<h2>SubmittedText<h2><text><p>Il 30 ottobre 2018 è stato aperto a Buenos Aires il procedimento contro Lzaro Bez. L'imprenditore svolge un ruolo chiave nel sistema di corruzione del clan facente capo ai coniugi Néstor Kirchner e Cristina Kirchner (entrambi ex presidenti dell'Argentina). Sono stati inoltre aperti procedimenti contro altre 25 persone coinvolte in questo sistema di corruzione. Le ramificazioni di questa organizzazione criminale si estendono fino alla Svizzera.</p><p>Parte del bottino della corruzione era nascosta nelle banche svizzere. Nel giugno del 2013 il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha bloccato i conti svizzeri su cui era depositato il denaro. Sorprendentemente, e sebbene il Consiglio nazionale non si fosse ancora occupato dell'interpellanza 14.4028, i conti sono però poi stati sbloccati dal MPC - proprio come se volesse agire prima che la politica si occupasse della questione. Il denaro è tornato nelle mani dell'organizzazione criminale dei coniugi Kirchner.</p><p>A ciò si aggiunge che l'atto di accusa dell'Argentina del 29 dicembre 2017 ricorda a più riprese che Néstor Marcelo Ramos (un argentino che vive in Svizzera) è coinvolto nell'organizzazione criminale. Per ragioni inspiegabili gli è stato tuttavia possibile sfuggire alle tre richieste di estradizione che l'Argentina aveva presentato alla Svizzera. Il Ramos non figura quindi tra gli imputati del summenzionato atto d'accusa.</p><p>A questo proposito chiedo all'Autorità di vigilanza sul Ministero pubblico della Confederazione (AV-MPC):</p><p>1. Considerati la complessità del procedimento e il fatto che la moglie di Néstor Kirchner fosse presidente nel 2014 ed esercitasse un'influenza sui tribunali, il MPC non ha agito frettolosamente quando nel 2014 ha sbloccato i fondi congelati l'anno prima, anche se nessuna istanza giudiziaria aveva preso una decisione in tal senso?</p><p>2. Il giudice istruttore argentino Sebastian Casanello ha intrapreso vari passi per ottenere l'assistenza giudiziaria della Svizzera. È addirittura venuto nel nostro Paese (per l'ultima volta nel 2016). Alla luce di questi sforzi, come si può spiegare che le varie rogatorie indirizzate alla Svizzera non hanno portato né a congelare di nuovo i fondi di origine criminale né a estradare Néstor Marcelo Ramos?</p><p>3. L'articolo 72 del Codice penale consente la confisca di tutti i valori patrimoniali di cui un'organizzazione criminale ha facoltà di disporre e inverte la presunzione di tal facoltà. Perché questo articolo non è stato applicato?</p></text><h2>FederalCouncilResponseText<h2><text><p>1.-3. Innanzitutto va sottolineato che la responsabilità principale di un perseguimento penale competente ed efficace, della struttura e dell'esercizio di un'organizzazione appropriata nonché dell'impiego efficace di mezzi finanziari e materiali spetta, secondo la volontà del Legislatore, al procuratore generale della Confederazione. L'Autorità di vigilanza verifica in primo luogo il rispetto della responsabilità dirigenziale da parte del procuratore generale e si impone una certa riservatezza quando si tratta dell'esercizio del suo potere discrezionale. Nel settore dell'applicazione del diritto nel caso concreto all'autorità di vigilanza mancano le corrispondenti competenze. L'articolo 29 della legge sull'organizzazione delle autorità penali impedisce esplicitamente all'autorità di vigilanza di impartire istruzioni al Ministero pubblico della Confederazione (MPC) nel singolo caso sull'apertura, lo svolgimento e la chiusura di un procedimento come pure istruzioni per l'accusa in giudizio e per l'esercizio di rimedi giuridici.</p><p>Inoltre, come già ricordato in occasione della risposta all'interpellanza Sommaruga Carlo 17.3890, l'articolo 7 della legge sul Parlamento (LParl), che disciplina i diritti di informazione dei singoli parlamentari, concerne solo informazioni del Consiglio federale o dell'Amministrazione federale, mentre non si applica alle richieste di informazioni rivolte ai Tribunali federali e al Ministero pubblico della Confederazione o all'AV-MPC (von Wyss, in: Commento alla legge sul Parlamento N. 19 sull'articolo 7 LParl); infatti l'alta vigilanza parlamentare è esercitata, ai sensi dell'articolo 52 LParl, dalle Commissioni della gestione, e le relazioni tra l'Assemblea federale e i Tribunali federali nonché l'AV-MPC sono disciplinate dall'articolo 162 LParl. Di conseguenza per le informazioni dei Tribunali federali o dell'AV-MPC si tiene conto esclusivamente dei diritti di informazione delle Commissioni, non di quelli dei singoli parlamentari. D'altra parte va ribadito che i controlli di merito delle decisioni giudiziarie e delle decisioni del MPC conformemente all'articolo 26 capoverso 4 LParl non sono oggetto della (alta) vigilanza parlamentare. Questa normativa serve, tra l'altro, a proteggere i Tribunali federali e il MPC dalle influenze politiche sui propri processi decisionali.</p></text>