<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il 23 giugno 1999 il Consiglio federale ha approvato e trasmesso alle Camere federali il messaggio definitivo concernente i sette accordi bilaterali con la Comunità europea e gli emendamenti di legge necessari per la loro applicazione nonché le misure di accompagnamento in materia di libera circolazione delle persone e di trasporti terrestri. </p><p>In questo documento vengono approfonditi i punti sollevati nell'interpellanza. Ricapitolando, il Consiglio federale risponde alle singole domande nel modo seguente:</p><p>1. Il Consiglio federale intende raggiungere una stabilizzazione del volume del traffico attraverso le Alpi nella fase di transizione, fino al 2004. Accertamenti svolti con l'aiuto di modelli di traffico dimostrano che questo obiettivo è, in linea di massima, raggiungibile. Il grado di realizzazione dipenderà però anche dalle misure (tassazione stradale e promozione del trasporto su rotaia) adottate dai paesi dell'Ue. Nella peggiore delle ipotesi, nel 2004 si dovrebbe registrare ancora una crescita, più lenta però rispetto ad oggi, del traffico stradale delle merci attraverso le Alpi. I dati attuali fanno ritentere che, negli anni a seguire, si assisterà poi a un calo costante.</p><p>Il trasporto merci su rotaia attraverso le Alpi dovrebbe aumentare in misura rilevante già nella fase transitoria. Grazie alle misure di accompagnamento e all'impegno delle ferrovie, si prevedono da qui al 2004 circa 300'000 - 450'000 spedizioni ferroviarie attraverso le Alpi in più rispetto ad oggi, con un ulteriore aumento di 450'000 - 600'000 spedizioni rispetto ai dati attuali a partire dal 2005 (rincaro della TTPCP, abrogazione dei contingenti).</p><p>Il Consiglio federale si prefigge di raggiungere l'obiettivo dichiarato nella legge sul trasferimento del traffico, cioè di ridurre i passaggi ai quattro principali valichi alpini a soli 650'000 camion, al più tardi un anno dopo l'apertura al traffico della galleria di base del San Gottardo.</p><p>2. Il futuro impatto del traffico commerciale stradale sull'ambiente dipenderà dallo sviluppo delle prestazioni chilometriche e dalle norme in materia di gas di scarico. Se la Ce renderà veramente più severa l'attuale normativa con un intervento in tre fasi (dall'EURO 3 all'EURO 5) e se la Svizzera riprenderà di volta in volta la nuova normativa europea, la qualità dell'atmosfera dovrebbe registrare un sensibile miglioramento rispetto ad oggi. Se il trasferimento del traffico avverrà nella misura prevista, le emissioni di NOx causate dall'autotrasporto delle merci attraverso le Alpi potrebbero essere dimezzate rispetto ai livelli del 1997. Già nella fase di transizione l'inquinamento atmosferico dovrebbe stabilizzarsi, se non addirittura regredire, a seconda dell'andamento delle prestazioni chilometriche.</p><p>La realizzazione della NFTA avrà solo ripercussioni limitate sull'ambiente. I committenti hanno già tenuto conto del problema rilevato dall'autore dell'interpellanza, prevedendo il trasporto del materiale di risulta con nastri trasportatori e per ferrovia e varie misure edilizie per contenere al massimo la rumorosità dei cantieri.</p><p>L'accordo sui trasporti terrestri non rende quindi necessari altri provvedimenti. I valori limite delle emissioni atmosferiche e del rumore fissati nelle ordinanze, tuttavia, sono superati in numerose zone, per cui la politica svizzera per l'ambiente deve mantenere il suo impegno volto a ridurre l'inquinamento atmosferico e fonico. In primo luogo entrano in gioco i provvedimenti già decisi o comunque progettati per ridurre l'inquinamento atmosferico e acustico provocato dal traffico:</p><p>- norme più severe per i gas di scarico delle altre categorie di veicoli (parallelamente all'Ue);</p><p>- requisiti più selettivi per la qualità dei combustibili in termini di igiene atmosferica (parallelamente all'Ue);</p><p>- promozione delle applicazioni telematiche volte ad incrementare la protezione dell'atmosfera;</p><p>- riforma fiscale ecologica con l'introduzione di una tassa sull'energia;</p><p>- migliore isolamento fonico, con interventi attivi e passivi, lungo gli assi ferroviari soggetti a traffico intenso;</p><p>- inasprimento delle prescrizioni in materia di rumore per i veicoli stradali (parallelamente all'Ue).</p><p>3. Il Consiglio federale ha esposto con dovizia di particolari i provvedimenti che intende attuare nel messaggio definitivo concernente l'approvazione dell'accordo settoriale Svizzera - Ce, presentando inoltre una legge sul trasferimento del traffico. Le misure d'accompagnamento sono rivolte sia alla rotaia che alla strada e consistono principalmente nell'attivazione di meccanismi del mercato e in incentivi per migliorare le condizioni generali a favore delle ferrovie, in modo da renderle più efficienti e interessanti nonché in grado di assorbire un maggiore volume di traffico.</p><p>4. Il Consiglio federale, come anche l'autore dell'interpellanza, vuole ottenere l'effetto maggiore con i fondi a disposizione nel trasferire il traffico merci attraverso le Alpi dalla strada alla rotaia. Per questo, l'odierno sistema di contributi al trasporto combinato deve essere cambiato radicalmente a partire dall'inizio del 2000, in maniera da conformarlo ai principi della riforma delle ferrovie. Con le indennità a disposizione andranno allora principalmente ad abbassare i prezzi dei tracciati.</p><p>Una sensibile riduzione di queste tariffe consentirà agli operatori del trasporto combinato di sviluppare un'offerta redditizia su numerosi collegamenti. Le prospettive di guadagno li spingeranno ad acquisire più trasporti su questi collegamenti per sfruttare al meglio i treni e li porteranno ad aumentare l'efficienza in generale, per portare all'attivo anche le altre linee. Queste prospettive di guadagno avranno lo stesso effetto di un premio (bonus) per ogni unità di trasporto supplementare. Bisogna però ricordare che, se aumentano i treni in circolazione, aumentano anche i contributi che la Confederazione versa al gestore dell'infrastruttura, dato che il prezzo scontato del tracciato risulta inferiore ai costi causati al gestore dell'infrastruttura dalla circolazione del treno.</p><p>Il Consiglio federale ritiene che, con la prossima riformulazione del sistema di concessione dei contributi, il problema indicato dall'autore dell'interpellanza si risolverà in maniera efficace e semplice dal punto di vista amministrativo.</p>  Risposta del Consiglio federale.