<h2>SubmittedText<h2><p>Nella pubblicazione "Suisseurope" (edizione I/gennaio 2007) dell'Ufficio di integrazione, per il quale sono responsabili le due consigliere federali Leuthard e Calmy-Rey, il dottor Michael Reiterer, da poco tempo ambasciatore dell'UE in Svizzera, ha potuto pubblicare un articolo. In questo contributo, il rappresentante della Commissione dell'UE si esprime tra l'altro in merito ad eventi di politica interna della Svizzera e pretende di assegnare voti al popolo svizzero. In tal senso, attesta al popolo svizzero "maturità" e la capacità "di vedere oltre argomentazioni populistiche" e di "saper vedere il contesto e capire le interconnessioni" - poiché ha approvato il miliardo all'UE a favore dell'Europa dell'Est! Una reiezione del progetto (quasi la metà dei votanti lo ha respinto) sarebbe quindi stata evidentemente un segno di immaturità, di populismo, di meschinità e di mancanza di comprensione dei nessi. Reiterer arriva inoltre ad affermare che la Svizzera e l'UE dovrebbero continuamente cercare il loro senso - come se la Svizzera come Confederazione matura con più di 700 anni di storia stesse su gambe vacillanti come la costruzione mal riuscita, intellettuale e disorientata UE. In un'intervista Reiterer ha inoltre detto che "de facto" la Svizzera è già membro dell'UE.</p><p>Prego pertanto il Consiglio federale di rispondere con precisione alle domande seguenti:</p><p>1. Che base giuridica permette al Consiglio federale di impiegare soldi delle imposte per la diffusione di opinioni di funzionari dell'UE?</p><p>2. Ritiene anche il Consiglio federale che si tratti di un'ingerenza inaccettabile negli affari interni della Svizzera se un diplomatico estero pretende di pronunciare una sentenza sull'esito di una votazione del popolo svizzero?</p><p>3. Il Consiglio federale è intervenuto in base agli eventi descritti o intende farlo? Se sì, in che modo?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'Ufficio dell'integrazione DFAE/DFE pubblica tre volte all'anno il bollettino d'informazione "Suisseurope", la cui rubrica "Forum" è aperta anche a interventi che esprimano opinioni di persone o istituzioni che non fanno parte dell'amministrazione. Viene sempre precisato che le opinioni espresse in questo ambito non riflettono necessariamente l'opinione della redazione. In vista dell'apertura della delegazione della Commissione europea a Berna all'inizio di aprile, il forum del primo numero del 2007 è stato messo a disposizione dal capo di questa delegazione, l'ambasciatore Michael Reiterer.</p><p>L'Unione europea è di gran lunga il più importante partner della Svizzera dal profilo politico ed economico. Un'informazione continua, attiva ed equilibrata, sia sulla politica europea della Svizzera e i rapporti tra la Svizzera e l'UE, sia sull'UE stessa, è necessaria affinché il popolo svizzero e i suoi e rappresentanti, di continuo chiamati a pronunciarsi su questioni di politica europea, possano prendere le loro decisioni in piena conoscenza di causa. Conformemente a questa politica dell'informazione, l'articolo redatto da un rappresentante dell'UE rappresenta un contributo al dibattito sulla nostra politica europea e alla formazione dell'opinione nel nostro Paese.</p><p>1. Il 30 giugno 1993 il Consiglio federale ha adottato il piano d'informazione Europa, che ha in seguito precisato il 27 gennaio 1999. L'attività informativa dell'Ufficio dell'integrazione DFAE/DFE è inoltre definita nelle ordinanze sull'organizzazione del DFAE (art. 8 cpv. 3 lett. e) e del DFE (art. 13 cpv. 3 lett. e). Ai termini di queste disposizioni, all'Ufficio dell'integrazione DFAE/DFE è attribuito un duplice compito: informare, da un lato, in merito alla politica europea della Svizzera e, d'altro lato, sull'Europa sulla posizione della Svizzera nel processo d'integrazione europea.</p><p>2. No, tanto più che si tratta di un'opinione formulata a posteriori e che approva la decisione presa dal popolo svizzero.</p><p>3. No (cfr. punto 2).</p>  Risposta del Consiglio federale.