<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Dal 1998, il mercato svizzero delle telecomunicazioni è aperto alla concorrenza. Contemporaneamente all'apertura del mercato, l'ex monopolista Telecom PTT è diventata autonoma ed è stata sostituita da Swisscom SA, una società anonima di diritto speciale nella quale la Confederazione è tenuta a mantenere la maggioranza delle azioni in virtù della legge sull'azienda delle telecomunicazioni. Il Consiglio federale stabilisce gli obiettivi strategici di Swisscom e tra questi rientra anche la conduzione moderna e sociale della politica del personale. In base agli obiettivi strategici disciplinati dal Collegio, Swisscom è libera di definire la propria politica aziendale.</p><p>La pressione della concorrenza e quella sui prezzi, dovute all'apertura del mercato, hanno generato, per Swisscom, un calo delle quote di mercato e dei margini di guadagno. Questa evoluzione negativa colpisce pure i call center. Negli ultimi quattro anni, il numero delle chiamate è diminuito di circa il 30% e questa tendenza al ribasso dovrebbe continuare anche in futuro, a causa della crescente concorrenza e dei nuovi strumenti informatici come Internet o il CD-Rom. Tuttavia, la struttura del servizio d'informazione, risalente ancora ai tempi delle PTT con le sue 17 sedi in tutta la Svizzera, non è stata a tutt'oggi adeguata al nuovo volume di chiamate. Negli ultimi anni, per far fronte a questo calo, si sono potute recuperare parzialmente le perdite con dei risparmi a livello di costi variabili. Swisscom però, si trova oggi confrontata con la realtà dei fatti che impone ulteriori adeguamenti anche nell'ambito dei costi fissi, con la conseguente chiusura di alcuni centri regionali. Ad ogni modo, la concentrazione dei call center non modificherà minimamente il volume e la qualità del servizio alla clientela. Questo vale inoltre anche per le prestazioni nel settore del servizio universale, con le informazioni per i ciechi e gli ipovedenti. Non si può dunque parlare, in nessun modo, di uno smantellamento delle prestazioni.</p><p>La buona situazione finanziaria di Swisscom non deve fuorviare. La concorrenza, che attualmente regna sul mercato delle telecomunicazioni, sta crescendo sempre di più. Il soddisfacente risultato d'esercizio registrato da Swisscom nel 2001 è stato influenzato in maniera determinante da entrate eccezionali e irripetibili. Già nel corso di quest'anno, i prezzi nel settore delle telecomunicazioni verranno ulteriormente abbassati. Questa tendenza rappresenta dunque un chiaro segnale per Swisscom e per il proseguimento dell'annunciato programma di risparmi atto a mantenere concorrenziale l'azienda anche a lungo termine. A tutt'oggi, Swisscom ha sempre perseguito una politica del personale responsabile sul piano sociale e le ristrutturazioni effettuate non hanno causato licenziamenti. </p><p>Swisscom intende procedere alla chiusura dei call center in modo accettabile sul piano sociale. Ad ogni modo, non sono previsti né una riduzione dei posti di lavoro né licenziamenti. Alla maggior parte dei collaboratori dei centri in cui è prevista la chiusura verrà infatti offerto un posto di lavoro in un altro call center. Alla fine di giugno, a seguito delle trattative con i sindacati, Swisscom ha fatto ulteriori concessioni a favore dei dipendenti interessati dal provvedimento. Così, la soppressione delle sedi è stata rinviata di otto mesi (al più tardi entro il 31 agosto 2003) e i collaboratori che accetteranno il trasferimento in un altro centro riceveranno un'indennità forfetaria e una compensazione del tempo di viaggio supplementare. Inoltre, Swisscom offre provvedimenti di riqualificazione professionale per coloro che, accettando il trasferimento in un altro call center, dovessero subire conseguenze importanti per la loro situazione personale e famigliare. I dipendenti interessati otterranno inoltre il sostegno di Swisscom nella ricerca di un nuovo posto di lavoro e una compensazione finanziaria per un eventuale salario inferiore.</p><p>Nella scelta dei call center da sopprimere, l'attenzione mostrata da Swisscom nei confronti delle esigenze di politica regionale ha portato al mantenimento delle sedi di Sion, Neuchâtel, Coira, Rapperswil e Lugano. Una concentrazione dei servizi d'informazione esclusivamente nelle regioni periferiche avrebbe avuto conseguenze inaccettabili per il personale, in quanto non sarebbe stato possibile offrire a molti collaboratori una valida alternativa in un altro centro. Per questo motivo, Swisscom ha deciso di mantenere le sedi di Bienne, Berna e Olten. Con questa decisione, tutti i dipendenti del servizio d'informazione nazionale hanno ricevuto, in linea di massima, un'offerta di lavoro in un altro call center. Inoltre, Swisscom collabora con successo, insieme alla Posta, le FFS, la Confederazione e la Conferenza dei direttori cantonali dell'economia pubblica, al progetto "creazione di nuovi posti di lavoro nelle regioni periferiche".</p><p>Nei confronti dei Cantoni interessati, Swisscom è cosciente delle sue responsabilità aziendali. Per questo motivo, essa cura in modo particolare i rapporti con le autorità cantonali, informandole sulle intenzioni e sulle decisioni dell'azienda che hanno poi importanti ripercussioni su tutta la popolazione. Swisscom però, nelle sue attività, deve pure considerare e sorvegliare gli andamenti borsistici e questo può influenzare la scelta del momento opportuno per le dichiarazioni al pubblico. Il Consiglio federale è del parere che Swisscom debba informare il più presto possibile le autorità comunali e cantonali interessate da rilevanti ristrutturazioni aziendali. Il Collegio ha comunicato all'azienda le sue aspettative in merito. Nel caso della chiusura dei call center però, l'informazione è purtroppo giunta solo all'ultimo momento, a causa dei ritardi non previsti accumulati nel raccogliere i dati che hanno portato alla decisione. In futuro, in casi simili Swisscom s'impegnerà a contattare più rapidamente i diretti interessati.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.