<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di presentare al Parlamento un progetto che autorizzi la Confederazione a riscuotere un'imposta sui trasferimenti diretti e indiretti di denaro destinati a paradisi fiscali o provenienti dagli stessi, operati all'interno del bilancio o passando da altri Stati membri dell'OCSE.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Come già affermato nei pareri sulle mozioni 16.3279 e 14.3056, la Svizzera si impegna su più fronti nella lotta contro l'evasione fiscale e il riciclaggio di denaro. A livello nazionale, la Svizzera dispone di strumenti efficaci (assistenza amministrativa internazionale, imposta preventiva, disposizioni di diritto fiscale in materia di lotta contro gli abusi) per procedere contro costruzioni artificiali finalizzate a eludere le imposte. A livello internazionale, invece, ha partecipato attivamente al progetto BEPS contro l'erosione della base imponibile e il trasferimento degli utili dell'OCSE/G-20 e si è impegnata ad attuare gli standard minimi che ne sono scaturiti. In seguito alla pubblicazione dei risultati del progetto BEPS nel 2015, il Consiglio federale ha anche adottato diverse misure per mettere in atto i nuovi standard internazionali in tempi rapidi. Nel dicembre 2017 sono entrate in vigore le basi giuridiche per lo scambio di rendicontazioni Paese per Paese e da gennaio 2018 è applicabile l'assistenza amministrativa spontanea. Inoltre, tramite la Convenzione BEPS, firmata il 7 giugno 2017, nonché sulla base di negoziati bilaterali, la Svizzera recepisce una clausola antiabuso nelle convenzioni per evitare le doppie imposizioni. La Svizzera partecipa anche ai lavori del Forum globale sulla trasparenza e sullo scambio di informazioni a fini fiscali (Forum globale). Attua lo scambio di informazioni su domanda e lo scambio automatico. Per garantire parità di condizioni in materia di concorrenza fiscale, la Svizzera s'impegna affinché tutte le giurisdizioni adottino gli standard internazionali.</p><p>Sempre più giurisdizioni si impegnano ad attuare gli standard internazionali e aderiscono agli organi internazionali che ne controllano l'attuazione ("Inclusive Framework on BEPS" e Forum globale). La Svizzera ritiene che gli organismi internazionali siano i più appropriati per verificare la concretizzazione delle nuove regole fiscali. Attualmente, più di 145 Stati e territori partecipano ai lavori del Forum globale e oltre 110 ai lavori dell'"Inclusive Framework on BEPS": il numero crescente di Stati e territori è indice del successo che riscuote la via multilaterale. I risultati di questo approccio saranno osservabili non appena le misure già intraprese verranno effettivamente applicate. Numerosi fatti menzionati nei Paradise Papers si riferiscono a un periodo precedente alle nuove regole fiscali internazionali e non potevano pertanto essere evitati con le nuove misure. In futuro ci si aspetta che gli standard internazionali permettano di contrastare molti dei fenomeni menzionati nei Paradise Papers.</p><p>Il Consiglio federale non ritiene opportuno introdurre un'imposta sui trasferimenti di denaro destinati a determinati Stati e territori o provenienti dagli stessi. Inoltre, questa imposta necessiterebbe di un fondamento costituzionale. Il Consiglio federale privilegia un approccio multilaterale coordinato rispetto alle misure unilaterali.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.