<h2>SubmittedText<h2><p>La legge sugli embarghi prevede l'obbligo di informare (art. 3). Dal canto suo, l'ordinanza che istituisce provvedimenti in relazione alla situazione in Ucraina prevede all'articolo 16 capoverso 1: "Le persone fisiche e le istituzioni che detengono o amministrano averi oppure sono a conoscenza di risorse economiche presumibilmente soggette al blocco di cui all'articolo 15 capoverso 1 devono notificarlo senza indugio alla SECO". È palese che quest'obbligo di informare si applica anche agli avvocati, come ha già esplicitamente confermato la SECO nonché rilevato l'organismo di autodisciplina della Federazione svizzera degli avvocati. È difficile, tuttavia, determinare la portata di quest'obbligo. Inoltre, se da un lato sembra ovvio che l'obbligo di informare si applica alle attività atipiche degli avvocati, cioè quando l'avvocato stesso è depositario di beni oggetto di sanzioni o si trova coinvolto in transazioni finanziarie correlate, dall'altro la sua applicazione è meno ovvia per le attività tipiche degli avvocati (rappresentanza legale). Quanto alle attività di consulenza, l'incertezza è totale, nonché molto dannosa per gli operatori del settore, e compromette la corretta applicazione delle sanzioni. </p><p>Alla luce di quanto sopra, il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande. </p><p>1. Qual è la portata dell'obbligo di informare per gli avvocati, ai sensi dell'articolo 16 dell'ordinanza sull'Ucraina? Occorre distinguere tra le varie attività degli avvocati (rappresentanza legale, consulenza, attività di intermediazione finanziaria, ecc.)?</p><p>2. Dal 4 marzo 2022, data dell'entrata in vigore dell'ordinanza sull'Ucraina, quante dichiarazioni relative ai beni delle persone sottoposte a sanzioni sono state fatte da avvocati? </p><p>3. In che modo il Consiglio federale o la SECO verificano il rispetto di quest'obbligo di informare nel contesto delle sanzioni previste dall'ordinanza sull'Ucraina? </p><p>4. Il Consiglio federale prevede meccanismi di controllo o sanzionatori per le entità soggette all'obbligo di informare, in particolare per gli studi legali?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1)</p><p>Occorre distinguere tra le diverse attività svolte dagli avvocati, ossia tra le attività specifiche della loro professione e altre attività, come la gestione patrimoniale o i mandati nei consigli di amministrazione.</p><p>Secondo il Tribunale federale, solo l'attività professionale specifica dell'avvocato è protetta dal segreto professionale, ossia la redazione di documenti legali, l'assistenza o la rappresentanza di una persona davanti a un'autorità amministrativa o giudiziaria, nonché la consulenza legale (DTF 147 IV 385, consid. 2.2).</p><p>Una violazione del segreto professionale è un reato ai sensi dell'articolo 321 del Codice penale (CP). Gli avvocati non sono autorizzati a trasmettere informazioni a terzi nell'esercizio della loro specifica attività professionale, pena l'applicazione di sanzioni penali. Tuttavia, secondo l'articolo 321 capoverso 3 CP rimangono salve le disposizioni della legislazione federale che sanciscono, per esempio, il diritto di avvisare un'autorità o l'obbligo di dare informazioni a un'autorità (cfr. art. 14 CP). Il Consiglio federale ritiene che, nell'esercizio della loro specifica attività professionale, gli avvocati non sono tenuti a dichiarare i beni o le risorse economiche assoggettati al blocco di cui all'articolo 16 dell'ordinanza del 4 marzo 2022 che istituisce provvedimenti in relazione alla situazione in Ucraina (RS 946.231.176.72 ; qui di seguito ordinanza in relazione all'Ucraina). Tuttavia, in assenza di precedenti amministrativi o di giurisprudenza su questo caso specifico, spetta alle autorità giudiziarie competenti chiarire la questione.</p><p>Gli avvocati che svolgono attività non soggette al segreto professionale devono in ogni caso attenersi all'obbligo di notifica sancito all'articolo 16 capoverso 2 dell'ordinanza in relazione all'Ucraina.</p><p>2)</p><p>La SECO ha ricevuto alcune segnalazioni da parte di avvocati nell'ambito della loro attività fiduciaria. Nella maggior parte dei casi, sono le banche a congelare i beni patrimoniali e a dichiararli, poiché gli avvocati non sono generalmente in grado di congelarli da soli. Le dichiarazioni degli avvocati si aggiungono di solito a quelle di altre parti.</p><p>3/4)</p><p>Gli avvocati si adoperano a non favorire la violazione delle sanzioni. Diversamente, violerebbero i loro obblighi professionali e sarebbero passibili di sanzioni penali. Le pene previste in caso di violazione del regime delle sanzioni sono stabilite agli articoli 9 e 10 della legge sugli embarghi (LEmb, RS 946.231).</p><p>Il Consiglio federale si aspetta che le aziende svizzere rispettino l'ordinamento giuridico svizzero, comprese le sanzioni. Ad esempio, se le autorità svizzere ricevono informazioni su beni patrimoniali che avrebbero dovuto essere congelati, ovviamente indagheranno. Le violazioni sono punite in base alla LEmb.</p>  Risposta del Consiglio federale.