<h2>SubmittedText<h2><p>L'articolo 32a capoverso 1 della legge federale sulla protezione dell'ambiente (LPAmb) stabilisce che "i cantoni provvedono affinché i costi di smaltimento dei rifiuti urbani, per quanto siffatto smaltimento sia stato loro attribuito, siano finanziati mediante emolumenti o altre tasse conformemente al principio di causalità". Tale articolo è stato ripreso dall'articolo 18 della legge cantonale di applicazione: "I comuni finanziano i costi sostenuti nel settore dei rifiuti mediante tasse conformi al principio di causalità." Il canton Ticino ha demandato ai comuni la raccolta e la separazione dei rifiuti urbani.</p><p>In risposta a un'interrogazione parlamentare del gruppo socialista del 20 aprile 2010, il Consiglio di Stato del canton Ticino ha precisato che, salvo Lugano, Stabio e Bioggio, tutti i comuni prelevano tasse causali per il finanziamento dei servizi di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani e che "il termine che lo scrivente Consiglio ha fissato ai comuni per l'adattamento dei regolamenti al principio di causalità è scaduto il 1° gennaio 2008". Sono quindi passati due anni e mezzo dal termine posto dalla Confederazione per applicare l'articolo 32a LPAmb. Il governo ticinese ha anche dichiarato di non voler intervenire in via sostitutiva mediante l'adozione e l'imposizione di un regolamento comunale conforme al principio di causalità, pur riconoscendo di averne la facoltà e che il suo intervento sostitutivo "deve tuttavia costituire l'ultima ratio. Lo scrivente Consiglio è infatti dell'opinione che, in un sistema come il nostro fondato sul rispetto dell'autonomia comunale e sulla collaborazione tra gli enti pubblici, debbano in ogni caso essere privilegiate la discussione politica e la ricerca di soluzioni condivise."</p><p>Vista la mancata applicazione dell'articolo 32a, capoverso 1 della legge federale in tre comuni ticinesi, chiedo al Consiglio federale:</p><p>1. Quanti e quali sono i comuni in Svizzera che non applicano l'articolo 32a LPAmb?</p><p>2. Cosa intende fare per obbligare i cantoni a far applicare l'articolo 32a della legge federale nei comuni inadempienti, onde garantire un'adeguata separazione dei rifiuti urbani, nonché la legalità e la parità di trattamento dei cittadini nel finanziamento dello smaltimento dei rifiuti in Svizzera?</p><p>3. Può fare pressione sui comuni inadempienti nell'applicare l'articolo 32a LPAmb, congelando sussidi e aiuti federali?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Secondo l'ultima rilevazione effettuata nel 2006 dall'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) sui modelli di finanziamento dello smaltimento dei rifiuti, il 72 per cento dei 2730 comuni censiti finanziava lo smaltimento dei propri rifiuti urbani mediante tasse conformi al principio di causalità. Il rimanente 28 per cento copriva i costi di smaltimento dei rifiuti con tasse indipendenti dalla quantità o tramite le imposte. Se le tasse commisurate alla quantità (tassa sul sacco) sono state introdotte nella maggior parte dei cantoni svizzero-tedeschi già negli anni 1990, tali tasse non sono ancora state introdotte o sono state introdotte solo in parte in alcuni cantoni della Svizzera romanda e nel canton Ticino.</p><p>L'obbligo generale dei cantoni di garantire un finanziamento conforme al principio di causalità dello smaltimento dei rifiuti urbani sancito dall'articolo 32a della legge del 7 ottobre 1983 sulla protezione dell'ambiente (LPAmb; RS 814.01) è in primo luogo una disposizione finanziaria. Contrariamente al diritto di applicazione delle altre norme sui rifiuti contemplate nella LPAmb, le disposizioni di applicazione dei cantoni relative all'articolo 32a LPAmb non devono peraltro essere approvate dalla Confederazione. Per tenere conto delle caratteristiche specifiche di regioni e comuni, ai cantoni è stato concesso un ampio margine discrezionale nella definizione del finanziamento dello smaltimento dei rifiuti urbani. Ai cantoni non è nemmeno stato imposto un termine per l'applicazione di questa disposizione. La Confederazione esercita quindi una supervisione limitata sull'applicazione della disposizione. Per ora la Confederazione non è infatti ancora intervenuta attivamente per la mancata esecuzione dell'articolo 32a LPAmb.</p><p>La Confederazione consiglia e sostiene tuttavia i cantoni nell'applicazione di tale articolo. A questo riguardo ha peraltro emanato una direttiva (Finanziamento conforme al principio di causalità dello smaltimento dei rifiuti urbani, 2001, UFAM). L'applicazione del diritto ambientale è di competenza delle autorità cantonali; gli interlocutori della Confederazione sono i cantoni e non i comuni. Di conseguenza, la Confederazione non può intervenire direttamente presso i comuni. I cantoni che hanno delegato ai comuni l'esecuzione dell'articolo 32a LPAmb devono da parte loro verificare l'attuazione del finanziamento conforme al principio di causalità a livello comunale.</p>  Risposta del Consiglio federale.