<h2>SubmittedText<h2><p>Attualmente il rischio di fallimento è reale per molte PMI duramente colpite dalla crisi dovuta al coronavirus. Esse sono la spina dorsale della nostra economia: rappresentano il 90 per cento delle imprese svizzere e generano due terzi dei posti di lavoro in Svizzera. </p><p>Il Consiglio federale ha appena iniettato 42 miliardi per salvaguardare le nostre imprese. Saranno necessarie ulteriori misure se vogliamo evitare che le imprese, segnatamente le PMI, diventino insolventi. La Svizzera ha i mezzi per compiere rapidamente uno sforzo supplementare poiché il tasso d'indebitamento è estremamente basso rispetto ai Paesi a noi vicini. Negli ultimi anni, i conti della Confederazione hanno chiuso con delle eccedenze. </p><p>Oggi è fondamentale preservare le risorse delle imprese svizzere, in particolare delle PMI, affinché queste possano riprendere rapidamente la loro attività. Solo così è possibile mantenere il know-how e la capacità di innovazione, condizioni essenziali per la competitività. </p><p>L'epidemia da coronavirus mette anche in evidenza la situazione precaria di molti lavoratori indipendenti, dirigenti di PMI. Essi sono oggi fortemente penalizzati e indeboliti. Le decisioni prese dal Consiglio federale a favore dei lavoratori indipendenti sono limitate nel tempo e tengono poco conto della realtà. </p><p>In questo contesto, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande. </p><p>1. Il Consiglio federale prevede un nuovo pacchetto finanziario per le imprese?</p><p>2. Il Consiglio federale sta valutando la possibilità di rinunciare al rimborso di crediti nei casi di rigore, al fine di salvaguardare posti di lavoro?</p><p>3. Il Consiglio federale intende concedere deduzioni fiscali durante il periodo di rimborso dei crediti?</p><p>4. Il Consiglio federale prevede di adeguare lo statuto dei lavoratori indipendenti, in particolare nell'ambito dell'assicurazione contro la disoccupazione, ad esempio concedendo loro la stessa flessibilità accordata ai lavoratori dipendenti?</p><p>5. In caso affermativo, a quali condizioni ed entro quale termine, il Consiglio federale intende attuare tutte queste misure?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In seguito alla pandemia di COVID-19 il Consiglio federale ha approvato fino a metà maggio 2020 ampie misure a sostegno dell'economia per evitare casi di rigore e mitigare le conseguenze economiche. Queste misure garantiscono, in particolare, la continuazione del pagamento dello stipendio e l'indennità di perdita di guadagno e sopperiscono alla carenza di liquidità, evitando così licenziamenti collettivi.</p><p>1. Una volta scadute le misure di sostegno, la ripresa economica verrà sostenuta dagli stabilizzatori automatici, che in Svizzera sono molto forti. Il Consiglio federale valuta costantemente se per un'adeguata stabilizzazione dell'economia possano essere necessarie e risultare efficaci eventuali ulteriori misure. In questo contesto si assicura che le misure producano stimoli congiunturali efficaci e mirati, siano limitate nel tempo, producano gli effetti desiderati in tempo utile e non impediscano artificialmente i cambiamenti strutturali.</p><p>2. I crediti COVID-19 sono stati concepiti come un aiuto rapido e non burocratico per ovviare alla mancanza di liquidità, ragione per cui sono stati concessi come crediti rimborsabili. I crediti garantiti sono stati accordati in base a un'autodichiarazione dei richiedenti e, per i crediti inferiori a 500 000 franchi, senza una verifica dettagliata dei requisiti per l'ottenimento del credito. Tale procedura non è adatta alla concessione di contributi a fondo perso.</p><p>Il 1° luglio 2020 il Consiglio federale ha avviato una procedura di consultazione sulla legge sulle fideiussioni solidali COVID-19, che dovrebbe sostituire l'ordinanza sulle fideiussioni solidali COVID-19. Il disegno di legge prevede diversi strumenti volti a evitare casi di rigore:</p><p>- proroga del termine di ammortamento: i crediti COVID-19 devono generalmente essere rimborsati entro 5 anni. In casi di rigore questo termine può essere prorogato al massimo di 5 anni (finora 2 anni);</p><p>- prevenzione di un'eccedenza dei debiti secondo l'articolo 725 del Codice delle obbligazioni: i crediti COVID-19 fino a 500 000 franchi non devono essere considerati come capitale di terzi durante l'intera durata del credito (precedentemente solo fino al 31 marzo 2022);</p><p>- gestione dei crediti: le organizzazioni che concedono fideiussioni devono avere a disposizione diverse opzioni che consentano loro di tenere conto dei casi di rigore individuali.</p><p>Il Consiglio federale ritiene che in questo modo si dia vita a una regolamentazione equa e proporzionata con cui risolvere i singoli casi di rigore senza creare grossi falsi incentivi.</p><p>3. Secondo il Consiglio federale, la regolamentazione dei casi di rigore delineata nella risposta alla seconda domanda è sufficiente a sgravare le PMI fortemente colpite. Il disegno di legge sulle fideiussioni solidali COVID-19 non prevede pertanto speciali deduzioni fiscali per le PMI durante il periodo di rimborso dei crediti.</p><p>4. Non rientra nei compiti dell'assicurazione contro la disoccupazione (AD) assicurare il rischio legato all'esercizio dei lavoratori indipendenti. Questi quindi non versano i contributi all'AD e non hanno diritto all'indennità di disoccupazione. Anche nell'ordinanza di necessità per l'estensione temporanea dei diritti all'indennità nell'ambito dell'AD non erano previste simili prestazioni per i lavoratori indipendenti. Per contro, i lavoratori indipendenti direttamente o indirettamente colpiti dalle misure contro il coronavirus hanno la possibilità di ricevere indennità di perdita di guadagno per la COVID-19. Il 1° luglio 2020 il Consiglio federale ha prolungato il diritto a questa indennità fino al 16 settembre 2020. Da allora, anche le persone impiegate nella propria impresa nel settore degli eventi che si trovano in grave difficoltà (casi di rigore) possono richiedere l'indennità di perdita di guadagno per la COVID-19.</p><p>5. Il 1° luglio 2020 il Consiglio federale ha avviato una procedura di consultazione sulla legge sulle fideiussioni solidali COVID-19 che dovrebbe trasporre l'ordinanza sulle fideiussioni solidali COVID-19 nel diritto ordinario.</p>  Risposta del Consiglio federale.