<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a valutare in un rapporto le dipendenze strategiche a lungo termine della Svizzera. In un primo passo dovrà valutate le infrastrutture, i settori e i prodotti critici per i quali la Svizzera è strategicamente dipendente, in particolare da Paesi extraeuropei. Si tratta di analizzare in particolare le dipendenze strategiche nei settori dell'energia, delle materie prime critiche, dei semiconduttori, della sanità, della fornitura di farmaci, della digitalizzazione e dell'approvvigionamento alimentare. In una seconda fase occorre identificare le opzioni d'intervento di cui la Svizzera può disporre sia autonomamente sia in cooperazione con i partner europei.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Svizzera, Paese povero di materie prime, vanta un'economia ben integrata nelle catene del valore internazionali. L'efficace sfruttamento dei mercati d'approvvigionamento e di fornitura globali è un prerequisito per il suo elevato livello di prosperità, ma è inevitabilmente fonte di dipendenze reciproche. Gestire in modo appropriato queste interdipendenze è uno dei principali compiti di economia aziendale delle imprese.</p><p>Secondo la legge sull'approvvigionamento economico del Paese (LAP), il Consiglio federale assume un ruolo sussidiario nel garantire la disponibilità di beni e servizi d'importanza vitale. Tra questi figurano le derrate alimentari, gli alimenti per animali, gli agenti terapeutici e i vettori energetici, ma anche i trasporti, la logistica, l'informazione e la comunicazione. Nel contesto della mozione Häberli-Koller del 4 maggio 2020 (20.3268 "Beni essenziali. Ridurre la dipendenza economica") il Consiglio federale sta attualmente valutando le interdipendenze specifiche della Svizzera e l'eventuale necessità di un intervento inteso a rafforzare la sicurezza di approvvigionamento di beni essenziali.</p><p>Gran parte dei settori menzionati nel postulato rientrano già in questa valutazione. Per quanto riguarda i medicinali per uso umano, il Consiglio federale ha già individuato all'inizio del 2022 la necessità di ulteriori interventi e ha incaricato un gruppo di lavoro interdisciplinare di elaborare un pacchetto di misure. Vista la situazione attuale, l'Esecutivo ha già varato diverse misure per aumentare la sicurezza di approvvigionamento anche per i vettori energetici. Tra queste figurano le prescrizioni sull'approvvigionamento e lo stoccaggio del gas da parte del settore interessato, i preparativi per la conversione degli impianti a doppia alimentazione dal gas naturale al gasolio da riscaldamento o i preparativi per lanciare degli appelli al risparmio. A lungo termine, la politica energetica e climatica mira a potenziare le energie rinnovabili nazionali, riducendo così la dipendenza dall'estero.</p><p>Per i beni che non sono d'importanza vitale spetta invece alle aziende adottare eventuali misure specifiche ritagliate su specifici prodotti o settori. Sono loro, infatti, che meglio di ogni altra entità sanno riconoscere eventuali interdipendenze strategiche e prendere misure mirate, come ad esempio un aumento delle scorte, una diversificazione delle catene di approvvigionamento o maggiori investimenti nella produzione propria. Un'analisi statale dei beni d'importanza strategica non terrebbe debitamente conto della situazione individuale delle circa 600 000 aziende in Svizzera, ma sarebbe inevitabilmente lacunosa. Rischierebbe inoltre di diventare presto obsoleta, vista la rapida evoluzione delle condizioni di mercato e i continui cambiamenti nelle catene di approvvigionamento internazionali.</p><p>Per quanto riguarda la gestione delle interdipendenze strategiche di beni e servizi non essenziali, il Consiglio federale punta quindi sul miglioramento delle condizioni quadro in modo da consentire a tutte le imprese di rafforzare al meglio la propria resilienza attraverso la diversificazione. Questo approccio corrisponde a uno dei nove campi d'azione della strategia di politica economica esterna pubblicata nel 2021. Per attuarlo il Consiglio federale provvederà tra l'altro a garantire e sviluppare l'accesso al mercato comunitario e la collaborazione con l'UE, a promuovere una politica commerciale di ampio respiro nel quadro dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC), ad aggiornare e ampliare la rete globale di accordi di libero scambio e, come deciso dal Parlamento, a ridurre i dazi industriali a partire dal 2024.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.