<h2>SubmittedText<h2><p>Dopo il ritorno al potere dei Talebani, la situazione d'emergenza e dei diritti umani in Afghanistan è sempre più drammatica. </p><p>L'ONU stima che circa due terzi della popolazione hanno bisogno di aiuti di emergenza e che più della metà dei bambini è a rischio di denutrizione. Le bambine non hanno più il diritto di andare a scuola, le donne sono di nuovo costrette a portare il velo integrale, arresti arbitrari e violazioni dei diritti umani sono all'ordine del giorno. L'Ufficio di cooperazione di Kabul è chiuso dal 15 agosto. Nel dicembre del 2021 il Parlamento svizzero ha approvato 60 milioni di franchi per gli anni 2021 e 2022 e nel marzo del 2022 la Svizzera ha concesso altri 30 milioni di aiuti umanitari. Secondo il Consiglio federale, i fondi vanno direttamente a beneficio della popolazione attraverso il CICR, le agenzie delle Nazioni Unite, le organizzazioni internazionali indipendenti e le ONG che operano in contesti fragili. Di fronte al peggioramento della situazione, documentato da giornalisti e giornaliste come Natalie Amiri (Afghanistan, Undefeated Loser, Jg. 2022), si può temere il contrario. A questo proposito chiedo quindi al Consiglio federale:</p><p>1. Con la chiusura dell'ufficio di cooperazione, come fa il Consiglio federale a garantire che gli aiuti finanziari concessi dalla Svizzera non giungano nelle mani dei Talebani, come ha assicurato? Come lo dimostra al controllo delle finanze? </p><p>2. Come sono organizzati i meccanismi di distribuzione dei fondi, affinché questi vengano versati in modo esplicito alle donne e alla popolazione in difficoltà? </p><p>3. Quali conseguenze trae il Consiglio federale dal fatto che i Talebani, che disprezzano le donne, non mantengano le promesse di garantire i diritti umani? Quali mezzi di pressione utilizza? </p><p>4. Secondo il DFAE, la Svizzera cerca di collegare gli aiuti di emergenza con misure volte a rafforzare la resilienza della popolazione e a migliorare le condizioni di vita. La maggior parte dei programmi della DSC nei settori della protezione e dello Stato di diritto, dell'agricoltura e della gestione delle risorse naturali, nonché dell'istruzione di base è stata adeguata al nuovo contesto. Di conseguenza, quali programmi possono essere ancora attuati in Afghanistan e quali mezzi finanziari vengono utilizzati? </p><p>5. L'aiuto svizzero allo sviluppo, presente in Afghanistan dal 2001, è stato distrutto, per così dire, dall'oggi al domani? Il denaro è finito nelle mani sbagliate?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nella cooperazione internazionale (CI) la Svizzera opera spesso in contesti fragili e dispone dei necessari strumenti di controllo per minimizzare i rischi. L'impiego dei fondi avviene tramite partner della Svizzera consolidati. Queste organizzazioni esperte e indipendenti lavorano nei territori controllati dai Talebani già da prima dell'agosto del 2021 e hanno trovato soluzioni per fornire un sostegno diretto alla popolazione. In qualità di Paese donatore, la Svizzera definisce obiettivi e indicatori e monitora i programmi. Negli ultimi mesi rappresentanti del DFAE si sono recati più volte a Kabul per controllare l'utilizzo dei fondi in loco. Da settembre 2022 saranno di stanza a Islamabad e svolgeranno altre missioni. Il bilancio del raggiungimento degli obiettivi, il rendiconto sull'utilizzo dei mezzi finanziari e le valutazioni avverranno a intervalli regolari secondo le basi legali e le linee guida vigenti.</p><p>2./3. L'aiuto e la protezione devono raggiungere innanzitutto le persone più vulnerabili; questo vale sia per l'Aiuto umanitario (AU) della Svizzera che per quello dei suoi partner. La protezione delle donne e dei bambini è un aspetto centrale dei programmi svizzeri. Per quanto possibile, i progetti vengono sostenuti da organizzazioni femminili locali.</p><p>La Svizzera aderisce alle sanzioni dell'ONU, che colpiscono anche rappresentanti del Governo provvisorio dei Talebani. La Svizzera ha condannato in varie sedi la chiusura delle classi di scuola secondaria alle ragazze. La cooperazione con il Ministero dell'istruzione è stata interrotta dopo l'ascesa al potere dei Talebani. La Svizzera chiederà il rispetto dei diritti umani e la promozione delle donne anche in eventuali contatti futuri con i Talebani. Questi principi sono centrali per lo sviluppo del Paese.</p><p>4./5. Il programma della Svizzera è stato adeguato (budget 2022: CHF 30 mio.). L'Afghanistan dipende attualmente dall'AU. Tuttavia, soprattutto in crisi prolungate, l'AU non è sufficiente per garantire a lungo termine i servizi pubblici essenziali e un'economia funzionante. La CI della Svizzera punta pertanto a una stretta interazione tra l'AU e la cooperazione allo sviluppo. Ove opportuno vengono sostenuti programmi a medio e lungo termine sulla base dei risultati ottenuti. Questi rafforzano la resilienza della popolazione e le offrono prospettive a lungo raggio. Per esempio, la Svizzera sta portando avanti un progetto per finanziare i sistemi di irrigazione, progetto che esisteva già prima del ritorno dei Talebani al potere. Nonostante le evidenti conseguenze dei cambiamenti climatici, gli agricoltori possono così coltivare i loro campi, produrre cibo e garantire il loro sostentamento. Inoltre, migliaia di famiglie hanno un migliore accesso all'acqua potabile. Per di più, quasi 250 000 invalidi di guerra possono condurre una vita dignitosa, poiché la CI della Svizzera sostiene la produzione di protesi e le fisioterapie, promuove la didattica a distanza e facilita il microcredito.</p><p>Nel 2020 il Ministero tedesco della cooperazione economica e dello sviluppo ha pubblicato uno studio sull'impatto della CI in Afghanistan. La conclusione cui giunge è che l'accesso all'assistenza sanitaria di base e all'istruzione primaria è nettamente migliorato negli ultimi dieci anni. Il numero di bambini e giovani che hanno frequentato la scuola primaria e secondaria è per esempio aumentato da 1 a 9 milioni. In tal senso la Svizzera ha fornito un contributo importante e duraturo.</p>  Risposta del Consiglio federale.