<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Attualmente il mercato turistico cinese rappresenta per la Svizzera un mercato ancora poco sviluppato. Dei 69 milioni di pernottamenti registrati, 120'000 sono riferiti a turisti cinesi. Ogni anno sono circa 30'000 le persone residenti in Svizzera che effettuano un viaggio in Cina. Il flusso turistico tra i due paesi è dunque ancora in fase di sviluppo. Grazie al grado di conoscenza abbastanza alto e alla buona immagine di cui gode il nostro Paese, in futuro la domanda turistica cinese tenderà sicuramente a crescere. </p><p>2. In Cina, al contrario della maggior parte degli altri paesi, gli spostamenti a fini turistici dei cittadini sono sottoposti a delle regole ben precise. L'autorità turistica statale cinese rilascia, a seconda dei casi, l'"Authorised Destination Status ADS" che contribuisce a semplificare notevolmente il traffico turistico reciproco. Il Consiglio federale attribuisce al turismo, nell'ambito dei rapporti politico-diplomatici con la Cina, una grande importanza. Già nel gennaio 1998 la Svizzera ha perciò presentato alle autorità cinesi, tramite via diplomatica, richiesta per la concessione dell'ADS. </p><p>3. E' solamente il governo cinese che può decidere se concedere alla Svizzera l'ADS. Al momento attuale non è possibile fare alcuna previsione in merito. </p><p>4. È difficile spiegare perché il nostro Paese non abbia ancora ottenuto l'ADS. In passato le autorità cinesi non hanno dato alcune spiegazione sul motivo per cui alla Svizzera non sia stato ancora riconosciuto questo status.</p><p>5. Non è possibile parlare di un'apertura in ritardo del mercato cinese. Già a gennaio 1998 "Svizzera Turismo", una corporazione federale di diritto pubblico, ha concluso con l'appoggio del Consiglio federale un accordo con le competenti autorità cinesi relativo alla collaborazione nel settore del turismo. Contemporaneamente sono state aperte rappresentanze turistiche a Pechino e Zurigo. Da allora "Svizzera Turismo" è impegnata ad aprire il mercato cinese. Tuttavia essa incontra notevoli difficoltà, in quanto il governo cinese senza l'ADS non concede di fare promozione in grande stile. Inoltre i tour operator cinesi, in mancanza dello status ufficiale di meta turistica, non possono inserire la Svizzera nei loro cataloghi.</p><p>6. Dal momento della firma dell'accordo il Consiglio federale, nell'ambito di visite diplomatiche, si è occupato della questione sfruttando tutti i tutti i mezzi disponibili. </p><p>7. In occasione della visita a Pechino, nel maggio 2003, della Consigliera federale Calmy-Rey, la richiesta svizzera dell'ADS è stata ribadita con maggior forza. A novembre 2003 il Presidente della Confederazione effettuerà una visita in Cina e in tale occasione proseguirà l'impegno per la concessione dell'ADS alla Svizzera. </p><p>8. Gli sforzi costanti del Consiglio federale per l'ottenimento dell'ADS mostrano che gli interessi del turismo, un settore economico fondamentale, non vengono in alcun modo trascurati.</p>  Risposta del Consiglio federale.