<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di legiferare in modo da garantire la presunzione d'innocenza quando un consumatore svolge compiti in passato effettuati da imprese nel quadro di transazioni e di assicurarsi che questo progresso tecnologico non peggiori le condizioni di lavoro degli impiegati.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Sul piano del diritto penale occorre precisare che il principio della presunzione d'innocenza e quello "in dubio pro reo" (nel dubbio, in favore dell'imputato), principi fondamentali di procedura penale espressamente sanciti in particolare nell'articolo 10 capoversi 1 e 3 del Codice di procedura penale svizzero (CPP; RS 312.0), sono applicabili anche al contesto descritto nella mozione, ossia quello in cui il consumatore esegue compiti in precedenza effettuati dalle imprese. Secondo il principio della presunzione d'innocenza, ognuno è presunto non colpevole fintanto che non sia stato dichiarato colpevole da una sentenza definitiva. Sul piano dell'apprezzamento delle prove, il principio "in dubio pro reo" implica che il giudice non può presupporre l'esistenza di un fatto sfavorevole all'imputato se esistono oggettivamente dubbi seri e insormontabili in merito a questo fatto. Questo principio implica inoltre che spetta all'accusa dimostrare la colpevolezza dell'imputato. I principi citati si applicano in particolare quando occorre stabilire gli elementi costitutivi, tra cui l'intenzione, del reato considerato. In tal modo le autorità di perseguimento penale determinano ad esempio se l'omissione da parte di un consumatore di scansionare un prodotto alla cassa è dovuta a un errore oppure se è intenzionale, il che può costargli una condanna per furto. Ovviamente, anche in questo contesto il fatto che la merce era nascosta o la persona in questione è già stata condannata per fatti simili può influire sulla determinazione dell'intenzione. Alla luce di quanto precede, non è opportuno modificare il diritto penale nel senso richiesto dall'autore della mozione. </p><p>Per quanto riguarda le condizioni lavorative, il Consiglio federale ha esaminato in maniera approfondita la digitalizzazione e i suoi effetti sul mercato del lavoro nel suo rapporto dell'8 novembre 2017 "Conséquences de la numérisation sur l'emploi et les conditions de travail: opportunités et risques (conseguenze della digitalizzazione sull'impiego e le condizioni di lavoro: opportunità e rischi, non disponibile in italiano)". Nelle situazioni trattate dalla mozione, l'automatizzazione tocca anzitutto l'impiego. I compiti eseguiti dai consumatori agli automatici sono tolti ai collaboratori, il che può comportare una riduzione dei posti. Diventano per contro necessari altri compiti, come l'assistenza o la sorveglianza dei clienti. Questi cambiamenti implicano modifiche, che possono essere regolate dal rapporto di lavoro tra l'impresa e gli impiegati nel quadro legale in vigore. Nemmeno in questo settore si impongono modifiche legislative.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.