<h2>SubmittedText<h2><p>Quattro anni dopo la quarta Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sulle donne, tenutasi a Pechino nel 1995, il Consiglio federale ha adottato il piano d'azione della Svizzera, nel quale sono presentati in modo sistematico i settori nei quali è necessario impegnarsi per la parità dei sessi e le misure per realizzarla.</p><p>Sostenuto dalla consigliera federale Ruth Dreifuss, il piano presenta 287 misure suddivise in 12 settori tematici (A Povertà, B Formazione, C Salute, D Violenza, E Conflitti armati, F Economia, G Posizioni di potere e decisionalità, H Meccanismi istituzionali, I Diritti fondamentali, J Mass media, K Ambiente, L Bambine e ragazze, M Finanze e strutture).</p><p>Frutto della collaborazione fra una quindicina di uffici federali e una cinquantina di organizzazioni non governative, il piano è uno strumento di lavoro che avrebbe dovuto permettere alla Svizzera di adempiere sia gli impegni internazionali in materia di parità sia il dettato dell'articolo 8 capoverso 3 della Costituzione federale.</p><p>Da quanto mi risulta, questo programma del Consiglio federale non è mai stato valutato finora. Una valutazione permetterebbe di evidenziare quanto già raggiunto, di rilevare i punti in sospeso e di attualizzare e rilanciare l'intero processo di concretizzazione della parità.</p><p>Sulla scorta di quanto precede, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quando intende procedere a una valutazione sistematica del piano d'azione citato?</p><p>2. Dopo la valutazione, ne prevede anche un aggiornamento?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il piano d'azione "Parità tra donna e uomo" adottato dal Consiglio federale nel 1999, ossia quattro anni dopo la quarta Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sulle donne tenutasi a Pechino, è stato concepito come uno strumento di lavoro per le autorità federali e le organizzazioni governative e non governative operanti sul piano nazionale, cantonale e comunale. Le numerose misure proposte e le 15 priorità ripartite su 12 settori tematici intendevano indicare alle persone e agli enti competenti dove fosse necessario intervenire per concretizzare nella legge e nei fatti la parità fra donne e uomini sancita nella Costituzione federale e negli accordi internazionali. Il piano è stato elaborato da un gruppo di lavoro interdipartimentale diretto dall'Ufficio federale per l'uguaglianza tra donna e uomo.</p><p>Nel suo rapporto del 2002 in adempimento del postulato 00.3222 della Commissione 00.016-CN, il Consiglio federale ha stilato un bilancio dell'attuazione delle misure previste nel piano d'azione. Focalizzato sull'operato della Confederazione, il rapporto rilevava in sostanza che la maggior parte delle misure di competenza federale era in fase di realizzazione.</p><p>Da questa prima valutazione sono stati compiuti importanti progressi nella concretizzazione, di fatto e di diritto, della parità in numerosi settori (p. es. educazione, impiego e lotta alla violenza). Rientrano fra questi progressi, come chiesto dal piano d'azione, l'istituzione del perseguimento d'ufficio delle violenze domestiche e l'adozione di misure per la promozione della parità nella vita professionale. In quest'ambito, con il sostegno finanziario della Confederazione sono stati realizzati progetti e programmi d'incentivazione ed è stato avviato, in collaborazione con le parti sociali, il "Dialogo sulla parità salariale". Tuttavia, nonostante questi sviluppi positivi, dalle ultime statistiche risulta che determinate disuguaglianze permangono, in particolare per quanto riguarda l'orientamento professionale, le possibilità di carriera e i salari. In questi ambiti, quindi, c'è un grande margine di miglioramento - ed è proprio qui che gli attori federali e cantonali concentrano i loro sforzi.</p><p>Considerato quanto precede, il Consiglio federale è disposto - nel quadro della periodica attività di reporting al comitato della Convenzione ONU per l'eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne (CEDAW) - a valutare nel 2013-2014 lo stato di attuazione del piano d'azione. Nel 2014, in effetti, la Svizzera dovrà presentare il quarto e il quinto rapporto sull'applicazione della Convenzione e in questa prospettiva l'amministrazione federale ha elaborato un piano d'azione CEDAW 2010-2014. Un'analisi parallela dell'attuazione dei due piani d'azione potrebbe fornire informazioni utili per la futura impostazione della politica in materia di pari opportunità. Un'analisi come questa permetterebbe inoltre di verificare il grado di realizzazione delle misure che il piano d'azione del 1999 demanda agli attori cantonali e comunali, segnatamente nei settori educazione, salute e conciliazione tra lavoro e famiglia, e sarebbe molto utile nella prospettiva delle informazioni richieste ai rapporti CEDAW sui provvedimenti attuati a tutti i livelli dello Stato. Infine, una valutazione dell'attuazione del piano d'azione del 1999 consentirebbe di gettare le basi per preparare la quinta Conferenza dell'ONU sulle donne, prevista, conformemente alle dichiarazioni congiunte dell'8 marzo 2012 del presidente dell'Assemblea generale e del segretario generale dell'ONU, nel 2015.</p><p>2. Secondo il Consiglio federale è opportuno attendere i risultati della valutazione prima di decidere su un eventuale aggiornamento del piano d'azione "Parità tra donna e uomo". È solo a quel momento che si conosceranno i settori in cui la Svizzera dovrà intervenire e le misure che andranno attuate prioritariamente per concretizzare la parità - di diritto e di fatto - fra donne e uomini.</p>  Risposta del Consiglio federale.