B u n d e s v e rw a l t u n g s g e r i ch t T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i f f éd é r a l T r i b u n a l e am m i n i s t r a t i vo f e d e r a l e T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i v fe d e r a l Corte IV D-2818/2022 S e n t e n z a d e l 3 0 g i u g n o 2 0 2 2 Composizione Giudice Chiara Piras, giudice unica, con l'approvazione del giudice Yannick Antoniazza-Hafner; cancelliera Sebastiana Bosshardt. Parti A._______, nato il (…), Georgia, (…), ricorrente, contro Segreteria di Stato della migrazione (SEM), Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore. Oggetto Asilo (non entrata nel merito / procedura Dublino) ed allonta- namento; decisione della SEM del 21 giugno 2022 / N (…). D-2818/2022 Pagina 2 Visto: la domanda di asilo che A._______ ha presentato in Svizzera il 6 maggio 2022 (recte: 4 maggio 2022), l'estratto dalla banca dati dattiloscopica «EURODAC» del 9 maggio 2022, da cui si evince che l'interessato aveva depositato domanda d'asilo in Bel- gio il 4 giugno 2021, in Francia il 16 luglio 2020 ed il 6 giugno 2019 ed in Germania il 4 febbraio 2019, la procura conferita dall'interessato l'11 maggio 2022 alla rappresentanza legale assegnatagli, il verbale di rilevamento dei dati personali del 13 maggio 2022, la scomparsa dell'interessato dal 15 maggio 2022 al 22 maggio 2022, dal 25 maggio 2022 al 31 maggio 2022, dal 1° giugno 2022 al 5 giugno 2022, la richiesta di ripresa in carico fondata sull'art. 18 par. 1 lett. b del Regola- mento (UE) n. 604/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giu- gno 2013 che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per l'esame di una domanda di protezione in- ternazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo o da un apolide (rifusione; Gazzetta ufficiale dell'Unione euro- pea [GU] L 180/31 del 29 giugno 2013; di seguito: Regolamento Dublino III) presentata dalla Segreteria di Stato della migrazione (di seguito: SEM) alle competenti autorità belghe, lo scritto del 3 giugno 2022 per il mezzo del quale la SEM ha concesso al richiedente, per iscritto, il diritto di essere sentito in merito alla possibile competenza del Belgio, della Francia o della Germania per la trattazione della sua domanda d'asilo e lo invitava a fornire le autorizzazioni mediche firmate, la scomparsa dell'interessato dal 7 giugno 2022 al 12 giugno 2022, lo scritto della rappresentante legale del 9 giugno 2022 che informava la SEM dell'impossibilità di trasmettere le considerazioni in merito al diritto di essere sentito non avendo potuto incontrare il richiedente, D-2818/2022 Pagina 3 l'accettazione della richiesta di presa in carico delle autorità belghe del 13 giugno 2022, fondata sulla medesima disposizione, la scomparsa del richiedente dal 15 giugno 2022 al 22 giugno 2022, la decisione della SEM del 21 giugno 2022, notificata il giorno seguente, mediante la quale detta autorità non è entrata nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 31a cpv. 1 lett. b della legge sull'asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) ed ha pronunciato il trasferimento dell'interessato verso il Belgio, la dichiarazione di cessazione del mandato di rappresentanza sottoscritta dalla rappresentante legale designata il 23 giugno 2022, la scomparsa dell'interessato dal 26 giugno 2022, il ricorso del 27 giugno 2022 (timbro postale: 28 giugno 2022; data d'en- trata: 29 giugno 2022) inoltrato dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) contro la menzionata decisione della SEM con il quale il ricorrente ha chiesto l'entrata nel merito della sua domanda d'asilo ed il trattamento della sua procedura in Svizzera; nonché ha presentato una domanda di concessione dell'assistenza giudiziaria e dell'effetto so- spensivo, i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei considerandi che seguono, e considerato: che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale fed erale del 17 giugno 2005 (LTF, RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi), che presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 3 LAsi) contro una deci- sione in materia di asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31‒33 LTAF), il ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a‒ c e art. 52 PA, D-2818/2022 Pagina 4 che segnatamente, nonostante sia stata registrata la scomparsa del ricor- rente dal 26 giugno 2022, egli ha sottoscritto personalmente il ricorso il 27 giugno 2022 (data del ricorso) o il 28 giugno 2022 (data del timbro po- stale), che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso, che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, sono decisi in procedura semplificata (art. 111a LAsi) dalla giudice unica, con l'approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la deci- sione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi), che giusta l'art. 111a cpv. 1 LAsi, il Tribunale rinuncia allo scambio di scritti, che nella querelata decisione l'autorità inferiore, dopo aver constatato l'e- spressa ammissione di competenza da parte del Belgio, ha escluso la sus- sistenza nello Stato di destinazione di carenze sistemiche ai sensi dell'art. 3 par. 2 Regolamento Dublino III o di un rischio di trattamenti con- trari all'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali del 4 novembre 1950 (CEDU, RS 0.101) o di vio- lazione del principio del divieto di respingimento; che inoltre, non sussiste- rebbero motivi che giustificherebbero l'applicazione della clausola di sovra- nità ai sensi dell'art. 17 par. 1 Regolamento Dublino III e dell'art. 29a cpv. 3 dell'Ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni procedurali dell'11 ago- sto 1999 (OAsi 1, RS 142.311); che segnatamente, egli non avrebbe se- gnalato problemi medici, che nel proprio ricorso , l'insorgente contesta la competenza del Belgio e chiede che la sua domanda d'asilo venga trattata in Svizzera in applica- zione della clausola di sovranità di cui all'art. 17 par. 1 Regolamento Du- blino III; che la sua vita e la sua incolumità fisica in Belgio sarebbero in serio pericolo; che in effetti, sul territorio belga si troverebbe una grande rete di connazionali che potrebbero nuocergli e le autorità di polizia belghe non agirebbero con solerzia; che inoltre, il suo stato di salute sarebbe par- ticolarmente compromesso; che pur esistendo delle strutture mediche in misura di prendere a carico le patologie del ricorrente, un eventuale trasfe- rimento non garantirebbe un buon seguito terapeutico, che giusta l'art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi, di norma non si entra nel merito di una domanda di asilo se il richiedente può partire alla volta di uno Stato terzo cui compete, in virtù di un trattato internazionale, l'esecu zione della procedura di asilo e allontanamento, D-2818/2022 Pagina 5 che prima di applicare la precitata disposizione, la SEM esamina la com- petenza relativa al trattamento di una domanda di asilo secondo i criteri previsti dal Regolamento Dublino III, che se in base a questo esame è individuato un altro Stato quale respon- sabile per l'esame della domanda di asilo, la SEM pronuncia la non entrata nel merito previa accettazione, espressa o tacita, di presa a carico del ri- chiedente l'asilo da parte dello Stato in questione (cfr. DTAF 2017 VI/5 con- sid. 6.2), che ai sensi dell'art. 3 par. 1 Regolamento Dublino III, la domanda di pro- tezione internazionale è esaminata da un solo Stato membro, ossia quello individuato in base ai criteri enunciati al capo III (art. 7–15), che nel caso di una procedura di presa in carico (inglese: take charge) ogni criterio per la determinazione dello Stato membro competente – enumerato al capo III – è applicabile solo se, nella gerarchia dei criteri elencati all'art. 7 par. 1 Regolamento Dublino III, quel lo precedente previsto dal Regola- mento non trova applicazione nella fattispecie (principio della gerarchia dei criteri), che la determinazione dello Stato membro competente avviene sulla base della situazione esistente al momento in cui il richiedente ha presentato domanda di protezione internazionale (art. 7 par. 2 Regolamento Dublino III), che contrariamente, nel caso di una procedura di ripresa in carico (inglese: take back), di principio non viene effettuato un nuovo esame di determina- zione dello stato membro competente secondo il capo III (cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 6.2 e 8.2.1), che giusta l'art. 3 par. 2 Regolamento Dublino III, qualora sia impossibile trasferire un richiedente verso lo Stato membro inizialmente designato come competente in quanto s i hanno fondati motivi di ritenere che sussi- stano delle carenze sistemiche nella procedura di asilo e nelle condizioni di accoglienza dei richiedenti, che implichino il rischio di un trattamento inumano o degradante ai sensi dell'art. 4 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea (di seguito: CartaUE), lo Stato membro che ha avviato la procedura di determinazione dello Stato membro competente prosegue l'esame dei criteri di cui al capo III per verificare se un altro Stato membro possa essere designato come competente, D-2818/2022 Pagina 6 che lo Stato membro competente in forza del presente regolamento è te- nuto a riprendere in carico – in ossequio alle condizioni poste agli art. 23, 24, 25 e 29 – il richiedente la cui domanda è in corso d'esame e che ha presentato domanda in un altro Stato membro oppure si trova nel territorio di un altro Stato membro senza un titolo di soggiorno (art. 18 par. 1 lett. b Regolamento Dublino III), che, giusta l' art. 17 par. 1 Regolamento Dublino III ( «clausola di sovra- nità»), in derog a ai criteri di competenza sopra definiti, ciascuno Stato membro può decidere di esaminare una domanda di protezione internazio- nale presentata da un cittadino di un paese terzo o da un apolide, anche se tale esame non gli compete, che, nel caso di specie, le investigazioni effettuate dalla SEM hanno rive- lato, dopo consultazione dell'unità centrale del sistema europeo «EURO- DAC», che l'interessato aveva depositato una domanda d'asilo in Belgio il 4 giugno 2021 (cfr. atto SEM […]-9/1), che il 3 giugno 2022 la SEM ha presentato alle autorità belghe competenti, nei termini fissati all'art. 23 par. 2 Regolamento Dublino III, una richiesta di ripresa in carico fondata sull'art. 18 par. 1 lett. b Regolamento Dublino III, che il 13 giugno 2022, queste autorità hanno espressamente accettato il trasferimento del ricorrente verso il Belgio, in applicazione della stessa di- sposizione, che l'insorgente, non avendo fatto uso del diritto di essere sentito conces- sogli dalla SEM con scritto del 3 giugno 2022 non ha contestato né di aver depositato una domanda di asilo in Belgio, né che questo Stato sia com- petente per trattare la sua domanda, che di conseguenza, la competenza del Belgio è di principio data, che non vi sono fondati motivi di ritenere che sussistano carenze sistemi- che nella procedura di asilo e nelle condizioni di accoglienza dei richiedenti, che implichino il rischio di un trattamento inumano o degradante ai sensi dell'art. 4 della CartaUE (cfr. art. 3 par. 2 2a frase Regolamento Dublino III), che peraltro, il paese in questione è legato alla CartaUE e firmatario della CEDU, della Convenzione del 10 dicembre 1984 contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti (Conv. tortura, RS 0.105), D-2818/2022 Pagina 7 della Convenzione del 28 luglio 1951 sullo statuto dei rifugiati (Conv. rifu- giati, RS 0.142.30), oltre che del relativo Protocollo aggiuntivo del 31 gen- naio 1967 (RS 0.142.301) e ne applica le disposizioni, che di conseguenza, il rispetto della sicurezza dei richiedenti l'asilo, in par- ticolare il diritto alla trattazione della propria domanda secondo una proce- dura giusta ed equa ed una protezione conforme al diritto internazionale ed europeo, è presunto da parte dello Stato in questione (cfr. direttiva 2013/32/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 recante procedure comuni ai fini del riconoscimento e della revoca dello status di protezione internazionale [di seguito: direttiva procedura]; direttiva 2013/33/UE del P arlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 recante norme relative all'accoglienza dei richiedenti protezione internazio- nale [di seguito: direttiva accoglienza]), che conseguentemente, l'applicazione dell'art. 3 par. 2 2 a frase Regola - mento Dublino III non si giustifica nel caso di specie, che ai sensi dell'art. 29a cpv. 3 OAsi 1, disposizione che concretizza in di- ritto interno svizzero la clausola di sovranità ( art. 17 par. 1 Regolamento Dublino III), se «motivi umanitari» lo giustificano la SEM p uò entrare nel merito della domanda anche qualora giusta il Regolamento Dublino III un altro Stato sarebbe competente per il trattamento della domanda, che la SEM, nell'applicazione dell'art. 29a cpv. 3 OAsi 1, dispone di potere di apprezzamento (cfr. DTAF 2015/9 consid. 7 seg.); che tuttavia, se il tra- sferimento del richiedente nel paese di destinazione contravviene ad una norma imperativa del diritto internazionale, tra cui quelle della CEDU, l'au- torità inferiore è obbligata ad applicare la clausola di sovranità e ad entrare nel merito della domanda d'asilo ed il Tribunale dispone di potere di con- trollo al riguardo (cfr. DTAF 2015/9 consid. 8.2.1), che il ricorrente non ha dimostrato che lo Stato di destinazione non sia intenzionato a riprenderlo in carico ed a portare a termine la procedura relativa alla sua domanda di protezione in violazione della direttiva proce- dura, l'insorgente non ha del resto apportato indizi seri e concreti su scettibili di dimostrare che lo Stato di destinazione non rispetterebbe il principio del divieto di respingimento e, dunque, verrebbe meno ai suoi obblighi interna- zionali rinviandolo in un Paese dove la sua vita, integrità corporale o libertà D-2818/2022 Pagina 8 sarebbero seriamente minacciate o da dove rischierebbe di essere respinto in un tale Paese, che agli atti non figurano del resto elementi tali da indurre a concludere che un trasferimento nello Stato in questione esporrebbe il ricorrente al rischio di essere privato del sostentamento minimo e di subire delle condizioni di vita indegna in violazione della direttiva accoglienza, che per quanto riguarda i potenziali problemi con i suoi connazionali, il Tri- bunale rileva che il Belgio è uno Stato di diritto con un'autorità di polizia funzionante, disposta ed in grado di offrire la protezione adeguata; che il ricorrente non ha fornito elementi che permettano di ritenere il contrario, che l'insorgente ritiene infine che il suo stato di salute costituirebbe un osta- colo al trasferimento; che tuttavia, in corso di procedura non ha mai riferito di avere problemi di salute ed in sede ricorsuale non ha neppure specificato di che cosa soffrirebbe; che altresì, egli non avrebbe mai firmato le autoriz- zazioni mediche, che di conseguenza, non vi sono indizi per ritenere che le eventuali pato- logie dell'insorgente rien trino nella restrittiva giurisprudenza convenzio- nale, che ad ogni modo, è notorio che lo Stato di destinazione dispone di infra- strutture mediche sufficienti, che il Belgio , in quanto Stato firmatario della direttiva accoglienza, deve provvedere affinché i richiedenti ricevano la necessaria assistenza sanita- ria comprendente quanto meno le prestazioni di pronto soccorso e il tratta- mento essenziale di malattie e di gravi disturbi mentali e fornire la neces- saria assistenza medica o di altro tipo, ai richiedenti con esigenze di acco- glienza particolari, comprese, se necessarie, appropriate misure di assi- stenza psichica (cfr. art. 19 par. 1 e 2 direttiva accoglienza), che in altre parole, egli non ha fornito indizi seri suscettibili di comprovare che le sue condizioni di vita o la sua situazione personale sarebbero tali da contravvenire all'art. 4 della CartaUE, all'art. 3 CEDU o all'art. 3 Conv. tor- tura in caso di esecuzione del trasferimento in Belgio, che ad ogni modo, appartiene al ricorrente sollevare l'eventuale violazione dei suoi diritti fondamentali, utilizzando le adeguate vie di diritto dinanzi alle autorità dello Stato in questione, D-2818/2022 Pagina 9 che infine, non risultano neppure esserci indizi che permettano di ritenere che la SEM abbia esercitato in maniera arbitraria il potere di apprezza- mento di cui dispone nell'applicazione dell'art. 29a cpv. 3 OAsi 1 (cfr. DTAF 2015/9 consid. 7 seg.), che pertanto, non vi è motivo di applicare la clausola discrezionale di cui all'art. 17 par. 1 Regolamento Dublino III («clausola di sovranità»), che, di conseguenza, in mancanza dell'applicazione di tale norma da parte della Svizzera, il Belgio è competente dell'esame della domanda di asilo del ricorrente ai sensi Regolamento Dublino III ed è tenuto a riprenderlo in ossequio alle condizioni poste agli art. 23, 24, 25, 29 Regolamento Dublino III, che, quindi, è a giusto titolo che la SEM non è entrata nel merito della do- manda di asilo del ricorrente, in applicazione dell'art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi ed ha pronunciato il suo trasferimento verso il Belgio conformemente all'art. 44 LAsi, posto che il ricorrente non possiede un'autorizzazione di soggiorno in Svizzera (cfr. art. 32 lett. a OAsi 1), che, in siffatte circostanze, non vi è più luogo di esaminare in maniera di- stinta le questioni relative all'esistenza di un impedimento all'esecuzione del trasferimento per i motivi giusta i cpv. 3 e 4 dell'art. 83 della Legge fe- derale sugli stranieri e la loro integrazione del 16 dicembre 2005 (LStrI, RS 142.20), dal momento che detti motivi sono indissociabili dal giudizio di non entrata nel merito nel quadro di una procedura Dublino (cfr. DTAF 2015/18 consid. 5.2), che, visto quanto prec ede, il ricorso deve essere respinto e la decisione della SEM, che rifiuta l'entrata nel merito della domanda di asilo e pronun- cia il trasferimento dalla Svizzera verso il Belgio, confermata, che avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di con- cessione dell'effetto sospensivo al ricorso è divenuta senza oggetto, che, per il medesimo motivo, anche la domanda tendente all'esenzione dal pagamento anticipato delle spese di giudizio è divenuta senza oggetto, che, infine, ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito favorevole, la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versamento delle spese processuali, è respinta, D-2818/2022 Pagina 10 che, visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.– che seguono la soccombenza sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 1–3 del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]), che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con ricorso in materia di diritto pubblico dina nzi al Tribunale federale ( art. 83 lett. d cifra 1 LTF). (dispositivo alla pagina seguente) D-2818/2022 Pagina 11 Il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 1. Il ricorso è respinto. 2. La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versa- mento delle spese processuali, è respinta. 3. Le spese processuali, di CHF 750.–, sono poste a carico del ricorrente. Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministra- tivo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sentenza. 4. Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto- nale. La giudice unica: La cancelliera: Chiara Piras Sebastiana Bosshardt Data di spedizione: