<h2>SubmittedText<h2><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande. </p><p>1. Le aziende contadine di piccole e medie dimensioni rappresentano la colonna portante dell'agricoltura svizzera e mondiale (Rapporto sull'agricoltura mondiale 2013). Queste aziende sono la base per un'agricoltura variata e adeguata alle condizioni locali. La Confederazione vede possibilità d'intervento per promuovere questa varietà delle strutture mediante la PA22+? </p><p>2. Le aziende di piccole e medie dimensioni sono in grado di adattarsi e possono reagire alle crisi in maniera particolarmente agile. Con l'introduzione di un importo massimo più basso per i pagamenti diretti, ad esempio 150'000 franchi, e/o la graduazione già a partire da 40 ettari nonché con una ridistribuzione di questi contributi è possibile promuovere la varietà delle aziende e quindi potenziare la resilienza delle aziende agricole svizzere?</p><p>3. Il Consiglio federale ritiene vi siano ulteriori approcci per accrescere la varietà delle aziende e quindi, nel complesso, la resilienza dell'agricoltura svizzera?</p><p>4. Con una limitazione meno rigida dei pagamenti diretti il Consiglio federale vorrebbe forse promuovere attivamente una specializzazione e la crescita delle dimensioni delle aziende?</p><p>5. Un importo massimo di 150'000 franchi per azienda e una graduazione preliminare avrebbero un impatto positivo sull'accettazione dei pagamenti diretti da parte della popolazione?</p><p>6. Con la progressiva crescita delle dimensioni delle aziende c'è da temere un indebolimento e quindi un calo del numero di contadini che effettuano la vendita diretta?</p><p>7. Il crescente cambiamento strutturale e la conseguente specializzazione non determinano forse un numero di animali per azienda più elevato e quindi più allevamenti intensivi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il mantenimento di una struttura diversificata delle aziende agricole è un importante obiettivo della politica agricola. Già nel messaggio sulla Politica agricola 2011 il Consiglio federale affermava di sostenere strategie aziendali varie che, oltre alla crescita e alla specializzazione, includono anche la diversificazione e l'attività accessoria (cfr. FF 2006 5815, 5878).</p><p>Un'agricoltura variata, resiliente include anche aziende piuttosto grandi che nascono per esempio dalla fusione di più aziende e diverse persone e possono offrire lavoro, reddito e spesso anche una migliore ripartizione del lavoro. Con uno sviluppo aziendale pianificato e controllato, nel quale i costi sono noti e non sfuggono di mano, è senz'altro possibile conseguire una migliore redditività e resilienza.</p><p>Domande 1 e 3</p><p>Il Consiglio federale non ritiene che vi siano ulteriori approcci.</p><p>L'attuale politica agricola sostiene un'agricoltura con strutture variate mediante diverse misure. Tra queste si annoverano:</p><p>- le prescrizioni nell'ambito della prova che le esigenze ecologiche sono rispettate (PER), come per esempio le disposizioni sull'avvicendamento delle colture e il bilancio delle sostanze nutritive;</p><p>- i vari tipi di pagamenti diretti, come i contributi per la biodiversità e per la qualità del paesaggio;</p><p>- le misure tese a promuovere il valore aggiunto, come la caratterizzazione dei prodotti agricoli, il sostegno della qualità e della sostenibilità (OQuSo) o i progetti di sviluppo regionale (PSR).</p><p>I pagamenti diretti sono generalmente erogati in funzione delle prestazioni d'interesse generale. Queste possono essere fornite indipendentemente dalle dimensioni delle aziende.</p><p>Domanda 2</p><p>No, la ridistribuzione dei pagamenti diretti proposta nell'interpellanza non ha alcun influsso sulla varietà delle aziende e sulla resilienza dell'agricoltura svizzera.</p><p>Un ripristino della graduazione a partire da 40 ettari equivarrebbe a tornare alla PA2002. Questa è stata ulteriormente sviluppata con la PA14-17 e la PA22+, prossimamente oggetto dei dibattiti parlamentari. Da allora i mezzi finanziari impiegati sono stati trasferiti da misure relativamente poco specifiche, come l'ex contributo generale di superficie o il contributo di base per la sicurezza dell'approvvigionamento, verso misure che lo sono decisamente di più, come i contributi per la qualità del paesaggio, la promozione della biodiversità e i contributi per i sistemi di produzione. Queste prestazioni d'interesse generale specifiche non sono correlate alle dimensioni delle aziende.</p><p>Domanda 4</p><p>Il limite di 150 000 franchi, proposto nel Messaggio sulla PA22+, a partire dal quale i contributi vengono progressivamente ridotti sarà oggetto dei prossimi dibattiti parlamentari. La proposta è semplice, comprensibile e ben comunicabile. Non vi è alcun nesso tra specializzazione e crescita delle dimensioni delle aziende.</p><p>Domanda 5</p><p>Un importo massimo fisso di 150 000 franchi per azienda e una graduazione preliminare inciderebbero notevolmente sulla struttura attuale delle aziende agricole e sulla loro evoluzione. La soluzione proposta nel messaggio continuerà a garantire notevole flessibilità nello sviluppo delle aziende.</p><p>Domanda 6</p><p>No, non c'è nulla da temere. La vendita diretta dipende da diversi fattori, come ad esempio la capacità imprenditoriale dei gestori. Secondo la pubblicazione dell'Unione svizzera dei contadini del 19 gennaio 2018, la vendita diretta cresce a ritmo sostenuto. Sempre più aziende cercano alternative per spuntare prezzi migliori e conseguire un maggiore valore aggiunto. Nel 2010, secondo l'Ufficio federale di statistica, 7 084 gestori hanno dichiarato di vendere direttamente i prodotti della propria azienda. Nel 2016 erano 11 358, il che corrisponde a un incremento del 60 per cento. Tale aumento è ancora più sorprendente se si pensa che nello stesso periodo in Svizzera hanno chiuso i battenti quasi 7 000 aziende agricole.</p><p>Domanda 7</p><p>Il Consiglio federale ritiene di no. Dal 1980 in Svizzera l'effettivo totale di animali da reddito in unità di bestiame grosso è diminuito del 15 per cento. Dal 2014 è sceso in particolare l'effettivo di animali da reddito che consumano foraggio grezzo. Conformemente alla legge sull'agricoltura, già dal 1980 in Svizzera vigono prescrizioni sugli effettivi massimi, che stabiliscono l'effettivo massimo consentito per azienda di pollame, suini e vitelli da ingrasso. Le disposizioni della PER (bilancio delle sostanze nutritive) e la legislazione sulla protezione delle acque limitano la crescita degli effettivi di animali entro i limiti ecologici. Con la PA22+, inoltre, le unità di bestiame grosso fertilizzante (UBGF) massime consentite sono ridotte da 3.0 a 2.5 per ettaro ed è abolita la tolleranza del 10 per cento nel bilancio delle sostanze nutritive delle aziende.</p>  Risposta del Consiglio federale.