<h2>SubmittedText<h2><p>Il 18 dicembre 2013 il Consiglio federale ha accolto il mandato di negoziare un accordo istituzionale con l'UE. Ritiene che sia nell'interesse della Svizzera definire meccanismi che permettano di adeguare agli sviluppi dell'acquis comunitario gli accordi sull'accesso al mercato assicurandone in tal modo l'omogeneità. La realizzazione di questo obiettivo necessita di un nuovo accordo istituzionale.</p><p>Nell'ambito delle discussioni su un nuovo accordo istituzionale tra la Svizzera e l'UE, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quali sarebbero le conseguenze di tale accordo istituzionale per l'attuale accordo sui trasporti terrestri? Quali aspetti sarebbero direttamente interessati e andrebbero immediatamente negoziati?</p><p>2. Che cosa succederebbe concretamente al divieto di circolare la notte e la domenica se l'UE esigesse delle modifiche? Queste modifiche renderebbero obsolete le norme svizzere? Quali sarebbero le conseguenze per la popolazione in termini di inquinamento fonico e, più in generale, per il traffico in Svizzera?</p><p>3. Che cosa succederebbe se l'UE autorizzasse gli autotreni (gigaliner) ad attraversare il suo territorio? La Svizzera dovrebbe recepire automaticamente questa normativa, malgrado il divieto previsto dalla legge federale sulla circolazione stradale per questo tipo di veicoli? Quanto costerebbe il necessario adeguamento delle infrastrutture (strade, gallerie, ponti) e a quanto ammonterebbe ogni anno la loro manutenzione?</p><p>4. Il Consiglio federale propugna attualmente una politica dei trasporti con progetti per tassare la mobilità (Mobility Pricing o Road Pricing), sostenere l'introduzione di pedaggi o aumentare il prezzo dei carburanti (progetto Fostra): è forse questo un segnale premonitore di un possibile accordo istituzionale con l'UE?</p><p>5. Come intende procedere il Consiglio federale affinché un nuovo accordo istituzionale non comprometta la politica svizzera in materia di trasferimento del traffico, con la TTPCP, il limite delle 40 tonnellate e la NFTA da oltre 30 miliardi di franchi? E come intende garantire che gli investimenti e gli sforzi compiuti in questo campo non siano stati vani?</p><p>6. Che cosa farebbe il Consiglio federale se l'UE, in contrasto con la Costituzione, esigesse corridoi di trasporto supplementari o la costruzione di assi stradali di transito?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. I negoziati tra la Svizzera e l'UE in merito a un accordo istituzionale sono in corso. La definizione degli accordi bilaterali ai quali si applicherà l'accordo istituzionale e delle conseguenze concrete che quest'ultimo avrà su di essi fa parte dei negoziati. In linea di principio l'accordo istituzionale dovrebbe fissare le regole per l'interpretazione giuridica, la sorveglianza e la composizione delle controversie tra le parti per gli accordi bilaterali di accesso al mercato. È previsto inoltre un adeguamento dinamico degli accordi all'acquis dell'UE pertinente; ogni recepimento del diritto sarà tuttavia oggetto di una decisione autonoma della Svizzera in modo da garantire l'indipendenza e rispettare i principi costituzionali e i processi democratici elvetici.</p><p>2.-6. Nel corso delle trattative sull'accordo istituzionale, il Consiglio federale mira a un risultato che non modifichi né gli obiettivi, né il campo d'applicazione e nemmeno le disposizioni essenziali dell'accordo sul trasporto di merci e di passeggeri su strada e per ferrovia (RS 0.740.72), facendo in modo che rimangano invariati gli elementi centrali di tale accordo come ad esempio il limite delle 40 tonnellate, la tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni (TTPCP), il divieto di circolare la notte e la domenica, il divieto di cabotaggio su strada, la politica di trasferimento del traffico dalla strada alla rotaia e lo sviluppo dell'infrastruttura ferroviaria e del traffico merci sui binari nonché l'efficacia e la qualità del sistema dei mezzi pubblici.</p><p>La discussione del Mobility Pricing nell'ambito dello sviluppo della politica svizzera dei trasporti non fa parte invece delle trattative istituzionali con l'UE.</p>  Risposta del Consiglio federale.