<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Costituzione federale e la legge militare incaricano l'esercito di appoggiare sussidiariamente le autorità civili nel far fronte a gravi minacce per la sicurezza interna e nella gestione di situazioni straordinarie. Per adempiere questo compito l'esercito deve essere in grado di mettere a disposizione rapidamente e in ogni momento personale ben addestrato e mezzi adeguati. Questo implica che le autorità civili e l'esercito devono valutare costantemente la situazione della minaccia pianificando anticipatamente, nell'ambito di un dialogo permanente, i possibili impieghi di personale e di mezzi. Allo scopo di garantire lo standard di sicurezza più elevato possibile mediante una cooperazione ottimale, tale dialogo si svolge con la dovuta intensità alla vigilia di grandi manifestazioni.</p><p>In questo contesto il Consiglio federale risponde alle domande come segue:</p><p>1. Il fatto che la Sicurezza militare abbia indicato, in occasione del rapporto di coordinamento, la possibilità di assumere durante il WEF 2005 compiti di protezione delle persone laddove risultasse necessario, non ha nulla a che vedere con "attività d'acquisizione da parte militare per quanto concerne compiti di polizia". In occasione del rapporto di coordinamento tale tema è automaticamente preso in considerazione.</p><p>2. Nell'ambito del principio di sussidiarietà la summenzionata indicazione della Sicurezza militare non è in alcun modo in contraddizione con la dichiarazione, sostenuta pienamente dal Consiglio federale, del Comitato "WEF" del Governo grigionese, secondo il quale la protezione delle persone è un compito fondamentale della polizia civile.</p><p>3. Un rappresentante della polizia comunale è stato invitato, in qualità di esperto, dal capo dello stato maggiore dell'istruzione operativa a un'esercitazione di due ore, unitamente ad altri rappresentanti del DFAE, del DFGP e del DDPS. L'obiettivo di tale esercitazione, svoltasi il 19 maggio 2004, era l'esame degli aspetti strategici e operativi dell'imminente visita del Papa. La dichiarazione della direttrice della polizia comunale bernese in relazione alla visita del Papa è dovuta al fatto che il DDPS non l'ha avvertita, tempestivamente e per la via di servizio, in merito all'esercitazione. In nessun caso si trattava, in occasione di questa esercitazione, di controllare il dispositivo di sicurezza della città di Berna.</p><p>4. Il distaccamento di protezione del Consiglio federale previsto, nel quadro dei suoi compiti militari originari, per impieghi in situazioni particolari e straordinarie è costituito di membri dei corpi di polizia civili. Ora, se questo distaccamento debba essere impiegato sussidiariamente in appoggio alle autorità civili può costituire un dilemma. Infatti, da un lato questi poliziotti verrebbero a mancare nei corpi di polizia, dall'altro sarebbero riuniti in una formazione unitaria comandabile con facilità e flessibilità. Spetta all'autorità civile responsabile dell'impiego decidere se essere o meno a favore dell'opzione "distaccamento di protezione". Nel caso di impieghi civili che dovessero svolgersi in contemporanea con corsi di ripetizione, i membri del distaccamento di protezione del Consiglio federale sarebbero dispensati dal servizio militare o otterrebbero un congedo.</p><p>5. Il Consiglio federale ritiene legittima l'intenzione di richiedere il riconoscimento professionale per le persone che hanno concluso la formazione della Scuola della polizia militare (14 mesi). In determinati settori l'istruzione e i compiti degli agenti di polizia militari e civili sono senz'altro paragonabili. Per questa ragione attualmente il programma formativo della Scuola della polizia militare corrisponde già in buona parte a quello delle scuole di polizia civili. Conformemente al regolamento sugli esami professionali per agenti di polizia, un aspirante che vuole ottenere il riconoscimento federale deve avere assolto anche una scuola di polizia riconosciuta. Le scuole di polizia sono considerate riconosciute quando, fra le altre cose, sono state raccomandate e approvate dalle commissioni paritetiche (Federazione svizzera dei funzionari di polizia, Conferenza dei comandanti delle polizie cantonali della Svizzera, Società dei comandanti delle polizie delle città svizzere, Istituto svizzero di polizia). La questione del riconoscimento professionale per i membri della polizia militare deve quindi essere valutata dagli organi dei Cantoni e delle città di cui si è fatta menzione, e non dal Consiglio federale.</p><p>Il progetto SYNERSEC, nato su iniziativa dei Cantoni del Vallese e di Vaud unitamente al Comune di Losanna, riveste il ruolo di progetto pilota. Ai Cantoni coinvolti e al DDPS compete valutare e decidere se le cooperazioni previste tra polizia militare e civile nell'ambito dell'istruzione, con riguardo allo scambio di know-how e al raggiungimento di risparmi sinergetici, debbano essere considerate ragionevoli dal punto di vista della politica di sicurezza e della politica finanziaria.</p>  Risposta del Consiglio federale.