<h2>SubmittedText<h2><p>La Svizzera deve svolgere un importante ruolo proattivo nella ricostruzione dell'Ucraina. La prossima conferenza sull'Ucraina di Lugano è un primo passo molto incoraggiante in tal senso.</p><p>Grazie al suo know-how, al suo potere d'acquisto e alla presenza di numerosi fondi russi all'interno dei suoi confini, la Svizzera può influenzare positivamente il processo di ricostruzione in Ucraina, rendendolo rapido, ampio e inclusivo. A tal fine dovrebbe coordinarsi con i suoi partner, in primis con l'Unione europea, coinvolgere tutti gli attori, compresi gli enti privati, e non agire a scapito di altri Paesi beneficiari dei suoi programmi di cooperazione internazionale.</p><p>Il segnale che la Svizzera darà in tal senso sarà molto importante per il nostro Paese, che non ha partecipato all'invio di armi in Ucraina. Inoltre, considerata la complessità di questa sfida, sarebbe auspicabile che il Consiglio federale si dotasse subito di un piano volto a posizionare la Svizzera al cuore di questo processo. </p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>- Il Consiglio federale è in contatto con i nostri partner europei per partecipare al progetto "Rebuild Ukraine" o a un qualsiasi altro progetto attuato a livello dell'Unione europea o dei suoi Stati membri? E intende parteciparvi?</p><p>- Per la ricostruzione dell'Ucraina, la Svizzera, tramite il Consiglio federale, intende utilizzare i fondi di oligarchi e/o imprese congelati per effetto delle sanzioni che ha deciso, analogamente ad altri Paesi?</p><p>- Il Consiglio federale prevede anche di sostenere programmi di promozione della pace che permettano di gettare le basi affinché la ricostruzione dell'Ucraina possa essere il più possibile inclusiva e democratica?</p><p>- Il Consiglio federale intende richiedere un credito a preventivo complementare per la ricostruzione dell'Ucraina al fine di non danneggiare i programmi di cooperazione in altri Paesi le cui esigenze, purtroppo, non sono diminuite?</p><p>- Il Consiglio federale prevede campagne e altre iniziative mirate per incoraggiare le imprese e altri enti a investire in Ucraina per accelerarne la ricostruzione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>- Il Consiglio federale rimanda alla sua risposta all'interpellanza 22.3524 Imboden. La Svizzera valuterà a tempo debito le possibilità di partecipazione al programma dell'UE "Rebuild Ukraine".</p><p>- Come illustrato nelle risposte del Consiglio federale alla mozione 22.3455 del Gruppo socialista e al postulato 22.3452 Ryser, al momento per l'Esecutivo la confisca di valori patrimoniali basata unicamente sui criteri di vicinanza allo Stato o di iscrizione in un elenco di sanzioni non rappresenta un'opzione per sostenere la ricostruzione dell'Ucraina. Il rispetto delle basi giuridiche e dello Stato di diritto deve essere garantito.</p><p>Il Consiglio federale segue da vicino i dibattiti internazionali sull'eventuale confisca e sul riutilizzo di valori patrimoniali dello Stato russo, di imprese parastatali o di persone sanzionate. Tali dibattiti sono tuttavia ancora agli esordi. Attualmente i diversi progetti mirano a facilitare la confisca di valori patrimoniali in caso di violazione delle sanzioni. Finora nessuno Stato ha confiscato valori patrimoniali solo sulla base del fatto che una persona fisica o giuridica sia iscritta in un elenco di sanzioni.</p><p>- Il programma di politica di pace della Svizzera in Ucraina è stato adeguato in funzione delle mutate condizioni e si concentra sulla lotta all'impunità, sulla protezione della popolazione civile, sul rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario, sulla resilienza democratica e su una ricostruzione sostenibile. Tutto questo avviene grazie alla cooperazione con gli organi governativi e le organizzazioni locali e internazionali. Tra gli obiettivi figurano il sostegno a partner impegnati ad affrontare il problema delle persone scomparse e la promozione di un approccio alla giustizia che tenga conto delle voci delle vittime. La Svizzera mette inoltre esperti ed esperte a disposizione dei propri partner.</p><p>- Il Consiglio federale ha stanziato 80 milioni di franchi per far fronte all'emergenza umanitaria in Ucraina e nella regione. A questo scopo, nel giugno del 2022 il Parlamento ha approvato un credito supplementare di 61 milioni di franchi, mentre i restanti 19 milioni provengono da fondi già esistenti. I progetti in corso del programma di cooperazione in Ucraina sono stati modificati e ampliati in considerazione delle nuove condizioni. Durante la Ukraine Recovery Conference di Lugano (URC2022) la Segreteria di Stato dell'economia (SECO) ha firmato due accordi, rispettivamente con la Banca Mondiale e la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS), per un importo complessivo di 20 milioni di franchi. Entrambe le iniziative mirano a preservare le funzioni statali cruciali non militari, a coordinare il piano di riforme economiche con il programma di ricostruzione e a mantenere la competitività delle PMI. Queste spese non vengono effettuate a discapito di altri programmi della cooperazione internazionale.</p><p>In occasione del forum economico svoltosi nell'ambito dell'URC2022, l'Ucraina ha avuto modo di presentare le attuali condizioni in cui versa il Paese nonché le sue necessità e le opportunità di investimento in quattro settori selezionati. L'obiettivo della conferenza era creare una piattaforma di scambio sulle possibili sinergie tra le esigenze dell'Ucraina e l'offerta del settore privato. Il forum ha quindi contribuito ad avviare una rapida ed efficiente ricostruzione del Paese. Per sostenere le iniziative del settore privato già delineatesi durante l'URC2022 e quelle future, la Confederazione vaglierà misure nel settore della diplomazia economica.</p>  Risposta del Consiglio federale.