<h2>SubmittedText<h2><p>Il nuovo progetto in materia di imposizione dell'OCSE prevede che gli utili dei gruppi internazionali vengano tassati in misura maggiore o per intero nei mercati di sbocco. Il progetto mette in discussione principi dell'economia di mercato liberale e per alcuni Paesi non rappresenta nient'altro che un nuovo e facile metodo per pretendere introiti fiscali. Stando a diverse informative, il progetto sarebbe già in fase avanzata e sarà approvato nel 2020. Se ciò dovesse accadere, vi saranno gravi conseguenze per il nostro Paese. È palese che la Svizzera fatica a fare valere i propri interessi in seno all'OCSE.</p><p>Alla luce di quanto esposto invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. in quali settori l'OCSE ha contribuito allo sviluppo dell'economia svizzera nel corso degli ultimi cinque anni e accresciuto così il substrato fiscale svizzero?</p><p>2. Se il progetto dovesse concretizzarsi, a quanto ammonterebbero le perdite fiscali per Confederazione, Cantoni e Comuni?</p><p>3. Il Consiglio federale come presenta e fa valere gli interessi della Svizzera in seno all'OCSE?</p><p>4. Il Consiglio federale come prevede di coinvolgere il Parlamento nelle procedure relative al progetto, o diversamente, come può il Parlamento intervenire in tali procedure?</p><p>5. Quali altri progetti con ripercussioni sulla piazza fiscale, economica e finanziaria svizzera sono oggetto di discussione o sono previsti in seno all'OCSE?</p><p>6. Il Consiglio federale è dell'avviso che si debba quantomeno esaminare come alternativa la possibilità che la Svizzera esca dall'OCSE?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. e 6. Il nostro Paese è membro fondatore dell'OCSE. L'Organizzazione mira a promuovere misure che facciano crescere il più possibile l'economia e l'occupazione nei Paesi membri e che contribuiscano alla crescita economica sostenibile di Paesi terzi. Le imposte sono solo uno dei numerosi ambiti di lavoro dell'OCSE.</p><p>Per la Svizzera, uno degli aspetti prioritari in ambito fiscale in seno all'OCSE è l'elaborazione di soluzioni multilaterali ampiamente sostenute, finalizzate, da un lato, ad aumentare la certezza del diritto e, dall'altro, a evitare non imposizioni, imposizioni doppie o eccessive. A tal fine sono previste misure per contrastare l'erosione della base imponibile e il trasferimento degli utili ("Base erosion and profit shifting", BEPS). Esse mirano a impedire la concorrenza fiscale dannosa, aumentare la trasparenza e creare parità di condizioni ("level playing field") nell'imposizione dei gruppi multinazionali. Anche in ambito fiscale l'OCSE s'impegna a favore di condizioni quadro uniformi per far sì che singoli Paesi non adottino misure unilaterali e contribuire in tal modo alla certezza del diritto e della pianificazione per i gruppi internazionali. Per questi motivi il Consiglio federale non ritiene opportuno uscire dall'OCSE. La Svizzera può fornire il suo contributo soltanto se rimane all'interno dell'Organizzazione.</p><p>2. Stime approssimative prevedono ingenti perdite fiscali, di cui circa la metà a danno della Confederazione, mentre il resto interesserebbe i Cantoni e i Comuni. Poiché i valori di riferimento sostanziali delle nuove soluzioni non sono ancora stati definiti e considerate le grandi sfide da affrontare in merito alla disponibilità dei dati, qualsiasi valutazione d'impatto è ancora legata a un elevato grado di imprecisione e va interpretata con cautela.</p><p>3. La Svizzera s'impegna a coordinare la sua posizione bilateralmente a tutti i livelli con gli Stati aventi posizioni affini. Ad esempio, a maggio 2019 ha accolto, in quanto Paese ospite, esperti delle amministrazioni di otto Stati (Canada, Danimarca, Finlandia, Lussemburgo, Norvegia, Regno Unito, Singapore e Svezia) per uno scambio specialistico. A novembre 2019 ha inoltre partecipato a un incontro di esperti dei Paesi germanofoni sotto la direzione congiunta di Germania e Lussemburgo. I lavori dell'OCSE non permettono ancora di prevedere se gli Stati saranno in grado di trovare una soluzione comune.</p><p>4. Mediante eventi informativi specifici le Commissioni dell'economia e dei tributi e le Commissioni della politica estera vengono aggiornate sui lavori in corso. Inoltre, queste commissioni dovranno essere consultate prima di una decisione politica dell'"Inclusive Framework on BEPS" dell'OCSE, per il momento prevista nell'estate del 2020. Nell'ultima legislatura si sono svolte consultazioni simili, ad esempio in merito all'introduzione dell'assistenza in materia di esecuzione.</p><p>5. In seno all'OCSE sono in corso altri lavori che riguardano segnatamente l'estensione della collaborazione fiscale a livello internazionale. Si tratta tra l'altro di controlli fiscali simultanei e comuni e dell'assistenza in materia di esecuzione. È altresì prevista l'elaborazione di una normativa riguardo a uno scambio internazionale di informazioni su determinati utenti di piattaforme online. A oggi non è previsto che tali misure assumano carattere vincolante (nessun nuovo standard minimo).</p>  Risposta del Consiglio federale.