<h2>SubmittedText<h2><div><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">Il Consiglio federale è incaricato di:</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">1. dimezzare entro la fine del 2024 le pendenze concernenti i richiedenti l’asilo algerini;</span><br /><span style="font-family:Arial">2. provvedere affinché entro la fine del 2025 l'Algeria non figuri più tra i primi dieci Paesi con il maggior numero di casi pendenti.</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">Da quando ha assunto la direzione del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP), la consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider afferma che la cooperazione con l’Algeria nel settore del ritorno sarebbe non soltanto buona, ma ottima. Nella sua risposta alla mozione 23.3032, il Consiglio federale ritiene, dal canto suo, che la cooperazione con l’Algeria sia ormai «più che soddisfacente, anzi ottima». Nella sua risposta alla domanda 23.7364, il DFGP, in nome del Consiglio federale, dichiara che la cooperazione con l’Algeria è notevolmente migliorata e funziona molto bene dalla fine della pandemia.</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">Il 29</span><span style="font-family:Arial"> </span><span style="font-family:Arial">ottobre scorso la NZZ am Sonntag ha riportato le dichiarazioni di un alto funzionario in occasione della riunione della Commissione delle istituzioni politiche del 13</span><span style="font-family:Arial"> </span><span style="font-family:Arial">ottobre 2023. Secondo lui, dopo anni di discussioni e diplomazia in materia d’asilo, la Svizzera ha potuto rimpatriare i richiedenti recentemente respinti. Nel 2022, 466 persone hanno lasciato la Svizzera. Un record. Le cifre dell’anno in corso sono anch’esse incoraggianti. Il direttore aggiunto della SEM Mascioli ha annunciato progressi persino nel caso delle espulsioni forzate. A inizio anno il nostro Paese ha per la prima volta effettuato un volo speciale. In estate è stato organizzato un secondo volo. Tutto questo dopo anni di blocco.</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">Malgrado queste dichiarazioni, il numero di casi pendenti di cittadini algerini che devono lasciare la Svizzera non diminuisce. Il 31</span><span style="font-family:Arial"> </span><span style="font-family:Arial">dicembre 2022, 597 cittadini algerini attendevano di essere rimpatriati. Il 30</span><span style="font-family:Arial"> </span><span style="font-family:Arial">settembre 2023 il loro numero era salito a 670. La SEM giustifica questo incremento con l’aumento delle domande d’asilo.</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">L’«ottima cooperazione» dovrebbe tuttavia permettere di ridurre drasticamente il numero di pendenze. Eppure la SEM rifiuta di attuare la mozione 20.4477 «Negoziare ora rimpatri via mare con l'Algeria», nonostante essa sia stata adottata dal Parlamento. Perché?</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">Se vogliamo continuare ad accogliere le persone che hanno diritto alla protezione, è imperativo limitare l’immigrazione delle persone che non hanno diritto all’asilo.</span></p></div><h2>FederalCouncilResponseText<h2><div><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">Il Consiglio federale attribuisce grande importanza a un’esecuzione rigorosa degli allontanamenti in collaborazione con i Cantoni. Constata che la mozione parte dall’ipotesi che il numero dei rimpatri pendenti verso l’Algeria dipenda in primo luogo dalla qualità della cooperazione con le autorità algerine, e che rimpatri via mare permetterebbero di rendere più efficienti i ritorni. Nel contesto attuale questa ipotesi di partenza non è tuttavia corretta.</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">Nel 2023 l’Algeria è stata il Paese terzo verso cui la Svizzera ha organizzato il maggior numero di allontanamenti, che non è mai stato tanto elevato. Anche se l’accordo migratorio negoziato nel 2006 con l’Algeria (RS</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial; background-color:#ffffff">0.142.111.279</span><span style="font-family:Arial">) prevede soltanto rimpatri tramite voli di linea, l’anno scorso la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) è riuscita a ottenere, grazie a intense trattative, l’organizzazione di voli speciali. Questi ultimi sono più efficaci, sicuri ed economici dei rimpatri via mare. I Cantoni, responsabili dei ritorni, preferiscono dunque unanimemente i voli speciali ai rimpatri via mare. Le relazioni con le autorità algerine possono essere qualificate come molto buone. Grazie a questa stretta collaborazione, i casi pendenti nel settore del ritorno possono essere trattati e risolti celermente. </span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">Il motivo per cui il numero totale di casi pendenti non è diminuito non è quindi dovuto alla cooperazione in materia di ritorno, ma piuttosto al forte aumento delle domande d’asilo presentate da cittadini algerini. Negli ultimi tre anni, le persone giunte dall’Algeria sono infatti aumentate nettamente (+77</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">%): sono state registrate 1021 domande d’asilo nel 2021 e 1810 nel 2023. Malgrado questo forte aumento degli arrivi, il numero di casi pendenti nel settore del ritorno è restato globalmente stabile, passando da 668 casi nel 2021 a 702 a fine 2023. Alle procedure rapide e funzionali di riammissione con l’Algeria si aggiunge l’applicazione da parte della Svizzera dell’accordo di Dublino (RS</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial; background-color:#ffffff">0.142.392.68</span><span style="font-family:Arial">), che prevede il trasferimento di tutti i cittadini di Paesi terzi verso lo Stato Dublino competente. Nel corso degli ultimi tre anni la Svizzera ha quindi organizzato 1866 partenze di cittadini algerini: 1006 a destinazione dell’Algeria e 860 a destinazione dello Stato Dublino competente. Il numero di rinvii coatti è peraltro aumentato di oltre il 200</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">per cento rispetto al periodo pre-pandemia. </span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">La Svizzera può tuttavia influire soltanto in misura limitata sul numero di domande d’asilo, che dipende da numerosi fattori quali la cooperazione Dublino, i motivi di migrazione nel Paese d’origine, il numero di arrivi in Europa e la protezione alle frontiere esterne dell’Europa. Sul piano nazionale, la SEM ha ulteriormente velocizzato le procedure d’asilo per i cittadini nordafricani affinché le formalità in vista del ritorno possano essere avviate il più rapidamente possibile quando la domanda d’asilo ha manifestamente poche probabilità di successo. </span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">L’evoluzione dei casi pendenti di cittadini algerini dipende quindi anzitutto dal numero di arrivi e non dalla qualità delle relazioni con le autorità algerine nel settore della migrazione o dal numero di allontanamenti effettuati. Il Consiglio federale non ritiene pertanto opportuno stabilire gli obiettivi quantitativi proposti dalla presente mozione. Rammenta pure che tutti i casi pendenti nel settore del ritorno sono trattati dalle autorità federali e cantonali con la celerità richiesta, conformemente alle esigenze previste dalla legge.</span></p></div><br><br>Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.