<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale è consapevole del fatto che il contrabbando organizzato di sigarette a </p><p>scapito della CE danneggi l'immagine della Svizzera, se può essere posto in qualsiasi modo </p><p>in relazione con il nostro paese, sia che venga organizzato da persone domiciliate in </p><p>Svizzera sia che i pagamenti in correlazione con il contrabbando organizzato di sigarette </p><p>vengano effettuati attraverso banche o intermediari finanziari svizzeri. Nell'ambito delle basi </p><p>legali vigenti, la Svizzera collabora nel modo più esteso possibile con l'UE (contatti regolari </p><p>tra la Svizzera, l'OLAF e le autorità che conducono l'inchiesta nei singoli Stati membri </p><p>dell'UE). In determinati casi, l'impossibilità giuridica di collaborare con l'UE si fonda invece su </p><p>una decisione legislativa consapevole. Il Consiglio federale respinge tuttavia risolutamente </p><p>l'accusa secondo cui la Svizzera proteggerebbe il contrabbando organizzato di sigarette.</p><p>2. Per impedire il contrabbando organizzato di sigarette a scapito degli interessi </p><p>fiscali dell'UE, dal 1994 l'Amministrazione federale delle dogane notifica </p><p>elettronicamente alle autorità doganali dei paesi di transito e di destinazione nonché </p><p>alla Commissione CE ogni trasporto di sigarette che lascia la Svizzera in una </p><p>procedura di transito. La Svizzera ha inoltre inasprito, in collaborazione con l'UE, le </p><p>prescrizioni in materia di garanzia. Il risultato di entrambi i provvedimenti è il </p><p>seguente: l'invio di sigarette e il relativo contrabbando organizzato dai punti franchi </p><p>doganali è praticamente scomparso.</p><p>L'accusa spesso mossa contro la Svizzera secondo cui essa non rilascerebbe </p><p>informazioni alle autorità estere poiché il contrabbando organizzato di sigarette non </p><p>costituirebbe un reato in Svizzera non corrisponde al vero. La Svizzera fornisce ogni </p><p>giorno informazioni alle autorità doganali estere conformemente al Protocollo </p><p>aggiuntivo del 9 giugno 1997 all'Accordo di libero scambio tra la Svizzera e la CE </p><p>relativo all'assistenza amministrativa reciproca in materia doganale (RU 1999 II </p><p>1822). L'assistenza giudiziaria viene inoltre concessa se la procedura estera </p><p>concerne un'infrazione considerata una truffa in materia fiscale (articolo 3 capoverso </p><p>3 seconda frase della legge federale sull'assistenza internazionale in materia penale, </p><p>RS 351.1). Nei casi di contrabbando di sigarette imputabili alla criminalità </p><p>organizzata l'amministrazione delle dogane ha sempre fornito, verso richiesta, </p><p>assistenza giudiziaria.</p><p>3. Il Consiglio federale è a conoscenza del fatto che per la ratificazione degli accordi </p><p>bilaterali siano necessarie le decisioni sia degli Stati membri dell'UE sia della </p><p>Commissione CE (accordo relativo alla ricerca) e del Consiglio. Occorre impedire il </p><p>contrabbando organizzato di sigarette, in parte commesso anche dalla Svizzera. Il </p><p>Consiglio federale ha più volte dichiarato di essere disposto a riprendere le trattative </p><p>con l'UE concernenti la lotta contro le frodi. Nei mesi scorsi sono avvenuti dei </p><p>colloqui esplorativi al riguardo. I futuri negoziati della Svizzera con la CE relativi alla </p><p>lotta contro le frodi non hanno un nesso diretto con gli accordi bilaterali. Un ritardo </p><p>nella ratificazione di tali accordi a causa del dossier negoziale in sospeso nel campo </p><p>della lotta contro le frodi sarebbe quindi ingiustificato.</p><p>4. Nel suo scritto del 1° marzo 2001 l'UE ha fondamentalmente dichiarato di essere </p><p>disposta a discutere con la Svizzera del rafforzamento della collaborazione nei campi </p><p>della polizia, della giustizia, della migrazione e dell'asilo (Schengen/Dublino). </p><p>Attualmente non è possibile valutare se e quando si arriverà ad affrontare tali </p><p>tematiche. Non si può tuttavia rimproverare alla Svizzera di non considerare </p><p>seriamente i problemi sollevati dall'UE. In passato la Svizzera ha sempre ribadito di </p><p>essere disposta a risolvere, in collaborazione con l'UE, i problemi sorti nel campo </p><p>della lotta contro le frodi. Il Consiglio federale ha consolidato tale atteggiamento </p><p>costruttivo nel suo scritto del 31 gennaio 2001 ai commissari UE Schreyer e Patten, </p><p>contenente una vasta gamma di soluzioni.</p><p>5. Il fatto che singoli parlamentari esercitino dei mandati amministrativi per </p><p>determinate ditte che fabbricano prodotti derivanti dal tabacco non ha nessun </p><p>influsso sulle ispezioni e le eventuali inchieste effettuate presso tali ditte. In Svizzera </p><p>viene scrupolosamente tutelato il principio della separazione dei poteri. </p><p>L'Amministrazione federale delle dogane effettua regolarmente delle ispezioni nelle </p><p>industrie svizzere del tabacco. Il Consiglio federale non è tenuto a esprimersi in </p><p>merito all'eventuale punibilità dei privati nei singoli casi.</p><p>6. Il Consiglio federale si sforza di rafforzare, in un accordo con la CE e gli Stati </p><p>membri dell'UE la reciproca collaborazione per quanto concerne la lotta contro la </p><p>truffa in materia fiscale e il contrabbando commerciale nell'ambito dell'assistenza </p><p>amministrativa e giudiziaria in modo che tali infrazioni possano essere efficacemente </p><p>punite a livello internazionale. In alcune circostanze si potrebbe persino prendere in </p><p>considerazione un'estradizione dei delinquenti stranieri. Sulla base dei risultati dei </p><p>negoziati si dovrà valutare se una migliore collaborazione renderà necessaria anche </p><p>l'istituzione di nuove fattispecie penali.</p>  Risposta del Consiglio federale.