<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di presentare un rapporto che illustri come le banche e le assicurazioni svizzere siano esposte ai rischi finanziari legati al clima e all'ambiente, in che modo li stiano affrontando e con quali provvedimenti a livello di impresa e di regolamentazione possano rafforzare la propria resilienza nei loro confronti (ad es. requisiti in materia di liquidità, prescrizioni relative ai fondi propri). Il rapporto dovrebbe rivolgere l'attenzione sia ai singoli istituti finanziari sia al sistema finanziario svizzero nel suo insieme.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è consapevole che il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità possono comportare rischi rilevanti sia per la stabilità dei singoli istituti finanziari sia per il sistema finanziario svizzero in generale. Riconoscendo l'importanza della resilienza rispetto ai rischi finanziari legati al clima e alla biodiversità, il rapporto del Consiglio federale "Sustainable-Finance Schweiz - Handlungsfelder 2022-2025 für einen führenden nachhaltigen Finanzplatz" del 16 dicembre 2022 illustra i lavori compiuti dalla FINMA e dalla BNS in questo ambito.</p><p>Sia la FINMA sia la BNS nel quadro del proprio mandato si occupano di rischi finanziari legati al clima. La FINMA, in particolare, integra i rischi finanziari legati al clima nella propria attività di vigilanza e mantiene con gli assoggettati alla vigilanza più importanti un dialogo continuo sulle modalità con cui identificare, rilevare e gestire i rischi finanziari legati al clima pertinenti per il singolo istituto e per tutto il settore finanziario svizzero. Già nel rapporto annuale 2020 la FINMA aveva pubblicato una stima qualitativa dei rischi finanziari legati al clima per il mercato finanziario svizzero, approfondita anche d'intesa con gli istituti finanziari. Nel 2021 la FINMA ha poi concretizzato gli obblighi di pubblicazione in materia di rischi finanziari legati al clima per le grandi banche e le imprese di assicurazioni, in conformità con le raccomandazioni emanate dalla TCFD (cfr. al riguardo anche la comunicazione FINMA sulla vigilanza concernente la pubblicazione dei rischi legati al clima del 29 novembre 2022). Attualmente la FINMA sta esaminando in quale misura concretizzare i criteri che gli assoggettati alla vigilanza devono soddisfare nell'ambito della gestione dei rischi climatici. In linea con gli obiettivi strategici per il periodo 2021-2024, in futuro la FINMA rivolgerà maggiore attenzione anche ad altri rischi relativi alla sostenibilità, in particolare ai rischi finanziari derivanti dalla perdita di biodiversità.</p><p>L'analisi di uno dei progetti pilota della FINMA e della BNS volti a quantificare i rischi di transizione legati al clima delle grandi banche ha consentito di farne una prima stima. La FINMA e la BNS continueranno ad occuparsi degli approcci quantitativi per la misurazione dei rischi climatici, con l'obiettivo di sviluppare e migliorare i metodi finora applicati (si vedano al riguardo il "Rapporto annuale 2021" della FINMA e il "Financial Stability Report 2022" della BNS). La FINMA provvede inoltre a quantificare i rischi climatici anche sul fronte degli assicuratori. Nell'ambito di lavori internazionali ha misurato l'esposizione delle grandi imprese di assicurazione rispetto ai settori a più elevate emissioni di CO2. La misurazione dei rischi finanziari legati alla biodiversità necessita tuttavia di un potenziamento della ricerca di base.</p><p>Alla luce delle considerazioni contenute nel menzionato rapporto del Consiglio federale e dei lavori in atto presso la FINMA e la BNS, il Consiglio federale non ritiene attualmente necessario predisporre un ulteriore rapporto sulla resilienza nei confronti dei rischi finanziari legati al clima e all'ambiente.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.