<h2>SubmittedText<h2><p>Nel suo rapporto del 20 dicembre 2017 di verifica dell'osservazione ambientale presso l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM), il Controllo federale delle finanze (CDF) ha constatato che tale ufficio raccoglie una quantità eccessiva di dati, la quale potrebbe essere notevolmente ridotta. 145 dei 177 indicatori analizzati non hanno una chiara base giuridica. Nel 18 per cento degli indicatori analizzati il rapporto di verifica giunge alla conclusione che rinunciare all'indicatore avrebbe un impatto minimo o nessun impatto sulle attività specifiche del relativo settore tematico. Il CDF ha pertanto raccomandato all'UFAM di ridurre il numero di indicatori a un livello sufficiente ai fini dell'osservazione e della rendicontazione ambientale. Inoltre chiede il controllo della risoluzione spaziale e temporale dei dati delle misurazioni e l'attuazione di eventuali misure di risparmio che potrebbero derivarne. Infine, raccomanda di introdurre un processo di revisione sistematica degli indicatori sia esistenti che nuovi, il quale consentirebbe di evitare la raccolta di dati inutili. Sulla base di queste raccomandazioni, è lecito supporre una riduzione delle spese dell'UFAM nel campo dell'osservazione ambientale. Nel preventivo per il 2019, tuttavia, questa voce di spesa sale a 25 milioni di franchi dai 21 milioni stanziati nel 2017, a indagine del CDF in corso. </p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale: </p><p>1. Quali sono gli indicatori a cui si è rinunciato a seguito delle raccomandazioni del CDF?</p><p>2. Quali sono gli indicatori la cui risoluzione spaziale o temporale è stata adeguata per ottenere risparmi corrispondenti?</p><p>3. A quanto ammontano i risparmi finanziari realizzati?</p><p>4. L'UFAM ha nel frattempo introdotto un processo di revisione sistematica degli indicatori per impedire la raccolta di dati inutili? Quali sono le esperienze di questo processo di revisione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il legislatore obbliga la Confederazione e i Cantoni a rilevare dati sull'ambiente e il carico inquinante nonché a informare sullo stato dell'ambiente, possibilmente in forma digitalizzata (art. 10e della legge sulla protezione dell'ambiente; RS 814.01). I dati servono all'esecuzione della legislazione ambientale e alla vigilanza sull'esecuzione. Per garantire la protezione contro le piene, ad esempio, vanno rilevati continuamente numerosi dati idrologici. Anche il futuro centro di competenza per la gestione del suolo, chiesto espressamente dal Parlamento (mozione 12.4230), avrà bisogno di dati. </p><p>I dati ambientali non vanno confusi con gli indicatori, i quali servono a quantificare e rappresentare fatti complessi e si prestano a riferire in modo comprensibile sullo stato e l'evoluzione dell'ambiente. Gli indicatori ambientali consentono inoltre di misurare il grado di raggiungimento degli obiettivi: sono quindi necessari anche per scopi strategici (p. es. il piano integrato dei compiti e delle finanze, PICF). La verifica dell'osservazione ambientale da parte del Controllo federale delle finanze (CDF) non si riferiva né alle rilevazioni di dati né ai dati ambientali di per sé, bensì agli indicatori.</p><p>L'affermazione che, malgrado le raccomandazioni del CDF, le spese dell'Ufficio federale ambiente (UFAM) per l'osservazione ambientale aumentano del 20 per cento non è corretta. Da anni, tali uscite si attestano stabilmente a 25 milioni di franchi e lo saranno anche nel 2019 (cfr. al riguardo anche il volume 2B - Preventivo con PICF 2020-2022, pag. 326). La differenza tra le cifre riportate nelle motivazioni relative al preventivo e quelle del rapporto del CDF è dovuta ai diversi momenti di pianificazione. </p><p>1. Nell'ambito della verifica dell'osservazione ambientale, l'UFAM ha presentato al CDF un elenco di 530 indicatori. 249 di essi sono prodotti e pubblicati (stato: settembre 2018). Quelli restanti sono stati rimandati per mancanza di dati o in quanto non ancora concettualmente maturi. In risposta alla raccomandazione del CDF e quale misura immediata, l'UFAM ha interrotto l'ampliamento del sistema di indicatori e deciso di limitarsi a quelli necessari per la rendicontazione ambientale o la direzione politica (misurazione degli obiettivi secondo il PICF) e strategica (misurazione degli obiettivi secondo la strategia dell'ufficio). </p><p>2. In futuro, gli indicatori saranno selezionati e riveduti nell'ambito dei processi interni di rendicontazione ambientale e della gestione politica e strategica (cfr. risposta alla domanda 1). Si tratta di processi collaudati, che garantiscono alla direzione dell'ufficio la verifica periodica degli indicatori e, se del caso, l'adeguamento della loro selezione. </p><p>3./4. A provocare costi nell'ambito dell'osservazione ambientale non sono tanto gli indicatori e il loro numero, quanto piuttosto la rilevazione dei dati e l'esercizio delle reti di misurazione. Con l'adozione del postulato Schneeberger (12.4021), il Consiglio federale è stato incaricato sia di verificare se e in che modo le reti di misurazione della Confederazione possono essere ottimizzate, sia di sfruttare meglio le sinergie esistenti per la rilevazione dei dati. Il 5 settembre 2018, il Consiglio federale ha approvato il rapporto in adempimento del postulato. I lavori volti a ottimizzare e verificare la risoluzione spaziale e temporale dei programmi di misurazione è in corso.</p>  Risposta del Consiglio federale.