<h2>SubmittedText<h2><p>Si hanno indicazioni sull'intenzione di sopprimere, a partire dal prossimo anno, i controlli sanitari e schermografici, ai quali sono in particolare sottoposte le persone che richiedono l'asilo.</p><p>Questa intenzione solleva comprensibili interrogativi e inquietudini soprattutto tra il personale, che avanza timori in relazione segnatamente al pericolo di contagio della tubercolosi.</p><p>Chiedo perciò:</p><p>1. se questo orientamento è suffragato da dati epidemiologici inoppugnabili;</p><p>2. se la rinuncia a controlli sistematici sarà bilanciata da altre modalità di prevenzione dei rischi di contagio di malattie infettive;</p><p>3. se non si corre il rischio di subordinare la protezione della salute a considerazioni prevalentemente finanziarie;</p><p>4. se è già stato coinvolto il personale interessato o in che modo si intende farlo;</p><p>5. come sarà assicurata la protezione della salute del personale operante nel settore dell'asilo;</p><p>6. se il nuovo orientamento costringerà i cantoni ad assumere compiti sostitutivi di controllo e di prevenzione.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La decisione si fonda su una disponibilità di dati sufficiente ed è sostenuta da esperti dell'Unione internazionale contro la tubercolosi e le malattie respiratorie. Mediante esami radiografici di routine si può stabilire in anticipo la diagnosi, con un guadagno di tempo da uno a tre mesi, e iniziare prima la terapia. Grazie alle radiografie è però possibile evitare soltanto tre casi di tubercolosi in più su 10 000 richiedenti l'asilo. I casi di tubercolosi si manifestano principalmente nelle persone che abitano per lungo tempo insieme a richiedenti l'asilo. Ma visto che per il personale il contatto con i richiedenti l'asilo è relativamente breve, il rischio è tanto esiguo da non essere misurabile. Per questi motivi si è rinunciato a uno screening radiografico regolare. Se è innegabile che la tubercolosi è una malattia trasmissibile, è anche vero che è solo lievemente contagiosa. A tutt'oggi è per lo più facilmente curabile senza ulteriori conseguenze.</p><p>2. I richiedenti l'asilo sono tuttavia sottoposti a un esame sistematico, che però si svolge in maniera più mirata: dato che di regola le persone affette da tubercolosi contagiosa sono manifestamente ammalate, invece di sottoporre all'esame radiografico di routine tutti i richiedenti l'asilo, uno specialista sanitario con esperienza le interroga in merito ai sintomi della malattia. Il colloquio avviene nelle lingue dei richiedenti e con un supporto audiovisivo. In caso di presenza di sintomi della tubercolosi viene effettuato un esame medico mirato.</p><p>3. Il nuovo sistema comporta notevoli risparmi per la Confederazione, senza ripercussioni negative degne di nota sulla salute. Già oggi solo un quarto di tutti i casi di tubercolosi riscontrati nel settore dell'asilo è diagnosticato in occasione dell'esame sanitario alla frontiera. Per gli altri tre quarti delle persone affette dalla malattia è determinante l'accesso alla diagnosi e alle cure del sistema sanitario.</p><p>4. Da tanti anni il personale interessato è tenuto costantemente informato da specialisti della Lega polmonare svizzera in merito alla lievità del rischio di contrarre la tubercolosi. È offerto un test annuale per curare eventuali infezioni prima che insorga una vera patologia. Questa possibilità è poco sfruttata. Il personale dei centri d'accoglienza della Confederazione ne sarà informato in dettaglio da specialisti nell'autunno 2005. In quell'occasione sarà pure ribadita la lievità del rischio e saranno spiegate le possibilità terapeutiche esistenti, le quali possono consistere in misure precauzionali che, seppure semplicissime, si rivelano ampiamente sufficienti.</p><p>5. La salute del personale è garantita mediante l'interrogazione mirata dei richiedenti l'asilo nella loro lingua, una valutazione specialistica e un accertamento medico in caso di sospetto. In tal modo la maggior parte dei casi di tubercolosi contagiosa viene rilevata tempestivamente. È mantenuta l'offerta di un test per il personale.</p><p>6. Altre misure di più ampia portata da adottare nei cantoni non sono necessarie. È tuttavia importante che, anche in futuro, in caso di necessità sia mantenuta la possibilità, per i richiedenti l'asilo, di farsi visitare da un medico. Sostituire la consultazione medica con delle radiografie significherebbe optare per una soluzione nettamente meno efficace.</p>  Risposta del Consiglio federale.