<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di rivedere integralmente il catalogo delle prestazioni rimborsate dall'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (AOMS) secondo la legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal). Il rapporto del Consiglio federale, che dovrà fornire le informazioni necessarie a una riduzione del catalogo delle prestazioni, andrà strutturato in modo da permettere di distinguere tra le seguenti categorie di prestazioni (con indicazione dei corrispondenti volumi finanziari):</p><p>- prestazioni per malattie di lieve entità;</p><p>- prestazioni "ad alto rischio" (trapianti ecc.);</p><p>- prestazioni di prevenzione;</p><p>- prestazioni che non hanno una finalità terapeutica (ad es. in caso di interruzione di gravidanza, binge drinking, terapie sostitutive in caso di tossicodipendenza, mezzi e apparecchi ecc.);</p><p>- prestazioni fornite ai frontalieri (in relazione al numero di assicurati e alla durata del rapporto assicurativo).</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Gli obiettivi della legge sull'assicurazione malattie (LAMal) sono di garantire da un lato l'accesso a cure di qualità elevata finanziate solidalmente e dall'altro la copertura dei costi delle prestazioni necessarie nel singolo caso. I principi fondamentali dell'assicurazione malattie sociale, ossia la fornitura delle cure e l'equità in materia di accesso ai trattamenti, sono così rispettati.</p><p>Ai sensi della LAMal, sono a carico dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (AOMS) soltanto le prestazioni erogate da fornitori riconosciuti e quelle che rispettano i criteri dell'efficacia, dell'appropriatezza e dell'economicità (EAE). L'efficacia deve essere comprovata secondo metodi scientifici (art. 32 cpv. 1 LAMal). Ciò significa che il catalogo delle prestazioni rimborsate dall'assicurazione malattie deve coprire la pratica medica giudicata efficace, mentre la copertura delle prestazioni supplementari rientra nel campo d'applicazione dell'assicurazione complementare privata.</p><p>Per consentire alle autorità di meglio applicare i criteri EAE nella valutazione e nella determinazione delle prestazioni e ai fornitori di prestazioni di utilizzare le limitate risorse dell'assicurazione malattie in modo più appropriato ed economico, il Consiglio federale ritiene opportuno creare un'istituzione indipendente incaricata di esaminare le questioni relative alla qualità e all'economicità delle prestazioni. A tale proposito, il Parlamento ha accolto due mozioni (la mozione della CSSS-S 10.3353, Garanzia della qualità dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie, e la mozione del gruppo liberale-radicale 10.3451, Per una vera e propria agenzia nazionale di valutazione della tecnologia sanitaria). Nel quadro della mozione 10.3451, il Consiglio federale si è dichiarato disposto a definire, in una prima fase, i metodi di lavoro, l'organo responsabile e il fabbisogno finanziario, e in seguito a elaborare una proposta di attuazione.</p><p>La legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA), che regge anche la LAMal, definisce il termine malattia (art. 3), ma non prevede una categorizzazione delle infermità secondo il tipo, la causa o la gravità, considerato che il tipo e la gravità (o la non gravità) sono spesso noti soltanto dopo una diagnosi medica. Quale motivo per una riduzione o un rifiuto di prestazioni, la LPGA prevede soltanto la provocazione intenzionale dell'evento assicurato (art. 21 LPGA).</p><p>Nella risposta del 26 agosto 2009 alla mozione Schwaller 09.3717, "LAMal. Riesaminare il catalogo delle prestazioni", il Consiglio federale ha ricordato che il problema dell'estensione delle prestazioni mediche e dell'aumento dei loro costi non può essere risolto con la verifica e la designazione di tutte le singole prestazioni, bensì con una promozione delle prestazioni mirate e appropriate nel singolo caso. In questo contesto, ha richiamato l'attenzione sul miglioramento dei sistemi di incentivi, con conferimento della corresponsabilità economica ai fornitori di prestazioni. Simili sistemi, già decisi e in fase di realizzazione nel settore stazionario, sono in preparazione anche nel settore ambulatoriale nel quadro del progetto sul "managed care". Il Consiglio nazionale ha in seguito respinto la mozione.</p><p>Una limitazione delle prestazioni fornite ai frontalieri non è possibile in virtù del diritto europeo in materia di coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale. Ai sensi dell'articolo 20 del regolamento (CEE) n. 1408/71 e in virtù dell'accordo sulla libera circolazione delle persone, gli assicurati hanno diritto alle stesse prestazioni dei residenti del Paese in cui sono attivi.</p><p>Il Consiglio federale condivide l'idea di gestire meglio l'aumento del volume delle prestazioni fornite e di creare incentivi volti a favorire un ricorso economico e appropriato alle prestazioni; una limitazione generale del catalogo delle prestazioni non è tuttavia un'opzione, dato che l'aumento dei costi non è dovuto al catalogo stesso, bensì all'incremento del volume delle prestazioni e al fatto che il ricorso a esse non sempre è appropriato. Nel quadro dell'attuazione delle succitate mozioni devono pertanto essere create le possibilità per rafforzare il principio della qualità e dell'efficacia delle prestazioni.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.