<h2>SubmittedText<h2><text><p>L'Ufficio è incaricato di istituire le basi legali che consentano ai parlamentari che, per motivi di salute o giuridici, non possono partecipare fisicamente alle sedute del Parlamento, di prendervi parte in forma virtuale.</p></text><h2>FederalCouncilResponseText<h2><text><p>La pandemia di COVID ha posto il Parlamento dinanzi a nuove questioni e sfide, soprattutto per quanto concerne la capacità di lavorare e di funzionare dei suoi diversi organi durante le situazioni di crisi.</p><p>Nella sua risposta all'interpellanza <a href="https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20203098">20.3098</a> Fiala "Il parlamento elettronico quale possibile risposta a emergenze come il coronavirus", l'Ufficio è già entrato nel merito su alcuni degli aspetti sollevati dall'autrice della mozione. L'Ufficio aveva ad esempio indicato che, a differenza delle sedute di commissione, per le sedute plenarie delle Camere la presenza fisica dei parlamentari è indispensabile ed è disciplinata nell'articolo 159 capoverso 1 della Costituzione: "Le Camere deliberano validamente se è presente la maggioranza dei loro membri ". Per derogare alla presenza fisica sarebbe dunque necessario modificare la Costituzione federale.</p><p>A prescindere dalla legittimità di una modifica di questo tipo effettuata mediante una legge federale urgente (art. 165 Cost.) o un'ordinanza di necessità del Parlamento (art. 173 cpv. 1 lett. c Cost.) - ossia senza referendum obbligatorio del popolo e dei Cantoni - consentire ad alcuni parlamentari di partecipare a distanza alle sedute significa anche soddisfare elevate esigenze tecniche. Si tratta tra l'altro di garantire l'identità del deputato e assicurare il suo diritto di parola, di proposta, di voto e di elezione senza rischi di falsificazione. Oltre agli aspetti tecnici e a quelli procedurali, vanno anche chiarite questioni fondamentali riguardanti la protezione dei dati, le istituzioni e la democrazia (per es. principio di trasparenza e funzione di rappresentanza del Parlamento). L'Ufficio considera fondamentali tali questioni e quindi troppo importanti per poterle disciplinare mediante il diritto di necessità come chiede l'autrice della mozione.</p><p>L'Ufficio è convinto che il Parlamento debba occuparsi attentamente delle questioni riguardanti la capacità di funzionare e di lavorare delle Camere in tempo di crisi. Ritiene che questo dibattito relativo alle istituzioni e alla democrazia sia importante, soprattutto alla luce dell'esperienza ora acquisita. L'Ufficio considera tuttavia più opportuno che la richiesta contenuta nella mozione sia esaminata e discussa dalla Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale (CIP-N) nell'ambito delle deliberazioni sulle iniziative parlamentari <a href="https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20200423">20.423</a> (Iv. Pa. Brunner. Funzionamento del Parlamento in circostanze straordinarie. Introdurre possibilità di flessibilizzazione adeguate alla situazione) e <a href="https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20200425">20.425</a> (Iv. Pa. Christ. Istituzione delle basi legali per un'attività parlamentare digitale e per la partecipazione digitale all'attività parlamentare fisica), dato che la CIP-N ha già depositato un'iniziativa commissionale al riguardo (<a href="https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20200437">20.437</a> Migliorare la capacità d'intervento del Parlamento in situazioni di crisi).</p><p>L'Ufficio non crede che la soluzione proposta dall'autrice della mozione sia la più adatta a raggiungere l'obiettivo prefissato. Esso propone di respingere la presente mozione principalmente per motivi giuridici e di tecnica procedurale.</p></text>