<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di esaminare i possibili adeguamenti legislativi per orientare il freno all'indebitamento verso l'obiettivo della stabilizzazione del tasso d'indebitamento e di presentare un rapporto al riguardo. </p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Costituzione federale definisce l'obiettivo del freno all'indebitamento, secondo cui la Confederazione equilibra a lungo termine le sue uscite ed entrate. In questo modo il debito rimane stabile a lungo termine, ma diminuisce nel raffronto con la prestazione economica (tasso d'indebitamento in % del PIL). Da quando è stato introdotto, nel 2003, il freno all'indebitamento ha dimostrato di essere uno strumento valido. La congiuntura favorevole e il correlato incremento delle entrate fiscali hanno consentito di aumentare costantemente le uscite. Le eccedenze di finanziamento, risultate più consistenti delle previsioni, hanno inoltre reso possibile una riduzione del debito lordo e del tasso d'indebitamento (2003: 124 mia. fr. e 25,3 %; 2021: 109 mia. fr. e 14,6 %) e di conseguenza un miglioramento della capacità della Confederazione di resistere alle crisi.</p><p>In situazioni di crisi, il freno all'indebitamento si è rivelato flessibile. Questo ha permesso alla Confederazione di effettuare uscite straordinarie di importo elevato per fronteggiare la pandemia da coronavirus, per preservare posti di lavoro e redditi, così come per garantire l'approvvigionamento sanitario. Per ridurre l'indebitamento dovuto alla pandemia senza dover ricorrere ad aumenti delle imposte o a programmi di risparmio, il Parlamento ha approvato una modifica della legge federale sulle finanze della Confederazione. In tal modo si sfrutta il margine di manovra dato dalla Costituzione.</p><p>L'autore del postulato propone per contro una modifica sostanziale del freno all'indebitamento. Nel nuovo scenario di stabilizzazione del tasso d'indebitamento sarebbe ammissibile che il debito lordo aumentasse di pari passo con la crescita economica nominale e che la Confederazione registrasse deficit di finanziamento della stessa portata. Ciò comporterebbe però il superamento duraturo delle uscite rispetto alle entrate, il che richiederebbe una modifica costituzionale.</p><p>Il freno all'indebitamento non influisce sulle priorità di politica finanziaria. Anzi, lascia al Consiglio federale e al Parlamento il margine necessario per favorire investimenti all'interno del limite delle uscite. Per finanziare un aumento duraturo delle uscite non è da escludere neppure un aumento delle imposte. Nel caso delle principali imposte federali, ossia l'imposta federale diretta e l'imposta sul valore aggiunto, ciò renderebbe necessaria una modifica costituzionale.</p><p>Al momento il Consiglio federale non vede alcun motivo per esaminare le basi legali che disciplinano il freno all'indebitamento. L'obiettivo principale è riuscire a finanziare le crescenti uscite nel quadro delle normative vigenti.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.