<h2>SubmittedText<h2><p>A causa del forte aumento degli effettivi di animali e delle crescenti importazioni di alimenti per animali, da decenni in Svizzera si emette molta più ammoniaca di quanta ne possano sopportare gli ecosistemi sensibili. I limiti critici vengono ampiamente superati: rispetto alla superficie, le emissioni di ammoniaca in Svizzera registrano valori da record su scala mondiale. A livello nazionale e internazionale sono stati fissati valori target e obiettivi intermedi per le immissioni di azoto, in parte nel quadro di accordi internazionali, vincolanti anche per il nostro Paese. Il valore target di al massimo 25 000 tonnellate di ammoniaca l'anno, tuttavia, è lungi dall'essere raggiunto. Dopo aver mancato l'obiettivo intermedio di 42 000 tonnellate, al quale si mirava nell'ambito della politica agricola già nel 2002, da 15 anni le emissioni restano a un livello elevato e tendono addirittura ad aumentare, nonostante parallelamente si investano ingenti fondi pubblici nelle misure di riduzione. Qualsiasi progresso viene però annullato dalla continua autorizzazione di nuove stalle. Ciò è irresponsabile dal profilo ecologico ed economico. Il Consiglio federale ha riconosciuto l'esistenza del problema delle massicce emissioni di ammoniaca già nel 2013, in adempimento della mozione CAPTE-S 94.3005. All'epoca si era rinunciato a ulteriori misure, nell'attesa che i nuovi strumenti di politica agricola introdotti dessero risultati.</p><p>Considerato l'irrisolto problema ambientale, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Qual è la differenza tra le emissioni di ammoniaca attuali e gli obiettivi ambientali per l'agricoltura che UFAG e UFAM hanno tratto dalle basi legali?</p><p>2. Di quanto si sono potute ridurre le emissioni di ammoniaca dell'agricoltura svizzera dall'introduzione dei diversi programmi d'incentivazione?</p><p>3. Quanti fondi pubblici di Confederazione e cantoni sono stati investiti in questi programmi?</p><p>4. Per cosa sono stati impiegati i fondi?</p><p>5. Qual è la quota di aziende detentrici di animali che hanno partecipato a tali programmi?</p><p>6. Il Consiglio federale ritiene che questi programmi siano efficienti?</p><p>7. Quali sono i motivi che ne hanno determinato la riuscita o il fallimento?</p><p>8. Dal confronto internazionale, qual è la situazione attuale, in Svizzera, delle emissioni di ammoniaca riferite alle superfici e dei superamenti dei limiti critici?</p><p>9.Sulla base delle esperienze acquisite finora, il Consiglio federale come pensa di raggiungere l'obiettivo di riduzione dell'ammoniaca?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>8. Dal confronto sul piano europeo, la Svizzera, dopo l'Olanda, presenta i livelli di emissioni di ammoniaca più elevati per ettaro di superficie agricola utile (SAU). In Danimarca, dove la densità di animali è analoga a quella elvetica, le emissioni di ammoniaca per ettaro di SAU sono pari solo alla metà (Eurostat, 2016). I valori critici di immissione di azoto negli ecosistemi in Svizzera, in particolare nell'Altipiano, vengono superati in maniera più marcata rispetto a Germania, Francia, Austria e Italia (EEA, 2014). Ciò è dovuto alla combinazione, in Svizzera, tra densità di animali elevata, stalle con aerazione naturale e numero comparativamente alto di regioni con ecosistemi sensibili.</p><p>1. L'obiettivo ambientale per l'agricoltura relativo all'ammoniaca fissa un quantitativo massimo di 25 000 tonnellate NH3-N l'anno ma non una scadenza entro cui raggiungerlo (UFAM/UFAG, 2008). Nel 2013 le emissioni di ammoniaca da fonte agricola ammontavano a circa 47 000 tonnellate NH3-N (UFAM, 2015). Rispetto all'obiettivo ambientale per l'agricoltura, lo scarto è pertanto di 22 000 tonnellate NH3-N. Secondo il messaggio sulla Politica agricola 2014-2017, per il 2017 si persegue l'obiettivo intermedio di 41 000 tonnellate NH3-N. Rispetto a tale obiettivo intermedio, lo scarto ammonta a 6000 tonnellate NH3-N (stato 2013).</p><p>2. Dal 2008 gli enti responsabili possono presentare alla Confederazione progetti intesi a migliorare la sostenibilità nell'impiego delle risorse naturali ("progetti sulle risorse", art. 77a LAgr). In quell'anno le emissioni di ammoniaca da fonte agricola ammontavano a circa 49 000 tonnellate NH3-N (UFAM, 2015). Da allora è stato possibile ridurle del 4 per cento.</p><p>3.-5. Fino al 2014 compreso, la Confederazione ha speso 77,8 milioni di franchi per un totale di 16 progetti sulle risorse finalizzati a ridurre le emissioni di ammoniaca. In particolare sono stati sostenuti l'impiego di procedimenti di spandimento a basse emissioni per i concimi aziendali, provvedimenti relativi al foraggiamento e la copertura delle vasche di letame. I cantoni hanno sostenuto i progetti con un importo pari a 20,9 milioni di franchi, cui nel 2014 si sono aggiunti ulteriori 2,2 milioni di franchi stanziati sotto forma di contributi per l'efficienza delle risorse (CER) della Confederazione a favore di procedimenti di spandimento a basse emissioni per i concimi aziendali. Gli agricoltori possono richiedere questi pagamenti diretti indipendentemente da enti responsabili e progetti. Circa un terzo delle aziende aventi diritto a pagamenti diretti, detentrici di animali, ha partecipato a un progetto sulle risorse incentrato sull'ammoniaca o ha ricevuto CER per procedimenti di spandimento a basse emissioni per i concimi aziendali.</p><p>6. Grazie alla promozione statale, i procedimenti di spandimento a basse emissioni per il liquame godono di una notevole maggiore accettazione da parte della pratica e di conseguenza il loro utilizzo è aumentato considerevolmente. I contributi della Confederazione sono un finanziamento iniziale temporaneo che presuppone che l'effetto delle misure sia garantito anche dopo la fine del sostegno. Le tecniche di spandimento a basse emissioni utilizzate in Svizzera, come ad esempio il tubo flessibile a strascico, l'assolcatore e l'iniezione del liquame, determinano una riduzione delle emissioni del 30 a 70 per cento rispetto alle barre (UNECE, 2014), con conseguente miglioramento dell'efficienza dell'azoto in agricoltura. Oggigiorno i procedimenti di spandimento a basse emissioni godono di ampio riconoscimento e rispecchiano lo stato della tecnica.</p><p>7./9. L'entità delle emissioni di ammoniaca è determinata essenzialmente dai fattori efficienza nell'uso dell'azoto e intensità dell'allevamento di animali. I progetti sulle risorse hanno contribuito ad accrescere l'efficienza, che adesso è mantenuta attraverso i CER. Inoltre, dalla Politica agricola 2014-2017 ci si attende un calo dell'effettivo di animali a seguito della soppressione dei contributi riferiti agli animali. Ciò attenuerà l'intensità. Sebbene l'efficienza dell'azoto potrà essere ancora sensibilmente migliorata applicando le misure tecniche di riduzione delle emissioni disponibili e il progresso tecnico continuerà, stando alle stime attuali, l'obiettivo relativo all'ammoniaca e altri obiettivi ambientali non potranno essere raggiunti senza ulteriori misure di gestione dell'intensità dell'azoto. Il Consiglio federale traccerà i valori di riferimento della politica agricola post 2022 in un'analisi globale.</p>  Risposta del Consiglio federale.