<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Domanda 1 (Valutazione delle LTTE)</p><p></p><p>Nel corso della loro storia, le Tigri per la liberazione della patria tamil (LTTE) hanno </p><p>perpetrato diversi attentati dinamitardi contro obiettivi sia militari sia civili. Questi </p><p>attentati hanno messo in pericolo la vita di persone non coinvolte nel conflitto; </p><p>innumerevoli civili hanno perso la vita in seguito ad attentati suicida e altri attentati </p><p>dinamitardi delle LTTE. Il reclutamento forzato dei cosiddetti bambini soldati e il culto </p><p>incondizionato del capo, praticato da questa organizzazione, non contribuiscono di </p><p>certo a raccogliere il consenso attorno alle LTTE. </p><p></p><p>Dal fatto che le LTTE utilizzino metodi terroristici non si può tuttavia dedurre </p><p>automaticamente che tutti i membri e tutti i simpatizzanti delle LTTE in Svizzera siano </p><p>terroristi.</p><p></p><p>Finora le LTTE e le loro organizzazioni in Svizzera non hanno commesso atti terroristici </p><p>nel nostro Paese. Non si può tuttavia escludere che i soldi raccolti in Svizzera da queste </p><p>organizzazioni finanzino anche le operazioni terroristiche nello Sri Lanka.</p><p></p><p>Domanda 2 (Valutazione del conflitto interno dello Sri Lanka)</p><p></p><p>Il Consiglio federale ritiene che il conflitto in Sri Lanka non possa essere classificato </p><p>solo come un problema tra una minoranza tamil e una maggioranza singalese. A prima </p><p>vista, sembrerebbe ovvio vedere il conflitto esclusivamente come uno scontro tra una </p><p>maggioranza di tre quarti di singalesi e una minoranza tamil di circa il 12 per cento nel </p><p>nord est del Paese. Un'analisi più approfondita mostra tuttavia che una simile </p><p>semplificazione non corrisponde alla complessità del conflitto. Per comprendere in </p><p>modo più approfondito questo conflitto è necessario considerare anche altri fattori. Si </p><p>pensi agli interessi sociali, economici, religiosi e politici che portano a coalizioni che non </p><p>coincidono con l'appartenenza semplificativa a una delle due etnie succitate, ma spesso </p><p>sono nondimeno responsabili dei conflitti. </p><p></p><p>Domanda 3 (Elezioni parlamentari del 10 ottobre 2000)</p><p></p><p>La campagna elettorale che ha preceduto le elezioni è stata caratterizzata da azioni </p><p>violente. Nelle elezioni in Sri Lanka questa violenza non è straordinaria ed é connessa </p><p>con i forti contrasti esistenti tra i partiti politici del Paese.</p><p></p><p>La commissione elettorale dello Sri Lanka aveva invitato osservatori esteri, 76 dei quali </p><p>inviati dall'Unione europea. La dichiarazione rilasciata dalla presidenza francese a </p><p>nome dell'Unione europea, il 31 ottobre 2000, giunge alla seguente conclusione: </p><p>"Nonostante nel corso della campagna e il giorno delle elezioni sia stato constatato un </p><p>certo numero di incidenti insoliti, deplorati dall'Unione europea (abuso dei mezzi statali </p><p>da parte dei candidati del People's Alliance e accesso facilitato ai media statali durante </p><p>la campagna elettorale, inosservanza del termine fissato per la conclusione della </p><p>campagna ecc.), queste elezioni hanno dato l'opportunità ai cittadini dello Sri Lanka di </p><p>esprimere in modo ragionevolmente accettabile [raisonnablement acceptable] il loro </p><p>voto."</p><p></p><p>Questa conclusione corrisponde alle informazioni di cui dispone il Consiglio federale.</p><p></p><p>Domanda 4 (Centro di accoglienza "Red Cross Home")</p><p></p><p>La direzione del centro d'accoglienza della Croce Rossa prende contatto con il posto di </p><p>polizia responsabile del quartiere solo per notificare legalmente i rimpatriati affinché </p><p>questi ultimi non debbano temere noie in caso di un eventuale controllo da parte delle </p><p>forze di sicurezza. Assiste le persone rimpatriate nelle procedure amministrative. </p><p></p><p>Né l'Ufficio federale dei rifugiati (UFR) né la rappresentanza svizzera a Colombo </p><p>dispongono di informazioni in merito a presunte attività di informatore da parte del </p><p>personale del Centro della Croce Rossa.</p><p></p><p>Domanda 5 (Rimpatrio dei richiedenti l'asilo allontanati)</p><p></p><p>Nonostante il conflitto in Sri Lanka non sia ancora stato appianato e decine di migliaia di </p><p>persone siano ancora colpite dalle conseguenze del conflitto nelle loro regioni d'origine, </p><p>il Consiglio federale ritiene già da diversi anni che il rientro nelle zone del Paese non </p><p>coinvolte negli scontri sia in linea di massima ragionevole.</p><p></p><p>La situazione dei diritti dell'uomo nello Sri Lanka è notevolmente migliorata con il </p><p>cambio di potere nel 1994 e rispetto alle condizioni esistenti all'inizio degli anni </p><p>Novanta. I richiedenti l'asilo di questo Paese rimpatriati hanno la possibilità di scegliere </p><p>un domicilio alternativo nella zona di Colombo dove vivono diverse centinaia di migliaia </p><p>di cittadini di etnia tamil.</p><p></p><p>Il fatto che l'Ufficio federale dei rifugiati (UFR) esamini singolarmente ogni domanda di </p><p>asilo per accertare eventuali ostacoli all'allontanamento e tiene quindi </p><p>convenientemente conto della situazione particolare di determinate categorie di persone </p><p>(minorenni soli o donne, persone anziane ecc.) garantisce una valutazione individuale </p><p>dell'ammissibilità, della ragionevolezza e della possibilità di eseguire l'allontanamento.</p><p></p><p>Domanda 6 (Azione umanitaria 2000)</p><p></p><p>Fino al 31 dicembre 2000, complessivamente 8'107 persone provenienti dallo Sri Lanka </p><p>sono state incluse nell'Azione umanitaria 2000 (Humak). </p><p></p><p>Domanda 7 (Riflessioni in materia di politica della pace)</p><p></p><p>Da qualche tempo, il DFAE si preoccupa di come adeguare le sue attività di </p><p>promovimento della pace nello Sri Lanka per poter intervenire efficacemente anche in </p><p>futuro. In collaborazione con il dr. Norbert Ropers, specialista in materia di conflitti, è </p><p>stata sviluppata e approfondita l'idea di istituire sul posto una struttura istituzionale che </p><p>funga da piattaforma per il promovimento della pace. Questa idea è attualmente </p><p>sviluppata all'interno del Dipartimento. Lo scopo di una simile struttura consisterebbe </p><p>essenzialmente nel collegare e sostenere mediante provvedimenti puntuali gli operatori </p><p>che, per la loro importanza strategica, potrebbero contribuire in modo costruttivo a </p><p>avviare un processo di pace. </p><p></p><p>Il Consiglio federale sostiene il Governo norvegese nell'adempimento del suo mandato </p><p>di facilitators, che le due parti in conflitto gli hanno assegnato. Ritiene che l'impegno </p><p>della Svizzera a favore della pace non debba essere in concorrenza con gli sforzi della </p><p>Norvegia, bensì completarli.</p><p></p><p>Domanda 8 (Analisi della situazione)</p><p></p><p>L'analisi elaborata dal dr. Norbert Ropers concernente la situazione del conflitto nello </p><p>Sri Lanka funge da base di riflessione all'interno dell'amministrazione in vista di possibili </p><p>iniziative future della Svizzera in materia di politica della pace. La pubblicazione dello </p><p>studio non è prevista.</p>  Risposta del Consiglio federale.