<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a illustrare in un rapporto le possibilità della Confederazione di rafforzare, in collaborazione con i cantoni, l'impegno della Svizzera a favore di missioni di sostegno della pace dell'ONU e dell'OSCE nel settore della polizia.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Dal 1993 la Svizzera partecipa attivamente a impieghi multilaterali di organizzazioni internazionali nel settore delle riforme delle forze di polizia nell'Europa orientale e nell'Africa centrale e occidentale. Fino a oggi complessivamente 211 agenti di polizia svizzeri (17,6 persone all'anno) hanno partecipato a numerose missioni dell'ONU, dell'OSCE e dell'UE. Questi impieghi si inquadrano in un progetto globale di promozione della pace dopo la cessazione di conflitti.</p><p>La riforma del sistema di sicurezza costituisce una componente importante nel processo di transizione verso il rafforzamento dello Stato di diritto. Pertanto è indubbiamente auspicabile l'intensificazione degli impieghi svizzeri per missioni di sostegno della pace nel settore della polizia, al fine di soddisfare la crescente richiesta, sia a livello qualitativo che quantitativo, delle organizzazioni internazionali. Poiché le risorse di personale della Svizzera continueranno a essere limitate, gli sforzi si concentrano sull'offerta di personale specializzato, possibilmente con funzioni dirigenziali. Questi sforzi sono sostenuti da progetti tematici e misure sul piano operativo (p. es. perfezionamento professionale nel quadro del pool svizzero di esperti per la promozione civile della pace del Dipartimento federale degli affari esteri, DFAE). Vanno menzionati in particolare:</p><p>- la strategia del pool svizzero di esperti per la promozione civile della pace, responsabile degli impieghi di polizia, che conferisce un'importanza fondamentale all'invio di personale;</p><p>- il documento programmatico per la partecipazione della Svizzera a missioni di sostegno della pace, elaborato nell'ottobre 2004 dalla commissione interdipartimentale di coordinazione per la promozione della pace ("Kerngruppe Frieden");</p><p>- il rapporto del Consiglio federale del 2005 sulla Svizzera e l'ONU, in particolare per quanto riguarda il contributo della Svizzera per le operazioni di pace.</p><p>Attualmente, sulla questione delle missioni per le riforme delle forze di polizia, sono in fase di elaborazione ulteriori rapporti interni che saranno completati entro fine anno e forniranno nuove indicazioni per l'impegno svizzero in questo settore. In virtù della decisione del Consiglio federale del 18 dicembre 1995, il DFAE decide di comune accordo con il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) e il Dipartimento federale delle finanze (DFF), competenti a livello operativo, in merito alle risorse finanziarie disponibili per la partecipazione svizzera a interventi di mantenimento della pace nel settore della polizia. La decisione del Consiglio federale del 23 giugno 1999 autorizza i dipartimenti competenti a reclutare, nel quadro del credito destinato dal DFAE agli interventi di mantenimento della pace, al massimo venti agenti di polizia all'anno. Dal 2003 gli impieghi sono finanziati mediante il credito quadro per misure di gestione civile dei conflitti e di promovimento dei diritti dell'uomo (FF 2002 7091). In virtù delle due decisioni summenzionate, la responsabilità politica e finanziaria spetta al DFAE.</p><p>Le ristrette risorse finanziarie e di personale pongono dei limiti a ulteriori sforzi volti a intensificare l'impegno svizzero nel settore della polizia. Le risorse finanziarie derivanti dal credito summenzionato sono state utilizzate per gli impegni attuali. Inoltre in Svizzera gli effettivi delle forze di polizia sono complessivamente insufficienti e ciò rende più difficile il reclutamento di agenti di polizia per impieghi in campo internazionale. Pertanto, per intensificare l'impegno della Svizzera, occorre un maggiore sostegno politico a livello federale e cantonale.</p><p>I rapporti menzionati in precedenza trattano in modo esaustivo l'argomento oggetto del postulato. Attualmente non appare quindi necessario redigere un ulteriore rapporto sul tema.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.