<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di adottare misure per ridurre i rischi di malattie infettive causate dalle zoonosi a livello mondiale attraverso un'attività economica e un consumo sostenibili. Nel contempo andrà esaminata anche la possibilità di restrizioni alle importazioni.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è consapevole del fatto che le zoonosi rappresentano un rischio elevato tra le malattie infettive. L'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV), insieme ad altri uffici federali e servizi cantonali, è responsabile della sorveglianza e della lotta alle zoonosi in Svizzera. Viene perseguito il cosiddetto approccio "One Health", in cui hanno un ruolo centrale, oltre alla salute dell'uomo e degli animali, anche la protezione dell'ambiente e la biodiversità.</p><p>Nel 2016, il Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente riferiva che circa la metà delle recenti epidemie sono dovute a zoonosi (ad es. COVID-19, SARS, MERS, Ebola), favorite dall'interferenza dell'uomo sulla biodiversità, in particolare la distruzione e il sovrasfruttamento degli ecosistemi. Poiché gli habitat naturali degli animali stanno diventando sempre più piccoli a causa delle attività dell'uomo, il contatto con l'uomo è sempre più frequente e la diversità delle specie è in declino in tutto il mondo. La pressione esercitata dai consumi e dalla produzione svizzeri sull'erosione della biodiversità e sull'ambiente all'estero, in particolare nei Paesi in via di sviluppo e nei Paesi in transizione, è aumentata notevolmente (UFAM 2018). Nel 2015, circa due terzi dell'impronta sulla biodiversità della Svizzera erano dovuti alle importazioni nette, la maggior parte delle quali (ca. il 70 %) costituita da prodotti vegetali e animali (prevalentemente alimenti).</p><p>Il Consiglio federale ha adottato diverse misure per ridurre la perdita di biodiversità all'estero. La Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC), ad esempio, si concentra anche sulla conservazione della biodiversità nell'ambito della promozione di progetti. La DSC promuove tra l'altro l'utilizzo sostenibile del bosco e supporta le comunità di allevatori di bestiame con servizi sanitari integrati per le persone e gli animali, insieme a una migliore protezione degli habitat ("approccio One Health"). Il commercio illegale di animali è disciplinato dalla legge federale sulla circolazione delle specie di fauna e di flora protette (LF-CITES; RS 453). Nell'ambito delle trattative sul quadro di riferimento 2020+ della Convenzione sulla diversità biologica (CBD), la Svizzera si impegna inoltre a favore di obiettivi e provvedimenti mirati e concreti.</p><p>Le foreste pluviali sono importanti per la diversità delle specie e sono particolarmente minacciate dalla deforestazione legale e illegale. Il nuovo articolo 35e della legge sulla protezione dell'ambiente (LPAmb; RS 814.01), che dovrebbe entrare in vigore all'inizio del 2022, fornisce una base giuridica per contribuire alla conservazione di questi rifugi della biodiversità. Il legno di provenienza illegale non può essere messo in commercio in Svizzera. Inoltre, in conformità degli standard internazionali, il Consiglio federale può stabilire requisiti per la messa in commercio di materie prime e prodotti o vietarne la messa in commercio se la loro cultura, estrazione o produzione grava notevolemente sull'ambiente o compromette notevolmente l'utilizzazione sostenibile delle risorse naturali (art. 35e cpv. 3 LPAmb). Il Consiglio federale ha quindi la facoltà di limitare la messa in commercio di materie prime e prodotti che hanno ripercussioni considerevoli sugli habitat e sulla biodiversità. Devono essere osservate le disposizioni rilevanti del diritto commerciale internazionale.</p><p>Considerate le misure già adottate, il Consiglio federale non vede al momento la necessità di ulteriori interventi.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.