<h2>SubmittedText<h2><text><p>Nell'ottobre scorso un comitato interpartitico composto di giovani liberali-radicali, verdi liberali, rappresentanti dell'UDC e parlamentari di vari partiti borghesi ha lanciato il referendum contro la legge sui giochi in denaro, adottata dal Parlamento il 29 settembre. Prima e durante i lunghi dibattiti parlamentari, i gruppi di interesse si sono mobilitati come di rado in passato. Un elemento della nuova legge ha fatto particolarmente discutere: i casinò svizzeri potranno proporre giochi in rete mentre i siti esteri saranno bloccati. La (giusta) ragione addotta per questo divieto: i gestori stranieri di giochi in rete non sono tassati in Svizzera. I circa 250 milioni di franchi che i giocatori svizzeri versano loro ogni anno non contribuiscono né al finanziamento dell'AVS né al sostegno di scopi di pubblica utilità.</p><p>Sul sito Internet del comitato referendario si constata che cinque delle maggiori società straniere attive nel settore dei giochi in denaro in rete, di cui alcune assai dubbie sul piano della trasparenza e dell'etica, finanziano o perlomeno sostengono il referendum. </p><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alla domanda seguente:</p><p>Qual è la posizione del Consiglio federale in merito al sostegno di campagne referendarie da parte di società straniere che, offrendo giochi in rete in Svizzera, hanno chiari interessi finanziari?</p></text><h2>FederalCouncilResponseText<h2><text><p>Le raccolte di firme per i referendum facoltativi e le iniziative popolari richiedono un notevole fabbisogno di risorse finanziarie e in termini di personale. Come accade con le campagne in vista delle votazioni, anche la raccolta di firme per le iniziative popolari è finanziata con fondi privati e non pubblici.</p><p>Vari sono i motivi, tra cui anche considerazioni di carattere economico, che spingono gli attori privati a sostenere le raccolte di firme e le attività legate alle campagne. Spetta al singolo comitato decidere se accettare le prestazioni finanziarie. Il Consiglio federale ha preso atto delle dichiarazioni fatte dal comitato referendario secondo cui gestori stranieri di giochi in rete hanno sostenuto la raccolta di firme contro la legge del 29 settembre 2017 sui giochi in denaro (LGD; FF 2017 5333).</p><p>Il referendum contro la legge sui giochi in denaro è stato depositato il 18 gennaio 2018 con 60 744 firme valide ed è quindi riuscito. Il dibattito che precederà l'imminente votazione popolare offrirà l'opportunità di tematizzare, in relazione con i giochi in rete, sia l'impegno dei gestori stranieri sia le misure previste nella legge sui giochi in denaro.</p></text>