<h2>SubmittedText<h2><p>Come scrive l'UFAM sul sito Internet della Confederazione, gli inquinanti atmosferici e i gas a effetto serra "hanno fonti comuni" e "non conoscono confini". Per questo motivo la Confederazione si impegna anche sul piano internazionale a favore della protezione del clima, sostenendo, tramite la DSC, iniziative che promuovono uno sviluppo compatibile con il clima a lungo termine nei Paesi in via di sviluppo. Una di queste è la "Heavy Duty Diesel Initiative", promossa dalla Climate and Clean Air Coalition (CCAC HDDI) per migliorare la qualità del diesel e dei veicoli grazie a filtri antiparticolato che limitano le emissioni di inquinanti cancerogeni. Ciò consente di limitare i rischi per la salute umana dovuti alle emissioni di zolfo e di mettere un freno ai cambiamenti climatici. </p><p>Nel mese di settembre l'ONG Public Eye ha pubblicato un rapporto in cui si dimostra che alcune società svizzere sono fornitrici di gran parte dei carburanti tossici utilizzati in Africa, dove le norme in materia di protezione dell'aria sono chiaramente al di sotto degli standard internazionali. Questi comportamenti aggravano i mali che la DSC intende combattere come pure le emissioni contro cui sta lottando l'UFAM. La "Tribune de Genève", discutendo di questa incoerenza, ha parlato di "atteggiamento schizofrenico". </p><p>Alla luce di queste circostanze, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande: </p><p>1. Nell'ottica della coerenza delle politiche di sviluppo raccomandata dall'OCSE, qual è l'opinione del Consiglio federale in merito al tema summenzionato? </p><p>2. Di quali strumenti dispone la Confederazione per aiutare i Paesi africani a cui le società svizzere forniscono carburanti tossici ad adottare standard ambientali più severi? </p><p>3. La Confederazione è disposta a rinforzare la CCAC HDDI nell'area in cui operano i trader svizzeri, e in particolare in Africa, o a sostenere una delle iniziative analoghe esistenti? </p><p>4. Di quali mezzi intende avvalersi la Confederazione per costringere le società svizzere a considerare le conseguenze nefaste delle loro attività sul diritto alla salute delle popolazioni dei Paesi interessati e a porvi rimedio? In che modo pensa di integrare questa problematica nel piano d'azione nazionale per l'attuazione dei Principi guida dell'ONU per le imprese e i diritti umani?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale attribuisce grande importanza alla coerenza delle politiche di sviluppo (cfr. pareri sui postulati Sommaruga Carlo 10.3488 e 15.4165). Per quanto riguarda l'OCSE, la Svizzera si è impegnata a dare seguito alle raccomandazioni del Comitato di aiuto allo sviluppo (CAS) di osservare e analizzare le ripercussioni delle politiche svizzere sui Paesi in via di sviluppo. Il messaggio concernente la cooperazione internazionale della Svizzera 2017-2020, fondato sull'Agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile, precisa che le politiche pubbliche pertinenti devono essere rivolte allo sviluppo sostenibile. Inoltre la coerenza delle politiche interessa tutti gli attori, compreso il settore privato. Nella sua risposta alla domanda Mazzone 16.5419 il Consiglio federale ha affermato che, oltre al rispetto delle disposizioni giuridiche nazionali, si aspetta che le imprese con sede in Svizzera applichino gli standard e le direttive riconosciuti a livello internazionale, come i principi guida dell'OCSE per le imprese multinazionali e i principi guida dell'ONU sulle imprese e i diritti umani. È importante che la Svizzera porti avanti il dialogo sulla responsabilità sociale e sul dovere di diligenza delle imprese.</p><p>2. Il Consiglio federale ritiene che la Svizzera possa e debba contribuire affinché i Paesi in via di sviluppo, in particolare gli Stati africani, siano in grado di dotarsi di standard ambientali e questi ultimi vengano applicati in modo sistematico e rigoroso. Questo lavoro di cooperazione avviene soprattutto mediante un dialogo sul buongoverno e sulle politiche pubbliche che coinvolge diversi attori, in particolare i governi, la società civile e il settore privato. In Africa occidentale la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) intende attuare un programma regionale sul buongoverno e l'impiego delle materie prime fossili e minerali con l'obiettivo di promuovere la trasparenza e la responsabilità in questi ambiti. Il lancio di un programma di questo tipo dovrebbe prevedere la partecipazione di Paesi prioritari della Svizzera, come il Niger, il Mali, il Burkina Faso e il Ciad.</p><p>3. La Svizzera fa parte della Climate and Clean Air Coalition (CCAC), importante piattaforma per la protezione del clima, dal 2013. La CCAC porta avanti iniziative in diverse regioni del mondo, in modo particolare nei Paesi in via di sviluppo. Nell'ambito della CCAC la Svizzera è impegnata nella Heavy-Duty Diesel Vehicles and Engines Initiative (HDDI) e nella Global Strategy to Introduce Low-Sulfur Fuels and Cleaner Vehicles per mezzo delle attività della DSC e dell'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) insieme ad altri Paesi e agenzie multilaterali. La Svizzera unisce quindi al suo contributo attivo al dialogo globale in seno alla CCAC un'azione mirata mediante la promozione di varie iniziative. Il Consiglio federale crede che questo approccio sia molto valido e che vada perciò rafforzato. Al centro delle iniziative come la HDDI vi è la collaborazione di un gran numero di attori e i diversi mezzi, combinati tra loro, consentono di produrre effetti di moltiplicazione.</p><p>4. Come già indicato, il Consiglio federale ritiene che le imprese con sede in Svizzera debbano dar prova di una condotta responsabile in tutte le loro attività, in Svizzera come all'estero, anche nella catena del valore. Si tratta di un elemento essenziale ai fini della buona reputazione delle imprese e della Svizzera. I principi guida dell'OCSE per le imprese multinazionali sono stati elaborati per promuovere in tutto il mondo un contributo positivo al progresso economico, ambientale e sociale. Di conseguenza le imprese devono ridurre il più possibile gli effetti nefasti delle loro attività economiche sulla salute della popolazione. È pertanto molto importante che in Svizzera il dialogo sulla responsabilità sociale e sul dovere di diligenza delle imprese prosegua a ritmo sostenuto. A tal fine occorre continuare ad applicare i principi vigenti in Svizzera in materia, come il rapporto di base sulle materie prime e il piano d'azione del Consiglio federale sulla responsabilità sociale d'impresa. Il piano d'azione nazionale per l'attuazione dei principi guida dell'ONU sulle imprese e i diritti umani, in fase di elaborazione finale, fornirà alla Svizzera un importante quadro di riferimento supplementare.</p>  Risposta del Consiglio federale.