<h2>SubmittedText<h2><p>In Europa circa venti Paesi devono trovare un sito idoneo per lo stoccaggio delle scorie radioattive. Questi progetti causano ingenti costi e rappresentano grandi sfide dal punto di vista della fattibilità tecnica. Inoltre bisogna fare i conti con fattori geologici e socioeconomici più o meno predeterminati.</p><p>Il volume di scorie altamente radioattive per il quale si dovrà trovare un sito di stoccaggio è relativamente ridotto. Sarebbe quindi sensato cercare una soluzione comune con altri Pesi e promuovere la collaborazione a questo riguardo. </p><p>Non si tratta di esportare all'estero il problema o di fare in modo che la Svizzera si sottragga alle sue responsabilità. Sarebbe invece irresponsabile non analizzare seriamente e con cura tutte le possibili opzioni in merito al sito di un deposito in strati geologici profondi; fra queste vi è senz'altro anche la possibilità di trovare una soluzione in collaborazione con altri Paesi.</p><p>Da queste considerazioni emergono le seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale è in grado di escludere la possibilità che la soluzione migliore dal punto di vista tecnico e geologico non si trovi al di fuori della Svizzera?</p><p>2. È corretto affermare che l'attuale legge sull'energia nucleare ammette l'esportazione di scorie radioattive a determinate condizioni?</p><p>3. Come si è svolta e si svolge la collaborazione della Svizzera con altri Paesi in relazione allo stoccaggio delle scorie radioattive?</p><p>4. Pure il Consiglio federale è convinto dell'utilità, anche dal punto di vista dei costi, di una cooperazione con altri Paesi in relazione alla ricerca del sito più adatto dal punto di vista tecnico e geologico?</p><p>5. Intende intensificare la collaborazione con altri Paesi per una soluzione comune del problema della ricerca di un sito per lo stoccaggio delle scorie?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Negli scorsi anni, il Consiglio federale si è espresso diverse volte in merito alla problematica di una soluzione internazionale per lo smaltimento delle scorie radioattive. Esso continua ad essere dell'opinione che lo smaltimento delle scorie radioattive sia un compito dello Stato e che si debba arrivare con determinazione a una soluzione. Dalle audizioni pubbliche relative alla procedura di selezione dei siti, che si sta svolgendo conformemente alla parte concettuale del "Piano settoriale dei depositi in strati geologici profondi" approvata dal Consiglio federale il 2 aprile 2008, emerge che la stragrande maggioranza della popolazione sostiene questa posizione. Si approva il fatto che la Svizzera assuma la responsabilità dello smaltimento delle proprie scorie e cerchi una soluzione sul territorio nazionale.</p><p>Il Consiglio federale risponde come segue alle singole domande:</p><p>1. La legge federale del 21 marzo 2003 sull'energia nucleare (LENu; RS 732.1) stabilisce che le scorie radioattive prodotte in Svizzera devono di massima essere smaltite nel Paese. L'idoneità di un sito deve essere valutata sulla base di criteri concernenti la sicurezza e la fattibilità tecnica. Inoltre si deve tenere conto dei requisiti risultanti dal tipo di scorie (p. es. volume, inventario dei radionuclidi) e dal dimensionamento delle barriere tecniche. Nel caso della procedura svizzera di selezione dei siti, i criteri e i requisiti per la scelta di siti idonei sono definiti nella parte concettuale del piano settoriale e in documenti complementari dell'IFSN. I requisiti di sicurezza sono stati elaborati sulla base di norme internazionali. Il piano settoriale attribuisce alla sicurezza la massima priorità. Al termine della prima tappa, il Consiglio federale ha inserito nel piano settoriale sei aree di ubicazione, che, alla luce delle attuali conoscenze, risultano idonee dal punto di vista della sicurezza tecnica alla realizzazione di un deposito in strati geologici profondi in Svizzera e sono in grado di sostenere un confronto internazionale.</p><p>2. Sì. Le condizioni alle quali le scorie radioattive possono essere eccezionalmente esportate a scopo di smaltimento sono stabilite nell'articolo 34 capoverso 4 LENu. A questo riguardo occorre rilevare che vi sono numerose questioni da chiarire per quanto riguarda il controllo e la sorveglianza di un deposito in strati geologici profondi all'estero da parte di autorità svizzere nonché in relazione al finanziamento di una simile operazione. Inoltre, ai sensi dell'articolo 34 capoverso 4 LENu, l'immagazzinamento a titolo eccezionale di scorie radioattive all'estero è subordinato a un obbligo di eventuale ripresa, che dal punto di vista della sicurezza implica rischi e notevoli incertezze.</p><p>3.-5. La Svizzera è rappresentata in diversi organismi internazionali, fra cui l'Agenzia internazionale per l'energia atomica dell'ONU e la Nuclear Energy Agency dell'OCSE. In seno a questi organismi ha luogo un continuo scambio di conoscenze e di esperienze, allo scopo di garantire uno smaltimento sicuro a lungo termine delle scorie radioattive.</p><p>Inoltre la Svizzera ha sottoscritto convenzioni bilaterali e multilaterali nel settore dell'energia nucleare, tra cui la "joint convention" (convenzione internazionale sulla sicurezza del trattamento degli elementi di combustibile esausti e sulla sicurezza del trattamento delle scorie radioattive). Tale convenzione stabilisce che in linea di principio le scorie devono essere smaltite nel Paese in cui sono state prodotte. Stabilisce anche che ogni Stato ha il diritto di vietare l'importazione di scorie radioattive. A livello europeo occorre citare la direttiva 2011/70/Euratom che istituisce un quadro comunitario per la gestione responsabile e sicura del combustibile nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi; tale direttiva riafferma il principio della responsabilità nazionale, nonché quello della responsabilità primaria della sicurezza della gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi, che spetta al titolare della licenza sotto il controllo della propria autorità di regolamentazione competente.</p><p>Attualmente non esiste alcun progetto per la realizzazione di un deposito multinazionale e non è neanche possibile prevedere quali conseguenze una tale soluzione avrebbe sui costi. In caso di una collaborazione internazionale, entrerebbe in linea di conto anche l'ipotesi di un deposito internazionale in Svizzera. In considerazione di quanto emerge dal dibattito politico attuale è inimmaginabile che una tale soluzione possa essere accolta favorevolmente dalla popolazione svizzera e, in particolare, da quella della regione di ubicazione interessata. A ciò si aggiunge il fatto che gli Stati con un programma di gestione delle scorie avanzato emanano leggi che vietano l'importazione di scorie radioattive estere. Per questa ragioni il Consiglio federale non intende adoperarsi attivamente a favore di una soluzione internazionale per lo smaltimento delle scorie radioattive.</p>  Risposta del Consiglio federale.