B u n d e s v e rw a l t u n g s g e r i ch t T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i f f éd é r a l T r i b u n a l e am m i n i s t r a t i vo f e d e r a l e T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i v fe d e r a l Corte IV D-4076/2013 S e n t e n z a d e l 23 l u g l i o 2 0 1 3 Composizione Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, con l'approvazione del giudice Martin Zoller; cancelliere Gilles Fasola. Parti A._______, nato il (...), Nigeria, ricorrente, contro Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore. Oggetto Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; decisione dell'UFM del 15 luglio 2013 / (...). D-4076/2013 Pagina 2 Visto: la domanda d'asilo che l'interessato ha presentato in Svizzera in data 21 aprile 2013; il documento che l'UFM ha rimesso al ricorrente il giorno medesimo, mediante il quale lo ha reso attent o circa la necessità di consegnare, entro le 48 ore successive all'inoltro della sua istanza, un documento d'identità o di viaggio, con comminatoria che, in caso di mancata consegna e in assenza di motivi scusabili, non si entra nel merito della sua domanda d'asilo; i verbali di audizione del 3 maggio 2013 (di seguito: verbale 1) e dell'8 luglio 2013 (di seguito: verbale 2); la decisione dell'UFM del 15 luglio 2013, notificata all'interessato il mede- simo giorno (cfr. Acta A20/1), con la quale detto Ufficio non è entrato nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a della legge sull’asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) ed ha pronu n- ciato l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera nonché l'esecuzione dell'allontanamento medesimo siccome lecita, esigibile e possibile; il ricorso inoltrato al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribu- nale) in data 17 luglio 2013 (cfr. timbro del plico raccomandato; data di entrata: 18 luglio 2013); la copia dell'incarto dell'UFM pervenuta via fax al Tribunale in data 18 luglio 2013; i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei consid e- randi che seguono; e considerato: che presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 2 LAsi) contro una dec i- sione in materia d'asilo dell'UFM (art. 6 e 105 LAsi, art. 31-33 della legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 [LTAF, RS 173.32]), il ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a-c e 52 della legge federale sulla procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021); D-4076/2013 Pagina 3 che in caso di ricorso contro una decisione di non entrata nel merito in cui l'UFM rifiuta di esaminare la fondatezza della domanda d'asilo (art. 32-35a LAsi), l'autorità di ricorso si limita, secondo la prassi, a es a- minare se l'autorità inferiore ha rifiutato a giusto titolo di entrare nel merito della domanda d'asilo (cfr. DTAF 2011/30 consid. 3); che i ricorsi manifestamente infondati ai sensi dei motivi che seguono s o- no decisi in procedura semplificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l’approvazione di un secondo giud ice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi); che ai sensi dell'art. 111a cpv. 1 LAsi si rinuncia allo scambio degli scritti; che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una do- manda d'asilo se il richiedente non consegna alle autorità alcun doc u- mento di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione della d o- manda; che secondo l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si applica se l'int e- ressato può rendere verosimile di non essere in grado, per motivi scus a- bili, di consegnare documenti di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione della domanda (lett. a), se la qualità di rifugiato del rico r- rente è accertata in base all'audizione, nonché in base all'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), oppure se l'audizione rileva che sono necessari u l- teriori chiarimenti per accertare la qualità di rifugiato o l'esistenza di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. c); che sono documenti di viaggio o d'identi tà ai sensi di legge quelli ufficiali, segnatamente il passaporto e la carta d'identità, che permettono un'ide n- tificazione certa del richiedente l'asilo (in particolare della sua cittadina n- za) e che ne assicurano il rimpatrio senza necessità di particolari formali- tà amministrative (DTAF 2007/7 consid. 5); che, per contro, non sono documenti validi giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi quelli emessi per altri scopi, come la licenza di condurre, la carta professionale, il certificato di nascita, la carta scola stica o l'attestato di fine degli studi (ibid., consid. 6); che nel caso concreto il ricorrente non ha esibito alcun documento che adempia i citati criteri; che, segnatamente, egli si è limitato ad affermare di non avere mai avuto il passaporto e la carta d'identità (cfr. verbale 1, pagg. 6 -7 e verbale 2, D-4076/2013 Pagina 4 D4-7, pag. 2); che, per questo motivo, non avrebbe fatto nulla per otten e- re un documento d'identità (cfr. verbale 1, pag. 7); che, tuttavia, tali giusti- ficazioni non convincono il Tribunale; che, infatti, non è verosimile che il ricorrente ha potuto iscriversi in una scuola di un paese straniero privo di documenti (cfr. verbale 1, pag. 7); che, d'altronde, nel ricorso l'insorgente riconosce di non avere consegn a- to alle autorità alcun documento senza avvalersi di eventuali motivi giusti- ficativi ai sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi; che, pertanto, non avendo né esibito un documento d'identità né fornito una valida e verosimile giustificazione per la mancata produzione, l'ecc e- zione prevista all'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi a favore dell'insorgente non è applicabile; che in assenza di documenti d'identità occorre inoltre esaminare se, in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, in ba- se agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione, è accertata la qualità di rifu - giato del richiedente; che inoltre con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legislatore ha pure introdotto, con l'art. 32 cpv. 2 lett. a nonché cpv. 3 LAsi, una pr o- cedura sommaria nell'ambito della quale è statuit o sull'adempimento o meno della qualità di rifugiato, nonostante la stessa termini con una dec i- sione di non entrata nel merito (DTAF 2007/8 consid. 5); che, come rettamente ritenuto dall'autorità inferiore nella querelata dec i- sione alla quale si rinvia, i l Tribunale ritiene che le dichiarazioni dell'int e- ressato siano inconsistenti, vaghe e contraddittorie, quindi inverosimili; che, a titolo d'esempio, ha affermato che non avrebbe più rivisto la sorella in seguito all'evocata fuga dai soldati (cfr. verbale 1, pag. 10); che, tutt a- via, in un secondo momento, ha sostenuto che avrebbe atteso nel bosco la partenza dei soldati (cfr. verbale 2, D59, pag. 6); che, questi ultimi s a- rebbero andati via ed egli avrebbe udito la sorella chiamarlo (cfr. verbale 2, D60, pag. 6); che, pertanto, sarebbe tornato nei pressi dell'abitazione e avrebbe dormito accanto alla sorella sotto un albero nel retro della casa (cfr. verbale 2, D67, pag. 7); che, oltracciò, il ricorrente ha dapprima d i- chiarato che avrebbe ucciso due soldati, di cui il primo ad B._______ (Ni- geria) (cfr. verbale 1, pag. 10); che, contrariamente a quanto precede, ha in segui to asserito che avrebbe ucciso entrambi i soldati a C._______ (Nigeria) (cfr. verbale 2, D40-42, pag. 5); che, interpellato su tale contrad-D-4076/2013 Pagina 5 dizione, ha sorprendentemente sostenuto che egli chiamerebbe entrambi i luoghi C._______ (cfr. verbale 2, D77, pag. 8); che neppure dalle allegazioni ricorsuali emergono nuovi elementi, fatti o mezzi di prova, atti a modificare quanto già rit enuto in prima istanza; che per il resto si rinvia ai considerandi della decisione impugnata; che pertanto non risultano elementi ai sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi da cui dedurre la necessità di ulteriori accertamenti ai fini della determ i- nazione della qualità di rifugiato dell'insorgente; che inoltre non si giustificano neppure delle misure di istruzione compl e- mentari ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedimento all' e- secuzione dell'allontanamento del ricorrente dal punto di vista de ll'am- missibilità (cfr. DTAF 2009/50, consid. 5 -8 e DTAF 2007/8, consid. 5.6.5- 5.7); che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere che l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente nel suo paese d i origine possa violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confeder a- zione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della Conven- zione del 28 luglio 1951 sullo statuto dei rifugiati (Conv., RS 0.142.30), l'art. 5 LAsi (divieto d i respingimento) nonché l'art. 83 cpv. 3 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) o esporre il ricorrente al rischio reale ed immediato di trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione del 4 novembre 1950 per la salva guardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione del 10 dicembre 1984 contro la tortura ed altre pene o tra t- tamenti crudeli, inumani o degradanti (Conv. tortura, RS 0.105); che da quanto esposto ne discende che l'UFM rettamente non è entrato nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi; che di conseguenza, in materia di non entrata nel merito, il ricorso, dest i- tuito di ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la decisio- ne impugnata va confermata; che il ricorrente non adempie le condizioni in virtù delle quali l'UFM avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera (art. 14 cpv. 1 e cpv. 2, art. 44 cpv. 1 LAsi, nonché art. 32 ordinanza 1 dell'11 agosto 1999 sull'asilo relativa a questioni procedurali [OAsi 1, RS 142.311] ; DTAF 2009/50 consid. 9); D-4076/2013 Pagina 6 che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 LStr; che, giusta suddetta norma, l'esecuzione dell'allontanamento deve essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragion e- volmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr); che, in considerazione di quanto indicato poc'anzi, ai sensi delle norme di diritto internazionale pubblico nonché della LAsi, l'esecuzione dell'allont a- namento è ammissibile (cfr. art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 cpv. 3 LStr); che la situazione vigente in Nigeria non è caratterizzata da guerra, guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme della popolazione nell'integralità del territorio nazionale; che, quanto alla situazione personale del ricorrente, egli è giovane ed ha frequentato sei anni di scuola primaria e due di scuola secondaria (cfr. verbale 1, pag. 4); che il med esimo ha esperienza lavorativa nel commercio di benzina e gasolio (cfr. ibidem); che, ritenuta la palese inv e- rosimiglianza del proprio racconto e la reticenza nel fornire le informazioni relative alla propria identità, vi è motivo di credere che l'insorgente disponga in patria di una rete sociale più ampia di quella declinata; che egli non ha preteso di soffrire di gravi problemi di salute che possano giusti- ficare la sua ammissione provvisoria, senza che da un esame d'ufficio degli atti emerga la necessità d'una permanenza in Svizzera per motivi medici (cfr. DTAF 2009/2 consid. 9.3.2); che pertanto l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente nel suo pae- se di origine è ragionevolmente esigibile (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 cpv. 4 LStr); che infine non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 cpv. 2 LStr); che infatti il ricorrente , usando del la necessaria diligenza, potrà procurarsi ogni documento ind ispensabile al rimpatrio (cfr. DTAF 2008/34 consid. 12); che l'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile; che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, r a- gionevolmente esigibile e possibile; che di conseguenza, anche in mate- ria di allontanamento e relativa esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata; D-4076/2013 Pagina 7 che, in virtù di quanto precedentemente enunciato, le conclusioni rico r- suali tendenti all'annullamento della decisione i mpugnata e alla trasmi s- sione degli atti all'autorità inferiore per una nuova decisione vanno respin- te; che avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso la domanda di esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese processuali è divenuta senza oggetto; che, visto l'esito della procedura, le spese processuali, di CHF 600.–, che seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del Regolamento sulle tas- se e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]); che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con ricorso in materia di diritt o pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]); D-4076/2013 Pagina 8 il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 1. Il ricorso è respinto. 2. Le spese processuali, di CHF 600.–, sono poste a carico del ricorrente. Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale amministrati- vo federale entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sentenza. 3. Questa sentenza è comunicata al ricorrente, all'UFM e all'au torità canto- nale competente. Il giudice unico: Il cancelliere: Daniele Cattaneo Gilles Fasola Data di spedizione: