<h2>SubmittedText<h2><p>L'assunzione di uno specialista proveniente da un Paese "terzo" equivale talvolta a un percorso di guerra per l'impresa, anche se i responsabili dei permessi fanno del loro meglio. Le formalità possono essere complicate e generare costi notevoli. Questi disagi finiscono per intaccare l'immagine di una Svizzera che offre buone condizioni quadro alle società internazionali. </p><p>Il Consiglio federale potrebbe snellire le procedure basandosi sugli esempi seguenti?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è consapevole dell'importanza di disporre di procedure efficaci che permettano l'ammissione in Svizzera dei quadri e degli specialisti provenienti da Paesi terzi necessari alla nostra piazza economica e scientifica. Nel 2013 è stata svolta un'analisi approfondita sulla base della quale è stato identificato e attuato un certo numero di misure semplificative, consistenti in particolare nell'accelerare la trasmissione delle domande di permesso tra Cantoni e Confederazione o migliorare regolarmente la qualità delle istruzioni e dell'informazione in questo ambito. Sono al vaglio altre misure, in particolare l'utilizzo del portale informatico EasyGov.swiss, che permette alle imprese di presentare in via elettronica le loro domande di permesso di lavoro (cfr. la risposta del Consiglio federale all'interpellanza 18.3334). Al Consiglio federale preme sottolineare che in generale le procedure federali sono relativamente rapide. Secondo la legislazione in vigore, l'autorità federale competente deve prendere una decisione in linea di massima entro dieci giorni lavorativi. Rammenta che una parte del trattamento amministrativo delle domande rientra nella competenza dei Cantoni, molti dei quali hanno già adottato provvedimenti volti a velocizzare le procedure.</p><p>Quanto alle eventuali difficoltà incontrate da alcune imprese nella preparazione della prima domanda o in caso di rinnovo dei permessi, il Consiglio federale non può intervenire se i servizi cantonali interessati sono a corto di personale, come menzionato in precedenza, in quanto questa parte della procedura amministrativa rientra nella competenza cantonale. Lo stesso vale per l'applicazione delle disposizioni relative al ricongiungimento famigliare. Se una persona soggiace all'obbligo del visto e non esiste alcuna rappresentanza svizzera nel suo Paese di residenza, conformemente alle disposizioni legali la persona deve effettivamente richiedere il visto presso la rappresentanza svizzera competente situata in un altro Paese. Per le domande di visto nazionale (soggiorno superiore a tre mesi e quindi sottoposto ad autorizzazione), il richiedente non è in linea di massima tenuto a presentarsi personalmente presso la rappresentanza. L'autorità cantonale può esigere la presenza personale nei casi che ritiene giustificati.</p><p>Nel settore dei visti, il Consiglio federale provvede anche a limitare le spese e i costi procedurali per gli impiegati e i datori di lavoro nel quadro dell'applicazione delle disposizioni di Schengen.</p>  Risposta del Consiglio federale.