<h2>SubmittedText<h2><text><p>Il Consiglio federale è invitato a comunicare se i controlli sistematici dell'identità dei cittadini sono una prassi corrente negli uffici elettorali svizzeri, e soprattutto se delle elezioni o delle votazioni sono già state invalidate in seguito a un ricorso che verte sull'assenza di controlli in tal senso da parte delle autorità.</p></text><h2>FederalCouncilResponseText<h2><text><p>La Confederazione disciplina l'esercizio dei diritti politici in materia federale e i Cantoni in materia cantonale e comunale (art. 39 Cost., RS 101). La legge federale sui diritti politici (LDP, RS 161.1) lascia ai Cantoni un ampio margine di manovra nell'impostazione della procedura che regola il voto alle urne e il voto per corrispondenza nell'ambito di scrutini federali (art. 5-8 LDP). I Cantoni emanano le disposizioni necessarie per lo spoglio di tutti i voti, la tutela del segreto del voto e l'impedimento di abusi. Di conseguenza, essi hanno messo a punto meccanismi distinti per chi si reca alle urne anche nell'ambito del controllo della legittimazione, che generalmente è determinata sulla base di una carta di legittimazione. Taluni Cantoni, inoltre, hanno sancito nella propria legislazione una disposizione secondo cui, in determinati casi, per chi si reca alle urne possono essere prese misure per accertare l'identità della persona interessata che vanno al di là del controllo della carta di legittimazione.</p><p>Dall'entrata in vigore della legge sul Tribunale federale (LTF, RS 173.110), il 1° gennaio 2007, il Tribunale federale è competente in ultima istanza per giudicare i ricorsi concernenti le elezioni e votazioni federali. Prima del 2007, tali ricorsi erano giudicati in ultima istanza dal Consiglio nazionale (nel caso dell'elezione dei suoi membri) e dal Consiglio federale (nel caso delle votazioni popolari). Fino a oggi nessuno scrutinio federale è stato invalidato in seguito a un ricorso che verte sul controllo della legittimazione al voto nei locali elettorali.</p></text>