<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Alla domanda 1</p><p>In mercati concorrenziali, le sovvenzioni incrociate sono possibili solo in modo limitato poiché i margini di beneficio sono troppo esigui per poter sovvenzionare in altri Paesi prodotti non redditizi o addirittura in perdita. Questo vale anche per il futuro mercato UMTS in Svizzera. I concessionari che non dispongono ancora di una clientela di base sono obbligati, al momento del loro ingresso sul mercato, ad adottare una politica dei prezzi aggressiva per ritagliarsi una quota di mercato sufficientemente elevata. I concessionari che non devono finanziare tasse di concessione elevate all'estero possono mettere sotto pressione gli altri concessionari praticando tariffe vantaggiose. Inoltre, se le tariffe UMTS sono esageratamente alte, i clienti possono ripiegare su altre tecnologie, alimentando così la concorrenza tra tecnologie. Grazie alla concorrenza, sarà praticamente impossibile che gli abbonati svizzeri debbano indirettamente pagare le tasse di concessione estere. </p><p>Sulla base di quanto appena affermato, in linea di massima il Consiglio federale non teme che i clienti svizzeri debbano pagare con sovvenzioni incrociate le concessioni estere. Inoltre, le autorità competenti vigileranno attentamente sull'evoluzione del mercato e, se necessario, saranno pronte ad intervenire.</p><p>Alla domanda 2</p><p>Qualora vi fossero comunque accordi sui prezzi tra i singoli concessionari, la legge sui cartelli costituirebbe un valido strumento per ostacolare questo fenomeno. Per di più, in base alla legge sulla sorveglianza dei prezzi, il Sorvegliante dei prezzi può adottare corrispondenti misure per correggere tutti i prezzi ritenuti eccessivamente elevati.</p><p>Pertanto, il Consiglio federale non ritiene che vi sia motivo, per il momento, di modificare le disposizioni esistenti.</p><p>Alla domanda 3</p><p>Le misure fissate nel diritto delle obbligazioni garantiscono che la contabilità per la rete svizzera delle licenze UMTS deve essere tenuta in modo separato. Il Consiglio federale non ritiene necessario intervenire con nuove disposizioni.</p>  Risposta del Consiglio federale.