<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di impegnarsi a livello internazionale per la ristrutturazione del debito in Mozambico affinché il Paese possa di nuovo avere una prospettiva di sviluppo sociale sostenibile. I creditori e le organizzazioni per la concessione di crediti all'estero saranno chiamati a fornire il loro contributo se nell'attribuzione dei crediti hanno violato i loro obblighi di diligenza.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nell'aprile del 2016 la scoperta di un prestito nascosto di due miliardi di dollari statunitensi ha fatto passare il debito mozambicano dal 66 per cento (2015) ad uno stimato 120 per cento del prodotto interno lordo (2016). Il Mozambico ha già sospeso il pagamento per determinati crediti e ha accumulato numerosi ritardi nei versamenti riguardanti, fra l'altro, i crediti degli istituti di finanziamento privati e alcuni prestiti statali. Una ristrutturazione del debito appare quindi inevitabile.</p><p>Per la ristrutturazione del debito pubblico è competente in prima linea il Club di Parigi, di cui fa parte anche la Svizzera. Si tratta di un gruppo informale di Stati creditori la cui funzione è coordinare la ristrutturazione del debito. Al momento la Svizzera non ha crediti esigibili nei confronti del Mozambico. Inoltre, una ristrutturazione per il tramite del Club di Parigi sarebbe possibile solamente in caso di adesione del Mozambico a un programma di stabilizzazione macroeconomica del Fondo monetario internazionale (FMI) e, a sua volta, tale partecipazione è subordinata all'esibizione da parte del governo mozambicano di tutte le informazioni che risultano mancanti secondo gli audit indipendenti. Fino ad oggi il Mozambico non ha però soddisfatto questa richiesta di maggior trasparenza formulata dalla comunità internazionale di donatori, inclusi la Svizzera e il FMI.</p><p>Anche se diventasse possibile una ristrutturazione tramite il Club di Parigi, occorre tenere a mente che la maggior parte dei nuovi debiti contratti riguarda il settore privato. Un'eventuale ristrutturazione dovrebbe quindi avvenire in prima battuta ad opera del settore privato, evitando così anche di dare incentivi sbagliati nella concessione di crediti. Stando al documento sulla responsabilità sociale d'impresa (RSI) del 2015, il Consiglio federale si aspetta che le ditte con sede oppure operanti in Svizzera si attengano per tutte le loro attività a una gestione d'impresa responsabile che si basi sui criteri RSI internazionali e riconosciuti, come in particolare le linee guida dell'OCSE destinate alle multinazionali.</p><p>La Svizzera, da tempo partner di sviluppo del Mozambico, appoggia la richiesta di una maggiore trasparenza e di una presentazione dei conti pubblici affidabile. In tale contesto va anche fatta piena luce sulle procedure per la concessione di crediti. Il nostro Paese sostiene inoltre le autorità fiscali nel dipendere sempre meno da un aiuto finanziario esterno e, infine, si impegna affinché la popolazione mozambicana riceva servizi statali di base, in particolare per quanto riguarda l'approvvigionamento idrico e il settore sanitario.</p><p>Al di là del caso specifico in questione, il Consiglio federale sostiene il miglioramento delle condizioni quadro per la ristrutturazione statale dei debiti, come affermato chiaramente nel suo rapporto del 13 settembre 2013 in adempimento del postulato Gutzwiller 11.4033, "Procedura di insolvenza per Stati". È tuttavia fondamentale che una soluzione di questo tipo poggi sul consenso internazionale e, per questo, va data priorità al rafforzamento dei meccanismi contrattuali.</p><p>Negli ultimi due anni, grazie al sostegno del FMI sono stati compiuti grandi progressi nel settore, a beneficio di un'attuazione internazionale rafforzata. Di tali progressi occorrerà tenere conto in particolare nel quadro di ristrutturazioni del debito che coinvolgono il settore privato.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.