Postulat Salvioni 718 N 23 mars 1990 loque scientifique public et contradictoire semble être une voie tout à fait adéquate. D'ailleurs, les autorités du canton de Genève avaient, en 1982, participé à l'organisation d'un tel colloque, qui avait beaucoup contribué à clarifier les données d'un dossiere priori complexe et peu transparent pour le non-spécialiste confronté en perma- nence à des affirmations qu'il ne peut que très difficilement si- tuer dans leur contexte véritable. Schriftliche Erklärung des Bundesrates vom 11. Dezember 1989 Déclaration écrite du Conseil fédéral du 11 décembre 1989 Le Conseil fédéral est prêt à accepter le postulat. Ueberwiesen - Transmis #ST# 89.648 Postulat Salvioni Italienische Privatsender. Uebernahme in Kabelnetze Postulato Salvioni Emittenti private italiane. Televisione via cavo Postulat Salvioni Emetteurs privés italiens. Câblodistribution Wortlaut des Postulates vom 4. Oktober 1989 Der Bundesrat wird eingeladen, die Anwendung der ein- schränkenden Bestimmungen von Artikel 78 Absatz 1 Buch- stabe a der Verordnung zum Telegrafen- und Telefonverkehrs- gesetz um weitere zwei Jahre hinauszuschieben sowie diplo- matische Schritte bei der italienischen Regierung und den zu- ständigen internationalen Stellen (Internationale Fernmelde- union) einzuleiten, um sie auf die negativen Folgen aufmerk- sam zu machen, welche das Fehlen entsprechender Vorschrif- ten auf italienischer Seite auf die Schweiz hat, und Italien zu empfehlen, wenigstens den - offenbar unangefochtenen - technischen Teil des betreffenden Gesetzes zu verabschie- den. Auf diese Weise könnte die Situation soweit bereinigt wer- den, dass sie den von beiden Ländern unterzeichneten inter- nationalen Uebereinkommen entspricht. lesto del postulato del 4 ottobre 1989 II Consiglio federale è invitato a voler prorogare per almeno al- tri due anni l'entrata in vigore delle disposizioni limitative del- l'articolo 78 capoverso 1 lettera a) OTT e ad awiare nel con- tempo dei passi diplomatici con il Governo italiano e con le competenti istanze internazionali (UIT) allo scopo di richia- mare le ripercussioni negative sul territorio elvetico dell'as- senza di un'adeguata regolamentazione in questo settore in Italia e a raccomandare il varo almeno della parte tecnica della legge in questione - apparentemente non contestata - ciò che consentirebbe una regolarizzazione della situazione, confor- memente agli accordi internazionali sottoscritti dai due paesi. Texte du postulat du 4 octobre 1989 Le Conseil fédéral est invité à proroger de deux ans au moins l'entrée en vigueur des dispositions limitatives de l'article 78, 1er alinéa, lettre a, OTT, et d'entamer simultanément des démarches diplomatiques avec le gouvernement italien et avec les instances internationales qualifiées (UIT), aux fins de remédier aux effets fâcheux sur le territoire suisse causés par l'absence d'une réglementation adéquate dans ce secteur en Italie, et de recommander la mise en chantier au moins de la partie technique de la loi en question - à laquelle nul ne s'op- pose apparemment - ce qui permettrait de régulariser la situa- tion, selon les accords internationaux signés par les deux pays. Mitunterzeichner- Cofirmatari - Cosignataires: Baggi, Caccia, Carobbio, Cavadini, Cotti, Grassi, Pini, Wyss Paul (8) Schriftliche Begründung - Motivazione scritta - Développement par écrit II 31 dicembre 1989 scade la proroga concessa dal Consiglio federale all'entrata in vigore delle disposizioni limitative intro- dotte con il nuovo articolo 78 capoverso 1 lettera a OTT del 17 agosto 1983 in merito alla diffusione di programmi di radiodif- fusione da emittenti estere per il tramite di antenne collettive con rete di distribuzione in cavo. Tale proroga venne accordata nel dicembre 1985 e in un se- condo tempo nel 1987 a seguito del postulato Salvioni e cofir- matari, presentato l'11 marzo 1985. In detto atto parlamentare si illustrava l'evoluzione in atto presso le competenti istanze italiane e si mettevano in risalto le ripercussioni negative in Svizzera e specialmente in Ticino, derivanti da un'intempestiva e rigida applicazione delle disposizioni citate. Il postulato con- cludeva chiedendo al Consiglio federale di concedere una proroga di almeno due anni all'entrata in vigore delle disposi- zioni in questione, confidando che durante questo intervallo di tempo il Governo italiano riuscisse finalmente a far approvare la nuova e tanto attesa legge sul sistema radiotelevisivo. Nel frattempo la situazione italiana non si è purtroppo ancora sufficientemente chiarita. È però certo che tutte le forze politi- che dell'arco parlamentare convengono sull'opportunità e anzi sull'urgenza di varare una legge che regoli in modo chiaro il settore radiotelevisivo e che finalmente definisca i ruoli dei tre contendenti principali: - il servizio pubblico con copertura nazionale (le tre reti PAI); - il servizio privato con copertura nazionale (le tre reti «Cana- le 5», «Italia 1» e «Rete 4» di Berlusconi); - il servizio privato con copertura locale (piccole radio e televi- sioni locali). La necessità di allestire un piano delle frequenze, di disporre di un organo superiore per l'assegnazione delle frequenze e per il rilascio delle concessioni e delle autorizzazioni nonché la volontà di aderire agli accordi internazionali (che sono in defi- nitiva i tre temi essenziali che ci interessano direttamente, in quanto connessi con la problematica del reciproco coordina- mento tecnico) non vengono messi in discussione da nes- suna delle forze politiche. I punti controversi risultano, per contro, essere - apparente- mente - tre: un tetto pubblicitario più basso per il servizio pubblico (rivendicato dall'emittenza privata), una limitazione a solo due canali radiotelevisivi per l'emittenza privata con co- pertura nazionale (pretesa dalla PAI) e infine la facoltà di poter disporre di reti di trasferimento in ponte radio (richiesta dall'emittenza privata con copertura nazionale) per consentire le trasmissioni «life» e per potersi così inserire nel campo d'in- formazione d'attualità. Questi tre nodi, dietro i quali si urtano all'evidenza grossi interessi economici e politici, hanno ritar- dato oltre il previsto la presentazione del tanto atteso disegno di legge. Il ritardo è pure dovuto ad altre importanti scadenze parlamentari di prioritaria importanza (v. legge finanziaria ecc.) che hanno lungamente impegnato parlamento e senato ita- liani. Resta comunque assodato che malgrado le apparenze e l'at- tuale indefinita situazione politica questo problema, seppur fa- ticosamente, sta finalmente conseguendo una sua inevitabile maturazione politica, per cui è ineluttabile che esso finirà per trovare presto una conclusione ragionevole. Si tratta infatti di quei problemi assai sofferti e travagliati che coinvolgono pro- blemi sociali (migliaia di operatori cointeressati), economici (investimenti già intrapresi per parecchi miliardi di lire) e poli- tici (diatriba tra fautori di un pluralismo radiotelevisivo e fautori del monopolio del servizio pubblico). Molti di questi nodi sono già stati sciolti (ad es. più nessuno mette oggi ancora in discussione l'esistenza di un'emittenza privata), altri stanno per esserlo (il ministro Mammì ha elabo-23. März 1990 N 719 Postulat Allenspach rato una legge che sembra aver trovato l'accordo di tutti i par- titi). Nel frattempo la Corte costituzionale ha dichiarato non contrari alla legge, perché non sottoposti al monopolio, i canali che emettono nei confronti dell'estero. La Corte costituzionale ha fatto obbligo tuttavia a queste emittenti di rispettare le conven- zioni internazionali per l'attribuzione di frequenze: di conse- quenza il Consiglio federale potrà intervenire nei confronti del Governo italiano per ottenere il rispetto di tale principio. Per questo motivo e anche tenuto conto: -che eventuali prowedimenti di ritorsione nei confronti di un'emittenza in disaccordo con le convenzioni internazionali, ma che diffonde pur sempre su bande di frequenza pubbliche, non dovrebbero colpire chi, senza colpa alcuna, riceve, ma piuttosto chi, violando palesemente le norme internazionali, tacitamente tollera queste trasmissioni; - che vietando la distribuzione via cavo dei programmi televi- sivi delle emittenti private solo gli utenti allacciati a tali reti di di- stribuzione verrebbero colpiti, mentre gli altri utenti, segnata- mente quelli allacciati ai piccoli impianti (fino a 100 utenti) op- pure quelli allacciati agli impianti centralizzati dei palazzi a più appartamenti, oppure ancora quelli con la ricezione indivi- duale, continuerebbero a ricevere e quindi a vedere tali pro- grammi perché in Ticino sono comunque captabili via etere; - che il divieto di distribuire via cavo questi programmi non avrebbe proprio nessun effetto pratico ai fini di un migliora- mento della situazione, ma, addirittura e certamente, avrebbe per conseguenza di peggiorarla perché costituirebbe un invito per quelle emittenti private estere che avessero effettivamente un certo interesse ad essere captate in Svizzera a insediare le loro emittenti, in territorio italiano, ma lungo il nostro confine, aggravando così ulteriormente la già precaria situazione nel campo delle interferenze, con gravi ripercussioni per la rice- zione dei nostri programmi nazionali; -che le ditte impegnate nella realizzazione e nell'esercizio delle reti di distribuzione via cavo si vedrebbero ingiustamente penalizzate da una disposizione che non era prevedibile al momento della pianificazione degli investimenti e dell'otteni- mento della concessione da parte dell'azienda PTT; - che le oltre 35.000 famiglie oggi allacciate in Ticino alle reti di distribuzione reagirebbero certamente in modo molto nega- tivo a una misura per loro del tutto incomprensibile. Purtroppo i due anni di sospensione dell'applicazione del- l'OTT decretati dal Consiglio federale nel dicembre 1987 non hanno permesso al Governo italiano, travagliato da crisi di go- verno e da altri grossi problemi, di varare la legge sulla radio e la telediffusione già pronta da diversi mesi, detta legge Marnimi, dal nome del ministro che l'ha preparata. Non si può non sottolineare anche un certo lassismo da parte delle auto- rità svizzere, le quali tramite il Dipartimento degli esteri o il Di- partimento delle comunicazioni avrebbero dovuto esercitare forti pressioni sul Governo italiano per ottenere che la legge sia definitivamente varata. D'altro canto quando le PTT hanno au- mentato la potenza del ripetitore di Castel San Pietro offu- scando in parte le trasmissioni private in Italia, tale è stata la reazione da indurre il ministro Mammì a recarsi a Berna per cercare di risolvere il problema bonalmente con il ministro Ogi. Non si capisce perché il nostro ministro in quel momento non abbia posto dei chiari aut aut al ministro italiano. Tuttavia l'esercizio sarà da ripetere, visto che ha dato buoni risultati e i ripetitori siti nella zona di confine dovranno essere fatti funzio- nare al massimo della loro potenza. Secondo i rilevamenti statistici della SSR nel Cantone Ticino il 50 per cento dei telespettatori guarda prevalentemente le emissioni delle stazioni private italiane, il rimanente 50 per cento le guarda saltuariamente. Nel caso in cui lafilodiffusione non dovesse più trasmettere questi programmi la reazione del- l'opinione pubblica sarebbe sicuramente vivace e durissima. Nessuno potrà allontanare il dubbio che si sia trattato di una manovra della SSR, d'accordo con le PTT, per introdurre di fatto una censura sui programmi privati italiani afavore dei pro- grammi della TV ufficiale svizzera. Non è escluso che si for- mino delle associazioni che invitino a non pagare i canoni tele- visivi e radiofonici, affermando che di fatto pagano i canoni alla Svizzera, ma guardano i programmi italiani. In queste condizioni riteniamo che l'adozione di una misura del genere dovrebbe essere valutata con grande cautela e prudenza da parte dell'esecutivo federale. In definitiva, ripe- tiamo, non è colpa dei telespettatori se il legislatore italiano non si decide a varare questa legge. Schriftliche Stellungnahme des Bundesrates vom 20. Dezember 1989 Risposta scritta del Consiglio federale del 20 dicembre 1989 Rapport écrit du Conseil fédéral du 20 décembre 1989 II Consiglio federale è pronto ad accettare il postulato. Le président: M. Vollmer combat le postulat Salvioni. La dis- cussion est renvoyée à une date ultérieure. Verschoben - Renvoyé #ST# 89.729 Postulat Allenspach Sachplan «Bahn 2000» RAI L 2000. Plan sectoriel Wortlaut des Postulâtes vom 5. Dezember 1989 Der Bundesrat wird eingeladen, unverzüglich einen Sachplan «Bahn 2000» im Sinne von Artikel 13 RPG zu erlassen. Zweck dieses Sachplanes soll die Koordination der Nutzung der SBB-eigenen Grundstücke in und an den Bahnstationen mit den benachbarten Trägern der Raumplanung sein, wobei dar- auf zu achten ist, dass Nutzungen, die hohe Dichten erlauben und die viel Verkehr verursachen, in, auf und an Stationen kon- zentriert werden. Texte du postulat du 5 décembre 1989 Le Conseil fédéral est invité à arrêter dans les plus brefs délais un plan sectoriel pour RAIL 2000, au sens de l'article 13 LAT. Ce plan devrait permettre de coordonner l'utilisation, dans les gares et aux abords de celle-ci, des parcelles appartenant aux CFF, en collaboration avec les responsables de l'aménage- ment du territoire pour ce qui est des biens-fonds voisins. Il conviendra notamment de concentrer dans, sur et aux abords des gares les bâtiments et installations qui rassemblent un grand nombre de personnes et créent une forte circulation. Mitunterzeichner - Cosignataires: Aliesch, Ammann, Aregger, Basler, Biel, Bircher, Bonny, Bremi, Bundi, Burckhardt, Bütti- ker, Cincera, Columberg, Coutau, Dünki, Eggenberg-Thun, Engler, Eppenberger Susi, Fäh, Fischer-Seengen, Früh, Gi- ger, Graf, Grassi, Jeanneret, Kühne, Loeb, Loretan, Mauch Rolf, Mühlemann, Müller-Meilen, Nebiker, Neuenschwander, Oester, Ott, Ruckstuhl, Rüttimann, Scheidegger, Schule, Spalti, Steinegger, Tschuppert, Wanner, Weber-Schwyz, Wel- lauer, Widmer, Widrig, Wyss Paul, Zölch, Zwingli, Zwygart (51) Schrittliche Begründung - Développement par écrit Das Bundesgesetz über die Raumplanung verlangt, dass die räumlichen Voraussetzungen für die Wirtschaft geschaffen und erhalten werden, namentlich dass Wohn- und Arbeits- gebiete einander zweckmässig zuzuordnen und durch das öf- fentliche Verkehrsnetz zu erschliessen sind. Allein schon die- ser gesetzliche Auftrag spricht dafür, dass die Chance der «Bahn 2000», d. h. die markante Verbesserung der Mobilität, dazu benützt wird, den Siedlungsdruck dort aufzufangen, wo jene Mobilität in umweltfreundlicher Weise zur Verfügung steht. Dafür spricht auch der Umstand, dass heute der Ent- wicklung der Besiedelung in die Breite enge Grenzen gesetztSchweizerisches Bundesarchiv, Digitale Amtsdruckschriften Archives fédérales suisses, Publications officielles numérisées Archivio federale svizzero, Pubblicazioni ufficiali digitali Postulat Salvioni Italienische Privatsender. Uebernahme in Kabelnetze Postulat Salvioni Emetteurs privés italiens. Câblodistribution Postulato Salvioni Emittenti private italiane. Televisione via cavo In Amtliches Bulletin der Bundesversammlung Dans Bulletin officiel de l'Assemblée fédérale In Bollettino ufficiale dell'Assemblea federale Jahr 1990 Année Anno Band II Volume Volume Session Frühjahrssession Session Session de printemps Sessione Sessione primaverile Rat Nationalrat Conseil Conseil national Consiglio Consiglio nazionale Sitzung 16 Séance Seduta Geschäftsnummer 89.648 Numéro d'objet Numero dell'oggetto Datum 23.03.1990 - 08:00 Date Data Seite 718-719 Page Pagina Ref. No 20 018 461 Dieses Dokument wurde digitalisiert durch den Dienst für das Amtliche Bulletin der Bundesversammlung. Ce document a été numérisé par le Service du Bulletin officiel de l'Assemblée fédérale. Questo documento è stato digitalizzato dal Servizio del Bollettino ufficiale dell'Assemblea federale.