<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di colmare le perdite di guadagno relative all'IVA attualmente esistenti nel traffico transfrontaliero degli acquisti. Devono essere definite delle regolamentazioni con gli Stati limitrofi affinché:</p><p>1. al momento del passaggio del confine sia possibile, mediante appositi sistemi informatici, restituire l'IVA del Paese d'acquisto e conteggiare quella del Paese d'importazione oppure</p><p>2. l'IVA non venga più restituita, ma al Paese limitrofo venga versato un importo calcolato sulla base dei rilevamenti degli acquisti effettuati.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Secondo il principio del Paese di destinazione, l'IVA deve essere pagata nel Paese in cui la merce viene esportata, mentre nel Paese di provenienza le esportazioni sono esentate dall'IVA. Tuttavia, per motivi di carattere economico-amministrativo, la maggior parte dei Paesi limitrofi (ad eccezione della Germania) concede l'esenzione dall'imposta sull'esportazione solo a partire da un determinato prezzo minimo d'acquisto.</p><p>Il rimborso dell'IVA estera non avviene tramite l'autorità doganale estera al confine, bensì in un secondo tempo tramite il venditore estero o un'impresa di servizi privata (Tax Free).</p><p>Le perdite di guadagno relative all'IVA menzionate dall'autore della mozione sono riconducibili, oltre che al rimborso concesso all'esportazione, anche ai limiti di franchigia accordati al momento dell'importazione in Svizzera. I limiti attuali sono in vigore dal 2002 e non sono dunque la causa dell'attuale fiorente turismo degli acquisti. Tali limiti sono stati introdotti per motivi di carattere economico-amministrativo e di reddittività della riscossione. La legislazione sull'IVA prevede espressamente la riscossione dell'imposta secondo questo principio, che per altro corrisponde anche alla Convenzione internazionale per la semplificazione e l'armonizzazione dei sistemi doganali (convenzione di Kyoto).</p><p>Le diverse aliquote dell'IVA causerebbero problemi in caso di reciproca compensazione. Per via delle aliquote più basse in Svizzera, per le esportazioni dovrebbe essere riscossa a posteriori anche la differenza rispetto al Paese di destinazione. Inoltre la compensazione sarebbe regolata solo con i Paesi limitrofi diretti, ma non per le importazioni da altri Paesi.</p><p>Oltre alla necessità di modificare le proprie basi legali, la partecipazione dei nostri Paesi limitrofi all'unione doganale europea comporterebbe dei problemi notevoli dal punto di vista della legislazione dell'UE. </p><p>L'amministrazione non può confermare, infine, le cifre relative alle perdite d'imposta e il danno economico menzionati dall'autore della mozione, dato che in parte non esistono statistiche in merito (p. es. imposizioni orali nel traffico turistico). D'altro canto, questo è uno degli obiettivi del rapporto che, secondo la raccomandazione del Consiglio federale, deve essere steso in adempimento del postulato della Commissione delle finanze del Consiglio nazionale 17.3360, "Ripercussioni della sopravvalutazione del franco sull'IVA".</p><p>Il rapporto dovrà trattare in modo approfondito e da vari punti di vista la tematica del turismo degli acquisti. Dovrà riprendere le varie proposte di soluzione esposte nei diversi interventi parlamentari, dovrà analizzarle e sulla loro base formulare delle possibili misure.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.