<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale si rallegra del cessate il fuoco vigente nello Sri Lanka dall'accordo del 22 febbraio 2002 nonché dello svolgimento di quattro giri di negoziati che si sono svolti sinora tra il governo dello Sri Lanka e le LTTE. Recentemente ha espresso a più riprese, anche pubblicamente, la sua soddisfazione per l'incoraggiante evoluzione. La Svizzera sostiene in particolare questo processo progressivo e spera che saranno trovate soluzioni suscettibili di associare tutti i gruppi interessati, compresa la società civile. Per il Consiglio federale è estremamente importante che i negoziati vertano anche sul rispetto dei diritti dell'uomo e del diritto internazionale umanitario. Esso condivide la visione di uno Sri Lanka multietnico, plurireligioso e multiculturale. Il cammino che conduce dalla situazione attuale, ossia il cessate il fuoco, alla pace durevole non sarà semplice e potrebbe prendere molto tempo. Il contributo svizzero si concentra sulle attività che completano e che sostengono il processo ufficiale di pace. Questo d'intesa con i partner srilankesi e con la Norvegia, Paese incaricato dalla parti in conflitto di svolgere il ruolo di mediatore.</p><p>Dall'accordo del 22 febbraio 2002, la Svizzera ha rafforzato il suo impegno in materia di promozione della pace, di aiuto umanitario e in favore della cooperazione allo sviluppo nello Sri Lanka.</p><p>Cooperazione allo sviluppo e aiuto umanitario: la Confederazione è da anni impegnata in questo ambito, per il tramite di organizzazioni internazionali e nazionali sia di istituzioni di soccorso (Caritas, Terre des hommes, Helvetas, Swisscontact). A breve e medio termine, la priorità è accordata all'aiuto per il ritorno in sicurezza e a alla reinserzione dei profughi interni (IDP). Misure complementari in questo ambito sono attualmente di preparazione. La focalizzazione dei progetti di sviluppo sulle misure di promozione della pace ha permesso di acquisire esperienze importanti nel corso degli ultimi anni. Ne consegue, fra altri aspetti, l'orientamento mirato dell'azione volta al miglioramento delle condizioni di vita nelle regioni multietniche.</p><p>Sminamento umanitario: dal settembre 2002, la DSC sostiene un programma di azione antimine della "Federazione svizzera di sminamento" che ha lo scopo di fare il punto della situazione nel nord del Paese. L'obiettivo consiste nel rendere nuovamente accessibili le zone agricole, quelle artigianali e le zone abitative alle persone sfollate che sono tornate.</p><p>Promozione della pace: la Svizzera e la Germania sostengono il "Resource network for conflict studies and transformation", che si concentra sull'impegno in favore della pace nell'ambito della società civile (cfr. domanda 2). Questa rete di promozione della pace svolge le sue attività dalla metà del 2001. Una conferenza a porte chiuse, organizzata nell'aprile 2002 a Morat dall'Istituto di federalismo di Friburgo e dal "Centre for Policy Alternatives" srilankese, ha riunito personalità di alto rango e di tutti gli schieramenti dello Sri Lanka; essa è servita al consolidamento della fiducia e ha affrontato questioni delicate per quanto concerne il contenuto nonché il modo di procedere. Importanti rappresentanti dei gruppi dello Sri Lanka hanno partecipato alla conferenza internazionale sul federalismo tenutasi a San Gallo nell'agosto 2002, compresi il governo, l'opposizione e le LTTE. In occasione della conferenza internazionale per il sostegno al processo di pace svoltasi a Oslo nel novembre 2002, la Svizzera ha presentato il proprio impegno finanziario, ventilando la possibilità di un aumento per il 2003. Nel dicembre 2002, la delegazione negoziale ufficiale delle LTTE diretta dal dottor Anton Balasingham si è recata in Svizzera immediatamente dopo la conclusione del terzo giro dei negoziati di Oslo - ed è stata ricevuta dal DFAE - al fine di approfondire la tematica del federalismo. Il 24 gennaio 2003, la consigliera federale Calmy-Rey ha ricevuto il capo della delegazione del governo dello Sri Lanka, il Ministro G. L. Peiris, professore. Nel dicembre 2002, le parti ai negoziati si sono in linea di massima accordate per cercare una soluzione al conflitto mediante l'istituzione di strutture federaliste. Sia il governo dello Sri Lanka sia le LTTE hanno rivolto alla Svizzera richieste di aiuto in materia di diritto costituzionale, di federalismo, di strutture decentralizzate e di amministrazione civile. L'aiuto sollecitato è attualmente in preparazione; esso verte sulle conoscenze di esperti, sulla consulenza e sulla formazione continua.</p><p>2. La promozione di una pace durevole è concepibile unicamente se si riescono a creare solide alleanze pacifiche, in grado di resistere alle crisi sia nell'ambiente politico che sociale, parallelamente al processo di pace ufficiale. La Svizzera apporta il proprio sostegno in questo ambito con il finanziamento del "Resource network for conflict studies and transformation" a Colombo, istituito dalla Fondazione Berghof a Berlino. L'obiettivo di questa rete e del suo direttore, il dottor Norbert Ropers, consiste nel miglioramento della capacità di risoluzione costruttiva dei conflitti nonché la promozione della pace nello Sri Lanka. Occorre innanzitutto rafforzare e promuovere le forze presenti all'interno del Paese, per esempio nell'ambito delle tecniche negoziali, dei meccanismi di mediazione e degli altri aspetti del trattamento dei conflitti. Occorre inoltre trarre insegnamenti dagli altri conflitti (per esempio in Irlanda del Nord, in Sudafrica) in modo da poter concepire una normativa costituzionale in un contesto di tensione tra le esigenze tamil in materia di autonomia da un lato, e l'unità dello Sri Lanka dall'altro, e infine per fare in modo che la fase intermedia del cessate il fuoco evolva e diventi una pace durevole. Un "Itinerario per la trasformazione del conflitto nello Sri Lanka" è stato elaborato in seno a un processo di partecipazione e nell'ambito del RNCST. Si tratta di una sorta d'itinerario per la pace che indica le tappe necessarie a breve, medio e lungo termine a diversi livelli. Dopo la fase pilota, svoltasi dal giugno 2001 al dicembre 2002, la Svizzera e la Germania hanno deciso di proseguire il finanziamento del progetto RNCST per il periodo 2003-2005.</p><p>3. La Confederazione intensificherà quest'anno il suo impegno nello Sri Lanka. Nel 2002 sono stati consacrati 5,65 milioni di franchi alla cooperazione allo sviluppo, all'aiuto umanitario e alla promozione della pace. Per il 2003 è stato previsto un importo di circa 7,5 milioni.</p><p>4. Dal settembre 2002, i cicli di negoziati mensili si sono svolti in Tailandia (e una volta in Norvegia). Per il momento, le parti non hanno chiesto l'organizzazione di un giro di negoziati in Svizzera. Se una siffatta richiesta dovesse essere formulata, il Consiglio federale metterà i propri servigi a disposizione.</p><p>5. L'Ufficio federale dei rifugiati, competente per l'asilo e l'allontanamento, si informa regolarmente in merito all'evoluzione della situazione in materia di diritti dell'uomo e di sicurezza. Nella prassi, esso ne tiene conto per l'esame dei casi individuali. È prematuro prevedere oggi una procedura generale di revoca dell'asilo e di sospensione delle ammissioni provvisorie.</p>  Risposta del Consiglio federale.