<h2>SubmittedText<h2><p>Il 1° ottobre 2009 è stata lanciata l'iniziativa popolare "Sì alla medicina di famiglia". Secondo gli autori dell'iniziativa, fra pochi anni vi sarà una grave penuria di medici di famiglia. Per colmare tali lacune e mantenere gli effettivi attuali, tra sette anni saranno necessari circa 3200 nuovi medici di famiglia e tra dodici circa 4700. Queste stime non considerano l'evoluzione demografica.</p><p>Il potenziamento della medicina di famiglia e la garanzia di un'assistenza medica di base in tutto il Paese sono fattori centrali per frenare lo sviluppo dei costi nel settore sanitario: da un lato, infatti, i medici di base trattano personalmente il 90 per cento di tutti i pazienti, ciò che permette di evitare costi successivi piuttosto rilevanti; dall'altro, le spese legate alla medicina di famiglia costituiscono soltanto il 7 per cento delle uscite dell'assicurazione di base.</p><p>In considerazione di quanto esposto, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>- Quali misure propone di adottare per potenziare la medicina di famiglia e per garantire a livello di legge e di ordinanza un'assistenza medica di base in tutto il Paese?</p><p>- Come valuta la proposta di istituire un gruppo peritale misto che elabori i provvedimenti prioritari?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. È vero che si sta delineando una carenza nel settore dell'assistenza medica di base e che già oggi, per i titolari di uno studio medico individuale, è difficile trovare un successore. È evidente che la nuova generazione di medici non desidera più esercitare nelle strutture esistenti, con lunghi tempi di presenza e con le accresciute aspettative legate alla realtà professionale. Questa generazione è in cerca di nuovi modelli d'esercizio (in particolare lo studio medico collettivo). Il compito di garantire l'assistenza medica di base spetta in primo luogo ai cantoni e rientra nelle competenze conferite loro dalla legge. In questo ambito, la Confederazione dispone solo di un ridotto margine di manovra e di gestione strategica. Con la decisione del 12 giugno 2009 sulla limitazione del numero di fornitori di prestazioni ammessi a esercitare la propria attività a carico dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie, le Camere federali hanno trasmesso un segnale positivo a favore dell'assistenza medica di base. Infatti hanno esplicitamente esentato i medici di base dal fornire una prova del bisogno. Mediante lo sviluppo della legge sull'assicurazione malattie nel settore del "managed care" saranno create condizioni quadro più interessanti per i medici di base e per la messa in rete dei diversi gruppi professionali interessati. </p><p>Il Consiglio federale prende sul serio questa situazione problematica. In risposta ai postulati 07.3279 della Commissione della sicurezza sociale e della sanità CS (06.2009) e 07.3561 della Commissione della sicurezza sociale e della sanità CN (06.2009), il 27 gennaio 2010 egli ha presentato un rapporto sulla valorizzazione della medicina di famiglia. Oltre a definire con precisione il concetto di "assistenza medica di base", il rapporto analizza il profilo d'attività dei medici di base, esamina il bisogno di rinnovare la formazione e il perfezionamento, affronta la questione dell'assistenza medica di base nelle regioni periferiche e illustra la situazione del reddito dei medici di famiglia. Inoltre, in relazione alla mozione Fehr Jacqueline 08.3608, "Una strategia per combattere la mancanza di medici e promuovere la medicina di base", il Consiglio federale si è dichiarato disposto a esaminare approfonditamente la tematica dell'assistenza medica di base e a proporre misure concrete in un rapporto, previsto per la fine del 2010. </p><p>2. Dal 2006 la Conferenza svizzera delle direttrici e dei direttori cantonali della sanità CDS e la Confederazione gestiscono insieme una piattaforma, nel quadro della quale sono state proposte misure per il potenziamento dell'assistenza medica di base. I loro sforzi si sono concentrati principalmente in due gruppi di lavoro:</p><p>a. Il primo, incaricato di elaborare modelli per migliorare il perfezionamento dei futuri medici di famiglia e il finanziamento dell'assistentato svolto nello studio medico (direzione CDS, in collaborazione con l'Ufficio federale della sanità pubblica UFSP e con un gruppo di lavoro composto in maggioranza da medici di base); </p><p>b. Il secondo, incaricato di riorganizzare i servizi d'urgenza ed eventualmente di unificare il numero d'emergenza 144 (sotto la guida della CDS, in collaborazione con l'UFSP e con un gruppo di lavoro composto da medici di base, medici cantonali, FMH e associazioni mediche cantonali).</p><p>I problemi sono noti e si sta lavorando per trovarvi una soluzione. Il Consiglio federale non ritiene utile e nemmeno necessario istituire un nuovo gruppo di esperti.</p>  Risposta del Consiglio federale.