<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a garantire che l'ordinamento giuridico vigente nel nostro Paese sia vincolante per tutte le persone in Svizzera. A chi non lo rispetta e viola gravemente o ripetutamente la sicurezza e l'ordine pubblici va revocato, senza eccezioni, il permesso di dimora conformemente agli articoli 62 e 63 della legge sugli stranieri.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La legge federale concernente la dimora e il domicilio degli stranieri (LDDS) tuttora vigente come pure la nuova legge federale sugli stranieri (LStr) permettono alle autorità d'esecuzione di adottare le misure necessarie nei confronti degli stranieri che mettono in pericolo o violano l'ordine e la sicurezza pubblici. In particolare, si è in presenza di una violazione dell'ordine e della sicurezza pubblici quando l'ordinamento giuridico o i principi e i valori democratici sono violati in modo rilevante o ripetutamente, quando decisioni delle autorità non sono osservate oppure importanti obblighi di diritto pubblico o privato non sono rispettati. </p><p>Al momento di rilasciare o prorogare i permessi di dimora o di domicilio, le autorità cantonali competenti in materia di stranieri devono verificare regolarmente se la persona richiedente soddisfa le condizioni per il rilascio o la proroga di un permesso di dimora o di domicilio, considerando anche il grado di integrazione delle persone in questione. </p><p>Le questioni menzionate nella motivazione quali la violenza coniugale, i matrimoni forzati, le escissioni delle ragazze o i delitti d'onore costituiscono gravi violazioni dell'ordinamento giuridico svizzero, che non possono essere tollerate e, in virtù del diritto in materia di stranieri, possono comportare misure di allontanamento e di respingimento. In ossequio al principio di separazione dei poteri, il Consiglio federale non si esprime in merito alla decisione di principio della commissione di ricorso in materia d'asilo menzionata nella mozione. Tale decisione di principio non prevede tuttavia un riconoscimento giuridico della sharia (cfr. anche la risposta del Consiglio federale all'interpellanza Wobmann Walter, 06.3227).</p><p>I recenti avvenimenti hanno tuttavia mostrato che prima di prorogare un permesso le autorità cantonali d'esecuzione devono esaminare in modo più approfondito il grado di integrazione della persona, soprattutto nel caso dei giovani. Occorre coinvolgere maggiormente le autorità scolastiche e tutorie nonché le autorità di polizia. Come previsto anche nella nuova legge sugli stranieri, prima di rilasciare o prorogare un permesso occorre esaminare il grado di integrazione della persona in questione. La legge prevede parimenti la possibilità, se del caso, di concludere un accordo d'integrazione con gli stranieri. </p><p>L'Ufficio federale della migrazione (UFM) può, nel quadro della procedura d'approvazione di diritto federale, rifiutare di rilasciare o prorogare un permesso in caso di mancata integrazione anche se precedentemente le autorità cantonali avevano rilasciato o prorogato tale permesso. Tuttavia, visto l'elevato numero delle procedure, l'UFM deve fare affidamento sulla collaborazione da parte delle autorità cantonali e comunali, che conoscono la situazione in loco; l'UFM non può infatti controllare ogni caso. </p><p>Siccome non è necessario adeguare la legge e le basi legali esistenti consentono già oggi alle autorità d'esecuzione di attuare una prassi coerente a tutela della sicurezza e dell'ordine pubblici, il Consiglio federale propone di respingere la mozione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.