<h2>SubmittedText<h2><p>Quelle attuali sono certamente le difficoltà più acute, alle quali è stato confrontato il secondo pilastro dalla sua introduzione.</p><p>Il crollo delle borse e dei mercati finanziari ha reso più tangibili i rischi ai quali è sottoposto qualsiasi sistema basato sul risparmio a lungo termine. </p><p>Auspico perciò che nell'ambito degli approfondimenti già decisi dal Consiglio federale possa anche essere valutata l'opzione di una diversa distribuzione di peso tra AVS e previdenza professionale, rafforzando la prima.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La difficile situazione che sta attraversando la previdenza per la vecchiaia non è riconducibile esclusivamente all'evoluzione dei mercati finanziari e azionari. Negli ultimi tempi, la situazione si è invece acutizzata per il fatto che si sono manifestati contemporaneamente diversi sviluppi problematici. Si tratta essenzialmente, oltre che della mancata crescita economica, anche di aspetti demografici. Nonostante, in linea di principio, i problemi demografici abbiano maggiori ripercussioni sui sistemi di rendite basati sul sistema della ripartizione (quali l'AVS) che non sulla previdenza professionale (sistema di capitalizzazione), le conseguenze legate all'invecchiamento della popolazione si manifestano attualmente anche nel secondo pilastro, dato che i relativi parametri devono essere adeguati alla realtà (aumento della speranza di vita/abbassamento del tasso di conversione). Le basi per i necessari adeguamenti, anche per quelli futuri, verranno create con la prima revisione LPP; tra breve tempo verrà quindi messo a disposizione uno strumento per affrontare il problema demografico nel quadro del secondo pilastro. Uno spostamento degli oneri verso l'AVS aggraverebbe ulteriormente le conseguenze dell'evoluzione demografica.</p><p>I movimenti sui mercati finanziari e azionari hanno ripercussioni sull'AVS solo quando queste oscillazioni provocano conseguenze sull'economia reale (erosione dei sostrati contributivi: somma dei salari o entrate fiscali). Nella previdenza professionale, basata sul sistema di capitalizzazione, l'importanza di tali oscillazioni è più rilevante. La prospettiva della previdenza professionale, impostata su un periodo molto lungo (la formazione del capitale di vecchiaia è pianificata per un periodo di quarant'anni), non va tuttavia trascurata né durante i periodi di rialzo né durante quelli di ribasso borsistico. Gli elevati rendimenti realizzati negli anni positivi devono potere coprire le perdite registrate negli anni negativi. Tuttavia, un funzionamento fluido del sistema di capitalizzazione presuppone che i parametri utilizzati corrispondano alla realtà. Le esperienze degli ultimi anni hanno mostrato che queste condizioni non sono sempre state rispettate in misura sufficiente. Perciò il Consiglio federale seguirà con particolare attenzione la situazione nel settore degli investimenti e l'evoluzione della speranza di vita. Veglierà affinché il tasso d'interesse minimo della previdenza professionale segua effettivamente le possibilità d'investimento delle casse pensioni e presenterà in tempo utile al Parlamento un'ulteriore proposta d'adeguamento del tasso di conversione, se ciò dovesse dimostrarsi necessario in seguito all'evoluzione della speranza di vita o allo sviluppo a lungo termine dei tassi d'interesse (tasso d'interesse tecnico). Per il resto, il Consiglio federale è del parere che anche nell'ambito della vigilanza si debbano tenere maggiormente in considerazione i rischi di finanziamento. Ai fini di migliorare la vigilanza ha perciò istituito una commissione peritale incaricata di formulare proposte per introdurre un sistema di vigilanza prudenziale e per centralizzare la vigilanza nel quadro di una commissione di vigilanza indipendente dall'amministrazione. In base ai risultati dei lavori della commissione peritale, il Consiglio federale vuole prendere delle decisioni di fondo all'inizio del prossimo anno. In futuro, il Consiglio federale farà ricorso alla competenza conferitagli dalla prima revisione LPP di emanare disposizioni sulla creazione di riserve attuariali e di altri accantonamenti destinati al finanziamento nonché di riserve di fluttuazione per migliorare la stabilità della previdenza professionale.</p><p>Un confronto con altri paesi mostra che i sistemi basati unicamente sulla capitalizzazione o sulla ripartizione sono molto più difficili da stabilizzare e che la concezione di base adottata in Svizzera va ancora considerata solida, nonostante i problemi attuali del secondo pilastro. La concezione di base dei tre pilastri, su cui si fonda la previdenza per la vecchiaia in Svizzera, è il risultato di una lunga evoluzione, durante la quale, nel quadro del processo legislativo, è stata ampiamente discussa la realizzazione dell'obiettivo costituzionale dell'AVS e della previdenza professionale. Inoltre è stato calibrato il peso di ciascuno dei due pilastri rispetto al sistema globale. Il Consiglio federale non vede il motivo per rimettere in discussione questo consenso di base che gode di un ampio appoggio da parte del mondo politico e della società. Il principio dei tre pilastri si è dimostrato valido: la combinazione delle diverse procedure di finanziamento assicura una distribuzione equilibrata dei rischi. Il rapporto del Dipartimento federale dell'interno sulla struttura odierna e l'evoluzione futura del modello svizzero dei tre pilastri nella previdenza per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità dell'ottobre 1995, che presentava i risultati di cinque perizie condotte da rinomati specialisti, era giunto alla conclusione che non era necessario intraprendere grossi cambiamenti nell'equilibrio tra i singoli pilastri. Attualmente è in corso la verifica richiesta dal postulato Leutenegger Oberholzer (02.3495) sull'efficienza economica della LPP rispetto all'AVS. Nuovi accertamenti dovrebbero essere eseguiti solo se i risultati della verifica dovessero mettere in luce lacune nell'equilibrio tra il primo e il secondo pilastro.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.