<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Gli sgravi fiscali per le imprese che incoraggiano l'uso delle biciclette previsti nel postulato, nel diritto fiscale rientrano in quelli che sono definiti obiettivi extrafiscali. A suo tempo, nel messaggio sull'armonizzazione fiscale (FF 1983 III p. 1 segg, in particolare la cifra 145.1) il Consiglio federale aveva emesso le considerazioni seguenti:</p><p></p><p>Per concludere facciamo osservare che il perseguimento di finalità extrafiscali in leggi tributarie deve sempre fondarsi su un'esplicita autorizzazione costituzionale affinché siano giustificate le inuguaglianze di trattamento che esse fanno sorgere tra i diversi contribuenti. A prescindere da questo fatto, tutte le agevolazioni fiscali conducono a un indebolimento della sostanza fiscale talché presto o tardi si deve necessariamente cercare un compenso di tali perdite mediante un aumento delle tariffe. Inoltre, il sistema fiscale non dovrebbe essere gravato da una molteplicità di finalità extrafiscali se non si vuole pregiudicare la sua trasparenza e se si vuol sapere quali contribuenti beneficiano di tali provvedimenti di incoraggiamento. I sussidi assegnati per i tramite d'agevolazioni fiscali sono spesso privi di orientamento ben definito e seguono il " principio dell'innaffiatoio ". Infine, le amministrazioni fiscali non sono dotate dei mezzi necessari per la realizzazione di qualsiasi misura di promovimento che miri a finalità extrafiscali. Siamo del parere che bisogna sempre tener presente queste implicazioni quando il fisco è invitato a promuovere la realizzazione di finalità extrafiscali.</p><p></p><p>Questi principi, ancorché formulati 15 anni or sono, hanno mantenuto tutta la loro attualità e sono ancora completamente giustificati.</p><p></p><p>2. Il problema che si pone è che le biciclette messe a disposizione dei dipendenti non sono utilizzate soltanto per gli spostamenti fra il luogo di lavoro e il domicilio, ma anche al di fuori dell'orario di lavoro, durante il tempo libero. In altri termini ciò significa che la messa a disposizione di una bicicletta equivarrebbe ad un aumento di salario che il datore di lavoro dovrebbe far figurare sul certificato di salario e che dovrebbe essere di conseguenza soggetto ad imposta per il dipendente. Ci si può interrogare se questa conseguenza, seppur logica, stimolerà i datori di lavoro a mettere delle biciclette a disposizione dei loro dipendenti! A parte questo, nell'ipotesi avanzata la deduzione annuale di 600 franchi attualmente ammessa per gli spostamenti fra il proprio domicilio e il luogo di lavoro dovrebbe essere soppressa.</p><p></p><p>3. Inoltre, va rilevato che l'Olanda, paese con cui si è fatto il paragone, ha una configurazione geografica completamente diversa della nostra. In considerazione di questa differenza fondamentale, è assai probabile che la messa a disposizione di biciclette non inciterebbe nessun dipendente ad usufruirne per recarsi al lavoro, a parte coloro che già oggi lo fanno con la propria bicicletta.</p><p></p><p>4. Infine, anche se la deduzione delle spese di viaggio per i pendolari non è l'oggetto del presente postulato, occorre però sottolineare come questa questione dovrà essere esaminata in modo approfondito nel quadro dei lavori per la riforma fiscale in campo ecologico.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.