<h2>SubmittedText<h2><text><p>Il Consiglio federale è incaricato di obbligare per legge i cantoni a concedere nell'ambito di una soluzione federalistica entro le votazioni federali del 2015 a tutti gli svizzeri all'estero aventi diritto di voto la possibilità di votare per via elettronica (e-voting).</p></text><h2>FederalCouncilResponseText<h2><text><p>Il Consiglio federale si è pronunciato a più riprese a favore dell'introduzione graduale del voto elettronico e previsto a tal scopo un progetto articolato in quattro fasi:</p><p>1. voto elettronico nell'ambito di votazioni popolari;</p><p>2. voto elettronico nell'ambito di elezioni;</p><p>3. firma elettronica di referendum e iniziative (e-collecting);</p><p>4. firma elettronica delle proposte di candidatura.</p><p>Dal 2004 sono state condotte prove di voto elettronico in 13 cantoni nell'ambito di votazioni popolari. Nelle elezioni federali del 23 ottobre 2011 il voto elettronico è stato sperimentato per la prima volta anche in elezioni a livello federale. In tal modo si è passati alla seconda fase del progetto. Bisogna però tenere presente, che l'introduzione del voto elettronico nell'ambito di votazioni popolari (fase 1) non è ancora conclusa. Gli svizzeri all'estero hanno la priorità perché sono spesso impossibilitati a esercitare il loro diritto di voto a causa dei ricorrenti disguidi nel traffico postale che creano problemi nella trasmissione del materiale di voto. Tale priorità è in sintonia con quanto raccomandato dall'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa in seguito all'osservazione delle elezioni del Consiglio nazionale 2007. Visto che la competenza di organizzare ed effettuare le votazioni e le elezioni federali spetta ai cantoni (cfr. p. es. art. 10 della legge federale sui diritti politici), che sono pure chiamati a sobbarcarsi i costi dell'introduzione del voto elettronico, la Confederazione lascia loro la libertà di scegliere se e quando introdurre il voto elettronico. Il Consiglio federale è dell'opinione che questo approccio abbia dato buoni risultati. La collaborazione tra la Cancelleria federale e i cantoni, da un lato, e tra cantoni, dall'altro, funziona molto bene; con il progetto sul voto elettronico i cantoni hanno aperto nuove vie del federalismo. Lo stato del progetto varia considerevolmente da cantone a cantone e anche le aspettative dei cantoni nei confronti del progetto divergono molto. Se si imponesse ai cantoni di introdurre il voto elettronico - come chiesto nella mozione - la Confederazione vanificherebbe la via del partenariato finora battuta. La realizzazione del progetto su base volontaria e secondo tabelle di marcia decise in piena autonomia dai cantoni è anche opportuna vista la diversità delle disposizioni vigenti nei singoli cantoni in materia di diritti politici. L'introduzione di nuove tecnologie è un'operazione complessa che richiede processi preparati con cura e mirati alle esigenze delle varie realtà cantonali. Un'introduzione precipitosa del voto elettronico contro la volontà di uno o più cantoni farebbe più danno che bene. La Confederazione mantiene ovviamente il suo obiettivo dichiarato, ossia dare la possibilità alla grande maggioranza degli svizzeri all'estero di pronunciarsi mediante voto elettronico entro le elezioni federali del 2015. A lungo termine tutti gli svizzeri all'estero dovrebbero poter approfittare di questo terzo canale di voto. La Cancelleria federale continuerà a svolgere il suo ruolo di coordinamento per raggiungere questo scopo congiuntamente ai cantoni. Per questa ragione ha elaborato nella primavera del 2011 una pianificazione strategica del progetto "Vote électronique" (Roadmap) che definisce cinque campi d'azione e comprende misure da attuare secondo un determinato scadenzario. Nella sua seduta del 14/15 aprile 2011 la Conferenza dei cancellieri di Stato ha preso conoscenza della Roadmap, che è ora in fase di attuazione. È stato costituito un comitato direttivo sotto la direzione della Cancelliera della Confederazione composto di rappresentanti della Confederazione (CaF, UFG e OSIC) e dei cantoni (cinque membri della Conferenza dei cancellieri di Stato) incaricato di rafforzare la cooperazione tra Confederazione e cantoni finalizzata all'introduzione del voto elettronico. Nel 2012/13 è previsto il terzo rapporto sul voto elettronico, che considererà le richieste avanzate nei vari interventi parlamentari concernenti il voto elettronico, per esempio le interpellanze Recordon 10.3251, "Rischi democratici legati al voto elettronico", e Baettig 09.3573, "Legittimità e affidabilità del voto per corrispondenza e del voto elettronico". Parallelamente all'elaborazione del rapporto, occorrerà procedere all'adeguamento dell'ordinanza sui diritti politici (art. 27a segg.).</p></text>