<h2>SubmittedText<h2><p>Alle domande 23.7443 e 23.7454 sull'accesso alle cure mediche in Croazia, il Consiglio federale ha risposto che la Croazia è obbligata a fornire ai richiedenti l'asilo le cure necessarie (cure urgenti, trattamenti essenziali delle malattie e dei disturbi mentali gravi) e che l'8 giugno la consigliera federale Baume-Schneider ha discusso tale questione con il Ministro dell'Interno croato. </p><p>L'organizzazione Médecins du monde (MdM), responsabile delle cure mediche nel sistema d'asilo croato, ha tuttavia dovuto cessare la sua attività il 22 maggio. Come testimoniano diversi rapporti, queste cure erano già minime. La fine dell'attività di MdM è dunque molto preoccupante.</p><p>Prego il Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Quali garanzie ha ottenuto la Confederazione dal Ministro croato per quanto riguarda le cure fornite ai richiedenti l'asilo in Croazia? Occorre temere che trattamenti medici importanti, in particolare le terapie psicologiche in seguito a traumi, siano interrotti, con importanti rischi per le persone interessate. Quali garanzie ha fornito il Ministro croato per evitare tale situazione?</p><p>2. Nella sua risposta alle domande summenzionate, il Consiglio federale ha indicato che la Svizzera è disposta a contribuire al potenziamento delle infrastrutture per migranti e delle procedure d'asilo in Croazia. Che cosa è previsto concretamente? </p><p>Perché non aiutare queste persone da noi piuttosto che rinviarle in Croazia affinché beneficino in tale Paese di programmi d'integrazione finanziati dalla Svizzera?</p><p>3. La Segretaria di Stato della migrazione Schraner Burgener ha annunciato che si recherà in Croazia per sincerarsi delle condizioni di vita dei richiedenti l'asilo. Quali attori incontrerà? Ha previsto di visitare un centro d'asilo? Intende incontrare alcuni richiedenti l'asilo ospitati? Ha previsto di incontrare persone espulse dalla Svizzera?</p><p>4. La Segretaria di Stato intende dedicare una particolare attenzione alla questione delle donne e delle ragazze? Nel suo rapporto 2023, MdM indica che nelle sue consultazioni erano numerose le donne e i bambini e sottolinea la penuria di ginecologi e pediatri specializzati. Quali garanzie di cure adeguate?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La Croazia applica la direttiva 2013/33/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, recante norme relative all’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale. Nel quadro di questa direttiva, le autorità croate devono assistere i richiedenti l’asilo e garantire l’accesso alle cure mediche. La Croazia è infatti obbligata a fornire ai richiedenti l’asilo le cure mediche necessarie, che comprendono almeno le prestazioni di pronto soccorso e il trattamento essenziale delle malattie e di gravi disturbi mentali. Le competenti autorità croate hanno deciso di conferire questo compito, tra gli altri, all’organizzazione Médecins du Monde (MdM). La delega a MdM di questo compito, finanziato dal Fondo europeo Asilo, migrazione e integrazione (AMIF), era limitata fino alla primavera 2023. I compiti finanziati dall’AMIF sono attribuiti per una durata limitata e regolarmente rimessi a concorso. Fino al termine del nuovo concorso, la competente autorità croata continuerà a garantire le cure mediche conformemente alla direttiva summenzionata. Peraltro, di recente è stato rinnovato il contratto con la Croce Rossa croata per l’assistenza psicosociale. La consigliera federale Baume-Schneider ha recentemente incontrato il Ministro croato dell’interno a margine del Consiglio dei ministri della giustizia e degli affari esteri. In tale occasione ha sottolineato l’importanza di rispettare sempre non soltanto il diritto di chiedere l’asilo ma anche i diritti dei richiedenti l’asilo garantiti dalla direttiva summenzionata. Attualmente né la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) né il Tribunale amministrativo federale (TAF), nella sua decisione di riferimento E-1488/2020 del 22 marzo 2023, partono dal principio che il sistema d’asilo croato presenti lacune sistemiche. Ogni domanda d’asilo è accuratamente esaminata caso per caso per stabilire se un ritorno in Croazia è ammissibile e ragionevolmente esigibile. Il Consiglio federale applica dunque il diritto in vigore sulla base del regolamento Dublino.</p><p>&nbsp;</p><p>2. Con il fondo di reazione rapida (rapid response fund) previsto nell’ambito del credito quadro migrazione del secondo contributo svizzero a favore di alcuni Stati membri dell’UE, la Svizzera sostiene attualmente un progetto del Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (UNICEF) attuato in sei Paesi europei, tra cui la Croazia. Questo progetto, a cui la SEM partecipa con cinque milioni di franchi, sostiene bambini fuggiti dall’Ucraina e le loro famiglie, se presenti. In base alle esperienze positive maturate nel quadro di questo progetto, la Svizzera sosterrà un nuovo progetto dell’UNICEF esclusivamente in Croazia con un importo di 860 000 franchi a beneficio di tutti i bambini migranti nel Paese. Il progetto promuoverà in particolare la loro integrazione e protezione. Permetterà inoltre di potenziare le strutture migratorie croate a lungo termine. Professionisti in ambito sociale saranno formati dall’UNICEF, che dispenserà corsi specifici per le autorità, in particolare nel settore della raccolta di dati, per garantire l’identificazione e l’assistenza dei bambini. Sempre nell’ambito del fondo di reazione rapida, la SEM valuterà inoltre altre possibilità di sostegno in Croazia. Indipendentemente dalla cooperazione Dublino con la Croazia, il Consiglio federale ritiene opportuno contribuire a potenziare le strutture di gestione della migrazione in Croazia. L’innalzamento generale degli standard di accoglienza e procedura in materia d’asilo contribuisce infatti ad armonizzare meglio la gestione della migrazione su scala europea.</p><p>&nbsp;</p><p>3. La segretaria di Stato della migrazione Christine Schraner Burgener si è recata in Croazia il 13 e 14 luglio 2023 per una visita di lavoro. Ha incontrato la segretaria di Stato agli affari europei e internazionali Terezija Gras, sua omologa in seno al Ministero dell’interno croato. Ha pure incontrato rappresentanti dell’Independent Monitoring Mechanism IMM, del Centre for Peace Studies CPS, di Médecins du Monde e dell’ufficio della Mediatrice croata nonché rappresentanti dell’UNICEF, che attua in loco un progetto finanziato dalla Svizzera (si veda la risposta alla domanda, 2). Questo viaggio ha inoltre offerto l’occasione di visitare il centro nazionale di coordinamento del controllo delle frontiere e un centro d’accoglienza per richiedenti l’asilo, ospitante in particolare persone in procedura d’asilo in Croazia in seguito a un trasferimento Dublino da un altro Stato membro dello spazio Dublino. Questo centro accoglie anche persone trasferite nel quadro di Dublino dalla Svizzera.</p><p>&nbsp;</p><p>4. Come menzionato sopra, le cure mediche sono garantite a tutti i richiedenti l’asilo e coprono tutte le specialità mediche necessarie, comprese la ginecologia e la pediatria. Quando i richiedenti l’asilo giungono nel centro è effettuato uno screening tramite un questionario sullo stato di salute. A seconda del loro stato di salute o del trattamento medico di cui hanno bisogno, i richiedenti l’asilo sono assistiti nel centro o, all’occorrenza, indirizzati verso uno specialista. In occasione della sua visita nel centro di accoglienza, la Segretaria di Stato della migrazione ha potuto discutere con professionisti della Croce Rossa croata, secondo i quali le cure mediche sono garantite a tutti i richiedenti l’asilo.</p>