<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di elaborare uno studio volto ad analizzare la possibilità di introdurre la castrazione chimica per pedofili e stupratori recidivi.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La cosiddetta castrazione chimica o medica di autori di reati sessuali è applicata in Svizzera da decenni. Nella risposta all'interrogazione ordinaria Reimann 96.1084, "Provvedimenti medicochimici contro gli autori di reati sessuali", il Consiglio federale ha illustrato la situazione pratica e giuridica in Svizzera, che da allora non è sostanzialmente cambiata.</p><p>La castrazione chimica costituisce una misura medica ordinata in seguito a una diagnosi medica. All'interessato è somministrata una sostanza che blocca la produzione di testosterone in tutto il corpo. Dato che la castrazione chimica può essere elusa facilmente, per esempio assumendo testosterone, vanno ordinate misure accompagnatorie quali una psicoterapia e l'assistenza riabilitativa. Vanno inoltre misurati periodicamente i livelli ormonali e chiariti gli effetti e gli effetti collaterali.</p><p>In tal modo è tuttavia possibile ridurre il rischio di recidiva soltanto nel caso di determinati autori di reati sessuali:</p><p>- La castrazione chimica può essere efficace soltanto nel caso di autori che acconsentono a tale misura. Essi devono inoltre riconoscere i loro problemi sessuali ed essere motivati a lungo termine a risolverli.</p><p>- È vero che una castrazione chimica senza il consenso dell'interessato sarebbe possibile, quale provvedimento medico, alle condizioni di cui all'articolo 434 del Codice civile (RS 210). L'interessato deve essere incapace di discernimento riguardo alla necessità del trattamento, costituire un pericolo per sé stesso o per terzi e non sono possibili altri provvedimenti adeguati meno incisivi. Una castrazione chimica effettuata senza il consenso dell'interessato e senza diagnosi medica è tuttavia qualificata come senza senso e addirittura pericolosa, in particolare perché può essere elusa, e in determinati casi è inefficace o controproducente (cfr. sotto).</p><p>- In circa il 10 per cento dei casi il farmaco per la castrazione chimica è poco efficace o non lo è affatto. Non è possibile prevedere in quali casi sia o non sia efficace.</p><p>- Infine, non tutti gli autori di reati sessuali agiscono in preda a una "forte pulsione sessuale". In molti casi il fattore scatenante risiede in un desiderio di relazione intima legato a una forte rabbia. Gli autori di reati sessuali soffrono spesso di disfunzioni erettili e hanno paura di rendersi ridicoli con le loro fantasie. In tali casi la castrazione chimica rischia di aumentare ulteriormente l'aggressività e la frustrazione all'origine dei reati.</p><p>È vero che nel singolo caso la castrazione chimica può essere decisiva per l'ulteriore esecuzione di una pena o misura. In determinati casi un allentamento dell'esecuzione (per es. il trasferimento in un penitenziario aperto, un congedo, il lavoro esterno o la liberazione condizionale) può infatti essere concesso soltanto in seguito a una castrazione chimica. Sia le attuali conoscenze scientifiche sia le esperienze pratiche maturate nei cantoni mostrano tuttavia che la castrazione chimica non costituisce una misura che diminuisce il rischio di recidiva in tutti gli autori di reati sessuali. Pertanto, non è giustificata come misura da ordinare automaticamente in caso di autori recidivi e non può essere prevista come condizione generale per regimi d'esecuzione meno severi quali, ad esempio, la liberazione condizionale.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.