<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di allestire un registro nazionale dei detenuti e criminali pericolosi che permetta di centralizzare le relative informazioni, se i cantoni non istituiscono rapidamente tramite concordato un registro di questo tipo.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'esecuzione delle pene e delle misure è un compito dei cantoni fintanto che la Confederazione non legifera in materia. Secondo il diritto vigente, gli uffici cantonali d'esecuzione delle pene e delle misure sono responsabili dell'applicazione delle pene pronunciate dai tribunali. Decidono l'impostazione, l'inizio e la forma dell'esecuzione di una sanzione e scelgono l'istituto che ospiterà il condannato. Per garantire il controllo delle pene, le autorità d'esecuzione tengono un registro cantonale in materia. Su richiesta indirizzata al casellario giudiziale svizzero, le autorità d'esecuzione possono consultare i dati personali di tutte le sentenze registrate, nonché dei procedimenti penali in corso. In tal modo possono tenersi direttamente informate in merito ai precedenti giudiziari extra-cantonali e alle date di liberazione condizionale. In base a tali informazioni, possono chiedere alle autorità competenti gli atti riguardanti sentenze anteriori e perizie. La nuova legge sul casellario giudiziale, attualmente trattata in Parlamento, prevede inoltre termini molto più lunghi per l'eliminazione delle sentenze. Le autorità competenti hanno quindi accesso a tutte le informazioni necessarie.</p><p>La Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia (CDDGP) ha trattato a più riprese la necessità di istituire nuovi registri, per esempio un registro dei detenuti. Visti i limitati vantaggi di questi nuovi registri, le suddette autorità hanno tuttavia sempre rinunciato, l'ultima volta nel novembre 2014, a concretizzare tali progetti. Nel rapporto del 18 marzo 2014 in adempimento del postulato Amherd 11.4072, "Riesaminare l'esecuzione delle pene e delle misure in Svizzera" del 15 dicembre 2011, il Consiglio federale ha constatato l'adeguatezza delle basi legali nell'ambito dell'esecuzione delle pene e delle misure. Le sfide attuali consistono nel migliorare le procedure relative alla gestione dei criminali a rischio, anzitutto sul piano della comunicazione intercantonale. In occasione dell'assemblea autunnale 2014, la CDDGP ha adottato direttive comuni di qualità per l'esecuzione delle pene e delle misure, in cui ha disciplinato in particolare la gestione della comunicazione. Ha parimenti deciso di istituire un centro nazionale di competenza, che dovrà disporre di un dipartimento per la gestione dei casi e dei rischi. È stato pure portato a termine con successo il progetto pilota ROS "ROS - esecuzione delle sanzioni incentrata sul rischio", cofinanziato dalla Confederazione, che mira principalmente a impedire le recidive dei criminali. A tal fine, s'intende sviluppare una pianificazione individuale dell'esecuzione. Le conoscenze scientifiche sulla valutazione del rischio, il lavoro con i rei e il controllo della loro evoluzione devono poter essere utilizzati nella prassi dell'esecuzione. Una collaborazione più stretta, una procedura coordinata e strumenti di lavoro adeguati riducono significativamente il rischio di recidiva. Tutte queste misure vanno in un'unica direzione e permettono di seguire attentamente ogni caso, il che rappresenta l'elemento centrale per garantire la sicurezza. Il Consiglio federale ritiene che la creazione di un registro di questo tipo non apporti vantaggi. I dati richiesti dall'autore della mozione sono infatti già disponibili; un tale registro non contribuirebbe quindi a migliorare la sicurezza in modo tangibile. Inoltre, in seguito ai problemi identificati nel rapporto Amherd, la CDDGP ha fissato le strategie necessarie e definito le misure da adottare. Non è pertanto necessario che la Confederazione intraprenda passi supplementari.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.