<h2>SubmittedText<h2><p>1. Il Consiglio federale è disposto a fissare l'aiuto allo sviluppo pubblico allo 0,7 per cento del prodotto nazionale lordo e a sottoporre alle Camere federali misure concrete per conseguire tale obiettivo?</p><p>2. Quali misure il Consiglio federale è disposto a prevedere e a sottoporci per far fronte all'evasione fiscale, alla fuga di capitali e al riciclaggio di denaro sporco?</p><p>3. Come reagisce il Consiglio federale ai diversi insuccessi nel campo delle privatizzazioni e dei partenariati pubblico-privato segnatamente nell'ambito dell'accesso all'acqua e dell'aumento dei prezzi dell'acqua (i quali rendono irrealizzabile l'Obiettivo di Sviluppo del Millennio 1)?</p><p>4. Il Consiglio federale è disposto a puntare ancora più decisamente sui partenariati pubblico-pubblico dato che si riconosce, a livello internazionale, alla Svizzera che le sue società pubbliche funzionano bene?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale risponde come segue ai quesiti postegli:</p><p>1. Nella sua seduta speciale del 18 maggio 2005 il Consiglio federale, tenendo conto della critica situazione finanziaria della Confederazione, ha deciso che l'evoluzione dell'Aiuto pubblico allo sviluppo della Svizzera (APS) per il periodo 2005-2008 si baserà sul piano finanziario attualmente in vigore. Secondo il piano finanziario adottato dal Consiglio federale lo scorso 29 giugno, ciò corrisponde a una crescita annua del 2,6 per cento per il periodo 2005-2008, fatto salvo il finanziamento delle prestazioni in favore della coesione. Tuttavia il Consiglio federale si è anche dichiarato disposto a riesaminare la situazione in futuro al fine di poter fissare un nuovo obiettivo nell'ambito dell'APS a partire dal 2009.</p><p>2. I deflussi di capitali dai Paesi in sviluppo verso la Svizzera e altri centri finanziari internazionali devono essere ricondotti in primo luogo all'instabilità macroeconomica, alla forte inflazione, all'incertezza giuridica, alla corruzione e alla scarsa qualità dei servizi nel settore finanziario nei Paesi d'origine.  Una lotta alla fuga di capitali promettente deve comprendere misure e regole nell'ambito dell'architettura finanziaria internazionale e prendere lo spunto da azioni sul posto. Anche nel quadro della cooperazione internazionale allo sviluppo può essere fornito un contributo. Sia in modo bilaterale sia in ambito di organizzazioni e banche di sviluppo multilaterali, la Svizzera sostiene riforme che rendono possibile una migliore integrazione dei Paesi partner nell'economia mondiale, assicurano una migliore attuazione dei principi della "buona condotta di governo" e contribuiscono allo sviluppo del settore bancario e finanziario locale. La Svizzera ha preso diverse misure per combattere efficacemente il trasferimento di denaro di provenienza illegale verso la Svizzera, e in primo piano c'è la lotta contro la sottrazione di fondi pubblici e il riciclaggio di denaro sporco. La già severissima legislazione odierna di lotta contro gli abusi viene continuamente adattata alle nuove esigenze e ai nuovi standard accordati a livello internazionale. Al momento il Consiglio federale prepara un progetto di legislazione sul riciclaggio di denaro sporco che segue, tra l'altro, le raccomandazioni riviste nel 2003 del Gruppo di azione finanziaria internazionale sul riciclaggio dei capitali (GAFI; Financial Action Task Force - FATF).</p><p>3. L'acqua è patrimonio comune. L'accesso a sufficiente acqua potabile è essenziale e d'importanza vitale. Per questo motivo l'accesso ad acqua potabile pulita rappresenta uno degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (obiettivi 1 e 7) e ha grande importanza per la cooperazione allo sviluppo. Tuttavia ciò non implica né una messa a disposizione e un rifornimento basilari e gratuiti né che lo Stato debba provvedere da solo al rifornimento idrico. Il rifornimento idrico costa e deve essere finanziato. Il settore privato può fornire un contributo importante alla messa a disposizione di beni pubblici per esempio con il suo know-how in materia di efficiente gestione aziendale o con l'accesso ai capitali privati. Il successo delle privatizzazioni dipende dalle giuste condizioni quadro, in particolare da uffici statali che siano in possesso di solide competenze regolatrici e da una chiara ripartizione dei compiti tra il settore privato e quello pubblico. Il Seco e la DSC sono consapevoli delle difficoltà dei partenariati pubblico-privato (PPP). Le lezioni tratte da successi e insuccessi sono prese in considerazione anche nella concezione e attuazione di tali progetti. Nell'ambito di un vasto dialogo internazionale, il Seco, la DSC e la compagnia svizzera di riassicurazioni Swiss-Re hanno tracciato linee direttrici per l'attuazione di progetti di questo tipo nel campo idrico, fondate sugli insegnamenti delle esperienze passate. L'attento, partecipativo e trasparente procedimento formulato in queste linee direttrici forma anche la base per il sostegno a tali progetti da parte della DSC e del Seco.</p><p>4. Oggi è ampiamente condivisa l'idea che la crescita economica e la formazione di posti di lavoro possono avvenire solo quando lo Stato, la società civile e il settore privato nel Nord e nel Sud del Mondo insieme percorrono nuove vie. Finora il Seco e la DSC hanno offerto un forte sostegno a società di servizi pubblici, per esempio nel settore idrico, nei Paesi in sviluppo e in quelli in fase di transizione. Questi progetti veranno continuati anche in futuro. In cooperazione con l'economia privata, il Seco e la DSC inoltre sostengono iniziative che migliorano durevolmente la situazione di gruppi di popolazione poveri. Sia il Seco sia la DSC sono però anche completamente aperti ai cosiddetti partenariati pubblico-pubblico, nei quali per esempio fornitori d'acqua svizzeri offrono sostegno ai fornitori nei Paesi in sviluppo e in transizione nell'ambito di una vasta cooperazione a lungo termine, favorendo il trasferimento di conoscenze tra poteri pubblici.</p>  Risposta del Consiglio federale.