<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La domanda riguardante le attività di una persona deve rispondere a diversi compiti. La </p><p>funzione centrale della domanda è di determinare la condizione professionale e lo statuto sul </p><p>mercato del lavoro degli interpellati. La distinzione tra occupati, inoccupati e persone non </p><p>attive rientra nelle informazioni chiave del censimento ed è necessaria per l'attribuzione delle </p><p>persone agli universi di base. Le categorie utilizzate nel censimento del 2000 corrispondono </p><p>alle definizioni internazionali dell'ONU (UIL) e dell'UE (EUROSTAT), applicate anche </p><p>nell'ambito della rilevazione sulle forze di lavoro in Svizzera (RIFOS).</p><p></p><p>Dopo aver consultato i Cantoni, l'Ufficio federale di statistica ha deciso di rilevare per la prima volta nel </p><p>censimento del 2000, oltre alla condizione professionale e alle ore di lavoro, secondo le definizioni </p><p>internazionali, anche altre attività legate al lavoro non remunerato, rispondendo così a una </p><p>raccomandazione dell'ONU/ECE e di EUROSTAT. Le rispettive categorie di risposta sono state </p><p>precodificate sul questionario e per la prima volta sono stati inclusi i lavori di casa e di famiglia svolti </p><p>nella propria economia domestica, così come le attività di volontariato non remunerate. Queste nuove </p><p>domande sui lavori domestici e sul volontariato sono state introdotte proprio per tenere conto </p><p>dell'importanza economica di questo genere di attività e per eliminare la discriminazione nei confronti </p><p>delle attività non remunerate, come caldeggiato da numerosi interventi parlamentari negli scorsi anni.</p><p></p><p>Come le altre persone occupate, anche una casalinga poteva indicare nel questionario sia i lavori </p><p>domestici in quanto tali sia il tempo dedicato settimanalmente a questa attività. Diversamente dal </p><p>censimento del 1990, quello appena conclusosi non fornirà unicamente informazioni sulla condizione </p><p>professionale, bensì anche sul lavoro delle casalinghe (e dei casalinghi). </p><p></p><p>Per la prima volta quindi, il lavoro domestico non remunerato della casalinga è stato rilevato in </p><p>un'indagine di portata nazionale e di conseguenza riconosciuto. Grazie ai nuovi dati forniti dal </p><p>censimento, sarà possibile valutare e completare le ricerche campionarie già esistenti sulla </p><p>valutazione monetaria del lavoro non remunerato, pubblicate in due volumi editi dall'UST nel 1999, dal </p><p>titolo "Evaluation monétaire du travail non rémunéré. Une analyse empirique pour la Suisse basée sur </p><p>l'enquête suisse sur la population active" e "Du travail, mais pas de salaire. Le temps consacré aux </p><p>tâches domestiques et familiales, aux activités honorifiques et bénévoles et aux activités d'entraide". </p><p>Sarà inoltre possibile eseguire analisi supplementari, in particolare con approfondimenti regionali. La </p><p>nuova domanda sui lavori domestici e sul volontario consente quindi di valutare alla stessa stregua le </p><p>attività remunerate e non remunerate.</p><p></p><p>Il Consiglio federale è tuttavia consapevole del fatto che, nonostante i risultati del </p><p>censimento, nell'ambito del lavoro non remunerato continueranno a sussistere lacune che </p><p>potranno essere colmate soltanto con un'indagine budget-tempo. Dal canto suo, l'Ufficio </p><p>federale di statistica sta attualmente verificando se e in che forma sia possibile eseguire una </p><p>simile rilevazione nel quadro delle risorse disponibili.</p>  Risposta del Consiglio federale.