<h2>SubmittedText<h2><p><span style="color:#1E1E1E;">Il Consiglio federale è invitato a integrare un accordo sul roaming con l'UE nel pacchetto di trattative tra la Svizzera e l'UE.</span></p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><div><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">Il Consiglio federale intende sviluppare e stabilizzare le relazioni con l'UE attraverso un pacchetto globale. Nel febbraio 2022 ha deciso l'orientamento di tale pacchetto di negoziazioni. Su questa base, la Svizzera sta conducendo colloqui esplorativi con l'UE da marzo 2022. Inoltre, nell'ultimo anno il Consiglio federale ha intensificato gli scambi con gli attori politici nazionali. Il 21 giugno 2023, il Consiglio federale ha adottato i punti chiave di un mandato di negoziazione con l'UE, che costituiscono la base per ulteriori colloqui con essa. Il Consiglio federale esaminerà i risultati di questi lavori in autunno e in base a ciò si preparerà ad adottare un mandato di negoziazione. Includere il dossier sul roaming nel pacchetto in questa fase ritarderebbe il processo, il che non è nell'interesse della Svizzera. </span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial; -aw-import:ignore">&#xa0;</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">Nell'ambito della revisione della LTC, il fondamento per regolare i prezzi al dettaglio è stato definito sulla base di accordi internazionali. Nel messaggio è menzionato esplicitamente: «La conclusione di un accordo bilaterale per fissare il prezzo all'ingrosso del roaming, ad esempio con l'UE, potrebbe migliorare la situazione. Sarebbe così possibile stabilire reciprocamente le tariffe all'ingrosso per Svizzera e UE e ridurle potenzialmente.» </span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial; -aw-import:ignore">&#xa0;</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">Con la revisione della LTC (art.</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">12</span><span style="font-family:Arial; font-style:italic">a</span><span style="line-height:150%; font-family:Arial; font-size:7.33pt; font-style:italic; vertical-align:super">bis 36</span><span style="font-family:Arial"> cpv.</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">1) e dell'OST (art. 10</span><span style="font-family:Arial; font-style:italic">a</span><span style="line-height:150%; font-family:Arial; font-size:7.33pt; font-style:italic; vertical-align:super">19</span><span style="font-family:Arial">segg. OST), dal 1° luglio 2021 entrano in vigore anche disposizioni che riducono già notevolmente i cosiddetti "bill shock" causati dai costi del roaming. Grazie ai limiti di costo personalizzati, alla fatturazione al secondo (ad eccezione dei primi 30 secondi per le chiamate in uscita) e alle opzioni tariffarie con un periodo di validità di 12 mesi, sono già stati ottenuti miglioramenti significativi per i clienti. Inoltre, gli abbonamenti con il roaming già incluso sono sempre più popolari e mitigano le trappole dei costi nascosti del roaming.</span></p></div><br><br>Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.