<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di rivedere l'ordinanza sugli appalti pubblici al fine di renderla conforme alla legge.</p><p>Si tratta in particolare di garantire che, oltre alle convenzioni fondamentali dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL), si possa esigere il rispetto dei principi di altre convenzioni dell'OIL, anche quelle che la Svizzera non ha ratificato.</p><p>Le attuali lacune relative alle norme sociali minime devono essere colmate. Deve essere possibile considerare come criteri di esclusione taluni aspetti essenziali vietati dal diritto del lavoro in Svizzera, quali la mancanza di tutela della salute sul posto di lavoro, la mancanza di tutela contro il mobbing e le molestie sessuali, orari di lavoro eccessivi, rapporti di lavoro informali o lo sfruttamento salariale.</p><p></p><p>Una minoranza della Commissione (Burgherr, Aeschi Thomas, Amaudruz, Dettling, Feller, Friedli Esther, Gössi, Schneeberger, Steinemann, Tuena) propone di respingere la mozione.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel 2019 una chiara maggioranza di parlamentari si è pronunciata a favore di più sostenibilità sociale ed ecologica nella nuova legge federale del 21 giugno 2019 sugli appalti pubblici (LAPub). Tra l'altro è stato deciso di includere nella legge le condizioni di partecipazione riguardanti gli aspetti sociali come segue: per le prestazioni che devono essere fornite all'estero, il committente aggiudica la commessa pubblica soltanto a offerenti che osservano almeno le convenzioni fondamentali dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL). Può inoltre esigere che siano osservati altri standard internazionali importanti in materia di lavoro e che siano apportate prove in tal senso, nonché convenire che siano effettuati controlli (art. 12 LAPub).</p><p>All'articolo 4 capoverso 2 dell'ordinanza del 12 febbraio 2020 sugli appalti pubblici (OAPub), il Consiglio federale precisa cosa si intende per "standard internazionali importanti in materia di lavoro", ossia principi di altre convenzioni dell'OIL, sempre che la Svizzera le abbia ratificate. In tal modo si evitano contraddizioni che potrebbero risultare da rimandi a standard lavorativi non chiaramente disciplinati a livello di legge e oggetto di disaccordo in ambito internazionale, sui quali i partner sociali non sono stati consultati. Questa soluzione permette di soddisfare nel miglior modo possibile i requisiti dei contratti internazionali e di garantire agli offerenti svizzeri ed esteri un accesso equo ai mercati degli appalti pubblici del-la Confederazione.</p><p>Attualmente l'OIL ha stipulato 190 convenzioni internazionali sul lavoro e sei protocolli, mentre la Svizzera finora ha ratificato 60 convenzioni e un protocollo. Già oggi questi protocolli e convenzioni ricoprono le tematiche riguardanti la tutela della salute, la sicurezza sul posto di lavoro e la protezione contro un'eccessiva durata del tempo di lavoro. Inoltre, gli offerenti e i subappaltatori che forniscono le loro prestazioni all'estero, già oggi sono tenuti a versare il salario minimo disciplinato a livello legislativo nei relativi Paesi.</p><p>Per quanto concerne la tutela della salute e della sicurezza sul posto di lavoro, il 25 aprile 2022 la Svizzera ha ratificato due nuove convenzioni (n. 170 sulla sicurezza nell'utilizzazione di prodotti chimici sul lavoro e n. 174 sulla prevenzione degli incidenti industriali rilevanti). Inoltre, nel quadro della Conferenza internazionale del lavoro (CIL) che si terrà nel mese di giugno 2022, l'OIL intende stabilire il diritto alla sicurezza e alla salute sul lavoro quale diritto di base ai sensi delle convenzioni fondamentali. Il rispetto della tutela della salute e della sicurezza sul posto di lavoro saranno, di conseguenza, delle condizioni obbligatorie di adesione. Il Consiglio federale tratterà i temi del mobbing e delle molestie sessuali verosimilmente a maggio 2022, nell'ambito della discussione sulla convenzione n. 190 (eliminazione della violenza e delle molestie nel mondo del lavoro). L'OIL non prevede invece nessuna convenzione sui rapporti di lavoro informali.</p><p>Dal momento che il servizio di aggiudicazione può già esigere un'ampia gamma di standard sociali fondamentali del diritto internazionale del lavoro, che vanno oltre le convenzioni fondamentali, la differenza tra la disposizione dell'articolo 4 capoverso 2 LAPub e la soluzione richiesta dagli autori della mozione in ultima analisi non è sostanziale. L'elenco delle convenzioni è inoltre costantemente aggiornato. I servizi pubblici d'acquisto possono quindi esigere una maggiore sostenibilità sociale anche sui mercati internazionali, tenuto conto che nel confronto internazionale la Svizzera è all'avanguardia. A tempo debito la nuova legislazione in materia di appalti pubblici incentrata sulla sostenibilità produrrà gli effetti desiderati. Il Consiglio federale esaminerà se a medio termine vi sia la necessità di agire.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.