<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a valutare la possibilità di modificare l'ordinanza sul CO2 al fine di disporre di un ulteriore incentivo che permetterebbe di computare l'allacciamento a una rete di teleriscaldamento, nuovamente a titolo di misura di riduzione delle emissioni di CO2, già nel secondo periodo d'impegno.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Per la legislazione vigente, il Consiglio federale aveva modificato su richiesta degli ambienti economici la prassi precedente che consisteva nell'imputazione delle emissioni di CO2 agli utenti del teleriscaldamento. Secondo l'economia, infatti, solo il produttore di teleriscaldamento può influire sull'efficienza del proprio impianto e sulla scelta del vettore energetico e, quindi, sulle emissioni di CO2 nella rete di teleriscaldamento. L'Unione europea applica questa logica di attribuire le emissioni di CO2 agli impianti che le generano effettivamente alle aziende che partecipano allo scambio di quote di emissione. Al momento della fissazione dell'obiettivo aziendale si è tenuto conto del fatto che il collegamento alla rete di teleriscaldamento non può più essere considerato una riduzione del CO2 da parte degli utenti nell'impegno di riduzione che porta all'esenzione dalla tassa sul CO2. La produzione e la messa a disposizione di calore rinnovabile possono essere riconosciute come progetti di compensazione del CO2 e dare origine ad attestati, che possono essere venduti agli importatori di carburanti con obbligo di compensazione. Il beneficio sui proventi della vendita degli attestati per un'azienda che si è collegata di recente a una rete di teleriscaldamento deve essere disciplinato in base al diritto privato tra il produttore e l'utente del calore.</p><p>Nel progetto di revisione della legge sul CO2 per il periodo dopo il 2020 posto in consultazione il Consiglio federale ha accennato a un possibile ritorno alla regolamentazione del primo periodo di impegno al fine di aumentare di nuovo l'efficienza energetica nell'interesse di una migliore armonizzazione con gli accordi di obiettivo cantonali o su base volontaria. La questione è in ogni caso oggetto di discussione nel quadro dell'elaborazione delle disposizioni di applicazione dell'ordinanza sul CO2. Il Consiglio federale non ritiene quindi necessario un ulteriore mandato di revisione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.