B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i ch t T ri b u n a l ad m i n i s t r a t i f f éd é r a l T ri b u n a l e am m i n i s t r a t i vo f e d e r a l e T ri b u n a l ad m i n i s t r a t i v fe d e r a l Corte VI F-7163/2024 S e n t e n z a d e l 2 1 n o v e m b r e 2 0 2 4 Composizione Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, con l'approvazione del giudice Yannick Antoniazza-Hafner; cancelliera Caroline Rausch. Parti A._______, nato il (…), Turchia ricorrente, contro Segreteria di Stato della migrazione SEM, autorità inferiore. Oggetto Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (procedura Dublino - art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi); decisione della SEM del 7 novembre 2024 / N (…). F-7163/2024 Pagina 2 Fatti: A. Il ricorrente ha presentato una domanda d’asilo in Svizzera il 22 agosto 2024. Da ricerche intraprese dalla SEM nella banca dati europea “Eurodac” in data 23 agosto 2024, è risultato che il ric orrente aveva depositato una domanda d’asilo pregressa in Germania il 10 marzo 2022. B. Il 26 agosto 2024, risulta agli atti un F2 da quale si evincono le condizioni di salute del richiedente. In particolare gli è stato diagnosticato un linfoma follicolare, con prima diagnosi effettuata nell’ospedale di Colonia ad agosto 2024. In Germania avevano impostato al ricorrente un trattamento con prednisolone. C. Il 27 agosto 2024, la preposta autorità elvetica, ha richiesto alla sua omo- loga tedesca la ripresa in car ico dell’interessato sulla base dell’art. 18 par. 1 lett. b del regolamento (UE) n. 604/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per l’esame di un a do- manda di protezione internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo o da un apolide (rifusione; Gazzetta uffi- ciale dell’Unione europea [GU] L 180/31 del 29.06.2013; di seguito: RD III). D. La Germania, il 28 agosto 2024, ha risposto positivamente alla domanda di ripresa in carico dell’interessato, fondandosi sull’art. 18 par. 1 lett. d RD III. E. Durante il colloquio Dublino del 30 settembre 2024, il ricorrente ha in par- ticolare esercitato il suo diritto di essere sen tito, in relazione all’eventuale competenza della Germania per la trattazione della sua domanda d’asilo, nonché circa il suo stato di salute. F. Nel riassunto del rapporto specialistico F4 del 25 ottobre 2024 il medico conferma la diagnosi di linfoma folicolare grado I/II, stadio IVB. G. Il 4 novembre 2024, il ricorrente ha preso posizione sul rapporto medico specialistico del 4 novembre 2024. F-7163/2024 Pagina 3 E. Con decisione del 7 novembre 2024, notificata il giorno successivo, la SEM non è entrata nel merito della domanda d’asilo del ricorrente giusta l’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi (RS 142.31), con conseguente pronuncia del trasferimento dell’interessato verso la Germania ed esecuzione della pre- detta misura, nonché constatando l’assenza di effetto sospensivo di un eventuale ricorso contro la decisione. F. L’11 novembre 2024 il rappresentante legale ha sottoscritto la cessazione del mandato di rappresentanza. G. Tramite il ricorso inoltrato il 14 novembre 2024, il ricorrente ha impugnato la suddetta decisione din anzi al Tribunale amministrativo federale (di se- guito: il Tribunale) chiedendo, secondo il senso, a titolo procedurale la con- cessione dell’effetto sospensivo al ricorso nonché l’assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal versamento delle spese pr ocessuali; e nel merito postula, l’annullamento della decisione avversata e l’esame nazio- nale della sua domanda d’asilo. H. Il 15 novembre 2024, questo Tribunale ha ordinato la sospensione provvi- soria dell’esecuzione del trasferimento del ricorrente verso la Germania. Diritto: 1. 1.1. Le decisioni prese dalla SEM in materia d’asilo possono essere impu- gnate davanti al Tribunale, che decide in via definitiva, a meno che non si tratti di un’eccezione, non applicabile nel presente caso (art. 1 cpv. 2 ed art. 33 lett. d LTAF [RS 173.32], applicabili con riferimento all'art. 105 LAsi, in combinato disposto con l'art. 83 lett. d cifra 1 LTF [RS 173.110]). 1.2. Il ricorso, presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 3 LAsi) è di prin- cipio ammissibile sotto il profilo degli art. 48 cpv. 1 e art. 52 cpv. 1 PA (RS 172. 021), applicabili in riferimento all'art. 37 LTAF e all'art. 108 cpv. 3 LAsi. 2. Il ricorso, manifestamente infondato per i motivi che seguono, è deciso dal giudice unico, con l’approvazione di una seconda giudic e (art. 111 lett. e F-7163/2024 Pagina 4 LAsi) e la decisione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi). Inoltre, giusta l’art. 111a cpv. 1 LAsi, il Tribunale rinuncia allo scam- bio di scritti. 3. Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione de l diritto federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile- vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impu- gnata, né d alle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2). Inoltre si osserva come il Tribunale, adito con un ricorso contro una deci - sione di non entrata nel merito di una domanda d’asilo, si limita ad esami- nare la fondatezza di una tale decisione (cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 3.1). 4. 4.1. Giusta l’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi, di norma non si entra nel merito di una domanda d’asilo se il richiedente può partire alla volta di uno Stato terzo cui compete, in virtù di un trattato internazionale, l’esecuzione d ella procedura di asilo e allontanamento. 4.2. Ai sensi dell’art. 3 par. 1 RD III, la domanda di protezione internazio- nale è esaminata da un solo Stato membro, ossia quello individuato in base ai criteri enunciati al capo III (art. 7 – 15). Nel caso di una dom anda di ri- presa in carico (inglese: take back), come è il caso di specie, di principio non viene effettuato un nuovo esame di determinazione dello Stato mem- bro competente secondo il capo III (cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 6.2 e 8.2.1). Inoltre, la determinazione dello Stato membro competente avviene sulla base della situazione esistente al momento in cui il richiedente ha presentato domanda di protezione internazionale (art. 7 par. 2 RD III). 4.3. Giusta l’art. 18 par. 1 lett. d RD III, lo Stato membro competente in forza del presente regolamento è tenuto a riprendere in carico – in osse- quio alle condizioni poste agli art. 23, 24, 25 e 29 – un cittadino di un paese terzo o un apolide del quale è stata respinta la domanda e che ha presen- tato domanda in un altro Stat o membro oppure si trova nel territorio di un altro Stato membro senza un titolo di soggiorno. 4.4. Nella presente disamina, le investigazioni intraprese dalla SEM hanno rivelato che il ricorrente aveva depositato una domanda d’asilo in Germania il 10 marzo 2022. Sulla scorta di tale circostanza, l’autorità infe- riore, il 27 agosto 2024, ha quindi chiesto alle autorità tedesche, nel termine fissato all’art. 23 par. 2 RD III, la ripresa in carico dell’interessato sulla base F-7163/2024 Pagina 5 dell’art. 18 par. 1 lett. b RD III. La Germania, ha risposto affermativamente in data 28 agosto 2024, quindi nel termine previsto all’art. 25 par. 1 RD III, fondandosi sull’art. 18 par. 1 lett. d RD III. Di conseguenza, la competenza della Germania è di principio data, ciò che non viene del res to censurato dal ricorrente nel suo gravame. 5. 5.1. Ai sensi dell’art. 3 par. 2 RD III, qualora sia impossibile trasferire un richiedente verso lo Stato membro inizialmente designato come compe- tente in quanto si hanno fondati motivi di ritenere che sussistano delle ca- renze sistemiche nella procedura di asilo e nelle condizioni di accoglienza di richiedenti, che implichino il rischio di un trattamento inumano o degra- dante ai sensi dell’art. 4 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione eu- ropea (GU C 364/1 del 18.12.2000; di seguito: CartaUE), lo Stato membro che ha avviato la procedura di determinazione dello Stato membro compe- tente prosegue l’esame dei criteri di cui al capo III per verificare se un altro Stato membro possa essere designato come competente. 5.2. Non v’è tuttavia alcuna seria ragione di ritenere che in Germania, sus- sistano carenze sistemiche ai sensi dell’art. 4 della Carta dei diritti fonda- mentali dell’Unione europea (GU C 364/1 del 18.12.2000, di seguito: Car- taUE; cfr. D-6162/2023 del 15 novembre 2023 consid. 6, F-5370/2023 del 16 ottobre 2023 consid. 8.1). Quindi l’applicazione dell’art. 3 par. 2 se- conda frase RD III, non si giustifica nel caso in rassegna. 6. 6.1. Resta ancora da esaminare se, come richiesto dal ricorrente nel gra- vame, malgrado la competenza di principio della Germania, l’autorità infe- riore debba esaminare la domanda di protezione internazionale del ricor- rente in applicazione dell’art. 17 par. 1 RD III (“clausola di sovranità”), di- sposizione concretizzata in diritto interno svizzero dal l’art. 29a cpv. 3 dell’ordinanza 1 sull’asilo relativa a questioni procedurali dell’11 ago- sto 1999 (OAsi 1, RS 142.311), che prevede che se “motivi umanitari” lo giustificano la SEM può entrare nel merito della domanda anche qualora giusta il RD III un alt ro Stato sarebbe competente per il trattamento della domanda. Nell’applicazione di tale norma, la SEM dispone di potere di ap- prezzamento (cfr. DTAF 2015/9 consid. 7 seg.). Al contrario, se il trasferi- mento del richiedente nel paese di destinazione contravv iene ad una norma imperativa del diritto internazionale, tra cui quelle della CEDU, l’au- torità inferiore è obbligata a entrare nel merito della domanda d’asilo ed il Tribunale dispone di potere di controllo al riguardo (cfr. DTAF 2015/9 con- sid. 8.2.1). F-7163/2024 Pagina 6 6.2. Non si intravvedono elementi che si opporrebbero ad un suo trasferi- mento nello Stato in questione. 6.2.1. Segnatamente, egli non ha fornito indizi seri e concreti suscettibili di comprovare che un suo ritorno in Germania lo esporrebbe al rischio di es- sere privato del sostentamento minimo e di subire delle condizioni di vita indegna in violazione della direttiva 2013/33/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 recante norme relative all’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale. Inoltre, il ricorrente non ha apportato qualsivoglia indizio serio e concreto suscettibile di dimostrare che la Ger- mania non rispetterebbe nel suo caso il principio del divieto di respingi- mento e, dunque, verrebbe meno nell'ossequio dei suoi obblighi in terna- zionali, rinviandolo in un Paese dove la sua vita, integrità corporale o libertà sarebbero seriamente minacciate o da dove rischierebbe di essere respinto in un tale Paese. 6.2.2. In relazione poi al suo stato di salute, occorre innanzitutto rammen- tare che secondo la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo (di seguito: CorteEDU), il respingimento forzato di persone che soffrono di problemi medici costituisce una violazione dell’art. 3 CEDU unicamente in circostanze eccezionali. Ciò risulta es sere il caso segnatamente laddove la malattia dell’interessato si trovi ad uno stadio a tal punto avanzato o ter- minale da lasciar presupporre che, a seguito del trasferimento, la sua morte appaia come una prospettiva prossima (cfr. sentenza della CorteEDU N. contro Regno Unito del 27 maggio 2008, 26565/05; DTAF 2011/9 con- sid. 7.1). Una violazione dell’art. 3 CEDU può però anche sussistere qua- lora vi siano dei seri motivi per ritenere che la persona, in assenza di trat- tamenti medici adeguati nello Stato di destinazione, sarà confrontata ad un reale rischio di un grave, rapido ed irreversibile peggioramento delle con- dizioni di salute comportante delle intense sofferenze o una significativa riduzione della speranza di vita (cfr. sentenza della CorteEDU Paposhvi li contro Belgio del 13 dicembre 2016, 41738/10, §181 segg.). 6.2.3. Dalla documentazione medica del ricorrente si evince una diagnosi di linfoma follicolare di grado I/II, stadio IVB. Il ricorrente è in trattamento dal 2 settembre 2024 con Tuximan/Benda fino a gennaio 2027, data di fine mantenimento con Rituximab. Sono previsti un totale di sei cicli di Rituxi- man Bendamustina fino a gennaio 2025 a intervalli mensili, seguiti da man- tenimento con Rituximab una volta ogni due mesi per due anni fino a gen- naio 2027. F-7163/2024 Pagina 7 6.2.4. Va rilevato che, poiché la procedura d’asilo del ricorrente è terminata e cresciuta in giudicato, la natura del sostegno al quale ha diritto in Germa- nia dipende dalla legislazione nazionale in vigore e dalla Direttiva 2008/115/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2008, recante norme e procedure comuni applicabili negli Stati membri al rimpatrio di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare ('’Direttiva Rimpatri"). L'art. 14 della Direttiva Rimpatri prevede varie garanzie fino al rimpatrio, tra cui l’assicurazione di prestazioni sanitarie d'urgenza e il trat- tamento essenziale delle malattie. Nell'ambito del sistema Dublino, si può presumere che lo Stato membro competente disponga di infrastrutture me- diche sufficienti e fornisca le suddette prestazioni sanitarie d'urgenza e cure mediche d'urgenza. Se il ricorrente ritenesse che i suoi diritti in tal senso vengano violati dalle autorità tedesche, apparterrà a lui adire le pre- poste vie legali presenti nel Paese, per far valere i suoi diritti. Va rilevato che, al contrario di ciò dichiarato dal ricorrente, dal dossier medico dell’ospedale di Colonia si e vince che l’ospedale aveva già diagnosticato la malattia e eseguito gli esami necessari in data 31 luglio 2024, 2 agosto 2024 e 20 agosto 2024. Dallo scritto del 20 agosto 2024 si evince che ave- vano impostato trattamento temporaneo con prednisolone e paral lela- mente stavano chiarendo Ia copertura dei costi. 6.2.5. Visto ciò, non si evince la stretta necessita per l’interessato di rima- nere in Svizzera al fine di evitare un grave, rapido e irreversibile peggiora- mento delle sue condizioni di salute in Germania. L’attuale trattamento può essere anche proseguito nel Paese in parola, non dimostrando lo stesso delle particolari specificità. Sarà inoltre compito delle autorità svizzere incaricate dell’esecuzione, di prendere le misure destinate ad evitare ogni rischio nel quadro del rinvio e di assicurare una presa a carico adeguata dell’interessato al suo ritorno in Germania, informando in maniera precisa e completa le autorità tedesche dell’arrivo e dei problemi di salute dell’insorgente prima del suo trasferi- mento (cfr. art. 31 RD III). 6.3. In siffatte circostanze, non si ravvisano indicatori per ritenere che l’au- torità inferiore abbia esercitato in maniera arbitraria il suo potere di apprez- zamento (cfr. DTAF 2015/9 consid. 7 seg.). Non vi è quindi alcun motivo di applicare le clausole discrezionali previste all’art. 17 par. 1 RD III, rispetti- vamente all’art. 29a cpv. 3 OAsi 1. 7. Di conseguenza, in mancanza dell’applicazione di tali norme da parte della F-7163/2024 Pagina 8 Svizzera, la Germania rimane competente per il seguito della domanda d’asilo e d’allontanamento del ricorrente in ossequio alle condizioni poste nel RD III. 8. In conclusione, con il provvedimento impugnato, l’autorità inferiore non ha violato il diritto federale né abusato del suo potere di apprezzamento ed inoltre non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Il ricorso deve quindi essere respinto e la decisione dell’autorità inferiore confermata. 9. Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la richiesta tende nte all’esenzione dal versamento di un anticipo sulle spese processuali e di concessione dell’effetto sospensivo risulta divenuta senza oggetto. 10. Inoltre, ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito fa- vorevole, la domanda di assis tenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versamento delle spese processuali, è respinta. 11. Visto l’esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.–, che se- guono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA; nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 feb- braio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). 12. La presente decisione non concerne una persona contro la quale è pen- dente una dom anda d’estradizione presentata dallo Stato che ha abban- donato in cerca di protezione, e pertanto non può essere impugnata con ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 LTF). La pronuncia è quindi definitiva. (dispositivo alla pagina seguente) F-7163/2024 Pagina 9 il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 1. Il ricorso è respinto. 2. La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal versa- mento delle spese processuali, è respinta. 3. Le spese processuali di CHF 750.– sono poste a carico del ricorrente. Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo federale entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sen- tenza. 4. Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto- nale competente. Il giudice unico: La cancelliera: Daniele Cattaneo Caroline Rausch