<h2>SubmittedText<h2><p>In Svizzera, i mezzi investiti nel terziario per costruire e dotare degli equipaggiamenti necessari gli immobili sono ben più cospicui della media europea. Secondo i dati di Eurostat, i vecchi Paesi membri dell'Unione europea impiegano l'8 per cento delle risorse statali per finanziare le costruzioni, mentre in Svizzera tale quota ammonta al 12 per cento per quanto riguarda le università e addirittura al 14 per cento per i politecnici federali. Questi importi miliardari non contribuiscono assolutamente a migliorare la qualità dell'insegnamento.</p><p>Cosa intende fare il Consiglio federale per frenare tali investimenti sproporzionati destinati alle costruzioni e per garantire che le risorse pubbliche siano impiegate soprattutto per l'insegnamento e la ricerca veri e propri anziché per costruzioni artistiche, lavagne telecomandate e altri equipaggiamenti altamente tecnologici?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Mediante l'aiuto alle università, il Consiglio federale persegue con successo dal 1968 l'obiettivo di evitare l'introduzione del "numerus clausus". Una delle chiavi di questo successo risiede nella costruzione di infrastrutture sufficienti ad accogliere il numero sempre crescente di studenti. Benché consapevole dei costi notevoli che comportano l'acquisto, la costruzione e la trasformazione di immobili nel settore delle scuole universitarie, il Consiglio federale non ha alcun motivo di ritenere che nel nostro Paese questi investimenti siano sproporzionati, tanto più che il prezzo delle costruzioni in Svizzera è più elevato che nell'Unione europea. Inoltre, l'equipaggiamento informatico e l'acquisto di apparecchi scientifici sono compresi nei sussidi agli investimenti.</p><p>Conformemente alla legge federale sull'aiuto alle università (LAU) e alla relativa ordinanza (OAU), la Confederazione concede sussidi per progetti razionali e rispondenti al principio della ripartizione dei compiti e della cooperazione tra le scuole universitarie. Inoltre, i progetti di una certa entità sono sottoposti per parere alla Conferenza universitaria svizzera che, attraverso il Servizio delle costruzioni universitarie, valuta il coordinamento nazionale o regionale ed effettua una perizia architettonica e finanziaria del progetto. In definitiva, le infrastrutture realizzate dai cantoni con il sostegno della Confederazione offrono agli studenti buone condizioni di studio e permettono una migliore pianificazione del tempo.</p><p>Tuttavia, per evitare di sussidiare costruzioni o trasformazioni troppo costose, nel 1992 è stato sancito nella LAU e nella OAU un metodo di calcolo delle spese forfettarie basato su un tasso massimo per metro quadro di superfici utili. Tali superfici sono classificate per tipo di locali (uffici, aule, laboratori) e per categorie di costi (densità degli impianti tecnici e del livello d'equipaggiamento del locale). Questo metodo consente di accordare sussidi agli investimenti in modo uniforme per tutti i cantoni universitari, a prescindere dal prezzo della costruzione. Periodicamente, il Dipartimento federale dell'interno ricalcola queste spese forfettarie in base a dati empirici e le adegua all'evoluzione dell'indice dei costi di costruzione in Svizzera.</p><p>Nell'ambito dell'aiuto alle università, i sussidi agli investimenti sono diminuiti nettamente rispetto al primo periodo di sussidio. Non potendo più finanziare tutti i progetti annunciati dai cantoni con i crediti d'impegno, è stato necessario stabilire un ordine di priorità e un piano strategico a livello nazionale. La priorità è accordata ai progetti motivati da un aumento straordinario del numero di studenti, legati alla creazione di un polo di competenza costituito nel quadro del coordinamento universitario nazionale e tesi a rimediare all'insufficienza di spazi e a finanziare l'acquisto di apparecchi, macchine e altri equipaggiamenti scientifici essenziali all'insegnamento e alla ricerca. Per questo undicesimo periodo di sussidio non è garantito alcun sostegno finanziario per progetti di terza e ultima priorità.</p><p>La nuova perequazione finanziaria (NPF), approvata in votazione popolare il 28 novembre 2004, prevede un'importante modifica dell'aliquota massima della Confederazione. In virtù dell'attuale sistema e della LAU, la quota finanziata dalla Confederazione si situa al massimo tra il 30 e il 55 per cento delle spese, a seconda della capacità finanziaria del cantone universitario, ed ammonta al 45 per cento per un istituto riconosciuto come avente diritto ai sussidi in virtù dell'articolo 11 LAU. Con l'attuazione della nuova perequazione finanziaria, la quota massima della Confederazione sarà identica per tutti i cantoni. </p><p>Con il trasferimento degli immobili dalla Confederazione agli istituti del settore dei PF, previsto dal programma di sgravio 2004, la responsabilità della ripartizione dei mezzi finanziari tra insegnamento/ricerca e investimenti dovrebbe passare al consiglio dei PF.</p>  Risposta del Consiglio federale.