<h2>SubmittedText<h2><p>L'articolo 8 capoverso 1 lettera c della legge federale sugli acquisti pubblici stabilisce che solo le imprese che garantiscono la parità salariale tra uomo e donna possono aggiudicarsi commesse da parte della Confederazione. In base all'articolo 6 dell'ordinanza di applicazione della legge federale sugli acquisti pubblici, e su mandato della Commissione degli acquisti della Confederazione, l'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo (UFU) effettua controlli casuali (e/o sulla base di un campione) per verificare se le imprese che ricevono commesse dalla Confederazione garantiscono il rispetto della parità tra donne e uomini in ambito salariale. L'UFU effettua i controlli scegliendo a caso tra le commesse della Confederazione pubblicate sul sito simap.ch. Nel 2010 le imprese controllate per verificare il rispetto della parità salariale sono state quattro, mentre l'Ufficio federale delle costruzioni e della logistica ha effettuato complessivamente 277 controlli e Armasuisse ha eseguito 100 verifiche in virtù della legge federale sugli acquisti pubblici. Su un totale di 377, quattro controlli rappresentano l'uno per cento. Rispondendo a un'interrogazione ordinaria della consigliera nazionale Maria Roth-Bernasconi del 14 giugno 2011, la consigliera federale Evelyne Widmer-Schlumpf ha affermato che si tratta di un numero insufficiente. Nella sua risposta alla mozione Carobbio Guscetti 10.3420, "Combattere efficacemente le discriminazioni salariali nelle imprese", il Consiglio federale ha annunciato l'allestimento di un rapporto in materia. Il documento avrebbe dovuto essere redatto nel 2011 dall'UFU all'attenzione della Commissione degli acquisti della Confederazione e si sarebbe dovuto procedere alla valutazione dei risultati e dell'iter procedurale ai sensi dell'articolo 8 della legge sugli acquisti pubblici. Nell'ambito di questa valutazione si sarebbe dovuto esaminare anche l'attuale soglia di tolleranza del 5 per cento. A mia conoscenza, questa valutazione non è mai stata resa pubblica. </p><p>In considerazione di quanto precede, desideriamo porre le seguenti domande: </p><p>1. Quanti sono i controlli casuali effettuati nel 2011? </p><p>2. Il Consiglio federale intende aumentare il numero di tali controlli? </p><p>3. Il Consiglio federale renderà pubblico il rapporto sulla soglia di tolleranza annunciato nel 2011? </p><p>4. Il Consiglio federale ritiene di mettere in atto tutto il possibile per applicare la legge?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nel 2011 sono state controllate quattro imprese che nel 2010 hanno ricevuto una commessa dalla Confederazione. Nel 2012 saranno controllate sei imprese che eseguono, in parte anche in veste di consorzi, commesse aggiudicate in virtù di tre bandi pubblicati nel 2011.</p><p>2. I controlli casuali per verificare il rispetto della parità tra donna e uomo sul piano salariale sono onerosi, sia per le imprese sia per le istanze incaricate dei controlli. I dati salariali di un determinato mese di riferimento devono essere elaborati affinché corrispondano alla rilevazione della struttura dei salari eseguita dall'Ufficio federale di statistica. Il numero di controlli dipende dalle risorse di cui dispone al momento l'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo (UFU). Il Consiglio federale è del parere che il numero dei controlli sinora eseguiti sia piuttosto esiguo. A dipendenza delle conclusioni del rapporto di valutazione (cfr. punto 3), il governo è dunque anche disposto a considerare l'eventualità di aumentare il numero di questi controlli.</p><p>3. Sì. La bozza del rapporto di valutazione è stata presentata l'anno scorso alla Commissione degli acquisti della Confederazione (CA). Il rapporto evidenzia che il metodo dell'analisi regressiva, applicato ai controlli, è un metodo qualitativamente adeguato ed efficace. Il rapporto è ora in fase di redazione finale e dopo l'approvazione da parte della CA sarà pubblicato in Internet; la pubblicazione è prevista nel secondo semestre del 2012.</p><p>4. Di principio, l'impresa attesta il rispetto delle condizioni di partecipazione stabilite all'articolo 8 capoverso 1 lettere b e c LAPub mediante autodichiarazione.</p><p>Da poco alcuni uffici cantonali preposti all'aggiudicazione di commesse esigono regolarmente la prova dell'assolvimento dell'autovalutazione con l'ausilio dello strumento Logib, messo a disposizione dall'UFU. Una volta realizzato il cosiddetto profilo dell'offerente sulla piattaforma di pubblicazione dei bandi simap.ch (dove gli offerenti avranno la possibilità di registrare le prove della loro idoneità per un determinato periodo di validità), la Confederazione esaminerà se nell'ambito della procedura di aggiudicazione della Confederazione occorre richiedere ai potenziali appaltatori la presentazione della scheda conclusiva Logib. Le esperienze maturate a livello cantonale saranno considerate. Questa misura non dispenserebbe comunque dal realizzare controlli casuali con approfondite verifiche.</p>  Risposta del Consiglio federale.