<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di esaminare le misure per ridurre o addirittura prevenire l'impiego di sostanze chimiche permanenti. Si chiede al Governo di esaminare i rischi che queste sostanze rappresentano per l'ambiente, la popolazione e l'economia. Si chiede di verificare la possibilità di introdurre un monitoraggio dell'andamento delle concentrazioni di acido trifluoroacetico (TFA) nel suolo, nell'aria e nell'acqua potabile. Si tratterà infine di esaminare l'opportunità di un adeguamento al diritto dell'Unione europea (UE).</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Per "forever chemicals" in gergo si intendono i composti alchilici perfluorurati e polifluorurati (PFAS), che comprendono anche l'acido trifluoroacetico (TFA). I PFAS sono estremamente persistenti nell'ambiente.</p><p>L'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) ha commissionato uno studio per determinare le concentrazioni di TFA nell'acqua piovana, nelle acque superficiali e nelle acque sotterranee. Una volta portato a termine nel 2023, lo studio permetterà di trasferire le misurazioni in un monitoraggio permanente. Su mandato dell'UFAM, il Laboratorio federale di prova dei materiali e di ricerca (Empa) misura dal 2011 sullo Jungfraujoch la presenza nell'aria di composti precursori del TFA. Le misurazioni consentono di trarre conclusioni sulle emissioni di questi composti precursori in Svizzera e nei Paesi confinanti. Prime informazioni sull'esposizione della popolazione svizzera ai PFAS sono attese da uno studio di biomonitoraggio umano volto a determinare la presenza di PFAS nel sangue umano. Questo studio pilota è stato svolto nel biennio 2020-2021 nei Cantoni Berna e Vaud. Lo studio ha lo scopo di aprire la strada a uno studio sanitario su scala nazionale che risponderà anche a domande sull'esposizione umana ai prodotti chimici e al loro impatto sulla salute. I risultati di tali analisi sono attesi a inizio 2023.</p><p>Per le sostanze del gruppo dei PFAS che destano maggiore preoccupazione dal punto di vista tossicologico ed ecotossicologico, il Consiglio federale ha già emanato i divieti di cui all'allegato 1.16 dell'ordinanza sulla riduzione dei rischi inerenti ai prodotti chimici (ORRPChim, RS 814.81). Fra questi rientrano in particolare l'acido perfluoroottansolfonico (PFOS), l'acido perfluoroottanoico, gli acidi carbossilici perfluorurati a catena lunga come pure l'acido perfluoroesano solfonico e i suoi composti precursori.</p><p>L'UFAM sta attualmente effettuando degli accertamenti sull'utilizzo e lo stoccaggio di schiume antincendio contenenti PFAS e sulle misure che si potrebbero adottare per ridurre l'immissione nell'ambiente dei PFAS contenuti negli agenti estinguenti.</p><p>Nell'UE sono in corso lavori volti a limitare l'utilizzo su grande scala dell'acido perfluoroesanoico e dei suoi composti precursori, a contenere l'utilizzo dei PFAS nelle schiume antincendio e a introdurre un divieto globale per tutti i PFAS, ad eccezione di quelli destinati a usi essenziali per la società (i cosiddetti "essential uses"). Questo divieto comprenderà anche i TFA e i composti che possono degradarsi in TFA. Un gruppo internazionale di esperti, l'OECD/UNEP Global PFC Group cui partecipa l'UFAM, è attivo nel settore della gestione dei rischi e nella sostituzione dei PFAS. Come già in passato, il Consiglio federale esaminerà tempestivamente il recepimento nell'ORRPChim di nuove norme dell'UE.</p><p>Per l'acqua potabile sono già in vigore valori massimi per i PFAS più importanti. L'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) intende rivedere questi valori. In tal ambito terrà conto delle valutazioni più recenti e dei valori massimi in vigore nell'UE a partire dal 2026. Ancora prima, nel 2023, le autorità esecutive cantonali effettueranno una campagna di misurazione a livello nazionale sulla presenza nell'acqua potabile dei principali PFAS, tra cui il TFA.</p><p>Le richieste formulate nel postulato sono in parte già state attuate. Inoltre sono in corso diversi lavori che ne accolgono l'orientamento. Il Consiglio federale è del parere che un altro rapporto non porterebbe al momento nessun valore aggiunto.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.