<h2>SubmittedText<h2><p>In riferimento alla risposta del Consiglio federale alla mia domanda 10.5352 del 20 settembre 2010 concernente la lista di controllo dell'AI, pongo le domande seguenti:</p><p>- Sulla base di quali "esperienze dirette" degli uffici AI medici e avvocati sono iscritti sulle liste nere?</p><p>- Quali organi degli uffici AI decidono quali medici o avvocati sono sufficientemente sospettabili di intenzioni fraudolente nei confronti dell'assicurazione per finire sulle liste nere? Secondo quali criteri?</p><p>- Il Consiglio federale è disposto a concedere alle persone che figurano sulle liste nere il diritto di consultarle o a informarle direttamente?</p><p>- Gli uffici AI non dovrebbero spiegare alle persone rappresentate da un avvocato "sospetto" o curate da un medico "sospetto" nell'ambito della procedura di richiesta della rendita che questo fatto riduce tendenzialmente le loro possibilità di ricevere una rendita?</p><p>- Come valuta il Consiglio federale la prassi dominante quanto a protezione dei dati e costituzionalità?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Dal 1° agosto 2008 gli uffici AI applicano una strategia per lottare efficacemente contro la riscossione indebita di prestazioni. La strategia prevede l'impiego di una lista di controllo che aiuta a individuare, tra i tanti incarti, gli assicurati che hanno eventualmente percepito prestazioni AI indebite. La lista di controllo non giustifica di per sé il rifiuto di concedere prestazioni AI ma, a seconda dei risultati ottenuti, porta a un esame più approfondito dell'incarto. Questo filtro è applicato a tutte le nuove richieste e revisioni di rendita al fine di sensibilizzare i collaboratori degli uffici AI. I criteri della lista poggiano prevalentemente sulle esperienze maturate dalle assicurazioni private in questo ambito.</p><p>A due anni dall'introduzione di questo sistema di lotta antifrode, l'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) e gli uffici AI hanno proceduto alla valutazione dei risultati, in seguito alla quale, il 14 settembre 2010, l'UFAS ha deciso di apportare correttivi a livello procedurale e di rinunciare alla lista di controllo, lasciando liberi i cantoni di utilizzarla solo in determinati casi sotto la loro responsabilità. Si è infatti constatato che gli indicatori contenuti in questo strumento di lavoro sono applicabili solo in parte all'AI e che taluni di essi non possono essere definiti in modo chiaro. Inoltre l'onere cagionato dall'impiego sistematico della lista di controllo non è compensato dai vantaggi apportati dall'individuazione dei casi fraudolenti. Per evitare eventuali frodi le indicazioni contenute negli incarti (ad es. le incoerenze nei rapporti medici) e fornite da altre assicurazioni o da terzi sono uno strumento più efficace della lista di controllo. Inoltre, dopo la sua pubblicazione nei media, la lista di controllo dell'AI ha perso di efficacia.</p><p>Viene così a cadere l'oggetto delle domande. Da notare tuttavia che non sono mai state tenute liste nere di medici o avvocati.</p>  Risposta del Consiglio federale.