<h2>SubmittedText<h2><p>Il Partenariato globale per porre fine alla violenza contro i bambini si fonda sugli obiettivi di sviluppo sostenibile 2015-2030 (OSS), noti anche come Agenda 2030.</p><p>Per poter essere perseguito efficacemente, l'obiettivo di eliminare qualsiasi forma di violenza deve fondarsi sullo studio dell'ONU sulla violenza contro i bambini.</p><p>Il messaggio principale del Partenariato globale è che la violenza contro i bambini è un problema universale di cui tutti siamo responsabili (accountability). Il Partenariato globale si prefigge di:</p><p>1. formare in tutti gli Stati la volontà politica di porre fine alla violenza contro i bambini;</p><p>2. accelerare l'azione per porre fine alla violenza nei confronti dei bambini;</p><p>3. rafforzare la collaborazione tra e negli Stati.</p><p>In singoli Paesi quali la Svizzera, il secondo punto va perseguito in diverse tappe. Occorre anzitutto riunire tutti i dipartimenti, i servizi, le istituzioni e gli attori responsabili. In secondo luogo è importante costituire una solida base di dati. In terzo luogo bisogna sviluppare un piano d'azione nazionale.</p><p>Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. È a conoscenza di questa piattaforma, o meglio terrà conto nel quadro degli OSS dell'obiettivo che si prefigge?</p><p>2. Ritiene che la Svizzera, in quanto Paese pioniere, debba dare prova di un impegno particolare per conseguire l'obiettivo di porre fine alla violenza contro i bambini?</p><p>3. Quale dipartimento sarebbe competente in materia?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nel settembre del 2015 gli Stati membri dell'ONU hanno adottato l'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, che, pur rappresentando un quadro di riferimento importante per tutti i Paesi per affrontare le principali sfide a livello mondiale, non è giuridicamente vincolante. La Svizzera redigerà un primo rapporto nazionale sull'attuazione dell'Agenda 2030 entro il 2018.</p><p>Sulla base dell'Agenda 2030 sono nate numerose iniziative, piattaforme e collaborazioni internazionali volte a sostenere l'attuazione effettiva degli obiettivi di sviluppo sostenibile. Il Partenariato globale per porre fine alla violenza contro i bambini si fonda sostanzialmente sull'obiettivo 16.2 dell'Agenda 2030: porre fine all'abuso, allo sfruttamento, al traffico di bambini e a tutte le forme di violenza e tortura nei loro confronti. La partecipazione è volontaria.</p><p>La Svizzera è uno dei Paesi donatori e si impegna a vari livelli per sostenerlo. Oltre ad aver messo a disposizione risorse umane e finanziarie fin dall'avvio del partenariato, è anche membro (tramite il Dipartimento federale degli affari esteri [DFAE]) del comitato esecutivo (Executive Committee) e del consiglio di amministrazione (Board).</p><p>2. La Svizzera non è un Paese pioniere nel quadro del Partenariato globale, ma è tenuta a prendere misure per contrastare la violenza nei confronti dei bambini in ottemperanza di altri accordi vincolanti. Il nostro Paese ha infatti ratificato convenzioni internazionali che gli impongono diversi obblighi in materia. Si tratta essenzialmente della Convenzione dell'ONU sui diritti del fanciullo (CDF; art. 19 e 34), del Protocollo facoltativo alla Convenzione sui diritti del fanciullo concernente la vendita di fanciulli, la prostituzione infantile e la pedopornografia, della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla protezione dei minori contro lo sfruttamento e l'abuso sessuali (Convenzione di Lanzarote) e della Convenzione dell'ONU sui diritti delle persone con disabilità (art. 16 par. 5). Si può inoltre menzionare la Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (Convenzione di Istanbul), approvata dalle Camere federali nel mese di giugno del 2017 e la cui ratifica è imminente.</p><p>Nel quadro del follow-up della CDF, la Svizzera sta esaminando le raccomandazioni rivoltele nel febbraio del 2015 dal Comitato ONU per i diritti del fanciullo, alcune delle quali concernono proprio la lotta contro la violenza nei confronti dei bambini. Il Consiglio federale si pronuncerà a questo riguardo nel corso del secondo semestre del 2018. Sempre nel quadro dell'Agenda 2030, durante il primo trimestre del 2018 sarà infine presentato al Consiglio federale un inventario delle attività della Confederazione inerenti tra l'altro alla protezione dell'infanzia e della gioventù (obiettivi 16.1 e 16.2).</p><p>3. Nel quadro del Partenariato globale, la Svizzera si impegna soprattutto a livello internazionale, ragion per cui a essere competente è in primo luogo il DFAE, e in particolare la Direzione dello sviluppo e della cooperazione. L'intenzione è di sostenere il Partenariato globale sul lungo periodo, conformemente alle priorità della cooperazione internazionale (messaggio concernente la cooperazione internazionale 2017-2020), che includono segnatamente la protezione, la lotta contro le violenze di genere, l'educazione e la sicurezza alimentare. Per contro, le questioni inerenti all'infanzia e alla gioventù, e in particolare alla CDF, sono di competenza del Dipartimento federale dell'interno (Ufficio federale delle assicurazioni sociali).</p>  Risposta del Consiglio federale.