<h2>SubmittedText<h2><p>A inizio febbraio ("Heute online" dell'8 febbraio 2011) il borgomastro di Vienna Michael Häupl, il più importante politico del partito socialista austriaco accanto al cancelliere federale, ha rilanciato un'idea che il Consiglio federale aveva decisamente respinto in data 24 novembre 2004 (interrogazione 04.1111): la fusione delle forze aeree dei due Stati neutrali.</p><p>Qual è l'opinione del Consiglio federale in merito alla domanda retorica del borgomastro Häupl, se davvero "oggi ogni nazione deve avere forze aeree proprie"? Qual è l'opinione del Consiglio federale riguardo all'osservazione di Häupl secondo cui il Bundesheer austriaco collabora sì alla protezione degli incontri economici di Davos, tuttavia i velivoli dei due Paesi non possono atterrare sul territorio dell'altro Stato? Tenendo nella dovuta considerazione la proposta proveniente da Vienna, il Consiglio federale è disposto a riesaminare la sua posizione del 2004 e a rilanciare l'idea di avviare una stretta collaborazione tra le forze aeree di Svizzera e Austria?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Confederazione ha ottenuto la propria indipendenza con dure lotte protrattesi per secoli e l'ha difesa nelle circostanze avverse; dal 1815 mantiene relazioni pacifiche con tutti i Paesi del mondo, salvaguardando la propria neutralità armata. L'esercito rappresenta lo strumento di politica di sicurezza della Confederazione volto a garantire la capacità d'azione e la sovranità della Svizzera. La salvaguardia della sovranità sullo spazio aereo è un compito essenziale dello Stato e del quale ciascun Stato è responsabile. Questa responsabilità non può essere delegata da uno Stato neutrale qual è la Svizzera. La Svizzera ha concluso con gli Stati limitrofi accordi di cooperazione, che disciplinano anche gli aspetti relativi alla salvaguardia della sovranità sullo spazio aereo, rivelatisi molto utili soprattutto in occasione di grandi manifestazioni in cui è stato necessario adottare misure di protezione particolari per lo spazio aereo. L'abbandono o un forte indebolimento dei diritti in materia di sovranità sullo spazio aereo della Svizzera non costituiscono però alternative. Un simile passo sarebbe inevitabilmente legato alla dipendenza da un altro Stato. Ciò non è nell'interesse in materia di politica di sicurezza della Svizzera e non sarebbe compatibile con la nozione di "neutralità armata".</p><p>Il Consiglio federale risponde alle singole domande come segue:</p><p>1. Se parti dell'esercito venissero raggruppate e integrate tra loro, ciò significherebbe che la Svizzera dovrebbe condividere la propria capacità d'azione in materia di politica di sicurezza, e quindi la propria sovranità, con un altro Paese. Un simile passo andrebbe addirittura notevolmente al di là di quanto avviene in un'alleanza militare come ad esempio la NATO, nella quale i singoli Stati membri sono essi stessi responsabili di garantire la loro sovranità sullo spazio aereo. Inoltre, tale passo equivarrebbe di fatto a un'alleanza militare e sarebbe quindi in contraddizione con la neutralità permanente e armata della Svizzera.</p><p>2. Questa osservazione non corrisponde alla realtà. Gli atterraggi di aeromobili militari svizzeri o austriaci sul territorio dell'altro Paese sono possibili nel quadro delle normative giuridiche in vigore.</p><p>3. Un raggruppamento completo delle forze aeree di Austria e Svizzera è escluso per considerazioni di diritto della neutralità e di politica di neutralità. Un totale abbandono dei diritti di sovranità sullo spazio aereo della Svizzera sarebbe inevitabilmente legato a una forte dipendenza da uno Stato terzo. Ciò non sarebbe nell'interesse in materia di politica di sicurezza della Svizzera e contravverrebbe all'obbligo di uno Stato neutrale di difendere militarmente il proprio territorio.</p><p>In linea di principio il nostro Paese è però interessato a un rafforzamento - anche con l'Austria - della collaborazione nell'ambito del servizio di polizia aerea transfrontaliero. Per la cooperazione delle forze aeree la Svizzera ha concluso accordi con i quattro Stati limitrofi Germania, Francia, Italia e Austria. Per quanto riguarda il servizio di polizia aerea gli accordi con la Francia e l'Italia coprono un'ampia gamma sino ai tiri di intimidazione di inganni infrarossi. È escluso l'abbattimento di un velivolo civile nello spazio aereo estero. L'accordo con la Germania non si spinge così avanti, poiché nello spazio aereo tedesco la situazione giuridica locale non ammette misure coercitive nei confronti di aeromobili civili. La collaborazione si limita pertanto a uno scambio globale di informazioni nonché all'identificazione e alla scorta di aeromobili sospetti (senza ricorrere a tiri di intimidazione). L'attuale accordo con l'Austria consente unicamente lo scambio dei dati concernenti la situazione aerea. Si sono già tenuti colloqui in merito a un'estensione dell'accordo, senza però giungere per il momento ad alcun risultato.</p>  Risposta del Consiglio federale.