<h2>SubmittedText<h2><p>Sia nell'Unione europea che in Svizzera, la creazione di un certificato vaccinale è ai blocchi di partenza. Questo solleva domande importanti:</p><p>1. Come risponde il Consiglio federale alle preoccupazioni di molte cittadine e di molti cittadini che temono che con l'introduzione di un certificato vaccinale si istauri una società a due velocità in cui chi non si fa vaccinare contro la COVID-19 sarà svantaggiato (p. es. nella sua libertà di viaggiare e di spostarsi)?</p><p>2. Il Consiglio federale è in generale del parere che ai "non vaccinati" possa essere negata la soddisfazione di alcuni bisogni della vita quotidiana (visite a concerti, servizi pubblici e privati)? Se sì, come sarebbe conciliabile con il divieto di discriminazione sancito all'articolo 8 della Costituzione federale? </p><p>3. A quali condizioni il Consiglio federale considera legittimo che cittadine e cittadini della Svizzera si rifiutino di farsi vaccinare contro la COVID-19?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale sta vagliando accuratamente per quali precisi scopi sarà possibile utilizzare un certificato COVID. Nel traffico internazionale viaggiatori, un certificato COVID potrebbe per esempio servire a esentare le persone vaccinate o guarite dall'obbligo di quarantena e di test. La distinzione tra persone vaccinate e non vaccinate e persone guarite e non guarite per provvedimenti individuali come la quarantena non rappresenterebbe un privilegio per le persone vaccinate o guarite: per loro un provvedimento del genere non sarebbe più giustificato dato che la vaccinazione o la guarigione riducono notevolmente il rischio di trasmissione del virus. L'articolo 6a della legge COVID-19 (RS 818.102), adottato dal Parlamento il 19 marzo 2021, incarica il Consiglio federale di stabilire i requisiti di un documento che possa servire a certificare non soltanto l'avvenuta vaccinazione contro la COVID-19, ma anche la guarigione da un'infezione da COVID-19 o il risultato del test COVID-19. La presentazione di un test negativo o di un attestato di guarigione potrebbe quindi essere un'alternativa all'esibizione di un attestato di vaccinazione.</p><p>2. Una distinzione tra persone con e senza certificato COVID costituisce una disparità di trattamento, ma non una discriminazione. La discriminazione è una disparità di trattamento in cui è presente un elemento denigratorio nei confronti di una persona a causa della sua appartenenza a un determinato gruppo. Questo non è il caso nella distinzione tra persone con e senza certificato COVID. Il principio della parità di trattamento (art. 8 cpv. 1 Cost.) ha una duplice portata: richiede che situazioni simili siano trattate in modo simile e che situazioni diverse siano trattate in modo diverso. Sotto il profilo della parità di trattamento, il rischio molto esiguo che le persone vaccinate o guarite possano essere contagiate e trasmettere la COVID-19 è un motivo oggettivo di distinzione. Ogni intervento dello Stato sui diritti fondamentali deve essere il più possibile limitato: anche da questo punto di vista è opportuno che le persone che non possono più trasmettere il virus siano soggette il meno possibile a provvedimenti restrittivi. Un allentamento dei provvedimenti per le persone vaccinate, guarite o testate è quindi conforme alla Costituzione.</p><p>3. In Svizzera, la vaccinazione anti-COVID-19 è raccomandata e volontaria. La Confederazione punta sull'informazione e sulla sensibilizzazione. Particolarmente importanti sono le raccomandazioni vaccinali della Commissione federale per le vaccinazioni e dell'Ufficio federale della sanità pubblica. Ogni persona è libera di decidere, in base alle proprie considerazioni, se farsi vaccinare o meno.</p>  Risposta del Consiglio federale.