<h2>SubmittedText<h2><p>È importante che i migranti che si stabiliscono in Svizzera possano integrarsi nella nostra cultura e nel nostro modo di vita ampiamente ispirati ai valori cristiani. Il retaggio cristiano si fonda sulla Bibbia, una raccolta di testi di diverse portate: cronache storiche, precetti morali, relazione dell'uomo con il Creatore.</p><p>Si possono distinguere tre dimensioni:</p><p>a. Le tradizioni cristiane ritmano il nostro calendario (congedo domenicale, Natale, Pasqua); segnano la nostra esistenza (battesimo, matrimonio, funerale); forgiano la nostra arte (pittura, scultura, letteratura) e i nostri paesaggi (chiese, croci sulle vette delle montagne); scandiscono la nostra vita quotidiana (rintocchi delle campane). Di per sé queste abitudini, punti di riferimenti o dogmi non celano nulla di fondamentale.</p><p>b. Le regole etiche o morali tratte dai dieci comandamenti e dai Vangeli impregnano le leggi dei Paesi europei. Ad esse si aggiungono i contributi specificamente occidentali dell'Illuminismo: laicità del potere (separazione tra Chiesa e Stato), primato dello Stato di diritto e diritti dell'uomo.</p><p>c. Il vissuto religioso, nel senso più intimo e nobile del termine, apre l'individuo a quanto supera la sua comprensione ma anche a una dimensione altruista. Lo spirito cristiano chiede di amare il proprio prossimo come sé stessi, di accogliere gli altri in uno spirito di benevolenza, generosità e condivisione. In questo senso è profondamente umanista.</p><p>Questo terzo elemento è il più importante: si tratta di porlo al centro della relazione tra i nuovi arrivati e noi. È la direzione verso cui deve tendere qualsiasi processo d'integrazione riuscito. È una sfida per entrambe le parti.</p><p>Occorre pertanto:</p><p>1. distinguere nel nostro proprio retaggio tra tradizioni, regole morali e valori fondamentali;</p><p>2. riconoscere gli aspetti universali e comuni tra i nostri valori e il bagaglio socio-culturale dei migranti;</p><p>3. intavolare un dialogo costruttivo con queste persone, in uno spirito umanista;</p><p>4. dare l'esempio per essere in sintonia con i principi enunciati.</p><p>Che cosa può fare il Consiglio federale per avviare una riflessione approfondita in tal senso che coinvolga tutti gli attori?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La riflessione auspicata dall'autore dell'interpellanza sui nostri valori fondamentali, le nostre tradizioni e i nostri principi morali è in corso. Il Consiglio federale approva questa discussione pubblica, cui partecipa nell'ambito delle possibilità e degli strumenti previsti sul piano istituzionale, senza tuttavia sposare il punto di vista di una determinata religione o confessione. Molti valori della nostra società non appartengono infatti esclusivamente al cristianesimo. Questo vale, ad esempio, per le idee di tolleranza, che il mondo cristiano condivide con altre religioni. Molti dei nostri valori fondamentali sono inoltre anzitutto il frutto dell'Illuminismo, e sono pertanto conquiste ottenute contro il dogmatismo religioso. Occorre parimenti menzionare che molti interventi condotti da Paesi europei o altri Paesi occidentali in altre parti del mondo, sotto la bandiera dei valori dell'Occidente cristiano, hanno prodotto l'effetto contrario a quello dichiarato. La riflessione sui nostri valori fondamentali, tradizioni e precetti morali evocata dall'autore dell'interpellanza deve iscriversi in una prospettiva storica ed evitare l'eurocentrismo o il cristianocentrismo. Anche se nel preambolo fa riferimento a Dio, la Costituzione federale si fonda infatti sul principio della neutralità religiosa dello Stato. Inoltre, la competenza di disciplinare le relazioni statali con le comunità religiose spetta ai Cantoni, che sono competenti anche per altri ambiti della convivenza quali l'insegnamento scolastico o i programmi d'integrazione. In vari Cantoni sono dispensati corsi in etica o storia delle religioni, che costituiscono sedi appropriate per discutere dei valori cristiani. Molti Cantoni e Comuni sviluppano, spesso insieme a rappresentanti di diverse confessioni, progetti e forum di discussione in cui sono dibattuti temi e aspetti religiosi della convivenza di diverse comunità religiose.</p><p>Se interviene nel dibattito sulla convivenza nel nostro Paese, il Consiglio federale lo fa sempre con un approccio di ampio raggio. Nel 2005 ha ad esempio approvato il programma nazionale di ricerca "Comunità religiose, Stato e società" (PNR 58). In tale contesto, ricercatori di diversi settori hanno svolto 28 progetti concernenti, tra l'altro, modifiche sostanziali della religiosità degli individui e del panorama religioso. Hanno pure esaminato le possibilità di promuovere la convivenza pacifica delle comunità religiose nonché di persone religiose e non. Rappresentanti del Consiglio federale si incontrano regolarmente con il Consiglio svizzero delle religioni, istituito nel 2006, in seno al quale personalità cristiane, ebree e musulmane svolgono un lavoro importante, nelle loro comunità, per l'integrazione e la convivenza sociale. Vanno menzionate anche commissioni extraparlamentari quali la Commissione federale contro il razzismo o la Commissione federale della migrazione, i cui compiti prevedono, oltre alla consulenza al Consiglio federale, anche la sensibilizzazione del pubblico.</p>  Risposta del Consiglio federale.