<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di elaborare un rapporto sulle procedure pratiche nei cantoni rispondendo alle domande seguenti:</p><p>1. Agli immigrati appena giunti in Svizzera sono illustrati i loro diritti e doveri?</p><p>2. L'articolo 54 della legge federale sugli stranieri, secondo cui è possibile stipulare accordi d'integrazione nel caso di persone difficili da integrare, è applicato in maniera coerente?</p><p>3. Le misure e le risorse sono sufficienti per verificare il rispetto di tali accordi?</p><p>4. Quale disciplinamento a livello di ordinanza e/o a livello inferiore è ipotizzabile per concretizzare un tale accordo d'integrazione?</p><p>5. In base a quali criteri i cantoni rilasciano i permessi di domicilio?</p><p>6. Come sono disciplinate nei cantoni le condizioni di ammissione per gli stranieri attivi come guida spirituale e/o insegnante di religione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In adempimento della mozione Schiesser 06.3445 e della mozione del gruppo socialista 06.3765, il Consiglio federale ha verificato la politica d'integrazione nel suo complesso e il 5 marzo 2010 ha presentato un rapporto concernente lo sviluppo della politica integrativa della Confederazione, che riassume il contenuto di tutti i precedenti rapporti in materia. In base a tale rapporto, si risponde come segue alle domande presentate nel postulato:</p><p>1. Con l'entrata in vigore della nuova legge federale sugli stranieri (LStr) è stata intensificata l'informazione degli stranieri e della popolazione locale (art. 56 LStr). A livello cantonale e comunale esistono ancora, come in passato, alcune notevoli differenze. La verifica condotta nel quadro del rapporto menzionato ha rivelato che una parte degli stranieri in Svizzera non è informata dei propri diritti e doveri o non è al corrente delle offerte informative e integrative in modo sufficiente. Per tale motivo il Consiglio federale propone che tutti i nuovi immigrati, indipendentemente dalla loro origine o dal loro statuto di soggiorno, siano invitati a un colloquio personale, in cui siano loro comunicate chiaramente le aspettative nei loro confronti e i loro doveri.</p><p>2. Nell'ambito del rapporto presentato annualmente dai cantoni all'Ufficio federale della migrazione (UFM), fondandosi sull'articolo 9 dell'ordinanza sull'integrazione degli stranieri (OIntS), si analizza se e come i cantoni ricorrano agli accordi d'integrazione. Una serie di cantoni ha utilizzato tale strumento nell'ambito di progetti pilota o nei confronti di determinati gruppi target. I progetti pilota di alcuni cantoni saranno valutati con il sostegno della Confederazione entro l'estate 2010. Se il colloquio informativo menzionato nella risposta 1 sarà introdotto su scala nazionale, sarà possibile individuare tempestivamente potenziali problemi e quindi i candidati per un accordo d'integrazione.</p><p>3. I cantoni che stipulano accordi d'integrazione sono responsabili anche della loro attuazione. Se, in base alla valutazione menzionata nella risposta 2, si manifesta la necessità di intervenire sulle misure e gli strumenti dei cantoni, insieme a questi ultimi occorre trovare vie percorribili a tal fine.</p><p>4. L'articolo 5 OIntS, nonché le relative raccomandazioni dell'UFM concretizzano lo strumento dell'accordo d'integrazione. Le raccomandazioni, le linee guida per l'utilizzo degli accordi, nonché una documentazione in dieci lingue sono state elaborate nel 2007, coinvolgendo consultori cantonali in materia d'integrazione ed esperti del settore.</p><p>5. Nelle sue direttive relative alle pertinenti disposizioni di legge e d'ordinanza, l'UFM precisa i seguenti criteri da considerare per valutare il grado d'integrazione per il rilascio anticipato del permesso di domicilio: rispetto della Costituzione federale nonché della sicurezza e dell'ordine pubblici, volontà di partecipare alla vita economica e di acquisire formazione, nonché la conoscenza di una lingua nazionale. Sotto la guida dell'UFM si sta attualmente elaborando un progetto quadro per la promozione linguistica tra i migranti in Svizzera. Lo scopo di tale progetto è quello di migliorare il coordinamento tra gli uffici, la Confederazione e i cantoni e di fissare standard nei settori della promozione e della valutazione linguistiche. I lavori si concluderanno alla fine del 2011.</p><p>6. Le persone che giungono in Svizzera da Paesi terzi per svolgere attività di guida spirituale devono soddisfare, oltre ai criteri del mercato del lavoro, anche requisiti d'integrazione più rigidi (art. 7 OIntS). Tali criteri sono concretizzati nelle direttive dell'UFM e sono verificati da parte dell'UFM nell'ambito della procedura di approvazione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.