<h2>SubmittedText<h2><p>Un'offerta allettante di attività notturne del tempo libero è un fattore sempre più importante per la competitività delle città svizzere. Nel piano nazionale di misure per la riduzione dell'inquinamento fonico del 28 giugno 2017 (rapporto in adempimento del postulato 15.3840), il Consiglio federale riconosce che la gestione del rumore quotidiano e del tempo libero sta acquisendo importanza nella politica di protezione contro il rumore e che a tale riguardo vi è un potenziale di miglioramento. </p><p>Nei Cantoni, le emissioni foniche sono valutate in funzione delle basi giuridiche, le quali sono orientate al rumore generato dalle attività commerciali e dal traffico. Le autorità esecutive devono applicare queste basi giuridiche anche per regolare il rumore generato dalle attività antropiche e dagli eventi o quello dovuto alle attività ricreative in generale. La conseguente incertezza giuridica nell'interpretazione della legislazione comporta prassi differenti a seconda dei Cantoni e un'applicazione eccessivamente restrittiva nei centri urbani. </p><p>Tuttavia, il rumore causato dalle attività ricreative fa parte delle città tanto quanto lo scroscio al fiume o l'eco alle montagne. Le esigenze della città come spazio ricreativo sono spesso in conflitto con quelle della città come spazio di abitazione e di vita. Nei centri cittadini deve essere possibile pianificare una coesistenza adeguata tra le diverse esigenze. </p><p>Si rende quindi necessario modificare le norme sul rumore generato dalle attività del tempo libero negli spazi pubblici, in particolare è indispensabile una maggiore tolleranza per le emissioni causate dalla gastronomia di strada o dalla sonorizzazione di eventi. Poiché l'origine, le caratteristiche e gli effetti di disturbo di queste fonti di rumore variano, è auspicabile una regolamentazione più appropriata per le aree urbane, che fornisca un quadro di riferimento chiaro. Inoltre, ci si potrebbe chiedere se nell'ambito del rumore generato dalle attività ricreative la competenza legislativa debba spettare alle autorità esecutive. </p><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quali misure concrete ha già adottato il Consiglio federale sulla base del piano nazionale di misure relative al rumore generato da attività antropiche ed eventi come pure al rumore di attività ricreative in generale? </p><p>2. Il Consiglio federale è disposto a proporre norme giuridiche sul rumore generato da attività antropiche ed eventi come pure da attività ricreative in generale che tenga conto delle condizioni urbane? Quale sarebbe il calendario indicativo? </p><p>3. È ipotizzabile, per il Consiglio federale, l'introduzione di norme che forniscano un quadro chiaro che consenta una valutazione del rumore generato da attività antropiche ed eventi come pure da attività ricreative in generale che non sia basata soltanto su casi singoli?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>A causa della crescente densificazione insediativa, dello sviluppo verso la società delle 24 ore e del concomitante aumento delle esigenze in termini di ambiente sano e di conseguenza anche tranquillo, il rumore dovuto alle attività ricreative e l'utilizzo dello spazio a scopo abitativo sono sempre più in conflitto. Il piano nazionale di misure volte a ridurre l'inquinamento fonico approvato dal Consiglio federale il 28 giugno 2017 tratta pertanto anche la problematica del rumore generato dalle attività ricreative.</p><p>Secondo il Consiglio federale, i locali pubblici e i relativi vantaggi e svantaggi devono innanzitutto essere valutati in modo appropriato nel loro contesto locale. Nell'ambito della protezione contro l'inquinamento fonico, il quadro del diritto federale è dato dal diritto pianificatorio e ambientale. In particolare, la legge sulla protezione dell'ambiente (LPAmb) esige che il rumore dei locali pubblici sia limitato in modo tale che non risulti né dannoso né molesto. La legislazione federale sul rumore, tuttavia, non contiene valori soglia fissi per il rumore proveniente dai locali pubblici. Spetta pertanto alle autorità esecutive valutare questo rumore caso per caso. A fungere da riferimento per la loro decisione è un aiuto all'esecuzione per la valutazione del rumore causato dai locali pubblici elaborato da Cercle Bruit, l'associazione dei responsabili dell'inquinamento fonico di Cantoni, città e Comuni.</p><p>Il Consiglio federale ritiene che non sia opportuno disporre di valori soglia e procedure di valutazione dei locali pubblici unificati a livello nazionale. Al contrario, Cantoni, Comuni e città devono disporre di un certo margine di discrezionalità per le proprie decisioni. Nello specifico, la situazione giuridica odierna consente un margine di manovra sufficiente per tenere conto delle particolarità locali. Dal punto di vista del Consiglio federale, l'attuale regolamentazione è da preferire a una normativa dettagliata a livello nazionale che preveda valori soglia per il rumore.</p><p>In merito alle domande concrete:</p><p>1. Per l'attuazione del provvedimento 9.01 del piano nazionale di misure volte a ridurre l'inquinamento fonico, l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) ha fornito sostegno ai Cantoni nella rielaborazione dell'aiuto all'esecuzione di Cercle Bruit per la valutazione del rumore generato dai locali pubblici.</p><p>2./3. Al momento, il Consiglio federale non ha affidato alcun mandato volto a elaborare norme più dettagliate in materia di rumore generato da attività antropiche ed eventi come pure da attività ricreative in generale. Ritiene che le normative esistenti siano adeguate.</p>  Risposta del Consiglio federale.