<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di istituire procedure che permettano ai musei svizzeri di partecipare attivamente alle azioni di rimpatrio e restituzione dei beni culturali sottratti ai loro Stati d'origine nel periodo coloniale.</p><p>Le misure dovranno prevedere i seguenti elementi:</p><p>1. Assistenza tecnica e aiuti finanziari ai musei pubblici e privati della Svizzera, a livello federale, cantonale e comunale, affinché possano effettuare le necessarie ricerche sulla provenienza.</p><p>2. Raccolta e diffusione di informazioni sugli oggetti da restituire.</p><p>3. Introduzione di un sistema efficace per risolvere i conflitti con gli Stati o le comunità di origine interessate basato sulla diplomazia culturale.</p><p>4. Supporto logistico per effettuare le necessarie restituzioni o per sviluppare alternative alla restituzione.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale rimanda al suo parere in merito alla mozione Wermuth 18.4236 e alle sue risposte all'interrogazione Sommaruga Carlo 18.1092 e all'interpellanza Sommaruga Carlo 18.4067. La Confederazione attribuisce grande importanza alla problematica delle opere d'arte trafugate durante il nazismo e si impegna attivamente affinché venga debitamente affrontata. Oltre ai beni culturali confiscati in Germania tra il 1933 e il 1945 dal regime nazista, il concetto di arte trafugata comprende, tra gli altri, anche i beni culturali etnologici ed etnografici di origine coloniale e i beni culturali archeologici saccheggiati.</p><p>1. Sin dal 2016 la Confederazione sostiene i musei pubblici e privati svizzeri nella ricerca sulla provenienza delle loro opere d'arte. Dal punto di vista tecnico, ciò avviene tramite l'Ente opere d'arte frutto di spoliazioni dell'Ufficio federale della cultura (UFC), che sul suo sito Internet offre numerosi strumenti e informazioni sull'arte trafugata e intrattiene inoltre regolari contatti con i musei per discutere in merito all'arte trafugata e alla ricerca sulla provenienza. Dal punto di vista finanziario, il sostegno si traduce in sussidi per la ricerca sulla provenienza, compresi i progetti relativi a beni culturali etnologici ed etnografici di origine coloniale. Dal 2016 al 2020 i sussidi per la ricerca sulla provenienza sono stati pari a circa 2 milioni di franchi. La Svizzera rientra quindi tra i primi Stati al mondo a sostenere anche i musei privati, oltre a quelli pubblici, nella ricerca sulla provenienza di beni culturali etnologici ed etnografici di origine coloniale.</p><p>Con il messaggio sulla cultura adottato dal Consiglio federale e trasmesso al Parlamento si prevede di proseguire questo sostegno anche nel periodo di finanziamento 2021-2024. Proprio nell'era digitale la ricerca sulla provenienza è diventata una componente importante dell'attività museale.</p><p>2. La raccolta e la pubblicazione dei risultati delle ricerche sulla provenienza rivestono notevole importanza. I musei sostenuti dalla Confederazione devono obbligatoriamente pubblicare su Internet i loro risultati, che ai fini della trasparenza e della creazione di reti vengono riportati anche sul sito Internet dell'Ente dell'UFC.</p><p>3. Già oggi la Confederazione è a disposizione delle parti quale mediatore in caso di controversie sui beni culturali. La collaborazione tra l'UFC e il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) consente di ricorrere anche alla diplomazia culturale. La Confederazione sostiene inoltre il lavoro dell'UNESCO, dell'ICOM e dell'Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale in materia di metodi alternativi di risoluzione delle controversie.</p><p>4. Già oggi la Svizzera dispone di basi legali generali che disciplinano il trattamento dei beni culturali rubati o saccheggiati (legge sul trasferimento dei beni culturali, LTBC; RS 444.1) e puniscono chi importa, vende, distribuisce, procura per mediazione, acquista o esporta beni culturali rubati o andati persi contro la volontà del proprietario (art. 24 cpv. 1 lett. a LTBC). Per facilitare il rimpatrio del patrimonio culturale di uno Stato contraente dell'UNESCO, in casi eccezionali la Confederazione può inoltre concedere aiuti finanziari per al massimo 50 000 franchi, da utilizzare per coprire le spese giudiziali, legali, assicurative, di restauro e di trasporto. L'UFC coadiuva inoltre le restituzioni volontarie di beni culturali e quelle effettuate dalle autorità.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.