<h2>SubmittedText<h2><p>Secondo la rubrica informativa "10 vor 10" del 1° ottobre 2004, in seguito alla radiazione dal servizio degli aviogetti dell'esercito del tipo Mirage e dei missili terra-aria Bloodhound devono essere smaltite 25 tonnellate di rifiuti radioattivi.</p><p>Al riguardo invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Le indicazioni della trasmissione "10 vor 10" sono corrette dal punto di vista quantitativo oppure nei prossimi anni bisognerà attendersi quantità ancora maggiori di rifiuti radioattivi da smaltire?</p><p>2. Esiste nel DDPS una strategia per lo smaltimento dei rifiuti radioattivi fondata su precisi criteri geologici e geografici?</p><p>3. Esiste un concetto di comunicazione conformemente al quale l'opinione pubblica riceve informazioni in merito alle fasi di smaltimento previste?</p><p>4. Quali procedure di autorizzazione occorre eseguire affinché una determinata fase di smaltimento possa essere realizzata?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Diverse installazioni e diversi sistemi d'arma del DDPS (p. es. Mirages, centrali telefoniche, bersagli) contengono quantità esigue di sostanze debolmente radioattive che contribuiscono al loro funzionamento (resistenza al calore, protezione contro la sovratensione, idoneità alla visione notturna). Quando installazioni di questo tipo sono messe fuori esercizio, le sostanze radioattive vengono separate e conservate temporaneamente in un magazzino autorizzato dall'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) e posto sotto la sorveglianza dell'organo competente, ovvero l'INSAI. In occasione delle raccolte organizzate regolarmente su scala nazionale dall'UFSP, i rifiuti radioattivi sono consegnati al centro di raccolta della Confederazione presso l'Istituto Paul Scherrer (PSI) di Würelingen. Qui le scorie sono condizionate per il deposito intermedio e finale e immagazzinate nel deposito intermedio della Confederazione.</p><p>Il Consiglio federale risponde alle domande come segue:</p><p>1. Le indicazioni si basano su una stima. Dal punto di vista attuale, la quantità indicata non dovrebbe essere superata.</p><p>2. No. Come altre istituzioni civili, il DDPS è tenuto ad adempiere agli obblighi della legislazione sulla radioprotezione. Secondo l'articolo 27 della legge sulla radioprotezione (LRaP), il Consiglio federale disciplina la raccolta, il deposito e l'eliminazione delle scorie che non provengono dallo sfruttamento dell'energia nucleare. Per soddisfare tali requisiti, è stato fondato in seno al DDPS il Centro di competenza in materia di radioprotezione. In collaborazione con i responsabili della radioprotezione negli esercizi, esso coordina le attività legate alla manipolazione appropriata di materiali radioattivi nel DDPS. La Confederazione è socio della cooperativa Nagra. Una strategia di smaltimento del DDPS non è quindi necessaria. La vigilanza sul rispetto delle condizioni legali, ad esempio per lo smaltimento di rifiuti debolmente radioattivi provenienti dal DDPS, è di competenza delle autorità di vigilanza preposte al rilascio delle autorizzazioni (INSAI e UFSP).</p><p>3. No. Grazie al Centro di competenza in materia di radioprotezione, il DDPS dispone di un organo che, in collaborazione con le autorità e gli organi civili, garantisce la trasparenza nei processi di smaltimento. Le autorità cantonali interessate sono informate in merito alle autorizzazioni rilasciate al DDPS da parte dell'UFSP. Poiché il materiale radioattivo è smaltito per il tramite di enti ufficiali quali l'UFSP e il PSI, non è necessario che il DDPS disponga di un proprio particolare concetto di comunicazione.</p><p>4. Per la manipolazione di sostanze radioattive il DDPS sottopone una domanda all'UFSP. Quest'ultimo verifica che le condizioni legali siano rispettate e rilascia una pertinente autorizzazione. La vigilanza sul rispetto delle condizioni legali è di competenza dell'INSAI.</p>  Risposta del Consiglio federale.