<!DOCTYPE html> <html lang="it"><head><meta charset="utf-8"/></head><body><div class="content"> <a name="idp295952"></a><div class="big bold">Urteilskopf</div> <br/>112 V 280<br/><br/><br/><div class="paraatf">49. Estratto della sentenza del 31 ottobre 1986 nella causa Postizzi contro Cassa di compensazione VATI e Tribunale delle assicurazioni del Cantone Ticino</div> <div class="paraatf"></div> <a name="idp297296"></a> <a name="idp308416"></a><br/><div id="regeste" lang="de"> <div class="big bold">Regeste</div> <br/><div class="paraatf"><span class="artref">Art. 28 Abs. 1 IVG</span>, <span class="artref">Art. 28bis Abs. 2 IVV</span>: Härtefall. <div class="paratf">Für den <span class="artref">Art. 28bis IVV</span> ist das Einkommen von Bedeutung, welches der Versicherte aufgrund der konkreten Situation (tatsächlicher Arbeitsmarkt und besondere Gegebenheiten des Versicherten) unter bestmöglicher Ausnützung seiner restlichen Arbeitskräfte erzielen kann. </div> <div class="paratf">Insoweit <span class="artref">Art. 28bis Abs. 2 Satz 1 IVV</span> auf <span class="artref">Art. 28 Abs. 2 IVG</span> Bezug nimmt, ist er mit dem Begriff des Härtefalls i. </div> <div class="paratf">S. des <span class="artref">Art. 28 Abs. 1 IVG</span> nicht vereinbar und daher gesetzwidrig. </div> </div> </div> <a name="idp321200"></a> <br/><div> <a name="idp332176"></a><span class="big bold" id="erwaegungen">Erwägungen</span> <span class="small">ab Seite 281</span> </div> <br/><div class="paraatf"> <a name="page281"></a><div class="center pagebreak">BGE 112 V 280 S. 281</div> </div> <div class="paraatf">Estratto dai considerandi:</div> <br/><div class="paraatf"> <a name="idp334272"></a><span class="bold" id="consideration_1.">1. </span>Giusta l'<span class="artref">art. 28 cpv. 1 LAI</span> il diritto alla rendita intera è dato quando l'assicurato è invalido per almeno due terzi e il diritto alla mezza rendita quando egli è invalido per almeno la metà. Nei casi rigorosi, la mezza rendita può già essere assegnata quando l'assicurato è invalido per almeno un terzo.</div> <div class="paraatf">Secondo la giurisprudenza che si applica alle decisioni rese prima del 1o gennaio 1984, ossia fino all'entrata in vigore del nuovo <span class="artref">art. 28bis OAI</span>, è dato il caso di rigore economico ai sensi dell'art. 28 cpv. 1 seconda frase LAI, qualora l'assicurato affetto da un'invalidità di un terzo almeno ma inferiore alla metà non sia in grado di conseguire, pur utilizzando al meglio le sue superstiti energie lavorative, gli estremi del reddito stabilito giusta l'<span class="artref">art. 2 LPC</span>. Il calcolo del reddito deve essere determinato applicando per analogia i disposti della LPC, segnatamente gli art. 3 e 4, quando si precisi che un'eventuale rendita per caso di rigore non è da prendere in considerazione quale elemento del reddito (<a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/clir/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=9&amp;from_date=&amp;to_date=&amp;from_year=1986&amp;to_year=1986&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;from_date_push=&amp;top_subcollection_clir=bge&amp;query_words=&amp;part=all&amp;de_fr=&amp;de_it=&amp;fr_de=&amp;fr_it=&amp;it_de=&amp;it_fr=&amp;orig=&amp;translation=&amp;rank=0&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F108-V-220%3Ade&amp;number_of_ranks=0&amp;azaclir=clir#page221">DTF 108 V 221</a> consid. 2 e le sentenze ivi citate).</div> <div class="paraatf">Secondo il diritto in vigore dal 1o gennaio 1984 esiste un caso rigoroso ai sensi dell'<span class="artref">art. 28 cpv. 1 LAI</span> se l'assicurato è invalido per almeno un terzo e se il suo reddito non raggiunge il limite fissato nell'<span class="artref">art. 42 cpv. 1 LAVS</span> (<span class="artref">art. 28bis cpv. 1 OAI</span>). È determinante il reddito che l'assicurato potrebbe conseguire come invalido, secondo l'<span class="artref">art. 28 cpv. 2 LAI</span>. Esso è stabilito secondo le norme degli <span class="artref"><artref id="CH/831.101/56" type="start"></artref>art. 56-62 OAVS</span><artref id="CH/831.101/62" type="end"></artref>. In deroga all'<span class="artref">art. 60 cpv. 2 OAVS</span>, al reddito è aggiunto un decimo della sostanza computabile. Vengono conteggiati i due terzi di questo totale (<span class="artref">art. 28bis cpv. 2 OAI</span>). Un'eventuale rendita per casi rigorosi non è conteggiata nel reddito (<span class="artref">art. 28bis cpv. 3 OAI</span>).</div> <br/><div class="paraatf"> <a name="idp359952"></a><span class="bold" id="consideration_2.">2. </span>a)...</div> <div class="paraatf">b) Per il periodo di tempo disciplinato dalla nuova normativa vigente dal 1o gennaio 1984, il ricorrente in sostanza si prevale del fatto secondo cui sarebbe da conferire un'interpretazione diversa all'<span class="artref">art. 28 cpv. 1 LAI</span> a seconda che tale disposto si applichi nell'ambito della valutazione del grado d'invalidità o dell'esame relativo al caso di rigore. In particolare egli sostiene che con l'introduzione dell'<span class="artref">art. 28bis OAI</span> si intendeva tener conto della possibilità reale di un parziale reinserimento dell'invalido in rapporto alla sua condizione di età e di formazione professionale, nonché alla situazione effettiva del mercato del lavoro nel <a name="page282"></a><div class="center pagebreak">BGE 112 V 280 S. 282</div>cantone di residenza o comunque nell'ambiente entro il quale è chiamato a operare.</div> <br/><div class="paraatf"> <a name="idp366688"></a><span class="bold" id="consideration_3.">3. </span>Né il testo legale né relative regole di esecuzione definiscono il concetto del caso di rigore di cui all'<span class="artref">art. 28 cpv. 1 LAI</span>. Dalla costante giurisprudenza deve però essere desunto che intenzione del legislatore era stato di tenere in considerazione la concreta situazione e le circostanze particolari dell'assicurato le quali, pur utilizzando egli al meglio le sue superstiti energie lavorative, lo impediscono di sovvenire al proprio sostentamento malgrado il fatto che il suo grado d'invalidità sia inferiore alla metà (STFA 1962 pag. 79 seg., 1969 pag. 171 consid. 3; RCC 1983 pag. 253 consid. 1). È invece incorso in un errore l'Ufficio federale delle assicurazioni sociali nella misura in cui ha indicato, in merito all'<span class="artref">art. 28bis OAI</span> (RCC 1983 pag. 411), che la nuova norma riflette l'attuale prassi giudiziaria. Per l'<span class="artref">art. 28bis OAI</span> è di rilievo, a causa del richiamo dell'<span class="artref">art. 42 cpv. 1 LAVS</span> indicato al primo capoverso e degli <span class="artref"><artref id="CH/831.101/56" type="start"></artref>art. 56-62 OAVS</span><artref id="CH/831.101/62" type="end"></artref> menzionati al secondo, il reddito che l'assicurato può, utilizzando al meglio le sue superstiti energie lavorative, effettivamente ottenere in base alla concreta situazione del caso. Il contemporaneo richiamo dell'<span class="artref">art. 28 cpv. 2 LAI</span> contenuto nell'<span class="artref">art. 28bis cpv. 2 OAI</span>, disposto legale che non prende in considerazione il reddito effettivo né tien conto dell'assenza di un'occupazione lucrativa per ragioni estranee all'invalidità, bensì prevede il confronto di redditi ipotetici conseguibili su un mercato del lavoro equilibrato, risulta pertanto incompatibile con il concetto del caso di rigore ai sensi dell'<span class="artref">art. 28 cpv. 1 LAI</span>. Ne consegue che, nella misura in cui l'art. 28bis cpv. 2 prima frase OAI fa riferimento all'<span class="artref">art. 28 cpv. 2 LAI</span>, esso non è conforme alla legge.</div> </div></body></html>