<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il problema degli automobilisti o motociclisti che conducono sotto l'effetto di stupefacenti è noto e viene attualmente dibattuto in concomitanza con la revisione della legge federale sulla circolazione stradale (LCStr). Le disposizioni oggi vigenti non prevedono provvedimenti per conducenti sospettati di aver assunto stupefacenti o medicinali. La legge attuale prevede che chi non sia in grado di guidare debba astenersene, ma mancano i relativi strumenti procedurali. Ciò vuol dire che la legge prevede provvedimenti adeguati (test dell'alito e del sangue) per conducenti e persone coinvolte in un incidente che diano segni di ubriachezza. Il diritto federale non prevede invece disposizioni per persone che conducono un veicolo dopo aver ingerito stupefacenti o medicinali. La revisione della LCStr, attualmente in fase di dibattito parlamentare, intende colmare la lacuna. Uno degli argomenti principali è secondo quali criteri si possa stabilire l'idoneità o meno alla guida. </p><p></p><p>Sin d'ora inoltre la LStup contiene un articolo secondo il quale i funzionari devono informare l'autorità competente in materia di circolazione se ritengono che una persona tossicodipendente metta in pericolo la sicurezza stradale. </p><p></p><p>2. Le disposizioni vigenti obbligano l'autorità giudiziaria tanto nel diritto civile quanto in quello penale a tener conto della questione dell'influenza di sostanze psicotrope in caso di incidenti o di reati e ad esaminarla nel singolo caso durante l'indagine per determinare la colpa. </p><p></p><p>La questione dell'accresciuta responsabilità di determinate categorie di professionisti nell'assunzione di canapa si pone in modo analogo a quella dell'assunzione di altre sostanze psicotrope quali alcool o medicinali.</p><p></p><p>3. Secondo l'opinione concorde di esperti, le proposte del Consiglio federale in merito alla depenalizzazione del consumo di canapa sono compatibili con la Convenzione unica sugli stupefacenti del 1961. Nessuna convenzione sugli stupefacenti obbliga gli Stati membri a infliggere sanzioni a causa del loro consumo.</p><p></p><p>Per quanto riguarda la coltivazione ed il commercio di prodotti derivati dalla canapa, il Consiglio federale propone di rinunciare all'obbligo del perseguimento penale in determinate situazioni. Anche in questo caso il Consiglio federale, dopo essersi consultato con esperti tanto dell'amministrazione quanto esterni, è arrivato alla conclusione che le sue proposte sono compatibili con la Convenzione unica sugli stupefacenti del 1961.</p><p></p><p>4. Il Consiglio federale si rende conto dei problemi causati dal consumo di stupefacenti e collabora strettamente con gli esperti interessati. Mentre al momento attuale il consumo di droghe pesanti quali eroina e cocaina non aumenta, tanto in Svizzera quanto in molti Paesi europei si può notare che i giovani si dedicano sempre più alla canapa, oltre che al tabacco e all'alcool. Inoltre il Consiglio federale, in concomitanza con la revisione della LStup, propone misure preventive più efficaci da parte dei Cantoni. Al contempo la Confederazione rafforza la prevenzione del consumo di tabacco e alcool e realizza numerosi programmi preventivi in stretta collaborazione con i Cantoni e le organizzazioni private.</p><p></p><p>Nel quadro della consultazione in merito alla revisione della LStup è stata data anche agli esperti del settore sanitario l'opportunità di esprimersi. Inoltre durante la redazione del rapporto sulla canapa della Commissione federale per le questioni relative alla droga sono stati consultati degli esperti tra cui medici ed assistenti sociali. </p><p></p><p>Come prevede il pacchetto di misure approvato dal Consiglio federale, nelle regioni vengono offerti corsi e consulenze per medici che assistono tossicodipendenti. In questo modo, le esperienze e necessità di questi medici confluiscono regolarmente nelle riflessioni degli enti federali che si occupano della politica della droga. </p><p></p><p>5. In base all'analisi Oggier1, in caso di depenalizzazione del consumo di tutte le droghe, le possibilità di risparmio per Cantoni e comuni nel settore della repressione ammonterebbe, secondo stime conservative, a 30 milioni di franchi annui. Depenalizzando solo il consumo della canapa, tuttavia, i risparmi diminuirebbero. </p><p></p><p>Per quel che riguarda un aumento dei consumatori, si può constatare, grazie ad analisi scientifiche ben note, che nei vari Paesi esaminati non è stato provato un nesso diretto tra forma giuridica e prevalenza a vita (ndt. cioè l'aver provato almeno una volta nella vita a fumare canapa). Sarà decisiva l'attuazione in maniera conseguente delle misure di sostegno, tra l'altro nel settore della protezione giovanile. Un'analisi scientifica delle conseguenze della revisione di legge dovrà fornire dati su possibili nessi tra la giurisprudenza e il comportamento dei consumatori. Perciò, nel settore sanitario e sociale non si prevedono costi supplementari per il trattamento di danni alla salute e alla società. Invece, con l'entrata in vigore della legge, dovrebbero aumentare temporaneamente le spese di prevenzione e informazione. Non esistono dati a sostegno del timore che l'abolizione del divieto di consumare canapa porti anche ad un aumento del numero di disoccupati e di delinquenti. </p><p></p><p>6. Tra l'altro, il Consiglio federale ha proposto le misure seguenti per rafforzare la prevenzione: </p><p></p><p>- Costituzione di un sistema di allarme veloce e flessibile, semplice da applicare tanto per quanti cercano aiuto, tanto per i loro prossimi. Il sistema deve comprendere tutte le fasi, dalla notifica del pericolo alle autorità competenti fino alla privazione della libertà a scopo di assistenza quale ultima ratio. Spetta ai Cantoni disporre l'organizzazione e un'offerta sufficiente per la consulenza, l'assistenza ed il trattamento. Inoltre la LStup obbliga i Cantoni ad offrire sufficienti possibilità di assistenza ai minori in pericolo. </p><p>- Grazie ad una disposizione specifica nella LStup, le sanzioni per la consegna di stupefacenti a minori dovranno essere inasprite.</p><p></p><p>7. Come spiegato nella risposta alla domanda n. 5, le disposizioni legali sembrano avere solo un'influenza limitata sul consumo della canapa che è aumentato tanto in Paesi con una politica restrittiva in materia di droga, quanto in Paesi con disposizioni più liberali. Sembra dunque che siano altri i fattori responsabili di un mutamento delle abitudini nel consumo di canapa. Per questa ragione, il Consiglio federale non può esprimersi in merito ad un loro sviluppo. Depenalizzare il consumo di canapa e tollerare un mercato dei suoi prodotti potrebbe comportare un temporaneo aumento del consumo sporadico tra gli adolescenti ed i giovani, nonostante le chiare condizioni previste nel disegno di legge. Si può ritenere però che questo tipo di consumo resterà temporaneo per la maggioranza, senza condurre a una maggiore dipendenza. </p><p></p><p>Il Consiglio federale terrà d'occhio gli sviluppi delle abitudini di consumo e continuerà a prendere le misure necessarie per garantire la salute e la sicurezza dei cittadini.</p><p></p><p>8. Un'analisi dell'ISPA, l'Istituto svizzero di prevenzione dell'alcolismo e di altre tossicomanie2, ha indagato sulle conseguenze degli attuali cambiamenti della legislazione sulla canapa sull'atteggiamento dei consumatori, concentrandosi su sette Paesi europei scelti perché le loro strategie politiche in materia di droga offrono una gamma di esempi tra il liberale ed il repressivo. L'analisi arriva alla conclusione che nei diversi Paesi non esiste un nesso tra il rigore legislativo e la prevalenza a vita nel consumo di canapa. In base a questi dati, modificando le condizioni generali di una legge non si avrà né destabilizzazione della società, né un notevole aumento del numero di consumatori di droghe. Con l'ausilio di un'assistenza scientifica nell'applicazione delle misure preventive e di un monitoraggio degli sviluppi del consumo si garantisce che i problemi che possono insorgere vengano riconosciuti ed affrontati adeguatamente.</p><p></p><p>9. Nell'attività sportiva, il doping viene utilizzato per aumentare artificialmente le prestazioni. Il suo divieto rappresenta una regola agonistica applicata dalle organizzazioni sportive. Anche gli articoli supplementari di lotta al doping previsti nella LF concernente la promozione della ginnastica e dello sport non stabiliscono che la Confederazione punisca il consumo di sostanze eccitanti, questo compito spetta ancora alle organizzazioni sportive competenti. Solo l'ambiente colpevole circostante può essere chiamato a risponderne.</p><p></p><p>Sulla lista delle sostanze dopanti sono riportati alcuni stupefacenti molto forti come ad es. l'amfetamina, l'eroina o la morfina. Su questa lista la canapa, come pure l'alcool, invece, figurano come sostanze dopanti con effetti limitati, ragione per cui spetta alle singole associazioni vietarle durante le gare. In Svizzera, solo una minoranza delle associazioni vieta l'uso della canapa.</p><p></p><p>Il Consiglio federale ritiene che le competizioni sportive vadano preservate dal doping. Per questa ragione la Confederazione sostiene le organizzazioni sportive competenti nello svolgimento di controlli contro il doping e promuove la prevenzione per mezzo di corsi, informazioni, consulenze, documentazione e ricerche. Il Consiglio federale è dell'opinione che né le droghe illegali, né la nicotina e l'alcool rientrino nel contesto prettamente sportivo e desidera raggiungere questo obiettivo grazie a speciali misure preventive (ad es. LaOla) in collaborazione con le associazioni sportive competenti. </p><p></p><p>10. La revisione della LStup, come proposta attualmente, vuole raggiungere una maggiore coerenza nella politica contro la tossicodipendenza. Facendo un primo passo in direzione di una maggiore prevenzione con la depenalizzazione della canapa e dei suoi prodotti, il Consiglio federale segue le esperienze degli esperti di prevenzione e tiene conto delle recenti acquisizioni scientifiche. Oggi soprattutto per i giovani è difficile capire perché fumare una sigaretta di tabacco sia permesso, mentre fumare una sigaretta di canapa con effetti analoghi sulla salute debba essere perseguibile per legge. </p><p></p><p>Il 5 giugno 2001 il Consiglio federale ha approvato il programma nazionale per la prevenzione del consumo di tabacco per gli anni dal 2001 al 2005 inteso a rafforzare gli sforzi in questo campo. Nel settore degli alcolici, invece, viene portata avanti la campagna pubblicitaria "Che ci cavi?".</p><p></p><p>11. Limitare il numero di negozi di canapa è una misura di ordine pubblico che i Cantoni possono adottare in caso di necessità al fine di mantenere la tranquillità e l'ordine. </p><p></p><p>12. Il Consiglio federale è consapevole degli aspetti sanitari del consumo della canapa. Decriminalizzandolo non si vuole segnalare che è innocuo. Il consumo di una qualsiasi sostanza stupefacente deve continuare ad essere ritenuto indesiderato e il suo effetto può essere nocivo. Tuttavia il Consiglio federale è del parere che questo messaggio può essere diffuso in maniera più adeguata ed efficace grazie ad una prevenzione atta a spiegarlo. Poiché il modo più diffuso di consumare canapa è fumarla, per proteggere le persone che non la consumano verranno introdotte le stesse misure applicate per proteggere contro il tabagismo passivo.</p><p></p><p>13. La canapa resta una sostanza vietata, solo il suo consumo viene decriminalizzato. Per questa ragione non si può parlare di decriminalizzazione della canapa. In Svizzera oggi esistono dalle 500'000 alle 600'000 persone che consumano canapa: questo è un dato di fatto che anche il divieto vigente da ormai 25 anni non ha potuto evitare. La revisione proposta intende tener conto di questa realtà, aumentare la credibilità e la coerenza delle norme legali e facilitare il lavoro delle autorità preposte all'esecuzione. La legge così rivista non cambierà dunque radicalmente la nostra società.</p><p></p><p>La revisione della legge non modificherà gli obiettivi di fondo della politica svizzera in materia di droga: il fine è diminuire il numero di consumatori di droghe e di tossicodipendenti, aumentare il numero di coloro che riescono ad uscirne, ridurre i danni alla salute e attenuare l'esclusione sociale dei tossicodipendenti, proteggere la società dagli effetti indesiderati della problematica in questione (in particolare garantire l'ordine pubblico) e lottare contro la criminalità.</p>  Risposta del Consiglio federale.