<h2>SubmittedText<h2><p>Da alcuni anni a questa parte la quasi totalità delle casse malati hanno iniziato a rifiutarsi di stipulare contratti di assicurazione complementare (LCA) con persone che presentano statisticamente, ma non a livello individuale, un indice di rischio troppo elevato, senza neppure proporre un prodotto assicurativo con un premio maggiorato. Sono interessate da questo problema, ad esempio, le persone che hanno un indice di massa corporea superiore a 30 o che stanno seguendo, anche temporaneamente, una psicoterapia. Questo metodo tende a sovvertire il concetto di assicurazione unicamente a vantaggio della speranza matematica di conseguire maggiori utili. Le compagnie di assicurazione abbandonano la loro missione prioritaria trasformandosi in veri e propri istituti finanziari.</p><p>Ciò mi spinge a chiedere al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale è a conoscenza di queste nuove prassi e potrebbe precisare al Parlamento in che misura?</p><p>2. La FINMA, autorità indipendente incaricata di vigilare sulle casse malati nell'ambito della LCA, ha preso posizione e ha reagito in merito all'abuso di posizione dominante sul mercato e alla tutela dei clienti dei mercati finanziari?</p><p>3. Poiché la durata dei contratti di assicurazione complementare è quinquennale e circa la metà dei costi della sanità sono sostenuti negli ultimi anni di vita, cosa faranno il Consiglio federale e la FINMA se le compagnie di assicurazione, per massimizzare i loro utili, inizieranno a rescindere i contratti stipulati da persone anziane o che risultano meno abbienti negli ultimi cinque anni?</p><p>4. Il Consiglio federale non crede che, di fronte a tali prassi, sarebbe il caso di ampliare il contenuto della LAMal o di introdurre una LAMal plus, a scelta degli assicurati, con prestazioni che le compagnie di assicurazioni non avrebbero il diritto di rifiutare?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nel settore delle assicurazioni malattia complementari vige il principio della libertà contrattuale. Questo significa, tra l'altro, che l'assicuratore non è obbligato né a stipulare un contratto né ad accettare modifiche di un contratto esistente. Affinché vi sia un consenso valido, entrambe le parti contrattuali devono essere in linea di massima d'accordo sulla stipula o sulla modifica del contratto. Perciò l'impresa di assicurazione può anche rifiutare la proposta di assicurazione o accettarla con riserva e non è tenuta a giustificare la propria decisione.</p><p>Il Consiglio federale non dispone di statistiche che comprovino i motivi per cui dei contratti di diritto privato per l'assicurazione malattia complementare non sono stati stipulati. A suo parere non si è creata alcuna nuova prassi contraria alla legislazione in materia di sorveglianza. Le assicurazioni malattia complementari sono assicurazioni private che sottostanno al cosiddetto principio di equivalenza. Le tariffe devono essere stabilite in base al rischio. Gli assicuratori devono basarsi su statistiche affidabili e classificano gli assicurati in varie classi di rischio con premi assicurativi differenti.</p><p>2./3. La FINMA non ha nessuna possibilità di intervenire nei singoli casi di disdetta. Come già spiegato al numero 1, nell'ambito delle assicurazioni malattia complementari si applicano tariffe in funzione del rischio. L'aumento dei costi della salute nella fase finale della vita si riflette, in base al principio di equivalenza, anche nelle tariffe più elevate per gli assicurati di età avanzata. Tuttavia, il divieto di abuso previsto dalla legge pone dei limiti agli assicuratori: contravvenire sistematicamente a tale principio indurrebbe la FINMA a intervenire. Inoltre, nella maggioranza dei casi le imprese di assicurazione rinunciano espressamente al diritto di disdetta nelle loro condizioni generali. Questo allontana la preoccupazione espressa dall'autore dell'interpellanza riguardo a disdette - effettuate quasi mai nella prassi - di contratti di assicurazione malattia complementare negli ultimi anni di vita degli assicurati in caso di danni alla salute.</p><p>4. L'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie si prefigge di garantire a tutta la popolazione l'accesso, finanziato solidalmente, a cure mediche di alto livello qualitativo. Ciò consente di offrire un'assistenza sanitaria di base completa e moderna a carico dell'assicurazione malattie senza che gli assicurati debbano ricorrere ad assicurazioni complementari per coprire i costi delle cure mediche di base. Alla luce di quanto precede, il Consiglio federale non ritiene opportuno intervenire e respinge pertanto l'ampliamento del campo di applicazione della LAMal o l'introduzione di una LAMal plus.</p>  Risposta del Consiglio federale.