<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato ad esporre in un rapporto:</p><p>1. lo sviluppo delle regioni svizzere nel corso degli ultimi decenni e lo sviluppo previsto per i decenni a venire, con o senza la presenza di un'attiva politica regionale;</p><p>2. quali saranno le ripercussioni di uno sviluppo economico troppo diversificato sulla stabilità politica e la coesione del Paese;</p><p>3. quali riforme politiche sono ritenute necessarie al fine di poter arrestare le conseguenze di uno sviluppo troppo diversificato;</p><p>4. quali provvedimenti di politica regionale sono ritenuti necessari al fine di poter evitare un turbamento dell'equilibrio politico e lo sfaldamento della coesione nazionale.</p><p>Senza l'intervento della mano pubblica le singole regioni svizzere si svilupperanno in maniera molto diversa le une dalle altre. Le imprese ad alto valore aggiunto si raggrupperanno in un'unica zona e, nelle regioni periferiche, non verranno sostituiti i settori e le ditte che stanno scomparendo. A lungo andare uno sviluppo economico divergente avrà conseguenze anche sulla situazione politica della Svizzera:</p><p>a. i movimenti migratori della popolazione provocheranno un cambiamento del peso politico delle regioni e dei cantoni;</p><p>b. le diverse situazioni economiche faranno sorgere diversi interessi politici nelle varie regioni. I centri principali si impegneranno per ottenere maggiori mezzi nel campo delle innovazioni tecnico-scientifiche, assumeranno un ruolo preponderante nel libero scambio e in qualità di piazze competitive dal punto di vista economico e fiscale, mentre nelle regioni periferiche si renderanno necessari protezionismo, sovvenzioni per i settori in difficoltà e contributi compensativi.</p><p>In un Paese multiculturale quale il nostro, interessi fra loro così contrastanti possono facilmente essere interpretati, a livello ideologico, quali divergenze culturali o linguistiche e acquisire in tal senso un'enorme importanza. Un primo segno delle conseguenze politiche causate dalle disparità economiche regionali ci viene dato dal dibattito sulla differenza, sempre più marcata, del potere elettorale fra appenzellesi e zurighesi in termini di voti a disposizione dei cantoni.</p><p>La situazione descritta può essere evitata grazie ad un'efficace politica regionale oppure, per lo meno parzialmente, attraverso un adeguamento delle strutture politiche. Quest'ultimo provvedimento, da solo, non basterà però per arrestare in maniera soddisfacente le conseguenze negative sulla coesione del Paese.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il messaggio concernente la nuova politica regionale (NPR) si trova attualmente in fase di consultazione. Ciò mostra la volontà del Consiglio federale di tener conto delle mutate condizioni quadro economiche nelle zone rurali e di reagire ad esse riorientando la sua politica regionale. Il messaggio è frutto di una lunga fase di valutazione e pianificazione, durante la quale è stata esaminata in modo approfondito l'efficacia degli strumenti utilizzati finora nella politica regionale e sono state fatte osservazioni sui cambiamenti nell'evoluzione economica regionale. Il rapporto chiesto nel presente postulato non risulta più necessario al momento attuale.</p><p>1. Negli ultimi anni sono stati effettuati vari studi sullo sviluppo economico regionale in Svizzera. La valutazione concernente l'aiuto agli investimenti nelle regioni montane (legge federale sull'aiuto agli investimenti nelle regioni montane, LIM), pubblicata nel 2004, esaminava in particolare gli effetti della LIM sulle regioni e sul loro sviluppo. Sono state realizzate valutazioni anche sugli altri strumenti di politica regionale. La NPR prevede per il futuro anche la creazione di un sistema di indicatori sullo sviluppo delle regioni (monitoring) e di sorveglianza dell'utilizzo mirato dei mezzi (controlling).</p><p>2. Il Consiglio federale è consapevole del fatto che forti disparità economiche potrebbero ripercuotersi negativamente sulla coesione del Paese. Ha fatto notare che la nuova impostazione della perequazione finanziaria e della ripartizione dei compiti tra la Confederazione e i cantoni (NPC) nonché la politica di approvvigionamento di base non sono sufficienti di per sé a promuovere le regioni sfavorite. È necessario completarle mediante una politica strutturale regionale a lungo termine della Confederazione.</p><p>3. L'attuazione della NPC sarà avviata nel 2008. Essa mira a garantire l'equilibrio regionale tra i cantoni finanziariamente forti e quelli deboli e a ridurre le disparità esistenti. La NPR permette di aumentare la creazione di valore aggiunto e la competitività delle regioni economicamente deboli, contribuendo in tal modo a ridurre le differenze regionali.</p><p>4. La riduzione delle disparità regionali costituisce un obiettivo primario, il cui raggiungimento deve essere favorito dalla NPR. Per rafforzare la competitività delle regioni è opportuno sostenere in prima linea i progetti infrastrutturali destinati alla creazione di valore aggiunto, le iniziative, i programmi e i progetti volti a promuovere fattori di localizzazione "dolci", quali ad esempio le cooperazioni (tra città e campagna, tra attori privati e pubblici, tra comuni e regioni), la formazione e il perfezionamento professionale come pure le reti di contatto e d'interazione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.