<h2>SubmittedText<h2><p>Nel corso di questo mese il servizio offerte del Groupe Mutuel lancia una campagna pubblicitaria per attirare nuovi assicurati.</p><p>La campagna prevede l'invio di una lettera agli assicurati LAMal del Groupe Mutuel in cui si propone loro un premio che sbaraglia la concorrenza (fr. 179.50). La condizione per beneficiare di questa offerta è che, prima di andare dal medico, ci si rivolga a un servizio telefonico che fornisce consulenza medica 24 ore su 24.</p><p>La campagna pubblicitaria omette però di specificare che per questo premio la franchigia passa a 2500 franchi. Un'operazione pubblicitaria simile, che sarebbe già sconcertante nel sistema LCA, è inammissibile nell'ambito della LAMal.</p><p>Alla luce della politica pubblicitaria aggressiva del Groupe Mutuel, invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Condivide l'opinione che questo genere di pubblicità aggressiva, tendenziosa e perfino menzognera non sia tollerabile nell'ambito dell'assicurazione malattie obbligatoria?</p><p>2. Vi sono disposizioni legali che permettono di vietare una pratica così scandalosa?</p><p>3. In caso affermativo, di quali disposizioni si tratta? Il Consiglio federale intende fare il necessario per garantire il rispetto di queste disposizioni?</p><p>4. In caso negativo, quando pensa di colmare questa lacuna giuridica?</p><p>5. Come intende verificare che questa campagna pubblicitaria non sia stata finanziata con i premi LAMal?</p><p>6. Non è giunta l'ora di obbligare le casse malati LAMal a indicare in tutte le loro pubblicità oltre al premio il relativo importo della franchigia (analogamente alla pubblicità per piccoli crediti, in cui bisogna indicare il tasso d'interesse, le spese e la scadenza del credito)?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Siccome la legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal; RS 832.10) non dà alcuna indicazione specifica concernente la pubblicità sleale, si applicano le disposizioni generali in materia (vedere risposta alle domande 2 e 3). Il Consiglio federale non ha certo dubbi sul fatto che contro qualsiasi pratica sleale in materia di pubblicità devono essere applicate le sanzioni previste nelle pertinenti disposizioni. Nel caso in questione, il collegio di governo ritiene che il Groupe Mutuel abbia superato i limiti stabiliti nelle disposizioni concernenti l'indicazione dei prezzi (vedere risposta alla domanda 6). Di conseguenza l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) è intervenuto presso il Groupe Mutuel e all'occorrenza ordinerà le misure che si impongono.</p><p>2./3. Nella legge federale contro la concorrenza sleale (LCSl; RS 241) è considerato sleale e illecito qualsiasi comportamento o pratica d'affari ingannevole, o altrimenti lesivo delle norme della buona fede, che influisce sui rapporti tra concorrenti o tra fornitori e clienti. La LCSl menziona alcuni casi speciali di concorrenza sleale, segnatamente i metodi sleali di pubblicità e vendita.</p><p>Fondandosi sull'articolo 16 LCSl, l'ordinanza sull'indicazione dei prezzi (OIP; RS 942.211) si prefigge di garantire una chiara indicazione dei prezzi onde consentire confronti ed evitare che l'acquirente sia indotto in errore. Nella suddetta ordinanza sono enunciate regole chiare per quanto concerne l'indicazione e la specificazione dei prezzi nella pubblicità. Agli uffici cantonali competenti, che sottostanno all'alta vigilanza del Dipartimento federale dell'economia, spetta il compito di sorvegliare la corretta applicazione di tale ordinanza.</p><p>Le disposizoni citate si applicano alla pubblicità concernente l'insieme delle merci e delle prestazioni di servizio che si rivolge ai consumatori, ma anche alla pubblicità destinata ai fruitori di prestazioni di servizio in materia di assicurazione malattie.</p><p>4. Il Consiglio federale ritiene che gli strumenti a disposizione nella LCSl e nell'OIP siano sufficienti e che nella LAMal non vi siano lacune legislative in materia di pubblicità sleale.</p><p>5. Secondo l'articolo 22 LAMal gli assicuratori devono contenere i costi amministrativi dell'assicurazione sociale malattie entro i limiti propri ad una gestione economica. Dato che il sistema della LAMal si basa sulla concorrenza tra gli assicuratori, è inevitabile che una parte dei costi amministrativi sia utilizzata a fini pubblicitari. L'UFSP, nell'ambito dell'approvazione dei premi, controlla il livello dei costi amministrativi complessivi e lo confronta con quello di altre casse malati di analoghe dimensioni. Tale controllo è effettuato tutti gli anni su ogni singola cassa malati ai sensi della LAMal, di conseguenza anche su ogni cassa membro del Groupe Mutuel.</p><p>6. Secondo l'articolo 13 OIP, se nella pubblicità sono menzionati prezzi, categorie o limiti di prezzi in cifre, devono essere indicati i prezzi effettivi. Inoltre le indicazioni di prezzi devono evidenziare chiaramente la merce e l'unità di vendita o il genere e l'unità delle prestazioni di servizi e le tariffe cui il prezzo si riferisce (art. 14 cpv. 1 OIP). Per quanto concerne la pubblicità relativa a un premio d'assicurazione malattie, deve essere indicato con chiarezza al lettore a quali condizioni è applicabile il premio menzionato. In questo senso deve essere indicata la franchigia in rapporto con il premio menzionato.</p><p>Visto che nel diritto vigente sono già previste regole in materia di pubblicità, non è necessario prendere provvedimenti supplementari sul piano giuridico. L'UFSP emetterà una circolare destinata alle assicurazioni malattie sottoposte alla sua vigilanza che le renda attente ai requisiti legali in vigore in materia di pubblicità e d'indicazione dei prezzi.</p>  Risposta del Consiglio federale.