<h2>SubmittedText<h2><p>Il parco immobiliare consuma circa 100 TWh, ciò corrisponde a circa il 45 per cento del consumo finale di energia in Svizzera. Esso è anche responsabile di quasi un terzo delle emissioni di CO2 sul nostro territorio. Migliorare gli edifici a livello energetico in Svizzera con un isolante termico o con pannelli fotovoltaici rappresenta una priorità per la Confederazione e un obiettivo auspicabile per il clima.</p><p>Tuttavia, una cospicua parte degli edifici da risanare sono di proprietà di privati che dovrebbero essere maggiormente sollecitati ad attuare le misure necessarie.</p><p>Il Consiglio federale può spiegare in modo conciso se ritiene opportuno ed efficace introdurre sul piano federale i seguenti strumenti fiscali:</p><p>- uniformare su scala nazionale e consentire di riportare le deduzioni per il risanamento energetico su un periodo di cinque anni;</p><p>- prevedere una deduzione supplementare per gli investimenti energetici applicando un coefficiente pari a 1,5;</p><p>- vietare la nuova stima del valore degli edifici da parte delle autorità fiscali a seguito di un risanamento energetico al fine di evitare che le riattazioni degli edifici comportino un aumento del valore locativo, dell'imposizione della sostanza e dell'imposta fondiaria.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Dall'introduzione della legge federale sull'imposta federale diretta (art. 32 cpv. 2 secondo periodo LIFD; RS 642.11) e della legge sull'armonizzazione delle imposte dirette dei Cantoni e dei Comuni (art. 9 cpv. 3 lett. a LAID; RS 642.14), possono essere dedotte fiscalmente le spese per gli investimenti in edifici esistenti del patrimonio privato destinati al risparmio di energia e alla protezione dell'ambiente. Nel corso del tempo queste deduzioni sono state estese, in particolare autorizzando il riporto della deduzione nel quadro del primo pacchetto di misure concernenti l'applicazione della strategia energetica 2050 (art. 32 cpv. 2bis LIFD / art. 9 cpv. 3bis LAID). Nel quadro del suo progetto da porre in consultazione concernente la modifica della legge federale sull'energia (LEne; RS 730.0), il Consiglio federale ha proposto, nel primo trimestre di quest'anno, nuovi incentivi fiscali nel settore degli edifici. In futuro, i costi di installazione degli impianti solari sulle nuove costruzioni potranno essere dedotti dal reddito imponibile.</p><p>Le tre misure aggiuntive proposte dall'interpellante possono essere valutate come segue:</p><p>1. estensione del riporto della deduzione per una durata massima di cinque anni. Allo stato attuale, il diritto vigente prevede già il riporto della deduzione per tre anni. Un'estensione a cinque anni non avrebbe quasi alcuna rilevanza ai fini pratici;</p><p>2. applicazione di un fattore di moltiplicazione nel corso di un investimento energetico. Se sulla base di investimenti energetici venisse ammessa una deduzione del 150 per cento dei costi effettivi (ad es. 150 000 franchi anziché 100 000 franchi), secondo l'Esecutivo ciò avrebbe effetti distributivi indesiderati: più elevate risultano le deduzioni per gli investimenti destinati al risparmio energetico, più i contribuenti con un reddito elevato ne beneficerebbero già oggi a causa della progressività delle imposte. Questo effetto si intensificherebbe con un fattore di moltiplicazione.</p><p>Aumenterebbero anche gli effetti di trascinamento. Ciò è dovuto in particolare al fatto che le misure energetiche non devono soddisfare alcuno standard di qualità in particolare per poter legittimare a una deduzione fiscale;</p><p>3. rinuncia a una nuova valutazione del valore per l'imposta sulla sostanza dopo un risanamento energetico. In definitiva, queste misure fiscali genererebbero gli stessi effetti negativi relativi alle deduzioni per gli investimenti destinati al risparmio energetico nell'ambito dell'imposta sul reddito. Anche in questo caso i contribuenti con una sostanza più elevata godrebbero di maggiori privilegi. Gli effetti di trascinamento elevati rimarrebbero invariati a causa della mancanza di standard energetici elevati, per cui, dal punto di vista dell'efficienza, risulterebbe un peggioramento rispetto allo status quo.</p><p>Le misure comporterebbero minori entrate nell'ambito dell'imposta sul reddito per Confederazione, Cantoni e Comuni (misure 1 e 2) così come nell'ambito dell'imposta sulla sostanza per Cantoni e Comuni (misura 3).</p>  Risposta del Consiglio federale.