<h2>SubmittedText<h2><p>L'articolo 32 dell'ordinanza sulla prevenzione e lo smaltimento dei rifiuti (OPSR) dispone che in Svizzera gli impianti d'incenerimento debbano funzionare in modo che almeno il 55 per cento del contenuto energetico dei rifiuti venga impiegato; gli impianti hanno tempo fino al 2026 per raggiungere questo obiettivo. </p><p>Già oggi, gli impianti migliori riescono a garantire un rendimento superiore al 90 per cento. Quelli peggiori, invece, superano a mala pena un rendimento netto del 30 per cento. </p><p>Considerato che la capacità d'incenerimento in Svizzera è già oggi superiore al fabbisogno, non sarebbe opportuno fissare obiettivi più ambiziosi, dell'ordine di almeno il 75 per cento, per gli impianti d'incenerimento che in Svizzera beneficiano di un monopolio regionale?</p><p>La Confederazione non disporrebbe in questo modo di un mezzo efficace per raggiungere i propri obiettivi climatici?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Con l'articolo 32 capoverso 2 lettera a dell'ordinanza sulla prevenzione e lo smaltimento dei rifiuti (ordinanza sui rifiuti, OPSR; 814.600), entrata in vigore il 1° gennaio 2016, viene stabilito per la prima volta un requisito quantitativo minimo per l'efficienza energetica degli impianti di incenerimento dei rifiuti urbani (IIRU). Secondo tale articolo, i detentori degli impianti devono fare in modo che almeno il 55 per cento del contenuto energetico di rifiuti urbani e di rifiuti di composizione analoga venga impiegato al di fuori degli impianti. Questa nuova norma vige dal 1° gennaio 2026 (art. 54 cpv. 2 OPSR).</p><p>L'obiettivo di questa norma è l'utilizzo il più possibile ottimale del contenuto energetico dei rifiuti combustibili. Oltre ai proventi dalle tasse per l'incenerimento, gli introiti dalla vendita di energia elettrica e di calore rappresentano le principali fonti di entrate per gli IIRU e la loro importanza per la redditività di un impianto è cresciuta soprattutto negli ultimi due decenni. Di conseguenza, molti impianti hanno già effettuato a titolo volontario investimenti mirati a ottimizzare la loro l'efficienza energetica.</p><p>Tuttavia, le possibilità per aumentare l'efficienza energetica sono spesso limitate e condizionate dall'ubicazione degli impianti. Quelli situati in aree urbane con reti di teleriscaldamento o vicini a un'azienda industriale con un elevato fabbisogno di energia termica, come ad esempio una cartiera, oltre all'energia elettrica possono vendere facilmente anche il calore, spesso addirittura indipendentemente dalle stagioni.</p><p>Al contrario, gli impianti che per soli motivi di politica dei rifiuti sono spesso ubicati al di fuori dei grandi centri abitati e lontano da siti industriali sono svantaggiati dal punto di vista energetico perché, pur producendo energia elettrica, non possono vendere il calore o possono venderne solo in quantità ridotta.</p><p>Il valore dell'efficienza energetica minima (efficienza energetica netta) è stato fissato nell'OPSR al 55 per cento per consentire anche gli impianti geograficamente svantaggiati di rispettare questo requisito, adottando adeguate misure di ammodernamento. Un valore del 75 per cento, come proposto nell'interpellanza, sarebbe irraggiungibile per questi impianti o potrebbe essere raggiunto soltanto a fronte di un onere sproporzionato. La definizione del requisito del 55 per cento mira a costringere innanzitutto quegli impianti che non soddisfano più lo stato della tecnica a realizzare provvedimenti di ottimizzazione energetica.</p><p>L'esperienza degli ultimi anni ha dimostrato che in genere, per motivi economici, l'ottimizzazione energetica di un impianto supera di gran lunga il valore minimo stabilito nell'OPSR. Ad esempio, per motivi principalmente di economia energetica, il nuovo IIRU Renergia è stato costruito vicino alla cartiera di Perlen e non sul sito in disuso dell'ex impianto IIRU di Emmenbrücke.</p><p>Se il Consiglio federale lo ritiene opportuno, in un momento successivo potrà innalzare gli obiettivi stabiliti nell'articolo 32 capoverso 2 lettera a OPSR. Tuttavia, a seguito della crescente domanda di energia elettrica, ad esempio per la mobilità elettrica o le pompe di calore clima-compatibili, la produzione di energia elettrica negli IIRU non può essere sfavorita rispetto alla produzione di calore.</p>  Risposta del Consiglio federale.