<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di modificare le basi legali - in particolare nella Legge federale sull'asilo (LAsi) e nelle relative ordinanze - per permettere l'esercizio di un'attività lucrativa ai richiedenti la cui domanda di asilo è stata negata. Questo per mantenere la loro autonomia finanziaria in attesa che la decisione di allontanamento venga, nella misura in cui questa sia possibile, eseguita. Infatti, in taluni casi la SEM ritiene esigibile l'allontanamento che di fatto è inattuabile in assenza di richiesta volontaria della persona che deve tornare in Patria o perché il rimpatrio forzato non viene ammesso. In questi casi il richiedente l'asilo rimane sul nostro territorio senza poter lavorare, risp. frequentare corsi di formazione, in condizioni di emarginazione sociale e professionale e - non da ultimo - a carico dell'aiuto sociale.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Una politica credibile e coerente in materia d'asilo presuppone che i richiedenti l'asilo respinti lascino effettivamente la Svizzera. Le autorizzazioni d'esercitare un'attività lucrativa si estinguono con lo spirare del termine di partenza (art. 43 cpv. 2 LAsi). Autorizzare gli interessati a proseguire la loro attività lucrativa oltre il suddetto termine fino alla partenza effettiva, come chiesto dall'autore della mozione, li renderebbe meno propensi a lasciare la Svizzera autonomamente entro i termini impartiti. Questo in particolare quando il Paese di origine o di provenienza non accetta i rimpatri coatti. Il disciplinamento proposto potrebbe parimenti indurre gli interessati a non ottemperare al loro obbligo di collaborare all'acquisizione dei documenti necessari per la partenza, prolungando in tal modo il soggiorno in Svizzera dopo la scadenza del termine di partenza. </p><p>Se l'esecuzione dell'allontanamento non è possibile per motivi tecnici, ammissibile per obblighi di diritto internazionale o ragionevolmente esigibile per una minaccia individuale e concreta nel Paese di origine o di provenienza, la SEM dispone un'ammissione provvisoria. L'impossibilità di eseguire l'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStrI) presuppone che la competente autorità cantonale non possa adempiere il suo mandato d'esecuzione e che lo straniero respinto non possa partire autonomamente. Le persone ammesse a titolo provvisorio possono svolgere un'attività lucrativa in tutta la Svizzera. </p><p>La velocizzazione delle procedure d'asilo in vigore dal 1° marzo 2019 mira a concludere il più rapidamente possibile le procedure d'asilo in Svizzera. L'obiettivo è promuovere a uno stadio precoce l'integrazione di persone cui è stato accordato l'asilo o che sono state ammesse provvisoriamente. Nel contempo, le persone che non dipendono dalla protezione della Svizzera devono lasciare il nostro Paese quanto prima. L'esercizio di un'attività lucrativa non è autorizzato mentre è in corso la procedura celere nei centri della Confederazione, applicata alla maggior parte dei richiedenti l'asilo (art. 43 cpv. 1 LAsi). Questa velocizzazione comporta anche che di norma i richiedenti l'asilo respinti non adempiono ancora i requisiti scolastici e linguistici necessari per iniziare un'attività professionale. </p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.