<h2>SubmittedText<h2><p>Nel 2018, nell'Unione europea e successivamente in Svizzera l'uso all'aperto dei neonicotinoidi Clothianidin, Imidacloprid e Thiamethoxam è stato vietato a causa dei rischi comprovati per le api mellifere e selvatiche. Tuttavia, sia nell'UE sia in Svizzera, la produzione e l'esportazione in Paesi terzi di queste sostanze possono continuare. A causa delle cosiddette tolleranze all'importazione, è inoltre possibile che nelle derrate alimentari importate siano presenti residui di questi antiparassitari.</p><p>Nel quadro della strategia "Farm to Fork" (dalla fattoria alla forchetta), la Commissione europea intende ora rivedere queste tolleranze all'importazione per le sostanze attive antiparassitarie non più approvate o soggette a severe restrizioni nell'UE. Oltre agli aspetti concernenti la salute, intende tenere esplicitamente conto anche delle preoccupazioni ambientali di natura globale in conformità alle norme OMC che regolano il commercio internazionale. Dalla risposta a un'interrogazione parlamentare (E-002974/2021) emerge che la Commissione si sta già occupando dei livelli massimi di residui per il Clothianidin e il Thiamethoxam, due sostanze neonicotinoidi "notoriamente nocive per le api". L'obiettivo sembra essere la tolleranza zero. Altre sostanze potrebbero aggiungersi.</p><p>In questo contesto, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Anche la Svizzera adeguerà le tolleranze all'importazione vigenti per questi neonicotinoidi, tenuto conto dei problemi ambientali che causano a livello globale? Per i residui di queste sostanze punterà alla tolleranza zero?</p><p>2. Anche la Svizzera rivedrà la sua prassi in materia di concessione e verifica delle tolleranze all'importazione, in particolare per i prodotti fitosanitari vietati o soggetti a severe restrizioni in Svizzera? Al riguardo, oltre alla salute dei consumatori, in futuro terrà in considerazione anche altri aspetti?</p><p>3. Come giustifica la Svizzera le tolleranze all'importazione vigenti per le sostanze che sono state vietate sul suo territorio al fine di proteggere l'ambiente o la salute di coloro che lo utilizzano? Queste sostanze danneggiano la salute o contribuiscono ai problemi ambientali globali anche quando vengono utilizzate in altri Paesi.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1-3. Oggi, le derrate alimentari possono essere importate soltanto se sono rispettati i relativi livelli massimi per i residui, le cosiddette tolleranze all'importazione. Il sistema di omologazione per i prodotti fitosanitari in Svizzera e le tolleranze all'importazione stabilite corrispondono alla prassi attuale dell'UE, nella quale sono prese in considerazione le disposizioni internazionali dell'OMC e del Codex Alimentarius (cfr. le risposte alla mozione Badertscher 20.3835 "Nessun residuo nocivo di prodotti fitosanitari vietati nelle derrate alimentari importate" e all'interpellanza Badertscher 20.3351 "Prodotti chimici pericolosi per la salute. Perché il Consiglio federale tollera residui di prodotti fitosanitari vietati nelle derrate alimentari?"). Nell'ambito di questa procedura, vengono stabilite tolleranze all'importazione innocue per la salute dei consumatori. Se non è possibile determinare un livello massimo di residui sicuro per il consumo, si applica la tolleranza zero (cioè nessun residuo misurabile).</p><p>Nelle revisioni in corso, l'UE si limita a esaminare le tolleranze all'importazione relative ai prodotti fitosanitari vietati o non omologati tossici per le api (clotianidina, thiametoxam). L'esito di queste revisioni è ancora aperto, cioè non è ancora sicuro se l'UE fisserà queste tolleranze all'importazione. Oltre alla protezione dei consumatori e al rischio per le api, finora nell'UE non sono infatti mai stati considerati altri aspetti nella revisione delle tolleranze all'importazione.</p><p>Il Consiglio federale è disposto a esaminare se nella definizione delle tolleranze all'importazione di sostanze attive vietate o non omologate in Svizzera, oltre agli aspetti legati alla protezione dei consumatori, si debba tener conto di altri obiettivi di protezione. Nel farlo terrà conto degli sviluppi nell'UE.</p>  Risposta del Consiglio federale.