<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Prima di esprimere un parere sulle diverse domande poste, va ricordato che il Consiglio federale intende, per integrazione europea, ogni forma di accordo teso non solo alla promozione della cooperazione interstatale, ma anche al trasferimento graduale della sovranità a un'entità mantello. Oggi, tale processo è soprattutto assunto dall'Unione europea. Fatta astrazione della giurisprudenza nel settore dei diritti dell'uomo, il Consiglio d'Europa si occupa della collaborazione tra Stati. Questo però non gli vieta di recare un sostanzioso contributo alla costruzione di un'Europa democratica rispettosa dello Stato di diritto e dei diritti dell'uomo. Non sussistono quindi molte divergenze tra la nozione europea globale scaturita dal Vertice di Vienna del 1993 e quella scaturita dal Secondo Vertice di Strasburgo del 1997. </p><p></p><p>1.Tuttavia, se si paragonano le dichiarazioni finali dei due Vertici, emergono accenti e settori di diversa importanza.</p><p></p><p>A Vienna si trattava di consacrare al più alto livello il nuovo ruolo politico del Consiglio d'Europa nella costruzione europea, rafforzare il suo contributo alla sicurezza e alla stabilità nel continente e tracciare le linee guida per il suo sviluppo in quanto organizzazione paneuropea. Nella Dichiarazione del 9 ottobre 1993, il Consiglio d'Europa è stato presentato come l'istituzione politica europea più idonea ad accogliere, nelle strutture permanenti e su un livello di parità, le democrazie europee liberate dal giogo comunista. Per questo motivo la loro adesione al Consiglio d'Europa rappresenta il nodo centrale della costruzione europea.</p><p></p><p>In occasione del Secondo Vertice di Strasburgo dell'ottobre 1997 i Capi di Stato e di Governo hanno rafforzato il loro attaccamento ai principi fondamentali del Consiglio d'Europa ed hanno ribadita l'unità ritrovata nel continente, il suo significato per la pace e la stabilità. Il piano d'azione approvato in quell'occasione dovrebbe consentire di risolvere anche i problemi legati al vasto allargamento della cerchia dei suoi membri.</p><p></p><p>La Dichiarazione e il Piano d'azione adottati a Strasburgo non pregiudicano il ruolo riconosciuto al Consiglio d'Europa durante il Vertice di Vienna. Al contrario, tale ruolo è stato riaffermato nel Secondo Vertice ed è stato concretato nelle nuove attività conferitegli dai Capi di Stato e di Governo.</p><p></p><p>2.Nel suo discorso a nome del Consiglio federale, il Presidente della Confederazione ha fatto notare che il Consiglio d'Europa è in grado di realizzare l'ideale dei suoi fondatori, vale a dire l'unione di tutti gli Stati europei basata sulla democrazia pluralista, sullo Stato di diritto e sul rispetto dei diritti dell'uomo. In questo contesto il Consiglio federale non solo ha chiesto di preservare gli alti livelli raggiunti nel corso degli ultimi cinquant'anni, ma anche di approfondirli e applicarli in modo coerente. Infine, riferendosi ad uno spazio europeo comune di sicurezza democratica, il cui processo di attuazione ha avuto inizio al termine del Vertice di Vienna, il Consiglio federale ha parimenti affermato la necessità di rafforzare la cooperazione con altre organizzazioni internazionali.</p><p></p><p>3.Gli scopi e le attività del Consiglio d'Europa hanno particolare significato politico. Fondandosi sulla democrazia, sullo Stato di diritto e sui diritti dell'uomo, l'Organizzazione reca un contributo decisivo all'attuazione della sicurezza globale del continente europeo. Anche se la sua attività è di natura prevalentemente giuridica, l'elaborazione delle norme richiede vasta dimensione politica. Citiamo ad esempio l'adozione della Convenzione quadro del Consiglio d'Europa sulla protezione delle minoranze nazionali o quella sul divieto di clonazione degli esseri umani. La promulgazione di norme la cui validità si estende all'insieme dell'Europa costituisce un'attività politica di ampio respiro.</p><p></p><p>4.Il Consiglio d'Europa e l'OSCE perseguono lo stesso scopo: promuovere la sicurezza e la cooperazione in Europa sulla base dei principi comuni della democrazia, dei diritti dell'uomo e dello Stato di diritto. I mandati, i metodi di lavoro e le risorse delle due organizzazioni sono tuttavia considerevolmente differenti e offrono reciproci vantaggi comparativi. Il Consiglio d'Europa dispone di un importante fondamento giuridico e istituzionale ed elabora strumenti giuridici cogenti, standard e procedure di verifica. L'OSCE opera per contro su una base istituzionale più debole con principi e obblighi cogenti solo a livello politico. La collaborazione in seno al Consiglio d'Europa si attua essenzialmente a Strasburgo ed è estesa alle categorie più disparate di amministrazioni nazionali, regionali o locali degli Stati membri. L'OSCE opera soprattutto nell'ambito di azioni politiche in loco, prevenzione dei conflitti, gestione delle situazioni di crisi e fasi di ricostruzione post-conflittuali. </p><p></p><p>L'apertura politica nell'Europa orientale ha creato sviluppi interni considerevoli sia in seno al Consiglio d'Europa sia all'OSCE. Il significato politico del Consiglio d'Europa per l'unità europea, sottoscritto nel suo statuto in quanto finalità dell'Organizzazione, non è indebolito. Il Consiglio d'Europa ha effettuato riforme sostanziali nel quadro del "monitoring" e del meccanismo di controllo della Convenzione europea dei diritti dell'uomo. L'OSCE ha rafforzato la propria efficacia in quanto principale strumento di allerta e prevenzione dei conflitti, gestione di crisi e normalizzazione in periodo post-conflittuale. L'assunzione da parte dell'OSCE di talune funzioni del Consiglio d'Europa o, inversamente, di talune funzioni dell'OSCE da parte del Consiglio d'Europa non entra in linea di conto. L'OSCE continuerà a basarsi sugli obblighi politicamente cogenti e rimarrà legata al principio del consenso.</p><p></p><p>Le due organizzazioni dovrebbero per contro operare in sintonia per una migliore ripartizione dei compiti. Durante la sua presidenza nell'OSCE, la Svizzera ha formulato propositi in tal senso ed ha chiesto consultazioni regolari tra gli organi dirigenziali del Consiglio d'Europa e dell'OSCE. Si può dire siano stati operati progressi da allora in questo campo. Tuttavia si avvera difficile l'attuazione concreta e sistematica di una ripartizione dei compiti tra dette organizzazioni. La mancanza di coordinamento nel corso delle osservazioni elettorali internazionali e le conseguenti contraddizioni nella valutazione degli scrutini ne sono un chiaro esempio.</p><p></p><p>5.Il Consiglio federale si impegna attivamente in favore della promozione e dello sviluppo del Consiglio d'Europa e dell'OSCE. Le due organizzazioni godono di vantaggi comparativi e, senza nuocersi a vicenda, il loro rafforzamento dovrà favorire le rispettive attività.</p><p></p><p>Il vincolo istituzionale dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa è più esteso di quello costatato in seno all'OSCE. Mentre l'Assemblea dell'OSCE segue con uno sguardo critico il processo di sviluppo dell'organizzazione e dà all'esecutivo dell'OSCE impulsi a livello parlamentare, l'Assemblea del Consiglio d'Europa dispone di un posto fisso nei diversi meccanismi decisionali. Il Consiglio federale non può condividere il parere secondo cui questa imbricazione renderebbe più laboriose le relazioni con il Consiglio d'Europa. Plaude ai compiti conferiti all'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa e si esprime in favore di una partecipazione più incisiva dell'Assemblea parlamentare nell'OSCE.</p>  Risposta del Consiglio federale.