<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Negli ultimi anni le quote d'idoneità al servizio militare sono state ripetutamente oggetto di discussione. Uno dei motivi all'origine di tali discussioni è il fatto che grazie al nuovo sistema di reclutamento la maggior parte degli inabili al servizio militare vengono già individuati in occasione del reclutamento, allorché nel vecchio sistema circa la metà di essi era individuata soltanto durante la scuola reclute (SR). Ne consegue che con l'introduzione graduale del nuovo sistema di reclutamento la quota d'inabilità al servizio militare delle persone soggette all'obbligo di leva è aumentata da circa il 20 per cento nel 2002 (vecchio sistema di reclutamento) al 32 per cento nel 2003 e al 37 per cento nel 2004. Nel contempo però la quota degli inabili al servizio militare individuati soltanto al momento della SR è scesa nel 2004 al 6 per cento delle persone reclutate nell'anno precedente. Alla fine della SR la percentuale relativa alle persone idonee al servizio militare è stata pertanto praticamente identica a quella rilevata al termine della SR 2002, in cui le reclute provenivano ancora dal vecchio sistema di reclutamento. Grazie a tale rilevamento tempestivo dell'inabilità al servizio militare nel 2004 è stato possibile risparmiare circa 15 milioni di franchi, corrispondenti al numero di giorni di servizio che avrebbero prestato le reclute dichiarate inabili in un secondo tempo.</p><p>Circa il 60 per cento delle persone soggette all'obbligo di leva porta a termine la SR. Esse vengono incorporate nell'esercito o adempiono l'obbligo di prestare servizio nella protezione civile. Dal 15 al 20 per cento delle persone soggette all'obbligo di leva sono idonee al servizio di protezione civile benché risultate inabili al servizio militare. Circa il 20 per cento delle persone soggette all'obbligo di leva non prestano alcun servizio; esse pagano tuttavia la tassa d'esenzione dall'obbligo militare. Queste quote d'idoneità corrispondono a quelle degli altri Paesi in cui vige l'obbligo generale di prestare servizio militare.</p><p>La riduzione degli effettivi di "Esercito XXI" non avviene, come spesso si presume, mediante la riduzione degli effettivi al momento del reclutamento, ma per il tramite dell'accorciamento dell'obbligo di prestare servizio. Per il nuovo esercito svizzero è tuttora necessaria una quota d'idoneità di circa il 60 per cento al termine della SR. I criteri oggettivi di valutazione per l'idoneità al servizio militare sono fissati nella cosiddetta "Nosologia Militaris", un testo di cui l'ultima revisione risale al 1° gennaio 1999. Il medico in capo dell'esercito ne sorveglia l'osservanza e prende le disposizioni necessarie per impedire gli abusi nel senso evocato dall'autore dell'interrogazione.</p><p>L'"Ordinanza concernente l'apprezzamento medico dell'idoneità al servizio e dell'idoneità a prestare servizio" (OAMIS) è stata messa in vigore dal Consiglio federale il 1° gennaio 2005; essa ha sostituito l'OAMIS del 9 settembre 1998. Nell'allegato 1 essa prevede il ricorso a un'idoneità parzialmente differenziata soltanto per le persone soggette all'obbligo di leva (abile; abile/inabile al tiro; rimandato; inabile), e ciò nel quadro della decisione relativa all'incorporazione nelle differenti Armi e funzioni, decisione che può essere presa tenendo debitamente conto delle limitazioni mediche in funzione di un'idoneità parzialmente differenziata. Per contro, il principio dell'idoneità è rimasto inalterato per i cosiddetti "militari non istruiti" (riesaminati prima della fine dell'istruzione di base), "militari istruiti" (riesaminati dopo la fine dell'istruzione di base) e "specialisti".</p><p>Sulla base di quanto precede il Consiglio federale non constata né una pratica di reclutamento scandalosa, né una violazione dell'articolo 59 della Costituzione federale.</p><p>La parità di trattamento è garantita.</p>  Risposta del Consiglio federale.