<h2>SubmittedText<h2><p>Il budget della cooperazione allo sviluppo è un argomento molto in voga. Si va da chi ne chiede una consistente diminuzione a chi invece un massiccio aumento. Nel 2015 l'aiuto pubblico allo sviluppo (APS) ammontava allo 0,52 per cento del reddito nazionale lordo (RNL), vale a dire a 3404,4 milioni di franchi svizzeri. Nell'attuale messaggio relativo al quadriennio 2017-2020, il Consiglio federale propone (conto tenuto dei risparmi imposti dal programma di stabilizzazione) una crescita annua pari al 2,7 per cento. Il sostegno ai progetti di aiuto umanitario nel mondo intero è un obiettivo importante, che merita un investimento adeguato da parte della Confederazione. Si parla però poco di quanto l'incremento delle risorse investite tocchi anche le spese per il personale, per beni e servizi e le spese d'esercizio. </p><p>Pertanto, il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande: </p><p>1. Di quanto sono aumentate le spese per il personale, per beni e servizi e le spese d'esercizio del DFAE e della DSC in Svizzera e di quanto sono aumentate queste spese all'estero negli ultimi cinque-dieci anni? </p><p>2. Quali spese sono state finanziate con questo aumento? In quale misura l'aumento delle spese per il personale si è tradotto in nuovi posti e in quale misura in aumenti di stipendio? Come sono ripartiti per il resto i costi per beni e servizi e i costi d'esercizio? </p><p>3. In quale misura questo incremento della spesa ha sostenuto costi riferiti a progetti per il personale, per beni e servizi e d'esercizio?</p><p>4. Se il contributo all'APS è collegato all'RNL, le risorse destinate alle spese per il personale, per beni e servizi e d'esercizio del DFAE e della DSC beneficiano anch'essi automaticamente e nella stessa proporzione di aumenti budgetari? </p><p>5. Come si sono evoluti i budget delle ambasciate e dei consolati della Svizzera all'estero negli ultimi cinque-dieci anni? Beneficiano anche loro in pari misura del tasso di crescita annuo previsto per il budget dell'APS?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Innanzitutto si deve osservare che l'aumento medio dei crediti a preventivo del 2,7 per cento annuo rispetto al preventivo 2016 menzionato nel messaggio concernente la cooperazione internazionale 2017-2020 (FF 2016 2005) è da ricondurre a un elemento specifico (effetto di base): nel preventivo 2016 i mezzi finanziari sono stati fortemente ridotti rispetto alla pianificazione finanziaria 2016-2018 al fine di contribuire in maniera sostanziale a far sì che il budget della Confederazione rispondesse ai requisiti del freno all'indebitamento. Senza questa riduzione nell'anno di riferimento 2016 nel 2017-2020 si sarebbe registrata una crescita praticamente nulla.</p><p>1./3. Per le attività non svolte dalla DSC le spese proprie del DFAE alla Centrale negli ultimi sei anni (2011-2016: Tutti i dati relativi al 2016 si basano sulle proiezioni del 31 ottobre 2016.) sono aumentate in media del 2,4 per cento all'anno (3,1 per cento spese per il personale, 2 per cento spese per beni e servizi e spese d'esercizio). Nella rete esterna si è registrato un aumento medio annuo dell'1,2 per cento, di cui lo 0,5 per cento destinato alle spese per il personale e il 3,8 per cento alle spese per beni e servizi e d'esercizio. Dal 2015 le spese di funzionamento sono diminuite per effetto delle misure di risparmio.</p><p>Nel periodo 2011-2016, ossia dalla decisione del Parlamento di portare la percentuale dell'aiuto pubblico allo sviluppo (APS) allo 0,5 per cento del RNL entro il 2015, le spese per il personale della DSC sono aumentate in media annualmente dell'1,9 per cento alla Centrale e del 7 per cento all'estero (per la motivazione ved. n. 2). Le spese per il personale del Corpo svizzero di aiuto umanitario (CSA), anch'esso impiegato all'estero, sono diminuite, nello stesso periodo di tempo, dello 0,2 per cento. Nel messaggio concernente la cooperazione internazionale 2013-2016 (FF 2012 2139), approvato dal Parlamento, era stata fissata una soglia media del 3,8 per cento sull'intero importo dei crediti quadro destinata alle spese per il personale, che non poteva essere superata. Fino al 2016 i salari del personale locale coinvolto nell'attuazione dei progetti sono parte integrante dei budget di progetto e perciò non sono compresi nelle cifre menzionate. Le spese per beni e servizi e d'esercizio della DSC sono aumentate in media annualmente, nel periodo 2011-2016, del 5,5 per cento (esclusi salari del personale locale e CSA).</p><p>2. Per le attività non legate alla DSC l'aumento dei mezzi finanziari negli anni 2011-2016 (49 mio. fr.) ha compensato l'aumento delle spese all'estero - spese per il personale locale, sicurezza e infrastrutture. Con questi mezzi supplementari sono stati inoltre finanziati: il trasferimento dell'Ufficio dell'integrazione all'interno del Dipartimento (in precedenza organo DFE/DFAE), l'intensificazione delle attività in alcuni ambiti prioritari alla Centrale (Task Force OSCE, politica di pace, politica europea, Ginevra internazionale e servizi ai concittadini) e l'internalizzazione di alcuni servizi specializzati in precedenza affidati a ditte esterne (traduzioni, servizi Internet). Nello stesso periodo di tempo i salari medi del personale del DFAE assunto secondo il diritto svizzero sono aumentati in media, ogni anno, dello 0,6 per cento. Le spese di funzionamento sono così ripartite: 40 per cento circa alla Centrale e 60 per cento circa nella rete esterna.</p><p>Alla DSC l'effettivo del personale (in equivalenti a tempo pieno, ETP) è passato da 492 unità nel 2011 a 541 nel 2016. Nel corso del 2016 sono state prese misure di riduzione del personale senza tuttavia apportare tagli al nuovo programma per giovani leve. Alla fine del 2017 il personale della DSC si ridurrà di oltre 15 unità (in ETP) rispetto alla situazione del 2015.</p><p>Il fabbisogno di personale è stato motivato in maniera dettagliata nel messaggio 2013-2016 approvato dal Parlamento, in particolare in riferimento al più elevato volume di crediti d'impegno e alla necessità di sviluppare conoscenze e competenze presso i partner locali (un'attività che richiede molte risorse) in modo da garantire risultati duraturi. Il fatto che le spese per il personale della DSC all'estero siano aumentate più di quelle relative alla Centrale (cfr. risposta alla domanda n. 1) può essere ricondotto al mandato del Parlamento: da una parte sono aumentati i compiti, parallelamente all'incremento dei crediti per la cooperazione internazionale portata allo 0,5 per cento del RNL; dall'altra, con il messaggio 2013-2016 è stata presa la decisione di intensificare le attività in contesti fragili. Le condizioni di lavoro difficili e rischiose in loco richiedono in media spese per il personale più elevate rispetto a quelle sostenute in contesti non fragili (in particolare a causa dei periodi di impiego più brevi e dei costi supplementari per la sicurezza). Maggiori costi sono stati provocati anche dall'aumento, dal 2013, dei contributi del datore di lavoro conformemente alla OPPCPers (RS 172.220.111.35) e dalla maggiore decentralizzazione del lavoro sul campo.</p><p>4. La Svizzera pubblica ogni anno la sua percentuale APS in modo che sia possibile effettuare comparazioni con altri Paesi donatori. Questa percentuale non è un parametro di controllo; si tratta di un dato indicativo che viene dichiarato dopo la chiusura annuale. Come affermato dal Consiglio federale nel parere riguardo al postulato Béglé 16.3541, né i crediti quadro né i crediti a preventivo sono calcolati a partire dalla percentuale di APS, bensì vengono fissati liberamente dalle Camere federali. Nel messaggio 2013-2016 il Consiglio federale aveva proposto, sulla base di un decreto del Parlamento, che l'importo dei crediti quadro fosse definito in modo tale che la percentuale di APS sul RNL arrivasse prevedibilmente allo 0,5 per cento entro il 2015. Per questo motivo era stato previsto per le spese proprie un aumento minore rispetto alle spese di riversamento. Negli anni successivi non è stato effettuato, né per le spese proprie né per le spese di riversamento, un adeguamento automatico all'andamento del RNL.</p><p>5. Dal 2011 al 2016 la spesa per il finanziamento delle attività diplomatiche e dei servizi consolari nella rete esterna è cresciuta in media ogni anno dell'1,2 per cento. Questo incremento è dovuto al rafforzamento delle misure di sicurezza e alle prestazioni sempre più numerose e complesse. Dal 2011 il numero delle cittadine e dei cittadini svizzeri all'estero è aumentato dell'8,3 per cento. I costi relativamente stabili della rete diplomatica e consolare si spiegano con l'attuazione di misure di razionalizzazione e ottimizzazione e con lo sfruttamento di sinergie. Il budget delle rappresentanze all'estero viene calcolato tenendo conto dell'elenco dei compiti della singola rappresentanza e del livello dei salari per il personale locale e dei prezzi per l'acquisto di merci e servizi. Non vi è alcun nesso tra il budget delle rappresentanze e l'evoluzione dei mezzi finanziari per la cooperazione internazionale. Le spese proprie della cooperazione internazionale non hanno superato i limiti dei relativi crediti quadro (fine 2016). Questi mezzi finanziari non sono stati utilizzati per la rete diplomatica e consolare e sono stati spesi unicamente per svolgere i compiti previsti dal messaggio 2013-2016.</p>  Risposta del Consiglio federale.