<h2>SubmittedText<h2><p>Secondo il rapporto TETRA, la Svizzera impedisce l'esportazione e il sostegno del terrorismo dal suo territorio. Sostiene l'estero nella prevenzione del terrorismo.</p><p>Conformemente a quanto riportato dai media svizzeri ed esteri, due cittadini svizzeri hanno contribuito in maniera determinante a mettere in piedi la cellula terroristica marocchina che ha pianificato ed eseguito l'assassinio di due turiste danesi.</p><p>Dalla sua radicalizzazione nella "Grande Mosquée du Petit-Saconnex", finanziata dall'Arabia Saudita, Kevin Zoller-Guervos, cittadino con doppio cittadinanza, svizzera e spagnola, ha partecipato ad attività terroristiche. Ad esempio, a Ginevra era in contatto con un gruppo di islamisti provenienti dall'Albania e dal Kosovo che pianificavano attacchi nei Balcani.</p><p>Una volta ottenuta una rendita AI, nel 2015 Zoller ha lasciato la Svizzera per andare a risiedere in Marocco, dove ha incontrato anche Abdessamad Ejjoud. Nello stesso periodo ha contattato l'islamista svizzero Nicholas Pfenniger, che dal canto suo era in contatto con il pluriricercato jihadista svizzero Daniel Demanget, alias Abu Ilias as-Swissri, nel frattempo incarcerato in Siria. Secondo Tamedia, nel 2016 Pfenniger ha ricevuto l'incarico di effettuare attacchi in suolo elvetico.</p><p>1. Le autorità sono al corrente che Pfenninger pianificava un attentato in Svizzera? Con quali misure hanno reagito? </p><p>2. Le autorità svizzere hanno informato quelle marocchine in merito alla pericolosità di Kevin Zoller-Guervos?</p><p>3. In caso affermativo, quando e quali autorità?</p><p>4. In caso negativo, perché no?</p><p>5. La rendita AI del terrorista Zoller-Guervos è stata versata all'estero? In caso affermativo, dove?</p><p>6. Tra il 2014 e il 2018 Zoller-Guervos ha soggiornato in Svizzera? </p><p>7. In caso affermativo, in quale Comune era residente? </p><p>8. Quali misure concrete ha adottato la Svizzera per impedire l'esportazione di attività terroristiche da parte dei tre cittadini svizzeri menzionati?</p><p>9. Perché a Kevin Zoller-Guervos, Nicolas Pfenniger e Daniel Demanget non è stato inflitto un divieto d'espatrio e ritirato il passaporto?</p><p>10. Zoller-Guervos, Pfenniger e Demanget sono stati radicalizzati nella "Grande Mosquée du Petit-Saconnex", sostenuta dall'Arabia Saudita come la "König Faisal Moschee" di Basilea. Le autorità ne sono al corrente? Con quali conseguenze?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Per motivi inerenti all'obbligo di mantenere il segreto previsto in materia di procedura penale nonché alla protezione dei dati e della personalità, il Consiglio federale non può esprimersi su casi individuali di natura operativa.</p><p>Il Consiglio federale attribuisce la priorità assoluta alla sicurezza della popolazione svizzera. Il Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) osserva attentamente la situazione ed è in contatto con le autorità partner estere. L'8 marzo 2019 il Consiglio federale ha adottato i suoi obiettivi e la strategia per il trattamento dei cittadini svizzeri recatisi all'estero per motivi terroristici. I due obiettivi prioritari del Consiglio federale sono, da un lato, proteggere la popolazione dagli attacchi terroristici e, dall'altro, non lasciare impuniti i cittadini svizzeri recatisi all'estero per motivi terroristici. Si tratta di perseguire penalmente i reati ed eseguire eventuali pene nello Stato in cui sono stati commessi fondandosi su norme internazionali. Se il perseguimento nello Stato in cui è stato commesso il reato non è possibile, la Svizzera ha la responsabilità di esigere che i suoi cittadini rispondano dei loro atti dinanzi a un tribunale non appena tornati in Svizzera o in uno Stato con cui la Svizzera può cooperare per mezzo dell'assistenza giudiziaria.</p><p>Se le persone che partecipano ad attività terroristiche arrecando grave pregiudizio agli interessi o alla buona reputazione della Svizzera hanno la doppia cittadinanza, la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) può già oggi, con il consenso dell'autorità del Cantone d'origine, revocare la cittadinanza svizzera, la cittadinanza cantonale e l'attinenza comunale in virtù dell'articolo 42 della legge federale sulla cittadinanza (LCit). Dopo la revoca della cittadinanza svizzera a persone con doppia cittadinanza, l'Ufficio federale di polizia (fedpol) esamina sistematicamente l'opportunità di pronunciare un'espulsione o un divieto di entrata nei loro confronti allo scopo di salvaguardare la sicurezza interna o esterna della Svizzera.</p><p>Nel suo dettagliato parere del 22 maggio 2019 in risposta alla mozione del Gruppo dell'Unione democratica di centro 19.3034, "Carcerazione di sicurezza per jihadisti di ritorno", il Consiglio federale illustra le misure disponibili secondo il diritto vigente per combattere il terrorismo di matrice jihadista: dal 2016 al 2018 fedpol ha infatti pronunciato 331 divieti d'entrata e 19 espulsioni per salvaguardare la sicurezza interna ed esterna della Svizzera in quanto le persone interessate presentavano un legame con il terrorismo.</p><p>Questo dispositivo verrà integrato con il disegno di legge federale sulle misure di polizia per la lotta al terrorismo (MPT) che il Consiglio federale ha trasmesso al Parlamento il 22 maggio 2019. Questo progetto permette alla Confederazione di ordinare, su domanda dei Cantoni, misure di polizia adeguate. In particolare è previsto anche di impedire l'espatrio di potenziali terroristi sequestrandone il passaporto e imponendo loro un obbligo di presentarsi alle autorità. L'obiettivo è fornire un contributo importante per prevenire le attività terroristiche all'estero. Altri strumenti sono il divieto di avere contatti nonché di lasciare ed accedere ad aree determinate. Un'ulteriore misura possibile è costituita dal divieto di lasciare un immobile ("arresti domiciliari"). È inoltre proposta (FF 2019 3935) una modifica della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI; RS 142.20) secondo cui, analogamente a quanto previsto in caso di espulsione secondo il diritto penale, uno straniero oggetto di un'espulsione passata in giudicato che non può essere rinviato nel suo Paese d'origine non potrà più essere ammesso provvisoriamente (art. 83 cpv. 9 D-LStrI). Senza ammissione provvisoria, le persone interessate cui non è stata riconosciuta la qualità di rifugiato - e quindi in particolare potenziali terroristi - non otterrebbero più l'aiuto sociale, bensì unicamente il soccorso d'emergenza.</p>  Risposta del Consiglio federale.