<h2>SubmittedText<h2><p>La Posta e il suo Consiglio di amministrazione continuano a ripetere la stessa solfa, cercando sempre di far credere di voler mantenere i posti di lavoro, garantire condizioni di lavoro esemplari e un servizio pubblico di qualità e tenere conto dei bisogni delle regioni. Dobbiamo purtroppo constatare che la realtà dei fatti è ben diversa.</p><p>Sembra che la Posta, malgrado le promesse fatte anni fa, procederà alla soppressione di 110 posti di lavoro a Ginevra e attuerà il piano REMA, che prevede la chiusura del centro di lavorazione della posta internazionale di Ginevra e il trasferimento in due fasi di questa attività a Zurigo Mülligen.</p><p>Il centro di Zurigo Mülligen aprirà nel 2006.</p><p>In considerazione di ciò, pongo al Consiglio federale le seguenti domande:</p><p>- Intende intervenire in quanto autorità di tutela per evitare la soppressione di 110 posti di lavoro da parte di un'impresa di servizio pubblico nel Cantone che ha il più alto tasso di disoccupazione a livello svizzero?</p><p>- Intende intervenire in quanto autorità di tutela per evitare la soppressione di 110 posti di lavoro, dato che non esiste alcuna garanzia che la totalità di questi impieghi sia ricreata a Zurigo con i medesimi salari?</p><p>- Condivide la strategia adottata dalla Posta svizzera, che consiste nell'applicare le ricette antisociali sviluppate nel settore privato decentralizzando la produzione e rimettendo in causa l'impiego di oltre 100 persone per aumentare il margine di guadagno, sebbene l'impresa produca già utili?</p><p>- Non ritiene che un'impresa del servizio pubblico, in quanto tale, debba tener conto del suo ruolo di datore di lavoro a livello regionale e debba quindi fare di tutto per mantenere i posti di lavoro?</p><p>- Intende permettere che la Posta svizzera si avventuri in un nuovo conflitto sociale visto che un conflitto su un centro di smistamento postale aveva già avuto luogo nel 2000/01 e aveva visto una forte mobilitazione dei dipendenti e della popolazione ginevrina?</p><p>- Intende permettere che la Posta svizzera punisca i ginevrini per la loro mobilitazione esemplare contro le logiche manageriali e miopi da essa sviluppate?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Situazione</p><p>Il progetto di riorganizzazione dei centri di smistamento delle lettere (REMA) è di notevole importanza nel contesto degli sviluppi tecnici nel campo della lavorazione degli invii e della prossima liberalizzazione del mercato del recapito delle lettere. Esso ha lo scopo di assicurare uno sviluppo economicamente sostenibile dell'impresa Posta, di migliorarne la competitività, di mantenere il livello qualitativo dei servizi e di consentire la messa a punto di nuove offerte rispondenti alle esigenze dei clienti.</p><p>La Posta deve fare i conti con la tendenza ad una crescente sostituzione dei suoi servizi con altre forme di comunicazione e quindi con una continua diminuzione del volume di lettere. Inoltre, i principali clienti commerciali (80 per cento del fatturato) del settore posta-lettere chiedono prestazioni ottimizzate alle loro esigenze e per quanto possibile a basso prezzo. </p><p>I criteri che hanno determinato la scelta dei 3 centri principali e dei 6 sottocentri sono i seguenti:</p><p>- la provenienza e la destinazione della maggior parte degli invii di lettere;</p><p>- l'impiego di una logistica di smistamento e di trasporto innovativa e suscettibile di ulteriori sviluppi;</p><p>- la garanzia di disporre, oggi e in futuro, di una catena di trasporto affidabile per ferrovia e su strada.</p><p>Il progetto corrisponde anche al piano per il finanziamento del servizio universale che, secondo quanto illustrato dal Consiglio federale nel rapporto " Panoramica sull'evoluzione del settore postale in Svizzera", si basa sui seguenti pilastri:</p><p>- introiti provenienti dal settore riservato e da quello non riservato;</p><p>- introiti provenienti da nuovi settori di attività della Posta (in particolare servizi finanziari e nuovi prodotti nel settore della posta-lettere);</p><p>- razionalizzazioni e risparmi da parte della Posta;</p><p>- tasse sulle cifre d'affari dei fornitori privati di servizi postali non riservati soggetti a concessione.</p><p>I cantoni sono già stati informati nella primavera del 2003 sul progetto REMA e sulle conseguenze che esso potrà avere.</p><p>Nel quadro degli obiettivi strategici fissati dal Consiglio federale per la Posta, quest'ultima è tenuta a gestire tutti i progetti di riorganizzazione in modo socialmente sopportabile.</p><p>Situazione di Ginevra</p><p>Il mercato degli invii di lettere internazionali è completamente liberalizzato ed è teatro di una forte concorrenza. Lo smistamento degli invii diretti all'estero viene attualmente effettuato nei centri di Ginevra e Zurigo. A Basilea si trova inoltre un centro di trasbordo per il traffico con la Germania. Per garantire una lavorazione razionale e a basso costo degli invii, tutta la posta diretta all'estero sarà trattata in un unico centro, vale a dire Zurigo Mülligen. La soppressione di 110 posti di lavoro a cui si riferisce l'autore dell'interpellanza è già presa in considerazione dal progetto REMA e non rappresenta quindi un nuovo progetto di razionalizzazione.</p><p>Secondo il progetto REMA, lo smistamento delle lettere, per la Svizzera romanda, sarà effettuato dal 2008 in un nuovo centro situato fra Losanna e Yverdon. Diversamente dall'idea originale di realizzare solo 3 centri, la Posta, soprattutto per ragioni di politica regionale, ha deciso di realizzare anche 6 sottocentri. Lo smistamento della corrispondenza per la regione di Ginevra verrà effettuato nel sottocentro di Ginevra, cosa che, in funzione dell'evoluzione del volume degli invii, permetterà di continuare a dare lavoro ad una parte del personale di Ginevra.</p><p>La soppressione e il trasferimento dei posti di lavoro sono effettuati in modo socialmente sopportabile. Con il personale interessato sono stati condotti colloqui individuali, nei quali è stato sempre offerto, ove possibile, un posto di lavoro presso PostMail. I nuovi posti di lavoro saranno suddivisi fra i centri colpiti dalla ristrutturazione secondo un sistema di quote. In tal modo si garantisce che non solo i collaboratori di Zurigo e di Losanna, ma anche quelli della regione di Ginevra abbiano l'opportunità di ottenere un posto di lavoro. Come già accaduto finora, sarà possibile andare ad occupare posti di lavoro in altri settori. </p><p>La necessaria riduzione del numero di effettivi potrà essere realizzata mediante i consueti e ben collaudati strumenti. I collaboratori colpiti dalla misure di ristrutturazione potranno approfittare di un piano sociale già negoziato due anni fa con i sindacati. Esso prevede il sostegno da parte di agenzie di collocamento, indennità di buonuscita, regole particolari per i collaboratori con oltre 55 anni d'età, pensionamenti anticipati e, soprattutto, misure di riqualificazione professionale molto generose.</p><p>La Posta come datore di lavoro regionale</p><p>Le risorse di personale necessarie dipendono dalle esigenze locali e regionali. Data l'elevata quota di lavoro fisico (per esempio recapito della corrispondenza), la quota di dipendenti della Posta in rapporto al numero totale di persone attive è maggiore nelle zone rurali che negli agglomerati urbani. A Ginevra, il rapporto fra il numero di collaboratori della Posta e il numero totale di persone occupate è quasi uguale a quello che si registra a Zurigo. La Direzione della Posta è conscia dell'importanza dei posti di lavoro nelle regioni e decide in merito alla suddivisione geografica dei nuovi posti di lavoro sulla base di riflessioni approfondite.</p><p>Considerato quanto ora esposto, il Consiglio federale non ritiene di dover intervenire contro il modo di procedere della Posta in relazione al progetto REMA.</p>  Risposta del Consiglio federale.