<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di promuovere efficacemente presso i Cantoni le misure alternative alla detenzione dei minorenni nel quadro delle misure amministrative legate alla migrazione.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In via introduttiva, il Consiglio federale rileva di essersi già espresso in maniera dettagliata in merito all'incarcerazione di minorenni prevista dal diritto in materia di stranieri nel suo parere del 28 settembre 2018 relativo al rapporto della Commissione della gestione del Consiglio nazionale (CdG-N) sulla carcerazione amministrativa nel settore dell'asilo (FF 2018 6429). In tale sede ha preso posizione anche in merito alla tematica delle alternative alla carcerazione amministrativa, sollevata nella mozione. </p><p>Il Consiglio federale sottolinea che di norma i Cantoni rinunciano a disporre la carcerazione amministrativa di diritto degli stranieri in caso di minorenni e famiglie e procedono all'esecuzione dell'allontanamento a partire dal centro in cui sono alloggiati. Se la mancata cooperazione degli interessati impedisce l'esecuzione del loro allontanamento, nel caso di una famiglia la carcerazione amministrativa è ordinata, in linea di massima, soltanto nei confronti del padre, mentre la madre e i figli vengono accompagnati all'aeroporto il giorno previsto per la partenza. L'anno scorso la carcerazione amministrativa è stata disposta nei confronti di otto minorenni. Conformemente agli articoli 80 capoverso 4 e 80a capoverso 5 della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI; RS 142.20), la carcerazione è del tutto esclusa nel caso di minorenni di età inferiore a 15 anni. </p><p>Già oggi la LStrI prevede ulteriori alternative alla carcerazione amministrativa. Chi è oggetto di una decisione di allontanamento può ad esempio essere obbligato ad annunciarsi regolarmente a un'autorità, a fornire un'adeguata garanzia finanziaria o a depositare i propri documenti di viaggio conformemente all'articolo 64e LStrI. Inoltre, in applicazione dell'articolo 74 LStrI, a uno straniero tenuto a lasciare la Svizzera si può imporre di non abbandonare il luogo di soggiorno che gli è stato assegnato o di non accedere a un dato territorio. Come indicato dal Consiglio federale nel suo parere riguardo alla mozione Nantermod 18.3079 (Carcerazione amministrativa in vista d'espulsione. Permettere il braccialetto elettronico), la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) intende vagliare, congiuntamente ai Cantoni, se la sorveglianza elettronica costituisca una misura percorribile nel settore del diritto in materia di stranieri. La SEM segue pure i dibattiti a livello europeo in merito a ulteriori alternative alla carcerazione amministrativa. Finora è tuttavia risultato che le alternative applicate dagli altri Paesi europei nel settore del ritorno sono in gran parte già previste nella legislazione svizzera o applicate dai Cantoni. Nonostante ciò, sulla base delle raccomandazioni della CdG-N a dicembre 2018 il Comitato tecnico paritetico "Ritorno ed esecuzione degli allontanamenti", istituito dal Dipartimento federale di giustizia e polizia e dalla Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia, ha costituito un gruppo di lavoro incaricato, tra le altre cose, di vagliare le buone prassi per quanto riguarda le alternative alla carcerazione amministrativa di minorenni e famiglie. In questo senso la richiesta avanzata dall'autore della mozione è già adempiuta, per cui il Consiglio federale non vede attualmente alcuna ulteriore necessità di intervento. </p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.