<h2>SubmittedText<h2><p>Tra i requisiti di un bando di concorso di Pro Helvetia per un posto di praticante figura il requisito "madrelingua tedesca" (vedi: testo del bando all'indirizzo <a href="http://www4.ti.ch/can/dtcf/italianita/attivita">http://www4.ti.ch/can/dtcf/italianita/attivita</a>).</p><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Quali sono le mansioni di questa figura che richiedono la conoscenza di una lingua ufficiale in particolare (ma non di altre)?</p><p>2. Per quali ragioni queste conoscenze devono essere legate a un criterio biografico (la lingua madre) e non a un criterio funzionale (ad esempio "buone conoscenze"), discriminando pertanto persone che possono forse vantare ottime conoscenze della lingua ufficiale richiesta, ma di lingua madre diversa?</p><p>3. Pro Helvetia, una fondazione di diritto pubblico e interamente finanziata dalla Confederazione, tra i cui obiettivi principali figura la promozione della comprensione tra le diverse parti del Paese, rientra nel campo d'applicazione della legge federale sulle lingue nazionali e la comprensione tra le comunità linguistiche (LLing; RS 441.1)?</p><p>4. Qualora formalmente non dovesse essere il caso: il Consiglio federale non ritiene, alla luce del bando di concorso di cui sopra, che la politica del personale di Pro Helvetia debba inequivocabilmente rispettare lo spirito e i principi fondamentali della LLing? </p><p>5. L'articolo 4 capoverso 2 litera b LLing dà facoltà alla Confederazione di prevedere che "il rilascio di concessioni, l'attribuzione di mandati o l'assegnazione di aiuti finanziari siano vincolati all'osservanza di determinate disposizioni della presente sezione". Vi sono dei vincoli ai sensi di questo articolo nel mandato attuale della Confederazione a Pro Helvetia? Se sì, di quale natura e entità?</p><p>6. Qualora non dovesse essere il caso: non ritiene il Consiglio federale che tali vincoli debbano essere previsti in occasione del prossimo rinnovo del finanziamento, affinché casi simili non si ripetano e sia garantito che la Fondazione Pro Helvetia assicuri la parità di trattamento alle quattro lingue nazionali e garantisca e realizzi la libertà di lingua in tutti gli ambiti della sua attività, dunque pure nella sua politica del personale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Per la funzione messa a concorso (collaborazione al progetto Triptic) Pro Helvetia aveva bisogno di un/a praticante che padroneggiasse la lingua tedesca, in quanto il responsabile del progetto era di lingua francese e gli scambi culturali internazionali previsti richiedevano la conoscenza del francese e del tedesco.</p><p>2. Nel bando di concorso citato l'espressione "madrelingua tedesca" non è stata scelta correttamente e contraddice il principio della parità di trattamento delle comunità linguistiche. In futuro, i bandi di concorso saranno riletti più accuratamente.</p><p>3. Sì, Pro Helvetia rientra nel campo d'applicazione della legge sulle lingue. Nella sua politica del personale, la fondazione tiene conto dell'articolo 4 capoverso 2 lettera e della legge sul personale federale (rappresentanza delle comunità linguistiche in proporzione alla loro quota nella popolazione residente).</p><p>4. La politica del personale di Pro Helvetia prevede la promozione della presenza e della competenza linguistica latina. In effetti, il 22,6 per cento dei collaboratori proviene dalla Svizzera francese e il 12,9 dalla Svizzera italiana. Inoltre, in media, per due dei cinque posti di praticantato da assegnare ogni anno sono assunti candidati di lingua latina. Considerate queste cifre, il Consiglio federale ritiene attuati i principi fondamentali della rappresentanza delle comunità linguistiche.</p><p>5. Gli obiettivi strategici 2012-2015 del Consiglio federale prevedono che Pro Helvetia persegua una politica del personale progressista e socialmente responsabile attribuendo particolare importanza al plurilinguismo.</p><p>6. Il Consiglio federale intende fissare l'obbligo del plurilinguismo anche negli obiettivi strategici 2016-2020 per Pro Helvetia.</p>  Risposta del Consiglio federale.