<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di modificare la legislazione in modo che possa essere creata a livello svizzero una tariffa unitaria per l'imposizione alla fonte.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'articolo 129 capoverso 1 della Costituzione federale fissa i principi per armonizzare le imposte dirette federali, cantonali e comunali. Nel capoverso 2 è statuita l'estensione dell'armonizzazione delle imposte. Essa si estende all'assoggettamento, all'oggetto e al periodo di calcolo delle imposte, alla procedura e alle disposizioni penali. Rimangono escluse dall'armonizzazione in particolare le tariffe e aliquote fiscali e gli importi esenti da imposta. I cantoni sono liberi di impostare il loro diritto fiscale in questi ambiti (la cosiddetta autonomia tariffaria dei cantoni).</p><p>L'introduzione di una tariffa unitaria nazionale per l'imposta alla fonte costituirebbe un'ingerenza nell'autonomia tariffaria dei cantoni e quindi sarebbe in contrapposizione con l'articolo 129 capoverso 1 della Costituzione federale.</p><p>Nella motivazione della mozione l'autrice della stessa afferma che in linea di principio si deve mantenere la sovranità dei cantoni e la concorrenza fiscale: Il Consiglio federale non vede come possa essere garantita l'autonomia tariffaria dei cantoni nell'attuazione della mozione. Una tariffa unitaria nazionale per l'imposta alla fonte per definizione significa da un lato che in questo ambito non sussisterebbe più la sovranità dei cantoni e dall'altro che non si potrebbero tenere in considerazione le grosse differenze cantonali esistenti. Una tariffa unitaria dell'imposta alla fonte comporterebbe inoltre una disparità di trattamento tra le persone tassate alla fonte e quelle tassate per via ordinaria.</p><p>Il Consiglio federale condivide il parere dell'autrice della mozione secondo la quale è importante sgravare le PMI così come ridurre gli ostacoli amministrativi. La riscossione dell'imposta diretta da parte dei datori di lavoro - per la quale peraltro vengono indennizzati - è consolidata da decenni e funziona bene. Con la costante evoluzione dell'automazione dei lavori amministrativi, che comprende anche la contabilità degli stipendi, si conseguono costantemente dei miglioramenti. Attualmente è in corso un progetto per conto della Conferenza fiscale svizzera che si prefigge di introdurre lo standard salariale svizzero (ELM) anche per l'imposta alla fonte. I dati inerenti all'imposta alla fonte vengono trasmessi per via elettronica direttamente dal sistema di contabilità salariale delle aziende alle Amministrazioni cantonali delle contribuzioni. In questo modo è possibile aumentare considerevolmente l'efficienza eliminando notevoli oneri manuali dei datori di lavoro. Secondo quanto noto attualmente, l'introduzione è prevista per il 2015. I problemi esistenti, in particolare nel versamento rispettivamente nella ripartizione dell'imposta alla fonte tra più cantoni coinvolti vanno quindi risolti principalmente con ausili tecnici come ELM e mediante una migliore collaborazione di tutti i partecipanti. Tali problemi non giustificano tuttavia in nessun caso un'ingerenza nell'autonomia tariffaria cantonale.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.