<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Attualmente, i rischi che la fusione tra l'UBS e la SBS comporta per la nostra società non possono ancora essere giudicati in modo definitivo. Ad essere inquietante è il fatto che in Svizzera verranno nuovamente sopressi 7'000 posti di lavoro per impiegati bancari. Ciononostante, di fronte all'evoluzione nel campo della tecnologia informatica, è da prevedere che entrambe le banche, anche se avessero mantenuto la loro indipendenza, avrebbero comunque adottato ulteriori misure di razionalizzazione, che probabilmente avrebbero portato, anche se più tardi, ad una riduzione di posti perlomeno nella stessa misura se non in misura maggiore. Economicamente, la fusione è la conseguenza di una deregolamentazione a livello mondiale che risale alla decartellizzazione del 1989 poi rafforzata dalla crisi immobiliare e che ha provocato anche in Svizzera un risanamento strutturale nel settore bancario tuttora in atto. Le grandi banche non devono adattarsi solo alla forte concorrenza interna, bensì soprattutto a quella del mercato internazionale. Ne consegue la tendenza ad un'accresciuta concentrazione dei gruppi di grandi banche attivi a livello mondiale. Questo processo non si è ancora concluso. Vi si aggiungono inoltre importanti tendenze alla bancassicurazione come dimostra la fusione annunciata in settembre tra il Gruppo CS e la Winterthur società d'assicurazioni.</p><p></p><p>2. Con la fusione tutti i rischi che le grandi banche UBS e SBS si assumevano finora vengono trasferiti in un unico istituto: fondamentalmente non si creano nuovi rischi. Però, considerata la grandezza e la stretta interdipendenza con altre imprese attive sui mercati finanziari, si è indubbiamente creato un maggiore rischio di sistema. Mentre le disposizioni sulla liquidità dovrebbero essere sufficienti, è giustificato chiedersi se sono necessarie esigenze più severe di fondi propri per i gruppi internazionali di grandi banche. Accanto ai rischi inerenti il credito e i rischi del mercato coperti dalle disposizioni riguardanti i fondi propri, ci sono altri rischi che non devono essere coperti con il capitale proprio. Uno di questi, ad esempio, è il rischio di esecuzione sul mercato valutario a cui sono esposte soprattutto le grandi banche internazionali. Tuttavia, per motivi di concorrenza e del rischio di sistema su scala mondiale, il dibattito riguardo ai fondi propri non può avvenire senza tener conto del contesto internazionale. A livello internazionale, il Comitato di Basilea di vigilanza sulle banche si è già molto impegnato, esaminando le raccomandazioni riguardo alle esigenze a cui devono rispondere i fondi propri nel contesto degli sviluppi attuali (cfr. n. 5).</p><p></p><p>3. Attualmente la questione è all'esame della commissione della concorrenza. </p><p></p><p>4. Sì. La CFB ha già approvato nel novembre 1997, dunque ancora prima della fusione dei due gruppi di grandi banche, un concetto in grandi linee riguardo al rafforzamento della vigilanza sulle grandi banche. Tale concetto prevede, accanto alle attività di sorveglianza svolte finora, più colloqui con i quadri dei gruppi di entrambe le grandi banche e contatti più intensi con l'organo di revisione interno dei gruppi. A partire dal 1998, la verificazione di modelli interni delle banche per la garanzia in fondi propri dei rischi di mercato verrà svolta da un gruppo proprio della Commissione delle banche presso gli istituti bancari stessi, soprattutto presso le grandi banche. Si tratta di un importante cambiamento della prassi, poiché finora non venivano svolti esami diretti da parte della stessa Commissione delle banche. Queste prime linee tracciate dal Consiglio federale con la modifica dell'ordinanza dell'8 dicembre 1997 sulle banche dovrebbero essere seguite da altre misure. Infatti, in futuro sono previste visite di vigilanza (Supervisory visits) presso le banche nonché l'istituzione di gruppi speciali di esame e analisi (Review-Teams). Inoltre, dovrebbe essere rafforzata la collaborazione con le autorità di vigilanza estere. Tuttavia, ciò non potrà essere realizzato senza l'assunzione di altro personale specializzato presso la segreteria della Commissione delle banche. Inoltre, una vigilanza sui gruppi di grandi banche che sia di alta qualità, al passo coi tempi e attenta al rischio necessita delle adeguate risorse di personale per soddisfare pienamente i suoi compiti in particolare per quanto riguarda la vigilanza sulle borse e sul commercio di valori mobiliari nonché l'assistenza amministrativa internazionale. </p><p></p><p>5. Il Consiglio federale e la CFB sono coscienti da tempo della necessità di una vigilanza sui gruppi di grandi banche coordinata su scala internazionale. Nel 1975, è stato fondato dal Consiglio dei governatori della Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI) il Comitato di Basilea di vigilanza sulle banche quale Comitato supremo per la coordinazione al livello mondiale della detta vigilanza. Di quest'ultimo fanno parte rappresentanti degli alti ranghi delle autorità di vigilanza sulle banche e di banche centrali dei paesi del Gruppo dei Dieci. Questo Comitato ha emanato diverse norme riguardo alla vigilanza sulle banche (ad es. le raccomandazioni sui fondi propri) che oggi sono divenute lo standard minimo e che il nostro Paese applica nella legislazione nazionale. Grazie all'efficace lavoro del Comitato di Basilea, l'armonizzazione della vigilanza sulle banche è già molto avanzata nei Paesi industrializzati nonché nelle più importanti piazze finanziarie offshore e in tutto il mondo si aspira a un'efficace vigilanza sulle banche mediante le 25 norme fondamentali emanate dal Comitato nel settembre del 1997. I membri svizzeri si impegnano all'interno del Comitato di Basilea in particolare per un rafforzamento duraturo delle esigenze poste ai fondi di gruppi di grandi banche attivi mondialmente che tenga debitamente conto dei maggiori rischi per il sistema finanziario internazionale dovuto alla concentrazione di un'attività, peraltro complessa, a pochi grandi operatori del mercato. La forte concorrenza internazionale e l'obbligo di aumentare il rendimento del capitale proprio potranno intanto favorire il riconoscimento a livello internazionale di questo importante aspetto. Su iniziativa del Comitato di Basilea, da alcuni anni si stanno facendo sforzi per raggiungere una vigilanza totale di conglomerati finanziari. Le organizzazioni mantello internazionali dei tre settori di vigilanza che sono le banche, i commerci di valori mobiliari e le assicurazioni hanno creato a questo scopo il "Joint Forum on Financial Conglomerates" che elabora norme per estendere a diversi settori il rilevamento di complessi conglomerati finanziari e si occupa della collaborazione tra le diverse autorità di vigilanza. La Svizzera partecipa attivamente anche in questo collegio. In particolare nel 1996/97, un conglomerato finanziario in cui predominavano gli svizzeri e attivo globalmente si è messo a disposizione per una perizia comune eseguita dalle autorità di vigilanza toccate maggiormente sotto la guida della Commissione delle banche. Le conoscenze acquisite a livello internazionale vengono applicate in Svizzera soprattutto nella formazione di gruppi di bancassicurazione grazie ad una stretta collaborazione reciprocamente vantaggiosa tra la Commissione delle banche e l'Ufficio federale delle assicurazioni private.</p>  Risposta del Consiglio federale.