<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a valutare la possibilità di introdurre una normativa specifica che agevoli la reintegrazione dei disoccupati di lunga durata ultracinquantenni, analogamente alle disposizioni previste dalla revisione 6a dell'assicurazione invalidità per la revisione delle rendite finalizzata all'integrazione. Si tratterebbe in sostanza di appurare se sia necessario modificare la legge federale sulla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (LPP). Una soluzione praticabile potrebbe essere una regolamentazione speciale delle assunzioni in prova che valga sia per gli istituti di previdenza che per le parti sociali. Indipendentemente da un'eventuale deroga all'obbligo di affiliarsi all'istituto di previdenza del datore di lavoro, si potrebbe anche stabilire che durante il periodo di prova almeno i rischi "decesso" e "invalidità" siano coperti dall'istituto collettore o da un'assicurazione sulla vita e l'accumulo di averi di vecchiaia sia comunque sospeso. Un'altra soluzione potrebbe essere il finanziamento temporaneo dell'istituto di previdenza, cioè la copertura dei costi supplementari sostenuti dalla cassa pensioni durante l'assunzione in prova da parte del fondo di garanzia LPP.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale prende sul serio la questione della partecipazione dei lavoratori anziani al mercato del lavoro. Nell'ambito della previdenza professionale, negli scorsi anni sono del resto già entrati in vigore numerosi provvedimenti concreti finalizzati a migliorare la previdenza per la vecchiaia dei lavoratori anziani. Con essi si vuole da una parte evitare che questi assicurati cessino del tutto l'attività lucrativa prima dell'età ordinaria di pensionamento (cfr. art. 33a e 33b LPP), dall'altra incoraggiarli a continuare a lavorare oltre l'età pensionabile (cfr. art. 2 cpv. 1bis LFLP e art. 3 cpv. 1 OPP 3).</p><p>Per i disoccupati l'obiettivo è aumentarne la competitività sul mercato del lavoro per agevolarne la reintegrazione professionale. Il Consiglio federale ritiene che questo ruolo spetti in primo luogo all'assicurazione contro la disoccupazione, i cui scopi principali consistono proprio nel combattere la disoccupazione esistente e favorire la reintegrazione rapida e duratura degli assicurati sul mercato del lavoro (cfr. art. 1a cpv. 2 LADI).</p><p>Nella sua risposta alla mozione 10.3604 presentata dall'autore del presente postulato in merito allo stesso problema, il Consiglio federale aveva già ricordato gli strumenti, specifici ed efficaci, offerti in questo contesto dall'assicurazione contro la disoccupazione. L'esecutivo tiene a sottolineare, per esempio, che ogni anno circa 3000 disoccupati trovano un lavoro fisso dopo aver beneficiato di un assegno per il periodo d'introduzione. Inoltre, dall'entrata in vigore della revisione della LADI il 1° aprile 2011, gli assicurati ultracinquantenni possono riscuotere per 12 mesi (anziché 6) un assegno pari al 50 per cento (anziché al 40) del salario.</p><p>Ora l'autore del postulato invita il Consiglio federale a riesaminare la questione insistendo sul fatto che, secondo lui, a costituire il maggiore ostacolo all'assunzione di una persona disoccupata ultracinquantenne, in particolar modo durante il periodo di prova, sarebbe l'assoggettamento al secondo pilastro. Per questa categoria di lavoratori propone dunque di differire l'assoggettamento al secondo pilastro o di prevedere condizioni particolari per il periodo di prova (copertura limitata ai rischi decesso e invalidità), modificando in tal senso la LPP.</p><p>Il Consiglio federale, sensibile alla questione sollevata dal postulato, si attende che anche i datori di lavoro e gli istituti di previdenza si adoperino per promuovere nei limiti del possibile la reintegrazione dei disoccupati anziani. Già oggi, infatti, è possibile assicurare queste persone senza restrizioni di sorta presso l'istituto di previdenza del datore di lavoro. L'esecutivo non è tuttavia favorevole alla creazione di una nuova categoria di salariati esonerati dall'assicurazione obbligatoria o soggetti a un regime speciale. Questa deroga al regime ordinario interesserebbe solo un piccolo numero di persone e la sua attuazione comporterebbe difficoltà pratiche e finanziarie per cui non c'è alcuna giustificazione impellente.</p><p>È anzitutto ovvio che un'assicurazione riservata a questa categoria di persone costerebbe molto cara, visto l'elevato rischio presentato dagli assicurati. Una regolamentazione speciale potrebbe d'altra parte rivelarsi addirittura controproducente, perché provocherebbe oneri amministrativi e finanziari supplementari (p. es. affiliazione a un istituto di previdenza speciale durante un periodo di tempo limitato) che potrebbero scoraggiare alcuni datori di lavoro. Inoltre, i datori di lavoro che desiderano mettere alla prova le capacità di un lavoratore possono assumerlo a tempo determinato per un periodo non superiore a tre mesi; in questo caso il lavoratore è soggetto all'assicurazione obbligatoria solo a partire dal momento in cui è convenuta la proroga del rapporto di lavoro. Ciò corrisponde in ultima analisi allo scopo del postulato.</p><p>Infine una ricerca svolta recentemente da due economisti dell'Università di Basilea, George Sheldon e Dominique Cueni, (WWZ Forschungsbericht 2011/06), ha dimostrato che i costi più elevati dei lavoratori anziani dovuti alla previdenza professionale non si ripercuotono sulle loro opportunità sul mercato del lavoro. Questa è la posizione da sempre sostenuta dal Consiglio federale, secondo cui non vi è alcuna prova che la situazione dei lavoratori anziani sarebbe migliore se le condizioni della LPP fossero modificate.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.