<h2>SubmittedText<h2><text><p>1. Il Consiglio federale ritiene che gli svizzeri all'estero che vivono nelle regioni frontaliere beneficerebbero di migliori diritti politici se potessero votare nel cantone confinante con il loro domicilio?</p><p>2. Quali potrebbero essere i criteri determinanti per permettere agli svizzeri all'estero interessati di votare nel cantone confinante?</p></text><h2>FederalCouncilResponseText<h2><text><p>Per esprimere il loro voto, gli svizzeri all'estero possono innazitutto utilizzare gli stessi canali a disposizione dei loro concittadini residenti in Svizzera: il voto personale nel proprio comune di voto e il voto per corrispondenza (facoltà generalizzata a partire dal 1992). Almeno una parte di essi può però anche votare per via elettronica nei cantoni (finora circa la metà) che partecipano alle sperimentazioni nell'ambito del progetto Voto elettronico, che dà la priorità agli svizzeri all'estero. Come già ripetutamente sottolineato dall'Organizzazione degli Svizzeri all'estero (OSE), questo terzo canale complementare semplifica notevolmente la partecipazione al voto per gli svizzeri all'estero. Quattro altri cantoni intendono effettuare sperimentazioni in materia di voto elettronico a partire dal 2013/14.</p><p>Questi canali offrono quindi agli svizzeri all'estero maggiori possibilità di esprimere il voto rispetto ai cittadini all'estero degli altri Paesi, ma anche rispetto ai loro compatrioti residenti in Svizzera che non beneficiano di alcun margine di manovra per la determinazione del loro domicilio politico e per la maggior parte, almeno per ora, neanche della possibilità di votare per via elettronica.</p><p>Considerando questo ampio spettro di opportunità, la proposta formulata dall'autore dell'interpellanza contribuirebbe ad incrementare ulteriormente i vantaggi degli Svizzeri all'estero nei confronti degli svizzeri residenti. Mentre gli svizzeri all'estero possono scegliere il loro domicilio politico, gli svizzeri residenti continuerebbero a non beneficiare di questa libertà di scelta. L'introduzione di un ulteriore privilegio a favore degli svizzeri all'estero non sembra quindi giustificata. Una parte della dottrina giuridica propone anzi di limitare la libertà di scelta del comune di voto per gli svizzeri all'estero per ridurre il rischio che un elettore voti due volte (cfr. ad es. Yvo Hangartner, "Das Stimmrecht der Auslandschweizer", in: De la Constitution - Etudes en l'honneur de Jean-François Aubert, Basilea 1996, p. 246).</p><p>Attualmente, in base all'iniziativa parlamentare Lombardi 11.446, "Per una legge sugli svizzeri all'estero", il Parlamento sta elaborando una nuova legge che dovrebbe riprendere anche le disposizioni della legge sui diritti politici degli svizzeri all'estero e riavvicinare i diritti di cui questi cittadini beneficiano in questo contesto e quelli di cui godono gli Svizzeri residenti in patria. Non sarebbe quindi opportuno trattare la presente questione in sede separata proprio nel momento in cui il Parlamento elabora una nuova legge.</p><p>La proposta formulata nell'interpellanza mira a introdurre disposizioni d'eccezione valide in una "zona di confine" che andrebbe quindi delimitata. Inevitabilmente, una limitazione di carattere geografico sfocerebbe in un trattamento giuridico differenziato all'interno della comunità degli svizzeri all'estero in funzione dell'estensione della zona considerata e richiederebbe controlli da parte delle rappresentanze svizzere all'estero che nella pratica non sarebbe possibile attuare.</p><p>Per questi motivi il Consiglio federale rinuncia a proporre criteri per la determinazione del cantone di prossimità che comporterebbero un trattamento differenziato degli svizzeri all'estero. Nei cantoni in cui gli svizzeri all'estero possono votare anche sul piano comunale dovrebbero essere elaborati anche criteri per la determinazione del comune di voto.</p></text>