B u n d e s v e rw a l t u n g s g e r i ch t T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i f f éd é r a l T r i b u n a l e am m i n i s t r a t i vo f e d e r a l e T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i v fe d e r a l Corte IV D-1907/2020 S e n t e n z a d e l 3 f e b b r a i o 2 0 2 1 Composizione Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio), Claudia Cotting-Schalch, Walter Lang, cancelliere Jesse Joseph Erard. Parti A._______, nato il (…), alias B._______, nato il (…), alias C._______, nato il (…), Afghanistan, patrocinato dalla Signora Cinzia Chirayil, SOS Ticino Protezione giuridica della Regione Ticino e Svizzera centrale - Caritas Svizzera, (…), ricorrente, contro Segreteria di Stato della migrazione (SEM), Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore. Oggetto Asilo (senza esecuzione dell'allontanamento); decisione della SEM del 26 marzo 2020 / N (…). D-1907/2020 Pagina 2 Fatti: A. A.a L’interessato, cittadino afgano di etnia pashtun e confessione sunnita, nato nella provincia di D._______, distretto E._______, ha depositato una domanda d’asilo in Svizzera il 6 novembre 2019, dopo aver lasciato l’Af- ghanistan nel (…) del 2019 ed essere entrato illegalmente in Svizzera il 5 novembre 2019 (cfr. atto […]-10/9 [in seguito: verbale 1], pag. 5, punto 5). L’11 novembre 2019 egli ha conferito mandato di patrocinio a Caritas Sviz- zera nell’ambito della procedura d’asilo avviata con la summenzionata do- manda (cfr. atto 9/1). A.b Sentito sui motivi d’asilo con una prima audizione ex art. 26 cpv. 3 LAsi del 14 febbraio 2020 (cfr. atto […]-22/24 [in seguito: verbale 2]) nonché per il tramite di una seconda audizione indetta in data 13 marzo 2020 secondo i dettami dell’art. 29 LAsi (cfr. atto […]-26/14 [in seguito: verbale 3 ]), il ri- chiedente l’asilo ha riferito, in sostanza e per quanto è qui di rilievo, di es- sere stato impiegato dal (…) al (…) 2018 presso l’Organizzazione non go- vernativa (ONG) “(…)”, per la quale egli avrebbe funto da autista e mecca- nico (cfr. verbale 2 , pag. 8, D72 e segg.). L ’esercizio di tale mansione, avrebbe attirato pr essioni e minacce da parte dei t alebani, desiderosi di ottenerne i servigi. In tal senso, dopo essersi visto recapitare una lettera minatoria e temendo per la propria incolumità, A._______ avrebbe deciso di interrompere la collaborazione con la menzionata organizzazione (cfr. verbale 2, pag. 21, D192 e segg.). Ciò malgrado, i t alebani lo avrebbero rapito e condotto in un covo ove gli sarebbero state inflitte percosse fisiche. Queste sarebbero continuate durante diverse ore, sino all’intervento delle forze armate afgane, che lo avrebbero liberato e ricoverato presso la clinica di F._______. Una volta dimesso dal nosocomio, egli si sarebbe rifugiato a G._______, risiedendo presso l’abitazione della sorella sino all’espatrio (cfr. verbale 2, pag. 6, D42). Sennonché, quando egli era ormai giunto in Turch ia in dire- zione dell’Europa, i talebani lo avrebbero cercato presso il suo domicilio in Afghanistan, aggredendo la sua famiglia e causando l ’interruzione della gravidanza della moglie incinta (cfr. verbale 2, pag. 15, D131-D145). A.c Onde avvalorare la sua versione dei fatti, l ’interessato ha segnata- mente versato agli atti della procedura di prima istanza il seguente carteg- gio: D-1907/2020 Pagina 3 – tre atti medici F2 rispettivamente del 22 novembre 2019, del 4 dicembre 2019 e del 18 dicembre 2019, concernenti lo stato di salute del richie- dente; – della documentazione medica relativa allo stato di salute della moglie del richiedente; – i certificati di matrimonio del richiedente; – i documenti d’identificazione concernenti l’intero nucleo famigliare del richiedente; – la sua patente di guida afgana; – la lettera minatoria indirizzata dai talebani all’attenzione del richiedente nonché una denuncia del richiedente; – diversi tesserini attestanti la collaborazione con l’ONG “(…)”, – delle fotografie ritraenti il richiedente con dei collaboratori dell ’ONG “(…)”, – Due certificati di lavoro rilasciati dall’ONG “(…)”. B. B.a Con il progetto di decisione, la Segreteria di Stato della migrazione (di seguito: SEM) ha prospettato il respingimento della domanda d ’asilo. A mente della medesima, le allegazioni dell’interessato non soddisferebbero le condizioni di verosimiglianza previste dall’art. 7 LAsi, in quanto contrad- dittorie, insufficientemente motivate oltre che addotte tardivamente. B.b Anzitutto, nel corso dell’audizione tenutasi in data 14 febbraio 2020 (cfr. verbale 2) il richiedente avrebbe riferito che già prima dell’asserito ra- pimento, i talebani gli avrebbero proposto un salario in cambio delle sue prestazioni quale autista. Nondimeno, egli avrebbe modificato tale versione iniziale dei fatti durante l ’audizione del 13 marzo 2020 (cfr. verbale 3), af- fermando che tale offerta si sarebbe concretizzata unicamente nel mentre del sequestro. Interrogato su tale punto, egli si sarebbe limitato a confer- mare la versione secondo la quale si sarebbe visto offrire un salario unica- mente quando sottoposto a sevizie. Vieppiù, da un raffronto delle dichiara- zioni rilasciate nell ’ambito delle rispettive audizioni si evincerebbe un ’in- congruenza anche in merito ai supposti con tatti intercorsi con i talebani. Egli avrebbe in un primo tempo raccontato di essere stato avvicinato da D-1907/2020 Pagina 4 quest’ultimi ancor prima di ricevere la lettera intimidatoria, per poi però so- stenere che le oppressioni sarebbero cominciate con la consegna del mes- saggio minatorio e più precisamente con il sequestro. Confrontato con tale divergenza, A._______ avrebbe narrato che i suoi persecutori si sarebbero recati al suo domicilio due volte prima di rapirlo in una terza occasione. Non da ultimo, anche l’asserzione secondo cui le persecuzioni sarebbero state cagionate dal solo rifiuto di operare quale autist a per i talebani sarebbe discrepante co n le dichiarazioni rilasciate in precedenza, ai sensi delle quali le oppressioni sarebbero state motivate anche dall’intenzione di inter- rompere la collaborazione con l’ONG. Oltremodo, il ricorrente conoscerebbe solo vagamente il contenuto del messaggio minatorio, il quale sarebbe perdipiù facilmente falsificabile, ciò che ne pregiudicherebbe il valore probatorio. B.c A ciò, si aggiungerebbe infine il fatto che l’interessato avrebbe riferito solamente durante l’audizione del 13 marzo 2020 (cfr. verbale 3), d ell’in- tenzione dei talebani di impiegarlo quale autista dinamitardo. Ne consegui- rebbe dunque la tardività e la strumentalizzazione di tale allegazione. B.d La SEM ha dunque ritenuto che nulla permetterebbe di considerare verosimili gli eventi esposti. La medesima ha tuttavia ritenuto inesigibile l’esecuzione dell ’allontanamento del richiedente l ’asilo, da cui la conte- stuale ammissione provvisoria in Svizzera. C. Il 25 marzo 2020, per il tramite della sua patrocinatrice, A._______ ha tra- smesso alla SEM un par ere sulla bozza di decisione negativa, confutan- done le valutazioni. In particolare, l’esposto del ricorrente sarebbe compatibile con il suo anal- fabetismo e la sua totale assenza d’istruzione. In questo senso, anche la conoscenza approssimativa del contenuto della missiva recapitatagli dai talebani – a suo dire autentica – sarebbe da ricondurre alla sua condizione personale. Oltracciò, l’autorità inferiore non avrebbe debitamente valutato l’esistenza di un timore fondato discendente dalla collab orazione con un’ONG internazionale attiva in Afghanistan, a maggior ragione se consi- derate le asserite aggressioni che A._______ e la sua famiglia avrebbero subito prima e dopo l’espatrio dell’insorgente. D-1907/2020 Pagina 5 D. Con decisione del 26 marzo 2020, notificata all ’interessato in medesima data (cfr. atto […]-35/1), l’autorità di prima istanza non ha riconosciuto la qualità di rifugiato al richiedente ed ha respinto la sua domanda d ’asilo, pronunciando nel contempo il su o allontanamento. L’autorità in parola ha tuttavia ritenuto inesigibile l ’esecuzione di detto provvedimento, da cui la contestuale ammissione provvisoria. E. Il 6 aprile 2020, l’interessato è insorto contro detta decisione dinanzi al Tri- bunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale), postulando l ’an- nullamento della decisione impugnata, il riconoscimento della qualità di ri- fugiato e la concessione dell’asilo; in subordine la ritrasmissione degli atti alla SEM per un complemento istruttorio; contestu almente e con protesta di tasse e spese, di essere ammesso al beneficio dell’assistenza giudizia- ria, nel senso dell’esenzione dal versamento delle spese processuali e del relativo anticipo. F. Con scritto del 25 novembre 2020 (cfr. risultanze processuali; da ta d’en- trata: 26 novembre 2020), il ricorrente ha proposto un complemento all’im- pugnativa del 6 aprile 2020. Per mezzo di quest’ultimo, egli ha comunicato al Tribunale nuovi fatti, ai sensi dei quali i talebani si sarebbero nuovamente recati presso il suo domicilio in Afghanistan, aggredendo la famiglia. A se- guito di tale episodio, la moglie dell ’interessato sarebbe stata ospedaliz- zata per due giorni. Orbene, a mente di A._______, tale evenienza si col- locherebbe in una logica di continuità rispetto a quanto precedentemente allegato. Il medesimo ha quindi ribadito i timori di persecuzione nel suo Paese d’origine. G. Da ultimo, per il tramite dell a missiva del 22 gennaio 2021 (cfr. risultanze processuali; data d’entrata: 25 gennaio 2021), l’insorgente ha aggiornato il Tribunale in merito alle problematiche psicologiche che affliggerebbero il suo stato di salute. In proposito, onde avvalorare le proprie asserzioni, egli ha rimesso allo scrivente copia dei certificati medici del 15 gennaio 2021 − redatto dal Dr. med. H._______ − rispettivamente del 19 gennaio 2021 , redatto dal Dr. med. I._______. H. Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti, verranno ripresi D-1907/2020 Pagina 6 nei considerandi seguenti, qualora risultino decisivi per l ’esito della ver- tenza. Diritto: 1. Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF, in quanto la legge sull ’asilo (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). Fatta eccezione per le decisioni previste all’art. 32 LTAF, il Tri- bunale, in virtù dell’art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell’art. 5 PA prese dalle autorità menzionate all’art. 33 LTAF. La SEM rien- tra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi). L ’atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell’art. 5 PA. Il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all ’autorità inferiore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un interesse de- gno di protezione all’annullamento o alla modificazione della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a-c PA). Pertanto è legittimato ad aggravarsi contro di essa. I requisiti relativi ai termini di rico rso (art. 108 cpv. 1 LAsi), alla forma e al contenuto dell’atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti. Occorre pertanto entrare nel merito del gravame 2. Ai sensi dell’art. 111a cpv. 1 LAsi, il Tribunale rinuncia allo scambio di scritti. 3. Con ricorso al T ribunale, possono essere invocati la violazione del diritto federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile- vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Il Tribunale non è vincolato né da motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impu- gnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2). 4. Nelle procedure d’asilo – così come nelle altre procedure di natura ammi- nistrativa – si applica il principio inquisitorio. Ciò significa che l’autorità com- petente deve procedere d ’ufficio all’accertamento esatto e completo dei fatti giuridicamente rilevanti (art. 6 LAsi in relazione con l’art. 12 PA, art. 106 cpv. 1 lett. b LAsi). In concreto, l’autorità deve occuparsi del corretto e com-D-1907/2020 Pagina 7 pleto accertamento della fattispecie, procurarsi la documentazione neces- saria alla trattazione del caso, accertare le circostanze giuridiche ed ammi- nistrare in tal senso le opportune prove a riguardo (cfr. DTAF 2012/21 con- sid. 5). V’è un accertamento inesatto quando la decisione si fonda su fatti incorretti e non conformi agli atti, e un accertamento incompleto quando non è tenuto conto di tutte le circostanze giuridicamente rilevanti (cfr. DTAF 2015/10 consid. 3.2 con rinvii; KÖLZ/HÄNER/BERTSCHI, Verwaltungsverfah- ren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 3a ed. 2013, n. 1043, pag. 369 segg.). In tale contesto il Tribunale è tenuto ad effettuare d ’ufficio un esteso controllo delle circostanze di fatto ritenute nella decisione avversata (art. 106 cpv. 1 lett. b LAsi e 49 lett. b PA; MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, Prozessieren vor dem Bundesverwaltungsgericht, 2a ed. 2013, n. 2.188). Qualora in sede ricorsuale vengano identificate delle carenze, la decisione va annullata ed il caso retrocesso all’autorità di prima istanza, di modo che questa possa procedere ad un nuovo e completo accertamento dei fatti (cfr. MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit., n. 2.191, sentenza del Tribunale D-5328/2019 del 24 ottobre 2019 consid. 5.4). 5. Preliminarmente, il Tribunale osserva che, essendo stato il ricorrente posto al beneficio dell ’ammissione provvisoria per inesigibilità dell ’esecuzione dell’allontanamento, oggetto del litigio in questa sede risulta essere esclu- sivamente la decisione riguardante il rifiuto della sua domanda di asilo ed il mancato riconoscimento della qualità di rifugiato. 6. 6.1 La Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le disposi- zioni della LAsi (art. 2 cpv. 1 LAsi). L ’asilo comprende la protezione e lo statuto accordati a persone in Svizzera in ragione della loro qualità di rifu- giato. Esso include il diritto di risiedere in Svizzera (art. 2 cpv. 2). Giusta l’art. 3 cpv. 1 LAsi, sono rifugiati le persone che, nel Paese d’origine o d’ul- tima residenza, sono esposte a seri pre giudizi a causa della loro razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore d’essere esposte a tali pregiudizi. Sono pregiudizi seri segnatamente l’esposizione a pericolo della vita, dell’integrità fisica o della libertà, nonché le misure che compor- tano una pressione psichica insopportabile (art. 3 cpv. 2 LAsi). Vi è pres- sione psichica insopportabile quando una persona è vittima di misure si- stematiche che costituiscono delle violazioni gravi o ripetute delle libertà e dei diritti fondamentali e che da un apprezzamento oggettivo raggiungono un'intensità e un grado tali da rendere impossibile, o difficile oltre i limiti del sopportabile, condurre un'esistenza degna di un essere umano nello Stato D-1907/2020 Pagina 8 persecutore, di modo che la persona perseguitata può sottrarsi a questa situazione forzata unicamente tramite la fuga all'estero (cfr. DTAF 2010/28 consid. 3.3.1.1 e relativi riferimenti). 6.2 A tenore dell’art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda asilo deve provare o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato. La qualità di rifugiato è resa verosimile se l ’autorità la ritiene data con una probabilità preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi). Sono inverosimili in particola re le alle- gazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate o contradditorie non corrispondono ai fatti o si basano in modo determinante su mezzi di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi). 7. 7.1 Nella querelata decisione, la SEM ha ritenuto che le allegazioni dell’in- teressato circa i motivi di asilo sarebbero irrilevanti ai sensi dell’art. 3 LAsi. 7.1.1 Anzitutto, a mente dell’autorità di prima istanza, le proposte dei tale- bani miravano ad assicurarsi le prestazioni di A._______. Il reclutamento dell’insorgente sarebbe quindi stato un impiego retribuito, motivato dalle sue capacità professionali. Inoltre, l ’asserito rapimento sarebbe avvenuto quando la collaborazione fra l ’ONG e il richiedente era già stata risolta, ragion per cui le attenzioni dei talebani non avrebbero avuto altra motiva- zione se non le competenze lavorative del ricorrente. Del resto, secondo la SEM gli autisti fuori servizio non sarebbero particolarmente a rischio una volta interrotti i legami con un ’ONG, evenienza che in con creto sarebbe oltretutto rafforzata dal fatto ch’egli non avrebbe ricoperto un ruolo di parti- colare interesse strategico in seno all’associazione. Questa valutazione sa- rebbe peraltro comprovata dal rapporto ventennale, durante il quale l’inte- ressato non av rebbe mai lamentato interazioni con i t alebani. Non da ul- timo, il richiedente non apparterrebbe neppure ad una minoranza etnico - religiosa. Ferme tali premesse, l’autorità inferiore ha considerato che le persecuzioni allegate dal richiedente non sarebbero cagionate da uno dei motivi esau- stivamente enumerati all’art. 3 LAsi, ma piuttosto da atti di criminalità co- mune, ciò che ne determinerebbe l’irrilevanza in materia d’asilo. 7.1.2 Nel prosieguo della decisione impugnata, l’autorità in parola ha poi ponderato le censure allegate nel summenzionato parere del 25 marzo 2020. In merito, ha osservato che le argomentazioni ivi enucleate, non es- sendo state sufficientemente articolate, non sa rebbero suscettibili di con- durre a diversa valutazione nel caso di specie. D-1907/2020 Pagina 9 Conseguentemente, alla luce delle considerazioni di cui sopra, l’autorità di prima istanza non ha riconosciuto la qualità di rifugiato all ’interessato ed ha respinto la sua domanda d’asilo. 7.2 Con il gravame, richiamati i fatti esposti in corso di procedura, l ’insor- gente ha contestato tali conclusioni. 7.2.1 Anzitutto, posta la complessità del caso in rassegna, l ’autorità infe- riore avrebbe erroneamente evaso la domanda d ’asilo del richiedente as- segnandola alla procedura celere anziché ampliata. D’altro canto, l’autorità in parola avrebbe nettamente oltrepassato i termini previsti dall ’art. 26 cpv. 1 LAsi e dall ’art. 37 cpv. 2 LAsi, giacché avrebbe impiegato cento giorni per indire l ’audizione sui motivi d ’asilo, oltre a necessitare ulteriori quarantuno giorni per procedere con un ’audizione complementare ed emettere la decisione impugnata. Vieppiù, la motivazione esposta dall’au- torità inferiore peccherebbe di chiarezza e completezza. In questo senso, pur esimendosi dal pronunciarsi definitivamente in merito alla verosimi- glianza in materia d ’asilo, la SEM avrebbe alluso ad elementi di inverosi- miglianza inficianti le allegazioni del ricorrente; così facendo , quest’ultima avrebbe adottato un ragionamento logico -argomentativo di difficile com- prensione. Difatti, l ’assenza di una sufficiente motivazione su tale punto, impedirebbe l’impugnazione della decisione in piena conoscenza di causa, così che l’oggetto del gravame andrebbe delimitato alla rilevanza delle al- legazioni in materia d ’asilo. Invero, tale procedere suggerirebbe piuttosto l’ammissione della verosimiglianza di quanto narrato, tanto più se conside- rato che il progetto di decisione si ancorava esclusivamente all’inverosimi- glianza ex art. 7 LAsi (cfr. memoriale ricorsuale, punto 8-11). Oltretutto, l’autorità inferiore avrebbe omesso di pronunciarsi quanto alla pertinenza e al valore probatorio di numerosi mezzi di prova prodotti dal ricorrente (cfr. memoriale ricorsuale, punto 5). Ne d iscenderebbe, che la decisione della SEM sarebbe viziata da una violazione del diritto di essere sentito dell’insorgente e del suo diritto di difendersi, oltre che essere fon- data su un accertamento incompleto ed inesat to dei fatti determinanti (cfr. memoriale ricorsuale, punto 7). 7.2.2 Con il ricorso, l’interessato avversa altresì le ponderazioni della SEM circa l’irrilevanza dei suoi motivi d’asilo. A suo dire, questa avrebbe sotto- valutato il rischio di persecuzioni future derivanti dall’attività lavorativa eser- citata per l ’ONG, giacché i riferimenti citati nella sindacata decisione, im- porrebbero in realtà di tenere conto delle particolari circostanze del caso D-1907/2020 Pagina 10 concreto (cfr. memoriale ricorsuale, punto 14). Su tali presupposti, il ricor- rente osserva di essere stato oggetto di un interesse persecutorio da parte dei talebani in due occasioni prima del rapimento, e che questo sia rimasto immutato malgrado il suo espatrio, essendosi i medesimi recati presso il suo domicilio aggredendo i suoi famigliari (cfr. memoriale ricorsuale, punto 14). Del resto, con la lettera minatoria i talebani gli avrebbero rimproverato di essere un infedele, oltre ad avergli intimato di interrompere il lavoro svolto per l’ONG e di recarsi dai medesimi. Ne conseguirebbe, che la decisione della SEM sarebbe viziata da una vio- lazione del diritto di essere sentito dell’interessato, oltre che essere fondata su un accertamento incompleto dei fatti determinanti. 8. Ora, nel caso in rassegna va anzitutto evidenziato che, pur essendo il Tri- bunale conscio del fatto che la scelta del tipo di procedura di prima istanza incomba unicamente alla SEM (cfr. DTAF 2017 VI/3 consid. 9.2.3), vi sa- rebbe da valutare l’idoneità della trattazione del caso in rassegna secondo i dettami della procedura celere, dacché statuendo in data 26 marzo 2020, la SEM ha impiegato oltre 140 giorni per dare seguito alla succitata do- manda d’asilo. Tuttavia, conto tenuto delle considerazioni che seguono, già di per sé determinanti l’annullamento della decisione avversata, la que- stione può qui rimanere inevasa. 9. Alla luce delle valutazioni e delle motivazioni contenute nel progetto di de- cisione − sostanzialmente discordanti da quelle formulate nel provvedi- mento impugnato , essendo le prime ancorate all ’art. 7 LAsi anziché all’art. 3 LAsi − il Tribunale ritiene giudizioso esaminare preliminarmente il procedere dell’autorità inferiore, ed in particolare l ’eventuale espletazione dei suoi obblighi procedurali conformemente ai dettami delle norme di legge in vigore. 10. 10.1 L’art. 20c dell’Ordinanza 1 sull’asilo [OAsi 1, RS 142.311]) − intitolato a margine “Procedura celere” − recita quanto segue: Al termine della fase preparatoria inizia la procedura celere. Nel suo contesto sono espletate in particolare le seguenti fasi proce- durali: a. preparazione dell’audizione sui motivi d’asilo; D-1907/2020 Pagina 11 b. audizione sui motivi d’asilo o concessione del diritto di essere sentiti; c. eventuale ulteriore parere del rappresentante legale; d. smistamento: proseguimento della procedura celere o pas- saggio alla procedura ampliata; e. stesura della bozza della decisione sull’asilo; f. parere del rappresentante legale in merito alla bozza di deci- sione negativa sull’asilo; g. redazione finale della decisione sull’asilo; h. notificazione della decisione sull’asilo. 10.2 In specie, ferme le premesse che precedono (cfr. supra consid. 9), v’è in primo luogo da chiedersi se tali fasi procedurali, ed in particolare il parere del rappresentante legale alla bozza di decisione negativa sull ’asilo (cfr. art. 20c lett. f dell’Ordinanza 1 sull’asilo [OAsi 1, RS 142.311]), costi- tuiscano dei passaggi imprescindibili della procedura celere ai sensi dell’art. 26c LAsi. 10.2.1 Orbene, con il Messaggio del 3 settembre 2014 concernente la mo- difica della legge sull’asilo, il Consiglio federale si è chinato su tale punto, evidenziando la vincolatività delle suesposte fasi procedurali e, segnata- mente, sottolineando l’utilità del parere alla bozza di decisione negativa, suscettibile di sgravare la procedura di ricorso (FF 2014 6917, 6940 e 6981). 10.2.2 Per sovrabbondanza, come già a suo tempo rilevato dallo scrivente Tribunale, la formulazione dell’art. 20c OAsi 1 corrisponde in tutte le lingue ufficiali al testo di cui all’art. 17 cpv. 2 dell’Ordinanza sullo svolgimento di fasi di test relative alle misure di accelerazione nel settore dell’asilo (OTest, RS 142.318.1) (cfr. sentenza del Tribunale E-6885/2017 del 20 marzo 2019 consid. 5.3.6). Sicché, le ponderazioni articolate in merito alla seconda hanno motivo di essere parimenti ritenute, mutatis mutandis, per la prima. Ebbene, da un’interpretazione sistematica dell’art. 17 cpv. 2 lett. f OTest, il Tribunale ha dedotto come la facoltà di esprimersi con un parere circa il progetto di decisione negativa della SEM, sia una fase procedurale obbli- gatoria (cfr. sentenza del Tribunale E-6885/2017 del 20 marzo 2019 con- sid. 6.5.1), così come lo è del resto la redazione della stessa bozza di de- cisione sull’asilo. La necessità di tale passo procedurale è stata inoltre con- fermata dall ’esaustiva interpretazione teleologica operata dal Tribunale D-1907/2020 Pagina 12 nella medesima sentenza, alla cui disamina si rinvia (cfr. sentenza del Tri- bunale E-6885/2017 del 20 marzo 2019 consid. 6.6.1 e 6.6.2 con riferimenti ivi citati). In definitiva, il diritto di commentare il progetto di decisione – oltre a tutelare l'interesse dei richiedenti l’asilo – si iscrive nell’interesse della SEM e, più in generale, nella ricerca di maggiore efficienza ed economia procedurale volute con la recente revisione della legge sull ’asilo (cfr. sen- tenza del Tribunale E-6885/2017 del 20 marzo 2019 consid. 6.6.3 e 6.9 con riferimenti ivi citati; FF 2014 6917, 6981). 10.3 Pertanto, alla luce delle considerazioni che precedono e con riguardo al caso in esame, il Tribunale ritiene che la SEM, enucleando nella bozza di decisione delle valutazioni fondamentalmente difformi da quanto in se- guito articolato nella decisione sull’asilo, ed attribuendo al ricorrente la fa- coltà di pronunciarsi con un parere unicamente in merito alle prime, abbia di fatto privato il ricorrente di una fase procedurale imperativa, ciò che co- stituisce una violazione del diritto di essere sentito dell’insorgente (cfr. sen- tenza del Tribunale E-6885/2017 del 20 marzo 2019 consid. 6.9.1). 11. 11.1 A tal proposito, va rammentato che la violaz ione del diritto di essere sentito, ritenuta la natura formale dello stesso, implica, di principio, l’annul- lamento della decisione impugnata a prescindere dalle possibilità di suc- cesso nel merito (DTF 132 V 387 consid. 5.1; 127 V 431 consid. 3d). Se- condo la prassi del Tribunale federale, tuttavia, una violazione del diritto di essere sentito può essere sanata nell ’ambito di una procedura di ricorso qualora l’autorità adita goda dello stesso potere di esame di quella deci- dente (DTF 137 129 I 129 consid. 2.2. 3; 126 I 68 consid. 2; 124 II 132 consid. 2d pag. 138). La riparazione del vizio deve però, segnatamente in presenza di gravi violazioni, rimanere l ’eccezione, non fosse altro perché la concessione successiva del diritto di essere sentito costituisce soven te solo un surrogato imperfetto (DTF 137 I 195 consid. 2.3.2; 136 V 117 con- sid. 4.2.2.2; 135 I 279 consid. 2.6.1). Una riparazione entra inoltre in con- siderazione solo se la persona interessata non abbia a subire pregiudizio dalla concessione successiva, r ispettivamente dalla sanatoria. In nessun caso, comunque, può essere ammesso che l’autorità pervenga ad un risul- tato che non avrebbe mai ottenuto procedendo in modo corretto (DTF 129 I 129 consid. 2.2.3 pag. 135). 11.2 Orbene, venendo alla presente disamina, e ritenute le valutazioni di cui sopra (cfr. supra consid. 10.2.1 e 10.2.2), è indubbio che l’art. 20c lett. f OAsi 1 vada inteso quale norma imperativa con natura atta a salvaguar-D-1907/2020 Pagina 13 dare le garanzie costituzionali del richiedente l’asilo nell’ambito della pro- cedura celere. Conseguentemente, sanare tale vizio in questa sede equi- varrebbe a privare indebitamente l’interessato di una fase procedurale im- prescindibile. Oltretutto, tale violazione – posta l’importanza della norma- tiva trasgredita – raggiunge un certo grado di gravità, così che in specie v’è da escludere una sanatoria. 11.3 Pertanto, già solo per i motivi che precedono, il ricorso deve essere accolto. 12. 12.1 Da ultimo, è doveroso rammen tare che nell ’ambito di un ’analisi del Paese dal punto di vista della sicurezza e della situazione umanitaria, il Tribunale è giunto alla conclusione che la situazione in Afghanistan, già critica, è ulteriormente peggiorata nell ’ultimo periodo (cfr. sentenza del Tribunale D-5800/2016 del 13 ottobre 2017 pubblicata come senten za di riferimento). In tale contesto, non è chiaro se le forze di sicurezza siano o meno in misura di fornire protezione contro i gruppi di insorti armati attivi nel paese (cfr. sentenza D-2112/2017 del 19 gennaio 2019 consid. 5.2). È inoltre incontestabile che vi siano da riconoscere alcune categ orie di per- sone particolarmente esposte al rischio di subire persecuzioni rilevanti in materia d’asilo (cfr. sentenze del Tribunale D-780/2017 del 13 giugno 2018, consid. 5.5, D-3846/2017 del 19 marzo 2018, consid. 3.3, e D -2112/2017 del 19 gennaio 2019 consid. 5.2). Si tratta invero di coloro che sono consi- derati, a torto o a ragione, vicini al governo o alla coalizione internazionale (cfr. sentenza del Tribunale E -4258/2016 del 20 dicembre 2017, con- sid. 5.3.2; UNHCR Eligibility Guidelines for Assessing the International Pro- tection Needs of Asylum-Seekers from Afghanistan, 30 agosto 2018, pag. 39 e segg.), degli stessi membri delle forze di sicurezza e delle milizie filo- governative (cfr. Ufficio Europeo di Sostegno per l ’Asilo, Informazione sui Paesi di origine, Afghanistan 12.2017, pag. 27 e seg.), come pure di colla- boratori di imprese internazionali od ONG (cfr. sentenza del Tribunale D- 3402/2017 del 14 dicembre 2017 consid. 6.3). Queste categorie di persone possono prevalersi, sul piano oggettivo e a determinate condizioni, di un fondato timore di essere esposte, in un futuro prossimo e secondo un’alta probabilità, a seri pregiudizi ai sensi dell ’art. 3 LAsi (cfr. sentenza del Tribunale E -4942/2016 del 3 luglio 2018 consid. 4.2; sulla nozione cfr. DTAF 2010/57 consid. 2.5 e relativi riferimenti). 12.2 Conseguentemente, posta la potenziale rilevanza in materia d ’asilo dell’asserita collaborazione con l ’ONG in parola, si giustifica una verifica D-1907/2020 Pagina 14 approfondita dei mezzi di prova prodotti ed una nuova analisi delle allega- zioni dell ’insorgente sotto il profilo della verosimiglianza. Pertanto, il ricorso è accolto e la decisione della SEM del 26 marzo 2020 è annullata. Gli atti di causa sono trasmessi all’autorità intimata (art. 61 cpv. 1 PA) affinché la stessa proceda, in termini ragionevoli (art. 29 cpv. 1 Cost.), a pronunciare una nuova decisione rispettosa degli obblighi procedurali ai sensi dei considerandi della presente sentenza, eventualmente dopo ulte- riori misure d’istruzione. L’autorità intimata è invitata inoltre a determinare se il ricorrente abbia o meno collaborato con l’ONG “(…)” e ciò tenendo in debita considerazione la documentazione da lui prodotta. Nell’affermativa, occorrerà poi valutare se l’insorgente possa o meno avvalersi di un timore fondato di essere esposto a seri pregiudizi ai sensi dell’art. 3 LAsi. Qualora l’autorità di prima istanza non dovesse ritenere adempiuti i criteri per il ri- conoscimento dello statuto di rifugiato, essa sottoporrà il progetto di deci- sione negativa al ricorrente, conformemente ai propri obblighi procedurali (cfr. supra consid. 10 e 11). Su tali presupposti, il Tribunale può esimersi dal dirimere le restanti cen- sure. 14. Visto l’esito della procedura, non sono riscosse delle spese processuali (art. 63 cpv. 1 PA) e la domanda di assistenza giudiziaria è da considerarsi priva d’oggetto. Inoltre, ai sensi dell’art. 111ater LAsi non sono attribuite in- dennità ripetibili quanto il ricorrente è assistito dal rappresentante legale designato dalla SEM a norma dell’art. 102h LAsi. 15. La presente decisione non concerne persone contro le quali è pendente una domanda di estradizione presentata dallo Stato che hanno abba ndo- nato in cerca di protezione per il che non può essere impugnata con ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d ci- fra 1 LTF). La pronuncia è quindi definitiva. (dispositivo alla pagina seguente) D-1907/2020 Pagina 15 Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun- cia: 1. Il ricorso è accolto. La decisione della SEM del 26 marzo 2020 è annullata e gli atti di causa le sono ritrasmessi per il completamento dell’istruttoria e la pronuncia di una nuova decisione ai sensi dei considerandi. 2. Non si prelevano spese processuali. 3. Non sono attribuite indennità ripetibili. 4. Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto- nale competente. Il presidente del collegio: Il cancelliere: Daniele Cattaneo Jesse Joseph Erard Data di spedizione: