<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a presentare una versione aggiornata del rapporto sulla politica di sicurezza 2000 ("Rapolsic 2000") che indichi i pericoli ai quali è esposta la Svizzera e in che modo occorrerà affrontarli a medio e lungo termine.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La situazione internazionale in materia di politica di sicurezza come pure le minacce, i pericoli e i rischi per la sicurezza della Svizzera sono sì cambiati negli ultimi sei anni, ma non in maniera tale da contraddire il rapporto sulla politica di sicurezza della Svizzera ("Rapolsic 2000") del 7 giugno 1999 - o le corrispondenti dichiarazioni contenute nel concetto direttivo "Esercito XXI" - né addirittura in maniera da rendere obsoleto tale rapporto. Proprio per quanto concerne la minaccia rappresentata dal terrorismo, continua a valere il fatto che la Svizzera, pur non essendo un obiettivo primario del terrorismo internazionale, non può ritenersi completamente al sicuro.</p><p>Il rafforzamento dell'impiego sussidiario dell'esercito a favore della sicurezza interna non è quindi da ricondursi al fatto che la minaccia rappresentata dal terrorismo sarebbe ora valutata in modo essenzialmente diverso. Anzi, negli ultimi tre anni è risultato che nel prossimo futuro dovrà essere mantenuto ininterrottamente un dispositivo di sicurezza più esteso rispetto allo stato attuale: i provvedimenti di protezione per la sorveglianza delle missioni estere nonché per la sicurezza di incontri internazionali e manifestazioni pubbliche devono essere mantenuti a un livello che in passato veniva realizzato anticipatamente solo per brevi periodi di minaccia accresciuta.</p><p>Per raggiungere e mantenere questo livello attualmente non vi è alcuna alternativa all'impiego sussidiario dell'esercito. Diversamente da quanto menzionato dall'autore del postulato, non è prevista alcuna "trasformazione di compiti finora sussidiari in compiti principali"; il sostegno delle autorità civili continuerà ad aver luogo in via sussidiaria. Il fatto che il sostegno alle autorità civili costituisca una delle tre missioni assegnate all'esercito dalla Costituzione federale e che tale missione abbia assunto una maggiore importanza rispetto al passato non modifica in alcun modo il suo carattere sussidiario.</p><p>L'ulteriore sviluppo dell'esercito nel periodo 2008-2011, deciso dal Consiglio federale l'11 maggio 2005, rappresenta un adeguamento nell'ambito dei summenzionati documenti basilari e non costituisce una trasformazione fondamentale dell'esercito: le condizioni quadro essenziali e le basi della politica di sicurezza e dell'esercito, quali la neutralità, il sistema di milizia e le missioni dell'esercito, non saranno modificate. L'esercito, in quanto organizzazione basata sull'apprendimento, in futuro dovrà essere adeguato alle condizioni quadro su periodi più brevi anziché su periodi di più lunga durata mediante il ricorso a riforme di ampio respiro.</p><p>Infine, dal 2004, le commissioni parlamentari competenti vengono regolarmente informate sul raggiungimento degli obiettivi dell'esercito tramite un rapporto esaustivo (conformemente all'art. 149b della legge militare relativo al controlling politico). Il prossimo rapporto sarà allestito a fine dicembre 2005.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.