<h2>SubmittedText<h2><p>Fondandomi sull'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale e sull'articolo 107 della legge sul Parlamento inoltro la seguente iniziativa parlamentare:</p><p>In analogia con l'articolo 380a CP occorre elaborare una base legale affinché l'ente pubblico competente si assuma la responsabilità per il danno che risulta se una persona condannata per un grave reato di natura violenta o sessuale è liberata condizionalmente o beneficia del regime aperto e, in queste circostanze, commette nuovamente tale reato.</p><h2>Proceedings<h2><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 16.06.2017</b></p><p><b>Crimini violenti, Stato responsabile in caso di recidiva </b></p><p><b>Lo Stato deve rispondere per i danni causati da un condannato per reati sessuali o violenti mentre gode della condizionale oppure si trova in regime di semilibertà. Con 109 voti contro 77 e 10 astenuti, il Consiglio nazionale ha rifiutato oggi di archiviare un'iniziativa parlamentare di Natalie Rickli (UDC/ZH).</b></p><p>Il testo era stato depositato dopo l'omicidio della diciannovenne Marie nel canton Vaud, un caso che aveva destato molto scalpore nell'opinione pubblica. In un primo tempo, la commissione preparatoria del Nazionale, sostenuta dall'omologa degli Stati, aveva del resto appoggiato l'atto parlamentare Rickli.</p><p>La commissione aveva dunque redatto un progetto preliminare, poi sottoposto per parere alla Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia (CDDGP). La CDDGP aveva espresso forti riserve sostenendo che la normativa proposta renderebbe più difficoltoso il lavoro dei funzionari giudiziari cantonali. La proposta sfocerebbe anche in una diminuzione del numero di regimi aperti autorizzati.</p><p>Per questi motivi, ha spiegato oggi in aula la sua relatrice Lisa Mazzone (Verdi/GE), la commissione ha deciso di rinunciare a legiferare. La ginevrina ha quindi proposto al plenum di archiviare l'atto parlamentare.</p><p>Per Natalie Rickli non è vero che la proposta finirebbe per limitare le liberazioni anticipate o il reinserimento. Bisogna fare la distinzione tra i delinquenti che commettono un solo crimine e i recidivi. L'iniziativa parlamentare concerne solo quest'ultimi, ha ricordato la zurighese.</p><p>"Il numero di persone interessate è piccolo, ma il danno che provocano è immenso", ha sostenuto Rickli secondo la quale è ora che lo Stato si assuma le sue responsabilità. La proposta permetterebbe anche d'indennizzare più rapidamente le vittime.</p><p>La palla passa ora nelle mani della Commissione degli affari giuridici che dovrà sottoporre al plenum una progetto di modifica del Codice penale.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 18.06.2021</b></p><p>Il Consiglio nazionale ha deciso, con 135 voti contro 53, di archiviare l'iniziativa parlamentare dell'ex consigliera nazionale Natalie Rickli (UDC/ZH) che chiedeva una base legale affinché l'ente pubblico competente si assumesse la responsabilità per il danno che risulta se una persona condannata per un grave reato di natura violenta o sessuale è liberata condizionalmente o beneficia del regime aperto e, in queste circostanze, commette nuovamente tale reato. La bocciatura si giustifica col fatto che nella consultazione tutti i Cantoni, ai quali in definitiva spetta l'esecuzione delle pene e delle misure, hanno respinto le proposte dell'atto parlamentare.</p>