<h2>SubmittedText<h2><p>Secondo quanto presentato nella puntata del 19 maggio 2022 della trasmissione "SRF Investigativ" , diverse autorità svizzere utilizzano videocamere di sorveglianza delle società cinesi Hikvision e Dahua. Ciò solleva preoccupazioni in relazione ai diritti dell'uomo e in materia di sicurezza. Da un lato, queste società sono accusate di avere un ruolo chiave nella vigilanza repressiva esercitata nello Xinjiang, poiché hanno fornito l'infrastruttura per i campi di rieducazione e per la sorveglianza di massa all'esterno di tali campi; dall'altro i loro prodotti, in parte di proprietà del Partito Comunista Cinese, presentano importanti lacune in materia di sicurezza. Sussiste quindi il rischio che dati sensibili possano arrivare in Cina. Gli acquirenti pubblici hanno la responsabilità di eseguire una verifica dei rischi approfondita prima di acquistare tecnologie di sorveglianza e installarle negli spazi pubblici.</p><p>Al proposito, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Sono stati installati prodotti delle summenzionate società presso autorità governative federali? In caso affermativo, quali dipartimenti li utilizzano e dove vengono impiegati?</p><p>2. Il Consiglio federale quali condizioni pone ai servizi di aggiudicazione di appalti pubblici riguardanti le società Hikvision e Dahua, le quali, con le loro tecnologie nella regione dello Xinjiang, sono coinvolte in violazioni dei diritti dell'uomo e partecipano alla repressione degli uiguri?</p><p>3. L'Esecutivo come valuta le misure adottate negli Stati Uniti sul divieto di utilizzo dei prodotti di Hikvision e Dahua a tutte le autorità governative, ai loro fornitori di prestazioni di servizi nonché all'intero settore pubblico e privato?</p><p>4. Esistono direttive o disposizioni nel settore degli appalti pubblici concernenti le tecnologie di sorveglianza volte a ridurre possibili lacune in materia di sicurezza e coinvolgimenti in violazioni dei diritti dell'uomo?</p><p>5. Secondo il Consiglio federale vi è necessità d'intervento per garantire un miglior coordinamento tra Comuni, Cantoni e Confederazione nell'ambito degli appalti pubblici per quanto riguarda le tecnologie di sorveglianza provenienti dalla Cina ai sensi dell'approccio "whole of Switzerland" della Strategia Cina?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Ad 1: sono utilizzate videocamere di sorveglianza della società Hikvision in diversi centri federali d'asilo (CFA). Questi sistemi di sorveglianza sono stati acquistati presso società con sede in Svizzera e installati dalle stesse. Per garantire la protezione dei dati e la sicurezza informatica, in tutti i CFA i sistemi di videosorveglianza e le applicazioni informatiche generiche sono tenuti rigorosamente separati. Ciò significa che i primi vengono gestiti in modo autonomo e che non è possibile accedervi a distanza. Si può quindi escludere una lettura dei dati da una postazione decentralizzata.</p><p>Ad 2: la Confederazione si adopera affinché la catena del valore dei beni acquistati dagli enti pubblici non comporti violazioni dei diritti umani. Il piano d'azione nazionale 2020-2023 per le imprese e i diritti umani (NAP) prevede una misura in tal senso. La legge federale del 21 giugno 2019 sugli appalti pubblici (LAPub; RS 172.056.1) fornisce gli strumenti adeguati per selezionare accuratamente i fornitori e i prodotti. Per le prestazioni che devono essere fornite all'estero, i servizi di aggiudicazione devono garantire che gli offerenti e i loro subappaltatori osservino almeno le convenzioni fondamentali dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL). Conformemente al NAP e al piano d'azione sulla responsabilità sociale d'impresa 2020-2023, l'Esecutivo si aspetta che le imprese con sede e/o attive in Svizzera rispettino il dovere di diligenza in materia di diritti umani secondo gli standard internazionali sulla responsabilità sociale d'impresa, come le linee guida dell'OCSE destinate alle imprese multinazionali e i principi guida dell'ONU su imprese e diritti umani.</p><p>Ad 3: il Consiglio federale non si esprime sulle misure adottate autonomamente da altri Paesi sul proprio territorio giurisdizionale.</p><p>Ad 4: negli appalti, gli aspetti relativi alla sicurezza sono presi in considerazione in modo tempestivo. Esistono numerosi strumenti e direttive concernenti il controllo sugli acquisti e sull'applicazione di prodotti TIC (cfr. ad es. il rapporto del Consiglio federale in adempimento dei postulati Dobler 19.3135 e 19.3136). Come spiegato nella risposta alla domanda 2, le imprese offerenti e i loro subappaltatori devono osservare le convenzioni fondamentali dell'OIL per gli appalti il cui luogo della prestazione si trova all'estero. Per le prestazioni fornite in Svizzera si applicano in ogni caso le disposizioni della Costituzione federale e l'ordinamento giuridico svizzero. Ciò consente di contrastare eventuali violazioni dei diritti umani nello svolgimento di commesse pubbliche.</p><p>Ad 5: la questione della coerenza è di grande importanza. La strategia Cina 2021-2024, elaborata per la prima volta dal Consiglio federale, definisce un chiaro quadro di orientamento per la collaborazione con questo Paese. I dipartimenti competenti, come il Dipartimento federale degli affari esteri, il Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca o il Dipartimento federale delle finanze, scambiano regolarmente informazioni con i diversi attori in Svizzera che collaborano con la Cina, in particolare riguardo alla situazione dei diritti umani. La Svizzera e la Cina intrattengono un dialogo bilaterale in materia di diritti umani dal 1991. Tale scambio confidenziale offre una piattaforma per affrontare in modo aperto e critico la situazione dei diritti umani e, segnatamente, la libertà di espressione e i diritti delle minoranze, in particolare nello Xinjiang. Inoltre, in seno a organi multilaterali vengono discusse le rispettive priorità, laddove possibile vengono trattati singoli casi e vengono esaminate soluzioni di cooperazione concrete. Malgrado le divergenze e i risultati insoddisfacenti degli ultimi anni, nell'ottica della Svizzera il dialogo sui diritti umani con la Cina rimane rilevante anche per il periodo 2021-2024. Per fare in modo che l'impegno a favore dei diritti umani in Cina sia efficace, occorre da un lato difendere gli interessi in questo ambito in modo coerente e sistematico a tutti i livelli nel nostro Paese e in seno a organi multilaterali; dall'altro, occorre promuovere in maniera mirata condizioni di lavoro dignitose mediante progetti di cooperazione internazionale allo sviluppo. Alla luce delle considerazioni suesposte, il Consiglio federale non ravvisa la necessità di intervenire ulteriormente.</p>  Risposta del Consiglio federale.