<h2>SubmittedText<h2><p>Durante l'ora delle domande di lunedi 15 marzo, la Consigliera federale Karin Keller Sutter ha escluso controlli o limitazioni d'ingresso ai confini con la Lombardia. Malgrado la Lombardia sia tornata in zona rossa e malgrado misure ai confini vengano introdotte anche tra Stati membri UE.</p><p>Evidentemente il Consiglio federale si è già dimenticato che, l'anno scorso, il Ticino ha subito la prima ondata pandemica a seguito della gravissima decisione del Consiglio federale di non chiudere per tempo le frontiere con la Lombardia. Frontiere che oltretutto, per gli spostamenti lavorativi (frontalieri), sono rimaste sempre aperte. In Ticino il rischio di terza ondata pandemica non viene di sicuro dalla riapertura di ristoranti o palestre. Viene dalla libera circolazione incontrollata con la Lombardia. Una terza ondata vanificherebbe tutti gli sforzi di contenimento finora fatti, con gravissimo danno alla già fragile economia locale. Evidentemente, la terza ondata non sarebbe un tema se la Svizzera non avesse fallito la campagna di vaccinazione. Purtroppo le cose stanno diversamente.</p><p>Chiedo al Consiglio federale:</p><p>- II Consiglio federale intende davvero esporre il Ticino al rischio di una terza ondata pandemica per non voler introdurre delle misure di contenimento al confine? E' consapevole della responsabilità che si sta assumendo?</p><p>- E' accettabile che, a seguito del ritorno della Lombardia in zona rossa, i cittadini lombardi vengano fortemente limitati negli spostamenti dal governo italiano, però possano raggiungere il Ticino liberamente e senza controlli, né alcun obbligo di esibire tamponi negativi?</p><p>- E' consapevole il Consiglio federale che dall'Italia in Ticino entrano tutti, per qualsiasi motivo, non certo solo per lavorare'?, </p><p>- E' consapevole il Consiglio federale che il Ticino si trova ormai ad essere la valvola di sfogo della Lombardia?</p><p>- E' consapevole il Consiglio federale che in Ticino arrivano dall'Italia persone anche per svolgere allenamenti sportivi (vietati in Italia) per shopping, per organizzare festini illegali, per mettere a segno rapine?</p><p>- II Consiglio federale intende protrarre ad oltranza il lockdown in Svizzera (quindi anche in Ticino), con conseguenze deleterie per l'economia locale, al fine di scoraggiare l'arrivo di cittadini dalla Lombardia, e tutto pur di non introdurre misure sul confine?</p><p>- Come mai Stati membri UE limitano l'accesso di persone da altri Stati membri UE per motivi sanitari, mentre la Svizzera non introduce alcuna limitazione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1.-5. Al momento il Consiglio federale non ritiene che le restrizioni d'entrata e il potenziamento dei controlli alla frontiera nei confronti degli Stati Schengen costituiscano un mezzo comprovato per fermare la diffusione del coronavirus. Le esperienze maturate nella primavera del 2020 hanno mostrato che queste misure richiedono numerose deroghe imposte dall'interdipendenza economica e sociale tra la Svizzera e i Paesi limitrofi. Restrizioni supplementari ai valichi inciderebbero in maniera irrilevante sui passaggi doganali, ma limiterebbero in maniera sproporzionata la vita sociale ed economica nelle regioni di frontiera. Il Consiglio federale mira ad arginare la diffusione del coronavirus con misure sanitarie di confine efficaci, ossia fissando esigenze in materia di quarantena e test. Le misure sanitarie di confine attualmente vigenti riguardano anche le persone in entrata dall'Italia, regioni di frontiera escluse.</p><p>Il traffico nazionale e transfrontaliero del tempo libero è inoltre regolato dai provvedimenti adottati in Svizzera. Le chiusure o la riduzione delle capacità in negozi, ristoranti, bar nonché strutture ricreative e per il tempo libero influiscono in maniera importante sul traffico frontaliero. Dopo l'inasprimento dei provvedimenti in molte regioni italiane, il Consiglio federale non ha constatato alcun aumento, bensì una riduzione dei passaggi doganali. Non vi sono pertanto indizi secondo cui il Ticino fungerebbe da valvola di sfogo per persone provenienti dalla Lombardia. Le leggi svizzere valgono per tutti i cittadini svizzeri e stranieri; le violazioni sono perseguite indipendentemente dalla situazione epidemiologica.</p><p>6. Il Consiglio federale cerca di concepire misure che siano efficaci e al contempo il meno incisive possibile. Analizza costantemente la situazione epidemiologica in Svizzera e il suo evolversi all'estero, in particolare nelle regioni di confine, e intraprende i passi necessari dopo aver considerato tutti i fattori. Le misure sono mantenute soltanto fino a quando necessario per contenere il COVID-19.</p><p>7. Gli Stati UE e Schengen sono autorizzati ad adottare le misure proporzionate che ritengono necessarie per arginare la diffusione del virus. A tal scopo la maggioranza degli Stati Schengen punta, come la Svizzera, soprattutto su misure sanitarie di confine.</p>  Risposta del Consiglio federale.