<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Svizzera ha ratificato la Convenzione internazionale del 23 novembre 1972 sulla protezione del patrimonio mondiale culturale e naturale (Convenzione UNESCO 72) nel 1975. La Convenzione riporta primariamente un catalogo di criteri per l'inserimento di beni nella lista del Patrimonio mondiale e prevede l'istituzione di un comitato intergovernativo e di un fondo per la protezione del patrimonio culturale e naturale. Inoltre promuove la cooperazione tra gli Stati contraenti ai fini della protezione del patrimonio mondiale. </p><p>L'UNESCO inserisce nella lista i beni culturali e naturali che, secondo la sua opinione e in base ai criteri stabiliti, possiedono un valore universale straordinario. Per potere essere considerato tale, un sito o un monumento o un complesso deve rispondere a determinati criteri internazionali. Un bene culturale deve rappresentare per esempio un capolavoro del genio creativo dell'uomo oppure costituire una testimonianza unica o quantomeno eccezionale di una tradizione culturale oppure offrire un esempio eminente di un tipo di costruzione o di complesso architettonico tecnologico o paesaggistico, che illustri un periodo significativo della storia umana.</p><p>In Svizzera sono stati già inseriti nella lista dei beni culturali il centro storico di Berna, l'Abbazia di San Gallo, il Monastero benedettino di San Giovanni a Müstair, i Castelli di Bellinzona e, nella lista dei beni naturali, la regione Jungfrau-Aletsch-Bietschhorn e il Monte San Giorgio. A livello nazionale l'accordo non è direttamente applicabile, ma impegna gli Stati contraenti ad attuarlo mediante misure. Nell'ambito di competenza della Confederazione l'applicazione della Convenzione UNESCO 72 si fonda sulla legge federale del 1° luglio 1966 sulla protezione della natura e del paesaggio (LPN, RS 451). </p><p>La Convenzione invita gli Stati contraenti a rendere conto regolarmente dell'applicazione della stessa. La Svizzera deve redigere questo rapporto periodico all'attenzione dell'UNESCO nel biennio 2004/2005. Il rapporto deve essere corredato anche della lista propositiva di potenziali beni nazionali da iscrivere al Patrimonio mondiale: ogni Stato contraente dovrebbe presentare all'UNESCO una lista dei beni culturali e naturali ubicati sul proprio territorio, che, in base ai criteri dell'UNESCO, possiedono le prerogative per essere inserite nella lista del Patrimonio mondiale. Il presupposto per la candidatura alla lista del Patrimonio mondiale dell'UNESCO consiste nel figurare nella lista propositiva nazionale. Il Comitato per il Patrimonio mondiale dell'UNESCO decide se iscrivere questi beni nella lista del Patrimonio mondiale.</p><p>All'Ufficio federale della cultura (UFC) incombe il compito di redigere il rapporto e di conseguenza anche di compilare la lista propositiva svizzera. Esso ha istituito e guida un gruppo di esperti cui ha affidato i relativi compiti. Il rapporto e la lista propositiva dovrebbero essere adottati dal Consiglio federale entro la fine del 2004. Al fine di esprimere una valutazione appropriata in base ai criteri dell'UNESCO nel quadro di questi lavori sarà al vaglio tra l'altro anche la proposta del Lavaux. Tra l'UFC e i promotori hanno già avuto luogo colloqui in merito.</p><p>Le misure richieste e attuabili al momento volte ad esaminare l'opportunità di un inserimento del paesaggio culturale del Lavaux nella lista propositiva svizzera sono pertanto state prese. In tal senso la mozione può essere accolta. Per quanto riguarda il suo effettivo inserimento nella lista propositiva e l'eventuale candidatura alla lista del Patrimonio mondiale dell'UNESCO il Consiglio federale può decidere definitivamente solo dopo la presentazione del rapporto del gruppo di lavoro. </p><p>Proposta del Consiglio federale</p><p>Il Consiglio federale propone di accogliere la mozione.</p>  Il Consiglio federale propone di accogliere la mozione.