Corte III C-1632/2007 {T 0/2} S e n t e n z a d e l 1 ° o t t o b r e 2 0 0 8 Giudici Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio), Madeleine Hirsig, Francesco Parrino, cancelliera Paola Carcano. C._______, rappresentata dal Patronato INCA, _______, ricorrente, contro Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli assicurati residenti all'estero UAIE, avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 1211 Ginevra 2, autorità inferiore. Assicurazione invalidità. B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t T r i b u n a l a d m i n i s t r a t i f f é d é r a l T r i b u n a l e a m m i n i s t r a t i v o f e d e r a l e T r i b u n a l a d m i n i s t r a t i v f e d e r a l Composizione Parti OggettoFatti: A. C._______, cittadina italiana, nata il _______, sposata dal _______, coniugata con prole, ha lavorato in Svizzera, quale frontaliera, dapprima presso la ditta S._______ quale operaia addetta al controllo di qualità dei prodotti e successivamente, a decorrere dal 1° dicembre 2000, presso il “R._______” del C1._______ in qualità di venditrice (servizio clienti e cassa) fino al 31 dicembre 2003 ed in qualità di sostituta del responsabile del reparto pasticceria e pizzeria a decorrere dal 1° gennaio 2004. Durante tale periodo ha soluto regolari contributi all'assicurazione svizzera per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (AVS/AI). In data 31 gennaio 2003 è stata investita da un'automobile in retromarcia in località C2._______ (V._______) ed ha riportato delle lesioni (in particolare, contusioni multiple ed una contrattura cervicale) che hanno richiesto delle cure mediche oltre alla sospensione temporanea del lavoro. Inoltre, l'assicurata è stata assente dal lavoro dal 19 al 20 febbraio 2004, dall'8 al 14 marzo 2004 e dal 21 marzo 2004 per malattia (ernia discale lombare). L'assicurata si è dovuta poi sottoporre ad un intervento di discectomia il 27 maggio 2004 il cui decorso post-operatorio non è stato favorevole (persistenza di lombalgie e lombosciatalgie). In data 15 novembre 2004 ha tentato la ripresa del lavoro che ha dovuto prontamente interrompere a causa della significativa sintomatologia dolorosa. L'assicurata è stata licenziata, con effetto a partire dal 1° gennaio 2005, a causa delle prolungate assenze dovute al danno alla salute. L'Helsana SA ha versato le indennità giornaliere fino all'8 ottobre 2005 allorquando l'assicurata è stata ritenuta abile al lavoro in attività adeguate con una perdita di guadagno effettiva del 22%. In data 11 aprile 2005, C._______, ha formulato una richiesta volta al conseguimento di una rendita dell'assicurazione svizzera per l'invalidità (doc. 3-1/3-7; 4-1/4-14; 7-1/7-3; 1-37/1-40; 2-5/2-7; incarto LAINF della SUVA ed incarto della Cassa malati Helsana SA). Nell'ambito di tale richiesta l'amministrazione ha assunto agli atti l'incarto della Helsana SA comprendente, tra l'altro, una perizia medica del 10 febbraio 2005 del Dott. F._______ (FMH chirurgia ed ortopedia) giusta la quale l'assicurata è affetta da “sindrome vertebrale lombare in presenza di alterazioni degenerative pluri-segmentali L4/L5/S1 e di uno stato dopo discectomia lombo-sacrale a destra il 27 maggio 2004” e da “sindrome radicolare irritativa residuale S1 a destra in presenza di un reperto di cicatrice ipertrofica alla risonanza Pagina 2magnetica del 17 novembre 2004”. Il perito è, quindi, giunto alla conclusione che l'assicurata risulta essere inabile al lavoro nella misura del 50% per lo svolgimento di attività lavorative medio-pesanti che richiedono pure il mantenimento prolungato di una determinata posizione fissa, sia essa eretta o seduta, così come l'esecuzione di movimenti oppure il mantenimento di posizioni inergonomiche per il tronco. Egli conclude, per contro, che vige una capacità lavorativa completa nell'esecuzione di attività lavorative leggere che permettono il cambiamento regolare della propria posizione intercalando pure dei periodi di corti spostamenti su superfici piane senza rischi di caduta e senza necessità di trasportare dei pesi superiori a 5 kg (doc. 1-37/1-40). Nell'ambito di tale richiesta l'amministrazione ha assunto agli atti altresì: il certificato di salario del mese di dicembre 2004 (doc. 4-11), un certificato di lavoro del 31 dicembre 2004 (doc. 4-14), il questionario del datore di lavoro del 25 aprile 2005 (doc. 7-1/7-3) ed il mansionario del 15 giugno 2005 giusta il quale l'assicurata lavorava in piedi per il servizio clienti in caffetteria o alle isole del ristorante e seduta quando stava in cassa e doveva sollevare delle teglie o delle cassette nel reparto pizzeria di 10 kg al massimo (doc. 12-1). B. Nei suoi rapporti del 19 dicembre 2005 (con nota del 21 giugno 2006) e del 22 dicembre 2005 il Dott. F1._______, del Servizio medico regionale (SMR) dell'amministrazione, dopo aver ripreso integralmente la diagnosi posta dal Dott. F._______ e dopo aver analizzato il caso sotto il profilo delle malattie di lunga durata, è giunto alla conclusione che l'assicurata presenta una capacità lavorativa del 50% in attività medio-pesanti (compresa quella abitualmente svolta di commessa) e del 100% in attività lavorative leggere a decorrere dal 31 gennaio 2005 (doc. 18-1/18-2; 20-1). C. In data 23 dicembre 2005 l'amministrazione ha comunicato all'assicurata di aver affidato il suo incarto al Servizio di integrazione per la valutazione del caso dal profilo economico-lavorativo (doc. 21-1). Nel suo rapporto del 23 maggio 2006, la Consulente per l'integrazione professionale è giunta alla conclusione che nel caso concreto – tenuto conto delle limitazioni funzionali dovute al danno alla salute e del percorso socio-professionale dell'assicurata (conoscenze professionali acquisite in differenti ambiti e capacità di lavoro legate all'organizzazione ed alla gestione di un reparto) – risultano Pagina 3totalmente esigibili attività nel settore della vendita, dove non vi è obbligo di portare pesi eccessivi e dove è possibile variare frequentemente la posizione (per es., all'interno di un chiosco, di una stazione di servizio o in un piccolo negozio di vendita al dettaglio, nelle quali potrebbe presumibilmente ricoprire anche una funzione di “capo- settore”, oppure come rappresentante nella promozione di prodotti in generale). A suo avviso, l'assicurata potrebbe inserirsi professionalmente anche in un'attività non qualificata o semi- qualificata e leggera legata al settore industriale (come, per es., un'attività legata al controllo qualità). Infine, ritiene esigibili altresì mansioni semplici legate ai Servizi (archivio, distribuzione posta, economato, ecc.). Dal raffronto dei redditi operato giunge alla conclusione che l'assicurata presenta un grado di invalidità del 20.17% ed una capacità di guadagno residua del 79.83% (doc. 22-1; 23-1/23-3). D. Con decisione del 30 giugno 2006 l'Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli assicurati residenti all'estero (UAIE) ha pertanto respinto la richiesta di prestazioni di C._______ (doc. 27-3/27-5). C._______, regolarmente rappresentata dal Patronato INCA di B._______, ha formulato in data 29 agosto 2006 opposizione contro il suddetto provvedimento amministrativo, chiedendo in sostanza il riconoscimento del suo diritto a prestazioni assicurative (doc. 27-1/27-2). A suffragio delle sue conclusioni ha prodotto in data 14 settembre 2006 (doc. 28-1/28-18), oltre a documentazione medica obiettiva già agli atti, due relazioni medico-specialistico segnatamente dell'11 agosto 2006 del Dott. T._______ (specialista in fisiatria e geriatria, giusta il quale l'assicurata è inabile allo svolgimento di attività della vita quotidiana) e del 28 agosto 2006 del Dott. F2._______ (medico di fiducia del Patronato INCA, giusta il quale l'assicurata presenta un'incapacità di guadagno in misura superiore al 50% nello svolgimento di attività leggere). Ricevuta l'opposizione, l'amministrazione ha sottoposto nuovamente gli atti al Dott. F1._______, il quale, nella sua relazione del 26 ottobre 2006, ha rilevato che la nuova documentazione medica prodotta dall'assicurata non apporta elementi clinici o strumentali né nuove diagnosi tali da modificare il contenuto della sua precedente presa di posizione (doc. 37-1). Pagina 4Mediante decisione su opposizione del 5 febbraio 2007, l'amministrazione ha quindi respinto l'opposizione del 29 agosto 2006 e confermato nel contempo la propria decisione del 30 giugno 2006 (doc. 39-2/39-7). E. Con gravame del 2 marzo 2007, spedito il medesimo giorno alla scrivente Autorità, C._______, regolarmente rappresen-tata dal Patronato INCA di B._______, chiede, sostanzialmente, l'annullamento del summenzionato provvedimento amministrativo e, di conseguenza, il riconoscimento del suo diritto a tre quarti di rendita di invalidità a decorrere dal marzo 2004. A suffragio delle sue conclusioni produce una relazione medico-specialistico del 21 febbraio 2007 del Dott. F2._______ con la quale il medico di fiducia del Patronato INCA conferma sostanzialmente ed integralmente la sua precedente presa di posizione del 28 agosto 2006. L'Ufficio dell'assicurazione invalidità del Cantone Ticino (UAI-TI), nel suo preavviso del 23 aprile 2007, e l'Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli assicurati residenti all'estero (UAIE), nelle sue osservazioni responsive del 27 aprile 2007, propongono la reiezione dell'impugnativa con argomenti di cui si riferirà, per quanto occorra, nei considerandi che seguono. Dopo aver preso atto delle osservazioni dell'amministrazione, il Patronato INCA di B._______ ha ribadito, con scritto del 24 maggio 2007, l'intenzione della propria assistita di mantenere il ricorso. In data 29 novembre 2007 la ricorrente ha versato l'anticipo di franchi 300.-- equivalente alle presunte spese processuali. Diritto: 1. In virtù dell'art. 31 della legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, RS 173.32), questo tribunale giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 della legge federale sulla procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021) emanate dalle autorità menzionate agli art. 33 e 34 LTAF, riservate le eccezioni di cui all'art. 32 LTAF. In particolare, le decisioni rese dall'UAIE concernenti l'assicurazione per l'invalidità possono essere portate innanzi al TAF conformemente all'art. 69 cpv. 1 lett. b della Pagina 5legge federale sull'assicurazione per l'invalidità del 19 giugno 1959 (LAI, RS 831.20). 2. 2.1 Il 1° giugno 2002 sono entrati in vigore l'Accordo tra la Confederazione svizzera, da una parte, e la Comunità europea ed i suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 21 giugno 1999 (ALC, RS 0.142.112.681) ed il correlato Allegato II che regola il coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale nonché il Regolamento (CEE) n° 1408/71 del Consiglio del 14 giugno 1971 relativo all'applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all'interno della Comunità (RS 0.831.109.268.1) come pure il corrispondente Regolamento di applicazione (Regolamento CEE n° 574/72 del Consiglio del 21 marzo 1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71, RS 0.831.109.268.11). Trattasi di una normativa che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data dal 1° giugno 2002 o successivamente e che sancisce il principio della parità di trattamento tra cittadini che risiedono in uno Stato membro della Comunità europea ed i cittadini svizzeri (art. 3 e 6 del Regolamento CEE n° 1408/71). 2.2 Giusta l'art. 20 ALC, salvo disposizione contraria contenuta nell'allegato II, gli accordi bilaterali tra la Svizzera e gli Stati membri della Comunità europea in materia di sicurezza sociale vengono sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora il medesimo campo sia disciplinato da quest'ultimo. Nella misura in cui l'Accordo, in particolare l'Allegato II che regola il coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale (art. 8 ALC), non prevede disposizioni contrarie, l'organizzazione della procedura come pure l'esame delle condizioni di ottenimento di una rendita di invalidità svizzera sono regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 257 consid. 2.4). 2.3 L'art. 80a LAI sancisce espressamente l'applicabilità nella presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio del 14 giugno 1971 e (CEE) n° 574/72 del Consiglio del 21 marzo 1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71. Pagina 63. 3.1 In virtù dell'art. 3 lett. dbis PA la procedura in materia di assicurazioni sociali non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è applicabile la legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali del 6 ottobre 2000 (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 LAI le disposizioni della LPGA sono applicabili all'assicurazione per l'invalidità (art. 1a-26bis e 28-70), sempre che la presente legge non preveda espressamente una deroga. 3.2 Secondo l'art. 59 LPGA ha diritto di ricorrere chiunque è toccato dalla decisione o dalla decisione su opposizione ed ha un interesse degno di protezione al suo annullamento o alla sua modificazione. Queste condizioni sono adempiute nella specie. 3.3 Il ricorso è inoltre tempestivo ed ossequioso dei requisiti minimi prescritti dalla legge (art. 60 LPGA e 52 PA). Il gravame è dunque ricevibile, nulla ostando all'esame del merito dello stesso. 4. Ai fini del presente giudizio occorre preliminarmente precisare, con particolare riferimento al diritto materiale, che, dal profilo temporale, non trovano applicazione le modifiche della LAI del 6 ottobre 2006 entrate in vigore dal 1° gennaio 2008 (5a revisione della LAI). Di seguito vengono quindi citate le disposizioni della LAI e della LPGA nel tenore in vigore fino al 31 dicembre 2007. 5. La ricorrente ha presentato la richiesta di rendita l'11 aprile 2005. In deroga all'art. 24 LPGA, l'art. 48 cpv. 2 LAI precisa che, se l'assicurato si annuncia più di dodici mesi dopo la nascita del diritto, le prestazioni possono essere assegnate soltanto per i 12 mesi precedenti la richiesta. In concreto, lo scrivente Tribunale amministrativo federale può quindi limitarsi ad esaminare se il ricorrente avesse diritto ad una rendita l'11 aprile 2004 (ossia 12 mesi precedenti la presentazione della domanda), oppure se un diritto alla rendita sia sorto tra tale data ed il 5 febbraio 2007, data della decisione impugnata. Il giudice delle assicurazioni sociali analizza, infatti, la legalità della decisione impugnata, in generale, secondo lo stato di fatto esistente al momento in cui la decisione in lite è stata resa (DTF 130 V 445 consid. 1.2 e 1.2.1). 6. Per avere diritto ad una rendita dell'assicurazione invalidità svizzera, un cittadino italiano deve adempiere cumulativamente le Pagina 7seguenti due condizioni: essere invalido ai sensi della legge svizzera ed aver versato contributi all'AVS/AI svizzera durante un anno intero almeno (art. 36 cpv. 1 LAI). La ricorrente ha versato contributi all'AVS/AI svizzera durante più di un anno intero in totale e, pertanto, adempie la condizione della durata minima di contribuzione, alla quale la legge subordina l'erogazione di una rendita. Rimane ora da esaminare se sia invalida ai sensi di legge. 7. In base all'art. 8 LPGA è considerata invalidità l'incapacità al guadagno totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata. L'art. 4 LAI precisa che l'invalidità può essere conseguente ad infermità congenita, malattia o infortunio; il cpv. 2 della stessa norma stabilisce che l'invalidità è considerata insorgere quando, per natura e gravità, motiva il diritto alla singola prestazione. L'assicurato ha diritto ad una rendita intera se è invalido per almeno il 70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto di rendita se è invalido per almeno il 40% (art. 28 cpv. 1 LAI). Va ricordato che fino al 31 dicembre 2003, la LAI prevedeva il diritto al quarto di rendita con un tasso d'invalidità del 40% almeno, alla mezza rendita con un tasso d'invalidità del 50% almeno ed alla rendita intera con un tasso d'invalidità dei due terzi (66.67%). In seguito all'entrata in vigore dell'Accordo bilaterale, la limitazione prevista dall'art. 28 cpv. 1ter LAI, secondo il quale le rendite per un grado d'invalidità inferiore al 50% sono versate solo ad assicurati che sono domiciliati e dimorano abitualmente in Svizzera (art. 13 LPGA), non è più applicabile quando l'assicurato è cittadino dell'UE e vi risiede. Il diritto alla rendita, secondo l'art. 29 cpv. 1 LAI, nasce, al più presto, nel momento in cui l'assicurato presenta un'incapacità permanente di guadagno pari almeno al 40% (lettera a), oppure quando egli è stato per un anno e senza notevoli interruzioni, incapace al lavoro per almeno il 40% in media (lettera b). La prima lettera si applica allorché lo stato di salute dell'assicurato si è stabilizzato; la seconda se lo stato di salute è labile, vale a dire suscettibile di evolvere verso un miglioramento od un peggioramento (DTF 121 V 264, 111 V 21 consid. 2b). Per incapacità al lavoro s'intende qualsiasi incapacità, totale o Pagina 8parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in un'altra professione o campo d'attività (art. 6 LPGA). L'incapacità al guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o parziale, della possibilità di guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in considerazione, provocata da un danno alla salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato alle cure ed alle misure d'integrazione ragionevolmente esigibili. Ora, la nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è di carattere giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b). In base all'art. 16 LPGA, applicabile per il rinvio dell'art. 28 cpv. 2 LAI, per valutare il grado d'invalidità, il reddito che l'assicurato potrebbe conseguire esercitando l'attività ragionevolmente esigibile da lui dopo la cura medica e l'eventuale esecuzione di provvedimenti d'integrazione, tenuto conto di una situazione equilibrata del mercato del lavoro, è confrontato con il reddito che egli avrebbe potuto ottenere se non fosse diventato invalido. In altri termini l'assicurazione svizzera per l'invalidità risarcisce soltanto la perdita economica che deriva da un danno alla salute fisica o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la malattia o la conseguente incapacità lavorativa. 8. Il giudice delle assicurazioni sociali deve esaminare in maniera obiettiva tutti i mezzi di prova, indipendentemente dalla loro provenienza, e poi decidere se i documenti messi a disposizione permettono di giungere ad un giudizio attendibile sulle pretese giuridiche litigiose (DTF 125 V 352 consid. 3a). Per costante giurisprudenza le certificazioni mediche possono costituire importanti elementi d'apprezzamento del danno invalidante, allorché permettono di valutare l'incapacità lavorativa e di guadagno dell'interessato in un'attività da lui ragionevolmente esigibile (DTF 115 V 134 consid. 2, 114 V 314 consid. 3c). Perché un rapporto medico abbia valore probatorio è determinante che esso valuti ed esamini in maniera completa i punti litigiosi, si fondi su degli esami approfonditi, prenda conto di tutte le affezioni di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza dei suoi antecedenti (anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento della situazione medica; le conclusioni dell'esperto devono inoltre essere Pagina 9motivate (DTF 125 V 352, 122 V 160). Per quel che riguarda i rapporti concernenti il medico curante, secondo la generale esperienza della vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce del rapporto di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di dubbio, in favore del suo paziente (DTF 125 V 353; VSI 2001 p. 109). 9. 9.1 Nel caso di specie la diagnosi rilevante ai fini del presente giudizio risulta essere condivisa essenzialmente da tutti i medici che si sono espressi in merito. L'assicurata è affetta da “sindrome vertebrale lombare in presenza di alterazioni degenerative pluri-segmentali L4/L5/S1 e di uno stato dopo discectomia lombo-sacrale a destra il 27 maggio 2004” e da “sindrome radicolare irritativa residuale S1 a destra in presenza di un reperto di cicatrice ipertrofica alla risonanza magnetica del 17 novembre 2004” (perizia medica del 10 febbraio 2005 del Dott. F._______; rapporti medici del 19 dicembre 2005 con nota del 21 giugno 2006, del 22 dicembre 2005 e del 26 ottobre 2006 del Dott. F1._______; relazione medico-specialistico dell'11 agosto 2006 del Dott. T._______ e relazioni medico-specialistico del 28 agosto 2006 e del 21 febbraio 2007 del Dott. F2._______). Il collegio giudicante non intravede quindi ragioni che gli impediscano di far proprie le conclusioni convergenti inerenti alla diagnosi. 9.2 Tali affezioni debbono, dal profilo giuridico, essere esaminate alla luce dell'art. 29 cpv. 1 lett. b LAI. Trattasi, infatti, di malattie che, per costante giurisprudenza, sono da configurare non già di carattere permanente (cioè di natura consolidata o irreversibile), bensì patologico-labile, ossia suscettibili di migliorare o peggiorare. Ne discende che, in mancanza di uno stato di salute sufficientemente stabilizzato, è inapplicabile la prima lettera dell'art. 29 cpv. 1 LAI, per cui può entrare in considerazione solo la seconda lettera della citata norma legale, la quale prevede un termine d'attesa di un anno. Pertanto, il ricorrente può pretendere una rendita dell'assicurazione svizzera per l'invalidità solo a partire dal momento in cui ha subito, senza interruzione notevole, un'incapacità lavorativa media del 40% almeno durante un anno. 10. Per quanto concerne le conseguenze invalidanti, il Dott. F._______, nella sua perizia medica del 10 febbraio 2005, ha ritenuto l'assicurata, per un verso, inabile al lavoro nella misura del 50% per lo svolgimento di attività lavorative medio-pesanti che richiedono pure il Pagina 10mantenimento prolungato di una determinata posizione fissa, sia essa eretta o seduta, così come l'esecuzione di movimenti oppure il mantenimento di posizioni inergonomiche per il tronco e, per altro verso, completamente abile al lavoro per lo svolgimento di attività lavorative leggere che permettono il cambiamento regolare della propria posizione intercalando pure dei periodi di corti spostamenti su superfici piane senza rischi di caduta e senza necessità di trasportare dei pesi superiori a 5 kg. Questo parere specialistico è condiviso appieno pure dal Dott. F1._______ che - nei suoi rapporti medici del 19 dicembre 2005 (con nota del 21 giugno 2006), del 22 dicembre 2005 e del 26 ottobre 2006 - dopo aver peraltro confermato le limitazioni fisiche fissate dal medico dell'Helsana, ha ribadito che l'assicurata presenta una capacità lavorativa del 50% in attività medio- pesanti (compresa quella abitualmente svolta di commessa) e del 100% in attività lavorative leggere a decorrere dal 31 gennaio 2005. Sulla scorta di quanto precede, la Consulente per l'integrazione professionale, nel suo rapporto del 23 maggio 2006, è giunta alla conclusione che l'assicurata è abile al 100% in attività lavorative nel settore della vendita (per es., all'interno di un chiosco, di una stazione di servizio o in un piccolo negozio di vendita al dettaglio, nelle quali potrebbe presumibilmente ricoprire anche una funzione di “capo- settore”, oppure come rappresentante nella promozione di prodotti in generale) come pure in attività non qualificate o semi-qualificate e leggere legate al settore industriale (come, per es., un'attività legata al controllo qualità) come pure in mansioni semplici legate ai Servizi (archivio, distribuzione posta, economato, ecc.). Per quanto invece concerne le relazioni medico-specialistico dell'11 agosto 2006 del Dott. T._______ (specialista in fisiatria e geriatria, giusta il quale l'assicurata è inabile allo svolgimento di attività della vita quotidiana) e del 28 agosto 2006 del Dott. F2._______ (medico di fiducia del Patronato INCA, giusta il quale l'assicurata presenta un'incapacità di guadagno in misura superiore al 50% nello svolgimento di attività leggere), il Dott. F1._______, nel suo rapporto del 26 ottobre 2006, ha sostanzialmente confermato la sua precedente presa di posizione e quindi anche la perizia medica del 10 febbraio 2005 del Dott. F._______. Egli ha segnatamente precisato che il rapporto del Dott. T._______ non contiene, dal punto di vista oggettivo, cambiamenti sostanziali rispetto a quanto rilevato nel rapporto del Dott. F._______ del febbraio 2005 e, in particolare, che i dolori riferiti dal Dott. T._______ erano già stati presi in considerazione dal medico Pagina 11dell'Helsana nella sua valutazione e sono di carattere e localizzazione identici e che lo stato clinico non si discosta da quello già descritto dal medico in questione, d'altra parte non sono citate nuove diagnosi a carattere invalidante. Rileva altresì che il rapporto del Dott. F2._______ ribadisce quanto già rilevato nella precedente valutazione e che i limiti funzionali descritti sono sovrapponibili a quelli menzionati nella valutazione del medico dell'Helsana e sono compatibili con un'attività leggera da esercitare a tempo pieno. Nella relazione medico-specialistica del 21 febbraio 2007, il Dott. F2._______ si limita sostanzialmente a confermare integralmente la sua precedente presa di posizione del 28 agosto 2006. Nel caso di specie, il collegio giudicante non intravede ragioni che gli impediscano di far proprie le conclusioni a cui sono pervenuti il Dott. C2._______ (medico dell'Helsana che ha esaminato personalmente l'assicurata) ed il Dott. F1._______ (medico del servizio medico regionale, SMR), i quali hanno potuto prendere visione della documentazione medica obiettiva necessaria, valutando il danno alla salute lamentato dall'assicurata sulla base di accertamenti approfonditi e completi. Le loro relazioni mediche sono state redatte con conoscenza della pregressa vicenda valetudinaria (anamnesi), sono chiare nella presentazione del contesto medico e, infine, le conclusioni a cui giungono sono fondate, logiche e motivate. In quest'ottica pertanto esse ossequiano ampiamente i principi posti dalla costante giurisprudenza esposti sub. consid. 8. Sulla scorta delle considerazioni che precedono il collegio giudicante è quindi dell'avviso che l'assicurata ha presentato un'incapacità lavorativa del 100% in qualsiasi attività lavorativa dal 21 marzo 2004 al 31 gennaio 2005, data a partire dalla quale essa presenta una capacità lavorativa del 50% in attività medio-pesanti (compresa quella abitualmente svolta di commessa) e del 100% in attività lavorative leggere nel settore della vendita come pure in attività non qualificate o semi-qualificate legate al settore industriale come pure in mansioni semplici legate ai Servizi (archivio, distribuzione posta, economato, ecc.). Pagina 1211. L'invalidità è determinata stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo la manifestazione dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa, ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali del mercato del lavoro, e il reddito che potrebbe conseguire se non fosse diventato invalido. La Consulente per l'integrazione professionale ha tenuto conto (calcolo effettuato il 23 maggio 2006) di un salario annuo lordo, privo di invalidità, quale venditrice-capo reparto presso il “R._______” del C1._______ di complessivi 45'500.-- franchi conseguibile nel 2004 sulla scorta di quanto dichiarato dal datore di lavoro nell'apposito questionario del 24 aprile 2005 (doc. 7-1/7-3). Essa ha tenuto conto poi di un salario annuo lordo, da invalido, in attività generiche, semplici e ripetitive di complessivi 40'360.-- franchi nel 2004 sulla scorta di quanto stabilito dalle tabelle riguardanti i redditi annui statistici nazionali (tabella TA 1) ed ha poi applicato una riduzione del 10% per tenere conto dei fattori personali dell'assicurata (segnatamente per attività leggera e per la scarsa adattabilità dovuta al cambiamento regolare della postura). È così giunta ad un reddito da invalido di complessivi 36'324.-- franchi ed è risultato un grado di invalidità del 20.16% [(45'500-36'324)x100]:45'500 (doc. 22-1 e 23-1/23-3). Ora il collegio giudicante rileva innanzitutto che, per quanto concerne la determinazione del reddito da valido, deve essere preso in considerazione, conformemente a quanto previsto dalla giurisprudenza (DTF 128 V 174 confermata in DTF 129 V 222), il salario alla data dell'insorgere di un diritto alla rendita d'invalidità, cioè quando le condizioni di salute possono essere considerate come stabilizzate, e quindi, nel caso di specie, al 2005. Sulla scorta di quanto dichiarato dall'ultimo datore di lavoro il salario medio mensile, privo di invalidità, conseguibile nel 2004 dall'assicurata è di 45'500.-- franchi (inclusa tredicesima; doc. 7-1/7-3). Il reddito così accertato deve essere indicizzato al 2005 applicando il tasso di indicizzazione di cui all'evoluzione dei salari nominali tra il 2004 ed il 2005 (La Vie économique, 9-2009, tabella B 10.2, pag. 99: anno 2004: 1%). Si giunge così per il 2005 ad un salario annuo da valido di 45'955.-- franchi. Per quanto concerne la determinazione del reddito da invalido, deve essere considerato il salario mensile medio realizzabile in attività di tipo leggero non qualificate in un mercato di lavoro equilibrato nel 2004 (tabella TA 1, valori nazionali, settore privato, categoria 4, Pagina 13femminile, totale) che è di 3'893.-- franchi (inclusa tredicesima) per 40 ore ovvero di 4'048.72 franchi per 41,6 ore (La Vie économique 9-2007 p. 90 tabella B 9.2, totale) ovvero di 4'089.20 franchi indicizzato al 2005 (La Vie économique, 9-2009, tabella B 10.2, pag. 99: anno 2004: 1%). Si giunge così ad un salario annuo da invalido di complessivi 49'070.40 franchi. Anche applicando una riduzione adeguata del 10% consentita dalla giurisprudenza per tenere conto dei fattori personali dell'assicurato (DTF 126 V 75), giungendo cosí ad un introito teorico annuale, dopo l'insorgenza dell'invalidità, di 44'163.36 franchi, il confronto fra un reddito privo di invalidità di 45'955.-- franchi ed un introito teorico annuale, dopo l'insorgenza dell'invalidità, di 44'163.36 franchi evidenzia una perdita di guadagno del 3,8% [(45'955.-- -44'163.36)x100] : 45'955.--, tasso che esclude il riconoscimento del diritto ad una rendita d'invalidità. 12. A titolo di spese processuali si prelevano 300.-- franchi (art. 69 cpv. 2 LAI nella versione in vigore dal 1° luglio 2006) e non vengono assegnate indennità per spese ripetibili (art. 64 PA). Pagina 14Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 1. Il ricorso è respinto. 2. A titolo di spese processuali si prelevano 300.-- franchi, importo compensato dal corrispondente anticipo versato dal ricorrente in data 29 novembre 2007. Non si assegnano ripetibili. 3. Comunicazione a: - Rappresentante della ricorrente (atto giudiziario), - autorità inferiore (n. di rif. ________), - Ufficio federale delle assicurazioni sociali. La presidente del collegio: La cancelliera: Elena Avenati-Carpani Paola Carcano Rimedi giuridici: Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e segg. e 100 della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]. Gli atti scritti devono contenere le conclusioni, i motivi e l’indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. La decisione impugnata e – se in possesso della parte ricorrente – i documenti indicati come mezzi di prova devono essere allegati (art. 42 LTF). Data di spedizione: Pagina 15