<h2>SubmittedText<h2><p>"Cosa devi sapere sull'HPV" è un opuscolo a colori pubblicato dall'Ufficio federale della sanità pubblica UFSP per pubblicizzare la controversa vaccinazione contro il cancro del collo dell'utero.</p><p>Rivolto alle ragazzine fra gli 11 e i 15 anni di età, la pubblicazione ricalca i toni delle popolari riviste per (pre)adolescenti per veicolare il messaggio che la vaccinazione è molto utile e non ha effetti collaterali gravi. Le esperienze in altri Paesi mostrano però che è vero il contrario - ossia che la vaccinazione può provocare effetti collaterali gravi e che la sua utilità è discutibile.</p><p>Invito perciò il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Su quali basi legali si fonda l'UFSP per propagandare in questo modo un intervento sanitario su minorenni?</p><p>2. È eticamente difendibile che i genitori, come rappresentanti legali dei loro figli, non siano coinvolti nella consulenza?</p><p>3. Ritiene giusto mettere sotto pressione in questo modo ragazzine nemmeno quindicenni per indurle a farsi vaccinare? </p><p>4. Di chi è la responsabilità se dopo la vaccinazione queste minorenni subiscono gravi danni alla salute? Dell'ufficio federale competente, del medico curante, dell'azienda farmaceutica che ha fornito il vaccino - oppure dei genitori, anche se a volte non sono neanche al corrente della vaccinazione?</p><p>5. Quanti sono i casi di danni vaccinali registrati negli ultimi anni in Svizzera? E a quanto ammontano gli indennizzi versati alle vittime?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. Le responsabilità della Confederazione in materia di prevenzione e lotta alle malattie trasmissibili sono definite nella legge federale del 18 dicembre 1970 per la lotta contro le malattie trasmissibili dell'uomo (legge sulle epidemie; RS 818.101) e comprendono anche l'informazione ai gruppi interessati (art. 3). Uno dei compiti dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), in collaborazione con la Commissione federale per le vaccinazioni, è di elaborare le raccomandazioni di vaccinazione, raccolte nel calendario vaccinale svizzero, che mirano a obiettivi definiti di sanità pubblica. Inoltre l'UFSP elabora il materiale informativo adatto ai diversi gruppi target, che mette a disposizione dei cantoni e dei professionisti della salute; questi ultimi sono responsabili dell'attuazione delle raccomandazioni di vaccinazione.</p><p>In Svizzera, la vaccinazione contro il virus del papilloma umano (HPV) per la prevenzione del cancro del collo dell'utero è raccomandata dal 2007 per tutte le ragazzine fra gli 11 e i 14 anni d'età - poiché per un'efficacia ottimale deve essere somministrata prima dell'inizio dei rapporti sessuali - ma anche per le ragazze fra i 15 e i 19 anni non ancora vaccinate. Alle donne d'età compresa tra i 20 e i 26 anni si consiglia invece di prendere in considerazione la vaccinazione su base individuale. Per consentire alle persone interessate di prendere una decisione consapevole, l'UFSP mette a disposizione materiale informativo in varie forme adeguate ai gruppi target: volantini in diverse lingue, opuscoli per adolescenti, schede informative per adulti, presentazioni PowerPoint per adulti e professionisti della salute, domande e risposte frequenti (FAQ), articoli nel bollettino dell'UFSP, documentazione dettagliata sulle raccomandazioni e le loro basi scientifiche (serie "direttive e raccomandazioni") ecc. Per questa vaccinazione non è in atto alcuna campagna nazionale.</p><p>L'opuscolo in questione è rivolto espressamente alle (pre)adolescenti e per questo motivo è realizzato con uno stile attraente per quell'età. Offrendo loro la possibilità di informarsi autonomamente, le incoraggia a discutere con i genitori e i professionisti della salute in merito alla decisione di farsi vaccinare o meno. Il materiale informativo dell'UFSP non è direttamente inviato alle ragazzine, ma è distribuito o utilizzato in maniera appropriata dalle autorità cantonali e dai professionisti della salute, per esempio nel quadro delle attività dei servizi di medicina scolastica o durante le visite mediche. Una parte di esso è destinata espressamente ai genitori.</p><p>3. Il Consiglio federale ritiene che l'opuscolo miri a suscitare l'interesse delle ragazzine per la vaccinazione e le incoraggi a parlarne con le persone di fiducia o a informarsi più dettagliatamente. Generalmente i minorenni non sono vaccinati senza l'espresso consenso di un rappresentate legale, di solito dei genitori, a meno che non siano già capaci di discernimento, ad esempio perché maggiori di 16 anni.</p><p>4. In caso di gravi danni alla salute derivanti da una vaccinazione, si applicano le consuete norme in materia di responsabilità: si tratta di stabilire se vi sia stato un errore da parte del fabbricante o del medico che ha prescritto o effettuato la vaccinazione. Qualora nessuno dei due possa essere ritenuto responsabile del danno e le conseguenze degli effetti indesiderati della vaccinazione non siano assunte dalle assicurazioni sociali, esiste comunque una responsabilità legale particolare: secondo l'articolo 23 capoverso 3 della legge sulle epidemie, nel caso di lesioni post-vaccinali insorte in seguito a vaccinazioni ordinate o raccomandate dall'autorità, i cantoni accordano un'indennità, sempreché il rischio non sia altrimenti coperto (cosiddetta responsabilità sussidiaria).</p><p>5. Gli effetti indesiderati sospetti che si manifestano dopo una vaccinazione sono soggetti all'obbligo di notifica a Swissmedic, come avviene per gli altri agenti terapeutici. Secondo la legge del 1° gennaio 2002 sugli agenti terapeutici, vanno notificati gli effetti indesiderati gravi o fino allora non conosciuti o insufficientemente menzionati nelle informazioni professionali sul medicamento in questione, nonché quelli di particolare importanza clinica. A tale proposito occorre precisare che per notificare un effetto indesiderato non è necessario che la relazione di causa-effetto tra un evento e il vaccino sia confermata, ma è sufficiente il semplice sospetto. Qualora si manifesti un problema di salute in seguito a una vaccinazione, ciò non significa che questa ne sia la causa. Per determinarne l'eventuale ruolo causale sono necessari studi su larga scala al fine di stabilire se i problemi compaiano con una frequenza maggiore tra le persone vaccinate rispetto a quelle non vaccinate. Studi del genere sono già stati effettuati a livello internazionale, per esempio in Danimarca e in Svezia, dove circa 300 000 giovani donne vaccinate sono state messe a confronto con 700 000 non vaccinate. Nessuno di essi ha evidenziato un maggior rischio di sviluppare una malattia autoimmune, in particolare la sclerosi multipla, dopo una vaccinazione contro l'HPV. Il Comitato consultivo mondiale sulla sicurezza dei vaccini dell'OMS è giunto alle stesse conclusioni, pubblicate nelle sue prese di posizione del 2013 e del 2014. Data la gravità dei problemi di salute che la vaccinazione permette di evitare, il rapporto tra rischi e benefici è ampiamente a favore di quest'ultima.</p><p>I sospetti effetti indesiderati dopo una vaccinazione contro l'HPV notificati in Svizzera sono stati riassunti da Swissmedic il 30 ottobre 2014 e pubblicati sul suo sito Internet: su 167 notifiche dal 2007, il 62 per cento è stato giudicato non grave e il 27 per cento è stato classificato come "importante dal punto di vista medico"; nell'11 per cento dei casi sono state notificate conseguenze più gravi, come un ricovero in ospedale, ma tra questi nessun caso di decesso. La sclerosi multipla è stata oggetto di una sola notifica. Si stima che in Svizzera questa vaccinazione sia stata somministrata a circa 200 000 persone nell'arco di sette anni.</p><p>Il Consiglio federale non è a conoscenza di indennizzi accordati in Svizzera a persone che soffrono o hanno sofferto di effetti indesiderati gravi a seguito di una vaccinazione contro l'HPV.</p>  Risposta del Consiglio federale.