<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale intende adottare a breve la sua prima strategia ufficiale per la Cina. Nel frattempo si moltiplicano i rapporti allarmanti sulla situazione dei diritti umani in questo Paese. Nella provincia cinese del Turkestan orientale (Xinjiang), per esempio, almeno un milione di Uiguri sono detenuti in campi di concentramento, mentre decine di migliaia sono costretti a lavorare in fabbriche che riforniscono anche imprese multinazionali. Anche in Tibet, secondo alcuni recenti rapporti, la popolazione è obbligata in larga misura a partecipare a programmi di lavoro del Governo cinese e talvolta è deportata verso altre regioni della Cina. Ringrazio sin d'ora il Consiglio federale per le risposte che darà alle seguenti domande:</p><p>1. Che ruolo è accordato ai diritti umani nella nuova strategia per la Cina? Che peso hanno nel quadro della nostra strategia di cooperazione economica? </p><p>2. Cosa propone il Consiglio federale per promuovere meglio il rispetto dei diritti umani in Tibet e nel Turkestan orientale?</p><p>3. In che modo il Consiglio federale sensibilizza, nella pratica, le aziende svizzere al rispetto dei principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani e delle linee guida OCSE destinate alle imprese multinazionali nell'ambito delle loro attività commerciali in Cina?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Lo Stato di diritto, la democrazia, i diritti umani e un ordine economico liberale sono tra i valori fondamentali della Svizzera. Questi valori guidano anche la sua politica estera conformemente alla Costituzione. Il Consiglio federale basa le sue relazioni con la Cina, a cui dedica una strategia specifica, sugli stessi principi. È convinto che il modo migliore per la Svizzera di continuare a salvaguardare i suoi interessi e valori sia quello di mantenere relazioni ampie e diversificate con Pechino.</p><p>2. La situazione dei diritti umani nello Xinjiang e in Tibet è ulteriormente peggiorata nel corso dell'ultimo anno. La Svizzera ha espresso più volte la sua preoccupazione in merito. Per fare qualche esempio recente, l'ambasciatore svizzero a Pechino ha visitato la regione autonoma del Tibet nel settembre del 2020 e ha sollevato la questione dei diritti umani con le autorità locali. In occasione del dialogo politico tra Svizzera e Cina del 9 novembre 2020 uno scambio approfondito è stato dedicato ai diritti umani. Nel quadro delle Nazioni Unite la Svizzera ha recentemente aderito a una dichiarazione congiunta di 39 Paesi che esprimono la loro preoccupazione per la situazione nello Xinjiang e a Hong Kong. La cooperazione con Stati che hanno vedute affini nel campo dei diritti umani continuerà a svolgere un ruolo essenziale anche in futuro.</p><p>3. Il 9 settembre 2020 il DEFR (SECO) e il DFAE hanno organizzato una tavola rotonda sulla situazione nello Xinjiang rivolta soprattutto alle associazioni del settore tessile e dell'abbigliamento. Dal 2018 l'Amministrazione federale organizza workshop dedicati alle procedure che assicurano il rispetto degli obblighi di dovuta diligenza in materia di diritti umani. Resta importante poi il richiamo a standard e principi internazionalmente riconosciuti, come le Linee guida dell'OCSE destinate alle imprese multinazionali e i Principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani. Lo scambio sullo Xinjiang ha risposto alle aspettative dei partecipanti e ha messo in evidenza quanto sia difficile ottenere informazioni sul posto.</p>  Risposta del Consiglio federale.