<h2>SubmittedText<h2><p>Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Può ipotizzare in un progetto pilota l'imposizione individuale? In caso affermativo, entro quale lasso di tempo e con quali ripercussioni sul gettito fiscale?</p><p>2. Come pensa di abbattere le barriere, comprovate da diversi studi, che ostacolano le persone che conseguono il secondo reddito a partecipare maggiormente al mercato del lavoro?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Sulla base di un postulato depositato dall'ex consigliere agli Stati Hans Lauri (02.3549, "Imposizione individuale. Rapporto concernente l'introduzione dell'imposizione individuale"; disponibile in tedesco e francese), un gruppo di lavoro misto presieduto dall'Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC) aveva allestito un approfondito studio sulle ripercussioni per la Confederazione e i cantoni dell'eventuale introduzione dell'imposizione individuale. Il Consiglio federale ha preso atto del rapporto il 3 dicembre 2004 e lo ha trasmesso all'Assemblea federale. Avvalendosi di tre diversi concetti di massima, il gruppo di lavoro aveva esaminato approfonditamente le conseguenze fiscali di un eventuale passaggio all'imposizione individuale nonché le questioni legate al regime matrimoniale dei beni. La dettagliata disamina presentata in questo studio mantiene tuttora la sua validità. A giudizio del Consiglio federale non vi è pertanto alcuna necessità di realizzare un ulteriore progetto pilota sull'imposizione individuale.</p><p>Nell'ambito dell'avamprogetto di legge concernente l'imposizione dei coniugi e della famiglia, posto in consultazione nel 2012, il Consiglio federale ha inoltre nuovamente vagliato diversi modelli di imposizione dei coniugi e della famiglia, tra cui anche quello dell'imposizione individuale. Dopo aver ponderato pregi e inconvenienti dei vari possibili modelli d'imposizione, ha deciso di non prendere in considerazione il passaggio all'imposizione individuale, bensì di mantenere l'attuale sistema di imposizione congiunta. La decisione è stata motivata con il significativo aumento dell'onere amministrativo che l'introduzione dell'imposizione individuale comporterebbe sia per i contribuenti sia per le autorità di tassazione. Il passaggio, inoltre, potrebbe essere attuato soltanto se fosse introdotto in tutta la Svizzera e allo stesso momento. Dal punto di vista tecnico, un disciplinamento differenziato a livello di Confederazione e cantoni sarebbe impraticabile e problematico anche sotto il profilo della ripartizione fiscale intercantonale. Infine, il passaggio all'imposizione individuale avrebbe un considerevole impatto sul gettito fiscale. L'AFC ha calcolato che soltanto per l'imposta federale diretta occorrerebbe prevedere minori entrate per un importo compreso grossomodo tra i 2 e i 2,35 miliardi di franchi (base: gettito dovuto 2012), se i contribuenti non dovessero essere gravati da maggiori oneri rispetto allo stato attuale. Per quanto riguarda i cantoni, in assenza di un modello concretamente definito con tanto di deduzioni e tariffe le ripercussioni finanziarie sono praticamente impossibili da prevedere.</p><p>2. Lo svantaggio fiscale dei coniugi a doppio reddito rispetto ai concubini nelle stesse condizioni economiche - uno dei fattori che scoraggiano le persone che conseguono il secondo reddito a partecipare maggiormente al mercato del lavoro - deve essere al più presto eliminato. Nel citato avamprogetto il Consiglio federale aveva proposto il modello della "tariffa multipla con calcolo alternativo dell'imposta", il quale offre una via praticabile e attuabile in tempi relativamente rapidi. La misura interviene in modo molto mirato sull'eliminazione dello svantaggio fiscale dei coniugi con doppio reddito e riduce pertanto le minori entrate rispetto ad altri modelli. Il Consiglio federale conoscerà prossimamente i risultati della procedura di consultazione.</p><p>L'eliminazione della discriminazione dei coniugi e il relativo effetto deterrente riguardo all'avvio di un'attività lucrativa è rivendicata anche con un'iniziativa popolare riuscita del PPD ("Per il matrimonio e la famiglia - No agli svantaggi per le coppie sposate"). La disposizione costituzionale proposta con l'iniziativa stabilisce tra l'altro che dal punto di vista fiscale il matrimonio costituisce un'unione economica. L'adozione di questa norma presupporrebbe dunque un'imposizione congiunta dei coniugi. Pertanto, in caso di accettazione dell'iniziativa popolare il passaggio all'imposizione individuale sarebbe escluso, salvo nuova modifica della Costituzione. Nel prossimo futuro, quindi, anche il popolo sarà chiamato a pronunciarsi sull'imposizione dei coniugi.</p>  Risposta del Consiglio federale.