<h2>SubmittedText<h2><p>Una parte relativamente importante delle persone che sono ammesse provvisoriamente nel nostro Paese o ottengono lo statuto di rifugiato beneficia di formazioni e/o esperienze professionali acquisite nel Paese d'origine che potrebbero essere validate nella prospettiva di trovare un impiego.</p><p>Il rapporto del Consiglio federale 15-34 sullo stato d'attuazione dell'iniziativa volta a combattere la penuria di manodopera qualificata cita, tra le misure concrete da realizzare, la "maggiore integrazione di rifugiati e persone ammesse provvisoriamente nel mondo della formazione e del lavoro" (misura 13).</p><p>Per concretizzare questa lodevole dichiarazione d'intenti, il Consiglio federale è anch'esso dell'avviso che:</p><p>1. la "validazione degli apprendimenti acquisiti" costituisca uno strumento privilegiato per facilitare l'integrazione degli interessati sul mercato del lavoro e della formazione?</p><p>2. In caso affermativo:</p><p>- è disposto a incoraggiare i cantoni e le organizzazioni del mondo del lavoro a ricorrere più sistematicamente a questo strumento?</p><p>- È disposto a sensibilizzare le autorità responsabili dell'accompagnamento delle persone ammesse provvisoriamente e dei rifugiati in merito all'esistenza e all'importanza della validazione degli apprendimenti acquisiti?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Secondo la legge sulla formazione professionale, la validazione degli apprendimenti acquisiti è una procedura di qualificazione alternativa che permette di conseguire una formazione professionale di base. Il suo scopo non è stilare un bilancio generale delle competenze, ma certificare un attestato riconosciuto a livello federale. La validazione degli apprendimenti acquisiti è dunque soggetta a vincoli piuttosto stretti e rappresenta uno strumento privilegiato per integrare i rifugiati e le persone ammesse provvisoriamente soltanto nei casi in cui le competenze acquisite nel Paese d'origine sono paragonabili a quelle di un titolo svizzero della formazione professionale. Le persone interessate devono inoltre disporre di un certo numero di anni di esperienza professionale ed essere in grado di redigere un dossier in una delle lingue nazionali.</p><p>Nell'ambito del progetto "Qualificazione e riqualificazione professionale degli adulti", che secondo il Consiglio federale può essere adatto alle esigenze dei rifugiati e delle persone ammesse provvisoriamente, si stanno elaborando le basi necessarie a integrare gli apprendimenti acquisiti e le offerte di formazione per adulti.</p><p>2. Negli ultimi anni, il Consiglio federale ha informato le organizzazioni del mondo del lavoro in merito alla validazione degli apprendimenti acquisiti, che potrebbe completare i cicli di formazione regolamentati o fungere da alternativa a questi ultimi. È indispensabile che le organizzazioni del mondo del lavoro approvino il principio di questa procedura di qualificazione e garantiscano che i titolari di un diploma riconosciuto abbiano le stesse possibilità di essere assunti rispetto alle persone che hanno ottenuto un titolo di studi seguendo un ciclo di formazione regolamentato.</p><p>Tuttavia, se a livello cantonale dovessero emergere esigenze particolari per determinate professioni il Consiglio federale sarebbe disposto a contattare le organizzazioni del mondo del lavoro interessate.</p><p>3. Migliorare l'integrazione professionale dei rifugiati e delle persone ammesse a titolo provvisorio è un obiettivo prioritario del Consiglio federale ed è una delle misure di accompagnamento finalizzate all'attuazione dell'art. 121a della Costituzione. Per raggiungere questo obiettivo, il 18 dicembre 2015 il Consiglio federale ha lanciato un programma pilota quadriennale sulla qualificazione professionale di questo gruppo target che prevede lo svolgimento di "apprendistati preliminari d'integrazione".</p><p>Va inoltre ricordato che la formazione professionale e la promozione dell'integrazione operano a stretto contatto nell'ambito della collaborazione interistituzionale. Per migliorare l'accesso alle offerte della formazione professionale, in particolare alle procedure di riconoscimento come la validazione degli apprendimenti acquisiti, la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) ha lanciato il progetto pilota "Sfruttare il potenziale dei migranti - formazione di recupero". Il progetto dovrebbe far emergere gli ostacoli che impediscono ai rifugiati e alle persone ammesse a titolo provvisorio altamente qualificati di mettere a profitto sul mercato del lavoro svizzero le qualifiche acquisite nel proprio Paese d'origine. Dovrebbe inoltre fornire indicazioni su come affrontare al meglio le difficoltà attuali. In base ai risultati intermedi del progetto pilota, che dura dal 2012 al 2018, e in coordinamento con il progetto "Qualificazione e riqualificazione professionale degli adulti", la SEFRI e la SEM esamineranno le misure da adottare per favorire a lungo termine l'integrazione professionale dei rifugiati e delle persone ammesse a titolo provvisorio. Tra i provvedimenti da valutare vi sarà il miglioramento delle attività di informazione e consulenza.</p>  Risposta del Consiglio federale.