B u n d e s v e rw a l t u n g s g e r i ch t T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i f f éd é r a l T r i b u n a l e am m i n i s t r a t i vo f e d e r a l e T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i v fe d e r a l Corte IV D-1240/2013 S e n t e n z a d e l 1 4 m a r z o 2 0 1 3 Composizione Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, con l'approvazione del giudice Bendicht Tellenbach, cancelliera Camilla Fumagalli. Parti A._______, nato il (...), Algeria, ricorrente, contro Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore. Oggetto Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; decisione dell'UFM del 5 marzo 2013 / N [...]. D-1240/2013 Pagina 2 Visto: la prima domanda di asilo che il ricorrente ha presentato in Svizzera in data 5 gennaio 2008; la decisione dell'UFM del 15 aprile 2008, che ha respinto la menzionata domanda ed ha ordinato l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera; la seconda domanda di asilo che l'interessato ha presentato in Svizzera in data 29 gennaio 2013; il verbale di audizione del 5 febbraio 2013 (di seguito: verbale 1), nonché quello relativo al diritto di essere sentito in merito all'applicazione dell'art. 32 cpv. 2 lett. e della Legge sull’asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) di medesima data (di seguito: verbale 2); la decisione dell'UFM del 5 marzo 2013, notificata all'interessato il giorno stesso (cfr. Atto B20/1); il ricorso inoltrato dal ricorrente l'8 marzo 2013 (cfr. timbro del plico ra c- comandato); la copia dell'incarto parziale dell'UFM, trasmessa via fax al Tribunale in data 11 marzo 2013; l'incarto originale completo dell'UFM, pervenuto a codesto Tribunale in data 12 marzo 2013; i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei consid e- randi che seguono; e considerato: che presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 2 LAsi) contro una dec i- sione in materia di asilo dell'UFM (art. 6 e 105 LAsi, art. 31-33 della Leg- ge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 [LTAF, RS 173.32]), il ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a-c e 52 della Legge federale sulla procedura amministrat i- va del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021); D-1240/2013 Pagina 3 che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, sono decisi in procedura semplificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l’approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la dec i- sione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi); che, nell'ambito delle audizioni sui motivi di asilo, l'interessato ha dichi a- rato di essere cittadino algerino nato ad Annaba (Algeria) e di aver vissu- to in tale città sino al suo espatrio avvenuto il (...) 2006; che egli ha affermato di essere rimasto in Svizzera, una prima volta, per circa sei mesi, di essere partito dopo la conclusione infruttuosa della sua procedura di asilo a fine aprile 2008, e di non essere ritornato nel proprio Paese d'origine (cfr. verbale 1, pp. 4-5 e p. 8); che egli ha, altresì, dichi a- rato di non avere nuovi motivi di asi lo, di aver lasciato l'Algeria per motivi economici e di non aver alcun problema con chicchessia nel proprio Pae- se (cfr. verbale 1, p. 8); che, tuttavia, sarebbe tornato in Svizzera in quan- to in Belgio avrebbe preso parte ad una rissa seguita da detenzione e non avrebbe potuto sposare la sua fidanzata (cfr. verbale 1, ibidem); che, nell'ambito dell'audizione in merito al diritto di essere sentito a r i- guardo dell'applicazione dell'art. 32 cpv. 2 lett. e LAsi, egli ha dichiarato di essere espatriato per gli stessi motivi fatti valere nel corso della prima domanda di asilo in Svizzera ; che, in particolare, in caso di rientro in Pa- tria i suoi timori sarebbero rappresentati dalla povertà (cfr. verbale 2, p. 1); che, dopo la conclusione della prima procedura di asilo, il medesimo avrebbe lasciato la Svizzera a fine aprile 2008 per recarsi in Belgio, tran- sitando via Ginevra e Pa rigi; che in tale Paese avrebbe vissuto a B._______, fino ad (...) 2013; che, successivamente, egli sarebbe tornato in Svizzera (cfr. verbale 1, pp. 4-5); che, nella decisione del 5 marzo 2013, l'UFM ha considerato, da un lato, che la prima procedura di as ilo è definitivamente conclusa e che i fatti addotti dal ricorrente nella presente procedura non sono propri a motivare la qualità di rifugiato o determinanti per la concessione dell'ammissione provvisoria; che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata domanda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. e LAsi; che l'autorità inferiore ha pronuncia- to l'allontanamento del ricorrente dalla Svizzera e la relativa esecuzione verso l'Algeria siccome lecita, esigibile e possibile; che la stessa ha, a l-D-1240/2013 Pagina 4 tresì, fissato un emolumento, giusta l'art. 17b cpv. 4 LAsi, di CHF 600.– a carico del richiedente; che, nel ricorso, il ricorrente preliminarmente sottolinea che sarebbe giun- to in Svizzera con la sua compagna C._______ (di seguito: C._______), cittadina belga; che il medesimo ribadisce che in Belgio per lui e C._______ non vi sarebbe la possibilità di contrarre matrimonio e quindi dare un futuro al figlio che ella porterebbe in grembo; che, ciò sarebbe do- vuto alla sua mancanza di statuto legale in Belgio, alla disabilità da cui è af- fetta la compagna e al suo difficile trascorso; che, inoltre, la C._______ a- vrebbe subito una violenza sessuale; che, il ricorrente sarebbe invece stato vittima di una grave aggressione – documentata dall'articolo di giornale an- nesso al gravame – con conseguente detenzione ed emanazione di un de- creto di espulsione dal Belgio; che, nemmeno in Algeria il matrimonio sa- rebbe possibile, dato che la famiglia dell'insorgente s i sarebbe opposta all'unione e anche perché la ragazza non sarebbe cittadina del Paese in questione; che egli contesta inoltre all'UFM di avere aperto due procedure distinte per lui e la compagna, allorché le domande dovrebbero essere e- saminate in un'unica procedura essendo state inoltrate congiuntamente e fondate sugli stessi motivi; che, pertanto, l'esame separato del le due d o- mande di asilo violerebbe l'art. 8 della Convenzione del 4 novembre 1950 per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (CE- DU, RS 0.101) ; che, per gli stessi motivi, il ricorrente e la compagna an- drebbero attribuiti allo stesso Cantone; che, in conclusione, il ricorrente ha chiesto, in via preliminare, la congiun- zione della propria causa con quella della compagna C._______, conse- guentemente l'annullamento della divergente decisione di ripartizione cantonale, in via principale, l'annullamento della decisione impugnata e l'esame nel merito della sua domanda di asilo e, in via sussidiaria, la con- cessione dell'ammissione provvisoria; che ha, altresì, chiesto l'esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili spese processuali; che, infine, l'autore del gravame chiede che sia revocato l' e- molumento posto a suo carico dall'UFM; che, preliminarmente, è respinta la conclusione ricorsuale tendente alla congiunzione della presente procedura con quella relativa al la presunta compagna (N [...]; cfr. Sentenza del Tribunale D -1243/2013), per i motivi di cui si dirà meglio in seguito ; che, inoltre, i ricorsi in atti separati inoltrati dai ricorrenti e le due decisioni avversate, non concernono fatti di uguale o simile natura e non pongono gli stessi o simili termini di dir itto, di modo che non si giustifica la congiunzione delle cause e la pronuncia di una so-D-1240/2013 Pagina 5 la sentenza per un motivo di economia processuale (cfr. A NDRÉ MO- SER/MICHAEL BEUSCH/LORENZ KNEUBÜHLER, Proze ssieren vor dem Bu n- desverwaltungsgericht, Basilea 2008, pp. 115 e ss., n. 3.17); che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. e LAsi, non si e ntra nel merito di una d o- manda di asilo se il richiedente è già stato oggetto in Svizzera di una pr o- cedura di asilo terminata con decisione negativa o se, mentre era pe n- dente la procedura di asilo, è rientrato nel Paese d'origine o di provenie n- za, a meno che dall'audizione non vi siano indizi che siano intervenuti nel frattempo fatti propri a motivare la qualità di rifugiato o determinanti per la concessione dell'ammissione provvisoria; che la precedente procedura di asilo si è definitivamente conclusa con la crescita in giudicato della decisione dell'UFM del 15 aprile 2008; che il ricorrente non ha presentato, all'infuori di generiche censure, arg o- menti o prove suscettibili di giustificare una diversa valutazione, rispetto a quella di cui all'impugnata decisione (di non entrata nel merito della d o- manda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. e LAsi) in sostanza per le ragioni indicate nel provvedimento litigioso, cui può essere rimandato; che, segnatamente, il ricorrente ha espressamente dichiarato di non e s- sere rientrato nel suo Paese di origine tra la crescita in giudicato della de- cisione del 15 aprile 2008 e l'in oltro della seconda domanda di asilo in Svizzera e di fare valere gli stessi motivi già invocati nel corso del primo procedimento di asilo (cfr. verbale 1, p. 8 e verbale 2, p. 1); che, del resto, le allegazioni ricorsuali, si esauriscono in mere affermazio- ni di parte non corroborate da alcun elemento della benché minima co n- sistenza; che, segnatamente, i motivi che avrebbero portato il ricorrente a fare ritorno in Svizzera sono irrilevanti ai sensi delle norme sull'asilo, oltre che manifestamente inverosimili per quanto riguarda la dichiarata impos- sibilità di sposarsi in Belgio , ritenuta la cittadinanza belga d ella presunta compagna C._______; che, d ifatti, non sono stati in alcun modo circ o- stanziati gli asseriti ostacoli che lo Stato belga avrebbe posto alla conclu- sione di tale matrimonio; che, peraltro, eccetto il presunto malcontento della famiglia del ricorrente, non risultano nemmeno esservi ostacoli con- creti ad un'eventuale conclusione del matrimonio in Algeria; che, alla luce di quanto evoca to, vi è, dunque, ragione di concludere che non vi siano indizi che siano intervenuti nel frattempo fatti propri a motiva- re la qualità di rifugiato o determinanti per la concessione della protezione D-1240/2013 Pagina 6 provvisoria ai sensi della giurisprudenza (cfr. DTAF 2009 /53 consiC. 4.2 p. 769 e i relativi riferimenti); che, per conseguenza, l'UFM ha rettamente considerato che i fatti addotti dal ricorrente nella presente procedura di asilo, non sono propri a motiva- re la qualità di rifugiato o determinanti per la concessione dell'ammissione provvisoria; che, da quanto esposto, discende che in materia di non entrata nel merito il ricorso, destituito di ogni e benché minimo fondamento, non merita tute- la e la decisione impugnata va confermata; che il ricorrente non adempie le condizioni in virtù delle quali l'UFM avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi e art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 dell'Ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni procedurali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]); che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all 'art. 83 della Legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20); che, giusta suddetta norma, l'esecuzione dell'allontanamento deve essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragion e- volmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr); che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere che l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente in Algeria possa violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della Convenzione del 28 luglio 1951 sullo statuto dei rifugiati (Conv. rifugiati, RS 0.142.30), l'art. 5 LAsi (divieto di respingimento) nonché l'art. 83 cpv. 3 LStr o espor- re il ricorrente in Patria al rischio reale ed immediato di trattamenti contra- ri all'art. 3 della CEDU o all'art. 3 della Convenzione del 10 dicembre 1984 contro la tortura ed altre pene o trattamenti cru deli, inumani o d e- gradanti (Conv. tortura, RS 0.105); che, in riferimento all'evocata violazione dell'art. 8 CEDU in caso di es e- cuzione dell'allontanamento, va rilevato che dell'asserita intenzione del r i- corrente di contrarre matrimonio con C._______, agli atti non figura la benché minima prova, cosi come non vi sono prove della dichiarata gr a- vidanza ed eventuale paternità del medesimo; che, oltretutto, dalle dichia- razioni di C._______ si evince che i due si sarebbero conosciuti quattro anni orsono (cfr. verbale relativo all'audizione di C._______ del 5 febbraio D-1240/2013 Pagina 7 2013, p. 5), per contro a mente dell'insorgente tale conoscenza risalireb- be unicamente ad un anno e dieci mesi fa (cfr. verbale 1, p. 7); che, pe r- tanto, non è provato un legame prossimo vero e viss uto, rispettivamente l'esistenza di una relazione stabile; che, di conseguenza, l'esecuzione dell'allontanamento dell'insorgente verso l'Algeria non viola l'art. 8 CEDU; che, in considerazione di quanto precede, l'esecuzione dell'allontanamen- to è ammissibile; che considerata la situazione generale in Algeria e la situazione persona- le del ricorrente; che egli è giovane, possiede una discreta formazione scolastica (cfr. verbale 1, p. 3 ), ha una certa esperienza professionale come falegname, agente di sicurezza e bracciante agricolo (cfr. verbale 1, p. 4), parla bene francese e ha delle conoscenze di italia no (cfr. verbale 1, p. 3); che, inoltre, il medesimo dispone di un'importante rete sociale in Patria, ritenuto che vi risie dono i genitori , tre sorelle e tre fratelli (cfr. verbale 1, p. 5); che il ricorrente non ha, altresì, preteso nel gravame di soffrire di gravi problemi di salute che possano giustificare la sua ammissione provvisoria (cfr. sulla problematica DTAF 2009/2, consid. 9.3.2 p. 21), senza che da un esame d'ufficio degli atti di causa emerga la necessità di una perm a- nenza in Svizzera per motivi medici; che, conseguentemente, l'allontanamento del ricorrente nel suo Paese d'origine è ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr in relazione all'art. 44 cpv. 2 LAsi); che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr); che il ricorrente, usando della necessaria diligenza, potrà procurarsi ogni documento ind i- spensabile al rimpatrio (cfr. DTAF 2008/34, consid. 12 pp. 513 -515); che l'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile; che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, r a- gionevolmente esigibile e possibile; che per conseguenza, anche in mate- ria di allontanamento e relativa esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata; che, infine, conformemente all'art. 27 cpv. 3 LAsi, l'Ufficio federale ripart i- sce i richiedenti l'asilo fra i Cantoni tenendo conto degli interessi degni di protezione dei Cantoni e dei richiedenti stessi; che la decisione d'attrib u-D-1240/2013 Pagina 8 zione può essere impugnata soltanto per violazione del principio dell'unità della famiglia, fermo restando che delle relazioni con membri della fam i- glia diversi da quelli del nucleo fondamentale come definito all'art. 1 lett. e dell'Ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni procedurali dell'11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311) sono suscettibili di tutela solo a condizioni r e- strittive; che nella fatti specie, per i motivi già esposti nei paragrafi precedenti , la relazione fra i due non è stata minimamente provata, sicché anche l'attri- buzione cantonale è incensurabile; che, per quanto attiene all'emolumento fissato dall'UFM, il Tribunale o s- serva che, giu sta l'art. 17b cpv. 4 LAsi, se una persona presenta una nuova domanda di asilo dopo che una procedura di asilo e allontanamen- to nei suoi confronti è stata chiusa con decisione passata in giudicato, l'Ufficio riscuote un emolumento qualora non entri nel merito o respinga la domanda; che, a richiesta, l'autorità inferiore esonera dal pagamento de l- le spese procedurali il richiedente indigente la cui domanda non sembri a priori destinata all'insuccesso, eccetto che il richiedente sia tornato in Svizzera dallo Stato d'origine o di provenienza; che, ciò posto, l'autorità inferiore ha rettamente fissato un emolumento al ricorrente, per il che la censura in questo senso va respinta; che, avando il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili spese processuali è divenuta senza oggetto; che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.–, che seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrent e (art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del Regolamento sulle ta s- se e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]); che la decisione è definitiva e non può, in p rincipio, essere impugnata con ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 della Legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale federa- le [LTF, RS 173.110]). D-1240/2013 Pagina 9 Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 1. Il ricorso è respinto. 2. Le spese processuali, di CHF 600.–, sono poste a carico del ricorrente. Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sentenza. 3. Questa sentenza è comunicata al ricorrente, all'UFM e all'autorità cant o- nale competente. Il giudice unico: La cancelliera: Daniele Cattaneo Camilla Fumagalli Data di spedizione: