<h2>SubmittedText<h2><p>Il 26 aprile 2006, con l'obiettivo di stabilizzare la quota d'incidenza della spesa pubblica, il Consiglio federale ha deciso di restringere l'aumento delle uscite al 3 per cento. Tuttavia, a meno di un anno dalla sua decisione, il Consiglio federale ha inaspettatamente abbandonato la via intrapresa. Per il preventivo 2008 prevede infatti un aumento delle uscite del 4,3 per cento. Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Per quale motivo il Consiglio federale nel 2008 non intende attenersi all'obiettivo del 3 per cento che si era prefissato?</p><p>2. Il Consiglio federale ritiene verosimile che, a fronte delle incognite finanziarie che minacciano di verificarsi tra il 2009 e il 2015 (assicurazioni sociali, trasporti pubblici, formazione, casse pensioni della Confederazione, introduzione della NPC), le maggiori uscite previste per il 2008 possano essere riportate ai valori originari?</p><p>3. In caso contrario, quali misure supplementari intende adottare il Consiglio federale per rientrare entro il 2015 nel limite delle uscite annuo del 3 per cento?</p><p>4. Per quale ragione il Consiglio federale ha respinto l'istanza dell'UDC concernente un programma di sgravio per il 2008, che avrebbe consentito di contenere le uscite al 3 per cento?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Poiché il Consiglio federale non ha ancora approvato il preventivo 2008, la relativa crescita della uscite non è al momento nota. Secondo il piano finanziario del 23 agosto 2006, rispetto al preventivo 2007 le uscite cresceranno del 4,3 per cento se si considerano le cifre prima della riduzione delle uscite a seguito della verifica dei compiti. Tenendo conto dell'obiettivo di riduzione di 700 milioni di franchi, la crescita sarebbe del 3,1 per cento.</p><p>Uno degli obiettivi centrali della strategia del Consiglio federale per sanare le finanze federali consiste nello stabilizzare la quota d'incidenza della spesa pubblica nel periodo 2008-2015. Le uscite della Confederazione dovrebbero seguire la crescita economica nominale, stimata mediamente al 3 per cento annuo fino alla fine del periodo in questione. Trattandosi di un valore medio, è possibile che in singoli anni si registrino scostamenti dalla media, senza che, nel complesso, venga pregiudicato il conseguimento dell'obiettivo. In particolare, è possibile che si verifichino sorpassi temporanei qualora la stabilizzazione della crescita delle uscite fosse perseguita attraverso riforme strutturali che necessitano di un tempo maggiore per la pianificazione, la legiferazione e l'attuazione e che, di conseguenza, espletano i loro effetti soltanto a medio termine.</p><p>2./3. Nel caso degli esempi citati, si tratta in prevalenza di voci contabili che figureranno una sola volta come uscite straordinarie (passaggio alla NPC, casse pensioni, versamento iniziale nel fondo infrastrutturale nell'ambito dei trasporti pubblici) e la cui incidenza sui conti pubblici dovrà essere compensata negli anni successivi mediante le previste eccedenze strutturali. Per quanto riguarda le finanze ordinarie, tutti i settori di compiti sono sottoposti alla verifica dei compiti, mediante la quale il Consiglio federale fissa le priorità e persegue l'obiettivo della stabilizzazione della quota d'incidenza della spesa pubblica fino all'anno 2015. Il governo ritiene che l'obiettivo sia ambizioso, ma raggiungibile. Esso ha inoltre evidenziato che il progetto è strutturato come processo continuo, i cui obiettivi devono poter essere adeguati in caso di necessità.</p><p>4. Nel suo parere alla mozione dell'Unione democratica di Centro 06.3753, "Programma di sgravio 2007/08", con la quale si chiedeva di finanziarie il fabbisogno finanziario straordinario di 5 miliardi di franchi previsto per il 2008 con misure di sgravio a breve termine da attuare nel corso dello stesso anno, il Consiglio federale ha esposto le ragioni per le quali ha respinto la stessa mozione. Le motivazioni principali sono:</p><p>- la compensazione di uscite straordinarie di questa entità effettuata in un solo anno provocherebbe una riduzione traumatica delle uscite, con conseguenze sulla domanda nazionale complessiva. Questo modo di procedere sarebbe contrario ai principi e alla prassi di una politica economica ponderata e non si concilia con l'obiettivo del freno all'indebitamento, che persegue una politica finanziaria compatibile con la situazione congiunturale. Una valida alternativa è costituita da una compensazione ripartita su più periodi contabili.</p><p>- Una riduzione di tale portata avrebbe richiesto interventi incisivi sulle uscite ordinarie e avrebbe pregiudicato la continuità nell'adempimento dei compiti statali.</p><p>- Infine, non sarebbe stato possibile rispettare determinati obblighi contrattuali o legali, per cui ne sarebbe risultata una perdita di fiducia duratura nei confronti della Confederazione, quale importante attore economico e beneficiario di prestazioni.</p>  Risposta del Consiglio federale.