<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. L'articolo 64 capoverso 1 LAMal prevede che gli assicurati partecipino ai costi delle </p><p>prestazioni ottenute. Il capoverso 6 indica i casi in cui il Consiglio federale può sopprimere la </p><p>partecipazione ai costi. All'articolo 99 capoverso 2 OAMal vengono precisate le condizioni che </p><p>permettono a un assicuratore di rinunciare alla riscossione della partecipazione ai costi soltanto </p><p>nell'ambito di assicurazioni con scelta limitata dei fornitori di prestazioni. La rinuncia alla </p><p>riscossione della franchigia e dell'aliquota percentuale costituisce quindi una possibilità di cui gli </p><p>assicuratori o gli assicurati non possono avvalersi, salvo nel caso summenzionato. Inoltre, </p><p>poiché l'importo della partecipazione ai costi è fissato dalla legislazione sull'assicurazione </p><p>malattie (art. 64 cpv. 2 e 3 LAMal; art. 103 cpv. 1 e 2 OAMal), una sua modifica è esclusa.</p><p>I nuovi articoli 62 capoverso 2bis e 64 capoverso 8 LAMal, entrati in vigore il 1° gennaio 2001, </p><p>vietano agli assicuratori-malattie di proporre un contratto che copra la partecipazione ai costi. </p><p>Nel messaggio del 21 settembre 1998 concernente il decreto federale sui sussidi federali </p><p>nell'assicurazione malattie e la revisione parziale della legge federale sull'assicurazione malattie </p><p>(FF 1999 687), il Consiglio federale ha precisato che non si trattava soltanto di vietare agli </p><p>assicuratori-malattie o agli assicuratori privati di proporre tale assicurazione, ma d'impedire che </p><p>altri tipi d'istituzioni aggirino questa prescrizione: "(...), occorre vietare alle istituzioni (...) di </p><p>iscrivere nei loro statuti, regolamenti o altro l'assunzione della partecipazione ai costi per i loro </p><p>membri o beneficiari. Questo disciplinamento è necessario per impedire un aggiramento del </p><p>divieto di assicurare la partecipazione ai costi." (FF 1999 733). Queste due nuove disposizioni </p><p>non riguardano quindi direttamente i fornitori di prestazioni in quanto la multa per inosservanza </p><p>di prescrizioni disciplinari prevista in caso di violazione del divieto di assicurare la </p><p>partecipazione ai costi (art. 93a lett. e LAMal) si applica solo alle istituzioni la cui vigilanza, in </p><p>virtù della LAMal, spetta all'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS), vale a dire agli </p><p>assicuratori, ai riassicuratori e all'istituzione comune.</p><p>2. La prassi riguardo al rimborso della partecipazione ai costi potrebbe essere considerata </p><p>come concessione di una riduzione individuale versata direttamente agli assicurati per </p><p>prestazioni obbligatorie. Questa prassi è contraria alla LAMal poiché, come indicato all'articolo </p><p>56 capoverso 3, il fornitore di prestazioni deve far usufruire il debitore della rimunerazione di </p><p>questa riduzione. Tuttavia, la LAMal non conferisce alla Confederazione la competenza </p><p>d'intervenire direttamente presso i fornitori di prestazioni in quanto questi ultimi non sono </p><p>sottoposti alla vigilanza dell'UFAS, ma a quella dei Cantoni nel quadro della polizia del </p><p>commercio. Quale autorità di vigilanza degli assicuratori-malattie, l'UFAS sta approntando </p><p>istruzioni sotto forma di direttive probabilmente a mezzo circolare - previste per i primi mesi </p><p>dell'anno - affinché la prassi riguardo al rimborso da parte degli assicuratori-malattie sia </p><p>conforme alle disposizioni legali, ovvero prenda in considerazione quale base di quest'ultimo </p><p>l'importo effettivamente pagato dall'assicurato, rendendo così molto meno attraente per gli </p><p>assicurati la prassi denunciata nell'interrogazione ordinaria.</p><p>3. Nelle risposte date alle due prime domande il Consiglio federale ha già espresso il suo parere </p><p>sul terzo quesito.</p>  Risposta del Consiglio federale.