<h2>SubmittedText<h2><p>Nell'ambito del settimo programma quadro di ricerca, l'Unione europea ha indetto un bando di concorso per le iniziative faro nel settore delle tecnologie emergenti e future e previsto di stanziare un miliardo di euro sull'arco di dieci anni.</p><p>Il finanziamento dell'Unione europea non è però ancora garantito. In discussione vi è anche la possibilità che i Paesi dei progetti vincitori siano chiamati ad accollarsi fino a due terzi dei costi.</p><p>Dei sei progetti finalisti presentati durante una conferenza svoltasi all'inizio di maggio di quest'anno a Budapest, uno è diretto dal PF di Losanna (progetto cervello umano), un secondo è diretto congiuntamente dai due PF di Losanna e di Zurigo (angeli custodi per un pianeta più intelligente), un terzo è codiretto dal PF di Zurigo (FuturICT, acceleratore di conoscenze e sistema di gestione delle crisi) e un quarto vede la partecipazione dei due PF (robot di compagnia).</p><p>Altri Paesi hanno delegato rappresentanti di alto rango (in parte segretari di Stato o ministri) alla presentazione dei progetti a Budapest, non così la Svizzera.</p><p>In relazione a quanto precede pongo al Consiglio federale le domande seguenti:</p><p>1. Secondo il suo punto di vista, che importanza rivestono le iniziative faro dell'Unione europea per la piazza della ricerca svizzera? Con quale obiettivo e con quali misure concrete intende sostenere i due PF nella procedura di selezione finale in corso?</p><p>2. Come intende definire le priorità tra i diversi progetti con partecipazione svizzera? Su quali criteri si basa in questa scelta e chi altro è coinvolto nella definizione delle priorità? È disposto a rendere trasparente questo processo decisionale?</p><p>3. Quali ripercussioni finanziarie e in particolare sul messaggio ERI 2013-2016 avrebbe la selezione di un progetto con partecipazione svizzera? In che modo si può garantire che eventuali sussidi destinati a un progetto faro non vadano a scapito di altri settori meno prestigiosi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Diversi gruppi di ricerca svizzeri hanno partecipato con successo al bando di concorso "Future and Emerging Technologies (FET) Flagship Initiative - Preparatory Actions", indetto dall'Unione europea (UE) nell'ambito del settimo programma quadro, e sono coinvolti in ben cinque dei sei progetti finalisti (in due di essi, progetto "cervello umano" e "angeli custodi", in qualità di coordinatori).</p><p>Il Consiglio federale ritiene che, di per sé, già la preselezione dei progetti pilota costituisca uno straordinario successo per la ricerca svizzera, a riprova della qualità delle nostre scuole universitarie e in particolare dei PF di Zurigo e Losanna. Occorre inoltre sottolineare che i progetti proposti sono stati elaborati dai ricercatori delle istituzioni citate nell'ambito di un processo "bottom-up". Questo risultato non fa che confermare la validità del modello di organizzazione della scienza nel nostro Paese. Pertanto, in occasione della presentazione tenutasi a Budapest, è stato ritenuto opportuno lasciare la parola ai progetti pilota svizzeri entrati nella rosa dei finalisti.</p><p>L'obiettivo dei progetti pilota è quello di elaborare proposte dettagliate ("full proposals") per iniziative faro nel settore delle tecnologie emergenti e future (FET). A partire dal 2012/2013, l'UE intende lanciare una o due di queste iniziative per un investimento complessivo di un miliardo di euro ripartito su dieci anni. Sebbene gran parte di questi fondi sarà verosimilmente a carico dei Paesi partecipanti e dell'industria, sulla questione del finanziamento (volume, meccanismi, chiave di ripartizione) sono tutt'ora in corso discussioni a livello europeo. Fatte queste premesse, il Consiglio federale risponde come segue alle domande dell'interpellanza:</p><p>1. Il successo ottenuto dai ricercatori elvetici nella preselezione delle iniziative faro europee è innanzitutto una conferma della posizione di punta che la piazza della ricerca svizzera occupa nel settore delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione. Un'eventuale partecipazione di gruppi di ricerca elvetici (partecipazione a progetti e/o funzione di coordinamento) alle iniziative FET prescelte renderebbe possibili scambi scientifici e tecnologici di altissimo livello, grazie ai quali la Svizzera potrebbe consolidare la propria posizione in questo campo e contribuire in prima linea alla costruzione dello spazio europeo della ricerca e dell'innovazione.</p><p>Il sostegno che la Segreteria di Stato per l'educazione e la ricerca (SER) presta ai gruppi di ricercatori e alle scuole universitarie coinvolte mira a creare le premesse ideali affinché i progetti a partecipazione svizzera beneficino di condizioni di partenza ottimali in vista della selezione finale. Tale sostegno tiene altresì conto che, oltre alla qualità scientifico-strategica dei progetti pilota, anche il loro inserimento nelle priorità nazionali di ricerca giocherà un ruolo importante nella selezione finale delle iniziative faro.</p><p>La tutela degli interessi elvetici a livello europeo per quanto riguarda i criteri di selezione, le strutture di governance e di finanziamento delle iniziative faro è assicurata dal delegato svizzero nel gruppo di lavoro FET nominato dalla SER, che opera in stretto accordo con la SER e il Consiglio dei PF.</p><p>Per la Confederazione si tratta innanzitutto di sviluppare, in vista del messaggio ERI 2013-2016, alcuni scenari per il cofinanziamento dei gruppi di ricerca svizzeri che potrebbero partecipare alle iniziative FET. Tale cofinanziamento deve inserirsi in un contesto di partenariati tra i settori pubblico e privato e tra gli eventuali Paesi partecipanti a tali iniziative, in quanto progetti di questa portata possono essere ragionevolmente e realisticamente realizzati solo attraverso un approccio integrato di rete. Per poter mantenere una sana ripartizione delle competenze nel nostro panorama di ricerca, il compito di fissare gli obiettivi strategici di tali progetti non spetta al Consiglio federale, ma piuttosto alle scuole universitarie interessate e in particolare al Consiglio dei PF.</p><p>2. La valutazione delle proposte di progetto dettagliate ("full proposals") è organizzata dalla Commissione europea nell'ambito di un processo trasparente. Attualmente, la Commissione sta lavorando - insieme agli esperti delegati dai Paesi membri dell'UE e dagli Stati associati al programma quadro di ricerca (tra cui la Svizzera) - alla definizione dei criteri di selezione e delle modalità di finanziamento europeo e nazionale delle iniziative faro. In questo senso, non spetta al Consiglio federale stabilire priorità politiche tra i diversi progetti in lizza, semmai compete al Consiglio dei PF ponderare i diversi interessi.</p><p>Nell'ottica della politica federale in materia di ricerca, sono rilevanti i seguenti aspetti:</p><p>- il responsabile nazionale di un progetto deve disporre di poteri decisionali autonomi (funzione di coordinamento);</p><p>- i sussidi nazionali devono essere utilizzati all'interno del Paese e non versati in un fondo comune europeo ("common pot");</p><p>- i sussidi nazionali di tutti i Paesi partecipanti devono essere garantiti nel lungo periodo;</p><p>- la messa a disposizione di fondi tramite il programma quadro di ricerca dell'UE deve essere garantita, soprattutto nel caso in cui un Paese assuma la funzione di cordinamento per un consorzio europeo.</p><p>3. Il Consiglio federale fisserà definitivamente nel piano finanziario di legislatura 2012-2015 il tasso di crescita dei crediti per il settore ERI negli anni 2013-2016 che intende sottoporre al Parlamento. Una volta definiti i mezzi a disposizione, il Consiglio federale presenterà nel messaggio ERI 2013-2016 le misure concrete che intende adottare in vista di un'eventuale partecipazione della Svizzera alle iniziative FET europee. In seguito, spetterà al Parlamento definire il quadro finanziario generale di tale messaggio come pure le priorità tra i diversi settori.</p>  Risposta del Consiglio federale.