B u n d e s v e rw a l t u n g s g e r i ch t T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i f f éd é r a l T r i b u n a l e am m i n i s t r a t i vo f e d e r a l e T r i b u n a l ad m i n i s t r a t i v fe d e r a l Corte IV D-1948/2013 S e n t e n z a d e l 1 6 a p r i l e 2 0 1 3 Composizione Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, con l'approvazione del giudice Yanick Felley, cancelliera Camilla Fumagalli. Parti A._______, nato il (...), B._______, nata il (...), Mongolia, ricorrenti, contro Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore. Oggetto Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; decisione dell'UFM del 10 aprile 2013 / N [...]. D-1948/2013 Pagina 2 Visto: la domanda di asilo che gli interessati hanno presentato in Svizzera in data 21 febbraio 2013; i verbali di audizione del l'interessato del 27 febbraio 2013 (di seguito: verbale 1) e del 13 marzo 2013 (di seguito: verbale 3) e quelli dell'interes- sata del 27 febbraio 2013 (di seguito: verbale 2) e del 13 marzo 2013 (di seguito: verbale 4); la decisione dell'UFM del 10 aprile 2013 , notificata agli interessati il me- desimo giorno (cfr. atto A20/1), con la quale detto Ufficio non è entrato nel merito della citata domanda di asilo ai sensi dell'art. 34 cpv. 1 della Legge sull’asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) e d ha pronunciato l'allon- tanamento, nonché l'esecuzione dell'al lontanamento dei richiedenti dalla Svizzera; il ricorso inoltrato dai ricorrenti il 10 aprile 2013 (cfr. timbro del plico ra c- comandato); l'incarto dell'UFM, pervenuto via fax al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) in data 11 aprile 2013; l'incarto originale dell'UFM, ottenuto dal Tribunale in data 15 aprile 2013; i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei consid e- randi che seguono; e considerato: che presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 2 LAsi) contro una dec i- sione in materia di asilo dell'UFM (art. 6 e 105 LAsi, art. 31-33 della Leg- ge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 [LTAF, RS 173.32]), il ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a-c e 52 della Legge federale sulla procedura amministrat i- va del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021); D-1948/2013 Pagina 3 che, in caso di ricorso contro una decisione di non entrata nel merito in cui l'UFM rifiuta di esaminare la fondatezza della domanda di asilo (art. 32-35a LAsi), l'autorità di ricorso si limita, secondo la prassi, a es a- minare se l'autorità inferiore ha rifiutato a giusto titolo di entrare nel merito della domanda di asilo (cfr. DTAF 2011/30 consid. 3); che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, sono decisi in procedura semplificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l’approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la dec i- sione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi); che, nell'ambito delle audizioni sui motivi di asilo, gli interessati – marito e moglie, cittadini mongoli originari di Ulan Bator, commercianti – hanno di- chiarato di essere espatriati a causa dei problemi riscontrati dal marito a seguito di un prestito chiesto ad alcuni cinesi per aprire un (...); che l'inte- ressato, a suo dire, sarebbe stato più volte vittima della violenz a di alcuni nazionalisti mongoli a causa del (...) da lui gestito e a causa di alcune d i- chiarazioni pro cinesi rilasciate; che l'interessata, da parte sua, ha dichia- rato di avere un problema al fegato e di non averlo ancora curato a causa della mancanza di soldi; che la medesima ha altresì affermato che alcuni membri della mafia cinese ed alcuni mongoli minacciavano suo marito e che il medesimo sarebbe rientrato a casa con costole rotte e ferite di altro genere in almeno un paio di occasioni; che, nella dec isione del 10 aprile 2013 , l'UFM ha constatato, da un lato, che il Consiglio federale ha inserito la Mongolia nel novero dei Paesi sicu- ri e, dall'altro, che le allegazioni in materia di asilo presentate dai ricorrenti sarebbero ampiamente lacunose, vaghe e contraddittorie , tanto da risu l- tare inverosimili; che quind i non emergerebbero dalle c arte processuali degli indizi di esposizione dei ricorrenti a persecuzioni in caso di rientro in Patria; che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata domanda ai sensi dell'art. 34 cpv. 1 LAsi; che l'autorità inferiore ha pure pronunciato l'allontanamento dei ricorrenti dalla Svizzera e la sua esecuzione siccome lecita, esigibile e possibile; che, nel ricorso, i ricorrenti fanno valere ch e, nel corso delle audizi oni avrebbero fornito una quantità di dettagli tali da escludere categoricamen- te che si tratti di una storia di fantasia; che le incoerenze citate dall'UFM andrebbero minimizzate e non giustificherebbero una decisione di non entrata nel merito della domanda di asilo; che l'U fficio, inoltre, non spi e-D-1948/2013 Pagina 4 gherebbe, nella decisione impugnata, per quali motivi le spiegazioni forni- te dal ricorrente non sarebbero convincenti; che, in conclusione, i ricorrenti hanno chiesto, in via principale, l'annull a- mento della decisione impugnata e la trasmissione degli atti all'autorità in- feriore per una nuova decisione nel merito della loro domanda di asilo e, in via sussidiaria, la concessione dell'ammissione provvisoria ; che i medesimi hanno, altresì, presentato una domanda di esenzione dal versamento di un anticipo a copertura delle presumibili spese processuali; che, giusta l’art. 34 cpv. 1 LAsi, non si entra nel merito di una domanda di asilo, se il richiedente proviene da uno Stato che il Consiglio federale ha designato come sicuro secondo l'art. 6a cpv. 2 lett. a LAsi, a meno che non risultino indizi di persecuzione; che, da un lato, giova rilevare che allorquando il Consig lio federale ha in- serito un Paese nel novero dei Paesi sicuri, sussiste di massima una pr e- sunzione di assenza di persecuzioni in detto Paese; che incombe al r i- chiedente l’asilo invalidare siffatta presunzione per quanto attiene alla sua situazione personale; che, dall'altro lato, la nozione di indizi di per secuzione ai sensi dell’art. 34 cpv. 1 LAsi si intende in senso lato: comprende non soltanto i seri pregiudizi previsti dall’art. 3 LAsi, ma pure gli ostacoli all’esecuzione dell’allontanamento, di cui a ll’art. 44 cpv. 2 LAsi, imputabili all'agire um a- no (cfr. DTAF 2011/8 consid. 4.2); che, per ammettere l'esistenza di indizi di persecuzione che implicano l'entrata nel merito di una domanda di asilo, vale un grado di verosim i- glianza ridotto (cfr. ibidem); che, infatti, si deve entrare nel merito delle domande di asilo di ricorrenti provenienti da Paesi dove sono considerati al riparo da ogni persecuzi o- ne ed esaminare nel dettaglio la questione della qualità di rifugiato, se dagli atti risultano indizi di persecuzione, la cui inverosimiglianza non può essere riconosciuta prima facie (cfr. DTAF 2011/8, consid. 4 e 6); che, siccome il Consiglio federale ha effettivamente inserito, in data 28 giugno 2000, la Mongolia nel novero dei Paesi esenti da persecuzioni, sussiste di massima una presunzione di assenza di persecuzioni in detto Paese; D-1948/2013 Pagina 5 che, nella fattispecie, i ricorrenti non sono riusciti ad invalidare la presun- zione di assenza di persecuzioni, ritenuto segnatamente che dagli atti di causa non emergono verosimili indizi di persecuzione; che, in sede ricor- suale, i ricorrenti non hanno presentato, all'infuori di generiche censure, argomenti o prove suscett ibili di giustificare una diversa valutazione, r i- spetto a quella di cui all'impugnata decisione; che, in sostanza per le r a- gioni indicate nel provvedimento litigioso, cui può essere rimandato, le al- legazioni dei ricorrenti risultano poco convincenti ed inverosimili ad un' a- nalisi prima facie; che, in considerazione di quanto suesposto, non appaiono sussistere seri pregiudizi ai sensi dell'art. 3 LAsi; che non emergono dalle carte processuali neppure elementi da cui desumere che l'esecuzione dell'allontanamento dei ricorrenti in Mongolia possa violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confeder a- zione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della Conven- zione del 28 luglio 19 51 sullo statuto dei rifugiati (Conv. rifugia- ti, RS 0.142.30), l'art. 5 LAsi (divieto di respingimento) nonché l'art. 83 cpv. 3 della L egge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) o esporre i ricorrenti in Patria al rischio reale ed immediato di trat tamenti contrari all 'art. 3 della Convenzione del 4 novembre 1950 per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU, RS 0.101), o all'art. 3 della C onvenzione del 10 dicembre 1984 contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti (Conv. tortura, RS 0.105); che degli atti della causa non emergono neppure osta coli all'esecuzione dell'allontanamento riconducibili all’art. 44 cpv. 2 LAsi e all'art. 83 cpv. 4 LStr; che, nel caso di specie, non risultano manifestamente esservi indizi di persecuzione ai sensi dell'art. 34 cpv. 1 LAsi; che, di conseguenza, l'UFM ret tamente non è entrato nel merito della domanda di asilo secondo l'art. 34 cpv. 1 LAsi, di modo che, su questo punto, il ricorso, destituito di ogni e benché minimo fondamento, non m e- rita tutela e la decisione impugnata va confermata; che i ricorrenti non a dempiono le condizioni in virtù delle quali l'UFM avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera (art. 14 cpv. 1 e cpv. 2, art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 dell'Ordinanza 1 D-1948/2013 Pagina 6 dell'11 agosto 1999 sull'asilo relativa a questioni pr ocedurali [OAsi 1, RS 142.311]; cfr. DTAF 2009/50, consid. 9 p. 733); che dalle carte processuali non emergono neppure ostacoli dal profilo dell'esigibilità dell'allontanamento quanto alla situazione personale de i ri- correnti; che i medesimi dispongono di rete famigliare in Patria (cfr. verba- le 1, p. 5; verbale 2, p. 5), godono di buona istruzione ed esperienza lavo- rativa nel ramo commerciale (cfr. verbale 1, pp. 4-5; verbale 2, p. 4); che i ricorrenti non hanno, altresì, preteso nel gravame di soffrire di gravi problemi di salute che possano giustificare la loro ammissione provvisoria (cfr. DTAF 2009/2, consid. 9.3.2 p. 21 e relativi riferimenti), senza che da un esame d'ufficio degli atti di causa emerga la necessità di una perm a- nenza in Svizzera per motivi medici; che, infatti, l'asma e l'epatite C non sono manifestamente da ritenersi tali; che del resto i ricorrenti soffrono da anni delle summenzionate patologie ed hanno sempre ottenuto adeguato accesso alle cure in Patria (cfr. verbale 1, p. 10; verbale 2, pp. 7-8); che, per le ragioni sopraindicate, l'autorità inferiore ha rettamente riten uto siccome ammissibile e ragionevolmente esigibile l'esecuzione dell'allo n- tanamento degli autori del gravame; che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 44 cpv. 2 LAsi ed art. 83 cpv. 2 LStr); che i ricorrenti usando la necessaria diligenza, potranno procurarsi ogni documento indispensab ile al rimpatrio (art. 8 cpv. 4 LAsi; cfr. DTAF 2008/34, consid. 12 pp. 513 -515); che l'ese- cuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile; che, di conseguenza, anche in materia di allontanamento e relativa es e- cuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione confermata; che, in virtù di quanto precedentemente enunciato, le conclusioni rico r- suali tendenti all'annullamento della decisio ne impugnata ed alla trasmi s- sione degli atti all'autorità inferiore per nuova decisione vanno respinte; che, avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili spese processuali è divenuta senza oggetto; che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.–, che seguono la soccombenza, sono poste a carico dei ricorrenti (art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del Regolamento sulle ta s-D-1948/2013 Pagina 7 se e sulle spese ripetibili nelle cause d inanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]); che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 della Legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale federa- le [LTF, RS 173.110]). (dispositivo alla pagina seguente) D-1948/2013 Pagina 8 Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 1. Il ricorso è respinto. 2. Le spese proces suali, di CHF 600.–, sono poste a carico dei ricorrenti. Tale am montare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sentenza. 3. Questa sentenza è comunicata ai ricorrenti, all'UFM e all'autorità cant o- nale competente. Il giudice unico: La cancelliera: Daniele Cattaneo Camilla Fumagalli Data di spedizione: