<h2>SubmittedText<h2><p>Secondo un sondaggio francese a cui hanno partecipato soggetti tra gli 11 e i 24 anni, nel 2023 un giovane su sei crede che la Terra sia piatta e uno su quattro dubita della veridicità della teoria dell'evoluzione (dati IFOP). Il sondaggio mette in luce il legame tra la frequenza di utilizzo di TikTok e le "verità alternative" (gli americani non sono mai stati sulla Luna, le piramidi egizie sono state costruite dagli alieni, l'assalto al Campidoglio del gennaio 2021 è stato una messa in scena, ecc.). Stando ai dati raccolti, il 27 per cento dei giovani ritiene che mangiare cibo biologico sia inutile e il 28 per cento è convinto che il riscaldamento globale sia un fenomeno naturale fuori dal nostro controllo. Tra chi utilizza TikTok più volte al giorno, queste percentuali salgono al 34  e al 32 per cento.</p><p>Lo studio "Fighting climate change: international attitudes towards climate policies", condotto dall'OCSE nel 2022, insiste sull'importanza di divulgare informazioni corrette per contrastare il riscaldamento globale, fenomeno di cui sarebbe responsabile l'uomo solo secondo il 57 per cento dei tedeschi, contro il 73 per cento degli indiani. Si tratta di differenze che fanno riflettere.</p><p>Chiediamo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Cosa pensa il Consiglio federale di questa perdita di fiducia nella scienza a livello globale, soprattutto tra le giovani generazioni? Qual è la situazione in Svizzera? Quali sono le cause principali e quali potrebbero essere le conseguenze per la nostra società e la nostra economia?</p><p>2. Perché il nostro governo non ha partecipato all'indagine dell'OCSE di cui sopra? È disposto a impegnarsi in questo senso?</p><p>3. Il fatto che personaggi pubblici e partiti politici possano diffondere il loro scetticismo climatico senza alcuna restrizione, non rappresenta un problema? Si tratta semplicemente di una divergenza di opinioni rispetto alla comunità scientifica o è invece lo scetticismo climatico, che frenando una presa di coscienza da parte della popolazione, ostacola l'adozione di misure volte a preservare una temperatura globale sopportabile per il genere umano?</p><p>4. Così come l'incitamento all'odio, all'antisemitismo o al razzismo, punibili perché non rispettano i diritti umani e possono portare a episodi di violenza contro determinate persone, non dovrebbe essere perseguita anche la diffusione dello scetticismo climatico?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1., 3. e 4.: Per la nostra società, basata sulla democrazia, la lotta alla disinformazione rappresenta una delle sfide maggiori. Il fatto che la digitalizzazione stia cambiando le modalità di diffusione delle informazioni e delle conoscenze scientifiche rappresenta un'ulteriore sfida. La disinformazione può portare alla polarizzazione dell'opinione pubblica e minare la fiducia nelle istituzioni democratiche. Per questo motivo è fondamentale che ogni individuo abbia fin da giovane le competenze che gli permettono di distinguere le informazioni di qualità dalle "fake news". I giovani devono essere in grado di fruire delle informazioni e delle conoscenze scientifiche utilizzando un approccio critico e di utilizzare in maniera giudiziosa gli strumenti digitali in modo tale da potersi destreggiare autonomamente all'interno della società e del mondo del lavoro.</p><p>La formazione volta allo sviluppo sostenibile e all'educazione civica e digitale promuove la conoscenza interdisciplinare e l'acquisizione di competenze trasversali. Si tratta di tre ambiti integrati nei rispettivi programmi di studio quadro regionali per la scuola dell'obbligo, di competenza dei Cantoni, che si ripropongono poi nel livello secondario II e nella formazione terziaria.</p><p>Nel settore della formazione professionale, nel 2018 la Confederazione ha incaricato la Scuola universitaria federale per la formazione professionale (SUFFP) di integrare le competenze digitali nei corsi di formazione e aggiornamento dei docenti e dei dirigenti scolastici. A livello di scuole universitarie, tra il 2019 e il 2024 la Confederazione promuove il progetto di rafforzamento delle competenze digitali nell'insegnamento (Renforcement des digital skills dans l'enseignement) di swissuniversities. Infine, dal 2021 la Guida allo sviluppo sostenibile nella formazione professionale è a disposizione degli organi responsabili della formazione professionale di base e superiore.</p><p>Per quanto riguarda la piattaforma "Giovani e media", la Confederazione fornisce a genitori e insegnanti alcuni consigli<b></b>utili<b></b>per aiutare le nuove generazioni a sviluppare la propria capacità di pensiero critico nel mondo digitale. Nel quadro del mandato MINT 2021-2024 conferito dalla Confederazione alle Accademie svizzere delle scienze, queste ultime organizzano eventi nelle scuole e al di fuori, con l'obiettivo di sviluppare la capacità dei giovani di fare buon uso delle nuove tecnologie. Un altro progetto realizzato per sensibilizzare i bambini e i giovani sull'importanza di agire in modo responsabile è "Storie di quotidianità digitale" (www.websters.swiss), pubblicizzato in tutta la Svizzera, soprattutto nelle scuole. La Confederazione sostiene anche il Centro di competenza per la sostenibilità éducation21, che lavora per diffondere l'educazione allo sviluppo sostenibile nelle scuole dell'obbligo e nel livello secondario II. Attraverso Movetia, l'agenzia nazionale per la promozione degli scambi e della mobilità, la Confederazione sostiene le attività di vari attori del settore della formazione, che contribuiscono all'educazione civica.</p><p>Il monitoraggio politico svolto tramite easyvote nel 2022 dimostra che, dal 2019, è aumentata la percentuale di giovani che dichiarano di informarsi sugli sviluppi della politica almeno quotidianamente (19%; +9% dal 2019); è invece diminuita la percentuale di studenti che si affidano ai media e che li consultano meno di una volta a settimana o che non li consultano affatto (30%; -13% dal 2019).</p><p>Dal monitoraggio emerge inoltre che il cambiamento climatico rappresenta uno dei tre ambiti di maggiore interesse per i giovani.</p><p>Per quanto riguarda le piattaforme di comunicazione, il Consiglio federale ha deciso di rafforzare i diritti degli utenti di Internet in Svizzera e di chiedere maggiore trasparenza, senza comunque limitare gli effetti positivi che hanno sulla libertà di espressione. Ciò implica il bisogno di disposizioni giuridiche ad hoc. Tuttavia, non è prevista una regolamentazione della disinformazione. Il Consiglio federale ha incaricato il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) di preparare, in collaborazione con l'Ufficio federale di giustizia (UFG), un progetto da porre in consultazione entro la fine di marzo 2024.</p><p>2. Il Consiglio federale non è stato informato della suddetta indagine OCSE. Come già indicato al punto precedente, si impegna tuttavia a più livelli per combattere la disinformazione in generale e quella che riguarda le questioni climatiche in particolare.</p>  Risposta del Consiglio federale.