<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di adottare le misure necessarie affinché gli operatori attivi su Internet ricorrano sistematicamente alle tecniche più avanzate per lottare a monte contro la pornografia su Internet.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale dà molta importanza alla tutela dei minori dalle immagini pornografiche, già sancita sotto diversi aspetti nella normativa in vigore. Si pensi all'articolo 197 del Codice penale (RS 311.0; CP) che vieta di rendere accessibile materiale pornografico a persone di età inferiore ai sedici anni. Oltre a ciò, ai sensi dell'articolo 41 dell'ordinanza sui servizi di telecomunicazione (RS 784.101.1; OST) i fornitori di servizi di telecomunicazione sono tenuti a bloccare l'accesso ai numeri di servizi a valore aggiunto a carattere pornografico agli utenti che non hanno ancora compiuto 16 anni, a condizione di essere a conoscenza della loro età. Attualmente è in preparazione un eventuale inasprimento di questa disposizione, che obbligherebbe gli operatori di telefonia mobile a registrare l'età del cliente e, in caso di dubbio, a procedere alla dovute verifiche.</p><p>I quattro principali fornitori di accesso Internet in Svizzera osservano già questa prescrizione nel quadro di un accordo settoriale. Inoltre, offrono ai propri clienti che dispongono di una connessione Internet su rete fissa la possibilità di installare filtri per la tutela dei minori.</p><p>Le possibilità di protezione sono diverse e possono implicare interventi a livello di browser, motori di ricerca, portali Internet o sistemi operativi. Per quanto riguarda la sempre più utilizzata connessione a Internet via cellulare, sono già disponibili le prime offerte che consentono di riconoscere ed eliminare i software dannosi. Il Consiglio federale ritiene dunque che presto saranno sviluppati anche programmi per la tutela dei giovani concepiti appositamente per i telefoni cellulari. Di fatto, però, per scambiare o scaricare dati dalla rete sul proprio cellulare i ragazzi utilizzano anche mezzi più economici rispetto all'Internet mobile (ad es. Wi-fi, Bluetooth, infrarossi o USB). </p><p>Le misure di protezione possono incontrare ostacoli di natura quantitativa: visto il volume spropositato di immagini e video pubblicati su Internet, per i fornitori di accesso risulta impossibile filtrare sistematicamente tutte le immagini e i video. Basti pensare che ogni ora solo su youtube vengono messi a disposizione 2100 ore di nuovi video e su facebook vengono pubblicati 8 milioni di nuove immagini.</p><p>I filtri permettono sì di aumentare il livello di protezione, ma non garantiscono la tutela assoluta dei giovani.</p><p>Sulla base di queste considerazioni il Consiglio federale ha pertanto deciso di concentrare i suoi sforzi sulla sensibilizzazione di bambini, adolescenti, genitori e educatori sui vantaggi e i pericoli legati all'utilizzo dei media elettronici e interattivi (posizione del resto già affermata nella risposta alla mozione Amherd 10.4078 "Certificazione di siti Internet"). L'11 giugno 2010 ha del resto approvato il programma nazionale "Protezione della gioventù dai rischi dei media e competenze mediali", la cui attuazione è prevista tra il 2011 e il 2015 in collaborazione con il settore dei media.</p><p>Nonostante le difficoltà sopra menzionate, il Consiglio federale è comunque disposto ad analizzare le varie soluzioni possibili per migliorare la protezione dei giovani in Internet, come peraltro già richiesto nelle mozioni Schweiger 06.3170, "Lotta alla cibercriminalità. Protezione dei fanciulli", e Hochreutener 06.3554, "Estensione della mozione Schweiger alle rappresentazioni di atti di cruda violenza". In questo contesto, valuta anche l'opportunità di sottoporre i fornitori di accesso Internet all'obbligo di procurare gratuitamente ai propri clienti i filtri necessari. Il Consiglio federale intende inoltre capire cos'altro potrebbero verosimilmente fare i provider dal punto di vista tecnico per raggiungere i risultati sperati, e in occasione della prossima revisione parziale della legge sulle telecomunicazioni (RS 784.10) avanzerà proposte al riguardo.</p>  Il Consiglio federale propone di accogliere la mozione.