<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Ad 1</p><p>a) Viste le reazioni del mondo economico, il Consiglio federale ritiene che siano in gioco milioni di franchi e che diverse migliaia di impieghi siano in pericolo. Trattandosi di una moltitudine di imprese, colpite inoltre in misura diversa le une dalle altre, non è possibile stabilire un ordine di grandezza. Le piccole e medie imprese sono colpite tanto quanto le multinazionali. I nuovi dazi doganali varierebbero notevolmente in funzione del tipo e della natura delle merci al momento della loro importazione.</p><p>b) La nuova prassi applicata dall'UE avrebbe, da un lato, pesanti conseguenze sul commercio con la Svizzera e porterebbe, dall'altro, ad un rincaro delle prestazioni logistiche e dei servizi delle imprese svizzere nell'UE con conseguenti perdite occupazionali sia nell'UE che in Svizzera.</p><p>Ad 2</p><p>I prodotti comunitari riesportati nell'UE da uno Stato SEE non sono in effetti sottoposti ai dazi doganali applicabili ai Paesi terzi.</p><p>Ad 3</p><p>L'inatteso annuncio del provvedimento UE ha effettivamente creato grande incertezza giuridica per quanto riguarda lo scambio di merci tra la Svizzera e l'UE. Il Consiglio federale si adopera affinché si giunga il più rapidamente possibile ad una soluzione che garantisca anche in futuro gli intensi scambi commerciali tra la Svizzera e l'UE nel rispetto delle attuali disposizioni giuridiche.</p><p>Ad 4</p><p>Da molti anni esistono commissioni comuni specializzate nelle questioni doganali, in cui siedono rappresentanti del nostro Paese e dell'UE. Malgrado ciò, l'Amministrazione federale non è stata né informata né consultata in merito ai cambiamenti previsti. La Svizzera non ha accettato il modo di procedere dell'UE e ha chiesto alla Commissione di ritornare sulla propria decisione.</p><p>Sarebbe affrettato concludere che la Svizzera si trovi in una posizione di isolamento soltanto perché non è stata informata di una misura ritenuta puramente "tecnica". Considerata la posizione geografica del nostro Paese e, in particolare, l'elevata interconnessione dell'economia svizzera con il mercato interno europeo, il nostro Paese risentirebbe tuttavia in maniera maggiore delle conseguenze di tale misura rispetto agli altre partner di libero scambio.</p><p>Ad 5</p><p>In caso di unione doganale con l'UE, la Svizzera non sarebbe colpita dalla misura prevista poiché quest'ultima riguarda unicamente i Paesi terzi che intrattengono relazioni di libero scambio con l'UE. Per la legislatura in corso si prevede di elaborare un rapporto dettagliato sui pro e i contro di un'adesione della Svizzera all'UE. Il rapporto esaminerà altresì la questione di un'unione doganale, in quanto parte integrante dell'adesione all'UE. L'unione doganale con l'UE entra in considerazione per il Consiglio federale soltanto nell'ambito di un'adesione della Svizzera all'Unione eureopea.</p>  Risposta del Consiglio federale.