<h2>SubmittedText<h2><p>Sia i cantoni e i comuni sia l'UFM sembrano non essere in grado di far fronte alla massiccia immigrazione di richiedenti l'asilo provenienti in particolare dalla Tunisia, ma anche dalla Nigeria e dall'Eritrea. Avanzando avventate proposte di alloggio, come quella di Bettwil (AG), si cerca di rifilare ai comuni gli immigrati supplementari, senza che gli abitanti interessati abbiano voce in capitolo. Nel contempo, questi immigrati diventano sempre più esigenti e sempre più spesso si fanno notare a causa del loro comportamento renitente. Questi fatti allarmanti ci spingono a porre le seguenti domande urgenti: </p><p>1. Il Consiglio federale intende imporre l'alloggio per richiedenti l'asilo a Bettwil nonostante l'opposizione della popolazione? In caso affermativo: questa posizione corrisponde alla sua concezione di democrazia e federalismo? In caso negativo: quali alternative sta attualmente vagliando?</p><p>2. In che modo intende imporre i grandi centri di alloggio per i richiedenti l'asilo previsti nella revisione della legge sull'asilo se già questo esempio evidenzia la forte opposizione dei comuni e dei cantoni nei confronti di nuovi alloggi?</p><p>3. Concretamente, dove crede sia possibile approntare tali centri?</p><p>4. In che modo prevede di indennizzare i comuni interessati?</p><p>5. Come reagisce alle pretese sempre più esigenti dei nuovi immigrati, provenienti soprattutto dalla Tunisia?</p><p>6. Quali provvedimenti adotta per rimpatriare quanto prima tali persone? A partire da quale data si prevede di effettuare rimpatri nei Paesi del Nord Africa?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Gli eventi verificatisi in Nord Africa hanno provocato un netto aumento delle domande d'asilo in Svizzera. L'Ufficio federale della migrazione (UFM) e i cantoni devono pertanto far fronte a difficoltà di alloggiamento dei richiedenti. Per soddisfare le richieste di ulteriori posti di alloggio avanzate dai cantoni e per poter svolgere con maggiore celerità le procedure di asilo, nella primavera del 2011 la Confederazione ha preannunciato l'apertura di 2000 posti supplementari federali in alloggi militari entro la fine del 2011. In tal modo potrebbe evitare di dover trasferire i richiedenti l'asilo nei cantoni. L'UFM e il Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) hanno esaminato strutture militari appropriate disponibili e ispezionato i rispettivi alloggi militari. Tra queste si è rivelata adeguata la struttura militare di Bettwil. </p><p>1. La prevista apertura di una struttura a Bettwil suscita effettivamente resistenze da parte degli abitanti. Il Consiglio federale prende sul serio i timori della popolazione. Intende pertanto riuscire a trovare soluzioni sostenibili attraverso il dialogo tra le autorità competenti e la popolazione. Per questo motivo, a novembre 2011 il Consiglio di Stato argoviese e la capa del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) hanno deciso di istituire un gruppo di lavoro, che comprendeva anche rappresentanti del comune interessato e del comitato dei cittadini. Il gruppo di lavoro, nel frattempo sciolto, si proponeva di trovare una soluzione unanimemente accettata e conforme alle basi legali. La Confederazione sta valutando se è possibile presentare un progetto realizzabile. </p><p>2./3. I compiti risultanti nel settore dell'asilo sono compiti comuni che presuppongono una stretta collaborazione tra la Confederazione e i cantoni. Come già indicato nella risposta del Consiglio federale alla mozione 11.3732, Ristrutturazione del settore dell'asilo per evitare il caos, per attuare con successo la prevista ristrutturazione del settore dell'asilo conformemente al rapporto del DFGP sulle misure di accelerazione nel settore dell'asilo occorre coinvolgere sin dall'inizio i cantoni nei lavori. In particolare per quanto attiene alla ripartizione dei compiti e all'alloggio occorre affrontare diverse questioni da discutere con i cantoni per individuare insieme soluzioni appropriate. I grandi centri di alloggio e procedura illustrati nel rapporto costituiscono soltanto una delle possibili varianti al vaglio. Siccome la ristrutturazione presuppone modifiche di legge, anche le Camere federali avranno l'occasione di trattare le proposte avanzate.</p><p>4. Il progetto sopra abbozzato di realizzazione della ristrutturazione del settore dell'asilo prevede l'esame di modelli di compensazione per i cantoni e i comuni in cui avranno sede i centri. È importante che gli attori interessati e in particolare i cantoni siano coinvolti anche al momento di definire le possibili compensazioni. Eventuali compensazioni o indennizzi saranno definiti concretamente soltanto nell'ambito dei lavori in corso inerenti al progetto. </p><p>5. Nei confronti dei migranti con un comportamento problematico o delinquenziale, è possibile adottare provvedimenti ordinari di competenza dei cantoni, in particolare il perseguimento penale o le misure coercitive previste dal diritto in materia di stranieri (p. es. il divieto di entrare in una determinata zona). L'UFM tratta inoltre prioritariamente le domande d'asilo presentate da richiedenti che costituiscono un problema per la sicurezza e l'ordine pubblico. Ha inoltre adottato provvedimenti tesi a prevenire tali atti e ad accrescere il senso di sicurezza della popolazione, rafforzando l'assistenza ai richiedenti l'asilo, aumentando i lavori di pubblica utilità e i programmi occupazionali, creando una struttura diurna nei centri di registrazione e di procedura (CRP) per diminuire il tasso di affollamento e potenziando le pattuglie dei fornitori di servizi di sicurezza (numero, durata e raggio d'azione).</p><p>6. L'UFM ha deciso già da marzo di trattare prioritariamente, in funzione delle capacità disponibili, le domande d'asilo presentate da persone provenienti dal Nord Africa (Tunisia, Algeria, Marocco, Egitto) per motivi economici o che manifestamente non adempiono le condizioni legali per ottenere lo statuto di rifugiato. In tal modo questi migranti ottengono un segnale chiaro e immediato quanto all'esito della loro procedura e al loro obbligo di lasciare il territorio svizzero. Quanto all'esecuzione degli allontanamenti verso la Tunisia, a dicembre 2011 un volo speciale è stato effettuato per la prima volta dopo l'inizio delle rivolte. Inoltre, nel 2011 numerosi cittadini tunisini hanno approfittato dell'offerta dell'aiuto al ritorno. 221 persone sono già ritornate in patria nell'ambito del programma di aiuto al ritorno nei CRP.</p><p>D'altronde, Eduard Gnesa, ambasciatore straordinario incaricato della cooperazione internazionale in materia di migrazione, è stato incaricato di intensificare il dialogo migratorio e la cooperazione operativa della Svizzera con la Tunisia e l'Algeria e, in particolare, di migliorare la situazione nell'ambito dei rimpatri verso questi due Paesi. Va infine segnalato che sono stati recentemente intavolati negoziati esplorativi con le autorità tunisine in merito a un eventuale accordo migratorio che integri la riammissione. </p>  Risposta del Consiglio federale.