<h2>SubmittedText<h2><p>Le donne e le ragazze rientrano tra i gruppi di persone più vulnerabili nei flussi migratori. La salute delle donne è spesso messa in pericolo da violenza sessuale e dalla sostanziale assenza di assistenza ginecologica di base nell'ambito della pianificazione familiare, della gravidanza e delle malattie sessualmente trasmissibili. Nel quadro della cooperazione allo sviluppo, la Svizzera pone l'accento sul miglioramento della salute sessuale e riproduttiva, sulla promozione dei diritti e della salute delle madri, dei neonati e dei bambini, e sostiene i pertinenti programmi. In tale contesto, pongo al Consiglio federale le domande seguenti sulle cure sanitarie fornite alle donne rifugiate in Svizzera:</p><p>1. Esiste un programma strutturato per preservare e migliorare la salute sessuale e riproduttiva delle donne e delle ragazze che soggiornano in Svizzera come richiedenti l'asilo e rifugiate?</p><p>2. Queste donne e ragazze hanno accesso alla consulenza, alla pianificazione familiare, nonché alla prevenzione e alle cure ginecologiche?</p><p>3. Quale perizia garantisce che l'assistenza ginecologica sia fornita in maniera adeguata, tenendo conto di eventuali traumi e nel rispetto della cultura delle rifugiate (p. es. assistenza da parte di specialiste di sesso femminile, accettazione della pianificazione familiare, servizi di interpretariato, ecc.)?</p><p>4. In che modo è garantito che le donne e le ragazze in Svizzera beneficino della migliore protezione possibile dalla violenza sessuale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Attualmente in Svizzera non esiste alcun programma strutturato destinato specificamente alle richiedenti l'asilo e alle rifugiate. Nell'ambito del programma nazionale Migrazione e salute 2014-2017, l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) sostiene progetti riguardanti la gravidanza, la nascita e la consulenza neonatale. L'UFSP non sostiene tuttavia alcun progetto in tale ambito destinato specificamente alle richiedenti l'asilo. Anche la Segreteria di Stato della migrazione (SEM), nel quadro del dialogo sull'integrazione, sostiene vari progetti sul tema "Prima infanzia - Chi inizia sano va lontano" della conferenza tripartita sugli agglomerati. Tali progetti mirano a mantenere o migliorare la salute sessuale e riproduttiva delle donne e delle ragazze, in particolare tra le migranti.</p><p>La necessità di agire in questo ambito è menzionata nel rapporto del Consiglio federale "Salute materna e infantile nella popolazione migrante" elaborato in adempimento del postulato Maury Pasquier 12.3966. Il rapporto evidenzia la necessità, nel settore dell'asilo, di garantire l'accesso a cure mediche anche nei futuri centri della Confederazione.</p><p>2. Tutti i richiedenti l'asilo che soggiornano in un centro della Confederazione hanno accesso a cure mediche di base. I centri di registrazione e di procedura della Confederazione organizzano per le donne incinte un primo controllo in una struttura medica appropriata, dove sono offerte pure una consulenza in materia di pianificazione familiare e cure ginecologiche.</p><p>3. Le persone che necessitano un'assistenza speciale sono indirizzate al medico competente al fine di garantire un trattamento adeguato. Gli ospedali e i medici curanti dispongono di una certa esperienza nella collaborazione con le strutture di alloggio della Confederazione. In caso di bisogno, possono ricorrere, a pagamento, a un servizio nazionale di interpretariato telefonico supportato dall'UFSP.</p><p>4. L'11 settembre 2014 la Svizzera ha firmato la Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (Convenzione di Istanbul). La procedura di consultazione relativa alla ratifica è in corso. La Convenzione di Istanbul obbliga gli Stati parte a dichiarare punibile un'ampia gamma di reati violenti, tra cui la violenza sessuale, compreso lo stupro, e le mutilazioni genitali femminili. Dagli Stati parte sono parimenti attese varie misure preventive in materia di sensibilizzazione nonché formazione e perfezionamento dei professionisti. Nel diritto svizzero, il 1° luglio 2012 è entrata in vigore una norma penale esplicita contro le mutilazioni genitali femminili (art. 124 del Codice penale). Inoltre, la mozione Bernasconi 05.3235, "Mutilazioni genitali femminili. Misure di sensibilizzazione e di prevenzione", chiede al Consiglio federale di intensificare il suo impegno nella lotta contro le mutilazioni genitali, in particolare sostenendo le campagne d'informazione in Svizzera e adottando misure formative ed educative nei confronti delle persone direttamente interessate (migranti, personale medico e di cura, corpo insegnante, personale dell'amministrazione pubblica, ecc.). La SEM sostiene l'UFSP nell'implementazione di misure preventive, effettuate dal servizio di mediazione per la prevenzione delle mutilazioni genitali femminili di Caritas Svizzera.</p><p>Il 28 ottobre 2015 il Consiglio federale ha adottato il rapporto in adempimento della mozione Bernasconi 05.3235 e contenente raccomandazioni per il futuro impegno della Confederazione.</p>  Risposta del Consiglio federale.