<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Lo sviluppo delle zone abitate verso l'interno invece che l'espansione degli insediamenti verso l'esterno è uno degli obiettivi principali dello sviluppo territoriale sostenibile. Tale politica ostacola il degrado del paesaggio evitando costi elevati dovuti alla costruzione e alla manutenzione di lungo periodo delle infrastrutture. Per essere competitivo a livello di qualità urbana, fattore sempre più importante, l'insediamento deve essere compatto. L'organizzazione dei trasporti pubblici può essere economica solo a partire da un'adeguata densità di insediamento.</p><p></p><p>Nella zona d'insediamento già ampiamente edificata vi sono, in particolare sotto forma di aree industriali abbandonate poco o non utilizzate, importanti riserve di utilizzazione. Non ha alcun senso edificare "prati verdi" e al contempo lasciare inutilizzate aree in zone d'insediamento dotate di buone infrastrutture. </p><p></p><p>Attualmente, l'Ufficio federale dell'ambiente, delle foreste e del paesaggio (UFAFP) e l'Ufficio federale dello sviluppo territoriale (USTE) insieme con i Cantoni, il settore dell'economia e della ricerca valutano come promuovere, con strumenti di pianificazione del territorio e incentivi economici, un rapido riattamento delle aree industriali abbandonate. </p><p></p><p>2. Conformemente alla legge sulla protezione dell'ambiente, l'iscrizione nel catasto è determinata dall'inquinamento da rifiuti del sito. In linea di massima non è necessario prelevare campioni dal sottosuolo di un sito e così applicare valori di valutazione per stabilire se il sito va iscritto nel catasto. Una volta tolto il materiale dal sottosuolo si può stabilire, sulla base dei valori indicativi della direttiva sul materiale di scavo, se il materiale può essere utilizzato senza limitazioni (p. es. per riempire cave di ghiaia) o se al contrario può essere soltanto riciclato entro determinati limiti, o depositato in discarica o trattato. Per quanto riguarda i valori delle ordinanze sul materiale di scavo e sui rifiuti non si tratta di valori limite, bensì di valori indicativi. Pertanto, i Cantoni, in quanto autorità esecutive, hanno indubbiamente un certo margine di manovra, poiché decidono quale ragionevole soluzione applicare nei singoli casi. </p><p></p><p>Spesso, molti proprietari fondiari si rendono conto che il loro terreno è inquinato solo tramite l'istituzione del catasto dei siti inquinati da parte dei Cantoni. Anche qualora tali siti non venissero iscritti nel catasto, il materiale di scavo di un progetto di costruzione andrebbe eliminato in modo ecocompatibile. Pertanto, non è l'iscrizione nel catasto che determina i costi svalutando l'appezzamento, bensì l'inquinamento, spesso presente da decine di anni, che deve essere eliminato in modo ecologico nel caso di lavori nel genio civile. L'obbligo sancito dall'ordinanza sui siti contaminati di informare i proprietari di siti dell'iscrizione nel registro e di offrire loro l'occasione di esprimersi, nonché l'armonizzazione dell'esecuzione voluta con le ordinanze dell'UFAFP nel settore dei siti contaminati devono inoltre contribuire a dissipare le incertezze. L'esperienza insegna del resto che sapere venire a conoscenza per tempo dell'inquinamento delle aree industriali abbandonate consente di pianificare in modo mirato il riattamento e di ridurre così gli elevati costi di smaltimento. Il Consiglio federale intende pertanto fare in modo che vengano istituiti in modo rapido e affidabile i catasti cantonali e federali.</p><p></p><p>3. In Svizzera, ogni anno, viene prodotta un'importante quantità di materiale di scavo non inquinato. Nonostante tale materiale possa essere riciclato ovunque senza restrizioni, come per esempio per riempire cave di ghiaia, rimane un'eccedenza di materiale non inquinato. Agevolare l'impiego del materiale di scavo inquinato andrebbe pertanto a scapito del materiale non inquinato. Inoltre, da un punto di vista ecologico sarebbe poco sensato distribuire materiale inquinato su siti non inquinati. I regolamenti vigenti prevedono per lo smaltimento di materiale di scavo leggermente inquinato tre possibilità di riciclaggio:</p><p>* come materia prima di sostituzione per la produzione di cemento o mattoni;</p><p>* nel quadro del risanamento di un sito contaminato, p. es. dopo il trattamento come materiale di riempimento in loco;</p><p>* nei lavori stradali ai sensi dell'ordinanza sul materiale di scavo della Confederazione. </p><p></p><p>Grazie all'impegno del settore edile e delle autorità, in molti Cantoni, viene già riciclata una parte considerevole del materiale di scavo. Inoltre, una pianificazione mirata dei progetti del genio civile consente di ridurre notevolmente la quantità di materiale inquinato. </p><p></p><p>Secondo l'ordinanza sui siti contaminati, un sito viene stralciato dal catasto quando sono state eliminate le sostanze pericolose per l'ambiente. Qualora il sito non provochi alcun danno o fastidio, non è però necessaria alcuna decontaminazione per motivi di protezione dell'ambiente. Il Consiglio federale ritiene inoltre insensato, sia da un punto ecologico, sia da un punto di vista economico, decontaminare un sito solo per ottenerne lo stralcio dal catasto.</p><p></p><p>4. Il riattamento di aree industriali abbandonate ben situate in una zona d'insediamento risulta interessante per gli investitori quando è sopportabile a livello economico. Ciò è possibile solo se il valore del terreno e delle rispettive costruzioni e impianti è superiore alle spese complessive per il risanamento, l'eliminazione del materiale di scavo, lo smantellamento degli edifici e la dotazione di infrastrutture di base. Inoltre il rischio per eventuali costi aggiuntivi deve essere contenuto. Le pianificazioni realizzate dagli investitori privati in collaborazione con la sfera pubblica costituiscono incentivi per il riattamento delle aree industriali abbandonate. È possibile ottenere un aumento del valore del terreno interessato, ad esempio, tramite misure di utilizzazione del territorio da parte dei Comuni (compatezza delle costruzioni, diversificazione degli utilizzi, integrazione nella rete dei trasporti pubblici ecc.). In molti casi è possibile ridurre i costi derivanti dai siti contaminati e i rifiuti ottimizzando l'utilizzo del terreno in funzione dell'inquinamento e riducendo al contempo al minimo il materiale di scavo. Infine, nella maggior parte dei casi, è possibile tenere sotto controllo il rischio tramite una tempestiva indagine della zona industriale e una pianificazione accurata.</p><p></p><p>5. Il Consiglio federale ritiene che non sia necessario adattare le ordinanze e le direttive vigenti, poiché le direttive della Confederazione sull'istituzione del catasto dei siti inquinati prevede un elenco di criteri per numerosi settori secondo il quale i siti poco inquinati non vengono iscritti nel catasto. </p><p></p><p>6. Attualmente il Governo, in collaborazione con i rappresentanti dell'economia, dei Cantoni e della scienza, esamina svariate possibilità per migliorare il coordinamento fra la pianificazione del territorio, la protezione dell'ambiente e il programma di costruzione. La Confederazione esamina per esempio l'eventualità di armonizzare i processi di pianificazione dell'utilizzazione del territorio ed elaborare i progetti di costruzione con la possibilità di utilizzare il terreno in funzione dell'inquinamento, semplificare le procedure e promuovere la cooperazione tempestiva fra gli interessati, rendere più flessibili i concetti di utilizzazione del terreno, ricorrere al finanziamento esterno (p. es. fondi della Confederazione per il risanamento di siti contaminati, prelevamento del plus valore) e realizzare sgravi fiscali che incentivino l'innovazione, o elaborare procedimenti di risanamento più economici. Il Consiglio federale ritiene infine che sia opportuno effettuare un rilevamento a livello nazionale delle aree industriali abbandonate e altre superfici sottoutilizzate. </p><p></p><p>7. Il Consiglio federale si è sempre adoperato affinché il principio di proporzionalità venga debitamente preso in considerazione durante l'emanazione di ordinanze o direttive. In particolar modo tramite la stretta collaborazione fra i settori economici interessati dalla elaborazione e dalla procedura di consultazione dei progetti, così come avviene già in materia di rifiuti e siti contaminati. Il Consiglio federale dispone tuttavia solo di limitate possibilità per influenzare in tal senso i Cantoni al momento dell'esecuzione delle prescrizioni federali (EIA, fondi per il risanamento di siti contaminati, informazioni). Inoltre, molto spesso, i proprietari dei siti inquinati non sono sufficientemente informati dell'esistenza di possibilità adeguate. Il Consiglio federale invita pertanto l'UFAFP e l'USTE a migliorare notevolmente le informazioni a tal riguardo destinate ai proprietari di siti abbandonati.</p>  Risposta del Consiglio federale.