<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'aviazione è un vettore pubblico che a livello internazionale sta vivendo una forte espansione. Tale evoluzione da un lato sottolinea la crescente importanza di questo modo di trasporto a livello economico e all'interno della società e dall'altro solleva sempre maggiori riserve in merito al relativo impatto ambientale. Il Consiglio federale condivide le preoccupazioni dell'autrice della mozione e s'impegna perciò a promuovere una politica aeronautica sostenibile.</p><p>Contrariamente alla ferrovia e alla strada, che formano delle linee continue, l'infrastruttura aeronautica si concentra su singoli punti. Ciò significa che i perimetri degli aeroporti sono esposti a un forte inquinamento fonico, ma che i valori rilevati complessivamente nel settore sono inferiori a quelli registrati lungo i tratti stradali e ferroviari. In totale soltanto l'1 percento della popolazione svizzera è esposta a rumori eccessivi causati dal traffico aereo, mentre le strade disturbano il 25 percento e la ferrovia il 4 percento della popolazione.</p><p>Le decisioni nel quadro della politica aeronautica devono tenere conto dell'interdipendenza del traffico aereo a livello internazionale. Un'iniziativa sostenuta da un solo Stato difficilmente può rivelarsi efficace in questo settore.</p><p>Nell'ambito della sua partecipazione a organismi internazionali la Svizzera ha già diverse volte avanzato o sostenuto proposte volte a ridurre l'inquinamento ambientale nel traffico aereo. Le imprese svizzere attive nel settore, gli aerodromi, le compagnie aeree e le autorità elvetiche sono conosciuti a livello internazionale per la loro politica ambientale progressista e realistica. Visto che i provvedimenti adottati dalla Svizzera intendono chiaramente ridurre l'inquinamento ambientale causato dal traffico aereo, in modo che quest'ultimo trovi il consenso presso l'opinione pubblica, essi servono spesso da base per direttive o norme internazionali. </p><p>Il Consiglio federale si esprime come segue in merito alle singole possibilità illustrate dall'autrice della mozione:</p><p>1. La Svezia e la Svizzera sono gli unici Paesi al mondo che hanno introdotto tasse calcolate in base alle emissioni di sostanze nocive. In teoria la Svizzera potrebbe aumentarle in modo sostanziale. Le tasse aeroportuali già riscosse in funzione delle emissioni (rumore e sostanze nocive) vengono esaminate periodicamente e adeguate alle nuove condizioni. Tali misure si ripercuotono tuttavia quasi esclusivamente sulle imprese locali, visto che le altre compagnie aeree utilizzano gli scali svizzeri soltanto per una piccola parte dei loro movimenti aerei. Sotto il profilo ambientale, l'efficacia di questi provvedimenti dipende in primo luogo dalla loro diffusione e meno dall'ammontare delle tasse applicate in singoli aeroporti. Rientra pertanto nel piano relativo alla tassazione in funzione delle emissioni promuovere tale modello a livello internazionale e incentivare gli esercenti di aerodromi all'estero ad adottare anch'essi questo sistema. </p><p>2. In Svizzera il carburante utilizzato per i voli interni viene già tassato. Il traffico di linea è dunque leggermente svantaggiato in confronto ai mezzi di trasporto terrestri, ai quali vengono restituiti i dazi. E' tuttavia improbabile che tali tasse influenzino la scelta del mezzo di trasporto. Secondo uno studio recente1 i viaggiatori preferiscono la ferrovia per spostarsi da un grande centro all'altro se i tempi di percorrenza sono pari o inferiori a tre ore. Laddove vi sono alternative valide, la scelta del mezzo di trasporto, in particolare per i viaggi d'affari, dipende in primo luogo dai tempi di percorrenza e soltanto in secondo luogo dalla distanza e dal prezzo.</p><p>Per quanto concerne l'imposta sul valore aggiunto (IVA) il traffico aereo è leggermente vantaggiato rispetto alla ferrovia. Mentre l'IVA viene riscossa soltanto per i voli interni e non per i voli attraverso la Svizzera diretti all'estero, la ferrovia si vede tassata tutti i tratti elvetici. I biglietti ferroviari per i tratti esteri venduti in Svizzera sono anch'essi esonerati dal pagamento dell'IVA. </p><p>3. I rappresentanti svizzeri in seno alle organizzazioni aeronautiche europee ed internazionali già s'impegnano a promuovere su larga scala l'introduzione di strumenti di mercato nel settore. Anche i delegati dell'UFAC alle assemblee plenarie dell'OACI (Organizzazione dell'aviazione civile internazionale), che hanno avuto luogo a Montreal nel 1995 e nel 1998, hanno avanzato proposte concrete volte ad introdurre a livello mondiale una tassa sul carburante. In occasione della conferenza della CEE/ONU sui trasporti e l'ambiente, svoltasi a Vienna nel novembre 1997, la Svizzera ha inoltre lanciato un'iniziativa in questo senso. Per di più, va osservato che in seno all'OACI il nostro Paese si adopera costantemente affinché i valori limite d'emissione dei velivoli vengano adeguati alle nuove evoluzioni tecniche. L'esempio della Norvegia, in particolare, ha mostrato che solo una procedura coordinata a livello internazionale, secondo gli attuali accordi, può portare al successo. Il Paese in questione ha dovuto infatti ritirare la tassa sul carburante applicata ai voli internazionali pochi giorni dopo la sua introduzione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.