<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1.Le cifre citate nell'interpellanza provengono, in parte, dall'allegato all'opuscolo "Der schweizerische Bankensektor: Entwicklung, Struktur und internationale Position" pubblicato annualmente dall'Associazione svizzera dei banchieri e si fondano sui dati della Banca nazionale svizzera e, in parte, direttamente dalla statistica della Banca nazionale. Sono quindi da ritenere attendibili.</p><p></p><p>2.Si deve considerare che le tre (oggi due) grandi banche chiamate in causa sono attive a livello mondiale, hanno stabilimenti d'impresa e filiali all'estero e possiedono partecipazioni a società estere. Una parte importante dell'utile dichiarato nei conti di gruppo è realizzata all'estero. L'imposta sull'utile della Confederazione, dei Cantoni e dei Comuni contempla tuttavia soltanto gli utili realizzati in Svizzera. Inoltre, a causa della deduzione delle partecipazioni, l'imposta sull'utile è ridotta nella proporzione esistente fra il ricavo netto realizzato con le partecipazioni e l'utile netto complessivo. Occorre rimandare anche alla risposta del 29 settembre 1997 all'interpellanza Carobbio (97.3136; Accantonamenti per rischi delle banche. Deducibilità fiscale), in cui si spiega pure perché gli utili imponibili delle banche possono svilupparsi in maniera regressiva.</p><p></p><p>Queste situazioni effettive e incombenze legali spiegano perché gli elevati utili del gruppo delle grandi banche non devono necessariamente condurre a un aumento delle loro imposte sull'utile. D'altra parte, occorre però anche considerare che le grandi banche offrono l'impiego a migliaia di persone, creando parimenti un volume d'imposta notevole per quanto riguarda le imposte dirette.</p><p></p><p>3.Non vengono tenute statistiche circa il tempo di lavoro impiegato dalle autorità fiscali presso le singole branche nella verifica della tassazione. La verifica avviene sullo sfondo di diverse imposte a differenti livelli. In tal modo, l'Amministrazione federale delle contribuzioni vigila affinché l'imposta sul valore aggiunto, l'imposta preventiva, la tassa d'emissione e la tassa di negoziazione siano versate in conformità della legge. Le amministrazioni cantonali delle contribuzioni sono responsabili della corretta attuazione della tassazione e dell'incasso delle imposte dirette di Confederazione, Cantoni e Comuni. All'Amministrazione federale delle contribuzioni spetta la funzione di vigilanza per l'imposta federale diretta.</p><p></p><p>4.Corrisponde al vero che, nell'ambito della riforma dell'imposizione delle imprese adottata di recente dal Parlamento ed entrata in vigore il 1° gennaio 1998, per l'imposta federale diretta la citata deduzione delle partecipazioni è stata estesa agli utili da partecipazioni e l'imposta sul capitale è stata soppressa; entrambi i provvedimenti comportano uno sgravio fiscale. D'altra parte, nell'imposta federale diretta è stata introdotta, in luogo della tariffa a tre stadi dipendente dal rendimento, un'imposta proporzionale sull'utile con un'aliquota dell'8,5 per cento. Per molte banche quest'ultima modifica dovrebbe comportare, rispetto alla tariffa a tre stadi, un onere fiscale supplementare.</p><p></p><p>5.Le banche operano attualmente anche in un contesto politicamente difficile. La cosiddetta rilettura della storia assorbe a livello di banche enormi risorse personali e finanziarie. Se si creasse in Svizzera un "fronte" contro le banche, verrebbe trasmesso un segnale completamente sbagliato verso l'estero. A parte ciò, non sarebbe neppure opportuno screditare i grandi sforzi profusi dalle banche. Infine, una nuova imposta sulle banche colpirebbe negativamente la piazza finanziaria svizzera. Tale provvedimento è quindi da respingere nell'interesse generale della Svizzera.</p>  Risposta del Consiglio federale.