<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a incaricare la delegazione svizzera all'ONU di depositare una risoluzione in cui si chieda che i Paesi designati ad assumere la presidenza di commissioni che si occupano di attività legate ai diritti umani soddisfino essi stessi uno standard di un certo livello nell'applicazione della Dichiarazione universale dei diritti umani.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'ONU è l'organizzazione globale di riferimento per tutto ciò che riguarda la protezione dei diritti umani. Visto il suo carattere universale, ognuno dei suoi Stati membri ha il diritto di essere eletto o nominato nei vari organi del sistema dell'ONU.</p><p>La Costituzione svizzera definisce la promozione del rispetto dei diritti umani come uno degli obiettivi principali della sua politica estera. Pur difendendo i propri valori e interessi, la Svizzera cerca il dialogo per promuovere e tutelare il rispetto dei diritti umani e dei relativi standard internazionali, sia a livello multilaterale che bilaterale, con tutti gli altri Paesi, indipendentemente dal loro bilancio in materia di diritti umani.</p><p>Considerato il carattere universale delle Nazioni Unite e quello della politica estera svizzera dei diritti umani, una risoluzione che chiede di modificare il processo o i criteri di selezione della presidenza di ogni mandato concernente i diritti umani non è lo strumento appropriato per raggiungere gli obiettivi summenzionati. In generale, per ogni gruppo o commissione, la procedura per la nomina di rappresentanti ed esperti è predefinita e non potrebbe essere modificata semplicemente da una risoluzione.</p><p>Il Consiglio federale è preoccupato per le violazioni gravi e sistematiche dei diritti umani perpetrate dalle autorità del Regno dell'Arabia saudita, in particolare per il numero di esecuzioni, le punizioni corporali e la tortura, le violazioni della libertà di espressione, dei diritti delle donne e della libertà di religione. La Svizzera tematizza regolarmente, e continuerà a farlo, queste violazioni dei diritti umani, sia negli organismi multilaterali come il Consiglio dei diritti umani, sia nei contatti bilaterali con l'Arabia saudita o nelle sue prese di posizione pubbliche riguardanti casi concreti.</p><p>Il funzionamento del gruppo consultivo e la procedura di nomina dei suoi membri sono disciplinati dalla risoluzione 5/1 del Consiglio dei diritti umani, che è una delle risoluzioni fondatrici del consiglio. ( La risoluzione è disponibile sul sito www.ohchr.org.) Secondo questa risoluzione, il gruppo consultivo è composto da cinque ambasciatori, nominati per un anno dal gruppo regionale di cui fanno parte (Asia, Africa, America Latina e Caraibi, Europa dell'Est, Stati dell'Europa occidentale e altri Paesi). Spetta al gruppo stesso decidere di attribuire la presidenza del gruppo a uno dei propri membri (presidenza di turno). Il rappresentante permanente dell'Arabia saudita, che fa parte del gruppo consultivo dall'inizio del 2015, è stato designato da quest'ultimo per presiedere le riunioni del gruppo durante la 29a e la 30a sessione (giugno e settembre) del Consiglio dei diritti umani.</p><p>Sempre secondo la risoluzione 5/1, la funzione principale del gruppo consultivo consiste nel proporre al presidente del consiglio un elenco di candidati che presentano le migliori qualifiche per adempiere i vari mandati di relatore speciale o esperto indipendente. La decisione finale di conferire il mandato a uno o all'altro dei candidati spetta all'insieme degli Stati membri del consiglio (47 Stati), su proposta del presidente del consiglio.</p><p>Attualmente non si può constatare che la presidenza saudita nel gruppo consultivo abbia condotto a proposte di candidati che indeboliscono il funzionamento del consiglio o la sua capacità di nominare esperti competenti, indipendenti e imparziali.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.