<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a sottoporre al Parlamento, al più tardi entro la sessione estiva del 2017, un messaggio che preveda un adeguamento del diritto del personale della Confederazione al Codice delle obbligazioni, in particolare agli articoli 319 e seguenti e ridefinisca la responsabilità in materia di diritto del personale.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La legge sul personale federale (LPers; RS 172.220.1) è stata di recente sottoposta a revisione. La modifica della LPers è in vigore da due anni. Nel quadro del progetto di revisione è stato esaminato se occorra sostituire la LPers con il Codice delle obbligazioni (CO). Il Consiglio federale e il Parlamento hanno ribadito di voler mantenere la LPers e nel contempo allineare per quanto possibile la LPers al CO. In seguito a questi adeguamenti e all'applicazione sussidiaria del CO (art. 6 cpv. 2 LPers), il CO è applicato già oggi in molti settori dell'amministrazione federale. Questo è stato uno dei motivi per cui il 16 marzo 2007 il Consiglio federale ha proposto di accogliere la mozione Zuppiger 04.3543. La LPers prevede norme proprie solo laddove il CO è inappropriato e non tiene conto delle circostanze particolari dei dipendenti della Confederazione. Occorre considerare il fatto che la Costituzione federale limita la libertà di disdetta del datore di lavoro Confederazione, in particolare per quanto concerne la parità di trattamento e il divieto dell'arbitrio. Nonostante questi limiti costituzionali, sulla base del diritto in materia di personale e dopo aver pronunciato un avvertimento è possibile disdire un rapporto di lavoro per mancanze nelle prestazioni (art. 10 cpv. 3 lett. b LPers, art. 42 dell'ordinanza sul personale federale; RS 172.220.111.3). Inoltre è possibile effettuare in ogni momento riorganizzazioni giustificate e il corrispondente taglio dei posti di lavoro costituisce un motivo di disdetta (art. 10 cpv. 3 lett. e LPers).</p><p>Come l'amministrazione federale, anche i datori di lavoro dell'economia privata conoscono il congedo paternità e il congedo sabbatico menzionati dall'autore della mozione. Queste prestazioni sono disciplinate in un contratto collettivo di lavoro, un regolamento del personale o nei contratti di lavoro individuali. Il passaggio dal diritto pubblico a quello privato non avrebbe quindi nessun effetto in tal senso. Nell'amministrazione federale il congedo paternità è di 10 giorni, tanto quanto presso numerosi datori di lavoro dell'economia privata (ad es. UBS, Credit Suisse, IKEA, McDonald's, Swisscom e Swiss Re). Altre imprese come Migros, IBM o La Mobiliare concedono addirittura un congedo paternità di tre settimane. Inoltre gli impiegati federali possono usufruire del congedo sabbatico soltanto compensando ore supplementari prestate in precedenza. Non si tratta dunque di un'agevolazione concessa dal datore di lavoro sotto forma di congedo pagato. Ciò contrariamente a quanto avviene presso diverse grandi imprese private, che accordano congedi sabbatici ai loro dipendenti, ad esempio al raggiungimento di una determinata anzianità di servizio, senza che questi abbiano prestato in anticipo le ore necessarie.</p><p>Negli ultimi anni le condizioni di assunzione nell'amministrazione federale si sono praticamente allineate a quelle dell'economia privata. Anche l'amministrazione federale, come l'economia privata, ha difficoltà a reclutare specialisti in determinati settori.</p><p>Riprendendo ampiamente il CO, l'amministrazione federale dispone di una legge tra le più liberali in Europa per il personale assunto in base a un contratto di diritto pubblico. Già oggi le condizioni d'assunzione degli impiegati federali corrispondono in ampia misura a quelle dell'economia privata. La ripresa integrale del CO non introdurrebbe quindi cambiamenti significativi.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.