<h2>SubmittedText<h2><p>Nel 2017 il Dipartimento federale degli affari esteri ha sostenuto direttamente e indirettamente 73 ONG palestinesi con contributi finanziari per un totale di 12 milioni di franchi svizzeri. A questo proposito, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. In quale altra zona di conflitto o in quale altro Paese del mondo il Consiglio federale si impegna in egual misura?</p><p>2. Quali sono le ragioni che giustificano questo impegno in confronto ad altre zone di conflitto rispetto alle quali la Svizzera si mantiene in disparte?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La Svizzera sostiene l'impegno di attori non statali nelle zone di conflitto in Afghanistan, Somalia e Sudan del Sud con un importo di circa 10 milioni di franchi all'anno - una cifra dello stesso ordine di quella destinata al Territorio palestinese occupato. L'impegno finanziario svizzero in Siria è circa il triplo mentre in Ucraina tocca i 3 milioni di franchi all'anno. In Afghanistan, Somalia, Sudan del Sud e nel Territorio palestinese occupato la Svizzera supporta le attività del Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) destinando a quest'ultimo da un terzo alla metà dei suoi contributi. In Siria e in Ucraina questa percentuale è leggermente inferiore.</p><p>2. Nel suo messaggio concernente la cooperazione internazionale 2017-2020 (FF 2016 2005) il Consiglio federale si è fissato come obiettivo strategico "la prevenzione e gestione di crisi, catastrofi e contesti fragili e la promozione della trasformazione dei conflitti". A seguito dell'adozione della mozione Imark (16.3289) da parte dell'Assemblea federale, le misure di controllo sono state rafforzate introducendo in tutti i contratti una clausola contro la violenza, l'odio e la discriminazione. Dopo la dissoluzione dello "Human Rights and International Humanitarian Law Secretariat" nel giugno del 2018, il numero di ONG sostenute è stato ridotto da 24 a 9. In caso di abusi la collaborazione è stata interrotta. Si deve inoltre notare che l'elenco delle ONG sostenute comprende anche i "piccoli" progetti che ricevono il sostegno delle rappresentanze locali sotto la responsabilità di queste ultime per promuovere gli interessi svizzeri nel contesto locale.</p><p>L'impegno futuro con le ONG si iscriverà per la prima volta in una strategia comune per Israele e il Territorio palestinese occupato. Questa strategia, che coprirà il periodo 2020-2023, è in preparazione. La promozione della pace e dei diritti umani deve iscriversi in un quadro più ampio. Gli ambiti dove sarebbe possibile approfondire le relazioni con Israele e il Territorio palestinese occupato, per esempio il rafforzamento del dialogo nel settore dell'economia e dell'innovazione o la creazione di prospettive per i giovani, sono attualmente allo studio. La collaborazione con attori non statali (ONG, fondazioni ecc.) sarà uno degli strumenti di attuazione di questa strategia. Il Dipartimento federale degli affari esteri continuerà inoltre a rafforzare il coordinamento, la gestione dei rischi e il controllo della partecipazione delle ONG alla Centrale e sul campo.</p>  Risposta del Consiglio federale.