B u n d e s v e rw a l t u n g s g e r i ch t T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i f f éd é r a l T r i b u n a l e am m i n i s t r a t i vo f e d e r a l e T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i v fe d e r a l Corte IV D-5320/2013 S e n t e n z a d e l 3 0 s e t t e m b r e 2 0 1 3 Composizione Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, con l'approvazione del giudice Thomas Wespi; cancelliere Gilles Fasola. Parti A._______, nato il (...), Tunisia, ricorrente, contro Ufficio federale della migrazione, Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore. Oggetto Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; decisione dell'UFM del 19 settembre 2013 / N (...). D-5320/2013 Pagina 2 Visto: la prima domanda d'asilo che il ricorrente ha presentato in Svizzera in da- ta 1° novembre 2012; il documento che l'UFM ha rimesso al ricorrente e mediante il quale lo ha reso attento circa la necessità di consegnare, entro le 48 ore successive all'inoltro della sua istanza, un documento d'identità o di viaggio, con comminatoria che, in caso di mancata consegna e in assenza di motivi scusabili, non si entra nel merito della sua domanda d'asilo; il verbale d'audizione del 13 novembre 2012 (di seguito: verbale 1); la decisione dell'UFM del 21 febbraio 2013 con cui tale Ufficio ha stralci a- to dai ruoli la prima procedura d'asilo in seguito alla scomparsa del richi e- dente; la seconda domanda d'asilo che il rich iedente ha presentato in Svizzera in data 25 luglio 2013; la decisione dell'UFM del 3 settembre 2013 con cui tale Ufficio ha ripreso la procedura d'asilo; i verbali d'audizione del 3 settembre 2013 (di seguito: verbale 2) e del 19 settembre 2013 (di seguito: verbale 3); il verbale della decisione dell'UFM del 19 settembre 2013, notificata oral- mente al ricorrente il giorno stesso (cfr. Acta B17/1); il ricorso del 20 settembre 2013 (cfr. timbro del plico raccomandato; data d'entrata: 23 settembre 2013); la copia del l'incarto dell'UFM, pervenuta via fax al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) il 23 settembre 2013; l'incarto originale dell'UFM pervenuto al Tribunale il 25 settembre 2013; i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei consid e- randi che seguono; D-5320/2013 Pagina 3 e considerato: che presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 2 della Legge sull'asilo del 26 giugno 1998, [LAsi, RS 142.31]) contro una decisione in materia d'as i- lo dell'UFM (art. 6 e 105 LAsi, art. 31-33 della Legge sul Tribunale amm i- nistrativo federale del 17 giugno 2005 [LTAF, RS 173.32]), il ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a-c e 52 del- la Legge federale sulla procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021); che in caso di ricorso contro una decisione di non entrata nel merito in cui l'UFM rifiuta di esaminare la fondatezza della domanda d'asilo (art. 32-35a LAsi), l'autorità di ricorso si limita, secondo la prassi, a es a- minare se l'autorità inferiore ha rifiutato a giusto titolo di entrare nel merito della domanda d'asilo (cfr. DTAF 2011/30 consid. 3); che contro una decisione di non entrata nel merito in materia di asilo l'o g- getto suscettibile di essere impugnato non può essere esteso alla qu e- stione della concessione dell'asilo che presuppone un esame mat eriale della domanda stessa; che, di conseguenza, la conclusione tendente alla concessione dell'asilo è inammissibile; che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, sono decisi in procedura semplificata (art. 111 a LAsi) dal giud ice unico, con l’approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la dec i- sione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi); che ai sensi dell'art. 111a cpv. 1 LAsi si rinuncia allo scambio degli scritti; che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una d o- manda d'asilo se il richiedente non consegna alle autorità alcun doc u- mento di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione della d o- manda; che secondo l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si applica se il richie- dente può rendere verosimile di non essere in grado, per motivi scusabili, di consegnare documenti di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla prese n- tazione della domanda (lett. a), se la qualità di rifugiato del ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in base all'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), oppure se l'audizione rileva che sono necessari ulteriori chiar i-D-5320/2013 Pagina 4 menti per accertare la qualità di rifugiato o l'esistenza di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. c); che sono documenti di viaggio o d'identità ai sensi di legge quelli ufficiali, segnatamente il passaporto e la carta d'identità, che permettono un'ide n- tificazione certa del richiedente l'asilo (in particolare della sua cittadina n- za) e che ne assi curano il rimpatrio senza necessità di particolari formal i- tà amministrative (DTAF 2007/7 consid. 5); che, per contro, non sono documenti validi quelli emessi per altri scopi, come la licenza di condurre, la carta professionale, il certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato di fine degli studi (ibid., consid. 6); che, nel caso concreto, il ricorrente non ha esibito sino ad oggi alcun d o- cumento che adempia i citati criteri; che interpellato sulla possibilità di consegnare un documento l'insorgente ha dapprima affermato che avrebbe contattato i propri genitori per farsi inviare la propria carta d'identità (cfr. verbale 1, pag. 5); che, tuttavia, in occasione della seconda audizione ha sostenuto che la propria carta d'identità sarebbe smarrita in Tunisia e che pertanto necessiterebbe di u l- teriore tempo (cfr. verbale 2, D6, pag. 2); che nel ricorso l'insorgente sostiene che vi sarebbero motivi scusabili ai sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi per la mancata consegna dei doc u- menti; che, tuttavia, le giustificazioni ricorsuali non sono tali da convincere il Tribunale; che, infatti, l'interessato è a conoscenza del proprio obbligo di presentare un valido documento da oltre 10 mesi; che, pertanto, le giustificazioni del richiedente sono inconsistenti e inattendibili; che, visto quanto precede, vi è ragione di concludere che il ricorrente dissimuli i suoi documenti d'iden- tità per i bisogni della causa; che il ricorrente deve quindi sopportare le conseguenze della mancata consegna dei documenti d'identità; che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli stessi, l'eccezione prevista al l'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi a favore dell'insorgente non è applicabile; D-5320/2013 Pagina 5 che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, in ba- se agli art. 3 e 7 LAsi nonché a ll'audizione, è accertata la qualità di rif u- giato del richiedente; che inoltre con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legislatore ha pure introdotto, con l'art. 32 cpv. 2 lett. a nonché cpv. 3 LAsi, una pr o- cedura sommaria nell'ambito della qu ale è statuito sull'adempimento o meno della qualità di rifugiato, nonostante la stessa termini con una dec i- sione di non entrata nel merito (DTAF 2007/8 consid. 5); che, come rettamente ritenuto dall'autorità inferiore nella querelata dec i- sione alla quale si rinvia, questo Tribunale ritiene che le allegazioni del r i- corrente siano inverosimili; che, le allegazioni del ricorrente presentano sostanziali contraddizioni ed illogicità in punti chiave del suo racconto; che, infatti, nell'audizione relati- va alla prima procedura d'asilo il ricorrente ha affermato che i propri pr o- blemi sarebbero sorti a causa della relazione che avrebbe avuto con la figlia di un p oliziotto il quale lo avrebbe poi fatto accusare ingiustamente più volte (cfr. verbale 1, pagg. 6-7); che, tuttavia, nel merito della seconda procedura d'asilo, egli ha sostenuto che i problemi sarebbero sorti con i fratelli della propria ragazza (cfr. verbale 3, D8, pagg. 3-4); che, oltretutto, l'insorgente ha dapprima dichiarato che la propria ragazza si ch iamereb- be B._______ (cfr. verbale 1, pag. 7), allorché in seguito ha sostenuto che si chiamerebbe C._______ (cfr. verbale 2, pag.7 e verbale 3, D9, pag. 3); che il ricorrente è caduto in ulteriori palesi contraddizioni per i cui dettagli, al fine di evitar e inutili ripetizioni, si rinvia ai con siderandi della decisione dell'autorità inferiore; che, di conseguenza, l'UFM ha rettamente considerato inverosimili, con riferimento all'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, le dichiarazioni rese dal ricorrente; che, pertanto, non risultano elementi ai sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi da cui dedurre la necessità d'ulteriori accertamenti ai fini della determin a- zione della qualità di rifugiato dell'insorgente medesimo; che, inoltre, non si giustificano neppure delle misure di istruzione co m- plementari ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedimento all'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente dal pun to di vista dell'ammissibilità (cfr. DTAF 2007/8 consid. 5.6.5-5.7, pp. 90 e ss. e DTAF 2009/50 consid. 5-8, pp. 725-733); D-5320/2013 Pagina 6 che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere che l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente in Tunisia possa violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della Convenzione del 28 luglio 1951 sullo statuto dei rifugiati (Conv., RS 0.142.30), l'art. 5 LAsi (divieto di respingimento) nonché l'art. 83 cpv. 3 della Legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) o esporre il ricorrente in Patria al rischio reale ed immediato di trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione del 4 novembre 1950 p er la salvaguardia dei diritti dell'u o- mo e delle libertà fondamentali (CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Co n- venzione del 10 dicembre 1984 contro la tortura ed altre pene o tratt a- menti crudeli, inumani o degradanti (Conv. tortura, RS 0.105); che, da quanto esposto, ne discende che l'UFM rettamente non è entrato nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi; che, di conseguenza, in ma teria di non entrata nel merito il ricorso, desti- tuito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la decisione impugnata va confermata; che il ricorrente non adempie le condizioni in virtù delle quali l'UFM avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera (art. 14 cpv. 1 e cpv. 2, art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 dell'Ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni procedurali dell'11 agosto 2011 [OAsi 1, RS 142.311]; DTAF 2009/50 consid. 9, p. 733); che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 LStr; che, giusta suddetta norma, l'esecuzione dell'allontanamento deve essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragion e- volmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr); che, in considerazione di quanto indicato poc'anzi, ai sensi delle norme di diritto internazionale pubblico nonché della LAsi, l'esecuzione dell'allont a- namento è ammissibile (art. 44 cpv. 2 LAsi e all'art. 83 cpv. 3 LStr); che la situazione vigente in Tunisia non è caratterizzata da guerra, guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme della popolazione nell'integralità del territorio nazionale; che, quanto alla situazione personale del ricorrente, egli è giovane, celi- be, scolarizzato e vanta diverse esperienze professionali quale (...) (cfr. verbale 2, pag. 3); che il medesimo dispone in Patria di un'ampia rete s o-D-5320/2013 Pagina 7 ciale, ritenuto che vi risiedono i genitori, quattro fratelli e numerosi altri pa- renti (cfr. verbale 2, pag. 5); che il ricorrente non ha , altresì, preteso nel gravame di soffrire di gravi problemi di salute che possano giustificare la sua ammissione provvisoria (cfr. DTAF 2009/2 consid. 9.3.2, p. 21 e relativi riferimenti) senza che da un esame d'ufficio degli atti di causa emerga la necessità di una sua pe r- manenza in Svizzera per motivi medici; che, pertanto, l'esecuzione dell'al- lontanamento del ricorrente nel suo Paese d'origine è ragionevolmente esigibile (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 cpv. 4 LStr); che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 cpv. 2 LStr); che, infatti, il ricorrente , usando della necessaria diligenza, potrà procurarsi ogni documento indispensabile al rimpatrio (cfr. DTAF 2008/34 consid. 12, pp. 513 -515); che l'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile; che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, r a- gionevolmente esigibile e possibile; che, di conseguenza, anche in mat e- ria d'allontanamento e relativa esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata; che, in virtù di quanto precedentemente enunciato, le conclusioni rico r- suali tendenti all'annullamento della decisione impugnata ed alla trasmi s- sione degli atti all'autorità inferiore per nuova decisione vanno respinte; che, avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda d'esenzione dal versamento di un antic ipo equivalente alle presunte spe- se processuali è divenuta senza oggetto; che visto l'esito della procedura le spese processuali di CHF 600.–, che seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo f e- derale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]); che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 Legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale [LTF, RS 173.110]). D-5320/2013 Pagina 8 il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 1. Nella misura in cui ammissibile, il ricorso è respinto. 2. Le spese processuali, di CHF 600.–, sono poste a carico del ricorrente. Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sentenza. 3. Questa sentenza è comunicata al ricorrente, all'UFM e all'autorità cant o- nale competente. Il giudice unico: Il cancelliere: Daniele Cattaneo Gilles Fasola Data di spedizione: