<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'addetto alla difesa svizzero presta, con la sua attività come membro di una missione diplomatica all'estero, il suo contributo al processo decisionale della condotta militare e politica del nostro Paese. In quanto osservatore e relatore deve contribuire a riconoscere gli sviluppi rilevanti dal punto di vista strategico, della politica militare e della politica di sicurezza.</p><p></p><p>I criteri che stanno alla base di un occasionale nuovo raggruppamento all'interno del dispositivo degli addetti alla difesa, sono da un canto la situazione degli interessi della Svizzera, d'altro canto l'importanza della politica di sicurezza del Paese ospitante.</p><p></p><p>Il Consiglio federale si esprime come segue sulle domande dell'interrogazione ordinaria:</p><p></p><p></p><p>1. L'attività dell'addetto alla difesa a Bruxelles è stata finora assicurata mediante un accreditamento parallele con Bonn. Con il previsto trasferimento a Berlino della sede del Governo, detto accreditamento diventa più difficile.</p><p></p><p>Per di più, la "Military Community" straniera a Bruxelles è cresciuta in modo spettacolare dopo la caduta del muro di Berlino: oltre ai quartieri generali di NATO e UEO, nella capitale belga sono rappresentati anche 39 stati membri del North Atlantic Cooperation Council (NACC), nonché Finlandia, Austria, Svezia, Malta e Macedonia. Inoltre 27 stati che hanno sottoscritto il documento quadro per il Partenariato per la pace sono rappresentati a Bruxelles con ufficiali di collegamento, fra cui tutta la Comunità di Stati Indipendenti (CSI) ad eccezione del Tagikistan. Queste cifre mostrano chiaramente che Bruxelles è diventata più che mai uno dei più importanti centri di osservazione dello sviluppo in materia di politica di sicurezza d'Europa. Il Consiglio federale, tenuto conto di queste circostanze, ritiene sostenibile il fatto di inviare un addetto alla difesa in Belgio.</p><p></p><p>L'addetto alla difesa residente è accreditato in Belgio. Per i contatti con le strutture multilaterale della collaborazione in ambito di politica di sicurezza, è notificato come ufficiale di collegamento con un elenco degli obblighi separato. Non si tratta dunque di un posto NATO.</p><p></p><p></p><p>2. La questione del nuovo dispositivo degli addetti alla difesa è stata trattata il 20 agosto 1996 in seno alla Commissione della politica di sicurezza del Consiglio nazionale.</p><p></p><p></p><p>3. I collaboratori inviati a Bruxelles sono già al servizio del DMF con lo statuto di funzionario. Ulteriori costi addizionali del personale risultano dalle diverse indennità per l'attività all'estero e per l'equipaggiamento, per i quali occorre calcolare un importo di circa 120'000 franchi all'anno. Per l'infrastruttura e l'arredamento degli appartamenti di servizio e degli uffici la spesa unica che ne risulta ammonta a circa 400'000 franchi. Questa spesa è contemplata nel piano finanziario.</p><p></p><p>Il Consiglio federale constata che il DMF ha dimostrato di saper risparmiare. Ritiene che la creazione di un nuovo posto di addetto alla difesa sia giustificabile. La decisione voluta di ridurre in misura ragionevole la prontezza alla difesa del Paese, deve logicamente essere compensata da una ricerca d'informazioni più rapida e completa. Le informazioni sulla politica di sicurezza europea devono essere ricercate preferibilmente laddove si possono ottenere, ossia a Bruxelles.</p>