<h2>SubmittedText<h2><p>Il capo del DDPS e il capo dell'esercito hanno avviato un dibattito sul finanziamento e sul futuro dell'esercito prima ancora che il Consiglio federale pubblichi il nuovo rapporto sulla politica di sicurezza. L'evoluzione dell'esercito non può essere determinata soltanto dai dettami della politica finanziaria e dalle imposizioni di una politica di sicurezza interna fallimentare. Sorgono inevitabilmente le seguenti domande:</p><p>1. Considerata la situazione finanziaria problematica della Confederazione, chiedere maggiori disponibilità finanziarie non è realistico. L'esercito deve poter funzionare anche con un budget meno cospicuo.</p><p>a. Il DDPS ha attuato tutte le decisioni prese dal Consiglio federale il 26 novembre 2008?</p><p>b. Il Consiglio federale quando intende iniziare a elaborare una pianificazione delle rinunce e una riforma radicale di Esercito XXI, il quale non è finanziabile?</p><p>c. Il Consiglio federale quando intende riesaminare l'ormai superato modello dell'obbligo generale di prestare servizio, che genera effettivi sovradimensionati?</p><p>2. Nel preventivo 2010 il Consiglio federale intende aumentare del 7 per cento rispetto al 2009 le uscite per la difesa nazionale militare. Il budget militare è determinato dai desideri dei militari, che con un aumento delle risorse finanziarie e con privilegi speciali in materia di politica finanziaria (limite di spesa per l'esercito) vogliono porre rimedio al proprio immobilismo e alla propria persistente cattiva gestione?</p><p>3. Il 1° marzo 2008 l'esercito aveva un effettivo di 199 272 soldati. Per ragioni demografiche, entro il 2025 questo esercito di massa si ridurrà soltanto di un modesto 21 per cento.</p><p>a. Come bisogna valutare la capacità di agire e l'economicità di questo esercito di massa, dato che secondo il DDPS soltanto 5000 soldati sono pronti all'impiego?</p><p>b. Esiste un nesso tra questa "leva di massa" e le numerose carenze dell'esercito, tra cui le spese d'esercizio sproporzionate e i problemi a livello di logistica?</p><p>c. Il Consiglio federale è disposto, come misura immediata, ad aumentare nettamente il numero di militari in ferma continuata?</p><p>4. Il Consiglio federale è disposto a rinunciare ai cannoni da fortezza (Bison), non prioritari dal profilo della politica di sicurezza, a ridimensionare considerevolmente le truppe meccanizzate e a ridurre il numero di carri armati da combattimento e di pezzi d'artiglieria?</p><p>5. Quali misure adotta il Consiglio federale per fare in modo che la ridistribuzione delle risorse nel DDPS consenta di adempiere il mandato legale del promovimento militare della pace in ambito internazionale e per realizzare finalmente il raddoppio delle truppe adibite al promovimento militare della pace portandone l'effettivo a 500 militari?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1.a. Le decisioni del Consiglio federale del 26 novembre 2008 rimangono applicabili, senza modifiche, all'ulteriore sviluppo dell'esercito; la loro attuazione richiede, tra l'altro, adeguamenti del quadro legale. Tali linee direttive saranno descritte concretamente anche nel rapporto sulla politica di sicurezza. In tale contesto occorre considerare che un esercito di milizia necessita di tempo per assimilare i cambiamenti.</p><p>b. L'adeguamento di Esercito XXI alle mutate condizioni quadro è già stato avviato con la fase di sviluppo 2008-2011. Un ulteriore riesame avrà luogo sulla base del rapporto sulla politica di sicurezza.</p><p>c. L'obbligo generale di prestare servizio militare connesso al sistema di milizia è profondamente radicato nella società svizzera e presenta molti vantaggi. Il Consiglio federale non vede alcun motivo per derogarvi. L'effettivo del personale dell'esercito deve soddisfare le esigenze in materia di politica di sicurezza e le esigenze economiche nonché tenere conto, in ogni caso, della situazione demografica.</p><p>2. Il preventivo del DDPS si calcola sulla base di quanto il Consiglio federale ritiene necessario sotto il profilo della politica di sicurezza e di quanto viene stanziato dal Parlamento. Nel preventivo 2010, per il Settore dipartimentale difesa saranno incrementati sostanzialmente i crediti per il materiale d'armamento (più di 237 milioni franchi; per la copertura di impegni risultanti da programmi d'armamento degli anni precedenti), per il materiale di ricambio e la manutenzione (più di 60 milioni franchi; per assicurare il funzionamento dell'esercito) e per l'equipaggiamento e il rinnovamento (più di 24 milioni franchi). Questi incrementi sono stati possibili poiché la regolamentazione relativa al limite di spesa ammette l'utilizzazione, in periodi successivi, di residui di crediti di anni precedenti.</p><p>3. Il 1° maggio 2009, nelle formazioni dell'esercito erano incorporate in totale 195 550 persone (formazioni d'impiego, formazioni d'istruzione, formazioni di supporto e formazioni della riserva, compreso il personale professionista ivi incorporato, ma senza ex militari in ferma continuata), ciò che rappresenta una diminuzione di 10 984 persone rispetto all'anno precedente. Mantenendo il medesimo modello in materia di prestazione del servizio militare, a causa dell'evoluzione demografica entro il 2025 l'effettivo reale dell'esercito dovrebbe diminuire di un quarto.</p><p>a. Attualmente, gli impieghi dell'esercito all'estero sono eseguiti da volontari e gli impieghi in Svizzera da militari di professione, militari in ferma continuata e truppe in CR. In tal modo, per eventi prevedibili è possibile impiegare dei militari senza che essi debbano essere chiamati in servizio al di fuori del loro obbligo regolare di prestare servizio militare. La prontezza d'impiego delle formazioni dev'essere valutata in relazione al livello d'istruzione e alle esigenze dell'impiego specifico. Il fattore critico non è l'effettivo di personale, ma la disponibilità del materiale, che sotto il profilo quantitativo non consente più di equipaggiare contemporaneamente tutte le formazioni. L'attuale sistema della prontezza differenziata è conforme alle esigenze in materia di politica di sicurezza della Confederazione e dei cantoni e riduce gli oneri supplementari per i militari di milizia.</p><p>b. Con Esercito XXI il numero dei giorni di servizio non è diminuito; ciò consente da un lato un elevato livello d'istruzione, dall'altro genera però considerevoli costi d'esercizio. Tali costi non risultano soltanto dall'effettivo di personale, ma anche dal numero delle formazioni che prestano servizio e dal livello tecnologico del loro equipaggiamento. Il Consiglio federale sottolinea che l'effettivo dell'esercito deve essere considerato non soltanto sotto il profilo economico, ma in primo luogo dal punto di vista della politica di sicurezza. L'effettivo dell'esercito deve essere tale da garantire che siano sempre a disposizione truppe sufficienti per i differenti impieghi dell'esercito.</p><p>c. No. La quota di militari in ferma continuata potrà eventualmente essere verificata nell'ambito del rapporto sulla politica di sicurezza o dopo la sua presentazione nonché nel quadro del dibattito sull'ulteriore sviluppo dell'esercito. In tale contesto il Consiglio federale non esclude l'opzione di un aumento di tale quota. Un simile aumento non potrebbe essere realizzato come misura immediata, poiché richiederebbe una modifica di legge. Il Consiglio federale rammenta che nel 2007 il Parlamento ha rifiutato un raddoppio del numero dei militari in ferma continuata (06.405).</p><p>4. Il Consiglio federale non esclude passi nella direzione menzionata.</p><p>5. Negli scorsi anni il Consiglio federale ha adottato differenti misure per incrementare l'attrattiva degli impieghi militari all'estero per i volontari. Esso prevede di illustrare nel rapporto sulla politica di sicurezza in che modo intende concretizzare in futuro il compito dell'esercito promovimento della pace.</p>  Risposta del Consiglio federale.