<h2>SubmittedText<h2><p>La Svizzera ha firmato la dichiarazione della Coalizione per la parità dei diritti (Equal Rights Coalition, ERC) sui rischi specifici cui è stata ed è tuttora esposta la comunità LGBTI durante la pandemia da coronavirus. Questo è certamente lodevole. Ciononostante, si pongono alcune domande:</p><p>1. Che cosa intende fare il Consiglio federale per prevenire in modo proattivo i rischi e le discriminazioni oggetto della dichiarazione?</p><p>2. Prevede di analizzare i provvedimenti adottati e il loro impatto sulla comunità LGBTI, come proposto nel postulato Funiciello 20.3398?</p><p>3. Se no, perché?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è a conoscenza dei rischi menzionati nella dichiarazione della Coalizione per la parità dei diritti (Equal Rights Coalition, ERC) ai quali sono esposte le minoranze di genere e sessuali a causa della storica e persistente discriminazione e stigmatizzazione. Secondo questo documento, le persone LGBTI devono affrontare più spesso mancanza di sostegno sociale, violenza, povertà, disoccupazione o assenza di fissa dimora rispetto ad altri gruppi della popolazione.</p><p>1. Il Consiglio federale attribuisce grande importanza alle pari opportunità di accesso all'assistenza sanitaria e alle prestazioni di sostegno economico anche durante la pandemia di COVID-19 per tutte le persone che vivono in Svizzera, tra cui le persone LGBTI.</p><p>Nell'ambito delle sue possibilità, la Confederazione si impegna a migliorare la situazione di vita delle persone lesbiche, gay, bisessuali, e transessuali e a tenere conto delle loro esigenze nelle strategie di politica sanitaria, sostenendo ad esempio una serie di studi e programmi per la prevenzione delle infezioni sessualmente trasmissibili (IST) tra gli uomini gay e le persone transessuali. Inoltre, in adempimento del postulato Marti 19.3064, è in corso di elaborazione un rapporto che prende in esame la salute delle persone lesbiche, gay, e bisessuali e il loro ricorso alle prestazioni sanitarie.</p><p>2.-3. Come ha menzionato nel suo parere in risposta al postulato Funiciello 20.3398, il Consiglio federale è disposto a elaborare le esperienze ricavate dalla pandemia di COVID-19 tenendo conto degli aspetti menzionati nel postulato stesso. Esaminerà in quale misura sia possibile fare affermazioni anche sulla situazione delle persone LGBT. Occorre tuttavia tenere presente che l'orientamento sessuale e l'identità di genere non vengono rilevati sistematicamente, per cui l'indicatività dei dati disponibili per questo gruppo di popolazione è spesso molto limitata.</p>  Risposta del Consiglio federale.