<h2>InitialSituation<h2><p><b>Comunicato stampa del Consiglio federale del 28.10.2015</b></p><p><b>Il Consiglio federale licenzia il messaggio concernente un sistema d'incentivazione nel settore del clima e dell'energia </b></p><p><b>In data odierna il Consiglio federale ha licenziato e trasmesso alle Camere il messaggio concernente un sistema d'incentivazione nel settore del clima e dell'energia. Questa seconda fase della Strategia energetica 2050 prevede una nuova impostazione della politica climatica e di quella energetica. Dal 2021 dovrebbe avvenire il passaggio dal sistema di promozione a quello di incentivazione. La base per questa seconda tappa è rappresentata da un nuovo articolo costituzionale. </b></p><p>Il passaggio dal sistema di promozione a quello di incentivazione nella politica climatica ed energetica dovrebbe avvenire dal 2021. Con il proposto inserimento nella Costituzione il Consiglio federale intende conferire legittimità democratica a questa decisione di principio. Sono proposti un nuovo articolo costituzionale sulle tasse sul clima e sull'elettricità e delle disposizioni transitorie con cui si precisano la graduale soppressione delle attuali misure di promozione e il passaggio al sistema d'incentivazione.</p><p>Nel quadro della procedura di consultazione, che si è svolta dal 13 marzo al 12 giugno 2015, sono pervenuti 157 pareri. Complessivamente il sistema d'incentivazione ha raccolto ampi consensi seppure con molte riserve, alcune sull'articolo costituzionale e la maggior parte sui dettagli dell'attuazione che in seguito saranno fissati a livello di legge. Alcuni punti della disposizione costituzionale proposta sono stati rielaborati sulla base dei risultati della procedura di consultazione. In particolare, la soppressione delle misure di promozione non avverrà più a una data prestabilita ma dipenderà dall'introduzione delle tasse d'incentivazione.</p><p>Le tasse d'incentivazione dovranno contribuire alla riduzione delle emissioni di gas serra e al consumo parsimonioso ed efficiente dell'energia. L'articolo costituzionale proposto stabilisce che potranno essere riscosse tasse su combustibili e carburanti fossili come pure sull'elettricità. Tuttavia, il Consiglio federale si propone di non assoggettare in un primo tempo i carburanti alla tassa d'incentivazione. Questo in considerazione del fatto che il progetto del Fondo per le strade nazionali e il traffico d'agglomerato (FOSTRA) prevede già un aumento del supplemento fiscale sugli oli minerali di 6 centesimi per litro.</p><p>L'ammontare delle tasse d'incentivazione è calcolato in modo da contribuire notevolmente al raggiungimento degli obiettivi climatici ed energetici della Confederazione. L'esatta impostazione delle tasse d'incentivazione non è ancora definita e sarà precisata successivamente nelle leggi. Nella riscossione delle tasse sul clima e sull'elettricità, l'articolo costituzionale proposto dovrebbe obbligare il legislatore a prendere in considerazione le imprese il cui esercizio o la cui produzione presenta un'elevata emissione di gas serra o un elevato consumo energetico. Il margine di manovra del legislatore dovrebbe spaziare dalla riduzione delle tasse all'esenzione dalla riscossione delle singole tasse. La concessione di tali misure di attenuazione sarà legata all'obbligo di fornire controprestazioni.</p><p>Il prodotto delle tasse d'incentivazione sarà ridistribuito alla popolazione e all'economia per impedire l'aumento dell'onere complessivo per le economie domestiche e le imprese. Durante un periodo transitorio una parte del gettito dovrà tuttavia essere utilizzata per gli obiettivi di promozione esistenti. Le promozioni finanziate con le destinazioni parzialmente vincolate dell'attuale tassa sul CO2 (soprattutto il Programma Edifici e il fondo di tecnologia) dovranno essere gradualmente eliminate con l'introduzione della tassa sul clima e scomparire definitivamente entro cinque anni dalla sua introduzione. Le misure di promozione finanziate con l'attuale supplemento di rete, come in particolare la rimunerazione a copertura dei costi per l'immissione in rete di energia elettrica (RIC), saranno eliminate progressivamente e scompariranno definitivamente entro 10 anni dall'introduzione della tassa sull'elettricità. Il Consiglio federale preciserà la possibile attuazione nel settore del clima già nella primavera del 2016 nell'ambito della politica climatica 2030. Sono disponibili rapporti su possibili attuazioni della tassa sull'elettricità, come pure sull'impostazione del rimborso alle economie domestiche e all'economia.</p><p>La disposizione costituzionale proposta lascia al legislatore un ampio margine di manovra per impostare le tasse sul clima e sull'elettricità e garantisce una fase transitoria flessibile per il passaggio dal sistema di promozione a quello di incentivazione. </p><h2>Proceedings<h2><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 08.03.2017</b></p><p><b>Seconda fase strategia energetica, no a sistema incentivazione </b></p><p><b>Niente da fare per il sistema di incentivazione nel settore del clima ideato dal governo: troppo vago o troppo costoso, a seconda dei punti di vista. Dopo due ore di dibattito, il Consiglio nazionale ha respinto oggi tacitamente l'entrata in materia. Il progetto rappresentava la seconda fase della strategia energetica 2050. Sul primo pacchetto di misure il popolo sarà chiamato a votare il prossimo 21 maggio.</b></p><p>Concretamente, l'esecutivo proponeva un nuovo articolo costituzionale relativo alle tasse sul clima e l'elettricità e una serie di disposizioni transitorie da attuare a partire dal 2021. "Siamo in una situazione relativamente rara, all'unanimità la commissione preparatoria vi chiede di non entrare in materia", ha sottolineato in entrata Roger Nordmann (PS/VD).</p><p>Nel corso dell'acceso dibattito sono però emerse delle differenze nell'opposizione: a destra a non piacere è la Strategia 2050 nel suo insieme, più al centro si è contrari a nuove tasse, che potrebbero nuocere all'economia, mentre a sinistra si preferisce puntare sulle diverse misure già in vigore, piuttosto che su un progetto da più parti definito "nebuloso".</p><p>"Questo sistema funzionerebbe nel migliore dei mondi possibili, ma non viviamo nel migliore dei mondi possibili", ha fatto notare Stefan Müller-Altermatt (PPD/SO). "Le industrie chiederebbero sgravi e alla fine a sostenere il cambiamento sarebbe solo il ceto medio, le famiglie, le PMI". Alle sue parole ha fatto eco Peter Schilliger (PLR/LU), sostenendo che "la tassa peserebbe sulla capacità produttiva della Svizzera".</p><p>Decisamente contraria all'insieme della Strategie energetica 2050 è l'UDC e non ha mancato di ricordarlo a più riprese, anche in vista della votazione del 21 maggio. "Il progetto è contro l'industria", ha affermato Hansjörg Knecht (UDC/AG). "Per fare sì che l'incentivazione si senta deve fare male alla gente", ha sostenuto, mettendo in guardia dagli elevati costi. "Sarebbe più onesto affossare tutto il progetto, altrimenti il popolo ne pagherebbe le conseguenze."</p><p>Più sorprendente l'opposizione dei Verdi. "Siamo favorevoli a un sistema di incentivi, ma non a questo progetto", ha spiegato Adèle Thorens (Verdi/VD). "Non bisogna intervenire sulla Costituzione, già oggi abbiamo gli strumenti necessari e riscuotono molto successo", ha aggiunto, precisando che il partito preferisce puntare su "una politica di ottimizzazione degli strumenti attuali".</p><p>Di tenore analogo la posizione del socialista Eric Nussbaumer (BS): "abbiamo già le basi costituzionali per proporre nuove tasse di incentivazione e abbiamo già una tassa d'incentivazione che si basa sulla Costituzione, quella sul CO2". Una politica energetica, ha sottolineato, "è un mix di diversi strumenti per agire ed quello che manca in questa proposta".</p><p>"Non sono panettiere, ma le ricette che ho sentito oggi non portano a un pane gustoso", ha rilevato con ironia al termine del dibattito il ministro delle finanze Ueli Maurer. "Il Consiglio federale partiva dall'idea che ci volesse una base costituzionale affinché il popolo potesse esprimersi", ha spiegato, sottolineando la necessità di obiettivi ambiziosi per i prossimi decenni.</p><p>"Vogliamo energia a sufficienza, a basso costo e da fonte sostenibile: naturalmente dovremo trovare dei compromessi", ha proseguito il ministro, mettendo in guardia sulla necessità di agire in fretta. "Però dobbiamo lasciar perdere le ideologie e cercare soluzioni pragmatiche."</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 12.06.2017</b></p><p><b>Definitivamente bocciata seconda tappa Strategia energetica </b></p><p><b>Il sistema di incentivazione nel settore del clima e dell'energia proposto dal Governo non ha convinto il Parlamento. Dopo il Nazionale in marzo, oggi anche il Consiglio degli Stati ha tacitamente bocciato l'entrata in materia sul progetto che rappresentava la seconda tappa della Strategia energetica 2050. L'oggetto è pertanto da considerarsi archiviato.</b></p><p>Concretamente, il Consiglio federale proponeva un nuovo articolo costituzionale relativo alle tasse sul clima e l'elettricità e una serie di disposizioni transitorie da attuare a partire dal 2021. Tale progetto è però stato fortemente criticato sia da sinistra che da destra, pur con motivazioni diverse.</p><p>A destra a non piacere è la Strategia 2050 nel suo insieme, più al centro si è contrari a nuove tasse, che potrebbero nuocere all'economia, mentre a sinistra si preferisce puntare sulle diverse misure già in vigore, piuttosto che su un progetto ritenuto poco chiaro.</p><p>Beat Vonlanthen (PPD/FR) ha parlato di "funerale dignitoso" a un progetto che aveva buone intenzioni ma che non era in grado di raccogliere una maggioranza. Il friburghese ha anche citato uno studio del Politecnico federale di Zurigo (ETH) secondo il quale per realizzare la svolta energetica è più conveniente tassare l'energia e il CO2 piuttosto che introdurre un sistema d'incentivi basato su sussidi e standard minimi.</p><p>Per Vonlanthen occorre comunque ora fare "una pausa di riflessione". Anche il ministro delle finanze Ueli Maurer ha ritenuto che sia più ragionevole abbandonare il progetto viste le opinioni troppo distanti, "anche se in questo modo non viene risolto alcun problema".</p><p>Il Consiglio federale rimane dell'opinione che una tassa d'incentivazione costituisca uno strumento adeguato. "Tuttavia - ha sostenuto Maurer - non siamo ancora pronti per decisioni di grande portata". Adesso nella politica energetica occorre un po' meno d'ideologia e più pragmatismo, ha aggiunto il consigliere federale.</p><p>In base al progetto bocciato oggi, le tasse d'incentivazione, introdotte per ridurre emissioni a effetto serra e consumo energetico, avrebbero potuto essere riscosse su combustibili e carburanti fossili come pure sull'elettricità.</p><p>Il prodotto dei contributi sarebbe stato ridistribuito alla popolazione e all'economia per impedire l'aumento dell'onere fiscale complessivo per le economie domestiche e le imprese.</p><p>Le misure di promozione finanziate con l'attuale supplemento di rete, come la rimunerazione a copertura dei costi per l'immissione in rete di energia elettrica (RIC), sarebbero state eliminate progressivamente e sarebbero scomparse definitivamente entro 10 anni dall'introduzione della tassa sull'elettricità.</p>