<h2>SubmittedText<h2><p>La crisi in cui versa l'esercito svizzero è più profonda di quanto lascino pensare i dibattiti pubblici in corso riguardo ai problemi logistici, alle carenze a livello di condotta e all'affare Nef. L'analisi della minaccia e le missioni dell'esercito hanno assunto contorni vaghi perché il Consiglio federale - per non urtare determinati ambienti politici - continua a sostenere modelli di difesa nazionale orientati al passato e a uno scenario di minaccia ormai superato. Nei fatti, le scelte in materia di politica militare sono ormai dettate dalla politica finanziaria. A questo proposito, il gruppo socialista invita il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. L'elaborazione di un concetto in materia di politica di sicurezza adeguato ai tempi sarà affidata dal Consiglio federale a una commissione indipendente dall'amministrazione e dalle organizzazioni di milizia e costituita, oltre che da periti svizzeri, anche da esperti internazionali?</p><p>2. Quali ulteriori misure intende adottare il Consiglio federale per orientare l'esercito nonché gli obiettivi e i compiti delle forze armate ai rischi effettivi del ventunesimo secolo? Il Consiglio federale intende avviare un nuovo programma sull'nalisi dei rischi in Svizzera? (Il programma sull'analisi dei rischi in Svizzera, svoltosi dal 1991 al 1999, ha consentito di elaborare una ponderazione dei rischi realistica sulla base di una visione globale.)</p><p>3. Dal piano direttore 2008 risulta che Esercito XXI è troppo grande e che l'esercizio quotidiano assorbe risorse che sarebbero necessarie alla modernizzazione delle forze armate. Che cosa intende fare il Consiglio federale per porre rapidamente rimedio allo squilibrio attualmente esistente tra le spese d'esercizio e le risorse adibite agli investimenti?</p><p>4. Quanti Stati europei sono ormai giunti alla conclusione che la coscrizione di massa non è più adeguata all'attuale situazione in materia di sicurezza e hanno di conseguenza soppresso l'obbligo generale di prestare servizio militare? Quali preparativi sono stati intrapresi dal Consiglio federale per ridurre gli effettivi estremamente eccessivi dell'esercito svizzero?</p><p>5. Quali ulteriori modelli di reclutamento sono ipotizzabili per il Consiglio federale in sostituzione dell'obbligo generale di prestare servizio militare?</p><p>6. In occasione della seduta di clausura del 15 maggio 2005, il Consiglio federale ha deciso di costituire nel periodo 2008-2011 un battaglione di 500 militari a favore del promovimento internazionale della pace. Perché nel frattempo non ha più voluto intraprendere nulla al riguardo?</p><p>7. Le missioni di pace come quelle in Kosovo o in Bosnia appartengono alle categorie di impiego più sensate di un esercito moderno. In questo ambito la Svizzera non sfrutta per nulla appieno il proprio potenziale. Che cosa ha intrapreso sinora il Consiglio federale per porre rimedio ai problemi esistenti al riguardo in materia di reclutamento?</p><p>8. L'esercito svizzero è uno dei pochi eserciti al mondo che non dispone di un documento programmatico in materia di condotta interna elaborato in modo definitivo e concretizzato da un organo indipendente. Come e quando intende colmare questa lacuna il Consiglio federale?</p><p>9. L'ex capo dell'esercito Roland Nef ha interrotto un programma che dall'inizio del 2006 all'inizio del 2008 ha sensibilizzato alla tematica delle pari opportunità circa duemila quadri civili e militari del Settore difesa del DDPS. Quando sarà riavviato tale programma e quando entreranno in vigore le istruzioni in materia di "diversity management" in seno all'esercito?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. È compito del Consiglio federale definire l'orientamento della politica di sicurezza e sottoporre su tale base proposte concrete alle Camere federali. Il Consiglio federale non intravede alcun motivo di derogare a questa prassi. Egli inoltre non scorge alcuna ragione di istituire, ai fini di consultazione, una commissione ad hoc come è stato, ad esempio, il caso per la commissione Brunner negli anni 1996-1998. Il progetto di nuovo rapporto sulla politica di sicurezza sarà oggetto di una consultazione a vasto raggio; è assicurato sin d'ora che gli aspetti internazionali saranno debitamente considerati.</p><p>2. La rielaborazione del rapporto sulla politica di sicurezza e le conseguenti riflessioni sull'ulteriore sviluppo dell'esercito concerneranno anche le missioni dell'esercito. Presso l'Ufficio federale della protezione della popolazione (UFPP) è inoltre in fase di elaborazione un catalogo di scenari globale sui rischi determinanti in materia di politica di sicurezza. Gli scenari di base fondati sul catalogo globale dovrebbero essere a disposizione alla fine del 2009. Infine, l'UFPP sta coordinando un programma per la protezione delle infrastrutture critiche. L'obiettivo è l'allestimento di una strategia nazionale per la protezione delle infrastrutture critiche entro il 2011.</p><p>3. L'esercito svizzero non è sovradimensionato, se si considera che è un esercito di milizia e che in caso di impieghi di lunga durata sono necessari degli avvicendamenti. Nella situazione attuale è ragionevole ridurre, nell'ambito delle spese per la difesa, la quota delle risorse destinate agli investimenti e adibire maggiori risorse alla soluzione dei problemi esistenti da tempo a livello di esercizio. Questa definizione delle priorità risulterà necessaria almeno ancora per un certo periodo a causa della necessità di consolidare l'esercito.</p><p>4. Sinora hanno sospeso o hanno deciso di sospendere l'obbligo di prestare servizio militare 21 Stati europei. In quattro altri Stati la sospensione dell'obbligo è in corso o è pianificata.</p><p>Il Consiglio federale ritiene che gli effettivi dell'esercito non siano eccessivi. Le dimensioni delle forze armate sono definite in funzione delle missioni. Non soltanto la difesa contro un attacco militare, bensì anche gli impieghi necessari per la protezione e la garanzia della disponibilità delle infrastrutture critiche in caso di rischio concreto e duraturo di attentati richiederebbero ampie risorse di personale. Nell'ambito di confronti a livello internazionale, devono essere debitamente considerate le peculiarità del sistema di milizia: in media sono in servizio soltanto circa 17 000 militari.</p><p>5. Il Consiglio federale segue attentamente le discussioni in atto su modelli alternativi in materia di obbligo militare e di sistemi di milizia. Egli è tuttavia del parere che sarebbe inopportuno esprimersi al riguardo già in data odierna - prima della rielaborazione del rapporto sulla politica di sicurezza, prima dell'avvio del progetto sull ulteriore sviluppo dell'esercito e in un momento in cui l'esercito ha bisogno di essere consolidato.</p><p>6. Il Consiglio federale ribadisce la sua intenzione di rafforzare i contributi dell'esercito al promovimento militare della pace. Al riguardo, egli è tuttavia costretto a tener conto della situazione a livello di personale e di finanze. Per questo motivo, il 28 febbraio 2007 ha deciso di orientare, sino al 2011, il rafforzamento delle capacità per il promovimento militare della pace a contributi di elevata qualità tecnica o ad ambiti che non richiedono il ricorso a personale militare di professione necessario per l'istruzione. Nel frattempo l'esercito ha sviluppato capacità supplementari in tal senso.</p><p>7. Nella legge militare sono definite le condizioni quadro per la chiamata in servizio e l'impiego di militari nell'ambito del promovimento della pace. Nei limiti di tale margine di manovra, l'esercito ha adottato l'anno scorso misure volte a un migliore sfruttamento delle risorse esistenti in materia di reclutamento. Per i militari di milizia sono state ad esempio adottate misure volte a facilitare il rientro sul mercato del lavoro civile, è stata migliorata l'offerta di prestazioni di assistenza per le persone rimaste in patria, è stato accelerato il sistema di reclutamento, sono state create facilitazioni per quanto concerne le possibilità di prestazione dei giorni di servizio ecc. Anche nell'ambito del personale militare di professione sono stati realizzati dei miglioramenti, segnatamente per quanto concerne l'importanza dei summenzionati impieghi per la carriera.</p><p>8. Il concetto di "condotta interiore" ("innere Führung") è impiegato in maniera esplicita unicamente nella Bundeswehr tedesca, essenzialmente per ridurre il campo di tensione tra i diritti individuali del libero cittadino e gli obblighi militari del soldato. La "condotta interiore" disciplina pertanto i diritti e i doveri del cittadino in uniforme, in un contesto, quale quello della Bundeswehr, in relazione con ben precise esperienze storiche.</p><p>Misure volte a garantire i diritti e i doveri dei militari sono in vigore in Svizzera a diversi livelli. Nell'ambito dell'istruzione militare è data grande importanza alla conduzione di persone e al diritto internazionale bellico. Durante la sua istruzione, ogni quadro militare è chiamato a confrontarsi con le esigenze etico-morali poste ai soldati. Anche a livello individuale, i diritti e i doveri di ogni singolo militare sono esplicitamente disciplinati. Il regolamento di servizio dell'esercito svizzero comprende un capitolo interamente dedicato ai diritti e obblighi (RS 04, capitolo 8, n. 77-109), nel quale sono definiti i diritti e doveri del cittadino in uniforme. L'istruzione ai diritti e obblighi è parte integrante dell'istruzione di base militare. Le misure elencate corrispondono in sostanza al concetto tedesco di "condotta interiore". Non sussiste pertanto alcuna lacuna in tale ambito.</p><p>9. Per incarico del capo del DDPS, da gennaio 2006 a maggio 2008 sono stati sensibilizzati alla tematica delle pari opportunità circa duemila quadri civili e militari appartenenti a tutti i livelli del Settore difesa. L'obiettivo del workshop, della durata di mezza giornata, era di sensibilizzare i quadri ai diversi aspetti delle pari opportunità, consentendo loro di prendere coscienza del proprio atteggiamento nei confronti di tale tematica, di chiarire le proprie opinioni al riguardo e di rafforzare il proprio impegno a favore delle pari opportunità nel rispettivo settore di condotta. L'istruzione per i quadri alle pari opportunità è stata conclusa conformemente alla tabella di marcia nel mese di maggio 2008. Tale sensibilizzazione dei quadri è stata soltanto una delle misure previste per promuovere le pari opportunità in seno al DDPS. Nel 2009 saranno avviate ulteriori misure quali corsi di formazione, workshop ecc. Infine, il 1° ottobre 2008 entreranno in vigore le istruzioni in materia di "diversity management" in seno all'esercito.</p>  Risposta del Consiglio federale.