<h2>SubmittedText<h2><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale è disposto a valutare delle possibilità per eliminare le distorsioni del mercato?</p><p>2. Il Consiglio federale è disposto a richiedere all'Unione postale universale una modifica della Convenzione postale universale cosicché i Paesi asiatici non possano più beneficiare di condizioni speciali per i costi di distribuzione?</p><p>3. Il Consiglio federale può proporre delle misure su come intende far fronte alle false dichiarazioni nelle spedizioni di piccole merci?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. Il Consiglio federale è consapevole del fatto che la situazione nel settore degli invii postali transfrontalieri con determinati Paesi è attualmente soggetta a distorsioni della concorrenza. L'indennizzo che la Posta Svizzera riceve per la distribuzione di invii provenienti dall'estero dipende soprattutto dal peso dell'invio importato. Per invii leggeri provenienti da Paesi meno sviluppati economicamente, l'indennizzo è al momento in parte troppo esiguo per coprire i costi che la Posta Svizzera deve sostenere per l'elaborazione e la distribuzione. È il caso anche degli invii provenienti dai Paesi asiatici che secondo le regole in vigore dell'Unione postale universale (UPU) rientrano nella categoria dei Paesi in via di sviluppo e pertanto beneficiano di condizioni preferenziali per gli invii oltre confine. Tali condizioni erano state introdotte in origine per sostenere economicamente Paesi meno sviluppati nella creazione di servizi postali poiché tutti i Paesi che partecipano al sistema postale mondiale beneficiano di una buona infrastruttura postale.</p><p>In seno all'UPU la Svizzera e altri Paesi economicamente avanzati si impegnano affinché il sistema di compensazione in vigore sia adeguato. Sia l'Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM) che la Posta Svizzera sono attivi nell'UPU. La Svizzera partecipa ai lavori in corso del Consiglio di amministrazione dell'UPU per lo sviluppo ulteriore del cosiddetto sistema di spese terminali. I lavori mirano a creare una relazione tra la qualità del servizio e i tassi di retribuzione per i Paesi di destinazione. In occasione dell'ultimo Congresso 2016 dell'UPU a Istanbul sono già state adottate misure in merito.</p><p>Un miglioramento fondamentale consiste nel fatto che le tasse di elaborazione sono ora determinate in base al formato dell'invio. Finora tutte le lettere fino a 2 chilogrammi venivano indennizzate applicando lo stesso tasso. Inoltre in futuro gli operatori postali dei Paesi asiatici esportatori dovranno versare un'indennità nettamente superiore (aumento annuo del 13 per cento dal 2018 al 2021) agli operatori postali che si occupano dell'elaborazione e della distribuzione nei Paesi industrializzati. Infine l'indennità per la distribuzione di raccomandate internazionali sarà soggetta a un netto aumento (raddoppio dell'attuale supplemento entro il 2021). Queste misure mirano a correggere gradualmente le distorsioni del mercato causate dal sistema di compensazione dell'UPU. Ciò dovrebbe comportare, per la Posta Svizzera, un netto miglioramento nella copertura dei costi per le importazioni provenienti in particolare dalla Cina.</p><p>3. Anche per quanto riguarda lo sdoganamento, a livello internazionale sono in preparazione raccomandazioni e risoluzioni in materia (tra l'altro in seno all'Organizzazione mondiale delle dogane). L'Amministrazione federale delle dogane (AFD) è attiva nei relativi organi. L'attuazione di queste raccomandazioni, come ad esempio l'invio preventivo di dati, le agevolazioni nelle procedure o le analisi del rischio intelligenti sono ormai previsti in forma estesa nell'intero programma di trasformazione DaziT dell'AFD. A livello nazionale, nel quadro del postulato 17.4228, "Armi pari per tutti i venditori on line", il Consiglio federale si è già dichiarato disposto a commissionare un rapporto che descriva la situazione attuale e mostri eventuali opzioni d'intervento.</p>  Risposta del Consiglio federale.