Corte IV D-7828/2010 {T 0/2} S e n t e n z a d e l 1 6 n o v e m b r e 2 0 1 0 Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, con l'approvazione del Giudice François Badoud, cancelliera Vera Riberti; A._______, nata (...), alias B._______, (...), Etiopia, dichiaratasi d'Eritrea, ricorrente, contro Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore; Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; decisione dell'UFM del 27 ottobre 2010 / N [...]. B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t T r i b u n a l a d m i n i s t r a t i f f é d é r a l T r i b u n a l e a m m i n i s t r a t i v o f e d e r a l e T r i b u n a l a d m i n i s t r a t i v f e d e r a l Composizione Parti OggettoD-7828/2010 Visti: la domanda d'asilo che l'interessata ha inoltrato il (...) in Svizzera; il documento che l'Ufficio federale della migrazione (UFM) ha rimesso alla richiedente il medesimo giorno e mediante il quale l'ha resa atten- ta circa la necessità di consegnare, entro le 48 ore successive all'inol- tro della sua istanza, un documento d'identità o di viaggio con la com- minatoria che, in caso di mancata consegna e in assenza di motivi scusabili, non si entra nel merito della sua domanda d'asilo; i verbali d'audizione dell'interessata del 10 settembre 2010 e del 23 settembre 2010; la decisione dell'UFM del 27 ottobre 2010, notificata all'interessata il 29 ottobre 2010 (cfr. risultanze processuali); il ricorso del 5 novembre 2010 (cfr. timbro del plico raccomandato, data d'entrata 8 novembre 2010); gli atti dell'UFM trasmessi al Tribunale amministrativo federale (il Tribu- nale) in data 8 novembre 2010; ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti che verranno ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della ver- tenza; e considerato: che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal- la legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giu- gno 2005 (LTF, RS 173.110), in quanto la legge sull'asilo del 26 giu- gno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi); che fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale, in virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF; che l'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi); Pagina 2D-7828/2010 che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA; che la ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità in- feriore, è particolarmente toccata dalla decisione impugnata e vanta un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a – c PA) e che è pertanto legittimata ad aggravarsi contro di essa; che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla for- ma e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti; che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso; che i ricorsi manifestamente infondati sono decisi in procedura sempli- ficata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di un se- condo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi); che, ai sensi dell'art. 111a cpv. 1 LAsi, si rinuncia allo scambio di scrit- ti; che, nell'ambito delle audizioni sui motivi della domanda d'asilo, l'inte- ressata ha dichiarato di essere cittadina eritrea, ma di essere nata e cresciuta ad C._______, in Etiopia (cfr. verbale d'audizione del 10 set- tembre 2010, pag. 2); che ella sarebbe fuggita da D._______ il (...) dopo aver vissuto per (...) anni clandestinamente a casa di una certa signora E._______ che l'a- vrebbe accolta dopo la morte dei suoi genitori, entrambi deceduti a causa del virus F._______, e considerato che la ricorrente a causa delle sue origini eritree era malveduta dai precedenti vicini di casa; che durante questi (...) anni l'insorgente si sarebbe occupata dei figli della padrona di casa e delle faccende domestiche, subendo maltratta- menti ed insulti; che, inoltre, visto che la padrona non le avrebbe per- messo di studiare, l'interessata sarebbe espatriata grazie all'aiuto di un amico di suo padre che vivrebbe negli G._______ (cfr. verbale d'au- dizione del 10 settembre 2010, pagg. 6 seg. e verbale d'audizione del 23 settembre 2010, pagg. 8 segg.); che la ricorrente ha confermato che non avrebbe mai avuto problemi né con autorità né con persone terze in Eritrea, confermando peraltro di non aver mai vissuto in Eri- trea, come pure di non aver avuto problemi particolari con autorità o terzi in Etiopia, ad eccezione della persona che la impiegava e dei pre- Pagina 3D-7828/2010 cedenti vicini di casa (cfr. verbale d'audizione del 10 settembre 2010, pag. 7 e verbale d'audizione del 23 settembre 2010, pag. 11); che, circa il suo viaggio, ella ha raccontato che sarebbe partita in auto da D._______ il (...) giungendo in data (...) a H._______, in Sudan, ove sarebbe rimasta un mese e venti giorni in compagnia del passato- re vivendo in una casa dalla quale non sarebbe mai uscita (cfr. verbale d'audizione del 10 settembre 2010, pag. 8); che, sempre assieme al passatore, avrebbe poi proseguito in aereo sino in Francia, senza sa- per indicare il nome delle località da cui sarebbe decollata e atterrata, trascorrendo la notte del suo arrivo, il (...), nell'auto del passatore e proseguendo il giorno seguente in treno in direzione di I._______ (cfr. verbale d'audizione del 10 settembre 2010, pagg. 8 e 9); che la ricor- rente ha pure confermato di non aver mai subito dei controlli durante il suo viaggio (cfr. ibid.); che l'interessata non ha esibito sino ad oggi alcun documento d'identi- tà; che, nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato, da un lato, che la richiedente non ha consegnato alle autorità competenti in materia d'asilo alcun documento d'identità o di viaggio valevole ai sensi del- l'art. 1 (recte: 1a) lett. b e c dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a que- stioni procedurali dell'11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311); dall'altro lato, detto Ufficio ha ritenuto che nessuna delle eccezioni previste al- l'art. 32 cpv. 3 LAsi è realizzata nel caso di specie; che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata do- manda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, pronunciando l'al- lontanamento dell'interessata dalla Svizzera e l'esecuzione dell'allon- tanamento medesimo siccome lecita, esigibile e possibile; che, nel ricorso, l'insorgente ha ribadito in sostanza di essere nata in Etiopia da madre etiope e padre eritreo, di esservi cresciuta e di non conoscere praticamente nulla dell'Eritrea, suo padre essendo decedu- to allorquando ella era ancora in tenera età; che ella ha pure confer- mato che in Etiopia non le sarebbe possibile procurarsi un documento d'identità e che pertanto avrebbe fornito motivi scusabili che spiegano le ragioni per la mancata consegna dei documenti richiesti; che, ad ogni modo, l'insorgente asserisce, riferendosi fra l'altro alle osserva- zioni redatte dal rappresentate dell'opera assistenziale alla fine della seconda audizione, che dati gli indizi di persecuzione emersi, l'UFM Pagina 4D-7828/2010 avrebbe dovuto procedere ad ulteriori chiarimenti, entrando nel merito della domanda da lei presentata; che, in conclusione, la ricorrente ha chiesto l'annullamento della deci- sione impugnata e la trasmissione degli atti di causa all'autorità infe- riore per una nuova decisione nel merito della sua domanda d'asilo; che, infine, ha presentato una domanda di assistenza giudiziaria, nel senso dell'esenzione dal pagamento delle spese di giustizia e del rela- tivo anticipo; che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una do- manda d'asilo, se il richiedente non consegna alle autorità alcun docu- mento di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione della do- manda; che, giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si applica se il ri- chiedente può rendere verosimile di non essere in grado, per motivi scusabili, di consegnare documenti di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione della domanda (lett. a), se la qualità di rifugiato del ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in base al- l'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono neces- sari ulteriori chiarimenti per accertare la qualità di rifugiato o l'esi- stenza di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. c); che sono documenti di viaggio e d'identità ai sensi di legge quelli uffi- ciali, segnatamente il passaporto e la carta d'identità, che permettono un'identificazione certa del richiedente l'asilo (in particolare della sua cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio senza necessità di parti- colari formalità amministrative (DTAF 2007/7, consid. 5); che, per contro, non sono documenti validi giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi quelli emessi per altri scopi, come la licenza di condurre, la carta professionale, il certificato di nascita, la carta scolastica o l'atte- stato di fine degli studi (DTAF 2007/7, consid. 6); che, nel caso concreto, la ricorrente, a distanza di oltre due mesi dalla presentazione della domanda d'asilo, non ha esibito alcun documento che adempia i citati criteri; che, per di più, ella si è semplicemente limitata a dichiarare di non aver mai posseduto né il passaporto né la carta d'identità, poiché avendo sempre vissuto in Etiopia ed illegalmente da più di (...) anni, in Pagina 5D-7828/2010 detto Paese non le era possibile ottenere una carta d'identità eritrea, asserendo semplicemente che prima della guerra tra Eritrea ed Etiopia – iniziata a suo dire nell'anno 1999 – gli eritrei che vivevano in Etiopia avevano uno statuto legale ed invece susseguentemente sarebbero di- venuti illegali (cfr. verbale d'audizione del 23 settembre 2010, pagg. 2 seg.); che, oltre a ciò, avendo ella stessa dichiarato che per poter otte- nere una carta d'identità bisognava possedere un certificato di prove- nienza, alla domanda sul fatto di aver o meno mai posseduto detto certificato, l'interessata si è limitata a rispondere che non l'ha mai chiesto e mai ottenuto (cfr. verbale d'audizione del 10 settembre 2010, pag. 5); che la ricorrente non è neppure stata in grado di indicare se la sua nascita è stata registrata in Etiopia, limitandosi a dichiarare di non sapere nulla al riguardo poiché i suoi genitori sono morti quando lei era ancora bambina (cfr. verbale d'audizione del 23 settembre 2010, pag. 2); che, al riguardo, si rileva per contro che la ricorrente ha dichia- rato che suo padre sarebbe deceduto il (...) e la madre il (...), ovvero quando lei aveva già 14 anni, considerata la data di nascita dichiarata e risalente al (...) (cfr. verbale d'audizione del 10 settembre 2010, pagg. 1 e 4); che, in aggiunta, la ricorrente, alla domanda su cosa avrebbe fatto dopo essere venuta a conoscenza dell'incombenza di presentare un documento di viaggio o d'identità dopo le 48 ore dalla presentazione della domanda d'asilo, si è limitata a rispondere di non aver fatto nulla poiché non ha mai avuto i documenti che le erano stati richiesti (cfr. verbale d'audizione del 10 settembre 2010, pag. 6); che nel ricorso, l'insorgente non ha fatto altro che ribadire di non avere mai avuto un documento d'identità a causa, segnatamente, dell'origine eritrea del fu di lei padre (cf. ricorso pag. 2); che inoltre, interrogata sul suo viaggio, l'interessata ha dichiarato di essere partita da D._______ in auto e di essere arrivata a H_______, in Sudan, dove sarebbe rimasta un mese e venti giorni non uscendo mai dalla casa in cui soggiornava e non sapendo dunque dove elle si trovasse esattamente (cfr. verbale d'audizione del 10 settembre 2010, pag. 8); che circa il volo che avrebbe fatto dal Sudan sino in Francia, la ricorrente non è riuscita a fornire dettagli riguardo al nome o al logo della compagnia aerea con la quale avrebbe viaggiato, ai nomi degli aeroporti o dei luoghi in Sudan ed in Francia, dichiarando unicamente che il viaggio in aereo sarebbe durato sette o otto ore (cfr. verbale d'audizione del 10 settembre 2010, pagg. 8 seg.); che inoltre ella so- stiene che sarebbe stato il passatore ad avere in mano, durante tutto il Pagina 6D-7828/2010 viaggio, dei documenti di identità che però lei non avrebbe mai né vi- sto né detenuto, non sapendo neppure indicare che generalità avrebbe dovuto dichiarare nel caso in cui le autorità l'avessero fermata od in- terpellata (cfr. verbale d'audizione del 10 settembre 2010, pag. 8); che pure in merito al viaggio in treno che la ricorrente avrebbe fatto dalla Francia sino in Svizzera, ella non è riuscita a fornire alcun dettaglio cir- ca il tragitto o il valico dal quale sarebbe entrata in territorio elvetico (cfr. verbale d'audizione del 10 settembre 2010, pag. 9); che, la ricorrente non è stata in grado di specificare null'altro o fornire dettagli e spiegazioni che possano donare credibilità al proprio raccon- to, che risulta quindi vago, impreciso e contraddittorio; che, in aggiunta, in sede ricorsuale non è stata fornita alcuna spiega- zione circa l'apprezzamento dell'autorità inferiore in merito alle modali- tà del viaggio d'espatrio (cfr. ricorso, pag. 2); che, pertanto, questo Tribunale ritiene che l'insorgente non può aver viaggiato nelle circostanze e secondo le modalità descritte; che giova peraltro ricordare che varcare il confine Schengen senza su- bire alcun controllo, come l'insorgente ha dichiarato di aver fatto, risul- ta a tutt'oggi per lo meno alquanto difficoltoso; che, vista l'inconsistenza e l'inattendibilità delle suddette dichiarazioni della ricorrente circa il possesso dei documenti d'identità, nonché l'in- verosimiglianza delle circostanze del viaggio d'espatrio, il Tribunale ha ragione di concludere che ella dissimuli i suoi documenti d'identità per i bisogni della causa; che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli stessi, l'eccezione prevista all'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi a favore dell'in- sorgente non è applicabile; che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, in base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione è accertata la qualità di rifugiato del richiedente; che, inoltre, con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legisla- tore ha introdotto con l'art. 32 cpv. 2 lett. a nonché cpv. 3 LAsi una pro- Pagina 7D-7828/2010 cedura sommaria nell'ambito della quale è statuito sull'adempimento o meno della qualità di rifugiato, nonostante che la stessa termini con una decisione di non entrata nel merito (DTAF 2007/8, consid. 5); che non si entra nel merito di una domanda d'asilo allorquando sulla base di un esame sommario è riconoscibile che il richiedente l'asilo non adempie manifestamente la qualità di rifugiato; che ciò può risul- tare sia dalla manifesta inconsistenza sia dalla manifesta irrilevanza dei motivi d'asilo addotti (DTAF 2007/8, consid. 5.6.4 e 5.6.5); che, nel caso di specie, l'insorgente ha dichiarato sostanzialmente di essere fuggita dall'Etiopia, a seguito della sua situazione illegale in detto Paese, essendo di origine eritrea e non potendo quindi avere fu- turo alcuno, come pure considerati la vita che avrebbe dovuto condur- re ed i maltrattamenti subiti presso la persona che l'avrebbe accolta in Etiopia; che nella fattispecie la ricorrente non ha presentato, all'infuori di gene- riche censure, argomenti o prove suscettibili di giustificare una diversa valutazione, rispetto a quella di cui all'impugnata decisione (di non en- trata nel merito della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi); che, a mente di questo Tribunale, come rettamente ritenuto dall'autori- tà inferiore, la vicenda raccontata dall'insorgente a sostegno delle sue origini e della sua domanda d'asilo non presenta elementi di verosimi- glianza; che infatti basti rilevare che il fatto di cui la ricorrente pretenderebbe prevalersi a sostegno della sua domanda d'asilo, ovvero quello di es- sere scappata dall'Etiopia poiché in loco non aveva uno statuto legale e che pertanto non le sarebbe stato possibile condurre una vita nor- male (cfr. verbale d'audizione del 10 settembre 2010, pag. 6 e verbale d'audizione del 23 settembre 2010, pag. 7) risulta inverosimile, alla luce delle sue dichiarazioni carenti, contraddittorie ed illogiche; che, infatti, l'insorgente ha dichiarato di essere d'origine eritrea, di non aver mai vissuto in detto Paese, ma non è riuscita a fornire alcun det- taglio sull'asserito Paese d'origine come, e a titolo d'esempio, le etnie delle popolazioni che vivono in Eritrea (ed in particolare la sua), la du- rata del conflitto tra detto Paese e l'Etiopia, la bandiera dell'Eritrea o la sua suddivisione amministrativa (cfr. verbale d'audizione del 10 set- Pagina 8D-7828/2010 tembre 2010, pag. 2 e verbale d'audizione del 23 settembre 2010, pagg. 4 segg.); che alla domanda sulla ragione di così poche informa- zioni in merito all'asserito Paese di provenienza, la ricorrente si è limi- tata a rispondere che nessuno le ha mai spiegato nulla sull'Eritrea e che le poche informazioni addotte in sede d'audizione le sapeva sem- plicemente per caso perché ne aveva sentito parlare (cfr. verbale d'au- dizione del 10 settembre 2010, pag. 3); che, in particolare, per giustifi- care il fatto che il padre non le avrebbe tramandato nulla sulla cultura, le tradizioni e altre informazioni sul loro Paese d'origine, ella ha dichia- rato di essere piccola quando suo padre è deceduto (cfr. verbale d'au- dizione del 10 settembre 2010, pag. 2) per poi affermare in seguito che suo padre non era a casa (cfr. verbale d'audizione del 23 settem- bre 2010, pag. 6); che giova pure ricordare, come già citato in prece- denza, che l'interessata avrebbe già avuto quasi 14 anni al momento del decesso del padre e che pertanto avrebbe potuto essere informata e/o interessarsi alle particolarità dell'evocato paese di provenienza, cosa che comunque ella non avrebbe mai fatto neppure in seguito; che, infine, non appare credibile la giustificazione della ricorrente sul fatto che non avrebbe più avuto contatti con la nonna e lo zio materni dopo la morte del padre, avvenuta un anno prima di quella della ma- dre, poiché questi avevano paura di essere contagiati dal virus F._______, allorché ella stessa ha dichiarato che i due parenti veniva- no a trovare la famiglia della ricorrente già quando il padre era malato, ovvero prima del decesso (cfr. verbale d'audizione del 23 settem- bre 2010, pag. 8); che la ricorrente si è pure contraddetta in merito alla persona che l'avrebbe aiutata a fuggire dall'Etiopia, asserendo, alter- nativamente e senza spiegazioni plausibili, che detta persona era un vicino amico di suo padre che vive in Etiopia o, a seconda delle diver- se dichiarazioni, negli G._______ (cfr. verbale d'audizione del 10 set- tembre 2010, pag.7 e verbale d'audizione del 23 settembre 2010, pagg. 8 seg.); che, di conseguenza, l'autorità inferiore ha rettamente considerato come inverosimili le dichiarazioni rese dall'insorgente, giusta l'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi; che, inoltre, ritenuta l'inconsistenza delle allegazioni decisive presen- tate dall'interessata ed illustrate poc'anzi, non risultano elementi ai sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi da cui dedurre la necessità di ulte- Pagina 9D-7828/2010 riori accertamenti ai fini della determinazione della qualità di rifugiato dell'insorgente medesima; che non si giustificano neppure delle misure di istruzione com- plementari ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedimento all'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente dal punto di vista del- l'ammissibilità (DTAF 2009/50 consid. 8); che dalle carte processuali non emergono elementi da cui desumere che l'esecuzione dell'allontanamento della ricorrente verso il suo Pae- se d'origine possa violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della Convenzione sullo statuto dei rifugiati del 28 luglio 1951 (Conv., RS 0.142.30), l'art. 5 LAsi (divieto di respingimento) nonché l'art. 83 cpv. 3 LStr o possa esporre l'insorgente in detto Paese al ri- schio reale ed immediato di trattamenti contrari all'art. 3 della Conven- zione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamen- tali del 4 novembre 1950 (CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Conven- zione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105); che, da quanto esposto, ne discende che rettamente l'UFM non è en- trato nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi; che, di conseguenza, in materia di non entrata nel merito, il ricorso, destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la decisione impugnata va confermata; che l'insorgente non adempie le condizioni in virtù delle quali l'UFM avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Sviz- zera (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi, art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 OAsi 1); che l'esecuzione dell'allontanamento è regolata all'art. 83 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) giusto il quale l'esecuzione dell'allontanamento deve essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragionevolmente esigi- bile (art. 83 cpv. 4 LStr); che la questione del carattere possibile ammissibile ed esigibile de- v'essere esaminata d'ufficio; che, tuttavia, questo principio è limitato dall'obbligo della persona interessata di collaborare all'accertamento Pagina 10D-7828/2010 dei fatti giusta l'art. 8 cpv. 1 LAsi (cfr. sentenza del Tribunale ammini- strativo federale D-7804/2008 del 17 aprile 2009 consid. 12.1 e refe- renze citate); che si tratta di un tipico caso d'applicazione dell'art. 13 cpv. 1 lett. c PA; che, come illustrato in precedenza, nel caso in esame le affermazioni della ricorrente in merito alla propria cittadinanza sono manifestamen- te carenti ed inverosimili, per il che ella ha segnatamente violato l'ob- bligo di collaborare circa l'indicazione della sua vera cittadinanza, a lei senza dubbio nota, ed ha così posto le autorità nell'impossibilità di de- terminare con certezza il suo Paese d'origine, così come l'esistenza di ostacoli all'allontanamento; che non di meno, e contrariamente a quanto rubricato nella decisione impugnata menzionante l'Eritrea, tale origine, sulla base della prece- dente analisi, non può essere ritenuta; che, in considerazione di quanto precede, nulla si oppone all'ammissi- bilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 cpv. 3 LStr); che, sebbene in Etiopia vi siano ancora dei movimenti di ribellione, in detto Paese non vige attualmente una situazione di guerra civile o vio- lenza generalizzata che coinvolga l'insieme della popolazione nella to- talità del territorio nazionale; che infatti la guerra di frontiera tra l'Etio- pia e l'Eritrea, durata due anni e mezzo, si è conclusa con l'armistizio negoziato, nel giugno 2000, per il tramite dell'Organizzazione per l'Uni- tà Africana (OUA) e la successiva firma, in data 12 dicembre 2000, di un trattato di pace da parte di entrambi gli Stati; che inoltre, nonostan- te il ritiro delle truppe di pace dell'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), nel marzo 2008 dall'Eritrea e nell'agosto 2008 dall'Etiopia, non v'è attualmente un conflitto aperto al confine tra questi due Paesi e che nell'insieme non si può dunque parlare di un peggioramento della situazione generale in Etiopia (cfr. sentenza del Tribunale amministrati- vo federale D-5407/2008 del 26 agosto 2010; sentenza del Tribunale amministrativo federale D-7804/2008 del 17 aprile 2009 consid. 12.4 e giurisprudenza citata); che, peraltro, in relazione all'art. 83 cpv. 4 LStr, avendo dissimulato la sua nazionalità, la ricorrente ha reso impossibile la ricerca di pericoli concreti e suscettibili di minacciarla nel suo effettivo Paese d'origine; Pagina 11D-7828/2010 che, quanto alla situazione personale della ricorrente, ella è giovane, in buona salute, ha frequentato la scuola dall'età di almeno (...) anni sino all'anno (...) ed ha pure lavorato in patria come bambinaia (cfr. verbale d'audizione del 10 settembre 2010, pagg. 3 e 10); che, inoltre, stando a quanto riferito, in Etiopia vivono ancora la nonna e uno zio materni (cfr. verbale d'audizione del 10 settembre 2010, pag. 4); che l'insorgente non ha nemmeno preteso nel gravame di soffrire di gravi problemi di salute che possano giustificare la sua ammissione provvisoria (cfr. sulla problematica Giurisprudenza ed informazioni del- la Commissione svizzera di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2003 n. 24), senza che da un esame d'ufficio degli atti di causa emerga la ne- cessità di una permanenza in Svizzera per motivi medici; che, per le ragioni sopraindicate, l'esecuzione dell'allontanamento del- la ricorrente è ragionevolmente esigibile (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 cpv. 4 LStr); che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibi- lità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 44 cpv. 2 LAsi ed art. 83 cpv. 2 LStr); che, per conseguenza, anche in materia d'allontanamento e relativa esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'auto- rità inferiore confermata; che ne discende che l'UFM con la decisione impugnata non ha violato il diritto federale, né abusato del suo potere di apprezzamento; l'autori- tà di prime cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata (art. 106 LAsi), per il che il ricorso va respinto; che, avendo il codesto Tribunale statuito nel merito del ricorso, la do- manda d'esenzione dal versamento dell'anticipo equivalente alle pre- sunte spese processuali è divenuta senza oggetto; che, infine, ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità d'esito favorevole, la domanda d'assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versamento delle spese processuali, è respinta (art. 65 cpv. 1 PA); Pagina 12D-7828/2010 che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.-, che seguono la soccombenza, sono poste a carico della ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fe- derale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]); che la presente sentenza non può essere impugnata con ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d LTF); che la pronuncia è quindi definitiva. (Dispositivo alla pagina seguente) Pagina 13D-7828/2010 Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 1. Il ricorso è respinto. 2. La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versamento delle spese processuali e del relativo anticipo, è respinta. 3. Le spese processuali, di fr. 600.-, sono poste a carico della ricorrente. Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente decisione. 4. Comunicazione a: - ricorrente (Raccomandata; allegato: bollettino di versamento) - UFM, Divisione soggiorno, con allegato l'incarto N [...] (per corriere interno; in copia) - J._______ (in copia) Il giudice unico: La cancelliera: Daniele Cattaneo Vera Riberti Data di spedizione: Pagina 14