<h2>SubmittedText<h2><p>Alla luce della portata della crisi che ha colpito l'economia mondiale e su cui la Confederazione non può influire e delle gravi ripercussioni per la Svizzera - una disoccupazione in forte aumento e un PIL negativo per il 2009 -, il Consiglio federale è incaricato di presentare al Parlamento preventivi per gli anni del Piano finanziario 2011-2013 nei quali:</p><p>1. viene aumentato in modo adeguato l'importo massimo delle uscite totali nel quadro del freno all'indebitamento ai sensi dell'articolo 15 capoverso 1 lettera a LFC;</p><p>2. si rinuncia a un nuovo piano di risanamento delle finanze federali parallelo alle misure congiunturali correnti e all'attuale progetto di verifica dei compiti.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Con il meccanismo del freno all'indebitamento le uscite massime ammesse si fondano sulle entrate rettificate dell'influsso della congiuntura. Attualmente ciò significa che il calo delle entrate a seguito della recessione non deve essere compensato da una riduzione prociclica delle uscite, ma che è consentito un deficit congiunturale dello stesso ordine di grandezza (legato a un aumento corrispondente dell'indebitamento). Il deficit di 2,4 miliardi di franchi ammesso nel Preventivo 2010 mostra chiaramente che la compatibilità del freno all'indebitamento con la congiuntura è data nonostante una forte flessione del PIL e che gli stabilizzatori automatici possono operare liberamente.</p><p>Il regime derogatorio del freno all'indebitamento permette, in caso di grave crisi, di effettuare uscite straordinarie. Misure di politica finanziaria discrezionali sono quindi ancora possibili a sostegno dell'effetto degli stabilizzatori automatici. Per le misure di stabilizzazione adottate si è tuttavia rinunciato a questa possibilità. Anche il fabbisogno finanziario straordinario a sostegno della congiuntura dovrebbe restare entro limiti ragionevoli per la politica finanziaria. Il Parlamento lo ha chiaramente ribadito approvando nella primavera del 2009 la norma complementare al freno all'indebitamento (ovvero tenendo conto dell'attuale recessione): le uscite straordinarie dovranno essere compensate nei prossimi anni. Anche il dibattito critico che si è tenuto in seno alle Camere durante la trattazione della terza tappa delle misure di stabilizzazione ha mostrato che il Parlamento attribuisce assoluta priorità al mantenimento dell'equilibrio strutturale delle finanze della Confederazione.</p><p>Il piano finanziario serve da base per l'elaborazione del preventivo. Di conseguenza quando esso viene approntato si tiene già conto delle esigenze del freno all'indebitamento. Il Piano finanziario 2011-2013, pubblicato il 19 agosto 2009, presenta deficit strutturali che oscillano tra i 2,5 e i 4 miliardi di franchi. Esso si basa però sulle stime relative alla congiuntura del mese di giugno del corrente anno. Nel frattempo si stanno intensificando i segnali di una ripresa dell'economia mondiale. Secondo l'ultima previsione del gruppo di esperti "Previsioni congiunturali" della Confederazione, riferita al 22 settembre 2009, il PIL reale nell'anno corrente dovrebbe diminuire dell'1,7 per cento (previsione di giugno: -2,7 per cento). Per il 2010 si ipotizza una crescita dello 0,4 per cento (previsione di giugno: -0,4 per cento). I calcoli basati su scenari alternativi mostrano che i deficit strutturali, ovvero la necessità di correzione, si riducono nella migliore dell'ipotesi ma ammontano comunque a 1,5 miliardi di franchi circa.</p><p>Le previsioni congiunturali più ottimistiche confermano l'ipotesi secondo cui la crisi sarà superata nel 2011. Quindi, dal 2011 il fabbisogno finanziario straordinario non si giustificherà più. Dopo aver stabilizzato l'economia negli anni 2009 e 2010, si dovrà invece procedere al consolidamento del bilancio. La rinuncia alle necessarie misure di correzione chiesta dall'autore della mozione è inutile dal punto di vista della politica congiunturale e irresponsabile da quello della politica finanziaria poiché in tal modo non si farebbe altro che rinviare al futuro i problemi. Finanze statali sane e un tasso d'indebitamento basso acquisteranno sempre più importanza a livello internazionale nell'ambito della concorrenza fra piazze economiche e di conseguenza sono decisivi per il rafforzamento dell'economia svizzera. La Svizzera si trova attualmente in una buona situazione di partenza. Il tasso d'indebitamento degli enti pubblici, che è del 40 per cento circa, è inferiore di un quinto circa rispetto ai valori del 2005. Per lo stesso periodo, i Paesi industrializzati del G20 registrano un aumento del tasso d'indebitamento di circa il 100 per cento, che è quindi circa 2,5 volte maggiore di quello della Svizzera.</p><p>L'orientamento del consolidamento alle direttive del freno all'indebitamento garantisce la continuità della politica finanziaria. Poiché durante la crisi la Confederazione ha rinunciato a eccessive misure di stabilizzazione, non saranno attuati grandi programmi di risparmio dopo la crisi. Fintanto che le finanze della Confederazione sono gestite nel quadro delle direttive del freno all'indebitamento, la Svizzera può disporre del margine di manovra politico-finanziario necessario per fronteggiare anche la prossima crisi.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.