<h2>SubmittedText<h2><p>All'inizio di giugno, UPC Cablecom, il maggiore fornitore di programmi televisivi nelle case svizzere, ha fatto scendere di posizione nel piano di numerazione dei canali le emittenti televisive regionali titolari di una concessione. A godere di maggiore visibilità sono, per la prima volta, una serie di emittenti non concessionarie che trasmettono per la maggior parte contenuti televisivi puramente commerciali e di basso profilo. Il tuttora vigente regime "must carry", introdotto negli anni Ottanta, obbliga i gestori della rete via cavo a diffondere i programmi delle emittenti televisive con mandato di servizio pubblico (cfr. art. 59 cpv. 1 lett. b e art. 62 LRTV). Tuttavia, questa disposizione è stata concepita quando esistevano le reti via cavo analogiche con 20 a 40 emittenti, mentre oggi si fruisce di un'offerta più ampia, che va da 100 a 500 emittenti. Pertanto a rivestire un'importanza vitale per l'emittente non è più la possibilità di diffondere i propri programmi, bensì la sua posizione nel piano di numerazione e i rapporti con le altre emittenti.</p><p>Il Consiglio federale è pertanto invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Qual è la posizione del Consiglio federale rispetto al fatto che il più importante gestore della rete via cavo penalizza le emittenti regionali concessionarie nel piano di numerazione dei canali e indebolisce così il servizio pubblico regionale?</p><p>2. Di quali possibilità dispone l'UFCOM in quanto autorità di vigilanza per far rispettare il regime "must carry" anche nell'era digitale?</p><p>3. Il Consiglio federale è del parere che le emittenti concessionarie regionali con mandato di servizio pubblico siano penalizzate a livello concorrenziale dal più importante gestore della rete via cavo?</p><p>4. Come interpreta il regime "must carry"? Quest'ultimo presenta unicamente elementi quantitativi (obbligo di diffusione) o anche qualitativi (attribuzione della posizione nel piano di numerazione dei canali)?</p><p>5. Cosa ne pensa il Consiglio federale di una revisione dell'ORTV che obblighi i gestori della rete via cavo a concedere priorità nel piano di numerazione dei canali alle emittenti televisive regionali concessionarie nella relativa zona di copertura?</p><p>6. È consentito acquistare una posizione preferenziale nel piano di numerazione dei canali?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il processo di digitalizzazione coinvolge tutti i canali di diffusione dei programmi radiotelevisivi: la trasmissione via cavo e via Internet (IP) non fanno eccezione. I fornitori storici si stanno organizzando per sfruttare meglio il potenziale delle nuove tecniche, mentre fanno la loro comparsa nuovi attori, che propongono ai telespettatori servizi di ultima generazione. Grazie a innovativi dispositivi di ricezione e di comando intelligenti, si aprono per il pubblico nuove opportunità e possibilità di fruizione.</p><p>Il Consiglio federale guarda con favore allo sviluppo della diffusione dei programmi in tecnica digitale, in quanto utile strumento per accrescere la pluralità delle opinioni e dell'offerta. Lo sviluppo tecnologico non è destinato ad arrestarsi a breve termine. Tanto più grande è così il rischio di frenare il positivo processo di innovazione digitale con un'inappropriata regolamentazione dei mezzi di comunicazione.</p><p>1./3. Il graduale smantellamento dell'offerta televisiva in tecnica analogica si concluderà prevedibilmente nel 2015. Di conseguenza, tutti gli operatori delle reti via cavo stanno adeguando l'offerta digitale. Oggigiorno, i programmi televisivi regionali titolari di una concessione non sono organizzati ovunque secondo un ordine uniforme, ma continua ad esser data loro una posizione nella prima parte del piano di numerazione. Con la decisione di diffondere su base volontaria tutti i programmi televisivi regionali nell'intera regione linguistica, UPC Cablecom ha raggiunto una soluzione di compromesso: le emittenti regionali hanno guadagnato l'accesso a una zona di copertura considerevolmente più estesa di quella stabilita nella concessione; nel contempo, questi programmi non si trovano più nei primissimi posti della lista, pur restando in una posizione che il telespettatore medio considera quando passa in rassegna i canali televisivi. Il Consiglio federale è dunque dell'avviso che, così facendo, UPC Cablecom non penalizzi i programmi regionali e non eserciti nemmeno un'influenza negativa sulla concorrenza.</p><p>2. Nel settore analogico gli operatori via cavo devono diffondere i programmi con diritto d'accesso (programmi SSR e televisioni regionali concessionarie) sui primi canali. Gli apparecchi di ricezione digitali, invece, organizzano di regola la vasta offerta di programmi in elenchi, distinti in base a criteri di diverso tipo (lingua, contenuto, ecc.). Scegliendo i programmi con il telecomando, lo spettatore si serve dell'apposito tasto per accedere al menù e può facilmente passare da un elenco a un altro. Assegnare a un programma un determinato canale, in questo contesto, sarebbe quindi una misura priva di efficacia. L'articolo 63 capoverso 2 della legge sulla radiotelevisione (LRTV) impone che la panoramica dei programmi visibile attivando il menù di navigazione indichi chiaramente e senza distinzioni i programmi con diritti di accesso, ma non vi è alcun obbligo di riservare loro un trattamento privilegiato. Fintanto che i programmi con diritti di accesso sono presentati al telespettatore sin dalla prima fase di utilizzo del menù di navigazione e senza dover ricorrere ad altre funzioni, i requisiti legali sono soddisfatti e la parità di trattamento preservata.</p><p>4./5. Attualmente, grazie alla diffusione di programmi televisivi in digitale, i requisiti del regime "must carry" per singoli programmi televisivi sono sempre soddisfatti, essendo le capacità trasmissive a disposizione ampiamente sufficienti.</p><p>Nei casi in cui gli operatori delle reti via cavo attribuiscono un ordine preliminare ai programmi, questo è solo temporaneo. La posizione in cui i singoli programmi compaiono sullo schermo o sulla guida elettronica dei programmi (EPG) dipende dal tipo di apparecchio televisivo. I televisori più datati li elencano in base alla frequenza di trasmissione o in ordine alfabetico, e non secondo una sistematica stabilita dall'operatore della rete via cavo. Dato che l'immensa offerta di programmi digitali rende oggigiorno lo "zapping" praticamente impossibile, molti telespettatori organizzano elenchi personalizzati con i propri programmi preferiti, una funzione che diventa sempre più facile grazie ai moderni televisori e ai set-top-box. Per concludere, ad oggi non è prevedibile quali applicazioni e servizi verranno alla ribalta nel prossimo futuro, sulla scia della progressiva digitalizzazione del mondo televisivo. Si pensi, ad esempio, all'utilizzo di tablet e smartphone per comandare il televisore o anche a programmi informatici che consentono di riordinare questi elenchi in modo automatico e personalizzato sulla base delle preferenze dello spettatore. A fronte dell'incalzante sviluppo tecnico, una regolamentazione legale sarebbe inappropriata.</p><p>6. La LRTV prescrive unicamente che gli operatori di rete debbano diffondere i programmi con diritto d'accesso gratuitamente. Se, per ragioni di politica aziendale, un'emittente desidera assicurarsi un canale preciso nell'elenco di programmi che l'operatore della rete via cavo presenta al telespettatore sin dalla prima fase di utilizzo, essa è libera di concordare con l'operatore un compenso per questa prestazione.</p>  Risposta del Consiglio federale.