<h2>SubmittedText<h2><p>La decisione adottata dal DFTCE di congelare, di bloccare temporaneamente tutti i progetti di strade nazionali e principali nella regione alpina, il Cantone Ticino compreso, a seguito dell'accettazione dell'iniziativa delle Alpi, ha creato sconcerto nel mio Cantone. In Ticino il provvedimento ha colpito delle arterie principali, quelle su cui si giocheranno mobilità e trasporti nei prossimi anni. Si tratta di assi stradali essenziali, per i quali da anni si attende un'adeguata sistemazione e per i quali vi erano dei progetti pronti per essere avviati a livello cantonale.</p><p>Se le misure decise da Berna non dovessero essere di natura solo transitoria, si renderebbero inutili tutti gli studi pianificatori per allestire i piani vari e dei trasporti di intere regioni come il Luganese o il Locarnese, per i quali si sono spesi anni di studi e ingenti somme di denaro. Si renderebbero vane le attese della gente del Malcantone, che da anni aspetta la sistemazione della strada cantonale.</p><p>In Ticino gli interrogativi aumentano giorno dopo giorno. Si rende pertanto indispensabile uscire da questa spiacevole situazione di stallo.</p><p>Formulo di conseguenza al Consiglio federale le seguenti domande:</p><p>1. Cosa hanno a che vedere con lo spirito dell'iniziativa delle Alpi le strade ticinesi oggetto del provvedimento?</p><p>2. Non reputa che il provvedimento, se confermato, limiterà le già scarse possibilità di sviluppo economico di una regione periferica come il Ticino, mettendo inoltre in pericolo posti di lavoro e creando difficoltà alle imprese che attendevano, ancora entro quest'anno, commesse di opere stradali?</p><p>3. In questo senso non reputa che si debba perlomeno valutare meglio l'importanza dei diversi tratti stradali per i quali è stato deciso il "blocco" della progettazione?</p><p>4. Sino a quando i provvedimenti adottati resteranno in vigore?</p><p>5. Non reputa possibile considerare sin d'ora le opere prioritarie dei Piani dei Trasporti del Locarnese e del Luganese (interventi sull'asse Lugano--Agno--Ponte Tresa, galleria di Cornaredo, circonvallazione di Agno e Bioggio) quali "strade di circonvallazione", liberandole ed escludendole di conseguenza dal provvedimento decretato?</p><p>6. Non trova che i Piani viari e dei trasporti del Luganese e del Locarnese, atti a miglorare la ripartizione del traffico e a incrementare la mobilità con il mezzo pubblico, vanno esattamente nella direzione auspicata dall'iniziativa delle Alpi e debbano quindi sfuggire, già per questo, alle conseguenze del provvedimento adottato?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In generale</p><p>Vedi il rapporto sull'intervento 94.3040</p><p>Risposta alle singole domande</p><p>1. Per prima cosa, va applicato un testo concreto e non solo lo "spirito" dell'iniziativa. Solo dopo che il tenore dell'articolo costituzionale sarà precisato nella legislazione d'esecuzione, sarà possibile chiarire quali sono i progetti toccati dall'iniziativa e quali potranno essere esonerati il più presto possibile dai provvedimenti adottati.</p><p>2. Non si può escludere l'eventualità che la concretizzazione dell'iniziativa possa mettere in pericolo posti di lavoro nel ramo del genio civile, sebbene si possa supporre che vi sia una certa compensazione in altri settori (traffico pubblico, turismo). Il Consiglio federale è cosciente del fatto che un eventuale blocco definitivo rappresenterebbe un ingente spreco di tempo e di mezzi finanziari. Proprio per questo motivo il DFTCE ha emanato le misure preventive.</p><p>3.--6. Il Consiglio federale elabererà rapidamente la relativa legislazione d'esecuzione; non è stato tuttavia ancora fissato uno scadenzario. Nel frattempo però, non è possibile riservare un trattamento speciale a singole tratte e levare il blocco provvisorio per singole strade. Questo vale anche per le strade del Cantone Ticino toccate dal provvedimento.</p>