<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a presentare al Parlamento un rapporto sullo scambio automatico di informazioni in materia fiscale con altri Paesi, che sviluppi segnatamente i seguenti punti:</p><p>1. I diversi modelli di scambio di informazioni e le informazioni rilevate sui beneficiari effettivi di valori patrimoniali e/o l'ammontare e le categorie di redditi/pagamenti.</p><p>2. Gli Stati e i gruppi di Stati di cui si auspica la partecipazione. Relativi vantaggi e svantaggi.</p><p>3. Le condizioni per l'applicazione sono la tutela dello stato di diritto e della parità di trattamento, soluzioni bilaterali o multilaterali e la particolare attenzione alle condizioni nei Paesi in via di sviluppo.</p><p>4. Le esperienze degli Stati del Nord che praticano lo scambio di informazioni. </p><p>5. L'efficienza dell'applicazione e il modo di gestire la mole di dati.</p><p>6. La tutela della sfera privata dei cittadini.</p><p>7. L'idoneità quale strategia globale volta a eliminare tutti i paradisi fiscali.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il 16 dicembre 2009 il Consiglio federale ha approvato il rapporto "Indirizzi strategici della politica svizzera in materia di mercati finanziari" (<a href="http://www.efd.admin.ch/">www.efd.admin.ch</a> &gt; Documentazione &gt; Rapporti) in cui dichiara di non volere attirare in Svizzera dall'estero averi non tassati. Il 24 febbraio 2010 esso ha confermato questa decisione. Nel suo "Documento interlocutorio sulla strategia per una piazza finanziaria concorrenziale e conforme dal profilo fiscale" (<a href="http://www.sif.admin.ch/">www.sif.admin.ch</a> &gt;Strategia del Consiglio federale per la piazza finanziaria) del 22 febbraio 2012, il Consiglio federale ha ulteriormente concretizzato la sua posizione. L'obiettivo di una piazza finanziaria conforme dal profilo fiscale deve essere raggiunto con la conclusione di convenzioni sull'imposta alla fonte, un miglioramento dell'assistenza amministrativa e giudiziaria secondo standard internazionali e con un'estensione degli obblighi di diligenza degli istituti finanziari. Il Consiglio federale respinge invece lo scambio automatico di informazioni in materia fiscale, poiché lo considera una violazione della sfera privata. Il modello delle convenzioni sull'imposta alla fonte consente di conciliare l'interesse dei clienti alla tutela della loro sfera privata e il diritto degli Stati alla tassazione dei loro contribuenti. Lo scambio automatico di informazioni è invece basato sul trasferimento di grandi quantità di dati senza però garantire che la tassazione venga realmente effettuata (cfr. anche n. 3.2.1 segg. del documento interlocutorio del 22 febbraio 2012).</p><p>A mente di queste circostanze, il Consiglio federale ritiene che non sia opportuno e tanto meno oggettivamente giustificato elaborare un rapporto sull'applicazione tecnica dello scambio automatico di informazioni.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.