<h2>SubmittedText<h2><p>1. Si invita il Consiglio federale a presentare quanto prima al Parlamento tutte le misure più urgenti e ancora indispensabili per rafforzare la competitività della piazza economica svizzera.</p><p>Queste ulteriori misure che si aggiungono a quelle già adottate o in esame, dovrebbero se possibile essere riunite in un unico pacchetto affinché le Camere possano trattarle in blocco come fu il caso per le norme legate agli accordi del GATT. Visto che l'adeguamento delle nostre condizioni quadro all'evoluzione dei mercati, della concorrenza e della società rimane un compito permanente, occorrerà adottare in seguito altre misure a seconda della necessità.</p><p>2. In quest'ottica, le seguenti misure appaiono estremamente urgenti:</p><p>- miglioramento dell'attrattiva fiscale, in particolare per le holdings. Il Parlamento ha già richiesto, tramite mozioni, altre misure fiscali. Esse vanno studiate e realizzate in base a una priorità che tenga conto dei oro effetti positivi e della difficile situazione finanziaria della Confederazione. Occorre attribuire al priorità alle misure fiscali che ricompensano gli investimenti, rafforzano il capitale proprio e favoriscono la creazione di nuove imprese, all'eliminazione della tassa di bollo sul capitale d'emissione, ecc.;</p><p>- snellimento delle procedure d'autorizzazione federale in materia immobiliare;</p><p>- rafforzamento della politica in materia di ricerca, sviluppo e innovazione. Occorre in particolare rivedere e migliorare il coordinamento e le procedure all'interno dell'amministrazione e degli altri enti competenti. Vanno inoltre definite strategie più chiare e prioritarie per una maggiore efficacia dei mezzi finanziari utilizzati a questo scopo;</p><p>- facilitazioni nel reclutamento di specialisti stranieri.</p><p>3. Si invita nel contempo il Consiglio federale a scegliere in base all'urgenza tutte le leggi, le ordinanze, le direttive e i regolamenti che vanno riveduti poiché costituiscono un onere eccessivo per la nostra economia e in particolare per le piccole e medie imprese. Una semplificazione ne faciliterebbe il rispetto e agevolerebbe il mantenimento e la creazione di nuove attività economiche. Questo lavoro dovrebbe avvenire sotto la direzione del Dipartimento federale dell'economia pubblica in collaborazione con le cerchie economiche interessate ed esperti esterni che conoscono gli effetti negativi pratici di queste disposizioni.</p><p>4. Si invita il Consiglio federale a mettere in vigore al più presto le leggi sui cartelli, sul mercato interno e sugli ostacoli tecnici al commerci al fine di stimolare la concorrenza in Svizzera e rafforzare la competitività della nostra economia.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale condivide il parere dell'autore della mozione secondo il quale le misure all'insegna della rivitalizzazione dell'economia di mercato devono essere sottoposte al Parlamento il più presto possibile. ritiene altresì opportuno che le misure che costituiscono un'entità possano essere discusse e trattate dalle Camere federali in un unico pacchetto.</p><p>Nella legislatura giunta a termine ciò è riuscito diverse volte. Se, per esempio, sono trascorsi quattordici anni fra la presentazione della mozione, che era all'origine della penultima revisione della legge sui cartelli, e la sua approvazione da parte del Parlamento, nell'ultima revisione il tempo trascorso fra il mandato del Consiglio federale e l'approvazione da parte delle Camere è stato soltanto di due anni. Si è pure riusciti a trattare contemporaneamente tre leggi, vale a dire la legge sui cartelli, la legge sul mercato interno e la legge sugli ostacoli tecnici al commercio, che costituivano un'entità. Tale risultato è dovuto in larga misura anche alle Camere federali.</p><p>Il Consiglio federale cercherà perciò di attenersi, per quanto possibile, ai seguenti due principi: trattamento accelerato dei progetti da parte dell'Amministrazione e del Consiglio federale e raggruppamento in pacchetti di questi progetti.</p><p>2. Negli ultimi anni, il diritto fiscale delle aziende ha costituito l'oggetto di molti interventi parlamentari. Alcuni di essi hanno potuto essere soddisfatti: l'eliminazione della tassa occulta ha determinato uno sgravio fiscale duraturo degli investimenti. La riduzione della tassa d'emissione dal 3 al 2 per cento nonché l'esenzione di piccoli capitali dalla stessa favorisce la formazione di capitale proprio. Le Camere non sono entrate in materia sulla proposta del Consiglio federale intesa ad introdurre un tasso proporzionale per l'imposta sull'utile delle società di capitale e delle società cooperative, nonché sul computo dell'imposta sul capitale in quelle sull'utile nell'ambito dell'imposta federale diretta.</p><p>Attualmente un gruppo di lavoro composto di esperti della scienza, dell'economia e dell'amministrazione si propone di mostrare quali modifiche legali sarebbero necessarie per realizzare un concetto generalizzato di differimento d'imposizione nei casi di ristrutturazioni aziendali. Il gruppo di lavoro è inoltre incaricato di elaborare altre proposte nel campo del diritto fiscale delle aziende (legge sull'imposta federale diretta, legge sull'armonizzazione fiscale, legge sulle tasse di bollo e legge sull'imposta preventiva). Esso sarà presumibilmente in grado di presentare il suo rapporto nella primavera del 1996. Il Consiglio federale è disposto a proseguire l'esame delle questioni menzionate dall'autore della mozione e a cercare soluzioni nella direzione indicata. Esso sottoporrà alle Camere federali le rispettive proposte, con riserva che il disavanzo strutturale del conto finanziario venga ridotto progressivamente.</p><p>Lo snellimento delle procedure di autorizzazione è un punto importante della rivitalizzazione dell'economia di mercato. Anche in questo caso sono già stati ottenuti i primi risultati. Basti pensare alla revisione parziale della legge sulla pianificazione del territorio adottata dalle Camere federali il 6 ottobre 1995, che si occupa esplicitamente dello snellimento, della semplificazione e della migliore coordinazione delle procedure d'autorizzazione richieste per costruire edifici ed impianti, alla revisione dell'ordinanza concernente l'esame dell'impatto sull'ambiente del 6 settembre 1995, nonché alle decisioni del Consiglio federale del 13 settembre 1995 riguardanti la coordinazione delle procedure d'autorizzazione del diritto federale per grandi progetti, la cui valutazione rientra nella competenza delle autorità federali. La procedura di consultazione sulle modificazioni di leggi necessarie per l'applicazione delle decisioni del Consiglio federale del 13 settembre 1995 dovrà essere avviata nel corso del 1996.</p><p>Il Consiglio federale è consapevole del fatto che le procedure amministrative concernenti la politica in materia di ricerca, sviluppo e innovazione non sono interamente soddisfacenti. Esso riesaminerà ed adeguerà le strutture esistenti tenendo conto delle raccomandazioni della commissione di gestione del Consiglio degli Stati, come pure delle conclusioni del documento di sintesi sulla politica tecnologica della Confederazione, elaborato sotto la direzione dell'ex consigliere nazionale Bremi.</p><p>Con l'adeguamento dell'ordinanza che limita l'effettivo degli stranieri a partire dal 1 maggio 1993 è stata facilitata l'assunzione di quadri e di specialisti stranieri. L'esecuzione delle disposizioni spetta ai Cantoni.</p><p>3. Il Consiglio federale condivide il parere dell'autore della mozione secondo cui è opportuno evitare di far subire alle aziende ostacoli giuridici inutili. Il mandato per un riesame di tutte le disposizioni legislative che rientrano nella competenza del Parlamento o del Consiglio federale andrebbe tuttavia troppo lontano. Per questo esame, nemmeno l'imposizione delle PMI può costituire l'unico criterio di valutazione. Con riserva di queste limitazioni, il Consiglio federale prevede nondimeno un riesame del diritto federale nel senso chiesto dall'autore della mozione.</p><p>4. La messa in vigore di queste leggi è prevista per il 1996. Nel caso della legge federale sugli ostacoli tecnici al commercio si tratta soprattutto di adeguare in base a questa legge le numerose ordinanze che contengono le disposizioni dettagliate. Tale processo è già in corso. A titolo di esempio va citata la liberalizzazione dell'importazione di automobili a partire dal 1o ottobre 1995.</p>  Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.