<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di procedere a una modifica della legislazione per disciplinare le quantità di sale impiegato nelle derrate alimentari di produzione industriale che si trovano in commercio o in determinati ristoranti, in particolare nei "fast food".</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il consumo eccessivo di sale rappresenta un importante fattore di rischio per ipertensione e ictus. Per questo motivo l'OMS consiglia di assumere al massimo 5 grammi di sale al giorno ed esorta gli Stati membri ad adottare misure per ridurre il consumo di sale della popolazione. Con 10 grammi al giorno, in Svizzera il consumo di sale è il doppio della quantità consigliata dall'OMS. Nel nostro Paese, il sale viene assunto soprattutto attraverso pane, formaggio, carne e prodotti a base di carne. Il "fast food" contribuisce solo per circa il 5 per cento al consumo totale di sale della popolazione svizzera.</p><p>Diminuire il consumo di sale della popolazione è un obiettivo importante della strategia nutrizionale del Dipartimento federale dell'interno. In una prima fase il consumo dovrà essere ridotto a 8 grammi al giorno, a lungo termine l'obiettivo è di raggiungere i 5 grammi al giorno consigliati dall'OMS. La riduzione del contenuto di sale negli alimenti trasformati avviene con la collaborazione volontaria dell'industria alimentare e del commercio al dettaglio tramite la definizione, da parte dell'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) e dell'economia alimentare, di valori target per determinati gruppi di prodotti. Questi valori target servono da base per l'elaborazione da parte delle aziende di misure volontarie finalizzate alla riduzione del contenuto di sale nelle derrate alimentari. Le aziende hanno inoltre la possibilità di presentare promesse d'azione volontarie nell'ambito di Actionsanté, un'iniziativa dell'Ufficio federale della sanità pubblica e dell'USAV.</p><p>Questo approccio basato sulla collaborazione volontaria, che viene applicato per esempio anche in Inghilterra, ha già ottenuto i primi successi. Per esempio, dal 2011 il contenuto di sale nel pane prodotto dalle panetterie industriali è stato ridotto del 16 per cento e quello di alcuni piatti pronti svizzeri di circa il 10 per cento.</p><p>Per altro, il Fondo nazionale svizzero ha lanciato il programma nazionale di ricerca 69 "Alimentazione sana e produzione alimentare sostenibile", nel quale uno dei progetti centrali è proprio la riduzione del sale nella ristorazione collettiva.</p><p>Infine, l'importante sensibilizzazione della popolazione sul rapporto tra sale e salute avviene tramite dietisti, medici e altri esperti nell'ambito di una collaborazione tra l'USAV e la Fondazione di cardiologia svizzera.</p><p>Il Consiglio federale ritiene che si debba procedere sulla strada dell'approccio volontario in accordo con gli sviluppi a livello europeo (UE, OMS/Europa) e che al momento non vi sia necessità di regolamentazione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.