<h2>SubmittedText<h2><p>Nell'interrogazione 14.1051 era stato chiesto se è possibile, in teoria, utilizzare anche le ipotesi di pericolo meno forti come "stressori" per l'analisi d'incidente nelle attuali centrali nucleari. A tale quesito il Consiglio federale aveva risposto che "sulla base di quanto illustrato, occorrerebbe valutare nel caso concreto quali deroghe all'ordinanza sulle ipotesi di pericolo potrebbero essere ammesse". Nel frattempo il direttore dell'Ufficio federale dell'energia, Walter Steinmann, ha ritirato la risposta, precisando, in una lettera del 24 novembre 2014, che l'affermazione non è sufficientemente esatta e quindi ambigua. Secondo l'UFE, l'ordinanza del DATEC deve in ogni caso essere osservata anche dai gestori delle centrali esistenti.</p><p>1. Perché l'UFE ha iniziato una nuova valutazione e perché è giunto a una conclusione diversa? Perché il Consiglio federale parla di possibili deroghe?</p><p>2. Quale elemento della risposta del Consiglio federale non è sufficientemente esatto ed è ambiguo? Ciononostante è possibile, in determinate circostanze, prendere in considerazione la possibilità di valutazioni caso per caso?</p><p>3.La risposta errata all'interrogazione 14.1051 evidenzia un problema di fondo. Se si esamina la possibilità di deroghe caso per caso, è evidente che la protezione dei gestori delle centrali ha la priorità rispetto a quella della popolazione. La nuova valutazione ha ripercussioni anche su altre problematiche rilevanti per la sicurezza?</p><p>4. Nel caso in cui l'IFSN abbia partecipato alla redazione della risposta, quali conseguenze deve trarne l'UFE? Sono necessarie nuove verifiche, non solo delle risposte, ma anche del rispetto degli importanti requisiti di sicurezza? </p><p>5. L'UFE, autorità che rilascia le autorizzazioni, dispone delle necessarie competenze per valutare in modo critico l'IFSN quale autorità responsabile della sicurezza? I due organi possono agire in modo sufficientemente autonomo l'uno dall'altro?</p><p>6. La risposta del Consiglio federale alimenta il dubbio che le ipotesi di pericolo considerino con ogni probabilità sicure tutte le centrali nucleari nell'analisi d'incidente. Chi verifica l'operato dell'IFSN e il rispetto delle ipotesi di pericolo rilevanti per la protezione della popolazione?</p><p>7. Già nel settembre del 2013, nell'ambito del forum tecnico sulle centrali nucleari, l'IFSN aveva spiegato che sono possibili deroghe alle ipotesi di pericolo. Alcuni rappresentanti di Greenpeace hanno chiesto inutilmente che tale affermazione fosse messa a verbale. Si deve ritenere che ipotesi di pericolo formulate in passato siano state riviste in senso meno restrittivo?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. Nella sua risposta all'interrogazione 14.1051, il Consiglio federale aveva lasciato aperta la questione riguardante possibili deroghe, affermando che occorre valutare caso per caso se sono ammesse deroghe all'ordinanza del DATEC del 17 giugno 2009 sulle ipotesi di pericolo e la valutazione della protezione contro gli incidenti negli impianti nucleari (ordinanza sulle ipotesi di pericolo; RS 732.112.2). In base a una domanda riguardo a un caso concreto, l'Ufficio federale dell'energia (UFE) ha ancora una volta esaminato ampiamente la questione, concludendo che non solo nel caso specifico, ma in ogni caso non sono ammissibili deroghe alle ipotesi di pericolo.</p><p>3. L'applicazione delle ipotesi di pericolo anche agli impianti esistenti corrisponde alla prassi dell'Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN). Dopo gli eventi di Fukushima del 2011, l'ispettorato ha chiesto agli esercenti delle centrali nucleari di aggiornare le analisi di sicurezza sulla base delle nuove ipotesi di pericolo (ad es. in relazione a terremoti e inondazioni).</p><p>4./5. La ripartizione dei compiti tra autorità di vigilanza e autorità responsabile della sicurezza in ambito nucleare per quanto concerne la redazione di risposte a interventi parlamentari all'attenzione del Consiglio federale non è la stessa vigente per le procedure secondo la legge sull'energia nucleare.</p><p>L'autorità responsabile per il rilascio delle licenze di esercizio per gli impianti nucleari è il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC). Nel rilasciare una licenza, quest'ultimo si basa su una perizia dell'IFSN, alla quale può derogare solo per validi motivi. Per valutare se vi sono validi motivi, l'autorità responsabile della licenza di esercizio deve disporre di determinate conoscenze e può fare affidamento sulla Commissione per la sicurezza nucleare (CSN) per una seconda opinione.</p><p>Dopo il rilascio della licenza di esercizio, la sicurezza delle centrali nucleari viene verificata costantemente dall'IFSN. Conformemente alla volontà del legislatore, l'IFSN svolge la sua attività di vigilanza in modo indipendente e autonomo. Un'ulteriore verifica dell'attività di vigilanza in corso non è prevista dalla legislazione in materia di energia nucleare e non è considerata opportuna. Il Consiglio federale è convinto che l'IFSN svolga i suoi compiti in modo conforme alle esigenze fissate dalla legge e in base allo stato attuale della scienza e della tecnica e che il DATEC, insieme all'UFE, disponga di competenze sufficienti in materia.</p><p>6. Le ipotesi di pericolo sono stabilite in base allo stato della scienza e della tecnica. Una verifica condotta nel 2011 da esperti dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA) nel quadro dell'Integrated Regulatory Review Service (IRRS) ha evidenziato che le analisi sulla sicurezza condotte in Svizzera sono conformi alla prassi internazionale e agli standard di sicurezza dell'AIEA. Per il Consiglio federale non vi è alcun motivo per dubitare della corretta attuazione delle ipotesi di pericolo. Del resto, in questo contesto, il governo è affiancato da un organo consultivo, la CSN, il cui compito è verificare in particolare le questioni fondamentali concernenti la sicurezza.</p><p>7. L'IFSN applica le ipotesi di pericolo anche alle attuali centrali nucleari. Il Consiglio federale non entra nel merito di discussioni che avvengono nell'ambito di forum tecnici.</p>  Risposta del Consiglio federale.