<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Sembra che le grandi aziende tendano a rimunerare i loro dirigenti mediante bonus, </p><p>gratifiche, premi di funzione ecc., che vanno ad aggiungersi al salario di base. </p><p>1. Niente permette di affermare che questo modo di procedere abbia lo scopo di eludere </p><p>l'obbligo di pagare i contributi o permetta di risparmiare contributi. Dalla statistica dei </p><p>redditi AVS risulta piuttosto che tra il 1995 e il 1999 il numero di assicurati, il cui salario </p><p>soggetto a contribuzione è superiore a 150'000 franchi all'anno, è aumentato molto. Di </p><p>conseguenza, non è possibile stabilire un legame tra la maggiore importanza </p><p>accordata da diversi settori economici alla rimunerazione variabile indicizzata sul </p><p>successo dell'azienda e il volume dei contributi AVS. </p><p>Nell'AVS la definizione di salario è sufficientemente ampia affinché i datori di lavoro </p><p>non possano sottrarsi all'obbligo di pagare i contributi cambiando semplicemente la </p><p>designazione di alcuni elementi della rimunerazione. Fanno parte del salario AVS tutte </p><p>le somme percepite dal salariato, se il loro versamento è economicamente legato al </p><p>contratto di lavoro e se non si tratta di un risarcimento per le spese sopraggiunte. I </p><p>termini impiegati per designare i diversi elementi del salario non hanno molta </p><p>importanza. Di conseguenza, i bonus, le gratifiche, le azioni e altre opzioni offerte ai </p><p>salariati versate in aggiunta al salario di base rappresentano il reddito di un'attività </p><p>dipendente e sono soggetti al pagamento dei contributi AVS. </p><p>Le spese possono essere dedotte dal salario. Tuttavia, per il salariato non solo devono </p><p>risultare dall'esecuzione del suo lavoro, ma anche essere provate o per lo meno rese </p><p>verosimili. La dottrina e la giurisprudenza considerano che le spese voluttuarie che un </p><p>assicurato crede di dover assumere tenuto conto della sua funzione o della sua </p><p>situazione sociale costituiscano un impiego normale del reddito e quindi non siano </p><p>deducibili dal salario. Invece, le cosiddette spese di pubblicità assunte per attirare o </p><p>conservare la clientela, esclusa ogni altra liberalità privata derivante sia dalla posizione </p><p>sociale e dalle relazioni personali, sia dagli obblighi strettamente professionali e </p><p>necessari al conseguimento del reddito, non sono soggette al pagamento dei </p><p>contributi. Il datore di lavoro non può dedurre tutte le spese causate da un dirigente. </p><p>Egli è tenuto a provare o a rendere verosimile che queste spese erano indispensabili </p><p>per conseguire il reddito e corrispondevano alla realtà. </p><p>2. Per stabilire se applicano le disposizioni legali, i datori di lavoro affiliati alle casse di </p><p>compensazione vengono controllati ogni quattro anni. Il controllo viene effettuato sul </p><p>posto per le aziende che dichiarano salari superiori ai 200'000 franchi. Negli altri casi si </p><p>limita alla verifica dei documenti giustificativi determinanti nei locali della cassa di </p><p>compensazione o dell'ufficio di revisione. Le casse di compensazione e gli uffici di </p><p>revisione, a cui queste ultime possono conferire un mandato, devono verificare che </p><p>tutte le rimunerazioni facenti parte del salario determinante siano state dichiarate alla </p><p>cassa di compensazione. Il controllo comprende la contabilità dei salari, la contabilità </p><p>finanziaria, i conti annuali, l'effettivo del personale e i rapporti di lavoro. Se necessario </p><p>si possono domandare ulteriori informazioni al controllo degli abitanti e alle autorità </p><p>fiscali. Grazie a questi documenti i revisori ricuperano ogni anno somme importanti per </p><p>l'AVS (85 milioni di franchi nel 1999). </p><p>3. Il Consiglio federale è del parere che il sistema attuale permetta di limitare al minimo la </p><p>perdita in denaro a scapito dell'AVS dovuta al versamento di premi di funzione ai </p><p>dirigenti.</p>  Risposta del Consiglio federale.