<h2>SubmittedText<h2><p>Secondo la "NZZ" del 12 aprile 2017, si rimprovera al Ministero pubblico della Confederazione e alla Russia di non aver lavorato correttamente nel caso Magnitsky. Come noto, si tratta di un affare politicamente scottante, in cui non si è certi in quale misura la giustizia sia utilizzata a fini politici. In questo contesto, invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Corrisponde al vero che la Russia ha trattato soltanto recentemente la domanda di assistenza giudiziaria risalente al 2011? Quali passi saranno intrapresi in seguito alla risposta russa?</p><p>2. Perché il Ministero pubblico della Confederazione e il Consiglio federale non hanno esercitato prima pressioni sulla Russia per ottenere una risposta alla rogatoria?</p><p>3. Il Consiglio federale condivide l'opinione di Bill Browder, secondo cui la rogatoria presentata dalla Russia alla Svizzera è abusiva e motivata da ragioni politiche?</p><p>4. È ben noto che molte domande di assistenza giudiziaria provenienti da diversi Paesi sono presentate per ragioni politiche e non giuridiche. Come garantisce il Consiglio federale che il Ministero pubblico della Confederazione tratti correttamente questi casi delicati, tenuto conto, in particolare, del fatto che l'Esecutivo non esercita più alcuna vigilanza sul Ministero pubblico della Confederazione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nel 2011 il Ministero pubblico della Confederazione non ha presentato alcuna domanda di assistenza giudiziaria alla Russia. Nell'agosto 2015 due rogatorie sono state invece indirizzate alle autorità russe, che hanno fornito una risposta relativamente rapida.</p><p>2. Non è stato necessario alcun intervento, dato che le due domande sono state eseguite in pochi mesi.</p><p>3. Le rogatorie russe effettivamente pervenute alle autorità svizzere nel 2011 sono state oggetto di una procedura di assistenza giudiziaria condotta dal Ministero pubblico della Confederazione e sottoposta alla vigilanza dell'Ufficio federale di giustizia (UFG). Le persone coinvolte dalla procedura hanno deferito il caso dinanzi al Tribunale penale federale, che ha stabilito che il procedimento russo non perseguiva obiettivi politici (TPF RR.2012.72, RR.2013.77, RR.2013.73-76, decisione confermata dal Tribunale federale: decisione 1C_677/2013).</p><p>4. Di norma le domande di assistenza giudiziaria provenienti dall'estero sono eseguite dai Ministeri pubblici cantonali o dal Ministero pubblico della Confederazione sotto la vigilanza dell'UFG, abilitato a impugnare le loro decisioni. Se la procedura all'estero viola principi procedurali fondamentali, se tende a perseguire una persona segnatamente in ragione delle sue opinioni politiche o se riveste un carattere eminentemente politico, l'assistenza è esclusa. Se l'UFG ritiene il caso politicamente delicato o se gli aventi diritto fanno valere in maniera credibile che il perseguimento penale potrebbe avere motivazioni politiche, l'UFG può chiedere il parere del Dipartimento federale degli affari esteri. Quest'ultimo apporta le sue conoscenze specifiche con il sostegno dell'ambasciata svizzera nel Paese richiedente. Se i timori sono confermati, l'assistenza giudiziaria è rifiutata.</p><p>Gli interessati possono peraltro impugnare le decisioni rese in materia di assistenza giudiziaria dinanzi al Tribunale penale federale e, a determinate condizioni, dinanzi al Tribunale federale.</p><p>Il Dipartimento federale di giustizia e polizia o il Consiglio federale può, d'ufficio o su domanda, bloccare l'assistenza giudiziaria, se la sovranità, la sicurezza, l'ordine pubblico o altri interessi essenziali della Svizzera sono minacciati.</p>  Risposta del Consiglio federale.