<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di modificare le basi legali in modo che sulla corresponsione di dividendi siano riscossi i contributi di sicurezza sociale, in particolare i contributi AVS.</p><p>Le modalità di attuazione e l'importo dei tassi di contribuzione saranno fissati dal legislatore.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il compito principale delle assicurazioni sociali è quello di compensare parzialmente la perdita del reddito da lavoro al verificarsi di un rischio assicurato (p. es. vecchiaia, invalidità, disoccupazione, infortunio, decesso). Pertanto i contributi e le prestazioni assicurative sono di regola calcolati sulla base del reddito da lavoro assicurato. I dividendi, invece, sono corrisposti indipendentemente dal reddito da lavoro e anche a persone che si ritirano dalla vita lavorativa o sono disoccupate. Non sono quindi assicurati né soggetti all'obbligo contributivo. Assoggettare i dividendi all'obbligo di versare contributi alle assicurazioni sociali significherebbe scostarsi sostanzialmente dall'attuale sistema di finanziamento di queste ultime.</p><p>Questo comporterebbe un considerevole onere aggiuntivo per molti assicurati, senza tuttavia migliorare sensibilmente il loro diritto alle prestazioni assicurative. Di fatto l'assoggettamento dei dividendi inciderebbe quindi più come un'imposta.</p><p>Per gli assicurati che esercitano un'attività lucrativa dipendente, i contributi supplementari non potrebbero essere prelevati attraverso i canali semplici esistenti (riscossione alla fonte presso i datori di lavoro). Questi contributi dovrebbero invece essere prelevati direttamente presso le persone a cui vengono versati i dividendi. Per la riscossione dei contributi queste persone dovrebbero inoltre essere affiliate individualmente a una cassa di compensazione. Bisognerebbe quindi gestire un doppio sistema di riscossione dei contributi, il che sarebbe estremamente oneroso.</p><p>Di regola i contributi degli assicurati sono costitutivi di rendita. I contributi sui dividendi dovrebbero quindi essere convertiti in reddito da lavoro prima di poter essere accreditati alle persone soggette all'obbligo contributivo, sul loro conto individuale, come base per il calcolo delle prestazioni. A tal fine dovrebbero essere coordinati con il reddito da attività lucrativa. L'attuale sistema di riscossione dei contributi, relativamente semplice, diventerebbe così macchinoso e complicato.</p><p>Di primo acchito il substrato potenziale sembra considerevole. Tuttavia, vi sarebbe da attendersi che le imprese distribuiscano nettamente meno dividendi rispetto a oggi, per evitare il nuovo obbligo contributivo. Un tale obbligo di fatto di tesaurizzare gli utili ridurrebbe significativamente l'attrattività della Svizzera.</p><p>Per gli azionisti delle imprese, l'assoggettamento dei dividendi all'obbligo di versare contributi sociali equivarrebbe a una revoca delle misure introdotte con le riforme dell'imposizione delle imprese per attenuare la doppia imposizione economica degli utili distribuiti. Un'imposizione delle imprese attrattiva è importante per un'economia piccola e aperta come quella della Svizzera: facilita la creazione di posti di lavoro e l'aumento della produttività, aiutando così ad affrontare le sfide finanziarie del finanziamento delle assicurazioni sociali.</p><p>In ultima analisi, introdurre l'obbligo di pagare i contributi sociali soltanto sui dividendi, ma non su altri redditi da capitale provenienti dalla sostanza privata, come ad esempio i redditi da immobili affittati, sarebbe in contraddizione con il principio della parità di trattamento.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.