<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato, in virtù della legge federale sull'agricoltura e previa domanda dei produttori svizzeri di latte, rappresentati dalla loro organizzazione mantello PSL, di sancire l'obbligatorietà generale di un modello di regolazione dei quantitativi di latte in base ai principi enunciati di seguito.</p><p>Il quantitativo di base di latte è stabilito per ogni organizzazione commerciale (OP, OPV) o azienda di trasformazione per i fornitori diretti in funzione dei diritti di fornitura dell'anno lattiero 2008/09, quantitativi supplementari esclusi.</p><p>Sulla base di una pianificazione annuale dei quantitativi, i produttori svizzeri di latte possono riscuotere dalle OP/OPV o dalle aziende di trasformazione una tassa fino a 30 centesimi per chilogrammo di latte prodotto in eccesso, se la crescita della produzione è superiore a quella della domanda che genera un buon valore aggiunto. I proventi della tassa vengono utilizzati dall'IP Latte per lo sgombero del mercato (fase 3).</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La prevista regolazione della produzione svizzera globale di latte dell'organizzazione mantello dei produttori svizzeri di latte (PSL) equivarrebbe, in pratica, a un contingentamento lattiero a livello di diritto privato con sostegno statale. Verrebbe regolato tramite contingenti il quantitativo per ogni organizzazione commerciale o azienda. Un tale monopolio dei PSL è inaccettabile dal profilo del diritto sulla concorrenza e lo rifiutano anche diverse organizzazioni e aziende della filiera del latte oltre che molti produttori stessi. Per finire, anche il Parlamento, abolendo definitivamente il contingentamento lattiero statale, ha escluso espressamente una successiva regolazione della produzione a livello nazionale e sulla base del diritto privato gestita da un unico ente. </p><p>In un mercato lattiero caratterizzato da forte segmentazione e volatilità sono necessari meccanismi flessibili e vicini al mercato. Un'organizzazione mantello di produttori di latte non può, con una pianificazione annuale dei quantitativi, reagire tempestivamente e in maniera mirata alle necessità estemporanee di singoli addetti alla valorizzazione del latte. Mancano, inoltre, criteri oggettivi in base ai quali un'organizzazione potrebbe decidere, a livello nazionale, se e di quanto la produzione supera la crescita della domanda che genera un buon valore aggiunto. L'utilizzo a scopo privato del ricavato di una tassa, dell'importo citato, dichiarata di obbligatorietà generale, sarebbe inaccettabile dal profilo politico-istituzionale. Organizzazioni e addetti alla valorizzazione del latte efficienti e innovativi, ben piazzati sul mercato, sarebbero svantaggiati da un sistema di regolazione gestito in maniera unilaterale ed aliena al mercato e potrebbero o perdere quote a livello nazionale e internazionale oppure non sfruttare il potenziale di mercato. In tal modo diminuisce la competitività nella produzione e valorizzazione del latte, il che va evitato in vista delle ulteriori aperture del mercato. Inoltre, il fatto di prendere come riferimento il quantitativo di base di latte nell'anno lattiero 2008/09 equivarrebbe a ignorare l'evoluzione del mercato verificatasi dopo l'abolizione del contingentamento lattiero statale. </p><p>Il Consiglio federale non condivide l'opinione secondo la quale la regolazione della produzione di latte proposta potrebbe essere complementare agli strumenti dell'Interprofessione del latte svizzero (IP Latte). Vi sono, al contrario, differenze sostanziali che impediscono la coesistenza di entrambi i sistemi e che genererebbero dissensi prevedibili in seno alla filiera del latte. </p><p>Il Consiglio federale dovrebbe respingere una richiesta dell'organizzazione mantello PSL di estensione ai non membri della prevista regolazione della produzione di latte soprattutto anche per motivi legati al diritto sulla concorrenza ed economici.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.