<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'autrice della mozione non è nel giusto quando afferma che i pensionati ricchi non devono partecipare al finanziamento delle assicurazioni sociali. Le spese dell'AVS p. es. vengono finanziate per il 20% dagli enti pubblici, quelle dell'AI per il 50%. La Confederazione versa contributi importanti all'assicurazione malattie. Le assicurazioni citate vengono alimentate tutte con entrate pubbliche, alle quali contribuiscono - secondo il reddito e i consumi - anche i pensionati. Si può inoltre supporre che i pensionati ricchi abbiano finanziato l'AVS con contributi superiori alla media nel corso della loro vita attiva.</p><p>La forma di finanziamento proposta dall'autrice della mozione è stata esaminata dal gruppo di lavoro interdipartimentale "Prospettive di finanziamento delle assicurazioni sociali" (IDA FiSo). Dal rapporto IDA FiSo 1 si evince che un "contributo sociale" generalizzato permetterebbe di ottenere un rendimento fiscale soddisfacente anche ad aliquote modeste, rappresentando la base fiscale il reddito nazionale. Questo tipo di finanziamento è stato giudicato ragionevole per finanziare le prestazioni sociali di grande utilità per l'insieme della popolazione. Il ricorso ad un "contributo sociale" generalizzato permetterebbe di sgravare le imprese da prelievi sul salario non adatti a finanziare questo genere di prestazioni e di ripartire più equamente il finanziamento sul totale delle economie domestiche. Valga a titolo d'esempio il contributo generalizzato introdotto in Francia nel 1991 per finanziare gli assegni familiari.</p><p>Il "contributo sociale" non ha solo vantaggi. Il rapporto IDA FiSO 1 menziona soprattutto problemi amministrativi, le difficoltà sociali eventualmente comportate dall'imposizione dei redditi di trasferimento ed il fatto che un "contributo sociale" generalizzato si troverebbe in concorrenza con le imposte sul reddito a livello federale, cantonale e comunale. L'IDA FiSO 1 ritiene pertanto più ragionevole continuare a concentrarsi sulle attuali alternative di finanziamento (IVA) che introdurre una nuova imposta. Il Consiglio federale è tuttora d'accordo con questa analisi.</p><p>Pur rispondendo nell'occasione negativamente alla mozione, il Consiglio federale è tuttavia disposto a verificare in futuro le possibilità di fonti di finanziamento alternative nel senso di un "contributo sociale".</p>  Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.