<h2>SubmittedText<h2><p>Nel nostro Paese il traffico stradale è la maggiore fonte di inquinamento acustico, considerata un elemento di disturbo da oltre un sesto della popolazione. Queste constatazioni quasi scontate trovano conferma anche nel rapporto del Consiglio federale sulla promozione delle tecnologie ambientali (2012-2016).</p><p>Le abitudini dei nostri concittadini in fatto di automobili stanno cambiando e sono sempre di più le persone che passano a veicoli elettrici, un fenomeno che favorisce la mobilità elettrica, molto più silenziosa ed ecologica.</p><p>Contemporaneamente si continua a spendere ingenti somme di denaro per realizzare barriere antirumore o rivestimenti fonoassorbenti. Alla richiesta di taluni di dotare le auto elettriche di motori più rumorosi, mi colpisce l'evidente contraddizione: mentre da un lato si investe per ridurre le emissioni sonore, dall'altro c'è chi vorrebbe aumentarle.</p><p>Propongo di utilizzare una parte di tali importi come incentivi agli automobilisti che optano per l'elettrico.</p><p>Mi rivolgo quindi al Consiglio federale affinché mi indichi la procedura da seguire per fare un uso più razionale di queste somme ed evitare così investimenti sempre meno utili.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nonostante i notevoli sforzi profusi per ridurre l'inquinamento acustico, sono ancora molti i soggetti esposti a emissioni sonore superiori ai limiti di legge. Dal monitoraggio del rumore della Confederazione emerge che, di giorno, una persona su sette è esposta a casa a rumori molesti o dannosi dovuti al traffico stradale, di notte, una su otto. Il Consiglio federale ritiene quindi necessari ulteriori interventi sul fronte della protezione dall'inquinamento acustico.</p><p>Nel caso specifico va inoltre considerato che le emissioni del traffico stradale sono provocate non solo dai motori a combustione, ma anche dal vento e dal rotolamento degli pneumatici, rumori che, a velocità elevate, coprono quello del motore. Pertanto, malgrado il previsto aumento della quota di mercato delle automobili elettriche, anche in futuro si dovranno adottare misure di isolamento acustico.</p><p>L'Ufficio federale delle strade (USTRA), responsabile dell'attuazione delle disposizioni federali in materia di protezione fonica sulle strade nazionali, effettua una valutazione periodica delle esigenze avvertite in questo ambito. I risultati ottenuti sono presi in considerazione nella pianificazione degli interventi che vengono quindi predisposti solo laddove effettivamente necessari.</p><p>Alla luce di quanto esposto, anche in futuro (nonostante un aumento della percentuale di veicoli elettrici) i fondi destinati alle misure antirumore non potranno essere utilizzati per altri scopi, quali la promozione della mobilità elettrica. Il Consiglio federale non è pertanto disposto a trasformare le somme stanziate in incentivi per l'acquisto di auto elettriche.</p><p>La Confederazione mette in campo altri provvedimenti per promuovere la mobilità elettrica: ad esempio, le vetture elettriche sono esentate dall'imposta sugli autoveicoli (4 per cento del valore del veicolo) e attualmente non versano alcun contributo al finanziamento dell'infrastruttura nazionale, ad eccezione della tassa per l'utilizzazione delle strade nazionali.</p><p>La Confederazione sostiene inoltre l'ampliamento della rete di ricarica veloce lungo le strade nazionali nonché numerose attività di informazione e la pubblicazione di promemoria ad uso di Comuni, architetti e progettisti nell'ambito del programma "Svizzera Energia".</p><p>La roadmap mobilità elettrica 2022, sottoscritta il 18 dicembre 2018 da rappresentanti dei settori dell'energia elettrica e della mobilità nonché da esponenti di Confederazione, Cantoni e città, prevede ulteriori misure di promozione della mobilità elettrica, tra cui però non figura il sovvenzionamento dei mezzi a trazione elettrica.</p><p>Recentemente, in diversi Cantoni, sono state tuttavia approvate alcune agevolazioni, come gli incentivi all'acquisto in Turgovia e in Ticino o l'esonero parziale o totale dall'imposta cantonale sui veicoli a motore. Eventuali sgravi fiscali sono a discrezione dei Cantoni, cui spetta la competenza di riscuotere detta imposta.</p>  Risposta del Consiglio federale.