<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a spiegare in un rapporto gli effetti, a distanza di vent'anni, della Riforma di Bologna sulla qualità dell'insegnamento e della ricerca, sulla soddisfazione degli studenti e dei docenti e sulla conciliabilità tra studi e vita professionale, e a presentare le prossime iniziative di riforma sulla scorta delle esperienze fatte con la Riforma di Bologna.</p><p>Concretamente, il rapporto deve sviluppare i seguenti punti:</p><p>1. raggiungimento degli obiettivi inerenti alla riforma, ossia aumentare la mobilità degli studenti, migliorare le opportunità dei detentori di un titolo di studio sul mercato del lavoro e accrescere la competitività internazionale del sistema europeo dell'istruzione superiore;</p><p>2. riscontri e soddisfazione degli studenti e dei docenti;</p><p>3. prossime iniziative di riforma (svizzere e in particolare anche europee).</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Svizzera ha firmato la Dichiarazione di Bologna del 1999 e fa pienamente parte dello Spazio Europeo dell'Istruzione Superiore (EHEA), inaugurato nel 2010. Il Consiglio federale ha tracciato un bilancio sull'attuazione della riforma di Bologna nel suo messaggio sulla promozione dell'educazione, della ricerca e dell'innovazione, nel 2012 (messaggio ERI; FF 2011 689), e lo ha completato con un'analisi specifica sulla mobilità nel suo messaggio ERI 2013 a 2016 (FF 2012 2727).</p><p>Nel 2014 la CRUS ha svolto un'analisi dettagliata sull'attuazione della riforma di Bologna in Svizzera, stando alla quale è lecito considerare la fase transitoria definitivamente conclusa ("Bologna-Monitoring 2012/14: Schlussbericht"; <a href="http://www.swissuniversities.ch">www.swissuniversities.ch</a> &gt; Pubblicazioni &gt; Publikationen CRUS bis 2014 &gt; Referenzdokumente). Nel 2010 è anche uscito il "Bologna-Report Fachhochschulen 2010" (hvm-consulting gmbh, Lucerna, su mandato della Conferenza svizzera dei rettori delle scuole universitarie; www.swissuniversities.ch &gt; Pubblicazioni &gt; Publikationen KFH bis 2014 &gt; weitere Publikationen), che a sua volta traccia un bilancio positivo. Attualmente dunque le scuole universitarie svizzere si trovano in una fase di consolidamento e di ottimizzazione.</p><p>Gran parte delle informazioni che l'autrice del postulato desidera far confluire in un rapporto sono già disponibili da diverse fonti o lo saranno prossimamente. A livello nazionale, infatti, l'Ufficio federale di statistica (UST) raccoglie e analizza numerosi dati. In un primo momento il rilevamento degli studenti è stato adattato per poter misurare la mobilità degli studenti. In particolare, le inchieste dell'UST sulla situazione socio-economica degli studenti e delle persone diplomate delle scuole universitarie forniscono informazioni sulla mobilità in Svizzera e all'estero e sull'inserimento dei diplomati sul mercato del lavoro (<a href="http://www.bfs.admin.ch">www.bfs.admin.ch</a> &gt; Trovare statistiche &gt; Formazione e scienza &gt; Rilevazioni). Queste due tematiche vengono inoltre analizzate nel rapporto sull'educazione in Svizzera del Centro svizzero di coordinamento della ricerca educativa CSRE (<a href="http://www.skbf-csre.ch">www.skbf-csre.ch</a> &gt; Bildungsmonitoring). L'UFT pubblica anche un'analisi sulle transizioni e sui percorsi del livello terziario che allarga il campo di analisi del vecchio "barometro di Bologna" (www.bfs.admin.ch &gt; Formazione e scienza). Inoltre, per quanto riguarda la soddisfazione degli studenti, un modulo sulle condizioni di studio elaborato da swissuniversities (e in precedenza dalla CRUS) fa parte integrante del questionario dell'UST sulla situazione socio-economica degli studenti. Swissuniversities sta verificando questo modulo allo scopo di presentarlo agli studenti di tutti i tipi di scuole universitarie (università, SUP e ASP) durante la prossima inchiesta dell'UST. Inoltre swissuniversities sta aggiornando le direttive di Bologna (RS 414.205.1 e 414.205.4) contestualmente ai lavori abituali per migliorare l'insegnamento nelle scuole universitarie. Infine, secondo la legge sulla promozione e sul coordinamento del settore universitario svizzero (LPSU; RS 414.20) entrata in vigore nel 2015, in futuro il Consiglio federale dovrà fornire ogni quattro anni un rapporto concernente la spendibilità occupazionale dei diplomati e l'attività da loro svolta al termine degli studi e la competitività delle scuole universitarie (art. 69). Quest'ultima, tra l'altro, viene già comprovata anche grazie a numerosi indicatori, come le classifiche (ranking) delle scuole universitarie e le analisi bibliometriche. La legge prevede anche un esame periodico della qualità dell'insegnamento e della ricerca con un sistema di garanzia della qualità. A livello europeo, prima di ogni conferenza ministeriale viene pubblicato un rapporto sull'attuazione del processo di Bologna che tra le altre cose poggia su un questionario sottoposto a tutti i Paesi partecipanti e al quale la Svizzera ha sempre risposto: l'ultima volta nel 2017 in vista del rapporto che uscirà nella primavera del 2018. Ad ogni conferenza, i ministri dello EHEA adottano un comunicato nel quale elencano le sfide future. Nel 2015, a Erevan, hanno espresso il desiderio di ridurre le differenze nel grado di attuazione della riforma di Bologna all'interno dello EHEA.</p><p>Il Consiglio federale ritiene che gli strumenti esistenti siano sufficienti per rispondere alle domande espresse dal postulato e che un rapporto supplementare non è opportuno.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.