<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale non dispone finora di riferimenti o informazioni, secondo cui alcune imprese svizzere vorrebbero partecipare ai progetti menzionati nell'articolo        " Contesa per un impianto di ritrattamento in Siberia".</p><p></p><p>1.+2.</p><p>Stando alle informazioni degli esercenti delle centrali nucleari, non sono previste partecipazioni del genere. In virtù della regolamentazione vigente, il Consiglio federale non potrebbe tuttavia impedire ad un'impresa di effettuare investimenti in tali attività all'estero.</p><p></p><p>3.</p><p>A prescindere dal fatto se gli elementi combustibili vengano essere ritrattati oppure portati direttamente in un deposito finale, secondo la legislazione in vigore (art. 25 cpv. 3 della legge sulla radioprotezione), le scorie radioattive prodotte in Svizzera devono essere eliminate all'interno del Paese.</p><p></p><p>4.+5.</p><p>Il ritrattamento all'estero di scorie nucleari non viene disciplinato dalla legislazione svizzera in materia di energia nucleare, bensì da contratti privati. Sono tuttavia soggetti ad autorizzazione il trasporto e l'esportazione di combustibili nucleari consumati negli impianti di ritrattamento esteri nonché il trasporto in Svizzera delle scorie radioattive prodotte durante il ritrattamento stesso. Secondo la legislazione attuale, non è possibile costringere gli esercenti di centrali nucleari svizzere a rescindere i contratti esistenti o a rinunciare alla stipula di nuovi.</p><p></p><p>Il problema fondamentale dell'ammissibilità o meno, in futuro, del ritrattamento e del trasporto di combustibili nucleari consumati negli appositi impianti deve essere esaminato in occasione della revisione totale della legislazione in materia di energia nucleare. Il relativo avamprogetto andrà in consultazione nel 1998. Nel quadro del dialogo sull'energia in merito allo smaltimento delle scorie radioattive, si dovrà inoltre discutere dei vantaggi e degli svantaggi del ritrattamento. Tali dibattiti sono previsti nel periodo tra la fine del 1997 e la metà del 1998.</p>  Risposta del Consiglio federale.