<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Riassunto</p><p></p><p>Fondandosi sull'attuale struttura delle importazioni svizzere, il Consiglio federale non si aspetta, nel caso di un'adesione all'UE, un aumento dell'onere doganale globale. Le entrate supplementari che possono derivare dai dazi più elevati percepiti dall'UE su numerosi prodotti industriali verrebbero controbilanciati da una riduzione dell'onere doganale della stessa proporzione. Va inoltre sottolineato che le differenze in materia di onere doganale fra la Svizzera e l'UE si assottiglieranno con lo smantellamento dei dazi nel quadro multilaterale dell'OMC. Inoltre, l'adesione della Svizzera all'UE, e dunque al mercato unico, determinerebbe la soppressione dei costi amministrativi connessi alle procedure di sdoganamento, consentendo importanti risparmi alle nostre imprese e ai consumatori.</p><p></p><p>Elementi di raffronto</p><p></p><p>A causa della natura molto disparata delle importazioni e del sistema tariffale vigente in Svizzera e nell'UE nonché del fatto che la Svizzera applica quasi esclusivamente dazi sul peso, mentre l'UE soprattutto dazi sul valore, i dazi doganali svizzeri possono essere raffrontati solo in modo approssimativo. Il raffronto è inoltre reso più difficile dal fatto che la Svizzera e l'UE non hanno concluso accordi di libero scambio con gli stessi Paesi e non concedono le stesse preferenze tariffali generali ai Paesi in sviluppo. Inoltre, sia la Svizzera che l'UE applicano misure alla frontiera che gravano, limitano o impediscono praticamente le importazioni, ma che non possono essere quantificate in termini di entrate doganali. Fra queste si annoverano i vari metodi di disciplinamento dei contingenti doganali della Svizzera e dell'UE in ambito agricolo, nonché i contingenti tessili e le misure antidumping dell'UE.</p><p></p><p>Raffronto degli oneri doganali</p><p></p><p>Le importazioni provenienti dall'UE (1997: 85 mia di franchi in totale) hanno generato, nel 1997, entrate doganali per un importo di 730 milioni di franchi, di cui 575 milioni riguardavano prodotti agricoli (capitolo 1 a 24 della tariffa doganale). I restanti 155 milioni provenivano dalle importazioni di prodotti industriali (capitolo 25 a 97; importazioni dall'UE nel 1997 per un valore di 79 mia di franchi), sebbene tra la Svizzera e l'UE viga un accordo di libero scambio. Queste entrate si spiegano in gran parte con il debole livello dell'onere doganale: gli importatori rinunciano a presentare un certificato di origine a causa dei costi amministrativi ivi connessi e preferiscono privarsi dell'esenzione prevista dall'accordo di libero scambio pagando il dazio normale. Questi oneri sparirebbero se la Svizzera aderisse all'UE e facesse parte del mercato unico.</p><p></p><p>Se la Svizzera aderisse all'UE, i prodotti industriali importati dai Paesi che non appartengono all'UE (1997: 23 mia di franchi) verrebbero assoggettati al regime dell'UE in materia di commercio estero. Per le merci provenienti da Paesi non aderenti all'UE ai quali la Svizzera accorda un trattamento preferenziale (AELS, Europa centrale e orientale, Turchia, Israele, Paesi in sviluppo), l'onere doganale resterebbe sostanzialmente invariato, poiché anche l'UE riconosce a questi Paesi un trattamento preferenziale (in molti casi le preferenze dell'UE vanno oltre quelle svizzere; in alcuni casi succede però il contrario).</p><p></p><p>Per quanto concerne i prodotti industriali da Paesi che non beneficiano di un trattamento preferenziale da parte della Svizzera (1997: 14'101 mio di franchi in totale) - p. es. USA, Giappone, Federazione russa, Taiwan, Canada - il loro onere doganale medio calcolato in funzione dei flussi commerciali aumenterebbe dall'1,3 al 3,2 per cento (questi valori medi rispecchiano la situazione del 1995, in quanto per l'UE non sono disponibili dati più recenti; valore relativo all'UE fornito dal segretariato dell'OMC). Nell'ipotesi che non si verificasse alcun mutamento nella struttura delle importazioni, si dovrebbe prevedere un onere supplementare di ca. 270 mio di franchi per queste importazioni.</p><p></p><p>Il Consiglio federale stima che nel settore della chimica - intendendo con ciò i prodotti chimici di base e le materie prime chimiche (senza i prodotti finiti o i semilavorati) - l'onere supplementare sarebbe inferiore a quello indicato nell'interrogazione ordinaria: la Svizzera ha importato nel 1997 da Paesi che non beneficiano di alcuna preferenza tariffale prodotti organici e inorganici (capitoli 28 e 29 della tariffa doganale) per un importo di 32 risp. 796 mio di franchi praticamente in esenzione doganale. Se fosse stata membro dell'UE, la Svizzera avrebbe dovuto applicare nel 1995 per queste importazioni aliquote doganali del 3,7 risp. dell'2,7 per cento invece dello 0,5 e 0,2 per cento (tassi medi calcolati in funzione dei flussi commerciali dell'UE e della Svizzera per questi due capitoli nel 1995; valori relativi all'UE forniti dal segretariato dell'OMC), ciò che corrisponde a un onere supplementare di soli 19 mio di franchi. Per quanto riguarda i prodotti farmaceutici, tutte le importazioni, sia in Svizzera che nell'UE, sono esenti da dazi doganali dalla metà del 1995, in virtù dell'accordo settoriale OMC sui prodotti farmaceutici, negoziati nell'ambito dell'Uruguay Round.</p><p></p><p>Conclusioni</p><p></p><p>Queste considerazioni mostrano che un'adesione all'UE non comporterebbe un aumento dell'onere doganale globale. Inoltre va sottolineato che le differenze esistenti in materia di oneri doganali diminuiscono man mano che si procede verso la liberalizzazione in seno all'OMC.</p><p></p><p>Occorre inoltre rammentare che l'onere doganale non è che uno degli aspetti dei costi connessi con il passaggio della frontiera. I costi amministrativi legati allo sdoganamento (stesura dei moduli doganali, ottenimento dei certificati d'origine, ecc. ) sono oggi - dove l'onere doganale medio è generalmente molto basso per i prodotti industriali - più importanti dell'onere doganale diretto. Secondo uno studio pubblicato dall'UE, i costi cagionati dal traffico merci transfrontaliero sono stati ridotti di due terzi con la creazione del mercato interno dell'UE. Secondo questo studio, i risparmi ammontano allo 0,7% del valore totale del commercio all'interno della Comunità. Per quanto riguarda le importazioni svizzere dall'UE (1997: circa 85 mia di franchi), i costi amministrativi sono stimati attorno ai 600 mio di franchi. Nel caso di un'adesione della Svizzera all'UE questi costi verrebbero in gran parte soppressi, ciò che avvantaggerebbe le nostre imprese e i nostri consumatori.</p>  Risposta del Consiglio federale.