<h2>SubmittedText<h2><p>1. Per quale ragione la revisione delle tariffe di laboratorio (allegato 3 dell'ordinanza sulle prestazioni, "Elenco delle analisi con tariffa") è condotta a un ritmo tale da non lasciare, in pratica, alle persone e alle cerchie interessate il tempo per esprimere un parere approfondito?</p><p>2. Come bisogna valutare il timore avanzato da diverse parti che le nuove tariffe proposte nella revisione summenzionata provochino perdite finanziarie e qualitative ai laboratori tali da metterne in pericolo l'esistenza?</p><p>3. Come valuta il Consiglio federale l'importanza dei laboratori di piccola e media grandezza, ripartiti sull'intero territorio svizzero, per l'economia nazionale e l'offerta di prestazioni?</p><p>4. La riduzione delle tariffe mette in pericolo la sopravvivenza economica dei laboratori piccoli e medi, che attualmente assicurano nel nostro Paese una fornitura decentralizzata delle prestazioni di laboratorio (ad esempio a Sion per il Vallese). Il Consiglio federale è consapevole che questa revisione favorirà soltanto pochi laboratori situati nelle aree urbane densamente popolate? Come intende salvaguardare la decentralizzazione dei servizi di laboratorio, visto che i laboratori degli studi medici non sono redditizi?</p><p>5. Come valuta il Consiglio federale questa revisione che mette a repentaglio posti di lavoro altamente qualificati soprattutto nelle zone periferiche?</p><p>6. La diagnostica di laboratorio costituisce il 2,8 per cento dei costi della salute in Svizzera. Il Consiglio federale ritiene dunque ragionevole attuare una revisione di portata finanziaria minima (rispetto al volume totale), ma che avrà pesanti conseguenze sull'offerta delle prestazioni?</p><p>7. Quali conseguenze avrà, secondo il Consiglio federale, la revisione sui laboratori degli ospedali e degli studi medici e quindi sulla base economica stessa di ospedali e studi medici?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il 1° gennaio 2006 il Dipartimento federale dell'interno (DFI) ha disposto una diminuzione tariffale lineare delle analisi, attuata mediante un abbassamento del 10 per cento del valore del punto; da allora il valore del punto è fissato a 90 centesimi. In seguito è stato deciso di verificare le distorsioni della struttura tariffale, evidenziate anche dai diretti interessati, e di avviare una revisione completa. Nel 2006 sono state tenute le prime audizioni. Dopo essere stato posto ancora una volta su nuove basi nel 2007, il progetto di revisione è stato sottoposto alla commissione peritale competente, nella quale sono rappresentate le cerchie interessate. Successivamente, per l'adeguamento dell'ordinanza dipartimentale è stata adottata una procedura inusuale, seguita da un'indagine conoscitiva durata due mesi. Ciò è stato fatto per dare alle cerchie interessate un'ulteriore possibilità per esprimere il loro parere. In questo senso, la revisione è stata sì condotta velocemente, ma non in modo precipitoso.</p><p>2.-5./7. Secondo l'articolo 52 capoverso 1 lettera a numero 1 della legge federale del 18 marzo 1994 sull'assicurazione malattie (LAMal; RS 832.10) il DFI emana un elenco delle analisi con tariffa. Il DFI deve quindi fare in modo che le tariffe per singola prestazione, di cui all'articolo 43 LAMal, siano calcolate secondo criteri aziendali e in modo adeguato affinché sia garantita un'offerta efficiente di prestazioni analitiche nella qualità necessaria. La revisione mira a una tariffazione equilibrata e trasparente per tutte le posizioni dell'elenco delle analisi allo scopo di evitare le distorsioni riscontrate tra le analisi di base troppo care e le analisi più specifiche, probabilmente sottostimate.</p><p>Inoltre, la struttura tariffale è adeguata alla situazione attuale dei laboratori: il nuovo modello prevede un rimborso formato dalle tariffe delle analisi calcolate in base al costo di produzione e da una tassa di trattamento per le analisi inviate o una tassa di presenza per il laboratorio dello studio medico. Con questa soluzione è possibile mantenere una tariffa unitaria e, nel contempo, contenere gli effetti compensatori di una possibile crescita del volume delle prestazioni. La tariffa per i laboratori esterni, che oltre al rimborso delle analisi prevede una tassa di trattamento supplementare, dovrebbe consentire a un'azienda che lavora in modo efficiente di coprire i propri costi. La tassa di presenza dovrebbe permettere di coprire i costi leggermente più elevati delle analisi di laboratorio eseguite in uno studio medico, a condizione che l'esecuzione di queste analisi siano giustificata da un'utilità medica. Tuttavia, questa attività non dovrebbe generare un introito supplementare per i medici. Va inoltre rilevato che già adesso numerosi medici rinunciano a un proprio laboratorio di analisi. L'attuale offerta di prestazioni non è dunque messa in discussione, essendo sufficiente e qualitativamente elevata.</p><p>Poter fornire prestazioni analitiche è una necessità incontestata. Perciò l'odierna struttura dei laboratori non deve essere completamente sovvertita con la revisione. L'effetto della revisione sui singoli laboratori o gruppi di laboratori dipende, oltre che dalla scelta del nuovo sistema tariffario, anche dall'efficienza e dalla gamma delle analisi effettuate. Ad esempio, un laboratorio che non dispone di una struttura efficiente ed esegue analisi in gran parte effettuate da macchine sarà maggiormente penalizzato da una revisione di questo tipo. Non è quindi da escludere che in un prossimo futuro si assisterà a un processo di concentrazione dei laboratori tendente all'ottimizzazione delle strutture utilizzate, che tuttavia non pregiudicherà l'elevato livello qualitativo delle analisi.</p><p>Nell'ambito della verifica è emerso che le tariffe calcolate secondo le regole dell'economia aziendale consentono risparmi del 20-25 per cento, di cui la maggior parte può essere ottenuta abbassando le tariffe per la diagnostica di routine fortemente automatizzata. In effetti, negli ultimi anni le componenti tecnologiche e il grado di automatizzazione della diagnostica di laboratorio sono decisamente cambiati, rendendo possibile una riduzione dei costi di gestione. Una riduzione corrispondente delle tariffe è quindi giustificata. Ciò è avvalorato da un confronto con le tariffe in vigore in Germania e in Austria, che sono state adeguate recentemente e che ora tengono conto degli sviluppi della tecnica. Le nuove tariffe offrono inoltre ancora un margine sufficiente rispetto alle suddette tariffe estere, che sono state considerate unicamente come punto di riferimento, e tengono sufficientemente conto delle condizioni quadro vigenti in Svizzera nel campo della diagnostica di laboratorio. Considerando i costi elevati rispetto all'estero, le ripercussioni di una revisione delle tariffe, come illustrato sommariamente più sopra, sono da ritenersi tutto sommato moderate.</p><p>Per questi motivi, il Consiglio federale ritiene che la revisione non metta in pericolo la qualità dell'offerta delle prestazioni sanitarie e tenga sufficientemente conto delle condizioni quadro della diagnostica di laboratorio svizzera.</p><p>6. Uno degli obiettivi legislativi del Consiglio federale è di sfruttare il margine di manovra e le possibilità decisionali del DFI in materia di contenimento dei costi nell'assicurazione malattie. Le tariffe per le analisi attualmente in vigore risalgono agli anni 1990 e da allora hanno subito pochi adeguamenti. Con l'evoluzione tecnica e l'automatizzazione nel settore della medicina di laboratorio, cui va attribuito in parte il massiccio aumento dell'efficienza, si è creato un forte divario tra le tariffe applicate e i costi effettivi. La revisione dell'elenco delle analisi è volta ad attuare il disposto della legge - il controllo regolare dell'applicazione dei criteri dell'efficacia, dell'adeguatezza e dell'economicità - e a garantire il calcolo delle tariffe secondo le regole dell'economia aziendale. Il Consiglio federale ritiene pertanto opportuna la revisione dell'elenco della analisi.</p>  Risposta del Consiglio federale.