<h2>SubmittedText<h2><p>La storia dei diritti dell'uomo spazia dalla Carta Magna fino alla dichiarazione di Zaccaria Giacometti secondo cui solo la democrazia può essere la vera e propria custode dei diritti dell'uomo. Questi rivestono un ruolo importante anche nella Costituzione federale svizzera. Secondo humanrights.ch, accettarli significa riconoscere che ogni uomo può far valere questo diritto. L'articolo 8 della Costituzione federale definisce che "tutti sono uguali davanti alla legge". Stupisce molto quindi la dichiarazione del DFAE del 24 settembre 2013 secondo cui, in base al parere del Consiglio federale e dell'amministrazione, evidentemente esistono diritti dell'uomo specifici per le donne e che sia stata sviluppata al riguardo addirittura un'applicazione per smartphone e tablet.</p><p>A questo proposito chiedo al Consiglio federale:</p><p>1. Secondo lui esistono anche diritti degli uomini? Se sì, in che cosa si differenziano dai diritti delle donne?</p><p>2. L'impegno della Confederazione per i diritti delle donne non crea tensioni con l'articolo 8 capoverso 1 della Costituzione?</p><p>3. In che modo la nuova applicazione rafforza la "capacità argomentativa della Svizzera nell'ambito delle trattative multilaterali", come menzionato nella dichiarazione per la stampa del DFAE del 24 settembre 2013?</p><p>4. Il fatto che l'applicazione dovrebbe facilitare anche il "lancio di nuove risoluzioni", che dovrebbero inoltre essere registrate nell'applicazione, non è in contraddizione con l'obiettivo del Consiglio federale di ridurre la burocrazia, per adempiere al quale la SECO ha creato appositamente un "barometro della burocrazia" (comunicato dell'11 gennaio 2013)? Oppure gli sforzi per ridurre la burocrazia riguardano unicamente il territorio svizzero?</p><p>5. Il Consiglio federale ha previsto di sviluppare un'applicazione simile anche per altri Dipartimenti (p. es. nell'ambito delle trattative del Dipartimento federale delle finanze su dossier riguardanti la piazza finanziaria svizzera), al fine di potenziare anche la loro capacità argomentativa nelle trattative internazionali?</p><p>6. A quanto ammontano i costi che i contribuenti devono assumere per lo sviluppo dell'applicazione descritta?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. I diritti dell'uomo appartengono a tutti gli esseri umani. Alcune violazioni dei diritti dell'uomo, tuttavia, riguardano in particolare determinati gruppi, tra cui soprattutto i bambini, le donne o le persone con disabilità. Tenendo conto di questa realtà, nel quadro dell'ONU sono state elaborate apposite convenzioni sui diritti dell'uomo volte a garantire la protezione specifica di tali gruppi. Nel 1979 è stata per esempio adottata la Convenzione sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna, che in Svizzera è entrata in vigore il 26 aprile 1997 (RS 0.108). Tale convenzione obbliga gli Stati parte ad adottare misure contro la discriminazione della donna tra l'altro nel campo dell'istruzione, della vita professionale, del matrimonio e della famiglia. Oltre alle discriminazioni di genere negli ambiti summenzionati, esistono anche altri tipi di violazione dei diritti dell'uomo che riguardano prevalentemente le donne e le bambine o sono specificamente rivolte contro di esse, come per esempio le mutilazioni genitali, i matrimoni infantili e forzati, l'aborto sistematico di feti femminili, i cosiddetti delitti d'onore e la violenza sessuale, in particolare in situazioni di conflitto armato. Secondo le stime dell'Organizzazione mondiale della sanità, a livello globale la pratica delle mutilazioni genitali femminili interessa dai 100 ai 140 milioni di donne e bambine (di cui circa 10 000 in Svizzera) e il Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione stima che tra il 2011 e il 2020 saranno 140 milioni le bambine costrette a sposarsi. Il Parlamento federale, dal canto suo, ha introdotto nel Codice penale svizzero due nuove fattispecie penali contro la mutilazione di organi genitali femminili (art. 124 CP) e il matrimonio forzato (art. 181a CP), entrate in vigore rispettivamente il 1° luglio 2012 e il 1° luglio 2013.</p><p>2. Il Consiglio federale ritiene che l'impegno per i diritti delle donne non sia in contraddizione con il principio generale di uguaglianza sancito dall'articolo 8 capoverso 1 della Costituzione federale. Vista la persistenza di violazioni dei diritti dell'uomo che interessano specificamente donne e bambine, tale impegno è oggettivamente giustificato anche dal punto di vista dell'articolo 8 capoverso 1. Questa concezione è inoltre alla base delle disposizioni legislative nazionali menzionate nella risposta alla domanda 1.</p><p>3. Grazie alla funzione di ricerca, l'applicazione consente di accedere in modo semplice e veloce alle definizioni, alle basi legali e ai testi già negoziati e adottati dagli Stati membri dell'ONU su determinate tematiche. La Svizzera può così elaborare prese di posizione rapide e pertinenti nell'ambito dei negoziati multilaterali con altri Stati e redigere in maniera efficace dichiarazioni sugli argomenti discussi. L'applicazione permette di consultare più di 120 tra convenzioni e accordi di portata internazionale e regionale, nonché documenti presentati nell'ambito di conferenze internazionali e risoluzioni adottate da vari organi dell'ONU. Nonostante la grande quantità di informazioni, tuttavia, l'app è estremamente semplice e facile da usare e consente un'utilizzazione intuitiva.</p><p>4. L'applicazione permette appunto di ridurre la burocrazia, poiché, mediante la funzione di ricerca, è possibile cercare rapidamente e senza supporti cartacei contenuti sostanziali su determinati temi. L'applicazione rende quindi più efficienti numerosi processi di lavoro quotidiani dei collaboratori dell'amministrazione federale e della rete esterna del DFAE (prima stesura di dichiarazioni, preparazione di conferenze internazionali, negoziazione di risoluzioni) e garantisce una maggiore coerenza nella politica estera della Svizzera. Non è intenzione del Consiglio federale utilizzare l'applicazione per lanciare nuove risoluzioni. L'applicazione funge in primo luogo da supporto per i lavori già in corso.</p><p>5. Ogni dipartimento è libero di lanciare una determinata applicazione se lo ritiene necessario. Il DFAE ha per esempio sviluppato anche un'altra applicazione (Itineris) che consente ai cittadini svizzeri in viaggio all'estero di informarsi sull'attuale situazione della sicurezza nel Paese in cui si trovano.</p><p>6. Per la realizzazione della banca dati e la programmazione sono stati spesi circa 145 000 franchi. L'elevato numero di utenti che, a livello nazionale e internazionale, hanno scaricato l'applicazione dalla fine di settembre 2013 a oggi (1030 in un mese) su iPhone, Blackberry e Android e i molteplici riscontri positivi da parte di organizzazioni internazionali, organizzazioni non governative e altri Stati in occasione delle presentazioni dell'applicazione a Ginevra e a New York mostrano che, con questo strumento, la Svizzera non solo ha soddisfatto un interesse e un'esigenza della popolazione, ma contribuirà in futuro a migliorare la protezione contro la discriminazione della donna.</p>  Risposta del Consiglio federale.