<h2>SubmittedText<h2><p>La legge sull'IVA (LIVA) prevede per i medicinali l'applicazione dell'aliquota ridotta del 2,5 per cento secondo la lista dei beni di cui all'articolo 25 capoverso 2 lettera a e abis. A differenza dei medicinali, il materiale medico soggiace all'aliquota normale del 7,7 per cento. Questa differenza illustra ancora una volta che ciò che distingue i beni soggetti all'aliquota ridotta da quelli soggetti all'aliquota normale non dipende realmente dal concetto di prima necessità. Tuttavia, è sorprendente constatare una tale differenza tra questi due tipi di beni per la salute: l'IVA è pagata, da un lato, dalle casse malati e quindi con i premi degli assicurati e, dall'altro, direttamente dai pazienti nel quadro del loro contributo (aliquota percentuale, franchigia, contributo alle spese non coperte dall'elenco dei mezzi e degli apparecchi).</p><p>A titolo di esempio, i cateteri vescicali sono, come altri dispositivi medici, imposti all'aliquota IVA del 7,7 per cento al pari dei beni di lusso, anche se sono essenziali al benessere delle persone interessate.</p><p>Secondo i produttori di dispositivi medici, la rinuncia all'accordo quadro con l'Unione europea e la revisione dei criteri legali relativi alla sicurezza degli impianti medici comporteranno un aumento medio del 10 per cento dei prezzi di distribuzione in Svizzera. Questo aumento potrebbe avere un impatto dell'1,4 per cento sui premi dell'assicurazione malattie.</p><p>In tale contesto il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande: </p><p>- Qual è la ragione o quali sono le ragioni delle differenti aliquote applicate ai beni per la salute che sono paragonabili in termini di utilità a quelli tassati con un'aliquota ridotta?</p><p>- Il Consiglio federale ha già valutato i risparmi che sarebbero realizzati dall'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie, ma anche dai pazienti e dagli assicurati se l'aliquota IVA per il materiale medico fosse ridotta al 2,5 per cento?</p><p>- Il Consiglio federale sta considerando di procedere a una tale riduzione dell'aliquota IVA per il materiale medico come misura che potrebbe contribuire alla riduzione dei costi sanitari o almeno contenere l'aumento dei prezzi del materiale medico che sembra delinearsi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Ad domanda 1: i privilegi fiscali quali le aliquote ridotte devono essere delineati il più possibile come deroghe all'aliquota normale. La maggior parte delle forniture e delle prestazioni di servizi attualmente imponibili all'aliquota ridotta beneficiavano di un'agevolazione fiscale già nell'ambito dell'imposta sulla cifra d'affari, in vigore fino alla fine del 1994. I medicinali erano inclusi nell'elenco dei beni esentati dall'imposta, mentre il materiale medico no. Con alcune eccezioni, l'elenco dei beni esentati dall'imposta sulla cifra d'affari è servito da base per il catalogo delle prestazioni imponibili all'aliquota ridotta dell'ordinanza del Consiglio federale del 22 giugno 1994 concernente l'imposta sul valore aggiunto. Questo catalogo storico, cresciuto nel tempo, è stato ripreso in gran parte invariato nella legge sull'IVA del 1999 e successivamente anche nella legge in vigore. Si fonda principalmente su considerazioni politiche e non su considerazioni relative alla sistematica fiscale.</p><p>2. Ad domanda 2: il Consiglio federale non ha valutato i risparmi che sarebbero realizzati dall'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie nonché dai pazienti e dagli assicurati se l'aliquota IVA per il materiale medico fosse ridotta al 2,5 per cento. Da una prima stima approssimativa risultano al massimo risparmi pari ad alcune decine di milioni di franchi.</p><p>3. Ad domanda 3: secondo il diritto vigente, il materiale medico può essere considerato parte delle cure mediche ed essere escluso dall'IVA se viene utilizzato dalla persona curante nell'ambito di una cura medica. Il Consiglio federale ritiene che ulteriori agevolazioni fiscali non siano un modo efficace per contenere l'aumento dei costi nel settore sanitario. Inoltre, non si può affermare che il materiale medico attualmente imponibile all'aliquota normale sarà effettivamente offerto a prezzi più bassi. Non è certo che gli importatori, i produttori e i commercianti trasferiscano la riduzione dell'IVA al consumatore; potrebbero anche utilizzarla per migliorare i loro margini di guadagno. Sussiste pertanto il rischio di sovvenzionare determinati settori (produzione e commercio di tali beni) senza che le agevolazioni fiscali vadano a beneficio dei consumatori finali (ospedali, persone private ecc.). Infine, l'estensione del campo di applicazione dell'aliquota ridotta accentua i problemi di delimitazione. Occorrerebbe definire con precisione la nozione di "materiale medico". La riscossione dell'IVA diventerebbe più complicata, il che sarebbe contrario agli sforzi del Consiglio federale di semplificare l'IVA. Nel quadro della strategia "Sanità2020", il Consiglio federale ha già adottato e attuato una serie di misure che hanno permesso di ridurre i costi della salute di diverse centinaia di milioni di franchi all'anno. Tali misure continueranno a essere applicate con la strategia successiva "Sanità2030". (<a href="https://www.bag.admin.ch/bag/it/home/versicherungen/krankenversicherung/kostendaempfung-kv.html">Contenimento dei costi (admin.ch)</a>)</p>  Risposta del Consiglio federale.