<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di aggiornare la legge sugli embarghi e di rafforzare la sua applicazione in modo da ridurre drasticamente gli attuali rischi reputazionali. Devono in particolare essere soggetti alle misure coercitive anche gli atti compiuti all'estero. Inoltre, deve essere garantita l'esecuzione efficiente dell'assistenza amministrativa internazionale e devono essere adattate le disposizioni penali così da poter migliorare l'applicazione delle sanzioni internazionali.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La legge federale del 22 marzo 2002 sull'applicazione di sanzioni internazionali (Legge sugli embarghi, LEmb, RS 946.231) si è sostanzialmente affermata in Svizzera come solida base per l'attuazione delle sanzioni internazionali. Il progetto di revisione, posto in consultazione nella seconda metà del 2010, mirava a perfezionare alcuni punti della legge. Gli aspetti principali del progetto avevano però sollevato aspre critiche da parte dei partecipanti alla consultazione. In particolare, è stata criticata duramente la proposta di escludere la protezione giuridica in sede di trasmissione d'informazioni nell'ambito dell'assistenza amministrativa internazionale in materia di embarghi. Gli oppositori di questa disposizione avevano fatto notare che una tale esclusione risulterebbe in contraddizione con le garanzie procedurali generali sancite nella Costituzione e pregiudicherebbe eccessivamente i diritti fondamentali delle persone interessate. Anche l'estensione del campo d'applicazione territoriale della legge a determinati atti commessi all'estero non ha trovato il consenso delle parti interpellate. Diversi partecipanti alla consultazione avevano fatto notare che, secondo le norme generali del diritto penale, l'applicazione del principio di extraterritorialità presuppone una doppia punibilità. Secondo loro, il principio di territorialità sarebbe profondamente radicato nel diritto amministrativo, motivo per cui andrebbe mantenuto. Dato che non è stato possibile adeguare il progetto in base alle diverse critiche espresse, il 16 dicembre 2011 il Consiglio federale ha deciso di rinunciare alla revisione della LEmb.</p><p>Nelle sue conclusioni sui rapporti tra l'UE e gli stati dell'AELS del 20 dicembre 2012, il Consiglio dell'UE ha espressamente salutato il fatto che la Svizzera stia armonizzando le sue misure sanzionatorie con quelle dell'UE. Il Consiglio ha soltanto deplorato che la Svizzera non abbia ripreso interamente le sanzioni EU nei confronti dell'Iran, sollecitando il nostro Paese ad adottare le dovute misure per evitare operazioni di aggiramento.</p><p>Oltre alle sanzioni vincolanti del Consiglio di sicurezza dell'ONU, il Consiglio federale ha ripreso gran parte delle sanzioni UE contro l'Iran, ma non tutte. Per motivi di politica estera, in particolare, il 4 luglio 2012 ha rinunciato a imporre le sanzioni finanziarie alla Banca centrale dell'Iran. Inoltre, le attività economiche legate al petrolio e ai prodotti petrolchimici iraniani non sono state vietate, come nell'UE ("embargo sul petrolio"), ma sottoposte a obbligo di notifica. Quest'obbligo mira a individuare eventuali operazioni di aggiramento. Inoltre, è dal 2006 che la Svizzera non importa greggio iraniano.</p><p>Le critiche dell'UE e degli USA non sono rivolte alla politica svizzera in materia di sanzioni in generale. Non vengono neppure messe in discussione le basi legali e la loro applicazione effettiva ed efficiente. La critica si rivolge unicamente all'approccio adottato dalla Svizzera nei confronti dell'Iran. In questo contesto non sarebbe opportuno modificare le basi legali, come proposto nella mozione.</p><p>Infine, nel campo specifico dell'assistenza amministrativa internazionale in materia fiscale, il Consiglio federale ha deciso di reagire alle critiche internazionali sulla cosiddetta procedura del cliente con l'introduzione di disposizioni derogatorie. Il "Forum mondial sur la transparence et l'échange de renseignements à des fins fiscales", fonte di queste critiche, non chiede l'abolizione della suddetta procedura. Perciò il Consiglio federale ha proposto di rivedere la legge sull'assistenza amministrativa fiscale (LAAF), sottoposta a consultazione il 14 agosto 2013, secondo la quale, in casi ben definiti e limitati, la persona con diritto di ricorso è informata di una domanda solo dopo la trasmissione dell'informazione.</p><p>Mancano pertanto dei validi motivi che giustifichino, dopo così poco tempo, l'avvio di un nuovo progetto di revisione della LEmb. È molto probabile, inoltre, che le opinioni critiche sulle proposte di revisione di cui sopra non siano cambiate.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.