<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Le autorità argentine hanno aperto varie inchieste nei confronti di Carlos Menem, sospettato in particolare di aver ricevuto 10 milioni di dollari americani dal governo iraniano, al fine di escludere qualsiasi implicazione delle autorità iraniane nell'attentato commesso contro i centri ebraici A.M.I.A. e D.A.I.A. a Buenos Aires.</p><p>Le autorità argentine hanno indirizzato varie commissioni rogatorie alla Svizzera nell'ambito di questa procedura. Poiché molte di queste domande erano incomplete, l'ufficio dei giudici istruttori ginevrini e l'Ufficio federale di giustizia, autorità centrale in materia di assistenza giudiziaria, hanno dovuto richiedere informazioni complementari alle autorità argentine. Le domande di assistenza e le informazioni complementari sono state trasmesse all'ufficio dei giudici istruttori del Cantone di Ginevra, che è entrato nel merito delle domande e ha ordinato l'esecuzione degli atti richiesti, nella misura in cui le informazioni complementari trasmesse dalle autorità argentine consentivano di concedere l'assistenza. Uno degli atti d'assistenza richiesti dalle autorità svizzere era l'audizione e l'organizzazione del trasferimento del testimone in questione, allo scopo di localizzare la banca ginevrina presso la quale sarebbero stati depositati i 10 milioni di dollari. Sulla base delle informazioni contenute nelle domande argentine e nei loro complementi, non è stato finora possibile trovare nessun conto bancario legato a questa inchiesta argentina.</p><p>Il Consiglio federale risponde alle domande poste nel modo seguente.</p><p>Ad 1:</p><p>La prima domanda di assistenza delle autorità giudiziarie argentine in relazione all'inchiesta precitata è stata trasmessa il 21 dicembre 2001 dall'Ambasciata della Repubblica argentina all'Ufficio federale di giustizia. In seguito, sono stati trasmessi alle autorità elvetiche 11 complementi d'informazione e commissioni rogatorie complementari.</p><p>Ad 2 e 3</p><p>Citato invano a tre riprese, ma per ragioni indipendenti dalla volontà del giudice istruttore, il testimone in questione è stato sentito in Germania da due ispettori di polizia ginevrini su domanda di assistenza giudiziaria dell'ufficio dei giudici istruttori del Cantone di Ginevra. Dopo aver valutato i risultati di questa misura d'assistenza e la pertinenza delle informazioni fornite dal testimone, il giudice istruttore ginevrino competente ha effettuato verifiche presso l'istituto bancario che sarebbe stato identificato dal testimone. Tali ricerche si sono tuttavia rivelate infruttuose: non è infatti stato possibile scoprire conti in relazione all'inchiesta argentina. Con note diplomatiche del 7 novembre 2003 e 13 luglio 2004, l'Ufficio federale di giustizia ha trasmesso queste informazioni e i relativi documenti alle autorità argentine.</p><p>Il giudice istruttore ginevrino, conscio della grande importanza di questo caso, è disposto a prendere in considerazione ogni elemento nuovo e pertinente al fine di fornire assistenza all'inchiesta condotta in Argentina. Il giudice ha del resto nuovamente tentato di sentire il testimone in questione a Ginevra, ma invano.</p><p>Ad 4</p><p>Nell'esercizio delle sue funzioni di sorveglianza, l'Ufficio federale di giustizia continua a seguire da vicino tutti gli sviluppi di questa procedura d'assistenza e si tiene costantemente in contatto con l'ufficio dei giudici istruttori ginevrini.</p><p>La destinazione a un'altra funzione del giudice istruttore competente per trattare il presente caso non dovrebbe avere alcuna incidenza sul buon svolgimento della procedura, considerando che l'ufficio dei giudici istruttori del Cantone di Ginevra provvederà affinché il caso sia immediatamente ripreso da un altro giudice.</p>  Risposta del Consiglio federale.