<h2>SubmittedText<h2><p>Nel corso del dibattito in seno al Consiglio nazionale, il 31 maggio 2005, in merito al rapporto sulla politica aeronautica della Svizzera e in altre occasioni (ad es. al termine della quinta tappa di ampliamento dell'aeroporto di Zurigo) nonché in diversi comunicati stampa, il Consiglio federale ha sempre ribadito che era in trattative con la Germania non solo per quanto concerne la sicurezza aerea, ma anche in merito alle procedure di avvicinamento all'aeroporto di Zurigo.</p><p>A questo proposito, l'8 marzo 2006, a Waldshut, il ministro dei trasporti tedesco Wolfgang Tiefensee ha rilasciato la seguente dichiarazione: "Il governo tedesco non ha motivo di preoccupazione. Attualmente non sono in corso né trattative, né colloqui con la Svizzera in questo settore. La Germania si limita unicamente ad osservare gli sviluppi in corso in Svizzera nell'ambito dei processi PSIA."</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Sono in corso trattative con la Germania sulle procedure di avvicinamento all'aeroporto di Zurigo?</p><p>2. In caso affermativo, a quale livello sono condotte tali trattative?</p><p>3. In caso negativo, entrambe le parti prevedono trattative in questo settore e, se sì, quando saranno avviate?</p><p>4. Le trattative riguardano o riguarderebbero anche le procedure di avvicinamento a gomito da nord, nonostante quest'ultime siano effettuate soltanto su territorio elvetico?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'aeroporto di Zurigo è un'infrastruttura chiave per la Svizzera. La piazza economica del nostro Paese dipende in maniera determinante da questo scalo. L'attuale regolamentazione concernente l'utilizzazione dello spazio aereo tedesco, oltre ad essere insoddisfacente per l'aeroporto di Zurigo, si ripercuote negativamente sulle possibilità di sviluppo dello scalo. Per questi motivi, il Consiglio federale dà la massima priorità alle trattative con la Germania. A seguito dell'acquisizione di Swiss da parte della Lufthansa nella primavera del 2005, il consigliere federale Moritz Leuenberger ha convenuto, con il suo omologo tedesco Manfred Stolpe, di riprendere le trattative in merito all'aeroporto di Zurigo e di giungere ad una soluzione entro un anno. Da allora tra le parti interessate vi sono stati contatti regolari. Le impreviste elezioni anticipate del gabinetto tedesco hanno però rallentato notevolmente i tempi delle discussioni e delle trattative.</p><p>Da quando si è insediato il nuovo governo tedesco ed in particolare da inizio anno, il presidente della Confederazione Moritz Leuenberger e la consigliera federale Micheline Calmy-Rey hanno però avuto modo, a più riprese, di presentare la situazione dello scalo zurighese ai colleghi tedeschi. Il presidente della Confederazione ha avuto anche la possibilità di incontrare la cancelliera tedesca. Entrambe le parti sono concordi nell'affermare che il problema grava sui rapporti bilaterali tra la Svizzera e la Germania e deve perciò essere risolto al più presto. Il Consiglio federale è determinato a trovare, in tempi brevi, una soluzione alla questione ed ha deciso di affidare il coordinamento delle trattative al DATEC e al DFAE e più concretamente all'Ufficio federale dell'aviazione civile (UFAC). A tale scopo, il DFAE ha messo a disposizione dell'UFAC una diplomatica di comprovata esperienza. I cantoni interessati così come la Swiss International Air Lines SA e l'aeroporto di Zurigo (Unique) sono pure strettamente coinvolti in questo processo. L'obiettivo è giungere a una soluzione soddisfacente per entrambe le parti che tenga in considerazione gli interessi della popolazione interessata e dell'intera regione di confine.</p><p>Come già spiegato nella sua risposta all'interpellanza Hofmann 05.3602, le consultazioni con la Germania in merito agli avvicinamenti a gomito da nord sono inevitabili, vista e considerata la prossimità della rotta con la frontiera tedesca.</p>  Risposta del Consiglio federale.