<h2>SubmittedText<h2><p>Se può, da un Iato, essere salutato con soddisfazione, il risultato conseguito da Swisscom nel 2004 (utile netto di 1,6 miliardi di franchi) solleva, dall'altro, interrogativi di particolare rilevanza. È in primo luogo tangibile il contrasto tra il beneficio procurato agli azionisti e l'impatto molto meno lusinghiero sul personale e sulla clientela. Dal profilo occupazionale, l'azienda continua una linea di riorganizzazione che sta ulteriormente decurtando i posti di lavoro in un periodo già contraddistinto da difficoltà generali di impiego. Nemmeno gli utenti hanno poi motivi di soddisfazione; le tariffe, in particolare nella telefonia mobile, continuano a mantenersi a livelli eccessivi.</p><p>Gli interrogativi riguardano in secondo luogo anche la linea strategica dell'azienda. Continua, ad esempio, il balletto di Swisscom nel campo delle partecipazioni in società estere. Dopo avere già acquisito e poi ceduto una partecipazione in Cesky Telecom con una perdita di diverse decine di milioni di franchi, Swisscom riparte ora all'attacco di questa stessa società. Swisscom ha pure annunciato l'intenzione di riacquistare azioni, in contrasto con l'opportunità di avere una base di azionariato ampia e diversificata in sintonia con la natura di servizio pubblico dell'azienda.</p><p>Di fronte a questi interrogativi, chiedo al Consiglio federale:</p><p>1. se non ritiene che Swisscom debba perseguire una migliore armonizzazione tra gli interessi degli azionisti e la posizione sia del personale (posti di lavoro) che della clientela (tariffe); </p><p>2. come valuta l'intenzione di riacquistare azioni dal profilo della strategia di un'azienda di servizio pubblico, che ha interesse ad avere una base azionaria popolare;</p><p>3. se non reputa che il riacquisto di azioni corrisponda de facto ad una "distruzione" di capitale, che potrebbe essere impiegato in modo più costruttivo;</p><p>4. quale effetto eserciterà la prospettata riduzione di capitale sulla partecipazione e sul peso della Confederazione in seno a Swisscom;</p><p>5. se, anche alla luce dei recenti disastrosi esiti di questa politica (Debitel in primis), non ritiene che le decisioni sulle partecipazioni in società estere debbano rientrare in una più ampia strategia di lungo termine, sulla cui elaborazione venga coinvolto anche il Consiglio federale.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il mercato svizzero delle telecomunicazioni è aperto alla concorrenza dal 1998. Parallelamente all'apertura del mercato, l'ex Telecom PTT, che aveva fino ad allora operato in regime di monopolio, venne scorporata dalle PTT e trasformata in una società di diritto speciale denominata Swisscom SA, della quale, secondo la legge sull'azienda delle telecomunicazioni, la Confederazione deve detenere la maggioranza delle azioni. Nei limiti degli obiettivi strategici fissati dal Consiglio federale, Swisscom ha facoltà di definire autonomamente la propria politica imprenditoriale. L'apertura del mercato, unita ad un rapidissimo sviluppo tecnologico, ha modificato profondamente il settore delle telecomunicazioni. Swisscom ha perso circa il 40 percento della propria quota di mercato e ha dovuto adeguare le sue strutture. L'azienda è stata ed è tuttora obbligata a ridurre i costi, per compensare questa perdita di quote di mercato in un contesto di prezzi in discesa. Dall'apertura del mercato, il numero dei posti di lavoro nel settore delle telecomunicazioni è rimasto complessivamente stabile e la riduzione registrata presso Swisscom è stata compensata dall'aumento presso i nuovi operatori. L'apertura del mercato ha comportato conseguenze senz'altro positive per i consumatori. L'offerta è più ampia, le prestazioni sono migliori e molti servizi risultano notevolmente meno cari.</p><p>1. Un'impresa di successo mira a salvaguardare nel modo più equilibrato possibile gli interessi di tutti gli stakeholder (azionisti, clienti, dipendenti). Il Consiglio federale è dell'opinione che Swisscom riesca in maniera più che buona a soddisfare queste esigenze. Le risorse in eccesso vengono restituite agli azionisti sotto forma di dividendi e attraverso programmi di riacquisto delle azioni. I clienti approfittano di buoni servizi a prezzi che da anni ormai sono in continua diminuzione, e ai dipendenti sono offerti posti di lavoro interessanti a condizioni favorevoli. La riduzione del personale viene effettuata in modo socialmente sopportabile e tenendo conto degli interessi regionali. Ove sostenibile anche secondo la logica imprenditoriale, Swisscom crea anche nuovi posti di lavoro nelle regioni periferiche. A Bellinzona, Coira e Sion, per esempio, ha creato complessivamente diverse centinaia di posti di lavoro nel servizio di segnalazione guasti e nel servizio informazioni per la rete fissa e per quella mobile.</p><p>2. Da anni, il numero dei piccoli azionisti privati di Swisscom è relativamente stabile e si aggira intorno a 65 000 a 70 000 unità. Su questo numero non hanno influito negativamente i due programmi di riacquisto di azioni lanciati finora.</p><p>3. Il riacquisto di azioni non costituisce né una "distruzione" di capitale, né un modo per aumentarlo. Esso ha lo scopo di restituire i mezzi finanziari in eccedenza a coloro ai quali essi appartengono. Anche il consolidamento degli utili connesso al riacquisto di azioni è apprezzato dagli azionisti. Il riacquisto di azioni, infine, consente di ottimizzare la struttura di bilancio dell'azienda. Swisscom orienta la sua attività d'investimento alle esigenze del mercato e investe annualmente oltre 1 miliardo di franchi nelle sue infrastrutture in Svizzera. Per un impegno maggiore, l'impresa ha in parte le mani legate a causa delle condizioni quadro determinate dal regime di libera concorrenza.</p><p>4. Le disposizioni di legge obbligano la Confederazione a detenere la maggioranza delle azioni di Swisscom (50 per cento + 1 azione). Per quanto riguarda l'influenza che la Confederazione può esercitare, è irrilevante che la quota sia pari al 66,1 percento (situazione attuale) o sia inferiore.</p><p>5. Il Consiglio federale determina la direzione in cui Swisscom deve muoversi imponendo all'azienda degli obiettivi strategici. Il Consiglio di amministrazione, in quanto supremo organo direttivo dell'azienda, ha il compito di attuare gli obiettivi strategici del Consiglio federale nella strategia aziendale. Per quanto riguarda le collaborazioni e le partecipazioni, gli obiettivi strategici del Consiglio federale affermano che Swisscom può acquisire partecipazioni estere soltanto se esse offrono la possibilità di accrescere il suo valore d'impresa a lungo termine, se possono essere gestite in modo appropriato e se permettono di tener conto sufficientemente del fattore rischio. L'approvazione della strategia aziendale e delle operazioni di acquisizione di altre società è tuttavia di competenza del consiglio di amministrazione di Swisscom. Uno dei nove membri di questo consiglio di amministrazione è un rappresentante della Confederazione, che viene da esso regolarmente informata sulla strategia aziendale e sulle principali operazioni commerciali.</p>  Risposta del Consiglio federale.