<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Risposta alla prima domanda:</p><p>Secondo l'ultimo censimento delle aziende, effettuato nel 1991, 2,2 milioni dei 2,9 milioni d salariati, vale a dire circa tre quarti, erano occupati in imprese che impiegano meno di 500 persone (PMI); 1,3 milioni erano occupati in imprese che impiegano meno di 50 persone (piccole imprese). Sebbene l'importanza nell'economia nazionale non possa essere misurata unicamente in base al numero dei salariati (infatti il valore aggiunto, lo stock di capitale, la produttività e altri parametri sono altrettanto importanti), queste cifre evidenziano la notevole rilevanza, nella politica occupazionale, delle PMI per la nostra economia. A livello di politica regionale, i vantaggi della ripartizione delle PMI sul territorio dell'intero paese sono incontestabili. Un gran numero di PMI tende a limitare la concentrazione d potere sul mercato e favorisce la concorrenza. II comportamento delle PMI in materie d'innovazione è contraddistinto da novità relativamente modeste, che però vengono prodotto costantemente. Inoltre numerose PMI svolgono un ruolo importante quali fornitrici delle grandi aziende. Le PMI e le imprese multinazionali si completano sotto diversi aspetti.</p><p></p><p>Risposta alla seconda domanda:</p><p>Secondo gli studi effettuati, negli anni '70 e '80 sono state soprattutto le PMI di media grandezza (categoria che comprende le imprese che occupano da 50 a 500 persone) e contribuire alla crescita dei posti di lavoro in Svizzera. Nel corso degli anni '90 anche le imprese di media grandezza hanno iniziato ad internazionalizzare le loro attività. Esse hanno ridotto i loro posti di lavoro in Svizzera ed intensificato la loro presenza in altre regioni del mondo, analogamente alle grandi imprese multinazionali. Le piccole imprese, in particolare quelle che sono state fondate di recente (start-ups), creano - a breve termine </p><p>nuovi Posti di lavoro. In tale contesto, tuttavia, la flessibilità delle piccole imprese ha un duplice effetto: non solo il tasso di natalità è il più elevato, ma anche quello di mortalità Inoltre tali imprese vengono sovente rilevate da imprese di dimensioni maggiori.</p><p>L'obiettivo deve essere quello di intensificare, in misura maggiore in Svizzera che all'estero, I'insediamento e l'espansione di imprese di tutte le dimensioni, correggendo così l'immagine secondo cui l'economia svizzera si sviluppa ormai soltanto all'estero. Moltiplicando gli sforzi nell'ambito delle complicazioni amministrative e degli oneri fiscali e aumentando i legami con gli istituti di formazione e di ricerca, i posti di lavoro delle nuove imprese devono essere resi più duraturi e il loro numero va accresciuto.</p><p></p><p>Risposta alla terza domanda:</p><p>Nell'ambito delle misure di rivitalizzazione sono state semplificate alcune regolamentazioni e accelerate talune procedure (esame dell'impatto sull'ambiente, legge sulla pianificazione del territorio, abrogazione delle disposizioni in materia di saldi, ordinanza sugli stranieri, ecc.). È anche stata adottata la legge sul mercato interno, che faciliterà l'accesso ai mercato e animerà la concorrenza (prescrizione di non discriminazione). Si prevede inoltre, durante la legislatura in corso, di ricercare sistematicamente nel diritto federale vigente le possibilità di deregolamentazione. A tale proposito non si può dimenticare il fatto che, oltre alle Confederazione, anche i Cantoni e i Comuni emanano regolamentazioni e che si può ottenere un sensibile alleggerimento soltanto se anche tali autorità forniscono il loro contributo.</p><p></p><p>Risposta alla quarta domanda</p><p>Le fideiussioni nel settore artigianale sono importanti per l'approvvigionamento in crediti delle PMI. Le strutture e procedure attuali non rispondono più alle esigenze dei nostri tempi Le perdite delle cooperative di fideiussione delle arti e mestieri sono aumentate considerevolmente. Al momento è in corso una valutazione del sistema attuale: i risultati verranno resi noti nell'estate del 1996. In base a tali risultati si dovrà decidere il modo in cui Il sistema in vigore potrebbe essere modificato.</p><p>Per quanto concerne l'alleggerimento fiscale delle PMI, le Camere federali hanno approvato l'abolizione della tassa d'emissione per i capitali propri inferiori a 250'000 franchi. Esse hanno invece respinto un altro postulato che chiedeva l'introduzione di una tariffa proporzionale per le persone giuridiche nell'ambito dell'imposta federale diretta.</p><p>La CTI (Commissione per la tecnologia e l'innovazione) metterà a disposizione 10 milioni del proprio credito d'impegno allo scopo di sostenere le imprese create di recente.</p><p></p><p>Risposta alla quinta domanda:</p><p>II trapasso di un'impresa, dal punto di vista del diritto successorio, non comporta conseguenze per quanto concerne le imposte dirette se l'impresa stessa viene rilevata dagli eredi. Un conteggio fiscale si rende necessario soltanto se l'azienda viene venduta liquidata, trasferita nel patrimonio privato o se uno degli eredi la lascia, vale a dire se viene realizzato un utile. La situazione è diversa per quanto attiene all'imposta di successione all'imposta sulle donazioni previste nella maggior parte dei Cantoni al momento della devoluzione dell'eredità. Tuttavia la Confederazione non ha alcuna possibilità di esercitare un influsso su queste regolamentazioni, che del resto non sono oggetto dell'armonizzazione fiscale.</p><p></p><p>Risposta alla sesta domanda:</p><p>L'Ufficio federale dell'industria, delle arti e mestieri e del lavoro (UFIAML) sta attualmente elaborando un rapporto sulla formazione professionale. Tale rapporto illustra la formazione professionale e i settori politici inerenti ad essa. Ne deriveranno provvedimenti per la futura politica federale in materia di formazione professionale, che verranno messi in discussione La qualità e l'attrattiva del sistema della formazione professionale occupano un ampio spazio nel rapporto in questione.</p><p></p><p>Risposta alla settima domanda:</p><p>La legge sui cartelli, recentemente modificata, e la nuova legge sul mercato interno sono provvedimenti in grado di migliorare le possibilità di sviluppo delle PMI. L'abolizione, discussa ormai anche in Svizzera, di numerosi monopoli di Stato (p. es. telecomunicazioni, industria dell'energia elettrica) potrebbe aprire - analogamente a quanto succede all'estero - nuovi campi d'attività anche per le PMI (telefonia mobile, offerta di energie alternative, ecc.). Nell'ambito della sua attività promozionale, la CTI intende portare, durante il periodo 1996-1999, all'80% la quota delle PMI ai progetti di ricerca applicata. Da parte sua, il DFI aumenterà dal 16 al 40% la partecipazione delle PMI ai suoi programmi prioritari di ricerca.</p>  Risposta del Consiglio federale.