<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di stilare un rapporto che</p><p>1. informi in dettaglio in merito ai problemi giuridici nel far valere pretese legali (diritto della personalità, diritto di autore, libertà di espressione) nei confronti di hosting provider internazionali (Facebook, Twitter) o domiciliati in Svizzera (Google) e</p><p>2. stimi se</p><p>a. occorra adeguare la legislazione nazionale (p. es. nell'ambito dei diritti della personalità);</p><p>b. sia opportuno riprendere la direttiva 2000/31/CE del Parlamento europeo e del Consiglio dell'8 giugno 2000 relativa a taluni aspetti giuridici dei servizi della società dell'informazione, in particolare il commercio elettronico, nel mercato interno;</p><p>c. vi siano prospettive realistiche di accelerare l'assistenza internazionale in materia civile e</p><p>d. gli hosting provider internazionali possano essere obbligati a tenere adeguatamente conto della pluralità di opinioni.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale ritiene molto importante combattere in modo efficace le lesioni della personalità e le violazioni del diritto di autore in Internet. È consapevole del problema (si veda la strategia per una società dell'informazione in Svizzera, aggiornata il 9 marzo 2012, n. 2.2, 2.6 e 3) e si adopera sia sul piano della prevenzione (cfr. rapporto "Protezione del ciberbullismo", n. 5 e 6, in risposta al postulato Schmid-Federer 08.3050) sia su quello della repressione (p. es. Servizio nazionale di coordinazione contro la criminalità su Internet, SCOCI) per far fronte al problema sollevato dall'autore del postulato. Pochi mesi fa, il 9 dicembre 2011, approvando il rapporto concernente la valutazione della legge sulla protezione dei dati (RS 235.1), il Consiglio federale ha incaricato il DFGP di esaminare eventuali misure legislative volte a migliorare la protezione dei dati tenendo conto degli attuali sviluppi nell'UE.</p><p>Attualmente l'Ufficio federale della comunicazione sta elaborando un rapporto sugli aspetti giuridici dei media sociali. Tale rapporto è riconducibile al postulato Amherd 11.3912, che il Consiglio federale aveva proposto di accogliere il 23 novembre 2011. I problemi centrali da tematizzare nel rapporto comprendono l'attuale quadro legale in Svizzera e su scala internazionale in materia di media sociali, nonché le lacune giuridiche esistenti e la necessità di un eventuale intervento sul piano legislativo. Il rapporto si occupa inoltre della protezione dei diritti fondamentali e della questione se, analogamente alla LRTV (RS 784.40), che tutela la pluralità dell'offerta e delle opinioni nel settore radio-televisivo, occorra intervenire anche nell'ambito dei media sociali. Nel parere in risposta al postulato, il Consiglio federale cita espressamente il problema dell'applicazione della legge in vigore: visto che i gestori di piattaforme di media sociali sono spesso attivi a livello internazionale, la legislazione nazionale mostra i suoi limiti.</p><p>Infine, l'autore del postulato vorrebbe obbligare gli hosting provider internazionali a tenere conto della pluralità di opinioni. Il Consiglio federale è consapevole che i media hanno un ruolo determinante nella formazione dell'opinione pubblica. Ritiene tuttavia che spetti al settore far fronte agli attuali cambiamenti strutturali. Pertanto, nel rapporto del 29 giugno 2011 stilato in risposta ai postulati 09.3629 e 09.3980 ha deciso di rinunciare a nuove misure statali, puntando sull'autoregolazione dei media (n. 3.3, 3.4 e 5).</p><p>Dato che le questioni sollevate dall'autore del postulato riguardano in ampia misura aspetti che sono già stati o che saranno trattati in tale sede, è opportuno rinviare ai rapporti menzionati.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.