<h2>SubmittedText<h2><text><p>A oggi quattordici cantoni offrono il voto elettronico ai loro cittadini all'estero, e due di questi (Ginevra e Neuchâtel) prevedono tale possibilità anche per l'elettorato residente. I cantoni in questione utilizzano tre distinti sistemi di voto elettronico riconosciuti dalla Confederazione: due sistemi privati esteri (Unisys per il Consorzio e Scyctl per Neuchâtel) e un sistema pubblico, quello di Ginevra (CHVote).</p><p>Il Consiglio federale ha inasprito i requisiti del voto elettronico per quanto concerne la verificabilità e la sicurezza, rendendo in tal modo necessario lo sviluppo di una nuova versione dei tre sistemi summenzionati. I relativi lavori sono tuttora in corso. Se il voto elettronico coinvolge al momento soltanto il 30 per cento dell'elettorato, con i nuovi requisiti sarà possibile estenderlo alla totalità degli aventi diritto di voto.</p><p>La messa a punto dei sistemi di seconda generazione comporta tuttavia per ciascuno di essi una spesa di svariati milioni di franchi, e costituisce dunque un impegno finanziario importante per i cantoni. </p><p>Chiedo dunque al Consiglio federale:</p><p>1. Quali fondi ha già stanziato la Confederazione per lo sviluppo dei tre sistemi?</p><p>2. Il Consiglio federale prevede di riconoscere e finanziare altri sistemi?</p><p>3. Per razionalizzare i costi d'investimento, non gli converrebbe optare per uno solo di questi sistemi, basandosi sulle esperienze maturate in quindici anni di voto elettronico applicato ai diritti politici svizzeri?</p><p>4. In caso affermativo, su quali criteri fonderebbe la sua decisione?</p></text><h2>FederalCouncilResponseText<h2><text><p>1. Dal 2000 la Confederazione ha sostenuto il progetto di introduzione del voto elettronico con un importo complessivo di circa 12,7 milioni di franchi. Fino a fine 2005 aveva partecipato con 5,6 milioni di franchi allo sviluppo dei sistemi della prima generazione e alle spese direttamente connesse ai test pilota. Oltre a ciò, erano stati generati costi per studi e coordinamento pari a circa 2 milioni di franchi. Tra il 2006 e il 2012 la Confederazione non ha partecipato direttamente né ai costi di sviluppo dei sistemi né all'estensione del voto elettronico ad altri cantoni. Ha però finanziato un gruppo di progetto incaricato di coordinare i progetti cantonali. Inoltre, ha preso a carico vari studi nel settore del voto elettronico e diversi mandati di consulenza. Concretamente, in quell'arco di tempo per la Confederazione sono insorti costi pari a 2,5 milioni di franchi. Nel 2013 i cantoni con un proprio sistema hanno ricevuto ognuno 100 000 franchi dal piano d'azione del governo elettronico in Svizzera per lo sviluppo dei sistemi. Nel 2014 essi ne hanno ricevuti ognuno 300 000 dai fondi della Confederazione per l'introduzione della verificabilità individuale e lo svolgimento dei primi audit. Nel 2015 dal piano d'azione del governo elettronico in Svizzera sono state sostenute con complessivi 190 000 franchi misure aventi un effetto diretto. Inoltre, tra il 2013 e il 2015 il mantenimento del gruppo di progetto ha generato presso la Cancelleria federale costi pari a 1,2 milioni di franchi.</p><p>2. Il Consiglio federale e la Cancelleria federale autorizzano l'impiego del canale di voto elettronico in occasione di votazioni federali. I cantoni ne fanno richiesta e decidono se, quando e con quale sistema vogliono effettuare test con questo canale. Il presupposto per l'autorizzazione è l'adempimento dei requisiti stabiliti nella legge e nell'ordinanza sui diritti politici e nell'ordinanza della Cancelleria federale concernente il voto elettronico. Fintanto che i cantoni e i sistemi da essi impiegati soddisfano i requisiti chiesti dalla Confederazione, il Consiglio federale non ha alcun motivo di non autorizzare l'impiego del voto elettronico. Tuttavia, per ragioni di natura economica, esso non considera auspicabile un futuro aumento del numero dei sistemi per questo tipo di voto. L'impiego di più sistemi si è tuttavia dimostrato efficace. Per quanto riguarda l'autorizzazione dei sistemi di voto elettronico, è prioritario che essi siano in grado di adempiere i requisiti di sicurezza. Il Consiglio federale non ritiene decisiva la questione della proprietà del sistema. Intende accertare nel dettaglio con i cantoni la questione concernente l'accesso al codice sorgente con l'intento di recepire quest'ultimo quale condizione per l'ammissione ai sistemi nell'ambito della prossima revisione delle basi legali.</p><p>3. Il voto elettronico tiene conto della ripartizione delle competenze tra Confederazione e cantoni nel settore dei diritti politici. La Confederazione stabilisce le condizioni quadro per l'impiego del canale di voto elettronico in occasione degli scrutini federali. I cantoni decidono se, quando e con quale sistema intendono condurre le prove di voto elettronico e sono tenuti a soddisfare le esigenze poste dal diritto federale. Ai fini di un incremento della redditività, nell'aprile del 2015 la Conferenza svizzera dei cancellieri di Stato ha deciso che, dopo le elezioni del Consiglio nazionale 2015, debbano tenersi colloqui tra i cantoni che hanno un proprio sistema in modo da valutare le diverse possibilità di cooperazione. Il Consiglio federale discuterà a tempo debito con i cantoni la questione concernente il numero dei sistemi.</p><p>4. Alla luce delle precedenti considerazioni, al momento non si pone la questione dei criteri riguardanti una scelta del sistema da parte del Consiglio federale.</p></text>