<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a creare le basi giuridiche per garantire pari opportunità nella formazione dei giovani adulti che sono all'aiuto sociale e introdurre in tutta la Svizzera una prassi esemplare e di successo per borse di studio che garantiscano il fabbisogno vitale dei beneficiari dell'aiuto sociale di età compresa tra i 18 e i 25 anni.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale attribuisce grande importanza alla formazione e alle pari opportunità nel sistema formativo. Anche gli adolescenti e i giovani adulti che sono all'aiuto sociale devono poterne beneficiare.</p><p>Il Programma nazionale di prevenzione e lotta contro la povertà 2014-2018 ha sostenuto diversi progetti e attività in questo ambito. Uno studio realizzato nel quadro del programma, in adempimento della mozione del Gruppo socialista 14.3890, "Strategia per ridurre la dipendenza dei minorenni e dei giovani adulti dall'aiuto sociale", fornisce una visione d'insieme delle misure adottate a favore degli adolescenti e dei giovani adulti in difficoltà (across concept, "Reduktion der Abhängigkeit von Jugendlichen und jungen Erwachsenen von der Sozialhilfe", Berna 2018, pubblicato dall'UFAS con riassunto in italiano nella collana "Beiträge zur sozialen Sicherheit", rapporto di ricerca n. 7/18). Nello studio sono formulate raccomandazioni per ottimizzare l'accesso agli aiuti alla formazione e garantire la copertura del fabbisogno vitale nel periodo in cui quest'ultima è svolta. L'indagine ha messo in evidenza in particolare il programma del Cantone di Vaud menzionato dall'autrice della mozione (Formation pour les jeunes adultes en difficulté, Forjad), contribuendo a farlo conoscere. Questo programma non rappresenta semplicemente un sistema di borse di studio più generoso: i giovani sono tenuti a realizzare un progetto formativo e, dal canto suo, il Cantone s'impegna a mettere a disposizione posti di formazione e a garantire un accompagnamento duraturo.</p><p>In virtù dell'articolo 66 capoverso 1 della Costituzione federale (Cost.; RS 101), la Confederazione può stabilire principi per la concessione di sussidi all'istruzione, tra cui potrebbero rientrare anche importi minimi per borse di studio o prestiti. Questa competenza federale si applica tuttavia soltanto nel settore terziario, mentre per il resto i sussidi all'istruzione sono di competenza cantonale. Al riguardo vige l'Accordo intercantonale sull'armonizzazione dei criteri per la concessione degli aiuti allo studio (Concordato sulle borse di studio). La copertura del fabbisogno vitale e l'impostazione della sua garanzia, sia nel quadro dell'aiuto sociale sia di un altro sistema di prestazioni in funzione del bisogno, incombono esclusivamente ai Cantoni. Di conseguenza, la Confederazione non può imporre loro di introdurre un sistema di promozione della formazione per giovani adulti all'aiuto sociale.</p><p>L'articolo 66 capoverso 2 della Costituzione dà però alla Confederazione la possibilità di prendere provvedimenti propri, a complemento delle misure cantonali. Considerati la sostanziale competenza dei Cantoni in materia di borse di studio e lo stretto legame con l'aiuto sociale, il Consiglio federale non ritiene tuttavia opportuno procedere in tal senso.</p><p>I Cantoni, le Città, i Comuni e le organizzazioni della società civile associati alla Confederazione nella Piattaforma nazionale contro la povertà 2019-2024 hanno scelto le pari opportunità educative come una delle priorità della piattaforma, al fine di approfondire i risultati dei lavori del programma 2014-2018. Le attività che saranno svolte in questo ambito verranno definite nel corso dell'autunno del 2019. In questo contesto la Confederazione può dare impulsi e sostenere in modo mirato gli attori sul campo, ad esempio mettendo a disposizione studi e strumenti pratici. Nel 2024 il Consiglio federale presenterà un rapporto sui risultati e sugli effetti delle misure adottate, facendo il punto della situazione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.