<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di presentare un rapporto intermedio in materia di politica di sicurezza prima dell'avvio della concretizzazione delle misure di trasformazione concernenti l'esercito svizzero decise l'11 maggio 2005 (orizzonte temporale: 2008/2012). In tale rapporto dovrà essere analizzato il mutamento della situazione di minaccia dopo l'11 settembre 2001, dovrà essere sottoposta a una valutazione intermedia la strategia "Sicurezza attraverso la cooperazione" e, in base a tale valutazione intermedia, dovranno essere verificati i compiti degli strumenti della politica di sicurezza e le risorse finalizzate al raggiungimento, nelle mutate condizioni quadro strategiche, degli obiettivi in materia di politica di sicurezza. Il rapporto intermedio dovrà render concretamente conto della realizzazione degli obiettivi e degli interessi in materia di politica di sicurezza formulati nel RAPOLSIC 2000. Vi dovranno essere inoltre illustrati i punti essenziali dei campi di attività dei singoli settori della politica di sicurezza nei prossimi anni e le conseguenti necessità di intervento a livello di politica di sicurezza svizzera. Dovranno segnatamente essere chiariti a livello programmatico i settori di attività inerenti alla politica di sicurezza della nostra politica estera, dell'esercito e della polizia per quanto concerne gli obiettivi, i mezzi disponibili, l'impiego di tali mezzi e la condotta.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La situazione internazionale in materia di politica di sicurezza come pure le minacce, i pericoli e i rischi per la sicurezza della Svizzera, sono sì cambiati negli ultimi sei anni, ma non in maniera tale da contraddire il Rapporto sulla politica di sicurezza della Svizzera (RAPOLSIC 2000) del 7 giugno 1999 - o le corrispondenti dichiarazioni contenute nel concetto direttivo "Esercito XXI" - né addirittura in maniera da rendere obsoleto tale rapporto. Proprio per quanto concerne la minaccia rappresentata dal terrorismo, continua a valere il fatto che la Svizzera, pur non essendo un obiettivo primario del terrorismo internazionale, non può ritenersi completamente al sicuro.</p><p>Il rafforzamento dell'impiego sussidiario dell'esercito a favore della sicurezza interna non è quindi da ricondursi al fatto che la minaccia rappresentata dal terrorismo sarebbe ora valutata in modo essenzialmente diverso. Anzi, negli ultimi tre anni è risultato che nel prossimo futuro dovrà essere mantenuto ininterrottamente un dispositivo di sicurezza più esteso rispetto allo stato attuale: i provvedimenti di protezione per la sorveglianza delle missioni estere nonché per la sicurezza di incontri internazionali e manifestazioni pubbliche devono essere mantenuti a un livello che in passato veniva realizzato anticipatamente solo per brevi periodi di minaccia accresciuta. Per raggiungere e mantenere questo livello attualmente non vi è alcuna alternativa all'impiego (sussidiario) dell'esercito. La necessità di mantenere a un alto livello l'istruzione dell'esercito per la missione di difesa, nonostante gli impieghi sussidiari, ha pertanto costituito una delle ragioni più importanti delle misure decise dal Consiglio federale l'11 maggio 2005. A ciò si è aggiunto il fatto che le risorse per l'esercito hanno subìto un'ulteriore sostanziale riduzione rispetto a quanto previsto dal concetto "Esercito XXI" e dalla pianificazione basata su quest'ultimo.</p><p>L'ulteriore sviluppo nel periodo 2008/11 dell'esercito, deciso dal Consiglio federale l'11 maggio 2005, non consiste assolutamente in una rinuncia al concetto direttivo "Esercito XXI" (e ancor meno al Rapolsic 2000), ma piuttosto in un adeguamento nell'ambito di questi documenti fondamentali. Le condizioni quadro essenziali e le basi della politica di sicurezza e dell'esercito, quali la neutralità, il sistema di milizia e le missioni dell'esercito non saranno modificate. Del resto, il Consiglio federale, il DDPS e i comandi dell'esercito già da anni ribadiscono che l'esercito, in quanto organizzazione basata sull'apprendimento, in futuro dovrà essere adeguato alle condizioni quadro su periodi più brevi anziché su periodi di più lunga durata mediante il ricorso a riforme di ampio respiro.</p><p>Infine, dal 2004, le commissioni parlamentari competenti vengono regolarmente informate sul raggiungimento degli obiettivi dell'esercito tramite un rapporto esaustivo (conformemente all'art. 149b della legge militare relativo al controlling politico). Il prossimo rapporto sarà allestito a fine dicembre 2005.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.