<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di presentare alle Camere federali una modifica del Codice penale che persegua d'ufficio, e non su denuncia, i reati commessi ai danni di magistrati e funzionari in ragione della loro attività professionale. A tal fine, il Consiglio federale potrebbe ispirarsi all'articolo 59 della legge federale sul trasporto di viaggiatori, che prevede una disposizione analoga per gli impiegati delle imprese di trasporto.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è consapevole del problema sollevato nella mozione. Nel 2009 ha pertanto già proposto, nell'avamprogetto di legge federale sui compiti di polizia, di integrare l'articolo 285 del Codice penale (RS 311). Questa variante, decisamente più restrittiva rispetto a quella proposta dall'autore della mozione, prevede di punire chiunque, usando grave minaccia, incute spavento o timore a magistrati della Confederazione, a membri dell'Assemblea federale o al procuratore generale della Confederazione. In tal modo s'intende perseguire d'ufficio le minacce contro tali persone anche al di fuori dell'esercizio della loro funzione. Il 26 giugno 2013 il Consiglio federale ha tuttavia deciso di non portare avanti il progetto, in quanto manca un sufficiente sostegno politico per disciplinare i compiti di polizia della Confederazione. È tuttavia disposto a riesaminare la possibilità di integrare l'articolo 285 del Codice penale.</p><p>Per i motivi seguenti il Consiglio federale respinge tuttavia la richiesta di rendere perseguibili d'ufficio tutti i reati perseguibili a querela di parte commessi contro autorità, membri di autorità e funzionari al di fuori dell'esercizio concreto della loro funzione.</p><p>Le differenze tra i reati perseguibili d'ufficio e a querela di parte non sono molto importanti. Per sporgere una querela penale è sufficiente - diversamente da una denuncia - rispettare alcuni punti formali (termine, forma e persona). Oltre il 90 per cento dei casi è portato all'attenzione dell'autorità penale grazie alla denuncia della vittima, altrimenti le autorità non avrebbero conoscenza del reato. In assenza di denuncia i reati perseguibili d'ufficio non sfociano quindi in un procedimento penale - alla stregua di quanto accade nel caso di reati perseguibili a querela di parte per i quali non è sporta querela. In entrambi i casi la persona lesa può rinunciare ai suoi diritti di parte. In tal caso nel corso del procedimento non vi sono differenze sostanziali tra il reato perseguito d'ufficio e quello perseguito a querela di parte. La persona lesa deve infatti deporre in veste di testimone e presentarsi a un'eventuale udienza di conciliazione. L'attuazione della mozione non comporterebbe pertanto alcun vantaggio degno di nota per gli interessati.</p><p>Il perseguimento d'ufficio di reati di poco conto rischierebbe tuttavia di bloccare le autorità, in particolare i tribunali. È infatti ipotizzabile che vengano commessi reati mirati al fine di coinvolgere giudici in un procedimento penale come persone lese, per obbligarli a ricusarsi in un procedimento pendente o futuro. Per impedire una tale deriva, i giudici spesso rinunciano a sporgere querela penale. Una violazione particolarmente grave dell'integrità fisica può tuttavia costituire un motivo di ricusazione anche in assenza di una querela penale. I giudici intendono inoltre risparmiarsi l'onere di un procedimento penale. Nei casi poco gravi - i reati perseguibili a querela di parte sono generalmente reati minori - è pertanto opportuno lasciare decidere l'interessato se desidera un perseguimento penale o se preferisce proteggere la sua sfera privata.</p><p>La mozione rimanda all'articolo 59 della legge federale sul trasporto di viaggiatori (RS 745.1), in quanto questa disposizione prevede un disciplinamento analogo per i dipendenti delle imprese di trasporto pubblico. Questo rinvio non è opportuno, in quanto gli atti punibili nei confronti di tali persone sono perseguiti d'ufficio soltanto quando sono commessi nell'esercizio della loro funzione, caso corrispondente all'atto concreto di cui all'articolo 285 del Codice penale sopracitato.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.