<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di creare le condizioni per un impiego mirato, efficiente e non ostacolato da barriere giuridico-formali della videosorveglianza per garantire la prevenzione efficace e il perseguimento della criminalità e in particolare della criminalità violenta e del vandalismo. La protezione dei dati deve essere assicurata tramite prescrizioni adeguate in materia di conservazione e accesso. Il Consiglio federale è incaricato soprattutto di:</p><p>1.verificare la legislazione federale alla ricerca di disposizioni che impediscono l'impiego efficiente della videosorveglianza e proporre eventuali modifiche;</p><p>2. obbligare l'Amministrazione federale e le imprese concessionarie della Confederazione a soddisfare le richieste motivate, avanzate dalle autorità cantonali e comunali di polizia, di videosorvegliare i loro immobili;</p><p>3. istituire una base legale generale che permetta ai proprietari di immobili, ai cantoni e ai comuni di proteggere dalla criminalità e dal vandalismo i propri immobili attraverso la videosorveglianza;</p><p>4. creare una base legale che permetta di utilizzare immagini ottenute con mezzi legali per garantire il perseguimento efficace di crimini e delitti;</p><p>5. creare le basi per un uso efficiente della videosorveglianza nella lotta contro la criminalità e metterle a disposizione dei cantoni e del comuni.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La videosorveglianza nei luoghi pubblici è stata trattata in modo approfondito nel rapporto del DFGP sulla videosorveglianza quale misura di sicurezza in stazioni, aeroporti e altri luoghi pubblici (qui di seguito rapporto). Il rapporto, pubblicato il 28 settembre 2007, ha esaminato tutte le questioni rilevanti, fra cui la protezione dei dati e dei diritti fondamentali. Esso afferma che la videosorveglianza costituisce uno strumento adeguato per combattere la criminalità, che tuttavia le basi giuridiche non sono omogenee e rileva dove è necessario intervenire. Nella risposta all'interpellanza Kiener Nellen (08.3940) il Consiglio federale si è detto disposto a mettere in pratica le raccomandazioni formulate nel rapporto, aggiungendo che, in virtù dell'articolo 57 della Costituzione federale, la Confederazione e i cantoni sono responsabili della videosorveglianza nelle rispettive sfere di competenza e che la Confederazione non può interferire nella sovranità cantonale in materia di polizia basandosi esclusivamente sulla propria competenza di coordinamento. Le modalità di adempimento dei compiti, la normativa in materia e la sua applicazione, incluso il controllo, rientrano pertanto nella responsabilità dei cantoni.</p><p>Per i motivi di ordine costituzionale sopra descritti, non si può incaricare l'Amministrazione federale di occuparsi della videosorveglianza al posto dei cantoni. La Confederazione non può nemmeno istituire una base legale che consenta ai proprietari di immobili, ai cantoni e ai comuni di proteggere i propri edifici dalla criminalità e dal vandalismo ricorrendo alla videosorveglianza.</p><p>Mediante l'articolo 55 (non ancora in vigore) della legge sul trasporto di viaggiatori del 20 marzo 2009 (disegno sottoposto a referendum: FF 2009 1733) e l'articolo 16b della versione modificata il 20 marzo 2009 della legge federale del 20 dicembre 1975 sulle ferrovie (FF 2009 1706), la Confederazione ha istituito le basi legali per la videosorveglianza da parte delle imprese titolari delle concessioni nei trasporti pubblici. Conformemente alla proposta del Consiglio federale, le imprese sono libere di scegliere se vogliono installare sistemi di videosorveglianza nei propri edifici o mezzi di trasporto, poiché sono maggiormente in grado di determinarne la necessità. Pertanto il Consiglio federale è contrario a una modifica di questa recente decisione.</p><p>Nei processi penali si possono già oggi utilizzare immagini acquisite legalmente. Basandosi sul principio del libero apprezzamento delle prove il giudice decide se impiegarle o meno. La legge federale sulla protezione dei dati non si applica ai procedimenti penali in corso (art. 2 cpv. 2 lett. c LPD). Pertanto la protezione dei dati non impedisce di impiegare nel corso di un processo penale delle immagini acquisite legalmente. Come già spiegato, spetta ai Cantoni istituire eventuali basi giuridiche mancanti e quindi legalizzare le registrazioni video in luoghi pubblici.</p><p>La lacuna a livello federale indicata nel rapporto è stata colmata il 1° ottobre 2004 prolungando da 24 ore a 14 giorni la troppo rigida durata di conservazione delle registrazioni video eseguite dal Servizio federale di sicurezza (SFS) che, in virtù della legge federale sulle misure per la salvaguardia della sicurezza interna (LMSI, RS 120), sorveglia soprattutto gli edifici della Confederazione esposti a rischi. Inoltre, nel contesto del progetto con cui si sta elaborando una legislazione in materia di polizia della Confederazione, s'intende istituire una base legale nuova e concreta per la videosorveglianza eseguita dal SFS. In tal modo la Confederazione crea, nel rispetto delle proprie competenze sancite dalla Costituzione, le condizioni quadro necessarie per un impiego efficace della videosorveglianza.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.