<h2>SubmittedText<h2><p>Il settore del Fintech si sta velocemente sviluppando e sono già numerose le aziende operanti in questo campo che scelgono di insediarsi in Ticino, che, con il Canton Zugo, è oggi uno dei Cantoni più attrattivi per questo tipo di aziende.</p><p>Le richieste di operare per queste aziende ticinesi sono trattate da FINMA, la quale dispone per questo particolare lavoro, di un collaboratore italofono impiegato al 20 per cento (!). Viste le numerose richieste, i tempi di elaborazione delle decisioni sono decisamente lunghi, causando così un blocco delle attività di queste società, che invece necessitano di lavorare con sicurezza e con certezza dei tempi e delle autorizzazioni. Queste lungaggini burocratiche potrebbero definitivamente far spostare tutte le società Fintech e le ICO dal Ticino a Zugo.</p><p>Chiaramente questa disparità di trattamento tra il Ticino e il resto della Svizzera non soltanto non è giustificata e contraria al principio di uguaglianza e di parità di trattamento ma in più sta creando seri problemi a convincere le società a prendere sede in Ticino, considerato che per l'evasione delle richieste da Zugo le persone a disposizione sono di più. </p><p>Considerato quanto sopra, si chiede al Consiglio federale: non si ritiene di dover intervenire in FINMA e proporre un aumento del personale addetto all'esame delle pratiche di autorizzazione formulate in lingua italiana provenienti da aziende Fintech con sede in Ticino, al fine di non pregiudicare lo sviluppo di questo importante settore che genera posti di lavoro e importante indotto fiscale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Per evadere le richieste di autorizzazione in italiano, l'Autorità di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA) ha a disposizione un numero di collaboratori maggiore di quello indicato nell'interpellanza. In riferimento ai temi "Fintech" e "initial coin offering" (ICO) la FINMA ha pubblicato due guide pratiche, rispettivamente il 16 febbraio e il 3 dicembre 2018, e organizzato tavole rotonde a Zugo, Ginevra e Lugano. In questo modo è stata garantita, per quanto possibile, la trasparenza necessaria affinché gli operatori del mercato interessati potessero informarsi rapidamente e facilmente e chiarire in modo autonomo la maggior parte delle domande inerenti alla legislazione in materia di vigilanza. La FINMA è inoltre disponibile a fornire agli operatori del mercato il proprio parere su un progetto concreto prima dell'inizio di un'attività commerciale. Le relative richieste possono essere inoltrate nelle tre lingue ufficiali o in inglese. Le richieste sono trattate in funzione della data di ricezione, a prescindere dalla lingua in cui sono redatte. Non si ravvisa pertanto alcuna disparità di trattamento tra il Ticino e il resto della Svizzera.</p>  Risposta del Consiglio federale.