<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Conformemente alla Dichiarazione ministeriale di Doha del novembre 2001, diversi Paesi membri dell'OMC (fra cui anche la Svizzera) hanno presentato le loro richieste, prima del 30 giugno 2002, nel quadro dei negoziati relativi all'Accordo generale sugli scambi di servizi (GATS). Tale accordo e le richieste afferenti riguardano la soppressione, su base non discriminatoria, di sei tipi di restrizioni (enumerate nell'art. XVI) all'accesso al mercato da parte di fornitori di servizi stranieri. Le richieste presentate variano fortemente in funzione del Paese a cui sono indirizzate e degli interessi economici dei Paesi che le inoltrano. Nel rispetto della volontà di tutti i Paesi membri dell'OMC e per le ragioni esposte al punto 3, le richieste non sono pubblicate. Gli Stati Uniti e l'UE, chiamati in causa dall'interpellanza, hanno ribadito questa posizione a più riprese e non hanno l'intenzione di rendere di dominio pubblico le loro richieste.</p><p>1. Il settore terziario è responsabile nella misura dell'80% della creazione di nuovi posti di lavoro in Svizzera e genera un avanzo nel bilancio commerciale di oltre 20 miliardi di franchi (nel 2000). La piazza economica svizzera attribuisce quindi notevole importanza ai negoziati in corso sul GATS. Poiché la forza della Svizzera risiede in attività ad elevato valore aggiunto e nelle tecnologie di punta, le richieste svizzere si concentrano su specifici tipi di servizi. Si tratta di settori relativamente specializzati che, come detto, vantano un elevato valore aggiunto e presuppongono un alto livello di conoscenze specifiche. In altre parole, si tratta di servizi in cui la qualità e il buon nome dei fornitori sono più importanti degli onorari chiesti anche perché sono servizi destinati spesso a imprese o a governi. Se i servizi in questione sono offerti a clienti privati, si tratta in genere di una clientela esperta. Normalmente, si tratta di servizi non destinati al consumo di massa, fatta eccezione per i servizi del settore alberghiero e della ristorazione nonché del turismo. Concretamente, le richieste svizzere ad altri Paesi membri dell'OMC riguardano principalmente i settori seguenti: servizi finanziari (banche e assicurazioni), servizi ambientali (inclusa la consulenza), diversi servizi a imprese (consulenza giuridica, ingegneria, contabilità, informatica specifica, analisi e controlli tecnici, manutenzione e riparazione di macchine, traduzione e interpretariato), servizi nel turismo (alberghi e agenzie di viaggio), servizi ausiliari a tutti i modi di trasporto (operazioni di scarico, immagazzinamento, ecc. delle merci trasportate, agenzie per il trasporto di merci). Le richieste della Svizzera non riguardano invece settori quali l'educazione, la salute, il trasporto ferroviario, la posta e i servizi audiovisivi. Questi settori sono stati scartati a causa della quasi totale assenza di interessi offensivi da parte svizzera e della concezione che il nostro Paese ha del servizio pubblico.</p><p>2. Già nel quadro della sua risposta all'interpellanza Ehrler (02.3613), il Consiglio federale si è espresso sulle richieste ricevute dalla Svizzera. Esse provengono dai Paesi più disparati di tutte le regioni del mondo e non sorprende pertanto che esse riguardino tutti i settori e praticamente tutte le restrizioni valide in Svizzera. Il gran numero di richieste presentate riflette il notevole interesse dei nostri principali partner commerciali per il nostro Paese che viene considerato una piazza economica sviluppata e attraente per gli operatori e gli investitori stranieri. Questi ultimi sono pronti a beneficiare delle stabili condizioni quadro economiche e di una regolamentazione aperta all'accesso al mercato da parte di investitori stranieri. Per meglio valutare le richieste ricevute occorre tenere conto di due aspetti.</p><p>Prima di tutto, si tratta di richieste iniziali. Il forum di negoziazione in seno all'OMC consente ad ogni Paese di esprimersi su queste richieste e di illustrare ai partner la sua situazione interna. La Svizzera, che ha già iniziato a presentare la sua situazione in merito alle richieste ricevute, ha potuto cominciare ad illustrare ai suoi partner la portata e le peculiarità delle sue disposizioni legali in materia di servizio pubblico. La definizione di servizio pubblico è talmente diversa da un Paese all'altro che non è possibile aspettarsi che i nostri 143 partner dell'OMC sappiano sin dall'inizio in cosa consiste il servizio pubblico in Svizzera, né come è strutturato il servizio universale nel nostro Paese. Il GATS garantisce esplicitamente il rispetto degli obiettivi politici dei Paesi membri e riconosce il loro diritto di regolamentare, introdurre o abolire regolamentazioni. Di questo diritto la Svizzera intende avvalersi in sede negoziale, se sarà necessario. Il Consiglio federale è attento alle possibili implicazioni degli impegni che intende assumersi, in particolare in materia di educazione. Tuttavia, da quando il GATS è entrato in vigore, ovvero da sette anni, non abbiamo constatato alcun effetto negativo sulla Svizzera, sul suo servizio pubblico o sul servizio universale; giungiamo quindi alla conclusione che l'Accordo è ampiamente soddisfacente anche da questo punto di vista e che non vi è motivo di attendersi delle difficoltà nel quadro dei negoziati di Doha.</p><p>In secondo luogo, le richieste rappresentano un aiuto per la Svizzera, poiché sulla base dell'esame di tali richieste, la piazza economica svizzera può adottare misure per aumentare la sua attrattiva nei confronti degli operatori stranieri. In questo modo è altresì possibile attirare capitale di rischio, investimenti e know-how che potrebbero esserci utili, conformemente agli obiettivi della promozione economica a livello federale e cantonale. Un miglioramento delle condizioni d'insediamento accordate alle imprese straniere in certi settori può, ad esempio, sortire effetti positivi sugli investimenti in Svizzera e contribuire così alla creazione di nuovi posti di lavoro e alla prosperità economica. Allo stesso modo, il miglioramento delle condizioni per l'ottenimento di permessi di soggiorno temporanei a favore di personale altamente qualificato in alcuni settori permetterà alla Svizzera di attirare quelle imprese che ricorrono spesso a quadri e specialisti stranieri. Ciò consentirà allo stesso tempo di importare know-how che potrà essere esteso al resto dell'economia. La Svizzera ha d'altronde tutto l'interesse ad utilizzare le possibilità offerte dal GATS di assumersi impegni puntuali che consentano l'ammissione temporanea di fornitori di servizi in settori ben definiti nei quali è presente un effettivo bisogno.</p><p>3. Come anticipato nell'introduzione, tutti gli Stati membri dell'OMC - compresi gli Stati Unti e l'Unione europea - concordano sull'importanza di trattare le richieste in modo confidenziale. La confidenzialità è innanzitutto una misura volta a proteggere gli interessi dei partner più deboli. Se diversi paesi avanzano la stessa richiesta nei confronti di un Paese, quest'ultimo potrà spiegare la propria posizione a ognuno dei Paesi richiedenti in una relazione "one-to-one", invece di trovarsi di fronte ad una coalizione di Stati. Nei confronti dei nostri due partner citati nell'interpellanza, la nostra posizione negoziale sarà tutelata solo se, mentre trattiamo con l'Unione europea, ad esempio, quest'ultima non è a conoscenza delle richieste che ci sono state presentate dagli Stati Uniti. Questo non impedisce alle delegazioni di informare le cerchie interessate nella forma più adeguata, in particolare attraverso una presentazione orale o, se auspicato, con la diffusione di un compendio delle richieste. In queste informazioni sono indicati i settori di pertinenza, ma naturalmente non vengono menzionati i nomi dei Paesi terzi interessati. Come alcuni altri Paesi, la Svizzera ha pubblicato il documento riguardante le richieste nel sito Internet del Segretariato di Stato dell'economia (seco) e persegue una politica d'informazione che è almeno tanto trasparente quando quella degli altri Paesi menzionati nell'interpellanza. Il Consiglio federale sottolinea che tutte le cerchie interessate in Svizzera ricevono le stesse informazioni e che nessuno ne è escluso. Dopo intense consultazioni, l'offerta iniziale della Svizzera nel quadro dei negoziati sul GATS sarà finalizzata e resa pubblica.</p>  Risposta del Consiglio federale.