<h2>SubmittedText<h2><p>Domenica 20 febbraio 1994 popolo e cantoni hanno accettato l'iniziativa detta "delle Alpi".</p><p>Al capoverso 3 l'iniziativa prevedeva che non si potessero più costruire o migliorare gli assi di transito nelle regioni alpine.</p><p>Il Consiglio federale ha disposto di conseguenza il blocco di tutti i progetti in corso relativi a strade che possono essere considerate nella ipotetica zona alpina.</p><p>Per quanto concerne il Canton Ticino il blocco è esteso in particolare ad sette tratte e cioè: alla A 398 (Mendrisio--Gaggiolo), alla A 399 (Lugano--Agno--Ponte Tresa), alla T 405 (Gambarogno), alla T 406 (Bellinzona--Quartino), alla A 13 (Quartino--Brissago) alla A 560 (Centovalli) ed alla A 416 (Biasca--Lucomagno). Occorre rilevare che le prime sei strade si trovano in una zona che è definita dai geografi e dai geologi come pre-alpina.</p><p>La loro inclusione nella zona alpina è quindi forzata e in contrasto con la realtà: inoltre, tutte queste tratte sono percorse prevalentemente da frontalieri, pendolari, abitanti delle zone di confine e non servono o servono in una misura irrilevante ad eliminare i tratti alpini.</p><p>Di conseguenza si chiede al Consiglio federale di voler decretare al più presto i confini della zona alpina, ritenuto che per il Consiglio federale in Ticino la zona alpina si ferma all'altezza di Biasca o al massimo di Bellinzona.</p><p>E' utile rilevare che durante la campagna precedente la votazione i promotori dell'iniziativa hanno ripetutamente ed esplicitamente dichiarato che per zone alpine essi intendevano i quattro assi attraverso le Alpi, e cioè San Bernardino, San Gottardo, Lötschberg e Monte Bianco.</p><p>La rettifica della decisione del Consiglio federale non fa altro quindi che realizzare la chiara volontà degli iniziativisti. Si chiede al Consiglio federale di togliere la sospensione dei progetti decretati per queste tratte.</p>