<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il 3 agosto 1993 diverse organizzazioni coordinate dall'Unione svizzera delle arti o mestieri hanno depositato l'iniziativa popolare federale "per l'abolizione dell'imposta federale diretta". La rivendicazione principale dell'iniziativa consiste nell'abolire l'imposta federale diretta e nel compensare, per quanto necessario, la diminuzione delle entrate con un'imposta generale sul consumo.</p><p></p><p>Nel suo messaggio del 2 novembre 1994 il Consiglio federale aveva proposto al Parlamento di respingere l'iniziativa e d'invitare il popolo a rigettarla in votazione.</p><p></p><p>Le Camere federali hanno seguito questa proposta e respinto l'iniziativa popolare a larga maggioranza. La Commissione dell'economia e dei canoni del Consiglio degli Stati (CEC-S) si era nel frattempo pronunciata per un testo (sotto forma di un'iniziativa della Commissione) nel senso di un controprogetto. L'iniziativa della Commissione della CEC-S dal titolo "Riduzione dell'imposta federale diretta - aumento dell'aliquota IVA" (v. Rapporto del 3 novembre 1995 della Commissione dell'economia e dei canoni del Consiglio degli Stati) si fonda sulle seguenti premesse:</p><p></p><p>- diminuzione della progressione troppo rapida</p><p>- maggiore considerazione per gli oneri sociali</p><p>- parità di trattamento fra coppie coniugate e coppie che vivono in concubinato</p><p>- mantenimento integrale dell'effetto della perequazione finanziaria.</p><p></p><p>Nella sua presa di posizione del 28 febbraio 1996, il Consiglio federale ha espresso un giudizio prevalentemente negativo riguardo all'iniziativa della Commissione, raccomandando perciò alle Camere federali di non accoglierla.</p><p></p><p>Nella sua seduta del 13 marzo 1996, il Consiglio degli Stati è entrato in materia sull'iniziativa della sua Commissione d'esame preliminare, sospendendo però la deliberazione fino a quando non sarà assicurato un concetto globale della politica finanziaria. Agendo in questo modo anche il Consiglio degli Stati ha manifestato l'opinione che negli anni venturi il risanamento delle finanze federali riveste la priorità assoluta.</p><p></p><p></p><p>2. Le rivendicazioni dell'autore della mozione coincidono in larga misura con quelle dell'iniziativa della Commissione. Entrambe chiedono una maggiore considerazione per gli oneri sociali, un adeguamento del carico fiscale tra coppie coniugate e coppie che vivono in concubinato nonché il mantenimento integrale dell'effetto della perequazione finanziaria. Anche per quanto concerne il trasferimento del gettito dell'imposta federale diretta sull'IVA nonché la riduzione della progressione, l'iniziativa della Commissione non si differenzia di molto dalla mozione.</p><p></p><p></p><p>3. La mozione coincide in pratica con le rivendicazioni dell'iniziativa della Commissione e presenterebbe quindi gli stessi suoi svantaggi, segnatamente:</p><p></p><p>- Quanto più forte è la diminuzione degli effetti del concubinato, tanto più grandi sarebbero le disparità di carico fiscale tra coniugati e contribuenti che vivono soli, a scapito di questi ultimi. In tal modo soprattutto nelle categorie di reddito basse o medie, l'ammontare d'imposta per i contribuenti che vivono soli potrebbe essere due o addirittura tre volte superiore a quello di una coppia sposata. A questo proposito va rilevato che le differenze di onere censurate sono quelle tra coppie sposate con doppio reddito e persone con attività lucrativa che vivono in concubinato. Infatti, solo in questo caso, a seguito del cumulo dei redditi il carico fiscale per la coppia coniugata è talvolta notevolmente superiore a quello della coppia che vive in concubinato con lo stesso reddito complessivo. Pertanto le attuali disparità di carico fiscale tra coppie coniugate con doppio reddito e persone con attività lucrativa che vivono in concubinato non devono essere sopravvalutate, giacché è altrettanto importante tenere d'occhio il carico fiscale dei contribuenti che vivono soli, effettivamente più numerosi, e perseguire una distribuzione equa dell'onere fiscale tra coniugati e contribuenti che vivono soli.</p><p></p><p>- Un trasferimento dell'imposta federale diretta sull'IVA comporterebbe, per saldo, uno sgravio fiscale dei beneficiari di redditi alti. D'altro canto, aumenterebbe, per saldo, il carico fiscale dei beneficiari di redditi bassi.</p><p></p><p>- Non è neppure possibile procedere a un trasferimento dell'imposta federale diretta sull'IVA e, nel contempo, mantenere integralmente l'effetto della perequazione finanziaria.</p><p></p><p></p><p>4.Il Consiglio federale non nega che l'iniziativa della Commissione - e pertanto anche la presente mozione - tocchi problematiche concernenti l'imposta federale diretta degne di essere esaminate. È ad esempio vero che il sistema in vigore sfavorisce talvolta, nei casi di coppie a doppio reddito, le coppie coniugate rispetto a quelle che vivono in concubinato. Inoltre i beneficiari di redditi medi e alti avvertono spesso in modo troppo pesante gli effetti della progressione dell'imposta. Anche il rapporto esistente nella Svizzera tra imposte dirette e indirette è degno di discussione, sebbene si debba rilevare che per l'apprezzamento del clima fiscale di un Paese conta in primo luogo il carico fiscale globale.</p><p></p><p>Pur con tutta la comprensione per queste rivendicazioni, nel corrente periodo di legislatura il risanamento delle finanze federali deve avere la priorità. Il Consiglio federale non desidera per il momento pronunciarsi sul trasferimento dell'imposta, poiché il risanamento richiederà comunque da parte di tutte le cerchie della popolazione sacrifici, che con i provvedimenti previsti dalla mozione rischierebbero di risultare ancora più gravosi.</p><p></p><p>Come già annunciato dal Consiglio federale in occasione della sua risposta alla mozione Frick (93.3586; Per un'imposta federale che non penalizzi i coniugati), il capo del Dipartimento federale delle finanze ha ordinato l'istituzione di un gruppo di lavoro, che esaminerà globalmente il sistema d'imposizione delle famiglie, segnatamente anche il miglioramento delle deduzioni per figli in generale (ad es. considerazione dei costi di formazione) e per famiglie numerose in particolare, nonché parimenti, in primo luogo, l'imposizione delle coppie coniugate e di quelle che vivono in concubinato. Non sarà certamente facile eliminare le attuali disparità esistenti tra queste due categorie e trovare, nel contempo, una soluzione senza incidenza sul gettito. In vista del risanamento delle finanze federali una soluzione finanziariamente neutrale è tuttavia una premessa irrinunciabile per il gruppo di lavoro.</p><p></p><p></p><p></p><p>Dichiarazione del Consiglio federale</p><p></p><p>Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.</p>  Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.