<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di adeguare i salari e le prestazioni sociali versati nell'amministrazione federale a quelli dell'economia privata e di contemplare tale modifica nella sua prossima Strategia per il personale 2020-2023. Inoltre il diritto in materia di personale federale deve, per quanto possibile, attenersi maggiormente al diritto del lavoro privato conformemente al Codice delle obbligazioni.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nell'ambito dell'ultima revisione, nel 2013, la legge sul personale federale (LPers; RS 172.220.1) è stata allineata in ampia misura al Codice delle obbligazioni (RS 220). Come già esposto nel parere in risposta alla mozione Föhn 15.3785, la LPers prevede norme proprie solo laddove il Codice delle obbligazioni è inappropriato e non tiene conto delle circostanze specifiche dei dipendenti della Confederazione. Occorre, ad esempio, considerare il fatto che la Costituzione federale limita la libertà di disdetta di cui dispone la Confederazione in qualità di datore di lavoro, in particolare per quanto concerne la parità di trattamento e il divieto dell'arbitrio. Riprendendo ampiamente il Codice delle obbligazioni, l'amministrazione federale dispone di una legge tra le più liberali in Europa per quanto riguarda il personale assunto con un contratto di diritto pubblico. Già oggi le condizioni di assunzione degli impiegati federali corrispondono in ampia misura a quelle dell'economia privata. La ripresa integrale del Codice delle obbligazioni non introdurrebbe quindi cambiamenti significativi. Per questa ragione il Consiglio federale non ritiene opportuno che il rapporto di lavoro venga interamente disciplinato dal Codice delle obbligazioni. Ciò equivarrebbe inoltre a un cambiamento di sistema e si tradurrebbe in una soppressione di ampie parti dell'ordinanza sul personale federale (RS 172.220.111.3) e delle altre disposizioni d'esecuzione. Queste ultime dovrebbero essere sostituite da un contratto collettivo di lavoro da negoziare con le parti sociali.</p><p>Da sempre le condizioni di assunzione dell'amministrazione federale vengono paragonate periodicamente a quelle delle grandi imprese dell'economia privata e di altri datori di lavoro dell'amministrazione pubblica. Per quanto riguarda il livello dei salari, l'ultimo studio comparativo commissionato dal Dipartimento federale delle finanze (DFF) nel 2014 ha confermato i risultati dello studio comparativo dettagliato dei salari condotto nel 2005. A partire dai quadri di livello medio, i salari mediani versati dall'amministrazione federale sono inferiori a quelli pagati da imprese paragonabili dell'economia privata. Le differenze si accentuano per quanto concerne i quadri superiori e i quadri dirigenti. I salari mediani che l'amministrazione federale versa per queste funzioni non raggiungono il livello di mercato. Soltanto la retribuzione complessiva dei collaboratori delle classi inferiori di stipendio supera quella del settore privato.</p><p>La definizione dei salari massimi nell'ordinanza impedisce inoltre di introdurre pacchetti retributivi eccessivi come in certi gruppi societari quotati in borsa e attivi a livello internazionale.</p><p>Lo studio comparativo mette altresì in guardia dal trascurare gli aspetti pecuniari. L'amministrazione federale rischierebbe di subire perdite in termini di competitività e attrattiva sul mercato di lavoro e, di conseguenza, di qualità nella fornitura di prestazioni.</p><p>A inizio febbraio del 2017, il Consiglio federale ha sottoposto al Parlamento un rapporto sul sistema salariale della Confederazione redatto in adempimento del postulato 14.3999 della Commissione delle finanze del Consiglio nazionale. Il rapporto è incentrato sui risultati di un'analisi del sistema salariale della Confederazione commissionata nel 2016 a esperti esterni. Sulla base di questa analisi, il Consiglio federale ha incaricato il DFF di presentare entro la metà del 2017 un documento interlocutorio in cui proponga modifiche concrete del sistema salariale. In tale occasione il governo esaminerà anche le richieste degli autori della mozione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.