<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale sta attualmente negoziando accordi di libero scambio con la Malesia e l'Indonesia. Uno dei principali prodotti agricoli esportati da questi due Paesi è l'olio di palma. La progressiva estensione delle loro piantagioni di palma da olio è però causa di conflitti in relazione allo sfruttamento dei terreni e di una drastica riduzione della foresta e delle torbiere a danno della biodiversità e del clima. La distruzione ambientale in questi Paesi, che forniscono l'85 per cento della produzione mondiale di olio di palma, assume proporzioni crescenti, privando intere famiglie di contadini della loro fonte di sussistenza. Per di più, l'olio di palma è in diretta concorrenza con la nostra produzione nazionale di olio e grassi.</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quali disposizioni vengono integrate negli accordi di libero scambio per impedire che il commercio contribuisca alla distruzione della foresta e delle zone palustri? </p><p>2. Quali dichiarazioni d'intenti e meccanismi concreti vengono integrati negli accordi di libero scambio per garantire il rispetto di standard minimi internazionali come quelli della Round Table on Sustainable Palm Oil? Cosa fa il Consiglio federale per sostenere lo sviluppo secondo tali standard dei criteri e dei meccanismi di controllo ecologici e sociali, inclusi i meccanismi anti-corruzione?</p><p>3. Quali misure sono previste per incoraggiare i piccoli agricoltori a rispettare le norme di sostenibilità e consentire loro in tal modo di accedere al mercato evitando che siano svantaggiati rispetto alle grandi società?</p><p>4. In che modo gli accordi di libero scambio vengono rapportati all'attuale revisione della legge sulla protezione dell'ambiente nel quadro dell'economia verde (14.019)? Si cerca in quest'ambito di garantire, tramite misure economiche facoltative, accordi settoriali o disposizioni di ordinanze, la sostenibilità ambientale e sociale dell'olio di palma e di altri prodotti e materie prime?</p><p>5. Secondo il Consiglio federale, quali altri prodotti e materie prime sono da considerarsi ecologicamente e socialmente critici nel commercio con la Malesia e l'Indonesia e richiedono quindi particolari misure (ad es. standard ambientali per la produzione e la raccolta di legno, soia, cacao, caffè, caucciù, zucchero, riso, nonché norme sul lavoro nella produzione di tessili)?</p><p>6. Il Consiglio federale procede a un'analisi sistematica degli effetti degli accordi di libero scambio sullo sviluppo sostenibile (Sustainable Impact Assessments) in Svizzera, Malesia e Indonesia?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nel quadro dei negoziati di libero scambio con l'Indonesia e la Malesia, la Svizzera e i suoi partner dell'AELS hanno proposto disposizioni in materia di commercio e sviluppo sostenibile. Fra queste ultime figurano anche clausole che obbligano le parti (i) a rispettare le loro leggi concernenti la protezione dell'ambiente e le norme del lavoro e (ii) a non abbassare tali livelli di protezione allo scopo di creare un vantaggio competitivo o di attrarre investimenti stranieri. Altre disposizioni mirano al rispetto degli accordi multilaterali sull'ambiente ratificati dalle parti. Per quanto riguarda il legno, l'AELS ha proposto ai suoi partner negoziali disposizioni volte a ridurre le emissioni attraverso la lotta contro il taglio illegale di legname. Sono inoltre state avanzate proposte per promuovere la diffusione di beni, servizi e tecnologie utili allo sviluppo sostenibile, fra cui anche i beni e i servizi a favore di programmi o di label che promuovono metodi di produzione rispettosi dell'ambiente e delle norme sociali (come la certificazione Round Table on Sustainable Palm Oil, RSPO) o a favore del commercio equo.</p><p>2./3. Nell'ambito del programma svizzero di cooperazione allo sviluppo economico la SECO promuove da anni l'utilizzo di label e norme di sostenibilità nella produzione di materie prime rinnovabili provenienti dall'agricoltura. Per quanto concerne l'olio di palma, dal 2013 la SECO sostiene indirettamente gli sforzi della tavola rotonda RSPO cofinanziando (insieme al governo dei Paesi Bassi) l'iniziativa per il commercio sostenibile IDH. Nel quadro di questa iniziativa è in corso in Indonesia e in Malesia un programma di lavoro specifico per la filiera dell'olio di palma, che ha come principali obiettivi (i) l'aumento sostanziale della produzione certificata secondo i criteri RSPO, (ii) una maggiore tracciabilità della filiera e (iii) l'aumento dei redditi dei piccoli produttori. Altri progetti concreti sono finanziati dalla RSPO con il sostegno dell'iniziativa IDH per assistere i piccoli produttori nei passi da intraprendere in vista di una produzione sostenibile, ultimo dei quali la certificazione RSPO.</p><p>Il Consiglio federale ritiene che questo tipo di cooperazione sia il più adatto a promuovere il rispetto delle norme ambientali e sociali, compresi gli sforzi per combattere la corruzione. Il meccanismo di certificazione RSPO si fonda infatti su un elenco di otto principi di base, che vede al primo posto la trasparenza in conformità con la Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione.</p><p>4. Le proposte formulate dalla Svizzera e dai suoi partner dell'AELS nel quadro dei negoziati di libero scambio con l'Indonesia e la Malesia sono in linea con le misure discusse in sede di revisione della legge sulla protezione dell'ambiente in seguito all'iniziativa popolare "Economia verde" (14.019). L'attuazione del piano d'azione economia verde dovrebbe permettere di incrementare, tramite convenzioni sugli obiettivi concluse a titolo facoltativo, la domanda di olio di palma prodotto secondo i criteri RSPO.</p><p>5. Nei negoziati che la Svizzera e i suoi partner dell'AELS stanno conducendo con l'Indonesia e la Malesia l'olio di palma è, allo stato attuale del processo in corso, il prodotto più sensibile. Per quanto riguarda il legno, l'AELS ha proposto ai suoi partner negoziali disposizioni volte a ridurre le emissioni attraverso la lotta contro il taglio illegale di legname. I lavori di base dell'UFAM relativi alle materie prime hanno inoltre mostrato che, in generale, anche la produzione di soia, cacao, caffè, pesce, cotone, tessili di cotone e torba presenta delle difficoltà dal punto di vista ecologico. Con l'attuazione del piano d'azione Economia verde il Consiglio federale si impegna al fine di incrementare, tramite convenzioni sugli obiettivi concluse a titolo facoltativo, la domanda di materie prime prodotte secondo gli standard internazionali. Gli accordi di libero scambio con la Malesia e l'Indonesia non avranno tuttavia praticamente alcun impatto sulle importazioni dei prodotti summenzionati poiché questi (i) sono già stati liberalizzati sia secondo il sistema generale preferenziale (SGP) sia in base alla clausola della nazione più favorita (MFN) nel quadro dell'OMC, (ii) e/o non sono normalmente soggetti a concessioni da parte della Svizzera.</p><p>6. Il Consiglio federale non svolge studi d'impatto (Sustainability Impact Assessments) di ampia portata nel quadro di negoziazioni di accordi di libero scambio (cfr. in particolare mozione Sommaruga Carlo 09.3328; interpellanza Fehr Hans-Jürg 10.3928; interpellanza Quadranti 15.3130; interpellanza Friedl 15.3186). Intende però procedere, caso per caso, a studi d'impatto ambientale mirati secondo i criteri previsti dalla misura 6 del piano d'azione economia verde del Consiglio federale dell'8 marzo 2013. Nel caso della Malesia non sono stati commissionati studi di questo tipo. La SECO ha tuttavia esaminato, in collaborazione con gli uffici interessati, in che misura determinati prodotti potrebbero risultare sensibili e ha definito le posizioni negoziali del caso. Quanto all'Indonesia, l'opportunità di svolgere simili analisi sarà esaminata a tempo debito.</p>  Risposta del Consiglio federale.