<h2>SubmittedText<h2><p>Prego il Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>&nbsp;</p><p>1. Nei Paesi confinanti con la Svizzera l’utilizzo di carburante HVO nel trasporto individuale, nel traffico aereo, nel traffico pesante, nella navigazione, nelle macchine agricole e nei veicoli speciali (p.&nbsp;es. veicoli adibiti alla preparazione di piste di neve) contribuisce in misura notevole a ridurre la produzione di CO2. A quanto ammonta la quota in Svizzera e perché è più bassa di quella in Paesi paragonabili dell’UE?</p><p>&nbsp;</p><p>2. Perché l’«International Sustainable Carbon Certificate» (ISCC) non è riconosciuto in Svizzera?</p><p>&nbsp;</p><p>3. Quali sono le possibilità in Svizzera per rendere i carburanti HVO competitivi dal punto di vista dei prezzi?</p><p>&nbsp;</p><p>4. In Svizzera, quale sarebbe il potenziale dei carburanti HVO a un prezzo competitivo per prevenire una produzione supplementare di CO2?</p><p>&nbsp;</p><p>5. In futuro il Consiglio federale continuerà a mantenere l’autonomia nella gestione dei carburanti HVO o si adeguerà alla normativa UE? Per quale motivo?</p><p>&nbsp;</p><p>In Svizzera vi sono attualmente numerosi eventi informativi e studi approfonditi su sostanze alternative e in merito a tecnologie del futuro volte a sostituire i carburanti di origine fossile nei trasporti. Le principali opzioni in discussione sono l’idrogeno, il metanolo e l’elettrificazione di battelli e autobus, del traffico pesante e della mobilità individuale. Il biogas tende a essere trascurato e solo da poco è promosso come carburante di produzione nazionale (p. es. in Danimarca). L’orizzonte temporale delle possibili realizzazioni è spesso compreso tra il 2030 e il 2050.</p><p>&nbsp;</p><p>È sorprendente che i carburanti e i combustibili che riducono le emissioni di CO2 e sono già disponibili assumano un ruolo marginale in queste discussioni, andando quasi dimenticati. Rispetto alle sostanze fossili, infatti, detti carburanti e combustibili possono portare a riduzioni di CO2 dell’85-90&nbsp;per cento in caso di utilizzo «drop in» non problematico. Un carburante e combustibile che riduce le emissioni di CO2 ed è già concretamente disponibile è il diesel HVO. HVO è l’acronimo di «Hydrotreated Vegetable Oil», vale a dire olio vegetale idrotrattato prodotto al 100&nbsp;per cento da materiali residui quali rifiuti vegetali e grassi da lavorazione di carni e pesce. Non vengono lavorati l’olio di palma e altre sostanze commestibili per l’uomo e gli animali. Il carburante HVO può essere utilizzato in forma pura (100&nbsp;% HVO = HVO100) o in miscela, ad esempio con il 10–20&nbsp;per cento di diesel fossile (HVO90 o HVO80). Ciò significa che utilizzando, ad esempio, il diesel HVO90, le emissioni supplementari di CO2 possono essere ridotte del 90&nbsp;per cento. Inoltre, si producono molte meno sostanze inquinanti rispetto al diesel tradizionale. La qualità è buona e conforme alla norma UE&nbsp;15940 per i carburanti paraffinici.</p><p>&nbsp;</p><p>All’estero il diesel HVO è molto diffuso, sia nel traffico stradale che nel trasporto pubblico. Deutsche Bahn, ad esempio, alimenta le sue locomotive diesel solo con HVO90 e lo pubblicizza ampiamente. Nel 2023 le compagnie petrolifere NESTE (Finlandia) ed ENI (Italia) hanno prodotto circa 8&nbsp;miliardi di litri di diesel HVO in diverse raffinerie a Singapore, in Italia, nei Paesi Bassi e in Finlandia. Le quantità prodotte e i progetti corrispondenti sono in forte aumento in tutto il mondo. <span style="color:rgb(29,29,27);">In Svizzera è attualmente in costruzione il primo impianto per la produzione di HVO tramite l’idrogenazione di oli commestibili usati e di grassi animali di scarto.</span></p><p>&nbsp;</p><p>L’UE riconosce una certificazione per tali carburanti, vale a dire l’ISCC. Ciò è conforme alla «Renewable Energy Directive RED II», che prescrive che i carburanti HVO non siano prodotti da olio di palma né da sostanze commestibili per l’uomo e gli animali. L’UE ha dichiarato l’ISCC obbligatorio per il commercio di carburanti HVO all’interno dei suoi confini. &nbsp;La Svizzera, tuttavia, non riconosce tale certificato. Di conseguenza, nel nostro Paese il diesel HVO fatica ad affermarsi. Pertanto, esistono pochissime stazioni di servizio che offrono questo carburante. Nell’UE, invece, il diesel HVO è disponibile in oltre 2200&nbsp;stazioni di servizio.</p><p>&nbsp;</p>