<h2>SubmittedText<h2><p>Nel 2006, in un periodo di minaccia d'influenza aviaria, il Consiglio federale ha concluso contratti con ditte estere allo scopo di assicurare l'approvvigionamento della Svizzera con vaccini in caso di pandemia.</p><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Tali contratti, stipulati come contratti di prenotazione, garantiscono la sicurezza della produzione e della fornitura dei vaccini in caso di pandemia, indipendentemente dal fatto che si tratti d'influenza aviaria o suina? Oppure concernono unicamente il vaccino contro l'influenza aviaria?</p><p>2. Qual è il loro esatto contenuto? Se il contratto con la ditta produttrice Glaxo Smith Kline, relativo a 8 milioni di dosi di vaccino, riguarda unicamente la sicurezza in termini di produzione e fornitura, il contratto di prenotazione vincola soltanto la ditta oppure anche il Paese in cui il vaccino è prodotto?</p><p>3. Tale contratto garantisce che, in caso di seria minaccia pandemica, il Paese produttore del vaccino sia effettivamente obbligato a fornire la merce e che rinunci a un divieto di esportazione?</p><p>4. Quali tempi di produzione occorre prevedere a partire dall'identificazione del vaccino contro l'influenza suina?</p><p>5. Secondo l'ordinanza sulla pandemia di influenza, in caso di minaccia di pandemia la Confederazione può limitare o vietare l'esportazione di medicamenti antivirali. Il Consiglio federale ha ventilato una simile decisione?</p><p>6. Nel caso di una pandemia d'influenza suina, è previsto un nuovo pacchetto finanziario per l'acquisto dei vaccini? Si può già stimarne l'ammontare?</p><p>7. È stato ipotizzato uno scenario di politica di sicurezza che, in una situazione d'emergenza, consentirebbe di produrre le dosi di vaccino direttamente nel Paese o di trasferirne la produzione in Svizzera?</p><p>8. Nel 2006 un immunologo aveva ammonito che l'influenza aviaria non sarebbe stato l'unico problema: aveva sostenuto che, se non avesse investito nella ricerca sul vaccino, la Svizzera avrebbe dovuto continuare a spendere milioni di franchi per acquistarlo all'estero. Dopo l'esperienza della SARS, l'allarme per l'influenza aviaria e ora quello per l'influenza suina, non sarebbe più sensato, sulla base di considerazioni economiche e di politica di sicurezza, sostenere una produzione indigena di vaccini?</p><p>9. Non vi è il rischio che, in caso di pandemia, i Paesi produttori di vaccini riforniscano prioritariamente se stessi e soltanto in un secondo tempo la Svizzera? In considerazione della minaccia di pandemia d'influenza suina e della questione dell'approvvigionamento con medicamenti antivirali e vaccini (ammesso che si riesca a scoprirne uno efficace), come va giudicata la situazione attuale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale ha trattato più volte la questione della sicurezza dell'approvvigionamento con vaccini prepandemici e pandemici (cfr. postulato Humbel Näf 08.3384; interpellanza Humbel Näf 07.3704).</p><p>1.-3. Il contratto per la fornitura di un vaccino prepandemico concerne quello che l'OMS definisce un "virus pandemico". È per questo che la formulazione del contratto non è specifica. Glaxo Smith Kline ha fornito 8 milioni di dosi di un vaccino prepandemico specifico per il virus H5N1 (influenza aviaria), che sono in seguito state immagazzinate. Il contratto comprende però anche opzioni per 8 milioni di dosi (una per persona) e per 16 milioni di dosi (due per persona) di un vaccino pandemico. Il contratto concluso con la ditta Glaxo Smith Kline non prevede obblighi per il Paese di produzione, con il quale non è stato concluso alcun accordo.</p><p>4. Allo stato attuale delle conoscenze, per lo sviluppo e la produzione di un vaccino pandemico contro l'influenza A(H1N1) sono necessari da tre a sei mesi.</p><p>5. Non è prevista una limitazione dell'esportazione di medicamenti antivirali. L'approvvigionamento della Svizzera nello scenario peggiore ("worst case") è garantito mediante le scorte obbligatorie.</p><p>6. Sì; se il Consiglio federale decide di esercitare le opzioni di cui sopra, sarà necessario un nuovo pacchetto finanziario per l'acquisto di un vaccino pandemico contro l'influenza A(H1N1). Al momento non è possibile fornire indicazioni sull'importo di tale pacchetto.</p><p>7.-9. Non è previsto alcun trasferimento della produzione del vaccino in Svizzera. L'acquisto all'estero non è più costoso di un'ipotetica produzione in Svizzera. Il vaccino è prodotto da ditte private con procedure per lo più distribuite su diversi Stati. I vaccini prepandemici o pandemici possono essere prodotti unicamente da ditte che dispongono delle conoscenze, dell'esperienza e delle capacità per la produzione di vaccini contro l'influenza stagionale. Il fatto che i produttori rinuncino per il momento alla produzione in Svizzera costituisce una decisione aziendale su cui il Consiglio federale non ha alcun influsso.</p><p>Le preoccupazioni relative alla politica di sicurezza vanno prese sul serio. Tuttavia, il Consiglio federale ritiene che il loro peso non sia tale da mobilitare una volontà politica per dotare il nostro Paese di una produzione indigena di vaccini sostenuta dallo Stato, e neppure da giustificare un intervento statale sui meccanismi del libero mercato e gli investimenti necessari a tal scopo. Questa opzione è stata analizzata e respinta per i costi troppo elevati.</p><p>L'approvvigionamento con medicamenti antivirali (Tamiflu) è garantito mediante le scorte obbligatorie che comprendono dosi sufficienti per curare un quarto della popolazione e per la profilassi del personale medico. Tali scorte permettono di soddisfare interamente il fabbisogno nel caso in cui si verificasse lo scenario peggiore, ossia una pandemia.</p>  Risposta del Consiglio federale.