<h2>SubmittedText<h2><p>Nel gennaio del 2019 è stato pubblicato uno studio sui perturbatori endocrini (Endocrine Disruptors: from Scientific Evidence to Human Health Protection) commissionato dal Parlamento europeo. Per ridurre l'esposizione dell'essere umano e dell'ambiente ai perturbatori endocrini, lo studio raccomanda all'Unione europea l'elaborazione di norme transsettoriali, una formulazione più precisa della definizione legale di perturbatore endocrino, test relativi all'omologazione dei prodotti e norme adeguate ai diversi settori interessati (in particolare cosmetici, additivi alimentari, utensili da cucina, contenitori e giocattoli). Queste norme potrebbero essere, ad esempio, valori limite, che permetterebbero di ridurre al minimo l'esposizione dei consumatori a queste sostanze. Nel suo parere in risposta al postulato Tornare 17.3935, il Consiglio federale aveva affermato che le autorità svizzere competenti collaborano attivamente con l'UE e intendono recepire i criteri eventualmente elaborati per il settore dei perturbatori endocrini. Aveva inoltre annunciato l'istituzione di un gruppo di lavoro interdipartimentale ad hoc.</p><p>1. Quali lavori ha condotto finora questo gruppo di lavoro e con quali risultati per la salute e l'informazione della popolazione?</p><p>2. Quali attività sono previste per meglio informare e proteggere la salute dei consumatori e l'ambiente da queste sostanze indesiderate?</p><p>3. È per esempio previsto di finanziare, come fa la Danimarca, test indipendenti su queste sostanze condotti da laboratori indipendenti, associazioni di consumatori o altre associazioni a difesa della salute pubblica?</p><p>4. A che punto è l'elaborazione da parte dell'UE di criteri per i perturbatori endocrini e come sono stati recepiti dalla Svizzera?</p><p>5. Qual è la posizione del Consiglio federale in merito alle raccomandazioni dello studio "Endocrine Disruptors: from Scientific Evidence to Human Health Protection"?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è consapevole del potenziale impatto dei perturbatori endocrini (PE) sulla salute dell'essere umano e sull'ambiente. Negli ultimi anni, le autorità competenti della Confederazione si sono concentrate sulla valutazione e sul disciplinamento di alcune di queste sostanze. Numerose novità introdotte nell'Unione europea (UE) sono state recepite nel diritto svizzero per incentivare lo sviluppo di prodotti alternativi con un profilo tossicologico meno nocivo.</p><p>1. L'obiettivo principale del gruppo di lavoro è condividere le informazioni relative ai PE e coordinare le attività tra i vari uffici (Ufficio federale della sanità pubblica, UFSP, Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria, USAV, Ufficio federale dell'ambiente, UFAM, Ufficio federale dell'agricoltura, UFAG, Segreteria di Stato dell'economia, SECO, e Swissmedic). Inoltre, il gruppo di lavoro ha il compito di fornire alla popolazione svizzera informazioni pertinenti e consigli specialistici in materia di PE. Infine, segue i progressi del settore e i suoi membri fanno parte di diverse commissioni internazionali.</p><p>2. Sui siti Internet dei diversi uffici coinvolti è a disposizione della popolazione svizzera una scheda informativa comune redatta dal gruppo di lavoro interdipartimentale in collaborazione con la SUVA. Sottoposto a regolari aggiornamenti, il documento riporta i più recenti progressi scientifici e normativi in materia di PE. Sui siti degli uffici si possono inoltre consultare anche schede informative specifiche riguardanti determinate sostanze.</p><p>Rispetto a un tempo, per proteggere i consumatori i PE sono oggi disciplinati da norme più severe: non possono infatti più essere autorizzati nei biocidi e nei prodotti fitosanitari, sono riconosciuti come sostanze particolarmente pericolose nei prodotti chimici e possono essere soggetti ad autorizzazione. Per altro, determinati utilizzi specifici dei PE sono severamente vietati, come per esempio l'impiego del bisfenolo A nei biberon o nella carta termica.</p><p>3. No, non è previsto, ma nel quadro delle proprie attività ogni ufficio finanzia test o progetti in base ai propri bisogni.</p><p>4. Dal 2018, per individuare PE nei biocidi e nei prodotti fitosanitari l'UE applica norme severe. Inoltre, nell'ambito dei prodotti chimici, è attualmente in corso una revisione del regolamento REACH (CE n. 1907/2006) per l'introduzione di test d'individuazione dei PE tra i requisiti richiesti per l'immissione sul mercato.</p><p>La legislazione svizzera in materia prevede già prescrizioni concernenti i PE ampiamente allineate alle norme europee, in particolare per quanto concerne i prodotti chimici, i dispositivi medici, i cosmetici, le derrate alimentari e gli oggetti d'uso. Inoltre, l'ultima revisione dell'ordinanza sui biocidi (OBioc; RS 813.12) e dell'ordinanza sui prodotti fitosanitari (OPF; RS 916.161) ha recepito i criteri per individuare i PE definiti dall'UE. Per quanto concerne i cosmetici, la Commissione europea sta rivalutando la sicurezza di numerose sostanze con potenziali proprietà di PE e, se necessario, adeguerà la propria legislazione di conseguenza. Il Consiglio federale segue da vicino questi lavori e, all'occorrenza, proporrà di adeguare il diritto in materia. D'altra parte, in generale la tutela dei lavoratori dai prodotti chimici, tra cui i PE, è assicurata anche dalle disposizioni generali di protezione della salute sul posto di lavoro.</p><p>5. Il Consiglio federale riconosce l'importanza di una definizione trasversale dei PE che valga per tutti gli ambiti e i loro rispettivi disciplinamenti. Le autorità svizzere collaborano il più possibile con quelle europee, impegnandosi per esempio per stabilire criteri d'identificazione o aggiornare il regolamento "REACH". Partecipano inoltre attivamente anche al gruppo di lavoro dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico incaricato dell'elaborazione e della validazione dei nuovi metodi d'analisi dei PE.</p>  Risposta del Consiglio federale.