<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Diversi sono i motivi che hanno causato il ritardo nella produzione del passaporto svizzero. Le difficoltà di produzione sono dovute in primo luogo al numero estremamente alto delle richieste per il nuovo passaporto svizzero e a un errore nel calcolo della media delle richieste di passaporto previste. Per la preparazione e la personalizzazione il sistema si basava su una stima di circa 300'000 richieste di passaporto. In base ai dati odierni invece, allo stato attuale per il 2003 si prevedono circa 650'000 richieste. Ne consegue che la produzione presso la Confederazione non ha potuto tenere il passo con un numero così alto di richieste, causando gli attuali ritardi.</p><p></p><p>2. Nel quadro del bando WTO, la ditta Orell Füssli, in quanto ditta appaltatrice, ha ottenuto l'incarico di produrre il passaporto svizzero. Il processo di produzione della preparazione e personalizzazione del passaporto viene effettuata dalla Confederazione per permettere un miglioramento della protezione dei dati nell'ambito del trattamento di dati personali.</p><p></p><p>La collaborazione tra la Orell Füssli in quanto impresa appaltatrice del passaporto svizzero e la Confederazione va segnalata come modello di una "Public Privat Partnership" (la cosiddetta PPP), fra l'economia privata e l'amministrazione.</p><p></p><p>Bisogna inoltre aggiungere che la richiesta per il passaporto svizzero supera di gran lunga le capacità di produzione dell'impianto per la personalizzazione. Nel suo rapporto di pianificazione, il gruppo responsabile del nuovo passaporto aveva previsto una personalizzazione di circa 300'000 passaporti all'anno. Sulla base di questi dati, la Confederazione ha fissato la capacità dell'impianto di produzione. Le nuove stime tuttavia prevedono ora una richiesta annuale di 600'000 - 650'000 passaporti.</p><p>Questo problema si è potuto risolvere solo con l'installazione di una seconda catena di produzione. La ditta appaltatrice non è stata in nessun momento responsabile delle difficoltà.</p><p></p><p>3. Con i provvedimenti già realizzati e con quelli ancora previsti s'intendono raggiungere due obiettivi: da una parte una riduzione delle richieste di passaporti e, dall'altra, un aumento della produzione. Il 21 febbraio 2003 è stato designato un "troubleshooter" come persona di contatto per le questioni che riguardano l'intera problematica e il 25 febbraio è stato istituito un centro di consulenza per i cittadini. Il 7 marzo 2003, il Consiglio federale ha deciso che la validità dei "vecchi passaporti" può essere ulteriormente prolungata al massimo fino alla fine del 2005. A partire da metà maggio si potranno rilasciare passaporti provvisori con una validità massima di 3 anni, in modo da soddisfare le prescrizioni d'entrata di determinati Paesi anche in casi urgenti.</p><p></p><p>Il 10 marzo 2003 il Consiglio federale ha concesso un credito di 12,5 milioni di franchi per l'installazione di una seconda catena di produzione. La prima parte di questa catena è già in funzione dal 6 aprile 2003, permettendo di aumentare la produzione di 2/3. Nello stesso giorno in seno all'Ufficio federale delle costruzioni e della logistica sono stati istituiti turni lavorativi distribuiti su 7 giorni e 24 ore. Il raddoppio effettivo della produzione è previsto per la fine di agosto.</p><p></p><p>4. La Confederazione s'impegna a fornire il passaporto ordinario entro 15 giorni lavorativi (40 giorni lavorativi all'estero) dalla richiesta. Se essa non può rispettare questo termine e il cittadino può dimostrare di aver bisogno del passaporto per un viaggio, l'autorità cantonale competente o la competente rappresentanza diplomatica o consolare svizzera all'estero rilascia immediatamente un passaporto provvisorio gratuito. Anche se una persona deve effettuare un viaggio a breve scadenza senza rispettare il termine dei 15 giorni lavorativi (40 giorni lavorativi all'estero), viene rilasciato un passaporto provvisorio, tuttavia a spese del richiedente.</p>  Risposta del Consiglio federale.