<h2>SubmittedText<h2><p>Il 15 febbraio 2012 il Consiglio federale ha approvato un accordo di cooperazione con l'Agenzia europea per la difesa (AED). Nell'informazione per i media scrisse che si trattava di promuovere la competitività dell'industria degli armamenti e che la cooperazione con l'AED favoriva "l'accesso ai mercati per la nostra industria" contribuendo anche a "rafforzare la nostra base industriale in materia d'armamenti e quindi anche ad assicurare posti di lavoro".</p><p>Invitiamo quindi il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quante commesse ha finora ricevuto concretamente l'industria svizzera degli armamenti grazie alla cooperazione con l'AED? A quanto ammonta il volume delle commesse in franchi svizzeri?</p><p>2. Quali costi (viaggi compresi) comporta tale cooperazione per la Svizzera? Qual è il carico di lavoro che ne risulta per i vari settori amministrativi e per Armasuisse?</p><p>3. Come valuta attualmente il Consiglio federale il bilancio dell'accordo di cooperazione?</p><p>4. Le previsioni ottimistiche di allora si sono rivelate corrette?</p><p>5. Considerando costi e benefici, un proseguimento della cooperazione è ulteriormente opportuno?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il 16 marzo 2012 la Svizzera ha firmato con l'Agenzia europea per la difesa (AED) un accordo di cooperazione nell'ambito dell'armamento (Framework for Cooperation). Tale accordo definisce il quadro della cooperazione con l'AED e semplifica, per la Svizzera, l'individuazione tempestiva degli sviluppi in materia di armamento nonché l'accesso alle reti multilaterali europee di cooperazione nel campo dell'armamento segnatamente per la ricerca e lo sviluppo e per gli acquisti e la manutenzione. L'accordo non è giuridicamente vincolante e la Svizzera decide autonomamente quali informazioni intende scambiare in tale quadro e a quali programmi e progetti concreti intende partecipare.</p><p>Il Consiglio federale risponde alle domande come segue:</p><p>1. L'AED non è un'agenzia che procede ad acquisti; non aggiudica alcuna commessa di fornitura di armamenti a privati, ma favorisce il trasferimento di conoscenze, l'individuazione tempestiva dei bisogni e l'identificazione delle competenze chiave. Così facendo, la cooperazione della Svizzera con l'AED sostiene la competitività dell'industria svizzera dell'armamento.</p><p>2. Finora le attività si sono concentrate sull'elaborazione dell'accordo di cooperazione, su accertamenti volti a determinare gli ambiti e i progetti di potenziali cooperazioni, su contatti esplorativi con l'AED e sulla partecipazione ad alcuni forum e simposi a Bruxelles. Gli oneri a livello di personale e finanziario necessari a tal fine sono minimi ed è stato possibile provvedervi nel quadro delle risorse di personale ordinarie. Secondo una stima approssimativa, il volume complessivo di lavoro di tutti gli organi della Confederazione coinvolti rappresenta, a dipendenza dell'intensità dei lavori, tra 0,5 e 1,5 posti a tempo pieno e le spese per gli spostamenti ammontano a 10 000 a 15 000 franchi.</p><p>3./4. È ancora troppo presto per trarre un bilancio e procedere alla valutazione delle previsioni enunciate. La concretizzazione della cooperazione tra la Svizzera e l'Agenzia richiede più tempo di quanto previsto. Da un lato, è stato necessario determinare gli ambiti di cooperazione appropriati, dall'altro occorreva chiarire le modalità di una partecipazione della Svizzera ai progetti dell'Agenzia. Una prima richiesta di cooperazione per un progetto di ricerca concernente sistemi mobili senza equipaggio sarà sottoposta al Consiglio federale nel primo trimestre del 2017.</p><p>5. Il proseguimento della cooperazione è opportuno. Gli oneri sono minimi e la partecipazione a progetti può rivelarsi utile per l'industria svizzera dell'armamento.</p>  Risposta del Consiglio federale.