<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di ridurre del 20 per cento l'organico dell'amministrazione federale entro i prossimi cinque anni.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'autore della mozione giustifica la sua richiesta di riduzione di posti di lavoro asserendo che l'amministrazione federale non si concentrerebbe più sui suoi compiti principali. L'effettivo odierno è l'espressione del fabbisogno di risorse per svolgere gli attuali compiti. I compiti dell'amministrazione federale non vengono definiti né dal Consiglio federale, né dall'amministrazione stessa. È il legislatore che decide i compiti che si deve assumere la Confederazione e quindi anche i compiti principali dell'amministrazione. L'amministrazione è l'autorità esecutiva. L'intensità dell'attività legislativa è stata oggetto dell'interpellanza Spuhler 07.3176 del 22 marzo 2007, in cui è stato constatato che leggi e ordinanze sono spesso la conseguenza di interventi parlamentari. Nella sua risposta il Consiglio federale ha osservato che delle 60 mozioni trasmesse nel 2006, il 53,3 per cento richiedeva un'attività normativa e il 36,6 per cento sollecitava diverse misure; nel 10 per cento dei casi non era chiaro se il risultato dell'esame richiesto avrebbe comportato una misura a livello legislativo o meno. Solitamente i messaggi presentati dal Consiglio federale prendono le mosse da suggerimenti e necessità espressi dal Parlamento. A ciò si aggiungono i progetti di legge presentati direttamente dal Parlamento in seguito a iniziative parlamentari. Secondo un esame del Servizio di documentazione dell'Assemblea federale, dal 45° al 47° periodo di legislatura la loro quota è aumentata di oltre la metà, passando dal 13 al 20 per cento.</p><p>Passando da 179 nel 1995 a 428 nel 2010, il numero delle mozioni è più che raddoppiato. La statistica elaborata in base ai periodi di legislatura presenta un'immagine simile: tra il 2003 e il 2007 le Camere hanno presentato 1409 mozioni e per il periodo in corso alla fine della sessione primaverile del 2011 si contano già 1766 mozioni (iniziative parlamentari comprese).</p><p>La frequenza degli interventi parlamentari è probabilmente l'espressione della crescente complessità degli affari, che si ripercuote anche sul lavoro dell'amministrazione. Di conseguenza il suo effettivo deve essere valutato in modo oggettivo ed equilibrato. Il Consiglio federale e l'amministrazione federale sono tenuti a impiegare le risorse in modo mirato ed economico. Nel quadro del programma di consolidamento il Consiglio federale si è pertanto espresso a favore della stabilizzazione dell'effettivo e ha previsto misure in questo ambito per un importo che ammonta da 25 a 42 milioni di franchi all'anno per ridurre l'aumento dei costi del personale. Il Parlamento ha approvato queste misure nel quadro del preventivo 2011.</p><p>Il Consiglio federale ritiene che la riduzione dell'effettivo del 20 per cento chiesta dall'autore della mozione non sia realizzabile. Essa comporterebbe il taglio di circa 6600 posti di lavoro. Ciò corrisponderebbe alla soppressione di più dipartimenti, ad esempio del DFI, DFGP e DFE. La realizzazione di una riduzione di posti di quest'entità comporterebbe la rinuncia incisiva e non giustificabile di svariati compiti. Non è possibile prevedere le conseguenze che ne deriverebbero per la funzionalità dello Stato, rispettivamente le ripercussioni sullo svolgimento dei compiti. Per quanto possibile il Consiglio federale intende tuttavia adottare anche in futuro misure di controllo dei costi e degli effettivi, come nel summenzionato programma di consolidamento.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.