<!DOCTYPE html> <html lang="it"><head><meta charset="utf-8"/></head><body><div class="content"> <div class="para"> </div> <div class="para">Bundesgericht </div> <div class="para">Tribunal fédéral </div> <div class="para">Tribunale federale </div> <div class="para">Tribunal federal </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <img height="74" src="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/clir/http/displayimage.php?id=2019-10-09-5A_562-2019.1&amp;type=gif" width="95"/> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>5A_562/2019</b> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>Sentenza del 9 ottobre 2019</b> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>II Corte di diritto civile</b> </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Composizione </div> <div class="para">Giudici federali Herrmann, Presidente, </div> <div class="para">Marazzi, Schöbi, </div> <div class="para">Cancelliera Antonini. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Partecipanti al procedimento </div> <div class="para">1. A.A.________, </div> <div class="para">2. B.A.________, </div> <div class="para">ricorrenti, </div> <div class="para"> </div> <div class="para">contro </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Autorità regionale di protezione 7 sede di Capriasca, </div> <div class="para"> </div> <div class="para">C.A.________, </div> <div class="para">patrocinato dall'avv. Gilles Benedick. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Oggetto </div> <div class="para">privazione del diritto di determinare il luogo di dimora </div> <div class="para">del figlio, </div> <div class="para"> </div> <div class="para">ricorso contro la sentenza emanata l'11 giugno 2019 </div> <div class="para">dal Presidente della Camera di protezione del Tribunale d'appello del Cantone Ticino (9.2019.1). </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>Fatti:</b> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>A.</b> </div> <div class="para">Dal matrimonio tra A.A.________ e B.A.________ è nato, il 5 novembre 2001, C.A.________. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Dopo aver ricevuto una richiesta di intervento da parte dei genitori (che chiedevano un allontanamento del figlio per evitare "gravi danni di violenza domestica "), con decisione 29 novembre 2017 l'Autorità regionale di protezione 7 sede di Capriasca ha deciso di privarli del diritto di determinare il luogo di dimora del minore e di collocare quest'ultimo: dapprima in un istituto, poi presso la Clinica psichiatrica cantonale di Mendrisio (a scopo di perizia ed in seguito a scopo di cura e assistenza) ed infine presso una comunità terapeutica in Italia (a scopo di cura e assistenza). </div> <div class="para"> </div> <div class="para">In data 4 ottobre 2018 A.A.________ e B.A.________ hanno chiesto di revocare il collocamento presso la comunità terapeutica e di potersi occupare personalmente del figlio. Con decreto 21 novembre 2018 l'autorità di protezione ha sospeso con effetto immediato le relazioni personali tra figlio e genitori e ha intimato a questi ultimi i rapporti dei vari servizi che si occupano del figlio, assegnando un termine di 15 giorni per formulare eventuali osservazioni. Il 12 dicembre 2018 si è tenuta un'udienza alla presenza di entrambi i genitori. Mediante decisione 19 dicembre 2018 l'autorità di protezione ha respinto la richiesta di revoca del collocamento coattivo a scopo di cura e assistenza, ha confermato il ritiro della custodia ai genitori e ha stabilito le relazioni personali tra figlio e genitori. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Con decisione 27 febbraio 2019 l'autorità di protezione ha nominato l'avv. Gilles Benedick quale curatore di rappresentanza del minore. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>B.</b> </div> <div class="para">Mediante sentenza 11 giugno 2019 il Presidente della Camera di protezione del Tribunale d'appello del Cantone Ticino ha respinto, per quanto ricevibile, il reclamo interposto dai coniugi A.________ avverso la decisione 19 dicembre 2018 dell'autorità di protezione. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>C.</b> </div> <div class="para">Con ricorso 10 luglio 2019 A.A.________ e B.A.________ hanno impugnato la sentenza cantonale dinanzi al Tribunale federale, chiedendo di revocare il ritiro della custodia parentale, di revocare il collocamento coattivo del figlio a scopo di cura e assistenza presso la comunità terapeutica in Italia, di revocare il mandato ai vari uffici di protezione coinvolti e di essere posti al beneficio dell'assistenza giudiziaria per la sede federale. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Non sono state chieste determinazioni. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>Diritto:</b> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>1.</b> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>1.1.</b> Il tempestivo ricorso (<span class="artref">art. 100 cpv. 1 LTF</span>), inoltrato dalle parti soccombenti nella sede cantonale (<span class="artref">art. 76 cpv. 1 LTF</span>), è diretto contro una decisione finale (<span class="artref">art. 90 LTF</span>) pronunciata su ricorso dall'ultima istanza cantonale (<span class="artref">art. 75 LTF</span>) in materia di protezione dei minori e degli adulti (art. 72 cpv. 2 lett. b n. 6 LTF). Il gravame può pertanto essere trattato quale ricorso in materia civile. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>1.2.</b> Il Tribunale federale applica il diritto d'ufficio (<span class="artref">art. 106 cpv. 1 LTF</span>). Nondimeno, tenuto conto dell'onere di allegazione e motivazione posto dall'<span class="artref"><artref id="CH/173.110/42/2" type="start"></artref><artref id="CH/173.110/42/1" type="start"></artref>art. 42 cpv. 1 e 2 LTF</span><artref id="CH/173.110/42/2" type="end"></artref><artref id="CH/173.110/2" type="end"></artref>, la cui mancata ottemperanza conduce all'inammissibilità del gravame, il Tribunale federale esamina di regola solo le censure sollevate (<a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=35&amp;from_date=09.10.2019&amp;to_date=28.10.2019&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F142-III-364%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page364">DTF 142 III 364</a> consid. 2.4 con rinvii). Il ricorrente deve pertanto spiegare nei motivi del ricorso, in modo conciso e confrontandosi con i considerandi della sentenza impugnata, perché quest'ultima viola il diritto (<a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=35&amp;from_date=09.10.2019&amp;to_date=28.10.2019&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F143-II-283%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page283">DTF 143 II 283</a> consid. 1.2.2; <a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=35&amp;from_date=09.10.2019&amp;to_date=28.10.2019&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F142-III-364%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page364">142 III 364</a> consid. 2.4). Per le violazioni di diritti fondamentali e di disposizioni di diritto cantonale e intercantonale le esigenze di motivazione sono più severe; il ricorrente deve indicare in modo chiaro e dettagliato i diritti che sono stati violati e spiegare in cosa consista la violazione (<span class="artref">art. 106 cpv. 2 LTF</span>; <a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=35&amp;from_date=09.10.2019&amp;to_date=28.10.2019&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F143-II-283%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page283">DTF 143 II 283</a> consid. 1.2.2; <a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=35&amp;from_date=09.10.2019&amp;to_date=28.10.2019&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F142-III-364%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page364">142 III 364</a> consid. 2.4). </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>1.3.</b> Il Tribunale federale fonda il suo ragionamento giuridico sull'accertamento dei fatti svolto dall'autorità inferiore (<span class="artref">art. 105 cpv. 1 LTF</span>); può scostarsene o completarlo solo se è stato svolto in violazione del diritto ai sensi dell'<span class="artref">art. 95 LTF</span> o in modo manifestamente inesatto (<span class="artref">art. 105 cpv. 2 LTF</span>). L'accertamento dei fatti contenuto nella sentenza impugnata può essere censurato alle stesse condizioni; occorre inoltre che l'eliminazione dell'asserito vizio possa influire in maniera determinante sull'esito della causa (<span class="artref">art. 97 cpv. 1 LTF</span>). Se rimprovera all'autorità inferiore un accertamento dei fatti manifestamente inesatto - ossia arbitrario (<a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=35&amp;from_date=09.10.2019&amp;to_date=28.10.2019&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F140-III-115%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page115">DTF 140 III 115</a> consid. 2) - il ricorrente deve sollevare la censura e motivarla in modo preciso, come esige l'<span class="artref">art. 106 cpv. 2 LTF</span>. </div> <div class="para">Non possono essere addotti nuovi fatti o nuovi mezzi di prova, a meno che non ne dia motivo la decisione impugnata (<span class="artref">art. 99 cpv. 1 LTF</span>). Per contro, è ammissibile una nuova argomentazione giuridica: il Tribunale federale può esaminarla liberamente in virtù del principio iura novit curia (<span class="artref">art. 106 cpv. 1 LTF</span>) anche se la medesima non è stata sollevata avanti all'autorità inferiore, a patto tuttavia che essa si fondi sugli accertamenti di fatto della decisione impugnata (<a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=35&amp;from_date=09.10.2019&amp;to_date=28.10.2019&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F135-III-49%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page49">DTF 135 III 49</a> consid. 5.1 con rinvii; <a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=35&amp;from_date=09.10.2019&amp;to_date=28.10.2019&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F134-III-643%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page643">134 III 643</a> consid. 5.3.2 con rinvii). </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>2.</b> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>2.1.</b> Se il bene del figlio è minacciato e i genitori non vi rimediano o non sono in grado di rimediarvi, l'autorità di protezione dei minori ordina le misure opportune per la protezione del figlio (<span class="artref">art. 307 cpv. 1 CC</span>). Quando il figlio non possa essere altrimenti sottratto al pericolo, l'autorità di protezione dei minori deve toglierlo alla custodia dei genitori, o dei terzi presso cui egli si trova, e ricoverarlo convenientemente (<span class="artref">art. 310 cpv. 1 CC</span>). </div> <div class="para">La misura di protezione dell'<span class="artref">art. 310 cpv. 1 CC</span> ha come conseguenza che il diritto di determinare il luogo di dimora del figlio viene tolto ai genitori o a un genitore e trasferito all'autorità di protezione dei minori, la quale diventa allora responsabile della cura del figlio. Il pericolo giustificante il ritiro deve risiedere nel fatto che il figlio non sia così protetto o sostenuto nell'ambiente dei genitori o del genitore come richiederebbe il suo sviluppo fisico, intellettuale e morale. Le cause del pericolo sono irrilevanti: esse possono risiedere nelle predisposizioni o in un comportamento inadeguato del figlio, dei genitori o di altre persone della cerchia familiare. Nemmeno il fatto che i genitori siano colpevoli della messa in pericolo ha importanza. Sono determinanti le circostanze al momento del ritiro. Occorre essere restrittivi nell'apprezzamento delle circostanze, un ritiro è concepibile soltanto se altre misure non hanno avuto successo o appaiano di primo acchito insufficienti. La privazione del diritto di determinare il luogo di dimora è pertanto ammissibile soltanto se il figlio non possa essere sottratto al pericolo attraverso altre misure previste agli <span class="artref"><artref id="CH/210/307" type="start"></artref>art. 307 e 308 CC</span><artref id="CH/210/308" type="end"></artref> (sentenza 5A_724/2015 del 2 giugno 2016 consid. 6.3, non pubblicato in <a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=35&amp;from_date=09.10.2019&amp;to_date=28.10.2019&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F142-I-188%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page188">DTF 142 I 188</a>). </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>2.2.</b> Il Presidente della Camera di protezione ha dapprima spiegato di poter unicamente trattare la richiesta volta a revocare la privazione del diritto di determinare il luogo di dimora del minore e a farlo rientrare a casa dai genitori, mentre la domanda di revocare il collocamento coattivo a scopo di cura e assistenza è di competenza della Commissione giuridica in materia di assistenza sociopsichiatrica (la cui procedura si è peraltro già conclusa con un decreto di stralcio) e le critiche contro l'operato asseritamente negligente dell'Autorità regionale di protezione 7 sede di Capriasca non giustificano l'avvio di un procedimento presso l'ispettorato (autorità di vigilanza). </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Il Giudice cantonale ha poi ritenuto che la conferma, da parte dell'autorità di protezione, del ritiro del diritto di determinare il luogo di dimora del figlio ai genitori rispetti i presupposti dell'<span class="artref">art. 310 cpv. 1 CC</span> e sia adeguata per tutelare il bene del minore. Dai vari pareri espressi dai professionisti che si occupano del figlio emerge infatti l'esigenza di continuare e di portare a termine il percorso terapeutico in comunità: un rientro a casa del minore sarebbe prematuro e rischioso, anche alla luce dell'attitudine dei genitori di negazione delle fragilità emotive e psichiche del figlio (fragilità che sembrano esistere indipendentemente dall'abuso di sostanze). </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>2.3.</b> Giova innanzitutto rilevare che oggetto di disamina dinanzi al Tribunale federale può essere unicamente la sentenza 11 giugno 2019 del Presidente della Camera di protezione. Nella misura in cui i ricorrenti criticano decisioni di altre autorità (segnatamente le decisioni 21 novembre 2018, 19 dicembre 2018 e 27 febbraio 2019 dell'autorità di protezione, nonché il decreto di stralcio della Commissione giuridica in materia di assistenza sociopsichiatrica) oppure l'operato di altri servizi, il loro ricorso va quindi dichiarato di primo acchito inammissibile. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Dal (prolisso) gravame si possono estrarre, avverso la sentenza 11 giugno 2019, le censure seguenti. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>2.3.1.</b> I ricorrenti presentano la propria versione dei fatti della causa completando e correggendo quella del Giudice cantonale, in particolare evidenziando negligenze che sarebbero state compiute dalle autorità coinvolte e congetture che sarebbero contenute nelle valutazioni stabilite dai professionisti che si occupano del figlio. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Tali critiche contro l'accertamento dei fatti e l'apprezzamento delle prove effettuati dall'autorità inferiore sono tuttavia irricevibili: gli insorgenti omettono infatti di sollevare e motivare una violazione del divieto dell'arbitrio (art. 97 cpv. 1 e 106 cpv. 2 LTF; supra consid. 1.3) e si basano in parte su circostanze nuove senza che siano dati i presupposti dell'<span class="artref">art. 99 cpv. 1 LTF</span> (supra consid. 1.3). </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>2.3.2.</b> Gli insorgenti censurano poi una violazione del diritto di essere sentiti. Ritengono di non aver potuto prendere visione di tutti i rapporti relativi al figlio menzionati nel decreto 21 novembre 2018 e di non aver pertanto potuto preparare adeguatamente il loro ricorso. </div> <div class="para">Tale argomentazione giuridica è nuova ed è fondata su circostanze che contraddicono i fatti risultanti dagli atti, secondo cui, durante l'udienza 12 dicembre 2018 dinanzi all'autorità di protezione, ai genitori sono state consegnate le copie dei rapporti che essi sostenevano di non aver ricevuto con il decreto 21 novembre 2018 (v. supra consid. in fatto A). La critica va quindi dichiarata irricevibile già per questo motivo (supra consid. 1.3). </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>2.3.3.</b> I ricorrenti ribadiscono infine di essere degli ottimi genitori e di non costituire un pericolo per il figlio, il quale non soffrirebbe di patologie particolari, sarebbe ormai "ampiamente guarito da uso di stupefacenti e alcol" e necessiterebbe soltanto di essere reintegrato scolasticamente e professionalmente "nel normale corso della vita". </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Come spiegato (supra consid. 2.1), per ritirare la custodia parentale non occorre necessariamente che i genitori siano responsabili della messa in pericolo del figlio, bensì che quest'ultimo non possa essere protetto o sostenuto nell'ambiente dei genitori come richiederebbe il suo sviluppo fisico, intellettuale e morale. Ora, nel caso concreto, secondo le valutazioni degli specialisti che si occupano del minore (valutazioni che i ricorrenti non sono riusciti ad invalidare; supra consid. 2.3.1), il suo bene esige che egli continui e porti a termine il percorso terapeutico senza essere sotto la custodia dei ricorrenti, i quali non sono (ancora) in misura di aiutarlo a sufficienza. La censura risulta pertanto infondata. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>3.</b> </div> <div class="para">Da quanto precede discende che il ricorso deve essere respinto nella misura della sua ammissibilità. </div> <div class="para">Indipendentemente dalla loro pretesa indigenza, la domanda di assistenza giudiziaria dei ricorrenti va respinta, il rimedio non avendo fin dall'inizio probabilità di successo (<span class="artref">art. 64 cpv. 1 LTF</span>). Le spese giudiziarie sono pertanto poste a loro carico (<span class="artref">art. 66 cpv. 1 LTF</span>). </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b> Per questi motivi, il Tribunale federale pronuncia:</b> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>1.</b> </div> <div class="para">Nella misura in cui è ammissibile, il ricorso è respinto. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>2.</b> </div> <div class="para">La domanda di assistenza giudiziaria dei ricorrenti è respinta. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>3.</b> </div> <div class="para">Le spese giudiziarie di fr. 1'000.-- sono poste a carico dei ricorrenti. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>4.</b> </div> <div class="para">Comunicazione ai ricorrenti, al curatore di rappresentanza del figlio, all'Autorità regionale di protezione 7 sede di Capriasca e al Presidente della Camera di protezione del Tribunale d'appello del Cantone Ticino. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Losanna, 9 ottobre 2019 </div> <div class="para"> </div> <div class="para">In nome della II Corte di diritto civile </div> <div class="para">del Tribunale federale svizzero </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Il Presidente: Herrmann </div> <div class="para"> </div> <div class="para">La Cancelliera: Antonini </div> </div></body></html>