<h2>SubmittedText<h2><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Condivide l'opinione secondo cui le correnti procedure di autorizzazione per specialisti TIC e MINT stranieri non soddisfano più le esigenze attuali?</p><p>2. Quali provvedimenti sono previsti per garantire un trattamento conforme alle esigenze della prassi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale condivide l'opinione dell'autrice dell'interpellanza nella misura in cui l'economia svizzera dipende dagli specialisti. Gran parte degli specialisti di cui necessita l'economia svizzera può essere reclutata rapidamente e senza ostacoli burocratici dai Paesi dell'UE/AELS grazie all'accordo sulla libera circolazione delle persone. Il Consiglio federale provvede inoltre affinché le imprese svizzere possano reclutare anche un numero sufficiente di specialisti non provenienti dai Paesi dell'UE/AELS. Ogni anno Confederazione e cantoni rilasciano varie migliaia di permessi di soggiorno di breve durata, soprattutto per specialisti del settore informatico e MINT, al centro dell'interpellanza. Il Consiglio federale intende offrire condizioni quadro ideali per l'assunzione degli specialisti urgentemente richiesti. Affinché il fabbisogno di specialisti possa essere soddisfatto a lungo termine in Svizzera, il Consiglio federale intende promuovere anche il potenziale interno. A tal fine, già l'anno scorso ha lanciato un'iniziativa sul personale qualificato. Inoltre, in relazione al suo rapporto del 4 luglio 2012 sulle conseguenze della libera circolazione delle persone e dell'immigrazione in Svizzera ha avviato vari progetti nell'ambito della carenza di specialisti e della politica in materia di formazione.</p><p>1. Nella procedura di autorizzazione sono coinvolti, oltre alle autorità cantonali preposte al mercato del lavoro e alla migrazione, anche l'Ufficio federale della migrazione (UFM) e le rappresentanze svizzere all'estero. L'ultima volta che il Consiglio federale ha trattato approfonditamente la procedura di autorizzazione per i lavoratori provenienti da Paesi terzi è stato nell'ambito della revisione della legge federale sugli stranieri, in vigore dal 1° gennaio 2008. All'epoca aveva optato volutamente per un sistema a più livelli tra la Confederazione e i cantoni; un sistema approvato dal Parlamento e dal popolo. I cantoni conoscono al meglio il loro mercato locale del lavoro; la Confederazione valuta l'importanza per l'economia e garantisce la parità di trattamento nei cantoni. Le normative attuali consentono anche impieghi flessibili. Ad esempio, specialisti di progetto possono, a determinate condizioni, lavorare in più sedi del mandante se si tratta del medesimo progetto. Il Consiglio federale è in generale dell'avviso che le procedure di permesso continuino a rispondere in modo soddisfacente alle esigenze dell'economia svizzera.</p><p>2. Il Consiglio federale è consapevole che il fattore tempo svolge un ruolo importante nelle procedure di autorizzazione per lavoratori. L'anno scorso ha sottoposto a revisione totale l'ordinanza sui termini ordinatori (OTOr, RS 172.010.14). A partire dall'autunno 2014 i termini massimi nell'ambito dei permessi per lavoratori stranieri ammonteranno a dieci giorni sul piano federale, anche se l'esperienza mostra che i termini su scala nazionale sono già oggi di gran lunga inferiori. Inoltre, negli ultimi anni le autorità hanno lanciato vari progetti tesi ad accelerare la trasmissione tra i diversi servizi coinvolti. Nell'UFM è in corso un progetto di e-government ad ampio raggio che farà risparmiare ulteriore tempo. Parallelamente, in risposta ai postulati Fournier 10.3429, "Misurazione dei costi della regolamentazione", e Zuppiger 10.3592, "Misurazione dei costi della regolamentazione", si stanno rilevando i costi della regolamentazione anche nell'ambito dei permessi di lavoro. I risultati di tali rilevamenti potranno servire al Consiglio federale per valutare l'efficienza delle procedure attuali e i costi risultanti per le imprese, e per apportare le eventuali modifiche.</p>  Risposta del Consiglio federale.