<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Conferma che la rapidità con cui si sviluppa l'epidemia di Ebola e di conseguenza la sua diffusione sono superiori anche alle più recenti previsioni?</p><p>2. Per contrastarla non sarebbe necessario predisporre misure speciali nel nostro Paese, quali procedure amministrative accelerate e un coordinamento efficace?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Le previsioni sulla diffusione di Ebola in Liberia, Sierra Leone e Guinea sono effettivamente peggiorate nelle ultime settimane. La situazione attuale lascia presupporre un numero molto più elevato di contagi rispetto a quanto pronosticato solo un paio di settimane fa. Tuttavia, la Confederazione informa da diverse settimane sulla situazione catastrofica nei Paesi colpiti. Una diffusione così rapida della malattia nell'Africa occidentale è riconducibile a diverse ragioni, in particolare ai sistemi sanitari malfunzionanti o collassati, nonché all'infrastruttura insufficiente. Soprattutto quest'ultimo fattore complica ulteriormente l'aiuto umanitario. Sul piano dell'assistenza ai pazienti, bisogna evitare che altre persone, in particolare familiari e personale ospedaliero, vengano infettate da Ebola mediante il contatto con sangue, vomito o feci delle persone malate. Un rispetto completo e sistematico di misure severe permetterebbe di evitare una diffusione più ampia della malattia. Nei Paesi colpiti dall'epidemia diventa estremamente difficile arginarla, data la situazione desolante dell'assistenza sanitaria.</p><p>2. All'inizio dell'agosto 2014 è stata istituita all'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) una task force che si occupa dei lavori preliminari in Svizzera. Le misure per proteggere i cittadini svizzeri nelle zone colpite da Ebola sono coordinate dal Centro di gestione delle crisi (KMZ) del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). L'impegno umanitario sul posto è di competenza della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC). Questi tre servizi coordinano settimanalmente le loro attività. La task force dell'UFSP opera inoltre in stretto contatto con altre unità, per esempio l'Ufficio federale della migrazione (UFM), che fa parte del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP), e l'esercito svizzero, che dipende dal Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS).</p><p>Questo lavoro è svolto in stretta collaborazione con i cantoni, dato che sono questi ultimi a dover preparare e attuare le misure per accogliere casi sospetti o eventualmente confermati di Ebola. La Svizzera coopera inoltre con le organizzazioni internazionali che prestano soccorso in Africa occidentale, soprattutto con l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e le organizzazioni non governative con sede a Ginevra (Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa [IFRC], Medici senza frontiere [MSF]). Questa struttura organizzativa risponde alle esigenze odierne. La situazione è valutata costantemente e l'organizzazione è adeguata in caso di necessità.</p><p>Non è escluso che si possano manifestare uno o più casi isolati di Ebola in Svizzera. Questo rischio sussiste in particolare per i collaboratori dei programmi di aiuto in Africa occidentale. Le strutture che forniscono cure mediche sono tuttavia pronte ad accoglierli. In Svizzera non vi è tuttavia da attendersi un'epidemia poiché il dispositivo predisposto per assistere i pazienti e per monitorare eventuali casi di contagio funziona bene.</p>  Risposta del Consiglio federale.