<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>I cantieri, soprattutto i grandi cantieri, sono notevoli fonti d'inquinanti atmosferici. Importanti sono soprattutto le particelle fini, che si presentano sotto forma di polvere e giungono nei polmoni. Fra queste vi sono anche le particelle di fuliggine prodotte dai motori diesel. Dato il suo notevole potenziale cancerogeno, la fuliggine di diesel è stata inclusa nell'elenco delle sostanze cancerogene della cosiddetta "Lista MAK" (elenco dei valori di concentrazione massima sul posto di lavoro) della Suva, delle liste MAK di altri Paesi, nonché dell'ordinanza contro l'inquinamento atmosferico (OIAt).</p><p></p><p>Attualmente i macchinari edili generano circa il 25 per cento delle emissioni di fuliggine di diesel in Svizzera. Tenendo conto di questo notevole tasso di emissione, dell'effetto cancerogeno della fuliggine di diesel e della mancanza, rispetto al traffico stradale, di vento che disperda i gas di scarico, i cantieri edili espongono le persone che vivono nelle loro immediate vicinanze a un considerevole potenziale di emissioni.</p><p></p><p>Sulla base di queste considerazioni, il Consiglio federale ha inserito nell'OIAt delle disposizioni esplicite, atte a limitare le emissioni sui cantieri. Secondo detta ordinanza, le emissioni dei cantieri edili, soprattutto quelle prodotte dai macchinari e dagli attrezzi utilizzati, vanno limitate il più possibile dal punto di vista tecnico e dell'esercizio e nella misura in cui è sopportabile sotto il profilo economico. L'UFAFP ha il compito di emanare le apposite direttive.</p><p></p><p>Nel corso del 2001, nel quadro di un gruppo di lavoro con tecnici cantonali e rappresentanti dell'edilizia, l'UFAFP ha elaborato un progetto di direttiva. Il progetto illustra nei dettagli con quali misure tecniche e organizzative si possono ridurre a lungo termine le emissioni generate dai cantieri; fra queste vi è anche il montaggio progressivo di filtri attivi antiparticolato sui macchinari edili. Il progetto di direttiva è stato, nel frattempo, inviato in procedura di consultazione.</p><p></p><p>Alla domanda 1</p><p>Per tutelare i minatori, in Germania, Austria e Svizzera vige l'obbligo di utilizzare nelle miniere macchinari edili equipaggiati con filtri attivi antiparticolato. Mezzi simili operano anche all'esterno delle miniere. In tutto, sui cantieri svizzeri sono in funzione circa 1000 macchinari edili dotati di tali sistemi. In base alle informazioni attualmente a sua disposizione, il Consiglio federale ritiene che equipaggiare i macchinari edili con filtri attivi antiparticolato sia possibile dal punto di vista tecnico e dell'esercizio e sopportabile a livello economico. </p><p></p><p>Alla domanda 2</p><p>Secondo quanto appena esposto alla domanda 1, il Consiglio federale non vede motivo per rinunciare all'utilizzazione di filtri attivi antiparticolato. </p><p></p><p>Alla domanda 3</p><p>Il Consiglio federale ritiene che il problema delle emissioni di fuliggine di diesel debba essere affrontato al più presto. Il Governo accoglie con favore gli sforzi sostenuti dai produttori e dagli importatori di macchinari edili per commercializzare in futuro in Svizzera soltanto macchinari nuovi equipaggiati di appositi filtri attivi antiparticolato. Limitare le prescrizioni ai soli macchinari edili nuovi avrebbe però lo svantaggio che, a causa della lunga durata di funzionamento di tali mezzi meccanici, la riduzione delle emissioni di fuliggine di diesel sui cantieri sarebbe percepita soltanto fra 10 - 20 anni. Per tale motivo il progetto di direttiva prevede la riconversione dei macchinari, mediante il montaggio di filtri attivi antiparticolato.</p>  Risposta del Consiglio federale.