<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è consapevole del fatto che la disoccupazione giovanile merita un'attenzione particolare, in quanto l'inizio dell'attività lavorativa e l'integrazione professionale sono molto importanti per la fiducia che i giovani hanno in se stessi e per il loro futuro sviluppo professionale. </p><p>Domanda 1:</p><p>Dati sociodemografici</p><p>Età: alla fine di settembre del 2003, 28'308 giovani di età tra i 15 e i 24 anni erano annunciati quali disoccupati presso gli Uffici regionali di collocamento (URC), ciò che corrisponde a un aumento del 60% rispetto all'anno scorso. Il 28% di essi avevano un'età inferiore ai 20 anni. Il tasso di disoccupazione dei giovani tra i 15 e i 19 anni ammontava al 3.7% (quindi ancora nella media), quello dei giovani tra i 20 e i 24 anni al 6.0%. Di conseguenza la disoccupazione giovanile registra attualmente sia un aumento che un livello superiore alla media. Un livello ancora più elevato della disoccupazione giovanile era stato registrato l'ultima volta all'inizio del 1997. Alla fine di gennaio del 1997, i tassi di disoccupazione erano i seguenti: 5.7% (complessivo), 2.9% (giovani dai 15 ai 19 anni) e 6.9% (giovani dai 20 ai 24 anni). In questo confronto di tipo cronologico occorre considerare il fatto che i tassi di disoccupazione del 1997 si basano sulla popolazione attiva rilevata nell'ambito del censimento federale del 1990. Questa circostanza è importante poiché la popolazione attiva di età tra i 20 e i 24 anni è diminuita del 22%, dal 1990 al 2000, per motivi demografici e a causa di una maggiore partecipazione ai vari cicli di formazione. Per tale motivo il tasso ufficiale di giovani disoccupati nel 1997 dovrebbe piuttosto sottovalutare il fenomeno della disoccupazione giovanile se lo si confronta con i valori attuali. </p><p>Diploma professionale / ultima funzione svolta: i disoccupati di età tra i 15 e i 24 anni sono ripartiti come segue fra le diverse categorie di funzioni: il 39% sono specialisti, il 31% ausiliari, il 19% apprendisti, il 10,5% allievi o studenti, mentre lo 0,5% svolge altre funzioni.</p><p>Nazionalità: il tasso di disoccupazione relativo alla media annuale degli stranieri tra i 15 e i 24 anni ammonta, a partire dal 1996, a circa il doppio fino al triplo rispetto a quello degli Svizzeri. A tale proposito gli stranieri sono soggetti, in misura maggiore degli Svizzeri, sia alle oscillazioni stagionali che alle fluttuazione congiunturali.</p><p>Sesso: i tassi di disoccupazione relativi alla media annuale delle donne e degli uomini dai 15 ai 24 anni sono relativamente vicini e divergono soltanto nella misura di 0,1 a 0,5 punti percentuali. La disoccupazione giovanile degli uomini registra in tal senso fluttuazioni stagionali leggermente più marcate. Alla fine di settembre del 2003, il tasso di disoccupazione delle giovani donne ammontava al 4,5% (dai 15 ai 19 anni) rispettivamente al 6,3% (dai 20 ai 24 anni). Per quanto riguarda gli uomini, i rispettivi tassi di disoccupazione erano del 3,0% (dai 15 ai 19 anni) rispettivamente del 5,7% (dai 20 ai 24 anni). Complessivamente tra i disoccupati il tasso di disoccupazione degli uomini era del 3.6%, mentre quello delle donne ammontava al 3.9%.</p><p>Regione: la Svizzera romanda e il Ticino registrano tendenzialmente, in una prospettiva a lungo termine, una diminuzione della disoccupazione giovanile. Nel 1995 il tasso di disoccupazione medio dei giovani tra i 15 e i 24 anni in queste regioni ammontava ancora al 7.2%, rispetto al 3.9% registrato nel 2002. Inoltre, nel corso degli ultimi anni, si constata un avvicinamento dei relativi tassi tra la Svizzera tedesca e la Svizzera latina. Attualmente la differenza nei tassi di disoccupazione giovanile è di circa 1,1 punti percentuali rispetto ai 4,4 punti percentuali rilevati nel 1995. </p><p>Per un'analisi della disoccupazione giovanile sono istruttive, in particolare, anche le seguenti tabelle statistiche elaborate a titolo supplementare dal Segretariato di Stato dell'economia (Seco). </p><p>Secondo una valutazione attuale, la durata media della disoccupazione per le persone di età inferiore ai 25 anni ammonta a 130 giorni. Questo valore è nettamente inferiore ai valori di riferimento registrati per le classi di età delle persone tra i 25 e i 55 anni (217 giorni) e dei disoccupati di età superiore ai 55 anni (309 giorni). Ciò dimostra che i giovani restano disoccupati durante un periodo nettamente più breve rispetto alle persone appartenenti alle altre classi di età. Di conseguenza i giovani disoccupati sono anche colpiti abbastanza raramente dalla disoccupazione di lunga durata. </p><p>Alla fine di settembre del 2003, la quota percentuale dei giovani disoccupati rispetto al totale dei disoccupati registrati ammontava al 19,3%, leggermente al di sotto della quota corrispondente rilevata dieci anni fa. </p><p>Domanda 2:</p><p>Analisi e interpretazione</p><p>Per analizzare l'evoluzione della disoccupazione esistono in Svizzera due diversi strumenti di misurazione, vale a dire la Rilevazione sulle forze di lavoro in Svizzera (RIFOS) dell'UST e il Registro delle persone in cerca d'impiego annunciate e dei disoccupati del Seco. Entrambe le statistiche sono complementari e denotano vantaggi e svantaggi specifici.</p><p>La RIFOS permette di elaborare statistiche sulla disoccupazione comparabili a livello internazionale. A tale proposito l'UST applica senza eccezioni le definizioni dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL). La RIFOS viene effettuata una volta all'anno in Svizzera e fornisce regolarmente, dal 1991, i risultati per il 2° trimestre. La rilevazione si basa su un sondaggio telefonico effettuato a caso su certo un campione di popolazione: i risultati vengono quindi estrapolati alla popolazione residente permanente in Svizzera. Spesso, a causa delle dimensioni limitate della campionatura, non è possibile effettuare analisi dettagliate delle caratteristiche delle persone disoccupate. Nel calcolo dei tassi di disoccupazione vengono utilizzate, sia per il numeratore (numero di disoccupati) che per il denominatore (popolazione attiva), le stime elaborate dalla RIFOS secondo le definizioni internazionali. </p><p>Le cifre del Seco relative alle persone in cerca d'impiego registrate corrispondono a una rilevazione completa delle persone che si sono annunciate a un URC. Le valutazioni secondo caratteristiche differenti, come l'età, la regione, l'appartenenza a un determinato ramo economico, ecc. non creano pertanto alcun problema pratico. I disoccupati registrati costituiscono soltanto una parte delle persone in cerca d'impiego. Sono considerate persone in cerca d'impiego non disoccupate, tra l'altro, le persone che percepiscono un guadagno intermedio o che frequentano un programma di occupazione temporanea (occupano un posto), le persone che seguono un corso di perfezionamento di una certa durata (non sono collocabili immediatamente) e le persone che per altri motivi non sono disoccupate (p. es. che sono ancora in servizio) o che non sono collocabili (p. es. a causa di una malattia, della scuola reclute, ecc.). Per quanto riguarda i tassi di disoccupazione ufficiali del Seco, la base è costituita dalle cifre relative alla popolazione attiva che risultano dal censimento della popolazione. Fino al mese di dicembre del 1999 sono stati utilizzati i dati del censimento del 1990, a partire dal mese di gennaio del 2000 quelli rilevati nel censimento del 2000. </p><p>Per i motivi di tipo concettuale menzionati in precedenza, i dati dell'UST divergono sistematicamente da quelli del Seco. In questo contesto la differenza principale consiste nel fatto che le cifre dell'UST comprendono sia i disoccupati registrati che quelli non registrati. I 50'000 disoccupati registrati che sono menzionati nella presente interrogazione riguardano sia le persone senza lavoro registrate che quelle non registrate secondo le definizioni internazionali. Ciò spiega anche perché la cifra fornita dall'UST è nettamente superiore a quella del Seco. Nel secondo trimestre del 2003, il Seco ha registrato 23'203 disoccupati di età tra i 15 e i 24 anni. La differenza tra le due statistiche è particolarmente netta nell'ambito della disoccupazione giovanile, poiché una parte decisamente rilevante dei giovani disoccupati non si annuncia a un URC. Gli incentivi finanziari di una registrazione, nel caso dei giovani, sono minori rispetto alla futura attività professionale. I giovani disoccupati dispongono di regola di un guadagno assicurato più ridotto in confronto alle fasce di età più avanzate, che inoltre sono normalmente soggette, in misura ancora maggiore, a dipendenze e impegni dal profilo del sostentamento e nei confronti della famiglia.</p><p>Un'analisi dell'evoluzione della disoccupazione in base alla statistica del Seco mostra che i giovani, in caso di peggioramento della situazione economica, provocano un aumento della disoccupazione superiore alla media. Si tratta di un fenomeno noto che purtroppo è possibile osservare anche nella situazione attuale (cfr. considerazioni in merito al punto 1). I motivi principali sono i seguenti:</p><p>1. Le persone che entrano per la prima volta sul mercato del lavoro (e si tratta prevalentemente di giovani) sono colpite particolarmente dai blocchi delle assunzioni. </p><p>2. I giovani dispongono di una scarsa esperienza professionale e aziendale, per cui la probabilità di essere licenziati è maggiore. </p><p>3. I giovani non sono completamente integrati nella loro professione e in parte sono ancora alla ricerca di un posto di lavoro ottimale. La disoccupazione dovuta alla ricerca di un posto di lavoro è pertanto più elevata presso i giovani. Anche una penuria di posti di tirocinio può aumentare la disoccupazione giovanile.</p><p>4. I giovani che abbandonano volontariamente il sistema di formazione al termine del periodo dell'obbligo scolastico hanno un livello di qualificazione basso, ciò che li espone di nuovo a un maggiore rischio di disoccupazione.</p><p>5. Anche i giovani alla ricerca di un lavoro da svolgere durante le vacanze o di un'attività lucrativa accessoria sono registrati quali disoccupati nella statistica dell'UST. Questa offerta d'impiego è la prima ad essere eliminata nei periodi in cui vi sono difficoltà economiche.</p><p>Questo elenco di motivi, che non possono essere considerati in modo strettamente gerarchico a causa della mancanza di adeguate analisi dettagliate, aiuta a comprendere le ragioni per cui la disoccupazione giovanile aumenta in modo particolarmente marcato durante un periodo di ribasso congiunturale. </p><p>Nel contempo l'esperienza degli anni '90 mostra che in una fase di ripresa economica si può contare su un calo, altrettanto superiore alla media, della disoccupazione giovanile. I fattori che spiegano tale fenomeno sono rappresentati da diversi vantaggi specifici della popolazione attiva dei giovani, di cui essi beneficiano quando la domanda di manodopera è in ripresa:</p><p>1. I loro salari sono di regola più bassi e spesso più flessibili verso il basso (soprattutto i salari iniziali dovrebbero essere contraddistinti da una notevole flessibilità).</p><p>2. I giovani, nella misura in cui hanno già lasciato la casa dei genitori, sono relativamente mobili dal punto di vista geografico.</p><p>3. Le conoscenze acquisite durante la formazione sono attuali e attrattive per i datori di lavoro. </p><p>Purtroppo non esiste un'analisi dettagliata della problematica della disoccupazione giovanile basata sulla RIFOS. Prima del 2002, infatti, anche la campionatura della RIFOS era piuttosto limitata. Per questo motivo occorre in generale interpretare con la dovuta precauzione le cifre relative al tasso di disoccupazione giovanile fornite dall'UST prima del 2002, in quanto esse possono contenere imprecisioni nelle valutazioni. Inoltre i dati più recenti, che si riferiscono al 2003, non sono ancora disponibili per effettuare analisi dettagliate. Tali dati verranno tuttavia messi a disposizione nel corso di quest'anno.</p><p>Effetto tardivo dal punto di vista statistico</p><p></p><p>Elencando le cause della disoccupazione giovanile è già stato menzionato il fatto che una riduzione dell'offerta di posti di tirocinio può comportare un aumento della disoccupazione giovanile. Tuttavia diversi fattori fanno pensare che l'offerta di posti di tirocinio non è il responsabile principale dell'attuale aumento della disoccupazione giovanile. </p><p>Un indicatore è il tasso di disoccupazione dei giovani tra i 15 e i 19 anni, che è inferiore a quello dei giovani tra i 20 e i 24 anni. Inoltre la percentuale degli ex allievi e studenti tra i disoccupati di età tra i 15 e i 24 anni, che ammonta al 10%, è comparativamente esigua. Del resto, la breve durata media in cui sono disoccupati mostra che i giovani, una volta annunciati a un URC, possono trovare molto probabilmente e in modo relativamente rapido un posto di tirocinio, una possibilità di occupazione o una soluzione intermedia. </p><p>Anche le analisi disponibili relative alla situazione del mercato dei posti di tirocinio contraddicono la tesi secondo cui la carente offerta di posti di tirocinio ha causato un forte aumento della disoccupazione giovanile. Secondo il barometro dei posti di tirocinio del mese di agosto 2003, quest'anno l'offerta di posti di tirocinio è di nuovo migliorata leggermente dopo aver subito un calo nel 2002. La quota di posti di tirocinio vacanti è aumentata fino all'11%, ciò che corrisponde al valore registrato nel 2000 e nel 2001, anni in cui la situazione relativa ai posti di tirocinio poteva essere valutata in modo positivo. </p><p>Attualmente è possibile soltanto speculare in quale misura l'aumento della disoccupazione giovanile secondo l'UST potrebbe dipendere dalla situazione relativa ai posti di tirocinio. Per saperne di più in merito a tale rapporto di dipendenza sarebbe necessario disporre di una versione più dettagliata dei dati forniti dalla RIFOS.</p><p>Un'inchiesta sul tema della disoccupazione giovanile è attualmente in fase di preparazione presso l'"Osservatorio intercantonale del mercato del lavoro della Svizzera orientale, di Argovia e di Zugo". L'aspetto centrale dell'inchiesta riguarda la questione intesa a sapere quali differenze regionali esistono in merito alla disoccupazione giovanile e in quale misura le particolarità regionali possono spiegare tali differenze. </p><p>Domanda 3:</p><p>Assicurazione contro la disoccupazione</p><p>Anche nell'ambito dell'assicurazione contro la disoccupazione (AD) l'offerta per i giovani disoccupati viene costantemente migliorata e adeguata alle relative condizioni, che sono cambiate. Gli assicurati stranieri e svizzeri possono richiedere nella stessa misura le prestazioni dell'AD. Numerosi progetti e provvedimenti sono orientati specificamente alla problematica della disoccupazione giovanile. </p><p>- Nell'ambito dell'AD gli assicurati hanno la possibilità di effettuare periodi di pratica professionale nell'amministrazione pubblica o in imprese private. Tali pratiche professionali permettono ai disoccupati di fare le prime esperienze professionali e dovrebbero facilitare loro l'approccio con il mondo del lavoro. In particolare l'AD si assume il 75% dei costi, mentre il rimanente 25% o al minimo 500 franchi vanno a carico del datore di lavoro. </p><p>- Il progetto Fondazione CH si prefigge di consentire agli apprendisti che hanno concluso la formazione, ma che non hanno ancora un posto di lavoro, di ottenere posti di pratica professionale effettuando scambi con aziende situate in altre regioni linguistiche della Svizzera. I partecipanti sono occupati all'80% in un'azienda e frequentano un corso di lingua nella misura del 20%.  La Fondazione CH offre 18 posti di pratica professionale. </p><p>- Dal 1996 l'AD organizza i cosiddetti semestri di motivazione (semo), vale a dire programmi speciali di occupazione per i giovani che hanno terminato o interrotto una scuola oppure hanno lasciato un posto di tirocinio e che non sono ancora in chiaro per quanto riguarda l'orientamento professionale da scegliere. Questo provvedimento favorisce la competenza sociale dei giovani e offre loro anche la possibilità di colmare determinate lacune culturali (p. es. conoscenze linguistiche insufficienti). Tuttavia l'obiettivo del semestre di motivazione consiste soprattutto nel trovare una possibilità di formazione rispettivamente un posto di tirocinio.</p><p>- Altri provvedimenti dell'AD sono le aziende di pratica commerciale (fare esperienze professionali in un ambiente vicino alla realtà) e le pratiche di formazione (miglioramento puntuale delle conoscenze professionali). </p><p>- La soms (Fondazione svizzera per il management all'est) organizza, su mandato della Confederazione, per gli apprendisti disoccupati che hanno concluso il tirocinio, periodi di pratica nell'amministrazione generale della Confederazione, presso le FFS, la Posta o Swisscom. D'ora in poi questo programma offre 50 posti di pratica professionale invece dei 15 previsti finora. Per il 2004 sono stati messi in preventivo 70 posti. </p><p>Programma per apprendisti disoccupati che hanno concluso la formazione presso l'amministrazione federale</p><p>Il programma previsto per gli "apprendisti disoccupati che hanno concluso la formazione presso l'amministrazione federale" è stato annullato per motivi finanziari dall'Ufficio federale del personale: attualmente non sono disponibili mezzi finanziari che permettano di rilanciarlo. </p><p>Offerta di posti di tirocinio</p><p>Per quanto concerne la situazione relativa ai posti di tirocinio, il Consiglio federale ha preso l'iniziativa istituendo una Task Force per i posti di tirocinio. I seguenti provvedimenti sono stati proposti dalla Task Force per i posti di tirocinio e sono già stati in parte attuati:</p><p>- Il Consiglio federale ha deciso il 30 aprile di aumentare di complessivamente 100 unità l'offerta di posti di tirocinio della Confederazione per l'anno in corso e per l'anno prossimo. </p><p>- Quale provvedimento urgente, tra l'altro, sono stati istituiti in diversi Cantoni, nei quali quest'anno la situazione relativa ai posti di tirocinio è stata ritenuta critica, i promotori dei posti di tirocinio che sono stati finanziati dalla Confederazione. </p><p>- Già quest'anno, inoltre, è stato concesso un finanziamento per avviare una rete di posti di tirocinio. Le reti di posti di tirocinio devono agevolare soprattutto alle piccole e medie imprese la possibilità di offrire in comune posti di tirocinio. </p><p>- Malgrado vi siano stati di recente alcuni indizi di miglioramento della situazione sul mercato dei posti di tirocinio (cfr. il barometro dei posti di tirocinio del mese di agosto 2003), occorre presumere che nel 2004 la situazione relativa ai posti di tirocinio non migliorerà sensibilmente, in particolare anche per il fatto che l'anno prossimo, per motivi demografici, un numero maggiore di giovani si affaccerà sul mercato dei posti di tirocinio. Per questo motivo la Task Force per i posti di tirocinio ha proposto di stanziare ulteriori 2.3 milioni di franchi allo scopo di creare posti di tirocinio supplementari. Sono previsti i seguenti provvedimenti principali:</p><p>1) Il sostegno finanziario dei promotori di posti di tirocinio quale strumento efficace e che produce effetti rapidi. Le persone integrate nell'economia regionale sono in grado di motivare gli imprenditori a mettere a disposizione posti di formazione supplementari. </p><p>2) Finanziamenti per l'avviamento di reti di aziende di tirocinio. Nel caso di questo modello di formazione vengono creati nuovi posti di tirocinio, in quanto le imprese offrono in comune posti di formazione. </p><p>3) Collocamento e consulenza. Gli specialisti rendono attenti in modo mirato i giovani senza un posto di tirocinio alle offerte di posti vacanti in tale settore, li consigliano e li mettono in contatto con le imprese. </p><p>Parallelamente a ciò occorre migliorare il marketing dei posti di tirocinio. A tale proposito si deve far conoscere, in particolare anche alle persone provenienti da culture straniere, l'importanza di una formazione professionale completa. </p><p>Credito destinato alla promozione dell'integrazione</p><p>Se si prescinde dall'AD, la Confederazione ha approvato un secondo credito destinato alla promozione dell'integrazione che viene gestito all'IMES, cioè dall'Ufficio federale dell'immigrazione, dell'integrazione e dell'emigrazione (in precedenza UFDS). In tale ambito, quest'anno vi sono a disposizione 12,5 milioni di franchi per la promozione dell'integrazione degli stranieri. La novità consiste nel fatto che, a partire dal 2004, verranno sostenuti progetti che contribuiscono all'"apertura di istituzioni" per la popolazione straniera. Le altre priorità della promozione dell'integrazione per il periodo 2004-2007 prevedono di promuovere la comprensione, l'innovazione e la garanzia della qualità, facilitare la convivenza e sviluppare centri di competenza.</p>  Risposta del Consiglio federale.