<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di valutare l'efficacia del nuovo articolo 55a CP e di vagliare la possibilità di modificarlo per permettere una trasmissione automatica dei casi ad autorità d'aiuto alle vittime e di prolungare la durata di sospensione del procedimento o di sopprimere questa possibilità.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Gli articoli 55a del Codice penale (CP; RS 311.0) e 46b del Codice penale militare del 13 giugno 1927 (CPM; RS 321.0) disciplinano la sospensione e l'abbandono del procedimento penale per lesioni semplici, vie di fatto reiterate, minacce o coazione nei rapporti di coppia. Queste disposizioni sono state di recente sottoposte a un esame approfondito in adempimento delle mozioni Heim 09.3059 "Arginare la violenza domestica" e Keller-Sutter 12.4025 "Proteggere meglio le vittime di violenza domestica".</p><p></p><p>Durante questi lavori, il Consiglio federale ha esaminato minuziosamente anche le questioni sollevate nel presente postulato. Nel suo rapporto del 28 gennaio 2015 in adempimento della mozione 09.3059 Heim non ha ritenuto opportuno prolungare la durata della sospensione o sopprimere la possibilità di sospendere il procedimento (n. 8.1 e 8.3 del rapporto). Le misure di protezione delle vittime di violenza successivamente poste in consultazione si fondavano in particolare sulle conclusioni tratte nel rapporto. Anche se alcuni partecipanti hanno chiesto di sopprimere la possibilità di sospendere il procedimento, il Consiglio federale l'ha mantenuta considerando l'obiettivo principale della revisione, ossia sgravare le vittime (messaggio concernente la legge federale intesa a migliorare la protezione delle vittime di violenza, FF 2017 6267, in particolare 6309-6310). Il Parlamento ha seguito la proposta del Governo e il 14 dicembre 2018 ha approvato le pertinenti modifiche.</p><p></p><p>Secondo l'articolo 305 del Codice di procedura penale (CPP; RS 312.0), durante il primo interrogatorio la polizia e il pubblico ministero informano la vittima in merito agli indirizzi e ai compiti dei consultori per le vittime di reati. Trasmettono inoltre a un consultorio il nome e l'indirizzo della vittima se quest'ultima vi acconsente (cfr. anche art. 84b della Procedura penale militare del 23 marzo 1979 [PPM; RS 322.1]). Il Consiglio federale ritiene la normativa attuale sufficiente e adeguata. L'obbligo di informare automaticamente il consultorio, a prescindere dal consenso della vittima, non terrebbe conto degli interessi di quest'ultima.</p><p></p><p>Pertanto, secondo il Consiglio federale non occorre riesaminare la norma sulla sospensione del procedimento. La revisione degli articoli 55a CP e 46b CPM entrerà in vigore il 1° luglio 2020. Sarà possibile esaminare la sua efficacia soltanto quando sarà trascorso un certo tempo.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.