<h2>SubmittedText<h2><p>Molti immigrati raggiungono tuttora quotidianamente la frontiera esterna dell'UE a Lampedusa, che è diventata ormai la principale porta d'entrata per i flussi migratori provenienti dall'Africa. L'Italia continua a non onorare i suoi obblighi derivanti da Schengen/Dublino. Per i migranti l'Italia è soltanto un Paese di transito alla volta dell'Europa centrale, inclusa la Svizzera. Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Quali iniziative ha intrapreso il Consiglio federale a Bruxelles e a Roma affinché l'Italia attui finalmente gli obblighi previsti dagli accordi di Schengen/Dublino?</p><p>2. Il Consiglio federale ritiene che le attività finora svolte si siano rivelate efficaci?</p><p>3. Come intende potenziare in modo rapido ed efficiente il suo impegno per l'attuazione corretta degli accordi di Schengen/Dublino?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. È possibile preservare la solidità del sistema Schengen/Dublino soltanto attraverso la solidarietà, sostenendo i Paesi esposti a una pressione migratoria particolarmente forte. Il Consiglio federale ritiene che non vi siano indizi secondo cui l'Italia non rispetterebbe l'accordo di associazione a Schengen. La vicina penisola controlla la frontiera esterna, tuttavia non si tratta di un'impresa facile e non è possibile erigere una barriera ermetica. In seguito alla pressione migratoria dal Nord Africa, l'Italia è sostenuta dall'UE attraverso l'operazione Frontex "Hermes", nell'ambito della quale sono state impiegate, nel Sud della penisola, due guardie di confine per due periodi di un mese, tra il 28 febbraio e il 30 aprile 2011, a sostegno delle autorità italiane. D'intesa con Frontex e con l'Italia, ad agosto 2011 la Svizzera prenderà di nuovo parte all'operazione permanente "Hermes". Il nostro Paese supporta inoltre l'attività dei gruppi di lavoro Schengen, in particolare per potenziare Frontex, al fine di migliorare il controllo delle frontiere esterne.</p><p>L'accordo di associazione a Dublino (AAD) è operativo in Svizzera dal 12 dicembre 2008. Per quanto riguarda il numero delle domande d'asilo, l'Italia è il partner Dublino più importante per il nostro Paese. L'applicazione dell'AAD con la vicina penisola funziona bene, anche se non sempre senza intoppi. Va osservato che il Consiglio federale non dispone di indizi secondo cui l'Italia non rileverebbe le impronte digitali dei migranti e non le registrerebbe nella centrale Eurodac. Tra il 1° gennaio e il 30 giugno 2011 l'Italia ha accolto 1658 richieste di trasferimento presentate dalla Svizzera nell'ambito di Dublino. Nello stesso periodo sono state trasferite in Italia 1003 persone, il che corrisponde a una media mensile di 167 trasferimenti (2010: 114). Nel 2010 l'Italia ha dato una risposta positiva al 92 per cento delle domande di presa in carico, quota questa superiore a quella registrata negli altri Stati Dublino (in media 73 per cento; senza contare la Grecia a causa della sua situazione speciale). L'AAD permette allo Stato Dublino competente di definire autonomamente le modalità di trasferimento (tipo di trasporto, numero di rinvii, destinazione). L'Italia ha quindi deciso di non accettare più trasferimenti via terra; concretamente ciò significa che la Svizzera deve procedere solo per via aerea, il che può talvolta limitare il numero di persone trasferite. Il nostro Paese e l'Italia intrattengono colloqui sul piano tecnico per rendere ancor più ottimale la cooperazione in vista dell'attuazione effettiva dell'accordo. Il Consiglio federale promuove inoltre il dialogo con l'Italia in materia di migrazione discutendo eventuali misure di sostegno e possibili ambiti comuni di cooperazione.</p><p>3. A livello europeo è previsto che l'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo (UESA; operativo dal 19 giugno 2011) supporti in futuro gli Stati membri dell'UE i cui sistemi di asilo e di accoglienza sono esposti a una particolare pressione con provvedimenti adeguati sul piano tecnico e del personale (p. es. invio di gruppi di sostegno all'asilo). Il 6 luglio 2011 il Consiglio federale ha approvato il mandato negoziale teso a far ammettere la Svizzera come osservatrice presso l'UESA, salvo parere contrario delle Commissioni delle istituzioni politiche delle Camere federali. Inoltre, il nostro Paese rappresenta attivamente i propri interessi in seno al comitato misto Dublino/Eurodac in vista degli sviluppi del sistema Dublino e si adopera affinché tale sistema continui a funzionare.</p>  Risposta del Consiglio federale.