<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di riesaminare il previsto bando pubblico per le capacità di riserva a favore della sicurezza dell'approvvigionamento elettrico. I requisiti relativi alle potenze necessarie, definite originariamente per le centrali elettriche di riserva, non corrispondono più allo stato attuale delle conoscenze e comporterebbero un impiego di risorse eccessivamente elevate. Le crescenti capacità fornite dalle fonti rinnovabili, i gruppi elettrogeni di emergenza già esistenti, le misure nell'ambito della "Demand Side Management" come pure le capacità di produzione già predisposte nella centrale di Birr non sono stati sufficientemente presi in considerazione, pertanto, è necessario un riesame per accordare un peso maggiore a questi elementi.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Lo studio svolto dalla società di consulenza Frontier Economics (cosiddetto studio Frontier) non conteneva considerazioni circa il dimensionamento delle riserve. Sulla base di detto studio e su sollecitazione del Consiglio federale, la Commissione federale dell'energia elettrica (ElCom) aveva elaborato il piano per le centrali a gas destinate a coprire i picchi di carico («Konzept Spitzenlast-Gaskraftwerke»). In tale documento, alla fine del 2021, la ElCom aveva proposto al Consiglio federale di preparare le basi legali per l'acquisizione di 2-3 centrali elettriche di riserva con una potenza massima di 1000 MW. Il 16 febbraio 2022 il Consiglio federale aveva incaricato il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) di avviare i necessari lavori.</p><p>&nbsp;</p><p>Nel frattempo le condizioni quadro sono cambiate. Nessuno scenario di stress dell'analisi del 2021 aveva ipotizzato che la metà delle centrali nucleari francesi potesse addirittura non essere disponibile in certi periodi. Anche una situazione di penuria di gas su scala europea non era stata presa in considerazione dalle simulazioni fatte. Per contro, il potenziamento degli impianti per la produzione di elettricità da fonti rinnovabili in Svizzera e nei Paesi limitrofi ha conosciuto un'evoluzione positiva. Inoltre, a medio termine, diventeranno sempre più rilevanti anche altri effetti, ad esempio l'evoluzione del consumo indotto dall'elettrificazione.</p><p>&nbsp;</p><p>Alla luce degli sviluppi di cui sopra, in stretta collaborazione con l'Ufficio federale dell'energia (UFE), la ElCom ha aggiornato i calcoli relativi al possibile dimensionamento delle riserve. In tale contesto si tiene conto degli orizzonti temporali sia a breve che a medio termine come pure dei vari cambiamenti intervenuti dal 2021. Ne consegue un fabbisogno complessivo di riserve. Nella successiva pianificazione delle quantità oggetto del bando pubblico vengono prese in considerazione le capacità di riserva già costituite nell'inverno 2022/23 e quelle ulteriormente disponibili dall'inverno 2023/24.&nbsp;</p><p>&nbsp;</p><p>Basandosi sull'analisi più recente, il DATEC ha deciso un approccio in più fasi, che permette di tenere costantemente conto delle conoscenze e degli sviluppi più recenti e di evitare che vengano costituite riserve troppo grandi e costose. Nel mese di luglio 2023 l’UFE ha lanciato il primo bando pubblico per 400 MW per il periodo dopo il 2026.&nbsp;</p><p>&nbsp;</p><p>Pertanto, il riesame richiesto dalla mozione ha già avuto luogo. Anche in futuro l’UFE analizzerà il fabbisogno di capacità di riserva per dare il giusto peso agli ultimi sviluppi e alle esperienze acquisite. La richiesta della mozione è pertanto soddisfatta.&nbsp;</p>