<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Secondo l'articolo 6 capoverso 1 della legge sull'azienda delle telecomunicazioni (LATC, RS 784.11) la Confederazione deve detenere la maggioranza del capitale e dei voti della Swisscom. Dopo la privatizzazione parziale della Swisscom avvenuta nel mese di ottobre 1998, la Confederazione possiede oggi ancora il 65,5 per cento delle azioni. Potrebbe venderne il 15,5 per cento senza modificare la legge. Il 13 giugno 2000 e il 6 settembre 2000 il Consiglio federale ha preso decisioni di principio per l'ulteriore sviluppo della Swisscom SA e della Posta. Con riferimento alla Swisscom SA esso prevede di conferire al Consiglio federale la competenza di cedere la maggioranza in possesso della Confederazione alla Swisscom SA. In tal modo il Consiglio federale potrebbe agire rapidamente in caso di necessità e rendere possibili alla Swisscom alleanze senza dover sottostare a costose procedure. Ancora nel corso di quest'anno verrà preparata una revisione della pertinente base giuridica che in seguito dovrebbe essere posta in consultazione. </p><p></p><p>La richiesta della mozione secondo cui il ricavo di un'eventuale vendita di azioni Swisscom debba essere utilizzato esclusivamente per l'estinzione dei debiti della Confederazione, corrisponde alla posizione del Consiglio federale. Che queste entrate fluiscano nella cassa generale della Confederazione non è soltanto previsto dal diritto, bensì giustificato dal lato materiale, poiché la Confederazione ha impiegato ingenti mezzi per la ricapitalizzazione di Posta e Swisscom. Se si considerano anche le spese per l'ammanco della CPC della Posta nonché quelle per il risanamento delle FFS, questi oneri ammonteranno probabilmente a circa 30 miliardi di franchi.</p><p></p><p>Con la contrazione dei debiti può essere ridotto l'onere degli interessi, aumentando in tal modo il margine di manovra della politica finanziaria. Nello stesso tempo questo non deve però essere nuovamente limitato da nuovi impegni della Confederazione. Il Consiglio federale rifiuta pertanto la richiesta della mozione di pagare a tutti i contribuenti un ammontare pari allo sgravio degli interessi. Si tratterebbe infatti di un tipico sussidio ad annaffiatoio con il quale gli obiettivi perseguiti non verrebbero raggiunti. Se ad esempio dovessero essere necessarie misure per il perfezionamento, queste dovrebbero essere introdotte per la via ordinaria della legislazione e del budget.</p><p></p><p>Nel quadro dell'utilizzazione delle riserve di oro il Consiglio federale ha posto in consultazione due varianti: la riduzione dei debiti e un impiego scaglionato nel tempo dei proventi, dapprima per la formazione nel quadro delle nuove tecnologie d'informazione e comunicazione ed in seguito per il finanziamento di prestazioni transitorie AVS. Attraverso l'iniziativa sulla formazione occorrerà garantire che una larga fascia di popolazione abbia accesso alle nuove tecnologie. In primo piano vi sono tre zone d'intervento. Il perfezionamento degli insegnanti, lo sviluppo di software formativo nonché la formazione di persone con difficile accesso alle comuni istituzioni scolastiche. La consultazione dura sino a fine ottobre 2000, dopo di che il Consiglio federale deciderà sull'ulteriore procedimento.</p><p></p><p>Riassumendo, si può affermare che con la prevista revisione della base giuridica, la competenza per cedere la maggioranza della Confederazione alla Swisscom SA dev'essere conferita al Consiglio federale. I proventi da un'eventuale alienazione delle azioni Swisscom devono essere utilizzati per estinguere i debiti. Il Consiglio federale non può tuttavia approvare i versamenti ai contribuenti nella misura degli sgravi di interessi e respinge quindi la mozione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.