<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Come giustamente fa notare l'interpellante, spesso le informazioni divulgate sulla Svizzera dai media internazionali sono inesatte. Inoltre, quando vengono riportate notizie che riguardano o interessano la Svizzera, non di rado accade che siano frammiste a malignità o luoghi comuni che pregiudicano l'immagine del nostro Paese.</p><p></p><p>Oltre ai casi citati dall'interpellante, il Consiglio federale ha dovuto constatare che nel corso degli ultimi tempi nella stampa estera si sono susseguiti svariati esempi di informazioni forvianti o addirittura errate sulla Svizzera. Questo vale in particolare per le informazioni concernenti la crisi del Kosovo, ma anche l'affare Mabetex.</p><p></p><p>Il Consiglio federale è ben consapevole che occorre intensificare l'impegno profuso per divulgare le informazioni presso la stampa estera, anche se si rende conto che non può certo imporre ai media che cosa devono riferire sul nostro Paese.</p><p></p><p>Ad 1 Il Consiglio federale e l'Amministrazione non sono certo rimasti inattivi per quanto riguarda la politica d'informazione all'estero sulla Svizzera. Già da tempo la Cancelleria federale e il DFAE hanno provveduto affinché al Palazzo delle Nazioni Unite di Ginevra fosse allestito un collegamento per il Servizio dell'Agenzia telegrafica svizzera (ATS) allo scopo di tenere costantemente informati i media stranieri sull'attualità svizzera. Alcuni Dipartimenti inviano loro via fax i propri comunicati stampa e organizzano incontri informativi. Il DDPS, ad esempio, tiene regolarmente giornate d'informazione rivolte ai media stranieri. Inoltre, l'UFAFP coglie di volta in volta l'opportunità offerta dalle conferenze internazionali (sui rifiuti, sul clima, ecc.) per illustrare, mediante documenti specifici, la posizione assunta dalla Svizzera. Infine, il DFF informa attivamente il pubblico internazionale in merito agli aspetti della politica fiscale e finanziaria e alle questioni relative alla piazza finanziaria svizzera.</p><p></p><p>Occorre inoltre rilevare che negli ultimi anni a Ginevra, grazie anche alla partecipazione determinante della Svizzera, sono stati aperti tre centri che contribuiranno a rendere noto al pubblico internazionale il punto di vista svizzero in merito a questioni di grande importanza: l'International Environment House, il Centro per la politica di sicurezza e il Centro internazionale per lo sminamento a scopo umanitario.</p><p></p><p>Attualmente vi sono circa 130 giornalisti esteri accreditati al DFAE, per i quali era stato appositamente organizzato all'Hotel Bellevue di Berna un "Foyer de la presse" con possibilità di conferenze stampa e di lavoro per i media stranieri.</p><p></p><p>I servizi d'informazione della Confederazione rispondono in svariate lingue a domande provenienti dal mondo intero e procurano contatti con esponenti della politica svizzera. Inoltre, da molti anni la Svizzera invita regolarmente delegazioni di giornalisti da tutto il mondo e fornisce loro un programma elaborato ad hoc che illustra i diversi aspetti della politica, società, economia e cultura del nostro Paese.</p><p></p><p>Sin dall'inizio della crisi del Kosovo, i Dipartimenti competenti e la Cancelleria federale si sono adoperati affinché le informazioni riguardanti la Svizzera fossero divulgate anche all'estero. A seguito di una fruttuosa collaborazione con gli altri uffici interessati, il DFAE pubblica settimanalmente un Bollettino dei Balcani che viene sempre trasmesso anche in inglese ai media stranieri con sede a Ginevra. Esso viene parimenti inviato a tutte le ambasciate e le missioni svizzere all'estero e agli addetti stampa delle ambasciate straniere in Svizzera. Inoltre, i tre dipartimenti maggiormente interessati (DFAE, DFGP, DDPS) hanno pubblicato, insieme con la Cancelleria federale, un opuscolo illustrato sulla politica balcanica del Consiglio federale; attualmente l'opuscolo è in fase di attualizzazione e comparirà non solo in tedesco, francese e italiano, ma anche in inglese.</p><p></p><p>Al fine di rispondere ancora meglio alle necessità dei media stranieri in Svizzera e di informare maggiormente in merito alla politica svizzera, il DFAE ha l'intenzione di dislocare presso la missione di Ginevra un ufficio del proprio Servizio informazione. Attualmente si stanno chiarendo i dettagli della questione, e un tentativo è già stato avviato. Questo ufficio dovrebbe fungere da tramite per i servizi d'informazione di tutti i Dipartimenti. In tal modo si potrebbe sfruttare l'opportunità offerta dagli innumerevoli media stranieri che operano a Ginevra a causa delle organizzazioni internazionali per diffondere le nostre informazioni oltre i confini nazionali. A questo proposito occorrerebbe quindi fornire loro informazioni in maniera più attiva, senza aspettare che siano loro a doverle chiedere.</p><p></p><p>Ad 2 La questione della lingua è in effetti di primaria importanza. Anche se la Svizzera utilizza tre lingue internazionali, bisogna ammettere che oggi risulta più difficile comunicare senza ricorrere all'inglese. Per questo motivo da alcuni anni il Consiglio federale ha predisposto che i temi di grande importanza e di rilevanza internazionale siano comunicati anche in inglese. Le informazioni concernenti la tematica "Svizzera - Seconda guerra mondiale", e in particolare i pareri del Consiglio federale e della "Task Force", sono stati diffusi anche in inglese. Lo stesso vale per un opuscolo pubblicato dall'Ufficio federale dei rifugiati concernente le questioni d'attualità della politica d'asilo.</p><p></p><p>Le pagine Internet di svariati servizi federali possono già essere consultate anche in inglese. I loro siti web, speso molto ben fatti, forniscono numerose informazioni per mezzo di pratiche applicazioni multimediali. Data la sua ampia diffusione e accessibilità a livello mondiale, è inevitabile che questo nuovo mezzo di comunicazione sia utilizzato in inglese.</p><p></p><p>Tuttavia occorre rilevare che finora, per motivi di risparmio, la Confederazione non disponeva quasi di personale per le traduzioni in inglese, fatto che ha ostacolato l'elaborazione dei documenti, soprattutto di quelli urgenti o che richiedevano conoscenze specifiche. In considerazione della crescente importanza dell'inglese, il Consiglio federale intende occuparsi della questione in modo approfondito e verificare la possibilità di allestire un servizio di traduzione per questa lingua. Un tale ampliamento non andrà però a scapito degli altri servizi delle lingue nazionali svizzere.</p><p></p><p>Ad 3 Il Consiglio federale ha sottoposto al Parlamento un messaggio concernente il nuovo orientamento e il rafforzamento della "Commissione di coordinamento per la presenza della Svizzera all'estero" (Coco) nonché la sua trasformazione in "Presenza Svizzera" (PRS). In tal modo intende migliorare l'immagine della Svizzera all'estero. La riorganizzazione della Coco contribuirà anche a intensificare l'impegno profuso dal Consiglio federale nel condurre una politica d'informazione internazionale valida, efficiente e professionale.</p><p></p><p>Bern, den 10. Dezember 1999</p><p></p><p>An den Bundesrat</p><p>99.3397 I MERZ SR v. 30.8.99</p><p>Information durch den Bundesrat im Ausland</p><p>___________________________________________________________________</p><p></p><p>Replik</p><p>zur Vernehmlassung des EFD zur Stellungnahme der BK vom 6.12. zum Mitbericht des EFD vom 3.12.1999</p><p></p><p>Wir sind weiterhin der Meinung, dass unser Antwortentwurf in Bezug auf die Tätigkeit der Bundesverwaltung ausgewogen ist. Wenn über die Kosovo-Krise besonders detailliert geantwortet wird, so geschieht dies, weil sich die Interpellation selbst auf diese aktuellen Ereignisse bezieht. </p><p></p><p>Im Sinne eines Kompromisses sind wir aber bereit, Antrag 2 des EFD entgegenzunehmen, denn es ist ein zusätzliches Beispiel der heutigen Anstrengungen betreffend den Gebrauch der englischen Sprache. </p><p></p><p>Über Antrag 1 lassen wir gerne den Bundesrat entscheiden. </p><p></p><p>Auf jeden Fall opponieren wir - auch aus verwaltungsökonomischen Gründen - gegen eine Überarbeitung der Antwort. Zu einem Zeitpunkt, in dem die Ressourcen knapp sind und das Parlament sich intensiv mit den Kosten der parlamentarischen Vorstösse befasst, erachten wir es als sinnvoll, nur die wirklich nötige Bearbeitung vorzunehmen.</p><p></p><p>SCHWEIZERISCHE BUNDESKANZLEI</p><p>Der Bundeskanzler</p><p></p><p>François Couchepin</p>  Risposta del Consiglio federale.