<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Le domande dell'interpellanza ruotano da una parte attorno al nesso tra la qualità delle lezioni di educazione civica ed i sussidi didattici e dall'altra attorno alla partecipazione dei giovani alle votazioni. In passato, il Consiglio federale ha ribadito a più riprese che ritiene un ottimo insegnamento dell'educazione civica durante la formazione decisivo per una futura attiva partecipazione alla vita politica. Tuttavia, la formazione civica non è l'unico elemento rilevante in questo contesto. Altrettanta menzione meritano ad esempio le preziose attività giovanili extrascolastiche condotte su basi volontarie.</p><p></p><p>Alle domande si può rispondere come segue:</p><p></p><p>1. già nella sua risposta al postulato Rennwald (00.3056) del 15 marzo 2000, il Consiglio federale aveva confermato come i Cantoni e la Confederazione adottino le misure necessarie affinché la popolazione chiamata a votare possa esercitare i propri diritti. Per valutare se l'insegnamento dell'educazione civica ai diversi livelli scolastici corrisponda ad elevati criteri di qualità, sarebbe necessario definire uno standard qualitativo valido per tutta la Svizzera. Tuttavia, un tale standard non è stato finora definito né sarebbe realistico pensare di farlo, data la gamma di livelli scolastici in questione e le diverse competenze.</p><p>2. non esiste uno sguardo d'insieme dettagliato e valido per tutta la Svizzera sul numero di lezioni di educazione civica impartite ad ogni livello scolastico. Tuttavia è sicuro che a tutti i giovani che frequentano il ciclo scolastico obbligatorio (scuola elementare e secondaria) vengono insegnate le prime nozioni di politica destinate ad essere ampliate ed approfondite durante le scuole secondarie superiori di cultura generale e formazione professionale. Dunque tutti i giovani dopo il diciottesimo anno di età hanno ricevuto durante il ciclo formativo un'istruzione politica che permette loro di esercitare adeguatamente i propri diritti.</p><p>3. non esiste una panoramica sul tipo e sulla qualità dei sussidi didattici cantonali per l'insegnamento dell'educazione civica.</p><p>4. il Consiglio federale ritiene che la forma dell'insegnamento dell'educazione civica sia sicuramente evoluta negli ultimi anni adeguandosi maggiormente al mondo degli scolari. A questa conclusione si giunge esaminando attentamente i recenti sviluppi nella pedagogia, nei materiali didattici e nel perfezionamento ed aggiornamento del corpo insegnante. La pedagogia moderna vuole avvicinarsi ai giovani facendo leva sul loro livello di maturità emozionale e sociale. Lo sviluppo dei mezzi didattici segue anch'esso questa tendenza adeguando sempre più il relativo materiale alle condizioni di vita ed alle abitudini dei giovani. Infine, il perfezionamento ed aggiornamento del corpo insegnante ha registrato negli ultimi anni notevoli progressi, in particolare per quanto riguarda la didattica specializzata. Il Consiglio federale tra l'altro non è a conoscenza di alcuna analisi in grado di mostrare come lo sviluppo dell'immagine della Svizzera abbia influenzato l'insegnamento dell'educazione civica.</p><p>5. il Consiglio federale ha ripetutamente deplorato la scarsa partecipazione alle votazioni cui abbiamo assistito in passato. Non è necessario ribadire in modo particolare in questo contesto che la scarsa partecipazione di giovani elettori, come la si è avuta in certe situazioni, deve stimolare le riflessioni su questa questione. È anche chiaro che una scarsa partecipazione generale rappresenterebbe un problema a lungo andare per il nostro sistema statale basato sulla democrazia diretta. Va tuttavia sottolineato che la partecipazione alle votazioni tende a variare e che proprio recentemente è aumentata in occasione di singole consultazioni. L'attiva partecipazione dei giovani alla vita pubblica (non solo in senso politico più stretto) rappresenta uno degli impegni principali del Consiglio federale, come indicato non da ultimo con il messaggio per la promozione delle attività giovanili extrascolastiche sul quale è basata la relativa legge del 6 ottobre 1989. Le attività extrascolastiche offrono ai giovani varie occasioni per esercitare la responsabilità politica e sociale collaborando attivamente a organizzazioni giovanili, ad esempio assumendo funzioni dirigenziali, di assistenza o consulenza.</p><p>6. Negli ultimi anni sono state elaborate varie indagini scientifiche, anche se non sempre ad ampia portata nazionale, sulla questione della partecipazione dei giovani al processo decisionale democratico e dunque sul valore dell'insegnamento dell'educazione civica. Ci limitiamo a menzionare in particolare quelle eseguite nell'ambito dei test alle reclute (ad esempio l'analisi "Politische Bildung Jugendlicher", "l'istruzione politica dei giovani" ndt, di Ulrich Klöti e Franz-Xaver Risi, 1991, Verlag Sauerländer) che non permettono conclusioni chiare ed univoche sul perché la partecipazione dei giovani alle elezioni, alle votazioni e ad altre attività politiche sia di norma al di sotto della media. Analogamente a quanto succede con la mancata partecipazione di una parte degli adulti, il problema si presta a varie interpretazioni e presenta caratteristiche ancor più marcate. Le indagini hanno portato alla luce le problematiche seguenti: le possibilità di influire sono ritenute troppo poco consistenti, gli iter politici e gli argomenti sono giudicati troppo complicati, rimanere nel proprio ambiente dedicandosi agli interessi particolari (ad esempio hobby, sport, ambiente naturale) viene definito più utile ed interessante, la conoscenza della materia è insufficiente. Tuttavia, i risultati ci indicano anche che una chiara maggioranza dei giovani si interessa in linea di massima alla politica nonostante una certa indifferenza verso le forme tradizionali di partecipazione politica. In questo contesto può essere anche annoverato che la Commissione federale dei giovani intende terminare in un prossimo futuro un rapporto sulla partecipazione giovanile nel quale tra l'altro scandaglierà le possibili ragioni della partecipazione giovanile al di sotto della media, in particolare tenendo conto dell'esperienza pluriennale del Consiglio d'Europa e della politica giovanile nazionale.</p><p>7. uno Stato democratico dipende da concittadini interessati, aggiornati ed attivi. Al fine di assicurarne la continuazione nel tempo, è dunque necessario garantire l'accesso dei cittadini ai fondamenti essenziali, risvegliarne l'interesse per questioni e iter politici, stimolarne ed appoggiarne la partecipazione attiva. È evidente che bisogna cominciare soprattutto dai giovani: infatti, risvegliandone in tempo la motivazione e l'interesse, si gettano spesso alcune basi di una futura partecipazione nell'età più adulta. È indubbio che è necessario agire: l'insegnamento dell'educazione civica nei vari livelli scolastici deve essere reso ancor più moderno e vivo. Tanto gli insegnanti quanto gli allievi devono comprendere e rendersi conto che non si tratta di un argomento teorico, bensì eminentemente pratico, che riguarda da vicino anche le generazioni più giovani. È dunque necessario impegnarsi maggiormente in questo settore, anche se ciò non basta. Recentemente il Consiglio federale ha deciso di approvare varie misure nel quadro della sua strategia a favore di una società dell'informazione: una di queste riguarda il cosiddetto e-government, composto da una serie di progetti come ad esempio l'e-voting. Le nuove tecnologie dell'informazione sempre più presenti nel nostro quotidiano e con le quali è risaputo che soprattutto i giovani vanno molto d'accordo devono essere impiegate di più ed in maniera utile nell'ambito statale. Da questo passo il Consiglio federale spera non da ultimo di suscitare maggiore interesse per un'attiva partecipazione dei concittadini ai processi politici. Degno di menzione è anche il progetto di istituire un premio speciale per la realizzazione di progetti giovanili incentrati sul superamento di ostacoli e scogli tecnologici.</p><p>8. il Consiglio federale ritiene importante che l'equilibrio demografico al momento della partecipazione a decisioni politiche di cui nell'interpellanza sia garantito per quanto possibile anche in futuro. Non dobbiamo permettere che siano soprattutto i concittadini di una determinata classe d'età a decidere dell'avvenire del nostro Paese. Tutti gli aventi diritto al voto devono essere sensibilizzati ed informati sulle decisioni da prendere in maniera più ampia ma soprattutto più esatta. Sarà necessario esaminare la possibilità di differenziare l'informazione in base al gruppo di popolazione cui è destinata. Tra l'altro, il Consiglio federale punta molto sui mezzi delle nuove tecnologie di informazione e comunicazione (vedi punto 7).</p>  Risposta del Consiglio federale.