<h2>SubmittedText<h2><p>Nel quadro della revisione della legge federale sulle misure per la salvaguardia della sicurezza interna (LMSI) chiediamo una migliore sorveglianza di ambienti privati. Già la revisione "ridotta" della LMSI deve dare al servizio delle attività informative mezzi efficaci.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Dopo pluriennali lavori preliminari il 15 giugno 2007 il Consiglio federale ha licenziato il messaggio concernente la modifica della legge federale sulle misure per la salvaguardia della sicurezza interna (LMSI II), pronunciandosi a favore di un miglioramento, limitato e sottoposto ad attenta vigilanza, della ricerca di informazioni dei servizi segreti nei settori del terrorismo, dello spionaggio politico o militare e della proliferazione. Era previsto che, in caso di sospetto fondato, quali "ultime" possibilità di esplorazione fossero consentiti la sorveglianza preventiva della corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni, l'osservazione in luoghi non liberamente accessibili, anche ricorrendo ad apparecchiature tecniche di sorveglianza, nonché l'accesso segreto a sistemi per l'elaborazione dei dati e che l'impiego di tali mezzi dovesse essere sottoposto a un doppio obbligo d'autorizzazione (esame giudiziario da parte del Tribunale amministrativo federale, verifica dal punto di vista politico da parte dei capi del DFGP e del DDPS). Tutto sommato, l'insieme degli strumenti impiegati dal servizio informazioni interno svizzero per raccogliere informazioni avrebbe dovuto avvicinarsi agli standard europei.</p><p>Il 17 dicembre 2008 il Consiglio nazionale ha deciso di non entrare in materia sul disegno di legge. Il 3 marzo 2009 il Consiglio degli Stati, in qualità di seconda Camera, ha deciso l'entrata in materia e, contemporaneamente, il rinvio dell'oggetto al Consiglio federale. Il 28 aprile 2009 il Consiglio nazionale ha approvato la decisione di rinvio al Consiglio federale.</p><p>Il 27 novembre 2009 il Consiglio federale ha discusso la questione in merito all'ulteriore procedura. In considerazione delle forti critiche emerse in Parlamento (cui fa riferimento anche l'autore della mozione), della decisione di rinvio di entrambe le Camere, ma anche della situazione dei fatti e della situazione giuridica mutate dall'approvazione del messaggio - con conseguenze dirette e indirette sul disegno di legge - il Consiglio federale si è pronunciato a favore di una procedura in due fasi. In una prima fase si terrà conto della mutata organizzazione dei servizi informazioni e saranno concretizzate le richieste delle autorità di vigilanza; saranno in particolare effettuati adeguamenti suscettibili di ampio consenso nel settore della ricerca di informazioni, consentendo al servizio informazioni di conseguire risultati in maniera rapida ed efficace.</p><p>In una seconda fase è prevista l'emanazione di una codificazione globale. Il relativo messaggio sarà licenziato entro la fine del 2012. In questo ambito saranno riesaminati i cosiddetti mezzi speciali per la ricerca di informazioni, sinora criticati in occasione dei dibattiti parlamentari, e, se necessario, nuovamente sollecitati.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.