<h2>SubmittedText<h2><p>Secondo un nuovo studio condotto congiuntamente dal Centro di oncoematologia Hirslanden della Clinica delle Grangettes di Ginevra e dall'Università di Oxford e pubblicato nel settembre del 2021 nella rivista The international Journal of Molecular Sciences, i sali di alluminio rappresenterebbero un rischio reale per la salute, soprattutto per le donne. Alla luce di questo nuovo studio e delle sue considerazioni, chiedo al Consiglio federale di dare seguito alle domande e alle preoccupazioni seguenti:</p><p>1. Ha preso atto dello studio? In caso affermativo, intende sottoporlo alla stessa analisi critica della letteratura scientifica presa in esame tra il 2016 e il 2020, le cui conclusioni sostenevano l'assenza di rischi cancerogeni per i consumatori?</p><p>2. Se dovesse rendersi necessario, intende adeguare la legislazione svizzera come affermato nel suo rapporto del 2020?</p><p>3. È stato informato della volontà di eseguire una valutazione o di iniziare ad analizzare i risultati dello studio da parte del Comitato scientifico per la sicurezza dei consumatori (CSSC)?</p><p>4. In relazione alla domanda 3 e in linea con la domanda già posta nel postulato 16.3762, la Svizzera potrebbe, alla luce di questi risultati, considerare di vietare i prodotti contenenti sali di alluminio sul suo territorio?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. e 3. Come affermato nella risposta all'interpellanza Python 21.4193 "Cancro al seno e sali di alluminio nei cosmetici. Quando riconosceremo finalmente il legame di causalità?", il Consiglio federale è a conoscenza del nuovo studio condotto su cellule di criceto (Tenan et al. [2021] Aluminium enters mammalian cells and destabilizes chromosome structure and number). I risultati confermano le precedenti osservazioni sperimentali del gruppo di ricerca Mandriota/Sappino: dimostrano nuovamente che l'alluminio è potenzialmente genotossico e ha proprietà cancerogene. Tuttavia, lo studio non è stato condotto secondo le direttive scientifiche riconosciute per la valutazione dei cosmetici. Il Comitato scientifico per la sicurezza dei consumatori (CSSC) dell'UE ha già valutato diverse ricerche simili e ne ha tenuto conto nelle conclusioni del suo ultimo parere pubblicato nel 2020. Il nuovo studio non fornisce nuovi elementi scientifici non ancora considerati dal CSSC.</p><p>Inoltre, secondo l'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria, i risultati del nuovo studio non portano ad alcun cambiamento nella valutazione globale del rischio dell'utilizzo dell'alluminio nei cosmetici. Non c'è quindi motivo di mettere in discussione le affermazioni del rapporto del Consiglio federale del giugno del 2020 né le conclusioni del CSSC a livello europeo.</p><p>2. e 4. Poiché i risultati del nuovo studio non modificano le conclusioni del suo rapporto, il Consiglio federale non intende vietare l'alluminio nei cosmetici. Tuttavia, va ricordato che nel suo parere del 2020, il CSSC ha definito le concentrazioni massime di alluminio per gli antitraspiranti, i prodotti per la cura delle labbra e i dentifrici che considera sicure per la salute. Queste concentrazioni corrispondono a quelle che si trovano attualmente sul mercato, che dovrebbero già garantire la sicurezza dei consumatori nel contesto del controllo autonomo. La Commissione europea sta attualmente valutando come riprendere il parere del CSSC nella sua legislazione (si prevede di farlo nel corso del 2022). Se necessario, questi valori limite saranno introdotti nella legislazione svizzera per mantenerne l'equivalenza con quella dell'Unione europea.</p>  Risposta del Consiglio federale.