<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di rinegoziare il contingente per l'importazione di vino, pari a 170 milioni di litri, applicando una riduzione del 50 per cento.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale si è già pronunciato in merito alla proposta dell'autore della mozione nei pareri relativi alle mozioni 12.3482 Freysinger "Contingenti d'importazione dei vini" e 12.3726 Hiltpold "Adeguare il contingente d'importazione del vino all'evoluzione del consumo"; entrambe respinte dal Parlamento. Più recentemente, il Consiglio federale ha confermato le argomentazioni addotte a suo tempo e la decisione di non entrare nel merito di una rinegoziazione del contingente del vino nella risposta all'interpellanza 19.4303 Addor "Rivedere i contingenti d'importazione dei vini?".</p><p>Nel 1995 la Confederazione ha notificato all'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) tre contingenti doganali per il vino: vino rosso (162 mio. l), vino bianco in bottiglia (4,5 mio. l) e vino bianco in fusti (3,06 mio. l). Lo stesso anno, il Consiglio federale ha deciso di accorpare i contingenti doganali di vino bianco e di vino rosso in un unico contingente di 170 milioni di litri a partire dal 1° gennaio 2001. Il contingente globale è una soluzione di compromesso per soddisfare gli attori che auspicavano la liberalizzazione totale delle importazioni di vino e quelli favorevoli al mantenimento del livello di protezione doganale più elevato possibile, compatibile con gli impegni assunti dalla Svizzera nei confronti dell'OMC. Il Parlamento ha approvato la modifica del sistema d'importazione dei vini il 30 aprile 1997. L'istituzione di un contingente doganale per il vino è stata notificata all'OMC conformemente alle vigenti norme internazionali.</p><p>Se si optasse per una riduzione del 50 per cento del volume del contingente doganale del vino si dovrebbe modificare gli impegni internazionali assunti dalla Svizzera nel quadro dell'OMC in materia di accesso al mercato. Ai sensi dell'articolo XXVIII dell'Accordo generale su le tariffe doganali e il commercio (RS 0.632.21), una modifica in tal senso è soggetta a negoziato e ad accordo con tutte le parti contraenti il cui interesse, come principali fornitrici, è riconosciuto. Nell'ambito di tali negoziati, si tratta di fissare le compensazioni, che devono mantenere le concessioni autorizzate, a un livello che non sia meno favorevole di quello previsto dall'accordo in vigore. Queste compensazioni possono riguardare, per esempio, la riduzione dei dazi doganali sui vini, ma anche su altri prodotti agricoli (latte, frutta, verdura, carne, ecc.) o industriali.</p><p>A livello mondiale, la Svizzera è al quarto posto per il consumo pro capite di vino. Il calo del consumo totale, in atto da più di 25 anni, è il riflesso dei cambiamenti a livello sociale e dei comportamenti più responsabili dei consumatori. Dal 2011 le importazioni sono tendenzialmente in calo e dal 2005 la quota del mercato dei vini svizzeri si è stabilizzata attorno al 35-38 per cento. Il contingente doganale di 170 milioni di litri non è mai stato esaurito. Di conseguenza, l'economia vitivinicola svizzera vende i propri prodotti in condizioni prevedibili e favorevoli al rafforzamento del suo orientamento al mercato. I consumatori sono liberi di scegliere tra vini svizzeri ed esteri senza che la loro preferenza sia indotta da una limitazione delle importazioni.</p><p>La Confederazione incoraggia l'impegno dei viticoltori a favore di una produzione rispettosa dell'ambiente. I contributi per il paesaggio rurale e quelli per la sicurezza dell'approvvigionamento sono vincolati, in particolare, alla prova che le esigenze ecologiche sono rispettate. I contributi per l'efficienza delle risorse incentivano la riduzione dei prodotti fitosanitari nella viticoltura. Un ulteriore rafforzamento dell'ecocompatibilità dell'economia vitivinicola svizzera è possibile e rappresenta un'opportunità per differenziare maggiormente i vini svizzeri da quelli esteri.</p><p>Onde aumentare la preferenza dei consumatori per i vini elvetici, gli attori del settore sono chiamati ad approfittare del sostegno suppletivo della Confederazione a favore delle misure di promozione dei vini autoctoni messe in atto dalla filiera vitivinicola svizzera e incentrate su pratiche e metodi rispettosi della natura. </p><p>Il Consiglio federale ritiene che non è nell'interesse dell'economia vitivinicola né dell'economia svizzera in generale avviare negoziati con l'OMC in vista di modificare il volume del contingente doganale.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.