<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Promuovere lo sviluppo della tecnologia della comunicazione e garantire che la Svizzera, in questo settore, tenga il passo con i maggiori paesi industrializzati è una delle preoccupazioni principali del Consiglio federale. Ne sono prova i due messaggi concernenti la nuova legge sulle telecomunicazioni e la riforma delle PTT sottoposti al Parlamento. Affinché lo sviluppo verso una società dell'informazione sia retto da una politica coerente, il Consiglio federale ha inoltre incaricato un "Groupe de réflexion" di studiare le conseguenze sociali ed economiche che la società dell'informazione avrà sulla Svizzera e la necessità di agire in conseguenza sia a livello politico che privato. Il relativo rapporto è atteso entro fine anno. Prima di adottare provvedimenti si attenderanno inoltre i risultati dei progetti pilota lanciati nell'ambito del G 7 (ai quali partecipa anche la Svizzera), gli studi sullo sviluppo della società dell'informazione svolti dall'OCSE, gli esiti dei progetti dell'UE nei settori della comunicazione e della telematica (ai quali partecipano anche ricercatori svizzeri), e i lavori svolti nell'ambito del Consiglio svizzero della scienza dal "Gruppo di valutazione delle conseguenze tecnologiche" (TA, Technology Assessment) sui vantaggi e i rischi delle tecnologie della comunicazione e sugli effetti della nuova legge sulle telecomunicazioni.</p><p></p><p></p><p>1. Il livello delle tecnologie informatiche e delle tecniche di trasmissione in Svizzera è molto alto. Stando alle cifre rilevate dall'OCSE, nel 1994 la Svizzera, considerando le spese effettuate per le tecnologie dell'informazione rispetto al PNL, figurava al terzo posto con la Svezia, preceduta soltanto dagli Stati Uniti e dalla Nuova Zelanda. Per quanto riguarda la densità degli allacciamenti alle linee la Svizzera figura addirittura al secondo posto dopo la Svezia. L'80% dei nuclei familiari sono allacciati ad un cavo televisivo e, per quanto riguarda il numero di Internet - Hosts per abitanti, nell'ambito dei paesi dell'OCSE la Svizzera figura all'ottavo posto. Le imprese private, per quanto riguarda le tecnologie dell'informazione, sono assai ben fornite. Se si considera il numero di computer a disposizione negli uffici, nel 1994 la Svizzera figurava al primo posto con la Norvegia. L'impiego di tecniche della telecomunicazione per sviluppare nuovi rami dell'economia, contrariamente a quanto avviene negli Stati Uniti, non è ancora all'ordine del giorno nel nostro paese. Ciò è dovuto in parte ai prezzi applicati nel settore delle telecomunicazioni che, se paragonati con l'estero, sono alti. I circuiti informatici destinati all'insegnamento e alla ricerca in Svizzera sono invece ormai saturi; se in questo. settore non si riuscirà a stare al passo con i tempi, la Svizzera rischia di perdere terreno rispetto agli altri paesi europei.</p><p></p><p></p><p>2. Lo Stato libero di Baviera ha lanciato un interessante programma per lo sviluppo della società dell'informazione: sulla base di Internet le cittadine e i cittadini avranno cos! la possibilità di familiarizzarsi con le tecnologie dell'informazione partecipando a 14 progetti pilota. Contemporaneamente questo programma fungerà da centro di scambio elettronico per il commercio e l'industria. Per finanziere l'iniziativa, i cui costi ammontano a 300 milioni di marchi, lo Stato libero di Baviera ha stanziato un credito di 100 milioni di marchi.</p><p></p><p>In Svizzera sono già state lanciate alcune iniziative analoghe; ricordiamo per esempio la partecipazione del nostro paese a 11 progetti pilota nell'ambito del G7 o la piattaforma Internet della Electronic Mall Bodensee (nella regione del lago di Costanza). Occorrerebbe valutare attentamente l'opportunità di introdurre in Svizzera un programma analogo a "Bayern Online", dato che nel nostro paese esistono già diversi progetti pubblici e privati al riguardo. La questione, finora, non è ancora stata affrontata anche perché bisognerà valutare attentamente tutti gli aspetti legati al finanziamento e agli organi responsabili di una simile iniziativa. Il Consiglio federale sta aspettando il rapporto del "Groupe de réflexion" per poter prendere una decisione in materia.</p><p></p><p></p><p>3. Lo sviluppo delle reti di comunicazione in Svizzera è da considerare buono. Tra i grossi centri sono in funzione reti a larga banda assai efficienti; anche nel settore delle reti di collegamento locali vi sono buone possibilità di coprire la domanda futura. Grazie alla moderna tecnica di compressione dei dati è già possibile trasmettere segnali vocali e video digitalizzati sulle reti tradizionali. Se nella nuova LTC, come previsto, verranno create le apposite basi legali, i collegamenti a larga banda messi a disposizione dai fornitori di servizi televisivi via cavo potranno essere potenziati trasmettendo una quantità maggiore di dati e rendendo possibile la comunicazione a due vie. In questo modo le reti alternative possono essere sfruttate anche per i servizi di telecomunicazione, cosa che con il diritto attuale non è possibile. In futuro sarà possibile combinare i vantaggi dei servizi "online" con l'impiego di supporti di memorizzazione (per es. i CD-ROM) a basso costo. Numerosi studi rivelano però che il livello dei prezzi, alto se paragonato con l'estero, si oppone ad uno sfruttamento maggiore delle infrastrutture esistenti. La liberalizzazione del mercato delle telecomunicazioni previsto nell'ambito della revisione della LTC potrà porre riparo a questa situazione.</p><p></p><p></p><p>4. Gli studi relativi alla nuova legge sulle telecomunicazioni svolti dal Consiglio svizzero della scienza rivelano che le tecnologie della comunicazione tendono a rafforzare lo sviluppo regionale. Le tecnologie dell'informazione tuttavia non possono compensare interamente gli svantaggi legati alla posizione sfavorevole delle regioni periferiche. Le cosiddette "autostrade dell'informazione" possono essere messe al servizio della politica regionale quando le singole regioni sono in grado di formulare esattamente le loro esigenze e di sfruttare al meglio i vantaggi legati alla loro posizione. Un esempio svizzero assai promettente è costituito dal progetto "Electronic Mall Bodensee" che contribuisce allo sviluppo della regione attorno al lago di Costanza.</p><p></p><p></p><p>5. Diversi esempi mostrano come le nuove tecniche di comunicazione oggigiorno vengano sfruttate intensamente dagli istituti di ricerca scientifica e dalle università. Questo vale soprattutto per Internet, uno strumento di cui gli istituti di formazione sia universitari che parauniversitari non possono ormai più fare a meno. Le conoscenze relative all'impiego di nuove tecnologie nel settore della formazione e del perfezionamento professionale in Svizzera non sono tuttavia ancora diffuse su vasta scala. In ambito pedagogico e didattico la Svizzera non dispone delle stesse conoscenze degli altri paesi industrializzati, l'uso di nuovo materiale didattico da noi è meno diffuso e la ricerca applicata, in questo settore,</p><p>non è particolarmente sviluppata.</p><p></p><p></p><p>6. Secondo l'articolo 24 della Legge federale sugli acquisti pubblici e l'articolo 8 della relativa ordinanza, il Consiglio federale ha designato il Foglio ufficiale svizzero di commercio come organo di pubblicazione ufficiale - determinante per le scadenze -, notificandolo come tale anche all'OMC. Colui che indice una pubblica gare è tuttavia libero di scegliere altri organi di pubblicazione, come per esempio quello della SIA nel settore delle costruzioni. Inoltre, a questo scopo, si possono utilizzare anche le tecnologie multimediali, quali per esempio Internet. Nell'ambito del progetto SIMAP (Système informatisé des marchés publics), al quale partecipa anche la Svizzera, l'UE sta sviluppando uno strumento elettronico per i bandi di concorso. Un primo progetto pilota è già stato avviato.</p><p></p><p></p><p>7. La legge federale sul diritto d'autore e sui diritti di protezione affini (LDA) data del 9 ottobre 1992. Il termine "multimedia", allora quasi sconosciuto, si usa oggi per descrivere la combinazione interattiva di immagini mobili e di immagini fisse, di grafici, testi e suoni. Un prodotto multimediale può essere costituito da diverse opere già protette ed essere a sua volta un'opera protetta. La novità consiste nella possibilità offerta dalla tecnica digitale di rielaborare e combinare facilmente opere già esistenti e di lavorare in modo interattivo. Le "autostrade dell'informazione" si prestano alla trasmissione di opere multimedia. Poiché esse contengono dati e servizi protetti, si tratta di una forma di comunicazione ampliata. Nell'ambito della revisione della LDA, per poter tener conto delle nuove tecnologie, si è applicata una terminologia generica; la diffusione di un'opera su un'autostrada dell'informazione è dunque soggetta al diritto d'autore.</p><p></p><p>La LDA risponde in modo chiaro e inequivocabile a tutte le questioni giuridiche relative alle opere multimediali e mette a disposizione una serie di strumenti atti a garantire la protezione degli autori nel settore delle nuove tecniche di comunicazione. Sussistono invece delle lacune per quanto riguarda i diritti di protezione affini.</p><p></p><p>I titolari dei diritti e gli utilizzatori non hanno gli stessi interessi: se i primi esigono la miglior protezione possibile, i secondi devono poter ottenere le autorizzazioni richieste in modo semplice e rapido. Sia a livello nazionale che internazionale si stanno oggi discutendo varie possibilità di semplificare la procedura di ottenimento dei diritti.</p><p></p><p>L'OMPI, Organizzazione mondiale per la proprietà intellettuale, quest'anno terrà una conferenza allo scopo di approvare d protocollo relativo alla Convenzione di Berna per la protezione di opere letterarie e artistiche e un nuovo documento per la protezione degli artisti e dei produttori di supporti sonori. Questi due trattati mirano al miglioramento del diritto d'autore nel settore della trasmissione digitale di opere e servizi. Si sta inoltre studiando la possibilità di introdurre un diritto speciale per la protezione delle banche dati. Con ogni probabilità le discussione in atto a livello internazionale condurranno a rafforzare questi diritti.</p><p></p><p></p><p>8. La trasparenza e la qualità delle offerte in materia di comunicazione digitale sono molto importanti nell'ottica del consumatore. La trasparenza e la qualità gli garantiscono di accedere meglio a una vasta gamma di informazioni; d'altra parte ne approfittano anche i fornitori, in quanto troveranno condizioni di mercato più leali per sviluppare nuovi prodotti. Le relative norme sono contenute nel diritto del consumatore e della concorrenza. La concorrenza permette inoltre di migliorare l'efficienza e la qualità delle comunicazioni. Per migliorare la trasparenza al di là delle comuni informazioni relative al mercato, in futuro nel settore delle telecomunicazioni verrà allestita un'apposita statistica; lo annuncia il messaggio relative alla nuova legge sulle telecomunicazioni.</p><p></p><p>La legge federale sulla protezione dei dati (LPD) costituisce uno strumento fondamentale per combattere gli abusi in questo settore. Dal momento però che le reti di telecomunicazione non si fermano alle frontiere, vi è il rischio che dati personali possano venir trasmessi in altri stati che non garantiscono una protezione simile a quella della Svizzera. I problemi relativi alla protezione dei dati vengono affrontati nella nuova legge sulle telecomunicazioni oltre che nella LPD. Quest'ultima enuncia principi relativi all'elaborazione e alla sicurezza dei dati, la pubblicazione e il diritto di informazione. Tutti coloro che elaborano dati personali, sono soggetti a questi principi. Ogni attività legata all'elaborazione die dati è soggetta alla legislazione nazionale, facendo però capo ad un'infrastruttura a rete. Per questo motivo è importante armonizzare a livello internazionale le diverse legislazioni sulla protezione dei dati.</p><p></p><p></p><p>9. Il messaggio relativo alla nuova legge sulle telecomunicazioni prevede una legge di mercato con un sistema di concessioni. In linea di massima sussiste un diritto al rilascio di una concessione se il numero degli operatori sul mercato non dev'essere ridotto per motivi tecnici. Soggiaciono all'obbligo di concessione tutti i fornitori di servizi di telecomunicazione che gestiscono in modo indipendente gran parte delle installazioni di trasmissione, i fornitori del servizio universale e gli utenti delle radiofrequenze. I criteri che regolano il rilascio delle concessioni sono la trasparenza, l'oggettività e la non discriminazione; si creano cosi le condizioni per il buon funzionamento di un regime di concorrenza. Nell'ambito del servizio universale possono essere poste delle condizioni che tengono conto dell'interesse pubblico. Il Consiglio federale può dicharare altre condizioni e altri servizi come facenti parte del servizio universale se essi sono già diffusi su larga scala e se sono importanti per la partecipazione alla vita sociale ed economica.</p><p></p><p></p><p>10. Con il messaggio relativo alla nuova legge sulle telecomunicazioni il Consiglio federale ha presentato al Parlamento una proposta sul modo di introdurre la concorrenza tra i diversi gestori di reti e i fornitori di servizi e sul modo di garantire al tempo stesso un servizio universale capillare. Così sarà possibile garantire l'accesso indiscriminato alle reti. Nell'ambito del servizio universale gli utenti avranno il diritto di accedere in tutto il paese al servizio telefonico e alla trasmissione dei dati (necessaria per il telefax, per l'accesso a Internet e servizi affini). I gestori di nuove reti e i fornitori di servizi di comunicazione dovranno poter accedere senza discriminazione alle reti e ai servizi già esistenti. Gli utenti regionale avranno il diritto di usufruire di circuiti locati corrispondenti alle nonne internazionali e a prezzi convenienti.</p>  Risposta del Consiglio federale.