B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i ch t T ri b u n a l ad m i n i s t r a t i f f éd é r a l T ri b u n a l e am m i n i s t r a t i vo f e d e r a l e T ri b u n a l ad m i n i s t r a t i v fe d e r a l Corte IV D-4314/2024 S e n t e n z a d e l 1 6 l u g l i o 2 0 2 4 Composizione Giudice Giulia Marelli, giudice unica, con l'approvazione della giudice Yannick Antoniazza-Hafner; cancelliere Salvatore Crisogianni. Parti A._______, nata il (…), Etiopia, (…), ricorrente, contro Segreteria di Stato della migrazione (SEM), Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore. Oggetto Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (procedura Dublino - art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi); decisione della SEM del 3 luglio 2024 / N (…). D-4314/2024 Pagina 2 Visto: la domanda di asilo che A._______ ha presentato in Svizzera l'11 marzo 2024, l'estratto del sistema centrale d’informazione sui visti "CS -VIS" del 13 marzo 2024, dal quale risulta che la richiedente ha ottenuto un visto Schen- gen di tipo C dalle autorità spagnole il (…) novembre 2023, valido dal (…) dicembre 2023 al (…) febbraio 2024, la procura del 15 marzo 2024, conferita dall’interessata alla Protezione giu- ridica della Regione (…), il colloquio personale del 25 marzo 2024, che conformemente all'art. 5 del Regolamento (UE) n. 604/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 stabilisce i criteri e i meccanismi di d eterminazione dello Stato membro competente per l'esame di una domanda di protezione in- ternazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo o da un apolide (rifusione; Gazzetta ufficiale dell'Unione euro- pea [GU] L 180/31 del 29 giugno 2013; di seguito: Regolamento Dublino III), lo svolgimento di un'audizione tratta di esseri umani (TEU) il 19 aprile 2024 con la richiedente, nell’ambito della quale è stato concesso all’interessata il diritto di essere sentito in merito alla possibile competenza della Spagna per lo svolgimento della procedura di asilo e di allontanamento in virtù del Regolamento Dublino III, la costatazione della SEM in tale sede di alcuni indizi atti a dimostrare che l’interessata potrebbe esser stata vittima di un reato connesso alla tratta di essere umani e la conseguente concessione di un periodo di riflessione e recupero di 30 giorni, dal 19 aprile 2024 al 19 maggio 2024, ai sensi dell’art. 13 della Convenzione del 16 maggio 2005 sulla lotta contro la tratta di es- sere umani (Conv. tratta; RS 0.311.543), la richiesta del 25 aprile 2024 di presa in carico della richiedente presentata dalla Segreteria di Stato della migrazione (di seguito: SEM) alle competenti autorità spagnole fondata sull'art. 12 par. 4 Regolamento Dublino III, con la quale queste ultime sono state pure informate in merito al fatto che la ri- chiedente è stata identificata quale potenziale vittima TEU, D-4314/2024 Pagina 3 la conferma di ricezione della medesima data della suddetta richiesta da parte delle autorità spagnole tramite il Proof of delivery (POD), la mancata risposta delle autorità spagnole, la dichiarazione della richiedente del 17 maggio 2024, al termine del pe- riodo di riflessione di 30 giorni, con la quale ella ha acconsentito ad essere contattata dall’autorità di perseguimento penale qualora dovesse risultare necessario, la costatazione della SEM del 21 maggio 2024, secondo la quale nel caso in oggetto non a vrebbe avuto luogo alcuna trasmissione di informazioni all’Ufficio federale di polizia (FEDPOL) a causa di informazioni mancanti in merito all’autore e al luogo del possibile sfruttamento, la visita medica a cui l’interessata è stata sottoposta in data 31 marzo 2024, la decisione della SEM del3 luglio 2024, notificata il giorno seguente, me- diante la quale dett a Segreteria non è entrat a nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 31a cpv. 1 lett. b della legge sull’asilo del 26 giugno 1998 (LAsi; RS 142.31) e ha pronunciato il trasferimento dell'interessata verso la Spagna, la dichiarazione del 4 luglio 2024 di rinuncia al mandato di rappresentanza da parte della Protezione giuridica della Regione (…), il ricorso dell'8 luglio 2024 (cfr. timbro del plico raccomandato; data d'en- trata: 9 luglio 2024), inoltrato dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) contro la menzionata decisione della SEM, con il quale la ricorrente ha chiesto l'entrata nel merito della sua domanda d'asilo e che la sua procedura venga trattata in Svizzera; contestualmente, ella ha chiesto la concessione dell'assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versamento delle spese di giudizio, e dell'effetto sospensivo al ricorso, e considerato: che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA ; RS 172.021), dalla legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LT AF; RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF; RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi), D-4314/2024 Pagina 4 che presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 3 LAsi) contro una deci- sione in materia di asilo della SEM (art . 6 e 105 LAsi; art. 31‒33 LTAF), il ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, art. 48 cpv. 1 lett. a‒c e art. 52 PA e occorre pertanto entrare nel merito del gravame, che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, sono decisi in procedura semplificata (art. 111a LAsi) dalla giudice unica, con l'approvazione di un second o giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la deci- sione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi), che giusta l'art. 111a cpv. 1 LAsi, il Tribunale rinuncia allo scambio di scritti, che in sede di colloquio Dublino, riguardo al riscontro della banca dati eu- ropea “CS-VIS”, l’interessata ha affermato di non aver saputo niente del suddetto visto rilasciatole dalle autorità spagn ole prima di esserne stata informata dal rappresentante legale in Svizzera, che in sede di audizione TEU, ella ha indicato di non voler fare ritorno in Spagna poiché sarebbe stata costretta da i suoi sfruttatori e non avrebbe mai pensato di recarvisi al fine di domandare asilo; che ella avrebbe piut- tosto ritenuto di far valutare la sua situazione dalle autorità svizzere ; che inoltre, la signora che l’avrebbe sfruttata potrebbe cercarla ancora e farla uccidere tramite qualcuno, che nella querelata decisione, l'autorità inferiore ha constatato la compe- tenza della Spagna per la trattazione della domanda d'asilo e di allontana- mento; che in seguito è stata esclusa la sussistenza di carenze sistemiche ai sensi dell'art. 3 par. 2 Regolamento Dublino III o di un rischio di tratta- menti contrari agli artt. 3 o 4 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali del 4 novembre 1950 (CEDU, RS 0.101) o di violazione del principio del divieto di respingimento; che altresì, n on sussisterebbero motivi che giustificherebbero l'applicazione dell'art. 16 par. 1 Regolamento Dublino III o della clausola di sovranità ai sensi dell'art. 17 par. 1 Regolamento Dublino III e dell'art. 29a cpv. 3 dell'Ordinanza 1 sull'asilo relativa a que stioni procedurali dell'11 ago- sto 1999 (OAsi 1, RS 142.311); che essendo la Spagna uno Stato di diritto con un'autorità di polizia funzionante e in grado di offrire la protezione ade- guata, in caso di necessità, l’interessata potrebbe rivolgersi alle autori tà spagnole preposte; che infine, i suoi problemi medici non sarebbero ostativi al trasferimento, D-4314/2024 Pagina 5 che in sede di ricorso, l’insorgente contesta la competenza della Spagna per lo svolgimento della procedura d’asilo, in quanto sarebbe venuta diret- tamente in Svizzera per chiedere asilo; che nel suo caso sarebbe da appli- care la clausola discrezionale ai sensi dell'art. 17 par. 1 Regolamento Du- blino III poiché in Spagna sarebbe in serio pericolo la sua incolumità fisica e psicologica; che inoltre, anche la sua situazione di salute risulterebbe essere ostativa al trasferimento, che giusta l'art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi, di norma non si entra nel merito di una domanda di asilo se il richiedente può partire alla volta di uno Stato terzo cui compete, in virtù di un trattato internazionale, l'esecuzione della procedura di asilo e allontanamento, che prima di applicare la precitata disposizione, la SEM esamina la com- petenza relativa al trattamento di una domanda di asilo secondo i criteri previsti dal Regolamento Dublino III, che se in base a questo esame è individuato un altro Stato quale respon- sabile per l'esame della domanda di asilo, la SEM pronuncia la non entrata nel merito previa accettazione, espressa o tacita, della domanda di presa o ripresa in carico del richiedente l’asilo da parte dello Stato in questione (cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 6.2), che ai sensi dell'art. 3 par. 1 Regolamento Dublino III, la domanda di pro- tezione internazionale è esaminata da un solo Stato membro, ossia quello individuato in base ai criteri enunciati al capo III (art. 7–15), che la determinazione dello Stato membro competente avviene sulla base della situazione esistente al momento in cui il richiedente ha presentato domanda di protezione internazionale (art. 7 par. 2 Regolamento Dublino III), che nel caso di una procedura di presa in carico (inglese: take charge), viene effettuato un esame ai fini della determinazione dello stato membro competente secondo i criteri previsti al capo III (cfr. DTAF 2017 VI/5 con- sid. 6.2 e 8.2.1), che giusta l'art. 3 par. 2 Regolamento Dublino III, qualora sia impossibile trasferire un richiedente verso lo Stato membro inizialmente designato come competente in quanto si hanno fondati motivi di ritenere che sussi- stano delle carenze sistemiche nella procedura di asilo e nelle condizioni di accoglienza dei richiedenti, che implichino il rischio di un trattamento D-4314/2024 Pagina 6 inumano o degradante ai sensi dell'art. 4 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea (di seguito: CartaUE), lo Stato membro che ha avviato la procedura di determinazione dello Stato membro competente prosegue l'esame dei criteri di cui al capo III per verificare se un altro Stato membro possa essere designato come competente, che lo Stato membro competente in forza del presente regolamento è te- nuto a prendere in carico – in ossequio alle condizioni poste agli art t. 21, 22 e 29 Regolamento Dublino III – un cittadino di un paese terzo o un apo- lide che ha presentato domanda in un altro Stato membro ( art. 18 par. 1 lett. a Regolamento Dublino III), che se il richiedente è titolare di un visto in corso di validità, lo Stato mem- bro competente per l’esame della domanda di protezione internazionale è quello che ha rilasciato il visto (art. 12 par. 2 Regolamento Dublino III); che lo stesso vale se il richiedente è titolare di uno o più visti scaduti da meno di sei mesi che gli avevano effettivamente permesso l’ingresso nel territorio di uno Stato membro, fino a che il richiedente non abbia lasciato i territori degli Stati membri (art. 12 cpv. 4 Regolamento Dublino III), che nel caso di specie, dall'estratto "CS-VIS" risulta che la ricorrente aveva ottenuto un vi sto per entrate multiple nello Spazio Schengen , rilasciato dalla Spagna il (…) novembre 2023; che tale visto, valido dal (…) dicembre 2023 al (…) febbraio 2024 (cfr. atto SEM 8/1), è scaduto da meno di sei mesi e aveva effettivamente permesso alla ricorrente l’ingresso nel territo- rio di uno Stato membro; che ella dalla Spagna si è recata in Francia e in seguito in Svizzera, senza dunque lasciare i territori degli Stati membri, che la richiesta di presa in carico presentata dalla SEM è stata tacitamente accettata dalle autorità spagnole competenti in applicazione dell'art. 22 par. 7 Regolamento Dublino III, che di conseguenza, la competenza della Spagna è di principio data, che a titolo abbondanziale, il Tribunale rammenta che il Regolamento Du- blino III non offre il diritto ai richiedenti l'asilo di scegliere autonomamente lo Stato nel quale la loro domanda d'asilo verrà esaminata (cfr. DTAF 2010/45 consid. 8.3), che proseguendo con l'esame, nel caso di specie, non si giustifica l'appli- cazione dell'art. 3 par. 2 2a frase Regolamento Dublino III visto che non vi D-4314/2024 Pagina 7 sono fondati motivi per ritenere che in Spagna sussistano carenze sistemi- che ai sensi dell'art. 4 CartaUE, che il Paese in questione è legato alla CartaUE e firmatario della CEDU, della Convenzione del 10 dicembre 1984 contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti (Conv. tortura, RS 0.105), della Convenzione del 28 luglio 1951 sullo statuto dei rifugiati (Conv. rifugiati, RS 0.142.30), oltre che del relativo Protocollo aggiuntivo del 31 gennaio 1967 (RS 0.142.301) e ne applica le disposizioni, che la presunzione secondo cui la Spagna rispetti le disposizioni sopraci- tate così come la sicurezza dei richiedenti l'asilo, in particolare il diritto alla trattazione della propria domanda secondo una procedura giusta ed equa e una protezione conforme al diritto internazionale ed europeo (cfr. direttiva 2013/32/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 recante procedure comuni ai fini del riconoscimento e della revoca dello status di protezione internazionale [di seguito: direttiva procedura]; direttiva 2013/33/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 recante norme relative all'accoglienza dei richiedenti protezione internazio- nale [di seguito: direttiva accoglienza]) non è stata rovesciata da ll’insor- gente, che resta ancora da stabilire se, come richiesto dalla ricorrente, nel suo caso trovi applicazione la clausola di sovranità, che giusta l'art. 17 par. 1 Regolamento Dublino III ("clausola di sovranità"), in deroga ai criteri di competenza sopra definiti, ciascuno Stato membro può decidere di esaminare una domanda di protezione internazionale pre- sentata da un cittadino di un paese terzo o da un apolide, anche se tale esame non gli compete, che tale disposizione è concretizzata in diritto interno svizzero dall'art. 29a cpv. 3 OAsi 1, secondo il quale se "motivi umanitari" lo giustificano la SEM può entrare nel merito della domanda anche qualora giusta il Regolamento Dublino III un altro Stato sarebbe competente per il trattamento della stessa, che nell'applicazione dell'art. 29a cpv. 3 OAsi 1 la SEM dispone di potere di apprezzamento (cfr. DTAF 2015/9 consid. 7 seg.); che al contrario, se il trasferimento del richiedente nel paese di destinazione contravviene ad una norma imperativa del diritto internazionale, tra cui quelle della CEDU, l'autorità inferiore è obbligata ad applicare la clausola di sovranità e a D-4314/2024 Pagina 8 entrare nel merito della domanda d'asilo e il Tribunale dispone di potere di controllo al riguardo (cfr. DTAF 2015/9 consid. 8.2.1), che non vi sono sufficienti e concreti elementi che permettano di ritenere che le suddette autorità non rispetterebbero il principio del divieto di respin- gimento e verrebbero dunque meno all'ossequio degli obblighi internazio- nali, che essendo la Spagna uno stato di diritto con un sistema giudiziario fun- zionante, nulla permette di ritenere che l’insorgente non possa far valere i suoi diritti di fronte alle istanze superiori in tale Paese – e perfino adire alla Corte europea dei diritti dell'uomo (Corte EDU) – se ritiene che la sua do- manda d'asilo non venga valutata in modo corretto, che allo stesso modo, come a giusto titolo rilevato dalla SEM nella deci- sione impugnata, i presunti sfruttatori della ricorrente non hanno verosimil- mente alcuna possibilità di contattarla in futuro; che tuttavia, in caso di ne- cessità, ella potrà rivolgersi alle autorità spagnole e denunciare eventuali minacce o maltrattamenti; che va infine sottolineato che la Spagna ha rati- ficato la Conv. tratta, che agli atti non figurano elementi tali da indurre a concludere che un tra- sferimento nello Stato in questione esporrebbe la ricorrente – dopo aver presentato una domanda d'asilo in tale Paese – al rischio di essere privata del sostentamento minimo e di subire dell e condizioni di vita indegna in violazione della direttiva accoglienza, che in altre parole, ella non ha fornito indizi seri suscettibili di comprovare che le sue condizioni di vita o la sua situazione personale sarebbe tale da contravvenire all'art. 4 della CartaUE, all'art. 3 CEDU o all'art. 3 Conv. tor- tura in caso di esecuzione del trasferimento in Spagna, che infine, dall'incarto non risultano problemi medici ostativi al trasferi- mento, che invero, il respingimento forzato di persone che soffrono di problemati- che mediche, costituisce una violazione dell'art. 3 CEDU unicamente in cir- costanze eccezionali; che ciò risulta essere il caso segnatamente qualora vi siano dei seri motivi di ritenere che la persona, in assenza di trattamenti medici adeguati nello Stato di destinazione, sarà confrontata ad un reale rischio di un grave, rapido ed irreversibile peggioramento delle condizioni di salute comportante delle intense sofferenze o una significativa riduzione D-4314/2024 Pagina 9 della speranza di vita (cfr. sentenza della Corte EDU Paposhvili contro Bel- gio del 13 dicembre 2016, [Grande Camera] 41738/10, § 181 segg.; Sa- vran contro Danimarca del 7 dicembre 2021, [Grande Camera] 57467/15, § 121–148; DTAF 2017 VI/7 consid. 6.2), che nel caso in disamina, la ricorrente soffre di varicella zoster da trattare con (…) (cfr. atto SEM 16/2), che pertanto, i problemi di salute di cui soffre l’insorgente non risultano es- sere di particolare gravità e il trattamento che sta seguendo attualmente non presenta eccezionali specificità, che la Spagna, in quanto Stato firmatario della direttiva accoglienza, deve provvedere affinché i richiedenti ricevano la necessaria assistenza sanita- ria comprendente quanto meno le prestazioni di pronto soccorso e il tratta- mento essenziale di malattie e di gravi disturbi mentali e fornire la neces- saria assistenza medica o di altro tipo ai richiedenti con esigenze di acco- glienza particolari, comprese, se necessarie, appropriate misure di assi- stenza psichica (cfr. art. 19 par. 1 e 2 della citata direttiva), che altresì, prima del trasferimento, sarà premura delle autorità competenti informare in maniera precisa e completa le autorità spagnole dell'arrivo e dei problemi di salute della ricorrente, nonché qualsiasi informazione rite- nuta necessaria per tutelare i diritti e le esigenze specifiche immediate della persona da trasferire (cfr. art. 31 par. 1 e 2 Regolamento Dublino III), che infine, non risultano neppure esserci indizi che permettano di ritenere che la SEM abbia esercitato in maniera arbitraria il pot ere di apprezza- mento di cui dispone nell'applicazione dell'art. 29a cpv. 3 OAsi 1, che pertanto, non vi è motivo di applicare la clausola discrezionale di cui all'art. 17 par. 1 Regolamento Dublino III (“clausola di sovranità”), che di conseguenza, in mancanza dell'applicazione di tale norma da parte della Svizzera, la Spagna è competente per l'esame della domanda di asilo della ricorrente ai sensi Regolamento Dublino III ed è tenuta a prenderla in carico in ossequio alle condizioni poste agli artt. 21, 22 e 29 Regolamento Dublino III, che quindi, è a giusto titolo che la SEM non è entrata nel merito della do- manda di asilo della ricorrente, in applicazione dell'art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi, e ha pronunciato il suo trasferimento verso la Spagna conformemente D-4314/2024 Pagina 10 all'art. 44 LAsi, posto che la ricorrente non possiede un'autorizzazione di soggiorno in Svizzera (cfr. art. 32 lett. a OAsi 1), che in siffatte circostanze, non vi è più luogo di esaminare in maniera di- stinta le questioni relative all'esistenza di un impedimento all'esecuzione del trasferimento per i motivi giusta i cpv. 3 e 4 dell'art. 83 della legge sugli stranieri e la loro integrazione del 16 dicembre 2005 (LStrI, RS 142.20), dal momento che detti motivi sono indissociabili dal giudizio di non entrata nel merito nel quadro di una procedura Dublino (cfr. DTAF 2015/18 con- sid. 5.2), che visto quanto precede, il ricorso deve essere respinto e la decisione della SEM confermata, che avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di con- cessione dell'effetto sospensivo è divenuta priva di oggetto, che infine, ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito favorevole, la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versamento delle spese processuali, è respinta, che visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.– che seguono la soccombenza s ono poste a carico della ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 1–3 del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 feb- braio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]), che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 LTF). (dispositivo alla pagina seguente) D-4314/2024 Pagina 11 Il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 1. Il ricorso è respinto. 2. La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versa- mento delle spese processuali, è respinta. 3. Le spese processuali, di CHF 750.–, sono poste a carico della ricorrente. Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministra- tivo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sentenza. 4. Questa sentenza è comunicata alla ricorrente, alla SEM e all'autorità can- tonale. La giudice unica: Il cancelliere: Giulia Marelli Salvatore Crisogianni Data di spedizione: