<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di vietare le stoviglie monouso nella ristorazione da asporto in virtù dell'articolo 30a della legge sulla protezione dell'ambiente. Il divieto non si dovrebbe applicare soltanto ai recipienti usa e getta in plastica, ma anche ai materiali alternativi quali il cartone o i materiali compostabili. I recipienti e le posate riutilizzabili devono diventare la norma nella ristorazione da asporto.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In linea di principio, il Consiglio federale ritiene inutile l'utilizzo di stoviglie monouso e dannoso per l'ambiente in termini di consumo di risorse. Sovente esistono alternative sotto forma di sistemi riutilizzabili (p. es. stoviglie e contenitori) che forniscono un importante contributo per la prevenzione dei rifiuti.</p><p>Questi sistemi con deposito sono noti in Svizzera e utilizzati con successo in molti luoghi e occasioni. In linea di principio, dovrebbero continuare a essere promossi su base volontaria in collaborazione con il settore interessato.</p><p>Un divieto per le stoviglie monouso basato sull'articolo 30a lettera a della legge sulla protezione dell'ambiente (LPAmb; RS 814.01) rappresenta per il commercio al dettaglio, la ristorazione da asporto e altri fornitori una limitazione della libertà economica (art. 27 della Costituzione federale). Secondo il principio di proporzionalità, questi divieti potrebbero essere emanati solo se gli effetti delle altre misure, incluse quelle dell'economia stessa, non fossero sufficienti.</p><p>Pertanto occorre dare innanzitutto la possibilità all'economia di attivarsi con misure volontarie e accordi settoriali. Tale procedura è prevista dall'articolo 41a capoverso 3 LPAmb.</p><p>Nel quadro delle attività della Confederazioni volte a prevenire i rifiuti e a rafforzare l'economia circolare e l'uso parsimonioso delle risorse, tenendo conto degli sviluppi a livello europeo (Green Deal), si esaminano misure destinate tra l'altro anche a rafforzare le condizioni quadro per materiali riutilizzabili in un'ottica di economia circolare. Anche la mozione della Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia del Consiglio nazionale (18.3712) "Meno rifiuti plastici nelle acque e nel suolo", approvata dal Parlamento nel settembre 2019, chiede di adottare, congiuntamente ai settori interessati, provvedimenti volti a ridurre la quantità di plastica nell'ambiente. Altri interventi parlamentari sullo stesso tema sono già stati trasmessi. Indipendentemente dalle attività in corso, spetta ai Cantoni (e, in presenza di una delega di competenze legislative, ai Comuni), stabilire nel quadro di un'autorizzazione concernente l'aumento dell'uso comune condizioni per la vendita di bevande e prodotti alimentari in contenitori solo dietro versamento di un deposito.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.