<h2>InitialSituation<h2><h2 class="Titel_d"><strong>Comunicato stampa del Consiglio federale del 04.03.2022</strong></h2><p class="Standard_d"><strong>Iniziativa biodiversità: un controprogetto indiretto per rafforzare la protezione delle specie</strong></p><p class="Standard_d"><strong>Il 4 marzo 2022 il Consiglio federale ha adottato il messaggio sul controprogetto indiretto all'Iniziativa biodiversità. Come i suoi promotori, anche il Consiglio federale vuole proteggere meglio la diversità biologica. Tuttavia, è dell'avviso che l'iniziativa si spinga troppo oltre: se adottata, questa limiterebbe in modo eccessivo il margine di manovra di Confederazione e Cantoni. Con il controprogetto indiretto, il Consiglio federale intende adoperarsi affinché in Svizzera vengano create sufficienti superfici protette interconnesse, volte ad assicurare uno spazio vitale ad animali e piante. Il Governo vuole inoltre rafforzare la biodiversità nelle zone insediative e promuovere una cultura edilizia di qualità disciplinandola a livello di legge.</strong></p><p class="Standard_d">L'iniziativa popolare "Per il futuro della nostra natura e del nostro paesaggio (Iniziativa biodiversità)", depositata l'8 settembre 2020 dall'associazione promotrice "Sì alla natura, al paesaggio e al patrimonio edilizio", chiede una maggiore protezione della biodiversità e del paesaggio. Con una modifica della Costituzione federale, l'iniziativa intende obbligare la Confederazione e i Cantoni a proteggere meglio la biodiversità, il paesaggio e il patrimonio architettonico. A tal fine, chiede che a favore della biodiversità vengano messi a disposizione più superfici e più fondi pubblici.</p><p class="Standard_d">Per il Consiglio federale è evidente che la diversità biologica e paesaggistica debba essere meglio protetta e promossa. Tuttavia, ritiene che l'iniziativa si spinga troppo oltre poiché limiterebbe in modo eccessivo il margine di manovra di Confederazione e Cantoni. Conscio della necessità di agire, nella sua seduta del 4 marzo 2022 il Consiglio federale ha adottato all'attenzione del Parlamento un controprogetto indiretto all'iniziativa. Questo tiene in considerazione anche gli obiettivi di politica energetica del Consiglio federale.</p><p class="Standard_d">&nbsp;</p><p class="Standard_d">Più biodiversità e di migliore qualità</p><p class="Standard_d">Punto centrale del controprogetto indiretto è quello di garantire lo spazio necessario ad animali e piante. A tal fine, il Consiglio federale intende designare nella legge il 17 per cento del territorio nazionale come zona di protezione della biodiversità. Il Consiglio federale aveva già previsto questo obiettivo nella sua Strategia Biodiversità Svizzera del 2012. Attualmente, la quota di queste aree protette è pari al 13,4 per cento. Con l'inserimento dell'obiettivo del 17 per cento nella legge, il Governo rafforza il suo mandato di assicurare la superficie necessaria alla biodiversità in tutto il Paese e per ogni tipo di ambiente. Questo obiettivo può essere raggiunto per esempio integrando ed estendendo i biotopi regionali e locali oppure con l'ampliamento, già in corso, delle riserve forestali. Inoltre, laddove necessario, le aree protette nazionali esistenti devono essere risanate.</p><p class="Standard_d">Tutte queste superfici fanno parte della cosiddetta infrastruttura ecologica, un elemento essenziale nella protezione di specie e spazi vitali. Ad esse vanno ad aggiungersi le aree di interconnessione, che assicurano alle specie libertà di movimento nel paesaggio per nutrirsi, riprodursi o colonizzare nuovi spazi vitali. In quest'ottica servono corsi d'acqua prossimi allo stato naturale, margini boschivi, spazi verdi pregiati in termini ecologici lungo le infrastrutture di trasporto nonché ponti per la fauna selvatica e passaggi per gli anfibi. Il controprogetto indiretto obbliga dunque la Confederazione e i Cantoni a sviluppare ulteriormente l'infrastruttura ecologica, a garantirla e a mantenerla.</p><p class="Standard_d">Disporre di più aree naturali di qualità è fondamentale sia per la biodiversità che per il benessere della popolazione. In questo senso, la promozione della natura nelle città e nei comuni rappresenta un altro elemento chiave del controprogetto indiretto. In collaborazione con i Cantoni, negli insediamenti devono essere promosse misure quali spazi verdi e corpi idrici prossimi allo stato naturale come pure tetti e facciate verdi. Per farlo, Città e agglomerati beneficeranno di un incentivo per realizzare misure a favore della biodiversità.</p><p class="Standard_d">Infine, il Consiglio federale vuole promuovere la qualità e l'attrattiva degli insediamenti e dei paesaggi svizzeri con una cultura edilizia globale, che concili la protezione e la cura del patrimonio naturale e culturale con l'ulteriore sviluppo di elevata qualità dello spazio insediativo. Le Città e i Comuni devono potersi adattare ai nuovi requisiti conservando le loro caratteristiche storiche. Per raggiungere questo obiettivo, il controprogetto introdurrà nella legge il concetto di "cultura edilizia di elevata qualità" e rafforzerà la cooperazione con i Cantoni.</p><h2>Proceedings<h2><h4 class="SDA_Meldung_d">Notizia ATS</h4><h3 class="Debatte_sda_linksbündig_d"><strong>Dibattito al Consiglio nazionale, 19.09.2022</strong></h3><p class="Standard_d"><strong>CN avvia grande dibattito su protezione biodiversità</strong></p><p class="Standard_d"><strong>Il Consiglio nazionale ha iniziato ad occuparsi oggi dell'iniziativa popolare "Per il futuro della nostra natura e del nostro paesaggio (Iniziativa biodiversità)" e del relativo controprogetto indiretto proposto dal governo. Il tema è molto sentito, tanto che sono oltre cinquanta gli oratori che si succederanno alla tribuna. Il dibattito proseguirà anche domani e mercoledì.</strong></p><p class="Standard_d">Con una modifica della Costituzione federale, l'iniziativa intende obbligare la Confederazione e i Cantoni a proteggere meglio la biodiversità, il paesaggio e il patrimonio architettonico. A tal fine, chiede che vengano messi a disposizione più superfici e più fondi pubblici.</p><p class="Standard_d">Il governo si è detto d'accordo sulla necessità di agire, ma ritiene che il testo limiterebbe in modo eccessivo il margine di manovra di Confederazione e Cantoni, ha ricordato a nome della commissione preparatoria Matthias Samuel Jauslin (PLR/AG).</p><p class="Standard_d">L'esecutivo ha dunque deciso di presentare un controprogetto indiretto, ossia tramite una revisione della legge sulla protezione della natura e del paesaggio (LPN). Punto centrale è garantire lo spazio necessario ad animali e piante, tenendo conto degli obiettivi di politica energetica, ha aggiunto, anch'egli a nome della commissione, Christophe Clivaz (Verdi/VS).</p><p class="Standard_d">A tal fine, il governo vuole che il 17% del territorio nazionale venga definito come zona di protezione della biodiversità. Attualmente, la quota di queste aree è pari al 13,4%. Un altro elemento chiave del disegno governativo è la promozione, tramite un incentivo, della natura nei Comuni: spazi verdi, corpi idrici prossimi allo stato naturale, tetti e facciate verdi. Infine, il Consiglio federale vuole promuovere la qualità e l'attrattiva degli insediamenti e dei paesaggi con una cultura edilizia globale.</p><p class="Standard_d">Già il dibattito di entrata in materia ha messo in luce una chiara opposizione tra PS, Verdi e parte dei Verdi Liberali, favorevoli anche all'iniziativa, e UDC e parte del Centro, contrari a entrambe le proposte. Il PLR si è detto deciso a fornire un sostegno, a determinate condizioni, solo al controprogetto.</p><p class="Standard_d">"Dipendiamo dalle capacità della natura", ha sottolineato Ursula Schneider Schüttel (PS/FR), chiamando i parlamentari a non chiudere gli occhi. "Sappiamo che la biodiversità è la nostra migliore assicurazione vita contro i cambiamenti climatici", ha aggiunto Delphine Klopfenstein Broggini (Verdi/GE), facendo notare come la Svizzera sia in ritardo a livello europeo in questo ambito e "la nostra responsabilità sia enorme".</p><p class="Standard_d">Martina Munz (PS/SH) ha da parte sua rilevato che "in una sola generazione gli insetti sono diminuiti di tre quarti." "Chi andrà a impollinare in futuro?", si è poi chiesta, aggiungendo che l'agricoltura ha bisogno di biodiversità e affermando che la crisi climatica e la scomparsa delle specie sono legate. Guardiamo inermi come le specie nel nostro paese continuano a scomparire, ha ammonito Roland Fischer (PVL/LU), per il quale continuiamo a distruggere la nostra fonte di vita. "Non possiamo permetterci di aspettare altri 30 anni."</p><p class="Standard_d">"La Svizzera ha altri problemi che la crisi della biodiversità, che non esiste", ha replicato Michael Graber (UDC/VS), aggiungendo che "per la sinistra è tutta una crisi". Il controprogetto indiretto va molto più in là dell'iniziativa stessa, ha poi sostenuto, aggiungendo che i settori danneggiati saranno l'agricoltura e l'approvvigionamento energetico. Siamo un paese sovrappopolato, con eccessiva immigrazione, è questo il vero problema, secondo il democentrista.</p><p class="Standard_d">Per Pierre-André Page (UDC/FR) i rimedi per salvare la biodiversità non sono né quelli proposti dall'iniziativa né quelli del controprogetto. "Gli sforzi di noi contadini devono essere presi in considerazione". Il controprogetto si spinge troppo in là, ha poi rilevato Christine Bulliard-Marbach (Centro/FR) a nome del gruppo del Centro, in particolare per quanto riguarda la quota del 17%. Secondo Lorenzo Quadri (Lega/TI), l'iniziativa si pone in conflitto con la politica energetica ed agricola.</p><p class="Standard_d">Fra i due poli opposti si sono profilati i liberali radicali. Malgrado gli sforzi per tutelare la biodiversità, la situazione purtroppo non è migliorata, ha sottolineato Anna Giacometti (PLR/GR), chiedendo di entrare in materia. La necessità di intervenire esiste anche secondo Susanne Vincenz-Stauffacher (PLR/SG), per la quale è più opportuno che sia il Consiglio federale ad agire, con un controprogetto. "Bisogna però soppesare gli interessi della natura con quelli dell'economia", ha fatto notare.</p><p>&nbsp;</p><h4 class="SDA_Meldung_d">Notizia ATS</h4><h3 class="Debatte_sda_linksbündig_d"><strong>Dibattito al Consiglio nazionale, 20.09.2022</strong></h3><p class="Standard_d"><strong>Biodiversità, primo passo verso una migliore protezione</strong></p><p class="Standard_d"><strong>Il Consiglio nazionale è tornato oggi ad occuparsi di biodiversità. Malgrado l'opposizione di parte dello schieramento borghese, ha approvato - con 106 voti a 78 - l'entrata in materia in merito al controprogetto indiretto all'iniziativa "Per il futuro della nostra natura e del nostro paesaggio (Iniziativa biodiversità)" proposto dal governo.</strong></p><p class="Standard_d">Quest'ultimo si è detto d'accordo sulla necessità di agire, ma ritiene che il testo dell'iniziativa limiterebbe in modo eccessivo il margine di manovra di Confederazione e Cantoni. Il suo disegno mira a garantire lo spazio necessario ad animali e piante, tenendo conto degli obiettivi di politica energetica.</p><p class="Standard_d">In particolare, vuole che il 17% del territorio nazionale venga definito zona di protezione della biodiversità. Attualmente, la quota di queste aree è pari al 13,4%. Altro elemento chiave del progetto è la promozione, per il tramite di un incentivo, della natura nei Comuni, oltre che della qualità e l'attrattiva degli insediamenti e dei paesaggi con una cultura edilizia globale.</p><p class="Standard_d">Anche oggi, durante il dibattito, si è seguito il canovaccio di ieri, con l'UDC e parte del Centro contrari sia alla legge che al controprogetto e la sinistra favorevole a entrambi. In mezzo il PLR, favorevole, con alcuni accorgimenti, alla proposta dell'esecutivo.</p><p class="Standard_d">A suscitare le maggiori opposizioni è stato il possibile aumento al 17% delle zone di protezione. Mike Egger (UDC/SG), come molti collegi di partito, ha per esempio sostenuto che in tal modo il 3% delle zone agricole verrebbe sacrificato. "La cementificazione della Svizzera viene portata avanti mentre le aziende agricole sono diminuite", ha aggiunto.</p><p class="Standard_d">Di parere analogo Sidney Kamerzin (Centro/VS), per il quale "l'iniziativa sarà un ostacolo supplementare alla transizione energetica". Esther Friedli (UDC/SG) ha invece chiesto di bocciare quella che ha definito - come altri democentristi - "l'iniziativa Ballenberg", e di non entrare in materia sul controprogetto.</p><p class="Standard_d">Di parere diametralmente opposto Sandra Locher Banguerel (PS/GR), che ha fatto notare come oltre un quinto delle specie presenti in Svizzera figuri sulla lista rossa di quelle minacciate. "La Svizzera non è più un modello in questo ambito", ha tuonato, ricordando che la perdita di capitali naturali è legata a svantaggi economici. Ancora più incisiva Valentine Python (Verdi/VD): "assistiamo in diretta alla sesta estinzione di massa, un migliaio di specie sparisce ogni anno, un milione è gravemente minacciato".</p><p class="Standard_d">Gabriela Suter (PS/AG) ha fatto leva sull'importanza dell'impollinazione per la nostra alimentazione e sul ruolo delle foreste. "Una svolta è urgente, la biodiversità ha bisogno di superfici e in questo ambito la Svizzera è all'ultimo posto a livello europeo". La pianificazione del territorio è già un tema delicato nel nostro paese, ha affermato Daniel Ruch (PLR/VD), chiedendo di bocciare l'iniziativa, ma di accogliere il controprogetto.</p><p class="Standard_d">La ministra dell'ambiente Simonetta Sommaruga ha messo in guardia dal voler contrapporre agricoltura e biodiversità. I suoi appelli sono finora stati ascoltati dal plenum.</p><p>&nbsp;</p><h4 class="SDA_Meldung_d">Notizia ATS</h4><h3 class="Debatte_sda_linksbündig_d"><strong>Dibattito al Consiglio nazionale, 21.09.2022</strong></h3><p class="Standard_d"><strong>Protezione biodiversità, controprogetto preferito a iniziativa</strong></p><p class="Standard_d"><strong>Maggiore protezione della biodiversità, senza però spingersi fino seguire quanto proposto dall'iniziativa popolare "Per il futuro della nostra natura e del nostro paesaggio". Al terzo giorno di dibattito, il Consiglio nazionale le ha preferito il controprogetto indiretto del governo (104 voti a 83 e 5 astensioni), apportandovi però alcune modifiche. Contrari ad entrambi l'UDC e parte del Centro. Il dossier va agli Stati.</strong></p><p class="Standard_d">Gli esponenti di questi gruppi parlamentari temevano in particolare conseguenze negative per gli agricoltori, che sarebbero stati a loro avviso gli unici a pagare, perdendo terreni coltivabili e mettendo a repentaglio la sicurezza alimentare del Paese. "Opporre agricoltura a biodiversità non ha senso", ha tentato di convincerli la ministra dell'ambiente Simonetta Sommaruga, aggiungendo che il ruolo dell'una è importante per l'altra.</p><p class="Standard_d">Nodo della discordia della proposta dell'esecutivo è stata in particolare la volontà di aumentare le zone di protezione al 17% del territorio, contro l'attuale 13,4%. Questo dato numerico è stato contestato sin dall'inizio soprattutto a destra, ma anche a sinistra, per ragioni diametralmente opposte.</p><p class="Standard_d">"Una quota del 17% non è sufficiente per proteggere la biodiversità", ha per esempio dichiarato Delphine Klopfenstein Broggini (Verdi/GE). Per il campo rosso-verde sarebbe stato necessario alzare l'asticella al 20% dal 2030 e al 30% dal 2040. Tutto ciò per garantire una tutela a lungo termine degli organismi viventi nel nostro Paese.</p><p class="Standard_d">Sull'altro fronte, già nel dibattito di entrata in materia i democentristi hanno dato voce a una parte del mondo contadino. Secondo Mike Egger (UDC/SG) sarebbe stato sacrificato il 3% delle zone agricole. "La Svizzera ha altri problemi che la crisi della biodiversità, che non esiste", ha sostenuto Michael Graber (UDC/VS), per il quale il controprogetto indiretto va molto più in là dell'iniziativa stessa.</p><p class="Standard_d">&nbsp;</p><p class="Standard_d">Superfici protette, compromesso</p><p class="Standard_d">Alla fine ha prevalso la soluzione del compromesso. Con 100 voti a 91, e due astensioni, ieri il plenum ha adottato una proposta apartitica che antepone la qualità alla quantità, introducendo il concetto di aree di biodiversità. "L'idea è di far coesistere interessi diversi, come l'agricoltura o i progetti di energia rinnovabile", ha spiegato Ursula Schneider Schüttel (PS/FR). Le aree saranno designate dal Consiglio federale in collaborazione con i Cantoni.</p><p class="Standard_d">Il Nazionale ha pure chiesto misure aggiuntive per promuovere la biodiversità nell'ambito della caccia e della pesca. Saranno inoltre messi a disposizione sussidi per la conservazione delle specie e degli habitat naturali nelle riserve di uccelli acquatici e migratori e nelle bandite federali di caccia.</p><p class="Standard_d">Il controprogetto prevede pure che i biotopi siano collegati da corridoi faunistici e che sia disponibile un sostegno finanziario per proteggere gli ambienti in cui vivono specie minacciate.</p><p class="Standard_d">Il Consiglio federale proponeva anche di promuovere la qualità e l'attrattiva degli insediamenti e dei paesaggi svizzeri con una cultura edilizia globale. Con 114 voti a 74 il Nazionale ha però deciso di trasferire queste misure nel prossimo messaggio sulla cultura per il periodo 2025-2028.</p><p class="Standard_d">&nbsp;</p><p class="Standard_d">No a iniziativa</p><p class="Standard_d">Nella votazione generale il plenum ha deciso di raccomandare al popolo la bocciatura dell'iniziativa "Per il futuro della nostra natura e del nostro paesaggio (iniziativa biodiversità)" con 101 voti a 72 e 19 astensioni.</p><p class="Standard_d">Con una modifica della Costituzione federale, questa intende obbligare la Confederazione e i Cantoni a proteggere meglio la biodiversità, il paesaggio e il patrimonio architettonico. A tal fine, chiede che vengano messi a disposizione più superfici e più fondi pubblici.</p><p>&nbsp;</p><h4 class="SDA_Meldung_d">Notizia ATS</h4><h3 class="Debatte_sda_linksbündig_d"><strong>Dibattito al Consiglio degli Stati, 13.06.2023</strong></h3><p class="Standard_d"><strong>Iniziativa biodiversità, nessun controprogetto</strong></p><p class="Standard_d"><strong>Alla Svizzera non serve un controprogetto all'iniziativa biodiversità. È quanto pensa il Consiglio degli Stati che ha respinto, giudicandolo inutile, il disegno di legge elaborato dal Consiglio federale. Il dossier ritorna al Consiglio nazionale.</strong></p><p class="Standard_d">La maggioranza del plenum (28 voti a 14) è convinta che nella Confederazione vi siano già le condizioni per fissare sufficienti superfici di particolare importanza per la biodiversità.</p><p class="Standard_d">Il 25 settembre scorso, la camera del popolo si era invece espressa a favore del controprogetto governativo per 104 voti a 83. I contrari, UDC e parte del Centro, temono in particolare conseguenze negative per gli agricoltori, che sarebbero gli unici a pagare, perdendo terreni coltivabili e mettendo a repentaglio la sicurezza alimentare del Paese.</p><p class="Standard_d">Pomo della discordia è infatti la proposta del governo di aumentare le zone di protezione al 17% del territorio, contro l'attuale 13,4%. Un aspetto controverso ripreso oggi dal relatore della commissione, il "senatore" Beat Rieder (Centro/VS), secondo cui, inoltre, già ora ci sono gli strumenti per soddisfare ampiamente i requisiti dell'Accordo quadro globale sulla biodiversità Kunming-Montreal. Tale intesa intende infatti garantire entro il 2030 almeno il 30% delle superfici per la protezione e il promovimento della varietà di organismi viventi.</p><p class="Standard_d">La maggioranza ha giudicato quindi poco vantaggioso istituire ulteriori condizioni quadro giuridiche. Inoltre, ha criticato il fatto che il disegno presentato dal Governo, rappresentato in aula dal consigliere federale Albert Rösti, si sia spinto in alcuni punti addirittura oltre le richieste dell'iniziativa popolare. Il plenum teme anche che gli interessi legati all'utilizzo - in particolare allo sviluppo della produzione di energia - non possano essere sufficientemente considerati.</p><p class="Standard_d">Una minoranza di "senatori", specie del campo rosso-verde, ha sottolineato invece la necessità di intervenire: a suo parere un controprogetto è importante al fine di fissare le basi legali e il finanziamento della protezione e del promovimento della biodiversità, la cui crisi è ben chiara alla popolazione.</p><p class="Standard_d">Secondo l'ultimo rapporto dell'Ufficio federale dell'ambiente , "la situazione della lista rossa in Svizzera risulta infatti peggiore rispetto ai Paesi limitrofi", ha dichiarato Lisa Mazzone (Verdi/GE). Inoltre, a lungo termine, la conservazione della biodiversità è necessaria per la sicurezza alimentare. "Dobbiamo smettere di negarlo", ha aggiunto la sua collega Céline Vara (Verdi/NE).</p><p class="Standard_d">Anche il "ministro" dell'ambiente ha esortato i "senatori" ad entrare in materia. Se l'iniziativa venisse accolta, ha avvertito invano, "non ci potrà più essere alcun bilanciamento di interessi tra produzione alimentare, produzione energetica e biodiversità".</p><p>&nbsp;</p><h4 class="SDA_Meldung_d"><span style="color:black;">Notizia&nbsp;ATS</span></h4><h3 class="Debatte_sda_linksbündig_d"><span style="color:#221E1F;"><strong>Dibattito al Consiglio nazionale, 18.09.2023</strong></span></h3><p class="Standard_d"><strong>Iniziativa biodiversità, si vada avanti</strong><br><strong>Per 99 voti a 77 e 6 astensioni, il Consiglio nazionale ha ribadito oggi la propria volontà di contrapporre all'iniziativa popolare sulla biodiversità un controprogetto indiretto. La Camera del popolo ha dovuto esprimersi una seconda volta sull'entrata in materia, dopo il voto negativo del Consiglio degli Stati.</strong></p><p class="Standard_d">Il 13 di giugno scorso, per 28 voti a 14 gli Stati avevano bocciato l'entrata nel merito sostenendo che alla Svizzera non serviva un controprogetto, poiché inutile. Per la maggioranza dei "senatori", nella Confederazione vi sono già le condizioni per fissare sufficienti superfici di particolare importanza per la biodiversità.</p><p class="Standard_d">Il 25 settembre 2022, la Camera del popolo si era invece espressa a favore del controprogetto governativo per 104 voti a 83. I contrari, UDC e parte del Centro, temono in particolare conseguenze negative per gli agricoltori, che sarebbero gli unici a pagare, perdendo terreni coltivabili e mettendo a repentaglio la sicurezza alimentare del Paese. Pomo della discordia è infatti la proposta del Governo di aumentare le zone di protezione al 17% del territorio, contro l'attuale 13,4%.</p><p class="Standard_d">Oggi alla Camera del popolo, PLR, UDC e esponenti del Centro hanno invitato il plenum a fare proprie le riflessioni della Camera dei cantoni. Ma una maggioranza, uscita vincente al voto, ha invece sottolineato la necessità di intervenire: a suo parere un controprogetto è importante al fine di fissare le basi legali e il finanziamento della protezione e del promovimento della biodiversità, la cui crisi è ben chiara alla popolazione.</p><p>&nbsp;</p><h4 class="SDA_Meldung_d"><span style="color:black;">Notizia&nbsp;ATS</span></h4><h3 class="Debatte_sda_linksbündig_d"><strong>Dibattito al Consiglio degli Stati, 07.12.2023</strong></h3><p class="Standard_d"><strong>Affossato controprogetto all'iniziativa biodiversità</strong><br><strong>Gli svizzeri saranno chiamati a votare sull'iniziativa biodiversità. Oggi il Consiglio degli Stati ha infatti bocciato - con 25 voti a 18 - anche una versione semplificata del controprogetto elaborato dal Consiglio federale, giudicandola inutile. Dato che la controproposta è stata respinta per la seconda volta, è definitivamente affossata.</strong></p><p class="Standard_d">"Questo rifiuto è uno schiaffo alla biodiversità", ha criticato Mathilde Crevoisier Crelier (PS/JU), mentre Beat Rieder (Centro/VS), a nome della commissione, ha affermato che anche la versione "light" proposta dal Nazionale si spinge troppo in là e avrebbe conseguenze importanti soprattutto per l'agricoltura, il turismo e la produzione di energia.</p><p class="Standard_d">Gli oppositori - UDC e gran parte del Centro - hanno paventato conseguenze come la perdita di terreni coltivabili e la messa a repentaglio della sicurezza alimentare del Paese. Il progetto porterebbe a limitazioni anche per quanto riguarda la produzione di energia e l'approvvigionamento del Paese, ha sottolineato Werner Salzmann (UDC/BE).</p><p class="Standard_d">Secondo Rieder la Svizzera dispone già delle condizioni necessarie per definire un numero sufficiente di aree di particolare importanza per la biodiversità e oltretutto, ha aggiunto, il controprogetto sarebbe un mostro burocratico. Per Daniel Fässler (Centro/AI) non entrare in materia non è una decisione contro la biodiversità, dato che "possiamo risolvere i problemi nelle varie leggi che riguardano l'ambiente".</p><p class="Standard_d">Oltretutto in primavera la Commissione dell'ambiente esaminerà un postulato di Heidi Z'graggen (Centro/UR) per migliorare la biodiversità, ha fatto notare. Durante il dibattito la stessa Z'graggen ha proposto di tornare sul tema con un'iniziativa parlamentare, mentre Damian Müller (PLR/LU) ha affermato che "il controprogetto non è maturo e non sappiamo esattamente cosa contenga".</p><p class="Standard_d">A nulla sono serviti i campanelli di allarme suonati da Céline Vara (Verdi/NE), che ha ricordato come "la biodiversità sia la base della vita sulla Terra, della nostra esistenza". Non agire adesso ci costerà decine di miliardi, ha aggiunto la neocastellana, ricordando che "nessuna misura del piano d'azione biodiversità avviato 20 anni fa è stata raggiunta" e che i promotori sono pronti a ritirare l'iniziativa in caso di accettazione del controprogetto.</p><p class="Standard_d">Tutti ammettono che c'è una crisi della biodiversità, ma quando si tratta di agire, sui progetti che ci vengono sottoposti, non si compie il passo, ha da parte sua rilevato Mathilde Crevoisier Crelier, facendo notare che quello discusso è un compromesso tipicamente svizzero e siamo di fronte al "minimo sindacale" per un controprogetto.</p><p class="Standard_d">In controtendenza rispetto agli altri rappresentanti del suo partito, Jakob Stark (UDC/TG) era favorevole al controprogetto, e ha ricordato che sei dei sette punti critici sono stati riveduti. Anche il ministro dell'ambiente Albert Rösti lo ha difeso invano, ricordando che "obbligherà le città a proteggere la biodiversità ed esercita meno pressione sull'agricoltura".</p><p class="Standard_d">Al contrario della Camera dei Cantoni, quella popolo si era espressa per due volte a favore del controprogetto, che non conteneva ormai più nuove richieste per l'agricoltura e si concentrava sulla biodiversità negli agglomerati urbani. Proponeva di proteggere il 17% del territorio svizzero, rispetto all'attuale 13,4%, collegando in rete le aree tutelate, per garantire habitat idonei alla fauna e alla flora.</p><p class="Standard_d">&nbsp;</p><p class="Standard_d">Respinta anche l'iniziativa</p><p class="Standard_d">Con 32 voti contro 12, gli Stati hanno raccomandato al popolo di respingere anche l'iniziativa iniziativa biodiversità, formalmente denominata "Per il futuro della nostra natura e del nostro paesaggio", che chiede più terreni e finanziamenti pubblici per la biodiversità. Solo lo schieramento rosso-verde ha sostenuto il testo. Per la maggioranza, le attuali basi legali lasciano spazio sufficiente per l'attuazione di misure adeguate.</p>