<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a fornire informazioni in merito alle seguenti domande:</p><p>1. Ritiene anch'esso che in linea di principio lo Stato non dovrebbe detenere quote partecipative in imprese fornitrici di servizi in regime di (libero) mercato? Eventualmente per quali motivi ritiene plausibile una simile partecipazione?</p><p>2. Rileva problemi sul piano della politica della concorrenza o della politica finanziaria per le imprese a maggioranza statale che prestano servizi a carattere monopolistico nonché servizi in regime di (libero) mercato?</p><p>3. In caso affermativo, come intende affrontarli?</p><p>4. In caso negativo, come si pone nei confronti dell'accusa che tali imprese, grazie al regime di monopolio assicurato, abbiano dei vantaggi rispetto ai concorrenti privati quanto al potere di mercato, alla capacità finanziaria e all'accesso alla clientela?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1.-4. Il Consiglio federale rimanda al suo rapporto "Staat und Wettbewerb - Auswirkungen staatlich beherrschter Unternehmen auf die Wettbewerbsmärkte" dell'8 dicembre 2017 in adempimento dei postulati del gruppo liberale-radicale 12.4172 del 13 dicembre 2012 e Schilliger 15.3880 del 22 settembre 2015. Nel suddetto rapporto la tematica affrontata nella presente interpellanza urgente è trattata in modo esaustivo.</p><p>Il rapporto giunge alle seguenti conclusioni:</p><p>Le attività imprenditoriali dello Stato poggiano prevalentemente su fondamenti di ordine storico e politico. Seguendo lo sviluppo economico e tecnologico, le imprese parastatali hanno diversificato le proprie attività, operando sempre più in settori diversi dall'iniziale settore d'attività principale. Questa evoluzione era stata prevista e resa possibile dal legislatore.</p><p>L'attività delle imprese parastatali sui mercati in regime di concorrenza è politicamente voluta malgrado le eventuali distorsioni della concorrenza e i potenziali svantaggi per le imprese private concorrenti. A ciò si aggiunge che lo Stato può essere esposto a diversi conflitti d'interesse, aspetto di cui il legislatore era anche consapevole. Questi problemi sono stati affrontati e in ampia misura risolti attraverso un governo d'impresa coerente e trasparente nonché una regolamentazione, che prevede un accesso non discriminatorio all'infrastruttura delle imprese parastatali aventi una posizione dominante sul mercato, la rinuncia a una garanzia statale esplicita oppure il divieto di sovvenzionamento trasversale. Come risulta dai casi studiati, permangono alcune distorsioni della concorrenza legate inevitabilmente all'attività imprenditoriale dello Stato.</p><p>L'eliminazione totale di queste distorsioni della concorrenza presupporrebbe la completa privatizzazione delle imprese pubbliche. Una misura di questo tipo dovrebbe essere ponderata con il rischio che implica la perdita del controllo diretto dei poteri pubblici sulla qualità delle infrastrutture critiche gestite da tali imprese. Il rapporto ha esaminato altre soluzioni radicali, quali il divieto di svolgere attività al di fuori del mandato di fornitura del servizio universale, respingendole per motivi di ordine aziendale ed economico.</p><p>Un approccio ragionevole e fattibile nella gestione delle distorsioni della concorrenza derivanti dall'attività imprenditoriale dello Stato è quello della neutralità della concorrenza. A livello federale, importanti elementi di questo approccio sono attuati a livello giuridico e istituzionale. Il Consiglio federale non ravvisa gravi lacune riguardanti la garanzia della neutralità della concorrenza tra le imprese private e le imprese della Confederazione. Tuttavia, tenuto conto dei cambiamenti in atto (mercato, tecnologia, servizio universale, sicurezza) verifica costantemente se si vengono a creare nuovi margini di manovra per garantire e assicurare la neutralità della concorrenza tra le imprese pubbliche e le imprese private, senza mettere a repentaglio l'interesse pubblico nei confronti delle imprese infrastrutturali dello Stato.</p><p>In ultima analisi, per ogni singolo caso occorre una ponderazione tra l'obiettivo di ordine politico, che consiste nell'evitare possibilmente qualsiasi distorsione della concorrenza, e il compito di pertinenza dello Stato, che consiste nel garantire un approvvigionamento con servizi infrastrutturali efficace, sicuro e affidabile in tutte le regioni della Svizzera. Le imprese pubbliche necessitano di un'adeguata libertà imprenditoriale per poter adempiere il proprio mandato pubblico nel modo più efficace ed economico possibile.</p><p>Questa ponderazione avviene delimitando con legittimità democratica le attività delle imprese pubbliche mediante leggi e ordinanze. Anche se in questo modo i conflitti di obiettivi e di interesse non possono essere del tutto evitati, sugli stessi viene fatta trasparenza in modo da poter fissare priorità plausibili a livello politico.</p><p>Un presupposto fondamentale per istituire uguali condizioni di concorrenza per le imprese pubbliche e le imprese private nonché per prevenire le distorsioni della concorrenza è che lo Stato separi completamente, sul piano giuridico, istituzionale e amministrativo, i suoi ruoli di proprietario delle imprese parastatali, di autorità di regolamentazione del mercato e di sorveglianza del mercato, nonché di patrocinatore di obiettivi con rilevanza di politica pubblica e di politica industriale. A livello della Confederazione, questo presupposto è ampiamente soddisfatto secondo le direttive dell'OCSE.</p>  Risposta del Consiglio federale.