<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato, ai fini di una prassi coerente in materia di immigrati illegali ("sans papiers"), di proporre misure e adeguamenti legislativi volti in particolare a:</p><p>1. limitare il diritto ad affiliarsi alle assicurazioni sociali e a percepire le relative prestazioni (segnatamente AVS e assicurazione malattie) alle persone con uno status di soggiorno regolarizzato; sono fatte salve le convenzioni di sicurezza sociale;</p><p>2. inasprire le norme penali per i datori di lavoro che impiegano stranieri privi di documenti, per le agenzie di collocamento che trovano loro lavoro e per i locatori di abitazioni a tali persone;</p><p>3. garantire lo scambio di dati tra i servizi statali per quanto riguarda le persone senza status di soggiorno regolarizzato (p. es. in merito alle scuole frequentate e alla promozione individuale);</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale si è già espresso su tali questioni nell'ambito di tre interventi parlamentari (cfr. il parere del 22 agosto 2018 relativo alla mozione 18.3421 del Gruppo dell'Unione democratica di Centro "Per una prassi coerente in materia di immigrati illegali [sans-papiers]" del 30 maggio 2018, tolta dal ruolo il 19 giugno 2020, il parere del 4 novembre 2020 relativo alla mozione 20.3987 del Gruppo dell'Unione democratica di Centro del 14 settembre 2020 "Per una prassi coerente in materia di immigrati illegali [sans-papiers]" e il parere del 17 febbraio 2021 relativo alla mozione 20.4626 del 17 dicembre 2020 del Gruppo dell'Unione democratica di Centro "Sans-papiers. Per una prassi coerente in materia di immigrati illegali", non ancora trattata). Non aveva ritenuto necessario legiferare nel senso delle mozioni.</p><p>Nel rapporto del 21 dicembre 2020 in adempimento del postulato 18.3381 della Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale (CIP-N) "Per un'ampia analisi della problematica dei sans papiers" ha precisato come segue la sua posizione.</p><p>1. Un'esclusione generale dei sans-papiers dall'obbligo di affiliazione alle assicurazioni sociali sarebbe contraria alla Costituzione federale (art. 41 cpv. 2 Cost.; RS 101), violerebbe gli impegni internazionali della Svizzera (in particolare il Patto internazionale relativo ai diritti economici, sociali e culturali [RS 0.103.1] e la Convenzione sui diritti del fanciullo [RS 0.107]) e sarebbe problematica anche sul piano della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (RS 0.101). Inoltre, farebbe gravare i costi, in particolare sanitari, dei sans-papiers sui Cantoni e sui Comuni, responsabili in materia di soccorso d'emergenza. Sarebbe pure in contraddizione con l'attuale sistema di previdenza sociale, rendendo più conveniente per i datori di lavoro assumere sans-papiers per i quali, contrariamente ai lavoratori residenti legalmente in Svizzera, non dovrebbero essere versati oneri sociali.</p><p>2. Le vigenti disposizioni legali sulla lotta contro il lavoro nero offrono strumenti adeguati per contrastare l'esercizio illegale di un'attività lucrativa o l'impiego di stranieri senza permesso di diritto in materia di stranieri. Le sanzioni previste da quest'ultimo sono state ad esempio notevolmente inasprite in occasione dell'entrata in vigore, il 1° gennaio 2008, della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI; RS 142.20). Anche la revisione parziale della legge contro il lavoro nero (LLN; RS 822.41), entrata in vigore il 1° gennaio 2018, ha permesso di dotare i competenti organi cantonali di controllo di strumenti più efficaci in materia di lotta contro il lavoro nero. Il Consiglio federale ritiene adeguate le attuali disposizioni legali e un ulteriore inasprimento delle disposizioni di diritto degli stranieri non sarebbe proporzionato.</p><p>3. Nonostante i possibili conflitti di obiettivi e d'interessi tra le autorità coinvolte, l'attuale quadro normativo in materia di scambio di dati è adeguato. Come emerso dai dibattiti relativi alla modifica parziale della LLN nel 2018, il Parlamento non ha voluto spingersi oltre lo scambio di dati attualmente previsto da questa legge. L'obbligo scolastico è inoltre nell'interesse di tutti i minori, che sarebbe pregiudicato dall'introduzione di un obbligo di comunicazione degli istituti scolastici in quanto i sans-papiers potrebbero rinunciare a scolarizzare i loro figli. Il Consiglio federale reputa inopportuna una comunicazione di questo tipo anche perché non risolverebbe il problema del soggiorno illegale. Tutti i minori che risiedono in Svizzera godono del diritto costituzionale all'istruzione scolastica di base.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.