B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i ch t T ri b u n a l ad m i n i s t r a t i f f éd é r a l T ri b u n a l e am m i n i s t r a t i vo f e d e r a l e T ri b u n a l ad m i n i s t r a t i v fe d e r a l Corte IV D-1868/2025 S e n t e n z a d e l 9 a p r i l e 2 0 2 5 Composizione Giudice Manuel Borla, giudice unico, con l'approvazione della giudice Nina Spälti Giannakitsas; cancelliera Ambra Antognoli. Parti A._______, nata il (…), Siria, (…), ricorrente, contro Segreteria di Stato della migrazione (SEM), Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore. Oggetto Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (paese terzo sicuro - art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi); decisione della SEM del 21 novembre 2024 / N (…). D-1868/2025 Pagina 2 Fatti: A. A.a L’interessata, cittadina siriana, ha presentato una domanda d’asilo in Svizzera il 9 ottobre 2024 (cfr. atto della Segreteria di Stato della migra- zione [di seguito: SEM o autorità inferiore] n. […]-3/2). In tale occasione, ella ha parimenti dichiarato di essersi sposata con il signor B._______, al quale è stato concesso un permesso F (ammissione provvisoria), e ha pre- sentato copia del contestuale certificato di matrimonio con traduz ione in tedesco certificata (cfr. atti SEM n. 1/3, 2/1 e 7/1). A.b Dai riscontri dattiloscopici nell’unità centrale del sistema europeo "Eu- rodac" è risultato ch’ella aveva già depositato una domanda d’asilo in Gre- cia il 29 agosto 2024 (cfr. atto SEM n. 9/1). A.c Il 21 ottobre 2024 la SEM ha presentato alle competenti autorità greche una richiesta di riammissione della richiedente conformemente alla Diret- tiva 2008/115/CE del Parlamento europeo e del Consiglio recante le norme e procedure comuni applicabili negli Stati membri al rimpatrio di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare (GU L 348/98 del 24 dicembre 2008; di seguito: direttiva ritorno) e all'Accordo bilaterale di riammissione tra la Grecia e la Svizzera per le persone a beneficio di una prote zione interna- zionale (Accordo tra il Consiglio federale svizzero e il Governo della Re- pubblica ellenica concernente la riammissione di persone in situazione ir- regolare [RS 0.142.113.729]) (cfr. atto SEM n. 14/3). A.d Il 24 ottobre 2024 la SEM ha effettuato co n l’interessata un colloquio in merito al rinvio verso uno Stato terzo sicuro, nel contesto del quale è stato concesso il diritto di essere sentita in relazione al suo stato di salute, alla possibile non entrata nel merito della domanda d’asilo secondo l'art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi (RS 142.31), nonché al prospettato allontana- mento dalla Svizzera verso la Grecia (cfr. atto SEM n. 16/7). In tale occa- sione, ella ha inoltre specificato di essersi sposata telefonicamente il (…) e di aver incontrato per la prima volta il signor B._______, amico del fratello, al suo arrivo in Svizzera. A.e Il 25 ottobre 2024, la Grecia ha accettato la riammissione dell’interes- sata sul proprio territorio, confermando che quest’ultima ha ottenuto lo sta- tuto di rifugiata in Grecia il 6 settembre 2024, unitamente ad un permesso di soggiorno valido dal 6 settembre 2024 fino al 5 settembre 2027 (cfr. atto SEM n. 22/2). D-1868/2025 Pagina 3 A.f Il 30 ottobre 2024 la richiedente ha trasmesso il certificato di matrimonio originale e copia del proprio certificato di riconoscimento relativo alla qua- lità di Maktoum (curdo senza statuto ufficiale in Siria) (cfr. atto SEM n. 23/1). B. Con decisione del 21 novembre 2024, notificata il 22 novembre 2024, la SEM non è entrata nel merito della doma nda d’asilo in oggetto e ha pro- nunciato l’allontanamento dell’interessata dalla Svizzera (verso la Grecia), unitamente all’esecuzione di quest’ultima misura (cfr. atti SEM n. 27/11 e 29/1). C. Con ricorso del 29 novembre 2024, l’interessata avversa la decisione suc- citata dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: Tribunale o TAF) concludendo principalmente all’annullamento della stessa, implicita- mente alla trattazione nel merito della sua domanda d’asilo e alla conces- sione dell’asilo. In subordine, ella chiede la restituzione degli atti alla SEM per nuova istruzione e la raccolta di specifiche garanzie da parte delle au- torità elleniche relativamente all’accesso alla procedura d’asilo, all’assi- stenza medica adeguata e all’alloggio. Sul piano proc edurale, ella chiede il conferimento dell’effetto sospensivo al ricorso, la sospensione in via su- percautelare del suo allontanamento e la concessione dell’assistenza giu- diziaria, nel senso dell’esenzione dal versamento delle spese processuali e del relativo anticipo, con protesta di tasse e spese. Al gravame non sono stati acclusi nuovi mezzi di prova. D. D.a In data 24 dicembre 2024 è stata segnalata la scomparsa della ricor- rente (cfr. atto SEM n. 34/1). Il Tribunale ha conseguentemente stralciato dai ruoli il ricorso del 29 novembre 2024 tramite decisione D-7517/2024 del 14 gennaio 2025 (cfr. atto SEM n. 39/6). D.b Con istanza del 3 febbraio 2025, l’insorgente ha chiesto al Tribunale di riesaminare la procedura e di riprendere la procedura di ricorso stralciata. D.c Il Tribunale ha accolto tale richiesta in ragione della ricomparsa della ricorrente tramite sentenza D-701/2025 del 18 marzo 2025, annullando la suddetta decisione di stralcio e stabilendo che la procedura di ricorso sa- rebbe stata ripresa sotto un nuovo numero di ruolo. D-1868/2025 Pagina 4 Diritto: 1. 1.1 Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF, in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 1.2 Il ricorso, presentato tempestivamente (cfr. art. 108 cpv. 3 LAsi) contro una decisione in materia di asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31‒ 33 LTAF), è di principio ammissibile sotto il profilo degli artt. 5, 48 cpv. 1 lett. a- c nonché 52 cpv. 1 PA. Occorre pertanto entrare nel merito del gravame. 1.3 I ricorsi manifestamenti infondati, come quello in esame, sono decisi da un giudice unico con l’approvazione di una seconda giudice e la sen- tenza è motivata soltanto sommariamente (artt. 111 lett. e cum 111a cpv. 2 LAsi). Nello specifico, il Tribunale rinuncia inoltre allo scambio degli scritti in virtù dell’art. 111a cpv. 1 LAsi. 1.4 In applicazione dell’art. 33a cpv. 1 PA, una parte può presentare il pro- prio ricorso in una lingua ufficiale svizzera di sua scelta (cfr. anche in merito PATRICIA EGLI in: Waldmann/Krauskopf [ed.], Praxiskommentar VwVG, 3a ed., 2023, n. 2 seg., pag. 899). Nella presente disamina, la ricorrente ha introdotto il suo ricorso in lingua tedesca. Tuttavia, il Tribunale non ravvede alcuna ragione per scostarsi dalla regola sancita all’art. 33 a cpv. 2 prima frase PA, applicabile per rimando dell’art. 6 LAsi e dell’art. 37 LTAF. Il pro- cedimento segue quindi la lingua della decisione impugnata. 2. Con ricorso al Tribunale possono essere invocati la violazione del diritto federale nonché l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridica- mente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Il Tribunale non è vincolato né dai motivi del ricorso o dalle considerazioni giuridiche della decisione impu- gnata (art. 62 cpv. 4 PA; cfr. DTAF 2014/1 consid. 2), né dalle argomenta- zioni delle parti ( cfr. DTAF 2014/26 consid. 5). Inoltre si osserva come il Tribunale, adito con un ricorso contro una decisione di non entrata nel me- rito di una domanda d’asilo, si limita ad esaminare la fondatezza di una tale decisione (cfr. DTAF 2012/4 consid. 2.2; 2009/5 4 consid. 1.3.3; 2007/8 consid. 5). 3. Innanzitutto, per quanto riguarda la richiesta di restituzione dell’effetto so- spensivo formulata nel ricorso, va rilevato che ai sensi dell’art. 55 cpv. 1 PA il ricorso ha effetto sospensivo e lo stesso non è stato riti rato dall’autorità inferiore. Di conseguenza, la relativa domanda risulta inammissibile. D-1868/2025 Pagina 5 4. 4.1 Nella decisione impugnata, l’autorità inferiore rileva anzitutto che, in virtù della sua qualità di rifugiata, la ricorrente ha ottenuto in Grecia un va- lido titolo di soggiorno e che detto Paese ha altresì accettato la domanda di riammissione sul proprio territorio. Inoltre, il Consiglio federale avrebbe designato la Grecia come Stato terzo sicuro ai sensi dell’art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi. In virtù dell’art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi, tali circostanze le imporrebbero quindi di non entrare nel merito della domanda d’asilo in oggetto. Circa il fatto che la ricorrente non avrebbe avuto accesso segnatamente alle cure mediche in Grecia, la SEM ha ricordato che i beneficiari di protezione in- ternazionale possono contare sulle garanzie derivanti dalla Direttiva 2011/95/UE del Parlamento e del Consiglio del 13 dicembre 2011 recante norme sull’attribuzione, a cittadini di paesi terzi o apolidi, della qualifica di beneficiario di protezione internazionale, su uno status uniforme per i rifu- giati o per le persone aventi titolo a beneficiare della protezione sussidiaria, nonché sul contenuto della protezione riconosciuta (rifusione; GU L 337/9 del 20.12.2011 [di seguito: direttiva qualif icazione]). L’insorgente non avrebbe invece fatto alcuno sforzo concreto per ottenere da parte delle au- torità greche le prestazioni a cui avrebbe diritto in virtù del suo statuto di rifugiata. L’interessata non apparterrebbe dipoi alla categoria di persone particolarmente vulnerabili poiché le sue affezioni non sarebbero partico- larmente gravi ai sensi delle sentenze di riferimento del Tribunale E - 3427/2021 e E-3431/2021 del 28 marzo 2022. Infine, il fatto che il marito risieda in Svizzera non sarebbe rileva nte ai sensi dell’art. 8 CEDU, in quanto la loro relazione non risulterebbe essere stabile ed effettivamente vissuta. Pertanto, l’esecuzione del suo allontanamento sarebbe ammissi- bile, possibile e ragionevolmente esigibile. 4.2 La ricorrente avversa tuttavia la valutazione dell’autorità inferiore, rim- proverando anzitutto alla SEM di aver accertato in maniera erronea ed in- completa i fatti dirimenti per il giudizio, in particolare le condizioni d’acco- glienza in Grecia, non riconoscendo l’esistenza di carenze sistemiche (cfr. punto 1 del ricorso). Inoltre, l’esecuzione del suo allontanamento in Grecia sarebbe contrario al principio del diritto al rispetto della vita privata e fami- gliare previsto dall’art. 8 CEDU (cfr. punto 2 del ricorso). Sussisterebbe di- poi il rischio di essere esposta a violenze e maltrattamenti in ragione della vulnerabilità del suo sesso femminile in caso di ritorno in Grecia (cfr. punto 3 del ricorso). Infine, la sua incolumità sarebbe in serio pericolo poiché du- rante il suo precedente soggior no non avrebbe beneficiato di alcun aiuto medico (cfr. punto 4 del ricorso). D-1868/2025 Pagina 6 5. Si osserva anzitutto che le motivazioni confusionarie presentate dalla ricor- rente al punto 1 del gravame (cfr. ricorso, pagg. 2-8) concernono la proce- dura Dublino e non risultan o pertanto attinenti alla fattispecie. Il Tribunale si esime dunque interamente dalla loro analisi. 6. 6.1 In virtù dell’art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi, non si entra nel merito della do- manda d’asilo se il richiedente può ritornare in uno Stato terzo sicuro se- condo l’art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi nel quale aveva soggiornato precedente- mente. Si tratta di Paesi nei quali il Consiglio federale ritiene che vi sia un effettivo rispetto del principio di “non-refoulement” ai sensi dell’art. 5 cpv. 1 LAsi, tra i quali figura anche la Grecia (cfr. art. 2 cpv. 2 e allegato 2 dell’or- dinanza 1 sull’asilo relativa a questioni procedurali dell’11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]). Tale principio presuppone imperativamente la rati- fica ed il rispetto della CEDU, della Convenzione sull o statuto dei rifugiati (Conv. Rifugiati, RS 0.142.30) o di norme giuridiche equivalenti (cfr. DTAF 2010/56 consid. 3.2). È inoltre necessario che tale Stato abbia garantito la riammissione del richiedente nei confronti delle autorità svizzere preposte all’asilo. Senza tale garanzia, l’allontanamento verso lo Stato terzo non può infatti essere eseguito (cfr. DTAF 2010/56 consid. 5.2.2; FF 2002 6087, 6125). 6.2 La giurisprudenza ha precisato come non vi sia luogo di entrare nel merito della domanda d’asilo se la persona interessata, che avrebbe ma- nifestamente la qualità di rifugiato (art. 31 a cpv. 4 LAsi), ha già ottenuto l’asilo o una protezione effettiva comparabile in uno Stato terzo designato come sicuro dal Consiglio federale (cfr. DTAF 2010/56 consid. 5 e 5.4, che si basa sull’analisi del vecchio art. 34 LAsi). 6.3 Nello specifico, il 6 settembre 2024 la Grecia ha riconosciuto alla ricor- rente la qualità di rifugiata e le ha concesso la protezione internazionale unitamente a un permesso di soggiorno, accettandone inoltre, il 25 ottobre 2024, la riammissione (cfr. atto SEM 22/2). Tali elementi non sono stati pe- raltro contestati dall’insorgente, la quale non ha neppure fornito elementi concreti che fanno ritenere che la Grecia intenderebbe allontanarla verso il suo Paese d’origine, contravvenendo così al principio di non respingi- mento. 6.4 Il Tribunale osserva inoltre che alla SEM risultava preclusa ogni valu- tazione della fattispecie sotto il profilo dell’art. 17 par. 1 del Regolamento (UE) n. 604/2013 del Parlamento eur opeo e del Consiglio del 26 giugno D-1868/2025 Pagina 7 2013 che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per l’esame di una domanda di protezione internazio- nale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo o da un apolide (rifusione; Gazzetta ufficiale dell’Unione europea [GU] L 180/31 del 29 giugno 2013; di seguito: RD III) (clausola di sovranità). Infatti, trattandosi di una procedura vertente sul ritorno in uno Stato terzo sicuro (art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi), nell’ambito della quale è stato preliminarmente accertato l’ottenimento della protezione internazionale e dello statuto di ri- fugiata in tale Paese, le specifiche disposizioni contenute nei trattati inter- nazionali inerenti all’esecuzione delle procedure d’asilo, quali il RD III, non risultano in concreto pertinenti per la valutazione della domanda d’asilo in Svizzera. 6.5 Di riflesso, il Tribunale giudica che le condizioni dell’art. 31 a cpv. 1 lett. a LAsi risultano incontestabilmente ottemperate. La SEM non è quindi incorsa in una violazione del diritto federale nella misura in cui non è en- trata nel merito della domanda d’asilo. 7. Se respinge la domanda d’asilo o non entra nel merito, la SEM pronuncia generalmente l’allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l’esecuzione; tiene però conto del principio dell’unità della famiglia. Nella fattispecie, l’in- sorgente non adempie alle condizioni in virtù delle quali l’autorità inferiore avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l’allontanamento dalla Svizzera (art. 14 cpv. 1 e 2 ed art. 44 LAsi nonché art. 32 OAsi; DTAF 2013/37 con- sid. 4.4; 2009/50 consid. 9). Il Tribunale è pertanto tenuto a confermare la pronuncia dell’allontanamento. 8. 8.1 Occorre ora verificare se la SEM sia incorsa in una violazione del diritto federale o in un accertamento inesatto o incompleto dei fatti, nella misura in cui ha ritenuto adempiuti i presupposti per l’esecuzione dell’allontana- mento della ricorrente dalla Svizzera (verso la Grecia). 8.2 L’esecuzione dell’allontanamento è regolamentata, per rinvio dell’art. 44 LAsi, dall’art. 83 della LStrI (RS 142.20). L’esecuzione dell’al- lontanamento deve pertanto essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStrI), ammis- sibile (art. 83 cpv. 3 LStrI) e ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI). Qualora una di queste condizioni non risulti adempiuta, la SEM dispone l’ammissione provvisoria in Svizzera (art. 83 cpv. 1 e 7 LStrI; cfr. DTAF 2009/51 consid. 5.4). D-1868/2025 Pagina 8 8.3 8.3.1 A norma dell’art. 83 cpv. 3 LStrI l’esecuzione dell’allontanamento non è ammissibile quando comporta una violazione degli impegni di diritto in- ternazionale pubblico della Svizzera. Detta norma non si esaurisce nel prin- cipio del divieto di respingimento. Anche altri impegni di diritto internazio- nale possono risultare ostativi all’esecuzione del rimpatrio, in particolare l’art. 3 CEDU o l’art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti (Conv. Tortura, RS 0.105). La Corte europea dei diritti dell’uomo (Corte EDU) ha più volte ribadito che la sola possibilità di subire dei maltrattamenti dovuti a una situazione di insi- curezza generale o di violenza generalizzata nel Paese di destinazione non è sufficiente per ritenere una violazione dell’art. 3 CEDU. Spetta infatti all’interessato provare o ren dere verosimile l’esistenza di seri motivi che permettano di ritenere che egli correrà un reale rischio ("real risk") di essere sottoposto, nel Paese verso il quale sarà allontanato, a trattamenti contrari a detti articoli (cfr. DTAF 2013/27 consid. 8.2 e relativi riferimenti). Il Tribunale ha inoltre ritenuto che, per quanto riguarda l’ammissibilità dell’esecuzione dell’allontanamento verso la Grecia, occorre riconoscere degli ostacoli all’esecuzione dell’allontanamento unicamente a condizioni molto severe (cfr. sentenza di riferimento E -3427/2021, E-3431/2021 del 28 marzo 2022 consid. 11.2). Si può infatti partire dal presupposto che es- sendo la Grecia firmataria della CEDU, della Conv. tortura e della Conv. rifugiati, essa rispetti di principio gli obblighi di diritto internazionale. Certa- mente, da informazioni a disposizione di questo Tribunale, risulta che i be- neficiari della protezione sussidiaria, così come i rifugiati, incorrono nel ri- schio di vivere in condizioni precarie. Tuttavia, non risulta da fonti affidabili e concordi che la Grecia abbia adottato una pratica di discriminazione si- stematica – rispetto ai suoi cittadini – verso i beneficiari dello statuto di rifugiato o dalla protezione sussidiaria, nell’accesso all’occupazione, all’as- sistenza sociale, all’assistenza sanitaria, all’istruzione e all’alloggio. Il Tri- bunale ha altresì rilevato che, nonostante vi siano delle carenze nel si- stema di accoglienza, non vi è luogo di concludere che i beneficiari di pro- tezione internazionale si trovino in tale Paese, in maniera generale (indi- pendentemente quindi dalle fattispecie concrete), totalmente dipendenti dall’aiuto pubblico, confrontati all’indifferenza delle autorità oppure in una situazione di privazione o di mancanza di assistenza incompatibile con l a dignità umana (cfr. sentenza di riferimento E -3427/2021 e E -3431/2021 consid. 9 e 11.2; confermata a più riprese, ex pluris sentenze del TAF D- 1522/2024 del 14 marzo 2024 consid. 10.2.1; D-628/2024 del 9 febbraio 2024 consid. 11.3). D-1868/2025 Pagina 9 8.3.2 8.3.2.1 Nel caso concreto, l a ricorrente è rinviata in uno Stato terzo desi- gnato come sicuro da parte del Consiglio federale (art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi), ossia uno Stato nel quale vi è una presunzione di rispetto degli im- pegni di diritto internazionale pubblico, tra cui il rispetto del principio di non respingimento ai sensi dell’art. 5 cpv. 1 LAsi, così come del principio del divieto della tortura sancito dall’art. 3 CEDU e dall’art. 3 della Conv. tortura. 8.3.2.2 Inoltre, posta l’assenza di ulteriori elementi avvalorati da riscontri documentali, le allegazioni per cui l’interessata sarebbe stata accolta in Grecia in pessime condizioni senza un completo accesso alle cure, non risultano dirimenti per il giudizio (cfr. atto SEM n. 16/7). I beneficiari di pro- tezione internazionale possono infatti contare sulle garanzie derivanti dalla direttiva qualificazione. Quest’ultima è stata trasposta dalla Grecia nel di- ritto nazionale interno con decreto presidenziale (P.D) 141/2013, pubblicato nella gazzetta ufficiale A 226/21.10.2013. Gli obblighi della Grecia, derivanti dal diritto europeo, nei confronti dei beneficiari di protezione impongono la non discriminazione nell’accesso all’occupazione, all’istruzione, all’assi- stenza sociale, all’assistenza sanitaria, all’accesso all’alloggio e agli stru- menti di integrazione (cfr. capo VII [contenuto della protezione internazio- nale] della direttiva qualificazione). In caso di violazione di diritti sanciti dalla CEDU, le persone interessate possono infine adire i tribunali greci e, in ultima istanza, la Corte EDU (art. 34 CEDU). 8.3.2.3 Fatte queste premesse, si ribadisce che il 6 settembre 2024 la Gre- cia ha riconosciuto alla ricorrente lo statuto di rifugiata e le ha rilasciato un permesso di so ggiorno con validità dal 6 settembre 2024 al 5 settembre 2027 (cfr. atto SEM n. 22/2). Il 25 ottobre 2024, la Grecia ha inoltre dichia- rato di accettare la riammissione dell’insorgente sul proprio territorio (cfr. atto SEM n. 22/2). Ne discende ch’ella potrà rivolgersi alle competenti au- torità greche per far valere i diritti che le spettano. Inoltre dagli atti di causa non emergono elementi per concludere che, in caso di allontanamento, le sue prospettive future, considerate dal punto di vista materiale, fisico o psi- cologico, denotino un rischio, sufficientemente reale e imminente, di priva- zioni di una gravità tale da rientrare nell’ambito di applicazione dell’art. 3 CEDU. Le garanzie internazionali succitate potranno inoltre permettere all’interessata l’accesso ad un alloggio, al mercato del lavoro e al sistema sanitario laddove necessario. Del resto, malgrado abbia evidenziato di non aver ricevuto alcun aiuto da parte dello stato ellenico una volta ottenuto il permesso di soggiorno, l’insorgente non ha effet tuato alcuno sforzo con- creto per far valere i suoi diritti (cfr. atto SEM n. 16/7). Per questi motivi, non risulta che la ricorrente sarà confrontata con una situazione di D-1868/2025 Pagina 10 emergenza di carattere esistenziale oppure esposta a trattamenti vietati dalle norme di diritto internazionale. 8.3.2.4 Inoltre, non risultano validi elementi per ritenere che lo stato vale- tudinario dell’insorgente, di cui si dirà in seguito (cfr. infra consid. 8.4.4), rientri nei casi straordinari e di estrema gravità contemplati dalla restrittiva giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo (cfr. sentenza della CorteEDU Paposhvili contro Belgio del 13 dicembre 2016 [GC], 41738/10, §181 segg., confermata nella sentenza Savran contro Danimarca del 7 di- cembre 2021 [GC], 57467/15, §§ 121 segg.; DTAF 2017 VI/7 consid. 6.2). 8.3.3 8.3.3.1 L’ammissibilità dell’esecuzione dell’allontanamento va confermata anche in considerazione della presenza in Svizzera del coniuge e del fra- tello della ricorrente. 8.3.3.2 Per poter invocare il diritto al rispetto della vita fam igliare protetto dall’art. 8 CEDU, lo straniero non soltanto deve provare la presenza di una relazione stretta ed effettiva con una persona della sua famiglia, ma pure che quest’ultima abbia un diritto di presenza assicurato o duraturo in Sviz- zera (cfr. DTF 139 I 330 consid. 2.1; 137 I 351 consid. 3.1), nonché che all’interessato non è possibile, rispettivamente non sarebbe ragionevol- mente possibile, proseguire la sua vita famigliare altrove (cfr. DTF 143 I 21 consid. 5.1 seg.; 139 I 330 consid. 2.1 con rif erimenti). Le relazioni fami- gliari protette dall’art. 8 par. 1 CEDU, sono anzitutto i rapporti tra coniugi e tra genitori e figli minori che coabitano (cfr. DTF 140 I 77 consid. 5.2; 137 I 113 consid. 6.1; DTAF 2012/4 consid. 4.3; 2008/47 consid. 4.1). In una tale evenienza una relazione stretta ed effettiva è presunta (cfr. DTF 140 I 77 consid. 5.2; 137 I 113 consid. 6.1). Le relazioni tra familiari maggiorenni (in particolare genitori e figli) possono essere eccezionalmente ammesse in presenza di un part icolare rapporto di dipendenza, segnatamente l’esi- stenza della necessità di prodigare cure speciali per un handicap o una malattia grave (cfr. sentenze del TAF E-3704/2022 del 27 ottobre 2022 con- sid. 6.3; D-1968/2022 del 5 maggio 2022 consid. 8.5.1). 8.3.3.3 Nello specifico, si rileva anzitutto che, non avendo la ricorrente ac- cennato ad alcun rapporto di dipendenza con il fratello maggiorenne, non è possibile riconoscere la tutela garantita dall’art. 8 CEDU ai sensi della giurisprudenza succitata. Per quanto attien e invece al legame con il co- niuge (cfr. mezzo di prova n. 001/2) , occorre rilevare che la coppia si sa- rebbe sposata telefonicamente, grazie all’aiuto dei famigliari e di due testi- moni trovatisi in Siria, il (…) e si sarebbe incontrata per la prima volta il (…) D-1868/2025 Pagina 11 in occasione dell’arrivo in Svizzera dell’interessata (cfr. atto SEM n. 16/7). I coniugi non hanno pertanto mai coabitato e condotto una vita famigliare comune. Di conseguenza non si può desumere l’esistenza di una relazione stretta ed effettiva ai se nsi della giurisprudenza succitata. A titolo abbon- danziale, il Tribunale osserva dipoi che l’allontanamento della ricorrente in Grecia non comporterebbe comunque l’interruzione di ogni legame con il marito e il fratello, bensì rimarrebbero possibili contat ti telefonici e tramite messaggi elettronici, nonché la possibilità di visitare i suoi famigliari in Sviz- zera, essendo la ricorrente beneficiaria di uno statuto di rifugiata in Grecia, e quindi potendo richiedere il rispettivo titolo di viaggio (cfr. nello stesso senso la sentenza del TAF D-502/2022 del 9 febbraio 2022 consid. 8.4.5). 8.3.4 In conclusione, l’esecuzione dell’allontanamento in Grecia risulta am- missibile ai sensi delle norme di diritto internazionale pubblico nonché della LAsi (art. 83 cpv. 3 LStrI in relazione all’art. 44 LAsi). 8.4 8.4.1 Secondo l’art. 83 cpv. 4 LStrI, l’esecuzione dell’allontanamento non può essere ragionevolmente esigibile qualora, nello Stato d’origine o di provenienza, lo straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo a seguito di situazioni quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza medica. Inoltre, ai sensi dell’art. 83 cpv. 5 LStrI, l’esecuzione dell’allontanamento verso i paesi UE/AELS è da ritenersi di principio esigi- bile e tale presunzione legale può es sere sovvertita solo se l’interessato rende verosimile che, per delle ragioni personali, il suo rinvio non può es- sere ritenuto ragionevolmente esigibile (cfr. sentenza del TAF D-559/2020 del 13 febbraio 2020 consid. 9 [sentenza di riferimento]). 8.4.2 Appartiene quindi all’interessato sovvertire la suddetta presunzione, presentando seri indizi che le autorità dello Stato in questione violino il di- ritto internazionale, non gli concedano la necessaria protezione o lo espon- gano a condizioni di vita disumane, oppure che egli si troverebbe in una situazione d’emergenza esistenziale a causa di circostanze individuali di natura sociale, economica o sanitaria (cfr. ex pluris sentenze del TAF D- 628/2024 del 9 febbraio 2024 consid. 12. 2; D-4606/2022 del 9 dicembre 2022 consid. 6.4; D-911/2021 del 25 maggio 2022 consid. 9.3). 8.4.3 Il Tribunale ha inoltre statuito che l’esecuzione dell’allontanamento in Grecia di persone beneficiarie di protezione internazionale rimane esigibile anche se trattasi di persone vulnerabili, quali ad esempio donne incinte o persone che soffrono di problemi di salute, che non sono da considerare come malattie gravi (cfr. sentenza di riferimento del TAF E-3427/2021 e E-D-1868/2025 Pagina 12 3431/2021 del 28 marzo 2022 consid. 11.3–11.5.1). La giurisprudenza ha invece fissato dei criteri più rigidi soltanto per i nuclei famigliari e per le persone particolarmente vulnerabili, quali i minorenni non accompagnati o le persone il cui stato di salute è compromesso in modo particolarmente grave (cfr. sentenza di riferimento precitata consid. 11.5.2; cfr. anche la sentenza del TAF D -4839/2021 del 12 luglio 2022 consid. 8.2 con riferi- menti). In altri termini, occorre debitamente valutare la situazione delle per- sone che, a causa della loro particolare elevata vulnerabilità nell’evenienza di un ritorno in Grecia, corrono il rischio di cadere in modo duraturo in gravi difficoltà, poiché non sono in grado di rivendicare con le proprie forze i diritti che spettano loro in loco (sentenza di riferimento precitata consid. 11.5.3). 8.4.4 Nel caso concreto, la ricorrente è maggiorenne e, fino alla pronuncia della decisione impugnata, ha lamentato unicamente una carie al dente, risolta con l’estrazione dello stesso (cfr. atto SEM n. 13/3), come pure un dolore cronico all’arto inferiore bilaterale, trattato con Sirdalud 2 mg per 4 settimane, Irfen 600 e delle sedute settimanali di fisioterapia (cfr. atto SEM n. 30/3). Ella si è sottoposta ad un ulteriore controllo medico in data (…), in occasione del quale le sono stati diagnosticati insonnia, lieve dolenzia a carico dell’arto inferiore bilaterale e uno stato ansioso lieve, in cura, per almeno un mese, con Trittico 50 mg, Escitalopram 10 mg e Novalgina 500 (cfr. atto SEM n. 33/3). Il (…) vi è stato un ulteriore consulto e le sono stati prescritti Trittico 100 mg, Escitalopram 10 mg e Novalgina 500 (cfr. atto SEM n. 43/2). L’insorgente si è inoltre sottoposta, il (…), ad un controllo ginecologico, ritenuto “nel limite della norma per una paziente d i 42 anni” (cfr. atto SEM n. 44/2). Ciò posto, il Tribunale conclude che le affezioni suindicate non sono su- scettibili, dal profilo della loro gravità, di porre concretamente e seriamente in pericolo la sua vita o la sua salute a breve termine in caso di un suo ritorno in Grecia. Pur non volendo in alcun modo minimizzare i dolori cronici addotti, non si ravvisano infatti elementi a dimostrazione del fatto ch’ella non sarebbe capace di rivolgersi ai competenti servizi ellenici al fine di ot- tenere, in quanto titolare della protezion e internazionale, un alloggio non- ché un adeguato accesso alle cure. In proposito, va osservato che la Gre- cia dispone delle strutture mediche sufficienti che possono dispensare i trattamenti necessari allo stato di salute dell’insorgente; quest’ultima ha in- fatti accesso alle cure mediche sulla base delle stesse condizioni valide per i cittadini greci (artt. 2 lett. b e g cum 30 par. 1 della direttiva qualifica- zione; cfr. sentenza di riferimento precitata E -3427/2021 e E -3431/2021 consid. 8-9.10; ex pluris sentenze del TAF D-1522/2024 del 14 marzo 2024 consid. 11.2.3; D-628/2024 del 9 febbraio 2024 consid. 12.5.3). D-1868/2025 Pagina 13 8.4.5 Per queste ragioni, l’esecuzione dell’allontanamento si rivela pure ra- gionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI in relazione all’art. 44 LAsi). 8.5 Non risultano infine impedimenti dal profilo della possibilità dell’esecu- zione dell’allontanamento (artt. 44 LAsi e 83 cpv. 2 LStr), ritenuto peraltro che le autorità elleniche hanno accettato la riammissione dell’insorgente sul proprio territorio. 8.6 Per il resto, conviene rinviare alle motivazioni contenute nella decisione impugnata, alla quale può essere prestata adesione (art. 109 cpv. 3 LTF per rinvio dell’art. 4 PA). 8.7 In esito, le richieste subordinate di giudizio tendenti alla concessione dell’ammissione provvisoria in Svizzera e all’ottenimento di garanzie spe- cifiche da parte delle autorità greche vanno respinte poiché infondate (cfr. in questo senso, ex pluris sentenze del TAF E-5745/2024 del 25 settembre 2024 consid. 7.7; E-5645/2024 del 18 settembre 2024 consid. 8.8) 9. Visto quanto precede, la SEM non ha violato il diritto federale e neppure accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). La decisione non è inoltre inadeguata per quanto attiene alla valu tazione dell’esecuzione dell’allontanamento pronunciato (cfr. art. 49 PA). Il ricorso va pertanto respinto e la decisione avversata confermata. 10. Avendo il Tribunale statuito nel merito del gravame, la domanda procedu- rale tendente all’esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese processuali è divenuta senza oggetto. 11. Posto che le richieste di giudizio contenute nel ricorso erano sprovviste di probabilità di successo, la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versamento delle spese processuali (art. 65 cpv. 1 PA), è respinta. 12. Visto l’esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.– sono per- tanto poste a carico della ricorrente in quanto soccombente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 1-3 del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili D-1868/2025 Pagina 14 nelle cause dinanzi al Tribunal e amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). 13. Il presente giudizio non concerne una persona contro la quale è pendente una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che ha abbandonato in cerca di protezione e, pertanto, non può essere impugnata con ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 LTF). (dispositivo alla pagina seguente) D-1868/2025 Pagina 15 Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun- cia: 1. Il ricorso è respinto. 2. La domanda di assistenza giudiziaria è respinta. 3. Le spese processuali di CHF 750. – sono poste a carico della ricorrente. Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministra- tivo federale entro un termine di 30 giorni dalla s pedizione della presente sentenza. 4. Questa sentenza è comunicata alla ricorrente, alla SEM e all'autorità can- tonale competente. Il giudice unico: La cancelliera: Manuel Borla Ambra Antognoli Data di spedizione: