<h2>SubmittedText<h2><p>La legge COVID-19 (sulla quale gli Svizzeri sono chiamati a pronunciarsi il 13 giugno prossimo) che figura nell'opuscolo delle spiegazioni di voto del Consiglio federale corrisponde alla versione adottata dal Parlamento il 25 settembre 2020. Da allora la legge è stata sottoposta a due revisioni, rispettivamente il 19 dicembre 2020 e il 19 marzo 2021. In occasione della seconda revisione è in particolare stata introdotta una delle disposizioni più controverse. L'articolo 6a della legge COVID-19, infatti, costituisce la base legale per il rilascio del certificato COVID-19, in cui molti vedono un temibile strumento di discriminazione.</p><p>Davanti al Parlamento il Consiglio federale ha già precisato in modo inequivocabile che la legge COVID-19 e le due revisioni di cui è stata oggetto formano un solo e unico testo di legge indivisibile, la cui sorte sarà decisa dal Popolo svizzero il 13 giugno 2021.</p><p>Il Consiglio federale è pertanto invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. È corretto affermare che il testo su cui il Popolo è chiamato a votare il 13 giugno 2021 (comprese le revisioni di dicembre 2020 e marzo 2021) è in realtà quello pubblicato nella Raccolta sistematica del diritto federale?</p><p>2. È corretto affermare che il testo pubblicato nell'opuscolo informativo che sarà inviato a tutti i cittadini svizzeri in vista della prossima votazione popolare non corrisponde a quello sottoposto al voto?</p><p>3. Non ne consegue pertanto che i cittadini svizzeri non solo non disporranno di tutte le informazioni necessarie circa le effettive implicazioni del loro suffragio, ma che in merito a questo oggetto saranno addirittura tratti in inganno (per esempio se non dovessero rendersi conto che in questa legge è contenuta la base legale per il certificato COVID-19)?</p><p>4. Questa lacuna nell'informazione dei cittadini non è tale da incidere sulla regolarità di questa votazione e da condurre addirittura al suo annullamento?</p><p>5. Non si ritiene necessario prendere provvedimenti immediati per bloccare l'invio dell'opuscolo in questione, attualmente disponibile unicamente sul sito Internet della Confederazione, e mettere per tempo a disposizione degli Svizzeri una documentazione in cui è riportata la versione integrale della legge COVID-19, comprese quindi le modifiche apportate al testo dopo il 25 settembre 2020?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. L'oggetto in votazione è la legge federale sulle basi legali delle ordinanze del Consiglio federale volte a far fronte all'epidemia di COVID-19 (legge COVID-19) nella sua versione adottata dal Parlamento il 25 settembre 2020 e riprodotta nelle spiegazioni di voto del Consiglio federale. Contro questo atto normativo è stato chiesto il referendum. Le modifiche decise dal Parlamento dopo il 25 settembre 2020 sottostanno a referendum separato, il quale per ora non è però stato lanciato. Formalmente, quindi, queste modifiche non sono oggetto di votazione. Tuttavia, sono legate all'atto di base, ossia alla legge adottata il 25 settembre 2020, senza la quale non possono sussistere né sotto il profilo giuridico né pratico: gli articoli 1 (Oggetto e principi) e 21 (Entrata in vigore e durata di validità) di tale atto si applicano per esempio all'insieme delle disposizioni di legge. Inoltre, le successive modifiche si rifanno in parte al contesto dell'atto di base. Ciò significa che se quest'ultimo venisse respinto in votazione popolare, anche le modifiche perderebbero ogni ragion d'essere.</p><p>3./4. Non vi è alcuna lacuna nell'informazione dei cittadini. Nelle spiegazioni di voto il Consiglio federale specifica che il Parlamento ha modificato la legge COVID-19 in alcuni punti e che al momento della chiusura redazionale (il 5 marzo 2021) si profilavano ulteriori modifiche. Sul sito Internet del Dipartimento federale dell'interno, la pagina dedicata alla legge COVID-19 chiarisce qual è formalmente l'oggetto della votazione e spiega che in caso di rigetto della legge anche le modifiche del 18 dicembre 2020 e del 19 marzo 2021 verrebbero a cadere. Il Consiglio federale lo ha ribadito anche durante la conferenza stampa del 12 aprile 2021. In quell'occasione il consigliere federale Alain Berset, in particolare, ha dichiarato che la legge COVID-19 costituisce la base legale per la creazione di un certificato di vaccinazione anti-COVID-19 e che senza di essa non sarebbe possibile introdurre un simile documento. L'Amministrazione federale ha dal canto suo risposto a numerose domande dei media riguardanti la sorte delle modifiche adottate a posteriori dal Parlamento se la legge dovesse essere respinta.</p><p>5. Capita regolarmente che al momento della chiusura redazionale delle spiegazioni di voto del Consiglio federale alcune questioni ragionevolmente importanti per la formazione dell'opinione degli aventi diritto di voto rimangano aperte. Questi punti devono essere segnalati ed è quanto è stato fatto nel presente caso. Le condizioni che permettono di assicurare il regolare svolgimento della votazione sono soddisfatte. Il Consiglio federale non ritiene pertanto necessario intervenire in merito alle spiegazioni di voto relative alla votazione popolare federale del 13 giugno 2021.</p>  Risposta del Consiglio federale.