C orte I A -1788/2006 {T 0/2} Sentenza del 27 luglio 2007 C om posizione: Florence Aubry G irardin, G iudice presidente. M ichael Beusch e André M oser, G iudici. M arco Savoldelli, C ancelliere. X._______, ricorrente, contro D irezione generale delle dogane, D ivisione principale diritto e tributi, M onbijoustrasse 40, 3003 Berna, autorità inferiore, concernente responsabilità dell'ente pubblico (decisione della D irezione generale delle dogane datata 25 agosto 2006). B u n d e s v e rw a ltu n g s g e ric h t T rib u n a l a d m in is tra tif fé d é ra l T rib u n a le a m m in is tra tiv o fe d e ra le T rib u n a l a d m in is tra tiv fe d e ra l2 R itenuto in fatto: A. X._______ è un collezionista di m onete, che im porta regolarm ente dall'e- stero. Il 30 agosto 2005, l'Ispettorato doganale di G inevra-Aeroporto (ID ) ha rice- vuto un pacco proveniente dalla G ran Bretagna a lui destinato. Sull'im bal- laggio figuravano i dati del m ittente, non però la dichiarazione doganale e neppure l'indicazione del contenuto del pacchetto. Lo stesso giorno, l'ID ha inviato a X._______ la "cartolina di litigio N . 4027", pregandolo di fornire la fattura concernente tale invio o di indicare alm eno il valore del suo contenuto. X._______ sostiene di aver telefonato all'ID il 5 settem bre 2005, per pre- cisare che l'invio conteneva delle m onete australiane del 2006, non sotto- poste all'im posta sul valore aggiunto (IVA), visto e considerato che aveva- no corso legale. L'ID non ha conservato nessuna traccia di questa telefo- nata. Il 19 settem bre 2005, sulla base delle indicazioni del valore reperite sul "M int Issue", l'ID ha sottoposto le m onete im portate all'IVA in qualità di pezzi da collezione e ha quindi recapitato il pacco a X._______. Il 22 settem bre 2005, X._______ ha ritornato il pacco all'ID , in vista di un'esenzione fiscale, osservando che le m onete australiane avevano corso legale, e che quindi non potevano affatto "essere assoggettate alla riscos- sione dell'IVA". D opo aver verificato il caso, l'ID di G inevra ha conferm ato la sua decisione d'im posizione del 19 settem bre 2005 e rinviato il pacco al ricorrente. Il 28 settem bre seguente, X._______ ha rispedito per la seconda volta il pacco all'ID di G inevra, accom pagnandolo con una nota con cui postulava che lo sdoganam ento venisse fatto dall'ufficio di dogana-posta di Zurigo. L'ID a accettato la richiesta di X._______. H a quindi dovuto procedere all'esonero fiscale dell'invio prim a di poterlo trasm ettere a Zurigo, in m odo da perm ettere all'ufficio com petente di pronunciarsi sull'im posizione in cau- sa. L'invio, esentato dall'IVA, è infine stato trasm esso a X._______ il 6 ottobre 2005. B. Il 17 ottobre 2005, X._______ ha depositato una dom anda all'indirizzo dell'ID facendo valere un danno di fr. 300.--, legato al fatto che l'agenzia di viaggi che aveva com andato la valuta australiana non l'aveva infine accet- tata, poiché giunta troppo tardi. C on decisione del 3 m arzo 2006, la D irezione di circondario di G inevra ha rifiutato la dom anda di risarcim ento, osservando che il personale dell'ID aveva sdoganato correttam ente l'invio e aveva agito con la diligenza ri- chiesta.3 Il 25 agosto 2006, la D irezione generale delle dogane (D G D ) ha respinto il ricorso depositato da X._______ contro la decisione del 3 m arzo 2006, non ponendogli a carico nessuna spesa. La D G D ha conferm ato in sostanza che l'ID aveva agito con la diligenza richiesta e che non vi era stato nessun disguido da parte sua. C . C ontro questa decisione, X._______ ha depositato, il 13 settem bre 2006, un ricorso davanti alla C om m issione federale di ricorso in m ateria di responsabilità dello Stato (C R R ) postulando che l'autorità inferiore venga condannata a versargli un im porto di fr. 300.--, a rim borsargli tasse e spese, e chiedendo che eventuali spese di procedura siano poste a carico della D G D . L'anticipo, pari a fr. 200.--, è stato da lui versato nel term ine im partito. La D G D ha postulato il rigetto del ricorso, con onere di spese. Al m om ento dello scioglim ento della C R R , in data 31 dicem bre 2006, l'in- carto è stato trasm esso al Tribunale am m inistrativo federale (TAF). C on scritto del 4 gennaio 2007, il ricorrente ha quindi osservato che la D G D aveva om esso di produrre gli elem enti di prova a sostegno della pro- pria posizione, form ulando delle sem plici ipotesi, ciò che l'autorità ha con- testato con lettera del 22 febbraio successivo. Altri fatti e argom entazioni verranno ripresi, per quanto necessario, in dirit- to. C onsiderando in diritto: 1. 1.1 L'art. 53 cpv. 2 della legge federale del 17 giugno 2005 sul Tribunale am - m inistrativo federale (LTAF, R S 173.32) prevede che i ricorsi che erano pendenti davanti alle com m issioni federali di ricorso al m om ento della sua entrata in vigore, vengano trattati dal TAF nella m isura in cui esso risulti com petente. Q uesti ricorsi vengono giudicati sulla base del nuovo diritto processuale, a norm a della legge federale del 20 dicem bre 1968 sulla pro- cedure am m inistrativa (PA, R S 172.021), sem pre che la LTAF non dispon- ga altrim enti (art. 37 LTAF). Il rifiuto della D G D del 25 agosto 2006 di sopportare le pretese del ricor- rente costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA, resa da un'autorità federale ex art. 33 LTAF. Essa non rientra inoltre nelle eccezioni enum era- te dall'art. 32 LTAF. Va pertanto concluso che il TAF è com petente per de- cidere il presente gravam e (cfr. art. 31 LTAF). 1.2 In quanto destinatario della decisione im pugnata, che rigetta la sua do- m anda di risarcim ento danni, il ricorrente è legittim ato ad agire in causa (art. 48 PA). D epositato in tem po utile (art. 22 segg. PA) e nelle form e prescritte (art. 51 segg. PA), il presente ricorso risulta di principio ricevibile.4 2. C on ricorso al TAF, possono essere invocati la violazione del diritto fede- rale, l’accertam ento inesatto o incom pleto di fatti giuridicam ente rilevanti e l’inadeguatezza (art. 49 PA). Il TAF non è vincolato né dai m otivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione im pu- gnata, né dalle argom entazioni delle parti (PIER R E M O O R , D roit adm inistratif, vol. II, 2. ed., Berna 2002, no. 2.2.6.5.). I principi della m assim a inquisitoria e dell’applicazione d’ufficio del diritto sono tuttavia lim itati. L’autorità com petente procede infatti spontaneam ente a constatazioni com ple- m entari o esam ina altri punti di diritto solo se dalle censure sollevate o dagli atti risultino indizi in tal senso (D TF 122 V 157, consid. 1a; D TF 121 V 204, consid. 6c; ALFR ED KÖ LZ/ISAB ELLE H ÄN ER , Verw altungsverfahren und Verw altungsrechtspflege des Bundes, 2. ed., Zurigo 1998, no. 674 segg.). 3. Il litigio concerne un'azione di responsabilità introdotta dal ricorrente con- tro delle autorità doganali. Egli rim provera alla D G D d'aver respinto, con decisione del 25 agosto 2006, la sua richiesta di risarcim ento danni in relazione con lo sdoganam ento di un invio di m onete australiane im portate in Svizzera alla fine di agosto del 2005. Il ricorrente sostiene in sostanza che le autorità, che si sono inizialm ente sbagliate sottoponendo l'invio all'IVA, gliele avrebbero recapitate troppo tardi, di m odo che egli non avrebbe poi potuto consegnarle a chi di dovere, registrando così una perdita. 3.1 In applicazione dell'art. 61 cpv. 1 della legge federale del 30 m arzo 1911 di com plem ento del codice civile svizzero (C O ; R S 220), la C onfederazione ha prom ulgato la legge federale del 14 m arzo 1958 sulla responsabilità della C onfederazione, dei m em bri delle autorità federali e dei funzionari fe- derali (legge sulla responsabilità; R S 170.32) che regola la responsabilità dei funzionari com e pure di altri agenti della C onfederazione (art. 1 cpv. 1 lett. e della legge sulla responsabilità). In base all'art. 2 cpv. 2 dell'ordinanza federale del 30 dicem bre 1958 relati- va alla legge sulla responsabilità (R S 170.321), l'Am m inistrazione federale delle dogane è com petente per le decisioni della sua sfera d'attività riguardo a pretese di risarcim ento inferiori a fr. 10'000.--. La pretesa del ricorrente am m onta nella fattispecie a fr. 300.--, spettava pertanto giustam ente alle autorità doganali, in particolare alla direzione di circondario e quindi alla D G D , esprim ersi in prim a battuta sulla richiesta di risarcim ento avanzata dal ricorrente. 3.2 L'art. 3 cpv. 1 della legge sulla responsabilità prevede che la C onfedera- zione risponda del danno cagionato illecitam ente a terzi da un funzionario nell'esercizio delle sue funzioni, senza riguardo alla colpa del funzionario. N el caso di un pregiudizio m ateriale, affinché sia data la responsabilità della C onfederazione, è quindi necessario che vi sia un atto illecito, un danno e un rapporto di causalità tra questi due elem enti (JO ST G R O SS, Staats- und Beam tenhaftung, in: Peter M ünch/Thom as G eiser [ed.], Schaden-H aftung-Versicherung, Basilea 1999, N 3.39 segg. e 3.75). Spetta alla persona che si ritiene lesa provare l'esistenza di queste condi-5 zioni (D TF 132 II 305, consid. 4.1. non pubblicata; cfr. D TF 106 Ib 357, consid. 2b, pag. 360 seg.). C om e per ogni azione di responsabilità, le condizioni elencate devono essere adem piute cum ulativam ente. 3.3 Per quanto riguarda l'illiceità, la dottrina e la giurisprudenza am m ettono che la nozione – che, com e visto, figura nell'art. 3 cpv. 1 della legge sulla responsabilità – corrisponde a quella dell'art. 41 C O (D TF 123 II 577, consid. 4d/bb, pag. 581 seg.; TO BIAS JAAG , Staats- und Beam tenhaftung, SBVR I/3, 2. ed., Basilea 2006, N . 97). Se l'atto dannoso consiste nella violazione di un diritto assoluto (com e la vita, la salute o il diritto di proprietà), l'illiceità risulta data, senza che sia necessario approfondire se e in quale m aniera colui che lo ha com piuto abbia violato una norm a di com portam ento specifica; si parla a tal proposito d'illiceità nel risultato (Erfolgsunrecht). Se, per contro, l'atto dannoso consiste in una violazione a un altro interesse (ad esem pio il patrim onio), l'illiceità è data solo se è stata violata una norm a di com portam ento avente per scopo di proteggere il bene giuridico in causa (Verhaltensunrecht; cfr. D TF 133 V 14, consid. 8.1; D TF 132 II 305, consid. 4.1). C om e tale, la sem plice lesione di un diritto patrim oniale d'un terzo non com porta infatti la realizzazione di un atto illecito: è necessario che una regola di com portam ento ancorata nell'ordinam ento giuridico vieti una sim ile violazione e che questa regola abbia per scopo la protezione del bene leso (D TF 132 II 305, consid. 4.1). Per determ inare se un com portam ento sia illecito o m eno, occorre fondarsi sul diritto in vigore al m om ento determ inante, ovvero quello in cui l'atto o l'om issione dannosa ha avuto luogo (cfr. D TF 132 II 305, consid. 4.2). 3.4 Anche la nozione di danno, prevista dall'art. 3 cpv. 1 della legge sulla res- ponsabilità, è identica a quella di riferim ento per il diritto privato (TO BIAS JAAG , op. cit., N . 164; JO ST G R O SS, Schw eizerisches Staatshaftungsrecht, Berna 2001, N . 5.4.1.1). Il danno giuridicam ente riconosciuto risiede nella dim inuzione involontaria del patrim onio netto; esso può consistere in una riduzione degli attivi, in un aum ento dei passivi o in una perdita di guadagno, e corrisponde alla differenza tra il m ontante attuale del patrim onio della persona lesa e quello presum ibilm ente raggiunto se l'evento dannoso non si fosse verificato (D TF 132 III 186, consid. 8; D TF 129 III 331, consid. 2.1 e le referenze ivi citate). 3.5 N ella fattispecie, il ricorrente fa valere un pregiudizio puram ente m ateriale. Per verificare se sia dato l'elem ento dell'illiceità, è pertanto necessario esam inare se, al m om ento dei fatti litigiosi, le autorità doganali abbiano violato o m eno una regola di com portam ento avente per scopo la protezio- ne del patrim onio del ricorrente. 3.5.1 Lo sdoganam ento in questione ha avuto luogo tra agosto e ottobre 2005. Il com portam ento delle autorità deve per conseguenza essere analizzato alla luce della legge federale del 2 settem bre 1999 concernente l'im posta sul valore aggiunto (LIVA, R S 641.20) e della legge federale del 1. ottobre 1925 sulle dogane (vLD ; C S 6 475), in particolare, dell'ordinanza federale del 2 febbraio 1972 concernente lo sdoganam ento degli invii postali (R U 1972 pag. 342, 1981 pag. 621 e 1997 pag. 2779).6 3.5.2 In virtù dell'art. 74 cifra 2 prim o capoverso LTVA , nella versione in vigore al m om ento in cui si sono verificati i fatti (R U 2000 pag. 1300), l'im porta- zione di m ezzi legali di pagam ento (banconote e m onete svizzere o estere) non è sottoposta all'im posta, ad eccezione di pezzi da collezione che nor- m alm ente non sono utilizzati com e m ezzo legale di pagam ento. G iusta l'art. 14 cpv. 2 dell'ordinanza del 2 febbraio 1972, sem pre nella versione in vigore al m om ento in cui si sono verificati i fatti (cfr. i riferim enti riportati nel consid. precedente), i pacchi devono essere accom pagnati da una dichia- razione doganale. G li invii per i quali la dichiarazione doganale non è alles- tita conform em ente alle prescrizioni o contiene indicazioni insufficienti, possono essere sdoganati al dazio più alto entrante in linea di conto secondo la natura della m erce, o possono essere sdoganati dopo verifica e riscossione delle tasse previste (cfr. art. 15 cpv. 1 lett. a e b dell'ordinanza del 2 febbraio 1972). L'ufficio doganale stabilisce il procedi- m ento da adottare nel singolo caso (cfr. art. 15 cpv. 2 della citata ordinan- za). Va detto che è per lo m eno dubbio che queste disposizioni abbiano com e obiettivo la protezione del patrim onio, di m odo che, a prim a vista, non risulta chiaro com e una loro eventuale violazione possa condurre a un obbligo per le dogane di risarcire il danno m ateriale subito dal destinatario del pacco. 3.5.3 D al m om ento che, in ogni caso, non si vede com e le autorità doganali pos- sano aver m isconosciuto queste disposizioni o aver violato una qualsivo- glia norm a procedurale, tale questione può tuttavia restare irrisolta. In ef- fetti, l'ufficio doganale di G inevra, presso cui il pacco è giunto, doveva de- term inare se le m onete che vi erano contenute avessero un valore corren- te, in quel caso esse non sarebbero state sottoposte all'im posta, oppure se si trattasse di pezzi da collezione, sottoposti all'IVA (cfr. art. 74 cifra 2 LIVA, versione in vigore a quell'epoca). O ra, secondo l'autorità inferiore, l'invio non era accom pagnato da nessuna dichiarazione doganale. Il ricorrente afferm a invece il contrario, m a senza fornire prove atte a dim ostrarlo. La fattura inserita all'interno del pacco, che egli produce quale doc. A2, non è infatti sufficiente per perm ettere di concludere che le indicazioni necessarie allo sdoganam ento figurassero sull'invio stesso. D el resto, se queste indicazioni vi fossero state apposte, non si com prende perché le autorità doganali si sarebbero prese la pena di cercare di ottenere inform azioni com plem entari rivolgendosi al ricorrente m edesim o. Va pertanto ritenuto che il pacco non riportava le indicazioni sufficienti per essere considerato già di prim o acchito com e contenente m erce non sottoposta all'IVA. In una tale situazione, l'ufficio doganale com petente aveva tutto il diritto, in virtù della già più volte m enzionata ordinanza del 2 febbraio 1972, di dom andare al ricorrente di fornire spiegazioni com ple- m entari, ciò che ha fatto il 30 agosto 2005. Spettava allora al ricorrente for- nire delle prove (ad esem pio fatture o una copia del bollettino di ordina- zione) atte a stabilire il vero contenuto del pacco in oggetto. D al m om ento che le autorità doganali non hanno ricevuto nessun docum ento scritto da parte sua, la questione a sapere se il ricorrente abbia o no telefonato all'uf-7 ficio doganale, fatto contestato, può anch'essa restare irrisolta. Stando così le cose, non si può rim proverare alle autorità doganali di aver spedito il pacco al ricorrente il 19 settem bre 2005 ritenendo che le m onete im portate fossero sottoposte all'IVA. C erto, dopo che il ricorrente aveva rispedito all'ufficio doganale di G inevra l'invio del 19 settem bre 2005, ci si sarebbe potuti attendere che quest'ultim o verificasse m eglio la situazione e non inviasse il pacco una seconda volta al ricorrente conferm ando la sua decisione di assoggettam ento del 19 settem bre 2005. D 'altro canto, dopo aver ricevuto indietro per la seconda volta il pacco, l'autorità ha accolto la dom anda del ricorrente trasm ettendo l'invio all'ufficio doganale di Zurigo, ufficio che ha infine riconosciuto i suoi contenuti esenti da qualsivoglia im posizione, di m odo che il ricorrente ha potuto prenderne possesso il 6 ottobre successivo. In tali circostanze, non si vede com e le autorità doganali possano aver agi- to in m odo illecito. Se infatti è vero che il pacco è stato spedito e ritornato più volte e che il ricorrente ha dovuto attendere fino al 6 ottobre 2005 pri- m a di riprenderne possesso definitivam ente, è altrettanto vero che esso è stato infine sdoganato correttam ente, com e conferm ato dal ricorrente. C ol proprio ricorso, egli si lim ita del resto a sottolineare la poca professio- nalità delle autorità doganali e ad elencare le difficoltà incontrate in prece- denza con la posta e la dogana di G inevra-Aeroporto. Q uesti elem enti non sono tuttavia m anifestam ente adatti a provare il com pim ento di un atto ille- cito nei suoi confronti. N eppure sono dati gli estrem i per un intervento presso la D irezione generale delle dogane, una tale richiesta non è infatti am m issibile. Infine, il ricorrente sem bra perdere di vista che ha ottenuto anche l'esonero dell'invio dall'IVA, appunto quanto da lui postulato. 3.6 N eppure il danno di fr. 300.-- invocato dal ricorrente, per il fatto che egli non avrebbe più potuto consegnare la valuta all'agenzia di viaggi che l'aveva richiesta, può essere considerato siccom e provato. In effetti, se il contenuto del pacco non è stato sottoposto dall'IVA, è perché le autorità doganali hanno ritenuto che si trattasse di valuta corrente utilizzabile com e m ezzo di pagam ento legale e non di pezzi da collezione (cfr. citato art. 74 cifra 2 prim o capoverso LIVA), ciò che il ricorrente ha sem pre sostenuto. In queste circostanze, non si vede proprio com e egli abbia potuto subire un danno dal fatto di non aver potuto consegnarle a chi le aveva richieste, e neppure il ricorrente fornisce prove concrete in m erito. Trattandosi di m onete con valore legale, il suo patrim onio è sem plicem ente aum entato del loro valore, ciò che esclude dal principio ogni possibile danno da un punto di vista giuridico (cfr. supra consid. 3.4). La situazione avrebbe potuto essere differente se si fosse trattato di sdoganare dei pezzi da collezione. In tal caso, sull'im portazione sarebbe però stata dovuta l'IVA, ciò che il ricorrente ha sem pre contestato. 3.7 In conclusione, non essendo adem piuti né il requisito dell'illiceità, né quello del danno, l'azione di responsabilità prom ossa dal ricorrente risulta infon- data. Il ricorso deve così essere respinto con conseguente conferm a della decisione del 25 agosto 2006.8 4. In considerazione dell'esito della lite, in applicazione dell'art. 63 cpv. 1 PA, le spese processuali vanno poste a carico del ricorrente soccom bente. Tenuto conto del m odesto valore di causa (cfr. art. 2 segg. del regolam en- to dell'11 dicem bre 2006 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale am m inistrativo federale [TS-TAF; R S 173.320.2]), es- se vengono stabilite in fr. 200.--, im porto integralm ente com pensato con l'anticipo da lui versato il 26 settem bre 2006. C on riferim ento all'art. 7 cpv. 3 TS-TAF, alla D irezione generale delle do- gane non viene riconosciuta nessuna indennità per ripetibili. Per questi m otivi, il Tribunale am m inistrativo federale pronuncia: 1. Il ricorso è respinto con conseguente conferm a della decisione del 25 ago- sto 2006. 2. La tassa di giustizia di fr. 200.-- è posta a carico del ricorrente e integral- m ente com pensata con l'anticipo di pari im porto da lui versato. 3. N on vengono assegnate ripetibili. 4. C om unicazione (atto giudiziario): - al ricorrente - all'autorità inferiore La G iudice presidente: Il C ancelliere: Florence Aubry G irardin M arco Savoldelli R im edi giuridici: Le decisioni del Tribunale am m inistrativo federale in am bito di responsabilità dello Stato possono essere im pugnate al Tribunale federale entro trenta giorni dalla loro notificazio- ne, a condizione che il valore litigioso sia pari alm eno a fr. 30'000.-- oppure – se ciò non è il caso – che si ponga una questione di diritto di im portanza fondam entale. R edatto in una lingua ufficiale, il ricorso deve contenere i m otivi, l'indicazione dei m ezzi di prova, le conclusioni ed essere firm ato. Esso deve essere consegnato al Tribunale federale oppure, all'indirizzo di questo, ad un ufficio postale svizzero o a una rappresentanza diplom atica o consolare al più tardi il giorno della scadenza del term ine, ritenuto che dal 15 luglio al 15 agosto incluso la sua decorrenza rim ane sospesa (art. 42, 46, 48, 54, 85 e 100 della legge federale del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale [LTF; R S 173.110]). D ata di spedizione: