<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di modificare la legge sulla pianificazione del territorio (art. 24c LPT) al fine di permettere il massimo sfruttamento dei volumi già edificati situati al di fuori della zona edificabile. Le restrizioni relative alla costruzione (art. 42 dell'ordinanza sulla pianificazione del territorio, OPT), in particolare l'aumento delle superfici utili che non può superare il 60 per cento, l'ampliamento totale delle superfici che non può eccedere il 30 per cento o i 100 metri quadrati e le nozioni di "utilizzazione a scopo abitativo al passo con i tempi" e di "ampliamento moderato" pongono problemi concreti e vanno pertanto rapidamente adeguate.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In virtù dell'articolo 24c della legge del 22 giugno 1979 sulla pianificazione del territorio (LPT; RS 700), gli edifici e gli impianti non conformi alla destinazione della zona esistenti fuori delle zone edificabili sono protetti nella propria situazione di fatto, a condizione che siano stati eretti o modificati legalmente. Questa protezione si estende anche al rinnovamento, alla trasformazione parziale, all'ampliamento moderato e alla ricostruzione degli edifici. La disposizione si basa su una ponderazione tra gli interessi dei proprietari fondiari relativamente alla situazione di fatto e al mantenimento del valore degli edifici e degli impianti, da un lato, e l'interesse per l'attuazione del principio di separazione tra i comprensori edificabili e quelli non edificabili, dall'altro. Questo principio fondamentale fa sì che i prezzi dei terreni coltivi siano bassi, agevolando in tal modo l'agricoltura a coprire i propri costi di produzione. Tale distinzione contribuisce in modo sostanziale al mantenimento di un paesaggio di elevato valore ricreativo, nonché a considerare gli interessi del settore commerciale, tenuto ad acquistare terreni all'interno delle zone edificabili.</p><p>Il Consiglio federale ritiene che gli sforzi volti a una densificazione edilizia debbano concentrarsi nelle zone edificabili mentre, sulla base del principio della separazione, in quelle non edificabili si dovrà evitare il più possibile di utilizzare nuovo terreno per scopi edilizi. Spesso ulteriori utilizzi edilizi di edifici esistenti all'esterno delle zone edificabili comportano l'insorgere di nuove esigenze, ad esempio di parcheggi per le automobili o di un potenziamento delle strade d'accesso. Il Consiglio federale ritiene pertanto adeguate e necessarie le soglie quantitative massime per l'ampliamento non conforme alla destinazione della zona di edifici e impianti esistenti secondo l'articolo 42 dell'ordinanza del 28 giugno 2000 sulla pianificazione del territorio (RS 700.1).</p><p>L'autore della mozione sostiene, inoltre, che anche il criterio menzionato all'articolo 24c della LPT, secondo cui l'aspetto esterno di un edificio può essere modificato solo se ciò si rende necessario per un'utilizzazione a scopo abitativo conforme agli standard attuali, è all'origine di problemi e va pertanto modificato. A questo proposito occorre notare che tale disposizione dell'articolo 24c capoverso 4 LPT è in vigore dal 1° novembre 2012, e i suoi risultati nella pratica si iniziano a vedere soltanto adesso. Attualmente non vi è pertanto motivo di dover già rinunciare a questo criterio opportuno.</p><p>Inoltre, con la seconda tappa della revisione della LPT, il Consiglio federale sottoporrà al Parlamento la questione relativa alle modalità di gestione degli edifici esistenti al di fuori delle zone edificabili. Il relativo messaggio è previsto per il 2017.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.