<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato </p><p>a. di avviare negoziati con l'Unione europea e i suoi Stati membri affinché i cittadini dell'UE residenti in Svizzera vengano equiparati ai cittadini domiciliati negli Stati membri dell'UE per quanto riguarda l'esercizio dei loro diritti politici; </p><p>b.di tenere le statistiche dei cittadini dell'UE domiciliati in Svizzera, compresi quelli con varie nazionalità.   </p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>a. Benché i principi su cui si fonda il diritto di voto dei cittadini europei siano fissati nel Trattato sull'Unione europea (TUE) e nella Carta dei diritti fondamentali dell'UE, la procedura per l'elezione del Parlamento europeo e di conseguenza anche l'eventuale partecipazione alle elezioni dei cittadini domiciliati in Paesi terzi è disciplinata dai singoli Stati membri. Per questo motivo, per i cittadini dell'UE domiciliati in Svizzera si applicano regole diverse a seconda del Paese d'origine. Determinati Stati UE permettono ai loro cittadini domiciliati in Stati terzi (compresi i casi di doppia cittadinanza) di partecipare alle elezioni del Parlamento europeo, altri li escludono dall'esercizio del diritto di voto, ma prevedono varie eccezioni e disposizioni speciali in funzione dell'importanza dei legami dei cittadini europei in questione con il loro Paese d'origine. Il possesso di più di una cittadinanza non è sempre uno dei criteri utilizzati.</p><p>Attualmente, né a livello di Unione europea né a livello di singoli Stati sono in corso tentativi, al di là dei principi summenzionati, per armonizzare le procedure elettorali per il Parlamento europeo, in particolare per quanto riguarda l'esercizio attivo del diritto di voto dei cittadini dell'UE che vivono in Stati terzi. Entro le elezioni europee del 2014, in ogni caso, non dovrebbero esserci cambiamenti. Data la situazione, anche se disponesse delle competenze legislative necessarie in questo campo, l'UE non negozierebbe un accordo in materia con uno Stato terzo. Il Consiglio federale non può pertanto accogliere le richieste dell'autore della mozione. Sarebbe inoltre impossibile avviare simultaneamente, per non dire concludere, negoziati bilaterali con ognuno dei 28 Stati membri dell'UE entro le elezioni del maggio 2014. È lecito infine chiedersi se questi Stati sarebbero interessati a concludere un accordo con la Svizzera che mirasse a regolamentare i diritti politici dei loro stessi cittadini.</p><p>b. Le statistiche dell'Ufficio federale della migrazione registrano già oggi tutti i cittadini europei domiciliati in Svizzera, compresi quelli che hanno più di una cittadinanza. Per le ragioni summenzionate il Consiglio federale non ritiene opportuno registrare separatamente, all'interno di questa categoria, le persone che hanno diritto di voto per il Parlamento europeo e quelle con doppia cittadinanza. Per quanto riguarda la posizione sostenuta nella mozione, secondo la quale i cittadini domiciliati nel nostro Paese e di nazionalità svizzera oltre che di uno Stato UE, esercitando il loro diritto di voto permetterebbero alla Svizzera di partecipare direttamente al processo legislativo dell'Unione europea, si ricorda che i membri del Parlamento europeo non esercitano alcuna sovranità di tipo nazionale e non possono essere legati da mandati o istruzioni al Paese in cui sono stati eletti.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.