<h2>SubmittedText<h2><p>Nel suo messaggio del 1° ottobre 2004 concernente gli accordi bilaterali II il Consiglio federale afferma che "gli oneri finanziari inerenti a Schengen/Dublino sono valutati intorno a 8,2 milioni di franchi nel 2006, a 7,3 milioni di franchi nel 2007, e a 6,6 milioni di franchi nel 2008".</p><p>A tal proposito chiedo al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Le sue previsioni per il 2007 sono confermate? In caso contrario, come si spiegano le differenze e a quanto ammontano?</p><p>2. Quali importi figurano nel preventivo 2007 e nel piano finanziario 2008 per Schengen/Dublino? Se vi sono differenze, a cosa sono riconducibili?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. L'importo che la Svizzera deve versare all'UE in seguito all'associazione a Schengen/Dublino è calcolato in base all'articolo 11 dell'accordo di associazione a Schengen (AAS) e all'articolo 8 dell'accordo di associazione a Dublino (AAD). Esso si compone di un contributo ai costi amministrativi (art. 11 n. 1 AAS e art. 8 n. 1 AAD), ai costi di sviluppo (art. 11 n. 2 AAS) e ai costi di gestione di diverse banche dati (p. es. SIS e Eurodac). Le spese amministrative e di sviluppo devono essere regolate al momento dell'entrata in vigore degli accordi mentre i costi di gestione soltanto con la loro applicazione.</p><p>In base a tali prescrizioni, nel 2006 la Svizzera avrebbe dovuto versare circa 8,2 milioni di franchi per l'associazione a Schengen e Dublino. Si trattava di una stima basata sui dati del 2004, per la quale si era partiti dal presupposto di un'entrata in vigore degli accordi il 1° gennaio 2006. La ratifica degli accordi di associazione a Schengen/Dublino ha tuttavia subito ritardi. Probabilmente, gli accordi entreranno in vigore nella seconda metà del 2007 e verranno applicati al più presto nell'autunno 2008. Tale slittamento si ripercuoterà nei prossimi anni sulla pianificazione finanziaria della Confederazione relativa agli accordi di Schengen/Dublino presentata nel messaggio del 1° ottobre 2004 concernente gli accordi bilaterali II. Per questo motivo l'importo previsto nel bilancio per il 2006 non è stato versato.</p><p>Del resto, occorre aggiungere che l'acquis di Schengen continua a evolversi e nuove misure cagioneranno presumibilmente costi aggiuntivi. A titolo di esempio, la Svizzera dovrà versare annualmente un importo pari a circa 1,9 milioni di franchi per l'agenzia europea per le frontiere (Frontex, cfr. il messaggio del 1° ottobre 2004 concernente gli Accordi bilaterali II, FF 2004 5374 e 5378). Il fondo per le frontiere esterne costituisce un altro nuovo sviluppo, già trattato nella risposta del Consiglio federale all'interpellanza 06.3247, "È ora di fare piena trasparenza su Schengen".</p><p>2. In relazione all'attuazione interna di Schengen/Dublino, il messaggio conteneva tutti i dati quantificabili all'epoca. Nel frattempo sono sopraggiunti nuovi sviluppi, in particolare in ambito informatico, che non potevano ancora essere calcolati al momento della redazione del messaggio, poiché i rispettivi lavori non erano ancora sufficientemente avanzati per consentire di stimare i costi definitivi. Allo stato attuale dei lavori preparatori, i costi versati all'UE e i costi interni alla Confederazione per il 2007 ammontano complessivamente a 22 milioni di franchi (previsione alla fine del 2006, esclusi eventuali riporti dei crediti 2006/2007 per il protrarsi dei contributi al bilancio UE) rispettivamente a 18 milioni di franchi per il 2008. La differenza principale concerne le spese per il personale, che nel messaggio non erano ancora state quantificate in termini finanziari, bensì erano state stimate attorno a 30 a 40 persone. Gli importi iscritti nel preventivo 2007 sono pari a 10,2 milioni di franchi per i costi di personale, a 1,8 milioni di franchi per il materiale, a 5,9 milioni di franchi per l'informatica e a 4,1 milioni di franchi per i contributi al bilancio UE. Le cifre sono le medesime nel piano finanziario 2008, salvo per l'informatica per la quale sono preventivati soltanto 2,2 milioni di franchi.</p><p>In seno al DFGP sono inoltre attualmente in corso progetti paralleli e ulteriori sviluppi in ambito informatico, che porteranno a rivedere i costi di Schengen/Dublino. Si tratta dell'introduzione del passaporto biometrico nonché di diversi progetti informatici (concernenti l'asilo, la migrazione, i visti e la polizia), che si sono rivelati decisamente più complessi ed estesi di quanto presupposto inizialmente. A tale proposito occorre precisare che le ripercussioni finanziarie di questi progetti paralleli non sono dovute soprattutto o soltanto all'associazione a Schengen/Dublino. A titolo di esempio, la Svizzera avrebbe comunque introdotto il passaporto biometrico, seppure in misura più limitata, anche senza Schengen/Dublino, poiché ciò le assicura di restare nell'USA VISA Waiver Program e incrementa la sicurezza dei documenti, il che è nel suo interesse. Tuttavia, siccome esiste una connessione con Schengen/Dublino e non è possibile definire in modo obiettivo l'incidenza esatta di quest'ultimo sui vari progetti, tale dispendio supplementare è considerato nei costi complessivi per Schengen/Dublino. Sebbene attualmente in tale contesto non sia possibile quantificare in modo definitivo tutti i progetti, sono previsti costi supplementari pari ad almeno 5 milioni di franchi (preventivo 2007) rispettivamente a 20 milioni di franchi (piano finanziario 2008).</p>  Risposta del Consiglio federale.