<h2>SubmittedText<h2><p>Le direttive del paziente permettono di stabilire con il dovuto anticipo a che tipo di trattamento medico si vuole essere sottoposti in determinate situazioni. Per questo la FMH e altre organizzazioni mettono a disposizione appositi moduli. Ognuno può così designare per tempo i provvedimenti medici ai quali accetta o rifiuta di essere sottoposto. Secondo un sondaggio commissionato da Pro Senectute all'istituto gfs nel 2017, in Svizzera solo il 22 per cento della popolazione ha redatto direttive del paziente. Per gli ultrasessantacinquenni questa quota raggiunge il 47 per cento.</p><p>In questo contesto pongo al Consiglio federale le domande seguenti:</p><p>1. Ritiene che sia eticamente sostenibile fornire prestazioni mediche contrarie alla volontà del paziente?</p><p>2. Vi sono esperienze da cui trarre conclusioni sui benefici che tali direttive hanno attualmente sui pazienti in Svizzera?</p><p>3. Quali misure propone per incrementare la percentuale della popolazione che ricorre alle direttive del paziente?</p><p>4. È necessario incentivare ulteriormente i medici affinché incoraggino i loro pazienti a redigere direttive del paziente (inclusa la consulenza)?</p><p>5. Qualora non dovesse ritenere opportuno proporre tali misure, potrebbe spiegarne le ragioni?</p><p>6. L'evoluzione dei costi a carico dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (AOMS) è spesso ascritta all'incremento degli oneri finanziari negli ultimi anni di vita. La promozione delle direttive del paziente potrebbe avere ripercussioni sui costi a carico dell'AOMS?</p><p>7. Cosa fanno altri Paesi per motivare la popolazione a redigere direttive del paziente? La Svizzera potrebbe trarre insegnamento da queste esperienze?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. L'effettiva volontà del paziente è al centro di ogni intervento medico anche quando la persona è incapace di discernimento, sebbene in questo caso occorra spesso fare riferimento alla volontà presunta. Poiché in alcuni casi può essere difficile conoscerla, è possibile stabilire in anticipo mediante direttive del paziente quali interventi medici possono essere eseguiti e quali no. In alternativa, nelle direttive può essere anche menzionata una persona di fiducia che decide in nome del paziente. Chi non desidera sottoporsi a un determinato trattamento medico ha quindi diverse possibilità per impedirne l'esecuzione. Tuttavia se una persona non ha preventivamente riflettuto sull'argomento o non si è pronunciata oralmente o per scritto, oppure se sono state espresse intenzioni concrete ma le informazioni non sono disponibili nel momento decisivo, c'è realmente il rischio che una determinata decisione sia presa in contrasto con l'effettiva volontà del paziente.</p><p>2. Uno studio condotto nel quadro del Programma nazionale di ricerca "Fine della vita" (PNR 67) sul ricorso alle direttive del paziente indica che è necessario intervenire per quanto riguarda l'applicazione nella prassi medica: da un lato, le direttive del paziente spesso mancano o non sono reperite (in tempo), dall'altro la formulazione spesso troppo generica rende difficoltoso un loro impiego concreto in una situazione acuta (cfr. progetto Aebi-Müller, Lay Summary 2017, www.nfp67.ch).</p><p>3.-5. In considerazione di questi risultati, il Consiglio federale ritiene importante migliorare l'accessibilità alle direttive del paziente e fare in modo che queste direttive siano sempre più spesso redatte nel quadro di processi standardizzati, in collaborazione con professionisti della salute. Un esempio di un simile processo è la cosiddetta pianificazione sanitaria anticipata, dalla quale risultano direttive anticipate del paziente formulate in modo inequivocabile, che ne traducono la volontà in indicazioni operative chiare dal punto di vista medico. Si tratta, da una parte, di una pianificazione relativa a una malattia specifica nella quale si discute preventivamente di situazioni concrete, ma soprattutto delle possibili complicazioni. Questo genere di pianificazione anticipata si applica, per esempio, nel settore delle cure palliative. Dall'altra si tratta di prevedere l'eventualità di un'incapacità di discernimento (Advance Care Planning), con l'obiettivo di discutere e stabilire i desideri del paziente per le diverse modalità con le quali può manifestarsi (improvvisa, di lunga durata, permanente).</p><p>Il Consiglio federale ha già adottato varie misure per rafforzare in particolare la pianificazione sanitaria anticipata. L'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ne attua diverse nel quadro della strategia "Sanità 2020": nel progetto "Cure coordinate" è stato elaborato un concetto quadro per la pianificazione sanitaria anticipata. La "Piattaforma nazionale cure palliative" promuove il trattamento e l'assistenza preventivi nella fase finale della vita. Non da ultimo il Consiglio federale è convinto che l'introduzione della cartella informatizzata del paziente dal 2020 permetterà di migliorare la disponibilità delle direttive del paziente e la documentazione relativa alla pianificazione sanitaria anticipata. Ritiene che queste misure siano sufficienti. In particolare è ora necessario che gli specialisti interessati e la società siano disposti ad affrontare preventivamente, parlandone, questi interrogativi esistenziali.</p><p>6. Dal punto di vista del Consiglio federale, è fondamentale che le direttive del paziente restino sempre uno strumento per il rafforzamento del diritto all'autodeterminazione dei pazienti. Per questo non dovrebbero essere viste come un mezzo per contenere i costi della sanità, poiché altrimenti verrebbe messo in discussione il principio della solidarietà su cui si basa l'assistenza sanitaria in Svizzera.</p><p>7. Soprattutto nei Paesi anglosassoni vengono attuati programmi nazionali per la promozione del cosiddetto "Advance Care Planning", con l'obiettivo di informare la popolazione e incentivarla a riflettere sull'assistenza sanitaria e i trattamenti medici che intende ricevere in futuro, e a parlarne. Sull'argomento esistono siti web, opuscoli informativi, direttive per gli specialisti e campagne rivolte al pubblico. Nel quadro delle sue attività sulla pianificazione sanitaria anticipata, l'UFSP tiene conto delle esperienze fatte e delle conoscenze acquisite a livello internazionale.</p>  Risposta del Consiglio federale.