<h2>SubmittedText<h2><p>Il quarto rapporto della Svizzera al Comitato dell'ONU per i diritti economici, sociali e culturali sull'attuazione del Patto ONU I è attualmente sottoposto all'esame di detto Comitato. Anche questo rapporto è stato presentato dalla Svizzera con notevole ritardo. È inoltre lacunoso in quanto non contiene, in particolare, nessuna indicazione sui settori nei quali la Svizzera non intende attuare il Patto.</p><p>A tale proposito invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale attribuisce così poca importanza al Patto ONU I da non ritenere necessario organizzare l'Amministrazione in modo che riesca a presentare i rapporti periodici previsti dall'accordo entro il termine fissato, invece di accumulare ritardi?</p><p>2. Qualora il ritardo fosse dovuto a motivi finanziari: il Consiglio federale è disposto a mettere in preventivo i fondi necessari?</p><p>3. Il Consiglio federale ha riferito, nei rapporti presentati finora, che la Confederazione e i Cantoni hanno più volte aumentato le tasse scolastiche e universitarie e che prevedono di effettuare ulteriori aumenti - incompatibilmente con l'articolo 13 capoverso 2 lettere a e b del Patto ONU I -, dando in tal modo la possibilità al Comitato dell'ONU di esprimersi su questa prassi?</p><p>4. Il Consiglio federale ha mai presentato al Comitato dell'ONU i dati sull'evoluzione delle borse di studio (per numero di beneficiari, importo singolo, importo totale versato) in rapporto all'evoluzione del numero di studenti?</p><p>5. Quali scuole universitarie pubbliche, nei Paesi limitrofi alla Svizzera, prelevano ancora tasse di studio, e per quali importi? In che modo questi Paesi hanno attuato, dalla loro adesione, gli obblighi derivanti dall'articolo 13 capoverso 2 lettere a e b del Patto ONU I?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. Il Consiglio federale attribuisce grande importanza al Patto ONU I e sta istituendo le premesse per poter presentare il rapporto agli organi delle Nazioni Unite nei termini previsti e rispettando il budget a disposizione. </p><p>3. Stando al Consiglio federale e al Tribunale federale, l'articolo 13 del Patto ONU I non contiene alcun divieto concernente le tasse universitarie (DTF 120 Ia 1, cfr. risposta all'interrogazione 17.1085 del 14 febbraio 2018) . </p><p>Il legislatore può scegliere in che modo rendere accessibili a tutti le lezioni universitarie. Il Consiglio federale ha trattato l'aumento delle tasse universitarie nel primo rapporto. Nel secondo e nel terzo rapporto si precisava che le tasse universitarie sarebbero aumentate di poco e che rappresentano solo una minima parte del costo della vita. L'ultima informazione è stata anche ripresa nel quarto rapporto. A seguito del secondo e del terzo rapporto della Svizzera, il Comitato dell'ONU non ha emanato raccomandazioni particolari sull'articolo 13 capoverso 2. Da allora sono però state attuate diverse misure (Concordato sulle borse di studio dei Cantoni, finanziamento orientato alla persona nella formazione professionale superiore). Al momento il Consiglio federale ritiene non vi sia un'ulteriore necessità d'intervento. </p><p>4. Nel primo, secondo e terzo rapporto il Consiglio federale ha riportato informazioni sugli assegni di formazione, sulle borse di studio e sul numero di beneficiari di queste ultime. Sono state fornite anche informazioni sul numero di alunni, persone in formazione e studenti, seppur non direttamente in relazione alle borse di studio. Il quarto rapporto non contiene cifre così dettagliate, che possono però essere ancora fornite, se necessario, al Comitato dell'ONU. </p><p>5. Su 43 Paesi europei solo nove non prelevano tasse universitarie (cfr. la pubblicazione "Nationale Studiengebühren und Fördersysteme im Europäischen Hochschulwesen 2018/2019" della rete europea di informazione sulla formazione "Eurydice"). La situazione nei Paesi limitrofi è la seguente: il Liechtenstein preleva tasse universitarie dell'ammontare di 1638 euro all'anno, in Francia le tasse universitarie sono comprese fra i 170 e i 601 euro all'anno e in Italia fra i 202 e i 2583 euro all'anno. In Germania 10 Länder su 16 prelevano tasse amministrative fra i 100 e i 150 euro all'anno, ma gli studenti fuori corso devono pagare fino a 1000 euro all'anno. In Austria le tasse si applicano solo alle scuole universitarie professionali (max. 720 euro all'anno), mentre nelle scuole universitarie pagano circa 730 euro all'anno gli studenti fuori corso da oltre un anno. In generale è possibile affermare che i nostri vicini hanno compiuto sforzi solo parziali per ridurre o eliminare le tasse universitarie. </p>  Risposta del Consiglio federale.