<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale ritiene che la qualifica di "attivismo in materia di politica estera", usata dall'autore di questa interrogazione ordinaria urgente non corrisponda affatto alla realtà. Al contrario, l'aggravarsi della situazione nel Vicino Oriente e il moltiplicarsi delle violazioni del diritto internazionale umanitario hanno rafforzato la necessità di una presa di posizione chiara del Consiglio federale, che corrisponde a una prassi ricorrente della politica estera della Svizzera.</p><p></p><p>2. Il Consiglio federale ha evidentemente preso atto della decisione del 22 marzo 2002 del Consiglio nazionale, con la quale quest'ultimo ha respinto una proposta di dichiarazione sulla situazione nel Vicino Oriente. Questo non ostacola la capacità del Consiglio federale, nell'esercizio delle sue competenze in materia di politica estera, di prendere posizione, esaminando l'impatto che gravi violazioni del diritto internazionale umanitario commesse in un contesto di guerra potrebbero avere sulla nostra cooperazione con l'una o l'altra delle parti in conflitto.</p><p></p><p>3 e 4. In considerazione del deterioramento della situazione nel Vicino Oriente, in particolare dal profilo umanitario, del fatto che il governo israeliano si considera in stato di guerra e che il conflitto attuale minaccia di estendersi a tutta la regione, il Consiglio federale è stato spinto a far riesaminare alcune modalità di cooperazione con Israele. Ha in particolare incaricato il Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) di esaminare i mezzi per limitare la cooperazione militare con Israele, in particolare in materia di pianificazione dei futuri acquisti di materiale militare. </p><p></p><p>Nel contesto israelo-palestinese, ci troviamo di fronte a un conflitto atipico: anche se la Svizzera, analogamente a diversi altri Stati, non ha (ancora) riconosciuto la Palestina in quanto Stato, quest'ultima beneficia di uno statuto particolare nella comunità internazionale e l'Autorità palestinese dispone di prerogative che corrispondono ampiamente a quelle di un governo classico. Di conseguenza, il conflitto nel Vicino Oriente assume una dimensione internazionale innegabile, accentuata dal fatto che si inserisce nella problematica del conflitto arabo-israeliano e dell'occupazione dei territori palestinesi che perdura anche oggi. </p><p></p><p>Il Consiglio federale ha già ribadito a più riprese che un impegno fermo della Svizzera a favore del rispetto del diritto internazionale in generale e dei diritti dell'uomo e del diritto internazionale umanitario in particolare è perfettamente compatibile con il nostro statuto di neutralità. Il Consiglio federale ritiene inoltre che non si può parlare di attivismo nel caso specifico e ancor meno quando si tratta di ricordare la necessità del rispetto del diritto internazionale e in questo senso di ristabilire un clima di fiducia, presupposto indispensabile per la ripresa del dialogo politico tra le parti in conflitto. Di conseguenza, la denuncia, da parte del Consiglio federale, di inosservanze delle Convenzioni di Ginevra non costituisce una condanna dell'una o dell'altra parte, ma l'espressione del suo impegno a favore del rispetto delle regole del diritto internazionale umanitario da parte di entrambe. </p><p></p><p>5. Il Consiglio federale non condivide il parere su cui si fonda l'autore di questa interrogazione.</p>  Risposta del Consiglio federale.