<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale sottopone al Parlamento un disegno di legge per l'attuazione di un programma unico unilaterale e vincolante destinato a tutte le banche con attività di gestione patrimoniale transfrontaliera. In questo programma, le banche interessate vengono obbligate dalla FINMA a invitare i propri clienti stranieri a rendere pubblici i loro patrimoni prima della ratificazione della convenzione dell'OCSE sulla reciproca assistenza amministrativa in materia fiscale. Questa possibilità è data una sola volta.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nella sua seduta del 14 giugno 2013 il Consiglio federale ha preso atto del rapporto del gruppo di esperti indipendente, diretto dal professore Aymo Brunetti, per l'ulteriore sviluppo della strategia in materia di mercati finanziari e ha illustrato nel contempo l'ulteriore modo di procedere. Sebbene si sia dichiarato disposto a partecipare attivamente, in seno all'OCSE, allo sviluppo di uno standard globale per lo scambio automatico di informazioni inteso a garantire la conformità sotto il profilo fiscale dei clienti esteri di gestori patrimoniali, il governo ha tuttavia richiesto che, prima dell'introduzione dello scambio automatico di informazioni, sia disponibile una soluzione accettabile con i singoli Stati partner sulla problematica della regolarizzazione del passato per gli attuali averi non dichiarati e venga garantito o migliorato l'accesso al mercato per gli istituti finanziari svizzeri.</p><p>La soluzione proposta dall'autore della mozione riguardante la problematica del passato prevede per contro un obbligo unilaterale di pubblicazione quale base per uno scambio futuro di informazioni. Per la Svizzera questa soluzione è tuttavia svantaggiosa, in quanto pregiudica la possibilità di presentare controrichieste agli Stati stranieri. Inoltre, non si tiene nemmeno conto del fatto che numerosi Stati non hanno programmi di regolarizzazione e, per la sottrazione d'imposta, prevedono sanzioni elevate nonché pene privative della libertà.</p><p>Il Consiglio federale riconosce la necessità di una soluzione per il passato. Esso ritiene tuttavia che, per tenere conto delle peculiarità delle rispettive situazioni nello Stato partner, la soluzione unilaterale proposta nella mozione non sia adeguata. Sarebbe inoltre prematuro stabilire già oggi un determinato modo di procedere.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.