<h2>SubmittedText<h2><p>Chiedo gentilmente al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Come giudica il fatto che un cittadino svizzero non possa scrivere correttamente il proprio nome nel registro dello stato civile poiché non sono ammessi caratteri speciali come l'accento acuto croato? Intravvede un conflitto con la protezione garantita del nome (art. 29 CC) e il divieto di discriminazione (art. 8 Cost.)?</p><p>2. Apparentemente il sistema informatico Infostar sarà presto rinnovato. Il Consiglio federale può immaginare di introdurre l'accento acuto croato e altri caratteri speciali nel sistema informatico implementato?</p><p>3. Per quando è prevista l'introduzione del nuovo sistema con i nuovi caratteri speciali?</p><p>4. Alcuni Cantoni esigono un emolumento per i cambiamenti del nome. È pertanto ipotizzabile che persone che intendono riprendere nel loro nome un carattere speciale ora ammesso debbano versare nuovamente un emolumento, il che sarebbe scandaloso. Il Consiglio federale è disposto a impegnarsi affinché i Cantoni rinuncino a esigere un tale emolumento, perlomeno durante una fase transitoria? In questo contesto, è pure disposto a provvedere affinché in vista di questo prossimo adeguamento gli attuali emolumenti non siano più riscossi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale trova insoddisfacente che determinati caratteri speciali di altre lingue basate sull'alfabeto latino, come l'accento acuto sulla c nella lingua croata, non possano essere riportati correttamente. Tuttavia, una trascrizione è tecnicamente e giuridicamente possibile soltanto se Infostar è in grado di rilevare i caratteri speciali di altre lingue. Trascrivere questi caratteri solo entro certi limiti non costituisce ancora, di per sé, una violazione del divieto di discriminazione sancito dalla Costituzione né dell'articolo 29 del Codice civile sulla protezione del nome.</p><p>2./3. Infostar e altri registri del diritto privato devono essere regolarmente modernizzati per poter assolvere il loro ruolo cruciale nei rapporti giuridici. Attualmente il Parlamento sta esaminando un progetto del Consiglio federale relativo all'aggiornamento dei registri, tra cui quello dello stato civile. Sono parallelamente in corso lavori volti alla revisione del sistema Infostar, vecchio di oltre 15 anni. Lo scadenzario di questi lavori, inclusa la fase di realizzazione, non è ancora stato stabilito.</p><p>Anche se per integrare dei caratteri speciali nel sistema esistente sarebbero sufficienti alcuni mesi, questa misura mancherebbe d'efficacia poiché Infostar è connesso a molti altri registri comprendenti dati personali. Esso scambia dati elettronici con il sistema d'informazione sui documenti d'identità (ISA), il registro AVS e gli oltre 2300 registri comunali degli abitanti basati su più di 40 programmi in diverse versioni e di diversi fornitori. Aumentare le possibilità di rilevare i caratteri speciali soltanto in Infostar causerebbe problemi informatici e metterebbe a rischio lo scambio automatico di dati. Al fine di ampliare la gamma di caratteri utilizzati è indispensabile procedere in modo coordinato e concertato tra le competenti autorità federali, cantonali e comunali. Sul tema è previsto per l'inizio del 2017 uno scambio tra gli uffici che tengono i registri coordinato dall'Ufficio federale di statistica, competente per l'armonizzazione dei registri. Il Consiglio federale intende portare avanti i lavori affinché in un futuro relativamente prossimo sia possibile iscrivere correttamente nel registro dello stato civile i nomi comprendenti caratteri speciali come l'accento acuto croato.</p><p>4. L'autorizzazione del cambiamento del nome e i relativi emolumenti competono ai Cantoni (art. 30 cpv. 1 CC). Il Consiglio federale rispetta la ripartizione delle competenze e non interviene nelle procedure cantonali. Condivide tuttavia in linea di massima il parere secondo cui le domande di cambiamento del nome motivate dalle lacune tipografiche di sistemi obsoleti non dovrebbero essere condannate all'insuccesso a causa di emolumenti sproporzionati.</p>  Risposta del Consiglio federale.