<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di adottare le necessarie modifiche legislative affinché ai cittadini svizzeri condannati per reati di pedofilia (in part. giusta l'art. 187 del Codice penale), venga ritirato il passaporto in modo da impedire che possano recarsi all'estero.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Gli atti di pedofilia costituiscono reati gravi e vanno combattuti con risolutezza e mezzi adeguati.</p><p>Il divieto di viaggiare e il ritiro del passaporto - che influisce sul diritto di viaggiare - chiesti nella mozione sono misure già previste dalla Svizzera.</p><p>Nel quadro di un procedimento penale si può ad esempio ordinare all'imputato di non spostarsi o di depositare i suoi documenti d'identità, come misure sostitutive alla carcerazione preventiva o di sicurezza (art. 237 del Codice di procedura penale).</p><p>In caso di condanna a una pena con la condizionale (art. 44 cpv. 2 del Codice penale) o in relazione alla liberazione condizionale da una pena detentiva senza la condizionale (art. 87 cpv. 2 e 3 del Codice penale) o da una misura (art. 62 cpv. 3, 63 cpv. 2 e 64a cpv. 1 del Codice penale), il giudice può inoltre imporre alla persona giudicata una norma di condotta (art. 94 del Codice penale) che ne limiti gli spostamenti o/e la obblighi a depositare i suoi documenti d'identità per la durata del periodo di prova.</p><p>Occorre pure considerare che un pedofilo giudicato con una propensione a reiterare atti di pedofilia soddisfa in linea di massima le condizioni che permettono di pronunciare una pena detentiva senza la condizionale, una misura terapeutica stazionaria (art. 59 del Codice penale) se presenta una turba psichica o addirittura un internamento (art. 64 del Codice penale). Dato che queste sanzioni devono essere eseguite in un istituto chiuso, non può più viaggiare liberamente e quindi lasciare la Svizzera.</p><p>La misura preventiva del ritiro dei documenti d'identità non è tuttavia mai sistematica. Permette quindi di tenere conto delle peculiarità di ogni singolo caso e non è decisa a lungo termine e in maniera definitiva. Ad esempio, nel quadro di un procedimento penale il divieto di spostarsi o/e l'ordine di depositare i propri documenti d'identità valgono soltanto finché sussiste il rischio che si vuole scongiurare. L'autorità competente deve inoltre esaminare periodicamente se le condizioni per pronunciare tali misure sostitutive sono ancora adempiute e deve porvi fine se non è più il caso. Queste modalità garantiscono il rispetto del principio di proporzionalità. Una normativa come quella proposta dall'autore della mozione dovrebbe quindi permettere un trattamento differenziato caso per caso e un riesame periodico da parte di un'autorità.</p><p>Gli atti di pedofilia cui si riferisce l'autore della mozione commessi all'estero devono essere perseguiti in Svizzera se l'autore vi si trova e non è estradato, anche se sono stati commessi da uno straniero e non sono punibili nel Paese in cui sono stati commessi (art. 5 del Codice penale). Il fatto di recarsi all'estero non garantisce dunque in alcun modo l'impunità all'autore.</p><p>In conclusione, il Consiglio federale ritiene che le modifiche di legge chieste non siano né necessarie né realizzabili.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.