<h2>SubmittedText<h2><p>Su mandato del Consiglio federale si elabora un numero incalcolabile di piani d'azione, i quali vengono poi utilizzati come base per l'attivismo delle autorità: si "mobilitano" imprese e ONG per seminari, si creano piattaforme informative on line e si elaborano strategie comunicative. A titolo d'esempio possiamo considerare il piano d'azione Economia verde, ormai utilizzato dall'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) come un passe-partout per tutte le misure legate alla piattaforma Economia verde e come strumento per anticipare l'attuazione di una parte del controprogetto indiretto (politicamente molto controverso) all'omonima iniziativa popolare. Questo attivismo non è stato legittimato da alcuna decisione, né del Parlamento né del popolo. Il Consiglio federale è pregato di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. I piani d'azione che comportano ingenti oneri finanziari e generano misure concrete non sono problematici senza un chiaro mandato parlamentare? Il Consiglio federale condivide questo punto di vista?</p><p>2. Da quale fondo deriva il finanziamento delle risorse per gestire una piattaforma on line o realizzare altre misure sulla base di un piano d'azione come quello per l'economia verde?</p><p>3. Da dove trae l'UFAM la legittimazione per realizzare misure quali la piattaforma on line Economia verde? Il nuovo articolo 10h, ancora da elaborare, della legge sulla protezione dell'ambiente (LPAmb) continua a essere parte del controverso controprogetto indiretto, tuttora in sospeso.</p><p>4. Secondo l'UFAM occorre puntare su misure volontarie per attuare il piano d'azione Economia verde. Malgrado ciò, si definiscono con gli attori interessati standard, strumenti e obiettivi adeguati, un compito in genere svolto da associazioni o società (internazionali) private. Ciò significa maggiori oneri e burocrazia per le imprese e minori risorse preziose da investire altrove. Come si spiega questa contraddizione? Su quale base legale si fondano questi interventi dell'amministrazione (indipendentemente dall'economia verde)?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nella sua funzione di suprema autorità direttiva ed esecutiva della Confederazione, il Consiglio federale definisce i fini e i mezzi della propria politica di governo. Inoltre pianifica e coordina le attività dello Stato (artt. 174 e 180 della Costituzione federale; RS 101). Il Consiglio federale sottopone all'Assemblea federale un messaggio sul programma di legislatura (art. 146 della legge sul parlamento; RS 171.10). Nel quadro dell'attuazione degli obiettivi del programma di legislatura, il Consiglio federale affida compiti all'amministrazione federale. È implicito che in tal ambito il governo sia tenuto a rispettare tanto l'ordinamento giuridico vigente quanto le condizioni quadro finanziarie. Detti compiti possono essere conferiti sotto forma di documenti interlocutori, strategie, piani d'azione, ecc.</p><p>1. No. Il Consiglio federale ha posto le basi per un'economia verde già nell'ottobre 2010. L'obiettivo n. 20 del messaggio sul programma di legislatura 2011-2015 vuole infatti garantire a lungo termine l'approvvigionamento della Svizzera in energia e in risorse naturali (FF 2012 393). Il masterplan cleantech e il piano d'azione Economia verde 2013 contribuiscono alla realizzazione di questo obiettivo di legislatura. A tale scopo, il governo ha assegnato il compito di attuare misure basate sul diritto vigente e di esaminare nuove disposizioni.</p><p>2. L'attuazione delle misure approvate dal Consiglio federale nel quadro del piano d'azione Economia verde 2013 (fra cui il portale dialogo sull'economia verde https://www.gruenewirtschaft.admin.ch/grwi/it/pagina_iniziale.html, considerato l'attuazione della misura 25, direzione UFAM) avviene nel quadro del bilancio ordinario degli uffici responsabili.</p><p>3. Il portale dialogo con l'economia verde è gestito sulla base del mandato di informazione e consulenza secondo l'articolo 10e della vigente legge sulla protezione dell'ambiente (LPAmb; RS 814.01). Si tratta di un elemento importante volto ad attuare e a sviluppare ulteriormente l'economia verde nel quadro di un dialogo con l'economia, la scienza e la società (misura 25, piano d'azione Economia verde 2013). Il portale in questione è una piattaforma redazionale Internet, volta a concretizzare l'economia verde sulla base di esempi pratici e a fornire visibilità alle prestazioni fornite da aziende. Il portale mette a disposizioni informazioni sull'economia verde ed è aperto ai contributi e al parere di tutti gli attori. Il portale non è il portavoce di alcun ufficio federale. La piattaforma Economia verde (art. 10 h cpv. 2 del progetto di revisione della LPAmb), proposta dal Consiglio federale nel quadro del controprogetto indiretto all'iniziativa popolare "Economia verde", intende fornire il quadro istituzionale per un dialogo continuo fra partner volto a concretizzare misure adottate su base volontaria e misurabili. Secondo il messaggio, la piattaforma va gestita congiuntamente con i cantoni come pure con attori del mondo scientifico, dell'economia e della società. La piattaforma non è ancora stata realizzata.</p><p>4. Misure efficaci adottate su base volontaria finalizzate a una produzione rispettosa delle risorse vanno stabilite attraverso un dialogo fra l'economia, la scienza e la società. Gli standard sono in questo contesto uno dei possibili strumenti.</p><p>I servizi federali presenti in diversi settori (materie prime rinnovabili, edilizia sostenibile, energia, finanze, riciclaggio, ecc.) hanno già sollecitato, coordinato, finanziato e allestito a livello internazionale sia reti di contatto che iniziative promosse dall'economia. Questi sforzi (sia quelli contemplati che quelli non contemplati dal piano d'azione Economia verde) sono attuati in stretto coordinamento fra gli uffici federali e in collaborazione con le aziende e le organizzazioni economiche coinvolte e riscontrano un notevole interesse.</p><p>Queste attività si fondano sulle basi giuridiche illustrate ai punti 1 e 3.</p>  Risposta del Consiglio federale.