<h2>SubmittedText<h2><p>"Prima scherniti. Oggi eroi. Gli agricoltori biologici proteggono la natura e anche noi", è quanto si legge tra i titoli dello "Stern" del 25 aprile scorso. Senza suscitare particolare risonanza, all'estero sta succedendo ciò che, considerati gli sviluppi sul fronte del clima, dei pesticidi, delle sostanze nutritive o della biodiversità, sarebbe urgentemente necessario anche nel nostro Paese: un'inversione di tendenza fondamentale nella politica e nella pratica agricole.</p><p>Gli agricoltori biologici tedeschi temono, tuttavia, che altri Paesi possano attuare una riconversione dell'agricoltura in modo più rapido e più coerente. In Germania la quota biologica rispetto alla superficie agricola raggiunge soltanto il 17° posto ("NZZ" del 27 aprile 2019). La Svizzera si piazza al 7° posto. La domanda è fino a quando riuscirà a mantenere questa posizione senza una riconversione rapida e coerente della sua filiera agroalimentare.</p><p>La Costituzione svizzera offre una valida base per gli interventi necessari, ad esempio, in virtù degli articoli sulla sostenibilità, sulla protezione dell'ambiente e sull'agricoltura. L'articolo 104 sull'agricoltura sancisce la preservazione delle basi di vita naturali e prevede la promozione delle forme di produzione particolarmente in sintonia con la natura nonché rispettose dell'ambiente e degli animali. Due anni fa gli elettori svizzeri hanno ribadito con fermezza questa richiesta. Con una quota di "sì" superiore al 78 per cento hanno approvato il nuovo articolo 104a incentrato su un'agricoltura adeguata alle condizioni locali ed efficiente sotto il profilo dello sfruttamento delle risorse nonché su un impiego di derrate alimentari rispettoso delle risorse.</p><p>Vista la situazione, il Consiglio federale è pregato di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale e l'amministrazione sono consapevoli degli sviluppi nell'agricoltura e sul mercato biologico (produttori e consumatori) in Europa?</p><p>2. Quali opportunità e rischi intravvedono in questi sviluppi per la produzione biologica svizzera (intera catena del valore)? Quali opportunità e rischi intravvedono per l'agricoltura convenzionale svizzera?</p><p>3. Come si possono sfruttare queste opportunità ed evitare i rischi?</p><p>4. Il Consiglio federale è disposto a mettere a punto un piano d'azione per l'agricoltura biologica, come parte integrante della PA 22 più, con misure concrete e obiettivi ambiziosi, con scadenze precise e verificabili?</p><p>5. Come può incentivare la Confederazione il consumo di alimenti biologici?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale si era già espresso in merito alla questione di un piano d'azione per l'agricoltura biologica nel suo parere sulla mozione Graf Maya 09.3309 e nelle sue risposte alle interpellanze Hassler 10.3935 e Graf Maya 10.3941, negandone, per diverse ragioni, la necessità. Nel frattempo la quota di aziende gestite secondo i principi dell'agricoltura biologica è aumentata, passando dal 9,6 (2010) al 13,8 per cento (2018). Nello stesso periodo è cresciuta anche la quota di superficie gestita secondo tali principi, passando dal 10,6 al 15,4 per cento. In Svizzera i consumatori spendono sempre di più per l'acquisto di prodotti biologici. Nel 2016 la quota delle uscite delle economie domestiche per i prodotti biologici rispetto alle uscite per generi alimentari e bevande ammontava quasi al 9 per cento. </p><p>Il Consiglio federale risponde come segue alle singole domande: </p><p>1. Il Consiglio federale segue gli sviluppi delle politiche agricole dell'UE e dei Paesi limitrofi, nonché l'andamento dei mercati, compreso quello biologico. </p><p>2. Le opportunità per il comparto biologico svizzero sono date dal fatto che i prodotti bio svizzeri, grazie al loro plusvalore, alla loro affidabilità e a una situazione di mercato nel complesso equilibrata, possono generare un buon valore aggiunto sul mercato. Occorre salvaguardare tali presupposti al fine di evitare rischi. Il Consiglio federale è dell'avviso che l'intera filiera agroalimentare, sul modello del comparto biologico, debba seguire una strategia basata sulla qualità o sul valore aggiunto in modo da rimanere competitiva sui mercati di domani. </p><p>3. Il Consiglio federale è convinto che il comparto biologico in Svizzera sia in grado di sfruttare le opportunità che si presentano sui mercati e di affrontarne i rischi. La Confederazione lo sostiene mediante i pagamenti diretti e anche nei settori della consulenza e della promozione dello smercio. </p><p>4. Il comparto biologico svizzero gode di una buona posizione nel contesto internazionale caratterizzato da una concorrenza sempre maggiore sul piano qualitativo. La legislazione è equivalente a quella dell'UE, il sistema di promozione è ben strutturato e sia l'agricoltura biologica sia il consumo di prodotti bio presentano una crescita sana. Il Consiglio federale è pertanto dell'avviso che attualmente non vi sia la necessità di intervenire ulteriormente. Inoltre occorre provvedere affinché le misure di promozione statali non determinino eccessi di offerta e crolli dei prezzi. </p><p>5. La Confederazione sostiene le misure per la promozione dello smercio di Bio Suisse erogando circa 2 milioni di franchi all'anno. Questo importo corrisponde al 5 per cento circa dei fondi impiegati dalla Confederazione per la promozione dello smercio sul piano indigeno (ca. 38 milioni nel 2019). </p>  Risposta del Consiglio federale.