<h2>SubmittedText<h2><p>Nonostante le pressioni internazionali, la Svizzera intende mantenere la nuova banconota da 1000 franchi, apprezzata anche da criminali ed evasori fiscali. Ma in una pubblicazione della Banca nazionale svizzera (BNS), un economista si dice preoccupato. Le critiche internazionali e i rischi per la reputazione aumentano per la Svizzera, che è assolutamente contraria alla digitalizzazione del traffico dei pagamenti e alla chiara tendenza internazionale verso l'abolizione delle banconote di valore elevato.</p><p>Fatte queste premesse, sorgono le seguenti domande:</p><p>1. Come mai la Svizzera vuole mettere a repentaglio la propria reputazione?</p><p>2. Che cosa dicono le autorità di polizia e i pubblici ministeri svizzeri sull'uso delle banconote da 1000 franchi in transazioni illegali? Esistono statistiche al riguardo?</p><p>3. Il Consiglio federale o la BNS sono disposti a commissionare uno studio per scoprire in quali Paesi si trova il maggior numero di banconote da 1000 franchi? Quante ce ne sono in circolazione?</p><p>4. In che percentuale queste banconote figurano nelle dichiarazioni delle imposte in Svizzera?</p><p>5. Quante banconote da 1000 franchi sono in gioco nei diversi scandali di evasione fiscale, come i Paradise Papers e i Panama Papers?</p><p>6. La BNS è disposta a sopprimere la banconota da 1000 franchi, al fine di ridurre al minimo i rischi per la reputazione della Svizzera e attuare la tanto proclamata strategia per l'emersione del denaro non dichiarato?</p><p>7. Non sarebbe altrettanto sensato, previa consultazione, non prolungare il termine di cambio delle vecchie banconote da 1000 franchi, in modo da ridurne il volume in circolazione, invece che aumentarlo a dismisura?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. I pagamenti in denaro contante non comportano rischi di abusi e di frodi maggiori rispetto a quelli effettuati con altri mezzi di pagamento, in particolare quelli elettronici. Sebbene nel caso dei Paradise Papers e dei Panama Papers le transazioni siano state effettuate principalmente per mezzo di versamenti elettronici e di scritture contabili, vi sono state anche transazioni in contanti. Tuttavia, ad oggi nessun elemento prova che le banconote in franchi con un elevato valore nominale siano utilizzate più spesso di altre e presentino quindi un rischio particolare. Il Consiglio federale è nondimeno consapevole del fatto che il denaro contante in generale può a volte essere utilizzato a scopi criminali. Per questo motivo ha adottato le misure che ritiene opportune e adeguate al fine di tenere conto dei rischi legati al denaro contante. Le modalità operative in ambito di criminalità finanziaria che prevendono l'utilizzo di contanti implicano generalmente l'intervento di un intermediario finanziario, che sottostà alle disposizioni della legge sul riciclaggio di denaro riveduta nel 2014. Sia i prelievi che i depositi di contanti, a prescindere dal loro valore nominale, presuppongono l'esistenza di un conto. Conformemente alle nuove disposizioni entrate in vigore il 1° gennaio 2016, le persone che, a titolo professionale, commerciano beni mobili o immobili e ricevono in pagamento un importo superiore a 100 000 franchi in contanti sottostanno a obblighi di diligenza. Esse sono inoltre tenute a identificare i propri clienti e gli aventi economicamente diritto. Il gruppo di coordinamento interdipartimentale per la lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo (GCRF) sta peraltro lavorando a un rapporto sui rischi di riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismo legati all'utilizzo di contanti in Svizzera. Il rapporto verrà pubblicato nel corso del 2018.</p><p>2. All'Ufficio di comunicazione in materia di riciclaggio di denaro (MROS) presso l'Ufficio federale di polizia (fedpol) non sono stati segnalati casi sospetti di rilievo in relazione all'utilizzo di banconote da 1000 franchi, né che questo taglio di banconote rappresenti un problema particolare. Il MROS non dispone nemmeno di indicazioni in merito all'utilizzo specifico di banconote di grosso taglio a scopi criminali. Le statistiche effettuate dal MROS non tengono conto del taglio delle banconote, che raramente viene indicato. Le comunicazioni al MROS riguardano i "valori patrimoniali" in generale, che per definizione non comprendono solo i contanti.</p><p>3./5. La BNS pubblica statistiche generali sul numero di banconote circolanti per ogni taglio. Dalla crisi finanziaria del 2008 la circolazione dei diversi tagli è aumentata (circa 6-11 per cento all'anno), così come quella delle banconote da 1000 franchi (circa 5-14 per cento all'anno). Questa progressione è dovuta a una serie di fattori, in particolare l'incremento della domanda di banconote a causa della crisi finanziaria o per evitare i tassi d'interesse negativi. A fine 2017 erano in circolazione 49,5 milioni di banconote da 1000 franchi per un totale di 49,5 miliardi di franchi. Non è possibile effettuare statistiche dettagliate sull'utilizzo delle banconote da 1000 franchi (ad es. in base all'uso o al Paese), poiché la BNS non traccia le banconote. Come annunciato nel suo comunicato stampa del 4 agosto 2017, nell'autunno dello stesso anno la BNS ha effettuato un sondaggio sull'utilizzo dei mezzi di pagamento in Svizzera. L'indagine riguarda in particolare le motivazioni che determinano la scelta del mezzo di pagamento, l'importanza dei diversi mezzi a disposizione nel traffico dei pagamenti e la valutazione della sicurezza garantita da questi mezzi di pagamento. La BNS dovrebbe presentare i risultati di questa analisi nel primo semestre del 2018.</p><p>4. Il denaro contante deve essere dichiarato indicando l'importo complessivo, ma non il numero o il tipo di banconote. Nessuna amministrazione fiscale svizzera è quindi in grado di dare informazioni sulla composizione degli importi in contanti dichiarati dai contribuenti. A titolo informativo, segnaliamo che a volte durante i sopralluoghi effettuati dalle autorità fiscali svizzere vengono trovate somme in contanti, ma le banconote da 1000 franchi non prevalgono.</p><p>6. Secondo l'articolo 7 capoverso 1 della legge federale sull'unità monetaria e i mezzi di pagamento (LUMP), la BNS mette in circolazione biglietti di banca secondo le necessità del traffico dei pagamenti e ne stabilisce il valore nominale e la foggia. Nel 2019 la BNS metterà in circolazione la banconota da 1000 franchi della nuova serie. L'utilizzo di contanti è parte integrante della cultura svizzera e il nostro Paese è noto per i suoi prezzi e stipendi elevati, ciò che giustifica l'emissione di banconote con un elevato valore nominale. Basti ad esempio pensare che l'utilizzo di carte di credito in Svizzera si è affermato più tardi rispetto ad altri Paesi. La banconota da 1000 franchi risponde inoltre a una necessità della popolazione, che spesso la utilizza come mezzo di pagamento; l'elevato numero di banconote da 1000 franchi prelevate e consegnate alla BNS ne è la prova. Gran parte delle banconote con un elevato valore nominale viene utilizzata per pagare le fatture agli sportelli de La Posta. Le banconote sono anche utilizzate, in misura minore, per salvaguardare il valore (ad es. durante i periodi di crisi finanziaria e di indebitamento in Europa). Inoltre, come summenzionato, nulla indica che le banconote svizzere con un elevato valore nominale presentino un rischio particolare.</p><p>7. Dopo aver preso conoscenza dei risultati della consultazione relativa alla soppressione del termine di cambio delle banconote (modifica della LUMP), il Consiglio federale ha deciso di mantenere il progetto per l'abolizione di tale termine. Secondo l'Esecutivo, la soppressione del termine di cambio non promuoverà la criminalità. In effetti, la regola secondo cui le banconote non sono più considerate mezzi di pagamento validi sei mesi dopo il loro ritiro resta valida. I detentori di queste banconote dovranno quindi continuare a cambiarle a uno sportello della BNS, che ne valuterà l'autenticità e la provenienza. L'argomentazione secondo cui la soppressione del termine di cambio genererebbe un aumento delle attività criminali in relazione con il possesso di contanti non è pertanto probante. L'abolizione del termine non annullerebbe l'obbligo di cambiare le banconote allo sportello.</p>  Risposta del Consiglio federale.