<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di rinunciare a candidare la Svizzera al Consiglio di sicurezza dell'ONU</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'adesione della Svizzera all'ONU è stata approvata dal Popolo e dai Cantoni il 3 marzo 2002. Essa consente al Paese di partecipare in maniera efficace ai principali organi dell'ONU. Gli obiettivi di politica estera della Svizzera coincidono con quelli definiti nello Statuto delle Nazioni Unite. I problemi attuali - come il cambiamento climatico, la corsa agli armamenti e i flussi migratori - sono globali e non possono essere risolti da un solo Stato. L'adesione all'ONU ha quindi senso, è legittimata democraticamente e crea buone condizioni per promuovere la Svizzera come Stato ospite di organizzazioni internazionali.</p><p>Anche l'adesione al Consiglio di sicurezza è nell'interesse della Svizzera. Essa le permette di operare in una posizione influente a favore della pace e della sicurezza e di un ordine internazionale basato sulle regole. Per un Paese di medie dimensioni orientato alle esportazioni, questo è di grande importanza. Inoltre, un seggio nel Consiglio di sicurezza avvicina la Svizzera a Governi importanti e le dà più voce in materia di politica estera e di sicurezza.</p><p>Un mandato nel Consiglio di sicurezza è compatibile con la neutralità, come ha spiegato in maniera esaustiva il Consiglio federale nel suo rapporto del 5 giugno 2015 sulla candidatura della Svizzera. Il Consiglio di sicurezza ha il compito di assicurare la pace e la sicurezza nel mondo. Non è parte in causa, bensì opera per far rispettare il diritto internazionale e lo Statuto delle Nazioni Unite, se necessario anche con misure coercitive. La Svizzera applica già ora, in qualità di Stato non membro, tutte le decisioni del Consiglio di sicurezza. I ripetuti mandati di altri Stati neutrali e non membri di un'alleanza come l'Austria, l'Irlanda (attualmente membro) e la nostra co-candidata Malta sono la prova che la credibilità della neutralità non ne soffrirebbe e che l'impegno attivo in seno al Consiglio di sicurezza non sarebbe messo in discussione. Al contrario, la neutralità costituisce un vantaggio.</p><p>La neutralità pone infatti la Svizzera in una posizione favorevole nella quale potrà offrire i suoi buoni uffici anche in qualità di membro del Consiglio di sicurezza. Da un lato, cercherà di fungere da elemento di collegamento in seno al Consiglio e di favorire il processo decisionale attraverso il dialogo; dall'altro, l'adesione offrirà l'opportunità di buoni uffici, come mostrano gli esempi di Svezia e Germania. La Svezia ha mediato nel conflitto nello Yemen e nel 2018 ha convocato un'importante conferenza a Stoccolma. La Germania si è adoperata a fondo nel conflitto libico e nel 2020 ha organizzato la Conferenza di Berlino.</p><p>Un seggio nel Consiglio di sicurezza rappresenta per la Svizzera un'opportunità per continuare a rafforzare la sua influenza e la sua credibilità nella politica di pace. Un ritiro della candidatura comporterebbe una perdita di credibilità. In proposito, il Consiglio federale rinvia anche alle mozioni 10.3961, 15.3559 e 18.4123.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.