<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La legge del 9 ottobre 1992 sul diritto d'autore e sui diritti affini (LDA) prevede, all'articolo 20 capoverso 2, il versamento di un compenso all'autore di opere protette, riprodotte per uso privato (l'uso privato è definito dall'art. 19 cpv. 1 lett. b e c LDA). Questo compenso è di natura privata. ProLitteris non fa valere tale diritto nell'esercizio di una funzione sovrana.</p><p></p><p>ProLitteris non fa quindi parte delle organizzazioni che adempiono compiti d'esecuzione su mandato della Confederazione. Essa è una società, organizzata secondo i principi della cooperativa, degli autori ed editori che riscuote i diritti d'autore dei suoi membri nell'ambito dell'autonomia privata. In qualità di società di gestione essa soggiace però a una sorveglianza paragonabile a quella che vige nel settore delle assicurazioni e delle banche.</p><p></p><p></p><p>2. Il rilascio di un'autorizzazione a gestire diritti d'autore dipende dall'adempimento di premesse legali. Per ottenere un'autorizzazione, una società di gestione deve segnatamente essere costituita secondo il diritto svizzero, avere sede in Svizzera, accordare agli autori un adeguato diritto di partecipazione e offrire garanzie per una gestione economica. Di norma è rilasciata per categoria di opera un'unica autorizzazione. Se più società avanzano candidature per l'autorizzazione nello stesso settore di gestione, l'autorizzazione è in principio rilasciata al candidato che presenta le migliori premesse per un'attività di gestione efficiente.</p><p></p><p></p><p>3. La sorveglianza federale sulle società di gestione è mirata a ovviare a uno sfruttamento abusivo della situazione praticamente di monopolio, che tali organizzazioni di autosostegno dei creatori prendono nella funzione di fattore di collegamento fra i titolari dei diritti d'autore e gli utenti delle opere. A prescindere dal controllo sugli eventuali abusi, le società di gestione esercitano la loro attività nell'ambito dell'autonomia privata. La Confederazione non può quindi prescrivere loro come procedere nel far valere le pretese di diritto privato.</p><p></p><p>Occorre tuttavia osservare che le società di gestione sono obbligate ad allestire tariffe per le indennità da loro richieste. Esse devono trattare in merito alle tariffe con le associazioni determinanti degli utenti delle opere e, in seguito, sottoporle per approvazione alla Commissione federale arbitrale per la riscossione dei diritto d'autore e i diritti di protezione affini (commissione arbitrale). Le tariffe di ProLitteris per la fotocopiatura di opere protette hanno superato tale procedura d'approvazione e rispondono, in tutti i punti, al risultato delle trattative condotte con le associazioni degli utenti (Associazione mantello degli utenti dei diritti d'autori, VORORT, Unione svizzera delle arti e mestieri, ecc.).</p><p></p><p>Poiché tra ProLitteris e le associazioni rilevanti degli utenti era stata conclusa un'intesa, il sorvegliante dei prezzi, al quale compete il diritto di rilasciare raccomandazioni, aveva rinunciato a esprimere un parere in merito alla tariffa in questione.</p><p></p><p></p><p>4. La sorveglianza federale, oltre al controllo delle tariffe a cura della commissione arbitrale, prevede anche un controllo della gestione delle società di gestione da parte dell'Istituto Federale della Proprietà Intellettuale. L'Istituto esamina e approva i rapporti di gestione annuali delle società. Esso controlla in tale contesto segnatamente entrate e uscite, utilizzazione delle eccedenze d'entrata nonché evoluzione dell'aliquota delle spese.</p><p></p><p>L'aliquota delle spese delle società svizzere di gestione corrisponde all'incirca al 20% delle entrate. Valutando i costi amministrativi della gestione dei diritti d'autore occorre tenere conto della circostanza che esse non insorgono unicamente dall'attività d'incasso. Prima di potere incassare indennità, un determinato settore di gestione dev'essere trattato, allestendo e negoziando le tariffe con le associazioni degli utenti, per poi trascorrere l'intera procedura d'approvazione delle tariffe. Quanto più importante il numero degli utenti interessati da una tariffa, tanto maggiore sarà il dispendio amministrativo per l'incasso delle indennità. In molti settori devono anche essere adottati provvedimenti relativi alla sorveglianza del mercato; a tale attività si aggiunge la tenuta del processo nei casi di illecita utilizzazione, risp. del non avvenuto pagamento dell'indennità dovuta. Ancora più dispendioso che non l'esercizio del diritto all'ottenimento delle indennità è di norma la ripartizione tra gli aventi diritto delle somme entrate. La distribuzione avviene sulla base di complessi regolamenti sulla ripartizione e con l'aiuto di sistemi altamente tecnicizzati di elaborazione dei dati. Quanto più alte le esigenze poste al sistema di distribuzione, tanto più dispendiosa e costosa risulta l'attività delle società di gestione.</p><p></p><p>Visti i motivi menzionati più sopra, l'aliquota delle spese di per sé non dice molto in merito all'efficienza di una società di gestione. L'aliquota delle spese è relativamente alta già anche per il fatto che le società di riscossione sono tenute, per legge, a rilevare in modo più completo possibile gli utenti e a distribuire nella misura più esatta possibile le entrate.</p><p></p><p>Nell'ambito della sorveglianza sulla gestione, l'aliquota delle spese è in particolare esaminata nell'intento di rilevare se e se del caso per quali motivi è andata modificandosi da un periodo all'altro dell'esercizio. Le società di gestione devono rendere conto all'autorità di sorveglianza, nel loro rapporto di gestione annuale, in merito alle modificazioni dell'aliquota delle spese che fossero intervenute nel frattempo: tale necessità vale soprattutto in merito all'eventuale aumento dell'aliquota.</p><p></p><p></p><p>5. Occorreva attendersi che l'implementazione del compenso per le fotocopie sarebbe stata fonte di difficoltà. Questo fatto è dovuto anche a una carente coscienza della situazione legale. Secondo il diritto anteriore non era permesso fotocopiare all'interno dell'azienda per scopi d'informazione e documentazione. In effetti per ogni singola fotocopia avrebbe dovuto essere richiesto il consenso del titolare del diritto d'autore. Tale regolamentazione estranea alla pratica era però rimasta lettera morta e s'era semplicemente continuato a fotocopiare illegalmente. Secondo la nuova legge la riproduzione di opere protette per uso interno è invero permessa, ma con pertinente pretesa dell'autore a ottenere indennità. Il legislatore ha quindi sortito la prassi della fotocopiatura dall'illegalità, senza peraltro trascurare gli interessi economici degli autori. Determinate cerchie hanno dato prova di comprensione per tale equilibrio degli interessi soltanto fino al momento in cui è stato fatto valere il compenso per la copia di opere protette.</p><p></p><p>E' anche comprensibile che possano aversi difficoltà nella trasposizione in pratica del nuovo sistema di rimunerazione. Lo strumentario per risolvere queste problematiche è tuttavia disponibile. Esse dovranno essere risolte, secondo la loro natura, dagli interessati stessi, con l'assistenza dell'autorità di vigilanza, nell'ambito di una revisione della tariffa o di un processo esemplare. Né si deve temere che da parte della ProLitteris vengano avanzate esigenze, chiaramente ingiustificate, nei confronti degli utenti. La tariffa della riprografia, approvata dalla commissione arbitrale, da un canto, offre agli utenti la garanzia che ProLetteris non abbia a porre pretese inadeguatamente alte. D'altro canto, ove un singolo utente dubiti della legalità della pretesa, ProLitteris dovrà servirsi della via legale ordinaria allo scopo di far riconoscere tali pretese. La pretesa di un indennizzo in casi patentemente ingiustificati - ad esempio nei confronti di aziende che non dispongono di fotocopiatrice - richiamerebbe inoltre l'intervento dell'autorità di vigilanza, potendosi ravvisare, in siffatto modo d'agire, un'applicazione abusiva della tariffa.</p><p></p><p>L'istituzione di un mediatore non è necessaria, secondo il parere del Consiglio federale, viste le circostanze, siffatta funzione essendo almeno parzialmente espletata dall'Istituto Federale della Proprietà Intellettuale. Quest'ultimo può da un canto, in qualità di istanza neutrale, informare, in modo dettagliato e obiettivo, gli utenti in merito a situazione legale, contenuto della tariffa di reprografia e statuto giuridico della ProLitteris e, dall'altro, in qualità di organo di controllo, può anche contrastare un'applicazione abusiva della tariffa.</p>  Risposta del Consiglio federale.