<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a mettere al bando sul territorio svizzero l'organizzazione "Leggi!" e le organizzazioni che operano sotto altre denominazioni ma con le stesse finalità e di impedire per quanto possibile "azioni di reclutamento" sotto le spoglie di azioni di distribuzione del Corano nelle città svizzere o in Internet. Se questa messa al bando non fosse possibile nell'ambito della legge federale del 12 dicembre 2014 che vieta i gruppi Al-Qaïda e "Stato islamico" nonché le organizzazioni associate, dovranno essere create rapidamente le necessarie basi legali.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Al Consiglio federale è noto che gli stand informativi di "Leggi!" ("Lies!") possono essere utilizzate per avvicinare persone interessate all'Islam e per indottrinarle oppure per offrire a persone già radicalizzate una piattaforma per creare reti e contatti con individui che condividono le medesime convinzioni. Tuttavia, in linea di principio le azioni di distribuzione del Corano non costituiscono, da sole, una minaccia per la sicurezza interna o esterna della Svizzera. La libertà d'opinione e di credo così come la libertà di riunione e d'associazione sono diritti protetti dalla Costituzione federale. Una limitazione di tali diritti deve soddisfare i requisiti sanciti dalla Costituzione e in particolare deve fondarsi su una base legale, essere giustificata da un interesse pubblico o dalla protezione di diritti fondamentali altrui e rispettare il principio di proporzionalità.</p><p>Anche se sino a oggi in Svizzera non sono state constatate attività terroristiche o di estremismo violento direttamente in relazione con la campagna "Leggi!", una parte consistente dei viaggi con finalità jihadiste presunti o accertati presenta legami con "Leggi!". Attualmente, il Consiglio federale ritiene quindi probabile che la campagna "Leggi!" abbia contribuito o contribuisca alla radicalizzazione di persone o al loro reclutamento per viaggi con finalità jihadiste. Il Ministero pubblico della Confederazione ha reso noto che attualmente sta conducendo diversi procedimenti penali contro persone che hanno o hanno avuto un legame con la campagna "Leggi!". Tali procedimenti riguardano tuttavia principalmente presunti viaggi con finalità jihadiste.</p><p>Il 1° settembre 2017 entrerà in vigore la nuova legge federale sulle attività informative (LAIn), che prevede la possibilità di pronunciare un divieto di determinate organizzazioni. Per vietare, sulla base dell'articolo 74 LAIn, "Leggi!" in quanto organizzazione, attualmente mancano prove sufficienti dell'esistenza di una struttura organizzativa in Svizzera. Se tuttavia dovesse essere pronunciato un tale divieto, nel quadro dell'applicazione bisognerebbe dimostrare ogni volta che la persona interessata è membro dell'organizzazione e non ha partecipato soltanto all'attività di distribuzione del Corano.</p><p>Il Consiglio federale disporrà inoltre una revisione in tempi rapidi dell'articolo 74 capoverso 2 LAIn, la cui formulazione è poco chiara, affinché siano garantite le premesse giuridiche per emanare un divieto di determinate organizzazioni.</p><p>Il divieto di determinate attività si presta invece per vietare a singole persone la partecipazione alle azioni di "Leggi!" se a causa delle attività di tali persone sussiste una minaccia concreta per la sicurezza interna o esterna della Svizzera e se le attività sono volte direttamente o indirettamente a propugnare, appoggiare o favorire in altro modo operazioni terroristiche o di estremismo violento. Di conseguenza il SIC verifica in particolare se i casi conosciuti di viaggi con finalità jihadiste di persone aventi legami con "Leggi!" soddisfano le condizioni per un divieto di determinate attività e se del caso propone al Consiglio federale i corrispondenti divieti.</p><p>Il Consiglio federale approva e appoggia inoltre tutti gli sforzi delle autorità competenti dei Cantoni e dei Comuni volti a impedire gli stand informativi della campagna "Leggi!", in particolare rifiutando le relative autorizzazioni di polizia in virtù della legislazione cantonale. Il Consiglio federale ritiene opportuno che le autorità cantonali impieghino in modo coerente i loro strumenti per la tutela dell'ordine e della sicurezza pubblici e a tal fine mette a loro disposizione anche valutazioni delle minacce.</p><p>Per impedire o sanzionare le attività in questione, attualmente il Consiglio federale non vede alcuna necessità di creare ulteriori basi legali che vadano oltre le disposizioni legali vigenti menzionate in precedenza.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.