<h2>SubmittedText<h2><p>Riserva naturale protetta dall'Unesco, il parco Yasuni nell'Ecuador ospita il più grande giacimento non sfruttato di petrolio del Paese. Il greggio situato nei giacimenti petroliferi di Ishpingo, Tambococha e Tiputini, da cui trae nome il progetto ITT, è stimato a 850 milioni di barili (corrispondenti a circa 400 milioni di tonnellate di CO2).</p><p>Il progetto presentato dal governo ecuadoriano prevede la rinuncia a sfruttare questo giacimento di petrolio in cambio del versamento da parte della comunità internazionale (privati, organizzazioni per la difesa dell'ambiente e governi) della metà della somma ricavabile dallo sfruttamento delle riserve, pari a circa 350 milioni di dollari all'anno sull'arco di un ventennio. La gestione dei fondi è affidata al programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (PNUS) che garantisce il controllo, la trasparenza e l'efficacia del progetto.</p><p>Il progetto permetterebbe di evitare nei prossimi trent'anni emissioni per un miliardo di tonnellate in equivalenti CO2 grazie alla preservazione degli ecosistemi, al rimboschimento e allo sviluppo di fonti di energia pulita. </p><p>In che misura la Svizzera è disposta a impegnarsi nell'ambito di questa nuova forma di solidarietà internazionale al fine di ridurre le emissioni di gas a effetto serra? Un tale impegno potrebbe essere considerato nel quadro delle riduzioni delle emissioni all'estero previste dalla legge sul CO2?</p><p>Il parco nazionale Yasuni è una fra le più importanti riserve naturali al mondo in termini di biodiversità. I costi reali per l'estrazione del petrolio (buona parte dei quali è esternalizzata) in un ambiente sensibile devono parimenti essere considerati. La Svizzera, in quanto firmataria della Convenzione delle Nazioni Unite sulla diversità biologica e l'utilizzazione durevole dei suoi elementi costitutivi, che sostegno può offrire al progetto menzionato nel corso del decennio dell'ONU sulla biodiversità?</p><p>Per raggiungere gli obiettivi del millennio definiti dall'ONU è indispensabile un condono del debito in favore dei Paesi del Sud. La Svizzera ha la possibilità di condonare parte del debito di 10 miliardi di dollari dell'Ecuador assumendo così la sua responsabilità storica in quanto nazione industrializzata e compensando i debiti finanziari con quelli ecologici?</p><p>La comunità mondiale necessita urgentemente di soluzioni nuove e globali volte a stabilizzare il riscaldamento planetario. In che misura la Svizzera può sostenere questo progetto in quanto progetto pilota ripetibile, partecipativo e durevole tanto per gli altri Paesi del Sud quanto per i Paesi industrializzati, essendo anch'essi dotati di risorse non rinnovabili d'importanza mondiale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. L'iniziativa Yasuní è una proposta innovatrice che il governo dell'Ecuador lancia all'attenzione della comunità internazionale e che ha il pregio di raggruppare soluzioni a molteplici problemi. L'Ecuador propone tra l'altro che il petrolio non sfruttato venga valorizzato tramite un nuovo meccanismo di mercato basato sulla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. Questa proposta è attualmente al vaglio dei negoziati sul futuro regime climatico ai quali la Svizzera partecipa attivamente. Va comunque precisato che il concetto di rimunerazione per il mancato sfruttamento solleva numerose sfide, come ad esempio la questione della continuità delle emissione evitate. </p><p>Ai sensi dell'attuale legge sul CO2, la Svizzera riduce parte delle sue emissioni all'estero attraverso i meccanismi fissati a suo tempo dal Protocollo di Kyoto. Si deve tuttavia sottolineare che, nell'ambito del dibattito parlamentare sulla revisione della legge sul CO2 attualmente in corso, una riduzione del 20 per cento delle emissioni svizzere entro il 2020 attraverso misure realizzate all'estero è prevista soltanto in casi eccezionali. </p><p>2. In effetti, il parco Yasuní è una riserva naturale con una biodiversità particolarmente ricca. La Svizzera s'impegna nel quadro della Convenzione sulla diversità biologica (RS 0.451.43), così come in altri processi e convenzioni finalizzati alla protezione e all'impiego sostenibile della biodiversità, per la creazione di meccanismi che compensino i vantaggi resi dagli ecosistemi. </p><p>Nel quadro della cooperazione allo sviluppo, la Svizzera favorisce ad esempio il commercio sostenibile di prodotti e servizi biologicamente diversi e, nell'ambito dei suoi programmi multilaterali, appoggia una gestione sostenibile delle foreste. Dal 2009 l'Ecuador non rientra più tra i Paesi prioritari della cooperazione svizzera allo sviluppo.</p><p>3. Dal 1994 l'Ecuador non ha più alcun debito pubblico bilaterale nei confronti della Svizzera.</p><p>4. L'iniziativa Yasuní è nel contempo innovatrice e complessa per le relazioni che crea tra i differenti tipi di approccio. Quello tendente a compensare il mancato sfruttamento del petrolio causerebbe problemi evidenti nei grandi Paesi esportatori di petrolio e, di conseguenza, non sarebbe praticamente replicabile su scala globale. </p><p>La compensazione tramite riduzione, ossia lo stop alla deforestazione, si sta invece rivelando una soluzione promettente ed è in fase di sviluppo: i meccanismi REDD+ (Reducing Emissions from Deforestation and Forest Degradation) sono attualmente al vaglio dei negoziati sul clima ai quali la Svizzera partecipa molto attivamente. Il nostro Paese sostiene questo approccio per la sua metodologia replicabile su scala mondiale. </p>  Risposta del Consiglio federale.