<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di presentare al Parlamento un rapporto concernente la verifica approfondita di tutti i compiti federali dello Stato.</p><p>Poiché, per far fronte alla pandemia di COVID-19, la Confederazione si è indebitata ulteriormente in misura considerevole a scapito delle future generazioni, è necessario effettuare una verifica critica della necessità e dell'adeguatezza di tutti i compiti e delle uscite complessive della Confederazione.</p><p>In questo rapporto il Consiglio federale propone al Parlamento i compiti ai quali la Confederazione potrebbe e dovrebbe rinunciare in futuro. Lo scopo è ridurre di almeno il 5 per cento la quota d'incidenza della spesa pubblica.</p><p>In tale ambito è indispensabile evitare trasferimenti di compiti e di costi dal livello federale al livello cantonale o comunale.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Con il messaggio sulla legge federale concernente agevolazioni amministrative e misure di sgravio del bilancio della Confederazione (20.067), nell'estate 2020 il Consiglio federale ha presentato al Parlamento i risultati di una verifica approfondita dei compiti. Svolgerne un'altra non porterebbe a nuove considerazioni.</p><p>Grazie alla verifica regolare dei compiti della Confederazione e al freno all'indebitamento, negli ultimi anni la quota delle uscite della Confederazione (uscite in rapporto al PIL nominale) è rimasta stabile: negli ultimi 20 anni ha subìto oscillazioni soltanto nella misura di circa il 10 per cento. Da inizio secolo le uscite della Confederazione sono quindi cresciute di pari passo con l'economia. Al termine della pandemia il freno all'indebitamento riuscirà comunque a garantire che le uscite e le entrate della Confederazione rimangano bilanciate a lungo termine. Il Parlamento discuterà dei debiti scaturiti durante la pandemia nel quadro di una modifica della legge federale sulle finanze della Confederazione. Per il resto, il Consiglio federale condivide l'opinione dell'autore del postulato secondo cui, per far fronte alla pandemia, occorre contenere il più possibile i nuovi debiti.</p><p>Il crollo del prodotto interno lordo causato dalla pandemia di COVID-19 e le maggiori uscite per arginare le relative conseguenze economiche fanno sì che, in particolare negli anni 2020-2021, c'è da attendersi una quota d'incidenza della spesa pubblica temporaneamente più elevata.</p><p>Ridurre la quota delle uscite di almeno il 5 per cento, come chiesto nel postulato, corrisponderebbe a una diminuzione annua delle uscite federali di ben 4 miliardi di franchi. Secondo il Consiglio federale una tale richiesta non è realizzabile per diverse ragioni. Innanzitutto, i settori di compiti della Confederazione ne sarebbero interessati in maniera molto diversa. Per diverse importanti voci di spesa, come nel caso degli interessi passivi oppure dell'impiego delle tasse d'incentivazione, non esiste alcun potenziale di sgravio. Il Consiglio federale vuole inoltre evitare un trasferimento degli oneri a scapito di Cantoni, Comuni e assicurazioni sociali, il che limita altrettanto il margine di manovra in tali settori. Ciò presupporrebbe però una diminuzione di, in parte, oltre il 10 per cento in altri settori di compiti, con una conseguente importante riduzione delle relative prestazioni. Secondariamente, negli ultimi anni il Parlamento ha aumentato l'impiego dei mezzi in tutti i grandi settori di compiti della Confederazione, da ultimo tra l'altro nel quadro della legge federale concernente la riforma fiscale e il finanziamento dell'AVS. Alla luce di quanto precede, una riduzione delle spese della Confederazione di 4 miliardi di franchi non riscuoterebbe la maggioranza dei consensi.</p><p>Infine, secondo il Consiglio federale non è il momento ideale per avviare, nel bel mezzo della pandemia in corso, ampi programmi di risparmio.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.