<h2>SubmittedText<h2><p>Alla luce delle persistenti sfide in relazione all'accoglienza e all'alloggio di richiedenti l'asilo in Svizzera e degli attuali dibattiti nelle Camere, reputo estremamente importante ottenere informazioni sull'attuale tasso di occupazione dei centri federali d'asilo (CFA) e delle strutture di alloggio cantonali. Ciò permette di evidenziare gli effettivi problemi di capacità. In questo contesto, prego il Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. In considerazione del crescente tasso di occupazione dei CFA, è opportuno anche sotto il profilo dei costi costruire nuovi alloggi temporanei?</p><p>2. A quanto ammontava il tasso di occupazione dei CFA negli anni 2022/3 (senza edifici annessi)? </p><p>3. Il flusso dei richiedenti l'asilo ordinari (senza i rifugiati ucraini) non può già essere assorbito con la riforma della struttura dell'asilo?</p><p>4. Quali soluzioni alternative sono vagliate per garantire l'alloggio dei richiedenti l'asilo?</p><p>5. Esiste una strategia a lungo termine per l'alloggio dei rifugiati in Svizzera? In caso affermativo, quali obiettivi e misure sono previsti nel quadro di questa strategia? In caso negativo, il Consiglio federale prevede di sviluppare una strategia di questo tipo?</p><p>6. In che misura i Cantoni e i Comuni interessati sono sentiti e coinvolti nel processo decisionale per quanto riguarda l'alloggio dei richiedenti l'asilo e la costruzione di nuove strutture di alloggio? In che modo le loro opinioni e i loro dubbi sono considerati per la decisione?</p><p>7. Le attuali pianificazioni e misure per l'alloggio dei richiedenti l'asilo sono impostate sul lungo termine? Nella pianificazione è considerata anche la situazione in materia di alloggio nei Cantoni e nei Comuni per il periodo successivo al soggiorno nei CFA?</p><p>8. In che modo gli Stati limitrofi risolvono i loro problemi di capacità? Quali tipi di strutture di alloggio utilizzano e hanno eventualmente dovuto predisporre capacità supplementari per far fronte al crescente numero di richiedenti l'asilo?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1 e 4. Al fine di ridurre al massimo i costi, per l’alloggio temporaneo dei richiedenti l’asilo si ricorre per quanto possibile alle infrastrutture esistenti. Nel 2022 la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) ha attuato misure di densificazione nei centri federali d'asilo (CFA) esistenti, affittato alloggi cantonali o fatto capo a strutture militari. Si preferisce utilizzare grandi strutture poiché svariate piccole infrastrutture comportano costi di gestione e di personale più elevati. Se la Confederazione non dispone di sufficienti posti, in caso d’emergenza occorre ripartire anticipatamente i richiedenti l’asilo tra i Cantoni, il che comporterebbe maggiori costi (versamenti più elevati ai Cantoni per la somma forfettaria globale), un considerevole onere organizzativo supplementare e procedure d’asilo più lunghe.&nbsp;</p><p>&nbsp;</p><p>2. Secondo i parametri adottati nel 2014 per l'attuazione del riassetto del settore dell’asilo, in situazione normale la Confederazione dispone di 5000 posti regolari nei CFA. Il fabbisogno è in parte nettamente superiore, poiché da marzo 2022 in certi mesi è stato necessario ospitare fino a 7300 persone (con un deficit superiore a 2000 unità). Alloggi supplementari e misure di densificazione hanno permesso di aumentare le capacità: nell’autunno 2022 erano disponibili più di 9000 posti. Ciò non ha tuttavia permesso di evitare, a novembre e dicembre 2022, l’attribuzione anticipata dei richiedenti l’asilo ai Cantoni, come previsto dall’articolo&nbsp;24 capoverso&nbsp;6 della legge sull’asilo (LAsi; RS&nbsp;142.31). Senza tale provvedimento, i posti supplementari non sarebbero stati sufficienti. Tra gennaio 2022 e maggio 2023 le strutture federali hanno ospitato in media 5400 persone. Il loro tasso di occupazione avrebbe dunque superato il 100&nbsp;per cento se non fossero state allestite strutture temporanee supplementari, tanto più che le particolari esigenze dei numerosi minorenni non accompagnati o delle famiglie incidono sulle possibilità di aumentare le capacità ricettive dei CFA. Per contro, ciò non avviene, ad esempio, quando persone sole, dello stesso sesso e senza legami di parentela possono essere alloggiate nel medesimo dormitorio.</p><p>&nbsp;</p><p>3. Le capacità regolari (5000 posti) permettono di trattare circa 24&nbsp;000 domande d'asilo all'anno, purché sia garantita la flessibilità necessaria nell'effettivo del personale. L'anno scorso sono state evase poco più di 24&nbsp;000 domande d'asilo, a cui si sono aggiunte circa 75&nbsp;000 domande di persone in cerca di protezione. Per il 2023 la SEM sono previste oltre 27&nbsp;000 domande d'asilo. La capacità del sistema d'asilo di reagire alle fluttuazioni sarà analizzata in un rapporto del Consiglio federale in adempimento del postulato Minder 23.3084 dell'8&nbsp;marzo 2023.&nbsp;</p><p>&nbsp;</p><p>5. Si veda la risposta 3. I parametri della pianificazione comune d'emergenza definiti nel 2016 dalla Confederazione, dai Cantoni e dai Comuni prevedono che la SEM possa, se necessario, aumentare la sua capacità ricettiva fino a 9000 posti. Attualmente un gruppo di lavoro con rappresentanti della Confederazione, dei Cantoni, delle città e dei Comuni sta esaminando e adeguando questi parametri in funzione delle esperienze maturate negli ultimi anni.&nbsp;</p><p>&nbsp;</p><p>6. L'alloggio dei richiedenti l'asilo e delle persone in cerca di protezione è un compito congiunto di Confederazione, Cantoni, città e Comuni. Nell’ambito della pianificazione d’emergenza, i Cantoni e i Comuni sono consultati prima di allestire strutture supplementari temporanee conformemente all’articolo&nbsp;24<i>c</i> LAsi; una loro autorizzazione non è tuttavia necessaria. La SEM attribuisce grande importanza a una buona collaborazione con i Cantoni e i Comuni, elemento indispensabile per l'esercizio dei CFA.&nbsp;</p><p>&nbsp;</p><p>7. Sia la capacità ordinaria sia quella prevista nella pianificazione comune d’emergenza per l’asilo del 2016 sono state fissate sulla base di valori empirici pluriennali e insieme ai Cantoni, alle città e ai Comuni. Gli sviluppi più recenti, quali la pandemia di COVID-19, la guerra in Ucraina o la modifica dei movimenti migratori non sono stati anticipati. Si veda anche la risposta alla domanda 5.&nbsp;</p><p>I richiedenti l'asilo sono attribuiti ai Cantoni in maniera proporzionata alla popolazione secondo una chiave di ripartizione definita dalla legge (art.&nbsp;21 dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni procedurali; RS&nbsp;142.311). Come compensazione, ai Cantoni di ubicazione di un CFA regolare o temporaneo è attribuito un numero ridotto di richiedenti l'asilo in procedura ampliata.&nbsp;</p><p>&nbsp;</p><p>8. In materia di alloggio dei richiedenti l'asilo, la maggior parte dei Paesi limitrofi applica soluzioni simili a quelle della Svizzera: allestimento di strutture temporanee, velocizzazione delle procedure d'asilo, potenziamento dei ritorni, ripartizione equa dei migranti tra le regioni, ricorso a edifici statali inutilizzati (p.&nbsp;es. ex caserme, abitazioni) e prolungamento della permanenza nei centri nazionali prima della ripartizione tra le regioni. Alcuni Paesi hanno inoltre acquistato container per sgravare le loro strutture ricettive oppure ospitato richiedenti su navi, come la Gran Bretagna. L'Italia ha anche sospeso la ripresa in carico di persone nel quadro dell'Accordo di Dublino. In alcuni casi è stato necessario, per un periodo di tempo limitato, ricorrere a tende. Ciononostante, a causa della mancanza di posti sufficienti nelle strutture ricettive, in alcuni Paesi europei come il Belgio nell'autunno 2022 alcuni richiedenti l’asilo si sono ritrovati per strada. Per evitare questa situazione in Svizzera, è fondamentale prevedere alloggi supplementari nel quadro della pianificazione preventiva.</p>