<h2>SubmittedText<h2><p>Sempre più banche centrali riconoscono che tra le cause all'origine dei rischi finanziari vi sono i rischi legati ai cambiamenti climatici. Inoltre, da un recente rapporto della rete Network for Greening the Financial System (NGFS), composta da banche centrali e autorità di vigilanza, emerge che attualmente i rischi ambientali o climatici non vengono abbastanza presi in considerazione nelle valutazioni interne dei rischi legati ai crediti, o in quelle condotte dalle agenzie di rating, a cui le banche centrali fanno riferimento per le loro operazioni.</p><p>1. La Banca nazionale svizzera (BNS) tiene conto dei rischi climatici nella sua valutazione interna dei rischi finanziari? Se sì, in che modo? In caso contrario, che cosa le impedisce di farlo? Le basi giuridiche esistenti costituiscono formalmente un ostacolo a una pratica di questo tipo?</p><p>2. La BNS si basa sulle valutazioni delle agenzie di rating nella gestione dei suoi rischi finanziari? Se sì, in che modo tiene conto del fatto che le suddette agenzie, come osservato dai membri della NGFS, non prendono in considerazione a sufficienza i rischi climatici?</p><p>3. Il fatto di considerare i rischi climatici non sarebbe persino conforme alle direttive interne della BNS riguardanti la gestione dei rischi dei suoi investimenti? In particolare, tali direttive impongono infatti di identificare e valutare sistematicamente i rischi legati agli attivi della BNS nonché di controllare i rischi stessi.</p><p>4. La BNS non potrebbe, e dovrebbe, procedere a un'analisi dei rischi finanziari legati ai cambiamenti climatici per il suo portafoglio degli attivi, attraverso uno strumento disponibile sul mercato e adeguato a una simile valutazione? La Confederazione ha fornito alle casse pensioni e assicurazioni svizzere uno strumento gratuito per analizzare la compatibilità climatica dei portafogli azionari e obbligazionari, lasciando loro scegliere liberamente se farvi ricorso o meno. L'operazione ha avuto successo, in quanto numerose casse pensioni e assicurazioni hanno deciso di avvalersi di questo strumento. Tale possibilità è stata offerta anche alla BNS? La BNS ha accesso a tale strumento?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il mandato legale della BNS è garantire la stabilità dei prezzi tenendo conto dell'evoluzione congiunturale (art. 5 della legge sulla Banca nazionale; RS 951.11). Dal mandato legale risulta che le decisioni di investimento della BNS sottostanno al primato della politica monetaria e valutaria. Ciò significa che la sua politica di investimento deve essere finalizzata all'adempimento del mandato di politica monetaria. A tale scopo la BNS deve essere in grado di adeguare il proprio bilancio in ogni momento e senza restrizioni. Partendo dalla premessa fondamentale del primato della politica monetaria e valutaria, la BNS gestisce i propri investimenti secondo i principi di una gestione degli attivi professionale, basandosi sui criteri di sicurezza, liquidità e redditività. La politica di investimento della BNS non persegue obiettivi di carattere politico né aspira a una politica strutturale. In tale contesto, la BNS rappresenta in modo neutrale i singoli mercati azionari nella loro totalità e, quando investe in azioni proprie, rinuncia di principio a una selezione positiva o negativa di titoli e settori, salvo due eccezioni. Da un lato la BNS si astiene dall'investire in azioni di banche e istituzioni parabancarie internazionali a capitalizzazione medio-grande per evitare potenziali conflitti d'interesse. Dall'altro, nel 2013 ha deciso di non investire nelle azioni di imprese che producono armi vietate dalla comunità internazionale, che violano pesantemente i diritti umani fondamentali o che causano sistematicamente gravi danni ambientali.</p><p>1. Gli investimenti della BNS sono esposti a numerosi rischi. La politica di investimento, incentrata su un'ampia diversificazione, ne tiene debitamente conto. Nel portafoglio gestito dalla BNS, la proporzione delle azioni di imprese che producono nel rispetto dell'ambiente (o che fabbricano prodotti rispettosi dell'ambiente) è pressoché uguale alla proporzione delle quote di mercato di queste imprese rispetto a tutto il mercato. Con i criteri relativi alle eccezioni stabiliti nella propria politica di investimento, la BNS dimostra di prendere sul serio la sua responsabilità di investitore istituzionale all'interno del quadro stabilito dalla Costituzione e dalla legge.</p><p>2. La BNS individua, valuta e monitora costantemente tutti i rischi finanziari rilevanti correlati agli investimenti. I rischi principali sono i rischi di mercato, ovvero i rischi legati ai tassi di cambio, al prezzo dell'oro, al prezzo delle azioni e agli interessi. Le analisi effettuate dalle agenzie di rating si basano invece sui rischi di credito. Il timore che la politica di investimento della BNS si fondi essenzialmente sulle analisi condotte da queste agenzie è dunque infondato.</p><p>3. La BNS è responsabile delle direttive sulla politica di investimento che emana. Queste direttive descrivono i principi della politica di investimento. In linea di massima esse non costituiscono alcun ostacolo per condurre analisi dei rischi di qualsiasi genere. La gestione della politica di investimento presuppone tuttavia che il margine di manovra della politica monetaria non venga limitato da aspetti politici.</p><p>4. Esistono diversi modelli per effettuare prove di stress e misurare l'impatto ambientale dei portafogli finanziari. Il modello menzionato dall'autrice dell'interpellanza - avviato dall'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) e dalla Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali (SIF) - è offerto alle casse pensioni e alle assicurazioni svizzere per misurare, su base volontaria, la compatibilità climatica dei loro portafogli. Il modello è a disposizione anche delle banche centrali. Su questa base, diverse banche centrali e autorità di vigilanza hanno già effettuato delle valutazioni dei rischi, anche se l'analisi in sé non contempla una vera e propria quantificazione dei rischi per gli investitori. A cadenza regolare, l'UFAM informa i servizi federali interessati e la BNS sullo sviluppo tecnico dei metodi di analisi.</p>  Risposta del Consiglio federale.