<h2>SubmittedText<h2><p>Nei prossimi due anni il Consiglio federale intende accogliere in Svizzera 2000 rifugiati riconosciuti dall'Alto Commissariato dell'ONU per i rifugiati (ACNUR) provenienti dalla regione di crisi siriana. È previsto di accogliere soprattutto persone fuggite nei Paesi limitrofi alla Siria. In tale contesto si pongono le domande seguenti:</p><p>a. In base a quali criteri sono scelte o selezionate queste persone?</p><p>b. Quali costi annui sono previsti per la Confederazione, i Cantoni e i Comuni?</p><p>c. La comunità internazionale e la Svizzera non dovrebbero poter decidere di aiutare i Paesi di accoglienza limitrofi della regione a far fronte alle sfide economiche e sociali causate dalla guerra invece di partecipare a programmi arbitrari di ricollocazione?</p><p>d. Durante la guerra dei Balcani sono stati soprattutto Paesi europei a far fronte alle sfide causate dalla guerra. Non dovrebbero essere principalmente i Paesi limitrofi della regione di crisi a provvedere all'accoglienza dei rifugiati, che non hanno alcuna familiarità con la nostra cultura?</p><p>e. Il Consiglio federale non condivide l'opinione secondo cui il franco svizzero può essere impiegato in maniera molto più efficace direttamente in loco?</p><p>f. Dallo scoppio della guerra civile in Siria (2011) quanto denaro è confluito alla regione di crisi sotto forma di aiuti all'estero? A che percentuale degli importi complessivi versati all'estero dalla Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) ammonta?</p><p>g. Se dovesse attenersi al progetto di accogliere profughi di guerra, il Consiglio federale è disposto perlomeno ad accogliere cristiani siriani particolarmente a rischio di essere uccisi o vittime di atti terroristici?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>a. L'Alto Commissariato dell'ONU per i rifugiati (ACNUR) propone alla Svizzera di accogliere rifugiati che adempiono i criteri per il reinsediamento da lui fissati. Si tratta in particolare di donne, bambini e anziani in pericolo, persone minacciate in ragione del loro orientamento sessuale o della loro appartenenza a un particolare gruppo, vittime di tortura, nonché disabili o persone che necessitano di un trattamento medico urgente. La Segreteria di Stato della migrazione (SEM) esamina ogni caso individualmente interrogando le persone in loco o per videoconferenza. Se il rifugiato necessita di protezione, è disposto a integrarsi e nessun elemento di sicurezza si oppone alla sua ammissione in Svizzera, la SEM accoglie la domanda dell'ACNUR.</p><p>b. Per l'aiuto sociale accordato alle persone reinsediate in Svizzera in qualità di rifugiati riconosciuti, la Confederazione applica le medesime modalità di finanziamento utilizzate per gli altri rifugiati riconosciuti. I Cantoni sono indennizzati con un importo forfettario globale medio di 1500 franchi al mese per persona.</p><p>Per l'integrazione, che rappresenta una sfida considerevole nel caso delle persone particolarmente vulnerabili, la Confederazione versa 12 000 franchi per persona, che vanno ad aggiungersi all'importo forfettario ordinario d'integrazione di 6000 franchi. La Confederazione non dispone di un conteggio globale, che includa anche le spese cantonali e comunali.</p><p>c./e./f. L'aiuto in loco e l'accoglienza di persone particolarmente vulnerabili sono misure complementari, anche se la Svizzera accorda la priorità al primo. Dallo scoppio della crisi siriana nel 2011, la Svizzera ha destinato oltre 250 milioni di franchi all'aiuto umanitario in loco, sia in Siria sia nei Paesi d'accoglienza limitrofi (Giordania, Libano, Iraq e Turchia). Gli sforzi profusi mirano non soltanto a proteggere e sostenere la popolazione in Siria e i rifugiati siriani, ma anche a rafforzare la capacità di resistenza (resilienza) delle persone in situazione di bisogno.</p><p>I contributi di base versati a organizzazioni umanitarie multilaterali e a istituzioni di soccorso svizzere non sono compresi nei 250 milioni di franchi, anche se una parte di essi confluisce indirettamente all'aiuto in Siria e nei Paesi vicini. Per esempio, i 468 milioni di franchi che la Svizzera ha versato quale Stato sede al Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) nel periodo in questione hanno permesso al CICR di coordinare le sue operazioni umanitarie a partire dalla sua sede principale a Ginevra. Sempre nel medesimo periodo, 267,3 milioni di franchi sono stati destinati a titolo di contributi non legati a fini specifici a organizzazioni umanitarie delle Nazioni Unite quali l'ACNUR. Queste organizzazioni possono utilizzare liberamente tali fondi per operazioni nel mondo intero, in particolare anche per l'aiuto in Siria. I 250 milioni di franchi rappresentano circa il 2 per cento delle spese globali della DSC (12,4 miliardi di franchi) durante il periodo dal 2011 alla fine del 2016.</p><p>d. Dallo scoppio della guerra siriana nel 2011, 650 000 rifugiati hanno cercato protezione in Giordania, 1,05 milioni in Libano e 2,7 milioni in Turchia. I Paesi limitrofi alla Siria profondono pertanto sforzi straordinari per accogliere i rifugiati. Dal canto suo, da marzo 2011 la Svizzera ha accordato l'asilo a 3654 cittadini siriani; altri 1097 hanno ottenuto l'asilo quale gruppo (reinsediamento) e 7254 sono stati ammessi provvisoriamente (situazione a fine novembre 2016). A fine novembre 2016 vivevano nel nostro Paese complessivamente 16 361 cittadini siriani.</p><p>g. La Svizzera, l'ACNUR e gli altri attori umanitari sono guidati, nel loro operato, dal principio della non discriminazione. I rifugiati sono pertanto selezionati in funzione del loro reale bisogno di protezione. A tale proposito, occorre rammentare che le persecuzioni a causa dell'appartenenza religiosa costituiscono un elemento essenziale della nozione di rifugiato. Il Consiglio federale si è già espresso a più riprese in merito alla questione, in particolare nelle risposte alle interpellanze parlamentari 15.5210 e 14.3765.</p>  Risposta del Consiglio federale.