<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di presentare un progetto di modifica della legge federale sull'armonizzazione delle imposte dirette dei Cantoni e dei Comuni (LAID) che preveda:</p><p>1. la soppressione dell'imposta sulla sostanza e </p><p>2. una nuova imposta cantonale sugli utili in capitale conseguiti sulla sostanza privata mobiliare con una aliquota massima del 10 per cento.</p><p>L'aliquota di questa nuova imposta avrà un carattere regressivo, in funzione della durata di detenzione (al fine di favorire la detenzione a lungo termine o di evitare speculazioni).</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Oltre al reddito e al consumo, anche la sostanza può essere considerata un indicatore della capacità economica di una persona. Pertanto, l'imposizione della sostanza è di principio giustificata. Rinunciarvi significherebbe prendere in considerazione un'ampia riforma del sistema fiscale per le persone fisiche. Una tale riforma esigerebbe che, oltre all'imposizione degli utili in capitale, vengano esaminate anche l'imposizione delle successioni, l'imposizione dei redditi della sostanza e l'estensione a livello federale.</p><p>Nel progetto di Riforma III dell'imposizione delle imprese posto in consultazione il Consiglio federale ha proposto l'introduzione di un'imposta sugli utili in capitale applicabile ai titoli. La proposta è stata ampiamente respinta e pertanto non è stata portata avanti. Sebbene il Consiglio federale non abbia suggerito la soppressione dell'imposta sulla sostanza, i Cantoni hanno sostenuto che l'introduzione di un'imposta sugli utili in capitale aumenterebbe la pressione a favore della soppressione dell'imposta sulla sostanza, che essi hanno respinto per ragioni di politica finanziaria. Contrariamente a quanto chiesto nella presente mozione, il Consiglio federale ha proposto l'introduzione di un'imposta sugli utili in capitale non solo a livello cantonale, ma anche a livello federale. Inoltre, mentre nella sua proposta l'Esecutivo partiva dal presupposto che gli utili privati sarebbero tassati per via ordinaria (partecipazioni a cui si applica una procedura di imposizione parziale), la mozione chiede un'aliquota massima del 10 per cento e agevolazioni in caso di detenzione prolungata. Alle condizioni di allora, l'introduzione di un'imposta sugli utili in capitale applicabile ai titoli avrebbe portato ogni anno maggiori entrate stimate a circa 1,1 miliardi di franchi, di cui circa 300 milioni alla Confederazione e quasi 800 milioni ai Cantoni e ai Comuni. Nel 2017 l'imposta sulla sostanza ha fruttato a Cantoni e Comuni circa 7,3 miliardi di franchi. L'introduzione di un'imposta sugli utili in capitale applicabile ai titoli e la simultanea soppressione dell'imposta sulla sostanza avrebbero comportato, per i Cantoni e i Comuni, una diminuzione delle entrate stimata a circa 6,5 miliardi di franchi. Se l'aliquota per gli utili privati fosse fissata ad un massimo del 10 per cento e l'imposta avesse un carattere regressivo, le minori entrate sarebbero ancora più elevate.</p><p>Inoltre, l'aliquota massima del 10 per cento proposta nella mozione rappresenta una violazione dell'autonomia tariffaria dei Cantoni ed è pertanto anticostituzionale.</p><p>In sintesi, si può affermare che l'eventuale soppressione dell'imposta sulla sostanza dovrebbe andare di pari passo con l'esame di un'ampia riforma del sistema fiscale. La modifica di legge proposta nella mozione comporterebbe per i Cantoni e i Comuni una consistente diminuzione delle entrate, che dovrebbe essere compensata. Inoltre, la proposta contiene un elemento anticostituzionale.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.