<h2>SubmittedText<h2><p>Il consuntivo 2022 della Confederazione rivela che la Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l’innovazione ha speso 536 milioni di franchi in meno rispetto a quanto preventivato. Il motivo è da ricercarsi nella non associazione della Svizzera al programma quadro di ricerca dell’UE Orizzonte Europa. Questo mezzo miliardo va ad aggiungersi ai 665 milioni di franchi (rimanenze di credito) del consuntivo federale 2021, soldi non spesi per le stesse ragioni.</p><p>Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Può dirci che fine hanno fatto questi 536&nbsp;milioni di franchi? Sono ancora nelle casse federali?</p><p>2. Unitamente alle rimanenze di credito del 2021, si tratta di oltre un miliardo di franchi che ha permesso di risanare le finanze federali a breve termine, e questo nonostante la volontà del Parlamento e della piazza svizzera della ricerca e dell’innovazione. Il Consiglio federale è disposto a tenerne conto per quanto riguarda i tagli al budget 2024 nel settore ERI, in un’ottica di simmetria dei sacrifici?</p><p>3. Nel consuntivo 2022 la SEFRI annuncia una crescita delle spese di personale pari a 1,7&nbsp;milioni di franchi per gestire a livello amministrativo le domande di finanziamento diretto. Quali sono le spese amministrative supplementari (totali e annuali), incluse le uscite del FNS e quelle di Innosuisse per le misure transitorie?</p><p>4. Tenuto conto della diversa composizione delle uscite a causa della non associazione (pagamenti scaglionati al posto di un contributo annuo), il Consiglio federale ritiene che, dal punto vista finanziario, sia possibile riassociarsi entro la fine della generazione del programma quadro in corso, ammesso che i negoziati con l’UE lo consentano?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Ad 1) Nel consuntivo 2022 la SEFRI ha fatto registrare un residuo di credito per spese di riversamento di 536&nbsp;milioni di franchi. Il motivo principale di tale residuo è da ricercarsi nella mancata associazione al pacchetto Orizzonte. Questo importo è così suddiviso: 394,8 milioni per i «Programmi di ricerca dell’UE» (A231.0276) e 57,9 milioni per le «Misure transitorie Pacchetto Orizzonte 2021–2027» (A231.0435). Altri crediti della SEFRI sono rimasti in parte inutilizzati. Grazie a questi residui il bilancio federale registra una riduzione del debito. La mancata associazione al pacchetto Orizzonte ha portato il Consiglio federale ad adottare misure transitorie anche per i bandi del 2022 ai quali non è stato possibile concorrere. Invece di destinare il contributo obbligatorio 2022 all’UE, dal 2023 è previsto un sostegno ai ricercatori in base all’avanzamento dei progetti (su circa 10 anni).&nbsp;</p><p>I versamenti saranno scaglionati, ma i ricercatori riceveranno lo stesso importo che avrebbero ricevuto se l’associazione fosse andata a buon fine (v. risposta 2).&nbsp;</p><p>Ad 2) Con i preventivi 2022, 2023 e, a breve, 2024, il Consiglio federale ha sottoposto al Parlamento la richiesta dei fondi necessari per le misure transitorie negli anni corrispondenti. Il volume delle misure transitorie si basa sul ritorno finanziario atteso per la Svizzera. In altre parole, ogni strumento è dotato dei mezzi finanziari che i ricercatori svizzeri avrebbero ricevuto in caso di associazione. I mezzi finanziari a disposizione e quelli già impegnati sono riportati con regolarità e in modo trasparente sul sito della SEFRI (cfr. mozione 22.3876, www.horizon-europe.ch).&nbsp;Indipendentemente dalle misure transitorie, nell’ambito dei dibattiti sul preventivo 2023 il Parlamento ha incrementato i mezzi del FNS e di Innosuisse rispettivamente di 50 e 35 milioni.<span style="color:black;"> In questo modo la volontà del Parlamento è confluita nei preventivi.</span></p><p>Come precisato nella risposta 1), le uscite avverranno nei prossimi anni. Occorre anche sottolineare che, se la riassociazione diventasse effettiva, oltre al credito d’impegno nei confronti dell’UE andrebbero onorate anche le misure transitorie già stabilite. Ai fondi non utilizzati attualmente si contrappongono i picchi di spesa attesi per i prossimi anni.&nbsp;</p><p>Nel preventivo 2024, per poter rispettare il freno all’indebitamento il Consiglio federale ha deciso di tagliare del due per cento le spese con un debole grado di vincolo<span style="background-color:white;color:#1E1E1E;">. Le misure transitorie sono però escluse dai tagli.&nbsp;</span></p><p>Ad 3) L’attuazione delle misure transitorie porta a maggiori costi amministrativi per la SEFRI e gli organi di promozione competenti, visto che questi ultimi si fanno carico dell’attuazione delle misure. Nel quadro dell’associazione questo compito è di competenza dell’UE e viene indennizzato dalla Svizzera attraverso una parte del contributo obbligatorio. Per il finanziamento diretto dei ricercatori la SEFRI stanzia 0,9 milioni di franchi supplementari (nel 2023). L’importo citato nel testo dell’interpellanza (1,7 mio. fr.) comprende anche le spese di personale in relazione alle infrastrutture di ricerca ERIC e al CERN. Il FNS può destinare al massimo il sette per cento delle misure per la fornitura di prestazioni. Ad oggi sono stati chiesti 5,7 milioni di franchi. Innosuisse può far valere i costi in misura adeguata rispetto ai fondi stanziati per la promozione. Fino ad ora sono stati fatti valere costi per un ammontare di 2,3 milioni di franchi, nel 2022, in relazione allo Swiss Accelerator.</p><p>Ad 4) In caso di associazione a Orizzonte Europa il Consiglio federale presenterà al Parlamento una proposta conforme al freno all’indebitamento per poter adottare le misure necessarie nel preventivo della Confederazione.</p>