<h2>SubmittedText<h2><p>1. Il Consiglio federale ritiene che la sua decisione di interrompere unilateralmente i negoziati sull'accordo istituzionale risponda alla sua intenzione dichiarata di continuare sulla via bilaterale? O non ha piuttosto, così facendo (deliberatamente o meno), segnato l'inizio della fine di questa specifica soluzione di compromesso?</p><p>2. Di fronte alle crescenti tensioni geopolitiche, il Consiglio federale considera saggio, in termini di politica estera e tenendo conto di quanto previsto dall'AVIS28, scontrarsi in questo modo con l'UE che è il nostro più importante partner commerciale?</p><p>3. Dopo questa rottura unilaterale dei negoziati, il Consiglio federale crede ancora seriamente che la Svizzera potrà mantenere, a medio e lungo termine, la sua posizione leader tra i Paesi più globalizzati del mondo? Un simile "forfait" in che modo può andare a vantaggio degli interessi economici ed esteri della Svizzera?</p><p>4. Come intende il Consiglio federale portare avanti unilateralmente la via bilaterale - visto che ritiene che d'ora in poi stia a noi "dare il la"? In che misura il nuovo "unilateralismo" della Svizzera può essere conciliato con il nostro consolidato bilateralismo e multilateralismo in politica estera?</p><p>5. Secondo il Consiglio federale di quanta credibilità gode ancora la politica estera della Svizzera agli occhi dell'UE e di altri governi? Che cosa gli permette di parlare della Svizzera come di un "partner affidabile" dell'UE quando, dopo quasi otto lunghi e intensi anni di negoziati, segnati da numerosi successi negoziali per il nostro Paese, ha deciso di staccare la spina all'accordo istituzionale senza avere alcuna legittimazione democratica interna? </p><p>6. In che misura questa decisione potrebbe compromettere la candidatura della Svizzera al Consiglio di sicurezza dell'ONU per il biennio 2023-2024, che viene preparata da oltre dieci anni? In particolare, data la nuova situazione venutasi a creare, il Consiglio federale ritiene che i membri del Gruppo di Stati dell'Europa occidentale e altri (Western European and Others Group, WEOG), che nella maggior parte dei casi fanno parte dell'UE, continueranno a garantirle il loro sostegno ?</p><p>7. Il Consiglio federale pensa che gli Stati membri dell'AELS vorranno continuare a negoziare accordi comuni di libero scambio dopo la rottura dei negoziati sull'accordo istituzionale e dopo la risicata maggioranza ottenuta in occasione della votazione del 7 marzo 2021 dall'accordo di libero scambio tra l'AELS e l'Indonesia?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La decisione del Consiglio federale del 26 maggio 2021 di non firmare l'accordo istituzionale è il risultato di una valutazione degli interessi. La via bilaterale con l'Unione europea (UE), che il Consiglio federale vuole perseguire, non viene affatto messa in discussione. Pertanto, il 26 maggio 2021 il Consiglio federale ha anche deciso diverse misure volte a stabilizzare la collaborazione bilaterale tra la Svizzera e l'UE senza un accordo istituzionale (si vedano le risposte del Consiglio federale alle interpellanze urgenti sulla politica europea durante la sessione estiva 2021: 21.1040, 21.3516 e da 21.3622 a 21.3626). La Svizzera rimane un partner affidabile e impegnato. Le strette relazioni tra la Svizzera e l'UE si basano su oltre 100 accordi che continuano ad applicarsi con o senza un accordo istituzionale. La Svizzera si aspetta che questi accordi vengano pienamente applicati nell'interesse reciproco anche in futuro nonché aggiornati in caso di sviluppi rilevanti del diritto europeo. Per quanto riguarda la partecipazione ai programmi dell'UE e ai riconoscimenti dell'equivalenza, la Svizzera non vede motivo di essere penalizzata rispetto ad altri Stati terzi.</p><p>L'esito dei negoziati è aperto. Entrando in trattativa, le parti non si impegnano in alcun modo alla conclusione di un accordo. Secondo la consuetudine internazionale, un accordo viene stipulato solo quando può essere trovato un equilibrio di interessi risp. una soluzione soddisfacente per entrambe le parti. La credibilità della Svizzera in materia di politica estera rimane intatta.</p><p>Il Consiglio federale considera che la decisione del 26 maggio 2021 riguardante l'accordo istituzionale non avrà ripercussioni sulla candidatura della Svizzera a un seggio non permanente nel Consiglio di sicurezza dell'ONU per il periodo 2023-2024. La candidatura è sulla buona strada. Come chiaro segno di fiducia, la Svizzera ha già ricevuto numerose espressioni di sostegno da ogni parte del mondo. Questa fiducia è il risultato del pluriennale impegno multilaterale della Svizzera, del suo comprovato know-how e della sua capacità di trovare soluzioni per la pace e la sicurezza a livello internazionale.</p><p>La Svizzera rimane una piazza economica attrattiva. Oltre a impegnarsi per garantire un accesso al mercato interno dell'UE, il Consiglio federale lavora già per creare condizioni quadro favorevoli grazie a trattati internazionali. Ne sono un esempio anche la modernizzazione dell'Accordo di libero scambio esistente e la conclusione di nuovi accordi. Il Consiglio federale cerca costantemente di garantire la prosperità a lungo termine migliorando le condizioni economiche per le imprese operanti in Svizzera. In questo contesto la collaborazione con gli Stati partner dell'AELS rimarrà della massima importanza.</p>  Risposta del Consiglio federale.