<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di valutare se sia possibile estendere il pensionamento flessibile sia al di sotto che al di sopra dell'età ordinaria di 65 anni, senza conseguenze negative sull'equilibrio finanziario globale (AVS, casse pensioni, costi della salute, costi dovuti all'assenteismo) né sulle prestazioni degli assicurati.</p><p>Una tale flessibilizzazione, attivata su richiesta degli assicurati, avrebbe numerosi vantaggi. Con l'avvicinarsi del pensionamento, ognuno sarebbe libero di ridefinire il suo impegno professionale in funzione dei propri bisogni. Da un lato, questo permetterebbe di migliorare il benessere e la salute dei lavoratori anziani, riducendo così le spese di malattia. Dall'altro, chi lo desiderasse potrebbe rimanere attivo dopo i 65 anni, o addirittura i 70 anni, senza essere penalizzato. In questo modo, la società potrebbe rispondere più facilmente alle sfide derivanti dall'aumento della speranza di vita, facendo sentire gli anziani sempre "nel giro", dunque utili, il che è positivo per il morale. Allo stesso tempo, l'economia potrebbe contare su collaboratori di esperienza e la previdenza per la vecchiaia trarre vantaggio dall'aumento della durata di contribuzione migliorando il suo equilibrio finanziario.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale condivide le riflessioni dell'autore del postulato. Per questo, nell'ambito dei lavori preparatori per la riforma della previdenza per la vecchiaia 2020, ha esaminato diversi modelli di flessibilizzazione dell'età pensionabile nel primo e nel secondo pilastro (Trageser J. et al., "Altersrücktritt im Kontext der demografischen Entwicklung", in Beiträge zur Sozialen Sicherheit, rapporto di ricerca n. 11/12, Berna, UFAS, 2012; M. Kolly, "Ältere Personen und Arbeitsmarktbeteiligung", in Beiträge zur Sozialen Sicherheit, Materialband zum Forschungsbericht n. 11/12, Berna, UFAS, 2012) e si è espresso a favore di un pensionamento flessibile tra i 62 e i 70 anni.</p><p>Secondo questi studi, con buone condizioni di lavoro i lavoratori anziani sarebbero disposti a lavorare più a lungo. Anche le imprese sembrano essere interessate ad assumere persone fino all'età di pensionamento. Tuttavia, tra l'età pensionabile effettiva (64,1 anni per gli uomini e 62,6 anni per le donne) e quella fissata nella legge federale sull'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (RS 831.10) vi è una notevole differenza. Pertanto, con l'armonizzazione dell'età di riferimento a 65 anni prevista nella riforma della previdenza per la vecchiaia 2020 si dovrà innanzitutto aumentare l'età media di uscita dal mondo del lavoro a 65 anni, in modo da promuovere la prosecuzione dell'attività lucrativa. Quest'obiettivo non verrebbe raggiunto se l'età minima per la riscossione anticipata della rendita fosse fissata a 58 anni.</p><p>Gli studi hanno anche evidenziato lacune nella politica delle imprese a favore dei lavoratori anziani e, nella stragrande maggioranza dei casi, la mancanza di una politica del personale volta a promuovere sistematicamente l'occupazione di queste persone. Rispetto ad altre strategie, finalizzate ad esempio all'assunzione di lavoratori più giovani, donne o stranieri, il reclutamento dei lavoratori anziani è ritenuto nettamente meno importante. La soppressione del limite di età di 70 anni non sembra quindi rispondere a un bisogno di rilievo per la flessibilizzazione e va dunque conservato. Il rapporto chiesto dall'autore del postulato è superfluo, in quanto non fornirebbe nuove informazioni.</p><p>Il modello di flessibilizzazione proposto dal Consiglio federale permetterà ad ognuno d'impostare il ritiro dalla vita professionale e il passaggio al pensionamento secondo le proprie esigenze. La riscossione della rendita di vecchiaia dell'AVS potrà essere anticipata di tre anni e rinviata di cinque al massimo. La riforma introduce inoltre la possibilità di riscuotere anticipatamente o di rinviare solo una parte della rendita. Chi continuerà a lavorare dopo il raggiungimento dell'età di riferimento potrà migliorare la propria rendita, il che permetterà di premiare la prosecuzione dell'attività lucrativa. Sia l'anticipazione che il rinvio della rendita di vecchiaia sono concepiti in modo tale da non incidere sui costi né per gli assicurati né per l'assicurazione. Le richieste dell'autore del postulato sono quindi perlopiù soddisfatte.</p><p>Nel secondo pilastro l'età minima per beneficiare delle prestazioni di vecchiaia sarà innalzata dagli attuali 58 a 62 anni. Le eccezioni attualmente previste per consentire ai lavoratori anziani di andare in pensione prima del raggiungimento dell'età minima saranno mantenute. Infine, analogamente all'AVS verrà introdotta la possibilità di riscuotere solo una parte della rendita.</p><p>Poiché il messaggio sulla riforma della previdenza per la vecchiaia 2020 (14.088) è attualmente in discussione alla seconda Camera, per il Consiglio federale non vi è alcun motivo di esaminare un nuovo modello di flessibilizzazione, oltre a quella proposta.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.