<h2>SubmittedText<h2><p>Con l'abbandono del nucleare, la Svizzera dovrà importare più energia elettrica nei mesi invernali. A questo scopo, entro il 2040, la produzione invernale di energia idroelettrica dovrebbe essere incrementata di circa 2 TWh. Il National Centre for Climate Services (NCCS) stima che, in assenza di misure incisive di tutela del clima, attorno al 2050 le precipitazioni invernali potrebbero aumentare del 20 per cento circa. In tal modo la produzione di energia elettrica ascrivibile al cambiamento climatico aumenterebbe in modo naturale nei mesi invernali. </p><p>Qual è il contributo, in TWh, del cambiamento climatico alla produzione di energia elettrica nel semestre invernale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Conformemente agli scenari climatici svizzeri CH2018, si prevede un cambiamento del volume di precipitazioni invernali entro la metà del nostro secolo pari a -1 fino a +16%, attuando misure di protezione del clima, e pari a -3 fino a +21% senza attuazione di misure di protezione del clima. I cambiamenti del volume di precipitazioni, tuttavia, non sono trasponibili direttamente sulla produzione di energia idroelettrica. La quantità di elettricità prodotta da una centrale idroelettrica non dipende infatti soltanto dall'afflusso di acqua, ma anche dalla capacità di ritenzione degli impianti. Inoltre vi sono delle regole da rispettare riguardo al volume di acqua residua che deve rimanere nei corsi d'acqua. I deflussi invernali più elevati al momento del rinnovo di una concessione conducono di regola a maggiori quantità di acqua residua.</p><p>Nel quadro del programma di ricerca "Swiss Competence Center for Energy Research" è stato analizzato l'influsso dei cambiamenti climatici sulla produzione delle centrali ad acque fluente. Attuando misure di protezione del clima, entro il 2050 la produzione annua praticamente non cambierà o addirittura diminuirà leggermente. Senza misure di protezione del clima, entro il 2050 si prevede una diminuzione di circa 3 per cento della produzione annua. I cambiamenti maggiori sono attesi nell'ambito della distribuzione stagionale della produzione. La produzione estiva delle centrali ad acqua fluente diminuirà, mentre la produzione invernale aumenterà in media del 5 per cento circa, indipendentemente dall'attuazione di misure di protezione del clima. Tuttavia, il cambiamento a livello di produzione dipende in misura determinante dall'altitudine del comprensorio di raccolta delle singole centrali. La produzione invernale delle centrali situate a quota più bassa cambierà solo lievemente, per le centrali ad acqua fluente alpine si registrerà un notevole aumento della produzione. All'inizio del 2020, la produzione media delle centrali ad acqua fluente nei mesi invernali era pari a circa 6'300 GWh. Se sommata all'aumento succitato, pari al 5 per cento, entro il 2050, tenuto conto dei cambiamenti climatici, ci si attende un aumento della produzione annua delle centrali ad acqua fluente pari a circa 300 GWh. Non è possibile fare affermazioni generali riguardo alle centrali ad accumulazione. Per valutare la situazione sono determinanti il tipo nonché il dimensionamento di ogni singolo impianto. </p>  Risposta del Consiglio federale.