<h2>SubmittedText<h2><p>Il primo pacchetto di misure della strategia energetica 2050 deciso dal Consiglio federale ha delle ripercussioni sulla piazza economica elvetica. Non soltanto l'economia interna ma anche le imprese esportatrici devono far fronte a tasse e costi di rete crescenti; ne consegue un aumento dei costi di produzione dei beni e servizi offerti in Svizzera. A titolo d'esempio si potrebbe citare l'incremento del supplemento rete a un massimo di 2,3 centesimi per chilowattora. Già all'inizio del 2013, il centro di ricerche congiunturali del Politecnico federale di Zurigo aveva pubblicato uno studio sulle ripercussioni economiche della strategia energetica 2050, dal quale era emerso che misure di politica energetica non coordinate, adottate unilateralmente, potrebbero avere conseguenze incisive per il nostro Paese.</p><p>Chiediamo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quali sono le ripercussioni economiche della strategia energetica 2050 e della strategia reti elettriche sulle imprese elvetiche?</p><p>2. A che livello si situano, nel confronto internazionale, le diverse componenti dei costi dell'energia (suddivise nelle seguenti voci: energia, costi di rete, tasse) per le economie domestiche e le imprese?</p><p>3. Quali sono, nel confronto internazionale, le ripercussioni economiche della strategia energetica 2050 e della strategia reti elettriche sull'evoluzione relativa di queste diverse componenti?</p><p>4. A giudizio del Consiglio federale a quanto ammonteranno i costi globali di attuazione (a tutti i livelli) della strategia energetica decisa dal Consiglio nazionale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale ha analizzato gli effetti sull'economia nazionale della strategia energetica 2050 mediante diversi studi complementari (cfr. messaggio concernente il primo pacchetto di misure della strategia energetica 2050: FF 2013; 6489, qui 6657-6667). Secondo il rapporto "Energiestrategie 2050 - volkswirtschaftliche Auswirkungen" (Ecoplan 2012; disponibile solo in tedesco su <a href="http://www.energiestrategie2050.ch">www.energiestrategie2050.ch</a> &gt; Basi), per lo scenario "Nuova politica energetica" (NPE) la diminuzione della crescita media annua è di meno 0,09 per cento per l'anno 2035 rispetto allo scenario di riferimento "Status quo" (SQ). Nei calcoli viene dato per scontato che all'estero vengano perseguiti ambiziosi obiettivi climatici e di politica energetica simili a quelli svizzeri. Inoltre, questi calcoli si basano sui costi dei prodotti petroliferi, a quel momento particolarmente elevati. Nel 2013 in Svizzera i costi si aggiravano complessivamente attorno ai 20 miliardi di franchi. Visti l'attuale prezzo del petrolio, praticamente dimezzato, e il forte franco svizzero, ne risultano risparmi a breve termine. È comunque difficile prevedere per quanto tempo durerà questa situazione.</p><p>Per i sei maggiori settori dell'industria svizzera (chimica, commercio, attività finanziarie, servizi alle imprese, attività immobiliari e costruzione), le misure fissate nella strategia energetica 2050 secondo lo scenario NPE non hanno praticamente conseguenze sui livelli di produzione. Tra i diversi settori esistono tuttavia alcune differenze. Riguardo ai possibili provvedimenti di sgravio per le imprese con un consumo energetico elevato, si veda la risposta del Consiglio federale all'interpellanza Föhn 14.4155, "Ripercussioni della politica energetica sulle imprese svizzere".</p><p>Negli studi seguenti (disponibili su <a href="http://www.energiestrategie2050.ch">www.energiestrategie2050.ch</a> &gt; Basi) vengono esaminati gli effetti economici in base agli investimenti nelle reti di trasporto ("Einfluss verschiedener Stromangebotsvarianten auf das Übertragungsnetz der Schweiz", disponibile solo in tedesco) e nelle reti di distribuzione ("Auswirkungen eines verstärkten Ausbaus der dezentralen Erzeugung auf die Schweizer Verteilnetze", disponibile solo in tedesco) anche in relazione agli scenari energetici. Il potenziamento e il rinnovo della rete di trasporto e il potenziamento della rete di distribuzione comporteranno costi fino a 18 miliardi di franchi di cui circa 2,3-2,7 miliardi serviranno ai progetti di potenziamento necessari per la rete di trasporto entro il 2050 e circa 4 miliardi per il rinnovo della stessa entro il 2030. I relativi aumenti dei costi vanno a influenzare in particolare i settori con un consumo energetico elevato tra cui innanzitutto i produttori di acciaio, carta e cemento.</p><p>2. I prezzi dell'elettricità per i consumatori finali in Svizzera variano fortemente. La Commissione federale dell'energia elettrica (Elcom) calcola che nel 2015 un'economia domestica media pagherà 20,7 centesimi per chilowattora, ossia 931 franchi all'anno (2014: 19,7 ct./kWh, ovvero 888 franchi/anno). In Germania, ad esempio, il prezzo medio dell'energia elettrica nel 2014 era pari 29,13 centesimi per chilowattora (fonte: Elcom, BDEW Bundesverband der Energie- und Wasserwirtschaft). Il seguente grafico fornisce una panoramica delle componenti del prezzo dell'energia per il cliente finale. Il consumo medio svizzero nel confronto internazionale si situa tra i 2500 e i 5000 chilowattora (stato 2012).</p><p>Grafico</p><p>Il grafico è estratto dallo studio della BET Dynamo Suisse (2013), "Markt- und Wettbewerbsanalyse für den Bericht des BFE zu den Massnahmen des StromVG und der StromVV nach Artikel 27 Abssatz 3 Strom VV", pagina 32 (disponibile solo in tedesco su <a href="http://www.bfe.admin.ch">www.bfe.admin.ch</a> &gt; Documentazione &gt; Pubblicazioni).</p><p>Le tariffe elettriche medie per i piccoli clienti commerciali (0,02-0,5 GWh) ammontano in Svizzera a 16,67 centesimi per chilowattora e sono quindi inferiori alle tariffe tedesche che ammmontano a 18,08 centesimi per chilowattora e leggermente inferiori alla media europea di 17,17 centesimi per chilowattora (basato su 17 Paesi; cfr. figura 22 dello studio di cui sopra della BET Dynamo, 2013). Anche le tariffe elettriche medie per i clienti commerciali medi (0,5-2 GWh) in Svizzera ammontano a 13,16 centesimi per chilowattora e sono quindi inferiori alle tariffe tedesche (15,56 ct./kWh) e europee (14,88 ct./kWh).</p><p>L'UFE, in collaborazione con la Segreteria di Stato dell'economia (SECO), sta elaborando un monitoraggio in sui vengano presi in considerazione anche i prezzi internazionali.</p><p>3. Il relativo sviluppo delle componenti del prezzo dell'energia nel confronto internazionale dipende da numerosi fattori ed è difficilmente previsibile a causa dell'auspicato nuovo mercato dell'energia elettrica in cui sono da prevedere modelli di costo totalmente nuovi. Questo vale in particolare per la componente "energia". Per tale componente, la prevista apertura del mercato dell'energia elettrica e la possibile partecipazione della Svizzera al "market coupling" in Europa potrebbero essere di particolare importanza. Queste misure permetterebbero di adeguare la componente "energia" al livello internazionale. Il "market coupling", ossia il collegamento dei mercati dell'energia elettrica, consente un miglior impiego delle centrali e un'utilizzazione più efficiente delle reti elettriche transfrontaliere. Nelle regioni integrate, i prezzi all'ingrosso tendono ad avvicinarsi, aspetto che nel caso della Svizzera potrebbe comportare vantaggi economici.</p><p>Nel confronto internazionale, in Svizzera, anche in ragione delle condizioni topografiche, le tasse relative alla componente "utilizzazione" della rete elettrica sono più elevate. Al momento viene esaminata la possibilità di aumentare l'efficienza mediante l'impiego di un'altra forma di regolazione, come ad esempio una regolazione per incentivi.</p><p>Per quanto riguarda tributi e prestazioni, la strategia energetica 2050 prevede un aumento del supplemento di rete dall'odierno 1,1 (o 1,5 ct./kWh al massimo) fino a un valore massimo di 2,3 centesimi per chilowattora. Da dicembre 2030 non verranno più inseriti nuovi impianti nel sistema di rimunerazione per l'immissione in rete. Le ultime remunerazioni verranno quindi versate nel 2045. A titolo di confronto: in Germania nel 2015 verrà riscosso un contributo EEG di 6,17 centesimi di euro per chilowattora (ca. 6,79 ct./kWh con tasso di cambio euro/franchi 1,10). In Austria i contributi per la corrente ecologica ammontano a poco meno di 1,5 centesimi di euro per chilowattora (ca. 1,65 ct./kWh con tasso di cambio euro/franchi 1,10).</p><p>4. Con il messaggio concernente il primo pacchetto di misure della strategia energetica 2050, il Consiglio federale ha esaminato le possibili ripercussioni della strategia energetica 2050 per la Confederazione, come pure le ripercussioni per la Confederazione a livello finanziario e sul personale (cfr. FF 2013; 6489, qui 6650-6657). L'entità precisa del fabbisogno di risorse dipende dai risultati delle deliberazioni parlamentari. Secondo il messaggio, nell'ambito della strategia energetica 2050, oltre alle risorse impiegate finora, a partire dal 2015 alla Confederazione vi sarà un fabbisogno aggiuntivo di personale pari a 34 posti a tempo pieno.</p><p>I cantoni rivestono attualmente un ruolo importante nell'attuazione della politica energetica. Nei servizi cantonali dell'energia e dell'ambiente sono impiegate complessivamente più di cento persone.</p><p>Gli interventi che contengono grafici o tabelle possono essere scaricati da: Attività parlamentare / Curia Vista / Interventi che contengono grafici o tabelle.</p>  Risposta del Consiglio federale.