<h2>SubmittedText<h2><p>L'articolo 20 della legge federale sul collocamento e il personale a prestito (legge sul collocamento, LC) stabilisce che "se un'impresa acquisitrice è sottoposta a un contratto collettivo di lavoro di obbligatorietà generale, il prestatore deve rispettare, riguardo al lavoratore, le disposizioni del contratto collettivo concernenti il salario e la durata del lavoro". E' questo in particolare il caso delle agenzie di lavoro temporaneo del settore dell'edilizia. Nella pratica però le disposizioni dell'articolo in questione non sono sovente rispettate. Le agenzie in questione sollevano questioni d'interpretazione dell'articolo, oppure praticano metodi nel versamento del salario del tipo di far figurare parte dello stesso come spese, che nella pratica aggirano la disposizione di legge citata.</p><p>I sottoscritti deputati chiedono al Consiglio federale:</p><p>1. di adottare disposizioni, tramite ordinanza o direttive in applicazione delle disposizioni di legge, che stabiliscano chiaramente l'obbligo per i prestatori di attenersi, per quanto riguarda il salario, la tredicesima e il pagamento dei giorni festivi, alle disposizioni dei contratti collettivi di lavoro di obbligatorietà generale;</p><p>2. di proibire in particolare, se necessario anche con precise disposizioni di legge, che sia possibile al prestatore di compensare parte del salario sotto forma di cosiddette spese o comunque di determinare parte del salario sotto forma di rimborso spese;</p><p>3. di prendere rapide misure a protezione dei lavoratori, affinché nell'ambito delle assicurazioni sociali (rendite AVS, secondo pilastro, indennità giornaliere, ecc.) sia considerato il salario effettivo;</p><p>4. di emanare disposizioni che impediscano un aggiramento degli obblighi fiscali tramite una suddivisione della retribuzione versata in salario e spese.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In Svizzera, esistono all'incirca 1500 contratti collettivi di lavoro; 18 circa sono stati dichiarati di obbligatorietà generale sia dal Consiglio federale a livello federale sia da un Consiglio di Stato a livello cantonale. L'articolo 20 della legge federale del 6 ottobre 1989 sul collocamento e il personale a prestito (LC) riguarda unicamente quest'ultimo e mira a garantire ai lavoratori temporanei, in materia di salario e di durata del lavoro, l'applicazione delle stesse norme applicabili ai lavoratori fissi.</p><p>In occasione dei lavori parlamentari relativi alla LC si era già sottolineato che il campo d'applicazione dell'articolo 20 doveva essere relativamente ristretto per questioni di fattibilità e d'esecuzione, come pure per rispondere alla natura specifica del lavoro temporaneo. Non vi è dubbio infatti che il lavoro temporaneo risponda a determinati bisogni sul mercato del lavoro offrendo una forma e possibilità di lavoro corrispondenti ai desideri e alle esigenze di alcuni lavoratori.</p><p>In tale contesto e malgrado la particolare natura del lavoro temporaneo, il Consiglio federale non può accettare che una disposizione legale tanto chiara quanto l'articolo 20 LC non sia rispettata o possa essere raggirata in maniera fraudolenta. Cosciente di alcune irregolarità, senza dubbio ingigantite da un periodo di bassa congiuntura, l'Ufficio federale dell'industria, delle arti e mestieri e del lavoro ha adottato una prima misura corrispondente ai desideri dell'autore della mozione, ossia la decisione di pubblicare una circolare dettagliata relativa all'applicazione dell'articolo 20 LC, all'attenzione delle autorità cantonali e delle agenzie di lavoro temporaneo. Tale circolare si trova attualmente in fase di elaborazione e sarà disponibile nel giro di poco tempo.</p><p>Il Consiglio federale intende così facilitare e accelerare l'applicazione delle misure di controllo necessarie e delle sanzioni previste dalla LC in caso d'infrazione, cioè la revoca dell'autorizzazione e/o le sanzioni penali previste.</p><p>Per quanto riguarda le altre misure raccomandate dall'autore della mozione allo scopo di garantire ai lavoratori temporanei una migliore protezione, segnatamente riguardo alle assicurazioni sociali, le disposizioni legali vigenti permettono di intervenire con efficacia per eliminare gli abusi. Si tratta nondimeno di intensificare i controlli in stretta collaborazione con le competenti autorità esecutive e di adottare le misure atte ad evitare gli abusi nel lavoro temporaneo. L'indennizzo delle spese da parte del datore di lavoro, nella fattispecie del prestatore, costituisce per esempio l'oggetto di disposizioni precise pubblicate dall'Insai e soggiace al suo controllo. Un accurato esame dei casi speciali accompagnato dalla collaborazione con gli altri rami interessati delle assicurazioni sociali, in particolare l'AVS, l'assicurazione contro la perdita di guadagno e il secondo pilastro sono intesi a eliminare gli abusi manifesti senza recare eccessivo pregiudizio agli elementi specifici propri del lavoro temporaneo. Una tale prassi è già in vigore; si tratta quindi d'intensificare questa collaborazione e le attività di controllo in loco.</p><p>Lo stesso vale soprattutto per i risparmi di natura fiscale realizzati tramite il lavoro temporaneo, in particolare dal prestatore. Le misure che verranno adottate in materia di protezione sociale a favore dei lavoratori temporanei si ripercuoteranno automaticamente sul computo degli elementi imponibili delle parti in causa. Il Consiglio federale non reputa necessario adottare misure particolari, diverse da quelle già esistenti, onde risolvere i problemi evocati dall'autore della mozione, ma si dichiara per contro disposto ad operare nel senso summenzionato.</p>