<h2>SubmittedText<h2><p>In relazione alle eccedenze strutturali nel settore lattiero, il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande concernenti una tassa d'incentivazione sul commercio di alimenti concentrati per animali:</p><p>1a. Una tassa d'incentivazione sul commercio di alimenti concentrati per animali è adatta per regolare l'offerta di latte?</p><p>1b. Quali effetti avrebbe una simile tassa sugli altri settori del comparto agricolo?</p><p>1c. Potrebbe avere effetti positivi sui redditi agricoli?</p><p>2. L'introduzione di una simile tassa d'incentivazione è compatibile con gli impegni assunti sul piano politico-commerciale (OMC, accordi bilaterali)?</p><p>3. Esiste una base legale per l'introduzione di una tassa d'incentivazione? Se non è il caso, dove e sotto quale forma dovrebbe venir creata?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1a. Considerato che la quota di latte prodotta in Svizzera tramite la valorizzazione del foraggio grezzo è superiore all'80 per cento, una tassa d'incentivazione genererebbe una riduzione solo minima della produzione svizzera di latte. L'attuale rapporto tra il prezzo del latte e quello degli alimenti concentrati per animali fa già sì che dal profilo economico sia più interessante utilizzare meno alimenti concentrati acquistati. Inoltre, l'efficacia di una tale tassa potrebbe essere ulteriormente attenuata da ottimizzazioni aziendali quali ad esempio la cessione del bestiame giovane affinché sia allevato presso altre aziende. Il provvedimento, pertanto, non è conforme agli obiettivi, ha un effetto regolante solo esiguo sulla produzione lattiera e genererebbe costi di gestione e amministrazione particolarmente elevati.</p><p>1b. Circa il 65 per cento degli acquisti di alimenti concentrati per animali è utilizzato nella produzione di pollame e di suini. Una tassa d'incentivazione aumenterebbe significativamente i costi di produzione di questi settori poiché i costi di foraggiamento costituiscono il 50-70 per cento di quelli diretti e sono pochi gli alimenti per animali di propria produzione o alternativi che possono essere utilizzati. Di conseguenza si avrebbe un calo di competitività con relative perdite di quote di mercato, che sarebbero compensate con importazioni supplementari di carne e maggiori acquisti della stessa all'estero. Inoltre, si metterebbe in discussione quanto finora intrapreso dal Consiglio federale al fine di ridurre i prezzi soglia degli alimenti per animali. </p><p>1c. Nel complesso, una tassa d'incentivazione genererebbe soprattutto una diminuzione della produzione di carne indigena. Si deve prevedere una sostanziale erosione dei redditi nella produzione indigena di pollame e di suini. Ad approfittarne sarebbero le aziende che utilizzano molto foraggio grezzo. Anche se fosse previsto un rimborso integrale della tassa d'incentivazione, vi sarebbe una diminuzione del reddito settoriale dell'agricoltura, soprattutto a causa del calo della produzione di pollame e di suini.</p><p>2. La tassa d'incentivazione sugli alimenti per animali sarebbe conforme agli impegni assunti sul piano internazionale, se fosse riscossa a livello nazionale sul commercio di tutti gli alimenti concentrati per animali e se le merci indigene e d'importazione venissero trattate allo stesso modo.</p><p>3. Conformemente all'articolo 164 capoverso 1 lettera d della Costituzione federale della Confederazione svizzera del 18 aprile 1999 (RS 101), tutte le disposizioni importanti che contengono norme di diritto devono essere emanate sotto forma di legge federale. Vi rientrano in particolare le disposizioni fondamentali in materia di cerchia dei contribuenti, oggetto e calcolo dei tributi. Siccome la legge federale sull'agricoltura del 29 aprile 1998 (RS 910.1) non contiene una base legale per una tassa d'incentivazione sul commercio di alimenti concentrati per animali, questa dovrebbe essere creata nell'ambito della stessa.</p>  Risposta del Consiglio federale.