<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Più di un anno fa, le associazioni mantello delle radio locali svizzere avevano suggerito una verifica dei criteri che da quattro anni l'Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM) utilizza per calcolare le quote dei proventi del canone. In collaborazione con rappresentanti del settore radiofonico, l'UFCOM ha dunque effettuato un lieve adattamento dei metodi di calcolo. Quest'operazione, internamente chiamata "Facelifting 2004", aveva in particolare quattro obiettivi:</p><p>- semplificare la procedura abbandonando i criteri rivelatisi ampiamente inefficaci;</p><p>- livellare le forti variazioni annue degli importi versati e migliorare alcune condizioni finanziarie quadro per i beneficiari delle quote;</p><p>- introdurre una regolamentazione adeguata delle relazioni tra stazioni che ricevono quote dei proventi e i loro concorrenti che invece devono farcela con le loro forze;</p><p>- ritornare al progetto di promuovere maggiormente l'infrastruttura.</p><p>La citata operazione, approvata dalle associazioni delle radio locali, è solo indirettamente legata alla modifica dell'articolo 10 dell'ordinanza sulla radiotelevisione (ORTV).</p><p>Alle singole domande, il Collegio risponde come segue:</p><p>1. La revisione dell'articolo 10 ORTV non è solo opportuna, è anche indispensabile per continuare a garantire il diritto alla quota dei proventi di alcune radio locali delle regioni periferiche e di montagna. Infatti, la versione attuale della disposizione limita la cerchia di radio locali che possono ricevere una quota dei proventi, alle stazioni nella cui zona destinataria vi sono meno di 150'000 abitanti di almeno 15 anni. Se si tiene conto dei dati più recenti tratti dal censimento 2000 e degli arrotondamenti delle zone di copertura approvati o previsti nell'ambito della pianificazione per le reti emittenti OUC, alcune radio locali rischiano di perdere il loro diritto alla quota dei proventi poiché superano il limite superiore sopraccitato. Pertanto, questa revisione serve unicamente a garantire il mantenimento dello status quo, nell'interesse di stazioni come Radio Central, e non presenta alcun legame con l'elaborazione della nuova legge sulla radiotelevisione.</p><p>2. Nella ripartizione dei proventi del canone si è sempre tenuto conto, oltre alla situazione topografica ed economica delle regioni di montagna e periferiche, anche di aspetti qualitativi come gli sforzi fatti dalle emittenti per la formazione dei loro giornalisti. In questo campo le radio locali della Svizzera occidentale hanno trovato una soluzione che permette di avere una maggiore affidabilità rispetto ai modelli sviluppati dalle radio svizzero-tedesche. In questo settore (e solo in questo) le radio della Svizzera occidentale, tra cui anche le radio locali delle regioni di montagna e periferiche della Svizzera romanda sono migliori delle omologhe svizzero-tedesche. A seguito dei pareri espressi dalle associazioni delle radio locali in merito al progetto "Facelifting 2004", l'UFCOM ha deciso di aumentare la quota dei proventi del canone calcolata in base alle spese di diffusione delle radio. Da questa misura trarranno in particolare vantaggio le radio di montagna, i cui costi di diffusione superano la media.</p><p>3. Né questa lieve modifica del metodo di calcolo dell'UFCOM, né l'adozione delle nuove istruzioni del Consiglio federale per la pianificazione delle reti emittenti OUC mirano a far perdere il diritto a una quota dei proventi a quelle stazioni che già da tempo ne beneficiano. Alcune radio di montagna diffondono già ora i loro programma in zone che non comprendono unicamente valli isolate ma anche importanti agglomerati. Occorre tener debitamente conto di questo fatto per creare un equilibro tra le stazioni che ricevono quote dei proventi e quelle che non vi hanno diritto.</p><p>4. Per i motivi sopraccitati, il Consiglio federale ritiene che, proprio nell'interesse delle radio di montagna, non sia opportuno posticipare la modifica dell'ordinanza fino al completamento della revisione sulla ripartizione. Questa soluzione avrebbe ripercussioni molto più gravi per le radio periferiche e di montagna.</p>  Risposta del Consiglio federale.