<h2>SubmittedText<h2><p>Nella Politica forestale 2020 il Consiglio federale presenta come obiettivo prioritario la volontà di sfruttare il potenziale di utilizzazione del legno. Nella revisione della legge forestale il Consiglio federale mette in primo piano l'adattamento ai cambiamenti climatici e nel piano d'azione biodiversità ribadisce il presunto cattivo stato in cui versa la biodiversità forestale, soprattutto la carenza di boschi non utilizzati.</p><p>L'adattamento delle foreste ai cambiamenti climatici è possibile solo tramite la rinnovazione del bosco. Il potenziale di utilizzazione del legno può essere sfruttato solo se i boschi sono utilizzati, in modo temporaneo o permanente. La superficie complessiva dei boschi non utilizzati ha raggiunto il massimo livello in Svizzera (da diverse centinaia di anni). In questi boschi non si può né sfruttare il potenziale di utilizzazione del legno, né far progredire in modo funzionale la rinnovazione del bosco. Sia l'adattamento ai cambiamenti climatici sia il potenziale di utilizzazione del legno sono messi in discussione.</p><p>Sulla base di queste premesse invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Dove e in quale misura il Consiglio federale intende sfruttare il potenziale di utilizzazione del legno? Con quale logistica pensa di immettere questo legno nel mercato?</p><p>2. In che modo il Consiglio federale intende realizzare l'adattamento ai cambiamenti climatici nei boschi irraggiungibili e non utilizzati? Che dimensioni ha la superficie forestale inaccessibile e in che misura coincide con le superfici di cui alla prima domanda?</p><p>3. È vero che, per valutare la necessità d'intervento in merito alla Strategia biodiversità, il Consiglio federale si serve esclusivamente di studi e rapporti elaborati o commissionati dall'UFAM?</p><p>4. È vero che lo stesso UFAM, sulla base di questa valutazione, avanza pretese sui mezzi supplementari da stanziare?</p><p>5. Il Consiglio federale crede veramente di poter rinunciare a un secondo parere indipendente riconosciuto a livello internazionale sulla necessità d'intervento nel campo della biodiversità e di potersi fidare esclusivamente della descrizione del problema fornita dalle sue stesse istituzioni, che a loro volta sono le beneficiarie delle risorse supplementari?</p><p>6. Che dimensioni ha l'impronta ecologica della Svizzera all'estero, data la scelta di rinunciare a sfruttare le proprie foreste e a utilizzare il potenziale offerto dal legno e della conseguente corresponsabilità per il deficit registrato nella filiera del legno?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale nella sua Politica forestale 2020 ha fissato a 8 milioni di metri cubi l'anno l'obiettivo nazionale per un potenziale di utilizzazione sostenibile del legno, tenendo già conto del fatto che la produzione di legno non è in primo piano in tutte le foreste (p. es. bosco di protezione, riserve forestali, ecc.). Lo studio "Potenziale d'utilizzo del legno nel bosco svizzero" (UFAM, 2011) illustra in quattro scenari i potenziali secondo regioni, tipo di legno e assortimenti per il periodo fino al 2036 e rappresenta lo sviluppo forestale fino al 2106.</p><p>Nella Politica forestale 2020 figurano tre orientamenti strategici su come cogliere l'obiettivo nazionale: occorre mettere a disposizione basi decisionali specializzate per una gestione ottimale della foresta, cercare nuove filiere di valorizzazione e di commercializzazione per le latifoglie e aumentare la domanda di legno. Una misura fondamentale per garantire la sicurezza dell'accesso alle risorse lignee è anche la conservazione di un allacciamento forestale di base, nonché l'adattamento alla tecnica, anche fuori dal bosco di protezione. Una valutazione speciale del terzo Inventario forestale nazionale (IFN) fuori dal bosco di protezione mostra che in 14 cantoni e, in particolare, nel bosco privato sono disponibili grandi riserve, ma l'allacciamento è insoddisfacente. Il Consiglio federale ritiene che in questo settore la responsabilità sia dei cantoni e dei proprietari del bosco. Il Consiglio federale valuta eventuali misure supplementari nell'ambito del postulato Jans accolto (13.3924 "Ottimizzare l'utilizzazione del legno") e a tale proposito presenterà al riguardo un rapporto nel 2015.</p><p>2. Un buon 3 per cento del bosco svizzero (senza considerare l'arbusteto) è irraggiungibile. Si tratta di superfici che non consentono né misure attive per l'adattamento ai cambiamenti climatici, né l'utilizzazione del legno. Per quanto riguarda la garanzia delle funzioni del bosco tale superficie è trascurabilmente piccola. La superficie rimanente permette un'utilizzazione del legno e l'adozione di misure di adattamento ai cambiamenti climatici è sostanzialmente concepibile e utile. Al riguardo vale il seguente principio: migliore è l'allacciamento, più bassi sono i costi (per la raccolta del legname) e più cresce la possibilità di adottare misure di adattamento ai cambiamenti climatici o la raccolta di legname. Nel caso di un allacciamento insoddisfacente (cfr. risposta 1), le necessarie misure di adattamento ai cambiamenti climatici possono diventare talmente dispendiose da risultare inattuabili, dati i costi sproporzionati a fronte del vantaggio risultante. Ciò può compromettere in modo permanente e duraturo le funzioni del bosco.</p><p>Per consentire le misure di adattamento ai cambiamenti climatici, il Consiglio federale vuole creare la rispettiva base giuridica e investire circa 20 milioni di franchi all'anno. Ciò è quanto ha proposto al Parlamento il 21 maggio 2014, nell'ambito della revisione della legge forestale.</p><p>3./5. Per valutare la necessità d'intervento per il piano d'azione Strategia biodiversità svizzera (SBS), l'Ufficio federale dell'ambiente si basa su studi e rapporti nazionali e internazionali recenti (ad es. Wandel der Biodiversität in der Schweiz: Lachat et al. 2010, OECD-Umweltausblick bis 2050: OECD 2012; Global Biodiversity Outlook 4: Segretariato della convenzione sulla diversità biologica 2014), i quali mostrano che, nonostante gli sforzi attuali, lo stato della biodiversità e dei suoi servizi irrinunciabili all'umanità peggioreranno ulteriormente. Ciò comporta anche rischi per l'uomo. Inoltre, la Svizzera è soggetta a obblighi e accordi in ambito di biodiversità che stabiliscono la necessità d'intervento: a tale proposito rivestono un'importanza centrale gli obblighi nell'ambito della Convenzione delle Nazioni Unite sulla diversità biologica.</p><p>4. I dieci obiettivi della Strategia biodiversità svizzera, decisa dal Consiglio federale il 25 aprile 2012, coprono la necessità d'intervento urgente per la Svizzera al fine di conservare e promuove a lungo termine la biodiversità e i loro servizi ecosistemici. Parte di questa necessità d'intervento è il miglioramento del deficit a livello di attuazione. Attualmente il piano d'azione Strategia biodiversità svizzera è in elaborazione. I finanziamenti necessari alla realizzazione sono stabiliti in collaborazione con i cantoni, poiché dispongono delle relative basi e svolgono un ruolo importante nella realizzazione. Il Consiglio federale adotterà il piano d'azione probabilmente nel 2015 e al contempo deciderà anche in merito ai fondi aggiuntivi necessari.</p><p>6. Attualmente, l'utilizzazione del legno in Svizzera è inferiore di 2,5 milioni di metri cubi (anno di riferimento 2013) all'obiettivo fissato dal Consiglio federale. Se l'utilizzazione del legno venisse aumentata di questa grandezza, l'impronta ecologica esportata per il consumo di legno potrebbe essere circa dimezzata. La stima dell'impronta ecologica si basa inoltre su dati derivanti dallo studio "Analyse und Synthese der Wertschöpfungskette Wald und Holz in der Schweiz" (per conto UFAM, 2014). Il deficit nel commercio del legno, per quanto riguarda il legname in tronchi, potrebbe essere ridotto di circa 65 milioni di franchi l'anno.</p>  Risposta del Consiglio federale.