<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di esaminare come potrebbero essere compensati finanziariamente gli studi che cittadini provenienti da Paesi limitrofi seguono in Svizzera. In particolare è incaricato di trovare insieme a questi Paesi misure di finanziamento paragonabili a quelle previste all'articolo 7 dell'accordo intercantonale sulle università (AIU).</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale ritiene che la mobilità internazionale degli studenti rappresenti per la Svizzera un grande potenziale, sia dal punto di vista scientifico che da quello economico. La forte presenza nei nostri atenei di studenti che hanno conseguito in altri Paesi i titoli richiesti per una formazione universitaria (nel seguito "studenti stranieri") è un marchio di qualità che testimonia della fama internazionale delle nostre scuole universitarie e della loro attrattiva all'estero. Inoltre fornisce un contributo essenziale alla copertura del fabbisogno di specialisti e quadri nell'economia e nella ricerca. Considerato il contesto generale, l'introduzione di misure per la compensazione dei soggiorni di studio in Svizzera è un tema che va affrontato con molta cautela. In adempimento del postulato Bischofberger 10.3764, nel messaggio ERI 2013-2016, il governo farà il punto sulla situazione attuale degli studenti stranieri iscritti alle nostre università analizzandone anche l'evoluzione storica.</p><p>L'introduzione di un sistema di compensazione analogo a quello definito dall'accordo intercantonale sulle università (AIU) dapprima con gli Stati limitrofi, da cui proviene la maggior parte degli studenti stranieri che frequentano le nostre università, ed in un secondo tempo con altri Paesi, sembrerebbe di primo acchito difficile a realizzarsi per diversi motivi. Innanzitutto non va dimenticato che l'AIU non è stato concluso in primo luogo per garantire ai cantoni universitari una compensazione adeguata per gli studi degli studenti provenienti da altri cantoni. Il suo scopo è soprattutto quello di garantire ai giovani di talento di tutti i cantoni le stesse possibilità d'accesso agli studi accademici. È soltanto la combinazione di questi due aspetti che giustifica gli inevitabili oneri amministrativi di un simile sistema di compensazione e libera circolazione intercantonale. Applicare un sistema analogo agli Stati confinanti causerebbe oneri molto gravosi già soltanto dal punto di vista amministrativo: basti pensare che in Germania, il nostro maggior vicino, il settore universitario è in larga misura di competenza dei Länder. Il sistema comporterebbe inoltre una disparità di trattamento dei singoli Stati, in quanto alcuni dovrebbero contribuire alla formazione dei loro studenti e altri no. Secondo i dati pubblicati dall'Ufficio federale di statistica (studenti stranieri secondo la nazionalità 2010/11), gli studenti stranieri iscritti alle scuole universitarie svizzere provengono da più di trenta nazioni (di cui circa la metà europee) distribuite su tutti e cinque i continenti. Concludere accordi bilaterali coerenti sulla mobilità degli studenti con così tanti Stati sembra francamente un'impresa titanica.</p><p>D'altra parte, conformemente alla legge dell'8 ottobre 1999 sull'aiuto alle università, la Confederazione partecipa già oggi al finanziamento degli studenti stranieri (e continuerà a farlo anche in futuro, secondo la legge federale del 30 settembre 2011 sulla promozione e sul coordinamento del settore universitario svizzero), versando alle università cantonali fino al 10 per cento dei sussidi di base in funzione del numero di studenti stranieri. Inoltre, la futura Conferenza svizzera delle scuole universitarie potrà formulare raccomandazioni per la riscossione delle tasse d'iscrizione a tutto il settore e tenere conto dell'andamento del numero di studenti stranieri in sede di pianificazione finanziaria e fissazione delle priorità. Considerate le competenze della costituenda conferenza, il Consiglio federale ritiene importante che disponga di tutte le basi decisionali necessarie. Darà quindi seguito alla richiesta espressa nel postulato e studierà come migliorare la compensazione del soggiorno di studio degli studenti stranieri. In questo senso, è disposto ad accogliere il postulato.</p>  Il Consiglio federale propone di accogliere il postulato.