<h2>SubmittedText<h2><p>L'ordine economico della Svizzera si fonda sui principi dell'economia privata. Le imprese statali e parastatali che operano in settori di monopolio devono rappresentare un'eccezione. Quando queste imprese sono attive al di fuori di questi settori ed entrano in concorrenza con imprese private (perlopiù PMI) devono attenersi all'ordine giuridico vigente. Questo significa in particolare che sono vietate le sovvenzioni incrociate. Inoltre, le contabilità vanno tenute separate, i dati legati al monopolio non vanno utilizzati ecc. Di fatto, però, si constata che alcune imprese non si attengono a queste prescrizioni (cfr. per esempio i casi EKS, Repower, Groupe E, ecc.). Le autorità praticamente non effettuano controlli oppure li fanno solo a seguito di una denuncia. A tutt'oggi manca una corrispondente giurisprudenza delle autorità della concorrenza (art. 7 LCart). Viene quindi da chiedersi se la legge sui cartelli vigente sia adeguata per porre realmente rimedio a questo problema.</p><p>Per l'economia privata la situazione è del tutto insoddisfacente; non si può certo parlare di concorrenza leale!</p><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Condivide l'opinione secondo cui, da un punto di vista costituzionale e istituzionale, le imprese statali e parastatali devono attenersi scrupolosamente alle prescrizioni vigenti per quanto riguarda le loro attività economiche private?</p><p>2. Sa se questo avviene effettivamente a livello federale e cantonale?</p><p>3. Come si può fare in modo che le prescrizioni legali siano effettivamente applicate?</p><p>4. Quali misure legislative o organizzative propone il Consiglio federale per garantire che le prescrizioni costituzionali e quelle emanate dal Tribunale federale relative alle attività di economia di mercato delle imprese statali e parastatali siano osservate in modo scrupoloso a tutti e tre i livelli istituzionali?</p><p>5. Sono necessari strumenti procedurali o risorse amministrative supplementari per mettere a disposizione mezzi giuridici efficaci agli attori dell'economia privata e consentire loro di far valere i propri diritti, in maniera efficace e duratura, davanti ai tribunali e alle autorità dei tre livelli istituzionali, compresa la COMCO?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale si impegna al fine di garantire condizioni concorrenziali eque sui mercati per tutte le imprese, pubbliche e private. Inoltre, si è espresso a più riprese sulla questione delle distorsioni della concorrenza indotte dalle imprese parastatali (in particolare nell'ambito delle mozioni 20.3532, 20.3531, 19.3566, 19.3238, 19.3236 e dell'interpellanza 20.4127), approfondendo la situazione nel rapporto dell'8 dicembre 2017 su Stato e concorrenza (Etat et concurrence: impact des entreprises contrôlées par l'Etat sur les marchés concurrentiels).</p><p>1.-3. Il quadro legale in vigore si applica a tutte le imprese, private e pubbliche. Come accennato nelle risposte agli interventi parlamentari citati, il Consiglio federale è consapevole che le misure già adottate a livello giuridico e di governo d'impresa (governance) non hanno eliminato del tutto le distorsioni della concorrenza, praticamente indissociabili dall'attività imprenditoriale dello Stato. Tuttavia, al momento non ritiene che siano necessarie modifiche di tipo giuridico. Va notato a questo proposito che le mozioni 20.3531 e 20.3532 così come l'iniziativa parlamentare 17.518 non sono ancora state trattate in Parlamento.</p><p>4. Il rispetto delle disposizioni legali in vigore è garantito e il Consiglio federale non ravvisa lacune sul piano legislativo. Le autorità della concorrenza e le autorità di vigilanza settoriali dispongono degli strumenti necessari per intervenire come la legge sui cartelli (LCart; RS 251), che si applica a tutte le imprese, pubbliche e private. Conformemente all'articolo 7 LCart, certe pratiche di imprese che dominano il mercato possono essere considerate illecite, per esempio la discriminazione in materia di prezzi o di altre condizioni commerciali oppure la vendita sotto prezzo o ad altre condizioni commerciali diretta contro determinati concorrenti. Le autorità della concorrenza sono inoltre attive nel settore dell'energia citato nell'interpellanza (cfr. p. es. la decisione della Commissione della concorrenza del 25 maggio 2020 riguardante l'accesso alla rete EGZ e ewl e il caso Entreprises Electriques Fribourgeoises (EEF)/Watt Suisse AG, Federazione delle cooperative Migros, DPC 2003/4). Esistono poi varie regolamentazioni settoriali dei mercati il cui controllo è affidato alle autorità di vigilanza competenti (p. es. PostCom, ComCom, ElCom, ecc.).</p><p>Sul piano istituzionale sarebbe possibile intervenire per ridurre le distorsioni della concorrenza, in particolare attraverso una maggiore apertura all'azionariato privato e una chiara strategia basata sul rapporto di proprietà (cfr. lo studio di Polynomics del 2017, Staat und Wettbewerb: Institutionelle und wettbewerbliche Aspekte bei kantonalen und kommunalen Unternehmen). La separazione strutturale delle unità o la contabilità per settori sarebbero altre possibili soluzioni per ridurre le distorsioni della concorrenza sui mercati concorrenziali e il rischio di sovvenzioni incrociate delle prestazioni fornite su questi mercati. Per quanto riguarda le imprese di proprietà dei Cantoni e dei Comuni, sono i proprietari a essere responsabili della governance delle società che detengono. Per quanto riguarda invece le imprese di proprietà della Confederazione, il Consiglio federale ha trattato la questione nei suoi rapporti sul governo d'impresa del 2006 (FF 2006 7545) e del 2009 (FF 2009 2225). In questo contesto ha tenuto conto del concetto della neutralità della concorrenza sviluppato dall'OCSE. Da allora la politica in materia di governance ha continuato a evolvere (come dimostrano le misure adottate sulla base del rapporto di esperti del 2019 e il rapporto del 26 maggio 2021 intitolato "Strategia basata sul rapporto di proprietà del Consiglio federale per le unità rese autonome della Confederazione").</p><p>A livello di Confederazione, le imprese portano avanti una strategia chiara e devono tenere una contabilità separata. In Parlamento sono state discusse anche soluzioni più radicali. Il 1° giugno 2021 il Consiglio nazionale ha respinto la mozione 19.3566 che chiedeva di vietare ai produttori e ai distributori di energia che beneficiano di concessioni o monopoli o che sono in mano allo Stato di intervenire sul mercato dell'installazione. Vietare delle attività limiterebbe la libertà imprenditoriale delle imprese voluta dal legislatore.</p><p>5. Il Consiglio federale non ritiene al momento necessario modificare le basi legali o rafforzare le autorità. Le attuali competenze delle autorità della concorrenza e delle autorità di regolamentazione settoriali sono in linea di massima sufficienti.</p>  Risposta del Consiglio federale.