<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In Svizzera vengono prodotte ogni anno circa 200'000 tonnellate di fanghi di depurazione (tutti i quantitativi sono indicati al 100% di sostanza secca). Nel 2000 il 60%, ovvero circa 120'000 tonnellate, è stato bruciato in cementifici, impianti di incenerimento dei fanghi, impianti d'incenerimento dei rifiuti urbani e impianti di combustione industriali. Il restante 40% ha trovato impiego come fertilizzante in agricoltura. </p><p></p><p>I fanghi di depurazione contengono sostanze nutritive che attraverso l'impiego agricolo possono essere reinserite nel ciclo naturale. In questo modo però, viene introdotta nell'ambiente, e quindi nella catena alimentare animale e umana, anche tutta una serie di sostanze nocive. La richiesta di fanghi di depurazione da parte dell'agricoltura è in diminuzione da anni. Negli ultimi mesi questa domanda è ulteriormente scesa per il timore che, attraverso le acque di scarico dei macelli, anche i fanghi di depurazione possano essere contaminati con prioni, i quali causano la "malattia della vacca pazza". Dall'autunno 2001, le grandi catene di distribuzione Migros e Coop, in considerazione della sensibilità del pubblico al problema, chiedono che per i prodotti commercializzati con determinati marchi gli agricoltori rinuncino all'impiego di fanghi di depurazione come fertilizzanti. Per le produzioni agricole biologiche l'impiego dei fanghi di depurazione è vietato già da alcuni anni; ora l'Unione Svizzera dei Contadini e i produttori svizzeri di latte raccomandano la generalizzazione del divieto dell'uso dei fanghi di depurazione come fertilizzante.</p><p></p><p>Riguardo alle singole domande:</p><p></p><p>Domanda 1</p><p>Dopo aver effettuato un'analisi dei rischi, gli Uffici federale dell'ambiente, delle foreste e del paesaggio (UFAFP), dell'agricoltura (UFAG), della sanità pubblica (UFSP) e di veterinaria (UFV) hanno concordato sulla necessità di rinunciare a medio termine all'impiego dei fanghi di depurazione in agricoltura. In futuro i fanghi dovranno essere completamente inceneriti. Le modalità di questo cambiamento di rotta sono state discusse il 14 settembre 2001 nell'ambito di un incontro nazionale con gli ambienti interessati. La procedura prefigurata dagli Uffici federali ha riscosso il consenso dei partecipanti. L'impiego dei fanghi di depurazione in agricoltura sarà vietato a partire dal 2003 - 2005 circa. Le procedure per modificare l'ordinanza sulle sostanze sono già state avviate. </p><p>Domanda 2</p><p>In linea di principio, i fanghi di depurazione devono essere smaltiti in Svizzera, per poter garantire un'eliminazione sicura. Lo smaltimento in Svizzera consente inoltre l'ammortamento e il mantenimento degli impianti di trattamento nazionali, nei quali sono state investite negli ultimi anni somme ingenti. </p><p></p><p>Con una produzione annua di 200'000 tonnellate di fanghi, occorrerebbe però aumentare la capacità di incenerimento di 40'000 tonnellate per poter smaltire tutti i fanghi di depurazione in Svizzera. Dal metà 2001, quindi, vari Cantoni e consorzi si preparano ad esportare i fanghi perché siano inceneriti. Nel frattempo, l'UFAFP ha già autorizzato le prime esportazioni. </p><p></p><p>A causa delle insufficienti capacità, i previsti lavori di adeguamento e ristrutturazione di impianti d'incenerimento dei rifiuti e di cementifici devono essere accelerati. Nei prossimi anni sarà inoltre necessaria un'intensa attività di coordinamento fra impianti di smaltimento e consorzi di depurazione delle acque. L'UFAFP discuterà quindi i prossimi passi da compiere nell'ambito di un gruppo di lavoro comprendente rappresentanti dei Cantoni, degli impianti di smaltimento, dei cementifici e specialisti del settore. </p><p></p><p>Domanda 3</p><p>In seguito al crollo della richiesta di fanghi di depurazione sul mercato, l'incenerimento è ormai l'ultima alternativa possibile. Date le insufficienti capacità di incenerimento attualmente disponibili in Svizzera, nei prossimi anni sarà inevitabile ricorrere all'esportazione delle eccedenze. </p><p></p><p>L'esportazione è attualmente favorita dai prezzi relativamente bassi praticati dalle centrali a lignite per il conferimento dei fanghi disidratati. I costi di smaltimento, incluso il trasporto dal confine svizzero, sono generalmente più bassi di quelli che deriverebbero dall'essiccazione e dall'incenerimento dei fanghi in un cementificio svizzero. L'esportazione può anche avere un effetto calmierante sui prezzi, poiché si oppone all'aumento dei prezzi in Svizzera che potrebbero derivare dall'insufficiente capacità di smaltimento.</p><p></p><p>L'esportazione presenta tuttavia lo svantaggio che i fanghi di depurazione, un prodotto costituito per tre quarti da acqua, devono essere trasportati su lunghe tratte. Per minimizzare il carico ambientale, il trasporto, per quanto possibile, deve sempre essere effettuato per ferrovia. Dal momento che, nelle centrali a lignite, i fanghi di depurazione sostituiscono combustibili fossili, l'esportazione è accettabile anche da un punto di vista ecologico, almeno per un periodo transitorio. D'altro canto, in caso di smaltimento in Svizzera, i fanghi di depurazione, prima di poter essere inceneriti, devono spesso essere essiccati con processi che bruciano petrolio.</p><p></p><p>Domanda 4</p><p>In base alle norme vigenti, le esportazioni di fanghi di depurazione a scopo di incenerimento devono essere preventivamente autorizzate dall'UFAFP. Quest'ultimo rilascia l'autorizzazione solo a condizione che le autorità cantonali siano favorevoli e dimostrino che i fanghi in questione non possono essere smaltiti in altro modo. Inoltre, è necessario che l'impianto di incenerimento estero corrisponda allo stato della tecnica e che le autorità estere diano la loro approvazione.</p><p></p><p>Il permesso di esportazione vale al massimo un anno. Scaduto il termine fissato nell'autorizzazione, è necessario presentare una nuova domanda all'UFAFP. </p><p></p><p>Attraverso queste condizioni restrittive, la Confederazione vuole evitare che i fanghi di depurazione vengano esportati unicamente per ragioni di costi, rendendo così impossibile la creazione di sufficienti capacità di smaltimento in Svizzera. L'obiettivo dichiarato della Confederazione è che a medio termine sia possibile smaltire tutti i fanghi di depurazione in Svizzera a costi accettabili.</p>  Risposta del Consiglio federale.