<h2>SubmittedText<h2><p>L'era delle guerre tradizionali, in cui due eserciti nemici si affrontavano sul campo di battaglia, è finita da tempo. Ora si fanno piuttosto guerre ibride, con combattimenti che hanno luogo sempre più spesso nelle aree urbane. E l'uso di armi esplosive, sotto forma di bombe, missili o razzi, provoca danni considerevoli nonché la morte o il ferimento grave di un grande numero di civili. Purtroppo le recenti guerre in Siria e nello Yemen ne sono un esempio.</p><p>Lo scorso ottobre si è tenuta a Vienna una conferenza sulla protezione dei civili nella guerra urbana, a cui hanno partecipato 133 Stati. Da allora sono stati avviati negoziati diplomatici, che dovrebbero sfociare in una dichiarazione politica internazionale.</p><p>Sappiamo che il nostro Paese svolge un ruolo attivo in tale processo e ci rallegriamo di questo fatto, che è naturale se si considerano la tradizione umanitaria della Svizzera, il suo status di depositaria delle Convenzioni di Ginevra e il suo impegno costante a favore della pace e della coesistenza pacifica.</p><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>- Il Consiglio federale può informarci sullo stato di avanzamento dei colloqui su questo tema scottante ed è disposto a svolgere un ruolo di primo piano nell'elaborazione della dichiarazione politica internazionale sul divieto di bombardamento nelle aree urbane?</p><p>- Il Consiglio federale intende adottare al più presto una posizione pubblica forte e chiara sul tema, per contribuire a creare, grazie alla credibilità di cui gode la Svizzera su questo tipo di problema, una dinamica positiva che porti rapidamente alla firma e all'impegno di un folto numero di Paesi?</p><p>Ringrazio il Consiglio federale per le sue risposte.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il calendario dei negoziati relativi alla dichiarazione politica internazionale riguardante la protezione dei civili contro le armi esplosive nelle aree abitate ha dovuto essere modificato a causa della pandemia COVID-19. L'adozione della dichiarazione, inizialmente prevista per la primavera del 2020, è ora in programma per l'estate del 2021, circostanze permettendo. Le consultazioni per la finalizzazione del testo sono previste per la prima metà del 2021. La Svizzera partecipa da diversi anni alle discussioni sulla conduzione delle ostilità nelle aree abitate, con l'obiettivo di promuovere il rispetto rigoroso del diritto internazionale umanitario (DIU). La diligente applicazione del DIU è infatti uno dei mezzi per evitare vittime civili e per non colpire infrastrutture vitali per la popolazione civile. Ciò vale in particolare per i contesti urbani.</p><p>2. Le posizioni e le attività della Svizzera in materia di protezione dei civili nei conflitti armati in aree abitate e l'uso di munizioni esplosive in tali contesti sono sempre state visibili e concrete. Durante le sessioni 2018 e 2019 della Prima Commissione dell'Assemblea generale dell'ONU, la Svizzera ha aderito a una dichiarazione congiunta che esortava gli Stati a contribuire all'elaborazione di una dichiarazione politica. Inoltre, la Svizzera presiede il "Group of Friends of the Protection of Civilians" (gruppo di amici per la protezione della popolazione civile), all'interno del quale diversi Stati membri dell'ONU discutono della conduzione delle ostilità nelle aree abitate e dell'impiego di munizioni esplosive. Infine, nell'ambito della stesura della suddetta dichiarazione politica, il nostro Paese si adopera per trovare soluzioni costruttive affinché il documento possa godere di un ampio sostegno.</p>  Risposta del Consiglio federale.