<h2>SubmittedText<h2><p>I resti dei cibi serviti sugli aerei devono essere inceneriti per ragioni sanitarie. Si può anche capire che sussista un rischio, ma è più difficile capire perché non si possano utilizzare questi rifiuti per produrre biogas prima di incenerirli, come avviene per esempio per i fanghi di depurazione. La digestione termofila distrugge la maggior parte degli agenti patogeni. Se inoltre si separa la massa solida dai fanghi di depurazione e la si brucia, il rischio sanitario è inferiore a quello delle acque reflue dei macelli, dalle quali è stata precedentemente rimossa la massa solida e che non sottostanno all'ordinanza concernente l'eliminazione dei sottoprodotti di origine animale (art. 2 cpv. 2 lett. a OESA).</p><p>Va ricordato che l'incenerimento di rifiuti alimentari contenenti molti liquidi richiede più energia di quella prodotta dal loro incenerimento.</p><p>È inoltre ipotizzabile che questi resti alimentari siano utilizzati come nutrimento per insetti che a loro volta serviranno da nutrimento per determinati animali, ad esempio per tutti i tipi di rettile, ma anche per alcuni animali d'allevamento quali i pesci.</p><p>Queste considerazioni mi portano a porre le seguenti domande al Consiglio federale:</p><p>1. Perché non autorizzare la produzione di biogas con i resti dei cibi serviti sui mezzi di trasporto internazionali prima di incenerire il digestato solido?</p><p>2. È possibile modificare l'OESA per autorizzare questa produzione di energia rinnovabile?</p><p>3. In considerazione del fatto che questi rifiuti rigurgitano di energia e che, come dimostrato da uno studio, il loro impiego per la produzione di biogas genera due volte più energia e costa due volte meno del loro incenerimento diretto, perché non autorizzare, nell'ottica di una maggiore efficienza energetica, questa produzione di biogas?</p><p>4. È pensabile autorizzare l'impiego di questi resti alimentari per la produzione di insetti, quali le larve di mosca, da usare come nutrimento per animali (rettili, pesci, ecc.)?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1.-3. I resti alimentari provenienti da mezzi di trasporto impiegati nel traffico transfrontaliero fanno parte della categoria di rischio più elevata (categoria 1) perché potrebbero essere contaminati da agenti patogeni esotici. L'eliminazione dei sottoprodotti di origine animale della categoria 1 è disciplinata dall'articolo 22 OESA. L'articolo 22 capoverso 1 lettera b numero 2 OESA prevede la possibilità di eliminare tali sottoprodotti mediante sterilizzazione a pressione con produzione di combustibili (p. es. biogas) e successivo incenerimento. L'ottenimento di combustibili, tra cui anche il biogas, prima dell'incenerimento a partire da sottoprodotti di origine animale che rientrano nella categoria di rischio 1 è pertanto già ammesso alle condizioni poste dall'OESA. In un'ottica economica, tuttavia, per gli impianti di biogas tale opzione è praticabile solo limitatamente poiché, da una parte, per sterilizzare il materiale prima della fermentazione biologica occorre un elevato dispendio energetico e, dall'altra, i resti della fermentazione non possono essere utilizzati come concimi. Anche la produzione di biodiesel è ammessa e ampiamente diffusa in Svizzera.</p><p>Un allentamento delle disposizioni non è possibile dal punto di vista della polizia epizootica. Anche nell'UE vigono prescrizioni simili. L'equivalenza in questo settore è fissata nell'allegato 11 dell'Accordo tra la Confederazione Svizzera e la Comunità europea sul commercio di prodotti agricoli (RS 0.916.026.81). L'emanazione di una regolamentazione meno restrittiva in Svizzera potrebbe entrare in conflitto con gli obblighi disciplinati dagli accordi ed eventualmente portare a ostacoli al commercio da parte dell'UE.</p><p>4. Come indicato sopra, i resti alimentari provenienti da mezzi di trasporto impiegati nel traffico transfrontaliero sono sottoprodotti di origine animale che rientrano nella categoria di rischio più elevata e devono pertanto essere eliminati secondo le disposizioni di cui all'articolo 22 OESA. Il loro utilizzo per l'allevamento di insetti comporta un rischio troppo elevato dal punto di vista della polizia epizootica e per questo motivo è da escludere.</p>  Risposta del Consiglio federale.