<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Le assicurazioni private fissano i premi in modo da coprire almeno le prestazioni assicurative e i relativi costi amministrativi. </p><p>L'assicurazione indennità giornaliera è finanziata secondo il sistema di ripartizione. Per questa ragione non vengono costituite importanti riserve.</p><p>Il calcolo del premio si fonda sulla combined ratio, secondo la quale la prestazione in caso di danno e i costi devono essere in relazione con i premi incassati. La combined ratio deve essere inferiore al 100 per cento (solo in casi eccezionali lo può superare) altrimenti esiste il pericolo di insolvenza. L'UFAP verifica periodicamente l'evoluzione dei premi a lungo termine sulla base di una metodica la quale analizza la solvibilità e fornisce indicazioni su possibili abusi. </p><p>Nel caso concreto della CSS i danni degli ultimi anni sono cresciuti in misura tale che i premi, malgrado un loro massiccio aumento, non erano più in grado di coprire le corrispondenti prestazioni. A titolo d'esempio, nel 2003 le prestazioni per danni corrispondevano, senza i costi, al 109 per cento dei premi incassati. L'UFAP ha quindi dovuto, per legge, approvare gli aumenti tariffari richiesti. </p><p>La combined ratio del mercato si trova sopra il 100 per cento. Di conseguenza, gli assicuratori malattia registrano perdite nel comparto indennità giornaliera. L'ammontare dei premi dal punto di vista attuariale non è assolutamente eccessivo, ma è per contro ancora troppo basso. Non si può invece non riconoscere che sussiste un problema di carattere sociopolitico e che tali premi si rivelano proibitivi per singoli interessati. </p><p>Questa evoluzione è particolarmente marcata nell'assicurazione d'indennità giornaliera individuale, in quanto questa è soprattutto richiesta da assicurati che con forte probabilità solleciteranno le sue prestazioni. Occorre comunque segnalare che anche nell'ambito delle assicurazioni d'indennità giornaliera collettiva la situazione è deficitaria.</p><p>2. La legal quote è un concetto della previdenza professionale che indica quale parte delle eccedenze spetti agli assicurati. Le eccedenze risultano in particolare dai redditi degli interessi del capitale di copertura. Siccome l'assicurazione indennità giornaliera è finanziata secondo il sistema di ripartizione, non esiste quindi capitale di copertura. Gli accantonamenti per future prestazioni, che pure fruttano interessi, sono in proporzione minimi. Per i suddetti motivi, nonostante gli elevati premi a carico degli assicurati, l'assicurazione d'indennità giornaliera individuale registra deficit, ragion per cui non si pone la questione di una partecipazione alle eccedenze.</p><p>3. La suddetta evoluzione dei premi è la conseguenza dell'accresciuto carico cui è sottoposta questa assicurazione. Dal 2000 al 2003 le prestazioni delle assicurazioni d'indennità giornaliera collettiva e individuale sono complessivamente aumentate del 28,2 per cento mentre i premi incassati solo del 19,5 per cento. Nel contempo la quota dei premi necessaria per il pagamento delle prestazioni d'assicurazioni è passata dall'82,7 per cento all'88,7 per cento. La combined ratio media si aggira attorno al 110 per cento.</p><p>In difficili periodi economici con un elevato tasso di disoccupazione, si constata che le assenze per malattia aumentano in misura accentuata provocando un accresciuto onere per danni (stesso fenomeno nell'AI). </p><p>La questione se i premi siano economicamente sopportabili per l'assicurato non rappresenta un criterio per stabilire l'esistenza di abusi. </p><p>L'impostazione con cui l'autore dell'interpellanza si immagina l'esercizio di un'assicurazione d'indennità giornaliera sociale dovrebbe essere specificata nei dettagli. Secondo il Consiglio federale anche in caso di un'assicurazione d'indennità giornaliera sociale i danni da risarcire devono comunque sempre essere coperti dai premi.</p><p>Conclusione</p><p>Come detto più sopra, dal punto di vista attuariale l'ammontare dei premi non è assolutamente eccessivo, poiché le considerevoli uscite per danni sono ripartite in modo corretto sotto il profilo attuariale e le tariffe dei premi delle assicurazioni d'indennità giornaliera sono statisticamente documentate. Bisogna tuttavia ammettere che i premi possono rivelarsi proibitivi per singoli assicurati.</p><p>L'evoluzione dei premi nel settore dell'assicurazione d'indennità giornaliera dipende di norma essenzialmente dall'evoluzione economica, ragion per cui non è prevedibile nel lungo termine. La posizione dell'assicurazione indennità giornaliera è poco distante da quella dell'AI, nel senso che in tempi economicamente difficili registra un andamento analogo dei danni legati ai rischi assicurati.</p><p>Il problema sollevato dall'autore dell'interrogazione concerne piuttosto il settore dell'assicurazione d'indennità giornaliera obbligatoria in caso di malattia. Una simile assicurazione, sostenibile per tutti gli interessati, può essere politicamente auspicabile. Tuttavia, occorre rilevare che tutti gli sforzi sinora intrapresi per l'introduzione di un'assicurazione d'indennità giornaliera obbligatoria socialmente sostenibile sono falliti.</p>  Risposta del Consiglio federale.