<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Durante i dibattiti in merito alla legge sull'agricoltura (LAgr) non sono sorte </p><p>contestazioni sul principio secondo cui non è possibile rinunciare al </p><p>contingentamento nonostante la considerevole liberalizzazione del mercato lattiero. </p><p>In virtù della norma imperativa dell'articolo 30 della legge del 29 aprile 1998 </p><p>sull'agricoltura, questo provvedimento è stato mantenuto anche dopo il passaggio, il </p><p>1o maggio 1999, al nuovo disciplinamento del mercato lattiero. L'unica innovazione </p><p>consiste nell'introduzione del cosiddetto commercio di contingenti.</p><p>Vista la situazione favorevole che caratterizza il mercato e considerato che dall'inizio </p><p>della riforma il prezzo alla produzione è sempre stato di 2 centesimi circa superiore </p><p>al prezzo d'obiettivo, dal profilo generale il passaggio al nuovo disciplinamento del </p><p>mercato lattiero può essere considerato riuscito. I recenti sviluppi indicano che è in </p><p>atto un profondo mutamento strutturale. In seguito alla riduzione del sostegno del </p><p>prezzo del latte ci si chiede sempre più spesso se a lungo termine sia giustificato </p><p>mantenere un controllo statale dei quantitativi. Il dibattito su questo argomento è in </p><p>atto e il Consiglio federale apprezza che ampie cerchie stiano già riflettendo su uno </p><p>scenario senza contingentamento lattiero.</p><p>Il dibattito risente pure degli sviluppi sul piano internazionale. A livello di UE la </p><p>questione dell'abbandono del sistema delle quote è molto attuale. Gli addetti ai lavori </p><p>intendono esaminarla entro il 2002/03 e decidere in merito alla soppressione delle </p><p>quote tra il 2006 e il 2008.</p><p>Alla luce delle considerazioni di principio suesposte, il Consiglio federale risponde </p><p>come segue alle domande poste dall'autore dell'interpellanza.</p><p>1. L'articolo 32 LAgr sancisce che non è autorizzato il trasferimento di contingenti </p><p>dalla regione di montagna a quella di pianura. Tale divieto si è rivelato efficace. </p><p>Secondo la statistica dell'anno lattiero 1999/2000, i produttori della regione di </p><p>montagna hanno acquistato 3'560 tonnellate circa in più di quanto venduto e </p><p>affittato 2'240 tonnellate circa in più rispetto al quantitativo ceduto in affitto. 4'100 </p><p>tonnellate sono state cedute alla regione di pianura quale contropartita per </p><p>l'affidamento dell'allevamento del bestiame. Grazie al commercio dei contingenti </p><p>la regione di montagna ha ottenuto un quantitativo supplementare di 1'700 </p><p>tonnellate circa e ha inoltre potuto intensificare la ripartizione del lavoro, </p><p>incaricandosi dell'allevamento di animali di aziende ubicate nella regione di </p><p>pianura. Il Consiglio federale è consapevole che lo spostamento di contingenti </p><p>all'interno della regione di montagna determina sviluppi diversi da una regione </p><p>all'altra per quanto concerne i quantitativi, ma ritiene che per il momento non vi </p><p>sia alcuna necessità di intervenire in questo ambito.</p><p>2. Grazie soprattutto alle possibilità offerte dal commercio dei contingenti, il </p><p>provvedimento è ritenuto sufficientemente flessibile. Il Consiglio federale ritiene </p><p>pertanto che per il momento non vi sia alcuna necessità di allentare ulteriormente </p><p>le disposizioni sul contingentamento lattiero. Esso è tuttavia disposto, su </p><p>domanda dei produttori lattieri, ad aumentare il volume dei contingenti.</p><p>3. Il Consiglio federale non esclude che in futuro il contingentamento lattiero possa </p><p>venir soppresso progressivamente, in un primo tempo nella regione di montagna </p><p>e successivamente in quella di pianura. A tempo debito questo scenario dovrà </p><p>essere valutato con maggiore minuzia. Per il momento il Consiglio federale non </p><p>intende tuttavia esprimersi in modo vincolante in merito a tale aspetto.</p><p>4. I contingenti supplementari per l'acquisto di animali sono considerati un </p><p>provvedimento valido per la promozione dello smercio di bestiame proveniente </p><p>dalla regione di montagna. È indubbiamente opportuno mantenerlo fino alla </p><p>soppressione del contingentamento. Una profonda modifica che implicherebbe </p><p>nuovamente un maggiore intervento dello Stato sull'andamento del mercato </p><p>potrebbe invece dare segnali negativi. Per tale motivo il Consiglio federale è </p><p>scettico nei confronti della proposta di aumentare in misura considerevole i </p><p>contingenti supplementari.</p><p>5. Per la regione di montagna è importante poter acquisire una buona posizione sul </p><p>mercato con i prodotti che le consentono di evidenziare i suoi punti forti. Nel </p><p>settore lattiero esiste già un assortimento relativamente ampio di specialità </p><p>regionali. I provvedimenti previsti nel quadro del sostegno del prezzo del latte ne </p><p>agevolano lo smercio. Esistono inoltre misure fiancheggiatrici come ad esempio </p><p>le disposizioni concernenti la protezione delle denominazioni dei prodotti o il </p><p>sostegno finanziario alle aziende di trasformazione regionali ubicate nella regione </p><p>di montagna. Questi provvedimenti dovrebbero consentire ai singoli operatori del </p><p>mercato di evolvere nel senso auspicato. Il Consiglio federale ritiene che la </p><p>regione di montagna sia in grado di acquisire e mantenere la sua posizione nel </p><p>settore della produzione di derrate alimentari.</p>  Risposta del Consiglio federale.