<h2>SubmittedText<h2><p>Il peso di un'automobile (cabriolet, familiare, berlina, 4x4 ...) dipende molto dalla velocità massima che può teoricamente raggiungere.</p><p>Più la velocità è elevata, maggiori sono le sollecitazioni a cui sono potenzialmente esposti numerosi dei suoi elementi (carrozzeria, sospensioni, freni, ruote, ecc.), che devono quindi essere rafforzati, risultando più pesanti.</p><p>Visto che in tutta Europa (salvo una parte - anche se vieppiù ridotta - della rete autostradale tedesca) la velocità è comunque limitata a circa 130 chilometri all'ora, la differenza di peso tra un'automobile progettata per non superare i 130 chilometri all'ora e una per circolare più velocemente è zavorra, un "peso morto" trasportato inutilmente.</p><p>Un primo calcolo indica che questa differenza si aggira mediamente sui 300 chilogrammi. Il maggior consumo di carburante che ne deriva è dell'ordine del 20 a 30 per cento.</p><p>Se la norma europea di omologazione precisasse che le automobili devono essere concepite tenendo conto del fatto che non supereranno mai i 130 chilometri all'ora, si potrebbe ottenere una riduzione del consumo di carburante del parco veicoli europeo del 20 a 30 per cento, senza incidere minimamente su abitabilità, sicurezza e comfort delle automobili né condizionare le abitudini di guida. </p><p>Si tratta probabilmente dell'unica misura in grado di raggiungere una simile riduzione delle emissioni di CO2 senza ricorrere a investimenti pubblici e tasse né modificare le abitudini degli utenti. Le automobili circolerebbero alla stessa velocità di oggi, ma alleggerite. Un'idea, quindi, che meriterebbe di essere approfondita.</p><p>E che se trovasse consenso, potrebbe poi essere proposta a livello europeo e costituirebbe un contributo importante alla riduzione delle emissioni di CO2, a cui i Paesi si sono impegnati.</p><p>Chiediamo pertanto al Consiglio federale di realizzare uno studio che ne analizzi in modo approfondito i vantaggi, soprattutto ambientali.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Analogamente all'UE, la Svizzera ha introdotto il 1° luglio 2012 norme sulle emissioni di CO2 per nuove autovetture, che obbligano gli importatori a ridurre in media a 130 grammi al chilometro, entro il 2015, quelle delle automobili immatricolate per la prima volta in Svizzera: in caso di superamento scattano le sanzioni.</p><p>La Strategia energetica 2050 della Confederazione prevede di portare il parametro, d'intesa con l'UE, a 95 grammi entro il 2020. Tali provvedimenti si sono sinora rivelati efficaci.</p><p>A ciò si aggiunge che la necessità di ridurre il peso dei veicoli è stata riconosciuta dagli stessi costruttori. I modelli recenti risultano in genere più leggeri dei loro predecessori e, grazie anche a questa caratteristica, hanno consumi più contenuti. Una tendenza che non corrisponde tuttavia ovunque alla realtà del mercato: negli ultimi anni, infatti, invece di diminuire, il peso a vuoto delle nuove vetture immatricolate in Svizzera è aumentato.</p><p>L'introduzione di una norma che preveda la taratura dei veicoli a una velocità massima di 130 chilometri all'ora in pratica non permetterebbe di ridurre le emissioni di CO2, in quanto le case automobilistiche continuerebbero a produrre gli stessi modelli e componenti, generalmente distribuiti su scala mondiale, senza modifica alcuna, limitandosi a bloccare solo elettronicamente la velocità di quelli destinati al mercato europeo. Questa soluzione non porterebbe quindi né a una riduzione del peso né, di conseguenza, a una diminuzione delle emissioni nocive. È lecito supporre che, essendo più leggeri, i veicoli consumerebbero e quindi inquinerebbero anche meno: come spiegato, tararne la velocità massima non consentirebbe tuttavia di raggiungere lo scopo del postulato. Uno studio sugli effetti della velocità limitata elettronicamente non fornirebbe pertanto alcun elemento utile in più.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.