<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Recentemente il Consiglio federale ha avuto più volte occasione di sottolineare l'importanza che la Convenzione ONU sui diritti del fanciullo riveste per la politica dell'infanzia e della gioventù (da ultimo nella risposta alla mozione 02.3321 Aeppli Wartmann). A questo proposito ha sempre tenuto a rammentare che la politica dell'infanzia e della gioventù tocca i più svariati ambiti del diritto e della vita e rende necessaria un'azione concertata d'interventi da parte di Confederazione, Cantoni e Comuni come pure della società. Ciò vale anche per la Convenzione ONU sui diritti del fanciullo, che copre praticamente tutti gli aspetti della vita non solo dei bambini, ma di tutti i minorenni. La convenzione deve essere non solo recepita e realizzata all'interno dell'Amministrazione federale, ma anche resa nota e attuata d'intesa e in collaborazione con gli organi amministrativi e specializzati dei Cantoni, del mondo della scienza e delle ONG. La varietà dei possibili interlocutori e il grande bisogno che sussiste tuttora nel nostro Paese di diffondere la conoscenza della convenzione mediante un'apposita attività d'informazione hanno ripercussioni anche sui lavori di attuazione svolti all'interno dell'Amministrazione federale.</p><p></p><p>Ad 1-4</p><p>L'intento originario era effettivamente quello di creare un posto al 100 % da destinare ai lavori di attuazione della convenzione. Al momento di occupare il posto si è però presentata la possibilità di assumere al 50 % una esperta e di impiegare le rimanenti risorse finanziarie per le attività di relazioni pubbliche, di coordinamento con il mondo della scienza e le ONG e per il lancio di progetti comuni. Una scelta che si è rivelata felice se si considera che in questi anni si trattava soprattutto di far conoscere la convenzione, stabilire una rete di contatti tra gli organi interessati e avviare varie attività tra cui, oltre a quelle svolte all'interno dell'Amministrazione federale, l'organizzazione di diversi convegni (ad es. sulla tutela dei diritti del fanciullo o sul "bene del bambino") e di due corsi di perfezionamento interdisciplinari sulla convenzione di 5 e 8 giorni ciascuno, la pubblicazione dei risultati delle manifestazioni, la partecipazione alla redazione e alla pubblicazione della rivista quadrimestrale "Kinderpolitik aktuell", i lavori di relazioni pubbliche in occasione della Giornata internazionale dei diritti del fanciullo, l'organizzazione a scadenza regolare di sedute d'informazione e di coordinamento per le ONG e le segreterie delle commissioni extraparlamentari.</p><p>Visto che il posto sarà da rioccupare all'inizio dell'anno prossimo, si coglierà l'occasione per verificare l'efficacia di quest'impostazione, che - ripetiamo - in questi quattro anni ha comunque dato buoni frutti, e per apportare le modifiche del caso.</p><p></p><p>Ad 5</p><p>Un sondaggio condotto recentemente all'interno dell'Amministrazione federale ha rivelato che in tutti i dipartimenti vi sono persone regolarmente impegnate nell'attuazione della Convenzione sui diritti del fanciullo, ma che queste attività sono lungi dall'essere contemplate in tutta la loro entità negli elenchi degli obblighi. Qualsiasi elenco dei tassi di occupazione destinati a questi compiti sarà perciò forzatamente inesatto. Nel DFAE (Direzione del diritto internazionale pubblico, che ha elaborato il primo rapporto nazionale concernente l'attuazione della Convenzione sui diritti del fanciullo; Divisione politica IV, responsabile degli aspetti internazionali della politica dei bambini; DSC) il relativo tasso si aggira di fatto attorno al 150 %. In futuro verranno tuttavia a cadere le percentuali di occupazione della Direzione del diritto internazionale pubblico. Anche nel DFI (SG, UFC, UFAS, UFSP, UST) la quota dovrebbe ammontare al 150 % circa. Nel DFGP sono diversi i collaboratori che nelle relative divisioni si occupano dell'applicazione della convenzione, anche se i compiti svolti in ambito legislativo, nel campo dell'adozione e nella lotta al sequestro di minori non sono attestati direttamente come attività legate al lavoro di attuazione. Nel DFE (seco) si calcola un tasso di occupazione effettivo del 10-50 %, a seconda del lavoro da sbrigare. Anche il DDPS (UFSPO) e il DATEC (UFCOM e Autorità indipendente di ricorso in materia radiotelevisiva AIRR) sono impegnati nell'attuazione della convenzione, benché non dispongano di apposite risorse supplementari.</p>  Risposta del Consiglio federale.