<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di proporre una modifica della legge del 6 ottobre 2006 sugli aiuti finanziari alle organizzazioni che concedono fideiussioni alle piccole e medie imprese, per aumentare il loro tetto d'intervento da 500 000 a un milione di franchi.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel 2007 la concessione di fideiussioni alle piccole e medie imprese (PMI) è stata oggetto di una revisione approfondita. Circa cinque anni dopo, la SECO ha commissionato un'analisi d'impatto nell'ottica di usarla come riferimento per un resoconto globale. Il 20 novembre 2013 il Consiglio federale ha adottato il rapporto intitolato "Il sistema di fideiussioni per le PMI", nel quale viene tracciato un quadro del sistema delle fideiussioni dopo la sua riorganizzazione, ne vengono delineati gli effetti, vengono fatti un confronto internazionale e un'analisi della posizione sul mercato nonché presentato un resoconto sul grado di attuazione.</p><p>Nel suddetto rapporto il Consiglio federale stila un bilancio generale positivo sull'efficacia del sistema di fideiussioni per le PMI e ne conclude che non sussiste la necessità di apportarvi adeguamenti. Dalle valutazioni effettuate è infatti emerso che negli ultimi anni l'evoluzione delle fideiussioni è stata favorevole e serve oggi a sostenere le PMI.</p><p>Nel quadro di queste valutazioni, il Consiglio federale ha fatto analizzare a fondo anche la possibilità di aumentare l'attuale tetto delle fideiussioni, pari a 500 000 franchi. Ne è risultato che soltanto il 10 per cento circa delle fideiussioni accordate dal 2007 raggiunge questo importo. Sussiste quindi la possibilità di una domanda di fideiussioni più elevate, ma tale possibilità è comunque modesta. Il sistema delle fideiussioni per le PMI è stato concepito soprattutto per sostenere le microimprese e le piccole imprese. Attualmente il 70 per cento degli importi delle fideiussioni è inferiore a 200 000 franchi e la situazione non dovrebbe cambiare in futuro. Dalle valutazioni effettuate non è quindi emersa un'esigenza generale di alzare l'attuale tetto.</p><p>Come hanno confermato diversi studi condotti dalla SECO negli ultimi anni, si può inoltre affermare che, nel complesso, il mercato creditizio svizzero delle PMI funziona bene. Alle medesime conclusioni è giunto anche il gruppo di lavoro "Mercato del credito alle PMI", istituito dalla Confederazione e da varie associazioni economiche. In un mercato creditizio per le PMI che funziona, occorre evitare, in linea di principio, di ampliare il margine d'intervento statale. Sebbene il tetto massimo non sia cambiato dal 1999, considerato il rincaro non sarebbe comunque molto più elevato (probabilmente 550 000 franchi).</p><p>Inoltre, le organizzazioni che concedono fideiussioni hanno sollevato sporadicamente la questione di una garanzia di ricapitalizzazione da parte della Confederazione in loro favore e un aumento del contributo per spese amministrative quale presupposto indispensabile a un rialzo del tetto massimo. Ciò equivarrebbe a un importante potenziamento del sistema, per il quale, considerata la situazione menzionata del mercato creditizio per le PMI, il Consiglio federale non vede attualmente alcuna ragion d'essere né necessità.</p><p>Nel parere del 30 ottobre 2013, il Consiglio federale ha proposto di respingere la mozione Feller 13.3673. Da allora, la situazione nel mercato creditizio svizzero per le PMI è rimasta invariata. Il franco forte rappresenta un problema soprattutto per i costi delle imprese, ma il sistema delle fideiussioni, inteso come prodotto di nicchia destinato a finanziare le PMI, non è una risposta a questo problema.</p><p>Considerati i rischi che un aumento del tetto massimo degli aiuti finanziari comporterebbe a livello federale, dal rapporto summenzionato risulta che ci si dovrà attendere un notevole aumento dell'impegno finanziario della Confederazione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.