<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'interpellanza si riferisce all'intervento della Consigliera federale Ruth Metzler in occasione della riunione tripartita del 22 febbraio 2000. Tale riunione, tenuta su iniziativa della Confederazione, voleva rispondere a una richiesta reiterata dell'Unione delle città svizzere (UCS) e dell'Associazione dei Comuni svizzeri (ACS). Nella sua risposta del 4 ottobre 1999 alla richiesta delle summenzionate organizzazioni, il Consiglio federale rispondeva come segue:</p><p></p><p>"Il Consiglio federale è favorevole all'apertura di un dialogo politico con le città e i Comuni sull'attuazione dell'articolo 50 della nuova Costituzione. Esso è tuttavia del parere che i Cantoni, che assumono responsabilità fondamentali sia nei confronti dei Comuni sia nell'ambito dell'attuazione delle politiche federali, dovrebbero essere associati al dibattito. Interessato ad agire in modo trasparente e su una base di partenariato, il Consiglio federale è convinto che una piattaforma tripartita, in seno alla quale i tre livelli di collettività pubbliche possono esporre le loro posizioni, permetterebbe di trovare soluzioni più realistiche poiché meglio recepite da tutti. Del resto importanti lavori sono già stati avviati sia a livello federale sia a livello della Comunità di lavoro Cantoni - Città - Agglomerati, lavori che coincidono almeno in parte con le vostre proposte. Una riunione tripartita ci permetterebbe dunque di procedere a una messa a punto generale della situazione e di definire linee direttici per una futura riflessione coordinata." </p><p></p><p>Per evidenti motivi costituzionali inerenti alle strutture attuali dello Stato federale, attualmente il Consiglio federale si oppone all'istituzionalizzazione delle relazioni bilaterali regolari con le città e i Comuni che escludano per principio i Cantoni. Premesso quanto sopra, il Consiglio federale non esclude che contatti puntuali possano aver luogo con le città e i Comuni, come d'altronde tale è già sovente il caso. Esso rimane tuttavia convinto che le problematiche degli agglomerati urbani, nella misura in cui esse abbiano incidenze intercantonali o nazionali, possano essere efficacemente discusse e risolte in modo durevole soltanto nel quadro delle piattaforme tripartite che includano anche i Cantoni.</p><p></p><p>Il Consiglio federale risponde ai quesiti sollevati dall'autore dell'interpellanza come segue:</p><p></p><p>1. Il Consiglio federale è fermamente deciso ad attuare, con le collettività interessate e nel rispetto del partenariato, i capoversi 2 e 3 dell'articolo 50 della Costituzione federale. Prove ne è la summenzionata riunione tripartita convocata dallo stesso Consiglio federale e l'allestimento di una conferenza sugli agglomerati urbani alla quale la Confederazione parteciperà al fianco di Cantoni, città e Comuni. Da tempo rappresentanti di città e di Comuni collaborano inoltre in seno ai gruppi di lavoro, alle commissioni d'esperti o ad altre commissioni extraparlamentari e sono regolarmente invitati a dare il loro parere in occasione delle procedure di consultazione. Ancor prima dell'adozione definitiva da parte delle Camere federali dell'articolo 50 della Costituzione sui Comuni, il Consiglio federale aveva rilevato il ruolo sovente fondamentale ricoperto dalle città e dai Comuni nell'ambito dell'attuazione delle misure federali e aveva chiaramente manifestato la sua intenzione di associarli ancor maggiormente all'approntamento di tali misure (cfr. segnatamente FF 1998 3310 e 3317). Nel corso dell'anno il Consiglio federale dovrebbe adottare direttive all'attenzione dell'amministrazione federale affinché tale intento sia effettivamente concretato. E' senza dubbio in tale contesto che l'articolo 50 capoversi 2 e 3 della Costituzione federale può trovare un campo d'applicazione privilegiata.</p><p></p><p>Il 7 giugno 1999, il Consiglio federale ha d'altro canto adottato il rapporto sui centri urbani e incaricato il DFGP (competenza poi trasferita al DATEC con il passaggio dell'Ufficio federale della pianificazione del territorio a questo dipartimento) e il DFE di studiare misure che permettano alla Confederazione di prendere in considerazione la situazione delle città e degli agglomerati urbani. I lavori d'approfondimento sono attualmente in corso. I Cantoni e le città saranno consultate nell'ambito di colloqui che si terranno nel corso dell'autunno del 2000 e un rapporto contenente misure concrete verrà sottoposto al Consiglio federale entro la fine del 2001.</p><p></p><p>2. Per il Consiglio federale l'artico sui Comuni fa parte delle nuove disposizioni della Costituzione federale che hanno un'importante incidenza politica. La disposizione in questione persegue due obbiettivi: da un lato essa sancisce e precisa lo statuto dei Comuni in seno allo Stato federale; d'altra parte impone alla Confederazione, nell'ambito del suo agire, di tener conto delle possibili conseguenze per i Comuni e di prendere in considerazione la particolare situazione delle città, degli agglomerati e delle regioni di montagna. In tal modo è stato anche riconosciuto l'importante ruolo economico e culturale dei centri urbani. Benché rifletta essenzialmente una realtà costituzionale esistente, l'articolo 50 della Costituzione federale dà alla Confederazione un nuovo impulso per agire nell'ambito delle sue competenze attuali.</p><p></p><p>In occasione del dibattito parlamentare in merito a tale disposizione, è stato generalmente riconosciuto che quest'ultima non attribuiva competenze suppletive alla Confederazione. La nuova disposizione d'altronde è situata nel capitolo che disciplina le relazioni istituzionali tra Confederazione, Cantoni e Comuni e non in quello che si occupa dell'attribuzione delle competenze. Questa disposizione va innanzitutto intesa come un incitamento alla cooperazione verticale, che esiste già in numerosi ambiti. La Confederazione - Parlamento e Consiglio federale - ha conseguentemente l'obbligo di agire per meglio valutare le conseguenze delle loro misure per città e Comuni nonché di tenere maggiormente conto della situazione particolare degli agglomerati urbani nella pianificazione delle sue politiche. Le proposte formulate da ASC e UVS riguardano essenzialmente proprio vie e mezzi che permettano di attuare tale cooperazione verticale. In tal senso l'attuazione dell'articolo 50 della Costituzione federale si iscrive nel consolidamento di un federalismo partecipativo che ha ampiamente ispirato la revisione della Costituzione federale e di cui hanno beneficiato anche i Cantoni.</p><p></p><p>I capoversi 2 e 3 dell'articolo 50 della Costituzione federale, anche se rilevanti, non possono scavalcare gli articoli 1, 3, 46 e 50, capoverso 1, della stessa Costituzione che definiscono posizione e competenze dei Cantoni. Per l'attuazione delle politiche federali i Cantoni restano i partner principali della Confederazione. Incombe in primo luogo a quest'ultimi preoccuparsi delle problematiche di città e di Comuni e d'integrarli nel dibattito. Sul piano della coordinazione verticale, i Cantoni rivestono ovviamente un ruolo cerniera tra la Confederazione e le città nonché i Comuni.</p><p></p><p>L'attuazione dell'articolo 50 della Costituzione federale è un tema politicamente sensibile sia per quanto concerne le relazioni tra Confederazione e Cantoni sia per quanto concerne le relazioni tra Cantoni e città nonché Comuni. Per tale motivo il Consiglio federale intende porre l'attuazione di suddetta disposizione sotto il segno della trasparenza e coinvolgere da vicino tutti gli interessati. </p><p></p><p>3. Il Consiglio federale è favorevole a un dialogo aperto e costruttivo in seno allo </p><p>Stato federale. In tale ottica esso si rifiuta d'istituzionalizzare un dialogo esclusivo con le grandi città tralasciando di coinvolgere i Cantoni. L'istituzione di relazioni partenariali, come quelle auspicate dal Consiglio federale, presuppone almeno un'informazione reciproca tra i differenti livelli delle collettività pubbliche. Trattandosi di problematiche rilevanti connesse all'attuazione di compiti pubblici, il Consiglio federale privilegia l'allestimento di piattaforme di discussione tripartite come d'altronde è già stato sperimentato con successo in altri ambiti (segnatamente nella politica in materia di droga, dei trasporti negli agglomerati, di nuova perequazione finanziaria). Le grandi città potrebbero esprimersi in tale sede e trovarvi ascolto. Tale modo di procedere non ha nulla a che vedere con una "messa sotto tutela" ma è piuttosto un segno di rispetto delle rispettive competenze, di trasparenza e di partenariato al quale è stato dato il giusto valore.</p><p></p><p>4. Il Consiglio federale considera che l'autonomia comunale è un principio fondamentale nel nostro Stato federale. Per il resto il Consiglio federale non ha nulla da obiettare alle considerazioni semantiche formulate dall'autore dell'interpellanza.</p>  Risposta del Consiglio federale.