<h2>SubmittedText<h2><p>Nel messaggio pubblicato di recente a proposito dell'iniziativa popolare "Per imprese responsabili" (17.060) ancora una volta la "Better Gold Initiative" viene presentata dal Consiglio federale come un "modello innovativo di trasparenza e responsabilità". La "Better Gold Initiative" era già stata glorificata in modo simile nel rapporto di base sulle materie prime (2013) e nei suoi tre aggiornamenti successivi (2014, 2015 e 2016). Idem dicasi per il parere espresso in risposta all'interpellanza 16.4092 relativa al Piano di azione nazionale su imprese e diritti umani e sulla opinabile efficacia delle misure volontarie, per il postulato 15.3877 sul commercio di oro prodotto in violazione dei diritti umani e per il rapporto del 21 giugno 2017 sull'attuazione del Piano di azione nazionale concernente la responsabilità delle imprese.</p><p>1. Il Consiglio federale intende davvero risolvere i giganteschi problemi di corruzione, conflitti, violazioni dei diritti umani e danni ambientali legati all'estrazione e al commercio di materie prime seguendo il presunto modello innovativo di trasparenza e responsabilità della "Better Gold Initiative"?</p><p>2. Quante tonnellate lorde di oro ha importato la Svizzera negli anni 2013-2016?</p><p>3. Quante tonnellate di oro sono state estratte secondo gli standard di sostenibilità della "Better Gold Initiative"? Di quale quantità percentuale stiamo parlando?</p><p>4. Da quali Stati proviene l'oro totale importato dalla Svizzera? Quante persone contribuiscono complessivamente alla sua estrazione? Di costoro, quante e in quale percentuale estraggono l'oro secondo gli standard della "Better Gold Initiative"?</p><p>5. Quali mezzi finanziari - ascrivibili ai sensi di quanto previsto dall'OCSE alla collaborazione pubblica allo sviluppo (APD) - ha investito finora il Consiglio federale nella "Better Gold Initiative"? A quanto ammontano i mezzi finanziari che intende impegnare in futuro? Quali fasi di potenziamento e tappe prevede?</p><p>6. In quale contesto più ampio il Consiglio federale inquadra la "Better Gold Initiative"? L'iniziativa traduce davvero sotto il profilo quantitativo e qualitativo questo cosiddetto modello innovativo di trasparenza e responsabilità? </p><p>7. Quali misure supplementari adotterà il Consiglio federale per garantire che la Svizzera non fornisca solo un contributo simbolico, ma vada oltre le misure di pubbliche relazioni assumendosi davvero le sue responsabilità globali di principale piazza mondiale del mercato aureo e contribuisca efficacemente a risolvere le sfide che pone il commercio di oro in termini di diritti umani, tutela ambientale e altre problematiche?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./6. Il Consiglio federale è consapevole delle sfide sociali ed ecologiche che pongono i piccoli giacimenti minerari. L'impegno della Svizzera in tal senso, con progetti di sviluppo in America latina e nei Paesi dell'est asiatico, risale già alla metà degli anni Novanta. Istituita nel 2013, la Better Gold Initiative for Artisanal and Small-Scale Mining ("BGI for ASM") è intesa come progetto innovativo per creare catene di valore ed estrarre oro in modo responsabile da piccoli giacimenti in Perù. L'iniziativa, tuttavia, non rappresenta una soluzione globale per il settore aureo in quanto non è applicabile all'estrazione industriale né tantomeno a tutti i Paesi. Servono dunque operazioni di ben più ampia portata, nonché un comportamento responsabile dei consumatori e dell'industria per migliorare la situazione delle miniere nei Paesi in via di sviluppo.</p><p>2./3. Tra il 2013 e il 2016 la Svizzera ha importato complessivamente 10 635 tonnellate d'oro, di cui 579 dal Perù. Il dato comprende anche l'oro in circolazione da diverso tempo e l'oro riciclato. Nello stesso periodo, nell'ambito dell'iniziativa sono state estratte ed esportate in Svizzera complessivamente 1,5 tonnellate d'oro da piccoli giacimenti minerari peruviani certificati. Si osservi che il progetto è stato realizzato fino al 2016 soltanto in Perù. Anche in futuro le quantità d'oro commercializzate tramite questa iniziativa per piccoli giacimenti minerari continueranno a rappresentare una quota modesta rispetto a tutto l'oro importato, appunto perché stando alle stime dall'80 al 90 per cento della produzione aurea mondiale proviene da grandi giacimenti industriali.</p><p>4. Secondo la statistica del commercio estero, tra il 2013 e il 2016 la Svizzera ha importato i maggiori quantitativi d'oro dal Regno Unito, dagli Stati Uniti, dall'Argentina, dal Cile e dal Perù. Si noti che per l'importazione d'oro in Svizzera è lecito dichiarare il Paese di spedizione anziché il Paese d'origine qualora fosse impossibile determinare l'effettiva provenienza dell'oro (es. per l'oro che è in circolazione da tempo). Nell'ambito del parere espresso sul postulato Recordon 15.3877, "Commercio di oro prodotto in violazione dei diritti umani", il Consiglio federale intende analizzare le procedure doganali e il rilevamento dei dati della statistica del commercio estero per le importazioni d'oro. Non è possibile stabilire quante persone contribuiscono globalmente all'estrazione dell'oro importato in Svizzera. In Perù, la "BGI for ASM" ha permesso a circa 1500 minatori e alle loro famiglie di beneficiare di migliori condizioni di vita e di lavoro.</p><p>5. Tra il 2013 e il 2016 le spese dei progetti della SECO per la "BGI for ASM" sono state di 2,1 milioni di franchi. Per la seconda fase (2017-2020) sono previsti esborsi per 8 milioni di franchi. In questa fase il quantitativo di oro smerciato aumenterà in misura sostanziale grazie all'estensione alla Colombia e alla Bolivia, all'introduzione di uno standard di ingresso e a un maggior impegno da parte dell'industria.</p><p>L'obiettivo è che con il sostegno dell'iniziativa entro il 2020 i piccoli giacimenti minerari dei Paesi in questione potranno produrre in modo responsabile ed esportare in Svizzera 5 tonnellate d'oro all'anno.</p><p>7. In base al rapporto di base sulle materie prime (2013), per promuovere l'integrità e la competitività del settore svizzero delle materie prime il Consiglio federale punta su una combinazione di misure giuridicamente non vincolanti ("smart mix"), integrandole se necessario con norme di legge. In tal senso, incoraggia lo sviluppo e l'attuazione di standard internazionali per promuovere una maggior trasparenza nel settore delle materie prime così come la responsabilità sociale delle imprese (compresa la responsabilità ecologica) e appoggia le iniziative in materia di politica dello sviluppo. La Svizzera si adopera per utilizzare su larga scala le esperienze raccolte con la politica dello sviluppo e per renderle accessibili a livello internazionale. Oltre a ciò sono allo studio adattamenti del quadro normativo. Un adeguamento di questo tipo, tuttavia, andrebbe coordinato con gli sviluppi internazionali. Attualmente il Consiglio federale sta esaminando le condizioni quadro nel settore dell'oro nell'ambito del parere sul postulato Recordon. Infine, entro il mese di novembre 2018 verrà riesaminata la situazione del settore svizzero delle materie prime per quanto riguarda la competitività, l'integrità, l'ambiente e altri aspetti.</p>  Risposta del Consiglio federale.