<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La questione della riforma fiscale in campo ecologico negli ultimi tempi ha guadagnato importanza dal punto di vista politico. Oltre a diverse iniziative popolari, in Parlamento sono pure pendenti interventi, che tra l'altro chiedono una procedura più rapida per la riforma fiscale in campo ecologico. Pure le discussioni svoltesi finora in pubblico lasciano supporre che ci sia unanimità di vedute sul fatto che il sistema fiscale potrebbe contribuire a risolvere i problemi di politica ambientale. Sul concetto di base di una riforma fiscale in campo ecologico tuttavia non vi è ancora alcun consenso. In particolare sulla questione dell'utilizzazione dei mezzi finanziari derivanti dalla tassa ecologica esistono concetti diversi e in parte completamente contradditori.</p><p></p><p>Come stabilito nell'interpellanza, il Consiglio federale nell'ambito della strategia " sviluppo sostenibile in Svizzera " ha deciso di esaminare fino a che punto si possano creare impulsi positivi per promuovere l'occupazione e per raggiungere gli obiettivi di politica ambientale. Nel suo rapporto illustrerà i possibili spostamenti dell'onere dal fattore lavoro al fattore energia e le possibilità di un consumo delle risorse non rinnovabili rispettoso dell'ambiente. Inoltre, dovrebbero essere descritte le conseguenze a carattere politico-economico, sociale ed energetico, tenendo pure conto degli sviluppi internazionali.</p><p></p><p>Ad punto 1: </p><p></p><p>Il Consiglio federale vuole accelerare i lavori per una riforma fiscale ecologica. Già nel corso di quest'anno dovrebbero iniziare i primi lavori di base. Ciò permetterebbe di mettere in consultazione nel 1999 un progetto della riforma fiscale ecologica. Il messaggio a sostegno di questo importante aspetto politico-fiscale dovrebbe essere sottoposto al Parlamento nel 2001. In questo ambito, i lavori dovrebbero essere coordinati con le chiarificazioni comunque necessarie all'allestimento del nuovo ordinamento finanziario che deve essere affrontato in modo tempestivo.</p><p></p><p>Nell'ottica odierna, il Consiglio federale deve emettere grandi riserve riguardo a due principi concernenti la riforma espressi nell'interpellanza, vale a dire la neutralità del gettito e della quota fiscale e lo sgravio del fattore di produzione del lavoro ai sensi di una diminuzione di percentuali di salario. In considerazione delle preoccupanti prospettive che si delineano, in particolare per le assicurazioni sociali questa richiesta rappresenta un'eccessiva limitazione per i lavori futuri. E' sicuro che le opere sociali a causa dell'evoluzione demografica necessiteranno in futuro di maggiori fondi. Anche se con misure mirate sulle prestazioni l'evoluzione dei costi può essere arginata, nei prossimi decenni si dovrà coprire un notevole fabbisogno dell'ordine di parecchi punti percentuali dell'imposta sul valore aggiunto. Per la Confederazione l'energia è un importante substrato fiscale. Oltre all'IVA, l'imposizione dell'energia è una delle poche possibilità strategiche della Confederazione di finanziare gli oneri aggiuntivi.</p><p></p><p>Al punto 2: </p><p></p><p>Il Consiglio federale è d'accordo con l'interpellante che l'imposizione dell'energia dovrebbe costituire un elemento centrale di una riforma fiscale in campo ecologico. A favore di ciò, oltre ad argomenti di politica energetica e ambientale, vi sono soprattutto motivi di politica finanziaria e fiscale. L'energia è notoriamente un ricco substrato fiscale non unicamente a breve e a medio termine, ma con determinate limitazioni pure a lungo termine. </p><p></p><p>Nel confronto internazionale, la struttura fiscale della Svizzera denota, malgrado un onere fiscale complessivo tuttora relativamente modesto, un'elevata quota di imposte dirette e di contributi all'assicurazione sociale. Dal profilo economico e nell'interesse della piazza finanziaria Svizzera, la migliore alternativa è pertanto un finanziamento mediante le imposte di consumo piuttosto che un ulteriore aumento degli oneri complementari sul salario. Considerati i già citati grandi problemi di finanziamento per le assicurazioni sociali, l'utilizzazione dei mezzi derivanti da un'imposta sull'energia per ridurre percentuali di salario non può essere prioritaria. Nel quadro dei lavori per la riforma fiscale ecologica e del finanziamento delle assicurazioni sociali, il Consiglio federale chiarirà in quale misura gli oneri supplementari previsti per le assicurazioni sociali potrebbero e dovrebbero venir coperti da un'imposizione dell'energia o da altre forme di finanziamento.</p><p></p><p>Al punto 3</p><p></p><p>Nelle sue considerazioni il Consiglio federale presterà particolare attenzione alle conseguenze dell'imposta sull'energia sulla competitività sia dal punto di vista dell'economia nazionale che estera. Dal relativo rincaro dell'energia e dall' accresciuta efficienza energetica che ne dovrebbe derivare, si potrebbero benissimo verificare effetti positivi per la piazza economica e del lavoro svizzera. Un tempestivo adeguamento delle strutture a sistemi di produzione che risparmiano energia può conferire alla nostra economia maggiore competitività nei confronti della concorrenza estera. Il Consiglio federale esaminerà in che misura devono essere accordati all'economia termini transitori per il processo di adeguamento. Inoltre, esaminerà dettagliatamente se e per quali settori orientati all'esportazione e che necessitano di molta energia sono necessarie regolamentazioni speciali.</p>  Risposta del Consiglio federale.