<h2>SubmittedText<h2><text><p>Considerati i maggiori rischi cui è esposta la società moderna e il pericolo di escalation imprevedibili (pandemie, problemi di approvvigionamento, attività d'informazione, blackout, crisi finanziarie, caso Tinner, controversie fiscali, segreto bancario, terrorismo) si pone il problema della gestione globale delle crisi (in ambito civile e militare) a livello nazionale. Cosa pensa di intraprendere il Consiglio federale per:</p><p>1. garantire in permanenza la valutazione della situazione e la gestione delle crisi a livello interdipartimentale;</p><p>2. assicurare il coordinamento mirato tra le unità di crisi cantonali, l'economia privata e altri attori non statali;</p><p>3. garantire che il coordinamento intercantonale sia in grado di far fronte alle crisi;</p><p>4. integrare gli strumenti e le prestazioni esistenti in un piano globale?</p></text><h2>FederalCouncilResponseText<h2><text><p>Con gestione delle crisi si intende l'approccio sistematico adottato in caso di crisi. Essa comprende l'individuazione tempestiva delle crisi, il preavvertimento e l'allarme, la preparazione alle crisi, le attività di condotta durante la crisi (inclusa la comunicazione in tempo di crisi), l'analisi a posteriori - a prescindere dal fatto che l'evento o la crisi sia di natura civile o militare.</p><p>A seconda dell'evento, la responsabilità direttiva incombe alla Confederazione, che dispone per esempio di mezzi quali la diplomazia o l'esercito, oppure incombe ai cantoni, che dispongono segnatamente dei mezzi previsti per la protezione della popolazione (polizia, pompieri, sanità, imprese tecniche e protezione civile; art. 3 della legge federale sulla protezione della popolazione e sulla protezione civile; LPPC, RS 520.1).</p><p>I compiti e le competenze decisionali nelle situazioni di crisi sono in linea di massima quelli previsti in situazioni normali. Il fatto che la gestione delle crisi in Svizzera possa contare su vari attori con responsabilità e mezzi propri è uno dei punti di forza del nostro Paese.</p><p>In caso di crisi il Consiglio federale è coadiuvato da strutture organizzative, ossia gli Stati Maggiori di crisi, create appositamente per reagire in situazioni prevedibili. Se necessario, in casi particolari, è pure possibile istituire organizzazioni ad hoc (task force).</p><p>La formazione e l'addestramento sono strumenti di primaria importanza per prepararsi alle crisi. La formazione e il perfezionamento degli Stati Maggiori di crisi della Cancelleria federale e dei dipartimenti sono di competenza della Cancelleria federale (formazione alla gestione delle crisi da parte della Confederazione). L'addestramento degli Stati Maggiori specializzati incombe in primo luogo ai dipartimenti e lo stesso vale per gli Stati Maggiori dell'esercito in seno al DDPS. Verso la fine dell'autunno 2009, su mandato del Consiglio federale e sotto la direzione della Cancelleria federale, avrà luogo un esercizio di condotta strategica (ECS) incentrato sul tema del blackout. Il fatto che nel 2005 è stato svolto un ECS dedicato a una pandemia/epidemia dimostra che l'amministrazione prova ad anticipare i pericoli futuri e che vi si prepara per quanto possibile in modo tempestivo.</p><p>Dopo quest'ultimo ECS il Consiglio federale ha emanato le istruzioni concernenti le misure organizzative dell'amministrazione federale in caso di situazioni particolari o straordinarie del 24 ottobre 2007 (FF 2007 7501).</p><p>Analogamente, anche i cantoni e i comuni hanno fatto preparativi per i casi di crisi (organi direttivi cantonali, regionali o comunali), beneficiando del sostegno dell'Ufficio federale della protezione della popolazione (UFPP) del DDPS.</p><p>1. La valutazione interdipartimentale della situazione e la garanzia della condotta in tutte le situazioni sono prerogative del governo, che le esercita quale organo collegiale, avvalendosi del sostegno della conferenza dei segretari generali dei dipartimenti. La Cancelleria federale formula riflessioni sulle sfide future e sulle crisi potenziali. Per quanto concerne la politica di sicurezza, la valutazione interdipartimentale della situazione e la gestione delle crisi sono affidate in primo luogo agli organi della condotta in materia di politica di sicurezza (giunta in materia di sicurezza, organo direttivo in materia di sicurezza e Stato Maggiore GSic).</p><p>2. Le organizzazioni della Confederazione collaborano già in ambiti chiave con i gli organi direttivi cantonali o con l'economia privata, segnatamente per quanto concerne la protezione della popolazione (UFPP).</p><p>3. D'intesa con i cantoni, la Confederazione può coordinare l'intervento o, all'occorrenza, assumere la condotta in caso di eventi che colpiscono più cantoni, l'intero Paese o le zone limitrofe dei Paesi confinanti (art. 5 cpv. 1 LPPC). Per questi casi sono garantiti collegamenti a prova di crisi tra la Confederazione e i cantoni. Il coordinamento intercantonale è una prerogativa cantonale. La Confederazione lo sostiene se i cantoni ne fanno richiesta.</p><p>4. In base a quanto esposto sopra, secondo il Consiglio federale in linea di massima non vi è la necessità di integrare gli strumenti e le prestazioni esistenti in un unico "piano globale", poiché a livello di Confederazione la gestione globale delle crisi è assicurata in tutti i suoi aspetti dal Consiglio federale stesso e dalla conferenza dei segretari generali che lo coadiuva (o dagli organi della condotta in materia di politica di sicurezza). Il Consiglio federale è tuttavia cosciente del fatto che vi sono ancora margini di miglioramento per quanto attiene al coordinamento fra gli organi esistenti (prestazioni e strumenti), o tra la Confederazione e i cantoni, e vi sono tuttora lacune in fatto di formazione e addestramento. In quest'ultimo campo è previsto, con il coinvolgimento diretto dei partner interessati, un sostegno continuo e incentrato su temi specifici.</p><p>Attualmente un progetto condotto dal DDPS in stretta collaborazione con i cantoni sta valutando in quale misura - nell'ambito della gestione nazionale delle crisi (a livello intercantonale, interdipartimentale e di partner esterni) - debbano essere creati meccanismi (processi e strutture) volti a mettere a punto una rete nazionale di sicurezza Confederazione-cantoni-comuni-privati) che garantisca una gestione effettiva ed efficace delle crisi e di eventi rilevanti sotto il profilo della politica di sicurezza. In tale ambito, anche il rapporto sulla politica di sicurezza 2009 contribuirà a fare chiarezza.</p></text>