<h2>SubmittedText<h2><p>Le conclusioni allarmanti di una ricerca svedese smentirebbero gli studi piuttosto rassicuranti finora noti che escludono un nesso significativo tra telefonia mobile e tumori al cervello. Anche uno studio danese confermerebbe un aumento della frequenza dei tumori. L'OMS e il Centro internazionale di ricerca sul cancro non sembrano essere intenzionati a divulgare i risultati dello studio internazionale Interphone. A metà settembre di quest'anno, il Parlamento europeo ha deciso di adottare un disciplinamento più severo in materia di esposizione alle radiazioni. Nel 2004, in risposta all'interpellanza Kiener Nellen il Consiglio federale scriveva: "Se ci dovessero essere nuove indicazioni relative a possibili rischi per la salute, il Consiglio federale si riserva di intervenire adeguatamente per assicurare la protezione della popolazione." Il Consiglio federale è dunque ora invitato a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Ritiene sia giunto il momento di effettuare una nuova valutazione della situazione?</p><p>2. Ritiene necessario modificare l'ordinanza sulla protezione dalle radiazioni non ionizzanti e riprendere il disciplinamento europeo, più severo?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. L'autrice dell'interpellanza fa riferimento a uno studio condotto dal Centro internazionale di ricerca sul cancro in 13 Paesi su un'eventuale relazione tra l'uso del cellulare e il cancro al cervello. I risultati già pubblicati dei singoli Paesi non permettono ancora di trarre conclusioni univoche. Questi risultati sono stati riuniti e sottoposti a una valutazione globale che però non è ancora stata resa pubblica. Il Consiglio federale ritiene quindi prematuro riesaminare la situazione.</p><p>2. Non è vero che nell'UE vigono prescrizioni più severe di quelle svizzere. Al contrario, i valori limite fissati nell'ordinanza sulla protezione dalle radiazioni non ionizzanti (ORNI; RS 814.710) per gli impianti di trasmissione in luoghi a utilizzazione sensibile sono da 10 a 20 volte inferiori rispetto ai valori limite d'immissione raccomandati dalla Commissione europea (raccomandazione 1999/519/CE). Il Consiglio federale ha pertanto già tenuto conto, al momento dell'elaborazione dell'ORNI nel 1999, del fatto che le conoscenze sui possibili rischi sono ancora lacunose. Attualmente non vede alcuna necessità di modificare tali valori limite.</p><p>In Svizzera, i telefoni mobili soggiacciono all'ordinanza sugli impianti di telecomunicazione (RS 784.101.2), che riprende i valori limite vigenti nell'UE. Di conseguenza un eventuale inasprimento di questi valori per i telefoni mobili da parte dell'UE verrebbe attuato anche in Svizzera.</p>  Risposta del Consiglio federale.