<h2>SubmittedText<h2><p>La Svizzera si è distinta a livello internazionale nella ricerca sul clima e i ghiacciai fin dal XIX secolo. L'impegno profuso nell'ambito del programma nazionale di ricerca 31 (PNR 31 "Mutamenti climatici e catastrofi naturali") e del sottoprogetto CLEAR ("CLimate and Environment in Alpine Regions") del programma prioritario dedicato all'ambiente ha permesso negli anni 1990 di incrementare notevolmente l'efficacia della ricerca climatica svizzera e consentito a ricercatori del nostro Paese di partecipare in funzioni direttive alla stesura dei rapporti sul clima delle Nazioni Unite. Dal 2001 ad oggi, il Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica (FNS) ha sostenuto con circa 21,1 milioni di franchi il Polo di ricerca nazionale sul clima (PRN Clima) che sul piano finanziario si posiziona al penultimo posto nella graduatoria dei primi 14 PRN sostenuti. Secondo la pianificazione del FNS, tra il 2009 e il 2013 il credito concesso dovrebbe essere ridotto drasticamente e le strutture costituite dovrebbero passare nelle mani delle scuole universitarie. Tutto ciò si verificherà proprio quando i cambiamenti climatici e i loro effetti sulla natura e la società saranno al centro delle priorità nazionali e internazionali. Istituzioni estere di promozione della ricerca si stanno preparando alla ricerca sugli effetti dei mutamenti climatici allestendo importanti programmi di studio affidati a istituti appositamente sostenuti.</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale:</p><p>1. Ritiene opportuno ridurre al minimo, nel 2013, i sussidi del FNS alla ricerca climatica integrata delle scuole universitarie?</p><p>2. Quali misure prevede per potenziare dopo il 2013 la ricerca climatica svizzera, già ben posizionata a livello internazionale, e la ricerca sugli effetti dei mutamenti climatici in Svizzera?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Come previsto dalle disposizioni di legge vigenti, un Polo di ricerca nazionale (PRN) può essere finanziato dal Fondo nazionale svizzero (FNS) per una durata massima di 12 anni. Oltre a promuovere l'eccellenza nella ricerca, i PRN hanno quale obiettivo esplicito quello di creare le strutture necessarie per consentire alle scuole universitarie coinvolte, in particolare la scuola universitaria che funge da centro di competenza ("leading house"), di gestire un modo autonomo il relativo polo di ricerca e d'insegnamento dopo la conclusione del finanziamento del FNS.</p><p>Per questo motivo uno dei criteri determinanti per la selezione dei PRN è se le scuole universitarie interessate sono profilate nel rispettivo campo di ricerca e insegnamento. Già nella fase iniziale la leading house e le altre istituzioni partner devono sostenere buona parte dei costi globali del PRN. Nel caso concreto del PRN Clima il sussidio annuo medio del FNS durante il secondo quadriennio (2005-2008) copre il 26 per cento dei costi globali, mentre la leading house (Università di Berna) e le altre istituzioni facenti parte della rete ne assumono il 40 per cento. Il resto è finanziato con mezzi pubblici e privati di terzi. Oltre alla partecipazione finanziaria, la leading house e le istituzioni partner s'impegnano a considerare le esigenze del PRN nella loro pianificazione strategica, in particolare nella pianificazione delle cattedre (riassegnazione di cattedre esistenti e creazione di cattedre nuove). È soprattutto in questo modo che le scuole universitarie coinvolte forniscono un contributo determinante al potenziamento strutturale sul lungo periodo della ricerca climatica in Svizzera.</p><p>Come per tutti gli altri PRN della prima serie, il finanziamento del PRN Clima da parte del FNS cessa al più tardi alla fine del 2013, dopo una durata di 12 anni (2001-2013). Nel periodo 2001-2008 questo finanziamento ammonta a complessivamente 21,1 milioni di franchi. Nel messaggio del 24 gennaio 2007 concernente il promovimento dell'educazione, della ricerca e dell'innovazione negli anni 2008-2011, il Consiglio federale ha stabilito gli obiettivi specifici che devono essere perseguiti nell'ultima fase di sostegno (2009-2013) dei PRN in corso (prima serie):</p><p>a. sviluppo di strutture solide a lungo termine nel relativo campo di ricerca;</p><p>b. sfruttamento sistematico dell'ampio potenziale d'applicazione commerciale dei PRN;</p><p>c. sfruttamento dei vantaggi concorrenziali scaturiti dal promovimento dei PRN per la partecipazione ai programmi internazionali di promovimento della ricerca;</p><p>d. cooperazione con il settore privato e estensione dei partenariati tra pubblico e privato.</p><p>Tenuto conto di quanto precede si risponde come segue alle domande poste:</p><p>1. La procedura è conforme allo scopo perseguito coi PRN. La riduzione dei sussidi riguarda soltanto il finanziamento del PRN, non altri sostegni specifici della ricerca climatica da parte del FNS.</p><p>2. Il Consiglio federale non prevede altre misure di promovimento dei PRN poiché il potenziamento strutturale e il consolidamento sul lungo termine della ricerca climatica in Svizzera saranno conclusi con le misure supplementari decise per l'ultima fase di sostegno dei PRN (2009-2013). I poli costituiti nelle università (in particolare il centro Oeschger per la ricerca sui cambiamenti climatici presso l'Università di Berna) dispiegheranno appieno il loro potenziale nel campo della ricerca climatica dopo il 2013. A questi si aggiungono i poli di ricerca climatica nel frattempo considerevolmente potenziati del settore dei politecnici federali (PF di Zurigo, Istituto Paul Scherrer, Istituto federale per l'approvvigionamento, la depurazione e la protezione delle acque e Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio) che la Confederazione, in quanto organo competente del settore dei politecnici federali, potrà continuare a sostenere in modo mirato anche dopo il 2013.</p>  Risposta del Consiglio federale.