<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La legge federale sul commercio elettronico (revisioni parziali del codice delle obbligazioni e della legge federale contro la concorrenza sleale) prevede in particolare l'adeguamento agli standard del diritto europeo della protezione del consumatore svizzero che acquista beni mobili (cfr. Direttive 1999/44/CE del 25 maggio 1999 su certi aspetti della vendita e delle garanzie dei beni di consumo; GU L 171 del 7.7.1999, pag. 12 ss.). Le lacune del diritto svizzero si fanno sentire soprattutto nel settore degli acquisti transfrontalieri. Questo tipo di acquisti sarà fatto sempre piú spesso per via elettronica, specialmente su internet. Ciò detto il Consiglio federale giudica pertinente la critica concernente il titolo della legge visto che il suo campo d'applicazione copre i contratti conclusi altrimenti che per via elettronica.</p><p></p><p>2. Lo scopo della procedura di consultazione è appunto quello d'invitare le cerchie interessate a una discussione aperta e approfondita sulla proroga dei termini nonché sull'impossibilità di escludere la garanzia dei difetti. È soltanto se la consultazione non darà i risultati sperati che il Consiglio federale prenderà in esame la dottrina e la prassi, e consulterà le sfere economiche interessate. Sarebbe cosí possibile, per esempio, riunire una commissione di esperti per rimaneggiare l'avamprogetto in base ai risultati della procedura di consultazione. </p><p></p><p>3. Le osservazioni fatte dal Consiglio federale a proposito dell'urgenza della procedura legislativa concernono unicamente la legge federale sulla firma elettronica. Quest'ultima è stata sottoposta a consultazione, la cui durata (17 gennaio 2001 - 31 maggio 2001) è superiore a quella prescritta dall'articolo 5 capoverso 1 dell'ordinanza del 17 giugno 1991 sulla procedura di consultazione (RS 172.062), che è di tre mesi.</p><p></p><p>4. La formulazione contestata del titolo di questo progetto (cfr. domanda 1) ha avuto per effetto che alcune cerchie economiche interessate han preso piú tardi conoscenza delle modifiche proposte. Per tener conto di questo problema il Dipartimento di giustizia e polizia ha dato seguito a tutte le domande di proroga dei termini per rispondere alla consultazione. Non c'è stata mai una qualsiasi volontà di limitare la cerchia dei partecipanti alla consultazione. Oltre ai Cantoni e ai partiti politici son state invitate a dare il loro parere non meno di 38 organizzazioni. </p><p></p><p>5. Il Dipartimento federale di giustizia e polizia prevede di trasmettere al Consiglio federale un rapporto sui risultati della procedura di consultazione in autunno. Spetterà quindi al Consiglio federale decidere del seguito da dare alla procedura legislativa.</p>  Risposta del Consiglio federale.