B u n d e s v e rw a l t u n g s g e r i ch t T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i f f éd é r a l T r i b u n a l e am m i n i s t r a t i vo f e d e r a l e T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i v fe d e r a l Corte IV D-1049/2013 S e n t e n z a d e l 4 m a r z o 2 0 1 3 Composizione Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, con l'approvazione del giudice Thomas Wespi; cancelliera Nicole Manetti. Parti A._______, nato il (...), Marocco, ricorrente, contro Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore. Oggetto Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; decisione dell'UFM del 26 febbraio 2013 / N [...]. D-1049/2013 Pagina 2 Visto: la domanda d'asilo che l'interessato ha presentato in Svizzera in data 31 gennaio 2013; i verbali di audizione del 5 febbraio 2013 (di seguito: verbale 1) e del 20 febbraio 2013 (di seguito: verbale 2); la decisione dell'Ufficio federale della mig razione (di seguito: UFM) del 26 febbraio 2013, notificata all'interessato il giorno stesso (cfr. act. A 16/1), con la quale detto Ufficio non è entrato nel merito della d o- manda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 1 della leg ge sull’asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) e ha pronunciato l'allontanamento nonché l'esecuzione dell'allontanamento medesimo del richiedente dalla Svizzera; il ricorso del 27 febbraio 2013 (cfr. timbro del plico raccomandato); la copia del l'incarto dell'UFM, pervenut a al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) via fax in data 28 febbraio 2013; i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei consid e- randi che seguono; e considerato: che presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 2 LAsi) contro una dec i- sione in materia d'asilo dell'UFM (art. 6 e 105 LAsi, art. 31-33 della legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 [LTAF, RS 173.32]), il ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a-c e 52 della legge federale sulla procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021); che tuttavia nell'ambito di ricorsi contro decisioni di non entrata nel merito ai sensi dell'art. 32 cpv. 1, l'oggetto suscettibile di essere impugnato non può essere esteso alla questione della concessione dell'asilo, ch e pr e- suppone una decisione nel merito della domanda stessa; che di conseguenza la conclusione ricorsuale implicita tendente alla co n- cessione dell'asilo è inammissibile; D-1049/2013 Pagina 3 che nei citati limiti vi è motivo di entrare nel merito del ricorso; che i ricorsi mani festamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, sono decisi in procedura semplificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l’approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la dec i- sione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi); che ai sensi dell'art. 111a cpv. 1 LAsi si rinuncia allo scambio degli scritti; che in sede di audizione il richiedente ha dichiarato di avere lasciato il suo Paese in quanto i suoi genitori sarebbero deceduti e non avrebbe più avuto nessuno in patria; che, dopo una per manenza illegale in Italia di dodici anni, egli si sarebbe recato in Svizzera e vi avrebbe deposto una domanda d'asilo alla ricerca di un futuro migliore, di una casa e di un lavoro; che egli ha espressamente affermato di non aver e mai avuto problemi con le autorità del suo Paese o con terze persone né altri problemi (cfr. verbale 1, pagg. 4 e 6 seg. nonché verbale 2, pag. 5); che nella decisione del 26 febbraio 2013, ai quali considerandi si rinvia, l'UFM ha osservato che il richiedente non avrebbe inoltrato una domanda d'asilo ai sensi dell'art. 18 LAsi, non avendo manifestato la volontà di o t- tenere dalla Svizzera una protezione da persecuzioni; che di conseguenza l'UFM non è entrato nel merito della citata domanda ai sensi dell'art. 32 cpv. 1 LAsi; che l'autorità inferiore ha pure pronunciato l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera e la relativa esecuzione siccome lecita, esigibile e possibile; che nel ricorso l'insorgente reitera che la sua richiesta di protezione riguarderebbe l'assenza di prospettive per quanto concerne la situazione economica e sociale nel suo Paese; che egli ribadisce inoltre di essere assente dal Marocco da oltre vent'anni e di non avervi più alcuna rete sociale né familiare ; che in conclusione il r icorrente ha chiesto l'annullamento della decisione impugnata, la trasmissione degli atti di causa all'autorità inferiore per una nuova decisione nel merito e, in via sussidiaria, la concessione dell'ammissione provvisoria; che ha altresì presentato una do manda di esenzione dal versamento anticipato delle presunte spese processuali con protesta di spese e ripetibili; che giusta l'art. 32 cpv. 1 LAsi non si entra nel merito di domande d'asilo che non soddisfano le condizioni fissate dall'art. 18 LAsi; D-1049/2013 Pagina 4 che ai sensi dell'art. 18 LAsi è considerata come domanda d'asilo ogni di- chiarazione con cui una persona manifesta di voler e ottenere dalla Sviz- zera una protezione contro le persecuzioni; che secondo la giurispruden- za del Tribunale, la nozione di persecuzione a i sensi dell'art. 18 LAsi va compresa in senso lato; che tale nozione di persecuzione in senso lato non include soltanto i seri pregiudizi ai sensi dell'art. 3 LAsi, ma ugua l- mente quegli ostacoli all'esecuzione dell'allontanamento di cui all'art. 44 cpv. 2 LAsi che presuppongono l'agire dell'uomo ; che di cons e- guenza, le domande di protezione fondate unicamente sulla situazione personale del richiedente l'asilo, in assenza di agenti esterni di persec u- zione, non soddisfano tali condizioni (cfr. Giurisprudenza ed informazioni della Commissione svizzera di ricorso in materia di asilo [GI CRA] 2003 n. 18, consid. 5, confermata in DTAF 2011/8 consid. 4.2); che sono rifugiate le persone che, nel Paese di origine o di ultima residenza, sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, nazionalità, appartenenza a un determinato gruppo sociale o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore di essere esposte a tali pregiudizi (art. 3 LAsi); che tale definizione di rifugiato, così come st abilita all'art. 3 cpv. 1 LAsi, è esaustiva, nel senso che esclude tutti gli altri motivi, suscettibili di condurre una persona a lasciare il proprio Paese di origine o di residenza, quali per esempio le difficoltà derivanti da una situazione di crisi socio-economica (povertà, condizioni di vita precarie, difficoltà a trovare un impiego o un alloggio, redditi insufficienti), dalla disorganizzazione, dalla mancanza di infrastrutture o problemi analoghi, ai quali ogni persona, nel Paese in questione, può esse re confrontata; che nella fattispecie, il ricorrente non ha chiesto alla Svizzera protezione contro persecuzioni, non avendo egli allegato di essere esposto pers o- nalmente e concretamente o di avere fondato timore di essere esposto in un futuro prevedibile , in caso di rientro nel suo Paese di origine, a seri pregiudizi a causa della sua razza, religione, nazionalità, appartenenza a un determinato gruppo sociale o per le sue opinioni politiche (art. 3 LAsi); che infatti, la motivazione addotta dall'interessato è legata esclusivamen- te a ragioni di tipo sociale ed economico, ovvero alla volontà di trovare un alloggio e un posto di lavoro (cfr. verbale 2, pag. 5); che tali motivi, come manifestamente riconoscibile, non rientrano, in tutta evidenza, nemmeno nella definizione di persecuzione in senso lato giusta l'art. 18 cpv. 1 LAsi; D-1049/2013 Pagina 5 che nel ricorso l'insorgente non ha addotto alcun nuovo argomento s u- scettibile di giustificare una diversa valutazione, rispetto a quella di cui all'impugnata decisione; che dalle carte processuali non emergono elementi da cui desumere che l'insorgente in Marocco possa essere confrontato al rischio reale e imm e- diato di trattamenti contrari all'art. 3 d ella Convenzione del 4 novembre 1950 per la salvaguardia dei diritti de ll'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione del 10 dicembre 1984 contro la tortura e altre pene o trattamenti crudeli, in u- mani o degradanti (Conv. tortura, RS 0.105); che per di più la situazione in Marocco non è c aratterizzata da guerra, guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l’insieme della pop o- lazione nell’integralità del territorio nazionale; che da quanto esposto, l'UFM rettamente non è entrato nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 1 LAsi; che di conseguenza, in materia di non entrata nel merito, il ricorso, dest i- tuito di ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la decisi o- ne impugnata va confermata; che il ricorrente non adempie le condizioni in virtù delle quali l'UFM avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera (art. 14 cpv. 1 e cpv. 2, art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 dell'Ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni pregiudiziali dell'11 agosto 1999 [Oasi 1, RS 142.311]); che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 della leg- ge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20); che, giusta suddetta norma, l'esecuzione dell'allontanamento deve essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragion e- volmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr); che, per i motivi sopraesposti, nella misura in cui co desto Tribunale ha confermato la decisione di non entrata nel merito dell'UFM relativa alla domanda d'asilo del ricorrente, quest'ultimo non può prevalersi del princi- pio del divieto di respingimento (art. 5 cpv. 1 LAsi), generalmente ricon o- sciuto nell'ambito del diritto interna zionale pubblico ed espressamente enunciato all'art. 33 della Convenzione del 28 luglio 1951 sullo statuto dei rifugiati (Conv. rifugiati, RS 0.142.30), nonché degli impegni di diritto i n-D-1049/2013 Pagina 6 ternazionale assunti dalla Svizzera (cfr. GICRA 1996 n. 18, consid. 1 4b lett. e con relativi riferimenti); che, in virtù di quanto poc'anzi indicato, l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 cpv. 3 LStr); che, quanto alla situazione personale dell'insorgente, le autorità d'asilo possono esigere nell'ambito dell'esecuzione dell'allontanamento un certo sforzo da parte di persone in giovane età e in buona salute che permetta loro, in caso di ritorno, di superare le difficoltà iniziali legate all'alloggio e alla ricerca di un impiego assicu rante il minimo vitale (cfr. in particolare sentenze del Tribunale D-1336/2010 del 22 marzo 2010; D-1272/2010 del 5 marzo 2010; D -932/2010 del 1° marzo 2010; D -8010/2009 del 3 febbraio 2010; D-6165/2006 del 21 gennaio 2010, p. 8 e relativi rifer i- menti; D -4911/2009 del 14 settembre 2009, p. 6 e relativi riferimenti; D-2423/2009 del 10 luglio 2009, p. 5 e relativi riferimenti; cfr. anche DTAF 2010/41, consid. 8.3.5 p. 590 e GICRA 1994 n. 18, consid. 4e p. 143); che egli è istruito, ha qualche conoscenza di italiano e francese oltre che dell'arabo (sua lingua madre ) e vanta varie esperienze professionali nel settore della macelleria, del commercio, della ristorazione e dell'agricoltura (cfr. verbale 1, pagg. 3 seg. e 6 e verbale 2, pagg. 3 seg.); che inoltre il ricorrente non ha preteso nel gravame di soffrire di gravi problemi di salute che possano giustificare la sua ammissione provvisoria (cfr. sulla problematica DTAF 2009/2, consid. 9.3.2), senza che da un esame d'ufficio degli atti di causa emerga la necessità di una permanenza in Svizzera per motivi medici; che il Tribunale ha pre so atto della lunga permanenza del richiedente fuori dal Marocco e della quasi inesistente rete sociale in patria; che tuttavia, visti gli elementi favorevoli a un reinserimento nel Paese di cui sopra, non vi è da ritenere che questo sia un motivo sufficie nte ad ammettere l'esistenza di un ostacolo al l'esecuzione all'allontanamento ; che peraltro a questa circostanza non si può nemmeno contrapporre l'eventuale esistenza di una rete sociale in Svizzera, visto che egli ha dichiarato di non avervi alcuna person a di riferimento (cfr. verbale 1, pagg. 4 seg. e verbale 2, pagg. 2 seg.); che pertanto l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente nel suo Pae- se di origine è r agionevolmente esigibile (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 cpv. 4 LStr); D-1049/2013 Pagina 7 che infine non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr); che il ricorrente, usando della necessaria diligenza, potrà procurarsi ogni documento ind i- spensabile al rimpatrio (cfr. art. 8 cpv. 4 LAsi; DTAF 2008/34, consid. 12); che l'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile; che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, r a- gionevolmente esigibile e possibile; che di con seguenza, anche in mat e- ria di allontanamento e relativa esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata; che in virtù di quanto precedentemente enunciato, le conclusioni ricorsua- li tendenti all'annullamento d ella decisione impugnata e alla trasmissione degli atti all'autorità inferiore per nuova decisione vanno respinte; che avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spes e processuali è divenuta senza oggetto; che visto l'esito della procedura, le spese giudiziarie di CHF 600. – che seguono la soccombenza sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del Regolamento sulle tasse e sulle spe se ri- petibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]); che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale fe derale (art. 83 lett. d cifra 1 della legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale [LTF, RS 173.110]); (dispositivo alla pagina seguente) D-1049/2013 Pagina 8 il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 1. Nella misura in cui ammissibile, il ricorso è respinto. 2. Le spese processuali di CHF 600.– sono poste a carico del ricorrente . Tale ammontare deve essere versato alla cas sa del Tribunale amministrativo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sentenza. 3. Questa sentenza è comunicata al ricorrente, all'UFM e all'autorità cant o- nale competente. Il giudice unico: La cancelliera: Daniele Cattaneo Nicole Manetti Data di spedizione: