<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di attivare una piattaforma di integrazione efficace, che riunisca gli interlocutori dei cantoni, dei comuni, delle agglomerazioni, delle comunità e delle varie istituzioni interessate e la Confederazione, al fine di adottare gli strumenti necessari per mettere in atto il più velocemente possibile una politica d'integrazione efficace, in particolare basandosi sulle raccomandazioni elaborate in seno alla Conferenza tripartita degli agglomerati (CTA).</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Conferenza tripartita sugli agglomerati (CTA) ha esposto in dettaglio, al punto 5 del sullo rapporto sullo sviluppo della politica d'integrazione svizzera del 29 giugno 2009, come è attualmente organizzata la cooperazione tra i servizi statali e non attivi in materia di integrazione: verticalmente, da un livello statale all'altro, ma anche orizzontalmente (collaborazione tra servizi, strutture ordinarie). Nelle sue raccomandazioni la CTA conclude che l'istituzionalizzazione a livello politico di un dialogo periodico sull'integrazione degli stranieri è tesa a migliorare la coerenza della politica d'integrazione. Propone che tale coordinamento politico tra i tre livelli dello Stato non sia messo in atto grazie a strutture supplementari, ma nell'ambito della piattaforma esistente della CTA, e con la partecipazione attiva degli attori dell'economia e della società civile.</p><p>Per il Consiglio federale il dialogo sull'integrazione è un'istituzione utile, che deve far confrontare a intervalli regolari tutti gli attori statali e non statali attivi in tale settore, nonché rappresentanti della popolazione straniera. Come la CTA, a tal fine preferisce utilizzare le strutture esistenti piuttosto che crearne di nuove. Sostiene i lavori preparatori effettuati da questa organizzazione in vista di una seconda conferenza nazionale sull'integrazione degli stranieri che riunisca personalità del mondo politico, economico e della società civile. Gli organismi esistenti proseguono il loro lavoro sul piano tecnico. L'idea di istituire un delegato federale all'integrazione è stata esaminata nel rapporto del 2007 sulle misure d'integrazione ed è stata per il momento accantonata. Il Consiglio federale è disposto a soddisfare le richieste avanzate nella mozione e in particolare a ottimizzare il coordinamento tra le entità interessate, ma unicamente mediante le strutture attuali.</p><p>Negli ultimi anni le autorità federali hanno già condotto diversi colloqui con rappresentanti della comunità musulmana svizzera riguardo a questioni relative all'integrazione e alla sicurezza. Il Consiglio federale ritiene particolarmente importante proseguire e intensificare il dialogo con i musulmani dopo che popolo e cantoni hanno accolto l'iniziativa popolare "contro l'edificazione di minareti". I primi incontri hanno già avuto luogo, altri seguiranno in futuro.</p><p>Il Consiglio federale sta elaborando un rapporto, all'attenzione del Parlamento, sull'evoluzione della politica federale d'integrazione, in adempimento della mozione Schiesser 06.3445, "L'integrazione in quanto compito sociale e statale di fondamentale importanza", e della mozione del gruppo socialista 06.3765, "Piano d'azione 'Integrazione'". In tale rapporto passa in rassegna le misure d'integrazione adottate dalla Confederazione, di cui stila un bilancio sulla base degli insegnamenti tratti dall'attuazione della legge federale sugli stranieri, entrata in vigore il 1° gennaio 2008, e delle informazioni raccolte presso numerose fonti (in particolare i lavori della CTA e le sue raccomandazioni del 29 giugno 2009), prendendo in considerazione anche interventi parlamentari più vecchi. In tale rapporto determinerà quali misure occorre adottare per migliorare, quantitativamente e qualitativamente, l'integrazione degli stranieri.</p>  Il Consiglio federale propone di accogliere la mozione.