<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale condivide il parere dell'autore dell'interpellanza per quanto concerne la rilevanza di una gestione efficace dell'Accordo sulla libera circolazione delle persone e degli altri sei accordi bilaterali conclusi con l'UE. In effetti, soltanto un'applicazione veramente valida permetterà di realizzare i benefici attesi dagli accordi e farà in modo che i cittadini svizzeri diano il loro sostegno al Consiglio federale nell'ambito della sua politica d'integrazione europea. </p><p></p><p>Ai diversi quesiti posti dall'autore dell'interpellanza il Consiglio federale risponde come segue:</p><p></p><p>1. I Dipartimenti, gli Uffici federali nonché gli organi cantonali interessati dall'applicazione dell'Accordo sulla libera circolazione delle persone (Accordo) hanno predisposto misure rilevanti per informare le persone che auspicano beneficiare dei diritti conferiti da questo Accordo.</p><p></p><p>Possiamo menzionare le differenti pubblicazioni sulla libera circolazione delle persone, il riconoscimento dei diplomi e la sicurezza sociale, elaborate dagli Uffici federali competenti in stretta collaborazione con l'Ufficio dell'integrazione DFAE/DFE. Inoltre gli uffici, come in particolare l'Ufficio federale degli stranieri (UFR), l'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) e l'Ufficio federale della formazione professionale e della tecnologia (UFFT), hanno redatto e diffuso informazioni dettagliate e specifiche a ogni settore dell'accordo, all'attenzione dei cittadini svizzeri ed europei. L'UFFT assicura pure un centro nazionale d'informazione per il riconoscimento dei diplomi, che offre consigli e presenta gli organismi competenti ai cittadini svizzeri ed europei che desiderano far riconoscere i loro titoli in uno degli Stati contraenti.</p><p></p><p>La maggior parte delle diverse fonti d'informazione relative all'Accordo sono state comunicate al pubblico mediante comunicati per la stampa. Tali informazioni sono pure state archiviate sui siti internet dell'Ufficio dell'integrazione, dell'Ufficio federale degli stranieri (UFDS), dell'UFAS e dell'UFFT.</p><p></p><p>Entro il 2003, è inoltre previsto che la Svizzera partecipi al sistema Eures (European-Employment-System). Questo sistema esiste già tra i Paesi membri dell'UE. Esso centralizza e diffonde le informazioni in merito alle condizioni di lavoro e di soggiorno nonché sulle domande e le offerte di mano d'opera in ogni Stato membro al fine di contribuire a un migliore equilibrio del mercato del lavoro.</p><p></p><p>D'altro canto è possibile menzionare in tale ambito l'interesse e il contributo di associazioni professionali, sindacati e società private alla redazione e alla diffusione di documenti informativi relativi a questo accordo. </p><p></p><p>2. In ragione della configurazione di tipo federale della Svizzera, l'applicazione dell'Accordo sulla libera circolazione delle persone incombe principalmente alle autorità cantonali. Per permettere un'interpretazione e un'applicazione omogenea di questo Accordo in tutta la Svizzera, direttive particolareggiate in materia sono state elaborate in tutti gli ambiti relativi all'accordo; inoltre la collaborazione tra i servizi federali e cantonali competenti resta molto stretta. </p><p></p><p>Tuttavia, nel contesto di una siffatta intensificazione delle relazioni contrattuali tra la Svizzera e l'UE, durante i primi mesi dell'applicazione di questo Accordo delle ineguaglianza di fatto non possono certamente venir escluse. È possibile rilevare che nel quadro della prima riunione del comitato misto istituito dall'Accordo, che si è svolto in luglio 2002 a Bruxelles, la presidenza danese ha espresso il suo apprezzamento per l'eccellente collaborazione di cui danno prova le autorità svizzere nell'ambito dell'applicazione dell'accordo. </p><p></p><p>3. Per quel che concerne le misure d'accompagnamento, corrisponde effettivamente al vero che il grado di preparazione dei Cantoni presenta delle disparità: mentre alcuni hanno istituito una commissione tripartita che è già operativa, altri non hanno ancora intrapreso passi formali e attendono di conoscere il testo esatto dell'ordinanza d'esecuzione della legge sui lavoratori distaccati, ordinanza che sarà approvata dal Consiglio federale questo autunno.</p><p>Al fine di garantire che tutti i Cantoni dispongano di una commissione tripartita al più tardi entro l'entrata in vigore delle misure d'accompagnamento il 1° luglio 2004, prevediamo, come già menzionato all'autore dell'interpellanza in occasione della sessione di marzo 2002, di far entrare in vigore il nuovo articolo 360b CO, che prevede l'obbligo per i Cantoni d'istituire una commissione, già nel corso del primo semestre 2003. Parimenti, la Confederazione fornirà ai Cantoni gli aiuti e il sostegno necessari alla creazione di tali strutture.</p><p>Non mancheremo inoltre di contattare direttamente i Cantoni che tardano ad agire al fine di verificare che tutto sia pronto a tempo debito.</p><p></p><p>4. Il Consiglio federale ha conferito mandato al Seco - Direzione del lavoro - di studiare le possibilità di istituire un Osservatorio della libera circolazione delle persone come chiesto dal postulato 00.3088. Un gruppo di lavoro interdipartimentale (DFE, DFI, DFGP e DATEC) si è riunito nei mesi di marzo e maggio 2002 per trattare questo postulato. Un rapporto ad hoc è stato redatto nel corso dell'estate 2002 ed è stato adottate dal Consiglio federale il 11 settembre 2002. Il contenuto del rapporto sarà prossimamento reso noto alle Camere federali.</p><p></p><p>Il Consiglio federale si è impegnato a mettere in atto tutto quanto necessario per poter valutare i principali effetti dell'Accordo sulla situazione socioeconomica svizzera nonché individuare i problemi che potrebbero emergere in seguito alla libera circolazione delle persone e, se del caso, reagire tempestivamente.</p><p></p><p>D'altro canto, l'informazione continua fornita al popolo svizzero in merito alla valutazione delle prime esperienze fatte con l'applicazione dei sette accordi bilaterali figura tra gli obiettivi principali del Consiglio federale. A tal fine, sotto l'egida dell'Ufficio dell'integrazione DFAE/DFE in collaborazione con gli Uffici responsabili, sta per essere allestito un "monitoring" dell'applicazione e degli effetti degli accordi settoriali e della nuova Convenzione AELS. Lo scopo di questo "monitoring" è di essere in grado di formulare delle valutazioni fondate dopo un anno dall'entrata in vigore degli Accordi bilaterali, segnatamente entro l'estate del 2003.</p>  Risposta del Consiglio federale.