<!DOCTYPE html> <html lang="it"><head><meta charset="utf-8"/></head><body><div class="Section1"> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td colspan="2" valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span><img alt="" height="38" src="http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&amp;WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&amp;WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&amp;OmnisLibrary=JURISWEB&amp;OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&amp;OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&amp;Parametername=WWWTI&amp;Schema=TI_WEB&amp;Source=&amp;Aufruf=getImage&amp;nF38_KEY=127595" width="37"/></span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span><img alt="" height="25" src="http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&amp;WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&amp;WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&amp;OmnisLibrary=JURISWEB&amp;OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&amp;OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&amp;Parametername=WWWTI&amp;Schema=TI_WEB&amp;Source=&amp;Aufruf=getImage&amp;nF38_KEY=127596" width="21"/></span></p> </td> <td valign="top"><a id="X_NOT_ACTUALIZE"></a> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Incarto n.<br/> </span><span>12.2004.192</span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Lugano</span></p> <p class="MsoNormal"><a id="IN_DATA_DECISIONE"><span>17 febbraio 2006</span></a><span>/fb</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td colspan="3" valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>In nome<br/> della Repubblica e Cantone<br/> Ticino</span></p> </td> <td><p class="MsoNormal"> </p></td> </tr> <tr> <td colspan="6" valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span>La seconda Camera civile del Tribunale d'appello</span></b></p> </td> </tr> <tr> <td colspan="6" valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> </tr> <tr> <td colspan="6" valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> </tr> <tr> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> <td></td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>composta dei giudici:</span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Cocchi, presidente,</span></p> <p class="MsoNormal"><span>Epiney-Colombo e Walser</span></p> </td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>segretario:</span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>Bettelini, vicecancelliere</span></p> </td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <p class="MsoNormal"><span>sedente per statuire nella causa -inc. n. OA.1998.38 della Pretura della giurisdizione di Locarno-Città- promossa con petizione 17 marzo 1998 da</span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span>AO 1</span></b><span> </span></p> <p class="MsoFooter"><span>rappr. da RA 2 </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> </tr> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>contro</span></p> </td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable" width="658"> <tr> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><b><span> </span></b></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> AP 1 </span></p> <p class="MsoFooter"><span>rappr. da RA 1 </span></p> <p class="MsoNormal"><span> AP 2 </span></p> <p class="MsoNormal"><span> AP 3 </span></p> <p class="MsoNormal"><span> AP 4 </span></p> <p class="MsoNormal"><span> AP 6 </span></p> <p class="MsoNormal"><span> AP 7 </span></p> <p class="MsoFooter"><span>tutti rappr. da RA 3 </span></p> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> </tr> </table> <p class="R1"><span>con cui l¿attore ha chiesto, previa concessione dell¿assistenza giudiziaria, la condanna dei convenuti in solido al pagamento di almeno fr. 720'000.- oltre interessi, importo poi ridotto con le conclusioni a fr. 470'960.-, nonché il rigetto in via definitiva, per tale somma, delle opposizioni interposte ai PE n. __________ e __________ dell¿UEF di Locarno; </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span>domande avversate dai convenuti che hanno postulato la reiezione della petizione, e che il Pretore con sentenza 8 ottobre 2004 ha accolto per fr. 224'473.- più accessori, respingendo nel contempo la domanda di assistenza giudiziaria;</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span>appellanti i convenuti con due separati atti di appello datati 2 novembre 2004, con cui chiedono la riforma del querelato giudizio nel senso di respingere la petizione, protestando spese e ripetibili di entrambe le sedi;</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span>mentre l'attore, che auspica di essere posto al beneficio dell¿assistenza giudiziaria per la procedura ricorsuale, con osservazioni 10 e 14 dicembre 2004 postula la reiezione di entrambi i gravami pure con protesta di spese e ripetibili;</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span>letti ed esaminati gli atti ed i documenti prodotti</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span>ritenuto</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><b><span>in fatto e in diritto:</span></b></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>1.</b> Il 14 aprile 1994, pochi minuti prima delle 13.15, AO 1, allievo quasi undicenne che frequentava la quinta elementare della scuola pratica (cantonale) annessa alla Magistrale di Locarno, è stato vittima di un infortunio presso quell¿istituto scolastico. Nell¿intento di entrare in aula da un accesso secondario rivolto verso il cortile esterno dello stabile, egli, mentre saliva gli scalini, correndo, è inciampato ed è caduto contro la porta-finestra in vetro che due sue compagne di classe, AP 2 e AP 5, erano intente a chiudere, procurandosi un¿ampia ferita da taglio al terzo prossimale del braccio destro in vicinanza del cavo ascellare, con rottura dell¿arteria e delle due vene brachiali nonché rottura completa del plesso brachiale (nervo mediano, radiale, ulnare e muscolo-cutaneo). Immediatamente soccorso, egli è stato sottoposto d¿urgenza ad un intervento chirurgico di sutura rispettivamente reimpiantazione dei vasi sanguigni lesi e di sutura perineurale del plesso presso l¿Ospedale La Carità di Locarno, dove è stato degente fino al 28 aprile 1994. Nonostante la successiva lunga fase di riabilitazione, con in particolare molteplici sedute di fisioterapia e di ergoterapia nonché la posa di una stecca di sostegno su misura, non è stato possibile un recupero totale della funzionalità dell¿arto. </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>2.</b> Con la petizione in rassegna AO 1 ha convenuto in giudizio AP 2, AP 5, AP 3, AP 4, AP 6, AP 7, il __________ e lo AP 1, ritenendoli responsabili del suo infortunio, le prime due nella loro qualità di autrici dell¿atto illecito (art. 41 CO), le altre quattro persone fisiche in quanto genitori e quindi capo famiglia di costoro (art. 333 CC), i due enti pubblici -il primo dei quali, estraneo ai fatti, è stato in seguito dimesso dalla lite- nella loro qualità di proprietari dell¿istituto scolastico (art. 58 CO) rispettivamente di responsabili delle azioni e/o omissioni dei docenti (art. 4 Lresp.). Ai convenuti, che si sono opposti alla petizione, è stato in particolare chiesto il pagamento, in solido, di almeno fr. 720'000.- oltre interessi ed accessori, ritenuto che in sede conclusionale quella somma è stata ridotta a fr. 470'960.-, di cui fr. 435'960.- a titolo di perdita di guadagno futura e fr. 35'000.- per torto morale.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>3.</b> Respinta, con decisione cresciuta in giudicato, l¿eccezione di perenzione e prescrizione delle pretese attoree, il Pretore, con la sentenza qui impugnata, ha accolto la petizione per fr. 224'473.- più accessori nei confronti di tutti i convenuti, caricando le spese alle parti in ragione di metà ciascuna e compensando le ripetibili. Il giudice di prime cure, per quanto qui interessa, ha ritenuto che a AP 2 e a AP 5 andava rimproverato di non aver interrotto il gioco con l¿attore, il cui scopo -noto ai partecipanti- consisteva nel cercare di chiudere fuori dall¿aula il compagno che non fosse stato sufficientemente veloce a salire le scale, nonostante esse avrebbero dovuto comprendere che questi, inciampando, non sarebbe stato in grado di fermarsi prima di raggiungere la porta-finestra; AP 3, AP 4, AP 6 e AP 7, genitori di quelle bambine, sono stati considerati responsabili per il comportamento negligente imputabile alla maestra __________, loro ausiliaria, la quale aveva violato il suo dovere di diligenza, lasciando aperta sul mezzogiorno la porta-finestra e concedendo agli allievi, all¿insaputa del direttore e del custode e senza che fosse stato predisposto alcun controllo, di accedere all¿aula prima delle 13.15 (cosiddetto ¿quarto d¿ora d¿ingresso¿); allo AP 1 andava invece imputata una responsabilità duplice, dapprima per la negligenza, a cui si è accennato in precedenza, commessa dalla maestra __________, e poi per il fatto che la porta-finestra di un istituto scolastico frequentato da allievi delle elementari, non dotata di un vetro antisfondamento, non poteva essere considerata sufficientemente sicura e dunque denotava un vizio di costruzione. Per stabilire il pregiudizio economico subito dall¿attore, il Pretore, basandosi da una parte sulla perizia giudiziaria, che concludeva per una sua incapacità lavorativa al 100% per tutte le attività manuali fini, al 40% per le attività manuali pesanti e nulla per tutte le attività intellettuali amministrative o di servizio, e preso atto dall¿altra che nel frattempo l¿attore aveva concluso con buoni risultati la formazione di impiegato di commercio ed era intenzionato ad entrare al più presto nel mondo del lavoro in quel settore di attività, ha fissato, visti anche gli altri referti medici agli atti, nel 25% la sua invalidità e, atteso che nel settore dei servizi, in Ticino, era statisticamente possibile ottenere, per lavori professionali e specializzati, un salario annuo medio di fr. 55'200.-, ha quantificato, dopo capitalizzazione, in fr. 224'526.- la sua perdita di guadagno futura. A titolo d¿indennità per torto morale gli ha invece attribuito un importo di fr. 25'000.-. Entrambe le somme sono infine state ridotte del 10%, per tener conto del grado di concolpa attribuibile all¿attore nell¿incidente, segnatamente per il fatto che egli aveva partecipato ad un gioco di cui avrebbe potuto riconoscere una certa pericolosità.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>4.</b> I convenuti hanno impugnato la sentenza pretorile, con due separati appelli, chiedendo in sostanza la riforma del querelato giudizio nel senso di respingere la petizione.</span></p> <p class="R1"><span> Con il gravame di AP 2, AP 5, AP 3, AP 4, AP 6 e AP 7 è in particolare contestata la responsabilità delle bambine, non essendo stato provato né essendo verosimile che esse nella concitazione del momento si fossero accorte della caduta dell¿attore e comunque avessero avuto il tempo per interrompere il gioco; pure oggetto di contestazione è la responsabilità dei genitori, i quali non reputano di dover rispondere per le negligenze imputate alla maestra, che non considerano loro ausiliaria. Censurato infine è anche il danno economico futuro -non però il torto morale- dell¿attore, ritenuto che questi non aveva subito alcuna perdita di guadagno nell¿attività in cui aveva terminato la sua formazione.</span></p> <p class="R1"><span> Con il suo gravame lo AP 1 contesta invece di essere responsabile in base alla Lresp., rilevando che l¿infortunio era avvenuto prima del ¿quarto d¿ora d¿ingresso¿, in un momento cioè in cui i docenti non erano tenuti ad essere presenti e la responsabilità incombeva ancora ai genitori, tanto più che la maestra aveva chiaramente detto agli allievi, che nell¿occasione le avevano però disobbedito, che l¿aula era accessibile solo per determinati scopi, non ovviamente per effettuare discutibili gare di velocità, di cui essi erano senz¿altro in grado di riconoscere la pericolosità. Pure contestata è la sua responsabilità ex art. 58 CO, essendo escluso che la porta-finestra di una scuola, senz¿altro idonea all¿uso cui era destinata, denotasse una carenza di sicurezza per il fatto di non essere stata dotata di vetri antisfondamento, il cui costo era per altro sproporzionato, tanto più che nel caso di specie l¿infortunio si era piuttosto verificato per il comportamento sconsiderato tenuto nell¿occasione dagli allievi. In merito al pregiudizio economico patito dall¿attore, reputa eccessivo il riconoscimento di un grado d¿invalidità del 25%, atteso che nulla permetteva di ritenere che egli avrebbe subito in futuro una perdita di guadagno nell¿attività da lui scelta rispettivamente non risultava che avesse provato eventuali altri pregiudizi nel suo avvenire economico. Il salario mensile da capitalizzare, ricavato da statistiche, doveva in ogni caso essere ridotto, in base alla giurisprudenza, dei contributi sociali a carico del lavoratore, pari a ca. il 10-15%, sicché si giustificava semmai di prendere in considerazione un importo di fr. 50'000.-. E lo stesso valeva anche per il tasso di capitalizzazione, dovendosi applicare un fattore del 15.04, invece di quello, di 16.27, indicato dal Pretore. L¿indennità assegnata all¿attore a titolo di torto morale era pure eccessiva e andava a sua volta ridotta. Il grado di concolpa dell¿attore, che assieme alle sue compagne di classe, aveva deliberatamente scelto di partecipare ad un gioco pericoloso, doveva infine essere superiore al 10%, atteso che egli, oltre ad essersi lanciato di corsa su di una scala, risultava nell¿occasione essersi allacciato le scarpe in modo ¿strano¿.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>5.</b> Delle osservazioni dell¿attore, il quale, previa concessione dell¿assistenza giudiziaria per la procedura ricorsuale, postula la reiezione degli appelli, si dirà, per quanto necessario, nei prossimi considerandi.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>6.</b> La prima questione da esaminare è quella a sapere se ai convenuti debba o meno essere ascritta una responsabilità per l¿infortunio occorso all¿attore. </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>6.1</b> Il giudizio con cui il Pretore ha ritenuto che allo AP 1 andava nell¿occasione attribuita una duplice responsabilità è assolutamente corretto e può senz¿altro essere confermato.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>6.1.1</b> Contrariamente a quanto preteso nel gravame, il fatto che l¿infortunio sia avvenuto prima del ¿quarto d¿ora d¿ingresso¿, quando cioè i docenti non erano contrattualmente tenuti ad essere presenti (doc. 8), non basta per scagionare l¿ente pubblico convenuto dalla sua responsabilità ex art. 4 Lresp. L¿istruttoria di causa ha in effetti permesso di accertare che la maestra __________, all¿insaputa dei colleghi, del direttore e del custode ed in aperto contrasto con l¿ordinamento della scuola (duplica p. 5), aveva dato istruzioni agli allievi, designando persino un incaricato a tale scopo (doc. AB; testi __________ p. 7, __________ p. 10, __________ p. 15, __________ p. 19 e __________ p. 43), di lasciare aperta sul mezzogiorno la porta-finestra, allo scopo di permettere ai bambini, prima della ripresa delle lezioni pomeridiane, di andare a prendere il pallone, di inserire dei testi nel computer (doc. AB e CE; testi __________ p. 7, __________ p. 10, __________ p. 15, __________ p. 17 e __________ p. 19) o semplicemente, in inverno, di potersi riscaldare (teste __________ p. 43). Essa doveva senz¿altro rendersi conto che in tal modo le strutture scolastiche sarebbero state liberamente accessibili, ciò che avrebbe potuto costituire una potenziale fonte di pericolo. Sapendo oltretutto di avere a che fare con bambini delle elementari, il cui comportamento, specie in assenza di sorveglianza, può notoriamente risultare incauto, essa avrebbe dovuto far in modo che durante quel lasso di tempo l¿aula e il suo accesso fossero comunque sorvegliati da lei o da altri, ciò che essa, almeno quel giorno, non ha tuttavia fatto, rispettivamente, quand¿anche avesse effettivamente diffidato gli allievi dall¿effettuare gare di velocità o altri giochi pericolosi -il che invero non è stato provato- avrebbe dovuto preoccuparsi di verificare o far verificare da terzi il rispetto di quelle sue disposizioni e se del caso adottare ulteriori provvedimenti, ciò che pure non risulta sia stato fatto (cfr. per analogia <b>Bondallaz</b>, Toute la jurisprudence sportive en Suisse, p. 285 seg.).</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>6.1.2</b> Quanto alla sua responsabilità per il vizio di costruzione dell¿opera (ex art. 58 CO), la stessa è a sua volta incontestabile. Come giustamente rilevato dal giudice di prime cure, ai sensi della norma il proprietario deve vigilare affinché l'opera offra sufficiente sicurezza al normale uso per la quale essa è stata concepita (<b>Brehm</b>, Berner Kommentar, 3. ed., N. 65 ad art. 58 CO; <b>IICCA</b> 1° aprile 1992 inc. 130/91, 15 maggio 2002 inc. n. 12.2001.68), ritenuto che per giurisprudenza invalsa in presenza di edifici pubblici ed edifici privati aperti al pubblico s¿impongono esigenze di sicurezza accresciute (<b>DTF</b> 118 II 36 consid. 4a con rif.). Nel caso di specie trattandosi della porta-finestra di una scuola pubblica, frequentata tra l¿altro da bambini delle elementari, dai 6 anni in su, è indiscutibile che il fatto che la stessa non sia stata munita di vetri antisfondamento è senz¿altro contrario agli standard minimi di sicurezza (circostanza per altro ammessa a suo tempo anche dal vicedirettore della Magistrale in uno scritto datato 14 aprile 1994 indirizzato al responsabile degli Stabili Erariali, cfr. doc. VI° rich.); a maggior ragione, poi, se si pon mente al fatto che il costo per la sua sicurizzazione -che oltre alla sostituzione dei vetri della porta-finestra, immediatamente effettuata, ha pure comportato, negli anni successivi, ad ulteriore conferma della pericolosità della situazione, la formazione di un¿unica anta con apertura verso l¿esterno, invece di quella, a due ante, con apertura dall¿interno esistente a quel momento (cfr. doc. 1 delle altre parti convenute e la documentazione fotografica allestita in sede di sopralluogo)- era assai contenuto (cfr. la fattura 30 settembre 1994 della ditta __________, di fr. 1'120.-, per la sostituzione del vetro, doc. VI° rich.), mentre uno degli elementi per valutare il grado di sicurezza dell¿opera è proprio quello della fattibilità tecnica degli interventi che potrebbero ovviare al difetto e il fatto che il loro costo non sia sproporzionato (<b>Brehm</b>, op. cit., ibidem; sentenze <b>IICCA</b> citate).</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>6.1.3</b> In entrambi i casi che precedono non si può assolutamente ritenere che il comportamento tenuto nell¿occasione dai tre bambini, che si erano limitati ad effettuare un gioco, ancorché potenzialmente pericoloso, fosse talmente straordinario, insensato o stravagante da non poter essere previsto rispettivamente di una gravità tale da imporsi come la causa più probabile ed immediata del danno relegando in secondo piano gli altri fattori, e dunque fosse tale da interrompere il nesso di causalità tra gli atti illeciti imputabili all¿ente pubblico e le conseguenze che ne sono derivate (cfr. <b>IICCA</b> 21 maggio 1997 inc. n. 12.97.30, 27 gennaio 2003 inc. n. 10.1996.26; <b>DTF</b> 116 II 519 consid. 4b con rif.; <b>ICCTF</b> 11 ottobre 1999 4C.204/1999, 23 marzo 2000 4C.443/1999).</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>6.2</b> Per quanto riguarda la posizione di AP 2 e AP 5 va innanzitutto osservato che è senz¿altro a ragione che esse ritengono in questa sede che non possa essere rimproverata loro una violazione delle regole del gioco (che di per sé avrebbe potuto innescare la loro responsabilità, cfr. <b>Brehm</b>, op. cit., N. 221 ad art. 41 CO e N. 11 segg. ad art. 44 CO; <b>Oftinger</b>, Schweizerisches Haftpflichtrecht - Besonderer Teil, Vol. </span><span>II/1, 4. ed., § 16 N. 250; <b>Bondallaz</b>, Responsabilité civile et activité sportive organisé, in <b>RVJ</b> 1999 p. 162 seg.; <b>Werro</b>, Commentaire Romand, N. 27 ad art. 52 CO;<b> Jolidon</b>, La responsabilité civile et pénale des boxeurs en droit suisse, in Mélanges Assista 1989, p. 201; <b>Zen-Ruffinen</b>, Droit du sport, p. 416 seg.). </span><span>Visto come si sono svolti i fatti ed in particolare come l¿attore, a quel momento alto 151 cm (doc. BI), a seguito della caduta abbia sfondato con il braccio destro, a livello dell¿ascella, la parte inferiore della porta finestra, si può in effetti ritenere, atteso che i gradini, tranne l¿ultimo, erano profondi cm 25 ed alti cm 11 (cfr. verbale di sopralluogo p. 45 seg.) e che il vetro era innestato ad un¿altezza di ca. 40 cm da terra (cfr. le fotografie realizzate in occasione di sopralluogo), che egli fosse inciampato tra il sesto o il settimo dei 9 gradini della scala. Ritenuto che a quel momento egli stava salendo le scale di corsa, durante una gara di velocità, è del tutto inverosimile che le sue compagne di gioco, intente a chiudere le due ante della porta-finestra, abbiano avuto il tempo materiale -sempre che poi si siano effettivamente accorte del fatto che questi stava inciampando- di lasciare ognuno la propria anta e di indietreggiare in modo sufficiente per evitargli l¿impatto con la porta. E in ogni caso una loro eventuale mancanza di reazione in quel frangente, per altro giustificata dalla normale concitazione insita nel gioco (<b>Jolidon</b>, op. cit., ibidem), non sarebbe stata tale da fondare una loro responsabilità, dovendo essere tutt¿al più considerata una colpa lieve (<b>Bondallaz</b>, op. cit., p. 164; <b>Jolidon</b>, op. cit., ibidem; <b>Zen-Ruffinen</b>, op. cit., p. 419). </span></p> <p class="R1"><span> La decisione del Pretore di attribuire loro una responsabilità deve nondimeno essere confermata. In base alla giurisprudenza del Tribunale federale, il fatto di partecipare ad un¿attività o ad un gioco di cui è possibile riconoscere il carattere pericoloso è in effetti tale da innescare la responsabilità solidale di tutti i partecipanti, a prescindere dal loro ruolo (<b>DTF</b> 104 II 184 consid. 2; <b>Brehm</b>, op. cit., N. 19 e 52 ad art. 50 CO), e ciò anche per le conseguenze che non erano state né volute né previste (<b>DTF</b> 71 II 107 consid. 2), dovendosi in tal caso concludere che l¿attività o il gioco erano contrari all¿art. 19/20 CO (<b>Brehm</b>, op. cit., N. 221 ad art. 41 CO e N. 12 ad art. 44 CO). Nella fattispecie è indiscutibile che l¿attore e le due bambine convenute, allievi di quinta elementare, avevano sufficiente discernimento per riconoscere la potenziale pericolosità del gioco intrapreso, con il rischio, per i partecipanti o per i terzi che si fossero venuti a trovare nelle vicinanze di costoro, di cadere dalle scale, di andare a cozzare contro la porta-finestra o anche solo di schiacciarsi le dita all¿interno della stessa. Contrariamente a quanto preteso nel gravame, il fatto che l¿opera presentasse un vizio di costruzione non è tale da interrompere il nesso causale tra gli illeciti da esse commessi e l¿infortunio. </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>6.3</b> La responsabilità, causale, di AP 3, AP 4, AP 6 e AP 7 non può a sua volta essere negata. A prescindere dal fatto che essi rispondono già per le negligenze imputabili alla maestra __________, che nell¿occasione agiva senz¿altro quale loro ausiliaria ai sensi dell¿art. 333 CC (<b>Oftinger</b>, op. cit., § 22 nota 269) e non è stata in grado di portare la prova liberatoria, non vi è chi non veda come in ogni caso a loro possa essere rimproverata una carenza di sorveglianza per aver permesso ai rispettivi bambini di recarsi presso l¿istituto scolastico prima del ¿quarto d¿ora d¿ingresso¿, cioè in un momento in cui essi dovevano sapere, essendo stato loro comunicato per scritto (doc. 7) e nel corso delle riunioni con i genitori (testi __________ p. 29, __________ p. 37 e __________ p. 42 seg.), che non vi era alcuna sorveglianza, tanto più che essi erano pure stati informati del fatto che durante la pausa di mezzogiorno la porta-finestra rimaneva aperta (teste __________ p. 43). Essi non hanno del resto allegato, ancor prima che provato, le eventuali circostanze di fatto -il carattere, il grado di maturità e le attitudini delle loro bambine, e soprattutto le istruzioni date rispettivamente le misure di controllo da essi concretamente intraprese- da cui si sarebbe potuto concludere che il comportamento tenuto dalle figlie non fosse loro prevedibile rispettivamente che essi avessero dato prova della necessaria diligenza, facendo il possibile per evitare l¿incidente.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>7.</b> Ammessa con ciò la responsabilità dei convenuti, si tratta ora di pronunciarsi sul pregiudizio economico subito dall¿attore, ed in particolare di esaminare se ed in quale misura possa essere confermata la decisione del Pretore, che, intravedendolo nella sua perdita di guadagno futura rispettivamente nelle difficoltà al suo avvenire economico (art. 46 CO), lo ha stabilito, considerata una invalidità del 25% ed un salario futuro di fr. 55'200.-, previa capitalizzazione, in fr. 224'526.-.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>7.1</b> I convenuti contestano innanzitutto che l¿attore possa aver subito una perdita di guadagno futura. A ragione. Il perito giudiziario, pur avendo fissato nel 30% l¿invalidità medico-teorica dell¿attore a seguito dell¿infortunio, ha in effetti stabilito, senza esitazione, che nell¿attività ¿intellettuale¿ amministrativa e dei servizi, questi non aveva subito alcuna incapacità lavorativa (perizia giudiziaria __________ p. 2). Ritenuto da una parte che quello era per l¿appunto il settore in cui l¿attore aveva concluso la sua formazione e dove egli verosimilmente intendeva entrare nel mondo del lavoro e dall¿altra che dagli atti di causa neppure era risultato -checchè ne abbia detto l¿attore, per la prima volta e dunque irritualmente (art. 321 cpv. 1 lett. b CPC), nelle sue osservazioni- che a suo tempo egli fosse interessato o destinato ad un¿altra occupazione per la quale il perito giudiziario (perizia giudiziaria __________ p. 2) aveva accertato un¿incapacità lavorativa del 40% (lavori pesanti) o totale (lavori manuali fini), si deve in effetti concludere che l¿infortunio non gli ha effettivamente causato alcuna perdita di guadagno futura.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>7.2</b> I convenuti contestano anche il fatto che l¿infortunio possa aver compromesso l¿avvenire economico dell¿attore, in particolare, come ritenuto dal Pretore, che egli, a seguito del suo handicap, possa essere svantaggiato nel mondo del lavoro, possa avere maggiori difficoltà nel trovare o nel conservare un impiego con una remunerazione identica, possa avere un maggior rischio di disoccupazione, possa essere intralciato in un cambiamento di professione, possa avere minori prospettive di promozioni, ecc..</span></p> <p class="R1"><span> La censura non può essere condivisa. Se di principio è vero che il giudice, per stabilire l¿esistenza di un pregiudizio dell¿avvenire economico del leso, dovrebbe effettuare la sua valutazione prospettiva sui dati che gli sono stati messi a disposizione (<b>Brehm</b>, op. cit., N. 88 ad art. 46 CO), è però altrettanto vero che il Tribunale federale ha costantemente ritenuto che egli a tale scopo possa basarsi anche su considerazioni fondate sul normale andamento della vita (<b>DTF</b> 81 II 512 consid. 2, 99 II 214 consid. 4a e 4c; <b>SJ</b> 1992 p. 5 consid. 2a; <b>ICCTF</b> 1° luglio 2003 4C.108/2003 consid. 3.2), come è stato qui il caso. </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>7.2.1</b> Determinare in che misura l¿avvenire economico dell¿attore sia stato pregiudicato a seguito dell¿infortunio non è semplice. Questa Camera, preso atto della giurisprudenza in materia (cfr. <b>DTF</b> 99 II 214 consid. 4d, ove era stato quantificato nel 10% del salario annuale capitalizzato il pregiudizio dell¿avvenire economico di un leso, invalido in ragione del 20-30%, che non aveva subito una perdita di guadagno futura, ma per il quale era stato pronosticato un possibile peggioramento dello stato di salute; cfr. pure <b>SJ</b> 1992 p. 5 consid. 2c/aa, ove, in un caso analogo a quello che precede, in cui l¿invalidità era del 20%, il pregiudizio all¿avvenire economico del leso è stato fissato, ritenuta anche in quel caso la possibilità di un¿evoluzione sfavorevole della sua salute, in ragione del 10%; cfr. ancora <b>ICCTF</b> 1° luglio 2003 4C.108/2003 consid. 4, ove nel caso di un invalido al 15%, con possibilità di peggioramento al 25%, è stato riconosciuto un pregiudizio dell¿8%), ritiene che nel caso di specie, le cui conseguenze sono meno gravi rispetto a quei precedenti, anche perché il perito giudiziario aveva ritenuto che lo stato di salute dell¿attore si era stabilizzato pur senza essersi espresso sull¿eventualità di un suo peggioramento futuro, il giudizio del Pretore, che ha riconosciuto un pregiudizio del 25%, sia oggettivamente eccessivo. In via equitativa questa percentuale deve pertanto essere ridotta al 10%.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>7.2.2</b> Ciò posto, nulla osta all¿effettiva quantificazione del danno economico subito dall¿attore, dovendosi unicamente evadere le contestazioni in merito al salario annuo da prendere in considerazione ed al tasso di capitalizzazione applicabile.</span></p> <p class="R1"><span> In merito alla prima questione i convenuti non condividono l¿assunto con cui il Pretore, basandosi sui dati pubblicati dall¿Ufficio federale di statistica, da lui adeguati al caso concreto, ha considerato un importo annuale di fr. 55'200.-. Essi ritengono invece che i dati in questione si basavano su salari lordi, mentre per il calcolo della perdita di guadagno e del pregiudizio all¿avvenire economico occorreva far capo al salario netto, che ne era inferiore del 10-15%, sicché si giustificava tutt¿al più un salario di fr. 50'000.-. A ragione. La giurisprudenza ha in effetti recentemente stabilito che il calcolo in questione va effettuato sulla base del salario netto (<b>DTF</b> 129 III 135 consid. </span><span>2.2; <b>ICCTF</b> 13 luglio 2000 4C.278/1999 consid. 3c/cc; cfr. <b>Schätzle/Weber</b>, Kapitalisieren - Handbuch zur Anwendung der Barwerttafeln, Vol. </span><span>II, n. 3.440 segg.), per cui gli importi utilizzati dal primo giudice, che si basavano per l¿appunto su salari lordi (cfr. Annuaire statistique de la Suisse 2004, p. 206), vanno diminuiti dei contributi sociali a carico del lavoratore, mediamente pari a ca. 11.73 - 18.73% (cfr. Annuaire statistique de la Suisse 2004, p. 554), sicché in definitiva l¿importo di fr. 50'000.- indicato nell¿appello appare senz¿altro congruo.</span></p> <p class="R1"><span> Quanto al tasso di capitalizzazione, il Pretore, sulla base dei principi applicabili in materia (<b>Schätzle/Weber</b>, op. cit., n. 2.169) e ritenuto che al momento della petizione l¿attore aveva 14 anni, che egli avrebbe iniziato la sua attività lavorativa a 21 anni, che l¿avrebbe terminata a 65 anni, che per la rendita di attività fino all¿età AVS (tavola 11) si applicava un tasso del 21.65 e che per la deduzione della rendita fino a 21 anni (tavola 12x) si imponeva un fattore del 5.38, ha applicato un fattore complessivo del 16.27. I convenuti lo contestano, ritenendo che per la rendita di attività fino all¿età AVS andava applicato un tasso del 21.25 e che a titolo di deduzione della rendita fino a 21 anni andava utilizzato un fattore del 6.21, dal che un tasso complessivo del 15.04. Il calcolo dei convenuti è solo parzialmente corretto: vero che il tasso di deduzione della rendita era del 6.21, si ha in effetti che il tasso per la rendita di attività fino all¿età AVS è in realtà del 22.72, sicché il tasso complessivo applicabile è del 16.51, ed è quindi superiore a quello stabilito dal Pretore (senza che tale circostanza possa imporne un¿eventuale riduzione in quella misura, cfr. <b>Cocchi/Trezzini</b>, CPC-TI, m. 8 ad art. 86) .</span></p> <p class="R1"><span> Il pregiudizio economico patito dall¿attore ammonta quindi complessivamente a fr. 82'550.- (fr. 50'000.- x 10% x 16.51).</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>8.</b> Il solo AP 1 contesta l'ammontare dell'indennità per torto morale riconosciuta all'attore, asserendo in sostanza che l¿importo di fr. 25'000.- attribuito a quest¿ultimo sarebbe eccessivo, ritenuto che, dopo un periodo abbastanza difficile, negli ultimi anni la sua situazione era migliorata ed egli denotava ora un inserimento tipico di un ragazzo della sua età.</span></p> <p class="R1"><span> Nella valutazione del torto morale il giudice gode di ampia libertà di apprezzamento delle circostanze concrete (genere e gravità del pregiudizio, intensità e durata delle conseguenze sulla personalità della vittima, grado di colpa dell'autore, ecc.).</span></p> <p class="R1"><span> Nel caso di specie si osserva che l'incidente ha avuto importanti conseguenze per l'attore, a quel momento quasi undicenne e -non va dimenticato- destrimano (doc. BE, perizia giudiziaria __________ p. 1): egli ha dapprima dovuto essere ricoverato all'ospedale per 2 settimane per l'intervento di sutura rispettivamente reimpiantazione dei vasi sanguigni lesi e di sutura perineurale del plesso; in seguito si è sottoposto a una lunga fase di riabilitazione, con in particolare molteplici sedute di fisioterapia e di ergoterapia come pure la posa di una stecca di sostegno su misura. Il perito giudiziario ha accertato che l'infortunio, i cui effetti si sono ormai stabilizzati, pur non causandogli attualmente dolore a livello dell¿arto superiore destro, gli comportava in ogni caso un¿importante limitazione della mobilità a livello della mano, una diminuzione della sensibilità sul lato dorsale dell¿avambraccio e un¿iposensibilità diffusa a livello della mano, predominante sulle dita lunghe, con manifestazioni di una sensibilità al freddo con episodi di sianosi alla mano (perizia giudiziaria __________ p. 1). Da un punto di vista medico-teorico, dovendosi in sostanza considerare l¿esistenza di una menomazione corrispondente alla perdita di una mano in misura del 75% , egli era invalido al 30% ed aveva un'incapacità lavorativa al 100% per tutte le attività manuali fini, al 40% per le attività manuali pesanti e nulla per tutte le attività intellettuali amministrative o di servizio (perizia giudiziaria __________ p. 2); l¿infortunio ha inoltre influito considerevolmente nel suo sviluppo psico-fisico, causandogli problemi di socializzazione e nelle relazioni interpersonali, momenti di sconforto e in generale una parziale tendenza depressiva, sia pure destinata a diminuire con il passare del tempo (perizia giudiziaria __________ p. 6 segg. e in particolare p. 12 seg.). Alla luce di quanto precede, e tenuto conto del fatto che l'infortunio gli ha pure compromesso la possibilità di continuare a suonare la chitarra e di continuare a giocare a calcio quale portiere (perizia giudiziaria __________ p. 6), ma non in altri ruoli -mentre egli può senz¿altro praticare altri sport-, questa Camera, considerati altresì i precedenti giurisprudenziali (cfr. ad es. <b>Hütte/Ducksch</b>, Die Genugtuung, 3. ed., p. VIII/34 1998-2000 n. 16j e p. VIII/14 2001-2002 n. 34, ove in casi meno gravi di quello in esame era stato attribuito un importo di fr. 15'000.-), ritiene tutto sommato di poter confermare l'indennità per torto morale riconosciuta dal Pretore, il quale sulla questione gode per altro di un ampio potere di apprezzamento, che può essere censurato in seconda istanza solo in caso di eccesso o abuso (<b>Cocchi/Trezzini</b>, op. cit., m. 32 ad art. 307), ciò che non è manifestamente il caso nella fattispecie.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>9.</b> Pure contestato è infine il grado di concolpa attribuibile nell¿occasione all¿attore, che il Pretore ha quantificato in misura del 10%. Il giudizio di prime cure, stante l¿ampio potere di apprezzamento di cui gode il giudice sulla particolare questione, può senz¿altro essere confermato. In effetti la dottrina e la giurisprudenza hanno già avuto modo di stabilire che in caso di colpa concomitante di un bambino occorra dar prova di maggior indulgenza (<b>DTF</b> 123 III 306 consid. </span><span>5; cfr. pure <b>Brehm</b>, op. cit., N. 23 segg. ad art. 44 CO). </span>N<span>el caso di specie all¿attore -come ritenuto dal Pretore- può in definitiva essere rimproverato solo di aver partecipato ad un gioco potenzialmente pericoloso, con la conseguente accettazione del rischio (<b>Werro</b>, op. cit., N. 9 seg. ad art. 44 CO; <b>Brehm</b>, op. cit., N. 11 segg. ad art. 44 CO; <b>Oftinger</b>, op. cit., § 16 nota 368), mentre non è stato assolutamente provato che il fatto che egli avesse allacciato le stringhe in modo ¿strano¿ possa aver in qualche modo contribuito alla sua caduta. </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>10.</b> Visto quanto precede, in parziale accoglimento di entrambi gli appelli, la petizione dev¿essere accolta per fr. 96¿795.- (90% di fr. 82¿550.- e di fr. 25'000.-) oltre interessi ed accessori.</span></p> <p class="R1"><span> La tassa di giustizia, le spese e le ripetibili di entrambe le sedi seguono la soccombenza (art. 148 CPC), ritenuto che la particolarità della fattispecie, in cui l¿attore è risultato vincente sulla questione della responsabilità dei convenuti, sul torto morale, ma solo in minima parte sull¿aspetto più importante, quello relativo all¿ammontare del danno risarcibile, giustifica tutto sommato di prescindere da un riparto puramente matematico e dunque di ritenerlo soccombente solo in ragione di 3/4 per la prima sede e di 1/2 nella procedura ricorsuale.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>11.</b> Appurata documentalmente l'esistenza di uno stato di indigenza dell'attore e considerato che la sua resistenza in questa sede non poteva essere considerata a priori priva di probabilità di esito favorevole già in considerazione del giudizio di primo grado, a lui favorevole (art. 14 Lag), la sua richiesta volta alla concessione dell'assistenza giudiziaria per la procedura d'appello può senz'altro essere accolta (<b>II CCA</b> 20 gennaio 2004 inc. n. 12.2003.67).</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span>Per i quali motivi,</span></p> <p class="R1"><span>richiamati l¿art. 148 CPC e la TG</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><b><span>dichiara e pronuncia</span></b></p> <p class="MsoNormal"><b><span> </span></b></p> <p class="MsoNormal"><b><span> </span></b></p> <p class="R1"><b><span> I. </span></b><span>In parziale accoglimento dell¿appello 2 novembre 2004 di AP 2, AP 5, AP 3, AP 4, AP 6 e AP 7, e dell¿appello 2 novembre 2004 dello AP 1, la sentenza 8 ottobre 2004 della Pretura della giurisdizione di Locarno-Città è così riformata:</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span><i><span> <b>1.</b> La petizione è parzialmente accolta.</span></i></p> <p class="R1"><i><span> <b>1.1</b> Di conseguenza AP 2</span></i><i><span>, AP 5, AP 3, AP 4, AP 6, AP 7 e</span></i><i><span> lo AP 1 sono condannati in solido a pagare a AO 1 la somma di fr. 96¿795.- oltre interessi al 5% dal 14 aprile 1994 su fr. 22'500.- e dalla data del giudizio di primo grado su fr. 74¿295.-.</span></i></p> <p class="R1"><b><i><span> 1.2</span></i></b><i><span> Per l¿importo di cui alla cifra 1.1 è rigettata in via definitiva l¿opposizione interposta ai PE n. __________ e __________ dell¿UEF di Locarno.</span></i></p> <p class="R1"><i><span> <b>2. </b>La tassa di giustizia di fr. 10¿000.- e le spese di fr. 2'420.50, da anticipare dall¿attore, rimangono a suo carico per 3/4 e per la rimanenza sono poste a carico dei convenuti in solido, ritenuto che l¿attore </span></i><i><span>rifonderà, </span></i><i><span>a titolo di ripetibili,</span></i><i><span> fr. 15'000.- allo AP 1 ed altri fr. 15'000.- complessivi agli altri convenuti</span></i><i><span>.</span></i></p> <p class="R1"><i><span> </span></i></p> <p class="R1"><b><span> </span></b></p> <p class="R1"><b><span> II. </span></b><span>L¿istanza di ammissione al beneficio dell¿assistenza giudiziaria per la procedura di appello presentata da AO 1 è accolta, con il gratuito patrocinio dell¿RA 2.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><b><span> III. </span></b><span>Le spese derivanti dall¿appello di AP 2, AP 5, AP 3, AP 4, AP 6 e AP 7, consistenti in:</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> a) tassa di giustizia fr. 850.-</span></p> <p class="R1"><span> b) spese fr. 50.-</span></p> <p class="R1"><span> T o t a l e fr. 900.-</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> da anticiparsi dagli appellanti, restano a loro carico per 1/2 e per 1/2 sono poste a carico dell¿appellato e per esso, al beneficio dell¿assistenza giudiziaria, dello Stato, compensate le ripetibili.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>IV.</b> Le spese derivanti dall¿appello dello AP 1, consistenti in:</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> a) tassa di giustizia fr. 1¿550.-</span></p> <p class="R1"><span> b) spese fr. 50.-</span></p> <p class="R1"><span> T o t a l e fr. 1¿600.-</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> da anticiparsi dall¿appellante, restano a suo carico per 1/2 e per 1/2 sono poste a carico dell¿appellato e per esso, al beneficio dell¿assistenza giudiziaria, dello Stato, compensate le ripetibili.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> <b>V.</b> Intimazione:</span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="R1"><span> </span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span>- </span></p> <p class="MsoNormal"><span>- </span></p> <p class="MsoNormal"><span>- </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> </td> </tr> <tr> <td valign="top"> <p class="R1"><span> </span></p> </td> <td valign="top"> <p class="MsoNormal"><span> </span></p> </td> </tr> </table> <p class="R1"><span> Comunicazione alla Pretura della giurisdizione di Locarno-Città.</span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <p class="R1"><span> </span></p> <table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable"> <tr> <td valign="top"> <p class="R1"><span>terzi implicati</span></p> </td> <td valign="top"> <p class="R1"><span> </span></p> </td> </tr> </table> <p class="MsoNormal"><b><span>Per la seconda Camera civile del Tribunale d¿appello</span></b></p> <p class="MsoNormal"><span>Il presidente Il segretario</span></p> </div></body></html>