<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Domanda 1:</p><p>In virtù dell'art. 24 cpv. 1 della legge sulle telecomunicazioni (LTC), la concessione di radiocomunicazione è rilasciata, di regola, mediante pubblica gara, se l'utilizzazione delle frequenze richiesta serve alla fornitura di servizi di telecomunicazione e se le frequenze disponibili non sono sufficienti per tutti gli attuali o potenziali interessati. Secondo l'art. 9 cpv. 1 dell'ordinanza sui servizi di telecomunicazione (OST), l'autorità concedente, in questo caso la ComCom, stabilisce se l'aggiudicazione avviene in base a un concorso fondato sui criteri o a un'asta pubblica.</p><p>Il Consiglio federale ha sottoposto l'interpellanza alla Commissione federale delle comunicazioni (ComCom), responsabile delle licenze UMTS. La ComCom prende posizione come segue:</p><p>"Prima di avviare la procedura di aggiudicazione per le concessioni IMT 2000/UMTS, la ComCom ha esaminato in modo approfondito i vantaggi e gli svantaggi dei due possibili modelli di aggiudicazione, vale a dire del concorso fondato sui criteri e dell'asta pubblica. Sulla base di tale esame la ComCom ha optato per una procedura a due tappe. In una prima fase i candidati devono provare di potere soddisfare le condizioni legali per il rilascio della concessione e di essere in grado di realizzare una rete UMTS sia sul piano tecnico che pianificatorio ed economico. In seguito, le quattro concessioni sono vendute all'asta simultaneamente. Da un lato va precisato che le concessioni UMTS rilasciate dalla ComCom sono sottoposte a condizioni severe, come se si trattasse di concessioni rilasciate sulla base di un concorso fondato sui criteri (Beauty Contests). Oltre all'obbligo relativo alla copertura e al roaming nazionale sono legate al rilascio della concessione anche esigenze in materia di pianificazione del territorio e di protezione dell'ambiente e dei consumatori. D'altra parte anche con l'aggiudicazione mediante un concorso fondato sui criteri devono essere rispettate le regole dell'OMC, che non permettono di tenere conto soltanto degli interessi nazionali. Inoltre, è difficile stabilire criteri di paragone obiettivi nel caso di una tecnologia all'avanguardia come l'UMTS, i cui servizi non sono ancora pronti per essere lanciati sul mercato.</p><p>Le frequenze sono un bene raro e pubblico. Su un mercato dove vige una concorrenza agguerrita, la vendita all'asta è il metodo di aggiudicazione più efficiente. Il prezzo non viene fissato dalle autorità, ma determinato dal mercato. In questo contesto le imprese dispongono di basi decisionali molto più diversificate e precise rispetto alle autorità.</p><p>La vendita all'asta garantisce un'aggiudicazione giusta e trasparente, logica anche per le persone esterne. Per questo motivo in Europa numerosi Paesi hanno optato per questo metodo (p. es. Inghilterra, Olanda, Germania, Belgio, Austria e, in parte, anche l'Italia). La Francia ha preferito una procedura di aggiudicazione ibrida, con elevate tasse di accesso. Del resto, prezzi eccessivamente elevati fanno reagire i mercati finanziari, limitando così il rischio di offerte esagerate da parte dei partecipanti riuniti in consorzi.</p><p>Il timore che le somme pagate alle vendite all'asta possano influenzare negativamente i futuri prezzi al consumo è infondato. Per potere conquistare un mercato di massa, i servizi UMTS devono essere offerti a un prezzo vantaggioso sotto il profilo costi-benefici. A prescindere dal sistema di aggiudicazione, non sono i consumatori, ma gli investitori a correre un rischio; elevati prezzi di vendita all'asta possono infatti influire in modo negativo sul valore in borsa delle concessionarie. Non sussiste dunque alcun motivo per cui lo Stato debba sovvenzionare indirettamente le concessionarie rilasciando, mediante un concorso fondato sui criteri, le poche frequenze a disposizione, per di più a un prezzo nettamente inferiore al loro reale valore economico.</p><p>Le basi legali per l'aggiudicazione sono chiare e stabilite consapevolmente dal legislatore nel 1997. La ComCom ha pubblicato recentemente le sue decisioni concernenti la lista dei candidati ammessi, le regole e le date definitive della vendita all'asta; di conseguenza, al momento sarebbe molto problematica una revoca, soprattutto sotto il profilo legale." </p><p>Il Consiglio federale condivide il parere della ComCom, a cui spetta il compito di valutare la questione secondo l'ordinanza sui servizi di telecomunicazione (OST).</p><p>Domanda 2:</p><p>Dal punto di vista finanziario, la destinazione vincolata degli introiti è problematica. Essa riduce il margine di manovra nella determinazione delle priorità finanziarie e può provocare sprechi (i mezzi sono disponibili, dunque devono essere utilizzati). Per poter continuare a garantire la flessibilità e la trasparenza del bilancio, occorre dunque evitare le attribuzioni a destinazione vincolata, un principio tra l'altro applicato anche nel piano finanziario approvato dal Consiglio federale. Per quanto concerne gli introiti della vendita delle concessioni di radiocomunicazione, il Consiglio federale ha deciso nel decreto federale del 28.06.2000 sul bilancio preventivo 2001 e sul piano finanziario 2002-2004, che tali mezzi alimenteranno il bilancio generale della Confederazione e saranno utilizzati per l'ammortamento del debito. Questa decisione è giustificata anche dal fatto che la Confederazione ha investito somme considerevoli nella ricapitalizzazione della Posta e di Swisscom.</p>  Risposta del Consiglio federale.