<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Con l'approvazione del preventivo 2003 il Parlamento ha sottoposto i crediti di pagamento a un blocco dell'uno rispettivamente due per cento (-250 milioni). Circa il 40 per cento del bilancio è toccato da questo blocco. Ne sono escluse le spese vincolate come le quote di terzi alle entrate fiscali, gli interessi passivi o i contributi alle assicurazioni sociali.</p><p></p><p>In virtù dell'imprevedibile crollo delle entrate e a causa delle più recenti decisioni e richieste del Parlamento, le finanze federali si trovano in una situazione di squilibrio strutturale. Per l'anno del piano finanziario 2006 si delineano necessità di correttivi di circa 5 fino a 7 miliardi. Con il programma di alleggerimento 2003, che comprende un programma di base di 1,8 miliardi e un programma supplementare di 1,5 miliardi, il Consiglio federale ha reagito prontamente adottando una politica finanziaria credibile che mira a un equilibrio di bilancio duraturo. In tal modo - in base allo scenario economico e alle entrate considerati - il disavanzo strutturale dovrebbe essere eliminato fino al 2006 in maniera sostenibile e compatibile con la congiuntura. </p><p></p><p>Il disavanzo dell'anno in corso, di dimensioni imprevedibili, non può essere eliminato in breve tempo. In considerazione dell'ampio programma di alleggerimento attualmente in fase di elaborazione, del clima generale d'incertezza con il quale i cittadini sono confrontati, ma anche della difficile situazione congiunturale e nell'ottica di una chiara definizione delle priorità, il Consiglio federale respinge la proposta di aumentare genericamente al 2 per cento il blocco dei crediti deciso. È necessario rilevare che nell'anno in corso il margine di manovra e quindi il potenziale di tagli si è già ridotto. I dipartimenti e i servizi hanno contratto impegni nel quadro dei crediti autorizzati. In altre parole: a causa di vincoli contrattuali o legali l'aumento della quota del blocco dei crediti non potrebbe essere in ogni caso rispettato, l'effetto di alleggerimento auspicato non sarebbe pienamente realizzabile con il blocco dei crediti deciso nel dicembre 2002 e tutta l'operazione sarebbe collegata a notevoli dispendi amministrativi.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.