<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In linea di principio occorre osservare che il Consiglio federale prende molto sul serio il problema della disoccupazione, accordandogli la massima priorità. Esso reputa tuttavia che la soluzione al problema dell'occupazione non risieda nelle misure a breve termine che gravano sui preventivi. Il Consiglio federale è piuttosto del parere che una crescita duratura, sostenuta dall'economia interna, sia il modo migliore per favorire la creazione di posti di lavoro permanenti. I suoi obiettivi più urgenti consistono perciò nel risanamento delle finanze federali e nel rafforzamento dell'attrattiva della piazza economica svizzera.</p><p></p><p>Per quanto concerne le singole domande:</p><p>1. La priorità accordata dal Consiglio federale al problema dell'occupazione è dimostrata fra l'altro dalla rapida concretizzazione della seconda revisione parziale dell'assicurazione contro la disoccupazione (AD). Applicate in modo mirato, le misure attive inerenti al mercato del lavoro, che sono legate a questa revisione, devono segnatamente favorire anche il reinserimento delle donne e degli stranieri, gruppi menzionati nell'interpellanza. In questo contesto, il Consiglio federale rinvia inoltre al postulato Weber (95.3626), che è stato accettato il 21 febbraio 1996.</p><p></p><p>2. Il Consiglio federale persegue una politica economica imperniata sulla stabilità. Il risanamento delle finanze federali e il miglioramento delle condizioni quadro dell'economia devono consentire di rafforzare la piazza economica svizzera. Provvedimenti appropriati nel senso di una politica attiva in materia congiunturale vengono adottati soltanto in caso di gravi perturbazioni. L'evoluzione dell'economia ci fornirà maggiori delucidazioni al riguardo nel corso dei prossimi mesi. Nel 1995 è stata allentata la politica monetaria, quale ulteriore misura in materia di politica congiunturale.</p><p></p><p>3. La Svizzera sarà forte se perseguiamo in comune i nostri sforzi intesi a promuovere la competitività. In un contesto di globalizzazione, occorre sviluppare maggiormente le capacità della Svizzera. Ciò è possibile unicamente in base ad un dialogo duraturo. Anche i colloqui periodici fra i partner sociali servono a conseguire questo scopo. Un tale dialogo costituisce una buona base per definire gli obiettivi comuni e le misure adeguate.</p><p></p><p>4. Il Consiglio federale, tenuto conto anche dei disavanzi strutturali dei preventivi pubblici, ritiene che il bonus d'investimento proposto non rappresenti attualmente una misura atta a combattere la disoccupazione. A questo proposito esso rinvia alle sue risposte alle mozioni Aeby (95.3633), Gruppo socialista (95.3630) e Jeanprêtre (95.3394). Esso prenderà in considerazione singole misure mirate se, nei prossimi mesi, si verificheranno gravi perturbazioni riconducibili all'evoluzione economica.</p><p></p><p>5. Il tasso di disoccupazione delle donne è attualmente del 4,9%, vale a dire leggermente superiore alla media generale (4,ó% nel febbraio 1996). Sarebbe sbagliato dedurre da questa situazione una discriminazione di tipo sessista, in quanto ciò è dovuto essenzialmente al fatto che il settore dei servizi, che conta tradizionalmente una notevole proporzione di manodopera femminile, registra una disoccupazione superiore alla media. Al fine di potere sostenere maggiormente le esigenze specifiche delle donne sul mercato del lavoro, diversi provvedimenti nell'ambito dell'assicurazione contro la disoccupazione sono stati incentrati in particolare sui bisogni delle donne. A questo riguardo occorre menzionare, per esempio, il computo dei periodi educativi come periodo di contribuzione all'AD o i programmi occupazionali orientati in modo speciale verso le donne.</p><p></p><p>6. La disoccupazione, superiore alla media, degli stranieri (9,2% nel mese di febbraio 1996) si spiega in larga misura con la struttura delle qualifiche delle persone colpite. Infatti, presso la manodopera poco qualificata, il tasso di disoccupazione è più del doppio di quello dei lavoratori qualificati. Per questo motivo vengono profusi già attualmente ulteriori sforzi nell'ambito delle misure attive inerenti al mercato del lavoro, al fine di aumentare le probabilità di reinserimento dei lavoratori poco qualificati, offrendo loro corsi di perfezionamento e di riqualificazione professionali nonché pratiche di formazione. A tale proposito, si possono rammentare anche i più disparati provvedimenti adottati nel campo della formazione, che perseguono lo stesso obiettivo. A ciò si aggiungano talune misure in materia di politica degli stranieri che sono già state parzialmente adottate e che mirano ad impedire, in futuro, un nuovo afflusso di lavoratori poco qualificati provenienti dall'estero.</p><p></p><p>In questo contesto, occorre sottolineare che il Forum svizzero per lo studio delle migrazioni (FSM) di Neuchâtel è stato incaricato, il 14 novembre 1995, di determinare i motivi del debole tasso di occupazione dei richiedenti l'asilo e degli stranieri ammessi a titolo provvisorio e di proporre eventuali misure al fine di integrarli meglio nel mondo del lavoro. Inoltre, il Gruppo di lavoro interdipartimentale per i problemi della migrazione è stato incaricato di analizzare la situazione attuale dell'occupazione per quanto riguarda gli stranieri e i richiedenti l'asilo, tenendo conto dei risultati dello studio del FSM; esso dovrà pure esaminare i conflitti fra gli ambiti politici coinvolti. Esso ha parimenti il compito di evidenziare i punti sui quali è possibile agire per allentare la situazione.</p><p></p><p>7. Il Consiglio federale può rinviare, nella sua risposta, alle già citate mozioni Aeby, Jeanprêtre e Gruppo socialista. Esso ribadisce inoltre che lo sviluppo del potenziale delle regioni, volto a rafforzare la coesione nazionale, costituisce un obiettivo prioritario della politica economica; a questo riguardo, esso ha già fatto ricorso a diversi strumenti.</p><p></p><p>Conclusione</p><p>Il Consiglio federale ritiene che i provvedimenti elencati nel programma annuale 1996 contribuiscano a migliorare durevolmente la capacità concorrenziale dell'economia svizzera e a rafforzare l'attrattiva della piazza economica svizzera. Queste misure e quelle adottate in materia di politica attiva dell'occupazione, che devono ora essere concretizzate, sono i mezzi migliori per combattere la disoccupazione.</p>  Risposta del Consiglio federale.