<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il sistema SOLVIT si propone di aiutare i cittadini e le imprese a risolvere problemi in cui possono incorrere nell'esercizio dei loro diritti a livello di mercato interno. Si tratta soprattutto di casi in cui le amministrazioni nazionali applicano scorrettamente le norme sul mercato interno, ad esempio in settori quali il riconoscimento di diplomi, l'accesso al mercato di beni e servizi, gli appalti pubblici, l'immatricolazione di autoveicoli, la residenza, l'imposizione fiscale e la costituzione di imprese. SOLVIT è stato creato in seguito a una proposta fatta dalla Commissione europea nel novembre 2001 nell'intento di risolvere simili problemi nel modo più pragmatico possibile e senza intraprendere azioni legali. Operativo dal luglio 2002, esso comprende oltre ai paesi membri dell'UE anche i tre paesi AELS Norvegia, Liechtenstein e Islanda, che per aver aderito allo Spazio economico europeo (SEE) sono integrati nel mercato interno europeo. SOLVIT si basa su una rete di centri di contatto e di centri nazionali di coordinamento (centri SOLVIT), che ogni paese membro ha istituito all'interno della propria amministrazione. I centri SOLVIT fungono da punti di contatto tra le amministrazioni nazionali e i privati o le imprese e sono connessi tra loro attraverso una banca dati on line. Un cittadino in difficoltà può rivolgersi al centro SOLVIT del proprio paese (centro SOLVIT "di partenza"), il quale registra il caso nella banca dati on line. Il dossier è quindi automaticamente trasmesso al centro SOLVIT dello Stato membro in cui si è verificato il problema (centro SOLVIT "capofila"). Dopo che ha accettato il dossier, il centro SOLVIT capofila si mette in contatto con i servizi competenti nell'amministrazione, che sono responsabili dell'effettiva risoluzione del problema. I centri SOLVIT fungono dunque da intermediari. La Commissione europea non svolge un ruolo attivo nel sistema SOLVIT, ma offre il proprio sostegno quando ciò le viene richiesto allo scopo di trovare delle soluzioni. Il ricorso a SOLVIT, gratuito per i cittadini e le imprese, permette in molti casi di evitare lunghi e onerosi procedimenti giudiziari.</p><p>1. Contrariamente agli altri tre paesi AELS, la Svizzera non ha aderito allo SEE e di conseguenza non è integrata nella stessa misura nel mercato interno europeo. Mentre la Norvegia, il Liechtenstein e l'Islanda hanno ripreso una parte importante dell'acquis comunitario in materia di mercato interno, la Svizzera vi è integrata solo parzialmente. Questo è il motivo per cui una partecipazione della Svizzera a SOLVIT non è stata finora presa in esame.</p><p>Va rilevato in proposito che, nel settore degli appalti pubblici, la Svizzera è membro di una rete simile a quella di SOLVIT, il Public Procurement Network (PPN). Questa rete è complementare a quella di SOLVIT e simile ad essa nella struttura, ma si limita al settore degli appalti pubblici. A differenza del sistema SOLVIT, che assume una funzione di coordinamento tra l'amministrazione e le imprese o i privati, la rete PPN è costituita da esperti che risolvono fra loro i problemi. Il PPN è auto-gestito dagli Stati membri (paesi UE ed AELS, candidati all'adesione e Svizzera). La Commissione europea partecipa unicamente in veste di osservatore.</p><p>2. La Svizzera, contrariamente agli altri paesi AELS, non è pienamente integrata nel mercato interno europeo. In alcuni settori quali la libera circolazione delle persone e delle merci, tuttavia, ha ripreso gran parte del diritto comunitario o lo applica già oggi. Non è escluso che, in Svizzera o nei paesi UE/AELS, le imprese o i cittadini incontrino in questi settori difficoltà derivanti da un'applicazione scorretta degli accordi. Ammettendo che un'adesione parziale a SOLVIT sia possibile, una partecipazione della Svizzera a questo sistema potrebbe essere opportuna. In tale eventualità bisognerebbe prendere in esame la questione della fattibilità tecnica e dei costi che ne risulterebbero.</p><p>3. Il Consiglio federale è disposto a procedere a una valutazione dei vantaggi che la Svizzera potrebbe trarre da una partecipazione a SOLVIT. Occorrerà esaminare, in particolare, se una tale partecipazione appaia adeguata tenuto conto del grado di integrazione del nostro paese nel mercato interno. La valutazione dovrà altresì accertare le esigenze e l'interesse manifestati dalle cerchie competenti. Bisognerà inoltre determinare in che misura una partecipazione della Svizzera al sistema SOLVIT sia possibile nell'ottica dei particolari rapporti contrattuali che la Svizzera intrattiene con l'UE.</p><p>Si dovranno anche esaminare attentamente le modalità di una partecipazione della Svizzera a SOLVIT. Occorrerà definire i costi che ne deriverebbero e le condizioni che la Commissione europea potrebbe imporre. La valutazione determinerà quali tappe concrete potrebbero essere raggiunte e le scadenze per la loro attuazione.</p>  Risposta del Consiglio federale.