<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La globalizzazione dell'economia mondiale induce le imprese attive a livello internazionale a realizzare ogni fase del loro processo economico (produzione, vendita, ricerca, ecc.) nel luogo d'insediamento più appropriato (si veda a tale proposito il Rapporto del Consiglio federate sulla politica economica esterna, gennaio 1996). Ciò implica che un'impresa confrontata ad una concorrenza internazionale sempre più forte non è più legata ad un determinato luogo d'insediamento.</p><p></p><p></p><p>Domanda 1:</p><p></p><p>Il Consiglio federate ritiene che occorra interpretare la statistica presentata in modo più sfumato.</p><p></p><p>Nell'ambito dell'intensificazione della divisione internazionale del lavoro, la ripartizione regionale della statistica del commercio estero riflette in misura sempre minore le effettive relazioni commerciali. Così le filiali svizzere di un'impresa, attiva a livello internazionale, forniscono sempre più di frequente prodotti semilavorati e componenti a filiali del gruppo insediate in altri paesi industrializzati (forniture misurabili in base all'aumento del commercio intra-industriale), prodotti e componenti che vengono di nuovo trasformati e fomiti in altri paesi (per esempio: fornitura di turbine in Germania, che sono successivamente utilizzate per la costruzione di una centrale elettrica ordinata da un paese in sviluppo). Dal profilo statistico, questo caso sarà contabilizzato quale esportazione in un paese industrializzato, mentre la destinazione finale non appare nella statistica.</p><p></p><p>La situazione è analoga per quanto concerne le importazioni; quanto più le imprese svizzere si concentrano su attività ad alto valore aggiunto, vale a dire quanto più elevate sono le esigenze relative al livello qualitativo e tecnologico delle importazioni, tanto più queste ultime provengono dai paesi industrializzati occidentali. Da parte loro, questi paesi ricorrono, per contro, a prestazioni fornite precedentemente in paesi emergenti. Mediante questo processo, la quota delle importazioni svizzere (dirette) dai paesi emergenti - come quelli del sud-est asiatico - aumenta dapprima soltanto lentamente.</p><p></p><p>L'autore dell'interrogazione rileva a giusto titolo l'aumento relativamente rapido della quota delle nostre esportazioni verso queste regioni in espansione, un'evoluzione che riflette la rapida crescita dei loro mercati.</p><p></p><p></p><p>Domanda 2:</p><p></p><p>Senza voler entrare nel merito delle dichiarazioni dei singoli gruppi, occorre constatare che la globalizzazione dell'economia prosegue. Questo fenomeno non può essere influenzato dai governi nazionali ed è un processo irreversibile. Per quanto concerne la politica economica nazionale, si tratta quindi di determinare i provvedimenti da adottare al fine di offrire condizioni di crescita il più possibile ottimali all'economia e alla società.</p><p></p><p></p><p>Domanda 3:</p><p></p><p>Il Consiglio federale ritiene che la risposta alla stagnazione economica risieda nel rafforzamento delle capacità di crescita. Esso intende pertanto proseguire gli sforzi volti a rivitalizzare l'economia, a migliorare l'attrattiva della piazza economica e a risanare le finanze pubbliche. Tali sforzi sono indispensabili per la creazione delle condizioni necessarie ad una crescita economica durevole, accompagnata dai suoi effetti positivi sul mercato del lavoro e sull'occupazione.</p><p></p><p>La globalizzazione dell'economia mondiale e l'internazionalizzazione delle attività economiche comprendono sia rischi che opportunità per la nostra economia. Soltanto mediante una strategia di politica economica offensive di liberalizzazione e deregolamentazione dei mercati sarà possibile approfittare durevolmente delle opportunità e ridurre i rischi.</p>