<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In caso di infrazioni delle norme penali entrate in vigore il 1° agosto 1990 previste </p><p>nell'articolo 305bis CP (Riciclaggio di denaro) e nell'articolo 305ter CP (Carente </p><p>diligenza in operazioni finanziarie e diritto di comunicazione) possono essere inflitte </p><p>sia pene privative della libertà sia multe. Nei casi gravi di riciclaggio di denaro, la </p><p>pena può essere la reclusione fino a cinque anni cumulata con la multa fino a un </p><p>milione di franchi. Inoltre, con la confisca di valori patrimoniali prevista nell'articolo 59 </p><p>CP si tiene già conto della richiesta dell'autore della mozione. Sulla base di questa </p><p>disposizione può essere confiscato l'intero importo ricevuto illegalmente e non solo la </p><p>metà, come richiesto nella mozione. </p><p>Nell'ambito della revisione delle Disposizioni generali del Codice penale, la </p><p>Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale sta pure discutendo se non </p><p>debba essere introdotto un nuovo articolo 102 D-CP concernente la responsabilità </p><p>penale di imprese. In discussione è la proposta del Consiglio federale che prevede la </p><p>punibilità sussidiaria dell'impresa, nella misura in cui il reato non possa essere </p><p>ascritto a una persona determinata (FF 1999 2011). Nel quadro di tale disposizione il </p><p>Consiglio degli Stati propone un capoverso supplementare 1bis, che prevede una </p><p>responsabilità primaria dell'impresa, limitata a determinati delitti, qualora la stessa </p><p>impresa non abbia preso tutti i provvedimenti necessari e ragionevoli per evitare un </p><p>tale reato. In questo caso un'impresa può essere punita con una multa fino a 5 </p><p>milioni di franchi. Nella versione proposta del capoverso 1bis è contemplato anche il </p><p>reato del riciclaggio di denaro (art. 305bis CP). Ad avviso del Governo la proposta del </p><p>Consiglio degli Stati dev'essere accolta favorevolmente. In considerazione delle </p><p>esistenti basi legali e di quelle in elaborazione il complemento alla legge sul </p><p>riciclaggio di denaro proposto nella mozione risulta quindi superfluo.</p><p>La multa fino a 200'000 franchi prevista nella legge sul riciclaggio di denaro rientra </p><p>nel quadro delle multe inflitte secondo la legge sulle borse e la legge sui fondi di </p><p>investimento e supera largamente l'importo delle multe previste nella legge sulle </p><p>banche. Un aumento unilaterale delle multe comminate secondo la legge sul </p><p>riciclaggio di denaro non è pertanto giustificata. </p><p>L'autore della mozione chiede inoltre che in caso di ripetuta infrazione alle </p><p>disposizioni in materia di riciclaggio di denaro sia revocata a un istituto finanziario </p><p>l'autorizzazione ad esercitare l'attività. Già oggi, in caso di infrazione alla legge o di </p><p>altre irregolarità, la Commissione federale delle banche (CFB) è tenuta a prendere i </p><p>provvedimenti necessari al ripristino della legalità presso gli istituti ad essa sottoposti. </p><p>Quale ultima ratio vi è la possibilità di revocare l'autorizzazione a un istituto, </p><p>provvedimento che nel caso di persone giuridiche nonché di società in nome </p><p>collettivo o in accomandita provoca lo scioglimento e, in caso di ditte individuali, la </p><p>radiazione dal registro di commercio (art. 23ter segg. LBCR, art. 35 seg. LBVM). Ai </p><p>sensi dell'articolo 20 LRD, i provvedimenti in materia di diritto amministrativo, che </p><p>l'autorità di controllo per la lotta contro il riciclaggio di denaro ha la possibilità di </p><p>prendere nei confronti degli organismi di autodisciplina e degli intermediari finanziari </p><p>ad essa direttamente sottoposti, sono praticamente identici a quelli previsti nella </p><p>legge sulle banche e nella legge sulle borse. Conformemente alle tre summenzionate </p><p>leggi, in caso di ripetute gravi violazioni può essere revocata l'autorizzazione ad </p><p>esercitare l'attività. La revoca dell'autorizzazione è tuttavia un provvedimento duro e </p><p>incisivo, la cui inflizione dev'essere accuratamente esaminata in ogni singolo caso. </p><p>La soluzione proposta dall'autore della mozione di ordinare la revoca </p><p>dell'autorizzazione in ogni caso di recidiva è troppo rigida e non renderebbe giustizia </p><p>ai singoli casi. Pertanto essa dev'essere respinta.</p><p>Oltre a ciò, il Consiglio federale saluta comunque favorevolmente le misure </p><p>preventive proposte dalla CFB e già riprese nella sua risposta all'interpellanza Grobet </p><p>(00.3339 Denaro sporco depositato in Svizzera da un ex dittatore nigeriano) le quali, </p><p>contrariamente all'intenzione dell'autore della mozione, non dovrebbero servire a </p><p>punire più severamente i delitti in materia di riciclaggio di denaro, bensì a impedire </p><p>tali delitti. La CFB si sta preoccupando di adattare le sue direttive del 26 marzo 1998 </p><p>relative alla lotta contro il riciclaggio di denaro alle disposizioni penali in materia di </p><p>corruzione entrate in vigore il 1° maggio 2000. Inoltre, essa intende introdurre </p><p>l'obbligo della direzione generale delle banche di conoscere i propri clienti più </p><p>importanti e l'obbligo di avvertire le altre banche quando una banca rompe la </p><p>relazione d'affari con clienti che destano sospetti.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.