<h2>SubmittedText<h2><p>- Quali conclusioni trae il Consiglio federale dal rapporto sulla salute 2008?</p><p>- È disposto a sorvegliare con maggiore attenzione l'evoluzione delle disparità in materia di salute e a rafforzare la cooperazione intersettoriale, come raccomandato dall'OMS e dall'UE?</p><p>- È disposto ad assumere la responsabilità e ad adottare misure intersettoriali per ridurre le disparità sociali in materia di salute?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nella sua risposta all'interpellanza Hêche 09.3031, "Rapporto 'Salute in Svizzera'. Quale seguito?", il Consiglio federale si è espresso in merito ai risultati e alle raccomandazioni contenute in tale rapporto e ha elencato le misure che ha già adottato o che intende ancora adottare.</p><p>2. Il Consiglio federale segue già da tempo l'evoluzione delle disparità sociali e delle loro ripercussioni sulla salute. Nel 2010 l'Ufficio federale di statistica (UST) ha pubblicato (in tedesco e francese) i seguenti due rapporti: "Arbeit und Gesundheit"/"Travail et santé" e "Soziale Determinanten der Gesundheit und des Gesundheitsverhaltens"/"Déterminants sociaux de la santé". Quest'ultimo è disponibile sul portale dell'UST che, in collaborazione con diversi partner (Swiss National Cohort, Eurostat ecc.), si sforza di migliorare costantemente la qualità dei dati. La sorveglianza e i confronti internazionali sono tuttavia difficili poiché le persone socialmente svantaggiate sono sovente sottorappresentate nelle statistiche e nei sondaggi perché più difficili da raggiungere. La statistica sulla salute manca in parte di indicatori adeguati (p. es. contesto migratorio: culture diverse implicano un'altra comprensione della salute e altri comportamenti in materia). Ne risulta la necessità di effettuare determinati rilevamenti e valutazioni. Nel quadro della strategia del Consiglio federale "Migrazione e salute 2008-2013" e sulla base dell'indagine sulla salute in Svizzera, l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) sta conducendo un secondo monitoraggio della salute della popolazione migrante (GMM II).</p><p>3. Nei limiti delle sue competenze, il Consiglio federale mira a offrire a tutta la popolazione residente in Svizzera le medesime possibilità di vivere in buona salute. A tal scopo dispone di una serie di strumenti, elencati qui di seguito: </p><p>a) Misure per migliorare le condizioni quadro legali: nel disegno della legge federale sulla prevenzione e la promozione della salute (LPrev), trasmesso al Parlamento il 30 settembre 2009, all'articolo 2c (Scopo) è esplicitamente menzionata l'eliminazione delle disuguaglianze nella salute. Nell'esecuzione della LPrev si dovrà tenere conto di questo articolo.</p><p>b) Misure di sensibilizzazione sulle disparità in materia di salute: entro la fine di quest'anno, l'UFSP comunicherà ai cantoni le raccomandazioni dell'Organizzazione mondiale della sanità e della Commissione europea e discuterà con loro le possibilità di eliminare le disuguaglianze nella salute. </p><p>c) Misure per promuovere le pari opportunità: l'UFSP contribuisce dal 2001 a coordinare e informare, nonché a generare e trasmettere le conoscenze necessarie a una politica della sanità attenta alle tematiche legate all'appartenenza sessuale (Gender Health). Inoltre, nel 2002 il Consiglio federale ha avviato la strategia federale "Migrazione e salute", che nel corso della presente legislatura sta attraversando la seconda fase (2008-2013). La strategia è parte della politica d'integrazione della Confederazione. Infine, il governo intende promuovere l'integrazione delle persone colpite dalla povertà nel mercato del lavoro. Quest'ultima misura costituisce un punto prioritario della strategia per lottare contro la povertà in tutta la Svizzera.</p><p>d) Misure per rafforzare la solidarietà mediante la ridistribuzione: con l'entrata in vigore dell'assicurazione obbligatoria contro le malattie è stata introdotta, quale correttivo sociale, la riduzione individuale dei premi per gli assicurati in condizioni economiche modeste, cofinanziata da Confederazione e cantoni.</p>  Risposta del Consiglio federale.