<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di modificare i pertinenti regolamenti dell'esercito affinché i militari possano rinunciare al porto della tenuta A durante la libera uscita.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La maggior parte dei militari in libera uscita si comportano correttamente. Anche se in singoli casi vi sono problemi di ordine, il Consiglio federale è del parere che tali problemi non vadano affrontati con la rinuncia al porto dell'uniforme, bensì risolti con il ricorso a provvedimenti adeguati. Il mantenimento della disciplina e di un comportamento corretto costituisce un compito permanente dei responsabili militari. Si tratta, tra l'altro, di evitare gli infortuni, di assicurare un atteggiamento improntato alla sicurezza e di curare l'immagine dell'esercito nella società. I problemi risultati dal comportamento di militari in libera uscita rientrano in questo ambito. Di conseguenza, il capo dell'esercito ha compreso tra i propri obiettivi annuali la promozione dell'ordine e della disciplina.</p><p>L'esercito di milizia svizzero può e deve essere visibile in una tenuta corretta. Nel nostro esercito di milizia, la visibilità del cittadino soldato in uniforme rappresenta un valore da non sottovalutare ed è l'espressione del radicamento dell'esercito nella società svizzera.</p><p>In linea di principio, per quanto concerne il porto dell'uniforme durante la libera uscita, l'esercito svizzero non può essere oggetto di confronti con altre forze armate. I militari svizzeri sono in servizio per tutto il periodo che intercorre dall'entrata in servizio sino al licenziamento. Nelle forze armate estere il servizio è limitato a ore di lavoro predefinite, al di fuori delle quali in molti Paesi sono applicabili leggi e prescrizioni di carattere civile.</p><p>Il Consiglio federale condivide il parere dell'autore della mozione secondo cui le provocazioni e gli atti di violenza contro militari in libera uscita diminuirebbero di numero in caso di rinuncia al porto dell'uniforme. Tuttavia una soluzione in tal senso non consentirebbe di garantire un comportamento più disciplinato da parte dei militari stessi.</p><p>L'impossibilità di riconoscere, grazie all'uniforme, i militari in servizio potrebbe essere fonte di problemi. La polizia, la sicurezza militare e gli organi di sorveglianza della truppa non sarebbero più in grado di distinguere di primo acchito i militari in libera uscita dalle persone civili, con un conseguente possibile aumento dei controlli di persone civili da parte della sicurezza militare. In caso di impiego di abiti civili, anche nelle caserme diventerebbe più difficile distinguere i militari dalle persone civili. Ciò comporterebbe un possibile aumento dei furti e, a causa delle differenze a livello di vestiario civile, una maggiore percezione delle ineguaglianze sociali e possibili atti di discriminazione. Inoltre condurrebbe a una diminuzione del senso di appartenenza alla truppa e dello spirito di corpo.</p><p>Alla luce di queste considerazioni, il Consiglio federale giunge alla conclusione che non si debba rinunciare all'uniforme d'uscita e che essa debba continuare a essere portata dai militari durante la libera uscita. Il problema del comportamento scorretto in libera uscita e dell'uso scorretto dell'uniforme va affrontato mediante un'educazione tenace da parte dei quadri, controlli più frequenti e un maggiore ricorso a pene disciplinari.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.