<h2>SubmittedText<h2><p>Invito il Consiglio federale a presentare un rapporto sui provvedimenti da prendere in seguito al rapporto n. 20 del Seco "Tourismus Destination Schweiz: Preis und Kostenunterschiede zwischen der Schweiz und der EU", pubblicato in maggio 2003, al fine di ridurre il differenziale dei costi, in media più elevato del 30% in Svizzera rispetto ai Paesi dell'UE presi in esame, e di conferire così maggiore competitività al turismo svizzero. In particolare il rapporto dovrebbe concentrarsi su provvedimenti di incentivazione, finalizzati alla ristrutturazione del settore turistico e al trasferimento di competenze in materia di gestione.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel suo rapporto sulle strutture economiche del 2003, il Segretariato di Stato dell'economia (Seco) ha rilevato che la competitività del turismo svizzero, concentrata sull'esportazione, soffre soprattutto per l'elevato livello dei prezzi e dei costi in Svizzera.</p><p>Il Consiglio federale aveva già esposto questa problematica nel suo rapporto del 29 maggio 1996 sulla politica della Confederazione in materia di turismo (FF 1996 III 790), presentato alle Camere federali. In esso analizzava in maniera esaustiva le ragioni del calo della domanda nel settore del turismo alpino. Nel suo messaggio del 20 settembre 2002, concernente il miglioramento delle strutture e della qualità dell'offerta nel turismo svizzero (FF 2002 6379), il Consiglio federale ha esposto una strategia in materia di politica del turismo, corredata di una serie di provvedimenti in merito all'offerta e ai nuovi incentivi in favore del necessario promovimento del cambiamento strutturale.</p><p>Il 20 giugno 2003, adottando la legge che modifica il decreto federale concernente la promozione dell'innovazione e della collaborazione nel turismo e la legge federale sulla promozione del settore alberghiero, le Camere federali hanno creato le basi legali necessarie alla nuova politica del turismo. Esse hanno inoltre rilasciato dei fondi per la sua attuazione, per il periodo 2003-2007, attraverso l'adozione dei decreti corrispondenti.</p><p>Il programma applicabile al turismo prevede incentivi nei settori in cui è urgente intervenire. Un'iniziativa volta a sviluppare le qualifiche sul mercato del lavoro turistico favorisce non soltanto le competenze in materia di gestione, ma anche lo sviluppo di abilità specifiche. Il promovimento dell'innovazione e della collaborazione nel turismo permettono di creare nuovi centri di servizi e di migliorare le strutture del settore. Nel ramo alberghiero, che costituisce l'industria motrice del turismo, viene favorito il finanziamento di aziende valide a lungo termine. Parallelamente, si esaminano ora i mezzi per contribuire al rafforzamento economico delle strutture degli impianti di risalita nell'ambito della politica regionale.</p><p>La nuova politica in materia di turismo tende a sgravare le strutture turistiche, migliorandone tuttavia la produttività e permettendo loro di reggere alla concorrenza internazionale. Essa offre alle aziende del settore turistico svizzero nuove possibilità di superare il loro handicap, in termini di prezzi e di costi, che è stato evidenziato dal rapporto del Seco sulle strutture economiche. Inoltre il Consiglio federale si sforza già di abbassare il livello generale dei prezzi in Svizzera mediante la politica di crescita.</p><p>La nuova politica in materia di turismo è stata avviata. I provvedimenti di sostegno all'offerta sono entrati in vigore alla fine del 2003. Nel frattempo il Consiglio federale ha adottato, il 12 marzo 2004, un messaggio concernente la concessione di un aiuto finanziario a Svizzera Turismo per gli anni 2005-2009, il cui obiettivo è ottimizzare la commercializzazione delle offerte concorrenziali. I nuovi strumenti della politica in materia di turismo consentono di migliorare durevolmente le condizioni quadro del settore turistico svizzero.</p><p>Le aspettative formulate dall'autore del postulato sono quindi ampiamente rispettate. Si tratta ora di introdurre in maniera efficace le misure varate. Non è quindi necessario, allo stato attuale dei fatti, sottoporre un rapporto alle Camere federali.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.