<h2>SubmittedText<h2><p>Lo scorso 12 ottobre a Bruxelles, in occasione del quinto round di colloqui esplorativi con l'UE, la Segretaria di Stato Livia Leu ha dichiarato che la Svizzera "è disposta a rendere costante" il contributo di coesione all'UE, che ammonta a 1,3 miliardi di franchi. Finora come noto ne sono stati decisi due.</p><p>Si ricorda che, quando l'accordo quadro istituzionale era oggetto di trattative, i suoi sostenitori avevano negato che la sottoscrizione dell'accordo avrebbe comportato la trasformazione dei contributi di coesione all'UE in versamenti ricorrenti.</p><p>Chiedo al Consiglio Federale (CF):</p><p>- Chi ha autorizzato la Segretaria di Stato Leu a dichiarare che la Svizzera sarebbe pronta a rendere costante il contributo di coesione all'UE?</p><p>- Cosa si intende per "costante"? Con quale frequenza la Svizzera sarebbe pronta, a mente del CF, a versare contributi miliardari all'UE? </p><p>- Questi contributi all'UE, a mente del CF, verrebbero versati in cambio di una contropartita o, come ora, sarebbero dei semplici regali? Verrebbero versati anche nel caso in cui l'UE continuasse a discriminare la Svizzera, come sta facendo ora?</p><p>- Lo scandalo corruzione che ha investito il Parlamento europeo imporrà al CF delle riflessioni sui rapporti con l'UE, in particolare in considerazione delle pretese (sempre sul tavolo) di "ripresa dinamica" (ossia automatica) delle leggi varate da detto parlamento?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Gli obiettivi principali della politica europea della Svizzera rimangono una partecipazione ottimale al mercato interno e la cooperazione in determinati settori di interesse mantenendo il più ampio margine di manovra politico possibile. Alla luce di ciò, sono attualmente in corso colloqui esplorativi con l'UE sui cardini del pacchetto negoziale, stabiliti dal Consiglio federale il 23 febbraio 2022, allo scopo di consolidare e sviluppare la via bilaterale.</p><p>In questo pacchetto rientrano la piena applicazione degli accordi bilaterali di accesso al mercato interno, la conclusione di nuovi accordi e l'adesione della Svizzera a futuri programmi dell'UE (in particolare nei settori della ricerca, della formazione e dell'innovazione). Al contempo, il 23 febbraio 2022 il Consiglio federale si è anche detto disponibile a considerare, nell'ambito del pacchetto negoziale, la possibilità di continuare il contributo svizzero. Questo approccio crea premesse favorevoli per una valutazione equilibrata degli interessi.</p><p>Di conseguenza, il 12 ottobre 2022, in occasione della quinta tornata di colloqui esplorativi, le delegazioni hanno discusso per la prima volta dell'eventualità di rendere ricorrente il contributo svizzero.</p><p>La possibilità che il contributo diventi costante è una componente del pacchetto. Inversamente, ciò significa che il contributo diventerà ricorrente solo in base all'esito di eventuali negoziati sul pacchetto, che deve includere anche l'accesso al mercato interno e la garanzia di poter partecipare ai futuri programmi dell'UE. Le condizioni per continuare il contributo svizzero e le relative modalità di attuazione saranno quindi oggetto di trattative solo nel contesto di futuri negoziati con l'UE. Se questi avranno luogo, il Consiglio federale definirà la posizione svizzera nel quadro del mandato negoziale dopo aver consultato le Commissioni della politica estera.</p><p>Tra gli elementi chiave del pacchetto negoziale figurano anche le questioni istituzionali aperte, in particolare il recepimento dinamico del diritto e la composizione delle controversie. Il Consiglio federale auspica che questi punti siano fissati nei singoli accordi di accesso al mercato interno. L'indagine in corso delle autorità belghe sul presunto caso di corruzione nel Parlamento europeo non influisce in alcun modo su questa posizione.</p>  Risposta del Consiglio federale.