<h2>SubmittedText<h2><p>La crescita demografica della popolazione residente, provocata dal saldo migratorio positivo, è una sfida importante. Lo sviluppo dei trasporti e della mobilità dolce nonché l'attuazione di politiche dell'alloggio che soddisfino i crescenti bisogni sono infatti essenziali per conciliare gli obiettivi dello sviluppo economico e demografico con le esigenze della qualità di vita. Nelle metropoli, la libera circolazione ha contribuito ad aggravare gli effetti negativi sul mercato dell'alloggio e sulle reti di trasporto che sono suscettibili di causare problemi finanziari per le economie domestiche a redditi bassi e medi. In realtà, non è in sé l'immigrato che arriva e che paga le sue imposte a causare problemi, bensì lo Stato che si adagia sulle entrate fiscali supplementari ottenute in questo modo, senza investirle.</p><p>A causa del numero di attori coinvolti e delle sfide istituzionali che implica, l'attuazione di queste esigenze è complessa. Ma soprattutto, l'aspetto finanziario è essenziale in quanto gli investimenti in gioco sono considerevoli. </p><p>Si tratta di un primo passo che mira a concretizzare questa via chiedendo al Consiglio federale di dotarsi a termine di cospicui fondi d'investimento. </p><p>Poniamo pertanto al Consiglio federale le seguenti domande:</p><p>1. Secondo l'Amministrazione federale delle contribuzioni, dall'arrivo dei nuovi immigrati l'imposta federale diretta delle persone fisiche è aumentata sia in termini assoluti sia in termini relativi. Tra il 2006 e il 2009, il rendimento fiscale pro capite è dunque passato da 1937 franchi in media all'anno a 2048 franchi. Questa crescita media del 5,7 per cento sembra verificarsi soprattutto nella regioni toccate dall'aumento demografico, mentre l'indice dei prezzi al consumo è rimasto stabile durante lo stesso periodo. Il Consiglio federale può confermare questa analisi?</p><p>2. Tra il 2006 e il 2009, l'aumento del gettito fiscale delle persone fisiche provocato dai nuovi arrivati è passato, per la Confederazione, da 8 a 9,3 miliardi di franchi circa. Questo boom fiscale supera di tre volte la crescita della popolazione. La maggior parte (800 milioni) di questo aumento proviene da cinque cantoni metropolitani (Zurigo, Zugo, Svitto, Ginevra e Vaud). Il Consiglio federale condivide questa analisi?</p><p>3. Durante lo stesso periodo, come sono evoluti gli investimenti della Confederazione, in particolare quelli in favore delle politiche dell'alloggio, dei trasporti e della mobilità dolce?</p><p>4. Come bisogna agire affinché la parte degli investimenti aumenti almeno allo stesso ritmo della crescita delle entrate fiscali?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Tra il 2006 e il 2009, il gettito dell'imposta federale diretta per le persone fisiche è aumentato del 16,6 per cento. Nello stesso periodo il numero di contribuenti è aumentato del 4,2 per cento. Il gettito fiscale medio (gettito fiscale per contribuente) è passato da 1727 a 1932 franchi, con un corrispondente aumento percentuale dell'11,9 per cento (ossia del 3,8 per cento l'anno). Sempre nello stesso intervallo di tempo, l'indice dei prezzi al consumo ha registrato un aumento del 2,7 per cento.</p><p>Nei dodici cantoni che registrano un incremento del numero di contribuenti superiore alla media, il gettito fiscale medio segna piuttosto un aumento meno marcato rispetto agli altri quatordici cantoni. Per contro, emerge che sia nel 2006 sia nel 2009 nei cantoni che si caratterizzano per un aumento superiore alla media del numero di contribuenti le imposte incassate sono, in media, più elevate rispetto alla media svizzera.</p><p>2. Mentre in Svizzera nel periodo tra il 2006 e il 2009 il gettito dell'imposta federale diretta delle persone fisiche è aumentato complessivamente di 1,28 miliardi di franchi (passando da 7,76 a 9,04 miliardi), nello stesso periodo il gettito fiscale nei cantoni di Zurigo, Zugo, Svitto, Ginevra e Vaud è cresciuto di 0,76 miliardi di franchi (passando da 4,0 a 4,76 miliardi). Di conseguenza, il 59,1 per cento dell'incremento del gettito fiscale è riconducibile a questi cinque cantoni. La quota dei suddetti cantoni rispetto al gettito complessivo è salita dal 51,5 al 52,6 per cento.</p><p>3. Nel periodo in questione le uscite per investimenti della Confederazione sono aumentate da 6,24 miliardi di franchi 2006 a 7,25 miliardi 2009. Queste cifre corrispondono a un incremento del 12,8 per cento. Nel settore di compiti trasporti, al quale sono destinati circa i tre quarti del volume complessivo degli investimenti, le uscite per investimenti sono passate nello stesso periodo da 4,85 a 5,38 miliardi di franchi (più 10,9 per cento). La crescita è imputabile in misura determinante in particolare all'introduzione del fondo infrastrutturale, con il quale la Confederazione finanzia dal 2008 anche i progetti d'agglomerato. In questi anni sono aumentate anche le uscite per investimenti destinate al mantenimento dell'infrastruttura esistente e all'ampliamento dell'infrastruttura ferroviaria (tra l'altro per la NFTA, i collegamenti RAV e i risanamenti fonici).</p><p>La costruzione di alloggi sociali e la mobilità dolce sono promosse prevalentemente da cantoni e comuni. Per promuovere l'edilizia abitativa di pubblica utilità la Confederazione concede fideiussioni e fideiussioni al regresso. Inoltre, fornisce conferimenti in un fondo di rotazione ("Fonds de roulement") gestito a titolo fiduciario dall'organizzazione mantello dei committenti di utilità pubblica. Il fondo concede prestiti a tasso agevolato per i progetti di costruzione di questi committenti. I conferimenti annui della Confederazione aumentano le risorse finanziarie disponibili per i mutui. Nel periodo 2006-2011 i conferimenti della Confederazione hanno superato complessivamente i 100 milioni di franchi. Inoltre, anche i rimborsi dei mutui versati al fondo sono messi a disposizione per nuovi progetti.</p><p>4. Secondo il meccanismo del freno all'indebitamento, nell'arco di un ciclo congiunturale entrate ed uscite possono crescere allo stesso ritmo. Questo meccanismo garantisce per principio la simmetria tra entrate fiscali e investimenti. All'interno di questo quadro, determinato in sostanza dallo sviluppo del gettito fiscale, il Parlamento stabilisce le priorità della politica finanziaria, varando importanti progetti di finanziamento (ad es. il nuovo decreto federale concernente la rete delle strade nazionali o il FAIF), approvando decreti di finanziamento pluriennali (ad es. il messaggio ERI 2013-2016 o il messaggio concernente la cooperazione internazionale 2013-2016) e definendo di anno in anno il preventivo. Inoltre, al fine di garantire la qualità del preventivo, il Consiglio federale intende impedire che uscite fortemente vincolate (come i contributi versati alle assicurazioni sociali) soppiantino nel bilancio uscite meno fortemente vincolate (come gli investimenti), definendo le priorità a medio termine della politica della spesa pubblica e disponendo opportune riforme strutturali.</p>  Risposta del Consiglio federale.