<h2>SubmittedText<h2><p>L'articolo 16 capoverso 1 LIFD e dunque l'articolo 7 capoverso 1 LAID vanno specificati in modo che soltanto il reddito conseguito definitivamente sia oggetto d'imposizione e l'arricchimento apparente rimanga irrilevante per l'imposta sul reddito.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. L'autore della mozione chiede di specificare l'articolo 16 capoverso 1 LIFD e l'articolo 7 capoverso 1 LAID in modo che soltanto gli afflussi patrimoniali acquisiti definitivamente soggiacciano all'imposta sul reddito. Un intervento legislativo s'impone soprattutto in relazione all'imposizione dei ricavi provenienti dalle cosiddette catene di Sant'Antonio.</p><p>2. Secondo l'articolo 16 capoverso 1 LIFD e l'articolo 7 capoverso 1 LAID sottostà all'imposta sul reddito la totalità dei proventi, periodici e unici. Entrambe queste leggi non dicono esplicitamente quando i proventi sono considerati realizzati definitivamente, lasciandone l'interpretazione alla giurisprudenza. La giurisprudenza sulle cosiddette catene di Sant'Antonio può essere riassunta nel modo seguente: un reddito è realizzato se il contribuente è retribuito con prestazioni o acquisisce una pretesa giuridica fissa di cui può disporre effettivamente. Il conseguimento di un credito è considerato reddito realizzato, se il suo adempimento alla scadenza non appare incerto. La giurisprudenza del Tribunale federale considera reali gli accrediti ascritti agli investitori dai gestori delle catene di Sant'Antonio, poiché questi ultimi rimborsano a richiesta gli accrediti fintanto che il denaro guadagnato è sufficiente. Non vengono imposti soltanto i ricavi effettivamente versati agli investitori, bensì anche i ricavi reinvestiti dagli investitori. Dato che reinvestendo gli importi accreditati gli investitori hanno detenuto il potere di disporre dell'accredito, lo stesso è considerato come reddito realizzato.</p><p>3. Questa giurisprudenza costituisce un principio generale valido per tutti gli accrediti, quindi anche per gli interessi su un libretto di risparmio. Anche per i conti bancari il ricavo da interessi è considerato realizzato con l'accredito. È irrilevante se il titolare del libretto di risparmio incassa l'interesse o lo lascia depositato. Anche per una banca non è del tutto esclusa la possibilità che l'interesse accreditato non sia più ottenibile causa insolvenza. Tuttavia, in base alla situazione giuridica in vigore il ricavo da interesse deve essere imposto come reddito. Se si vuole impedirlo, occorre ridefinire il concetto di realizzazione. Ciò comporterebbe però una regolamentazione complicata, poiché si dovrebbe procedere alla delimitazione tra valori patrimoniali realizzati e valori patrimoniali non definitivamente realizzati in casi da definire. Occorre ricordare che, nell'ambito di una sua relazione di vigilanza, la Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio degli Stati ha ampiamente discusso sull'istituzione a livello di LIFD di una nuova fattispecie di revisione per le tassazioni cresciute in giudicato, rinunciando successivamente alla sua introduzione. Nei casi di rigore il condono può comportare una mitigazione fiscale. Occorre infine osservare che, in caso d'accettazione della mozione, si dovrebbe adeguare non soltanto la LIFD e la LAID, bensì anche la legge sull'imposta preventiva.</p><p>4. Il Consiglio federale propone quindi di rinunciare alla richiesta vincolante ai sensi della mozione. Se però il Consiglio nazionale approverà la presente mozione, Il Consiglio federale chiederà al Consiglio degli Stati di trasformare la mozione in un mandato di verifica.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.