<h2>SubmittedText<h2><p>Il mercato lattiero attraversa una fase difficile a livello europeo. Negli Stati dell'UE i contadini detentori di effettivi numerosi di animali hanno dovuto rinunciare alla produzione lattiera a causa dei prezzi del latte, inutilmente bassi e quindi deleteri e in Svizzera si assiste a una corsa al prezzo notevolmente più basso. Si pone di conseguenza, la questione della necessità: il prezzo del latte non può essere ridotto tanto da mettere a rischio l'esistenza delle aziende, al fine di ottenere un cosiddetto cambiamento strutturale.</p><p>Visti tali presupposti risulta assolutamente d'obbligo, per il mercato lattiero svizzero, realizzare piena trasparenza nella prassi in materia di autorizzazioni e nella gestione e nella commercializzazione dei prodotti ottenuti da quantitativi supplementari di latte. In ogni caso si presume che il formaggio fabbricato con quantitativi supplementari di latte è stato all'origine del latte di restrizione per il formaggio di varietà.</p><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Perché l'Ufficio federale dell'agricoltura (UFAG) ha reso noti i quantitativi supplementari autorizzati per ogni organizzazione di produttori e organizzazione di produttori-valorizzatore per l'anno lattiero 2007/08 e lo farà anche nel 2008/09, ma si rifiuta di comunicare per entrambi gli anni lattieri quelli per ogni addetto alla trasformazione e l'utilizzo degli stessi?</p><p>2. Il formaggio fabbricato con quantitativi supplementari di latte è stato all'origine del latte di restrizione per il formaggio di varietà?</p><p>3. Perché non può essere comunicato (eventualmente rendendolo anonimo) l'utilizzo dei quantitativi supplementari di latte, soprattutto per il formaggio (varietà di formaggio, Paesi d'esportazione, soppressione del mercato interno)?</p><p>4. Quali verifiche di mercato ha condotto l'UFAG per l'approvazione delle richieste di quantitativi supplementari?</p><p>5. L'UFAG può garantire che per ogni progetto relativo a quantitativi supplementari il latte sia stato adoperato solo per gli utilizzi autorizzati?</p><p>6. Nella procedura di autorizzazione dei quantitativi supplementari di latte l'UFAG era a conoscenza di dettagli quali il Paese di smercio, i commercianti, il nome del prodotto, eccetera?</p><p>7. Per quale motivo l'UFAG ha autorizzato quantitativi aggiuntivi fino all'inizio del 2009, se già dall'autunno 2008 non tutte le organizzazioni di produzione avevano uno smercio assicurato per tutti i loro quantitativi di base?</p><p>8. L'UFAG non considera suo dovere essere completamente trasparente nei confronti di tutti gli attori?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. L'Ufficio federale dell'agricoltura (UFAG) pubblica annualmente la statistica "Analisi dei dati sulla produzione lattiera in Svizzera". Essa appare sei mesi circa dopo la fine del rispettivo anno lattiero, vale a dire nel momento in cui sono disponibili tutti i dati necessari. Per l'anno lattiero 2008/09 (1° maggio 2008-30 aprile 2009) la pubblicazione di tale analisi, compreso un elenco dei quantitativi supplementari per ogni organizzazione, è prevista nell'autunno 2009. I quantitativi supplementari per ogni addetto alla valorizzazione non vengono pubblicati per motivi legati alla protezione dei dati.</p><p>2. Il calo del prezzo alla produzione del latte registrato a livello mondiale e lo sviluppo dei tassi di cambio hanno determinato un aumento considerevole delle differenze di prezzo dei latticini tra la Svizzera e l'estero che, unitamente alla flessione del consumo a causa della crisi economica, ha inciso notevolmente sulle possibilità d'esportazione del formaggio svizzero. La difficile situazione sui mercati d'esportazione è la causa principale delle restrizioni di produzione del formaggio di varietà. Nel settore dell'esportazione la concorrenza maggiore nei confronti dell'Emmentaler DOP è esercitata dall'Emmental prodotto nell'UE, ad esempio da quello proveniente dall'Algäu. Il formaggio ottenuto da quantitativi supplementari di latte, invece, non ha determinato restrizioni di produzione del formaggio di varietà.</p><p>3. Le notifiche nel quadro dei controlli si riferiscono ai progetti e forniscono indicazioni sulle strategie degli addetti alla valorizzazione del latte. Si tratta pertanto di dati sensibili che sottostanno alla protezione dei dati. Un'analisi dei dati dei controlli senza indicazioni sugli attori interessati, articolata secondo le categorie di prodotti, non esiste e potrebbe venir effettuata soltanto con un notevole maggior dispendio. Inoltre, nel quadro di una simile analisi non è possibile escludere che i dati delle ditte siano comunque riconoscibili.</p><p>4. Il compito di condurre le necessarie verifiche di mercato spettava all'organizzazione richiedente e all'addetto alla valorizzazione interessato. L'UFAG ha esaminato ciascuna domanda richiedendo alle organizzazioni informazioni e prove supplementari. Per valutare i progetti si è basato in particolare sulle esportazioni e sulle vendite interne attuate in passato dall'addetto alla valorizzazione. Nell'anno lattiero 2008/09 il quantitativo richiesto in un primo tempo (199 milioni di chilogrammi) ha potuto venir ridotto di circa un terzo, autorizzando quindi soltanto un quantitativo supplementare pari a 126 milioni di chilogrammi.</p><p>5. Per ogni progetto relativo a quantitativi supplementari l'UFAG attua dei controlli. Gli addetti alla valorizzazione devono notificare trimestralmente le loro esportazioni e vendite interne. Dato che l'autorizzazione è concessa per un anno lattiero, soltanto al termine dello stesso è possibile verificare definitivamente se sono state adempiute le condizioni poste a suo tempo. Per l'anno lattiero 2008/09 tale valutazione verrà conclusa verosimilmente nell'autunno 2009. Soltanto a partire da quel momento sarà possibile esprimersi in modo definitivo in merito all'utilizzo dei quantitativi supplementari. In caso di violazioni L'UFAG adotta misure amministrative giusta gli articoli 169 segg. della legge sull'agricoltura (RS 910.1).</p><p>6. Il richiedente ha dovuto fornire indicazioni dettagliate sui prodotti lattieri (p. es. nome del formaggio, varietà di formaggio) e sui quantitativi di tali prodotti che l'addetto alla valorizzazione interessato avrebbe fabbricato con il quantitativo supplementare. Per i progetti d'esportazione l'UFAG disponeva inoltre delle seguenti informazioni: Paese di smercio, esportazioni effettuate in passato dall'addetto alla valorizzazione, periodo di stagionatura e, per quanto riguarda un addetto alla valorizzazione che non effettua esportazioni, nome del commerciante. Per i progetti all'interno del Paese: vendite interne effettuate in passato dall'addetto alla valorizzazione e prova che sul mercato non era disponibile il latte necessario a tal fine con i rispettivi requisiti qualitativi (p. es. latte prodotto senza insilati, latte DOP).</p><p>7. Nell'anno lattiero 2008/09 è stato autorizzato un quantitativo supplementare inferiore di circa 70 milioni di chilogrammi rispetto all'anno lattiero precedente. A causa della nuova situazione sul mercato, da metà settembre 2008 l'UFAG ha esortato ogni organizzazione richiedente a ridurre o a ritirare, prima dell'autorizzazione, il quantitativo supplementare richiesto. A fine anno tale invito non aveva ottenuto un gran riscontro. Conformemente al consenso raggiunto con la categoria, dall'inizio del 2009 l'UFAG ha autorizzato soltanto quatro progetti relativi a quantitativi supplementari di caseifici artigianali per un volume di circa 800 000 chilogrammi di latte per l'esportazione di specialità regionali.</p><p>8. Il Consiglio federale ritiene doveroso, nel rispetto della protezione dei dati, che venga creata trasparenza per gli attori del mercato lattiero. Da giugno 2008 l'UFAG pubblica sul suo sito Internet il totale dei quantitativi supplementari autorizzati, aggiornandoli mensilmente. Ulteriori informazioni in merito ai quantitativi supplementari 2008/09 verranno fornite nell'"Analisi dei dati sulla produzione lattiera" e nel rapporto agricolo 2009 dell'UFAG.</p>  Risposta del Consiglio federale.