<h2>SubmittedText<h2><p>In seguito allo sconcertante attivismo di cui hanno fatto prova la consigliera federale Sommaruga e il suo dipartimento nel dibattito precedente la votazione del 18 maggio 2014, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Come giustifica il fatto che il Dipartimento federale di giustizia e polizia abbia redatto le argomentazioni per gli oppositori all'iniziativa di Marche blanche, sostenendoli e consigliandoli durante tutta la campagna, laddove il Parlamento non ha espresso alcuna raccomandazione di voto?</p><p>2. Come giustifica il fatto che la consigliera federale Sommaruga si è adoperata attivamente, nei media e in numerosi dibattiti, contro l'iniziativa di Marche blanche, sebbene sia per legge obbligata a limitarsi a un'informazione neutrale degli elettori, dato che il Parlamento non ha espresso nessuna raccomandazione di voto?</p><p>3. Non è lecito attendersi che una consigliera federale eviti di ingannare gli elettori parlando di "controprogetto" ben sapendo che il Parlamento si è pronunciato contro un controprogetto?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. La legge federale sui diritti politici (art. 10a; RS 161.1) impone al Consiglio federale di informare costantemente gli aventi diritti di voto sui testi sottoposti a votazione federale. Tale obbligo sussiste a prescindere dal fatto che il Parlamento abbia espresso o no una raccomandazione di voto. Nella sessione primaverile 2014 il Consiglio degli Stati non ha voluto modificare la situazione e ha respinto a chiara maggioranza l'iniziativa parlamentare Minder 13.431. L'iniziativa imponeva al Consiglio federale di astenersi dall'informare gli aventi diritto di voto nel caso in cui l'Assemblea federale non avesse deciso alcuna raccomandazione di voto.</p><p>La consigliera federale Simonetta Sommaruga ha rispettato questo obbligo di informazione anche nel contesto dell'iniziativa popolare "Affinché i pedofili non lavorino più con fanciulli". Ha fornito un'informazione obiettiva, trasparente e proporzionata, come previsto dalla legge. Nelle spiegazioni per le votazioni il Consiglio federale ha anche esposto le principali posizioni sostenute durante il processo decisionale parlamentare, il che rientra parimenti nei suoi doveri.</p><p>La supposizione dell'autore dell'interpellanza secondo cui il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) avrebbe redatto le argomentazioni per gli oppositori dell'iniziativa di Marche Blanche non è corretta. Nel presente caso, i membri del comitato per il no hanno posto domande al DFGP invitandolo a spiegare il testo dell'iniziativa e a illustrare fatti riguardo alla problematica. Il DFGP e l'Ufficio federale di giustizia hanno risposto alle domande, tra l'altro sotto forma di pieghevole. Va peraltro fatto notare che è stata data risposta anche a domande poste da sostenitori dell'iniziativa. Entrambe le parti erano ovviamente libere di utilizzare queste informazioni nella maniera ritenuta più appropriata.</p><p>3. Nel 2012, nel messaggio concernente l'iniziativa popolare "Affinché i pedofili non lavorino più con fanciulli", il Consiglio federale aveva proposto di contrapporre all'iniziativa popolare la "legge federale sull'interdizione di esercitare un'attività e sul divieto di avere contatti e di accedere ad aree determinate" quale controprogetto indiretto. All'epoca aveva proposto al Parlamento di prevedere nel disegno di legge un legame formale con l'iniziativa. Tale legame avrebbe consentito al comitato di dichiarare il ritiro condizionato della sua iniziativa in favore del disciplinamento nella legge. Nell'iter parlamentare tale legame è stato tuttavia tolto dal disegno di legge, e la legge è stata approvata soltanto tre mesi dopo la decisione riguardo all'iniziativa. Per questo motivo, nelle spiegazioni del Consiglio federale per la votazione la legge non è stata designata quale controprogetto indiretto.</p><p>Nel presente caso si trattava, seppure non de iure, perlomeno de facto di un controprogetto indiretto. Pertanto non sarebbe stato né giuridicamente inammissibile né politicamente fuorviante continuare a designare in tal modo il disegno di legge. Il disegno di legge approvato dal Parlamento restava infatti un atto legislativo "strettamente connesso all'iniziativa" ai sensi dell'articolo 105 capoverso 1 della legge sul Parlamento (RS 171.10). Con questa formulazione la legge sul Parlamento descrive i cosiddetti controprogetti indiretti. Peraltro anche nel resoconto delle deliberazioni sul sito dell'Assemblea federale si sostiene che il Parlamento ha approvato la modifica del Codice penale quale controprogetto indiretto.</p>  Risposta del Consiglio federale.