<h2>SubmittedText<h2><p>Nella sua strategia di lotta alla criminalità 2020.2023 il Consiglio federale elenca una serie di misure atte a contrastare la criminalità organizzata che poggiano sui pilastri di prevenzione, cooperazione e repressione. Sul fronte delle misure repressive vi sono già molte iniziative avviate. Dal punto di vista delle misure preventive e relative alla cooperazione vi sono tuttavia ancora alcuni punti interrogativi. Chiedo dunque al Consiglio federale:</p><p>1. Le misure preventive sono considerate tra le più efficaci poiché eliminano il problema alla radice. Cosa si sta facendo concretamente in questo senso?</p><p>2. In che modo la piattaforma di collaborazione interdisciplinare COC garantisce la circolazione delle informazioni tra i diversi livelli statali, in particolare per quanto riguarda la maggiore consapevolezza dei rischi legati alle organizzazioni criminali? Quanto è attiva concretamente la suddetta piattaforma?</p><p>3. L'art. 22 dell'accordo di cooperazione fra la Confederazione Svizzera e la Comunità europea e i suoi Stati membri per lottare contro la frode e ogni altra attività illecita che leda i loro interessi finanziari prevede l'istituzione di squadre investigative comuni, le quali consentono di condurre le indagini in più Paesi implicati con la maggiore efficienza possibile grazie allo scambio d'informazioni. Come valuta il Consiglio federale questa collaborazione in termini di reciprocità, in particolare con l'Italia? Le Parti contraenti cooperano in maniera eguale, in termini di mobilitazione di mezzi e coordinazione delle azioni? </p><p>4. Diversi strumenti permettono un'azione concertata in materia di collaborazione internazionale, ma le leggi in materia di lotta alla criminalità organizzata possono cambiare da Stato a Stato, invalidando di fatto gli sforzi comuni. Quali misure si stanno intraprendendo per l'armonizzazione delle legislazioni nazionali?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La cooperazione tra autorità competenti e organizzazioni private è un elemento imprescindibile per contrastare efficacemente le organizzazioni criminali. A tal fine è stata creata la piattaforma di collaborazione "Countering Organised Crime" (COC). COC permette lo scambio reciproco di informazioni tra autorità di polizia, di perseguimento penale, di migrazione, di registro e autorità preposte al rilascio di autorizzazioni come pure federazioni e società private. Sulla piattaforma COC vengono adottate e coordinate misure di carattere sia preventivo sia repressivo. Tra le misure preventive rientrano ad esempio la sensibilizzazione delle autorità cantonali e federali competenti in materia di fiscalità, fallimenti e autorizzazioni nonché di settori privati particolarmente esposti (p. es. la gastronomia) tramite le rispettive associazioni mantello. Nel settore finanziario, l'Ufficio di comunicazione in materia di riciclaggio di denaro (MROS) sensibilizza gli intermediari finanziari in occasione di eventi, tramite la comunicazione diretta o ancora tramite informazioni riportate nel rapporto annuale o nei rapporti di analisi sul riciclaggio di denaro e i suoi reati preliminari correlati alla criminalità organizzata.</p><p>Ulteriori misure preventive di polizia sono rappresentate dai divieti di entrata e dalle espulsioni nei confronti di cittadini stranieri a salvaguardia della sicurezza interna ed esterna della Svizzera. Nel 2021 (stato al 30.09.2021) fedpol ha pronunciato 19 divieti di entrata nei confronti di esponenti della criminalità organizzata (2020: 4). Nello stesso arco di tempo sono stati avviati complessivamente 256 procedimenti concernenti divieti di entrata ed espulsioni (2020: 350), 33 dei quali in relazione alla criminalità organizzata, in particolare alle organizzazioni mafiose italiane (2020: 81).</p><p>2. COC intende perseguire sistematicamente le organizzazioni criminali, ostacolare le loro attività e il loro insediamento in Svizzera e ridurre al minimo la loro infiltrazione all'interno dell'amministrazione, dell'economia e della società civile. Per raggiungere questi obiettivi, la Confederazione e i Cantoni si scambiano reciprocamente informazioni relative ai casi attuali, alle misure amministrative e alla prevenzione. Le autorità cantonali e gli uffici federali interessati sono coinvolti quanto più possibile. In collaborazione con i partner cantonali e federali, fedpol elabora regolarmente rapporti sulla situazione COC e garantisce che tutti gli attori coinvolti ricevano informazioni aggiornate sulla situazione. Questa collaborazione permane anche nel coordinamento a livello operativo.</p><p>3. La cooperazione sul piano operativo tra autorità di perseguimento penale italiane e svizzere è buona e intensa. L'impiego di squadre investigative comuni (JIT) favorisce lo scambio di informazioni e accelera le indagini condotte da fedpol su incarico del Ministero pubblico della Confederazione. Occorre sottolineare che tale strumento si è rivelato estremamente utile e che i pubblici ministeri di entrambi i Paesi vi fanno regolarmente ricorso con successo. Un'operazione condotta nell'estate del 2020 dai due Paesi, scaturita dalle indagini di una JIT su un clan della 'ndrangheta, ne è un esempio significativo.</p><p>4. Il Consiglio federale è consapevole che le differenze tra legislazioni nazionali possono rappresentare un ostacolo alla lotta contro la criminalità organizzata. Gli accordi internazionali in materia di cooperazione di polizia forniscono un importante contributo in termini di efficienza. Quale Stato contraente della Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale (RS 0.311.54) nonché della Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione (RS 0.311.56), la Svizzera, insieme ad altri circa 190 Stati, si è impegnata a sanzionare questi reati nel proprio diritto penale, a prevedere pene sufficientemente severe e a garantire la cooperazione internazionale in simili casi. Entrambi gli accordi si sono rivelati basi adeguate per combattere congiuntamente queste forme di criminalità. Con la revisione del diritto penale entrata in vigore il 1° luglio 2021 la Svizzera ha inasprito le pene per il sostegno o la partecipazione a un'organizzazione criminale o terroristica (art. 260ter CP; RS 311.0) e ha ampliato le possibilità di cooperazione internazionale nella lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata.</p><p>Altre proposte legislative e raccomandazioni nell'ambito della cooperazione transfrontaliera di polizia sono attualmente in fase di elaborazione nello spazio Schengen. Esse puntano ad armonizzare ulteriormente le prassi nazionali e a rafforzare la cooperazione di polizia. La Svizzera ha inoltre concluso accordi bilaterali di cooperazione con tutti gli Stati limitrofi. Tali accordi completano la cooperazione esistente all'interno dello spazio Schengen e fungono, a livello bilaterale, da base per un rafforzamento dello scambio di informazioni di polizia e il coordinamento di interventi di polizia.</p>  Risposta del Consiglio federale.