<h2>InitialSituation<h2><p><b>Comunicato stampa del Consiglio federale del 15.02.2017</b></p><p><b>Messaggio concernente l'Accordo di libero scambio AELS-Georgia </b></p><p><b>Il 15 febbraio 2017 il Consiglio federale ha licenziato il messaggio concernente l'Accordo di libero scambio (ALS) tra gli Stati dell'AELS (Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera) e la Georgia e lo ha trasmesso per approvazione alle Camere federali. </b></p><p>L'Accordo di libero scambio tra gli Stati dell'AELS e la Georgia, firmato il 27 giugno 2016 a Berna, ha un vasto campo d'applicazione e corrisponde agli ALS con Stati terzi stipulati di recente dall'AELS. L'Accordo migliorerà l'accesso delle esportazioni di merci e servizi e degli investimenti svizzeri al mercato georgiano, agevolerà il commercio reciproco, consentirà l'accesso al mercato degli appalti pubblici senza alcuna discriminazione e rafforzerà la protezione della proprietà intellettuale. Migliorerà inoltre la certezza del diritto negli scambi economici e contribuirà allo sviluppo sostenibile.</p><p>L'Accordo conferisce agli operatori economici svizzeri un vantaggio nei confronti dei concorrenti di altri Paesi che non hanno stipulato un accordo di libero scambio con la Georgia. Inoltre, riduce la discriminazione presente o futura rispetto ad altri partner di libero scambio di questo Paese.</p><p>Negli ultimi anni il volume degli scambi commerciali bilaterali ha oscillato tra i 40 e i 50 milioni di franchi, anche se l'export svizzero predomina nettamente. Nel 2015 le esportazioni hanno raggiunto i 36 milioni di franchi; si è trattato soprattutto di prodotti farmaceutici (52%), articoli di orologeria (11%), carta e articoli di carta (6%). Le importazioni sono ammontate a 3 milioni di franchi e hanno riguardato per lo più il settore tessile e dell'abbigliamento (38%) nonché i prodotti agricoli (25%). </p><h2>Proceedings<h2><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 14.06.2017</b></p><p><b>AELS, approvato libero scambio con Georgia </b></p><p><b>Il Consiglio degli Stati ha approvato oggi all'unanimità l'accordo di libero scambio tra gli Stati dell'AELS (Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera) e la Georgia. Non si tocca invece la prassi referendaria. Il dossier passa al Nazionale.</b></p><p>La maggioranza ha seguito senza esitazioni l'opinione della commissione, secondo la quale tale accordo permetterà di sostenere le riforme economiche in atto in Georgia e di proseguire l'integrazione del Paese nelle strutture di cooperazione economica.</p><p>Negli ultimi anni il volume degli scambi commerciali bilaterali tra Svizzera e Georgia ha oscillato tra i 40 e i 50 milioni di franchi, anche se l'export elvetico predomina nettamente.</p><p>I "senatori" non condividono invece l'intenzione del Consiglio federale di non più sottoporre in futuro a referendum facoltativo gli accordi di libero scambio paragonabili a questo. La proposta del governo è stata respinta con 32 voti contro 7.</p><p>"Si è cercato di far passare per la porta secondaria un punto molto importante", ha detto Pirmin Bischof (PPD/SO) a nome della commissione. "Anche se la democrazia diretta può essere a volte più lenta e apparentemente meno efficiente, è fondamentale nel funzionamento del nostro sistema", ha detto. "Una modifica simile dovrebbe essere discussa in modo approfondito e non aggiunta in un punto secondario di un accordo".</p><p>Il presidente dei socialisti Christian Levrat (FR) ha parlato addirittura di un "tentativo clandestino" di far passare questa modifica. "È vero che la pratica attuale può e deve essere migliorata, ma questo non è sicuramente il modo di agire", ha affermato.</p><p>Il consigliere federale Johann Schneider-Ammann ha da parte sua spiegato che in passato non tutti gli accordi erano sottoposti al referendum facoltativo e che il governo vorrebbe tornare a questa prassi. "Si tratta di competenze che possono essere tranquillamente delegate al Parlamento", ha detto. Il tema è emerso con questo accordo specifico in modo da rispettare determinare tempistiche.</p><p><b></b></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 18.09.2017</b></p><p><b>Accordi AELS da sottoporre a referendum facoltativo </b></p><p><b>Gli accordi di libero scambio conclusi dalla Svizzera nell'ambito dell'AELS non devono essere per forza esclusi dalla prassi referendaria. Lo ha deciso il Consiglio nazionale approvando, con 142 favorevoli e 42 astenuti, l'accordo sull'accordo tra i Paesi dell'Associazione europea di libero scambio (AELS) e la Georgia.</b></p><p>Nel suo messaggio il governo proponeva di non più sottoporre in futuro a referendum facoltativo trattati paragonabili a questo. Per il Nazionale, che ha confermato lo stralcio di questa disposizione proposto dagli Stati, la questione va trattata in un progetto distinto.</p><p>In aula si sono levate anche diverse voci contrarie alla proposta governativa: "anche se nel 95% dei casi non viene lanciato un referendum, bisogna imperativamente lasciare questa possibilità ai cittadini del Paese", ha sostenuto Denis de la Reussille (PDL/NE). "Sarebbe contrario all'essenza stessa della nostra democrazia", ha aggiunto.</p><p>Il ministro dell'economia Johann Schneider-Ammann si è detto sorpreso dalle critiche sollevate in aula ed ha ricordato che la Svizzera è dipendente da accordi di libero scambio, negli ultimi anni ne sono del resto stati adottati diversi senza che questi fossero stati sottoposti a referendum facoltativo. Il dibattito odierno, ha aggiunto invano il consigliere federale, potrebbe inviare segnali sbagliati ad altri Paesi che desiderano negoziare un accordo di questo tipo con la Svizzera.</p><p>Con 128 voti contro 50 e due astenuti, la Camera del popolo ha poi respinto la proposta di istituire un forum di rappresentanti della società civile allo scopo di garantire la presentazione di un rapporto sull'attuazione delle disposizioni concernenti lo sviluppo sostenibile. La maggioranza ha ritenuto che le norme stabilite nell'accordo fossero sufficienti.</p><p>Infine, con 98 voti contro 84 e una astensione, il Nazionale ha deciso di sottoporre l'accordo a referendum facoltativo.</p>