<h2>SubmittedText<h2><p>La crisi provocata dal coronavirus costituisce una grande sfida per le arti sceniche. Date le distanze ridotte tra i posti a sedere, teatri, sale concerti e cinema sono poco adatti a una rapida riapertura. I piccoli musei, dal canto loro, non sanno di preciso come proteggere efficacemente il pubblico, non essendo ancora noto quanto sia elevato il rischio di contagio negli spazi chiusi e nei gruppi. Gli amanti della cultura appartenenti a un gruppo a rischio molto probabilmente non prenderanno parte alle manifestazioni culturali ancora per molto tempo. Questa assenza di fasce di pubblico rilevanti si traduce in perdite di entrate non trascurabili per produttori e organizzatori, ma anche per artiste e artisti. I cinema e le sale concerti stanno iniziando a pianificare prime misure per consentire la partecipazione anche alle fasce di pubblico a rischio. Queste misure spaziano da streaming aggiuntivi o nuovi allo spostamento degli spettacoli e delle manifestazioni negli spazi esterni e sono in piena sintonia con gli assi d'azione strategici (partecipazione culturale, coesione sociale, innovazione) del messaggio sulla cultura del Consiglio federale, contribuendo così ad attuarle.</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Quali misure intende attuare per consentire e garantire la partecipazione culturale dei gruppi di popolazione a rischio?</p><p>2. A chi spetta pianificare, attuare e controllare l'eliminazione delle barriere e la partecipazione culturale senza limiti per questi gruppi di popolazione (in caso di spettacoli teatrali, prime cinematografiche, proiezioni e visite a musei)?</p><p>3. È prevista l'indennizzazione delle spese aggiuntive sostenute dai produttori per realizzare iniziative finalizzate a garantire la partecipazione di queste fasce di pubblico?</p><p>4. In che modo sono ripartite le competenze di Confederazione e Cantoni per le misure specifiche volte a garantire la partecipazione delle persone citate?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il settore della cultura è effettivamente molto colpito dalla diffusione del coronavirus (COVID-19) e dai provvedimenti adottati dalle autorità per contenerla. Si è reso necessario annullare o rinviare manifestazioni culturali e numerose imprese culturali hanno dovuto interrompere la loro attività fino a una data imprecisata e lottano per la loro sopravvivenza economica.</p><p>Per questa ragione, il 20 marzo 2020 il Consiglio federale ha deciso di introdurre un pacchetto completo di misure per un importo pari a 280 milioni di franchi, con l'intento di attenuare l'impatto economico del coronavirus. La volontà del Consiglio federale è di evitare danni a lungo termine al panorama culturale svizzero e preservare la diversità culturale del nostro Paese. Il 13 maggio 2020 il Consiglio federale ha deciso di prorogare di quattro mesi, fino al 20 settembre, la durata di validità dell'ordinanza per attenuare l'impatto economico del coronavirus (COVID-19) nel settore della cultura (ordinanza COVID cultura; RS 442.15).</p><p>Le conseguenze della pandemia hanno enfatizzato l'importanza della cultura per la vita sociale e accentuato il bisogno di partecipazione culturale della popolazione. Piani di protezione e formati di mediazione innovativi consentono alle istituzioni culturali di garantire che anche i gruppi particolarmente a rischio possano continuare a partecipare alla vita culturale.</p><p>Il Consiglio federale risponde alle domande come segue:</p><p>1. Il rafforzamento della partecipazione della popolazione alla vita culturale rientra nella promozione ordinaria della cultura operata da Confederazione, Cantoni, Città e Comuni. In virtù dell'articolo 9a della legge sulla promozione della cultura (LPCu; RS 442.1), la Confederazione può sostenere progetti in questo senso. Il Consiglio federale non prevede misure specifiche per garantire la partecipazione culturale delle persone più vulnerabili al coronavirus.</p><p>2. Le istituzioni culturali e gli organizzatori di manifestazioni culturali devono garantire che il rischio di trasmissione sia ridotto al minimo sia per il pubblico, sia per il personale che lavora nell'impresa o per la manifestazione. La responsabilità di allestire e far rispettare i relativi piani di protezione incombe alle singole imprese.</p><p>3. Non sono previsti indennizzi finanziari per l'allestimento e l'attuazione dei piani di protezione.</p><p>4. La crisi legata alla COVID-19 non influisce sulla ripartizione delle competenze in ambito culturale: la promozione della cultura in generale e quella della partecipazione culturale in particolare spettano in primo luogo ai Cantoni, alle Città e ai Comuni.</p>  Risposta del Consiglio federale.