<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Alle domande poste dall'autore dell'interpellanza, le risposte che siamo attualmente in grado di dare sono le seguenti:</p><p>1. Condividiamo l'analisi delle conseguenze della crisi della Swissair sull'evoluzione del turismo svizzero. Si tratta di una crisi che avrà l'effetto di amplificare le perdite imputabili al corso del cambio registrate durante l'estate scorsa e che farà diminuire ulteriormente una domanda già in calo in seguito agli attentati terroristici dell'11 settembre 2001. Le ripercussioni di questi avvenimenti toccano in particolare le località e le regioni la cui economia dipende dai turisti provenienti dai Paesi d'oltremare. Essi minacciano inoltre la ripresa della domanda turistica, in atto da tre anni. Ciò si ripercuoterà sulla redditività delle aziende turistiche e non farà altro che rallentare ulteriormente una modernizzazione dell'offerta che risponde comunque a una necessità urgente.</p><p>È soprattutto l'immobilizzazione della flotta della Swissair che nuoce a breve termine all'immagine della Svizzera quale Paese di destinazione per viaggi d'affari, per vacanze e per congressi. Non si deve dimenticare che il turismo svizzero ha sempre basato la propria pubblicità sulla proverbiale affidabilità e sulla leggendaria qualità delle infrastrutture nonché dei servizi offerti dalla Svizzera. Per quanto concerne il crollo delle strutture promozionali di cui disponeva il turismo svizzero grazie alla compagnia aerea Swissair, si tratta di un danno sicuramente ancora maggiore. L'organizzazione "Svizzera Turismo " ritiene che la nostra compagnia aerea nazionale abbia speso ogni anno da 50 a 60 milioni di franchi per il marketing in favore della piazza turistica elvetica. Il ritiro della Swissair dal marketing turistico nazionale colpisce soprattutto, a medio e a lungo termine, la valorizzazione e le attività di ricerca dei mercati del futuro, emergenti e in piena espansione, sui quali il turismo svizzero è presente nei Paesi d'oltremare. Su tali mercati si era instaurata una stretta collaborazione tra la Swissair e i partner turistici nazionali, regionali e locali.</p><p>2. Secondo le stime di "Svizzera Turismo", la diminuzione del numero dei turisti provenienti dai Paesi d'oltremare - che sono costretti a prendere l'aereo - dovrebbe comportare per il prossimo inverno perdite dell'ordine del 35 al 50%, vale a dire di circa un miliardo di franchi. "Svizzera Turismo", che dal profilo finanziario dipende in ampia misura dalla Confederazione, prevede di lanciare a breve termine una campagna pubblicitaria in grande stile allo scopo di compensare, sul mercato interno e sui mercati limitrofi, le perdite che occorre attendersi su quelli d'oltremare durante l'inverno 2001-2002. Destinare ulteriori forzi pubblicitari ai mercati d'oltremare non avrebbe per il momento alcuna efficacia. Bisogna attenersi al principio costante secondo cui la prestazione prevale sulla pubblicità. Si tratta pertanto di risolvere i problemi che si pongono ora all'aviazione svizzera prima di lanciare nuove campagne pubblicitarie su tali mercati. Inoltre non è certo grazie alle campagne pubblicitarie che verranno dissipati i timori suscitati attualmente dal terrorismo.</p><p>3. Ancora molto più inquietante del colpo inferto a breve termine all'immagine della Svizzera e del calo della domanda turistica è però il fatto che la perdita delle strutture promozionali sviluppate e mantenute dalla Swissair per "Svizzera Turismo" sui mercati d'oltremare sembra irreversibile. È probabile che una nuova compagnia aerea svizzera - se vedrà la luce - dovrà effettivamente ridurre i costi connessi con la vendita dell'immagine della piazza turistica svizzera, il che diminuirà inevitabilmente gli sforzi promozionali in favore del turismo del nostro Paese. Il Consiglio federale è disposto a esaminare il modo in cui sarebbe possibile, all'occorrenza, sostenere "Svizzera Turismo" accordandole mezzi supplementari destinati alla realizzazione, a breve e a medio termine, di nuove strutture promozionali durature sui mercati d'oltremare.</p>  Risposta del Consiglio federale.