<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a vietare immediatamente tutte le operazioni della CIA sul territorio e nello spazio aereo della Svizzera.</p><p>Gli aeroporti e lo spazio aereo svizzeri sono stati utilizzati deliberatamente dalla CIA per operazioni nell'ambito delle quali si è fatto ricorso alla tortura. Secondo i nostri obblighi internazionali, la Svizzera vieta la tortura e ogni altra forma di trattamento crudele inumano o degradante. Di conseguenza l'emanazione del divieto menzionato è un obbligo legale.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'ordinamento giuridico svizzero, specificatamente il Codice penale, con le disposizioni sui crimini e sui delitti commessi contro lo Stato, in particolare gli atti compiuti senza autorizzazione per conto di uno Stato estero e i crimini di spionaggio, vieta già qualsiasi operazione sul territorio svizzero di agenti di Stati esteri senza autorizzazione. Sinora non vi sono prove che siano state svolte operazioni della CIA che abbiano violato i principi del diritto internazionale o del diritto svizzero sul nostro territorio o nel nostro spazio aereo. Nonostante ciò, la Svizzera ha comunicato alle autorità americane che non avrebbe tollerato un uso del proprio territorio contrario al diritto internazionale o al diritto svizzero. Inoltre, al momento di rilasciare l'autorizzazione annuale di sorvolo per aeromobili militari e altre aeromobili ufficiali americane, la Svizzera ha menzionato esplicitamente il rispetto del diritto internazionale quale condizione per qualsiasi sorvolo. L'autorizzazione è stata data dopo che le autorità americane avevano confermato di non aver utilizzato lo spazio aereo e gli aeroporti svizzeri per trasporti illegali di detenuti. Il ministero pubblico della Confederazione ha aperto un'inchiesta per verificare ogni indizio di attività illecita svolta sul territorio svizzero, spazio aereo compreso. Se l'inchiesta dovesse confermare lo svolgimento di simili attività, la Svizzera adotterebbe le misure del caso. In maniera più generale, la Svizzera ha espresso a più riprese in diversi forum internazionali il suo impegno per il rispetto della proibizione della tortura e di altri trattamenti crudeli, inumani o degradanti, in particolare nel contesto della lotta contro il terrorismo. Inoltre, in occasione dei rispettivi viaggi negli Stati Uniti, nel giugno 2005, il segretario di Stato Michael Ambühl e la consigliera federale Micheline Calmy-Rey hanno consegnato direttamente alle autorità americane un memorandum di condanna del trasferimento di persone verso Paesi in cui si pratica la tortura in quanto contrario al principio del non refoulement.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.