<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Come valuta le posizioni estreme di Avenir-Suisse (occupazione decentrata)?</p><p>2. Qual'è la sua strategia per l'agricoltura affinché la produzione alimentare possa mantenere salda la propria posizione?</p><p>3. Come ha intenzione di agire in futuro laddove i prezzi continuassero a diminuire mentre i costi si mantenessero elevati?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. In virtù dell'articolo 104 della Costituzione federale, la Confederazione provvede affinché l'agricoltura, tramite una produzione ecologicamente sostenibile e orientata verso il mercato, contribuisca efficacemente a garantire l'approvvigionamento della popolazione, a salvaguardare le basi vitali naturali e il paesaggio rurale nonché a garantire un'occupazione decentrata del territorio. Questo mandato continua ad essere vincolante per il Consiglio federale. </p><p>Il Consiglio federale prende atto delle proposte di Avenir-Suisse contenute nel libro intitolato: "Der befreite Bauer - Anstösse für den agrarpolitischen Richtungswechsel" come uno spunto di dibattito. Avenir-Suisse propone la riduzione e la regionalizzazione dei pagamenti diretti nonché la soppressione unilaterale della protezione alla frontiera nell'arco di 10-15 anni. Ciò significherebbe che i nostri prodotti destinati all'esportazione continuerebbero a subire un rincaro dovuto alla protezione alla frontiera applicata dai nostri partner commerciali, mentre i prodotti della concorrenza potrebbero essere importati in Svizzera a prezzi praticati sui mercati internazionali. La produzione indigena così come l'adempimento del mandato costituzionale sarebbero, quindi, messi a repentaglio. Il mutamento strutturale avverrebbe ad un ritmo decisamente più rapido rispetto al ritmo di riforma proposto dal Consiglio federale con la "PA 2011" e la sostenibilità sociale verrebbe pregiudicata. </p><p>Il Consiglio federale, tenendo in considerazione i punti critici evidenziati da Avenir-Suisse presenterà al Parlamento, entro il 2009, un rapporto sull'ulteriore sviluppo del sistema dei pagamenti diretti (come da mozione della Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio degli Stati 06.3635 datata 10 novembre 2006).</p><p>2. Con la "PA 2011" il Consiglio federale ha presentato un concetto chiaro e coerente. Le differenze di prezzo, talvolta elevate, rispetto all'estero rendono il settore alimentare vulnerabile di fronte ad aperture di mercato. Pertanto ci si dovrebbe concentrare per migliorare la capacità concorrenziale dell'intero settore alimentare in tempi socialmente sostenibili e per allineare prezzi e costi con quelli delle nazioni confinanti. A tal fine i sussidi alle esportazioni dovrebbero essere totalmente trasformati in pagamenti diretti così come oltre la metà dei fondi destinati al sostegno del mercato; parallelamente a ciò dovrebbe essere ulteriormente ridotta la protezione alla frontiera per i cereali ed i foraggi. In tal modo la pressione economica sulle famiglie contadine non aumenterebbe rispetto a quella sopportata dall'agricoltura finora. Affinché sia possibile, con la "PA 2011", mantenere i redditi aziendali medi al livello attuale, il settore primario dovrà continuare ad aumentare la produttività del 2,5 per cento l'anno. Il Consiglio federale è convinto che le aziende saranno in grado di far fronte a tali compiti. Solo così in Svizzera è possibile mantenere a lungo termine un'agricoltura produttiva che contribuisca a garantire l'approvvigionamento della popolazione.</p><p>3. In ambito internazionale (accordi bilaterali e multilaterali) si prevedono nuove aperture di mercato che interesseranno il settore alimentare e quindi riduzioni dei prezzi alla produzione dei prodotti agricoli. Eccezion fatta per gli alimenti per gli animali, attualmente i prezzi dei mezzi di produzione agricoli e dei beni d'investimento sono protetti soltanto in misura molto ridotta attraverso misure statali. Le differenze di prezzo rispetto ai Paesi confinanti sono mediamente inferiori rispetto a quanto è il caso per i prezzi alla produzione. Una maggiore armonizzazione delle norme con l'UE, un riconoscimento delle norme nel settore non armonizzato dell'UE (il principio "Cassis-de-Dijon") nonché un utilizzo coerente degli strumenti della legge sui cartelli e della sorveglianza dei prezzi faranno sì che le differenze di prezzo si riducano ulteriormente. </p><p>Il fatto che in Svizzera i prezzi alla produzione siano più elevati è imputabile al massimo per un 50 per cento ai costi maggiori determinati dall'andamento dei prezzi. Le riduzioni dei costi vanno attuate in gran parte attraverso un adeguamento strutturale lungo l'intera catena delle derrate alimentari. Il Consiglio federale si impegna affinché questo processo di adeguamento avvenga in tempistiche socialmente sostenibili e affinché l'agricoltura anche in futuro possa fornire, come auspicato, le proprie prestazioni d'interesse generale. A seconda dell'entità e della velocità con cui si creeranno altre aperture di mercato saranno necessarie misure collaterali. Non è da escludere che una riduzione dei prezzi richiederà adeguamenti, segnatamente, nel sistema dei pagamenti diretti. In vista delle tappe di riforma successive, il Consiglio federale, nel quadro del suo rapporto sull'ulteriore sviluppo del sistema dei pagamenti diretti, elaborerà una serie di possibili scenari d'evoluzione e provvedimenti.</p>  Risposta del Consiglio federale.