<h2>SubmittedText<h2><p>Il segretario di Stato per l'educazione e la ricerca Mauro dell'Ambrogio, esponente del PLR, ha pubblicato sull'edizione del foglio di partito "Opinione Liberale" del 6 dicembre 2013 un articolo dai toni denigratori nei confronti della Lega dei ticinesi, prima forza politica nel Consiglio di Stato ticinese oltre che nel municipio di Lugano.</p><p>Nello scritto dell'Ambrogio, che si firma utilizzando la qualifica di segretario di Stato, arriva a denigrare anche persone defunte, segnatamente Giuliano Bignasca e Flavio Maspoli.</p><p>L'articolo è stato ripreso dal portale liberatv al link http://www.liberatv.ch/articolo/18878/mauro-dellambrogio-prende-schiaffi-la-lega-%C3%A8-la-fine-dellinganno-permanente/index.</p><p>Che un segretario di Stato, forse bramoso di tornare sulla scena politica ticinese (dove peraltro non ha mai goduto di particolare favore come dimostrano i risultati elettorali ottenuti dal diretto interessato in veste di candidato) si produca in simili esternazioni, firmandosi oltretutto con la qualifica di segretario di Stato, è probabilmente un fatto senza precedenti; ben difficilmente un simile atteggiamento può essere ritenuto consono all'alto ruolo e alla funzione ricoperti nell'amministrazione federale.</p><p>Chiedo al Consiglio federale:</p><p>1. Trova normale che un Segretario di Stato pubblichi articoli denigratori su un periodico politico nel suo cantone d'origine, utilizzando oltretutto per firmarsi la qualifica di segretario di Stato?</p><p>2. Trova normale che in questi articoli un segretario di Stato, per di più per l'educazione, si spinga fino alla denigrazione di persone defunte?</p><p>3. Simili iniziative sono compatibili con il ruolo di segretario di Stato?</p><p>4. Fermo restando che ogni cittadino ha diritto ad avere le proprie opinioni politiche, non ritiene il Consiglio federale che un funzionario federale del livello più alto debba tuttavia rimanere entro centri limiti quando firma un articolo partitico utilizzando la qualifica di segretario di Stato?</p><p>5. È sua intenzione intervenire nei confronti del segretario di Stato per l'educazione e la ricerca Mauro dell'Ambrogio pretendendo per il futuro un comportamento più consono al ruolo rivestito dal signor dell'Ambrogio all'interno dell'amministrazione federale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il dovere di fedeltà vincola i dipendenti della Confederazione a tutelare i legittimi interessi della Confederazione e del datore di lavoro (cosiddetto obbligo di lealtà). Si tratta di un dovere che travalica il rapporto di lavoro e che riguarda i dipendenti anche come cittadini, tenuti a osservare un atteggiamento di lealtà nei confronti della Confederazione.</p><p>Anche i cittadini, come la Confederazione, nutrono interessi legittimi. Nel caso specifico si tratta della libertà di espressione e della libertà di informazione, entrambe garantite dalla Costituzione. Gli interessi della Confederazione e dei cittadini vanno dunque ponderati secondo il principio della buona fede.</p><p>Mauro dell'Ambrogio ha espresso la sua opinione personale sulla testata in questione, della quale è editorialista da molti anni.</p><p>Viceversa, la rivista ha pubblicato l'articolo del 6 dicembre 2013, citato nell'interpellanza, precisando erroneamente e all'insaputa dell'autore la sua funzione. Nel frattempo la rivista ha reagito per evitare qualsiasi futura confusione tra le dichiarazioni fatte da Mauro dell'Ambrogio nell'esercizio della sua funzione professionale e quelle espresse a titolo privato e personale.</p><p>Il Consiglio federale, dopo aver attentamente esaminato gli interessi di cui sopra, non ravvisa alcuna necessità di intervenire nel caso in questione.</p>  Risposta del Consiglio federale.