<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Per assicurare l'alimentazione della vegetazione e per preservare la sua capacità di produzione, l'agricoltura spande fertilizzanti. Il composto e i fanghi di depurazione menzionati nell'interpellanza vengono considerati dei fertilizzanti a base di rifiuti, che possono essere ceduti e utilizzati a condizione che la loro idoneità e la loro compatibilità ambientale sia stata accertata e che sussista un'esigenza comprovata. Detti prodotti denotano un tenore di sostanze nocive composto da un inevitabile carico di base intrinseco e da un carico antropomorfo. Oltre ai fertilizzanti a base di rifiuti esistono però anche altre fonti nocive che contribuiscono a inquinare il suolo (sostanze che inquinano l'aria, altri fertilizzanti, fitofarmaci, ecc.). Di conseguenza, nella maggior parte dei casi non è possibile indicare con certezza quale sia l'origine della sostanza inquinante presente nel suolo. </p><p></p><p>Dal 1986, anno in cui è entrata in vigore l'ordinanza sulle sostanze, il composto è prodotto esclusivamente con l'apporto di rifiuti vegetali raccolti separatamente (vegetazione da taglio, rifiuti di cucina idonei). I valori limite dei metalli pesanti sono molto bassi e la prassi quotidiana fa registrare addirittura valori di gran lunga inferiori. Dall'utilizzazione dei composti non ci si attende alcuna influenza negativa, sinora peraltro non ancora accertata. Le esposizioni seguenti si riferiscono quindi soltanto ai fanghi di depurazione.</p><p></p><p>Attualmente vengono prodotte in Svizzera circa 200'000 tonnellate di fanghi di depurazione (in riferimento alla sostanza secca). Oltre la metà viene incenerita in appositi impianti. Circa 90'000 tonnellate vengono utilizzate nel settore agricolo. Rispetto al composto, l'origine dei fanghi di depurazione non può essere stabilita con precisione. Essi provengono infatti dagli impianti di depurazione delle acque, le cui immissioni sono variegate. Soprattutto la crescente varietà di sostanze inorganiche e organiche rende i fanghi di depurazione un rischio per la preservazione a lungo termine della fertilità del suolo. L'Osost contiene fra l'altro anche un valore indicativo concernente i composti organici alogenati assorbibili (AOX). </p><p></p><p>Alla domanda 1</p><p></p><p>L'Ufficio federale dell'agricoltura (UFAG) stabilisce ai sensi dell'Osost la frequenza e il tipo di controllo dei fertilizzanti. Per quanto concerne i fertilizzanti a base di rifiuti, la competenza in materia di esecuzione è affidata alle autorità comunali. L'UFAG è responsabile della supervisione e della pubblicazione dei risultati delle analisi. Per ragioni legate agli effettivi disponibili, in passato tale compito è stato colto soltanto puntualmente, rispettando però i doveri di supervisione. In tale contesto va rilevato che dal 1992 è prevista una più stretta collaborazione con i Cantoni responsabili del controllo del composto e dei fanghi di depurazione.</p><p></p><p>Le analisi attualmente a disposizione mostrano però che, in linea di massima, i fertilizzanti utilizzati nell'agricoltura non superano i valori limite previsti per i metalli pesanti. Sotto quell'aspetto, la qualità dei fanghi di depurazione è decisamente migliorata a partire dagli Anni '80, grazie a provvedimenti adottati alla fonte (p. es. vietando la vendita di benzina contenente piombo). Tutte le parti coinvolte sono interessate, sempre che ciò sia possibile, a mantenere, dal profilo tecnico ed economico, il tenore dei metalli pesanti nei fanghi residuali a un livello possibilmente esiguo e inferiore ai valori limite previsti.</p><p>Recentemente sono state avanzate preoccupazioni che lo spandimento dei fanghi di depurazione possa comportare l'arricchimento nel suolo di sostanze nocive organiche persistenti (diossine, PCB), antibiotici e sostanze con effetto endocrino (estrogeni naturali e sintetici, prodotti di degradazione di alchilfenoletossilati, composti organici dello stagno). Il loro arricchimento nel suolo non è però un problema circoscritto ai fanghi di depurazione. Composti analoghi possono essere contenuti anche nei concimi aziendali. Attualmente stanno per essere effettuati accertamenti scientifici sull'inquinamento ambientale causato da tali composti. Se necessario, il Consiglio federale esaminerà nuove direttive, oppure l'introduzione di valori limite per sostanze nocive organiche nei fertilizzanti a base di rifiuti (fanghi di depurazione, composto). Secondo la prassi tuttora in vigore, i fanghi di depurazione fortemente contaminati dalle sostanze nocive in questione non devono essere spanti se il loro tenore di metalli pesanti supera il valore limite previsto. Se del caso, essi devono essere inceneriti in appositi impianti.</p><p></p><p>Alla domanda 2:</p><p></p><p>Le disposizioni in materia di responsabilità civile della legge federale sulla protezione dell'ambiente non vengono applicate nel caso specifico, dato che il danno non scaturisce direttamente dagli effetti dell'impianto.</p><p></p><p>Non può essere applicata nemmeno la legge federale sulla responsabilità per danno da prodotti, in quanto concerne soltanto danni per oggetti utilizzati a titolo privato. Le piante utili di un'azienda agricola sono oggetti usati ai fini produttivi e la legge summenzionata non li tange. </p><p></p><p>La responsabilità civile entra in linea di conto soltanto giusta l'articolo 55 del codice delle obbligazioni. Ai sensi di tale articolo, il fabbricante dei prodotti (il gestore dell'impianto di depurazione) sarebbe ritenuto responsabile soltanto se non adempie al suo dovere di diligenza. Il Tribunale federale ha emanato direttive molto severe in merito a tale responsabilità (decisione del TF 110 456).</p><p></p><p>Gli acquirenti dei fanghi di depurazione possono ovviamente tutelarsi stipulando contratti che regolano la questione della responsabilità civile in caso di acquisto dei fanghi di depurazione.</p><p></p><p>Alla domanda 3</p><p></p><p>La creazione di un fondo per danni causati dai fanghi di depurazione, così come proposta nell'interpellanza, è stata già discussa nel quadro di diversi incontri con i Cantoni e con le associazioni del settore. Le ragioni più importanti contro l'introduzione di un simile fondo rimangono le seguenti: </p><p>* È molto difficile stabilire con certezza che l'utilizzazione dei fanghi di depurazione ai sensi delle disposizioni in vigore si ripercuote sulla fertilità del suolo a causa delle sostanze nocive organiche persistenti oppure delle sostanze con effetto endocrino ivi contenute.</p><p>* L'accumulo di fondi che con molta probabilità non verranno mai utilizzati solleva perplessità.</p><p>* L'utilizzazione di fanghi di depurazione per fertilizzare il suolo avviene in linea di principio di propria volontà. Gli agricoltori decidono se acquistare fanghi di depurazione.</p><p></p><p>Va inoltre rilevato che il nuovo indirizzo della politica agricola implica in futuro un'ulteriore riduzione delle quantità dei fanghi di depurazione spanti.</p><p></p><p>Il Consiglio federale non ha, almeno per il momento, nessun motivo per giustificare la creazione a livello federale di un fondo per i danni causati da fanghi di depurazione.</p><p></p><p>I Cantoni e l'Associazione svizzera dei professionisti della protezione delle acque hanno facoltà d'istituire simili fondi. È il caso, per esempio, nel Cantone di Berna dove i fondi non sono ancora stati utilizzati. La circostanza riflette le esperienze registrate in Germania, dove il fondo per il risarcimento dei danni causati dai fanghi di depurazione è stato poco utilizzato.</p>  Risposta del Consiglio federale.