<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1/2 La precaria situazione a Bagdad sotto il profilo della sicurezza richiede l'istituzione di un dispositivo professionale per la protezione dell'ufficio di collegamento svizzero e del suo personale. Con la nota del 16 giugno 2003 gli Stati Uniti hanno segnalato formalmente che l'Autorità provvisoria della coalizione non era in grado di garantire la sicurezza dei rappresentanti dei governi stranieri e delle proprietà in mani straniere. Gli Stati Uniti hanno invitato i Paesi interessati ad assicurare in modo autonomo la protezione del proprio personale. </p><p>La Svizzera ha scelto la società Meteoric Tactical Solutions (MTS) nel febbraio 2004 sulla base delle riflessioni seguenti: vi era bisogno di un'impresa che disponesse già di un'esperienza attiva delle condizioni di lavoro a Bagdad nonché delle capacità necessarie per assumersi l'incarico di garantire la sicurezza. MTS annovera fra i suoi clienti il ministero iracheno della sanità, il Ministero iracheno del lavoro e degli affari sociali nonché la Banca mondiale. Tale impresa soddisfaceva pienamente i due criteri stabiliti dalla Svizzera.</p><p>Le attività di MTS sono oggetto di un'inchiesta della Corte suprema sudafricana. Tali verifiche sono state chieste espressamente da MTS, la quale intende sapere se le sue attività sono compatibili con il diritto vigente in Sudafrica. L'esame della compatibilità con le leggi sudafricane è di competenza della Corte suprema e non concerne il Consiglio federale.</p><p>3. Il personale di sicurezza della società MTS che protegge l'ufficio di collegamento a Bagdad è interamente costituito da ex membri delle truppe regolari sudafricane (esercito o polizia). La maggior parte dei collaboratori di MTS ha già lavorato con il nuovo governo dell'ANC dopo il cambiamento al vertice del Sudafrica.</p><p>4. In risposta all'informazione degli Stati Uniti menzionata nel punto 1 il DFAE, nella sua nota del 9 luglio 2003 all'ambasciata americana a Berna, ha insistito sull'obbligo della coalizione di occupazione -- ai sensi degli articoli 4 e 13 della quarta Convenzione di Ginevra -- di assicurare la sicurezza delle persone che si trovano nel territorio dell'Iraq occupato.</p><p>5. La nuova risoluzione 1546 sull'Iraq, adottata all'unanimità l'8 giugno 2004 dal Consiglio di sicurezza dell'ONU, constata che il regime d'occupazione termina il 30 giugno 2004. Conformemente al paragrafo 12 di tale risoluzione il mandato delle truppe multinazionali termina al più tardi alla fine del processo politico di elezione di un governo democratico o anche prima, se il governo interimario lo richiede.</p><p>6. L'invio di membri di un servizio di sicurezza per la protezione di una rappresentanza diplomatica non è contrario al diritto internazionale umanitario. La missione di tale personale di sicurezza non è di natura militare, ma è limitata alla protezione di un oggetto o di persone; essa non ha nulla a che vedere con i mercenari. </p><p>7. L'invio di membri di un servizio di sicurezza non sottostà all'autorizzazione dell'ONU.</p><p>8. Il successo o il fallimento in Iraq concerne l'insieme della comunità internazionale. La Svizzera trarrebbe naturalmente maggiori benefici nel caso in cui la situazione evolvesse verso la libertà, l'unità, la stabilità e l'indipendenza nazionale. Restando sul posto il nostro Paese incoraggia tale evoluzione, come possono constatare tutti i partner internazionali, compresi l'Europa e il mondo occidentale. L'attività svizzera in Iraq è attualmente incentrata sul diritto internazionale umanitario, i diritti umani e l'aiuto umanitario. L'ufficio di collegamento a Bagdad fornisce inoltre servizi diplomatici e consolari ai cittadini e alle imprese svizzeri attivi in loco.</p>  Risposta del Consiglio federale.