<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di presentare un rapporto nel quale valuta l'impatto che avrebbe sulla piazza finanziaria ed economica svizzera l'attuazione di uno scambio automatico di informazioni in materia di collaborazione tra amministrazioni fiscali sia a livello delle modalità pratiche di applicazione di questo nuovo sistema per le banche sia della sua incidenza sulle attività della nostra piazza finanziaria. Questo rapporto illustrerà quali modifiche implicherebbe l'attuazione di questo scambio di informazioni per le prassi dell'amministrazione fiscale. In base a questa analisi, il rapporto presenterà infine gli scenari e le misure che possono consentire alla Svizzera di prepararsi all'eventuale attuazione dello scambio automatico di informazioni. Si tratta di anticipare le possibili difficoltà e di accertarsi eventualmente che la transizione verso questo nuovo sistema di collaborazione tra le amministrazioni fiscali avvenga nelle condizioni migliori sia per l'amministrazione sia per la piazza finanziaria ed economica svizzera.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale ha affermato che la Svizzera dovrebbe evitare di fungere da rifugio per il denaro non dichiarato proveniente dall'estero. Il governo persegue questo obiettivo con la propria strategia della piazza finanziaria, che si fonda su tre aspetti fondamentali: la conclusione di convenzioni concernenti un'imposta alla fonte, la concessione dell'assistenza amministrativa e giudiziaria secondo lo standard internazionale e la definizione degli obblighi di diligenza degli intermediari finanziari per l'accettazione di capitali. </p><p>Il Consiglio federale respinge lo scambio automatico di informazioni in materia fiscale, poiché lo considera una violazione della sfera privata. Esso si basa sul trasferimento di grandi quantità di dati senza però garantire che la tassazione venga realmente effettuata. </p><p>Al contrario, il modello delle convenzioni concernenti un'imposta alla fonte consente di conciliare l'interesse dei clienti alla tutela della loro sfera privata e il legittimo diritto degli Stati alla tassazione dei loro contribuenti. Convenzioni sull'imposta alla fonte di questo tipo sono state concluse con la Germania, il Regno Unito e l'Austria. Il Parlamento le ha approvate unitamente alla relativa legge federale sull'imposizione alla fonte in ambito internazionale (LIFI) in occasione della sessione estiva 2012. Nel quadro di tali convenzioni concernenti un'imposta alla fonte si è espressamente riconosciuto che esse equivalgono allo scambio automatico d'informazioni. Accordi analoghi con altri Stati sono in fase di preparazione. L'obiettivo di una piazza finanziaria conforme sotto il profilo fiscale può quindi essere raggiunto grazie al modello di convenzione concernente un'imposta alla fonte difeso dal Consiglio federale. </p><p>Come già esposto nel suo parere al postulato Leutenegger Oberholzer 12.3179 del 15 marzo 2012, il Consiglio federale ritiene che a queste condizioni non sia opportuno e tanto meno oggettivamente giustificato elaborare un rapporto sull'applicazione tecnica dello scambio automatico di informazioni. Nel frattempo, nulla è cambiato rispetto a questa situazione iniziale.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.