<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di presentare all'Assemblea federale l'atto di recesso dal Trattato sulla Carta dell'energia, in coordinamento con i Paesi europei che hanno già receduto o stanno per farlo.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il testo modernizzato del Trattato sulla Carta dell'energia (ECT) avrebbe dovuto essere approvato all'unanimità dalle parti contraenti in occasione della Conferenza della Carta dell'energia del 22 novembre 2022, ma ciò non è accaduto. L'UE e i suoi Stati membri (esclusa l'Italia, uscita dall'ECT nel 2016), che dispongono di 26 voti su 50 in seno alla Conferenza, non sono riusciti ad accordarsi su una posizione comune e di conseguenza la modernizzazione dell'ECT è stata stralciata dall'ordine del giorno. Tre Stati (Germania, Francia e Polonia) hanno già notificato il loro ritiro allo Stato depositario. I Paesi Bassi e la Spagna hanno annunciato la loro intenzione di abbandonare unilateralmente l'ECT, ma per il momento vogliono ancora lavorare a un ritiro coordinato a livello europeo. Anche il Lussemburgo e la Slovenia hanno annunciato il loro ritiro, mentre l'Austria sta valutando questa possibilità. Le parti contraenti che si ritirano rimangono vincolate alle disposizioni dell'ETC ancora per 20 anni.</p><p>Al momento non è possibile prevedere quando e se l'ECT modernizzato potrà essere approvato. Fino ad allora rimane valido l'attuale trattato.</p><p>Il Consiglio federale sta analizzando questa nuova situazione e le opzioni a disposizione della Svizzera (inclusa quella di rimanere o ritirarsi dall'ETC attuale o modernizzato). Per non interferire con i lavori in corso, il Consiglio federale propone di respingere la mozione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.