<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di:</p><p>1. sostenere nella stessa misura, dal punto di vista contenutistico e finanziario, i quattro pilastri della politica in materia di droghe;</p><p>2. istituire in Svizzera, integrandolo nel pilastro della terapia, un programma di trattamento contro la tossicodipendenza orientato all'astinenza che non si basi su terapie di sostituzione ma preveda diverse possibilità di formazioni pluriennali, sul modello efficace della comunità di San Patrignano (Italia);</p><p>3. prendere in esame, per questo progetto, l'ideale sito di Prêles nel cantone di Berna.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale attribuisce lo stesso valore ai quattro pilastri su cui si basa la politica in materia di droghe: prevenzione, terapia, riduzione dei danni e repressione. Ad essere determinanti per i successi riconosciuti di questa politica sono un buon coordinamento e l'armonizzazione delle misure e degli attori di tutti e quattro i pilastri. Questa politica, dimostratasi equilibrata ed efficace, proseguirà nel quadro della Strategia nazionale dipendenze 2017-2024 adottata dal Consiglio federale (<a href="http://www.ufsp.admin.ch/">www.ufsp.admin.ch</a> &gt; Temi&gt; Alcol, tabacco, droghe, Strategia nazionale Dipendenze &gt; Strategia nazionale dipendenze). Spetta innanzitutto ai cantoni attuare le misure dei quattro pilastri. Pertanto, nella spesa pubblica occorre integrare anche i costi sostenuti da cantoni e comuni. Come ha mostrato uno studio dell'Università di Neuchâtel svolto nel 2005 (Jeanrenaud, Widmer e Pellegrini, 2005; Le coût social de la consommation de drogues illégales en Suisse. Rapport final. Université de Neuchâtel), la stragrande maggioranza delle risorse finanziarie pubbliche destinate a questo settore confluisce nella repressione (61 per cento), seguita dalla terapia (31 per cento), dalla riduzione dei danni (5 per cento) e dalla prevenzione (3 per cento). Non risulta che nel frattempo la ripartizione delle risorse abbia subito cambiamenti di fondo. Un'uguale distribuzione dei finanziamenti, così come richiesto dall'autrice della mozione, andrebbe pertanto a svantaggio dei pilastri della repressione e della terapia rispetto alla prevenzione e alla riduzione dei danni.</p><p>La promozione dell'astinenza dal consumo di stupefacenti secondo l'articolo 1 della legge sugli stupefacenti (LStup; RS 812.121) è e rimane un obiettivo centrale della politica del Consiglio federale in materia di droghe, anche se spesso irraggiungibile per le persone fortemente dipendenti. Il successo terapeutico del modello di San Patrignano orientato all'astinenza, cui si fa riferimento nella motivazione della mozione, non può quindi essere generalizzato. In primo luogo non esistono criteri generalmente riconosciuti e scientificamente fondati che conducono a una guarigione certa. In secondo luogo la percentuale di guarigione in un istituto di riabilitazione dipende fortemente dalla gravità della dipendenza delle persone in trattamento. Se non si tiene conto del profilo dei clienti né delle caratteristiche specifiche dell'istituto e del trattamento, è impossibile paragonare le percentuali di guarigione anche nel caso di approcci terapeutici diversi. Le terapie di sostituzione sono destinate a persone che soffrono di una dipendenza cronica e che sono refrattarie ad altre forme terapeutiche. Per queste persone un trattamento controllato di sostituzione farmacologica permette di evitare conseguenze dannose per la salute e di frenare la deriva sociale. Le terapie di sostituzione in caso di dipendenza da oppiacei sono scientificamente consolidate, sancite a livello di legge (art. 3e LStup) e remunerate dalle casse malati. Rinunciando a questa forma terapeutica si rischia un ritorno alle cosiddette scene aperte della droga degli anni 1990, con le conseguenze finanziarie che ne deriverebbero per la società. Pertanto il Consiglio federale respinge l'adozione di una terapia basata unicamente sull'astinenza, come richiesto nella mozione.</p><p>2./3. Come già indicato nel parere del Consiglio federale in risposta alla mozione Geissbühler 14.3517, ai sensi dell'articolo 3d LStup, il finanziamento delle terapie residenziali, ambulatoriali e sostitutive contro la dipendenza è di esclusiva competenza cantonale. Nel suo rapporto del 18 dicembre 2012 in adempimento del postulato 10.3007, "Fondi confiscati al narcotraffico per la riabilitazione dei tossicodipendenti", il Consiglio federale ha affermato che l'attuale sistema di finanziamento per l'aiuto in caso di dipendenza non dovrebbe essere modificato. Non è emersa alcuna necessità dei cantoni d'intervenire nel finanziamento della terapia stazionaria in caso di dipendenza. L'apertura di istituti terapeutici e la valutazione delle relative sedi (p. es. l'istituto di rieducazione giovanile di Prêles) è di competenza dei cantoni. La Confederazione sostiene i cantoni nel coordinamento, nella garanzia della qualità, nell'informazione, nella documentazione e nello sviluppo di basi concettuali per le terapie contro la dipendenza. Inoltre la Confederazione stabilisce le condizioni quadro e i criteri di ammissione per le cure basate sulla prescrizione di eroina e rilascia le relative autorizzazioni. Questa ripartizione dei compiti si è dimostrata efficace nella prassi e segue il principio di sussidiarietà.</p><p>La gestione di un'istituzione della Confederazione per la riabilitazione dalla droga, così come proposto nella mozione, va pertanto respinta. I cantoni sono liberi di fissare le proprie priorità di politica in materia di droghe e di autorizzare strutture terapeutiche supplementari. Dato che le capacità delle 59 istituzioni svizzere impegnate nella riabilitazione e nella disassuefazione la cui offerta comprende terapie orientate all'astinenza non sono pienamente sfruttate (cfr. monitoraggio delle strutture di terapia residenziale nelle dipendenze, rapporto 2014, Infodrog), è comprensibile che sulla base di riflessioni economico-sanitarie i cantoni non ravvisino alcuna necessità d'intervento in questo senso.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.