<h2>SubmittedText<h2><p>Ai sensi dell'articolo 13 della legge federale sull'agricoltura, il Consiglio federale è incaricato di sostenere il risanamento di 10 milioni di litri di scorte di vini svizzeri DOC declassandoli in vini da tavola. A tal fine, come per il pacchetto di misure contro il franco forte di settembre 2011, sbloccherà un credito straordinario di 15 milioni di franchi.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è consapevole dell'inasprimento della concorrenza, in particolare per l'economia vitivinicola, e delle difficoltà momentanee che incontra la vendita di alcuni vini. La Confederazione ha sostenuto gli sforzi profusi dal settore vitivinicolo per adeguare l'offerta alla domanda nel periodo 2003-2011. Ciò ha riguardato in particolare i contributi per la sostituzione di superfici eccedenti di Chasselas e Müller-Thurgau con altri vitigni. Per tale misura sono stati versati circa 14,8 milioni di franchi e riconvertiti 623 ettari di vigne. Secondo l'accordo con i rappresentanti della categoria, l'aiuto temporaneo della Confederazione doveva essere seguito da adeguamenti continui risultanti, da un lato, da decisioni degli imprenditori della filiera e, dall'altro, da misure collettive, sotto la responsabilità della categoria, di posizionamento e promozione dei vini svizzeri oltre che di gestione dei quantitativi nell'ambito delle denominazioni d'origine controllata.</p><p>L'articolo 13 della legge sull'agricoltura (LAgr), restringe al caso di un'evoluzione straordinaria la possibilità per la Confederazione di partecipare alle spese per provvedimenti di durata limitata intesi a sgravare il mercato. Da circa vent'anni, in Svizzera il consumo di vino diminuisce in maniera regolare. La produzione totale di vino degli anni 2005-2010 è stata nel complesso adeguata alle possibilità di vendita, compensando gli anni di raccolto più scarso con quelli di vendemmie leggermente più generose. Il raccolto 2011, invece, ha superato di circa il 9 per cento quello del 2010 e si è confrontato con una maggiore flessione del consumo. La recente evoluzione delle vendite di vino, sia nella loro globalità che nei segmenti di vini svizzeri, rientra nella tendenza degli ultimi anni e fa parte del rischio - o dell'opportunità - imprenditoriale. La partecipazione della Confederazione presupporrebbe, inoltre, prestazioni eque dei cantoni o delle organizzazioni interessate. La diversità delle situazioni sul mercato non sembra favorire l'adempimento di tale condizione. D'altro canto, il preventivo federale non è conciliabile con un credito straordinario della portata richiesta dall'autore della mozione.</p><p>L'articolo 63 LAgr conferisce ai cantoni la responsabilità della gestione dei quantitativi della produzione di vino a denominazione di origine controllata (DOC), attualmente circa il 95 per cento della produzione. Il Consiglio federale, nella sua risposta alla mozione Hiltpold 12.3588, ha già avuto l'occasione di constatare che nel 2011 i cantoni o le interprofessioni da questi incaricate non hanno preso tutte le misure precauzionali necessarie. Di fronte alla prospettiva di un raccolto abbondante, superiore alle possibilità di vendita e ai segnali premonitori di un consumo in ulteriore calo, avrebbero dovuto ridurre i limiti delle rese.</p><p>Il Consiglio federale ritiene che gli operatori e i cantoni dispongano degli strumenti per raggiungere un migliore adattamento dell'offerta all'evoluzione del mercato. Reputa che le condizioni d'applicazione dell'articolo 13 LAgr non siano adempiute né sul piano giuridico né su quello finanziario. Inoltre un sostegno della Confederazione a una misura che non farebbe altro che ritardare gli adeguamenti necessari sarebbe iniquo nei confronti di altri settori confrontati a difficoltà di smercio.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.