<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Alla stregua delle mozioni Jutzet (98.3633) ed (Epinay) Cina (98.3601) la mozione Zysiadis </p><p>esige la modifica del computo del minimo vitale previsto dalla legislazione sulla procedura </p><p>d'esecuzione e fallimento. Si dovrebbero perciò applicare le stesse basi valide per le </p><p>prestazioni complementari dell'AVS/AI. Di conseguenza, anche per questa mozione, si tratta </p><p>di aumentare il livello del minimo vitale, non però in base al cosiddetto minimo vitale sociale </p><p>stabilito dalla Conferenza svizzera delle opere sociali (CSOS) bensí in base alle prestazioni </p><p>complementari (PC). </p><p></p><p>Nella revisione totale della legge federale sull'esecuzione e il fallimento (LEF) conclusa nel </p><p>1996, le questioni di un minimo vitale più elevato e sociale sono state ampiamente dibattute. </p><p>Il Parlamento ha infine approvato la regolamentazione oggi in vigore (art. 93 LEF), che si rifà </p><p>alla prassi consolidata del Tribunale federale, delle autorità d'esecuzione nonché della </p><p>Conferenza degli ufficiali di esecuzione e fallimenti della Svizzera.</p><p></p><p>L'articolo 93 LEF delega il computo del minimo in materia di esecuzione alle autorità </p><p>d'esecuzione. Una soluzione estremamente flessibile, questa, che permette di tenere conto </p><p>delle differenze regionali che influiscono sul costo della vita. Oltre a ciò, il diritto in materia di </p><p>esecuzione e fallimenti lascia però spazio all'integrazione degli aspetti sociali. Già da lungo </p><p>tempo, infatti, la prassi tende a equiparare il minimo in materia di esecuzione con il minimo </p><p>sociale. La Conferenza degli ufficiali di esecuzione e fallimenti della Svizzera, in </p><p>collaborazione con la Conferenza svizzera delle istituzioni dell'azione sociale (COSAS), ha </p><p>accuratamente esaminato e riveduto le direttive per il computo del minimo vitale. I nuovi </p><p>valori - che comportano un considerevole aumento delle somme di base per i debitori con </p><p>famiglia - entreranno in vigore secondo le previsioni nella primavera 2001. La recente </p><p>revisione delle direttive è stata compiuta parallelamente a uno studio dell'Università di </p><p>Zurigo. </p><p></p><p>Le direttive della Conferenza permettono un'applicazione del diritto in ampia misura unitaria </p><p>per quanto concerne il pignoramento dei redditi; in tal senso la richiesta contenuta nella </p><p>mozione è già adempiuta. Tuttavia, nonostante l'aumento delle somme di base, anche in </p><p>futuro il minimo in materia d'esecuzione si situerà al di sotto del minimo sociale della COSAS </p><p>e soprattutto al di sotto del minimo considerato come base per il calcolo delle prestazioni </p><p>complementari. Infatti il minimo assistenziale ha lo scopo di permettere alla persona </p><p>beneficiaria e alla sua famiglia di partecipare in modo appropriato alla vita sociale. </p><p>Certamente l'integrazione sociale dev'essere garantita anche a un debitore, ma il minimo in </p><p>materia di perseguimento si fonda su un equilibrio tra gli interessi del debitore e quelli del </p><p>creditore, ed esige di conseguenza delle restrizioni supplementari da parte del debitore. </p><p>Infine l'aumento richiesto del minimo esistenziale previsto dalla legislazione sulla procedura </p><p>d'esecuzione e fallimento può avere conseguenze finanziarie indirette, poiché diverse </p><p>prestazioni statali - ad esempio l'assistenza giudiziaria - si basano su questi importi. </p><p></p><p>Un certo avvicinamento dei diversi minimi è invece decisamente auspicabile. Tale giustificata </p><p>richiesta è già realizzata dalle rivedute direttive della Conferenza degli ufficiali di esecuzione </p><p>e fallimenti nell'ambito delle possibilità attuali. Si raccomanda di attendere le esperienze </p><p>acquisite con le nuove direttive prima di prendere in considerazione un intervento del </p><p>legislatore.</p>  Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.