B u n d e s v e rw a l t u n g s g e r i ch t T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i f f éd é r a l T r i b u n a l e am m i n i s t r a t i vo f e d e r a l e T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i v fe d e r a l Corte III C-4610/2012 S e n t e n z a d e l 2 5 m a r z o 2 0 1 3 Composizione Giudici Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio), Blaise Vuille, Marianne Teuscher, cancelliere Manuel Borla. Parti A._______, …, 6900 Lugano, patrocinato dal Soccorso operaio svizzero SOS Ticino, via Zurigo 17, 6900 Lugano, ricorrente, contro Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore Oggetto Rifiuto dell'approvazione al rilascio di un permesso di dimora (art. 14 cpv. 2 LAsi). C-4610/2012 Pagina 2 Fatti: A. A._______, cittadino serbo , di etnia Gorani, con ultimo domicilio a …, in Kosovo, nato il …, è entrato in Svizzera il 23 ottobre del 2006 depositan- do il 30 dello stesso mese una domanda di asilo. Con decisione del 22 dicembre 2006 l'Ufficio federale della migrazione (in seguito UFM) ha r e- spinto la domanda ed ha pronunciato l'allontanamento dalla Svizzera al 16 febbraio 2007. Il 22 gennaio 2007 l'interessato ha presentato ricorso al Tribunale amministrativo federale (in seguito TAF o il Tribunale), il quale con decisione incidentale lo ha autorizzato a soggiornare in Svizzera sino al termine della procedura (cfr. decisione incidentale del 21 febbraio 2007). B. Nel maggio del 2008 A._______ è entrato alle dipendenze dell'Hotel ... di Lugano con la mansione di ausiliario di cucina. Conseguen temente, dopo avere beneficiato di prestazioni assistenziali dal 1° agosto 2007 al 30 gi u- gno 2008 per un importo complessivo di fr. 21'712.70, l'interessato dive n- tava finanziariamente indipendente. C. Con sentenza del 16 giugno 2010 il TAF respingeva il rico rso contro la decisione dell'UFM concernente la domanda di asilo. Conseguentemente il 24 giugno 2010, l' autorità di prime cure comunicava all'interessato il nuovo termine di partenza per lasciare la Svizzera fissato al 23 luglio 2010. D. Con scritto del 6 se ttembre 2010, A._______ ha chiesto all'autorità di pr i- me cure il riesame della decisione del 22 dicembre 2006 con cui si rifiut a- va la domanda di asilo, poiché a suo dire, affetto da "sindrome post tra u- matica da stress" (cfr. rapporto medico del 2 agosto 20 10), avrebbe diffi- cilmente potuto continuare nel suo paese le cure iniziate in Svizzera. Con decisione del 1° ottobre 2010 l'UFM non è entrato nel merito della d o- manda di riesame. E. Il 27 aprile 2012 la S ezione della popolazione del Cantone Ticino (in s e- guito SP) ha preavvisato favorevolmente il rilascio di un permesso di d i- mora ai sensi dell'art. 14 cpv. 2 LAsi , trasmettendo per competenza l'i n-C-4610/2012 Pagina 3 carto in oggetto all'UFM. L'autorità federale ha però informato l'interess a- to di non ritenere adempiute le condizio ni per il rilascio del permesso di dimora ex art. 14 cpv. 2 LAsi. In ottemperanza del proprio diritto di essere sentito, l'interessato ha ribadito le proprie ragioni con scritto del 9 luglio 2012. F. Con decisione del 31 luglio 2012, l'UFM ha rifiutato forma lmente l'appro- vazione del rilascio di un permesso di dimora. L'autorità di prime cure ha indicato che A._______ non può avvalersi di una situazione professionale importante o particolarmente specifica, o di un'evoluzione professionale tale da giustificare un caso di rigore ex art. 14 cpv. 2 LAsi. Inoltre ne m- meno l'integrazione sociale è forte a tal punto da considerare un ritorno in Patria eccessivamente rigoroso. Perdipiù il soggiorno in Svizzera non può essere ritenuto considerevole, se paragonato ai 36 a nni trascorsi nel Ko- sovo serbo. L'autorità di prime cure rileva altresì che la presenza di fami- gliari, segnatamente un fratello e una sorella in Svizzera, come pure il buon comportamento mantenuto dell'interessato durante il soggiorno, non sarebbero determinanti per accogliere l'istanza. Per l'UFM, l'interessato - che sarà comunque confrontato a difficoltà sociali ed economiche al suo ritorno in patria - potrà far valere l'esperienza acquisita durante la perm a- nenza in Svizzera . Infine l'autorità di prime cure ha sottolineato che l'a l- lontanamento verso il Kosovo è stato ritenuto possibile, ammissibile ed esigibile già in occasione della procedura d'asilo. G. Con scritto del 5 settembre 2012 A._______ ha interposto ricorso contro la decisione dell'autorità di prime cure chiedendone l'annullamento e il r i- conoscimento della propria situazione quale grave caso di rigore ai sensi dell'art. 14 LAsi, con conseguente approvazione al rilascio del permesso di dimora. Il ricorrente ha pure chiesto di essere pos to a beneficio dell'as- sistenza giudiziaria. A sostegno delle proprie allegazioni, egli ha sottolineato che le condizioni poste dall'art. 14 cpv. 2 LAsi sono ottemperate. In particolare egli è attivo e indipendente finanziariamente da circa 6 anni, ed ha sempre avuto un comportamento conforme all'ordinamento giuridico elvetico. L'interessato ha parimenti sottolineato che, sebbene non possa vantare un 'importante carriera lavorativa, occorre considerare – a differenza di quanto esposto dall'autorità di prime c ure - le maggiori difficoltà con cui sarà confrontato al suo ritorno in patria rispetto a c oloro che hanno acquisito una form a- zione professionale di alto livello. Infine , la madre, il fratello e la sorella, C-4610/2012 Pagina 4 che risiedono ancora in Kosovo difficilmente potr anno aiutarlo a reint e- grarsi professionalmente nella misura in cui la realtà economica kosovara conta una disoccupazione del 42% nella fascia di età compresa tra i 25 e 54 anni. H. Con ordinanza del 10 settembre 2012 il TAF ha invitato il ricorrente a pro- durre il formulario "domanda di gratuito patrocinio" a fondamento della propria richiesta. Il 10 ottobre successivo A._______ ha trasmesso al Tri- bunale il menzionato formulario, indicando che i mezzi di prova a fond a- mento dei dati indicati erano già agli atti di causa, segnatamente il co n- tratto di lavoro, il contratto di locazione ed i pagamenti dei premi di cassa malati. I. Con osservazioni del 25 settembre 2012, l'UFM, ribadendo quanto esp o- sto con la decisione impugnata, ha chiesto di dichiarare il ricorso inf onda- to in tutte le sue conclusioni e di confermare la decisione impugnata. Con scritto del 25 ottobre 2012, in risposta alle osservazioni dell'autorità di prime cure, il ricorrente si è riconfermato nelle proprie allegazioni di fat- to e di diritto. Diritto: 1. 1.1 Riservate le eccezioni previste all'art. 32 della legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale amministrativo federale (LTAF, RS 173.32), giusta l'art. 31 LTAF il Tribunale giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 della legge federale del 20 dicembre 1968 sulla procedura amministrativa (PA, RS 172.021) prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF. In particolare, le decisioni relative al rilascio del permesso di dimora ai sensi dell'art. 14 cpv. 2 LAsi rese dall'UFM - il quale cost ituisce un'unità dell'amministrazione federale come definita all'art. 33 lett. d LTAF - pos- sono essere impugnate dinanzi al TAF che nella presente fattispecie st a- tuisce in via definitiva (cfr. art. 1 cpv. 2 LTAF in relazione con l'art. 83 lett. c cifra 2 d ella legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale [LTF, RS 173.110]; cfr. anche sentenza del TF 2C_692/2010 del 13 settembre 2010 consid. 3). C-4610/2012 Pagina 5 1.2 Salvo i casi in cui la LAsi non disponga altrimenti, la procedura davan- ti al Tribunale è retta dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF (cfr. art. 6 LAsi). 1.3 A._______ è destinatario della decisione impugnata ed ha dunque il diritto di ricorrere (art. 48 PA) e il suo ricorso, presentato nella forma e nei termini prescritti dalla legge, è ricevibile (cfr. art. 50 e 52 PA). 2. Ai sensi dell'art. 49 PA, il ricorrente può invocare la violazione del diritto federale, compreso l'eccesso o l'abuso del potere di apprezzamento, l'a c- certamento inesatto o incompleto dei fatti giuridicamente rilevanti e l'in a- deguatezza. Il Tribunale applica d'ufficio il diritto federale nella procedura ricorsuale e non è vincolato in alcun caso dai motivi del ricorso (cfr. art. 62 cpv. 4 PA). Rilevante è in primo luogo la situazione di fatto al momento del giudizio (cfr. DTAF 2011/1 consid. 2 e giurispruden za ivi citata, DTAF 2011/43 consid. 6.1). 3. 3.1 Secondo il tenore dell'art. 14 cpv. 2 LAsi, il Cantone può, con il ben e- stare dell'UFM, rilasciare un permesso di dimora alle persone attribuitegli conformemente alle disposizioni in vigore in materia d'asilo. A tale scopo i seguenti criteri devono essere ossequiati. a) l'interessato si trova in Svizzera da almeno cinque anni dalla present a- zione della domanda; b) il luogo di soggiorno dell'interessato era sempre noto alle autorità; e c) si è in presenza di un grave caso di rigore personale in considerazione del grado di integrazione dell'interessato. Questa disposizione, entrata in vigore il 1° gennaio 2007, ha sostituito i capoversi 3 a 5 dell'art. 44 LAsi (RU 2006 4745, pag. 4767). Essi prev e- devano in sostanza la possibilità di pronunciare l'ammissione provvisoria a favore di richiedenti l'asilo in una situazione di rigore personale grave. Raffrontato alla previgente legge, il nuovo art. 14 cpv. 2 LAsi ha esteso il campo di applicazione: esso include anche i r ichiedenti l'asilo respinti mi- gliorando così il loro statuto giuridico, considerato che hanno la possibil i- tà, a certe condizioni, di ottenere un permesso di dimora (cfr. DTAF 2009/40 consid. 3.1). C-4610/2012 Pagina 6 3.2 La procedura di rilascio di un permesso di dimora secondo l 'art. 14 cpv. 2 LAsi deve essere avviata dai cantoni che intendono fare uso di tale possibilità (cfr. 14 cpv. 3 LAsi). La competenza decisionale spetta tuttavia all'UFM che può rifiutare la sua approvazione o limitare la portata della decisione cantonale ( cfr. art. 14 cpv. 2 LAsi e art. 86 dell'ordinanza sull'ammissione, il soggiorno e l'attività lucrativa [ OASA, 142.201] in rela- zione con l'art. 99 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranie- ri (LStr, RS 142.20). Contrariamente alle altre procedu re in materia di d i- ritto sugli stranieri la persona interessata ha qualità di parte unicamente nella procedura di approvazione dinanzi all'UFM (art. 14 cpv. 4 LAsi), o v- vero a decorrere dalla richiesta presentata dal Cantone. 4. 4.1 Per quanto attiene invece i cr iteri materiali per l'apprezzamento di un "caso di rigore personale" giusta l'art. 14 cpv. 2 LAsi, essi erano elencati sino al 1° gennaio 2007 nell'art. 33 dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni procedurali dell'11 agosto 1999 (Ordinanza 1 sull'a silo, OAsi 1 , RS 142.311) nel suo tenore in vigore fino al 31 dicembre 2007. A decorre- re dall'entrata in vigore della LStr e delle relative ordinanze d'esecuzione, in particolare dell'OASA, il previgente art. 33 OAsi 1 è stato abrogato e sostituito dall'art. 31 OASA, il quale comprende una lista non esaustiva di criteri da esaminare. In particolare, nella valutazione occorre considerare l'integrazione del richiedente (let. a), il rispetto dei principi dello Stato di diritto da parte del richiedente (let. b), la situazione familiare in particolare il momento e la durata della scolarizzazione dei figli (let. c), la situazione finanziaria nonché la volontà di partecipare alla vita economica e di a c- quisire una formazione (let. d), la durata della presenza in Svi zzera (let. e), lo stato di salute (let. f), nonché la possibilità di un reinserimento nel Paese d'origine (let. g). Va rilevato parimenti che ai sensi dell'art. 31 cpv. 2 OASA il richiedente deve aver rivelato la propria identità: questa norma è stata emanata nel rispetto dei principi della delega legislativa, in quanto essa non esce dal quadro legislativo ed è in rapporto con lo scopo pers e- guito giacché, per definizione, un titolo di soggiorno può essere rilasciato unicamente se l'identità della persona i nteressata è conosciuta. Senza conoscere l'identità non è pertanto possibile rilasciare un qualsivoglia permesso di soggiorno. Infine va osservato che anche la legge stessa, segnatamente l'art. 8 LAsi, disciplina l'obbligo di collaborare della persona interessata, dovendo fra l'altro quest'ultima dichiarare le sue generalità (cfr. sentenza del Tribunale amministrativo federale C -3811/2007 del 6 gennaio 2010 consid. 6 e riferimenti ivi citati). C-4610/2012 Pagina 7 Con riferimento al tenore dell'art. 31 cpv. 1 dell'ordinanza sull'ammissio- ne, il soggiorno e l'attività lucrativa ( OASA, RS 142.201) come pure alla giurisprudenza sviluppata in merito va indicato però che nell'apprezz a- mento del "caso di rigore" occorre tener conto delle circostanze della fa t- tispecie, di modo che i criteri enunciati dalla disposizione legale non costi- tuiscono un catalogo esaustivo e non devono essere adempiuti cumulat i- vamente (cfr. DTAF 2009/40 consid. 6.2; cfr. VUILLE/SCHENK, L'article 14 alinéa 2 de la loi sur l'asile et la notion d'int égration, in L'i ntégration des étrangers à l'épreuve du droit suisse, pag. 105 e segg.). 4.2 Il Tribunale ha inoltre avuto l'occasione di pronunciarsi di recente in merito all'interpretazione dell'art. 14 cpv. 2 LAsi (cfr. DTAF precitato co n- sid. 5.2 e 5.3) ed è giunto alla conclusione che la nozione di un caso di ri- gore grave prevista da questa disposizione, corrisponde a quella di caso personale particolarmente grave prevista all'art. 30 cpv. 1 lett. b LStr c o- me anche al previgente art. 13 lett. f dell'ordinanza che limita l' effettivo degli stranieri del 6 ottobre 1986 (OLS, RU 1986 1791). Orbene secondo la prassi e la giurisprudenza relative ai casi personali di estrema gravità, sviluppate in relazione all'art. 13 lett. f OLS, è necessario che la persona interessata si trovi in una situazione di bisogno personale. Ciò significa che le sue condizioni di vita e d'esistenza in caso di rinvio dalla Svizzera, paragonate alle condizioni medie degli stranieri nella stessa situazione, comporterebbero delle gravi conseguenze. In altre parole, il rifiuto dell'ammissione della propria domanda, deve comportare per il richiede n- te delle gravi conseguenze. 4.3 Infine il presente Tribunale sottolinea che il tenore del testo dell'art. 14 cpv. 2 LAsi indica in modo chiaro che le condizioni d'applica zione di que- sta disposizione devono essere restrittive come lo sono quelle inerenti ai casi di rigore del diritto degli stranieri (cfr. DTAF precitato consid. 6.1; DTAF 2007/45 consid. 4.2; DTF 130 II 39 consid. 3 ; cfr. VUIL- LE/SCHENK, L'article 14 alinéa 2 de la loi sur l'asile et la notion d'intégra- tion, in L'intégration des étrangers à l'épreuve du droit suisse, pag. 105 e segg.). 5. 5.1 Con riferimento alla prima condizione posta dall'art. 14 cpv. 2 LAsi, ovvero la presenza dell'interessato in Svizzera da alme no cinque anni dalla presentazione della domanda di asilo, il Tribunale sottolinea che i dibattiti parlamentari (cfr. Bollettino ufficiale dell'Assemblea federale [BU] 2005 pag. 342 [intervento Sommeruga] e 2005 pag. 1164 [intervento C-4610/2012 Pagina 8 Vermot Mangold]) hanno chiaramente indicato che il riconoscimento di un caso di rigore ai sensi dell'art. 14 cpv. 2 LAsi si applica unicamente a c o- loro che sono restati in Svizzera, dopo il rifiuto della propria domanda di asilo, per ragioni che non sono riconducibili a propria colpa (cfr. decisioni del Tribunale amministrativo federale C -6584/2008 del 26 luglio 2011 consid. 7.1 e C-2868/2010 del 29 novembre 2010 consid. 5.1). In proposi- to A._______, dopo la decisione della TAF del 16 giugno 2010 che ha re- spinto il proprio ricorso contro il rifiuto della domanda di asilo, non ha o t- tenuto una proroga del termine di partenza (cfr. scritto dell'UFM del 12 agosto 2010), fissato dall'autorità di prime cure a l 23 luglio 2010. Egli ha tuttavia inoltrato una domanda di riesame, respinta il 1° ottobre 2010, e in seguito il 31 ottobre successivo una domanda di riconoscimento di un ca- so di rigore ex art. 14 cpv. 2 LAsi. Benché dagli atti di causa non emerga in modo chiaro che l'interessato abbia ottenuto una proroga del termine per lasciare la Svizzera al termine della procedura, dall'incarto cantonale risulta che A._______ ha tuttavia ottenuto due autorizzazioni di corta d u- rata per continuare ad esercitare l a propria professione presso l'H otel … (cfr. permesso del 18 luglio 2012 e permesso del 17 ottobre 2012). 5.2 5.2.1 Con riferimento alla condizione di presenza di un "caso particola r- mente grave", dagli atti di causa emerge che l'integrazione sociale del r i- corrente non é particolarmente forte. Sebbene il datore di lavoro abbia di- chiarato che l'interessato si sia "ben presto integrato […] nel tessuto di Lugano", abbia "velocemente appreso la nostra lingua", e sia "un ottimo esempio di umiltà di una persona, che in terra straniera cerca di fare del suo meglio" (cfr. dichiarazione B._______, 7 novembre 2011), agli atti non risultano altre testimonianze comprovanti un'integrazione dell'interessato nella società civile rispettivamente nella comunità ticinese, in particolare si deve costatare l'assenza di lette re di conoscenti o amici in proposito. Nemmeno sono sostanziate attività o partecipazioni alla vita comunitaria quali l'appartenenza a società o associazioni. 5.2.2 Per quanto attiene l'integrazione professionale del ricorrente, il Tr i- bunale prende atto della su a volontà di acquisire nuove conoscenze a t- traverso la frequenza di corsi formativi (cfr. dichiarazione B._______, 7 novembre 2011). Tuttavia A._______, attivo quale ausiliario di cucina, come da lui stesso ammesso, non può vantare attual mente un percorso professionale di particolare rilievo (cfr. ricors o del 5 settembre 2012, pag. 3). C-4610/2012 Pagina 9 5.2.3 Dagli atti di causa emerge inoltre che, durante la permanenza nel Comune di Lugano, il ricorrente ha sempre mantenuto un buon compo r- tamento (cfr. certificato di buona co ndotta del Comune di Lugano del 26 ottobre 2011). A._______ ha ottenuto l'indipendenza finanziaria dal mese di giugno del 2008 (cfr. preavviso positivo ex art. 14 cpv. 2 LAsi da parte della SP), beneficiando tuttavia sino a quel momento di regolari importi da parte dell'assistenza sociale per complessivi fr. 21'712.70 (cfr. preavviso positivo ex art. 14 cpv. 2 LAsi da parte della SP , pag. 15). Il Tribunale rile- va altresì che non risu ltano procedure esecutive pendenti e / o degli atti di carenza beni nei confronti dell'interessato. Infine occorre osservare che A._______ ha dei legami famigliari in Sviz- zera, in particolare un fratello risiederebbe nel Canton Zugo e una sorella risiederebbe nel Cantone Zurigo (cfr. verbale di interrogatorio presso il Centro di registrazione di Chiasso del 13 novembre 2011). 5.2.4 Con riferimento allo stato di salute del ricorrente, il TAF rileva che la domanda di riesame presentata il 6 settembre 2010, corredata da doc u- mentazione a comprova di presunte turbe psichiche, è stata respinta con decisione dell'UFM in data 1° ottobre 2010, a motivo che dette condizioni di salute erano state invocate tardivamente e non erano comunque atte a fondare una domanda di riesame. A ciò va inoltre aggiunto che nella pro- cedura in esame, il ricorr ente ha allegato un certificato medico attestante il proprio buono stato di salute (cfr. certificato medico del 26 ottobre 2011 del dott. C._______). 5.2.5 Per quanto attiene alla reintegrazione nel proprio Paese di origine, il Tribunale rileva che il ricorrente stesso ha dichiarato che in Kosovo vive ancora "una piccola rete familiare, composta dalla madre, da un fratello e da una sorella" (cfr. ricorso, pag. 4). Va altresì sottolineato che l'interessa- to ha vissuto in patria sino al trentaseies imo anno di età, ovvero l'intera gioventù e adolescenza, apprendendo dunque perfettamente gli usi e i costumi locali. Va infine sottolineato che questo Tribunale ha già conside- rato ragionevolmente esigibile l'esecuzione dell'allontanamento dell'int e- ressato verso il Kosovo (cfr. sentenza del TAF D -574/2007, pag. 11/12, del 16 giugno 2010). 5.3 Il Tribunale non ignora il fatto che il ritorno in Patria dopo un soggio r- no di diversi anni in Svizzera p ossa comportare delle difficoltà. Effettiv a- mente, una volta rientr ato nel suo Paese d'origine, il ricorrente si troverà indubbiamente in una situazione meno favorevole di quella vissuta in Svizzera. La sua situazione sarà tuttavia simile a quella di molti altri suoi C-4610/2012 Pagina 10 connazionali rimasti in Kosovo. Tale circostanza non rappresenta tuttavia una ragione sufficiente per poter beneficiare di un permesso di soggiorno fondato sulla base di un caso di estrema gravità personale in quanto lo scopo di questo permesso non è quello di sottrarre l'interessato alle co n- dizioni di vita de l suo Paese d'origine. Infatti egli deve trovarsi in una s i- tuazione personale di estrema gravità che renda impossibile esigere da lui il riadattamento alla sua esistenza passata. Come già rilevato da qu e- sta Corte (cfr. DTAF 2007/16 consid. 10), non vengono prese in conside- razione le circostanze generali (economiche, sociali o sanitari e) a cui è confrontata l'insieme della popolazione rimasta in Patria e a cui la pers o- na interessata sarà confrontata al suo ritorno, salvo nel caso in cui quest'ultima può far valere delle difficoltà concrete e proprie alla sua s i- tuazione particolare. Ciò non è il caso nella presente fattispecie. 6. A fronte di quanto menzionato, le circostanze in esame non sono tali da poter ritenere che il ricorrente si trovi in una situazione di grave caso di ri- gore ai sensi dell'art. 14 cpv. 2 LAsi. Pertanto l'autorità inferiore ha rifiuta- to a ragione l'approvazione al rilascio di un permesso di dimora. 7. Ne discende che l'UFM con la decisione del 31 luglio 2012 non ha violato il diritto federale, né abusato del suo potere d'apprezzamento; l'autorità di prime cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giurid i- camente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata (art. 106 cpv. 1 LAsi e 49 PA). Per questi motivi il ricorso va respinto. 8. Considerato che il ricorrente ha dimostrato di non disporre dei mezzi ne- cessari sufficienti (cfr. formulario standard di gratuito patrocinio del 10 o t- tobre 2012) e considerato che le sue conclusioni non sembravano prive di probabilità di successo, l’autorità di ricorso, dispensa l'interessato dal pa- gamento delle spese processuali (art. 65 cpv. 1 PA). C-4610/2012 Pagina 11 Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronu n- cia: 1. Il ricorso è respinto. 2. Non si prelevano spese processuali. 3. Comunicazione a: – ricorrente (Raccomandata) – autorità inferiore (n. di rif. …; incarti di ritorno) – Sezione della popolazione, Bellinzona, per informazione La presidente del collegio: Il cancelliere: Elena Avenati-Carpani Manuel Borla Data di spedizione: