<h2>SubmittedText<h2><p>Dal 2009, con la svolta energetica, le lampade a incandescenza tradizionali vengono progressivamente sostituite da nuovi prodotti per l'illuminazione. Queste ultime presentano non pochi problemi considerato che contengono mercurio (che deve essere ritirato dalla circolazione per effetto della Convenzione di Minamata) o che possono essere dannose per la salute. Particolarmente controversa è l'attuale tecnologia LED.</p><p>Sebbene il giro d'affari delle lampade a risparmio energetico sia in calo, sono ancora in uso molte lampade al mercurio. Stando a una stima dell'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM), le lampade a risparmio energetico immesse ogni anno sul mercato contengono una quantità di mercurio pari a circa 10 chilogrammi. Si può ritenere che, per tutti i tipi di lampade a scarica, nel 2016 erano stati immessi sul mercato in Svizzera ancora 55-70 chilogrammi di mercurio. </p><p>Il mercurio è una sostanza estremamente problematica per la salute e richiede uno smaltimento conformemente alle disposizioni sui rifiuti speciali. Numerosi cittadini non ne sono a conoscenza.</p><p>Sorgono di conseguenza le seguenti domande:</p><p>1. Perché sugli imballaggi delle lampade non vi sono indicazioni precise per i consumatori sulla pericolosità per la salute del contatto con il mercurio e sulle modalità di smaltimento di questa sostanza?</p><p>2. Qual è l'impatto della Convenzione di Minamata sulle lampade a risparmio energetico contenenti mercurio? Dovranno essere completamente ritirate dal mercato nei prossimi anni? La direttiva RoHS per le lampade a risparmio energetico è tuttora al passo coi tempi? Come si potrebbero controllare meglio le deroghe?</p><p>3. Il Consiglio federale come ha potuto vietare la vendita delle comprovate lampade a incandescenza, visto che non c'era un'alternativa analoga, sicura e non tossica per la salute?</p><p>4. A partire da settembre saranno vietate anche le lampade alogene. Per la maggior parte di esse manca però tuttora un'alternativa adeguata. Per quale motivo bisogna ritirare dal mercato anche le lampade alogene che non comportano rischi per la salute? Il Consiglio federale ha ancora un margine di manovra per intervenire? Cosa intende fare il Consiglio federale per garantire anche in futuro una vasta gamma di lampade?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Conformemente all'ordinanza sull'efficienza energetica (OEEne; RS 730.02), il tenore di mercurio di una lampada come pure l'indicazione della piattaforma Internet da consultare in caso di danneggiamento di una lampada devono figurare in modo visibile sull'imballaggio.</p><p>Le lampade a risparmio energetico sono inoltre disciplinate dalle disposizioni dell'ordinanza concernente la restituzione, la ripresa e lo smaltimento degli apparecchi elettrici ed elettronici (ORSAE; RS 814.620). Secondo tale ordinanza, i consumatori sono tenuti a restituire a un commerciante le lampade a risparmio energetico giunte al termine del proprio ciclo di vita oppure a portarle presso un centro di raccolta (obbligo di restituzione). I commercianti che vendono lampade a risparmio energetico sono tenuti a riprenderle gratuitamente e a conferirle al riciclaggio.</p><p>L'Ufficio federale dell'energia (UFE) e l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) nonché la Fondazione Svizzera per il riciclaggio dei dispositivi d'illuminazione e delle lampade (SLRS) mettono a disposizione dei consumatori numerose informazioni sull'uso corretto e sullo smaltimento delle lampade a risparmio energetico.</p><p>2. Le prescrizioni della Convenzione di Minamata sul mercurio (RS 0.814.82) riguardanti le lampade a risparmio energetico (lampade fluorescenti compatte per usi generali di illuminazione inferiore o uguale a 30 watt) entreranno in vigore nel 2020. Esse non prevedono un divieto generale per le lampade a risparmio energetico contenenti mercurio, ma limitano a 5 milligrammi per bruciatore il tenore di mercurio ammesso in una lampada. Questa quantità corrisponde esattamente al doppio di quella attualmente prescritta dalla direttiva UE 2011/65/UE (direttiva RoHS) e ripresa in Svizzera nell'ordinanza sulla riduzione dei rischi inerenti ai prodotti chimici (ORRPChim; RS 814.81) con rinvio alla direttiva RoHS.</p><p>A completamento delle precedenti stime dell'UFAM, le ultime statistiche del 2016 sulla vendita delle lampade indicano che le lampade a risparmio energetico con attacco a vite E27 o E14 rappresentano ancora una quota di circa il 2 per cento del mercato svizzero (493 098 pezzi, che corrispondono alla metà della cifra relativa all'anno precedente).</p><p>3./4. Nel 2011, il Parlamento ha incaricato il Consiglio federale di adeguare gli standard d'efficienza energetica per gli apparecchi elettrici contemplati nell'ordinanza sull'energia (oggi nell'ordinanza sull'efficienza energetica, OEE) secondo quanto richiesto nella mozione 11.3376 "Standard d'efficienza energetica per apparecchi elettrici. Elaborare una strategia per i migliori apparecchi in Svizzera". L'autore della mozione ha chiesto una ripresa possibilmente simultanea degli standard previsti nella direttiva dell'Unione europea sulla progettazione ecocompatibile. Questa prescrizione è stata attuata in modo sistematico per le lampade e i dispositivi di illuminazione e i requisiti per l'efficienza energetica applicati attualmente in Svizzera sono gli stessi di quelli dell'UE.</p><p>Con effetto dal 1° settembre 2018, i requisiti per l'efficienza energetica delle lampade a luce omnidirezionale saranno inaspriti e le lampade della classe C o di classi meno efficienti non potranno più essere commercializzate. Non si tratta comunque di un divieto per le lampade alogene, bensì di esigenze più severe in materia di efficienza. Le lampade di questo tipo potranno continuare a essere commercializzate a condizione di soddisfare le esigenze della classe di efficienza B.</p><p>Inoltre, occorre sottolineare che il rafforzamento delle esigenze è una conseguenza della comparsa sul mercato di lampade che sfruttano una tecnologia più efficiente, nonché di prodotti convenienti e facilmente accessibili a tutti. Anche le ripercussioni sulla salute provocate dall'impiego di tecnologie più efficienti nel settore delle lampade sono state documentate. Sulla base di proprie analisi, l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) è giunto alla conclusione che le lampade a risparmio energetico e le lampade a LED non comportano rischi per la salute.</p>  Risposta del Consiglio federale.