B u n d e s v e rw a l t u n g s g e r i ch t T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i f f éd é r a l T r i b u n a l e am m i n i s t r a t i vo f e d e r a l e T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i v fe d e r a l Corte IV D-2739/2020 S e n t e n z a d e l 4 g i u g n o 2 0 2 0 Composizione Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, con l'approvazione della giudice Jenny de Coulon Scuntaro; cancelliera Sebastiana Bosshardt. Parti A._______, nato il (…), Gambia, alias A._______, nato il (…), Gambia, alias A._______, nato il (…), Gambia, alias B._______, nato il (…), Gambia, alias A._______, nato il (…), Guinea, alias A._______, nato il (…), Guinea, alias C._______, nato il (…), Gambia patrocinato dalla Signora Simona Cautela, SOS Ticino Protezione giuridica della Regione Ticino e Svizzera centrale - Caritas Svizzera, ricorrente, contro Segreteria di Stato della migrazione (SEM), Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore. Oggetto Asilo (non entrata nel merito / procedura Dublino) ed allonta- namento; decisione della SEM del 18 maggio 2020 / N (…) D-2739/2020 Pagina 2 Visto: la domanda di asilo che A._______ ha presentato in Svizzera il 5 marzo 2020, le due richieste di informazioni presentate dalla SEM il 25 marzo 2020 alle competenti autorità tedesche ed italiane in merito all'identità del richiedente (cfr. atti […]-13/3 e 16/3) in conformità all 'art. 34 de l regolamento (UE) n. 604/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per l'esame di una domanda di protezione internazionale pre- sentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo o da un apolide (rifusione) (Gazzetta ufficiale dell 'Unione europea [GU] L 180/31 del 29.6.2013; di seguito: Regolamento Dublino III), il verbale della prima audizione RMNA del 14 aprile 2020 (cfr. atto 20/3 [di seguito: verbale 1]) nel corso della quale al richiedente è stato inoltre con- cesso il diritto di essere sentito in merito ad un'eventuale competenza dell'I- talia oppure della Germania nella trattazione della sua domanda d'asilo, la risposta delle autor ità competenti italiane del 17 aprile 2020 alla do- manda d'informazione (cfr. atto 23/2), la risposta delle competenti autorità tedesche del 22 aprile 2020 alla do- manda d'informazione (cfr. atto 25/2), la richiesta di informazioni complementari del 23 aprile 2020 presentata dalla SEM alle autorità germaniche (cfr. atto 27/1), la risposta delle suddette autorità del medesimo giorno (cfr. atto 30/1), la richiesta del 4 maggio 2020 di presa in carico dell'interessato alle auto- rità tedesche in base all'art. 18 par. 1 lett. b Regolamento Dublino III, il diritto d i essere sentito in merito alla questione della minore età del 5 maggio 2020, l'accoglimento della richiesta di ripresa in carico delle autorità tedesche del 7 maggio 2020, D-2739/2020 Pagina 3 la decisione della SEM del 18 maggio 2020 , notificata il 19 maggio 2020 (cfr. atto 47/1), mediante la quale dett a autorità non è entrat a nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi (RS 142.31) ed ha pronunciato il trasferimento dell'interessato verso la Germania, il ricorso del 27 maggio 2020 (cfr. timbro del plico raccomandato) inoltrato dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) contro la menzionata decisione della SEM con il quale il ricorrente ha concluso in via preliminare alla sospensione dell'esecuzione della decisione in via su- percautelare ed alla restituzione dell 'effetto sospensivo al ricorso, in se- guito, nel merito all 'annullamento della decisione impugnata, alla restitu- zione degli atti alla S EM per i necessari complementi istruttori, altresì ha chiesto la concessione dell'assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versamento delle spese di giudizio e del relativo anticipo, la misura supercautelare di sospensione provvisoria dell 'esecuzione dell'allontanamento del 28 maggio 2020, i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei considerandi che seguono, e considerato: che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF, in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi), che presentato tempestivamente ( art. 108 cpv. 3 LAsi ) contro una deci- sione in materia di asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31‒33 LTAF), il ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a‒ c e art. 52 PA, che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso, che i ricorsi manifestamente fondati, ai sensi dei motivi che seguono, sono decisi in procedura semplificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'ap- provazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è mo- tivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi), che in limine, il ricorrente censura una violazione del diritto di essere sentito poiché non gli sarebbe stato trasmesso il verbale della prima audizione per poter fare con completa cognizione di causa uso del diritto di essere sentito D-2739/2020 Pagina 4 concessogli dalla SEM in merito alla questione dell'età; che l'autorità infe- riore avrebbe infatti negato la richiesta sottolineando che le pertinenti infor- mazioni necessarie per esercitare il diritto di essere sentito sarebbero già state riportante nello scritto ed ha concesso un termine per esprimersi al 5 maggio 2020; che tuttavia, già il 4 maggio 2020 avrebbe presentato alle competenti autorità tedesche una richiesta di ripresa in c arico, conside- rando dunque l'interessato a priori maggiorenne; che l'interessato avrebbe ricevuto una copia del verbale al momento della notifica della decisione il 19 maggio 2020, che per costante giurisprudenza, il diritto di essere sentito, disciplinato dall'art. 29 cpv. 2 Cost., comprende il diritto per l'interessato di consultare l'incarto, di offrire mezzi di prova su punti rilevanti e di esigerne l 'assun- zione, di partecipare alla stessa e di potersi esprimere sulle relative risul- tanze nella misura in cui possano influire sulla decisione (DTF 135 II 286 consid. 5.1; 135 I 279 consid. 2.3), che per quanto attiene alla procedura amminist rativa federale, il diritto di essere sentito è r egolamentato agli art. 26 -28 PA; che l'art. 26 cpv. 1 PA prevede il diritto della parte o del suo rappresentante di consultare gli atti di procedura, segnatamente tutti gli atti adoperati come mezzi di prova (lett. b) e le copie delle decisioni notificate (lett. c); che pertanto, documenti con valore probatorio che sono o potrebbero essere rilevanti ai fini della deci- sione sottostanno sempre al principio del diritto di consultazione (cfr. Giu- risprudenza ed informazioni della Commissione svizzera di ricorso in ma- teria di asilo [GICRA] 1994 n. 1 consid. 3a in fine) ed un eventuale rifiuto deve essere fondato sull'art. 27 PA; che il diritto di esaminare gli atti può essere negato solamente se un interesse pubblic o o privato importante esiga l'osservanza del segreto per i documenti richiesti (cfr. art. 27 PA); che in pari eventualità gli atti di causa non concessi in compulsazione possono tuttavia essere adoperati contro la parte in causa soltanto qualora l'autorità gliene abbia comunicato oralmente o per scritto il contenuto essenziale concedendogli la possibilità di pronunciarsi e di indicare pro ve contrarie (cfr. art. 28 PA), che il diritto di essere sentito è una garanzia di natura formale, la cui viola- zione implica, di principio, l'annullamento della decisione impugnata, a pre- scindere dalle possibilità di successo nel merito (cfr. DTF 129 I 323 consid. 3.2; 126 I 15 consid. 2a; GICRA 2006 n°4 consid. 5); che una violazione di questo diritto fondamentale da parte dell'autorità di prima istanza non com- porta comunque automaticamente l'accoglimento del gravame e l'annulla- mento della decisione impugnata; che anche in presenza di una violazione D-2739/2020 Pagina 5 grave, è infatti di principio ammissibile prescindere da un rinvio all'autorità inferiore allorquando un tale sanzione costituirebbe una mera formalità, provocando un ritardo inutile nella procedura, incompatibile con lo stesso interesse della parte interessata ad un 'evasione celere della causa (DTF 137 I 195 consid . 2.3.2; 133 I 201 consid. 2.2); che s econdo la giurispru- denza e la dottrina una violazione del diritto di essere sentito può essere sanata se la persona toccata ottiene la possibilità di esprimersi in merito davanti ad una autorità di ricorso che dispone del medes imo potere d 'e- same dell'autorità d'esecuzione stessa (cfr. DTF 124 II 132 consid. 2d); che in tale ambito, la cognizione dell 'autorità ricorsuale non va esaminata in maniera astratta ma in base all 'oggetto della controversia nel caso con- creto (cfr. WALDMANN/BICKEL in: Waldmann/Weissenberger (ed.), Praxi- skommentar VwVG, 2a ed. 2016, art. 29 n. 119); che tr asposto in materia d'asilo, tale principio implica che il Tribunale non potrà procedere alla ripa- razione di una violazione del diritto di essere sentito in merito a questioni che rientrano nella sfera del potere di apprezzamento dell'autorità inferiore dal momento che non dispone della facoltà di controllare l'opportunità delle decisioni di prima istanza ( cfr. DTAF 2014/22 consid. 5.3); che c iò non è tuttavia il caso per quanto concerne l 'esame della verosimiglianza e della rilevanza dei motivi d'asilo, non trattandosi infatti di questioni discrezionali ma di nozioni giuridiche soggette al libero controllo del Tribunale (cfr. THO- MAS SEGESSENMANN, Wegfall der Angemessenheitskontrolle im Asylbe- reich, in: Asyl 2/13, pag. 11 -20; si veda anche sentenza del Tribunale D - 410/2017 del 18 luglio 2017 consid. 5.), che la censura non può pertanto essere accolta nella fattispecie; che certo in un primo momento la SEM non ha dato seguito alla richiesta di trasmis- sione della copia del verbale (cfr. atto 35/2); che tuttavia l'insorgente è en- trato in possesso di tale atto il 19 maggio 2020 contestualmente alla noti- fica della decisione qui impugnata; che pertanto, quest 'ultimo ha potuto esprimersi in merito nel proprio allegato ricorsuale; che la violazione del diritto di essere sentito, quandanche fosse riscontrabile, è dunque da con- siderarsi pienamente sanata, che, giusta l'art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi, di norma non si entra nel merito di una domanda di asilo se il richiedente può partire alla volta di uno Stato terzo cui compete, in virtù di un trattato internazionale, l 'esecuzione della procedura di asilo e allontanamento, che, prima di applicare la precitata disposizione, la SEM esamina la com- petenza relativa al trattamento di una domanda di asilo secondo i criteri previsti dal regolamento (UE) n. 604/2013 del Parlament o europeo e del D-2739/2020 Pagina 6 Consiglio del 26 giugno 2013 che stabilisce i criteri e i meccanismi di de- terminazione dello Stato membro competente per l'esame di una domanda di protezione internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cit- tadino di un paese te rzo o da un apolide (rifusione) (Gazzetta ufficiale dell'Unione europea [GU] L 180/31 del 29.6.2013; di seguito: Regolamento Dublino III), che in tale contesto, qualora la questione della minore età dell 'interessato sia oggetto di disputa, si necessita di dirimere preliminarmente tale aspetto, essendo lo stesso determinante sia a livello procedurale che nell 'ambito della determinazione dello Stato responsabile per l 'esame della domanda di asilo (cfr. art. 8 Regolamento Dublino III); che la valutazione opera ta dalla SEM in sede di prima istanza può essere contestata dal richiedente nell'ambito del ricorso contro la decisione di non entrata nel merito; che qualora la stessa si riveli errata, occorrerà retrocedere gli atti all 'autorità inferiore e riprendere la procedura in circostanze idonee all'età del richie- dente l'asilo (cfr. tra le tante sentenze del Tribunale F -6783/2018 del 10 dicembre 2018 e E-6725/2015 del 4 giungo 2018), che nel caso che ci occupa, l'autorità inferiore non ha creduto alla pretesa minore età dell'insorgente; che in primo luogo, non sarebbero verosimili le affermazioni fornite da quest'ultimo in merito al suo viaggio ed ai luoghi di soggiorno; che segnatamente, egli avrebbe indicato che il padre gli avrebbe riferito la data di nascita mentre si trovava in Italia, rispettivamente in Libia; che inoltre non sarebbe stato in grado di rispondere a delle sem- plici domande in merito al suo curriculum personale, ai suoi famigliari ed ai suoi soggiorni; che tale incapacità di rispondere a delle doma nde molto semplici sulla sua persona renderebbero poco verosimile la minore età del ricorrente e lascerebbero pensare ad una volontà di nascondere i fatti; che altresì, durante l 'audizione l'interessato avrebbe affermato di aver fornito alle autorità itali ane la medesima identità fornita in Svizzera e le stesse autorità l'avrebbero registrato come tredicenne al momento dello sbarco; che tuttavia, se avesse effettivamente avuto 13 anni, non avrebbero dovuto registrargli le impronte digitali dal momento che il sistema EURODAC per- metterebbe la registrazione a partire dai 14 anni soltanto; che inoltre, an- che in Italia avrebbe fornito delle identità discordanti e nessuna di queste corrisponderebbe a quella dichiarata in Svizzera; che in seguito, pure le dichiarazioni concernenti i contatti avuti con le autorità tedesche sarebbero inverosimili; che egli avrebbe infatti a più riprese categoricamente negato di essere stato in Germania; che dalle informazioni fornite risulterebbe che l'interessato avrebbe vissuto in Germania da dicembre 2018 a marzo 2020 e che si sarebbe presentato dichiarando di essere nato il (…) 2001, che D-2739/2020 Pagina 7 sussistendo dunque forti dubbi quanto all 'età addotta dal richiedente, la SEM ha ritenuto che non vi fosse la necessità di svolgere una perizia per stabilire la sua età, che per quanto riguarda le osservazioni fornite dal richiedente nell 'ambito del diritto di essere sentito, la SEM ha rilevato che all 'epoca dei fatti sui quali gli sarebbero state poste delle domande, egli avrebbe avuto 14, 15 o 16 anni e non 12 o 13; che altresì egli in Italia sarebbe stato scolarizzato e quindi il fatto di essere stato analfabeta in passato non giustificherebbe la sua mancanza di collaborazione; che infine, il fatto che l 'interessato so- stenga di aver dichiarato in passato una falsa identità alle autorità italiane rafforzerebbe i motivi che porterebbero a dubitare della globale veridicità delle sue affermazioni; che pertanto, l 'autorità inferiore ha ritenuto che il richiedente non ha reso verosimile la sua minore età, che in sede ricorsuale, l'insorgente rileva in merito all'inesattezza delle al- legazioni che andrebbe considerata la sua provenienza da un contesto so- ciale e culturale molto svantaggiato – avrebbe infatti perso la madre quando era molto piccolo, il padre l'avrebbe cacciato di casa e non avrebbe ricevuto alcuna istruzione; che tenuto conto della data di nascita dichiarata in Svizzera – (…) – e degli eventi traumatici subiti durante il viaggio, risulta che le informazioni richiestegli risalgono a un periodo in cui egli avrebbe avuto fra i dodici ed i tredici anni, ovvero una fase in cui sarebbe in dubbio la completa capacità di discernimento ed era analfabeta; che per quanto riguarderebbe l'età fornita alle autorità italiane, ovvero 13 anni al momento dello sbarco, corrisponderebbe correttamente alla data di nascita registrata all'arrivo in Svizzera; che sarebbe inoltre possibile che egli sia stato regi- strato senza che prima fosse stata affrontata la questione della sua età anagrafica; che di conseguenza, sarebbe più che plausibile che il ricorrente fatichi a rispondere anche alle asserite domande molto semplici, senza per questo voler nascondere dei fatti, che per quanto riguarda le dichiarazioni concernenti i contatti avuti con le autorità tedesche, l'insorgente non contesta di aver negato a più riprese di essere stato in Germania; che egli ammette di aver avuto paura di essere ritenuto dalle autorità svizzere di una nazionalità differente dalla sua dal momento che in Germania sarebbe stato registrato come cit tadino gui- neano e non gambiano; che in seguito, il ricorrente evidenzia che le autorità tedesche non avrebbero effettuato alcuna perizia volta all 'accertamento della minore età, mentre non sarebbe dato sapere se una tale perizia sia stata effettuata dalle autorità italiane; che pertanto, le discordanti date di D-2739/2020 Pagina 8 nascita registrate in Germania ed in Italia non sarebbero idonee ad esclu- dere la minore età del richiedente, che altresì, l'insorgente avrebbe una statura visibilmente minuta, che le difficoltà espos itive del ricorrente andrebbero contestualizzate alla luce della presunta minore età dello stesso e della traumaticità delle espe- rienze di viaggio; che in conclusione, non essendovi certezza sulla sua ef- fettiva età, non si potrebbe ragionevolmente escluder e che egli sia mino- renne; che a tal proposito, la SEM avrebbe omesso di sottoporre l 'insor- gente ad una perizia medica atta a stabilire la sua età anagrafica, come di prassi in situazioni analoghe, che nelle procedure d'asilo – così come nelle altre procedure di natura am- ministrativa – si applica il principio inquisitorio. Ciò significa che l 'autorità competente deve procedere d 'ufficio all'accertamento esatto e completo dei fatti giuridicamente rilevanti (art. 6 LAsi in relazione con l'art. 12 PA, art. 106 cpv. 1 lett. b LAsi); che in concreto, essa deve procurarsi la documen- tazione necessaria alla trattazione del caso, chiarire le circostanze giuridi- che ed amministrare a tal fine le opportune prove a riguardo (cfr. DTAF 2012/21 consid. 5); che il pri ncipio inquisitorio non è tuttavia illimitato, in particolare visto il nesso con l 'obbligo di collaborare delle parti (art. 13 PA ed art. 8 LAsi; cfr. CHRISTOPH AUER/ANJA MARTINA BINDER, in: Auer/Mül- ler/Schindler [ed.], Kommentar zum Bundesgesetz über das Verwaltung- sverfahren VwVG, 2a ed. 2019, ad art. 12 PA, n. 9), che quando in sede ricorsuale vengono identificate delle carenze nell 'ac- certamento dei fatti il caso va di principio retrocesso all 'autorità di prima istanza, di modo che questa possa procedere ad un nuovo e completo ac- certamento dei fatti (cfr. MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, Prozessieren vor dem Bundesverwaltungsgericht, 2° ed. 2013, n. 2.191, sentenza del Tribu- nale D-6598/2019 del 4 febbraio 2020 [prevista per la pubblicazione] con- sid. 5.2 e relativi riferimenti); che ciò nondimeno, il Tribunale resta libero di raccogliere gli elementi necessari al giudizio se una tale soluzione appare giudiziosa per ragioni di economia procedurale (cfr. DTAF 2012/21 consid. 5 e rif. citati), che qualora un fatto rimanga non comprovato nonostante un accertamento completo dei fatti, occorre di norma fare riferimento alle regole sulla ripar- tizione dell'onere della prova derivanti dall 'applicazione analogica dell'art. 8 CC; che le stesse hanno infatti portata allorquando le misure istruttorie necessarie non abbiano permesso di chiarire determinati aspetti (cfr. D-2739/2020 Pagina 9 D-6598/2019 consid. 5.3 e relativi riferimenti; THIERRY TANQUEREL, Manuel de droit administratif, 2a ed. 2018, n. 1563); che su tali presupposti, la parte che intende prevalersi di una circostanza è tenuta a sopportare le conse- guenze della mancata prova al riguardo o, in caso di grado ridotto, dell'as- senza di verosimiglianza (cfr. DTF 138 V 222 consid. 6, 133 V 216 consid. 5.5, 133 V 205 consid. 5.5; DTAF 2008/24 co nsid. 7.2; MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit, n. 3.150). che per quanto concerne la minore età, è al richiedente asilo che incombe l'onere della prova al riguardo (cfr. Giurisprudenza ed informazioni della Commissione svizzera di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2004 n. 30 con- sid. 5.1 pag. 208, 2001 n. 22 consid. 3 pag. 180 e seg., GICRA 2000 n. 19 consid. 8b pag. 188, sentenze del Tribunale D -3567/2019 5.4, E - 4768/2017 del 4 luglio 2019, consid. 3.1 MATTHIEU CORBAZ, La détermina- tion de l'âge du requérant d'asile, in : Actualité du droit des étrangers, Ju- risprudence et analyses, vol. II, 2015, pag. 31 e seg.); che i n presenza di un accertamento dei fatti esaustivo e corretto, se la valutazione globale degli atti di causa non permette di ritenere che l 'interessato la abbia resa verosimile, questi sarà tenuto ad assumersene le conseguenze, venendo conseguentemente considerato maggiorenne (cfr. D-6598/2020 [prevista per la pubblicazione] consid. 5.4 e relativi riferimenti), che salvo casi particolari la SEM ha il diritto di pronunciarsi a titolo pregiu- diziale sulla questione (cfr. DTAF 2011/23 consid. 5, DTAF 2009/54 consid. 4.1, GICRA 2004 n. 30 consid. 5.3 pag. 109, sentenze del Tribunale D-3567/2019 consid. 5.5, E-5386/2019 del 31 ottobre 2019 consid. 4.3.1); che per giungere ad una determinazione al riguardo, l 'autorità si basa sui documenti d'identità autentici depositati agli atti così come sui risultati delle audizioni relativamente al quadro personale dell'interessato nel paese d'o- rigine, alla sua cerchia famigliare ed al suo curriculum scolastico (cfr. sen- tenze del Tribunale E -5386/2019 precitata, D -858/2019 del 26 febbraio 2019, E-7324/2018 del 15 gennaio 2019) ; che se necessario ordina una perizia medica volta alla determinazione dell 'età (cfr. art. art. 17 cpv. 3bis in relazione con l 'art. 26 cpv. 2 LAsi; DTAF 2018 VI/3 consid. 4.2.2; sen- tenza del Tribunale F -5354/2018 del 27 settem bre 2018); che u na volta esperita l'istruttoria, la Segreteria di stato procede ad un apprezzamento globale degli elementi in presenza in ossequio ai principi sopra citati, che è innegabile che nel caso in esame il ricorrente, non avendo prodotto documenti d'identità originali ed autentici, non sia stato in misura di fornire la prova dell'asserita minore età; che allo stesso modo, stanti delle indica-D-2739/2020 Pagina 10 zioni biografiche che non si distinguono certo per esaustività e conclu- denza, v'è pure da chiedersi se sulla base dello stato attuale degli atti egli sia riuscito rendere verosimile la medesima; che c iò nondimeno, a fronte di un q uadro di presunta scarsa scolarizzazione e di palese difficoltà ad esprimersi su riferimenti temporali, fondarsi sull'inconsistenza delle allega- zioni dell'insorgente e sulle poche informazioni fornite dalle autorità tede- sche ed italiane per escluderne la minore età non pare tenere in completa considerazione le obbligazioni derivanti dal principio inquisitorio; che infatti, quand'anche a questo stadio non si possa respingere con certezza la tesi circa l'infingimento della condizione di analfabetismo, considerato il conte- sto in cui sarebbe cresciuto il ricorrente, occorreva dar debito credito ad alcune peculiarità socio -culturali ed all 'eventualità di trovarsi di fronte ad una persona con un grado di alfabetizzazione ridotto; che altresì, contra- riamente a quanto ritenuto dalla SEM, dalle informazioni trasmesse dalle autorità italiane l'interessato risulta essere stato registrato con la medesima identità fornita in Svizzera, ovvero C._______, nato il (…), di nazionalità gambiana; che altresì le suddette a utorità avrebbe registrato due ulteriori date di nascita divergenti, ovvero il (…) ed il (…); che nel 2017 egli ha ottenuto un permesso per ragioni umanitarie scaduto il 15 gennaio 2020 (cfr. atto 22/2); che secondo invece le informazioni fornite dalle autorità te- desche, in Germania l'insorgente si è presentato come C._______, nato il (…), di nazionalità guineana (cfr. atto 25/2); che anche tali autorità regi- strato ulteriori identità divergenti, in particolare per quanto riguarda le date di nascita ([…], […]) e la nazionalità (guineana rispettivamente gambiana); che a successiva domanda, le suddette autorità hanno trasmesso delle in- dicazioni complementari e riferito che l 'interessato avrebbe dichiarato di essere nato il 23 novembre 2001, ma non avrebbe forni to documenti d 'i- dentità e nessun esame di determinazione dell'età sarebbe stato effettuato; che in tale contesto, allo scrivente Tribunale non risulta chiaro il motivo per il quale delle informazioni complementari sono state richieste soltanto alla Germania e non alle autorità italiane; che ritenuto che l'Italia è il primo Stato in cui l'insorgente ha depositato una domanda d'asilo – fornendo la mede- sima età e nazionalità fornita in Svizzera – e dove ha ottenuto un permesso di soggiorno, sarebbe certamente stato utile sapere se egli avesse fornito dei documenti, la data di nascita registrata sul suo permesso di soggiorno, rispettivamente sapere se una perizia volta alla determinazione dell'età fosse stata effettuata, che in buona sostanza, anche in presenza di potenziali indicatori d'invero- simiglianza, permangono dunque dubbi circa la maggiore età dell 'interes- sato, dubbi che necessitavano di essere fugati per il tramite dell 'esperi- mento di ulteriori misure istruttorie prima di imputare al ricorrente di non D-2739/2020 Pagina 11 essere stato in misura di rendere verosimile la sua minore età; che l'autorità inferiore non deve infatti misconoscere le succitate differenze tra la consta- tazione dei fatti (principio derivante dall 'ordinamento processuale) ed il grado probatorio richiesto per la valutazione di merito dell'età di un richie- dente asilo; che come detto, v'è spazio per un giudizio materiale, sia esso relativo all'età o ad altre questioni, solo in presenza di un pregresso accer- tamento completo dei fatti giuridicamente rilevanti ; che laddove perman- gano perplessità, l 'autorità non può limitarsi ad escludere la minore età sulla base di alcuni indicatori, soprattutto vista la disponibilità di metodi scientifici riconosciuti per la determinazione medica dell'età e dei contrap- posti rischi intrinsechi ad una valutazione ancorata unicamente sulle alle- gazioni dell'interessato (cfr. sul valore probatorio dei medesimi si veda la sentenza del Tribunale D -3567/2019 consid. 6.2 - 6.3 con i relativi riferi- menti e D-6598/2019 [prevista per la pubblicazione] consid. 61, 6.3-6.5), che pertanto il ricorso è accolto, la decisione della SEM del 18 mag- gio 2020 è annullata e gli atti di causa sono ritrasmessi alla SEM per il completamento dell'istruttoria e l'emanazione di una nuova decisione, che l'autorità inferiore è invitata a svolgere ulteriori chiarimenti onde deter- minare l'età del ricorrente; che essa, se necessario, si avvarrà dei metodi scientifici a sua disposizione (segnatamente tomografia sterno-clavicolare e esame dello sviluppo dentale); che in base all'esito dei medesimi e ad un apprezzamento d'insieme degli elementi in favore e contrari alla minore età, confermerà o rivaluterà la propria decisione, che, avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di con- cessione dell'effetto sospensivo è senza oggetto, che visto l'esito della procedura, non sono riscosse delle spese processuali (art. 63 cpv. 1 PA) e la domanda di assistenza giudiziaria è da considerarsi priva d'oggetto, che inoltre, che ai sensi dell 'art. 111ater LAsi non sono attribuite indennità ripetibili quanto il ricorrente è assistito dal rappresentante legale designato dalla SEM a norma dell'art. 102h LAsi, che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con ricorso in materia di dir itto pubblico dina nzi al Tribunale federale ( art. 83 lett. d cifra 1 LTF). (dispositivo alla pagina seguente) D-2739/2020 Pagina 12 Il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 1. Il ricorso è accolto. La decisione della SEM del 18 maggio 2020 è annullata e gli atti le sono retrocessi affinché abbia a procedere ai sensi dei conside- randi. 2. Non si prelevano spese processuali. 3. Non sono accordate spese ripetibili. 4. Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto- nale. Il giudice unico: La cancelliera: Daniele Cattaneo Sebastiana Bosshardt Data di spedizione: