<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Oggi, ma anche in avvenire, la Confederazione vuole essere un datore di lavoro attrattivo. A </p><p>questo scopo esiste una svariata offerta di forme di lavoro flessibili che la Confederazione </p><p>mette a disposizione del suo personale. Da molti anni, in particolare dall'entrata in vigore </p><p>dell'ordinanza del 20 dicembre 1995 concernente differenti forme di durata del lavoro </p><p>nell'amministrazione generale della Confederazione, le forme di lavoro flessibili hanno </p><p>acquisito crescente importanza.</p><p></p><p>In diverse unità amministrative il telelavoro è già oggi una realtà. Come nell'economia privata </p><p>anche nell'amministrazione federale collaboratori altamente qualificati scelgono sovente </p><p>questa forma di lavoro. In genere questi collaboratori lavorano in parte a casa, in parte al loro </p><p>posto di lavoro nell'amministrazione (telelavoro alternato). Grazie alle moderne tecnologie </p><p>dell'informazione è possibile svolgere con successo a casa soprattutto anche lavori </p><p>concettuali e creativi. Il telelavoro conviene segnatamente a persone con compiti </p><p>d'assistenza e a persone che devono percorrere lunghi tragitti di lavoro, perché, ad esempio, </p><p>abitano in una regione periferica.</p><p></p><p>Il Consiglio federale ha dato mandato di elaborare un concetto nel quale dev'essere indicato </p><p>con quali misure sia possibile migliorare la conciliabilità tra attività professionale e famiglia. In </p><p>questo contesto viene pure esaminata un'ulteriore promozione di forme di lavoro flessibili, tra </p><p>le quali il telelavoro. Occorrerà tener conto che in futuro queste forme di lavoro troveranno </p><p>maggiore diffusione anche tra i quadri.</p>  Risposta del Consiglio federale.