TRIBUNALE AMMINISTRATIVO DEL CANTONE DEI GRIGIONI R 14 30 5a Camera presieduta da Priuli, vicepresidente, e composta dal presidente Meisser e dal giudice Audétat, attuaria ad hoc Zanolari Hasse SENTENZA del 25 agosto 2014 nella vertenza di diritto amministrativo A._____, ricorrente contro Comune X._____, convenuto 1 e B._____, convenuto 2 concernente opposizione edilizia- 2 - 1. Il 21 gennaio 2014 B._____, proprietario della particella no. 01 del registro fondiario X._____, in zona Y._____, zona edilizia e zona nucleo, su cui sorgono gli edifici ni. 001 e 002, inoltrava una domanda di costruzione per la posa di una porta di 1000 x 1800 mm a chiusura del deposito sotto il terrazzo e alla chiusura parziale del porticato dell’edificio esistente con una vetrata, composta da vetri fissi e da una porta-finestra, di complessivi 3700 x 1920 mm. Durante la procedura di esposizione in data 6 febbraio 2014, A._____, a sua volta proprietaria della particella confinante n. 02, inoltrava opposizione e chiedeva di non autorizzare la posa della porta, in quanto esisterebbe già una chiusura, e di non autorizzare la posa della vetrata, in quanto verrebbe ad usurpare l’antica bellezza del nucleo del villaggio. Con decisione del 4 marzo 2014, il Comune X._____ respingeva l’opposizione e concedeva a B._____ la licenza edilizia a condizione che la porta e il telaio dei serramenti fossero eseguiti in legno o simil-legno e che lo spazio ricavato con la posa della porta e la chiusura del porticato non subisse cambiamenti di destinazione. 2. Nel tempestivo ricorso presentato in data 13 marzo 2014 al Tribunale amministrativo del Cantone dei Grigioni, A._____ postulava di accogliere il ricorso nonché di annullare la decisione del 4 marzo 2014 e della rispettiva licenza edilizia. A mente della ricorrente, ci sarebbero due motivi per il presente ricorso. Da un lato, in relazione alle distanze, non sarebbero rispettate le disposizioni della legge edilizia comunale e cantonale, dall’altro gli interventi previsti violerebbero l’estetica del nucleo. Il fatto che il comune convenuto avrebbe preteso dal committente dell’opera, che gli spazi ricavati con le chiusure in oggetto non potrebbero subire alcun cambiamento di destinazione, non sarebbe da considerare determinante. - 3 - 3. Nella sua presa di posizione il comune convenuto postulava la reiezione del ricorso. Ambedue le particelle ni. 01 e 02 sarebbero già edificate con un’abitazione. La ricorrente sosterrebbe che la distanza imposta per nuove costruzioni nella zona nucleo ai sensi dell’art. 47 della legge edilizia comunale sarebbe di 2.5 m dal confine (oppure a confine con l’accordo del vicino) o di 4 m da un edificio. Nel presente caso non sarebbe però richiesta l’autorizzazione di una costruzione nuova, ma unicamente il benestare per la posa di infissi e chiusura parziale o totale di una struttura già esistente senza alcune modifiche della stessa; le chiusure non pregiudicherebbero gli interessi privati preponderanti. Pur ritenendo che la posa di una chiusura di un’apertura preesistente non richiederebbe la distanza minima di 2.5 m, si potrebbe comparare la posa del serramento alla posa di isolamenti esterni in facciata, lecita ai sensi dell’art. 82 LPTC. Per quanto riguarderebbe l’aspetto estetico, la licenza edilizia porrebbe proprio la condizione di usare materiali in legno o simil- legno e di sottoporre prima dell’esecuzione un campione dei materiali all’ufficio tecnico comunale per approvazione. Infine sarebbe stata inoltre posta la condizione che gli spazi ricavati con la sistemazione delle chiusure non potrebbero subire cambiamenti di destinazione. 4. Nella sua presa di posizione il convenuto B._____ postulava la reiezione del ricorso. Il convenuto precisava che la chiusura del porticato permetterebbe un miglior isolamento della camera soprastante e eviterebbe l’ingresso del fogliame del nocciolo della ricorrente, con la quale sarebbe coinvolto dal 2005 in un procedimento di conciliazione davanti al Tribunale di Circolo X._____. Se la sua vetrata deturpasse il nucleo, allora la mancata istallazione di una grondaia sul tetto in lamiera della legnaia della ricorrente sarebbe ancora più perturbante. - 4 - 5. Con decisione del 31 marzo 2014 il giudice dell’istruzione conferiva l’effetto sospensivo al ricorso. 6. Le parti confermavano in sede di un secondo scambio di scritti le loro richieste e ribadivano le loro precedenti esposizioni. 7. In data 18 giugno 2014 il Tribunale amministrativo esperiva un sopralluogo sul posto, al quale partecipavano la ricorrente, il sindaco, il tecnico comunale e il committente dell’opera. In detta sede ogni parte al presente procedimento aveva ancora modo di esprimere il proprio punto di vista. Sulle risultanze del sopralluogo si tornerà, per quanto utile ai fini del giudizio, nelle considerazioni di merito che fanno seguito. Considerando in diritto: 1. È controversa la liceità della licenza edilizia rilasciata dall’autorità comunale al privato convenuto per l’edificazione di chiusure di preesistenti edifici. 2. a) La ricorrente contesta la licenza edilizia che permette la chiusura del deposito con una porta e la chiusura parziale del porticato con una vetrata a una distanza inferiore di 2.5 m dal confine della sua proprietà. Va quindi affermato che nel presente caso è pacifico che il progetto in questione, progettato in zona nucleo, non rispetta la distanza di 2.5 m. Sempre secondo la ricorrente sarebbe applicabile l’art. 75 http://links.weblaw.ch/it/BR-801.100+Art.75 della Legge cantonale sulla pianificazione territoriale (LPTC; CS 801.100) e quindi l’ampliamento verso l’alto dovrebbe rispettare una distanza di 2.5 metri dal confine. Le disposizioni sulle distanze, dal 1. novembre 2005 sono prioritariamente - 5 - regolate dagli art. 75 http://links.weblaw.ch/it/BR-801.100+Art.75- 78http://links.weblaw.ch/it/BR-801.100+Art.78 LPTC. Ai sensi dell’art. 75 cpv. 1 http://links.weblaw.ch/it/BR-801.100+Art.75 Abs.1 e 2http://links.weblaw.ch/it/BR-801.100+Art.75 Abs.2 LPTC per la costru- zione di edifici che superano il livello dell’originario terreno naturale si deve osservare una distanza di 2.5 metri dal confine del fondo vicino, se la legge edilizia del comune non prescrive distanze superiori. Tra gli edi- fici si deve osservare una distanza di 5 metri se la legge edilizia del co- mune non prescrive distanze superiori. Per quanto riguarda la struttura- zione, l’art. 73http://links.weblaw.ch/it/BR-801.100+Art.73 LPTC prevede che insediamenti, costruzioni e impianti devono essere costruiti e inseriti nell’ambiente e nel paesaggio a regola d’arte, in modo tale da creare un buon effetto generale (cpv. 1). b) Ai sensi dell’art. 47 cpv. 2 della legge edilizia del comune convenuto (LE) nella zona nucleo la configurazione dell’insediamento e i tipi di costru- zione devono essere conservati e completati. Per le nuove costruzioni il cpv. 4 sancisce una distanza dal confine del fondo vicino di 2.5 metri op- pure, con l’accordo del vicino, a confine. La portata dell’art. 47 LE per il quale le nuove costruzioni sono soggette alle distanze prescritte, deve letteralmente e teleologicamente essere interpretata nel senso che un edificio realizzato in sostituzione o in mera conservazione di una struttura preesistente, può continuare a derogare alle disposizioni sulle distanze dai confini e fra edifici. Nei casi di trasformazione e completamento di un edificio, invece, sono determinanti le distanze prescritte. Il fine perseguito dall’art. 47 LE è, infatti, quello di permettere la conservazione degli edifici in zona nucleo nel rispetto della loro collocazione e quindi dell’aspetto del nucleo. - 6 - c) Giova rilevare nell’evenienza che, come verificato in occasione del sopral- luogo, il porticato esistente sul fondo della parte convenuta è un’opera completa. La chiusura prevista con una vetrata si limita alla parte che fronteggia il fondo della ricorrente; la parte del porticato che fronteggia il giardino della parte convenuta non è un elemento della costruzione previ- sta e rimarrà aperta. In sintesi, la vetrata prevista non è da considerare come manutenzione o semplice completamento di un edificio esistente, ma come un completamento vero e proprio dell'esistente portico aperto e quindi una nuova costruzione, la quale, oltrepassando i 2.5 metri di di- stanza, non può essere realizzata senza l’accordo del vicino. In occasione del sopralluogo, la ricorrente ha espresso chiaramente di non essere di- sposta ad un accordo con il privato convenuto. Tale conclusione vale an- che per la porta per la chiusura del deposito. Né il committente né il co- mune convenuto hanno esposto sufficienti giustificazioni che meritereb- bero protezione a titolo di mera conservazione della struttura preesi- stente. d) Il comune convenuto in data 4 marzo 2014 ha quindi respinto a torto l’opposizione della ricorrente e rilasciato ingiustificatamente la licenza edi- lizia alla parte convenuta. Tale decisione va annullata integralmente e il ricorso va quindi accolto. 3. Viste le conclusioni, in applicazione dell’art. 73 cpv. 1 della legge sulla giustizia amministrativa (LGA; CS 370.100), nella procedura di ricorso la parte soccombente deve di regola assumersi le spese, che vanno quindi a carico del comune convenuto. La ricorrente, che non si è avvalsa della collaborazione di un rappresentante legale, non ha diritto all’assegna- zione di un’indennità a titolo di ripetibili (art. 78 cpv. 1 LTA).- 7 - Il Tribunale decide: 1. Il ricorso è accolto e la decisione impugnata annullata. 2. Vengono prelevate - una tassa di Stato di fr. 1'500.-- - e le spese di cancelleria di fr. 204.-- totale fr. 1'704.-- il cui importo sarà versato dal Comune X._____ entro trenta giorni dalla notifica della presente decisione all’Amministrazione delle finanze del Cantone dei Grigioni, Coira. 3. [Vie di diritto] 4. [Comunicazioni]