<h2>SubmittedText<h2><p>La pressione esercitata dalle aziende e dagli Stati sull'Autorità internazionale dei fondali marini (International Seabed Authority, ISA) affinché autorizzi l'estrazione mineraria in alto mare cresce sempre di più. Sembra che la società svizzera Allseas stia già equipaggiando a Rotterdam la sua prima nave destinata all'estrazione mineraria sui fondali marini. La nave dovrebbe prendere il largo nel 2022 per spedizioni di esplorazione prima di iniziare l'estrazione vera e propria. L'ISA avrebbe infatti approfittato di una scappatoia nei regolamenti internazionali per annunciare la concessione di licenze per il 2023. </p><p>Nella sua risposta del 18 agosto del 2021 al mio IP 21.3633 "Estrazione mineraria sui fondali marini. Una moratoria indispensabile", il Consiglio federale ha confermato che, secondo recenti ricerche, "lo sfruttamento commerciale del fondale marino, anche se svolto nel rispetto delle norme vigenti dell'ISA, potrebbe non garantire la protezione dell'ambiente marino indicata". </p><p>Il Consiglio federale ha anche affermato di aver preso atto di queste informazioni e di vagliare provvedimenti. Infine, ha annunciato di valutare l'opzione di una moratoria a livello internazionale per studiare più in dettaglio gli impatti ambientali dell'estrazione in alto mare. </p><p>Quattro mesi dopo, in risposta alla domanda 21.8174 posta durante l'ora delle domande, il Consiglio federale ha dichiarato che non aveva definito la sua posizione e che stava ancora valutando l'opzione di una moratoria. </p><p>Considerata l'urgenza di proteggere i fondali marini dal lassismo dell'ISA, che sfrutta ogni scappatoia per concedere autorizzazioni ai grandi gruppi minerari, è assolutamente necessario che la maggioranza degli Stati prenda una posizione chiara e tempestiva a favore di una moratoria. Ogni mese trascorso a tergiversare mette infatti in pericolo la sopravvivenza di questi ecosistemi di un'importanza fondamentale per il nostro pianeta e la sua salvaguardia.</p><p>Alla luce di questa situazione, quando prevede il Consiglio federale di prendere posizione? E intende sostenere attivamente gli appelli di altri Stati e di ONG a favore di questa moratoria?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Le norme che regolano lo sfruttamento dei fondali marini, di competenza dell'ISA, sono ancora in fase di elaborazione e la loro compatibilità con la protezione dell'ambiente marino è attualmente allo studio.</p><p>Finora l'ISA non ha concesso alcuna autorizzazione all'estrazione mineraria in alto mare e quindi allo sfruttamento commerciale dei fondali marini. Le uniche autorizzazioni concesse sono quelle di esplorazione. Queste attività dovrebbero permettere di stabilire se l'estrazione mineraria in alto mare è tecnicamente possibile e può essere svolta nel rispetto dei requisiti ambientali.</p><p>L'organo dell'ISA incaricato di elaborare le regole relative allo sfruttamento minerario dei fondali marini è il Consiglio. La Svizzera non è rappresentata in seno a questo organo, ma solo nell'Assemblea. Tenuto conto sia dei requisiti fissati per la regolamentazione sia della valutazione dell'ISA, si può presumere che il Consiglio completi l'elaborazione delle regole e le sottoponga all'esame dell'Assemblea entro il 2023. Nel quadro di questo esame la Svizzera si pronuncerà sulle regole relative allo sfruttamento minerario dei fondali marini basandosi sulle proposte concrete formulate dal Consiglio e sugli ultimi sviluppi scientifici in questo ambito.</p>  Risposta del Consiglio federale.