<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a integrare il Codice penale con una disposizione che permetta di punire con una pena detentiva fino a tre anni o una pena pecuniaria chiunque cagioni deliberatamente blocchi del traffico.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Negli ultimi tempi si sono moltiplicati i casi di persone che, per attirare l'attenzione sulle loro rivendicazioni, si sono ad esempio incollate all'asfalto stradale, hanno versato coloranti in corsi d'acqua, danneggiato monumenti od opere d'arte, si sono incatenate ad alberi oppure hanno vandalizzato campi da golf.</p><p>Il Codice penale svizzero del 21 dicembre 1937 (CP; RS 311.0) e il diritto penale accessorio (p. es. la legge federale del 19 dicembre 1958 sulla circolazione stradale, LCStr; RS 741.01) prevedono varie disposizioni penali che permettono di sanzionare gli atti in questione. A seconda della situazione, sono ad esempio applicabili gli articoli 144 (danneggiamento), 181 (coazione), 186 (violazione di domicilio), 237 (perturbamento della circolazione pubblica) CP, ma anche l'articolo 90 LCStr (infrazione alle norme della circolazione). In caso di blocco di un'ambulanza possono inoltre essere applicabili l'articolo 125 CP (lesioni colpose) e persino l'articolo 117 CP (omicidio colposo). Le citate disposizioni del CP prevedono una pena detentiva fino a tre anni o una pena pecuniaria, il che corrisponde all'entità della pena chiesta nella mozione.</p><p>Nel citato caso del blocco autostradale, è ipotizzabile in particolare (anche) una violazione della LCStr (cfr. anche la risposta del Consiglio federale al n. 3 dell'interpellanza 22.3464 Addor "Bloccare gli "attivisti del clima" o lasciarsi ancora bloccare?"). Non appena una persona si trova (anche in maniera non autorizzata) su una (auto)strada, è considerata un utente della strada. Provocare una coda può (con dolo eventuale) mettere in grave pericolo la sicurezza di altri utenti, per cui potrebbe essere applicabile l'articolo 90 capoverso 2 LCStr (violazione grave delle norme della circolazione). In tal caso, l'autore rischia una pena detentiva fino a tre anni o una pena pecuniaria. Le sanzioni chieste nella mozione sono pertanto già previste dal diritto in vigore.</p><p>Per quanto concerne l'antinomia tra la libertà d'opinione e d'informazione (art. 16 della Costituzione federale [Cost.], RS 101) nonché la libertà di riunione (art. 22 Cost.), da un lato, e le manifestazioni e azioni sul suolo pubblico, dall'altro, si veda la risposta del Consiglio federale all'interpellanza 22.3464 Addor (n. 2).</p><p>Da quanto precede risulta che il diritto in vigore permette di trattare in maniera adeguata le situazioni citate. Il Consiglio federale non ritiene necessario legiferare.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.