<h2>SubmittedText<h2><p>1. Qual è la posizione del Consiglio federale in merito ai sacchetti oxo-biodegradabili?</p><p>2. Il Consiglio federale intende vietare la distribuzione alle casse anche di questi sacchetti?</p><p>3. Il Consiglio federale sa come reagiscono i frammenti di questi sacchetti negli IDA?</p><p>4. Il Consiglio federale non considera abusiva e ingannevole la denominazione "biodegradabile"?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Con l'accoglimento della mozione de Buman 10.3850, il Consiglio federale è stato incaricato di vietare la distribuzione di sacchetti di plastica gratuiti alle casse. I lavori per l'attuazione di detto divieto sono stati avviati dall'Ufficio federale dell'ambiente, competente in materia. È previsto che il divieto di distribuire sacchetti di plastica gratuiti alle casse entri in vigore il 1° gennaio 2015.</p><p>Il Consiglio federale era già allora consapevole del fatto che un divieto unilaterale di distribuzione gratuita limitato a un tipo di materiale avrebbe comportato il rischio di passaggio ad altri sacchetti monouso potenzialmente dannosi dal punto di vista ambientale. D'altronde, le ulteriori riflessioni sull'applicazione della mozione lo sottolineano. Pertanto, l'attuazione della mozione deve includere tutti i materiali, anche i cosiddetti sacchetti di plastica bio. Il Consiglio federale si è posto l'obiettivo di garantire che nell'ambito di un acquisto in cui sia necessario o venga richiesto un imballaggio, ai clienti vengano offerti i sacchetti il più ecologici possibile.</p><p>Il Consiglio federale risponde alle singole domande come segue:</p><p>1. Le materie plastiche oxo-biodegradabili sono prodotte da plastiche derivanti dal petrolio alle quali vengono aggiunti degli additivi chimici che ne facilitano la degradazione. Questi additivi oxo consentono alla plastica di autodegradarsi sotto l'influsso di raggi UV, calore o umidità. Senza disporre di un bilancio ecologico dettagliato si può tuttavia affermare che, al contrario di un riutilizzo materiale o termico, in un simile processo di degradazione l'energia presente nella plastica va persa. Il riciclaggio delle plastiche oxo-biodegradabili con il PET diminuirebbe la qualità dei prodotti del riciclaggio o ne renderebbe addirittura impossibile il riciclaggio.</p><p>2. Nell'ambito dell'applicazione del divieto di distribuzione dei sacchetti di plastica, il Consiglio federale considererà i sacchetti oxo-biodegradabili alla stessa stregua dei sacchetti prodotti con altri materiali.</p><p>3. Come tutti gli altri rifiuti, i sacchetti di plastica non devono essere smaltiti insieme alle acque di scarico (art. 10 dell'ordinanza sulla protezione delle acque; RS 814.201). Se parti di detti sacchetti finissero comunque negli IDA, si può presumere che vengano trattati alla pari di tutte le altre sostanze solide, ossia che in questi impianti vengano ulteriormente separati dagli altri rifiuti (mediante pulizia meccanica e grigliatura) e che i residui vengano smaltiti come i rifiuti, ovvero inceneriti.</p><p>4. In assenza di una regolamentazione chiara (p. es. una norma), denominazioni o classificazioni quali biodegradabile sono valutazioni non controllate. I clienti non possono fare affidamento su simili indicazioni e possono, per lo meno in modo indiretto, essere influenzati nelle loro decisioni (di acquisto) </p><p>Nel caso concreto, l'espressione plastica biodegradabile non è errata dal punto di vista scientifico, ma al contempo sottintende in modo indiretto che il prodotto possiede qualità ecologiche migliori rispetto ad altri, fatto tutt'altro che dimostrato. Questo è uno dei motivi per cui il Consiglio federale non promuove egli stesso classificazioni ecologiche. Marchi o etichette energia vengono appoggiati soltanto a condizione che i requisiti possano essere misurati e raffrontati in modo inequivocabile e secondo regole definite. Un divieto formale di questa denominazione per i sacchetti di plastica non è tuttavia opportuno, in quanto questi sottostanno in ogni caso al divieto generale di distribuzione di sacchetti di plastica gratuiti.</p>  Risposta del Consiglio federale.