<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Contrariamente a quanto afferma l'autore della mozione, la riforma radicale dei principali disciplinamenti del mercato agricolo non ha determinato un peggioramento della situazione reddituale del primario. Al contrario, i risultati provvisori relativi al 2000 dell'analisi centralizzata dei dati contabili di oltre 1'000 aziende effettuata dalla Stazione federale di ricerche in economia e tecnologia agricole di Tänikon (FAT) e quelli della contabilità settoriale allestita dal Segretariato dell'Unione svizzera dei contadini (USC) sono migliori rispetto alle cifre che hanno funto da base per la determinazione dei tre limiti di spesa per gli anni 2000-2003 (messaggio del 18 novembre 1998 concernente un decreto federale per lo stanziamento di mezzi finanziari a favore dell'agricoltura per gli anni 2000-2003, FF 1999 1397, pag. 16) . Se la stima del reddito settoriale per il 2000 ammontava a 2'553 milioni di franchi, i primi calcoli indicano un importo di 2'600 milioni di franchi.</p><p>Per le aziende agricole individuali si contava sul mantenimento dei redditi al livello del 1998. Anche in questo caso i risultati sono migliori. Dalle cifre provvisorie della FAT emerge che nel 2000 il profitto del lavoro per unità di lavoro annuale della famiglia è aumentato di 5'200 franchi, ossia del 15 per cento, rispetto alla media degli anni 1997-1999. Tale reddito ammonta attualmente a 38'800 franchi. Di fatto, esso è inferiore al reddito comparabile che si situa a quota 60'000 franchi circa. L'articolo 5 LAgr sancisce che i provvedimenti della politica agricola hanno lo scopo di permettere alle aziende con una gestione ecologicamente sostenibile e redditizia di conseguire in media su vari anni redditi comparabili a quelli della rimanente popolazione attiva della stessa regione. Nell'ambito di tale confronto vanno pure tenuti in considerazione determinati fattori favorevoli all'agricoltura come i costi più vantaggiosi dell'alloggio delle famiglie contadine che attenuano e relativizzano le differenze del livello di reddito fra agricoltori e salariati.</p><p>La riduzione dei mezzi finanziari a favore della produzione e dello smercio non è stata all'origine di un crollo dei mercati. Al contrario, ha stimolato le prestazioni e l'innovazione sfociate in una maggiore competitività. La separazione della politica dei prezzi da quella dei redditi implica che lo Stato rinunci considerevolmente ad intervenire sui mercati, applicando il principio della sussidiarietà. Il sostegno del mercato perde quindi significato nel contesto della politica del reddito agricolo. A medio e lungo termine sarebbe un errore ignorare i segnali del mercato, destinando mezzi finanziari più consistenti ai provvedimenti di promozione della produzione e dello smercio.</p><p>Vista la situazione, il Consiglio federale non intende proporre al Parlamento di attenuare la riduzione dei mezzi finanziari a favore dei provvedimenti di sostegno della produzione e dello smercio prevista dall'articolo 187 capoverso 12 LAgr.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.