<h2>SubmittedText<h2><p>La Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati decide di elaborare le basi legali per rafforzare la trasparenza nel finanziamento della politica.</p><h2>InitialSituation<h2><p><b>Comunicato stampa della commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati del 25.10.2019</b></p><p><b>La Commissione sottopone l'iniziativa sulla trasparenza alla Camera con un controprogetto indiretto </b></p><p><b>Conclusa la consultazione sul controprogetto indiretto all'iniziativa sulla trasparenza da essa elaborato, la Commissione delle istituzioni politiche (CIP) del Consiglio degli Stati ha deciso di sottoporlo alla propria Camera in vista del suo trattamento nella sessione invernale. </b></p><p>Dal 7 maggio al 28 agosto 2019, la Commissione ha svolto una consultazione sulle modifiche da essa elaborate concernenti la legge federale sui diritti politici (<a href="https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20190400">19.400</a> Iv. Pa. Più trasparenza nel finanziamento della politica). Il progetto ha suscitato reazioni diverse: 26 partecipanti si sono espressi generalmente in modo positivo, mentre 18 partecipanti si sono espressi contro il progetto. Sono pervenute osservazioni positive da 14 Cantoni, 5 partiti (PBD, PEV, Verdi, PVL e PS) e da altri 7 partecipanti. 10 Cantoni, 3 partiti (PPD, PLR e UDC) e altri 5 partecipanti hanno invece espresso opinioni negative. I pareri contengono proposte sui singoli punti del progetto, la maggior parte delle quali vanno in direzioni diverse: ad esempio, circa la metà dei partecipanti alla consultazione ritiene che i limiti stabiliti per l'indicazione delle relazioni d'interesse sia corretto, mentre l'altra metà li considera troppo elevati.</p><p>In questo contesto, la Commissione si è limitata ad apportare alcune precisazioni al progetto e le ha adottate con 8 voti contro 2 e 2 astensioni all'attenzione del Consiglio. Secondo il progetto, i partiti politici rappresentati in seno all'Assemblea federale dovranno dichiarare una volta all'anno le loro entrate nonché le liberalità superiori a 25 000 franchi per donatore e per anno. Inoltre, contributi dello stesso importo devono essere resi noti anche per le campagne elettorali e di voto, nonché per la raccolta di firme per iniziative popolari e referendum. Chiunque conduca simili campagne o raccolga firme e spenda più di 250 000 franchi sottostà all'obbligo di dichiarazione. Una minoranza della Commissione è favorevole a limiti più bassi, come richiesto anche da numerosi partecipanti alla consultazione.Nel quadro della consultazione sono stati espressi pareri diversi anche circa l'obbligo di trasparenza a posteriori per i membri del Consiglio degli Stati. La Commissione ha infine deciso con 6 voti contro 4 e 1 astensione di non prevedere un simile obbligo per i membri del Consiglio degli Stati. Malgrado il fatto che il divieto delle donazioni dall'estero sia stato controverso durante la procedura di consultazione, la Commissione lo ha lasciato nel progetto, includendo così anche la richiesta formulata in un'iniziativa parlamentare del consigliere agli Stati Jean-René Fournier (<a href="https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20180423">18.423</a> Iv. Pa. Nessuna ingerenza straniera nella politica svizzera!).</p><p>Una minoranza della Commissione è contraria al progetto, poiché ritiene che questo contribuirà poco alla trasparenza e comporterà invece grandi difficoltà di attuazione.</p><p>La Commissione ritiene che tali norme di trasparenza siano utili a livello legislativo, ma si oppone a sovraccaricare la Costituzione con regole dettagliate in tale ambito. Con 8 voti contro 4, essa raccomanda quindi la reiezione dell'iniziativa popolare "Per più trasparenza nel finanziamento della politica (Iniziativa sulla trasparenza)" (<a href="https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20180070">18.070</a>) presentata il 10 ottobre 2017.</p><p>Il rapporto sui <a href="https://www.parlament.ch/centers/documents/_layouts/15/DocIdRedir.aspx?ID=DOCID-773489785-7620">risultati della consultazione</a> nonché il <a href="https://www.parlament.ch/centers/documents/_layouts/15/DocIdRedir.aspx?ID=DOCID-773489785-7619">rapporto sul progetto di legge</a> all'attenzione del Consiglio sono da subito consultabili.</p><p></p><p><b>Parere del Consiglio federale del 27.11.2019</b></p><p>La chiara decisione della CIP-S a favore del controprogetto indiretto nonché la maggioranza emersa dalla consultazione mostrano che sussiste una necessità di maggiore trasparenza. Anche gli sviluppi nei Cantoni sono indizi di questo cambiamento di mentalità. Il Consiglio federale non intende quindi opporsi all'adozione di una normativa nazionale in materia di trasparenza, se la maggior parte dei partiti lo auspicano. </p><p>Il Consiglio federale constata che il controprogetto indiretto è più equilibrato dell'iniziativa sulla trasparenza e tenta di dare risposte concrete a diverse questioni lasciate in sospeso nel testo dell'iniziativa. In generale, il progetto di legge prevede obblighi di pubblicità meno severi, segnatamente per quanto concerne le soglie previste. Inoltre, definisce con maggiore chiarezza le persone fisiche e giuridiche sottoposte all'obbligo di rendere pubblico il loro finanziamento. Il controprogetto indiretto disciplina soltanto le elezioni del Consiglio nazionale, mentre le elezioni del Consiglio degli Stati rimangono di competenza cantonale, evitando difficoltà di ripartizione delle competenze tra Confederazione e Cantoni e delimitando chiaramente le competenze. Inoltre, facendo salvo il diritto cantonale (art. 76k P-LDP), precisa che i Cantoni rimangono liberi di prevedere disposizioni più severe sulla trasparenza del finanziamento degli attori politici cantonali nell'esercizio dei diritti politici su scala federale. Le legislazioni cantonali che già prevedono regole di questo genere restano quindi valide. Senza poter rimproverare alcunché agli autori dell'iniziativa, il Consiglio federale rileva infine che una normativa di carattere legislativo, diversamente da una disposizione costituzionale, permetterebbe di garantire il margine di manovra necessario a eventuali modifiche future. </p><p>Permangono tuttavia importanti problemi, per cui le riserve espresse nel messaggio rimangono perfettamente pertinenti. </p><p>Secondo il Consiglio federale vi sono tra l'altro problemi di attuazione della legge. Il controprogetto implicherebbe un onere amministrativo e finanziario supplementare sia per lo Stato sia per i partiti e gli attori coinvolti, in particolare nella fase precedente una votazione o un'elezione. Inoltre, soprattutto in caso di elezione, sarà possibile soltanto in un secondo momento constatare che i mezzi impiegati superavano la soglia di 250 000 franchi e che gli attori erano quindi sottoposti all'obbligo di pubblicità. Non è chiaro nemmeno come impedire in modo efficace l'elusione dell'obbligo di pubblicità, ad esempio frazionando le liberalità o celandosi dietro a terzi. Tenuto conto di queste incertezze, le aspettative in merito al possibile livello di trasparenza non possono essere troppo elevate. È anche ipotizzabile che i risultati di uno scrutinio vengano contestati per irregolarità possibili o presunte. </p><p>Secondo il Consiglio federale, occorre inoltre modificare alcuni punti del progetto di legge per semplificarne l'attuazione e renderlo più equilibrato (...).</p><h2>Proceedings<h2><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 16.12.2019</b></p><p><b>Finanziamento partiti; no a iniziativa, sì a controprogetto </b></p><p><b>"No" all'Iniziativa sulla trasparenza della politica, sì al controprogetto indiretto elaborato dalla Commissione delle istituzioni politiche degli Stati. Senza sorprese la Camera dei cantoni ha preferito oggi la controproposta commissionale, che chiedeva una maggiore trasparenza nel finanziamento dei partiti e delle campagne elettorali, al testo dell'iniziativa popolare giudicato estremo. Il dossier passa ora al Nazionale.</b></p><p>L'iniziativa popolare "Per più trasparenza nel finanziamento della politica (Iniziativa sulla trasparenza)" - sostenuta da Verdi, PS, PBD, Partito evangelico, Partito pirata e dall'organizzazione Transparency International Svizzera - è stata bocciata con 32 voti contro 12. Essa vuole obbligare i partiti a rendere pubblici, pena una multa, i loro bilanci e conti economici nonché la provenienza delle donazioni superiori a 10'000 franchi per anno e persona.</p><p>Nel caso di campagne, le persone e i comitati devono dichiarare le donazioni superiori a 10'000 franchi sempre che impieghino in totale più di 100'000 franchi. Inoltre, accettare donazioni anonime sarebbe vietato.</p><p></p><p>Controprogetto indiretto</p><p>Dal canto suo il controprogetto, elaborato sotto forma di revisione della Legge federale sui diritti politici, prevede che i partiti rappresentati in parlamento debbano dichiarare ogni anno tutte le donazioni superiori a 25'000 franchi. L'obbligo di pubblicazione riguarderà anche contributi superiori ai 250'000 franchi per campagne di votazioni o elezioni, ha dichiarato Daniel Fässler (PPD/AI) a nome della commissione.</p><p>Al voto la controproposta è stata approvata con 29 voti contro 13. Vari oratori hanno sottolineato che i cittadini desiderano una maggiore trasparenza, come dimostrerebbe il successo di testi analoghi accolti in Cantoni come Svitto e Friburgo o il Ticino. Il "senatore" Christian Levrat (PS/FR) ha in particolare sottolineato come nel suo cantone tutti i comuni hanno accettato un'iniziativa simile. Essa chiede che i politici debbano dichiarare le donazioni ricevute a partire da 5'000 franchi, ha precisato il friburghese.</p><p></p><p>Entrata in materia</p><p>Un minoranza di destra (UDC e PLR) proponeva di non entrare nel merito sul controprogetto. La struttura federalista della Svizzera e la sua democrazia diretta non permetterebbero di contemplare in modo equo tutti gli attori che finanziano attività politiche, consentendo così soltanto una trasparenza parziale.</p><p>Secondo questa minoranza, se si tentasse di rendere trasparente il maggior numero possibile di flussi finanziari, l'esecuzione della rispettiva legislazione risulterebbe estremamente complicata. L'onere burocratico sarebbe sproporzionato rispetto alla trasparenza ottenuta, ha sottolineato invano Andrea Caroni (PLR/AR). Il plenum non lo ha seguito ed è entrato in materia con 29 voti contro 14 e 1 astenuto.</p><p></p><p>Importi donazioni</p><p>La sinistra ha poi tentato, durante i dibattiti, di convincere il plenum a dichiarare le donazioni a partire da 10'000 anziché 25'000 (come voleva l'iniziativa) e ha cercato di obbligare i partiti a svelare non solo i loro introiti, ma anche le loro spese e lo stato del loro patrimonio.</p><p>Levrat ha ricordato, invano, come lui e la sua collega Johanna Gapany (PLR/FR) debbano dichiarare eventuali donazioni superiori ai 5'000 franchi ricevute durante la campagna elettorale, mentre i loro colleghi friburghesi al Nazionale dovranno dichiararle soltanto se esse superano i 25'000 franchi. Ma la maggioranza è stata di tutt'altro avviso e con 31 voti contro 12 si è attenuta alla proposta commissionale.</p><p></p><p>Ingerenza straniera</p><p>Su un punto, una minoranza composta da sinistra e PPD, è riuscita a rovesciare il voto commissionale: oltre al divieto di ricevere donazioni anonime, ha voluto impedire - con 25 voti contro 18 - un'ingerenza straniera nella politica svizzera, vietando le donazioni in provenienza dall'estero per il finanziamento di una campagna di votazione o di raccolta di firme in vista di un referendum o di un'iniziativa.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 17.09.2020</b></p><p><b>Trasparenza finanziamenti, schiaffo a controprogetto </b></p><p><b>Il Consiglio nazionale ha bocciato il controprogetto indiretto, elaborato dalla Commissione delle istituzioni politiche degli Stati, all'iniziativa popolare "Per più trasparenza nel finanziamento della politica". Netto il responso: 168 voti contrari contro 18 favorevoli e nove astensioni.</b></p><p>L'iniziativa sulla trasparenza, che potrebbe dunque essere presentata al popolo senza controprogetto, vuole costringere i partiti a comunicare ogni anno bilancio e conti, così come l'origine delle donazioni superiori ai 10'000 franchi. Nelle intenzioni dei promotori, pure privati e comitati che spendono oltre 100'000 franchi per una campagna dovrebbero annunciare il budget e i versamenti più generosi incassati.</p><p>Oggi in aula, la versione della commissione degli Stati approvata lo scorso dicembre dalla Camera dei Cantoni, già di per sé meno esigente, è stata ulteriormente indebolita. Ciò ha portato al naufragio del controprogetto, respinto nella sua forma finale da entrambi gli schieramenti, pur se per ragioni agli antipodi. In pratica solo parte del PLR si è smarcato, dando il proprio via libera.</p><p></p><p>Sinistra delusa</p><p>Il no è dunque arrivato anche dalla sinistra, che, coadiuvata dai Verdi liberali, sostiene l'iniziativa popolare e si batte per una maggiore trasparenza nella politica. Il motivo è presto detto: il campo rosso-verde era disposto a fare un passo verso gli Stati ma, rimasto deluso dalle modifiche apportate dal Nazionale, ha preferito tirare una riga sul controprogetto.</p><p>Alla fine dunque obiettivo raggiunto per l'UDC, che sin dalle prime battute aveva indossato le vesti dell'oppositore numero uno, provando ad affossare l'intero dossier già nel corso del dibattito di entrata in materia. I democentristi non hanno esitato a esprimere il loro scetticismo, parlando di pseudotrasparenza e attacco alla sfera privata. A loro avviso, una normativa in questo ambito servirebbe a poco o nulla.</p><p></p><p>Inutile mostro burocratico</p><p>"Voglio sfatare un mito: non si vince una campagna politica grazie ai soldi", ha dichiarato Michaël Buffat (UDC/VD), che ha definito il progetto "un mostro burocratico". Stessi toni per il suo collega di partito Gregor Rutz (UDC/ZH), che lo ha etichettato "un'assurdità, anche perché la corruzione non è un aspetto che preoccupa gli elettori".</p><p>"I sondaggi dicono che tre svizzeri su quattro vogliono più trasparenza sui finanziamenti della politica", ha provato a smentirlo Corina Gredig (PVL/ZH). Una democrazia non può pretendere di essere fra le migliori al mondo se il suo funzionamento non è limpido, ha aggiunto Irene Kälin (Verdi/AG), ribadendo un'argomentazione sentita più volte.</p><p>Inizialmente la Camera del popolo è dunque entrata in materia, ma il fallimento del controprogetto - elaborato sotto forma di revisione della Legge federale sui diritti politici (LDP) - è stato solamente rinviato. Punto chiave il rifiuto del Nazionale di inserire l'obbligo di rivelare i nominativi dei donatori. Una volta che i deputati al fotofinish (96 voti a 94) hanno scelto per il mantenimento dell'anonimato, il PS, dando seguito alla parola data in precedenza, si è chiamato fuori.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 17.12.2020</b></p><p><b>Politica, necessaria maggiore trasparenza </b></p><p><b>Al pari di diversi Cantoni e Comuni, anche a livello federale è necessaria maggiore trasparenza circa il finanziamento della politica. Lo ha ribadito oggi il Consiglio degli Stati che ha approvato, per la seconda volta, il proprio progetto in materia, modificandolo su un aspetto importante, nonostante il rifiuto opposto lo scorso settembre dal Consiglio nazionale.</b></p><p>Lo scorso settembre, la Camera del popolo aveva bocciato il controprogetto indiretto all'iniziativa popolare "Per più trasparenza nel finanziamento della politica" per 168 voti a 18.</p><p>Il motivo del risultato così netto è dovuto alla congiunzione del voti della destra, tranne il PLR, e della sinistra, quest'ultima delusa dal fatto che il progetto dei "senatori", già considerato blando, fosse stato indebolito ancora di più nel corso del dibattito. Il campo rosso-verde era disposto a fare un passo verso gli Stati ma, rimasto deluso dalle modifiche apportate dal Nazionale, ha preferito tirare una riga sull'intero esercizio.</p><p>Oggi, durante il breve esame del disegno di legge, il plenum ha ribadito di voler costringere i partiti a comunicare ogni anno bilancio e conti, così come l'origine delle donazioni superiori ai 10'000 franchi. Nelle intenzioni dei promotori, pure privati e comitati che spendono oltre 100'000 franchi per una campagna dovrebbero annunciare il budget e i versamenti più generosi incassati.</p><p>Circa l'ammontare delle liberalità da rendere pubbliche, il plenum si è attenuto alla sua idea iniziale di 25 mila franchi. La proposta di abbassare tale ammontare a 10 mila, quale gesto di buona volontà verso il comitato d'iniziativa, è stata respinta.</p><p>Tuttavia, sempre con un occhio ai promotori dell'iniziativa, per 25 voti a 15 il plenum ha deciso di abbassare da 250 mila a 50 mila franchi la somma da dichiarare per le campagne elettorali e di voto.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 03.03.2021</b></p><p><b>"Sì" a più trasparenza nel finanziamento della politica </b></p><p><b>Il finanziamento della politica sarà più trasparente. Il Consiglio nazionale ha riesumato oggi - con 113 voti contro 78 e 3 astenuti - il controprogetto indiretto all'iniziativa popolare "Più trasparenza nel finanziamento della politica" affossato lo scorso autunno dal plenum. Il dossier torna agli Stati per l'esame delle divergenze.</b></p><p>Come detto, in prima lettura la modifica della legge federale sui diritti politici era stata bocciata dalla Camera del popolo dopo che questa aveva annacquato il progetto rifiutando in particolare di rendere pubbliche le donazioni versate ai partiti. Senza questa disposizione, la legge era stata definita un "involucro vuoto" da molti consiglieri nazionali.</p><p>Il Consiglio degli Stati aveva invece - per due volte - approvato la riforma, rendendola anche più severa rispetto al progetto iniziale della sua Commissione delle istituzioni politiche. Oggi anche il Nazionale ha infine ritenuto che al pari di diversi Cantoni e Comuni, anche a livello federale è necessaria maggiore trasparenza circa il finanziamento della politica.</p><p>Solo l'UDC e la maggioranza del gruppo del Centro si è opposto. "Il testo serve solo per darsi una coscienza pulita", ha sostenuto Michaël Buffat (UDC/VD). "Non migliorerà in alcun modo la trasparenza per la popolazione".</p><p>La trasparenza è impossibile da raggiungere, perché ci sono molti modi per aggirarla. Il progetto imporrà invece una "enorme burocrazia" all'amministrazione e ai partiti, i cui rappresentanti hanno anche un lavoro oltre al loro mandato politico. "Il nostro sistema di milizia sarebbe in pericolo", ha sostenuto Martina Bircher (UDC/AG).</p><p>"Il regno dell'opacità è durato abbastanza a lungo", ha replicato Ada Marra (PS/VD). "È un diritto dei cittadini avere queste informazioni", ha aggiunto Greta Gysin (Verdi/TI). Il popolo vuole sapere come vengono finanziate le campagne elettorali e referendarie.</p><p>Corina Gredig (PVL/ZH), a nome della commissione, ha parlato di credibilità: "dobbiamo impegnarci affinché la politica, il nostro lavoro, riacquisti più credibilità". Il controprogetto riprende le preoccupazioni della popolazione e le attua a livello legislativo invece che costituzionale.</p><p>Oggi, durante l'esame della legge, il Nazionale ha deciso che i partiti dovranno comunicare ogni anno bilancio e conti. Con 118 voti contro 76 ha inoltre abbassato da 25 mila franchi a 15 mila la soglia a partire dalla quale va pubblicata l'origine delle donazioni (per le campagne elettorali e di voto tale limite è di 50 mila franchi).</p><p>Questo aspetto è al centro del controprogetto. La soglia di 15'000 franchi è un compromesso proposto da Andri Silberschmidt (PLR/ZH) tra i 10'000 chiesti dalla sinistra (e dall'iniziativa) e i 25'000 proposti dagli Stati. In questo modo si spera che il comitato d'iniziativa ritiri la sua proposta di modifica costituzionale.</p><p>La Camera del popolo si è poi espressa a favore di alcune aggiunte al progetto della Camera dei cantoni: con 117 voti contro 77 voti ha deciso che i partiti devono rendere pubblici anche i contributi ricevuti dai loro rappresentanti eletti a un mandato pubblico. Con 139 voti contro 55 ha inoltre stabilito che i membri del Consiglio degli Stati sono tenuti a rendere pubblico il budget della loro campagna elettorale.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 31.05.2021</b></p><p><b>Elezione "senatori": no regole su trasparenza a livello nazionale </b></p><p><b>Permane un differenza, anche se di peso, tra i due rami del parlamento in merito alla pubblicazione del finanziamento per l'elezione dei politici o l'organizzazione delle campagna di votazione: per 25 voti a 19, il Consiglio degli Stati ha deciso di non estendere tale obbligo anche all'elezione dei "senatori".</b></p><p>Su tutti gli altri aspetti del controprogetto indiretto all'iniziativa popolare "Più trasparenza nel finanziamento della politica", gli Stati si sono adeguati al Consiglio nazionale per quanto riguarda l'ammontare dei contributi (a partire da 15 mila franchi) e il finanziamento delle campagne di votazione (50 mila franchi).</p><p>Oltre a ciò, come chiedeva il Nazionale, il plenum ha accolto l'idea di controlli a campione sulla correttezza dei dati soggetti all'obbligo di pubblicità.</p><p>Su un punto importante, però, i "senatori" hanno preferito seguire una proposta di minoranza inoltrata da Thomas Hefti (PLR/GL), secondo cui la pubblicità per l'elezione dei Consiglieri agli Stati deve rimanere di competenza cantonale, dal momento che i rappresentanti a Berna vengono eletti secondo le regole dei Cantoni.</p><p>Come illustrato da Charles Julliard (Centro/JU), si tratta di rispetto del federalismo e delle istituzioni cantonali, le quali in alcuni casi applicano già regole sulla trasparenza dei finanziamenti alla politica. Vi è il rischio che un cantone debba adeguare, inasprendo o allentato, le proprie prescrizioni.</p><p>La proposta del Nazionale prevede la pubblicità dei finanziamenti per i "senatori" se superano i 50 mila franchi dopo la loro elezione, e non prima come nel caso dell'elezione del Consiglio nazionale. Tale soluzione, secondo il relatore della commissione, Daniel Fässler (Centro/AI), ha invece il vantaggio di essere conforme alla Costituzione - proprio perché prevede la pubblicazione ex post - e piace anche al comitato di iniziativa, dettosi pronto a ritirare la propria proposta qualora fosse passata la versione del Nazionale della legge.</p><p>Tra i fautori di questa soluzione, Carlo Sommaruga (PS/GE) ha affermato che bisogna tenere conto anche della popolazione, molto più sensibile alla trasparenza della politica, che non potrebbe capire per quale motivo ci sono Cantoni che hanno regole in materia per l'elezione dei loro rappresentanti al Consiglio degli Stati e altri che non ne hanno o ne applicano di diverse.</p><p>Al voto, come anticipato, l'ha spuntata la minoranza "federalista", nonostante la raccomandazione contraria della commissione preparatoria, sostenuta anche dalla consigliera federale, Karin Keller-Sutter.</p><p></p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 02.06.2021</b></p><p>Appianamento delle divergenze </p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 10.06.2021</b></p><p><b>CSt: trasparenza politica, regole anche per "senatori"</b></p><p><b>Le nuove regole sulla trasparenza del finanziamento della politica varranno anche per i "senatori". Oggi il Consiglio degli Stati ha ceduto ed ha approvato le proposte uscite dalla conferenza di conciliazione con 31 voti contro 7 e 2 astenuti.</b></p><p>L'ultima divergenza che opponeva ancora le due Camere in merito alla pubblicazione del finanziamento per l'elezione dei politici o l'organizzazione delle campagne di votazione riguardava proprio l'estensione di tale obbligo anche all'elezione dei "senatori". Gli Stati si erano sempre opposti ricordando che tale elezione è di competenza cantonale, dal momento che i rappresentanti a Berna vengono eletti secondo le regole dei Cantoni.</p><p>Il Nazionale ha invece sempre voluto estendere le regole sulla trasparenza anche ai consiglieri agli Stati, precisando però che, contrariamente al Nazionale, queste valgono solo per i "senatori" eletti. Tale soluzione, adottata dalla conferenza di conciliazione, piace anche al comitato di iniziativa, dettosi pronto a ritirare la propria proposta qualora fosse passata questa versione.</p><p>Durante i dibattiti Jakob Stark (UDC/TG) ha criticato le nuove norme per i "senatori" definendole anticostituzionali. Un'opinione respinta sia dal relatore commissionale Daniel Fässler (Centro/AI) che dalla consigliera federale Karin Keller-Sutter. Una volta eletti, i consiglieri federali sottostanno al diritto federale, è stato sottolineato.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 15.06.2021</b></p><p><b>CN: regole su trasparenza politica varranno anche per "senatori"</b></p><p>È definitivo: le nuove regole sulla trasparenza del finanziamento della politica varranno anche per i "senatori". Lo ha deciso oggi il Consiglio nazionale approvando le proposte uscite dalla conferenza di conciliazione con 132 voti contro 50. </p><p></p><p><b>Vedi anche </b><a href="https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20180070">18.070</a><b></b>Per più trasparenza nel finanziamento della politica (Iniziativa sulla trasparenza). Iniziativa popolare</p>