<h2>SubmittedText<h2><p>Il tragico incidente sul fiume Kander potrebbe gettare delle ombre anche su determinate organizzazioni di milizia, quali ad esempio lo "Swiss Army Group", di cui era membro il comandante responsabile dell'incidente. Per quanto riguarda tali società e gruppi vicini all'esercito, il Consiglio federale è incaricato di esprimersi, in un apposito rapporto, in merito alle seguenti domande:</p><p>1. Quante organizzazioni di milizia del genere esistono in Svizzera? Sono tutte registrate presso il DDPS?</p><p>2. Che attività svolgono queste organizzazioni di milizia? In che misura sussiste una collaborazione dell'esercito svizzero con tali organizzazioni e, se sì, in cosa consiste concretamente?</p><p>3. Di quali organizzazioni di milizia il DDPS ha messo a disposizione indirizzi di militari negli ultimi due anni? Quanti indirizzi ha messo a disposizione e secondo quali criteri?</p><p>4. Che influsso hanno queste organizzazioni sull'esercito? Quest'ultimo ne risulta rafforzato o, a causa delle attività incontrollabili, poiché eseguite in segreto, di determinati gruppi, subisce eventualmente addirittura un'erosione?</p><p>5. Quali sono le responsabilità dell'esercito in rapporto a tali gruppi, segnatamente per quanto concerne il prestito di materiale dell'esercito e il permesso di indossare l'uniforme dell'esercito in occasione di determinate attività?</p><p>6. Ha luogo un controlling da parte dell'esercito? Sussiste il pericolo che forze estremiste possano insinuarsi in reti e strutture decentralizzate?</p><p>7. La commistione tra le attività dell'esercito e quelle dei gruppi civili summenzionati non è problematica se le attività di questi ultimi sono eseguite indossando l'uniforme militare ufficiale?</p><p>8. Simili gruppi non favoriscono l'insinuarsi della cultura dello spettacolo, oggi molto diffusa, anche nell'esercito svizzero? Quanto elevati valuta il Consiglio federale i pericoli di una simile cultura dello spettacolo per i militari?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In circa 32 associazioni mantello attualmente riconosciute dalla Confederazione e dal Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) da molti anni si svolge su base volontaria e a titolo onorifico un instancabile lavoro, i cui frutti tornano a profitto della truppa. I corsi d'istruzione proposti da tali società e associazioni comprendono segnatamente i seguenti settori: istruzione alla condotta, informazioni in materia di politica di sicurezza e di politica militare, sport militare, istruzione specialistica e gare specialistiche.</p><p>Il sostegno della Confederazione a tali attività fuori del servizio in società e associazioni militari è disciplinato nella legge militare (art. 62; RS 510.10). Nella corrispondente legislazione di esecuzione, segnatamente nell'ordinanza del 26 novembre 2003 sull'attività fuori del servizio nelle società militari e nelle associazioni militari mantello (RS 512.30), sono tra l'altro definiti in modo chiaro e dettagliato lo scopo di tali attività, la vigilanza e le condizioni alle quali avviene un riconoscimento e quindi un sostegno da parte della Confederazione.</p><p>Ogni attività sostenuta dalle autorità competenti necessita di un'autorizzazione e sottostà alla vigilanza delle autorità, che sinora ha dato buone prove. Inoltre, tali società e associazioni, che sono considerate associazioni ai sensi dell'articolo 60 segg. del Codice civile (CC) e godono quindi di una certa autonomia, sono responsabili del controllo delle attività delle loro sezioni.</p><p>Nei mesi scorsi, proprio a causa del tragico incidente sul fiume Kander, negli ambienti politici e nei media è stata dedicata particolare attenzione a dette società e associazioni. Nel quadro di interventi parlamentari il Consiglio federale è stato interrogato ancora di recente in merito al tema delle attività fuori del servizio (08.5287 domanda Müller Geri; 08.5267 domanda Lumengo).</p><p>Il Consiglio federale è del parere che si può rinunciare all'allestimento di uno specifico rapporto, in considerazione del fatto che le attività fuori del servizio di società e associazioni militari sono assolutamente trasparenti e fondate su basi legali chiare, che fino a oggi hanno dato buone prove, e che il Consiglio federale ha nuovamente preso posizione in via riassuntiva in merito a diverse questioni formulate nel postulato.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.