<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di adeguare lo statuto di protezione S, che in particolare va revocato o non più concesso se</p><p>- una persona lascia la Svizzera per un determinato periodo (p.&nbsp;es. 14 giorni);</p><p>- una persona ha beneficiato dell’aiuto al ritorno o di un altro tipo di aiuto orientato al ritorno;</p><p>- lo statuto di protezione S è stato ottenuto in maniera abusiva.</p><p>Occorre inoltre garantire che lo statuto di protezione sia concesso soltanto una volta all’interno dello spazio Dublino.&nbsp;</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><div><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">Anche il Consiglio federale ritiene necessario combattere in maniera sistematica gli abusi. A suo avviso, tuttavia, la legislazione in vigore tiene conto in maniera adeguata delle richieste avanzate nella presente mozione. </span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">Ad esempio, la protezione provvisoria termina se la persona bisognosa di protezione trasferisce il centro dei suoi interessi all’estero. Inoltre, la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) può già oggi revocare lo statuto di protezione S alle persone che hanno soggiornato a lungo (più di 15 giorni) o ripetutamente nello Stato di origine o di provenienza.</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">Conformemente al diritto vigente, l’aiuto al ritorno può essere versato soltanto una volta, compreso quello concesso in altri Paesi europei.</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">Se apprende che una persona ha ottenuto la protezione provvisoria facendo false dichiarazioni (p.</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">es. presentando documenti d’identità falsificati) o dissimulando fatti essenziali, la SEM avvia una procedura di revoca della protezione provvisoria. </span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">Infine, già oggi le persone che hanno già ottenuto una protezione comparabile allo statuto S o un permesso ordinario di soggiorno in uno Stato UE o AELS oppure in Australia, Nuova Zelanda, Canada, nel Regno Unito o negli Stati Uniti e possono recarsi o ritornare in questo Paese non ottengono la protezione provvisoria in Svizzera. </span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">Lo statuto S permette di accordare in modo semplice e rapido protezione provvisoria a un determinato gruppo di persone esposte a un grave pericolo generale. Per motivi di efficienza e per sgravare il sistema d’asilo, in questa procedura i motivi d’asilo non sono esaminati in maniera individuale. In linea di principio, deve essere possibile presentare più volte una domanda di protezione. Ad esempio, una persona potrebbe ritornare nel suo Paese ed essere costretta a fuggire nuovamente dopo un’ulteriore offensiva russa. Escludere questa possibilità sarebbe contrario al principio alla base dello statuto S e potrebbe indurre gli interessati a depositare una domanda d’asilo, il che graverebbe ulteriormente sul sistema d’asilo. </span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">Dato che combatte già in maniera sistematica gli abusi nell’ambito dello statuto S, il Consiglio federale considera la mozione adempiuta.</span></p></div><br><br>Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.