<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale risponde come segue alle varie domande:</p><p>1. Nell'ambito degli indici nazionali dei prezzi al consumo e alla produzione, l'Ufficio federale di statistica (UST) effettua delle rilevazioni presso 39 grosse centrali elettriche. Le rilevazioni dei prezzi sono destinate in primo luogo all'identificazione di cambiamenti nell'andamento dei prezzi dell'energia elettrica, ma vengono anche calcolati e pubblicati prezzi medi al kWh.</p><p>Siccome i prezzi medi variano a seconda del tipo e della portata dell'approvvigionamento, per la rilevazione dei prezzi sono stati definiti diversi tipi di consumo: cinque per le economie domestiche, uno per l'agricoltura e sette per l'industria, l'artigianato e i servizi. Per ogni tipo di consumo è poi definito un modello di consumo (cfr. punto 2), a cui sono riferiti i prezzi medi indicati dalle centrali elettriche. Questa procedura consente di rilevare statisticamente anche consumatori rappresentativi dell'industria, della grande industria e del resto dell'economia. Non sono invece considerate le tariffe speciali negoziate nell'ambito di accordi bilaterali, ad esempio per le industrie di importanza regionale.</p><p>Per i vari tipi di consumo vengono poi calcolati i prezzi medi al kWh: nell'ambito dell'indice dei prezzi al consumo per i cinque tipi di economia domestica (IVA inclusa) e nell'ambito dell'indice dei prezzi alla produzione per tutti e tredici (IVA esclusa).</p><p>Anche l'Ufficio federale dell'energia (UFE) calcola un prezzo medio per kWh, nell'ambito di un sondaggio annuale sulle finanze delle centrali elettriche, dividendo il ricavato complessivo della vendita di elettricità per il consumo finale (in kWh) (per le differenze tra le statistiche dell'UST e dell'UFE, cfr. punto 3)</p><p>2. Per la definizione dei tipi di consumo, l'UST utilizza criteri quali la quantità di elettricità consumata in kWh, ripartita secondo i periodi di consumo (tariffa piena, tariffa ridotta), la potenza massima erogata in kW, la misurazione dell'alta e della bassa tensione e il consumo con o senza stazioni di trasformazione proprie. Accanto al prezzo per kWh, considera anche il prezzo della potenza e la tariffa di base così come l'affitto del contatore, che dovrebbero equivalere al 20-25% del prezzo. Condizioni speciali negoziate bilateralmente tra il venditore e l'acquirente, che esulano dalle disposizioni tariffarie generali, non vengono considerate, mentre le riduzioni generali, concesse attualmente da diverse centrali, vengono dedotte dal prezzo.</p><p>3. Come mostrano già i diversi tipi di consumo, il prezzo dell'elettricità è influenzato da tutta una serie di fattorie. Per questo motivo, definizioni e limitazioni divergenti o imprecise così come tassi variabili portano a risultati differenti. Differenze che sono più che giustificate, dal momento che non si misura lo stesso oggetto. Di conseguenza, non si può dire che certi risultati siano corretti e altri errati, semplicemente molto spesso si riferiscono a oggetti diversi.</p><p>Ecco un esempio: gli indici dei prezzi al consumo e alla produzione dell'UST misurano l'andamento dei prezzi per determinati tipi di consumo, le cui definizione e ponderazione sono mantenute costanti nel tempo. Il valore calcolato dall'UFE corrisponde al ricavato medio per kWh effettivamente incassato in un anno. Se però nel corso dell'anno le tariffe rimangono invariate, ma aumenta il numero di clienti appartenenti ai tipi di consumo più vantaggiosi, il prezzo medio dell'UST rimane immutato (infatti, il prezzo per un tipo di consumo ben preciso non è cambiato), mentre il prezzo medio dell'UFE registra un calo di origine strutturale. Infatti, le due grandezze misurano oggetti diversi.</p><p>A livello internazionale, i problemi sono ancora più grossi. In primo luogo, diverse condizioni quadro (portata del fabbisogno di energia elettrica, sicurezza dell'approvvigionamento, diversi regimi fiscali, caratteristiche di carico, disponibilità di fonti di energia primaria, ecc.) influenzano fortemente la struttura dei costi delle centrali elettriche. Inoltre, i modelli statistici si differenziano nel loro approccio: i raffronti dei prezzi effettuati dall'UNIPEDE e dall'EUROSTAT si basano entrambi su dei modelli di consumo (analogamente alla rilevazione dell'UST), ma l'UNIPEDE rileva i prezzi solo presso una o due centrali, mentre l'EUROSTAT utilizza prezzi nazionali unitari o il valore medio di alcune città. Il raffronto dell'IEA, invece, applica vari modelli di consumo a seconda del Paese (UNIPEDE = Associazione internazionale dei produttori e distributorie di energia elettrica, EUROSTAT = Ufficio statistico dell'Unione europea, AIE = Agenzia internazionale dell'Energia dell'OCSE).</p><p>4. Le rilevazioni dell'Ufficio federale di statistica nell'ambito della statistica sui prezzi dell'energia elettrica si basano sulla legge del 9 ottobre 1992 sulla statistica federale, in cui l'energia viene citata espressamente (art. 3). È poi il Consiglio federale che ordina le rilevazioni (art. 5). Una statistica dettagliata sui prezzi dell'elettricità non è possibile al momento, vista la situazione finanziaria della Confederazione (cfr. in merito il Programma pluriennale della statistica federale per gli anni 1995-1999).</p><p>5. Esiste già una rilevazione specifica per settori, nell'ambito della quale l'UST rileva i prezzi in funzione del tipo di consumo. Per quanto riguarda la formula "cifra d'affari diviso consumo", essa dà quale risultato il ricavato medio per kWh. Come mostra l'esempio illustrato al punto 3, non descrive però lo stesso contenuto del prezzo medio per tipo di consumo. In ultima analisi, è quindi la destinazione dei risultati ad essere determinante per la loro "attendibilità".</p><p>6. Già oggi nelle rilevazioni dei prezzi dell'UST si distingue tra piccoli, medi e grossi consumatori, grazie ai tipi di consumo. Per quanto riguarda la rilevazione supplementare delle condizioni speciali concordate bilateralmente, che attualmente non vengono considerate, oltre ai problemi metodologici non bisogna dimenticare l'onere che ciò rappresenterebbe per l'ufficio addetto alla rilevazione, la disponibilità a fornire informazioni nonché il lavoro supplementare per gli ambienti interrogati. Dato che il prezzo dell'energia elettrica si riferisce a un prodotto complesso e sono possibili diversi metodi di misurazione, una statistica dei prezzi dettagliata e più ampia comporterebbe un onere sensibilmente maggiore rispetto a oggi. Visto poi che gli indici dei prezzi dell'UST devono considerare opportunamente tutti i gruppi di prodotti dell'economia, è inaccettabile che singoli gruppi causino un onere di rilevamento sproporzionato. Si tratta comunque di aspetti che andranno esaminati nell'ambito della prossima revisione dell'indice dei prezzi alla produzione.</p><p>7. Una statistica così ampia sarebbe possibile solo con un enorme lavoro per gli uffici di rilevamento (soprattutto l'UST e l'UFE) e gli ambienti interrogati (centrali elettriche). La soluzione dei problemi metodici connessi, richiederebbe inoltre molto tempo. Nell'ambito delle attuali priorità della statistica federale conformemente al programma pluriennale e alla scarsità dei mezzi, il Consiglio federale non intravede alcuna possibilità di una sua realizzazione.</p>  Risposta del Consiglio federale.