<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Ritiene necessario intervenire contro il sessismo nella vita quotidiana?</p><p>2. Sta discutendo sull'opportunità d'istituire una commissione contro il sessismo?</p><p>3. Ritiene che una tale commissione possa essere utile?</p><p>4. In caso negativo, come intende procedere in futuro di fronte a questo fenomeno?</p><p>5. Intende impegnarsi chiaramente per contrastarlo? Se sì, in che modo?</p><p>6. Ritiene che in futuro sarà possibile intraprendere azioni legali contro il sessismo?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./4.-6. Il Consiglio federale concorda con l'autrice dell'interpellanza sulla necessità di agire per combattere il sessismo nella vita di tutti i giorni. Nel quadro della Convenzione delle Nazioni Unite per l'eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne (CEDAW), la Svizzera si è impegnata ad adottare misure per eliminare, fra l'altro, le pratiche quotidiane fondate su rappresentazioni stereotipate dei ruoli di genere. Questo impegno riguarda tutti i livelli dello Stato federale, vale a dire la Confederazione, i cantoni e i comuni. Singoli cantoni e comuni - fra cui il cantone di Basilea Città, le città di Berna e Zurigo e il comune di Rheinach (BL) - hanno per esempio vietato sul suolo pubblico le pubblicità sessiste.</p><p>A livello federale, l'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo (UFU) sostiene la lotta al sessismo e la sua prevenzione nella vita professionale, in particolare mediante offerte di formazione di base e continua interna alle aziende - destinate ai quadri dirigenti, ai capi del personale e ai consulenti - così come attraverso campagne di sensibilizzazione per i datori di lavoro e i lavoratori. Oltre a questi provvedimenti, il Consiglio federale adotta misure per combattere gli stereotipi di genere, che sono una delle cause principali del sessismo. Negli ultimi anni, con gli aiuti finanziari previsti dalla legge federale sulla parità dei sessi (LPar), l'UFU ha sostenuto numerosi progetti in quest'ambito. La Confederazione ha adottato diverse misure anche nel settore della formazione professionale (cfr. "Quarto e quinto rapporto della Svizzera concernente l'attuazione della Convenzione sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna, CEDAW", 17 dicembre 2014, pag. 12 segg.; versione italiana abbreviata del 25 febbraio 2015 scaricabile dal sito Internet dell'UFU all'indirizzo <a href="http://www.ebg.admin.ch/themen/00007/00070/index.html?lang=it">http://www.ebg.admin.ch/themen/00007/00070/index.html?lang=it</a>). Il Consiglio federale intende proseguire queste attività anche in futuro.</p><p>Contro le discriminazioni di matrice sessista si possono intraprendere, oltre alle misure succitate, i passi illustrati di seguito:</p><p>- Molestie sessuali sul posto di lavoro: le lavoratrici che ne sono vittima possono rivolgersi agli uffici di conciliazione e/o ai tribunali civili o amministrativi conformemente a quanto previsto dalla LPar.</p><p>- Sessismo nella pubblicità: ogni persona ha il diritto di segnalare alla Commissione svizzera per la lealtà una pubblicità che reputa sleale.</p><p>- Sessismo nei media: ogni persona può presentare una denuncia al Consiglio svizzero della stampa.</p><p>- Comportamenti sessisti aventi rilevanza civile: le persone che ne sono vittima possono promuovere un'azione civile per lesioni illecite della personalità ai sensi degli articoli 28 e seguenti del Codice civile svizzero.</p><p>- Comportamenti sessisti aventi rilevanza penale: le persone che ne sono vittima possono promuovere un'azione penale per diffamazione (art. 173 Codice penale svizzero, CP), calunnia (art. 174 CP), ingiuria (art. 177 CP), abuso di impianti di telecomunicazione (art. 179septies CP), pornografia (art. 197 CP) e molestie sessuali (art. 198 CP).</p><p>Attualmente vi sono dunque numerose possibilità per procedere legalmente contro le discriminazioni di matrice sessista. Le persone che ne sono vittima possono inoltre rivolgersi a diversi servizi specializzati in grado di offrire loro sostegno e assistenza (p. es. all'UFU, agli uffici cantonali e comunali per le pari opportunità, agli uffici di mediazione secondo la LPar o agli uffici cantonali per l'aiuto alle vittime). Il Consiglio federale non ritiene pertanto necessario, al momento, emanare una norma di legge specifica contro il sessismo.</p><p>2./3. In seno al governo non è in corso alcun dibattito sull'opportunità di istituire una commissione contro il sessismo. Il Consiglio federale non vede l'utilità di una simile commissione, che andrebbe ad aggiungersi alle istituzioni summenzionate già attive in quest'ambito.</p>  Risposta del Consiglio federale.