<h2>SubmittedText<h2><p>La recente legge sulle prestazioni transitorie per i disoccupati anziani (LPTD), entrata in vigore nel luglio del 2021, mira essenzialmente a permettere alle persone anziane senza un impiego di beneficiare di una protezione sociale prima del raggiungimento dell'età legale di pensionamento, evitando così di dover ricorrere all'aiuto sociale. Nella pratica, tuttavia, la priorità delle prestazioni complementari sulle prestazioni transitorie, quando per esempio uno dei due coniugi beneficia di una rendita dell'AI o dell'AVS (e ha dunque diritto a prestazioni complementari, ma senza necessariamente percepirle), non è in contraddizione con gli obiettivi all'origine della legge?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Se si ha diritto sia alle prestazioni transitorie secondo la legge federale del 19 giugno 2020 sulle prestazioni transitorie per i disoccupati anziani (LPTD; RS 837.2) sia alle prestazioni complementari (PC) secondo la legge federale del 6 ottobre 2006 sulle prestazioni complementari all'assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (LPC; RS 831.30) o se si ha diritto alle prestazioni transitorie e il proprio coniuge ha diritto alle prestazioni complementari secondo la LPC, prevale il diritto alle prestazioni complementari (art. 6 LPTD). Se il coniuge percepisce una rendita AVS o una rendita AI, ciò non costituisce ancora motivo di esclusione dal diritto alle prestazioni transitorie. Soltanto il diritto alle PC prevale sul diritto alle prestazioni transitorie. Pertanto, se il coniuge del richiedente ha diritto alle PC, il diritto alle prestazioni transitorie è escluso, perché il richiedente viene già preso in considerazione nel calcolo delle PC del coniuge.</p><p>La priorità del diritto alle PC non penalizza in nessun caso l'assicurato, poiché l'importo delle prestazioni ottenute nel quadro delle PC non è inferiore a quello che egli otterrebbe percependo le prestazioni transitorie, alle quali è posto un limite massimo. Pertanto né il richiedente né il coniuge trarrebbero vantaggi omettendo di richiedere le PC. Se rifiutassero comunque di farlo, non potrebbero far valere il diritto all'aiuto sociale, dato che quest'ultimo è sussidiario a tutte le prestazioni fornite dalle assicurazioni sociali. Tra l'altro il principio di sussidiarietà va a favore della persona interessata, considerato che l'importo riconosciuto per la copertura del fabbisogno vitale nel quadro delle PC è più elevato di quello applicato per l'aiuto sociale. La legge parte dunque dal principio che se una persona ha diritto alle PC, allora le percepisce. La regolamentazione è pertanto appropriata e non è necessario alcun adeguamento in materia.</p>  Risposta del Consiglio federale.