<h2>SubmittedText<h2><p>Nel contesto dell'arresto di mafiosi avvenuto l'8 marzo 2016 in Vallese, la Polizia di Stato italiana ha messo su Internet un filmato che mostra che agenti di polizia italiani erano presenti e hanno proceduto essi stessi all'arresto.</p><p>Alla luce dei recenti eventi invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. La Polizia federale era a conoscenza dell'intervento della polizia italiana o lo ha autorizzato?</p><p>2. La Polizia federale era a conoscenza del fatto che la polizia italiana ha filmato e messo in rete l'arresto?</p><p>3. Perché la Polizia federale non è intervenuta quando ha osservato questa attività illegale dei funzionari stranieri?</p><p>4. Perché la Polizia federale non ha sequestrato il filmato?</p><p>5. Le autorità di polizia svizzere potrebbero effettuare arresti all'estero nelle medesime circostanze, in particolare filmandoli a scopi propagandistici?</p><p>6. In quanti casi autorità di polizia straniere hanno effettuato o accompagnato arresti in Svizzera nel 2015?</p><p>7. La Polizia federale ha perso il controllo sugli interventi di polizie straniere in Svizzera?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Tra febbraio 2015 e gennaio 2016 le autorità italiane hanno presentato diverse domande d'estradizione alle autorità svizzere per casi correlati alla 'Ndrangheta. L'8 marzo 2016, su mandato dell'Ufficio federale di giustizia (UFG), le competenti polizie cantonali hanno condotto con successo in diversi cantoni un'operazione coordinata che ha portato alla carcerazione in vista d'estradizione di 15 presunti esponenti della 'Ndrangheta.</p><p>Parallelamente, sulla base di una domanda di assistenza giudiziaria presentata dalle autorità italiane, l'Ufficio federale di polizia (Fedpol) ha eseguito, su mandato del Ministero pubblico della Confederazione (MPC), perquisizioni domiciliari nel cantone del Vallese, segnatamente presso il comune di Saas-Grund/VS. All'esecuzione di tale misura coercitiva hanno assistito, su autorizzazione dell'MPC, anche agenti della Polizia di Stato italiana. Questi ultimi erano stati preventivamente informati che sarebbero stati presenti soltanto in veste di osservatori e che non avrebbero in alcun modo potuto partecipare attivamente all'operazione.</p><p>2. D'intesa con la persona arrestata, Fedpol aveva autorizzato gli agenti italiani a scattare una fotografia, a condizione che fosse destinata unicamente ad essere inclusa nei loro fascicoli di polizia, e dunque esclusivamente per scopi di servizio. Non aveva invece dato il proprio assenso a filmare alcuna scena dell'operazione. Fedpol non era al corrente dell'intenzione degli agenti italiani di effettuare delle riprese. Inoltre, il filmato diffuso su Internet non mostra la scena dell'arresto. Quest'ultimo era stato infatti eseguito precedentemente dalla polizia cantonale del Vallese.</p><p>3. Nel momento in cui la polizia cantonale del Vallese stava scortando la persona arrestata all'esterno della sua abitazione, i collaboratori di Fedpol stavano ultimando la perquisizione domiciliare, ragion per cui non erano presenti mentre venivano effettuate le riprese.</p><p>4. Poiché il filmato era stato girato all'insaputa di Fedpol, non è stato possibile procedere al suo sequestro.</p><p>5. Previa approvazione di un'apposita domanda di assistenza giudiziaria, gli agenti di polizia svizzeri possono, a loro volta, partecipare all'estero in qualità di osservatori all'esecuzione di misure coercitive. Tuttavia, in Svizzera non esiste la consuetudine di filmare gli arresti o altre operazioni di polizia e di pubblicarli su Internet per scopi informativi.</p><p>6. Alle autorità di polizia estere è vietato eseguire arresti in Svizzera. L'UFG, cui è affidata la competenza per le procedure d'estradizione, negli ultimi anni non ha concesso alcuna autorizzazione per una partecipazione diretta ad arresti di questo tipo.</p><p>7. Agli agenti di polizia italiani non è mai stato chiesto di eseguire misure coercitive, sebbene il filmato diffuso su Internet lasci intendere il contrario. L'accaduto ha sensibilizzato Fedpol, che si adopererà affinché simili inconvenienti non si ripresentino più in futuro. La sovranità della Svizzera è garantita in ogni momento.</p>  Risposta del Consiglio federale.