<h2>SubmittedText<h2><p>Dalla metà di marzo del 2020, è avvertita in tutte le fasce della popolazione la necessità di rafforzare il sistema sanitario in Svizzera. L'applauso dalle finestre ogni sera alle 21.00 da parte di una popolazione in parziale confinamento ne è una prova eloquente. Una parte sempre più ampia della popolazione riconosce l'importanza di un sistema sanitario che disponga del materiale e del personale necessari per coprire il fabbisogno di assistenza della popolazione. Contro la logica della competitività a tutti i costi, questa crisi ci insegna che è giunto il momento di garantire il benessere, soprattutto in termini di salute, della popolazione.</p><p>Un'ordinanza emanata dal Consiglio federale nel febbraio del 2020 prevede tuttavia che i costi ospedalieri siano rimborsati soltanto sulla base dei costi del 25 per cento (e non più, come prima, del 40 %) delle strutture più economiche. Questa misura va contro il fabbisogno della grande maggioranza della popolazione e in particolare delle esigenze del personale sanitario, sempre più stressato ed esausto, cui nelle ultime settimane è stato chiesto di fare l'impossibile. La nuova ordinanza data del 12 febbraio 2020, il giorno precedente la prima dichiarazione dell'OMS sulla COVID-19.</p><p>Quali insegnamenti trae il Consiglio federale dall'applicazione di questa ordinanza a oltre un mese dalla sua entrata in vigore?</p><p>Quali misure intende prendere per contrastare le difficoltà legate al mantra della "competitività a tutti i costi" evidenziate dalla crisi sanitaria?</p><p>L'abrogazione di questa ordinanza non sarebbe un primo passo nella giusta direzione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2>Risposta del Consiglio federale.