<h2>SubmittedText<h2><p>Il progetto dell'associazione <a href="http://www.powercoders.org">www.powercoders.org</a> offre ai richiedenti l'asilo e ai rifugiati formazioni intensive quali specialisti informatici. Ciò torna a vantaggio di entrambe le parti, poiché in tal modo si combatte la penuria di specialisti informatici in Svizzera e ai richiedenti l'asilo e ai rifugiati è offerta un'equa opportunità di integrarsi e affermarsi sul mercato del lavoro in Svizzera. </p><p>In questo contesto invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti: </p><p>1. Condivide l'opinione secondo cui le persone ammesse provvisoriamente attive in settori con penuria di specialisti dovrebbero poter trasformare più facilmente il loro permesso F in un permesso B?</p><p>2. È disposto a cercare la collaborazione con altri Stati (p. es. il Canada) affinché i richiedenti l'asilo respinti - nolenti o impossibilitati a tornare nel loro Paese - possano mettere a frutto in tali Stati le capacità di "powercoder" acquisite in Svizzera, invece di darsi alla clandestinità e all'illegalità nel nostro Paese?</p><p>3. In che modo è possibile migliorare le opportunità dei rifugiati e delle persone ammesse provvisoriamente di accedere al mercato (informatico) del lavoro (p. es. con incentivi per i datori di lavoro quali assegni per il periodo di introduzione e modelli di salario parziale, analogamente agli sforzi profusi per favorire l'integrazione di disoccupati, beneficiari di una rendita d'invalidità o persone che hanno esaurito il diritto a una rendita)?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'integrazione durevole delle persone ammesse provvisoriamente e dei rifugiati riconosciuti nel mercato del lavoro costituisce un obiettivo importante della politica in materia di integrazione. Nella primavera 2018, la Confederazione e i Cantoni hanno lanciato l'Agenda Integrazione Svizzera, che i Cantoni stanno attuando dal 1° maggio 2019. </p><p>1. L'istituzione di incentivi individuali costituisce un elemento importante della promozione dell'integrazione. Le persone ammesse provvisoriamente possono chiedere, nel quadro di una domanda per casi di rigore, il rilascio di un permesso di dimora; le domande presentate da persone che soggiornano da oltre cinque anni in Svizzera sono esaminate in maniera approfondita, tenendo conto della situazione familiare, dell'integrazione e dell'esigibilità di un ritorno nel Paese d'origine. È esaminata in particolare l'integrazione sociale e professionale, ossia la partecipazione alla vita economica o l'acquisizione di una formazione. Di conseguenza, il fatto che lo straniero partecipi alla vita professionale o abbia assolto misure integrative, in un settore con o senza penuria di specialisti, può costituire un elemento a suo favore nella valutazione del suo caso di rigore. </p><p>2. Una politica d'asilo credibile e coerente implica un'esecuzione efficace degli allontanamenti disposti. La Svizzera ritiene prioritario promuovere la partenza volontaria e regolare, se del caso offrendo un aiuto al ritorno. I richiedenti l'asilo che tornano nel Paese di origine, in quello di provenienza o in un Paese terzo possono essere sostenuti durante e dopo la partenza. </p><p>In tale contesto la Svizzera non prevede alcun progetto di cooperazione con Paesi terzi quali il Canada. Le attività della politica estera migratoria svizzera sono legate agli interessi diretti del nostro Paese in materia di asilo e migrazione e pertanto si concentrano su determinati Stati o regioni (p. es. Medio Oriente o Africa).</p><p>3. Gli adolescenti e i giovani adulti devono, per quanto possibile, mirare a inserirsi nel mercato del lavoro seguendo una formazione ordinaria, in particolare un apprendistato (obiettivo dell'Agenda Integrazione Svizzera). Alla luce di questa premessa, il 15 maggio 2019 il Consiglio federale ha deciso di potenziare e prorogare il programma pilota "pretirocinio d'integrazione". Nel quadro di questo programma, rifugiati e persone ammesse provvisoriamente idonei e motivati sono preparati in maniera mirata a un apprendistato. L'idea è di estendere il pretirocinio d'integrazione anche ad altri settori con penuria di specialisti, compreso il settore ICT. Nella stessa data, il Consiglio federale ha deciso di lanciare un programma pilota triennale d'incentivi finanziari per i datori di lavoro. L'obiettivo è di testare questo strumento - che nell'assicurazione contro la disoccupazione è noto come assegno per il periodo d'introduzione - anche per persone ammesse provvisoriamente e rifugiati riconosciuti. S'intende tuttavia applicarlo soltanto in via sussidiaria, con persone difficilmente collocabili sul mercato del lavoro. </p><p>Nel quadro dell'attuazione della mozione della CIP-S 18.3002, "Adeguamenti mirati dello statuto degli stranieri ammessi a titolo provvisorio", del 18 gennaio 2018, si intende inoltre agevolare, alle persone ammesse provvisoriamente, il cambiamento di Cantone per esercitare un'attività lucrativa.</p>  Risposta del Consiglio federale.