<h2>SubmittedText<h2><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Come giustifica il Consiglio federale il fatto che delle imprese svizzere fabbricheranno e forniranno al fabbricante israeliano componenti, pezzi meccanici o altre attrezzature tecnologiche per equipaggiare i drone?</p><p>2. Quante imprese beneficeranno dei contratti di compensazione? </p><p>3. In quali ambiti collaboreranno?</p><p>4. Questi accordi sono compatibili:</p><p>a. con la nostra neutralità che esige che non vendiamo materiale bellico alle regioni in guerra o che stanno vivendo una fase di grande instabilità?</p><p>b. con la nostra politica di pace e dei buoni uffici nel conflitto nel Vicino Oriente?</p><p>c. con il rispetto del diritto internazionale e della Quarta Convenzione di Ginevra?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Per l'esportazione di materiale bellico, di beni utilizzabili in ambito civile e militare nonché di beni militari speciali le aziende svizzere abbisognano di un'autorizzazione per il cui rilascio è competente la SECO. L'obbligo di autorizzazione sussiste a prescindere dalle modalità all'origine della relazione commerciale (i. e. se quest'ultima è parte di un affare di compensazione o meno). Per le decisioni d'autorizzazione sono in ogni caso determinanti le disposizioni delle pertinenti leggi e ordinanze nazionali (legge e ordinanza sul materiale bellico, RS 514.51/RS 514.511; legge e ordinanza sul controllo dei beni a duplice impiego, RS 946.202/RS 946.202.1).</p><p>2. Affari di compensazione sulla base di pertinenti "impegni offset" sono conclusi soltanto dopo l'approvazione di un corrispondente programma d'armamento da parte del Parlamento e previa firma di relativi accordi in materia di acquisto. Al momento non sussiste nessun affare di compensazione tra Israele e la Svizzera in relazione con un possibile acquisto di drone. Nel quadro del programma d'armamento 2015 (FF 2015 1561) è previsto un volume di affari offset (partecipazioni industriali dirette e indirette) pari a circa 210 milioni di franchi. Al Consiglio federale non è dato di sapere in che misura l'industria svizzera prevede di stabilire o ha già stabilito autonomamente relazioni d'affari con Israele.</p><p>3. Conformemente a quanto stabilito nel documento "Politica degli offset", in linea di principio Armasuisse può concludere contratti nei seguenti rami dell'industria svizzera: industria meccanica, industria metallurgica, industria elettronica ed elettrotecnica, industria ottica, industria orologiera, industria automobilistica e del materiale rotabile, industria della gomma e della plastica, industria chimica, industria aeronautica e spaziale, industria informatica e software engineering, cooperazioni con università e istituti di ricerca.</p><p>4. Tutte le decisioni d'autorizzazione riguardo a eventuali esportazioni hanno luogo in considerazione degli obblighi della Svizzera in materia di diritto internazionale (diritto della neutralità compreso) nonché delle leggi e ordinanze nazionali. Le relative disposizioni saranno coerentemente applicate dalla SECO anche nel quadro di eventuali affari di aziende svizzere con la Elbit.</p><p>Il Consiglio federale è consapevole che per quanto riguarda gli affari in materia d'armamento è necessario effettuare una spinosa ponderazione degli interessi. A tal proposito decide di volta in volta in modo tale da garantire per quanto possibile la coerenza della politica estera svizzera. Nel caso di Israele e dei territori palestinesi occupati il Consiglio federale si orienterà anche in futuro al suo obiettivo dichiarato di una pace giusta e durevole tra israeliani e palestinesi sulla base di una soluzione negoziata a due Stati.</p>  Risposta del Consiglio federale.