<h2>SubmittedText<h2><p>A fine mese a 16 lavoratori interinali presso le Officine FFS non si vedranno rinnovati i contratti di lavoro a causa della contrazione degli ordinativi.</p><p>Risulta che la maggioranza di questi lavoratori sono svizzeri o residenti. Sarebbe fuori luogo se le OFFS licenziassero gli interinali svizzeri o residenti, lasciando invece al loro posto i frontalieri. Una simile impostazione è, a mente di chi scrive, oggettivamente insostenibile; a maggior ragione nell'ambito di un'ex regia federale.</p><p>La piattaforma di dialogo con le FFS fa inoltre fatica a concretizzarsi, tant'è che al proposito si è dovuto attivare il Consiglio di Stato ticinese, chiedendo al mediatore Franz Steinegger di avvicinare le parti e fissare un incontro.</p><p>Chiedo al Consiglio federale:</p><p>1. È sua intenzione attivarsi affinché la piattaforma di dialogo trovi maggiore concretezza?</p><p>2. È intenzione del Consiglio federale attivarsi a tutela dei posti di lavoro presso le OFFS di Bellinzona, ma prioritariamente di quelli di cittadini svizzeri e residenti, evitando che siano questi ultimi a perdere l'impiego mentre il personale frontaliero lo mantiene, e questo nell'ambito di un'ex regia federale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La tavola rotonda sulle Officine FFS di Bellinzona, diretta da Franz Steinegger, si è conclusa con esito positivo il 16 dicembre 2011. Grazie al dialogo intavolato, gli obiettivi di aumento dell'efficienza fissati nel quadro del programma d'azione 2010 sono stati in gran parte raggiunti, la cooperazione tra i partner sociali è migliorata notevolmente e le Officine sono state integrate con successo nella Divisione viaggiatori delle FFS. Nella riunione conclusiva del 16 dicembre 2011 si è deciso di continuare il dialogo tra i partner sociali nel quadro di una nuova piattaforma. Franz Steinegger continuerà a fungere da mediatore, tuttavia non più su mandato del DATEC bensì dei partner sociali.</p><p>Dall'inizio del 2012 si sta riflettendo sulla struttura concreta da dare a questa piattaforma. Nei lavori è coinvolto anche il mediatore Franz Steinegger. Con ogni probabilità, nel corso del 2012 sarà possibile raggiungere, come previsto, un'intesa tra le FFS e i rappresentanti del personale.</p><p>2. L'articolo 2 dell'Accordo tra la Confederazione svizzera e la Comunità europea vieta discriminazioni non soltanto in base alla nazionalità ma anche al luogo di residenza delle persone. Oltre a ciò, la nazionalità e il luogo di residenza non sono considerati criteri di reclutamento e di assunzione né dalla legge sul personale federale né dal contratto collettivo di lavoro (CCL). Le qualifiche del personale rappresentano fattori di primaria importanza per la competitività di uno stabilimento industriale. Di conseguenza va da sé che la direzione delle Officine assume il proprio personale basandosi su criteri quali competenze, capacità e qualifiche specifiche. Nel quadro del CCL i partner sociali hanno convenuto di evitare discriminazioni basate in particolare sulla cultura, la lingua, il modo di vivere e la provenienza (cfr. n. 26 CCL FFS). Tali principi valgono sia per i collaboratori impiegati dalle FFS in base al CCL che per gli interinali.</p><p>Nell'industria, di norma si cerca di compensare l'andamento oscillante delle commesse anche tramite l'assunzione di personale interinale. Grazie all'evoluzione positiva registrata degli scorsi anni, dal 2008 le FFS hanno potuto assumere 100 collaboratori in più per le Officine di Bellinzona. Poiché i picchi di commesse registrati nel 2011 quest'anno non si ripeteranno, già lo scorso autunno le FFS avevano annunciato di non poter prolungare i contratti interinali di tutti gli impiegati. 13 dei 15 collaboratori interinali interessati erano stati assunti nel 2011 per far fronte a questi picchi. Tra queste 15 persone, vi sono 6 frontalieri e 9 cittadini svizzeri. L'organico delle OFFS di Bellinzona comprende attualmente 524 collaboratori, inclusi 77 interinali, di cui 32 sono frontalieri.</p>  Risposta del Consiglio federale.