<h2>SubmittedText<h2><p>Un rapporto d'inchiesta del Senato americano rivela che, nel quadro della lotta al terrorismo condotta dal governo del presidente Georges Bush, sono stati utilizzati metodi di tortura crudeli. Ciò fa sorgere alcune domande anche per quanto riguarda la Svizzera, che si è sempre opposta ai crimini contro l'umanità e alle violazioni dei diritti dell'uomo, e alle quali invito il Consiglio federale a rispondere: </p><p>1. Il Consiglio federale è pronto a condannare pubblicamente tali atti di tortura in nome del popolo svizzero? </p><p>2. Ha intenzione di intervenire, insieme ad altri Stati, presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite per prendere posizione contro gli Stati Uniti, anch'essi membri dell'ONU? </p><p>3. Sosterrà eventuali iniziative volte a far comparire i responsabili dinnanzi al Tribunale dell'ONU per i crimini di guerra?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nella lotta contro il terrorismo è indispensabile garantire il rispetto del diritto internazionale. Il Consiglio federale condanna fermamente ogni forma di tortura e la lotta contro la tortura è una delle priorità della politica svizzera nel campo della tutela dei diritti dell'uomo. La Svizzera si impegna inoltre, nei confronti di tutti i suoi interlocutori, Stati Uniti compresi, a favore del rafforzamento delle norme internazionali pertinenti e del miglior adempimento degli impegni internazionali assunti dagli Stati in relazione al divieto della tortura e di altre pene o di trattamenti crudeli, inumani o degradanti.</p><p>2. La Svizzera utilizza abitualmente i canali multilaterali, in particolare nel quadro dell'ONU, e sostiene tutti gli sforzi fatti in questo contesto nella lotta contro la tortura. Finora ha rinunciato ad associarsi a un'iniziativa mirata contro gli USA. Dopo la pubblicazione del rapporto dell'Intelligence Committee del Senato degli Stati Uniti sui metodi di tortura utilizzati dalla CIA ha però deciso di affrontare questo tema nel quadro dei colloqui bilaterali con gli USA.</p><p>3. Il Consiglio federale ricorda che l'indagine su persone ritenute responsabili di torture o di altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti e l'incriminazione di queste ultime sono in linea di principio di competenza delle autorità nazionali statunitensi. Finora il Consiglio federale non ha sostenuto iniziative di terzi che mirassero a deferire i responsabili di questi crimini a un Tribunale dell'ONU e continua a puntare sul dialogo con gli USA a livello bilaterale e multilaterale. Non è escluso che la Corte penale internazionale dell'Aia, nei limiti delle proprie competenze e del procedimento penale nazionale relativo ai suddetti crimini, non assuma in futuro un ruolo che integri quanto fatto a livello nazionale.</p>  Risposta del Consiglio federale.