<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>- La Svizzera adotta misure concrete per migliorare la sorte della popolazione albanese.</p><p></p><p>- Da un lato la Svizzera, in quanto membro della "Troika" dell'OSCE, collabora agli sforzi per trovare soluzioni alla crisi politica di questo Stato. L'organizzazione delle elezioni previste per il 29 giugno 1997 contribuirà a risolvere la crisi dello Stato.</p><p></p><p>- Dall'altro, per mezzo della propria Ambasciata in Italia, la Svizzera ha fatto sapere di essere disposta ad esaminare ogni richiesta d'aiuto in favore dei rifugiati albanesi in Italia. </p><p></p><p>- La Svizzera si adopera anche per migliorare le condizioni di vita in Albania attraverso i seguenti strumenti: </p><p></p><p>a)l'appoggio finanziario svizzero nel settore dell'energia e delle telecomunicazioni, predisposto tra il 1992 e il 1997 dall'Ufficio federale dell'economia esterna (UFEE), ammonta a circa 50 milioni di franchi. Nell'attuale situazione parte delle attività correnti dell'UFEE sono in fase di stallo o temporaneamente allentate.</p><p></p><p>b)L'Albania è uno dei Paesi in cui si concentra l'attività della Divisione per la cooperazione con l'Europa dell'Est e la CSI. Dall'inizio degli anni 90 sino a fine 1996  sono stati spesi 28,6 milioni di franchi per progetti bilaterali, soprattutto nei seguenti settori:</p><p></p><p>- sanità: adeguamento dell'infrastruttua ospedaliera (Distretto di Lezha, ospedali universitario e pediatrico a Tirana, Istituto di sanità pubblica a Tirana);</p><p>- agricoltura, sviluppo delle regioni di montagna: rafforzamento delle istituzioni nelle zone rurali, programmi di crediti per gli agricoltori, artigiani e piccoli imprenditori (distretti di Puka, Lezha, regione di Elbassan);</p><p>- formazione professionale (scuola professionale a Durres). </p><p></p><p>La Svizzera ha dovuto praticamente sospendere la propria cooperazione a seguito degli ultimi eventi. Diversi progetti di cooperazione svizzeri sono stati danneggiati. Una decisione sulle modalità di continuazione della cooperazione non potrà essere presa prima della fine di aprile 1997 U. I dati necessari per la decisione saranno raccolti nel corso di una missione di ricognizione in Albania tra il 22 e il 24 aprile 1997.</p><p></p><p>c)Tra il 1991 e il 1995 la Svizzera ha concesso all'Albania un aiuto umanitario di oltre 3,5 milioni di franchi (azioni del Corpo svizzero di aiuto in caso di catastrofe (ASC) e sostegno alle opere di assistenza svizzere). In questo contesto ha pure partecipato al risanamento dell'ospedale pediatrico di Tirana in collaborazione con il Consiglio d'Europa.</p><p></p><p>2.Una delegazione per l'aiuto umanitario, in occasione di un viaggio in Albania agli inizi di marzo 1997, non ha riscontrato scarsità di viveri tra la popolazione in generale. Per contro scarseggiavano le scorte degli enti sociali e ospedalieri. Attualmente la maggior parte della popolazione non soffre la fame: il prezzo del pane è rimasto stabile negli ultimi tre mesi e la panificazione era garantita anche in periodo di disordini. Le importazioni commerciali non sono state interrotte. I magazzini statali sono stati saccheggiati, sovente dalla popolazione medesima che così dispone di alcune riserve.</p><p></p><p>Le stime riguardanti il deficit di cereali per il 1997 sono molto contraddittorie. Mentre la FAO lo situa a 700 000 t volumetriche per l'anno 1996/97, il Programma Alimentare Mondiale (PAM) prevede che mancheranno 140 000 t dopo il raccolto estivo 1997. Prima di lanciarsi in un'operazione di aiuto massiccio, la comunità internazionale dovrà studiare seriamente le necessità della popolazione e lo stato dei circuiti di approvvigionamento abituali, cosa che sfortunatamente non è stato possibile operare finora dato che gran parte del Paese era inaccessibile per motivi di sicurezza.</p><p></p><p>Secondo i dati del CICR e del PAM è indispensabile un programma d'aiuto per:</p><p></p><p>- enti quali orfanotrofi, ricoveri per disabili o persone anziane;</p><p>- famiglie finora a carico dell'assistenza sociale prive di reddito a causa del crollo delle istituzioni statali (70 000 famiglie secondo il CICR).</p><p></p><p>Il CICR è stato finora l'unica organizzazione veramente operativa in grado di recare aiuto agli indigenti. Sino al 17.4.97 sono state soccorse 4000 persone in 50 istituti e distribuite 40 t volumetriche di viveri e medicamenti in collaborazione con la Croce Rossa albanese e la Federazione internazionale delle Società della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa. Le quantità distribuite erano modeste, ma hanno coperto almeno i bisogni più immediati. Nel marzo di quest'anno un contributo di 200 000 franchi è già stato versato nel marzo a questo programma urgente dalla Divisione dell'aiuto umanitario e ASC.</p><p></p><p>In una seconda fase il CICR prevede di aiutare 70 000 famiglie particolarmente bisognose essendo prive di assistenza sociale. L'identificazione dei beneficiari è tuttora in corso in collaborazione con la Croce Rossa albanese e con le autorità locali. La Svizzera prevede di versare un nuovo contributo al programma del CICR (cereali o contributo finanziario).</p><p></p><p>La Croce Rossa svizzera attinge parimenti 220 000 franchi dal fondo per l'aiuto d'urgenza all'estero (messa a disposizione di un delegato del CICR, invio di 7500 colli alle famiglie).</p><p></p><p>Altri progetti sono in fase di elaborazione (messa a disposizione di un esperto in logistica del Corpo Svizzero di aiuto in caso di catastrofe per secondare il Ministero della Sanità a gestire i medicamenti che saranno offerti all'Albania, ristrutturazione degli uffici saccheggiati o bruciati degli enti locali della Croce Rossa albanese a cura della Croce Rossa svizzera).</p><p></p><p>Il PAM, dal canto suo, non è ancora riuscito a distribuire le 460 tonnellate di farina inviate dal governo italiano (stato il 17.4.97). L'invio a Elbasan di un primo carico di 100 tonnellate, previsto per il 16 aprile, è stato ritardato di qualche giorno. Il coordinatore della DDC a Tirana prevede di scortare il PAM durante la sua prima distribuzione.</p><p></p><p>In una seconda fase, il PAM prevede di distribuire 15 000 tonnellate di farina a 150000 famiglie bisognose. Non è stato però ancora definito l'elenco dei beneficiari. Se questa azione del PAM si rivelerà soddisfacente, la Divisione dell'Aiuto umanitario esaminerà la possibilità di mettere a disposizione circa 2000 tonnellate di cereali.  </p><p></p><p>Secondo il coordinatore della DDC in loco, la Comunità europea, dal canto suo, non ha finora predisposto alcun programma di aiuto umanitario per l'Albania né vi ha sviluppato alcuna attività umanitaria dopo l'invio di una missione di valutazione dal 17 al 19 marzo 1997.</p><p></p><p>Il coordinatore della DDC a Tirana segue la situazione e garantisce il coordinamento nell'ambito umanitario con altri attori in loco. Analizza l'andamento della situazione relativa ai progetti in corso informandoci regolarmente. In caso di necessità o di situazione d'urgenza, il Corpo svizzero di aiuto in caso di catastrofe è pronto a rafforzare la propria presenza con l'invio di esperti.</p>  Risposta del Consiglio federale.