<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'acqua è una risorsa vitale. Per tale motivo, il Consiglio federale è deciso a contribuire affinché questa risorsa naturale sia utilizzata in modo sostenibile ai sensi dell'articolo 54 capoverso 2 della Costituzione. </p><p></p><p>Alla domanda 1</p><p>La Svizzera intende partecipare attivamente alla Conferenza internazionale sulle acque, che si terrà dal 3 al 7 dicembre a Bonn. Detta conferenza si svolge in previsione del vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile, previsto a Johannesburg (Rio+10) nel 2002, al quale seguirà, nel 2003, il terzo Forum mondiale sull'acqua a Kyoto. Inoltre, l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha dichiarato il 2003 "Anno internazionale delle acque dolci". Tutte queste attività internazionali offrono un'ottima opportunità per elaborare idee in favore di una Conferenza internazionale sulle acque. </p><p></p><p>Alla domanda 2</p><p>La Svizzera fa parte di numerose organizzazioni e Forum (PNUA, PNUS, FAO, OMS, UNESCO, Unicef, OMM, ISDR, World Water Council, Global Water Partnership, CEE-ONU, World Commission on Dams, Forum mondiali sull'acqua, ecc.) che trattano aspetti legati alla acque. Inoltre, il nostro Paese può vantare un'esperienza notevole nel settore delle acque transfrontaliere, grazie alla sua posizione geografica e al suo ruolo attivo nell'ambito della cooperazione transfrontaliera relativa ai fiumi e ai laghi in Europa (p. es. la Convenzione sulla protezione del Reno, la Commissione internazionale per la protezione delle acque del Lago Lemano). Ciò le permette anche di partecipare a progetti di esecuzione della direttiva quadro sulle acque dell'Unione europea. Infine, con l'adesione alla Convenzione OSPAR, la Svizzera partecipa alla protezione dell'Atlantico nord-orientale. </p><p></p><p>Alla domanda 3</p><p>Le attività delle numerose organizzazioni o dei Forum internazionali che trattano problematiche legate alle acque sono, in effetti, poco coordinate. La questione relativa al miglioramento del coordinamento delle attività e del successivo controllo dei risultati scaturiti dalle raccomandazioni a sostegno di una politica internazionale delle acque, emanate dalle organizzazioni e dai vari Forum, sarà uno dei punti cruciali all'ordine del giorno della Conferenza internazionale sulle acque di Bonn. </p><p></p><p>Alla domanda 4</p><p>All'interno dell'Amministrazione federale non esiste alcun gruppo interdipartimentale strategico permanente che si occupi di questa tematica. I preparativi delle conferenze internazionali vengono svolti da gruppi interdipartimentali creati ad hoc, con un mandato limitato nel tempo. Oltre a tali attività, i servizi dell'Amministrazione federale che operano nel settore delle acque mantengono dei contatti regolari fra loro, permettendo alla Svizzera di presentarsi sulla scena internazionale con delle posizioni coerenti. </p><p></p><p>Le ONG, dal canto loro, hanno accesso al gruppo AGUASAN della DSC dal 1983 e hanno fatto parte di delegazioni inviate dalla Svizzera a conferenze internazionali. </p><p></p><p>Alla domanda 5</p><p>L'accesso all'acqua è un problema sentito in primo luogo a livello regionale e locale. Esso può essere risolto grazie al sostegno di istanze internazionali. Successivamente al Forum mondiale sulle acque, svoltosi all'Aia nel 2000, in diverse regioni del globo sono stati attuati dei programmi quadro d'azione. Per quanto concerne l'acqua potabile, l'ONU si è posta l'obiettivo di ridurre della metà, entro il 2015, le popolazioni ancora prive d'accesso all'acqua potabile e a sistemi di canalizzazione. Il "Water Supply and Sanitation Collaborative Council" (WSSCC) coordina le attività nel settore delle acque e del loro smaltimento. La Svizzera ha proposto al WSSCC, riuscendo a farlo accettare dal Forum mondiale sull'acqua, il concetto di "Household Centered Environmental Sanitation". Tuttavia, le soluzioni sono complesse e non vi è alcuna garanzia che lo stanziamento d'importanti mezzi finanziari possa risolvere tutti i problemi. </p><p></p><p>Inoltre, in tale contesto, la Svizzera difende un approccio globale mirato a proteggere il ciclo dell'acqua in quanto tale: la protezione degli ecosistemi e dei bacini imbriferi, l'utilizzazione razionale dell'acqua, la sua equa distribuzione e il trattamento delle acque di scarico.</p><p></p><p>Per la Svizzera è prioritaria l'introduzione, in tutti i settori ambientali, incluso quello delle acque, di misure giuridiche vincolanti nel settore della responsabilità civile per danni all'ambiente scaturiti da incidenti causati da attività ad elevato potenziale di pericolo. Su proposta della Svizzera, sono stati dapprima avviati e poi portati a buon fine i lavori preliminari a favore di un Protocollo alla Convenzione ECE/ONU del 1992 sulla protezione e l'utilizzazione dei corsi d'acqua transfrontalieri e dei laghi internazionali, nonché sulla Convenzione ECE/ONU del 1992 sugli effetti transfrontalieri degli incidenti industriali. </p><p></p><p>Durante una riunione straordinaria comune delle Parti firmatarie delle due Convenzioni, svoltasi a Ginevra il 2 e 3 luglio 2001, è stato deciso di avviare i negoziati concernenti questo strumento giuridicamente vincolante.</p><p></p><p>Alla domanda 6</p><p>Anche il concetto di "Household Centered Environmental Sanitation" mira a ridurre gli sprechi d'acqua. Inoltre, la riduzione di tali sprechi interessa numerose organizzazioni, quali la "Global Water Partnership", il WSSCC e il programma della Banca mondiale sulle acque e sullo smaltimento delle acque di scarico.</p><p></p><p>Il prezzo dell'acqua potrebbe essere un efficace strumento di riduzione degli sprechi. In alcuni Paesi che hanno privatizzato l'approvvigionamento idrico è necessario accompagnare la privatizzazione con misure a sostegno dei ceti meno abbienti. D'altra parte, il settore privato va maggiormente coinvolto quando si tratta di fornire infrastrutture, in modo particolare nell'agglomerato urbano, in un rapporto di collaborazione con i servizi pubblici.</p>  Risposta del Consiglio federale.