<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1.+2. L'esercente della centrale nucleare di Würgassen ha chiuso l'impianto non per ordine dell'autorità di sorveglianza. Le crepe formatesi sull'involucro del nocciolo hanno certamente favorito la decisione presa dall'esercente. Per mantenere in funzione la centrale, sarebbe infatti stato necessario un vasto programma di ricostruzione e di risanamento.</p><p></p><p></p><p></p><p>Le autorità di sorveglianza svizzere hanno effettuato un esame minuzioso delle crepe, che nella centrale nucleare di Mühleberg sono isolate e presenti solo su una piccola parte dell'involucro. La posa di tiranti in 15 reattori ad acqua bollente (inclusa la centrale di Mühleberg) per stabilizzare l'involucro del nocciolo su tutta la sua altezza permette di mantenere nella giusta posizione la circonferenza anche nel caso in cui si formino delle crepe che attraversano l'involucro da una parte all'altra. Ciò vale anche nel caso estremo di un terremoto grave che normalmente non si verifica (probabilità di una volta in diecimila anni), con rottura simultanea della condotta di vapore. Per quanto concerne la sicurezza, la centrale potrebbe rimanere in funzione anche senza i tiranti.</p><p></p><p>La perizia del gennaio 1998 condotta dalla TÜV-Energie Consult conferma il giudizio della DSN. A questo proposito va menzionato che a questa perizia ha partecipato in buona parte anche la TÜV-Rheinland, allora competente anche per quella sulla centrale di Würgassen. </p><p></p><p>3. L'involucro del nocciolo serve alla circolazione dell'acqua di raffreddamento e non, contrariamente al recipiente in pressione del reattore, a contenere la pressione. Le differenze di pressione dovute ai flussi tra le superfici interne ed esterne dell'involucro del nocciolo non hanno alcune influenza sulla sicurezza dell'impianto, né durante il normale funzionamento né in caso di un arresto di emergenza. </p><p></p><p>4. Non si conoscono ancora definitivamente le cause della corrosione delle crepe dovute a tensioni interne in un reattore ad acqua bollente. La divisione principale per la sicurezza degli impianti nucleari (DSN) non esclude perciò che le crepe nell'involucro del nocciolo aumentino, benché le misurazioni effettuate nel 1996 e nel 1997 abbiano indicato un rallentamento del deterioramento. </p><p></p><p>Paragonare i danni a livello internazionale è possibile solo in parte visti i diversi    materiali e tipi di costruzione adottati.  </p><p></p><p>5.      Negli esperimenti effettuati presso la centrale di Mühleberg è stato iniettato idrogeno normale e non radioattivo. I test effettuati nel 1995 non hanno potuto dimostrare che questa soluzione avrebbe permesso effettivamente di proteggere l'involucro del nocciolo e i componenti ad esso vicini; pertanto questa procedura non viene ancora applicata.</p><p></p><p>6.+7.I rapporti in questione della società produttrice relativi alle crepe sull'involucro del nocciolo permettono alla DSN di esercitare il suo mandato di sorveglianza. I rappresentanti delle organizzazioni ambientaliste e un privato, che aveva presentato opposizione contro la revoca della scadenza dell'autorizzazione di esercizio del 14 dicembre 1992, hanno potuto prendere visione dei rapporti.</p><p></p><p>I calcoli effettuati dal costruttore relativi alla lunghezza critica delle crepe e ai metodi di stabilizzazione si basano su procedimenti meccanici e sono stati verificati dalla DSN che ne ha confermato la validità. I calcoli di prova sono stati rifatti e giudicati corretti da altre autorità indipendenti straniere (ad es. USA, Giappone). Anche la perizia della TÜV- Energie Consult conferma i risultati accettati dalla DSN, pertanto non è necessario consultare altri esperti o svolgere un dibattito pubblico. </p><p></p><p>8.      Simili metodi di stabilizzazione sono già stati impiegati in 15 centrali ad acqua bollente (ad es. centrale Pilgrim, Oyster Creek e Brunswick negli Stati Uniti). I primi dispositivi  per la stabilizzazione sono stati installati nel 1994, di conseguenza non si hanno esperienze di lunga durata. </p><p></p><p>In queste condizioni non è possibile fornire indicazioni precise sulla resistenza e l'efficacia di queste misure. Alla centrale di Mühleberg i tiranti e i loro elementi di fissaggio sono stati inclusi nel nuovo programma di verifica e sono di conseguenza sottoposti a controlli periodici. Nelle centrali nucleari statunitensi, le autorità di sorveglianza hanno autorizzato le misure per la stabilizzazione fino alla chiusura dell'impianto in questione.</p><p></p><p>9.       Nella centrale nucleare di Leibstadt, come in quella di Mühleberg, durante gli ultimi cinque anni sono stati effettuati esami minuziosi del nocciolo e della sua struttura portante. Finora è già stato controllato più del 90% di questi elementi e non sono state trovate crepe.  </p><p></p><p>10. Le crepe rilevate presso la centrale di Mühleberg non rappresentano alcun pericolo. Di conseguenza non si è ritenuto necessario ampliare i normali canali d'informazione. Il Consiglio federale fornisce informazioni sugli aspetti particolarmente importanti relativi all'energia nucleare nel suo rapporto sulla gestione. Inoltre, nel suo rapporto annuale, la DSN descrive la situazione e l'esercizio di tutte le centrali nucleari svizzere. Infine, qualora presso una di esse dovessero verificarsi fatti rilevanti dal punto di vista della sicurezza, le autorità federali informerebbero la collettività secondo gli ultimi dati disponibili. Le commissioni parlamentari (CAPTE, CdG) possono essere informate separatamente su richiesta.</p><p></p><p>Nel corso della conferenza stampa del DATEC tenutasi il 19 febbraio 1998, la TÜV-Energie Consult ha esposto dettagliatamente i risultati della sua perizia, nella quale sono state esaminate le crepe della centrale di Mühleberg dal punto di vista della sicurezza.</p>  Risposta del Consiglio federale.