<h2>InitialSituation<h2><p><b>Comunicato stampa del Consiglio federale del 20.05.2015</b></p><p><b>Accelerare e semplificare la procedura d'estradizione </b></p><p><b>Mercoledì il Consiglio federale ha adottato il messaggio concernente la ratifica di due protocolli addizionali alla Convenzione europea di estradizione che permettono di accelerare e semplificare la procedura d'estradizione. </b></p><p>Nei decenni scorsi la Convenzione europea di estradizione del 1957 ha dato buoni frutti: è infatti una delle basi legali fondamentali nel campo dell'estradizione, della consegna con mezzi coercitivi di persone ricercate a scopo di perseguimento penale o dell'esecuzione di pene detentive. Già integrata da due protocolli addizionali negli anni Settanta, la Convenzione è ora ammodernata grazie al terzo e al quarto protocollo. </p><p>Il terzo protocollo addizionale, adottato nel 2010, sopprime numerose formalità e permette così di accelerare la procedura d'estradizione. Secondo il protocollo in questione, una persona arrestata può infatti essere consegnata a uno Stato estero anche in assenza di una domanda formale di estradizione o senza che sia stata formalmente avviata la procedura d'estradizione, a condizione che l'interessato e lo Stato richiesto abbiano acconsentito allo svolgimento della procedura semplificata. Per quanto riguarda la Svizzera, va rilevato che la legge sull'assistenza internazionale in materia penale già permette al nostro Paese di estradare una persona verso altri Paesi con procedura semplificata. Il terzo protocollo addizionale concorrerà unicamente a far sì che la Svizzera possa ottenere in tempi più brevi l'estradizione dagli altri Paesi europei.</p><p>Il quarto protocollo addizionale, del 2012, adegua talune disposizioni della Convenzione alle esigenze attuali e agli sviluppi internazionali, stabilendo in particolare che a determinate condizioni le domande d'estradizione possono essere presentate per via elettronica.</p><h2>Proceedings<h2><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 14.12.2015</b></p><p><b>Convenzione europea estradizione, approvati due protocolli </b></p><p><b>(ats) Le procedure d'estradizione vanno semplificate e accelerate. Ne è convinto il Consiglio nazionale che, con 104 voti contro 59, ha approvato oggi due protocolli aggiuntivi - il terzo e il quarto - a una convenzione europea in materia. Il dossier passa ora agli Stati.</b></p><p>Secondo il terzo protocollo, una persona in arresto può essere consegnata a uno Stato estero anche in assenza di una domanda formale di estradizione o senza che sia stata formalmente avviata la procedura d'estradizione, a condizione che l'interessato e lo Stato richiesto siano d'accordo con la procedura semplificata.</p><p>In Svizzera ciò è già possibile: il protocollo in questione dovrebbe quindi permettere alla Confederazione di ottenere in tempi più brevi l'estradizione dagli altri Paesi europei. Il vantaggio per la Svizzera è quindi la reciprocità, come indica il messaggio governativo.</p><p>Il quarto protocollo addizionale prevede invece la possibilità di inoltrare per via elettronica richieste di estradizione.</p><p>La Convenzione europea di estradizione, conclusa a Parigi il 13 dicembre 1957, è stata uno dei primi trattati internazionali a disciplinare la procedura di estradizione a livello multilaterale. La Svizzera l'ha ratificata il 20 dicembre 1966.</p><p><b></b></p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 29.02.2016</b></p><p><b>Convenzione europea estradizione, approvati due protocolli </b></p><p>(ats) Le procedure d'estradizione vanno semplificate e accelerate. Ne è convinto il Consiglio degli Stati che, dopo la Camera del popolo, ha approvato oggi all'unanimità due protocolli aggiuntivi - il terzo e il quarto - a una convenzione europea in materia.</p>