<h2>SubmittedText<h2><p>La Commissione europea intende rafforzare notevolmente la protezione delle proprie frontiere esterne Schengen da parte dell'Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne degli Stati membri dell'Unione europea (Frontex) e, in caso di emergenza, impiegare guardie di frontiera anche contro il volere degli Stati membri. In questo contesto invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Nel 2008, nel quadro delle discussioni sullo sviluppo dell'acquis di Schengen (Frontex; affare 08.022 trattato dal Consiglio nazionale nella sezione autunnale), il Consiglio federale ha parlato di tre o quattro persone che prestano servizio alle frontiere esterne di Schengen. Quante persone sono state effettivamente impiegate?</p><p>2. Secondo le intenzioni della Commissione europea, quante guardie di confine dovrebbe distaccare la Svizzera? Da quando è valido questo nuovo regime? Sono previste disposizioni transitorie?</p><p>3. L'Assemblea federale ha appena deciso di potenziare il corpo delle guardie di confine (Cgcf) con 130 posti. Il Consiglio federale da dove pensa di prendere le guardie di confine destinate al nuovo contingente per Frontex? Si tratta di nuovi posti (persone appositamente reclutate e istruite)? Oppure di collaboratori che fanno parte dell'attuale effettivo del Cgcf?</p><p>4. Visti gli interventi (mozione Romano) e le iniziative cantonali (BL, BS) depositati, il Consiglio federale non ritiene che sia più importante dapprima impegnarsi a proteggere maggiormente i confini nazionali e a impiegare il personale a tal fine?</p><p>5. Quanto dovrebbero durare i singoli impieghi Frontex? Tutte le guardie di confine vengono impiegate a rotazione per un determinato periodo di tempo oppure sono previsti posti fissi?</p><p>6. In quale misura la Svizzera è obbligata a riprendere questo sviluppo dell'acquis di Schengen? La partecipazione a Schengen può essere mantenuta anche senza tale partecipazione?</p><p>7. Quali costi (attuali e nuovi) sono previsti?</p><p>8. Le guardie di confine sono armate e sottostanno alla giurisdizione militare. In che modo questi impieghi armati in territorio straniero sono conciliabili con la neutralità svizzera?</p><p>9. Le guardie di confine che prestano servizio per Frontex sottostanno interamente al diritto del lavoro svizzero?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel quadro di un pacchetto di misure volto a gestire le frontiere esterne dell'UE e a salvaguardare lo spazio Schengen, il 15 dicembre 2015 la Commissione europea ha proposto la creazione di un sistema di guardia di frontiera e costiera europea (COM, 2015, 671 final). A partire da gennaio 2016 questa proposta viene consolidata nell'ambito dei relativi organi e gruppi di lavoro del Consiglio dell'UE nonché del Parlamento. La Svizzera partecipa attivamente ai gruppi di lavoro relativi a questa tematica, alla quale la presidenza dei Paesi Bassi del Consiglio dell'UE attribuisce la priorità. Il processo legislativo richiederà ancora diverso tempo (di regola da uno a due anni) e si prevede che la proposta di regolamento subirà importanti modifiche prima di ottenere il consenso di tutti i Paesi ed essere adottata. In particolare la proposta della Commissione di inviare, a determinate condizioni, personale alle frontiere esterne anche contro il volere dello Stato destinatario interessato è molto problematica e dà adito a discussioni. L'impostazione e la portata di una simile misura deve essere esaminata nel dettaglio e discussa per quanto riguarda la partecipazione della Svizzera. Viene inoltre chiesto che nella fissazione dei contributi a favore di una riserva di rapido intervento si tenga conto dei compiti e delle forme organizzative delle autorità di controllo dei confini nei vari Stati Schengen.</p><p>1. Nel periodo tra il 2012 e il 2015 il Cgcf ha fornito in media 1330 giorni d'impiego all'anno a favore di Frontex (2012: 1156; 2013: 1264; 2014: 1399; 2015: 1500). Ciò corrisponde all'impiego a tempo pieno di sei collaboratori.</p><p>2. Secondo le intenzioni della Commissione europea, dal 2020 la nuova Agenzia europea della guardia costiera e di frontiera, creata sulla base di Frontex, dovrebbe disporre di un effettivo di personale di 1000 collaboratori. La Commissione propone, inoltre, che gli Stati privi di frontiere esterne terrestri o marittime mettano a disposizione della nuova Agenzia un numero di guardie di confine pari al tre per cento del loro personale, quale riserva di rapido intervento per un corpo permanente di 1500 persone. Queste persone devono essere pronte all'impiego entro tre giorni lavorativi, ma non sono costantemente a servizio dell'Agenzia.</p><p>3. 130 è il numero di posti creati, o attribuiti, a favore del Cgcf negli ultimi anni. Qualora la proposta attuale di regolamento venisse effettivamente attuata, a seconda dell'utilizzo delle riserve da parte dell'Agenzia bisognerebbe valutare la necessità di aumentare l'effettivo del Cgcf fino al tre per cento, ovvero di circa 63 posti, onde mantenere l'attuale densità dei controlli ai confini svizzeri.</p><p>4. Il Consiglio federale è consapevole dell'importanza e degli effetti di una buona protezione dei confini. Il Cgcf fornisce un importante contributo alla sicurezza interna del nostro Paese. Tuttavia la Svizzera trae benefici anche da una frontiera esterna Schengen sicura. Tra gennaio e novembre 2015 circa 1,5 milioni di persone hanno attraversato illegalmente le frontiere esterne dell'UE: un numero senza precedenti. </p><p>5. Per garantire una certa continuità ed efficienza, i futuri impieghi dovrebbero durare in media un anno, tuttavia almeno tre mesi. Attualmente il Cgcf gestisce un pool di circa 50 collaboratori idonei che si mettono a disposizione, a titolo volontario e al fine di arricchire le proprie mansioni (job enrichment), per impieghi Frontex. Per il resto, queste persone lavorano regolarmente nel corpo.</p><p>6. Nel quadro degli accordi di associazione alla normativa di Schengen, la Svizzera si è impegnata a recepire in linea di principio tutti gli sviluppi dell'acquis di Schengen. La mancata ripresa di uno di questi sviluppi potrebbe comportare, da ultimo, la fine della collaborazione nell'ambito di Schengen e quindi automaticamente anche di Dublino.</p><p>7. Poiché il bilancio Frontex è finanziato con il bilancio dell'UE, gli Stati associati sono tenuti a fornire il loro contributo. Quest'ultimo è calcolato sulla scorta di una chiave di partecipazione, basata sul rapporto tra il prodotto interno lordo della Svizzera (o dello Stato associato) e quello di tutti gli Stati membri di Frontex. Poiché il preventivo di Frontex è stato adeguato, nel 2015 la Svizzera ha dovuto prestare un contributo annuale pari a circa 4,8 milioni di franchi. L'ampliamento di Frontex nella nuova Agenzia europea della guardia costiera e di frontiera comporterebbe, presumibilmente, anche il raddoppio del bilancio e il conseguente aumento del contributo svizzero.</p><p>8. La sorveglianza delle frontiere esterne Schengen non costituisce un sostegno militare in un conflitto armato internazionale. L'impiego di guardie di confine nel quadro di operazioni Frontex non tocca pertanto la neutralità della Svizzera.</p><p>9. Le guardie di confine impiegate in missioni Frontex rimangono collaboratori dell'Amministrazione federale delle dogane e il loro rapporto di lavoro si basa sul diritto svizzero (segnatamente sul diritto sul personale federale). Vista la natura specifica degli impieghi Frontex, alcuni aspetti (responsabilità civile, tempi di lavoro, giorni liberi, spese di viaggio, assicurazioni, infortunio e malattia in servizio, ecc.) sono disciplinati in un'apposita ordinanza.</p>  Risposta del Consiglio federale.