<h2>SubmittedText<h2><p>Diversi media hanno riferito di seri problemi nell'ambito delle perizie AI. Ha suscitato discussioni anche la procedura di attribuzione di mandati per perizie mono e bidisciplinari, che ancora oggi non è svolta secondo il metodo aleatorio.</p><p>In molti casi sono stati pubblicati dati sui redditi conseguiti dai periti. Particolarmente frequenti e severe sono state le critiche mosse ai periti che hanno ricevuto un numero particolarmente elevato di mandati, guadagnando così parecchio denaro. Ad esempio, i dati dell'ufficio AI di Basilea Città mostrano che i due periti più rigorosi hanno ricevuto il maggior numero di mandati.</p><p>È molto positivo che il DFI abbia aperto un'inchiesta. Tuttavia, non è ancora noto su cosa verta concretamente e quali insegnamenti siano tratti. Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Vi è un nesso tra la procedura di attribuzione dei mandati, il numero di perizie e il risultato?</p><p>2. L'accusa di attribuzione selettiva dei mandati sarà oggetto dell'inchiesta?</p><p>3. Traendo insegnamento dai problemi summenzionati, non si potrebbe evitarla introducendo il metodo aleatorio anche per l'attribuzione di mandati per perizie mono e bidisciplinari?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1-3. Il Consiglio federale non dispone di alcun indizio di un nesso tra la procedura di attribuzione dei mandati, il numero e il risultato delle perizie commissionate. L'attribuzione dei mandati peritali da parte degli uffici AI avviene in funzione del tipo di perizia (monodisciplinare, bidisciplinare o pluridisciplinare), delle specializzazioni richieste e delle risorse disponibili. Nel caso delle perizie monodisciplinari o bidisciplinari, l'ufficio AI sceglie un perito in possesso delle qualifiche professionali richieste che disponga delle risorse di tempo necessarie per adempiere i requisiti qualitativi e accelerare la procedura. Inoltre, nell'interesse della persona assicurata, viene scelto di preferenza un perito della sua regione di residenza per evitare lunghe e gravose trasferte. Al momento dell'attribuzione del mandato peritale, l'ufficio AI parte sempre dal presupposto che il risultato non sia viziato da pregiudizi, in quanto, in ultima analisi, deve reggere all'esame di un tribunale indipendente, nell'eventualità di una procedura di ricorso.</p><p>Il Dipartimento federale dell'interno ha deciso di effettuare un'analisi delle perizie mediche. L'obiettivo principale è di chiarire i ruoli e le responsabilità dei diversi attori coinvolti nella procedura. Si tratta innanzitutto di studiare quali misure possano adottare gli uffici AI e l'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) per migliorare in particolare la qualità delle perizie e l'aggiudicazione dei relativi mandati. Occorre inoltre chiarire quali responsabilità spettino agli uffici AI e quali all'UFAS nella sua qualità di autorità di vigilanza e quali attività ne derivino. Le raccomandazioni sull'ottimizzazione dell'organizzazione e sullo svolgimento delle perizie sono attese entro l'estate del 2020.</p><p>Nell'ambito dell'Ulteriore sviluppo dell'AI (17.022) si prevede inoltre che il Consiglio federale emani criteri per l'abilitazione dei periti e istituisca una commissione incaricata di controllare l'autorizzazione dei centri peritali, la procedura per l'allestimento delle perizie e i risultati delle perizie mediche. La commissione sarà costituita da rappresentanti dei diversi rami delle assicurazioni sociali, dei centri peritali, del corpo medico, della comunità scientifica e delle organizzazioni di pazienti e d'aiuto ai disabili.</p>  Risposta del Consiglio federale.