<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale apprezza il fatto che le aziende della Confederazione, nel quadro delle loro possibilità, si impegnino a favore di organizzazioni di pubblica utilità e di opere caritative. È tuttavia compito dell'azienda definire la propria politica al riguardo. La Posta ha per legge il mandato di fornire in tutta la Svizzera un servizio di base di qualità con prestazioni del servizio postale e del traffico dei pagamenti. La Posta deve svolgere questo mandato rispettando i principi dell'economia aziendale e deve operare in condizioni di autonomia finanziaria. Questi principi sono stati recentemente confermati dal Parlamento nell'ambito delle deliberazioni sul rapporto del Consiglio federale concernente la panoramica sull'evoluzione del settore postale in Svizzera.</p><p></p><p>Domanda 1</p><p>Il mandato di prestazioni che la legge affida alla Posta non esclude il sostegno e la solidarietà verso le associazioni che perseguono scopi di pubblica utilità e le organizzazioni no profit. La Posta si sforza anche di offrire a queste organizzazioni condizioni di favore per lo sfruttamento delle superfici di affissione situate all'interno dei maggiori uffici postali della Svizzera tedesca e francese. La Posta, per esempio, concede alle organizzazioni di pubblica utilità riconosciute lo sconto ZEWO. Questo sconto viene concesso alle suddette organizzazioni e associazioni in aggiunta agli sconti usuali. Nel 2002 lo sconto ZEWO era generalmente del 10 per cento. </p><p>Per poter offrire condizioni ancora migliori alle organizzazioni ZEWO, il 1° gennaio 2003 la Posta Svizzera ha aumentato notevolmente gli sconti per l'uso di spazi pubblicitari (per esempio lo sconto per i manifesti A3-è ora del 25 per cento, quello per gli spot TV su Canal Poste addirittura del 50 per cento). </p><p></p><p>Domanda 2</p><p>Gli elevati costi non coperti generati dalla rete degli uffici postali obbligano la Posta a sfruttare al meglio le proprie superfici di vendita. Poiché i costi della rete non possono essere ridotti oltre un certo limite, la Posta deve agire sul lato delle entrate, per esempio affittando spazi pubblicitari a terzi. Per l'affitto di questi spazi, la Posta può definire liberamente le condizioni, trattandosi di un servizio offerto in regime di libera concorrenza per il quale non sussiste un obbligo di fornitura sancito dalla legge. Tuttavia, la Posta è tenuta anche in questo ambito ad osservare il principio della parità di trattamento, che pone determinati limiti alla definizione di condizioni agevolate per determinati gruppi di clienti</p><p>Il fatturato conseguito nel 2002 attraverso gli spazi pubblicitari è di circa 4 milioni di franchi. Questo importo potrà sembrare marginale rispetto al fatturato complessivo dell'azienda; la Posta deve tuttavia sfruttare tutte le possibilità per coprire i costi della rete degli uffici postali per poter svolgere il compito di gestire una rete capillare di uffici postali che la legge le attribuisce. </p><p></p><p>Domanda 3</p><p>Secondo il Consiglio federale, attraverso il miglioramento delle condizioni offerte alle organizzazioni ZEWO, la Posta Svizzera si impegna già in modo adeguato a favore delle organizzazioni di pubblica utilità. A questo riguardo bisogna anche considerare che la Posta si impegna anche in altri ambiti a favore di scopi caritativi. Essa, per esempio, versa ad associazioni caritative (Pro Juventute, Pro Patria ecc.) una parte degli introiti derivante dalla vendita di serie speciali di francobolli. Inoltre, da diversi anni, offre l'invio gratuito dei pacchi nell'ambito dell'iniziativa "Due volte Natale". </p><p></p><p>Domanda 4</p><p>L'attaccamento della popolazione alla Posta e l'immagine che quest'ultima trasmette hanno una valenza economia tutt'altro che trascurabile. Naturalmente, l'impegno a favore delle organizzazioni di pubblica utilità contribuisce alla buona immagine della Posta. Il Consiglio federale ritiene però che l'immagine dell'azienda dipenda ancora di più dalla sua capacità di fornire servizi di buona qualità e a prezzi adeguati.</p>  Risposta del Consiglio federale.