<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a sottoporre al Parlamento una riforma giudiziaria tesa a a) ridurre le spese processuali, gli anticipi delle spese e le tasse di giustizia, in particolare in prima istanza, e b) abbreviare la durata media dei procedimenti.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Anche il Consiglio federale ritiene che l'amministrazione della giustizia e lo Stato di diritto non possano essere garantiti se l'accesso alla giustizia non è finanziariamente abbordabile, in particolare a causa di spese troppo elevate, e se la procedura giudiziaria non è conclusa entro un termine adeguato.</p><p>Dall'unificazione dei codici di procedura civile e penale, gran parte delle prescrizioni procedurali sono sancite nel diritto federale. I Cantoni restano tuttavia competenti per la procedura amministrativa dinanzi alle autorità cantonali. Sono in particolare ancora responsabili dell'organizzazione giudiziaria. Sono dunque i Cantoni che devono dotare le autorità giudiziarie di risorse sufficienti, che fissano le tariffe delle spese e degli emolumenti (art. 96 del Codice di procedura civile [CPC; RS 272], art. 424 del Codice di procedura penale [CPP; RS 312.0]), in particolare per i procedimenti di prima istanza, e si assumono i costi dell'amministrazione della giustizia, ad eccezione dei Tribunali della Confederazione.</p><p>Per l'accesso alla giustizia e il suo buon funzionamento occorre pertanto tenere conto dei seguenti importanti aspetti: le risorse, i costi della giustizia e il loro finanziamento nonché l'imperativo di non sovraccaricare i tribunali in modo da permettere decisioni rapide. Si tratta di trovare un buon equilibrio tra questi diversi obiettivi: da un lato occorre sempre tenere conto del fattore costi e, dall'altro, come giustamente rilevato nella mozione, l'applicazione del diritto da parte delle autorità giudiziarie non può limitarsi a un esercizio di ottimizzazione dei costi. La ricerca di questo equilibrio è oggetto di sforzi continui profusi a tutti i livelli.</p><p>La questione dei costi è uno degli aspetti centrali del disegno di revisione del Codice di procedura civile attualmente trattata in Parlamento (cfr. 20.026 Codice di diritto processuale civile. Modifica). Il disegno risale alla mozione 17.3868 Janiak "Agevolare l'accesso ai tribunali civili", che il Consiglio federale aveva proposto di accogliere. Il Consiglio federale ha proposto di limitare l'anticipazione delle spese alla metà delle spese processuali presumibili e di addossare allo Stato invece che all'attore il rischio legato all'incasso delle spese. Quanto alla tariffa delle spese processuali, il Consiglio federale ritiene che resti di competenza dei Cantoni; essi devono esercitare la loro autonomia in materia in modo tale da garantire l'accesso ai tribunali civili.</p><p>Anche la celerità della procedura è oggetto degli sforzi attuali. I codici di procedura mettono a disposizione delle autorità e delle parti numerosi strumenti per garantire uno svolgimento rapido della procedura. Nonostante gli sviluppi tecnologici e le innovazioni nel campo della giustizia, il Consiglio federale è dell'avviso che non vi siano ricette universali per assicurare la celerità della procedura. La disponibilità di risorse sufficienti costituisce un aspetto decisivo che, come menzionato, compete anzitutto ai Cantoni.</p><p>Il Consiglio federale ritiene che con le disposizioni vigenti e soprattutto con gli sforzi di miglioramento in corso, come ad esempio le revisioni del Codice di procedura civile e del Codice di procedura penale attualmente dibattute in Parlamento, si siano già trovate soluzioni alla problematica sollevata dalla mozione. Progetti supplementari non sarebbero al momento opportuni.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.