<h2>SubmittedText<h2><p>Numerose ricerche scientifiche, politiche e umanitarie evidenziano gli effetti perversi dei biocarburanti di prima e seconda generazione per quanto concerne l'offerta alimentare, la biodiversità e il bilancio di CO2. Allo stesso tempo, vengono sviluppati dei biocarburanti di terza generazione, come ad esempio le microalghe. Considerando che la domanda di energia per i trasporti aumenterà sicuramente ancora, il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale come garantisce una valutazione il più globale possibile dei biocarburanti (tenendo presente le ripercussioni sociali e ambientali)?</p><p>2. Il Consiglio federale prevede di considerare debitamente lo studio finanziato dalla Confederazione (R. Zah et al., Ökobilanz von Energieprodukten: Ökologische Bewertung von Biotreibstoffen, EMPA, San Gallo, 2007), che pone l'accento sui costi ambientali dei biocarburanti di prima generazione?</p><p>3. Per quale motivo nel piano di ricerca Ambiente 2008-2011 viene dato poco spazio alla ricerca sui biocarburanti e sulle energie alternative (es.: auto elettriche)?</p><p>4. Qual è la posizione del Consiglio federale sulle auto elettriche? Nel corso dei prossimi 15 anni, Israele sostituirà le sue stazioni di servizio con delle stazioni elettriche. La Danimarca e il Portogallo hanno intrapreso la stessa via. E la Svizzera?</p><p>5. Il Consiglio federale come valuta il potenziale di posti di lavoro in Svizzera attribuibile alla ricerca e alla produzione nel settore dei mezzi di trasporto davvero ecologici?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. Nell'ambito dei biocarburanti, la Svizzera difende una posizione restrittiva e si impegna concretamente a far sì che la produzione e l'importazione di questo tipo di carburanti non entrino in conflitto con il diritto all'alimentazione e all'acqua potabile e con altri diritti fondamentali dell'uomo. Anche per quanto concerne la promozione di biocarburanti, la Svizzera persegue una strategia prudente e differenziata, basata sulla legge sull'imposizione degli oli minerali (RS 641.61) in vigore dal 1° luglio 2008. Nella sua versione del 30 gennaio 2008, l'ordinanza sull'imposizione degli oli minerali (RS 641.611) consente un'agevolazione fiscale per i biocarburanti soltanto se dalla loro coltivazione al loro consumo emettono il 40 per cento di gas serra in meno della benzina fossile e se nel loro ciclo di vita il loro impatto sull'ambiente non è considerevolmente più alto di quello causato da quest'ultima. Inoltre, la produzione di materie prime non deve minacciare né la conservazione delle foreste tropicali, né la biodiversità. La coltivazione delle materie prime e la produzione di carburanti devono rispettare la legislazione sociale applicabile al luogo di produzione o quanto meno le convenzioni principali dell'Organizzazione internazionale del lavoro. In generale, le disposizioni in vigore non prevedono agevolazioni fiscali per le colture critiche che possono entrare in concorrenza con la produzione di derrate alimentari, come l'orzo, la palma da olio e la soia.</p><p>La valutazione ecologica si basa sugli stessi criteri del rapporo dell'EMPA "Ökobilanz von Energieprodukten".</p><p>3. La ricerca ambientale della Confederazione contempla la molteplicità delle esigenze della protezione ambientale. La ricerca nell'ambito dell'impiego efficiente dell'energia e delle energie alternative è di competenza dell'Ufficio federale dell'energia e rientra nel piano direttivo della ricerca energetica della Confederazione 2008-2011. Questo comprende due programmi di ricerca consacrati essenzialmente ai veicoli elettrici: trasporti nonché batterie e supercondensatori (condensatori ad alta potenza). Gli accumulatori e gli ultracondensatori sono componenti importanti dei veicoli elettrici. Grazie alla sua industria e ai suoi laboratori di ricerca, la Svizzera beneficia di una buona posizione strategica in questi settori tecnologici.</p><p>4. Le automobili elettriche costituiscono un'alternativa interessante alle auto a carburante fossile. I motori elettrici raggiungono infatti un grado di efficienza decisamente superiore ai motori a combustione. Per poter paragonare la propulsione delle auto elettriche a quella dei veicoli convenzionali, occorre tenere conto della produzione di elettricità. Questo aspetto è oggetto di discussioni nel quadro dell'ulteriore sviluppo dell'attuale etichetta Energia per le auto in un'etichetta Ambiente. Con la creazione di un'etichetta Ambiente si mira ad una messa a punto di un sistema di valutazione applicabile a tutti i tipi di propulsione. Ciò permetterà di garantire che, se dovesse essere introdotto un sistema di bonus per quanto concerne l'imposta sugli autoveicoli riscossa dalla Confederazione, anche le auto elettriche beneficino di un bonus. Lo sviluppo di stazioni elettriche avverrà in funzione della domanda e dell'offerta di veicoli elettrici. In Svizzera non sono al momento previsti progetti pilota come quelli avviati in Israele, Danimarca e Portogallo.</p><p>5. L'industria accessoria svizzera dell'automobile raggruppa circa 150 ditte che impiegano 15 000 persone. Siccome la Svizzera non ha un'industria automobilistica propria (che potrebbe produrre auto elettriche) la ricerca si focalizza sulla componentistica, come ad esempio gli accumulatori. L'industria svizzera delle batterie comprende una decina di imprese che contano circa 400 impiegati. La Svizzera dispone pertanto di un notevole potenziale in caso di aumento della domanda mondiale di veicoli elettrici.</p>  Risposta del Consiglio federale.