<h2>SubmittedText<h2><text><p>1. Quali cantoni hanno già introdotto il voto per corrispondenza gratuito? E con quale impatto sulla partecipazione alle urne?</p><p>2. Sarebbe possibile obbligare tutti i cantoni a introdurre il voto per corrispondenza generalizzato?</p><p>3. Sarebbe possibile prevedere in tutta la Svizzera il voto per corrispondenza gratuito per le votazioni federali? In caso affermativo, quali costi comporterebbe approssimativamente una votazione (considerando le due varianti posta A e posta B)?</p><p>4. Il Consiglio federale ritiene che il voto per corrispondenza gratuito in tutta la Svizzera potrebbe avere ripercussioni positive sul tasso di partecipazione alle urne? Quale potrebbe essere l'incremento del tasso sul piano nazionale?</p></text><h2>FederalCouncilResponseText<h2><text><p>1. I cantoni di Zurigo, Obvaldo, Glarona, Zugo, Basilea Città, San Gallo, Argovia, Ginevra e Appenzello interno hanno introdotto il voto per corrispondenza gratuito in tutto il territorio cantonale. Da uno studio condotto nei cantoni è emerso che l'impatto dell'introduzione del voto gratuito sulla partecipazione alle urne non è stato analizzato sistematicamente. Sulla base dei sondaggi effettuati in vari comuni e dei confronti a campione in merito alla partecipazione alle urne prima e dopo l'introduzione del voto gratuito, non si constata alcun nesso positivo nei cantoni che sono stati oggetto del sondaggio.</p><p>2. Tutti i cantoni hanno introdotto il voto per corrispondenza generalizzato per le votazioni federali e cantonali, ad eccezione del cantone Ticino dove una corrispondente modifica di legge entrerà prossimamente in vigore; pertanto non vi è alcuna necessità di legiferare in materia.</p><p>3. L'articolo 39 capoverso 1 della Costituzione federale attribuisce alla Confederazione la competenza di disciplinare l'esercizio dei diritti politici in materia federale. In linea di massima, è dunque possibile prescrivere il voto per corrispondenza gratuito per le elezioni e le votazioni federali, ma in tal caso sarebbe necessario modificare la legge. Senza un'assunzione dei costi da parte della Confederazione, questo disciplinamento intaccherebbe l'autonomia (finanziaria) dei cantoni e dei comuni, limitando soprattutto il margine di manovra finanziario dei comuni. I costi generati non possono essere valutati con precisione. Per un tasso medio di partecipazione del 43 per cento, una percentuale di votanti dell'80 per cento si avvale del voto per corrispondenza - di cui fra la metà e il terzo imbuca la busta di voto nel comune: in tal caso si calcola che lo Stato dovrebbe spendere poco più di un milione di franchi per la spedizione di ritorno (inclusi gli enti pubblici che si assumono già le spese di spedizione). Benché la Confederazione possa decidere di rendere gratuito il voto per corrispondenza solo in materia federale, questa misura costringerebbe i cantoni e i comuni a rendere gratuite anche le altre votazioni.</p><p>4. La strategia definita dal Consiglio federale nel giugno 2013 (FF 2013 4335 segg.) permetterà di sviluppare un terzo canale di voto complementare: il voto elettronico (Vote électronique). Questo sviluppo tiene conto della crescente mobilità degli elettori e dell'informatizzazione della comunicazione. Grazie all'introduzione del voto elettronico, gli elettori disporranno di uno strumento innovativo che consentirà loro di votare senza costi supplementari.</p><p>5. Né la Confederazione né i cantoni sono a conoscenza di studi approfonditi sul rapporto esistente tra il voto per corrispondenza gratuito e la partecipazione alle urne. Tuttavia, come si è potuto osservare nei cantoni che hanno introdotto questa modalità di voto, non è stato constatato alcun aumento del tasso di partecipazione, né vi è da aspettarsi che questo aumenti in futuro. Questo risultato è in sintonia con gli studi realizzati, i quali hanno dimostrato che il tasso di partecipazione alle urne era influenzato anzitutto dalla natura degli oggetti posti in votazione e dalla copertura mediatica.</p></text>