<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale, in collaborazione con i cantoni, è invitato a fissare come obiettivo energetico l'applicazione del modello di prescrizioni energetiche dei cantoni (MoPEC) a tutti gli edifici, nuovi, ma anche e soprattutto vecchi (ad eccezione di quelli protetti), entro il 2040. Per quel che concerne i vecchi edifici, tale modello si propone segnatamente di limitare il consumo energetico a 9 litri di olio da riscaldamento equivalente per metro quadrato. Rimarranno da stabilire gli obiettivi intermedi. Al contempo, i proprietari di immobili che hanno costruito o risanato i loro edifici conformemente al MoPEC saranno esonerati da tutte le tasse sull'energia o sul CO2.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è del parere che il potenziale di risparmio energetico del settore degli edifici debba essere sfruttato sistematicamente. Tuttavia, non considera appropriata la strada dell'imposizione di prescrizioni imperative proposta dagli autori della mozione e raccomanda, invece, di continuare con il sistema degli incentivi di mercato. In Svizzera, il risanamento energetico degli edifici esistenti non è obbligatorio. Diversi cantoni stanno tentando di introdurre un obbligo di risanamento (ad es. BE, NE, GE, ecc.), ma si stanno scontrando con una certa opposizione politica.</p><p>Il programma Edifici della Confederazione e dei cantoni, lanciato all'inizio del 2010, prevede incentivi finalizzati a promuovere il risanamento volontario degli edifici esistenti, sempre che la qualità degli involucri presenti valori equivalenti ai requisiti dello standard Minergie. Con l'approvazione di questo programma, il Parlamento si è sostanzialmente pronunciato a favore dell'adozione di misure volontarie e di incentivazione. La mozione de facto richiede l'introduzione di un obbligo di risanamento per gli edifici esistenti. Tuttavia, al momento il Consiglio federale considera questa misura sproporzionata e inadeguata.</p><p>Occorre tenere conto anche del fatto che un'introduzione degli obiettivi energetici per gli edifici nel diritto federale richiederebbe una modifica della Costituzione: secondo l'articolo 89 capoverso 4 della Costituzione, "le misure concernenti il consumo di energia negli edifici competono in primo luogo ai cantoni ". Nel settore degli edifici, la Confederazione dispone solo di una competenza sussidiaria (cfr. FF 1988 I 281, 327). Iscrivere gli obiettivi di consumo energetico degli edifici nel diritto federale costituirebbe una prevaricazione sulle prescrizioni edilizie cantonali e comunali, intaccherebbe la competenza primaria dei cantoni e non sarebbe permesso sulla base dell'attuale ripartizione delle competenze.</p><p>Gli autori della mozione chiedono infine che i proprietari che hanno costruito o risanato i loro edifici conformemente al modello di prescrizioni energetiche dei cantoni (MoPEC 2008) siano esonerati dal pagamento di qualsiasi tassa sull'energia e sul CO2. Il Consiglio federale accoglie favorevolmente l'applicazione del MoPEC, per quanto possibile, su tutto il territorio nazionale. Tale modello, infatti, ha il merito di contenere prescrizioni dinamiche che vengono inasprite regolarmente. Il MoPEC 2008 sarà prevedibilmente applicato in tutti i cantoni entro il 2012. Per quanto riguarda i nuovi edifici, il consumo annuale consentito è di 4,8 litri di olio da riscaldamento equivalente per metro quadrato di superficie di riferimento energetico, che corrispondono ai requisiti del vecchio standard Minergie. Per quel che concerne i nuovi edifici, l'obiettivo della mozione sarebbe quindi raggiunto.</p><p>Non sembra tuttavia opportuno esonerare i proprietari dalla tassa sul CO2. Dato il grande potenziale di risparmio energetico insito nell'esercizio e nella manutenzione degli edifici, la riduzione dell'effetto incitativo delle tasse che ne risulterebbe non sarebbe, infatti, giustificata. Tale esenzione aumenterebbe l'attrattiva dei sistemi di riscaldamento che utilizzano le energie fossili e scoraggerebbe gli investimenti nelle energie rinnovabili. Inoltre, la mancanza di misure incitative dissuaderebbe dal raggiungimento di uno standard di isolamento più elevato rispetto al minimo richiesto dalla legge. Questi effetti non voluti attenuano l'efficacia delle altre misure di politica climatica e causano l'aumento delle emissioni di CO2. D'altra parte, l'attuazione di tale esenzione comporterebbe dei costi amministrativi sproporzionati sia per i cittadini che per l'amministrazione.</p><p>Alla fine della prima fase del programma Edifici (2010-2014), il Consiglio federale lo valuterà e verificherà la necessità di ulteriori misure.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.