<h2>InitialSituation<h2><p><b>Comunicato stampa del Consiglio federale del 20.05.2020</b></p><p>Il Consiglio federale ha adottato la base legale della nuova app SwissCovid: la modifica della legge sulle epidemie conferisce all'Ufficio federale della sanità pubblica la facoltà di gestire un sistema per il tracciamento di prossimità che consentirà di contenere la diffusione del virus. I dati trattati nell'app serviranno unicamente a informare le persone che partecipano al sistema sull'eventualità che siano state esposte al coronavirus. L'app integra il tracciamento tradizionale dei contatti svolto dai Cantoni per ricostruire e interrompere le catene d'infezione. </p><p>L'uso dell'app è volontario e la partecipazione o non partecipazione al sistema di tracciamento di prossimità non deve comportare né vantaggi né svantaggi di sorta. La protezione dei dati è garantita in ogni momento, in quanto i dati sono salvati in modo decentralizzato e il sistema non rileva la posizione dei partecipanti. Le specifiche tecniche e il codice sorgente sono pubblici. Non appena il sistema non sarà più necessario alla lotta contro il coronavirus, il Consiglio federale ne sospenderà l'esercizio.</p><p>Il disegno di legge sarà discusso in Parlamento nel mese di giugno, durante la sessione estiva: se sarà adottato, l'app SwissCovid potrà essere introdotta in tutta la Svizzera ancora prima della fine di giugno. Nelle prossime settimane sarà sottoposta a un test pilota.</p><h2>Proceedings<h2><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 03.06.2020</b></p><p><b>CSt: app coronavirus, create basi legali </b></p><p><b>La nuova applicazione per smartphone per il tracciamento di prossimità, concepita come strumento per contenere la diffusione del coronavirus, sarà disponibile al più tardi dal 1° luglio. Lo ha deciso oggi il Consiglio degli Stati approvando la creazione delle necessarie basi legali. L'oggetto va ora al Nazionale.</b></p><p>L'applicazione SwissCovid, attualmente in fase di test, permetterà di avvertire gli utenti che sono stati in contatto con persone risultate poi positive al Covid-19. L'impiego dell'app, che non utilizza né dati personali né informazioni sulla posizione, è facoltativo. I dati registrati saranno cancellati dopo 21 giorni.</p><p>Diversamente da quanto proposto dal governo, la nuova app dovrà essere disattivata non solo quando non sarà più necessaria, ma anche se dovesse rivelarsi insufficientemente efficace. Lo scopo dell'applicazione è contribuire a ricostruire la catena di contatti di una persona testata positivamente al Covid-19, ha spiegato il consigliere federale Alain Berset.</p><p>L'installazione dell'applicazione sarà facoltativa, e non si potrà discriminare chi non la vuole usare, ha spiegato Paul Rechsteiner (PS/SG) a nome della commissione. Chiunque intenzionalmente rifiuta a una persona, per la sua non partecipazione al sistema, un servizio da lui offerto e destinato al pubblico (come ad esempio l'accesso a un ristorante) sarà infatti punito con una multa.</p><p>I datori di lavoro non possono inoltre impedire - né obbligare - i propri collaboratori di installare l'app. Nessuno è tenuto a informare il proprio datore di lavoro di essere stato in contatto con persone infette, ha detto Berset. Si deve invece farlo se si ha i sintomi del Covid-19.</p><p>Chi riceve una segnalazione di esposizione al virus dall'app è invitato a informare il proprio medico. Qualora questi dovesse ordinare la quarantena si avrà diritto alle indennità di perdita di guadagno (IPG), analogamente a chi è stato testato positivamente.</p><p>Da notare che chi riceve una segnalazione dalla propria applicazione SwissCovid potrà farsi testare gratuitamente presentando il messaggio ricevuto sul telefonino. Questa precisazione, proposta da Damian Müller (PLR/LU), è stata approvata con 36 voti a 7 e 2 astenuti.</p><p>In questo modo si potranno meglio identificare i falsi positivi, come i contatti ravvicinati attraverso pareti in plexiglas o con persone che portavano mascherine, ha sostenuto Rechsteiner, pur ammettendo che la commissione non ha discusso questo punto.</p><p>Anche Berset non si è opposto. Il ministro della sanità ha fatto notare come la situazione attuale - che prevede il rimborso dei test da parte delle casse malattia e, in alcuni casi, dai cantoni - sia insoddisfacente: "rappresenta un freno alla lotta alle epidemie", ha ammesso.</p><p>La revisione della Legge sulle epidemie consente anche al Consiglio federale di concludere accordi per collegare l'app svizzera con i sistemi esteri corrispondenti, ha poi aggiunto Berset. La modifica legislativa ha effetto sino al 30 giugno 2022 dopodiché tutte le modifiche decadono.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 08.06.2020</b></p><p><b>Applicazione coronavirus, approvate le basi legali </b></p><p><b>Dopo gli Stati la settimana scorsa, oggi anche il Consiglio nazionale ha approvato - con 156 voti contro 22 e 13 astensioni - le basi legali che permetteranno l'introduzione in Svizzera di una applicazione per smartphone per il tracciamento di prossimità, allo scopo di contenere la diffusione del coronavirus. L'app sarà disponibile al più tardi dal 1° luglio.</b></p><p>L'applicazione SwissCovid, attualmente in fase di test, permetterà di avvertire gli utenti che sono stati in contatto con persone risultate poi positive al Covid-19. L'impiego dell'app, che non utilizza né dati personali né informazioni sulla posizione, è facoltativo. I dati registrati saranno cancellati dopo 21 giorni.</p><p>I dati saranno o trattati, per quanto possibile, su componenti decentralizzati. Per il funzionamento dell'app è però necessario ricorrere a servizi esterni, come la tecnologia bluetooth di Google e Apple. L'Incaricato federale della protezione dei dati ha comunque dato il suo benestare, ha ricordato il relatore commissionale Jörg Mäder (PVL/ZH).</p><p>L'installazione dell'applicazione sarà facoltativa, e non si potrà discriminare chi non la vuole usare, ha spiegato il consigliere federale Alain Berset. Chiunque intenzionalmente rifiuta a una persona, per la sua non partecipazione al sistema, un servizio da lui offerto e destinato al pubblico (come ad esempio l'accesso a un ristorante) sarà infatti punito con una multa. I datori di lavoro non possono inoltre impedire - né obbligare - i propri collaboratori di installare l'app.</p><p>Chi riceve una segnalazione di esposizione al virus dall'app è invitato a informare il proprio medico. Qualora questi dovesse ordinare la quarantena, si avrà diritto alle indennità di perdita di guadagno (IPG), analogamente a chi è stato testato positivamente, ha spiegato Berset. Chi riceve una segnalazione dalla propria applicazione SwissCovid potrà farsi testare gratuitamente presentando il messaggio ricevuto sul telefonino.</p><p>La revisione della Legge sulle epidemie consente anche al Consiglio federale di concludere accordi per collegare l'app svizzera con i sistemi esteri corrispondenti. La modifica legislativa ha effetto sino al 30 giugno 2022 dopodiché tutte le modifiche decadono.</p>