<h2>SubmittedText<h2><p>I costi per lo smaltimento delle scorie radioattive in Svizzera stanno diventando incontrollabili. Nel 1983, gli esercenti delle centrali nucleari ipotizzavano costi di smaltimento di 2 miliardi di franchi. Nel 2001 si è cominciato a parlare improvvisamente di 14,55 miliardi di franchi. Cinque anni dopo i miliardi di franchi erano già 17,34 e altri cinque anni più tardi, nel 2011, la somma arrivava a 20,56 miliardi di franchi. Si tratta ormai di dimensioni astronomiche. Sono in programma nuovi studi sui costi, ma si può dare per certo che tali costi siano destinati a lievitare in modo massiccio a ogni ricalcolo. Anche il Controllo federale delle finanze (CDF) ha richiamato l'attenzione su questo rischio. Nel rapporto di revisione del fondo di disattivazione e del fondo di smaltimento allestito nel 2014, si è giunti alla conclusione che, negli studi, i costi sono "calcolati sulla base di uno scenario ideale". E non solo: il CDF ritiene che vi sia un rischio elevato che la Confederazione debba un giorno essere chiamata alla cassa.</p><p>Recenti dati dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) sullo smaltimento di scorie debolmente e mediamente radioattive a breve durata provenienti dalle applicazioni della medicina, dell'industria e della ricerca (scorie MIR) confermano questa tendenza. Nel giro di circa 15 anni, i costi per lo smaltimento di queste scorie sono lievitati di un fattore quattro, passando da 360 milioni a 1,4 miliardi di franchi. Un crescente rischio finanziario è rappresentato anche dalle scadenze irrealistiche. Fra il 2008 e il 2014, in un periodo di soli sei anni, il termine per la realizzazione dei depositi finali (SDM e SAA) è stato posticipato di 15-20 anni. Questo comporta anche l'allungamento della fase di stoccaggio intermedio, con conseguenze finora sconosciute. </p><p>Si pongono quindi le seguenti domande:</p><p>1. Qual è la quota dei costi attualmente conosciuti di stoccaggio intermedio e finale delle scorie radioattive oggi coperta da realistici accantonamenti da parte di chi produce tali scorie?</p><p>2. Quanto dovranno pagare i contribuenti per lo smaltimento delle scorie radioattive (minimo/massimo)?</p><p>3. Questi rischi a livello dei costi sono presi in considerazione nella strategia finanziaria a lungo termine della Confederazione?</p><p>4. Qual è la precisione degli attuali calcoli dei costi di stoccaggio intermedio e finale di scorie debolmente, mediamente e altamente radioattive (per categoria)?</p><p>5. A quanto ammontano i costi aggiuntivi derivanti dalla durata sempre maggiore dello stoccaggio intermedio (p. es. costi di ricondizionamento)? A quanto ammontano i costi aggiuntivi per ogni anno di stoccaggio intermedio?</p><p>6. Il Consiglio federale accetta il fatto che produttori e consumatori di energia elettrica di origine nucleare possano traslare su terzi gli oneri futuri di questa tecnologia?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>I diritti e i doveri determinanti in materia di disattivazione e smaltimento per gli impianti nucleari sono stabiliti dalla legge del 21 marzo 2003 sull'energia nucleare (LENu; RS 732.1), in particolare dagli articoli 31 e 77-82, nonché dall'ordinanza del 7 dicembre 2007 sul fondo di disattivazione e sul fondo di smaltimento per gli impianti nucleari (OFDS; RS 732.17). I fondi sono istituti di diritto pubblico, sono autonomi e sottostanno alla vigilanza del Consiglio federale (art. 29 OFDS).</p><p>1./5. Secondo lo studio sui costi 2011 (KS11), i costi di disattivazione delle cinque centrali nucleari svizzere e del deposito intermedio centrale di Würenlingen ammontano a 2,97 miliardi di franchi. Sulla base dello studio sui costi 2011 e del modello matematico, al 31 dicembre 2014 il fondo di disattivazione avrebbe dovuto teoricamente disporre di 1,8 miliardi di franchi; il capitale effettivo era invece di 1,95 miliardi di franchi. Secondo lo studio sui costi 2011, i costi di smaltimento ammontano a 15,97 miliardi di franchi, suddivisi come segue:</p><p>- i costi insorti sino alla fine del 2014 e già pagati dagli esercenti delle centrali nucleari ammontano a circa 5,32 miliardi di franchi;</p><p>- i costi che insorgeranno fino alla messa fuori servizio delle centrali nucleari e che saranno pagati attraverso i conti delle transazioni correnti delle centrali stesse ammontano, secondo i dati di fine 2014, a 2,2 miliardi di franchi. Per assicurare la copertura di questi costi i proprietari devono effettuare accantonamenti;</p><p>- i costi che insorgeranno dopo la messa fuori servizio delle centrali nucleari e che saranno coperti dal fondo di smaltimento ammontano a 8,45 miliardi di franchi (KS11, base di prezzo 2011). A fine 2014, il valore di riferimento del fondo di smaltimento ammontava a 3,74 miliardi di franchi, il capitale effettivo del fondo era di 4,12 miliardi di franchi.</p><p>Per lo stoccaggio intermedio delle scorie radioattive delle centrali nucleari, KS11 ipotizza costi per circa 2,78 miliardi di franchi. I costi dello stoccaggio intermedio ammontano a circa 10 milioni di franchi per anno e per centrale nucleare.</p><p>2./3. Energia nucleare: la regolamentazione a cascata della responsabilità civile definita nella LENu prevede che gli esercenti delle centrali nucleari debbano sostenere per intero i propri costi di disattivazione e smaltimento; inoltre sussiste un obbligo (simile a una responsabilità solidale) di effettuare versamenti supplementari in relazione ai costi a carico degli altri esercenti. Se questa assunzione di oneri non è sostenibile sotto il profilo economico, l'Assemblea federale decide se e in che misura la Confederazione partecipa ai costi non coperti. Poiché compete agli esercenti, il finanziamento della disattivazione degli impianti nucleari e dello smaltimento delle scorie radioattive non trova riscontro nel bilancio della Confederazione.</p><p>Scorie radioattive di competenza della Confederazione, comprendenti anche le scorie radioattive provenienti dalle applicazioni della medicina, dell'industria e della ricerca (scorie MIR): sulla base del rapporto sul finanziamento dello smaltimento delle scorie radioattive di competenza della Confederazione ("Finanzierung der Entsorgung radioaktiver Abfälle im Verantwortungsbereich des Bundes") pubblicato dal Dipartimento federale dell'interno (DFI), il 29 aprile 2015 il Consiglio federale ha fissato diversi principi per il finanziamento dei futuri costi in relazione alle scorie MIR. In particolare, dei circa 857 milioni di franchi di costi complessivi che resteranno da finanziare fino al 2060, 431 milioni dovranno essere messi a disposizione dalla Confederazione e 426 milioni dal settore dei politecnici federali. In considerazione del lungo lasso di tempo e dell'entità ridotta della quota annua di costi, la Confederazione è in grado di finanziare tali costi attraverso il budget corrente. Il settore dei politecnici federali accantona ogni anno dei contributi che, secondo il nuovo messaggio concernente il promovimento dell'educazione, della ricerca e dell'innovazione (messaggio ERI) per il periodo 2017-2020, devono essere adeguati gradualmente alle stime più recenti dei costi. I futuri costi derivanti dallo smaltimento delle scorie di competenza della Confederazione vengono presi in considerazione nel bilancio della Confederazione stessa in ragione delle stime di volta in volta valide.</p><p>4. Visto il lungo lasso di tempo che deve trascorrere prima dei lavori di disattivazione e di smaltimento, l'Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN) stima che il margine di errore relativo ai costi di disattivazione calcolati nel KS11 si aggiri intorno ai valori consueti in ambito industriale (da -meno 15 per cento a più 30 per cento) e diminuisca con l'avanzare della pianificazione. Per quanto riguarda i costi di smaltimento, l'IFSN rimanda al margine di tolleranza del più-meno 25 a 30 per cento che viene solitamente concordato per la fase di progetto dello studio preliminare nel caso delle costruzioni sotterranee. Per tenere conto dell'evoluzione dei costi nei relativi studi, il Consiglio federale ha deciso di applicare un supplemento di sicurezza del 30 per cento ai costi determinati nel KS11. Inoltre ha adeguato i parametri utilizzati nel modello di finanziamento. La modifica dell'OFDS è entrata in vigore il 1° gennaio 2015.</p><p>Gli studi sui costi vengono aggiornati ogni cinque anni; i prossimi saranno presentati nel 2016. I costi saranno determinati sulla base del programma di gestione delle scorie dei responsabili dello smaltimento e applicando le più recenti conoscenze in materia di progetti infrastrutturali e nucleari complessi.</p><p>6. La Commissione federale dell'energia elettrica verifica le tariffe dell'energia elettrica fatturate ai consumatori finali fissi. Queste tariffe devono essere congrue e basarsi sui prezzi di costo di una produzione efficiente e su contratti di acquisto a lungo termine del gestore della rete di distribuzione (art. 6 della legge sull'approvvigionamento elettrico; RS 734.7 in combinato disposto con l'art. 4 dell'ordinanza sull'approvvigionamento elettrico; RS 734.71). Ai consumatori finali fissi possono quindi essere traslati unicamente i costi derivanti da una produzione efficiente. I costi possono essere superiori al prezzo di mercato.</p>  Risposta del Consiglio federale.