<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato, nel quadro del messaggio relativo al COVID-19, di mantenere, anche dopo il primo anno, il tasso d'interesse dello 0,0 per cento definito all'articolo 13 capoverso 3 lettera a dell'ordinanza del 25 marzo 2020 sulle fideiussioni solidali COVID-19 (RS 951.261).</p><p></p><p>Una minoranza della Commissione (Knecht, Rieder, Salzmann, Würth) propone di respingere la mozione.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Le disposizioni in materia di tassi d'interesse previste dall'articolo 13 dell'ordinanza del 25 marzo 2020 sulle fideiussioni solidali COVID-19 (RS 951.261) consentono ai mutuatari di beneficiare di condizioni di credito attualmente molto vantaggiose e nel contempo tengono conto delle variazioni, anche importanti, che il contesto dei tassi d'interesse potrebbe subire nell'arco dei 5-7 anni di durata dei crediti COVID-19.</p><p>La regolamentazione vigente prevede che il DFF adegui il tasso d'interesse di cui all'articolo 13 capoverso 3 lettera a dell'ordinanza sulle fideiussioni solidali COVID-19 agli sviluppi di mercato. Da una prospettiva odierna non appare affatto improbabile che il tasso d'interesse rimanga invariato allo 0,0 per cento. Finché l'economia svizzera si troverà in una fase di recessione a causa della pandemia, è improbabile che il contesto dei tassi d'interesse subisca significativi cambiamenti. Tornerà verosimilmente a crescere quando l'economia svizzera registrerà una forte ripresa. In tal caso sarebbe economicamente possibile e, dal punto di vista del Consiglio federale, auspicabile che le imprese mutuatarie rimborsassero anticipatamente i crediti garantiti.</p><p>Se il tasso d'interesse venisse fissato allo 0,0 per cento senza possibilità di aggiustamento, vi sarebbe il rischio che, in caso di variazione del contesto dei tassi d'interesse, le banche creditrici si vedano costrette a esercitare una maggiore pressione sui mutuatari per il rimborso del credito o ad annullarlo prima della scadenza. Ciò non sarebbe nell'interesse né delle imprese interessate né della Confederazione.</p><p>Il Consiglio federale ritiene che la regolamentazione vigente sia un valido compromesso tra le esigenze dei mutuatari, l'incertezza legata all'evoluzione dell'economia e gli interessi legittimi della Confederazione e dei contribuenti e non intende pertanto modificare l'ordinanza sulle fideiussioni solidali COVID-19. Inoltre, i mutuatari e le banche creditrici si sono adeguati al sistema attuale. La modifica proposta genererebbe incertezza giuridica in un sistema di fideiussione del credito che finora si è dimostrato funzionare bene nel garantire la liquidità necessaria alle imprese colpite dalla pandemia.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.