<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale aderisce alle sanzioni adottate dall'Unione europea il 22 marzo 2021 nei confronti di persone, entità e organismi responsabili di gravi violazioni e abusi dei diritti umani nello Xinjiang e in Tibet.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Svizzera plaude alla pubblicazione del rapporto sullo Xinjiang dell'Alta commissaria ONU per i diritti umani. Le gravi violazioni dei diritti umani commesse in quella regione restano fonte di grande preoccupazione per il Consiglio federale.</p><p>Secondo quanto riportato dall'Alta commissaria, alcuni di questi abusi potrebbero costituire crimini contro l'umanità. La Svizzera si aspetta che la Cina applichi le raccomandazioni formulate nella loro interezza, mettendo fine a tutte le misure coercitive, alle discriminazioni contro le minoranze nello Xinjiang e alle detenzioni arbitrarie.</p><p>Come precisato dal Consiglio federale nella risposta all'interpellanza 22.3029 Walder, le sanzioni tematiche dell'UE sono un concetto nuovo, il cui meccanismo differisce da quello delle sanzioni geografiche applicate finora. </p><p>Infatti, diversamente dagli elenchi di nomi redatti nel quadro di queste ultime, gli elenchi relativi alle sanzioni tematiche non riguardano un singolo Paese. L'UE può così sanzionare individui, aziende e organizzazioni per aver commesso determinati reati indipendentemente dal luogo o dal Paese in cui si trovano. La portata dei provvedimenti è quindi considerevolmente più ampia rispetto a quella delle sanzioni geografiche disposte finora dall'UE, alle quali la Svizzera ha aderito nella maggior parte dei casi. Questa caratteristica solleva una serie di interrogativi su cui è opportuno fare chiarezza preventivamente.</p><p>Nella risposta del 25 maggio 2022 all'interpellanza 22.3029 Walder, il Consiglio federale aveva inoltre osservato che le basi decisionali elaborate dagli uffici competenti dovevano essere riviste e aggiornate alla luce dell'aggressione militare russa in Ucraina prima di essere presentate al Consiglio federale.</p><p>Nel frattempo l'Esecutivo ha effettuato una prima valutazione della questione e ha deciso di protrarne l'esame prima di deliberare. I lavori, ancora in corso, sono stati affidati al Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR) e ad altri dipartimenti federali.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.