<h2>SubmittedText<h2><p>Nel rapporto sulla politica monetaria del 21 dicembre 2016 in adempimento a quattro postulati, il Consiglio federale ha descritto il mandato e il governo d'impresa della Banca nazionale svizzera (BNS). Nel frattempo, le disponibilità in valute estere della BNS hanno continuato ad aumentare sensibilmente e con esse i suoi utili, anche se in maniera piuttosto volatile. Questi profitti sono da tempo oggetto di varie richieste e di analisi scientifiche. In considerazione dell'enorme importanza che essi rivestono per l'economia pubblica, il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande.</p><p>1. La BNS ha previsto uno scenario di uscita per l'enorme aumento delle disponibilità in valute estere? Qual è il rischio di inflazione con o senza scenario di uscita?</p><p>2. Nel caso in cui queste scorte fossero mantenute a medio termine: quale strategia in materia di utili perseguono la Banca nazionale e il Consiglio federale?</p><p>3. Quale quota degli utili futuri deve accantonare per adempiere al suo mandato costituzionale o per ammortizzare il rischio di perdite? Come si può quantificare tale quota?</p><p>4. La BNS intende distribuire gli utili eccedenti tale importo? In caso di risposta negativa, perché?</p><p>5. Come valuta il Consiglio federale la richiesta di distribuire separatamente e, se del caso, in modo vincolato (ad es. per l'AVS, la riduzione del debito, ecc.) una parte di questi utili in eccesso (ad es. i proventi da interessi negativi)?</p><p>6. All'ora attuale qual è la base costituzionale e giuridica per la distribuzione o meno degli utili che superano quelli menzionati al punto 3?</p><p>7. Corrisponde al vero che l'impiego degli utili come prevista al punto 5 non pregiudicherebbe l'indipendenza della BNS?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il forte aumento delle disponibilità in valute estere e il relativo incremento del bilancio sono la conseguenza degli acquisti di dette valute effettuati dalla BNS negli scorsi anni in adempimento del suo mandato di politica monetaria (garanzia della stabilità dei prezzi tenendo conto dell'evoluzione congiunturale). In sé, la riduzione delle disponibilità in valute estere o della dimensione del bilancio non sono obiettivi della BNS, tuttavia il bilancio rispecchia la politica monetaria della banca centrale. Pertanto non occorre prevedere uno scenario di uscita. Per la politica monetaria è fondamentale che, negli investimenti in divise, la BNS disponga di un margine di manovra illimitato, ossia che possa aumentare ulteriormente questi investimenti o ridurli in base alle esigenze di politica monetaria. Eventuali rischi di inflazione futuri dipendono anzitutto dall'evoluzione dell'economia. L'ammontare delle disponibilità in valute estere è il risultato delle misure di politica monetaria adottate dalla BNS per garantire la stabilità dei prezzi.</p><p>2./3./4. In linea di principio, la gestione degli attivi della BNS è sottoposta al primato della politica monetaria. Altrimenti detto, le esigenze della politica monetaria hanno sempre la precedenza sulle considerazioni inerenti alla politica di investimento. L'obiettivo della BNS non è realizzare utili, perché ciò potrebbe entrare in contrasto con l'adempimento del mandato di politica monetaria. Fatto salvo il primato della politica monetaria, la BNS gestisce i propri investimenti in divise secondo i principi di una gestione degli investimenti professionale e rispettando tre criteri: sicurezza, liquidità e redditività.</p><p>Non è possibile suddividere gli utili della BNS in una parte assolutamente indispensabile e negli utili eccedenti tale importo, liberamente distribuibili. Di principio, gli utili della BNS eccedenti al fabbisogno di capitale proprio vengono distribuiti a lungo termine e per intero, a prescindere dalla loro origine. Tuttavia, considerata l'elevata volatilità di questi utili, la legge del 3 ottobre 2003 sulla Banca nazionale (LBN) prevede una stabilizzazione a medio termine della distribuzione del dividendo a Confederazione e Cantoni (art. 31 cpv. 2 LBN). Per trasformare i risultati annuali della BNS altamente oscillanti in una distribuzione continua è necessario quindi disporre di un recipiente in grado di assorbire queste oscillazioni. Nel contesto attuale, questo recipiente è costituito dalla riserva per future distribuzioni. Essa permette alla BNS di effettuare una distribuzione dell'utile a Confederazione e Cantoni anche negli esercizi che registrano perdite. Pertanto, una riserva ben dotata non rappresenta utili eccedenti liberamente disponibili, bensì un cuscinetto per gli esercizi in perdita. Una distribuzione dei presunti utili eccedenti dalla riserva ridurrebbe questo cuscinetto. Inoltre, negli esercizi in perdita la BNS rischierebbe di non poter più effettuare la ripartizione dell'utile tra Confederazione e Cantoni. Questo violerebbe il criterio della stabilizzazione a medio termine stabilito dal legislatore.</p><p>5. Neppure gli utili della BNS provenienti dagli interessi negativi sono utili eccedenti, ma costituiscono una parte integrante degli utili ordinari, analogamente ad altre componenti di utile (ad es. i ricavi da investimenti in divise). Una distribuzione separata dei proventi da interessi negativi della BNS con un'eventuale destinazione vincolata costituirebbe un'ingerenza nell'impiego ordinario degli utili della BNS e, di conseguenza, determinerebbe una riduzione del futuro potenziale di distribuzione ai beneficiari regolari (Confederazione e Cantoni). Pertanto, una distribuzione separata degli interessi negativi richiederebbe una modifica sia della Costituzione che della LBN.</p><p>6. La distribuzione degli utili della BNS è disciplinata nella Costituzione (art. 99 cpv. 4) e nella LBN (art. 31 cpv. 1 e 2). I punti principali delle disposizioni costituzionali e giuridiche sono da un lato la chiave di ripartizione per distribuire gli utili (un terzo alla Confederazione e due terzi ai Cantoni), dall'altro la stabilizzazione a medio termine delle distribuzioni annuali. Una distribuzione più elevata, che contravverrebbe a queste disposizioni, implicherebbe necessariamente un adeguamento del quadro giuridico.</p><p>7. Come spiegato in precedenza, la distribuzione separata di utili eccedenti o dei proventi da interessi negativi della BNS, menzionata al numero 5, non è prevista nel quadro istituzionale vigente. La richiesta di distribuzioni supplementari esporrebbe la BNS a forti pressioni politiche e complicherebbe la conduzione di una politica monetaria indipendente. Per contro, se la richiesta di impiegare gli utili per scopi diversi si limitasse soltanto alle distribuzioni di utili regolarmente concordate, l'indipendenza della BNS non ne risentirebbe. Se la quota della distribuzione annuale degli utili della BNS versata alla Confederazione continuerà a confluire nel bilancio generale di quest'ultima o se d'ora in poi sarà impiegata, a destinazione vincolata, per ridurre il debito o finanziare l'AVS, è una questione che non riguarda direttamente la BNS. Si tratta piuttosto di una decisione di politica finanziaria.</p>  Risposta del Consiglio federale.