<h2>SubmittedText<h2><p>Si invita il Consiglio federale a presentare un rapporto che illustri il carattere vincolante ed esecutivo, sul piano giuridico, dell'obbligo di versamento supplementare ai sensi dell'articolo 80 della legge sull'energia nucleare (LENu; RS 732.1) per gli azionisti delle società Kernkraftwerk Gösgen-Däniken AG (KKG AG) e Kernkraftwerk Leibstadt AG (KKL AG).</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>I diritti e i doveri determinanti in materia di garanzia per i costi di disattivazione e smaltimento per gli impianti nucleari sono stabiliti dalla legge del 21 marzo 2003 sull'energia nucleare (LENu; RS 732.1) nonché dall'ordinanza del 7 dicembre 2007 sul Fondo di disattivazione e sul Fondo di smaltimento per gli impianti nucleari (OFDS; RS 732.17). Secondo l'articolo 31 capoverso 1 LENu, chi produce scorie radioattive (gli esercenti degli impianti nucleari) è tenuto a smaltirle a proprie spese e in modo sicuro. I costi di smaltimento che insorgono durante l'esercizio delle centrali nucleari devono essere pagati dagli esercenti in modo continuato. I costi per la disattivazione delle centrali nucleari, nonché i costi per lo smaltimento delle scorie radioattive che insorgono dopo la loro disattivazione, sono coperti invece da due fondi indipendenti: il Fondo di disattivazione e il Fondo di smaltimento per gli impianti nucleari. Entrambi sono alimentati con contributi versati dagli esercenti. Alla scadenza ordinaria di cinque anni, questi contributi sono soggetti a nuova tassazione sulla base dello studio sui costi o, in via straordinaria, a una tassazione intermedia secondo l'articolo 9 OFDS.</p><p>La LENu prevede una regolamentazione specifica per i costi non coperti nell'ambito della disattivazione e dello smaltimento. La regolamentazione a cascata della responsabilità civile definita negli articoli 79 e 80 prevede che gli esercenti debbano sostenere per intero i propri costi; inoltre sussiste un obbligo di effettuare versamenti supplementari, analogo a un obbligo di solidarietà, in relazione ai costi a carico degli altri esercenti. Se questa assunzione di oneri non è sostenibile sotto il profilo economico, l'Assemblea federale decide se e in che misura la Confederazione partecipa ai costi non coperti.</p><p>Le centrali di Gösgen e di Leibstadt sono organizzate come centrali partner e sono proprietarie delle società istituite appositamente per l'esercizio, ovvero la Kernkraftwerk Gösgen-Däniken AG (KKG AG) e la Kernkraftwerk Leibstadt AG (KKL AG). Queste società anonime possiedono diversi azionisti (partner). Le centrali partner si caratterizzano per il fatto che gli azionisti riprendono l'energia prodotta e in contropartita rimborsano i costi annui.</p><p>Qualora la KKG AG o la KKL AG dovesse essere tenuta a effettuare versamenti supplementari per i costi sostenuti da un altro esercente e non fosse in grado di sostenere i relativi oneri, si pone la domanda se gli azionionisti debbano sostenere tali oneri come costi annui sulla base dei contratti di partenariato. Anche se l'assunzione di tali oneri fosse possibile sulla base dei contratti di partenariato di diritto privato, a livello giuridico la Confederazione non la potrebbe imporre agli azionisti, in quanto non è parte contrattuale.</p><p>L'introduzione nella LENu di una regolamentazione applicabile concernente l'assunzione degli oneri da parte degli azionisti equivarrebbe a un regresso su questi ultimi. Nel rapporto del Consiglio federale del 21 gennaio 2015 in adempimento del postulato Vischer Daniel 11.3356, "Centrali nucleari. Responsabilità civile dello Stato", nonché nel parere del Consiglio federale relativo alla mozione Fetz 13.4185, "Centrali nucleari. Estensione agli azionisti dell'obbligo di effettuare versamenti", è stata trattata la possibilità di introdurre nella legge il regresso sugli azionisti. In ultima analisi l'introduzione del regresso è stata considerata problematica dal punto di vista costituzionale e non praticabile. Nel tempo tale valutazione è rimasta immutata.</p><p>Tuttavia, nel quadro degli adeguamenti della OFDS, il Consiglio federale dispone di altre misure, conformi alla Costituzione e alla legge, atte a garantire il finanziamento, in ampia misura e in tempi rapidi, dei costi di disattivazione e smaltimento. A questo scopo nel 2015 il governo ha introdotto in particolare un supplemento di sicurezza del 30 per cento sui costi calcolati. In base allo studio sui costi 2016, si dovrà verificare se l'attuale modello di calcolo dei contributi annui ai Fondi debba essere nuovamente adeguato.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.