<h2>SubmittedText<h2><p>Gli ultimi sondaggi (dell'istituto demoscopico Polyquest AG di Berna) mostrano che la popolazione è largamente favorevole ai metodi di medicina complementare praticati da medici. La maggioranza della popolazione svizzera desidera un migliore accesso a questo tipo di cure. Nel settore delle malattie croniche, la medicina complementare dispone di un potenziale medico e scientifico cui ancor oggi si fa ricorso in modo insufficiente. Per questa ragione ritengo che sarebbe opportuno esaminare come possa essere promossa in modo adeguato la collaborazione tra la medicina scolastica e quella complementare.</p><p>In tale contesto chiedo al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Come si pone rispetto all'argomento della medicina complementare in generale?</p><p>2. È possibile che in un prossimo futuro la medicina complementare praticata da medici venga insegnata nelle università?</p><p>3. È ormai un dato di fatto che molti pazienti, che soffrono in particolare di malattie croniche, potrebbero beneficiare di un'adeguata interazione tra la medicina scolastica e quella complementare praticata da medici. In Svizzera esistono quattro cliniche private che offrono trattamenti di medicina complementare. Come giudica il Consiglio federale le opportunità e le possibilità di una collaborazione in questo settore tra gli ospedali pubblici e le cliniche private?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. In linea di principio, il Consiglio federale è aperto alla molteplicità dei metodi di cura. Durante la formazione, per svolgere la loro attività i medici acquisiscono una base in scienze naturali e umane che può essere completata con altri metodi non insegnati presso le università in un perfezionamento che dura tutta la vita. Una delle condizioni per garantire credibilità a questo pluralismo è che i medici attivi nella medicina complementare pratichino cure efficaci e sicure, cioè conoscano i limiti dei metodi scelti, li spieghino ai pazienti e impieghino, a seconda dei casi, metodi diagnostici e terapeutici convenzionali o che mandino i pazienti da specialisti.</p><p>Nel quadro dell'assicurazione contro le malattie, con l'entrata in vigore della legge sull'assicurazione malattie (LAMal, RS 832.10) è stata introdotta la possibilità di assumere i costi per la medicina complementare. Tuttavia, come succede per tutte le prestazioni, quelle della medicina complementare possono essere sottoposte all'obbligo dell'assicuratore solo se ne è provata l'efficacia, l'appropriatezza e l'economicità. A partire dal 1° luglio 1999 sei metodi di medicina complementare sono a carico della cassa se vengono praticati da medici che possono provare una formazione supplementare in merito. Per cinque di questi metodi (la medicina antroposofica, l'omeopatia, la terapia neurale, la fitoterapia e la medicina cinese tradizionale), la prova dell'efficacia, dell'approprietezza e dell'economicità non era ancora stata fornita, ragion per cui l'obbligo dell'assicuratore è stato limitato nel tempo (fino al 30.6.2005) e vincolato alla condizione della valutazione. Poiché in Svizzera in pratica la medicina complementare non ha un'infrastruttura di ricerca, la Confederazione ha finanziato il programma di valutazione della medicina complementare destinato a fornire risposte sulla questione dell'efficacia, dell'approprietezza e dell'economicità in base alla letteratura internazionale e alla pratica quotidiana in Svizzera; la valutazione è giunta alla fase conclusiva. Entro la metà del 2005 il Dipartimento federale dell'interno dovrà decidere se mantenere la copertura dei cinque metodi in questione da parte dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (AOMS). Se i risultati del programma di valutazione dimostreranno che questi metodi, come sono applicati in Svizzera, sono efficaci, appropriati ed economici, l'obbligo può essere mantenuto nel modello integrativo, come si è sviluppato negli ultimi anni. In caso contrario, gli assicuratori complementari potrebbero colmare la lacuna ampliando la propria gamma dei prodotti. Già oggi molte prestazioni di medicina complementare vengono coperte in maniera sussidiaria. Si tratta di prestazioni di terapeuti senza titolo medico, di medici di medicina naturale ecc., e di prestazioni di medicina complementare praticata da medici al di fuori dell'obbligo dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (metodi diversi dai cinque indicati più sopra, farmaci non coperti dall'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie, ecc.). Poiché è chiaro che esiste una domanda in merito, tutti i maggiori assicuratori offrono prestazioni complementari di questo tipo su base privata.</p><p>2. Negli ultimi anni la formazione in medicina umana è stata radicalmente riformata. Le nozioni di scienze naturali vengono completate da contenuti di scienze sociali, di scienza della comunicazione, economica ed etica. Presso le facoltà di medicina delle università di Zurigo e Berna sono state create già da anni strutture come la cattedra di medicina naturale a Zurigo o la Kollegiale Instanz für Komplementärmedizin (KIKOM) di Berna. Il catalogo degli obiettivi di studio vincolante per tutte le facoltà di medicina, tuttavia, non prevede obiettivi di studio specifici per la medicina complementare.</p><p>Il 3 dicembre 2004 il Consiglio federale ha presentato alle Camere il messaggio concernente la nuova legge sulle professioni mediche universitarie (LPMed) che al momento è dibattuto nella commissione incaricata dell'esame preliminare del Consiglio nazionale. Questa legge stabilisce tra l'altro le condizioni che devono essere soddisfatte affinché una materia venga inclusa nel gruppo delle professioni sanitarie universitarie. Quale nuova professione è stata introdotta la chiropratica, poiché è stato possibile provarne l'efficacia con esperimenti scientifici. Altre professioni del settore sanitario possono esservi incluse solo quando si basano su risultati scientifici, quando è possibile provare l'efficacia dei metodi di cura e quando l'introduzione della materia nel gruppo delle professioni universitarie della sanità è necessaria per garantire la qualità dell'assistenza medica.</p><p>3. Metodi di medicina complementare praticata da medici non sono offerti solo nelle quattro cliniche private menzionate dall'autrice dell'interpellanza, ma anche in singoli casi presso ospedali pubblici o sovvenzionati. Il programma di valutazione intende offrire una panoramica sui metodi di medicina complementare offerti in Svizzera. Questo è possibile grazie al fatto che i metodi menzionati sono coperti dall'assicurazione, almeno fino alla metà del 2005. Un esempio è costituito dall'ospedale di circondario di Langnau nell'Emmental che ha aperto un reparto di medicina complementare. A condizione che i cinque metodi di medicina complementare continuino ad essere coperti dall'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie, i cantoni hanno la possibilità di offrire cure di medicina complementare negli ospedali pubblici o sovvenzionati (sia tramite un servizio di consulenza o seguendo il modello integrativo di Langnau i. E.) oppure di istituire cooperazioni con cliniche private che offrono cure di medicina complementare.</p>  Risposta del Consiglio federale.