<h2>SubmittedText<h2><p>La convenzione OIL sulla violenza e le molestie nel mondo del lavoro è stata adottata il 21 giugno 2019. Si tratta del primo strumento internazionale che stabilisce il diritto di tutte e di tutti a operare in un mondo del lavoro basato sulla dignità e sul rispetto, libero dalla violenza e dalle molestie. La convenzione è attenta all'inclusività; ciò significa che tutti coloro che lavorano sono protetti indipendentemente dello status contrattuale. Inoltre, la violenza e le molestie di genere, così come la violenza domestica, che impatta la produttività, la salute e la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori, sono evidenziate specificatamente. Inoltre, la convenzione si applica ai settori pubblici e privati e all'economia formale e informale. La copertura contro la violenza e le molestie è estesa oltre il luogo di lavoro fisico includendo, tra gli altri, gli spostamenti per e dal luogo di lavoro, le aree di pausa e i viaggi di lavoro. </p><p>Attualmente, la convenzione è stata ratificata dall'Uruguay, dalla Namibia e dalle Fiji. Ciò significa che la convenzione entrerà in vigore il 25 giugno 2021. Molti altri paesi hanno trasmesso il testo della convenzione per esame alle autorità competenti.</p><p>È importante che anche la Svizzera si unisca allo sforzo internazionale per prevenire e lottare contro la violenza e le molestie sul mondo del lavoro. Riconoscendo che si tratta di una problematica globale e che il mondo del lavoro ormai non è più spesso limitato dai confini nazionali, è primordiale adottare questo strumento internazionale e cooperare per migliorare la vita delle lavoratrici e dei lavoratori. </p><p>Alla luce di queste considerazioni chiedo quindi al Consiglio federale: </p><p>1. Se intende firmare al più presto la convenzione dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) sulla violenza e le molestie nel mondo del lavoro e di avviare la procedura di ratifica. </p><p>2. In caso affermativo quali sono i prossimi passi </p><p>3. Se intende adottare delle misure ulteriori per combattere le molestie sul posto di lavoro.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Domanda 1</p><p>La Convenzione OIL 190 sull'eliminazione della violenza e delle molestie nel mondo del lavoro è stata finora ratificata da tre Paesi (Uruguay, Fiji, Namibia). Ulteriori ratifiche sono state annunciate in Europa (la ratifica dell'Italia è stata approvata, ma non ancora presentata ufficialmente) e in America latina (Ecuador). La Svizzera si è impegnata attivamente nelle trattative per la Convenzione n. 190 e ha votato a favore della sua adozione. Le disposizioni della Convenzione sono attualmente sottoposte a un'analisi giuridica coordinata dalla Segreteria di Stato dell'economia (SECO). Vista la struttura tripartita dell'OIL, le parti sociali svizzere sono state coinvolte direttamente nell'elaborazione della Convenzione. Una prima bozza dell'analisi giuridica viene quindi sottoposta regolarmente per consultazione alla Commissione tripartita inerente alle attività dell'OIL, una commissione extraparlamentare composta da rappresentanti dell'Amministrazione federale e dalle organizzazioni centrali dei partner sociali. Questa procedura consolidata rispetta gli obblighi della Svizzera in quanto Stato membro dell'OIL ed è conforme alla sua Costituzione.</p><p>Domanda 2</p><p>La Commissione tripartita dell'OIL verrà molto probabilmente consultata sulla bozza in occasione della sua prossima seduta (aprile 2021). Il Consiglio federale presenterà in seguito all'Assemblea federale l'analisi definitiva della Convenzione, tenendo conto della posizione della Commissione.</p><p>Domanda 3</p><p>Il Consiglio federale ritiene esaustivo l'approccio attuale per la protezione dalle molestie nel mondo del lavoro. Il Codice delle obbligazioni prevede che il datore di lavoro adotti misure adeguate per proteggere l'integrità personale dei lavoratori. In particolare, il datore di lavoro deve vigilare affinché il lavoratore non subisca molestie sessuali e, se lo stesso fosse vittima di tali molestie, non subisca ulteriori svantaggi (art. 328 CO; RS 220). La legge sulla parità dei sessi vieta qualsiasi comportamento molesto di natura sessuale sul posto di lavoro (art. 4 LPar; RS 151.1) e definisce diverse pretese legali (accertamento, cessazione, omissione, indennità; art. 5 LPar). Nel 2021 il Consiglio federale adotterà inoltre una strategia nazionale per la parità dei sessi. Fra i suoi temi prioritari rientrano la promozione della parità nella vita professionale e la lotta alla violenza e al sessismo.</p><p>Secondo la legge sul lavoro (art. 6 cpv. 1 LL; RS 822.11) e l'ordinanza 3 concernente la legge sul lavoro (art. 2 OLL 3; RS 822.113), il datore di lavoro deve adottare tutti i provvedimenti necessari per salvaguardare la salute dei lavoratori. Nelle sue indicazioni relative all'OLL3 la SECO ha stabilito misure preventive contro le molestie sessuali sul posto di lavoro. Inoltre, i datori di lavoro devono definire una persona di riferimento per le molestie sessuali interna o esterna all'organizzazione, da contattare in caso di conflitti. Tra il 2014 e il 2018 la SECO e gli ispettorati del lavoro, insieme alle parti sociali, hanno svolto un'azione prioritaria sui rischi psicosociali. In questo modo hanno informato e sensibilizzato gli ispettorati del lavoro, i datori di lavoro e il pubblico in merito ai rischi psicosociali nel mondo del lavoro e alla protezione dell'integrità personale sul posto di lavoro. Una successiva valutazione di quanto fatto ha permesso di constatare il raggiungimento di questo obiettivo.</p>  Risposta del Consiglio federale.