<h2>SubmittedText<h2><p>Fondandosi sull'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale, il Cantone di Ginevra presenta la seguente iniziativa:</p><p>Il Gran Consiglio della Repubblica e Cantone di Ginevra, in considerazione:</p><p>- della portata storica della morte dei manifestanti e dei passanti caduti sotto il fuoco dell'esercito svizzero il 9 novembre 1932;</p><p>- della legittimità della resistenza attuata sotto forma di manifestazione pacifica di fronte al raduno dell'Unione nazionale organizzato da Georges Oltramare a Plainpalais il 9 novembre 1932;</p><p>- del diritto alla libertà d'espressione;</p><p>- del carattere politico della decisione di condanna del 3 giugno 1933 pronunciata da un tribunale penale della Confederazione nei confronti di sette manifestanti (Léon Nicole, Auguste Millasson, Francis-Auguste Lebet, Jules Daviet, Albert Wütrich, Francis Baeriswyl e Edmond Isaak) riunitisi il 9 novembre 1932;</p><p>- dei precedenti casi di riabilitazione attuati dal Parlamento federale che riguardano persone condannate ingiustamente durante la Seconda Guerra Mondiale o volontari della guerra civile spagnola;</p><p>chiede all'Assemblea federale</p><p>di annullare le decisioni di un tribunale penale della Confederazione del 3 giugno 1933 e di riabilitare completamente i sette manifestanti: Léon Nicole, Auguste Millasson, Francis-Auguste Lebet, Jules Daviet, Albert Wütrich, Francis Baeriswyl e Edmond Isaak.</p><h2>Proceedings<h2><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 14.06.2018</b></p><p>Il Consiglio degli Stati ha bocciato, con 24 voti contro 17, una iniziativa cantonale di Ginevra che chiede di riabilitare sette manifestanti condannati a seguito della manifestazione antifascista del 9 novembre del 1932. La dimostrazione fu repressa dall'esercito e ci furono 13 morti e 65 feriti. Per la maggioranza la sentenza è stata resa in conformità con le regole dello Stato di diritto.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 09.05.2019</b></p><p><b>CN: sparatoria 1932, nessuna riabilitazione per condannati </b></p><p><b>Le sette persone condannate nel 1933 in seguito ai disordini di Ginevra tra socialisti ed esponenti filofascisti costati la vita a 13 persone colpite dalle pallottole dell'esercito, chiamato per mantenere l'ordine, non verranno riabilitate. Per 113 voti a 54, il plenum non ha dato seguito, come gli Stati l'anno scorso, a un'iniziativa cantonale di Ginevra che chiedeva di annullare le sentenze dell'epoca.</b></p><p>La maggioranza, pur nutrendo comprensione per i motivi che nel 1932 spinsero a dimostrare contro un'organizzazione antidemocratica e antisemita, è contraria all'annullamento delle sentenze che furono pronunciate nel rispetto delle regole dello Stato di diritto dell'epoca.</p><p>Inoltre, i sette imputati furono condannati (da 2 a 6 mesi di reclusione) per essersi opposti all'autorità dello Stato e non per aver partecipato a una manifestazione. Procedere a una riabilitazione equivarrebbe a un'ingerenza nel potere giudiziario.</p><p>Di diverso parere una minoranza rosso-verde, secondo cui in passato il Parlamento ha già proceduto a riabilitazioni: è il caso di quelle 137 persone che negli anni '40 furono condannate come "passatori" per aver aiutato centinaia di persone a rifugiarsi in Svizzera durante la Seconda Guerra Mondiale, nonché dei volontari della guerra civile spagnola riabilitati nel 2009.</p><p>Per Lisa Mazzone (Verdi/GE), i fatti di Ginevra, per quanto possano sembrare lontani nel tempo, vengono commemorati ogni anno nella città di Calvino, in cui per la prima volta l'esercito sparò sulla folla.</p><p>"Non si tratta di giudicare coloro che all'epoca pronunciarono le sentenze di condanna, bensì di una riabilitazione politica", ha spiegato l'esponente ecologista. Dopotutto, ha ricordato, uno dei condannati, Léon Nicole, fu eletto al Consiglio di stato di Ginevra poco dopo i fatti, una forma di riabilitazione politica da parte del popolo. Una riabilitazione contribuirebbe inoltre a riconciliare il Cantone con la sua storia.</p><p>La consigliera nazionale ha inoltre fatto notare che il Gran consiglio di Ginevra si è espresso a favore di una riabilitazione a grande maggioranza, indipendentemente dall'appartenenza politica.</p><p></p><p>I fatti dell'epoca</p><p>Come è possibile leggere nel Dizionario storico della Svizzera, gli avvenimenti accaduti a Ginevra il 9 novembre 1932, tutt'ora controversi quanto a svolgimento dei fatti e attribuzione delle responsabilità, si iscrivono nel contesto dell'ascesa dei totalitarismi in Europa, della crisi economica e della disoccupazione.</p><p>All'epoca il clima politico era particolarmente teso a Ginevra, dove una serie di scandali (affare della Banca di Ginevra) aveva duramente colpito i partiti della destra tradizionale. Tafferugli di strada videro i militanti del partito socialista di Léon Nicole opporsi agli esponenti dell'Unione nazionale filofascista di Georges Oltramare.</p><p>Un manifesto provocatorio che annunciava "la pubblica accusa contro i signori Nicole e Dicker" affisso dall'Unione nazionale spinse i socialisti a organizzare una contromanifestazione. Temendo per l'ordine pubblico, il Consiglio di Stato chiese l'intervento dell'esercito.</p><p>La sera del 9 novembre, una tattica militare poco idonea a contenere una folla antimilitarista eccitata dalla violenza verbale di Nicole, una serie di ordini maldestri e l'impiego di ufficiali e reclute prive di esperienza provocarono il dramma: sentendosi minacciata, la truppa aprì il fuoco, causando 13 morti e 65 feriti.</p><p>Un processo davanti alla Corte d'assise federale (maggio 1933) si concluse con la condanna alla detenzione per Léon Nicole, e altre sei persone.</p><p>La sparatoria provocò intense emozioni ed ebbe importanti ripercussioni elettorali: nel novembre 1933 i socialisti ottennero infatti la maggioranza nel Consiglio di Stato di Ginevra e nel municipio di Losanna. In seguito all'accaduto si aprì inoltre il dibattito sul ruolo dell'esercito nel mantenimento dell'ordine pubblico.</p>