<h2>SubmittedText<h2><p>La forza del franco aumenta la pressione su alcuni settori dell'economia svizzera. Un crescente numero di imprese considera l'ipotesi di una ristrutturazione o di un trasferimento all'estero di parti della produzione e quindi, di posti di lavoro. Nel peggiore dei casi vi è il rischio che le imprese chiudano i battenti. Alcune aziende reagiscono diminuendo gli stipendi o prolungando gli orari lavorativi, mentre altre adeguano in modo arbitrario le condizioni di lavoro. Secondo i rappresentanti delle associazioni, già oggi, a meno di quattro mesi dalla decisione della Banca nazionale svizzera, sono colpiti migliaia di posti di lavoro.</p><p>Occorre pertanto adottare contromisure politiche dal momento che la piazza produttiva e industriale svizzera deve assicurarsi un futuro sociale, ecologico e finanziario. Eventuali misure dovranno essere prese in maniera mirata. Per questo motivo è importante che ci sia più chiarezza in merito alla presente situazione e alle prospettive future. Invitiamo quindi il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Come valuta il rischio di una nuova spinta verso la deindustrializzazione? Sulla base di che cosa e con quale motivazione?</p><p>2. Quali sono i settori colpiti e in che modo? Cifre? Prospettive?</p><p>3. Quali aree della Svizzera sono interessate e in che modo? Cifre? Prospettive?</p><p>4. Come valuta la situazione riguardante l'economia verde (misure applicabili per la promozione delle energie rinnovabili, della valorizzazione dei rifiuti, dell'efficienza energetica e dell'economia verde in generale)? Cifre? Prospettive?</p><p>5. Secondo il Consiglio federale, quali possibilità di sviluppo ha l'economia circolare? Tali aspettative sono quantificabili?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. In linea di principio va osservato che nelle economie avanzate, come anche in Svizzera, è presente una tendenza a lungo termine di sviluppo verso una società sempre più basata sui servizi. Questa cosiddetta terziarizzazione si manifesta anche nello spostamento delle quote di produzione e di occupazione dal settore industriale a quello dei servizi. Sono responsabili di questo fenomeno vari fattori come ad esempio il progresso tecnologico con un elevato aumento della produttività nel settore industriale, ma anche lo spostamento della domanda verso determinati servizi (p. es. sanità).</p><p>In Svizzera questo cambiamento strutturale è avvenuto in passato grazie alla forte capacità dell'economia di adattarsi senza problemi. L'industria svizzera è riuscita nel complesso a superare relativamente bene anche gli ultimi anni, particolarmente difficili a seguito della crisi finanziaria e caratterizzati da un ristagno dei mercati esteri e dal franco forte, incrementando il suo valore aggiunto. L'occupazione, tuttavia, è diminuita, basti pensare all'industria manifatturiera, che dal 2008 a oggi ha perso 25 000 posti di lavoro.</p><p>Il Consiglio federale è consapevole dei rischi considerevoli per lo sviluppo economico derivanti dal recente apprezzamento del franco. Secondo le ultime stime della Confederazione, per il 2015 si prevede un rallentamento congiunturale notevole e un aumento transitorio della disoccupazione a causa della forza del franco. Al momento l'insorgere di una grave crisi è però piuttosto improbabile. Per determinati settori e aziende si prevedono dolorosi adeguamenti strutturali e ulteriori perdite di posti di lavoro. Solo con il passare del tempo sarà possibile stimare in maniera più precisa il reale impatto sull'economia.</p><p>2. Particolarmente colpita dal franco forte è l'industria delle esportazioni, inclusi i subfornitori, nonché il settore turistico, allo stesso tempo però anche determinati settori orientati al mercato interno come il commercio al dettaglio (a causa del turismo degli acquisti). Per quanto riguarda l'industria, gli effetti variano notevolmente a seconda del settore. I più colpiti sono i settori e le imprese i cui prodotti sono fortemente orientati alla zona euro e che sono molto sensibili alle variazioni dei tassi di cambio. Tra questi rientra in particolare l'industria meccanica, elettrotecnica e metallurgica (industria MEM), che negli scorsi anni è riuscita a riprendersi a stento in termini di volume delle esportazioni e che ora sta subendo una nuova battuta d'arresto. Sono invece meno soggetti agli effetti valutari settori quali l'industria farmaceutica e l'industria orologiera, che negli ultimi anni hanno registrato uno sviluppo positivo.</p><p>3. Secondo le attuali stime di BAK Basel, nel 2015 tutte le regioni potrebbero assistere a un netto indebolimento, in particolare quelle che presentano numerosi settori orientati alle esportazioni. Tra questi rientrano da un lato i cantoni della Svizzera orientale, in cui hanno un ruolo piuttosto importante i settori dei beni d'investimento, che risentono dell'apprezzamento della valuta nazionale (sottoposti alle tensioni del franco forte), dall'altro anche i cantoni turistici Vallese e Grigioni potrebbero essere colpiti piuttosto fortemente.</p><p>4. Anche in ambito energetico e ambientale il franco forte si è ripercosso sulle imprese orientate all'export che esportano gran parte dei loro prodotti verso i Paesi dell'UE. A gravare ulteriormente sul settore energetico è il fatto che i prezzi sono molto bassi e con ogni probabilità rimarranno tali anche nei prossimi anni (in particolare il petrolio e l'elettricità), il che riduce gli incentivi agli investimenti in nuove centrali elettriche o per apparecchiature e soluzioni più efficienti e a maggior risparmio energetico.</p><p>L'economia verde mira a migliorare lo sfruttamento efficiente di tutte le risorse naturali, migliorando così la competitività dell'economia svizzera. Nel 2013 le esportazioni della Svizzera nel settore cleantech sono ammontate a circa 40 miliardi di franchi. Secondo l'azienda di consulenza Ernst Basler e Partner, negli ultimi cinque anni l'occupazione e il valore aggiunto sono aumentati annualmente del 6 per cento, dunque in maniera nettamente superiore rispetto all'economia complessiva nel periodo di confronto (occupazione 3,5 per cento e valore aggiunto lordo 2,2 per cento).</p><p>Se la Svizzera intende rimanere competitiva nonostante l'attuale tasso di cambio, sono fondamentali condizioni quadro che rafforzino l'utilizzo razionale delle risorse e l'innovazione. Inoltre, per la sicurezza in materia di pianificazione e di investimenti delle imprese è altresì importante che i provvedimenti politici relativi all'economia verde vengano orientati verso obiettivi a lungo termine.</p><p>5. Le risorse naturali, in particolare le materie prime, rappresentano un importante fattore di produzione per molte attività economiche. Gli studi sul miglioramento dell'efficienza delle aziende di produzione dimostrano chiaramente che i costi delle materie prime e dei materiali, che mediamente pesano in ragione del 45 per cento, costituiscono il maggiore fattore di costo. Queste imprese sono quindi più incentivate a incrementare l'efficienza dei materiali. In molti ambiti la Svizzera dipende dalle materie prime provenienti dall'estero, ad eccezione delle materie prime minerali quali ad esempio sabbia o ghiaia.</p><p>La Confederazione sostiene gli obiettivi perseguiti dall'economia nell'ambito dell'utilizzo efficiente delle risorse sia a livello di ricerca e innovazione sia mediante la piattaforma export Swiss Global Enterprise. Negli ultimi anni è stato quindi possibile raggiungere importanti traguardi nell'ambito del piano d'azione Economia verde 2013 per quanto concerne la chiusura dei cicli dei materiali. La Confederazione sostiene ad esempio, tramite Reffnet.ch, la piattaforma di conoscenze che offre consulenza e sostegno alle aziende sull'utilizzo efficiente delle risorse. La Confederazione, inoltre, partecipa al "Network Costruzione Sostenibile" e lo sostiene finanziariamente. Per quanto riguarda il recupero dai rifiuti elettronici di metalli tecnici rari la Svizzera, insieme alla Germania, svolge un ruolo di leader.</p><p>In linea di principio la Confederazione vede un enorme potenziale nell'edilizia e nell'ecodesign, vale a dire negli sforzi per ridurre l'impatto ambientale su tutto l'arco della vita attraverso un design di prodotti avanzato. Non esiste una base di dati sicura per quantificare le aspettative.</p>  Risposta del Consiglio federale.