<h2>SubmittedText<h2><p>Tutti sono favorevoli a rispettare l'articolo della Costituzione sul freno all'indebitamento e le leggi derivanti. Tuttavia, considerando gli psicodrammi dello scorso 15 dicembre a proposito delle riserve ritenute insufficienti in vista dei consuntivi futuri e l'esperienza degli ultimi dieci anni in cui la riduzione del debito è stata in media di 2 miliardi di franchi l'anno, ci si chiede se gli indicatori non forniscano un quadro distorto della situazione. È vero che Popolo e Cantoni volevano fermare la spirale infernale dell'indebitamento ereditato dagli anni Novanta, ma non volevano esplicitamente ridurre in modo massiccio il debito a scapito di compiti prioritari.</p><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Negli ultimi dieci anni, qual è stato il risparmio medio sulle spese autorizzate dal preventivo? Qual è stato il risparmio massimo? E quello minimo?</p><p>2. Quali altri fattori hanno contribuito alla riduzione del debito?</p><p>3. Vi sono stati anni in cui i deficit congiunturali ammessi hanno causato un deficit effettivo? In quali anni ciò è avvenuto e a quanto ammontava il deficit effettivo?</p><p>4. Alcune città e Cantoni hanno corretto prudentemente i loro preventivi introducendo delle entrate fittizie sulla base delle variazioni riscontrate sistematicamente (personale, settori di spesa, variazioni globali), in modo da avvicinare i preventivi ai consuntivi. Le leggi che disciplinano il freno all'indebitamento vietano queste pratiche? In caso di risposta negativa, il Consiglio federale è disposto a esaminare la questione?</p><p>5. Alcuni economisti auspicano che, in caso di chiusura dei conti in attivo, il deficit congiunturale ammesso venga comunque utilizzato, ad esempio per grandi progetti infrastrutturali. Il Consiglio federale è disponibile a esaminare ed eventualmente ad attuare tale proposta?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nonostante le uscite supplementari dovute a crediti aggiuntivi e a sorpassi di credito isolati, le uscite effettuate nel corso dell'esercizio sono sistematicamente inferiori a quelle preventivate. Negli ultimi dieci anni le uscite sono risultate in media 1,2 miliardi di franchi al di sotto dei valori preventivati. Ciò corrisponde al 2 per cento delle uscite iscritte a preventivo. Lo scostamento minimo dal preventivo ammontava a 256 milioni (2008), quello massimo a 2,4 miliardi (2012).</p><p>2. Oltre agli scostamenti del preventivo sul versante delle uscite, la riduzione del debito è riconducibile in egual misura a errori di stima delle entrate, causati da una sottovalutazione dell'imposta preventiva. Tuttavia, grazie al metodo di stima migliorato nel 2012, si presume che in futuro gli errori di stima si compensino. Il terzo fattore, ossia le eccedenze strutturali già pianificate nel preventivo, è di importanza secondaria.</p><p>3. Dalla sua introduzione nel 2003, il freno all'indebitamento ha permesso un deficit congiunturale per dieci esercizi. I rispettivi consuntivi hanno chiuso in tre anni con disavanzi di 2,8 (2003), 1,7 (2004) e 0,1 miliardi di franchi (2014). Negli altri anni sono state conseguite eccedenze a seguito di errori di stima delle entrate e di uscite rimaste al di sotto dei valori preventivati.</p><p>4. Dall'introduzione del freno all'indebitamento le stime delle entrate hanno rivestito una grande importanza. La natura stessa della stima non ammette l'esattezza, lasciando quindi un determinato margine di manovra. Quando è stato introdotto il freno all'indebitamento si riteneva che le entrate sarebbero state stimate con la massima cura. Se si volessero preventivare anche entrate fittizie, occorrerebbe una chiara normativa che stabilisca in quali casi e a quali regole di base del freno all'indebitamento sia possibile derogare. Attualmente tale normativa non esiste e secondo il Consiglio federale non è opportuna.</p><p>5. Se il conto di finanziamento chiude con un'eccedenza nonostante il deficit congiunturale ammesso, risulta un saldo strutturale positivo e una corrispondente riduzione del debito. Considerando che il freno all'indebitamento prescrive la stabilizzazione nominale del debito e che quest'ultimo è diminuito dal 2006, nel mese di dicembre del 2016 il Consiglio federale ha incaricato il Dipartimento federale delle finanze (DFF) di istituire un gruppo di esperti chiamato a presentare entro luglio 2017 un rapporto in cui avrà esaminato l'utilizzo delle eccedenze strutturali e quindi un'applicazione simmetrica del freno all'indebitamento. Con una regolamentazione di questo tipo si potrebbe utilizzare la parte delle eccedenze strutturali derivanti dalle minori uscite sistematiche.</p>  Risposta del Consiglio federale.