefanti africani. Per l'esportazione di trofei di queste specie sono necessarie autorizzazioni del Paese di origine che ne comprovino la sostenibilità. Inoltre la Svizzera, quale Paese di importazione, richiede autorizzazioni per l'importazione ed esegue controlli alle frontiere.</p><p>Come il Consiglio federale ha già avuto modo di illustrare nella sua risposta all'interpellanza Trede 14.3502, "Importazioni di trofei non conformi alla protezione degli animali", alcune forme di caccia praticate all'estero, come appunto la cosiddetta "caccia in scatola", in Svizzera suscitano riprovazione perché non corrispondono ai nostri standard in materia di etica e di protezione degli animali. All'estero sono tuttavia determinanti le prescrizioni del Paese interessato. Sulla scorta dei documenti CITES che vengono presentati non è possibile distinguere i trofei ottenuti cacciando in recinti da quelli conseguiti con altri tipi di caccia. Inoltre, a volte il confine tra la caccia in recinto e la caccia in apposite riserve venatorie è labile e perciò difficile da stabilire con precisione. Di conseguenza, il divieto d'importazione richiesto dalla mozione sarebbe impossibile da attuare.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.