<h2>SubmittedText<h2><text><p>A diverse riprese, cittadini di vari cantoni e di tutti i partiti politici ci hanno manifestato i loro sospetti nei confronti di talune pratiche fraudolente nell'ambito di votazioni ed elezioni. Abbiamo in particolare raccolto la testimonianza di impiegati che ci hanno confidato le pressioni subite da parte dei loro datori di lavoro: denaro in cambio di un voto. Siamo sensibili a questo stato di fatto che, se accertato, potrebbe nuocere gravemente alla credibilità del nostro sistema democratico. In un momento in cui il voto per corrispondenza, o elettronico, si semplifica e si diffonde, chiediamo al Consiglio federale di attribuire il mandato per uno studio sul problema della frode nell'ambito di votazioni ed elezioni, confrontando i diversi sistemi (ufficio elettorale, voto per corrispondenza, voto elettronico).</p></text><h2>FederalCouncilResponseText<h2><text><p>Negli ultimi quattro decenni sono stati registrati pochissimi tentativi di manipolazione e tutti sono stati sanzionati. Adottare i provvedimenti necessari spetta ai cantoni, cui compete la sovranità procedurale anche in occasione di votazioni federali (cfr. tra le altre, la legge federale sui diritti politici artt. 6, 7 cpv. 3, 8, 10 cpv. 2, 12 cpv. 2 e 83). Poiché i dettagli procedurali variano notevolmente a livello cantonale come anche regionale, non è possibile adottare misure di validità nazionale: utili per alcuni cantoni potrebbero rivelarsi inutili, se non addirittura dannose, per altri. In alcune località, ad esempio, la circolare pubblicata nel Foglio federale 2006 4791 non ha praticamente potuto essere applicata. Alle origini di alcuni tentativi di manipolazione vi sono proprio queste peculiarità regionali. È dunque essenziale per le autorità ricevere segnalazioni di situazioni problematiche con l'indicazione del luogo, della data e di qualsiasi utile dettaglio. Il Consiglio federale mantiene un occhio vigile ed è disposto a stilare il rapporto richiesto.</p></text>