<h2>SubmittedText<h2><text><p>Invito l'Ufficio del Consiglio nazionale a valutare quali misure possono promuovere la conciliabilità tra i mandati di consigliere nazionale e di consigliere agli Stati e la vita familiare.</p></text><h2>FederalCouncilResponseText<h2><text><p>Il postulato invita l'Ufficio a valutare possibilità volte a migliorare la conciliabilità tra famiglia e attività parlamentare, in particolare per i parlamentari più giovani con figli in età prescolare e scolastica.</p><p>Le considerazioni che seguono valgono esclusivamente per il Consiglio nazionale, dal momento che non rientra nella competenza dell'Ufficio intervenire a livello di organizzazione del Consiglio degli Stati, sebbene la richiesta dell'autore del postulato contempli una valutazione delle misure rivolte anche ai membri del Consiglio degli Stati.</p><p>Negli scorsi anni sono state presentate quattro iniziative parlamentari, un postulato e un'interrogazione che perseguivano obiettivi identici o analoghi:</p><p>L'iniziativa parlamentare Bernasconi 14.463, "Conciliare l'attività di genitore e di deputato al Consiglio nazionale", chiedeva di posticipare dalle ore 8.00 alle 8.15 l'inizio delle sedute mattutine del Consiglio nazionale al fine di tenere conto delle esigenze dei deputati con obblighi di custodia dei figli. L'Ufficio del Consiglio degli Stati aveva già introdotto tale nuovo orario il 3 marzo 2008. L'Ufficio del Consiglio nazionale aveva dato seguito all'iniziativa parlamentare citata ed elaborato un progetto inteso a spostare l'inizio delle sedute alle ore 8.15 e recuperare i 150 minuti per sessione così persi nelle sedute pomeridiane. Il 17 marzo 2016, tuttavia, il Consiglio nazionale ha deciso di non entrare in materia su tale progetto.</p><p>Le iniziative parlamentari e il postulato seguenti intendevano modificare sia la cadenza sia la durata delle sessioni:</p><p>L'iniziativa parlamentare Feri Yvonne 13.410, "Valutare la conciliabilità del ritmo delle sessioni parlamentari con gli impegni legati alla professione, alla famiglia e all'attività politica", e l'iniziativa parlamentare Galladé 11.453, "Sedute parlamentari e conciliabilità con la professione, la famiglia, la formazione o il perfezionamento professionali", si prefiggevano di migliorare la conciliabilità di famiglia e attività parlamentare prevedendo sessioni più brevi ma più regolari (ossia più frequenti e a un ritmo più prevedibile).</p><p>L'iniziativa parlamentare Dupraz 04.483, "Sessioni mensili per migliorare l'efficienza del Parlamento", e il postulato Zysiadis 01.3232, "Modifica del numero di sessioni dei Consigli", si proponevano di "migliorare la qualità del lavoro parlamentare" (iniziativa parlamentare Dupraz), e di contrastare gli ordini del giorno sovraccarichi (postulato Zysiadis) organizzando una sessione di una settimana al mese (iniziativa parlamentare Dupraz) oppure di tre settimane ogni due mesi (postulato Zysiadis).</p><p>Le tre iniziative parlamentari citate, intese a modificare il ritmo delle sessioni, sono state respinte dal Consiglio nazionale; il postulato Zysiadis, che perseguiva un obiettivo analogo e che l'Ufficio proponeva di respingere, è infine stato ritirato. È stato attuato soltanto un intervento (postulato Teuscher 06.3844, "Conciliare sessione e famiglia") che si prefiggeva di meglio adeguare la pianificazione delle sessioni alle vacanze scolastiche: a partire dal 2009, infatti, le sessioni estive, autunnali e invernali sono state anticipate di una settimana affinché vi fossero "meno sovrapposizioni possibili con le vacanze scolastiche" e per meglio conciliare sessione e famiglia.</p><p>Per motivi di esaustività occorre altresì menzionare l'interrogazione John-Calame 09.1139, "Custodia dei bambini. Quale alternativa per i figli dei parlamentari che soggiornano periodicamente a Berna?". L'Ufficio aveva incaricato i Servizi del Parlamento di verificare se da parte dei deputati esistesse una domanda di custodia di bambini complementare alla famiglia e la disponibilità ad assumersene i costi. Su 136 riscontri ricevuti, undici deputati hanno segnalato un bisogno in tal senso, tuttavia soltanto in casi eccezionali e d'urgenza (sondaggio condotto nel 2010 nelle due Camere). La Delegazione amministrativa ha quindi deciso di mettere a disposizione dei deputati, durante le sessioni e le sedute di commissione, servizi di custodia dispensati da offerenti esterni (a Berna o al luogo di domicilio). Un primo bilancio del progetto pilota ha rivelato che nessun deputato si è avvalso di tale possibilità nei primi sei mesi del 2011. La convenzione quadro è tuttavia stata prorogata di ulteriori cinque anni, per poi essere disdetta definitivamente nel 2016 in assenza di richieste.</p><p>Riassumendo, si può constatare che finora sono state depositate diverse iniziative e interventi parlamentari intesi a riesaminare ed eventualmente modificare le date e gli orari delle sessioni. A parte la citata eccezione, nessun intervento è riuscito a ottenere una maggioranza alla Camera. Le richieste sono state respinte con le seguenti motivazioni:</p><p>- La situazione famigliare e professionale dei deputati è molto differenziata. Di conseguenza, un cambiamento di sistema gioverebbe ad alcuni deputati, mentre per altri comporterebbe sicuramente svantaggi.</p><p>- Generalmente, le esigenze in materia di durata e frequenza delle sessioni dipendono dal luogo di domicilio dei deputati. Modificando il sistema alcune regioni risulterebbero privilegiate, altre svantaggiate. I diversi sistemi scolastici cantonali, inoltre, non concedono un ampio margine di manovra nella pianificazione.</p><p>- L'attuale sistema di sessioni di tre settimane consente ai deputati di focalizzarsi sui dossier e favorisce i contatti personali. Fissando intervalli più brevi la qualità dell'attività parlamentare non migliorerebbe. Anzi, l'ordine del giorno verrebbe influenzato dagli argomenti di attualità, come si è potuto constatare nei Cantoni in cui il Parlamento si riunisce a intervalli più brevi.</p><p>- La pianificazione delle sessioni dev'essere coordinata con quella delle sedute di commissione. Nel sistema attuale le due pianificazioni sono ben armonizzate e si può presumere che, introducendo importanti cambiamenti, si verificherebbero disagi e problemi di coordinamento.</p><p>- Nel complesso, una modifica significativa nella pianificazione delle sessioni, e di conseguenza delle sedute commissionali, causerebbe un notevole onere amministrativo e costi elevati. L'esito sarebbe peraltro insoddisfacente, se primo il cambiamento andrebbe a beneficio di una parte soltanto dei deputati e secondo non ne risulterebbe un miglioramento qualitativo dell'attività parlamentare.</p><p>Pur comprendendo le richieste dell'autore del postulato, l'Ufficio non ritiene opportuno chinarsi nuovamente sulla questione del ritmo e della durata delle sessioni. Come dimostrano gli interventi depositati nel corso di questi ultimi anni a questo proposito, gli obiettivi ivi perseguiti sono stati regolarmente e chiaramente respinti.</p></text>