<h2>SubmittedText<h2><p><span style="color:black;">Il Consiglio federale è incaricato di annullare il cambio di prassi effettuato dal 17&nbsp;luglio 2023 dalla SEM per le domande d’asilo delle cittadine afghane. Il criterio determinante deve essere il Paese d’origine e non la cittadinanza.</span></p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><div><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">L’articolo</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">3 della legge sull’asilo (LAsi; RS 142.31) considera rifugiati le persone che, nel Paese di origine o di ultima residenza, sono esposte a seri pregiudizi per i motivi elencati nel capoverso</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">1 o hanno fondato timore di essere esposte a tali pregiudizi. Questa definizione materiale riprende in sostanza quella della Convenzione di Ginevra del 28</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">luglio 1951 sullo statuto dei rifugiati, ratificata dalla Svizzera il 21</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">gennaio 1955 (RS</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">0.142.30). La qualità di rifugiato può essere riconosciuta soltanto in rapporto al Paese d’origine, ossia il Paese di cui il richiedente l’asilo ha la cittadinanza, o al Paese di ultima residenza nel caso degli apolidi.</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">La prassi della Segreteria di Stato della migrazione (SEM) relativa al riconoscimento della qualità di rifugiato alle donne e ragazze afghane non è contraria al meccanismo delle decisioni di non entrata nel merito previsto all’articolo</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">31</span><span style="font-family:Arial; font-style:italic">a</span><span style="font-family:Arial"> capoverso</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">1 LAsi. È possibile rendere una decisione di questo tipo, e quindi rinunciare all’esame delle condizioni per il riconoscimento della qualità di rifugiato, se la persona può cercare protezione in uno Stato terzo in cui ha soggiornato in precedenza. Ciò esige, come condizioni preliminari, che lo Stato terzo in questione abbia acconsentito a riammettere la persona sul suo territorio e rispetti il principio di non respingimento (cfr. parere del Consiglio federale relativo alla mozione Bircher 23.4020 «Nessun asilo sistematico per le donne e i bambini afghani: non entrare più nel merito di domande d’asilo manifestamente abusive»). Pertanto, anche con la nuova prassi le cittadine afghane che possono ritornare nello Stato terzo in cui hanno soggiornato precedentemente non sono riconosciute come rifugiate e quindi non ottengono asilo in Svizzera. </span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">Secondo la LAsi, la SEM decide sulla concessione o sul rifiuto dell’asilo e sull’allontanamento dalla Svizzera (art.</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">6</span><span style="font-family:Arial; font-style:italic">a</span><span style="font-family:Arial"> LAsi). </span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">La SEM continua a osservare attentamente la situazione in Afghanistan e se necessario adegua la sua prassi in materia di asilo e allontanamento. La situazione in Afghanistan resta molto critica. L’Agenzia dell’Unione europea per l’asilo (EUAA) ha infatti constatato, nella sua nota di orientamento di gennaio 2023, che sotto il regime dei talebani le donne e le ragazze nutrono timori fondati di subire persecuzioni rilevanti in materia di asilo. Questa constatazione è ampiamente condivisa dagli altri Paesi europei. Non è pertanto opportuno revocare la prassi adottata di recente per le donne e ragazze afghane. Va peraltro rammentato che la prassi in vigore non prevede un diritto automatico allo statuto di rifugiato; ogni caso deve essere esaminato singolarmente. </span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">Il Consiglio federale rinvia inoltre alla sua risposta all’interpellanza Würth 23.4014 «Situazione d’asilo Afghanistan», in cui ha risposto a varie domande sulla nuova prassi riguardante le Afghane.</span></p></div><br><br>Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.