<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di:</p><p>1. coordinare e ottimizzare le politiche settoriali nelle aree rurali;</p><p>2. tener conto, a livello degli strumenti, del ruolo delle varie regioni periferiche, della specificità, del potenziale economico, dell'evoluzione demografica e delle aspettative differenziate delle regioni interessate; </p><p>3. provvedere affinché gli strumenti siano compatibili con quelli europei, segnatamente con quelli austriaci.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Confederazione adotta diversi provvedimenti di natura giuridica e organizzativa volti a coordinare le politiche d'incidenza territoriale. </p><p>Tra le misure di natura giuridica rientra l'ordinanza concernente il coordinamento dei compiti della Confederazione nell'ambito della politica dell'assetto del territorio (RS 172.016). L'articolo 3 sancisce che i dipartimenti, gli uffici e i servizi dell'amministrazione generale della Confederazione sono tenuti, riguardo ai compiti rilevanti per l'assetto del territorio, alla cooperazione e al coordinamento. In diversi altri atti normativi, come ad esempio la legge sull'agricoltura (art. 2 cpv. 2), la legge federale sulla pianificazione del territorio (art. 2 e 13) o la legge federale sulla politica regionale (art. 13 lett. b), il coordinamento è esplicitamente prescritto.</p><p>Tra gli organi preposti al coordinamento rientrano in primo luogo la Conferenza della Confederazione sull'assetto del territorio (CAT), che, in qualità di organo con competenze che toccano diversi dipartimenti e uffici, è preposta all'informazione e al coordinamento della politica sull'assetto del territorio e in secondo luogo la Rete federale Spazio rurale. Istituita alla fine del 2002 nel quadro della CAT da un gruppo di base composto da rappresentanti dell'ARE, dell'UFAG, della SECO e dell'UFAM, persegue l'obiettivo di contribuire al dibattito sullo sviluppo territoriale futuro nel nostro Paese e di instaurare una politica coerente per lo spazio rurale. </p><p>1. A livello federale esistono diversi provvedimenti di natura giuridica e organizzativa volti a coordinare le politiche settoriali. Essi possono indubbiamente venir migliorati. L'ottimizzazione delle politiche è, in senso assoluto, un compito permanente della Confederazione.</p><p>Dal profilo materiale il Progetto territoriale Svizzera, attualmente elaborato congiuntamente da Confederazione, cantoni, città e comuni, rappresenterà una base importante per il coordinamento. </p><p>2. Con la nuova impostazione della perequazione finanziaria e della ripartizione dei compiti tra Confederazione e cantoni (NPC), i cantoni dispongono di strumenti efficaci e di mezzi finanziari non vincolati per poter entrare nel merito delle diverse esigenze dello rispettive regioni periferiche. </p><p>Anche le convenzioni di programma pluriennali in virtù della legge sulla politica regionale garantiscono ai cantoni un margine di manovra sufficiente per tenere in considerazione, attraverso la promozione di progetti, le diverse peculiarità socio-economiche delle regioni.</p><p>3. Per principio, gli strumenti di politica regionale vengono valutati al fine di stabilire se sono compatibili con quelli dell'UE. Non esiste tuttavia alcun obbligo di applicare le rispettive norme dell'UE. </p><p>In Austria i programmi regionali vengono elaborati dai Länder federali e concordati con gli uffici federali coinvolti. Vi è quindi una determinata autonomia dei Länder.</p><p>Se, contrariamente alla proposta del Consiglio federale, la Camera prioritaria accogliesse la mozione, il Consiglio federale proporrebbe alla seconda Camera la trasformazione in un mandato di verifica.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.