<h2>SubmittedText<h2><p>Il 14 marzo 2012 e il 14 marzo 2013 ho depositato due interpellanze riguardanti la questione del prezzo dei giornali e dei periodici stranieri in Svizzera (12.3164 e 13.3091). Da allora la situazione vergognosa di questo settore non è cambiata, anzi è addirittura peggiorata dopo la decisione della Banca nazionale svizzera (BNS) del 15 gennaio scorso di abbandonare il tasso di cambio minimo con l'euro di fr. 1.20.</p><p>Evidentemente, rispetto alle altre conseguenze di questa decisione che colpiranno pesantemente l'economia, la questione dei prezzi elevati dei giornali e dei periodici stranieri in Svizzera non riveste la stessa importanza.</p><p>Tuttavia, dopo il crollo dell'euro sarebbe stato normale che anche i prezzi dei giornali e dei periodici stranieri venduti in Svizzera calassero rapidamente. Secondo uno studio della federazione romanda dei consumatori (FRC) precedente al 15 gennaio, la differenza di prezzo tra la Francia e la Svizzera si aggira intorno al 55 per cento, la situazione delle pubblicazioni in lingua tedesca è molto simile e il differenziale di prezzo con l'Italia è ancora più marcato.</p><p>Inoltre, facciamo notare che dal 1° marzo 2015 le librerie hanno abbassato i prezzi dal 6 al 10 per cento in seguito alla decisione degli importatori di ridurli a loro volta visto il nuovo tasso di cambio con l'euro. Se in questo campo dell'editoria è stato possibile farlo dovrebbe esserlo anche in quello dei giornali e dei periodici stranieri!</p><p>Nei limiti delle sue possibilità e in collaborazione con la Commissione della concorrenza (COMCO), il sorvegliante dei prezzi si sta impegnando per mettere fine a questa situazione inaccettabile. Tuttavia, i principali indiziati sono gli editori stranieri, che fissano autonomamente i prezzi in franchi svizzeri. Allo stesso tempo però sembra che i distributori svizzeri restino piuttosto passivi, trincerandosi dietro le decisioni prese dagli editori stranieri. È molto importante che il sorvegliante dei prezzi chieda che questi ultimi siano finalmente chiamati a fornire delle spiegazioni sulle loro strutture dei costi in Svizzera specificando qual è il valore aggiunto, perché è proprio questo valore che viene spesso citato per giustificare la differenza di prezzo.</p><p>Per quanto riguarda il Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR), auspichiamo che si occupi presto della questione coinvolgendo il sorvegliante dei prezzi e la COMCO, anche se sappiamo che questi due organismi sono indipendenti dal Consiglio federale e ne rispettiamo l'autonomia.</p><p>Alla luce di queste considerazioni, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Cosa ne pensa il Consiglio federale dell'attuale situazione dei prezzi dei giornali e dei periodici stranieri in Svizzera dopo il calo dell'euro?</p><p>2. Il Consiglio federale è disposto a far riunire il DEFR (rappresentato dalla SECO), il sorvegliante dei prezzi e la COMCO per discutere la questione dei prezzi elevati in Svizzera e in particolare il problema del costo dei giornali e dei periodici stranieri?</p><p>3. Non sarebbe appropriato organizzare un incontro anche con i distributori svizzeri per affrontare il problema?</p><p>4. Se il sorvegliante dei prezzi si recherà all'estero per incontrare gli editori, come ha già fatto con quelli tedeschi, il Consiglio federale è disposto a sostenere il suo impegno coinvolgendo le nostre rappresentanze diplomatiche nei Paesi limitrofi?</p><p>5. Se non si riuscisse a trovare una soluzione accettabile, il Consiglio federale è disposto a prendere in considerazione l'introduzione di una disposizione speciale nella revisione della legge sui cartelli come richiesto dal consigliere agli Stati Altherr nell'iniziativa parlamentare 14.449?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Come emerge dalle risposte alle interpellanze 12.3164 e 13.3091, i prezzi particolarmente elevati dei giornali e dei periodici stranieri venduti in Svizzera preoccupano il Consiglio federale. L'apprezzamento del franco svizzero rispetto all'euro dopo la decisione della Banca nazionale svizzera di abbandonare il tasso di cambio minimo ha accentuato le differenze di prezzo dei periodici e dei giornali stranieri. Tuttavia, non si tratta solo di un problema legato al tasso di cambio. In Europa la pratica degli editori consiste nel differenziare i prezzi in base al Paese di destinazione e nei Paesi di esportazione i prezzi sono solitamente più elevati rispetto a quelli del mercato di origine. Anche se all'interno dell'Unione europea le differenze di prezzo sono accettate, sono comunque in genere molto più ridotte rispetto a quelle che si riscontrano in Svizzera.</p><p>2. Il Consiglio federale prende sul serio il problema dei prezzi elevati in Svizzera. Come ha già specificato nella sua risposta all'interpellanza 13.3091, il sorvegliante dei prezzi e la Commissione della concorrenza (COMCO) operano in maniera coordinata. Il coordinamento e lo scambio di informazioni tra le due autorità in materia di concorrenza sono assicurati anche dalla legge, che prevede che il sorvegliante dei prezzi partecipi con voto consultivo alle sedute della COMCO. Le due autorità sono subordinate al Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR) e ciò facilita anche un loro scambio di informazioni con la Segreteria di Stato dell'economia. Si ricorda che, per quanto riguarda l'applicazione della legge, il sorvegliante dei prezzi e la COMCO sono indipendenti nella loro sfera di competenza.</p><p>3. Il problema riguarda il sistema di distribuzione in generale. In Svizzera la distribuzione dei periodici avviene sulla base di un sistema di commissioni tra editori, distributori e punti vendita. Sono quindi in primo luogo le parti contraenti a poter agire, anche se l'esempio del recente boicottaggio di alcuni periodici da parte di un rivenditore mostra quanto possa essere difficile negoziare. I risultati di azioni svolte in questo ambito devono essere osservati con attenzione. Il Consiglio federale non ritiene necessari ulteriori incontri con le parti interessate (p. es. librai o editori).</p><p>4. Il sorvegliante dei prezzi è un'autorità indipendente. Il Consiglio federale lo sostiene nel suo impegno volto a indurre gli editori stranieri ad abbassare i prezzi, in particolare attraverso l'ambasciatore svizzero in Germania. Ciò ha permesso di giungere a una moratoria dell'aumento dei prezzi, ma non a una riduzione dei prezzi.</p><p>5. Il Consiglio federale non ritiene opportuno inserire una disposizione speciale nella legge sui cartelli; a suo avviso, ciò non garantisce che il concetto della "posizione di dominio relativo" proposto nell'iniziativa parlamentare Altherr 14.449 possa effettivamente portare a una riduzione dei prezzi di vendita di giornali e periodici stranieri in Svizzera. In particolare non è certo che la Svizzera possa applicare e far rispettare direttamente una simile disposizione all'estero. Il Consiglio federale effettuerà a tempo debito una valutazione approfondita dell'iniziativa parlamentare Altherr 14.449.</p>  Risposta del Consiglio federale.