<h2>SubmittedText<h2><text><p>L'Ufficio è incaricato di elaborare un rapporto che illustri i vantaggi e gli svantaggi connessi con l'indicazione generalizzata di tutte le relazioni d'interesse e delle loro implicazioni materiali.</p></text><h2>FederalCouncilResponseText<h2><text><p>Parere della Commissione delle istituzioni politiche (CIP) del Consiglio nazionale del 10 settembre 2010</p><p>L'Ufficio del Consiglio nazionale quale destinatario formale del presente postulato ha delegato la risposta alla CIP, a cui compete l'elaborazione di atti concernenti il diritto parlamentare.</p><p>Negli ultimi anni la CIP si è occupata a più riprese della questione della pubblicazione dei redditi dei membri dell'Assemblea federale. Lo ha fatto recentemente nella sua seduta del 19 agosto 2010 quando doveva decidere in merito a un'iniziativa parlamentare che chiedeva la pubblicazione di tutti i redditi dei deputati (iniziativa parlamentare Rielle 10.419, Per la trasparenza dei redditi, delle indennità e di altri profitti dei membri delle Camere federali). La CIP è giunta alla conclusione che la richiesta di pubblicazione di tutti i redditi dei deputati rappresenterebbe un'ingerenza eccessiva nella loro sfera privata. Con 15 voti favorevoli e 10 contrari essa ha quindi proposto alla propria Camera di non dare seguito all'iniziativa.</p><p>Negli anni precedenti la CIP aveva dovuto occuparsi di diversi interventi parlamentari che chiedevano un obbligo di trasparenza meno esteso, vale a dire l'obbligo di pubblicazione dei redditi da attività non professionali (cfr. iniziativa parlamentare Freysinger 07.467, Incidenza finanziaria delle relazioni d'interesse; iniziativa parlamentare Schelbert 06.462, Trasparenza delle relazioni d'interesse finanziarie; mozione Bühlmann 05.3212, Dichiarazione dei redditi dei parlamentari; e iniziativa parlamentare CIP-N 05.469, Indicazione delle relazioni d'interesse. Revisione della legge sul Parlamento). Queste proposte sono state in generale accolte dalla commissione. In particolare negli anni 2005/06, quando la commissione si era occupata dell'attuazione di una propria iniziativa, ha avuto luogo un confronto approfondito su questo tema. La commissione aveva incaricato allora la segreteria di spiegare esaurientemente in un documento le diverse questioni che dovevano essere chiarite in vista dell'elaborazione di una normativa. Sulla base di un rapporto esaustivo, nella sua seduta del 14 settembre 2006 la CIP ha quindi tentato di prendere alcune decisioni di principio. Ben presto si è tuttavia constatato che una normativa legale sarebbe complicata e difficile da attuare. La commissione ha quindi deciso di togliere di ruolo l'iniziativa.</p><p>La questione dell'obbligo di trasparenza per attività professionali e non professionali è stata quindi già trattata intensamente in seno alla CIP sulla base di documenti scritti approfonditi. Un ulteriore rapporto, come richiesto dall'autore del postulato, non è pertanto necessario. Esistono sufficienti basi per poter prendere una decisione politica in merito a questa questione.</p><p>La CIP propone di respingere il postulato.</p><p>La minoranza della commissione (Schenker Silvia, Heim, Hodgers, Leuenberger-Genève, Marra, Roth-Bernasconi, Stöckli, Tschümperlin, Wasserfallen, Zisyadis) propone di accogliere il postulato.</p></text>