<h2>FederalCouncilResponseText<h2><text><p>Un sistema democratico può funzionare soltanto se gli aventi diritto di voto sono informati e possono esprimere liberamente e correttamente la loro opinione conoscendo gli elementi più importanti dei progetti su cui sono chiamati a pronunciarsi. Anche il Consiglio federale e l'amministrazione devono fornire un'informazione attiva affinché gli aventi diritto di voto siano in grado di decidere con cognizione di causa. Il Consiglio federale prende quindi atto con soddisfazione del fatto che la Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale riconosca nella motivazione dell'intervento da essa presentato che è "indubbio che il Consiglio federale e l'amministrazione debbano difendere e spiegare le decisioni del Parlamento". Quale "suprema autorità direttiva ed esecutiva della Confederazione" (art. 174 Cost.), il Consiglio federale è anzi tenuto a svolgere tale compito. Deve infatti informare tempestivamente e compiutamente l'opinione pubblica sulla sua attività, sempre che non vi si oppongano interessi pubblici o privati preponderanti (art. 180 cpv. 2 Cost.).</p><p></p><p>Negli ultimi anni l'attività delle autorità federali prima delle votazioni popolari è mutata alla luce dell'evoluzione intervenuta in ambito giuridico, politico, sociale e mediatico. Se in precedenza vigeva generalmente il principio secondo cui l'amministrazione non doveva partecipare a tali campagne, la prassi e la dottrina sono nel frattempo cambiate. Oggi sarebbe incomprensibile che un'autorità non potesse motivare le soluzioni elaborate per gli oggetti più importanti da essa trattati, o che le fosse concesso di farlo soltanto a fini difensivi. L'intervento dell'autorità deve tuttavia rispettare determinati principi e regole.</p><p></p><p>La Cancelleria federale non è rimasta inattiva in questo settore e ha elaborato, in collaborazione con i servizi d'informazione dei dipartimenti, linee guida per l'impegno del Consiglio federale nelle campagne per le votazioni e linee direttrici in materia di informazione. Nel mese di novembre del 2001 ha pubblicato il rapporto "L'impegno del Consiglio federale e dell'Amministrazione federale alla vigilia delle votazioni", elaborato da un gruppo di lavoro interno all'amministrazione. Tale rapporto definisce i principi cui deve attenersi l'informazione fornita dalle autorità (continuità, trasparenza, oggettività e proporzionalità) e giunge alla conclusione che queste ultime possono e devono impegnarsi attivamente nelle campagne per le votazioni osservando tuttavia regole ben precise. </p><p></p><p>Nel rapporto si è anche esaminata e valutata la compatibilità di diverse campagne recenti con i principi che presiedono all'informazione fornita dalle autorità. Da tale analisi sono state tratte 29 conseguenze concrete. Si è per esempio stabilito che il principio della trasparenza richiede la pubblicazione di tutti i risultati delle indagini demoscopiche. Inoltre, l'amministrazione non può redigere lettere modello destinate ai giornali né metterle a disposizione di terzi. Gli argomenti trattati negli opuscoli devono essere spiegati in modo esaustivo ed evitando semplificazioni eccessive. Occorre evitare effetti di natura emotiva o in grado di condizionare, in particolare durante la fase della votazione. Il rapporto giunge inoltre alla conclusione che durante la campagna vera e propria si dovrà rinunciare anche in futuro alla comunicazione negli spazi a pagamento (in particolare manifesti e inserzioni).</p><p></p><p>Nel novembre del 2001 il Consiglio federale ha preso atto del rapporto sopraccitato. Ha inoltre deciso di considerarne i contenuti un punto di riferimento fondamentale per la sua attività e un contributo per una maggiore trasparenza in un'importante questione di politica nazionale.</p><p></p><p>Nel mese di febbraio del 2003 il Consiglio federale ha inoltre preso atto delle nuove linee direttrici "Informazione e comunicazione di Consiglio federale e amministrazione federale", elaborate dalla Conferenza dei servizi d'informazione della Confederazione a complemento delle disposizioni previste nel disegno di legge sulla trasparenza. Il documento illustra l'importanza dell'informazione e della comunicazione e fa obbligo agli organi d'informazione di fornire un'informazione attiva, oggettiva, completa e tempestiva. Vi si precisa tra l'altro espressamente - proprio nel senso di quanto richiesto nella mozione CIP-N - che la propaganda non è ammessa. Anche alla vigilia di una votazione la comunicazione del Consiglio federale deve convincere senza tuttavia sopraffare.</p><p></p><p>Il Consiglio federale condivide l'opinione della Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale secondo cui i mezzi utilizzati devono essere proporzionati e occorre rinunciare alla propaganda. Anche in futuro si avvarrà anzitutto dei propri mezzi di informazione e utilizzerà con moderazione il denaro dei contribuenti.</p><p></p><p>Considerate le misure adottate al fine di garantire una maggiore trasparenza e un'autoregolamentazione dell'attività delle autorità alla vigilia delle votazioni popolari federali, il Consiglio federale è partito dal presupposto che non sia imperativamente necessario emanare ulteriori norme, tanto più che il Parlamento può valutare politicamente l'attività svolta in questo settore sensibile e definirne le basi finanziarie. Tutte le spese che non figurano nelle rubriche ordinarie del bilancio di previsione devono infatti essere espressamente autorizzate dalle Camere (come per esempio avvenuto in occasione delle campagne concernenti l'adesione allo SEE e all'ONU). Il Consiglio federale non è inoltre convinto che norme giuridiche consentano di evitare gli abusi e di garantire nel contempo la necessaria flessibilità. È tuttavia disposto a esaminare l'opportunità di adottare una normativa legale. Si potrebbe per esempio valutare se occorra elaborare una nuova legge sull'informazione o se sia opportuno completare la legge sull'organizzazione del Governo e dell'Amministrazione o la legge federale sui diritti politici. Propone pertanto di trasformare la presente mozione in postulato.</p></text>