<h2>SubmittedText<h2><p>I cambiamenti climatici sono sempre più percepibili anche in Svizzera. I ghiacciai si sciolgono e scompaiono, le frane sono più frequenti, i periodi di canicola e le forti precipitazioni più lunghi e intensi. Nel 2013 l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) ha avviato il progetto pilota "Adattamento ai cambiamenti climatici", comprendente 31 progetti. In numerosi Cantoni, ma non in tutti, sono in corso progetti di adattamento ai cambiamenti climatici. Alcune di queste strategie includono anche misure per la riduzione dei gas serra, come previsto anche dall'Accordo di Parigi sul clima.</p><p>1. Quale documentazione di base la Confederazione mette a disposizione dei Cantoni per l'elaborazione di piani d'azione?</p><p>2. Questa documentazione è sufficiente o deve eventuale essere completata?</p><p>3. Com'è garantito che per quanto concerne l'adattamento ai cambiamenti climatici le procedure degli uffici federali e dei servizi specializzati della Confederazione siano coordinate in misura integrale?</p><p>4. Singoli Cantoni, città e Comuni hanno già elaborato documentazioni di base o strategie. Come vengono garantiti il coordinamento e lo scambio ai sensi della buona prassi?</p><p>5. Come può la Confederazione sostenere i Cantoni in sede di decisione e attuazione di misure di adattamento ai cambiamenti climatici (adattamento) e di riduzione dei gas serra (mitigazione)?</p><p>6. Esistono incentivi finanziari per i Cantoni?</p><p>7. A quanto sono stimati i costi presumibili delle misure nei Cantoni per entrambe queste categorie?</p><p>8. Un adattamento precoce agli effetti attesi genera costi nettamente inferiori rispetto a un intervento per rimediare ai danni. A quanto ammontano i costi se non si agisce rapidamente o, in altre parole, quali costi diretti e indiretti è possibile evitare se il piano d'azione produce effetti rapidi?</p><p>9. Come è possibile garantire che a livello di Confederazione siano disponibili le risorse necessarie per l'attuazione delle misure?</p><p>10. Esiste la possibilità di obbligare i Cantoni ritardatari ad agire?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. Per rispondere in misura possibilmente adeguata alle esigenze cantonali, nel 2015 l'UFAM, in collaborazione con rappresentanti dei Cantoni, ha sviluppato uno strumento ausiliario che consentirà ai Cantoni di elaborare una propria strategia di adattamento. Per l'elaborazione delle strategie cantonali è quindi disponibile una documentazione di base armonizzata.</p><p>Tale documentazione è migliorata di continuo. Ad esempio, dal 2018 MeteoSvizzera metterà a disposizione nuovi scenari climatici regionali con una migliore risoluzione territoriale e temporale. Inoltre, per otto casi pratici provenienti dai Cantoni, l'UFAM ha analizzato i rischi e le opportunità legati al clima. Il rapporto di sintesi in cui sono illustrati i rischi e le opportunità principali legati ai cambiamenti climatici per la Svizzera sarà pubblicato a fine 2017.</p><p>3. La strategia di adattamento del Consiglio federale è stata elaborata nel quadro del Comitato interdipartimentale Clima (CI Clima). Per i nove settori particolarmente interessati dai cambiamenti climatici (Gestione delle acque, Gestione dei pericoli naturali, Agricoltura, Economia forestale, Energia, Turismo, Gestione della biodiversità, Salute umana e animale e Sviluppo territoriale) sono stati innanzitutto definiti, applicando un metodo uniforme, i campi di intervento prioritari. In seguito è stato elaborato un piano d'azione comprendente 63 misure concrete, il cui stato di attuazione è verificato ogni due anni. Infine sono state individuate le principali sfide intersettoriali, cui è possibile far fronte soltanto coordinando in modo ottimale le diverse politiche settoriali.</p><p>4. L'UFAM organizza ogni anno una conferenza di coordinamento durante la quale i Cantoni hanno la possibilità di scambiarsi mutualmente e con la Confederazione le proprie esperienze sulle attività di adattamento ai cambiamenti climatici e di armonizzare le procedure. Nei prossimi anni è prevista la pubblicazione di una raccolta di esempi di buona prassi.</p><p>5. Le singole misure di adattamento sono integrate, attuate nelle politiche settoriali e finanziate nel limite delle possibilità esistenti. La prevenzione dei pericoli e la politica forestale ne sono due esempi. Per l'attuazione della strategia di adattamento l'UFAM ha avviato il progetto pilota "Adattamento ai cambiamenti climatici", che mira a promuovere progetti innovativi ed esemplari in questo ambito a livello cantonale, regionale e comunale.</p><p>Per la riduzione delle emissioni di gas serra, attraverso il Programma Edifici finanziato con i proventi della tassa sul CO2, la Confederazione sostiene i programmi dei Cantoni volti a promuovere il risanamento energetico dell'involucro degli immobili e il maggiore utilizzo di energie rinnovabili.</p><p>6. Nell'ambito della gestione dei pericoli naturali, l'adattamento ai cambiamenti climatici è parte integrante della gestione integrata dei rischi e viene sostenuto mediante sussidi stanziati nel quadro di accordi programmatici e progetti singoli. Per l'adattamento del bosco ai cambiamenti climatici (bosco di protezione e cura del bosco giovane), nel quadro della revisione della legge forestale (LFO, RS 921.0) il Parlamento ha autorizzato un investimento annuale pari a 20 milioni di franchi a partire dal 2017. Per quanto concerne il Programma Edifici, hanno diritto a un contributo globale solo i Cantoni che hanno disciplinato per legge i propri programmi di promozione. Per il risanamento energetico dell'involucro degli immobili i Cantoni ricevono un contributo di base, mentre per le altre misure la Confederazione raddoppia l'importo messo a disposizione dai Cantoni.</p><p>7./8. I costi non possono essere stimati, poiché numerose misure di adattamento sono pianificate e attuate indipendentemente dai cambiamenti climatici in quanto parte di attività di singole strategie settoriali. Non è quindi stato possibile rispondere a questa domanda in occasione della prima rendicontazione dei Cantoni, nel 2015.</p><p>Inoltre, il fatto che un singolo evento non possa sovente essere attribuito con sufficiente certezza ai cambiamenti climatici (p. es. piena, canicola) rende ancora più difficile questa stima. Quantificare i danni non pecuniari quali i decessi o la perdita di biodiversità è quindi complesso e controverso a livello etico. Per tale ragione, nell'ambito dell'analisi dei rischi presso otto Cantoni l'UFAM ha optato solo per una valutazione qualitativa dei danni.</p><p>Per determinate misure, quali la galleria artificiale per regolare il lago glaciale del ghiacciaio inferiore di Grindelwald, la sorveglianza di versanti montani ripidi nelle regioni del permafrost, i piani di intervento cantonali per i periodi di canicola, le misure di gestione locale della siccità estiva e la sorveglianza della zanzara tigre, è possibile illustrare i benefici sotto forma di danni ipotetici prevenuti.</p><p>9. Le 63 misure di adattamento del piano d'azione saranno finanziate in base alle priorità nel quadro del presente preventivo. Secondo un primo rapporto di controllo, che sarà pubblicato a fine 2017, una gran parte delle misure è stata attuata come previsto, quattro hanno potuto essere realizzate solo in misura limitata a causa della mancanza di risorse e cinque non sono state realizzate.</p><p>10. I Cantoni hanno un ruolo importante nell'attuazione della strategia di adattamento del Consiglio federale, poiché sono responsabili di molte politiche settoriali. Essi sono tenuti a informare periodicamente tramite rapporto sulle misure di adattamento ai cambiamenti climatici adottate. Da una prima verifica della situazione effettuata nel 2015 si evince che alcuni Cantoni hanno effettuato analisi degli effetti dei cambiamenti climatici (p. es. AG, BE, BS, GE, SH, TG, VD, ZH), elaborato piani di misure per le ondate di caldo (FR, GE, NE, TI, VD, VS) o dispongono di strategie di adattamento o piani di misure (p. es. GE, GR, UR, SO). Alcuni Cantoni sono meno attivi anche perchè meno colpiti dagli effetti dei cambiamenti climatici. Non esiste alcuna possibilità di obbligare i Cantoni ritardatari ad agire.</p>  Risposta del Consiglio federale.