<h2>SubmittedText<h2><p>In seguito al deposito dell'iniziativa popolare "per una Svizzera senza pesticidi sintetici", il cui obiettivo principale è vietare l'utilizzazione di pesticidi, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Nel caso l'iniziativa venisse accolta, nel nostro Paese sarebbe vietata anche l'utilizzazione di prodotti biocidi? Se sì, quali sarebbero le conseguenze per i settori di attività interessati?</p><p>2. Disponiamo di una statistica che censisce le quantità di prodotti biocidi commercializzati in Svizzera, i settori d'attività e i prodotti in cui sono utilizzati?</p><p>3. In caso contrario, intende colmare questa lacuna ed è disposto ad allestire una statistica in questo ambito ed eventualmente a elaborare un piano d'azione per ridurre a lungo termine l'impatto ambientale, come avviene nel quadro del piano d'azione per i prodotti fitosanitari?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il termine "pesticidi" viene spesso utilizzato come sinonimo di prodotti fitosanitari, ma correttamente si tratta di un iperonimo che comprende, oltre a questi prodotti, anche i biocidi. Una tale definizione si trova, ad esempio, nell'ordinanza del DFI concernente i livelli massimi per i residui di antiparassitari nei o sui prodotti di origine vegetale e animale (RS 817.021.23). Mentre i prodotti fitosanitari sono destinati esclusivamente a proteggere i vegetali dagli organismi nocivi, i biocidi coprono uno spettro di applicazione molto ampio. Si tratta tra l'altro di disinfettanti, preservanti del legno o di altri materiali da costruzione, conservanti, ma anche di prodotti per la difesa e la lotta agli organismi nocivi come insetti o roditori al di fuori dell'ambito fitosanitario. Anche nella produzione agricola e nell'ulteriore lavorazione di prodotti vegetali i biocidi svolgono un ruolo importante, ad esempio per l'igienizzazione nella produzione lattiera e l'igiene delle stalle, per l'igiene e la cura degli animali nel settore veterinario e per l'immagazzinamento o la lavorazione di derrate alimentari. Senza biocidi non è possibile garantire la sicurezza e l'igiene lungo la filiera alimentare.</p><p>Il testo dell'iniziativa e l'articolo costituzionale proposto non definiscono il termine "pesticida". In relazione a questo termine, i promotori dell'iniziativa parlano soprattutto di erbicidi, fungicidi, insetticidi e rodenticidi per la distruzione di organismi che attaccano i vegetali. Il Consiglio federale fornirà la propria interpretazione del testo dell'iniziativa nel quadro del messaggio che la concerne. Pertanto al momento non è ancora in grado di esprimersi sulle ripercussioni che questa avrà sul disciplinamento dei biocidi.</p><p>2. Attualmente il diritto svizzero sui biocidi non consente di chiedere ai titolari di omologazioni informazioni a posteriori sulle quantità commercializzate dei loro prodotti. A tutt'oggi in Svizzera sono omologati per l'immissione sul mercato 4564 biocidi (di circa 700 aziende), ripartiti complessivamente in 22 tipi di prodotto facenti capo a quattro gruppi: disinfettanti, preservanti, controllo degli animali nocivi e altri biocidi.</p><p>3. Secondo il Consiglio federale, con il diritto svizzero in materia di biocidi entrato in vigore nel 2005 e l'introduzione di obblighi di omologazione è già stata adottata una misura fondamentale per ridurre a lungo termine o evitare l'impatto negativo sugli esseri umani e l'ambiente dell'impiego di biocidi. Il diritto svizzero in materia di biocidi è equivalente a quello dell'UE in virtù dell'Accordo tra la Svizzera e l'UE sul reciproco riconoscimento in materia di valutazione del 1999. Questa equivalenza farà in modo che, una volta trascorso il periodo transitorio (circa 2025), siano omologati per l'impiego in Svizzera soltanto i biocidi che risultano sicuri dopo un'attenta valutazione dei loro rischi per la salute e l'ambiente e della loro efficacia. Tale obiettivo viene perseguito attivamente insieme agli Stati membri dell'UE, all'Agenzia europea per le sostanze chimiche e alle aziende interessate.</p><p>Inoltre il diritto dell'UE esige che venga periodicamente riesaminato l'impatto del disciplinamento sulla protezione dell'ambiente e della salute. Anche la Svizzera, in virtù del vigente accordo bilaterale sull'omologazione di biocidi, ha obblighi di monitoraggio e di reporting. Indipendentemente da questi obblighi, nel quadro dell'attuazione della sua strategia Sanità 2020 il Consiglio federale sta esaminando in un progetto pilota la fattibilità di un programma nazionale di biomonitoraggio umano, con l'aiuto del quale sarebbe possibile stimare e valutare l'esposizione della popolazione alle sostanze nocive.</p><p>Alla luce di quanto già in corso di attuazione, il Consiglio federale ritiene prematuro stabilire già adesso ulteriori attività senza conoscere gli effetti di tali misure, sia per quanto riguarda ulteriori obblighi di informazione sulle quantità commercializzate, sia nel senso di un piano d'azione per i biocidi.</p>  Risposta del Consiglio federale.