<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale non vede alcuna contraddizione fra la sua politica e il discorso del capo della delegazione governativa svizzera in materia di lavoro minorile pronunciato davanti all'OIL. Infatti, pur avendo riconosciuto che sarebbe ragionevole esaminare la questione dei diritti fondamentali dei lavoratori nell'ambito della globalizzazione, né il capo della delegazione svizzera in occasione della Conferenza di Marrakesh (15 aprile 1994) né il Consiglio federale nel suo messaggio relativo all'approvazione degli Accordi dell'Uruguay-Round (19 settembre 1994) si sono espressi a favore delle sanzioni economiche legate alle norme del lavoro. D'altro canto, in seguito al vertice mondiale sullo sviluppo sociale svoltosi a Copenhaghen, la comunità internazionale ha optato per la promozione de diritti fondamentali dei lavoratori secondo le nome pertinenti dell'OIL. Essa ha rinunciato, mancando il consenso, ad esaminare la nozione della clausola sociale connessa con l'attuazione delle sanzioni economiche. Il Consiglio federale persiste nel ritenere che queste sanzioni non rappresentano il mezzo adeguato per promuovere le norme fondamentali dell'OIL, in particolare per il lavoro minorile che si riscontra più frequentemente nei rami dell'economia interna che nei settori d'esportazione dei Paesi in questione. Il Consiglio federale è favorevole all'iniziativa presa dall'OIL intesa a stilare una convenzione specifica per lottare contro le forme più gravi di sfruttamento del lavoro minorile.</p><p></p><p>2. In occasione della Conferenza di Singapore, il Consiglio federale intende contribuire allo sviluppo di una base d'intesa sulle interazioni delle norme del lavoro e del commercio. Allo stato attuale è giocoforza constatare che le proposte di costituire un gruppo di lavoro dell'OMC per discutere la questione hanno incontrato un'opposizione risoluta da parte dei Paesi in sviluppo e di alcuni Paesi sviluppati. Questi Paesi temono che l'introduzione di misure commerciali legate alle norme del lavoro provochino distorsioni protezionistiche incontrollabili. In questo contesto il Consiglio federale ritiene necessario approfondire la riflessione sulla questione. Questo processo potrebbe assumere la forma di consultazioni informali in seno all'OMC. L'obiettivo sarebbe di giungere ad un'analisi consensuale della situazione e, se del caso, di costituire un gruppo di lavoro dell'OMC sul rapporto fra il commercio e le norme di lavoro.</p><p></p><p>3. Quando ha costituito la delegazione svizzera alla Conferenza, il 15 maggio 1996, il Consiglio federale era consapevole del fatto che il progetto di convenzione sul lavoro a domicilio era decisamente contestato dai datori di lavoro. Esso non si è pronunciato sulla questione dell'atteggiamento da assumere in occasione della votazione finale su questo strumento. Già nel 1995, la delegazione governativa svizzera si era astenuta in occasione della votazione finale relativa alle convenzioni. Non ci era alcun motivo di assumere un altro atteggiamento riguardo al progetto della convenzione sul lavoro a domicilio, che pone esigenze non corrispondenti allo stato della legislazione e della prassi svizzere in materia. L'astensione della delegazione governativa svizzera non era dunque dovuta a motivi tattici miranti ad impedire l'adozione della convenzione sul lavoro a domicilio, ma voleva indicare che il nostro Paese non intendeva né sostenere né opporsi a questo progetto di convenzione.</p><p></p><p>4. Non spetta al Consiglio federale giudicare e dettare il comportamento degli altri Stati membri dell'OIL in occasione dell'adozione delle convenzioni. A partire dal 1919, data della creazione dell'OIL, i governi esprimono in tutta sovranità, votando gli strumenti proposti, il loro appoggio, la loro opposizione o la loro astensione, senza che ciò possa pregiudicare in alcun modo l'opera legislativa e il mandato dell'OIL.</p><p></p><p>5. Nella sua risposta del 19 maggio 1996 alla mozione Ziegler del 5 marzo 1996, il Consiglio federale ha spiegato i motivi che, secondo l'analisi dell'amministrazione federale, non permettono di ratificare la convenzione dell'OIL n. 128 sull'età minima di accesso al lavoro. Quando avrà preso ufficialmente conoscenza di tale analisi, esso deciderà sull'opportunità di ratificare tale convenzione. Il fascicolo relativo alla ratifica della convenzione dell'OIL n. 98 sul diritto di organizzazione sindacale si trova attualmente in fase di consultazione in seno all'amministrazione federale: il Consiglio federale dovrebbe esserne in possesso per decidere prima della fine del 1996.</p>  Risposta del Consiglio federale.