<h2>SubmittedText<h2><p>Secondo il Consiglio federale, quali sono le possibilità per garantire la copertura dei rischi in caso di perforazioni in profondità in vista dell'utilizzazione di energia idrotermale? </p><p>Potrebbero essere prestate garanzie contro i rischi sotto forma di fideiussioni finanziate con i fondi derivanti dalla parziale destinazione vincolata della tassa sul CO2?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La geotermia idrotermale per la produzione di calore destinato al riscaldamento degli edifici ha un grande potenziale di sviluppo in Svizzera, in particolare nelle zone densamente abitate, particolarmente adatte alla realizzazione di reti di teleriscaldamento. Tuttavia, la probabilità che una perforazione dia esito negativo è notevole, pari circa all'85 per cento, sebbene siano stati fatti grandi progressi nelle indagini geologiche e geofisiche. Un grosso ostacolo alla realizzazione dei progetti geotermici resta quindi il finanziamento delle perforazioni, che deve essere garantito nonostante l'incertezza del loro esito. Una copertura almeno parziale del rischio per le perforazioni geotermiche di profondità finalizzate unicamente allo sfruttamento del calore per il riscaldamento potrebbe rendere questi sistemi più interessanti per gli investitori.</p><p>Nel passato, la Confederazione ha già utilizzato lo strumento della garanzia dei rischi in relazione alle perforazioni di profondità. Dal 1987 al 1997 sono stati messi a disposizione 13,7 milioni di franchi a garanzia dei rischi, che hanno permesso di sostenere 13 perforazioni. Ne sono nati progetti di successo, come, per esempio, a Riehen e Bassersdorf (sfruttamento del calore per il riscaldamento di edifici) o a Lavey-les-Bains e Bad Schinznach (bagni termali). I progetti erano stati scelti bene, poiché in 6 casi su 13 è stato possibile sfruttare con successo l'energia geotermica (mediamente, solo nel 15 per cento delle perforazioni è possibile sfruttare energia). Allora, l'incentivazione si era basata sul decreto sull'energia. Le risorse attualmente a disposizione per la geotermia sono impiegate unicamente per progetti di ricerca.</p><p>Secondo i progetti di ordinanza finora elaborati, la destinazione parzialmente vincolata della tassa sul CO2 dovrà essere utilizzata per gli involucri degli edifici e per promuovere le energie rinnovabili negli edifici abitativi e ad uso ufficio. Se il calore prodotto viene utilizzato nell'ambito degli edifici, nulla si oppone a un finanziamento attraverso la destinazione parzialmente vincolata. Attualmente, tuttavia, nel settore delle energie rinnovabili i contributi finanziari devono essere versati a progetti che con certezza producono energia a partire da fonti rinnovabili. Ciò corrisponde anche alla prassi corrente dei programmi di incentivazione cantonali. La copertura dei rischi per le perforazioni a scopi geotermici, invece, comporterebbe un pagamento effettivo proprio nei casi in cui la perforazione non ha successo, cioè lo sfruttamento del calore non è possibile. È quindi improbabile, al momento attuale, che i fondi derivanti dalla parziale destinazione vincolata della tassa sul CO2 possano essere utilizzati per finanziare fideiussioni a titolo di garanzia contro i rischi. Tali fideiussioni richiederebbero una modifica della legge.</p>  Risposta del Consiglio federale.