<!DOCTYPE html> <html lang="it"><head><meta charset="utf-8"/></head><body><div class="WordSection1"> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td colspan="2" valign="top"> <p class="MsoNormal"> </p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><img alt="" height="38" src="http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&amp;WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&amp;WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&amp;OmnisLibrary=JURISWEB&amp;OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&amp;OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&amp;Parametername=WWWTI&amp;Schema=TI_WEB&amp;Source=&amp;Aufruf=getImage&amp;nF38_KEY=284129" width="37"/></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><img alt="" height="25" src="http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&amp;WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&amp;WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&amp;OmnisLibrary=JURISWEB&amp;OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&amp;OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&amp;Parametername=WWWTI&amp;Schema=TI_WEB&amp;Source=&amp;Aufruf=getImage&amp;nF38_KEY=284130" width="21"/></p> </td> <td valign="top"><a id="X_NOT_ACTUALIZE"></a> <p class="MsoNormal"> </p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Incarto n.<br/> </span>16.2016.82</p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Lugano</span></p> <p class="MsoNormal"><a id="IN_DATA_DECISIONE">30 marzo 2017</a>/fb</p> <p class="MsoNormal"> </p> </td> <td colspan="3" valign="top"> <p class="MsoNormal">In nome<br/> della Repubblica e Cantone<br/> Ticino</p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> <tr> <td colspan="6" valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span>La Camera civile dei reclami del Tribunale d'appello</span></b></p> </td> </tr> <tr> <td colspan="6" valign="top"> <p class="MsoNormal"> </p> </td> </tr> <tr> <td colspan="6" valign="top"> <p class="MsoNormal"> </p> </td> </tr> <tr> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>composta dei giudici:</span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Giani, presidente,</span></p> <p class="MsoNormal"><span>Fiscalini e Stefani</span></p> </td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>vicecancelliera:</span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Jurissevich</span></p> </td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>sedente per statuire sul reclamo del 23 dicembre 2016 presentato da</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span> </span></b></p> </td> <td colspan="2" valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span> RE 1</span></b><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> </tr> <tr> <td valign="top"><a id="INIZIO_TESTO"></a> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>contro la decisione emessa il 21 novembre 2016 dal Pretore della giurisdizione di Mendrisio Sud nella causa SE.2016.57 (locazione) promossa con petizione del </span><span>19 novembre 2016</span><span> nei confronti di</span></p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable" width="0"> <tr> <td colspan="2" valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td colspan="2" valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span>CO 1</span></b><span> ;</span></p> </td> </tr> <tr> <td valign="top"> <p class="R1"><span> </span></p> </td> <td colspan="2" valign="top"> <p class="R1"><span> </span></p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> <tr> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> </tr> </table> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1">esaminati gli atti</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1">ritenuto</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"><b>in fatto:</b> <b>A. </b>Il 9 maggio 2016 __________ D__________ ha sottoscritto con la società CO 1 un contratto di locazione avente per oggetto un appartamento in uno stabile in via __________ a __________. Il contratto di locazione, di durata indeterminata, con inizio al 15 maggio 2016, prevedeva il pagamento di una pigione mensile di fr. 1300.– oltre a un acconto mensile per spese ac­cessorie di fr. 100.–. La conduttrice è stata inoltre assunta come custode dell'immobile. Il 30 giugno 2016 la CO 1 ha autorizzato “il marito RE 1 (07.08.1960) e il figlio G____________________ (09.10.2005) a risiedere con la Signora __________ D__________ (07.04.1968) dal 01.06.2016” nell'apparta­mento appigionato.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> <b>B.</b> Il 9 settembre 2016 RE 1 ha segnalato alla loca­trice il malfunzionamento di tre piastre del piano cottura e del forno, l'infiltrazione di acqua dal soffitto, la perdita d'acqua da un calorifero e la precarietà di uno scaldabagno chiedendole di eli­minare tali difetti entro sette giorni. Egli ha avvertito inoltre la lo­catrice che fino a quando non fossero iniziati gli interventi avrebbe trattenuto provvisoriamente la pigione e le ha chiesto di diminuire il canone di locazione, quello di fr. 1300.– essendo ec­cessivo.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> <b>C. </b>Con istanza del 29 settembre 2016 __________ D__________, come “con­duttore”, e RE 1, come “conduttore solidale”, si sono rivolti all'Ufficio di conciliazione in materia di locazione di __________ chiedendo di convocare la a un tenta­tivo di conciliazione volto a fare “opposizione alla richiesta di sfratto ingiustificata” e “opposizione alla disdetta ingiustificata del contratto di lavoro (congiunto al contratto di locazione)”.<b> </b>All'udienza del 21 ottobre 2016 è comparsa unicamente __________ D__________, alla quale il 17 novembre 2016 è stata rilasciata l'au­torizzazione ad agire.</p> <p class="R1"><b> </b></p> <p class="R1"><b> D. </b>Con petizione del 19 novembre 2016 RE 1 ha con­venuto la CO 1 davanti al Pretore della giurisdi­zione di Mendrisio Sud postulando la riduzione del canone di lo­cazione del 40% dal 15 maggio 2016 fino alla completa sop­pressione dei noti difetti e un risarcimento di fr. 5000.– per i di­sagi causati dai difetti stessi alla sua famiglia. Statuendo il 21 novembre 2016 il Pretore ha dichiarato irricevibile la petizione “per carenza di preventiva conciliazione”.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> <b>E. </b>Contro la decisione appena citata RE 1 è insorto a questa Camera con un reclamo (“ricorso in appello”) del 23 di­cembre 2016 in cui chiede che sia accertata la ricevibilità della sua petizione. Il memoriale non è stato oggetto di notificazione.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> <b>F. </b>Nel frattempo, nell'ambito di una procedura di espulsione intro­dotta il 30 settembre 2016 dalla CO 1 nei confronti di __________ D__________, il 7 novembre 2016 il Pretore ha ratificato l'ac­cordo raggiunto dalle parti relativo alla riconsegna dell'apparta­mento entro il 10 gennaio 2017. Il reclamo interposto il 5 gen­naio 2017 da RE 1 e __________ D__________ contro tale giudizio è stato dichiarato irricevibile da questa Ca­mera con decisione del 12 gennaio 2017 (inc. 16.2017.1).</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1">Considerando</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"><b>in diritto:</b> <b>1.</b> Le decisioni emanate nella procedura semplificata in controver­sie patrimoniali con un valore litigioso inferiore a fr. 10 000.– sono impugnabili con reclamo entro trenta giorni dalla notifica­zione (art. 321 cpv. 1 CPC). Nella fattispecie, il Pretore ha fis­sato il valore litigioso in “inferiore ai fr. 10 000.–”, donde la com­petenza di questa Camera. Quanto alla tempestività del rimedio, la decisione impugnata è pervenuta all'attore il 24 novembre 2016, sicché il reclamo, introdotto il 23 dicembre 2016 (cfr. timbro sulla busta di intimazione), è tempe­stivo.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> <b>2. </b>Secondo l'art. 320 CPC con il reclamo può essere censurata l'er­rata applicazione del diritto (lett. a) e/o l'accertamento mani­festamente errato dei fatti (lett. b). <span>L'autorità di reclamo esamina con pieno potere di cognizione le censure concernenti l'errata applicazione del diritto – </span>federale<span>, cantonale o estero – da parte del giudice di prime cure. Per quanto concerne invece i fatti, l'autorità di reclamo ha un potere di cognizione limitato, potendo rivedere i fatti soltanto se essi sono stati accertati in modo ma­nifestamente errato. Quanto all'</span>apprezzamento delle prove, esso è arbitrario solo quando l'autorità inferiore ha manifesta­mente disatteso il senso e la rilevanza di un mezzo probatorio o ha omesso, senza fondati motivi, di tenere conto di una prova importante, idonea a influire sulla decisione presa, oppure quando, sulla base degli elementi raccolti, essa ha fatto delle deduzioni insostenibili (DTF 140 III 266 consid. 2.3 con rinvii).</p> <p class="R1"><b> </b></p> <p class="R1"><b> 3. </b>Nella decisione impugnata il Pretore ha dapprima stabilito che la causa introdotta da RE 1 doveva essere prece­duta da un tentativo di conciliazione (art. 197 CPC) da esperirsi di fronte all'Ufficio di conciliazione in materia di locazione di Chiasso (art. 200 cpv. 1 CPC). Ha poi rilevato che un tentativo di concilia­zione risultava essere stato esperito da __________ D__________, la quale parrebbe essere la conduttrice del contratto di locazione alla base della vertenza e alla quale è stata rilasciata l'autoriz­zazione ad agire allegata alla petizione. Ha quindi soggiunto che non risultava che l'attore avesse inoltrato una procedura di con­ciliazione, rispettivamente che la competente autorità di conci­liazione gli avesse rilasciato un'autorizzazione ad agire. Ciò po­sto, il primo giudice ha dichiarato irricevibile la petizione, <span>perché non preceduta dall</span><span>'</span><span>obbligatorio tentativo</span><span> di conciliazione, pre­supposto processuale la cui carenza dev</span><span>'</span><span>essere rilevata d'ufficio dal giudice (art. 59 CPC). Egli ha infine reso attento l'attore del fatto che una domanda di riduzione del canone di locazione dev</span><span>'</span><span>es­sere presentata da tutti i conduttori in quanto costitui­scono un litisconsorzio necessario.</span></p> <p class="R1"><b> </b></p> <p class="R1"> <b>4. </b>Il reclamante, che sostiene di essere “conduttore solidale nel con­tratto di locazione”, contesta l'accertamento del Pretore se­condo cui la petizione <span>non è stata preceduta dall'obbligatorio tentativo di conciliazione, rilevando </span>che l'istanza di conciliazione del 29 settembre 2016 è stata presentata non solo da __________ D__________ ma anche da lui e che nell'ordinanza del 3 ottobre 2016 l'Ufficio di conciliazione in materia di locazione di Chiasso ha citato entrambi a comparire all'udienza di conciliazione del 21 ottobre 2016. Il che sarà anche vero. Tuttavia, il reclamante non si confronta, <span>venendo meno al proprio obbligo di motivazione (art. 321 cpv. 1 CPC), con le argomentazioni del primo giudice secondo cui, in particolare, </span>l'autorità di conciliazione non gli ha rilasciato alcuna autorizzazione ad agire, né tantomeno contesta il fatto che <span>“in presenza di più conduttori, la pretesa di riduzione della pigione, in quanto diritto formatore, va fatta valere insieme da questi nella forma del litisconsorzio necessario (art. 70 cpv. 1 CPC)”. </span>Privo di sufficiente motivazione, il reclamo si rivela finan­che irricevibile.<b><span> </span></b>Ad ogni modo, il reclamo vedrebbe la sua sorte segnata quand'anche lo si esaminasse nel merito.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> <b>5.</b> Nella fattispecie, <span>il reclamante sostiene di essere conduttore soli­dale dell</span><span>'</span><span>appartamento insieme a __________ D__________. Se non che, ci si può invero chiedere se egli fosse realmente parte del rapporto di locazione, giacché il contratto del </span>9 maggio 2016 non è stato da lui sottoscritto mentre con lettera <span>del </span>30 giugno 2016 la locatrice l'ha semplicemente autorizzato ad abitare con <span>la </span>conduttrice dell'appartamento. Sia come sia la questione può rimanere indecisa non essendo di rilievo ai fini del pre­sente giudizio, poiché determinante è unicamente la questione di sapere se l'autorizzazione ad agire del 17 novembre 2016 per­mettesse a RE 1 di presentare la petizione da lui introdotta davanti al Pretore.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> <b>6.</b> Ora, la validità di un'autorizzazione ad agire rilasciata dall'auto­rità di conciliazione è un presupposto processuale che il giudice esamina d'ufficio (DTF 139 III 273), anche perché l'autorizza­zione come tale non è impugnabile (DTF 140 III 227). Incombe al giudice competente dinanzi al quale dev'essere introdotta l'a­zione entro il termine dell'art. 209 cpv. 2 CPC, verificare la vali­dità della medesima (DTF 140 III 227). Per essere valida l'auto­rizzazione deve corrispondere nel suo oggetto alla richiesta di giudizio della petizione. L'oggetto litigioso è quello iniziale, con le eventuali estensioni introdotte durante l'udienza di concilia­zione, riservata un'eventuale mutazione dell'azione giusta l'art. 227 CPC (sentenza, I CCA inc. 11.2013.44 del 24 giugno 2015, consid. 5a con riferimenti). </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> In concreto, è vero che l'istanza di conciliazione del <span>29 settem­bre 2016 è stata presentata non solo da __________</span> D__________ ma pure da RE 1 e che la citazione a comparire all'u­dienza indica entrambi gli istanti. All'udienza di conciliazione del 21 ottobre 2016, nondimeno, si è presentata unicamente __________<span> D__________</span>. RE 1, benché fosse stato avvertito sulle conseguenze della mancata comparizione, non si è presentato. L'Ufficio di conciliazione ha così rilasciato l'autorizzazione ad agire alla sola __________ D__________. Quale conseguenza abbia tratto l'autorità di conciliazione dall'assenza di RE 1 non è però dato di capire, la causa non essendo stata stralciata dai ruoli in quanto priva d'oggetto (art. 206 cpv. 1 CPC).</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> Sia come sia, si volesse per avventura ritenere che l'autorizza­zione ad agire dovesse indicare anche RE 1 quale parte istante, l'istanza di conciliazione non corrisponde manife­stamente alle richieste della petizione del 19 novembre 2016. In effetti, da quanto è dato di capire, la prima mirava a ottenere l'an­nul­la­mento <span>delle disdette </span><span>del contratto di locazione e del con­tratto di lavoro di __________ D__________ e </span>non risulta che all'u­dienza di conciliazione le richieste di giudizio siano state estese o modificate.<span> La petizione </span>introdotta da RE 1 <span>ten­deva invece </span>alla riduzione del canone di locazione del 40% dal 15 maggio 2016 fino alla completa soppressione dei difetti ri­scontrati nell'appartamento e all'ottenimento di un risarcimento di fr. 5000.– per i disagi causati dai difetti alla famiglia dell'at­tore. Ne segue che, nella migliore delle ipotesi, l'autorizzazione ad agire rilasciata il 17 novembre 2016 non consentiva in ogni caso a RE 1 di presentare l'azione come da lui proposta. In circostanze del genere la decisione del Pretore re­siste alla critica.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"><b> 7.</b><b><span> </span></b><span>Le spese processuali seguono la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC). Non si pone problema di indennità alla controparte, il re­clamo non essendo stato oggetto di notificazione.</span></p> <p class="R1"><b> </b></p> <p class="R1"><b> </b></p> <p class="R1">Per questi motivi, </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"><b>decide:</b> 1. Il reclamo è irricevibile.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> 2. Le spese processuali di fr. 250.– sono poste a carico del recla­mante.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> 3. Notificazione a:</p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="R1"> </p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>– ;</span></p> <p class="MsoNormal"><span>– .</span></p> <p class="R1"> </p> </td> </tr> </table> <p class="R1"> Comunicazione alla Pretura della giurisdizione di Mendrisio sud.</p> <p class="R1"> </p> <p class="R1"> </p> <p class="MsoNormal"><b><span>Per la Camera civile dei reclami del Tribunale d'appello</span></b></p> <p class="MsoNormal"><span>Il presidente La vicecancelliera</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><b><span>Rimedi giuridici</span></b></p> <p class="MsoNormal"><b><span> </span></b></p> <p class="MsoNormal"><span>Nelle cause di carattere pecuniario che non raggiungono il valore litigioso di almeno 30 000 franchi (o almeno </span></p> <p class="MsoNormal"><span>15 000 franchi nelle controversie in materia di diritto del lavoro e di locazione), è ammissibile, entro trenta giorni dalla notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 72 e 74 LTF), solo se la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamen­tale (art. 74 cpv. 2). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzio­nale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è discipli­nata in tal caso dall'art. 115 LTF.</span></p> </div></body></html>