<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale, in riferimento al suo parere sulla mozione 17.3462, è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Nel 2016 il corpo delle guardie di confine (Cgcf) ha registrato quasi 50 000 entrate illegali in Svizzera (più 17 000 rispetto al 2015). Quante entrate illegali ha registrato il Cgcf nel periodo compreso tra gennaio e settembre 2017?</p><p>2. Secondo il Consiglio federale, a quanto ammonta il numero di entrate illegali non registrate?</p><p>3. Stando a uno studio della Segreteria di Stato della migrazione del 2015 in Svizzera soggiornerebbero illegalmente 76 000 persone (cosiddetti sans-papiers). L'ufficio di consulenza per migranti senza documenti di Berna stima che si tratti di 90 000 fino a 250 000 persone. Il Consiglio federale condivide il parere che il numero di soggiornanti illegali potrebbe essere ridotto se tutti i passaggi del confine fossero sistematicamente registrati?</p><p>4. Il Consiglio federale argomenta che un controllo sistematico al confine "non costituirebbe uno strumento efficace di lotta alla migrazione irregolare". In che modo il Consiglio federale giunge alla conclusione che una registrazione sistematica di tutti i passaggi del confine non porterebbe a una riduzione della migrazione illegale?</p><p>5. Inoltre, il Consiglio federale afferma che "la verifica sistematica dell'identità di tutte le persone, richiesta dall'autore della mozione, non fornirebbe alcun aiuto nella lotta alla problematica [migrazione illegale in Svizzera] descritta". In che modo il Consiglio federale giunge a questa conclusione, se è evidente che mediante controlli sistematici delle persone in entrata il numero di quelle che lo fanno in modo illegale verrebbe notevolmente ridotto?</p><p>6. Il Consiglio federale afferma anche che "questo provvedimento comporterebbe costi notevoli". Partendo dal presupposto che a seguito di questa affermazione il Consiglio federale sia a conoscenza dei costi generati dai controlli sistematici al confine, a quanto stima questi costi?</p><p>7. Il Consiglio federale continua asserendo che il provvedimento avrebbe "enormi ripercussioni negative sul traffico turistico e sull'economia". Il Consiglio federale è invitato a descrivere queste enormi ripercussioni negative. Il Consiglio federale ritiene che ci saranno anche conseguenze positive?</p><p>8. Il Consiglio federale condivide l'ipotesi che mediante controlli sistematici ai confini il pericolo di attentati terroristici in Svizzera potrebbe essere ridotto in maniera significativa?</p><p>9. Se in futuro la Svizzera dovesse essere colpita da un attentato terroristico, il Consiglio federale è pronto ad assumersi la responsabilità per non aver sufficientemente protetto la popolazione svizzera?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Quest'anno (gennaio a settembre 2017) l'Amministrazione federale delle dogane, più precisamente il corpo delle guardie di confine (Cgcf), ha constatato quasi 22 000 soggiorni illegali. Nello stesso periodo dell'anno precedente erano circa 35 000.</p><p>2. Il Consiglio federale parte dal presupposto che la percentuale di entrate illegali non scoperte dovrebbe essere molto esigua. Questa affermazione si basa sul fatto che solo in pochissimi casi i soggiornanti illegali individuati in Svizzera o riconsegnati dalla Germania non erano noti alle autorità locali.</p><p>3. Il Consiglio federale è d'accordo con l'autore dell'interpellanza sul fatto che teoricamente un controllo e una registrazione sistematici potrebbero garantire l'entrata nel Paese soltanto alle persone che adempiono le condizioni legali. Tuttavia, dal punto di vista tecnico, geografico e del personale, risulta praticamente impossibile eseguire i controlli ed effettuare le registrazioni in modo molto dettagliato. Inoltre, non sarebbe possibile evitare il soggiorno illegale in Svizzera di persone entrate dapprima legalmente ma che non sono uscite entro il termine previsto.</p><p>4./5. La migrazione irregolare si contraddistingue proprio per il fatto che vengono utilizzati metodi e strumenti che permettono di eludere i controlli ai confini e di entrare senza essere scoperti. Le persone attraversano il confine verde, si nascondono in mezzi di trasporto, utilizzano documenti contraffatti o rimangono in Svizzera anche dopo la scadenza del proprio titolo di soggiorno. Pertanto, il Cgcf si affida a controlli basati sui rischi - anche all'interno del Paese - e si basa sulle proprie conoscenze per quanto riguarda i modi operandi dei passatori e dei migranti. Di conseguenza, il Consiglio federale ritiene che la verifica sistematica dell'identità non sia uno strumento adeguato per lottare contro la migrazione illegale, come richiesto dall'autore dell'interpellanza nella sua mozione 17.3462.</p><p>6./7. Il Consiglio federale non è in grado di fare una stima concreta dei costi di un controllo sistematico ai confini come inteso dall'autore dell'interpellanza. Non è neanche possibile fare un confronto con la situazione prima dell'associazione della Svizzera a Schengen e Dublino, dato che allora i controlli riguardavano circa il 3 per cento di tutti i passaggi del confine. I costi per l'ampliamento e la manutenzione necessari dell'infrastruttura per la protezione dei confini sarebbero comunque molto elevati, come anche quelli per l'acquisto di sistemi di controllo dei confini in grado di velocizzare i controlli ed elaborare la quantità di dati in modo efficace e, non da ultimo, quelli per il personale supplementare necessario. L'ampliamento e la manutenzione dell'infrastruttura dipendono dai tempi d'attesa che si possono tollerare al confine.</p><p>L'introduzione di controlli sistematici al confine comporterebbe per la Svizzera anche la rinuncia all'associazione a Schengen e Dublino. Ciò avrebbe ripercussioni economiche negative sul turismo e sulla piazza economica, dato che anche i visti Schengen non sarebbero più validi. Oltre a ciò, verrebbero a mancare anche importanti strumenti per la protezione della sicurezza interna, come il sistema d'informazione Schengen (SIS II).</p><p>Attualmente il Consiglio federale sta elaborando un rapporto in adempimento del postulato 15.3896, "Vantaggi economici conseguenti all'associazione a Schengen", nel quale si esaminano le ripercussioni economiche di Schengen e Dublino e si tematizza la questione dei costi causati dai controlli sistematici ai confini. La pubblicazione del rapporto è prevista per la primavera 2018.</p><p>8./9. Il Consiglio federale condivide l'opinione dell'autore dell'interpellanza secondo cui i controlli al confine forniscono un importante contributo alla sicurezza interna della Svizzera, in particolare in caso di minacce terroristiche. Ciononostante, i controlli sistematici non garantiscono l'impedimento di attacchi terroristici. Come nel caso degli attentati più recenti, gli autori erano quasi sempre cittadini del Paese in cui hanno eseguito l'attentato o vi soggiornavano comunque legalmente. Di conseguenza, il Consiglio federale è del parere che occorre concentrarsi sul miglioramento della cooperazione in materia di polizia nonché sullo scambio di informazioni a livello nazionale e internazionale. La lotta al terrorismo e la garanzia della sicurezza interna sono una priorità assoluta per il Consiglio federale.</p>  Risposta del Consiglio federale.