<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Posta è tenuta a fornire su tutto il territorio nazionale un servizio universale con prestazioni del traffico postale e dei pagamenti di buona qualità, efficienti e accessibili a tutta la popolazione. L'azienda deve poter continuare ad adempiere regolarmente il suo mandato nell'interesse dell'utenza e del settore economico svizzeri. Per questo motivo deve controllare le proprie strutture e adeguarle alle nuove circostanze. In qualità di impresa del servizio pubblico, la Posta contribuisce in misura significativa alla coesione sociale ed è vincolata al principio della sostenibilità. La Posta garantisce a tutta la sua clientela pari condizioni di accesso ad una rete di comunicazione efficiente. L'anno scorso, nel prendere atto del rapporto del Consiglio federale concernente la panoramica sull'evoluzione del settore postale in Svizzera e nel trattare l'iniziativa "Rete capillare di uffici postali", l'Assemblea federale ha ampliato il mandato di prestazioni della Posta, conferendole un nuovo mandato infrastrutturale, ma rifiutando di concederle indennizzi: l'azienda viene obbligata per legge a gestire una rete di uffici postali su tutto il territorio nazionale.</p><p>Né la legge sulle poste né la legge sull'organizzazione delle poste contengono un vero e proprio mandato di politica regionale o sociale per la Posta. Un mandato del genere dovrebbe essere conferito espressamente dalle Camere e indennizzato. Il mandato relativo al servizio universale, in particolare l'obbligo di applicare tariffe possibilmente convenienti e indipendenti dalla distanza per i servizi riservati, ha di per sé un significato a livello sociale e regionale. Quest'obbligo tuttavia non deve essere confuso con un mandato in tal senso. Gli obiettivi che il Consiglio federale ha assegnato alla Posta non modificano il contenuto del mandato: Il Governo per l'appunto non ha conferito all'azienda un mandato di politica regionale o sociale. La Posta deve tuttavia considerare e soppesare le conseguenze delle sue decisioni sulla politica regionale e sul personale. In altre parole, essendo uno dei principali datori di lavoro del Paese, essa deve fare tutto il possibile affinché le ristrutturazioni decise vengano realizzate in modo responsabile sul piano sociale ed economico. Sarebbe errato e in contraddizione con il mandato legale se la Posta procedesse alla sua riorganizzazione considerando in primo luogo il punto di vista regionale. A lungo termine è nell'interesse economico della Svizzera che la Posta esaurisca per quanto possibile i suoi potenziali di razionalizzazione e modernizzazione.</p><p>La Confederazione intende dare un nuovo orientamento alla sua politica regionale, come ha spiegato anche il Consiglio federale nella sua risposta all'interpellanza Stadler (02.3664). Particolarmente significativa in questo contesto è la nuova impostazione della perequazione finanziaria e dei compiti tra Confederazione e Cantoni. La politica regionale perseguita dalla Confederazione non ha come obiettivo il semplice mantenimento delle strutture, come menzionato dall'autore della mozione, quanto piuttosto la creazione di incentivi affinché le regioni sfruttino le proprie potenzialità e si adeguino ai cambiamenti. strutturali generali. Fino a quando questi strumenti non daranno i loro effetti a medio termine, la Confederazione dovrà rafforzare il suo impegno e affiancare le ristrutturazioni con misure appropriate. Dal canto suo la Posta intensificherà i suoi sforzi per il trasferimento delle sue attività nelle regioni interessate. Va ricordato che l'azienda ha già fatto molto in questo senso, come le FFS e Swisscom.</p><p>Il Consiglio federale riconosce che le regioni situate lungo l'asse nord-sud devono sopportare gli effetti collaterali negativi del traffico merci attraverso le Alpi. La soluzione a questo problema non può tuttavia essere individuata in misure compensative da parte di un'impresa autonoma ed esposta alla concorrenza, bensì negli strumenti della politica dei trasporti di cui dispone la Confederazione, in particolare il trasferimento del traffico dalla strada alla ferrovia. </p><p>Va da sé che la Posta deve adoperarsi affinché il servizio universale sia garantito in tutto il Paese anche dopo la riorganizzazione. Per fare ciò deve prendere adeguatamente in considerazione nei suoi sistemi gli aspetti legati alla sicurezza. La garanzia del servizio universale non dipende necessariamente dal numero di centri lettere. L'azienda punta su una tecnologia moderna e sicura, che le permetta di minimizzare i rischi di disfunzionamento.</p><p>Nei suoi obiettivi strategici, il Consiglio federale obbliga la Posta a perseguire una strategia aziendale sostenibile. Per questa ragione l'azienda deve valutare anche gli effetti delle sue attività sull'ambiente. Dove è possibile e ragionevole, l'azienda si serve della ferrovia per effettuare i suoi trasporti: questo principio è previsto in tutte le varianti al progetto Rema. Il Consiglio federale si attende che la Posta tenga in debita considerazione gli effetti sull'ambiente del progetto Rema e stili un bilancio ecologico della variante scelta.</p><p>Nell'ambito delle disposizioni legali e degli obiettivi strategici del Consiglio federale destinati al Consiglio di amministrazione della Posta, è opportuno scegliere la migliore soluzione per l'esercizio dell'azienda, previa ponderazione di tutti i punti di vista più importanti. Il Consiglio federale ritiene di doversi attenere alla ripartizione delle competenze fissata nella legge sull'organizzazione delle poste (LOP), senza interferire nella competenza esclusiva del Consiglio di amministrazione di definire l'organizzazione dell'esercizio, sancita nell'articolo 9 di detta legge. Una simile interferenza non sarebbe giustificata neanche sul piano oggettivo, in quanto il Consiglio federale non è chiamato ad intervenire nelle decisioni di un'azienda che lo stesso legislatore ha dotato di notevole autonomia per via della complessità tecnica e dell'orientamento al mercato delle sue attività. </p><p>Spetta infine al Consiglio di amministrazione della Posta decidere se, in funzione del mercato, è necessario o meno un centro di smistamento lettere nella Svizzera centrale. Esso deve inoltre decidere autonomamente in che misura altre attività della Posta possono essere trasferite in questa regione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.