<h2>SubmittedText<h2><p>A fine gennaio 2008, l'Ufficio federale dell'agricoltura ha autorizzato l'impiego, in zone circoscritte e per un periodo di tempo limitato, della streptomicina, un antibiotico, nella lotta contro il fuoco batterico. L'UFAG ha previsto un'attività di monitoraggio volta ad appurare l'eventuale formazione di resistenza alla streptomicina in diversi organismi e le modalità di diffusione della streptomicina nell'ambiente. L'utilizzo di antibiotici nella lotta contro il fuoco batterico non è da considerarsi problematico soltanto per le temibili resistenze; la streptomicina non agisce unicamente sul batterio di questa malattia, bensì attacca anche batteri utili presenti nell'ambiente. Le informazioni sulla degradazione degli antibiotici nell'ambiente e sull'effetto dei prodotti risultanti da tale processo sono ancora poche. Alla luce dei numerosi interrogativi che sorgono in merito a questo metodo di lotta, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1.  È possibile che residui di antibiotici e batteri resistenti agli antibiotici finiscano su mele o pere e vengano quindi assunti dai consumatori?</p><p>2.  Sulla frutta vengono già riscontrati germi resistenti? Come agisce la streptomicina in questi casi?</p><p>3.  Il monitoraggio verte sull'intero processo di produzione, dalla fioritura al prodotto finito?</p><p>4.  Nell'attività di monitoraggio sono presi in considerazione anche frutteti nei quali non vengono impiegati antibiotici?</p><p>5.  Nel piano di monitoraggio rientrano pure la corretta applicazione del prodotto e la notifica di applicazioni errate?</p><p>6.  Oltre alle resistenze alla streptomicina vengono studiate anche resistenze incrociate ad altri antibiotici?</p><p>7.  L'impiego di streptomicina può essere all'origine di variazioni nella virulenza del fuoco batterico? Nel monitoraggio viene considerato anche questo aspetto?</p><p>8.  Il monitoraggio verte anche sulle resistenze agli antibiotici / alla streptomicina osservate in altre colture (piante foraggiere, orticole)?</p><p>9.  L'eventuale diffusione attraverso gli insetti è oggetto di studio?</p><p>10. Qual è il rischio che la streptomicina venga utilizzata illegalmente, durante e dopo il periodo autorizzato?</p><p>11. I controlli sul miele e su altri prodotti apistici che vengono consumati (polline) potranno essere effettuati in tutti i cantoni? Permetteranno anche di stabilire se il prodotto è stato impiegato illegalmente?</p><p>12. Durante i trattamenti a base di streptomicina i frutticoltori potrebbero essere direttamente esposti all'antibiotico (errata manipolazione, incidente). Simili casi dovranno venir annunciati? L'eventuale formazione di resistenze agli antibiotici nella flora intestinale dei frutticoltori esposti sarà oggetto d'esame nel quadro del monitoraggio?</p><p>13. I dati del monitoraggio saranno pubblicati in modo da poter essere accessibili anche ad altri ricercatori?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel quadro della procedura di omologazione della streptomicina per la lotta contro il fuoco batterico, sulla scorta delle conoscenze scientifiche attuali il rischio per la salute umana correlato allo sviluppo di ulteriori resistenze agli antibiotici è stato ritenuto esiguo. Nonostante ciò, le stazioni di ricerca Agroscope Changins-Wädenswil e Agroscope Reckenholz-Tänikon sono state incaricate di monitorare lo sviluppo di resistenze agli antibiotici. Alle domande poste il Consiglio federale risponde come segue:</p><p>1. Se l'antibiotico viene utilizzato conformemente alle prescrizioni, è escluso il riscontro di residui sulla frutta, poiché i trattamenti vengono effettuati soltanto durante la fioritura e il principio attivo si degrada rapidamente. Nel corso delle analisi sulla presenza di residui effettuate su vasta scala negli Stati Uniti, dove la streptomicina è utilizzata più frequentemente rispetto a quanto previsto in Svizzera, non sono stati riscontrati campioni positivi.</p><p>2. In natura la resistenza agli antibiotici è molto diffusa. Germi resistenti sono presenti naturalmente nel suolo e sulle parti superficiali delle piante anche in habitat nei quali non sono mai stati effettuati trattamenti con antibiotici. A prescindere dall'uso di antibiotici non è quindi possibile escludere il riscontro di batteri resistenti sulla frutta. </p><p>Di regola la resistenza agli antibiotici si sviluppa in un contesto di trattamenti intensivi (più di sette applicazioni l'anno). In Svizzera sono autorizzati al massimo tre trattamenti.</p><p>3. Il piano di monitoraggio di Agroscope prevede analisi molecolari della popolazione (vasta gamma di diverse specie di batteri) su fiori e frutti, prima e dopo l'impiego di streptomicina nonché al momento del raccolto. Sono pure previsti il prelievo e l'analisi di campioni di suolo prima e dopo i trattamenti a base di streptomicina.</p><p>Parallelamente a ciò verrà rilevata la resistenza del batterio del fuoco batterico alla streptomicina sull'arco dell'intera stagione.</p><p>4. Il piano di monitoraggio di Agroscope prevede esperimenti in pieno campo da effettuarsi in diversi siti nelle regioni colpite dal fuoco batterico. È previsto un confronto fra le seguenti procedure: impiego di streptomicina, impiego di un prodotto alternativo rilevante per la pratica (p. es. Blossom protect) e superfici non trattate.</p><p>5. Il controllo in merito all'applicazione viene attuato dai cantoni.</p><p>6. Da uno studio svolto nell'America settentrionale è emerso che la resistenza alla streptomicina non comporta una resistenza incrociata alla tetraciclina (un altro antibiotico utilizzato nella lotta contro il fuoco batterico). Nel caso dell'Erwinia amylovora generalmente l'informazione genetica relativa alla resistenza alla streptomicina non è trasmissibile e non è associata a un gene responsabile di una resistenza multipla. Quest'anno si è previsto di concentrare l'attività di monitoraggio sulle resistenze alla streptomicina.</p><p>7. Nella letteratura non vi sono indicazioni in merito a variazioni nella virulenza del patogeno riconducibili all'impiego di streptomicina. Anche dagli esperimenti svolti da Agroscope sull'Erwinia amylovora con resistenza ad altri antibiotici non è emersa una maggiore virulenza. È ovvio che in caso di spinta selettiva (trattamento a base di streptomicina) le popolazioni resistenti si sviluppano meglio di quelle non resistenti. Considerata la spinta selettiva minore a causa del basso numero di trattamenti (cfr. il punto 2), nel piano di monitoraggio di Agroscope non sono previsti studi sulla virulenza.</p><p>8. Il piano di monitoraggio di Agroscope si concentra sulle particelle riservate alla frutticoltura. Si può quindi dedurre che su queste particelle vi sarà la più alta probabilità di sviluppo di resistenze. Non è previsto un controllo analogo su altre colture.</p><p>9. La problematica di una possibile contaminazione del miele in caso d'impiego di streptomicina nel periodo della fioritura è nota. Le analisi dei residui presenti nel miele proveniente da apiari situati in prossimità delle particelle trattate forniranno indicazioni più precise in merito alla valenza della diffusione attraverso gli insetti impollinatori.</p><p>10. Il controllo relativo all'applicazione viene attuato dai cantoni. Le condizioni inerenti all'acquisto del prodotto (acquisto possibile soltanto con una licenza approvata) nonché la notifica obbligatoria del trattamento eseguito e del quantitativo utilizzato consentono di ridurre massicciamente il rischio di applicazioni illegali.</p><p>11. Un controllo a tappeto del miele è previsto soltanto nelle regioni in cui viene impiegata la streptomicina. Spetta ai cantoni controllare per campionatura il miele proveniente dalle altre regioni onde stabilire se è rispettata la legislazione sulle derrate alimentari. Il rischio di applicazioni illegali di streptomicina dovrebbe tuttavia essere esiguo (cfr. il punto 10).</p><p>12. Nella decisione generale sull'omologazione della streptomicina per la lotta contro il fuoco batterico sono elencate chiaramente le misure precauzionali cui attenersi durante l'irrorazione del prodotto. L'applicazione di questi provvedimenti consente di ridurre al minimo eventuali rischi, ragion per cui non è previsto alcun monitoraggio degli utilizzatori e delle rispettive famiglie. Conformemente alle indicazioni riportate sull'imballaggio, in caso di incidente o di contatto con il prodotto si raccomanda di consultare immediatamente un medico che potrà adottare i provvedimenti del caso.</p><p>13. Irisultati del piano di monitoraggio saranno pubblicati da Agroscope.</p>  Risposta del Consiglio federale.