<h2>SubmittedText<h2><p>Nella sua risposta all'interpellanza de Buman 13.3620, "La cattiva idea dei sacchetti oxo-biodegradabili", il Consiglio federale non prende realmente posizione su questo materiale. Inoltre, nella sua risposta, suscita dubbi sui sacchetti poiché utilizza la designazione "oxo-biodegradabile", mentre la designazione corretta sarebbe "oxo-degradabile" oppure "oxo-frammentabile". Infatti, questi sacchetti non sono biologici perché, in realtà, sono sacchetti di plastica arricchiti con additivi ossidanti affinché alla luce e al calore si scompongano in migliaia di piccoli pezzi. Questi piccoli frammenti di plastica contaminano l'ambiente e la catena alimentare e sarà impossibile rimuoverli (chi raccoglierebbe milioni di particelle di plastica?).</p><p>Il Consiglio federale non è l'unico ad essere stato ingannato. Questi sacchetti sono infatti utilizzati da molti commercianti perché li ritengono identici ai sacchetti biodegradabili. Ci si rende invece subito conto che i venditori di questi sacchetti oxo-degradabili hanno semplicemente ingannato i commercianti pretendendo che i loro prodotti oxo-degradabili fossero biodegradabili.</p><p>Non possiamo chiedere alla popolazione di questo Paese di frequentare un corso di chimica avanzato per capire la differenza. Quando un prodotto come questo è così ingannevole e più dannoso per l'ambiente rispetto ai sacchetti di plastica tradizionali, occorre vietarlo. La Francia, ad esempio, lo ha già fatto. I francesi sono infatti giunti alla conclusione che la plastica oxo-frammentabile è degradabile ma che non può essere smaltita da microorganismi. Non è, quindi, compostabile secondo le norme vigenti per il recupero di rifiuti organici.</p><p>1. Il Consiglio federale è disposto a vietare i sacchetti oxo-degradabili? In caso contrario, perché?</p><p>2. Se il Consiglio federale non vuole vietare questi sacchetti, comunichi almeno se informerà l'opinione pubblica sul loro impatto reale, affinché si smetta di ingannare i commercianti.</p><p>3. Il Consiglio federale non ritiene che questi sacchetti causino confusione tra la popolazione e inquinino inutilmente gli impianti di compostaggio?</p><p>4. Può il Consiglio federale vietare l'uso improprio del termine "biodegradabile"?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) sta attualmente conducendo indagini su incarico della Commissione europea in merito a restrizioni sulle plastiche oxo-degradabili. In Svizzera, il Politecnico federale di Zurigo, su mandato dell'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM), ha avviato un progetto di ricerca sulle materie plastiche oxo-degradabili. Nel quadro di questo progetto verrà fornita una panoramica degli usi di queste plastiche in Svizzera, della loro identità chimica come pure delle quantità dei diversi tipi di plastiche oxo-degradabili immesse sul mercato. I risultati sono attesi nel corso del 2019.</p><p>Il Consiglio federale non ritiene opportuno emanare prescrizioni che limitino la commercializzazione o l'uso di plastiche oxo-degradabili prima che siano disponibili i risultati del suddetto progetto di ricerca. Prima dell'emanazione di una regolamentazione in questo ambito, occorrerebbe inoltre chiarire la necessità di una normativa europea o essere a conoscenza di misure regolatrici concrete attuate a livello di UE, al fine di evitare che la Svizzera proceda in solitaria a una regolamentazione.</p><p>Il Consiglio federale condivide le riflessioni dell'autrice dell'interpellanza in merito al fatto che l'informazione dei consumatori e degli utilizzatori professionali di prodotti in plastica che in vari modi sono descritti come "degradabili" è oggi spesso insoddisfacente. Esso esaminerà i possibili miglioramenti al riguardo e presenterà i risultati nel rapporto previsto menzionato nel suo parere del 15 agosto 2018 sul postulato Munz 18.3496, Piano d'azione per la riduzione delle immissioni di plastica nell'ambiente.</p>  Risposta del Consiglio federale.