<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di sottoporre al Parlamento una modifica della legge federale del 23 marzo 2007 sull'approvvigionamento elettrico, che permetta sia agli investitori istituzionali svizzeri, in particolare le casse pensione, che a quelli privati di detenere azioni della società nazionale di rete Swissgrid.</p><p>La maggior parte del capitale azionario di Swissgrid SA deve rimanere tuttavia imperativamente nelle mani degli attuali azionisti, vale a dire i cantoni, i comuni e le aziende di approvvigionamento elettrico a maggioranza svizzera. Deve inoltre essere possibile la quotazione in borsa delle azioni di Swissgrid.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>È indubbio e anche noto che la società nazionale di rete Swissgrid SA abbia un notevole fabbisogno di capitale (proprio) supplementare per la rete di trasporto dell'energia elettrica. Una recente modifica dello statuto della società, approvata dal Consiglio federale, prevede un aumento del capitale, divenuto necessario anche a causa della cessione delle reti.</p><p>La legislazione attuale già permette in linea di principio a qualsiasi persona di acquistare azioni di Swissgrid, purché sia garantito che la maggioranza del capitale e dei diritti di voto rimangano direttamente o indirettamente nelle mani dei cantoni e dei comuni. Inoltre devono essere rispettati i diritti di prelazione affinché sia garantito, nell'interesse dell'approvvigionamento, che la maggioranza della società sia svizzera.</p><p>Poiché già oggi gli investitori istituzionali possono acquistare delle quote, non è necessario un intervento specifico nella composizione della società nazionale di rete e soltanto nell'ambito della capitalizzazione. Partecipazioni da parte di casse pensione di cantoni o comuni sarebbero considerate addirittura come partecipazione indiretta da parte degli stessi, senza che ciò leda il principio della maggioranza. Per quanto concerne altre forme di conferimento di capitali (ad. es. obbligazioni), le restrizioni menzionate in parte comunque non esistono. A ciò va aggiunto che una modifica puntuale della normativa relativa alla società nazionale di rete sarebbe da evitare, altrimenti si interferirebbe in un ambito complesso, oggetto di lunghe e intense discussioni politiche.</p><p>Secondo il parere del Consiglio federale, questioni come quelle relative alla composizione e alla capitalizzazione della società nazionale di rete dovrebbero essere affrontate piuttosto nell'ambito della revisione della legge del 23 marzo 2007 sull'approvvigionamento elettrico (LAEl; RS 734.7). In effetti, un ampio contesto come quello della revisione è il terreno adatto a trovare la giusta soluzione alla problematica sollevata. L'Ufficio federale dell'energia (UFE) riprenderà i lavori relativi alla revisione della LAEl a partire dal prossimo autunno. Non è necessario agire prima, come richiesto dall'autore della mozione, in quanto non vi è alcuna urgenza.</p><p>Stando alla mozione, per rendere possibile l'apertura delle azioni a favore di altri investitori bisognerebbe portare Swissgrid in borsa e revocare il divieto di quotazione delle sue azioni. A questo proposito va ricordato che già a suo tempo il legislatore aveva ritenuto inconciliabile una quotazione in borsa di Swissgrid con il requisito della maggioranza svizzera della società. L'attuale composizione di Swissgrid non è compatibile con un ingresso in borsa, tra l'altro anche a causa dei diritti di prelazione fissati per legge. Una regolamentazione che sancisca un'apertura solo parziale delle azioni ad altri investitori, ad esempio con un vincolo relativo alla maggioranza svizzera, è un'impresa ardua. Infatti, sarebbero necessari lavori e accertamenti complessi, in particolare per quanto concerne l'ammissibilità di tali restrizioni dal punto di vista del diritto azionario o delle borse.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.