<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di stipulare con l'Italia un accordo che permetta di trasferire i casi Dublino entro dieci giorni.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nell'ambito della cooperazione Dublino, l'Italia è il partner più importante per la Svizzera. In seguito ai mutamenti politici in Nord Africa, l'Italia deve far fronte a numerose domande di asilo presentate da persone provenienti da questa regione nonché a un elevato numero di trasferimenti Dublino non soltanto dalla Svizzera, bensì anche da altri Stati Dublino. L'Italia ha tuttavia sempre onorato i suoi impegni nei confronti della Svizzera accettando i trasferimenti annunciati. Nel 2011 sono state trasferite in Italia 2365 persone, il che corrisponde a una media mensile di circa 190 trasferimenti (dall'associazione a Dublino in media ca. 143 persone al mese). Le 2365 persone corrispondono al 65 per cento di tutti i trasferimenti effettuati dalla Svizzera nel 2011 nell'ambito di Dublino (totale trasferimenti: 3621). Nello stesso periodo la Svizzera ha dovuto riprendere appena quattro persone dall'Italia.</p><p>Gli Stati aderenti a Dublino hanno la possibilità di stipulare tra loro "accordi amministrativi bilaterali" (conformemente all'art. 23 del regolamento Dublino II). Attualmente la Svizzera ha concluso un tale tipo di accordo con l'Austria e la Germania. Le competenti autorità svizzere hanno già vagliato parecchio tempo fa la possibilità di stipulare con l'Italia un tale accordo, che potrebbe migliorare ulteriormente l'esecuzione degli allontanamenti. Alla luce delle notevoli disparità riguardo al numero dei trasferimenti è difficile immaginare che l'Italia si mostri interessata a intavolare trattative tese a concludere un accordo amministrativo bilaterale con la Svizzera. Finora né la Francia né l'Austria sono riuscite a stipulare un tale accordo con l'Italia.<b></b>Alla luce degli interessi divergenti di Svizzera e Italia, il Consiglio federale si è convinto che provvedimenti operativi tesi a potenziare la cooperazione Dublino con l'Italia costituiscano un primo passo più promettente. Si sono infatti già svolti numerosi incontri di lavoro a livello ministeriale e direttivo. Inoltre, i competenti servizi operativi in seno all'Ufficio federale della migrazione (UFM) sono a stretto contatto con le competenti autorità italiane al fine di fugare eventuali malintesi e difficoltà e curare un intenso scambio di informazioni.<b></b>Infine, la Svizzera è riuscita a stazionare, a tempo determinato, un ufficiale di collegamento in seno al Ministero degli interni italiano. In tal modo s'intende potenziare e, per quanto possibile, ampliare la cooperazione nell'ambito di Dublino. Grazie agli intensi sforzi profusi, la Svizzera vanta un contatto privilegiato con le autorità italiane.</p><p>Dall'attuazione dell'accordo di associazione a Dublino, il numero di trasferimenti in caso di procedure Dublino con l'Austria e la Germania ammonta, per ciascun Paese, a circa 14 persone al mese. Per contro, la Svizzera trasferisce in Italia un numero di persone dieci volte superiore, ossia circa 143 persone al mese. Alla luce dell'elevato numero di casi Dublino e delle limitazioni poste dalle compagnie aeree per ragioni di sicurezza, è irrealistico ipotizzare una riduzione della procedura complessiva a dieci giorni. Nemmeno i cantoni sarebbero in grado di organizzare i trasferimenti Dublino in dieci giorni. La durata della fase esecutiva nei cantoni varia considerevolmente e dipende in particolare dall'organizzazione interna, dalle risorse personali e dai posti di detenzione disponibili. Per quanto riguarda i trasferimenti diretti per via terrestre, il Consiglio federale ha già argomentato, nella risposta alla mozione 11.3802, "Allontanamenti in treno!", che l'attuazione dei trasferimenti per via terrestre sarebbe molto complicata nel caso dell'Italia e non comporterebbe alcun miglioramento vero e proprio nella cooperazione Dublino. Inoltre, in collaborazione con le autorità cantonali e in ossequio alle disposizioni legali nazionali e internazionali della Svizzera, sono state elaborate misure tese ad arginare le domande multiple Dublino immotivate. In tal modo s'intende rendere meno attrattivo il soggiorno in Svizzera, in quanto non è più avviata una nuova procedura per gli interessati, che non sono quindi più autorizzati a restare nei centri di registrazione e di procedura. La nuova prassi è applicata dal 20 aprile 2012.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.