<h2>SubmittedText<h2><p>Il rapporto finale sulla difesa aerea del futuro presentato nel maggio 2017 dal gruppo di esperti istituito dal consigliere federale Parmelin stabilisce chiaramente che l'acquisto di nuovi aerei da combattimento è una questione urgente se la Svizzera intende continuare a proteggere autonomamente il proprio spazio aereo. Il gruppo di esperti sottolinea che l'acquisto deve essere finanziato per mezzo del budget ordinario. Questa affermazione suscita una serie di interrogativi: il budget ordinario dell'esercito, che consente annualmente investimenti in materiale d'armamento per circa un miliardo di franchi, è sufficiente per coprire il fabbisogno complessivo di rinnovamento dell'esercito? E in caso contrario, di quanto dovrebbe essere aumentato il budget? Il necessario aumento del budget potrebbe essere concretato introducendo nuove e innovative forme di finanziamento?</p><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>Fabbisogno di rinnovamento</p><p>1. Qual è l'entità del fabbisogno complessivo di rinnovamento dell'esercito entro il 2032 a cui accenna il rapporto in questione (cap. 18.2.2, pag. 183 seg.)? È eventualmente possibile indicare varianti con caratteristiche diverse per quanto riguarda le capacità e i costi?    </p><p>2. Gli acquisti necessari possono essere interamente finanziati con il budget ordinario dell'esercito di 5 miliardi di franchi l'anno? Queste risorse permettono di soddisfare i requisiti di un equipaggiamento al passo con i tempi (secondo il profilo prestazionale USEs) e di un sistema globale equilibrato?</p><p>3. Se il budget ordinario non basta, a quanto dovrebbe ammontare (in CHF e in percentuale del PIL) per garantire la sicurezza della Svizzera nei prossimi 15 anni e oltre?</p><p>Finanziamento</p><p>4. Qual è l'opinione del Consiglio federale riguardo all'idea di coprire una parte del fabbisogno di finanziamento emettendo obbligazioni di Stato a 10 anni? Considerati i tassi d'interesse negativi, questa soluzione consentirebbe di risparmiare denaro dei contribuenti e renderebbe l'acquisto più conveniente.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Per il periodo 2023-2032 - ovvero a partire dal momento in cui il rinnovo dei mezzi per la protezione dello spazio aereo inciderà sui costi - il fabbisogno di rinnovamento dell'esercito svizzero, che verrà coperto attraverso gli acquisti nell'ambito dei programmi d'armamento, ammonta a circa 19 miliardi di franchi per l'intero esercito. Mediante misure di rinuncia e di risparmio per l'esercito è possibile ridurlo a 15 miliardi di franchi. Varianti che prevedano investimenti più esigui sarebbero possibili solo se singoli elementi del sistema complessivo "esercito" venissero eliminati e quindi tralasciati. In questo modo l'esercito non sarebbe più in grado di fornire le prestazioni richieste.</p><p>2. Questi acquisti non potrebbero essere interamente finanziati con un budget dell'esercito di 5 miliardi di franchi l'anno. Il Consiglio federale prevede quindi di aumentare il budget annuale dell'esercito dell'1,4 per cento, con l'obiettivo di fornire all'esercito risorse sufficienti per sostituire i mezzi per la protezione dello spazio aereo e importanti sistemi delle truppe di terra.</p><p>3. Tale aumento del budget dell'esercito mira a far sì che all'inizio degli anni 2030 l'esercito abbia a disposizione un budget di circa 6 miliardi di franchi. La quota delle spese per la difesa nazionale militare sul prodotto interno lordo dovrebbe così aumentare dallo 0,7 per cento circa allo 0,8 per cento circa.</p><p>4. Il Consiglio federale ritiene che si debba continuare a finanziare gli acquisti di armamenti come è stato fatto finora. La Tesoreria federale procura le risorse finanziarie in modo centralizzato per le finanze federali. Negli ultimi anni la Confederazione ha inoltre già tratto grande vantaggio dai tassi di interesse bassi. Al momento non è necessario un ulteriore indebitamento e non sarebbe comunque possibile a causa del freno all'indebitamento. In fin dei conti il debito dovrebbe essere rifinanziato dopo 10 anni. Occorre partire dal presupposto che questo porterebbe a tassi di interesse più alti rispetto a quelli attuali.</p>  Risposta del Consiglio federale.