<h2>SubmittedText<h2><p>Secondo l'articolo 3g della legge sulle banche (LBCR; RS 952.0) "la FINMA è autorizzata a emanare, per i gruppi finanziari, prescrizioni concernenti i fondi propri, la liquidità, la ripartizione dei rischi, le poste rischio interne al gruppo e la contabilità". Secondo la LBCR quindi, oltre a emanare prescrizioni in materia di fondi propri e liquidità, la FINMA emana anche prescrizioni concernenti la ripartizione dei rischi. </p><p>Attualmente le condizioni monetarie dei mercati finanziari sono particolarmente favorevoli per le persone e le società che intendono ottenere un prestito. Infatti i tassi d'interesse hanno raggiunto il minimo storico. Ciononostante, al momento del calcolo di fattibilità per la concessione del credito le banche applicano tassi d'interesse fittizi ancora troppo alti (intorno al 5 per cento). Di conseguenza, i vantaggi derivanti dai tassi d'interesse bassi non si riflettono sull'economia reale. </p><p>Il Consiglio federale ritiene che questo metodo di analisi (calcolo di fattibilità per la concessione dei crediti) sia ancora conforme alle condizioni quadro?</p><p>Il Consiglio federale intende rendere attenta la FINMA, e quindi le banche, affinché queste ultime adeguino i loro calcoli alle condizioni attuali del mercato?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il livello storicamente basso dei tassi d'interesse ha l'effetto di stimolare l'economia. Questo, in particolare, perché quando i tassi d'interesse sono bassi il costo del debito per i beneficiari di crediti è esiguo, indipendentemente dagli interessi figurativi applicati in occasione della valutazione, da parte delle banche, dei rischi legati alla capacità finanziaria. Di conseguenza, in Svizzera la domanda e il volume dei crediti ipotecari concessi sono aumentati notevolmente negli ultimi anni. Tale situazione ha accresciuto il rischio di una bolla immobiliare nel nostro Paese. Al fine di ridurre questi rischi, dal 2012 sono state adottate diverse misure per migliorare ulteriormente la capacità di resistenza del settore bancario e arginare l'aumento dei prezzi e del volume dei crediti concessi sul mercato immobiliare e ipotecario. Le suddette misure consistono nell'introduzione di un cuscinetto anticiclico di capitale e nel rafforzamento dell'autoregolazione, approvata dalla FINMA, dell'Associazione Svizzera dei Banchieri nel campo del finanziamento ipotecario.</p><p>Un elemento importante dell'autoregolazione è la valutazione della capacità finanziaria menzionata dall'autrice dell'interpellanza. Tale valutazione deve garantire che il beneficiario del credito sia in grado di onorare i suoi impegni anche a lungo termine e, in particolare, in caso di aumento dei tassi d'interesse. È importante esaminare la situazione nel lungo periodo poiché, di solito, i crediti ipotecari sono crediti concessi a lungo termine, che difficilmente permettono di reagire rapidamente a un cambiamento delle circostanze (ad es. un aumento del livello dei tassi d'interesse). Secondo le norme di autoregolazione, il tasso d'interesse figurativo utilizzato per la valutazione della capacità finanziaria dev'essere determinato accuratamente e basato su valori medi a lungo termine. Questo tasso non riflette gli interessi ipotecari attuali né quelli attesi, ma un livello del tasso d'interesse fondato sul principio della prudenza che permette al beneficiario del credito di sostenere l'onere del debito anche a lungo termine. La prudenza è una condizione fondamentale per garantire un finanziamento durevole, nell'interesse dei beneficiari di crediti, di un sistema bancario sostenibile e dell'economia in generale. La concessione di crediti da parte delle banche rientra nella loro libertà imprenditoriale e dipende dalla loro propensione ad assumere rischi. In questo contesto, riveste un'importanza fondamentale la valutazione della situazione finanziaria del beneficiario del credito e dei rischi di fallimento.</p><p>Nonostante le norme di autoregolazione, i rischi legati alla capacità finanziaria sono aumentati sensibilmente nel corso degli ultimi anni. Secondo la Banca nazionale svizzera, con un tasso ipotizzato del 5 per cento, nel 2016 la capacità finanziaria a lungo termine del 46 per cento dei proprietari di un'abitazione per uso proprio, che avevano acceso una nuova ipoteca, era esaurita. Ciò significa che, con un tasso del 5 per cento, i costi di finanziamento dell'abitazione sarebbero di un terzo superiori al reddito lordo dell'attività lucrativa.</p><p>Il Consiglio federale è dunque del parere che nel contesto macroeconomico attuale non sarebbe indicato ridurre i criteri per la valutazione della capacità finanziaria dei beneficiari di crediti ipotecari. Al contrario, ritiene che la valutazione della capacità finanziaria costituisca uno dei principali strumenti per contenere i rischi a cui è esposto il mercato immobiliare e accoglie favorevolmente l'adozione del principio della prudenza da parte delle banche nella concessione dei crediti ipotecari. Rendere meno rigide le norme relative alla capacità finanziaria ostacolerebbe le misure prese per arginare l'aumento dei prezzi e del volume dei crediti concessi sul mercato immobiliare e ipotecario e accrescerebbe i rischi legati alla capacità finanziaria dei beneficiari di crediti. Queste due situazioni non sono auspicabili. Per le ragioni sopra esposte, il Consiglio federale ritiene che non sia opportuno fornire alle banche consigli per l'autoregolazione in materia di concessione di crediti ipotecari.</p>  Risposta del Consiglio federale.