<h2>SubmittedText<h2><p>L'11 febbraio 2016, la Francia ha emanato un decreto che concede alle imprese a forte consumo energetico riduzioni fino al 90 per cento sui costi di rete. Tale atto legislativo comporta un evidente svantaggio concorrenziale per le imprese a forte consumo energetico situate in Svizzera, già sotto pressione e che dipendono dalle esportazioni.</p><p>1. Come valuta il Consiglio federale questa situazione e quali pensa saranno le sue ripercussioni sull'economia svizzera?</p><p>2. Vede la possibilità e la necessità di adottare misure per attenuare questa situazione? In caso affermativo, quali misure propone?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale attribuisce grande importanza al fatto che, in Svizzera, le imprese a forte consumo energetico godano di condizioni quadro compatibili con le esigenze dell'economia. Con l'iniziativa parlamentare 12.400, "Liberazione degli investimenti per le energie rinnovabili senza penalizzazione dei grandi consumatori", il Parlamento ha deciso l'attuazione di misure volte a sgravare le aziende a forte consumo di energia elettrica in Svizzera, permettendo loro di beneficiare di un rimborso parziale o totale del supplemento di rete per la promozione delle energie rinnovabili, se in cambio si impegnano a realizzare misure volte ad aumentare l'efficienza energetica. Anche nella strategia energetica 2050 sono previste misure di sostegno. Inoltre, le imprese beneficiano della riduzione del tasso dei costi medi del capitale investito (costo medio ponderato del capitale, "Weighted Average Cost of Capital", WACC) che, nel 2017, passerà dal 4,7 per cento al 3,83 per cento. Ciò avrà effetti positivi sull'economia generale e sulle economie domestiche, i cui costi di utilizzazione della rete, grazie a questo adeguamento, diminuiranno presumibilmente di 174 milioni di franchi all'anno.</p><p>Le riduzioni dei costi di utilizzazione della rete concesse esclusivamente alle imprese a forte consumo energetico comportano un'assunzione dei costi che non rispetta il principio di causalità. Un sovvenzionamento indiretto limitato a tali aziende penalizzerebbe le restanti imprese che, insieme alle economie domestiche, si troverebbero a dover compensare queste riduzioni dei costi e a pagare tariffe di accesso alla rete conseguentemente più alte. Oltre a ciò, bisogna anche considerare che i grandi consumatori sono spesso allacciati a un livello di rete più elevato e pagano pertanto corrispettivi di utilizzazione della rete più bassi.</p><p>Anziché procedere a una ridistribuzione dei costi di rete, nell'ambito della prevista revisione della legge del 23 marzo 2007 sull'approvvigionamento elettrico (RS 734.7) il Consiglio federale esamina l'opportunità di introdurre diverse misure volte ad aumentare l'efficienza dei costi presso i gestori di rete svizzeri. Tra queste figura anche la sostituzione dell'attuale regolazione dei costi con una regolazione Sunshine che prevede il confronto tra i vari gestori di rete, sulla base di diversi indicatori, e la pubblicazione dei relativi risultati. In questo modo, i gestori di rete sarebbero incentivati ad aumentare l'efficienza e i clienti finali beneficerebbero di risparmi sui costi e di una migliore qualità.</p>  Risposta del Consiglio federale.