<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'intervento parlamentare riprende una proposta che è attualmente dibattuta in vari Cantoni (quali per esempio Sciaffusa e Berna). Esso chiede l'abbassamento dell'età per l'esercizio del diritto di voto. I motivi addotti per un simile cambiamento sono l'inizio dell'assoggettamento alle imposte e la fine della scuola dell'obbligo. Ci si chiede se il fatto che al termine della scuola dell'obbligo, durante la quale la civica è materia d'insegnamento, vi sia una sorta di "moratoria" rispetto alla futura partecipazione al voto, favorisca tale partecipazione. Va rilevato inoltre che in tal modo la maggiore età in materia religiosa coinciderebbe con l'età per l'esercizio del diritto di voto. D'altro canto stabilire un'età per l'esercizio del diritto di voto diversa dalla maggiore età civile rappresenterebbe invece un problema. Dovremmo ammettere il diritto di voto a 16 anni per quanto concerne iniziative popolari, referendum e decisioni popolari definitive su decreti finanziari, allorché affari giuridici importanti quali fideiussione, matrimonio o eredità di beni immobili resterebbero subordinati alla maggiore età. A lato del trattamento speciale concesso ai giovani adulti in ambito penale e alla tendenza a rendere più severe le condizioni per il rilascio delle licenze di condurre vi è il rischio che siano adottate normative nelle quali diritti e obblighi, competenze e responsabilità non sono più coordinate in modo preciso.</p><p></p><p>Negli Stati confinanti l'età per l'esercizio del diritto di voto resta a 18 anni; la partecipazione di cittadini più giovani alle decisioni democratiche si limita, laddove è consentita, a un livello di secondaria importanza: alcuni Länder tedeschi ammettono infatti la partecipazione di sedicenni alla raccolta di firme unicamente al primo stadio delle iniziative popolari.</p><p></p><p>In Svizzera il diritto di voto a 16 anni non è ancora stato introdotto in nessun Cantone. Per questo motivo non si possono ancora trarre conclusioni sui potenziali effetti di una simile proposta.</p><p>2</p><p></p><p>L'ordinamento giuridico deve adeguarsi armoniosamente alle nuove condizioni sociali, senza cadere in contraddizioni. Questo vale per le votazioni in materia di diritto privato, penale e amministrativo così come per la trasformazione dell'ordinamento dello Stato. L'evoluzione delle possibilità di partecipazione al processo decisionale mediante dispositivi elettronici può per esempio, così come l'incremento del numero degli elettori, influenzare i quorum richiesti per le iniziative popolari e i referendum. Vista l'imminenza di nuove proposte di riforma dei diritti popolari nell'ambito della riforma della Costituzione federale (iniziativa commissionale 99.436 Soppressione delle lacune nei diritti popolari) attualmente in esame presso il Consiglio degli Stati, appare più ragionevole prendere in considerazione la presente proposta in tale contesto, fondandosi su un più ampio dibattito in merito alla posizione dei giovani adulti nell'ordinamento giuridico. In tal senso il Consiglio federale è pronto ad esaminare la proposta e a cercare una soluzione che consideri i vari aspetti.</p>  Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.