<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di illustrare in un rapporto l'evoluzione futura a medio termine della Posta svizzera e di Swisscom. In particolare, deve esporre le possibilità di (ri)unire le due aziende in un'unica impresa federale.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La sostituzione dell'attività principale tradizionale della Posta con moderne tecniche della comunicazione non è affatto un fenomeno nuovo. Lo si osservava già prima della suddivisione delle PTT in Posta svizzera e Swisscom. Nel messaggio concernente la legge federale sull'organizzazione delle poste e la legge federale sull'azienda delle telecomunicazioni del 10 giugno 1996, il Consiglio federale sottolineava: "Una maggiore concorrenza si constata però anche nel settore della Posta. Anche in questo comparto la forza motrice è il progresso tecnico, che favorisce sempre più la sostituzione del trasporto fisico (posta tradizionale) con mezzi di comunicazione non fisici (p. es. telefax o posta elettronica)." (FF 1996, 1207). Nel 1996 la decisione di creare due imprese indipendenti, capaci di competere a livello nazionale e internazionale con la concorrenza e di stringere alleanze, sembrava il modo giusto per assicurare all'economia svizzera i vantaggi derivanti dall'ubicazione e per "permettere di migliorare la posizione internazionale della Svizzera quale importante piazza di comunicazione" (cfr. FF 1996, 1207). </p><p>Tre lustri dopo, si può affermare senza riserve che i ragionamenti di allora erano giusti. La Posta svizzera e Swisscom sono diventate imprese efficienti, innovative, orientate alla clientela, economicamente e finanziariamente sane. Con le proprie forze riescono a fornire un servizio pubblico nazionale di alta qualità e a prezzi adeguati e, nonostante la forte concorrenza a livello nazionale e internazionale, mantengono non solo una solida posizione sul mercato svizzero, ma realizzano anche una quota importante dei propri utili all'estero. A posteriori si può inoltre affermare che con la liberalizzazione del mercato postale e delle telecomunicazioni e la suddivisione delle PTT in due imprese autonome, il Consiglio federale e il Parlamento hanno anticipato in modo corretto l'evoluzione economica e tecnologica. Non è pertanto opportuno rivenire sulle riforme decise allora; occorre invece sviluppare ulteriormente l'attuale strategia di successo. La revisione della legge sulle poste e della legge sull'organizzazione delle poste in corso, ad esempio, mira a conferire alla Posta svizzera una forma giuridica moderna per affrontare le sfide del futuro con la necessaria flessibilità. Nel rapporto in fase di elaborazione, richiesto con il postulato 06.3636, il Consiglio federale illustrerà in modo dettagliato le future possibilità di partecipazione federale all'azienda Swisscom.</p><p>Senza dubbio, continuerà l'evoluzione tecnologica e strutturale, aumenterà la pressione della concorrenza e dell'innovazione e diventerà sempre più difficile finanziare il servizio universale. La Posta svizzera e Swisscom, basandosi sugli obiettivi strategici del Consiglio federale, cercheranno pertanto, nel limite delle possibilità tecniche ed economiche, di avviare le necessarie cooperazioni per sfruttare al massimo le sinergie esistenti. Attualmente, non vi sono tuttavia indizi che lasciano supporre che la creazione di un grande gruppo (finanze, logistica, trasporti, comunicazione, informatica) di proprietà della Confederazione presenti in tempi utili più vantaggi per l'economia nazionale rispetto allo status quo. Al contrario, l'unione di Posta e Swisscom assorbirebbe sicuramente notevoli mezzi e energie, ai quali le due imprese non possono assolutamente rinunciare per sviluppare le proprie attività su mercati dinamici, innovativi e competitivi. Infine, attualmente la Confederazione non sarebbe in grado di riacquistare per svariati miliardi di franchi le azioni della Swisscom.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.