<h2>SubmittedText<h2><p>Dei 29 impianti di incenerimento dei rifiuti urbani (IIRU) in Svizzera, cinque sono dotati di un sistema di denitrificazione non catalitica. Questo comporta l'obbligo di gestire i residui di diossine. All'estero esiste un sistema termico per distruggere definitivamente queste molecole altamente cancerogene. Per quale motivo, invece di prescriverne la distruzione, l'UFAM ne autorizza il conferimento in discarica? Chi è responsabile in caso di fughe e di inquinamento ambientale? Chi ha autorizzato il conferimento in discarica o il proprietario dei residui?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In determinate condizioni, il processo di raffreddamento dei gas di combustione nella caldaia può generare negli impianti di incenerimento dei rifiuti urbani (IIRU) esigue quantità di diossine e furani. Le diossine e i furani sono in gran parte legati alle polveri presenti nei gas di combustione, le quali vengono trattenute da filtri efficaci e separate come ceneri di filtro.</p><p>Tuttavia, per queste sostanze è necessaria una depurazione dei gas di scarico potenziata, in modo che gli IIRU rispettino il valore limite previsto dall'ordinanza contro l'inquinamento atmosferico (OIAt; RS 814.318.142.1) nell'aria di scarico. Il valore limite dell'OIAt è lo stesso che si applica agli impianti di incenerimento dei rifiuti nell'UE. L'OIAt non prescrive tecnologie specifiche, ma stabilisce un valore limite in base allo stato attuale della tecnica. Detto valore può essere rispettato utilizzando diverse tecnologie di depurazione dell'aria di scarico.</p><p>I sistemi di riduzione catalitica selettiva (Selective Catalytic Reduction, SCR), impiegati in combinazione con dei convertitori catalitici per ridurre gli ossidi di azoto, presentano l'effetto collaterale di distruggere anche diossine e furani. Un altro metodo per separare diossine e furani è l'aggiunta di carbone attivo (il cosiddetto coke da forno), che infine viene nuovamente filtrato e può essere reintrodotto nella camera di combustione. Questa tecnologia è utilizzata negli IIRU dotati di sistemi di riduzione catalitica non selettiva (Selective Non-Catalytic Reduction, SNCR) menzionati nella domanda. Di questi cinque IIRU, uno sta per essere dismesso e gli altri sono in fase di ammodernamento. Singoli IIRU stanno testando altri processi che possono essere utilizzati per distruggere diossine e furani.</p><p>Un altro metodo per separare le diossine e i furani presenti nei gas di scarico è la post-combustione termica, che presenta il vantaggio di distruggere diossine e furani, come nelle marmitte catalitiche. Lo svantaggio è tuttavia l'elevato consumo energetico e le conseguenti emissioni di CO2, poiché per la combustione occorrono combustibili aggiuntivi. La post-combustione termica è utilizzata in vari settori industriali, sia a livello nazionale che internazionale, ma di norma non negli IIRU.</p><p>Le diossine e i furani non trattati con i gas di combustione vengono infine raccolti nelle ceneri di filtro dell'IIRU. Per il loro conferimento in discariche svizzere si applica un valore limite relativamente basso, che dal 1° gennaio 2026 sarà ulteriormente ridotto. Nell'UE vige attualmente un valore limite nettamente superiore a quello applicato in Svizzera.</p><p>Nelle condizioni attuali delle discariche, diossine e furani sono difficilmente mobili poiché sono praticamente insolubili in acqua. Per questo motivo, alcune misurazioni recenti non hanno rilevato la presenza di diossine e furani nel percolato delle discariche in esame. Se le ceneri di filtro degli IIRU vengono depositate in discariche autorizzate conformemente alla legislazione ambientale, secondo l'attuale valutazione scientifica dei rischi non sono da prevedere danni ambientali.</p><p>Se il materiale da depositare è stato conferito correttamente secondo le prescrizioni vigenti in materia di rifiuti e accettato e depositato dal gestore della discarica, la responsabilità in caso di perdite spetta a quest'ultimo. Se contrariamente alle esperienze fatte finora dovesse essere rilevata la presenza di diossine e furani nel percolato, sarebbe necessario raccoglierlo e trattarlo di conseguenza.</p>  Risposta del Consiglio federale.