<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In Svizzera, ogni anno fino a 19 000 persone subiscono un trauma cerebrale: da 3000 a 5000, soprattutto giovani, quale conseguenza di un incidente, altri 11 000 - 14 000 per un colpo apoplettico. In termini statistici questo significa 150 casi ogni 100 000 abitanti all'anno, con un sensibile aumento della frequenza dei casi per entrambi i sessi con l'età, soprattutto a partire dai 65 anni. A livello mondiale, la Svizzera denota uno dei più bassi tassi di mortalità per ictus cerebrale, ciononostante anche nel nostro Paese muore circa un quarto dei pazienti apoplettici (1999: 1189 uomini e 2019 donne) e la metà dei sopravvissuti resta invalida e/o bisognosa di cure. Inoltre, ogni anno un numero imprecisato di persone necessita di cure di riabilitazione a seguito di una meningite o encefalite.</p><p>In base a queste considerazioni preliminari, il Consiglio federale risponde a ciascuna domanda come segue:</p><p>Il Consiglio federale condivide l'opinione che sia necessario migliorare l'offerta delle cure d'urgenza destinate alle persone che hanno subìto un trauma cerebrale?</p><p>Da numerosi studi è emerso che le cure prestate a pazienti apoplettici in strutture specializzate da parte di team multidisciplinari (Stroke Unit) permettono di diminuire nel primo anno dopo il trauma la mortalità del 17 per cento e il bisogno di cure del 31 per cento. Questo effetto è indipendente dal sesso e dall'età dei pazienti nonché dal tipo di ictus cerebrale. È tuttavia determinante che la Stroke Unit, oltre all'approccio di medicina intensiva, persegua la strategia della riabilitazione precoce e offra sia cure nella fase acuta sia misure di riabilitazione.</p><p>Come menzionato dall'autrice dell'interpellanza, la Svizzera dispone attualmente di otto Stroke Unit. Secondo quanto indicato dalla Società tedesca di neurologia, per garantire le cure minime a una regione abitata da ca. 500 000 - 1 000 000 di persone è necessaria almeno una Stroke Unit dotata di 4-6 posti letto. Con le otto strutture già esistenti, questo fabbisogno minimo sarebbe fondamentalmente garantito, anche se sul numero di posti letto disponibili non è possibile un rilevamento preciso a causa delle notevoli variazioni delle capacità.</p><p>Per le conseguenze a lungo termine di un trauma cerebrale non sono determinanti solo le prime cure. Soprattutto per i pazienti di età inferiore a 65 anni, la riabilitazione costituisce un fattore altrettanto importante per superare traumi cerebrali e scongiurare danni permanenti. L'Associazione svizzera delle cliniche di riabilitazione per reumatologia, ortopedia e neurologia (VRKS) ritiene che gli attuali posti di riabilitazione in ambito neurologico su scala nazionale siano sufficienti, nonostante alcune difficoltà transitorie con possibili ricadute negative sulla fornitura delle prestazioni.</p><p>Al momento attuale non è possibile sapere in modo definitivo in che misura differiscono il fabbisogno minimo e quello ottimale nell'ambito delle prime cure di pazienti apoplettici e della neuroriabilitazione e se l'evoluzione demografica dei prossimi decenni potrà influenzarli. A tal proposito sono necessarie verifiche meticolose sotto forma di analisi offerta/fabbisogno. Queste dovrebbero tra l'altro evidenziare se l'offerta di 12-14 Stroke Unit e di quattro Swiss Brain Center auspicata dall'autrice dell'interpellanza non sia eccessiva.</p><p>Il Consiglio federale è intenzionato a sostenere le misure previste dalla futura Swiss Brain Center Foundation?</p><p>La Confederazione valuta positivamente quanto prospettato dalla futura Swiss Brain Center Foundation ed è dell'avviso che l'ottimizzazione a lungo termine dell'offerta delle cure debba porre al centro dell'attenzione la salute e la qualità di vita dei pazienti apoplettici, di quelli che hanno subìto traumi cranici nonché dei loro parenti.</p><p>Non va tuttavia dimenticato che con la promozione della salute e alcuni cambiamenti comportamentali a scopo preventivo (non fumare, alimentarsi in modo equilibrato, fare movimento) e con il trattamento adeguato dell'ipertensione arteriosa è possibile diminuire del 50 per cento il numero dei casi di ictus cerebrale nella fascia di età sotto i 70 anni. Inoltre, con le dovute misure precauzionali nel traffico stradale e nelle attività sportive (portare il casco, ecc.) è possibile scongiurare gran parte dei traumi cranici e del loro strascico di dolore per gli interessati e i loro cari.</p><p>Poiché i segni premonitori, i primi sintomi e lo stesso ictus cerebrale non sono sempre correttamente individuati e classificati come emergenze dalla popolazione, dai soccorritori e perfino al momento delle prime cure mediche, bisognerebbe condurre alcune campagne informative allo scopo di accorciare il lasso di tempo che intercorre fino alla diagnosi in modo da ridurre la mortalità e l'invalidità causate da colpi apoplettici.</p><p>È necessario trovare il giusto equilibrio tra le forme di cura orientate al paziente e le misure destinate alla popolazione come la promozione della salute, la prevenzione e l'informazione. In questo contesto si pone la questione del rapporto costi/benefici delle strutture di cura auspicate dall'autrice dell'interpellanza. Inoltre, è necessario valutare quali conseguenze avranno le campagne d'informazione e anche l'accorciamento dei tempi di trasporto nelle attuali Stroke Unit sul tasso di mortalità per ictus cerebrale in Svizzera.</p><p>Con quali mezzi il Consiglio federale potrà sostenere il progetto elaborato dalla fondazione?</p><p>La pianificazione del sistema sanitario è di competenza dei Cantoni. Nella sua seduta del 13 marzo 2003, il Consiglio degli Stati ha dato seguito alla proposta della maggioranza commissionale secondo cui all'articolo 39 capoverso 1 lettera f della versione revisionata della legge sull'assicurazione malattie (LAMal) va imposta ai Cantoni una pianificazione comune della medicina di punta: "Nel settore della medicina di punta i Cantoni sono tenuti ad approntare una pianificazione comune della medicina di punta. Se i Cantoni non dovessero adempiere questo compito entro i termini previsti, la pianificazione sarà emanata dal Consiglio federale".</p><p>Il Consiglio federale è disposto a promuovere questo progetto per quanto è nelle sue possibilità?</p><p>Nell'ambito delle sue competenze, la Confederazione può solo limitarsi a sollecitare la Conferenza dei direttori cantonali della sanità (CDS) ad analizzare il fabbisogno e la domanda di cure per pazienti apoplettici lungo tutta la catena terapeutica dai primi soccorsi, al trasporto, alle prime cure fino alla riabilitazione e, se necessario, a elaborare raccomandazioni all'attenzione dei Cantoni.</p><p>Il Consiglio federale è pronto a prendere parte al coordinamento del progetto? Se sì, in che modo?</p><p>Da quanto finora esposto non appare opportuno che la Confederazione si incarichi del coordinamento del progetto in questione. Il Consiglio federale desidera tuttavia incoraggiare l'autrice dell'interpellanza a portare avanti il progetto in stretta collaborazione con i Cantoni, la CDS, gli ospedali universitari e le società mediche specialistiche, i gruppi di lavoro e le organizzazioni private competenti.</p>  Risposta del Consiglio federale.