<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Negli anni 1994/1995 e 1997 le NOK hanno effettuato 6 trasporti aerei di elementi combustibili a ossido misto (MOX) per un totale di 24 elementi combustibili non irradiati. Questi trasporti sono avvenuti nel rispetto delle esigenze dettate dalle direttive e raccomandazioni internazionali relative al trasporto di sostanze radioattive. La via aerea è stata scelta soprattutto perché riduce ad un minimo il rischio di appropriazione illecita del materiale contenente plutonio.  </p><p>La prescrizione di prova dei contenitori di tipo B, utilizzati per questi trasporti, prevede la caduta da un'altezza di 9 m su una superficie non elastica, cosicché l'energia disponibile agisce integralmente sul contenitore stesso. Quest'ultimo, in casi di caduta, deve conservare tutte le sue proprietà, in particolare la tenuta stagna. Ora, in caso d'incidente, agirebbe sul contenitore solo una parte dell'energia liberata durante l'urto. </p><p>Una prova effettuata in Gran Bretagna ha dimostrato che il contenitore di tipo B conserva la tenuta indicata nelle prescrizioni di trasporto anche dopo una collisione con un treno lanciato a 160 km/h. Per contro, l'impatto con il suolo di un aereo precipitato potrebbe provocare delle perdite o, nel peggiore dei casi, addirittura la disintegrazione del contenitore. In questi casi non è da escludere che una parte del combustibile in ceramica MOX si frantumi e che, in seguito all'urto e ad un eventuale incendio, si disperda nell'ambiente circostante.  </p><p>In base alle indagini e alle stime attuali si calcola che anche in un caso simile (disintegrazione del contenitore seguito da incendio), meno dell'1 per mille del combustibile si disperderebbe nell'ambiente; inoltre, solo 20 milionesimi del materiale originario si manifesterebbero sotto forma di particelle irradiate suscettibili di penetrare nelle vie respiratorie. In vicinanza del luogo del sinistro la dose di materiale irradiato equivarrebbe a circa 50 mSv per persona; questo valore è di dieci volte inferiore alla soglia critica per danni provocati da radiazioni.  </p><p>Per valutare il rischio è molto importante considerare la frequenza degli incidenti. Attualmente, precipita in media soltanto un aeromobile ogni due milioni di voli, il che corrisponde ad un rischio molto basso.</p><p>Nel 1996 l'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA) ha adottato nuove raccomandazioni relative al trasporto di materiale radioattivo che dovrebbero essere integrate nelle rispettive prescrizioni nazionali e internazionali nei prossimi cinque anni, vale a dire entro il 2001. </p><p>Il trasporto aereo di grosse quantità di materiale radioattivo, in particolare di elementi combustibili MOX, nei contenitori di tipo B utilizzati attualmente, in avvenire sarà ammesso solo se è provato che le sostanze in questione sono molto resistenti agli urti e che non si polverizzano, disperdendosi nell'ambiente, nemmeno in caso d'incidente. In caso contrario occorrerà utilizzare dei contenitori speciali di tipo C, la cui resistenza corrisponde ai rischi del trasporto per via aerea. </p><p></p><p>Non vi è alcuna ragione di vietare il trasporto di simili sostanze. In vista del rilascio delle autorizzazioni, le nuove direttive relative al trasporto, elaborate dall'AIEA, dovranno essere dichiarate vincolanti il più presto possibile. Tuttavia, per valutare le domande di trasporto aereo, la Divisione principale per la sicurezza degli impianti nucleari esige già sin d'ora la prova che le proprietà del combustibile siano conformi alle raccomandazioni dell'AIEA.</p><p></p><p>Nell'ambito della revisione totale della legge sull'energia nucleare occorrerà esaminare se e a quali condizioni saranno ammessi anche in futuro il ritrattamento e l'invio di elementi combustibili consumati negli appositi impianti e il trasporto aereo di materiale contenente plutonio nello spazio aereo svizzero.</p>  Risposta del Consiglio federale.