B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i ch t T ri b u n a l ad m i n i s t r a t i f f éd é r a l T ri b u n a l e am m i n i s t r a t i vo f e d e r a l e T ri b u n a l ad m i n i s t r a t i v fe d e r a l Corte VI F-6366/2024 S e n t e n z a d e l 4 l u g l i o 2 0 2 5 Composizione Giudice Gregor Chatton, giudice unico, con l'approvazione della giudice Christa Preisig; cancelliere Matthew Pydar. Parti A._______, nato il (...), alias B._______, nato il (...), alias C._______, nato il (...), Afghanistan, patrocinato da SOS Ticino Protezione giuridica della Regione Ticino e Svizzera centrale - Caritas Svizzera, ricorrente, contro Segreteria di Stato della migrazione SEM, Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore. Oggetto Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (procedura Dublino - art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi); decisione della SEM del 25 settembre 2024 / N (...). F-6366/2024 Pagina 2 Fatti: A. Il ricorrente afghano ha inoltrato una domanda d’asilo in Svizzera il 14 ago- sto 2024 indicando di essere nato il (...) e di essere pertanto un minorenne non accompagnato. Un confronto con la banca dati europea di rilevamento delle impronte digitali “Eurodac” ha rilevato una domanda d’asilo pregressa in Croazia del 6 agosto 2024. B. Il 9 settembre 2024 il ricorrente ha sostenuto una prima audizione per mi- norenni non accompagnati (PA RMNA). In tale occasione gli è stata fornita la possibilità di esprimersi su d i un’eventuale competenza dello Stato croato per il trattamento della sua domanda d’asilo. Sempre in tale sede gli è anche stata data la possibilità di esprimersi sull’intenzione dell’autorità inferiore di modificare la sua data di nascita per fissarla al (...). C. Il 10 settembre 2024 la Segreteria di Stato per la migrazione (SEM) ha inoltrato una domanda di ripresa in carico alle autorità croate sulla base dell’art. 18 par. 1 lett. b del regolamento (UE) n° 604/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 che stabilisce i criteri e i mec- canismi di determinazione dello Stato membro competente per l’esame di una domanda di protezione internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo o da un apolide (rifusione; Gaz- zetta ufficiale dell’Unione europea [GU] L 180/31 del 29.06.2013; di se- guito: RD III). D. Il 19 settembre 2024 il ricorrente ha trasmesso una copia della sua Taz- kara, mentre il 20 settembre 2024 le autorità croate hanno accolto la richie- sta in virtù dell’art. 20 par. 5 RD III. E. Con decisione del 25 settembre 2024 – inoltrata al ricorrente il 1° ottobre 2024 – la SEM non è entrata nel merito della domanda d’asilo del ricorrente giusta l’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi (RS 142.31), ha ordinato il suo allonta- namento in Croazia e l'esecuzione di questo provvedimento, rilevando che un eventuale ricorso non avrebbe avuto effetto sospensivo. F. Contro tale provvedimento, il ricorrente, patrocinato dal suo rappresen- tante, ha presentato ricorso l’8 ottobre 2024. Il ricorrente domanda che F-6366/2024 Pagina 3 l’esecuzione della decisione venga sospesa in via su percautelare nonché la concessione dell’effetto sospensivo al ricorso. Egli domanda inoltre l’esenzione dal pagamento delle spese giudiziarie oltre che del relativo an- ticipo, con protesta di tasse e ripetibili. Nel merito chiede l’annullamento della precitata decisione e, in subordine, la restituzione degli atti alla SEM per il completamento dell’istruttoria. G. Il 9 novembre 2024 la precedente giudice istruttrice ha disposto la sospen- sione provvisoria dell’esecuzione del trasferimento delle ricorrenti verso la Croazia. H. Il 10 giugno 2025 è avvenuto un cambiamento nella composizione del col- legio giudicante, per cui l’attuale giudice unico della Corte VI del Tribunale amministrativo federale (di seguito: Tribunale) ha ripreso gli atti all’incarto. Diritto: 1. 1.1 Le decisioni prese dalla SEM in materia d’asilo possono essere impu- gnate davanti al Tribunale, che decide in via definitiva, a meno che non si tratti di un’eccezione, non applicabile nel presente caso (art. 1 cpv. 2 ed art. 33 lett. d LTAF [RS 173.32], applicabili con riferimento all'art. 105 LAsi, in combinato disposto con l'art. 83 lett. d cifra 1 LTF [RS 173.110]). 1.2 Il ricorso, presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 3 LAsi) è di princi- pio ammissibile sotto il profilo degli art. 48 cpv. 1 e ar t. 52 cpv. 1 PA (RS 172. 021), applicabili in riferimento all'art. 37 LTAF e all'art. 108 cpv. 3 LAsi. 1.3 Inoltre si osserva come il Tribunale, adito con un ricorso contro una decisione di non entrata nel merito di una domanda d’asilo, si limita ad esaminare la fondatezza di una tale decisione (cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 3.1). 2. Con il ricorso possono essere contestate violazioni del diritto federale (compresi l’eccesso o l’abuso del potere di apprezzamento) così come l’ac- certamento incompleto o inesatto dei fatti giuridicamente rilevanti (cfr. art. 106 cpv. 1 lett. a e b LAsi). F-6366/2024 Pagina 4 3. 3.1 Il ricorrente intende appellarsi ad una violazione della massima inquisi- toria (art. 12 PA combinato con art. 6 LAsi). La SEM avrebbe omesso di eseguire una perizia medica atta ad accertare l’età del ricorrente e avrebbe basato il suo giudizio unicamente sulle dichiarazioni rilasciate da quest’ul- timo nell’ambito del colloquio del 9 settembre 2024. Pertanto la SEM non avrebbe potuto escludere, in base agli elementi presenti agli atti, con suffi- ciente probabilità una minore età del ricorrente. 3.2 La SEM, al contrario, reputa che il ricorrente – a cui spetterebbe l’onere della prova – non avrebbe fornito elementi sufficienti per potere dimostrare la minore età. Le sue dichiarazioni contrastanti, in particolare quelle in me- rito alla sua biografia, non risulterebbero tali da renderlo credibile. 3.3 Va chiarito, dunque, se alla SEM possa essere imputata una violazione della massima inquisitoria che porterebbe all’annullamento della decisione avversata (cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 5.1, per lo stabilimento esatto e cor- retto dei fatti giuridicamente rilevanti DTAF 2014/2 consid. 5.1; 2007/37 consid. 2.3). 4. 4.1 La procedura d'asilo è retta dal principio dell'obbligo inquisitorio (art. 12 PA in combinato disposto con l'art. 6 LAsi), secondo il quale l'autorità deve provvedere d'ufficio all'accertamento corretto e completo dei fatti rilevanti per la decisione, procurarsi i documenti necessari per la procedura, chiarire le circostanze giuridicamente rilevanti e fornire le prove necessarie (DTAF 2015/10 consid. 3.2 con ulteriori riferimenti). L'autorità non è tuttavia tenuta a svolgere indagini approfondite su ogni elemento di fatto. Ulteriori accer- tamenti devono essere effettuati solo se appaiono necessari sulla base de- gli atti (cfr. AUER/BINDER, in: Auer/Müller/Schindler, Kommentar zum Bun- desgesetz über das Verwaltungsverfahren [VwVG], 2a ed. 2019, n. 16 ad art. 12). L'obbligo inquisitorio trova il suo limite n ell'obbligo di collabora- zione dei richiedenti asilo (cfr. art. 8 LAsi). 4.2 Va inoltre ribadito l’obbligo di motivazione. Tale obbligo, che deriva dal diritto di essere sentiti ai sensi dell'art. 29 PA, impone all'autorità di moti- vare la propria decisione in modo tale che la persona interessata possa, se del caso, impugnarla in modo adeguato e che sia lei che l'autorità di appello possano farsi un'idea della portata della decisione (cfr. DTAF 2007/30 con- sid. 5.6). A tal fine, l'autorità che ha emanato la decisione può limitarsi agli aspetti essenziali per la decisione, ma deve almeno indicare brevemente le considerazioni che l'hanno guidata e su quali elementi si basa la sua F-6366/2024 Pagina 5 decisione (cfr. DTAF 2008/47 conisd. 3.2). Non è tuttavia necessario che la motivazione esamini in modo approfondito tutti i punti sollevati dalle parti e confuti espressamente ogni singola argomentazione (cfr. DTF 136 I 184 consid. 2.2.1). 4.3 È considerato minorenne un cittadino di un Paese terzo di età inferiore ai diciotto anni (art. 2 lett. i del RD III; art. 1a lett. d dell'ordinanza sull'asilo 1 dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]). I minori non accompagnati sono esclusi dalla procedura di ripresa in carico (cfr. FILZWIESER/SPRUNG, Dublin III-VO, Vienna 2014, cap. 15 segg. ad art. 8). L'onere della prova della minore età nel procedimento d'asilo spetta al richiedente, che deve almeno renderla credibile (cfr. DTAF 2018 VI/3 E. 4.2.3). Nell'ambito di una valutazione complessiva, occorre ponderare tutti gli indizi a favore o contro la veridicità delle indicazioni relative all'età. Essenziali a tal fine sono i do- cumenti di identità ritenuti autentici o le indicazioni fornite dalla persona interessata (cfr. DTAF 2023 VI/4 consid. 6.5). Il risultato della perizia sull'età, la quale deve svolge rsi in conformità alla giurisprudenza della Corte europea dei diritti umani (cfr. sentenza della CorteEDU F .B. contro Belgio del 6 marzo 2025, 47836/21), costituisce solo un elemento nella va- lutazione della credibilità della minore età dichiarata (cfr. DTA F 2019 I/6 consid. 6.1 ss.). Va tuttavia osservato che una valutazione complessiva dei mezzi di prova è tanto meno necessaria quanto più le constatazioni medi- che forniscono indizi a favore della minore o della maggiore età dell'inte- ressato (DTAF 2018 VI/3 consid. 4.2.2). 4.4 Nel caso in specie la SEM ha escluso la minore età del ricorrente sulla base delle dichiarazioni fatte nell’ambito del colloquio PA RMNA e l’accet- tazione senza riserve da parte delle autorità croate di ripresa in carico del ricorrente. Tuttavia ha omesso di incaricare un ente specialistico per l’ese- cuzione di una perizia medica sull’età. Benché un tale obbligo non sussista in maniera generale e astratta, nel caso in specie non sussistevano ele- menti sufficienti tali ad escludere l’eventualità della minore età. Innanzi- tutto, per quanto riguarda l’accettazione da parte croata, essa non risulta essere un indizio sufficiente per poterne determinare l’età, specialmente per il fatto che un’eventuale violazione da parte della SEM dell’obbligo d’in- formazione potrebbe invalidare l’accettazione dello stato richiesto (cfr. sen- tenza del Tribunale D-2271/2023 del 3 maggio 2023 consid. 6.1 con ulte- riori riferimenti). In merito ad eventuali contraddizioni fatte dal ricorrente non risulta essere inusuale che i ricorrenti di minore età possan o avere lacune in merito a punti salienti della loro biografia o del loro viaggio (sen- tenza del Tribunale D-521/2024 del 1° luglio 2024 consid. 5.2). Nello spe- cifico, la SEM ritiene che le indicazioni fornite dal ricorrente durante la PA F-6366/2024 Pagina 6 RMNA del 9 settemb re 2024 riguardanti la sua data di nascita e l e sue dichiarazioni in merito all’età fossero state vaghe ed imprecise, senza indi- care chiaramente quali delle dichiarazioni fatte risultassero problematiche. In tal modo le considerazioni dell’autorità inferio re non risultano del tutto chiare e non permettono un’impugnazione completa della decisione avver- sata. In un caso analogo precedente , il Tribunale ha sancito che l’autorità infe- riore avesse violato il suo obbligo inquisitorio, non avendo indagato su tutte le questioni rilevanti al fine di potere determinare lo Stato membro compe- tente ed in particolare non facendo eseguire una perizia medica da un ente preposto (cfr. sentenza del Tribunale D-521/2024 del 1° luglio 2024 consid. 5.2). Il rilevamento di una perizia medica sull’età del ricorrente avrebbe po- tuto permettere alla SEM di ottenere ulteriori elementi e poterla mettere nella condizione, con la dovuta certezza , di escludere o meno la minore età del ricorrente. Non essendo questo il caso, gli accertamenti preceden- temente condotti si rivelano dunque incompleti. 4.5 Va infine rammentato che a tutti gli Stati membri spetta un obbligo di trasparenza e informazione nel quadro di una richiesta di presa o ripresa in carico, la cui violazione può portare a rendere invalida l’accettazione da parte dello Stato interpellato (cfr. sentenza del Tribunale D-2271/2023 del 3 maggio 2023 consid. 6.1). Non avendo menzionato nello specifico le pro- blematiche legate all’età fatta valere dal ricorrente ed in particolare sulla presunta minore età del medesimo, le autorità croate non sono state messe nella condizione di potere giudicare la fattispecie in maniera completa per determinare la loro competenza (cfr. sentenza del Tribunale F -7549/2024 dell’11 marzo 2024 consid. 4.8). 5. In sintesi, si può affermare che la SEM non ha accertato i fatti in modo giuridicamente corretto e non ha segnalato alle autorità croate informazioni e prove rilevanti. Ha quindi violato sia l'obbligo inquisitorio (art. 12 PA in combinato disposto con l'art. 49 lett. b PA e l'art. 106 cpv. 1 lett. b LAsi) sia l'obbligo di informazione tra Stati ai sensi del regolamento Dublino III. La decisione avversata risulta dunque immotivata (art. 29 PA). 6. Secondo l’art. 61 cpv. 1 PA il Tribunale amministrativo federale decide di- rettamente nel merito o, in via eccezionale, rinvia la causa all'autorità pre- cedente con istruzioni vincolanti. F-6366/2024 Pagina 7 6.1 Una cassazione e un rinvio alla precedente istanza si rendono neces- sari in particolare quando devono essere accertati ulteriori fatti e deve es- sere condotta una procedura probatoria completa. In linea di principio, la mancanza di maturità decisionale in tali casi può essere colmata anche dall'autorità di ricorso stessa, se ciò appare opportuno nel singolo caso per motivi di economia processua le; tuttavia, essa non è tenuta a farlo (cfr. DTAF 2012/21 consid. 5 con ulteriori riferimenti). 6.2 Nel caso in esame, i fatti non sono stati accertati in modo giuridica- mente sufficiente e le autorità croate non sono state informate di circo- stanze rilevanti che avrebbero potuto essere importanti per la valutazione della loro competenza, motivo per cui non è possibile sanare la situazione. 7. Il ricorso è pertanto accolto, la decisione impugnata è annullata e la causa è rinviata alla SEM affinché proceda all'accertamento completo e corretto dei fatti rilevanti ai fini del diritto – in particolare gli accertamenti necessari per determinare in modo giuridicamente sufficiente l'età del ricorrente – e ad emettere una nuova decisione. Con questo esito del procedimento, non è necessario entrare nel merito delle ulteriori argomentazioni addotte nel ricorso. 8. 8.1 Il presente ricorso si rivela manifestamente fondato ed è deciso dal giu- dice unico con l’approvazione di una seconda giudice (art. 111 lett. e LAsi). Inoltre, giusta l’art. 111a cpv. 1 e 2 LAsi, il Tribunale rinuncia allo scambio di scritti e la decisione è motivata soltanto sommariamente. 8.2 Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la richiesta tendente all’esenzione dal versamento di un anticipo sulle spese processuali risulta divenuta senza oggetto. 9. 9.1 Con tale esito della procedura al ricorrente non vanno attribuite spese procedurali (art. 63 cpv. 1 PA). 9.2 Al ricorrente non spetta alcuna indennità per spese ripetibili, poiché nel caso in esame è stato patrocinato d’ufficio ai sensi dell’art. 102h LAsi, ov- vero in un ambito indennizzato dalla Confederazione in conformità all’art. 102k LAsi (cfr. anche artl 111a ter LAsi). (Dispositivo alla pagina seguente) F-6366/2024 Pagina 8 Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun- cia: 1. Il ricorso è accolto. 2. La decisione impugnata è annullata e la causa rinviata all’autorità inferiore affinché questa esegua gli accertamenti necessari sull’età del ricorrente ai sensi dei considerandi ed esprima un nuovo giudizio. 3. Non vengono prelevate spese processuali. 4. Non viene attribuita alcuna indennità per spese ripetibili. 5. Questa sentenza è comunicata al ricorrente e all'autorità inferiore, così come all’autorità cantonale competente. Il giudice unico: Il cancelliere: Gregor Chatton Matthew Pydar Data di spedizione: