<h2>SubmittedText<h2><p>Nel mese di ottobre l'esercito svizzero aveva pianificato un impiego per combattere l'epidemia di Ebola in Africa occidentale. Alla fine di novembre è emerso che l'impiego non avrebbe potuto essere svolto a causa della mancanza di un appoggio logistico da parte di un altro Paese, sebbene i militari e le infrastrutture fossero pronti per tale impiego.</p><p>A questo proposito invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Perché prima del lancio del progetto non è stata verificata la possibilità di trovare un partner?</p><p>2. Che cosa pensa di fare il DDPS per migliorare la propria autonomia logistica (in adempimento del secondo compito dell'esercito - servizio d'appoggio in caso di catastrofe - e del terzo - promovimento della pace)?</p><p>3. Come si presenta la pianificazione a medio termine, per mettere a disposizione più tempestivamente dei mezzi in futuro?</p><p>4. Quali altre risorse (materiale medico, autocarri, ecc.) mette a disposizione la Svizzera per combattere l'Ebola?</p><p>5. Il DDPS come giudica il danno d'immagine per il nostro Paese in Svizzera e all'estero?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Delegato del Consiglio federale per l'aiuto umanitario ha esaminato una richiesta dell'Unmeer (UN Mission for Ebola Emegency Response) e ha indirizzato all'esercito svizzero una triplice domanda, ossia appoggiare l'Unmeer impiegando un distaccamento di elicotteri in prima priorità in Liberia, cedendo materiale in esubero dell'esercito e mettendo a disposizione militari con funzioni speciali per impieghi civili.</p><p>Il Consiglio federale risponde alle singole domande come segue:</p><p>1. La ricerca di un partner di cooperazione militare in loco può iniziare soltanto quando il settore d'impiego è noto. L'appoggio necessario può essere quantificato soltanto nell'ambito della pianificazione dell'impiego, per cui anche gli accordi e le conferme definitivi sono possibili solo a quel momento. Accertamenti approfonditi sono stati avviati immediatamente dopo che il Delegato ha indirizzato la sua domanda all'esercito.</p><p>2. Sia il servizio d'appoggio all'estero che il servizio di promovimento militare della pace avvengono sempre in collaborazione con partner della comunità internazionale. A livello internazionale non si attende un'autonomia logistica da parte dell'esercito svizzero. Mirare a una simile autonomia sarebbe poco opportuno, considerato l'onere estremamente elevato che ciò comporta.</p><p>3. Attualmente il DDPS e il DFAE stanno esaminando congiuntamente se occorre considerare l'acquisto di un velivolo da trasporto militare e di elicotteri da trasporto per il servizio di promovimento della pace e il servizio d'appoggio all'estero, compresa la creazione in loco di proprie capacità per il servizio di volo. Simili capacità richiederebbero l'acquisto di aeromobili adeguati e risorse di personale supplementari.</p><p>4. Dal mese di marzo 2014 la Svizzera ha stanziato 29 milioni di franchi per la lotta contro l'Ebola. Grazie all'impegno dell'ufficio per la cooperazione di Monrovia, la Svizzera dispone dell'accesso diretto all'area e alle informazioni. Con le risorse finanziarie sono stati prioritariamente sostenuti sul posto i programmi umanitari dell'ONU, del CICR e di organizzazioni partner quali Médecins sans frontières (MSF) Svizzera e Terre des hommes Svizzera. L'Aiuto umanitario ha messo a disposizione dell'ONU (WFP, Unicef) e delle organizzazioni partner numerosi esperti per l'impiego nella regione di crisi. Sono stati forniti alla Liberia 30 tonnellate di materiale medico e di indumenti di protezione dall'Ebola nonché nove veicoli. Nel primo trimestre del 2015 è prevista la fornitura alla Liberia di materiale proveniente dalle scorte dell'esercito, tra cui generatori e carrelli elevatori manuali. Inoltre, in collaborazione con la Francia, la Svizzera fornirà altre 16 tonnellate di materiale alla Guinea. Gli uffici svizzeri per la cooperazione nell'Africa occidentale si tengono pronti in vista di domande di appoggio da parte degli Stati ospiti.</p><p>5. Sin dall'inizio, la Svizzera ha comunicato chiaramente che un impiego di elicotteri da trasporto sarebbe possibile soltanto qualora fossero soddisfatte determinate condizioni (un sufficiente numero di volontari nonché prestazioni logistiche, mediche e di protezione al suolo da parte di uno Stato partner). I partner interessati (in particolare l'Unmeer e la Liberia) conoscevano tali condizioni e sono stati regolarmente informati sullo stato della pianificazione svizzera. Il Consiglio federale sottolinea che, riguardo alle possibilità svizzere, in nessuno dei partner sono state indotte false aspettative tali da poter arrecare danno all'immagine del nostro Paese.</p>  Risposta del Consiglio federale.