<h2>SubmittedText<h2><p>Con grande apprensione e partecipazione stiamo seguendo l'evoluzione dell'incidente nella centrale nucleare giapponese. Alla luce di questi eventi, occorre dare una valutazione diversa alla tecnica nucleare. Ci si chiede quanto tale tecnica sia sicura e quanto siano sicure le centrali nucleari svizzere. Il 14 marzo 2011, il capo del DATEC, Doris Leuthard, ha ordinato una verifica in questo senso, i cui risultati sono attesi con impazienza.</p><p>1. Quali risultati ha dato la verifica degli impianti nucleari svizzeri ordinata dal capo del DATEC all'IFSN? Quali carenze sono state riscontrate?</p><p>2.È possibile porre rimedio a tali carenze? Entro quanto tempo?</p><p>3. In questa verifica sono stati coinvolti anche esperti stranieri?</p><p>4. La situazione in Giappone si è notevolmente aggravata a causa del danneggiamento dei contenitori pressurizzati e dei sistemi di contenimento secondari (containment). Come sono dimensionate queste diverse barriere di sicurezza nella centrale nucleare giapponese Fukushima 1 e come sono dimensionate nelle centrali nucleari svizzere?</p><p>5. Nei sistemi di contenimento delle centrali nucleari svizzere si conosce l'esistenza di crepe o di punti deboli? In caso di incidente, è più elevato il rischio che i sistemi di contenimento, in questi punti, non riescano a sopportare le sollecitazioni?</p><p>6. Il Consiglio federale non è anch'esso dell'opinione che le centrali nucleari più vecchie e nei cui sistemi di contenimento sono state evidenziate crepe non debbano più essere mantenute in esercizio?</p><p>7. Dopo un arresto di emergenza, è necessario continuare per giorni a smaltire il calore di decadimento, onde evitare la fusione del nocciolo. Il Consiglio federale non è anch'esso dell'opinione che la tecnologia nucleare sia fondamentalmente rischiosa, visto che si tratta di una tecnologia che, anche in caso di arresto di emergenza, permette solo di interrompere la reazione nucleare a catena ma obbliga a continuare a raffreddare il reattore, e che quindi un arresto immediato non è completamente possibile?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. A seguito degli eventi in Giappone, il 18 marzo 2011 l'Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN) ha ordinato ai gestori delle centrali nucleari svizzere un'analisi immediata della sicurezza dei loro impianti in casi di terremoti e inondazioni. Inoltre i gestori sono stati invitati a rispondere ad alcune domande inerenti all'alimentazione delle piscine di stoccaggio del combustibile con liquido refrigerante e al raffreddamento delle stesse. Quale misura di sicurezza supplementare da attuare immediatamente, dal 1° giugno 2011 le centrali nucleari svizzere devono inoltre avere accesso a un deposito esterno per il materiale da impiegare in caso di incidenti gravi che sia a prova di terremoti e di inondazioni. Nel frattempo, i gestori hanno presentato i loro primi rapporti entro le scadenze richieste. In aprile l'IFSN ha esaminato la documentazione, individuato i punti da migliorare e richiesto alcune prove supplementari. Nell'ambito delle analisi sugli eventi in corso, possono essere ordinate altre misure. Il 4 maggio 2011 il Consiglio federale ha disposto l'istituzione di un gruppo di lavoro interdipartimentale incaricato di esaminare le misure di protezione d'emergenza in caso di eventi estremi in Svizzera. L'organo avrà il compito di verificare se e quali nuovi provvedimenti legislativi e organizzativi devono essere adottati.</p><p>3. L'IFSN è un ente federale di diritto pubblico avente personalità giuridica propria, che esercita la sua attività di vigilanza in modo autonomo e indipendente. Circa un terzo degli specialisti dell'IFSN proviene dai Paesi esteri confinanti. A parte loro, per le verifiche effettuate in Svizzera non sono stati coinvolti esperti stranieri. Il Consiglio federale è convinto che l'indipendenza dell'IFSN sia garantita e che questo ente sia in grado di assolvere con la sua organizzazione attuale i propri compiti quale autorità di vigilanza.</p><p>4. L'IFSN non conosce nei dettagli il dimensionamento della centrale nucleare giapponese di Fukushima, che del resto varia da un blocco all'altro (da 1 a 6). Dal momento che i blocchi in questione sono costituiti generalmente da reattori ad acqua bollente dei tipi BWR-3 e BWR-4, vi sono alcune somiglianze con la centrale nucleare di Mühleberg. In particolare la struttura del contenimento si differenzia in modo significativo. Infatti la centrale nucleare di Mühleberg dispone di un contenimento secondario e di una camera toroidale esterna di decompressione. Le scarse informazioni disponibili in merito ai dettagli tecnici dell'impianto di Fukushima non consentono un confronto dettagliato con gli impianti giapponesi.</p><p>5. Crepe e riduzioni dello spessore delle pareti del contenitore d'acciaio sono in generale possibili e ammesse fintantoché sono soddisfatti i requisiti della norma costruttiva applicabile. È quindi necessario che i contenitori sotto pressione siano periodicamente esaminati per verificare se presentano crepe e riduzioni dello spessore delle pareti, e che ne sia valutata la sicurezza in caso di riscontro positivo. Fintantoché i requisiti della norma costruttiva sono soddisfatti, la sicurezza continua ad essere garantita. Nelle centrali nucleari svizzere non sono note crepe nei contenitori pressurizzati dei reattori.</p><p>Le strutture di contenimento (containment) delle centrali nucleari svizzere non presentano finora punti di debolezza non ammissibili. Nella centrale nucleare di Beznau sono stati riscontrati danni da corrosione nelle strutture di contenimento in acciaio. Per valutare l'evoluzione che tali danni potranno avere a lungo termine, l'IFSN ha imposto alla centrale nucleare di Beznau di effettuare ulteriori indagini entro il 30 giugno 2011.</p><p>6. L'età di un impianto non è un criterio che indichi necessariamente una sicurezza insufficiente. Secondo la legislazione svizzera sull'energia nucleare, una centrale nucleare può essere esercitata fintantoché la sua sicurezza è garantita. La sicurezza è garantita se sono rispettati gli oneri definiti della licenza d'esercizio, le disposizioni della legge federale del 21 marzo 2003 sull'energia nucleare (LENu; RS 732.1) e tutte le disposizioni delle ordinanze determinanti in materia di esercizio di un impianto nucleare. L'IFSN ha inoltre concretizzato in una serie di direttive i singoli articoli delle prescrizioni di legge. Il compito attribuito dalla legge all'IFSN è di vigilare affinché gli esercenti degli impianti soddisfino in ogni momento queste prescrizioni e affrontino tutte le questioni inerenti alla sicurezza dei loro impianti con il dovuto approfondimento e la necessaria attenzione.</p><p>Se, per contro, vengono rilevati danni non ammissibili al circuito primario o al contenimento, l'impianto deve essere spento e riportato in condizioni di sicurezza, indipendentemente dalla sua età.</p><p>7. Per assicurare il raffreddamento e la dispersione del calore residuo dopo l'interruzione della reazione a catena nucleare, in ogni centrale nucleare esiste tutta una serie di sistemi di sicurezza. Essi sono realizzati in modo ridondante e, in caso di perdita dell'alimentazione elettrica esterna, possono essere alimentati da generatori diesel propri. Le analisi della sicurezza dimostrano che, in questo modo, può essere garantita un'elevatissima sicurezza e che il venire meno del raffreddamento del nocciolo è un evento estremamente raro. È fondamentale che questi sistemi di sicurezza siano correttamente dimensionati per resistere anche alle catastrofi naturali, in modo da poter funzionare correttamente anche in caso di gravi terremoti, inondazioni e condizioni meteorologiche estreme. Secondo l'articolo 5 capoverso 4 dell'ordinanza del DATEC del 17 giugno 2009 sulle ipotesi di pericolo e la valutazione della protezione contro gli incidenti negli impianti nucleari (RS 732.112.2), si devono considerare gli eventi naturali che in media avvengono almeno ogni una volta ogni 10 000 anni.</p>  Risposta del Consiglio federale.