<h2>SubmittedText<h2><text><p>Nel pomeriggio del 14 novembre 1918 - più di mezza giornata dopo la fine dello sciopero generale - un'unità dell'esercito svizzero ha colpito a morte tre giovani lavoratori: Hermann Lanz, Marius Noirjean e Fritz Scholl. Due di loro sono stati uccisi alle spalle, a distanza ravvicinata, il terzo con un proiettile in mezzo al volto. Come dimostrano la cerimonia commemorativa e l'esposizione organizzate a Grenchen, gli avvenimenti del novembre 1918 a lungo tabuizzati e non ancora assimilati - vale a dire l'intervento armato dell'esercito svizzero contro persone che non facevano altro che far valere i propri diritti democratici - commuovono ancora.</p><p>Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale è disposto a rendere finalmente giustizia alle vittime di Grenchen, alle loro famiglie, ai loro discendenti, alla città di Grenchen e a riconoscere l'ingiustizia commessa dall'intervento dell'esercito?</p><p>2. Come giudica il Consiglio federale nella prospettiva odierna il fatto che nel 20° secolo l'esercito sia stato impiegato all'interno del Paese in primo luogo contro dei lavoratori?</p><p>3. È disposto a rendere giustizia anche alle vittime del cruento intervento armato del 9 novembre 1932 a Ginevra, quando l'esercito ha ucciso 13 persone che avevano partecipato a una manifestazione antifascista?</p><p>4. Che insegnamenti trae il Consiglio federale da questi avvenimenti storici nei quali l'esercito è stato impiegato all'interno del Paese?</p></text><h2>FederalCouncilResponseText<h2><text><p>L'intervento dell'esercito del 14 novembre 1918 a Grenchen e quello del 9 novembre 1932 a Ginevra nonché le tragiche conseguenze di tali interventi sono fatti storici. </p><p>Alle domande dell'autore dell'interpellanza il Consiglio federale risponde complessivamente come segue:</p><p>Il Consiglio federale non può né far nuovamente giudicare quanto accaduto né rendere giustizia ai discendenti delle vittime e degli autori dei fatti in questione. Esso lascia questa incombenza alla ricerca storica e al dibattito pubblico.</p><p>Sino alla metà degli anni Trenta del secolo scorso, in Svizzera vi sono stati forti conflitti di natura ideologica, ma anche sociale. Da un lato, tali conflitti sfociarono nello sciopero generale del 1918, con cui i lavoratori protestarono contro le gravi ristrettezze economiche e avanzarono anche pretese di natura politica e sociale. A Grenchen, immediatamente dopo l'interruzione dello sciopero, tre sindacalisti furono uccisi da militi di un battaglione di fucilieri impiegato per un servizio d'ordine. D'altro lato, anche dietro agli eventi di Ginevra vi furono conflitti ideologici. Per il tramite della polizia il Consiglio di Stato di Ginevra intendeva mantenere separate una dimostrazione di frontisti e una di socialisti. Di fronte alla seria minaccia di disordini, esso chiese al Consiglio federale l'invio di truppe; quest'ultimo dispose l'impiego di militi di una scuola reclute di stanza a Losanna; vi furono 13 morti e numerosi feriti.</p><p>Questi interventi dell'esercito furono dovuti alla carenza di effettivi della polizia. All'epoca l'esercito non era tuttavia né adatto né preparato o formato per svolgere un simile compito. Sia gli ufficiali che i soldati e le reclute furono completamente sopraffatti dalla situazione. Al giorno d'oggi simili impieghi di unità dell'esercito sarebbero esclusi a priori. La pertinente ordinanza (ordinanza del 3 settembre 1997 sull'impiego della truppa per il servizio d'ordine, OSO; RS 513.71) prevede l'impiego di truppe sperimentate e specialmente formate per il servizio d'ordine. Le unità composte da reclute sarebbero a priori escluse per l'esecuzione di un compito del genere. Le autorità civili sono responsabili per l'impiego dei militari.</p><p>Il Consiglio federale ritiene che dalla storia siano stati tratti i dovuti insegnamenti. È stato fatto il necessario affinché il ricordo di questi tragici eventi continui a vivere nelle parole scolpite nella lapide commemorativa a Plainpalais a Ginevra: "Plus jamais ça".</p></text>