<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p></p><p></p><p>1. </p><p></p><p>Il Consiglio federale ha già risposto in parte nel parere espresso il 29 settembre 1997 sulla mozione Jaquet-Berger (97.3373), in particolare con riferimento alle modifiche apportate alla procedura di controllo dei premi ed all'incremento della collaborazione con i Cantoni.</p><p></p><p>Desidera sottolineare innanzitutto che il controllo delle riserve definite dalla legislazione sull'assicurazione malattie è una delle incombenze dell'organo di revisione esterno ed indipendente designato (ai sensi dell'art. 86 OAMal) da ciascun assicuratore-malattie. Come le società anonime, gli assicuratori devono affidare i compiti definiti all'art. 87 OAMal a revisori in possesso di requisiti professionali particolari giusta l'art. 727 b CO e le relative disposizioni d'applicazione. L'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) è incaricato di verificare che queste condizioni siano soddisfatte. A scanso d'equivoci va infine detto che l'organo di revisione deve attenersi alle direttive in uso nella professione e che la sua responsabilità è soggetta alle disposizioni applicabili alle società mutue d'assicurazione al beneficio d'una concessione (art. 920 CO). Si tratta dunque di un controllo rispondente alle norme in vigore nel mondo economico.</p><p></p><p>Il sistema adottato per calcolare l'importo delle riserve che ogni assicuratore deve costituire è stato riesaminato in occasione della revisione della legge sull'assicurazione malattie. Gli esperti sono dell'avviso che il sistema, che ha dato buoni frutti ed è basato sul principio della reciprocità, debba essere mantenuto.</p><p></p><p>L'assicurazione malattie non è dunque retta da un sistema di capitalizzazione, ma da un sistema di ripartizione degli oneri. Ogni anno le entrate devono compensare le uscite. Come per tutti gli imprenditori, anche per gli assicuratori all'atto di preventivare entrate (premi, interessi ecc.) le spese possono essere soltanto stimate. Per poter compensare un'eventuale perdita, gli assicuratori-malattie sono obbligati per legge a costituire riserve "non individuali" a garanzia della propria solvibilità a lungo termine. Devono tenere una contabilità doppia in cui le riserve figurino come passivo e siano coperte dagli attivi. Va da sé che soltanto gli attivi possono fruttare interessi, i quali poi figureranno a loro volta come entrata nel conto d'esercizio. Sul piano della "gestione delle riserve" evocata dall'autore della mozione non vi è dunque differenza tra l'assicurazione malattie ed il secondo pilastro.</p><p></p><p>Per un normale cambio d'assicuratore il sistema in vigore non permette all'assicurato di "portarsi appresso" una parte delle riserve. Nel caso della Visana l'accoglimento dell'istanza di ritiro da 8 Cantoni è stato subordinato ad un trasferimento di riserve, in quanto, a livello economico, l'operazione somiglia molto ad una liquidazione parziale. In questo modo le autorità federali hanno potuto salvaguardare gli interessi degli assicurati e degli altri assicuratori-malattie esercitanti nei Cantoni in questione.</p><p></p><p>La separazione tra l'assicurazione malattie obbligatoria e quella complementare richiesta dall'autore della mozione è già in atto con la legge in vigore ed è del tutto trasparente e sotto controllo per quanto riguarda le diverse riserve dei due diversi tipi d'assicurazione, che sono soggetti a due legislazioni diverse. Diverse sono anche le autorità preposte alla loro sorveglianza: l'UFAS (Dipartimento federale dell'interno) per l'assicurazione malattie obbligatoria, l'UFAP (Dipartimento federale di giustizia e polizia) per quella complementare.</p><p></p><p>Il Consiglio federale ritiene in somma che l'UFAS sia in grado di prendere i provvedimenti necessari, che la collaborazione tra UFAS e UFAP sia buona e che non sia pertanto necessaria una nuova analisi di questi punti.</p><p></p><p>2. / 3. </p><p></p><p>Il Consiglio federale non ritiene ragionevole affidare ad una sola istituzione i compiti attualmente divisi tra l'istituzione comune, l'organo di revisione esterno e l'UFAS. È un sistema equilibrato che permette utili controlli, tanto più che gli organismi citati, i cui dirigenti sono stati scelti ed eletti dall'Esecutivo, svolgono il loro compito con serietà. Il Consiglio federale tiene a sottolineare che, indipendentemente dal caso Visana, nella revisione parziale della LAMal ha previsto di attribuire all'UFAS più poteri d'intervento. Quest'ultimo d'altronde ha disposto la creazione di una prima unità di controllo che sarà operativa dall'inizio del 1999. Il suo compito essenziale sarà di intervenire più rapidamente presso gli assicuratori-malattie con verifiche e controlli, rendendo così possibile una sorveglianza non più limitata ad un controllo finanziario retrospettivo. </p><p></p><p>Secondo il Consiglio federale quindi i provvedimenti citati, espressamente volti a rafforzare il settore della sorveglianza, possono essere considerati al momento sufficienti. È tuttavia disposto, in presenza di fatti nuovi, a riesaminare gli strumenti di sorveglianza ed a proporre al Parlamento i provvedimenti necessari, qualora questi ultimi si rivelassero insufficienti.</p>  Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.