<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Durante la Prima guerra mondiale gli Assiri, una popolazione cristiano-ortodossa che risiedeva in una regione compresa tra il sud-est della Turchia attuale e la parte settentrionale dell'Iraq e della Siria, vennero a trovarsi tra fronti diversi. Soprattutto nel 1915 essi furono oggetto di una persecuzione massiccia da parte dell'esercito ottomano e di gruppi curdi, che causò decine di migliaia di vittime; le informazioni disponibili in merito al numero esatto delle vittime dei massacri e delle deportazioni non sono sempre concordanti. Gli Assiri furono inoltre delusi dagli Inglesi, che non fornirono loro alcun sostegno militare nel 1918 e negli anni seguenti e non si impegnarono efficacemente in favore dei loro diritti nel contesto del dopoguerra. Il Consiglio federale esprime il suo rammarico per gli avvenimenti tragici avvenuti nella fase finale dell'impero ottomano e condanna tali atti che hanno duramente colpito gli Assiri, analogamente agli Armeni, che hanno registrato un numero di vittime addirittura maggiore.</p><p>Oggi nel sud della Turchia vivono alcune migliaia di Assiri. A partire dagli anni settanta numerosi Assiri sono emigrati per motivi politici ed economici, stabilendosi in Europa occidentale. In Svizzera essi sono ormai ampiamente integrati. Per quel che concerne la Turchia, la situazione attuale è sensibilmente migliorata rispetto a pochi anni fa. La libertà di religione è saldamente ancorata e sancita come diritto fondamentale e in genere è rispettata. L'anno scorso le comunità religiose non mussulmane hanno ottenuto libertà nuove, ad esempio l'autorizzazione a costruire edifici religiosi, e in generale le autorità locali turche si mostrano più concilianti. Il Consiglio federale valuta positivamente questa evoluzione, che l'Ambasciata di Svizzera ad Ankara segue da vicino. Il DFAE è intervenuto a più riprese per difendere la situazione dei cristiani in Turchia, segnatamente anche quella degli Assiri. Nel frattempo alcune famiglie di origine assira hanno lasciato la Svizzera alla volta della Turchia.</p><p>La politica estera della Svizzera persegue quindi una linea intesa a migliorare le condizioni di vita concrete degli Assiri. In questo contesto riteniamo controproducente la richiesta di una risoluzione dell'ONU per il riconoscimento ufficiale del massacro al popolo Assiro quale genocidio. Poiché nessun Paese ha sinora riconosciuto ufficialmente il genocidio degli Assiri, il deposito di una tale proposta di risoluzione isolerebbe la Svizzera. Un intervento di questo genere non contribuirebbe in alcun modo a rafforzare il diritto internazionale umanitario. Inoltre, l'accettazione della mozione potrebbe influire negativamente sul dialogo politico con la Turchia, dialogo che permette al nostro Paese di affrontare direttamente questi problemi.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.