<h2>SubmittedText<h2><p>L'agricoltura ha assunto un ruolo talmente preponderante nei negoziati dell'OMC in corso - il cosiddetto ciclo di Doha - che questo ciclo di trattative rischia di essere completamente incentrato sull'accesso al mercato nel settore dell'agricoltura. La posta in gioco per l'agricoltura svizzera è quindi molto alta, considerate le condizioni estremamente difficili in cui si deve muovere (in termini di costi, topografia e clima) nonché le prescrizioni a cui deve attenersi in materia di ecologia, protezione degli animali e pianificazione del territorio.</p><p>Il Consiglio federale è quindi invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. In occasione della conferenza ministeriale a Cancun nel settembre 2003, il Consiglio federale aveva approvato un mandato specifico per il settore dell'agricoltura. Per tutti i settori era stato stabilito un margine massimo di concessioni. Il Consiglio federale si atterrà anche in futuro al mandato convenuto per Cancun?</p><p>2. Il Consiglio federale ritiene che i negoziati sull'agricoltura possano essere conclusi senza che la protezione delle indicazioni geografiche di vini e alcolici di cui all'articolo 23 dell'Accordo TRIPS venga estesa anche a tutti gli altri prodotti?</p><p>3. In caso affermativo, secondo il Consiglio federale come si potrebbe implementare in futuro la strategia di differenziazione sul mercato interno e su quelli esteri che fino ad ora gli agricoltori svizzeri hanno perseguito grazie alla produzione di prodotti di alta qualità e il riferimento a un'origine certificata?</p><p>4. Il Consiglio federale è d'accordo sul fatto che, se in materia di accesso al mercato dovessero essere fatte concessioni più ampie di quelle scaturite dal ciclo dell'Uruguay, l'agricoltura non sarebbe più in grado di svolgere i compiti multifunzionali definiti nell'articolo 104 della Costituzione (articolo sull'agricoltura)?</p><p>5. Che provvedimenti pensa di adottare il Consiglio federale per far sì che l'agricoltura possa continuare a svolgere i compiti multifunzionali definiti nell'articolo 104 della Costituzione qualora venissero effettivamente fatte concessioni più ampie?</p><p>6. Come pensa che proseguiranno i negoziati sui nuovi temi di Singapore?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il 1° agosto 2004, in occasione del vertice del Consiglio generale dell'Organizzazione Mondiale del Commercio a Ginevra, i 147 membri dell'OMC hanno raggiunto un accordo sul quadro negoziale che permetterà di rilanciare le trattative del Programma di Doha sullo sviluppo. In questo modo, invece di perdere un altro anno di negoziati, il ciclo di Doha, iniziato il 14 novembre 2001, potrà continuare il suo corso. La Decisione adottata dal Consiglio generale a Ginevra ha quindi permesso di fissare i punti cardine dei negoziati in materia di accesso al mercato per prodotti non agricoli e per l'agricoltura (cosa che non si era riusciti a fare a Doha), di dare impulso ai negoziati sui servizi e altri temi e di avviare trattative in materia di facilitazione degli scambi. In particolare, è stato rimosso l'ostacolo che a Cancun intralciava qualsiasi decisione: la suddetta Decisione, infatti, tiene conto degli interessi dei Paesi in via di sviluppo. Le modifiche apportate al testo della Decisione durante le due settimane di negoziati e, soprattutto, durante la notte del 31 luglio, sono state incentrate proprio su questi Paesi. Infine, sono state create le basi necessarie per affrontare la prossima fase di negoziati in cui verranno discusse in dettaglio le cifre concrete (cosiddette "modalità").</p><p>Perché la Svizzera possa accettare questo nuovo risvolto non è necessario che il Consiglio federale modifichi il mandato emesso in vista della 5a Conferenza ministeriale dell'OMC a Cancun (settembre 2003). Per quanto riguarda più in particolare l'agricoltura, al centro dei negoziati fin dall'inizio del ciclo di Doha, l'obiettivo delle trattative sin da marzo 2003 consiste nel definire i punti cardine in materia di accesso al mercato, di assistenza interna e di sovvenzioni all'esportazione. Lo scopo dei negoziati del Consiglio generale era quindi soltanto di stabilire questo quadro negoziale e non di discuterne le modalità.</p><p>Il ruolo svolto dalla Svizzera nell'ambito di negoziati GATT o OMC non è mai stato così preminente come in questo ciclo negoziale, e ciò grazie al fatto che il nostro Paese è coordina il gruppo dei dieci principali importatori netti di prodotti agricoli (G10). Ciò spiega almeno in parte le modifiche apportate al testo della Decisione del 1° agosto in favore dei G10 e della Svizzera rispetto al testo Derbez di Cancun: il testo di questa Decisione è molto più dettagliato e lascia quindi meno spazio a dubbi sulla svolta che prenderanno i negoziati. Gli aspetti principali dei negoziati sull'agricoltura sono riportati nell'allegato A alla Decisione del Consiglio generale e possono essere riassunti come segue:</p><p>Accesso al mercato: si prevede una riduzione sostanziale e organica dei diritti doganali. I diritti doganali più elevati sarebbero ridotti in misura superiore rispetto a quelli più bassi. La possibilità che venga introdotto un limite massimo per le tariffe doganali ("capping") è praticamente da escludersi. In questo senso, il testo della Decisione del Consiglio generale pone meno esigenze rispetto al testo Derbez di Cancun. I prodotti sensibili potranno beneficiare di una riduzione tariffaria inferiore rispetto a quella a cui sarebbero stati assoggettati secondo una riduzione generalizzata. In contropartita si chiede di aumentare i contingenti tariffari o di ridurre ulteriormente i diritti doganali su altri prodotti. È proprio quest'ultimo "prezzo" da pagare e, più in generale, l'accesso al mercato che può causare i problemi maggiori per la Svizzera e i Paesi affini.</p><p>Sostegno interno: la Decisione del Consiglio generale prevede una riduzione del sostegno interno tanto maggiore quanto tale sostegno è più elevato. Così come per l'accesso al mercato, si auspica una riduzione sostanziale e uniforme del sostegno a seconda dei prodotti e una limitazione del sostegno per prodotto. Le modalità precise di questa riduzione non sono però ancora state definite. Per la Svizzera, la riduzione del sostegno interno non rappresenterà un problema troppo importante dato che è già stato ampiamente ridotto nell'ambito delle tappe precedenti della riforma agricola.</p><p>Sovvenzioni all'esportazione: la Dichiarazione ministeriale di Doha prevede di eliminare qualsiasi tipo di aiuto all'esportazione (sovvenzioni all'esportazione, crediti all'esportazione di una durata superiore a 180 giorni, determinate forme di commercio statale e modalità di aiuto alimentare). La durata del periodo di transizione e quindi il momento preciso in cui saranno soppressi gli aiuti all'esportazione verranno stabiliti durante la fase dei negoziati sulle modalità (si può comunque supporre che il periodo di transizione durerà dai 5 ai 10 anni). La soppressione delle sovvenzioni svizzere all'esportazione di alcuni prodotti di base (in particolare, il latte in polvere) e trasformati ("legge cioccolato") avrà conseguenze sui prezzi e le quote di mercato di cui dispone oggi l'agricoltura nazionale.</p><p>È presumibile che l'implementazione degli impegni assunti a Doha si estenderà approssimativamente nello stesso arco di tempo della Politica Agricola 2011. Per la soppressione delle sovvenzioni all'esportazione il periodo di transizione sarà probabilmente più lungo.</p><p>Gli effetti degli attuali negoziati sull'agricoltura saranno decisamente più consistenti di quelli del ciclo di Uruguay e, per poter essere socialmente sostenibili, le riforme della politica agricola dovranno essere suddivise in due periodi (PA 2007 e PA 2011). Il ritmo degli adeguamenti strutturali potrà essere stabilito soltanto una volta che gli impegni saranno definitivi, ma non potrà comunque essere più lento di quanto previsto nell'ambito della PA 2007.</p><p>Al termine del periodo di implementazione si avrà quindi una diminuzione della protezione alla frontiera e del sostegno interno (in grado di distorcere il commercio), mentre saranno eliminate tutte le sovvenzioni all'esportazione. La portata delle concessioni da farsi sarà stabilita durante la prossima fase di negoziati che comincerà in ottobre 2004 e che dovrebbe concludersi con la 6 conferenza ministeriale dell'OMC prevista per dicembre 2005 a Hong Kong. Inutile dire che si tratterà di negoziati difficili.</p><p>In base a quanto spiegato sopra, si può ora rispondere in modo più specifico alle domande poste nel testo dell'interpellanza.</p><p>1. La Svizzera ha potuto accogliere la Decisione del 1° agosto del Consiglio generale senza per ciò dover modificare il mandato emesso dal Consiglio federale; il testo negoziato dà infatti adito a diverse interpretazioni in vari settori e soltanto nell'ambito dei negoziati sulle modalità si potranno chiarire tutte le ambivalenze. Il Consiglio federale preciserà e completerà il mandato consultando a tal fine le commissioni di politica estera delle due Camere.</p><p>2. I settori in cui la Svizzera difende interessi "offensivi", che si tratti dell'accesso al mercato per i prodotti industriali, dei cosiddetti temi di Singapore o della protezione delle indicazioni geografiche, non sono stati relegati ai margini nei negoziati di luglio. E anche per questo la Svizzera ha accolto la Decisione del 1° agosto. La possibilità di estendere la protezione delle indicazioni geografiche ad altri prodotti oltre che ai vini e agli alcolici come pure di redigere un registro delle indicazioni geografiche è ancora aperta e dipende dall'esito dei negoziati sulle modalità.</p><p>3. In qualsiasi caso, resta valida la strategia di differenziare maggiormente i prodotti sul mercato interno e quelli esteri nell'ottica di prodotti di qualità che si distinguano per la loro origine. A tal fine, gli strumenti già a disposizione, come la protezione delle indicazioni geografiche (DOC/IGP), la designazione delle modalità di produzione, la promozione delle vendite e le misure di solidarietà svolgono un ruolo molto importante. Bisogna inoltre rammentare che, per la maggior parte delle esportazioni agricole, la protezione delle indicazioni geografiche rientra nell'Accordo agricolo tra Svizzera e UE.</p><p>4. Il Consiglio federale è soddisfatto del fatto che la Decisione del 1° agosto non abbia messo in discussione la "green box", nostro principale strumento per affrontare considerazioni di ordine non commerciale (o "non trade concerns", come ad es. i compiti multifunzionali dell'agricoltura). In linea di massima, il fatto che l'agricoltura continui a svolgere i compiti multifunzionali definiti nell'articolo 104 della Costituzione federale non è in contrasto con una maggiore apertura dei mercati agricoli, nella misura dei mezzi disponibili per i pagamenti diretti previsti dalla "green box".</p><p>5. Il Consiglio federale intende assicurarsi che l'adeguamento strutturale causato da una maggiore apertura del mercato, dalla riduzione del sostegno interno e dalla soppressione delle sovvenzioni all'esportazione sia socialmente sostenibile e compatibile con l'evoluzione delle finanze federali.</p><p>6. Il Consiglio federale si rallegra del fatto che nel programma di negoziati del ciclo di Doha sia stata inclusa la facilitazione degli scambi, considerata l'importanza che tale questione riveste per la nostra economia. Una facilitazione degli scambi permetterà infatti di semplificare le procedure doganali migliorando sensibilmente l'efficienza e riducendo le spese delle aziende esportatrici, in particolare le PMI. D'altro canto, il Consiglio federale rammarica l'esclusione dai negoziati in corso degli altri tre tremi di Singapore (scambi e investimenti, scambi e concorrenza, trasparenza nei mercati pubblici), anche se resteranno sempre all'ordine del giorno dell'OMC.</p>  Risposta del Consiglio federale.