<h2>SubmittedText<h2><p>Perché non introdurre in Svizzera una politica mirata di "premi all'innovazione"? Si potrebbero così indirizzare le attività di ricerca verso settori strategici per il nostro Paese, nonché incoraggiare lo studio di questioni concrete e lo sviluppo di soluzioni a priorità nazionali e ad esigenze specifiche del mercato.</p><p>Se è difficile prevedere quali invenzioni e innovazioni verranno fatte, è invece possibile individuare i problemi per i quali non sono ancora state trovate soluzioni adeguate. L'introduzione di "premi all'innovazione" mirati permetterebbe di dirigere gli sforzi verso obiettivi ritenuti prioritari.</p><p>Un'iniziativa di questo tipo andrebbe a integrare gli incentivi esistenti per i progetti di ricerca finanziati indipendentemente dai risultati ottenuti.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>I settori della ricerca e dell'innovazione sono due cavalli di battaglia della Svizzera: il nostro Paese svetta ai vertici di molte classifiche internazionali. Gli incentivi arrivano dagli istituti di promozione della Confederazione, ossia dal Fondo nazionale svizzero (FNS) e dalla Commissione per la tecnologia e l'innovazione (CTI, in futuro Innosuisse). Considerata la logica dei sovvenzionamenti, stanziati su base sussidiaria, competitiva e secondo il principio bottom-up, sono i soggetti interessati che devono identificare le tematiche di rilievo. La Confederazione rinuncia in questo senso di proposito ad associare la promozione generale a priorità tematiche prestabilite.</p><p>Tuttavia, per specifici strumenti d'incentivazione si possono già oggi definire delle priorità: è quanto avviene con i programmi nazionali di ricerca e con i poli di ricerca nazionali attraverso il finanziamento della ricerca da parte del FNS. Quanto alla CTI, tali priorità sono stabilite mediante le reti tematiche nazionali e i centri di competenza energetici (SCCR), che sono finanziati nell'ambito del programma di promozione Energia. Anche in questi casi, nello stanziare i fondi viene rispettato il principio competitivo bottom-up. In questo modo si garantisce che, anche nei casi in cui la Confederazione stabilisce determinate priorità, siano i soggetti interessati a definire autonomamente l'orientamento concreto da seguire e a garantire che i progetti selezionati siano sufficientemente pertinenti, fondati sulla prassi e (nel caso dei progetti d'innovazione) tengano conto delle esigenze del mercato. La creazione di un premio all'innovazione, così come chiesto dall'autore dell'interpellanza, sarebbe contraria al sistema e non apporterebbe i risultati sperati.</p><p>La possibilità di istituire premi come quelli suggeriti dall'autore dell'interpellanza è lasciata alla discrezione dei soggetti privati, dei Comuni e dei Cantoni nel quadro delle loro competenze sussidiarie. Ne è appunto un esempio il "Premio sul clima Zurich Svizzera &amp; Liechtenstein".</p><p>Fondamentalmente, i sistemi nazionali di successo si caratterizzano per il fatto di aver sviluppato una modalità specifica alle loro condizioni quadro per affrontare le sfide nel settore dell'innovazione e reagire alle evoluzioni in modo autonomo. Non è detto che uno strumento, del tutto appropriato e utilizzato efficacemente in un Paese, funzioni anche altrove. I premi all'innovazione permettono di stimolare la concorrenza e di migliorare la qualità del processo di promozione in un sistema che concede finanziamenti sulla base di priorità tematiche e in una logica top-down. In Svizzera, questa funzione è assolta dal sistema competitivo bottom-up.</p>  Risposta del Consiglio federale.