<h2>SubmittedText<h2><p>Considerando che nel nostro Paese c'è carenza di personale qualificato, l'aumento del numero degli studenti è un fatto positivo. Tuttavia, se il finanziamento pubblico non basta più a compensare i nuovi costi, diventa problematico, poiché spinge le scuole universitarie a cercare viepiù finanziamenti privati.</p><p>Ultimamente, l'UBS ha deciso di donare 100 milioni di franchi svizzeri all'Università di Zurigo per la creazione di un istituto battezzato "UBS International Center of Economics in Society". La collaborazione è retta da un contratto che non è stato reso pubblico.</p><p>Il finanziamento della ricerca da parte di privati suscita legittime domande sull'indipendenza della formazione terziaria e sul mantenimento delle facoltà nel loro insieme. Il finanziamento privato, inoltre, è meno sicuro poiché dipende in larga misura dalla situazione economica del Paese e delle sue imprese.</p><p>1. Cosa pensa il Consiglio federale del finanziamento delle scuole universitarie e della ricerca da parte di imprese private? Non è forse una prova dell'insufficienza dei fondi pubblici? Non c'è il rischio, in questo modo, di compromettere un finanziamento a lungo termine e regolare a prescindere dalla situazione economica del Paese?</p><p>2. Qual è la posizione del Consiglio federale sul finanziamento di un istituto dell'Università di Zurigo da parte dell'UBS? Conosce nella sua integralità il contenuto del contratto stipulato? Quali sono le conseguenze per l'indipendenza della ricerca e dell'insegnamento?</p><p>3. Le donazioni private possono alterare il profilo di un'istituzione. Sapendo che la Confederazione e i cantoni cercano di coordinare la gestione strategica delle scuole universitarie e che queste ultime si adoperano per affinare i loro profili, non vi è il rischio - con le somme investite in alcuni settori - di forzare le autorità a cambiare i loro piani?</p><p>4. Quali sono le possibilità per regolamentare a livello nazionale questi finanziamenti privati, in modo da garantire l'indipendenza della ricerca e la parità di trattamento fra le diverse scuole universitarie e facoltà? Secondo la LPSU, come si potrebbe coordinare l'acquisizione e la ripartizione dei finanziamenti privati?</p><p>5. Sarebbe auspicabile istituire un fondo per coordinare l'acquisizione e la ripartizione dei finanziamenti privati per evitare forti disuguaglianze e impedire che a certe facoltà vengano a mancare i fondi necessari? Il FNS e la CTI potrebbero assumere questo ruolo?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale ritiene le diverse forme di collaborazione tra scuole universitarie e imprese o altri finanziatori privati un elemento importante dell'autonomia delle scuole universitarie. L'acquisizione di finanziamenti privati è promossa dalla Confederazione, la cui legislazione vigente la considera un criterio per valutare le prestazioni di ricerca nel quadro del calcolo dei sussidi federali alle università e alle scuole universitarie professionali cantonali. La stessa cosa è prevista nella nuova legge sulla promozione e sul coordinamento del settore universitario LPSU. Nel settore dei PF, la cooperazione con l'economia è parte dei contratti di prestazione del Consiglio federale per il corrente e il prossimo periodo di finanziamento. La collaborazione tra scuole universitarie e privati rafforza i legami tra economia, scienza e società e genera impulsi per la nostra piazza di ricerca e innovazione. La cooperazione tra rinomati istituti universitari e imprese di respiro internazionale dà inoltre alla Svizzera un vantaggio nella corsa planetaria ai migliori cervelli. Una tale cooperazione non solo è un complemento al finanziamento pubblico, ma accresce anche la notorietà internazionale delle nostre scuole universitarie. Il Consiglio federale è convinto che la ragione principale di questi partenariati vada ricercata nei vantaggi reciproci che offrono e non nell'insufficienza dei finanziamenti pubblici. Il messaggio ERI 2013-2016 prevede una crescita annua media di quasi il 4 per cento per le università e il settore dei PF e di quasi il 5 per le scuole universitarie professionali. Unitamente ai sussidi dei competenti enti cantonali, il finanziamento privato garantisce uno sviluppo costante e solido del settore universitario e conferisce una grande importanza al finanziamento pubblico. In confronto al finanziamento pubblico, il finanziamento privato delle scuole universitarie svizzere (7-9 per cento secondo il tipo di scuola) è relativamente modesto. I finanziatori privati giocano un ruolo incomparabilmente più importante per le scuole universitarie nordamericane e britanniche.</p><p>2./4. La garanzia della libertà d'insegnamento e di ricerca nella scienza è il principio cardine delle cooperazioni tra scuole universitarie e privati. Non per niente è esplicitamente prevista dalla Costituzione federale (art. 20), dalla legge federale sulla promozione della ricerca e dell'innovazione (LPRI; art. 3), dalla legge sui PF (art. 5) e dalla nuova LPSU (art. 5). Il quadro giuridico è completato dalle leggi cantonali e dai regolamenti delle singole istituzioni. Una limitazione della libertà accademica contraddirebbe l'autonomia universitaria e verrebbe rapidamente riconosciuta dalla comunità scientifica. La perdita di credibilità che ne risulterebbe minerebbe l'attrattiva dell'istituzione per le cooperazioni e i finanziatori a venire e ne comprometterebbe la concorrenzialità nella corsa planetaria ai migliori cervelli. È in primo luogo compito delle scuole universitarie stesse e degli enti loro preposti provvedere affinché non si creino dipendenze dalle fonti di finanziamento e che la libertà d'insegnamento e di ricerca sia rispettata. È per queste ragioni, e perché la legislazione vigente non lo prevede, che il Consiglio federale non conosce né il contratto tra l'Università di Zurigo e l'UBS sull'UBS International Center of Economics in Society né altri contratti tra scuole universitarie e finanziatori privati. L'esecutivo ritiene sufficienti le disposizioni legali vigenti o previste e i meccanismi di controllo consolidati.</p><p>3. L'affinamento del proprio profilo è un altro elemento dell'autonomia universitaria. Rientra quindi nelle competenze delle scuole universitarie definire le priorità in modo da affinare il proprio profilo utilizzando allo scopo anche finanziamenti privati. Nemmeno con la LPSU, la Confederazione e i cantoni avranno il compito di gestire dall'alto in basso la definizione del profilo delle scuole universitarie, ma piuttosto di promuoverla con incentivi adeguati. Le basi legali vigenti prevedono già sussidi subordinati a progetti quale strumento di promozione della collaborazione tra le scuole universitarie, della definizione di priorità e della razionalizzazione dell'offerta. Soltanto nei settori particolarmente onerosi il livello istituzionale responsabile della politica universitaria avrà la possibilità, su incarico della Conferenza svizzera dei rettori delle scuole universitarie, di decidere come ripartire i compiti. Conformemente alla LPRI, la Confederazione promuove la ricerca delle scuole universitarie soprattutto attraverso il Fondo nazionale svizzero FNS e la commissione per la tecnologia e l'innovazione CTI. I fondi, assegnati perlopiù su base competitiva, sostengono l'affinamento autonomo del profilo delle scuole universitarie, ma possono anche costituire incentivi per la definizione di priorità.</p><p>5. Le scuole universitarie svizzere sono in competizione tra loro in diversi settori, tra i quali l'acquisizione di mezzi di terzi pubblici e privati. Questo modello di finanziamento, che, come detto all'inizio, è sostanzialmente ripreso dalle leggi sul versamento di sussidi federali alle università e scuole universitarie professionali cantonali, ha dato buoni risultati. Le imprese e altri finanziatori privati sostengono le scuole universitarie e gli istituti cui sono particolarmente legati. In cambio, si ripromettono un utile sotto forma, per esempio, di un plusvalore conoscitivo nel proprio campo d'attività, della formazione di futuri collaboratori o di un vantaggio in termini d'immagine comportato dalla collaborazione con un partner rinomato. Se le donazioni e le sponsorizzazioni fossero suddivise in parti uguali tra tutte le scuole universitarie, gli istituti e le discipline professionali, la maggior parte dei finanziatori perderebbe la propria motivazione. Non è compito della Confederazione organizzare o coordinare l'acquisizione di finanziamenti privati da parte delle scuole universitarie. </p>  Risposta del Consiglio federale.