<h2>SubmittedText<h2><p>Nel 2012, il numero di nuove infezioni da HIV ha ripreso a salire. Come interpreta il Consiglio federale questa constatazione? Non ritiene che si debba rafforzare la vigilanza e adottare misure per potenziare la prevenzione nella popolazione svizzera, specialmente fra gli adolescenti e i giovani? Se sì, quali misure conta di adottare e quali istituzioni e progetti intende sostenere?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'autrice dell'interpellanza si basa su un'estrapolazione, pubblicata sul bollettino 48/12 dell'UFSP, delle infezioni da HIV dichiarate dal 1° gennaio al 30 giugno 2012. L'estrapolazione è stata nel frattempo confermata. Globalmente, fino al 31 dicembre 2012 all'UFSP sono giunte 620 dichiarazioni di nuove infezioni da HIV, il che corrisponde a un aumento del 10 per cento rispetto al 2011 (562 casi). Una prima analisi indica che i pronostici si sono rivelati giusti: le infezioni trasmesse attraverso rapporti omosessuali sono progredite dell'11 per cento (274 casi nel 2012, 246 nel 2011); quelle avvenute a causa del consumo di stupefacenti per via endovenosa sono aumentate di cinque unità (30 casi nel 2012); quelle trasmesse attraverso rapporti eterosessuali sono 264, ossia cinque in più rispetto all'anno precedente. Queste valutazioni si basano su dichiarazioni mediche complementari; hanno tuttavia carattere provvisorio, dato il ritardo con cui talvolta pervengono le dichiarazioni. Non vi sono indicazioni su un aumento delle diagnosi d'infezione da HIV tra gli adolescenti e i giovani adulti.</p><p>Il Consiglio federale ritiene che questo nuovo aumento di dichiarazioni d'infezioni da HIV sia preoccupante e che debba essere l'oggetto di un'analisi più approfondita. Le cause a monte del fenomeno possono essere diverse: ad esempio, una nuova crescente negligenza dettata dalla convinzione che un'infezione da HIV sia guaribile o dai resoconti della Conferenza internazionale sull'AIDS tenutasi a Washington nel 2012, che annunciavano la "fine dell'AIDS". L'UFSP pubblicherà nel suo bollettino del prossimo mese di maggio un'analisi dettagliata delle dichiarazioni HIV e IST del 2012.</p><p>Non vi è alcun nesso tra l'aumento delle diagnosi d'infezioni da HIV e l'interruzione del progetto Scuole. Fino al 2004, questo programma era gestito su base nazionale da Aiuto AIDS Svizzero. L'organizzazione disponeva di una sede centrale in Svizzera romanda e di antenne regionali in Svizzera tedesca. Dal 2004, il coordinamento avviene unicamente a livello romando ed è finanziato dal fondo di prevenzione di Aiuto AIDS Svizzero; non è mai stato finanziato dall'UFSP. Il fondo è alimentato dalle donazioni devolute all'associazione. Nel 2011, le antenne regionali di Aiuto AIDS Svizzero hanno deciso di impiegare in altro modo la parte dei fondi abitualmente destinata a questo programma.</p><p>La prevenzione congiunta dell'HIV e delle IST è una scelta certamente giusta sul piano strategico. Con l'introduzione della terza regola del safer sex e la tematizzazione dell'informazione facoltativa del partner l'infezione HIV, pur continuando a essere ritenuta una malattia infettiva grave, ha cessato provvisoriamente di essere al centro della campagna LOVE LIFE e quindi della percezione comune. Per contrastare la tendenza alla banalizzazione riscontrata nell'opinione pubblica e nei media, dal 2014 la campagna sarà di nuovo maggiormente incentrata sull'HIV.</p><p>Anche i partner privati dell'UFSP sono coinvolti nella campagna LOVE LIFE e nel suo successivo sviluppo: Salute sessuale Svizzera è attiva nell'asse d'intervento 1 (tutte le persone che vivono in Svizzera), Aiuto AIDS Svizzero lo è nell'asse d'intervento 2 (gruppi di popolazione ad elevato rischio di esposizione), mentre i checkpoint di Ginevra, Zurigo, Losanna e Basilea offrono consulenza e test per uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini e coordinano nello stesso contesto la prevenzione dell'HIV e delle STI.</p><p>Tuttavia, la Confederazione e i suoi partner privati nazionali non hanno la responsabilità esclusiva della lotta conto l'HIV e le STI: l'esecuzione della legge sulle epidemie è di competenza dei cantoni. In materia di HIV/AIDS, il fatto che la Confederazione si sia occupata dell'informazione per la popolazione e i gruppi bersaglio si è rivelato efficace. L'UFSP lavora a stretto contatto con i cantoni particolarmente interessati. Negli ultimi anni, il freno alle spese e un effetto domino a livello politico (abbassamento del numero dei casi, allentamento dell'attenzione, riduzione dei budget) hanno portato alcuni cantoni a diminuire gli sforzi, il che trova forse anche un riscontro nell'aumento del numero di casi.</p><p>Dato che nel 2012 l'aumento di diagnosi d'infezioni da HIV si è verificato soprattutto nei gruppi di popolazione a prevalenza già elevata, è opportuno continuare a concentrare gli sforzi di prevenzione su questi gruppi, conformemente alle raccomandazioni del Programma nazionale HIV e altre infezioni sessualmente trasmissibili 2011-2017 (PNHI), approvato dal Consiglio federale.</p>  Risposta del Consiglio federale.