<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La rete delle strade nazionali fu concepita negli anni sessanta come una rete globale, e d'allora </p><p>è stata solo scarsamente ampliata. La sospensione dei progetti che ancora rimangono sarebbe </p><p>inopportuna dal punto di vista della scorrevolezza della circolazione come pure da quello del </p><p>degrado dell'ambiente. Non ha senso, per esempio, convogliare la circolazione sull'A5 fino alle </p><p>porte di Bienne, per poi rinunciare alla bretella e far passare il traffico di transito attraverso il </p><p>centro cittadino. Altresì non ha senso sospendere il collegamento tra Zugo e lo svincolo di </p><p>Zurigo ovest attualmente in costruzione, esponendo per diversi anni gli abitanti della regione di </p><p>Säuliamt a intollerabili disagi. Per questi motivi, il Consiglio federale ha dichiarato a più riprese </p><p>di considerare il completamento della rete delle strade nazionali come una priorità assoluta nel </p><p>settore della costruzione stradale. Non c'è ragione di ritornare su questa decisione.</p><p>La sospensione dei cantieri già avviati deve essere respinta per motivi giuridici ed economici. </p><p>Numerosi contratti validamente conclusi non potrebbero essere adempiuti, con conseguenti </p><p>imprevedibili richieste di risarcimento di danni. Inoltre le ripercussioni sull'industria edilizia </p><p>svizzera come pure per le autorità di pianificazione cantonali sarebbero importanti. Ne </p><p>deriverebbe un considerevole pregiudizio per il mercato del lavoro, e le strutture esistenti presso </p><p>le autorità di pianificazione dovrebbero essere smantellate per la durata della moratoria, per </p><p>essere in seguito ricostituite con ingenti costi.</p><p>Per quanto concerne l'ampliamento della rete delle strade nazionali, il Consiglio federale adotta </p><p>una posizione di disponibilità: non intende costruire strade al momento non ancora necessarie, </p><p>e promuove, ovunque possibile, i trasporti pubblici.</p><p>La rinuncia all'ampliamento della rete delle strade nazionali richiesta dalla mozione e la </p><p>limitazione a un solo vettore che ne risulterebbe, non sono compatibili con una politica </p><p>sostenibile dei trasporti. In effetti tale politica è incentrata, tra l'altro, sui vantaggi comparati dei </p><p>vettori, perché solo così, all'insegna di una politica "sostenibile", si può tenere giusto conto </p><p>anche di fattori economici degni di considerazione. La rinuncia totale a nuovi progetti stradali </p><p>condurrebbe inoltre in tempi brevi a un collasso del traffico in determinati punti nevralgici. Un </p><p>tale risultato è indesiderabile sia dal punto di vista dell'utente della strada, sia da quello </p><p>dell'economia.</p><p>Il Consiglio federale si è già dichiarato disposto ad esaminare in maniera approfondita la </p><p>questione dell'ampliamento della rete stradale nella sua risposta a una mozione della CTT del </p><p>Consiglio degli stati (99.3456), come pure ad accettare le due mozioni 00.3201 (Maggiore </p><p>chiarezza sulla futura rete delle strade) e 00.3217 (Piano per la futura rete delle strade </p><p>nazionali). In materia e considerando la lunga durata della pianificazione e della realizzazione, </p><p>si deve procedere dall'analisi a lunga scadenza dei bisogni e degli sviluppi. Nel contesto di una </p><p>politica sostenibile dei trasporti, un eventuale ampliamento della rete stradale deve essere in </p><p>armonia con gli altri vettori e si devono esaminare anche soluzioni alternative. Vanno in questo </p><p>senso i lavori per un futuro piano settoriale delle strade. Una moratoria non è dunque </p><p>necessaria; occorre piuttosto uno sforzo mirato di pianificazione globale a lunga scadenza.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.