<h2>SubmittedText<h2><p>Le mega-tendenze che influenzano il mercato del lavoro, come la digitalizzazione, l'internazionalizzazione, l'orientamento ai servizi e la flessibilizzazione, modificano costantemente il livello di competenze richiesto ai lavoratori, elevandolo sempre di più. Per questo promuovere l'apprendimento permanente è un obiettivo prioritario del programma della strategia Formazione professionale 2030.</p><p>Gli sforzi intrapresi finora per attuare la strategia in relazione al gruppo target degli adulti si sono concentrati quasi esclusivamente sulla qualificazione tramite il conseguimento di titoli formali, escludendo così gran parte della popolazione attiva.</p><p>Da uno studio sul riconoscimento dei certificati settoriali nel mercato del lavoro emerge che questi certificati, sebbene non formali, hanno un grande potenziale. Rappresentano infatti una qualifica a bassa soglia che permette agli adulti sprovvisti di un titolo professionale di accedere al mercato del lavoro e, se sfruttati come formazione continua o strumento per riqualificarsi, aumentano notevolmente le chance occupazionali.</p><p>Secondo i responsabili delle associazioni professionali si tratta di un ottimo strumento per soddisfare la domanda crescente di personale qualificato in maniera rapida, flessibile e conforme alle esigenze dei datori di lavoro.</p><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Cosa fa il Consiglio federale per sfruttare meglio il potenziale offerto dalla qualificazione tramite i certificati settoriali nel quadro dei provvedimenti inerenti al mercato del lavoro e dell'aiuto sociale?</p><p>2. Come garantisce che il potenziale dei certificati settoriali venga valorizzato in quanto opportunità di specializzazione nell'ambito della strategia Formazione professionale 2030?</p><p>3. Cosa fa per migliorare la compatibilità tra i titoli formali e quelli non formali?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale concorda sul fatto che i certificati settoriali possano costituire un complemento ai titoli formali laddove necessario e agevolare l'inserimento nel mercato del lavoro. Accanto ai certificati relativi ai prodotti, ai certificati linguistici e a quelli personali, i certificati settoriali occupano un posto di primo piano nella formazione non formale e offrono buone chance occupazionali grazie alla loro visibilità e al radicamento in diversi settori. Sia le autorità del mercato del lavoro sia quelle sociali hanno riconosciuto il potenziale dei certificati settoriali e li stanno promuovendo.</p><p>1. L'obiettivo dei provvedimenti inerenti al mercato del lavoro dell'assicurazione contro la disoccupazione (AD) è promuovere il reinserimento rapido e duraturo degli assicurati nel mercato del lavoro. In questo contesto l'AD finanzia la formazione continua, compresa l'acquisizione di certificati settoriali, se lo ritiene utile e opportuno. La ricerca e l'organizzazione dei provvedimenti inerenti al mercato del lavoro spettano agli organi d'esecuzione cantonali dell'AD. L'aiuto sociale - e quindi anche la promozione dell'inserimento professionale di chi ne beneficia - è invece di competenza dei Cantoni e dei Comuni. Nel 2018 la Conferenza svizzera delle istituzioni dell'aiuto sociale (COSAS) e la Federazione svizzera per la formazione continua (FSEA) hanno lanciato una campagna di promozione della formazione continua rivolta ai beneficiari dell'aiuto sociale. Per l'integrazione professionale di queste persone come pure dei migranti l'acquisizione di qualifiche a bassa soglia riveste grande importanza. Ad esempio in molti casi il certificato settoriale di assistente di cura della Croce Rossa Svizzera permette a coloro che usufruiscono dell'aiuto sociale di trovare un lavoro senza conseguire un titolo formale.</p><p>2. Il programma dell'iniziativa "Formazione professionale 2030" si basa su premesse valide anche in futuro. Ad esempio la formazione professionale dovrà continuare a ispirarsi al principio dell'identità professionale: la chiarezza delle offerte e l'uniformità a livello nazionale delle procedure di qualificazione permettono di conseguire titoli riconosciuti e ricercati sul mercato del lavoro e gettano le basi per un'integrazione duratura nel mondo del lavoro. La specializzazione, invece, non è un tema centrale dell'iniziativa. Per determinate attività, ruoli o funzioni i certificati settoriali rappresentano una qualifica adeguata e possono permettere alle persone di specializzarsi successivamente. L'importante è che siano effettivamente spendibili sul mercato del lavoro.</p><p>3. Diversi progetti dell'iniziativa "Formazione professionale 2030" riguardano la convalida delle prestazioni di formazione. Le attività si concentrano sulla convalida ai fini della formazione formale perché si tratta dell'unico settore di competenza della Confederazione. Per aumentare le probabilità di far riconoscere un certificato conseguito con un percorso non formale, è necessario descrivere in maniera trasparente il contenuto, le competenze acquisite e la modalità di verifica delle competenze. Ad esempio i diplomi internazionali di lingue straniere soddisfano questi criteri e vengono riconosciuti come equivalenti ai titoli della formazione formale.</p>  Risposta del Consiglio federale.