<h2>SubmittedText<h2><p>Secondo gli esperti, per limitare gli effetti negativi per l'uomo del riscaldamento climatico, è necessario evitare un riscaldamento di 2 gradi nella media globale. Secondo il quarto rapporto della Commissione dell'ONU sul clima, per raggiungere tale obiettivo è necessaria una riduzione del 90 per cento delle emissioni dei gas serra entro il 2050; un cambiamento di tendenza è comunque imperativo prima del 2015 (vedi IPCC, Working Group III, Summary for Policymakers, tabella 5). Come traspare ad esempio dalla risposta alla mozione 07.3791, anche il Consiglio federale intende evitare un riscaldamento di 2 gradi nella media globale, ciò che per la Svizzera corrisponderebbe a un aumento compreso fra 3 e 4 gradi.</p><p>In questo ambito, il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale condivide l'opinione che i Paesi industrializzati devono impegnarsi maggiormente nella riduzione delle emissioni di CO2?</p><p>2. Il Consiglio federale condivide l'opinione che, per garantire il necessario cambiamento di tendenza nelle emissioni di gas serra entro il 2015, anche i Paesi industrializzati dovrebbero riprendere la politica climatica e gli obiettivi per la riduzione delle emissioni di CO2 applicati dalla Svizzera?</p><p>3. Secondo la proposta del consigliere federale Leuenberger, le emissioni devono essere ridotte del 20 per cento entro il 2020 rispetto al 1990. Per raggiungere una riduzione del 90 per cento, nei 30 anni successivi si deve ottenere una riduzione del 70 per cento. Come giustifica il Consiglio federale tale ripartizione sproporzionata degli obiettivi di riduzione?</p><p>4. Oltre alle emissioni dirette di circa 50 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti, la Svizzera produce circa 40 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti con le cosiddette emissioni grigie. Il Consiglio federale riconosce che l'obiettivo auspicato di riduzione del 20 per cento corrisponderebbe di fatto a una riduzione di solo l'11 per cento delle emissioni di gas serra prodotte?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Un principio importante sancito dalla Convenzione sul clima è la "responsabilità comune ma differenziata", che tiene conto del fatto che ogni Paese ha un passato diverso per ciò che concerne l'inquinamento e che non tutti hanno le stesse possibilità di ridurre le emissioni. Il Consiglio federale approva tale principio. I Paesi industrializzati devono assumere un ruolo guida nella lotta contro i cambiamenti climatici, riducendo le proprie emissioni di gas serra e sostenendo i Paesi in via di sviluppo attraverso la messa a disposizione di mezzi tecnici e finanziari che permettono a questi ultimi di evitare o ridurre le emissioni. In considerazione della loro rapida crescita economica e dell'aumento rilevante di emissioni di gas serra, anche i Paesi emergenti devono impegnarsi a rispettare degli obiettivi di riduzione vincolanti nell'ambito del regime climatico internazionale dopo il 2012.</p><p>2. I negoziati internazionali sul regime climatico dopo il 2012 sono ancora in pieno svolgimento. Sono pochi i Paesi che hanno presentato delle proposte concrete di riduzione. Tra di essi figura l'UE, che si è impegnata a ridurre entro il 2020 le sue emissioni di gas serra del 20 per cento rispetto al 1990. Si è inoltre dichiarata pronta ad aumentare l'obiettivo di riduzione al 30 per cento, a condizione che altri Paesi industrializzati si impegnino a realizzare riduzioni di portata simile, e che anche i Paesi in via di sviluppo economicamente più avanzati contribuiscano in modo rilevante alla riduzione delle rispettive emissioni. La Svizzera si è allineata sulla posizione dell'UE.</p><p>3. Il rapporto IPCC citato indica che una riduzione globale delle emissioni compresa tra il 50 e l'85 per cento è necessaria, affinché la temperatura globale non superi i 2,0 a 2,4 gradi. A parte questo obiettivo globale, il rapporto IPCC e i negoziati internazionali non hanno stabilito degli obiettivi per i singoli Paesi. Come detto, la Svizzera aspira, come l'UE, a un obiettivo di riduzione del 20 per cento entro il 2020 e del 30 per cento se vi saranno dei grandi Paesi emettitori che si impegneranno a simili riduzioni. Ciò rappresenta un primo passo importante verso obiettivi più ambiziosi, come la riduzione delle emissioni di almeno il 50 per cento entro il 2050. L'ampiezza degli obiettivi concreti dei vari Paesi per il 2050 scaturirà dal processo di negoziati internazionali.</p><p>4. La Convenzione sul clima e il Protocollo di Kyoto definiscono in modo chiaro che ogni Paese è responsabile delle emissioni sul suo territorio. Se la Svizzera importa dei beni, le emissioni derivanti dalla produzione di questi ultimi devono essere imputati al Paese produttore; in altre parole, rientrano negli obiettivi di riduzione del Paese in questione. Siccome l'80 per cento delle importazioni svizzere provengono dall'area UE, e dato che l'UE si è posta obiettivi di riduzione simili a quelli della Svizzera, anche la maggior parte delle emissioni grige dovranno essere ridotte. Nel regime climatico futuro, che dovrà essere definito per altri grandi Paesi emettitori, questo aspetto interesserà anche altri segmenti delle importazioni.</p>  Risposta del Consiglio federale.