<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale osserva con preoccupazione la nuova tendenza all'aumento delle infezioni da HIV che da due anni si sta delineando in Svizzera. Lo scopo della campagna è quello di rendere attenta la popolazione sulla pericolosità di questa malattia incurabile e proseguire con l'adozione di misure volte ad impedire la trasmissione dell'infezione. Le esperienze fatte in Svizzera e all'estero dimostrano che la ripetizione del messaggio sull'uso del preservativo contribuisce in modo decisivo al raggiungimento di tale obiettivo.</p><p>La campagna STOP-AIDS di quest'anno intende rivolgersi ai gruppi target e ai mediatori con diversi testi pubblicati su manifesti per indurli ad assumere maggiori responsabilità e a meglio contribuire alla prevenzione dell'Aids. Gli slogan menzionati dall'autore dell'interpellanza riescono ad attirare l'attenzione grazie alla scelta di utilizzare la provocazione. Per poter essere recepito da un vasto pubblico nonostante l'infinità di annunci pubblicitari, il messaggio deve riuscire ad essere accattivante. Quella di STOP-AIDS è la più conosciuta tra le diverse campagne d'informazione e di prevenzione realizzate in Svizzera. La ragione del successo risiede nel fatto che STOP-AIDS è sempre riuscita a veicolare l'attenzione sulla problematica dell'HIV e dell'AIDS, suscitando il dibattito attorno a questo tema. </p><p>Sin dall'inizio (1987) STOP-AIDS si è sempre appellata alla responsabilità comportamentale dei cittadini, senza tuttavia ricorrere a toni moralizzatori. La campagna nei suoi messaggi evita di vietare o imporre determinati atti, limitandosi a informare costantemente sulle possibilità di proteggersi dal rischio di entrare in contatto con il virus. La richiesta avanzata dall'autore dell'interpellanza di introdurre messaggi che inducano alla fedeltà è comprensibile, ma insufficiente dal punto di vista della politica sanitaria: se infatti è vero che la fedeltà reciproca può proteggere da una trasmissione del virus HIV, l'appello massmediale alla fedeltà può risultare tuttavia ingannevole alla popolazione, se espresso in modo troppo sintetico. I giovani, ad esempio, nella maggior parte dei casi sono fedeli al proprio partner, pur cambiandolo regolarmente dopo un certo tempo (l'espressione "monogamia seriale" utilizzata da esperti nel campo giovanile esprime bene questo concetto). Il loro grado di protezione è basso quanto quello di un giovane, che pur essendo egli stesso fedele, non è a conoscenza del fatto che il suo partner non lo è sempre stato. L'uso disinvolto e coerente del preservativo, così come propagandato nella campagna STOP-AIDS, costituisce quindi una scelta di principio responsabile ed efficace dal profilo della politica sanitaria e confacente alle raccomandazioni delle autorità sanitarie internazionali competenti in materia (OMS, UNAIDS).</p>  Risposta del Consiglio federale.