<!DOCTYPE html> <html lang="it"><head><meta charset="utf-8"/></head><body><div class="Section1"> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td colspan="2" valign="top"> <p class="MsoNormal"> </p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><img alt="" height="5" src="http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&amp;WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&amp;WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&amp;OmnisLibrary=JURISWEB&amp;OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&amp;OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&amp;Parametername=WWWTI&amp;Schema=TI_WEB&amp;Source=&amp;Aufruf=getImage&amp;nF38_KEY=23121" width="3"/></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><img alt="" height="24" src="http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&amp;WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&amp;WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&amp;OmnisLibrary=JURISWEB&amp;OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&amp;OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&amp;Parametername=WWWTI&amp;Schema=TI_WEB&amp;Source=&amp;Aufruf=getImage&amp;nF38_KEY=23122" width="21"/></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"> </p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Incarto n.<br/> </span><a id="IN_NUMERO">16.98.00095</a></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><a id="ID_LUOGO"><span>Lugano</span></a></p> <p class="MsoNormal"><a id="IN_DATA_DECISIONE">26 novembre 1998</a>/fb</p> <p class="MsoNormal"> </p> </td> <td colspan="3" valign="top"> <p class="MsoNormal">In nome<br/> della Repubblica e Cantone<br/> del Ticino</p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> <tr> <td colspan="6" valign="top"> <p class="MsoNormal"><a id="IN_ISTANZA_SPEC"><b><span>La Camera di cassazione civile del Tribunale d'appello</span></b></a></p> </td> </tr> <tr> <td colspan="6" valign="top"> <p class="MsoNormal"> </p> </td> </tr> <tr> <td colspan="6" valign="top"> <p class="MsoNormal"> </p> </td> </tr> <tr> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>composta dei giudici:</span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Chiesa, presidente <br/> Cocchi e Giani</span></p> </td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>segretaria:</span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Petralli Zeni, vicecancelliera</span></p> </td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>sedente per giudicare il ricorso per cassazione 22 luglio 1998 presentato da</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span> </span></b></p> </td> <td colspan="2" valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span>_____________</span></b><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>patr. dall’avv. dott. _____________</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> </tr> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>contro</span></p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>la sentenza 2 luglio 1998 del Segretario assessore della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 2 nella causa civile inappellabile promossa con istanza </span><span>19 settembre 1997</span><span> nei confronti di</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span>_____________</span></b></p> <p class="MsoNormal"><span>e</span></p> <p class="MsoNormal"><b><span>_____________</span></b><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>entrambi patr. dall’avv. _____________ </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> </tr> </table> <p class="R1"> </p> <p class="MsoNormal"><span>con la quale gli istanti hanno chiesto la condanna dei convenuti in solido al pagamento di fr. 4’791.90 oltre accessori a titolo di risarcimento danni, domanda respinta dal primo giudice che ha invece parzialmente accolto la domanda formulata in via riconvenzionale dai convenuti e tendente al pagamento di fr. 3’693.35 oltre accessori,</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>letti ed esaminati gli atti,</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>considerato</span></p> <p class="MsoNormal"><b><span> </span></b></p> <p class="MsoNormal"><b><span> </span></b></p> <p class="MsoNormal"><b><span>in fatto e in diritto:</span></b></p> <p class="MsoNormal"><b><span> </span></b></p> <p class="MsoNormal"><b><span> </span></b></p> <p class="R1"> <b>1. </b>La presente vertenza trae origine da un incidente della circolazione avvenuto in territorio di __________, su via _____________, l'8 gennaio 1997. Nella collisione sono rimasti coinvolti il veicolo guidato da _____________, di proprietà del padre _____________, e quello condotto da _____________, assicurato per la RC presso la _____________.</p> <p class="R1"> Con istanza 19 settembre 1997 _____________ e _____________ hanno convenuto in giudizio _____________ e la _____________ al fine di ottenere il pagamento di fr. 4’791.90 oltre accessori, corrispondenti al danno subito a seguito della collisione. </p> <p class="R1"> Sulla dinamica dell’incidente le versioni _____________te dalle parti sono almeno in parte discordanti: _____________ sostiene che mentre stava scendendo sulla strada principale che da _________ conduce a ________, si è vista improvvisamente ostruita la propria carreggiata dal veicolo _____________, che in retromarcia, stava uscendo dall'area antistante la sua autorimessa per immettersi nella circolazione. Dal canto suo _____________ contesta qualsiasi responsabilità e addebita la causa dell’incidente alla disattenzione dell’istante che non si è avveduto del suo veicolo fermo sulla carreggiata in quanto intenzionato ad accedere al proprio garage, manovra che egli era obbligato ad effettuare occupando parzialmente la carreggiata.</p> <p class="R1"> I convenuti hanno chiesto in via riconvenzionale la condanna degli istanti al pagamento di fr. 3’693.35 oltre interessi, pari al danno subito a seguito dell’urto.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"><b> 2. </b>Con il querelato giudizio il primo giudice, dopo aver valutato le risultanze istruttorie, in particolare la deposizione dell’unico teste diretto dell’incidente che ha confermato la posizione del veicolo _____________ fermo in parte sulla carreggiata, ha addebitato la causa dell’incidente al modo di guida del conducente _____________ che, ancorché prioritario, non ha prestato la necessaria attenzione alla strada. Egli ha quindi respinto l’istanza e accolto la domanda riconvenzionale per fr. 3’653.35.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"><b> 3. </b>Con il presente tempestivo gravame _____________ e _____________ sono insorti contro il predetto giudizio chiedendone l’annullamento sulla base del titolo di cassazione di cui all’art. 327 lett. g CPC. I ricorrenti rimproverano al primo giudice di aver arbitrariamente valutato le risultanze istruttorie, in particolare per essersi basato unicamente sulla deposizione del teste _____________ senza considerare quanto emerso dalla deposizione dell’agente di polizia _____________. Quest’ultimo, chiamato sul luogo dell’incidente per le constatazioni del caso, ha confermato le dichiarazioni delle parti, in specie quella del conducente _____________ che aveva ammesso che al momento della collisione era in movimento in quanto intenzionato a eseguire una manovra di retromarcia. I ricorrenti rimproverano inoltre al primo giudice di aver ricostruito la posizione del veicolo del convenuto al momento della collisione sulla base di pure supposizioni non suffragate da concreti elementi probatori.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> Con osservazioni 21 settembre 1998 la controparte postula la reiezione del gravame.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"><b> 4. </b>Giusta l’art. 327 lett. g CPC una sentenza del Pretore o del Giudice di pace può essere annullata quando è stata manifestamente violata una norma di diritto materiale o formale oppure in caso di valutazione manifestamente errata di atti di causa o di prove.</p> <p class="R1"> Per costante giurisprudenza del Tribunale federale una decisione è arbitraria quando viola gravemente una norma o un principio giuridico chiaro ed indiscusso o quando contrasta in modo intollerabile con il sentimento della giustizia e dell’equità; arbitrio e violazione della legge non vanno confusi; per essere definita come arbitraria tale violazione dev’essere manifesta e riconosciuta (o riconoscibile) a prima vista; l’arbitrio non può essere ravvisato già nella circostanza che un’altra soluzione sarebbe immaginabile o persino preferibile; è doveroso scostarsi da questa scelta solamente se simile soluzione appare come insostenibile, in contraddizione palese con la situazione effettiva, non sorretta da ragione oggettiva e lesiva di un diritto certo (<b>DTF</b> 122 III 316 consid. 4a).</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"><b> 5. </b>Secondo l’art. 61 cpv. 2 LCS in presenza di un incidente della circolazione con soli danni materiali, il detentore di un veicolo a motore coinvolto ha l’onere processuale di provare la colpa o la temporanea incapacità di discernimento del detentore dell’altro veicolo o di una persona per la quale questi è responsabile o un difetto del veicolo della controparte.</p> <p class="R1"><b> </b> Sulla base di questa regola fondamentale, spettava quindi agli istanti provare che la causa della collisione era da ricercare nella manovra posta in atto dal convenuto _____________, ossia nel fatto per quest’ultimo di aver intrapreso una manovra di retromarcia, uscendo da un parcheggio, senza prestare la necessaria attenzione ai veicoli prioritari che circolavano regolarmente sulla carreggiata.<b> </b>D'altra parte, spettava ai convenuti che hanno fatto valere in via riconvenzionale una contropretesa per danni, provare che la causa dell’incidente era da ricercare nel modo di guida dell’istante.</p> <p class="R1"><b> </b></p> <p class="R1"><b> </b>L’attribuzione della colpa all’uno o all’altro dei conducenti è una questione di valutazione delle prove nell’ambito della quale il giudice gode di ampio potere di apprezzamento (art. 86 LCS), ritenuto in ogni caso che egli deve procedere a un esame accurato e oggettivo di tutti gli elementi pertinenti, delle prove e degli indizi di cui dispone, al fine di giungere a una soluzione adeguata alle circostanze e giustificata dalle risultanze istruttorie.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"><b> </b> <b>6.</b> L'art. 36 cpv. 4 LCS stabilisce la perdita della precedenza del conducente che si appresta a entrare nella circolazione, a voltare il veicolo o a fare retromarcia, nei confronti degli altri utenti della strada. Prima di partire, il conducente deve assicurarsi che non causa pericolo a bambini o ad altri utenti della strada. Particolari disposizioni sono previste quando la visuale a tergo del veicolo è limitata (art. 17 cpv. 1 OCS).</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> Nel caso concreto i testi _____________ (agente di polizia) e _____________ (conducente dell'autopostale che al momento dell'incidente saliva verso _____________ in senso contrario a quello della vettura _____________) concordano sulla circostanza che l'auto _____________ stava uscendo in retromarcia da un'autorimessa. Tale univocità ha indotto i convenuti a mutare la loro versione iniziale secondo cui _____________ stava accedendo al proprio garage e fosse fermo per poter aprirne la porta (cfr. memoriale conclusivo, p. 2). Che poi al momento dell'impatto questi fosse in movimento (teste _____________) o, dopo una breve retromarcia, si fosse fermato (teste _____________), nulla cambia a proposito della circostanza che _____________, lasciando una proprietà privata, si apprestasse a entrare nella circolazione e che il suo veicolo al momento dell'impatto sporgesse sul campo stradale di 50 - 60 cm: sono fatti accertati nel primo giudizio e -come rilevato - sono conformi alle risultanze istruttorie. </p> <p class="R1"> In altre parole, gli istanti hanno dimostrato che il comportamento del convenuto _____________ è stato di per sé contrario alle norme sulla precedenza di cui all'art. 36 cpv. 4 LCS.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> <b>7.</b> Il diritto di precedenza di chi circola sulla strada non è tuttavia assoluto. Egli può confidare nel fatto che chi si immette nella circolazione prenda tutte le necessarie misure di prudenza; tuttavia non è tenuto a facilitare la manovra di immissione nella circolazione. Se però constata che la sua precedenza rischia di essere violata, deve prendere le misure appropriate (<b>Bussy/Rusconi</b>, Code suisse de la circulation routière, ed, 2, art. 36 LCR, n. 4.5 e 4.6); in particolare dovrà adeguare la sua velocità e se del caso fermarsi onde evitare incidenti. </p> <p class="R1"> Sempre in virtù dell'art. 61 cpv. 2 LCS, nel caso concreto, incombe ai convenuti provare che l'istante ha ecceduto nell'esercizio del suo diritto di precedenza.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> Al proposito i ricorrenti rimproverano al primo giudice di essersi fondato su accertamenti errati.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> Orbene il segretario assessore ha accertato l'assenza di prove riguardo alla pretesa eccessiva velocità tenuta dal veicolo _____________, prendendo per buona l'ipotesi secondo cui questi circolava alla velocità consentita di 50 km/h (sentenza, p. 3). Ciò nonostante ritiene provato il suo comportamento antigiuridico perché, pur resosi conto "ancora a una distanza di m. 150 che vi era un'auto ferma la cui parte posteriore ostruiva per ca. cm. 50-55 la parte destra della carreggiata, nulla ha fatto per correggere prudentemente la sua andatura, ma anzi, come affermato dal teste _____________, non ha apparentemente nemmeno rallentato (sent. p. 4).</p> <p class="R1"> In altre parole, il primo giudice si è fondato sul fatto che _____________ avrebbe scorto o dovuto scorgere il veicolo che ostacolava la sua corsa da una distanza di ben m. 150: ciò che rende sostenibili le conclusioni della sentenza impugnata.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> A prescindere dall'accertamento o meno di tale circostanza, ossia dalla conformità con le risultanze istruttorie non tanto dell'effettiva distanza fra i veicoli al momento in cui il convenuto iniziava la sua manovra (teste _____________), ma della distanza di visibilità fra i veicoli (ciò che avrebbe imposto a _____________ di adattare la propria guida alla presenza del veicolo non prioritario sulla sua carreggiata), resta il fatto che l'accertamento del primo giudice non è contestato in questa sede. I ricorrenti infatti incentrano il loro allegato sul fatto che il veicolo _____________ fosse o no in movimento, sulla circostanza a sapere se vi sia prova che il loro veicolo potesse transitare tra quello di controparte e l'autopostale senza urtare il primo (questioni in sé d'importanza relativa), ma certamente non sull'elemento in esame. </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> Se ne conclude che l'elemento che ha determinato la scelta del segretario assessore non ha ragione di essere messo in causa. A queste condizioni nemmeno può essere considerato manifestamente contrario alle norme sulla circolazione stradale il giudizio (ancorché severo) sull'abuso da parte dell'istante del suo diritto di precedenza.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> <b>8.</b> Il ricorso deve così essere respinto con il carico di spese e ripetibili alla parte soccombente.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1">Per i quali motivi,</p> <p class="R1">richiamati per le spese gli art. 148 CPC e la LTG</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"><b>pronuncia</b></p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> <b>1.</b> Il ricorso per cassazione 22 luglio 1998 di _____________ <b>è respinto</b>.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> <b>2.</b> Le spese e la tassa di giustizia per complessivi fr. 300.--, già anticipati dai ricorrenti, restano a loro carico. Essi verseranno a controparte l'importo di fr. 400.-- a titolo di ripetibili di questa sede.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> <b>3.</b> Intimazione: ___________</p> <p class="R1"> Comunicazione alla Pretura del Distretto di Lugano, Sezione 2.</p> <p class="R1"><b> </b></p> <p class="R1"><b> </b></p> <p class="MsoNormal"><b><span>Per la Camera di cassazione civile del Tribunale d’appello</span></b></p> <p class="MsoNormal"><span>Il presidente La segretaria</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </div></body></html>