<h2>SubmittedText<h2><p>Da un comunicato stampa diramato dalla Posta svizzera lo scorso 30 settembre, emerge che, qualche giorno prima, l'Autorité de la concurrence francese ha approvato la vendita di CarPostal France alla società Keolis SA, una filiale della Société nationale des chemins de fer français (SNCF). Nel comunicato si precisa che "risulta per la Posta una perdita stimata di circa 19 milioni di franchi svizzeri sui valori contabili". Inoltre, "l'effetto negativo derivante dalla conversione di valuta ammonta a 14 milioni di franchi svizzeri". È dunque lecito dedurne che le perdite subite dalla Poste svizzera in relazione a CarPostal France si attestino a circa 33 milioni di franchi.</p><p>Tuttavia, stando a un articolo pubblicato il 6 ottobre 2019 dal settimanale Le Matin Dimanche, le perdite subite dalla Posta in relazione a CarPostal France in realtà potrebbero ammontare ad almeno 65 milioni di franchi. Tra il 2010 e il 2012, infatti, vi sarebbe state una remissione del debito per un importo totale di 25 milioni di franchi. Concretamente, la Posta svizzera avrebbe cancellato il debito di CarPostal France presso la sua casa madre al fine di agevolarne l'integrazione. A tale somma occorre probabilmente aggiungere altri 7 milioni di franchi, corrispondenti alla somma che la Posta svizzera ha accettato di pagare per dirimere in via amichevole una controversia con tre trasportatori francesi che avevano mosso accuse di concorrenza sleale a CarPostal France. In totale le perdite ammontano così a 65 milioni di franchi.</p><p>Ma non è tutto. Alla fine del 2017, la Posta svizzera stimava a 124 milioni i valori degli attivi di CarPostal France. Ora, al momento della vendita, il valore degli attivi è stato immediatamente deprezzato di 22 milioni, attestandosi a 102 milioni. Sommando questi 22 ai 65 milioni, si ottiene una perdita totale pari a 87 milioni.</p><p>1. Qual è l'ammontare totale delle perdite subite dalla Posta svizzera dal 2004 in relazione a CarPostal France? 33 milloni? 65 milloni? 87 milioni? O addirittura di più?</p><p>2. Come sono contabilizzate queste perdite?</p><p>3. Come vengono compensati questi ammanchi? Una parte dei sussidi pubblici versati a CarPostal serve forse a compensare tali perdite? O una parte dei benefici realizzati dalla Posta svizzera è destinata a tale scopo?</p><p>4. A che prezzo è stata venduta CarPostal France alla società Keolis SA?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Domanda 1</p><p>Stando alle informazioni della Posta, la perdita derivante dal suo impegno in relazione a CarPostal France, compresa la vendita, ammonta nel complesso a circa 59 milioni di franchi (dati del 30 settembre 2019). Secondo l'azienda, la perdita comprende 25 milioni dovuti alla remissione di debiti negli anni precedenti (comprese le perdite di esercizio accumulate), 19 milioni di perdite derivanti dalla vendita, 14 milioni dovuti agli effetti della valuta estera nell'ambito della vendita, 7 milioni a titolo di compensazione nel caso Isère, da cui vanno dedotti 6 milioni per utili di esercizio accumulati e arrotondamenti.</p><p></p><p>Domande 2 e 3</p><p>Secondo la Posta, la perdita derivante dalla vendita della partecipazione del 100 per cento nel gruppo CarPostal France per un totale di 33 milioni di franchi è stata iscritta nel conto economico 2019 del gruppo. I fatti relativi agli anni precedenti sono stati iscritti nei rispettivi rendiconti annuali con effetto sul conto economico.</p><p>Sempre stando alla Posta, vista la contabilità separata per AutoPostale prescritta dalla legge (art. 35 della legge sul trasporto viaggiatori LTV), è escluso che le perdite derivanti dalla vendita di una partecipazione vengano computate al settore beneficiario di indennità, sia a livello di offerta che di calcolo effettivo. </p><p></p><p>Domanda 4</p><p>Secondo le informazioni della Posta, dopo un difficile inizio sul piano economico, negli ultimi anni CarPostal France è riuscita a raggiungere una stabilità finanziaria. Al momento della vendita, CarPostal France era competitiva. La transazione comprendeva la totalità degli attivi (veicoli, beni mobili e immobili), ma anche dei passivi (comprese le passività finanziarie a lungo termine rilevate o saldate dall'acquirente) delle singole società. D'intesa con l'acquirente, si è deciso di mantenere il riserbo circa i dettagli sul prezzo di vendita. </p>  Risposta del Consiglio federale.