<h2>SubmittedText<h2><p>Gli antibiotici di riserva di terza e quarta generazione sono impiegati negli ospedali quando gli agenti patogeni sono resistenti ai comuni antibiotici ad ampio spettro. Questi antibiotici di riserva sono usati anche nella medicina veterinaria, per esempio per curare le mastiti. In qualsiasi terapia antibiotica, i batteri resistenti possono entrare nella catena alimentare e quindi mettere in pericolo l'effetto degli antibiotici di riserva nella medicina umana.</p><p>I dati comparativi mostrano che l'impiego di antibiotici nelle mucche da latte svizzere è molto elevato e di gran lunga superiore a quello dei Paesi limitrofi.</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Gli antibiotici di riserva dovrebbero essere riservati alla medicina umana per evitare, per quanto possibile, lo sviluppo di resistenze. Che cosa giustifica l'uso di antibiotici di riserva nella medicina veterinaria? È immaginabile un divieto?</p><p>2. Il latte contaminato da antibiotici è generalmente smaltito insieme al letame liquido. In questo modo aumenta però il rischio che si sviluppino resistenze. Questo rischio è stato riconosciuto e sono state prese contromisure nella Strategia svizzera contro le resistenze agli antibiotici (Star)? Se sì, come viene smaltito il latte contaminato per evitare che entri nella catena alimentare?</p><p>3. Qual è il consumo di antibiotici nelle mucche da latte in Svizzera rispetto a Paesi con una catena di produzione del latte simile alla nostra? Come spiega il Consiglio federale questo consumo notevolmente più elevato?</p><p>4. Nella medicina veterinaria si tende a usare meno antibiotici, ma in compenso prodotti sempre più efficaci. Come è valutato questo sviluppo?</p><p>5. A quanto sembra c'è un commercio illegale di antibiotici per animali da reddito tra la Francia e la Svizzera. Cosa sta facendo la Svizzera per fermarlo? Sono noti anche casi di acquisti illegali attraverso il commercio on line?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Per motivi di salute e protezione degli animali non è possibile vietare nella medicina veterinaria gli antibiotici considerati critici dall'Organizzazione mondiale della sanità per la medicina umana (denominati antibiotici di riserva nell'interpellanza). In effetti, per alcune specie animali gli antibiotici critici sono gli unici autorizzati o talvolta disponibili per il trattamento di determinate malattie. Ciononostante, da quando è stata adottata la Strategia svizzera contro le resistenze agli antibiotici (Star), nel 2015, sono state adottate numerose misure per ridurre l'utilizzo di antibiotici negli animali. Ad esempio, dall'aprile del 2016 non è più consentita la dispensazione, a titolo di scorta, di antibiotici critici ai detentori di animali da reddito (art. 11 cpv. 2 lett. b e allegato 5 dell'ordinanza sui medicamenti veterinari, OMVet; RS 812.212.27).</p><p>2. Nell'ambito della Star sono in atto discussioni per individuare soluzioni alternative allo smaltimento del latte contaminato da antibiotici insieme al letame. Tuttavia, sulla base delle conoscenze attuali, né in Svizzera né all'estero vi sono al momento alternative tecnicamente valide e praticabili.</p><p>3. La statistica attualmente disponibile non consente di differenziare il consumo di antibiotici (32 tonnellate) in base alle specie animali; soltanto gli antibiotici utilizzati per il trattamento delle mammelle nel bestiame da latte vengono rilevati separatamente. Questo consumo è tendenzialmente in calo, ma nel complesso in Svizzera è maggiore rispetto agli altri Paesi. Le cause non sono note. Il Sistema d'informazione sugli antibiotici nella medicina veterinaria (SI AMV), introdotto all'inizio del 2019, fornirà informazioni più chiare e consentirà pertanto misure mirate.</p><p>4. In 10 anni il consumo complessivo di tutti gli antibiotici nella medicina veterinaria è diminuito del 53 per cento. Per gli antibiotici critici menzionati nell'allegato 5 dell'OMVet, la quantità venduta nel 2016 e nel 2017 è diminuita addirittura complessivamente del 44 per cento. Questa evoluzione, ritenuta positiva, mostra che le misure adottate sono efficaci.</p><p>5. Nel 2018 l'Amministrazione federale delle dogane ha avviato indagini e procedure su un caso di importazione illegale di antibiotici, adottando misure di controllo per scoprire eventuali altri casi. Non si possono escludere acquisti illegali di antibiotici nel commercio on line, anche se le autorità federali competenti non sono a conoscenza di casi concreti.</p>  Risposta del Consiglio federale.