<h2>SubmittedText<h2><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. A quanto ammontano i contribuiti finanziari investiti in passato nella formazione degli interpreti interculturali?</p><p>2. È assicurato il passaggio di tale onere dalla Confederazione ai cantoni?</p><p>3. In che modo s'intende garantire in futuro queste formazioni in tutti i cantoni?</p><p>4. Come può la Confederazione garantire la qualità senza partecipare ai costi delle formazioni?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Dal 2005, nel quadro della strategia federale "Migrazione e salute" (fasi I e II), la formazione degli interpreti interculturali ha beneficiato di un sostegno finanziario diretto di circa 150 000 franchi all'anno. Data la maggiore necessità d'intervenire all'inizio della strategia, dapprima sono stati versati contributi più elevati che, in seguito, sono poi stati ridotti di anno in anno. Solo una parte dei costi complessivi dei corsi di formazione è però sovvenzionata dalla Confederazione.</p><p>2. Nella fattispecie si tratta di un finanziamento iniziale concesso nel quadro della strategia federale limitata nel tempo. Il passaggio dell'onere dalla Confederazione ai cantoni non è stato previsto, poiché è opportuno che la formazione e dunque la garanzia della qualità siano organizzati a livello sovracantonale (cfr. anche risposta 3).</p><p>3. In considerazione della potenziale domanda, a livello regionale, di prestazioni nel settore dell'interpretariato interculturale, il Consiglio federale ritiene opportuno limitare il numero degli istituti formativi sostenuti finanziariamente nelle singole regioni linguistiche. Gli autori di un'analisi commissionata dall'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), e relativa al fabbisogno di posti di formazione per interpreti interculturali, raccomandano alla Confederazione di distribuire il sostegno nelle tre regioni linguistiche erogando contributi a tre istituti germanofoni, a un istituto francofono e a uno italofono. Dall'analisi emerge pure che numerosi interpreti interculturali esercitano la loro professione anche se non dispongono del relativo certificato. Per poter recuperare la formazione, queste persone necessitano di un sostegno finanziario da parte della Confederazione. Fino al 2013 l'UFSP può assumere i costi di una parte di questi percorsi formativi nel quadro dell'attuale strategia federale "Migrazione e salute" fase II (2008-2013). Dato che gli interpreti interculturali sono formati nei settori dell'educazione, della sanità, e del lavoro sociale, l'Ufficio federale della migrazione (UFM) sta esaminando, nel quadro dello sviluppo della politica d'integrazione della Confederazione (rapporto concernente le mozioni Schiesser 06.3445 e del gruppo socialista 06.3765, le possibilità e se del caso le modalità per destinare a questo tipo d'interpretariato risorse provenienti dal credito attualmente destinato all'integrazione.</p><p>4. Fino a poco tempo fa, l'organizzazione mantello nazionale "Interpret" era incaricata dalla Confederazione di provvedere alla garanzia della qualità. Finora, il sostegno finanziario federale ha permesso di formare 650 interpreti interculturali con il certificato di "Interpret". Nel novembre 2009, un primo gruppo di 40 persone ha ottenuto l'attestato professionale federale di interprete interculturale. La garanzia della qualità, che continuerà a essere sostenuta dalla Confederazione, sarà affidata a un centro di competenze: l'UFSP e l'UFM, che ne assumeranno il sostegno finanziario, stanno esaminando le offerte di potenziali fornitori di prestazioni.</p>  Risposta del Consiglio federale.