<h2>SubmittedText<h2><p>Il 13 giugno 2008 sono stati compiuti atti di vandalismo criminale contro il campo seminato a grano transgenico dell'istituto di ricerca Reckenholz di Zurigo. Nonostante l'ingente dispositivo di sicurezza, la maggior parte dei colpevoli si sono dati alla fuga senza essere identificati.</p><p>1. Come intende il Consiglio federale fare luce sull'azione di sabotaggio dell'emissione sperimentale in campo aperto di grano geneticamente modificato?</p><p>2. Quali provvedimenti prenderà in futuro per evitare simili atti?</p><p>3. In che modo promuove la ricerca sull'ingegneria genetica vegetale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale ha deciso il 2 dicembre 2005 di indire il programma nazionale di ricerca "Benefici e rischi dell'immissione nell'ambiente di piante geneticamente modificate" (PNR 59) e incaricato il Fondo nazionale svizzero (FNS) di realizzarlo. Il PNR 59 comprende in totale 29 progetti di ricerca suddivisi in tre ambiti tematici ("biotecnologia vegetale e ambiente", "aspetti politici, sociali e economici", "valutazione dei rischi, gestione dei rischi, processi decisionali").</p><p>Il campo seminato a grano transgenico oggetto di atti vandalici rientra nel PNR 59. Questo esperimento è condotto da un consorzio di gruppi di ricerca ("Konsortium-Weizen.ch") al quale partecipano ricercatori dell'Istituto di biologia delle piante e scienze ambientali dell'Università di Zurigo, dell'Istituto di scienze delle piante del Politecnico federale di Zurigo, di altri partner accademici (Università di Basilea, Berna, Losanna e Neuchâtel) e degli istituti di ricerca Agroscope Reckenholz-Tänikone Agroscope Changins-Wädenswil. Questo progetto condotto in comune studia in campo aperto linee di grano cui è stata migliorata mediante transgenesi la resistenza alla malattia fungina dell'oidio. Si tratta di verificare se le piante di grano mantengono nel campo l'accresciuta resistenza alle infezioni fungine precedentemente osservata in laboratorio e se vi sono eventuali effetti collaterali (p. es. diminuzione del rendimento). Inoltre è condotta una serie di progetti su diversi aspetti della biosicurezza. Da notare che le ricerche sulla coesistenza e la biosicurezza rivestono anche particolare interesse nell'ambito della discussione sulla moratoria (art. 197 della Costituzione, "Disposizioni transitorie successive all'accettazione della Costituzione federale del 18 aprile 1999"; 7. disposizione transitoria dell'art. 120 - Ingegneria genetica in ambito non umano).</p><p>Alla luce di queste considerazioni, il Consiglio federale risponde come segue all'autrice dell'interpellanza:</p><p>1. Il 3 settembre 2007 l'Ufficio federale dell'ambiente ha approvato, fissando tuttavia condizioni rigorose, l'emissione sperimentale summenzionata al termine della procedura di autorizzazione prevista dalla legge sull'ingegneria genetica (RS 814.91) e dall'ordinanza sull'emissione deliberata nell'ambiente (RS 814.911). Per avviare l'esperimento si è reso necessario uno sforzo finanziario e organizzativo notevole. Nonostante le importanti misure di sicurezza adottate un gruppo di vandali è riuscito con un attacco ben coordinato e la minaccia del ricorso alla violenza a provocare gravi danni alle istallazioni (campo sperimentale di Reckenholz). In qualità di parte lesa la Confederazione (istituto di ricerca Agroscope Reckenholz-Tänikon) ha sporto denuncia per danneggiamento, violazione di domicilio e minaccia. Sarà probabilmente presentata anche una richiesta di risarcimento del danno. Anche l'Università e il Politecnico federale di Zurigo hanno presentato querela per danneggiamento. Il Consiglio federale condanna nel modo più risoluto questi atti vandalici contro la ricerca, ma ritiene che le valutazioni del caso spettino alle autorità inquirenti.</p><p>2./3. A causa degli atti vandalici commessi il 13 giugno 2008 una parte importante dei progetti di ricerca previsti dovrà essere pianificata di nuovo con misure di sicurezza più rigide. Questo comporterà ritardi e maggiori costi. Considerata l'importanza del PNR 59, cui si è accennato in precedenza, è prioritario garantire il suo normale svolgimento. In base alle proposte del FNS, il Consiglio federale esaminerà e deciderà senza indugio le necessarie misure del caso.</p><p>In una prospettiva di lungo termine (cfr. anche la risposta del Consiglio federale all'interpellanza 08.3291, La moratoria sull'ingegneria genetica minaccia la piazza svizzera della ricerca), al di là della conclusione del PNR 59, sono necessarie ulteriori verifiche per garantire in Svizzera una ricerca indipendente sulla biosicurezza. In particolare bisognerà valutare l'opportunità di centralizzare i progetti di ricerca con emissioni sperimentali in aree appositamente attrezzate e sicure ("safe sites") presso gli istituti di ricerca esistenti. A tal proposito il Consiglio federale prevede di esporre le eventuali implicazioni nel prossimo messaggio ERI.</p>  Risposta del Consiglio federale.