<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale viene invitato ad esaminare le possibilità e a proporre le necessarie modifiche di legge, in modo che:</p><p>- nella legge sull'imposta federale diretta ed eventualmente anche nella legge sull'armonizzazione delle imposte le associazioni vengano esentate  dall'imposta completamente o fino a un certo importo;</p><p>- a patto che i loro redditi e la loro sostanza siano destinati a scopi ideali, in particolare alla promozione della gioventù e delle nuove generazioni.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nel suo articolo 56 la legge federale sull'imposta federale diretta prevede eccezioni all'obbligo di assoggettamento, tra cui anche l'esenzione fiscale per scopi di utilità pubblica. Un'attività di per sé utile o ideale non basta per contro per giustificare un'esenzione fiscale. Per scopo ideale si intende ogni attività che non persegue scopi di lucro. Un modo di agire ideale non presuppone né un sostegno al senso del bene comune né disinteresse. Anche un club di "scala 40" persegue scopi ideali così come le organizzazioni politiche e le associazioni sportive. Le associazioni con scopi ideali, socievoli o prevalentemente con scopi perseguiti ad interesse personale, scientifico o economico dei propri membri hanno di regola in primo luogo il compito di consentire ai loro membri di occupare in modo utile il proprio tempo libero e di coltivare amicizie. Anche se ad esempio la promozione della formazione musicale e dell'allenamento fisico rientrano nell'interesse pubblico e diverse associazioni offrono determinate prestazioni per non membri, sono comunque soprattutto gli stessi soci a trarre vantaggio dalla loro attività.</p><p>L'impegno delle associazioni con scopi ideali è da apprezzare sotto ogni aspetto. Le associazioni forniscono sotto molti aspetti un contributo alla vita sociale e culturale della Svizzera. Tuttavia le associazioni perseguono tipicamente in primo luogo scopi di solidarietà. Esse non si impegnano concretamente per il senso del bene comune; esse sfruttano però le infrastrutture pubbliche e le istituzioni dello Stato che sono finanziate da tutti i contribuenti.</p><p>2. Per quanto concerne la promozione della gioventù e delle nuove generazioni menzionata nella mozione, questa è già esentata dal diritto vigente a titolo di scopo pubblico. Infatti, la circolare numero 12 dell'8 luglio 1994 dell'Amministrazione federale delle contribuzioni stabilisce che le attività in ambito educativo possono essere considerate d'interesse generale. In alcuni casi è difficile operare delimitazioni. Determinate organizzazioni giovanili possono sviluppare attività che, se esaminate da un'ottica specifica, non rientrano nel concetto di utilità pubblica ma avrebbero piuttosto il carattere di attività del tempo libero. Inoltre, alcune organizzazioni perseguono anche scopi di lucro o di solidarietà. L'esenzione fiscale è giustificata solo quando le attività giovanili di utilità pubblica stanno chiaramente in primo piano. Al riguardo ogni situazione deve essere analizzata caso per caso. I cantoni esaminano tutte le domande di esenzione fiscale in modo scrupoloso, per cui è garantito un adeguato apprezzamento delle differenti situazioni. In merito esistono informazioni pratiche elaborate da un gruppo di lavoro della Conferenza fiscale svizzera del 18 gennaio 2008.</p><p>3. Riguardo all'introduzione di una franchigia, occorre rammentare che, secondo la legge federale sull'imposta federale diretta e la legge sull'armonizzazione delle imposte, le quote di membro non rientrano nell'utile imponibile delle associazioni e che in caso di utile imponibile ai fini dell'imposta federale diretta esiste già una franchigia di 5000 franchi.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.