<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di presentare un rapporto che faccia il punto della situazione e che stili un elenco delle buone pratiche in Svizzera e all'estero e degli strumenti a cui si può ricorrere per promuovere la scuola digitale fin dal livello elementare.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Le tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) sono diventate forze motrici che esercitano una notevole influenza sulla società e sull'economia del nostro Paese. Il Consiglio federale intende sfruttare le opportunità offerte da tale evoluzione, ma anche affrontare i rischi che ne derivano. La strategia per una società dell'informazione in Svizzera, che ha concepito appositamente nel 2012, è finalizzata tra le altre cose a promuovere un utilizzo autonomo delle TIC da parte del singolo individuo.</p><p>Il Consiglio federale concorda con l'autore del postulato sul ruolo di centrale importanza dell'informatica, sia per la carriera professionale sia per tutti gli ambiti della vita privata degli abitanti del nostro Paese. È anche consapevole dell'importanza della formazione e dell'accesso precoce dei bambini ai mezzi digitali. È inoltre incontestabile che anche a questo livello possono verificarsi disparità e che è necessario prestare massima attenzione alle possibilità per superarle.</p><p>In Svizzera la responsabilità della formazione è condivisa da Confederazione e cantoni. Nell'ambito delle rispettive competenze, entrambe le parti provvedono a un'elevata qualità e permeabilità dello spazio formativo svizzero. Al contempo sono tenute a cooperare strettamente in materia di politica della formazione.</p><p>È in questo contesto che va inserita anche la promozione della formazione digitale. In tal senso va ricordata innanzitutto la Dichiarazione del 2011 sugli obiettivi comuni della politica della formazione per lo spazio formativo svizzero, in cui Confederazione e cantoni attribuiscono importanza alla promozione dell'interesse per l'informatica a tutti i livelli formativi. È in questo ambito che si colloca anche il portale svizzero per l'educazione educa.ch, un sistema elettronico d'informazione, di comunicazione e di documentazione sostenuto in virtù dalla legge federale del 5 ottobre 2007 concernente i sussidi a progetti comuni della Confederazione e dei cantoni per la gestione dello spazio formativo svizzero. Inoltre, la Confederazione e i cantoni gestiscono congiuntamente il Centro svizzero delle tecnologie d'informazione nell'insegnamento, in particolare allo scopo di promuovere l'integrazione delle TIC nel sistema di formazione nell'ambito di una strategia coordinata. La vasta gamma di offerte a disposizione si rivolge sia agli alunni delle scuole e delle scuole professionali sia agli insegnanti. Essa permette agli utenti di trovare informazioni generali sulla formazione digitale in Svizzera, di avvalersi - sia per l'insegnamento sia per uso personale - di consulenze in materia di formazione specifiche per le TIC e di inserirsi in una rete internazionale. Il tema del postulato in questione è anche oggetto della collaborazione con l'Unione europea. In occasione della conferenza ministeriale dell'UE tenutasi dal 9 al 13 dicembre 2012 sul tema "Opening up education through technologies" la Svizzera era rappresentata dalla presidente della CDPE, la consigliera di Stato Isabelle Chassot. In questo contesto Swisscore, che è cofinanziato dalla Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l'innovazione, funge da ufficio di collegamento a Bruxelles. Infine, occorre menzionare il catalogo di progetti relativi alla società dell'informazione 2011-2015, che offre una panoramica dei principali progetti dell'amministrazione federale per attuare la strategia del Consiglio federale per una società dell'informazione in Svizzera e che copre anche il settore della formazione.</p><p>Le informazioni che il rapporto richiesto dal postulato dovrebbe contenere sono disponibili già oggi. Le attività connesse vengono attuate nel quadro dell'attuale ripartizione delle competenze. L'evoluzione di questo settore viene analizzata ed è tenuta in considerazione dai servizi competenti.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.