<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di presentare un progetto riguardante l'incasso degli ammontari di imposta che:</p><p>1. metta a disposizione del fisco le stesse possibilità di riscuotere i suoi crediti concesse ai creditori di pretese di diritto privato. Dovrà rimanere esclusa l'esecuzione in via di fallimento per imposte, tributi, tasse, etc. (art. 43 LEF);</p><p>2. definisca procedure e criteri secondo cui possono essere resi accessibili al pubblico i dati dei debitori.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Secondo il diritto vigente l'esecuzione di pretese di diritto privato o pubblico sul pagamento di denaro deve avvenire sempre in base alla legge federale dell'11 aprile 1889 sulla esecuzione e sul fallimento (LEF; RS 281.1). Per quanto riguarda l'esecuzione di pretese fiscali, le leggi tributarie svizzere rinviano pertanto alla LEF. Al riguardo, la LEF mette di principio a disposizione dei creditori privati e pubblici (compreso il fisco) gli stessi strumenti per l'esecuzione dei loro crediti monetari. Inoltre, determinate imposte cantonali, direttamente connesse a un fondo, sono garantite, in virtù della riserva dell'articolo 836 CC, da un diritto di pegno immobiliare legale che ha la precedenza sugli altri diritti di pegno anteriori. Questi strumenti non sono a disposizione dei creditori privati. L'articolo 43 LEF, che l'autore della mozione propone di mantenere, disciplina le eccezioni all'esecuzione in via di fallimento e concerne anche i crediti fiscali. Di conseguenza l'esecuzione dei crediti fiscali continua ad essere operata per via di pignoramento o mediante realizzazione del pignoramento. Nella procedura di fallimento, i crediti del fisco rientrano, come la maggior parte dei crediti privati, nella terza classe della graduatoria. Fanno eccezione i crediti dell'IVA che saranno situati nella seconda classe fino all'entrata in vigore del nuovo diritto in materia di risanamento (entrata in vigore prevista per il 1° gennaio 2014). Nel quadro dell'esecuzione dei crediti fiscali lo Stato beneficia di ulteriori privilegi, come la confisca (art. 44 LEF), il sequestro fiscale e il fatto che la competenza dell'eliminazione dell'opposizione contro crediti fiscali cresciuti in giudicato sia di competenza del fisco (cfr. art. 86 LIVA). Ad eccezione della restrizione prevista nell'articolo 43 LEF, il fisco dispone quindi degli stessi strumenti d'incasso, se non di strumenti più ampi, dei creditori che vantano crediti di diritto privato. Il diritto vigente adempie pertanto già la prima richiesta della mozione.</p><p>L'autore della mozione cita inoltre altre possibilità concesse ai creditori privati per fare pressione sui loro debitori, ad esempio la sospensione delle prestazioni. Per sua natura il fisco non può sospendere le prestazioni che fornisce. Sebbene i contribuenti siano tenuti a pagare le imposte, non possono esigere dallo Stato una controprestazione diretta. Per altri emolumenti pubblici, vale a dire quelli riscossi per una particolare prestazione dello Stato, è tuttavia usuale che lo Sato chieda un anticipo prima di fornire la prestazione (ad es. tasse di giustizia).</p><p>In base alla vigente legislazione tributaria chiunque sia incaricato dell'esecuzione delle leggi tributarie è tenuto al segreto sui fatti di cui viene a conoscenza e sulla situazione economica del contribuente (cfr. art. 110 della legge federale del 14 dicembre 1990 sull'imposta federale diretta, LIFD; RS 642.11). Questo segreto definito chiaramente nell'articolo 110 LIFD, costituisce uno dei più importanti fondamenti della Svizzera, ossia la fiducia reciproca fra cittadini e Stato. Se lo Stato si riservasse di pubblicare in determinati casi informazioni fiscali, nonostante nell'ambito della procedura di tassazione esiga che i propri cittadini dichiarino la loro situazione finanziaria globale, il rapporto di fiducia sarebbe compromesso.</p><p>Nella misura in cui l'autore della mozione chiede un mero allentamento di questo segreto per i contribuenti "solvibili", secondo il Consiglio federale è preferibile privilegiare gli strumenti della LEF. Se applicati coerentemente, questi ultimi sono efficaci per riscuotere il credito fiscale dei contribuenti "solvibili". Infine, è proprio in questo modo che il fisco può distinguere i debitori solvibili dagli altri.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.