<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Rispondendo a diversi interventi parlamentari negli ultimi anni (interpellanza Hubmann del 7 maggio 2003, mozione Vermot-Mangold del 7 maggio 2003, mozione Leuthard dell'8 maggio 2003), il Consiglio federale si è più volte espresso in merito alla Convenzione dell'Aia del 25 ottobre 1980 sugli aspetti civili del rapimento internazionale di minori (RS 0.211.230.02). In adempimento del postulato Vermot-Mangold del 17 giugno 2004, il capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia, con decisione del 10 giugno 2005, ha istituito una commissione di esperti. Tale commissione è stata incaricata in particolare di occuparsi della questione relativa a come ottimizzare l'applicazione della Convenzione dell'Aia sul rapimento di minori conformemente al bene del bambino e di presentare un rapporto entro il novembre del 2005.</p><p>Non è quindi opportuno illustrare nuovamente il funzionamento della convenzione citata, tanto più che il Consiglio federale, nella sua risposta all'interpellanza Hubmann del 7 maggio 2003, si è già espresso in merito alla questione sollevata.</p><p>2. Il Consiglio federale non si esprime sul modo di procedere delle autorità di polizia lucernesi. Questo rientra nella sfera di competenze del Cantone di Lucerna.</p><p>3. Il Tribunale federale ha ordinato il rimpatrio del bambino in Italia. Nel rispetto dei principi della separazione dei poteri e dell'indipendenza della giustizia, il Consiglio federale non si immischia nella procedura e non commenta le decisioni del Tribunale federale.</p><p>4. Spetta di principio al tribunale chiamato a pronunciarsi sul rimpatrio chiarire le esigenze individuali del minore coinvolto e sottoporre eventualmente il suo ritorno a determinate condizioni. Né la Convenzione dell'Aia sugli aspetti civili del rapimento internazionale di minori, né il diritto svizzero sottopongono il rapido ritorno di un bambino nel proprio ambiente familiare al pagamento del vitto o dell'affitto di un'abitazione in favore del genitore che lo ha rapito.</p><p>5. Non spetta al Consiglio federale giudicare il comportamento di un padre che da vari mesi non ha più contatti con il proprio figlio. È deplorevole che conflitti tra genitori si ripercuotano sui figli e assumano una dimensione pubblica.</p>  Risposta del Consiglio federale.