<h2>SubmittedText<h2><p>L'articolo 116 della legge sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI) vieta, tra le altre cose, di facilitare il soggiorno illegale a un richiedente l'asilo respinto.</p><p>La legge non prevede eccezioni per le persone che decidono di alloggiare, altruisticamente e in maniera trasparente, richiedenti l'asilo respinti nonostante questa soluzione sia approvata ad esempio dalle autorità cantonali bernesi. Questa situazione ha ripetutamente causato opinabili condanne di civili in Svizzera.</p><p>Il Consiglio federale è incaricato di esaminare se sia necessario adeguare la LStrI affinché in futuro le persone in questione non siano più condannate.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Conformemente all'articolo 116 capoverso 1 lettera a della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI; RS 142.20) è punito chiunque, in Svizzera o all'estero, facilita o aiuta a preparare l'entrata, la partenza o il soggiorno illegali di uno straniero.</p><p>Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, è vero che la fattispecie della facilitazione del soggiorno illegale comprende in linea di massima tutti gli atti che rendono difficile alle autorità emanare o eseguire decisioni nei confronti di stranieri o che limitano la possibilità di intervenire nei confronti di queste persone (sentenza 6B_60/2018 del 21 dicembre 2018 consid. 2.2.1). Questa condizione non è tuttavia soddisfatta se lo straniero è notificato alla polizia, per cui l'autorità ne conosce l'identità e l'indirizzo e può in ogni momento intervenire nei suoi confronti (sentenza 6S.615/1998 del 18 agosto 2000 consid. 2. a). Inoltre, chi ospita uno straniero che soggiorna illegalmente in Svizzera ostacola l'intervento delle autorità soltanto in caso di alloggiamento di un certa durata (sentenza 6B_426/2014 del 18 settembre 2014 consid. 4).</p><p>Dai resoconti mediatici riguardo ai casi menzionati nella motivazione del presente postulato risulta che le decisioni delle autorità di ricorso sono sempre in sintonia con questa giurisprudenza del Tribunale federale. Lo stesso vale per la normativa del Cantone di Berna, a condizione che le autorità siano a conoscenza dell'identità e del luogo di soggiorno degli stranieri interessati. Vista la chiarezza della giurisprudenza del Tribunale federale, a cui rinviano anche i commenti di diritto in materia di migrazione, il Consiglio federale non ritiene che occorra modificare l'articolo 116 LStrI. Non appare pertanto necessario approfondire ulteriormente la questione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.