<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'interpellanza contiene tre questioni principali che vertono sulle ragioni per cui l'archivio personale di Jacques Chessex è stato consegnato alla Confederazione, sulla procedura adottata per stabilire il prezzo d'acquisto dell'archivio dello scrittore e sulle relazioni tra la Confederazione e i Cantoni in questo ambito. Il Consiglio federale si pronuncia dapprima su questi tre aspetti di fondo:</p><p></p><p>Al momento della consegna ufficiale dell'archivio alla Biblioteca nazionale svizzera e all'Archivio svizzero di letteratura, che fanno parte dell'Ufficio federale della cultura, Jacques Chessex stesso ha risposto alla domanda principale dell'interpellanza. In base alle sue dichiarazioni, fin dal momento della fondazione dell'Archivio svizzero di letteratura, l'autore aveva pensato di affidare il suo archivio personale alla nuova istituzione creata dalla Confederazione in base all'auspicio di Friedrich Dürrenmatt. Nel suo discorso pronunciato in occasione della cerimonia al Von Wattenwylhaus di Berna, in presenza del capo del Dipartimento federale dell'interno, Chessex aveva precisato di avere scelto Berna per depositarvi il suo archivio, in quanto è contemporaneamente la capitale di una Confederazione di stati, di cui il suo paese natale fa parte, il centro organico della Svizzera e una città forte nel cuore dell'Europa. Proseguendo, egli aveva ricordato gli autori e amici che prima di lui avevano consegnato i propri archivi all'Archivio svizzero di letteratura, più precisamente Maurice Chappaz, Corinna Bille, Pierre-Olivier Walzer e Bertil Galland. Egli aveva pure fatto allusione ad autori come Blaise Cendrars, Ludwig Hohl, Otto F. Walter, Hermann Burger, Nicolas Meienberg e Giovanni Orelli che stima e i cui lasciti e archivi si trovano anch'essi a Berna.</p><p></p><p>Se la scelta è caduta sull'Archivio svizzero di letteratura si tratta dunque di una decisione personale di Jacques Chessex, dovuta alla fiducia in questa istituzione e al professionalismo delle sue collaboratrici e de i suoi collaboratori. I contatti tra Jacques Chessex e la Biblioteca nazionale svizzera sono di lunga data e indubbiamente anteriori alle misure di austerità adottate dal Cantone di Vaud e note sotto il nome di Orchidee. La scelta dell'Archivio svizzero di letteratura non è stata assolutamente influenzata da considerazioni finanziarie. La Biblioteca nazionale svizzera e l'Archivio svizzero di letteratura si sentono onorati della decisione dello scrittore che, di origini vodesi, è noto a livello sia nazionale che internazionale.</p><p></p><p>La Biblioteca nazionale svizzera e l'Archivio svizzero di letteratura sono ben consapevoli del pericolo del crescendo di offerte. È esattamente per tale ragione che non hanno mai reso noti gli importi pagati per le acquisizioni, che restano confidenziali, pratica rispettata del resto da tutte le istituzioni analoghe, tra cui il famoso Archivio tedesco di letteratura di Marbach vicino a Stoccarda. Ogni lascito è un caso particolare che occorre esaminare in tutti i suoi dettagli per determinare il valore: qual è il suo contenuto? L'autore ha conservato tutti i suoi manoscritti, compresi gli appunti, gli abbozzi, le prime versioni? C'è stato uno scambio epistolare con personalità famose? Il lascito è integrabile nelle collezioni esistenti? Si tenga presente inoltre che il prezzo d'acquisto non copre che una parte delle spese dovute alla gestione e alla valorizzazione di un lascito. Accanto a riflessioni di carattere economico, vanno considerati anche gli interessi privati del venditore nonché gli interessi pubblici dell'Archivio, prevalentemente contrario in questo caso a rendere noto l'ammontare. La legge che disciplina l'organizzazione dell'amministrazione non prevede in un tal caso alcuna pubblicazione degli importi convenuti. Talvolta, la Confederazione riceve tuttavia anche archivi e lasciti in forma di donazioni.</p><p></p><p>Per ogni acquisizione, l'Archivio svizzero di letteratura e la Biblioteca nazionale svizzera effettuano una perizia meticolosa, basata su un inventario dettagliato, paragonando la loro valutazione con i prezzi pagati sul mercato dei manoscritti. In qualità di istituzione pubblica, l'Archivio svizzero di letteratura conosce bene la sua responsabilità in questo ambito e per evitare offerte eccessive, ha più volte rinunciato ad un acquisto, per esempio in occasione di una vendita all'asta tenutasi a Parigi nel 1993, dove il prezzo di un solo manoscritto die Blaise Cendrars è salito fino a 350'000 franchi francesi, importo che l'Archivio si è rifiutato di pagare.</p><p></p><p>Il Consiglio federale è consapevole dei diritti e della posizione dei Cantoni nell'ambito culturale; esso tiene conto in tutti i suoi atti delle loto competenze culturali specifiche e trova un accordo con loro. È la ragione per sui la Biblioteca nazionale svizzera e l'Archivio svizzero di letteratura hanno invitato già nel 1992 tutti i responsabili dei manoscritti delle biblioteche cantonali e universitarie a una riunione per discutere degli aspetti fondamentali dell'acquisizione di lasciti. L'Archivio svizzero di letteratura partecipa attivamente ai lavori del gruppo dei conservatori di manoscritti in seno all'organizzazione BBS (Associazione delle biblioteche e delle bibliotecarie e dei bibliotecari svizzeri) e ha anche assicurato la presidenza del gruppo durante un certo tempo. Ma, in definitiva, la scelta dell'istituzione resta di competenza dell'autore o dell'autrice. Occorre ricordare inoltre che non si tratta di un problema recente. Lo stesso problema si è posto per esempio al momento dell'acquisto, da parte della Confederazione, dell'archivio del friburghese Gonzague de Reynold nel 1955, del vallesano Maurice Chappaz nel 1981, del ticinese Giovanni Orelli e dello zurighese Erwin Jaeckle, entrambi nel 1991. Una soluzione diversa è stata scelta da Elias Canetti, il cui lascito è andato a Zurigo, e da Ella Maillart che ha ceduto il suo archivio a Ginevra.</p><p></p><p>In base alle precedenti riflessioni, il Consiglio federale risponde agli interrogativi dell'interpellanza come segue:</p><p></p><p>1. Sì, l'Archivio svizzero di letteratura è stato istituito in occasione della consegna dell'archivio di Friedrich Dürrenmatt alla Confederazione.</p><p></p><p>2. Sì, Friedrich Dürrenmatt ha ceduto il suo archivio alle Confederazione a titolo gratuito.</p><p></p><p>3. La pratica adottata per fissare i prezzi degli archivi è stata illustrata sopra.</p><p></p><p>4. L'acquisto dell'archivio in questione è stato commentato sopra.</p><p></p><p>5. In questo caso non vi sono state discussioni tra i responsabili della Biblioteca nazionale svizzera e i responsabili dell'archivio cantonale vodese, considerata la decisione di massima dell'autore a favore dell'istituzione nazionale.</p>  Risposta del Consiglio federale.