<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Conformemente all'articolo 53e LPP, in caso di disdetta di un contratto collettivo nell'ambito della previdenza professionale, le compagnie di assicurazione sulla vita possono operare una deduzione per il rischio dovuto al tasso di interesse soltanto durante i primi cinque anni della durata del contratto. Questa disposizione, introdotta nel quadro della 1a revisione della LPP, permette agli istituti di previdenza di cambiare più facilmente l'assicuratore.</p><p>In caso di cambiamenti straordinari dei tassi d'interesse, ossia nel caso di un forte aumento repentino del livello dei tassi d'interesse, il divieto di operare una deduzione per il rischio dovuto al tasso di interesse può però compromettere gli interessi del collettivo di assicurati e la solvibilità della compagnia di assicurazione. La deduzione per il rischio dovuto al tasso di interesse, dettata da motivi attuariali, ha lo scopo di assorbire il rischio dovuto alla modifica del tasso di interesse. Questo rischio consiste nel fatto che, in caso di importanti aumenti dei tassi di interesse, istituti di previdenza cambiano l'assicuratore e si fanno versare in contanti il capitale di copertura fissato per contratto, per approfittare dei nuovi tassi di interesse superiori, mentre il portafoglio dei titoli a reddito fisso con tassi di interesse medi più bassi resta presso la compagnia d'assicurazione. Di conseguenza, il collettivo di assicurati che rimane presso la compagnia d'assicurazione viene svantaggiato poiché ai fini della rimunerazione del suo capitale di copertura definito per contratto gli rimangono investimenti che fruttano tassi di interesse inferiori. Inoltre quando aumentano gli interessi, il valore di mercato dei titoli a reddito fisso diminuisce. Poiché i fondi di valutazione costituiscono una parte del margine di solvibilità computabile, il versamento dell'intero capitale di copertura stabilito per contratto senza operare alcuna deduzione può mettere in pericolo la solvibilità della compagnia di assicurazione.</p><p>Il Consiglio federale è pertanto disposto ad analizzare in modo approfondito la problematica e se del caso a proporre i necessari adeguamenti della legislazione allo scopo di garantire che gli interessi degli assicurati non siano messi in pericolo né attraverso uno sfruttamento unilaterale delle differenze dei tassi di interesse, né attraverso un'inutile limitazione della mobilità del datore di lavoro.</p>  Il Consiglio federale propone di accogliere il postulato.