<h2>SubmittedText<h2><p>Considerati i terribili danni causati dal maltempo che ha imperversato in diverse regioni della Svizzera, il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Come valuta il bilancio globale dei danni allo stato attuale?</p><p>2. Come valuta l'intervento della protezione della popolazione (esercito, protezione civile, vigili del fuoco) e il coordinamento con le cellule di crisi?</p><p>3. I programmi di sgravio hanno fatto sì che non sia stato possibile attuare integralmente le necessarie misure di prevenzione quali le opere di protezione, le rinaturalizzazioni di corsi d'acqua e la cura delle foreste?</p><p>4. Gli insegnamenti tratti dalle precedenti catastrofi naturali e i conseguenti provvedimenti adottati hanno potuto evitare danni ancora maggiori?</p><p>5. Come valuta un'eventuale relazione tra le inondazioni e l'impermeabilizzazione del suolo?</p><p>6. Il Consiglio federale può prolungare mediante misure legislative il periodo di preallarme?</p><p>7. A suo avviso, quali sono le necessità d'intervento politico e tecnico a breve, medio e lungo termine al fine di poter adottare nel quadro delle sue competenze ulteriori misure di prevenzione?</p><p>8. Qual è il suo margine d'azione affinché i cantoni completino le carte di pericolo tra due e tre anni e non tra otto e dieci anni come previsto? Quale strategia adotta per colmare le lacune in materia di protezione contro le piene?</p><p>9. Quali aiuti supplementari prevede per poter ripristinare al più presto le infrastrutture e sostenere economicamente e singolarmente i comuni interessati e la relativa popolazione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Le assicurazioni cantonali sui fabbricati e le compagnie private di assicurazione stimano a circa 2 miliardi di franchi l'ammontare attuale dei danni. La maggior parte dei danni privati dovrebbe così essere coperta. I costi per il ripristino delle infrastrutture sono pari a circa 510 milioni di franchi e saranno a carico del settore pubblico.</p><p>2. La catrastrofe maltempo del 2005 è il primo grande evento che ha richiesto l'applicazione del nuovo sistema integrato di protezione della popolazione (polizia, pompieri, sanità pubblica in qualità di mezzi di primo intervento e servizi tecnici e protezione civile in qualità di mezzi di sostegno). In base alle prime reazioni si può affermare che il sistema ha funzionato efficacemente. Gli organi di condotta comuni creati con la riforma della protezione della popolazione ("Stati Maggiori di crisi") a livello cantonale, regionale e comunale hanno fatto un buon lavoro e svolto correttamente il nuovo ruolo e la nuova funzione di organi di coordinamento globale nel sistema integrato di protezione della popolazione. L'intervento sussidiario dell'esercito, nonostante i precedenti tagli alle risorse (riforma dell'esercito), è stato rapido e si è avvalso dei mezzi necessari. In sintesi si può affermare che la catastrofe maltempo del 2005 è stata gestita in modo più efficiente rispetto agli eventi del 1999 (piena di Pentecoste e la tempesta Lothar).</p><p>3. Il finanziamento delle misure preventive è sostenuto congiuntamente dalla Confederazione, dai cantoni e dai comuni. Nel quadro della politica di contenimento delle spese, anche a livello cantonale e comunale sono in corso programmi di sgravio. Questi hanno causato ritardi nella realizzazione di certi progetti cosicché la precarietà finanziaria della Confederazione finora non ha praticamente avuto conseguenze sulla realizzazione delle misure preventive. Tuttavia, già il 18 novembre 2004 il DATEC ha introdotto un ordine delle priorità per i progetti di protezione contro le piene. Per questo motivo sono stati vincolati 6 milioni di franchi dei crediti del 2006 e 4 milioni di franchi dei crediti del 2007. Queste delibere hanno segnato una svolta nel finanziamento dei progetti di ingegneria fluviale.</p><p>Nel settore delle foreste, il programma di sgravio 2003 sarà attuato a tappe entro il 2006. Se il maltempo più frequente e più intenso dovesse incrementare le esigenze relative alle misure di prevenzione intese come cura sufficiente delle foreste sugli scoscendimenti e sulle zone rivierasche di tutti i ruscelli e gli alvei, le risorse finanziarie rischierebbero di essere insufficienti. </p><p>4. Nei casi in cui le misure di protezione contro le piene sono state realizzate secondo i principi in vigore è stato chiaramente possibile prevenire danni maggiori, come è stato constatato per l'Engelbergeraa e Sachseln. </p><p>Anche la riorganizzazione delle operazioni di comando, soccorso e salvataggio nel quadro della riforma della protezione della popolazione ha permesso di rendere più efficienti gli interventi rispetto al passato. Al tempo stesso, dopo la tempesta Lothar (1999) Meteo Svizzera, ha attivato un moderno sistema di allerta in caso di maltempo. Questi miglioramenti sono anche il risultato degli insegnamenti tratti dai grandi eventi di maltempo degli ultimi venti anni.</p><p>5. Numerosi studi scientifici hanno mostrato che l'effetto dell'impermeabilizzazione del suolo in caso di precipitazioni di elevata intensità è stato provato soltanto per piccole superfici caratterizzate da un'elevata densità edilizia. L'evento del 21/22 agosto 2005 era stato caratterizzato da precipitazioni persistenti e intense, la cui natura ha avuto solo una modesta incidenza. Inoltre, la formazione del deflusso si è verificata principalmente in aree prive di vera e propria impermeabilizzazione, cosicché per questo evento è da escludere un influsso dell'impermeabilizzazione.</p><p>6. Ferma restando l'esattezza, in relazione a un possibile prolungamento del preallarme occorre distinguere tra grandi bacini idrografici (pui di 5000 chilometri quadrati) e piccoli bacini idrografici. Meteo Svizzera e il Servizio idrologico nazionale cooperano da lungo tempo e con successo nell'ambito delle previsioni di portata per i grandi bacini. La stretta collaborazione ha funzionato anche nel sistema di preallarme per il maltempo di agosto (allerta Meteo e preallarme piene). Un'ulteriore ottimizzazione richiede maggiori sforzi quanto alla base dei dati e ai modelli per le previsioni meteorologiche e della portata che causano costi. </p><p>Per questo motivo il Consiglio federale ha incaricato il DDPS di elaborare, di concerto con la piattaforma nazionale sui pericoli naturali e i servizi federali interessati, proposte per ottimizzare il sistema di allerta e di allarme e la definizione delle misure necessarie.</p><p>7. Le misure di prevenzione già attuate hanno fondamentalmente dato i loro frutti. Esse provano che le basi legali per una politica di protezione secondo una gestione integrale del rischio sono sufficienti.</p><p>Un livello di sicurezza equilibrato e adeguato può essere garantito soltanto con una gestione integrale del rischio che comprende la prevenzione (p. es. misure di manutenzione, misure pianificatorie come gli spazi liberi in caso di inondazioni, opere di protezione), la preparazione (p. es. organizzazione, pianificazione delle risorse e degli interventi, formazione), l'intervento (p. es. preallarme, allarme, informazione, soccorso, prevenzione dei danni) e il ripristino (p. es. approvvigionamento e smaltimento, sistemi di trasporto, comunicazione).</p><p>Le misure di prevenzione di tutti gli attori (proprietari, assicuratori, comuni, cantoni e la Confederazione) devono essere meglio coordinate. Occorre valutare le misure per liberare gli spazi necessari a una maggiore sicurezza (adeguamento dell'utilizzazione fino alla demolizione di edifici in punti critici). Nel settore degli interventi occorre prestare ancora più attenzione all'informazione della popolazione che deve essere il più possibile tempestiva e precisa.</p><p>8. La messa a punto delle carte dei pericoli e soprattutto la successiva attuazione nell'ottica della pianificazione del territorio sono un processo che non può essere accelerato a volontà. La responsabilità delle carte dei pericoli spetta ai cantoni e ai comuni. Per poter tenere conto delle esperienze locali e contare sul necessario consenso è importante che essi siano integrati nei lavori. Questo consenso è del resto un presupposto fondamentale per l'attuazione delle carte dei pericoli nel quadro della pianificazione dell'utilizzazione. A questo livello, per quanto riguarda i tempi, occorre comunque fare i conti con le procedure di autorizzazione e le possibilità di adire le vie legali. I ritardi a livello di attuazione sono di gran lunga maggiori rispetto ai tempi di messa a punto delle carte che in linea di massima potranno essere concluse per il 2011.</p><p>9. La copertura dei danni diretti per la popolazione interessata è innanzitutto assunta dalle assicurazioni e, in casi di rigore, dalla Catena della solidarietà. Un ripristino possibilmente tempestivo dell'infrastruttura è il contributo più efficace con cui il settore pubblico può aiutare economicamente la popolazione. Avvalendosi delle possibilità offerte dalla legislazione, il Consiglio federale vuole sostenere i cantoni con una somma complessiva di 251,3 milioni di franchi.</p>  Risposta del Consiglio federale.