<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di proporre le basi legali necessarie per imporre un minimo del 50 per cento di vini svizzeri nell'offerta dei ritrovi pubblici del nostro Paese.&nbsp;</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel 2022 la quota di mercato dei vini svizzeri ha raggiunto il&nbsp;37 per cento (+1,6 % rispetto al 2021)&nbsp;e da diversi anni è stabile sul 35-37 per cento. Il consumo totale di vino in Svizzera è invece in calo da circa 30 anni. Lo studio M.I.S. Trend del 2021 sul mercato del vino in Svizzera mostra che il 56 per cento dei vini è consumato a casa, il 25 per cento presso amici e il 19 per cento nel settore alberghiero e della ristorazione (Horeca). Il 41 per cento degli intervistati afferma di consumare soltanto o perlopiù vini svizzeri al ristorante, il 33 per cento soltanto o perlopiù vini esteri e la percentuale rimanente vini svizzeri ed esteri in ugual misura.</p><p>Il Consiglio federale è del parere che ci sia un potenziale generale di incremento della quota di mercato dei vini svizzeri che può essere sfruttato meglio, anche nel settore Horeca. La commercializzazione dei vini svizzeri rientra tuttavia nell’iniziativa imprenditoriale degli operatori del settore. La Confederazione sostiene a titolo sussidiario il finanziamento di misure decise dal settore vitivinicolo in materia di promozione delle vendite dei vini svizzeri. A tal fine, nel 2022 è stato versato un importo pari a 3,9 milioni di franchi. Nel 2014 il settore vitivinicolo, mediante Swiss Wine Promotion, ha lanciato il label Swiss Wine Gourmet, che mira a sensibilizzare i ristoratori in merito all’importanza di proporre una scelta di vini svizzeri nel loro menù e di promuoverli tra i clienti. Il settore ha rilanciato questo label nella campagna estiva 2023 Swiss Wine Summer.</p><p>La misura proposta dall’autore della mozione rappresenta una restrizione della libertà economica garantita dalla Costituzione. Il Consiglio federale ritiene che in questo caso non esista una base costituzionale sufficiente né un interesse pubblico preponderante per poter derogare al principio della libertà economica. La misura proposta dovrebbe, inoltre, essere conforme al diritto commerciale internazionale. In particolare va rammentato che, conformemente al principio del trattamento nazionale sancito nell’ambito dell’OMC e degli accordi di libero scambio, la Svizzera è tenuta a non sottoporre i prodotti di una Parte contraente a un trattamento meno favorevole rispetto a prodotti simili di origine nazionale. Inoltre, le autorizzazioni per gli esercizi dediti alla mescita sono fondamentalmente disciplinate nelle legislazioni cantonali. Una prescrizione in materia di scelta dei vini per il rilascio di autorizzazioni d’esercizio, oltra a essere incompatibile con il diritto federale e internazionale, andrebbe controllata e ciò comporterebbe una pesante burocrazia e ingenti costi per i Cantoni e le imprese.</p>