<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In relazione con gli accertamenti in corso sul ruolo del Servizio informazioni svizzero all'epoca del regime dell'apartheid, nei media si è speculato in vario modo anche sull'esistenza di un accordo segreto del 1986. Si tratterebbe di una convenzione tra il Servizio informazioni svizzero e il servizio partner sudafricano relativa alla collaborazione nel campo delle armi chimiche e biologiche. </p><p>Le procedure d'inchiesta di differenti organi (Delegazione delle Commissioni della gestione; Ministero pubblico della Confederazione; Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport), in corso dall'autunno del 2001, hanno assunto come oggetto d'inchiesta anche l'ipotesi relativa all'esistenza di un tale accordo segreto. </p><p>Il Consiglio federale risponde alle domande come segue:</p><p>1. Il Consiglio federale non ha conoscenza di un accordo segreto degli anni ottanta tra organi ufficiali svizzeri e del Sudafrica concernente la collaborazione nel campo delle armi chimiche e biologiche. </p><p>Al Consiglio federale è per contro nota una cosiddetta convenzione sulla protezione delle informazioni, conclusa tra la Svizzera e il Sudafrica nell'anno 1983. Questo accordo, classificato "SEGRETO", disciplina soltanto il trattamento delle informazioni scambiate tra servizi degli Stati contraenti. Simili accordi sono conclusi regolarmente anche con altri Paesi. </p><p>2. a 5. Al momento attuale, è compito delle procedure d'inchiesta in corso di fare chiarezza per quanto riguarda l'esistenza o la non esistenza dell'accordo segreto menzionato dall'autore dell'interrogazione. Gli organi responsabili delle procedure decidono in maniera autonoma, e sotto la propria responsabilità, in merito agli atti istruttori necessari.</p><p>Non può pertanto essere un compito del Consiglio federale di agire in modo da far concorrenza e da sovrapporsi alle procedure d'inchiesta formali attualmente in corso.</p><p>Il Consiglio federale segue però le differenti procedure con la massima attenzione.</p>  Risposta del Consiglio federale.