<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il tema dell'eutanasia, nelle nostre società occidentali, è delicato poiché pone l'essere umano di fronte alla sua morte e alle condizioni in cui essa interviene. È quindi opportuno affrontarlo con sensibilità e nel rispetto dei valori etici di ciascuno di noi. Il Consiglio federale non ha il potere di giudicare la decisione della città di Zurigo, in quanto essa rientra nelle competenze di un'istanza comunale. Tuttavia il Consiglio federale può valutare la pertinenza delle basi legali federali esistenti, spiegare quali sono le intenzioni in materia d'etica, d'eutanasia e di cure palliative per i prossimi anni e abbozzare qualche azione importante intrapresa da altri attori in Svizzera.</p><p></p><p>1a)La regolamentazione prevista dalla Città di Zurigo presuppone nuove condizioni quadro per l'assistenza al suicido negli istituti di cura e negli istituti per gli anziani comunali. L'eutanasia attiva, ossia la morte provocata da una terza persona rimane vietata. Non è neppure ammessa l'assistenza, da parte di membri di un'organizzazione favorevole all'eutanasia, di pazienti che si tolgono la vita nei due ospedali della Città. Dal 1° gennaio 2001 invece è consentito alle persone capaci di discernimento, che intendono mettere fine alle proprie sofferenze, togliersi la vita in un istituto di cura o in un istituto per anziani cittadini, assistiti da membri di un'organizzazione favorevole all'eutanasia. Per evitare abusi, la Città di Zurigo ha previsto diverse misure di protezione. Tra queste, quella che impone alla direzione dell'istituto di cercare in ogni caso il dialogo con la persona intenzionata a morire e raccomandarle una consultazione con uno specialista indipendente. Nell'ambito di questo colloquio, si deve anche accennare alla possibilità di far ricorso alla medicina e alle cure palliative. Inoltre la direzione, nel caso in cui il paziente decida di togliersi la vita con l'assistenza di un'organizzazione favorevole all'eutanasia, deve garantire che l'annuncio del decesso alla polizia e alla procura distrettuale menzioni che si tratta di un caso di morte avvenuta in condizioni eccezionali. </p><p></p><p>Uno dei doveri dello Stato consiste nella tutela della vita dei suoi cittadini da pregiudizi di terze persone. Lo Stato deve però anche rispettare il diritto degli individui di decidere della propria morte, così come è sancito implicitamente agli articoli 7 e 10 della Costituzione federale. Le disposizioni adottate dalla città di Zurigo mirano a conciliare questi due aspetti. Inoltre la regolamentazione non contravviene all'articolo 115 del codice penale svizzero, secondo cui l'aiuto al suicidio è penalmente perseguibile solo quando è prestato per motivi egoistici.</p><p></p><p>1b)L'Accademia svizzera delle scienze mediche (ASSM) stabilisce nelle sue direttive in materia che l'assistenza al suicidio non rientra nelle attività mediche. Per dar forza a questo principio giuridicamente non vincolante, la regolamentazione prevista dell'esecutivo di Zurigo vieta al personale degli istituti di partecipare alla preparazione o all'esecuzione di un suicidio (divieto di partecipazione).</p><p></p><p>2) Con l'ordinanza del 4 dicembre 2000 sulla Commissione nazionale d'etica in materia di medicina umana (OCNE) (RS 814.903) il Consiglio federale ha istituito uno strumento in grado di apportare un contributo al dibattito su questioni eticamente rilevanti.</p><p></p><p>La medicina palliativa negli ultimi anni ha fatto grandi progressi e oggi è in grado di lenire con efficacia praticamente ogni caso di grave sofferenza (p.e. dolori, difficoltà respiratorie). In molti casi i pazienti possono addirittura regolare essi stessi l'intensità del trattamento contro il dolore. Nell'ambito della riforma degli studi di medicina una commissione peritale della Confederazione ha dibattuto intensamente su queste questioni e ha riflettuto sulla possibilità di migliorare la medicina palliativa in generale, soprattutto nella cura e nell'assistenza di malati in fase terminale. Inoltre come conseguenza del postulato Ruffy è stato consegnato al Parlamento un rapporto in merito del Dipartimento federale di giustizia e polizia.</p><p></p><p>Anche la Lega svizzera contro il cancro (LSCC), in stretta collaborazione con la Schweizerische Gesellschaft für Palliativmedizin, Pflege und Begleitung (SGPMP), nell'estate 1999 ha consegnato un progetto per una strategia volta a promuovere la medicina e le cure palliative. Questi sforzi hanno già prodotto risultati tangibili nel settore della formazione e del perfezionamento, con la pubblicazione di un nuovo manuale.</p><p></p><p>Non si tratta solo di mirare al miglioramento dell'offerta ma anche di aumentare le conoscenze dei pazienti e dei loro parenti sulle possibilità attuali della medicina palliativa, di eliminare i tabù ancora esistenti attorno a questo tema e di ridurre le reticenze che sussistono tuttora.</p>  Risposta del Consiglio federale.