<h2>SubmittedText<h2><p>Secondo il Sistema d'informazione sugli antibiotici nella medicina veterinaria, nel 2020 la quota maggiore sul consumo di antibiotici nella medicina veterinaria è da ascrivere agli animali della specie bovina. Al primo posto, con un notevole distacco rispetto alla seconda classificata, vi è la categoria dei vitelli e dei bovini da ingrasso con 7,13 tonnellate di principio attivo. Da diversi lavori di ricerca (p.es. il PNR 72) e da un progetto sulle risorse a cura del Servizio sanitario per i vitelli si evince che l'impiego di antibiotici può essere ridotto di cinque volte. La misura più importante in tal senso è ritardare il più a lungo possibile il trasferimento dei vitelli nelle aziende dedite all'ingrasso. </p><p>Conformemente al messaggio del Consiglio federale sulla PA22+, l'attuazione della Strategia contro le resistenze agli antibiotici (StAR) avviene in primo luogo nell'ambito di misure nel quadro dei pagamenti diretti, in particolare con il nuovo programma volontario di incentivi "Salute degli animali". Nella sua risposta alla mozione Munz 21.4400 "Meno antibiotici nell'ingrasso di vitelli", il Consiglio federale ha prospettato una base legale per incrementare la salute degli animali. Secondo il rapporto sul futuro orientamento della politica agricola in adempimento dei postulati 20.3931 e 21.3015, il Consiglio federale ha nel frattempo rinunciato espressamente a introdurre contributi per i sistemi di produzione incentrati sulla salute degli animali. Vi è quindi il rischio che per diversi anni non venga prestata la dovuta attenzione alla problematica degli antibiotici nell'ingrasso di vitelli.</p><p>Alla luce di quanto precede, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande.</p><p>1. Come verrà attuata la Strategia contro le resistenze agli antibiotici (StAR) nella PA22+?</p><p>2. Quando entrerà in vigore la base legale annunciata per incrementare la salute degli animali?</p><p>3. È previsto un sostegno finanziario per lo svezzamento dei vitelli da ingrasso che non vengono utilizzati per l'allevamento, se rimangono nell'azienda di nascita almeno fino al 120°-150° giorno di vita?</p><p>4. Quali altre soluzioni propone il Consiglio federale per ridurre l'uso di antibiotici nell'ingrasso di vitelli?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. e 2. Nel suo rapporto in adempimento dei postulati 20.3931 della CET-S del 20 agosto 2020 e 21.3015 della CET-N del 2 febbraio 2021"Futuro orientamento della politica agricola", con l'orientamento strategico "Promuovere una produzione alimentare rispettosa del clima, dell'ambiente e degli animali" il Consiglio federale intende potenziare ulteriormente la salute degli animali. In particolare propone di creare una rete di competenze e d'innovazione per la salute degli animali da reddito tesa a garantire il trasferimento delle conoscenze dalla ricerca alla pratica. Ciò crea un presupposto importante per promuovere la lotta contro le resistenze agli antibiotici. Il Consiglio federale propone la creazione della base legale nel quadro della PA22+ che potrà entrare in vigore dopo la conclusione del dibattito parlamentare, presumibilmente dal 2025.</p><p>3. e 4. La Confederazione sostiene progetti in cui si creano basi di prevenzione per una detenzione di animali da reddito, in particolare di vitelli, ottimizzata e con un ridotto impiego di antibiotici. Con il progetto ImproCalf, ad esempio, è stata sviluppata una strategia per condizioni di allevamento adeguate dei vitelli da ingrasso nell'azienda di nascita in vista del trasferimento nell'azienda da ingrasso. In un altro studio sono stati analizzati gli effetti dei programmi di vaccinazione sulla salute dei vitelli nelle aziende da ingrasso (vitelli lattanti KGD). Sono state inoltre elaborate raccomandazioni concernenti misure di gestione volte a prevenire in particolare le malattie respiratorie. Nel progetto cofinanziato dalla Confederazione "Vitello all'aria aperta" ("Freiluftkalb") sono state create le basi e identificati importanti fattori d'influenza sulla salute dei vitelli che riducono notevolmente l'impiego di antibiotici. Si è potuto dimostrare come, con questa forma di detenzione, è possibile adempiere i requisiti del programma URA mediante adeguamenti edilizi di lieve entità (tettoia). La prevista rete di competenze e d'innovazione per la salute degli animali potrebbe costituire un supporto per l'attuazione dei risultati scaturiti dai progetti. Inoltre, con l'introduzione del contributo per il pascolo, che entrerà in vigore il 1° gennaio 2023, il Consiglio federale ha creato una base legale per una maggiore partecipazione dei vitelli al programma URA; a tal fine è imprescindibile che tutte le altre categorie di bovini debbano essere notificate nel programma URA. Si prevede che incrementando l'allevamento all'aperto si avranno effetti positivi sulla salute degli animali.</p>  Risposta del Consiglio federale.