<h2>SubmittedText<h2><p>Dopo anni di relativa tranquillità, i rapporti tra la Svizzera e l'Italia vivono una stagione di alta tensione. Con strumenti quali lo scudo fiscale, le liste nere e lo scudo cerebrale, l'Italia persegue una politica aggressiva e discriminatoria verso il nostro Paese. Le conseguenze sono gravi sul fronte economico e finanziario, incerte su quello delle risorse umane, nefaste sul clima culturale. Esse minacciano la coesione nazionale. Chiedo perciò al Consiglio federale di:</p><p>a. definire ed attuare una chiara strategia finalizzata all'appianamento di questa pericolosa tensione;</p><p>b. coinvolgere in tale strategia i governi dei cantoni confinanti con l'Italia, in particolare quello ticinese;</p><p>c. coinvolgere in questa strategia le competenti autorità dell'Unione europea, per garantire anche in Italia il rispetto delle regole comunitarie;</p><p>d. utilizzare ogni strumento che ci permetta di esercitare la pressione necessaria per difendere i nostri interessi (in particolare lo strumento del ristorno della quota-parte dei proventi fiscali prelevati sui frontalieri italiani).</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale segue attivamente l'evoluzione delle relazioni con l'Italia. L'intensità delle relazioni bilaterali, in particolare di quelle economiche, fa in modo che la situazione che si è venuta a creare in materia fiscale sia particolarmente complicata. Inoltre, le recenti dichiarazioni esternate a livello internazionale dalla parte italiana non sono state per nulla apprezzate in Svizzera. Tuttavia, il Consiglio federale ritiene importante sbloccare la situazione. In quest'ottica ha studiato una strategia per migliorare le relazioni in materia fiscale e, parallelamente, per garantire il mantenimento degli interessi bilaterali comuni in ambito di commercio, trasporti, energia ed Expo 2015 di Milano.</p><p>a. Il Consiglio federale ha deciso che bisognerà rilanciare il dialogo con l'Italia in materia fiscale al fine di ripristinare rapporti bilaterali costruttivi e un quadro ottimale per l'economia, migliorando segnatamente la sicurezza giuridica che deve discendere dall'applicazione degli impegni internazionali sottoscritti dall'Italia. La Svizzera è disposta ad avviare colloqui e a ristabilire un rapporto di fiducia. Il Consiglio federale può avvalersi del recente aggiornamento della politica in materia di assistenza amministrativa e ricorrere ai canali diplomatici per rilanciare il dialogo. Si tratta di trovare una soluzione globale sulle diverse questioni aperte in materia fiscale. I negoziati si svolgono sempre tra due parti e di conseguenza sarà possibile ottenere risultati soddisfacenti solo se gli interlocutori hanno obiettivi comuni e una volontà condivisa per volere trovare soluzioni.</p><p>b. Inoltre, come ha già fatto sistematicamente in passato, nell'attuazione della strategia il Consiglio federale coinvolgerà i governi cantonali interessati dalle questioni fiscali con l'Italia.</p><p>c. D'altro canto, il Consiglio federale proseguirà la sua strategia di collaborazione con le istanze dell'Unione europea per quanto concerne l'applicazione del diritto comunitario e degli accordi bilaterali con la Svizzera. La decisione del 14 marzo 2011 della Commissione europea di aprire una procedura su un'eventuale infrazione italiana degli impegni derivanti dagli accordi bilaterali tra l'UE e la Svizzera in materia di acquisti pubblici e la conseguente decisione del Ministero dell'economia e delle finanze italiano dell'8 aprile 2011 di abrogare la misura presa nei confronti delle imprese svizzere sono il frutto di questa strategia condotta dal Consiglio federale. Gli interventi presso la Commissione europea saranno mantenuti fino alla completa risoluzione dei problemi finanziari ed economici con l'Italia.</p><p>d. Se la parte italiana dovesse declinare l'offerta di dialogo svizzera, il Consiglio federale si interesserà nuovamente della problematica al fine di elaborare il prosieguo della strategia. Per trovare una soluzione a questa situazione insoddisfacente, il Consiglio federale sarebbe quindi disposto a esaminare tutte le misure compatibili con il diritto internazionale pubblico. Tuttavia, è fiducioso e ritiene che dovrebbe essere possibile trovare una soluzione consensuale con l'Italia.</p><p>Il Consiglio federale ritiene che i punti sollevati dall'autore della mozione vadano nel senso degli interventi già in corso con l'Italia.</p>  Il Consiglio federale propone di accogliere la mozione.