B u n d e s v e rw a l t u n g s g e r i ch t T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i f f éd é r a l T r i b u n a l e am m i n i s t r a t i vo f e d e r a l e T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i v fe d e r a l Corte IV D-1041/2021 S e n t e n z a d e l 1 6 m a r z o 2 0 2 1 Composizione Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, con l'approvazione della giudice Jenny de Coulon Scuntaro; cancelliera Sebastiana Bosshardt. Parti A._______, nato il (…), Algeria, (…), ricorrente, contro Segreteria di Stato della migrazione (SEM), Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore. Oggetto Asilo (non entrata nel merito / procedura Dublino) ed allonta- namento; decisione della SEM del 1 marzo 2021 / N (…). D-1041/2021 Pagina 2 Visto: la domanda di asilo che l'interessato ha presentato in Svizzera il 10 feb- braio 2021 (cfr. atto […]-2/2), il verbale relativo al colloquio personale Dublino del 24 febbraio 2021 (cfr. atto 18/2), la documentazione medica agli atti (cfr. atti 20/2, 22/2, 25/1, 31/2), la decisione della Segreteria di Stato della migrazione (di seguito: SEM) del 1° marzo 2021, notificata il giorno seguente (cfr. atto 28/1), mediante la quale detta Segreteria non è entrat a nel merito della domanda d 'asilo ai sensi dell'art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi (RS 142.31) ed ha pronunciato il tra- sferimento dell'interessato verso la Slovenia, il ricorso del 9 marzo 2021 (cfr. timbro del plico raccomandato; data d'en- trata: 10 marzo 2021) inoltrato dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) contro la menzionata decisione della SEM con il quale il ricorrente ha concluso all'annullamento della decisione impugnata, al rinvio degli atti alla SEM per una nuova decisione ed alla concessione dell'effetto sospensivo al ricorso, nonché ha presentato una domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versamento delle spese di giudizio e del relativo anticipo, i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei considerandi che seguono, e considerato: che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF, in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi), che presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 3 LAsi) contro una deci- sione in materia di asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31‒33 LTAF), il ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a‒ c e art. 52 PA, che occorre pertanto entrare nel merito del gravame, D-1041/2021 Pagina 3 che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, sono decisi in procedura semplificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi), che giusta l'art. 111a cpv. 1 LAsi, il Tribunale rinuncia allo scambio di scritti, che nel colloquio Dublino l'insorgente, posto di fronte alla possibile compe- tenza della Slovenia, ha dichiarato di non volervi fare ritorno poiché non avrebbe voluto depositare una domanda d 'asilo in tale Paese ; che egli avrebbe soltanto accettato che gli rilevassero le impronte digitali per evitare di essere rimandato in Bosnia ed Erzegovina; che per arrivare in Slovenia avrebbe dovuto camminare moltissi mo soffrendo la fame, la fatica e la stanchezza (cfr. atto 18/2), che dalla documentazione medica agli atti risulta che egli è stato visitato da un medico per abuso dei farmaci Pregabalin e Rivotril ed adeguamento della terapia e per la rimozione della lesione cutanea di una ciste occipitale; che inoltre è stato previsto un consulto psichiatrico (cfr. atti 20/2, 22/2, 25/1, 31/2), che nella querelata decisione l'autorità inferiore, dopo aver constatato l 'e- spressa ammissione di competenza da parte della Slovenia, ha escluso che nello Stato di destinazione sussistano carenze sistemiche ai sensi dell'art. 3 par. 2 del regolamento (UE) n. 604/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per l 'esame di una do- manda di protezione internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo o da un apolide (rifusione) (Gazzetta uffi- ciale dell'Unione europea [GU] L 180/31 del 29.6.2013; di seguito: Regola- mento Dublino III) o un rischio di trattamenti contrari all 'art. 3 CEDU o di violazione del principio del divieto di respingimento; che proseguendo nella propria analisi, la SEM ha negato l'esistenza di motivi che impongano l'ap- plicazione delle clausole discrezionali di cui agli art. 16 par. 1 e 17 par. 1 Regolamento Dublino III; che in particolare, le problematiche mediche di cui soffrirebbe l 'interessato, completamente acclarate e non meritevoli di ulteriori accertamenti, sarebbero trattabili in Slovenia alla luce della suffi- ciente infrastruttura medica esistente in tale Paese, che nel proprio gravame il ricorrente censura in particolare l 'applicabilità della clausola di sovranità; che il sistema di accoglienza sloveno sarebbe assolutamente inefficace e rischierebbe di vivere in condizioni umane e D-1041/2021 Pagina 4 degradanti, senza poter avere accesso alle cure mediche, all'assistenza e all'alloggio; che egli sarebbe una persona vulnerabile, che avrebbe bisogno di cure e di uno psichiatra e tali cure non sarebbero disponibili in Slovenia, che, giusta l'art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi, di norma non si entra nel merito di una domanda di asilo se il richiedente può partire alla volta di uno Stato terzo cui compete, in virtù di un trattato internazionale, l'esecuzione della procedura di asilo e allontanamento, che, prima di applicare la precitata disposizione, la SEM esamina la com- petenza relativa al trattamento di una domanda di asilo secondo i criteri previsti dal Regolamento Dublino III, che, se in base a questo esame è individuato un altro Stato quale respon- sabile per l'esame della domanda di asilo, la SEM pronuncia la non entrata nel merito previa accettazione, espressa o tacita, di ripresa a carico del richiedente l'asilo da parte dello Stato in questione (cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 6.2), che, ai sensi dell'art. 3 par. 1 Regolamento Dublino III, la domanda di pro- tezione internazionale è esaminata da un solo Stato membro, ossia quello individuato in base ai criteri enunciati al capo III (art. 7–15), che, giusta l'art. 3 par. 2 Regolamento Dublino III, qualora sia impossibile trasferire un richiedente verso lo Stato membro inizialmente designato come competente in quanto si hanno fondati motivi di ritenere che sussi- stono delle carenze sistemiche nella procedura di asilo e nelle condizioni di accoglienza dei richiedenti, che implichino il rischio di un trattamento inumano o degradante ai sensi dell'art. 4 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea (GU C 364/1 del 18.12.2000, di seguito: CartaUE), lo Stato membro che ha avviato la procedura di determinazione dello Stato membro competente prosegue l'esame dei criteri di cui al capo III per veri- ficare se un altro Stato membro possa essere designato come competente, che, giusta l'art. 17 par. 1 Regolamento Dublino III («clausola di sovranità») ciascuno Stato membro può decidere di esaminare una domanda di prote- zione internazionale presentata da un ci ttadino di un paese terzo o da un apolide, anche se tale esame non gli compete, D-1041/2021 Pagina 5 che, nel caso di specie, le investigazioni effettuate dal la SEM hanno rive- lato, dopo consultazione dell 'unità centrale del sistema europeo «EURO- DAC», che l'insorgente ha depositato una domanda d 'asilo in Slovenia il 31 maggio 2020 (cfr. atto 9/1), che la SEM ha presentato alle autorità slovene competenti una richiesta di ripresa in carico fondata sull 'art. 18 par. 1 lett. b Regolamento Dublino III, nei termini fissati all'art. 23 par. 2 Regolamento Dublino III (cfr. atto 10/5), che il 25 febbraio 2021, queste autorità hanno espressamente accettato il trasferimento del ricorrente verso la Slovenia, in applicazione della stessa disposizione (cfr. atto 23/2), che malgrado non fosse intenzione dell 'insorgente depositare domanda d'asilo in Slovenia, egli non ha contestato la competenza formale di tale Paese (cfr. ricorso); che ad ogni modo il Regolamento Dublino III non offre il diritto al richiedente l'asilo, di scegliere autonomamente lo Stato nel quale la sua domanda d'asilo verrà esaminata (cfr. DTAF 2010/45 consid. 8.3) che, di conseguenza, la competenza della Slovenia è di principio data, che non vi sono fondati motivi di ritenere che sussistano carenze sistemi- che nella procedura di asilo e nelle condizioni di accoglienza dei richiedenti, che implichino il rischio di un trattamento inumano o degradante ai sensi dell'art. 4 della CartaUE (cfr. art. 3 par. 2 2a frase Regolamento Dublino III), che, peraltro, il paese in questione è legato alla CartaUE e firmatario, della CEDU, della Convenzione del 10 dicembre 1984 contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti (Conv. tortura, RS 0.105), della Convenzione del 28 luglio 1951 sullo statuto dei rifugiati (Conv. rifu- giati, RS 0.142.30), oltre che del relativo Protocollo aggiuntivo del 31 gen- naio 1967 (RS 0.142.301) e ne applica le disposizioni, che, di conseguenza, il rispetto della sicurezza dei richiedenti l'asilo, in par- ticolare il diritto alla trattazione della propria domanda secondo una proce- dura giusta ed equa ed una protezione conforme al diritto internazionale ed europeo, è presunto da parte dello Stato in questione (cfr. direttiva 2013/32/UE del Parlam ento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 recante procedure comuni ai fini del riconoscimento e della revoca dello status di protezione internazionale [di seguito: direttiva procedura]; direttiva 2013/33/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 D-1041/2021 Pagina 6 recante norme relative all'accoglienza dei richiedenti protezione internazio- nale [di seguito: direttiva accoglienza]), che tale presunzione, non è tuttavia assoluta e può essere confutata in presenza di indizi seri che, nel caso concreto, le autorità di tale Stato non rispetterebbero il diritto internazionale (cfr. DTAF 2011/9 consid. 6; 2010/45 consid. 7.4 e 7.5); che la stessa va inoltre scartata d 'ufficio in presenza di violazioni sistematiche delle garanzie minime previste dall'Unione europea o di indizi seri di violazioni del diritto internazionale (cfr. DTAF 2011/9 con- sid. 6; sentenza della CorteEDU M.S.S. contro Belgio e Grecia del 21 gen- naio 2011, 30696/09), che nel caso in esame non vi è nulla che permette di ritenere l’esistenza di una pratica attuale avverata di violazione sistematica delle norme comuni- tarie minime in materia; che in tal senso, dagli atti all’inserto non è possibile desumere indizi oggettivi, seri e concreti atti a comprovare che il trasferi- mento in Slovenia esporreb be effettivamente il ricorrente al rischio di ve- dere insoddisfatti i suoi bisogni esistenziali minimi secondo la direttiva ac- coglienza (cfr. tra le altre D-5884/2020 del 2 dicembre 2020 consid. 10.2), che dalle tavole processuali non sono nemmeno ravvisabi li motivi per i quali vi sia da ritenere che la Slovenia non rispetterebbe il principio di non- respingimento rinviando il ricorrente in un Paese dove la sua vita, la sua integrità fisica o la sua libertà sarebbero minacciate per uno dei motivi men- zionati all’art. 3 cpv. 1 LAsi, o dal quale rischierebbe di essere costretto a recarsi in un Paese di tal genere, che, conseguentemente, l 'applicazione dell'art. 3 par. 2 2 a frase Regola - mento Dublino III non si giustifica nel caso di specie, che giusta l'art. 17 par. 1 Regolamento Dublino III («clausola di sovranità»), in deroga ai criteri di competenza sopra definiti, ciascuno Stato membro può decidere di esaminare una domanda di protezione internazionale pre- sentata da un cittadino di un paese terzo o da un apoli de, anche se tale esame non gli compete, che tale disposizione è concretizzata in diritto interno svizzero dall'art. 29a cpv. 3 OAsi 1, che qualora il trasferimento del richiedente nel Paese di destinazione con- travvenga all'art. 4 Carta UE, all 'art. 3 CEDU o all'art. 3 Conv. tortura, le D-1041/2021 Pagina 7 autorità svizzere sono obbligate ad applicare la clausola di sovranità e ad entrare nel merito della domanda d'asilo (cfr. DTAF 2015/9 consid. 8.2.1), che occorre dunque nella fattispecie verificare se, come censurato dall 'in- sorgente in sede ricorsuale, il suo trasferimento in Slovenia costituisca una violazione dell'art. 3 CEDU in ragione della sua situazione di vulnerabilità, in particolare dei suoi problemi medici, che a tal proposito va rilevato che la CorteEDU ha stabilito che il respingi- mento forzato di persone che soffrono di problemi medici non è suscettibile di costituire una violazione dell'art. 3 CEDU, a meno che la malattia dell'in- teressato si trovi ad uno stadio avanzato e terminale, al punto che la sua morte app aia come una prospettiva prossima (cfr. sentenza della Cor- teEDU N. contro Regno Unito del 27 maggio 2008, 26565/05; DTAF 2011/9 consid. 7.1, che al momento dell 'emissione della decisione impugnata l 'incarto della Segreteria di Stato conteneva già diversi m ezzi di prova concludenti circa lo stato di salute dell'insorgente, che si può pertanto partire dall 'assunto che le problematiche in presenza fossero sufficientemente acclarate e che di principio non facessero osta- colo ad un suo trasferimento in Slovenia n el contesto di un procedimento Dublino, che per il resto, v'è da rammentare che di principio le autorità svizzere non sono tenute a prendere in considerazione il potenziale insorgere di ulteriori affezioni non ancora diagnosticate o sospettate, essendo det erminante lo stato di fatto presente al momento della decisione (cfr. DTAF 2021/21 con- sid. 5.1; 2010/44 consid. 3.6), che inoltre, il peggioramento dello stato psichico di un richiedente l'asilo a seguito di una decisione negativa è casistica osservabile di frequente (cfr. tra le tante sentenza del Tribunale D-5256/2020 del 9 febbraio 2021 consid. 10.4.1) e non preclude di principio un trasferimento, anche in concomitanza con tentativi di suicidio o tendenze anticonservative (cfr. sentenze del Tri- bunale E-4218/2020 del 3 settembre 2020 consid. 5.2.3; E-5384/2017 del 4 settembre 2018 consid. 4.3.3; E -1302/2011 del 2 aprile 2012 con- sid. 6.3.2; secondo il senso anche la recente sentenza del Tribunale fede- rale 2C_221/2020 del 19 giugno 2020 consid. 2), D-1041/2021 Pagina 8 che in assenza di elementi concreti che lascino presupporre l'esistenza di altre patologie di una gravità tale da risultare ostative al trasferimento nel contesto di una procedura Dublino, non è così bastevole limitarsi a solle- vare la possibile necessità di un consulto psichiatrico per l'elaborazione di vissuti personali, per imporre ulteriori misure istruttorie, atteso che quand'anche confermata la necessità di una presa a carico , non si tratte- rebbe di una patologia che rientra nella casistica convenzionale, che ciò non di meno, una violazione dell'art. 3 CEDU può sussistere anche qualora vi siano dei seri motivi per ritenere che la persona, in assenza di trattamenti medici adeguati nello Stato di destinazione, sarà confrontata ad un reale rischio di un grave, rapid o ed irreversibile peggioramento delle condizioni di salute comportante delle intense sofferenze o una significativa riduzione della speranza di vita (cfr. sentenza della CorteEDU Paposhvili contro Belgio del 13 dicembre 2016, 41738/10, §181 segg.), che ciò non risulta tuttavia essere il caso del ricorrente, che invero, egli segue una terapia medicamentosa con i farmaci Pregabalin 300mg (1-0-1) e Rivotril 2mg (1-0-1); che il farmaco Pregabalin è autoriz- zato e disponibile in Slovenia con il nome Pregabalin/T eva (cfr.< https://www.hpra.ie/img/uploaded/swedocu- ments/2149549.PA1986_001_007.c7e256e5-24f0-4832-aeab- 357ba59813a5.000001Product%20Leaflet%20Approved.150724.pdf > , consultato il 12.03.2021); che anche il farmaco Rivotril è autorizzato con il medesimo nome in Slovenia (cfr. European Medicines Agency, List of na- tionally authorised medicinal products, 11.02.2016, < https://www.ema.eu- ropa.eu/en/documents/psusa/clonazepam-list-nationally-authorised-medi- cinal-products-psusa/00000812/201506_en.pdf >, consultato il 12.03.2021); che di conseguenza egli potrà continuare la sua terapia an- che in Slovenia, che l'insorgente potrà dipoi ovviare a possibili complicazioni nell'otteni- mento dei farmaci da cui è dipendente venendo trasferito con una riserva sufficiente, che, inoltre, è notorio che lo Stato di destinazione dispone di infrastrutture mediche sufficienti ed un'eventuale presa a carico psichiatrica potrà avve- nire pure in tale Paese, D-1041/2021 Pagina 9 che invero la Slovenia , in quanto Stato firmatario della direttiva acco- glienza, deve provvedere affinché i richiedenti ricevano la necessaria assi- stenza sanitaria comprendente quanto meno le prestazioni di pronto soc- corso e il trattamento essenziale di malattie e di gravi disturbi mentali e fornire la necessaria assistenza medica o di altro tipo, ai richiedenti con esigenze di accoglienza particolari, comprese, se necessarie, appropriate misure di assistenza psichica (cfr. art. 19 par. 1 e 2 della citata direttiva), che prima del trasferimento, sarà inoltre premura delle autorità competenti per l'esecuzione dell'allontanamento informare in maniera precisa e com- pleta le autorità slovene dell'arrivo, dei problemi di salute e dei bisogni spe- cifici dell'insorgente, così da permettere a tali autorità di indirizzare il ricor- rente se del caso alle strutture adatte (cfr. art. 31 Regolamento Dublino III), che inoltre, il ricorrente non ha dimostrato che lo Stato di destinazione non sia intenzionato a riprenderlo in carico ed a portare a termine la procedura relativa alla sua domanda di protezione in violazione della direttiva proce- dura, che, il ricorrente non ha neppure apportato qualsivoglia indizio serio e con- creto suscettibile di dimostrare che lo Stato di destinazione non rispette- rebbe il principio del divieto di respingimento e, dunque, verrebbe meno nell'ossequio dei suoi obblighi internazionali, riviandolo in un paese dove la sua vita, integrità corporale o libertà sarebbero seriamente minacciate o da dove rischierebbe di essere respinto in un tale paese, che agli atti non figurano elementi tali da indurre a concludere che un tra- sferimento nello Stato in questione esporrebbe il ricorrente al rischio di es- sere privato del sostentamento minimo e di subire delle condizioni di vita indegna in violazione della direttiva accoglienza, che, in altre parole, egli non ha fornito indizi seri suscettibili di comprovare che le sue condizioni di vita o la sua situazione personale sarebbero tali da contravvenire all'art. 4 della CartaUE, all'art. 3 CEDU o all'art. 3 Conv. tor- tura in caso di esecuzione del trasferimento in Slovenia, che, ad ogni modo, appartiene al ricorrente sollevare l'eventuale violazione dei suoi diritti fondamentali, utilizzando le adeguate vie di diritto dinanzi alle autorità dello Stato in questione, D-1041/2021 Pagina 10 che infine, non risultano neppure esserci indizi che permettano di ritenere che la SEM abbia esercitato in maniera arbitraria il p otere di apprezza- mento di cui dispone nell'applicazione dell'art. 29a cpv. 3 OAsi 1, dispone di potere di apprezzamento (cfr. DTAF 2015/9 consid. 7 seg.) che, pertanto, non vi è motivo di applicare la clausola discrezionale di cui all'art. 17 par. 1 (clausola di sovranità) Regolamento Dublino III, che, quindi, è a giusto titolo che la SEM non è entrata nel merito della do- manda di asilo del ricorrente, in applicazione dell'art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi ed ha pronunciato il suo trasferimento verso la Slovenia conformemente all'art. 44 LAsi, posto che il ricorrente non possiede un'autorizzazione di soggiorno in Svizzera (cfr. art. 32 lett. a OAsi 1), che, in siffatte circostanze, non vi è più luogo di esaminare in maniera di- stinta le questioni relative all 'esistenza di un impedimento all 'esecuzione del trasferimento per i motivi giusta i cpv. 3 e 4 dell 'art. 83 LStrI, (RS 142.20), dal momento che detti motivi sono indissociabili dal giudizio di non entrata nel merito nel quadro di una procedura Dublino (cfr. DTAF 2015/18 consid. 5.2), che, visto quanto precede, il ricorso deve essere respinto e la decisione della SEM, che rifiuta l'entrata nel merito della domanda di asilo e pronun- cia il trasferimento dalla Svizzera verso la Slovenia, confermata, che, avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di con- cessione dell'effetto sospensivo è senza oggetto, che, avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di esen- zione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili spese pro- cessuali è divenuta senza oggetto, che, infine, ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito favorevole, la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versamento delle spese processuali, è respinta, che, visto l 'esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.– che seguono la soccombenza sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripe- tibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 feb- braio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]), D-1041/2021 Pagina 11 che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con ricorso in mate ria di diritto pubblico dina nzi al Tribunale federale ( art. 83 lett. d cifra 1 LTF). (dispositivo alla pagina seguente) D-1041/2021 Pagina 12 Il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 1. Il ricorso è respinto. 2. La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versa- mento delle spese processuali, è respinta. 3. Le spese processuali, di CHF 750.–, sono poste a carico del ricorrente. Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministra- tivo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sentenza. 4. Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto- nale. Il giudice unico: La cancelliera: Daniele Cattaneo Sebastiana Bosshardt Data di spedizione: