<h2>SubmittedText<h2><p>Nella risposta all'interpellanza 04.1154, il Consiglio federale riconosce che molte delle esportazioni di materiale bellico non compaiono nelle statistiche, poiché quest'ultimo è stato sì "dichiarato mediante un numero di tariffa doganale corretto, ma, dato che il numero di tariffa non comprendeva un codice per l'identificazione di questi beni quale materiale bellico, non era possibile riconoscerli in quanto tali". Per questo motivo, importanti quantitativi non compaiono nelle statistiche.</p><p>1. Chiedo al Consiglio federale: esistono altri casi simili di numeri di tariffa mancanti e quanti sono?  Di che casi si tratta? In risposta alla medesima statistica viene altresì affermato che le attuali esportazioni della Maag Gear AG di ingranaggi di trasmissione per le navi da guerra sudcoreane non sono da considerare materiale bellico.</p><p>2. Chiedo al Consiglio federale: è a conoscenza dell'Accordo di Wassenaar, nel cui elenco dei beni a duplice impiego soggetti a controllo figurano, alla posizione 8.A.2.0.2.a: "sistemi di trasmissione per navi con eliche a passo regolabile e mozzi per una potenza di oltre 30 MW (water-screw propeller, power generating systems or transmission systems designed for use on vessels as follows: controllable pitch propellers and hub assemblies rated at more than 30 MW).</p><p>3. Il Consiglio federale è consapevole del fatto che gli ingranaggi della Maag Gear AG, la cui destinazione sarebbero le navi da guerra sudcoreane, soddisfano esattamente le condizioni summenzionate? Essi sono infatti uno dei due elementi di un sistema di trasmissione (transmission system) composto da ingranaggi e asse portaelica e la cui potenza è superiore ai 30 MW (fino a 100 MW nei cacciatorpedinieri KDXIII della Korean Navy).</p><p>4. Chiedo al Consiglio federale: è consapevole del fatto che la Corea del Nord e la Corea del Sud sono giuridicamente ancora in guerra (ad oggi vige unicamente un armistizio)?</p><p>5. Considerate le tensioni che si registrano al confine fra i due Paesi e visti gli impegni internazionali assunti dalla Svizzera proprio su quel confine, ritiene opportuno sostenere la flotta sudcoreana nelle sue operazioni di armamento?</p><p>6. Nel caso specifico, qual è il senso della legislazione svizzera sul materiale bellico?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Come ha già spiegato il Consiglio federale nella sua risposta del 16 febbraio 2005 all'interrogazione Günter (04.1154), il Seco e la Direzione generale delle dogane stanno risolvendo questo problema caso per caso. I relativi lavori non sono ancora conclusi. Dai chiarimenti effettuati finora risulta tuttavia che dovrebbero essere interessate le esportazioni di quattro o cinque imprese. In nessun caso mancavano le necessarie autorizzazioni prescritte dalla legislazione sul materiale bellico e non vi sono neanche state dichiarazioni false. Si è trattato piuttosto di un problema di registrazione: a causa della mancanza di codici statistici che permettono di identificare tali esportazioni come materiale bellico (mentre il numero della tariffa doganale era corretto), i valori all'esportazione non hanno potuto essere registrati e quindi trasmessi al Seco. È stato anche constatato che non si è mai trattato di esportazioni di prodotti finiti (come p. es. pezzi d'artiglieria interi o carri armati), ma soltanto di pezzi anonimi o al massimo di elementi di assemblaggio. Inoltre, le esportazioni sono state effettuate unicamente verso Paesi che sono elencati all'allegato 2 dell'ordinanza sul materiale bellico e che di conseguenza vengono considerati non problematici. Il margine di errore della statistica annuale concernente le esportazioni di materiale bellico dovrebbe pertanto restare nettamente inferiore all'1 per cento.</p><p>2./3. Per sapere se un bene rientra nelle disposizioni in materia di controllo alle esportazioni dell'Accordo di Wassenaar, non è determinante il titolo della posizione 8.A.2.0.2, ma le descrizioni tecniche dettagliate che sono menzionate alle lettere a- e della stessa posizione. Per gli ingranaggi è importante esclusivamente la lettera d. Essa prevede in particolare il controllo dei "sistemi di alberi di trasmissione di potenza, comprendenti componenti in materiali "compositi", in grado di trasmettere più di 2 MW". Gli ingranaggi fabbricati dalla ditta Maag Gear AG non sono sistemi di alberi e non contengono alcun componente in materiali "compositi". Di conseguenza essi non sono soggetti al controllo previsto da questa voce. Inoltre la ditta Maag non esporta ingranaggi interi, ma soltanto alcuni componenti a una ditta sudcoreana che fabbrica tali ingranaggi su licenza e li fornisce ai clienti finali in Corea del Sud.</p><p>4.-6. Il Consiglio federale è perfettamente a conoscenza della situazione politica esistente nella penisola coreana. Considerato il fatto che la Corea del Nord e la Corea del Sud non hanno ancora firmato un trattato di pace e visto il ruolo specifico della Svizzera quale membro della Commissione neutra di sorveglianza (NNSC), il Consiglio federale intende proseguire la politica di non esportazione di materiale bellico verso la Corea del Sud (sebbene numerosi Paesi, che partecipano come la Svizzera allo stesso sistema di controllo internazionale delle esportazioni, abbiano smesso già da parecchio tempo di applicare questa politica).</p><p>Gli ingranaggi per le navi della ditta Maag non sono classificati quale materiale bellico (cfr. a tale proposito la risposta del Consiglio federale del 16 febbraio 2005 all'interrogazione Günter 04.1154 e la risposta alla domanda Müller Geri 05.5015 nell'ora delle domande del 7 marzo 2005). Siccome questi ingranaggi non sono soggetti al controllo previsto dall'Accordo di Wassenaar, essi non sono nemmeno contemplati dalla legislazione svizzera in materia di controllo dei beni. Essi possono quindi essere esportati verso la Corea del Sud senza alcuna autorizzazione della Confederazione, in sintonia con la nostra legislazione.</p>  Risposta del Consiglio federale.