<h2>SubmittedText<h2><p>La Svizzera ha partecipato attivamente all'elaborazione delle "Direttive volontarie per una governance responsabile dei regimi di proprietà applicabili alla terra, alla pesca e alle foreste nel contesto della sicurezza alimentare nazionale", adottate all'unanimità dal comitato per la sicurezza alimentare mondiale nel 2012. Queste direttive mirano in particolare a garantire una migliore protezione dei legittimi diritti fondiari e il potenziamento delle capacità delle organizzazioni locali ai fini del rispetto dei diritti dei piccoli agricoltori, pescatori, pastori e utilizzatori della foresta.</p><p>A questo proposito chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. A che punto è l'attuazione di queste direttive nei Paesi in via di sviluppo?</p><p>2. Quali sono i progetti concreti che la Svizzera sostiene a tal fine?</p><p>3. Il rispetto di queste direttive è parte integrante degli accordi sulla protezione degli investimenti?</p><p>4. Quali altre misure vengono adottate per evitare che investitori svizzeri siano implicati nell'accaparramento di terreni agricoli nei Paesi in via di sviluppo o in altre pratiche fondiarie che compromettono la sicurezza alimentare delle popolazioni locali?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La tematica della governance responsabile dei regimi di proprietà fondiaria costituisce ormai da molto tempo un importante elemento della politica di cooperazione allo sviluppo del governo svizzero, in particolare della DSC. La Svizzera si impegna quindi attivamente a favore dell'attuazione delle "Direttive volontarie per una governance responsabile dei regimi di proprietà applicabili alla terra, alla pesca e alle foreste nel contesto della sicurezza alimentare nazionale", adottate all'unanimità dal comitato per la sicurezza alimentare mondiale (CFS) delle Nazioni Unite nel 2012. Tale strumento conferma l'impegno di lunga data da parte della Svizzera.</p><p>1. L'adozione di queste direttive non vincolanti ha contribuito all'inclusione della governance dei regimi di proprietà fondiaria nei programmi politici di numerosi Paesi in via di sviluppo. Nel frattempo vi hanno aderito oltre cento Stati, molti dei quali in via di sviluppo. Alcuni di essi, tra cui il Myanmar, il Nepal o la Nigeria, hanno già chiesto assistenza tecnica alla FAO per la relativa implementazione. Tra i segnali positivi in tale ambito vanno menzionati il sostegno esplicito all'attuazione delle direttive nella dichiarazione ufficiale del vertice del G-8, l'annuncio della Banca mondiale di voler basare su tali direttive le proprie attività di governance dei regimi di proprietà fondiaria e l'impegno da parte di numerose imprese mondiali dell'agroalimentare a garantire, nel settore dello zucchero, catene di approvvigionamento rispettose dei diritti fondiari delle popolazioni rurali.</p><p>2. La Svizzera sostiene l'attuazione delle direttive volontarie nel continente africano e a livello mondiale. In particolare, cofinanzia il programma pluriennale realizzato dall'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO), nel cui ambito sono stati organizzati dieci workshop regionali di sensibilizzazione sul contenuto delle direttive. Sono inoltre stati messi a disposizione e tradotti in varie lingue un corso di formazione a distanza sulle direttive e le due prime guide tematiche (incentrate sugli aspetti legati al genere e sull'economia forestale).</p><p>3. Per quanto riguarda la negoziazione di accordi di promozione e protezione reciproca degli investimenti (APPI), dal 2012 la Svizzera propone ai propri partner negoziali disposizioni supplementari sullo sviluppo sostenibile, con un preambolo in cui si invitano gli investitori a rispettare le norme sulla responsabilità sociale d'impresa (Corporate Social Responsibility, CSR) universalmente riconosciute. Visto l'elevato numero di norme di questo tipo, non vengono menzionate disposizioni specifiche.</p><p>4. Le direttive volontarie si applicano unicamente alle questioni fondiarie. Al fine di inglobare tutta la problematica degli investimenti nel settore agricolo, il comitato per la sicurezza alimentare mondiale ha avviato un processo per l'elaborazione di "principi per gli investimenti agricoli responsabili" (IAR), che dovrebbero consentire di promuovere un investimento responsabile che contribuisca alla sicurezza alimentare e nutrizionale e favorisca la progressiva concretizzazione del diritto a un'alimentazione adeguata nel contesto della sicurezza alimentare nazionale. La Svizzera agevola il processo di sviluppo dei principi IAR, che saranno presumibilmente adottati dal CFS a ottobre 2014, e partecipa attivamente ai lavori avviati dall'OCSE nell'ottobre del 2013 per l'elaborazione di linee direttrici volte a garantire una gestione aziendale responsabile nella catena di approvvigionamento agricolo. È inoltre fortemente impegnata nel processo in corso presso il Consiglio dei diritti umani in vista dell'elaborazione di un nuovo strumento sui diritti dei contadini e delle persone che vivono nelle zone rurali.</p>  Risposta del Consiglio federale.