<h2>SubmittedText<h2><p>In occasione della preparazione della conferenza di revisione del Trattato di non proliferazione nucleare (RS 0.515.03) il Consiglio federale firmerà il Trattato sul divieto delle armi nucleari, sulla base della mozione 17.4241 adottata, sfruttando così il momento per esercitare maggiore pressione sulle potenze nucleari? In questo modo potrebbe approfittare della situazione per esortare questi Stati a rispettare l'impegno preso conformemente all'articolo 6 del Trattato di non proliferazione nucleare a concludere in buona fede trattative sulla cessazione della corsa agli armamenti nucleari e per il disarmo nucleare.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Trattato di non proliferazione nucleare (TNP, RS 0.515.03) è un pilastro della non proliferazione e del disarmo nucleari; gode di un sostegno pressoché universale e impedisce che altri Stati entrino in possesso di armi nucleari. Inoltre sancisce l'impegno assunto a livello internazionale di condurre e concludere trattative sul disarmo. Secondo il Consiglio federale, pertanto, il Trattato riveste un'importanza cruciale per raggiungere l'obiettivo di un mondo senza armi nucleari. Il Governo si adopera per la tutela, il consolidamento e i progressi nell'attuazione del TNP.</p><p>Dal suo punto di vista non è ancora chiaro se il Trattato sul divieto delle armi nucleari (TPNW) - negoziato nel 2017 ma non ancora in vigore - riuscirà rafforzare il TNP o se, al contrario, sortirà l'effetto opposto. Resta infatti da capire se il TPNW sia in grado di contribuire alla non proliferazione e di far compiere progressi concreti nel campo del disarmo; diversamente da quanto auspicano molti dei suoi sostenitori, potrebbe anche ostacolare ulteriori passi avanti nel quadro del TNP. Tenuto conto del contesto già di per sé difficile nel quale si svolgerà la conferenza di revisione del 2020, il Consiglio federale vuole evitare che vengano messi ulteriori bastoni tra le ruote al processo relativo al TNP.</p><p>Il Collegio dubita che uno Stato non dotato di armi nucleari come la Svizzera possa spingere i Paesi militarmente nucleari ad avviare misure di disarmo attraverso il proprio sostegno al TPNW, mentre continua a condividere l'opinione del gruppo di lavoro interdipartimentale sul TPNW secondo cui è opportuno adoperarsi per raggiungere risultati concreti all'interno del TNP insieme agli Stati militarmente nucleari.</p><p>Alla luce di ciò, il 3 aprile 2019 il Consiglio federale ha deciso di non firmare per il momento il TPNW ma di procedere, entro la fine del 2020, a una nuova valutazione della posizione della Svizzera coinvolgendo esperti esterni. Durante questo lasso di tempo l'Esecutivo trarrà un bilancio sugli sviluppi più recenti a livello di politica estera e della sicurezza. Questa sarà anche l'occasione per analizzare i progressi compiuti nel quadro del TNP.</p><p>Nell'ambito della conferenza di revisione sul TNP in programma nel 2020 la Svizzera si porrà come mediatrice e si impegnerà per raggiungere un risultato positivo in materia di disarmo. Per il nostro Paese è fondamentale ridurre i rischi legati alle armi nucleari, impedire una nuova corsa agli armamenti e portare avanti il controllo sul disarmo nucleare come pure la riforma del processo relativo al TNP. Il Consiglio federale ribadisce l'opinione della Svizzera secondo la quale l'impiego di armi nucleari non è conciliabile con le disposizioni del diritto internazionale, in particolare quelle del diritto internazionale umanitario.</p><p>Questa duplice posizione nei confronti del TPNW consentirà alla delegazione svizzera in seno al TNP di ricordare agli Stati militarmente nucleari di mettere in atto le tappe previste dal TNP e di adempiere l'obbligo di disarmo previsto dal Trattato.</p>  Risposta del Consiglio federale.