<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di presentare un rapporto sulla possibilità di costituire un fondo per la realizzazione di Swissmetro, il progetto di treni sotterranei a levitazione magnetica che permetterà di accorciare le distanze tra gli agglomerati del nostro Paese. Dovrà valutare la possibilità che la Confederazione accenda un prestito a lungo termine per investire in questo progetto approfittando dei bassi tassi di interesse.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Le Camere federali e il popolo sovrano hanno più volte ribadito in passato di voler adeguare il sistema ferroviario svizzero alle esigenze future e ampliarlo ulteriormente in caso di necessità.</p><p>Con FAIF il finanziamento dell'infrastruttura ferroviaria è stato posto su solide basi. Dal 1° gennaio 2016 l'esercizio, il mantenimento della qualità e l'ampliamento sono finanziati attraverso il fondo per l'infrastruttura ferroviaria (FIF). Discutere nuove forme di finanziamento significherebbe rimettere in questione il FIF approvato nel febbraio 2014 da popolo e cantoni. Accendere prestiti per investire in Swissmetro equivarrebbe ad aggirare il freno all'indebitamento e il divieto d'indebitamento per il FIF. Alla luce dei notevoli rischi connessi alla sua realizzazione e dei costi conseguenti per l'esercizio e il mantenimento della qualità, non è detto che Swissmetro riuscirebbe un giorno a coprire i propri costi operativi. È pertanto lecito dubitare del fatto che i prestiti accesi possano mai essere rimborsati o che chi li concede sia interessato a convertirli in azioni. L'attuale livello dei tassi di interesse è insolito. I tassi potrebbero tornare a crescere e, in futuro, attestarsi per alcuni periodi anche su livelli elevati. Le decisioni d'investimento non possono pertanto basarsi su evoluzioni degli interessi di breve periodo, ma devono considerare il rapporto dei costi e benefici a lungo termine, non influenzato dall'attuale fase di bassi tassi di interesse.</p><p>Così come è delineato nel postulato, Swissmetro accorcia i tempi di viaggio per poche tratte. L'esperienza insegna che una netta diminuzione dei tempi di viaggio comporta una notevole crescita della mobilità: in questi casi, un numero maggiore di persone copre distanze più lunghe, aumentando il carico per le reti di trasporto connesse, già molto sollecitate. L'obiettivo della politica svizzera dei trasporti non è di incrementare la domanda attraverso forti riduzioni dei tempi di viaggio, ma di assicurare un impiego efficiente dell'infrastruttura esistente e, ove necessario, predisporre capacità sufficienti per far fronte alla prevista crescita del traffico. Nei documenti di base per la pianificazione in corso della fase di ampliamento strategica dell'infrastruttura ferroviaria per il 2030 (Prossif 2030), la Confederazione ha definito le linee direttrici conformemente a quest'obiettivo e dichiarato le diminuzioni dei tempi di viaggio come non prioritarie. Swissmetro penalizzerebbe inoltre le regioni periferiche e sarebbe in netto contrasto con il progetto territoriale Svizzera che, sviluppato congiuntamente dai cantoni, dall'Unione delle città e dall'Associazione dei comuni, vincola la Confederazione nelle sue attività.</p><p>Va detto infine che l'impiego dei citati treni a levitazione magnetica previsto in Asia concerne tratte ben più lunghe e che questi treni non percorreranno gallerie sotto vuoto; questa tecnologia non è ancora sperimentata. Già in passato il Consiglio federale ha precisato che l'eventuale introduzione di un sistema del tutto nuovo avrebbe senso soltanto nel contesto europeo.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.