<h2>SubmittedText<h2><p>Il degrado del mercato del lavoro ha raggiunto anche le strutture di custodia collettiva. In Canton Ticino sono stati denunciati e verificati casi di salari inferiori a 2000 franchi al mese, senza tredicesima. Sembrerebbe che questi casi non siano del tutto isolati e dunque è possibile che anche in questo settore venga emanato dalle autorità cantonali un contratto normale di lavoro. Ciò che disturba particolarmente, al di là della dignità dello stipendio, è il fatto che le nuove strutture beneficiano di sussidi federali per importi forfetari che raggiungono un massimo di 5000 franchi per posto e anno, in funzione del numero di giorni e di ore di apertura dell'istituzione: un'offerta a tempo pieno corrisponde ad un'apertura annua minima di 9 ore al giorno per 225 giorni. Gli aiuti finanziari vengono concessi per un periodo di due anni e devono, almeno agli occhi del sottoscritto, basarsi su un legame di fiducia tra le parti, chi riceve i sussidi e chi li eroga.</p><p>A seguito di quanto sopra chiedo al Consiglio federale se non ritiene necessario approfondire le verifiche delle condizioni salariali di queste strutture che hanno beneficiato di sussidi federali e se del caso, in flagranza di retribuzioni abusivamente offerte a salari inferiori a quelli usuali per il luogo, denunciate o verificate, se non ritiene di richiedere il rimborso parziale o totale dei sussidi versati.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il programma d'incentivazione per la creazione di posti per la custodia di bambini complementare alla famiglia permette alla Confederazione di concedere aiuti finanziari a strutture di custodia nuove o a quelle esistenti che ampliano la loro offerta in misura significativa. Gli aiuti finanziari, che ammontano a 5000 franchi all'anno per posto (offerta a tempo pieno) per le strutture di custodia collettiva diurna (in particolare gli asili nido) e a 3000 franchi all'anno per posto per le strutture di custodia parascolastica, sono versati per un periodo limitato di due o tre anni e devono permettere alle strutture di superare più facilmente le difficoltà d'avvio.</p><p>La custodia di bambini complementare alla famiglia è innanzitutto di competenza dei Cantoni e dei Comuni, che ne fissano i requisiti qualitativi (p. es. il rapporto numerico tra educatori e bambini e la formazione richiesta per il personale), rilasciano le autorizzazioni d'esercizio, garantiscono la vigilanza sulla struttura e, se del caso, attuano una politica di sovvenzionamento. La Confederazione interviene nell'ambito del programma d'incentivazione solo a titolo sussidiario, nei limiti delle competenze attribuitele dalla Costituzione federale.</p><p>L'Ufficio federale delle assicurazioni sociali, incaricato dell'esecuzione della legge federale sugli aiuti finanziari per la custodia di bambini complementare alla famiglia (RS 861), è l'organo che decide sulle domande di aiuti finanziari. Prima di emanare una decisione, è tenuto a consultare l'autorità competente del Cantone in cui la struttura ha sede. Soltanto il Cantone ha la competenza e la capacità di verificare il rispetto delle disposizioni cantonali applicabili, in particolare per quanto concerne i requisiti qualitativi.</p><p>Nel suo parere, l'autorità cantonale deve giudicare il progetto e il piano di finanziamento in generale, valutare in particolare se risponde a un bisogno e adempie i requisiti qualitativi e, su queste basi, preannunciare se l'autorizzazione d'esercizio verrà rilasciata o meno. L'autorità cantonale non deve valutare le condizioni salariali del personale delle strutture.</p><p>Secondo il diritto vigente, la Confederazione non ha la competenza di verificare le condizioni d'esercizio reali delle strutture o i salari versati al loro personale. Gli aiuti finanziari possono essere ridotti o devono essere restituiti solo se le condizioni legali definite dalla legge federale sugli aiuti finanziari per la custodia di bambini complementare alla famiglia non sono rispettate.</p>  Risposta del Consiglio federale.