<h2>SubmittedText<h2><p>1. Il Consiglio federale può informare il Parlamento sui costi cagionati dalle malattie professionali (comprese quelle non definite dalla legge sull'assicurazione contro gli infortuni) presi a carico dagli assicuratori nel quadro dell'assicurazione malattie?</p><p>2. A quanto ammonta la quota dei costi a carico dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie?</p><p>3. A quanto ammonta la quota dei costi a carico dell'assicurazione d'indennità giornaliera?</p><p>4. Qual è l'evoluzione annuale di tali costi dal 2001?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Affinché un disturbo della salute venga riconosciuto dall'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni come una malattia professionale occorre dimostrare, in ogni singolo caso, una stretta correlazione tra l'attività lavorativa e l'insorgenza del disturbo (art. 9 della legge federale sull'assicurazione contro gli infortuni, LAINF; RS 832.20). Tale correlazione è presunta quando una malattia è provocata dall'esposizione a determinate sostanze nocive, menzionate nell'allegato 1 dell'ordinanza sull'assicurazione contro gli infortuni (RS 32.202), o dall'esecuzione di determinati lavori ivi menzionati. Questo è il caso, ad esempio, dell'esposizione all'amianto, al rumore, a sostanze chimiche. Inoltre sono considerati malattie professionali i danni alla salute causati esclusivamente o in modo affatto preponderante dall'esercizio dell'attività professionale (art. 9 cpv. 2 LAINF). Il Tribunale federale delle assicurazioni ha precisato che la condizione, richiesta dalla legge, della causalità "esclusiva o affatto preponderante" è soddisfatta se la malattia professionale è causata almeno per il 75 percento dall'attività lavorativa (cfr. DTF 126 V 186). L'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni rimborsa dunque i costi di malattie professionali intese in senso stretto.</p><p>Secondo la statistica degli infortuni (commissione delle statistiche dell'assicurazione contro gli infortuni LAINF, statistica degli infortuni LAINF 2005, p. 52), i costi globali (i costi per le cure, le indennità giornaliere e le rendite) a carico dell'INSAI e degli altri assicuratori infortuni per le malattie professionali sono aumentati da 78,3 milioni nel 2001 a 85,8 milioni nel 2002 e 101,5 milioni di franchi nel 2003.</p><p>2./3. Occorre distinguere tra le malattie professionali e i cosiddetti disturbi della salute associati al lavoro, che secondo la definizione sono delimitati in modo nettamente meno chiaro delle malattie professionali effettive ai sensi della LAINF. Tra questi disturbi troviamo ad esempio quelli che i lavoratori associano ad attività ripetitive (dolori alla schiena o ai muscoli) o allo stress (malattie della circolazione o del sistema cardiaco) ma di cui non può essere dimostrata la correlazione ad un danno provocato dalla professione. Si tratta dunque di disturbi spiegabili solo in minima parte con lo svolgimento dell'attività.</p><p>I costi per il trattamento di tali disturbi sono prevalentemente coperti dall'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie. Tuttavia, questi costi sono difficilmente valutabili, dato che non è facile distinguere le malattie associate al lavoro dalle altre, il che spiega l'assenza di basi statistiche. Secondo le stime del SECO, la percentuale dei costi derivanti da malattie correlate al lavoro non coperti all'assicurazione contro gli infortuni dovrebbe ammontare al massimo al 5 a 10 per cento dei costi sanitari totali cagionati anche dall'attività professionale.</p><p>Non vi sono indicazioni concernenti i costi assunti dall'assicurazione per la perdita di guadagno in caso di malattia per i disturbi della salute associati al lavoro.</p><p>4. Come già detto in precedenza, sono a disposizione soltanto le cifre relative ai costi assunti dall'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni (cfr. domanda 1). In questo ambito il Consiglio federale precisa che nel sistema attuale i costi delle malattie associate al lavoro sono sempre assunti. Tuttavia vi sono casi in cui la distinzione tra settore d'attività dell'assicurazione contro gli infortuni e settore dell'assicurazione contro le malattie non è chiara. Il Consiglio federale ritiene pertanto inopportuno introdurre una nuova definizione delle malattie professionali, che comporterebbe l'ampliamento dell'obbligo di prestazione dell'assicurazione contro gli infortuni e la limitazione di quello dell'assicurazione obbligatoria contro le malattie.</p>  Risposta del Consiglio federale.