<h2>SubmittedText<h2><p>La Banca nazionale svizzera (BNS) ha recentemente emesso la nona serie di biglietti di banca. La messa in circolazione a tappe di questi biglietti avviene a partire dal 2016 e il primo taglio ad essere diffuso è quello da 50 franchi. La prassi elvetica prevede che le banconote delle vecchie serie possano essere cambiate durante un periodo di vent'anni.</p><p>A livello internazionale questo approccio costituisce un'anomalia rispetto a quello che avviene in molti altri Stati (nella maggior parte dei Paesi della zona euro, in Gran Bretagna, negli Stati Uniti), dove non è prevista alcuna scadenza.</p><p>L'approccio svizzero pone un problema a livello di politica normativa dato che equivale a un'espropriazione mediante decreto. Potenziali vittime di questa prassi sono gli eredi di masse ereditarie che comprendono biglietti non più cambiabili, ma soprattutto i lavoratori stranieri tornati nel loro Paese d'origine che hanno conservato i biglietti di vecchie serie, ad esempio quelli della sesta serie (non più validi dal mese di maggio del 2020), di cui 1,14 miliardi di franchi erano ancora in circolazione l'anno scorso.</p><p>In un'epoca all'insegna della globalizzazione, il problema relativo ai lavoratori stranieri rischia di accentuarsi.</p><p>Secondo numerosi analisti la soluzione applicata in Svizzera non è adeguata per contrastare il fenomeno del denaro non dichiarato, dato che i detentori di quest'ultimo in genere trovano il modo di cambiare i biglietti prima della scadenza.</p><p>Infine, il valore dei biglietti non presentati per il cambio durante questo termine è versato al Fondo svizzero di soccorso per danni causati dalla natura e non assicurabili.</p><p>Attualmente tale organizzazione dispone di 265 milioni di franchi, cifra che negli ultimi anni le ha permesso di finanziare interamente le spese annuali (circa 3,5 milioni di franchi) grazie ai redditi provenienti dal fondo. Pertanto non sembra necessario aumentare il suo capitale.</p><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alla domanda seguente: è possibile abrogare l'articolo 9 capoverso 3 della legge federale del 22 dicembre 1999 sull'unità monetaria e i mezzi di pagamento, al fine di sopprimere il termine di vent'anni attualmente previsto per cambiare i biglietti di banca svizzeri di vecchie serie?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Per rendere quanto più efficiente il ritiro delle serie di biglietti e incentivarne il cambio, il legislatore ha limitato il periodo durante il quale i biglietti possono essere cambiati presso la Banca nazionale svizzera (BNS) a vent'anni. Un termine sufficientemente lungo per consentire a tutti i possessori di cambiare i vecchi biglietti di banca. Il legislatore ha rinunciato a fissare un termine più lungo per evitare che il pubblico procrastini ripetutamente il momento del cambio delle vecchie banconote, con effetti negativi sul ritiro delle stesse. Un altro motivo per limitare il termine imposto per il ritiro dei biglietti di banca è lo sviluppo tecnologico che accresce il rischio di falsificazione delle vecchie serie.</p><p>A differenza della regolamentazione vigente in Svizzera, altri Stati spesso non prevedono alcuna scadenza per il ritiro delle banconote. Al momento il Dipartimento federale delle finanze conduce colloqui con la BNS per verificare la prassi attuale. Qualora dovesse rendersi necessaria una modifica, il Consiglio federale informerà il Parlamento.</p>  Risposta del Consiglio federale.