<h2>SubmittedText<h2><p>I rapporti che legano i due Paesi sono evidenti e non occorre ricordarli in dettaglio. Comunque, il sottoscritto ritiene vi siano alcune difficoltà di comunicazione, le quali non sono dettate unicamente da diversità culturali o di mentalità.</p><p>Infatti, la carenza di alti funzionari italofoni (intesi come persone che conoscono perfettamente la lingua italiana) in parecchi uffici federali chiamati a risolvere problemi che chiamano al tavolo delle discussioni entrambi i Paesi, non facilita il compito ed il conseguimento degli obiettivi nell'interesse della Svizzera. In tal senso mi permetto di formulare le seguenti domande:</p><p>1. Condivide il Consiglio federale la necessità di approfondire il problema della comunicazione tra Svizzera ed Italia nel contesto dei loro rapporti a livello istituzionale?</p><p>2. Quali sono i provvedimenti adottati per ovviare alla mancanza di funzionari che si esprimono correttamente in lingua italiana, nell'ambito dei rapporti con l'Italia?</p><p>3. Sarebbe auspicabile coinvolgere istituzionalmente il canton Ticino per facilitare i contatti con le autorità italiane?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale ritiene che intrattenere buone relazioni con i Paesi europei, e in particolare con gli Stati confinanti, sia particolarmente importante per la Svizzera. Accanto ad altri fattori, anche le affinità culturali e linguistiche, in particolare, costituiscono elementi significativi per promuovere la comprensione reciproca e agevolare la comunicazione. Non è pertanto un caso se lo scambio istituzionale, ma anche quotidiano e informale con l'Italia, nostro vicino, è particolarmente stretto; ciò avviene a livello interstatale, cantonale o comunale, ma anche fra enti locali e numerose istituzioni, e, non da ultimo, fra la popolazione dei nostri due Paesi.</p><p>2. Il Consiglio federale in passato si è ripetutamente dichiarato favorevole a sostenere e promuovere il plurilinguismo nell'amministrazione federale generale. Ha ribadito questo convincimento anche rispondendo a pertinenti interventi parlamentari.</p><p>Le misure di perfezionamento linguistiche sono di competenza dei dipartimenti e degli uffici. Per sostenerli nei loro sforzi di promozione del plurilinguismo, l'UFPER sta preparando una guida d'applicazione delle istruzioni del Consiglio federale nella quale figurerà un elenco di misure a scelta. Una delle misure proposte consiste nel menzionare nelle descrizioni di posti vacanti del personale federale le esigenze linguistiche specifiche necessarie (per es.: conoscenze della lingua italiana a livello C1 o C2 secondo il portfolio europeo delle lingue). La deputazione ticinese alle Camere federali sarà consultata in merito al progetto di guida.</p><p>3. Le relazioni che la Svizzera intrattiene con i Paesi limitrofi nel quadro della cooperazione transfrontaliera costituiscono un aspetto importante della sua politica estera. Questa cooperazione riguarda vari settori e ha portato, in numerosi casi, all'istituzione di commissioni intergovernative miste. Con l'Italia sono attive ben undici di queste commissioni che trattano in particolare di protezione dell'ambiente e dei corsi d'acqua transfrontalieri, di navigazione e di pesca nelle acque comuni, di sfruttamento delle risorse idriche, di aiuto in caso di catastrofe, di collegamenti stradali e ferroviari, di pianificazione del territorio, di collaborazione tra forze di polizia ecc. In seno a queste commissioni miste, in generale, accanto ai rappresentanti degli Stati centrali siedono rappresentanti dei cantoni.</p><p>Inoltre, per rafforzare la comunicazione in materia transfrontaliera e incoraggiare la risoluzione di problemi in corso sulla frontiera italo-svizzera, fra le capitali è stato aperto un canale politico bilaterale in materia transfrontaliera. Il cantone del Ticino è consultato in occasione di queste discussioni. Il DFAE promuove inoltre gli incontri fra autorità regionali ticinesi e italiane al fine di garantire il rafforzamento della cooperazione e lo sviluppo delle regioni frontaliere.</p>  Risposta del Consiglio federale.