<h2>SubmittedText<h2><p>Da decenni i politecnici federali (PF), le università e il Fondo nazionale svizzero si dichiarano a favore della promozione delle pari opportunità. Eppure la situazione delle donne negli organi scientifici non sembra migliorare. Nel 2016 la quota femminile tra chi aveva concluso un dottorato era del 44 per cento, mentre tra i più alti ranghi del mondo della ricerca le donne restano meno del 25 per cento e nelle cariche direttive delle scuole universitarie sono fortemente sottorappresentate. Più in alto si sale nella scala accademica, meno donne si trovano.</p><p>Nonostante le dichiarazioni d'intenti di molti istituti, la condizione femminile non si evolve. Tanto per gli uomini quanto per le donne il tempo parziale gioca a sfavore della carriera. I moderni modelli lavorativi esistono spesso solo sulla carta, perché in realtà un dirigente a tempo parziale non è visto di buon occhio. Nella maggior parte dei casi riescono a fare carriera solo le donne che rispondono alle esigenze delle tradizionali carriere maschili. Di solito, le donne che ricoprono cariche dirigenziali sembrano essere esposte a critiche più severe e gli organi direttivi sembrano essere propensi a esonerarle più rapidamente dalle loro funzioni. Le ragioni sono molteplici. Non sorprende quindi che il primo licenziamento di un docente nella storia dei PF sia stato quello di donna. Poco tempo dopo l'accaduto, anche un'altra docente ha rischiato di essere licenziata perché aveva solidarizzato apertamente con la collega.</p><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quali misure concrete stanno adottando i PF e il Fondo nazionale svizzero per rafforzare la posizione delle donne nelle sfere dirigenziali? Sono prese in considerazione anche le quote rosa?</p><p>2. Quali modelli lavorativi favorevoli alle donne e alla famiglia sono offerti nei vari livelli di carriera? Come vengono recepiti questi modelli? Chi ricopre un ruolo dirigenziale se ne avvale per conciliare lavoro e famiglia?</p><p>3. Quali misure si stanno adottando per offrire un sostegno tempestivo alle donne con funzioni dirigenziali che diventano oggetto di critiche o incorrono in problemi? E quale sostegno per metterle su un piano di parità con gli uomini anche in questi casi?</p><p>4. La Confederazione è disposta a incaricare le università, nel quadro del Messaggio ERI 2021-2024, di adottare misure di promozione concrete a favore delle donne che ricoprono posizioni dirigenziali?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale condivide l'opinione espressa dall'autrice dell'interpellanza secondo cui vanno aumentate le quote rosa tra i docenti e negli organi direttivi delle scuole universitarie. Le scuole universitarie cantonali, i PF e il Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica (FNS) hanno del resto già adottato alcune misure per migliorare la situazione.</p><p>1. Ad esempio, per aumentare il numero di docenti donne, le scuole universitarie hanno introdotto varie misure e fissato obiettivi invece di quote. Nei loro piani d'azione, basati sulla strategia 2017-2020 del Consiglio dei PF per promuovere le pari opportunità, i due politecnici federali puntano a una percentuale del 40 per cento di donne nelle nuove nomine a cattedre. A tal fine, sono intervenuti a livello di procedure di nomina (si pensi alla "Policy for equal opportunities in faculty recruitment" del PFL o al "Gender and Diversity Advocate" presente in ogni commissione di selezione del PFZ). Esistono anche numerose offerte indirizzate alle donne negli ambiti carriera e gestione, come corsi e programmi di coaching e mentoring (cfr. p. es. il programma per le nuove leve <a href="http://www.fix-the-leaky-pipeline.ch">www.fix-the-leaky-pipeline.ch</a>). Attraverso vari strumenti di promozione della carriera, come i sussidi Ambizione nonché le fellowship e le borse di studio Eccellenza, il FNS sostiene inoltre l'autonomia delle donne e degli uomini che operano nella ricerca scientifica già a uno stadio precoce. Il nuovo programma di leadership PRIMA include poi l'organizzazione di workshop nonché attività di coaching e networking per incoraggiare le ricercatrici che eccellono nel loro settore a sviluppare in particolare le competenze dirigenziali. Anche il cosiddetto contributo per le pari opportunità, rivolto alle giovani ricercatrici, è finalizzato ad agevolare lo sviluppo della carriera.</p><p>2. I due politecnici federali propongono modelli di lavoro flessibile come il lavoro mobile o a tempo parziale. Al PF di Zurigo, ad esempio, lavorano a tempo parziale il 30 per cento dei collaboratori e quasi un quarto dei quadri. In entrambi gli istituti è inoltre previsto un congedo di maternità e di paternità superiore al minimo legale, ossia quattro mesi di congedo di maternità con pagamento continuo dello stipendio e dieci giorni di congedo di paternità retribuito alla nascita del figlio. Negli ultimi anni i politecnici hanno ampliato anche notevolmente l'offerta di asili nido e di altre strutture di custodia (p. es. il servizio di custodia d'emergenza o le offerte durante le vacanze scolastiche). Il "Flexibility Grant" del FNS è un contributo rivolto a dottorandi e postdottorandi con figli finalizzato a coprire i costi di custodia o lo stipendio di persone ausiliarie in modo da permettere la riduzione del tasso d'occupazione.</p><p>3. Oltre alle misure già menzionate, i PF dispongono di un'ampia rete di centri di consulenza che sensibilizzano sulle questioni relative alla parità tra i sessi e forniscono un sostegno del tutto confidenziale ai collaboratori. Si tratta, ad esempio, dei delegati e degli uffici per le pari opportunità, dell'ufficio preposto alle questioni universitarie del PF di Zurigo ("Office for faculty affairs"), dell'ufficio del personale o degli ombudsman e intermediari di fiducia (per la consulenza e l'assistenza in situazioni difficili). Vanno poi sottolineate le varie offerte di corsi, coaching, mentoring e consulenza, nonché di sviluppo del team con esperti interni ed esterni.</p><p>4. La Confederazione non può imporre alle università cantonali di adottare determinate misure. Quello che però può fare è sostenerle nell'attuare il compito di promozione delle pari opportunità, da un lato attraverso le misure del FNS menzionate sopra e, dall'altro, stanziando sussidi di base e sussidi vincolati a progetti conformemente alla legge federale sulla promozione e sul coordinamento del settore universitario svizzero (LPSU). Negli ultimi anni, nell'ambito della loro autonomia, le scuole universitarie hanno creato alcune strutture (centri di consulenza, monitoraggio, assistenza per le procedure di nomina) per rafforzare le pari opportunità e hanno adottato misure di sostegno specifiche per gli studi e la carriera. L'Università di Zurigo, ad esempio, offre il programma "Gender Sensitive Leadership in Academia". Coordinato a livello nazionale, questo programma punta a preparare le donne per l'assunzione di compiti direttivi. I piani d'azione delle scuole universitarie prevedono anche determinati obiettivi riguardanti la nomina di nuovi professori. Nella pianificazione strategica 2021-2024 e in vista del messaggio ERI 2021-2024, swissuniversities sottolinea di nuovo l'importanza delle pari opportunità e della promozione delle nuove leve nella ricerca. Attualmente sta lavorando a una proposta di progetto riguardante la diversità, l'inclusione e le pari opportunità nello sviluppo delle scuole universitarie. Oltre alle statistiche raccolte dall'UST, la maggior parte delle scuole universitarie pubblica rapporti annuali di monitoraggio. Attraverso il monitoraggio interno, il FNS vaglia dal canto suo l'efficacia delle proprie misure in generale - e in particolare di quelle relative alle pari opportunità - e le sviluppa continuamente in collaborazione con la sua Commissione per le pari opportunità.</p>  Risposta del Consiglio federale.