<!DOCTYPE html> <html lang="it"><head><meta charset="utf-8"/></head><body><div class="content"> <div class="para"> </div> <div class="para">Bundesgericht </div> <div class="para">Tribunal fédéral </div> <div class="para">Tribunale federale </div> <div class="para">Tribunal federal </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <img height="74" src="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/clir/http/displayimage.php?id=2024-03-27-2C_608-2023.1&amp;type=gif" width="95"/> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>2C_608/2023</b> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>Sentenza del 27 marzo 2024</b> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>II Corte di diritto pubblico</b> </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Composizione </div> <div class="para">Giudici federali Hänni, Giudice presidente, </div> <div class="para">Ryter, Kradolfer, </div> <div class="para">Cancelliere Savoldelli. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Partecipanti al procedimento </div> <div class="para">A.________, </div> <div class="para">patrocinata dall'avv. Yasar Ravi, </div> <div class="para">ricorrente, </div> <div class="para"> </div> <div class="para">contro </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Sezione della popolazione, </div> <div class="para">Dipartimento delle istituzioni del Cantone Ticino, </div> <div class="para">Residenza governativa, 6500 Bellinzona, </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Consiglio di Stato del Cantone Ticino, </div> <div class="para">Residenza governativa, 6500 Bellinzona. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Oggetto </div> <div class="para">Permesso per frontalieri UE/AELS, </div> <div class="para"> </div> <div class="para">ricorso in materia di diritto pubblico contro la sentenza emanata il 2 ottobre 2023 dal Tribunale amministrativo del Cantone Ticino (52.2021.138). </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>Fatti:</b> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>A.</b> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>A.a.</b> A.________ è una cittadina italiano nata nel... e residente in provincia di Varese. Dopo avere beneficiato di simili permessi già in precedenza, il 30 novembre 2009 ha chiesto alla Sezione della popolazione del Dipartimento delle istituzioni del Cantone Ticino una nuova autorizzazione per frontalieri UE/AELS per svolgere un'attività dipendente nel nostro Paese. Il permesso le è stato concesso e rinnovato, un'ultima volta con termine di controllo al 29 novembre 2019. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>A.b.</b> Nel corso degli anni, A.________ ha avuto modo di interessare le autorità amministrative e penali nei seguenti termini: </div> <div class="para"> </div> <div class="para">15.09.2003: decreto di accusa del Ministero pubblico del Cantone Ticino, che prevede una pena di 75 giorni di detenzione, sospesa condizionalmente con un periodo di prova di 2 anni, per il reato di ripetuta infrazione alla legge federale del 3 ottobre 1951 sugli stupefacenti e le sostanze psicotrope (commesso tra il dicembre 2001 e il luglio 2003, in relazione a un ingente quantitativo di marijuana); </div> <div class="para">10.11.2003: ammonimento dell'allora Sezione dei permessi e dell'immigrazione con l'avvertenza che, in caso di recidiva, l'autorità avrebbe valutato la possibilità di emanare una decisione di espulsione; </div> <div class="para">12.03.2008: sentenza del Tribunale di Varese, pronunciata con il rito del patteggiamento, che prevede una pena di 1 anno di reclusione e il pagamento di una multa di euro 4'000, sospesa condizionalmente e non menzionata, per il reato di detenzione illecita di sostanze stupefacenti (commesso il 3 marzo 2007); </div> <div class="para">11.10.2019: sentenza della Corte delle assise criminali di Lugano, che prevede una pena detentiva di 12 mesi, da dedursi il carcere preventivo sofferto (3 agosto 2015-5 ottobre 2015), sospesa condizionalmente con un periodo di prova di due anni, per il reato di furto aggravato (commesso tra il gennaio 2014 e il 3 agosto 2015 e relativo alla sottrazione di circa 6'500 stecche di sigarette, per un valore approssimativo di fr. 420'000.--). </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>B.</b> </div> <div class="para">Il 5 novembre 2015 A.________ ha domandato una modifica del proprio permesso per frontalieri UE/AELS. Con decisione del 13 giugno 2016, dopo essere venuta a conoscenza della condanna subita da A.________ nel 2008, l'autorità menzionata ha respinto la domanda di modifica e revocato il permesso per frontalieri UE/AELS a suo tempo concesso per motivi di ordine pubblico. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Su ricorso, la liceità della decisione della Sezione della popolazione è stata confermata sia dal Consiglio di Stato (24 febbraio 2021) che dal Tribunale amministrativo del Cantone Ticino, espressosi in merito con sentenza del 2 ottobre 2023. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>C.</b> </div> <div class="para">Con ricorso del 2 novembre 2023, A.________ ha impugnato questo giudizio davanti al Tribunale federale, chiedendone l'annullamento. Domanda inoltre la concessione dell'effetto sospensivo al gravame e il gratuito patrocinio. </div> <div class="para">L'istanza inferiore e la Sezione della popolazione hanno proposto il rigetto del ricorso. Il Consiglio di Stato ticinese e la Segreteria di Stato della migrazione hanno rinunciato a pronunciarsi. Con decreto del 5 novembre 2023, il Tribunale federale ha concesso l'effetto sospensivo. In replica, l'insorgente ha confermato la propria posizione. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>Diritto:</b> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>1.</b> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>1.1.</b> Giusta l'art. 83 lett. c n. 2 LTF, il ricorso in materia di diritto pubblico è inammissibile contro le decisioni in materia di diritto degli stranieri concernenti permessi o autorizzazioni al cui ottenimento né il diritto federale né il diritto internazionale conferiscono un diritto. Siccome l'insorgente è di nazionalità italiana e può di principio richiamarsi all'accordo del 21 giugno 1999 sulla libera circolazione delle persone (ALC; RS 0.142.112.681), la causa sfugge però alla citata clausola d'eccezione (sentenza 2C_366/2023 del 16 gennaio 2024 consid. 1.1). </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>1.2.</b> Il gravame è stato presentato nei termini (<span class="artref">art. 100 cpv. 1 LTF</span>), contro una decisione finale di un tribunale superiore (art. 86 cpv. 1 lett. d, 86 cpv. 2, 90 LTF) e da una persona che ha legittimazione ad insorgere (<span class="artref">art. 89 cpv. 1 LTF</span>), di modo che esso va esaminato quale ricorso in materia di diritto pubblico (art. 82 segg. LTF). Dato che da una lettura dell'impugnativa risulta che l'insorgente mira alla conferma del diritto a beneficiare di un permesso per frontalieri UE/AELS, a un'entrata nel merito non osta in effetti nemmeno il fatto che, benché il ricorso esperito abbia di regola carattere riformatorio (<span class="artref">art. 107 cpv. 2 LTF</span>), l'insorgente abbia presentato solo conclusioni cassatorie. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>2.</b> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>2.1.</b> Di principio, in presenza di un confronto con i contenuti del giudizio impugnato (<span class="artref">art. 42 cpv. 2 LTF</span>), il Tribunale federale applica il diritto federale d'ufficio (<span class="artref">art. 106 cpv. 1 LTF</span>). Esigenze più severe valgono però in relazione alla lesione di diritti fondamentali, che va denunciata con precisione (<span class="artref">art. 106 cpv. 2 LTF</span>; <a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=25&amp;from_date=21.03.2024&amp;to_date=09.04.2024&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F143-II-283%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page283">DTF 143 II 283</a> consid. 1.2.2). </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>2.2.</b> Per quanto riguarda i fatti, esso fonda il suo ragionamento sull'accertamento svolto dall'autorità inferiore (<span class="artref">art. 105 cpv. 1 LTF</span>). Può scostarsene se è stato eseguito in modo manifestamente inesatto o in violazione del diritto ai sensi dell'<span class="artref">art. 95 LTF</span>, fattispecie data anche quando i fatti sono stati constatati in maniera incompleta (<span class="artref">art. 105 cpv. 2 LTF</span>). In questo caso, l'incarto va ritornato all'autorità precedente o all'autorità che ha statuito in prima istanza (sentenza 2C_127/2019 del 15 novembre 2019 consid 2.2). A meno che non ne dia motivo la decisione impugnata (<span class="artref">art. 99 cpv. 1 LTF</span>) o non sia richiesto dalla legge sul Tribunale federale, quest'ultimo non può neppure tenere in considerazione fatti o mezzi di prova nuovi. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>3.</b> </div> <div class="para">Al pari del Consiglio di Stato, il Tribunale amministrativo ticinese ha confermato la correttezza della decisione della Sezione della popolazione. Anch'esso ha infatti constatato che la revoca - rispettivamente il diniego del diritto ad un nuovo permesso, dopo il raggiungimento del termine di controllo del permesso (29 novembre 2019) - rispettava: (a) l'accordo sulla libera circolazione delle persone, che ammette una limitazione dei diritti da esso riconosciuti, tra i quali quello ad un permesso per frontalieri UE/AELS (art. 3 in relazione con l'<span class="artref">art. 7 allegato I ALC</span>), in presenza di una minaccia effettiva e sufficientemente grave dell'ordine pubblico (<span class="artref">art. 5 allegato I ALC</span>); (b) il diritto interno, che permette di non rinnovare un permesso per frontalieri ai sensi dell'art. 35 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI; RS 142.20) se è dato un motivo di revoca previsto dalla legge (art. 35 cpv. 4 in relazione con l'<span class="artref">art. 62 cpv. 1 LStrI</span>); (c) il principio di proporzionalità (giudizio impugnato, consid. 3-5). </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>4.</b> </div> <div class="para">Nel merito, la sentenza impugnata verte sul diniego del diritto a un permesso per frontalieri UE/AELS da parte della Corte cantonale. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>4.1.</b> Sul piano del diritto interno, l'<span class="artref">art. 35 LStrI</span> indica che il permesso per frontalieri è rilasciato per un'attività lucrativa entro la zona di frontiera, che è di durata limitata e che può essere prorogato rispettivamente vincolato ad altre condizioni (cpv. 1-3). Dall'<span class="artref">art. 35 LStrI</span> risulta nel contempo che la proroga del permesso è subordinata all'assenza di motivi di revoca ai sensi dell'<span class="artref">art. 62 cpv. 1 LStrI</span> (cpv. 4; sentenza 2C_366/2023 del 16 gennaio 2024 consid. 5.1). </div> <div class="para">Ai cittadini dell'Unione europea, l'ordinamento interno si applica però unicamente se l'accordo sulla libera circolazione delle persone non contiene disposizioni derogatorie o se la legge federale sugli stranieri e la loro integrazione prevede disposizioni più favorevoli (<span class="artref">art. 2 cpv. 2 LStrI</span>; sentenza 2C_613/2023 del 16 novembre 2023 consid. 4.1). </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>4.2.</b> Come tutti i diritti conferiti dall'accordo citato, anche il diritto per i lavoratori frontalieri dipendenti, cittadini di una parte contraente, di esercitare un'attività economica nel territorio dell'altra parte contraente (<span class="artref">art. 4 ALC</span>; <span class="artref">art. 2 cpv. 1 e <artref id="CH/0.142.112.681/7/I" type="start"></artref>art. 7 allegato I ALC</span><artref id="CH/0.142.112.681/2/1" type="end"></artref>), può essere limitato solo da misure giustificate da motivi di ordine pubblico, pubblica sicurezza o pubblica sanità (<span class="artref">art. 5 cpv. 1 allegato I ALC</span>; <a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=25&amp;from_date=21.03.2024&amp;to_date=09.04.2024&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F139-II-121%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page121">DTF 139 II 121</a> consid. 5.3; sentenza 2C_366/2023 del 16 gennaio 2024 consid. 5.2). </div> <div class="para">Secondo la giurisprudenza, che si orienta alla direttiva CEE 64/221 del 25 febbraio 1964 ed alla prassi della Corte di giustizia dell'Unione europea ad essa relativa (<span class="artref">art. 5 cpv. 2 allegato I ALC</span>), l'adozione di misure di allontanamento presuppone la sussistenza di una minaccia effettiva e sufficientemente grave dell'ordine pubblico da parte della persona che ne è toccata. Una condanna può venir presa in considerazione a giustificazione di un simile provvedimento se dalle circostanze che l'hanno determinata emerge un comportamento personale che implica una minaccia attuale per l'ordine pubblico; escluso è quindi che lo stesso possa essere preso a titolo preventivo o dissuasivo. A dipendenza delle circostanze, già la sola condotta tenuta in passato può comunque adempiere i requisiti di una simile messa in pericolo dell'ordine pubblico. Per valutare l'attualità della minaccia, non occorre prevedere quasi con certezza che lo straniero commetterà altre infrazioni; d'altro lato, per rinunciare a misure di ordine pubblico, non si deve esigere che il rischio di recidiva sia nullo. La misura dell'apprezzamento dipende dalla gravità della potenziale infrazione. Tanto più questa appare importante - come è il caso in presenza di reati contro l'integrità fisica, psichica o sessuale di terzi, di criminalità organizzata, terrorismo e tratta di esseri umani, nonché del commercio qualificato di stupefacenti a scopo di lucro - quanto minori sono le esigenze in merito al rischio di recidiva (<a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=25&amp;from_date=21.03.2024&amp;to_date=09.04.2024&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F139-II-121%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page121">DTF 139 II 121</a> consid. 5.3 e 6.3; <a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=25&amp;from_date=21.03.2024&amp;to_date=09.04.2024&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F136-II-5%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page5">136 II 5</a> consid. 4.2 seg., entrambe con riferimento alla prassi della Corte di giustizia UE). Dopo avere esaminato la fattispecie nell'ottica dell'<span class="artref">art. 5 allegato I ALC</span>, va infine verificato il rispetto del principio della proporzionalità (sentenza 2C_366/2023 del 16 gennaio 2024 consid. 5.2). </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>5.</b> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>5.1.</b> L'esistenza di un motivo di revoca in base all'art. 62 cpv. 1 lett. c LStrI, non è a ragione contestata. Preso atto delle ripetute condanne subite dalla ricorrente tra il 2003 e il 2019, della loro entità e dei reati che vi stanno alla base (precedente consid. A.b), la violazione rispettivamente la messa in pericolo dell'ordine e della sicurezza pubblici richieste da questa norma appaiono infatti date (al riguardo, cfr. anche l'art. 77a dell'ordinanza del 24 ottobre 2007 sull'ammissione, il soggiorno e l'attività lucrativa [OASA; RS 142.201] e le sentenze 2C_481/2020 del 7 luglio 2020 consid. 4, 5; 2C_851/2014 del 24 aprile 2015 consid. 3.3). </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>5.2.</b> Per confermare la revoca rispettivamente il mancato rinnovo del permesso di dimora UE/AELS decisi dalle autorità ticinesi, occorre però che essi siano conformi all'<span class="artref">art. 5 allegato I ALC</span> e proporzionali (precedente consid. 4.2), ciò che la ricorrente in concreto contesta. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>6.</b> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>6.1.</b> In relazione all'esame del rispetto dell'<span class="artref">art. 5 allegato I ALC</span> e a quello del principio della proporzionalità, il Tribunale amministrativo ticinese ha sottolineato sia le condanne subite dall'insorgente nel corso degli anni che i reati che stavano alla base delle stesse. </div> <div class="para">Ora, è vero che, dal 2003, l'insorgente è stata oggetto di tre giudizi da parte delle autorità penali e che per due di essi le è stata pure comminata una pena che, nonostante fosse sospesa, ammonta ad un anno di reclusione (2008 e 2019). Inoltre, va osservato che le prime due condanne pronunciate nei suoi confronti riguardavano l'ambito degli stupefacenti e che anche per quanto riguarda la condanna dell'11 ottobre 2019, i valori patrimoniali in gioco erano ingenti (oltre fr. 400'000.--), siccome l'attività illecita, consistente nella sottrazione di circa 6'500 stecche di sigarette, è stata commessa su un arco di tempo prolungato. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>6.2.</b> Formulata ponendo tutto il peso soltanto sulle condanne e sui reati indicati, la conclusione della Corte cantonale - secondo cui la revoca rispettivamente il mancato rinnovo del permesso di dimora UE/AELS della ricorrente rispetta l'<span class="artref">art. 5 allegato I ALC</span> e il principio della proporzionalità - non può essere tuttavia condivisa. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>6.2.1.</b> Da una lettura del giudizio cantonale (ivi, consid. E) risulta in effetti che, rivolgendosi al Tribunale amministrativo per impugnare la decisione del Consiglio di Stato ticinese, la ricorrente ha messo in evidenza più aspetti, tra i quali: da un lato, il fatto che, dopo il compimento dei reati che hanno portato alla condanna dell'11 ottobre 2019, ha ottenuto la possibilità di continuare ad essere attiva professionalmente per la medesima persona, a sua piena soddisfazione; d'altro lato, il fatto che, continuando a lavorare, ha pure potuto risarcire una parte considerevole del danno causato alla sua datrice di lavoro con il furto delle stecche di sigarette tra il gennaio 2014 e il 3 agosto 2015. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>6.2.2.</b> Come osservato dall'insorgente e come risulta sempre da una lettura del giudizio impugnato (ivi, consid. 4 e 5), quest'ultimo aspetto non è stato però considerato perché, dopo averlo evocato nei fatti, la Corte cantonale non lo menziona più né in relazione all'<span class="artref">art. 5 allegato I ALC</span> né altrove e, in particolare, in relazione all'esame del rispetto del principio della proporzionalità (<span class="artref">art. 96 LStrI</span>). </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>6.3.</b> In effetti, in tali sedi l'istanza inferiore si limita a rilevare che un comportamento corretto è atteso da tutti, senza considerare che quanto fatto valere non è il rispetto della legge dopo l'ultima condanna subita, che può essere effettivamente atteso da tutti, bensì degli atti concreti, con i quali la ricorrente avrebbe rimediato in maniera consistente al danno economico da lei causato alla datrice di lavoro, e in merito ai quali sarebbe stata quindi necessaria una ponderazione specifica, dopo avere accertato l'entità del risarcimento al momento della pronuncia dell'ultima istanza cantonale (<span class="artref">art. 110 LTF</span>; sentenza 2C_570/2022 del 20 febbraio 2023 consid. 4, con ulteriori rinvii). </div> <div class="para">Per potere ammettere il rispetto dell'<span class="artref">art. 5 allegato I ALC</span> è necessario che la persona il cui permesso è stato revocato o non rinnovato costituisca una minaccia attuale, effettiva e sufficientemente grave dell'ordine e della sicurezza pubblici e il comportamento tenuto dalla stessa va quindi valutato nel suo complesso, non solo in relazione all'assenza del compimento di nuovi reati (precedente consid. 4.2 e la giurisprudenza indicata). D'altra parte, una valutazione complessiva della situazione è richiesta anche dall'<span class="artref">art. 96 LStrI</span>, in relazione all'esercizio del potere discrezionale delle autorità nel confermare o meno una revoca o un mancato rinnovo di un permesso di soggiorno. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>6.4.</b> Di conseguenza, il giudizio impugnato dev'essere annullato e l'incarto rinviato all'istanza inferiore, affinché la Corte cantonale svolga gli atti istruttori ancora necessari, segnatamente in merito all'ammontare del danno sin qui risarcito in relazione all'ultimo reato commesso (<span class="artref">art. 110 LTF</span>; precedente consid. 6.3), e riesamini poi la fattispecie, sia nell'ottica dell'<span class="artref">art. 5 allegato I ALC</span> che dell'<span class="artref">art. 96 LStrI</span>. </div> <div class="para">Procedendo in tal senso, vorrà anche considerare che i reati per i quali la ricorrente è stata condannata nel 2003 e nel 2008 riguardano certo infrazioni in materia di stupefacenti, cioè un ambito nel quale il Tribunale federale si mostra rigoroso (<a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=25&amp;from_date=21.03.2024&amp;to_date=09.04.2024&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F139-II-121%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page121">DTF 139 II 121</a> consid. 5.3; sentenza 2C_366/2023 del 16 gennaio 2024 consid. 5.2), ma che queste infrazioni sono lontane nel tempo, perché risalgono al periodo tra il dicembre 2001 e il luglio 2003 rispettivamente al 3 marzo 2007, e non sono state seguite dal compimento di nessun reato analogo, siccome il reato commesso tra il gennaio 2014 e il 3 agosto 2015 - in relazione al quale sarebbe però stata risarcita una parte considerevole del danno causato - è di carattere patrimoniale. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>7.</b> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>7.1.</b> Per quanto precede, il ricorso è accolto, la sentenza del 2 ottobre 2023 del Tribunale cantonale amministrativo è annullata e l'incarto rinviato a quest'ultimo per nuovo giudizio, nel senso dei considerandi. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>7.2.</b> Per giurisprudenza, il rinvio dell'incarto all'istanza inferiore per procedere a complementi istruttori con esito aperto comporta che chi ricorre venga considerato come vincente (sentenza 2C_127/2019 del 15 novembre 2019 consid. 5.2). Soccombente, lo Stato del Cantone Ticino è dispensato dal pagamento delle spese giudiziarie (<span class="artref">art. 66 cpv. 4 LTF</span>). Esso deve però corrispondere al patrocinatore della ricorrente un'indennità per ripetibili per la sede federale (sentenza 2C_127/2019 del 15 novembre 2019 consid. 5.3). Visto l'esito della causa, la domanda di assistenza giudiziaria presentata davanti al Tribunale federale dev'essere considerata come priva di oggetto (sentenza 2C_18/2020 del 16 marzo 2020 consid. 5.2). </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b> Per questi motivi, il Tribunale federale pronuncia:</b> </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>1.</b> </div> <div class="para">Il ricorso è accolto, la sentenza del 2 ottobre 2023 del Tribunale amministrativo del Cantone Ticino è annullata e la causa è rinviata allo stesso per nuovo giudizio, nel senso dei considerandi. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>2.</b> </div> <div class="para">Non vengono prelevate spese. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>3.</b> </div> <div class="para">Lo Stato del Cantone Ticino verserà al patrocinatore della ricorrente un'indennità di fr. 2'500.-- per ripetibili della sede federale. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> <b>4.</b> </div> <div class="para">Comunicazione al patrocinatore della ricorrente, alla Sezione della popolazione del Dipartimento delle istituzioni, al Consiglio di Stato, al Tribunale amministrativo del Cantone Ticino e alla Segreteria di Stato della migrazione. </div> <div class="para"> </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Losanna, 27 marzo 2024 </div> <div class="para"> </div> <div class="para">In nome della II Corte di diritto pubblico </div> <div class="para">del Tribunale federale svizzero </div> <div class="para"> </div> <div class="para">La Giudice presidente: Hänni </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Il Cancelliere: Savoldelli </div> </div></body></html>