<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nell'Asia meridionale e in Africa vivono complessivamente cinque diverse specie di rinoceronti. In occasione dell'ultima riunione della Conferenza degli Stati contraenti della CITES, ad Harare, è stata discussa unicamente la situazione della popolazione sudafricana dei rinoceronti bianchi del Sud) (Ceratotherium simum simum).</p><p>Nel diciannovesimo secolo il rinoceronte bianco del Sud fu quasi completamente sterminato. Per la sua protezione, nel 1897 vennero istituite delle riserve naturali speciali. Dalla fine del secolo, quando se ne contavano solo venti esemplari, il loro effettivo è cresciuto al punto tale che nel 1961 fu possibile catturare e trasferirne i primi esemplari in altri zone protette. Oggi, sono presenti in Sudafrica più di 8'000 rinoceronti bianchi del Sud che vivono in circa 40 riserve nazionali e in più di 100 "Game Reserves" o "Game Farms".</p><p>A livello internazionale, il rinoceronte bianco del Sud non è più considerato una specie in pericolo o minacciata bensì è iscritto nella categoria "Lower Risk / Conservation Dependent" del Red Data Book dell'Organizzazione mondiale per la protezione dell'ambiente IUCN. Questa specie non figura più nel Red Data Book del Sudafrica. Esaurita la capacità di accoglienza delle zone nazionali protette del Kwazulu-Natal, il Natal Parks Board ha venduto, tra il 1986 e il 1996, 800 rinoceronti a proprietari terrieri privati.</p><p>Per questo motivo, la Conferenza degli Stati contraenti della CITES ha deciso, già nel 1994, di declassare la popolazione sudafricana dei rinoceronti bianchi del Sud dall'allegato I all'allegato II (importazione a scopo commerciale nell'ambito delle licenze d'esportazione rilasciate dal Paese d'origine). In tale occasione venne dapprima autorizzato solo il commercio di animali vivi e di trofei di caccia. In questo contesto, la Svizzera si era impegnata, davanti alla Conferenza, a proporre una reiscrizione nell'allegato I di detta popolazione, qualora la nuova situazione avesse condotto ad abusi o ad altri problemi simili. In occasione della riunione del Comitato permanente, che ha avuto luogo nel dicembre 1996, i partecipanti hanno constatato che non si è verificato alcun problema.</p><p>Alla Conferenza degli Stati contraenti di quest'anno, il Sudafrica ha chiesto di estendere l'applicazione delle disposizioni dell'allegato II ad altre merci, quali carne o pelli, ma non alle corna. Diverse organizzazioni di protezione della natura hanno ritenuto che tale richiesta fosse nell'interesse della specie; anche la Segreteria CITES ne ha consigliato l'approvazione. Unitamente a una maggioranza degli Stati contraenti, la delegazione svizzera ha sostenuto questa proposta. Il mandato di negoziazione prevedeva espressamente l'accettazione di questa domanda. La proposta è stata però respinta in quanto, in occasione della votazione, mancavano due voti per raggiungere la richiesta maggioranza di due terzi. Questo rifiuto è probabilmente riconducibile al fatto che alcuni delegati hanno creduto a torto che, dopo due anni, il commercio delle corna di rinoceronte sarebbe stato automaticamente autorizzato, ciò che non è il caso.</p><p>La storia e l'attuale situazione del rinoceronte bianco del Sud è molto simile a quella dello stambecco delle Alpi. In entrambi i casi rimanevano infatti solo pochi esemplari alla fine del secolo scorso. Grazie a rigorose misure nazionali di protezione i loro effettivi si sono ricostituiti in misura tale che oggi la specie non è più né minacciata di estinzione né in pericolo, ma è nuovamente cacciata da alcuni anni sotto stretto controllo; in alcune regioni, essa deve addirittura essere cacciata ai fini della protezione dello spazio vitale. Il Consiglio federale è dunque dell'avviso che in una situazione pressoché identica, non è pensabile di applicare criteri o esigere misure nei confronti di un altro Stato che la Svizzera giudicherebbe inaccettabili se le venissero imposte dall'esterno.</p>  Risposta del Consiglio federale.