<h2>SubmittedText<h2><p>Il 30 aprile 2021 il Gran Consiglio ginevrino ha adottato ad ampia maggioranza (51 voti a favore e 36 contrari) una risoluzione che invitava il Consiglio di Stato a "chiedere al Consiglio federale di intervenire, attraverso i canali diplomatici, presso lo Stato turco per tutelare i diritti democratici del popolo curdo". </p><p>Chiediamo se il Consiglio federale abbia risposto positivamente a questo invito delle autorità ginevrine. </p><p>Sta già intervenendo o conta quindi di intervenire nei confronti dello Stato turco </p><p>- per la liberazione di prigionieri politici detenuti per reati di opinione o per l'appartenenza al Partito democratico dei Popoli (HDP), che è debitamente rappresentato all'interno del Parlamento di Ankara?</p><p>- per la liberazione in particolare dei membri eletti dell'HDP, affinché possano portare a termine il mandato che il corpo elettorale ha conferito loro? </p><p>- per la tutela dei diritti di difesa delle persone imputate di "reati politici" - in particolare le attiviste e gli attivisti curdi come pure le persone elette - accusate arbitrariamente dalle autorità turche? </p><p>- per il rispetto delle convenzioni internazionali umanitarie contro la tortura e gli altri trattamenti crudeli o degradanti nei confronti dei detenuti, in particolare dei prigionieri curdi e delle donne? </p><p>Di recente abbiamo appreso con tristezza del decesso in detenzione di Garibe Gezer, una prigioniera curda di 28 anni, nel carcere di massima sicurezza di Kandira; la giovane aveva pubblicamente denunciato le terribili torture che le erano state inflitte. </p><p>Sappiamo inoltre che l'ex deputata curda Aysel Tugluk, anche lei in prigione, soffre di una grave patologia e non riceve le cure indispensabili, con seri rischi per la sua vita. Annualmente sono decine i prigionieri che, gravemente malati, muoiono in carcere perché non vengono curati o liberati, e le prigioni si sono trasformate in case della morte. Questo è successo a Halil Günees e Abdülrezzak Suyur, entrambi malati di cancro, che non hanno ricevuto alcuna cura e sono deceduti alcuni giorni fa. </p><p>Chiediamo quindi al Consiglio federale di intervenire con fermezza presso le autorità turche affinché vengano finalmente garantiti i diritti umani del popolo curdo, dei suoi attivisti e attiviste e delle persone debitamente elette. </p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il DFAE, in particolare attraverso l'Ambasciata di Svizzera ad Ankara, segue la situazione dei diritti umani in Turchia, e soprattutto l'evoluzione dei diritti delle minoranze. Il Consiglio federale ha già dichiarato, in occasione di precedenti risposte a interventi parlamentari (cfr. <a href="https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20184389">Ip. 18.4389</a>, <a href="https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20193526">Ip. 19.3526</a>, <a href="https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20193527">Ip. 19.3527</a>, <a href="https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20194026">Ip. 19.4026</a>, <a href="https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20203557">Ip. 20.3557</a>, <a href="https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20213138">Ip. 21.3138</a>), che la Svizzera, nell'ambito di contatti bilaterali e all'interno di organismi multilaterali, richiama periodicamente la Turchia al rispetto dei diritti umani e dei principi dello Stato di diritto, e la esorta a conformarsi ai propri obblighi internazionali. La Svizzera sostiene inoltre un progetto del Consiglio d'Europa volto a migliorare le condizioni di detenzione. In seno al Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa, il nostro Paese si adopera per l'applicazione effettiva delle sentenze definitive della Corte europea dei diritti dell'uomo da parte di tutti gli Stati membri. Durante l'ultimo esame del caso Demirtas c. Turchia (n. 2), nel dicembre del 2021, il Comitato ha di nuovo invitato la Turchia a mettere immediatamente in libertà il signor Demirtas.</p><p>L'Ambasciata di Svizzera ad Ankara e il Consolato generale a Istanbul si tengono in contatto con persone e organizzazioni non governative che si impegnano per la promozione dei diritti umani. Le rappresentanze svizzere sul posto seguono regolarmente i processi. Nel quadro di periodiche consultazioni politiche o incontri di lavoro a livello ministeriale, la Svizzera porta avanti un dialogo diretto, costruttivo e critico con il Governo turco sulla situazione dei diritti umani nel Paese.</p>  Risposta del Consiglio federale.