<h2>SubmittedText<h2><p>Le leggi pakistane sulla blasfemia criminalizzano chiunque offenda l’islam e arrivano a prevedere la pena di morte o l’ergastolo. Queste leggi, inoltre, non sono sufficientemente definite e fissano requisiti limitati sul piano della produzione di prove. Spesso vengono quindi utilizzate per vendicarsi di musulmani e non musulmani, per regolare conti personali o dispute riguardanti denaro, proprietà o affari. Da anni la normativa in questione viene criticata da organizzazioni pakistane e internazionali per i diritti umani e dall’ONU.&nbsp;<br><br>Quest’estate, tuttavia, il Pakistan l’ha inasprita ulteriormente: con la modifica del codice penale approvata nel 2023 le pene in caso di offesa a seguaci, mogli e familiari del profeta Maometto aumentano, e passano da tre anni a minimo dieci, se non addirittura all’ergastolo. La società civile e i rappresentanti delle minoranze in Pakistan avevano avvertito che la legge avrebbe potuto incoraggiare violazioni dei diritti ed essere usata per perseguitare ulteriormente le minoranze religiose.<br><br>Il nostro Paese è uno dei principali investitori diretti in Pakistan. Gli intensi scambi commerciali bilaterali sono sostenuti da una serie di accordi economici. Nel preambolo della dichiarazione congiunta sulla cooperazione («Joint Declaration on Cooperation») del 2012, il Pakistan e la Svizzera affermano di voler fondare la loro cooperazione sul rispetto dei diritti umani.<br><br>1. Come valuta la Svizzera l’applicazione della legislazione sulla blasfemia in Pakistan, alla luce del diritto internazionale?<br><br>2. La Svizzera intrattiene con il Pakistan un dialogo politico regolare. In questo quadro è mai stata affrontata la questione della problematica legislazione sulla blasfemia? Quando si è svolto l’ultimo dialogo e quando si svolgerà il prossimo? Quali sono stati i risultati dell’ultimo dialogo?<br><br>3. La Svizzera ha chiesto al Pakistan, nell’ambito degli organismi multilaterali per i diritti umani dell’ONU, di modificare le sue norme sulla blasfemia affinché rispettino i diritti umani?<br><br>4. Che ruolo ha il rispetto dei diritti umani negli accordi economici con il Pakistan? Quali possibilità ha la Svizzera di esigere il rispetto dei diritti umani come prerequisito per la cooperazione? Sarebbe possibile, per esempio, affrontare il problema della legislazione sulla blasfemia tramite il comitato misto dell’AELS?<br><br>&nbsp;</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><div><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; text-align:justify; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">1. La legislazione sulla blasfemia in Pakistan viola il Patto internazionale </span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; text-align:justify; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">relativo ai diritti civili e politici («Patto ONU II»; RS 0.103.2), in particolare il diritto alla vita, il diritto alla libertà di religione e di credo e i diritti delle minoranze religiose. Secondo la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo può costituire un ostacolo all’espulsione (sentenza M.A.M. contro la Svizzera del 26 aprile 2022). </span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; text-align:justify; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial; -aw-import:ignore">&#xa0;</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; text-align:justify; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">2. Durante la sua visita ufficiale in Pakistan nel luglio del 2023, il consigliere federale Ignazio Cassis ha parlato con il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif della situazione dei diritti umani nel Paese. Le ultime consultazioni politiche tra la Svizzera e il Pakistan si sono svolte a Islamabad nel novembre del 2021. In particolare, sono stati discussi il divieto universale di tortura e maltrattamenti e l’abolizione della pena di morte. La prossima tornata di consultazioni potrebbe aver luogo nel 2024, ma la data non è ancora stata confermata. </span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; text-align:justify; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial; -aw-import:ignore">&#xa0;</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; text-align:justify; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">3. Nel gennaio del 2023, nell’ambito del quarto Esame periodico universale del Consiglio dei diritti umani dell’ONU sul Pakistan, la Svizzera ha espresso il suo punto di vista sui diritti religiosi, invitando il Governo del Paese ad adeguare le norme di diritto penale riguardanti la legislazione sulla blasfemia agli standard internazionali, conformemente al Patto ONU II. </span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; text-align:justify; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial; -aw-import:ignore">&#xa0;</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">4. Nel 2012 gli Stati AELS hanno firmato con il Pakistan una dichiarazione sulla cooperazione che stabilisce il quadro per lo scambio e la cooperazione in materia di questioni economiche e di investimento, e istituisce un comitato misto alle cui riunioni possono essere trattati temi rilevanti per il commercio e gli investimenti, compresi quelli relativi ai diritti umani. L’ultimo incontro del comitato misto si è svolto il 23 ottobre 2017; al momento non sono previste altre riunioni. A livello bilaterale la Svizzera e il Pakistan non intrattengono un dialogo economico istituzionalizzato. Le relazioni economiche bilaterali sono regolamentate da un accordo sulla protezione degli investimenti (in vigore dal 1996) e da una convenzione per evitare le doppie imposizioni (in vigore dal 2008). Nessuno di questi accordi prevede un dialogo regolare tra le parti. </span></p></div>