<h2>SubmittedText<h2><p>La ristrutturazione in corso nell'esercito dovrebbe sfociare in una riduzione di 2300 unità, pari al 20 percento degli effettivi, entro il 2010. Nel frattempo, come annunciato dal capo del dipartimento, il DDPS ha deciso di accelerare tale riduzione. Di conseguenza, entro la fine del 2005, nel settore della Difesa dovrebbero scomparire 1100 posti di lavoro, di cui 600 alla Base logistica dell'esercito. Questo modo di procedere rischia di condurre a situazioni drammatiche, poiché dietro la soppressione di ogni posto di lavoro si trova una persona e spesso una famiglia. Prima ancora che il DDPS annunciasse l'adozione di misure di soppressione di posti di lavoro, tra il personale della Difesa si registrava un malcontento, un'incomprensione e una rassegnazione crescenti non soltanto nelle regioni cosiddette periferiche, fortemente toccate dai ridimensionamenti a raffica, ma anche in un Cantone come il Cantone di Berna, toccato dalla riorganizzazione degli arsenali.</p><p>In queste circostanze, invitiamo il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1.  È disposto a verificare nuovamente, nel rispetto delle decisioni prese in precedenza, l'urgenza delle ristrutturazioni in corso e a ridurre il personale a tappe entro il 2010, rinunciando sino alla fine del 2005 ad accelerare il ritmo della soppressione dei posti, segnatamente per quanto concerne il settore della Difesa?</p><p>2.  È consapevole del fatto che l'obiettivo di sopprimere 1100 unità nel settore della Difesa entro la fine del 2005 porterà al licenziamento di 200 persone in seno al Corpo della guardia delle fortificazioni e che la centralizzazione a marce forzate della Base logistica dell'esercito sfocerà, da un lato, in un vero e proprio sperpero di competenze e comporterà, dall'altro, il rischio di licenziare un centinaio di persone?</p><p>3.  È pronto ad adottare per il settore della Difesa un piano sociale degno di questo nome che preveda una riduzione del personale senza licenziamenti?</p><p>4.  È d'accordo di proporre l'aumento dei crediti destinati ad alimentare il piano sociale affinché la soppressione di posti di lavoro nel DDPS possa avvenire in maniera socialmente compatibile e, se del caso, procedendo al pensionamento anticipato delle persone che compiranno l'età di 59 anni negli anni 2005-2006?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il DDPS è il dipartimento federale che negli ultimi anni ha dovuto operare i maggiori risparmi sia in valore numerico che percentuale. Tali risparmi sono stati forniti per la maggior parte dal settore dipartimentale Difesa e dall'esercito. </p><p>Per mantenere, nonostante le ripetute e incisive riduzioni del budget, una quota giustificabile e appropriata di risorse destinate agli investimenti a favore dell'esercito il DDPS è stato costretto a risparmiare in maniera rapida ed efficiente sui costi d'esercizio. Ne è conseguito l'acceleramento delle soppressioni nell'ambito del personale in seno al settore dipartimentale Difesa per un totale di 1100 posti di lavoro fino al 1° gennaio 2006. </p><p>Il Consiglio federale assume la propria responsabilità sociale in questa difficile situazione nel quadro del piano sociale negoziato con i partner sociali, segnatamente negli ambiti seguenti: collocamento, misure di formazione e di riqualificazione nonché pensionamenti anticipati.</p><p>Il processo di ristrutturazione si compone di una fase di collocamento di 6 mesi (con consulenza professionale) e di un successivo periodo di preavviso di disdetta (di regola 6 mesi). Se i collaboratori non trovano un nuovo posto di lavoro prima della scadenza del termine di disdetta viene corrisposta un'indennità di partenza per un massimo di 12 mesi. L'entità di tale indennità dipende dal numero di anni di servizio, dall'anzianità di servizio e dalla situazione sociale. </p><p>Durante la fase di collocamento la Confederazione pagherà i corsi di perfezionamento nell'ambito del riorientamento auspicato. Inoltre saranno creati degli incentivi all'accettazione di impieghi esterni meno remunerati o all'avvio di un'attività indipendente. </p><p>Il Consiglio federale risponde alle singole domande come segue:</p><p>1. L'acceleramento della soppressione di 1100 posti di lavoro è inevitabile a causa delle direttive finanziarie ricevute. Tale soppressione ha già dovuto essere avviata in considerazione del periodo di 6 mesi definito per la fase di collocamento e del periodo di preavviso di 6 mesi previsto per la disdetta. </p><p>2. La ristrutturazione della logistica dell'esercito, che non comporta alcuno sperpero di competenze, è la necessaria conseguenza delle mutate condizioni quadro in materia di logistica. Il Consiglio federale parte dal presupposto che la soppressione di 1100 unità fino al 1° gennaio 2006 condurrà a circa 150 licenziamenti, di cui 50 in seno alla sicurezza militare (ex Corpo della guardia delle fortificazioni) e 100 in seno alla logistica. </p><p>3. Il Consiglio federale non condivide il parere secondo il quale l'attuale piano sociale dell'amministrazione federale concordato con i partner sociali non meriti il suo nome. Di conseguenza, esso non è disposto a prevedere una regolamentazione speciale per un singolo settore dipartimentale del DDPS. Con la sua ordinanza del 10 giugno 2004 sulla gestione dei posti di lavoro e del personale nell'ambito di programmi di sgravio e di riorganizzazioni il Consiglio federale ha deciso ulteriori misure d'accompagnamento per realizzare una riduzione degli effettivi il più possibile senza licenziamenti e socialmente compatibile. </p><p>4. Il piano sociale prevede che gli impiegati non ancora sessantenni potranno essere pensionati soltanto se nelle unità amministrative interessate sono state esaurite tutte le possibilità di pensionamento degli impiegati che superano i sessanta anni. Il Consiglio federale non ritiene necessario agire in merito a tale regolamentazione. Esso, tuttavia, è favorevole agli sforzi del DDPS volti a eseguire, nel quadro del budget globale della difesa, ulteriori trasferimenti di crediti a favore del piano sociale e a impiegare i collaboratori la cui età supera i 55 anni o la cui anzianità di servizio è superiore a 20 anni nel quadro di lavori di ripristino allo scopo di evitare di principio licenziamenti in questa categoria.</p>  Risposta del Consiglio federale.