<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale è già stato invitato a più riprese a esaminare diverse alternative al sistema d'assicurazioni sociali (si veda in particolare: DFI, Rapporto concernente la struttura attuale e l'evoluzione futura della concezione svizzera dei tre pilastri della previdenza per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità, UFAS, 1995). La conclusione cui si è giunti è che nessuno dei modelli esaminati presenta vantaggi determinanti.</p><p>Su richiesta della Commissione della sicurezza sociale e della sanità pubblica del Consiglio degli Stati le assicurazioni sociali e i modelli di copertura di base sono stati esaminati più dettagliatamente quanto alla loro efficienza. Il rapporto stilato in proposito, esaminati diversi sistemi in relazione alla loro efficacia (cioè alla loro capacità di raggiungere gli scopi della protezione sociale) e alla loro efficienza (micro e macro) economica e amministrativa, ne mette in evidenza l'attitudine a raggiungere gli obiettivi fondamentali della protezione sociale, cioè l'integrazione economica, professionale e sociale.</p><p>Non essendo le alternative di cui sopra convincenti per le ragioni citate, il Consiglio federale non vede la necessità di procedere ad un esame più approfondito del loro finanziamento e delle loro prospettive a lungo termine. Un'analisi scientifica di questi modelli è tuttavia prevista nel quadro del programma nazionale di ricerca 45 "Problèmes de l'Etat social".</p><p>Premettendo il mantenimento del sistema attuale, il Consiglio federale ha già consacrato i lavori dell'IDA FiSo 2 all'elaborazione di modelli di prestazioni sulla base di scenari finanziari predeterminati e, per quanto riguarda l'AVS, ha dato inizio alle discussioni sulle prospettive di un finanziamento a lungo termine e sulle misure da prendere in considerazione.</p><p>2. Il Consiglio federale concorda nel ritenere la quota degli oneri sociali un elemento della valutazione del nostro sistema sociale. Tuttavia, soprattutto per ragioni congiunturali, l'invariabilità della quota degli oneri sociali non è criterio proponibile:</p><p>il passaggio ad una forma di budget globale che implichi l'assegnazione di una quota fissa del PIL alla protezione sociale rappresenterebbe un cambiamento radicale della concezione della protezione sociale nel nostro Paese. Un sistema in cui le prestazioni fossero riviste in funzione di un determinato tasso non avrebbe la stessa legittimità e non darebbe le stesse garanzie di un sistema d'assicurazioni sociali.</p><p>Una quota fissa degli oneri sociali sfocerebbe nella situazione paradossale seguente: in periodo di recessione, cioè proprio quando i bisogni sarebbero più elevati, si dovrebbero ridurre le spese.</p><p>Le fluttuazioni della quota degli oneri sociali esercitano una funzione stabilizzatrice sulla congiuntura. Una quota fissa produce il risultato opposto.</p><p>Il Consiglio federale ha di recente esaminato gli effetti del mantenimento dell'attuale finanziamento dell'AVS (statu quo) oltre il 2010. Uno scenario di questo genere, limitato in questo caso all'AVS, è simile al mantenimento della quota degli oneri sociali evocato nella mozione. La riduzione di prestazioni che conseguirebbe ad una sua applicazione non sarebbe più compatibile con gli obiettivi costituzionali (riduzione delle prestazioni del 20 %).</p><p>Per queste ragioni il Consiglio federale non ritiene utile approfondire l'esame di una quota degli oneri sociali costante.</p><p>3. Il Consiglio federale è tuttavia attento a mantenere gli oneri sociali ad un livello sostenibile e a non gravare eccessivamente il lavoro. Per questo motivo, in seguito ai rapporti IDA FiSo, mira al consolidamento finanziario attraverso misure che tocchino sia le prestazioni che il finanziamento, privilegiando fonti di finanziamento differenziate con ricorso all'IVA. La limitazione degli oneri salariali richiesta dalla mozione è così già presa in considerazione.</p><p>4. Accettando il postulato della Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio nazionale del 7 aprile 2000 "Prospettive della previdenza per la vecchiaia" (00.3183), il Consiglio federale si è già dichiarato disposto a presentare un rapporto sulle prospettive a breve, medio e lungo termine della previdenza per la vecchiaia. Inoltre, ha incaricato il DFI di elaborare un programma di ricerca in preparazione alla 12a revisione AVS. Tuttavia, per quel che riguarda gli studi che verranno eventualmente affidati, il Consiglio federale non desidera lasciarsi imporre dei limiti dalle indicazioni restrittive della mozione.</p>  Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.