<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di valutare l'opportunità di introdurre a livello nazionale norme di sicurezza per gli addetti al trasporto valori analoghe a quelle già in vigore nel Cantone di Vaud, onde evitare che alcune aree, soprattutto in altri Cantoni limitrofi, diventino particolarmente appetibili per simili violenti assalti. </p><p>Dal gennaio 2017 nel Cantone di Vaud si sono verificati ben sette episodi o tentativi di assalto a portavalori, l'ultimo dei quali avvenuto il 2 dicembre 2019 in un piccolo borgo con l'impiego di armi da guerra ed esplosivo.</p><p>Per colmare una lacuna normativa a livello federale, l'11 dicembre 2019 il Consiglio di Stato del Cantone, di concerto con aziende del settore e sindacati, ha varato un decreto urgente per adottare diverse misure, rivelatesi efficaci in alcuni Paesi confinanti:</p><p>1. impiego di soli veicoli blindati di oltre 3,5 tonnellate;</p><p>2. i mezzi sono dotati di un dispositivo in grado di invalidare o bloccare il carico in caso di assalto o aggressione;</p><p>3. a bordo sono presenti almeno due addetti, conducente compreso;</p><p>4. il trasporto avviene solo nell'orario tra le 5.00 e le 22.00;</p><p>5. il valore massimo trasportato per veicolo è di 10 milioni di franchi svizzeri.</p><p>Tale decreto dovrebbe essere convertito nel Cantone di Vaud in una legge specifica che potrebbe al contempo differenziare i provvedimenti in base alla tipologia di trasporto, che sia da struttura a struttura, da struttura a sportelli automatici, per oggetti di valore, metalli preziosi o carichi di minore importanza. </p><p>Il trasporto valori non si ferma ai confini cantonali e la criminalità nemmeno. Gli assalti verificatisi nel Cantone di Vaud non devono potersi ripetere in altre località meno sicure. Sono già stati presentati al Parlamento diversi interventi in materia, tra cui il postulato 19.4606 "Divieto generale di trasporto valori notturno in Svizzera: analisi delle ripercussioni socioeconomiche" e seguenti, da parte dei consiglieri nazionali Dobler, Gysin, Feller e Hurter. Qualora questi fossero accettati si potrebbe integrare allo stesso dossier la risposta a questa ulteriore domanda, che tuttavia può anche essere oggetto di trattazione separata.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il presente postulato va nella stessa direzione dell'interpellanza Feller 19.4432, pertanto il Consiglio federale rimanda sostanzialmente al parere espresso in risposta a quell'intervento.</p><p>Il Consiglio federale ha la competenza facoltativa di disciplinare l'esercizio di attività economiche private (art. 95 cpv. 1 Cost.). Può inoltre emanare leggi in ambito di sicurezza ai sensi dell'articolo 57 capoverso 2 della Costituzione, per quanto questa disposizione di per sé non attribuisca alla Confederazione alcuna competenza in materia se non rivendicata in combinato disposto con un'altra disposizione costituzionale che le riconosca invece una competenza parziale o totale (in questo caso art. 95 cpv. 1 Cost.). Oltretutto, deve trattarsi di questioni legate alla sicurezza che rientrano almeno in parte nelle competenze della Confederazione e richiedono, di conseguenza, un coordinamento a livello federale. Sono state già avanzate richieste in merito a una regolamentazione federale dei servizi di sicurezza privati (cfr. mozioni 16.3723 Seiler Graf e 17.4101 Rechsteiner). Il tentativo della Conferenza dei direttori cantonali di giustizia e polizia (CDCGP) di armonizzarli mediante un concordato non ha avuto successo.</p><p>Per questo motivo l'Esecutivo, con l'intenzione di emanare prescrizioni federali minime, ha proposto di accogliere la mozione Rechsteiner, che tuttavia è stata ritirata il 17 settembre 2018 sulla base del netto respingimento della Commissione della politica di sicurezza del Consiglio degli Stati del 30 agosto 2018 (9 voti contro 3). Benché il 16 dicembre 2019 la mozione Seiler Graf sia stata respinta dal Consiglio degli Stati solo per pochi voti, il Consiglio federale al momento non ritiene opportuno discutere una regolamentazione federale del trasporto valori andando contro la continua opposizione della Camera alta.</p><p>Per poter contrastare in modo incisivo le aggressioni ai portavalori sono necessari un efficiente scambio di informazioni, una stretta collaborazione tra i diversi attori nazionali e internazionali, in particolare i fornitori privati del settore, e una buona conoscenza delle reti criminali coinvolte. Di recente fedpol ha perciò introdotto un piano secondo il quale, in caso di assalto ai veicoli per il trasporto di contanti, fungerà da Single Point of Contact (SPOC) tra i Cantoni, i fornitori privati del trasporto valori e i partner internazionali. Inoltre, si prevede di rafforzare ulteriormente la collaborazione con le autorità francesi e italiane e con gli operatori del settore.</p><p>Al fine di combattere in maniera ancora più efficace la criminalità transfrontaliera nell'area Schengen viene introdotta l'interoperabilità tra i sistemi di informazione dell'UE, che in futuro consentirà di effettuare ricerche simultaneamente su più sistemi informatici negli ambiti polizia, frontiere e migrazione, agevolando così lo scambio di informazioni rilevanti con gli stati confinanti della Svizzera e la cooperazione tra le autorità di perseguimento penale.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.