<h2>SubmittedText<h2><p>Dal momento che nell'interpellanza 21.3933 il Consiglio federale non ha praticamente risposto alle domande 1-6, ci permettiamo di porle nuovamente.</p><p>1. Perché la proprietà ebraica, risalente al 1875, costituisce un problema per il Consiglio federale?</p><p>2. Perché si ignorano, per esempio, i titoli di proprietà e i registri fondiari in vigore?</p><p>3. Il Consiglio federale è a conoscenza del fatto che dal 1948 al 1967 la Giordania ha tenuto a titolo fiduciario quella proprietà in qualità di "proprietà ebraica nemica" e che quindi essa è rimasta ebraica?</p><p>4. Gli inquilini in questione riconoscono i tribunali israeliani. Cosa disturba il Consiglio federale riguardo alla recente proposta della Corte suprema di far vivere i residenti nella proprietà per almeno 15 anni (ultima versione), a fronte di un canone di affitto annuale di circa 400 franchi per abitazione? (La risposta interessa anche se i Palestinesi hanno rifiutato la proposta).</p><p>5. Se il Consiglio federale vuole rispettare la situazione precedente all'occupazione, qual è la sua opinione riguardo alla situazione giuridica prima dell'occupazione illegale giordana nel 1948?</p><p>6. Il Consiglio federale si pronuncerà in futuro su tutte le controversie in materia di affitto e su altri affari di diritto privato a Gerusalemme Est?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1.-6. Come indicato nelle risposte alle interpellanze 21.3933 e 21.4241, il Consiglio federale non prende posizione su singoli casi di proprietà in un determinato quartiere. Ricorda il primato del diritto internazionale, nel quadro del quale devono essere risolti i casi concreti, e non commenta le decisioni giudiziarie.</p><p>Il Consiglio federale osserva che, secondo l'ONU, quasi 3000 persone sono state sfollate da Gerusalemme Est dal 2009. I quartieri di Sheikh Jarrah e Siloam, dove quasi 200 famiglie palestinesi rischiano di essere espulse, sono particolarmente colpiti da questo fenomeno. L'Esecutivo constata anche che queste misure rischiano di far esplodere le tensioni e costituiscono un ostacolo a una soluzione negoziata a due Stati.</p><p>Come anche indicato nelle risposte precedenti, lo Statuto delle Nazioni Unite vieta le annessioni. Pertanto, gli effetti dell'annessione di Gerusalemme Est sono nulli ed essa non conferisce a Israele la sovranità su Gerusalemme Est che, secondo il diritto internazionale umanitario, è occupata. Lo status finale di Gerusalemme, in particolare come capitale dei due Stati, dovrà essere negoziato tra le parti. Il Consiglio federale esorta regolarmente tutte le parti a rispettare i propri obblighi conformemente al diritto internazionale, in particolare al diritto internazionale umanitario, e a non adottare misure unilaterali che potrebbero minare gli sforzi tesi a raggiungere la pace.</p>  Risposta del Consiglio federale.