<h2>SubmittedText<h2><p>La legislazione deve essere adeguata in modo che la DSC debba presentare ogni anno un rapporto, allegato al preventivo e al consuntivo, concernente:</p><p>1. la percentuale di mezzi budgetari impiegati rispettivamente in Svizzera e all'estero;</p><p>2. la percentuale di risorse di personale impiegate rispettivamente in Svizzera e nei Paesi in via di sviluppo;</p><p>3. tutte le attività di relazioni pubbliche e i costi globali delle attività (relazioni con i media, presenza in Internet, opuscoli, proprie campagne di relazioni pubbliche, finanziamento di campagne di relazioni pubbliche e altre manifestazioni).</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La DSC osserva le prescrizioni emanate dal Consiglio federale, che fissano la gestione e le modalità di presentazione del bilancio e delle sue differenti rubriche; non è tenuta a fare di più.</p><p>A intervalli regolari, la DSC fornisce, per il consuntivo, un rapporto sulle risorse di personale e sui mezzi finanziari impiegati in Svizzera e all'estero nell'ambito delle cooperazione internazionale allo sviluppo. Ogni anno mette a disposizione delle Commissioni delle finanze una documentazione complementare che accompagna il preventivo e il consuntivo, nella quale figura anche la categoria di spese 202 (costi per il personale, servizi generali, lavoro con i media ecc.). Nella documentazione vi sono anche tabelle e un commento su tutti i fondi che la Confederazione investe nell'aiuto allo sviluppo.</p><p>Come le altre rubriche, le attività di relazioni pubbliche sono presentate ogni anno nel bilancio. La DSC e il Seco pubblicano inoltre un rapporto annuo e diffondono su Internet le informazioni sulle loro attività e sull'impiego dei mezzi a disposizione.</p><p>Per quanto riguarda la trasparenza delle prestazioni, il Consiglio federale rimanda al rapporto sugli effetti economici dell'aiuto pubblico allo sviluppo in Svizzera pubblicato ogni quattro anni (il più recente di questi rapporti contiene dati relativi al 2002) e a una risposta a un postulato del 1981. Nello studio sono rilevate le conseguenze quantitative dirette e indirette sull'economia svizzera, in termini di acquisti di beni e di servizi come pure di posti di lavoro, che si possono ricondurre ai contributi destinati alla cooperazione internazionale.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.