<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di garantire che le pertinenti leggi consentano, modificandole se del caso, di prendere in considerazione in futuro la rendita AI, soggetta all'imposizione fiscale, per il calcolo del contributo al pilastro 3a delle persone tenute a pagare contributi AVS senza essere affiliate a una cassa pensioni, permettendo loro così di aumentare il capitale di risparmio del pilastro 3a.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Le persone che esercitano un'attività lucrativa e, a causa di un'invalidità parziale, conseguono un salario modesto sono spesso assicurate obbligatoriamente nel secondo pilastro oppure possono assicurarsi a titolo facoltativo in quanto indipendenti. Questo si spiega con il fatto che, in caso d'invalidità parziale, in virtù dell'articolo 4 dell'ordinanza sulla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (OPP 2; RS 831.441.1) la soglia d'entrata LPP è ridotta proporzionalmente alla frazione di rendita cui ha diritto la persona assicurata: ammonta a fr. 15 997,50 in caso di diritto a un quarto di rendita, a 10 665 franchi in caso di diritto a una mezza rendita e a fr. 5332,50 in caso di diritto a tre quarti di rendita. Le persone parzialmente invalide che in considerazione di queste basse soglie d'entrata sono assicurate nel secondo pilastro possono dunque, di norma, far valere la deduzione massima di 6826 franchi nel terzo pilastro. La regola secondo cui si può versare nel pilastro 3a soltanto il 20 per cento al massimo del reddito dell'attività lucrativa si applica pertanto esclusivamente ai lavoratori parzialmente invalidi che, nonostante una soglia d'entrata più bassa, non sono assicurati nel secondo pilastro e a quelli che percepiscono una rendita intera d'invalidità, che non vi sono più assicurati (art. 1j cpv. 1 lett. d OPP 2). Tuttavia, queste persone sono proprio quelle che generalmente non dispongono di mezzi finanziari sufficienti per poter effettuare versamenti nel terzo pilastro. Non a caso, secondo la pertinente statistica, nel 2017 il 46,7 per cento dei beneficiari di una rendita d'invalidità ha percepito prestazioni complementari.</p><p>Contrariamente all'AVS, l'assicurazione nel secondo e nel terzo pilastro presuppone lo svolgimento di un'attività lucrativa. I beneficiari di una rendita AI che non esercitano un'attività lucrativa non possono pertanto usufruirne. Il Consiglio federale e il Parlamento hanno già esaminato e respinto a più riprese la possibilità di un'assicurazione per le persone senza attività lucrativa nel pilastro 3a, ad esempio nel quadro della mozione Markwalder 11.3983, "Apertura del pilastro 3a alle persone senza attività lucrativa", del 30 settembre 2011, e dell'iniziativa parlamentare Nabholz 96.412, "Apertura del pilastro 3a ai gruppi di persone che non esercitano un'attività lucrativa", del 21 marzo 1996. Considerate queste premesse, il Consiglio federale non ritiene giustificato prevedere una regolamentazione speciale per uno specifico gruppo di persone che non esercitano un'attività lucrativa.</p><p>Va inoltre rilevato che sulle rendite d'invalidità del primo pilastro non vengono riscossi contributi AVS, dato che, secondo l'articolo 28 capoverso 1 dell'ordinanza sull'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (OAVS; RS 831.101), sono esplicitamente escluse dal calcolo dei contributi AVS per le persone che non esercitano un'attività lucrativa.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.