<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La legge sulle poste affida alla Posta il mandato di garantire il servizio postale universale nel Paese. Tale servizio universale comprende prestazioni del traffico postale e dei pagamenti, nonché, ora, anche la gestione di una rete capillare di uffici postali e la consegna a domicilio in tutti gli insediamenti abitati tutto l'anno. Le prestazioni del servizio postale includono l'accettazione, la presa in consegna, il trasporto e la distribuzione di invii, di regola tutti i giorni feriali, al minimo, però, durante cinque giorni alla settimana. L'accesso a queste prestazioni deve essere di buona qualità e offerto in tutte le regioni del Paese secondo gli stessi principi e a prezzi equi. Questi servizi continueranno ad essere anche in futuro di importanza fondamentale per la coesione nazionale e per la partecipazione di tutte le cerchie della popolazione e di tutte le regioni alla vita sociale ed economica. Il Consiglio federale concorda con l'autore della mozione sul fatto che nei prossimi anni il processo di sostituzione della corrispondenza postale con la posta elettronica si rafforzerà ulteriormente. Per i prossimi dieci anni, la Posta prevede una riduzione media dell'1% all'anno del volume della corrispondenza trattata; alcune aziende postali estere prevedono contrazioni ancora più marcate. Per contro, il Consiglio federale non condivide l'opinione secondo cui il servizio postale universale debba essere sostituito con un sistema di comunicazione puramente elettronica basato su Internet. In particolare, si fa notare che osservatori svizzeri ed esteri prevedono per i prossimi anni una crescita nel settore dei servizi di corriere e in quello della consegna di pacchi e di recapiti espressi. L'attuale mandato di fornitura del servizio universale non diventerà quindi in alcun modo obsoleto.</p><p>Il Consiglio federale concorda però con l'autore della mozione anche sul fatto che la Posta debba sfruttare, nell'interesse dei clienti, le nuove possibilità offerte dalla tecnologia. Nel quadro della strategia definita dal Consiglio federale in quanto proprietario della Posta, a quest'ultima è stato affidato l'incarico di sviluppare nuovi campi di attività. Proprio nel settore delle nuove tecnologie la Posta sta compiendo grandi sforzi. Si pensi ad esempio a yellownet nel settore dei servizi finanziari (per esempio e-billing), al servizio e-mail o al servizio di track &amp; trace nel settore dei pacchi (possibilità di seguire elettronicamente il percorso del pacco ecc.) e molto altro ancora. Nel quadro della Panoramica sull'evoluzione del settore postale in Svizzera del 22 maggio 2002, il Consiglio federale ha presentato la propria posizione in merito. I nuovi campi di attività devono generare introiti che consentano di finanziare almeno in parte il servizio universale. Il piano di finanziamento è stato approvato. Con la Panoramica sull'evoluzione del settore postale in Svizzera, il Consiglio federale e il Parlamento hanno tracciato la via per l'ulteriore sviluppo di un servizio universale postale di buona qualità, a prezzi equi e offerto in tutte le regioni del Paese, del quale possano usufruire tutte le cerchie della popolazione. Il mandato di fornitura del servizio universale deve quindi continuare a comprendere il recapito della corrispondenza e dei pacchi.</p><p>L'ampliamento, o piuttosto la modifica e la ridefinizione, del mandato di fornitura del servizio universale nei termini proposti dall'autore della mozione trasformerebbe la Posta in un'azienda di telecomunicazioni, obbligandola a riorganizzarsi completamente. Ciò avrebbe inevitabilmente conseguenze sui posti di lavoro e sulla presenza della Posta sul territorio. Il Consiglio federale respinge una ristrutturazione così massiccia e costosa. Sarebbe inoltre poco sensato per la Confederazione costituire una seconda impresa di telecomunicazione a fianco di Swisscom. La Posta deve e può essere attiva nel campo della tecnologia dell'informazione nel quadro del diritto vigente. Il finanziamento di terminali di telecomunicazione, invece, non può essere un suo compito. Non vi è alcuna ragione di obbligarla per legge a fornire prestazioni in questo settore.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.