<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di elaborare un rapporto in cui presenta misure efficaci per prevenire i rischi derivanti dall'uso dei sistemi a guida vocale. Tali misure non devono essere facoltative, ma vincolanti per i datori di lavoro.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>I sistemi a guida vocale non sono nuovi strumenti di lavoro e, da vari anni, vengono spesso utilizzati nei centri logistici sia in Svizzera che all'estero. I rischi legati a questa forma di organizzazione del lavoro sono noti e sono già stati trattati in diverse pubblicazioni.</p><p>L'utilizzazione di simili dispositivi può comportare sollecitazioni che possono ripercuotersi negativamente sulla salute dei collaboratori (elevato ritmo di lavoro, grande quantità e carico dei pesi sollevati, scarsa flessibilità nell'organizzazione del lavoro, sorveglianza tecnica dell'efficacia lavorativa, monotonia, determinati rischi per l'apparato uditivo legati al fatto di dover portare l'apparecchio e all'intensità sonora delle istruzioni ricevute, ecc.). Questi rischi sono coperti dall'obbligo generale del datore di lavoro di tutelare la salute dei lavoratori (art. 6 della legge sul lavoro; RS 822.11). Alcuni aspetti sono inoltre disciplinati nell'ordinanza 3 concernente la legge sul lavoro (OLL 3; RS 822.113), ad esempio la protezione contro gli sforzi eccessivi o troppo monotoni nonché contro il rumore, l'ergonomia e la sorveglianza dei lavoratori. Se vi sono motivi di credere che la salute di un lavoratore sia compromessa dall'attività svolta, l'OLL 3 prevede tra l'altro la possibilità per le autorità di chiedere al datore di lavoro che venga eseguita un'indagine nel campo della medicina del lavoro. Una simile indagine può riguardare sia gli aspetti fisici che quelli psicologici della salute.</p><p>Le misure di prevenzione che i datori di lavoro devono attuare vanno stabilite caso per caso e non sono oggetto di una norma generale. Le indicazioni pubblicate dalla SECO in materia forniscono vari esempi di misure preventive efficaci. Tali misure non sono vincolanti ma definiscono un livello di protezione minimo che i datori di lavoro devono garantire. Questi ultimi hanno pertanto la possibilità di scegliere varie misure da attuare, ma il livello di protezione effettivamente raggiunto deve corrispondere alle esigenze poste dal legislatore. I meccanismi di attuazione delle prescrizioni legali sono inoltre efficaci e sufficienti e possono essere richiesti dai lavoratori coinvolti. L'introduzione di misure obbligatorie specifiche per i centri logistici creerebbe un precedente non compatibile con la normativa vigente e il sistema attuativo attuale.</p><p>Sulla base di queste considerazione il Consiglio federale non ritiene necessario presentare un rapporto in materia né adeguare le basi legali. Questo settore di rischio continuerà tuttavia a essere oggetto di osservazione. La SECO valuterà se è opportuno raccomandare determinate misure preventive e, in tal caso, provvederà a comunicarlo in maniera appropriata agli ispettorati cantonali del lavoro, ai datori di lavoro e agli altri operatori attivi nel settore della prevenzione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.