<h2>SubmittedText<h2><p>Diversi Paesi dell'UE intendono importare dal Nord Africa idrogeno verde prodotto in loco. In collaborazione con l'UE e i Paesi del Nord Africa, anche la Svizzera potrebbe garantire, entro il 2030, l'importazione di una grande quantità di idrogeno che potrebbe soddisfare il fabbisogno di energia elettrica finora coperto dalle centrali nucleari. </p><p>Inoltre la Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia del Consiglio nazionale (CAPTE-N) ha depositato la mozione 23.3019 in cui chiede la creazione di condizioni quadro per un approvvigionamento con gas rinnovabile. </p><p>Alla luce di queste considerazioni, il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande: </p><p>1. Qual è la sua posizione rispetto all'idea di importare idrogeno verde dal Nord Africa? È disposto a valutare questa possibilità? </p><p>2. Quali costi dovrebbe presumibilmente sostenere la Svizzera entro il 2030 per l'utilizzazione di 1 Mt di idrogeno verde come contributo alla transizione energetica?</p><p>3. Il tracciato dei gasdotti verso la Germania attraversa in parte il nostro territorio nazionale. Nella sua risposta all'interpellanza 22.3906, il Consiglio federale si è detto aperto all'idea che la Svizzera possa essere un Paese di transito. Il nostro Paese è pronto a trasformare uno dei due gasdotti di transito di gas naturale esistenti in un idrogenodotto? Oppure sarebbe necessario posare una linea aggiuntiva? I nuovi tunnel transalpini per il gas naturale sono progettati per essere ampliati o convertiti?</p><p>4. Qual è l'infrastruttura di gasdotti interna al Paese che dovrebbe garantire l'ulteriore distribuzione dell'idrogeno verde importato dai gasdotti di transito alle aziende a forte consumo di energia elettrica e alle centrali a idrogeno? </p><p>5. Affinché l'idrogeno sia sempre disponibile in misura sufficiente, è necessario un certo numero di serbatoi di idrogeno. Sono già previsti? Se sì, quanti e dove?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Già la mozione 20.4406 «Idrogeno verde. Strategia per la Svizzera», trasmessa dal Parlamento il 12 dicembre 2022, incarica il Consiglio federale di elaborare una strategia nazionale per l'idrogeno, chiedendo esplicitamente anche l'adozione di una strategia d’importazione dell'idrogeno. Nell'ambito dell'attuazione di questa mozione, il Consiglio federale sta esaminando i vantaggi e gli svantaggi dell'importazione di idrogeno dal Nord Africa e da altri Paesi sulla base di criteri ecologici e sociali, tra gli altri. Il Consiglio federale ha tempo fino alla fine del 2024 per attuare la mozione.</p><p>&nbsp;</p><p>2. Le Prospettive energetiche 2050+ della Confederazione e lo studio «Futuro energetico 2050» dell'Associazione delle aziende elettriche svizzere (AES) e del Laboratorio federale di ricerca e di prova dei materiali (Empa) ipotizzano che nel 2030 la domanda di idrogeno sarà inferiore a 0,5 TWh. Una megatonnellata di idrogeno equivale a 33 TWh di energia, che corrisponde all'incirca all'attuale consumo annuale di gas della Svizzera. Secondo i modelli elaborati nell'ambito di studi pubblicati di recente dal Fraunhofer Institut für solare Energiesysteme (ISE) e da Aurora Energy Research, un chilogrammo di idrogeno costerà circa 4,6 euro nel 2030. Una megatonnellata di idrogeno costerebbe quindi circa 4,6 miliardi di franchi.</p><p>&nbsp;</p><p>3. La conversione tecnica è compito del settore dell’energia. Sono i gestori dei gasdotti di transito a esaminare le possibilità e i costi di un simile passo. I primi risultati mostrano che uno dei due tratti del gasdotto a nord della stazione di compressione di Ruswil che va verso la Germania potrebbe essere tecnicamente convertito all'idrogeno. Da Ruswil al Griespass passa una sola condotta. Per poter trasportare l'idrogeno da sud attraverso la Svizzera e allo stesso tempo mantenere il flusso di gas naturale nel medio termine, sarebbe necessario costruire una seconda condotta lungo questo tratto, cosa che secondo le prime stime dovrebbe essere tecnicamente fattibile.</p><p>&nbsp;</p><p>4. La distribuzione è di competenza del settore energetico. I primi segnali provenienti dal settore mostrano che la maggior parte della rete di gas naturale esistente potrebbe essere convertita all'idrogeno. La costruzione di condotte aggiuntive deve essere esaminata caso per caso e dipende, tra l'altro, dalla futura domanda di idrogeno e da come si sviluppa la transizione dall'approvvigionamento di gas a quello di idrogeno. Per garantire la sicurezza, dal 1° luglio 2023 gli idrogenodotti sono soggetti alla legislazione sugli impianti di trasporto in condotta, analogamente a quanto avviene per i gasdotti per il gas naturale.</p><p>&nbsp;</p><p>5. Lo stoccaggio compete al settore energetico. In linea di principio, lo stoccaggio dell'idrogeno nel sottosuolo della Svizzera è difficile a causa delle caratteristiche geologiche. Lo stoccaggio in superficie, invece, richiederebbe grandi spazi. Manca ancora una pianificazione concreta in questo senso. Nell'ambito dell'attuazione della mozione 20.4063 «Fare chiarezza sulla protezione del clima, la sicurezza energetica e l'utilizzazione dell'infrastruttura grazie a maggiori conoscenze del sottosuolo», trasmessa il 15 giugno 2021, si stanno studiando anche le opzioni di stoccaggio. Inoltre, il 3 maggio 2023 il Consiglio nazionale ha trasmesso il postulato 23.3023 «Sfruttamento di vettori energetici sintetici e stoccaggio stagionale per rafforzare la sicurezza dell'approvvigionamento e in particolare l'approvvigionamento di elettricità in inverno. Disamina del tema e definizione dei fondamenti, comprensivi delle opzioni a disposizione in particolare della Svizzera», con il quale incarica il Consiglio federale di esaminare in modo più approfondito lo stoccaggio dell'idrogeno e dei vettori energetici sintetici entro due anni.</p>