<h2>SubmittedText<h2><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quali degli attuali rischi legati all'utilizzo di prodotti fitosanitari (PF) non si situano a un livello accettabile?</p><p>2. Su quale base scientifica poggia l'obiettivo di riduzione del 50 per cento?</p><p>3. L'obiettivo tiene conto dei progressi compiuti finora e delle possibilità esistenti?</p><p>4. Come va compreso e giustificato il cambiamento di approccio scientifico menzionato?</p><p>5. Il Consiglio federale è disposto a fornire nel piano d'azione, in forma dettagliata e analogamente a quanto fatto per i rischi diretti derivanti dall'utilizzo di prodotti fitosanitari, una quantificazione e una valutazione dei rischi per l'uomo, l'ambiente e l'agricoltura (rischi accresciuti, ad es. micotossine, spese supplementari, rese minori e trasferimento dei rischi all'estero) derivanti da ulteriori restrizioni?</p><p>6. Nel piano d'azione si è tenuto conto del mantenimento della sicurezza alimentare e del grado di autoapprovvigionamento?</p><p>7. Il Consiglio federale è disposto a dare la precedenza a soluzioni di settore al fine di migliorare la gestione dei prodotti fitosanitari?</p><p>8. Il Consiglio federale è disposto a ponderare costi e benefici delle misure proposte nel piano d'azione affinché vengano attuate soltanto le soluzioni che tornano a vantaggio di tutta la Svizzera e della sostenibilità in generale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Le cerchie interessate hanno potuto inoltrare un parere sulla bozza del piano d'azione fino al 28 ottobre 2016. Sulla scorta delle osservazioni pervenute, si procede ora al suo adeguamento. Il Consiglio federale approverà la versione definitiva presumibilmente a metà 2017.</p><p>1. I rischi dei prodotti fitosanitari (PF) per l'uomo e l'ambiente sono descritti nel piano d'azione al capitolo 4. Si è riscontrata una necessità d'intervento soprattutto nei settori acque superficiali, utilizzatori e biodiversità. Diverse misurazioni indicano che nelle regioni in cui è praticata un'agricoltura intensiva determinati PF, nei piccoli e medi corsi d'acqua, possono superare le concentrazioni rilevanti dal profilo ecotossicologico. Inoltre è stato constatato che gli utilizzatori non sempre mettono in pratica le misure di protezione necessarie e pertanto compromettono la loro sicurezza.</p><p>2./3. Dimezzare il rischio è un obiettivo strategico che non si basa soltanto sul rischio dei PF definibile secondo lo stato attuale delle conoscenze tossicologiche (proprietà della sostanza e dosaggio), ma comprende anche l'aspetto del miglioramento della qualità. Oltre alla riduzione mirata dei rischi scientificamente comprovabili, attraverso il piano d'azione, indipendentemente dal rischio tossicologico, vanno sfruttati anche il potenziale esistente per la riduzione e la limitazione dell'utilizzo e delle emissioni di PF. Nella definizione di obiettivi di riduzione operativi misurabili sono state prese in considerazione le possibilità oggi note. Gli obiettivi sono ambiziosi ma dovrebbero essere conseguibili nella pratica con le misure consolidate. Rischio, applicazioni ed emissioni del periodo 2012 a 2015 costituiscono la base per il calcolo degli obiettivi di riduzione auspicati.</p><p>4. Il piano d'azione non parla di cambiamento di approccio scientifico. Fulcro del piano è l'attuazione coerente della difesa integrata delle piante. Laddove siano disponibili metodi non chimici per la protezione delle colture, efficaci ed economicamente sostenibili, la priorità va data ad essi. L'utilizzo di PF chimici va limitato allo stretto necessario. Oltre alla riduzione generalizzata delle applicazioni, con l'attuazione di misure mirate s'intende ridurre anche gli effetti collaterali (p. es. per contenere il dilavamento nei corsi d'acqua).</p><p>5./6. La difesa integrata delle piante presuppone un'accurata ponderazione di tutti i metodi fitosanitari disponibili, efficaci, economicamente sostenibili e che consentono di diminuire o ridurre al minimo i rischi per la salute dell'uomo e per l'ambiente. La combinazione ottimale di tali metodi dipende dal luogo e non può essere prescritta soltanto con norme vincolanti a livello nazionale. Nella selezione delle misure del piano d'azione, laddove possibile, si è tenuto conto dei conflitti di obiettivo. Il capoazienda sceglie le sue misure e ne è responsabile. Non in tutti i casi è possibile evitare conflitti tra gli obiettivi. Vale il principio secondo cui quanto più grande è il rischio per un obiettivo di protezione, tanto meno sono prese in considerazione le conseguenze economiche. In caso di basso rischio viene data maggiore importanza alle ripercussioni economiche sull'agricoltura e sulla sicurezza alimentare. Sono al vaglio indennizzi per singole misure nel quadro dei fondi disponibili (p. es. pagamenti diretti).</p><p>Il piano d'azione persegue l'obiettivo di potenziare l'agricoltura svizzera esercitata a titolo professionale, in modo che possa orientarsi in maniera ancora maggiore verso un mercato con consumatori esigenti. Un'esportazione dei rischi mediante l'incremento delle importazioni di derrate alimentari non è opportuna.</p><p>7. Il piano d'azione non è esaustivo e può essere integrato con nuove misure che aiutano a conseguire gli obiettivi posti in modo efficiente ed efficace. Sono promettenti soluzioni che includono diversi attori lungo la catena del valore. Tra queste si annoverano anche soluzioni di settore.</p><p>8. Con il piano d'azione s'intende potenziare la sostenibilità dell'agricoltura svizzera. A tal fine, sia nella scelta delle misure da attuare in via prioritaria sia nell'impostazione concreta delle misure occorre prestare attenzione a un rapporto costi/benefici quanto più possibile vantaggioso (cfr. domande 5 e 6). Gli uffici federali interessati, gli attori e la categoria sono chiamati a elaborare proposte e a stabilire di comune accordo le priorità.</p>  Risposta del Consiglio federale.