<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di integrare come segue il Codice penale:</p><p>1. Chiunque arruola persone per servire gli interessi di una potenza estera in un'organizzazione militare o paramilitare, invia persone in tali organizzazioni o vi presta personalmente servizio è punito con una pena detentiva fino a cinque anni.</p><p>2. Il tentativo è punibile.</p><p>3. È punibile anche chi commette il reato all'estero.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La legislazione svizzera offre mezzi d'azione efficaci contro le minacce terroristiche. Permette di prevenire i reati e di punire a monte gli atti preparatori a un atto terroristico concreto. Le condanne giudiziarie di ampia risonanza mediatica pronunciate negli ultimi mesi, ad esempio dal Tribunale penale federale il 18 marzo 2016 per sostegno e partecipazione a un'organizzazione terroristica, sono la prova che le basi legali esistono e che le autorità inquirenti dispongono dei mezzi per perseguire e punire anche attività a monte di atti terroristici. Tra questi strumenti legali, occorre menzionare in particolare l'articolo 2 della legge federale che vieta i gruppi "Al-Qaïda" e "Stato islamico" nonché le organizzazioni associate (RS 122), che punisce, oltre alla partecipazione, anche il sostegno, la promozione, il reclutamento e la propaganda per tali organizzazioni. Vi sono anche l'articolo 260ter del Codice penale (RS 311.0) diretto contro le organizzazioni criminali e terroristiche e la norma penale contro il finanziamento del terrorismo (art. 260quinquies del Codice penale). A ciò si aggiunge l'articolo 94 del Codice penale militare (RS 321.0), che dispone di un ampio campo di applicazione, in quanto punisce i cittadini svizzeri che si arruolano in un esercito straniero o qualsiasi altro gruppo armato straniero, come pure il reclutamento di svizzeri, a prescindere dalla cittadinanza dell'arruolatore, il tentativo, l'istigazione e la complicità in relazione a tali atti.</p><p>Alla luce degli sviluppi constatati negli anni scorsi sul fronte dei viaggi con finalità terroristiche, è in fase di elaborazione un progetto volto ad attuare due convenzioni del Consiglio d'Europa del 2005 e del 2015 sulla prevenzione del terrorismo, conformemente agli obiettivi del Consiglio federale per il 2016 (obiettivo 14). In tale contesto sono vagliate tra l'altro anche nuove norme penali specifiche contro l'addestramento e il reclutamento a fini terroristici.</p><p>Il terrorismo non può tuttavia essere combattuto soltanto con misure legislative. Una lotta efficace presuppone l'impiego di risorse sufficienti. Di conseguenza, il 18 dicembre 2015 il Consiglio federale ha deciso di creare 86 nuovi posti destinati alla lotta al terrorismo.</p><p>Il testo di legge proposto nella mozione non conseguirebbe peraltro l'effetto auspicato: il fatto di sanzionare in generale il reclutamento per un'istituzione militare estera, indipendentemente dal luogo di commissione, riguarderebbe anche il reclutamento legale per forze armate regolari. In ragione del carattere universale della norma, il giudice penale svizzero avrebbe anche l'oneroso compito di perseguire atti commessi in tutta legalità all'estero e senza alcun legame con il nostro Paese. Consiglio federale e Parlamento hanno sempre rinunciato, a ragione, ad estendere la competenza.</p><p>Il Consiglio federale ritiene pertanto che il nuovo articolo di legge proposto non sia né necessario né opportuno per combattere in modo mirato il terrorismo e i relativi atti preparatori. Il diritto vigente costituisce già oggi una base efficace e proporzionata per prevenire e combattere questi reati. I progetti legislativi in corso tengono conto degli sviluppi attuali nella lotta al terrorismo.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.