<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di modificare la legislazione vigente per permettere ai Cantoni di disporre gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico per i casi di carcerazione amministrativa nel quadro dell'applicazione della legge federale sugli stranieri.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale accoglie con favore la richiesta dell'autore della mozione di vagliare, nel settore delle misure di diritto degli stranieri, alternative alla carcerazione amministrativa. Ritiene tuttavia che occorra dapprima esaminare, insieme ai Cantoni, l'opportunità della sorveglianza elettronica nel diritto in materia di stranieri.</p><p>La carcerazione amministrativa di diritto degli stranieri serve a garantire l'esecuzione delle decisioni di allontanamento, di espulsione o di espulsione giudiziaria. Mira in particolare a impedire che gli interessati si rendano irreperibili. È vero che il braccialetto elettronico permette di controllare se la persona rispetta la condizione di non lasciare il suo domicilio. È tuttavia di utilità limitata per prevenire il rischio di un passaggio alla clandestinità. La sorveglianza elettronica è pertanto disposta, quale forma di esecuzione delle pene detentive, soltanto se non vi è da attendersi che il condannato fugga (cfr. art. 79b cpv. 2 CP). Nel diritto di procedura penale non è una misura sostitutiva di per sé e può essere ordinata soltanto per sorvegliare l'esecuzione di misure sostitutive alla carcerazione preliminare e di sicurezza. È inoltre problematica nel quadro del diritto degli stranieri in quanto non tutte le persone tenute a lasciare la Svizzera dispongono di un domicilio fisso.</p><p>Per di più, i Cantoni hanno espresso il loro scetticismo, o persino la loro opposizione, dinanzi all'idea di utilizzare la sorveglianza elettronica in tempo reale in casi che esulano dal diritto penale. Ad esempio, nel quadro della consultazione relativa alla legge federale per migliorare la protezione delle vittime di violenza, hanno considerato che il fatto di ordinare l'allestimento di un dispositivo elettronico per determinare in maniera continuativa il luogo di dimora di una persona è molto oneroso sul piano organizzativo, tecnico e delle risorse umane. Ritengono peraltro che i costi della sorveglianza elettronica siano sottostimati.</p><p>Nemmeno a livello europeo sono disponibili valori empirici in merito all'applicabilità e all'opportunità della sorveglianza elettronica in materia di esecuzione di decisioni di rimpatrio.</p><p>Per questi motivi il Consiglio federale respinge la presente mozione, con l'intenzione di procedere dapprima a ulteriori accertamenti insieme ai Cantoni. La Segreteria di Stato della migrazione continua inoltre a seguire le discussioni in corso sul piano europeo in merito alle soluzioni alternative alla carcerazione amministrativa.</p><p>Se la Camera prioritaria dovesse accogliere la mozione, il Consiglio federale proporrebbe alla seconda Camera di modificarla in modo che la prima tappa consista a esaminare più a fondo, insieme ai Cantoni, la necessità e l'opportunità di questa misura.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.