<h2>SubmittedText<h2><p>Stando a un'informazione orale data il 23 agosto dalla vice direttrice dell'UFCOM Nancy Wayland-Bigler in occasione del Radioday tenutosi al WTC di Zurigo e alla dichiarazione rilasciata il 21 novembre 2012 da Marcel Regnotto, capo della sezione media in occasione del colloquio annuale presso Tele1 a Lucerna, la tecnologia di diffusione televisiva digitale DVB-T non ha avvenire e pertanto non è degna di promozione.</p><p>Nella risposta data dal Consiglio federale alla domanda 5 dell'interpellanza Müri 12.3145, il DVB-T è indicato chiaramente quale tecnologia degna di promozione.</p><p>1. Come spiega il Consiglio federale i pareri contrastanti espressi dall'UFCOM attraverso la sua vicedirettrice il 23 agosto e il suo capo della sezione Media il 21 novembre?</p><p>2. Quale tecnologia di diffusione il Consiglio federale ritiene degna di promozione per la televisione regionale su territori estesi come per esempio nei cantoni Uri e Svitto dove non è presente nessuna rete via cavo e la DSL è troppo lenta per la televisione?</p><p>3. Il DVB-T è diffusa in tutta l'Europa occidentale, in Russia, Africa e Australia, ed è in procinto di ampliarsi verso il DVB-T2 e l'HbbTV; il Consiglio federale non lo ritiene una tecnologia dell'avvenire?</p><p>4. Come farà il telespettatore che, per motivi tecnici o finanziari non dispone né di un collegamento via cavo né della DSL, a ricevere la televisione regionale tradizionale che contribuisce a finanziare tramite i proventi del canone televisivo, analogamente alla possibilità che vi è per i programmi della SSR?</p><p>5. Secondo il Consiglio federale, il DAB/DAB+, una tecnologia scarsamente diffusa nell'UE che dal punto di vista funzionale sta alla base del DVB-T/DVBT2, è orientato al futuro e degno di promozione?</p><p>6. Chi decide se una tecnologia sia orientata verso il futuro e degna di promozione?</p><p>7. Secondo il Consiglio federale cosa si intende promuovere con i 14,6 milioni di franchi menzionati?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Secondo l'articolo 58 della legge federale del 24 marzo 2006 sulla radiotelevisione (LRTV; RS 784.40) le emittenti concessionarie saranno sostenute nell'introduzione di nuove tecnologie di diffusione. Le tecnologie ritenute molto importanti per la futura diffusione dei programmi possono ricevere contributi agli investimenti conformemente all'articolo 50 dell'ordinanza del 9 marzo 2007 sulla radiotelevisione (ORTV; RS 784.401). L'articolo 11 dell'ordinanza del DATEC del 5 ottobre 2007 sulla radiotelevisione (RS 784.401.11) stabilisce le tecnologie di diffusione degne di promozione. Al momento le uniche a esservi contemplate sono il DAB e lo standard superiore DAB+ (radio digitale), perché in occasione della revisione del 7 novembre le due tecnologie DVB-T e DVB-H sono state eliminate. Contrariamente al DAB+ queste tecniche di trasmissione di segnali video non hanno preso piede in Svizzera. Secondo gli studi effettuati, la ricezione di segnali TV trasmessi in digitale via etere terrestre corrisponde soltanto al 3-4 per cento delle economie domestiche, un dato che è destinato a diminuire. Nell'ordinamento, pertanto, una promozione in tal senso non trova più ragione d'essere, dal momento che questa tecnologia non risponde ai canoni di essenziale importanza stabiliti per la Svizzera.</p><p>1. Le dichiarazioni dell'UFCOM citate nell'interpellanza annunciavano l'entrata in vigore delle modifiche all'ordinanza del DATEC. Durante i quattro anni nei quali la diffusione digitale via etere terrestre era inclusa nelle sovvenzioni federali, fatta eccezione per Léman Bleu a Ginevra, non è stata presentata alcuna domanda da parte di stazioni televisive private interessate a una prospettiva di lungo termine per la diffusione in DVB-T. Il ruolo di secondo piano a cui il DVB-T è relegato nel panorama televisivo svizzero è riconosciuto dal Consiglio federale già nella sua risposta del 25 aprile 2012 all'interpellanza 12.3145. Conseguentemente l'UFCOM ha sottoposto a una verifica di fondo gli aiuti all'investimento a beneficio della diffusione in DVB-T e ha incaricato il DATEC di eliminare il DVB-T dalla sua ordinanza per le ragioni sopra esposte.</p><p>2. La Svizzera, con il suo 80 per cento di economie domestiche servite dalla rete via cavo, è il Paese delle reti cablate. Inoltre le offerte basate sulle infrastrutture di telecomunicazione tradizionali e i collegamenti in fibra ottica (Internet Protocol Television; IPTV) acquistano sempre maggior rilievo. Nato sotto l'egida dell'UFCOM, il gruppo di lavoro NGA (Next Generation Access, reti di accesso di ultima generazione) offre tra l'altro consulenza e supporto ai comuni e agli enti locali per migliorare la copertura dei servizi a banda larga (<a href="http://www.bandaultralarga.ch">www.bandaultralarga.ch</a>). La crescente disponibilità delle infrastrutture di trasmissione ad altissima velocità, sia su linea che via etere, apre nuove prospettive anche per la diffusione dei programmi televisivi.</p><p>3. Soprattutto in aree molto vaste e in cui la copertura dell'infrastruttura cablata è scarsa il DVB-T e il DVB-T2 hanno rappresentato sinora una delle poche alternative idonee rispetto alla ricezione satellitare. In Francia, Spagna, Portogallo, Gran Bretagna o nei Paesi dell'Europa dell'Est il DVB-T è stato potenziato, mentre in Paesi come il Belgio e l'Olanda, dove l'infrastruttura cablata è tradizionalmente diffusa, questa tecnologia via etere terrestre non si è mai affermata. In Germania, che conta un buon tasso di penetrazione del DVB-T, RTL ha persino deciso di abbandonare questa tecnica di diffusione entro fine 2014, e si prevedono decisioni analoghe da parte di altre stazioni televisive private.</p><p>4. In Svizzera i programmi televisivi titolari di una concessione vengono diffusi prima di tutto su linea. Le emittenti hanno pur sempre la possibilità di richiedere anche un'autorizzazione alla diffusione in digitale terrestre via etere. L'eliminazione del DVB-T dall'ordinanza del DATEC si riferisce unicamente al sovvenzionamento e non all'utilizzo del DVB-T. Come già ricordato al punto 2, in un futuro non troppo lontano le infrastrutture a banda larga offriranno migliori possibilità di diffusione per i programmi televisivi anche nelle regioni montane e nelle aree discoste.</p><p>5. Il DAB+ diventerà la principale tecnologia di diffusione per prammi radiofonici. Nelle economie domestiche svizzere sono presenti più di un milione di apparecchi DAB/DAB+ e in talune regioni sono oltre quaranta i programmi che possono essere captati in DAB+. L'ampliamento della rete procede a grandi passi e nel prossimo futuro la radio digitale andrà a sostituire quella analogica su OUC. In alcuni Stati, come la Gran Bretagna, la Danimarca, la Norvegia o la Svezia si profilano già concreti scenari di abbandono delle OUC. Per questo la promozione del DAB+ in Svizzera risponde a precise esigenze di innovazione.</p><p>6./7. Il DATEC definisce le tecnologie degne di promozione e ritiene che ad oggi solo il DAB+ abbia diritto a questo trattamento (art. 11 dell'ordinanza del DATEC del 5 ottobre 2007 sulla radiotelevisione). I mezzi finanziari destinati a tal fine saranno quindi versati a favore di questa tecnologia di diffusione. L'ordinanza del DATEC potrà essere modifica se in futuro si presentasse la necessità di promuovere nuove tecnologie, ad oggi ancora sconosciute.</p>  Risposta del Consiglio federale.