<h2>SubmittedText<h2><p>Con il primo pacchetto di misure della 6a revisione AI (revisione 6a), in vigore dal 1° gennaio 2012, è stata introdotta la revisione delle rendite finalizzata all'integrazione. Grazie a strumenti atti a promuovere in modo mirato l'integrazione, l'AI intende ripristinare o migliorare la capacità al guadagno dei beneficiari di rendita considerati idonei, per reintegrarli nel mercato del lavoro o aumentare il loro grado di occupazione e porre così fine, in parte o completamente, al versamento della rendita. Per il momento non è ancora possibile pronunciarsi in modo significativo sui risultati ottenuti in questo primo anno. Tuttavia, le temute difficoltà si stanno già delineando all'orizzonte. Grazie ai posti di lavoro d'addestramento e ai lavori a titolo di prova, gli interessati compiono con successo il primo passo verso l'integrazione nella vita professionale. Il secondo passo, invece - vale a dire la ricerca di un nuovo posto di lavoro fisso - è raramente coronato dal successo. Questo perché non ci sono datori di lavoro disposti né a concedere ai beneficiari di una rendita AI la possibilità di ritornare a lavorare dopo, o malgrado, una malattia, né a prendere in considerazione anche le loro candidature per i posti da rioccupare.</p><p>Mancano inoltre segnali ai partner dell'economia sulla necessità di cambiare atteggiamento: non va dimenticato che, al posto di quote obbligatorie, all'epoca si era puntato proprio sul loro impegno volontario. Infine, l'attuale situazione economica acuisce ulteriormente il problema, al punto da mettere in gioco il successo di questa revisione AI.</p><p>Il Consiglio federale è pertanto invitato a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Dispone di un piano per sensibilizzare efficacemente le aziende e la società sul fatto che l'integrazione dei beneficiari o ex beneficiari di una rendita AI è una missione e una responsabilità collettiva?</p><p>2. Quando intende preparare un pacchetto di misure concrete per superare il temuto (e ora confermato) ostacolo all'integrazione di queste persone nel mondo del lavoro?</p><p>3. Nella strategia degli uffici AI in materia di reintegrazione, l'accento è posto - a giusto titolo - sulle misure per migliorare e aumentare le possibilità di collocare i beneficiari o ex beneficiari di una rendita AI sul mercato del lavoro. In concreto, però, sia il collocamento professionale che l'instaurazione di una rete con i partner dell'economia non sono sufficienti. Sarebbero molto più utili centri di competenza performanti in grado di accompagnare in modo mirato queste persone. Le aziende vedrebbero di buon occhio, in detta funzione, gli uffici regionali di collocamento. Qual è l'opinione del Consiglio federale in merito a questa proposta o a un'alternativa?</p><p>4. Quali misure intende adottare affinché la revisione 6a dell'AI produca gli effetti auspicati?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Finora, negli uffici AI sono state introdotte moltissime misure e attività per collaborare strettamente con i datori di lavoro. Per rafforzare ulteriormente il legame di fiducia necessario per un impegno maggiore, bisogna continuare a consolidare il partenariato, il che richiede tempo. Di conseguenza, è ancora prematuro sviluppare nuovi piani, come auspica l'autrice dell'interpellanza.</p><p>2. Per facilitare l'integrazione delle persone con problemi di salute, le ultime revisioni dell'AI hanno previsto numerose misure, in particolare il lavoro a titolo di prova, l'assegno per il periodo d'introduzione, l'indennità per sopperire all'aumento dei contributi e soprattutto l'introduzione di un periodo di protezione a favore degli ex beneficiari di rendita. L'obiettivo principale di tutte queste misure è quello di proteggere sia l'assicurato che il datore di lavoro al momento del ritorno all'attività lavorativa.</p><p>Considerando il tempo necessario per la raccolta dei dati necessari, una prima stima degli effetti di queste misure è prevista al più presto per la fine del 2014. Una valutazione globale della revisione 6a è pianificata per il 2019. Il Consiglio federale esaminerà con attenzione i risultati degli sforzi in corso e, se del caso, adotterà i correttivi necessari.</p><p>3. Il Consiglio federale non considera insufficienti gli sforzi compiuti dagli uffici AI nei confronti dei datori di lavoro. Ritiene al contrario che i processi avviati siano promettenti e che, al momento, non vi siano indizi che non produrranno gli effetti auspicati. Non si giustifica quindi la delega ad altri enti della responsabilità di accompagnare e collocare le persone con problemi di salute, in particolare quelle affette da disturbi psichici. Inoltre, è importante che gli uffici AI possano sostenere sia i datori di lavoro che gli assicurati nel momento in cui questi ultimi ritornano a lavorare, in modo da fungere da partner essenziali dei datori di lavoro.</p><p>4. Per raggiungere gli obiettivi della revisione 6a, l'AI deve porsi come partner indispensabile per i datori di lavoro che vogliono aiutare i dipendenti con problemi di salute. A tal fine, l'assicurazione deve migliorare le proprie conoscenze sulla buona gestione di queste situazioni mediante progetti di ricerca e progetti pilota; dal canto loro, gli uffici AI devono creare una solida rete di relazioni di fiducia con i datori di lavoro. Nell'ambito dei suoi compiti di vigilanza, l'Ufficio federale delle assicurazioni sociali verificherà anche la prassi degli uffici AI e ne valuterà i risultati.</p>  Risposta del Consiglio federale.