<h2>SubmittedText<h2><p>Secondo la lettera dell'UST del 21 marzo 2021, l'obiettivo dell'indagine è misurare le spese sostenute dalle imprese nel 2020 per la protezione dell'ambiente.</p><p>Il Consiglio federale è pregato di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. L'UE ha rivisto la sua definizione di protezione dell'ambiente. L'indagine precisa già nella definizione del termine che la protezione dell'ambiente non include le spese che risultano ad esempio dalla riduzione dei costi legati alla produzione né quelle che hanno come scopo principale la riduzione dei costi legati al consumo di materie prime, acqua o energia e non la protezione dell'ambiente, sebbene tali spese possano avere un effetto positivo sull'ambiente. Perché le misure adottate non sono automaticamente subordinate alla definizione (UE) di protezione dell'ambiente se hanno ripercussioni positive sull'ambiente?</p><p>2. La definizione utilizzata non significa in fin dei conti che le misure che oltre a proteggere l'ambiente sono vantaggiose anche a livello finanziario non sono mai prese in considerazione perché, a seconda del punto di vista, possono generare ingenti riduzioni dei costi? Ad esempio: la sostituzione di un impianto di riscaldamento elettrico con una pompa di calore, l'esercizio di un piccolo impianto solare per la produzione di acqua calda, l'installazione e l'esercizio di un impianto fotovoltaico, la sostituzione di tipi di illuminazione obsoleti con la tecnologia LED oppure la raccolta di materiale da imballaggio usato (cartone e materiale di riempimento) nel proprio quartiere al fine di riutilizzarlo per una spedizione.</p><p>3. Invertendo la prospettiva, questo non significa forse che si prendono in considerazione solo le misure che non offrono alcun vantaggio finanziario, come la creazione di uno stagno o l'inverdimento di un tetto piano?</p><p>4. Questo metodo di rilevazione non incoraggia forse le imprese, anche quelle che investono in efficienza e sostenibilità, a non registrare misure importanti, promuovendo così l'idea che una protezione ambientale più efficace non sia possibile senza una maggiore regolamentazione dell'economia (e della vita in generale)?</p><p>5. Come si può conciliare questa definizione (UE) molto limitata adottata per l'indagine dell'UST con il monitoraggio della Strategia per uno sviluppo sostenibile? La definizione dell'UE è davvero appropriata e dunque utile per il raggiungimento degli obiettivi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'indagine sulle spese delle imprese per la protezione dell'ambiente, realizzata dall'Ufficio federale di statistica (UST), fornisce dati essenziali per allestire il conto delle spese per la protezione dell'ambiente sulla base del System of Environmental and Economic Accounting (SEEA)" dell'ONU. Allo scopo di limitare il carico di lavoro delle imprese intervistate, rileva unicamente i dati che non sono disponibili in altre fonti esistenti. Il conto registra le risorse finanziarie investite dalle economie domestiche, dalle imprese e dalle amministrazioni pubbliche nella prevenzione, nella riduzione o nell'eliminazione dell'inquinamento o di qualsiasi altro tipo di degrado ambientale. Consente di calcolare la spesa nazionale per la protezione dell'ambiente e presenta un quadro completo delle spese per la protezione dell'ambiente sostenute dalle imprese.</p><p>Da 1. a 3. La definizione di protezione ambientale dell'UST, sulla quale si basa l'indagine sulle spese per la protezione dell'ambiente delle imprese, è conforme a quella adottata dalla comunità statistica internazionale (Eurostat, OCSE). Secondo questa definizione, la protezione dell'ambiente comprende tutte le misure aventi come obiettivo principale quello di rilevare, trattare, ridurre, prevenire o eliminare l'inquinamento e l'impatto ambientale derivante dalle attività correnti di un'impresa. La definizione permette di rilevare statisticamente le spese aggiuntive effettive generate da attività che hanno come scopo la protezione dell'ambiente. È perciò necessario distinguerle dalle misure con altri scopi e da quelle che non si traducono in spese aggiuntive effettive o che danno adito persino a risparmi, anche se tali misure possono avere un impatto positivo sull'ambiente. A tal fine, alle imprese intervistate viene messo a disposizione uno schema di supporto alle decisioni. In sostanza, tale schema mostra che se la funzione primaria di un investimento non è la protezione dell'ambiente, ma nel corso del processo decisionale si è tenuto conto di fattori ambientali, l'integralità o una parte delle spese sostenute può essere dichiarata come spese per la protezione dell'ambiente.</p><p>4. Questa definizione non incoraggia la mancata registrazione di misure importanti tese alla protezione dell'ambiente, né promuove l'idea che una protezione ambientale più efficace non sia possibile senza una maggiore regolamentazione dell'economia e della vita in generale. Infatti, le spese per la protezione dell'ambiente sono prese in considerazione indipendentemente dal fatto che siano generate per rispettare la legislazione ambientale, soddisfare le esigenze dei clienti, aumentare la quota di mercato dell'impresa o per migliorare l'immagine di quest'ultima.</p><p>5. La definizione delle spese per la protezione dell'ambiente adottata dall'UST per la sua indagine è meno limitata rispetto a quanto suggerisce il testo dell'interpellanza. È coerente con il "System of Environmental and Economic Accounting (SEEA)" dell'ONU, considerato sia in Svizzera che a livello internazionale come un quadro statistico essenziale per il monitoraggio degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell'Agenda 2030. Tale definizione si concilia pertanto con il monitoraggio della Strategia per uno sviluppo sostenibile 2030 della Confederazione.</p>  Risposta del Consiglio federale.