<h2>SubmittedText<h2><p>Le aziende che gestiscono impianti di risalita per la pratica degli sport invernali sono sottoposte a condizioni particolarmente restrittive per la computabilità di eventuali perdite di lavoro ai sensi della LADI. Per potere usufruire delle relative prestazioni dell'assicurazione disoccupazione, devono cumulativamente prodursi le condizioni e i requisiti seguenti: </p><p>- condizioni meteorologiche eccezionali in un periodo in cui è dimostrato che l'azienda è rimasta aperta durante tre degli ultimi cinque anni; </p><p>- notevole limitazione dell'attività, con una cifra d'affari non superiore al 25 per cento della media degli ultimi cinque anni; </p><p>- periodo di attesa di due settimane in caso di attività a carattere stagionale. </p><p>Per le aziende di medie dimensioni, che contribuiscono tra molte difficoltà a salvaguardare una certa attività economica in regioni sovente sfavorite, si tratta di condizioni visibilmente penalizzanti e persino discriminanti rispetto a quelle valide per altre cerchie di imprese (si veda il periodo di attesa). </p><p>Chiedo perciò al Consiglio federale:</p><p>- Come valuta le ricadute di natura economica ed occupazionale (si pensi, da quest'ultimo profilo, all'incentivazione del lavoro su chiamata), che queste disposizioni eccessivamente restrittive possono comportare?</p><p>- Come intende, se ha l'intenzione di farlo, correggere questa eccessiva penalizzazione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'indennità in caso di riduzione dell'orario di lavoro mira a compensare le perdite di lavoro dovute a motivi economici eccezionali e inevitabili. Per considerare la particolare situazione delle stazioni invernali, esse (in particolare gli impianti di risalita e i ristoranti ad alta quota) hanno la possibilità di chiedere di usufruire delle prestazioni dell'assicurazione contro la disoccupazione in caso di perdita di lavoro legata a una diminuzione della clientela, attribuibile a condizioni meteorologiche. </p><p>Una perdita di lavoro è computabile quando è riconducibile a condizioni meteorologiche eccezionali che immobilizzano l'azienda o limitano notevolmente la sua attività. Per un'azienda sono segnatamente considerate condizioni meteorologiche eccezionali la mancanza di neve in una regione di sport invernali, se si manifesta in un periodo in cui è provato che l'azienda è rimasta aperta in tre degli ultimi cinque anni e la sua attività è considerata notevolmente limitata se la cifra d'affari conseguita nel corrispondente periodo di conteggio non supera il 25 per cento della media realizzata nel medesimo periodo degli ultimi cinque anni. Per ogni periodo di conteggio viene dedotto dalla durata della perdita di lavoro computabile un termine d'attesa di tre giorni interi di lavoro. Nelle aziende la cui attività è esclusivamente stagionale, il termine d'attesa è, per la prima perdita di lavoro della stagione, di due settimane (art. 51a OACI).</p><p>L'autore dell'interpellanza ritiene che le condizioni che danno accesso all'indennizzo siano particolarmente penalizzanti e discriminatorie rispetto a quelle che devono soddisfare le altre aziende, in particolare riguardo al termine d'attesa. </p><p>Bisogna però evidenziare che le aziende che beneficiano delle prestazioni dell'assicurazione contro la disoccupazione per una perdita di lavoro legata a una diminuzione della clientela, attribuibile a condizioni meteorologiche, dispongono di una procedura semplificata rispetto alle altre aziende. Esse non devono ad esempio contare le ore perse su ogni periodo di controllo ma solo giustificare una perdita sul volume d'affari per il periodo considerato rispetto alla media di quelli realizzati nei cinque anni precedenti. </p><p>Il termine d'attesa di due settimane è poi previsto solo per le aziende la cui attività è esclusivamente stagionale e solo per la prima perdita di lavoro della stagione. Le altre imprese possono essere indennizzate in caso di perdite di lavoro per cause stagionali nel momento in cui le stesse equivalgono la perdita media degli ultimi due anni. Le aziende che secondo l'articolo 51a OACI usufruiscono delle indennità hanno un termine d'attesa di tre giorni per i periodi successivi, così come tutte le altre aziende che richiedono l'indennità per riduzione dell'orario di lavoro. </p><p>Per rispondere alle domande poste dall'autore dell'interpellanza, il Consiglio federale si limita a ricordare che con l'indennità per lavoro ridotto non si intende sovvenzionare in modo duraturo le imprese per la loro natura stagionale; tale ambito è di competenza della promozione economica cantonale. Un intervento mirato dell'assicurazione contro la disoccupazione non può (e non deve) dunque avere conseguenze sull'economia regionale. </p><p>Per concludere, il Consiglio federale ritiene che l'indennità per orario di lavoro ridotto dovuto a una diminuzione della clientela attribuibile a condizioni meteorologiche raggiunge appieno l'obiettivo stabilito dal legislatore e non penalizza in alcun modo le imprese beneficiarie rispetto alle altre che percepiscono l'indennità in caso di orario di lavoro ridotto.</p>  Risposta del Consiglio federale.