<h2>SubmittedText<h2><p>In un prossimo futuro la digitalizzazione avrà un impatto di rilievo anche sul settore della formazione, a tutti i livelli. Questo è quanto emerge anche dal rapporto esauriente e molto informativo del Consiglio federale dell'11 gennaio 2017. </p><p>Per i settori della formazione professionale, delle scuole universitarie professionali e delle università esiste un partenariato tra la Confederazione e i Cantoni e, per la formazione professionale, anche con il mondo del lavoro. Questi cicli di formazione conosceranno in futuro profondi cambiamenti e sviluppi sulla scia della digitalizzazione che avanza. </p><p>Se anche in futuro intendiamo preparare bene i nostri giovani a condurre una vita autonoma e a esercitare dunque una professione, dobbiamo provvedere affinché l'insegnamento, la formazione e la ricerca non siano anacronistici. Per il settore di competenza dei Cantoni, ma anche della Confederazione, ciò comporta oneri supplementari. Gli istituti formativi devono disporre delle attrezzature tecniche necessarie e anche poter assicurare la formazione continua dei loro collaboratori. Anche a livello didattico saranno necessari cambiamenti, che a loro volta avranno un costo. </p><p>Se di recente la promozione del corpo intermedio e quindi delle nuove leve "locali" in ambito scientifico e l'aumento del numero di posti di formazione in medicina umana costituivano gli obiettivi specifici dei messaggi ERI, nel prossimo messaggio si dovrebbero menzionare la digitalizzazione e il suo impatto sul settore della formazione - alla cui costituzione partecipa anche la Confederazione - e si dovrebbero stanziare i fondi supplementari richiesti. </p><p>Naturalmente sarebbe ideale e opportuno lanciare un programma speciale dedicato alla digitalizzazione già a breve, vale a dire nel periodo ERI in corso, se non vogliamo essere superati dalla concorrenza internazionale. </p><p>A questo proposito invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Condivide questa valutazione?</p><p>2. Quali misure prevede di adottare nel suo ambito di competenza?</p><p>3. È disposto a prevedere un programma speciale "Digitalizzazione" per il periodo ERI 2021-2024 e a sostenerlo senza compensare i costi a scapito del finanziamento di base del settore ERI? </p><p>4. Un programma speciale del genere potrebbe già essere previsto per il periodo ERI attuale (2017-2020)?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale concorda sul fatto che la digitalizzazione stia cambiando molto rapidamente l'economia e il mondo del lavoro. Il suo influsso sul cambiamento strutturale e la crescita economica è notevole. Per un Paese povero di risorse naturali come il nostro è di centrale importanza sfruttare il potenziale della digitalizzazione, e un ruolo di primo piano in questo contesto spetta alla formazione e alla ricerca. La Svizzera deve continuare ad essere leader nello sviluppo e nell'applicazione delle tecnologie digitali; per questo nel messaggio ERI 2017-2020 si pone nuovamente l'accento sul rafforzamento dell'innovazione e sulla risposta al fabbisogno di personale qualificato. Poiché la digitalizzazione interessa però sempre più settori, occorre attendersi sviluppi potenzialmente dirompenti. Il Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca ha redatto il rapporto sulle sfide della digitalizzazione per la formazione e la ricerca in Svizzera, di cui il Consiglio federale ha preso atto il 5 luglio 2017. Dal testo risulta che gli attori della formazione e della ricerca stanno già reagendo e che la Svizzera occupa in tal senso una buona posizione. Basandosi su questa analisi, con il piano d'azione sulla digitalizzazione nel settore ERI negli anni 2019 e 2020 il rapporto propone campi d'azione e misure la cui responsabilità, totale o parziale, spetta alla Confederazione e il cui scopo è contrastare i punti deboli della Svizzera per far fronte alle sfide della digitalizzazione. </p><p>2. In ambito formativo il piano d'azione punta al rafforzamento delle competenze digitali e delle materie MINT (matematica, informatica, scienze naturali e tecnica). È anche prevista una flessibilizzazione della formazione professionale per consentire un rapido adeguamento delle offerte formative ai nuovi sviluppi. La formazione continua deve invece garantire che i lavoratori rimangano al passo con l'evoluzione digitale nel mondo del lavoro. A tal fine Confederazione e Cantoni devono intensificare la collaborazione. Nel settore universitario le competenze digitali vanno rafforzate in tutti gli ambiti d'insegnamento. Nella ricerca, fra le misure troviamo innanzitutto il lancio di una serie di programmi nazionali di ricerca interdisciplinari per approfondire le conoscenze sui cambiamenti che la digitalizzazione sta operando sulla società e sull'economia. L'informatica è chiamata a diventare una scienza di base per tutte le discipline. L'istituzione di nuovi poli di ricerca nazionali con riferimento alla digitalizzazione e la creazione di nuove cattedre nel settore dei PF serviranno a sviluppare le competenze a livello universitario. In vista dell'industria 4.0, per sostenere il processo di trasformazione sono inoltre previsti il lancio di un programma di incentivi sulle tecnologie industriali di fabbricazione da parte di CTI/Innosuisse e l'istituzione di una rete nazionale per il trasferimento di tali tecnologie.</p><p>3. La digitalizzazione è anche parte integrante della pianificazione strategica del messaggio ERI per il periodo 2021-2024. La questione del finanziamento è da chiarire nel quadro dell'elaborazione del messaggio.</p><p>4. Per il periodo 2019/20 il piano d'azione verrà attuato da parte della Confederazione nel quadro delle basi legali esistenti e grazie agli strumenti di promozione già avviati. I fondi federali necessari saranno coperti per la maggior parte dai crediti ERI approvati, dalle riserve e dall'aumento di efficienza. </p><p>L'ammontare dei mezzi finanziari supplementari verrà deciso dal Consiglio federale nell'autunno 2017 tenendo in considerazione anche la strategia nazionale per la protezione della Svizzera contro i cyberrischi, il fabbisogno aggiuntivo per l'Agenda integrazione e il sostegno alla formazione continua a favore delle persone poco qualificate e, in particolare, dei lavoratori senior. </p>  Risposta del Consiglio federale.