<h2>SubmittedText<h2><p>Le imprese integrate verticalmente, come la BKW o l'ewz, sono attualmente garanti della sicurezza dell'approvvigionamento, della stabilità dei prezzi e della produzione ecologica di energia elettrica. I clienti del servizio universale non possono scegliere l'azienda di approvvigionamento elettrico (AAE). In alcuni casi, a seconda del luogo di residenza, essi sono colpiti da forti aumenti dei prezzi dell'elettricità, mentre i clienti di imprese integrate verticalmente beneficiano di prezzi stabili. Riguardo a quest'ultimo tipo di clientela, non dovrebbero verificarsi, di norma, casi limite di aumenti eccessivi dei prezzi.</p><p>Per molto tempo l'obiettivo è stato unicamente la liberalizzazione del mercato dell'energia; sono andati quindi dimenticati elementi importanti, come la sicurezza dell'approvvigionamento, ma anche sufficienti investimenti nella produzione rinnovabile, l'efficienza energetica e una rete intelligente. Nell'ambito del piano di salvataggio, nel Cantone di Zurigo, ad esempio, è stato chiesto da più parti che l'elettricità prodotta da Axpo torni ad essere fornita ai clienti delle aziende dei Cantoni proprietari, come ai tempi delle NOK.</p><p>Una simile integrazione verticale di produttori di elettricità del settore pubblico e di AAE svizzere potrebbe essere realizzata mediante accordi contrattuali.</p><p>In questo contesto si pongono le seguenti domande:</p><p>- In linea di massima, cosa pensa il Consiglio federale dell'obiettivo di fornire sempre più energia elettrica prodotta in Svizzera ai consumatori svizzeri a prezzi adeguati pianificabili a lungo termine?</p><p>- Quali sarebbero i vantaggi e gli svantaggi di un'integrazione verticale della produzione e della vendita ai consumatori finali protetti?</p><p>- Quali adeguamenti legislativi sono necessari, affinché una tale integrazione possa essere attuata in maniera conforme alla legge, senza una modifica dei rapporti di proprietà delle imprese interessate?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale attribuisce un'importanza fondamentale a un approvvigionamento energetico sicuro. Il 18 giugno 2021 ha adottato il messaggio concernente la legge federale su un approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rinnovabili (FF 2021 1666). Il progetto di legge sviluppa ulteriormente la Strategia energetica 2050 e rafforza in modo significativo il potenziamento delle energie rinnovabili nazionali e la sicurezza dell'approvvigionamento in Svizzera. L'incremento della capacità produttiva nazionale si tradurrebbe in maggiori quantità di elettricità nel servizio universale, per il quale l'attuale sistema di liberalizzazione parziale prevede una regolazione dei prezzi a copertura dei costi.</p><p>Per effetto della legge federale del 23 marzo 2007 sull'approvvigionamento elettrico (legge sull'approvvigionamento elettrico, LAEl; RS 734.7), il mercato elettrico è stato parzialmente liberalizzato nel 2009. Tuttavia il parziale abbandono del modello dell'impresa integrata verticalmente risale a prima della LAEl. Quest'ultima ha tendenzialmente rafforzato tale tendenza e contiene inoltre regole sulla disgiunzione, che sono necessarie per il corretto funzionamento della concorrenza e per evitare sovvenzioni trasversali. In Svizzera operano oltre 600 gestori di reti di distribuzione (GRD), responsabili dell'approvvigionamento energetico in regime di servizio universale. Le tariffe elettriche delle aziende di approvvigionamento elettrico (AAE) per il servizio universale dipendono fortemente dal loro portafoglio acquisti e produzione. Le tariffe sono quindi altrettanto eterogenee. La maggior parte dei gestori di rete acquista l'energia di cui necessitano principalmente sul mercato. Già oggi ogni GRD con mandato di servizio universale è tenuto a fornire elettricità ai propri consumatori del servizio universale a prezzi adeguati (cfr. art. 6 cpv. 1 e 5 LAEl).</p><p>Un'integrazione verticale della produzione che arrivi fino alla vendita ai clienti del servizio universale comporta alcuni rischi dovuti alla gestione centralizzata. Per una garanzia di approvvigionamento stabile è necessaria una compensazione del rischio. Sia i grandi clienti del mercato libero che le AAE possono controbilanciare i rischi attraverso un mix ottimale di produzione propria, contratti di fornitura elettrica a medio e lungo termine e partecipazione ai mercati a termine e spot.</p><p>Il Consiglio federale ritiene che i contratti di fornitura elettrica a lungo termine tra produttori di energia elettrica e grandi consumatori siano una soluzione ragionevole, in quanto incoraggiano gli investimenti nelle energie rinnovabili. Simili contratti sono possibili già oggi e possono essere attuati su base volontaria senza necessità di modificare la normativa sul mercato elettrico. I suddetti investimenti possono essere operati attraverso contratti a lungo termine con grandi clienti o anche con AAE la cui produzione propria è limitata o nulla. I produttori svizzeri sono liberi di scegliere se vendere in anticipo, tramite contratti a lungo termine, la propria energia ai GRD, che a loro volta potranno fornirla ai propri clienti del servizio universale.</p><p>Il Consiglio federale non ritiene opportuno rafforzare maggiormente l'integrazione verticale, ossia la vendita diretta ai clienti del servizio universale. Essa non sarebbe compatibile con l'accordo sull'energia elettrica con l'UE, che rimane un obiettivo molto importante proprio dal punto di vista della sicurezza dell'approvvigionamento.</p><p>Un eventuale ritorno all'integrazione verticale obbligatoria dei produttori di energia elettrica comporterebbe modifiche alle strutture attuali. Inoltre, esso richiederebbe probabilmente cambiamenti nei rapporti di proprietà, con relative conseguenze in termini di indennizzo. Simili gravi ingerenze nella libertà economica sarebbero possibili solo in presenza di valide ragioni (interesse pubblico, proporzionalità, ecc.) e di una solida base normativa. Quest'ultima inoltre non dovrebbe confliggere con le regole sulla disgiunzione, che separano in particolare la gestione della rete dalle altre attività (eventualmente integrate) dell'impresa. Molte imprese appartengono inoltre ai Cantoni o ai Comuni e sono organizzate secondo il diritto pubblico. In questi casi un intervento federale inciderebbe fortemente anche sull'autonomia organizzativa dei Cantoni e dei Comuni. Infine, si interverrebbe anche sui contratti già in essere, compresi quelli di fornitura a lungo termine. Tutto ciò dimostra che l'idea di imprese integrate verticalmente sarebbe molto complessa da realizzare, sia sul piano legale che su quello pratico. Si dovrebbero inoltre prevedere periodi di transizione, pertanto difficilmente la condizione auspicata potrebbe essere raggiunta in tempi brevi.</p>  Risposta del Consiglio federale.