<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di elaborare un rapporto sull'impatto del COVID-19 sulle donne, in particolare in termini di licenziamenti per le lavoratrici e di espulsioni per le donne migranti. Sappiamo che, sia nel mercato del lavoro che in materia di diritto d'asilo, le donne soffrono molto di più di violenze sistematiche. Attraverso questo rapporto, il Consiglio federale deve analizzare i meccanismi di dominazione in atto che peggiorano le condizioni delle donne ed elaborare misure per contrastarli.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Alla luce delle conseguenze economiche della crisi, la Confederazione ha adottato numerosi provvedimenti per sostenere il potere d'acquisto delle famiglie e garantire la liquidità delle imprese. Ne beneficiano le persone di ambo i sessi in funzione dell'impatto che la crisi ha su di loro. Le misure adottate sono state fondamentali per evitare gravi conseguenze sull'occupazione quali ondate di licenziamenti e un massiccio aumento della disoccupazione.</p><p>Come indicato dal Consiglio federale nella sua risposta all'interpellanza 21.3304 Piller Carrard, a livello nazionale ci sono attualmente poche prove di un effetto "di genere" specifico sull'occupazione. Tra febbraio 2020 e marzo 2021, il tasso di disoccupazione destagionalizzato è aumentato in proporzioni simili per uomini (dal 2,4% al 3,4%) e donne (dal 2,3% al 3,2%).</p><p>Per quanto riguarda i rimpatri nel settore dell'asilo e degli stranieri, il Consiglio federale precisa che le donne sono state rimpatriate in numero nettamente inferiore agli uomini, sia nell'anno precedente la pandemia di COVID-19 sia l'anno scorso. Nel 2019, complessivamente 490 donne e 4016 uomini sono stati rimpatriati nel loro Paese d'origine, in un Paese terzo o nello Stato Dublino competente (2020: 236 donne e 1997 uomini). Indipendentemente dal sesso, l'eventuale ricorso a misure coercitive nei casi di rimpatrio obbedisce sempre al principio di proporzionalità e alle circostanze concrete di ogni singolo caso, in particolare al comportamento della persona interessata.</p><p>Il Consiglio federale continuerà a includere la dimensione del genere nelle sue analisi sulle conseguenze della crisi di COVID-19. L'impatto della crisi sanitaria sulla situazione del mercato del lavoro della popolazione immigrata sarà trattato nell'edizione 2021 del rapporto dell'Osservatorio sulla libera circolazione delle persone tra la Svizzera e l'UE. Un'analisi specifica dei licenziamenti e dei rimpatri non comporterebbe alcun valore aggiunto alla luce dei rapporti presenti e futuri.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.