<h2>SubmittedText<h2><p>Di fronte al moltiplicarsi di casi di obesità e diabete, nel 2016 il Messico ha dichiarato uno stato di emergenza epidemiologica nazionale. Il 75 per cento degli adulti e il 38 per cento dei bambini messicani sono infatti in sovrappeso o obesi. Nell'ambito di una strategia di contenimento di tale fenomeno, il governo messicano ha elaborato una legge che prevede l'introduzione di avvertenze obbligatorie da apporre sugli alimenti eccessivamente calorici, salati, zuccherati o dall'alto contenuto di acidi grassi saturi. La notizia è stata accolta con disappunto dall'azienda alimentare svizzera Nestlé, che realizza vendite miliardarie nel Paese. L'azienda si è opposta attivamente a questa legge e, nel novembre 2019, ha chiesto il sostegno della Segreteria di Stato dell'economia SECO. Come risulta dalla divulgazione di uno scambio di e-mail, la SECO ha inviato una lettera alle autorità messicane ed è intervenuta più volte presso il Comitato dell'OMC sugli ostacoli tecnici al commercio, dove ha persino presentato una denuncia contro il Messico riprendendo, una per una, le argomentazioni di Nestlé.</p><p>- Prima di intervenire contro la legge messicana, la SECO ha consultato altri gruppi di interesse e uffici oltre all'azienda Nestlé? Se così è stato, si prega di fornire maggiori dettagli in merito a tali consultazioni.</p><p>- In caso contrario, l'approccio della SECO non è forse in contraddizione con la strategia di economia esterna della Svizzera, che prevede che il nostro Paese "agisca con anticipo, coinvolgendo le cerchie e i servizi federali interessati", comprese le associazioni e la società civile?</p><p>- Secondo la Strategia per uno sviluppo sostenibile 2030, la Svizzera ha intenzione di promuovere un'alimentazione "equilibrata, sicura e sana" anche all'estero. In che modo gli interventi della SECO in Messico e presso l'OMC si conciliano con questi obiettivi?</p><p>- L'approccio della SECO non è forse in contraddizione con la posizione assunta dalla Svizzera nell'autunno del 2021 presso il "Codex Committee on Food Labelling", secondo la quale ogni Paese, "in base alla propria situazione nazionale", dovrebbe essere "libero" di introdurre avvertenze che "sconsigliano il consumo di ingredienti non salutari"? </p><p>- L'atteggiamento della SECO di farsi carico degli interessi di un'azienda svizzera all'estero non contrasta con il suo ruolo di rappresentare la posizione ufficiale della Svizzera in seno a organismi internazionali come l'OMC?</p><p>- In futuro, come intende il Consiglio federale garantire che la SECO sia in linea con le sue strategie generali perseguendo una politica economica esterna coerente e ampiamente sostenuta?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Domande 1-4: come indicato nella risposta del Consiglio federale all'interpellanza 22.3924 Fehlmann Rielle del 15 settembre 2022, l'azione della Svizzera presso il Comitato sugli ostacoli tecnici al commercio (OTC) dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) è una risposta standard alla notifica di una regolamentazione tecnica da parte di un membro dell'OMC, in questo caso il Messico. Le parti interessate e gli operatori economici possono sempre segnalare eventuali criticità sul contenuto delle notifiche di altri membri dell'OMC rivolgendosi alla SECO, che esamina tali criticità alla luce dell'Accordo OTC dell'OMC e consulta gli uffici competenti se necessario. In caso di dubbi e domande fondate, la SECO può anche elaborare un commento scritto o cercare di giungere a un intervento presso il Comitato OTC insieme agli altri membri dell'OMC. Questo meccanismo è in linea con i principi di buona pratica normativa. Così facendo, il legislatore responsabile viene messo al corrente dei possibili effetti della regolamentazione e può quindi prendere una decisione informata.</p><p>Va sottolineato che anche nel caso qui presentato la SECO non si è "opposta" alla misura proposta. La sua posizione corrisponde anche al parere espresso nel "Codex Committee on Food Labelling" già menzionato. Nel suo intervento presso il Comitato OTC, la Svizzera ha inoltre sostenuto esplicitamente, in linea con la sua strategia di sviluppo sostenibile, gli interessi legittimi perseguiti dalle autorità messicane, pur sollevando dubbi sulla proporzionalità di alcune delle misure proposte. In particolare, ha fatto riferimento ai principi dell'Accordo OTC dell'OMC, che garantiscono che si possano tutelare i legittimi interessi pubblici intaccando il commercio il meno possibile.</p><p>Domande 5 e 6: la politica economica esterna serve a mantenere e ad accrescere il benessere della popolazione in Svizzera (art. 2, art. 54, art. 94, art. 101 Cost.), in conformità con gli obiettivi di sviluppo sostenibile (art. 73, art. 104a Cost.). Nell'ambito dell'attuazione della strategia di politica economica esterna, la SECO intrattiene un dialogo regolare con tutte le parti interessate, e tale dialogo permette di rappresentare gli interessi economici e sociali. In virtù della protezione consolare, le aziende svizzere che riscontrano problemi all'estero possono inoltre rivolgersi alla rappresentanza svizzera, che poi consulta la SECO, ma possono anche contattare direttamente la SECO, e ciò vale ugualmente per le associazioni e la società civile.</p><p>Nel caso sopra citato, un'azienda ha contattato la SECO segnalandole un potenziale conflitto tra la regolamentazione in questione e il diritto dell'OMC vigente. La SECO non agisce per conto di aziende specifiche, ma sempre nell'ottica degli interessi del Paese nel suo complesso, guardando anche al mantenimento di un sistema commerciale multilaterale basato su regole.</p><p>I principi di questo sistema di scambio sono in linea con i principi fondamentali del buon governo e dello stato di diritto: non discriminazione, proporzionalità, trasparenza e rispetto degli standard internazionali, e la loro tutela è nell'interesse diretto della Svizzera.</p>  Risposta del Consiglio federale.