<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale vuole mantenere l'attuale sistema dei tre pilastri della previdenza svizzera per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità. Ritiene anche che non vi siano motivi per procedere, a causa dell'andamento attuale del mercato borsistico, ad un rafforzamento degli elementi di ripartizione nell'ambito della previdenza per la vecchiaia.</p><p></p><p>Il rapporto del Dipartimento federale dell'interno concernente la struttura attuale e l'evoluzione futura della concezione svizzera dei tre pilastri della previdenza per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità, pubblicato nell'ottobre del 1995, era giunto alla conclusione che collegando il sistema di ripartizione degli oneri (primo pilastro) e la capitalizzazione (secondo e terzo pilastro) si potevano ripartire in modo ottimale i rischi e i vantaggi esistenti nei due sistemi di finanziamento. Questa considerazione rimane valida. Mentre il sistema di ripartizione degli oneri è del tutto indipendente dall'evoluzione degli interessi, dalla situazione in borsa e dal rincaro, la capitalizzazione resiste meglio alle conseguenze dell'invecchiamento della popolazione, anche se ne subisce l'influenza, come risulta dalla discussione sulla riduzione del tasso di conversione.</p><p></p><p>Nell'ambito della 9a revisione dell'AVS, in considerazione tra l'altro dell'aumento del numero di beneficiari di rendite rispetto a quello di chi versa contributi, è stato introdotto l'adeguamento delle rendite secondo l'indice misto, composto in ugual misura dall'indice dei prezzi e da quello dei salari. Un adeguamento delle rendite secondo l'indice dei salari graverebbe maggiormente la generazione attiva e, considerando l'evoluzione demografica, potrebbe portare ad un conflitto di ripartizione degli oneri tra le generazioni. Durante i dibattiti sull'11a revisione dell'AVS il Consiglio nazionale ha riesaminato, in quanto prima Camera, l'adeguamento delle rendite nell'AVS/AI e deciso di mantenere l'indice misto.</p><p></p><p>L'attuale spostamento dal primo al secondo pilastro nell'ambito della previdenza per la vecchiaia è da ricondurre in primo luogo allo sviluppo del regime obbligatorio del secondo pilastro. L'indice misto non vi ha un'incidenza così marcata in quanto svolge un ruolo centrale non solo per quanto riguarda l'adeguamento delle rendite dell'AVS/AI. Stando alla prassi vigente, anche il salario coordinato massimo del regime obbligatorio del secondo pilastro viene adattato secondo l'indice misto, e non secondo l'indice dei salari. Inoltre, nel quadro del programma di ricerca sul futuro della previdenza per la vecchiaia a lungo termine e in considerazione dello sviluppo del secondo pilastro, si è affrontato il problema di quali quote di reddito saranno previste dai vari pilastri per le diverse fasce della popolazione. </p><p></p><p>Per quanto attiene all'andamento attuale del mercato borsistico occorre tenere presente che il crollo delle quotazioni in borsa è stato preceduto da molti anni caratterizzati da affari eccellenti. L'evoluzione economica è, secondo natura, esposta a fluttuazioni, che sono maggiormente percettibili in borsa. Reagire puntualmente spostando ogni volta l'equilibrio tra i vari pilastri sarebbe pertanto problematico. </p><p></p><p>Riguardo alla capitalizzazione la riduzione del risparmio privato potrebbe essere compensata approssimativamente con la costituzione del capitale di copertura nell'ambito della previdenza professionale. In Svizzera vi è da parecchi anni un'elevata quota di risparmio, che costituisce di per sé un presupposto per gli investimenti e per un'ulteriore crescita. Non sorprende quindi che la tendenza al risparmio delle economie domestiche sia relativamente elevata anche in periodi di bassa congiuntura.</p><p></p><p>Se, inoltre, si considera che dal febbraio del 1994 l'aumento dell'indice nazionale dei prezzi al consumo rimane inferiore al 2 per cento, si chiarisce il fatto che anche con investimenti prudenti l'interesse reale determinante per gli assicurati raggiunge il 2 per cento circa e che, se l'inflazione rimane bassa, si può raggiungere l'obiettivo reale in materia di prestazioni anche con un tasso d'interesse nominale più basso rispetto a quello attuale del 4 per cento. Non mancano quindi le possibilità d'investimento.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.