B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i ch t T ri b u n a l ad m i n i s t r a t i f f éd é r a l T ri b u n a l e am m i n i s t r a t i vo f e d e r a l e T ri b u n a l ad m i n i s t r a t i v fe d e r a l Corte IV D-7995/2024 S e n t e n z a d e l 1 3 g e n n a i o 2 0 2 5 Composizione Giudice Manuel Borla, giudice unico, con l'approvazione del giudice Sebastian Kempe; cancelliere Pierluigi Paganini. Parti A._______, nato il (…), Marocco, (…), ricorrente, contro Segreteria di Stato della migrazione (SEM), Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore. Oggetto Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (procedura Dublino - art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi); decisione della SEM del 12 dicembre 2024. D-7995/2024 Pagina 2 Visto: la domanda d’asilo che l’interessato ha presentato in Svizzera il 2 dicembre 2024, l’estratto della banca dati europea "EURODAC" del 4 dicembre 2024, dal quale si evince che il richiedente aveva depositato una precedente do- manda d'asilo in Germania il 31 maggio 2024, il 24 maggio 2024 e il 25 agosto 2018 nonché in Grecia il 2 maggio 2018, in Austria il 5 agosto 2018, in Svizzera il 9 novembre 2018 e nei Paesi Bassi l'8 febbraio 2019, il verbale del colloquio Dublino del 6 dicembre 2024, la richiesta di ripresa in carico del 6 dicembre 2024, presentata dalla Se- greteria di Stato della migrazione (SEM) alle competenti autorità tedesche fondata sull'art. 18 par. 1 lett. d del regolamento (UE) n. 604/2013 del Par- lamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per l'e- same di una domanda di protezione internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo o da un apolide (rifusione; Gazzetta ufficiale dell'Unione europea [GU] L 180/31 del 29.06.2013; in seguito: Regolamento Dublino III), l’accettazione del 10 dicembre 2024 delle autorità tedesche di ripresa in carico del richiedente sulla base dell'art. 18 par. 1 lett. d Regolamento Du- blino III, la decisione della SEM del 12 dicembre 2024 (notificata il giorno seguente), di non entrata nel merito giusta l'art. 31 a cpv. 1 lett. b LAsi (RS 142.31), con conseguente trasferimento dell’interessato verso la Germania, il ricorso inoltrato il 19 dicembre 2024 al Tribunale amministrativo federale (in seguito: il Tribunale) con il quale il ricorrente ha concluso, secondo il senso, all’annullamento dell’avversata decisione, all'entrata nel merito della sua domanda d'asilo nonché al riconoscimento dell'inammissibilità del suo trasferimento verso la Germania; in via procedurale, ha domandato la concessione dell’effetto sospensivo al ricorso e dell’assistenza giudizia- ria, il decreto supercautelare del Tribunale del 20 dicembre 2024 di sospen- sione dell’esecuzione dell’allontanamento, D-7995/2024 Pagina 3 i fatti e gli atti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei considerandi che seguono, e considerato: che le procedure in materia d'asilo sono re tte dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF, in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi), che presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 3 LAsi) contro una deci- sione in materia di asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31 -33 LTAF), il ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli artt. 5, 48 cpv. 1 lett. a-c e 52 PA e occorre pertanto entrare nel merito dello stesso, che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, sono decisi dal giudice unico con l'approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi), che contestato, nel caso di specie, è se l'autorità inferiore è a giusto titolo non entrata nel merito della domanda d'asilo del ricorrente, che il Tribunale, adito con un ricorso contro una decisione di non entrata nel merito di una domanda d'asilo, si limita ad esaminare la fondatezza di una tale decisione (cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 3.1 e rif. cit.), che giusta l'art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi, di norma non si entra nel merito di una domanda di asilo se il richiedente può partire alla volta di uno Stato terzo cui compete, in virtù di un trattato internazionale, l'esecuzione della procedura di asilo e allontanamento, che se in base al Regolamento Dublino III è individuato un altro Stato quale responsabile per l'esame della domanda di asilo, la SEM pronuncia la non entrata nel merito previa accettazione, espressa o tacita, di ripresa in carico del richiedente l'asilo da parte dello Stato in questione (cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 6.2), che ai sensi dell'art. 3 par. 1 Regolamento Dublino III, la domanda di pro- tezione internazionale è esaminata da un solo Stato membro, ossia quello individuato in base ai criteri enunciati al capo III (art. 7-15), D-7995/2024 Pagina 4 che la determinazione dello Stato membro competente avviene sulla base della situazione esistente al momento in cui il richiedente ha presentato domanda di protezione internazionale (art. 7 par. 2 Regolamento Dublino III), che nel caso di una procedura di ripresa in carico (inglese: take back) – come nel caso di specie –, di principio non viene effettuato un nuovo esame di determinazione dello Stato membro competente secondo il capo III (cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 6.2 e 8.2.1), che giusta l’art. 18 par. 1 lett. d Regolamento Dublino III, lo Stato membro competente in forza del presente regolamento è tenuto a riprendere in ca- rico, alle condizioni di cui agli artt. 23, 24, 25 e 29, un cittadino di un paese terzo o un apolide del quale è stata respinta la domanda e che ha presen- tato domanda in un altro Stato membro oppure si trova nel territorio di un altro Stato membro senza un titolo di soggiorno, che nella fattispecie, la richiesta di ripresa in carico presentata dalla SEM il 6 dicembre 2024 basata sull'art. 18 par. 1 lett. d Regolamento Dublino III all'indirizzo della competente autorità tedesca (cfr. atto SEM n. 16/6), è stata espressamente accettata da quest'ultima il 10 dicembre 2024, fon- dandosi sulla stessa norma precitata (cfr. atto SEM n. 20/3), che di conseguenza, la competenza della Germania è di principio data, che inoltre, l'applicazione dell'art. 3 par. 2 seconda frase Regolamento Du- blino III non si giustifica nel caso di specie, visto che non vi sono fondati motivi per ritenere ch e in Germania sussistano carenze sistemiche nella procedura d’asilo e nelle condizioni di accoglienza dei richiedenti l’asilo (cfr. ad es. sentenza del TAF F-7540/2024 del 5 dicembre 2024 consid. 3), che resta ancora da stabilire se, come richiesto dal ricorrente, nel suo caso trovi applicazione la clausola di sovranità, che contestualmente, il ricorrente sostanzialmente sostiene che la Germa- nia sarebbe oggetto di numerose critiche riguardo alla gestione delle do- mande d'asilo e al trattamento riservato ai richiedenti asilo, in particolare nei centri di accoglienza; detto Paese starebbe adottando politiche di re- spingimento più aggressive a causa della crescita dell'estrema destra, au- mentando il rischio di deportazioni rapide senza una valutazione approfon- dita dei rischi personali per i richiedenti asilo; in particolare, il suo stato di salute richiederebbe cure mediche costanti, tuttavia, il sistema sanitario D-7995/2024 Pagina 5 germanico non sarebbe in grade di garantire un accesso tempestivo e ade- guato alle cure necessarie, che giusta l'art. 17 par. 1 Regolamento Dublino III ("clausola di sovranità"), in deroga ai criteri di competenza sopra definiti, ciascuno Stato membro può decidere di esaminare una domanda di protezione internazionale pre- sentata da un cittadino di un paese terzo o da un apolide, anche se tale esame non gli compete, che tale disposizione è concretizzata dall'art. 29 a cpv. 3 dell’Ordinanza 1 sull’asilo relativa a questioni procedurali (OAsi 1, RS 142.311) secondo il quale se "motivi umanitari" lo giustificano la SEM può entrare nel merito della domanda anche qualora giusta il Regolamento Dublino III un altro Stato sarebbe competente per il trattamento della stessa, che nell'applicazione dell'art. 29a cpv. 3 OAsi 1 la SEM dispone di potere di apprezzamento (cfr. DTAF 2015/9 consid. 7 seg.); mentre se il trasferi- mento del richiedente nel paese di destinazione contravviene a una norma imperativa del diritto internazionale, tra cui quelle della CEDU, l'autorità in- feriore è obbligata ad applicare la clausola di sovranità e a entrare nel me- rito della domanda d'asilo e il Tribunale dispone di potere di controllo al riguardo (cfr. DTAF 2015/9 consid. 8.2.1), che il ricorrente non ha apportato qualsivo glia indizio serio e concreto su- scettibile di dimostrare che lo Stato di destinazione non rispetterebbe il principio del divieto di respingimento e, dunque, verrebbe meno nell'osse- quio dei suoi obblighi internazionali, rinviandolo in un paese dove la sua vita, integrità corporale o libertà sarebbero seriamente minacciate o da dove rischierebbe di essere respinto in un tale paese, che inoltre, come si vedrà qui di seguito, non risultano nemmeno problemi medici ostativi al trasferimento, che il respingimento forzato di persone che soffrono di problematiche me- diche, costituisce una violazione dell'art. 3 CEDU unicamente in circo- stanze eccezionali; ciò risulta essere il caso segnatamente qualora vi siano dei seri motivi di ritenere che la pe rsona, in assenza di trattamenti medici adeguati nello Stato di destinazione, sarà confrontata a un reale rischio di un grave, rapido e irreversibile peggioramento delle condizioni di salute comportante delle intense sofferenze o una significativa riduzion e della speranza di vita (cfr. sentenza della Corte EDU, Grande Camera, Paposh- vili contro Belgio del 13 dicembre 2016, 41738/10, §§ 180-193, confermata D-7995/2024 Pagina 6 nella sentenza Savran contro Danimarca del 7 dicembre 2021, 57467/15, §§ 121 segg.; DTAF 2017 VI/7 consid. 6.2), che stando agli atti medici, il ricorrente è affetto da asma bronchiale e dia- bete mellite di tipo I insulino dipendente con polineuropatia periferica e di- sturbi alla vista con riferito intervento laser all’occhio sinistro in Germania (cfr. rapporti medici del 4, 9 e 19 dicembre 2024 [atti SEM n. 15/3, 22/1 e 23/3]), che dal punto di vista medico, non vi sono pertanto problemi di una gravità tale da impedirne il rinvio, tanto più che è notorio che lo Stato di destina- zione dispone di valide infrast rutture mediche (cfr. ex pluris sentenza del TAF D-6365/2024 del 14 ottobre 2024 con riferimenti), che stante quanto sopra, non si ravvisano elementi per i quali l'autorità in- feriore sarebbe stata obbligata, in base a norme imperative del diritto inter- nazionale, a esaminare la domanda d'asilo dell'insorgente, né risulta che essa abbia esercitato in maniera arbitraria il proprio potere d'apprezza- mento nell'applicazione dell'art. 29a cpv. 3 OAsi 1, che pertanto, la SEM non ha giustamente applicato la clausola di sovranità di cui agli artt. 17 par. 1 RD III e 29a cpv. 3 OAsi 1 al caso di specie, che è quindi a giusto titolo che essa non è entrata nel merito della domanda di asilo del ricorrente in applicazione dell'art. 31 a cpv. 1 lett. b LAsi e ha pronunciato il suo trasferimento verso la Germania conformemente all'art. 44 LAsi, che visto quanto precede, il ricorso va respinto e la decisione impugnata confermata, che avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di con- cessione dell'effetto sospensivo è divenuta senza oggetto, che infine, ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste d'acchito di probabi- lità di esito favorevole, la domanda di assistenza giudiziaria è respinta, che visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 750. – sono poste a carico del ricorrente soccombente in causa (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 1 -3 del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]), D-7995/2024 Pagina 7 che la decisione è definitiva e non può, di principio, essere impugnata con ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 LTF), (dispositivo alla pagina seguente) D-7995/2024 Pagina 8 il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 1. Il ricorso è respinto. 2. La domanda d’assistenza giudiziaria è respinta. 3. Le spese processuali di CHF 750.– sono poste a carico del ricorrente. Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sen- tenza. 4. Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto- nale competente. Il giudice unico: Il cancelliere: Manuel Borla Pierluigi Paganini