<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato ad adeguare le basi giuridiche in modo tale che, nelle regioni prive di recapito mattutino, la Posta debba essere in linea di principio distribuita a tutte le economie domestiche entro le 12.30.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Posta svizzera è tenuta per legge a distribuire gli invii postali almeno cinque giorni alla settimana e i quotidiani in abbonamento sei giorni alla settimana in tutti gli insediamenti abitati tutto l'anno (art. 14 cpv. 3 della legge sulle poste). Tuttavia, né la legge sulle poste né la relativa ordinanza fissano degli orari di distribuzione. Allo scopo di continuare a garantire sul lungo periodo l'autofinanziamento del servizio universale, il legislatore ha concesso alla Posta una certa flessibilità sotto il profilo operativo per quanto attiene alla fornitura dei servizi.</p><p>In quanto proprietario della Posta, il Consiglio federale attribuisce una grande importanza al recapito puntuale degli invii postali. Anche la Posta si adopera per garantire in tutto il Paese una distribuzione della posta-lettere entro il primo pomeriggio. Infatti, la maggior parte dei recapiti è attualmente effettuata tra le 7.30 e le 13 anche se, per ragioni metereologiche o logistiche, in certe giornate il turno di distribuzione può risultare più lungo. Non si riscontrano differenze significative tra gli orari di distribuzione nelle regioni urbane e quelle rurali benché in alcune regioni extraurbane non venga fornito il recapito mattutino. Questa prestazione è disponibile soltanto per i quotidiani in abbonamento, mentre la posta-lettere viene recapitata attraverso il canale di distribuzione ordinario della Posta.</p><p>Sancire nella legge un orario di fine di distribuzione avrebbe ripercussioni sul piano del personale, come pure su quello operativo e finanziario. La diminuzione del volume di invii della posta-lettere influisce anche sulla distribuzione. Pertanto, la Posta verifica e adegua regolarmente i propri processi al fine di tutelare gli interessi del personale e della clientela e controllare l'evoluzione dei costi. La crescente automatizzazione dei lavori di smistamento porta a una riduzione dei costi, ma influisce anche sui turni di distribuzione, eliminando certe operazioni preparatorie e conclusive. Per motivi di efficienza, e per consentire di mantenere invariati i gradi d'occupazione, i turni tendono generalmente ad essere allungati. L'introduzione di un orario fisso di fine distribuzione farebbe lievitare i costi per la Posta perché implicherebbe un maggior numero di turni più brevi, rendendo così necessari più veicoli. Inoltre, la Posta non potrebbe praticamente più offrire posti a tempo pieno nella distribuzione, ciò che renderebbe necessaria una ristrutturazione significativa sul piano del personale.</p><p>Per i clienti commerciali è particolarmente importante ricevere la posta al mattino. Quale alternativa alla distribuzione a domicilio, la Posta offre il recapito nelle caselle postali o in fasce orarie prestabilite. Entrambe le offerte sono destinate anche alla clientela privata.</p><p>Nel raffronto internazionale si riscontra un allungamento dei tempi di distribuzione, causato dalle mutate esigenze della clientela e dal calo del volume di lettere. In Danimarca, ad esempio, la distribuzione non avviene più giornalmente. Anche altri Paesi stanno vagliando un possibile allentamento delle prescrizioni in materia di distribuzione, non da ultimo allo scopo di garantire il finanziamento a lungo termine del servizio universale.</p><p>In tal senso il Consiglio federale condivide le preoccupazioni dell'autore della mozione ma considera che una regolamentazione legislativa sia troppo rigida e restrittiva.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.