B u n d e s v e rw a l t u n g s g e r i ch t T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i f f éd é r a l T r i b u n a l e am m i n i s t r a t i vo f e d e r a l e T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i v fe d e r a l Corte IV D-4754/2011 S e n t e n z a d e l 2 1 g i u g n o 2 0 1 2 Composizione Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, con l'approvazione del giudice Fulvio Haefeli; cancelliera Zoe Cometti. Parti A._______, nato il (…), Sri Lanka, ricorrente, contro Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore. Oggetto Asilo ed allontanamento; decisione dell'UFM del 28 luglio 2011 / N […]. D-4754/2011 Pagina 2 Fatti: A. L'interessato, di religione hindu e di etnia tamil , è nato a B._______ (Sri Lanka) ed ha vissuto da ultimo a C._______ nella penisola di Jaffna nel nord del Paese fino al 24 settembre 2007, data in cui è espatriato alla vol- ta della Malesia . In data 11 novembre 2008 è giunto all'aeroporto di D._______, il medesimo giorno ha presentato domanda di asilo (cfr. ver- bale d'audizione del 1 2 novembre 2008 [di seguito: verbale 1], pagg. 2 e 12 e verbale d'audizione del 24 novembre 2008 [di seguito: verbale 2], pagg. 3 seg.). B. In data 11 novembre 2008, l'Ufficio federale della migrazione (di seguito: UFM) ha rifiutato provvisoriamente all'interess ato l'entrata in Svizzera e ha assegnato al medesimo come luogo di soggiorno la zona di transito dell'aeroporto di D._______ per una durata mass ima di 60 gior ni (cfr. act. A3/3). C. Interrogato sui motivi d'asilo, il richiedente ha dichiarato, in sostanza e per quanto è qui di rilievo, di essere espatriato per sfuggire alle persecuzioni da parte dell'EPDP (Eelam People's Democratic Party) e del LTTE (Lib e- rations Tigers of Tamil Eelam). Egli sarebbe infatti stato proprietario di un negozio di (…) ed avrebbe ricevuto delle m inacce da parte d i alcuni membri dell'EPDP, i quali gli avrebbero richiesto dei soldi una prima volta nel 1999 e una seconda nel 2006 (cfr. verbale 1, pagg. 10 seg. e verba- le 2, pag. 9). L'interessato sarebbe inoltre stato minacciato, all'incirca nel 1999, da parte del LTTE , in quanto aveva tra i suoi clienti dei poliziotti dell'esercito sri lankese (cfr. verbale 1, pag. 9 e verbale 2, pag. 8). In se- guito a tutte queste pressioni il ricorrente avrebbe quindi deciso di n a- scondersi presso dei suoi parenti e successivamente avrebbe deciso di espatriare in Malesia (cfr. verbale 2, pag. 10). Dopo la sua partenza, il fra- tello, tale E._______, sarebbe stato ucciso dai membri dell'EPDP presen- tatisi a casa dell'interessato alla ricerca di quest'ultimo (cfr. verbale 2, pag. 11). D. L'UFM in data 28 novembre 2008 ha concesso l'entrata in Svizzera all'i n- teressato sulla base dell'art. 21 della legge federale sull'asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) (cfr. act. A14/2). D-4754/2011 Pagina 3 E. Con scritto spontaneo datato 14 gennaio 2010 l'interessato ha inoltrato all'UFM a sostegno della sua domanda di asilo i seguenti documenti: – una carta di identità rilasciata nel 1999; – un atto di nascita; – l'autopsia del fratello E._______ datata (…); – l'atto di morte del fratello; – l'attestato di causa di morte del fratello del (…); – un rapporto di polizia sulla morte del fratello; – il necrologio; – un articolo di giornale datato (…). F. Con decisione del 28 luglio 2011, notificata al ricorrente il 2 agosto 2011 (cfr. risultanze processuali), l'UFM ha respinto la succitata domanda d'asi- lo pronunciando contestualmente l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera e l'esecuzione dell'allontanamento verso il suo Paese di origine, ossia lo Sri Lanka, siccome lecita, esigibile e possibile. G. In data 29 agosto 2011 (cfr. timbro del plico raccomandato; data d'entrata: 30 agosto 2011), il richiedente è insorto contro detta decisione con ricorso dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) chi e- dendo, in via pr eliminare, la concessione dell'effetto sospensivo e , in via principale, in accoglimento del ricorso, l'annullamento della decisione i m- pugnata, il riconoscimento della qualità di rifugiato e la con cessione dell'asilo. In via sussidiaria per contro ha richiesto la trasmissione degli at- ti di causa all'autorità inferiore per un nuovo esame delle allegazioni. Egli ha altresì presentato una domanda d'esenzione dal pagamento anticipato delle spese di giustizia con protestate spese e ripetibili. A sostegno dell'atto ricorsuale, l'insorgen te ha prodotto i seguenti doc u- menti: – una copia di una dichiarazione giurata rilasciata dal padre dell'i n- sorgente datata 5 giugno 2009; – una copia di una dichiarazione giurata rilasciata dalla moglie dell'insorgente datata 9 giugno 2011; D-4754/2011 Pagina 4 – una copia di una dichiarazione giurata rilasciata dagli zii del rico r- rente datata 15 agosto 2011. H. Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scrit ti verranno ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della vertenza. Diritto: 1. Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla pr o- cedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla leg- ge sul Tri bunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). Fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale, in vir- tù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF. L'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi). L'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA. Il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità inferiore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a-c PA). Pertanto è legittimato ad aggravarsi contro di essa. I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 1 LAsi), alla forma e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti. In limine, codesto Tribunale osserva come la conclusione ricorsuale te n- dente alla concess ione dell'effetto sospensivo è inammissibile, in quanto il ricorso, giusta l'art. 55 cpv. 1 PA, ha già effetto sospensivo. Occorre per il resto entrare nel merito del ricorso. 2. Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del diritto D-4754/2011 Pagina 5 federale, l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente ril e- vanti e l'inadeguatezza (art. 106 cpv. 1 LAsi e art. 49 PA). Il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazio- ni giuridiche della decisione impugnata, né dalle argomentazioni delle parti ( cfr. DTAF 2009/57 consid. 1.2; PIERRE MOOR, Droit administratif, vol. II, 3ª ed., Berna 2011, n. 2.2.6.5). 3. I ricorsi manifestame nte infondati, ai sensi dei motivi che seguono, sono decisi dal giudice in qualità di giudice unico, con l’approvazione di un s e- condo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi). Giusta l'art. 111a cpv. 1 LAsi, il Tribunale rinuncia allo scambio degli scritti. 4. La Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le disposizi o- ni della LAsi (art. 2 LAsi). L'asilo comprende la protezione e lo statuto a c- cordati a persone in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiato. E s- so include il diritto di risiedere in Svizzera. Giusta l'art. 3 cpv. 1 LAsi, sono rifugiati le persone che, nel Paese d'origine o d'ultima residenza, sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, na zionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro opinioni poli- tiche, ovvero hanno fondato timore d'essere esposte a tali pregiudizi. Sono pregiudizi seri segnatamente l'esposizione a pericolo della vita, dell'integrità fisica o della libertà, nonché le misure che comportano una pressione psichica insopportabile (art. 3 cpv. 2 LAsi). Occorre altresì tene- re conto dei motivi di fuga specifici della condizione femminile (art. 3 cpv. 2 2ª frase LAsi). Il fondato timore d'esposizione a seri pregiudizi, come stabilito all'art. 3 LAsi, comprende nella sua definizione un elemento oggettivo, in rapporto con la situazione reale, ed un elemento soggettivo. Sarà riconosciuto come rifugiato colui che ha dei motivi oggettivamente riconoscibili da terzi (elemento oggettivo) di temere (elemento soggettivo) d'essere esposto, in tutta verosimiglianza e in un futuro prossimo, ad una persecuzione (cfr. Giurisprudenza ed informazioni della Commissione svizzera di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 1998 n. 20 consid. 8a, GICRA 1997 n. 10 consid. 6 con la giurisprudenza e la dottrina citata). Sul piano soggettivo, deve e ssere tenuto conto degli antece denti dell'interessato, segnatamente dell'esistenza di persecuzioni anter iori, nonché della sua appartenenza ad una razza, ad un gruppo religioso, sociale o politico, che D-4754/2011 Pagina 6 lo espongono maggiormente ad un fondato timore di future persecuzioni. Infatti, colui che è già stato vittima di persecuzione ha dei motivi oggettivi di avere un timore (soggettivo) di nuove persecuzioni più fondato di colui che ne è l'oggetto per la prima volta (cfr. GICRA 1998 n. 20 consid. 7, GICRA 1994 n. 24, GICRA 1993 n. 11). Sul piano oggettivo, tale timore deve essere fondato su indizi concreti e suffic ienti che facciano apparire, in un futuro prossimo e secondo un'alta probabilità, l'avvento di seri pregiudizi ai sensi dell'art. 3 LAsi. Non sono sufficienti, quindi, indizi che indicano minacce di persecuzioni ipotetiche che potrebbero prodursi in un futuro più o meno lontano (cfr. GICRA 2004 n. 1 consid. 6, GICRA 1993 n. 21, GICRA 1993 n. 11; MINH SON NGUYEN, Droit public des étrangers, Berna 2003, pagg. 447 segg.; MARIO GATTIKER, La procédure d'asile et de renvoi, Berna 1999, pagg. 69 segg.). 5. 5.1. Nella querelata decisione l'UFM ha respinto la domanda d' asilo indi- cando che l'interessato avrebbe la possibilità di rivolgersi alle autorità per richiedere protezione contro le minacce subite. L'autorità inferiore ha i n- fatti rilevato che il numero di atti di viole nza, quali sequestri di persona e assassini, sarebbe considerevolmente diminuito e tali atti criminali sare b- bero puniti dalle autorità competenti ; attualmente lo Stato sarebbe quindi in grado ed avrebbe la volontà di garantire la protezione dei cittadini. Per di più non vi sarebbero elementi per concludere che vi sarebbe ancora una stretta collaborazione tra lo Stato e le organizzazioni paramilitari. Per quanto concerne l'uccisione del fratello, se i genitori hanno fatto una d e- nuncia alla polizia, quest'ultima dovrebbe indagare sui fatti. Infine, circa le minacce subite da parte di alcuni membri del LTTE l'interessato non d o- vrebbe più temere ritorsioni in quanto tale gruppo sarebbe stato definit i- vamente sconfitto dalle autorità. I timori espressi dal richiedente non s a- rebbero dunque fondati e l e sue dichiarazioni non soddisferebbero quindi le condizioni richieste per il riconoscimento della qualità di rifugiato prev i- ste dall'art. 3 LAsi e di conseguenza la domanda di asilo va respinta. 5.2. Con il ricorso l'insorgente allega innanzitutto dei problemi di comunicazione con l'interprete che si sarebbero verificati nel corso della prima audizione del 12 novembre 2008. Di seguito allega che l'istruttoria sull'omicidio del fratel lo si sarebbe conclusa d'ufficio co n un non luogo a procedere e relativa archiviazione del caso, in quanto, data la convivenza dell'EPDP con la polizia locale, sarebbe stato impossibile individuare ed assicurare alla giustizia i responsabili. Egli afferma altresì che la tan gente sarebbe tut tora rimasta scoperta e che la vicenda potrebbe terminare solamente con il pagamento della somma richiesta o con la sua morte. Il D-4754/2011 Pagina 7 ricorrente asserisce infine di avere reso verosimile di essere stato oggetto di persecuzioni ai sensi dell'art. 3 LAsi, come sarebbe confermato dalle varie testimonianze allegate all'atto ricorsuale. 6. Preliminarmente, per quanto concerne la difficoltà di comunicazione con l'interprete che il richiedente avrebbe avuto nel corso dell'audizione del 12 novembre 2008, codesto Tribunale osserva come tale argomento sia privo di consistenza in quanto all'inizio della medesima l'interessato ha af- fermato di comprendere bene l'interprete (cfr. verbale 1, pag. 2), cosa che ha peraltro confermato nel corso dell'audizione del 24 novembre 2008 (cfr. verbale 2, pag. 2). Inoltre egli ha comunque confermato, apponendo- vi la sua firma, i verbali di audizione (cfr. sulla questione tra le altre se n- tenze del Tribunale amministrativo fed erale D -7755/2010 del 9 maggio 2012, consid. 4.4 e D-994/2010 del 21 novembre 2011, consid. 6.3). 6.1. Questo Tribunale osserva inoltre che, quo al timore del ricorrente di subire delle persecuzioni in loco da parte dei membri dell'EPDP , non è determinante unicamente come il richiedente l'asilo sia stato colpito soggettivamente dalle persecuzioni allegate. È invece decisivo se al momento dell'espatrio anche da un punto di vista oggettivo esista ancora un pericolo che le persecuzioni subite si ripetano e dunque esista ancora un bisogno di protezione al momento dell'espa trio (cfr. GICRA 2000 n. 2 consid. 8b-c pagg. 20 segg., GICRA 1998 n. 4 consid. 5d pag. 27). Un limite temporale, prefissato per stabilire quando il nesso causale sia da ritenersi interrotto, non si può determinare a priori, da ponderare vi sono anche even tuali motivi oggettivi e soggettivi plausibili che abbiano impedito un espatrio anticipato (cfr. GICRA 2000 n. 17 pagg. 157 segg.). Nondimeno, dottrina e prassi in materia di asilo fanno riferimento ad un lasso temporale tra i sei ed i dodici mesi, dopo i quali il nesso causale di regola viene a mancare (cfr. DTAF 2009/51 consid. 4.2.5; MARIO GATTIKER, Das Asyl - und Wegweisungsverfahren, 3ª ed., Berna 1999, pag. 76; ALBERTO ACHERMANN/CHRISTINA HAUSAMMANN, Handbuch des Asylrechts, 2ª ed., Berna/Stoccarda 199 1, pag. 107; WALTER KÄLIN, Grundriss des Asylverfahrens, Basilea e Francoforte sul Meno 1990, pag. 128; SAMUEL WERENFELS, Der Begriff des Flüchtlings im schweizerischen Asylrecht, Berna 1987, pag. 295). Nella fattispecie, ai sensi di quanto precede, viene meno il nesso tempo- rale tra i fatti del 1999 e 2006 ed il suo espatrio avvenuto praticamente solo un anno dopo, ossia a (…) 2007. In effetti, i membri dell'EPDP pr e-D-4754/2011 Pagina 8 sentatisi per la seconda volta nel (…) del 2006 (cfr. verbale 2, pag. 10) , avrebbero fissato un termine di tre mesi per il pagamento dell a somma ri- chiesta (cfr. ibidem) e l'interessato invece di fuggire prima dello scadere del termine o poco dopo , avrebbe lasciato il Paese solamente otto mesi dopo lo scadere di suddetto termine . Non v'è quindi ragione d i ritenere che tale avvenimento possa essere ritenuto rilevante nella presente pro- cedura d'asilo. A tale riguardo lo scrivente Tribunale sottolinea poi come la morte del fratello , avvenuta dopo l'espatrio del ricorrente , non può e s- sere ricondotta ai problemi dello stesso, in quanto il certificato fornito a t- testa unicamente il decesso ma non pe rmette in alcun modo di dedurre una qualsiasi responsabilità dell'EPDP come pure non permette di dedur- re le motivazioni dell' assassinio; i documenti allegati all'atto ricorsuale, in quanto semplici fotocopie non permettono peraltro una diversa valutazi o- ne. Il ricorrente ha inoltre affermato di essere stato minacciato da dei membri del LTTE, in un'unica occasione, nel 1999 (cfr. verbale 2, pag. 8) , poiché tra i clienti del suo negozio avrebbe avuto anche dei poliziotti. A questo riguardo è d'uopo costatare che visto il lungo periodo intercorso e visto soprattutto che il LTTE è stato definitivamente sconfitto dalle autorità nel maggio del 2009 e che non sussistono dunque più indizi per i quali l'organizzazione sarebbe ancora in grado di svolgere una qualsiasi attività nel Paese (cfr. DTAF 2011/24, consid. 7.1), non è fondato il timore del richiedente di subire ulteriori minacce al suo rientro neppure da parte di suddetta organizzazione. Visto quando sopra, il timore dell'interessato di subire delle pe rsecuzioni al rientro in patria da parte di membri dell'EPDP o del LTTE è infondato. 6.2. L'interessato, proprietario di un negozio di (…), ha affermato di essere stato minacciato a due riprese da dei membri dell'EPDP i quali gli avrebbero richiesto dei soldi. Stando alle stesse dichiarazioni del ricorrente tali estorsioni nel Paese sarebbero all'ordine del giorno in quanto detti membri si recherebbero ovunqu e ricattando uomini d'affari per ottenere denaro (cfr. verbale 2, pag. 10). Per quanto concerne l'EPDP lo scrivente Tribunale constata che si tratta di un gruppo paramilitare implicato sovente in attività criminose quali omicidi, rapimenti, estorsioni e con obiettivo chiunque dispon ga di mezzi finanziari, nessun gruppo di persone in particolare è dunque mirato ma le attività in questione hanno un obiettivo più generalizzato (cfr. UK Border Agency: Sri Lanka, Country of origin information report, marzo 2012 ). Stando a qua nto sopra sarebbero dunque degli interessi finanziari a spingere il gruppo D-4754/2011 Pagina 9 paramilitare ad agire e le suddette attività sarebbero dei crimini di diritto comune senza alcun movente pertinente in materia di asilo. In altre parole, il ricorrente, vittima di estorsione di un gruppo attivo nella regione con attività criminose che mirano al proprio finanziamento, non è dunque stato esposto a pregiudizi a causa della propria razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o a causa delle proprie opinioni politiche, ragione per la quale i fatti evocati risultano irrilevanti in materia di asilo . A tale riguardo le allegazioni ricorsuali secondo le quali l'interessato sarebbe stato vittima delle minacce a causa della sua etni a tamil appaiono poco convincenti in particolare poiché durante le audizioni egli non ha assolutamente accennato alla propria etnia come causa delle vessazioni subite e d ha per contro evidenziato il mero interesse finanziario (cfr. verbale 2, pag. 9). 6.3. In considerazione di quanto precede, sulla base di una valutazione globa- le delle allegazioni presentate, codesto Tribunale ritiene che l'UFM ha ret- tamente considerato i motivi presentati dal ricorrente come irrilevanti e non realizzanti le condizioni della q ualità di rifugiato previste dall'art. 3 LAsi. Ne consegue che sul punto di questione dell'asilo, il ricorso non merita tu- tela e la decisione impugnata va confermata. 7. Se respinge la domanda d'asilo o non entra nel merito, l'Ufficio federale pronuncia, di norma, l'allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l'esec u- zione; tiene però conto del principio dell'unità della famiglia (art. 44 cpv. 1 LAsi). L'insorgente non adempie le condizioni in virtù delle quali l'UFM avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'al lontanamento dalla Svizzera (art. 14 cpv. 1 e 2 nonché 44 cpv. 1 LAsi come pure art. 32 dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni procedurali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]; DTAF 2009/50 consid. 9). Pertanto, anche sul punto di questione della pronuncia dell'allontanamen- to, il ricorso non merita tutela e la decisione impugnata va confermata. 8. Per quanto concerne l'esecuzione dell'allontanamento, l'art. 83 della le g- ge federale sugli stranieri del 16 dicembre 2005 (LStr, RS 142.20) preve-D-4754/2011 Pagina 10 de che la stessa sia ammissibile (cpv. 3), esigibile (cpv. 4) e possibile (cpv. 2). In caso di non adempimento d'una di queste condizioni, l'Ufficio federale dispone l'ammissione provvisoria (cfr. art. 44 cpv. 2 LAsi ed art. 83 cpv. 1 LStr) sotto riserva dell'art. 83 cpv. 7 LStr. Secondo prassi costante del Tribunale, circa l'apprezzamento degli osta - coli all'allontanamento, vale lo stesso apprezzamento della prova consa - crato al riconoscimento della qualità di rifugiato, ovvero il ricorrente deve provare o per lo meno rendere verosimile l'esistenza di un ostacolo all'al - lontanamento (WALTER STÖCKLI, Asyl, in Übersax/Rudin/Hugi/Yar/Geiser [Hrsg.], Ausländerrecht, 2ª ed., Basilea 2009, n. 11.148, pagg. 567 seg.). Inoltre, lo stato di fatto determinante in materi a d'esecuzione dell'allonta- namento è quello che esiste al momento in cui si statuisce (cfr. GICRA 1997 n. 27 consid. 4f). 8.1. Giusta l'art. 83 cpv. 3 LStr, l'esecuzione non è ammissibile se la pr o- secuzione del viaggio dello straniero verso lo Stato d'origine o di prov e- nienza o verso uno Stato terzo è contraria agli impegni di diritto intern a- zionale pubblico della Svizzera. La portata dell'art. 83 cpv. 3 LStr non si esaurisce nella massima del d i- vieto di respingimento. Giusta l'art. 25 cpv. 3 della Costituzione federale della Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101) ed i d i- sposti di diritto internazionale, possono essere ostativi all'esecuzione del rimpatrio in particolare l'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e d elle libertà fondamentali del 4 novembre 1950 (CEDU, RS 0.101) o l'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tor- tura, RS 0.105). L'applicazione di tali disposizioni pres uppone, peraltro, l'esistenza di serie e concrete ragioni per ritenere che lo straniero possa essere esposto, nel Paese verso il quale sarà allontanato, a dei tratt a- menti contrari a detti articoli. Spetta all'interessato di rendere plausibile l'esistenza d i siffatte serie e concrete ragioni (cfr. GICRA 1996 n. 18 consid. 14b lett. ee e GICRA 1995 n. 23). Nel caso in esame, giova innanzitutto ricordare che nella misura in cui il Tribunale ha confermato la decisione dell'UFM relativa alla domanda d'asilo del ricorrente, quest'ultimo non può prevalersi del principio del divieto di re spingimento (art. 5 cpv. 1 LAsi), generalmente riconosciuto nell'ambito del diritto internazionale pubblico ed espressamente enunciato all'art. 33 della Convenzione sullo statuto dei rifugiati del 28 luglio 1951 (Conv., RS 0.142.30). D-4754/2011 Pagina 11 Inoltre, dalle carte processuali non emergono elementi da cui desumere che l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente in Sri Lanka, segn a- tamente nel nord del Paese, o meglio nella penisola di Jaffna, potrebbe esporlo al rischio reale ed immediato ("real risk") di un trattamento contra- rio alle succitate disposizioni (cfr. GICRA 2001 n. 16 consid. 6a con relati- vi riferimenti). Pertanto, come rettamente ritenuto nel giudizio litigioso, l'esecuzion e dell'allontanamento è ammissibile ai sensi delle norme del diritto pubblico internazionale nonché della LAsi. 8.2. Giusta l'art. 83 cpv. 4 LStr, l'esecuzione non può essere ragionevo l- mente esigibile qualora, nello Stato d'origine o di provenienza, lo straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo in seguito a situazioni quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza medica. La disposizione citata si applica principalmente ai " réfugiés de la viole n- ce", ovvero agli stranieri che non adem piono le condizioni della qualità di rifugiato, poiché non sono personalmente perseguiti, ma che fuggono da situazioni di guerra, di guerra civile o di violenza generalizzata. Essa vale anche nei confronti delle persone per le quali l'allontanamento compor te- rebbe un pericolo concreto, in particolare perché esse non potrebbero più ricevere le cure delle quali esse hanno bisogno o che sarebbero, con ogni probabilità, condannate a dover vivere durevolmente e irrimediabilmente in stato di totale indigenza e pertanto esposte alla fame, ad una degrad a- zione grave del loro stato di salute, all'invalidità o persino la morte. Per contro, le difficoltà socio economiche che costituiscono l'ordinaria quot i- dianità di una regione, in particolare la penuria di cure, di alloggi, di i m- pieghi e di mezzi di formazione, non sono sufficienti, in sé, a concretizz a- re una tale esposiz ione al pericolo. L'autorità alla quale incombe la dec i- sione deve dunque, in ogni singolo caso, confrontare gli aspetti umanitari legati alla situazione nella quale si troverebbe lo straniero in questione nel suo Paese dopo l'esecuzione dell'allontanamento con l'interesse pubblico militante a favore del suo allontanamento dalla Sviz zera (GICRA 2005 n. 24 consid. 10.1 e giurisprudenza ivi citata). Si tratta, dunque, d'esaminare se l'allontanamento dell'insorgente è r a- gionevolmente esigibile, tenuto conto del la situazione generale vigente attualmente in Sri Lanka da un lato, e dalla sua situazione personale dall'altro. D-4754/2011 Pagina 12 In Sri Lanka non vige attualmente una situazione di guerra, guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme del territorio e del la popolazione nazionale. Infatti, secondo la recente giurisprudenza del Tribunale, in considerazione del miglioramento della situazione dal profilo della sicurezza in detto Paese, l'esecuzione dell'allontanamento dei richiedenti l'asilo, provenienti dallo Sri Lanka di origine tamil, è ora ragionevolmente esigibile verso il nord dello Sri Lanka – ad eccezione della regione di Vanni – nonché verso l' est del Paese (DTAF 2011/24, consid. 11 -13). Peraltro, per quanto attiene alla regione di Jaffna, la situazione è nettamente migliorata, a seguito dell'apertura dell'asse stradale tra Jaffna e Kandy alla fine del 2009 e la diminuzione della presenza militare. D'altronde, malgrado l'esistenza di ancora importanti lacune nei servizi e l'espansione limitata delle attività economiche, si sono registrati diversi miglioramenti sul piano sociale e sanitario, con ad esempio la riapertura di alcune scuole e la ricostruzione degli ospedali. L'Alto Comissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (ACNUR), unitamente ad altre organizzazioni di aiuto a Mannar, Jaffna, Va vuniya, Batticaloa e Trincomalee, fornisce consigli giuridici gratuiti per sostenere il rinvio delle persone in Sri Lanka, in particolare in relazione ai problemi legati all'ac cesso ad un alloggio o alla propriet à (cfr. DTAF 2011/24, consid.13.2.1). Tuttavia, riguardo all'esecuzione dell'allontanamento verso il nord dello Sri Lanka, occorre distinguere la situazione delle persone che hanno lasciato detta reg ione dopo la fine della guerra, nel maggio 2009 – per le quali l'esecuzione dell'allontanamento è di principio ragionevolmente esigibile, se possono beneficiare delle medesime condizioni di vita e di alloggio (cfr. DTAF 2011/24, consid. 13.2.1.1) – e quelle che hanno lasciato il nord del Paese prima della fine della guerra per le quali le condizioni di vita potrebbero essere profondamente cambiate. Difatti, per questa categoria di persone, è necessario analizzare la situazione individualmente, verificando l'esistenza di fattori particolarmente favorevoli, segnat amente concrete possibilità di alloggio e garanzie di sostentamento, nonché l'esistenza di una rete sociale o familiare. Se tali condizioni non sono realizzate, va esaminata la possibilità di un'alternativa di soggiorno interna sul territorio nazionale (cfr. DTAF 2011/24, consid. 13.2.1.2). Nel caso in esame il ricorrente ha dichiarato di essere originario del nord dello Sri Lanka, nonché di avere avuto ultimo domicilio a C._______ nella provincia di Jaffna a far tempo dal 1982. Egli ha lavorato in detto paese in un negozio di (…) di sua proprietà. Inoltre, egli dispone di un'importante rete sociale, segnatamente sua moglie, i suoi genitori e diversi zii, tutti re- sidenti a C._______ (cfr. verbale 1, pagg. 2 e 6 e verbale 2, pagg. 3 e D-4754/2011 Pagina 13 12). Dunque, non vi è dubbio che il ricorrente potrà usufruire di un ade- guato e concreto sostegno al suo reinserimento sociale e professionale in patria, segnatamente a C._______, dove – sebbene egli sia espatriato prima della fine della guerra – potrà ritrovare le stesse condizioni di vita e di alloggio al momento della sua partenza. In aggiunta, l 'interessato, in quanto titolare di un negozio di (…) e con un guadagno mensile medio di 60'000 Rupie (cfr. verbale 1, pag. 5) , non rientra nella cerchia di persone a rischio di estorsioni e rapimenti nella propria regione , in effetti codesto Tribunale ha potuto rilevare come le persone a rischio di estorsioni, s e- questri e altre azioni criminose sono quelle che dispongono di consider e- voli mezzi finanzia ri (cfr. DTAF 2011/24 , consid. 8.5). Se si considera dunque che il reddito medio pro capite nel Paese è di 5100 USD (cfr. Background Note: Sri Lanka, 6 aprile 2011, http://www.state.gov, visi- tato il 1 4 giugno 2012), il ricorrente si trova nella media na zionale e non appartiene palesemen te a quel gruppo di persone soggette al rischio concreto di rapimenti o es torsioni e per il quale il loro rinvio potrebbe quindi risultare inesigibile. Infine, il ricorrente è da ritenersi in buona sal u- te, dato che non ha preteso nel gravame di soffrire di gravi problemi di sa- lute tali da giustificare un'ammissione provvisoria (cfr. GICRA 2003 n. 24), senza che da un esame d'ufficio degli atti di causa emerga la necessità di una sua permanenza in Svizzera per motivi medici. Di conseguenza, l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente deve e s- sere considerata ragionevolmente esigibile. 8.3. Non risultano impediment i neppure dal profilo della possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr). Infatti, il ricorrente, usando della dovuta diligenza potrà procurarsi ogni documento necessario al rimpatrio (cfr. art. 8 cpv. 4 LAsi e DTAF 2008/34 consid. 12). L'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile. 8.4. Sulla scorta delle considerazioni che precedono, l'esecuzione dell'a l- lontanamento è ammissibile, ragionevolmente esigibile e possibile. Di conseguenza, anche circa l'esecuzione dell'allontanam ento, la decisione va confermata. 9. Ne discende che l'UFM con la decisione impugnata non ha violato il diritto federale né abusato del suo potere d'apprezzamento; l'autorità di prime cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente D-4754/2011 Pagina 14 rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata (art. 106 LAsi), per il che il ricorso va respinto. 10. Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda d'esenzi o- ne dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese proce s- suali è divenuta senza oggetto. 11. Visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.–, che s e- guono la soccom benza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle spese ripe- tibili nel le cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). 12. La presente decisione non concerne persone contro le quali è pendente una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che hanno abband o- nato in cerca di p rotezione, per il che non può essere impugnata con r i- corso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 LTF). La pronuncia è quindi definitiva. (dispositivo alla pagina seguente) D-4754/2011 Pagina 15 Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronu n- cia: 1. Nella misura in cui ammissibile, il ricorso è respinto. 2. Le spese processuali, di CHF 600. –, sono poste a carico del ricorrente. Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministra- tivo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sentenza. 3. Questa sentenza è comunicata al ricorrente, all'UFM e all'autorità cant o- nale competente. Il giudice unico: La cancelliera: Daniele Cattaneo Zoe Cometti Data di spedizione: