<h2>SubmittedText<h2><p>La Politica agricola 2014-2017 è in vigore da meno di un anno e ciononostante le famiglie contadine subiscono ripercussioni finanziarie negative di portata inimmaginabile. Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande.</p><p>1. Nel licenziare il messaggio sulla PA 14-17 il Consiglio federale era consapevole delle catastrofiche perdite di reddito che ne sarebbero risultate per l'agricoltura produttiva? In caso affermativo, per quale motivo non ha apportato dei correttivi?</p><p>2. Il Consiglio federale è disposto a introdurre delle misure per bloccare questa evoluzione assolutamente insostenibile e per migliorare la situazione reddituale disastrosa delle famiglie contadine? In caso negativo, quali motivi glielo impediscono?</p><p>3. Il Consiglio federale è consapevole che il reddito della manodopera familiare, con una settimana lavorativa di 66 ore, non può più essere comparato con quello di altri settori professionali affini perché è troppo basso? Quali misure prende il Consiglio federale per migliorare questa situazione?</p><p>4. Il Consiglio federale ritiene che nonostante questa evoluzione della politica agricola ed economica non vi sia alcun rischio per il mandato di prestazione cui l'agricoltura deve adempiere?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Gli effetti della PA 14-17 sono stati analizzati da Agroscope mediante il sistema settoriale d'informazione e previsione per l'agricoltura svizzera (SILAS) e il modello basato sugli agenti Swissland. Dai calcoli emerge che la PA 14-17 ha soltanto un impatto marginale sulla produzione agricola e che il reddito agricolo delle singole aziende segue un'evoluzione positiva (messaggio sulla PA 14-17, FF 2012 pag. 1991 segg.). Le prime stime effettuate dall'Ufficio federale di statistica per il 2014, sulla base del conto economico dell'agricoltura, indicano che sia la produzione sia il reddito settoriale nel 2014 dovrebbero segnare un incremento rispetto al 2013. Stando alle stime dell'UST, non vi sono elementi che facciano presagire le ripercussioni negative della PA 14-17 ventilate nell'interpellanza.</p><p>2. Il Consiglio federale non ritiene vi sia alcuna necessità d'intervento, considerate le stime nettamente positive sulla situazione reddituale per il 2014.</p><p>3. Il Consiglio federale è consapevole che in agricoltura la remunerazione del lavoro è significativamente più bassa nella media di tutte le aziende rispetto al salario medio degli altri settori economici. Ciò non è una novità, bensì una situazione assodata da tempo. Nel messaggio sulla PA 2002 (FF 1996 IV pag. 1) e in un rapporto integrativo è stato sottolineato che voler portare il reddito di tutte le aziende al livello di quello comparabile sarebbe come voler far quadrare il cerchio. L'impegno dello Stato si esaurisce con la creazione di condizioni quadro che consentano alle aziende efficienti di raggiungere un reddito comparabile. L'obiettivo prefissato consisteva nel riuscire a mantenere in futuro la quota delle aziende in grado di conseguire un reddito comparabile. All'epoca tale quota (media anni 1995/97) ammontava all'11 per cento ed è salita al 23 per cento nel 2011/13. Nel messaggio sulla PA 2002 veniva inoltre ribadito che l'evoluzione del reddito dell'agricoltura e degli altri settori economici non doveva andare in due direzioni diverse. Se nel 1995/97 il profitto del lavoro per unità di manodopera della famiglia era del 50 per cento circa al di sotto del salario comparabile, lo scarto nel 2011/2013 si era ridotto al 35 per cento. Questa evoluzione positiva è in parte riconducibile al calo dei tassi d'interesse rilevato negli ultimi anni che comporta una diminuzione della deduzione per il capitale proprio investito e quindi un maggiore profitto del lavoro.</p><p>4. Il monitoraggio degli effetti della politica agricola mette chiaramente in evidenza che l'evoluzione della produzione e del reddito dal 2000 è positiva e rispecchia gli obiettivi formulati nel messaggio sulla PA 2002. Il Consiglio federale ritiene che l'adempimento del mandato di prestazione non sia a rischio.</p>  Risposta del Consiglio federale.