<h2>SubmittedText<h2><p>Le Stazioni federali di ricerca agronomica sono incaricate di sottoporre a esame scientifico i prodotti Plocher impiegati nella pratica agricola e stilare un rapporto in merito.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>I prodotti dell'azienda Plocher si basano sull'idea di un "passaggio d'informazione". L'informazione viene prima estratta da una fonte naturale e poi riversata su un substrato portante, di norma farina di quarzo, utilizzato per il trattamento con un apparecchio sviluppato dalla ditta che ha un meccanismo d'azione vibrazionale. Il substrato portante viene dapprima caricato con "informazione ossigeno". Nel terreno, nelle fosse per il liquame o nei corsi d'acqua i prodotti Plocher rilasciano questa informazione e ostacolano, ad esempio, i processi di putrefazione. I dettagli del processo di produzione sono coperti dal segreto industriale e non sono pubblicati né brevettati. Le scienze naturali, su cui si fondano le attività di ricerca delle stazioni di ricerca Agroscope, non hanno ancora trovato una spiegazione al meccanismo d'azione dei prodotti Plocher. Un esame riproducibile scientificamente per testare l'efficacia di prodotti con passaggio d'informazione sarebbe molto costoso e dispendioso. Le esperienze raccolte con altre materie ausiliarie dagli effetti difficilmente comprovabili sul piano scientifico, mostrano che spesso i fabbricanti o i sostenitori di questi prodotti contestano il fatto che questi esami non ne mettono in rilievo gli effetti positivi. È il caso, ad esempio, di un prodotto testato dalla stazione di ricerca Agroscope Reckenholz-Tänikon ART, contenente cosiddetti microrganismi effettivi.</p><p>Secondo le basi legali, di norma, il fabbricante è tenuto a dimostrare personalmente l'efficacia pubblicizzata del prodotto. Tuttavia, ai sensi dell'articolo 16 capoverso 2 dell'ordinanza sulla messa in commercio di concimi (RS 916.171), per additivi per concimi o ammendanti del suolo, ad esempio, non è necessario fornire una documentazione che provi l'idoneità del prodotto all'utilizzazione prevista. Pertanto, considerate le risorse limitate e le priorità delle stazioni di ricerca, la Confederazione non svolgerà esami, a proprie spese, volti ad appurare l'efficacia di prodotti giusta l'articolo 16 capoverso 2 dell'ordinanza sulla messa in commercio di concimi. L'attuazione, per singole ditte, di esami per l'accertamento dell'efficacia sarebbe in contrasto con il principio della parità di trattamento.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.