<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di regolarizzare lo statuto delle persone prive di un permesso di soggiorno ("sans papiers") che esercitano un'attività lucrativa in Svizzera, quale misura collaterale urgente prima che sia approvata l'estensione della libera circolazione delle persone e come misura preventiva contro il dumping salariale.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è cosciente della problematica delle persone la cui presenza è illegale. Come detto nella mozione, esso ha illustrato in maniera circostanziata i motivi per i quali si rifiuta di concedere una regolarizzazione generale delle persone presenti illegalmente in Svizzera nel contesto del suo parere del 18 maggio 2005 in merito alla mozione Vischer (05.3158). Il Consiglio federale è a conoscenza dei risultati dello studio sulle persone presenti illegalmente nel nostro Paese effettuato dall'istituto di ricerca gfs. bern, su incarico dell'Ufficio federale della migrazione. In base a tale studio non vi è urgenza per una rivalutazione della problematica.</p><p>Regolarizzazioni generali sono state finora accordate soltanto in pochi Stati europei. In tale contesto è emerso che il numero delle persone presenti illegalmente che esercitano un'attività lucrativa non diminuiva in maniera significativa, per lo meno non a lungo termine. Il lavoro nero continuerà ad esistere fintantoché il padronato desidererà approfittare di salari modici e i lavoratori accetteranno tali condizioni. La nuova legge federale sul lavoro nero dovrà contrastare tale abuso. Nel contesto dei dibattiti sia sulla legge sul lavoro nero, sia riguardo alla nuova legge sugli stranieri, ambo le Camere hanno tuttavia respinto ulteriori proposte di legalizzazione ai sensi di quanto avanzato dall'autrice della mozione. Onde evitare i casi di rigore, in singoli casi debitamente motivati vi è sempre la possibilità di trovare soluzioni adeguate nel contesto della regolamentazione vigente.</p><p>Non vi è neppure un nesso immediato tra l'estensione dell'Accordo sulla libera circolazione delle persone e la problematica dei "sans-papiers". L'accordo relativo all'estensione della libera circolazione delle persone ai nuovi dieci Stati dell'UE prevede un'apertura controllata e graduale dell'accesso al mercato del lavoro per i cittadini di tali Stati. Il mantenimento, per la durata dei termini transitori, delle limitazioni esistenti dal profilo del mercato del lavoro (fino al 2011 priorità agli indigeni, controllo preliminare delle condizioni salariali e lavorative nonché contingenti) è una garanzia sufficiente contro un'offerta eccessiva di manodopera. Inoltre, le misure collaterali ulteriormente rafforzate nel contesto dell'estensione della libera circolazione delle persone consentono di lottare efficacemente contro il dumping salariale.</p><p>La manodopera proveniente dai dieci nuovi Stati dell'UE è pertanto ammessa sul mercato del lavoro svizzero solo nel quadro di rapporti di lavoro legali, alle condizioni salariali e lavorative in uso nel nostro Paese. È del tutto possibile che in tal modo vengano legalizzati rapporti di lavoro sinora irregolari. Ciò è conforme agli obiettivi della politica migratoria ed economica del Consiglio federale.</p><p>Per questi motivi il Consiglio federale ritiene infondata la mozione Huguenin e propone di respingerla.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.