<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. È disposto a orientare maggiormente la sua politica estera in materia finanziaria verso Paesi diversi da quelli dell'Europa occidentale e dell'America del Nord?</p><p>2. Prevede di negoziare accordi internazionali in materia di servizi finanziari?</p><p>3. Prevede di rendere più chiara e facilmente applicabile la legislazione riguardante l'accesso al mercato svizzero di istituti e attori finanziari?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nel corso dell'ultimo decennio abbiamo assistito a un'ascesa economica dei Paesi emergenti e a un aumento del contributo di questi Paesi alla crescita economica globale. Di conseguenza, il Consiglio federale si impegna per rafforzare le relazioni finanziarie della Svizzera con questi Paesi. Le misure elaborate comprendono anche un concetto relativo al dialogo finanziario per il rafforzamento della cooperazione nel settore finanziario internazionale con altri Paesi del G20 ma soprattutto con i Paesi emergenti. La Svizzera ha così sottoscritto un Memorandum of Understanding (MoU) con la Russia (24 settembre 2011), con l'India (3 ottobre 2011), con l'Australia (20 aprile 2012), con il Brasile (7 maggio 2012), con la Turchia (13 ottobre 2012) e con la Cina (24 maggio 2013). I MoU sottoscritti hanno inaugurato un dialogo strutturato nel settore finanziario con questi importanti Paesi partner. Un altro strumento predisposto per promuovere la competitività della piazza finanziaria svizzera e per seguire gli sviluppi normativi in atto sulle piazze finanziarie concorrenti è rappresentato dai contatti avviati nel 2013 con Hong Kong e Singapore per intavolare periodiche discussioni sugli sviluppi dei mercati finanziari e dei progetti normativi.</p><p>2. Il continuo miglioramento dell'accesso ai mercati esteri è uno degli obiettivi della politica economica esterna della Svizzera. Uno dei settori prioritari è quello dei servizi finanziari. Nell'ambito degli accordi di libero scambio, il nostro Paese negozia la conclusione di accordi giuridicamente vincolanti per migliorare le condizioni dell'accesso al mercato a favore degli operatori svizzeri e in particolare per le imprese che operano nel settore dei servizi finanziari. Questo impegno si rispecchia nei risultati degli accordi di libero scambio con la Cina e il Giappone, ma anche dei trattati conclusi nell'ambito dell'AELS con Colombia, Corea del Sud, Costa Rica, Hong Kong, Messico, Panama, Singapore, Ucraina e con i Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo (Emirati Arabi Uniti, Bahrain, Arabia Saudita, Oman e Kuwait). Per quanto riguarda l'accesso ai mercati finanziari nei rapporti con i Paesi membri dell'UE, sulla scia delle convenzioni bilaterali sull'imposizione alla fonte concluse con il Regno Unito e l'Austria, la Svizzera ha ottenuto una semplificazione delle condizioni di accesso al mercato. Con la Germania è stata sottoscritta la convenzione per l'intensificazione della collaborazione transfrontaliera in ambito finanziario senza convenzione sull'imposizione alla fonte. Nei riguardi dell'UE, la Svizzera considera prioritario salvaguardare l'accesso al mercato, che potrebbe ad esempio essere ostacolato dalla direttiva MIFID II (Markets in Financial Instruments Directive) dell'UE. Nell'ambito dell'ulteriore sviluppo della strategia dei mercati finanziari, il gruppo di esperti designato dal Consiglio federale studia possibili soluzioni intese a migliorare l'accesso al mercato per gli operatori svizzeri.</p><p>3. La normativa svizzera in materia di vigilanza soddisfa gli standard internazionali e corrisponde a prassi collaudate. Per tradizione, la Svizzera vanta un ordinamento giuridico aperto e liberale e consente agli istituti finanziari esteri di accedere senza complicazioni al proprio mercato finanziario. Le banche estere, ad esempio, possono entro certi limiti offrire servizi finanziari transfrontalieri a clienti svizzeri senza dover richiedere autorizzazioni o effettuare notifiche alla FINMA e curare relazioni esistenti con clienti direttamente dalla Svizzera. Questo approccio si è dimostrato valido per il nostro Paese. La piazza finanziaria svizzera deve la sua posizione dominante anche all'apertura che caratterizza il nostro mercato interno e alla libertà concorrenziale che lo caratterizza.</p>  Risposta del Consiglio federale.