<h2>SubmittedText<h2><p>L'8 dicembre 2008 il Consiglio dell'Unione europea ha presentato in un rapporto le sue conclusioni in merito alle relazioni dell'UE con i Paesi dell'AELS. Invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Come valuta  in generale l'UE le sue relazioni con la Svizzera?</p><p>2. Riguardo alle relazioni con i Paesi dell'AELS che hanno aderito allo SEE, ossia Norvegia, Islanda e Liechtenstein, ci sono differenze notevoli di valutazione rispetto alla Svizzera? Se è il caso, in che cosa consistono queste differenze?</p><p>3. Le relazioni fra la Svizzera e l'UE sono regolate dagli accordi bilaterali. Questi accordi sono statici e devono essere in buona parte rinegoziati nell'UE ai fini del loro adattamento giuridico. È vero che l'UE valuta in modo molto critico questo meccanismo a causa della sua lentezza?</p><p>4. Dal rapporto si può dedurre che l'UE nei suoi futuri negoziati con la Svizzera farà sempre più pressione affinché il nostro Paese adotti il diritto comunitario nella sua integralità, ponendo fine in tal modo al tempo delle deroghe?</p><p>5. Il rapporto lascia supporre che in futuro l'UE intende inasprire le trattative con la Svizzera, facendo in modo che gli accordi bilaterali saranno conclusi solo se il nostro Paese farà concessioni su altri dossier (p. es. trattative parallele sul libero scambio e la controversia fiscale)?</p><p>6. L'UE si è espressa in merito all'intenzione, più volte ribadita dal Consiglio federale, di proporre all'UE un accordo quadro che permetta una migliore gestione degli accordi bilaterali esistenti? Se è il caso, quali miglioramenti si attende l'UE da una misura del genere?</p><p>7. Quali sono le conclusioni del Consiglio federale in merito al rapporto dell'UE sulle relazioni con la Svizzera e con gli altri Paesi dell'AELS?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio dell'UE ha constatato nelle sue conclusioni dell'8 dicembre 2008 in merito alle relazioni dell'UE con i Paesi dell'AELS che queste sono in generale molto buone e strette. In particolare la Svizzera, con la quale l'Unione europea ha concluso numerosi accordi, è uno dei suoi più importanti partner commerciali. Tali accordi costituiscono peraltro la base per una collaborazione su vasta scala e produttiva. Questo punto di vista è condiviso dalla Commissione europea. In occasione dei recenti incontri ad alto livello con la Commissione, segnatamente delle visite del presidente della Confederazione Couchepin al presidente della Commissione Barroso il 15 dicembre 2008 e della consigliera federale Calmy-Rey alla commissaria degli esteri Ferrero-Waldner il 26 febbraio 2009, tutte le relazioni fra la Svizzera e l'UE sono state nuovamente definite come molto buone e persino eccellenti. In occasione delle ultime elezioni di politica europea, il popolo svizzero si è sempre espresso a favore della continuazione della via bilaterale con l'UE. Sia l'UE sia la Svizzera hanno manifestato la loro volontà di proseguire ancora su questa via mediante la conclusione di nuovi accordi. Le relazioni sono pertanto molto buone e vanno ulteriormente sviluppate mantenendo la via bilaterale che gode di un ampio consenso da parte del popolo svizzero.</p><p>2. Il Consiglio dell'UE ha proceduto a una valutazione delle relazioni fra l'UE e ogni singolo Paese dell'AELS. Il Consiglio ha frattanto constatato che l'accordo sullo spazio economico europeo (SEE) costituisce la base delle relazioni con l'Islanda, il Liechtenstein e la Norvegia. L'UE è soddisfatta della buona applicazione di questo accordo, che consente agli Stati interessati l'accesso al mercato interno (libera circolazione di persone, merci, prestazioni di servizi e capitali). L'accordo sullo SEE si distingue dalla via bilaterale scelta dalla Svizzera in particolare perché lo SEE riprende praticamente l'intero corpus giuridico rilevante per il mercato interno quale accordo completo, comprese le politiche orizzontali e fiancheggiatrici. Nell'accordo sullo SEE le Parti contraenti si sono impegnate ad adottare sistematicamente il corpus giuridico rilevante dell'UE; in caso contrario, il settore interessato dell'accordo o persino l'intero accordo decadono, sempre che il comitato congiunto dello SEE non decida diversamente.</p><p>3. Come constatato dal Consiglio dell'UE nelle sue considerazioni suesposte, un mercato interno funzionante necessita di un'applicazione e di un'interpretazione uniformi e simultanee del corpus comunitario, in costante sviluppo, come è il caso nello SEE. L'UE fa notare che vi sono differenze fra il diritto applicabile nei nostri accordi bilaterali e lo sviluppo del corpus giuridico UE. Essa intende ridurre queste differenze, istituendo un meccanismo permanente che consenta alla Svizzera di adeguarsi più efficacemente all'ulteriore sviluppo del corpus giuridico.</p><p>4. L'UE ha sempre desiderato che gli accordi conclusi con la Svizzera poggino sul corpus giuridico comunitario. Il suo atteggiamento riguardo a questa questione non è nuovo. L'UE è però attualmente più tenace. Dopo aver dovuto concordare normative comunitarie valide per tutti, i suoi Stati membri, il cui numero è in costante crescita, si dimostrano sempre meno inclini a ricercare con la Svizzera nuove soluzioni specifiche.</p><p>5. I negoziati fra la Svizzera e l'UE sono sempre stati difficili e lo saranno anche in futuro. L'UE ha accennato alla necessità di intraprendere progressi paralleli in tutti i settori di negoziazione. La Svizzera ha proceduto con successo in questo modo, in particolare nell'ambito della negoziazione degli accordi bilaterali II. Per negoziati di una simile portata è normale che al temine debba esserci un equilibrio fra gli interessi delle parti. L'UE prosegue così, ma anche la Svizzera. Ogni negoziato si basa su concessioni da entrambe le parti e deve tener conto del contesto globale, segnatamente dei diversi settori negoziali.</p><p>6. L'UE ha manifestato il suo interesse alla conclusione di un accordo quadro. Per l'UE questo accordo dovrebbe prevedere un meccanismo che consenta un'efficace ripresa del corpus in costante sviluppo negli accordi bilaterali, per garantire un'applicazione uniforme del diritto. Il Consiglio federale, dal canto suo, non si è ancora espresso circa l'opportunità di un accordo quadro. Esso avvierà negoziati in tal senso e concluderà un simile accordo quadro, se un eventuale meccanismo di ripresa ivi contenuto dovesse rivelarsi nell'interesse della Svizzera. In tale contesto occorre evitare che un accordo quadro pregiudichi disposizioni vantaggiose, che sono state concordate in altre convenzioni, come il diritto di esprimere il proprio parere dinanzi alla Corte europea di giustizia (ad es. nell'ambito dell'accordo d'associazione di Schengen).</p><p>7. Per il Consiglio federale la via bilaterale ha ancora un futuro. Bisogna tuttavia essere consapevoli che si tratta di una via difficile. L'UE insisterà sempre più affinché gli accordi bilaterali poggino sull'attuale corpus giuridico, sia istituito un efficace meccanismo per la ripresa degli sviluppi ulteriori del diritto comunitario e sia mantenuto un parallelismo fra i progressi compiuti nelle singole problematiche. La Svizzera presterà attenzione, dal canto suo, a che tutti gli aspetti istituzionali dei nuovi accordi siano in sintonia con i suoi interessi e la sua indipendenza quale non membro dell'UE. La questione dell'interesse della Svizzera a un eventuale meccanismo di ripresa per gli accordi bilaterali potrebbe essere valutata solo sulla base di concreti risultati negoziali.</p>  Risposta del Consiglio federale.