<h2>SubmittedText<h2><p>Lo scorso luglio la stampa ha rivelato che la Svizzera ha assunto una società di sicurezza privata finlandese a protezione della sede della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) a Kabul.</p><p>Non intendiamo mettere in discussione la necessità di sicurezza per gli uffici della DSC a Kabul. Tuttavia, si pongono alcune questioni sulla scelta dell'operatore, sulla durata del contratto della società e sugli importi stanziati per questo contratto.</p><p>Nel 2017 nel quartiere delle ambasciate di Kabul e nelle immediate vicinanze degli uffici della DSC si è verificato un attentato che ha causato la morte di oltre 150 persone. Fortunatamente, nell'ufficio della DSC, che ha subito solo alcuni danni materiali, non c'è stato alcun ferito.</p><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Dopo l'attentato del 2017 la sicurezza era stata aumentata?</p><p>2. Chi era responsabile della sicurezza della DSC a Kabul prima del 1° giugno 2019?</p><p>3. Cosa giustifica l'impiego di un'impresa di sicurezza privata finlandese per sostituire le misure di sicurezza precedenti?</p><p>4. Se prima del 1° giugno 2019 non esisteva alcun servizio di sicurezza, per quali ragioni è stato necessario aumentare la sicurezza? Le minacce sono aumentate?</p><p>5. L'impiego di questa società è previsto per una durata di sei mesi. Cosa succederà nel 2020?</p><p>6. L'importo di 150 000 euro al mese versato a questa società corrisponde al budget abituale per la sorveglianza di una delegazione svizzera?</p><p>7. Nel 2007 è stato creato il distaccamento d'esplorazione dell'esercito (DEE10), un'élite professionale armata formata da circa quaranta soldati professionisti che possono essere impiegati all'estero in missioni di sicurezza a protezione delle rappresentanze svizzere (ambasciate, consolati ecc.). Questa unità, il cui budget è stimato a 16 milioni di franchi all'anno, è stata mobilitata una sola volta in Libia nel 2010 per proteggere l'Ambasciata svizzera. L'eventuale aumento della minaccia per la sede della DSC a Kabul non rappresenterebbe una possibile missione di competenza del DEE10?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./4. Nel corso degli ultimi anni, la situazione riguardante la sicurezza a Kabul è andata peggiorando. Il sistema di sicurezza attuato dalla rappresentanza svizzera è stato sistematicamente adeguato all'evolversi delle circostanze. In particolare, l'Ufficio di cooperazione ha rafforzato le misure di protezione relative all'organizzazione e alla sicurezza degli edifici. Se in linea di principio non ci si aspetta un attacco mirato alla rappresentanza, quest'ultima rimane un potenziale bersaglio occasionale. Impiegare un'azienda responsabile della protezione armata della rappresentanza contribuisce a ridurre i rischi e le conseguenze di un eventuale attacco terroristico.</p><p>2. Lo Stato ospite è tenuto a garantire la protezione delle rappresentanze straniere sul proprio territorio. Questa protezione, tuttavia, non è sempre sufficiente in tutti i contesti. Se la situazione della sicurezza lo richiede, occorre impiegare personale supplementare a sostegno dei dispositivi di sicurezza già esistenti.</p><p>3. A partire dal 1° giugno 2019, una società di sicurezza privata è stata incaricata della protezione armata della rappresentanza svizzera (all'interno dell'edificio) in aggiunta alle prestazioni fornite dallo Stato ospite. L'obiettivo è garantire la protezione armata del personale del DFAE in caso di attacco terroristico all'Ufficio di cooperazione.</p><p>5./7. Il fatto che un'impresa di sicurezza privata che dispone delle necessarie autorizzazioni del Governo afghano fosse già operativa in loco (l'impresa in questione si occupa anche della sorveglianza di un'altra rappresentanza europea) ha permesso di attuare rapidamente la decisione di fornire protezione armata all'Ufficio di cooperazione. Attualmente si tratta di una missione temporanea con scadenza a fine febbraio 2020. Tuttavia, in caso di necessità il contratto potrà essere prorogato. I servizi competenti stanno valutando se sussistono le condizioni giuridiche, politiche e logistiche per attuare una soluzione svizzera, con l'aiuto dell'esercito.</p><p>6. L'importo versato alla società privata corrisponde ai normali costi di mercato per le missioni professionali di protezione armata a Kabul. La complessa situazione della sicurezza in loco giustifica costi nettamente superiori a quelli per la protezione di altre rappresentanze svizzere all'estero.</p>  Risposta del Consiglio federale.