<h2>SubmittedText<h2><p>Il rapporto pubblicato nel 2018 dall'ARE sui costi esterni e i benefici dei trasporti in Svizzera (Costi e benefici esterni dei trasporti in Svizzera. Trasporti stradali, ferroviari, aerei e per via d'acqua 2015) evidenzia elevati costi esterni, pari a 2280 milioni di franchi, per il traffico pesante (autocarri, autoarticolati e autobus). La Tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni (TTPCP) è uno strumento per internalizzare questi costi esterni. Secondo un'opinione diffusa, la questione dei costi esterni è stata risolta con la TTPCP. Tuttavia, con gli introiti di 950 milioni di franchi provenienti dalla TTPCP, viene internalizzata solo una piccola parte dei costi esterni a carico dell'ambiente e della salute nonché in termini di incidenti e di code. Restano così 1330 milioni di franchi di costi esterni non internalizzati che la società e l'ambiente devono assorbire. A ciò si aggiungono 186 milioni di franchi di costi infrastrutturali non coperti dovuti al traffico pesante. Complessivamente, i costi non coperti del traffico pesante su strada ammontano a 1516 milioni di franchi.</p><p>I costi esterni per gli autoarticolati e gli autocarri sono di circa 9,7 centesimi per tonnellata-chilometro. Grazie all'internalizzazione tramite la TTPCP è possibile compensare 3,1 centesimi per tonnellata-chilometro. Tuttavia, rimangono scoperti 6,6 centesimi per tonnellata-chilometro. Alla luce di quanto precede, chiediamo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale condivide l'opinione secondo cui per il traffico pesante bisognerebbe prevedere una compensazione più conforme al principio di causalità?</p><p>2. Il Consiglio federale non ritiene che sia necessario intervenire, alla luce della problematica dei costi esterni causati dal traffico pesante?</p><p>3. Quali misure intende adottare il Consiglio federale per contrastare i costi non coperti del traffico pesante su strada?</p><p>4. Considerati i costi non coperti, non sarebbe logico sfruttare appieno le possibilità offerte dall'Accordo sui trasporti terrestri almeno per quanto concerne la TTPCP?</p><p>5. In considerazione dei costi esterni relativamente elevati del trasporto merci su strada, l'intensificazione della politica di trasferimento modale non sarebbe una misura adeguata per mantenere in generale il più basso possibile i costi non coperti del trasporto merci?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. Secondo l'articolo 85 capoverso 1 della Costituzione svizzera e l'articolo 1 della legge sul traffico pesante (LTTP), la tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni deve far sì che, a lungo termine, il traffico pesante copra i costi d'infrastruttura ad esso imputabili e quelli a carico della collettività, per quanto esso non compensi già tali costi con altre prestazioni o tasse. Il Consiglio federale persegue quindi, tra l'altro anche attraverso la TTPCP, una compensazione più conforme al principio di causalità e l'applicazione della regola "chi inquina paga". I dati citati dall'autore dell'interpellanza considerano i costi esterni in base al tipo di trasporto. In questo modo si tiene conto anche delle code e dei costi causati nel comparto stradale e sostenuti da altri tipi di trasporto. Se si considerano soltanto i costi esterni causati fuori dal comparto stradale, il traffico pesante su gomma attualmente copre circa il 90 per cento dei costi. Il Consiglio federale intende in ogni caso continuare ad adoperarsi a favore di un rafforzamento del principio di causalità e di un aumento della copertura dei costi. </p><p>3./4. L'Accordo sui trasporti terrestri prevede la possibilità di verificare la TTPCP ogni due anni e di adeguarla a intervalli regolari. Anche nei prossimi anni il Consiglio federale intende procedere a un adeguamento, sfruttando i margini offerti in proposito dall'Accordo in modo da ottenere una maggiore copertura dei costi. Negli ultimi anni vi si è provveduto attribuendo le categorie di veicoli più inquinanti a classi tariffarie più care. Nel rapporto sul trasferimento del traffico del 2019, che sarà pubblicato quest'autunno, si illustreranno i possibili ulteriori sviluppi della TTPCP. </p><p>5. Il trasferimento del traffico merci transalpino dalla strada alla rotaia è e rimane un elemento fondamentale della politica svizzera dei trasporti e un obiettivo importante della Confederazione. Il trasferimento riduce i costi esterni del traffico merci. La TTPCP, Alptransit e le misure di accompagnamento forniscono già oggi un forte contributo in tal senso. Nel 2010, una volta ultimati la galleria di base del Ceneri e il corridoio di 4 metri, il traffico merci transalpino ferroviario disporrà di un'infrastruttura di notevole capacità, che gli consentirà di accrescere la propria competitività nei confronti della strada. L'infrastruttura sarà ulteriormente migliorata dai raccordi previsti a nord e a sud e dalla realizzazione di misure intese a permettere un utilizzo ottimale dei terminal presenti all'estero. </p><p>A differenza del traffico transalpino, la legge non prevede un esplicito mandato di trasferimento per quello interno, d'importazione e d'esportazione. Tuttavia, la TTPCP si applica anche a questi trasporti, conformemente al principio di non discriminazione. Con i decreti relativi alla revisione totale dalla legge sul trasporto di merci (14.036) il quadro legislativo è stato adeguato in modo da garantire uno sviluppo sostenibile del traffico merci e un'interazione efficiente con gli altri vettori.</p>  Risposta del Consiglio federale.