<h2>SubmittedText<h2><p>La guerra in Ucraina rappresenta una cesura per la politica di sicurezza in Europa. Nell'immediato sorgono diversi interrogativi per quanto concerne le risorse finanziarie e di personale come pure la prontezza dell'esercito all'impiego. A ciò si aggiungono le ulteriori possibili conseguenze in altri ambiti della società e dell'economia. In considerazione delle sfide imminenti per la Svizzera, il Consiglio federale è invitato a rispondere urgentemente alle seguenti domande:</p><p>1. Come valuta il Consiglio federale l'attuale situazione in materia di politica di sicurezza?</p><p>2. Quali conclusioni ne trae il Consiglio federale per la politica di sicurezza svizzera?</p><p>3. Il Consiglio federale è disposto ad aumentare in maniera sostanziale i compiti di difesa?</p><p>4. A quali condizioni il Consiglio federale è disposto a procedere il più rapidamente possibile al potenziamento degli effettivi di militari? Allo stesso modo il Consiglio federale vede la necessità di aumentare ulteriormente a medio termine gli effettivi regolamentari dell'esercito?</p><p>5. Il Consiglio federale ha intenzione di verificare la prontezza dell'esercito all'impiego mediante esercizi di mobilitazione?</p><p>6. Che cosa comporta il conflitto in termini di sicurezza dell'approvvigionamento energetico per la Svizzera (carburanti e combustibili, energia elettrica ecc.)? </p><p>7. In che misura occorre prevedere grandi flussi migratori verso la Svizzera? In che misura i Cantoni e i Comuni sono preparati in vista di un'eventuale accoglienza?</p><p>8. Come valuta il Consiglio federale la minaccia in ambito "ciber" nel contesto del conflitto in Ucraina? Si constatano attività contro le infrastrutture digitali della Svizzera? Quali conseguenze possono essere tratte per quanto concerne la ciberstrategia nazionale della Svizzera?</p><p>9. Quali conseguenze occorre prevedere per l'economia svizzera a seguito delle sanzioni e della situazione instabile in Europa?</p><p>10. In quali altri settori della società e dell'economia il Consiglio federale prevede conseguenze per la Svizzera??</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1-5) L'attacco della Russia che viola il diritto internazionale è scioccante per la sua portata e per la sua brutalità. Il Consiglio federale riteneva del tutto possibile un'escalation militare in questa regione europea, come indicato nel suo rapporto sulla politica di sicurezza del 23 novembre 2021, in cui veniva fatto notare come la Russia adottasse in misura crescente un atteggiamento conflittuale potendo anche provocare un conflitto armato in Europa, soprattutto perché aspira tuttora a essere in grado di condurre in Occidente una guerra contro un forte avversario convenzionale. Il Consiglio federale sottolinea inoltre che un grave caso di crisi ai confini orientali della NATO rappresenterebbe una grande sfida per l'Europa e potrebbe causare instabilità politica, economica e sociale come pure interruzioni delle catene di approvvigionamento e movimenti migratori. Un conflitto tra la NATO e la Russia potrebbe però anche scaturire da un'escalation della situazione nella periferia europea e avere le stesse conseguenze. Se un caso di crisi dovesse acuirsi in Europa, la Russia potrebbe ricorrere a mezzi militari per intervenire ai confini orientali della NATO. Il ripristino dello status quo precedente sarebbe possibile soltanto con un'ulteriore escalation del conflitto. Questa situazione è sopraggiunta in maniera più rapida e brutale di quanto ci si aspettasse.</p><p>Gli obiettivi in materia di politica di sicurezza e l'orientamento degli strumenti di politica di sicurezza tengono conto da sempre della minaccia di un conflitto armato, specialmente perché in un caso del genere le ripercussioni per la Svizzera e la sua popolazione sarebbero gravose. Il compito fondamentale dell'esercito è e rimane la difesa, come si afferma anche nel rapporto sulla politica di sicurezza. Le capacità per questo compito vengono ulteriormente sviluppate in maniera costante, in particolare per quanto riguarda la difesa aerea, le truppe di terra e le cibercapacità. In tutti questi ambiti esistono basi concettuali e la pianificazione delle capacità e degli acquisti per l'ammodernamento dell'esercito tiene conto della situazione in materia di sicurezza, notevolmente peggiorata negli ultimi anni. Lo stesso vale anche per il maggiore orientamento dell'esercito alla gamma di minacce derivanti dai conflitti "ibridi", tanto più che questi includono anche l'attacco armato.</p><p>Secondo il Consiglio federale sia l'analisi della situazione che gli obiettivi concordano con quelli nel Rapporto sulla politica di sicurezza 2021. Anche le fondamenta della politica di sicurezza svizzera, quali ad esempio l'essenza della neutralità, la cooperazione internazionale, l'impegno a favore della democrazia, il diritto internazionale e lo Stato di diritto nonché il sistema di milizia e l'obbligo di prestare servizio, non sono messe in discussione dalla guerra in Ucraina.</p><p>È tuttavia opportuno trarre insegnamenti dall'attacco russo all'Ucraina. Basandosi sulle fondamenta della politica di sicurezza il DDPS effettuerà, in collaborazione con gli organi federali interessati, una valutazione del conflitto e presenterà al più tardi entro la fine dell'anno un rapporto separato, che si occuperà delle possibili informazioni che emergeranno dalla guerra e illustrerà in che misura si rendono necessari aggiustamenti nei singoli ambiti della politica di sicurezza per garantire la protezione e la difesa della popolazione. Il rapporto verterà in particolare sull'esercito, comprese le sue capacità, la sua prontezza all'impiego nonché le sue risorse finanziarie e di personale. Tali lavori saranno svolti rapidamente, ma con il necessario distacco, con la dovuta accortezza e oculatezza, in modo che eventuali decisioni per aggiustamenti possano essere prese su una base solida.</p><p>Il Consiglio federale risponde alle altre domande come segue:</p><p>6. Il Consiglio federale sorveglia costantemente la situazione degli approvvigionamenti e valuta la situazione generale. Ciò significa anche che si sta preparando a possibili crisi energetiche. Dal punto di vista attuale la sicurezza dell'approvvigionamento della Svizzera per l'inverno in corso è certa. Per la sicurezza della fornitura di energia elettrica il Consiglio federale predilige ricorrere alla riserva di energia idrica. Per garantire l'approvvigionamento di gas, il Consiglio federale ha creato i presupposti affinché il settore svizzero del gas possa procurarsi rapidamente capacità d'immagazzinamento aggiuntive all'estero come pure capacità di fornitura di gas e di metano liquido (LNG) come pure per terminali di metano liquido, senza dover in seguito temere conseguenze in base alla legislazione sui cartelli. A medio e lungo termine la Svizzera deve allontanarsi dalle energie fossili. Con la legge federale su un approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rinnovabili (21.047) si intende rafforzare ulteriormente la decarbonizzazione e l'elettrificazione come pure la sicurezza di approvvigionamento della Svizzera. Un contributo in tal senso è fornito anche dalla nuova legge sul CO2, attualmente in fase di consultazione.</p><p>7. A seguito dell'attacco russo, circa due milioni di persone hanno già abbandonato l'Ucraina dirigendosi verso i Paesi dello spazio Schengen. A seconda degli sviluppi, questo numero potrebbe aumentare ancora notevolmente. Il Consiglio federale si aspetta che un numero crescente di cittadini dell'Ucraina cercheranno rifugio in Svizzera. Il Consiglio federale è favorevole per i cittadini dell'Ucraina bisognosi di protezione all'applicazione dello statuto di protezione S, che consente un'accoglienza temporaneamente non burocratica, nella misura in cui anche i Cantoni e gli altri partner sostengano tale posizione. Tali consultazioni sono tuttora in corso. Successivamente il Consiglio federale deciderà in via definitiva in merito all'applicazione dello statuto di protezione S. Dopo aver assegnato lo statuto di protezione, le persone saranno alloggiate nei Cantoni.</p><p>8. Finora in Svizzera non è stato constatato alcun aumento di ciberattacchi o di altri ciberincidenti. Il Centro nazionale per la cibersicurezza (NCSC) e il Servizio delle attività informative della Confederazione seguono attentamente la cibersituazione e sono in stretto contatto tra loro.</p><p>9. Sul piano economico generale gli effetti diretti sulla Svizzera del conflitto in Ucraina dovrebbero essere limitati. La Russia e l'Ucraina sono toccate da piccole quote del commercio estero svizzero, degli investimenti diretti e dei crediti esteri del sistema bancario. Più importanti potrebbero essere gli effetti indiretti del conflitto: l'aumento dei prezzi dell'energia attenua il potere d'acquisto delle famiglie; la grande incertezza aumenta la spinta al rialzo sul franco svizzero. Le ripercussioni maggiori si dovrebbero attendere nel caso di una pronunciata recessione economica, specialmente in Europa, o nel caso di una carenza di fonti energetiche con interruzioni di produzione presso importanti partner commerciali. L'economia svizzera ha dimostrato di essere molto solida nelle recenti crisi. In particolare, gli stabilizzatori automatici (tra i quali l'assicurazione contro la disoccupazione) sono stati molto efficaci nell'attutire le fluttuazioni economiche in passato e probabilmente lo saranno di nuovo in futuro, in caso di necessità.</p><p>10. Tutto ciò dipende in modo determinante da come proseguirà e da quanto durerà il conflitto. Al momento attuale non è possibile fare alcuna previsione a lungo termine.</p>  Risposta del Consiglio federale.