<h2>InitialSituation<h2><h2 class="Titel_d"><strong>Comunicato stampa del Consiglio federale del 16.12.2022</strong></h2><p class="Standard_d"><strong>Il Consiglio federale crea una nuova base legale per la SIFEM</strong></p><p class="Standard_d"><strong>Il Consiglio federale ha creato una nuova base legale per la SIFEM. Il 16 dicembre 2022 ha preso visione dei risultati della procedura di consultazione e ha trasmesso al Parlamento il disegno di legge federale sulla società finanziaria di sviluppo SIFEM, con il relativo messaggio.</strong></p><p class="Standard_d">La SIFEM (<i>Swiss Investment Fund for Emerging Markets</i>) è la società finanziaria di sviluppo della Confederazione. Da quando è stata creata, nel 2011, la sua attività si è dimostrata efficace. Oggi però le basi giuridiche a livello di ordinanza non sono più conformi né ai requisiti costituzionali concernenti il principio di legalità né ai principi del governo d'impresa della Confederazione.</p><p class="Standard_d">Come per altre unità federali rese autonome, il progetto crea una base legale sotto forma di legge specifica sull'organizzazione, che contiene le disposizioni fondamentali sullo scopo e sui compiti della SIFEM, sui principi della sua attività commerciale e del suo finanziamento e sulla posizione della Confederazione come azionista.</p><p class="Standard_d">Nell'ambito della consultazione il progetto ha raccolto un consenso unanime. Sulla base dei pareri pervenuti il Consiglio federale ha ulteriormente specificato i requisiti di sostenibilità nel disegno di legge e ha inserito nel messaggio spiegazioni complementari per tenere conto delle varie richieste.</p><p class="Standard_d">Tramite partecipazioni azionarie e prestiti, la SIFEM investe in piccole e medie imprese private in rapida crescita nei Paesi emergenti o in via di sviluppo. In questo modo contribuisce a creare posti di lavoro e a ridurre la povertà. Le imprese vengono inoltre aiutate a rispettare gli standard internazionali in materia di ambiente, protezione del clima, questioni sociali e responsabilità sociale d'impresa.</p><h2>Proceedings<h2><h4 class="SDA_Meldung_d"><span style="color:black;">Notizia&nbsp;ATS</span></h4><h3 class="Debatte_sda_linksbündig_d"><strong>Dibattito al Consiglio degli Stati, 25.09.2023</strong></h3><p class="Standard_d"><strong>Nuova base legale per SIFEM</strong><br><strong>L'attuale regolamentazione a livello di ordinanza riguardante la società SIFEM - Swiss investment fund for emerging markets - va trasferita in una legge. È quanto deciso oggi dal Consiglio degli Stati che ha approvato un progetto governativo in tal senso, modificandolo in un punto, per 37 voti a 3. Il dossier va al Nazionale.</strong></p><p class="Standard_d">In qualità di società finanziaria di sviluppo appartenente alla Confederazione, la SIFEM esegue investimenti a beneficio di imprese private nei Paesi poveri e nei Paesi emergenti i quali, oltre a un ritorno finanziario, mirano a ottenere un ampio impatto sullo sviluppo con particolare attenzione alla creazione di posti di lavoro.</p><p class="Standard_d">Diversamente dal progetto governativo, il plenum ha deciso di imporre alla SIFEM, allo scopo di raggiungere gli obiettivi di cooperazione allo sviluppo, l'obbligo legale di collaborare con i servizi federali competenti, in particolare la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) e la Segreteria di stato dell'economia (SECO). Stando al "ministro" dell'economia Guy Parmelin, contrario, ciò che si chiede con questa aggiunta è già realtà. Al voto, però, la proposta della commissione l'ha spuntata nettamente (37 voti a 2).</p><p class="Standard_d">Il plenum ha anche respinto due proposte di Carlo Sommaruga (PS/GE). Nella prima il "senatore" socialista chiedeva alla SIFEM di sostenere progetti anche in grado di generare maggiori entrate fiscali. Secondo la maggioranza, tale aggiunta rischiava di penalizzare le cooperative che non hanno come obiettivo il conseguimento di utili.</p><p class="Standard_d">Sommaruga avrebbe voluto anche condizionare l'eventuale partecipazione di privati alla SIFEM - di cui la Confederazione detiene attualmente il 100% - a un aumento di capitale. Secondo il consigliere agli Stati ginevrino, SIFEM avrebbe potuto aumentare il proprio margine di azione, portando il suo capitale da 670 milioni di franchi a poco più di un miliardo.</p><p class="Standard_d">&nbsp;</p><h4 class="SDA_Meldung_d"><span style="color:black;">Notizia&nbsp;ATS</span></h4><h3 class="Debatte_sda_linksbündig_d"><span style="color:#221E1F;"><strong>Dibattito al Consiglio nazionale, 04.12.2023</strong></span></h3><p class="Standard_d"><strong>Nuova base legale per SIFEM</strong><br><strong>L'attuale regolamentazione a livello di ordinanza riguardante la società SIFEM - Swiss investment fund for emerging markets - va trasferita in una legge. È quanto deciso oggi all'unanimità dal Consiglio nazionale che ha approvato un progetto governativo in tal senso. Il dossier ritorna agli Stati.</strong></p><p class="Standard_d">In qualità di società finanziaria di diritto privato per lo sviluppo appartenente alla Confederazione, la SIFEM esegue investimenti a beneficio di imprese private nei Paesi poveri e nei Paesi emergenti i quali, oltre a un ritorno finanziario, mirano a ottenere un ampio impatto sullo sviluppo con particolare attenzione alla creazione di posti di lavoro, ha spiegato in aula il "ministro" dell'economia, Guy Parmelin.</p><p class="Standard_d">Diversamente dal Consiglio degli Stati, il plenum ha deciso per 103 voti a 85 di non imporre alla SIFEM, allo scopo di raggiungere gli obiettivi di cooperazione allo sviluppo, l'obbligo legale di collaborare con i servizi federali competenti, in particolare la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) e la Segreteria di stato dell'economia (SECO). Stando al "ministro" dell'economia Guy Parmelin, contrario, ciò che si chiede con questa aggiunta è già realtà.</p><p class="Standard_d">In seguito, il plenum ha respinto i tentativi del campo rosso-verde di inserire nella legge l'obbligo di rispettare l'uguaglianza dei sessi nell'accesso agli aiuti o il rispetto degli accordi di Parigi sull'ambiente, come anche il divieto di non investire nelle energie fossili.</p><p class="Standard_d">La SIFEM, ha spiegato il consigliere federale, si propone dal 2011 di creare posti di lavoro decenti, tenendo conto anche dell'uguaglianza dei sessi e degli obiettivi a livello ambientale. Simili aggiunte non sono quindi necessarie, ha sottolineato Parmelin. La legge deve fissare gli obiettivi generali, non entrare nei particolari, ha aggiunto il "ministro" democentrista.</p><p>&nbsp;</p><h4 class="SDA_Meldung_d"><span style="color:black;">Notizia&nbsp;ATS</span></h4><h3 class="Debatte_sda_linksbündig_d"><strong>Dibattito al Consiglio degli Stati, 04.03.2024</strong></h3><p class="Standard_d">Il Consiglio degli Stati ha mantenuto una divergenza col Nazionale in merito alla Legge sulla società SIFEM - Swiss investment fund for emerging markets. Allo scopo di raggiungere gli obiettivi di cooperazione allo sviluppo, gli Stati vogliono inserire nella normativa l'obbligo legale di collaborare con i servizi federali competenti, in particolare la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) e la Segreteria di stato dell'economia (SECO). Stando al "ministro" dell'economia Guy Parmelin, contrario, ciò che si chiede con questa aggiunta è già realtà.&nbsp;</p><p>&nbsp;</p><h4 class="SDA_Meldung_d"><span style="color:black;">Notizia&nbsp;ATS</span></h4><h3 class="Debatte_sda_linksbündig_d"><span style="color:#221E1F;"><strong>Dibattito al Consiglio nazionale, 12.03.2024</strong></span></h3><p>Il Consiglio nazionale ha mantenuto l'ultima divergenza che l'oppone agli Stati in in merito al progetto volto a trasferire in una legge l'attuale regolamentazione a livello di ordinanza riguardante la società SIFEM - Swiss investment fund for emerging markets. Le due camere si oppongono sull'eventuale obbligo, per la SIFEM, di collaborare con i servizi federali competenti, in particolare la DSC e la SECO. Il Nazionale vorrebbe limitarsi a un più generico "la SIFEM può collaborare".</p><p>&nbsp;</p><h2 class="Titel_d"><strong>Seduta della Commissione della politica estera del Consiglio degli Stati il 11./12.04.2024</strong></h2><p class="Standard_d">La Commissione propone di confermare le decisioni.</p><p>&nbsp;</p><h2 class="Titel_d"><strong>Informazioni</strong></h2><p class="Auskünfte_d">Florent Tripet, segretario della commissione,</p><p class="Auskünfte_d">058 322 94 47,</p><p class="Auskünfte_d"><a href="mailto:apk.cpe@parl.admin.ch">apk.cpe@parl.admin.ch</a></p><p class="Auskünfte_d"><a href="https://www.parlament.ch/it/organe/commissioni/commissioni-tematiche/commissioni-cpe">Commissione della politica estera (CPE)</a></p>