<h2>SubmittedText<h2><p>In Svizzera, tutte le persone hanno stipulato un'assicurazione di base obbligatoria con una cassa malati e hanno diritto all'intero catalogo delle prestazioni. Nel 2020, sebbene rappresentino meno di un quarto della popolazione totale (cfr. UST), le persone a partire dai 61 anni hanno generato all'incirca lo stesso volume di costi di quelle di età inferiore ai 61 anni. In altre parole, nella vecchiaia i costi sanitari aumentano in maniera sproporzionata. Questa solidarietà funziona se tutti gli assicurati pagano l'assicurazione dalla nascita. Chi immigra in Svizzera soltanto a 30 o 40 anni ha diritto sin dal primo giorno all'intero catalogo delle prestazioni senza tuttavia aver versato alcun premio. Il Consiglio federale sarebbe disposto a verificare la possibilità che in questi casi:</p><p>1. le persone debbano versare riscatti alla cassa malati?</p><p>2. alle persone che non avessero le possibilità finanziarie di farlo venga ridotto il diritto alle prestazioni - come a chi figura sulla lista nera - finché non abbia avuto luogo una certa compensazione, per esempio soltanto dopo che hanno vissuto 10 anni in Svizzera, analogamente al diritto alle prestazioni complementari?</p><p>3. Il Consiglio federale ravvisa problemi di ordine giuridico in merito alla parità di trattamento o al diritto internazionale (libera circolazione delle persone, Convenzione di Ginevra sullo statuto dei rifugiati)?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. In linea di principio, chi è domiciliato in Svizzera deve stipulare un'assicurazione per le cure medico-sanitarie (art. 3 cpv. 1 della legge federale sull'assicurazione malattie; RS 832.10). Imponendo quest'obbligo, il legislatore persegue due obiettivi: da un lato, intende evitare che le persone malate non siano in grado di pagare le cure necessarie, i cui costi andrebbero così a carico della collettività, e dall'altro intende garantire la solidarietà tra sani e malati, uomini e donne, giovani e anziani.</p><p>I premi variano a seconda del Cantone, dell'assicuratore-malattie, delle forme particolari d'assicurazione e delle tre categorie d'età, e sono definiti secondo il sistema di copertura dei bisogni. La legge sulla vigilanza sull'assicurazione malattie (LVAMal; RS 832.12) stabilisce infatti che i premi devono coprire i costi previsti. I premi approvati per il 2023 coprono quindi i costi previsti per il 2023 (ossia i costi previsti per le prestazioni, la compensazione dei rischi e i costi amministrativi) per ogni assicuratore nel rispettivo Cantone.</p><p>Negli ultimi due decenni, i movimenti migratori da e verso la Svizzera sono stati fortemente caratterizzati da lavoratori mobili provenienti dai Paesi UE/AELS. Dato che l'immigrazione in Svizzera riguarda perlopiù persone in età lavorativa e che gran parte degli immigrati rimane in Svizzera soltanto per pochi anni, l'età media della popolazione con retroterra migratorio è sistematicamente più bassa di quella della popolazione in generale. In questo contesto, non c'è motivo di temere che la popolazione migrante generi sempre costi assicurativi superiori ai premi che paga.</p><p>La realizzazione di un modello con possibilità di riscatto comporterebbe inoltre un cambiamento fondamentale del sistema di assicurazione malattie e solleverebbe numerosi interrogativi a livello di attuazione pratica. Una possibile variante potrebbe essere l'introduzione di un conto sanitario individuale privato (credito). Tuttavia, la presente interrogazione non precisa su quale tipo di finanziamento il sistema dovrebbe poggiare e a chi si applicherebbe. L'entità dei premi e delle somme di riscatto fissata per i diversi assicurati dipenderebbe dalle modalità concrete di fissazione. Andrebbe inoltre chiarito se un importo debba essere rimborsato alle persone che lasciano nuovamente la Svizzera e come questo debba essere determinato. Il Consiglio federale non ritiene necessario cambiare il sistema ed è contrario a procedere a una verifica in tal senso.</p><p>2. Poiché non si conosce l'ammontare di un'eventuale somma di riscatto, non si può stimare quanti immigrati non sarebbero in grado di permettersela. Limitare le prestazioni alle cure d'urgenza per grandi gruppi della popolazione è in contrasto con il principio fondamentale della parità di trattamento nell'assicurazione sociale malattie. Inoltre, va osservato che un'assistenza sanitaria inadeguata per una parte della popolazione rappresenta un rischio per la salute dell'intera popolazione svizzera. Nell'ambito dell'iniziativa presentata dal Cantone di Turgovia, si è discusso della possibilità di abolire - poiché poco efficaci ed efficienti - le liste nere degli assicurati, ancora in uso in cinque Cantoni.</p><p>3. Il Consiglio federale si è sempre impegnato affinché tutta la popolazione abbia accesso a un'assistenza medica completa e di qualità. Un cambiamento di sistema come quello proposto non sarebbe compatibile con i principi generali del diritto: violerebbe il principio di uguaglianza giuridica sancito dalla Costituzione federale (art. 8) e sarebbe contrario all'Accordo sulla libera circolazione delle persone concluso tra la Svizzera e l'Unione europea. Da ultimo, bisognerebbe verificare se non violi anche altri accordi internazionali.</p>  Risposta del Consiglio federale.