<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Situazione iniziale</p><p>Per il nostro Paese è importante che imprese come la Posta svizzera o Swisscom SA siano concorrenziali e che lo rimangano a lungo termine. È tuttavia pressoché impossibile garantire continuità nel tempo a queste due imprese e rafforzarle mediante delle condizioni quadro restrittive in materia di politica regionale, fissate dalla Confederazione. Il legislatore ha consapevolmente fornito a queste imprese un notevole margine decisionale. Infatti, nell'ambito delle leggi specifiche e degli obiettivi strategici emanati dal Consiglio federale si demanda ad esse la responsabilità dell'adempimento del mandato di service public. Queste leggi specifiche non contemplano alcun mandato di politica regionale. Pertanto, se la Posta e Swisscom SA basassero le ristrutturazioni in primo luogo su aspetti di politica regionale, ciò sarebbe sbagliato e in contraddizione con il loro mandato legale. Swisscom SA e la Posta sono consapevoli della loro responsabilità nei confronti dei Cantoni d'ubicazione e, in caso di grandi ristrutturazioni, si impegnano a informare il più presto possibile i Cantoni interessati. Per questo motivo esse curano regolarmente i rapporti con le autorità cantonali. Attualmente il Consiglio federale non vede alcuna necessità di interferire nelle decisioni di queste imprese. </p><p>Le misure di politica regionale non si devono attuare in primo luogo contando sulle aziende e sugli stabilimenti scorporati, bensì collaborando con i Cantoni nel quadro degli strumenti e dei progetti già esistenti. A questo riguardo sono importanti programmi quali la legge federale per il promovimento del credito all'industria alberghiera e alle stazioni climatiche, la legge federale per il miglioramento delle condizioni d'abitazione nelle regioni di montagna, la legge federale sulla concessione di fideiussioni e di contributi sui costi di interesse nelle regioni montane, il decreto federale in favore delle zone di rilancio economico, la legge federale sull'aiuto agli investimenti nelle regioni montane nonché il decreto federale concernente il finanziamento della promozione dell'innovazione e della collaborazione nel turismo.</p><p>2. Risposta alle domande</p><p>Ad domanda 1</p><p>In relazione alla risposta a diversi interventi parlamentari (tra cui il postulato Pfisterer, 02.3065 "Centri di servizi regionali dell'Amministrazione federale", e la raccomandazione Lombardi, 02.3377 "Decentralizzazione degli Uffici federali: iniziare da Aarau e Friburgo") concernenti una maggiore decentralizzazione dell'amministrazione federale, il Consiglio federale ha incaricato un gruppo di lavoro interdipartimentale di allestire un rapporto sulla decentralizzazione. Questo gruppo di lavoro dovrebbe valutare le diverse proposte, chiarire e analizzare le questioni fondamentali legate al trasferimento di ulteriori servizi federali, tenendo conto anzitutto dei criteri dell'efficienza e dell'economicità dell'amministrazione.</p><p>Il Consiglio federale non intende esprimersi, al momento attuale, sull'eventuale trasferimento di un Ufficio federale nel Cantone di Friburgo, ma preferisce attendere i risultati del rapporto commissionato e fissare in seguito l'ulteriore modo di procedere.</p><p>Ad domanda 2</p><p>Il Consiglio federale non ritiene che si possa parlare di una "discriminazione" del Cantone di Friburgo.</p><p>Infatti, mentre nel Cantone di Friburgo vi sono 605 posti federali, in 12 Cantoni se ne contano meno di 500. Inoltre, va rilevato che 3'090 impiegati federali hanno il loro domicilio, rilevante sotto il profilo fiscale, nel Cantone di Friburgo (stato all'1.1.2003). Soltanto altri tre Cantoni (Berna, Zurigo e Vaud) presentano cifre superiori.</p><p>Come esposto nelle osservazioni iniziali, il Consiglio federale non interferisce nella scelta della sede dei posti di lavoro della Posta e di Swisscom SA. Tuttavia, ciò non impedisce a queste imprese di tener conto, nell'adempimento del mandato di prestazioni legale, delle ripercussioni che le loro decisioni hanno sulla politica regionale e sul personale.</p><p>Il Parlamento ha licenziato lo scorso anno la legge federale sulle sedi del Tribunale penale federale e del Tribunale amministrativo federale e stabilito che Bellinzona e San Gallo sono le sedi dei nuovi Tribunali federali. La decisione del Parlamento è stata determinata in larga misura dalla volontà politica di ripartire le sedi delle principali istituzioni federali fra tutte le regioni del Paese. Il Consiglio federale sta concretizzando la legge federale sulle sedi dei nuovi Tribunali federali di prima istanza. Nel frattempo sono in atto i lavori preparatori per consentire al Tribunale penale federale di iniziare la sua attività a Bellinzona il 1° aprile del 2004. Il Tribunale amministrativo federale a San Gallo sarà operativo presumibilmente nel 2007. Poiché la differente proposta presentata dal Consiglio federale, basata in primo luogo su considerazioni di natura pratica legate alla struttura e all'organizzazione dei nuovi Tribunali, non ha ottenuto in Parlamento il consenso della maggioranza, il Consiglio federale non vede il motivo di tornare sulla decisione presa in merito alle sedi dei Tribunali federali di prima istanza. Inoltre, il Cantone di Friburgo non può prevalersi della decisione delle Camere federali di scegliere altre sedi rispetto a quelle previste inizialmente al fine di far derivare da essa il diritto all'attribuzione di un altro ufficio federale.</p>  Risposta del Consiglio federale.