<h2>SubmittedText<h2><p>A livello mondiale è in corso un processo di riduzione degli ostacoli doganali, tariffali e commerciali. Tuttavia, l'impegno profuso in nome della liberalizzazione viene ponderato in maniera decisamente variabile, così come diverso è l'impatto economico. Sembra che non ci si sia ancora resi conto delle conseguenze di un libero scambio globale.</p><p>Dal punto di vista elvetico, l'agricoltura svizzera è chiamata fortemente in causa in diversi campi d'attività politici: OMC, ALS, Cassis de Dijon, "PA 2011". In alcuni casi, addirittura, è al centro dell'interesse. </p><p>Gli sforzi del Dipartimento federale dell'economia al fine di siglare un accordo di libero scambio con l'UE hanno indotto l'Unione svizzera dei produttori di verdura e l'Associazione svizzera frutta a commissionare uno studio all'Università di San Gallo. Quanto emerge è sconfortante per la produzione svizzera di derrate alimentari. </p><p>Alla luce della preoccupante situazione economica dell'agricoltura svizzera e delle prospettive funeste, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale sta dalla parte di un'agricoltura svizzera produttiva ed è disposto a sostenerla?</p><p>2. Il Consiglio federale è disposto ad esigere e imporre norme speciali per i fattori di costo non influenzabili?</p><p>3. A quanto stima il Consiglio federale le perdite finanziarie dell'agricoltura svizzera nel caso di un accordo di libero scambio con l'UE?</p><p>4. Considerata la situazione minacciosa, il Consiglio federale rinuncia ad avviare i negoziati con l'UE per un accordo di libero scambio agricolo?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il benessere della Svizzera, contraddistinta da un'economia piccola e aperta, dipende in modo determinante dall'accesso possibilmente libero ai mercati mondiali. La Svizzera non può e non vuole opporsi all'impegno profuso a livello mondiale per sostenere il processo di liberalizzazione. L'interesse primario resta un solido disciplinamento multilaterale del commercio internazionale nel quadro dell'OMC. Inoltre sta acquisendo una crescente valenza la conclusione di accordi di libero scambio con partner di rilievo.</p><p>1. Il Consiglio federale sta dalla parte di un'agricoltura indigena produttiva e s'impegna a promuoverla. È consapevole del fatto che con la globale apertura dei mercati il primario svizzero si troverà di fronte ad una sfida importante. Il Consiglio federale è convinto che tale sfida potrà essere affrontata nel modo più efficace e sostenibile orientando la produzione alle esigenze di mercato e parallelamente indennizzando le prestazioni fornite nell'interesse della collettività mediante pagamenti diretti. L'attuazione della "Politica agricola 2011", licenziata dal Parlamento nel giugno scorso, contribuirà in maniera determinante in tal senso. </p><p>2. In Svizzera le condizioni quadro generali per l'agricoltura produttiva si sono già in passato allineate a quelle delle nazioni confinanti in seguito ad aperture di mercato. Il Consiglio federale è tuttavia consapevole del fatto che per conservare e migliorare la competitività dell'agricoltura svizzera è necessario un impegno continuato. Da un lato, grazie alla nostra politica agricola autonoma, il primario può essere sostenuto con misure mirate e adeguate alle condizioni svizzere. Dall'altro, anche ulteriori aperture di mercato possono avere conseguenze positive in termini di riduzione dei costi. Dal punto di vista del Consiglio federale un accordo di libero scambio con l'UE nel settore agroalimentare (ALSA) rappresenta la soluzione più realistica. Verrebbero smantellati non soltanto gli ostacoli tariffali al commercio (dazi, contingenti), bensì anche quelli non tariffali (diverse prescrizioni di legge e procedure d'autorizzazione) esistenti tra Svizzera e UE, coinvolgendo l'intera catena produttiva del settore agroalimentare (oltre all'agricoltura anche i settori a monte e a valle). Dovrebbero essere appurate misure complementari che prevedano modifiche delle condizioni quadro legali al di là del diritto agricolo (diritto in materia di pianificazione territoriale e ambiente). </p><p>3./4. Il 26 giugno 2006, il Consiglio federale ha incaricato il DFE ed il DFAE di effettuare una serie di colloqui esplorativi con la Commissione dell'UE in merito ad un accordo di libero scambio con l'UE nel settore agroalimentare (ALSA) nonché uno studio approfondito dei relativi effetti economici. I risultati delle indagini fatte finora, di cui il Consiglio federale ha preso conoscenza il 4 luglio scorso, confermano l'interesse di base dell'UE, la fattibilità tecnica e i vantaggi economici di un ALSA. Secondo modelli di calcolo provvisori, una simile apertura creerebbe un durevole aumento del prodotto interno lordo svizzero (PIL) di almeno 0,5 per cento, vale a dire 2 miliardi di franchi l'anno, mentre il reddito settoriale agricolo subirebbe una flessione pari a un terzo circa. Alla luce di quanto sopra, il Consiglio federale ha incaricato i dipartimenti responsabili di portare a termine l'indagine sui valori di riferimento di un ALSA e di elaborare una proposta concettuale riguardante l'entità, il tipo ed il finanziamento delle misure collaterali necessarie per rendere socialmente sostenibile l'accelerazione del mutamento strutturale. In base a ciò, ad inizio 2008, alla luce degli sviluppi della politica europea e commerciale, il Consiglio federale deciderà in merito all'ulteriore procedura e informerà il Parlamento in adempimento del postulato Frick (06.3401).</p>  Risposta del Consiglio federale.