<h2>SubmittedText<h2><p>Per un Paese come la Svizzera, interconnesso sul piano mondiale e interessato alla stabilità del mercato globale, la biosicurezza è di grande importanza strategica. I rischi biologici costituiscono una minaccia, come ha dimostrato la pandemia di COVID-19. L'impiego di armi biologiche, per esempio, non può essere escluso nel contesto del conflitto in Ucraina e avrebbe conseguenze potenzialmente nefaste. </p><p>Alla luce della considerevole minaccia legata ai rischi biologici, gli sforzi finora profusi - benché notevoli - sono pertanto insufficienti. Ciò vale in particolare se si considerano le misure adottate nel quadro della Convenzione sulle armi chimiche, il cui budget è circa 45 volte superiore rispetto a quello della Convenzione sulle armi biologiche (BTWC).</p><p>Il nostro Paese ha le carte in regola per incrementare la biosicurezza. Il lancio, da parte della Svizzera, di un programma di formazione internazionale finalizzato a consolidare le capacità in Paesi con elevati rischi biologici e risorse limitate appare dunque pertinente. La Svizzera può trasmettere le sue conoscenze tecniche inerenti alla Convenzione sulle armi biologiche e alla sicurezza nei laboratori a personale specializzato nel mondo della ricerca, dell'industria e delle autorità.</p><p>Diversamente da quanto accade per la gestione delle armi chimiche, non esiste alcun programma di questo tipo riguardante le armi biologiche. Un programma di formazione contribuirebbe all'attuazione della Strategia di controllo degli armamenti e di disarmo adottata dal Consiglio federale. Le armi biologiche sono uno dei cinque campi d'azione di tale strategia. La Svizzera crea sinergie in relazione ai provvedimenti già adottati (p. es. partenariato globale, affiancamento delle misure volte a rafforzare la fiducia ecc.). Un programma di formazione incentrato su progetti è in linea con l'approccio multilaterale della Svizzera e con il potenziamento istituzionale della BTWC.</p><p>In questo modo, la Svizzera potrebbe mitigare i rischi legati alle armi biologiche e, al contempo, consolidare il suo posizionamento quale esperta mondiale di biosicurezza e sede della BTWC.</p><p>Alla luce di ciò chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. In che misura il Consiglio federale appoggia il lancio, da parte della Svizzera, di un programma di formazione internazionale per il potenziamento delle capacità in materia di biosicurezza?</p><p>2. Secondo le stime del Consiglio federale, a quanto ammonterebbero i costi di un progetto pilota di questo tipo?</p><p>3. Come può la Svizzera finanziare un tale programma di formazione (p. es. mediante il partenariato globale)?</p><p>4. In che misura il Consiglio federale è disposto a finanziare un programma di formazione in linea con la Strategia di controllo degli armamenti e di disarmo?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Svizzera è attiva nel campo della biosicurezza a vari livelli. La Segreteria di Stato del Dipartimento federale degli affari esteri (SES/DFAE) sostiene il rafforzamento istituzionale della BTWC. Alla nona conferenza di revisione della BTWC, che si è tenuta a Ginevra nel dicembre del 2022, gli Stati contraenti hanno deciso di aumentare l'organico della "Implementation Support Unit" da tre a quattro persone. Oltre a questo rafforzamento della BTWC in termini di personale, nell'ambito del "Working Group on the strengthening of the Convention" il DFAE lavorerà allo sviluppo della Convenzione sul piano dei contenuti. A queste misure si aggiungono il sostegno e il rafforzamento del Meccanismo del Segretario generale dell'ONU per la verifica del presunto uso di armi chimiche e biologiche (UNSGM), che alla luce delle attuali debolezze istituzionali della BTWC rappresenta un importante strumento per mantenere il divieto internazionale delle armi biologiche.</p><p>Occorre menzionare anche l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), membro attivo dell'"International Expert Group for Biosafety and Biosecurity Regulation", che sviluppa strumenti di riferimento per rafforzare la biosicurezza sul piano internazionale. Nel passato sono stati anche organizzati corsi di formazione per esperte ed esperti dei Paesi meno sviluppati. La Svizzera sostiene ulteriori sforzi anche nell'ambito del partenariato globale del G7, per esempio la "Biosecurity Signature Initiative to Mitigate Deliberate Biological Threats in Africa" (iniziativa per mitigare la minaccia biologica in Africa), cui partecipa anche il Laboratorio Spiez dell'Ufficio federale della protezione della popolazione (UFPP). A livello nazionale esiste dal 2009 un piano di studi sulla biosicurezza che offre corsi sul monitoraggio del rispetto delle misure di sicurezza nei laboratori.</p><p>Inoltre, la Svizzera sostiene la BTWC da diversi anni con iniziative e know-how di vari dipartimenti. Il Consiglio federale prevede, oltre ai contributi obbligatori, contributi in natura e prestazioni legate a progetti in vari settori, in particolare tramite il Laboratorio Spiez. Per affrontare sistematicamente le conseguenze degli sviluppi scientifici e tecnologici e per promuovere il dialogo, il Laboratorio Spiez organizza per esempio la serie di conferenze "Spiez Convergence". E al fine di migliorare le capacità di analisi in caso di sospetto impiego di armi biologiche, la Svizzera sostiene gli sforzi internazionali con una serie di workshop presso il Laboratorio Spiez volti a creare una rete di laboratori per l'UNSGM, e funge da coordinatrice del gruppo di amicizia del meccanismo.</p><p>Non è quindi previsto un programma di formazione in aggiunta alle attività esistenti.</p>  Risposta del Consiglio federale.