<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Alla fine del mese di giugno 1996, il Consiglio federale ha varato il messaggio concernente una nuova legge sull'agricoltura. La riforma mira a migliorare la competitività dell'intero settore agroalimentare. E' incontestato che l'attuale disciplinamento del mercato caseario e l'Unione svizzera del commercio del formaggio risalgono ad un'altra epoca e la loro struttura non consente più una gestione efficiente dei mercati. In futuro non esisterà più un'Unione svizzera del commercio del formaggio nella sua forma attuale.</p><p></p><p></p><p>Risposta alle singole domande.</p><p></p><p>Domanda 1</p><p></p><p>Se il dibattito parlamentare si svolgerà secondo le scadenze previste, le disposizioni della nuova legge sull'agricoltura entreranno probabilmente in vigore già il 1. gennaio 1998. Considerate tali scadenze, non è opportune procedere ad una revisione anticipata del disciplinamento del mercato caseario, di cui è comunque stata proposta l'abrogazione. Tale soluzione non comporta alcun vantaggio nemmeno dal profilo materiale. Il messaggio comprende infatti una serie di misure coerenti che non possono essere trattate nel quadro di revisioni parziali. La revisione del disciplinamento del mercato caseario (legge del 27 giugno 1969 sulla commercializzazione del formaggio) non comporterebbe un miglioramento della situazione se nel contempo non venissero messi in discussione anche l'obbligo di fornitura e di ritiro del latte e, in particolare, il prezzo garantito. Ciò significa che contemporaneamente al disciplinamento del mercato caseario dovrebbero venir abrogati lo statuto del latte ed il decreto sull'economia lattiera.</p><p></p><p></p><p>Domanda 2</p><p></p><p>I compiti affidati all'Unione svizzera del commercio del formaggio sono descritti nell'articolo 1 della legge sulla commercializzazione del formaggio. Essa è tenuta ad assicurare e disciplinare l'approvvigionamento del Paese con prodotti caseari di qualità, a sostenere e promuovere le vendite nel Paese e all'estero nonché a promuovere la qualità. Dato che l'Unione svizzera del commercio del formaggio ha la competenza di fissare i principi della commercializzazione, potrebbe, pur non disponendo di un mandato speciale, ridimensionare ulteriormente le costose vendite all'estero. In tal caso dovrebbe però proporre agli organi preposti all'orientamento della valorizzazione del latte di ridurre considerevolmente la produzione di formaggio. Tuttavia, se il quantitative di latte dovesse rimanere costante, il miglioramento della situazione sul fronte dello smercio di formaggio si tradurrebbe in un forte aumento dei costi di valorizzazione del burro.</p><p></p><p></p><p>Domanda 3</p><p></p><p>Il latte svolge un ruolo molto importante nell'agricoltura svizzera contribuendo, nella misura di un terzo circa, al valore della produzione finale. Nel settore della produzione lattiera, la differenza dei costi rispetto all'estero è inferiore a quella che si riscontra, ad esempio, in campicoltura. La politica promossa dal Consiglio federale nel settore lattiero è finalizzata al mantenimento della quantità di latte al maggiore livello possibile - misura più che indicata nel nostro Paese ricco di pascoli - adeguando tuttavia i prezzi alle effettive condizioni del mercato. Per tale motivo, il Consiglio federale ha già deciso due riduzioni del prezzo del latte. La prossima tappa consisterà nell'introduzione di un disciplinamento del mercato lattiero basato sui principi della libera concorrenza. Le leggi del mercato devono poter influire maggiormente sui livelli della produzione, della trasformazione e del commercio al fine di accrescere la competitività del settore. La nuova legge sull'agricoltura dovrebbe creare le condizioni quadro in tal senso.</p><p></p><p>L'anno contabile determinante per il contingentamento lattiero inizia il 1. maggio. Dato che non è possibile applicare una riduzione dei contingenti con effetto retroattivo, essa potrebbe entrare in vigore al più presto a partire dal 1. maggio 1997. Se non venisse contemporaneamente introdotto un nuovo disciplinamento del mercato, un'eventuale riduzione dei contingenti non avrebbe il successo auspicato e provocherebbe, in primo luogo, la perdita di quote di mercato, mentre la densità normativa continuerebbe a frenare l'iniziativa imprenditoriale.</p><p></p><p></p><p>Domanda 4</p><p></p><p>Da decenni, lo Stato promuove l'allevamento di bestiame al fine di migliorare le basi di produzione. Dal profilo economico, la produzione lattiera rappresenta tuttora il criterio di selezione principale. Solo una vacca sana, resistente, fertile e longeva è in grado di fornire una prestazione lattiera ottimale. Queste caratteristiche secondarie sono tenute in considerazione nel programmi d'allevamento di tutte le razze e, in futuro, sono destinate ad assumere un significato ancora maggiore qualora dovesse diminuire il prezzo del latte.</p><p></p><p>Conformemente ai dati disponibili, la produzione lattiera media varia da 5600 a 6600 chilogrammi a dipendenza della razza. Le differenze legate alla razza non sono notevoli; ben maggiori sono quelle rilevate tra le singole aziende che tengono bestiame della stessa razza. Esse sono riconducibili a condizioni topografiche e climatiche tipiche di ogni regione e a diverse forme di foraggiamento, di custodia e di cura degli animali.</p><p></p><p>La Confederazione, come del resto i paesi dell'UE, promuove l'allevamento del bestiame attraverso la concessione di contributi a favore della tenuta del libro genealogico e delle prove funzionali. Alla luce di quanto suesposto, la Confederazione non sostiene pertanto forme d'allevamento che comportano una produzione lattiera spinta a limiti estremi.</p><p></p><p></p><p>Domanda 5</p><p></p><p>A tempo debito, il Consiglio federale deciderà in merito all'ulteriore procedura soprattutto sulla scorta del rapporto e delle proposte della sottocommissione delle Commissioni di gestione e delle finanze delle Camere federali nonché dei risultati delle inchieste condotte dal Ministero pubblico della Confederazione. Per quanto concerne l'eventuale violazione degli obblighi di servizio da parte di rappresentanti dell'Amministrazione federale, il Dipartimento federale delle finanze e il Dipartimento federale dell'economia pubblica hanno già avviato un'inchiesta amministrativa.</p>  Risposta del Consiglio federale.