<h2>SubmittedText<h2><p>Timur Kulibayev, genero dell'attuale presidente del Kazakstan, è stato posto sotto inchiesta dal Ministero pubblico della Confederazione in seguito a sospetti di riciclaggio di denaro per circa 600 milioni di franchi.</p><p>Nell'edizione del quotidiano "Le Monde" dell'8 dicembre 2011 leggiamo che il Ministero pubblico ha aperto una nuova inchiesta. Sarebbero infatti state trovate somme ben superiori ai 600 milioni di franchi iniziali, le quali provano che la Svizzera è e rimane un crocevia per il riciclaggio di somme colossali.</p><p>Nell'articolo in questione, "Le Monde" rivela che è stata trasmessa una nuova "denuncia complementare" ai procuratori del Ministero pubblico della Confederazione. Sulla base di relativi documenti, in tale denuncia si spiega in che modo il presidente Nazarbayev avrebbe guadagnato una somma pari a 100 milioni di dollari grazie a una transazione riguardante l'azienda televisiva del Kazakstan con la complicità di una diplomatica kazaka di stanza a Ginevra, Saule Tlevlessova, e della figlia del presidente Nazarbayev, Dariga Nazarbayeva.</p><p>La Confederazione intende modificare il suo atteggiamento nei confronti dell'attuale regime kazako, i cui fondi in Svizzera hanno offuscato già nel 1999 e potrebbero offuscare ulteriormente l'immagine della piazza finanziaria svizzera? Intende agire per porre fine a queste pratiche ipocrite che noi condanniamo?</p><p>Più precisamente, la Confederazione intende porsi le giuste domande e, in particolare, interrogarsi su Kulibayev e sua moglie, che abitano entrambi a Ginevra e possiedono una casa del valore di 75 milioni di franchi in riva al lago, o su Dariga Nazarbayeva, che recentemente è venuta in visita a Ginevra? In caso contrario, la Confederazione intende inserire queste persone nella lista dell'Interpol?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Svizzera attribuisce grande importanza a una piazza finanziaria sana e integra. Per questo motivo ha elaborato un dispositivo di legge che mira a impedire gli abusi della piazza finanziaria e, in caso di infrazioni concrete, fa scattare sanzioni corrispondenti. Un elemento cardine di tale dispositivo è la legge sul riciclaggio di denaro (LRD; RS 955.0), che impone agli intermediari finanziari obblighi di diligenza dettagliati. Nell'ambito dell'accettazione di averi di persone politicamente esposte sono previsti obblighi di diligenza più severi (enhanced due diligence). In caso di sospetto fondato di riciclaggio di denaro, la LRD impone agli intermediari finanziari un obbligo di comunicazione nonché l'obbligo di bloccare i valori patrimoniali affidati loro che sono oggetto di tale comunicazione. Le disposizioni giuridiche svizzere concernenti la lotta al riciclaggio di denaro corrispondono sostanzialmente agli standard internazionali applicabili, segnatamente a quelli del Gruppo d'azione finanziaria.</p><p>Il Consiglio federale è al corrente del fatto che il Ministero pubblico della Confederazione ha confermato le notizie sui media secondo cui dal settembre 2010 è in corso un'inchiesta penale contro Timur Kulibayev per sospetto di riciclaggio di denaro per circa 600 milioni di franchi. In virtù del principio della separazione dei poteri, il Consiglio federale non commenta i procedimenti penali in corso. Esso ricorda inoltre il principio della presunzione d'innocenza. In generale, il Consiglio federale ritiene tuttavia che l'apertura di un'inchiesta per sospetto di riciclaggio di denaro da parte delle autorità penali svizzere, come nel presente caso, sia un indizio del buon funzionamento del dispositivo svizzero di lotta al riciclaggio di denaro.</p><p>Nella sua risposta del 24 agosto 2011 all'interpellanza Schwander 11.3711, il Consiglio federale si è soffermato su vari aspetti legati all'acquisto di un immobile ad Anières/Ginevra da parte della signora Dinara Kulibayeva-Nazarbayev (figlia del presidente del Kazakstan). La verifica menzionata del rischio che si abusi del settore immobiliare per riciclare denaro e l'eventuale formulazione di misure adeguate in caso di conferma di tale rischio sono tuttora in corso.</p>  Risposta del Consiglio federale.