<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale comprende e condivide i timori espressi dall'autore della </p><p>mozione. La protezione della salute dei consumatori e la fiducia di questi ultimi sono </p><p>elementi determinanti. Vanno tuttavia tenute in considerazione anche le preoccupazioni </p><p>dei produttori confrontati con un notevole peggioramento della situazione sul mercato </p><p>della carne bovina. Il Consiglio federale, preoccupato di garantire la protezione ottimale </p><p>dei consumatori nel nostro Paese, segue attentamente l'evoluzione della situazione sul </p><p>piano internazionale.</p><p></p><p>2. L'autorità federale competente in questo ambito, ossia l'Ufficio federale di veterinaria, </p><p>ha adottato e continuerà ad adottare tutti i provvedimenti sanitari necessari. Essi </p><p>vengono decretati in seguito alla valutazione della situazione e in funzione dei rischi </p><p>nonché dei casi di ESB registrati nei singoli Stati interessati. Visti i recenti sviluppi </p><p>intervenuti in Francia, l'Ufficio federale di veterinaria ha decretato un divieto generale </p><p>d'importazione di bestiame grosso vivo proveniente da tale Paese. Questo </p><p>provvedimento concerne tutti gli animali della specie bovina nati prima del 1o gennaio </p><p>2000. Inoltre, la mandria d'origine di ogni animale viene sottoposta a controlli </p><p>(tracciabilità) eseguiti in collaborazione con le autorità veterinarie francesi.</p><p></p><p>3. Dal profilo veterinario le zone franche non sono dissociate dal resto della Francia e </p><p>soggiacciono alla medesima normativa sanitaria. Un divieto decretato per motivi sanitari </p><p>si applica quindi automaticamente anche alle zone franche. Non vi è alcun motivo di </p><p>prevedere un trattamento diverso per tali zone.</p><p>4. A livello internazionale la Svizzera ha assunto impegni commerciali su due fronti:</p><p>a) nel quadro dell'OMC, nei confronti della quale il nostro Paese si è impegnato ad </p><p>importare un contingente di 20 capi;</p><p>b) in relazione alla sentenza arbitrale di Territet del 1o dicembre 1933 che disciplina lo </p><p>scambio di merci tra le zone franche dell'Alta Savoia nonché del Pays de Gex e la </p><p>Svizzera. Nel settore agricolo le importazioni di determinati prodotti provenienti dalle </p><p>zone franche sono contingentati. È il caso del bestiame da macello per il quale vige </p><p>un contingente annuo di 1500 capi di bestiame grosso e di 3000 capi di vitelli. Nel </p><p>1999, dalle zone franche sono stati importati 3269 capi di bestiame bovino da </p><p>macello.</p><p></p><p>5. È comunque evidente che nonostante gli impegni assunti sul piano commerciale, per </p><p>motivi legati alla protezione della salute la Svizzera può decretare un divieto </p><p>d'importazione basato sul principio di precauzione e su argomenti scientifici pertinenti </p><p>com'è il caso per il provvedimento adottato nei confronti degli animali importati dalla </p><p>Francia dove si è registrato un aumento dei casi di ESB. L'obiettivo della mozione è </p><p>quindi già realizzato.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.