<h2>SubmittedText<h2><p>Fino alla fine di febbraio del 2014, soltanto le prestazioni per le donne la cui gravidanza si svolgeva senza complicazioni erano escluse dalla partecipazione ai costi. Le complicazioni erano invece considerate malattie e in quanto tali soggette alla partecipazione ai costi. Il 1° marzo 2014 è entrata in vigore una modifica della LAMal adottata dal Parlamento che prevede che le donne non paghino più la partecipazione ai costi (franchigia, aliquota percentuale, contributo ai costi di degenza ospedaliera) per le prestazioni generali e le cure in caso di malattia dalla tredicesima settimana di gravidanza fino a otto settimane dopo il parto. Il Consiglio federale ha emanato le pertinenti disposizioni d'esecuzione nell'ordinanza sull'assicurazione malattie (art. 104 cpv. 2 lett. c e art. 105; RS 832.102).</p><p>Nella pratica queste disposizioni sembrano essere mal applicate, come dimostra il caso di una giovane donna segnalato da ArcInfo il 29 novembre 2018. In maniera più generale, le direttive contenute nella lettera informativa dell'UFSP del 16 marzo 2018 sembrano essere malviste da alcuni assicuratori, critici nei loro confronti e riluttanti ad applicarle, con la conseguenza che le donne incinte continuano a pagare di tasca propria prestazioni che dovrebbero essere loro rimborsate.</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. In che misura le casse malati rispettano le direttive dell'UFSP del 16 marzo 2018?</p><p>2. Che cosa fa l'UFSP per garantire che siano rispettate?</p><p>3. Quali sanzioni sono previste per gli assicuratori che non le applicano?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Secondo l'articolo 64 capoverso 7 lettera b della legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal; RS 832.10) non possono essere riscosse partecipazioni ai costi per le prestazioni di cui agli articoli 25 e 25a della stessa legge fornite a partire dalla tredicesima settimana di gravidanza, durante il parto e fino a otto settimane dopo il parto. Questa disposizione lascia un margine di interpretazione che può essere stretto o ampio. Stretto significa che soltanto le prestazioni generali in caso di malattia (art. 25 LAMal) e le cure in caso di malattia (art. 25a LAMal) sono escluse dalla partecipazione ai costi. Questo vorrebbe dire che le pazienti, per esempio in caso di infortunio o di interruzione non punibile della gravidanza a partire dalla tredicesima settimana di gravidanza, dovrebbero assumere la partecipazione ai costi. L'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), nella sua lettera informativa del 16 marzo 2018 (Ufficio federale della sanità pubblica UFSP &gt; Assicurazioni &gt; Assicurazione malattie &gt; Assicuratori e vigilanza &gt; Circolare e lettere d'informazioni &gt; lettere d'informazione Svizzera), si è espresso a favore di un'interpretazione in senso ampio, sostenendo che nell'articolo 64 capoverso 7 lettera b LAMal devono essere sussunte anche le prestazioni in relazione alle infermità congenite (art. 27 LAMal), agli infortuni (art. 28 LAMal) e all'interruzione non punibile della gravidanza (art. 30 LAMal), tanto più che tutte queste prestazioni contengono il rimando all'entità definita negli articoli 25 e 25a LAMal per le prestazioni in caso di malattia. Da un punto di vista giuridico risulta alquanto problematico differenziare tra le interruzioni di gravidanza dopo la 23a settimana e quelle tra la 13a e la 22a: Le interruzioni di gravidanza, gli aborti spontanei o le nascite di feti morti che avvengono dopo la 23a settimana di gravidanza, secondo la legge sono considerati alla stregua di un parto (cfr. art. 105 cpv. 2 dell'ordinanza sull'assicurazione malattie, OAMal) e pertanto sono esonerati dalla partecipazione ai costi secondo l'articolo 64 capoverso 7 lettera a LAMal.</p><p>1.-3. Con la lettera informativa del 16 marzo 2018, l'UFSP ha fornito ragguagli agli assicuratori su come interpretare le disposizioni di legge. Nella prassi è risultato però che gli assicuratori malattie applicano diversamente l'articolo 64 capoverso 7 lettera b LAMal. Pertanto, l'UFSP è giunto alla conclusione che - alla luce della diversa valutazione della situazione giuridica nella prassi e della mancanza di certezza del diritto - sia opportuno precisare questa disposizione di legge. Il Consiglio federale sottoporrà al Parlamento una proposta in tal senso alla fine del 2019.</p>  Risposta del Consiglio federale.