<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di sottoporre al Parlamento un progetto che preveda l'introduzione di meccanismi di controllo e di regolamentazione per gestire i flussi migratori provenienti dai Paesi dell'UE e da Paesi terzi, allo scopo di impedire un'immigrazione eccessiva in seguito alla libera circolazione delle persone.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale non condivide la valutazione della situazione da parte degli autori della mozione. Continua a essere dell'avviso che la libera circolazione delle persone, introdotta gradualmente nei confronti dell'UE, sia tutto sommato vantaggiosa per la Svizzera. Ritiene tuttavia indispensabile contrastare le conseguenze negative con gli strumenti a disposizione. Il Consiglio federale osserva molto attentamente l'evolversi dell'immigrazione dall'area UE in Svizzera. Il 4 dicembre ha condotto un dibattito sull'immigrazione dall'UE, constatando che il numero di permessi di dimora (B) e per dimoranti temporanei (L) rilasciati a lavoratori UE-17 e AELS è nettamente diminuito rispetto all'anno precedente. Dal 1° giugno al 30 novembre 2009 sono stati rilasciati 25 073 permessi B a cittadini UE-17 e AELS, ossia 8 040 in meno rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, il che corrisponde a una diminuzione del 24,3 per cento. Come previsto, il peggioramento della situazione del mercato si è tradotto con un certo ritardo in una diminuzione dell'immigrazione.</p><p>L'accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC) prevede già diversi meccanismi istituzionali di controllo e regolazione dell'immigrazione:</p><p>- ogni parte contraente può richiedere la convocazione straordinaria del comitato misto per la circolazione delle persone (art. 14 par. 4 ALC);</p><p>- all'articolo 10 paragrafo 4 l'ALC prevede una clausola di salvaguardia speciale (clausola valvola), in base alla quale la Svizzera può reintrodurre unilateralmente - e senza ritorsioni da parte dell'UE - contingenti per i lavoratori dipendenti e autonomi provenienti dall'UE fino a 12 anni dopo l'entrata in vigore dell'accordo, ossia fino al 2014 (UE-17, UE-8) o fino al 2019 (UE-2). Il Consiglio federale verificherà nuovamente nel giugno 2010 l'opportunità di ricorrere alla clausola valvola;</p><p>- all'articolo 14 paragrafo 2 l'ALC prevede inoltre la possibilità di fare ricorso alla clausola di salvaguardia generale. In caso di gravi difficoltà di ordine economico e sociale il Comitato misto si riunisce, su richiesta di una parte contraente, al fine di esaminare misure temporanee adeguate per porre rimedio alla situazione;</p><p>- secondo i protocolli I e II all'ALC, per i nuovi Stati membri (UE-8 e UE-2) si applicano misure transitorie. Durante i periodi di transizione continua ad aver luogo un controllo sistematico del mercato del lavoro (permessi di lavoro) e si applicano la priorità riservata ai lavoratori indigeni, il controllo preventivo dei salari e il contingentamento fino al 2011 (UE-8) o fino al massimo al 2016 (UE-2);</p><p>- l'immigrazione da Stati terzi viene infine regolata ancora più che in passato nel quadro della nuova legge federale sugli stranieri (LStr) grazie a una verifica sistematica del mercato del lavoro (priorità ai lavoratori indigeni, controllo dei salari e contingenti). Il Consiglio federale autorizza periodicamente i contingenti determinandone l'ammontare. Il 4 dicembre 2009 per gli Stati al di fuori dell'UE/AELS ha autorizzato in via provvisoria per l'anno in corso (2010) solo la metà dei contingenti (2000 dimoranti annuali; 3500 dimoranti temporanei).</p><p>Il Consiglio federale valuta i vantaggi e gli svantaggi dei summenzionati strumenti di controllo e regolazione. Nella primavera del 2010, quando esaminerà l'opportunità di ricorrere alla clausola di salvaguardia, discuterà di nuovo in merito a eventuali ulteriori misure. In questo contesto valuterà anche se e dove vi siano ulteriori margini di azione nell'esecuzione del diritto degli stranieri per regolare l'immigrazione e lottare contro eventuali abusi. </p><p>Diversi organi all'interno dell'amministrazione federale si occupano del controllo e della regolazione dell'immigrazione. Il gruppo di contatto "Libera circolazione delle persone" (sotto la direzione della SECO) si riunisce circa ogni tre mesi ed è composto da rappresentanti dell'amministrazione federale, dei cantoni e dei partner sociali. Anche la Commissione tripartita federale si riunisce circa una volta a trimestre e analizza l'attuazione delle misure accompagnatorie alla libera circolazione delle persone come pure della legge contro il lavoro nero (LLN). Attualmente questi organi effettuano un ampio controllo e un'analisi approfondita dell'immigrazione dall'area UE. Nel loro lavoro, si basano anche su rapporti redatti principalmente dall'Amministrazione. Ogni primavera viene pubblicato il rapporto redatto da SECO/UFM/UST sugli effetti della libera circolazione delle persone sul mercato del lavoro (Osservatorio del mercato del lavoro), che, oltre alle singole cifre dell'immigrazione dall'area UE/AELS e da Stati terzi, contiene analisi economiche sugli effetti della libera circolazione sull'economia e sul mercato del lavoro in Svizzera. La SECO pubblica inoltre, sempre in primavera, un rapporto sull'attuazione e l'esecuzione delle misure di accompagnamento alla libera circolazione delle persone; l'ultimo risale al 23 aprile 2009.</p><p>Considerata tale situazione, il Consiglio federale non ritiene attualmente né opportuno né adeguato presentare un progetto come quello richiesto nell'intervento.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.