<h2>SubmittedText<h2><p>1. Il Consiglio federale condivide l'opinione secondo cui il problema dei rifugiati nordafricani va affrontato dapprima fornendo aiuto sul posto, poi rispettando l'accordo di Dublino e soltanto sussidiariamente facendo ricorso alle strutture di asilo in Svizzera?</p><p>2. Non ritiene che la ripartizione dei richiedenti l'asilo nei cantoni e nei comuni nel corso della procedura di asilo complichi l'esecuzione?</p><p>3. Cosa intende fare il Consiglio federale per risolvere il problema della durata eccessiva della procedura d'asilo?</p><p>4. È previsto di impartire anche al Tribunale amministrativo federale termini vincolanti per l'emanazione di decisioni?</p><p>5. Posto che la ripartizione nei cantoni e nei comuni ostacoli l'esecuzione della procedura di asilo, si pone il problema della disponibilità di sufficienti sistemazioni in centri di registrazione e procedura. In questo contesto chiediamo al Consiglio federale se ha già esaminato l'ipotesi di utilizzare alloggiamenti militari e quale è stato l'esito di tale esame.</p><p>6. Per gestire l'alto numero di domande di asilo, il Consiglio federale è disposto a valutare gli alloggiamenti militari a tale scopo?</p><p>7. Nell'ambito di una futura strategia in materia di asilo, il Consiglio federale è disposto a fare uso degli alloggiamenti militari per limitare la ripartizione dei richiedenti nei cantoni e nei comuni?</p><p>8. Perché il centro di registrazione e procedura di Altstätten (dal 1° settembre 2010, ossia dalla riorganizzazione dell'UFM) è un centro di transito, ossia un centro in cui non possono essere accolti né registrati i richiedenti l'asilo? </p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Sì. Il Consiglio federale ritiene che il problema di un eventuale afflusso di rifugiati dall'Africa settentrionale vada affrontato su vari piani contemporaneamente. Da un lato, le autorità federali hanno compiuto varie operazioni umanitarie direttamente nei Paesi interessati (invio di squadre del corpo svizzero di aiuto umanitario, sostegno al ritorno dei migranti provenienti da Paesi vicini, subsahariani o asiatici verso il proprio Paese di origine). La Svizzera sostiene inoltre attivamente le organizzazioni internazionali presenti sul posto, come l'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (ACNUR) e l'Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM), che si occupano principalmente di fornire alloggi e cibo, ma anche assistenza medica di urgenza alle persone interessate dalla crisi in questa regione. Distaccando tre esperti, la Svizzera partecipa inoltre alla missione congiunta di Frontex nel Mediterraneo. Parallelamente, il Consiglio federale si adopera affinché l'accordo di Dublino sia applicato correttamente dai diversi partner europei - in particolare l'Italia. Nel contempo questi Stati devono poter contare anche sulla solidarietà della Svizzera in situazioni di crisi. A parere del Consiglio federale, gli sforzi profusi in seno all'UE, che vedranno la partecipazione della Svizzera, devono proporsi essenzialmente di rendere il sistema di Dublino in grado di sostenere eventuali oneri supplementari. Dall'altro lato le autorità federali e cantonali collaborano a stretto contatto per poter reagire a un eventuale afflusso di migranti sul territorio svizzero (cfr. anche la risposta 2, 5-7).</p><p>3./4. Il 26 maggio 2010 il Consiglio federale ha adottato il messaggio concernente la modifica della legge sull'asilo (LAsi), attualmente trattata in Parlamento. Il messaggio del Consiglio federale propone misure per velocizzare la procedura di asilo. Nella seduta del 23 novembre 2010, la Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati (CIP-S) ha deciso di entrare nel merito del progetto. Contemporaneamente il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) è stato incaricato di redigere un rapporto esplicativo sulle misure previste per accelerare le procedure di asilo e di sottoporlo alla CIP-S entro fine marzo 2011. Il rapporto illustrerà i mezzi e le misure necessarie per abbreviare sostanzialmente i tempi procedurali complessivi e affronterà anche la questione dell'evasione dei ricorsi interposti al Tribunale amministrativo federale.</p><p>2./5./6./7. Il 24 febbraio 2011 si è tenuta una seduta speciale del comitato d'esperti "Procedura d'asilo e alloggio", che riunisce, oltre ai cantoni e all'Ufficio federale della migrazione (UFM), anche rappresentanti del DDPS, di Armasuisse, del corpo delle guardie di confine (Cgcf) e del DFAE. In occasione di tale seduta sono stati discussi vari scenari ipotizzabili. Un gruppo di lavoro diretto dall'UFM ha ricevuto l'incarico di elaborare piani d'azione in risposta a tali scenari per la prossima riunione del comitato d'esperti. In tale contesto sorge anche la domanda in merito alla misura in cui l'esercito può mettere a disposizione i propri alloggiamenti in situazioni eccezionali. Il Consiglio federale ritiene che un tale sostegno si renderà necessario in caso di forte aumento delle domande d'asilo.</p><p>Già oggi i richiedenti l'asilo sono, in un primo momento, alloggiati nei centri di registrazione e di procedura (CRP) della Confederazione. Se è possibile un allontanamento rapido - verso il Paese d'origine o un altro Stato Dublino - si cerca di non ripartire i richiedenti l'asilo nei cantoni. Altrimenti occorrono capacità supplementari in caso di considerevole aumento delle domande d'asilo. Da un lato occorre sfruttare in maniera ottimale le capacità esistenti, volgendo nel contempo gli sforzi a identificare e rendere disponibili ulteriori capacità sia nelle strutture federali sia in quelle cantonali. Le corrispondenti valutazioni sono in corso e includono anche la possibilità di ricorrere agli alloggiamenti militari.</p><p>8. In seguito alla riorganizzazione dell'Ufficio federale della migrazione il 1° settembre 2010, la struttura di Altstätten, originariamente un centro di transito, è stata reimpostata come CRP. Il centro di Altstätten non è ancora pienamente operativo come tale, ma molto probabilmente lo sarà a partire dal 1° giugno 2011. Attualmente è in corso il reclutamento del personale necessario.</p>  Risposta del Consiglio federale.