<h2>SubmittedText<h2><p>Con l'intento di rafforzare la sua politica in materia di diritti dell'uomo, nel maggio del 2011 il Consiglio federale ha deciso di inserire sistematicamente l'argomento dei diritti dell'uomo nell'agenda di tutti i colloqui bilaterali con gli altri Paesi, anziché evocarli soltanto in singoli casi e in funzione dell'interlocutore. Per quanto riguarda la Russia, negli ultimi dodici mesi la Svizzera ha avuto più di un'occasione: tramite il DDPS in occasione dell'accordo di collaborazione in materia di istruzione militare tra la Svizzera e la Russia; mediante il DFE nel quadro della missione economica ufficiale recatasi in Russia dal 10 al 13 luglio 2011 e sfociata nella ratifica di una dichiarazione di modernizzazione; oppure tramite il DFF in occasione della firma di un memorandum sulla collaborazione tra la Svizzera e la Russia nel settore finanziario. In aggiunta, proprio con la Russia la Svizzera ha avviato un progetto di cooperazione in ambito di diritti dell'uomo (DFAE). Chiedo ora al Consiglio federale se nel quadro di questi diversi incontri e colloqui ha avuto modo di abbordare i seguenti punti:</p><p>1. Durante tali contatti il DFE, il DFF, il DDPS e il DFAE hanno chiesto per quali ragioni i numerosi assassini di giornalisti, attivisti dei diritti dell'uomo e avversari del regime in Russia (segnatamente nel nord del Caucaso) non sono stati oggetto di inchieste approfondite che avrebbero permesso di tradurre dinanzi alla giustizia gli individui considerati responsabili?</p><p>2. Hanno abbordato il fatto che dal 1993 in Russia sono stati uccisi oltre 300 giornalisti e che la maggior parte dei casi ha dato luogo a inchieste sommarie e superficiali con pochissime sentenze penali emesse a carico dei colpevoli?</p><p>3. Il DFE, il DFF, il DDPS e il DFAE hanno chiesto per quale ragione lo Stato russo non applica le sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU) e non condanna i colpevoli anche se citati come tali nelle sue sentenze? Ad esempio il generale Wladimir Schamanow, che la CEDU ha giudicato colpevole di violazione dei diritti dell'uomo durante la guerra in Cecenia e che Wladimir Putin ha decorato personalmente prima di nominarlo nel 2009 comandante in capo delle forze aeree russe?</p><p>4. Il DFE, il DFF, il DDPS e il DFAE hanno ricordato che la CEDU ha dichiarato lo Stato russo responsabile di circa 170 casi di violazioni atroci dei diritti dell'uomo e crimini di guerra nel nord del Caucaso e che malgrado ciò la Russia non si è curata di condannare i colpevoli? Una realtà che contribuisce ad alimentare l'impunità imperante della Russia?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Le relazioni bilaterali tra Svizzera e Russia abbracciano un ampio spettro di tematiche di comune interesse e dal 2007, anno in cui i due Paesi hanno sottoscritto un memorandum d'intesa, sono oggetto di continuo sviluppo da parte dei due ministri degli esteri. La tutela e la promozione dei diritti dell'uomo sono una componente importante della politica estera della Svizzera. La questione riguarda dunque tutti i dipartimenti e nell'ambito degli incontri tra Svizzera e Russia viene affrontata ad ogni occasione. Ormai da nove anni si tengono annualmente consultazioni bilaterali sulla questione dei diritti dell'uomo. Lo scambio di vedute è caratterizzato da schiettezza e trasparenza e nessun tema è escluso dalle discussioni. Per contribuire al miglioramento della situazione nel campo dei diritti dell'uomo, la Svizzera realizza in Russia anche una serie di progetti concreti. I progetti riguardano temi quali la riforma e il miglioramento delle condizioni di carcerazione per i giovani criminali, la promozione del dialogo tra forze dell'ordine e migranti, la ricerca di persone scomparse in seguito al conflitto nel nord del Caucaso e lo sviluppo di una cultura del dialogo tra popolazione e autorità. Sul piano economico, Svizzera e Russia sono in ottimi rapporti. Il DFE continuerà del resto anche in avvenire a sottolineare, nell'ambito delle proprie attribuzioni, che un'economia moderna e prospera è necessariamente tributaria di uno stato di diritto funzionante e di una società civile forte.</p><p>1./2. La situazione dei media è stata discussa in occasione delle consultazioni bilaterali sui diritti dell'uomo del settembre 2011. Come già in precedenti occasioni, anche stavolta la questione è stata uno dei temi principali dell'incontro. La Svizzera ha rammentato le proprie raccomandazioni emesse nell'ambito dell'esame periodico universale della Russia (del 2009). Nelle proprie raccomandazioni il nostro Paese aveva proposto di intensificare le indagini relative ai tentativi di intimidazione e alle aggressioni ai danni di giornalisti e avvocati impegnati a favore dei diritti dell'uomo, e di condannare i colpevoli di tali reati. La Svizzera ha attirato l'attenzione della Russia su casi concreti (giornalisti e difensori dei diritti dell'uomo) con preghiera di fare tutto il possibile per sanzionare tali reati. Il numero di omicidi di cui sono vittime i giornalisti è attualmente in calo. Parallelamente, le condanne per questo tipo di reati registra un lieve aumento. Tuttavia, la situazione preoccupa ancora. Perciò, la questione della libertà di stampa e la sicurezza dei giornalisti e dei difensori dei diritti umani sarà nuovamente portata all'ordine del giorno in occasione delle prossime consultazioni, in programma nell'estate 2012.</p><p>3./4. In occasione delle recenti consultazioni, la Svizzera ha ricordato alla Russia che le sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU), e soprattutto le sentenze che riguardano problematiche di carattere sistemico, devono anche essere eseguite. Tuttavia, il monitoraggio delle sentenze della CEDU è un processo multilaterale che si svolge sotto la sorveglianza del comitato dei ministri del Consiglio d'Europa. La Svizzera si adopera (per interposizione della propria rappresentanza permanente presso il Consiglio d'Europa), a favore di una rapida ed efficace attuazione delle sentenze della CEDU in tutti gli Stati membri del Consiglio d'Europa, Russia compresa. La maggior parte delle proposte presentate nell'ambito del processo di riforma della CEDU attualmente in corso riguardano la mancata esecuzione delle sentenze della CEDU, il mancato rispetto della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali e le sistematiche violazioni dei diritti dell'uomo, in particolare le violazioni commesse da Stati membri (tra cui la Russia). La Svizzera partecipa con particolare intensità al processo inteso a conferire alla Corte europea un'organizzazione più efficiente e a sgravarla da un carico eccessivo; il nostro Paese si è adoperato a tal fine in particolare in occasione della conferenza organizzata congiuntamente dal DFAE e dal DFGP a Interlaken nel febbraio 2010. Come assicurato dal DFGP dopo la conferenza dei ministri sul futuro della CEDU tenutasi a Brighton (GB) nell'aprile 2012, la Svizzera intende continuare a seguire attivamente e costruttivamente questo processo.</p><p>Il nostro Paese versa inoltre un contributo finanziario al fondo fiduciario del Consiglio d'Europa per i diritti umani (Human Rights Trust Fund, HRTF), il quale annovera tra i propri obiettivi il rafforzamento dei meccanismi di attuazione delle sentenze della CEDU. Il fondo fiduciario sostiene la Russia nell'attuazione delle sentenze della CEDU che riguardano l'impiego di forze di sicurezza russe in Cecenia.</p><p>Dal canto suo, il DFAE sostiene dal 2005 un progetto condotto da ONG russe in rapporto con i conflitti in atto nel nord del Caucaso. Il progetto contempla attività concrete quali la ricerca di dispersi e un sostegno psicosociale alle vittime e ai loro familiari. Nell'ambito di queste attività viene affrontata anche la questione del ruolo e delle responsabilità delle forze dell'ordine. Al progetto partecipano sia le autorità locali, regionali e nazionali, sia rappresentanti della società civile.</p>  Risposta del Consiglio federale.