136 Verfahren 15 Procedura Nomina di un dipendente comunale dopo messa a con- corso pubblico. Impugnabilità. – Impugnabilità di una decisione di nomina negativa per il candidato non eletto ammissibile limitatamente all’esa- me della correttezza della procedura; conseguenze di un eventuale accoglimento del ricorso (cons. 1, 2). –Buna fede quanto all’ossequio delle condizioni di con- corso (cons. 4). Wahl eines kommunalen Angestellten nach öffentlicher Ausschreibung. Anfechtbarkeit. – Anfechtbarkeit des abschlägigen Wahlergebnisses durch den nicht gewählten Kandidaten lediglich bezüglich der Einhaltung von Verfahrensgrundsätzen zulässig; Konse- quenzen einer allfälligen Gutheissung der Beschwerde (E. 1, 2). –Treu und Glauben in Bezug auf die Einhaltung der Aus- schreibungsvoraussetzungen (E. 4). Considerandi: 1. a) Giusta quanto previsto all’art. 5 del «Regolamento per la retribuzione di autorità, commissioni, funzionari, impiegati e di- pendenti comunali» per funzionari, impiegati comunali e dipen- denti comunali assunti sulla base dell’ordinanza cantonale sul per- sonale, salvo particolari disposizioni prese dal Municipio o accordate fra le parti, viene applicata integralmente l’ordinanza cantonale e le relative disposizioni sul personale ed i successivi aggiornamenti. Il bando di concorso in parola precisava che «le condizioni di retribuzione e di impiego avvenivano in base alle di- sposizioni cantonali sul personale», motivo per cui non vi possono essere dubbi sul carattere pubblico dell’impiego (come conferma pure il contratto in seguito stipulato tra il candidato prescelto e il comune convenuto) e pertanto sulla competenza di principio del Tribunale amministrativo a statuire sulla controversia, come del resto nessuna delle parti in causa sembra mettere in dubbio. 29137 b) Indipendentemente dall’esito del presente ricorso è im- proponibile la domanda volta al conferimento retroattivo della no- mina. Senza una espressa base legale al riguardo, il Tribunale am- ministrativo non può per principio costringere un comune ad assumere un dipendente contro la sua volontà (vedi anche RDAT I-1994 no. 19 cons. 4). Al concorso in parola hanno poi partecipato anche altri interessati, per questo anche la presa in considerazione di altre candidature non potrebbe a questo stadio del procedi- mento essere esclusa. Con l’annullamento della decisione di no- mina può al massimo venire semplicemente ristabilita la situa- zione posteriore all’introduzione delle candidature e precedente la designazione del dipendente. 2. Conformemente all’art. 50 LGA, è legittimato al ricorso chiunque sia interessato dalla decisione impugnata e abbia un in- teresse tutelabile all’abrogazione o alla modifica della decisione o chiunque vi sia autorizzato in base ad una prescrizione speciale. Giusta la costante prassi del Tribunale federale e anche del Tribu- nale amministrativo, salvo espressa base legale contraria (sen- tenza non pubblicata del Tribunale federale 2 P. 330/2001 del 21 di- cembre 2001 e DTF 112 Ia 178 e riferimenti), non sussiste per un funzionario o per un maestro un diritto ad essere rieletto (DTF 120 Ia 111 e riferimenti; PTA 1989 no. 6). A maggior ragione il candidato che non è stato prescelto in occasione di un concorso per un pos- to di lavoro nell’amministrazione non ha veste per impugnare nel merito la decisione con cui l’autorità ha nominato un altro con- corrente: egli non ha alcuna pretesa giuridica di accedere a tale funzione e non possiede alcun diritto affinché la scelta dell’autorità cada su di lui anziché su di un terzo. In questo campo, come nell’ambito delle concessioni, dove pure non sussiste un diritto al rilascio di una concessione, il Tribunale amministrativo è legitti- mato ad esercitare il proprio potere d’esame limitatamente alla correttezza della procedura amministrativa che precede il rilascio di una decisione (PTA 1992 no. 41). In altri termini, l’istante non vanta un diritto ad essere nominato, ma solo a che la propria can- didatura venga presa in considerazione dall’autorità di nomina qualora i presupposti del concorso siano adempiuti. Esso, quale partecipante al concorso di un ente pubblico è pertanto legittimato a contestare la procedura di nomina (DTF 114 Ia 307 cons. 3c) qua- lora invochi la violazione di norme volte a difendere gli interessi reciproci dei concorrenti (cfr. sentenze non pubblicate del Tribu- nale federale in re C.L. c. T.A e T.SA. del 9 marzo 1993 e E. e D. F. c. M. del 4 maggio 1982). Anche nell’ambito del potere discrezionale138 15/29 Verfahren PVG 200815/29 Verfahren PVG 2008 di cui gode l’autorità chiamata a nominare un dipendente, questa è tenuta al rispetto del principio costituzionale della parità di trat- tamento, del rispetto della buona fede e all’ossequio dei disposti che delineano direttamente la situazione giuridica dei concorrenti (vedi sulla questione della violazione di diritti costituzionali anche l’art. 55 cpv. 2 cifra 1 della Costituzione cantonale e STA U 05 62, concernente l’impugnabilità di esami di avvocatura). Nel caso in esame, il ricorrente come partecipante al concorso è dal Tribunale amministrativo reputato legittimato a proporre ricorso contro la nomina in oggetto, limitatamente però agli aspetti esposti in pre- cedenza (PTA 1996 no. 10). 4. a) Essenzialmente, il ricorrente adduce una violazione del principio della buona fede, poiché l’autorità comunale avrebbe nominato un candidato con conoscenze e esperienza professionali inferiori ai parametri posti dal bando di concorso. La censura non merita protezione. Il ricorrente è stato indubbiamente dall’autorità ritenuto adempiere alle condizioni del concorso per quanto ri- guardava le qualifiche e l’esperienza professionali attestati. Pro- priamente per questo motivo era stato chiamato al colloquio per- sonale. Se poi la scelta cadeva sull’altro candidato era perché le pretese salariali del candidato superavano il margine che l’autorità si era imposta con il bando di concorso. Come indicava chiara- mente il bando di concorso la retribuzione era quella compresa tra la 13a e la 15a classe di stipendio dell’organico cantonale. Per il 2008, questa indicazione era da intendere nel senso di un salario lordo mensile minimo di fr. 5 070.00 (netto fr. 4 301.90) e massimo di fr. 8 047.00 (netto fr. 6 827.90). Che la pretesa dell’istante, volta all’ottenimento di un salario netto mensile di fr. 8 000.00 super- asse di gran lunga il margine indicato non necessita di altre spie- gazioni. Come indicano poi le cifre qui riprodotte, anche se l’istante avesse preteso a posteriori una retribuzione mensile netta di «soli» fr. 7000.00, affermazione comunque in palese dissonanza con quanto preteso dal ricorrente stesso al punto 8 della replica, non sarebbero comunque state rispettate le condizioni del con- corso. b) Il ricorrente ritiene che l’autorità avrebbe dovuto espressamente chiedergli di ridurre le proprie pretese salariali, cosa che l’interessato avrebbe sicuramente anche fatto. La cen- sura non può essere udita. In primo luogo sul salario è stato di- scusso, essendosi il ricorrente dichiarato disposto a ridurre il tem- po di lavoro (80 %), ma non la pretesa salariale. Se nell’ambito di un colloquio di presentazione, il candidato avanza pretese salariali15/29 Verfahren PVG 2008 139 che superano già il limite massimo della classe di salario, è del tutto logico e comprensibile che la candidatura non sia stata più presa in considerazione. Il massimo della retribuzione in base alle classi di salario non viene versato già al momento dell’assunzione – quando solitamente viene data la preferenza ad una classe di avvio – ma viene conseguito dopo anni di lavoro e gli aumenti non sono neppure del tutto automatici (del resto tale è il tenore del contratto poi concluso con il candidato prescelto). Ne consegue che la pretesa avanzata in sede di colloquio personale era stata giu- stamente dall’autorità considerata priva di qualsivoglia possibi- lità di ulteriori trattative. Anche l’esorbitanza del disaccordo sala- riale rendeva oggettivamente impossibile prendere seriamente in considerazione la possibilità di ulteriori trattative. Un’assunzione a condizioni salariali nettamente inferiori a quanto desiderato dal candidato non è certo oggettivamente garante di motivazione e soddisfazione personale. Ne discende che l’autorità comunale ha giustamente escluso la candidatura dell’istante dalla considera- zione a causa delle eccessive pretese salariali. La mancata presa in considerazione della candidatura del concorrente sfugge pertanto a qualsiasi critica e il ricorso deve su tale questione essere re- spinto. Il fatto che il candidato presentasse le qualifiche richieste quanto a titoli di studio ed esperienza professionale non è conte- stato, ma è irrilevante. La pretesa salariale, oltre ad essere un ele- mento essenziale del contratto di lavoro, faceva parte delle condi- zioni per l’ottenimento dell’impiego e propriamente contro tali condizioni salariali era andata la proposta dell’istante in occasione del colloquio personale. U 08 83 Sentenza del 17 novembre 2008