<h2>FederalCouncilResponseText<h2><text><p>Il Consiglio federale auspica che si faccia un uso responsabile dello strumento dell'intervento personale, come descritto nella presente interrogazione. In realtà i parlamentari dispongono - oltre all'intervento personale - di diverse possibilità per intervenire nel processo politico. Sovente, anzi, l'intervento parlamentare non è neppure il mezzo adeguato per raggiungere un determinato obiettivo. Il lavoro essenziale viene svolto in seno ai gruppi parlamentari e nelle commissioni legislative e di vigilanza. Benché pubblicamente meno apparente, questo lavoro esplica tuttavia maggiori effetti. Molte volte è sufficiente, e più economico, informarsi direttamente per telefono presso i servizi competenti dell'Amministrazione piuttosto che presentare un intervento parlamentare su un determinato argomento. Del resto, una valutazione statistica del numero di interventi presentati da un membro del Parlamento non consente di trarre conclusioni sull'entità della sua influenza sulla politica. </p><p>Il Consiglio federale ringrazia l'autrice dell'interrogazione per aver voluto contenere i costi anche con questo intervento, limitandosi a chiedere cifre forfetarie. In tal modo contribuisce a rendere più sostanziale lo strumento dell'intervento, come persegue anche la nuova legge sul Parlamento.</p><p>Risposta alla prima domanda:</p><p>Nel 1999 l'Organo parlamentare di controllo dell'Amministrazione (OPCA) ha elaborato un rapporto circostanziato intitolato "Interventi parlamentari. Procedura, statistiche, costi e proposte di riforma del sistema degli interventi parlamentari" (Rapporto finale a destinazione del gruppo di coordinamento delle Commissioni della gestione del Consiglio nazionale e del Consiglio degli Stati del 25 febbraio 1999, http://www.parlament.ch/i/homepage/ko-au-pvk/ko-au-pvk-herunterladen.htm). In questo documento si riferisce su analisi approfondite circa i costi che un intervento genera per il Consiglio federale e per l'Amministrazione fino alla consegna della risposta alle Camere. Con l'ausilio di questionari e interviste sono stati analizzati i costi di circa 40 interventi parlamentari. Ne risulta che l'intervento più modesto costa 970 franchi mentre quello più caro 8000 franchi. Stando a quest'indagine, il costo medio di un intervento ammonta a 4080 franchi. Non si è peraltro escluso che l'importo effettivo possa essere superiore, in quanto si tratta di stime eseguite a posteriori e inoltre assai prudenti. Il Consiglio federale ritiene che tali riflessioni siano valide ancora oggi e che i costi effettivi possano essere anche maggiori . Per quanto concerne il trattamento degli interventi parlamentari da parte dei Servizi del Parlamento (dal deposito, elaborazione e inserimento nella banca dati Curia vista, trasmissione all'Amministrazione federale [Cancelleria federale], elaborazione ulteriore dopo la risposta del Consiglio federale fino alla messa nell'ordine del giorno nelle Camere e elaborazione dell'esito della deliberazione) non sono stati fatti calcoli.</p><p>Nell'ambito della riforma dell'Amministrazione annunciata nel rapporto del Consiglio federale sul programma di legislatura occorrerà anche affrontare la questione dell'imputazione dei costi. I costi degli interventi parlamentari possono infatti essere valutati in modo trasparente soltanto sulla scorta di una rilevazione e imputazione complete dei costi.</p><p>Risposta alla seconda domanda:</p><p>Nei quattro anni della legislatura 1999-2003 il Consiglio federale ha risposto a circa 3600 interventi parlamentari. Partendo da un costo medio di 4080 franchi per ogni intervento, si può stimare un costo complessivo di 14,7 milioni di franchi. Vi si aggiungono i costi dovuti agli interventi pendenti ai quali il Consiglio federale ha risposto ma che non sono trattati immediatamente dal Parlamento (Consiglio nazionale). Tali interventi devono essere costantemente "seguiti" nei dipartimenti e generano ulteriori costi (ad es. adeguamento a nuove decisioni del Parlamento, ripetuta preparazione del dossier in vista della trattazione nelle Camere). Va inoltre rilevato che negli ultimi anni il 17 per cento degli interventi parlamentari sono caduti sotto la ghigliottina del tempo, ossia non sono mai stati trattati dal Consiglio nazionale. Attualmente gli interventi pendenti in Consiglio nazionale sono più di 700, il che equivale alla quantità media di un anno.</p><p>Risposta alla terza domanda:</p><p>Le interrogazioni ordinarie (oggi: interrogazioni) e le interpellanze non generano di regola costi ulteriori legati all'attuazione, contrariamente alle mozioni, ai postulati e alle raccomandazioni che sono trasmessi dalle Camere. Nei quattro anni della legislatura 1999-2003 sono stati trasmessi complessivamente più di 950 di siffatti interventi.</p><p>Non è possibile calcolare precisamente e neppure stimare seriamente i costi indotti successivamente dall'attuazione di un intervento parlamentare. In alcuni casi, ad esempio quando un postulato chiede l'elaborazione di un rapporto, i dati potrebbero essere raccolti mediante un'indagine analoga a quella compiuta dall'OPCA. Se però una mozione esige che sia presentata una legge corredata di messaggio, tale attività non si distingue dalle altre mansioni di natura legislativa (motivate ad esempio da un'iniziativa parlamentare o da un'iniziativa popolare).</p></text>