<h2>SubmittedText<h2><p>La Confederazione pubblica nel settimanale "Il Posto" i bandi di concorso per posti federali. Tra le qualifiche richieste ai candidati figurano anche le conoscenze linguistiche. Da un esame sistematico dei numeri di "Il Posto" apparsi tra il 18 ottobre 1995 e il 14 febbraio 1996 appare che l'italiano è menzionato in misura nettamente inferiore al tedesco e al francese. Su 475 bandi di concorso, soltanto 30 indicano anche l'italiano tra le lingue di cui è richiesta un'ottima conoscenza, ciò che corrisponde approssimativamente al 6 percento dei posti messi a concorso, contro il 67 percento per il tedesco e il 52 percento per il francese. Esaminando la posizione dell'italiano nei confronti delle altre lingue ufficiali sotto altri punti di vista, si constata una marginalizzazione nello stesso ordine di grandezza come pure un'inferiorità anche nei confronti dell'inglese.</p><p>Questa situazione costituisce una grave discriminazione nei confronti dei concorrenti di lingua materna italiana rispetto a quelli di lingua materna tedesca o francese. Essi si trovano esclusi da un accesso all'amministrazione federale già a livello della possibilità di concorrere. Infatti, anche se hanno compiuto studi superiori (università, scuole politecniche federali, scuole tecniche superiori) nelle aree germanofone o francofone, e nonostante il fatto che generalmente conoscano le lingue ufficiali meglio dei rappresentanti degli altri gruppi linguistici, è evidente che non potranno mai fare valere delle conoscenze del tedesco e del francese come lingua madre o principale.</p><p>In occasione del dibattito sul rendiconto 1994 avevo già sollevato questo problema (cf. BU 1995 N 1464). L'analisi dei bandi di concorso in "Il Posto" dimostra che non è ancora stato intrapreso nulla per porvi rimedio.</p><p>Sulla scorta di queste considerazioni, chiedo al Consiglio federale:</p><p>1. Ritiene ammissibile dal profilo della parità di trattamento che cittadine e cittadini di lingua madre italiana vengano in tal modo penalizzati nei bandi di concorso per posti federali?</p><p>2. Come può giustificare l'erezione di una barriera linguistica che esclude i candidati italofoni ancora prima di una presa in considerazione delle loro competenze professionali e malgrado le loro conoscenze linguistiche, e che scoraggia già dal presentare la propria candidatura?</p><p>3. Non ritiene che l'attuale sistema privi l'amministrazione federale dell'apporto in termini di capacità professionali e di idee della componente italofona della Confederazione?</p><p>4. È disposto a correggere immediatamente questa situazione e a parificare nei bandi di concorso la lingua italiana alle due altre lingue ufficiali?</p><p>5. Quali provvedimenti intende adottare a tale scopo?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Al pari dell'autore dell'interpellanza il Consiglio federale sottolinea l'importanza di un'amministrazione federale plurilingue. Il promovimento del plurilinguismo in seno all'amministrazione generale costituisce uno dei suoi obiettivi in materia di sviluppo del personale e dell'organizzazione.</p><p>Le esigenze quantitative concernenti la presenza delle comunità linguistiche nel personale federale sono stabilite nelle Istruzioni del 12 gennaio 1983 del Consiglio federale relative alla rappresentanza delle comunità linguistiche in seno all'amministrazione generale della Confederazione. Secondo le statistiche del personale federale, la proporzione degli agenti italofoni corrisponde - come richiesto - a quella della popolazione svizzera residente. Contrariamente agli agenti francofoni, gli italofoni non sono sufficientemente rappresentati nelle funzioni di quadri superiori e di alta specializzazione (classi di stipendio 24 a 29).</p><p>Il funzionamento plurilingue, o piuttosto pluriculturale, dell'amministrazione necessità anche dell'attuazione di misure qualitative che permettano di migliorare le condizioni di lavoro degli agenti, in particolare di quelli di lingua latina. È essenzialmente a questo scopo che il Consiglio federale ha accettato il punto 1 della mozione Comby del 4 giugno 1993 (93.3273) e la mozione Salvioni del 17 giugno 1993 (93.3333), vale a dire di conferire un carattere obbligatorio ai principi esposti nelle istruzioni del 12 gennaio 1983, precisandoli e completandoli.</p><p>1./2. La formulazione dei bandi di concorso è uno degli elementi determinanti in materia di reclutamento del personale della Confederazione. Il fatto che l'italiano sia raramente richiesto rappresenta effettivamente uno svantaggio per i candidati italofoni. Oltre alla regolare pubblicazione dei bandi di concorso sui quotidiani ticinesi bisogna escogitare altri mezzi per favorire l'accesso della popolazione italofona ai processi di reclutamento.</p><p>3./4. L'aumentata presenza di personale italofono risponderebbe alle esigenze di un'amministrazione non soltanto plurilingue ma anche pluriculturale. Per ovviare al problema delle esigenze linguistiche nei bandi di concorso di posti federali sono già state trovate ed attuate diverse soluzioni. Le Istruzioni del Consiglio federale del 12 gennaio 1983 relative alla rappresentanza delle comunità linguistiche in seno all'amministrazione generale della Confederazione prevedono quanto segue: "Al fine di agevolare alle persone appartenenti ad una minoranza linguistica l'accesso agli impieghi federali, nella pubblicazione dei osti a concorso si rinuncerà, di regola, alla specificazione dell'appartenenza linguistica." Questa soluzione non si è rivelata abbastanza efficace per quanto riguarda l'italiano. Sarebbe più sensato rinunciare a qualsiasi menzione di esigenza linguistica, salvo in casi di assoluta necessità per il buon funzionamento del servizio.</p><p>5. Alla luce di queste riflessioni, in occasione della revisione delle Istruzioni del 12 gennaio 1983 relative alla rappresentanza delle comunità linguistiche in seno all'amministrazione generale della Confederazione, il Consiglio federale integrerà l'idea di rinunciare, di regola, alle esigenze linguistiche nei bandi di concorso. Per contro saranno stabilite esigenze linguistiche per l'insieme del personale a seconda del genere di attività. Per supplire a eventuali lacune nelle conoscenze linguistiche al momento del reclutamento, verranno potenziate le misure di formazione linguistica per tutte in lingue ufficiali.</p>  Risposta del Consiglio federale.