<h2>SubmittedText<h2><p>Secondo l'articolo 39 capoverso 1 lettera c LAMal, gli stabilimenti e i rispettivi reparti adibiti alla cura ospedaliera di malattie acute o all'attuazione ospedaliera di provvedimenti medici di riabilitazione (ospedali) sono autorizzati se dispongono di appropriate installazioni mediche e garantiscono una fornitura adeguata di medicamenti.</p><p>Nel giugno del 2016 i media hanno riferito che nella clinica Beau-Site di Berna i pavimenti di corridoi e scale sono rivestiti di moquette. Questo arredamento non può essere conforme all'odierno standard di qualità in materia di igiene e sicurezza dei pazienti. La moquette, infatti, non può essere sufficientemente pulita e rappresenta un rischio di infezione per i pazienti. Secondo le cifre diffuse dall'Ufficio federale della sanità pubblica, ogni anno 2000 pazienti muoiono e 70 000 si ammalano a causa di infezioni contratte negli ospedali svizzeri.</p><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. La moquette risponde agli odierni requisiti di igiene e, in particolare, può essere disinfettata efficacemente?</p><p>2. Esistono altre cliniche con pavimenti rivestiti di moquette?</p><p>3. Come vigila la Confederazione sulle "appropriate installazioni mediche"?</p><p>4. Quali misure ha adottato finora per promuovere l'igiene e la garanzia della qualità negli edifici ospedalieri?</p><p>5. Nel caso in questione, ha la possibilità di applicare l'articolo 43 capoverso 2 lettera d LAMal, che consente a titolo eccezionale di sottoporre le rimunerazioni di determinate prestazioni, al fine di garantirne la qualità, a condizioni più severe di quelle previste dagli articoli 36-40, quali in particolare l'esistenza delle infrastrutture necessarie?</p><p>6. Ha altre possibilità di imporre alle cliniche interessate la posa di pavimenti igienici a causa del pericolo di infezione?</p><p>7. Quali misure intende adottare contro le lacune riscontrate nella clinica Beau-Site?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Attualmente non esiste alcuna raccomandazione nazionale sull'utilizzo dei materiali negli ospedali. Secondo le raccomandazioni internazionali, i materiali utilizzati per il rivestimento di pavimenti nelle istituzioni sanitarie devono potere essere facilmente puliti e disinfettati. Oggigiorno sono disponibili materiali più adatti della moquette e il loro utilizzo dovrebbe essere privilegiato nelle istituzioni sanitarie i cui pavimenti rischiano di entrare in contatto con liquidi biologici contaminati.</p><p>2. La Confederazione non effettua rilevamenti sugli arredi architettonico-funzionali e l'infrastruttura delle cliniche e degli ospedali svizzeri. Queste strutture sono sottoposte alla vigilanza della polizia sanitaria cantonale.</p><p>3./4./6./7. Secondo la ripartizione dei compiti definita dalla Costituzione federale, il sistema sanitario è di competenza dei Cantoni. Questi ultimi sono sovrani per quanto la loro sovranità non sia limitata dalla Costituzione federale ed esercitano tutti i diritti non delegati alla Confederazione (art. 3 della Costituzione). Alla Confederazione incombono il disciplinamento delle assicurazioni malattie e infortuni, la protezione della salute, la prevenzione, la promozione della salute, la formazione medica e la ricerca scientifica, ai Cantoni la vigilanza sanitaria e l'assistenza medica.</p><p>Per ottenere l'autorizzazione a esercitare a carico dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie, gli ospedali devono sia adempiere i requisiti in materia di servizi e infrastrutture (art. 39 cpv. 1 lett. a-c LAMal; RS 832.10), sia ricevere un mandato ai sensi della LAMal sulla base di una pianificazione ospedaliera (art. 39 cpv. 1 lett. d-e LAMal). Secondo l'articolo 39 capoverso 2ter LAMal, il Consiglio federale emana criteri di pianificazione ospedaliera in base alla qualità e all'economicità. Al momento dell'autorizzazione dei fornitori di prestazioni, i Cantoni devono osservare questi criteri.</p><p>Tuttavia, spetta esclusivamente ai Cantoni prescrivere requisiti specifici, per esempio un obbligo di autorizzazione, per l'esercizio di istituzioni sanitarie. I Cantoni possono revocare o limitare le autorizzazioni o anche adottare misure di vigilanza e controllo contro le infezioni nosocomiali. Per esempio, possono imporre agli ospedali obblighi o requisiti specifici. Nel concreto, i requisiti variano da un Cantone all'altro. La verifica dei requisiti e il rilascio dell'autorizzazione all'esercizio competono alle autorità del Cantone in cui è ubicata l'istituzione sanitaria. La Confederazione non ha alcuna competenza in materia.</p><p>In virtù dell'articolo 58 capoverso 3 LAMal, il Consiglio federale ha facoltà di definire misure intese a garantire la qualità. A tal proposito occorre tuttavia sottolineare che l'attuazione di queste misure spetta ai Cantoni e agli assicuratori.</p><p>Il 23 marzo 2016, il Consiglio federale ha adottato la Strategia nazionale per la sorveglianza, la prevenzione e la lotta contro le infezioni nosocomiali (Strategia NOSO) e incaricato l'Ufficio federale della sanità pubblica di attuarla in collaborazione con i Cantoni e i partner attuatori (www.bag.admin.ch/NOSO). Questa strategia mira a ridurre il numero delle infezioni contratte negli ospedali e nelle case di cura. Quale misura chiave, prevede l'elaborazione di standard e direttive nazionali, che possono avere come oggetto anche l'igiene e i relativi requisiti architettonici e funzionali delle istituzioni sanitarie. Un'altra misura consiste nell'incoraggiare e sostenere i Cantoni a sfruttare maggiormente il loro margine di manovra nella valutazione delle attività degli ospedali e delle case di cura e nel rilascio delle autorizzazioni. Quale prima tappa dell'attuazione della strategia, nei gruppi di progetto, in collaborazione con i partner attuatori e gli esperti, se ne stanno priorizzando e concretizzando le misure, per esempio si stanno decidendo gli ambiti nei quali è necessario elaborare standard e direttive nazionali. Il Consiglio federale considera misure prioritarie il potenziamento della vigilanza e l'elaborazione di standard e direttive nazionali. Entro la fine del 2020 è prevista una valutazione intermedia dello stato di attuazione. </p><p>5. Conformemente all'articolo 43 capoverso 2 lettera d LAMal, nei loro contratti i partner tariffali possono sottoporre le rimunerazioni di determinate prestazioni, al fine di garantirne la qualità, a condizioni quali l'esistenza delle infrastrutture necessarie. La determinazione delle tariffe è di competenza dei partner tariffali. Anche in questo ambito il Consiglio federale non può intervenire direttamente.</p>  Risposta del Consiglio federale.