<h2>SubmittedText<h2><p>Il rapido sviluppo dell'intelligenza artificiale (IA) apporta molti vantaggi potenziali per migliorare la nostra vita quotidiana. Tuttavia è importante considerare anche le sfide e i rischi legati all'utilizzo di questa tecnologia. In particolare le intelligenze artificiali capaci di comprendere e riprodurre linguaggio, come il ChatGPT, presentano rischi potenziali per la società. Potrebbe ad esempio essere problematico che i bambini usino il ChatGPT per imbrogliare agli esami, o gli avvocati per svolgere il loro lavoro invece di ricorrere alle proprie competenze.</p><p>Il Consiglio federale in quanto governo svizzero ha la responsabilità di vigilare affinché l'IA sia utilizzata in modo responsabile, etico e sicuro per i cittadini in Svizzera. È quindi cruciale creare normative chiare ed efficaci per garantire la protezione dei diritti umani e della vita privata, l'etica dell'IA, la trasparenza delle sue decisioni e la sicurezza contro gli attacchi informatici e le manipolazioni.</p><p>Pertanto invito il Consiglio federale a rispondere a questa serie di domande:</p><p>1. Quali misure intende adottare il Consiglio federale per garantire un uso responsabile dell'IA in Svizzera?</p><p>2. Come intende il Consiglio federale proteggere i diritti umani e la vita privata dei cittadini in Svizzera in relazione all'utilizzo dell'IA?</p><p>3. Come intende il Consiglio federale garantire che l'IA sia utilizzata in modo etico, evitando in particolare discriminazioni e polarizzazioni?</p><p>4. In che modo il Consiglio federale intende garantire la trasparenza dell'IA e permettere ai cittadini di capire come vengono prese le decisioni dagli algoritmi?</p><p>5. Quali misure di sicurezza intende adottare il Consiglio federale per prevenire gli attacchi informatici e la manipolazione dell'IA?</p><p>6. Come intende il Consiglio federale gestire i potenziali rischi associati all'utilizzo di chatbot capaci di comprendere e produrre linguaggio, come il ChatGPT, al fine di imbrogliare o sostituire le competenze umane?</p><p>7. Come intende il Consiglio federale garantire che gli utenti, soprattutto i bambini, siano meglio informati?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Domande 1, 3, 4 e in linea di principio: Da diversi anni il Consiglio federale segue con attenzione gli sviluppi, le opportunità e i rischi nel campo dell'intelligenza artificiale (IA) e ha già adottato varie misure per assicurare un trattamento responsabile ed etico dell'IA. Tra queste, il rapporto IDAG KI 2019, le linee guida sull'IA per la Confederazione (2020) e la creazione della Rete di competenze per l'intelligenza artificiale (CNAI) nel 2022. Il monitoraggio delle linee guida sull'IA effettuato dall'UFCOM in collaborazione con la CNAI alla fine del 2022 ha dimostrato che queste sono conosciute e pertinenti.</p><p>Inoltre, il Consiglio federale ha incaricato il DATEC (Ufficio federale delle comunicazioni) di elaborare una proposta di legge sulla regolamentazione delle piattaforme online. L'obiettivo è di rafforzare la loro trasparenza e migliorare la protezione e i diritti degli utenti.</p><p>Un'importante piazza per il dialogo e lo scambio di conoscenze su aspetti politici, sociali ed economici dell'IA è la "Piattaforma tripartita" coordinata dall'UFCOM e aperta a tutte le parti interessate. Negli ultimi anni l'IA è stata oggetto di discussione anche al Forum svizzero sulla governance di Internet, organizzato sotto la guida dell'UFCOM, e sarà un tema prioritario anche al prossimo Swiss IGF del 13 giugno 2023.</p><p>A livello internazionale, la delegazione svizzera presso il Comitato sull'IA del Consiglio d'Europa si impegna su incarico del Consiglio federale affinché la futura convenzione sull'IA rafforzi i diritti umani, la democrazia e lo stato di diritto. Il Comitato, al quale partecipano anche nazioni di punta nel campo dell'IA come Stati Uniti, Giappone e Israele, è presieduto dall'ambasciatore Thomas Schneider, vicedirettore dell'UFCOM.</p><p>In particolare per la domanda 2: La legge federale sulla protezione dei dati (LPD; RS 235.1) si applica all'utilizzazione dell'IA se questa riguarda il trattamento di dati personali di persone fisiche. La legge mira in particolare a proteggere la personalità e la vita privata dei cittadini. La nuova legge sulla protezione dei dati, che entrerà in vigore il 1° settembre 2023, si prefigge di adeguare la protezione dei dati agli sviluppi tecnologici. Ad esempio sono previste disposizioni applicabili alle decisioni basate esclusivamente sul trattamento automatizzato dei dati.</p><p>In particolare per la domanda 5: La Confederazione ha creato diversi strumenti per coprire gli aspetti dell'IA rilevanti per la politica di sicurezza. Tra questi, la Strategia nazionale per la protezione della Svizzera contro i ciber-rischi (SNPC), la Strategia nazionale per la protezione delle infrastrutture critiche (PIC), il Piano d'azione Cyber Defence (PACD) o il Centro ginevrino per la politica di sicurezza (GCSP). I metodi tecnici per gli attacchi informatici sono in costante evoluzione. I dispositivi della Confederazione per prevenire gli attacchi informatici non si concentrano quindi su una tecnologia, bensì affrontano le minacce informatiche in modo globale. Tale ambito include anche l'analisi di quali minacce informatiche vengono a crearsi tramite l'abuso o la manipolazione dell'IA, e la rapida identificazione delle necessarie misure di protezione.</p><p>In particolare per la domanda 6: Si rinvia alla risposta del Consiglio federale del 15 febbraio 2023 alla domanda 22.1074.</p><p>In particolare per la domanda 7</p><p>Affinché giovani e adulti sappiano usare questi strumenti digitali in modo appropriato, i piani di studio a tutti i livelli del sistema educativo includono già l'apprendimento di competenze digitali. Anche la piattaforma nazionale Giovani e Media affronta il tema dell'IA sia sul proprio sito web (blog), sia in occasione del prossimo Forum nazionale Giovani e Media che si terrà il 9 maggio 2023. Continuerà inoltre a sensibilizzare genitori e professionisti su questo tema nel contesto della promozione dell'alfabetizzazione mediatica.</p>  Risposta del Consiglio federale.