<h2>SubmittedText<h2><p>Secondo stime dell'ONU in Svizzera 250 000 tonnellate di prodotti alimentari finiscono nei rifiuti attraverso la catena di produzione e di consumo. La FAO stima che i consumatori buttano in media 100 chilo di alimentari a testa, in parte in condizioni ineccepibili. Non solo la produzione delle derrate alimentari inquina notevolmente l'ambiente, ma anche gli alimentari divenuti pattume comportano un grande dispendio di energia, risorse e mezzi finanziari. </p><p>1. Il Consiglio federale condivide l'opinione secondo cui l'attuale situazione è divenuta insostenibile e occorre fare in modo di ridurre la quantità di alimentari trasformati in rifiuti?</p><p>2. La data minima di conservabilità apposta sul prodotto è interpretata da molti consumatori nel senso che la scadenza del termine preclude la possibilità di consumo e il prodotto va gettato, ciò che invece non è assolutamente il caso. Quali misure pensa di adottare il Consiglio federale per porre fine a questo malinteso che comporta degli effetti problematici?</p><p>3. Si prevede un'eventuale sostituzione della data minima di conservabilità con una dicitura del tipo "consumare preferibilmente ..."? Il Consiglio federale sarebbe disposto a esaminare altre caratterizzazioni?</p><p>4. Gli offerenti di prodotti freschi possono decidere autonomamente i termini di consumo, definiti spesso troppo corti: i latticini quali lo yogurt ma anche la carne rimangono commestibili anche dopo tali termini. Come pensa il Consiglio federale di impedire che le scadenze di consumo siano definite in modo arbitrario e che i fornitori e i consumatori gettino inutilmente prodotti freschi ancora ineccepibili?</p><p>5. Il Consiglio federale come pensa di informare e sensibilizzare i consumatori su tale problematica?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale è consapevole della problematica e sta esaminando le strategie e le misure opportune per ridurre i rifiuti alimentari. Un gruppo di lavoro composto da rappresentanti dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), dell'Ufficio federale dell'ambiente, dell'Ufficio federale di veterinaria e dell'Ufficio federale dell'agricoltura ha iniziato a effettuare le analisi. I lavori comprenderanno un bilancio delle strategie adottate dall'UE e da alcuni Stati membri (Francia, Germania, Austria). Devono altresì essere acquisite conoscenze approfondite sulla situazione dei rifiuti alimentari in Svizzera e avviato un dialogo con tutti gli attori che operano nel settore alimentare, al fine di trovare soluzioni per ridurre i rifiuti. Su queste basi saranno stabiliti gli ulteriori passi da compiere (vedi risposta 5).</p><p>2. Pur essendo parte del problema, la caratterizzazione delle derrate alimentari non è la causa principale dell'aumento dei rifiuti alimentari. All'articolo 12 dell'ordinanza sulla caratterizzazione e la pubblicità delle derrate alimentari (OCDerr; RS 817.022.21) sono stabilite le necessarie indicazioni relative alla conservabilità. La data minima di conservabilità è la data fino alla quale la derrata alimentare conserva le sue qualità specifiche in adeguate condizioni di conservazione. Il prodotto può senz'altro essere consumato anche dopo tale termine. La data di consumo, invece, è la data entro la quale una derrata alimentare deve essere consumata. Dopo tale data non può più essere consegnata come tale ai consumatori, e non dovrebbe neanche più essere consumata.</p><p>La Società Svizzera di Nutrizione (SSN) ha redatto, in collaborazione con l'UFSP, un promemoria che spiega in modo facilmente comprensibile il significato delle due datazioni (www.sge-snn.ch).</p><p>3. L'indicazione "best before ..." è già oggi presente sui prodotti sottoforma di "data minima di conservabilità". Questa espressione è utilizzata anche nell'UE e significa che la derrata alimentare, se conservata correttamente, mantiene le sue qualità specifiche fino alla data indicata. Le indicazioni concernenti la conservabilità prescritte nell'OCDerr corrispondono, dal punto di vista del contenuto, a quelle delle disposizioni del diritto europeo (regolamento, UE, 1169/2011, precedentemente direttiva 2000/13/CE). Una modifica delle prescrizioni del diritto svizzero creerebbe ostacoli al commercio. Il Consiglio federale non intende pertanto apportare alcuna modifica su questo punto.</p><p>4. Il fabbricante è obbligato a fissare il termine tenendo conto di fattori quali la qualità del materiale di base, il processo di fabbricazione, la temperatura di conservazione, ecc. Rientra nella sua responsabilità provvedere affinché la derrata alimentare soddisfi le esigenze del diritto sulle derrate alimentari e sia ineccepibile fino alla data indicata. Dato che conosce il processo di fabbricazione dei suoi prodotti e di conseguenza è in grado di valutare meglio di altri la loro conservabilità, il fabbricante è il solo che può svolgere questo compito. Spetta invece alle autorità di esecuzione cantonali verificare che un fabbricante ottemperi correttamente ai suoi obblighi e che il processo di fabbricazione dei suoi prodotti sia conforme ai principi della buona prassi di fabbricazione stabiliti dai singoli settori di produzione. Neanche in questo ambito il Consiglio federale ritiene necessario un ulteriore disciplinamento.</p><p>5. Già oggi i consumatori interessati dispongono di informazioni di facile comprensione (vedi risposta 2). Il suddetto gruppo di lavoro esaminerà tuttavia la necessità e l'utilità di introdurre informazioni supplementari e se del caso elaborerà delle proposte.</p>  Risposta del Consiglio federale.