<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di presentare al Parlamento un progetto di modifica della legge federale del 14 dicembre 2012 sulla promozione della ricerca e dell'innovazione (LPRI) per riservare la possibilità di diventare partner privati dei progetti d'innovazione (art. 19 cpv. 2 lett. a LPRI) alle PMI svizzere. In particolare non devono più poter beneficiare dei sussidi di promozione della CTI (d'ora in poi: Innosuisse) le multinazionali quotate in borsa e le loro filiali.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Commissione per la tecnologia e l'innovazione CTI (d'ora in poi: Innosuisse) promuove progetti d'innovazione basati sulla scienza in tutte le discipline presenti nei centri di ricerca universitari. Questo mandato legale (art. 24 cpv. 1 della legge federale del 14 dicembre 2012 sulla promozione della ricerca e dell'innovazione; RS 420.1) è stato confermato dalle Camere federali con l'adozione della legge Innosuisse nel mese di giugno 2016 (art. 3 cpv. 1 LASPI; FF 2016 4391).</p><p>La CTI valuta i progetti sulla base di criteri chiaramente definiti, fra i quali rientrano anche la competenza dei partner di progetto coinvolti e il potenziale di mercato dei progetti dal punto di vista dell'utilità per l'economica pubblica. Ogni progetto promosso dalla CTI necessita di uno o più partner di ricerca e partner attuatori. I sussidi di promozione della CTI vanno esclusivamente ai partner di ricerca (centri di ricerca universitari e centri di ricerca extrauniversitari a scopo non lucrativo); i partner attuatori privati o pubblici non ricevono sussidi federali. Al fine di dimostrare che sono convinti del potenziale commerciale dei prodotti e dei servizi sviluppati, i partner attuatori devono inoltre fornire, per il progetto globale, fondi propri di importo pari al sussidio della CTI.</p><p>Le statistiche della CTI lo dimostrano: la maggior parte dei partner attuatori dei progetti CTI sono imprese di piccole o medie dimensioni. Nel 2015, oltre il 75 per cento dei partner attuatori occupava meno di 250 dipendenti, e oltre il 92 per cento meno di 2000.</p><p>Il rapporto sulla ricerca e l'innovazione in Svizzera ("Recherche et innovation en Suisse 2016", Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l'innovazione 2016) dimostra che le PMI svizzere collaborano ampiamente, nella loro attività di ricerca e sviluppo, con le multinazionali insediate in Svizzera. Queste ultime definiscono spesso trend tecnologici e tematiche chiave che esercitano una forte influenza sulle PMI. In qualità di fornitori le aziende medio-piccole mettono a disposizione componenti altamente specializzate per i progetti comuni, il che permette loro di integrare la propria attività d'innovazione nella catena di creazione di valore aggiunto delle grandi imprese e di occupare così mercati di nicchia. Impedire alle grandi imprese di intervenire quali partner attuatori nei progetti CTI significherebbe ledere gli interessi delle PMI ad esse collegate.</p><p>Per quanto riguarda i progetti d'innovazione sostenuti, da precedenti ricerche sulla promozione dell'innovazione della CTI risulta inoltre molto limitato il numero di casi "con effetti inerziali" (ossia di progetti che sarebbero stati realizzati anche senza il sostegno della CTI). Attualmente vengono di nuovo esaminate queste ed altre relazioni di causa-effetto; i primi risultati non si avranno tuttavia prima della fine del 2016. Modificare ora la prassi della CTI, senza sapere quali potrebbero essere gli effetti collaterali, sarebbe poco opportuno. Il Consiglio federale informerà a tempo debito le Camere federali sui risultati dell'analisi d'impatto.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.