<h2>SubmittedText<h2><text><p>Tutti i redditi che i parlamentari federali ricevono nell'esercizio del loro mandato, eccettuate le indennità per le spese, sono imponibili.</p></text><h2>FederalCouncilResponseText<h2><text><p>Parere della Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale dell'8 settembre 2005</p><p>L'Ufficio del Consiglio nazionale, a cui questa mozione è formalmente indirizzata, ha preferito delegare alla Commissione delle istituzioni politiche (CIP) il compito di rispondere, perché la preparazione di progetti concernenti il diritto parlamentare è di competenza di quest'ultima.</p><p>Con la revisione della legge sulle indennità parlamentari (LI) nel 2002, è stata operata una chiara distinzione fra redditi imponibili e redditi non imponibili (cfr. rapporto della CIP del 24 gennaio 2002 concernente l'iniziativa parlamentare 02.400 Mezzi concessi ai parlamentari per l'adempimento del loro mandato, FF 2002 3570). Da una parte, i deputati ricevono un'indennità per l'esercizio del mandato parlamentare (art. 1 cpv. 1 LI), cioè un reddito - simile a un normale stipendio - corrispondente alla retribuzione di un lavoro (a tempo parziale); questo reddito è soggetto a tassazione, come il reddito di ogni contribuente. Dall'altra, i deputati ricevono "un contributo a copertura delle spese derivanti dall'attività parlamentare" (art. 1 cpv. 2 LI). Di fatto e conformemente alla definizione non si tratta in tal caso di uno stipendio; queste indennità, come quelle percepite da qualsiasi altro contribuente, non sono imponibili. Tale regolamentazione vale anche per le indennità forfettarie (come i contributi annui alle spese di personale e di materiale) che evitano ai Servizi del Parlamento un notevole lavoro amministrativo per l'imputazione e il rimborso di un grande numero di spese minori. Le autorità fiscali accettano nella prassi questo genere di indennità forfettarie, non solo per i membri di autorità pubbliche, ma anche nel settore privato. D'altronde tutti i contribuenti, non solo i deputati, possono dedurre dalle imposte le indennità versate a titolo di previdenza personale.</p><p>Non si può dunque affermare che i membri dell'Assemblea federale godano di "privilegi fiscali" e non è pertanto necessario modificare il diritto attuale, del resto entrato in vigore appena tre anni fa.</p><p></p><p>Con 18 voti contro 0 e 4 astensioni, la CIP propone di respingere la mozione.</p></text>