B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i ch t T ri b u n a l ad m i n i s t r a t i f f éd é r a l T ri b u n a l e am m i n i s t r a t i vo f e d e r a l e T ri b u n a l ad m i n i s t r a t i v fe d e r a l Corte IV D-3995/2024 S e n t e n z a d e l 2 8 g i u g n o 2 0 2 4 Composizione Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, con l'approvazione del giudice Gregor Chatton; cancelliere Adriano Alari. Parti A._______, nato il (…), Tunisia, c/o CFA Chiasso, (…), ricorrente, contro Segreteria di Stato della migrazione (SEM), Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore. Oggetto Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (procedura Dublino - art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi); decisione della SEM del 20 giugno 2024 / N (…). D-3995/2024 Pagina 2 Visto: la domanda d’asilo che il ricorrente ha presentato in Svizzera il (…) giugno 2024, l'estratto dalla banca dati dattiloscopica EURODAC, dal quale è risultato che il richiedente ha depositato una do manda d’asilo in Germania in data 6 settembre 2023 (cfr. atto SEM n. [{…}]-10/1), la richiesta di ammissione del (…) giugno 2024 fondata sull’art. 18 par. 1 lett. b del Regolamento Dublino (di seguito: RD III) presentata dalla SEM alle competenti autorità tedesche (cfr. atto SEM n. 12/5) e la risposta posi- tiva da parte di queste ultime del (…) giugno 2024 fondata sull’art. 18 par. 1 lett. d RD III (cfr. atto SEM n. 17/3), il verbale del colloquio Dublino del (…) giugno 2024 (cfr. atto SEM n. 20/2), la decisione della SEM del 20 giugno 2024, notificata il 24 giugno 2024 (cfr. atto SEM n. 24/1), di non entrata nel merito giusta l’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi, con conseguente trasferimento dell’interessato verso la Germania, il ricorso inoltrato dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) del 25 giugno 2024 (data d’entrata: 26 giugno 2024), i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei considerandi che seguono, e considerato: che il ricorso è tempestivo (art. 108 cpv. 3 della legge sull’asilo del 26 giu- gno 1998 [LAsi, RS 142.31]) ed è ammissibile (art. 5, 48 cpv. 1 lett. a–c e art. 52 della legge federale sulla procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 [PA, RS 172.021]), che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso, che il ricorso è manifestamente infondato e la decisione è motivata quindi soltanto sommariamente (art. 111 lett. e e 111 a cpv. 2 LAsi); che giusta l’art. 111a cpv. 1 LAsi, il Tribunale rinuncia allo scambio di scritti, D-3995/2024 Pagina 3 che nel colloquio Dublino l’interessat o ha dichiarato di non voler essere trasferito in Germania in quanto gli sarebbe stato impartito un termine di 7 giorni per lasciare il Paese; che in tale sede ha inoltre affermato di avere 2 figli ed una compagna in Italia, che l’autorità inferiore ha escluso che in Germania sussistano delle ca- renze sistemiche ai sensi dell’art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali del 4 novembre 1950 (CEDU, RS 0.101); che non vi è il rischio di violazione del divieto di respin- gimento; che non vi è motivo per l’applicazione degli art. 16 par. 1 e art. 17 RD III (Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 180/31 del 29 giugno 2013); che il risultato negativo di una procedura d’asilo non cessa la com- petenza dello Stato membro e che non vi è agli atti alcun elemento che indichi che la domanda d’asilo non sarebbe stata oggetto di una procedura regolare, che nel ricorso l’insorgente afferma che in Germania egli non avrebbe rice- vuto cure mediche e che per tale motivo egli dubiterebbe che la sua do- manda d’asilo sia stata trattata in modo corretto; che i suoi problemi medici sarebbero di una gravità tale da configurare una violazione dell’art. 3 CEDU in caso di trasferimento in Germania; che egli avrebbe diversi famigliari stretti in Svizzera che lo potrebbero aiutare; che in Germania egli avrebbe subito discriminazioni e minacce, senza che le autorità di tale Paese lo proteggessero; che pertanto chiede l’applicazione della clausola di sovra- nità ex art. 17 RD III, che la SEM, nel contesto della procedura Dublino, non entra nel merito ai sensi dell’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi quando conclude che un altro Stato è competente per l’esecuzione della procedura d’asilo e allontanamento, che la Germania ha riconosciuto la propria competenza; che di conse- guenza la competenza della Germania è di principio data, che l’applicazione dell’art. 3 par. 2 2a frase RD III non si giustifica nel caso di specie, visto che non vi sono fondati motivi per ritenere che in Germania sussistano carenze sistemiche ai sensi dell’art. 4 della Carta dei diritti fon- damentali dell’Unione europea; che la presunzione secondo cui la Germa- nia agisca in linea con gli standard previsti dal diritto europeo e internazio- nale non è stata rovesciata dal ricorrente; che, in particolare, non vi è ra- gione di ritenere che la Germania non rispetti il divieto di respingimento, D-3995/2024 Pagina 4 che neppure l’art. 17 par. 1 RD III («clausola di sovranità»), che è concre- tizzato in diritto interno svizzero dall’art. 29 a cpv. 3 dell’Ordinanza 1 sull’asilo relativa a questioni p rocedurali dell’11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311), è applicabile, che, infatti, il trasferimento in Germania del ricorrente non contravviene ad alcuna norma imperativa di diritto internazionale; che dal punto di vista me- dico, contrariamente a quanto asse rito dall’insorgente in fase ricorsuale , non vi sono problemi di una gravità tale da impedirne il rinvio (cfr. atto SEM n. 22/2); che del resto è notorio che lo Stato di destinazione dispone di infrastrutture mediche sufficienti; che per quanto concerne l’asserita proce- dura d’asilo trattata in modo scorretto in Germania, il Tribunale rileva che tali dichiarazioni sono vaghe e risultano essere delle mere ipotesi non so- stanziate da alcun elemento concreto; che se lo riterrà necessario spetterà al ricorrente, una volta trasferito in Germania, adire le competenti istanze giudiziarie al fine di tutelare i propri diritti; che in merito agli asseriti parenti presenti in Svizzera, il Tribunale osserva che il richiedente ha indicato in sede di Colloquio Dublino di avere parenti unicamente in Italia; che per- tanto l’interessato non può appellarsi in casu al principio dell’unità della famiglia; che il richiedente, durante la fase istruttoria, non ha mai indicato di aver subito discriminazioni e minacce; che le stesse asserzioni risultano del tutto vaghe e ster eotipate e non supportate da alcun elemento con- creto; che di conseguenza non è possibile concludere che le autorità tede- sche non siano disposte o in grado di tutelare la sicurezza dell’interessato, che la Germania è pertanto tenut a a riprendere in carico il ricorrente in ossequio alle condizioni poste agli art. 23, 24 e 29 RD III, che quindi, è a giusto titolo che la SEM non è entrata nel merito della do- manda d’asilo del ricorrente, che, visto quanto precede, il ricorso deve essere respinto e la decisione della SEM confermata, che essendo il ricorso privo di probabilità di esito favorevole, l a domanda di assistenza giudiziaria va respinta, che, visto l’esito della procedura, le spese processuali sono poste a carico del ricorrente, D-3995/2024 Pagina 5 che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 LTF). (dispositivo alla pagina seguente) D-3995/2024 Pagina 6 il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 1. Il ricorso è respinto. 2. La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versa- mento delle spese processuali, è respinta. 3. Le spese processuali, di CHF 750.–, sono poste a carico del ricorrente. Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministra- tivo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione del la presente sentenza. 4. Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto- nale competente. Il giudice unico: Il cancelliere: Daniele Cattaneo Adriano Alari Data di spedizione: