<h2>SubmittedText<h2><p>La democrazia diretta è un modello di successo unico nel suo genere che garantisce ai cittadini diritti di partecipazione alle decisioni, pace e benessere. Gli Stati e i media esteri, così come le organizzazioni non governative NGO internazionali stanno scoprendo questi diritti popolari svizzeri come possibilità per imporre i loro interessi attraverso la democrazia svizzera. Secondo il parere di numerosi esperti, disinformazione, hacking politico nonché propaganda politica online e ciberattacchi influenzano vieppiù la formazione della volontà politica in Europa. In questo contesto la Svizzera è molto attrattiva poiché, oltre alle elezioni, sono decise tramite votazione popolare anche questioni specialistiche. Controversie e dibattiti fanno parte della democrazia e si svolgono sempre di più anche oltre i confini nazionali. Viene tuttavia superata la soglia dell'attacco problematico contro la democrazia svizzera quando, come per esempio nel caso di un ciberattacco, l'influsso può avvenire soltanto commettendo una violazione dei diritti, quando l'influsso dall'estero avviene in modo mascherato e non trasparente oppure se non avviene sulla base di valori comuni, ma è mirato all'eliminazione della democrazia stessa.</p><p>1. Dal 2018 il Servizio delle attività informative sorveglia su incarico del Consiglio federale se qualcuno tenta di manipolare le votazioni e le elezioni svizzere e, se del caso, chi sono gli autori. Finora ha potuto osservare attività di questo tipo? In caso affermativo: da dove provengono gli artefici? Quali erano i loro obiettivi? Quale votazione avrebbe dovuto essere influenzata e in che modo?</p><p>2. Nel caso dell'Iniziativa per multinazionali responsabili le fazioni si rinfacciavano reciprocamente di essere state sostenute dall'estero con un'intensità inammissibile. Quali influssi dall'estero ha potuto riscontrare il Consiglio federale durante questa e altre votazioni!?</p><p>3. Il Consiglio federale conosce il termine "computational propaganda", propaganda computazionale, cioè l'impiego di algoritmi, automazione e big data con l'obiettivo di influenzare l'opinione?</p><p>4. Di quali competenze dispone la Svizzera per individuare, prevenire, disturbare atti ostili perpetrati da reti di servizi delle attività informative esteri e altri attori malintenzionati in Svizzera così come in Internet e reagire in modo adeguato?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Al Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) non è stato conferito nessun mandato di sorvegliare in maniera generalizzata tentativi di manipolazione o influenza in caso di votazioni ed elezioni. Per contro il SIC persegue operazioni d'influenza rilevanti per la politica di sicurezza intese come attività statali all'estero, che hanno come obiettivo diretto di manipolare la percezione nonché il modo di pensare e agire della società. In Svizzera il SIC può elaborare soltanto attività d'influenza direttamente legate alle attività di servizi di intelligence esteri.</p><p>2. Anche prima della votazione sull'Iniziativa per multinazionali responsabili è stata tematizzata la questione del sostegno dall'estero (per es. nell'interpellanza Nordmann 20.4417, "Finanziamento della campagna contro la legge sul CO2 da parte delle multinazionali del petrolio"). Di principio le imprese, organizzazioni e persone estere sono libere di sostenere finanziariamente iniziative popolari e campagne, tentando così di influenzare la formazione di opinioni. L'ammontare di questo sostegno non può essere tradotto in cifre. Nel quadro delle consultazioni parlamentari sulla controproposta indiretta all'Iniziativa sulla trasparenza (<a href="https://www.parlament.ch/de/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20190400">19.400</a> Iv. Pa CIP-S. "Più trasparenza nel finanziamento della politica") è tuttavia previsto un divieto di contributi monetari e non monetari dall'estero.</p><p>3. Sì, il Consiglio federale conosce il termine e le attività connesse. Nel contesto del Cyber-Defence Campus diretto da armasuisse Scienza e tecnologia è attualmente in corso un progetto di ricerca che verte sull'individuazione di notizie false nei social network. Il progetto è mirato al rilevamento automatizzato di contenuti falsificati tramite l'impiego di nuove tecnologie.</p><p>4. La legge sulle attività informative (LAIn; RS 121) offre al SIC i mezzi legali necessari per intervenire contro lo spionaggio. Questo vale anche per le attività online dei servizi di intelligence esteri. Il SIC sarebbe autorizzato a prendere eventuali contromisure in forma di infiltrazione e disturbo del relativo sistema informatico soltanto sulla base di un'autorizzazione del Tribunale federale amministrativo (se la misura riguarda la Svizzera; vedi art. 26 lett. d in combinato disposto con l'art. 29 LAIn) oppure del Consiglio federale o del capo del DDPS (se si tratta di una misura che riguarda l'estero; vedi art. 37 LAIn).</p>  Risposta del Consiglio federale.