<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di provvedere, in collaborazione con la Banca nazionale svizzera (BNS), affinché nel nostro Paese venga ripristinata la stabilità dei cambi. In particolare, occorrerà fare in modo che il franco svizzero raggiunga di nuovo rispetto all'euro un corso minimo formale o effettivo, che si attesti a breve a fr. 1.15 e a medio termine a un tasso corrispondente alla parità del potere d'acquisto, in particolare nei confronti della Germania, nostro principale partner commerciale.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Costituzione federale definisce la Banca nazionale svizzera (BNS) quale banca centrale indipendente (art. 99 della Costituzione). La BNS ha quindi la competenza esclusiva di condurre la politica monetaria della Svizzera nell'interesse generale del Paese. L'indipendenza è precisata nella legge sulla Banca nazionale (LBN). All'articolo 6 LBN stabilisce che la BNS non può chiedere né accettare istruzioni dal Consiglio federale, dall'Assemblea federale o da altri servizi. La BNS deve dunque poter svolgere i propri compiti senza essere soggetta alle istruzioni del governo o del Parlamento. La BNS può agire sul tasso di cambio al fine di adempiere il proprio mandato, che consiste nel garantire la stabilità dei prezzi tenendo conto dell'evoluzione congiunturale (art. 5 LBN). La stabilità dei prezzi è una condizione essenziale per il buon funzionamento dell'economia. Per assicurare tale stabilità, la BNS deve istituire un quadro monetario adeguato. In altri termini, deve provvedere affinché i tassi d'interesse, i tassi di cambio e l'approvvigionamento monetario e creditizio siano adeguati alla situazione economica. I tassi di cambio influenzano il livello dei prezzi direttamente tramite l'evoluzione dei prezzi dei beni commerciabili e, indirettamente, con il loro impatto sull'attività economica.</p><p>In un'economia aperta come quella della Svizzera, nella quale vengono importati numerosi prodotti grezzi e beni di consumo, le variazioni del tasso di cambio si ripercuotono sui prezzi d'importazione e, di conseguenza, anche sul livello generale dei prezzi. Questo accade soprattutto in caso di forti fluttuazioni del tasso di cambio. Se quest'ultimo compromette la stabilità dei prezzi e la congiuntura, la BNS può agire su di esso adeguando i tassi d'interesse o intervenendo direttamente sui mercati valutari.</p><p>Un'eventuale reintroduzione, in maniera formale e annunciata o semplicemente di fatto, di un cambio minimo rientra nella competenza della BNS. La revoca del cambio minimo non significa che la BNS non sia più attiva sul mercato valutario. Gli interventi sul mercato dei cambi fanno parte degli strumenti a sua disposizione per condurre la politica monetaria e ridurre la pressione sul franco. La BNS ha quindi indicato che continuerà a tenere conto della situazione dei tassi di cambio nell'impostazione della sua politica monetaria e che interverrà, se necessario, sul mercato valutario. Inoltre, con i tassi negativi attualmente in vigore, la BNS contribuisce a rendere meno interessanti gli investimenti in franchi. In tal modo il cambio dovrebbe essere indebolito e i prezzi dovrebbero evolvere in maniera positiva, permettendo quindi di stabilizzare lo sviluppo economico.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.