<h2>SubmittedText<h2><p>Il no del Consiglio nazionale alla revisione totale della legge sul CO2 nella sessione invernale del 2018 implica un probabile slittamento dell'attuazione della nuova legge sul CO2 rispetto ai termini previsti. Dal Messaggio concernente la revisione totale si evince che la stessa dovrebbe entrare in vigore a inizio 2021. In seguito a tale rifiuto, che di fatto equivale a una non entrata in materia, il periodo di deliberazione si protrae sensibilmente, rendendo del tutto improbabile l'entrata in vigore della legge entro i termini previsti, anche in considerazione della possibile votazione popolare. Le conseguenze del ritardo con cui la legge entrerà in vigore e i passi che rimangono ancora da compiere nel periodo di transizione non vengono descritti nel rapporto "Mehrwert Vorschlag Bundesrat zur Totalrevision des CO2-Gesetzes nach 2020" (non disponibile in italiano) Il rapporto chiarisce invece le conseguenze dello scenario di "mancata revisione totale". Vari strumenti della politica climatica della Svizzera, ad oggi particolarmente efficaci quali l'obbligo di compensazione per i carburanti fossili o i sistemi di concordanza degli obiettivi, cesserebbero del tutto di esistere o rischierebbero di essere depotenziati. Verrebbero meno anche tutti i valori obiettivi settoriali così come l'obiettivo di riduzione nazionale, quando sono stati proprio i sistemi di concordanza degli obiettivi in materia di CO2, insieme alla tassa sul CO2, a contribuire più di altre misure alla riduzione delle emissioni di CO2. Ne è prova il raggiungimento anticipato dei valori obiettivo fissati per il 2020. Per garantire la certezza del diritto e della pianificazione laddove l'entrata in vigore avviene con ritardo, il gruppo liberale-radicale chiede al Consiglio federale di pronunciarsi sui seguenti quesiti:</p><p>1. Il Consiglio federale ha preparato uno scenario di "ritardo nella messa in vigore della revisione totale della legge sul CO2"?</p><p>2. In che modo il Consiglio federale vuole assicurare che l'applicazione degli strumenti volti a ridurre le emissioni di CO2 continui senza sosta anche in caso di eccessivo ritardo dell'entrata in vigore della nuova legge sul CO2?</p><p>3. Come intende procedere il Consiglio federale per garantire la certezza del diritto e della pianificazione alle imprese non partecipanti all'SSQE, le quali sono tenute a presentare i propri impegni di riduzione per il prossimo periodo di riduzione 2021-2030?</p><p>4. Cosa possono fare i settori dei trasporti, degli edifici o dell'industria per pianificare l'attuazione di tali impegni, considerando che i valori obiettivo del periodo 2021-2030 non sono ancora stati definiti o sono stati definiti in ritardo?</p><p>5. In uno scenario di "mancata revisione totale" è chiaro che entro il 2030 le emissioni di gas serra potranno essere ridotte solo del 23 per cento. Quali sarebbero le conseguenze dello scenario di "ritardo della messa in vigore" sul raggiungimento dell'obiettivo complessivo, che prevede la riduzione delle emissioni del 50 per cento entro il 2030?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1.-4. Il Consiglio federale ha trasmesso al Parlamento il 1° dicembre 2017, ossia tre anni prima della sua prevista entrata in vigore, il progetto di revisione totale della legge sul CO2. Il Parlamento ha ora la responsabilità di garantire che non si creino lacune dispositive o, se vengono elaborate misure, che gli obiettivi di riduzione della Svizzera, vincolanti a livello internazionale, possano essere raggiunti anche in caso di entrata in vigore ritardata.</p><p>5. Il rapporto accessibile al pubblico dell'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) "Mehrwert Vorschlag Bundesrat zur Totalrevision des CO2-Gesetzes nach 2020" (disponibile in tedesco e francese) del 9 febbraio 2018 all'attenzione della Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia (CAPTE) del Consiglio nazionale giunge alla conclusione che, senza il progetto, le emissioni della Svizzera nel 2030 sarebbero inferiori solo del 23 per cento rispetto al livello del 1990. Il pacchetto di misure proposto dal Consiglio federale indica invece una riduzione del 35 per cento in Svizzera e un ulteriore 15 per cento all'estero. La differenza effettiva dipende dal ritardo nell'entrata in vigore e dal margine di manovra previsto dalla legge per recuperare le prestazioni di riduzione non ottenute. Ad esempio, per consentire di raggiungere l'obiettivo anche in caso di entrata in vigore ritardata della legge sul CO2, occorrerebbe aumentare ulteriormente l'aliquota massima di 210 franchi per tonnellata di CO2 per i carburanti e il tasso di compensazione massimo pari al 90 per cento per i combustibili.</p>  Risposta del Consiglio federale.