B u n d e s v e rw a l t u n g s g e r i ch t T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i f f éd é r a l T r i b u n a l e am m i n i s t r a t i vo f e d e r a l e T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i v fe d e r a l Corte IV D-2069/2012 S e n t e n z a d e l 2 5 g i u g n o 2 0 1 2 Composizione Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio), Regula Schenker Senn, Gérald Bovier, cancelliera Zoe Cometti. Parti A._______, nato il (…), alias B._______, nato il (…), Iraq, ricorrente, contro Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore. Oggetto Asilo ed allontanamento; decisione dell'UFM del 16 marzo 2012 / N […]. D-2069/2012 Pagina 2 Fatti: A. L'interessato, di etnia curda e di religione islamica, è nato a D uhok (Iraq) dove ha vissuto fino al 2002 o al 2003 per poi recarsi per cinque mesi a C._______. Egli ha quindi vissuto da ultimo a D._______ prima di espatriare in data (…) (cfr. verbale d' audizione del 18 giugno 2008 [di seguito: verbale 1], pagg. 1, 2 e 4 e verbale d'audizione del 16 settembre 2008 [di seguito: verbale 2], pag. 6). Il 5 giugno 2008 ha presentato domanda d'asilo in Svizzera. Interrogato sui motivi d'asilo, ha dichiarato, in sostanza e per quanto è qui di rilievo, di avere ricevuto nel 200 2 delle minacce da parte di alcuni terroristi a causa della sua etnia curda (cfr. verbale 1, pag. 4), all'incirca nel 2003. Inoltre, mentre il richiedente si sarebbe trovato in compagnia di un amico che lavorava per gli americani, dei terroristi avrebbero ucciso l'amico e rotto un braccio a lui stesso (cfr. verbale 2, pag. 8). Nel 2005, mentre era al lavoro, dei curdi Shabak sarebbero giunti a casa ferendo il padre e proferendo minacc e (cfr. verbale 2, pag. 10). N el 2008, il fratello maggiore, con il quale il ricorrente non intratteneva buone relazioni, l'avrebbe ferito al braccio a due riprese con delle forbici (cfr. verbale 2, pagg. 8 seg.); per tutti questi motivi l'interessato avrebbe dunque lasciato il Paese. A sostegno della sua domanda di asilo, l'insorgente ha inoltrato il certificato di nazionalità iracheno e la carta di identità. B. Con decisione del 16 marzo 2012, notificata all'interessato in data 21 marzo 2012 (cfr. risultanze processuali), l'Ufficio federale della migr a- zione (di seguito: UFM) ha respinto la succitata domanda d'asilo pronu n- ciando contestualmente l'allontanamento del richiedente dalla Svizzera e l'esecuzione del medesimo verso l'Iraq, siccome lecita, esigibile e possibi- le. C. In data 18 aprile 2012 (cfr: plico r accomandato; data d 'entrata: 19 aprile 2012), il richiedente è insorto contro detta decisione con ricorso dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) chi e- dendo, in via principale, in accoglimento del ricorso, l'annullamento della decisione impugnata, il riconoscimento della quali tà di rifugiato e la con-D-2069/2012 Pagina 3 cessione dell'asilo, subordinatamente la restituzione degli atti di causa all'autorità inferiore per una nuova valutazione, mentre, in via sussidiaria, la concessione dell'ammissione provvisoria. Ha altresì presentato una domanda di assistenza giudiziaria, nel senso dell'esenzione dal vers a- mento delle spese processuali e del relativo anticipo, con protestate sp e- se e ripetibili. D. Il Tribunale, con decisione incidentale del 9 maggio 2012 ha respinto la surriferita domanda di assistenza giudiziaria ed ha invitato i l ricorrente a versare, entro il 25 maggio 2012, un anticipo di CHF 600. – (art. 63 cpv. 4 e cpv. 5 della legge sulla procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 [PA, RS 172.021]), con comminatoria d'inammissibilità del ricorso in caso di decorso infruttuoso del termine. E. Il 22 maggio 2 012, il ricorrente ha tempestivamente versato l'anticipo ri- chiesto. F. Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti verranno ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della vertenza. Diritto: 1. Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla PA, dalla legge sul Trib u- nale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, RS 173.32) e dal- la legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, RS 173.110), in quanto la legge federale sull'asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). Fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale, in vir- tù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF. L'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi). L'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA. Il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità inferiore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un interesse D-2069/2012 Pagina 4 degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a-c PA). Pertanto è legittimato ad aggravarsi contro di essa. I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 1 LAsi), alla forma e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti. Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso. 2. Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del diritto federale, l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente ril e- vanti e l'inadeguatezza (art. 106 cpv. 1 LAsi e art. 49 PA). Il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazio- ni giuridiche della decisione impugnata, né da lle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2009/57 consid. 1.2; PIERRE MOOR, Droit administratif, vol. II, 3ª ed., Berna 2011, n. 2.2.6.5). 3. Giusta l'art. 111a cpv. 1 LAsi, il Tribunale rinuncia allo scambio degli scrit- ti. 4. 4.1 La Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le disp o- sizioni della LAsi (art. 2 LAsi). L'asilo comprende la protezione e lo statuto accordati a persone in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiato. Esso include il diritto di risiedere in Svizzera. Giusta l'art. 3 cpv. 1 LAsi, sono rifugiati le persone che, nel Paese d'origine o d'ultima residenza, sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, nazi o- nalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro op i- nioni politiche, ovvero hanno fondato timore d'essere esposte a tali pr e- giudizi. Sono pregiudizi seri segnatamente l'esposizi one a pericolo della vita, dell'integrità fisica o della libertà, nonché le misure che comportano una pressione psichica insopportabile (art. 3 cpv. 2 LAsi). Occorre altresì tenere conto dei motivi di fuga specifici del la condizione femminile (art. 3 cpv. 2 2ª frase LAsi). Secondo la teoria della protezione (Schutztheorie), vi è rilevanza dei m o- tivi d'asilo, giusta l'art. 3 LAsi, anche in caso di persecuzioni non statali. Conformemente alla sussidiarietà della protezione internazionale, non è rifugiato chi può ottenere in patria un'appropriata protezione contro le persecuzioni non statali. Tale protezione può essere offerta dallo Stato o, D-2069/2012 Pagina 5 a determinate condizioni, da entità quasi-statali o, eventualmente pure da organizzazioni internazionali. L'interessa to p uò essere ragione volmente obbligato a chiedere la protezione del suo Paese d'origine solo se essa è appropriata, ossia se è suscettibile d'essere ottenuta da strutture di prote- zione interne funzionanti ed effici enti (cfr. Giurisprudenza ed in formazioni della Commissione svizzera di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 1996 n. 18). Inoltre, l'esistenza di un'alternativa di rifugio interno, la quale esclude il riconoscimento della qualità di rifugiato, è data se si può ragionevolmente e concretamente presumere che la persona pers e- guitata ottenga effettivamente protezio ne nel luogo di rifugio interno (cfr. decisione di principio in vista di pubblicazione del Tribunale ammini - strativo federale D-4935/2007 del 21 dicembre 2011, consid. 8). 4.2 A tenore dell'art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda asilo deve provare o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato. La qualità di rifugiato è resa verosimile se l'autorità la ritiene data con una probabilità preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi). Sono inverosimili i n particolare le all e- gazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate o contradditt o- rie, non corrispondono ai fatti o si basano in modo determinante su mezzi di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi). In altre parole, per poter ammettere l a verosimiglianza, ai sensi dei su m- menzionati disposti, delle dichiarazioni determinanti rese da un richiede n- te l'asilo, occorre che le stesse abbiano insito un grado di convinzione l o- gica tale da prevalere in modo preponderante sulla possibilità del contr a- rio, così che quest'ultima risulti secondaria (cfr. GICRA 1993 n. 21). Le di- chiarazioni devono essere attendibili, cioè resistenti alle obiezioni, prec i- se, ovvero non generiche e non suscettibili di diversa interpretazione (a l- trettanto o più verosimile), e concordanti, o meglio non in contrasto fra l o- ro e nemmeno con altri dati o elementi certi. Peraltro, il giudizio sulla v e- rosimiglianza dev'essere il frutto d'una valutazione complessiva, e non esclusivamente atomizzata, delle singole allegazioni decisive, in modo da consentire di limitare al minimo il rischio dell'approssimazione, ovvero il pericolo di fondare il giudizio valorizzando, contro indiscutibili postulati di civiltà giuridica, semplici impressioni dell'autorità giudicante (cfr. GICRA 2005 n. 21 consid. 6.1 e GICRA 1995 n. 23). 5. 5.1 Nella querelata decisione, l'UFM ha dapprima rilevato come le minac- ce proferite dai terroristi nel 2002 che avrebbero spinto l'interessato e l a sua famiglia a lasciare C._______; l'aggressione dei terroristi avvenuta nel 2003 nel corso della quale l'insorgente sarebbe st ato ferito e l'a mico D-2069/2012 Pagina 6 ucciso; cosi come il ferimento del padre e le minacce proferite dai curdi Shabak nel 2005, non sarebbero rilevanti in materia di asilo in quanto il necessario legame temporale e oggettivo con l'espatrio verrebbe meno poiché il richiedente avrebbe lasciato il Paese solamente diversi anni più tardi, ovvero nel maggio del 2008 . In seguito l'autorità inferiore ha osser- vato come le dichiarazioni del richiedente sarebbero risultate contradditto- rie: egli avrebbe inizialmente affermato di aver e lasciato C._______ con la sua famiglia nel 2002 avendo subito minacce dai terroristi, in seguito avrebbe tuttavia asserito di avere lasciato C._______ per recarsi a D._______ nel 2002/2003 poiché non riuscivano più a pagare l'affitto. L'insorgente avrebbe per giunta dichiarato di avere sempre dormito a c a- sa fino al suo espatrio per poi affermare in segui to che, dopo i fatti del 2005, avrebbe dormito presso la panetteria nella quale lavorava rientra n- do a casa solamente una volta al mese. L'UFM ha inoltre osservato come nel corso della prima audizione l'interessato non avrebbe neppure accen- nato né ai fatti del 2005 né ai problemi con il f ratello. Secondo l'autorità inferiore i problemi avuti con il fratello sarebbero in ogni caso difficoltà cir- coscritte a livello famigliare dalle quali l'interessato potrebbe sottrarsi r e- candosi in un'altra parte nel proprio Paese d'origine. Il fatto di avere l a- sciato il Paese a causa della situazione di generale insicurezza, instabilità e assenza di lavoro non sarebbe nemmeno rilevante in materia di asilo. Infine l'autorità inferiore ha considerato l'esecuzione dell'allontana mento dell'interessato ammissibile, ragionevolmente esigibile e possibile. 5.2 Nel ricorso, l'insorgente ha contestato la decisione dell'UFM affermando innanzitutto che, sebbene alcuni fatti da lui evocati si sarebbero effettivamente verificati diversi anni fa , sarebbe l'insieme di questi eventi ad aver reso insicuro e pericoloso l'Iraq, occorrerebbe dunque effettuare una valutazione globale e non degli eventi presi singolarmente come fatto dall'autorità inferiore. Il ricorrente ha poi asserito che non si sareb be contraddetto nel corso delle differenti audizioni, infatti avrebbe lasciato D uhok sia per via dei terroristi sia perché non poteva pagare l'affitto. Per quanto concerne il luogo nel quale avrebbe dormito prima dell'espatrio afferma che avrebbe fatto solamente confusione ed ha quindi confermato che avrebbe dormito a casa fino alla visita dei curdi Shabak dopodiché avrebbe dormito nella panetteria rientrando a casa una volta al mese. Quo ai problemi riscontrati con il fratello, l'interessato pur riconosce ndo che potrebbe trattarsi di un problema minore asserisce che questo non gli perme tterebbe comunque di trovare un' alternativa in Iraq. Egli infine considera l'esecuzione dell'allontanamento inesigibile. D-2069/2012 Pagina 7 6. 6.1 Questo Tribunale osserva che, come rettamente rilevato dall'autorità inferiore nella decisione impugnata, le dichiarazioni decisi ve in materia d'asilo rese dal ricorrente s'esauriscono in contraddittorie ed imprecise af- fermazioni di parte, non corroborate dal benché minimo elemento di seria consistenza, in sostanza per le ragioni indicate nel provvedimento litigi o- so. Innanzitutto, il richiedente si è grossolanamente contraddetto circa i mot i- vi per i quali nel periodo 2002/2003 insieme alla sua famiglia avrebbe l a- sciato C._______ dopo solamente cinque m esi per recarsi a D._______; infatti egli nel corso della prima audizione ha affermato che si sarebber o trasferiti poiché avrebbero subito delle minacce da parte di alcuni terroristi a causa della loro etnia curda (cfr. verbale 1, pag. 4) , tuttavia, nel corso della seconda audizione , ha indicato che il trasferimento sarebbe stato dovuto all'impossibilità di pagare l'affitto troppo elevato (cfr. verbale 2, pag. 6) , senza più menzionare delle eventuali minacce subite . L'allega- zione ricorsuale secondo la quale in realtà il trasferimento sarebbe dovuto a entrambi i motivi non risulta pertanto convincente. Per quanto concerne l'aggressione da parte di alcuni terroristi che l'int e- ressato avrebbe subito nel 2003 nel corso della quale sarebbe stato ferito ad un braccio e nella quale un suo amico che lavorava con gli americani sarebbe deceduto, codesto Tribunale rileva come il racconto sia poco s o- stanziato, privo di dettagli, generale e quindi poco credibile. Peraltro il fat- to che l'interessato non ne abbia min imamente fatto menzione nel corso della prima au dizione rende la vicenda ancora meno plausibile , non p o- tendo tale evento, se realmente accaduto, risultare di secondaria impo r- tanza già nel corso dell'audizione cantonale. Ciò vale anche per la visita di alcu ni curdi Shabak nel 2005 al domicilio famigliare nel corso della quale questi avrebbero ferito il padre e proferito minacce: il ricorrente non ha saputo infatti fornire alcun dettaglio conce r- nente l'avvenimento, limitandosi ad affermare che la madre l'avrebbe uni- camente avvisato di non rientrare a casa (cfr. verbale 2, pag. 11). L'affer- mazione secondo la quale in seguito a detto evento l'insorgente avrebbe dormito nella panetteria nella quale lavorava e sarebbe rientrato a casa solamente una volta al mese (cfr. verbale 2, pag. 10) contrasta peraltro l'affermazione precedente secondo la quale avrebbe dormito regolarme n- te a casa a D._______ fino all'espatrio (cfr. verbale 2, pag. 5). Anche in questo caso, il fatto che la vicenda sia stata unicamente menz ionata nel D-2069/2012 Pagina 8 corso dell'audizione federale, contribuisce a rendere la vicenda narrata poco plausibile. 6.2 Sia come sia, a prescindere dalla verosimiglianza delle affermazioni del ricorrente, quo al timore di quest'ultimo di subire delle persecuzioni in loco da parte dei terroristi a causa degli eventi verificatesi nel 2002 e a seguito dei quali lui e la sua famiglia si sarebbero trasferiti a D._______, cosi come il timore dovuto all'aggressione avvenuta nel 2003 e alle m i- nacce subite nel 2005, non è tanto decisivo come il richiedente l'asilo sia stato colpito soggettivamente dalle persecuzioni allegate. Lo è per contro se al momento dell'espatrio anche da un punto di vista oggettivo esista ancora un pericolo che le persecuzioni subite si ripetano e dunque esista ancora un bisogno di protezione al momento dell'espatrio (cfr. GICRA 2000 n. 2 consid. 8b -c pagg. 20 segg., GICRA 1998 n. 4 consid. 5d pag. 27). Un limite temporale, prefissato per stabilire quando il nesso causale sia da ritenersi interrotto, non si può d eterminare a priori, da ponderare vi sono anche eventuali motivi oggettivi e soggettivi plausibili che abbiano impedito un espatrio anticipato (cfr. GI CRA 2000 n. 17 pagg. 157 segg.). Nondimeno, dottrina e prassi in materia di asilo fanno riferimento ad un lasso temporale tra i sei ed i dodici mesi, dopo di che un nesso temporale non può più essere ritenuto (cfr. DTAF 2009/51 consid. 4.2.5; MARIO GAT- TIKER, Das Asyl - und Wegweisungsverfahren, 3ª ed., Berna 1999, pag. 76; ALBERTO ACHERMANN/CHRISTINA HAUSAMMANN, Handbuch des Asy l- rechts, 2ª ed., Berna/Stoccarda 1991, pag. 107; WALTER KÄLIN, Grundriss des Asylverfahrens, Basilea e Francoforte sul Meno 1990, pag. 128; SA- MUEL WERENFELS, Der Begriff des Flüchtlings im schweizerischen Asy l- recht, Berna 1987, pag. 295). Nella fattispecie, si osserva che tra i fatti allegati, avvenuti rispettivamente nel 2002, nel 2003 e nel 2005, ed il giorno dell'espatrio, avvenuto diversi anni più tardi, non v'è più alcun nesso temporale ; il ricorrente non è peraltro stato in grado di motivare per quale ragione avrebbe lasciato il proprio Paese solamente nel maggio del 2008 . Non v'è quindi ragione di ritenere che quanto narrato abbia rilevanza da un punto di vista della concessione dell'asilo. Per quanto riguarda infine i problemi avuti con il fratello, è d'uopo consta- tare come questi non sono stati menzionati nel corso della prima audizi o- ne sebbene avrebbero avuto luogo nel 2008 poco prima dell'espatrio (cfr. verbale 2, pag. 9) , ragione per la quale lo scrivente Tri- bunale nutre seri dubbi sulla loro veridicità. A prescindere dalla verosimi- glianza dei suddetti problemi , il ricorrente, curdo ed originario di Duhok, D-2069/2012 Pagina 9 ha vissuto numerosi anni nella regio ne, nella stessa vive peraltro una so- rella (cfr. verbale 1, pag. 2) ; è dunque ragionevole ammettere che il r i- chiedente possa sottrarsi alle circoscritte difficoltà famigliari, qualora risul- tino avverate, recandosi nella provincia nel nord dell'Iraq dove le autorità sono essenzialmente in grado di perseguire penalmente i responsabili di atti criminosi. Nelle tre province nord -irachene controllate dall'autorità re- gionale curda infatti le forze di polizia e di sicurezza sono sufficienteme n- te dotate e ben organizzate, ragione per la quale si può con cludere a l'esistenza di un infrastrut tura di protezione funzionante in loco (cfr. sen- tenze del Tribunale amministrativo federale E -4646/2009 del 28 dicembre 2011, con sid. 6.1 e D-433/2009 del 24 luglio 2009, consid. 7.3.3). Contrariamente a quanto affermato dal ricorrente inoltr e, a mente di codesto Tribunale nessuna legge o pr ovvedimento locale impe- disce all'interessato di ritornare nella sua provincia natale. A partire dal 2006, per paura di attività terroristiche, le autorità controllano le persone di origine non curda richiedendo in principio agli uomini soli, per entrare e stabilirsi nella provincia di Duhok, una persona che funga da garante; tu t- tavia, premesso che l'insorgente in quanto curdo non è in ogni caso inte- ressato dalle misure restrittive in questione, nella pratica viene rinunc iato alla richiesta di tale garanzia quando in seguito a chiarimenti appare che la persona non rappresenta un pericolo (cfr. decisione di principio in vista di pubblicazione del Tribunale amministrativo fe derale D -4935/2007 del 21 dicembre 2011, consid. 9.1 e DTAF 2008/4 consid. 6.6.1). In conclusione il ricorrente potrebbe trovare una protezione effettiva dalle minacce del fratello a Duhok, disponendo così di un'alternativa di fuga in- terna, ciò che conduce qui a non potergli riconoscere la qualità di rifugia- to. Infine, l'affermazione secondo la quale l'insorgente avrebbe lasciato il proprio Paese a causa della situazione generale vigente ed in particolare a causa dell'assenza di sicurezza e di stabilità e a causa della mancanza di lavoro (cfr. verbale 1, pa g. 4) è, come facilmente riconoscibile, manife- stamente irrilevante ai sensi dell'art. 3 LAsi come rettamente rilevato dall'UFM nella sua decisione peraltro non contestata su questo punto nel ricorso. In considerazione di quanto precede, sulla base di una valutazione globa- le delle allegazioni presentate, codesto Tribunale ritiene che l'UFM ha ret- tamente considerato i motivi presentati dal ricorrente come inverosimili, ir- rilevanti e non realizzanti le condizioni della qualità di rifugiato previste dagli art. 3 e 7 LAsi. D-2069/2012 Pagina 10 Ne consegue che, sul punto di questione dell'asilo, il ricorso non merita tutela e la decisione impugnata va confermata. 7. Se respinge la domanda d'asilo o non entra nel merito, l'Ufficio federale pronuncia, di norma, l'allontanamento dalla Svi zzera e ne ordina l'esec u- zione; tiene però conto del principio dell'unità della famiglia (art. 44 cpv. 1 LAsi). L'insorgente non adempie le condizioni in virtù delle quali l'UFM avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera (art. 14 cpv. 1 e 2 nonché 44 cpv. 1 LAsi come pure art. 32 dell'Ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni procedurali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]; DTAF 2009/50 consid. 9). Pertanto, anche sul punto di questione della pronuncia dell'allontaname n- to, il ricorso non merita tutela e la decisione impugnata va confermata. 8. Per quanto concerne l'esecuzione dell'allontanamento, l'art. 83 della le g- ge federale sugli stranieri del 16 dicembre 2005 (LStr, RS 142.20) preve- de che la stessa sia ammissibile (cpv. 3), esigibile (cpv. 4) e possibile (cpv. 2). In caso di non adempimento d'una di queste condizioni, l'Ufficio federale dispone l'ammissione provvisoria (cfr. art. 44 cpv. 2 LAsi ed art. 83 cpv. 1 LStr) sotto riserva dell'art. 83 cpv. 7 LStr. Secondo prassi costante del Tribunale, circa l'apprezzamento degli ost a- coli all'allontanamento, vale lo stesso apprezzamento della prova cons a- crato al riconoscimento della qualità di rifugiato, ovvero il ricorrente deve provare o per lo meno rendere verosimile l'esistenza di un ostacolo all'a l- lontanamento (WALTER STÖCKLI, Asyl, in Übersax/Rudin/Hugi/Yar/Geiser [Hrsg.], Ausländerrecht, 2ª ed., Basilea 2009, n. 11.148, pagg. 567 seg.). Inoltre, lo stato di fatto determinante in materi a d'esecuzione dell'allonta- namento è quello che esiste al momento in cui si statuisce (cfr. G I- CRA 1997 n. 27 consid. 4f). 8.1 Giusta l'art. 83 cpv. 3 LStr, l'esecuzione non è ammissibile se la pr o- secuzione del viaggio dello straniero verso lo Stato d'origine o di prove- nienza o verso uno Stato terzo è contraria agli impegni di diritto intern a- zionale pubblico della Svizzera. D-2069/2012 Pagina 11 La portata dell'art. 83 cpv. 3 LStr, non si esaurisce nella massima del divieto di respingimento. Anche altri impegni di diritto internazion ale della Svizzera possono essere ostativi all'esecuzione del rimpatrio, in particolare l'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali del 4 novembre 1950 (CEDU, RS 0.101) o l'art. 3 della Convenzione cont ro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105). L'applicazione di tali disposizioni presuppone, peraltro, l'esistenza di serie e concrete ragioni per ritenere che lo straniero possa essere esposto, nel paese verso il quale sarà allontanato, a dei trattamenti contrari a detti articoli. Spetta all'interessato di rendere plausibile l'esistenza di siffatte serie e concrete ragioni (cfr. GICRA 1996 n. 18 consid. 14b lett. ee, GICRA 1995 n. 23). In casu , giova anzitutto ricordare che n ella misura in cui codesto Tribunale ha confermato la decisione dell'UFM relativa alla domanda d'asilo del ricorrente, quest'ultimo non può prevalersi del principio del divieto di respingimento (art. 5 cpv. 1 LAsi), generalmente riconosciuto nell'ambito del diritto internazionale pubblico ed espressamente enunciato all'art. 33 della Convenzione sullo statuto dei rifugiati del 28 luglio 1952 (Conv., RS 0.142.30). Inoltre, non è dato rilevare alcun indizio serio sec ondo cui l'insorgente potrebbe essere esposto in caso di rimpatrio al rischio reale ed immediato ("real risk") di un trattamento contrario alle succitate disposizioni (cfr. GICRA 2001 n. 16 consid. 6a con relativi riferimenti). In altre parole, non sono s tati forniti un insieme di indizi, oppure presunzioni non contraddette, sufficientemente gravi, precisi e concordanti in relazione ad un pericolo d'esposizione personale ad atti o fatti che si ritengono contrari alle disposizioni sopraccitate. Pertanto, co me rettamente ritenuto nel giudizio litigioso, l'esecuzione dell'allontanamento in Iraq è ammissibile ai sensi delle norme di diritto pubblico internazionale nonché della LAsi. 8.2 Giusta l'art. 83 cpv. 4 LStr, l'esecuzione non può essere ragionevo l- mente esigibile qualora, nello Stato d'origine o di provenienza, lo straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo in seguito a situazioni quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza medica. La disposizione citata si applica principalmente ai " réfugiés de la violence", ovvero agli stranieri che non adempiono le condizioni della D-2069/2012 Pagina 12 qualità di rifugiato, poiché non sono personalmente perseguiti, ma che fuggono da situazioni di guerra, di guerra civile o di violenza generalizzata. Essa vale anche nei confronti delle persone per le quali l'allontanamento comporterebbe un pericolo concreto, in particolare perché esse non potrebbero più ricevere le cure del le quali esse hanno bisogno o che sarebbero, con ogni probabilità, condannate a dover vivere durevolmente e irrimediabilmente in stato di totale indigenza e pertanto esposte alla fame, ad una degradazione grave del loro stato di salute, all'invalidità o persino la morte. Per contro, le difficoltà socio economiche che costituiscono l'ordinaria quotid ianità di una regione, in particolare la penuria di cure, di alloggi, di impieghi e di mezzi di formazione, non sono sufficienti, in sé, a concretizzare una tale esposizione al pericolo. L'autorità alla quale incombe la decisione deve dunque, in ogni singo lo caso, confrontare gli aspetti umanitari legati alla situazione nella quale si troverebbe lo straniero in questione nel suo Paese dopo l'esecuzione dell'allontanamento con l'interesse pubblico militante a favore del suo allontanamento dalla Svizzera (GIC RA 2005 n. 24, consid. 10.1 e giurisprudenza ivi citata). Si tratta, dunque, di esaminare con riferimento ai criteri suesposti se l'i n- teressato conclude a giusta ragione o meno al carattere inesigibile dell'esecuzione del suo allontanamento, tenuto conto della situazione ge- nerale vigente attualmente in Iraq da un lato, e della sua situazione pe r- sonale dall'altro. In merito allo stato della sicurezza in Iraq, questo Tribunale ha già avuto modo di precisare che nelle tre province curde nel nord dell'Iraq (D uhok, Erbil e Suleimaniya) non vige, al momento, una situazione di violenza generalizzata e la situazione politica non è talmente tesa da considerare un rimpatrio come generalmente inesigibile. Segnatamente, lo stato della sicurezza è più stabile ed equilibrato rispetto al resto del Paese. Inoltre, la situazione dei diritti dell'uomo è migliore rispetto alle zone nel sud e nel centro dell'Iraq. In particolare, l'esecuzione dell'allontanamento verso le tre province curde è esigibile, di principio, per gli uom ini curdi, non sposati, in buona salute e giovani, a condizione che la persona interessata sia originaria della regione o vi abbia vissuto un lungo periodo e disponga di una rete sociale, segnatamente famiglia, parenti o conoscenti, oppure di relazion i con i partiti al potere (DTAF 2008/5 consid. 7.5, in particolare 7.5.1 e 7.5.8). Quanto alla situazione personale dell'insorgente, si rileva che egli è nato ed ha vissuto a Duhok fino al 2002/2003 (cfr. verbale 2, pag. 6) ossia per D-2069/2012 Pagina 13 la maggior parte della sua vita. In seguito, dopo un breve periodo a C._______, ha vissuto a D._______ fino all'espatrio (cfr. verbale 1, pag. 1 e verbale 2, pag. 5). Visto che egli ha vissuto nella medesima regione dal- la nascita e per lunghi anni è pertanto ragionevole concludere c he a Du- hok egli disponga di una solida rete sociale su cui potrà contare al suo r i- torno, a Duhok inoltre vive una sorella (cfr. verbale 1, pag. 2). L'insorgen- te è giovane e celibe ed ha inoltre un'esperienza lavorativa di alcuni anni in una panetteria (cfr. verbale 2, pag. 6). Infine, il ricorrente non ha, nelle sue allegazioni ricorsuali, preteso di soffrire di gravi problemi di salute che possano giustificare un'ammissione provvisoria (GICRA 2003 n. 24), e nemmeno da un esame d'ufficio degli atti di causa emerge la necessità di una permanenza dell'autore del gravame in Svizzera per motivi medici. In siffatte circostanze, considerati tutti gli elementi di fatto evidenziati, questa autorità ritiene siccome adempiuti i presupposti per formulare una pr o- gnosi favorevole con riferimento alle effettive possibilità per il ricorrente di un adeguato reinserimento sociale nel suo Paese d'origine. Pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente deve essere considerata ragionevolmente esigibile. 8.3 Non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr). Infatti, il ricorren- te, usando della dovuta diligenza potrà procurarsi ogni documento neces- sario al rimpatrio (cfr. art. 8 cpv. 4 LAsi e DTAF 2008/34 consid. 12). L'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile. 8.4 Sulla scorta delle considerazioni che precedono, l'esecuzione dell'a l- lontanamento è ammissibile, ragionevolmente esigibile e possibile. Di conseguenza, anche circa l'esecuzione dell'allontanamento, la decisione va confermata. 9. Ne discende che l'UFM con la decisione impugnata non ha violato il diritto federale, né abusato del suo potere d'apprezzamento; l'autorità di prime cure non ha accertato in modo inesatto o inco mpleto i fatti giuridicamente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata (art. 106 LAsi), per il che il ricorso va respinto. 10. Visto l'esito della procedura, le spese pro cessuali di CHF 600. –, che s e- guono la soccombenza, sono poste a carico dell'insorgente (art. 63 cpv. 1 D-2069/2012 Pagina 14 e 5 PA nonché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripe- tibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS -TAF, RS 173.320.2]). Esse sono computate con l'anticipo spese, di CHF 600.–, versato dal ricorrente il 22 maggio 2012. 11. La presente decisione non concerne persone contro le quali è pendente una domanda d'estradizione presentata dallo Stato che hanno abband o- nato in cerca di protezione, per il che non può essere impugnata co n ri- corso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 LTF). La pronuncia è quindi definitiva. (dispositivo alla pagina seguente) D-2069/2012 Pagina 15 Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronu n- cia: 1. Il ricorso è respinto. 2. Le spese processuali, di CHF 600. –, sono poste a carico del ricorrente. L'anticipo, di CHF 600. –, versato il 22 maggio 2012, è computato con le spese processuali. 3. Questa sentenza è comunicata al ricorrente, all'UFM e all'autor ità canto- nale competente. Il presidente del collegio: La cancelliera: Daniele Cattaneo Zoe Cometti Data di spedizione: