<h2>SubmittedText<h2><p>Recentemente, la "NZZ" ha pubblicato un articolo in cui si rileva che alcune modifiche di ordinanza comporterebbero, per le centrali nucleari svizzere, un incremento dei costi dell'ordine di diversi milioni di franchi. Con l'adeguamento dell'ordinanza sulle compresse allo iodio viene significativamente ampliato il raggio della zona all'interno della quale tali compresse devono essere distribuite alla popolazione. I costi di quest'operazione sono interamente a carico degli esercenti delle centrali nucleari. </p><p>La distribuzione su più ampia scala delle compresse allo iodio è determinata dai nuovi scenari estremi formulati in seguito all'incidente di Fukushima. Nella sua valutazione, tuttavia, l'IFSN giunge alla conclusione che gli scenari di riferimento sinora utilizzati sono adeguati ai rischi propri delle centrali nucleari svizzere. Anche gli esercenti delle centrali nucleari ritengono estremamente improbabili i nuovi scenari estremi e hanno deciso di far valutare da un tribunale la legittimità dell'obbligo di sostenere i costi delle misure che si basano su tali scenari. </p><p>Gli scenari di riferimento servono inoltre per pianificare la protezione in caso d'emergenza. Nella loro definizione si è evidentemente presa una decisione di carattere politico finalizzata a caricare sull'energia nucleare oneri finanziari il più possibile elevati.</p><p>In questo contesto, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Come giustifica l'onere finanziario supplementare alla luce delle distorsioni del mercato europeo dell'energia elettrica e della continua diminuzione dei prezzi dell'elettricità?</p><p>2. Come spiega la contraddizione esistente fra le conseguenze che la sua politica ha sui costi e l'obiettivo di potenziare la competitività internazionale dell'economia svizzera nel settore dell'energia elettrica formulato nella legge sull'approvvigionamento elettrico?</p><p>3. Sono già stati decisi o sono previsti ulteriori oneri per l'energia nucleare, da applicare mediante modifiche ad hoc di ordinanze? In caso affermativo, quali e perché? </p><p>4. Il Consiglio federale sta cercando, tramite norme a livello di ordinanza, di far lievitare i costi di produzione delle centrali nucleari in modo da costringere gli esercenti a metterle fuori servizio anticipatamente? </p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Ogni dieci anni, nelle aree intorno alle cinque centrali nucleari svizzere vengono distribuite alla popolazione compresse allo iodio. La novità è che il Consiglio federale ha ampliato da 20 a 50 chilometri il raggio per la distribuzione diretta alla popolazione. Nel resto della Svizzera le compresse continueranno ad essere stoccate in depositi regionali per tutta la popolazione. Il 22 gennaio 2014 il Consiglio federale ha approvato la relativa modifica dell'ordinanza sulle compresse allo iodio (RS 814.52), che è entrata in vigore il 1° marzo 2014.</p><p>Questa novità è stata introdotta in seguito a una verifica effettuata dall'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) nel quadro di una nuova valutazione, decisa dal Consiglio federale, delle misure di protezione d'emergenza in caso di eventi estremi in Svizzera.</p><p>Nel riesaminare i criteri di distribuzione delle compresse allo iodio, l'UFSP si è basato sui nuovi scenari di riferimento dell'Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN), che comprendono anche scenari estremi di incidenti in impianti nucleari in un contesto di condizioni meteorologiche particolarmente sfavorevoli, la cui probabilità di verificarsi è tuttavia estremamente bassa.</p><p>1. In caso di incidente in una centrale nucleare è prevista, fra l'altro, la protezione della popolazione mediante compresse allo iodio. Tali compresse proteggono dal cancro alla tiroide solamente se vengono assunte tempestivamente. Dalla verifica dei criteri di distribuzione delle compresse allo iodio al di fuori delle attuali zone d'emergenza 1 e 2 è emerso che nei grandi agglomerati, come per esempio Zurigo, Basilea e Lucerna, è molto difficile distribuire alla popolazione le compresse entro il tempo richiesto di 12 ore. La distribuzione preventiva di compresse allo iodio in un raggio di 50 chilometri dalle centrali nucleari elimina questo problema e giustifica il maggior onere finanziario.</p><p>2.-4. Il 25 giugno 2014 il Consiglio federale ha approvato la revisione dell'ordinanza del 7 dicembre 2007 sul Fondo di disattivazione e sul Fondo di smaltimento (OFDS; RS 732.17). Nel contempo, sono in corso anche i lavori di revisione dell'ordinanza del 5 dicembre 1983 sulla responsabilità civile in materia nucleare (ORCN; RS 732.441), il cui progetto sarà sottoposto per approvazione al Consiglio federale nel corso di quest'anno.</p><p>Le modifiche dell'ordinanza sulle compresse allo iodio, dell'OFDS e dell'ORCN comportano costi aggiuntivi non indifferenti per gli esercenti delle centrali nucleari, e il Consiglio federale ne è consapevole.</p><p>Per quanto riguarda la distribuzione delle compresse allo iodio, non è possibile favorire l'industria nucleare a scapito della popolazione, rinunciando a misure che si rivelano opportune in seguito a nuove conoscenze. Per quanto invece riguarda la revisione dell'OFDS, si tratta di minimizzare il rischio che la Confederazione debba assumersi una parte dei costi di disattivazione e di smaltimento, che a norma di legge sono a carico degli esercenti. Il Consiglio federale è convinto che questa modifica dell'ordinanza consenta un equilibrio equo e proporzionato fra l'aumento degli oneri per gli esercenti e la necessità di minimizzare il rischio per la Confederazione. I costi aggiuntivi di cui dovranno farsi carico gli esercenti degli impianti nucleari a seguito della revisione totale della legislazione sulla responsabilità civile in materia nucleare sono determinati in primo luogo dall'aumento della copertura assicurativa obbligatoria per i danni nucleari, che il Parlamento ha approvato adottando nel 2008 la revisione totale della legge del 18 marzo 1983 sulla responsabilità civile in materia nucleare (LRCN; RS 732.44).</p><p>Le misure indicate sono quindi motivate e necessarie. Non è intenzione del Consiglio federale mettere in discussione gli obiettivi della legge sull'approvvigionamento elettrico o forzare la messa fuori servizio anticipata delle centrali nucleari.</p>  Risposta del Consiglio federale.