<h2>InitialSituation<h2><p><b>Comunicato stampa del Consiglio federale del 04.09.2019</b></p><p><b>Investimento nei sistemi d'informazione per la sicurezza nello spazio di Schengen </b></p><p><b>Sul piano europeo si intendono migliorare i controlli delle frontiere esterne e la collaborazione delle autorità nazionali preposte alla sicurezza e alla migrazione. Anche la Svizzera ne trarrà beneficio sul piano della sicurezza e i lavori per l'attuazione di questi progetti sono già in corso. Nella seduta del 4 settembre 2019, il Consiglio federale ha trasmetto al Parlamento il messaggio sul necessario credito d'impegno. </b></p><p>La collaborazione di Schengen/Dublino viene costantemente adeguata alle nuove sfide. Questi sforzi si sono intensificati negli ultimi tre anni: importanti investimenti in diversi sistemi d'informazione permetteranno di consolidare la sicurezza interna. Si intendono segnatamente migliorare i controlli delle frontiere esterne di Schengen e la collaborazione tra le diverse autorità nazionali preposte alla sicurezza e alla migrazione. A tal fine nei prossimi anni l'Unione europea (UE) vuole investire complessivamente diversi miliardi di euro.</p><p></p><p>Modifiche dei diversi sistemi d'informazione</p><p>Le innovazioni agevoleranno anche il lavoro delle autorità svizzere di controllo alle frontiere, di polizia, della migrazione e d'asilo. I lavori d'attuazione giuridica e organizzativa sono già in corso. Oltre al Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) vi partecipano anche l'Amministrazione federale delle dogane (AFD), il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) e i Cantoni. Da una parte sono modificati sistemi d'informazione esistenti: Sistema d'informazione di Schengen (SIS II), Sistema d'informazione sui visti (VIS), European Dactyloscopy Database (banca dati europea delle impronte digitali, Eurodac) e Advance Passenger Information System (API) nazionale. Dall'altra parte, vengono sviluppati nuovi sistemi: European Travel Information and Authorisation System (ETIAS) e Entry/Exit System (EES).</p><p>I lavori di attuazione di questi progetti sono già stati avviati. Il Parlamento ha approvato nel giugno 2019 il decreto federale concernente l'EES; nella primavera 2019 è stata eseguita la consultazione su SIS II e ETIAS e il Consiglio federale intende adottare i relativi messaggi nei prossimi mesi. Nel frattempo l'UE sta effettuando la revisione degli atti normativi pertinenti ai rimanenti progetti. La Svizzera, in quanto Stato associato a Schengen, partecipa attivamente a queste discussioni facendo valere i suoi interessi.</p><p></p><p>Collegare i sistemi esistenti</p><p>I sistemi d'informazione esistenti vanno inoltre collegati gli uni agli altri di modo da poter consultare le informazioni esistenti con maggiore semplicità, efficienza e precisione (la cosiddetta interoperabilità). Uno degli scopi consiste nel garantire che le autorità di sicurezza possano disporre di tutte le informazioni rilevanti con una sola consultazione e possano quindi farsi rapidamente un quadro complessivo della situazione. I diritti d'accesso delle autorità nei diversi sistemi non sono tuttavia ampliati e viene garantito un elevato standard di protezione dei dati. La consultazione in merito a questo progetto sarà avviata nei prossimi mesi.</p><p></p><p>Credito in due parti</p><p>Secondo i calcoli del DFGP, i costi complessivi per l'attuazione di questi sviluppi dell'acquis di Schengen/Dublino nel periodo 2020-2025 saranno di 121,7 milioni di franchi. Il DFGP fornisce notevoli prestazioni proprie sotto forma di risorse umane e contribuisce con mezzi propri ai costi. Pertanto, con il presente messaggio, il Consiglio federale chiede un credito d'impegno di 98,7 milioni di franchi. Questo credito dovrebbe essere erogato in due parti.</p><p>In seno alla Segreteria generale del DFGP viene stabilito un programma centrale per la gestione e la direzione. Nell'UE lo sviluppo delle parti essenziali delle applicazioni è effettuato dall'agenzia IT eu-LISA ("European Union - Large scale Information Systems Agency"; agenzia europea per la gestione operativa dei sistemi IT su larga scala). La Svizzera può dare il suo contributo e in alcuni casi anche partecipare alla presa di decisioni formali, di conseguenza i diritti di partecipazione della Svizzera eccedono quanto previsto nell'Accordo di associazione a Schengen. Il messaggio sulla partecipazione della Svizzera a eu-LISA è stato approvato dal Consiglio federale nel febbraio 2019.</p><p></p><p>Grandi vantaggi della collaborazione</p><p>La collaborazione tra gli Stati associati a Schengen e Dublino è molto vantaggiosa per la Svizzera, non soltanto nel settore della sicurezza interna. Come si evince da un rapporto del Consiglio federale del 2018, basato su un'indagine esterna ("Conseguenze economiche e finanziarie dell'associazione della Svizzera a Schengen. Rapporto del Consiglio federale in risposta al postulato 15.3896 del Gruppo socialista"), la collaborazione permette segnatamente alla Svizzera di risparmiare circa 270 milioni di franchi all'anno nel settore dell'asilo.</p><h2>Proceedings<h2><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 12.12.2019</b></p><p><b>Schengen/Dublino, ok a credito di 99 milioni </b></p><p><b>La Svizzera deve investire circa 99 milioni per una serie di progetti destinati a rafforzare i controlli alle frontiere esterne dello Spazio Schengen. Il Nazionale ha adottato oggi il credito con 137 voti contro 56 e 2 astenuti. Si tratta essenzialmente di un adeguamento dei sistemi informatici e per un eventuale incremento del personale.</b></p><p>L'Unione europea intende stanziare diversi miliardi di euro nei prossimi anni per adeguare la collaborazione Schengen/Dublino alle nuove sfide. In particolare, Bruxelles vuole migliorare i controlli alle frontiere esterne e la collaborazione tra le diverse autorità nazionali preposte alla sicurezza e alla migrazione. Stando al Governo, anche la Confederazione ne trarrà beneficio sul piano di polizia, asilo e migrazioni.</p><p>La cooperazione internazionale e lo scambio di informazioni nell'ambito di Schengen/Dublino contribuiscono a una maggiore sicurezza della Svizzera, in particolare in materia di sicurezza interna, ha ricordato Laurent Wehrli (PLR/VD) a nome della commissione.</p><p>Tali accordi si sono rivelati essere strumenti indispensabili nella lotta contro il terrorismo e la criminalità organizzata, hanno sottolineato vari oratori.</p><p>Senza gli accordi di Schengen, i controlli alle frontiere sarebbero inoltre più difficili, ha sottolineato Elisabeth Schneider-Schneiter (PPD/BL). La consigliera nazionale basilese ha ricordato che due milioni di ingressi sono registrati ogni giorno. Le conseguenze economiche e finanziarie sono pure vantaggiose, ha rilevato ancora Wehrli. Stando a un rapporto del 2018, la cooperazione consente di risparmiare circa 270 milioni di franchi annui, in particolare nel settore dell'asilo.</p><p>L'UDC ha tentato invano di sospendere l'esame del dossier fino quando l'accordo istituzionale con Bruxelles e i costi da esso generati non fossero chiariti. "Gli accordi di Schengen/Dublino non hanno nulla a che vedere con l'accordo quadro con l'UE", ha replicato Hans-Peter Portmann (PLR/ZH).</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 11.06.2020</b></p><p><b>Schengen/Dublino, ok a credito di 99 milioni </b></p><p>La Svizzera deve investire circa 99 milioni per una serie di progetti destinati a rafforzare i controlli alle frontiere esterne dello Spazio Schengen. Dopo il Nazionale nel dicembre scorso, oggi gli Stati hanno dato il loro benestare a questo credito per 36 voti a 2. Si tratta essenzialmente di un adeguamento dei sistemi informatici e per un eventuale incremento del personale.</p>