<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di verificare quali siano le misure appropriate (comprese possibili modifiche della legislazione) volte ad impedire un rincaro artificiale dei prezzi dei principi attivi già utilizzati nella prassi e brevettati in un secondo tempo, e di presentare un rapporto in merito.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Conformemente all'articolo 52 capoverso 1 lettera b della legge sull'assicurazione malattie (LAMal, RS 832.10), l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) appronta un elenco delle specialità farmaceutiche e dei medicamenti confezionati, a carico delle casse malati, con l'indicazione dei prezzi (elenco delle specialità, ES). L'aumento dei prezzi fissati nell'ES è possibile solo con l'autorizzazione dell'UFSP (art. 67 cpv. 2 dell'ordinanza sull'assicurazione malattie, OAMal, RS 832.102), concessa solo a determinate condizioni. In questo settore è quindi escluso che possano verificarsi aumenti di prezzo come quelli cui fa riferimento il postulato.</p><p></p><p>Tuttavia, per quanto concerne la definizione dei prezzi, le competenze dell'UFSP si limitano esclusivamente all'ambito dell'elenco delle specialità. Il preparato citato nel postulato non è inserito nell'ES e pertanto non rientra nella sfera di competenza dell'UFSP.</p><p></p><p>2. Ammesso che detenga una posizione dominante sul mercato, il produttore del preparato in questione soggiace tuttavia alla legge federale sulla sorveglianza dei prezzi (LSPr, RS 942.20). Eventuali abusi relativi al prezzo possono essere puniti dal Sorvegliante dei prezzi, che ha già condotto gli accertamenti del caso, in particolare prendendo contatto con i servizi federali, i Cantoni e le cerchie di utenti interessate per verificare se esistono fonti di approvvigionamento alternative. Come previsto dalla legge federale sulla sorveglianza dei prezzi, il Sorvegliante dei prezzi cerca dapprima una composizione amichevole con il fornitore interessato.</p><p></p><p>3. L'assenza, come nel presente caso, di un regime statale dei prezzi costituisce una condizione importante per l'applicazione della legge sui cartelli (art. 3 cpv. 1 lett. a LCart, RS 251). Giusta l'articolo 7 capoverso 2 lettera c LCart, le imprese con una posizione dominante sul mercato che impongono prezzi inadeguati compiono un atto illecito. A partire dal 1° aprile 2004, tali comportamenti sono soggetti a sanzioni dirette. </p><p></p><p>L'esistenza o meno di una posizione di dominio sul mercato dipende in particolar modo da come si definisce un mercato oggettivamente rilevante (sostituibilità di merci e prestazioni di servizi). Per una valutazione definitiva dei fatti occorre quindi verificare se vi sono mezzi sostitutivi per curare lattanti e bambini in tenera età con disturbi polmonari.</p><p></p><p>Se la posizione dominante sul mercato fosse confermata, un aumento del prezzo da 100 a 5400 franchi rappresenterebbe, perlomeno a prima vista, un comportamento illecito ai sensi dell'articolo 7 capoverso 2 lettera c LCart. Nel qual caso, ci si potrebbe chiedere se la relazione economica tra il nuovo prezzo e la prestazione sia ancora proporzionata. Il produttore difficilmente potrebbe giustificarsi con le cosiddette "legitimate business reasons".</p><p></p><p>La Commissione della concorrenza sta attualmente esaminando se avviare una procedura concernente questo caso. </p><p></p><p>4. In sintesi è possibile affermare che nel caso in oggetto la legislazione vigente offre gli strumenti necessari per evitare la spirale dei prezzi: nel settore sottoposto al controllo statale può intervenire l'UFSP in base alla legge sull'assicurazione malattie, mentre nel settore non regolamentato possono intervenire il Sorvegliante dei prezzi in base alla legge sulla sorveglianza dei prezzi e la Commissione della concorrenza in base alla legge sui cartelli. Alla luce di queste considerazioni, il Consiglio federale non ritiene opportuno adottare ulteriori misure.</p><p></p><p>Proposta del Consiglio federale</p><p></p><p>Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.