<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di presentare un progetto che fissi contributi di mantenimento minimi per i figli che, per un motivo o l'altro, crescono con un genitore solo.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il contributo di mantenimento per i figli è disciplinato all'articolo 276 del Codice civile (CC). Secondo l'articolo 285 capoverso 1 CC, deve essere commisurato ai bisogni del figlio, alla situazione sociale e alle possibilità dei genitori, e tener conto inoltre della sostanza e dei redditi del figlio, come pure della partecipazione del genitore che non ha la custodia alle cure del figlio (DTF 135 III 66, pag. 70). </p><p>Spesso nella prassi sono fissati contributi alimentari troppo bassi, o addirittura inesistenti, perché il genitore tenuto al mantenimento, divorziato o separato, non dispone dei mezzi per versare un contributo più elevato per il figlio. Inoltre, il rispetto del minimo vitale del genitore obbligato al mantenimento impone limiti. Pertanto, la soluzione proposta nella mozione relativizzerebbe il principio dell'intangibilità del minimo vitale del debitore. Tale problematica è già stata trattata nella mozione Thanei 09.3519, "Divorzio e separazione. Per un'equa regolamentazione del mantenimento in casi di carenza", che il Consiglio federale si è detto disposto ad accogliere. Per evitare doppioni e migliorare l'efficienza, il Consiglio federale ritiene che non occorra riesaminare in questa sede la questione del contributo minimo di mantenimento.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.