<h2>SubmittedText<h2><p>La nuova legislazione fiscale, in particolare la legge federale sull'imposta federale diretta (LIFD), contiene lacune importanti nelle disposizioni concernenti la prescrizione, che provocano notevoli difficoltà al momento della loro applicazione e che potrebbero originare nel contribuente un'intollerabile insicurezza giuridica. Ad esempio nel caso della tassazione biennale, il termine di prescrizione può venire fissato fino a 13 anni dopo l'esercizio determinante, con il pericolo che la procedura si trascini fino alla prescrizione assoluta, vale a dire a 18 anni dopo l'esercizio determinante; mentre l'obbligo di conservare i documenti vale per una durata di 10 anni.</p><p>Per questi motivi, il Consiglio federale è invitato a riesaminare detti problemi e a presentare, ancora durante l'anno in corso, un messaggio alle Camere per correggere le lacune e accorciare i nuovi termini. In questo settore sono pure necessarie disposizioni transitorie.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1a. La mozione concerne soprattutto l'articolo 184 LIFD, secondo il quale l'azione penale si prescrive "nel caso di sottrazione consumata d'imposta", in dieci anni dalla fine del periodo fiscale, per il quale il contribuente non è stato tassato o è stato tassato insufficientemente. La prescrizione assoluta dell'azione penale interviene 15 anni dopo l'inizio del termine di prescrizione. D'altra parte, l'articolo 962 CO ed analogamente l'articolo 126 LIFD esigono che i libri contabili e gli altri documenti commerciali siano conservati per una durata di dieci anni.</p><p>1b. In effetti può capitare che i termini di prescrizione di dieci anni, da una parte, e l'obbligo di conservazione decennale, dall'altra, non coincidano. Ciò è il caso quando ci si riferisce al sistema di tassazione praenumerando biennale per le persone fisiche tuttora vigente nella LIFD. Se un indipendente commette una sottrazione consumata d'imposta, ad esempio per il periodo fiscale 1995/96 (periodo di computo 1993/94), una procedura penale può essere iniziata fino al 31 dicembre 2006. Poiché l'obbligo di conservazione è di dieci anni, è possibile che il contribuente non abbia più i libri contabili ed i documenti commerciali del periodo di computo 1993/94 per cui potrebbero sorgere problemi a livello di prove. Va comunque osservato che tale circostanza non comporta quasi nessuno svantaggio per il contribuente, in quanto spetta alle autorità preposte all'azione penale dimostrare la punibilità di un comportamento.</p><p>1c. Nel sistema di tassazione postnumerando annuale non esiste per le persone fisiche e nemmeno per quelle giuridiche un problema di termini differenti per quanto riguarda la conservazione dei libri contabili e dei documenti commerciali da una parte e l'azione penale dall'altra. Nel progetto presentato a suo tempo dal Consiglio federale era stata generalmente proposta la tassazione postnumerando annuale. Il Parlamento ha in seguito introdotto la tassazione annuale in modo imperativo soltanto per le persone giuridiche, mentre per le persone fisiche questo sistema di tassazione, anche nell'ambito dell'imposta federale diretta, è unicamente previsto come una possibilità offerta al legislatore cantonale e visto come una possibilità offerta al legislatore cantonale e attualmente non costituisce (ancora) il sistema dominante. In base all'articolo 70 della LAID in vigore dal 1993 (e analogamente all'art. 219 LIFD) il Consiglio federale ha infatti il mandato, alla scadenza degli otto anni, di fare un rapporto all'Assemblea federale e di proporre l'unificazione delle basi temporali. Pertanto, il problema sollevato nella mozione si risolverà da sé. Inoltre, per altre ragioni potrebbe essere possibile che il Consiglio federale presenti già prima l'unificazione delle basi temporali nel senso di un'introduzione generale della tassazione postnumerando annuale. In questo modo scomparirebbe un'altra serie di difficoltà che si presentano inevitabilmente in caso di coesistenza di due sistemi differenti di basi temporali. Va infine aggiunto che ogni contribuente può conservare i documenti commerciali oltre i termini legali, in quanto il termine di dieci anni costituisce la durata minima prevista dalla legge.</p><p>1d. L'opinione espressa nella mozione secondo cui la prescrizione assoluta di 15 anni estenda il tempo dell'inchiesta fino a 18 anni, è inesatta. La disposizione dell'articolo 184 capoverso 2 LIFD - qualora si scoprisse ad esempio una sottrazione d'imposta nel corso dell'ultimo anno del termine di prescrizione decennale - accorda unicamente un ulteriore termine di cinque anni per emanare una decisione esecutiva. Se, invece, nell'ultimo anno del termine dell'azione penale di dieci anni viene avviata una procedura, sta al contribuente intraprendere le misure necessarie per evitare di ritrovarsi nella difficoltà di raccogliere prove.</p><p>2. Riguardo all'articolo 189 LIFD pure toccato dalla mozione, l'azione penale per i delitti fiscali (ossia dalla frode) prescrive in dieci anni "dall'ultima attività delittuosa". Nel caso di sottrazione consumata d'imposta, il termine di prescrizione inizia invece a decorrere dal periodo fiscale nel quale la sottrazione è avvenuta. L'inizio del termine di prescrizione è quindi diverso nei due casi. D'altra parte è pure possibile che la fattispecie della frode fiscale, vale a dire l'uso di documenti falsi, non deve necessariamente coincidere con l'invio della dichiarazione, bensì può essere realizzata anche durante la procedura di reclamo o di ricorso. Non va altresì dimenticato che l'interruzione della prescrizione della sottrazione d'imposta è disciplinata dall'articolo 184 capoverso 2 LIFD e ha luogo attraverso gli atti delle autorità fiscali. L'interruzione della prescrizione della frode fiscale è retta invece dall'articolo 189 capoverso 2 LIFD ed avviene giusta l'articolo 188 con atti delle autorità cantonali competenti per il procedimento penale. L'interruzione della prescrizione per un delitto non comporta necessariamente per legge l'interruzione della prescrizione per l'altro delitto. Per questi motivi, le prescrizioni per i delitti di sottrazione d'imposta e di frode fiscale commessi dallo stesso contribuente divergeranno sicuramente col tempo. La modifica di un termine di prescrizione non presuppone forzatamente l'adattamento dell'altro termine di prescrizione.</p><p>3. La mozione evidenzia infine anche un problema di diritto transitorio, che può sorgere per quelle fattispecie penali che concernono i periodi fiscali del diritto previgente, ma che vengono scoperti e devono venire giudicati soltanto dopo l'entrata in vigore del nuovo diritto. Questo problema deve essere risolto alla luce dei principi generali dell'articolo 2 capoverso 2 nonché degli articoli 336 a 339 (in particolare dell'art. 337) del Codice penale svizzero, secondo cui i reati commessi prima dell'attuazione della LIFD, vanno di principio giudicati secondo il diritto previgente. In deroga a questo principio, il nuovo diritto deve sempre essere applicato nei casi in cui esso sia più favorevole al colpevole. Queste regole, se applicate coerentemente, permettono di trovare la soluzione corretta anche nel caso del passaggio dal decreto concernente l'imposta federale diretta alla legge federale sull'imposta federale diretta.</p><p>4. La legge federale sull'imposta federale diretta entra in vigore il 1o gennaio 1995. A seguito di alcune mozioni delle Camere federali, attualmente sono già oggetto di revisione due settori della legge. L'elaborazione di ulteriori messaggi parlamentari separati sull'imposta federale diretta non giova alla sicurezza giuridica. Per ora conviene lasciare entrare in vigore la legge ed acquisire esperienze. Se in futuro, a seguito della discordanza tra il termine di prescrizione e l'obbligo di conservazione, dovessero, a lato pratico, sorgere effettivamente determinate carenze, sarà comunque sempre possibile proporre al Parlamento le necessarie modifiche di legge nell'ambito di un messaggio comune.</p>  Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.