<h2>SubmittedText<h2><p>Grazie agli accordi bilaterali, le imprese edili svizzere possono teoricamente lavorare sia nel settore privato sia in quello pubblico francese. Ugualmente, le imprese edili francesi, così come quelle europee, possono partecipare a gare d'appalto pubbliche e private in Svizzera.</p><p>La Francia pone alcune condizioni specifiche, in particolare una garanzia decennale sulle costruzioni. Ciò implica, per ogni cantiere in cui un'impresa svizzera intende partecipare alla gara d'appalto, l'obbligo di presentare un'assicurazione e un attestato di assicurazione. </p><p>In realtà, tuttavia, le imprese svizzere non hanno accesso alle assicurazioni francesi in quanto la procedura pubblica per stipulare un'assicurazione a un prezzo equo a Parigi è del tutto inefficace. I tempi per l'esame dei dossier, infatti, impediscono il rispetto dei termini per partecipare alle gare d'appalto pubbliche e private.</p><p>D'altra parte, gli assicuratori svizzeri non offrono alle aziende un'assicurazione mentre, a quanto pare, basterebbe un attestato della succursale francese di un'assicurazione svizzera. Le imprese edili svizzere rinunciano così a operare sul mercato francese e a ogni attività transfrontaliera, perdendo cantieri importanti. Dall'altra parte, le aziende francesi e i loro impiegati accedono invece al mercato elvetico senza alcun problema.</p><p>Questa situazione mette a rischio in primo luogo i posti di lavoro in Svizzera e crea inoltre le condizioni per incolpare i lavoratori stranieri di generare disoccupazione. Il Gran Consiglio ginevrino è già stato più volte invitato a prendere una posizione in merito.</p><p>Nonostante la mobilitazione dei cantoni, dei sindacati patronali e degli operai, la situazione non è cambiata. Il Consiglio federale è dunque invitato a intervenire.</p><p>Il Consiglio federale:</p><p>- condivide l'analisi della situazione e conferma l'effettiva discriminazione delle imprese edili svizzere in Francia?</p><p>- riconosce che questa asimmetria aumenta la pressione sull'occupazione svizzera del settore? In caso negativo, come giustifica tale posizione?</p><p>- è intervenuto presso le autorità francesi affinché pongano fine a tale discriminazione? Con quali risultati?</p><p>- vi è la possibilità che tale discriminazione venga abolita?</p><p>- non ritiene necessario fare in modo, tramite gli assicuratori svizzeri, che le nostre aziende dispongano di uno strumento assicurativo adeguato?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>È vero che in Francia nel settore delle costruzioni viene richiesto questo particolare requisito e che ogni imprenditore edile è tenuto per legge a risarcire all'acquirente o al committente i danni derivanti, ad esempio, da carenze costruttive, cattiva realizzazione, evidenti irregolarità, impermeabilizzazione carente, ecc. A copertura di tale responsabilità, la legislazione francese obbliga gli imprenditori, sia francesi che stranieri, a stipulare una cosiddetta garanzia decennale, valida a partire dall'inizio dei lavori fino a dieci anni dopo la loro conclusione. Quest'obbligo legale viene imposto a tutti gli imprenditori, sia francesi che stranieri, compresi quelli provenienti dai Paesi dell'UE.</p><p>Le aziende a cui è stata negata la concessione della garanzia decennale da parte di una società di assicurazioni francese, possono rivolgersi all'ufficio di fatturazione del Ministero dell'economia e delle finanze, il quale fissa l'importo dei premi e obbliga la società ad assicurare l'impresa. In occasione dell'indagine sull'applicabilità degli accordi bilaterali tra la Svizzera e l'UE, svolta dall'Ufficio dell'integrazione e pubblicata a gennaio 2010, soltanto la Fédération Génèvoise des métiers du bâtiment (FMB) e l'Associazione svizzera e del Liechtenstein della tecnica della costruzione (Suissetec) hanno segnalato problemi di ottenimento della garanzia decennale, senza però citare casi di aziende svizzere che fossero arrivate al punto di rivolgersi all'ufficio centrale di fatturazione francese.</p><p>Il problema legato alla garanzia decennale è emerso più volte nel corso degli ultimi anni. Durante la riunione del comitato misto per la libera circolazione delle persone del 17 giugno 2009 la Svizzera ha chiesto di verificare la compatibilità della garanzia decennale con l'accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC). Nella riunione del 16 giugno 2010, il comitato misto ha affermato di considerare tale garanzia compatibile con l'ALC. La questione è stata affrontata anche il 24 aprile 2009 dalla Conferenza franco-germano-svizzera del Reno superiore, la quale ha proposto ai rappresentanti del settore di aprire un dialogo finalizzato a trovare soluzioni concrete. Il 28 settembre 2009 a Parigi la Consigliera federale Doris Leuthard ha affrontato l'argomento con il Ministro francese dell'economia e delle finanze Christine Lagarde, concordando sulla necessità di risolvere la questione a livello delle singole aziende private. Ciò è avvenuto grazie alla mediazione della Segreteria della Conferenza del Reno superiore, la quale il 1° ottobre 2009 a Strasburgo ha istituito il gruppo di esperti "Ostacoli alla concorrenza", incaricato di redigere un elenco di tutti i problemi connessi alla garanzia decennale e di proporre miglioramenti volti ad agevolare l'accesso dei soggetti stranieri a questo tipo di assicurazione. Il 19 marzo 2010 si è tenuta a Parigi una tavola rotonda sulla garanzia decennale, organizzata dalla Fédération française des sociétés d'assurances (FFSA), che si è posta l'obiettivo di creare un portale dedicato ai rappresentanti europei del settore edile che tratti i problemi legati all'ottenimento della garanzia.</p><p>Dall'altro lato, le società di assicurazioni Axa e Allianz hanno reso noto che intendono offrire la garanzia decennale tramite le proprie filiali all'estero (dunque anche in Svizzera). La SECO ha informato la FMB e Suissetec di questi sviluppi e ha proposto loro di iscriversi al portale dedicato, cosa che le due associazioni hanno fatto in data 27 maggio 2010. Il 15 settembre 2010 Axa Winterthur e FMB hanno tenuto una seduta informativa sulla possibilità di stipulare una garanzia decennale presso le filiali Axa Winterthur di Ginevra. Le imprese edili svizzere tenute a presentare una garanzia decennale potranno rivolgersi d'ora in poi all'ufficio Axa Winterthur a Ginevra, il quale le aiuterà a redigere il dossier per l'inoltro della domanda.</p><p>Dal 2010, inoltre, la società RMS Risk Management Service con sede a Basilea offre alle imprese svizzere la propria consulenza per l'acquisizione della garanzia decennale. In base all'andamento della domanda, è possibile che altre società di assicurazioni siano interessate a fornire i propri servizi per l'ottenimento di tale garanzia direttamente in Svizzera. Date le circostanze, quindi, il Consiglio federale ritiene che non abbia senso sostenere con appositi provvedimenti statali l'una o l'altra società di assicurazioni.</p><p>Il Consiglio federale constata inoltre che il dialogo tra gli specialisti del settore ha consentito di migliorare la situazione. D'ora in poi, le aziende svizzere di costruzioni avranno la possibilità di ottenere la garanzia decennale in Svizzera, mentre le associazioni professionali interessate potranno segnalare direttamente sul portale della FFSA i casi di imprese svizzere a cui è stata negata la concessione della garanzia. Ad oggi non risultano casi segnalati. Il Consiglio federale è disposto a rivolgersi alle autorità francesi ed europee, nel caso in cui le soluzioni adottate si rivelassero inefficienti per alcune imprese.</p>  Risposta del Consiglio federale.