<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di proporre le basi legali per la creazione di un assegno di mobilità a favore degli abitanti di regioni decentralizzate, meno servite dai trasporti pubblici.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In Svizzera vige la libera scelta del mezzo di trasporto. I suoi abitanti possono dunque scegliere liberamente come muoversi. Con una buona combinazione di diversi mezzi di trasporto, covetturaggio o uso di veicoli privati gli abitanti di tutte le regioni possono organizzare la propria mobilità in maniera efficiente e conveniente.</p><p>Nell'ambito della mobilità e del collegamento delle regioni secondo l'articolo 81a della Costituzione federale, la Confederazione e i Cantoni provvedono a un'offerta sufficiente in materia di trasporti pubblici su strada, per ferrovia, vie d'acqua e filovia in tutte le regioni del Paese. Tale compito è svolto congiuntamente ai tre livelli istituzionali Confederazione, Cantoni e Comuni. Con la riforma della legge sul trasporto di viaggiatori, attualmente dibattuta dalle Camere federali, i principi del sistema sono stati confermati. L'ente pubblico garantisce un'offerta di base. L'offerta regionale dei TP in Cantoni meno densamente abitati è sostenuta dalla Confederazione in modo proporzionalmente più incisivo rispetto a quella di Cantoni densamente popolati: se nei Cantoni urbani la Confederazione si fa carico del 27 per cento dei costi non coperti, nelle regioni di montagna tale quota arriva all'80 per cento.</p><p>Agendo secondo la mozione, l'ente pubblico non sarebbe più il committente dell'offerta dei TP, bensì pagherebbe a tutti gli abitanti prestazioni di sostegno scaglionate in funzione del mezzo di trasporto, del tipo di propulsione e della regione.</p><p>Il Consiglio federale non ritiene opportuno un simile cambio di sistema, già che comporterebbe una riassegnazione delle competenze tra i livelli istituzionali, nonché un sistema di distribuzione dispendioso sotto il profilo amministrativo, con decisioni in parte controverse in merito alla portata del finanziamento diretto da parte dello Stato per l'adempimento delle esigenze di mobilità.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.