<h2>SubmittedText<h2><p>Conformemente agli obiettivi del programma d'azione per l'implementazione del decennio delle Nazioni Unite per l'educazione ai diritti umani (1995-2004) e del programma mondiale per l'educazione ai diritti umani (dal 2005), tutti i Paesi membri dell'ONU devono contribuire a diffondere una cultura generale dei diritti umani mediante la trasmissione di conoscenze e competenze e la modifica degli atteggiamenti in questo ambito.</p><p>Con la ratifica, nel 1997, della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo, la Svizzera si è impegnata in modo vincolante a tutelare non soltanto il diritto all'istruzione, ma anche quello all'educazione ai diritti umani (cfr. Convenzione sui diritti del fanciullo, art. 29 cpv. 1 lett. b).</p><p>In questo contesto pongo al Consiglio federale le domande seguenti:</p><p>1. Qual è stato l'operato della Confederazione e dei cantoni, negli ultimi dieci anni, a sostegno del diritto all'educazione ai diritti umani?</p><p>2. Il Consiglio federale è disposto a rendere attenta la Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE) sugli impegni assunti dalla Svizzera nel settore dell'educazione ai diritti umani?</p><p>3. Qual è la posizione del Consiglio federale in merito all'istituzione di un organo che, oltre a monitorare la situazione dei diritti umani, assicuri il coordinamento dell'educazione ai diritti umani tra Confederazione e cantoni?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Gli Stati parti alla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo, ratificata dalla Svizzera nel 1997, convengono tra l'altro all'articolo 29 che l'educazione del fanciullo deve avere come finalità di inculcare al fanciullo il rispetto dei diritti umani. L'attuazione di questo obiettivo è parte integrante del programma mondiale per l'educazione ai diritti umani adottato il 10 dicembre 2004 dall'Assemblea generale dell'ONU quale seguito al decennio per l'educazione ai diritti umani (1995-2004). Negli anni 2005-2007 l'accento è stato posto soprattutto sull'insegnamento primario e secondario.</p><p>Le domande dell'autore dell'interpellanza si collocano in questo contesto. Il Consiglio federale risponde come segue:</p><p>1. Quale impegno tangibile per promuovere i diritti umani, il 21 febbraio 2001 il Consiglio federale ha istituito il fondo progetti per i diritti umani e l'antirazzismo. Dei 15 milioni di franchi assegnati dal 2001 al 2005 a progetti di educazione, sensibilizzazione e prevenzione, un terzo è stato destinato a progetti promossi in ambito scolastico. Considerato il successo riscosso dai progetti realizzati con i mezzi del fondo, il 23 febbraio 2005 il Consiglio federale si è pronunciato per la prosecuzione e l'ulteriore sviluppo a lungo termine del lavoro di prevenzione contro il razzismo e di sensibilizzazione ai diritti umani. Dei 900 000 franchi all'anno disponibili dal 2006 per sostenere progetti sviluppati da terzi, 400 000 franchi sono destinati a progetti specifici in ambito scolastico. In accordo con la Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE), questi progetti sono valutati e seguiti dalla fondazione Educazione e sviluppo. Vanno inoltre ricordate altre iniziative in corso promosse da diversi uffici federali per sensibilizzare i giovani ai diritti umani, come la distribuzione di opuscoli gratuiti o il sostegno di manifestazioni quali il festival internazionale del film sui diritti umani o il forum internazionale sui diritti umani di Lucerna.</p><p>A livello cantonale, l'educazione ai diritti umani rientra a pieno titolo nel programma d'insegnamento a tutti i livelli della scuola obbligatoria. Nel 2003 la CDPE ha promosso un'iniziativa per rendere il 27 gennaio - data della liberazione del campo di concentramento e di sterminio di Auschwitz - giornata nazionale di commemorazione della shoah, da porre espressamente sotto il segno dell'educazione ai diritti umani. A tal proposito occorre ricordare anche il concordato HarmoS. Inoltre nel 2007 la centrale intercantonale degli strumenti didattici ha pubblicato un raccoglitore con documenti di base intitolato "Politik und Demokratie leben und lernen" (Vivere e imparare la politica e la democrazia) utilizzato in tutta la Svizzera tedesca per la formazione del corpo insegnanti. Infine l'alta scuola pedagogica della Svizzera centrale si è fatta promotrice del forum internazionale sui diritti umani di Lucerna.</p><p>Occorre inoltre segnalare le attività promosse congiuntamente da Confederazione e cantoni per consolidare l'educazione ai diritti umani nel sistema scolastico svizzero. Questo genere di iniziative è attuato nell'ambito della piattaforma sull'educazione allo sviluppo sostenibile alla quale partecipano dal 2003 la CDPE, l'Ufficio federale dello sviluppo territoriale (ARE), l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM), l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), l'Ufficio federale della formazione professionale e della tecnologia (UFFT), la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) e la Segreteria di Stato per l'educazione e la ricerca (SER). La piattaforma prevede anche attività specificamente dedicate ai diritti umani. In quest'ambito tematico è coinvolto anche il Servizio per la lotta al razzismo.</p><p>2. Per quanto riguarda un eventuale intervento del Consiglio federale per rendere attenta la CDPE sugli obblighi assunti in materia di educazione ai diritti umani, occorre ricordare che l'insegnamento a livello prescolastico, primario e secondario compete ai cantoni e ai comuni. L'elaborazione di piani di studio nelle regioni linguistiche, la formazione del corpo insegnanti e la cooperazione internazionale sono campi che già rientrano nel programma della piattaforma comune di CDPE e Confederazione sull'educazione allo sviluppo sostenibile. La Confederazione e i cantoni collaborano alla realizzazione di progetti congiunti e coordinano lo stanziamento dei mezzi.</p><p>3. Il 27 gennaio 2007 il Consiglio federale ha conferito mandato al Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) di formare un gruppo di lavoro di Confederazione e cantoni incaricato di stilare un rapporto sui bisogni, le opportunità e, se necessario, sui modelli e il finanziamento di un'istituzione nazionale dei diritti umani. Il rapporto deve anche approfondire le esigenze dei cantoni e dell'economia privata e verificare le eventuali sinergie con le istituzioni esistenti. La consegna del rapporto al Consiglio federale è prevista nel corso del 2008.</p>  Risposta del Consiglio federale.