<h2>SubmittedText<h2><p>Il film "Räuberinnen" della regista Carla Lia Monti cofinanziato dalla Confederazione con 600 000 franchi è ricco di scene di violenza e di sesso. Questo suscita alcuni interrogativi che rivolgo al Consiglio federale con l'invito di rispondervi:</p><p>1. Ritiene che il film "Räuberinnen" adempi alle disposizioni di legge (in particolare art. 16 cpv. 2 della legge sul cinema) per essere sostenuto con sussidi federali?</p><p>2. Ritiene opportuno investire fondi pubblici nella prevenzione della violenza e contemporaneamente sostenere un film con rozze scene di violenza?</p><p>3. Come s'intende far capire alla popolazione che esplicite scene di sesso vengono sostenute finanziariamente dallo Stato e addirittura diffuse su Internet come provino, mentre i mass media riferiscono sempre più spesso di tragici delitti a sfondo sessuale?</p><p>4. Intende esaminare i motivi che hanno spinto a sostenere il film in questione e all'occorrenza correggere l'attribuzione di sussidi da parte della sezione cinema dell'Ufficio federale della cultura?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale ritiene che il sostegno accordato al film "Räuberinnen" di Carla Lia Monti non sia in contrasto con l'articolo 16 capoverso 2 della legge sul cinema. Riconosce tuttavia che il film in questione contiene scene che possono urtare la sensibilità di determinati spettatori. La legge sul cinema cita i vari criteri per l'esclusione dalla promozione cinematografica della Confederazione. Sono esclusi da qualsiasi forma di promozione i film che ledono la dignità umana, esaltano la violenza o che hanno un carattere pornografico. Con questo non s'intendono soltanto i film con contenuti pornografici rilevanti in termini di diritto penale, ma anche i film la cui primaria intenzione è quella di rappresentare la pornografia legale. Secondo il Consiglio federale, nessuno di questi criteri è applicabile al film "Räuberinnen", in quanto le scene criticate non sono fini a se stesse, ma hanno un legame stretto con la storia narrata e rientrano nei canoni della libertà artistica. Questa libertà è garantita dall'articolo 21 della Costituzione federale e non può essere limitata senza una previa ponderazione degli interessi in gioco.</p><p>2. Come ha già sottolineato al punto 1, il Consiglio federale non ritiene che al film siano applicabili i criteri di esclusione citati (pornografia, esaltazione della violenza), in quanto le scene contestate rientrano nell'ambito della libertà artistica. Va inoltre ricordato che la Confederazione non ha alcuna competenza decisionale in merito alla limitazione dell'accesso a film sostenuti e ad altri film nelle sale cinematografiche svizzere. Spetta ai cantoni decidere i limiti d'età da applicare.</p><p>3. Come già detto, determinate scene possono effettivamente urtare la sensibilità di parte della popolazione. Queste scene s'inseriscono tuttavia nella trama del film, che persegue un'idea artistica. Spetterà eventualmente alle autorità cantonali limitare la proiezione del film.</p><p>4. Considerato che non è stata violata alcuna delle disposizioni vigenti in materia di promozione cinematografica, il Consiglio federale non ritiene necessario adeguare il sistema di attribuzione di fondi della promozione cinematografica.</p>  Risposta del Consiglio federale.