<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di adottare misure per ridurre, a medio termine, il tempo di lavoro. L'idea è di mettere a disposizione dei settori economici e delle aziende svariati modelli, tra cui in particolare la settimana lavorativa ridotta a 35 ore o a 4 giorni. Per i salari medio-bassi è opportuno puntare a una compensazione salariale completa. Le parti sociali devono essere coinvolte nelle fasi di sviluppo e attuazione.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il contenuto della mozione corrisponde in gran parte alle mozioni 21.4642 Funiciello e 21.4644 Prezioso del 17 dicembre 2021, che sono identiche e non sono ancora state trattate dal Parlamento. La formulazione è un po' più aperta rispetto a quella delle mozioni citate, che chiedono al Consiglio federale di adottare misure per ridurre l'orario di lavoro a un massimo di 35 ore settimanali entro 10 anni, con una compensazione salariale completa per i lavoratori con salari medio-bassi. I problemi, tuttavia, rimangono invariati.</p><p>In Svizzera l'orario di lavoro viene determinato in base a un contratto tra lavoratore e datore di lavoro oppure attraverso i contratti collettivi ed è già in regressione: secondo la statistica sul volume del lavoro dell'Ufficio federale di statistica, in Svizzera la durata normale del lavoro settimanale dei lavoratori a tempo pieno è passata da 44,1 ore nel 1991 a 41,8 ore nel 2021. Se si tiene conto anche del crescente numero di lavoratori a tempo parziale, in media la durata normale del lavoro settimanale di tutti i dipendenti è diminuita da 35,9 ore nel 1991 a 32,7 ore nel 2021. In questo lasso di tempo i salari sono cresciuti costantemente, con l'indice dei salari reali che è aumentato del 15,9 per cento tra il 1991 e il 2021.</p><p>La politica svizzera del mercato del lavoro lascia ampio spazio alle soluzioni negoziali e alle decisioni decentralizzate all'interno del quadro legislativo. I contratti collettivi di lavoro, in cui le parti sociali disciplinano in modo vincolante le condizioni salariali e lavorative, svolgono un ruolo importante. Le preoccupazioni relative alla protezione della salute possono essere debitamente affrontate con le normative vigenti sulla durata massima del lavoro e sui periodi minimi di riposo. Ciò permette di avere buone condizioni quadro per la creazione e il mantenimento dei posti di lavoro, per un alto livello salariale e produttivo, per una forte partecipazione e integrazione nel mercato del lavoro e per un elevato benessere economico.</p><p>Il Consiglio federale ritiene che le modalità con cui premiare i lavoratori per gli aumenti generali di produttività, ad esempio sotto forma di riduzione delle ore di lavoro, salari più alti o prezzi più bassi, debbano essere negoziate tra le parti contraenti. Queste ultime, infatti, sono in grado di integrare nelle decisioni i fattori rilevanti nel rispettivo contesto (situazione aziendale, settoriale ed economica). Inoltre, il diritto del lavoro oggi consente una grande flessibilità alle parti contraenti e una grande libertà per quanto riguarda l'offerta di lavoro. Una regolamentazione come quella proposta nella mozione non è quindi necessaria e potrebbe essere inutilmente restrittiva o addirittura controproducente.</p><p>Accogliere la mozione significherebbe allontanarsi dagli elementi centrali della politica svizzera del mercato del lavoro e solleverebbe questioni fondamentali di applicabilità e di efficienza economica.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.