<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale si è già espresso a diverse riprese su un eventuale ritiro della domanda di adesione svizzera all'UE: il 12 marzo 2001 davanti al Consiglio nazionale durante l'ora delle domande (interrogazione Maspoli, 01.5014), nella sua risposta del 16 maggio 2001 alla mozione del Gruppo dell'Unione democratica di centro sullo stesso tema (mozione 01.3104), e nel numero 5 della sua risposta del 3 luglio 2002 all'interpellanza del Gruppo dell'Unione democratica di centro "Bilaterali II. Trampolino verso l'UE?" (interpellanza 02.3228). La posizione sostenuta dal Consiglio federale in queste occasioni non è cambiata. Mantiene tuttora la sua validità.</p><p>La domanda di adesione svizzera è stata depositata il 26 maggio 1992. Dopo il rifiuto dello SEE, il 6 dicembre 1992, è stata congelata.</p><p>In occasione della votazione del 4 marzo 2001 sull'iniziativa popolare "Sì all'Europa!", il popolo e i Cantoni si sono pronunciati a larga maggioranza contro l'apertura immediata di negoziati di adesione all'UE - esattamente come aveva raccomandato il Consiglio federale. Il verdetto del popolo su questa iniziativa non conferisce quindi un nuovo mandato al governo federale. Il Consiglio federale ritiene che non si debba ritirare la domanda svizzera di adesione.</p><p>Nei negoziati con l'UE - Bilaterali I e II - ogni parte difende, come in qualsiasi altro negoziato, i propri interessi. Nei negoziati sulla fiscalità del risparmio, per esempio, l'UE difenderebbe i suoi interessi esattamente allo stesso modo anche se la Svizzera non avesse depositato, più di dieci anni fa, una domanda di adesione. Un ritiro della domanda di adesione avrebbe di conseguenza solo un valore simbolico e richiederebbe inoltre inutili spiegazioni all'estero.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.