<h2>SubmittedText<h2><p>Il 22 gennaio 2014 l'Ufficio federale dell'ambiente ha pubblicato un comunicato in cui rendeva nota l'adozione di un piano d'azione, elaborato dall'ufficio congiuntamente alle autorità francesi interessate e ai cantoni di Neuchâtel e del Giura, finalizzato a migliorare la qualità fisico chimica delle acque del Doubs, principalmente sul tratto franco-svizzero. Il comunicato ricorda in particolare che le autorità amministrative competenti porteranno a termine le proprie indagini complementari sui flussi di sostanze inquinanti entro fine 2014, in modo tale da essere in grado, a partire da inizio 2015, di verificare l'adeguatezza delle priorità stabilite.</p><p>Se da un lato è comprensibile l'esigenza di uniformare le conoscenze e di condividerle da entrambi i lati della frontiera, dall'altro è risaputo che gran parte dei microinquinanti presenti nei corsi d'acqua, svizzeri o francesi, proviene dagli effluenti degli impianti di depurazione comunali e intercomunali. Peraltro, la legge sulla protezione delle acque è stata recentemente modificata dalle Camere federali con l'intento di obbligare e incentivare finanziariamente gli enti pubblici interessati a potenziare i propri impianti di trattamento delle acque di scarico al fine di ridurre, in particolare mediante l'installazione di sistemi a ozono o a carbone attivo, il tasso di microinquinanti residui negli effluenti.</p><p>Il Consiglio federale è invitato di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Gli impianti di depurazione delle acque di scarico di La Chaux-de-Fonds e Le Locle, i più grandi sulla sponda svizzera del tratto franco svizzero del Doubs, hanno l'obbligo di eliminare i loro microinquinanti? In caso affermativo, la Confederazione reputa questi risanamenti prioritari?</p><p>2. Dato il numero di abitanti che vi è allacciato, diversi impianti di depurazione francesi ubicati a monte del tratto franco svizzero del Doubs hanno un impatto sulla qualità delle acque del fiume di entità comparabile a quello delle centrali di La Chaux-de-Fonds e Le Locle. Considerato il carattere internazionale della questione, la Confederazione prevede di cercare con le autorità francesi competenti una soluzione analoga e coordinata per detti impianti?</p><p>3. Anche la questione inerente ai flussi di sostanze inquinanti, in particolare quelle disciolte, nelle acque sarà affrontata in un'ottica franco-svizzera?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il progetto di modifica dell'ordinanza sulla protezione delle acque (RS 814.201) inerente al trattamento dei microinquinanti negli impianti di depurazione delle acque (IDA) dovrebbe essere posto in consultazione a metà 2014. Come indicato nel capitolo 1.7 "Attuazione" del messaggio 13.059 del Consiglio federale concernente la modifica della legge federale sulla protezione delle acque (RS 814.20), il progetto prevede diversi criteri per stabilire quali IDA dovranno soddisfare le esigenze relative al trattamento dei microinquinanti. Spetterà poi ai cantoni pianificare le misure necessarie a eliminare le sostanze organiche in tracce presenti nelle acque di scarico e stabilire un calendario scaglionato per la relativa attuazione.</p><p>Nel progetto di modifica dell'ordinanza sulla protezione delle acque si è tenuto conto delle caratteristiche di ciascun sito. Pertanto, i cantoni disporranno di indicazioni precise che consentiranno loro di pianificare in modo mirato il potenziamento degli impianti di depurazione, finalizzato a eliminare le sostanze in tracce. Ne consegue che sarà possibile tener conto anche delle peculiarità del bacino idrografico del Doubs.</p><p>2. In materia di depurazione delle acque reflue, la Francia sottostà anche alle direttive dell'Unione europea (UE). Analogamente al nostro Paese, l'UE sta riflettendo su come risolvere il problema degli apporti di microinquinanti provenienti dalle acque di scarico depurate.</p><p>Inoltre, così come in altri Paesi confinanti con la Svizzera, in Francia sono in corso i primi progetti pilota volti a eliminare le sostanze in tracce negli impianti di depurazione, e in alcune centrali di depurazione comunali sono già stati predisposti processi di eliminazione dei microinquinanti(si veda anche la risposta 3).</p><p>3. Il 22 gennaio 2014 è stato adottato un piano d'azione finalizzato a ridurre l'impatto delle attività antropiche sulla qualità delle acque nel tratto franco-svizzero del Doubs. Il piano d'azione prevede anche misure volte a migliorare le conoscenze, in particolare quelle relative ai flussi di sostanze inquinanti. Ciò permetterà di disporre di informazioni e di basi di lavoro solide per poter formulare delle previsioni sul lungo termine e, quindi, di sviluppare delle strategie per ridurre l'inquinamento nel tratto franco-svizzero del Doubs.</p><p>In questo senso, il piano d'azione prevede la realizzazione di un progetto di bilancio dei flussi nella parte Svizzera del bacino idrografico del Doubs. Detto progetto verrà elaborato in stretta collaborazione con i servizi cantonali e consisterà, così come nel caso dei progetti relativi al bacino del Reno, per esempio di un bilancio delle emissioni alla fonte (nutrienti, metalli, sostanze organiche selezionate, lista dettagliata da definire) e di un bilancio del loro impatto effettivo sul Doubs. Sarà in tal modo possibile individuare, entro la metà del 2015, le misure prioritarie da adottare per ridurre l'inquinamento.</p><p>Con il proprio progetto di rilevamento delle immissioni di nutrienti e di agenti inquinanti nella parte Svizzera del bacino idrografico del Doubs, la Svizzera contribuisce ad accelerare i lavori per il miglioramento della qualità delle acque. Al contempo, in collaborazione con la Francia, sta elaborando una procedura comune per la riduzione delle immissioni di sostanze inquinanti nelle acque. In questo contesto, gli esiti del rilevamento condotto dal nostro Paese torneranno sicuramente utili.</p>  Risposta del Consiglio federale.