<h2>SubmittedText<h2><p>Alloggiare i richiedenti l'asilo nel nostro Paese risulta spesso difficile se non problematico. La Confederazione accoglie i richiedenti, li attribuisce ai cantoni, che a loro volta li assegnano ai comuni. Questi ultimi hanno il difficile compito di trovare soluzioni anche in materia di alloggio. Suscitano tuttavia malcontento le situazioni come quella riportata dai media di un piccolo comune argoviese costretto ad adempiere i suoi obblighi. Il comune ha dato la disdetta a una famiglia adducendo il motivo dell'uso proprio e nell'appartamento in questione intende ora alloggiare richiedenti l'asilo. Il comune è praticamente costretto ad agire in questo modo, poiché non è disponibile nessun'altra abitazione. Come è noto, non si tratta di un caso isolato; continuano infatti a venire alla luce situazioni analoghe, suscitando incomprensione e malcontento tra la popolazione.</p><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti.</p><p>1. È a conoscenza di altri casi in cui il contratto d'affitto è stato disdetto per alloggiare richiedenti l'asilo? In caso affermativo, quanti e dove?</p><p>2. Qual è la sua posizione in merito alle situazioni in cui i proprietari disdicono i contratti d'affitto adducendo il motivo dell'uso proprio, per poi alloggiare richiedenti l'asilo?</p><p>3. Come è possibile tutelare i cittadini residenti nel nostro Paese, in particolare gli Svizzeri, da tali disdette e proteggere i rapporti di locazione esistenti?</p><p>4. Condivide l'opinione secondo cui occorre dare un segnale per la popolazione sul piano federale, il che potrebbe contribuire a preservare la pace sociale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale ha preso atto che in passato i media hanno riportato casi in cui si sono verificate situazioni analoghe. Non dispone tuttavia di una panoramica complessiva del tipo e numero di questi casi.</p><p>2. La Confederazione attribuisce i richiedenti l'asilo ai cantoni secondo una chiave di ripartizione stabilita dal diritto federale (art. 27 cpv. 3 della legge sull'asilo (LAsi); RS 142.31). Le competenti autorità cantonali li ripartiscono poi nelle strutture cantonali e comunali conformemente al diritto cantonale. La Confederazione non può influire in alcun modo sulla ripartizione e l'alloggio dei richiedenti l'asilo all'interno del cantone e dei comuni.</p><p>Per quanto concerne il diritto in materia di locazione, si rinvia alla risposta 3.</p><p>3. Il diritto in materia di locazione è una componente del diritto privato, che è contraddistinto dal principio della libertà contrattuale. Il locatore è pertanto autorizzato a disdire in maniera ordinaria, secondo la propria volontà, il rapporto di locazione nel quadro dell'accordo contrattuale e dei limiti imposti dalla legge. In questo caso, l'inquilino può chiedere la protrazione della locazione fino a sei anni se la fine della medesima comporta per lui o la sua famiglia effetti gravosi. L'autorità competente prende la decisione in base a una ponderazione degli interessi (art. 272 cpv. 1 CO). Se il locatore fa valere un bisogno personale urgente, occorre tenerne conto al momento della decisione sulla protrazione della locazione. Per soddisfare la richiesta dell'autrice dell'interpellanza occorrerebbe rafforzare la protezione dalla disdetta in favore degli inquilini. Un tale potenziamento presupporrebbe una modifica del Codice delle obbligazioni e potrebbe comportare una limitazione della libertà contrattuale.</p><p>4. In passato si è cercato a più riprese di rivedere il diritto in materia di locazione. Tali progetti di revisione non hanno tuttavia potuto essere attuati a causa degli interessi divergenti delle cerchie interessate. Attualmente la Confederazione sta ristrutturando il settore dell'asilo, insieme a rappresentanti dei cantoni, dei comuni e delle città. L'obiettivo è ridurre sensibilmente la durata delle procedure e di evadere direttamente nei centri federali le domande d'asilo che possono essere trattate celermente (cfr. messaggio del Consiglio federale del 3 settembre 2014, FF 2014 6917). Di conseguenza, in linea di massima sarebbero attribuiti ai cantoni soltanto i richiedenti l'asilo che probabilmente resteranno a lungo in Svizzera. La Confederazione sta inoltre cercando nuove strutture per aumentare le proprie capacità di alloggio.</p>  Risposta del Consiglio federale.