<h2>SubmittedText<h2><p>In Svizzera, il percorso di chi sviluppa i progetti riguardanti il biogas è disseminato di ostacoli tecnici, amministrativi e finanziari. Come se non bastasse, in alcuni casi sono gli Uffici federali stessi a ostacolare i progetti. La situazione è ancora peggiore quando i diversi Uffici federali hanno pareri divergenti e contestano gli uni le raccomandazioni fornite dagli altri. </p><p>Nell'ambito di un progetto per un impianto di produzione di biogas nella regione del Chablais, nel Cantone di Vaud, l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) utilizza una metodologia di calcolo sviluppata da Agroscope e contestata dall'Ufficio federale dello sviluppo territoriale (ARE), poiché mai consultato in merito. Senza rispettare alcuna procedura, l'UFAM sostiene l'azione degli oppositori, a corto di argomenti, contro un progetto che integra solo input agricoli e che gode del sostegno del Cantone di Vaud. </p><p>Senza criticare il lavoro scientifico svolto da Agroscope, va notato che la diffusione degli odori di un impianto di produzione di biogas agricolo non è mai un fenomeno misurabile in modo preciso, ma dipende da una grande varietà di parametri, specificata in tutte le pubblicazioni di Agroscope. Inoltre, sarebbe opportuno che i diversi Uffici (dello stesso Dipartimento) discutessero insieme per poter fornire raccomandazioni comuni che tengano conto di tutti i parametri. </p><p>Nel settembre 2019, l'ARE è intervenuto nell'ambito di una procedura relativa all'opposizione di un vicino contro un altro progetto per un impianto a Murist (FR). Gli argomenti dell'oppositore riguardano, come spesso accade, questioni legate al traffico, al rumore e agli odori molesti. Nella decisione del Tribunale federale, non sono state queste le motivazioni di cui si è in primo luogo tenuto conto, ma si è preferito accordare maggior peso alla presa di posizione dell'ARE. Interpretando a modo suo l'ordinanza sulla pianificazione del territorio (OPT) e al contrario di quanto da essa specificato nello scopo di promuovere la costruzione di questo tipo di impianti nelle zone agricole, l'ARE ha stabilito che la pianificazione è necessaria nel caso di un impianto di produzione di biogas agricolo che tratta più di 5000 tonnellate di materiale all'anno. </p><p>1.Su quale base giuridica l'ARE si permette di stabilire che un impianto con oltre 5000 tonnellate di materiale trattate ogni anno deve essere soggetto a una procedura di pianificazione ai sensi della pianificazione del territorio? </p><p>2.Perché gli Uffici non agiscono in armonia per lo sviluppo delle energie rinnovabili?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Per la costruzione di un impianto per la produzione di biogas in un'azienda agricola abbinata alla detenzione di animali devono essere rispettate le distanze minime dalle zone abitate sancite nell'allegato 2 cifra 512 dell'ordinanza contro l'inquinamento atmosferico (OIAt; RS 814.318.142.1). Il Consiglio federale si è già espresso in merito nella risposta alla domanda 21.7586 Chevalley. In relazione alle strutture per la detenzione di animali abbinati a impianti per la produzione di biogas e la relativa ubicazione sorgono diverse domande: secondo la legge federale sulla pianificazione del territorio (LPT; RS 700) il paesaggio non deve essere frazionato e i luoghi destinati all'abitazione devono essere preservati per quanto possibile da immissioni moleste. La gestione di questo ambito di conflitto è al momento discussa nel quadro del progetto "Distanze minime dalle strutture di detenzione di animali" sotto l'egida degli Uffici federali dell'agricoltura (UFAG) e dell'ambiente (UFAM) e in collaborazione con l'Ufficio federale della pianificazione del territorio (ARE) e le relative conferenze cantonali.</p><p>1. Nel procedimento di ricorso menzionato, il Tribunale federale ha invitato l'ARE a prendere posizione quale servizio federale competente per la pianificazione del territorio. In questo contesto l'ARE ha fatto riferimento alla sentenza del Tribunale federale. L'obbligo di procedere a un esame dell'impatto sull'ambiente (EIA) è inoltre un indizio che un progetto è soggetto all'obbligo di pianificazione. Secondo il numero 21.2a dell'allegato dell'ordinanza concernente l'esame dell'impianto sull'ambiente (OEIA; RS 814.011), gli impianti per la produzione di biogas con una capacità di trattamento superiore a 5000 tonnellate di sostrato (sostanza fresca) all'anno sono soggetti all'EIA. Nel presente caso di ricorso sul quale il Tribunale federale ha dovuto giudicare, si trattava di una capacità di trattamento pari a 22 250 tonnellate all'anno. Nella sua sentenza, il Tribunale federale ha esaminato con attenzione la questione dell'obbligo di pianificazione ed è giunto alla conclusione che nel quadro di una procedura per l'autorizzazione a costruire non è possibile valutare in misura adeguata il progetto di impianto per la produzione di biogas e che occorre pertanto seguire una procedura di pianificazione. Nel caso di un progetto di costruzione con impatti significativi sul territorio e l'ambiente, la procedura di pianificazione garantisce il coinvolgimento della popolazione.</p><p>2. Nel quadro della procedura di ricorso, il Tribunale federale invita periodicamente gli Uffici federali coinvolti a prendere posizione. Se nell'ambito della stessa controversia sono consultati più Uffici, può succedere che le valutazioni divergano a causa dei diversi compiti degli Uffici medesimi.</p>  Risposta del Consiglio federale.