<h2>SubmittedText<h2><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quali misure d'emergenza valuta la Confederazione? Vi è la possibilità, grazie a simili misure, di evitare il peggio, ad esempio in un caso come quello della banca Wegelin?</p><p>2. In caso di emergenza la Banca nazionale svizzera (BNS) potrebbe temporaneamente esporsi al posto di una banca coinvolta ed effettuare operazioni di clearing per conto di quest'ultima? Questa possibilità è stata esaminata?</p><p>3. A tale scopo si potrebbe eventualmente considerare la fondazione di una filiale della BNS, ad esempio sotto forma di una Swiss Clearing Bank?</p><p>4. La Confederazione è attenta al fatto che in occasione dei negoziati riguardanti la controversia fiscale con gli Stati Uniti è indispensabile inserire in un accordo finale una disposizione che escluda esplicitamente questo scenario oppure ottenere che gli Stati Uniti rinuncino a questo mezzo di pressione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. I problemi che la banca Wegelin ha dovuto affrontare non derivano dalI'ISDA Master Agreement (ISDA MA) o da contratti o campi di attività che presentano un nesso diretto con l'ISDA MA. Piuttosto, la banca Wegelin, ovvero i suoi soci, ha deciso un'alienazione parziale delle sue attività per scongiurare la temuta perdita di fiducia rappresentata dalla minaccia di un accusa da parte del Dipartimento di giustizia americano. È tuttavia possibile che un'accusa contro una banca svizzera intentata da un'autorità americana venga interpretata come "termination event" ai sensi dell'ISDA MA. Nella fattispecie ciò permetterebbe alle controparti di far valere il loro diritto di cessazione prima della scadenza del contratto ("early termination right"). Se e in che lasso di tempo un contratto verrà estinto dipende nel singolo caso dalla valutazione del partner commerciale. Questa decisione spetta agli operatori dell'economia privata e non può essere presa dalle autorità. Le esperienze sinora raccolte hanno molteplici effetti sulle autorità coinvolte. In primo luogo, se ne terrà conto durante i negoziati tra la Svizzera e gli Stati Uniti riugardanti la vertenza fiscale. In secondo luogo, saranno debitamente prese in considerazione nella vigilanza delle banche implicate nella vertenza fiscale con gli Stati Uniti. Infine, le conoscenze acquisite verranno adoperate nella procedura di elaborazione dell'ordinanza sull'insolvenza bancaria.</p><p>2. Nel quadro del suo mandato, che consiste nel contribuire alla stabilità del sistema finanziario (art. 5 capoverso 2 lett. e LBN), in collaborazione con le altre autorità competenti la BNS si sta occupando della questione e sta analizzando possibili misure nell'ambito delle sue competenze. La BNS ha esaminato la proposta di fungere da banca corrispondente per le banche svizzere accusate dal Dipartimento di giustizia statunitense e di gestire il loro traffico dei pagamenti con gli Stati Uniti. Al riguardo ha deciso di non dar seguito a questa possibilità. Le verifiche hanno tra l'altro dimostrato che l'esame della due diligence, al quale la BNS si sarebbe dovuta imperativamente sottoporre prima di ricoprire questo ruolo, sarebbe stato estremamente complesso e non eseguibile entro tempi ragionevoli. Inoltre, l'assunzione di questa funzione avrebbe richiesto un importante aumento permanente del personale della BNS. Infine, la promozione di un'accusa contro una banca svizzera negli Stati Uniti provocherebbe pesanti conseguenze di politica aziendale che la BNS, in veste di banca corrispondente, non sarebbe in grado di attenuare. </p><p>3. I motivi illustrati al punto 2 sfavorevoli all'assunzione della funzione di banca corrispondente da parte della BNS sono applicabili anche a una filiale della BNS.</p><p>4. Lo scopo dei negoziati con gli Stati Uniti è di porre fine alle problematiche del passato per quanto concerne il settore bancario. Lo scenario illustrato verrà tenuto in considerazione nell'ambito dei negoziati. </p>  Risposta del Consiglio federale.