13/25 Energie PVG 2016 198 25 Energie 13 Energia Energia Sospensione della fornitura di energia elettrica per un usufruttuario. Inammissibilità della misura malgrado la diversa normativa comunale. Preminenza del diritto supe- riore. – Nel caso di specie, la normativa comunale non riconosce la qualità di abbonato al semplice usufruttuario dell’abi- tazione (cons.2, 3a). – La LAEI garantisce però l’approvvigionamento elettrico a tutti i consumatori finali; tra di essi vi sono le econo- mie domestiche e quindi anche l’usufruttuario di un’abi- tazione il quale ha di conseguenza il diritto di stipulare un contratto per l’erogazione di energia elettrica con il fornitore (cons. 3b). – La negazione all’usufruttuario di tale diritto di contrarre, risultante dall’applicazione della normativa comunale, oltre che contraria al diritto di rango superiore è arbi- traria; necessità di colmare la lacuna dell’ordinamento comunale (cons. 3c). Unterbrechung der Stromversorgung für einen Nutznies- ser. Unzulässigkeit der Massnahme trotz anderslautender kommunaler Regelung. Vorrang des höherrangigen Rechts. – Im konkreten Fall anerkennt die kommunale Regelung den Nutzniesser einer Wohnung nicht als Elektrizitäts- bezüger (E.2, 3a). – Das StromVG gewährleistet aber allen Endverbrauchern die Stromversorgung; darunter fallen alle Haushalte und damit auch der Nutzniesser einer Wohnung, der somit das Recht zur Eingehung eines Stromlieferungsvertrags mit dem Stromlieferant hat (E.3b). – Die Weigerung, einen solchen Vertrag mit den Nutznies- sern einzugehen, wie sich dies aus der Anwendung der kommunalen Norm ergibt, verstösst nicht nur gegen das übergeordnete Recht, sondern ist willkürlich; Not- wendigkeit, diese Lücke in der kommunalen Regelung zu füllen (E.3c).13/25 Energie PVG 2016 199 Considerando in diritto: 2. Controversa è essenzialmente la questione di sapere se il ricorrente, in qualità di usufruttuario, può essere ritenuto un ab b o - nato per la fornitura di energia elettrica. Eventualmente, va esami- nato se la decisione del convenuto di privare il ricorrente dell’ero- gazione di energia elettrica sia proporzionale. 3. a) Il convenuto declina lo stato di abbonato al ricorrente fa- cendo riferimento alle disposizioni di cui al Regolamento dell’Azien- da elettrica comunale di X. risp. al Regolamento relativo alle tasse di allacciamento e alle tariffe per la fornitura di energia elettrica. Gli articoli qui rilevanti prescrivono quanto segu e: Art. 1 cpv. 1 Regolamento AECM: «L’Azienda elettrica comunale di X. , fornisce energia elettri- ca ad ogni proprietario o affittu ario di stabile che si trova entro la sfera d’efficienza di un trasformatore già installato sul territorio del Comune. […]» Art. 11 Regolamento relativo alle tasse di allacciamento e alle tarif- fe per la fornitura di energia elettrica, cpv.1: «Ogni allacciamento alla rete di distribuzione dell’Azienda implica almeno un abbonamento. […]» cpv. 2: «L’abbonamento viene stipulato unicamente al proprietario dell’im- mobile, alla persona domiciliata in affitto , alle persone giuridiche o enti di diritto pubblico.» Entrambi i regolamenti menzionati sono delle leggi in senso for- male, poiché approvati dall’Assemblea comunale. In base ad essi – soprattutto vista l’esplicita formulazione: «unicamente» che prece- de l’elencazione dei soggetti (proprietario dell’immobile, persona domiciliata in affitto, persone giuridiche o enti di diritto pubblico) aventi diritto alla stipulazione di un abbonamento secondo l’art. 11 cpv. 2 del regolamento relativo alle tasse di allacciamento e alle tariffe per la fornitura di energia elettrica – è chiaro che il ricor- rente, quale usufruttuario, non può aver diritto alla stipulazione di un abbonamento per l’erogazione elettrica. Siccome le disposizio- ni comunali non lasciano margine di interpretazione, va in seguito esaminato – nell’ambito di un controllo concreto – se tali norme violano il diritto superiore. b /a a ) L’art. 6 LA E I prevede che i gestori delle reti di distribu- zione prendono i provvedimenti n ecessari affinché, nel loro com- prensorio, possano fornire in ogni momento ai consumatori fissi finali e ai consumatori finali che rinunciano all’accesso alla rete la quantità desiderata di energia elettrica, della qualità necessaria e13/25 Energie PVG 2016 200 a tariffe adeguate (cpv. 1). Sono consumatori fissi finali ai sensi del presente articolo le economie domestiche e gli altri consumatori finali con un consumo annuo inferiore a 100 M W h per centro di consumo (cpv. 2 ). Giusta l’art. 10 LA El GR all’interno di un compren- sorio, il gestore di rete designato è tenuto a garantire l’allacciamen- to alla rete secondo le disposizioni del diritto federale (cpv. 1). Il gestore della rete di distribuzione locale assicura l’allacciamento di tu tti i consumatori finali a tu tti i livelli di tensione (cpv. 2 ). Si noti che le disposizioni di cui all’art. 6 LAEI sono attu- almente ancora in vigore (prima fase dell’apertura del m erca- to durante la quale le economie domestiche non hanno accesso alla rete. Il decreto federale sull’apertura totale del mercato di cui all’art. 34 cpv. 3 LA E I – so tto stan te a referendum facoltativo – non è ancora stato emanato). b /b b ) Come giustamente afferm ato dal ricorrente, nella categoria dei consumatori (fissi) finali rappresentanti un’economia domestica, devono rientrare pure gli u su fru ttu ari (ai sensi degli a rtt. 745 segg. C C ). Né il diritto federale né quello cantonale restrin - gono infatti la lista dei consumatori (fissi) finali. Va p ertan to ritenuto che il co n cetto di «consumatore finale» definito dal diritto federale e cantonale non lascia margine al legislatore comunale di limitarne la cerchia a specifici so ggetti del diritto privato. Del resto, posto che si passi alla totale ap ertu ra del mercato energetico, si conti- nuerà a parlare di economie domestiche quali consumatori finali con un consumo annuo inferiore a 100 M W h (ch e tu ttavia non sa- ranno più fisse ma avranno la possibilità di scegliere se continuare a essere rifornite di energia elettrica dall’attuale fornitore nell’ambi- to dell’approvvigionamento elettrico assicurato o se passare ad un altro fornitore; cfr. Messaggio concernente la modifica della legge sugli impianti elettrici e la legge sull’approvvigionamento elettrico del 3 dicembre 2004, no. 1482 seg.). Il fornitore locale, dato il m o - nopolio di approvvigionamento e visto l’obbligo di fornire l’energia elettrica che gli sp etta, so tto stà a un obbligo di contrarre (cfr. DTF 137 I 120 cons. 5 .3 ). Un usufruttuario così come un locatario, deve essere co n - siderato il diretto beneficiario riguardo alle prestazioni di eroga- zione di energia elettrica per il consumo proprio legato alla cosa in godimento. Lo statu s speciale che garantisce l’approvvigiona- mento elettrico alle economie domestiche, in questo caso all’usu- fruttuario, implica un diritto alla stipulazione di un abbonamento direttamente con quest’ultimo. Dal momento che l’usufruttuario consuma energia elettrica – sebbene egli non abbia stipulato un13/25 Energie PVG 2016 201 co n tratto scritto col fornitore – si instaura implicitamente un rap - p o rto contrattuale tra l’usufruttuario e il fornitore, mentre che un eventuale co n tratto tra il proprietario e il fornitore viene sospeso. Nelle costellazioni in cui esiste già un co n tratto tra il proprietario e il fornitore locale, per il fornitore diventa quindi determinante il co n tratto con l’usufruttuario. Nei casi invece, in cui non esiste un co n tratto tra il proprietario e il fornitore, l’usufruttuario deve poter stipulare un co n tratto con il fornitore. Negando il diritto all’usu- fruttuario di stipulare un simile contratto, l’ordinamento comuna- le sembra perciò stare in contraddizione con il diritto superiore. Se già non esiste una violazione del primato del diritto superiore risp. della competenza normativa da p arte del convenuto, comun- que – come esp o sto nei considerandi che seguono – l’applicazione dei relativi regolamenti, nel caso in esame, co m p o rta dei risultati insostenibili, per cui il tribunale ritiene di dover intervenire ad o ttan - do una regola in favore del ricorrente. c/aa) Un testo legale soffre di una lacuna alla quale il giu- dice deve rimediare secondo la regola generale p o sta dall’art. 1 cpv. 2 CC, quando lascia irrisolta una questione giuridica che la sua applicazione solleva inevitabilmente e che una soluzione non può essere d e d o tta né dal testo né dall’interpretazione della legge (la- cuna propria) oppure quando a causa di un’incongruenza del legis- latore, o m e tte di disciplinare un quesito la cui soluzione sc a tu risc e dalle idee e dagli scopi di quest’ultimo. Per converso, il giudice non può supplire al silenzio della legge quando la lacuna è s ta ta volu- ta dal legislatore (silenzio qualificato) e corrisponde a una norma negativa oppure quando l’omissione consiste nella mancanza di una regola desiderabile (lacuna impropria), perché in tal caso si sostituirebbe al legislatore; egli può tu tta v ia farlo se costituisce un abuso di diritto o addirittura viola la Costituzione invocare il senso considerato determinante della normativa (DTF 131 II 562 cons. 3 .5 ; 129 III 6 5 6 cons. 4.1; 125 III 425 cons. 3 a ). Secondo una nuova opi- nione nella dottrina, non o c c o rre distinguere tra lacune proprie e improprie. Una lacuna andrebbe intesa come un’incompletezza pianificatoria della legge che può essere rimossa dalle autorità a p - plicanti il diritto. Il Tribunale federale ha a tra tti a d o tta to q u e sta nuova concezione sulle lacune legislative ed ha ammesso la pos- sibilità di rimuovere una lacuna, qualora una norma, giusta i valo- ri e le finalità all’origine di essa, appare incompleta ed esige una modifica. La prassi del Tribunale federale, tuttavia, non è unifor- me, poiché la differenziazione tra lacune proprie e improprie viene s em pre ancora applicata (c fr. H ä f el in /Mü l l er /U Hl Ma n n , A llg em eines13/25 Energie PVG 2016 202 V er w altun g s re cht, 7a ed., Z urig o/S an G allo 2016 , m arg ina li 201 –216 con riferimenti). c/b b ) Come acce rtato sopra (cfr. cons. b /b b ), non è permes- so negare all’usufruttuario il diritto all’erogazione di energia elet- trica. Se, come nel caso di specie, il proprietario rinuncia all’ero- gazione, l’usufruttuario qui ricorrente può avvalersi di tale diritto soltanto se viene riconosciuto come abbonato e con ciò come par- te contraente per l’erogazione d’elettricità da p arte dell’ente pubbli- co. Altrimenti, negando tale rivendicazione all’usufruttuario, l’ente pubblico lo priverebbe non solo del suo diritto di natura pubbli- ca all’erogazione di energia elettrica e di quello di natura civile al pieno godimento della cosa – per cui sarebbe n ecessario istanzia- re un’onerosa procedura civile – , ma rischierebbe o ltretu tto di ar- recargli dei danni. Esattam en te q u esta situazione si viene a creare applicando i corrispondenti regolamenti comunali – i quali limita- no la possibilità di stipulare co n tratti per l’erogazione dell’energia elettrica ai soli proprietari dell’immobile, alle persone domiciliate in affitto , alle persone giuridiche e agli enti di diritto pubblico – per cui sussiste una lacuna (impropria). Va poi ricordato che la presen- te Azienda elettrica comunale è un ente pubblico (senza persona- lità giuridica propria), cosicché il convenuto è tenuto ad osservare, tra gli altri, il principio di uguaglianza di trattam en to e il divieto d’arbitrio. Un’esclusione dell’usufruttuario dal diritto di chiedere l’erogazione di energia elettrica nella quantità desiderata e a prezzi adeguati direttamente dal fornitore locale risulta, nel caso co n cre- to, oltre che illegale anche arbitraria. Il diritto alla fornitura e alla stipulazione di un abbonamento, a mente dell’ordinamento comu- nale, può essere infatti vantato, tra gli altri, anche da un locatario, i cui diritti inerenti all’immobile sono evidentemente più ristretti di quelli di un usufruttuario, il quale, come già accennato, d etie- ne un diritto reale che gli conferisce il pieno godimento della cosa (art. 745 cpv. 2 C C ) ed è perciò, in questo caso, parificabile a un p ro - prietario. È quindi opportuno concludere che, se questo Tribunale non dovesse intervenire colmando p red etta lacuna, l’applicazione dell’ordinamento comunale del convenuto condurrebbe a risultati insostenibili. Tanto più che – come visto sopra al cons. 3b – sembra essere data una lesione del primato del diritto superiore. Il con- venuto deve quindi dare la possibilità al ricorrente di far valere i suoi diritti di abbonato. Il ricorrente è dunque legittimato a chiede- re il mantenimento in essere dell’erogazione di energia elettrica per l’appartamento in questione. U 16 3 Sentenza del 23 agosto 2016