<h2>SubmittedText<h2><p>Chiedo al Consiglio federale:</p><p>1. Come giustifica che i parametri di riferimento determinanti siano stati modificati dall'ARE a due riprese, nell'ambito della procedura di adozione delle schede di PD, sull'arco di soli 6 anni?</p><p>2. Non ritiene che un simile modo di procedere, fondato su dati statistici per definizione estremamente volatili e poco indicativi, e nel caso specifico influenzati da effetti congiunturali quali la pandemia, la guerra in Ucraina, ecc., sia incompatibile con le esigenze di stabilita e prevedibilità a medio-lungo termine necessarie affinché i Cantoni e i Comuni possano correttamente svolgere i loro compiti in materia di pianificazione del territorio e di programmazione delle infrastrutture?</p><p>3. Non ritiene che le disposizioni di applicazione previste dalla LPT ("le zone edificabili vanno definite in modo da soddisfare il fabbisogno prevedibile per 15 anni", "le zone edificabili sovradimensionate devono essere ridotte"), contenute nell'OPT (che per l'evoluzione demografica si rifanno unicamente agli scenari dell'UST), e le relative direttive tecniche dell'ARE, debbano essere profondamente ripensate e adattate per rispettare le citate disposizioni legislative?</p><p>4. Può confermare che qualora il Canton Ticino avesse approvato in termini più celeri la scheda PD-R6 (procedura partita in ritardo e oggetto di diversi ricorsi), il quadro di sviluppo demografico sarebbe pertanto rimasto quello ipotizzato nel 2015?</p><p>5. Corrisponde al vero che il Ticino è l'unico Cantone al quale è stato applicato lo scenario demografico restrittivo di cui sopra? Se sì, come si spiega questa disparità di trattamento che penalizza pesantemente il Canton Ticino? </p><p>6. Quali scenari sono per contro stati applicati agli altri Cantoni? Qualora fossero stati applicati parametri diversi, intende analogamente imporre agli altri Cantoni un adattamento dei rispettivi PD sulla base dei nuovi scenari dell'UST?</p><p>7. Nel relativo Rapporto d'esame (pag. 8/31) si può leggere che "In occasione degli incontri del 25 marzo e del 27 aprile 2022 (l'ARE, n.d.r.) ha discusso ed elaborato con il servizio cantonale della pianificazione del territorio gli adeguamenti necessari".</p><p>È corretto affermare che il il servizio cantonale della pianificazione del territorio è stato informato e che ha condiviso, risp. avallato le proposte contenute nella decisione di approvazione del PD del Canton Ticino?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'articolo 5a capoverso 2 dell'ordinanza del 28 giugno 2000 sulla pianificazione del territorio (OPT; RS 700.1) sancisce che, per determinare il fabbisogno di zone edificabili, le previsioni di crescita in ambito di evoluzione demografica vanno prese in considerazione se non eccedono quelle delineate nello scenario alto dell'Ufficio federale di statistica UST o soltanto se l'evoluzione reale le ha confermate. I Cantoni possono utilizzare i propri scenari, ma lo scenario alto dell'UST costituisce il limite massimo assoluto previsto dall'OPT. La Confederazione è obbligata a utilizzare gli scenari attuali dell'UST quando esamina e approva i piani direttori cantonali. Per esempio, il piano direttore del Cantone Ticino e, prima ancora, quello del Cantone Glarona sono stati esaminati e approvati tenendo in considerazione gli scenari demografici 2020 dell'UST.</p><p>L'articolo 5a OPT e le direttive tecniche sulla classificazione delle zone edificabili, avallate dalla Conferenza svizzera dei direttori delle pubbliche costruzioni, della pianificazione del territorio e dell'ambiente DCPA, sono stati applicati rigorosamente dall'ARE nel quadro dell'esame degli adeguamenti o delle revisioni di tutti i piani direttori cantonali ricevuti a partire dal 1° maggio 2014; in tal senso, il Cantone Ticino non è stato trattato in modo diverso rispetto agli altri Cantoni. Al contrario, la Confederazione ha pure sfruttato a pieno il margine giuridico disponibile a favore del Cantone Ticino, autorizzando nel piano direttore ipotesi demografiche cantonali più elevate, nella misura in cui queste ultime non riguardassero il dimensionamento delle zone edificabili.</p><p>Il metodo di calcolo delle dimensioni delle zone edificabili previsto dalle direttive tecniche, del quale le ipotesi d'evoluzione demografica costituiscono un elemento, è uno strumento d'aiuto all'elaborazione delle disposizioni del piano direttore, che dal canto suo è per forza di cose orientato al futuro e valido per l'intero territorio cantonale. Il Cantone sarà valutato sulla base dell'evoluzione reale: se quest'ultima supera le proiezioni degli scenari demografici, il Cantone può tenerne conto in qualsiasi momento senza dover adattare il proprio piano direttore. Attualmente, tuttavia, lo sviluppo demografico del Canton Ticino è ancora ben al di sotto delle ipotesi dell'UST.</p><p>Le succitate direttive tecniche sulle zone edificabili non prevedono l'obbligo di adeguare automaticamente il contenuto dei piani direttori ad ogni pubblicazione di nuovi scenari UST approvati dal Consiglio federale. Spetta al Cantone esaminare le possibili conseguenze dei nuovi scenari sulle disposizioni del proprio piano direttore in materia di dimensionamento delle zone edificabili. L'ARE chiede ai Cantoni di modificare il loro piano direttore solo se le misure in esso previste non garantiscono più un corretto dimensionamento delle zone edificabili. L'Ufficio indica le eventuali conseguenze in tal senso sul contenuto del piano direttore al più tardi nel quadro del rapporto sulla pianificazione territoriale che i Cantoni devono presentargli ogni quattro anni.</p><p>Risposta alle singole domande:</p><p>1. L'articolo 5a capoverso 2 OPT e le direttive tecniche sulle zone edificabili obbligano i Cantoni e la Confederazione a prendere in considerazione gli scenari demografici dell'UST più recenti per stabilire, approvare e adottare le disposizioni dei piani direttori cantonali in materia di dimensionamento delle zone edificabili. Poiché questi scenari vengono aggiornati ogni cinque anni, la durata della procedura d'esame e della procedura di approvazione degli adeguamenti del piano direttore del Cantone Ticino hanno reso impossibile l'utilizzo dello scenario del 2015 durante la fase finale del suo esame, in quanto nel 2020 l'UST ha pubblicato nuovi scenari.</p><p>2. No, questo modo di procedere non è incompatibile. L'impiego degli scenari demografici più recenti dell'UST ha lo scopo di definire un quadro di riferimento identico per la valutazione della situazione in materia di dimensionamento delle zone edificabili di tutti i Cantoni svizzeri, al momento della stesura e approvazione dei relativi contenuti del piano direttore. Se la popolazione cresce più rapidamente negli anni successivi, è possibile utilizzare il dato demografico effettivo raggiunto, senza dover adeguare il piano direttore cantonale.</p><p>3. No.</p><p>4. Sì.</p><p>5. No. Anche la revisione del piano direttore del Cantone Glarona è stata esaminata sulla base degli scenari demografici 2020 dell'UST. Va rilevato che le ipotesi di sviluppo cantonali contenute negli scenari corrispondenti non risultano sistematicamente inferiori a quelle del 2015; la loro evoluzione varia a seconda dei Cantoni.</p><p>6. Cfr. 5 e introduzione.</p><p>7. Durante gli incontri tenutesi nella primavera 2022, la sezione dello sviluppo territoriale del Cantone Ticino e l'ARE hanno lavorato di comune accordo per trovare soluzioni atte a far sì che la Confederazione approvasse il piano direttore cantonale. In quell'occasione la sezione cantonale ha espresso osservazioni e formulato riserve sulle proposte di modifica da parte dell'ARE concernenti il testo del piano direttore cantonale. Le osservazioni e le riserve sono state prese in considerazione nella misura in cui non ostacolavano l'approvazione del piano direttore da parte della Confederazione.</p>  Risposta del Consiglio federale.