<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di svolgere uno studio che consenta di proporre misure efficaci contro il commercio illegale on line di specie animali e vegetali minacciate e di prodotti da esse derivati. Per poter presentare misure efficaci contro queste pratiche illecite deve innanzitutto rilevare le dimensioni del fenomeno.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Occorre partire dal presupposto che anche in Svizzera gli esemplari di specie protette sono spesso offerti su Internet. I gestori di portali di vendita on line sono sensibilizzati al tema. L'offerta di esemplari di specie protette non è di per sé vietata. È punibile invece chiunque importi, faccia transitare o esporti esemplari senza le necessarie autorizzazioni. Il numero delle offerte non fornisce quindi automaticamente indicazioni sulle dimensioni del commercio illegale. Per altro, il commercio on line di esemplari di specie protette è già stato oggetto di parecchi studi. Anche un gruppo di lavoro istituito dal comitato permanente della Convenzione sul commercio internazionale delle specie di fauna e di flora selvatiche minacciate di estinzione (CITES; RS 0.453), in cui la Svizzera è rappresentata dall'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV), ha elaborato raccomandazioni sull'argomento e presentato tra l'altro la proposta di aprire sul sito della CITES un portale che faciliterebbe agli Stati contraenti lo scambio di informazioni sul commercio on line di specie protette. Le raccomandazioni prevedono l'esame e la valutazione delle disposizioni vigenti per il controllo del commercio di esemplari di specie protette, le indagini sul commercio illegale e il sanzionamento dei casi comprovati. In Svizzera, le misure di controllo sono costantemente valutate dall'Amministrazione federale delle dogane e dall'USAV, che insieme fissano gli aspetti principali dei controlli, eseguono analisi di rischio e li attuano. È prevista anche una verifica delle disposizioni penali applicabili.</p><p>Un ulteriore studio su questo tema non è ritenuto necessario.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.