<h2>SubmittedText<h2><p>La decisione del Consiglio federale e del Parlamento di mettere fine, in Svizzera, alla costruzione di nuove centrali nucleari e di non più sostituire quelle che arriveranno alla fine del loro ciclo di vita richiede un impegno enorme a livello di promozione delle energie rinnovabili e d'incremento dell'efficienza energetica. Per farvi fronte, nei prossimi anni al settore ricerca e sviluppo sarà attribuita un'importanza cruciale. È nell'interesse del nostro Paese intensificare il più possibile lo studio di nuove tecnologie, così come adoperarsi affinché la ricerca e lo sviluppo del settore siano, per quanto possibile, condotti in Svizzera. A tal fine, l'esperienza, le conoscenze e le risorse di cui dispongono i politecnici federali e numerose università cantonali vanno sviluppate in modo mirato e sistematico. </p><p>Invito quindi il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Come intende garantire che le tecnologie innovative necessarie per affrontare l'uscita dal nucleare siano sviluppate in Svizzera?</p><p>2. Quale ruolo attribuisce in quest'ambito ai politecnici federali e alle università?</p><p>3. Quali mezzi finanziari (supplementari), e per quale periodo, intende stanziare per la ricerca e lo sviluppo di alternative al nucleare?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Le misure in materia di politica della ricerca e dell'innovazione saranno fondamentali per concretizzare la progressiva uscita dal nucleare decisa dal Consiglio federale e dal Parlamento e per attuare la nuova strategia energetica 2050 della Confederazione. A tal fine, nella primavera del 2011 il Consiglio federale ha istituito il gruppo di lavoro interdipartimentale Energia, incaricandolo di una serie di perizie approfondite. Preso atto del rapporto di riferimento sullo stato e le prospettive della ricerca energetica ("Stand und Perspektiven Energieforschung", <a href="http://www.sbf.admin.ch/htm/dokumentation/publikationen/forschung/ 11.06.06.NFO.StandPerspektivenEnergieforschung_d.pdf">http://www.sbf.admin.ch/htm/dokumentation/publikationen/forschung/ 11.06.06.NFO.StandPerspektivenEnergieforschung_d.pdf</a>, disponibile soltanto in tedesco), datato 29 aprile/12 maggio 2011 ed elaborato sotto la direzione del Dipartimento federale dell'interno DFI, il governo ha posto l'accento sulle misure seguenti: riesame delle attività di ricerca energetica nel settore dei politecnici federali e nelle università cantonali e delle attività di ricerca applicata nelle scuole universitarie professionali; rafforzamento della collaborazione fra scuole universitarie ed economia; avvio di una nuova serie di programmi nazionali di ricerca (PNR) sull'energia; elaborazione di un piano d'azione per una ricerca coordinata in campo energetico in Svizzera; stanziamento di fondi federali per il finanziamento sussidiario di impianti pilota e di dimostrazione nel settore dell'energia e delle tecnologie ambientali.</p><p>Singole misure sono già in fase di attuazione: nel mese di luglio del 2011, per esempio, è stata aperta la procedura di selezione per proposte di PNR nel settore energetico. Sulla base dei risultati della valutazione scientifica in atto, il Consiglio federale deciderà nella primavera del 2012 su una nuova serie di PNR in materia. Sempre nell'estate del 2011, il governo ha conferito l'incarico per l'elaborazione di un piano d'azione sulla ricerca coordinata in campo energetico in Svizzera. Affidati al gruppo di lavoro interdipartimentale Energia, i lavori di preparazione si svolgono sotto la direzione del DFI e in stretta collaborazione con la Commissione federale per la ricerca energetica. Il relativo messaggio del Consiglio federale è atteso nel corso del 2012. Infine, con il masterplan Cleantech, adottato il 16 settembre 2011, il governo ha presentato una strategia per favorire l'efficienza delle risorse e promuovere l'impiego delle energie rinnovabili.</p><p>Alla luce di queste considerazioni, il Consiglio federale risponde come segue alle domande postegli:</p><p>1. Dal citato rapporto di riferimento sullo stato e le prospettive della ricerca energetica emerge che è necessario intervenire prioritariamente in cinque campi d'azione, quattro dei quali riguardano innovazioni tecnologiche (tecnologie per migliorare l'efficienza, sistemi energetici, sistemi di stoccaggio dell'energia e produzione di elettricità da fonti rinnovabili). Il quinto campo d'azione interessa l'attuazione della nuova strategia energetica, in particolare il fabbisogno di ricerca in merito ad aspetti politici, di economica pubblica e di mercato (p. es. ordinamento del mercato e incentivi). Questi campi d'azione prioritari vanno precisati e concretizzati nel piano d'azione in elaborazione il quale riguarda la ricerca coordinata in campo energetico in Svizzera. Occorrerà inoltre proporre misure di politica della ricerca e dell'innovazione a sostegno della nuova politica energetica della Confederazione, compreso il sostegno a impianti pilota e di dimostrazione, necessari per il trasferimento di tecnologie. L'obiettivo è di favorire l'applicazione e l'introduzione sul mercato delle tecnologie necessarie, in modo da raggiungere gli obiettivi di politica energetica fissati per il 2035 e il 2050.</p><p>2. Come in tutti i Paesi industrializzati, anche in Svizzera la ricerca è uno dei pilastri della politica energetica. I poteri pubblici vi investono ogni anno circa 213 milioni di franchi (2009): oltre il 70 per cento dei mezzi confluisce nel settore dei politecnici federali per la ricerca fondamentale e lo sviluppo di nuove tecnologie, il 10 per cento circa è assorbito dalle scuole universitarie professionali (SUP) e il 3 per cento dalle università. Le SUP puntano chiaramente sulla ricerca applicata e lo sviluppo, cooperando direttamente con istituzioni partner del settore pubblico e con imprese private. Dal canto loro, le università contribuiscono alla ricerca nei settori del diritto, dell'economia, delle scienze sociali e di altre scienze umane. Questa ripartizione dei ruoli fra gli attori del settore universitario darà i suoi frutti anche nella nuova strategia energetica della Confederazione.</p><p>3. Da una prima stima del fabbisogno (cfr. il già citato rapporto di riferimento) emerge che il nuovo orientamento della politica energetica richiederà entro il 2020 un raddoppio degli investimenti pubblici annui nella ricerca, nell'innovazione e nello sviluppo di nuove tecnologie. Un potenziamento della ricerca energetica nella misura prevista dagli esperti (incluso il sostegno a impianti pilota e di dimostrazione) richiede accertamenti approfonditi per verificare, ad esempio, le possibilità di ridurre i costi grazie a provvedimenti di concentrazione, raggruppamento e fissazione di priorità. Sin d'ora è certo che un potenziamento di quest'ordine di grandezza non potrà essere attuato nel sistema ERI svizzero dall'oggi al domani, ma solo a tappe. Gli accertamenti, come detto, sono tuttora in corso. Secondo gli esiti, nel suo messaggio sul piano d'azione per una ricerca coordinata in campo energetico in Svizzera il Consiglio federale procederà a una valutazione generale della questione e sottoporrà al Parlamento, per approvazione, le misure che riterrà necessarie.</p>  Risposta del Consiglio federale.