B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i ch t T ri b u n a l ad m i n i s t r a t i f f éd é r a l T ri b u n a l e am m i n i s t r a t i vo f e d e r a l e T ri b u n a l ad m i n i s t r a t i v fe d e r a l Corte IV D-1262/2023 S e n t e n z a d e l 9 m a r z o 2 0 2 3 Composizione Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, con l’approvazione del giudice Thomas Segessenmann; cancelliera Alissa Vallenari. Parti A._______, nata l’(…), con il marito B._______, nato il (…), Georgia, entrambi rappresentati da Elena Fortunato, SOS Ticino Protezione giuridica della Regione Ticino e Svizzera centrale - Caritas Svizzera, (…), ricorrenti, contro Segreteria di Stato della migrazione (SEM), Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore. Oggetto Esecuzione dell’allontanamento (non entrata nel merito, nessuna domanda asilo - art. 31a cpv. 3 LAsi); decisione della SEM del 24 febbraio 2023 / N (…). D-1262/2023 Pagina 2 Fatti: A. A.a Gli interessati hanno presentato delle domande d’asilo in Svizzera il (…) novembre 2022. Essi hanno depositato agli atti gli originali dei loro passaporti e delle loro carte d’identità. A.b In data (…) febbraio 2023 si è svolta con entrambi i richiedenti un’au- dizione circa i loro motivi d’asilo. Durante tali audizioni, entrambi gli interessati hanno riferito, di aver vissuto da ultimo a C._______ e di essere espatriati dal paese d’origine il (…). Per quanto concerne A._______ (di seguito anche: insorgente 1 o la ricor- rente), ella ha asserito di essere espatriata dopo che le avrebbero diagno- sticato in patria un tumore al seno , per farsi curare in Svizzera, nonché poiché avrebbero difficoltà ad avere figli con il marito, malgrado le visite ginecologiche e gli esami effettuati in Georgia, ed i trattamenti contro il car- cinoma che le avrebbero voluto somministrare in patria, avrebbero potuto inficiare la possibilità di avere figli. In caso di ritorno nel Paese d’origine ella teme per la sua salute, i trattamenti ed accertamenti effettuati in Svizzera non sarebbero difatti disponibili in Georgia, nonché sarebbe difficile econo- micamente sostenerne i costi, essendo peraltro che ella non avrebbe più potuto lavorare a causa della distanza da affrontare per ottenere le terapie necessarie. Interrogata circa il suo stato valetudinario attuale, la richie- dente ha riferito che starebbe effettuando il secondo ciclo di chemioterapia. Ella dovrebbe in totale eseguire sei cicli di chemioterapia (della durata di tre settimane ciascun ciclo), prima di effettuare l’intervento per eliminare i tumori restanti. A fianco alla terapia chemioterapica, assumerebbe anche una terapia ormonale e anticorpale. Starebbe inoltre assumendo delle me- dicine per eliminare gli effetti collaterali della chemioterapia (problemi al cuore, ipertensione, difficoltà di respirazione e senso di nausea costante). Ella dovrebbe ancora svolgere un accertamento genetico ed una visita car- diologica. Dal canto suo B._______ (di seguito anche: insorgente 2 o il ricorrente), ha dichiarato di essere espatriato a causa dello stato di salute della moglie, nonché per problematiche d’infertilità della coppia. Nel caso di un suo ri- torno in patria egli non temerebbe nulla, a parte di perdere la moglie. Que- stionato anche lui riguardo al suo stato di salute, egli ha asserito di avere problematiche di pressione alta sotto trattamento con Amlodipin, di soffrire d’insonnia per la quale starebbe assumendo dei medicamenti che influireb- bero sull’occhio, il quale avrebbe un’atrofia e che starebbe attendendo per D-1262/2023 Pagina 3 questo una visita oftalmologica. Inoltre riceverebbe per endovena la vita- mina B12. A.c Agli atti vi sono pure diversi fogli di trasmissione di informazioni medi- che (di seguito: F2) e certificati medici, inerenti alle visite mediche effet- tuate in Svizzera dai richiedenti, di cui si dirà, per quanto necessario, nei considerandi. B. Il 22 febbraio 2023, la SEM ha emanato il suo progetto di decisione nega- tivo. Con parere del 23 febbraio 2023, gli interessati hanno preso posizione in merito. C. Con decisione del 24 febbraio 2023, notificata lo stesso giorno (cfr. [atto della SEM] n. [{…}]-49/1), l’autorità inferiore non è entrata nel merito delle loro domande d’asilo ex art. 31a cpv. 3 della legge sull’asilo (LAsi, RS 142.31), ha pronunciato il loro allontanamento dalla Svizzera, nonché l’esecuzione del medesimo provvedimento, siccome ammissibile, ragione- volmente esigibile e possibile. D. Gli interessati sono insorti con ricorso del 3 marzo 2023 (cfr. risultanze pro- cessuali), dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribu- nale) avverso la succitata decisione, chiedendo l’annullamento della deci- sione impugnata, ed in subordine che gli atti siano restituiti alla SEM per il completamento istruttorio nell’ambito di una procedura ampliata. Hanno al- tresì formulato istanza di assistenza giudiziaria, nel senso de ll’esenzione dal versamento delle spese processuali e del relativo anticipo. E. Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti saranno ripresi nei conside- randi qualora risultino decisivi per l’esito della vertenza. Diritto: 1. Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF, in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). D-1262/2023 Pagina 4 Il ricorso, presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 3 LAsi), contro una decisione in materia di asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31-33 LTAF), è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a–c e art. 52 cpv. 1 PA. Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso. 2. Proseguendo, giusta l’art. 111 lett. e LAsi, il presente ricorso è deciso dal giudice in qualità di giudice unico con l’approvazione di un secondo giudice, in quanto manifestamente fondato ai sensi dei motivi che seguono , e la decisione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi). Al- tresì, ai sensi dell’art. 111a cpv. 1 LAsi, il Tribunale rinuncia allo scambio di scritti. 3. Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del diritto federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile- vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi) e, in materia di diritto degli stranieri, pure l’ina- deguatezza ai sensi dell’art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 consid. 5). Il Tribu- nale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle con- siderazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2). 4. Oggetto del ricorso, nel caso in parola, risulta essere esclusivamente la questione dell’esecuzione dell’allontanamento. Gli insorgenti infatti, se- condo il senso delle argomentazioni ricorsuali, così come alla luce delle conclusioni esposte nel gravame , non sollevano alcun a censura che sa- rebbe atta a contestare la non entrata nel merito delle loro domande d’asilo ai sensi dell’art. 31a cpv. 3 LAsi da parte della SEM . Invero, nello stesso essi contestano unicamente l’esecuzione del loro allontanamento verso la Georgia in ragione dello stato di salute della ricorrente, che non sarebbe stato accertato in modo esatto e completo da parte dell’autorità inferiore. Tenuto conto del fatto che l’oggetto del litigio è delimitato dalle conclusioni delle parti (cfr. MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER/KAYSER, Prozessieren vor dem Bundesverwaltungsgericht, 3a ed. 2022, n. 1.56, pag. 29) la decisione è cresciuta in giudicato in materia d’asilo e riguardo alla pronuncia dell’al- lontanamento (cfr. cifre 1 e 2 del dispositivo della decisione impugnata). Il Tribunale si limiterà pertanto all’esame della questione contestata relativa all’esecuzione dell’allontanamento. D-1262/2023 Pagina 5 5. 5.1 Nel suo provvedimento, l’autorità inferiore ha dapprima concluso che nelle fattispecie n on sarebbe applicabile il principio di non -respingimento previsto agli art. 5 cpv. 1 LAsi e 33 della Convenzione sullo statuto dei rifu- giati del 28 luglio 1951 (RS 0.142.30). Inoltre non sussisterebbero agli atti, indizi tali da ritenere che un loro rientr o in patria li esporrebbe concreta- mente e seriamente ad una pena o ad un trattamento proscritti dall’art. 3 CEDU. Anche dal profilo dell’esigibilità della misura di allontanamento, non sarebbero ravvisabili degli ostacoli, in particolare riguardo al loro s tato di salute. Difatti essi, ora come già in passato, potrebbero avere accesso in Georgia alle cure ed ai controlli per i loro problemi medici. Inoltre, in parti- colare per le malattie oncologiche, il governo georgiano avrebbe molto ope- rato al fine di migliorare l’accesso alle cure e per ampliare le possibilità di trattamento. Altresì le cure oncologiche e gli interventi chirurgici, come pure la chemioterapia, l’ormonoterapia e la radioterapia sarebbero completa- mente finanziati dall’ Universal Health Care Pr ogram (UHCP). Essi po- tranno inoltre richiedere un sostegno finanziario per assicurare l’assistenza medica e l’eventuale proseguimento di trattamenti necessari per un pe- riodo limitato nel Paese d’origine. Concernente la richiesta espressa dal loro rappresentante legale, la SEM – in un apprezzamento anticipato delle prove – ha stabilito che altri accertamenti medici non sarebbero necessari, in quanto le ulteriori diagnosi potranno essere appurate nel loro paese d’origine, il quale disporrebbe di una buona ass istenza sanitaria. L’accer- tamento dei fatti rilevanti da parte dell’autorità inferiore, sarebbe quindi stato effettuato in modo completo. Per di più, l’esecuzione del loro allonta- namento verso il precitato Stato, sarebbe pure possibile. 5.2 Dal canto loro, nel l’impugnativa, gli insorgenti ritengono innanzitutto che l’istruzione medica della causa da parte della SEM sia lacunosa ed incompleta. Difatti, si dovrebbe ancora ricevere l’esito dell’esame cardiolo- gico effettuato il 28 febbraio 2023 nonché dell’esame genetico che la ricor- rente sosterrebbe l’8 marzo 2023. Peraltro, la situazione medica dell’insor- gente 1, necessiterebbe di ulteriori approfondimenti, come segnalato nella lettera ambulatoriale del 27 dicembre 2022. A ciò si aggiunga, che sarebbe pure stato richiesto un supporto psicologico per la ricorrente. A mente degli insorgenti, un accertamento completo ed aggiornato della situazione vale- tudinaria della medesima, sarebbe necessario per poter procedere all’esame individualizzato della liceità e dell’esigibilità dell’esecuzione del loro allontanamento. In tale ottica, anche la mera esistenza di un numero ridotto di strutture mediche, non sarebbe sufficiente per escludere il rischio di gravissime conseguenze per la ricorrente in caso di allontanamento, in particolare in ragione dell’asse nza di un rapporto medico dettagliato e di D-1262/2023 Pagina 6 concrete ed attuali indicazioni circa l’effettiva accessibilità alle strutture georgiane. Alla luce di tali elementi, in mancanza di un rapporto medico completo che attesti sia delle diagnosi, sia dei trattamenti necessari, non- ché della prognosi (ancora assente) e l’accesso a specifici trattamenti nel Paese d’origine, gli insorgenti ritengono che la SEM abbia violato il princi- pio inquisitorio, accertando in modo incompleto lo stato di salute della ri- corrente. In un passo successivo, i ricorrenti contestano che l’assistenza sanitaria in ambito medico e psichico in patria sarebbe di principio garan- tita, come sostenuto dalla SEM citando informazioni non attualizzate. Pe- raltro, la ricorrente non riuscirebbe a riprendere le cure chemioterapiche immediatamente – anche per motivi economici – e pertanto la sua interru- zione metterebbe a rischio la sua vita. L’autorità inferiore trascurerebbe inoltre nella sua decisione la concreta difficoltà di affrontare un viaggio ae- reo del l’insorgente 1, vista la grave immunodepressione derivante dalla chemioterapia. Infine, i ricorrenti sottolineano come la trattazione della loro domanda d’asilo in procedura celere, invece che in quella ampliata, avrebbe concorso ad un accertamento inesatto ed incompleto dei fatti giu- ridicamente rilevanti, in particolare dal profilo dell’istruzione medica e della consequenziale inadeguata valutazione da parte della SEM degli ostacoli al loro allontanamento. 6. 6.1 Nelle procedure d’asilo – così come nelle altre procedure di natura am- ministrativa – si applica il principio inquisitorio. Ciò significa che l’autorità competente accerta d’ufficio i fatti (art. 6 LAsi in relazione all’art. 12 PA). In concreto, essa deve procurarsi la documentazione necessaria alla tratt a- zione del caso, chiarire le circostanze giuridiche ed amministrare a tal fine le opportune prove a riguardo (cfr. DTAF 2012/21 consid. 5). L’istruzione d’ufficio (“Amtsermittlung”) è da ritenersi conclusa nel momento in cui i fatti giuridicamente rilevanti sono stati chiariti o quando, in modo non arbitrario, si può partire dall’assunto che ulteriori chiarimenti non porteranno a cono- scenze aggiuntive sulla questione (cfr. DTAF 2012/21 consid. 5). 6.2 . Il principio inquisitorio non dispensa comunque le parti dal dovere di collaborare all’accertamento dei fatti ed in modo particolare dall’onere di provare quanto sia in loro facoltà e quanto l’amministrazione o il giudice non siano in grado di delucidare con mezzi propri (art. 13 PA ed art. 8 LAsi; cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 5.1). 6.3 L’accertamento dei fatti è incompleto allorquando tutte le circostanze di fatto e i mezzi di prova determinanti per la decisione non sono stati presi in considerazione. Esso risulta inesatto se l’autorità omette di amministrare D-1262/2023 Pagina 7 la prova di un fatto giuridicamente rilevante, apprezza in maniera erronea il risultato dell’amministrazione di un mezzo di prova o fonda la decisione su fatti non conformi all’incarto (cfr. DTAF 2015/10 consid. 3.2; sentenze del TAF A-671/2015 del 3 agosto 2020 consid. 2.1 e D -1079/2018 del 17 dicembre 2019 consid. 5.2; KIENER/RÜTSCHE/KUHN, Öffentliches Ver- fahrensrecht, 3a ed. 2021, n. marg 1585). Significativo è il substrato fattuale per le condizioni di applicazione della norma giuridica (cfr. sentenza del TAF D -291/2021 del 9 marzo 2021 consid. 7.2.2; ISABELLE HÄNER, in: Häner/Waldmann, Das erstinstanzliche Verwaltungsverfahren, 2008, n. 34). 6.4 Quando in sede ricorsuale vengono identificate delle carenze nell’istru- zione del caso, gli atti vanno di principio retrocess i all’autorità di prima istanza, di modo che questa possa procedere ad un nuovo e completo ac- certamento dei fatti . Ciò nondimeno, il Tribunale amministrativo federale resta libero di raccogliere gli elementi necessari al giudizio se una tale so- luzione appare giudizios a per ragioni di economia procedurale ( cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 5.2 e rif. citati; MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER/ KAYSER, op. cit., n. 2.191, pag. 125). 6.5 Dal canto suo l’obbligo di motivazione è corollario fondamentale del diritto di essere sentito (disciplina to dall’art. 29 cpv. 2 Cost.). Detta prero- gativa è finalizzata a permettere ai destinatari e a tutte le persone interes- sate, di comprenderla, eventualmente di impugnarla, in modo da rendere possibile all’autorità di ricorso, se adita, di esercitare conveni entemente il suo controllo (cfr. DTF 139 V 496 consid. 5.1, 136 I 184 consid. 2.2). Ciò non significa che l’autorità sia tenuta a pronunciarsi in modo esplicito ed esaustivo su tutte le argomentazioni addotte; essa può occuparsi delle sole circostanze rilevanti per il giudizio (cfr. DTF 133 III 439 consid. 3.3). Per adempiere a queste esigenze è necessario che essa menzioni, almeno brevemente, i motivi sui quali ha fondato la sua decisione, in modo da con- sentire agli interessati di apprezzarne la portata (c fr. DTF 136 I 229 con- sid. 5.2, 136 V 351, 129 I 232 consid. 3.2; DTAF 2013/34 consid. 4.1, 2012/23 consid. 6.1.2; sentenza del Tribunale federale 2C_1020/2019 del 31 marzo 2020 consid. 3.4.2). 6.6 6.6.1 Per quanto attiene all’esecuzione d ell’allontanamento, per rinvio dell’art. 44 LAsi, l’art. 83 della legge federale sugli stranieri e la loro inte- grazione del 16 dicembre 2005 (LStrI, RS 142.20) prevede che la stessa sia ammissibile (cpv. 3), esigibile (cpv. 4) e possibile (cpv. 2). In caso di non D-1262/2023 Pagina 8 adempimento di una di queste condizioni, la SEM dispone l’ammissione provvisoria (art. 44 LAsi e art. 83 cpv. 1 LStrI). 6.6.2 A norma dell’art. 83 cpv. 3 LStrI, l’esecuzione dell’allontanamento non è ammissibile quando comporterebbe una violazione degli impegni di diritto internazionale pubblico della Svizzera. La portata di detta norma non si esaurisce nella massima del divieto di respingimento. Anche altri impegni di diritto internazionale della Svizzera possono essere ostativi all’esecu- zione del rimpatrio in particolare l’art. 3 CEDU o l’art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105; cfr. DTAF 2013/27 con- sid. 8.2 e relativi riferimenti). Per quanto concerne più specificamente una persona con problemi di salute, occorre rammentare che secondo la giuri- sprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo (di seguito: CorteEDU), il ritorno forzato della stessa non è suscettibile di costituire una violazione dell’art. 3 CEDU che se la medesima si trovi in uno stadio a tal punto avan- zato e terminale da lasciar presupporre che, a seguito del suo trasferi- mento, la sua morte appaia come una prospettiva prossima (cfr. sentenza della CorteEDU N. contro Regno Unito del 27 maggio 2008, 26565/05; DTAF 2011/9 consid. 7.1). Tale giurisprudenza è stata ulteriormente preci- sata, nel senso che il ritorno dell’interessato può pure risultare contrario all’art. 3 CEDU se nello Stato di destinazione non vi sono i trattamenti me- dici adeguati, e la persona in questione sarà quindi confrontata ad un reale rischio di un grave, rapido ed irreversibile peggioramento delle sue condi- zioni di salute comportante delle intense sofferenze o una significativa ri- duzione della speranza di vita (cf r. sentenza della CorteEDU Paposhvili contro Belgio del 13 dicembre 2016, 41738/10, §181 segg.; cfr. anche DTAF 2017 VI/7 consid. 6.2). 6.6.3 Dal profilo invece dell’esigibilità, giusta l’art. 83 cpv. 4 LStrI, per quanto attiene alle persone in trattamento medico in Svizzera, l’esecuzione dell’allontanamento diviene inesigibile nella misura in cui, nel caso di rien- tro nel loro paese d’origine o di provenienza, potrebbero non ricevere le cure essenziali che garantiscano loro delle condizioni minime d’esistenza. Per cure essenziali, si intende le cure di medicina generale e d’urgenza assolutamente necessarie alla garanzia della dignità umana. L’art. 83 cpv. 4 LStrI, non può invece essere interpretato quale norma che compren- derebbe un diritto di soggiorno lui stesso indotto da un diritto generale di accesso in Svizzera a delle misure mediche tendenti al recupero della sa- lute o a mantenerla, per il semplice motivo che l’infrastruttura ospedaliera o le regole dell’arte medica nel paese d’origine o di destinazione dell’ inte- ressato, non raggiungono lo standard elevato elvetico (cfr. DTAF 2011/50 D-1262/2023 Pagina 9 consid. 8.3 con rif. cit.). In tal senso, se le cure necessarie possono essere assicurate nel paese d’origine del richiedente, all’occorrenza con altri trat- tamenti rispetto a quel li prescritti in Svizzera, l’esecuzione dell’allontana- mento in tale Paese sarà ragionevolmente esigibile. Invece non lo sarà più, ai sensi della disposizione precitata se, in ragione dell’assenza di possibi- lità di trattamento adeguato, lo stato di salute d ell’interessato si degrade- rebbe così rapidamente al punto da condurlo in maniera certa alla messa in pericolo concreta della sua vita o ad un pregiudizio serio, durevole e notevolmente più grave della sua integrità fisica (cfr. DTAF 2011/50 con- sid. 8.3 con rif. cit.). 7. 7.1 Ciò rammentato, venendo ora alla presente disamina, per poter proce- dere alle analisi dal profilo dell’ammissibilità e dell’esigibilità della misura d’allontanamento così come imposte dalla legge e dalla giurisprudenza te- sté citate, è necessario che i fatti medici rilevanti nel caso specifico siano completi. Ciò che non risulta che la SEM abbia adempiuto nella fattispecie. 7.2 Difatti, per quanto attiene alla ricorrente, dalla documentazione medica all’incarto, risulta soltanto la diag nosi di carcinoma duttale invasivo della mammella destra, luminal Her 2 positivo, per il quale starebbe seguendo una chemioterapia (cfr. n. 34/2, 36/2 e 42/2; e atti successivi all’emissione della decisione impugnata n. 52/4 e 53/2, dai quali si evince che la ricor- rente sta effettuando il terzo ciclo di chemioterapia ed è stata impostata una terapia per disuria ). Tuttavia, non sono evincibili chiaramente dai do- cumenti medici, né le cure ed i farmaci che ella starebbe effettivamente assumendo attualmente, e quelli eventualmente previsti nel futuro, né la prognosi – con e senza trattamento – che la concerne. Si evince soltanto dalla lettera ambulatoriale del 27 dicembre 2022, come il carcinoma sa- rebbe “localmente avanzato”, ma sarebbero in corso ulteriori appr ofondi- menti e sarebbero stati proposti la ripetizione degli esami diagnostici seno- logici – ciò che si ripete anche più recentemente nell’ultima visita oncolo- gica del 7 marzo 2023 (cfr. n. 53/2) – e sistemici, ed una nuova biopsia della lesione maggiore, vista la caratterizzazione delle lesioni dubbie. Per- tanto, alla luce del qua dro “non pienamente chiaro e completo ” il medico specialista oncologo ha richiesto una nuova valutazione diagnostica com- pleta, anche se un trattamento chemioterapico poteva essere già indicato. Inoltre, sarebbe stata richiesta una consulenza genetica , di utilità anche per decidere della strategia chirurgica ed una visita ginecologica in merito alla fertilità (cfr. n. 34/2). Ora, riguardo agli esiti di tali ulteriori accertamenti, non se ne trova alcuna traccia agli atti, e ciò malgrado la ricorrente abbia riferito di averli già eseguiti (cfr. n. 41/9, D17, pag. 3), rispettivamente di D-1262/2023 Pagina 10 essere in attesa di una visita cardiologica e di un esame genetico fissato per l’8 marzo 2023 (cfr. n. 41/9, D22, pag. 4; D72, pag. 8). Tali evenienze, sono state pure sottolineate dai ricorrenti nel loro parere (cfr. n. 47/2). Mal- grado ciò, la SEM non si è premurata di richiedere i relativi referti medici, nonché di appurare quali visite mediche ella avrebbe avuto concretamente ancora in programma. Nella sua decisione, la SEM non fa del resto alcuna menzione precisa dello stato di salute attuale dell’interessata . Essa non cita difatti i documenti medici all’incarto, ma il provvedimento impugnato contiene unicamente le asserzioni rese dall’insorgente 1 nell’ambito della sua audizione sui motivi (cfr. decisione impugnata, p.to III, pag. 4). Lo stesso procedere, viene del resto adoperato dall’autorità inferiore, per quanto attiene alla situazione valetudinaria dell’insorgente 2 senza tuttavia citare né le diagnosi né i trattamenti da egli assunti (cfr. decisione impu- gnata, p.to III, pag. 4). Ciò anche se, dalla documentazione agli atti, sono desumibili le diagnosi di: esclusione di tubercolosi attiva, ipertensione ar- teriosa sospetta, infezione da virus respiratorio sinciziale, con una terapia farmacologica impostata (cfr. n. 13/3 e 32/3); con la prescrizione di un’eco- grafia dell’addome (eseguita il 22 dicembre 2022 con diagnosi di: lieve steatosi e colecisti alitiasica; cfr. n. 33/2) e di una visita cardiologica – di cui il referto medico è assente agli atti – per l’ipertensione arteriosa (cfr. n. 32/3). A seguito di una visita medica oftalmologica eseguita il 29 dicem- bre 2022, è stata inoltre richiesta per il ricorrente un’angiografia, viste le alterazioni dell’epitelio pigmentato (cfr. n. 37/3). Oltracciò, dagli atti all’in- carto, è desumibile come una presa a carico psichiatrica/psicologica di en- trambi i ricorrenti sia stata richiesta dai rispettivi medici generici (cfr. n. 35/2 e 36/2). 7.3 Ne discende quindi che i fatti determinanti per la causa, dal profilo me- dico, non sono stati stabiliti in maniera completa. Invero, anche in assenza di ogni menzione dei diversi documenti medici presenti agli atti nella stessa, si deve ritenere che la SEM non conoscesse la situazione medica esatta e completa dei ricorrenti al momento di statuire sul loro caso di spe- cie. Pertanto, è a ragione che gli insorgenti nel loro ricorso censurano il fatto che l’autorità inferiore non disponesse di tutti gli elementi giuridica- mente rilevanti per la causa e non potesse validamente considerare, in ma- niera generica, che la loro situazione medica era stata correttamente sta- bilita e che non costituirebbe un ostacolo all’esecuzione del loro rinvio in Georgia, anche poiché i trattamenti medici ed i controlli di cui necessite- rebbero sarebbero ivi presenti (cfr. p.to III, pag. 5 seg. della decisione im- pugnata), in assenza d’informazioni mediche complete e circostanziate (cfr. nello stesso senso la sentenza del Tribunale E -847/2023 del 20 feb- braio 2023, pag. 7). D-1262/2023 Pagina 11 7.4 Alla luce di quanto precede, il Tribunale non può seguire, per lo meno allo stato attuale degli atti, le argomentazioni esposte nella decisione av- versata in merito allo stato valetudinario degli insorgenti in relazione all’am- missibilità ed all’esigibilità dell’esecuzione del loro allontanamento, senza che sul punto in questione vengano intrapresi ulteriori accertamenti dalla SEM. Lo stesso risulta essere un elemento essenziale per la valutazione dell’ammissibilità e dell’esigibilità del tra sferimento degli insorgenti in Georgia. La lacunosità degli accertamenti in tal senso da parte dell’autorità inferiore rende inoltre impossibile per il Tribunale di esaminare se la SEM abbia potuto esercitare correttamente il suo potere d’apprezzamento, man- cando sia agli atti, sia nella decisione avversata, degli elementi rilevanti per potersi determinare in piena conoscenza di causa. 7.5 In definitiva, la decisione della SEM circa il punto dell’esecuzione dell’allontanamento (cifre 3 e 4 della decisione impugnata), si fonda d’un canto su di un accertamento inesatto ed incompleto dei fatti giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 lett. b LAsi), in rapporto alla situazione valetudina- ria degli insorgenti. D’altro canto, sempre con riferimento a quest’ultima, si ravvisa una violazione da parte della SEM del suo obbligo di motivare suf- ficientemente la decisione derivante dal diritto di essere sentito degli insor- genti (art. 106 cpv. 1 lett. a LAsi). 7.6 Considerati i già precitati principi (cfr. supra consid. 6.1–6.5), essendo inoltre la violazione del diritto di essere sentiti dei ricorrenti non sanabile da questo Tribunale, risultando l’amministrazione delle prove troppo gravosa ed al fine di salvaguardare il principio della doppia istanza di giudizio, poi- ché i ricorrenti potranno nuovamente contestare questi punti, i quali, per definizione, saranno nuovi (cfr. DTAF 2019 1/5 consid. 2.3; MOSER/ BEUSCH/KNEUBÜHLER/KAYSER, op. cit., n. 3.113 seg., pag. 222 seg.), il ri- corso è accolto e la decisione della SEM del 24 febbraio 2023 è annullata circa il punto dell’esecuzione dell’allontanamento degli insorgenti. Conse- guentemente gli atti di causa sono trasmessi all’autorità inferiore (art. 61 cpv. 1 PA) affinché la stessa proceda, in termini ragionevoli (art. 29 cpv. 1 Cost. [RS 101]), a completare l’istruzione della causa dal profilo dello stato di salute dei ricorrenti – in particolare dell’insorgente 1 – ed a pronunciare una nuova decisione, questa volta debitamente motivata. Su tali presupposti, il Tribunale può esimersi dall’esaminare le ult eriori e residuali censure ricorsuali. 8. Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda relativa D-1262/2023 Pagina 12 all’esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili spese processuali, risulta divenuta senza oggetto. 9. Visto l’esito dell a procedura, non sono riscosse delle spese processuali (art. 63 cpv. 1 PA). Pertanto, l’istanza di assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal versamento delle spese di giustizia, è divenuta senza oggetto. 10. Inoltre, ai sensi dell’art. 111ater LAsi, non sono attribuite indennità ripetibili. Ciò in quanto i ricorrenti sono assistiti dalla rappresentante legale desi- gnata dalla SEM a norma dell’art. 102h LAsi, che viene indennizzata dalla Confederazione per le sue prestazioni ai sensi dell’art. 102k LAsi. 11. La presente decisione non concerne persone contro le quali è pendente una domanda d’estradizione presentata nello Stato che hanno abbando- nato in cerca di protezione, per il che non può essere impugnata con ri- corso in materia di diritto pubblico dinanz i al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 LTF). La pronuncia è quindi definitiva. (dispositivo alla pagina seguente) D-1262/2023 Pagina 13 Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun- cia: 1. Il ricorso è accolto. 2. La decisione della SEM del 24 febbraio 2023 è annullata per quanto con- cerne l’esecuzione dell’allontanamento dei ricorrenti (cifre 3 e 4 del dispo- sitivo) e gli atti di causa le sono ritrasmessi per il completamento dell’istrut- toria e la pronuncia di una nuova decisione su tale pu nto in questione ai sensi dei considerandi. 3. Non si prelevano spese processuali. 4. Non si assegnano indennità ripetibili. 5. Questa sentenza è comunicata ai ricorrenti, alla SEM e all’autorità canto- nale competente. Il giudice unico: La cancelliera: Daniele Cattaneo Alissa Vallenari Data di spedizione: