<h2>SubmittedText<h2><p>Nel suo rapporto del 17 settembre 2010 sulla valutazione della politica europea svizzera, il Consiglio federale ha messo in guardia sul fatto che uno stallo nelle relazioni con l'UE potrebbe determinare un'erosione dell'attuale accesso al mercato. Da allora sono trascorsi più di due anni e non sembra delinearsi alcun chiarimento in tempi rapidi dei punti ancora in sospeso nelle relazioni con l'UE. 1. Dalla pubblicazione del suddetto rapporto a oggi si può già osservare un'erosione dell'accesso al mercato? Se sì, in quali settori? 2. In quali settori ed entro quanto tempo si prevede un peggioramento dell'accesso al mercato? 3. Visti i negoziati lunghi e difficili che si profilano, il Consiglio federale come intende affrontare questo rischio di erosione dell'accesso al mercato da lui stesso descritto?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2.L'UE è il principale partner commerciale della Svizzera e la Svizzera è il terzo cliente in ordine di importanza dell'UE. Questi dati sottolineano l'importanza di un rapporto prevedibile e regolamentato con l'UE per poter mantenere queste strette relazioni economiche e assicurare il reciproco accesso al mercato.</p><p>Come il Consiglio federale ha illustrato nel suo rapporto del 17 settembre 2010 sulla valutazione della politica europea svizzera, nel corso degli ultimi anni la via bilaterale è diventata più ardua, in particolare a causa della richiesta dell'UE alla Svizzera di creare nuove basi per le relazioni nell'ambito dell'accesso al mercato, vale a dire la soluzione delle questioni istituzionali (evoluzione e interpretazione del diritto, sorveglianza e composizione delle controversie). L'UE subordina quindi la conclusione dei negoziati sull'accesso al mercato, in corso e nuovi, alla soluzione delle questioni istituzionali, quali ad esempio i dossier su elettricità, agricoltura, sicurezza delle derrate alimentari, sicurezza dei prodotti, salute e sicurezza in materia di sostanze chimiche (REACH), che avanzano solo lentamente o sono in fase di stallo.</p><p>Anche la cura e il consolidamento degli accordi esistenti, accanto all'ampliamento dell'accesso al mercato, sono obiettivi che rivestono grande importanza per il Consiglio federale. In questi settori specifici, tuttavia, lo sviluppo e l'adeguamento di trattati esistenti sull'acceso al mercato si stanno rivelando sempre più difficili. Nel quadro dello sviluppo dell'accordo sull'agricoltura, ad esempio, l'UE ha abbinato alle questioni internazionali, e di fatto momentaneamente bloccato, la prevista soppressione dei controlli fitosanitari alla frontiera. Anche l'aggiornamento dell'accordo sull'abolizione degli ostacoli tecnici al commercio (MRA) e la sua estensione a nuovi settori di prodotti vengono sempre più sottoposti a riserve di carattere istituzionale. Inoltre, per l'estensione dell'accordo sul trasporto aereo sui voli interni (cabotaggio) l'UE esige una soluzione nell'ambito dei colloqui sulle questioni istituzionali.</p><p>Si osserva inoltre una maggiore attività di regolamentazione dell'UE in nuovi settori non ancora soggetti ad accordi bilaterali, come ad esempio nel settore dei servizi finanziari, dove in base a nuove norme comunitarie il rischio di ostacoli all'accesso al mercato è notevolmente aumentato.</p><p>Questi sviluppi confermano il rischio paventato nel rapporto di una graduale erosione dell'accesso da parte di imprenditori svizzeri al mercato interno UE, sia in settori regolamentati da accordi bilaterali sia in altri settori. Vi è quindi grande l'interesse a trovare soluzioni accettabili per le questioni istituzionali ancora aperte nelle relazioni fra la Svizzera e l'UE (si veda la risposta alla domanda 3). Attualmente non esiste comunque ancora alcun segnale di una significativa diminuzione dell'integrazione della Svizzera nei settori del mercato interno, nei quali essa è già presente. Un tale sviluppo potrebbe essere avvertibile solo a lungo termine, senza che sia comunque possibile indicare per ogni dossier summenzionato un arco di tempo preciso nel quale una tale erosione potrebbe verificarsi.</p><p>3. Con le proposte di soluzione delle questioni istituzionali che la Svizzera ha sottoposto all'UE nel giugno 2012, il Consiglio federale persegue l'obiettivo di migliorare l'accesso al mercato per le nostre imprese e di rilanciare, consolidare e sviluppare la via bilaterale. La disponibilità dell'UE di continuare il dialogo sulle questioni istituzionali con la Svizzera manifestata nelle recenti conclusioni del Consiglio dell'Unione europea rappresenta quindi un passo verso il rilancio della via bilaterale. I primi colloqui, condotti all'inizio di quest'anno tra la delegazione svizzera e quella europea, confermano questa tendenza e la comune volontà di rilanciare e approfondire la via bilaterale.</p><p>Parallelamente agli sforzi per una soluzione delle questioni istituzionali, il Consiglio federale accorda grande importanza al regolare aggiornamento degli accordi esistenti per garantire la certezza del diritto e mantenere l'attuale accesso al mercato.</p>  Risposta del Consiglio federale.