<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Per motivi inerenti alla politica estera e all'economia esterna del nostro Paese è molto importante mantenere aperto l'Ufficio di collegamento svizzero a Bagdad. Questo implica tuttavia che si garantisca una protezione adeguata al nostro personale in loco. È però impossibile ricorrere ai servizi di sicurezza iracheni e le autorità statunitensi a Bagdad hanno comunicato alle rappresentanze straniere di non essere in grado di garantire la loro sicurezza. I rappresentanti americani hanno anzi esortato i Paesi interessati a provvedere essi stessi alla protezione del loro personale.</p><p>Il 27 agosto e il 19 dicembre 2003 il Consiglio federale ha quindi deciso di stanziare due crediti aggiuntivi al fine di affidare tale compito a una società privata in grado di garantire la necessaria protezione. L'impresa Meteoric Tactical Solutions (MTS) è stata scelta nel mese di febbraio del 2004 in base alle considerazioni seguenti: occorreva trovare un'impresa che si fosse già familiarizzata con le condizioni locali e disponesse delle capacità necessarie per assolvere questo mandato. La MTS annovera segnatamente tra i suoi clienti il Ministero del lavoro e degli affari sociali e il Ministero della sanità iracheni nonché la Banca mondiale; soddisfaceva pertanto i criteri richiesti.</p><p>Per quanto concerne le singole domande:</p><p>1. La società MTS è stata fondata il 31 marzo 2003. I suoi dipendenti che lavorano per la Svizzera sono tutti ex membri di organi statali, soprattutto della polizia o dell'esercito sudafricani (tra di loro vi sono anche ex membri delle unità antidroga). Anche il direttore dell'impresa, Festus Van Rooyen, ha lavorato negli ultimi anni per il Governo sudafricano; si è in particolare occupato della protezione di Nelson Mandela.</p><p>Attualmente la Corte suprema del Sudafrica sta esaminando le attività della MTS. Questo controllo è stato espressamente chiesto dalla MTS, che intende chiarire se le sue attività sono conformi al diritto sudafricano in vigore.</p><p>2. La Confederazione è in possesso della documentazione (CV) concernente i collaboratori della MTS addetti alla protezione di persone.</p><p>3. I collaboratori sono stati assunti dopo aver subito una severa selezione; sono pertanto altamente qualificati. La formazione continua e l'addestramento si svolgono in seno al gruppo e secondo i mezzi disponibili sul posto.</p><p>4. Il mandato conferito all'impresa MTS non ha carattere militare; i suoi collaboratori non possono quindi essere considerati mercenari.</p><p>Complessivamente, per garantire la sicurezza dell'Ufficio di collegamento svizzero sono impiegate sette persone. I loro compiti sono definiti chiaramente nel contratto e si limitano alla protezione di persone e oggetti. L'Ufficio di collegamento e la ditta MTS hanno inoltre convenuto che il personale della stessa lavori nel modo più discreto possibile: deve evitare qualsiasi provocazione, non può portare apertamente le armi e in caso di pericolo deve evitare lo scontro. L'osservanza di queste regole è oggetto di controlli.</p><p>Poiché la protezione delle persone non è un compito militare, nel presente caso la domanda concernente le Convenzioni di Ginevra non ha una pertinenza diretta. Grazie alla formazione acquisita in seno alle unità speciali della polizia o dell'esercito sudafricani, i collaboratori conoscono tuttavia le Convenzioni di Ginevra.</p><p>5. Di regola, la protezione delle rappresentanze diplomatiche e consolari della Svizzera all'estero è assicurata dalle autorità del Paese ospite. In casi eccezionali, questo compito può anche essere affidato a imprese di sorveglianza locali ("servizi Securitas") o a personale specializzato reclutato in loco. A parte una sola eccezione, le misure di protezione concernono unicamente gli edifici. Attualmente in Algeria è in funzione un modesto dispositivo di protezione delle persone che cesserà tuttavia il 30 giugno 2004.</p><p>6. Non vi è alcun nesso diretto tra il controllo democratico delle forze armate e l'assunzione di forze di sicurezza private destinate esclusivamente alla protezione di persone e oggetti.</p><p>Il Consiglio federale ritiene tuttavia che il rafforzamento del controllo democratico delle forze armate sia una componente importante della sua politica estera e di sicurezza, segnatamente per sostenere gli Stati in transizione nei loro sforzi di riforma e di stabilizzazione. In tale ambito si tratta essenzialmente di riformare il settore della sicurezza dello Stato fondandosi su principi democratici, civili e parlamentari. La trasparenza e la prevedibilità rivestono quindi un ruolo importante.</p><p>7. Il Centro ginevrino per il controllo democratico delle forze armate (DCAF) si occupa sin dalla sua creazione dell'incremento delle imprese di sicurezza private che esercitano attività militari. Dedica a questo tema progetti di ricerca fondamentale e collabora dal 2001 con ONG specializzate. Nell'ambito di un mandato assegnatogli dal DDPS, un gruppo di lavoro del DCAF sta studiando il ruolo e l'importanza di queste imprese in un contesto in costante evoluzione. Oltre a diversi altri aspetti, tale gruppo sta esaminando la tipologia delle società di sicurezza private e la possibilità di creare un sistema internazionale volto a regolamentarne le attività. Sinora sono stati elaborati due rapporti intermedi. Nell'estate del 2004 dovrebbe essere presentato un rapporto finale.</p><p>8. Mancano in ampia misura standard di qualità internazionali vincolanti per l'impiego di forze di sicurezza private. Il DCAF sta quindi cercando di ampliare il mandato originario del DDPS al fine di formulare proposte a livello internazionale. Un siffatto studio dovrebbe esaminare questioni concernenti il disciplinamento e la certificazione ponendo l'accento sulla definizione di norme internazionali in materia di qualità, trasparenza e responsabilità. Questi diversi elementi dovrebbero ispirarsi ai principi generali della politica estera della Svizzera, rispettare il diritto internazionale umanitario e conformarsi ai diritti dell'uomo.</p><p>9. L'impiego di forze di sicurezza private da parte di Stati, organizzazioni internazionali, organizzazioni non governative (ONG) e imprese private è un fenomeno relativamente recente e richiede un disciplinamento internazionale. Alla stregua della maggior parte degli Stati europei, la Svizzera non ha ratificato la Convenzione internazionale del 1989 contro il reclutamento, l'utilizzazione, il finanziamento e l'istruzione di mercenari (in vigore dal 20 ottobre 2001). Questa Convenzione non si applicherebbe tuttavia al presente caso, che concerne l'impiego legittimo di forze di sicurezza private volto a garantire la protezione di persone.</p><p>Sul piano internazionale non sono sinora state uniformate né la terminologia né la tipologia delle forze di sicurezza private. La Svizzera ritiene sia importante elaborare norme internazionali di qualità adeguate. Tali norme dovrebbero fondarsi sulle vigenti disposizioni del diritto internazionale pubblico, segnatamente per quanto concerne la formazione e l'impiego degli agenti di sicurezza privati.</p><p>10. I membri di formazioni di professionisti del servizio di sicurezza militare possono essere inviati all'estero per missioni di protezione di durata limitata. Se dura più di tre settimane, l'impiego deve essere approvato dall'Assemblea federale (art. 70 LM).</p><p>Da quindici mesi l'Iraq è occupato da truppe straniere. In un tale contesto l'invio di personale militare svizzero - anche se volto unicamente ad assicurare la protezione di persone e oggetti - avrebbe accresciuto il rischio di attentati contro la nostra rappresentanza. Va in particolare rilevato che l'invio di membri del servizio di sicurezza militare deve essere approvato dal Parlamento. Una siffatta procedura riveste un'importanza politica considerevole che non sarebbe sfuggita ai media stranieri. Molto probabilmente la popolazione della zona di conflitto sarebbe stata indotta a credere che anche la Svizzera avesse deciso di inviare le sue truppe in Iraq. </p><p>Benché in Iraq sia stata ripristinata una certa sovranità, la situazione in materia di sicurezza non è affatto migliorata. Il Consiglio federale non prevede quindi di inviarvi membri del servizio di sicurezza militare.</p>  Risposta del Consiglio federale.