<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di adottare misure di requisizione urgenti, in particolare nei settori seguenti: settore ospedaliero privato, per mantenere nel tempo la gestione pubblica dell'intero sistema ospedaliero; settore tessile, per produrre mascherine; aziende produttrici di materiale sanitario; settori industriali in cui l'attività può essere convertita nella produzione di materiale sanitario e dispositivi medici mancanti (gel idroalcolici, mascherine, ventilatori polmonari ecc.); laboratori farmaceutici e di analisi mediche, per la ricerca e la produzione di test, medicamenti e di un eventuale vaccino; ditte farmaceutiche, per assicurarsi uno stock sufficiente di medicinali e pianificarne la fabbricazione; settore della produzione e distribuzione alimentare, per garantire l'approvvigionamento con derrate alimentari e controllarne i prezzi. L'elenco può essere completato.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è consapevole che proprio all'inizio dell'emergenza COVID-19 ci sono state difficoltà di approvvigionamento e ha reagito immediatamente emanando numerosi provvedimenti per assicurare l'approvvigionamento, come ad esempio l'acquisto, l'attribuzione nonché la fornitura e la distribuzione sussidiarie di materiale medico importante (cfr. art. 14 segg. dell'ordinanza 3 COVID-19; RS 818.101.24). Le aziende private hanno fornito un importante contributo all'approvvigionamento del sistema sanitario svizzero. Numerose aziende e organizzazioni svizzere hanno fabbricato e distribuito beni e servizi finalizzati alla protezione della salute, ed esempio producendo mascherine o disinfettanti oppure distribuendo e fornendo derrate alimentari. L'emergenza ha mostrato che le aziende svizzere sono pronte a produrre diversi beni in conseguenza della crisi dovuta al nuovo coronavirus e che diversi offerenti hanno già immesso sul mercato vari prodotti.</p><p>Nel suo parere in risposta alla mozione 20.3197 Burgherr "Rivedere il piano di costituzione di scorte obbligatorie", il Consiglio federale ha sottolineato che per garantire la disponibilità di beni d'importanza vitale si possono impiegare vari mezzi, che, oltre alla costituzione di scorte obbligatorie, comprendono ad esempio la stipula volontaria di contratti ad hoc con singole aziende, l'obbligo per le stesse di mantenere una quantità minima di scorte, la costituzione di scorte federali o ancora il potenziamento delle capacità produttive a livello nazionale.</p><p>Nel quadro della valutazione successiva della gestione della crisi, il Consiglio federale esaminerà quali di questi mezzi, impiegabili anche in modo combinato, possono garantire una disponibilità sufficiente di beni d'importanza vitale per la Svizzera.</p><p>L'emergenza ha anche mostrato l'importanza della costituzione di scorte nel quadro del piano pandemico. Il Consiglio federale si è espresso in proposito nella sua risposta all'interpellanza 20.3238 Gruppo liberale radicale "Covid-19. Verifica delle scorte obbligatorie", sostenendo di prevedere la revisione radicale della strategia di gestione delle scorte. Nel quadro della revisione del Piano svizzero per pandemia influenzale, si esaminerà la possibilità di trovare una soluzione appropriata per il fabbisogno in combinazione con Confederazione, settore sanitario ed economia privata.</p><p>Tuttavia, il Consiglio federale respinge ampie misure di requisizione come quelle richieste dalla presente mozione. Le requisizioni limitano il principio della libertà economica. Per quanto concerne dispositivi medici, la Confederazione può inoltre emanare già oggi limitazioni di esportazione (cfr. art. 31 cpv. 2 lett. i della legge sull'approvvigionamento del Paese, LAP; RS 531). Pertanto non è necessaria la requisizione di queste capacità di produzione. Per la produzione di disinfettanti, per esempio, i siti di produzione non sono così determinanti come le materie prime necessarie e quindi anche in questo caso la requisizione non sembra essere lo strumento opportuno. Per la produzione di medicamenti bisogna considerare che occorre autorizzare sia i siti di produzione, sia il prodotto, sia il metodo di fabbricazione, altrimenti il medicamento non può essere omologato. La conversione della produzione e la conseguente autorizzazione dei siti di produzione e del metodo di fabbricazione, nonché la conversione dell'omologazione del medicamento sono onerosi sul piano del tempo e delle finanze. Pertanto, bisogna rinunciare alla soluzione della requisizione anche in questo caso.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.