<h2>SubmittedText<h2><p></p><p>Come il Consiglio federale ha giustamente fatto notare nella risposta all'interpellanza 10.3898 del Gruppo socialista, l'indice reale su base commerciale dei tassi di cambio del franco ha raggiunto il livello più alto dalla metà degli anni Novanta. Meno incisive, invece, sono state le risposte del Consiglio federale sulle misure concrete a tutela dell'economia reale. Per ora, l'apprezzamento del franco è rimasto più o meno costante, danneggiando soprattutto le imprese esportatrici con una forte perdita di competitività sul piano dei prezzi. </p><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande concernenti le ripercussioni a livello economico:</p><p>1. qual è il tasso di disoccupazione stimato se la media annuale del tasso di cambio tra euro e franco fosse di 1,35 CHF e quale invece se tale corso fosse pari a 1,25 CHF? Quali sono le misure previste per tutelare le regioni particolarmente colpite dalla disoccupazione? Il Consiglio federale è disposto a mantenere, con provvedimenti urgenti, il prolungamento delle indennità giornaliere?</p><p>2. l'andamento sfavorevole dei tassi di cambio può essere attenuato mediante una congruo trasferimento dei guadagni valutari settore delle importazioni. Quali sono le misure concrete previste dal Consiglio federale per garantire che i guadagni valutari vengano effettivamente ceduti alle aziende per i fattori produttivi e ai consumatori? Quali sono gli strumenti a disposizione e quali gli organismi che possono intervenire?</p><p>3. secondo il Consiglio federale la Banca Nazionale ha a disposizione strumenti di politica monetaria sufficienti a raggiungere gli obiettivi di politica della stabilità. E così anche per quanto riguarda la stabilizzazione del corso del franco? Il Consiglio federale condivide l'opinione che, oltre ad assolvere al proprio mandato legale, la Banca Nazionale dovrebbe farsi carico anche della stabilizzazione valutaria? </p><p>Il Consiglio federale non ritiene forse che la fissazione di un tasso di cambio minimo con l'euro operata in nome dell'interesse generale oltre che adeguatamente illustrata e difesa possa essere un valido strumento a tutela degli interessi della piazza economica svizzera?</p><p>4. quali sono i provvedimenti urgenti previsti dal Consiglio federale qualora nei prossimi mesi l'ulteriore apprezzamento del franco provocasse un crollo delle esportazioni e le aziende colpite ricorressero, per carenza di ordini, a tagli dei salari, licenziamenti o delocalizzazioni?</p><p></p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il tasso di cambio è un importante fattore che influisce sull'evoluzione congiunturale e quindi anche sull'occupazione. Tuttavia è decisiva l'interazione sull'economia nazionale di diversi fattori, come la domanda estera e la situazione della congiuntura interna. Gli effetti negativi di un franco forte sull'economia d'esportazione possono essere compensati da uno sviluppo economico positivo sui mercati di sbocco esteri. Attualmente si prevede, per il 2011, una crescita economica del 2,1% e un tasso di disoccupazione del 3,2%.</p><p>La revisione della legge sull'assicurazione contro la disoccupazione (LADI) è stata accettata nella votazione popolare del 26 settembre 2010. Di conseguenza il Consiglio federale non può più prolungare la durata di riscossione delle indennità giornaliere.</p><p>2. Come menzionato nella risposta all'interpellanza 10.3898 del Gruppo socialista, il Consiglio federale, nell'ambito delle misure intese ad attenuare la forza del franco, ha incaricato l'Amministrazione di approfondire la questione e di identificare eventuali aree problematiche. I primi risultati saranno disponibili dopo la pausa estiva. Se si verificassero casi problematici, i provvedimenti potrebbero iniziare da due punti: in primo luogo la soppressione degli ostacoli alle importazioni che sono dovuti a prescrizioni statali e, in secondo luogo, il rafforzamento della concorrenza.</p><p>3. Nel quadro del suo mandato in materia di politica monetaria, la Banca nazionale svizzera (BNS) garantisce la stabilità dei prezzi. A tale scopo essa tiene conto della situazione congiunturale e quindi, tra l'altro, anche del tasso di cambio. La fissazione di un tasso di cambio minimo con l'euro minaccerebbe però l'obiettivo della stabilità. Il mantenimento a lungo termine di un cambio fisso con un'altra valuta significherebbe la rinuncia all'autonomia monetaria. L'esperienza ha dimostrato che la politica monetaria autonoma della Svizzera è imprescindibile e che essa contribuisce notevolmente alla nostra prosperità. </p><p>4. Allo scopo di attenuare la forza del franco, il Consiglio federale ha deciso, il 16 febbraio 2011, l'adozione di provvedimenti di effetto immediato nei settori della promozione turistica del Paese, dell'assicurazione contro i rischi delle esportazioni e della promozione della tecnologia. Inoltre occorre esaminare la questione del trasferimento dei guadagni di valuta nelle importazioni e continuare la sorveglianza della situazione relativa al finanziamento delle imprese svizzere. Considerata l'evoluzione congiunturale finora favorevole, il Consiglio federale non prevede attualmente l'adozione di ulteriori provvedimenti.</p>  Risposta del Consiglio federale.