<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In occasione di una conferenza stampa tenutasi il 3 aprile 2003 a Berna, l'opinione pubblica è stata informata sulle misure anti-sabotaggio adottate per le centrali nucleari. La Divisione principale per la sicurezza degli impianti nucleari (DSN) si è espressa riguardo alla protezione contro lo schianto di un aereo e l'Ufficio federale dell'energia si è soffermato sulle misure di prevenzione di altri attentati terroristici. La relativa documentazione rilasciata alla stampa può essere scaricata dal sito Internet della DSN (www.hsk.psi.ch).</p><p>ad domande 1 e 2:</p><p>Già prima dell'11 settembre 2001, le centrali nucleari svizzere erano ben protette contro atti di sabotaggio. L'ipotesi di rischio determinata dalle autorità, su cui si basano le misure di protezione adottate per gli impianti nucleari, tiene conto della situazione del terrorismo e dell'estremismo internazionali, delle specifiche minacce che incombono sulla Svizzera nonché del potenziale di rischio a cui sono soggetti i beni da proteggere. Le misure di protezione sono concepite in modo tale da poter far fronte a un attacco da parte di persone ben preparate ed equipaggiate, dotate di conoscenze dell'impianto e suscettibili di essere sostenute da complici all'interno dello stesso. L'ipotesi di rischio e le misure di protezione adottate vengono costantemente controllate dalle autorità federali e, se del caso, adattate. </p><p>Le misure di protezione degli impianti nucleari svizzeri contro atti di sabotaggio corrispondono alle pertinenti direttive dell'Agenzia internazionale dell'energia atomica (AIEA) di Vienna e garantiscono una sicurezza elevata rispetto ai potenziali rischi. Per ragioni inerenti proprio alla difesa contro atti di sabotaggio, non è possibile descrivere in modo dettagliato le misure adottate e l'ipotesi di rischio su cui si basano (strumenti di attacco, mezzi di trasporto, armi, ecc.). (Cfr. anche la risposta alla domanda 6).</p><p>ad domanda 3:</p><p>Il capitolo 6.5 del rapporto DSN relativo alla sicurezza delle centrali nucleari svizzere in caso di caduta pilotata di un aereo (HSK-AN-4626) descrive le conseguenze di un incendio dovuto alla fuoriuscita di cherosene. Lo spegnimento di questi tipi d'incendio dopo la caduta di un aereo è uno scenario che i vigili del fuoco professionali conoscono e per il quale vengono addestrati regolarmente. In caso di schianto di un aereo su una centrale nucleare, interverrebbero in ogni caso tutti i corpi pompieri delle località circostanti e dei vicini aerodromi. </p><p>ad domande 4 e 5:</p><p>Nella direttiva DSN R-11, sulla base delle disposizioni della legge sulla radioprotezione relative alla prevenzione di incidenti sono definiti i cosiddetti incidenti di riferimento (Auslegungsstörfälle). Si tratta di scenari d'incidente teorici per i quali gli impianti sono preparati e che non comportano l'esposizione dell'ambiente circostante a dosi eccessive di radiazioni. La caduta accidentale di un aereo sul reattore di una centrale nucleare, data la minima probabilità che si verifichi, non è considerato un incidente di riferimento; anche per un caso simile sono tuttavia state adottate misure preventive. La direttiva R-11 non si applica pertanto a questi sinistri. </p><p>Fa parte degli incidenti di riferimento la caduta di un aereo non sull'edificio del reattore ma sul perimetro circostante. Un simile incidente può comportare danni agli edifici e la distruzione di contenitori e sistemi che sono in contatto con sostanze radioattive. L'impatto sull'ambiente deve rimanere contenuto e le persone non devono essere esposte a dosi superiori a quelle prescritte nella direttiva R-11.</p><p>Le centrali nucleari, al pari di gran parte delle installazioni tecniche, non sono concepite per far fronte ad attacchi terroristici perpetrati con aerei o ad azioni belliche; in altre parole, esse non offrono una protezione assoluta contro ogni rischio. Nel proprio rapporto del 3 aprile 2003, la DSN è comunque giunta alla conclusione che i reattori delle centrali di Gösgen e Leibstadt sarebbero in grado di resistere a perforazioni dovute alla caduta di un aereo. Anche nel caso degli impianti più vecchi di Beznau e Mühleberg, il grado di protezione è elevato; la probabilità è minima che, in caso di attacco terroristico con un aereo, si disperdano sostanze radioattive nell'ambiente. </p><p>ad domanda 6:</p><p>La domanda si riferisce ad un rapporto confidenziale stilato dalla Gesellschaft für Anlagen- und Reaktorsicherheit (GRS). In un comunicato stampa del 31 gennaio 2003 diramato dal Ministero tedesco dell'ambiente, della protezione della natura e della sicurezza nucleare (Bundesministeriums für Umwelt, Naturschutz und Reaktorsicherheit, BMU) si legge:</p><p>" Bund und Länder sind sich einig, die Ergebnisse des GRS-Gutachtens, welches abstrakte und theoretische Szenarien zu Flugzeugangriffen auf Atomanlagen enthält, vertraulich zu behandeln, um auszuschliessen, dass diese Informationen von potentiellen Tätern für kriminelle Handlungen missbraucht werden können. " </p><p>("Lo Stato federale e i Länder hanno convenuto di trattare in modo confidenziale i risultati della perizia GRS, che presenta scenari astratti e teorici di attacchi aerei diretti contro impianti nucleari, onde evitare che queste informazioni possano essere utilizzate a scopo criminale.") </p><p>La DSN non è in possesso di questo rapporto. Sembra che, nonostante il carattere confidenziale del documento, determinati dati siano trapelati e che i media li abbiano in seguito diffusi. Sulla base di informazioni così frammentarie, la DSN non può esprimere un parere fondato sulla perizia GRS. </p><p>Gli studi svizzeri che si servono del metodo probabilistico passano in rassegna tutti gli scenari d'incidente immaginabili con aeroplani impiegati attualmente. È pertanto possibile esprimersi sull'aspetto quantitativo dei rischi. </p><p>In occasione di un seminario organizzato dalla DSN tenutosi l'autunno scorso a Zurigo, la GRS ha rilasciato la seguente dichiarazione: </p><p>"Die in der Schweiz durchgeführten Untersuchungen gehen in der anlagenspezifischen Konkretisierung deutlich über das hinaus, was von STUK (Finnland), SKI (Schweden) und AVN (Belgien) dargestellt wurde und sind auch weitergehender als die von der GRS durchgeführten Analysen."</p><p>("Le analisi condotte in Svizzera presentano, per ogni centrale nucleare, un grado di dettaglio molto maggiore rispetto a quanto fatto da STUK (Finlandia), SKI (Svezia) e AVN (Belgio) e sono addirittura più complete degli studi della GRS.")</p>  Risposta del Consiglio federale.