<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di sottoporre al Parlamento una modifica della legge federale del 25 giugno 1982 sulla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità per rendere accessibile la previdenza individuale vincolata (pilastro 3a) alle persone senza attività lucrativa.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il pilastro 3a si fonda sulla legge federale sulla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (LPP). È dunque una forma di previdenza professionale e presuppone pertanto che l'assicurato svolga un'attività lucrativa.</p><p>In occasione dell'esame dell'iniziativa parlamentare Nabholz 96.412, "Apertura del pilastro 3a ai gruppi di persone che non esercitano un'attività lucrativa", la Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio nazionale (CSSS-N) ha istituito la sottocommissione "Apertura del pilastro 3a a gruppi di persone senza attività lucrativa". Nel corso dei complessi lavori di verifica, la sottocommissione e successivamente anche la CSSS-N sono giunte alla conclusione che la previdenza individuale vincolata, dovrebbe essere accessibile a tutte le persone senza attività lucrativa, non soltanto a talune (cfr. il rapporto della Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio nazionale del 21 maggio 2007 relativo all'iniziativa parlamentare Nabholz 96.412, "Apertura del pilastro 3a ai gruppi di persone che non esercitano un'attività lucrativa", punto 2 "Etat de l'examen préalable" <a href="http://www.parlament.ch/afs/data/f/bericht/1996/f_bericht_n_k10_0_19960412_0_20070521.htm">http://www.parlament.ch/afs/data/f/bericht/1996/f_bericht_n_k10_0_19960412_0_20070521.htm</a>, rapporto disponibile in francese e tedesco). Una siffatta previdenza, aperta senza distinzione a tutte le persone senza attività lucrativa, non può tuttavia essere basata su una legge che disciplina la previdenza professionale, senza che questa sia profondamente modificata. La LPP rappresenta l'attuazione di un preciso mandato costituzionale sancito dall'articolo 113 della Costituzione federale (Previdenza professionale). Una legge che preveda una previdenza individuale anche per chi non esercita un'attività lucrativa esulerebbe da questa competenza della Confederazione e andrebbe quindi basata su un altro fondamento giuridico. Constatato che sarebbe difficile disciplinare l'attuazione di una previdenza generale per le persone senza attività lucrativa, come parte della previdenza professionale, nel quadro del pilastro 3a, la CSSS-N ha infine rinunciato all'idea di una modifica in tal senso della normativa sulla previdenza professionale e ha sottoposto la questione alla Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio nazionale (CET-N), incaricandola di valutare se nel quadro della legislazione fiscale si potesse introdurre una forma di previdenza con agevolazioni d'imposta per le persone senza attività lucrativa. Successivamente la CET-N ha proposto lo stralcio dell'iniziativa, che è poi stata tolta di ruolo dal Consiglio nazionale il 12 giugno 2009.</p><p>La constatazione della CSSS-N (rapporto della CET-N del 21 maggio 2007, v. n. 1), secondo cui sarebbe estremamente difficile disciplinare l'inserimento di una forma di previdenza generale per le persone senza attività lucrativa nel sistema della previdenza professionale, è tuttora valida. Già molto complesso nella sua forma attuale, il sistema della previdenza professionale non dovrebbe essere ulteriormente complicato da una modifica così sostanziale quale l'introduzione di una previdenza individuale svincolata da qualsiasi attività lucrativa.</p><p>Nel quadro del rapporto sul futuro del secondo pilastro, il Consiglio federale valuta, invece, la possibilità di mantenere la previdenza (con agevolazioni fiscali) durante i periodi di interruzione dell'attività lucrativa. Questo permetterebbe alle persone che smettono di lavorare temporaneamente, per esempio per adempiere compiti educativi o assistenziali o conseguire una formazione supplementare, di mantenere la propria previdenza professionale più a lungo di quanto non sia possibile attualmente. Dato che si tratterebbe solo di colmare una lacuna nella vita lavorativa, la modifica in tal senso del sistema vigente sarebbe più fattibile. Dato che gli attuali modelli di vita contemplano non tanto una rinuncia definitiva ma piuttosto un'interruzione temporanea dell'attività lucrativa, la possibilità di colmare lacune nella previdenza professionale, eventualmente nel secondo pilastro, potrebbe corrispondere a un'esigenza reale.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.