<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di elaborare, nel quadro della strategia energetica 2050, una soluzione per la disattivazione delle centrali nucleari sulla base di accordi con le parti interessate. Gli esercenti di una centrale in servizio da quarant'anni dovranno sottoporre alle autorità preposte alla sicurezza nucleare un concetto d'esercizio atto a garantire un esercizio sicuro per 10 anni supplementari al massimo. Su questa base l'autorità di vigilanza deciderà se concedere il nullaosta per l'esercizio della centrale fino a 50 anni.</p><p>Questa soluzione sulla base di accordi sarà integrata alla strategia energetica 2050 e dovrà essere strutturata come controprogetto all'iniziativa popolare "per un abbandono pianificato dell'energia nucleare".</p><p>Una minoranza (Wasserfallen, Bourgeois, Brunner, Favre Laurent, Killer Hans, Knecht, Müri, Parmelin, Rösti, Wobmann) propone di respingere la mozione.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La presente mozione è il risultato di ripetute discussioni in seno alla Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia del Consiglio nazionale (CAPTE-N). La commissione ha esaminato diverse varianti per l'abbandono dell'energia nucleare e per l'esercizio a lungo termine delle centrali nucleari: alcune rientrano tra le soluzioni che prevedono un limite temporale per la durata d'esercizio, altre tra le soluzioni sulla base di accordi. La CAPTE-N ha deciso infine di depositare la presente mozione, definendola una "soluzione sulla base di accordi". Se la proposta venisse accolta, nella legislazione in vigore verrebbe introdotta una durata massima d'esercizio di 50 anni per le centrali esistenti. In fin dei conti, quindi, si tratterebbe di una soluzione che prevede un limite temporale per la durata d'esercizio.</p><p>Una soluzione di questo tipo non incentiverebbe gli esercenti a conservare le centrali nel migliore stato possibile. Si correrebbe anche il rischio che non siano più disposti a continuare a investire nella sicurezza e che, al contrario, tentino di sfruttare al massimo i margini di sicurezza a loro beneficio.</p><p>In una perizia destinata alla CAPTE-N, l'Ufficio federale di giustizia ha sostenuto che le varianti che stabiliscono una durata massima d'esercizio fissa e valida per tutte le centrali potrebbero essere anticostituzionali a causa della loro ingerenza nella libertà economica e nella garanzia della proprietà. Inoltre, potrebbero comportare un obbligo di indennizzo da parte della Confederazione, nel caso in cui gli esercenti non riuscissero ad ammortizzare gli investimenti effettuati sulla base della normativa esistente.</p><p>Secondo la normativa in vigore, le centrali nucleari possono restare in esercizio finché ne è garantita la sicurezza. Se la mozione venisse accolta, la messa fuori esercizio delle centrali verrebbe disciplinata in modo troppo rigido e schematico e potrebbe essere effettuata anche prima della fine della durata d'esercizio fissata in base a criteri tecnici. Questa soluzione potrebbe essere difficilmente motivabile con ragioni legate alla sicurezza e rappresenterebbe un'ingerenza nella garanzia della proprietà degli esercenti. In caso di accoglimento della mozione, la Confederazione rischierebbe quindi di dover indennizzare gli esercenti.</p><p>Inoltre, il 15 marzo 2013 il Consiglio federale ha deciso di presentare al Parlamento la strategia energetica 2050 come controprogetto indiretto all'iniziativa "per un abbandono pianificato dell'energia nucleare. L'adozione del messaggio è prevista per il settembre 2013.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.