<h2>SubmittedText<h2><p>Fondandosi sull'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale e sull'articolo 107 della legge sul Parlamento, la Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio degli Stati presenta la seguente iniziativa:</p><p>Occorre effettuare un cambio generale di sistema nell'ambito dell'imposizione della proprietà abitativa per uso proprio eletta a domicilio principale (le abitazioni secondarie non entrano in linea di conto) e sopprimere il valore locativo. A tal fine è necessario adeguare le basi legali (LIFD, LAID) in modo che il nuovo sistema, nell'ipotesi di un tasso d'interesse medio calcolato sul lungo termine, non incida sul gettito fiscale, non crei disparità tra locatari e proprietari contrarie alle prescrizioni costituzionali e promuova la proprietà abitativa conformemente alle disposizioni costituzionali vigenti.</p><h2>InitialSituation<h2><h2 class="Titel_d"><strong>Comunicato stampa della commissione dell'economia e dei tributidel Consiglio degli Stati del 28.05.2021</strong></h2><p class="Standard_d"><strong>La Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio degli stati (CET-S) ha esaminato il suo progetto di legge federale concernente il cambio di sistema nell'ambito dell'imposizione della proprietà abitativa </strong>(<a href="https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20170400">17.400</a>)<strong> adottandolo nella votazione sul complesso con 9 voti contro 2 e un'astensione.</strong></p><p class="Standard_d">La CET-S propone al suo Consiglio di sopprimere tanto a livello federale quanto a livello cantonale l'imposizione del valore locativo per le proprietà occupate personalmente presso il domicilio. Parallelamente per questi immobili dovranno essere soppresse a livello federale le deduzioni per i costi di conseguimento (spese di manutenzione, spese di riattazione di immobili di nuova acquisizione, premi di assicurazione e spese di amministrazione da parte di terzi) nonché le deduzioni per gli investimenti destinati al risparmio energetico, alla protezione dell'ambiente e per le spese di demolizione, mentre i Cantoni devono poter ancora ammettere tali deduzioni. Conformemente alla proposta della Commissione le deduzioni per la cura di monumenti storici devono continuare a essere consentite tanto a livello federale quanto a livello cantonale e dovrà essere prevista una deduzione di primo acquisto la cui durata di validità sarà limitata. Le abitazioni secondarie a uso proprio, invece, dovranno rimanere imponibili sia a livello federale sia a livello cantonale, così come i redditi da immobili locati o affittati. Visto l'elevato indebitamento privato, riconducibile in primo luogo al debito ipotecario, la riduzione degli incentivi all'indebitamento rappresenta un tema centrale per la Commissione, che intende fare leva affinché in futuro non siano più ammesse deduzioni degli interessi su debiti. Con 7 voti contro 4, la Commissione si è pertanto espressa a favore della variante 5 del suo <a href="https://fedlex.data.admin.ch/filestore/fedlex.data.admin.ch/eli/dl/proj/6019/21/cons_1/doc_1/it/pdf-a/fedlex-data-admin-ch-eli-dl-proj-6019-21-cons_1-doc_1-it-pdf-a.pdf">progetto preliminare sottoposto alla consultazione</a>. Una minoranza propone una limitazione delle deduzioni degli interessi sui debiti al 70 per cento dei redditi da sostanza imponibili.</p><p>&nbsp;</p><h2 class="Titel_d"><strong>Comunicato stampa del Consiglio federale del 25.08.2021</strong></h2><p class="Standard_d"><strong>Il Consiglio federale propone al Parlamento di entrare nel merito del progetto della Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio degli Stati (CET-S), che chiede un cambio di sistema nell'ambito dell'imposizione della proprietà abitativa. Nel contempo presenta proposte di modifica sui valori di riferimento principali. Nella seduta del 25 agosto 2021, l'Esecutivo ha adottato il parere che ha redatto sul progetto di legge.</strong></p><p class="Standard_d">Il progetto della CET-S è volto a sopprimere l'imposizione del valore locativo della proprietà abitativa occupata dal proprietario al domicilio. In compenso, oltre alle spese di manutenzione dell'immobile non potranno più essere dedotti gli interessi passivi, affinché siano eliminati gli incentivi all'indebitamento privato.</p><p class="Standard_d">Recentemente il Consiglio federale si è mostrato più volte aperto a una riforma dell'imposizione della proprietà abitativa, purché questa sia equilibrata, intrinsecamente coerente e finanziariamente sostenibile. Ha inoltre ripetutamente evidenziato che il sistema attuale presenta diverse lacune, come gli incentivi all'indebitamento privato o la complessità tecnica. A parere dell'Esecutivo sarebbero pertanto sufficienti gli elementi che motivano il cambio di sistema nell'ambito dell'imposizione della proprietà abitativa. Tuttavia si rende necessario un adeguamento del progetto della CET-S.</p><p class="Standard_d">&nbsp;</p><p class="Standard_d">Proposte di modifica del Consiglio federale</p><p class="Standard_d">Se il Parlamento dovesse decidere di entrare nel merito del progetto, il Consiglio federale presenta tre proposte di modifica.</p><p class="Standard_d">- Cambio di sistema completo: la proposta comprende l'abolizione del valore locativo anche per le abitazioni secondarie e sfrutta meglio il potenziale di semplificazione legato a un cambio di sistema.</p><p class="Standard_d">- Deduzione degli interessi su debiti: la deduzione degli interessi passivi qualificabili come costi di conseguimento del reddito deve continuare a essere ammessa. Si tratta in particolare dei redditi generati da immobili locati o affittati e delle abitazioni secondarie a uso proprio, sulle quali si continua a riscuotere l'imposta sul valore locativo.</p><p class="Standard_d">- Deduzioni in materia di risparmio energetico e di protezione dell'ambiente: inizialmente la Commissione aveva proposto di legare, nella legge sull'armonizzazione delle imposte dirette dei Cantoni e dei Comuni, questo incentivo fiscale alla legge sul CO2. Tuttavia tale legge è stata respinta. Il Consiglio federale intende quindi mantenere l'incentivo fiscale per il risanamento degli immobili fino al 2050 per raggiungere, in questo modo, l'obiettivo climatico 2050.</p><p class="Standard_d">&nbsp;</p><p class="Standard_d">Ripercussioni finanziarie del progetto</p><p class="Standard_d">Basandosi su un tasso ipotecario dell'1,5 per cento, la CET-S ha stimato a 660 milioni di franchi le minori entrate per la Confederazione, i Cantoni e i Comuni. Questa diminuzione del gettito ammonta a circa 1,66 miliardi di franchi se si tiene conto delle proposte di modifica del Consiglio federale. Con un tasso ipotecario del 3,5 per cento, si stima che il progetto della CET-S generi maggiori entrate pari a due miliardi di franchi, mentre la proposta di modifica dell'Esecutivo entrate supplementari pari a 150 milioni di franchi. A ciò si aggiungono minori entrate non quantificabili per la Confederazione, i Cantoni e i Comuni derivanti dal cambio di sistema relativo alle abitazioni secondarie.</p><h2>Proceedings<h2><p>Notizia ATS</p><p><strong>Dibattito al Consiglio degli Stati, 21.09.2021</strong></p><p><strong>Valore locativo, verso l'abolizione per abitazioni principali</strong></p><p><strong>L'imposizione del valore locativo per le abitazioni, ma non per quelle secondarie, va abolito. Seguendo le raccomandazioni della sua commissione, il Consiglio degli Stati ha approvato oggi per 20 voti a 17 e 2 astensioni un progetto che intende rivedere un sistema d'imposizione della proprietà immobiliare che risale alla Prima Guerra mondiale. Il dossier va al Nazionale.</strong></p><p>&nbsp;</p><p>No a privilegi fiscali</p><p>Una minoranza, che avrebbe voluto rimanere allo status quo, ha sostenuto che l'abolizione del valore locativo - un reddito fittizio da cui il proprietario può dedurre gli interessi passivi e i costi di manutenzione - rafforzerà i privilegi di cui godono i proprietari, soprattutto di quelli che non hanno più debiti e che negli ultimi anni hanno visto aumentare enormemente il valore dei rispettivi immobili - già poco tassati secondo il "senatore" Paul Rechsteiner (PS/SG) -, a scapito dei locatari. L'incremento del valore dell'immobile compensa ampiamente, secondo il Sangallese, il valore locativo.</p><p>&nbsp;</p><p>Cantoni per lo status quo</p><p>Oltre a ciò, ha messo in guardia Christian Levrat (PS/FR), i Cantoni - 21 su 26 - sono contrari a questa riforma, che li priva di importanti entrate fiscali. Con un tasso ipotecario dell'1,5 % sono stimate perdite di 660 milioni di franchi per l'erario di Confederazione, Cantoni e Comuni. Con le proposte del Consiglio federale, contrario per esempio a fare eccezioni per le case secondarie, il gettito diminuirebbe invece di 1,66 miliardi.</p><p>A detta dei due "senatori", il progetto della commissione, risultato di un parto lungo e doloroso, è talmente raffazzonato che verrà probabilmente respinto alle urne, come già accaduto in passato per ben due volte, sempre che arrivi davanti al popolo. Insomma, meglio interrompere qui l'esercizio che crea nuove ingiustizie: contro la volontà della maggioranza dei Cantoni non avrebbe alcuna possibilità di spuntarla davanti agli elettori.</p><p>Nonostante questo avvertimento - preceduto da una messa in guardia di Levrat ai colleghi favorevoli alla riforma i quali, ha specificato, rappresentano pur sempre i Cantoni - il plenum ha bocciato la proposta di non entrata nel merito rappresentata dai due "senatori" socialisti in aula per 26 voti a 15 e 2 astensioni.</p><p>&nbsp;</p><p>Eccessivo indebitamento</p><p>Per il "senatore" Pirmin Bischof (Centro/SO), presidente della commissione che ha elaborato il progetto, "Il valore locativo non viene compreso dalla popolazione: rappresenta un reddito fittizio (un reddito che il proprietario avrebbe potuto conseguire se avesse locato l'immobile: chi vive nella propria casa in fondo risparmia n.d.r) che deve essere tassato, ma non si tratta né di un costoso yacht né di una collezione d'arte". Insomma, nessuno lo capisce.</p><p>Il valore locativo, introdotto nel 1915 come imposta di guerra "una tantum", rappresenta un relitto del passato la cui esistenza è all'origine dell'eccessivo indebitamento degli Svizzeri - tra i più elevati al mondo secondo il ministro delle finanze Ueli Maurer per una somma di 900 miliardi di franchi -, un fenomeno che rischia di mettere in pericolo la stabilità finanziaria ed economica del Paese, qualora i tassi d'interesse dovessero risalire.</p><p>Sulla base di dati della Banca nazionale svizzera, ha spiegato Bischof, con un tasso del 3% un'ipoteca su cinque concessa ora non sarebbe più sostenibile (Rechsteiner ha relativizzato i timori della BNS, dal momento che gli Svizzeri detengono patrimoni per circa 5 mila miliardi).</p><p>Tassando un reddito fittizio derivante dal vivere in casa propria, hanno aggiunto altri oratori, i proprietari non vengono senz'altro sollecitati a ripianare l'ipoteca: e quando lo fanno, vengono penalizzati poiché non possono più dedurre dalle imposte gli interessi passivi, mentre il valore locativo rimane.</p><p>Un simile prelievo, inoltre, è un unicum: esiste solo in Svizzera, ha affermato Brigitte Häberli-Koller (Centro/TG) e contraddice inoltre la Costituzione federale in cui viene incoraggiata la proprietà delle proprie quattro mura. Insomma, è ora che il nodo gordiano del valore locativo venga sciolto, secondo la vicepresidente dell'Associazione dei proprietari fondiari</p><p>Secondo un altro esponente della direzione in aula di questa associazione, Hannes Germann (UDC/SH), Il valore locativo è percepito come un'ingiustizia, soprattutto quando la casa è pagata. La gente semplicemente non capisce questa tassa.</p><p>&nbsp;</p><p>Una riforma complessa</p><p>Nel suo intervento, il consigliere federale Ueli Maurer non ha nascosto la complessità della riforma in discussione, né le ripercussioni politiche della stessa, ciò che spiega i quattro anni di lavoro profusi dalla commissione preparatoria degli Stati per elaborare un progetto che tenga conto degli interessi divergenti in gioco.</p><p>Tuttavia, anche il ministro delle finanze - favorevole come il Consiglio federale al progetto, anche se alcune riserve - si è detto preoccupato per l'eccessivo indebitamento della popolazione e del pericolo di destabilizzazione del sistema economico-finanziario in caso di aumento del tassi ipotecari.</p><p>&nbsp;</p><p>Il progetto</p><p>Stando al progetto, il valore locativo verrebbe abolito per le prime case, ma rimarrebbe per quelle secondarie. Queste ultime dovrebbero essere tassate sia a livello federale che cantonale come prima, così come il reddito delle proprietà affittate o locate. Il Consiglio federale e una minoranza avrebbe voluto abolire il valore locativo anche per gli immobili secondari occupati dai proprietari.</p><p>Contro il parere della sua commissione, nel caso di immobili in affitto, i costi di conseguimento (ossia interessi debitori, costi di manutenzione e amministrativi) si potranno ancora dedurre poiché anche il reddito da locazione rimane tassabile. Una deduzione fino al 70% del rendimento imponibile del patrimonio dovrebbe essere possibile.</p><p>Chi acquista una prima casa può dedurre parte degli interessi ipotecari per i primi dieci anni: 5000 mila franchi per il primo anno o 10 mila per le coppie sposate, per poi diminuire linearmente.</p><p>Il Consiglio degli Stati è d'accordo con la proposta del Governo che i costi di rinnovamento energetico siano deducibili al più tardi fino al 2050, al fine di raggiungere gli obiettivi climatici.</p><p>&nbsp;</p><p>Notizia ATS</p><p><strong>Dibattito al Consiglio nazionale, 29.09.2022</strong></p><p><strong>Abolizione valore locativo, dossier torna in commissione</strong></p><p><strong>Il sistema d'imposizione del valore locativo va rivisto, ma coinvolgendo maggiormente i Cantoni, che attualmente sono molto critici in merito alla riforma. È quanto ritiene il Consiglio nazionale che ha rinviato in commissione il progetto che mira a riformare il sistema d'imposizione della proprietà immobiliare che risale alla Prima Guerra mondiale.</strong></p><p>Una minoranza, che avrebbe voluto rimanere allo status quo (la proposta di non entrata in materia è però stata bocciata con 125 voti contro 68), ha sostenuto che l'abolizione del valore locativo - un reddito fittizio da cui il proprietario può dedurre gli interessi passivi e i costi di manutenzione - rafforzerà i privilegi di cui godono i proprietari. Oggi sono gli inquilini ad essere penalizzati e a pagare affitti eccessivi, ha sostenuto Balthasar Glättli (Verdi/ZH).</p><p>Samuel Bendahan (PS/VD) si è da parte sua detto molto preoccupato per le perdite fiscali delle casse pubbliche: 3,8 miliardi. "È inaccettabile", ha sostenuto il vodese. Insomma, ha proseguito, con questo progetto la maggioranza vuole "il soldino e il panino".</p><p>Per Cédric Wermuth (PS/AG) il valore locativo ha il suo motivo di esistere: rappresenta la tassazione di un beneficio di cui si dispone. Il socialista ha poi sostenuto come sia giuridicamente difficile fare la distinzione tra residenze primarie e secondarie. I cantoni di montagna, del resto, sono preoccupati, ha detto l'argoviese.</p><p>&nbsp;</p><p>Imposta ingiusta</p><p>Il valore locativo, introdotto nel 1915 come imposta di guerra "una tantum", rappresenta un relitto del passato la cui esistenza è all'origine dell'eccessivo indebitamento degli Svizzeri, ha replicato Esther Friedli (UDC/SG).</p><p>Tassando un reddito fittizio derivante dal vivere in casa propria i proprietari non vengono incoraggiati a ripagare l'ipoteca, ha affermato da parte sua la relatrice commissionale Céline Amaudruz (UDC/GE). Un simile prelievo, inoltre, è un unicum: esiste solo in Svizzera.</p><p>Il valore locativo è percepito come un'ingiustizia, soprattutto quando la casa è pagata poiché non possono più dedurre dalle imposte gli interessi passivi, mentre il valore locativo rimane, hanno aggiunto altri oratori. La gente semplicemente non capisce questa tassa. Insomma, come riassunto da Petra Gössi (PLR/SZ): "dopo anni di discussioni è giunto il momento di prendere posizione chiaramente a favore di un cambiamento di sistema".</p><p>&nbsp;</p><p>Rinvio</p><p>L'Alleanza del Centro ha da parte sua chiesto - e ottenuto (con 114 voti contro 77 e 2 astensioni - il "sì" è venuto da PS, Verdi, Centro e PVL) - il rinvio del progetto in commissione. I progetti legati alla fiscalità hanno difficoltà ad essere approvati in votazione, lo abbiamo visto domenica scorsa, ha affermato Markus Ritter (Centro/SG). "Siamo favorevoli a un cambiamento di sistema, ma il disegno attuale non ci soddisfa", ha aggiunto Leo Müller (Centro/LU). Serve una riforma che convinca la maggioranza e dei Cantoni della popolazione.</p><p>I Cantoni hanno chiaramente fatto sapere di essere contrari alla legge nella versione uscita dal Consiglio degli Stati, ha ricordato da parte sua il consigliere federale Ueli Maurer. Orbene, "una riforma fiscale non può riuscire senza il loro sostegno", ha sostenuto il ministro delle finanze.</p><p>"Dobbiamo prenderci il tempo di coinvolgere maggiormente le autorità cantonali nell'elaborazione della riforma", ha poi detto Ritter. Ciò è possibile con l'istituzione di una sottocommissione, così come chiesto dalla proposta di rinvio, ha riassunto il sangallese.</p><p>&nbsp;</p><h4 class="SDA_Meldung_d">Notizia ATS</h4><h3 class="Debatte_sda_linksbündig_d"><strong>Dibattito al Consiglio nazionale, 14.06.2023</strong></h3><p class="Standard_d"><strong>Abolire valore locativo per tutti, anche residente secondarie</strong></p><p class="Standard_d"><strong>L'imposta sul valore locativo va abolita non solo per le residenze principali, come chiesto dal Consiglio degli Stati, ma anche per quelle secondarie. Lo ha deciso oggi il Consiglio nazionale approvando - con 109 voti contro 75 e 8 astenuti, - una revisione legislativa in materia. Il dossier torna alla Camera dei cantoni.</strong></p><p class="Standard_d">L'imposta sul valore locativo - un reddito fittizio da cui il proprietario può dedurre gli interessi passivi e i costi di manutenzione - esiste in Svizzera dal 1915. I tentativi di abolire questa imposta sono ripetutamente falliti alle urne e in Parlamento.</p><p class="Standard_d">Ora le Camere federali tornano alla carica. Con la soppressione del reddito locativo spariranno anche le possibilità di dedurre dalle imposte i lavori di manutenzione e i premi assicurativi degli immobili. Dal reddito potrebbero così solo essere dedotte, a determinate condizioni, solo le spese per la cura dei monumenti storici.</p><p class="Standard_d">Una proposta che chiedeva di poter dedurre anche gli investimenti destinati al risparmio energetico è stata bocciata con 103 voti contro 83. "È meglio puntare sui sussidi diretti", ha detto Franziska Ryser (Verdi/SG). I cantoni potranno però concedere se lo desiderano detrazioni concernenti i costi di rinnovamento energetico, fino al 2050, al fine di raggiungere gli obiettivi climatici. "No" invece alla possibilità chiesta dall'UDC di introdurre deduzioni per gli inquilini (decisione presa con 133 voti a 59).</p><p class="Standard_d">Durante le discussioni, il Nazionale, come detto, ha optato - con 158 voti contro 31 - per un cambiamento totale di paradigma, coinvolgendo nella riforma anche le residenze secondarie.</p><p class="Standard_d">Se il valore locativo fosse abolito solo per le abitazioni primarie, ma non per le abitazioni secondarie occupate dal proprietario, ci sarebbe un problema di costituzionalità, ha sostenuto Leo Müller (Centro/LU). Un cambiamento totale scongiurerebbe inoltre i pericoli di abusi, ossia che un proprietario faccia figurare la sua proprietà come casa di vacanza unicamente per poter dedurre le spese di manutenzione effettuate, ha aggiunto il lucernese.</p><p class="Standard_d">Per la consigliera federale Karin Keller-Sutter il mantenimento di due sistemi paralleli è poco opportuno poiché causerebbe un notevole peso burocratico. "Solo un cambiamento completo del sistema garantirebbe la parità di trattamento", ha aggiunto la ministra delle finanze.</p><p class="Standard_d">"Occorre tenere conto delle preoccupazioni dei Cantoni di montagna", ha replicato Petra Gössi (PLR/SZ) secondo cui è necessario approvare una legge che sia in grado di ottenere il sostegno della maggioranza della popolazione e dei Cantoni. Per Olivier Feller (PLR/VD) è sensato agire solo a livello di residenze primarie: "l'abitazione principale è un bene particolare per l'individuo, per le famiglie, e la riscossione di un'imposta sul valore locativo è particolarmente problematica, preoccupante e ingiusta", ha sostenuto invano.</p><p class="Standard_d">Il Nazionale si è invece trovato d'accordo con gli Stati nel concedere a chi acquista una prima casa la possibilità di dedurre parte degli interessi ipotecari per i primi dieci anni: 5000 mila franchi per il primo anno o 10 mila per le coppie sposate, per poi diminuire linearmente.</p><p class="Standard_d">"Si tratta di un sussidio fiscale basato sul principio dell'annaffiatoio: viene concesso anche a chi non ne ha bisogno", ha deplorato Jacqueline Badran (PS/ZH). La promozione della proprietà abitativa è un mandato costituzionale, ha replicato con successo Leo Müller.</p><p class="Standard_d">Il Nazionale ha anche adottato una misura per limitare l'incentivo all'indebitamento. In futuro dovrebbe essere consentito dedurre gli interessi maturati su debiti fino al 40% dei redditi da sostanza imponibili. Respinte le varie minoranze che chiedevano una deduzione fino al 70% come l'aveva proposto il Consiglio degli Stati (proposta respinta con 110 voti contro 80), una limitazione della deduzione al 40% dei soli redditi da sostanza immobiliare (105 a 85) o lo stralcio integrale di tale possibilità (105 a 84). Oggi è possibile dedurre gli interessi maturati su debiti sul 100% dei redditi da sostanza imponibili e ulteriori 50'000 franchi.</p><p class="Standard_d">La sinistra avrebbe voluto sopprimere o almeno limitare questa possibilità. Se si vuole cambiare il sistema bisogna avere il coraggio di farlo fino in fondo, ha detto Samuel Bendahan (PS/VD). "Non ha alcun senso concedere la possibilità di dedurre gli interessi se il reddito non è più imponibile". "Non si può avere l'uovo e la gallina", ha sostenuto il vodese. "Perché ricompensare sul piano fiscale chi si indebita?", si è chiesto Balthasar Glättli (Verdi/ZH).</p><p class="Standard_d">Se il reddito da locazione continuasse a essere interamente imponibile nel nuovo sistema, ma le spese per gli interessi dell'ipoteca non fossero più deducibili il principio dell'imposizione in base alla capacità economica non sarebbe più rispettato, ha replicato Karin Keller-Sutter.</p><p class="Standard_d">E difficile distinguere tra debiti per beni immobili, per beni mobili o per titoli, ha detto da parte sue Leo Müller. "Come differenziare, ad esempio, il caso di chi ha accesso un mutuo di 100'000 franchi per ristrutturare la propria casa da chi lo ha fatto per acquistare titoli?", si è chiesto il lucernese. Creando una divergenza con gli Stati si avrà l'occasione di riflettere ulteriormente su questo punto, ha aggiunto.</p><p class="Standard_d">Da notare che al voto d'insieme la sinistra si è opposta alla riforma che, a suo dire, non fa altro che peggiorare la situazione che vede gli inquilini discriminati rispetto ai proprietari. Christian Dandrès (PS/GE) ha messo in dubbio l'efficacia del progetto nell'ottica della promozione dell'accesso alla proprietà: "la soppressione del valore locativo è assolutamente inutile per chi vuole acquistare casa, i vantaggi vanno solo a beneficio di è già proprietario".</p><p>&nbsp;</p><h4 class="SDA_Meldung_d"><span style="color:black;">Notizia&nbsp;ATS</span></h4><h3 class="Debatte_sda_linksbündig_d"><strong>Dibattito al Consiglio degli Stati, 14.12.2023</strong></h3><p class="Standard_d"><strong>"No" a abolizione valore locativo per case di vacanza</strong><br><strong>L'imposta sul valore locativo non va abolita per le residenze secondarie. Lo ha ribadito oggi il Consiglio degli Stati esaminando, a livello di divergenze, la riforma dell'imposizione della proprietà abitativa.</strong></p><p class="Standard_d">Un cambiamento completo del sistema - ossia la soppressione del valore locativo per residenze principali e secondarie - sarebbe sì coerente, ma comporterebbe ingenti perdite finanziarie per le regioni turistiche, ha sottolineato Pirmin Bischof (Centro/SO) a nome della commissione. "Sarebbe naturalmente più semplice abolirlo completamente, ma occorre fare un bilancio e coinvolgere tutti", ha aggiunto Hannes Germann (UDC/SH). Senza il sostegno dei cantoni, la proposta sarebbe in serio pericolo, ha aggiunto.</p><p class="Standard_d">Il cambiamento completo di sistema è l'unico modo per alleggerire l'onere amministrativo delle autorità fiscali ed evitare doppioni, ha replicato Carlo Sommaruga (PS/GE) a nome della minoranza. "Se vogliamo far passare il progetto, è difficile spiegare perché creiamo due sistemi diversi", ha sostenuto Erich Ettlin (Centro/OW). Al voto, la maggioranza l'ha però spuntata con 36 voti contro 8.</p><p class="Standard_d">Una divergenza esiste anche per quel che concerne le misure per limitare l'incentivo all'indebitamento. Il Nazionale vorrebbe consentire la deduzione degli interessi maturati sui debiti fino al 40% dei redditi da sostanza imponibili. Oggi gli Stati hanno ribadito che questa percentuale va portata al 70%. Oggi è possibile dedurre gli interessi maturati su debiti sul 100% dei redditi da sostanza imponibili e ulteriori 50'000 franchi.</p><p class="Standard_d">&nbsp;</p><h2 class="Titel_d"><strong>Informazioni</strong></h2><p class="Auskünfte_d">Katrin Marti, segretaria della commissione,</p><p class="Auskünfte_d">058 322 94 72,</p><p class="Auskünfte_d"><a href="mailto:wak.cer@parl.admin.ch">wak.cer@parl.admin.ch</a></p><p class="Auskünfte_d"><a href="https://www.parlament.ch/it/organe/commissioni/commissioni-tematiche/commissioni-cet">Commissione dell'economia e dei tributi (CET)</a></p>