<h2>SubmittedText<h2><p>In considerazione dei pareri scettici ed espressamente critici nonché degli avvertimenti di numerosi analisti, economisti e specialisti internazionali dei mercati valutari che si rivolgono al sottoscritto;</p><p>in considerazione delle dichiarazioni dei dirigenti del settore bancario svizzero (signori Grübel, Hummler, ecc.);</p><p>in considerazione soprattutto di diversi rischi concreti a seguito dell'annuncio da parte della Banca nazionale svizzera di vincolare (di fatto) il franco svizzero all'euro, con la "Frankfurter Allgemeine Zeitung" che ne ha fatto un titolo di prima pagina come pure l'"AGEFI";</p><p>in considerazione di altri commenti che fanno il paragone con il Titanic o con un naufrago che trascina il proprio salvatore sul fondo e dell'agghiacciante constatazione anglosassone "a loose-loose situation";</p><p>il Consiglio federale non dovrebbe agire rapidamente a livello di ordinanza al fine di:</p><p>1. porre fine all'avventura letale del capo della BNS che parla di utilizzare mezzi "llimitati;</p><p>2. far cessare la messa a bilancio della Banca nazionale del suo sostegno artificiale all'euro per mantenere la zona euro politicamente intatta come auspica la signora Merkel;</p><p>3. informare le Camere federali sugli importi effettivi già impegnati (visto che sono stati definiti illimitati!);</p><p>4. creare immediatamente il quadro legale ripartendo i rischi per l'economia di prossimità e quella d'esportazione, affinché i comuni e i cantoni possano anch'essi emettere, senza interessi, franchi svizzeri e monete locali;</p><p>5. rimodellare la Banca nazionale affidandole altre priorità, piazzandola sotto il controllo permanente del Parlamento e fare in modo che ogni cittadino svizzero diventi azionista del suo capitale.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. L'euro, che già nel 2010 aveva perso quasi il 15 per cento del suo valore nei confronti del franco, ha proseguito la sua discesa con un calo di oltre il 20 per cento fino al mese di agosto di quest'anno, raggiungendo per un breve periodo quasi la parità col franco. La rapidità di tale apprezzamento ha messo a dura prova l'intera economia. Grazie al limite inferiore fissato dalla Banca nazionale il 6 settembre 2011, il corso di cambio si è stabilizzato oltre la quota di fr. 1.20 per un euro, cosicché nell'anno in corso è stato possibile contenere al 6 per cento circa l'apprezzamento del franco rispetto alla moneta unica. La Banca nazionale svizzera può imporre con coerenza un tasso di cambio minimo poiché può acquistare valuta estera contro franchi in quantità illimitate. Il Consiglio federale ha accolto favorevolmente il provvedimento adottato dalla Banca nazionale nell'interesse generale del Paese nell'ambito del suo mandato in materia di politica valutaria e monetaria.</p><p>2. La Banca nazionale, fissando un limite inferiore del corso del franco rispetto all'euro, protegge l'economia elvetica da un grave rischio e previene un possibile andamento deflazionistico, entrambi conseguenze di un forte apprezzamento della valuta svizzera. Il provvedimento è stato adottato sulla base di considerazioni di politica monetaria e non funge da sostegno all'area dell'euro. Eventuali immissioni di liquidità saranno effettuate sotto forma di titoli di Stato liquidi e sicuri, tenendo conto delle esigenze della politica monetaria conformemente alla politica di investimento della Banca nazionale. Il rischio valutario e il rischio emittente devono essere considerati alla luce dei costi considerevoli che l'economia svizzera avrebbe dovuto sostenere in caso di un persistente forte apprezzamento.</p><p>3. La compravendita di divise e la tenuta di riserve valutarie sono tra le attività o le forme di investimento usuali di una banca centrale. In tale contesto, la Banca nazionale è soggetta all'obbligo di informazione e di rendiconto nei confronti dei cittadini, del Parlamento e del Consiglio federale. La Banca nazionale soddisfa tale obbligo tra l'altro mediante la pubblicazione mensile del bilancio, dei rapporti trimestrali e annuali, nonché mediante il rendiconto all'attenzione del Parlamento.</p><p>4. La legge sulla Banca nazionale, oggetto di revisione totale nel 2003, conferisce alla Banca nazionale il diritto esclusivo di emettere banconote. Il suo compito è quello di approvvigionare l'economia della liquidità necessaria. Nello svolgere il suo mandato di politica monetaria la Banca nazionale è indipendente. Le regolamentazioni vigenti si sono finora rivelate efficaci, soprattutto anche in virtù del fatto che la politica monetaria può risentire il meno possibile delle brame politiche di corto termine.</p><p>5. L'indipendenza di una banca centrale è una condizione indispensabile per la sua credibilità. Questo valore non deve essere minato dall'influenza politica. La Banca nazionale deve lasciarsi dirigere dalla Costituzione e dalla legge nell'interesse generale del Paese e garantire in via prioritaria la stabilità dei prezzi tenendo conto della congiuntura. In questo senso, la Banca nazionale è saldamente ancorata nella nostra società democratica e crea una condizione quadro di fondamentale importanza per lo sviluppo dell'economia.</p>  Risposta del Consiglio federale.