<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di sottoporre al Parlamento una modifica della legge federale sull'imposta federale diretta (LIFD), articolo 63 capoverso 1 lettera d, affinché siano ammessi accantonamenti per propri mandati di ricerca e sviluppo (e non soltanto se conferiti a terzi) fino almeno all'80 per cento dell'utile imponibile.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La mozione si rifà all'attuale articolo 63 capoverso 1 lettera d LIFD. Questa disposizione consente alle persone giuridiche di costituire accantonamenti per futuri mandati di ricerca e di sviluppo conferiti a terzi. L'articolo 29 capoverso 1 lettera d LIFD prevede la stessa regolamentazione per le imprese di persone. La mozione intende modificare in tre punti la regolamentazione concernente le società di capitali. In primo luogo, dovrà essere possibile costituire accantonamenti non soltanto per mandati di ricerca e di sviluppo conferiti a terzi, bensì anche per proprie attività di ricerca e di sviluppo. In secondo luogo, si tratta di consentire accantonamenti fino almeno all'80 per cento dell'utile imponibile. Infine, devono essere abolite le limitazioni stabilite per l'ammontare degli accantonamenti. Attualmente sono ammessi accantonamenti per futuri mandati di ricerca e di sviluppo fino al 10 per cento dell'utile imponibile, ma non oltre un milione di franchi. La proposta dell'autrice della mozione comporterebbe un differimento dell'imposta e dunque un vantaggio in termini di liquidità per le imprese che costituiscono accantonamenti. A differenza di quanto esposto nella motivazione, la misura non andrebbe in primo luogo a vantaggio delle PMI, poiché l'entità ammessa per l'accantonamento è determinata dall'ammontare dell'utile imponibile e non è previsto alcun tetto massimo.</p><p>Secondo il diritto vigente, affinché siano ammessi accantonamenti per la ricerca e lo sviluppo devono esistere contratti concreti con terzi oppure deve essere dimostrata in modo credibile con documenti idonei (ad es. piani del progetto) la conclusione di futuri contratti. Se non vengono sostenute spese entro un termine appropriato per i mandati di ricerca e di sviluppo, l'accantonamento deve essere sciolto con incidenza sul risultato. Sulla base di questi requisiti è possibile verificare, con un onere sostenibile, chi è autorizzato a operare quali accantonamenti e quando questi devono essere nuovamente sciolti con incidenza sull'onere fiscale. Secondo la presente mozione, per estendere gli accantonamenti ai progetti propri mancano criteri ben definiti che permettono di valutare se un accantonamento è ancora giustificato o se deve essere sciolto. Per questo motivo, con una prassi restrittiva la soluzione proposta risulterebbe complessa dal punto di vista amministrativo, mentre una prassi estensiva permetterebbe al limite di differire a periodi fiscali successivi almeno l'80 per cento delle entrate dell'imposta sull'utile.</p><p>La proposta non è abbastanza orientata agli obiettivi. Essa non si limita alle spese per la ricerca e lo sviluppo effettivamente sostenute e presenta notevoli effetti di trascinamento. Inoltre, solo le imprese che realizzano utili possono beneficiare degli effetti della misura, che non è generalmente il caso delle start-up e di molte altre imprese in tempi di crisi. Anche le imprese che accusano perdite a breve termine ma lavorano in modo redditizio sul lungo periodo dovrebbero poter beneficiare di un'incentivazione fiscale nei settori della ricerca e dello sviluppo. Altri strumenti di incentivazione permetterebbero di tenere meglio conto di questa esigenza.</p><p>Nel suo rapporto di gestione del 2014, il Consiglio federale ha illustrato con riferimento al postulato 10.3894, "Misure di sostegno fiscali nel campo della ricerca e dello sviluppo" che i lavori nel settore della ricerca e dello sviluppo sono stati armonizzati a livello materiale e temporale con i lavori sulla riforma III dell'imposizione delle imprese, poiché i due progetti sono strettamente correlati. Secondo quanto deciso il 1° aprile 2015 in merito alla riforma III dell'imposizione delle imprese, il Consiglio federale intende accordare ai cantoni la possibilità di incentivare la ricerca e lo sviluppo sul piano fiscale. Se la proposta dell'autrice della mozione incoraggia le future attività di ricerca e di sviluppo, quella del Consiglio federale promuove solo le imprese che svolgono effettivamente attività di questo tipo. Ciò consente di rafforzare in modo più mirato la ricerca e lo sviluppo in Svizzera.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.