<h2>SubmittedText<h2><p>Per molte persone è inammissibile che etichette adesive plastificate con il marchio di provenienza o di qualità (p. es. "prodotto bio") siano sempre più spesso applicate direttamente su frutta e verdura, non di rado, come nel caso di mele e arance, addirittura su ogni singolo frutto. Gli adesivi applicati alle arance e ad altra frutta a buccia dura spesso finiscono nel compostaggio e da qui in vivai e altri terreni.</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Questo tipo di etichettatura è previsto da qualche disposizione?</p><p>2. Non ha la possibilità, nel quadro delle sue facoltà legislative, di limitare o vietare l'applicazione diretta delle etichette sui prodotti commestibili non imballati?</p><p>3. Se sì, cosa gli impedisce di esercitare la propria competenza ed emanare disposizioni in tal senso?</p><p>4. Se no, quali opzioni ragionevoli ci sarebbero per porre un freno a quest'assurdità?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nell'ambito del diritto sulle derrate alimentari non vi è alcuna norma che impone l'etichettatura di singoli frutti mediante l'applicazione di un adesivo. Nel caso dei prodotti biologici, tuttavia, l'ordinanza sull'agricoltura biologica e la designazione dei prodotti e delle derrate alimentari ottenuti biologicamente (ordinanza sull'agricoltura biologica; RS 910.18) prevede che debbano essere utilizzati imballaggi ed etichette per evitare confusione tra prodotti tradizionali e biologici e prevenire gli abusi. L'apposizione di adesivi, per esempio su singoli frutti venduti sfusi, garantisce un'identificazione univoca ai sensi dell'ordinanza sull'agricoltura biologica ed è più vantaggiosa dal punto di vista ecologico quantomeno rispetto a un imballaggio completo dei prodotti.</p><p>2-4. Sulla base dell'articolo 30a della legge sulla protezione dell'ambiente (RS 814.01) il Consiglio federale può vietare la messa in commercio di prodotti destinati ad essere impiegati una sola volta e per breve tempo, se i vantaggi del loro impiego non giustificano il carico che ne deriva per l'ambiente. Il Consiglio federale è dell'avviso che al momento non vi siano sufficienti motivi per vietare l'applicazione di adesivi su singoli frutti. Un divieto sarebbe al momento controproducente e poco opportuno: considerato l'obbligo di designazione imposto dall'ordinanza sull'agricoltura biologica, sussisterebbe il rischio che i produttori debbano ricorrere a soluzioni più complesse, costose e forse meno rispettose dell'ambiente (p. es. imballaggi di plastica) (cfr. anche la risposta 1). Si potrebbero ipotizzare altre modalità di caratterizzazione, come per esempio lo "Smart Branding" tramite laser, ma queste tecniche non sono ancora molto diffuse né sempre adeguate, e talvolta sono anche controverse. Pertanto non è attualmente opportuno vietare l'applicazione di adesivi sui singoli frutti in base all'articolo 30a della legge sulla protezione dell'ambiente.</p><p>Va anche considerato il fatto che il divieto di determinate varianti di etichettatura potrebbe costituire un ostacolo al commercio, se queste ultime sono ammesse o addirittura prescritte nei Paesi con cui commercia la Svizzera (p. es. nell'UE nel caso dei prodotti bio). Un eventuale divieto di applicare adesivi sui singoli frutti determinerebbe quindi, nei confronti dell'UE, una violazione dell'Accordo agricolo in cui viene riconosciuta in maniera reciproca l'equivalenza delle prescrizioni per i prodotti bio.</p><p>Per garantire la protezione della salute dei consumatori, il Consiglio federale ha definito nell'articolo 49 dell'ordinanza sulle derrate alimentari e gli oggetti d'uso (RS 817.02) i requisiti relativi agli adesivi applicati sulle derrate alimentari. Inoltre nell'ordinanza sui materiali e gli oggetti (RS 817.023.21) vengono riportate limitazioni dettagliate in merito all'utilizzo di materiali come materie plastiche e inchiostri per imballaggi che entrano in contatto con le derrate alimentari.</p><p>È chiaro che gli adesivi applicati sulle derrate alimentari non rientrano nella composta, proprio come gli imballaggi. L'Ufficio federale dell'ambiente sta redigendo un aiuto all'esecuzione concernente la riduzione di sostanze estranee in composta, all'interno del quale vengono descritte misure tecniche e organizzative atte a ridurre la quota di sostanze estranee alla fonte. Tale documento verrà presumibilmente pubblicato nel 2020.</p>  Risposta del Consiglio federale.