<h2>SubmittedText<h2><p>Nelle nostre università e scuole universitarie esiste una grande concentrazione di competenze in ogni tipo di settore. Oltre a lavorare in modo analitico e obiettivo, queste istituzioni adottano sempre più spesso un approccio sistemico che mira a sintetizzare l'insieme delle conoscenze a loro disposizione.</p><p>Le università e le scuole universitarie potrebbero fornire un sostegno prezioso ai responsabili delle politiche pubbliche per quanto riguarda:</p><p>1. la ricerca di dati;</p><p>2. l'elaborazione di confronti internazionali;</p><p>3. la preparazione di scenari;</p><p>4. la valutazione di determinate politiche.</p><p>All'occorrenza si potrebbero costituire think tank ad hoc composti da personale accademico e responsabili dell'amministrazione federale e di quella cantonale.</p><p>Questa cooperazione potrebbe avere luogo prima del processo legislativo al fine di individuare tendenze, rischi, opportunità e approcci risolutivi e di elaborare eventuali piani d'azione. Potrebbe però avere luogo anche a posteriori, per valutare in maniera neutra e obiettiva l'efficacia e l'impatto delle politiche pubbliche elaborate in questo modo.</p><p>Le università e le scuole universitarie potrebbero contribuire così alla formazione dei futuri parlamentari (come è stato fatto dal PF di Zurigo lo scorso novembre) o proporre loro corsi di formazione continua, in maniera semplice, imparziale e il più obiettiva possibile.</p><p>Ciò può riguardare settori come la demografia, la migrazione, i conflitti culturali, la globalizzazione, l'approvvigionamento energetico e i cambiamenti climatici, ma anche la macroeconomia, la finanza, la fiscalità, la digitalizzazione, la previdenza sociale, la sanità, le infrastrutture di trasporto, l'assetto del territorio, una concezione contemporanea della difesa, ecc.</p><p>In quest'ottica, invito il Consiglio federale a indicare se considera opportuno ricorrere alle università e alle scuole universitarie per:</p><p>- partecipare alla concezione di queste politiche pubbliche;</p><p>- valutarne in modo neutro l'impatto.</p><p>Sarebbe interessante sapere anche:</p><p>- in quali settori le università e le scuole universitarie potrebbero fornire il maggior valore aggiunto;</p><p>- come combinare questo aspetto con il lavoro proprio dell'amministrazione federale e cantonale, del settore privato e della società civile (con quali mezzi e in quale forma?).</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale condivide l'opinione dell'autore dell'interpellanza sul ruolo chiave svolto dalle scuole universitarie come centri di competenza pluridisciplinari per le politiche pubbliche. Già attualmente gli istituti sono coinvolti in queste ultime in diversi modi.</p><p>L'apporto di competenze analitiche e scientifiche all'insegna del dialogo con le politiche pubbliche e la società è una delle missioni delle quattro Accademie svizzere delle scienze, legate alla Confederazione tramite una convenzione sulle prestazioni. Per gli anni 2017 a 2020 (messaggio ERI), il Consiglio federale rinnova la convenzione pluriennale sulle prestazioni con le quattro Accademie. L'amministrazione federale ha quindi affidato loro il mandato di attuare un programma di coordinamento e di promozione delle discipline MINT nel settore della formazione e della formazione continua.</p><p>Il dialogo e la cooperazione tra le scuole universitarie e i partner degli istituti pubblici e privati sui temi riguardanti le politiche pubbliche sono incoraggiati anche dai programmi nazionali di ricerca (PNR) del Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica, dalla Commissione per la tecnologia e l'innovazione (CTI) e dalla ricerca dell'amministrazione federale. Per quanto concerne la politica delle scuole universitarie su scala nazionale, la cooperazione e il coordinamento tra la Confederazione e i cantoni ai sensi dell'articolo 61a della Costituzione sono già attuati: la legge federale sulla promozione e sul coordinamento del settore universitario svizzero (LPSU), entrata in vigore il 1° gennaio 2015, ne definisce i principi e istituisce degli organi comuni in cui le scuole universitarie e la società civile sono rappresentati e partecipano quindi alla definizione delle politiche pubbliche corrispondenti.</p><p>Le scuole universitarie apportano le loro competenze per le politiche pubbliche anche tramite le formazioni continue specifiche che propongono ai parlamentari, all'amministrazione federale, ecc. (p. es. Executive Master of Public Administration).</p><p>Inoltre, le scuole universitarie offrono prestazioni su mandato dell'amministrazione federale e delle amministrazioni cantonali che riguardano fra le altre cose anche la valutazione delle politiche pubbliche. In quest'ambito si applicano, a livello sia nazionale che cantonale, le condizioni del diritto in materia di appalti pubblici: in qualità di contraenti potenziali le scuole universitarie sono chiamate ad affermarsi su questo mercato.</p><p>Inoltre, le numerose commissioni extraparlamentari, cui partecipano spesso i professori delle scuole universitarie, sono un sostegno prezioso per l'amministrazione federale nei casi in cui non dispone delle conoscenze necessarie. Anche il Consiglio svizzero della scienza e dell'innovazione (CSSI) figura tra le commissioni extraparlamentari. Nel settore del digitale il Consiglio federale ha accompagnato la sua strategia "Svizzera digitale", adottata il 20 aprile 2016, con un dialogo multilaterale, come indicato nella sua risposta al postulato Béglé 16.3260.</p><p>Il dialogo e la cooperazione tra le politiche pubbliche e le scuole universitarie funzionano bene. Il Consiglio federale non vede la necessità di adottare misure supplementari.</p>  Risposta del Consiglio federale.