<h2>SubmittedText<h2><p>1. Quante domande d'asilo sono state presentate all'ambasciata di Khartum dal 2004, quante audizioni sono state effettuate, quante domande sono state accettate e quante respinte in prima o seconda istanza?</p><p>2. È vero che l'ambasciata, in accordo con l'UFM, non ha adeguato le sue capacità in materia di asilo come richiesto dalla corretta applicazione della legge e dall'esecuzione dell'audizione presso l'ambasciata?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Dal 2004 hanno chiesto asilo all'estero complessivamente 61 cittadini eritrei, di cui 21 nel 2008 e 39 nel 2009. Finora l'Ufficio federale della migrazione (UFM) ha autorizzato l'entrata in 14 casi e ha respinto 24 domande (stato alla fine di agosto 2009). Stando alle informazioni dell'ambasciata svizzera a Khartum, dal 2004 sono state presentate presso questa rappresentanza 16 domande d'asilo, di cui quattro nel 2008 e otto nel 2009 (stato alla fine di settembre 2009). Finora sono state effettuate cinque audizioni in merito ai motivi d'asilo. </p><p>2. Il Consiglio federale fa notare che di norma i richiedenti l'asilo all'estero vanno interrogati da una rappresentanza svizzera in loco (art. 10 cpv. 1 dell'ordinanza 1 sull'asilo, RS 142.311). In una decisione di principio il Tribunale amministrativo federale (TAF) ha precisato che, per motivi concreti, organizzativi o di risorse, è possibile prescindere da un'audizione da parte della competente rappresentanza all'estero in loco. In tal caso va effettuata una procedura scritta, concedendo alla persona il diritto di essere sentita (DTAF 2007/30, decisione del 27 novembre 2007). </p><p>A dicembre 2008, in seguito a uno scambio di lettere con la rappresentanza svizzera a Khartum, l'UFM è partito dal presupposto che le limitate risorse di personale non permettevano, di principio, a tale sede di svolgere audizioni e che in tal caso fosse applicabile la disposizione eccezionale menzionata dal TAF. Con decisione del 7 luglio 2009 il TAF ha tuttavia stabilito, in un singolo caso, che la rappresentanza svizzera in Sudan, contrariamente a tale valutazione e nonostante il crescente numero di rifugiati in loco, è in grado di effettuare audizioni orali. Con lettera del 17 luglio 2009 l'UFM ha informato senza indugio l'ambasciata svizzera a Khartum in merito a tale decisione, comunicandole che in futuro avrebbe dovuto interrogare i richiedenti l'asilo in loco. Nonostante le difficoltà a reclutare personale in loco, l'ambasciata è riuscita già il 20 agosto 2009 a trovare, istruire e impiegare un interprete. Da allora l'ambasciata a Khartum svolge regolarmente audizioni su mandato dell'UFM. </p><p>In tale contesto, le informazioni riportate dall'autore dell'interpellanza, secondo cui l'UFM o l'ambasciata a Khartum avrebbe evitato illecitamente di svolgere audizioni o addirittura non avrebbe assunto prove, risultano errate. </p><p>Peraltro un richiedente l'asilo può impugnare un'eventuale decisione negativa dell'UFM presso il TAF, facendo valutare a questa autorità giudiziaria indipendente tutte le censure relative alla violazione del diritto federale, quindi anche quelle per l'eventuale mancato svolgimento delle audizioni o per la mancata assunzione delle prove.</p>  Risposta del Consiglio federale.