<h2>SubmittedText<h2><p>Ricerche condotte da Caritas Svizzera mostrano che due attori importanti del settore dei crediti al consumo violano sistematicamente la legge federale del 23 marzo 2001 sul credito al consumo (LCC). Concretamente queste banche non calcolano correttamente il budget necessario per la valutazione del credito conformemente all'articolo 28 LCC. Infatti, i calcoli effettuati prendono in considerazione determinate spese solo in parte o per niente. Di conseguenza, la stima dell'importo disponibile per il rimborso del prestito risulta troppo elevata. Ciò consente alle banche di prestare più di quanto sia effettivamente possibile se il calcolo fosse corretto. I consumatori non sono quindi in grado di rimborsare i prestiti concessi entro il termine di 36 mesi previsto dalla LCC e finiscono così per indebitarsi. Tre quarti dei contratti concernenti crediti al consumo analizzati da Caritas Svizzera rivelano infrazioni gravi dell'articolo 28 LCC. Nel frattempo l'esattezza dei calcoli effettuati dall'organizzazione svizzera per determinare le violazioni gravi della LCC è stata confermata anche dai tribunali, che partono dal presupposto che sono state commesse gravi violazioni della LCC in quasi tutte le decisioni disponibili. Siccome gli errori di calcolo nella preparazione dei preventivi sono sempre gli stessi, si può dedurre che non si tratta di casi isolati. Siamo invece di fronte a un chiaro indizio di violazione sistematica della legge da parte delle due banche. La garanzia di un'attività commerciale corretta è pertanto messa in dubbio (art. 3 della legge sulle banche, direttive interne, meccanismi di controllo ecc.).</p><p>Nella risposta del Consiglio federale all'interpellanza 18.3469 si evince che la FINMA interviene se dispone di indizi di possibili violazioni giuridiche sistematiche. Essa chiarisce inoltre la situazione con le banche al fine di ripristinare la conformità.</p><p>1. Il Consiglio federale condivide il parere secondo il quale le osservazioni proposte da Caritas Svizzera provano che gli obiettivi di protezione statuiti nella legge sul credito al consumo - in particolare impedire l'indebitamento eccessivo - non sono stati raggiunti, per lo meno nel caso delle due banche in causa?</p><p>2. Il Consiglio federale condivide inoltre il parere secondo il quale, in questo caso, la FINMA debba intervenire da una parte per tutelare i consumatori dai crediti illegali e dall'altra ripristinare la legalità dei crediti al consumo nuovi o già esistenti?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. L'esame della capacità creditizia ai sensi dell'articolo 28 della legge federale del 23 marzo 2001 sul credito al consumo (LCC; RS 221.214.1) serve a ridurre il rischio di indebitamento eccessivo dei consumatori. Se i creditori violano in modo grave quest'obbligo, da un lato perdono l'importo del credito concesso, compresi gli interessi e le spese. Dall'altro, i consumatori possono esigere la restituzione delle prestazioni già fornite (art. 32 cpv 1 LCC). Se la violazione è lieve, il creditore perde unicamente gli interessi e le spese (art. 32 cpv. 2 LCC). La questione della violazione dell'articolo 28 LCC e delle relative sanzioni è di natura civilistica. La valutazione giuridica per determinare se in un caso concreto vi è stata una violazione dell'articolo 28 LCC spetta ai tribunali civili competenti, ai quali devono adire i consumatori. Il Consiglio federale non si esprime sui singoli casi.</p><p>2. I creditori ai sensi della LCC sottostanno alla vigilanza della FINMA se dispongono di un'autorizzazione ai sensi della legge dell'8 novembre 1934 sulle banche (LBCR; RS 952.0; cfr. al riguardo le spiegazioni formulate nella risposta all'interpellanza 18.3469). La vigilanza della FINMA sull'attività creditizia delle banche si incentra su aspetti prudenziali; ossia, ad esempio, i rischi per l'assoggettato alla vigilanza derivanti da detta attività (rischio di perdita finanziaria, rischio di compliance e rischi legali generali) o le ripercussioni dell'attività sul rispetto delle esigenze in materia di fondi propri. Inoltre le violazioni della LCC possono divenire rilevanti per la FINMA quando in tal modo viene pregiudicata la garanzia di un'attività commerciale ineccepibile ai sensi della legge sulle banche. Se la FINMA riceve segnalazioni di ripetute violazioni della legge da parte degli assoggettati, effettua chiarimenti presso gli istituti interessati. Se scopre delle irregolarità, adotta le misure adeguate per ripristinare lo stato legale. La FINMA non è tuttavia competente per l'attuazione di pretese di diritto civile dei consumatori o per la decisione su sanzioni di diritto civile. Il Consiglio federale non si esprime su casi e procedure concreti.</p><p>Quale autorità di vigilanza indipendente, la FINMA decide a propria discrezione se avviare una procedura in un caso concreto o se ordinare misure nei confronti di un assoggettato. Al Consiglio federale non spetta la competenza di emanare prescrizioni riguardanti la prassi della FINMA in materia di vigilanza.</p>  Risposta del Consiglio federale.