<h2>SubmittedText<h2><p>Chiedio al Consiglio federale di illustrare le conseguenze dell'inasprimento delle disposizioni di sicurezza nel traffico aereo - in particolare le limitazioni relative al bagaglio a mano - sul commercio delle merci in franchigia negli aeroporti svizzeri.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il 26 settembre 2006 gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e Israele hanno limitato o temporaneamente vietato il trasporto di liquidi nel bagaglio a mano verso le destinazioni nei loro Paesi. Le altre destinazioni non erano in linea di principio interessate dal provvedimento.</p><p>Il 6 novembre 2006 l'Ufficio federale dell'aviazione civile ha posto in vigore le disposizioni di sicurezza dell'UE per il bagaglio a mano dei passeggeri in partenza (e in transito attraverso la Svizzera) verso tutte le destinazioni. Da tale data il trasporto di liquidi, gel e creme nel bagaglio a mano è limitato a un massimo di 100 mililitri per contenitore. I prodotti devono essere messi in un sacchetto di plastica trasparente richiudibile dalla capienza massima di un litro e presentati separatamente al controllo di sicurezza.</p><p>Dal 6 novembre 2006 per le merci in franchigia acquistate nei negozi duty free svizzeri fa quindi stato quanto segue: sui voli non a destinazione degli Stati Uniti si possono trasportare nel bagaglio a mano i liquidi di cui si può provare che l'acquisto è avvenuto il giorno della partenza in uno dei negozi duty free ubicati prima dei posti di controllo e che sono contenuti in imballaggi richiudibili non manipolabili. Per i voli verso gli Stati Uniti le merci in franchigia devono invece essere acquistate nelle zone di sicurezza ubicate dopo i posti di controllo.</p><p>È parimenti ammesso il trasporto nel bagaglio a mano di liquidi in imballaggi ermeticamente chiusi che non consentono manipolazioni acquistati lo stesso giorno a bordo di un aeromobile di una compagnia europea.</p><p>Dal confronto delle informazioni in merito all'evoluzione delle vendite dei prodotti in franchigia nei periodi compresi tra settembre e dicembre rispettivamente del 2005 e del 2006 raccolte presso i gestori dei maggiori negozi duty free svizzeri emerge quanto segue:</p><p>- Zurigo: fatturato più 4,6 per cento; importo speso per passeggero meno 5,2 per cento;</p><p>- Ginevra: fatturato più 1 per cento; importo speso per passeggero meno 7,7 per cento.</p><p>Tali cifre dimostrano che le disposizioni di sicurezza introdotte nell'autunno del 2006 non impediscono né ostacolano, nelle proporzioni indicate dall'autore dell'interpellanza, gli acquisti di prodotti in franchigia nei negozi duty free svizzeri e a bordo nonché il trasporto di liquidi nel bagaglio a mano. Poiché i negozi duty free presso l'aeroporto di Basilea-Mulhouse soggiacciono alla legislazione francese, l'evoluzione dei loro fatturati non ha potuto essere analizzata.</p><p>L'evoluzione, leggermente al di sotto delle aspettative, degli importi spesi per passeggero e il parziale calo dei fatturati a Ginevra non sono tuttavia imputabili soltanto all'inasprimento delle prescrizioni concernenti il bagaglio a mano. Ulteriori cause sono lo stress, la mancanza di tempo dei passeggeri dovuta ai controlli di sicurezza più lunghi, l'incertezza per quanto concerne le prescrizioni in vigore o il timore di fare qualcosa di sbagliato e di rimanere bloccati in un controllo. A ciò si aggiungono gli obiettivi dei provvedimenti per la prevenzione del tabagismo e dell'alcolismo.</p>  Risposta del Consiglio federale.