<h2>SubmittedText<h2><p>Nel frattempo la Commissione peritale indipendente (CPI) Internamenti amministrativi ha presentato il rapporto finale con varie raccomandazioni. Chiedo al Consiglio federale:</p><p>1. Come giudica il rapporto finale e le raccomandazioni?</p><p>2. Quante domande di contributi di solidarietà sono state presentate? Quante sono state accolte?</p><p>3. Il Consiglio federale è disposto a impiegare (p. es. per progetti di aiuto reciproco) la parte inutilizzata dei 300 milioni di franchi stanziati in favore delle persone internate e ad avviare i passi necessari?</p><p>4. È disposto a promuovere il chiarimento e il ricordo di questo difficile capitolo della storia svizzera?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il rapporto finale riassume i risultati degli estesi lavori della Commissione peritale indipendente (CPI) sul tema degli internamenti amministrativi e li situa nel contesto della storia contemporanea svizzera e internazionale. I lavori della CPI e il rapporto finale costituiscono quindi un elemento importante dell'analisi scientifica delle misure coercitive a scopo assistenziale e dei collocamenti extrafamiliari prima del 1981. Le raccomandazioni della CPI sono state elaborate anche in collaborazione con le vittime e le persone coinvolte e intendono contribuire alla prosecuzione del processo di riabilitazione.</p><p>2. Alla scadenza del termine di deposito (31 marzo 2018), l'Ufficio federale di giustizia (UFG) aveva ricevuto 9018 domande per la concessione di un contributo di solidarietà. Dopo questa data all'UFG erano pervenute, in ritardo, altre 240 domande circa. A fine ottobre 2019 l'UFG aveva già trattato circa 8500 domande e versato i contributi di solidarietà per la maggioranza di esse. La quota di decisioni negative (non entrata in materia o rigetto) si aggira attorno al 2 per cento.</p><p>3. Il Consiglio federale ritiene che la parte non utilizzata del limite di spesa di 300 milioni di franchi debba continuare a servire al finanziamento dei contributi di solidarietà, sempreché il Parlamento fissi prossimamente un nuovo termine per il deposito di ulteriori domande o decida di rinunciare a un termine. Il 28 ottobre 2019 la Commissione degli affari giuridici del Consiglio degli Stati ha già dato seguito, all'unanimità, a un intervento in tal senso (Iv. Pa. Comte 19.471, Vittime di misure coercitive. Proroga del termine), approvato anche dalla Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale il 14 novembre 2019.</p><p>Il Consiglio federale ritiene molto importanti gli sforzi attualmente profusi a favore di ulteriori misure, che hanno in parte trovato riscontro anche nelle raccomandazioni della CPI, e attuerà rapidamente le eventuali decisioni prese dal Parlamento. È inoltre del parere che la seconda fase del processo di riparazione dovrebbe essere focalizzato sull'intensificazione del sostegno finanziario di progetti di aiuto reciproco e sulla diffusione dei risultati della ricerca.</p><p>4. Consiglio federale e Parlamento attribuiscono grande importanza all'analisi scientifica esaustiva delle misure coercitive a scopo assistenziale e dei collocamenti extrafamiliari prima del 1981. A tal fine hanno messo a disposizione risorse finanziarie importanti. I risultati della CPI sono ora disponibili e nei prossimi anni il Programma nazionale di ricerca 76 "Assistenza e coercizione" fornirà ulteriori importanti risultati. La legge in vigore obbliga le autorità competenti a provvedere alla diffusione e all'utilizzo dei risultati dell'analisi scientifica. Questo compito verrà ben presto affrontato, non appena il trattamento delle domande per la concessione di un contributo di solidarietà sarà (provvisoriamente) concluso.</p>  Risposta del Consiglio federale.