<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di elaborare una modifica della legge federale sull'assicurazione malattie che limiti a una sola volta la possibilità di correggere i premi e vieti modifiche nel corso dell'anno.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie secondo la legge federale del 18 marzo 1994 sull'assicurazione malattie (RS 832.10) è finanziata secondo il sistema della ripartizione delle spese. Questo significa che le entrate di un anno civile, costituite essenzialmente dai premi, devono coprire le uscite dello stesso anno, che comprendono in particolare le spese per le prestazioni mediche, le tasse per la compensazione dei rischi, le risorse necessarie alla costituzione di accantonamenti e riserve e i costi amministrativi degli assicuratori. Gli assicuratori costituiscono riserve sufficienti a garantirsi la solvibilità a lungo termine. Le prestazioni dovute devono sempre poter essere pagate. Se le entrate sono inferiori alle uscite, i conti non sono più in equilibrio e la cassa malati può rischiare il fallimento.</p><p>L'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) è l'organo preposto al controllo delle finanze delle casse malati. A revisione avvenuta, gli assicuratori sono tenuti a sottoporgli i conti provvisori e definitivi. Alle nuove tariffe devono allegare le stime per l'anno in corso e le proiezioni per l'anno seguente. Per definizione, le stime e le proiezioni contengono incertezze e il calcolo dei premi è fondato anche su stime dell'evoluzione del comportamento degli assicurati (cambiamento d'assicuratore, scelta di un'altra franchigia o di un altro modello assicurativo). Non è dunque possibile garantire che i premi fissati permetteranno un perfetto equilibrio tra entrate e uscite. Se già nel corso dell'anno i premi si rivelano insufficienti a coprire le uscite e la sicurezza finanziaria della cassa malati è in pericolo perché l'aumento dei costi è stato superiore al previsto o il comportamento degli assicurati ha disatteso le aspettative, l'assicuratore deve in ogni caso informarne l'UFSP, che, se necessario, esigerà un piano di risanamento che permetta alla cassa malati di rispettare le prescrizioni legali. I premi sono praticamente la sola fonte di finanziamento degli assicuratori. Se la situazione finanziaria lo consente, i necessari adeguamenti possono attendere la normale procedura d'approvazione. In caso contrario, l'assicuratore può presentare all'UFSP la domanda di aumentare i premi anche nel corso dell'anno.</p><p>Vietare l'aumento dei premi nel corso dell'anno, come vorrebbe l'autrice della mozione, priverebbe gli assicuratori e l'autorità di vigilanza di uno strumento indispensabile quando la situazione finanziaria di un assicuratore deve essere risanata d'urgenza. La mancanza di liquidità o il fallimento delle casse malati insolventi che ne potrebbero conseguire non migliorerebbero la situazione degli assicurati, che si vedrebbero comunque costretti a cambiare assicuratore ad anno iniziato. Del resto, se è vero che in caso di fallimento sarebbe il fondo d'insolvenza a dover garantire i mezzi necessari alla copertura dei debiti dell'assicuratore, è altrettanto vero che la collettività degli assicurati sarebbe chiamata a contribuire alla sua ricostituzione. Inoltre, il fallimento di un grande assicuratore potrebbe provocare un massiccio afflusso di assicurati verso altri assicuratori, che si vedrebbero messi a rischio se i loro premi non dovessero bastare a coprire le spese. Da ultimo, i fallimenti non rientrano certamente negli auspici dei creditori, e cioè in particolare dei fornitori di prestazioni, considerati i ritardi che la procedura può causare nel pagamento delle fatture.</p><p>Pur ritenendo incresciosi gli aumenti dei premi nel corso dell'anno ed essendo cosciente dei problemi che possono porre agli assicurati, il Consiglio federale è tuttavia convinto che vietarli avrebbe conseguenze ancora più nefaste.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.