<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. L'adempimento dei compiti delle rappresentanze svizzere all'estero è adattato costantemente alle possibilità offerte dalle nuove tecnologie e ciò implica cambiamenti sostanziali nei processi lavorativi. Soprattutto a livello di amministrazione consolare, la messa in rete on line delle rappresentanze ha avuto ripercussioni positive sulla razionalizzazione del lavoro e ha permesso di profittare degli effetti di sinergia. Il progetto VERA (l'amministrazione in rete degli Svizzeri all'estero) per esempio, ha come obiettivo di riunire tutti i dati degli Svizzeri all'estero che prima erano amministrati in modo decentralizzato nei diversi consolati e ambasciate. Essi sono raccolti in un computer centrale a Berna al quale le rappresentanze hanno direttamente accesso. Tale progetto, che si concluderà per la gran parte alla fine di quest'anno, permette di riorganizzare l'assicurazione vecchiaia e superstiti facoltativa per gli Svizzeri all'estero. Invece delle circa 140 rappresentanze che attualmente gestiscono gli assicurati facoltativi AVS/AI, in avvenire sarà la Cassa svizzera di compensazione, direttamente da Ginevra oppure da uno dei nove uffici AVS all'estero, a farsene carico. Grazie alle possibilità offerte dalle nuove tecnologie dell'informazione e della telecomunicazione, è stato possibile fare fronte, in una certa misura, all'accresciuta mole di lavoro, constatata negli ultimi anni, nel campo delle prestazioni consolari senza dovere ricorrere all'impiego di più personale. </p><p>Le nuove tecnologie hanno inoltre effetti positivi sul lavoro nell'ambito della tutela degli interessi svizzeri. Le possibilità di scambi rapidi e intensi di informazioni hanno contribuito al coinvolgimento diretto delle rappresentanze all'estero nelle decisioni della Centrale. Si sono potuti sfruttare i vantaggi della presenza svizzera sul posto e ottimizzarli a beneficio della nostra politica estera.</p><p></p><p>2. Sebbene sia possibile in teoria occuparsi di una parte degli affari e acquisire determinate informazioni senza una presenza costante delle rappresentanze svizzere sul posto, la salvaguardia attiva, efficace e duratura dei nostri interessi di ordine politico, economico e culturale all'estero sarebbe difficilmente pensabile senza una rete di rappresentanti inviati dal Governo, e questo per diversi motivi. Con una presenza sul posto, si è sicuramente più facilitati nella scelta mirata e nella valutazione corretta delle informazioni rilevanti per la Svizzera; questo è anche forse l'unico modo per accedere a fonti di informazioni non ufficiali. La presenza sul posto è inoltre preziosa per valutare in modo approfondito e attendibile le evoluzioni politiche negli Stati o nelle regioni. I contatti umani diretti e continui rivestono un'importanza notevole anche per tessere e mantenere una rete di relazioni basate sulla fiducia reciproca - condizione essenziale per trattative di successo. La presenza sul posto permette inoltre di sviluppare una comprensione delle differenze socio-culturali, presupposto fondamentale per un operare ottimale della Svizzera sul piano internazionale. Infine, una rappresentanza sul posto è assai utile per far sentire la nostra presenza, in una situazione di crescente concorrenza tra gli Stati, soprattutto negli ambiti della promozione della piazza economica e dell'immagine della Svizzera. L'interpellante ha parimenti citato i viaggi sempre più numerosi dei membri del Governo e degli alti funzionari. Ciò non mette comunque in discussione la necessità di una rappresentanza sul posto: è una condizione fondamentale per assicurare la preparazione e il seguito dei viaggi di servizio e stabilire contatti diretti e efficaci con coloro che hanno il compito di prendere le decisioni. Il Consiglio federale è perciò dell'avviso che il mantenimento di una rete di rappresentanze continui ad essere indispensabile anche alla luce delle nuove tecnologie dell'informazione e delle telecomunicazioni.</p><p></p><p>3. Per quanto concerne l'adeguatezza del sistema di rotazione quadriennale del personale, si constata che lo scambio continuo di personale tra Centrale e rappresentanze all'estero offre la garanzia che il personale impiegato alla Centrale disponga delle conoscenze ed esperienze necessarie per la maturazione di importanti decisioni di politica estera. Non sarebbe sicuramente opportuno che tali decisioni fossero prese da persone che conoscono l'organizzazione internazionale o lo Stato interessato soltanto indirettamente o per qualche visita sporadica. Nello stesso modo l'esigenza della rotazione nasce anche dalla necessità per il personale impiegato all'estero di familiarizzarsi con la realtà svizzera e le procedure e le strutture della Centrale, allo scopo di rappresentare in modo efficace e convincente gli interessi della Svizzera all'estero. </p><p>La necessità di assicurare una rotazione risulta anche dal fatto che, nella rete delle rappresentanze svizzere all'estero, un gran numero di luoghi di servizio implica condizioni di vita e di lavoro assai difficili. La durata dell'impiego presso dette rappresentanze è di al massimo tre-quattro anni. Infine, il principio della rotazione vuole ugualmente impedire che il personale impiegato per troppo tempo nello stesso luogo si identifichi troppo fortemente con lo Stato di residenza, con il rischio di perdere la distanza critica necessaria nei confronti della nazione ospite. Per tutti questi motivi, anche gli altri Stati adottano per i loro servizi diplomatici un sistema di rotazione.</p><p>Il DFAE si sforza di mantenere una cadenza di circa quattro anni per i trasferimenti del personale diplomatico. Fattori esterni, quali l'inaspettata evoluzione della situazione politica di determinati Stati, o avvenimenti interni soprattutto relativi alla situazione personale o familiare del personale o alla disponibilità delle risorse, rendono necessaria una certa elasticità rispetto alla durata abituale degli accreditamenti. Così è stato nel caso menzionato dall'interpellante, la sostituzione del capomissione a Praga; il fatto che egli sia ora accreditato presso la Santa Sede è dipeso da avvenimenti esterni e da motivi personali inerenti alle persone coinvolte. Tale situazione non è per nulla straordinaria, poiché anche in passato tale accreditamento è stato cambiato a più riprese.</p>  Risposta del Consiglio federale.