<h2>SubmittedText<h2><p>Il netto sì del popolo svizzero alle nuove disposizioni costituzionali sulla formazione, accolte con la votazione popolare del 21 maggio 2006, conferma ancora una volta l'importanza della Svizzera quale polo scientifico. Nell'odierna società del sapere sono di centrale importanza la ricerca, lo sviluppo e l'innovazione.</p><p>In considerazione di quanto sopra - e per permettere al Consiglio federale la pianificazione di una strategia coerente volta a promuovere i settori che rendono possibile la crescita nell'ambito della ricerca e dello sviluppo - invitiamo il Consiglio federale a rispondere ai seguenti interrogativi:</p><p>1. Quali sono i settori di ricerca dell'economia svizzera che rendono possibile la crescita e quale posto occupano? Quale importanza attribuisce loro il Consiglio federale per la prosperità attuale e per quella futura del nostro Paese? </p><p>2a. Il Consiglio federale, come prevede di organizzare le condizioni quadro necessarie agli imprenditori dei settori ricerca, sviluppo e innovazione affinché a livello internazionale questi non solo sappiano difendersi, ma riescano anche a svilupparsi ulteriormente?</p><p>2b. In che modo il Consiglio federale pensa di coordinare le basi giuridiche necessarie a tali settori, in particolare per quanto riguarda la protezione agli investimenti, il diritto in materia di brevetti e la ricerca e, al tempo stesso, in che modo prevede di individuare le relazioni fra le differenti legislazioni, al fine di permettere una promozione mirata del settore economico in questione? </p><p>3. Nell'eventualità di un'autorizzazione alle importazioni parallele di prodotti o medicinali protetti da brevetto, il Consiglio federale come valuta il rischio legato a mancati investimenti o alla delocalizzazione di centri strategici (sedi di gruppi, centri di ricerca e produzione) dei settori attivi nel campo della ricerca, dello sviluppo e dell'innovazione?</p><p>4. Il Consiglio federale possiede un'analisi delle conseguenze a breve e lungo termine che i mancati investimenti o addirittura la delocalizzazione delle imprese attive nel settore della ricerca potrebbero causare all'economia svizzera, alla Svizzera quale polo scientifico e di ricerca, così come al benessere del nostro Paese?</p><p>Secondo il Consiglio federale, nel caso in cui l'UE fosse disposta ad estendere alla Svizzera il sistema dell'esaurimento regionale per prodotti e merci protetti da brevetto, quante probabilità vi sono che la Svizzera debba passare a tale sistema per quanto concerne i diritti d'autore e il diritto dei marchi? A tale riguardo il Consiglio federale ritiene che sarebbe ragionevole optare per un accordo distinto con l'UE?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Tutti i settori dell'economia svizzera si sforzano di contribuire alla crescita. Oltre alla globalizzazione delle varie attività, l'accumulazione del sapere fa parte spesso dei fattori di riuscita nel ramo in questione. Se si prendono quale criterio le spese della ricerca per determinare i settori più attivi, si ottiene il seguente bilancio: dei 9659 milioni di franchi spesi nel 2004 dall'economia privata svizzera per le attività interne di ricerca e di sviluppo, il 37 per cento è stato utilizzato dall'industria farmaceutica, il 16 per cento dall'industria delle macchine, il 9 per cento dal settore dell'informazione e della comunicazione e il 7 per cento dall'industria chimica. Investire nella ricerca e innovare, vale a dire trovare un'applicazione sul mercato per un nuovo sapere, sono tuttavia due cose differenti. Secondo gli indicatori della capacità di innovazione, nel settore industriale, risulta la seguente classifica: </p><p>1. elettronica/strumenti; 2. elettrotecnica/orologi/industria meccanica; 3. industria chimica/industria farmaceutica/materie sintetiche. Nel settore dei servizi: 1. servizi informatici; 2. servizi alle imprese; 3. trasporti/telecomunicazioni, banche/assicurazioni.</p><p>2a. In Svizzera, sia le attività di ricerca che di innovazione sono finanziate nella misura del 90 per cento dal settore privato, per cui il nostro Paese, nel confronto internazionale, si ritrova nel plotone di testa assieme a nazioni come gli Stati Uniti, il Giappone, la Finlandia, la Svezia e la Danimarca. Per poter mantenere questa posizione favorevole, occorre che la politica promuova simultaneamente l'apertura dei mercati a livello transfrontaliero, la concorrenza e lo sviluppo di un sapere di qualità elevata a livello nazionale. Inoltre essa deve garantire la valorizzazione economica di tale sapere in Svizzera e all'estero, mediante progetti come la revisione attualmente in corso della legge sui brevetti, allo scopo di sostenere gli investimenti nella produzione del sapere. Tradizionalmente la Svizzera accorda una maggiore importanza al livello e alla complementarità della ricerca e della formazione sostenute dallo Stato nonché alla complementarità rispetto alla ricerca e allo sviluppo finanziati privatamente che al sostegno diretto delle attività private di ricerca e di sviluppo. I mezzi finanziari destinati alla promozione della formazione, della ricerca e della tecnologia sono stati aumentati in misura notevole per il periodo 2004-2007, la partecipazione della Svizzera ai programmi di ricerca dell'UE è stata rafforzata e alcuni sgravi per il settore privato sono stati proposti nell'ambito della riforma dell'imposizione fiscale delle imprese II.</p><p>2b. Già da alcuni anni, nell'ambito dell'indagine sull'innovazione effettuata dal KOF/PFZ su incarico della Confederazione, le imprese vengono interrogate in merito agli ostacoli all'innovazione di cui si provvede a osservare l'evoluzione nel tempo. Il capitolo strutturale degli ultimi studi economici dell'OCSE dedicati alla Svizzera si occupa dell'innovazione e contiene alcune raccomandazioni concernenti le modifiche che occorrerebbe apportare alle politiche importanti in materia di innovazione. Soprattutto il messaggio concernente il promovimento dell'educazione, della ricerca e dell'innovazione nel periodo di assegnazione 2008-2011 permetterà di determinare le linee prioritarie della politica dell'innovazione.</p><p>3. In generale occorre tenere presente che, nel contesto globale, la Svizzera riveste un'importanza soltanto limitata come mercato di sbocco. Di conseguenza il fatturato globale delle imprese ad alta intensità di ricerca risulterà interessato solo marginalmente da un passaggio all'esaurimento internazionale o regionale in materia di diritto dei brevetti. Nel contempo occorre tenere conto del fatto che l'autorizzazione di importazioni parallele modificando il regime di esaurimento in materia di diritto dei brevetti potrebbe essere interpretata, soprattutto nell'ambito dei mercati regolamentati e più particolarmente in quello dei medicamenti, come un segnale negativo dalle imprese che investono molto nella ricerca, ciò che potrebbe avere ripercussioni sfavorevoli per la piazza di ricerca svizzera. Secondo la letteratura economica, la presenza di numerosi ricercatori qualificati, una debole imposizione fiscale e un'elevata qualità di vita sono fattori che rivestono un'importanza notevole per la localizzazione dei centri di ricerca.</p><p>4. Sebbene sia iniziata realmente soltanto nel corso degli anni Novanta, la globalizzazione del settore della ricerca non ha smesso di svilupparsi vigorosamente. Il Consiglio federale osserva attentamente gli arrivi e le partenze delle imprese attive nel settore della ricerca e delle divisioni di ricerca sulla piazza economica svizzera nel suo complesso. Finora nulla permette di supporre che la piazza di ricerca svizzera sia stata indebolita dalle dislocazioni all'estero: al contrario, la piazza economica svizzera approfitta chiaramente dell'internazionalizzazione della ricerca e dello sviluppo. Il numero delle imprese estere attirate dalla qualità del sapere indigeno è superiore al numero delle aziende svizzere che dislocano i loro settori di ricerca e di sviluppo all'estero.</p><p>5. Nel suo rapporto del 4 dicembre 2004 "Importazioni parallele e diritto dei brevetti: esaurimento regionale", il Consiglio federale riteneva improbabile il fatto di poter negoziare l'esaurimento regionale tra la Svizzera e la Comunità europea soltanto in materia di diritto dei brevetti: in tal caso si sarebbe dovuto prevedere il passaggio all'esaurimento regionale nel diritto dei marchi e nel diritto d'autore nonché la ripresa dell'intero "acquis communautaire" nel diritto in materia di proprietà intellettuale ed eventualmente in altri settori orizzontali della politica. Questa analisi del Consiglio federale è stata confermata nell'ambito dei colloqui esplorativi della Svizzera in vista di un accordo agricolo con l'UE. Chiarimenti dal punto di vista economico e giuridico non convalidano l'opinione che la soluzione schematica dell'UE sia economicamente più vantaggiosa della congiunzione attualmente in vigore in Svizzera dell'esaurimento internazionale per il diritto dei marchi e il diritto d'autore con l'esaurimento nazionale del diritto dei brevetti. Secondo il Consiglio federale il disciplinamento attuale costituisce un importante elemento di una politica economica che vuole incentivare il benessere. Per questa ragione il messaggio sulla modifica della legge sui brevetti del 23 novembre 2005 conferma il disciplinamento vigente, col quale si propone il mantenimento dell'esaurimento nazionale dei brevetti e un disciplinamento per impedire una pretesa abusiva dell'esaurimento nazionale per le merci tutelate da parecchi diritti di protezione.</p>  Risposta del Consiglio federale.