<h2>SubmittedText<h2><p>Nel suo rapporto del 2015 sull'impostazione dell'aiuto sociale e delle prestazioni cantonali versate in funzione del bisogno (disponibile soltanto in tedesco e francese), elaborato in adempimento del postulato 13.4010 "Legge quadro sull'aiuto sociale" depositato il 6 novembre 2013 dalla Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio nazionale, il Consiglio federale afferma che coordinare l'organizzazione dell'aiuto sociale a livello intercantonale è molto importante per tre motivi: in primo luogo, una certa uniformità faciliterebbe il coordinamento con altre prestazioni del sistema di sicurezza sociale; secondariamente, in uno Stato di diritto, soltanto una differenza nelle spese di sostentamento può giustificare differenze nella copertura dei bisogni primari e nelle possibilità di partecipazione alla vita sociale; infine, un quadro uniforme impedirebbe una concorrenza al ribasso nell'ambito del diritto in materia di aiuto sociale.</p><p>Nel rapporto il Consiglio federale ha individuato quattro settori d'intervento:</p><p>- l'uniformazione di aspetti di validità generale (tra l'altro definizione basata sugli obiettivi dell'aiuto sociale di un concetto di fabbisogno di base e fissazione di un importo minimo del forfait per il mantenimento validi in tutto il Paese);</p><p>- l'armonizzazione delle procedure (tra l'altro chiare disposizioni sulle procedure, le competenze, i possibili rimedi giuridici, i procedimenti in caso di lesione della personalità ecc.);</p><p>- il rafforzamento a livello istituzionale mediante la competenza statale a livello nazionale (p. es. rafforzamento del ruolo della CDOS);</p><p>- il coordinamento con altri sistemi di prestazioni grazie a disposizioni in materia di aiuto sociale valide a livello nazionale.</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Ritiene adempiute le sue raccomandazioni per i quattro settori d'intervento menzionati?</p><p>2. Se sì, cos'è cambiato dal 2015?</p><p>3. In caso contrario, dove ci sono ancora lacune nei singoli settori?</p><p>4. Quali sono i prossimi passi per garantire che l'aiuto sociale sia accessibile in modo equo e senza discriminazioni a tutta la popolazione del Paese, a prescindere dal luogo di residenza, conformemente alle disposizioni della Costituzione federale?</p><p>5. I settori d'intervento summenzionati sono conciliabili con le riduzioni delle prestazioni e le limitazioni dei diritti fondamentali in discussione in diversi Cantoni (p. es. riduzione del forfait, pagamenti diretti delle pigioni, soppressione della possibilità di contestare direttive) e qual è la posizione del Consiglio federale al riguardo?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale ritiene che le conclusioni tratte dal suo rapporto del 2015 sull'impostazione dell'aiuto sociale e delle prestazioni cantonali versate in funzione del bisogno e le risposte ai successivi interventi parlamentari sul tema dell'aiuto sociale (in particolare all'interpellanza Piller Carrard 17.3184 "L'aiuto sociale viene meno al suo compito", all'interpellanza Häsler 17.4278 "I cantoni si assumono ancora le proprie responsabilità in materia di armonizzazione dell'aiuto sociale?" e alle mozioni Streiff 17.4166 e Bertschy 17.4167 "Coordinare l'aiuto sociale con una legge quadro snella o un concordato") siano tuttora valide.</p><p>1-3. Il Consiglio federale ritiene che l'aiuto sociale adempia tuttora il suo compito e che sostanzialmente nei quattro settori d'intervento sia stato fatto il necessario. Non rileva grandi progressi verso l'armonizzazione, ma neppure lacune sistematiche.</p><p>In seguito al rapporto summenzionato, la Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali delle opere sociali (CDOS) ha espresso il proprio sostegno politico alle norme della Conferenza svizzera delle istituzioni dell'azione sociale (COSAS). Adottandole formalmente, ne raccomanda l'applicazione.</p><p>Le norme COSAS permettono di raggiungere ampiamente l'obiettivo di armonizzare l'aiuto sociale in Svizzera. Al riguardo, 18 Cantoni considerano le norme come pienamente o prevalentemente vincolanti, mentre negli altri otto sono parzialmente vincolanti o fungono da linee guida (COSAS, 2019; Monitoring Sozialhilfe 2018 (d/f), pag. 4; https://skos.ch/ &gt; NORME COSAS). Le principali differenze concernono il forfait per i giovani adulti e le sanzioni. Per il forfait di mantenimento per gli adulti, quasi tutti i Cantoni seguono le raccomandazioni formulate dalla COSAS e hanno adeguato l'importo al rincaro o prevedono di farlo. Tuttavia, dal 2015 in diversi Cantoni l'importo minimo è stato messo in discussione, generalmente in seguito ad interventi parlamentari cantonali. La maggior parte dei progetti volti a ridurre tale importo o a sottoporlo a condizioni che derogano ai principi e alle norme in materia di aiuto sociale non sono andati in porto. In alcuni Cantoni, la discussione è ancora in corso e la pressione rimane elevata.</p><p>L'organizzazione dell'aiuto sociale e le procedure amministrative non sono disciplinate nelle norme COSAS. Secondo il monitoraggio dell'aiuto sociale, in questi settori i Cantoni utilizzano il loro margine di manovra.</p><p>Poiché dalla pubblicazione del rapporto, nel 2015, le basi e le strutture dell'aiuto sociale non hanno subìto modifiche fondamentali, non vi sono cambiamenti significativi da segnalare nemmeno in materia di coordinamento con le prestazioni disciplinate a livello federale.</p><p>4 e 5. La Confederazione non dispone della competenza costituzionale in materia di aiuto sociale. Le norme COSAS rimangono lo strumento di riferimento dei Cantoni. Attualmente, non vi è la volontà politica, da parte dei Cantoni, di adottare una legge quadro o disposizioni più vincolanti. Spetta comunque alla CDOS, che raccomanda queste norme, promuoverne l'applicazione e il rispetto dei diritti fondamentali nell'ambito del diritto e della prassi dell'aiuto sociale. Nel marzo del 2019, a prova del loro impegno comune, la CDOS, l'Unione delle città svizzere, l'Iniziativa delle città per la politica sociale e alcune organizzazioni attive nell'ambito sociale hanno sottoscritto la Carta Aiuto Sociale Svizzera.</p>  Risposta del Consiglio federale.