<h2>SubmittedText<h2><p>Il nuovo ministro inglese dell'energia, Chris Huhne, deve far fronte a una voragine di 6,7 miliardi di franchi, apertasi a causa dei costi della gestione delle scorie radioattive. Il deposito di scorie previsto in Inghilterra costerà altri 30 miliardi di franchi. Huhne parla di una seconda fattura per l'elettricità di origine nucleare, che è stata a buon mercato per decenni.</p><p>Il Consiglio federale è in grado di affermare che al nostro ministro dell'energia, e quindi anche al contribuente, questa seconda fattura sarà risparmiata e che i 6 miliardi di franchi del fondo di smaltimento, ancora disponibili al momento dell'inizio dei lavori di costruzione, basteranno per costruire e mantenere in esercizio il previsto deposito di scorie radioattive, ed eventualmente per recuperare le scorie?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale si è espresso sul finanziamento dei costi relativi alla disattivazione degli impianti nucleari e allo smaltimento delle scorie radioattive l'ultima volta il 20 maggio 2009, rispondendo alle interpellanze Rechsteiner-Basilea 09.3269, "Lacune nel finanziamento dello smaltimento delle scorie radioattive", van Singer 09.3240, "Fondo di disattivazione e fondo di smaltimento per impianti nucleari", e Diener 09.3065, "Ordinanza sul fondo di disattivazione e sul fondo di smaltimento per gli impianti nucleari". </p><p>Conformemente all'articolo 31 capoverso 1 della legge federale del 21 marzo 2003 sull'energia nucleare (LENu; RS 732.1), gli esercenti di impianti nucleari sono tenuti a smaltire, a proprie spese e in modo sicuro, le scorie radioattive prodotte. Essi devono sostenere di volta in volta i costi di smaltimento che insorgono durante l'esercizio degli impianti nucleari. Il finanziamento della disattivazione di questi impianti e dello smaltimento delle scorie radioattive dopo la messa fuori esercizio degli impianti nucleari è garantito da due fondi indipendenti: il fondo di disattivazione e il fondo di smaltimento (art. 77 cpv. 1 e 2 LENu), entrambi alimentati coi contributi degli esercenti (art. 77 cpv. 3 LENu).</p><p>La LENu regolamenta in dettaglio le pretese, le prestazioni dei fondi e l'obbligo di versamento supplementare. I costi di disattivazione e di smaltimento nonché i contributi da versare nei fondi sono aggiornati e ricalcolati ogni cinque anni conformemente all'ordinanza del 7 dicembre 2007 sul fondo di disattivazione e sul fondo di smaltimento (OFDS; RS 732.17). I costi di smaltimento includono anche i costi relativi alla fase di osservazione di 50 anni precedenti la chiusura del deposito in strati geologici profondi, ma non quelli di un eventuale recupero delle scorie. L'esame periodico dei costi di disattivazione e di smaltimento, la pubblicazione dei rapporti e dei conti annuali e degli studi sui costi come pure la ricerca mirata di siti appropriati e la realizzazione di depositi in strati geologici profondi offrono la garanzia per una gestione responsabile dello smaltimento delle scorie radioattive, anche sul piano finanziario.</p>  Risposta del Consiglio federale.