<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Gli accordi di libero scambio (ALS) costituiscono strumenti tradizionali di liberalizzazione del commercio e, a determinate condizioni, sono riconosciuti come tali dal GATT/OMC.</p><p>Il processo di liberalizzazione dettato dalla globalizzazione dell'economia mondiale si traduce in un ricorso accresciuto a tali strumenti, sia a livello regionale, per esempio l'Accordo di libero scambio nordamericano (NAFTA), sia a livello settoriale, come è stato il caso segnatamente per i prodotti farmaceutici e per le attrezzature agricole nell'ambito dell'Uruguay Round.</p><p>La Svizzera è già legata ad accordi di libero scambio con un gran numero di Paesi (Convenzione di Stoccolma, ALS del 1972 con la CEE, successivi ALS con la Turchia, Israele, la Bulgaria, la Polonia, la Romania, l'Ungheria, la Repubblica ceca, la Repubblica slovacca, la Slovenia, l'Estonia, la Lettonia, la Lituania, nonché con le Isole Feroe). Questi accordi consentono alle nostre imprese di assicurarsi un accesso supplementare ai mercati esteri, come pure di far fronte e di prevenire discriminazioni. La conclusione di ALS non è perciò un nuovo strumento della politica commerciale esterna del nostro Paese.</p><p>Per quanto attiene agli Stati Uniti, l'opportunità di conludere un ALS con questo partner deve essere valutata nello stesso spirito, sulla base dei seguenti elementi:</p><p>- rapporto costi/benefici di un tale esercizio, considerata la media relativamente bassa della tariffa americana;</p><p>- possibilità di un trattamento specifico del settore agricolo;</p><p>- necessità di opporsi a discriminazioni che risulterebbero da un accordo preferenziale fra gli Stati Uniti e un blocco economico regionale esistente, per esempio l'Unione europea (UE). A questo proposito, occorre menzionare la dichiarazione politica firmata in occasione di un recente vertice Stati Uniti - UE riguardante l'adozione di un piano d'azione congiunto per diversi campi di cooperazione, nonché il lancio di una serie di studi intesi ad eliminare gradualmente gli ostacoli algi investimenti e al commercio.</p><p>E' ovvio che la conclusione di un tale accordo dovrebbe rispondere parimenti ad un interesse americano. Finora nessuna delle due parti ha preso un'iniziativa concreta in questo senso.</p><p>Del resto il Consiglio federale ritiene che non c'è contraddizione tra la sua politica europea e l'eventuale conclusione di ALS con Paesi che rivestono un interesse per la Svizzera. Accordi di questo genere potrebbero addirittura rivelarsi necessari per evitare un'eventuale discriminazione che subirebbero le imprese svizzere, nel caso in cui Paesi concorrenti della Svizzera dovessero a loro volta sviluppare relazioni economiche preferenziali con gli Stati Uniti d'America o con qualsiasi altro Paese, rispettivamente blocchi economici, il cui mercato costituirebbe uno sbocco importante per l'industria svizzera di esportazione.</p><p>Il Consiglio federale si riserva quindi di intavolare, al momento opportuno, negoziati miranti a concludere un ALS con gli Stati Uniti d'America o con qualsiasi altro Paese se un tale accordo dovesse rispondere agli interessi dell'economia svizzera.</p>  Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.