<h2>SubmittedText<h2><p>1. Il carbonio radioattivo C14 viene normalmente emesso in grandi quantità da tutte le centrali nucleari sotto forma di CO2 aumentando la propria concentazione nella natura. Perché nei bilanci mensili delle emissioni pubblicati dall'Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN) manca il C14?</p><p>2. Per il rilascio di sostanze radiattive esistono dei limiti ben precisi. Perché i limiti di rilascio dei reattori ad acqua bollente (Mühleberg e Leibstadt) sono più alti di quelli delle centrali ad acqua pressurizzata? Per gli esseri umani e per la natura è determinante il livello di immissione e non il tipo di centrale nucleare.</p><p>3. Perché non esistono limiti di rilascio per il C14?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Gli esercenti degli impianti nucleari hanno rispettato i limiti di rilascio stabiliti dalle autorità, in alcuni casi anche con margini rilevanti. L'Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN) pubblica le emissioni di C14 nel suo rapporto di radioprotezione. Dal 2015 le emissioni mensili di sostanze radioattive vengono rese pubbliche sul sito web dell'IFSN, subito dopo essere state verificate all'IFSN stesso. Questi rilasci mensili vengono conteggiati per ciascun tipo di nuclide conformemente al regolamento sulle emissioni e sulla sorveglianza del rispettivo impianto nucleare. L'IFSN gestisce inoltre una sistema di misurazione che misura e sorveglia costantemente, 24 ore su 24, l'intensità di dose nei dintorni delle centrali nucleari. I valori sono disponibili sul sito web dell'IFSN.</p><p>1. La sorveglianza dei rilasci radioattivi in atmosfera viene effettuata dagli esercenti dei singoli impianti nucleari secondo le prescrizioni del regolamento sulle emissioni e sulla sorveglianza dell'ambiente circostante. Il regolamento sulle emissioni delle centrali nucleari non esige una misurazione mensile del C14. Di conseguenza questo dato non viene pubblicato mensilmente. Le centrali nucleari, tuttavia, misurano di propria iniziativa il C14 e riferiscono almeno annualmente al riguardo. Inoltre le immissioni di C14 sono seguite da decenni, in modo particolare nei dintorni delle centrali nucleari, attraverso la misurazione del fogliame nel quadro del programma di controllo della radioattività dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). I risultati di queste misurazioni indipendenti consentono di verificare le stime delle dosi che l'IFSN effettua sulla base delle emissioni dichiarate dagli esercenti. Tali risultati sono pubblicati nel rapporto annuale dell'UFSP.</p><p>2. Per ottimizzare la protezione delle persone e dell'ambiente, l'autorità cui compete il rilascio delle licenze può stabilire per ogni impianto un valore di riferimento per la dose massima. Tale valore deve essere inferiore al limite di un millisievert per anno fissato dalla legge. Nella sua direttiva G-15 "Strahlenschutzziele für Kernanlagen" (obiettivi di radioprotezione per gli impianti nucleari), l'IFSN ha fissato il valore di riferimento a 0,3 millisievert all'anno.</p><p>I limiti per il rilascio di sostanze radioattive sono stati proposti dagli esercenti negli anni Sessanta, Settanta e Ottanta nel quadro delle procedure di rilascio delle licenze e fissati dalle autorità nelle licenze stesse, dopo approfondito esame. Anche se i limiti di rilascio annuali venissero raggiunti, per i reattori ad acqua bollente e ad acqua pressurizzata le dosi risultanti resterebbero al di sotto di 0,3 millisievert all'anno. I valori limite vigenti appesantiscono una protezione efficace della popolazione.</p><p>3. Secondo l'articolo 80 capoverso 3 dell'ordinanza del 22 giugno 1994 sulla radioprotezione (RS 814.501), l'autorità cui compete il rilascio delle licenze stabilisce le quote e le concentrazioni dell'immissione in modo che il valore operativo di dose riferito alla sorgente di cui all'articolo 7, pari a 0,3 millisievert all'anno, e i valori limite di immissione di cui all'articolo 102 non siano superati. L'esposizione alle radiazioni dovuta ai rilasci di C14 delle centrali nucleari, che in condizioni di esercizio normali risultano stabili, è pari a meno di 0,01 millisievert all'anno. Il tasso di produzione di C14 dipende dalla potenza del reattore e non dovrebbe cambiare nel corso degli anni. Non è quindi necessario introdurre un limite per il rilascio di C14.</p>  Risposta del Consiglio federale.