<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale condivide la preoccupazione degli interpellanti sulla situazione congiunturale in Svizzera.</p><p></p><p>Nel nostro Paese l'importanza delle piccole e medie imprese (PMI) è nell'ottica della politica occupazionale, sociale e strutturale incontestata. In tempi di crescente disoccupazione è quindi chiaro che si cerchino misure per sostenere le imprese che grazie alla loro capacità di adeguamento sono in grado di mantenere posti di lavoro o addirittura di crearne dei nuovi. In questo contesto le misure fiscali possono tuttavia essere intese soltanto come elemento complementare alla politica economica generale.</p><p></p><p>Nel suo progetto per la riforma dell'imposizione delle società, il Consiglio federale ha proposto provvedimenti volti a migliorare le condizioni quadro fiscali delle PMI. In particolare sono da menzionare la sostituzione dell'imposta sull'utile nonché un notevole aumento della franchigia della tassa d'emissione. La procedura di consultazione die questo progetto terminerà il 30 settembre 1996.  L'esame delle prese di posizione e la relativa valutazione permetteranno di stabilire se nel messaggio de Consiglio federale occorrerà prevedere ulteriori misure a favore di neocostituite, ed innovative, PMI, o, in generale, a sostegno del capitale-rischio (Venture Capital).</p><p></p><p>In merito alle proposte avanzate dagli interpellanti occorre evidenziare quanto segue:</p><p></p><p>(1)Le neocostituite PMI del settore secondario, a carattere innovativo e che creano posti di lavoro, operano di regola ingenti investimenti. Di conseguenza, nella fase iniziale risultano elevati ammortamenti che, secondo esperienza, riducono drasticamente o addirittura azzerano l'utile aziendale. Per la maggior parte delle giovani imprese un'esenzione dall'imposta durante i primi cinque anni di esercizio potrebbe quindi rappresentare un "regalo apparente". Per le PMI del settore terziario, gli ammortamenti assumono un ruolo sostanzialmente modesto; in questo contesto le ripercussioni di misure fiscali speciali potrebbero rivelarsi efficaci.</p><p></p><p>A questo riguardo può essere menzionata la legge federale de 20 dicembre 1985 sulla costituzione di riserva di crisi beneficianti di sgravi fiscali. Secondo questa legge l'impresa contribuente può accantonare di fatto un importo annuo pari al 15 per cento dell'utile commerciale annuo netto esposto a bilancio. È oltremodo improbabile che già nella fase iniziale si possa raggiungere l'importo massimo delle riserve di crisi (20% della massa salariale annua).</p><p></p><p>Non bisogna nemmeno dimenticare l'accantonamento - previsto nell'articolo 63 lettera d della legge federale sull'imposta federale diretta - per futuri mandati di ricerca e di sviluppo conferiti a terzi, che ammonta fino al 10 per cento dell'utile imponibile, ma complessivamente a non oltre 1 milione di franchi. Sebbene questi mandati non servano direttamente a mantenere e a creare posti di lavoro presso le imprese contribuenti, il loro effetto a favore della politica occupazionale è comunque incontestato.</p><p></p><p>All'esenzione fiscale delle neocostituite PMI o all'introduzione della possibilità di accantonamento proposte dagli interpellanti bisognerebbe rinunciare fintantoché il risanamento delle finanze federali costituisce l'obiettivo prioritario. D'altra parte bisognerebbe ponderare se i privilegi fiscali debbano essere concessi solo alle nuove imprese oppure anche a quelle già esistenti, dato che fra queste ve ne sono di quelle che creano nuovi posti di lavoro, ad esempio con la costituzione di stabilimenti d'impresa. Occorre pure tenere conto dei costi supplementari provocati dalle relative misure di controllo.</p><p></p><p>Inoltre, occorre evidenziare che le misure proposte causerebbero minori entrate non solo alla confederazione ma soprattutto - e in maggior misura - ai Comuni e ai Cantoni, per cui è indispensabile conoscere anche il loro avviso al riguardo.</p><p></p><p>(2)Nell'ambito della suddetta riforma dell'imposizione delle società, il Consiglio federale valuta le possibilità di favorire fiscalmente l'acquisizione di capitale-rischio, in particolare per le PMI ch creano posti di lavoro. Attualmente anche la Commissione dell'economia e dei tributi (CET) del Consiglio nazionale sta vagliando tali possibilità. Il Consiglio federale è fiducioso che a tal proposito, nonostante le esigenze fiscali, esista ancora una certa possibilità d'azione. Esso renderà noti i risultati dei suoi chiarimenti nel messaggio sulla riforma dell'imposizione delle società.</p>