<h2>InitialSituation<h2><p><b>Compendio</b></p><p>Il consuntivo 2022 chiude con un deficit di finanziamento di 4,3 miliardi. La Confederazione ha dovuto nuovamente sostenere ingenti uscite straordinarie, da un lato per finanziare i provvedimenti contro la pandemia (3,3 mia.), dall'altro per finanziare l'aiuto sociale destinato alle persone in cerca di protezione provenienti dall'Ucraina (0,7 mia.). Nel bilancio ordinario, il gettito dell'imposta preventiva è rimasto ben al di sotto delle aspettative. Per la prima volta dal 2005, il consuntivo presenta di nuovo un deficit strutturale.</p><p>L'evoluzione economica è stata meno dinamica rispetto a quanto atteso nel preventivo (PIL reale: +2,1 %, P: +3,3 %). Gli effetti di recupero previsti dopo la fine della pandemia di COVID-19 sono stati attenuati dalla guerra in Ucraina, dalla spinta inflazionistica (+2,8 %), dovuta in particolare ai prezzi in ascesa dell'energia e delle materie prime, come pure dalla politica monetaria più restrittiva delle banche centrali. Considerando il rincaro, la performance economica è cresciuta in misura nettamente più marcata rispetto a quantoprevisto (PIL nominale +5,4 %). I provvedimenti per fronteggiare la pandemia di COVID-19 hanno continuato a condizionare la politica finanziaria della Confederazione, sebbene in maniera meno incisivarispetto agli ultimi due anni. Complessivamente sono stati spesi 3,7 miliardi, la parte preponderante dei quali è stata imputata al bilancio straordinario (3,3 mia.). Le uscite più consistenti riguardavano il finanziamento dei test COVID-19 (1,2 mia.), le indennità per lavoro ridotto (0,7 mia.) e l'acquisto di materiale sanitario e vaccini (0,6 mia.). A seguito dello scoppio della guerra in Ucraina si sono rese necessarie altre uscite straordinarie per le persone in cerca di protezione provenienti dall'Ucraina (0,7 mia.). Ulteriori 0,5 miliardi sono stati imputati al bilancio ordinario. Le uscite della Confederazione sono diminuite di 7 miliardi, attestandosi a 81,2 miliardi (-8,1 %). Il forte calo è dovuto alle uscite legate al coronavirus sensibilmente più basse. Escludendo i provvedimenti volti ad attenuare le ripercussioni della crisi pandemica, le uscite rispetto all'anno precedente sono tuttavia aumentate (+3,2 mia. ovvero +4,3 %), in particolare a causa delle maggiori uscite nei settori di compiti Previdenza sociale (+1,5 mia: Migrazione, Assicurazione per la vecchiaia, Assicurazione per l'invalidità) e Sicurezza (+0,5 mia: Uscite per l'armamento). Le entrate hanno registrato una crescita esigua (+0,8 mia. ovvero +1,0 %). Essa è riconducibile alle due principali voci di entrata: l'imposta sul valore aggiunto e l'imposta federale diretta. La prima ha beneficiato della vigorosa crescita dei consumi e dell'aumento dei prezzi all'importazione; la seconda ha registrato un andamento dinamico delle entrate provenienti dall'imposizione degli utili. Il gettito dell'imposta preventiva è invece diminuito sensibilmente (-1,0 mia.). Le minori entrate sono riconducibili soprattutto a correzioni delle stime (-1,9 mia.), poiché nell'ottica attuale negli anni 2019-2021 sono state contabilizzate entrate troppo elevate. L'economia svizzera è rimasta anche nel 2022 al di sotto del suo potenziale. Il freno all'indebitamento avrebbe ammesso un deficit congiunturale di 0,3 miliardi nel bilancio ordinario. A fine 2022 il deficit ordinario di finanziamento ammontava a 1,9 miliardi. Pertanto, per la prima volta dal 2005, il consuntivo presentava di nuovo un deficit strutturale (-1,6 mia). Oltre alle uscite menzionate, nel bilancio straordinario figuravano anche entrate pari a 1,6 miliardi, provenienti segnatamente dalla distribuzione supplementare della BNS (1,3 mia.). Il bilancio straordinario ha chiuso con un deficit di 2,4 miliardi. In conclusione, è risultato un deficit di finanziamento di 4,3 miliardi. La Confederazione ha sopperito al fabbisogno di finanziamento aumentando gli impegni finanziari a breve e a lungo termine (+11,8 mia.). Di conseguenza il debito lordo è salito a 120,0 miliardi, che corrispondono al 15,6 per cento del PIL. Il debito netto (debito lordo dedotti i beni patrimoniali) è aumentato di 6,9 miliardi raggiungendo un volume di 83,0 miliardi. Il disavanzo del conto di ammortamento è aumentato a 22,7 miliardi a causa del deficit nel bilancio straordinario. Conformemente alla decisione del Parlamento del 30 settembre 2022, tale disavanzo dovrà essere ridotto entro il 2035 (cfr. parte A n. 11 Provvedimenti per fronteggiare la pandemia di COVID-19).</p><p><b></b></p><p>Revisione della legge federale sille finanze della confederazione (attuauzione mo. 16.4018)</p><p>Il 1° gennaio 2022 è entrata in vigore la modifica della legge federale sulle finanze della Confederazione (LFC; RS 611.01) che semplifica e ottimizza la gestione delle finanze pubbliche. Le modifiche comprendono, tra le altre cose, l'adeguamento delle definizioni di entrate e uscite nonché la soppressione del conto di finanziamento e saranno applicate per la prima volta nell'anno di preventivo 2023. Il presente consuntivo 2022 è stato allestito secondo la legislazione previgente (LFC, stato: 1.1.2016).</p><p></p><p><a href="https://www.efv.admin.ch/efv/it/home/finanzberichterstattung/finanzberichte/staatsrechnung.html">Consuntivo</a></p><h2>Proceedings<h2><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 31.05.2023</b></p><p>I "senatori" hanno approvato all'unanimità il consuntivo 2022 della Confederazione. Per la prima volta dal 2005 il bilancio ordinario della Confederazione ha chiuso con un disavanzo più elevato di quello ammesso dalla situazione congiunturale, a sottolineato la ministra delle finanze Karin Keller-Sutter.</p><p>Il deficit di finanziamento ammonta a 4,3 miliardi di franchi, 1,9 miliardi al di sotto di quanto preventivato. Il freno all'indebitamento permetteva un passivo congiunturale di 300 milioni di franchi per il 2022. La Confederazione si trova quindi a dover fare i conti con un deficit strutturale di 1,6 miliardi di franchi.</p><p>Johanna Gapany (PLR/FR), a nome della commissione preparatoria, ha spiegato la situazione attuale con l'accumularsi di crisi come la pandemia di coronavirus e la guerra in Ucraina, con il conseguente arrivo di migliaia di persone in fuga dal conflitto</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 01.06.2023</b></p><p>Dopo gli Stati ieri, oggi anche il Nazionale ha approvato il consuntivo 2022 della Confederazione, con 132 voti a 52. Contraria solo l'UDC, critica con le spese che ha definito "eccessive" del Parlamento. Per la prima volta dal 2005 il bilancio ordinario ha chiuso con un disavanzo più elevato di quello ammesso dalla situazione congiunturale.</p><p>Il deficit di finanziamento ammonta a 4,3 miliardi di franchi, 1,9 miliardi al di sotto di quanto preventivato. Il freno all'indebitamento permetteva un passivo congiunturale di 300 milioni di franchi per il 2022. La Confederazione si trova quindi a dover fare i conti con un deficit strutturale di 1,6 miliardi di franchi.</p><p>La situazione delle finanze federali è dovuta al gettito dell'imposta preventiva nettamente inferiore del previsto e a spese straordinarie maggiori di quanto preventivato. La Confederazione ha speso 3,3 miliardi di franchi per far fronte alla pandemia e 0,7 miliardi in relazione alla guerra in Ucraina.</p>