<h2>SubmittedText<h2><p>La quantità di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche in Svizzera è in continuo aumento. Per contrastare tale aumento, da un lato occorrerebbe estendere la durata di vita e di utilizzazione delle apparecchiature e, dall'altro, è necessario un buon sistema di riciclaggio che permetta di recuperare in particolare i materiali pregiati (p. es. i metalli), consentendo di chiuderne i cicli, ma anche di eliminare le sostanze inquinanti. In Svizzera, l'infrastruttura di smaltimento contribuisce anche a evitare che i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche siano inviati illegalmente in Paesi in via di sviluppo, dove causano problemi di salute e inquinano l'ambiente. Tuttavia, iniziano a essere pubblicati rapporti sui problemi di finanziamento del sistema di riciclaggio. Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale è consapevole delle difficoltà di finanziamento esistenti nel sistema di raccolta dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche? Sa che da tre anni le spese di SENS eRecycling superano le sue entrate? Tali difficoltà sono dovute esclusivamente alla crescente importanza del commercio in linea e del turismo degli acquisti, per i quali non esiste una tassa di riciclaggio anticipata, o vi sono altre cause?</p><p>2. Cosa pensa il Consiglio federale della situazione economica delle imprese di riciclaggio delle apparecchiature elettriche ed elettroniche in Svizzera? Condivide l'opinione che la loro esistenza è in pericolo, dato che percepiscono sempre meno indennità e che il modello di indicizzazione volto ad attenuare le fluttuazioni dei prezzi delle materie prime rischia di essere soppresso? Qual è il suo parere in merito al rischio di trasferimento all'estero dell'industria del riciclaggio delle apparecchiature elettriche ed elettroniche, che determinerebbe la perdita di centinaia di posti di lavoro? È consapevole che, in caso di delocalizzazione di questa industria, è molto probabile che le apparecchiature saranno smaltite in maniera non conforme allo stato della tecnica e che questo, in ultima istanza, rappresenta un dumping ecologico?</p><p>3. Quali misure prevede di adottare il Consiglio federale affinché sia garantito il finanziamento del riciclaggio di apparecchiature elettriche ed elettroniche in Svizzera? Intende aumentare le tasse di riciclaggio anticipate o concordare un tale aumento con le organizzazioni di categoria competenti SENS eRecycling e Swico?</p><p>4. Nel settembre 2013 si è conclusa la procedura di consultazione in merito alla revisione dell'ordinanza concernente la restituzione, la ripresa e lo smaltimento degli apparecchi elettrici ed elettronici (ORSAE). A che punto si trova la revisione e in che misura tiene conto del finanziamento del sistema di riciclaggio?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel 2013 in Svizzera sono state raccolte e riciclate circa 128 000 tonnellate di rifiuti di apparecchi elettrici ed elettronici. Tale risultato corrisponde a circa 16 chilogrammi per persona e pone la Svizzera tra i primi Paesi a livello mondiale nel riciclaggio di apparecchi elettrici ed elettronici. Il trattamento di questi rifiuti consente di eliminare le sostanze inquinanti e di smaltirle in modo ecocompatibile come pure di reinserire nel loro ciclo i materiali recuperati. Il trattamento avviene per la maggior parte in impianti ubicati in Svizzera e con uno stato della tecnica elevato. Lo smaltimento dei rifiuti elettrici ed elettronici è finanziato mediante un sistema che contempla una tassa di riciclaggio anticipata (TRA), introdotto e gestito su base volontaria dal settore commerciale. Gli esercenti del sistema sono la SENS eRecycling (Fondazione per lo smaltimento in Svizzera SENS), la Swico Recycling (gestita dall'associazione economica svizzera della tecnica d'informazione, comunicazione e organizzazione Swico) e la SLRS (Fondazione svizzera per il riciclaggio dei dispositivi d'illuminazione e delle lampade). La TRA viene versata dai produttori e dagli importatori di apparecchi elettrici ed elettronici in un fondo degli esercenti del sistema e viene prelevata quando i clienti acquistano un apparecchio elettrico o elettronico.</p><p>1. Il Consiglio federale è a conoscenza solo sommariamente delle difficoltà finanziarie della SENS. Siccome non si tratta di un sistema di finanziamento prescritto dalla legge con funzione di vigilanza della Confederazione, ma di sistemi di finanziamento su base volontaria, il Consiglio federale non possiede informazioni dettagliate.</p><p>Per gli stessi motivi il Consiglio federale non conosce in dettaglio nemmeno le cause delle difficoltà finanziarie della SENS. I commercianti on line che non partecipano al sistema di finanziamento e il turismo degli acquisti comportano una certa perdita per i sistemi di finanziamento. A questi si aggiungono altri produttori e importatori nella stessa Svizzera, che non aderiscono al sistema di finanziamento su base volontaria (fruitori clandestini). Queste categorie ottengono un vantaggio sul mercato vendendo apparecchi a un prezzo minore o con un margine più elevato e sfruttando gratuitamente il sistema di smaltimento.</p><p>2. Il Consiglio federale non dispone di informazioni dettagliate sulla situazione economica delle singole imprese di riciclaggio degli apparecchi elettrici ed elettronici in Svizzera. Diversi riciclatori, tuttavia, hanno informato il DATEC (Ufficio federale dell'ambiente) in merito ai loro problemi di redditività, motivati da indennità inique.</p><p>Dato che il sistema di finanziamento è su base volontaria, il Consiglio federale non ha informazioni dettagliate sulla struttura specifica dei modelli di indicizzazione. Secondo le conoscenze del Consiglio federale, l'indicizzazione serve ad attenuare la frequente e spesso forte fluttuazione dei prezzi delle materie prime e agevola dunque i riciclatori nel generare ricavi grazie ai materiali recuperati, in particolare i metalli. È un dato di fatto che recentemente i prezzi dei metalli sono crollati. Di conseguenza, una soppressione dell'indicizzazione inciderebbe sui ricavi dei riciclatori.</p><p>Viste le difficoltà finanziarie sia degli esercenti del sistema sia delle imprese di riciclaggio degli apparecchi elettrici ed elettronici in Svizzera, non è escluso che per motivi di costi aumenti la pressione a smaltire i rifiuti elettrici ed elettronici in impianti all'estero. L'esportazione di apparecchi elettrici ed elettronici per lo smaltimento all'estero è consentita a condizione che quest'ultimo avvenga allo stesso elevato stato della tecnica disponibile in Svizzera (esecuzione dell'ordinanza sul traffico dei rifiuti (OTRif, RS 814.610)).</p><p>3. Siccome nel caso dello smaltimento dei rifiuti elettrici ed elettronici non si tratta di un sistema di finanziamento obbligatorio prescritto dalla legge, ma di un sistema di finanziamento su base volontaria introdotto dal settore stesso, il Consiglio federale non può influenzare l'ammontare della TRA o delle indennità per i riciclatori.</p><p>4. La consultazione sulla revisione dell'ordinanza del 14 gennaio 1998 concernente la restituzione, la ripresa e lo smaltimento degli apparecchi elettrici ed elettronici (ORSAE, RS 814.620) è conclusa e i risultati sono stati analizzati. Nella versione sottoposta a consultazione l'UFAM aveva proposto di disciplinare il finanziamento dello smaltimento dei rifiuti elettrici ed elettronici mediante una tassa di smaltimento anticipata (TSA) obbligatoria regolamentata dalla legge, da versare a un'organizzazione incaricata dalla Confederazione. I produttori e gli importatori di apparecchi elettrici ed elettronici che avessero pagato la TRA a un sistema di finanziamento su base volontaria, avrebbero però potuto essere esonerati dall'obbligo di pagare la TSA a un'organizzazione incaricata dalla Confederazione. La possibilità di esonero era stata introdotta considerato l'interesse dei sistemi già presenti a continuare a esistere. Nel frattempo gli studi condotti hanno dimostrato che la maggior parte dei produttori e degli importatori avrebbero partecipato con molta più probabilità a un sistema su base volontaria. Presumibilmente, le entrate della TSA non basterebbero quindi a coprire i costi per la realizzazione e l'esercizio di un'organizzazione per il prelievo e la gestione di detta tassa. La Confederazione stessa non può coprirli.</p><p>Per questo motivo, dopo la consultazione è stato deciso di rinunciare all'introduzione di una TSA obbligatoria con possibilità d'esonero nel caso di partecipazione a un sistema di finanziamento su base volontaria, e di affidare il finanziamento dello smaltimento dei rifiuti elettrici ed elettronici al settore competente, come avviene tuttora. Ciò con il rischio che vi siano ancora dei fruitori clandestini del sistema. In sede di consultazione e nelle deliberazioni parlamentari in merito alla revisione della legge sulla protezione dell'ambiente (LPAmb, RS 814.01), la maggioranza ritiene che è in primo luogo compito dell'economia dover affrontare le sfide future della gestione dei rifiuti, per esempio stipulando accordi su base volontaria.</p>  Risposta del Consiglio federale.