<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è pregato di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. In quali settori, in quale forma e con quale frequenza sono attualmente eseguiti controlli interni? Quali conclusioni possono esserne tratte?</p><p>2. Per quali specie animali e vegetali l'analisi dei rischi evidenzia una maggiore necessità d'intervento?</p><p>3. In quali settori e in quali tipi di negozio o di commercio si registrano offerte possibilmente illegali di specie per la cui commercializzazione è necessaria un'autorizzazione?</p><p>4. Quali successi sono stati ottenuti finora con i controlli interni? Quali punti deboli rimangono?</p><p>5. Si possono trarre conclusioni dal numero delle procedure amministrative e delle cause penali che ne sono seguite?</p><p>6. Quali risorse sono impiegate per i controlli interni? Sono sufficienti all'adempimento dei compiti?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nell'ambito della legge federale sulla circolazione delle specie di fauna e di flora protette (LF-CITES; RS 453), l'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) effettua in Svizzera regolarmente, da due a quattro volte al mese, controlli di routine a campione durante i quali verifica principalmente la contabilità (registro di controllo degli effettivi). Altri controlli nazionali hanno luogo in funzione del rischio e a seguito di segnalazioni da parte di autorità, organizzazioni non governative o privati. Poiché il commercio illegale di esemplari di specie protette di solito costituisce allo stesso tempo anche una violazione della legge doganale e/o della legge sull'IVA, i controlli sono spesso effettuati con l'Amministrazione federale delle dogane. I controlli nazionali aiutano a individuare le attività principali del commercio illegale.</p><p>2. La maggiore necessità di intervento si registra per le specie più fortemente minacciate di cui all'allegato I della Convenzione del 3 marzo 1973 sul commercio internazionale delle specie di fauna e di flora selvatiche minacciate di estinzione (CITES; RS 0.453) nel caso di scambi commerciali e di importazioni da Paesi critici (soprattutto per gli scialli di Shahtoosh, per alcune orchidee e rettili da Paesi critici). L'USAV concentra su questi ambiti la priorità dei controlli nazionali.</p><p>3. Tutti gli scambi commerciali di esemplari protetti dalla CITES sono soggetti all'obbligo di autorizzazione. Di conseguenza, ne sono interessati molti settori e luoghi di vendita. L'USAV individua una tendenza all'illegalità nel commercio al dettaglio di scialli di Shahtoosh e in occasione delle borse dedicate ai collezionisti (p. es. di orchidee, cactus e rettili). L'industria orologiera, quella cosmetica e quella dei beni di lusso, invece, dal canto loro si impegnano con successo a importare ed esportare correttamente le merci soggette ad autorizzazione.</p><p>4. Negli ultimi anni, i controlli nazionali hanno riscontrato in ripetute occasioni un commercio illegale sia durante le borse dedicate ai collezionisti di piante sia nella vendita al dettaglio di scialli di Shahtoosh. È necessario ottimizzare il numero di controlli e le possibilità dell'USAV di esaminare e acquisire prove in casi sospetti. I miglioramenti vengono vagliati nell'ambito della revisione della LF-CITES attualmente in corso.</p><p>5. Ogni anno circa 160 000 partite CITES attraversano il confine svizzero, e di queste circa 600-700 sono oggetto di contestazione. In caso di lievi lacune o in mancanza dei documenti originali viene avviato un procedimento amministrativo e, nella maggior parte dei casi, la partita può essere successivamente rilasciata. Si tratta per lo più di partite dichiarate e non vi è intenzione di importare illegalmente merci. Nel caso di importazioni illegali non dichiarate, invece, oltre a procedimenti amministrativi vengono avviati procedimenti penali e spesso vi è anche una violazione del diritto doganale e/o della legge sull'IVA. Si stima che ogni anno si svolgano tra i 250 e i 300 procedimenti penali.</p><p>6. È molto difficile valutare con esattezza l'impiego di risorse per i controlli nazionali, visto che può variare fortemente. Poiché il commercio illegale di specie minacciate ha generalmente una dimensione internazionale, l'USAV impiega le risorse disponibili per i controlli all'importazione alla frontiera principalmente in base al rischio. In via sussidiaria e se necessario, vale a dire sulla base di indizi concreti di violazione della LF-CITES, l'USAV svolge controlli nazionali. In questo modo le risorse disponibili vengono impiegate nella maniera più efficace possibile.</p>  Risposta del Consiglio federale.