<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di provvedere affinché le persone che prestano servizio civile siano riconoscibili al pubblico durante il servizio e di indicare le modalità e i costi delle relative opzioni.</p><p>Una minoranza (Seiler-Graf, Allemann, Fridez, Glättli, Graf-Litscher, Mazzone, Quadranti, Sommaruga Carlo) propone di respingere la mozione.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Le norme attuali (art. 40a cpv. 1 lett. a LSC e art. 86a OSci) prevedono segni distintivi per le persone che prestano servizio civile (civilisti). Lo scopo di questi segni distintivi è di promuovere il riconoscimento del servizio civile, di equipaggiare in modo adeguato i civilisti durante gli impieghi speciali e di dare al servizio civile un profilo inequivocabile. Non si tratta tuttavia di uniformi e i civilisti non hanno l'obbligo di indossarli. È vero che le norme attuali non rispondono sistematicamente a quanto chiede la mozione, ossia rendere riconoscibili i civilisti, ma per certi aspetti sì.</p><p>Per semplicità, qui di seguito si parlerà di "uniformi", ma quanto detto si riferisce anche ad altri tipi di segni distintivi, come le fasce da portare al braccio, i copricapi o le etichette con il nome.</p><p>Le persone che indossano un'uniforme rappresentano una truppa; ci sono segni particolari che indicano le Armi, i servizi ausiliari e le formazioni (v. Regolamento di servizio dell'esercito svizzero). I militari e i membri della protezione civile, inoltre, sono tenuti a indossare l'uniforme in virtù del diritto internazionale. Il servizio civile non è una truppa e non è organizzato in Armi, servizi ausiliari e formazioni. I civilisti prestano i loro impieghi in modo individuale (a volta in gruppi) in più di 5000 istituti d'impiego, che li gestiscono.</p><p>L'uniforme obbligatoria per i civilisti è inadeguata perché a fronte di tutta questa diversità non avrebbe alcuna funzione; non si giustifica.</p><p>La gestione dei civilisti è di competenza degli istituti d'impiego, dalla fattoria all'ospedale universitario, che dovrebbero far rispettare l'obbligo di indossare un'uniforme. Durante l'impiego, tuttavia, i civilisti sono assoggettati alle regole dell'istituto d'impiego, come gli altri dipendenti. Per vari motivi (es. igiene, sentimento di appartenenza all'azienda, sicurezza), numerosi istituti d'impiego - specialmente nel settore sanitario - stabiliscono codici di abbigliamento interni e i civilisti devono rispettarli. L'uniforme obbligatoria per i civilisti sarebbe in contrasto con tali regole, e gli istituti d'impiego stessi non la accetterebbero. Diversamente dall'esercito e dalla protezione civile, l'Organo d'esecuzione del servizio civile non sarebbe in grado di far rispettare l'obbligo di indossare l'uniforme.</p><p>Nel 2016 il costo dei segni distintivi indossati volontariamente dai civilisti ammontava a circa 520 000 franchi (vestiario e logistica). La seguente stima parte dal presupposto che i civilisti, come i militari e i membri della protezione civile, riceverebbero all'inizio del loro servizio un set di indumenti, proveniente dalle scorte attuali, con il quale svolgere servizi di più mesi in qualsiasi stagione. Questo abbigliamento obbligatorio, a parità di ammissioni, comporterebbe un costo aggiuntivo di circa 1,8 milioni di franchi all'anno, pari cioè al triplo dei costi annui. Inoltre, qualora l'obbligo si applicasse anche ai civilisti già ammessi, a ciò si aggiungerebbe il costo una tantum per equipaggiare anche loro.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.