<h2>SubmittedText<h2><p>Il Fondo monetario internazionale (FMI) si preoccupa del futuro finanziario della Grecia e di altri Paesi dell'UE fortemente indebitati. A tale scopo sta facendo pressioni per ottenere ulteriori promesse di sostegno finanziario. Sulla base di questi recenti eventi politici, nell'ottica della Svizzera si pongono in particolare le seguenti questioni:</p><p>1. il Consiglio federale ha intenzione di concedere ulteriori garanzie o fondi della Confederazione o della BNS al FMI, all'UE o ad organizzazioni ad essa connesse, in caso di un'eventuale richiesta in tal senso? Quali istanze verranno integrate in questo processo decisionale?</p><p>2. Né la Grecia, né il Portogallo hanno mantenuto le loro promesse sul preventivo 2010. Il Consiglio federale come può giustificare il fatto che vengano concessi altri fondi del FMI a questi Stati? Perché, ad esempio, il Portogallo non è stato costretto a vendere le sue riserve di oro prima di ottenere fondi da parte del FMI?</p><p>3. Qualora la Grecia e/o altri Stati dovessero annunciare la loro insolvenza, a quanto ammonterebbero presumibilmente le perdite della BNS e quali istanze ne risulterebbero coinvolte? Il Consiglio federale dispone di un piano di emergenza per questa eventualità?</p><p>4. Uno scenario di fallimento della Grecia è stato integrato nelle simulazioni di crisi della FINMA? In caso negativo, perché no?</p><p>5. In questo caso chi si assume la responsabilità per le considerevoli perdite della Svizzera e della BNS?</p><p>6. Gli Stati dell'UE utilizzano i fondi del FMI per restituire i crediti delle banche francesi, tedesche e britanniche? Può, questo, essere lo scopo di tali fondi di sostegno? Quali misure od organi di vigilanza garantiscono alla Svizzera che un nuovo direttore proveniente dall'UE non utilizzi nuovamente fondi del FMI per soccorrere banche dell'UE?</p><p>7. In considerazione del fatto che la somma dei crediti del FMI agli Stati dell'UE supera gli aiuti finanziari ai Paesi in via di sviluppo ci si chiede se questa politica sia ancora conciliabile con il testo della votazione del 1992. La recente ampia modifica del mandato del FMI non avrebbe dovuto essere sottoposta al Parlamento?</p><p>8. Il Consiglio federale ha elaborato una strategia di abbandono riguardo a un'eventuale uscita dal FMI? In caso negativo, pensa di elaborare una simile strategia alla luce della situazione in costante peggioramento?</p><p>9. La BNS detiene obbligazioni proprie per un valore di 112 miliardi di franchi. Quali sono gli importi degli investimenti della BNS in Stati esteri e perché questi impegni non vengono pubblicati in modo trasparente? Al riguardo, esistono accordi con gli Stati Uniti o con la Germania? In virtù di quale base giuridica vengono effettuate queste operazioni e chi si assume la responsabilità per questi grandi rischi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale considera preoccupante la situazione che regna attualmente nella zona euro e ne segue attentamente gli sviluppi. Il sostegno a Paesi dell'UE concesso dal Fondo monetario internazionale (FMI) è legittimato dal suo mandato, consistente nel garantire la stabilità del sistema monetario e finanziario internazionale. Le risorse ordinarie del FMI derivanti dalle quote ammontano attualmente a circa 238,4 miliardi di diritti speciali di prelievo (ca. 310 miliardi di franchi). Sono inoltre a disposizione risorse supplementari in seguito ai nuovi accordi di credito modificati (NAC) pari a circa 367,5 miliardi di diritti speciali di prelievo (ca. 478 miliardi di franchi). Nel quadro di una risoluzione approvata nel dicembre 2010, il FMI ha deciso di raddoppiare la somma complessiva delle quote. La risoluzione prevede tuttavia che questo aumento di capitale venga compensato con una riduzione dei mezzi NAC.</p><p>1. Le risorse vincolate dagli accordi del FMI con Grecia, Irlanda e Portogallo provengono da quote del FMI e da fondi prelevati dai NAC. In totale, la parte della Svizzera ammonta complessivamente al 2,5 per cento dei fondi del FMI utilizzabili. Si tratta di impegni finanziari della BNS già esistenti.</p><p>Le decisioni riguardanti lo statuto di membro del FMI sono prese dal DFF d'intesa con la BNS, conformemente all'articolo 4 della legge federale del 4 ottobre 1991 concernente la partecipazione della Svizzera alle istituzioni di Bretton Woods e al pertinente accordo del 16 settembre 1992 tra il Consiglio federale e la BNS. Secondo detta legge (art. 2 cpv. 3), la partecipazione della Svizzera all'aumento di capitale del FMI menzionato all'inizio necessita l'approvazione dell'Assemblea federale. Il relativo messaggio sarà sottoposto al Parlamento probabilmente nel 2012.</p><p>Di principio, in caso di perturbazione del sistema monetario internazionale, il Consiglio federale può partecipare ad azioni d'aiuto anche in virtù dell'articolo 2 della legge federale del 19 marzo 2004 sull'aiuto monetario internazionale (LAMO). A questo scopo è a disposizione un credito quadro che ammonta complessivamente a 2,5 miliardi di franchi. Il Consiglio federale esaminerebbe in modo critico un'eventuale richiesta.</p><p>2. Secondo il proprio statuto, il FMI concede crediti per favorire un adeguamento regolato dell'economia. A tal fine vengono concordate con le autorità del Paese beneficiario del prestito condizioni in materia di politica economica. Questa cosiddetta condizionalità ha lo scopo di garantire gli adeguamenti necessari per il ripristino della stabilità economica e per il rimborso dei debiti nei confronti del FMI. Il FMI non esige pertanto garanzie finanziarie.</p><p>Contrariamente a quanto originariamente concordato con il FMI e nonostante il consolidamento del 5 per cento del prodotto interno lordo (PIL), la Grecia non è riuscita a ridurre entro fine 2010 il proprio disavanzo di bilancio all'8,1 per cento del PIL. Gli altri obiettivi centrali del programma fissati per il 2010 sono stati raggiunti. Finora, la Svizzera ha approvato il versamento delle ulteriori tranche di credito per sostenere gli sforzi volti ad evitare una crisi sistemica potenzialmente forte, che per la Svizzera potrebbe generare rischi e costi ancora maggiori.</p><p>Il programma a sostegno del Portogallo è stato deciso nel maggio 2011 e pertanto gli obiettivi concordati potranno essere verificati per la prima volta soltanto nel mese di agosto.</p><p>Il versamento delle tranche dei crediti è sempre subordinato alle verifiche ordinarie dei programmi, i quali devono essere varati dal Consiglio esecutivo del FMI. La Svizzera continuerà ad adoperarsi affinché l'osservanza degli obiettivi dei programmi sia sorvegliata severamente.</p><p>3./5. Le posizioni di rischio dirette della BNS nei confronti degli Stati europei in difficoltà sono di modesta entità, poiché la BNS detiene la maggior parte dei propri titoli di Stato in euro in titoli di cosiddetti "Paesi chiave" della zona euro (cfr. domanda 9). La parte di titoli greci è trascurabile e di conseguenza lo è anche l'incidenza diretta di questi titoli sull'utile della BNS. Tuttavia, l'utile della BNS è indirettamente influenzato in modo rilevante dagli eventi che si svolgono nella periferia della zona euro, poiché le incertezze alimentate da tali eventi rappresentano uno dei motori trainanti della rivalorizzazione del franco e delle perdite contabili sulle riserve in euro della Banca nazionale.</p><p>I rischi di perdita, anch'essi indiretti, legati alla partecipazione della Svizzera ai prestiti concessi dal FMI a Grecia, Irlanda e Portogallo sono assai modesti. La BNS accorda questa partecipazione, concessa al di là della quota svizzera e della partecipazione ai NAC, senza garanzia della Confederazione. Il rischio di perdita per la BNS è determinato soprattutto dal fatto che i crediti sussistono nei confronti del FMI e non dei singoli Paesi beneficiari dei programmi. Il FMI beneficia di fatto di uno statuto di creditore privilegiato. Inoltre, i suoi crediti sono sufficientemente garantiti. In passato, del resto, il FMI ha sempre tenuto fede agli impegni assunti nei confronti dei suoi membri. Questo dato di fatto è illustrato più profusamente nella risposta del Consiglio federale all'interpellanza Reimann 10.4139 del 17 dicembre 2010.</p><p>4. Nell'elaborazione di stress test destinati alle banche, la FINMA considera la situazione che regna attualmente nella zona euro. Nelle sue relative analisi include dunque anche una possibile evoluzione negativa della situazione nella zona euro. Per alcuni Paesi europei sono stati ipotizzati crisi anche gravissime e persino l'insolvenza di uno Stato.</p><p>6. Come già esposto dal Consiglio federale nella propria risposta all'interpellanza del gruppo dell'Unione democratica di Centro 10.4086 del 16 dicembre 2010, i programmi del FMI servono a favorire un adeguamento regolato dell'economia. Obiettivo dei crediti concessi dal FMI non è quello di salvare grandi banche internazionali. Per contro è vero che, per sua natura, ciascun contributo volto a stabilizzare il sistema finanziario apporta un beneficio al settore bancario, così come all'economia in generale.</p><p>Tutte le decisioni concernenti il varo di programmi del FMI e la loro verifica devono essere adottate a maggioranza dei voti espressi dagli Stati membri del consiglio esecutivo del FMI.</p><p>7. Il FMI concede prestiti ai Paesi membri che a causa di movimenti nella bilancia dei pagamenti necessitano di un sostegno alle loro riserve valutarie ufficiali. La concessione di mezzi e le condizioni di politica economica alle quali la concessione è subordinata, sono destinate a garantire un assestamento regolato e a evitare perturbazioni del sistema monetario internazionale. Tale modo di agire è conforme allo scopo dell'istituzione, così com'è definito all'articolo 1 dello Statuto del Fondo monetario internazionale (RS 0979.1). Questo mandato non è mutato da quando la Svizzera ha aderito, nel 1992, al FMI. Adempiendo al proprio mandato, il FMI non fa di principio distinzioni tra Paesi ad alto e basso reddito. Non distingue neppure tra Paesi con regime di cambio flessibile e Paesi che hanno adottato un regime di cambio fisso o appartengono a un'unione monetaria.</p><p>8. Secondo il Consiglio federale, l'appartenenza al FMI è uno strumento importante atto a tutelare gli interessi della Svizzera, Paese caratterizzato da un'economia nazionale molto aperta e da una piazza finanziaria fortemente legata all'economia internazionale. L'impegno del FMI a favore del mantenimento di un regime monetario stabile appare indispensabile anche dalla prospettiva svizzera, proprio a causa della difficile situazione che regna nella zona euro. L'attuale forza del franco svizzero fa capire che al momento proprio la Svizzera si trova dalla parte di chi in una situazione finanziaria instabile risulta perdente. Il Consiglio federale condivide il parere che la situazione nella zona euro rimane critica e che la crisi del debito non è assolutamente risolta. Dal punto di vista del Consiglio federale tale evoluzione negativa avrebbe tuttavia avuto conseguenze ancora più gravose senza l'impegno da parte del FMI. Come già esposto nei propri pareri sulle mozioni Freysinger (10.4056) e Schlüer (09.3438), il Consiglio federale non vede motivo di considerare l'uscita dal FMI.</p><p>9. I titoli obbligazionari della BNS sono un impegno denominato in franchi svizzeri. Questi titoli servono al prelievo di liquidità. L'investimento degli attivi sottostà ai principi della politica monetaria. I criteri della sicurezza e della liquidità, prioritari dal punto di vista della politica monetaria, vengono soddisfatti al meglio tramite titoli di Stato in dollari statunitensi e in euro con forte liquidità e di prima qualità provenienti dagli Stati Uniti e dai Paesi chiave europei. Dette valute e titoli fanno dunque parte degli investimenti chiave delle riserve valutarie. La BNS provvede inoltre a un'ampia diversificazione tra diversi Paesi, valute e categorie di investimento. La BNS non può rendere pubblici i propri crediti nei confronti di singoli debitori, poiché altrimenti i mercati potrebbero speculare sui suoi possibili interventi. La BNS pubblica periodicamente informazioni riguardanti la composizione delle proprie riserve valutarie e la qualità creditizia dei titoli obbligazionari. Nel primo trimestre del 2011 il 97 per cento delle obbligazioni erano classificate con un rating AA o AAA. A questo riguardo non esistono trattati con altri Paesi. Gli attivi della BNS sono amministrati conformemente al mandato statuito all'articolo 5 capoverso 2 della legge federale del 3 ottobre 2003 sulla Banca nazionale svizzera (LBN).</p>  Risposta del Consiglio federale.