B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i ch t T ri b u n a l ad m i n i s t r a t i f f éd é r a l T ri b u n a l e am m i n i s t r a t i vo f e d e r a l e T ri b u n a l ad m i n i s t r a t i v fe d e r a l Corte IV D-5650/2025 S e n t e n z a d e l 6 a g o s t o 2 0 2 5 Composizione Giudice Giulia Marelli, giudice unica, con l'approvazione della giudice Jeannine Scherrer-Bänziger; cancelliere Randy Mulangala. Parti A._______, nata il (…), Yemen, (…), ricorrente, contro Segreteria di Stato della migrazione (SEM), Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore. Oggetto Asilo (non entrata nel merito) ed esecuzione dell’allontana- mento (paese terzo sicuro); decisione della SEM del 23 luglio 2025. D-5650/2025 Pagina 2 Fatti: A. A.a In data 15 giugno 2025 A._______ ha presentato una domanda d’asilo in Svizzera. A.b Dai riscontri dattiloscopici nell'unità centrale del sistema europeo "EU- RODAC" del 17 giugno 2025 è risultato che la ricorrente era entrata illegal- mente in Grecia in data (…) 2025, depositando domanda d’asilo il (…) 2025, e che in data (…) 2025 aveva ricevuto protezione. A.c In data 18 giugno 2025 l’interessata ha conferito procura alla rappre- sentanza legale della Regione (…). A.d In data 19 giugno 2025 la SEM ha presentato alle competenti autorità greche una richiesta di presa a carico della richiedente in applicazione della Direttiva 2008/115/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 di- cembre 2008 recante norme e procedure comuni applicabili negli Stati membri al rimpatrio di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare (GU L 348/98 del 24 dicembr e 2008) e dell'Accordo bilaterale di riammis- sione tra la Grecia e la Svizzera per le persone a beneficio di una prote- zione internazionale (Accordo del 28 agosto 2006 tra il Consiglio federale svizzero e il Governo della Repubblica ellenica concernente la r iammis- sione di persone in situazione irregolare [RS 0.142.113.729]). A.e In data 2 luglio 2025, è stato confiscato e depositato agli atti dell’auto- rità inferiore il permesso di soggiorno greco e in corso di validità della ricor- rente. A.f In data 4 luglio 2025 le competenti autorità elleniche hanno accettato la riammissione dell’interessat a, poiché le è stato concesso lo statuto di rifugiata in data (…) 2025 ed ha ottenuto un permesso di soggiorno valido dal (…) 2025 al (…) 2028. A.g In data 8 luglio 2025 l’insorgente ha sostenuto un colloquio in merito al rinvio verso uno Stato terzo. In occasione del medesimo, ha consegnato alla SEM una copia del suo passaporto yemenita in corso di validità. A.h In data 22 luglio 2025 la richiedente, per il tramite della sua rappresen- tanza legale, ha inoltrato il suo parere circa la bozza di decisione della SEM del 21 luglio 2025. D-5650/2025 Pagina 3 A.i In corso di procedura l’interessata è stata sottoposta a visite mediche. B. B.a Con decisione datata 23 luglio 2025, notificata all’interessata il mede- simo giorno, la SEM non è entrata nel merito della domanda d’asilo ai sensi dell’art. 31a cpv. 1 lett. a della legge sull’asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) ed ha pronunciato l’ allontanamento dell’interessata verso la Gre- cia, incaricando il cantone B._______ con l’esecuzione della misura. B.b Nella medesima data, la Protezione giuridica della Regione (…) ha ri- nunciato al mandato di rappresentanza nei confronti dell’interessata. C. Con ricorso inoltrato in data 29 luglio 2025 (cfr. timbro del plico raccoman- dato), l’interessata è insorta dinanzi il Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) contro la summenzionata decisione della SEM, con- cludendo, secondo il senso, al suo annullamento e alla trattazione nel me- rito della sua domanda d’asilo, in subordine alla concessione dell’ammis- sione provvisoria per inammissibilità dell’esecuzione dell’allontanamento ; con contestuale richiesta processuale di esenzione dal versamento del le spese processuali, compreso il relativo anticipo nonché, in via subordinata e secondo il senso, di pagamento rateale dell’anticipo delle spese proces- suali. Diritto: 1. 1.1 Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federal e del 17 giugno 2005 (LTF, RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 1.2 Fatta eccezione per le decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale, in virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF. La SEM rien- tra tra dette autorità (art. 105 LAsi). L'atto impugnato costituisce una deci- sione ai sensi dell'art. 5 PA. D-5650/2025 Pagina 4 2. 2.1 La ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità infe- riore, è particolarmente toccata dalla decisione impugnata e vanta un inte- resse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della stessa (art. 48 cpv. 1 PA). Pertanto è legittimata ad aggravarsi contro di essa. 2.2 I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 3 LAsi), alla forma e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti. Occorre per- tanto entrare nel merito del ricorso. 3. Con ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d'asilo, la vio- lazione del diritto federale e l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi) e, in materia di diritto degli stranieri, pure l'inadeguatezza ai sensi dell'art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 consid. 5). Il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2). 4. Adito con un ricorso contro una decisione di non ent rata nel merito di una domanda d'asilo, il Tribunale si limita ad esaminare la fondatezza di una tale decisione (cfr. DTAF 2012/4 consid. 2.2; 2009/54 consid. 1.3.3; 2007/8 consid. 5). In merito alla pronuncia dell’allontanamento e l’esecuzione dello stesso, l’autorità inferiore ha svolto un esame materiale, motivo per cui il Tribunale esamina tali punti con piena cognizione. 5. I ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei considerandi che seguono, sono decisi dalla giudice unica, con l'approvazione di una seconda giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi). Giusta l'art. 111 a cpv. 1 LAsi, il Tribunale rinuncia allo scambio di scritti. 6. 6.1 In sede di colloquio in merito al rinvio verso uno Stato ter zo, la ricor- rente ha dichiarato anzitutto di essere entrata illegalmente in Grecia con un gruppo di circa 30 persone , rimanendo successivamente in un bosco per circa una settimana. Sarebbe in seguito stata trovata ed accompagnata da una persona al centro d’accoglienza, dove avrebbe chiesto asilo in data (…) 2025, ottenendo la protezione internazionale in data (…) 2025. Ha D-5650/2025 Pagina 5 precisato che avrebbe voluto transitare dalla Grecia per poi lavorare in Eu- ropa, ma, avendo esaurito le proprie risorse economiche, ha chiesto asilo in Grecia rimanendoci per un mese, prima di partire intorno al (…) 2025. Sarebbe giunta in Svizzera – meta suggerita da un parente poiché si trat- terebbe di un bel Paese con possibilità di lav oro – dopo essere transitata in Svezia con un titolo di viaggio greco, soggiornando lì per una settimana da un’amica. Mentre si trovava ad Atene, sua madre le avrebbe mandato soldi come da ella richiesto. Ha inoltre riferito che il campo d’accoglienza sarebbe stato molto sporco, il cibo non era buono ed i bagni non separati fra uomini e donne. Il giorno seguente la consegna dei documenti greci, la polizia greca avrebbe preso i suoi effetti personali cacciandola dal campo. Avrebbe trovato un alloggio in affitto per una settimana ad Atene grazie ad un contatto fornitole da una ragazza somala conosciuta nel campo. Le au- torità greche, al momento della consegna dei documenti, non le avrebbero fornito alcuna informazione; da parte sua, ella non a vrebbe chiesto aiuto né a loro, né alle ONG, né a chiese o terzi, poiché non sapeva a chi rivol- gersi. In merito al suo mantenimento, la stessa ha riferito di non aver lavo- rato in quanto non vi era lavoro in Grecia e di non essersi nemmeno attivata in tal senso. Oltre a ciò, avrebbe mangiato solo una volta al giorno al campo avendo scarse risorse finanziarie. In merito alla sua formazione, la stessa ha riferito di essersi laureata in scienze economiche nel settore (…) in Ye- men. Durante il suo soggiorno in C._______ avrebbe altresì svolto lavori in ambito di pulizie, in quanto avrebbe soggiornato illegalmente in tale Paese. Per quanto attiene alla sua salute, la ricorrente ha riferito anzitutto di avere problemi psicologici da quando si trovava in Turchia. Ha tuttavia riferito di non aver avuto problemi specifici d urante il suo soggiorno in Grecia ; avrebbe ricevuto solo pastiglie per il mal di testa, tuttavia si sarebbero rifiu- tati di effettuarle esami del sangue nonostante la sua richiesta. 6.2 Nella decisione avversata la SEM ha innanzitutto ribadito alla ricorrente che, in merito alle condizioni di vita durante il suo soggiorno nel campo in Grecia, essendo una persona beneficiaria di protezione in ternazionale in tale Stato, giusta la direttiva 2011/95/UE del Parlamento e del Consiglio del 13 dicembre 2011 recante norme sull'attribuzione, a cittadini di paesi terzi o apolidi, della qualifica di beneficiario di protezione internazionale, su uno status uniforme per i rifugiati o per le persone aventi titolo a beneficiare della protezione sussidiaria, nonché sul contenuto della protezione ricono- sciuta (rifusione; GU L 337/9 del 20 dicembre 2011 [di seguito: direttiva qualificazione]) sarebbe trattata al lo stesso modo dei cittadini greci ri- guardo l’assistenza sociale, l’accesso alla giustizia e all’insegnamento pub- blico, rispettivamente è sullo stesso piano degli altri stranieri riguardo al lavoro retribuito o la concessione dell’alloggio. In Grecia vi sarebbero infatti D-5650/2025 Pagina 6 più programmi per aiuto ai rifugiati negli ambiti sopramenzionati. Spette- rebbe dunque ad ella attivarsi presso le autorità greche preposte, fatto che tuttavia l’interessata non sarebbe riuscita a dimostrare. L’autorità inferiore ha inoltre ritenuto che non fosse stat a in grado di provare una violazione da parte della Grecia del diritto internazionale. Quanto alla sua situazione medica, la SEM ha considerato sufficiente la documentazione già prodotta, ritenendo che dalla stessa risulterebbe la non necessità di ulteriori accer- tamenti nonché l’assenza di un’urgenza sanitaria. Di conseguenza, non è entrata nel merito della domanda d’asilo. Proseguendo nella sua analisi, la SEM ha valutato l’esecuzione dell’allon- tanamento ammissibile, ragionevolme nte esigibile e possibile. In partico- lare, per quanto concerne l'ammissibilità dell'allontanamento, dagli atti all'incarto non risulterebbero elementi sufficienti per ritenere degli indizi seri provanti che le autorità greche violerebbero il diritto intern azionale, non concedendo all’interessata la necessaria protezione o esponendola a con- dizioni di vita disumane, o che ella potrebbe trovarsi in una situazione di emergenza esistenziale a causa delle circostanze individuali di natura so- ciale, economica o san itaria. La ricorrente non avrebbe presentato alcun mezzo di prova a sostegno delle sue dichiarazioni in merito alle precarie condizioni di vita alle quali sarebbe stata sottoposta in Grecia, non dimo- strando nemmeno di aver sollecitato il sostegno delle ist anze elleniche e che queste l’abbiano negato. Inoltre, in caso al momento del suo rientro si dovesse trovare in una situazione di forte disagio, l’interessata avrebbe l’incombenza di rivolgersi alle autorità competenti, inoltrando ricorso tra- mite le adegua te vie di diritto, ed adire in ultima istanza la corte EDU in virtù dell’art. 34 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali del 4 novembre 1950 (CEDU, RS 0.101). Infine, la situazione medica della ricorrente sarebbe chiara e non ostativa ad un suo trasferimento in Grecia, non rientrando nella giurisprudenza restrittiva dell’art. 3 CEDU. In merito all’esigibilità, spetterebbe alla richiedente far valere i propri diritti presso le autorità una volta ottenuta la protezione. Inoltre, in quanto donna laureata, sarebbe lecito attendersi dalla medesima maggiori sforzi d’inte- grazione. Altresì, lo stato di salute dell’interessata non sarebbe tale da met- tere in pericolo la sua vita in caso di rientro, non essendo considerata par- ticolarmente vulnerabile secondo la giurisprudenza del Tribunale , ed es- sendo dotata la Grecia di adeguate infrastrutture sanitarie. Infine, l'esecu- zione dell'allontanamento dell'interessata sarebbe possibile sia sul piano tecnico che pratico, avendo le autorità elleniche consentito alla sua riam- missione sul loro territorio. D-5650/2025 Pagina 7 6.3 In sede ricorsuale l’interessata censura innanzitutto, secondo il senso, la non trattazione nel merito della sua domanda d’asilo, chiedendo lo svol- gimento della procedura nazionale. In seguito, in merito all’esecuzione dell’allontanamento, la ricorrente sostiene che un suo rimpatrio in Grecia comporterebbe una violazione dell’art. 3 CEDU in quanto si ritroverebbe a vivere nelle stesse condizioni di precarietà in cui si trovava prima dell’espa- trio. In particolare, in Grecia non avrebbe amici , né una famiglia né una qualsivoglia rete sociale. Inoltre, non riceverebbe assistenza da parte dello Stato per quanto concerne l’accesso ad un alloggio, alle cure mediche o ai corsi di lingua. Infatti, durante la sua permanenza in Grecia, ella si sarebbe sforzata per ottenere assistenza, tuttavia con scarsi risultati. Inoltre, du- rante il suo soggiorno in Grecia avrebbe subito una molestia sessuale che l’avrebbe traumatizzata. Si sarebbe quindi rivolta alla polizia ellenica, la quale tuttavia non l’avrebbe assistita. 7. 7.1 Giusta l'art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi, di norma non si entra nel merito della domanda di asilo se la richiedente può ritornare in uno Stato terzo sicuro secondo l'art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi nel quale aveva soggiornato preceden- temente. Si tratta di Paesi nei quali il Consiglio federale ritiene vi sia un effettivo rispetto degli impegni di dirit to internazionale pubblico, tra cui quello del principio di non-respingimento. 7.2 Come rettamente stabilito dall’autorità inferiore, il Consiglio federale ha inserito la Grecia, in data 14 dicembre 2007, come anche gli altri Paesi dell'Unione europea (UE) e dell'Associazione europea di libero scambio (AELS), nel novero degli Stati terzi sicuri ai sensi dell'art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi. 7.3 Nella fattispecie, risulta che alla ricorrente è stato riconosciuto dalla Grecia lo statuto di rifugiat a e che ella sia in possesso di un permesso di soggiorno valido fino al (…) 2028. Altresì, le autorità elleniche hanno espli- citamente accettato la riammissione dell’interessata sul proprio territorio (cfr. atto SEM 22/1). Tali circostanze non sono peraltro state contest ate dall’insorgente. 7.4 Di conseguenza, le condizioni dell'art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi risultano incontestabilmente soddisfatte, ed è a giusto titolo che la SEM non è en- trata nel merito della domanda d'asilo della ricorrente. 8. D-5650/2025 Pagina 8 8.1 Se respinge la domanda d’asilo o non entra nel merito, la SEM pronun- cia, di norma, l’allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l’esecuzione, te- nendo tuttavia conto del principio dell’unità della famiglia (art. 44 LAsi). 8.2 L’insorgente non adempie le condizioni in virtù delle quali la SEM avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera (art. 14 cpv. 1 e 2 ed art. 44 LAsi nonché art. 32 dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni procedurali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]; DTAF 2013/37 consid. 4.4; 2009/50 consid. 9). Pertanto, il Tribunale è te- nuto a confermare la pronuncia dell'allontanamento. 9. 9.1 L’esecuzione dell'allontanamento è regolamentata, per rinvio dell'art. 44 LAsi, dall'art. 83 della legge federale sugli stranieri e la loro in- tegrazione del 16 dicembre 2005 (LStrI, RS 142.20). Giusta la precitata norma, l'esecuzione dell'allontanamento deve essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStrI), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStrI) e ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI). In caso d i non adempimento d'una di queste condi- zioni, la SEM dispone l'ammissione provvisoria (art. 83 cpv. 1 e 7 LStrI). 9.2 Secondo prassi costante del Tribunale, circa l'apprezzamento degli ostacoli all'allontanamento, vale, di regola, lo stesso apprezzamento della prova consacrato al riconoscimento della qualità di rifugiato, ovvero il ricor- rente deve provare o per lo meno rendere verosimile l'esistenza di un osta- colo all'allontanamento (cfr. DTAF 2011/24 consid. 10.2 e relativo riferi- mento). 10. 10.1 A norma dell’art. 83 cpv. 3 LStrI l'esecuzione dell'allontanamento non è ammissibile quando il ritorno della persona straniera nel Paese d’origine o nello Stato terzo comporta una violazione degli impegni di diritto interna- zionale pubblico della Svizzera (in particolare degli art. 5 cpv. 1 LAsi e art. 33 della Convenzione sullo statuto dei rifugiati del 28 luglio 1952 [Conv. rifugiati, RS 0.142.30], art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 [Conv. tortura, RS 0.105], art. 3 CEDU). 10.2 Giusta l'art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi, la ricorrente viene rinviata in uno Stato terzo designato come sicuro da parte del Consiglio federale, ossia uno Stato nel quale vi è una presunzione di rispetto degli impegni di diritto internazionale pubblico, compreso il principio di non-respingimento (cfr. su- pra, consid. 7.1). D-5650/2025 Pagina 9 10.3 Con particolare riferimento alla situazione generale dei beneficiari di protezione internazionale in Grecia, il Tribunale nella sentenza di riferi- mento E-3427/2021, E-3431/2021 del 28 marzo 2022 ha rilevato che si deve ammettere l’esistenza di ostacoli all ’esecuzione dell’allontanamento dal profilo dell’ammissibilità unicamente in casi particolari, e meglio in pre- senza di indizi concreti circa il rischio di violazione di disposizioni di diritto internazionale obbligatorie (cfr. consid. 11.2). Nonostante sia stato rilevato un certo numero di carenze nel sistema di accoglienza greco (cfr. sentenza di riferimento succitata consid. 9), il Tribunale ha ritenuto che non vi è un rischio per ogni beneficiario di protezione internazionale (indipendente- mente dalla sit uazione concreta) di trovarsi confrontato all'indifferenza delle autorità ed in una situazione di privazione o mancanza a tal punto grave che sarebbe incompatibile con la dignità umana o confrontato ad una pratica di discriminazione sistematica (cfr. sentenza di riferimento succitata consid. 11.2). 10.4 10.4.1 Di seguito, occorre dunque verificare se, tenuto conto della situa- zione generale vigente attualmente in Grecia e delle circostanze proprie all’insorgente, vi siano delle serie ragioni di credere che la ricorrente sa- rebbe esposta al rischio reale di subire, come da e lla censurato in sede ricorsuale, un trattamento contrario all’art. 3 CEDU o ad altre disposizioni del diritto internazionale, in caso di un suo rinvio verso il succitato Paese. 10.4.2 Nella fattispecie, la r icorrente il (…) 2025 ha ottenuto lo statuto di rifugiata in Grecia ed è stata posta al beneficio di un permesso di soggiorno valido dal (…) 2025 al (…) 2028 (cfr. atto SEM 22/1), ciò che permette all’interessata, quale beneficiaria della protezione intern azionale, di rivol- gersi alle competenti autorità per far valere i propri diritti. 10.4.3 Al riguardo, occorre innanzitutto evidenziare come l’interessata, quale beneficiaria della protezione internazionale, possa contare sulle ga- ranzie derivanti dalla direttiva qualificazione. Infine, in caso di violazione di diritti sanciti dalla CEDU, la persona interessata potrà adire i tribunali greci, ed in ultima istanza la Corte EDU (art. 34 CEDU). 10.4.4 Per il resto, dalle tavole processuali non si evincono elementi che permettano di ritenere che in caso di rinvio dell’insorgente in Grecia le sue prospettive future, considerate dal punto di vista materiale, fisico o psico- logico, denotino un rischio sufficientemente reale e imminente di privazioni di gravità tale da rientrare nell’ambito di applicazione dell’art. 3 CEDU o ad altre disposizioni del diritto internazionale. D-5650/2025 Pagina 10 Invero, come giustamente ritenuto dall’autorità inferiore, anche a mente del Tribunale la ricorrente non si è sforzata a sufficienza e nella misura del possibile per ottenere assistenza dallo Stato greco, avendo peraltro la- sciato tale Paese circa un mese dopo aver ottenuto il permesso di sog- giorno, ovvero attorno al (…) 2025 (cfr. atto SEM 24/8, D13-D14). Per di più, in sede di colloquio, ha dichiarato di essere riuscita a trovare un allog- gio in affitto ad Atene, contattando tramite internet una ragazza conosciuta in precedenza, mostrandosi dunque intraprendente e capace di provve- dere autonomamente a sé stessa. Ciò viene rafforzato dal fatto che ella già in C._______ abbia lavorato e sia riuscita in questo modo a mantenere sia sé stessa sia sua madre (cfr. atto SEM 24/8, D16, D26). Di conseguenza, e a differenza delle considerazioni contenute nel gravame – peraltro non corroborate da alcun mezzo di prova – non appare che l’insorgente, in caso di ritorno in Grecia, si troverebbe ad affrontare una situazione di emer- genza esistenziale o trattamenti vietati dal diritto internazionale. 10.4.5 In seguito, per quanto attiene l’allegazione contenuta nel gravame inerente ad un’asserita tentata molestia sessuale da parte di una persona ubriaca mentre soggiornava in Grecia, il Tribunale rileva come la ricorrente ne abbia tardivamente fatto menzione per la prima volta in sede ricorsuale. La stessa risulta inoltre poco circostanziata, non avendo fornito la ricor- rente dettagli né riguardanti lo svolgimento della tentata molestia sessuale né in merito all’allegata presa di contatto con le autorità di polizia, in occa- sione della quale quest’ultime le avrebbero comunicato che non l’avreb- bero aiutata. Le sue dichiarazioni sulla mancata tutela da parte dello Stato greco – peraltro nemmeno corroborate da alcun mezzo di prova – si confi- gurano pertanto come mere allegazioni di parte, prive di riscontri oggettivi. Ad ogni modo, si rileva che nulla negli asserti dell’insorgente o agli atti in- dica che le autorità di polizia, amministrative e giudiziarie greche rinuncino, in modo sistematico o mirato per quanto riguarda gli stranieri viventi sul loro territorio, a perseguire degli atti di molestie sessuali, d’aggressione o minacce subite da terzi, comprese persone impiegate dalle autorità stesse, se sollecitate. Alla luce di quanto sopra, si considera che l’insorgente potrà D-5650/2025 Pagina 11 quindi indirizzarsi, in futuro e nel caso di necessità, alle preposte autorità elleniche. 10.5 In conclusione, l’esecuzione dell’allontanamento in Grecia è ammissi- bile ai sensi delle norme di diritto internazionale pubblico nonché della LAsi (art. 83 cpv. 3 LStr in relazione all’art. 44 LAsi). 11. 11.1 Giusta l'art. 83 cpv. 4 LstrI, l'esecuzione dell'allontanamento non può essere ragionevolmente esigibile qualora, nello Stato d'origine o di prove- nienza, lo straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo in seguito a situazioni quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza medica. 11.2 Ai sensi dell'art. 83 cpv. 5 LstrI in combinato disposto con l’allegato 2 dell’art. 18 dell’ordinanza concernente l’esecuzione dell’allontanamento e dell’espulsione di stranieri dell’11 agosto 1999 (OEAE; RS 142.281), l'ese- cuzione dell'allontanamento verso i paesi dell'Unione europea (UE) e dell'Associazione europea di libero scambio (AELS) è da ritenersi di prin- cipio esigibile. 11.3 Per quanto riguarda la Grecia, con sentenza di riferimento del 28 marzo 2022, il Tribunale ha inoltre ritenuto di principio esigibile l'esecuzione dell'allontanamento di persone vulnerabili, come don ne incinte o persone con problemi di salute non ritenuti gravi (cfr. sentenza di riferimento del Tribunale E-3427/2021, E-3431/2021 consid. 11.5.1). Al contrario, il Tribu- nale ha ritenuto che l'esecuzione dell'allontanamento di persone particolar- mente vulnerabili, come ad esempio i minori non accompagnati o le per- sone la cui salute mentale o fisica è compromessa in modo particolarmente grave, è di principio inesigibile a meno che non vi siano circostanze parti- colarmente favorevoli sulla base delle quali si possa eccezionalmente pre- sumere che l'esecuzione dell'allontanamento sia ragionevolmente esigibile (cfr. sentenza di riferimento del Tribunale E-3427/2021, E-3431/2021 con- sid. 11.5.3). 11.4 Nel caso in disamina, con riferimento alla giurisprudenza sopra men- zionata, vi è modo di rilevare che le difficili condizioni esistenziali presenti in Grecia (anche) per le persone beneficiarie di protezione internazionale non sono sufficienti per ritenere inesigibile l'esecuzione dell'allontana- mento. In questo contesto è ben e evidenziare che la Grecia è vincolata dalla direttiva qualificazione; è quindi responsabilità dell’insorgente riven- dicare i diritti che spetta loro direttamente presso le autorità di detto Paese D-5650/2025 Pagina 12 (cfr. anche supra, consid. 10.4.3). Quale rifugiata ha infatti diritto ad essere trattata in modo equivalente ai cittadini greci in relazione all’accesso alla giustizia, all’occupazione, all’assistenza ed alla sicurezza sociale. Poiché la ricorrente dispone di un permesso di soggiorno valido, anche il mercato del lavoro greco le risulterebbe accessibile, essendo l’interessata oltretutto laureata in scienze economiche nel settore (…), capendo un po’ l’inglese ed avendo esperienza l avorativa (cfr. atto SEM 24/8, D44 -D45, D47). Nella fattispecie, avendo lasciato la Grecia circa un mese dopo l’ot- tenimento del permesso di soggiorno (cfr. atto SEM 24/8, D13 -D14), l’in- sorgente non ha reso verosimile il rischio concreto di un’emergenza esi- stenziale in caso di rinvio in tale Paese. Di conseguenza, non avendo di- mostrato di essersi sforzata sufficientemente per integrarsi (cfr. supra, con- sid. 10.4.4), è lecito attendersi che la ricorrente faccia di più in tal senso , trattandosi, come già detto sopra, di una persona con un alto livello d’istru- zione, giunta peraltro inizialmente in Europa per lavorare e senza inten- zione di chiedere asilo (cfr. atto SEM 24/8, D12). 11.5 11.5.1 Da ultimo, concernente lo stato di salute dell’insorgente, si deve ri- levare che per quanto attiene alle persone in trattamento medico in Sviz- zera, l’esecuzione dell’allontanamento diviene inesigibile se queste ultime potrebbero essere private delle cure mediche essenziali. Sono considerate come essenziali le cure di medicina generale ed acuta assolutamente ne- cessarie ad un'esistenza conforme alla dignità umana. Se le cure neces- sarie possono essere assicurate nel Paese d'origine o di destinazione del richiedente, all'occorrenza con altri trattamenti rispetto a quelli prescritti in Svizzera, l'esecuzione dell'allontanamento sarà ragionevolmente esigibile (cfr. DTAF 2011/50 consid. 8.3; 2009/2 consid. 9.3.2). 11.5.2 In merito alle patologie di cui soffre la ricorrente, risulta dalla docu- mentazione medica agli atti che la stessa abbia sofferto di t ubercolosi anamsetica per la quale è stata trattata per tre mesi nel 2022. Oltre a ciò, ha subito in passato una (…) e soffre d’incontinenza d’urgenza (cfr. rap- porto medici del 24 giugno 2025 e 24 luglio 2025 [cfr. atti SEM 17/3 e 33/1]). Tali rapporti medici menzionano altresì una diagnosi di disturbo post-trau- matico da stress (PTSD); tuttavia, la stessa non risulta né confermata da uno specialista, né vi è alcuna indicazione riguardo a un’eventuale presa a carico psichiatrica della ricorr ente. Inoltre, la medesima non ha sollevato nulla in sede ricorsuale in merito al proprio stato di salute mentale. D-5650/2025 Pagina 13 11.5.3 Alla luce delle diagnosi poste e degli atti medici agli atti, senza voler sminuire i problemi di salute rilevati, il Tribunale constata che l’interessata non è, al momento della presente sentenza, da considerarsi come persona particolarmente vulnerabile la cui salute è compromessa in modo partico- larmente grave ai sensi della giurisprudenza menzionata. Inoltre, ciò non viene nemmeno contestato dalla stessa in sede ricorsuale . Ciò posto, si rileva che l’insorgente ha la possibilità di beneficiare di cure mediche in Grecia. Infatti, tale Paese dispone delle infrastrutture mediche sufficienti, anche in campo psichiatrico, che possono dispensare le c ure ed i tratta- menti necessitanti al suo stato di salute, essendo ancora una volta ram- mentato che l’interessata ha di principio accesso alle cure di salute alle stesse condizioni che i cittadini greci (art. 2 lett. b e g e art. 30 par. 1 della direttiva qualificazione). Inoltre, agli atti risulta che durante il suo soggiorno in Grecia l’interessata abbia già ricevuto assistenza medica dal personale dell’infermeria, in quanto le sono state somministrate pastiglie per il mal di testa (cfr. atto SEM 24/8, D48). Oltre a ciò, in Svizzera, ella ha inizialmente rifiutato una visita psichiatra, precisando tuttavia in seguito che si sarebbe trattata di un’incomprensione ed esprimendo il desiderio di voler consultare uno spe- cialista (cfr. atto SEM 24/8, D10). In tale occasione le è stato fatto presente dall’autorità inferiore che è sua responsabilità rivolgersi all’infermeria Me- dic-Help del Centro federale d’asilo (cfr. atto SEM 24/8, D11). Nonostante ciò, agli atti non vi sono documenti inerenti ad una susseguente presa a carico psichiatrica della ricorrente e, come menzionato in precedenza, in sede ricorsuale non viene formulata alcuna censura riguardo la salute men- tale dell’interessata. 11.6 L’ esecuzione dell’allontanamento risulta pertanto essere pure ragio- nevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI in relazione all'art. 44 LAsi). 12. Infine non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità dell’esecuzione dell’allontanamento (art. 44 LAsi ed art. 83 cpv. 2 LStrI) ritenuto che le autorità elleniche abbiano espressamente accettato la riam- missione della ricorrente, la quale dispone di un permesso di soggiorno valido in Grecia. 13. Ne discende che la SEM con la decisione impugnata non ha violato il diritto federale né abusato del suo potere d’apprezzamento e non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 D-5650/2025 Pagina 14 LAsi); altresì, per quanto censurabile, la decisione non è inadeguata (art. 49 PA), per il che il ricorso va respinto. 14. 14.1 Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di esen- zione dal versamento di un anticipo delle spese processuali e, in subordine, di pagamento rateale dell’anticipo sono divenute senza oggetto. 14.2 Ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito favo- revole, la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versamento delle spese processuali, è respinta (art. 65 cpv. 1 PA). 14.3 Visto l’esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.– vanno poste a carico della ricorrente soccombente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 1–3 del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause di- nanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). 15. Infine, la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 LTF). (dispositivo alla pagina seguente) D-5650/2025 Pagina 15 Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun- cia: 1. Il ricorso è respinto. 2. La domanda di assistenza giudiziaria è respinta. 3. Le spese processuali, di CHF 750. –, sono poste a carico de lla ricorrente. Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministra- tivo federale entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sentenza. 4. Questa sentenza è comunicata alla ricorrente, alla SEM e all'autorità can- tonale competente. La giudice unica: Il cancelliere: Giulia Marelli Randy Mulangala Data di spedizione: