<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di sospendere ogni versamento (presente e futuro) di contributi alla Bulgaria e di comunicare tale decisione anche al governo bulgaro, fissando condizioni ben precise.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Svizzera segue attentamente la politica d'aiuto strutturale e regionale della Bulgaria. I contributi finanziari della Svizzera ai nuovi Stai membri dell'UE avvengono secondo procedure e priorità autonome. Di conseguenza, la Svizzera esamina i rischi di corruzione in ogni Paese in cui contribuisce alla lotta contro la povertà e allo sviluppo economico. In questo processo tiene ovviamente conto della politica di attribuzione dei mezzi finanziari dell'UE o di altri donatori, come la Norvegia, e del meccanismo finanziario dello SEE in Bulgaria.</p><p>A seconda dei rischi, i progetti e i programmi prevedono misure adeguate per impedire la corruzione. Le fasi del progetto maggiormente soggette a corruzione sono osservate con particolare attenzione. Con gli altri dieci Stati partner del contributo all'allargamento, la Svizzera si è inoltre accordata per installare un sistema che permetta il rendiconto e il monitoraggio completo del progetto, come pure di audit finanziari (controllo della contabilità, controlling). Nel caso in cui si sospetti un'irregolarità, la Svizzera può sospendere i pagamenti ed esigere il rimborso dei contributi versati indebitamente. Questi accordi saranno stipulati anche con la Bulgaria e la Romania.</p><p>Il 20 febbraio 2008 il Consiglio federale ha sostanzialmente garantito a Bulgaria e Romania un contributo all'allargamento. Spetterà al Parlamento decidere in merito a un creditoquadro per il finanziamento di progetti e programmi da realizzare in questi Paesi. Alle Camere verrà sottoposto un messaggio in tal senso probabilmente nel corso del 2009. Dopo l'accettazione da parte del Parlamento, il Consiglio federale negozierà con i due Stati partner un accordo quadro bilaterale che disciplinerà le modalità concrete e le conseguenze in caso di irregolarità.</p><p>L'aiuto svizzero alla transizione della Bulgaria, come pure della Romania, è terminato in seguito alla loro adesione all'UE, avvenuta all'inizio del 2007. Anche le ultime attività, di portata ridotta, saranno concluse a breve. Si tratta, in questo caso, di un progetto per il recupero di rifiuti ospedalieri, per il quale saranno versati 2,5 milioni di franchi a imprese svizzere. Nel caso di un blocco dei pagamenti come richiesto dall'autore della mozione, si penalizzerebbero i fornitori svizzeri che hanno fornito correttamente le loro prestazioni conformemente al mandato.</p><p>Nell'ambito dell'accordo "Collateral Facility", in vigore dal 1999, l'organizzazione non governativa Oikokredit continua a sostenere e controllare le istituzioni finanziarie che concedono microcrediti a piccoli imprenditori nelle regioni di campagna. A questo scopo però non ci sono né sono previsti ulteriori pagamenti da parte della Svizzera. Infine i gemellaggi tra i comuni vengono sostenuti con un importo totale di 70 000 franchi all'anno.</p><p>Il Consiglio federale seguirà attentamente gli sviluppi e la sospensione dei pagamenti da parte dell'UE e degli Stati dello SEE. Attualmente l'UE ha congelato una parte dei contributi con cui vengono finanziati programmi di pre-adesione ancora in corso. Per quanto concerne i mezzi strutturali e di coesione dell'UE messi a disposizione dopo l'adesione della Bulgaria, la Commissione dell'UE sta verificando se i sistemi di amministrazione e controllo che la Bulgaria ha introdotto per garantire l'utilizzo economico di queste risorse funzionano nel modo richiesto. Nel caso in cui, in futuro, la Commissione dell'UE dovesse sospendere o stralciare ulteriori pagamenti o richiederne il rimborso, il Consiglio federale si esprimerà per una prassi analoga.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.