<h2>SubmittedText<h2><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande.</p><p>1. Come valuta il Consiglio federale la valenza economica ed ecologica dell'alpeggio degli ovini nella regione d'estivazione, segnatamente al di sopra e al di sotto del limite del bosco?</p><p>2. Il Consiglio federale concorda sul fatto che anche i pascoli permanenti classificati come "altri sistemi di pascolo" rientrano tra gli strumenti per i quali sono erogate sovvenzioni che compromettono la biodiversità? In caso negativo, perché?</p><p>3. Il Consiglio federale è a conoscenza del metodo "Habitat suitability modeling" (metodo HSM), con il quale è possibile riconoscere digitalmente quali zone nella regione d'estivazione reagiscono in modo particolarmente sensibile al pascolo? Sarebbe disposto ad attuarlo in un comprensorio pilota?</p><p>4. La Confederazione applica o intende applicare il metodo HSM come base decisionale per il versamento di pagamenti diretti ecologici alle aziende d'estivazione?</p><p>5. Quali effetti ha l'estivazione degli ovini, inclusi i provvedimenti di protezione del gregge, sugli animali selvatici?</p><p>6. Come valuta il Consiglio federale lo stato di salute degli ovini nella regione d'estivazione? Quali effetti negativi sulla salute degli animali selvatici sono riconducibili al carico con ovini di alpi situati al di sopra del limite del bosco?</p><p>7. Come si garantisce che per gli animali selvatici venga preservato uno spazio vitale adeguato nella regione alpina, in particolare nelle bandite di caccia cantonali e federali?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nelle circa 870 aziende d'estivazione esistenti, ogni anno vengono estivati complessivamente 200 000 ovini. In Svizzera, l'effettivo totale di ovini ammonta a 350 000 capi. L'alpeggio degli ovini ha pertanto una notevole valenza economica. Dal 2014, la Confederazione versa contributi per la promozione della biodiversità per circa 225 000 ettari di superficie d'estivazione. Una parte significativa delle superfici d'estivazione presenta una qualità conforme a quella delle superfici per la promozione della biodiversità. Non è possibile distinguere gli effetti al di sopra e al di sotto del limite del bosco perché non vengono effettuati rilevamenti in questo senso.</p><p>2. Il Consiglio federale non concorda sul fatto che in generale vi sia un impatto negativo sulla biodiversità. Nel 2022, la quota di ovini sui pascoli permanenti ammontava soltanto al 14 per cento dell'effettivo estivato. Questa percentuale è tendenzialmente in calo. Inoltre, nella determinazione del carico usuale di un alpe i Cantoni devono rispettare la densità massima per ettaro di superficie di pascolo conformemente all'allegato 2 dell'ordinanza sui pagamenti diretti.</p><p>3. e 4. Il Consiglio federale conosce tale metodo dalla letteratura. Lo scorso anno ricercatori dell'Università di Friburgo hanno pubblicato i risultati dei test effettuati applicando questo metodo al pascolo della regione d'estivazione nel Canton Friburgo. Stando alle conoscenze acquisite finora, il metodo non si presta per essere applicato a livello nazionale come base decisionale nel sistema dei pagamenti diretti. Pertanto non è previsto un progetto pilota della Confederazione.</p><p>5. Con effettivi adeguati e una buona conduzione del gregge, l'estivazione degli ovini al di sotto del limite naturale del bosco può migliorare la qualità dei pascoli sui quali brucano gli animali selvatici, mentre una cattiva gestione dei pascoli, in particolare un carico eccessivo o insufficiente, può avere l'effetto contrario. Provvedimenti di protezione del gregge applicati in modo inappropriato possono provocare incidenti agli animali selvatici; questi possono infatti rimanere impigliati nelle recinzioni dei pascoli e perire, oppure essere attaccati da cani per la protezione del gregge vaganti. Per impedire che questo avvenga, l'UFAM, prima che i cani da utilizzare ufficialmente per la protezione del gregge e da esso finanziati vengano impiegati, esamina il loro attaccamento al bestiame in una situazione priva di recinzioni.</p><p>6. L'ordinanza sulle epizoozie (OFE; RS 916.401) prevede che i Cantoni emanino prescrizioni di polizia epizootica concernenti l'estivazione. In esse è stabilito che tutti gli animali che vengono condotti ai pascoli e sugli alpeggi per l'estivazione devono essere sani ed esenti da malattie contagiose. Inoltre, i detentori di animali responsabili durante l'estivazione sono tenuti a osservare accuratamente gli animali estivati e a ricorrere al veterinario competente al minimo sospetto di malattia. I Cantoni sorvegliano e controllano a campione la salute degli ovini estivati nell'ambito dei controlli nelle aziende con detenzione di animali da reddito (cfr. art. 292a OFE).</p><p>Per quanto riguarda la zoppina, l'USAV sta elaborando, insieme ai Cantoni e agli attori dell'allevamento ovino, un piano nazionale di lotta che verrà applicato presumibilmente a partire dall'autunno 2024.</p><p>L'obiettivo è ridurre considerevolmente la pressione infettiva della zoppina, impedendo così un'eventuale trasmissione agli animali selvatici.</p><p>In generale, gli ovini e i caprini presenti nella regione d'estivazione possono trasmettere pericolose malattie agli animali selvatici, in particolare la zoppina o la cecità dei camosci, che possono comportare perdite in parte elevate nelle popolazioni selvatiche.</p><p>7. Secondo le disposizioni dell'ordinanza sulle bandite federali (RS 922.31), generalmente queste zone di protezione della fauna selvatica servono alla conservazione degli spazi vitali e alla protezione degli animali selvatici che vi vivono in particolare dall'attività venatoria e dai disturbi. Sui pascoli alpestri e nei boschi di montagna all'interno di queste zone di protezione, i Cantoni provvedono a un'adeguata utilizzazione agricola e forestale.</p>  Risposta del Consiglio federale.