<h2>SubmittedText<h2><p>"La 'ndrangheta sta cercando dove investire i grossi capitali di cui dispone. E lo fa in tutto il mondo, anche in Svizzera, con sistemi all'avanguardia. La Svizzera è vicina, possono uscire e far passare armi, droga e latitanti. E ricicla denaro". Queste le dichiarazioni di Alessandra Cerretti pubblico ministero della direzione distrettuale antimafia di Milano, recentemente ospite in Ticino. "Segnali d'infiltrazione ne esistono da anni. Le organizzazioni criminali mafiose sono ancora intenzionate a utilizzare la Svizzera per lavare i proventi criminali. È chiaro l'interesse a usare il nostro Paese". E ancora: "In Svizzera non si è del tutto coscienti dell'attività di tali organizzazioni e dei problemi e dei pericoli che tale attività potrebbe comportare a lungo termine. È naturale, perché riciclare denaro non fa molto rumore. Non occorre allarmismo, solo conoscere e non sottovalutare il problema". Queste invece quelle di Pierluigi Pasi ex capo della Procura federale di Lugano, che già nel 2010 insisteva perché si parlasse e si affrontasse il fenomeno. È ormai piuttosto evidente, a distanza di oltre un decennio, che le organizzazioni mafiose sono presenti massicciamente anche nel nostro Paese; non da ieri ma da molto tempo. Operano riciclando denaro attraverso investimenti immobiliari e sono ormai attive in molti altri settori economici, come ad esempio la ristorazione e i commerci. Nel recente passato più atti parlamentari hanno evidenziato il tema, sollevando la preoccupazione di vedere progressivamente il nostro Paese conquistato da organizzazioni mafiose che operano nell'ombra, causando danni economici e sociali.</p><p>Chiedo al Consiglio federale:</p><p>1. Rispondendo all'interrogazione Chiesa 19-1029 il Consiglio federale sosteneva che "A causa della notevole carenza di risorse l'AV-MPC non ha attualmente la possibilità di analizzare le questioni sollevate nell'ambito di un'ispezione o di un accertamento". Quali azioni sono state intraprese per ovviare a questa notevole carenza?</p><p>2. Fedpol ha un ruolo importante nel contrasto alla mafia. Negli anni, da quando il fenomeno è stato rilevato, quali azioni ha intrapreso per combatterlo? Ha impiegato maggiori risorse? In che misura?</p><p>3. Il controllo delle attività mafiose passa anche dalla verifica delle attività economiche e fiscali delle varie imprese. Che tipo di organizzazione ha implementato la Confederazione con i vari Cantoni?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Per ragioni di competenza, la presente risposta è fornita dall'Autorità di vigilanza sul Ministero pubblico della Confederazione (AV-MPC). Trasmettendo al Consiglio federale le mozioni 21.3972 e 21.3970, il Consiglio nazionale e il Consiglio degli Stati hanno avviato il processo di riforma delle basi legali del Ministero pubblico della Confederazione (MPC) e dell'AV-MPC. A quest'ultima potrebbero quindi essere attribuite durevolmente maggiori risorse personali. Come illustrato nella risposta alla domanda Büchel 21.7217, le risorse umane dell'AV-MPC sono estremamente limitate.</p><p>L'AV-MPC ha il compito di sorvegliare gli aspetti sistemici dell'attività del MPC. In quanto autorità indipendente di vigilanza e organo della giustizia federale, definisce in maniera autonoma, nel quadro della legge, le attività del MPC da considerare sistemiche. L'AV-MPC sta attualmente conducendo due ispezioni di ampia portata del MPC e sta per concluderne una terza. La possibilità di effettuare, nel secondo semestre del 2022, un'ispezione sul tema menzionato è attualmente al vaglio.</p><p>2. Dato che la lotta alle organizzazioni criminali rappresenta una priorità secondo la Strategia di lotta alla criminalità 2020-2023 del Dipartimento federale di giustizia e polizia, all'inizio del 2020 la struttura di fedpol è stata adeguata, istituendo unità specializzate d'indagine e analisi criminale. Questo adeguamento è stato possibile grazie a una riorganizzazione interna e a una priorizzazione dei compiti, senza dover destinare risorse supplementari a tal fine.</p><p>Le misure adottate sono di vario tipo: la creazione della piattaforma di cooperazione interdisciplinare Countering Organised Crime (COC) nel 2020 costituisce anch'essa una tappa importante nella lotta alle organizzazioni criminali in Svizzera, in quanto facilita la collaborazione tra autorità federali e cantonali in materia di analisi criminale, perseguimento penale e prevenzione. Le misure preventive attualmente in atto comprendono la sensibilizzazione delle autorità pubbliche particolarmente esposte a minacce mafiose e i divieti d'entrata. Nel 2021 (stato al 30.9.2021), fedpol ha pronunciato 19 divieti d'entrata nei confronti di esponenti della criminalità organizzata (4 nel 2020) e avviato 256 procedimenti concernenti divieti d'entrata o espulsioni (350 nel 2020), di cui 33 in relazione alla criminalità organizzata (81 nel 2020), e 122 procedimenti di polizia amministrativa contro la criminalità organizzata, principalmente contro la mafia italiana. Da metà del 2020, a questi compiti sono destinati 1,8 posti a tempo pieno supplementari. Anche la cooperazione internazionale in materia di lotta alle organizzazioni criminali è costantemente potenziata. fedpol utilizza tutti i canali rilevanti come la cooperazione bilaterale attraverso la sua rete di addetti di polizia - di cui uno stazionato in Italia - o la cooperazione operativa con INTERPOL ed Europol. Questa cooperazione è concretizzata dalla partecipazione a progetti quali "INTERPOL Cooperation Against 'Ndrangheta" (I-CAN), o alle diverse azioni e ai gruppi operativi legati a Europol. Anche il ricorso a squadre investigative comuni (joint investigation teams, JIT) è decisivo per determinati procedimenti transnazionali complessi.</p><p>3. Un monitoraggio sistematico dei dati finanziari e fiscali da parte delle autorità inquirenti, come avviene in Italia, non è possibile in Svizzera a causa dell'assenza di basi legali. In virtù della legge sul riciclaggio di denaro (LRD; RS 955.0), l'Ufficio di comunicazione in materia di riciclaggio di denaro (MROS) riceve e analizza le comunicazioni di sospetto trasmesse dagli intermediari finanziari, anche quelle inerenti alla criminalità organizzata. Dopo un'analisi di rilevanza, MROS decide se le informazioni devono essere trasmesse alle competenti autorità di perseguimento penale, compreso il MPC nel caso di organizzazioni criminali. Oltre a ciò scambia informazioni finanziarie con altre autorità nazionali nonché con i suoi omologhi esteri tramite l'assistenza amministrativa, sia su base volontaria sia su richiesta. La modifica delle basi legali del 1° luglio 2021 ha inoltre conferito a MROS competenze supplementari che gli permettono, su informazione di un omologo estero, di chiedere agli intermediari finanziari svizzeri di fornirgli tutte le informazioni di cui dispongono.</p>  Risposta del Consiglio federale.