<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di aumentare la trasparenza dei flussi di pagamento tra le imprese attive nel settore delle materie prime e i governi, conformemente alle disposizioni esecutive della sezione 1504 del Wall Street Reform and Consumer Protection Act varato negli USA. Occorre considerare segnatamente le aziende quotate e non quotate in borsa con sede o attività principale in Svizzera e le pratiche commerciali legate alle materie prime (incluso il commercio di transito).</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Secondo la Commissione UE (COM/2011/684/definitivo), le imprese attive nei settori dell'industria mineraria o dello sfruttamento delle foreste primarie, che superano due delle tre soglie corrispondenti al totale di bilancio di 40 milioni di euro, al fatturato netto di 20 milioni di euro e all'effettivo di 250 impiegati, devono dichiarare in un rapporto annuale le somme versate ai governi. Le società quotate in borsa sottostanno al medesimo regime, ma non le imprese operanti unicamente nel commercio di materie prime. Attualmente la proposta della Commissione è in discussione presso il Consiglio e il Parlamento europei; il risultato definitivo è atteso per la primavera del 2013.</p><p>Per attuare la legge Dodd-Frank (sezione 1504), citata nella mozione, la commissione americana "Securities and Exchange Commission (SEC)" ha adottato una serie di disposizioni, comparabili a quelle dell'UE, che applicherà alle imprese quotate in borsa. La legge Dodd-Frank riguarda in primo luogo le attività di estrazione delle materie prime, mentre il loro commercio è solo parzialmente contemplato. Il semplice commercio al di fuori del Paese di estrazione e il marketing sono esclusi, mentre l'esportazione sottostà alla normativa. Le disposizioni di attuazione della SEC sono attualmente molto controverse tanto che un'associazione di categoria le sta contestando in sede giudiziaria, ma la SEC prosegue comunque l'implementazione della Sezione 1504.</p><p>Le imprese con sede in Svizzera, quotate in borsa negli Stati Uniti o nell'UE e attive nel settore dell'estrazione delle materie prime, dovrebbero pertanto dichiarare tutte le somme versate ai governi, come previsto dalle disposizioni proposte dalla Commissione UE e dalla legge Dodd-Frank.</p><p>Il Consiglio federale intende seguire gli sforzi profusi dalle pertinenti autorità europee e statunitensi e approva l'obiettivo della mozione teso ad aumentare la trasparenza dei flussi di pagamento tra le imprese operanti nell'ambito dell'estrazione di materie prime e i governi. Sostiene inoltre l'iniziativa per la trasparenza delle industrie estrattive (ITIE), promossa da Paesi, imprese e organizzazioni non governative, volta a rendere più trasparenti le somme versate a governi di Paesi in via di sviluppo da parte di tali imprese (cfr. interpellanza Müller Geri 12.3627).</p><p>Il Consiglio federale ritiene che la portata definitiva delle disposizioni europee e americane sulla trasparenza sia ancora troppo poco chiara e che molto probabilmente il semplice commercio di materie prime al di fuori del Paese di estrazione ne sarà escluso. Per questo motivo respinge la mozione. La piattaforma interdipartimentale istituita dal Consiglio federale e diretta dal Dipartimento federale delle finanze, dal Dipartimento federale dell'economia e dal Dipartimento federale degli affari esteri sta attualmente stilando un rapporto di fondo.</p><p>Se la mozione dovesse essere accolta dalla Camera prioritaria, il Consiglio federale si riserva la possibilità di proporre alla seconda Camera di trasformarla in un mandato d'esame, che riguarderebbe unicamente le imprese rientranti nel campo d'applicazione delle future disposizioni europee o americane.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.