<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a illustrare in un rapporto come la Svizzera può utilizzare in modo ottimale le opportunità offerte dall'economia circolare. Il rapporto deve trattare in particolare gli incentivi fiscali e rispondere segnatamente alle seguenti domande:</p><p>1. Quali misure fiscali hanno adottato gli altri Paesi europei per sfruttare le opportunità offerte dall'economia circolare?</p><p>2. Quali misure sono di interesse anche per la Svizzera in vista degli obiettivi che il Consiglio federale si è posto in merito della gestione efficiente delle risorse e della sostenibilità?</p><p>3. Quali conseguenze finanziarie avrebbe l'applicazione di un tasso ridotto dell'imposta sul valore aggiunto sulle riparazioni?</p><p>4. Quali effetti avrebbe un simile tasso agevolato sulla base delle esperienze fatte in altri Paesi europei per quanto riguarda la gestione efficiente delle risorse, la crescita economica, la creazione di valore aggiunto all'interno dei Paesi e l'occupazione?</p><p>5. Quali misure supplementari sono ipotizzabili oltre alla riduzione del tasso dell'imposta sul valore aggiunto, per utilizzare in modo ottimale il potenziale che scaturisce dall'economia circolare?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'ottimizzazione del ciclo di vita e di utilizzo dei prodotti detiene una notevole importanza per la riduzione dell'impatto ambientale nel settore dei consumi. Per l'adempimento del postulato 12.3777, "Ottimizzare il ciclo di vita e di utilizzo dei prodotti", l'Ufficio federale dell'ambiente aveva commissionato uno studio esaustivo in cui si analizzavano aspetti importanti in questo contesto. Lo studio, pubblicato nel 2014, giunge alla conclusione, che le misure volte a ottimizzare il ciclo di vita e di utilizzo dei prodotti sono più efficienti quando sono promosse direttamente dai produttori, dal settore del commercio o dai consumatori. Il Consiglio federale si è pertanto espresso contro ogni regolamentazione supplementare nel settore e confida negli sforzi compiuti su base volontaria dall'economia.</p><p>Le riparazioni beneficiano di incentivi fiscali in nove Paesi dell'Unione europea, i quali prevedono una riduzione dell'aliquota dell'imposta sul valore aggiunto per la riparazione di scarpe, biciclette, biancheria domestica e prodotti in cuoio. Si tratta di settori dai quali l'UE non si attende distorsioni della concorrenza interne al mercato comune europeo. Per tale motivo la riduzione dell'imposta sul valore aggiunto è invece esclusa per gli apparecchi elettrici ed elettronici.</p><p>Concretamente questi incentivi riguardano l'applicazione dell'aliquota agevolata, che in questi Paesi comporta una riduzione dal 10 al 15 per cento rispetto all'aliquota normale. L'applicazione per analogia di questa misura anche in Svizzera comporterebbe per i servizi di riparazione un vantaggio fiscale pari al 5,5 per cento. L'effetto sarebbe tuttavia molto dubbio. Dati gli elevati costi salariali, le riparazioni rimangono care e, dal punto di vista economico, non convengono se raffrontate con il costo dei prodotti a buon mercato. Per contro, una simile misura aumenterebbe la complessità del sistema fiscale e i costi legati alla sua applicazione.</p><p>Gli aspetti legati alla possibilità di riparazione e all'ottimizzazione della vita dei prodotti sono da considerare come parte della responsabilità integrale dei produttori. Il Consiglio federale osserverà come si svilupperà l'impegno dell'economia a tale riguardo. In attuazione delle misure previste dal rapporto "Grüne Wirtschaft - Massnahmen des Bundes für eine ressourcenschonende, zukunftsfähige Schweiz", pubblicato nel 2016, come pure nel quadro dell'attuazione dell'ordinanza sulla prevenzione e lo smaltimento dei rifiuti (RS 814.600), è in elaborazione una strategia volta a prevenire la produzione di rifiuti, nel cui ambito si intende esaminare anche la promozione di misure su base volontaria, intese a prolungare il periodo di utilizzo dei prodotti.</p><p>Il Consiglio federale considera al momento poco opportuno effettuare accertamenti più approfonditi o adottare addirittura nuovi incentivi fiscali.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.