<h2>SubmittedText<h2><p>Nel 2006 il Consiglio federale ha presentato il rapporto sul governo d'impresa, il cui quinto principio guida è stato completato, a seguito di un postulato, con l'adeguata rappresentanza dei sessi nel profilo dei requisiti definito per i membri dei consigli di amministrazione e d'istituto. A questo proposito il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quante sono le singole cariche in consigli d'amministrazione e d'istituto e in organi sociali supremi all'interno e all'esterno dell'amministrazione per le quali il Consiglio federale dispone del diritto di nomina?</p><p>2. Di quante unità si tratta?</p><p>3. Qual è la quota delle donne tra le cariche designate dal Consiglio federale?</p><p>4. Quali sono le fasce che il Consiglio federale si è prefissato come traguardo per la ripartizione dei sessi in questi organi?</p><p>5. Qual è il periodo fissato per il raggiungimento di questo traguardo?</p><p>6. Il Consiglio federale è globalmente soddisfatto dello stato attuale della ripartizione dei sessi in questi organi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2./3. Il Consiglio federale nomina l'organo direttivo supremo (consiglio d'amministrazione, d'istituto o di fondazione) o una parte definita dei membri delle 29 organizzazioni che in primo luogo sono gestite con obiettivi strategici, conformemente all'articolo 8 capoverso 5 LOGA, in secondo luogo figurano nell'allegato 1 OLOGA quali unità giuridicamente autonome dell'amministrazione federale decentralizzata o presso le quali il Consiglio federale, in terzo luogo, dispone per legge della competenza per la nomina (di una parte) dell'organo di vigilanza (ad es. Banca nazionale svizzera). Nei loro organi direttivi supremi, queste 29 organizzazioni contano 328 seggi di cui il Consiglio federale ne designa complessivamente 264, in parte direttamente e in parte mediante un'assemblea generale in cui lo stesso Consiglio federale detiene la maggioranza. Occorre segnalare che nella maggior parte delle organizzazioni vige un diritto di proposta o di essere sentiti da parte di terzi. In molti casi il Consiglio federale deve pertanto tenere conto delle proposte di organizzazioni sindacali e padronali, dei cantoni e degli azionisti di minoranza, ciò che riduce il suo margine decisionale. I 264 seggi istituiti dal Consiglio federale sono occupati da 199 persone di sesso maschile e da 65 persone di sesso femminile, ciò che corrisponde a una quota rosa del 25 per cento.</p><p>4./5. Il Consiglio federale esercita il proprio diritto di nomina ai fini dell'occupazione dei citati posti di responsabilità degli organi direttivi, in base ai profili delle esigenze che ha stabilito fondandosi sul rapporto sul governo d'impresa del 2006 nonché sul suo rapporto supplementare del 2009. Il profilo richiesto pone al centro le capacità specialistiche di un organo direttivo nonché le competenze dei singoli membri della presidenza. Allo stesso modo il sesso e la provenienza regionale linguistica ricoprono un'importanza fondamentale ai sensi del principio guida 5 del rapporto sul governo d'impresa. Le disposizioni quantitative - concernenti per esempio fasce di obiettivi con quote di rappresentanza linguistiche o dei sessi - non sono per contro prese in considerazione.</p><p>6. Il Consiglio federale ritiene che attualmente in seno ai maggiori organi direttivi delle unità parastatali si tenga conto, per molti aspetti, in modo soddisfacente delle disposizioni relative all'adeguata rappresentanza dei sessi. Con una quota rosa del 25 per cento in seno ai consigli di amministrazione o di istituti, questi registrano valori di gran lunga superiori alla media delle 100 maggiori imprese della Svizzera nonché delle 20 aziende SMI, dove l'11, rispettivamente il 12 per cento dei mandati nei consigli d'amministrazione sono ricoperti da donne ("Schillingreport 2012: Transparenz an der Spitze - Die Geschäftsleitungen und Verwaltungsräte der hundert grössten Schweizer Unternehmen im Vergleich. Guido Schilling AG, 2012"). Occorre tenere presente che nelle imprese parastatali sussistono in parte notevoli differenze, derivanti dalle specificità settoriali: la quota di donne facenti parte dei quadri operanti all'interno degli organi direttivi supremi, come per esempio in strutture di educazione e di cultura, supera il 40 per cento, mentre nei consigli d'amministrazione di unità prevalentemente orientate verso campi della tecnica (finanza, tecnologia), gli uomini sono in chiara superiorità numerica.</p><p>Il Consiglio federale attribuisce un grande valore alla distribuzione per sesso e regione linguistica negli organi direttivi supremi di aziende vicine alla Confederazione; esso riconosce pertanto l'attuale necessità di intervento per incrementare ulteriormente la quota rosa all'interno di tali organismi. Questo riguarda in particolare le unità orientate verso la tecnica per le quali solo il Consiglio federale esercita il diritto di nomina. Il governo è pertanto disposto a esaminare se tra i requisiti per la nomina degli organi direttivi supremi delle unità parastatali sia opportuno integrare fasce (quote auspicate) ad hoc per la ripartizione dei sessi.</p>  Risposta del Consiglio federale.