<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di modificare le basi legali affinché l'infrastruttura predisposta dalla Confederazione per il certificato COVID possa essere utilizzata, a scopi medici o amministrativi, anche dopo la pandemia. Tale infrastruttura (app, software), il cui utilizzo allo stato attuale è limitato di fatto a qualche mese, può servire da soluzione alternativa alla piattaforma on-line "lemievaccinazioni.ch", che presenta gravi problemi di sicurezza. Il futuro certificato di vaccinazione dovrà includere tutte le vaccinazioni e consentire la digitalizzazione dei relativi dati. Un certificato elettronico del genere, il cui uso rimarrà naturalmente volontario e che non verrà impiegato nella vita quotidiana, rappresenterebbe un valore aggiunto per la popolazione e nel contempo permetterebbe di valorizzare a lungo termine gli investimenti effettuati dalle autorità per il certificato COVID. Occorre inoltre garantire la compatibilità del certificato in questione con la cartella informatizzata del paziente.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Anche il Consiglio federale è dell'avviso che sia necessario sfruttare le esperienze fatte con l'elaborazione del certificato COVID per portare avanti la digitalizzazione nel settore sanitario. Accoglie inoltre con favore il previsto libretto elettronico per tutte le vaccinazioni, in quanto permetterebbe ai cittadini, grazie all'applicazione di algoritmi costantemente aggiornati, di conservare i loro dati vaccinali codificati in un luogo sicuro, accessibile sempre e ovunque e di sapere in qualsiasi momento se le vaccinazioni effettuate sono aggiornate conformemente alle più recenti raccomandazioni di vaccinazione. Ritiene altresì opportuno che il proprietario del libretto possa gestire le sue vaccinazioni anche in un'app.</p><p>Il Consiglio federale è pronto a esaminare le modalità della messa a disposizione di tale libretto e chi se ne farebbe carico, incluso l'adattamento delle basi legali necessarie (p. es. la legge sulle epidemie [LEp; RS 818.101] o la legge federale sulla cartella informatizzata del paziente [LCIP; RS 816.1]).</p><p>Il Consiglio federale non ritiene tuttavia opportuno risolvere la questione facendo appello alla tecnologia utilizzata per il certificato COVID, e questo per i seguenti motivi:</p><p>a) L'obiettivo del certificato COVID è attestare in modo non falsificabile la vaccinazione anti-COVID, un test o una guarigione; la legge vieta infatti in modo esplicito la conservazione centralizzata dei dati. Ciò significa che i codici QR sono custoditi soltanto nell'app del proprietario (ed eventualmente anche in formato cartaceo). Pertanto il certificato non rappresenta un sistema che permette di conservare in modo durevole ed elettronicamente i propri dati, poiché se il proprietario perde il cellulare, i dati vanno perduti. L'obiettivo di una soluzione come quella di lemievaccinazioni.ch è proprio quello di conservare i dati online in modo sicuro e a prescindere dall'apparecchio;</p><p>b) l'elemento centrale del certificato COVID è la firma digitale, che garantisce la protezione da falsificazioni. Una firma digitale non è necessaria per la maggior parte delle altre vaccinazioni (influenza, tetano ecc.) poiché di norma queste non devono essere esibite a fini di controllo;</p><p>c) includendo ulteriori vaccinazioni nel codice QR, il volume di dati di tale codice sarebbe smisurato e sarebbero necessari diversi certificati;</p><p>d) il certificato COVID si basa su diversi sistemi cantonali.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.