<h2>SubmittedText<h2><p>Attualmente l'informazione, la trasparenza e il processo decisionale nell'ambito dei pesticidi rivelano una situazione insoddisfacente. Il Consiglio federale è pertanto pregato di rispondere alle seguenti domande:</p><p>a. Come intende migliorare l'informazione fornita al pubblico interessato circa gli effetti nocivi che i pesticidi possono avere per l'uomo e per l'ambiente?</p><p>b. Come intende accrescere la trasparenza riguardo ai residui di pesticidi nelle derrate alimentari?</p><p>c. In che misura si garantisce che la procedura d'autorizzazione dei pesticidi sia effettuata secondo le più recenti conoscenze in materia di tossicologia ambientale e umana?</p><p>d. Come conta di accrescere la trasparenza della procedura d'autorizzazione e di renderla più ampia con il coinvolgimento, ad esempio, di ulteriori attori?</p><p>e. E disposto a valutare l'introduzione di un monitoraggio a livello nazionale dell'applicazione, della commercializzazione e dello smaltimento dei pesticidi, nonché dei loro residui nelle derrate alimentari?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>I prodotti fitosanitari proteggono le colture da malattie e fitofagi. Essi possono tuttavia venir commercializzati e utilizzati solo se sono stati autorizzati dall'Ufficio federale dell'agricoltura (UFAG). La procedura d'autorizzazione garantisce l'assenza di effetti collaterali inaccettabili per l'uomo o per l'ambiente.</p><p>a. Conformemente alle disposizioni dell'ordinanza del 18 maggio 2005 sui prodotti fitosanitari (OPF, RS 916.161), l'UFAG pubblica un elenco dei prodotti fitosanitari autorizzati, accessibile al grande pubblico sul proprio sito Internet. Tale elenco contiene informazioni dettagliate sui prodotti quali la loro classificazione in base al grado di tossicità per l'uomo o per l'ambiente e le condizioni d'uso. Queste ultime sono fissate in modo che, presupposta l'applicazione corretta, sono esclusi rischi inaccettabili per l'uomo e per l'ambiente. Tali condizioni devono essere riportate chiaramente anche sulla confezione, affinché l'utilizzatore faccia un uso consapevole dei prodotti fitosanitari. </p><p>b. Un prodotto fitosanitario è autorizzato solo se nell'ordinanza del DFI del 26 giugno 1995 sulle sostanze estranee e sui componenti presenti negli alimenti (RS 817.021.23) è stata fissata una concentrazione massima consentita di residui nelle derrate alimentari. Tale valore è fissato al livello più basso possibile dal profilo agronomico; è sempre inferiore al valore accettabile dal punto di vista tossicologico per i consumatori e generalmente addirittura molto al di sotto di esso. Le concentrazioni massime specifiche possono essere consultate dal grande pubblico sul sito Internet della raccolta elettronica del diritto federale.</p><p>c. Il Servizio di omologazione svizzero si tiene costantemente aggiornato sulle nuove conoscenze nel campo della valutazione dei rischi correlati ai pesticidi. Le perizie delle stazioni di ricerca Agroscope e i dati delle pubblicazioni scientifiche vengono regolarmente consultati. Il Servizio di omologazione e i servizi di valutazione menzionati al punto d curano inoltre i contatti bilaterali con istituti di ricerca e altri servizi di omologazione all'estero nonché collaborano con organizzazioni internazionali attive nell'aggiornamento delle procedure d'autorizzazione (OCSE, ICPBR, OEPP, SETAC, AESA). </p><p>d. I principi attivi contenuti nei prodotti fitosanitari rappresentano soltanto una piccola parte delle oltre 100 000 sostanze chimiche attualmente sul mercato. Rispetto agli altri prodotti chimici, il commercio dei prodotti fitosanitari sottostà a requisiti rigorosi. I criteri d'autorizzazione sono riportati nel dettaglio negli allegati dell'OPF. La procedura d'autorizzazione prevede una valutazione del rischio condotta da esperti di diversi servizi federali: Agroscope (azione nell'ambiente, ecotossicità, efficacia), Ufficio federale della sanità pubblica (tossicità, valori limite per i residui), Ufficio federale dell'ambiente (tossicità per l'ambiente) e Segreteria di Stato dell'economia (rischi per gli utilizzatori professionisti). Nel processo decisionale si considerano anche i risultati di valutazioni del rischio condotte all'estero come, per esempio, quelle dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (AESA). Il coinvolgimento di altri attori nella procedura d'autorizzazione significherebbe renderla più complicata e dispendiosa, senza trarre benefici in termini di sicurezza. Laddove necessario, gli aspetti specifici vengono discussi e trattati con attori esterni (organizzazioni dei consumatori e ambientali, industria, associazioni agricole).</p><p>e. Conformemente alle disposizioni dell'OPF, le quantità di prodotti fitosanitari immesse sul mercato devono essere notificate annualmente all'UFAG dai titolari dell'autorizzazione. Tali dati sono pubblicati nel rapporto agricolo dell'UFAG. L'impiego di prodotti da parte degli agricoltori è altresì oggetto di un progetto di monitoraggio che sarà pubblicato dopo averne effettuato la valutazione. </p><p>Per quanto concerne i residui, la vigilanza sulle derrate alimentari spetta ai cantoni. In caso di superamento delle concentrazioni massime, le competenti autorità cantonali intervengono e emanano le misure necessarie. I risultati di questa vigilanza sono pubblicati nella maggior parte dei cantoni. Una modifica della ripartizione delle competenze non è prevista, già che non apporterebbe alcun miglioramento in termini di sicurezza dei consumatori.</p>  Risposta del Consiglio federale.