<h2>SubmittedText<h2><p>Si definisce "body packer" una persona che ingoia degli stupefacenti sotto forma di ovuli allo scopo di trasportarli oltre confine. Di fronte a un potenziale sospetto, le guardie di confine richiedono sempre più spesso l'impiego della tomografia computerizzata (TC). La TC viene eseguita in ospedale e serve a dimostrare la colpevolezza dei body packer. Si tratta però di un'ingerenza nei diritti fondamentali di queste persone, le quali vengono sottoposte a radiazioni, ed è inoltre fonte di ingenti costi. In un rapporto pubblicato di recente, la Commissione nazionale per la prevenzione della tortura muove alcune critiche all'operato del Corpo delle guardie di confine (CGCF) nel Cantone del Vallese. In tale Cantone i sospettati sarebbero automaticamente trasportati all'ospedale per effettuare la TC, ma solo il 9 per cento di essi risultava avesse ingerito sostanze proibite. Inoltre, anche le donne incinte sarebbero state sottoposte a questo tipo di esame, senza essere messe al corrente dei rischi connessi. La Commissione ha richiesto al CGCF una presa di posizione di fronte ai suddetti casi e ha suggerito il rafforzamento dei meccanismi di controllo interni e una maggiore collaborazione con gli ospedali. Nella sua risposta il CGCF promette di perfezionare le direttive interne, le griglie di identificazione e i processi di controllo. </p><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. In che modo verranno migliorati i processi di controllo e le direttive? </p><p>2. Verrà effettuata una verifica dei fatti contestati per comprendere come siano potuti accadere? </p><p>3. In che modo il CGCF garantisce che i suddetti esami vengano eseguiti solo quando strettamente necessario, ovvero solamente quando vi sia il chiaro sospetto di trovarsi di fronte a un body packer, quando sussista una situazione che mette a repentaglio la vita del soggetto e che non siano disponibili misure meno incisive?</p><p>4. In che modo il CGCF garantisce che le tomografie non vengano eseguite sotto costrizione per mezzo di violenza fisica?</p><p>5. I migranti sono le persone più colpite da questi controlli. Il CGCF pensa sia necessario intervenire al fine di evitare una profilazione razziale (racial profiling)? </p><p>6. In che modo il CGCF si assicura che le persone esaminate vengano adeguatamente informate circa i loro obblighi e diritti? </p><p>7. Il CGCF è a conoscenza di casi simili in altre regioni? </p><p>8. A quanto ammontano le percentuali di successo nelle regioni di confine nel 2016 e nel 2017?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La presente interpellanza si basa su un rapporto redatto nel mese di luglio 2018 dalla Commissione nazionale per la prevenzione della tortura e sul relativo parere dell'Amministrazione federale delle dogane (AFD), anch'esso pubblicato, del 9 luglio 2018.</p><p>1. L'AFD ha modificato e precisato le sue direttive interne e la sua griglia di identificazione per body packer. In futuro, il trasferimento in ospedale ai fini di una visita personale dovrà essere ordinato da un quadro di picchetto, dietro motivazione scritta. Inoltre, verrà introdotta una procedura di controlling su tutto il territorio svizzero.</p><p>2. La Revisione interna dell'AFD ha già effettuato una valutazione e le raccomandazioni da essa risultanti sono state messe in pratica.</p><p>3. È importante rammentare che una persona che ha ingoiato ovuli si trova in pericolo di vita. Se vi sono dubbi fondati, il quadro di picchetto ordina una visita personale. Quest'ultima può essere eseguita soltanto da un medico (cfr. art. 102 cpv. 3 della legge del 18 marzo 2005 sulle dogane, LD; RS 631.0), al quale compete la decisione in merito alle modalità e agli strumenti di visita impiegati. Per questa ragione viene ordinato un trasferimento in ospedale, anche nell'interesse della persona coinvolta.</p><p>4. L'AFD ha il mandato legale di combattere il contrabbando di stupefacenti. Secondo l'articolo 102 capoverso 1 LD, l'AFD può far sottoporre una persona alla visita personale, se sospetta che tale persona costituisca un rischio per se stessa o per gli altri o porti su di sé oggetti che devono essere messi al sicuro. L'ordine formale di visita personale può essere emanato anche contro la volontà della persona coinvolta. Non è ammesso, tuttavia, sottoporre una persona a una tomografia computerizzata (TC) ricorrendo alla violenza fisica.</p><p>5. Le guardie di confine sono consapevoli di essere esposte nel loro lavoro alla percezione e all'opinione pubblica e per questo motivo sono rese particolarmente attente al tema del razzismo e della discriminazione. La direzione dell'AFD attribuisce infatti grande importanza ai rispettivi corsi di formazione e alle misure di sensibilizzazione. I controlli vengono condotti sulla base di constatazioni e analisi dei rischi. Anche il comportamento di una persona durante il controllo, le circostanze in cui essa si trova oppure la merce trasportata giocano un ruolo importante.</p><p>6. Le guardie di confine informano i soggetti coinvolti in merito alla procedura. Ciò avviene ricorrendo a ogni strumento a disposizione, se necessario anche tramite gesti o disegni. All'occorrenza può venire coinvolto il Servizio nazionale di interpretariato telefonico dell'Ufficio federale della sanità pubblica.</p><p>7. No.</p><p>8. L'AFD non può esprimersi in merito ai dati riguardanti gli anni 2016 e 2017, non essendo stata realizzata finora alcuna statistica sulle TC ordinate in presenza di un sospetto body packer. I numeri riguardanti il Cantone del Vallese sono il risultato di un lungo lavoro di analisi condotto manualmente. Come già menzionato, è in corso la creazione di un sistema di controlling sistematico valido per tutta la Svizzera.</p>  Risposta del Consiglio federale.