<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato:</p><p>1. di definire, in collaborazione con i Cantoni, le competenze relative alla messa in atto e al finanziamento delle misure di formazione per gli adolescenti e i giovani adulti immigrati a un'età successiva rispetto al normale iter di formazione;</p><p>2. di aumentare sensibilmente il suo contributo alle prestazioni d'integrazione fornite dalle strutture ordinarie nel settore della formazione;</p><p>3. di garantire il finanziamento delle prestazioni d'integrazione supplementare per mezzo del budget della Segreteria di Stato della migrazione.</p><p>Una minoranza (Tuena, Bigler, Dettling, Glauser, Herzog, Keller Peter, Pieren, Rösti, Wasserfallen) propone di respingere la mozione.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Anche il Consiglio federale è del parere che l'aumento del numero di immigrati rappresenti in ambito formativo una sfida per la Confederazione e i Cantoni. L'obiettivo strategico che il 95 per cento di tutti i venticinquenni in Svizzera dispongano di un titolo di livello secondario II deve in effetti valere anche per gli adolescenti e i giovani adulti arrivati tardi in Svizzera e che hanno, sul piano giuridico e personale, prospettive di rimanere in Svizzera nonché le potenzialità e la motivazione di seguire un percorso formativo. La Confederazione e i Cantoni hanno riconosciuto la necessità di un intervento e hanno già definito a grandi linee le competenze e formulato alcuni obiettivi.</p><p>Il Consiglio federale condivide inoltre l'opinione degli autori della mozione per quanto riguarda il maggior fabbisogno di fondi per garantire l'integrazione professionale dei rifugiati e delle persone ammesse a titolo provvisorio. Dapprima, tuttavia, bisogna definire i finanziamenti richiesti per i rispettivi ambiti di competenza e determinare in quali settori si vengono a creare effettivamente più costi per la Confederazione e i Cantoni. Dalle indagini svolte ai due livelli statali è emerso che, per quanto riguarda il gruppo di destinatari menzionato, nel campo della formazione non è sufficiente investire soltanto nelle strutture ordinarie. È fondamentale potenziare anche le misure preparatorie in modo che queste persone siano in grado di affrontare una formazione post-obbligatoria generale o professionale. In una prima fase è necessario verificare le potenzialità di ogni persona, che poi dovrà imparare una lingua nazionale, recuperare le materie mancanti del livello secondario I e acquisire le tecniche di apprendimento di base e le competenze culturali. Per queste persone gli elementi succitati e la consulenza individuale (coaching, gestione di casi) rappresentano la base necessaria per iniziare un tirocinio, seguire le lezioni sulle materie professionali, integrarsi in un'azienda e superare gli esami. Va anche verificato in che misura per questo gruppo di destinatari sia necessario utilizzare in maniera più flessibile le strutture previste dalla legge sulla formazione professionale.</p><p>Per determinare l'onere finanziario i Cantoni hanno commissionato degli studi i cui risultati dovrebbero essere disponibili nella primavera del 2017 e che dovranno essere esaminati in dettaglio. Andranno anche analizzate le esperienze e le conoscenze disponibili per quanto riguarda le misure per l'integrazione efficaci e l'inserimento di questi aspetti in una strategia orientata ai processi. E, infine, bisognerà tener conto dei provvedimenti e progetti già esistenti, come il programma pilota sul pretirocinio d'integrazione e sull'apprendimento precoce della lingua che mira, tra l'altro, a migliorare la cooperazione interistituzionale tra gli operatori cantonali nei settori dell'asilo, dell'integrazione, della formazione e del mercato del lavoro. A questo scopo il 15 dicembre 2016 il Parlamento ha approvato un credito d'impegno di 54 milioni di franchi destinato a cofinanziare i provvedimenti per quattro anni. Per le misure nel settore della formazione professionale il Parlamento ha approvato dei crediti nel quadro del messaggio ERI 2017-2020.</p><p>Sarà quindi necessario attendere ed esaminare i risultati delle rilevazioni commissionate per i vari ambiti. Insieme alle esperienze già acquisite e alle proposte già formulate in merito ad approcci efficaci per l'integrazione, questi risultati costituiranno la base per successivi colloqui tra Confederazione e Cantoni. Il Consiglio federale non intende anticipare le conclusioni di questi studi preliminari e pertanto respinge, al momento attuale, la mozione e i suoi mandati concreti.</p><p>Se la mozione dovesse essere adottata dalla prima Camera, il Consiglio federale si riserva la facoltà di proporre alla seconda Camera di trasformarla in un mandato di verifica.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.