<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Motivi per il passaggio dall'analogico al digitale</p><p>Sempre più sorpassata sul piano tecnico, la diffusione analogica dei programmi televisivi è in via di sparizione. Non si tratta dunque di determinare se in futuro la diffusine per via terrestre senza filo sarà analogica o digitale, ma se occorre continuare a diffondere programmi televisivi per via terrestre senza filo. Attualmente, circa 230'000 economie domestiche con un totale di oltre un milione di apparecchi televisivi ricevono i programmi SSR in questo modo. </p><p>Il Consiglio federale sostiene chiaramente che la Svizzera necessita anche in futuro di una diffusione terrestre efficiente e conforme alle ultime innovazioni tecnologiche. Di conseguenza, il 25 giugno 2003, ha attribuito alla SSR la concessione per l'allestimento e l'esercizio di una prima rete di trasmettitori digitali (DVB-T: Digital Broadcasting - terrestrial). In Ticino i lavori si sono già conclusi. Entro il 2009 sarà in servizio una prima rete nazionale di trasmettitori.</p><p>La digitalizzazione presenta molti vantaggi: una rete di trasmettitori del tipo DVB-T ha molte più risorse di trasmissione e il suo esercizio è più economico rispetto a quello dell'attuale infrastruttura analogica. Inoltre, permette anche alle emittenti televisive private di accedere al mercato per via terrestre contribuendo a rilanciare la concorrenza tra le diverse piattaforme disponibili (satellite, cavo, DSL).</p><p>Se un giorno 20 o più programmi dovessero essere trasmessi via DVB-T, anche per i consumatori questa tecnologia potrebbe presentare un'alternativa vantaggiosa alla rete via cavo o al satellite. Le prime esperienze fatte in Germana hanno dimostrato che la rete di trasmettitori non è vantaggiosa soltanto per chi ha due o tre apparecchi, ma anche per le economie domestiche con un reddito modesto o per coloro che si accontentano di un'offerta televisiva ridotta.</p><p>A confronto con altri mezzi di trasmissione, il vantaggio del DVB-T consiste nel fatto che la ricezione non è legata a una presa o a un'antenna parabolica; in effetti, i programmi televisivi si possono captare anche mediante un televisore o un computer portatili. Infine, una rete di diffusione terrestre autonoma ha anche una funzione di sicurezza per il servizio di base, in particolare se la ricezione via satellite o via cavo dovesse essere bloccata per ragioni tecniche, giuridiche o politiche.</p><p>Il passaggio alla diffusione digitale via DVB-T è in corso in tutta Europa. In Germania già nel 2003 (a Berlino) sono state spente le prime reti terrestri analogiche; quest'anno e l'anno prossimo, è previsto l'allestimento di altre reti DVB-T nei grandi agglomerati ad esempio nel sud della Germania fino alla frontiera Svizzera (nel 2005). Entro il 2010, la Germania spera di poter rinunciare completamente alla tecnologia analogica.</p><p>Attualmente, le frequenze necessarie per il DVB-T sono disponibili soltanto in quantità limitata e non sono ancora state coordinate su scala internazionale. A tale scopo, nel maggio 2006 si terrà una conferenza regionale delle radiocomunicazioni (CEPT-RRC-06) ove singoli blocchi di frequenze saranno attribuiti a livello nazionale. La Svizzera prevede una capacità di frequenze per un massimo di 6 reti emittenti DVB-T.</p><p>Domanda 1</p><p>La concorrenza tra le emittenti televisive diffuse via cavo comincerà soltanto con l'entrata sul mercato di Swisscom; attualmente, nella maggior parte delle regioni un unico esercente ha il monopolio dell'offerta via cavo. Inizialmente, il DVB-T in quanto tecnologia terrestre senza filo costituirà soltanto un complemento alla ricezione stazionaria via cavo; tuttavia, viste le numerose possibilità di sviluppo e la prospettiva di ricevere senza filo oltre 20 canali, la televisione terrestre dovrebbe acquisire una maggiore importanza e costituire un'alternativa vantaggiosa per numerose economie domestiche. Oggi, circa il 20 percento di tutti i secondi e terzi apparecchi del Paese (cucina, camera dei bambini, casa di vacanze, campeggio, ecc.) captano i programmi per via terrestre.</p><p>Secondo l'attuale standard tecnologico la diffusione della televisione mediante il cavo telefonico è ancora limitata sia sul piano della qualità, sia della quantità. Si tratterà in primo luogo di vedere se le possibilità d'utilizzo che essa offre sono comparabili a quelle del satellite, del cavo o DVB-T.</p><p>Domanda 2</p><p>Sul piano della politica dei media, la diffusione terrestre di programmi resterà importante anche in Svizzera. È indispensabile digitalizzare le frequenze utilizzate oggi per la televisione adattandole al DVB-T. Anche in futuro la diffusione terrestre permetterà ai consumatori di accedere alle informazioni da ovunque e con semplicità (ad es. sul computer portatile). Sotto questo aspetto anche le economie dell'Altipiano svizzero potrebbero dunque approfittare dei vantaggi DVB-T.</p><p>Domanda 3</p><p>È utile sviluppare la diffusione televisiva terrestre senza filo nelle regioni di montagna e periferiche, poiché spesso in queste regioni non è redditizio estendere la rete via cavo. Di conseguenza, nel quadro della RRC 06, la Svizzera s'adopererà per ottenere una più vasta copertura DVB-T in modo da permettere di diffondere più programmi televisivi nelle regioni periferiche e di montagna, come già accade in Vallese. Limitarsi a queste zone equivarrebbe tuttavia a rinunciare al DVB-T, soluzione che per il Consiglio federale è fuori discussione. Inoltre, proprio la ricezione portatile di segnali televisivi (Laptop, secondi e terzi apparecchi, ecc.) riscontra notevole interesse anche nei grandi agglomerati.</p><p>Domanda 4</p><p>Una volta completata, la rete DVB-T non si limiterà a un canale con quattro programmi televisivi. Infatti, se le trattative di coordinamento a livello internazionale lo permetteranno, i consumatori beneficeranno di un interessante pacchetto di programmi comprendente oltre 20 canali di ottima qualità per quanto riguarda la ricezione. Le conoscenze tecniche e le esperienze acquisite finora mostrano che, se si vuole mantenere il livello odierno di qualità e portabilità della ricezione, su un canale analogico attuale si possono mandare in onda al massimo quattro programmi TV via DVB-T. </p><p>Nell'allestimento della rete DVB-T, la SSR dovrà assumere un importante ruolo di precursore, compito che rientra anche nel suo mandato di servizio pubblico. Tuttavia, il DVB-T potrà soltanto avere successo se anche le società commerciali private investiranno in altre reti DVB-T e in contenuti destinati al pubblico. Il Consiglio federale è dunque disposto a riservare almeno la metà delle capacità disponibili per imprese private.</p>  Risposta del Consiglio federale.