<h2>SubmittedText<h2><p>Da quanto si apprende dal comunicato stampa del 6 dicembre 2010, Postfinance ha interrotto con decorrenza immediata la prestazione di servizi nei confronti del fondatore di Wikileaks Julian Assange. La risposta fornita ai diversi interrogativi posti in merito durante l'ora delle domande è risultata insoddisfacente. Considerando che Postfinance è un'azienda di proprietà della Confederazione svizzera, si pongono le seguenti domande: </p><p>1. All'apertura del conto sono state rispettate tutte le prescrizioni federali determinanti (LRD ecc.)? In che modo Postfinance ha notificato la chiusura del conto, dal momento che Wikileaks non possiede alcun domicilio in Svizzera?</p><p>2. La pubblica dichiarazione della chiusura del conto non è forse una manifesta violazione di un fondamentale diritto svizzero, quello della protezione della sfera privata (cfr. art. 13 Cost.)? Quali misure intende adottare il Consiglio federale affinché, in futuro, non si verifichino nuovamente simili violazioni della tutela della sfera privata? In occasione del dibattito parlamentare sul disegno di legge della Posta è stato affermato che soltanto la Posta, alla quale appartiene anche Postfinance, garantisce l'assoluta protezione della sfera privata. I clienti sono stati avvisati del fatto che il segreto postale non è valido allo stesso modo per Postfinance?</p><p>3. Per quale ragione il Ministero pubblico della Confederazione non ha svolto finora alcuna indagine sugli eventi?</p><p>4. Per quale motivo gli stanziamenti annuali alla cassa pensioni della Posta, dell'ammontare di circa 250 milioni di franchi, vengono detratti dagli utili, invece di essere registrati prima della dichiarazione degli utili come costi del personale? Come mai i contributi alla cassa pensioni non vengono equamente suddivisi ma sono versati unilateralmente dal datore di lavoro? Le spese relative al personale non risultano in questo modo considerevolmente falsificate?</p><p>5. Quali rischi si pongono per Postfinance in relazione all'euro, considerato il fatto che Postfinance offre notoriamente tassi d'interesse e conti in questa valuta?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. L'apertura del conto effettuata dal signor Assange è stata svolta, a quanto dichiarato dalla Posta, nel rispetto di tutte le prescrizioni federali determinanti, in particolare della legge federale relativa alla lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo (LRD; RS 955.0). I requisiti regolatori, e pertanto anche il regolamento dell'organismo di autodisciplina della Posta che trova applicazione nel caso in oggetto, non obbligano al controllo dell'indirizzo di domicilio per l'apertura di una relazione commerciale.</p><p>Al momento dell'apertura del conto Julian Assange ha fornito un indirizzo postale in Svizzera. La notifica della cessazione della relazione commerciale tra Postfinance e il signor Assange è stata inviata a questo indirizzo.</p><p>2. L'osservanza del segreto postale, regolato dall'articolo 321ter del Codice penale (CP; RS 311.0), vale ovviamente anche per Postfinance. In particolare, il segreto postale è posto a tutela del traffico postale e dei pagamenti. L'apertura del conto, e quindi la possibilità di effettuare versamenti a titolo di donazione, era stata pubblicata sul sito di Wikileaks. La chiusura del conto e il motivo per la cessazione della relazione commerciale con Julian Assange sono invece stati resi pubblici dalla Posta. Il Consiglio federale ha stabilito che questo provvedimento non ha sostanzialmente comportato alcuna indicazione sul traffico dei versamenti che erano destinati al conto in oggetto. Valutare se con la sua dichiarazione la Posta abbia infranto il segreto postale non spetta al Consiglio federale, ma alle autorità di perseguimento penale competenti in questa circostanza.</p><p>3. Il Ministero pubblico è un'autorità di perseguimento penale della Confederazione, che opera nel proprio ambito di competenza in base alle disposizioni penali applicabili, in ragione delle quali stabilisce se, in quale momento e contro chi viene indetto un processo penale.</p><p>4. Il Consiglio federale è direttamente interessato al fatto che le casse pensioni delle aziende di proprietà della Confederazione raggiungano un adeguato livello di copertura dei contributi. In particolare ritiene importante che per il raggiungimento di tale obiettivo gli assicurati contribuiscano in modo determinante al piano di risanamento. Dopo che alla fine del 2008 la copertura della cassa pensioni Posta era scesa sotto la soglia del 90 per cento, è stato elaborato un piano di risanamento, al quale contribuiscono, grazie a una serie di misure (tra cui figurano, ad esempio, i contributi di risanamento sullo stipendio assicurato e una minore remunerazione per conti di risparmio), sia il datore di lavoro che i dipendenti. La somma detratta alla voce "guadagni" del bilancio 2009 e trasferita alla riserva di contributi del datore di lavoro (con rinuncia all'utilizzazione) della cassa pensioni della Posta costituisce a sua volta una misura del piano di risanamento. Tale provvedimento ha tuttavia dovuto essere approvato dal Consiglio federale nel quadro della valutazione del raggiungimento degli obiettivi per il 2009. </p><p>5. Il rischio di perdita è identico, sia che il cliente detenga un conto postale in franchi, in euro o in un'altra valuta. Tutti i capitali presenti su un conto come qualsiasi altro investimento (obbligazioni di cassa, transazioni sui mercati valutari) sono sottoposti ad analoghe disposizioni di garanzia. Il cliente deve assumersi unicamente il rischio di oscillazione del tasso di cambio sugli investimenti e sugli averi del conto, sempre che non effettui operazioni in valuta estera. Gli investimenti finanziari di Postfinance in euro come in qualsiasi altra valuta sono sottoposti alle linee guida per gli investimenti e alle direttive di rischio del consiglio d'amministrazione della Posta, che persegue una cauta strategia di investimento. Tutti gli investimenti in valute straniere sono inoltre assicurati da Postfinance nel proprio portafoglio d'investimento finanziario.</p>  Risposta del Consiglio federale.