<h2>SubmittedText<h2><p>La validité dell'articolo 55a della legge federale sull'assicurazione malattie, "Limitazione dell'autorizzazione a esercitare a carico dell'assicurazione malattie", in vigore fino al 30 giugno 2016, è prorogato senza interruzione per tre anni, ossia fino al 30 giugno 2019, sotto forma di legge federale urgente.</p><h2>InitialSituation<h2><p>L'articolo 55a della legge federale sull'assicurazione malattie "Limitazione dell'autorizzazione a esercitare a carico dell'assicurazione malattie", in vigore fino al 30 giugno 2016, è prorogato senza interruzione per tre anni, ossia fino al 30 giugno 2019, sotto forma di legge federale urgente. </p><p></p><p><b>Parere del Consiglio federale del 6 aprile 2016 </b></p><p>Il Consiglio federale propone di approvare il progetto della CSSS-N. </p><h2>Proceedings<h2><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 27.04.2016</b></p><p><b>CN: studi medici, prolungata di tre anni la moratoria </b></p><p><b>(ats) I Cantoni devono poter continuare per i prossimi tre anni a limitare, a seconda del bisogno, il numero di studi medici. Lo ha deciso oggi il Consiglio nazionale con 177 voti contro 7 e 4 astenuti. Il dossier passa agli Stati.</b></p><p>Il testo mira a prorogare di tre anni la gestione strategica delle autorizzazioni vigente fino all'estate del 2019. Al momento la limitazione del numero di studi medici è infatti possibile solamente sino al 30 giugno 2016.</p><p>Nel 2015 il Consiglio federale aveva sottoposto al Parlamento una proposta per una soluzione duratura, che consentisse ai Cantoni di continuare a gestire il settore ambulatoriale anche dopo la scadenza e a tempo indeterminato. Questo testo era però stato respinto dalle Camere.</p><p>"Dopo una decisione irresponsabile ci troviamo ora a dover mettere un cerotto. Gli interessi degli assicuratori hanno prevalso su quelli degli assicurati", ha dichiarato la ticinese Marina Carobbio (PS). "Il tema riguarda particolarmente le regioni di frontiera, toccate dall'apertura di nuovi studi medici". Bisogna intervenire per mantenere alta la qualità e per non far esplodere i costi, per questo motivo il compromesso proposto deve essere approvato.</p><p>Anche l'UDC, seppur in modo poco convinto, si è dichiarata favorevole al prolungamento della moratoria. "Di principio siamo contrari a interventi nel libero mercato, e non a caso ci siamo opposti alla soluzione indeterminata proposta dal governo", ha affermato Sebastian Frehner (UDC/BS). Serve più libertà di mercato, ma finché questo non sarà possibile "bisogna prolungare la possibilità di limitazione degli studi medici".</p><p>Il consigliere federale Alain Berset, pur sottolineando il disappunto del governo per la mancata approvazione di una soluzione definitiva, ha invitato ad accogliere il prolungamento della moratoria. "Senza norme c'è un'esplosione di medici specialisti", in particolare in regioni di confine come Ginevra o il Ticino, ha detto. "Questo ha importanti conseguenze sui costi" e proprio per questo bisogna intervenire.</p><p></p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 06.06.2016</b></p><p><b>CSt: moratoria apertura studi medici prolungata di tre anni </b></p><p><b>(ats) I Cantoni potranno continuare per i prossimi tre anni a limitare, a seconda del bisogno, il numero di studi medici. Dopo il Nazionale, anche il Consiglio degli Stati ha approvato, con 34 voti contro 6 e 3 astenuti, la proroga urgente dell'articolo 55a della LAMal.</b></p><p>Tale articolo consente ai cantoni di limitare l'apertura di studi medici in presenza di un'offerta eccessiva. Attualmente la moratoria scade alla fine di questo mese, grazie alla proroga approvata oggi, la sua validità è stata prolungata fino all'estate del 2019.</p><p>Nel 2015 il Consiglio federale aveva sottoposto al Parlamento una proposta per una soluzione duratura, che consentisse ai Cantoni di continuare a gestire il settore ambulatoriale anche dopo la scadenza e a tempo indeterminato. Questo testo era però stato respinto dal Consiglio nazionale in votazione finale.</p><p>"Tale rifiuto ci riporta al punto di partenza e il Parlamento è confrontato con le stesse scelte di tre anni fa", ha affermato il consigliere federale Alain Berset. Il ministro della sanità ha poi invitato le Camere a ricominciare il lavoro dall'inizio e a trovare una soluzione durevole entro il 2019 per regolare il settore ambulatoriale "responsabile del 40% dei costi della salute, e quindi anche del 40% dei premi pagati dai cittadini".</p><p>Il Parlamento non intende accontentarsi della proroga della moratoria, ha assicurato Karin Keller-Sutter (PLR/SG). La Camera dei cantoni ha infatti tacitamente adottato una mozione della Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio nazionale che chiede di differenziare il valore del punto tariffario in funzione della regione, della gamma di prestazioni o di criteri di qualità.</p><p>Questa soluzione dovrebbe permettere di evitare che l'offerta medica si riduca troppo nelle zone periferiche e che si sviluppino "nicchie lucrative". Liliane Maury Pasquier (PS/GE) ha però espresso dubbi circa l'efficacia di un sistema basato sulla qualità e sul rischio di creare troppa burocrazia.</p><p>Altri modelli saranno quindi sviluppati in parallelo per gestire meglio l'offerta. I Cantoni potrebbero così gestire le ammissioni basandosi su soglie stabilite dal Consiglio federale. Il governo dovrà anche prendere in considerazione la possibilità di escludere dal rimborso delle cure alcuni medici appartenenti a categorie in cui il tetto massimo è stato superato.</p>