<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La legge sull'organizzazione del Governo e dell'Amministrazione (LOGA, RS 172.010) disciplina anche le competenze per la gestione dell'Amministrazione federale e il controllo delle mansioni federali. Ai sensi dell'articolo 8 capoverso 1 LOGA, il Consiglio federale detiene la competenza organizzativa dell'Am-ministrazione federale. Conformemente all'articolo 5 LOGA, lo stesso Consiglio è tenuto altresì a sorvegliare regolarmente i compiti della Confederazione e il loro adempimento nonché a garantire che l'organizzazione dell'Amministrazione federale soddisfi reali necessità, in sintonia con gli obiettivi derivanti dalla Costituzione e dalla legge. La legge conferisce quindi espressamente al Consiglio federale autonomia organizzativa per il disciplinamento delle competenze all'interno dell'Amministrazione federale. Questo vale anche per il potere decisionale delle singole unità amministrative che il Consiglio federale, in conformità con l'articolo 47 capoverso 2 LOGA, definisce mediante ordinanza. </p><p></p><p>Quale compito trasversale, la protezione dell'ambiente tange ogni settore politico e, ai sensi di uno sviluppo sostenibile, deve pertanto essere tenuta in debita considerazione nell'operato dell'Amministrazione federale. Principio, questo, che vale anche per la sostenibilità sia economica che sociale. Inutile dire che, all'atto pratico, proprio il dovere di sostenibilità genera spesso dei conflitti legati agli obiettivi. Conflitti che però non possono essere risolti se, come proposto dalla mozione, vengono nominati degli incaricati per le questioni ambientali in seno ai singoli Dipartimenti e Uffici, parallelamente al personale preposto per le questioni economiche e sociali. Appare per lo più necessario operare la massima trasparenza su detti contrasti e motivare le proprie decisioni. Il fatto che decisioni a sfavore di un gruppo d'interesse possano indurre lo stesso a ricorrere agli strumenti giuridici autorizzati fa parte del nostro sistema governativo, a prescindere che sia stato un Ufficio, un Dipartimento o il Consiglio federale a decidere in prima istanza. Delle circa 4500 decisioni prese dall'UFAFP in prima istanza nel 2001, ne sono state confutate 14.</p><p></p><p>La costituzione dell'UFAFP nel 1989, con la quale si voleva riunire sotto lo stesso tetto i compiti della Confederazione in materia di protezione dell'ambiente, della natura, del paesaggio nonché della foresta, perseguiva due obiettivi fondamentali. Anzitutto si trattava di garantire una gestione più efficiente e senza inutili doppioni. D'altro canto si volevano sfruttare le sinergie dei diversi incarichi, ai sensi di una politica ambientale capillare, che dosasse sfruttamento e protezione. Fondato sulla concentrazione dei compiti, tale obiettivo è stato esaminato approfonditamente dal Consiglio federale e, con l'unione dell'UFAFP all'ATEC (ex DFTCE) nel 1997, ulteriormente rafforzato, tanto che l'integrazione (anziché la separazione) degli aspetti di protezione e di sfruttamento anche nel quadro del Dipartimento è stata esplicitata quale traguardo. Lo smantellamento degli attuali incarichi dell'UFAFP rappresenterebbe quindi un palese indebolimento della politica ambientale tesa verso uno sviluppo sostenibile, provocando inoltre un onere strutturale, amministrativo e, non da ultimo, finanziario supplementare. </p><p></p><p>Molti dei problemi ambientali urgenti possono essere risolti solo attraverso la collaborazione internazionale. A tale scopo, nell'ambito degli accordi multilaterali, gestiamo numerose trattative a livello globale e regionale tra i diversi Stati, ad esempio nei settori del clima, della biodiversità o dell'effetto serra. All'interno dell'ONU, quello ambientale si ascrive tra i settori politici più dinamici. Nei suoi rapporti del 1993 e del 2000, il Consiglio federale ha infatti definito la preservazione delle basi vitali come una delle priorità di politica estera. Sarebbe contrario agli interesse del nostro Paese, come non troverebbe del resto la comprensione dell'opinione pubblica nazionale e internazionale, sopprimere, praticamente quale unico Paese al mondo, il proprio servizio specializzato in questioni ambientali, rinunciando, contro ogni nostro interesse, a partecipare all'elaborazione di soluzioni ecologiche internazionali . </p><p></p><p>Rispetto all'anno precedente, il bilancio 2002 dell'UFAFP è aumentato di circa 160 milioni di franchi. Non si tratta tuttavia di uscite a carico delle casse della Confederazione, bensì di meri importi di trasferimento, che prima venivano registrati sotto la voce entrate. Da un lato troviamo il rimborso della tassa d'incentivazione prelevata dal 1° gennaio 2000 sui composti organici volatili (COV), che a partire dal 2002 verrà distribuita uniformemente dalle casse malati (assicurazione malattia obbligatoria) alla popolazione. Dall'altro nel bilancio dell'UFAFP si annoverano 26 milioni di franchi di contributi versati ai Cantoni per il risanamento di siti contaminati, contributo tuttavia completamente coperto da una tassa sul deposito dei rifiuti in Svizzera e all'estero.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.