<h2>SubmittedText<h2><p>Poiché a inizio maggio è stata depositata presso l'UFAG una nuova domanda per l'importazione di 1'000 tonnellate di burro da parte dell'IP Latte, questa volta chiedo al Consiglio federale di reagire con fermezza e di respingere tale richiesta.</p><p>Le argomentazioni addotte a sostegno della domanda dell'IP Latte, ovvero le condizioni meteorologiche, la pandemia e la diminuzione del turismo degli acquisti, eccetera, gettano ricorrentemente fumo negli occhi, laddove invece un aumento considerevole del prezzo del latte sarebbe già una prima misura volta a potenziare la produzione lattiera in Svizzera.</p><p>Mi permetto altresì di tornare sulla mozione 20.3945 nella quale invitavo il Consiglio federale a rivedere l'ordinanza sul sostegno del prezzo del latte in modo da concedere il supplemento per il latte trasformato in formaggio soltanto alle quantità di latte per le quali viene pagato il prezzo del segmento A.</p><p>Denunciavo le pratiche di alcuni attori dell'industria lattiera che abusano del sistema della segmentazione acquistando latte nel segmento B (a 40.5 ct. ca.), per poi trasformarlo e trarre così profitto da una lacuna dell'ordinanza che consente di camuffare un premio all'esportazione in aiuto per il latte trasformato.</p><p>A fronte della domanda di materia prima indigena da parte del mercato nazionale, il principio dell'offerta e della domanda, largamente utilizzato dall'industria lattiera per ribassare i prezzi quando la produzione era elevata, dovrebbe venir applicato ora al fine di far aumentare il prezzo della materia prima e quindi incoraggiare la produzione lattiera indigena.</p><p>Invito pertanto il Consiglio federale a dare prova di fermezza respingendo la richiesta presentata dall'IP Latte nonché a: </p><p>1. esigere dall'IP Latte un aumento rapido e considerevole del prezzo del latte del segmento A nonché della quantità di materia grassa del latte prodotta in Svizzera; </p><p>2. esigere dall'IP Latte un potenziamento della quota del segmento A destinata al mercato indigeno da cui proviene la domanda; </p><p>3. esigere dall'industria lattiera un minuzioso inventario degli stock di burro, tenendo conto anche di quelli detenuti da numerosi caseifici del Paese; </p><p>4. riconsiderare la risposta alla mia mozione 20.3945 e rivedere l'ordinanza (OSL) al fine di bloccare l'uso abusivo del supplemento per il latte trasformato come contributo all'esportazione;   </p><p>5. attendere gli effetti delle suddette misure prima di trattare nuove domande per l'importazione di latte o di burro.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. e 2. Il prezzo indicativo del latte del segmento A è fissato a cadenza trimestrale dal Comitato dell'Interprofessione Latte (IP Latte) in base all'indice dei prezzi del latte di latteria e a un'analisi delle prospettive del mercato. Il 19 maggio 2021 il Comitato ha deciso di mantenerlo invariato per altri sei mesi a 73 centesimi il chilogrammo franco rampa. Inoltre, ha modificato il metodo di calcolo per il prezzo indicativo del segmento B che, di conseguenza, dovrebbe aumentare di circa 2 centesimi il chilogrammo a partire dal 1° luglio 2021.</p><p>Non esiste alcuna base legale che consenta al Consiglio federale di intervenire nella determinazione dei prezzi indicativi da parte dell'IP Latte o nelle modalità di valorizzazione del latte in Svizzera. La valorizzazione e i prezzi del latte in Svizzera si basano sostanzialmente sulla domanda e sull'offerta sul mercato e rientrano pertanto nella sfera di competenze degli attori del mercato. Le organizzazioni di categoria e dei produttori, in virtù dell'articolo 8a della legge sull'agricoltura (LAgr; RS 910.1), possono pubblicare a livello regionale o nazionale prezzi indicativi concordati tra fornitori e acquirenti. Le singole imprese non possono tuttavia essere obbligate a rispettare i prezzi indicativi (cfr. art. 8a cpv. 3 LAgr).</p><p>3. La filiera del latte ha convenuto di procedere collettivamente nel quadro dell'IP Latte per quanto concerne le richieste di aumento del contingente doganale del burro da presentare all'UFAG. La Commissione paritetica Importazioni di burro dell'IP Latte analizza periodicamente la situazione del mercato del burro svizzero. Grazie alla "pianificazione evolutiva delle importazioni di burro" ogni mese viene stimato il fabbisogno d'importazione in funzione dell'andamento della produzione lattiera, della produzione di burro, della valorizzazione del latte in formaggio e delle vendite di burro. Parallelamente viene valutato il livello attuale delle scorte di burro.</p><p>Nella Commissione Importazioni di burro i produttori artigianali di formaggio sono rappresentati da Fromarte. Essi sono favorevoli alla "pianificazione evolutiva delle importazioni di burro" e al metodo applicato per rilevare le scorte di burro. Dal punto di vista del Consiglio federale non è pertanto necessario un ulteriore inventario delle scorte di burro nei singoli caseifici.</p><p>4. Come già menzionato nel parere concernente la mozione 20.3945, il Consiglio federale non può modificare l'ordinanza sul sostegno del prezzo del latte (RS 916.350.2) in modo da concedere il supplemento versato per il latte trasformato in formaggio soltanto alle quantità di latte per le quali viene pagato almeno il prezzo indicativo del segmento A fissato dall'IP Latte. In tal modo violerebbe le prescrizioni dell'articolo 8a capoverso 3 LAgr secondo cui le singole imprese non possono essere obbligate a rispettare i prezzi indicativi.</p><p>5. Il contingente doganale parziale n. 07.4 "Burro e altre materie grasse del latte" ammonta a 100 tonnellate. In virtù dell'articolo 36 dell'ordinanza sulle importazioni agricole (RS 916.01), in caso di insufficiente approvvigionamento del mercato indigeno, l'UFAG può aumentarlo dopo aver sentito le cerchie interessate.</p><p>Nella sua seduta del 30 aprile 2021, sulla scorta della "pianificazione evolutiva delle importazioni di burro" (aggiornata con le cifre di mercato fino a fine febbraio 2021), la Commissione Importazioni di burro dell'IP Latte aveva rilevato che per fine anno si stava delineando una situazione di carenza di burro. All'epoca non era però stata in grado di accordarsi sui termini concreti di una domanda d'importazione. In un caso simile il regolamento della Commissione prevede che, se la "pianificazione evolutiva delle importazioni di burro" evidenzia un fabbisogno d'importazione, la direzione dell'IP Latte può presentare all'UFAG una domanda per aumentare di 1000 tonnellate il contingente d'importazione. Visto che anche la "pianificazione evolutiva delle importazioni di burro" aggiornata con le cifre di aprile 2021 indica un fabbisogno d'importazione di circa 500 tonnellate per fine anno, il 18 giugno 2021 l'UFAG ha deciso di aumentare di 1000 tonnellate, con effetto al 1° luglio 2021, il contingente doganale parziale di burro come richiesto dalla direzione dell'IP Latte. Stando all'attuale "pianificazione evolutiva delle importazioni di burro", non dovrebbero più essere necessari ulteriori aumenti fino a fine anno. Inoltre il commercio e le aziende di trasformazione hanno abbastanza tempo per immettere regolarmente sul mercato il burro importato.</p>  Risposta del Consiglio federale.