<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale intende adottare misure volte a garantire il traffico dei pagamenti a Cuba ai cittadini svizzeri che vi risiedono, soprattutto ai pensionati? In caso affermativo, con quali misure? In caso contrario, quali alternative metterà in atto il Consiglio federale per consentire il pagamento delle pensioni ai cittadini svizzeri residenti a Cuba?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è consapevole del fatto che diventa sempre più difficile effettuare trasferimenti internazionali da e verso Cuba. Ritiene però che una regolamentazione che costringerebbe le banche a incorrere in rischi più elevati di quanto siano disposte ad assumersi rappresenterebbe una forte ingerenza nella loro libertà economica (cfr. anche la mozione della CPE-N 17.3626, respinta dal Consiglio degli Stati il 13 giugno 2018). Dal punto di vista della parità di concorrenza, imporre un tale obbligo solo a carico di Postfinance non sarebbe giustificabile.</p><p>Il mandato di servizio universale nel settore del traffico dei pagamenti si applica alle prestazioni fornite in franchi svizzeri all'interno della Svizzera (art. 32 della legge sulle poste; RS 783.0, art. 43 dell'ordinanza sulle poste; RS 783.01). I servizi di pagamento all'estero non rientrano nel mandato di servizio universale di Postfinance. Quest'ultima può quindi decidere autonomamente in quali Paesi e in che misura offrire ai propri clienti servizi di pagamento. La sua decisione è determinata da fattori economici e giuridici. Per i servizi transfrontalieri, Postfinance - come tutti gli altri istituti finanziari - deve rispettare il diritto svizzero e considerare il diritto estero in materia. Stando alle indicazioni che l'azienda stessa ha fornito, Postfinance continua a permettere in linea di massima i pagamenti di rendite verso Cuba.</p><p>Postfinance deve affrontare, limitare e controllare i rischi in cui incorre nell'ambito del traffico dei pagamenti internazionale. In quanto istituto finanziario svizzero, non è direttamente soggetta al diritto statunitense. Tuttavia, siccome i pagamenti sono effettuati in dollari e transitano attraverso una camera di compensazione situata su territorio statunitense, gli USA considerano che sia applicabile il loro diritto, compreso il loro regime di sanzioni finanziarie. Postfinance sostiene che inoltre, per mantenere la propria rete all'estero, deve garantire che siano compatibili con il diritto statunitense i pagamenti verso Paesi soggetti a sanzioni statunitensi (come Cuba) e/o banche corrispondenti sottostanti a tale diritto. Infatti, se queste banche non sono tenute a rispettare il diritto estero in Svizzera, devono perlomeno limitare e controllare in modo appropriato i rischi legali e di reputazione, anche nel quadro delle loro attività finanziarie transfrontaliere.</p><p>Un'eventuale esclusione dal traffico dei pagamenti in dollari USA da parte delle autorità statunitensi in seguito a una violazione del diritto statunitense renderebbe Postfinance incapace di garantire una gran parte del traffico dei pagamenti. Ciò potrebbe avere gravi conseguenze per una vasta clientela svizzera, una situazione da evitare. Inoltre il Consiglio federale rinvia al suo rapporto del 20 aprile 2016 in adempimento del postulato Graber Konrad 14.3752.</p>  Risposta del Consiglio federale.