<h2>SubmittedText<h2><p>1. Come valuta il Consiglio federale il rischio di attacchi aerei o di bombe lanciate sulle centrali nucleari, di distruzioni, manipolazioni e sabotaggi commessi dall'interno, di autobombe e camion imbottiti di esplosivo lanciati contro i sistemi di contenimento o emergenza, di un blocco del sistema di alimentazione dell'elettricità e dell'acqua fredda da parte di unità armate altamente specializzate e, infine, di attentati compiuti contro il trasporto di barre di combustibile altamente radioattive?</p><p>2. Quanto tempo intercorre tra il momento in cui è individuato un grave pericolo e viene ordinata la disattivazione preventiva della centrale e il momento in cui questa è davvero attaccata, se la disattivazione preventiva deve ridurre considerevolmente il rischio radioattivo?</p><p>3. Per quale motivo il Consiglio federale, che giustifica i programmi d'armamento con il pericolo di attacchi terroristici, approva la costruzione di nuove centrali nucleari e quindi la creazione di nuovi obiettivi del terrorismo particolarmente "interessanti" e pericolosi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nel confronto internazionale, le centrali nucleari svizzere vantano un elevato standard di sicurezza. Presso tutti gli impianti sono state adottate misure edili, operative e organizzative per garantire la massima protezione contro attacchi terroristici (atti di sabotaggio), anche nel caso di una caduta di aereo premeditata e di un attentatore all'interno. I dispositivi e le misure di sicurezza nelle centrali nucleari sono controllati regolarmente dalla competente sezione Garanzia e protezione contro il sabotaggio delle centrali nucleari dell'Ufficio federale dell'energia. Le misure di sicurezza sono perlopiù segrete e non possono essere oggetto di discussione pubblica. L'attuale elevato standard di sicurezza sarà tuttavia garantito anche in futuro.</p><p>Gli esperti che, sotto la direzione dell'Agenzia internazionale dell'energia atomica, hanno controllato nel 2005 lo standard di sicurezza delle centrali nucleari svizzere sono giunti alla conclusione che l'autorità di sorveglianza svizzera svolge il suo compito in modo coscienzioso e che l'attuazione delle misure di protezione contro atti di sabotaggio risulta adeguata e proporzionata al rischio.</p><p>2. Nel caso di un pericolo imminente, le autorità di sorveglianza possono ordinare misure immediate (art. 72 cpv. 3 della legge federale sull'energia nucleare). In questi casi può essere deciso l'immediato spegnimento del reattore nucleare. Per ovvi motivi, non è possibile rilasciare informazioni sulle misure da adottare nel periodo tra lo spegnimento del reattore e l'attacco effettivo. Inoltre, tali misure sono fortemente dipendenti dal tipo di attacco e dalla natura degli attentatori.</p><p>3. Nell'ambito della costruzione di nuove centrali nucleari devono essere contemplate le esigenze della protezione contro atti di sabotaggio e gli impianti in esercizio devono corrispondere sempre allo stato attuale della tecnica. In questo modo è possibile ridurre il rischio d'attentato e minimizzare eventuali effetti radiologici. Viste le misure in atto, non vi è motivo di spegnere le centrali nucleari in esercizio o rinunciare alla costruzione di nuovi impianti.</p>  Risposta del Consiglio federale.