<h2>SubmittedText<h2><p>Il 28 febbraio 2020 il Consiglio federale ha adottato misure straordinarie per prevenire ed evitare la diffusione del coronavirus. Le manifestazioni che riuniscono più di 1000 persone sono state vietate almeno fino al 15 marzo. </p><p>La presente interpellanza non mette in discussione le misure sanitarie adottate, ma richiama l'attenzione sul fatto che tali misure possono avere gravi conseguenze socioeconomiche per le persone e le aziende direttamente interessate dall'annullamento di manifestazioni. Le informazioni richieste sotto servono per valutare l'impatto e definire le soluzioni da adottare al fine di evitare che le misure preventive applicate causino la perdita di posti di lavoro, il fallimento di imprese o la scomparsa di alcuni eventi.</p><p>1. Quanti eventi e manifestazioni sono interessati dalle misure straordinarie in Svizzera in questo periodo, ossia sono annullati o svolti a porte chiuse (p. es. competizioni sportive)?</p><p>2. A quanto sono stimati i costi di questa decisione (per ramo d'attività)?</p><p>3. La decisione del Consiglio federale può comportare fallimenti, soppressione di posti di lavoro o la scomparsa di eventi? In caso affermativo, quali misure sono previste per evitare queste ripercussioni (allentamento delle condizioni del lavoro ridotto, creazione di un fondo di indennizzo, ecc.)?</p><p>4. Per quale motivo il Consiglio federale ha autorizzato le stazioni, gli aeroporti e i treni a rimanere operativi, allorché anche questi luoghi riuniscono più di 1000 persone? Quali misure sono state adottate per ridurre i rischi in questi posti molto frequentati? </p><p>Inoltre, dato che il coronavirus non sarà purtroppo l'ultimo virus che la Svizzera dovrà affrontare:</p><p>5. Qual è il bilancio del Consiglio federale per questa misura (divieto di manifestazioni di più di 1000 persone)?</p><p>6. La Confederazione si sta muovendo per promuovere lo sviluppo di un vaccino? In caso affermativo, cos'ha intrapreso?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1.-3. Il Consiglio federale ha rafforzato gradualmente le misure volte a proteggere la popolazione dal coronavirus. Il 13 marzo è stato inasprito il divieto del 28 febbraio di organizzare grandi manifestazioni che riuniscono più di 1000 persone, vietando le manifestazioni con più di 100 persone. Dal 20 marzo sono vietati gli assembramenti di oltre cinque persone.</p><p>Non è possibile quantificare il numero di manifestazioni o eventi che, dal 28 febbraio, sono stati annullati o posticipati. A livello macroeconomico, nel suo aggiornamento fuori programma delle previsioni congiunturali del 23 aprile, il gruppo di esperti della Confederazione prevede per il 2020 il più importante crollo delle attività produttive dal 1975. Si presumono quindi perdite economiche significative nei rami interessati.</p><p>Il Consiglio federale ha adottato numerose misure per attenuare le conseguenze economiche dovute ai provvedimenti delle autorità (liquidità per aiutare le imprese, allentamenti ed estensioni nel settore dell'AD e del lavoro ridotto, indennità di perdita di guadagno per i lavoratori indipendenti, ecc.), di cui possono beneficiare anche gli operatori del settore delle manifestazioni.</p><p>Considerate le pesanti ripercussioni per il settore della cultura, oltre alle misure a favore dell'economica nel suo complesso il 20 marzo 2020 il Consiglio federale ha deciso di adottare anche misure di sostegno specifiche per attenuare l'impatto economico del coronavirus (COVID-19) in tale settore. L'ordinanza COVID cultura (RS 442.15) adottata a tal fine era limitata al 20 maggio 2020. Il 13 maggio 2020 il Consiglio federale ne ha prolungato la durata di validità fino al 20 settembre 2020.</p><p>Le restrizioni imposte per gli assembramenti e le manifestazioni hanno anche comportato la cancellazione o il rinvio di numerosi eventi sportivi nello sport di competizione - incluse le gare dei campionati di calcio e hockey su ghiaccio - e nello sport popolare. In tale contesto il 20 marzo 2020 il Consiglio federale ha deciso di adottare anche misure di accompagnamento nel campo dello sport (Ordinanza COVID-19 sport; RS 415.021). Questa ordinanza è valida fino al 20 settembre 2020. Il 13 maggio 2020 il Consiglio federale ha definito i parametri materiali e finanziari fondamentali per ulteriori misure di accompagnamento nel settore dello sport e per la trasposizione dell'ordinanza COVID-19 sport nel diritto ordinario.</p><p>4. Il Consiglio federale non ha limitato l'esercizio delle stazioni ferroviarie, dato che in questi luoghi i viaggiatori si incontrano solo molto brevemente e sono raramente in stretto contatto con altre persone. Non è invece questa la situazione ad esempio nel caso dei concerti.</p><p>Per evitare il rischio di contagio nei trasporti pubblici, l'Ufficio federale dei trasporti (UFT), in collaborazione con l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), ha emanato ulteriori raccomandazioni per l'utilizzo dei trasporti pubblici. Ai viaggiatori è stato chiesto di rispettare le norme igieniche e di distanza nonché di ridurre i viaggi per attività di svago ed evitare gli spostamenti nelle ore di punta. Sono state predisposte anche altre misure, come la raccomandazione di lavorare da casa. Di conseguenza, la frequentazione dei suddetti luoghi si è notevolmente ridotta.</p><p>5. È difficile valutare singolarmente l'effetto di una misura. Tuttavia, se si osserva quanto avvenuto all'estero, è risultato che le grandi manifestazioni hanno avuto un impatto non trascurabile sulla diffusione del coronavirus. Il Consiglio federale è pertanto convinto che questo divieto abbia contribuito in misura significativa a frenare la diffusione della malattia. Di conseguenza, nella sua seduta del 29 aprile, il Consiglio federale ha deciso di prolungare il divieto fino al 31 agosto 2020.</p><p>6. Sì, la Confederazione ha istituito un gruppo di lavoro composto da esperti interni ed esterni che opera affinché venga fornito un vaccino alla popolazione. Viene trattata anche la questione del sostegno della produzione di vaccini in Svizzera. Sono state previste le necessarie risorse finanziare.</p>  Risposta del Consiglio federale.