<h2>InitialSituation<h2><p><b>Comunicato stampa del Consiglio federale del 13.01.2016</b></p><p><b>Politica economica esterna: il Consiglio federale fa il punto della situazione </b></p><p><b>Il 13 gennaio 2016 il Consiglio federale ha approvato il Rapporto sulla politica economica esterna 2015. Nel capitolo introduttivo spiega come intende garantire agli attori economici svizzeri le migliori condizioni quadro per creare valore aggiunto e posti di lavoro, e per promuovere la loro attività innovativa. </b></p><p>Infrastrutture efficienti, un mercato del lavoro flessibile o procedure amministrative semplici. Sono questi, secondo il rapporto, i fattori che stanno alla base dell'attrattiva e della competitività della piazza economica svizzera. Ma la crescente internazionalizzazione dei processi produttivi e i continui mutamenti strutturali pongono la politica economica davanti ad autentiche sfide. Ed è anche sempre più difficile conciliare le questioni di politica interna con gli accordi internazionali, che per l'economia svizzera rappresentano la porta d'ingresso sui mercati esteri. Nell'anno in esame lo si è visto in particolare con la nuova disposizione costituzionale sull'immigrazione e con gli accordi bilaterali Svizzera-UE.</p><p></p><p>Integrazione economica europea</p><p>Nel 2015 i lavori di attuazione delle nuove disposizioni costituzionali sull'immigrazione hanno caratterizzato la politica europea del Consiglio federale. Secondo alcuni studi, la fine dei Bilaterali I pregiudicherebbe pesantemente l'attrattiva della piazza economica svizzera e nemmeno un accordo di libero scambio, per quanto di ampia portata, riuscirebbe a preservare gli interessi dell'economia svizzera. Questi riscontri rinsaldano la determinazione del Consiglio federale a garantire anche in futuro la via bilaterale come base delle relazioni con l'UE. Dopo la modifica dell'accordo del 2004 tra la Svizzera e l'UE sulla fiscalità del risparmio, nel 2018 verrà introdotto lo scambio automatico di informazioni con l'UE secondo lo standard mondiale dell'OCSE.</p><p></p><p>OMC e accordi di libero scambio </p><p>Alla decima Conferenza ministeriale dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) svoltasi a Nairobi in dicembre 2015 i ministri hanno approvato l'estensione dell'Accordo sulle tecnologie dell'informazione. I membri dell'OMC, inoltre, hanno deciso di abolire i sussidi all'esportazione in ambito agricolo, dopo un periodo transitorio di cinque anni. Il Consiglio federale concorderà la fine dei contributi all'esportazione previsti dalla "legge sul cioccolato" attraverso misure conformi alle norme dell'OMC e in stretta collaborazione con i settori direttamente interessati. </p><p>Anche nell'anno in rassegna la Svizzera ha ampliato la propria rete di accordi di libero scambio. E entrato in vigore un nuovo accordo con la Bosnia ed Erzegovina ed è stato firmato il protocollo di adesione del Guatemala all'accordo di libero scambio tra gli Stati dell'AELS e gli Stati dell'America centrale. Sono state introdotte nuove disposizioni sul commercio e sullo sviluppo sostenibile negli accordi di libero scambio esistenti con l'Albania e con la Serbia. Sono proseguite le trattative di libero scambio con la Malaysia e il Vietnam e sono stati intavolati i negoziati con le Filippine e la Georgia. Non appena saranno quantificabili le possibili conseguenze sull'economia svizzera di un accordo di libero scambio di ampia portata tra l'UE e gli USA (TTIP), il Consiglio federale deciderà le tappe successive. </p><p></p><p>Cooperazione economica allo sviluppo</p><p>L'importanza della coerenza politica sta aumentando nel contesto della<b></b>cooperazione economica allo sviluppo, si tratta cioè di orientare con coerenza i vari settori politici in funzione degli obiettivi dello sviluppo sostenibile. Questo principio è un elemento cardine dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. Gli obiettivi dell'Agenda 2030, che ora bisognerà concretizzare, verranno inseriti dal Consiglio federale nel messaggio concernente la cooperazione internazionale per il periodo 2017-2020. La Svizzera ha partecipato in maniera importante alla fondazione della Banca asiatica d'investimento per le infrastrutture e all'attuazione del Fondo verde per il clima.</p><h2>Proceedings<h2><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 01.03.2016</b></p><p>(ats) Il Consiglio nazionale ha preso atto del Rapporto sulla politica economica esterna 2015. Ha pure accolto l'adesione del Guatemala all'accordo di libero scambio tra gli Stati dell'AELS e quelli dell'America centrale, la modifica dell'Accordo di libero scambio tra gli Stati dell'AELS e l'Albania e quello con la Serbia.</p><p><b></b></p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 17.03.2016</b></p><p>(ats) Il Consiglio degli Stati ha preso atto tacitamente del Rapporto sulla politica estera 2015. Un anno segnato dall'intensificazione dei conflitti e dalla crisi migratoria, ma anche dalla conclusione di un accordo sul nucleare iraniano e uno sul clima, ha affermato il ministro degli esteri Didier Burkhalter;</p>