<h2>SubmittedText<h2><p>I cosiddetti padroncini italiani, a causa della libera circolazione delle persone, hanno invaso il mercato ticinese: il numero di notifiche da loro presentate è in continua ed esponenziale crescita, a danno degli artigiani e delle piccole imprese ticinesi.</p><p>Dai controlli svolti emerge che la metà o più dei padroncini controllati non è in regola: un quantitativo impressionante, che dovrebbe spingere l'ente pubblico a provvedimenti drastici ed urgenti.</p><p>Questi indipendenti in arrivo dall'Italia fanno concorrenza sleale agli operatori locali poiché evadono il fisco e/o il pagamento degli oneri sociali. Di conseguenza possono permettersi di praticare prezzi inarrivabili per i colleghi ticinesi.</p><p>Una misura efficace per combattere questa deleteria concorrenza sleale - causa di fallimenti e di licenziamenti in Ticino - consisterebbe nel trasmettere all'Agenzia delle entrate italiana informazioni sugli indipendenti che si "notificano" in Svizzera, di modo che quest'ultima possa "battere cassa" presso tali operatori, contenendone il dumping. Il governo ticinese ha di recente avanzato proposte in questo senso. Si potrebbe trasmettere direttamente l'elenco delle notifiche con i rispettivi titolari italiani, oppure altri dati. È comunque inaudito che si smantelli il segreto bancario trasmettendo al fisco italiano informazioni sui clienti della piazza finanziaria ticinese, con grandissimo danno di quest'ultima, ma non si comunichi l'elenco dei notificati che devastano l'economia del cantone. Questo malgrado l'Italia abbia un evidente interesse nel chiamare alla cassa questi evasori fiscali.</p><p>Chiedo al Consiglio federale:</p><p>1. Concorda con la necessità di intervenire urgentemente contro la concorrenza sleale dei padroncini italiani a danno di artigiani ed imprese ticinesi?</p><p>2. È consapevole dell'effetto deterrente che avrebbe, nei confronti dei padroncini non in regola, la sola notizia che la Svizzera intende comunicare i loro nominativi all'Agenzia delle entrate italiana?</p><p>3. È intenzionato, nell'ambito degli accordi in via di definizione con l'Italia, ma anche indipendentemente da questi ultimi, a trasmettere al fisco italiano informazioni che permettano a quest'ultimo di verificare che questi "indipendenti" denuncino correttamente i guadagni conseguiti in Svizzera (a danno dell'economia locale)? Se no, perché?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è conscio che gli abusi transfrontalieri in ambito fiscale e le loro ripercussioni che distorcono la concorrenza possono essere combattuti con efficacia tramite un'approfondita collaborazione internazionale. La sua strategia per una piazza finanziaria svizzera concorrenziale ed integra include pure un miglioramento dello scambio di informazioni con partner esteri. Il 23 febbraio 2015 la Svizzera ha firmato con l'Italia un protocollo che modifica la Convenzione per evitare le doppie imposizioni nel quale è previsto lo standard dell'OCSE per lo scambio di informazioni su domanda. Dalla sua entrata in vigore, il protocollo dovrebbe essere applicabile a fattispecie che si sono verificate a partire dalla data della sottoscrizione. Con l'Unione europea il 19 marzo 2015 è stato parafato un accordo per l'introduzione dello scambio automatico di informazioni. Inoltre, il 15 ottobre 2013 la Svizzera ha firmato la Convenzione del Consiglio d'Europa e dell'OCSE sulla reciproca assistenza amministrativa in materia fiscale (Convenzione sull'assistenza amministrativa). In Italia, tale convenzione è già in vigore. In particolare essa prevede pure lo scambio spontaneo di informazioni menzionato nell'interpellanza. Nel caso dello scambio spontaneo di informazioni, le informazioni non vengono comunicate in base a una concreta domanda bensì quando lo Stato che informa presume, sulla base delle informazioni di cui dispone, un possibile interesse da parte di un altro Stato. Il Dipartimento federale delle finanze ha istituito un gruppo di lavoro costituito da rappresentanti dell'amministrazione federale e delle amministrazioni cantonali per approfondire la questione degli obblighi in relazione allo scambio spontaneo di informazioni. Questi lavori sono in corso. Il gruppo di lavoro è stato informato dell'interpellanza e analizzerà la proposta.</p>  Risposta del Consiglio federale.