<h2>SubmittedText<h2><p>Circa 100 000 persone senza dimora legale, cosiddetti "sans papier", lavorano da anni in Svizzera senza permesso di soggiorno. Si tratta in particolare di persone impiegate nei settori dell'agricoltura, della gastronomia e delle pulizie. Molti sans papier lavorano in una situazione molto insicura e instabile: orari di lavoro irregolari, accumulo di piccoli lavori, isolamento sociale, dipendenza dai datori di lavoro. La continua paura di controlli di polizia e le difficoltà nel trovare un appartamento impediscono una vita sociale normale. I sans papier sono richiesti per la loro affidabilità, versatilità, disponibilità ad aiutare e flessibilità. Sono necessari perché è tuttora difficile trovare, a prezzi accessibili, posti in asili nido per i bambini e un aiuto per la cura degli anziani nella vita quotidiana. È tuttavia scandaloso che sempre più immigrati svolgano questi compiti importanti per la società soltanto in una situazione di illegalità, paura e fattuale assenza di diritti, con una massiccia limitazione della loro qualità di vita. Senza il lavoro dei sans papier in Svizzera vi sarebbe una grave lacuna.</p><p>1. Il Consiglio federale può immaginarsi di migliorare in generale la situazione dei sans papier nell'ambito dell'attuazione dell'iniziativa "contro l'immigrazione di massa"?</p><p>2. Come potrebbero essere regolarizzati in generale la situazione lavorativa e il soggiorno di queste persone?</p><p>3. Vi sono stime in merito al numero di sans papier il cui potenziale non è sfruttato poiché fanno lavori al di sotto delle loro qualifiche o a tempo parziale? In quali settori?</p><p>4. Come si potrebbe sfruttare il loro potenziale sul mercato del lavoro?</p><p>5. Quali Paesi hanno realizzato con successo misure tese a legalizzare la situazione dei sans papier?</p><p>6. A quali condizioni il Consiglio federale è disposto a seguire gli esempi positivi di questi Paesi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. L'articolo 121a della Costituzione federale impone l'introduzione di un nuovo sistema d'ammissione per tutti gli stranieri, che preveda in particolare tetti massimi e contingenti annuali e, in caso di attività lucrativa, il principio di preferenza agli Svizzeri. Il Consiglio federale ha sempre sottolineato che l'articolo 121a della Costituzione va attuato riservando un'importanza centrale allo sviluppo e alla promozione del potenziale lavorativo indigeno. Le persone in situazioni irregolari in Svizzera non rientrano tuttavia nella definizione di lavoratore indigeno prevista nell'avamprogetto del Consiglio federale.</p><p>2./4./6. Nel corso dei lavori e dei dibattiti legati all'attuale legge federale sugli stranieri (LStr), il Consiglio federale nonché tutti i cantoni e un'ampia maggioranza dei parlamentari sono giunti alla conclusione che un disciplinamento collettivo o un'amnistia per le persone che soggiornano in Svizzera senza autorizzazione non entrava in linea di conto.</p><p>Le disposizioni legali vigenti consentono invece di rilasciare, in casi concreti, un permesso per casi di rigore e di disciplinare il soggiorno dello straniero interessato. A determinate condizioni, queste persone possono essere autorizzate a esercitare un'attività lucrativa (art. 30 cpv. 1 lett. b LStr e art. 31 cpv. 3 e 4 dell'ordinanza sull'ammissione, il soggiorno e l'attività lucrativa). Di norma, tuttavia, l'assunzione di cittadini di Paesi terzi sottostà ai criteri di ammissione previsti dalla LStr. Occorre prendere in considerazione le misure limitative, la priorità dei lavoratori indigeni, le condizioni salariali e lavorative usuali nella località e nel settore, le condizioni personali come pure il requisito di un'abitazione adeguata (art. 18 a 24 LStr).</p><p>Per il momento il Consiglio federale non vede motivo di derogare da questa politica.</p><p>3. La Segreteria di Stato della migrazione non dispone di cifre e fatti a tale proposito. Ha però commissionato uno studio sulla situazione attuale dei sans papier in Svizzera, in particolare per conoscere quali settori impiegano queste persone. I risultati dello studio sono previsti per l'inizio del 2016.</p><p>5. Il Consiglio federale sa che in passato alcuni Paesi europei (Francia, Italia, Spagna, Grecia, Polonia, Ungheria) ed extraeuropei (p. es. Argentina, Brasile, Nuova Zelanda, Stati Uniti e Marocco) hanno proceduto a regolarizzazioni collettive di sans papier. A breve termine, tali programmi hanno ridotto il numero di persone in situazioni irregolari in questi Paesi. Tuttavia, le esperienze maturate in alcuni Stati hanno anche dimostrato che le regolarizzazioni possono costituire un particolare incentivo a soggiornare illegalmente in un Paese. Ne consegue che il numero di persone in situazioni irregolari è di nuovo aumentato sensibilmente dopo un'amnistia (effetto pull).</p>  Risposta del Consiglio federale.