<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di informare le competenti autorità dell'ONU che la Svizzera rifiuta ogni estensione della definizione di rifugiato volta a includere i migranti che invocano o invocheranno cause climatiche.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale conferma la sua opinione già espressa in risposta alla mozione Zysiadis 07.3816 (Statuto internazionale per i profughi ambientali) e all'interpellanza Rennwald 10.3036 (Rifugiati ambientali) secondo cui non reputa opportuno né creare uno status d'asilo per "migranti climatici" o estendere di conseguenza la Convenzione di Ginevra sullo statuto dei rifugiati (RS 0.142.30) né modificare in tal senso il diritto svizzero in materia d'asilo. Se del caso, il Consiglio federale sostiene questa posizione anche a livello internazionale. Finora la Svizzera non si è mai trovata confrontata a una modifica dello status di rifugiato nella citata Convenzione di Ginevra. Non è pertanto necessario assumere una posizione proattiva come chiesto nella mozione. Il Consiglio federale ritiene per contro molto importante migliorare la protezione delle persone costrette ad abbandonare la loro regione o il loro Paese d'origine a causa di catastrofi naturali o degli effetti del cambiamento climatico. Ad esempio, la Svizzera si adopera nel quadro della sua iniziativa Nansen e della piattaforma sulle migrazioni dovute a catastrofi naturali (Platform on Disaster Displacement) al fine di potenziare la collaborazione degli Stati in questo settore. Realizza inoltre progetti volti a promuovere strategie di adattamento alle catastrofi naturali e a proteggere i migranti. Infine, si adopera preventivamente nel settore della riduzione dei rischi da catastrofe (Disaster Risk Reduction) per evitare che le persone siano costrette a lasciare il loro luogo d'origine a causa di catastrofi naturali.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.