<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Un postulato trasmesso il 5 ottobre 1995 chiedeva al Consiglio federale di sottoporre al Parlamento un rapporto sul "Ruolo del denaro nella democrazia diretta". Il Consiglio federale ha sottoposto tale rapporto alle Camere federali il 14 dicembre 1998 ("Moneypulation ...? Rapporto relativo al postulato 94.3435 Andreas Gross sul ruolo del denaro nella democrazia diretta"). Per questo rapporto, la Cancelleria federale ha condotto un'inchiesta sottoponendo a 16 partiti e 8 associazioni, 6 comitati di referendum e di iniziativa e altre 15 organizzazioni e raggruppamenti elettorali indipendenti dai partiti un breve questionario (cfr. "Moneypulation ...? allegato1) su undici testi in votazione di diversa complessità e forma giuridica degli anni 1994 e 1995 e sulle elezioni del Consiglio nazionale nell'autunno del 1995. Sin dall'inizio, ai destinatari sono stati garantiti un trattamento e una valutazione strettamente confidenziali dei risultati come pure l'anonimato. Il risultato dell'inchiesta è stato deludente: su 45 organizzazioni interpellate soltanto 14 hanno risposto e 2 risposte erano pure e semplici conferme di ricezione. Solo 2 dei 4 partiti rappresentati in Consiglio federale hanno dato una risposta. Il silenzio era equamente ripartito tra la destra e la sinistra (cfr. "Moneypulation ...? numeri 4 e 5 e allegato 2).</p><p>2</p><p></p><p>Il Consiglio federale dubita dell'efficacia di un'ulteriore inchiesta, poiché è palese che ovunque manchi la disponibilità alla trasparenza.</p><p>In merito alle singole domande:</p><p>1. Il Consiglio federale non è al corrente dell'origine né dell'ammontare degli investimenti effettuati dai fautori e dagli oppositori nella campagna per la votazione sull'iniziativa per un'imposta sugli utili da capitale.</p><p>2. L'inchiesta condotta dalla Cancelleria federale nel 1996 ha eretto un muro di silenzio riguardo alla provenienza e all'entità dei finanziamenti ai partiti politici da parte di imprese.</p><p>3. Al Consiglio federale mancano i mezzi coercitivi legali per imporre la trasparenza dei costi.</p><p>4. Il Consiglio federale ritiene che né l'indipendenza delle autorità elette del Paese né le pari opportunità dei diversi attori della democrazia del nostro Stato di diritto siano pregiudicate, poiché essa si basa su una comunità di cittadini maggiorenni in grado di valutare criticamente gli eventi politici secondo i propri criteri. Il Consiglio federale sottolinea ancora una volta (cfr. solo FF 2002 369) che i dibattiti politici devono essere condotti in modo leale. Le decisioni politiche prese democraticamente sul merito possono prevenire l'insoddisfazione oppure contenerla. Perché ci riescano, devono essere prese in modo chiaro e corretto. Anche se da questo punto di vista può essere auspicabile promuovere la trasparenza nelle campagne che precedono le votazioni, d'altro canto in Svizzera si deve tuttavia constatare, in generale, una posizione molto più riservata rispetto ad altri Stati quando si tratta di rendere pubblico il patrimonio e il reddito. Intanto, per quanto concerne il ruolo del denaro, le analisi politiche e le conoscenze del settore pubblicitario hanno rivelato entrambi che le misure propagandistiche rafforzano e sostengono i giudizi preesistenti delle persone alle quali sono rivolte, ma non riescono a modificarli in maniera decisiva. Pur riconoscendo la possibile influenza del denaro, il Consiglio federale ritiene tuttavia che la fantasia, la creatività e l'impegno non debbano essere sostituiti da campagne basate sulla forza del denaro. Anche negli ultimi venti anni, raggruppamenti chiaramente inferiori dal profilo finanziario e della tecnica pubblicitaria hanno vinto campagne contro gruppi potentissimi che disponevano di grossi mezzi propagandistici (es. nel 1987 il doppio sì, nel 2000 l'iniziativa per accelerare la democrazia diretta).</p><p>5. Per questi motivi, il Consiglio federale ritiene inopportuno proporre al Parlamento di legiferare sul finanziamento, sulla trasparenza o la limitazione delle spese nelle campagne che precedono le votazioni o le elezioni. Il risultato dell'inchiesta condotta nel 1996 ha mostrato che le Camere federali non sarebbero probabilmente entrate in materia. Il Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa esaminerà prossimamente un progetto di raccomandazione sul finanziamento dei partiti politici e delle campagne elettorali volta a reprimere la corruzione. Se la raccomandazione dovesse essere adottata, l'intera tematica andrebbe riesaminata anche in Svizzera, con particolare riguardo alle particolarità istituzionali quali il principio del Governo collegiale, la democrazia semidiretta e il federalismo.</p>  Risposta del Consiglio federale.