<h2>SubmittedText<h2><p>Secondo informazioni ricevute direttamente dal Cossovo, l'ufficio svizzero di collegamento di Pristina non ha assunto nessun membro di una minoranza etnica. Se ciò corrispondesse a verità, ci troveremmo di fronte ad un grave problema, dato che in questa regione la discriminazione nel mondo del lavoro e la scarsa integrazione delle minoranze nel quotidiano rappresentano una delle questioni centrali della politica.</p><p>Chiedo dunque al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Il Consiglio federale può confermare queste informazioni?</p><p>2. In caso di risposta affermativa, quali sono le ragioni che causano la mancata integrazione di membri delle minoranze nelle attività dell'ufficio svizzero di collegamento a Pristina?</p><p>3. Quali sono le misure concrete che il Consiglio federale intende prendere per promuovere la protezione e l'integrazione delle minoranze nel Cossovo?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. È vero, né nell'ufficio di collegamento svizzero né in quello di cooperazione della DSC/Seco a Pristina lavorano attualmente, in un rapporto di servizio fisso, membri di minoranze del Cossovo. L'ufficio di collegamento (nel settore migrazione) invece si avvale ad intervalli regolari della collaborazione di membri di minoranze (ad es. Rom o Bosniaci) in funzione delle esigenze, al fine di condurre accertamenti in loco.</p><p>2. Questa situazione non è dovuta in alcun caso ad una mancanza di sensibilità per la questione, bensì rispecchia l'attuale situazione nella zona. Il primo problema riguarda la lingua: il personale locale dell'ufficio di collegamento è impiegato quasi esclusivamente nel reparto visti. Data la clientela, composta per il 95 per cento da persone di lingua albanese, da membri della minoranza serba e da rappresentanti di organizzazioni internazionali, sono necessarie conoscenze dell'albanese, dell'inglese e del serbo. È dunque molto arduo trovare membri di minoranze che oltre alla madrelingua parlino anche albanese ed una lingua internazionale. Il secondo motivo della difficoltà di assumere membri di minoranze nell'ufficio di collegamento riguarda la limitata libertà di movimento di queste persone. Al momento dell'assunzione del personale locale è stato praticamente impossibile ingaggiare membri di minoranze. Anche se le misure di sicurezza per questa categoria di persone vengono migliorate continuamente, i membri delle minoranze non osano muoversi o soffermarsi a Pristina senza una scorta adeguata. La rappresentanza svizzera si rende conto di quanto sia delicata la situazione e prenderà nuovamente in considerazione la possibilità di assumere membri di gruppi minoritari quando si libereranno nuovi posti.</p><p>3. La richiesta di una società multiculturale con la relativa garanzia dei diritti per tutte le minoranze è uno degli obiettivi fondamentali della politica Svizzera nel Cossovo. L'integrazione delle minoranze e la richiesta di una società multiculturale sono perciò tra le mete esplicite della strategia di cooperazione della Svizzera nella regione. L'integrazione di minoranze è un'esigenza comune di cui tengono conto tutti i progetti, quando possibile. Ad esempio, comuni serbi e singoli partecipano a progetti della DSC concernenti gli impianti idrici e l'agricoltura. La Direzione politica ha appoggiato numerosi dibatti politici in cui le minoranze che vi hanno partecipato hanno spiegato le proprie esigenze. Da svariati anni vengono finanziati anche progetti di integrazione per la promozione di una società multietnica svolti tra i media e i giovani. La cooperazione svizzera ha finanziato dal 2000 al 2005 con quasi 8,5 milioni di franchi svizzeri progetti specifici per minoranze (soprattutto popolazioni Rom, Ashkali ed Egizie), in particolare per quel che riguarda il lavoro e il reddito, la formazione e il settore sociale, le strutture abitative e gli impianti idrici nonché il dialogo politico ed i media.</p>  Risposta del Consiglio federale.