<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>* Al fine di realizzare il postulato Jutzet (e Carobbio), l'ex UFIAML ha condotto una prima inchiesta in seno all'amministrazione per determinare in quale misura i diversi Dipartimenti, nel rispettivo ambito di competenza, erano a conoscenza di fatti concernenti il lavoro nero o l'economia sommersa. Inoltre, nel 1997, la Commissione per le questioni relative al mercato del lavoro (extraparlamentare) ha discusso di questa problematica. Le prime proposte che sono state presentate riguardavano le CCT nei rami economici che rischiavano maggiormente di essere colpiti, vale a dire l'edilizia e l'industria alberghiera: le commissioni paritetiche dei partner sociali dovrebbero effettuare controlli più assidui, ciò che consentirebbe di prendere eventuali sanzioni. Poco dopo sono state depositate le mozioni Eymann, Tschopp e Imhof; il Consiglio federale ha raccomandato al Parlamento di accettarne due.</p><p></p><p>* Nel suo Rapporto di gestione 1997, il Consiglio federale riteneva che l'accettazione delle mozioni Eymann e Tschopp rispondesse alle richieste dell'autore del postulato (Jutzet):</p><p></p><p>Il Consiglio federale ha affidato all'UFSEL il mandato di elaborare, in collaborazione con i partner sociali, una serie di misure destinate alla lotta contro il lavoro nero nonché di provvedere all'attuazione di tali misure e di procedere a una vasta campagna d'informazione, su scala nazionale, contro il lavoro nero.</p><p></p><p>La prima riunione del Gruppo di lavoro "Campagna di lotta contro il lavoro nero" si è svolta il 30 aprile 1998, con gli Uffici federali direttamente interessati (presidenza: UFSEL; membri: UFAS, UFDS, UFR, AFF, AFC, UFG). In seguito a tale riunione, le prese di posizione dell'AFC, dell'UFAS, dell'UFDS nonché quelle della Divisione del diritto del lavoro e del servizio economico dell'UFSEL hanno consentito di evidenziare quanto segue:</p><p></p><p>* uno studio economico generale sul tema del lavoro nero sembra inopportuno per tre motivi: in primo luogo, l'analisi del professor Schneider (Università di Linz), che procede a valutazioni economiche generali già da parecchi anni, può difficilmente essere migliorato; in secondo luogo, un'analisi quantitativa a livello settoriale e regionale richiederebbe troppo tempo e troppe risorse; infine, i risultati disponibili sembrano sufficienti per sensibilizzare l'opinione pubblica.</p><p></p><p>* Il punto debole della lotta contro il lavoro nero sembra risiedere non tanto nella mancanza di disposizioni legali, quanto piuttosto nella loro applicazione nella pratica, a livello cantonale.</p><p></p><p>Per questi motivi, è stato privilegiato un approccio più pragmatico, vale a dire l'effettuazione di un'inchiesta presso i Cantoni. La seconda riunione del Gruppo di lavoro "Campagna di lotta contro il lavoro nero", che ha avuto luogo il 30 giugno 1998, è stata quindi dedicata alla preparazione di tale inchiesta, che è stata eseguita presso i Cantoni durante il mese di agosto 1998 con la collaborazione di tutti gli Uffici federali interessati. Essa si è occupata dei problemi incontrati (risorse, cooperazione tra le autorità cantonali, presa di coscienza delle istanze responsabili, ecc.) e delle possibili soluzioni. Attualmente l'UFSEL sta effettuando la valutazione delle risposte ai questionari inviati a suo tempo. In seguito, esso elaborerà delle tesi che dovranno essere discusse dapprima in seno al Gruppo di lavoro, quindi con i rappresentanti dei Cantoni.</p><p></p><p>Verrà poi organizzata una discussione con i partner sociali e i Cantoni, sotto l'egida dell'UFSEL, allo scopo di decidere, in base ai risultati dell'inchiesta effettuata presso i Cantoni, in merito ai provvedimenti da adottare a livello federale e cantonale.</p>  Risposta del Consiglio federale.