<h2>SubmittedText<h2><p>L'adesione di Romania e Bulgaria all'UE comporta l'estensione della libera circolazione delle persone anche a questi due Paesi, nonostante l'enorme pressione migratoria da tale regione. La situazione in Italia, che il ministro italiano delle infrastrutture Di Pietro descrive come segue, illustra le possibili conseguenze: "L'ingresso della Romania in Europa ha portato in Italia una massa di sbandati senza lavoro e senza altre fonti di reddito, alcuni portati a delinquere." Il governo di sinistra italiano ha pertanto adottato un decreto che consente di espellere cittadini UE e i loro famigliari. Di Pietro: "Era necessario un decreto governativo per bloccare questo flusso e restituire al mittente tutti i cittadini romeni che non dimostrino di avere un posto di lavoro e una residenza in Italia."</p><p>Anche in Svizzera bande organizzate di mendicanti e ladri provenienti dalla Romania sono già saliti alla ribalta della cronaca. Con l'estensione della libera circolazione delle persone a Romania e Bulgaria la Svizzera spalancherebbe definitivamente le porte a questi gruppi.</p><p>In tale contesto, chiediamo urgentemente al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Il Consiglio federale crede che l'estensione della libera circolazione delle persone a Bulgaria e Romania comporterà maggiore sicurezza?</p><p>2. È verosimile un aumento della criminalità?</p><p>3. Quali misure intende adottare il Consiglio federale per combattere la crescente criminalità?</p><p>4. È disposto a emanare una legge sull'espulsione, analoga al decreto adottato dal governo italiano?</p><p>5. Quali conseguenze si attende dall'estensione a Bulgaria e Romania della libera circolazione delle persone?</p><p>6. Ritiene che entro il 2017/18 (scadenza delle clausole di salvaguardia), Romania e Bulgaria avranno risolto i problemi attuali?</p><p>7. Come intende impedire a più lungo termine immigrazioni di massa da questi due Paesi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. L'estensione graduale e controllata dell'ALC a Romania e Bulgaria nonché l'estensione già attuata dei restanti accordi bilaterali tra la Svizzera e l'UE contribuiranno alla crescita economica di questi Paesi, il che porterà a lungo termine maggiore sicurezza, stabilità e benessere in tutta l'area europea. Il Consiglio federale si attende dunque in definitiva un guadagno in termini di sicurezza.</p><p>2. Attualmente in Svizzera non è disponibile alcuna statistica criminale nazionale che riporti la cittadinanza dell'autore. Tuttavia, l'estensione della libera circolazione delle persone a Romania e Bulgaria non arrischia necessariamente di far aumentare il numero dei reati commessi in Svizzera poiché già dal 2004 i cittadini rumeni e bulgari possono entrare nel nostro Paese senza visto e restarvi fino a tre mesi senza particolari controlli in materia di diritto degli stranieri. Ora, tra il 2004 e il 2006 non sono stati osservati sviluppi straordinari della criminalità in Svizzera. È dunque poco probabile che la libera circolazione delle persone incida direttamente sulla criminalità in Svizzera.</p><p>3. La lotta alla criminalità compete, da un lato, alle autorità cantonali di perseguimento penale e, dall'altro, alle autorità federali. Oltre alle misure attuali di lotta alla criminalità, l'entrata in vigore dell'accordo di associazione a Schengen e svariati accordi di cooperazione di polizia forniranno alla Svizzera diversi strumenti in tale ambito che contribuiranno a rafforzare la sicurezza interna. Inoltre, i cittadini rumeni e bulgari in situazione irregolare possono essere rimpatriati nel quadro degli accordi di riammissione conclusi con questi due Paesi, applicati da anni con soddisfazione.</p><p>4. Il Consiglio federale non reputa necessario emanare una legge in materia d'espulsione, dato che l'ALC prevede già misure incisive per limitare la libera circolazione delle persone per motivi di ordine e sicurezza pubblici (art. 5 allegato I ALC). Tali provvedimenti consentono di espellere le persone che costituiscono una minaccia reale, attuale e sufficientemente grave per l'ordine pubblico.</p><p>5. L'estensione dell'ALC garantisce il complesso delle relazioni bilaterali con l'UE e quindi un ampio accesso dell'economia svizzera al mercato interno allargato. D'altronde il crescente potere d'acquisto e la necessità di recuperare terreno rendono i nuovi Stati membri anche futuri mercati interessanti. Di conseguenza, il Consiglio federale si aspetta che l'accesso agevolato delle imprese svizzere al mercato si traduca in un impulso per la nostra economia. Già oggi la Svizzera realizza con Bulgaria e Romania un'eccedenza di esportazione pari a oltre mezzo miliardo di franchi all'anno. Inoltre, allo scadere dei lunghi periodi transitori negoziati dalla Svizzera (fino al 2019) questi due Paesi dovrebbero aver compiuto progressi economici tali da rendere improbabile il verificarsi di movimenti migratori significativi.</p><p>6. Per adempiere le condizioni politiche, economiche e giuridiche di adesione all'UE, negli ultimi anni questi due Paesi hanno istituito strutture democratiche e dello Stato di diritto, promosso riforme di economia di mercato e ripreso l'acquis comunitario, incrementando la sicurezza e la stabilità e creando maggiore benessere.</p><p>Romania e Bulgaria conseguiranno altri progressi, in un primo tempo grazie all'aiuto dell'UE, di modo che i problemi attuali saranno molto probabilmente risolti entro la scadenza dei periodi transitori nel 2019.</p><p>7. Analogamente al passaggio all'UE-15 e all'adesione dei Paesi dell'Europa dell'Est nel 2004, la libera circolazione delle persone verrà introdotta gradualmente anche per Romania e Bulgaria. Per un periodo massimo di sette anni sarà possibile applicare le limitazioni esistenti in materia di immigrazione. In virtù della clausola di salvaguardia, che resterà applicabile anche in seguito, la Svizzera potrà reintrodurre contingenti in caso di massiccia immigrazione.</p><p>Le esperienze finora maturate con la migrazione dai Paesi UE-10 indicano un'immigrazione molto contenuta, aumentata solo lievemente negli ultimi tempi in seguito all'eccellente congiuntura.</p>  Risposta del Consiglio federale.