<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a impegnarsi per l'introduzione di un divieto internazionale dei sistemi d'arma letali autonomi (robot killer) in un nuovo protocollo aggiuntivo alle Convenzioni di Ginevra.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel settore dello sviluppo degli armamenti si registra un tendenziale spostamento dall'automazione verso una maggiore autonomia, una tendenza trainata da interessi di carattere militare. Anche nel settore civile sono riscontrabili sviluppi simili. Il Consiglio federale segue con attenzione le possibili evoluzioni dei sistemi d'arma autonomi ed è consapevole della portata di questi cambiamenti. Condivide inoltre l'istanza della mozione secondo cui è necessario impedire che un giorno entrino in azione sistemi d'arma completamente autonomi, in violazione di principi fondamentali di diritto internazionale pubblico.</p><p>L'automazione nel settore delle armi solleva tuttavia complesse domande in campo tecnico, militare, etico e in materia di diritto internazionale pubblico, la cui risposta presuppone un'analisi più dettagliata e impone di procedere con cautela. Se tutte le inquietudini formulate nella mozione sono rilevanti, non tutti gli sviluppi verso l'automazione sono da condannare a priori. Per esempio, non è da escludere che un certo grado di autonomia possa, a seconda dei casi e dei contesti di impiego, contribuire a risparmiare la popolazione, altri civili e i beni di carattere civile. Il Consiglio federale trova pertanto positivo che a Ginevra, nel quadro della Convenzione dell'ONU su alcune armi convenzionali (CCW), si discuta approfonditamente la questione dei sistemi d'arma autonomi. La Svizzera si è adoperata sin dall'inizio affinché un gruppo di esperti governativi della CCW si occupasse di questo delicato tema.</p><p>Il Consiglio federale verifica regolarmente l'eventuale necessità di una regolamentazione e le possibilità per concretizzarla. Contemporaneamente ribadisce la centrale importanza del diritto internazionale pubblico vigente nello sviluppo e nel dispiego delle armi. Il Consiglio federale sottolinea che l'impiego di ogni sistema d'arma, quindi anche dei sistemi d'arma autonomi, deve rispettare, senza restrizioni, i canoni del diritto internazionale pubblico, in particolare di quello umanitario, e che devono essere studiate adeguate misure di accompagnamento che favoriscano la conformità alla legge. Nel 2016 il Consiglio federale ha illustrato e confermato in un documento di lavoro nell'ambito della CCW le disposizioni di diritto internazionale pubblico applicabili ai sistemi d'arma autonomi, precisando cosa vuol dire rispettare il diritto internazionale umanitario e specificando che il diritto internazionale pubblico vigente impone requisiti molto elevati a tutti i potenziali sistemi d'arma autonomi. Su questo fronte assume particolare rilievo la questione inerente al ragionevole grado di sorveglianza e controllo. Il documento di lavoro si esprimeva anche a favore della ricerca di eventuali vuoti in materia di responsabilità nell'uso dei sistemi d'arma autonomi e, dove necessario, dell'eliminazione di tali lacune. Ferma restando la prospettiva che mantiene la centralità del diritto internazionale pubblico, la Svizzera si impegna per promuovere misure pratiche e - dove necessario - anche normative per garantire l'osservanza del diritto internazionale umanitario e il rispetto dei diritti umani.</p><p>Il Consiglio federale è restio, come la maggior parte dei governi di altri Stati, a imporre, allo stadio attuale, un divieto preventivo ai sensi del diritto internazionale pubblico dei sistemi d'arma autonomi. Per il Consiglio federale questo parere prescinde da riflessioni sulle eventuali modalità di attuazione di un tale divieto. È dell'idea che sia necessario innanzitutto chiarire dove è opportuno tracciare i confini tra autonomia auspicabile, accettabile e non accettabile dei sistemi d'arma. Allo stesso tempo devono essere applicati, senza restrizioni, i limiti fissati dal diritto internazionale pubblico.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.