<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Per prevenire qualsiasi malinteso in un ambito così complesso come quello </p><p>dell'eutanasia, il Consiglio federale ritiene che sia assolutamente necessario partire da </p><p>chiare definizioni. Nel rapporto del marzo 1999 del gruppo di lavoro "Eutanasia", i termini </p><p>sono infatti definiti in modo molto chiaro. Ecco le definizioni: </p><p></p><p>eutanasia attiva diretta: omicidio intenzionale allo scopo di porre fine a sofferenze </p><p>insopportabili di una persona. Questa fattispecie è attualmente punita giusta gli articoli </p><p>111 CP (omicidio intenzionale), 114 CP (omicidio su richiesta della vittima) o 113 CP </p><p>(omicidio passionale); </p><p></p><p>eutanasia attiva indiretta: questa fattispecie si configura quando, per porre fine a </p><p>sofferenze, vengono somministrate sostanze i cui effetti secondari possono ridurre la </p><p>durata della sopravvivenza. Siffatta forma d'eutanasia non è espressamente disciplinata </p><p>nel Codice penale vigente, tuttavia le direttive in materia di eutanasia dell'Accademia </p><p>svizzera delle scienze mediche (direttive dell'ASSM) ritengono ammissibile questa forma </p><p>d'eutanasia; </p><p></p><p>eutanasia passiva: rinuncia a mettere in atto o non più continuare i provvedimenti </p><p>necessari per mantenere in vita un essere umano. Anche questa forma di eutanasia non </p><p>è disciplinata esplicitamente nella legge, ma è ritenuta ammissibile; i relativi criteri di </p><p>giudizio sono espressi nelle direttive dell'ASSM; </p><p></p><p>da dette forme di eutanasia va distinta l'assistenza al suicidio (art. 115 CP). Secondo </p><p>tale norma è punito chi "per motivi egoistici" presta assistenza al suicidio (p.es. </p><p>procurando una sostanza mortale) o istiga alcuno al suicidio. Il che significa e contrario </p><p>che l'assistenza al suicidio non è punibile qualora manchi il movente egoistico. </p><p></p><p>2. Il Consiglio federale prende molto sul serio le preoccupazioni e gli interessi dei cittadini. </p><p>Nel presente caso si tratta però di un settore che è in primo luogo di competenza dei </p><p>Cantoni. In quanto responsabile delle istituzioni di salute pubblica, la Città di Zurigo è </p><p>autorizzata a emanare regolamenti sui suoi ospedali, sulle sue case di cura e sulle sue </p><p>case per anziani. Ha però anche l'obbligo di tutelare la vita dei pazienti. D'altra parte è </p><p>incontestato che il singolo è libero di decidere del modo e del momento di porre fine alla </p><p>propria vita. Tale diritto gli deriva implicitamente dalla Costituzione federale, </p><p>segnatamente dagli articoli 10 (diritto alla vita e alla libertà personale) e 7 (dignità </p><p>umana). L'esercizio di tale diritto a disporre della propria morte presuppone la capacità di </p><p>discernimento. Il diritto alla vita obbliga lo Stato a garantire che una persona non sia </p><p>istigata al suicidio contro la sua volontà, ma che l'atto corrisponda alla libera volontà </p><p>dell'interessato. Ciò è garantito dalla regolamentazione della Città di Zurigo. Se vi sono </p><p>dubbi sulla capacità di discernimento, se si presumono pressioni da parte di terzi </p><p>sull'interessato o se altre misure di protezione appaiono indicate, occorre procedere a </p><p>chiarimenti. Nel caso di malati psichici, il suicidio con l'aiuto di organizzazioni di </p><p>assistenza al suicidio è escluso in ogni caso. </p><p></p><p>3. A queste condizioni non si può assolutamente parlare di una preoccupante inosservanza </p><p>dell'odierna legislazione. È ovvio che l'inosservanza delle pertinenti norme di diritto </p><p>penale va perseguita e punita. Tale compito spetta all'autorità giudiziaria. L'istigazione e </p><p>l'aiuto al suicidio non sono punibili se l'autore agisce senza movente egoistico. Per contro </p><p>l'eutanasia attiva diretta ai sensi dell'articolo 111 segg. CP è punibile.</p>  Risposta del Consiglio federale.