<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato, conformemente gli articoli 69, 70 e 93 della Costituzione federale e agli articoli 24 e 25 della legge del 24 marzo 2004 sulla radiotelevisione (LRTV), di invitare la SRG SSR a dotarsi di un canale televisivo nazionale per consolidare gli scambi interculturali e promuovere la comprensione tra le regioni linguistiche emettendo in un'altra lingua nazionale, dopo averle sottotitolate o sincronizzate, trasmissioni già andate in onda.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'autore della mozione deplora il crescente divario tra le varie regioni linguistiche ed avanza la proposta di colmarlo tramite un nuovo canale televisivo, soluzione analoga a quella presentata nell'interpellanza Widmer 09.3416 del 30 aprile 2009 che avanzava l'idea di creare un canale televisivo culturale plurilingue.</p><p>Come già esposto dal Consiglio federale nella sua risposta alla succitata interpellanza, esso è principalmente favorevole alle misure tese allo scambio tra le varie culture svizzere e alla comprensione reciproca. In questo contesto la SSR svolge un ruolo particolare: in base alla legge federale del 24 marzo 2006 sulla radiotelevisione (LRTV; RS 784.40) e alla sua concessione del 28 novembre 2007 (FF 2007 7709) deve tra le altre cose fornire un contributo alla coesione tra le regioni linguistiche.</p><p>Il mandato della SSR, volto all'integrazione e alla creazione di un'identità, va visto in senso lato. Il suo adempimento è previsto nell'insieme dei programmi e deve essere attuato in primo luogo nelle offerte che hanno un elevato grado di accettazione da parte dell'opinione pubblica e sono dunque in grado di agire su vasta scala. Si tratta dei programmi televisivi principali SF 1 e 2, TSR 1 e 2 nonché RSI LA 1 e LA 2.</p><p>Tuttavia, l'autore della mozione critica il fatto che nei programmi sopra menzionati e già esistenti, la SSR adempie questo mandato in modo insufficiente. Nell'ambito dell'analisi continua dei programmi in Svizzera, si è effettivamente osservato che i programmi televisivi della SSR di una determinata regione dedicano nettamente meno spazio alle altre regioni linguistiche. Di conseguenza, è necessario che la SSR agisca per adempiere meglio il proprio mandato di prestazioni. L'emittente pubblica dovrà rendere conto di ciò all'UFCOM e illustrerà in un rapporto come e con quali strumenti intenda rispettare più adeguatamente gli obblighi previsti nella concessione. L'UFCOM, in veste di organo di sorveglianza, accompagnerà attivamente questi sviluppi e introdurrà le misure necessarie.</p><p>La necessità di ottimizzazione negli attuali programmi non deve tuttavia portare a credere che un ulteriore programma possa adempiere meglio il mandato teso all'integrazione e alla creazione di un'identità. Le esperienze fatte in passato con il programma trilingue Svizzera 4, hanno dimostrato piuttosto che i canali con offerte culturali plurilingui faticano a trovare riscontro tra il pubblico e non raggiungono l'auspicata portata ai sensi del servizio pubblico. Essi corrono invece il rischio di ghettizzare contributi preziosi e favorevoli all'integrazione.</p><p>Oltre a ciò, un tale canale non sarebbe finanziabile con gli attuali mezzi a disposizione della SSR e potrebbe essere realizzato unicamente attraverso un aumento dei canoni di ricezione, ovvero un onere finanziario supplementare a carico dei contribuenti. L'obiettivo riguardo alla sottotitolazione menzionato dall'autore della mozione e iscritto nel quarto rapporto della Svizzera sull'applicazione della Carta europea delle lingue regionali o minoritarie, si riferisce all'adattamento, nella stessa lingua, dei programmi televisivi alle esigenze dei disabili e non alle traduzioni, il cui prezzo sarebbe ben più elevato.</p><p>Di conseguenza, i costi ingenti legati alla realizzazione di un tale programma sarebbero sproporzionati rispetto alla prevista utilità ridotta o al prevedibile scarso riscontro tra il pubblico di un programma televisivo trilingue. Stando a quanto precede, il Consiglio federale non ritiene opportuno obbligare la SSR a proporre un programma supplementare che andrebbe finanziato tramite un aumento dei canoni.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.