<h2>SubmittedText<h2><p>In considerazione delle conseguenze economiche della pandemia di COVID-19 il Consiglio federale è incaricato di introdurre, con procedura d'urgenza, un'agevolazione a livello di imposta sul valore aggiunto per le imprese fortemente colpite dalla crisi.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'autore della mozione vorrebbe introdurre temporaneamente agevolazioni fiscali sulla cifra d'affari per le imprese assoggettate all'IVA che hanno registrato un calo significativo della cifra d'affari (ad es. superiore al 20 %). A seconda delle modalità con cui sarà concessa l'agevolazione fiscale, l'attuazione della mozione comporterebbe, in particolare con i valori presentati come esempio, una notevole diminuzione delle entrate della Confederazione che si ripercuoterebbe anche sul Fondo AVS e sul Fondo per l'infrastruttura ferroviaria a causa della destinazione vincolata delle entrate dell'IVA.</p><p>La misura si applica al calo della cifra d'affari, che può avere diverse cause e che non è necessariamente riconducibile alla crisi dovuta al coronavirus. Inoltre, le imprese possono modulare la percentuale della diminuzione della cifra d'affari ad esempio mediante una scissione. Per di più, questa misura sosterrebbe anche imprese con modelli aziendali che non rispondono (più) ai bisogni del mercato. Infine, associare le agevolazioni fiscali a eventuali crediti COVID-19 solleva questioni amministrative complesse, poiché non è chiaro in che modo l'importo versato possa essere legato al rimborso del credito. </p><p>Una simile misura andrebbe a vantaggio solo di una parte delle imprese e non necessariamente di quelle maggiormente colpite. Inoltre, si dovrebbe tenere conto di aspetti relativi alla politica in materia di concorrenza e del principio della parità di trattamento. In primo luogo, una parte considerevole delle imprese non avrebbe diritto all'agevolazione in quanto non assoggettata all'imposta (in particolare le piccole imprese con una cifra d'affari inferiore a fr. 100 000 oppure le imprese che forniscono solamente prestazioni esenti dall'imposta) sebbene sia stata interessata dal confinamento. In secondo luogo, la misura non prende in considerazione le imprese che forniscono esclusivamente prestazioni escluse dall'imposta, come nel caso delle imprese esportatrici. In terzo luogo, più alto è il numero di imprese coinvolte in una catena di prestazioni, più sovente l'aiuto basato sulla cifra d'affari lorda potrebbe essere richiesto. Ne risulterebbe un certo potenziale di pianificazione fiscale, perché sarebbe vantaggioso prolungare la catena di creazione del valore. Infine, le imprese che fatturano prestazioni imponibili all'aliquota normale trarrebbero maggiori benefici di quelle che fatturano prestazioni imponibili all'aliquota ridotta o all'aliquota speciale per l'alloggio. </p><p>Inoltre, è opportuno ricordare che l'articolo 12 della legge COVID-19 (RS 818.102) prevede già la possibilità di sostenere le imprese particolarmente colpite. Su richiesta di uno o più Cantoni, il Consiglio federale può contribuire a finanziare i provvedimenti per i casi di rigore concernenti le imprese che, a causa della natura delle loro attività economiche, sono particolarmente colpite dalle conseguenze dell'epidemia di COVID-19. La condizione è che i Cantoni partecipino almeno per metà al finanziamento. La consultazione relativa all'ordinanza d'esecuzione si terrà ancora quest'anno.</p><p>Il Consiglio federale sta monitorando attentamente gli sviluppi sia epidemiologici sia economici per poter eventualmente reagire a un mutamento delle condizioni generali. Le sue priorità sono il rafforzamento temporaneo della liquidità delle imprese e il mantenimento dei posti di lavoro. Al momento, il Consiglio federale respinge ulteriori misure.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.