<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. In quanto membro del consiglio di amministrazione della EITI, quali posizioni sostiene la Svizzera nel quadro dello "Strategy-Review-Process"?</p><p>2. La Svizzera intende includere negli standard della EITI anche il commercio di petrolio?</p><p>3. La Svizzera sosterrà proposte volte a integrare negli standard della EITI il rilascio di licenze e i contratti tra i governi e le imprese che commerciano materie prime?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nata nel 2002, la EITI è in costante evoluzione e, man mano che si estende il suo campo di applicazione, i suoi membri - governi, imprese e organizzazioni della società civile - si impegnano per migliorarla. L'obiettivo della revisione strategica della EITI in corso è rendere più concreto e duraturo l'impatto della trasparenza sulle popolazioni che vivono sul luogo delle estrazioni, che ancora troppo spesso non partecipano ai guadagni di tali attività. Il 28 giugno 2012, in occasione della sua ultima riunione, il Consiglio d'amministrazione della EITI ha esaminato una serie di proposte di modifiche in tal senso. Dette proposte, elaborate secondo il sistema consensuale utilizzato e garante del rispetto di tutte le parti, prima di essere approvate definitivamente nella primavera del 2013 saranno oggetto di una consultazione pubblica. </p><p>Vista l'importanza di una maggiore trasparenza nel settore delle materie prime, è intenzione del Consiglio federale rafforzare l'impatto e la continuità degli effetti della EITI. La trasparenza auspicata permette altresì di incrementare la mobilizzazione interna di risorse nei Paesi in via di sviluppo, come incoraggia il Consiglio federale nel suo nuovo messaggio concernente la cooperazione internazionale 2013-2016. In questo contesto il Consiglio federale sostiene la maggior parte delle proposte attualmente in discussione, che mirano a migliorare la qualità dei rapporti redatti a livello nazionale (che presentano i flussi finanziari legati all'estrazione in un dato Paese), a rafforzare e chiarire le esigenze della EITI e a creare un sistema di validazione che espliciti meglio varie situazioni (mediante un sistema di valutazione complementare al marchio attuale). La Svizzera si impegna, insieme agli altri governi rappresentati in seno al consiglio d'amministrazione della EITI, a trovare soluzioni che risultino accettabili per tutte le parti.</p><p>2. Tra le proposte attualmente in corso di valutazione da parte del consiglio d'amministrazione vi è quella di censire i redditi derivanti dalla vendita di prodotti petroliferi delle imprese statali. Tale censimento, realizzato in parte nei rapporti nazionali dell'Albania, del Camerun e della Costa d'avorio, integra in modo utile le informazioni presentate in detti rapporti. Tuttavia, è opportuno notare che i flussi finanziari solitamente rilevati dall'EITI riguardano le concessioni di estrazione mineraria, di gas o di petrolio. Tali flussi non riguardano la vendita dei prodotti ricavati dall'estrazione, operazione più limitata (se l'estrazione è eseguita da una compagnia nazionale o genera entrate in natura) e che implica altri attori, tra cui le imprese che commerciano materie prime, spesso non membri della EITI. La Svizzera esaminerà la proposta e prenderà una decisione in tempo utile.</p><p>3. Attualmente il consiglio d'amministrazione della EITI sta esaminando altresì la proposta di rendere obbligatoria la trasparenza delle licenze e dei contratti di estrazione. La trasparenza delle licenze (che riguarda i diritti di proprietà e indica i titolari delle concessioni) è già messa in atto in un certo numero di Paesi e la trasparenza dei contratti è già applicata volontariamente in alcuni Stati che aderiscono alla EITI (Stati Uniti, Ghana, Liberia, Perù, Timor-Leste). È stato rilevato che talvolta, a causa della trasparenza, possono essere rese pubbliche informazioni commerciali la cui divulgazione può recare danno agli interessi delle imprese coinvolte. La Svizzera valuterà le proposte summenzionate, prenderà una decisione in tempo utile e si assicurerà che la soluzione scelta sia attuabile senza comportare spese sproporzionate e tenga conto degli interessi di tutte le parti (ad es. la protezione di segreti d'affari). Inoltre si deve notare che la Svizzera sostiene già un'iniziativa della Banca mondiale che offre consulenza in materia di redazione e negoziazione di contratti estrattivi agli Stati che lo richiedono.</p>  Risposta del Consiglio federale.