B u n d e s v e rw a l t u n g s g e r i ch t T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i f f éd é r a l T r i b u n a l e am m i n i s t r a t i vo f e d e r a l e T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i v fe d e r a l Corte IV D-4839/2021 S e n t e n z a d e l 1 2 l u g l i o 2 0 2 2 Composizione Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio), Barbara Balmelli, Jeannine Scherrer-Bänziger, cancelliera Alissa Vallenari. Parti A._______, nato il (…), Afghanistan, rappresentato dalla signora Giuseppina Santoro, SOS Ticino Protezione giuridica della Regione Ticino e Svizzera centrale - Caritas Svizzera, (…), ricorrente, contro Segreteria di Stato della migrazione (SEM), Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore. Oggetto Asilo (non entrata nel merito / paese terzo sicuro [Grecia]) ed allontanamento; decisione della SEM del 25 ottobre 2021 / N (…). D-4839/2021 Pagina 2 Fatti: A. L’interessato, ha depositato una domanda d ’asilo in Svizzera il (…) lu- glio 2021 (cfr. atto SEM n. [{…}]-3/2). B. Dalle investigazioni intraprese dalla SEM, in particolare dalla consultazione della banca dati europea «EURODAC», è risultato che il richiedente aveva depositato una domanda d’asilo in Grecia il (…), ottenendone la protezione internazionale sussidiaria il (…) (cfr. n. 9/1 e 10/1). C. Il (…) agosto 2021 si è tenuto con l ’interessato un verbale di rilevamento dei suoi dati personali (cfr. n. 14/9), nel contesto del quale egli ha segnata- mente depositato la fotocopia della sua taskara, nonché asserito di essere entrato quale primo Paese europeo, in Grecia il (…) (cfr. n. 14/9, p.to 4.01 seg., pag. 4 seg. e p.to 5.02, pag. 5). Il (…) agosto 2021 la SEM ha svolto un colloquio Dublino con l’interessato (cfr. n. 17/3), il quale ha affermato di aver ricevuto una decisione positiva in Grecia che gli concede lo statuto di rifugiato e che avrebbe ricevuto un titolo di viaggio ed un documento d’iden- tità, malgrado fosse stato costretto a presentare una domanda d ’asilo nel succitato Paese il (…). Questionato in merito al suo stato di salute, egli ha in particolare lamentato problemi ad una gamba che sarebbe invalida e dolori testicolari. Durante il medesimo colloquio, l’interessato ha presentato copia della sua taskara con la traduzione in inglese (cfr. n. 12, mezzi di prova n. 1 e n. 2), nonché un foglio rilasciatogli dalle autorità greche (cfr. n. 19/1), che riguarderebbe secondo le sue dichiarazioni una visita medica prevista il (…) in Grecia, ma durante la quale non sarebbe stato visitato poiché l’avrebbero cacciato dall’ospedale allorché si sarebbe ivi presentato per l’appuntamento. Ha inoltre depositato diciotto fotografie (cfr. n. 20/18) riguardanti la situazione nei campi dove avrebbe vissuto in Grecia (fotogra- fie da 1 a 6), nonché il suo luogo di lavoro (fotografie da 7 a 18). In merito a quest’ultimo ha specificato di essere stato assunto quale (…) da una per- sona (…), per la quale avrebbe lavorato 8 -9 ore al giorno, con una remu- nerazione di (…) al giorno. D. L’11 agosto 2021, l’autorità inferiore ha quindi concesso al richiedente il di- ritto di essere sentito circa l’intenzione di non entrare nel merito della sua domanda d ’asilo ai sensi dell ’art. 31a cpv. 1 lett. a della legge sull ’asilo (RS 142.31) con allontanamento verso la Grecia (cfr. n. 21/1). D-4839/2021 Pagina 3 E. Il medesimo giorno, la SEM ha presentato alle competenti autorità el leni- che una richiesta di riammissione del richiedente (cfr. n. 24/2 e 25/1) in applicazione della Direttiva 2008/115/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 dicembre 2008 recante norme e procedure comuni appli- cabili negli Stati membri al rimpatrio di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare (GU L 348/98 del 24.12.2008; di seguito: direttiva ritorno) e dell’Accordo bilaterale di riammissione tra la Grecia e la Svizzera per le persone a beneficio di una protezione internazionale (Accordo tra il Consi- glio federale svizzero e il Governo della Repubblica ellenica concernente la riammissione di persone in situazione irregolare del 28 agosto 2006 [RS 0.142.113.729]). Il 13 agosto 2021, la Grecia ha accettato la riammis- sione, precisando che all’interessato è stato concesso lo statuto di rifugiato il (…) e che è titolare di un permesso di soggiorno valido dal (…) fino al (…) (cfr. n. 26/1). F. Con scritto del 16 agosto 2021 (cfr. n. 28/2) l’interessato, per il tramite della sua rappresentante legale, ha innanzitutto censurato le difficili condizioni di accoglienza cui avrebbe dovuto far fronte nel Paese ellenico, nonché ribadito le problematiche mediche di cui egli soffrirebbe. A causa di queste ultime, egli ha inoltre asserito di essere stato vitt ima più volte in Grecia di aggressioni da parte di terze persone, contro le quali le autorità elleniche non lo avrebbero aiutato. Altresì, una volta ottenuta la protezione interna- zionale, non avrebbe più ricevuto alcun tipo di supporto né indicazione da parte delle autorità greche per la ricerca di un alloggio e di un lavoro. In Grecia egli non avrebbe per di più alcuna rete familiare o sociale che po- trebbe supportarlo e non conoscerebbe alcuna associazione caritatevole né sarebbe mai venuto in contatto con un gruppo umanitario nel detto Paese. La protezione giuridica, sulla scorta di alcuni rapporti, di una sen- tenza della Corte europea dei diritti dell’uomo (di seguito: CorteEDU) e di una lettera alla Commissione europea che sei Stati europei, tra i quali l a Svizzera, avrebbero indirizzato, ha quindi disquisito sulle criticità in essere nel contesto greco, in particolare ponendo l’accento sull’impossibilità, per i beneficiari di protezione internazionale, di ottenere un adeguato sostegno medico, assistenziale e di accesso al mercato di lavoro e ad un alloggio. Sulla scorta di tali elementi, e considerato che l ’interessato non avrebbe ottenuto l’accesso alle cure mediche a lui necessitanti in Grecia – proble- matiche mediche di cui soffrirebbe che sarebbero tutt’ora in corso d’esame in Svizzera – l’interessato ha ritenuto che tale situazione si produr rebbe nuovamente in caso di rinvio dell ’insorgente in Grecia. Ha quindi chiesto D-4839/2021 Pagina 4 alla SEM di esaminare la sua domanda d’asilo in Svizzera e conseguente- mente di voler rinunciare alla non entrata nel merito della medesima. G. Dopo una prima visita medica intervenuta il (…) (cfr. n. 22/2), l’insorgente è stato sottoposto a diversi ulteriori consulti medici, che hanno posto le diagnosi di: poliomielite nell’infanzia con esiti (atrofia) arto inferiore sinistro, paresi arto inferiore sinistro, piede cavo equino; gonalgia mediale in esiti di poliomielite – per i quali il richiedente è stato sottoposto ad un ciclo di tre infiltrazioni – cefalea tipo tensivo; algia testicolare funzionale con sospetto di varicocele bilaterale (cfr. n. 29/1, 32/2, 33/2, 34/2, 35/2, 36/2, 37/2 e 39/2). Egli è inoltre stato visitato per una problematica dentale , nel frat- tempo risoltasi (cfr. n. 30/3 e 31/2). Il (…) preposto, ha confermato su ri- chiesta alla SEM il (…), che non vi fossero ulteriori appuntamenti medici previsti in futuro per l’interessato (cfr. n. 40/1 e 41/1). H. Il 25 ottobre 2021 il richiedente ha inoltrato il parere (cfr. n. 44/4) circa il progetto di decisione della SEM del 22 ottobre 2021 (cfr. n. 43/10). Sulla scorta di citazioni di ulteriori rapporti e prese di posizione di terze parti e di organizzazioni non governative nazionali ed internazionali, egli ha nuova- mente evidenziato il carattere inammissibile ed inesigibile dell’esecuzione del suo allontanamento in Grecia, in particolare dovute alle patologie di cui lui è affetto, nonché alle condizioni di soggiorno nel predetto Paese al quale egli si sarebbe veduto confrontato. Segnatamente, eg li ha allegato di es- sersi ritrovato a dover lavorare quale (…) – producendo in tale contesto a supporto una fotografia – in quanto a causa della sua malattia nessuno lo avrebbe voluto assumere. Una sua riammissione in Grecia, alle attuali cir- costanze, apparirebbe inoltre poco compatibile con la Convenzione sui di- ritti delle persone con disabilità del 13 dicembre 2006 (RS 0.109), in parti- colare con i suoi art. 3, 4, 14 e 16. Considerata quindi la vulnerabilità dell’in- teressato, la grave ipotrofia ed il deficit neurologico da poliomielite, a cui si aggiungerebbero altre problematiche di salute che sarebbero ancora in parte rimaste non acclarate, nonché per una questione di salute pubblica, ha proposto alla SEM non soltanto di rivalutare la domanda d’asilo presen- tata, ma altresì di richiedere un rapporto medico dettagliato (cosiddetto F4). I. Con decisione del 25 ottobre 2021, notificata il giorno seguente (cfr. n. 46/1), la SEM non è entrata nel merito della domanda d ’asilo ai sensi D-4839/2021 Pagina 5 dell’art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi ed ha pronunciato l ’allontanamento del ri- chiedente dalla Svizzera verso la Grecia, ordinandone contestualmente l’esecuzione. Nella predetta decisione, la SEM si è innanzitutto confrontata con il sum- menzionato parere dell’interessato, concludendo, al contrario di quanto al- legato in quest ’ultimo, come lo stato di salute sarebbe stato accertato in modo completo, la problematica di cui egli soffrirebbe sarebbe già insorta nell’infanzia ed oggettivamente non parrebbe aver avuto una rilevanza de- terminante nell’ambito del suo soggiorno in Grecia, atteso come egli avrebbe espresso un disagio legato alla sua invalidità, soltanto in relazione alle aggressioni perpetrate da terze persone. Altresì, al di là delle sue af- fermazioni e delle fotografie da lui presentate, le quali non potrebbero es- sere considerate quali mezzi di prova, non esisterebbe alcun elemento concreto che possa far ritenere come i suoi diritti sarebbero stati lesi da parte delle autorità elleniche violando le disposizioni internazionali alle quali sarebbero legate. Quo allo stato di salute dell’insorgente, accertato in modo completo, lo stesso non renderebbe inammissibile l ’esecuzione del suo allontanamento in Grecia. Ciò in quanto non sarebbe di una gravità tale da rappresentare un ostacolo alla stessa, e si potrebbe partire dall’as- sunto che l’infrastruttura ivi presente sia sufficiente per la presa in carico dei trattamenti e delle terapie a lui necessarie. Agli atti, al di là delle sue affermazioni, non risultano peraltro indizi oggettivi e concr eti attestanti la negazione, da parte delle autorità elleniche, dei trattamenti sanitari a lui necessitanti. Neppure risulterebbe dalle insorgenze di causa né che lui si sia rivolto alle autorità greche per rivendicare i suoi diritti fondamentali, né tanto meno che vi sia stata una violazione da parte delle stesse, essendo fra l’altro possibile partire dall’assunto che la Grecia rispetti i suoi obblighi derivanti dal diritto internazionale ed europeo. Peraltro nel predetto Paese esisterebbero degli organismi caritatevoli al quale in caso di necessità egli potrà indirizzarsi. Il suo allontanamento, non sarebbe quindi contrario in particolare all’art. 4 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea (GU C 364/1 del 18.12.2000, di seguito: CartaUE) , all ’art. 3 CEDU (RS 0.101) o all’art. 3 della Convenzione del 10 dicembre 1984 contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti (Conv. tor- tura, RS 0.105). In un passo successivo, l’autorità inferiore ha ritenuto che né le diffi cili condizioni di esistenza in Grecia né tanto meno il suo stato valetudinario, siano un motivo d’inesigibilità dell’esecuzione dell’allontana- mento verso il territorio greco. Segnatamente, le fotografie da lui conse- gnate avrebbero uno scarso valore probatorio poiché non contestualizzabili temporalmente e geograficamente; e comunque non esisterebbero indica-D-4839/2021 Pagina 6 zioni che egli, in caso di rinvio, verrebbe esposto ad un’emergenza esisten- ziale. Competerebbe poi a lui rivendicare i diritti che gli spettano nel pre- detto Paese, anche ricorrendo ai vari mezzi di ricorso disponibili in caso di violazione. Per quanto attiene le aggressioni che egli avrebbe subito in Grecia da parte di terze persone, il fatto allegato di non aver ricevuto alcun sostegno in merito dalle aut orità elleniche, in mancanza di qualsivoglia mezzo di prova, rappresenterebbe una mera asserzione di parte. Inoltre, in caso di bisogno, egli potrebbe indirizzarsi alle autorità elleniche, che di- sporrebbero di un’autorità di polizia e di un sistema giudiziario funzionanti, che sarebbero in grado di offrirgli una protezione adeguata contro violenze ad opera di terzi. Infine, la SEM ritiene l’esecuzione del suo allontanamento pure come possibile sia dal profilo tecnico che da quello pratico. J. A seguito di una segnalazione il 29 ottobre 2021 da parte dell ’infermeria del Centro federale nel quale è alloggiato l ’interessato (cfr. atto SEM n. 48/1), quest’ultimo è stato visitato in medesima data dal medico, che ha posto quale diagnosi aggiuntiva, una sindrome depressiva, impostando un trattamento farmacologico e chiesto di organizzare un consulto presso il (…) (di seguito: […]) di B._______ (cfr. n. 49/2). K. Per il tramite del suo ricorso del 3 novembre 2021 (cfr. risultanze proces- suali), l’interessato è insort o dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) contro la summenzionata decisione della SEM ed ha concluso all ’annullamento della decisione impugnata ed alla restitu- zione degli atti alla SEM per un esame in Svizzera della domanda d’asilo. Egli ha altresì presentato istanza di assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal versamento delle spese processuali e del relativo anti- cipo. Nel suo memoriale ricorsuale il ricorrente, dopo aver esposto e precisato l’istoriato procedurale, si duole di una possibile violazione dell’art. 3 CEDU in caso di trasferimento in Grecia. L’insorgente rileva difatti come, a diffe- renza di quanto sostenuto dalla SEM, vi sarebbero delle evidenze agli atti circa il fatto che egli non avrebbe avuto acces so alle cure mediche a lui necessarie, nonché non gli sarebbe stata offerta alcuna misura di sostegno per la sua invalidità. A tal proposito, sottolinea nuovamente come sarebbe stato costretto ad accettare un’occupazione lavorativa quale (…), malgrado l’esigua paga e la poca compatibilità con il suo stato di salute, in quanto a causa della sua disabilità nessuno lo avrebbe voluto assumere. In propo- sito all’infezione da poliomielite di cui sarebbe stato affetto nell’infanzia e D-4839/2021 Pagina 7 che gli avrebbe causato le problematiche all ’arto inferiore sinistro di cui soffrirebbe ancora, cita, tra l ’altro, alcuni estratti del rapporto dell ’(…) del (…), nonché ha allegato , a dimostrazione che l a stessa problematica di salute sia una problema mond iale di salute pubblica, un estratto dell ’arti- colo dell’(…) presentato quale mezzo di prova con il ricorso ed intitolato: “(…)” del (…) (rubricato dal ricorrente quale doc. 3). L’interessato rileva inoltre come le difficoltà di accesso all’occupazione, all’assistenza sociale e sanitaria, come pure all’istruzione o all’alloggio, alle quali le persone di- sabili verrebbero confrontate in Grecia, sarebbero confermat e da diversi rapporti di organismi non governativi internazionali. Proseguendo nell’ana- lisi, citando numerose fonti di organizzazioni non governative come pure la lettera inviata alla Commissione europea il 1 ° giugno 2021 da sei governi europei, tra i quali la Svizzera, nonché di giurisprudenza della Corte di giu- stizia dell’Unione europea (di seguito: CGUE), il ricorrente ritiene che le condizioni di vita e di accoglienza in Grecia non siano conformi alla CEDU, in particolare all ’art. 3 CEDU, a causa delle carenze strutturali ed inade- guatezze delle stesse – in particolare dal profilo dell ’alloggio e delle cure mediche – ai quali i migranti, ed anche i beneficiari di protezione interna- zionale, sarebbero confrontati in tale Paese. Solleva inoltre che nella sua valutazione la SEM non avrebbe considerato che le direttive europee e gli impegni internazionali assunti dalla Grecia ai quali l’autorità inferiore si ri- chiamerebbe formalmente, non verrebbero come già dimostrato rispettat i da parte delle autorità elleniche. Il numero, la qualità, la concordanza di tali rapporti, studi e prese di posizione sulla situa zione di beneficiari di prote- zione internazionale, sarebbero a mente del ricorrente tali da permettere di confutare che per questi ultimi la Grecia possa ancora essere ritenuto un Paese terzo sicuro. Ciò, a maggior ragione se si consideri che nel caso specifico egli avrebbe fornito molti e concordanti elementi che evidenzie- rebbero come la sua vita, integrità fisica e liber tà siano state messe a ri- schio dalle autorità elleniche. Riguardo poi alle fotografie prodotte dall ’in- sorgente in corso di procedura di prima istanza, quest’ultimo contesta che non abbiano alcun valore probatorio come verrebbe ritenuto nella deci- sione impugnata. Difatti, le stesse sarebbero la conferma visiva di quanto da lui allegato rispet to agli alloggi dove si trovava . Deprivare le stes se di valore probatorio, senza considerare il complesso delle circostanze del caso di specie e degli altri mezzi di prova che avrebbe prodotto, limiterebbe senza ragione il suo diritto di difesa, rendendogli pertanto impossibile la prova dei fatti addotti. In un passo successivo, il ricorrente evidenzia come una sua riammissione in Grecia, alle attuali circostanze, sarebbe incompa- tibile con la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità, in partico- lare con riferimento agli art. 3, 4, 14 e 16. La Grecia avrebbe peraltro già D-4839/2021 Pagina 8 violato in modo crasso tali disposizioni, essendo che l ’insorgente si sa- rebbe ritrovato senza cure mediche, senza misure di sostegno ed assi- stenza materiale nonché a dover lavorare in una situazione di ev idente sfruttamento, apparendo inoltre violati in tali circostanze pure gli art. 17, 19 e 26 della su ccitata Convenzione. Sulla scorta poi della segnalazione al Cantone del (…), la rappresentante legale dell’insorgente sottolinea come l’emersione della diagnosi di sindrome depressiva – che non era stata pre- cedentemente riscontrata nel ricorrente – aggraverebbe ulteriormente il quadro clinico, già fortemente delicato, di quest ’ultimo. Grazie ai predetti elementi, l’interessato ritiene quindi che nell ’evenienza di un suo rinvio in Grecia, egli andrebbe incontro con certezza a condizioni di vita degradanti ed inumane, già sperimentate nel corso del suo soggiorno greco, ed espo- sto a condizioni esistenziali di marginalizzazione, sfruttamento, senza cure e senza misure di accompagnamento adeguate – data anche la sua pre- caria condizione di salute e d ’invalidità – che risulterebbero contrarie all’art. 3 CEDU. L. Con scritto del 3 dicembre 2021 il ricorrente ha trasmesso in allegato al Tribunale l’F2 del (…) (assunto nel frattempo anche agli atti della SEM: n. 53/2), riconfermandosi per il resto essenzialmente nelle motivazioni e conclusioni già esposte nel suo ricorso. Dal breve referto medico, si de- sume che, alle diagnosi già sopra evinte (cfr. lett. G), si è aggiunto un di- sturbo depressivo ricorrente, episodio di media gravità in atto, con prescri- zione di una terapia farmacologica a base di Mirtazapin 30 mg, Relaxane ed in riserva, in caso d ’insonnia, di Temesta 1 mg. Si segnala inoltre nel medesimo rapporto medico che il ricorrente ha accettato una presa in ca- rico psicologica e che verrà contattato per un colloquio a breve. Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti verranno ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l’esito della vertenza. Diritto: 1. Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). Fatta eccezione per le decisioni previste all ’art. 32 LTAF, il Tribunale, in virtù dell’art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell’art. 5 PA rese dalle autorità menzionate all’art. 33 LTAF. La SEM rientra tra dette autorità (art. 105 LAsi) e l’atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell’art. 5 PA. D-4839/2021 Pagina 9 Il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all ’autorità inferiore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un interesse de- gno di protezione all’annullamento o alla modificazione della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a–c PA). Pertanto è legittimato ad aggravarsi contro di essa. I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 3 LAsi), alla forma e al contenuto dell’atto di ricorso (art. 52 cpv. 1 PA) sono soddisfatti. Occorre pertanto entrare nel merito del gravame. 2. Con ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d’asilo, la vio- lazione del diritto federale e l ’accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi; cfr. DTAF 2014/26 consid. 5) e, in m ateria di diritto degli stranieri, pure l ’inadeguatezza ai sensi dell’art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 consid. 5). Il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2). Altresì, si rileva che il Tribunale, adito con un ricorso contro una decisione di non entrata nel merito di una domanda d ’asilo, si limita ad esaminare la fondatezza di una tale decisione (cfr. DTAF 2012/4 consid. 2.2; 2009/54 consid. 1.3.3; 2007/8 consid. 5). 3. Di regola, il Tribunale giudica nella composizione di tre giudici (art. 21 cpv. 1 LTAF). In applicazione dell’art. 111a cpv. 1 LAsi, anche in questi casi il Tribunale può rinunciare allo scambio di scritti, come è il caso nella pre- sente disamina. 4. 4.1 Giusta l’art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi, di norma non si entra nel merito della domanda di asilo se il richiedente può ritornare in uno Stato terzo sicuro secondo l’art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi nel quale aveva soggiornato preceden- temente. Si tratta di Paesi nei quali il Consiglio federale ritiene vi sia un effettivo rispetto del principio di «non-refoulement» ai sensi dell’art. 5 cpv. 1 LAsi. Si presuppone inoltre che tale Stato abbia garantito la riammissione del richiedente nei confronti delle autorità svizzere preposte all’asilo. Senza garanzia, l’allontanamento verso lo Stato terzo, non può infatti essere ese- guito e dunque è inutile (cfr. FF 2002 6087, 6125). D-4839/2021 Pagina 10 Il Consiglio federale ha effettiv amente inserito, il 14 dicembre 2007, la Grecia, come anche altri Paesi dell ’Unione europea (UE) e dell ’Associa- zione europea di libero scambio (AELS), nel novero degli Stati terzi sicuri ai sensi dell’art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi, per i quali esiste una presunzione di rispetto del principio di non respingimento (art. 5 cpv. 1 LAsi). 4.2 Nella fattispecie, dagli atti risulta che al ricorrente è stato riconosciuto lo statuto di rifugiato in Grecia il (…) e che egli è beneficiario di un per- messo di soggiorno valido sino al (…) (cfr. n. 9/1 e 26/1). Altresì, la Grecia, il 13 agosto 2021, ha dichiarato di accettare la riammissione dell ’insor- gente sul proprio territorio (cfr. n. 26/1). Circostanze che sono fra l ’altro pure state confermate dall’interessato nell’ambito del suo colloquio Dublino (cfr. n. 17/3). Egli non ha inoltre né allegato né è stato in misura di fornire elementi concreti atti a ritenere che la Grecia rischierebbe di allontanarlo verso il suo Paese d ’origine contravvenendo pertanto al principio di non respingimento. 4.3 Di conseguenza, le condizioni dell ’art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi risultano incontestabilmente soddisfatte ed è a giusto titolo che la SEM non è entrata nel merito della domanda d’asilo. 5. Se respinge la domanda d’asilo o non entra nel merito, la SEM pronuncia, di norma, l ’allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l ’esecuzione; tiene però conto del principio dell’unità della famiglia. L’insorgente non adempie le condizioni in virtù delle quali l’autorità inferiore avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l’allontanamento dalla Svizzera (art. 14 cpv. 1 e 2 ed art. 44 LAsi nonché art. 32 dell’ordinanza 1 sull’asilo relativa a questioni procedurali dell ’11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]; DTAF 2013/37 consid. 4.4; 2009/50 consid. 9). Pertanto, lo scrivente Tribunale è tenuto a confermare la pronuncia dell’al- lontanamento. 6. 6.1 L’esecuzione dell ’allontanamento è regolamentata, per rinvio dell’art. 44 LAsi, dall’art. 83 della legge federale sugli stranieri e la loro in- tegrazione del 16 dicembre 2005 ( LStrI, RS 142.20). Giusta suddetta norma, l ’esecuzione dell ’allontanamento deve essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStrI), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStrI) e ragionevolmente esigibile D-4839/2021 Pagina 11 (art. 83 cpv. 4 LStrI). In caso di non adempimento d ’una di queste condi- zioni, la SEM dispone l’ammissione provvisoria (art. 83 cpv. 1 e 7 LStrI). 6.2 Secondo prassi costante del Tribunale, circa l ’apprezzamento degli ostacoli all’allontanamento, vale lo stesso apprezzamento della prova con- sacrato al riconoscimento della qualità di rifugiato, ovvero il ricorrente deve provare o per lo meno rendere verosimile l ’esistenza di un ostacolo all’al- lontanamento (cfr. DTAF 2011/24 consid. 10.2 e relativo riferimento). 7. 7.1 A norma dell’art. 83 cpv. 3 LStrI, l’esecuzione dell’allontanamento non è ammissibile quando comporta una violazione degli impegni di diritto in- ternazionale pubblico della Svizzera. Detta norma non si esaurisce nella massima del divieto di respingimento. Anche altri impegni di diritto interna- zionale possono risultare ostativi all’esecuzione del rimpatrio, in particolare l’art. 3 CEDU o l’art. 3 Conv. tortura. La CorteEDU ha più volte ribadito che la sola possibilità di subire dei maltrattamenti dovuti a una situazione di insicurezza generale o di violenza generalizzata nel Paese di destinazione non è sufficiente per ritenere una violazione dell’art. 3 CEDU. Spetta infatti all’interessato provare o rendere verosimile l ’esistenza di seri motivi che permettano di ritenere che egli correrà un reale rischio (“real risk”) di essere sottoposto, nel Paese verso il quale sarà allontanato, a trattamenti contrari a detti articoli (cfr. DTAF 2013/27 consid. 8.2 e relativi riferimenti). 7.2 Altresì, giusta l’art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi, il ricorrente è rinviato in uno Stato terzo d esignato come sicuro da parte del Consiglio federale, ossia uno Stato nel quale vi è una presunzione di rispetto del principio di non respingimento ai sensi dell ’art. 5 cpv. 1 LAsi così come del principio del divieto della tortura sancito dall’art. 3 CEDU e dall’art. 3 Conv. tortura (cfr. FANNY MATTHEY, in: Cesla Amarelle/Minh Son Nguyen, Code annoté de droit des migrations, LAsi, 2015, n. 12 ad art. 6a LAsi). Appartiene quindi all’interessato sovvertire tale presunzione. A tal fine, egli deve presentare seri indizi che le autorità dello Stato in questione violino il diritto internazionale nel caso specifico, non gli concedano la necessaria protezione o lo espongano a condizioni di vita disumane, o che si trovi in una situazione di emergenza esistenziale nello Stato in questione a causa di circostanze individuali di natura sociale, economica o sanitaria (cfr. tra le tante: le sentenze del Tribunale E-4040/2021 del 7 ottobre 2021 con- sid. 9.3; D -114/2021 dell ’11 maggio 2021 consid. 8.2; D-2404/2020 del 18 maggio 2020 consid. 8.1; D-561/2020 del 18 febbraio 2020 consid. 8.1 e D-6742/2019 del 7 gennaio 2020 consid. 8.4). D-4839/2021 Pagina 12 7.3 Di seguito, occorre dunque verificare se, tenuto conto della situazione generale vigente attualmente in Grecia e delle circostanze proprie all’insor- gente, vi siano delle serie ragioni di credere che costui sarebbe esposto al rischio reale di subire, come egli ritiene nel ricorso, un trattamento contrario all’art. 3 CEDU o ad altre disposizioni del diritto internazionale, in caso di un suo rinvio verso il succitato Paese. 7.3.1 Secondo la giurisprudenza della CorteEDU, l ’art. 3 CEDU non sa- rebbe interpretabile nel senso di obbligare gli Stati contraenti a garantire un diritto all’alloggio ad ogni persona che rileva della loro giurisdizione, né a fondare un dovere generale di fornire ai rifugiati un’assistenza finanziaria perché questi ultimi possano mantenere un certo livello di vita. Inoltre, il semplice allontanamento di una persona verso un paese ove la sua situa- zione economica sarebbe peggiore che non n ello Stato contraente che lo espelle, non risulta essere sufficiente per raggiungere la soglia dei tratta- menti inumani o degradanti proibiti dall’art. 3 CEDU, in quanto le persone che non sono cittadini di tale Stato ed ai quali è imposto un obbligo di la- sciare il paese non possono, in principio, rivendicare il diritto di restare sul territorio di uno Stato contraente alfine di continuare a beneficiare dell ’as- sistenza e dei servizi medici, sociali o altri che sono forniti loro da tale Stato (cfr. le sentenze della CorteEDU, Naima Mohammed Hassan contro Paesi Bassi e Italia del 27 agosto 2013, 40524/10, par. 180; Mohammed Hussein e altri contro Paesi Bassi e Italia del 2 aprile 2013, 27725/10, par. 65-73; N. contro Regno Unito del 27 maggio 2008, 26565/05, par. 42; Müslim con- tro Turchia del 26 aprile 2005, 53566/99, par. 85). 7.3.2 Sempre secondo la CorteEDU, uno Stato può impegnare la sua re- sponsabilità dal profilo dell’art. 3 CEDU – ciò che renderebbe l’esecuzione dell’allontanamento contrario a tale disposizione – quando pone, con le sue azioni o omissioni, un richiedente l ’asilo totalmente dipendente dall ’assi- stenza pubblica nell’impossibilità di godere in pratica dei diritti che gli per- metterebbero di provvedere ai suoi bisogni essenziali, allorché si trove- rebbe in una situazione di indigenza materiale estrema incompatibile con la dignità umana (cfr. le sentenze della CorteEDU, A.S. contro Svizzera del 30 giugno 2015, 39350/13, par. 27 segg.; Tarakhel contro Svizzera [Grande Camera] del 4 novembre 2014, 29217/12, par. 95 segg.; M.S.S. contro Belgio e Grecia [Grande Camera] del 21 gennaio 2011, 30696/09, par. 250 segg. e par. 263). Al contrario, in assenza di considerazioni uma- nitarie eccezionalmente imperiose, il fatto che nel caso d ’espulsione il ri- chiedente andrebbe incontro ad una degradazione importante delle sue condizioni di vita materiali e sociali non è di per sé sufficiente per compor- tare una violazione dell ’art. 3 CEDU (cfr. le sentenze della CorteEDU, D-4839/2021 Pagina 13 Mohammed Hussein precitata, par. 71; Sufi e Elmi contro Regno Unito del 28 giugno 2011, 8319/07 e 11449/07, par. 281-292; N. contro Regno Unito precitata, par. 42; cfr. anche nello stesso senso l e sentenze del Tribunale D-1988/2022 del 6 maggio 2022 consid. 5.4, E-1985/2021 del 27 settem- bre 2021 consid. 6.4.1). 7.3.3 Con particolare riferimento alla situazione generale della Grecia, il Tribunale osserva come da giurisprudenza costante, per quanto riguarda l’ammissibilità dell ’esecuzione dell ’allontanamento vengono riconosciuti degli ostacoli unicamente a condizioni molto severe. Essendo il suddetto Paese firmatario della CEDU, della Conv. tortura e della Convenzione sullo statuto dei rifugiati del 28 luglio 1951 (RS 0.142.30; di seguito: Conv. rifu- giati), essa rispetta di principio i suoi obblighi di diritto internazionale (cfr. la sentenza del Tribunale D -559/2020 del 13 febbraio 2020 consid. 8.2 con riferimenti citati [pubblicata quale sentenza di riferimento]). Concernente i beneficiari di protezione internazionale, l ’esistenza di ostacoli all ’esecu- zione dell’allontanamento è, dal profilo dell’ammissibilità, ritenuta soltanto in casi particolari nei quali esistono degli indizi concreti di un rischio di vio- lazione di disposizioni di diritto internazionale obbligatorie. A tal proposito il Tribunale non ignora le informazioni risultanti dai rapporti e prese di posi- zione delle diverse organizzazioni non governa tive (in particolare di quelli dell’[…], di […] e della […], nonché della […] e dell’[…] ai quali l’interessato si riferisce nel suo ricorso) relative alla situazione attuale dei rifugiati e dei titolari di protezione internazionale in Grecia, nonché segnatamente anche riguardo a persone disabili. In merito il Tribunale si è espresso anche in una sentenza E-3427/2021 e E-3431/2021 del 28 marzo 2022 (pubblicata quale sentenza di riferimento), dove malgrado abbia rilevato un certo nu- mero di carenze nel sistem a di accoglienza greco (cfr. sentenza di riferi- mento precitata consid. 9), ha ritenuto che non vi è luogo di concludere che i beneficiari di protezione internazionale si trovino in tale Paese in maniera generale (indipendentemente quindi dalle fattispecie concrete) totalmente dipendenti dall’aiuto pubblico, confrontati all ’indifferenza delle autorità ed in una situazione di privazione o mancanza a tal punto grave che sarebbe incompatibile con la dignità umana (cfr. sentenza di riferimento succitata consid. 11.2 [che conferma la precedente giurisprudenza di cui alla sen- tenza di riferimento D-559/2020 del 13 febbraio 2020 consid. 8.2]; cfr. an- che la sentenza del Tribunale D -309/2022 del 10 maggio 2022 con- sid. 5.4.2.1). I problemi noti in Grecia non permettono difatti di dedurre che tale paese non avrebbe, per principio, la volontà o la capacità di accordare la protezione internazionale, rispettivamente che i beneficiari di protezione internazionale non possano ottenere una tale protezione per la via giudi- ziaria (cfr. tra le altre la sentenza D-1988/2022 consid. 5.5 con ulteriori rif. D-4839/2021 Pagina 14 cit.). Al riguardo, occorre inoltre evidenziare come, tale categoria di per- sone possa pure contare sulle garanzie derivanti dalla Direttiva 2011/95/UE del Parlamento e del Consiglio del 13 dicembre 2011 recante norme sull’at- tribuzione, a cittadini di paesi terzi o apolidi, della qualifica di beneficiario di protezione internazionale, su uno status uniforme per i rifugiati o per le persone aventi titolo a beneficiare della protezione sussidiaria, nonché sul contenuto della protezione riconosciuta ( rifusione) (GU L 337/9 del 20.12.2011 [di seguito: direttiva qualificazione]). Gli obblighi della Grecia, derivanti dal diritto europeo implicano proprio la non discriminazione nei contesti citati (cfr. capo VII [contenuto della protezione internazionale] della direttiva qualificazione; cfr. sentenza di riferimento D -559/2020 succitata consid. 8.2; cfr. anche fra le tante la sentenza del Tribunale E-4040/2021 consid. 9.4.1). Il Tribunale osse rva inoltre come anche la Grecia risulti essere firmataria della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità, e che dalle referenze citate nel ricorso, a parte delle difficoltà burocratiche alle quali si possono scontrare per ottenere determinate pre- stazioni o essere registrate quali persone con disabilità, non risulta in modo concordante come tali persone vengano effettivamente discriminate su suolo greco. Infine, si rammenta come, in caso di violazione dei diritti san- citi dalla CEDU, l ’interessato potrà adire i tribunali greci – e questi ultimi anche nel caso di violazione della suddetta Convenzione delle persone con disabilità – ed in ultima istanza la CorteEDU (cfr. art. 34 CEDU). Per quanto attiene infine la lettera indirizzata da parte di sei Stati europei, inclusa la Svizzera, alla Commissione europea del 1° giugno 2021, citata nel memo- riale ricorsuale (cfr. missiva reperibile al sito internet: < https://www.sta- tewatch.org/media/2485/letter-six-schengen-states-to-european-commis- sion-secondary-movements-1-6-21.pdf >, consultato da ultimo il 13 mag- gio 2022), il Tribunale osserva come secondo il senso della stessa, gli Stati membri firmatari esortino la Commissione europea con la medesima, ad intraprendere determinati passi procedurali con la Grecia, atti ad appurare la situazione nel precitato Paese di richiedenti l ’asilo e dei beneficiari di protezione internazionale, ed a trovare il prima possibile delle soluzioni, se necessario con il supporto adeguato da parte della Commissione. Conse- guentemente, neppure tale missiva, risulta contenere degli elementi che facciano mutare la conclusione sopra esposta a cui giunge in casu il Tribu- nale. 7.3.4 Tornando al caso in parola, l’insorgente, quale beneficiario dello sta- tuto di rifugiato, può così rivolgersi alle competenti autorità elleniche per far valere i diritti che gli spettano. Invero, malgrado egli nel suo ricorso abbia evidenziato come dopo il conferimento dello statuto di rifugiato, e già in D-4839/2021 Pagina 15 parte anche prima, non avrebbe ricevuto un alloggio adeguato o cure me- diche a lui necessarie, come pure si sarebbe visto costretto a causa della sua disabilità ad accettare un lavoro quale (…) sottopagato e non adeguato alla sua situazione valetudinaria; non ha mai allegato in corso di procedura, né men che meno in fase ricorsuale, di essersi effettivamente rivolto alle autorità greche per far valere i suoi diritti in quanto gli stessi sarebbero stati in concreto violati . Per il resto, dalle tavole processuali, non si evincono elementi che permettano di ritenere che in caso di un suo allontanamento verso la Grecia le sue prospettive future, considerate dal punto di vista ma- teriale, fisico o psicologico, denotino un rischio sufficientemente reale e im- minente di incontrare privazioni di una gravità tale da rientrare nell ’ambito di applicazione dell’art. 3 CEDU. Non dimostra neppure che, in quanto be- neficiario di tale statuto, egli si sia trovato in Grecia completamente dipen- dente dall’aiuto pubblico, confrontato all’indifferenza delle autorità, né che si sia infine trovato in una situazione di privazione incompatibile con la di- gnità umana che lo avrebbe spinto a lasciare tale Paese. Difatti, al contrario delle sue argomentazioni ricorsuali, risulta come egli, fintantoché avrebbe ottenuto lo statuto di rifugiato avrebbe soggiornato dapprima nel campo di C._______, ed in seguito in un altro campo a seguito dell’incendio interve- nuto nel primo luogo, e successivamente al suo ottenimento della prote- zione internazionale si sarebbe recato ad D._______, ove sarebbe stato assunto per lavorare quale (…). A riprova di tali suoi asserti, egli ha pre- sentato delle fotografie che rappresenterebbero il campo dove avrebbe soggiornato in Grecia, raccontando in merito che avrebbe dovuto fare la fila per ottenere qualsiasi prestazione, come and are dal medico, ricevere cibo o acqua (cfr . n. 17/3). A questo proposito, s ebbene le condizioni di alloggio in Grecia non raggiungano gli standard di altri Paesi europei, o quelli della Svizzera, il Tribunale non ravvisa in tali immagini – anche ve- nissero ritenute effettivamente dimostrative della situazione di alloggio nel quale viveva il ricorrente in Grecia – la prova di qualsivoglia violazione nei suoi confronti da parte delle autorità elleniche. Inoltre circa la sua dichiara- zione generica di essere sta to cacciato dall’ospedale in un’evenienza, al- lorché si sarebbe presentato per una visita programmata il (…) (cfr. n. 17/3), non ha portato in proposito neppure con il ricorso degli elementi maggiormente sostanziati e concreti, per ammettere che egli sia st ato ef- fettivamente privato di cure mediche necessarie su suolo ellenico. Appare inoltre contrario agli atti di causa, l’asserzione apportata dalla rappresen- tante legale soltanto in fase ricorsuale, che l’interessato non sarebbe stato a conoscenza di soffrire di poliomielite all’arto inferiore sinistro nell’infanzia sino a quando ella non lo avrebbe informato in proposito, in quanto appare dalle stesse allegazioni del ricorrente, come egli fosse stato trattato prima di giungere in Svizzera per la medesima con vari interventi di allungamento D-4839/2021 Pagina 16 (cfr. n. 33/2, 35/2 e 39/2). Alla stessa stregua poi dell’autorità inferiore, an- che il Tribunale ritiene che dalle asserzioni rese dall’insorgente in corso di procedura, a differenza di quanto sostenuto dal medesimo sia nel suo pa- rere che nel gravame, non si rilevi come la problematica di salute di cui soffrirebbe già dall ’infanzia gli abbia cagionato concretamente delle diffi- coltà di accesso alle prestazioni essenziali. Invero, fino al diritto di essere sentito (cfr. n. 28/2), egli ha sostenuto che in relazione al suo stato di sa- lute, egli avrebbe subito delle aggressioni da parte di terze persone, ma senza dichiarare in alcun modo di non avere ricevuto delle prestazioni o dell’aiuto in rapporto al medesimo da parte delle autorità elleniche. In pro- posito, egli s i è difatti limitato a rilevare genericamente come le autorità elleniche non lo avrebbero aiutato contro le aggressioni da parte di terzi, né avrebbe ricevuto delle indicazioni su dove poter cercare un lavoro od un alloggio una volta ottenuto lo statuto di rifugiato, o ancora che non co- noscerebbe delle associazioni caritatevoli o gruppo umanitario in Grecia (cfr. n. 28/2). Tuttavia, egli non ha apportato alcun elemento di qualsivoglia sostanza, a conferma del fatto che egli si sia effettivamente indirizzato alle predette per richiedere un aiuto o supporto in tal senso, e che gli siano stati negati. Difatti, seppure il Tribunale non ignori che le condizioni per trovare un alloggio o un lavoro in Grecia siano difficili, su suolo ellenico sono pre- senti degli organismi di natura caritativa, che possono provvedere un qual- che tipo di assistenza e servire d ’intermediario per i passi amministrativi. In specie, viste le sue dichiarazioni, non può essere ritenuto che egli abbia esaurito tutte le possibilità per far valere i suoi diritti in Grecia. Anche contro le aggressioni di terze persone, avendo lo Stato greco un’autorità di polizia funzionante in grado e disposta a perseguire tali atti , egli potrà senz’altro indirizzarsi ad essa nel caso di bisogno (cfr. sentenze del Tribunale D - 1988/2022 consid. 5.6, D-114/2021 consid. 8.4 con ulteriore rif. cit.). 7.3.5 Quanto alle patologie riferite dall’insorgente, va rilevato che il respin- gimento forzato di persone che soffrono di problemi medici non è suscetti- bile di costituire una violazione dell ’art. 3 CEDU, a meno che la malattia dell’interessato si trovi ad un stadio avanzato e terminale, al punto che la sua morte appaia come una prospettiva prossima (cfr. sentenz e della CorteEDU A.S. contro Svizzera del 30 giugno 2015, 39350/13, par. 31 segg.; N. contro Regno Unito del 27 maggio 2008, 26565/05; DTAF 2011/9 consid. 7.1). Una violazione dell ’art. 3 CEDU può però anche sussistere qualora vi siano dei seri motivi per ritenere che la persona, in assenza di trattamenti medici adeguati nello Stato di destinazione, sarà confrontata ad un reale rischio di un grave, rapido ed irreversibile peggioramento delle condizioni di salute comportante delle intense sofferenze o una significativa D-4839/2021 Pagina 17 riduzione della speranza di vita (cfr. sentenza della CorteEDU Paposhvili contro Belgio del 13 dicembre 2016, 41738/10, par. 181 segg.). 7.3.6 Ora, tornando al caso in disamina, sulla base della documentazione medica agli atti appare come al ricorrente siano state poste le diagnosi di poliomielite nell’infanzia con grave ipotrofia e deficit neurologico all’arto in- feriore sinistro e piede cavo equino; come pure una gonalgia mediale in esiti di poliomielite che è stata trattata con un buon miglioramento clinico e funzionale del ginocchio sinistro con tre infiltrazioni. Per queste ultime pa- tologie la deambulazione del ricorrente avverrebbe con ovvia zopp ia, ma sarebbe possibile effettuare i passaggi posturali da seduto ad in piedi, con articolarità del ginocchio ridotta. Dopo l ’ultima infiltrazione, il medico spe- cialista curante, ha consigliato un controllo fra 6 mesi per un eventuale se- condo ciclo di inf iltrazioni, come pure l ’applicazione di ghiaccio locale e l’assunzione di un farmaco antinfiammatorio al bisogno (cfr. n. 39/2). Al- tresì, l’insorgente soffrirebbe di un ’algia testicolare funzionale, problema- tica per la quale, dopo visita specialistica, è stato posto un sospetto di va- ricocele bilaterale, senza tuttavia segnalare urgenze urologiche in atto ed indicato unicamente un ’eventuale conferma diagnostica con ecografia scrotale a discrezione del curante (cfr. n. 29/1 e 53/2). Quale ulteriore dia- gnosi è stata posta una cefalea tipo tensivo (cfr. n. 37/2 e 49/2) . Per le suddette patologie, quale trattamento farmacologico, al ricorrente sono stati prescritti l’assunzione di Dafalgan 1g se dolori e cefalea e Relaxane per 30 giorni nell ’ultima visita effettu ata prima dell ’emissione della deci- sione del (…) (cfr. n. 37/2). Successivamente all’emanazione del provvedi- mento avversato, si è palesata un’ulteriore diagnosi, non riscontrata in pre- cedenza, ovvero una sindrome depressiva, con la prescrizione medica, ol- treché dei suddetti due farmaci, anche di Mirtazapin 15 mg e l’indicazione di organizzare un consulto presso l’(…) di B._______ (cfr. n. 49/2). Nell’ul- timo certificato medico disponibile, tale diagnosi è mutata in disturbo de- pressivo ricorrente, episodio di media gravità in atto, con oltre la prescri- zione di Mirtazapin 30 mg e Rela xane, anche di Temesta 1 mg in caso d’insonnia (cfr. n. 53/2). In quest’ambito, si deve ricordare che l ’aggrava- mento dello stato psichico di un richiedente l ’asilo a seguito di una deci- sione negativa è casistica osservabile di frequente e non preclude di prin- cipio un suo trasferimento (cfr. tra le tante la sentenza del Tribunale D-114/2021 consid. 8.6 con ulteriori riferimenti citati). Nella fattispecie, ciò appare essere il caso, in quanto tale patologia risulta essere apparsa sol- tanto dopo l’emissione della decisione impugnata e dopo il novembre 2021 non vi sono più documenti medici che accertino la medesima o l ’effettiva presa a carico psicologica rilevata nell’ultimo rapporto medico, nonché nep- pure con il gravame l’insorgente ha evidenziato ulteriori elementi concreti, D-4839/2021 Pagina 18 non già evincibili dagli atti (cfr. n. 49/2 e 53/2), che lascino presagire una particolare gravità della medesima tanto da rendere un suo trasferimento in Grecia n on eseguibile. Inoltre, in caso di bisogno avverato, dei tratta- menti e delle cure dello spettro psichiatrico sono presunti essere disponibili in Grecia, in particolare ad D._______, tenuto conto delle infrastrutture di salute presenti in tale paese e del d iritto del ricorrente derivante dal suo statuto di rifugiato in tale paese che gli offre un accesso alle cure mediche alle stesse condizioni che i cittadini greci (cfr. art. 2 lett. b e lett. e, art. 30 par. 1 direttiva qualificazione; cfr. anche a tal proposito le sentenze del Tri- bunale D-1988/2022 consid. 6.8, E-1985/2021 del 27 settembre 2021 con- sid. 7.4.1). Tali precitate affezioni, quand’anche non siano in alcun modo da sminuire, non raggiungono la soglia di gravità nel senso restrittivo della giurispr u- denza succitata (cfr. supra consid. 7.3.5). Invero, alla luce di quanto sopra emerso, si può dedurre che il ricorrente si trovi in una situazione medica stabile, non necessitante di alcuna cura medica o trattamento d’urgenza. 7.3.7 Tutto ciò considerato, il ric orrente non è stato in grado di stabilire, oggettivamente, e secondo ogni probabilità, che il suo allontanamento in Grecia lo condurrebbe irrimediabilmente ad una miseria completa, alla fame, e così pure ad una degradazione grave del suo stato di salute, all’in- validità o ancora alla morte (cfr. DTAF 2014/26 consid. 7.5; 2009/52 con- sid. 10.1; 2007/10 consid. 5.1). Non è neppure prevedibile, nel suo caso particolare, che al suo rientro in Grecia, egli si troverebbe, malgrado delle possibilità di sostegno sul posto e la sua conoscenza pratica di tali possi- bilità, confrontato all’indifferenza delle autorità elleniche e delle diverse or- ganizzazioni caritative presenti sul posto. Seppure le sue condizioni di vita materiale nel succitato Paese, in quanto ivi beneficiario di protezione inter- nazionale, possano essere più precarie che quelle che egli otterrebbe in genere in Svizzera; tuttavia, come già sopra rilevato, dagli elementi all ’in- serto non si evincono in specie delle considerazioni umanitarie imperiose che risultino ostative all’allontanamento del ricorrente verso lo Stato succi- tato, al punto che tale misura costituirebbe un trattamento contrario all’art. 3 CEDU o all ’art. 3 Conv. tortura (cfr. anche nello stesso senso la sentenza del Tribunale E-1985/2021 consid. 6.4.4). 7.3.8 In conclusione, l ’esecuzione dell ’allontanamento dell ’insorgente in Grecia, è ammissibile ai sensi delle norme di diritto internazionale pubblico applicabili nonché della LAsi (art. 83 cpv. 3 LStrI in relazione con l ’art. 44 LAsi). D-4839/2021 Pagina 19 8. 8.1 Giusta l’art. 83 cpv. 4 LStrI, l’esecuzione dell’allontanamento non può essere ragionevolmente esigibile qualora, nello Stato d’origine o di prove- nienza, lo straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo a seguito di situazioni quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza medica. Altresì ai sensi dell’art. 83 cpv. 5 LStrI, l’esecuzione dell’allontana- mento verso i paesi UE/AELS è da ritenersi di principio esigibile e tale pre- sunzione legale può essere sovvertita solo se l ’interessato rende ve rosi- mile che, per delle ragioni personali, il suo rinvio non può essere ritenuto ragionevolmente esigibile (cfr. sentenze del Tribunale E -1985/2021 consid. 7.2 con ulteriore riferimento; sentenza di riferimento succitata D-559/2020 consid. 9). 8.2 Il Tribunale ha inoltre confermato recentemente che l ’esecuzione dell’allontanamento in Grecia per delle persone beneficiarie di protezione internazionale rimane esigibile, anche per persone vulnerabili, quali ad esempio donne incinta o persone che soffron o di problemi di salute, che non sono da considerare come malattie gravi (cfr. sentenza di riferimento precitata E-3427/2021 e E -3431/2021 consid. 11.3 – 11.5.1). Il Tribunale ha fissato dei criteri più rigidi invece soltanto per i nuclei famigliari e per le persone particolarmente vulnerabili, quali i minorenni o persone il cui stato di salute è compromesso in modo particolarmente grave (cfr. sentenza di riferimento precitata E-3427/2021 e E-3431/2021 consid. 11.5.2, cfr. anche la sentenza del Tribunale D-309/2022 del 10 maggio 2022 consid. 5.4.2.3). 8.3 Nel caso in disamina, in primo luogo si osserva che le difficili condizioni di esistenza vigenti in Grecia, peraltro questione già trattata sotto l’aspetto dell’ammissibilità, non sono in specie sufficienti per ritenere inesigibile l’esecuzione dell’allontanamento. In particolare, nella misura in cui il ricor- rente fa riferimento nel suo gravame alle precarie condizioni di vita dei mi- granti in Grecia, e segnatamente anche in rapporto ai beneficiari di prote- zione internazionale, va effettivamente rilevato che il sistema di assistenza sociale greco presenta delle criticità non soltanto per i richiedenti asilo, ma anche per le persone beneficiarie di protezione internazionale (cfr. sen- tenze della CorteEDU, Saidoun contro Grecia, 40083/07 e Fawsie contro Grecia, 40080/07, entrambe del 28 ottobre 2010; sentenza di riferimento precitata E-3427/2021 e E-3431/2021 consid. 8 – 9.10). Tuttavia va notato anche in tale contesto che la Grecia è vincolata dalla direttiva qual ifica- zione. È quindi responsabilità dell ’insorgente rivendicare i diritti che gli spettano direttamente presso le autorità di detto Paese (cfr. anche supra consid. 7.3.3 e 7.3.4 ). Anche se le condizioni di vita in Grecia non sono facili a causa della situa zione economica prevalente, in specie, visto D-4839/2021 Pagina 20 quanto già sopra rilevato anche sotto l’aspetto dell’ammissibilità (cfr. supra consid. 7), non ci sono indicazioni che l ’interessato verrebbe esposto ad un’emergenza esistenziale nel caso di un suo rinvio in Grecia. 8.4 8.4.1 Le problematiche di natura medica risultano inoltre decisive in termini di esigibilità solo laddove le cure, reputate essenziali, non sarebbero otte- nibili nel paese d ’origine (cfr. GICRA 2003 n. 24 consid. 5b). Sono consi- derate come essenziali le cur e di medicina generale ed acuta assoluta- mente necessarie ad un ’esistenza conforme alla dignità umana. Lo stra- niero non può tuttavia prevalersi dell ’art. 83 cpv. 4 LStrI, per dedurre un diritto incondizionato al soggiorno in Svizzera e un accesso generale a lle misure mediche suscettibili di ripristinare o mantenere il suo stato di salute, per il semplice motivo che l ’infrastruttura ospedaliera o le regole dell ’arte medica nel paese d’origine o di destinazione dell’interessato, non raggiun- gono lo standard elvetico. In tal senso, se le cure necessarie possono es- sere assicurate nel paese d’origine del richiedente, all’occorrenza con altre tipologie di presa a carico rispetto a quelle prescritte in Svizzera, l ’esecu- zione dell’allontanamento in tale Paese sarà ragionevolmente esigibile. In- vece non lo sarà più, ai sensi della disposizione precitata se, in ragione dell’assenza di possibilità di ottenere un trattamento adeguato, lo stato di salute dell’interessato si degraderebbe così rapidamente al punto da con- durlo in maniera certa alla messa in pericolo concreta della sua vita o ad un pregiudizio serio, durevole e notevolmente grave della sua integrità fi- sica (cfr. DTAF 2011/50 consid. 8.3 e relativi riferimenti; tra le altre la sen- tenza del Tribunale D-114/2021 consid. 9.3 con ulteriori riferimenti citati). 8.4.2 Anche sotto questo punto di vista, ed alla luce di quanto già esposto supra al consid. 7.3.6, le cure ed i trattamenti previsti per le patologie del ricorrente, sono presunti essere disponibili in Grecia, tenuto conto delle in- frastrutture esistenti e del diritto dell’insorgente di avere accesso alle cure di salute alle medesime condizioni che i cittadini greci (cfr. tra le altre la sentenza del Tribunale D -1988/2022 consid. 6.8 con ulteriori rif. cit.). Su tali presupposti, le sue problematiche di salute non sono suscettibili di co- stituire un ostacolo insormontabile, dal profilo dell ’esigibilità dell ’esecu- zione dell’allontanamento. Dagli atti poi, a differenza di quanto appare im- plicitamente proporre la rappresentante legale dell’insorgente nel gravame, anche con la presentazione di un mezzo di prova inerente l’argomento (cfr. sub doc. 3), non vi sono indizi che lascino presagire che la malattia da po- liomielite contratta dall’insorgente in età infantile, risulti essere tutt’ora con- tagiosa, e quindi che rappresenterebbe ancora attualmente una problema- tica di salute pubblica. Pertanto la stessa, anche da questo profilo, non D-4839/2021 Pagina 21 rappresenta un ostacolo all ’esecuzione dell ’allontanamento dell ’insor- gente. 8.4.3 Tutto ciò considerato, apparterrà poi alle autorità svizzere incaricate dell’esecuzione dell ’allontanamento dell ’insorgente di tenere conto dello stato di salute fisico e psichico di quest’ultimo al momento dell’effettivo al- lontanamento e di adottare allora le misure che potrebbero essere even- tualmente necessarie, informandone precedentemente le autorità greche competenti. 8.4.4 Per i motivi testé enucleati, l ’esecuzione dell’allontanamento del ri- corrente risulta pure essere ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI in relazione con l’art. 44 LAsi). 9. Ne discende quindi che l’insorgente non è riuscito nell’intento di sovvertire la presunzione secondo la quale la Grecia si attiene ai suo i obblighi inter- nazionali – ed in tale frangente che sia pure uno Stato terzo sicuro ai sensi dell’art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi – ed un allontanamento in tale Stato membro europeo risulta essere ammissibile ed esigibile. Alla luce di tale conclu- sione, nemmeno occorre richiedere in specie delle garanzie individuali alla Grecia quanto alla fornitura di un alloggio adeguato e di cure mediche all’in- teressato (cfr. sentenza del Tribunale E-4040/2021 consid. 9.4.4 con riferi- mento citato). 10. Da ultimo, neppure si ravvisano impedimenti sotto l’aspetto della possibilità dell’esecuzione dell’allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStrI in relazione con l’art. 44 LAsi), ritenuto come le autorità elleniche hanno dato il loro bene- stare alla riammissione del ricorrente sul loro ter ritorio. Le restrizioni tem- poranee da relazionare alla situazione pandemica, sono del resto inin- fluenti (cfr. sentenza del Tribunale D-114/2021 consid. 10). 11. Di conseguenza, anche in materia di allontanamento e relativa esecuzione, il ricorso va disatteso e la decisione avversata confermata. 12. Ne discende che la SEM, con la decisione impugnata, non ha violato il diritto federale né abusato del suo potere d’apprezzamento ed inoltre non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevant i D-4839/2021 Pagina 22 (art. 106 cpv. 1 LAsi); altresì, per quanto censurabile, la decisione non è inadeguata (art. 49 PA), per il che il ricorso va respinto. 13. Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di esenzione dal versamento di un anticipo equivalent e alle presumibili spese proces- suali è divenuta senza oggetto. 14. Visto l’esito della procedura, le spese processuali, che seguono la soccom- benza, sarebbero da porre a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). Tuttavia, non essendo state le conclusioni ricor- suali al momento dell’inoltro del gravame d’acchito sprovviste di possibilità di esito favorevole e considerato che, sulla base delle circostanze del caso di specie, si può concludere allo stato d ’indigenza dell’insorgente senza ulteriori accertamenti, v’è luogo di accogliere l’istanza di assistenza giudi- ziaria nel senso della di spensa dal pagamento delle spese di giustizia (art. 65 cpv. 1 PA). 15. La presente decisione non concerne una persona contro la quale è pen- dente una domanda d ’estradizione presentata dallo Stato che ha abban- donato in cerca di protezione, per il che non può es sere impugnata con ricorso di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 LTF). La pronuncia è quindi definitiva. (dispositivo alla pagina seguente) D-4839/2021 Pagina 23 Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun- cia: 1. Il ricorso è respinto. 2. La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal versa- mento delle spese processuali, è accolta. 3. Non si prelevano spese processuali. 4. Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all’autorità canto- nale competente. Il presidente del collegio: La cancelliera: Daniele Cattaneo Alissa Vallenari Data di spedizione: