<h2>SubmittedText<h2><p>Nei comunicati del mese di settembre del 2010 concernenti il programma di consolidamento per gli anni 2012/2013 (PCon 12/13), il preventivo 2011 e il piano finanziario 2012/2014, il Consiglio federale giustifica il proseguimento di una gestione della cosa pubblica deficitaria e gravata dai debiti. Il freno all'indebitamento viene menzionato per permettere l'interpretazione dei deficit come eccedenze strutturali. A tale proposito, il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Per quali anni, dal 1990 a questa parte, il Consiglio federale ha previsto in preventivi e piani finanziari un incremento delle uscite inferiore all'attesa crescita economica, e in quali anni l'incremento delle uscite è risultato effettivamente inferiore alla crescita economica?</p><p>2. Gli Stati economicamente avanzati come la Svizzera presentano in genere tassi di crescita economica modesti e possono quindi difficilmente estinguere i loro debiti come previsto ad esempio dal freno all'indebitamento. Che cosa pensa il Consiglio federale della necessità di introdurre una regola complementare al freno all'indebitamento, che prescriva per esempio preventivi equilibrati?</p><p>3. Quali misure sono necessarie per raggiungere un bilancio della Confederazione in costante equilibrio nell'arco dei cicli di pianificazione consueti (preventivo e piano finanziario)? Quali passi prevede di compiere il Consiglio federale per raggiungere questo obiettivo?</p><p>4. Come giudica il Consiglio federale la proposta di assoggettare al freno all'indebitamento anche le opere e assicurazioni sociali, e quali misure sarebbero necessarie per concretizzare tale proposta entro i prossimi tre anni? Qual è l'attuale stato di cose per quanto riguarda l'applicazione della regola in questione alle opere sociali (cfr. risposta del Consiglio federale del 17 febbraio 2010 all'interpellanza Graber 09.4049)?</p><p>5. Il Consiglio federale come intende compensare nuovi e dispendiosi compiti (p. es. la promozione della musica sulla base dell'iniziativa popolare "Gioventù + musica")?</p><p>6. Come intende fare il Consiglio federale per garantire la sicurezza e la sovranità del Paese, considerati i massicci e unilaterali tagli budgetari nei settori della difesa nazionale, dell'agricoltura e dell'alimentazione?</p><p>7. A giudizio del Consiglio federale, in quali settori (difesa nazionale, agricoltura e alimentazione escluse) è possibile operare entro i prossimi tre anni sgravi sostanziali attraverso la verifica dei compiti?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nel periodo dal 1990 al 2009, la crescita delle uscite ordinarie prevista ha superato in 11 casi la crescita economica prevista (PIL nominale), mentre in 9 casi è risultata inferiore. Mediamente la crescita delle uscite ha quindi superato la crescita economica di 0,5 punti percentuali. Dall'introduzione del freno all'indebitamento, nel 2003, la crescita delle uscite prevista è stata in media inferiore alla crescita economica prevista (2003-2009: meno 0,2 per cento). Rispetto ai dati realmente registrati, la realtà sostanzialmente non cambia. Il numero dei casi in cui la crescita delle uscite è stata superiore a quella economica è all'incirca lo stesso (1990-2009: 10 volte). Per contro, gli scostamenti risultano lievemente maggiori. Nella media, la crescita delle uscite ha infatti superato la crescita economica dell'1 per cento (1990-2009) e ha registrato valori inferiori alla stessa nella misura dello 0,9 per cento (2003-2009).</p><p>2. Il freno all'indebitamento mira a stabilizzare il debito nominale della Confederazione al minimo. Appena l'economia cresce nominalmente, il debito si contrae in termini percentuali rispetto alla creazione di valore aggiunto nazionale, in altri termini il tasso d'indebitamento scende. Più è dinamica la crescita dell'economia, più rapidamente si verificherà questo processo. Il Consiglio federale respinge la proposta diretta a presentare ogni anno un preventivo in pareggio. Una regola di questo genere non sarebbe compatibile con la Costituzione, che impone alla Confederazione di tenere conto della situazione congiunturale nella propria politica in materia di entrate e di uscite (art. 100 cpv. 4 della Costituzione; freno all'indebitamento: art. 126 cpv. 2 della Costituzione).</p><p>3. Il freno all'indebitamento mira a ottenere l'equilibrio delle finanze federali sull'arco di un ciclo congiunturale e, quindi, a lungo termine. All'interno di questa cornice, in fase recessiva la Confederazione può registrare deficit, ma in un periodo congiunturalmente favorevole deve riportare eccedenze. Il Consiglio federale continuerà a presentare al Parlamento preventivi conformi al principio del freno all'indebitamento. Il piano finanziario costituisce in tal senso una base fondamentale, in quanto consente uno sguardo a medio termine sull'evoluzione del bilancio, individuando tempestivamente un'eventuale necessità di correzione e permettendo di affrontarla con anticipo.</p><p>4. Nella sua risposta alla mozione Weibel (09.3186), il Consiglio federale ha ribadito il proprio intento di sottoporre i vincoli normativi concernenti le assicurazioni sociali a una verifica diretta ad accertare l'equilibrio a lungo termine delle uscite e delle entrate. Tale verifica deve essere effettuata nel quadro delle imminenti riforme delle assicurazioni sociali. In questo modo si garantirebbe che le norme fiscali siano elaborate in base al relativo rischio finanziario e alle necessità di riforma. Una simile normativa è prevista per la 6a revisione dell'AI (secondo pacchetto di misure). Una regolamentazione analoga sarà presa in esame anche nell'ambito della prossima revisione della legge sulle indennità di perdita di guadagno (LIPG). La legge sull'assicurazione contro la disoccupazione contiene già una disposizione fiscale (art. 90c LADI). L'11a revisione dell'AVS, respinta dal Consiglio nazionale al voto finale, conteneva accenni a una normativa simile. Il Consiglio federale intende riesaminare la richiesta di una norma fiscale nel prossimo progetto.</p><p>5. Il bilancio della Confederazione rischia di essere sovraccaricato da notevoli oneri. In vista del programma di consolidamento, il Consiglio federale ha deciso una moratoria delle uscite per impedire che il fabbisogno di correzione aumenti ulteriormente. I progetti di atti normativi che genererebbero un marcato aumento degli oneri devono essere sospesi. Nei casi in cui ciò non fosse possibile, il Consiglio federale intende adottare progetti alternativi di finanziamento. Si adopererà inoltre affinché il Parlamento si astenga dall'approvare nuove uscite non coperte da finanziamenti.</p><p>6./7. Per garantire il successo delle misure di sgravio sulle uscite è notoriamente necessaria una certa "simmetria di sacrifici". Il programma di consolidamento 2012-2013 (PCon 2012/13) interviene infatti su tutti i settori di compiti e tutti i dipartimenti, rispettando il profilo delle priorità fissato dal Consiglio federale nel quadro della verifica dei compiti. Le misure di sgravio proposte interessano sia il settore proprio dell'amministrazione federale sia il settore dei trasferimenti. Il PCon 2012/13 è quindi un pacchetto equilibrato, sostenibile economicamente anche sotto il profilo della sua entità. Nei prossimi anni la politica finanziaria si concentrerà prevalentemente sulla necessità di evitare i maggiori oneri prevedibili o di individuare altre modalità per finanziarli, soprattutto nei settori della previdenza sociale (tra cui sanità e AVS), dei trasporti (strade e trasporti pubblici) e della sicurezza (difesa nazionale e controlli alla frontiera). A questo scopo sono necessarie riforme strutturali intese a evitare programmi di risparmio di breve durata.</p>  Risposta del Consiglio federale.