<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale condivide l'opinione dell'autore della mozione secondo cui la disparità delle condizioni di vita a livello globale e l'aumento della violenza sono strettamente legati. Il Consiglio federale è d'altronde convinto che le rappresaglie e l'uso della violenza per combattere la violenza non siano strumenti sufficienti per combattere ed eliminare in maniera duratura fenomeni come il terrorismo e la violenza: appare invece viepiù evidente la necessità di una strategia improntata allo sviluppo sostenibile per prevenire efficacemente la povertà, l'emarginazione sociale e la disperazione. Solo un rafforzamento della collaborazione internazionale volta a diminuire le disparità esistenti permetterà una vera promozione della sicurezza e di condizioni di vita umane.</p><p></p><p>Già prima degli eventi che hanno segnato gli ultimi mesi la cooperazione svizzera allo sviluppo era finalizzata a contribuire al miglioramento delle condizioni di vita delle persone nei Paesi in sviluppo. È ferma intenzione del Consiglio federale continuare a rafforzare e ad ampliare la cooperazione allo sviluppo: a tal fine si intende aumentare ulteriormente l'efficacia degli sforzi congiunti a livello internazionale in materia di cooperazione allo sviluppo e estendere l'impegno finanziario. Nel suo rapporto sulla politica estera 2000 il Consiglio federale ha pertanto ribadito la sua intenzione di portare entro il 2010, tramite successivi aumenti annui, l'impegno finanziario della Confederazione nell'ambito della cooperazione allo sviluppo a una quota dello 0,4 per cento del prodotto nazionale lordo. Per raggiungere l'obiettivo, a partire dal 2003 il budget per la cooperazione allo sviluppo sarà aumentato annualmente in media di oltre il 7 per cento.</p><p></p><p>Nel 1999 le spese pubbliche della Svizzera (Confederazione, Cantoni, comuni) per la cooperazione multilaterale e bilaterale allo sviluppo ammontavano circa allo 0,35 percento del PNL, nel 2000 allo 0,34 per cento; per l'anno in corso si delinea una quota inferiore allo 0,34 per cento. La svizzera si situa così sopra la media dei Paesi dell'OCSE (2000: 0,22 %) e nella media dei Paesi dell'Unione europea (2000: 0,32 %). Un aumento corrispondente allo 0,1 per cento del PNL svizzero ogni due anni, ai sensi della mozione che chiede un aumento corrispondente a "un decimo" del PNL, corrisponderebbe a un importo supplementare annuo medio di 225 milioni di franchi.</p><p></p><p>La comunità internazionale è consapevole della necessità di rafforzare l'impegno per la riduzione delle disparità economiche e sociali. Prova ne è la Dichiarazione del millennio rilasciata nel settembre 2000 in occasione del Vertice del millennio (Millenium Summit), in cui 191 Stati, tra cui la Svizzera, in presenza di 147 capi di Governo e di Stato hanno enunciato una serie di obiettivi di sviluppo. Gli obiettivi di sviluppo del millennio (Millenium Development Goals - MDG) riassumono essenzialmente i risultati principali delle grandi conferenze dell'ONU svoltesi negli anni novanta. Tali obiettivi erano stati adottati, con la denominazione di International Development Goals, già nel 1996 dai Paesi dell'OCSE nell'ambito del Comitato di aiuto allo sviluppo (CAS): la Dichiarazione del millennio ha ora conferito a questi obiettivi validità e riconoscimento a livello mondiale.</p><p></p><p>In quest'ottica la questione del finanziamento dello sviluppo resta di grande attualità anche dal punto di vista svizzero. Il nostro Paese partecipa intensamente alla discussione su possibili soluzioni al divario tra il fabbisogno finanziario nell'ambito della cooperazione allo sviluppo e le risorse disponibili. A questo tema sarà dedicata una conferenza internazionale sul finanziamento nell'ambito dello sviluppo prevista nel 2002, conferenza ai cui preparativi la Svizzera partecipa attivamente. Si tratterà innanzitutto di definire gli sforzi necessari a livello internazionale per liberare ulteriori mezzi finanziari pubblici e privati per attività di sviluppo e per il finanziamento dei beni pubblici globali. In questo ambito riveste un'importanza particolare l'elaborazione di strategie per un coinvolgimento più efficace degli attori dell'economia privata nel finanziamento dello sviluppo e per la promozione degli investimenti diretti nonché il miglioramento dell'accesso al mercato dei prodotti provenienti dai Paesi in sviluppo. Un altro aspetto collegato alla problematica concerne le possibilità di liberare mezzi ulteriori mediante innovazioni fiscali a livello internazionale o mediante compensazioni dell'utilizzazione. Occorre però anche analizzare possibili soluzioni per aumentare l'efficacia degli sforzi di sviluppo profusi dalla comunità internazionale. In questo contesto sono al vaglio pure misure volte a ridurre gli ostacoli di natura sistemica che sussistono tuttora nell'ambito dell'architettura finanziaria internazionale e sotto forma ad esempio di ostacoli discriminatori al commercio imposti dai Paesi industrializzati o di sovvenzioni versate dagli stessi. La conferenza sul finanziamento dello sviluppo verterà anche su tematiche come il commercio e lo sdebitamento.</p><p></p><p>Considerato quanto precede il Consiglio federale non ritiene soddisfatte attualmente, né realizzabili in un futuro prossimo, le condizioni politiche necessarie per raggiungere l'obiettivo dello 0,7 per cento del PNL consigliato dall'ONU e auspicato dall'autore della mozione. È opportuno ricordare d'altronde che la Svizzera, come altri Paesi, non ha sottoscritto nessun obbligo in merito a tale obiettivo. Al nostro Paese spetta affrontare attivamente la questione del finanziamento ulteriore in questo settore e contribuire a livello internazionale agli sforzi di miglioramento sistemico.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.