<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'esempio delle iniziative tandem del Partito dei Verdi evidenzia proprio quanto sia </p><p>problematico disciplinare questa materia nel senso auspicato dalla mozione.</p><p></p><p>L'attribuzione delle due iniziative popolari a uno stesso dipartimento, decisa di fatto il 25 </p><p>novembre 1996, si rivelò in seguito impraticabile per ragioni tecniche e fu dunque </p><p>modificata con decisione del 1° dicembre 1997. Il Consiglio federale era dunque </p><p>intenzionato a trattare congiuntamente le due iniziative. Nell'ambito delle due iniziative in </p><p>materia energetica, che il Consiglio federale aveva proposto di respingere senza </p><p>contrapporre loro un controprogetto, vennero elaborati in Parlamento due controprogetti, </p><p>il secondo dei quali comportante un'imposizione di determinate energie nell'intento di </p><p>sgravare i costi accessori salariali. Il controprogetto, sottoposto a votazione popolare il </p><p>24 settembre 2000, non riuscì però a raccogliere le necessarie maggioranze di popolo e </p><p>Cantoni. Ebbene, questi controprogetti hanno indotto la Commissione del Consiglio </p><p>nazionale a rinviare l'esame dell'iniziativa popolare "Tassare l'energia e non il lavoro!".</p><p></p><p>Nel 1997 i termini per la trattazione da parte del Consiglio federale sono stati </p><p>notevolmente abbreviati. Le votazioni su iniziative popolari devono svolgersi entro nove </p><p>mesi dal voto finale dell'Assemblea federale. Di regola, per indire una votazione in </p><p>questo lasso di tempo sono al massimo disponibili due date. Negli anni delle elezioni è </p><p>disponibile una sola data. Per quanto concerne le iniziative popolari, il Consiglio federale </p><p>non ha pertanto più alcun margine di manovra per procedere a un "agenda setting".</p><p></p><p>Gli oggetti in votazione, sovente numerosi, creano talvolta problemi di calendario. Al fine </p><p>di evitare decisioni contraddittorie, le iniziative popolari che si contraddicono tra loro su </p><p>un determinato punto non devono essere poste in votazione alla stessa data. Questo </p><p>problema può essere considerevolmente acuito da iniziative tandem concernenti materie </p><p>differenti se su tali materie sono pendenti ulteriori iniziative aventi un orientamento </p><p>diverso.</p><p>3</p><p></p><p>L'autore della mozione chiede che eventuali deroghe alla regola secondo cui le iniziative </p><p>popolari depositate simultaneamente sono poste in votazione alla stessa data siano </p><p>subordinate al consenso del comitato che ha promosso tali iniziative. Nell'ambito </p><p>dell'iniziativa popolare "per accelerare la democrazia diretta", il Consiglio federale aveva </p><p>già dichiarato di essere contrario a un siffatto diktat dei comitati promotori. Ritiene tuttora </p><p>che disposizioni in tal senso sarebbero inopportune e che, se associate alla riduzione </p><p>dei termini di trattazione, si rivelerebbero persino fatali, poiché a seconda delle </p><p>circostanze non sarebbe più possibile evitare l'insorgere di contraddizioni in seno </p><p>all'ordinamento giuridico.</p><p></p><p>Le Camere federali stanno attualmente elaborando una nuova legge sul Parlamento. </p><p>Una soluzione nel senso auspicato nella mozione potrebbe se del caso essere adottata </p><p>in tale ambito. Una parte importante delle richieste dall'onorevole Baumann potrebbe </p><p>infatti essere soddisfatta stralciando l'articolo 28 della legge sui rapporti fra i Consigli, </p><p>relativo alla trattazione scaglionata di determinate iniziative popolari. Nell'ambito delle </p><p>deliberazioni parlamentari e delle votazioni popolari, questo consentirebbe anche al </p><p>Parlamento e al Consiglio federale di raggruppare maggiormente le iniziative popolari a </p><p>seconda dell'argomento in oggetto.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.