<h2>SubmittedText<h2><p>Gli articoli 62 e 63 della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione (LStrl) prevedono la revoca del permesso di soggiorno e di domicilio in caso di ricorso agli aiuti sociali. Da quando è entrata in vigore la nuova LStrl, questa prassi si è tuttavia inasprita.</p><p>Di conseguenza gli stranieri che da decenni vivono, lavorano e pagano le tasse in Svizzera o sono nati o arrivati nel nostro Paese durante l'infanzia sono allontanati dal Paese perché dipendono per una qualsivoglia ragione (perdita del lavoro, infortunio, malattia, separazione coniugale, sfortuna) dagli aiuti sociali. </p><p>Dopo più di 10 anni in Svizzera gli stranieri dovrebbero avere la possibilità di ottenere gli aiuti sociali senza essere direttamente confrontati a una minaccia di allontanamento. Fanno eccezione coloro che hanno intenzionalmente causato la propria indigenza o non hanno fatto nulla per cambiare la propria situazione.</p><p>Le basi giuridiche della LStrl devono quindi essere completate come segue:</p><p>Articolo 62 capoverso 3</p><p>Uno straniero che ha soggiornato legalmente in Svizzera per più di 10 anni consecutivi non potrà più essere allontanato dal Paese in virtù del capoverso 1 lettera e, a meno che non abbia intenzionalmente causato la situazione che ha portato all'indigenza o non abbia fatto nulla per cambiarla.</p><p>Articolo 63 capoverso 4</p><p>Uno straniero che ha soggiornato legalmente in Svizzera per più di 10 anni consecutivi non potrà più essere allontanato dal Paese in virtù del capoverso 1 lettera c, a meno che non abbia intenzionalmente causato la situazione che ha portato all'indigenza o non abbia fatto nulla per cambiarla.</p><h2>InitialSituation<h2><p>Gli articoli 62 e 63 della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione (LStrl) prevedono la revoca del permesso di soggiorno e di domicilio in caso di ricorso agli aiuti sociali. Da quando è entrata in vigore la nuova LStrl, questa prassi si è tuttavia inasprita.</p><p>Di conseguenza gli stranieri che da decenni vivono, lavorano e pagano le tasse in Svizzera o sono nati o arrivati nel nostro Paese durante l'infanzia sono allontanati dal Paese perché dipendono per una qualsivoglia ragione (perdita del lavoro, infortunio, malattia, separazione coniugale, sfortuna) dagli aiuti sociali.</p><p>Dopo più di 10 anni in Svizzera gli stranieri dovrebbero avere la possibilità di ottenere gli aiuti sociali senza essere direttamente confrontati a una minaccia di allontanamento. Fanno eccezione coloro che hanno intenzionalmente causato la propria indigenza o non hanno fatto nulla per cambiare la propria situazione.</p><p>Le basi giuridiche della LStrl devono quindi essere completate come segue:</p><p>Articolo 62 capoverso 3</p><p>Uno straniero che ha soggiornato legalmente in Svizzera per più di 10 anni consecutivi non potrà più essere allontanato dal Paese in virtù del capoverso 1 lettera e, a meno che non abbia intenzionalmente causato la situazione che ha portato all'indigenza o non abbia fatto nulla per cambiarla.</p><p>Articolo 63 capoverso 4</p><p>Uno straniero che ha soggiornato legalmente in Svizzera per più di 10 anni consecutivi non potrà più essere allontanato dal Paese in virtù del capoverso 1 lettera c, a meno che non abbia intenzionalmente causato la situazione che ha portato all'indigenza o non abbia fatto nulla per cambiarla.</p><h2>Proceedings<h2><p><b>Comunicato stampa della commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati del 22.02.2023</b></p><p>La Commissione mantiene la sua opinione secondo cui non è necessario modificare la legislazione attuale per quel che concerne il ricorso giustificato all'aiuto sociale da parte di cittadini stranieri. Con 7 voti contro 6 propone pertanto di non dare seguito all'iniziativa parlamentare "La povertà non è un reato" (<a href="https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20200451">20.451</a>), presentata dalla consigliera nazionale Samira Marti, che chiede di modificare la legge federale sugli stranieri e la loro integrazione in modo tale che gli stranieri che vivono in Svizzera da più di 10 anni, senza interruzioni e legalmente, non possano più vedersi revocare il permesso di dimora o di domicilio per aver beneficiato dell'aiuto sociale, se il ricorso a quest'ultimo era giustificato. A differenza del Consiglio nazionale, la Commissione ritiene che non vi sia la necessità di intervenire a livello legislativo. Le autorità, infatti, prima di revocare un permesso valutano se il principio di proporzionalità è stato rispettato; questo permette di stabilire che la persona interessata non ha deliberatamente provocato la situazione che l'ha portata alla povertà.</p><p>Una minoranza propone invece di dare seguito all'iniziativa. Le incertezze della normativa attuale costituiscono infatti una minaccia incombente per le persone interessate, le quali spesso si trovano in difficoltà finanziarie perché, per non rischiare di perdere il permesso di dimora, preferiscono non richiedere l'aiuto sociale a cui avrebbero diritto.</p><p></p><p><b>Informazioni</b></p><p>Anne Benoit, segretaria della commissione,</p><p>058 322 97 76,</p><p><a href="mailto:spk.cip@parl.admin.ch">spk.cip@parl.admin.ch</a></p><p><a href="https://www.parlament.ch/it/organe/commissioni/commissioni-tematiche/commissioni-cip">Commissione delle istituzioni politiche (CIP)</a></p>