<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di adottare tutte le misure necessarie per limitare la distribuzione di giornali gratuiti soltanto alle cassette delle lettere degli abitanti che desiderano riceverli. A tal fine, esaminerà sia la possibilità di considerare i giornali gratuiti come pubblicità non indirizzata e quindi di autorizzarne la distribuzione solo a quegli abitanti che non hanno contrassegnato la propria cassetta delle lettere con la dicitura "Nessuna pubblicità", sia la possibilità di garantire ad ogni abitante il diritto di apporre sulla propria cassetta delle lettere una scritta che indichi di non voler ricevere giornali gratuiti.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>I giornali gratuiti sono invii non indirizzati e pertanto non appartengono ai servizi postali regolamentati dalla legislazione sulle poste. In determinate circostanze, l'invio di giornali gratuiti rientra nel campo di applicazione della legge federale contro la concorrenza sleale (LCSl; RS 241). Se ricevono giornali gratuiti non desiderati, i destinatari possono presentare un reclamo per violazione dell'articolo 2 LCSl presso la Commissione svizzera per la lealtà. Questa verifica se l'inosservanza di un adesivo comporta un metodo di pubblicità di tipo sleale e aggressivo ai sensi dell'articolo 2 LCSl. Ciò accade se la pubblicità non indirizzata viene consegnata nonostante un adesivo apposto sulla cassetta delle lettere rivendichi esplicitamente il diritto di rifiutarne il recapito.</p><p>Per valutare se un invio è considerato un giornale o un prodotto pubblicitario, la Commissione svizzera per la lealtà si basa sulla classificazione della società di ricerca per i mezzi pubblicitari WEMF e sulle direttive della Posta. Per essere considerato in quanto giornale, l'invio deve avere un contenuto editoriale di almeno il 15 per cento e non deve servire a scopi prevalentemente commerciali o a pubblicizzare prodotti o servizi. In passato, la Commissione per la lealtà ha accolto reclami in cui i criteri per un giornale non erano soddisfatti. Se, secondo la valutazione della suddetta Commissione, il giornale gratuito non è considerato pubblicità e sulla cassetta delle lettere è indicato di non voler ricevere né pubblicità né tali giornali, ciò può implicare una pratica d'affari sleale ai sensi dell'articolo 2 LCSl.</p><p>Il Consiglio federale ritiene che gli elementi figuranti nella LCSl e gli strumenti esistenti a contrastare un'eventuale violazione siano sufficienti per tutelarsi dal recapito illecito di pubblicità. Oltre a presentare un reclamo alla Commissione per la lealtà (in caso di pubblicità sleale), i destinatari possono anche ricorrere ai tribunali cantonali ordinari.</p><p>Oggigiorno la maggior parte della popolazione svizzera appone adesivi "Niente pubblicità", "Nessun giornale gratuito" o simili sulla propria cassetta delle lettere. Eventuali problemi derivanti dalle norme edilizie locali non possono essere risolti adattando la legge federale.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.