<h2>SubmittedText<h2><p>In relazione alle esperienze fatte con la crisi finanziaria, in altri Paesi vengono discussi diversi approcci di soluzione. A tale scopo il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>Come valuta il governo le seguenti proposte di misure?</p><p>1. Le banche che formalmente o di fatto godono di una garanzia dello Stato non possono più effettuare determinate operazioni (ad es. risk fund azzardati o società di private equity).</p><p>2. Queste banche non possono più effettuare il commercio di titoli per conto proprio o lo possono effettuare in modo molto limitato.</p><p>3. Inasprimento generale dei vincoli legali che frenano e limitano dimensioni e crescita degli istituti finanziari nonché la concentrazione nel settore finanziario.</p><p>4. un'imposta speciale per gli istituti finanziari intesa a finanziare eventuali costi per misure di salvataggio o di sostegno nel settore finanziario.</p><p>5. Un'imposta speciale sui bonus elevati.</p><p>Tra le misure citate, il Consiglio federale ritiene che vi siano misure degne di essere approfondite o addirittura che considera particolarmente adeguate per la situazione in Svizzera? In caso affermativo, quali e per quali motivi? Esistono altre misure che il Consiglio federale potrebbe prendere in considerazione? In caso affermativo, quali? Secondo il governo, qual è il lasso di tempo necessario per attuare le misure adeguate alla Svizzera e qual è la sua ulteriore pianificazione nonché il suo modo di procedere?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. L'approccio scelto dal Consiglio federale per definire la propria strategia in materia di piazza finanziaria è descritto nel rapporto "Indirizzi strategici della politica svizzera in materia di mercati finanziari", pubblicato il 16 dicembre 2009. Tra gli obiettivi fissati vi sono, in particolare, quello di garantire la stabilità il buon funzionamento del sistema, oltre a preservare l'integrità e la reputazione della piazza finanziaria. Il Consiglio federale deve tuttavia trovare un compromesso tra due dei suoi indirizzi strategici nell'ambito del settore finanziario, ossia, da un lato, rendere il settore finanziario meno vulnerabile alle crisi e, dall'altro, consolidarne la competitività internazionale.</p><p>Per far fronte alla crisi sono state adottate diverse misure volte a rafforzare la stabilità del sistema finanziario. Nell'autunno del 2008 la FINMA ha inasprito le condizioni in materia di fondi propri, esigendo dalle grandi istituti fondi propri nettamente superiori agli standard internazionali di Basilea II. Inoltre, il comitato di Basilea, di cui la Svizzera è membro, attualmente discute dell'innalzamento della qualità del capitale impiegato dalle banche e dell'aumento di capitale per le attività a rischio del portafoglio di negoziazione. Questo dovrebbe ridurre i rischi per la stabilità finanziaria. Il Consiglio federale ha inoltre incaricato una commissione di esperti di esaminare la questione degli istituti troppo grandi per fallire ("too big to fail"), che il 22 aprile 2010 ha presentato un rapporto intermedio. In base alle raccomandazioni contenute nel rapporto il 12 maggio 2010 il Consiglio federale ha licenziato una decisione programmatica con cui incarica il Parlamento di pianificare una modifica vincolante della legge sulle banche in merito alla questione "too big to fail". Il Consiglio federale intende licenziare un messaggio in materia entro la fine del 2010.</p><p>Il Consiglio federale ritiene che il divieto generale di esercitare determinate attività per certe banche costituirebbe una misura troppo restrittiva e inadeguata ai fini della sua strategia in materia di piazza finanziaria. Per le attività globali occorre trovare risposte coordinate a livello internazionale. In qualità di membro del Comitato per la stabilità finanziaria (CSF) la Svizzera partecipa attivamente alle discussioni internazionali su questo tema e segue gli sviluppi internazionali.</p><p>3. Qualora una crisi minacci la sopravvivenza di una banca rilevante per il sistema, lo Stato deve intervenire. In questa situazione esso può vedersi obbligato a sostenere l'impresa per evitare che ne derivi un grave danno per l'economia nazionale. La commissione di esperti istituita dal Consiglio federale è stata incaricata di elaborare entro fine agosto 2010 un rapporto sulla problematica "too big to fail" (TBTF), che metta in evidenza possibili approcci e priorità d'intervento volte a contenere i rischi assunti dalle grandi imprese che potrebbero ripercuotersi sull'economia nazionale e sul sistema giuridico svizzero.</p><p>Il rapporto intermedio della commissione di esperti, pubblicato il 22 aprile 2010, contiene prime raccomandazioni per l'adozione di misure volte ad arginare la problematica TBTF. Le misure intese a contenere i rischi economici assunti dagli istituti bancari rilevanti per il sistema devono essere sia preventive (ad es. riduzione dei rischi per il tramite di disposizioni più restrittive in materia di fondi propri e liquidità) che "curative", ovvero concepite per limitare i danni (ad es. disposizioni in materia di organizzazione, conduzione e controllo). L'elaborazione delle pertinenti basi giuridiche esige una revisione della legge sulle banche. Il rapporto della commissione di esperti contiene una proposta in questo senso. Il Consiglio federale sostiene le proposte della commissione di esperti. Sulla base della decisione programmatica menzionata (v. n. 1), il governo intende licenziare un messaggio concernente una modifica della legge sulle banche entro fine 2010.</p><p>4. Il 27 febbraio 2010 il Consiglio federale ha incaricato il DFF di esaminare nel dettaglio la proposta degli Stati Uniti d'America relativa a una tassa di responsabilità per la crisi finanziaria. Il 28 aprile 2010 ha deciso che attualmente introdurre un'imposta sul settore finanziario sarebbe inopportuno. Infatti, considerata la solidità delle finanze della Confederazione rispetto ad altri Paesi, dal profilo fiscale quest'imposta non risulta necessaria. In secondo luogo, nel rapporto intermedio la commissione di esperti TBTF ha raccomandato misure più adeguate per garantire la stabilità finanziaria. L'introduzione di un'"assicurazione" per evitare il rischio di insolvenza degli istituti finanziari rilevanti per il sistema finirebbe per scoraggiare l'adozione di misure preventive su vasta scala. Il Consiglio federale potrebbe tuttavia prendere in considerazione l'ipotesi di introdurre un'imposta sul settore finanziario qualora nell'ambito del G-20 si profilasse un modo di procedere coordinato.</p><p>5. Con la circolare sui "Sistemi di remunerazione", in vigore dal 1° gennaio 2010, la FINMA ha assoggettato la politica di remunerazione degli istituti finanziari a regole di vigilanza. Questo modo di procedere influenza in modo duraturo le pratiche remunerative del settore finanziario. In particolare, i sistemi di remunerazione non devono incentivare l'assunzione di rischi inappropriati che possono minare la stabilità degli istituti finanziari. La Svizzera ha affrontato questa problematica in tempi rapidi, assumendo a livello internazionale il ruolo di precursore.</p><p>Nella sua seduta del 28 aprile 2010 il Consiglio federale ha inoltre incaricato il Dipartimento federale delle finanze (DFF) di elaborare tre misure nel settore della prassi di retribuzione. I sistemi salariali delle imprese finanziarie che devono ricorrere all'aiuto dello Stato dovranno essere regolati per tutta la durata dell'aiuto. Inoltre, le componenti variabili di stipendio che dipendono dagli utili delle imprese dovranno essere tassate come distribuzione di utili. Infine, le opzioni dei collaboratori non dovranno più essere tassate al momento della loro assegnazione, bensì al momento dell'esercizio dell'opzione. Con queste misure il Consiglio federale invia un segnale contro gli eccessi retributivi del settore finanziario, particolarmente urtanti nel caso delle imprese in perdita.</p>  Risposta del Consiglio federale.