<h2>SubmittedText<h2><p>Come riportato da vari media, recentemente in Francia è stato riconosciuto il nesso di causalità tra lavoro notturno e cancro al seno nel caso di un’ex infermiera. A determinate condizioni, anche in Danimarca il cancro al seno è considerato una malattia professionale.</p><p>In Svizzera, le donne colpite possono sì tentare di far riconoscere il loro cancro al seno come malattia professionale (art. 9 cpv. 2 LAINF), ma l’onere della prova è a loro carico e comunque questo non basta.</p><p>In Svizzera sono valutati i rischi di diversi fattori, per esempio il lavoro notturno, ma sinora il cancro al seno non è stato riconosciuto come malattia professionale causata da questo tipo di attività.</p><p>È risaputo che il lavoro notturno costituisce una grande sfida fisica ed è quindi assolutamente necessario monitorare i rischi che comporta e trarre le dovute conclusioni.</p><p>Mentre l’elenco delle malattie professionali ai sensi dell’articolo&nbsp;9 LAINF non è più stato rivisto dal 2018, l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha sottoposto la classificazione statistica internazionale delle malattie e dei problemi sanitari correlati (ICD) all’undicesima revisione. La ICD-11 è stata approvata dall’OMS nel maggio del 2019 ed è entrata in vigore il 1°&nbsp;gennaio 2022. Un aggiornamento e una verifica dell’elenco delle malattie professionali sono quindi più che mai necessari.</p><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. È a conoscenza di casi di cancro al seno causati dal lavoro notturno?</p><p>2. Come vengono valutati i rischi del lavoro notturno e come vengono integrati i relativi risultati nell’elenco delle malattie professionali?</p><p>- Il Consiglio federale è disposto a rivedere e aggiornare l’elenco delle malattie professionali affinché, per esempio, i rischi del lavoro notturno siano maggiormente riconosciuti?</p><p>3. Quali altre malattie, per esempio la sindrome post Covid-19 o il disturbo da stress post-traumatico (riconosciuto come malattia professionale già nella ICD-10) sono in corso di valutazione?</p><p>4. Entro quando dovrebbe concludersi questa valutazione o è previsto un adeguamento alla ICD-11?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1.<strong>&nbsp;</strong>L’Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni (INSAI, oggi Suva), che secondo l’articolo&nbsp;50 capoverso&nbsp;1 dell’ordinanza sulla prevenzione degli infortuni (RS&nbsp;832.30) sorveglia l’applicazione delle prescrizioni sulla prevenzione delle malattie professionali in tutte le aziende, non è a conoscenza di casi notificati o respinti per i quali il cancro al seno sia stato fatto valere come malattia professionale.</p><p>&nbsp;</p><p>2.&nbsp;Secondo la ricerca scientifica, il lavoro notturno aumenta significativamente il rischio di sviluppare diverse malattie, tra cui anche il cancro al seno. Per le persone che lo prestano regolarmente, è quindi prescritta una visita preventiva periodica da parte di un medico del lavoro o aziendale. Durante questa visita preventiva, da un lato viene esaminata l’idoneità al lavoro notturno, dall’altro viene tematizzata la prevenzione dei diversi rischi per la salute. La Suva e la Segreteria di Stato dell’economia (SECO) si scambiano regolarmente informazioni su temi rilevanti per la salute e sulle interfacce. Tuttavia, poiché il lavoro notturno è disciplinato nella legge sul lavoro (RS&nbsp;822.11) e non nella legge federale sull’assicurazione contro gli infortuni (LAINF; RS&nbsp;832.20), la valutazione dei relativi rischi spetta alla SECO.</p><p>&nbsp;</p><p>Fondamentalmente, il rischio di ammalarsi di cancro al seno a causa del lavoro notturno non è sufficientemente elevato da soddisfare le disposizioni della LAINF (art.&nbsp;9 cpv.&nbsp;1 e 2), che prescrivono la presenza di un nesso causale tra l’attività professionale esercitata e la malattia. L’assenza di un nesso causale è dovuta al fatto che, per il cancro al seno, il rischio è spesso di natura multifattoriale – predisposizione genetica, sovrappeso, mancanza di attività fisica o terapia ormonale sostitutiva.</p><p>&nbsp;</p><p>L’adeguamento dell’elenco delle malattie professionali di cui all’allegato&nbsp;1 dell’ordinanza sull’assicurazione contro gli infortuni (OAINF; RS&nbsp;832.202) è di competenza del Consiglio federale (art.&nbsp;9 cpv.&nbsp;1 LAINF). Se necessario l’elenco viene adeguato alle nuove conoscenze scientifiche e tecniche relative agli effetti sulla salute delle sostanze nocive e delle sollecitazioni meccaniche. A tal fine la Suva esamina sistematicamente i rischi nuovi e già in essere, concernenti le sostanze nocive e le malattie professionali e, all’occorrenza, sottopone al Dipartimento federale dell’interno proposte per l’aggiornamento del relativo elenco.</p><p>&nbsp;</p><p>3. Già oggi la sindrome post-COVID-19 e il disturbo da stress post-traumatico possono essere riconosciuti come infortunio o malattia professionale a determinate condizioni. La Suva valuta continuamente i rischi nuovi e già in essere, concernenti le sostanze nocive e le malattie professionali; in questa valutazione rientra anche il riesame periodico di nuove sostanze potenzialmente pericolose e nuove malattie associate all’attività professionale.</p><p>&nbsp;</p><p>4.&nbsp;Non sussiste alcuna correlazione diretta fra l’elenco delle malattie professionali di cui all’allegato&nbsp;1 OAINF e la codifica&nbsp;ICD-10 o ICD-11 (ICD è l’acronimo di "International Statistical Classification of Diseases and Related Health Problems"<span style="background-color:white;">)</span>. Il Consiglio federale aggiorna pertanto l’elenco delle malattie professionali indipendentemente da questa classificazione internazionale, ma secondo la procedura descritta al numero&nbsp;2.</p>