<h2>SubmittedText<h2><p>In seguito all'omicidio della 19enne Marie, molti cittadini si chiedono come sia potuto succedere che un condannato tanto pericoloso sia stato rimesso in semilibertà sebbene vi fossero indizi della sua propensione alla violenza. Ci si chiede inoltre se in Svizzera i diritti dei condannati non siano più importanti della protezione delle vittime e della collettività. Occorre pertanto fare chiarezza su questa vicenda.</p><p>1. Che cosa intende fare il Consiglio federale per impedire che autori recidivi commettano altri omicidi evitabili?</p><p>2. Quanto sistematicamente gli internamenti (ordinari o a vita) o misure stazionarie sono effettivamente chiesti dai ministeri pubblici e ordinati dai giudici in caso di autori di reati con problemi psichici gravi a elevato rischio di recidiva?</p><p>3. Perché ciò non è stato fatto nel caso di Claude Dubois? Sussistono infatti indizi manifesti che vi fossero le condizioni per una misura stazionaria se non addirittura un internamento.</p><p>4. I vari responsabili si accusano a vicenda nel caso Marie. Gli psichiatri rinviano alla competenza decisionale dei giudici, i quali rimandano invece alle perizie psichiatriche. I nomi dei responsabili sono tuttavia celati e trattati alla stregua di un segreto di Stato. Il Consiglio federale sostiene interventi volti ad aumentare la trasparenza affinché i responsabili amministrativi o giudiziari possano essere individuati e debbano assumersi eventuali conseguenze?</p><p>5. Il Consiglio federale ritiene possibile estendere la responsabilità (disciplinare, civile e penale) degli autori di perizie ordinate dal giudice?</p><p>6. Ritiene eventualmente possibile estendere anche la responsabilità civile e penale delle autorità competenti (giudici, autorità d'esecuzione)?</p><p>7. A parere del Consiglio federale, non sarebbe opportuno, per aumentare la sicurezza e la trasparenza, che le decisioni in merito al rilascio dall'internamento ordinario e dalle misure stazionarie vengano in futuro adottate dai giudici in un'udienza pubblica e non più dalle autorità d'esecuzione?</p><p>8. Non sarebbe opportuno escludere i permessi di libera uscita e altre agevolazioni dell'esecuzione anche nel caso di internamenti ordinari e di misure stazionarie di condannati con disturbi psichici?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Anche il Consiglio federale ritiene che tali reati scioccanti non debbano più ripetersi. Per vari motivi non è tuttavia possibile garantire una certezza assoluta.</p><p>1. Il Consiglio federale aveva già tratto le conseguenze dal caso Lucie chiarendo le condizioni da adempiere in caso di liberazione dall'esecuzione di una misura. Ha pertanto elaborato un disegno di modifica del Codice penale (RS 311.0) secondo cui un autore che con un crimine qualificato ha pregiudicato in modo grave l'integrità fisica, psichica o sessuale di un'altra persona deve essere obbligatoriamente valutato da una commissione peritale in caso di liberazione condizionale.</p><p>2. Il Consiglio federale non dispone di dati sul numero di internamenti o misure terapeutiche stazionarie richiesti dai ministeri pubblici. Dalla statistica delle condanne stilata dall'Ufficio federale di statistica si evince che tra il 2007 e il 2011 sono stati inflitti 23 nuovi internamenti; nello stesso periodo una misura stazionaria per il trattamento di turbe psichiche è stata ordinata nei confronti di 495 persone.</p><p>3./4. Il procedimento nel caso concernente il decesso di Marie rientra nella competenza del cantone di Vaud, che ha disposto anche un'indagine amministrativa. Il Consiglio federale non può pertanto esprimersi in merito. In linea generale va osservato che i procedimenti penali e amministrativi sono aperti alle parti, e che nei procedimenti penali le udienze principali sono di principio pubbliche.</p><p>5. I periti psichiatrici formulano una prognosi, ossia fanno previsioni quanto a eventi, situazioni o sviluppi futuri, il che comporta necessariamente incertezze. Non hanno facoltà decisionale, bensì consigliano l'autorità competente. I periti sottostanno all'obbligo di dire la verità e di adempiere il loro mandato secondo scienza e coscienza; qualsiasi violazione di tali obblighi è sanzionata dagli articoli 307 del Codice penale e 191 del Codice di procedura penale (RS 312.0). La decisione incombe all'autorità competente, la quale deve parimenti valutare la qualità della perizia ed eventualmente richiedere complementi o una seconda perizia. Il Consiglio federale reputa che la normativa vigente sia adeguata. Un'estensione della responsabilità potrebbe rendere ancora più difficile la ricerca di periti idonei.</p><p>6. Il Consiglio federale non ritiene necessario intervenire. L'articolo 380a del Codice penale disciplina la responsabilità causale della collettività in caso di revoca dell'internamento a vita. In tutti gli altri casi la responsabilità è retta dal diritto applicabile alla collettività cui appartiene l'autorità di decisione. In caso di sospetto di una colpa personale di un funzionario è possibile procedere conformemente alle disposizioni penali vigenti.</p><p>7. Per preservare la sicurezza pubblica è essenziale che le decisioni sui regimi aperti siano prese sulla scorta di una sufficiente base informativa. Per questo motivo, il Codice penale definisce le decisioni per le quali occorre richiedere perizie psichiatriche. Il Consiglio federale dubita invece che la modifica delle competenze permetta di aumentare la sicurezza nel caso di decisioni in materia di liberazione condizionale.</p><p>8. La concessione di regimi aperti presuppone una verifica approfondita delle condizioni necessarie, dedicando particolare attenzione alla sicurezza pubblica. Non possono essere ordinate agevolazioni esecutive se l'interessato continua a essere socialmente pericoloso. I regimi aperti rappresentano uno strumento importante a disposizione delle autorità per preparare un individuo alla sua liberazione. Le esperienze maturate in tale ambito permettono anche di stilare perizie più affidabili al momento di accordare la liberazione condizionale. Senza tali esperienze dovrebbero essere rilasciati anche autori la cui prognosi si fonda su una base informativa insufficiente. Il Consiglio federale non ritiene pertanto opportuno sopprimere i congedi e altre agevolazioni esecutive.</p>  Risposta del Consiglio federale.