<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In seguito alla decisione popolare di rifiuto del 25 giugno 1995 su un'apertura controllata della Lex Friedrich è stata presentata tutta una serie d'interventi parlamentari che, mediante una nuova revisione della legge, esigevano una cantonlizzazione più o meno ampia delle prescrizioni concernenti l'acquisto di beni immobili da parte di persone all'estero. Al Consiglio federale è di volta in volta esauriscano il proprio contingente.</p><p></p><p>Rispondendo a tali interventi il Consiglio federale faceva notare che, a suo avviso, occorre rispettare una decisione democraticamente presa. Secondo lo stesso, un altro procedimento in questo campo, politicamente molto controverso, deve essere esaminato in modo approfondito: il Consiglio federale proponeva quindi di trasformare i diversi interventi parlamentari in postulati. Per quanto concerneva il contingentamento degli appartamenti die vacanza, aveva previsto una revisione dell'ordinanza, licenziata nel frattempo e posta in vigore già il 1 agosto 1996.</p><p></p><p>Mentre il Consiglio degli Stati esigeva nondimeno, il 12 dicembre 1995, mediante trasmissione di due mozioni, un nuovo progetto di revisione, il Consiglio nazionale respingeva, il 20 dicembre 1995, quattro mozioni, in parte d'uguale tenore, senza nemmeno discutere se trasformarle in postulati o no.</p><p></p><p>La presente mozione si scosta dall'esigenza di cantonalizzazione e chiede l'esenzione, in sede federale, dall'obbligo d'autorizzazione per gli acquisti conclusi allo scopo di esercitare un'attività economica. Sono in particolare citati gli stabilimenti permanenti, l'acquisto di partecipazioni a una persona giuridica nonché le acquisizioni in relazione a fusioni e altre ristrutturazioni di società.</p><p></p><p>La presente mozione tiene certo conto delle preoccupazioni espresse dal Consiglio federale nei riguardi della richiesta di cantonalizzazione. Tuttavia è stata ripresa un'esigenza centrale della revisione di legge de 7 ottobre 1994, a suo tempo respinta. Rimangono quindi validi per il Consiglio federale i motivi di politica statuale, che sono per il momento a sfavore di un nuovo disegno di revisione. La situazione iniziale non è tal proposito cambiata.</p><p></p><p>Il Consiglio federale non è quindi pronto ad accogliere la mozione e a presentare alle Camere, a breve scadenza, un nuovo progetto di revisione. Esso ritiene che - contrariamente alla revisione, attuata immediatamente, dell'ordinanza - una nuova revisione della legge debba essere avviata con prudenza e nel rispetto de nostro rapporto con l'Unione Europea. L'indirizzo principale della presente mozione appare però giusto al Consiglio federale che è quindi pronto ad accoglierla come postulato.</p>  Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.