<h2>SubmittedText<h2><p>Il consolidamento della coesione interna del Paese è uno degli scopi principali della legge sulle lingue, che incoraggia l'insegnamento delle lingue nazionali. Di fatto, però, non poche decisioni e progetti recenti gettano molti dubbi sulla reale volontà dei cantoni di mantenere l'insegnamento del francese nelle scuole elementari. Come autore dell'iniziativa parlamentare che ha dato origine alla legge sulle lingue, rappresentante di un cantone bilingue e presidente di un partito nazionale, questi sviluppi mi inquietano profondamente. Sarei quindi lieto se il Consiglio federale rispondesse alle seguenti domande:</p><p>1. Considera o no necessario al rafforzamento della coesione interna l'insegnamento di una seconda lingua nazionale nelle scuole elementari?</p><p>2. Se questo insegnamento dovesse essere rimesso in questione da certi cantoni, sarebbe disposto a intervenire? Se sì, a che momento?</p><p>3. Ritiene sufficienti le basi legali di cui dispone? Preferirebbe intervenire in virtù della legge sulle lingue (art. 15) o piuttosto fondandosi sulla competenza sussidiaria conferitagli dall'articolo 62 della Costituzione federale?</p><p>4. Quali obblighi intende imporre, se del caso, ai cantoni? L'insegnamento di una seconda lingua nazionale alle elementari o l'obiettivo minimo di garantire agli alunni conoscenze linguistiche sufficienti al termine della scuola dell'obbligo?</p><p>5. Ritiene utile stanziare maggiori fondi nel settore, in particolare per l'insegnamento delle lingue e gli scambi linguistici?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale rimanda alla sua risposta all'interpellanza Reynard 13.4079 e risponde come segue alle domande poste dall'interpellante:</p><p>1. Il collegio governativo è convinto che l'apprendimento di una seconda lingua nazionale fin dalla scuola elementare sia essenziale per la coesione nazionale.</p><p>2. Esso segue con attenzione le discussioni in atto nei cantoni e rileva che dall'adozione del modello dell'insegnamento di una seconda lingua nazionale e dell'inglese già dalla scuola elementare nessun governo o parlamento cantonale ha preso una decisione definitiva che lo rimette in discussione. Se i cantoni non riuscissero ad accordarsi su una soluzione coordinata, il Consiglio federale sarebbe disposto a intervenire nei limiti delle proprie competenze.</p><p>I cantoni sono attualmente impegnati in un processo di armonizzazione importante di cui stileranno un bilancio nel 2015. Il Consiglio federale attende i risultati di questo bilancio sull'armonizzazione degli obiettivi che include anche l'insegnamento delle lingue. Rimane comunque del parere che soluzioni cantonali suscettibili di svantaggiare la seconda lingua nazionale metterebbero a rischio la coesione nazionale e la necessaria comprensione tra le comunità linguistiche del Paese. Sarebbe il caso, per esempio, se a livello di scuola elementare l'inglese fosse l'unica lingua straniera insegnata.</p><p>3. La Confederazione intende, da un lato, attenersi al principio dell'armonizzazione degli obiettivi delle fasi della formazione come previsto all'articolo 62 capoverso 4 della Costituzione federale (Cost.; RS 101) e, dall'altro, assumere la propria parte di responsabilità per quanto riguarda la promozione della comprensione tra le comunità linguistiche del nostro Paese come stabilito all'articolo 70 capoverso 3 Cost.</p><p>Se gli sforzi di coordinamento dei cantoni nel settore dell'insegnamento delle lingue straniere non dovessero sfociare in un'armonizzazione come richiesto dall'articolo 62 capoverso 4 della Costituzioe vi sarebbero diverse possibilità - secondo il Consiglio federale - per reagire agli sviluppi menzionati dall'interpellante. Esso potrebbe per esempio (sulla base dell'art. 48a cap. 1 let. b Cost.) conferire l'obbligatorietà generale al concordato Harmos mediante decreto federale - tuttavia soltanto su richiesta dei cantoni interessati e in virtù di una base legale che deve ancora essere preparata. Un'altra possibilità consisterebbe nell'elaborazione di una soluzione di armonizzazione dell'insegnamento delle lingue straniere indipendente dal concordato Harmos (ad es. inasprendo l'art. 15 cap. 3 della legge sulle lingue, LLing; RS 441.1). Il Consiglio federale esaminerà al momento opportuno se e su quali basi legali intervenire.</p><p>4. Si rimanda alle risposte alle domande 2 e 3.</p><p>5. Il Consiglio federale rammenta che in virtù della LLing e dell'ordinanza sulle lingue (RS 441.11), la Confederazione è già attiva nella promozione dell'insegnamento delle lingue nazionali e degli scambi scolastici. I mezzi finanziari investiti a tal fine sono importanti e il Dipartimento federale dell'interno proporrà al Consiglio federale di rafforzare queste misure nel quadro del messaggio sulla cultura 2016-2019. La medesima proposta sarà presentata per il sostegno agli scambi culturali fra le regioni linguistiche del Paese previsto dalla legge sulla promozione della cultura (RS 442.1).</p>  Risposta del Consiglio federale.