<h2>SubmittedText<h2><p>Negli ultimi decenni nel settore svizzero delle cure infermieristiche si è registrata una forte crescita del fabbisogno di personale. Tra le cause principali vi sono la maggiore speranza di vita, con conseguente aumento delle patologie che necessitano di cure intensive, e il minor tempo a disposizione per l'assistenza volontaria. La continua e crescente domanda di prestazioni infermieristiche, combinata con fattori quali i bassi salari, le condizioni di lavoro spesso difficili e, nel migliore dei casi, lo scarso interesse degli svizzeri a lavorare in questo settore, fa aumentare il fabbisogno di manodopera proveniente dall'estero.</p><p>1. Il Consiglio federale condivide queste considerazioni?</p><p>2. Non pensa che l'accettazione dell'iniziativa "contro l'immigrazione di massa" del 9 febbraio potrebbe acuire i problemi esistenti? Se sì, come intende intervenire?</p><p>3. Non pensa che il problema del lavoro nero e "grigio" nel settore potrebbe peggiorare? Quali sono le contromisure previste?</p><p>4. Nel settore delle cure infermieristiche lavorano soprattutto immigrati giunti in seguito a ricongiungimenti famigliari, in particolare donne. L'eventuale limitazione del diritto al ricongiungimento famigliare non rischierebbe di aggravare ancora di più la carenza di lavoratori nel settore? Il Consiglio federale è in grado di fornire dati al riguardo?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è consapevole che occorre ridurre la dipendenza dai lavoratori stranieri nel settore sanitario. Nel 2013, infatti, ha varato la Strategia politica sanità 2020 con l'obiettivo di formare più operatori sanitari e migliorarne le qualifiche. Tramite il masterplan formazioni professionali sanitarie e l'iniziativa sul personale qualificato la Confederazione, i cantoni e le organizzazioni del mondo del lavoro si impegnano per potenziare l'attività di formazione del personale locale e sfruttare il potenziale di risorse disponibile. </p><p>Il Consiglio federale risponde alle singole domande come segue:</p><p>1. Le formazioni del settore sanitario suscitano un certo interesse. Nel livello secondario II il numero di titoli conseguiti è in costante crescita, tanto che la formazione professionale di base di operatore sociosanitario è la terza più gettonata, mentre nel settore terziario aumentano le iscrizioni alle formazioni in cure infermieristiche. Gli sforzi per aumentare il numero di titoli di studio conseguiti in Svizzera continueranno, pur sapendo che il nostro Paese avrà ancora bisogno di personale sanitario qualificato proveniente dall'estero. </p><p>2. Il Consiglio federale ha avviato i lavori per l'attuazione del nuovo articolo costituzionale approvato il 9 febbraio 2014. Poiché le nuove disposizioni non stabiliscono né l'entità dei contingenti né le competenze decisionali in materia, attualmente non è possibile stimare in maniera attendibile gli effetti dell'iniziativa. I tetti massimi e i contingenti annuali per i lavoratori stranieri sono stabiliti in base agli interessi economici della Svizzera e garantiscono la priorità ai lavoratori locali. Verso giugno 2014 sarà disponibile un primo piano di attuazione ed entro la fine dell'anno verrà elaborato un progetto di legge.</p><p>3. Non è possibile fornire dati certi sul lavoro nero né in generale né nel settore delle cure infermieristiche. Tra le misure previste dalla legge federale contro il lavoro nero (LLN) vi è anche il controllo del diritto in materia di stranieri da parte degli organi cantonali di controllo del lavoro nero. Negli ultimi anni questi organi e le altre autorità competenti hanno costantemente ottimizzato le proprie modalità operative e continueranno a farlo anche in futuro. Inoltre, si stanno valutando alcune modifiche alla LLN che consentiranno di potenziare la lotta al lavoro nero nel suo complesso. </p><p>4. Poiché la professione di coloro che si trasferiscono in Svizzera per un ricongiungimento famigliare non viene registrata, non è possibile stabilire se queste persone lavorano nel settore sanitario oppure no. Nel contesto dell'attuazione dell'iniziativa "contro l'immigrazione di massa" si deciderà se e come modificare le disposizioni vigenti in materia di ricongiungimento famigliare. Al momento, quindi, non è possibile valutare le conseguenze di un'eventuale limitazione di questo diritto. </p>  Risposta del Consiglio federale.