<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di creare condizioni che permettano di snellire l'amministrazione dei salari, in particolare per le PMI, mediante una collaborazione ancora più stretta tra le assicurazioni sociali. A tale scopo è necessario verificare se sia praticabile l'opzione della comunicazione di tutti i dati salariali delle singole imprese a un unico interlocutore oppure l'unificazione di tutte le deduzioni sociali in un'aliquota unica sull'intero salario. Ai fini di una maggiore efficienza, potrebbero essere necessarie modifiche alla protezione dei dati.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale condivide l'obiettivo formulato dagli autori della mozione, secondo cui è necessario ridurre la burocrazia inutile e sgravare le aziende da oneri amministrativi altrettanto inutili. In relazione alla verifica richiesta, ovvero se sia praticabile l'opzione della comunicazione di tutti i dati salariali delle singole imprese a un unico interlocutore oppure l'unificazione di tutte le deduzioni sociali in un'aliquota unica sull'intero salario, occorre considerare quanto segue:</p><p>Attualmente, nella gestione dei salari, il datore di lavoro ha generalmente a che fare con tre o quattro diversi interlocutori del settore delle assicurazioni:</p><p>1. la cassa di compensazione AVS per i contributi AVS/AI/IPG, AD e in gran parte dei casi anche per gli assegni familiari;</p><p>2. la cassa pensioni per la previdenza professionale (PP);</p><p>3. l'assicuratore-infortuni per la copertura degli infortuni professionali e non professionali (IP e INP);</p><p>4. l'assicuratore per l'indennità giornaliera in caso di malattia (non obbligatorio).</p><p>Diversamente dalle aliquote dei contributi AVS, AI, IPG e AD, disciplinate in modo unitario nell'intera Confederazione, quelle delle restanti assicurazioni variano notevolmente e dipendono dal rapporto contrattuale in corso. Qualora, come richiesto dagli autori della mozione, i dati salariali dovessero essere comunicati a un unico interlocutore, le conseguenze sarebbero le seguenti: </p><p>- o sarebbe necessario inserire un ulteriore livello amministrativo tra datori di lavoro e assicuratori, generando ulteriori oneri e costi amministrativi a carico dei datori di lavoro, oppure</p><p>- sarebbe affidata a un unico assicuratore anche la riscossione dei contributi per PP, assicurazione infortuni ed eventuali assicurazioni d'indennità giornaliera in caso di malattia (che dovrebbero quindi essere armonizzati), cosa che implicherebbe una completa trasformazione materiale e formale delle assicurazioni sociali.</p><p>Invece di ridurre la burocrazia, la comunicazione dei dati salariali a un unico interlocutore provocherebbe un aumento degli oneri amministrativi e una limitazione della libertà di scelta per i datori di lavoro. Ritenendo che nessuno dei due scenari costituisca l'obiettivo degli autori della mozione, il Consiglio federale rinuncia pertanto a verificare approfonditamente, come chiesto dagli autori della mozione, la praticabilità dell'opzione della comunicazione di tutti i dati salariali a un unico interlocutore.</p><p>Il collegio precisa in proposito che già oggi esistono diverse possibilità di semplificazione: le casse di compensazione professionali possono ad esempio offrire al proprio settore, previa delega del Consiglio federale, tutte le assicurazioni sociali (come fa la cassa di compensazione Hotela). Si tratta tuttavia di un servizio fornito a titolo volontario e alle condizioni unitarie concordate sulla base delle esigenze specifiche del settore.</p><p>Se si definisse per legge un interlocutore unico per la comunicazione dei dati, ne risulterebbe necessariamente limitata la libertà di scelta delle aziende relativamente a cassa pensioni, assicurazione infortuni e assicurazione d'indennità giornaliera in caso di malattia: solo in questo modo, infatti, sarebbe possibile realizzare un'effettiva semplificazione. Diversamente, il datore di lavoro sarebbe tenuto a informare costantemente l'ufficio interlocutore sui diversi contratti assicurativi e sulle relative modifiche, con un conseguente aumento degli oneri amministrativi.</p><p>Riassumendo, per giungere all'aliquota unitaria di cui si parla nella mozione, sarebbero necessarie riforme radicali che ridurrebbero sensibilmente la libertà dei datori di lavoro di scegliere gli assicuratori più confacenti ai loro bisogni e inibirebbero la concorrenza con conseguenze disastrose sull'evoluzione dell'offerta. Ristrutturare l'intero sistema della sicurezza sociale limitando la libertà di scelta attualmente garantita alle aziende al solo scopo di una semplificazione amministrativa obbligatoria non è ragionevole fintantoché le semplificazioni desiderate sono realizzabili su base volontaria e secondo le esigenze, come dimostra, per esempio, il caso di Hotela. Il Consiglio federale ritiene necessario esaurire le possibilità di semplificazione attuabili su base volontaria.</p><p>Ricordiamo, infine, che le casse di compensazione mettono a disposizione dei datori di lavoro iscritti diversi strumenti ausiliari molto interessanti per l'adempimento dei compiti amministrativi: per esempio, sono già 60 su 80 le casse di compensazione AVS che offrono ai datori di lavoro iscritti l'applicazione "Partnerweb". Da tre anni a questa parte, grazie al progetto ELM ("Lösungen für ein einheitliches vereinfachtes Lohnmeldeverfahren", ossia soluzioni per una procedura semplificata e unitaria per la notifica dello stipendio), i datori di lavoro possono utilizzare una piattaforma per trasmettere notifiche in formato elettronico all'AVS, alla previdenza professionale, all'assicurazione contro gli infortuni (SUVA) e in parte anche alle amministrazioni delle imposte. Questa soluzione tecnica è messa a disposizione dai relativi promotori. Si tratta di sportelli virtuali sempre più utilizzati proprio dalle PMI. Altre casse di compensazione gestiscono invece portali propri e procedure elettroniche di comunicazione dei dati salariali.</p><p>Il Consiglio federale mira a sgravare le imprese dagli oneri amministrativi inutili e in questo senso condivide l'opinione degli autori della mozione. Tuttavia, ritiene che tale obiettivo non possa essere realizzato con la proposta di centralizzare la comunicazione dei dati salariali a un unico interlocutore. Per questo motivo propone di respingere la mozione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.