<h2>SubmittedText<h2><p>Nel 2010 l'UFAM ha affidato al Centre for Agricultural Bioscience International (CABI) il mandato di redigere un rapporto sui dati disponibili sul calabrone asiatico e sulla valutazione dei rischi causati dalla presenza di questo insetto, il cui nome latino è Vespa velutina.</p><p>Secondo suddetto rapporto, questo predatore polifago, scoperto nel 2004 nel sudovest della Francia e con ogni probabilità importato dalla Cina con il commercio di vasi per bonsai, si sta diffondendo rapidamente. Nel 2010 sono state trovate colonie anche in Spagna. Il calabrone asiatico si nutre di api domestiche e di numerosi altri impollinatori con eventuali conseguenze per la biodiversità. </p><p>Nonostante nel 2010 i nidi più vicini alla Svizzera siano stati localizzati nel dipartimento francese Costa d'Oro, a meno di 200 km dalla frontiera, il rapporto precisava già che l'invasione naturale della Svizzera, a quanto pare inevitabile, sarebbe passata piuttosto dalla regione del lago Lemano, dall'Ajoie o dalla regione basilese ...</p><p>A maggio 2017 Apisuisse ha reso nota la cattura di una regina nel comune di Fregiécourt in Ajoie.</p><p>È opportuno ricordare che in aprile 2017 una commissione organizzata dal Servizio sanitario apistico (SSA) ha elaborato una scheda su come procedere se si scopre un calabrone sospetto. In seguito, in collaborazione con il Centro di ricerca apistica di Agroscope (CRA), il SSA ha riunito in un promemoria le informazioni più importanti su questo devastatore. Nel 2018 la Guida sulla salute delle api redatta dal CRA informa che se una popolazione di calabroni si stabilisce in Svizzera, le autorità competenti (SSA, CRA, UFAM) emanano raccomandazioni su come contrastare l'invasione in base ai dati più recenti.</p><p>Ormai il calabrone asiatico è presente in Svizzera (in particolare nel Giura, a Ginevra e in Ticino). In ottobre la distruzione dei pochi nidi nel Giura e a Ginevra con mezzi tecnologici impressionanti e costi elevati evidenzia come sia necessario prendere misure coordinate. </p><p>Dato quanto precede, non si può escludere che nella primavera del 2021 la situazione si presenti difficile. È dunque necessario reagire a livello nazionale con misure in grado di aiutare gli apicoltori per evitare reazioni precipitose, ad esempio la caccia con trappole, metodo che non permettendo di selezionare le prede risulta nefasto per numerosi impollinatori.</p><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle domande seguenti: </p><p>1. I piani cantonali hanno lo scopo di eliminare i nidi al più presto: disponiamo di un monitoraggio delle misure attuate nei vari Cantoni e di una valutazione di quanto realizzato finora?</p><p>2. Sono stati svolti nuovi studi per determinare come lottare contro questa specie invasiva, se è possibile sradicarla o impedirle di continuare a colonizzare le regioni già colpite dal fenomeno? In particolare sembra necessario aggiornare il rapporto sui dati disponibili e sulla valutazione dei rischi rappresentati dal calabrone asiatico (redatto dal CABI nel 2010), dato che da allora si hanno molte più informazioni. </p><p>3. In caso contrario, come convivere con questo insetto limitandone per quanto possibile l'impatto negativo (biologico, economico) al fine di fornire un sostegno agli apicoltori e conservare la biodiversità? </p><p>4. La Strategia della Svizzera per le specie esotiche invasive riporta che l'obiettivo 9 del Piano Strategico globale per la biodiversità 2011-2020 prevede che "entro il 2020 le specie aliene invasive ed i loro percorsi sono identificati e prioritizzati, le specie prioritarie vengono controllate o eradicate e le misure sono in atto per gestire i percorsi al fine di prevenire la loro introduzione ed il loro insediamento". Se la classificazione è stata attuata, in quale categoria rientra il calabrone asiatico?</p><p>5. Oltre ai dati scientifici e alla condivisione delle buone pratiche nel quadro di un coordinamento nazionale, si prevede di sostenere finanziariamente i Cantoni affinché possano a loro volta aiutare in modo adeguato gli apicoltori nella scelta delle misure da attuare?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1-3) Quando il calabrone asiatico si è diffuso a pochi chilometri dal confine franco-svizzero nell'ottobre 2016, l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) ha affidato all'istituto di ricerca Centre for Agriculture and Bioscience International (CABI) un ulteriore mandato per il 2017-2020. Nell'ambito di tale mandato:</p><p>- è stata monitorata la zona di confine svizzera molto vicina ai siti infestati in Francia;</p><p>- sono stati valutati i rischi che un'infestazione di calabroni asiatici comporterebbe per la Svizzera;</p><p>- sono stati verificati e sviluppati ulteriormente i metodi per il rilevamento e la rimozione dei nidi.</p><p>I risultati sono stati messi a disposizione dei Cantoni, dei Comuni, degli apicoltori nonché del pubblico interessato attraverso una piattaforma informativa. </p><p>Nell'aprile 2017 il gruppo di lavoro sui neobiota invasivi (AGIN) della Conferenza dei capi dei servizi per la protezione dell'ambiente della Svizzera (CCA), insieme al Servizio sanitario apistico "apiservice", ha pubblicato una raccomandazione congiunta che comprende, tra l'altro, le conoscenze finora disponibili sull'identificazione dei calabroni asiatici come pure sul rilevamento e la rimozione dei nidi. La procedura proposta nella raccomandazione è stata da allora applicata alle diverse centinaia di segnalazioni di casi sospetti di calabrone asiatico ricevute ogni anno ed è stata ulteriormente sviluppata sulla base dei risultati più recenti. Finora sono state confermate meno di dieci segnalazioni sospette di calabrone asiatico. In tutti gli altri casi si trattava di calabroni autoctoni, vespe o altre specie di insetti di colore nero e giallo. Le esperienze acquisite finora in Svizzera dimostrano che questa procedura funziona e che i nidi possono essere rilevati e rimossi efficacemente. L'UFAM sta attualmente collaborando con le istituzioni coinvolte nell'attuazione del progetto 2017-2020 (CABI, Servizio sanitario apistico, esperti di specie) per determinare se sia necessario avviare un progetto successivo. A tale scopo si terrà conto anche delle esperienze acquisite nel rilevamento e nella rimozione dei nidi trovati finora in Svizzera.</p><p>4-5) A causa dell'attuale diffusione del calabrone asiatico in Svizzera, le singole popolazioni dovrebbero essere completamente eliminate fino a nuovo avviso, secondo lo schema di classificazione riportato nella Strategia della Svizzera per le specie esotiche invasive. Se ciò non fosse più possibile, si dovrebbero circoscrivere localmente le zone di infestazione in cui la popolazione verrebbe contenuta il più possibile per evitare la colonizzazione di nuove aree. Questa procedura corrisponde alla classe D2 dello schema di classificazione. L'attuazione giuridicamente vincolante dello schema di classificazione e la possibilità di una partecipazione finanziaria della Confederazione alle misure di lotta dei Cantoni sono oggetto dell'attuale revisione della legge sulla protezione dell'ambiente (LPAmb, RS 814.01). Il Consiglio federale prevede di sottoporre il progetto di modifica all'esame del Parlamento nel 2021.</p>  Risposta del Consiglio federale.