<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di accertare in che misura l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (AOMS) sia gravata da costi irragionevoli e ingiustificati dovuti essenzialmente al rilascio di certificati medici d'incapacità al lavoro. Si dovrà inoltre studiare come impedire queste spese, quali modifiche legislative siano eventualmente necessarie allo scopo e come le parti sociali possano concordare un finanziamento comune di questa misura di disciplinamento dei salariati.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'obbligo di presentare un certificato medico per dimostrare l'incapacità al lavoro non è previsto né dal Codice delle obbligazioni, né dalla legge sul lavoro (RS 822.11). La legislazione non prescrive nemmeno la forma del certificato. Questi aspetti sono disciplinati nel contratto di lavoro. Il certificato medico riveste un'importanza determinante perché, di fatto, costituisce perlopiù l'unica possibilità per il lavoratore di dimostrare la propria incapacità al lavoro.</p><p>Come esposto dal Consiglio federale nel parere del 18 novembre 2009 in risposta alla mozione della stessa autrice 09.3891, "I lavoratori non vanno disciplinati a spese dell'assicurazione malattie", i costi per il rilascio di un certificato d'incapacità al lavoro non standardizzato sono attualmente rimborsati dall'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (AOMS) e, di norma, fatturati in base al tariffario Tarmed. Tale atto va a inserirsi nella consueta procedura seguita per tutte le consultazioni: il medico visita il paziente secondo scienza e coscienza, formula una diagnosi e, se constata una patologia, prescrive una terapia adeguata. Qualora la patologia e la relativa terapia implichino un'incapacità al lavoro, e quindi il rilascio di un certificato medico, risulta impossibile distinguere tra i pazienti che si sono rivolti al medico per essere curati da quelli il cui obiettivo primario era quello di procurarsi un certificato medico.</p><p>Se il rilascio del certificato medico venisse escluso dalle prestazioni rimborsate dall'AOMS, sarebbero il lavoratore o il datore di lavoro a doversene fare carico. Secondo la norma generale dell'articolo 8 del Codice civile svizzero è il lavoratore a dover fornire la prova della propria incapacità al lavoro per far valere il diritto al salario, sostenendo di conseguenza i costi connessi all'onere della prova. Ciò potrebbe indurlo a rinunciare a invocare l'incapacità al lavoro, indebolendo la sua posizione nel rapporto contrattuale con il datore di lavoro, che trarrebbe vantaggio dalla situazione. Inoltre alcuni lavoratori potrebbero essere spinti a rinunciare a consultare un medico per motivi economici e a continuare a lavorare pur essendo seriamente malati. Le prestazioni mediche necessarie in caso di consultazione tardiva possono rivelarsi molto più costose e l'incapacità al lavoro più lunga di quanto non sarebbero se il lavoratore si fosse recato dal medico fin dall'inizio della patologia. Inoltre un lavoratore portatore di una malattia contagiosa che continua a recarsi al lavoro la diffonde in seno all'azienda, con un rischio non trascurabile per quest'ultima.</p><p>Non è nemmeno fattibile né opportuno assoggettare il datore di lavoro all'obbligo di pagare il rilascio del certificato medico. Da una parte, oltre a farsi carico dell'assenza del lavoratore, il datore di lavoro si vedrebbe costretto a finanziare un elemento della consultazione medica senza essere parte in causa né nel rapporto tra l'assicuratore e l'assicurato né nel contratto di mandato tra il medico e il paziente. D'altra parte, questa soluzione non sarebbe applicabile a chi non ha un datore di lavoro, ma necessita comunque di un certificato medico (lavoratori indipendenti e persone non esercitanti un'attività lucrativa che vogliono far valere il proprio diritto alle indennità giornaliere, scolari e studenti che devono giustificare un'assenza da scuola). Il trattamento differenziato di queste categorie di assicurati non sarebbe compatibile con la parità di trattamento che costituisce uno dei principi fondamentali della LAMal.</p><p>Il finanziamento del rilascio del certificato medico tramite un'altra fonte richiederebbe la comunicazione a terzi di dati degni di particolare protezione sulla salute del lavoratore, il che porrebbe problemi evidenti per quanto riguarda la legislazione sulla protezione dei dati. Secondo il Consiglio federale non esiste alcuna alternativa valida all'attuale regolamentazione. Pertanto considera inutile esaminare l'impatto della presa in carico del rilascio dei certificati medici da parte dell'AOMS e cercare altre soluzioni.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.