<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di presentare, in collaborazione con i Cantoni, un rapporto che valuti le misure adottate finora al fine di aumentare la quota femminile nelle professioni MINT. Il rapporto presenterà in particolare un'analisi dell'efficacia di tali misure e una strategia specifica e dovrà rispondere segnatamente alle domande seguenti:</p><p>a) quali sono gli obiettivi quantitativi che la Confederazione vuole raggiungere in materia di ripartizione dei sessi nelle professioni MINT ed entro quando intende raggiungerli?</p><p>b) Quali misure, attuali e nuove, sono adottate per:</p><p>- decostruire gli stereotipi di genere nell'orientamento professionale, universitario e di carriera,</p><p>- promuovere progetti che trattano questioni "MINT e genere" nell'ambito della formazione iniziale e continua del corpo insegnanti a ogni livello scolastico,</p><p>- attirare le ragazze verso professioni in cui la proporzione di donne è bassa (informatica, elettronica ed elettrotecnica, fisica, edilizia ecc.) nel quadro scolastico ed extrascolastico,</p><p>- aumentare la quota femminile nei percorsi di apprendistato e nelle scuole universitarie che formano nelle professioni MINT,</p><p>- sostenere gli sforzi del settore industriale volti a lottare contro la penuria di manodopera qualificata e a trattenere nel settore MINT le donne che vi sono già attive,</p><p>- valutare l'impatto delle prassi dei Cantoni e identificare eventuali lacune,</p><p>- coordinare a livello nazionale le politiche di promozione dei giovani, in particolare per quel che concerne le candidature femminili, nell'ambito delle professioni MINT?</p><p></p><p>Una minoranza della Commissione (Gutjahr, Gafner, Haab, Herzog Verena, Huber, Tuena, Wobmann) propone di respingere il postulato.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale concorda con la Commissione sull'importanza di promuovere le donne nel settore MINT (matematica, informatica, scienze naturali e tecnologia). Le iniziative e le misure intraprese dalla Confederazione, dai Cantoni, dalle organizzazioni del mondo del lavoro (oml), dagli istituti di formazione e da altri attori dimostrano che il panorama della formazione svizzero attribuisce un valore significativo a questo tema.</p><p>Per quanto riguarda la formazione, la Confederazione è responsabile del livello secondario e terziario. A entrambi i livelli esiste già un numero significativo di misure che soddisfano le richieste del postulato. Una panoramica delle misure per il periodo di promozione dell'educazione, della ricerca e dell'innovazione (ERI) 2021-2024 riguardanti le pari opportunità e in particolare il settore MINT è disponibile sul sito web della SEFRI (www.sbfi.admin.ch &gt; Politica ERI &gt; Temi trasversali &gt; Pari opportunità nel settore ERI). Anche il piano d'azione della Strategia nazionale per la parità tra donne e uomini 2030 del Consiglio federale prevede diverse misure per promuovere le donne nel settore MINT. Ad esempio, il progetto approvato dalla Conferenza svizzera delle scuole universitarie (CSSU) P-10 che mira al mantenimento e all'ampliamento della rete nazionale per la promozione della formazione MINT (disponibile in tedesco e francese) vuole sensibilizzare gli insegnanti riguardo ai temi MINT e creare un ambiente di apprendimento che tenga conto delle questioni di genere. Inoltre, sensibilizzare e motivare soprattutto le ragazze a intraprendere un percorso MINT attraverso attività extrascolastiche è al centro del mandato MINT affidato dalla SEFRI alle Accademie svizzere delle scienze. Creare maggiore informazione attorno alle professioni, come accade ad esempio in occasione della giornata "Nuovo futuro", ha poi in particolare l'obiettivo di eliminare tutti gli stereotipi di genere della formazione professionale.</p><p>Il messaggio ERI per il periodo 2025-2028 dovrebbe contribuire a riconoscere maggiore importanza a questa tematica.</p><p>Gli attori ERI dovranno quindi tenerne conto nella loro programmazione pluriennale, in particolare pianificando misure per promuovere le donne nelle professioni MINT. Per esempio, swissuniversities è stata incaricata dalla CSSU di sviluppare misure per aumentare la percentuale di docenti donne nelle scuole universitarie dall'attuale media del 25% a un minimo del 35% entro il 2028. Nell'ambito della formazione professionale la Confederazione continua a sostenere i Cantoni, le oml e terzi nei loro progetti di parità di genere. Definire il contenuto della formazione e garantire che l'economia disponga dei professionisti di cui ha bisogno è responsabilità delle oml che, a questo proposito, si rivolgono spesso specificamente alle giovani donne nelle loro operazioni di marketing. L'associazione ICT Formazione professionale Svizzera ha per esempio sostenuto la campagna "IT-dreamjobs", pensata appositamente per un target di giovani donne.</p><p>L'analisi della parità dei generi, anche a livello MINT, è una costante del monitoraggio della formazione effettuato dalla Confederazione e dai Cantoni. Ciò permette alle autorità politiche di poter sempre fare riferimento ai dati e alle conoscenze scientifiche più recenti nella gestione del sistema formativo svizzero. Le ultime cifre dell'Ufficio federale di statistica (UST) dimostrano che tra il 2009 e il 2020 il numero di nuove iscrizioni femminili alle discipline MINT nelle scuole universitarie professionali e nelle università svizzere è aumentato del 65% (da 2921 a 4827). Per le quote maschili, l'aumento è stato del 30% (da 7714 a 9865).</p><p>Per tutti questi motivi, il Consiglio federale ritiene che la promozione delle donne nelle professioni MINT sia ampiamente garantita dagli attori della formazione nell'ambito delle rispettive competenze. Non vede quindi alcun valore aggiunto nella redazione di un rapporto.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.