<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di prendere misure appropriate per ridurre entro 10 anni la settimana lavorativa a un massimo di 35 ore settimanali con una piena compensazione salariale per i lavoratori a basso e medio reddito. È assolutamente necessario coinvolgere le parti sociali nello sviluppo e nell'attuazione delle misure.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In Svizzera l'orario di lavoro viene determinato in base a un contratto tra lavoratore e datore di lavoro oppure attraverso i contratti collettivi ed è già in regressione: secondo la statistica sul volume del lavoro dell'Ufficio federale di statistica, in Svizzera la durata media del lavoro settimanale dei lavoratori a tempo pieno è passata da 43,2 ore nel 1991 a 41,1 ore nel 2019. Se si tiene conto anche del crescente numero di lavoratori a tempo parziale, in media l'orario di lavoro settimanale di tutti i dipendenti è passato da 35,3 ore nel 1991 a 31,7 ore nel 2019. In questo lasso di tempo i salari sono cresciuti costantemente, con l'indice dei salari reali che è aumentato del 15,2 per cento.</p><p>La politica svizzera del mercato del lavoro lascia ampio spazio alle soluzioni negoziali e alle decisioni decentralizzate all'interno del quadro legislativo. I contratti collettivi di lavoro, in cui le parti sociali disciplinano in modo vincolante le condizioni salariali e lavorative, svolgono un ruolo importante. Ciò permette di avere buone condizioni quadro per la creazione e il mantenimento dei posti di lavoro, per un alto livello salariale e produttivo, per una forte partecipazione e integrazione nel mercato del lavoro e per un elevato benessere economico.</p><p>Il Consiglio federale ritiene che le modalità con cui premiare i lavoratori per gli aumenti generali di produttività, ad esempio sotto forma di riduzione delle ore di lavoro, salari più alti o prezzi più bassi, debbano essere negoziate tra le parti contraenti. Queste ultime, infatti, sono in grado di comprendere meglio i fattori rilevanti nel rispettivo contesto (situazione aziendale, settoriale ed economica). Una regolamentazione come quella proposta nella mozione non è quindi necessaria e potrebbe essere inutilmente restrittiva o addirittura controproducente. Le esperienze compiute all'estero dimostrano che l'intervento statale per ridistribuire il volume di lavoro non è efficace né in termini di occupazione né di prosperità.</p><p>Le preoccupazioni relative alla protezione della salute possono essere debitamente affrontate con le normative vigenti sulla durata massima del lavoro e sui periodi minimi di riposo. Gli altri obiettivi indicati nella motivazione della mozione possono essere raggiunti con misure diverse dalla limitazione della durata massima del lavoro a 35 ore settimanali. Per precisare meglio gli obiettivi formulati nella Strategia Parità 2030 - tra cui l'ulteriore miglioramento della conciliabilità tra lavoro e famiglia e la partecipazione più equilibrata delle donne e degli uomini al mercato del lavoro - è stato messo a punto un piano d'azione dettagliato.</p><p>Il Consiglio federale ha già espresso la sua opposizione alla limitazione del tempo di lavoro per ridurre le emissioni di CO2 nel parere sul postulato Meyer Mattea (19.3275). Accogliere la mozione significherebbe allontanarsi dagli elementi centrali della politica svizzera del mercato del lavoro e solleverebbe questioni fondamentali di applicabilità e di efficienza economica.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.