<h2>SubmittedText<h2><p>Lo studio pubblicato a novembre 2020 da Greenpeace mostra che i prodotti fitosanitari (PF) utilizzati sono riscontrabili anche su superfici coltive non trattate, in aziende biologiche o su superfici per la promozione della biodiversità. In realtà il problema è noto, ma lo studio ne indica l'entità e dimostra che le prescrizioni vigenti non bastano. I prodotti fitosanitari contaminano quindi altre colture agricole, compresi i prodotti degli agricoltori biologici. Anche gli ecosistemi nelle zone protette sono interessati dalla contaminazione da deriva. Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande.</p><p>1. La deriva dei prodotti fitosanitari mette in pericolo la biodiversità?  </p><p>2. Il Consiglio federale ha dato degli incarichi per tenere sotto osservazione la deriva dei prodotti fitosanitari in zone sensibili dal profilo ecologico? Esiste un monitoraggio in merito? </p><p>3. Qual è lo stato delle conoscenze in merito alla situazione della biodiversità sulle superfici per la promozione della biodiversità SPB che si trovano nelle immediate vicinanze di superfici convenzionali trattate con PF? </p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Quando si applica un prodotto fitosanitario, una parte di esso può fuoriuscire dalle particelle trattate per mezzo della deriva. Il rilevamento di una sostanza al di fuori di una particella trattata non indica necessariamente un rischio per la biodiversità. Per valutare l'impatto sulla biodiversità sono determinanti la quantità misurata e gli effetti della sostanza sugli organismi non bersaglio del trattamento. Il rischio connesso alla deriva per gli ambienti acquatici e per i biotopi è oggetto di una valutazione nell'ambito dell'omologazione. Se necessario, nelle condizioni d'uso vengono stabilite prescrizioni tecniche di utilizzo al fine di ridurre la deriva a un livello accettabile. Se ciò non è tecnicamente possibile, non viene concessa l'autorizzazione. Il rispetto di tali prescrizioni è quindi determinante per quanto concerne il possibile impatto sulla biodiversità.</p><p>2. Nell'ambito della misura 6.3.3.6 del Piano d'azione dei prodotti fitosanitari, la Confederazione esegue un monitoraggio dei residui di PF in oggetti selezionati degli Inventari dei biotopi di importanza nazionale. L'utilizzo di PF su queste superfici è vietato. Questi campioni forniscono prime indicazioni sulla presenza di PF in aree ecologicamente sensibili, tuttavia non rappresentano un monitoraggio sistematico.</p><p>3. Il monitoraggio agroambientale (ALL-EMA) registra piante, farfalle diurne e uccelli nidificanti onde descrivere la biodiversità delle superfici per la promozione della biodiversità (SPB). Tuttavia, al momento non si dispone delle conoscenze necessarie per stabilire se vi sia un influsso sulla biodiversità delle SPB situate nelle immediate vicinanze di superfici convenzionali trattate con PF. Un nuovo modulo nell'ALL-EMA dovrebbe pertanto contribuire a comprendere meglio i fattori d'influenza rilevanti. Anche nel quadro del Piano d'azione dei PF sono previsti dei progetti volti ad analizzare gli influssi di insetticidi sulla biodiversità nelle strisce fiorite adiacenti a superfici trattate.</p>  Risposta del Consiglio federale.