<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di presentare un rapporto contenente proposte volte ad armonizzare la legislazione in materia di anticipo e incasso degli alimenti.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La CSSS-N aveva già presentato al Consiglio federale una richiesta analoga con la mozione 03.3586, che l'esecutivo aveva proposto di respingere in ragione soprattutto della mancanza di basi costituzionali e dell'essere il settore (diritto dell'assistenza) di competenza dei cantoni. Il Consiglio nazionale ha accolto la mozione il 17 marzo 2004, mentre il Consiglio degli Stati l'ha respinta, con una chiara maggioranza, il 16 marzo 2005. La sottocommissione competente della CSSS-N ha in seguito incaricato l'Ufficio federale di giustizia di presentare una panoramica della prassi ed elaborare proposte concrete per un'eventuale introduzione dell'anticipo degli alimenti nel quadro dell'attuale Costituzione.</p><p>Nel rapporto del 13 giugno 2005, pur constatando notevoli differenze per quanto concerne l'ammontare degli anticipi, l'Ufficio federale di giustizia giunge alla conclusione che non vi è alcuna soluzione costituzionalmente compatibile che permetta alla Confederazione di influire sull'entità degli anticipi senza con questo interferire nelle competenze dei cantoni. Ricorda inoltre che l'anticipo degli alimenti è solo una delle numerose misure a disposizione dei cantoni in materia di politica sociale (accanto a sussidi per i premi delle casse malati, riduzione delle pigioni, assegni familiari, agevolazioni fiscali, tariffe in funzione del reddito nell'ambito della custodia di bambini complementare alla famiglia ecc.). Sulla base di quanto precede si chiede quindi se abbia senso che la Confederazione intervenga su singoli aspetti di un sistema a tal punto complesso. Appare invece concepibile che siano i cantoni stessi ad armonizzare di concerto le loro disposizioni sull'anticipo degli alimenti, come hanno già saputo fare con successo nell'ambito dell'aiuto sociale.</p><p>Nel 2003, la Conferenza svizzera delle istituzioni dell'azione sociale ha pubblicato uno studio approfondito intitolato "Existenzsicherung im Föderalismus der Schweiz" (d/f), che, servendosi di modelli di calcolo, esamina per la prima volta l'incidenza delle diverse prestazioni sociali e dei relativi importi sul reddito disponibile delle economie domestiche a rischio di povertà in ogni singolo cantone. Secondo lo studio, per esempio, nel caso di una famiglia monoparentale (un figlio, reddito netto 40 000 franchi circa, alimenti per figli, non pagati, 700 franchi al mese) gli anticipi coprono la totalità degli alimenti per figli in 16 cantoni e una parte preponderante (almeno il 90 per cento) in altri quattro. Sono dunque pochi i cantoni che, in particolare a causa dei limiti di reddito più restrittivi posti alla concessione delle prestazioni, cantano fuori dal coro. Sono in primo luogo questi cantoni, ma anche la Conferenza dei direttori cantonali delle opere sociali, a dover esaminare se sia necessario un allineamento nel senso di una politica sociale cantonale che tenga conto del contesto nazionale.</p><p>Nel rapporto summenzionato l'Ufficio federale di giustizia giunge a conclusioni chiare, pienamente condivise dal Consiglio federale. L'esecutivo non ritiene quindi necessario un nuovo rapporto, tanto più che il Consiglio degli Stati si era già espresso chiaramente contro un'armonizzazione dell'anticipo degli alimenti a livello federale durante i dibattiti relativi alla mozione 03.3586 (di contenuto identico al presente intervento).</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.