<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di avviare trattative con gli Stati limitrofi allo scopo di approfondire ed estendere l'attuale cooperazione in materia di sicurezza aerea contro le minacce aeree non militari.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Svizzera ha firmato accordi nel campo della cooperazione delle forze aeree con i quattro Stati limitrofi (Germania, Francia, Italia e Austria).</p><p>Per quanto riguarda il servizio di polizia aerea, gli accordi con la Francia e l'Italia coprono l'intera gamma delle misure attive di sicurezza aerea, fino ai tiri a scopo d'intimazione effettuati con inganni infrarossi (flares). È tuttavia escluso l'abbattimento di un velivolo civile nello spazio aereo estero. La cooperazione in materia di forze aeree tra la Svizzera e questi Stati può essere definita unica a livello europeo. L'accordo con la Germania è un po' meno ampio. Nello spazio aereo tedesco, a causa della situazione giuridica vigente non sono ammesse misure coercitive nei confronti di velivoli civili. Per tale motivo, il servizio di polizia aerea si limita a un ampio scambio di informazioni nonché all'identificazione e all'accompagnamento di velivoli sospetti (nessun tiro a scopo d'intimazione). L'accordo in vigore con l'Austria consente unicamente lo scambio di dati sulla situazione aerea. Per motivi politici, l'Austria non ha potuto impegnarsi in una collaborazione più ampia. In occasione dei colloqui di Stato Maggiore tra Austria e Svizzera del 27 novembre 2008 è stata discussa un'estensione dell'accordo nel settore del servizio di polizia aerea. La risposta dell'Austria in merito a un'eventuale adeguamento dell'accordo non è ancora giunta.</p><p>Per quanto riguarda le possibilità di allenamento, non esistono soltanto accordi bilaterali con tutti gli Stati limitrofi, ma anche con altri Paesi. La Svizzera esegue regolarmente allenamenti all'estero e approfitta, tra l'altro, di possibilità di allenamento sopra aree poco abitate. Inoltre, dal 2001 sopra il Giura esiste un settore aereo d'allenamento transfrontaliero comune con la Francia. Da tre anni sono in corso trattative con l'Italia per creare un ulteriore settore aereo d'allenamento. La Svizzera spera di concludere le trattative prima della fine del 2009 e di poter firmare un pertinente accordo. Analoghi colloqui con l'Austria non hanno ancora dato alcun risultato. A causa della controversia relativa alle limitazioni tedesche ai voli di avvicinamento all'aeroporto di Zurigo, analoghi progetti con la Germania non sono praticamente ipotizzabili.</p><p>Per quanto riguarda un'integrazione a livello internazionale, dal 1° dicembre 2006 la Svizzera collabora al progetto di spazio aereo europeo unificato "Single European Sky" dell'Unione europea e partecipa quindi attivamente alle discussioni determinanti sullo sviluppo dello spazio aereo internazionale. Nel quadro di questo progetto è emersa l'idea di un blocco funzionale di spazio aereo nell'Europa centrale (Functional Airspace Block Europe Central), nel quale saranno considerati sia gli interessi dell'aviazione civile sia quelli dell'aviazione militare. Il 18 novembre 2008 le autorità civili e militari di Svizzera, Francia, Germania, Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo hanno firmato una dichiarazione di intenti in vista della realizzazione di tale blocco funzionale per il 2012.</p><p>La Svizzera collabora quindi già oggi intensamente con gli Stati limitrofi sia nel quadro del servizio di polizia aerea sia nell'istruzione e ha un ruolo attivo nello sviluppo dello spazio aereo. In tale contesto occorre tuttavia anche considerare le necessità e le condizioni quadro giuridiche degli Stati partner nonché il compito permanente delle forze aeree di salvaguardare la sovranità sullo spazio aereo. Tenuto conto di quanto è politicamente e giuridicamente realizzabile, le richieste dell'autore della mozione sono già oggi interamente soddisfatte. In ultima analisi, una collaborazione ancora più intensa dipenderebbe anche dalla disponibilità degli Stati limitrofi. Attualmente mancano segnali in tal senso.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.