<h2>SubmittedText<h2><p>Dall'inizio di quest'anno ci troviamo a dover affrontare grandi sfide: la pandemia di COVID-19 e i cambiamenti dell'assetto politico-economico mondiale. A fronte dell'attuale conflitto commerciale tra Stati Uniti e Cina e della mutata situazione a Hong Kong, il commercio estero con la Cina e gli investimenti in aziende cinesi saranno più rigorosamente controllati dagli Stati Uniti. La catena di approvvigionamento globale è attualmente oggetto di una riorganizzazione, per cui anche le aziende svizzere in Cina e a Hong Kong dovranno affrontare sfide e ripercussioni nuove. In risposta ai futuri cambiamenti negli Stati Uniti e in Cina bisogna puntare ancora di più sulla strategia nazionale della Svizzera, che consiste nel concludere nuovi accordi di libero scambio con Paesi di tutto il mondo.</p><p>Taiwan e la Svizzera propugnano la democrazia e il libero scambio e condividono valori comuni. Il Paese asiatico figura inoltre tra le 20 maggiori economie del mondo, ma è al momento soltanto il 26° partner commerciale della Svizzera. Abbiamo già firmato o avviato negoziati con tutti i più importanti partner dell'area pacifico-asiatica, ma non con Taiwan. La disponibilità di questo Paese a concludere un accordo di libero scambio con la Svizzera è indiscussa.</p><p>A questo proposito pongo al Consiglio federale le seguenti domande:</p><p>1. Quali sono i potenziali vantaggi che la Svizzera potrebbe trarre da un accordo di cooperazione economica con Taiwan?</p><p>2. Se la Svizzera e Taiwan firmassero un accordo di cooperazione economica, quali sarebbero i vantaggi e gli svantaggi in termini di semplificazione delle procedure doganali, eliminazione delle barriere non tariffarie, scambi di servizi, promozione degli investimenti, commercio elettronico, integrazione normativa, protezione dei diritti di proprietà intellettuale, tutela dell'ambiente, diritti del lavoro e cooperazione tecnologica industriale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Concludendo accordi di libero scambio la Svizzera mira sostanzialmente a migliorare per le proprie imprese l'accesso ai mercati internazionali e ad aumentare la certezza del diritto. In via di principio l'accesso a tali mercati deve essere almeno equivalente a quello dei nostri principali concorrenti all'estero (p. es. Paesi dell'UE, USA e Giappone). In questo modo il nostro Paese crea condizioni quadro che garantiscono alle proprie imprese pari opportunità e una concorrenza leale.</p><p>La Svizzera persegue la politica della "Cina unica" e non riconosce quindi Taiwan (Taipei cinese) come Stato indipendente. Il Consiglio federale è consapevole dell'importanza economica di Taiwan, anche per quanto riguarda il commercio bilaterale con la Svizzera. Il notevole volume del commercio bilaterale dimostra che gli scambi economici tra i due Paesi funzionano praticamente senza intoppi. Il Consiglio federale non è a conoscenza dei eventuali svantaggi per l'economia svizzera dovuti alla mancanza di un accesso preferenziale al mercato taiwanese e non gli risulta, in particolare, che le aziende svizzere sarebbero discriminate rispetto a imprese straniere concorrenti. Taiwan ha concluso accordi commerciali solo con pochissimi partner e ciò non incide sulla competitività delle imprese svizzere sul mercato taiwanese. Sia la Svizzera sia Taiwan (Taipei cinese) sono membri dell'OMC e si basano sul sistema commerciale multilaterale retto da specifiche norme.</p><p>Viceversa, un'eventuale relazione economica bilaterale formalizzata con Taiwan potrebbe conferire alle imprese svizzere un vantaggio competitivo sul mercato taiwanese. Alla luce delle condizioni generali e della costellazione politica globale, il Consiglio federale ritiene che al momento non sia opportuno approfondire questa questione. L'Esecutivo continua però a seguire da vicino gli sviluppi della situazione. </p>  Risposta del Consiglio federale.