<h2>SubmittedText<h2><p>Dal confronto tra gli Obiettivi ambientali per l'agricoltura, che rispecchiano il diritto ambientale vigente, e la reale situazione per quanto concerne le emissioni di azoto di origine agricola emerge che anche a distanza di oltre vent'anni dall'introduzione della PER le lacune sono ancora notevoli (cfr. Rapporto del Consiglio federale in risposta al postulato Bertschy 13.4284). Benché siano stati erogati oltre 20 miliardi di pagamenti diretti, dall'introduzione della PER nel 1997 l'eccedenza di azoto di origine agricola è rimasta invariata a 110 000 tonnellate circa l'anno (cfr. Indicatori agroambientali dell'UFAG). Lo scarto rispetto all'obiettivo da conseguire per quanto riguarda le emissioni di ammoniaca si mantiene invariato dal 2004 sul 40 per cento circa (ca. 17 000 tonnellate di ammoniaca N) e viene tacitamente trascinato da una politica agricola all'altra.</p><p>L'iniziativa sull'acqua potabile chiede, tra le altre cose, che il reddito agricolo possa essere integrato con pagamenti diretti soltanto se l'effettivo di animali detenuto nell'azienda viene nutrito con il foraggio prodotto dall'azienda stessa. Ciò si tradurrebbe in una netta riduzione del carico di ammoniaca, delle emissioni di azoto nei corsi d'acqua e del carico di nitrati nelle acque sotterranee e nell'acqua potabile.</p><p>Nel progetto sulla PA 22 sottoposto a consultazione il Consiglio federale afferma, a questo proposito, che l'iniziativa popolare fa suoi obiettivi importanti che la Confederazione persegue già attraverso varie misure di politica agricola, in particolare prevede di ridurre la quantità di concimi aziendali che può essere distribuita per unità di superficie conformemente alla legge sulla protezione delle acque. Dalla risposta del Consiglio federale alla mia interpellanza 19.3075 si evince però che questa riduzione comporterebbe unicamente spostamenti di concimi aziendali senza tuttavia ridurre in modo tangibile la quantità di concimi aziendali espressa in termini assoluti né le eccessive emissioni di azoto dell'agricoltura svizzera.</p><p>Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quali misure concrete della PA 22 contribuiscono a ridurre l'eccedenza di azoto e quella di ammoniaca, pari rispettivamente a 110 000 e 17 000 tonnellate circa, riconducibili all'agricoltura svizzera?</p><p>2. Quale tra queste misure contribuisce a ridurre le emissioni di ammoniaca, il carico di azoto nelle acque superficiali e quello di nitrati nelle acque sotterranee e di quanto?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'azoto che non rimane nei prodotti agricoli sotto forma di proteine ma giunge nell'ambiente sotto forma di composti azotati reattivi può avere ripercussioni negative sugli ecosistemi: come ammoniaca (NH3) danneggia la biodiversità in ecosistemi sensibili quali boschi, paludi o prati magri, come nitrato (NO3) inquina le acque sotterranee e gli ecosistemi marini e come protossido d'azoto (N2O) concorre al riscaldamento climatico. Poiché le diverse forme reattive dell'azoto possono interagire, è importante limitare anche nel complesso l'eccedenza di questo elemento. </p><p>Alla luce dei processi biologici che intervengono nell'assorbimento dell'azoto da parte di vegetali o animali, in agricoltura è inevitabile che vi sia un'eccedenza di tale elemento. Di conseguenza, nel settore primario l'efficienza dell'azoto (output di azoto rispetto all'input di azoto) può essere aumentata solo in maniera limitata. In generale vale il principio secondo cui l'efficienza dell'azoto nella produzione vegetale è superiore a quella nella produzione animale poiché in questo comparto si registrano perdite sia nella coltivazione del foraggio sia nelle aziende detentrici di animali.</p><p>Secondo il rapporto del Consiglio federale in risposta al postulato Bertschy 13.4284, per ridurre le eccedenze di sostanze nutritive occorre migliorare l'efficienza e, laddove ciò non bastasse, ridurre l'intensità della produzione agricola. In questo contesto occorre tener conto del fatto che dall'introduzione, nel 1997, della prova che le esigenze ecologiche sono rispettate (PER), i progressi compiuti in relazione all'efficienza dell'azoto non hanno determinato un calo dell'eccedenza di tale elemento, ragion per cui sono necessarie ulteriori misure.</p><p>1. Nell'ottica degli Obiettivi ambientali per l'agricoltura, con la Politica agricola a partire dal 2022 (PA 22 più) secondo la documentazione relativa alla consultazione del 14 novembre 2018, il Consiglio federale persegue sia l'approccio dell'incremento dell'efficienza sia quello della limitazione dell'intensità. L'efficienza sarà migliorata in particolare con incentivi finanziari attraverso i contributi per i sistemi di produzione. La promozione sarà incentrata maggiormente su prestazioni e sforzi volti a ridurre le emissioni di sostanze nutritive. I contributi per i sistemi di produzione potranno essere graduati in funzione dell'efficacia. </p><p>L'intensità sarà limitata mediante una PER più forte e che terrà conto della sopportabilità degli ecosistemi. La PER dovrà quindi prevedere una sufficiente limitazione delle perdite di sostanze nutritive. Rientra nelle competenze del Consiglio federale adeguare in maniera mirata le esigenze relative al bilancio delle sostanze nutritive nella PER. Come indicato nella risposta all'interpellanza Munz 19.3075, il Consiglio federale propone altresì di ridurre il quantitativo massimo di concime da spargere per le aziende dedite all'allevamento di animali dalle attuali 3.0 a 2.5 unità di bestiame grosso-fertilizzante per ettaro. I concimi aziendali in eccesso possono essere forniti ad altre aziende le quali, a seconda della situazione, li impiegano in sostituzione di una parte dei concimi minerali utilizzati. Gli effetti di questo provvedimento sono stati illustrati nella risposta all'interpellanza Munz 19.3075.</p><p>2. Al momento non è possibile calcolare il contributo delle misure in termini di riduzione in quanto non si sa ancora come verranno impostate e applicate concretamente. </p><p>Nel messaggio sulla PA 22 più vengono stabiliti obiettivi intermedi vincolanti per ridurre le eccedenze di azoto e fosforo. Queste ultime dovranno essere ridotte perlomeno del 10 per cento entro il 2025 e del 20 per cento entro il 2030 rispetto ai valori del 2015. Vengono illustrate le misure da attuare in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi. Nella media degli anni 2014/16 l'eccedenza di azoto ammontava a circa 110 000 tonnellate di N, le emissioni di ammoniaca a circa 42 000 tonnellate di NH3-N (cfr. Rapporto agricolo 2018).</p>  Risposta del Consiglio federale.