<h2>SubmittedText<h2><p>La Commissione europea sta lavorando alla creazione di un passaporto per i prodotti (product passport) o per i materiali (material passport) nell'ambito del suo piano d'azione per l'economia circolare e della sua politica per prodotti sostenibili (Sustainable Product Policy Framework). Tali passaporti potrebbero essere introdotti in forma digitale nell'ambito della Strategia europea in materia di dati. L'Unione europea finanzia peraltro il progetto di banca dati BAMB (Building As Material Bank), che mira a creare tali passaporti nel settore dell'edilizia. </p><p>Nello specifico, questi passaporti per i prodotti o i materiali dovrebbero fornire informazioni su origine, durata, composizione, possibilità di riutilizzo, riparazione e smaltimento di prodotti e materiali come pure sul loro trattamento a fine vita. Si tratta di informazioni indispensabili per sfruttare il potenziale dell'economia circolare e gestire le risorse in modo sostenibile. Inoltre, migliorano la trasparenza lungo le catene di valore, permettono di stilare un inventario delle risorse disponibili e della loro qualità e facilitano il loro riutilizzo e la creazione di sistemi di recupero. Consentono infine di sviluppare nuovi modelli di attività. Le tecnologie di blockchain potrebbero agevolare l'impiego di tali strumenti. Restano tuttavia ancora molte questioni da chiarire, soprattutto in termini di governance dei dati. </p><p>1. Il Consiglio federale ritiene che l'introduzione di un sistema di passaporti per i prodotti o i materiali sarebbe opportuna per promuovere la transizione verso un'economia circolare? </p><p>2. In che misura il Consiglio federale segue gli sviluppi europei in materia? </p><p>3. In che modo la Svizzera può prepararsi o partecipare a questi sviluppi? </p><p>4. In quali ambiti e per quali materiali e prodotti il Consiglio federale vede un potenziale in relazione a un tale strumento? </p><p>5. Quali benefici potrebbe comportare per l'economia svizzera l'introduzione di passaporti per i prodotti o i materiali? </p><p>6. Sono in corso discussioni al riguardo tra il Consiglio federale e i settori economici potenzialmente interessati o con le scuole universitarie? Sarebbero ipotizzabili dei progetti pilota? </p><p>7. Che impatto avrebbe l'introduzione di passaporti per i prodotti o i materiali su basi legali, ordinanze, standard, norme e regolamenti in Svizzera? Alcuni di questi rappresentano un ostacolo? Si dovrebbero prospettare modifiche? Se sì, quali? </p><p>8. L'economia circolare e i passaporti per i prodotti o i materiali non figurano esplicitamente nella Strategia Svizzera digitale. Potrebbero esserlo in futuro?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. I passaporti digitali per prodotti e materiali informano su componenti, Paesi di provenienza e standard qualitativi come pure su riparabilità e riciclabilità di un prodotto o di un materiale. I fabbricanti possono utilizzare ad esempio codici QR o chip elettronici. Un passaporto digitale per i prodotti rende trasparente l'impronta sociale ed ecologica, consente di tracciare la catena di fornitura e sostiene quindi l'attuazione di un'economia circolare.</p><p>2./3. La Confederazione segue con interesse le attività dell'Unione europea nel quadro del piano d'azione per l'economia circolare e partecipa alle consultazioni ufficiali. Al momento, a livello europeo manca ancora chiarezza sulla scelta dei prodotti, sulla forma concreta dei passaporti per i prodotti e su un possibile calendario di introduzione. L'Unione europea informerà verso fine anno nel quadro della propria "Iniziativa per i prodotti sostenibili" sullo stato di sviluppo dei passaporti per i prodotti.</p><p>4. Per le imprese del settore delle riparazioni e del riciclaggio si prospettano modelli commerciali per il riutilizzo e la valorizzazione di prodotti e materiali.</p><p>Nel settore edilizio, i passaporti per materiali e prodotti forniscono maggiori informazioni sui singoli materiali di costruzione e componenti lungo tutta la durata di vita degli immobili. Secondo il progetto di regolamento sulle batterie sostenibili dell'Unione europea, un relativo passaporto metterà a disposizione informazioni sulle batterie di grandi dimensioni.</p><p>5. Da un allineamento degli sforzi intrapresi in Svizzera ai passaporti europei per i prodotti risulterebbero le stesse condizioni quadro, in particolare per l'economia d'esportazione nazionale. Un passaporto per i prodotti potrebbe aumentare la trasparenza sulla provenienza e il metodo di produzione delle derrate alimentari.</p><p>6. Lo scambio a livello svizzero tra ricerca, economia e amministrazione avviene prevalentemente nel quadro di progetti pilota. L'UFAM sostiene ad esempio lo sviluppo di basi per un catasto dei materiali degli immobili.</p><p>7. L'impatto dell'introduzione dei passaporti per i prodotti sul diritto svizzero e sugli standard o le norme dipende dalla scelta dei prodotti e dalla configurazione dei passaporti. Non è pertanto possibile rispondere in termini generali a questa domanda.</p><p>8. La Strategia Svizzera digitale è stata aggiornata l'11 settembre 2020. L'integrazione dell'economia circolare e dei passaporti per i prodotti o i materiali potrà essere esaminata in occasione del prossimo aggiornamento, in data ancora da definire. I principi dell'economia circolare sono già incentivati nel campo d'attività "Protezione dell'ambiente, risorse naturali ed energia" della strategia citata.</p>  Risposta del Consiglio federale.