<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di proporre le basi legali necessarie per imporre un minimo di 50 per cento di vini svizzeri nell'offerta dei ritrovi pubblici del nostro Paese.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La quota di mercato dei vini svizzeri ha raggiunto il 36,6 per cento nel 2018 (più 1,6 per cento rispetto al 2017) e dal 2005 è stabile sul 35-38 per cento. Il consumo totale di vino in Svizzera è in calo da più di 25 anni, ma piuttosto unilateralmente a scapito dei vini svizzeri, come è stato il caso fino al 2005. Secondo uno studio Demoscope del 2019 "Importanza dell'origine dei prodotti agricoli", il 75 degli intervistati considera importante la provenienza del vino ma solo il 33 per cento al momento dell'acquisto privilegia sempre o la maggior parte delle volte un vino svizzero rispetto a uno estero. Uno studio M.I.S. Trend del 2017 mostra che il 53 per cento dei vini è consumato a casa, il 25 per cento presso amici e il 22 per cento nel settore Horeca (alberghi, ristoranti, catering). Il 48 per cento degli intervistati afferma di consumare soltanto o perlopiù vini svizzeri al ristorante e il 29 per cento soltanto o perlopiù vini esteri; la restante parte consuma vini sia svizzeri sia esteri.</p><p>Il Consiglio federale è del parere che ci sia un potenziale generale di incremento della quota di mercato dei vini svizzeri che può essere sfruttato meglio, anche nel settore Horeca. La commercializzazione di vini svizzeri dipende tuttavia dall'iniziativa imprenditoriale degli operatori del settore. La Confederazione sostiene a titolo sussidiario il finanziamento di misure decise dal settore vitivinicolo in materia di promozione delle vendite dei vini svizzeri. A tal fine, nel 2019 è stato fissato un importo pari a 3,2 milioni di franchi.</p><p>La misura proposta dall'autore della mozione rappresenta una restrizione della libertà economica garantita dalla Costituzione. Il Consiglio federale ritiene che non esista una base costituzionale sufficiente né un interesse pubblico preponderante per poter derogare al principio della libertà economica. La misura proposta dovrebbe, inoltre, essere conforme al diritto commerciale internazionale. </p><p>In particolare va rammentato che, conformemente al principio del trattamento nazionale sancito nell'ambito dell'OMC e degli accordi di libero scambio, la Svizzera è tenuta a non sottoporre i prodotti di una Parte contraente a un trattamento meno favorevole rispetto a prodotti simili di origine nazionale.</p><p>Inoltre, le autorizzazioni per gli esercizi dediti alla mescita sono fondamentalmente disciplinate nelle legislazioni cantonali. La prescrizione in materia di scelta dei vini per il rilascio di autorizzazioni d'esercizio andrebbe controllata e ciò comporterebbe una pesante burocrazia e notevoli costi per i Cantoni e le aziende.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.