<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di adottare le misure necessarie affinché l'amministrazione non accetti in nessun caso (casi medici gravi a parte) fotografie per passaporti e carte d'identità nelle quali il volto sia parzialmente coperto o velato.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La deroga prevista dalla mozione è stata introdotta già nel 1984: le prescrizioni di quell'anno relative al passaporto svizzero permettevano, in via eccezionale, il porto di un copricapo alle religiose o alle persone appartenenti a una comunità religiosa che impone loro di coprire il capo. Il volto non deve tuttavia essere coperto. Successivamente è stata aggiunta un'altra deroga per motivi medici.</p><p>Queste eccezioni in materia di copricapo corrispondono peraltro alle norme internazionali. Anche l'Organizzazione internazionale dell'aviazione civile, competente nell'ambito dei documenti di viaggio, ammette deroghe per motivi religiosi. Inoltre, anche gli Stati limitrofi applicano le medesime prescrizioni, che sono valide per tutte le comunità religiose (in particolare anche per gli ordini religiosi femminili) e non hanno comportato difficoltà di ordine pratico.</p><p>Attuando la mozione si limiterebbe il diritto fondamentale della libertà religiosa. Le limitazioni dei diritti fondamentali sono possibili soltanto se proporzionate e se sussiste una base legale sufficiente e un interesse pubblico. Il divieto integrale di portare un copricapo sulle fotografie per il passaporto o la carta d'identità non è attualmente ritenuto necessario per l'identificazione delle persone da parte delle autorità. Questa presuppone soltanto che il volto sia facilmente riconoscibile, il che appare possibile anche con un copricapo portato per motivi religiosi.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.