<h2>SubmittedText<h2><p>La Confederazione partecipa alla politica degli anziani e delle persone con disabilità, assumendo principalmente compiti di coordinamento, divulgazione degli insegnamenti tratti dalla prassi e attuazione delle strategie, in particolare quelle dell’OMS. Quest’attività si inserisce nel quadro della promozione e prevenzione della salute, nonché della lotta alla povertà.</p><p>Tuttavia, l’autonomia di una persona non si limita alla salute, senza contare che può essere ostacolata dalle modalità di assistenza in istituto.</p><p>Con l’invecchiamento della popolazione si pone sempre più spesso la questione dell’ageismo, del posto degli anziani nella società e della necessità di garantire a questa consistente parte della popolazione la massima autonomia possibile. Quest’ultima non può limitarsi alle condizioni minime di esistenza, ma deve comprendere tutti gli aspetti della vita sociale, siano essi fisici, affettivi, politici, culturali o intellettuali.</p><p>Sembrerebbe tuttavia che la vita in istituto possa ridurre a ben poco questi aspetti che sono però fondamentali.</p><p>Le persone interessate devono conservare i propri diritti sociali e politici e continuare a occupare un posto a pieno titolo nella nostra società. Se del caso, dovrebbero poter essere rappresentate collettivamente.</p><p>È quindi essenziale garantire che l’organizzazione degli istituti di cura o sociali si basi sui bisogni, sui diritti e sui desideri dei residenti e delle loro famiglie e che il punto di vista di questi ultimi sia ascoltato e preso in considerazione. Queste strutture vanno organizzate in modo da garantire ai residenti la massima integrazione sociale possibile, sia a livello individuale che collettivo. Ciò deve includere in particolare l’accesso alla vita associativa in senso lato, se auspicato dai residenti.</p><p>Il presente postulato chiede quindi al Consiglio federale di fare il punto della situazione sul rispetto dei diritti, delle libertà, del bisogno di autonomia e delle scelte di vita delle persone costrette a vivere in istituto e di elaborare raccomandazioni.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La politica della vecchiaia, i cui assi d’intervento sono stati definiti in una strategia nel 2007, e la politica in favore delle persone disabili 2023–2026, adottata nel marzo del 2023, pongono la vita autodeterminata e la partecipazione al centro della loro visione. I diritti fondamentali e le libertà rilevati nel postulato sono essenziali e devono essere rispettati, a prescindere dal fatto che le persone vivano in economie domestiche private o in istituto.</p><p>&nbsp;</p><p>Nel 2017 il Centro svizzero di competenza per i diritti umani (CSDU) ha pubblicato una panoramica sui diritti delle persone anziane e nel 2019 una guida pratica con raccomandazioni (E. M. Belser et al., "Menschenrechte im Alter.&nbsp;Ein Überblick über die menschenrechtliche Situation älterer Personen in der Schweiz", Berna 2017; S. Egli et al., "Droits fondamentaux des personnes âgées en Suisse – un guide pratique", Lucerna 2019, disponibili all’indirizzo www.csdh.ch &gt; Publications et projets &gt; Études et rapports).&nbsp;Il Consiglio federale ritiene pertanto che il punto della situazione e le raccomandazioni chiesti dall’autore del postulato siano già stati ampiamente elaborati e che al momento non si debba ripetere questo lavoro. Inoltre, l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ha analizzato la situazione degli anziani e delle persone che vivono in istituto durante il periodo delicato della pandemia di COVID-19, caratterizzato da misure di protezione e restrizioni della libertà (von Stokar Th. et al., "Corona-Krise: Analyse der Situation von älteren Menschen und von Menschen in Institutionen", Zurigo 2021, su incarico dell’UFSP, disponibile all’indirizzo www.infras.ch &gt; Themen &gt; Gesellschaft &gt; Gesundheit).</p><p>&nbsp;</p><p>La politica in favore delle persone disabili 2023–2026 include tra le sue necessità d’intervento la vita autodeterminata, ponendo l’accento sulla libera scelta di dove e come vivere, e la partecipazione, in particolare alla vita pubblica e politica. Inoltre, il rispetto dei diritti dei disabili è oggetto di uno specifico meccanismo di monitoraggio nell’ambito dell’attuazione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità. Il Consiglio federale ritiene pertanto che attualmente non sia nemmeno necessario fare il punto della situazione sul rispetto dei diritti, delle libertà, del bisogno di autonomia e delle scelte di vita delle persone con disabilità che vivono in istituto.</p>