<h2>SubmittedText<h2><p>Il 12 febbraio 2020 il Consiglio federale ha emanato l'ordinanza sugli appalti pubblici in seguito all'approvazione del Parlamento della legge corrispondente. </p><p>Una delle novità di questa legge è sicuramente l'integrazione della sostenibilità nelle sue varie dimensioni. La volontà del legislatore era chiaramente di rafforzare questi criteri rispetto al prezzo, criterio (precedentemente) molto rilevante, e aumentare indirettamente le possibilità delle imprese svizzere di ottenere un'aggiudicazione. In particolare, l'articolo 12 capoverso 2 della legge contempla esplicitamente la possibilità per i servizi di aggiudicazione di ampliare i requisiti sociali. I Cantoni (ossia la Conferenza svizzera dei direttori delle pubbliche costruzioni, della pianificazione del territorio e dell'ambiente [DCPA]), ad esempio, si sono avvalsi giustamente di questa possibilità nell'ambito dell'attuazione a livello cantonale.</p><p>Il Consiglio federale, invece, riduce stranamente questo margine di manovra nella sua ordinanza e all'articolo 4 capoverso 2 limita l'obbligo di osservare le convenzioni dell'Organizzazione internazionale del lavoro a quelle ratificate dalla Svizzera. Tale disposizione contraddice la volontà del legislatore di promuovere la sostenibilità ed esclude la possibilità di applicare vari standard e norme sociali minime alle catene di creazione del valore internazionali. Poiché il diritto in materia di appalti pubblici disciplina esplicitamente il ruolo degli enti pubblici quali consumatori e non il commercio bilaterale, questa limitazione delle norme sociali non è giustificata.</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande.</p><p>- Come giustifica questa inutile limitazione?</p><p>- Come spiega la diversa attuazione e interpretazione della legislazione da parte di Confederazione e Cantoni?</p><p>- È d'accordo sul fatto che la volontà di rafforzare la sostenibilità risulti evidente nella legge ma che nell'ordinanza tale approccio non sia applicato ai sensi della legislazione o comunque non sfruttando le possibilità a disposizione?</p><p>- Cosa intende fare per correggere questo aspetto?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Con la revisione totale della legge federale sugli acquisti pubblici (LAPub) il Parlamento punta a una nuova cultura nell'ambito delle aggiudicazioni che prenderà maggiormente in considerazione la qualità, la sostenibilità e l'innovazione. Di conseguenza, in futuro, nel settore degli appalti della Confederazione l'accento va posto maggiormente sulla sostenibilità, su una forma di concorrenza basata sulla qualità e sull'innovazione (cfr. strategia dell'Amministrazione federale in materia di appalti pubblici approvata il 28 ottobre 2020). Il Consiglio federale si adopera inoltre affinché in vista dell'attuazione della revisione della legge sugli acquisti si tenga conto anche della prassi. Per questo, la Conferenza degli acquisti della Confederazione (CA) e la Conferenza di coordinamento degli organi della costruzione e degli immobili dei committenti pubblici (KBOB) dialogano con associazioni nazionali di categoria e organizzazioni. Si punta quindi a rafforzare il ruolo di esempio della Confederazione negli appalti pubblici anche sul piano della considerazione di criteri sociali.</p><p>Ad domanda 1:</p><p>L'Amministrazione federale tiene conto dei principi della parità di trattamento, della non discriminazione e della competitività anche nel determinare i criteri sociali. Le imprese con sede in Svizzera e negli Stati partner devono godere di un accesso equo agli appalti pubblici della Confederazione. La regolamentazione dell'articolo 4 capoverso 2 della nuova ordinanza sugli appalti pubblici (OAPub) fornisce un chiarimento: tra altri standard internazionali importanti sulla tutela del lavoro che possono essere richiesti nell'ambito degli appalti in base alla LAPub, sono inclusi i principi che discendono dalle convenzioni ratificate dalla Svizzera. Già ad oggi questi principi ricoprono un vasto ambito dei potenziali standard lavorativi, ad esempio in merito alla tutela della salute e alla sicurezza sul lavoro; vengono inoltre costantemente integrati. In questo modo, gli organi responsabili degli appalti potranno presentare requisiti che prevedono una maggiore sostenibilità sociale anche sui mercati internazionali.</p><p>In questo contesto, il Consiglio federale sottolinea che i requisiti posti dalla riveduta legislazione sugli acquisti pubblici in Svizzera sono all'avanguardia per quanto riguarda il rispetto delle norme sul lavoro nel settore degli appalti pubblici. Essi vanno al di là di quanto statuito nel quadro internazionale sugli appalti pubblici (accordo sugli appalti pubblici AAP dell'OMC) o negli ordinamenti giuridici dei principali partner commerciali della Svizzera, ragione per cui la normativa elvetica è seguita con interesse.</p><p>Ad domanda 2:</p><p>La legislazione in materia di appalti è regolata a livello federale nella LAPub e nella relativa ordinanza (OAPub) e tra i Cantoni nel Concordato intercantonale sugli appalti pubblici (CIAP). A livello federale, le convenzioni fondamentali dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) sono riportate in un allegato della LAPub mentre le convenzioni rilevanti in materia di protezione dell'ambiente e delle risorse naturali sono incluse in un allegato dell'OAPub. A livello intercantonale entrambe le convenzioni sono riportate negli allegati del CIAP.</p><p>Ora i Cantoni avvieranno i loro processi di ratificazione. Non è ancora chiaro come verranno attuate le pertinenti disposizioni nei singoli Cantoni. La Confederazione e i Cantoni puntano però ad armonizzare maggiormente gli ordinamenti giuridici, anche nella loro attuazione.</p><p>Ad domanda 3:</p><p>Il Parlamento ha fissato le disposizioni essenziali concernenti la sostenibilità nella legge rivista, per cui non sussiste necessità di un ulteriore disciplinamento giuridico nell'ordinanza rivista. I servizi d'appalto saranno invece istruiti nell'ambito dell'attuazione delle disposizioni legali e forniti di strumenti e documentazione ausiliaria.</p><p>Ad domanda 4:</p><p>Sulla base di quanto scritto sopra, il Consiglio federale non ritiene necessario intervenire ulteriormente.</p>  Risposta del Consiglio federale.