<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di creare le basi legali per migliorare e rendere più efficace l'integrazione dei richiedenti l'asilo nel mercato del lavoro, per esempio mediante un assegno per il periodo di introduzione e/o altre misure finanziarie a favore delle imprese. I datori di lavoro devono poter versare il salario usuale sul mercato per il posto in questione senza essere gravati da oneri salariali supplementari. La differenza con il reddito attuale dei richiedenti l'asilo deve essere coperta dalla Confederazione (assicurazione contro la disoccupazione).</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'11 febbraio 2015 il Consiglio federale ha posto in consultazione l'avamprogetto di modifica della legge federale sugli stranieri (Integrazione). Per limitare l'immigrazione di lavoratori intende migliorare l'impiego del potenziale già presente sul territorio. A tal fine prevede tra l'altro di ridurre gli ostacoli amministrativi per le persone ammesse provvisoriamente e i rifugiati, per i quali l'obbligo di autorizzazione per l'esercizio di un'attività lucrativa sarà abolito e sostituito da una semplice procedura di notifica.</p><p>Per aumentare la disponibilità ad accettare un lavoro anche poco pagato, l'avamprogetto di legge prevede anche l'abolizione del contributo speciale (10 per cento del salario lordo) per persone ammesse provvisoriamente nonché per richiedenti l'asilo (permesso N). Nel caso di questi ultimi, tuttavia, più che l'integrazione professionale è generalmente prioritario l'esame dei motivi d'asilo (si veda anche la risposta del Consiglio federale all'interpellanza Feri Yvonne 14.4073, "Richiedenti l'asilo, rifugiati e attività lavorativa" del 4.12.2014).</p><p>Per migliorare l'impiego del potenziale già presente sul territorio svizzero il Consiglio federale non prevede soltanto adeguamenti legali ma anche una serie di misure accompagnatorie. Uno dei principali gruppi target di queste misure sono le persone ammesse provvisoriamente e i rifugiati. Le misure accompagnatorie comprendono infatti anche progetti di qualificazione con associazioni di categoria o professionali come quelli avviati nel quadro del dialogo sull'integrazione tra Confederazione, cantoni, città, comuni (conferenza tripartita sugli agglomerati) e parti sociali. La Segreteria di Stato della migrazione e i cantoni si sono occupati in maniera approfondita delle possibilità di migliorare l'integrazione professionale delle persone ammesse provvisoriamente e dei rifugiati. Nella primavera del 2015 l'Associazione degli uffici svizzeri del lavoro e l'Associazione dei servizi cantonali di migrazione hanno per esempio pubblicato un rapporto comprendente proposte concrete per migliorare l'integrazione professionale di tali persone. Nel rapporto propongono tra l'altro di promuovere il più presto possibile le conoscenze linguistiche e migliorare la cooperazione tra i servizi competenti in materia di promovimento dell'integrazione, aiuto sociale e assicurazione contro la disoccupazione.</p><p>Contemporaneamente all'adozione dell'avamprogetto, l'11 febbraio 2015 il Consiglio federale ha incaricato il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) di esaminare ulteriori misure per l'integrazione durevole di persone ammesse provvisoriamente e rifugiati e di illustrarle in un rapporto entro la fine del 2015. Con il coinvolgimento del Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca e dei cantoni, il DFGP elaborerà proposte per potenziare la cooperazione interistituzionale tra i servizi competenti in materia di promovimento dell'integrazione, aiuto sociale e assicurazione contro la disoccupazione. In questo ambito dovranno pure essere esaminate le possibilità di utilizzare con maggiore efficacia, nel rispetto delle disposizioni della legge sull'assicurazione contro la disoccupazione e della legge sul collocamento, le offerte dell'assicurazione contro la disoccupazione per persone ammesse provvisoriamente e i rifugiati come i programmi occupazionali o gli assegni per la formazione e il periodo d'integrazione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.