<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di modificare le pertinenti basi legali e istruzioni sulla libera circolazione delle persone con l'UE affinché lo status "alla ricerca di un impiego" sia valido al massimo per sei mesi.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC) sancisce che un cittadino dell'UE/AELS ha il diritto di recarsi nel territorio di un'altra parte contraente e di soggiornarvi per un periodo di tempo ragionevole, che può essere di sei mesi, alla ricerca di un impiego.</p><p>Come indicato dall'autore della mozione, la Corte di giustizia dell'Unione europea (CGUE) ha effettivamente ritenuto che un termine di sei mesi è ragionevole per cercare un impiego sul territorio di un altro Stato membro dell'Unione europea (sentenza Antonissen del 26 febbraio 1991 nella causa C-292/89, pto. 21). Nella medesima sentenza, la CGUE aggiunge tuttavia che tale termine deve essere prolungato se l'interessato dimostra di essere ancora alla ricerca di un impiego e di avere reali possibilità di essere assunto.</p><p>L'ALC prevede che le parti contraenti tengano conto della pertinente giurisprudenza della CGUE anteriore alla firma dello stesso accordo, risalente al 21 giugno 1999. Questa giurisprudenza è stata pure ripresa dalla Svizzera e confermata dal Tribunale federale in una decisione di principio (DTF 130 II 388, consid. 3.3). Le condizioni elaborate da tale giurisprudenza sono state formalizzate nell'articolo 18 dell'ordinanza sull'introduzione della libera circolazione delle persone (OLCP), che prevede la possibilità, per i cantoni, di prolungare fino a un anno il soggiorno iniziale di sei mesi se l'interessato è in grado di dimostrare gli sforzi profusi per la ricerca di un impiego e reali prospettive d'assunzione. Se le condizioni per la proroga dell'autorizzazione iniziale non sono adempiute, l'autorità cantonale competente nega, nell'ambito del suo potere d'apprezzamento, il prolungamento del soggiorno tramite decisione impugnabile fino al Tribunale federale. I cantoni sono già stati sensibilizzati ad applicare con maggior rigore le disposizioni esistenti. Su mandato del Consiglio federale, la Confederazione sta attualmente discutendo con le autorità cantonali competenti al fine di esaminare la necessità di adottare nuove misure per evitare il verificarsi di situazioni di abuso (cfr. la risposta del Consiglio federale all'interpellanza gruppo liberale-radicale 13.3297, "Ricerca di un impiego e turismo sociale").</p><p>Introdurre una misura tesa a limitare al massimo a sei mesi il soggiorno in Svizzera per i cittadini UE/AELS alla ricerca di un impiego senza alcuna possibilità di ottenere una proroga dell'autorizzazione iniziale sarebbe contrario alla giurisprudenza della CGUE, ripresa dalla Svizzera e confermata dal Tribunale federale in conformità all'ALC, e costituirebbe una violazione di quest'ultimo accordo.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.