<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di analizzare come garantire che in caso di uscita collettiva o individuale le riserve di fluttuazione e le riserve tecniche siano assegnate correttamente.</p><p>Deve inoltre presentare al Parlamento un rapporto in cui spiega come regolare questo aspetto attraverso la legge sul libero passaggio (LFLP) per evitare discriminazioni.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Sia le basi legali (art. 335 d CO) sia l'abbondante giurisprudenza in materia stabiliscono i criteri quantitativi e temporali di cui occorre tenere conto per definire se la riduzione dell'effettivo del personale può essere qualificata come "considerevole" e, se del caso, procedere a una liquidazione parziale dell'istituto di previdenza.</p><p>Attualmente non vi è alcuna discriminazione tra gli assicurati per quanto concerne un eventuale diritto a riserve e accantonamenti, che non vengono mai distribuiti individualmente, sia che si tratti di uscite collettive che di uscite individuali. Un'eventuale partecipazione a riserve e accantonamenti è trasferita direttamente all'istituto di previdenza che riprende gli assicurati usciti. E gli assicurati che entrano individualmente in un nuovo istituto non devono effettuare nessun riscatto in riserve e accantonamenti, ma beneficiano di quelli già esistenti.</p><p>Le riserve e gli accantonamenti coprono dunque sia gli assicurati che i beneficiari di rendita. Lo scopo è di permettere agli istituti di previdenza di versare in qualsiasi momento le prestazioni dovute, per esempio in caso di forte calo dei rendimenti nei mercati finanziari. Trattare in modo equivalente le uscite individuali e le uscite collettive, prevedendo una partecipazione a riserve e accantonamenti indipendente dall'esistenza di una situazione di liquidazione parziale, significherebbe attribuire a ciascun assicurato attivo un diritto individuale a questi mezzi, che sarebbero così trasformati in impegni individuali degli istituti di previdenza, il che è contrario al loro scopo di garantire la sicurezza della situazione finanziaria.</p><p>Applicare i valori di bilancio della liquidazione parziale al momento della chiusura dell'esercizio a tutte le uscite individuali dell'anno successivo, come proposto dall'autore del postulato, produrrebbe disparità, in particolare in caso di fluttuazioni borsistiche importanti: il diritto individuale non sarebbe più commisurato alla situazione finanziaria effettiva. Tentare inoltre di contrastare i problemi connessi allo scarto temporale obbligando gli istituti di previdenza ad allestire un bilancio tecnico a ogni uscita individuale porterebbe a un sovraccarico di lavoro amministrativo degli istituti che si ritroverebbero permanentemente in liquidazione parziale. Peraltro aumenterebbero anche i procedimenti dinanzi ai tribunali, producendo un ritardo nel pagamento delle prestazioni agli assicurati.</p><p>Se venisse accolta la soluzione proposta dall'autore del postulato, anche le prestazioni di libero passaggio in capitale dovrebbero essere trattate in modo analogo. Di conseguenza, i prelievi anticipati per l'acquisto di proprietà d'abitazioni o le prestazioni versate in caso di divorzio dovrebbero subire le stesse variazioni delle prestazioni di libero passaggio degli assicurati uscenti. Ciò sfocerebbe non solo in una mancanza di trasparenza per gli assicurati, ma porterebbe anche a un sovraccarico amministrativo per gli istituti di previdenza e a una moltiplicazione dei procedimenti dinanzi ai tribunali.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.