<h2>SubmittedText<h2><p>È evidente che la Svizzera sia su una lista grigia dell'UE. Tutti sanno che diversi Stati membri dell'UE contravvengono gravemente alle direttive UE e BEPS dell'OCSE. In particolare i Paesi Bassi, Malta, Cipro e territori offshore di Stati membri dell'UE (Regno Unito compreso).</p><p>1. Cosa fa il Consiglio federale per protestare nei confronti dell'OCSE contro le pratiche fiscali scorrette degli Stati membri dell'UE?</p><p>2. Il Consiglio federale ha preso atto del rapporto dell'OCSE adottato all'unanimità nell'ottobre del 2017 a Strasburgo dall'Assemblea parlamentare allargata (Stati membri del Consiglio d'Europa più Paesi membri dell'OCSE)?</p><p>3. Il Consiglio federale è pronto a esercitare finalmente pressione sugli Stati dell'UE, anziché presentarsi sempre come vittima ideale della politica internazionale?</p><p>4. Il Consiglio federale ha un progetto per dare alla Svizzera almeno le pari condizioni in materia di concorrenza fiscale che oggi non ha più?</p><p>5. Perché il Consiglio federale paga 1,3 miliardi di franchi informa di contributi di coesione se pochi giorni dopo l'UE mette la Svizzera sulla lista grigia?</p><p>6. La Svizzera ha discusso con Jean-Claude Juncker, in occasione della sua visita, della questione della concorrenza fiscale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1.-4. Il 5 dicembre 2017 il Consiglio dell'UE ha adottato le conclusioni sulla lista UE delle Giurisdizioni non cooperative a fini fiscali. Questa lista, fondata su tre criteri principali (trasparenza fiscale, imposizione equa, norme anti-BEPS), includeva inizialmente 17 Giurisdizioni (allegato I delle conclusioni). L'allegato II delle conclusioni elenca le Giurisdizioni, inizialmente 47, considerate cooperative, con riserva dell'attuazione dei loro impegni. Le giurisdizioni possono essere spostate dall'allegato I all'allegato II se si impegnano a un livello politico elevato ad attuare le raccomandazioni del Consiglio dell'UE. Gli Stati membri dell'UE non sono stati valutati nel quadro del processo di creazione di questa lista dato che sono tenuti a rispettare le regole interne dell'UE. Nell'UE il rispetto delle norme fiscali è sottoposto alla vigilanza della Commissione europea ed è garantito dalla Corte di giustizia dell'Unione europea. La Commissione europea ha avviato delle procedure di infrazione contro diversi Stati membri che hanno recepito in ritardo o in modo insufficiente le direttive in materia di fiscalità nel diritto nazionale o che hanno concesso vantaggi fiscali illeciti a delle imprese. Inoltre, gli Stati membri hanno dovuto abolire o adeguare alcuni regimi fiscali ritenuti dannosi.</p><p>Il Consiglio federale segue i lavori dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, che includono anche l'ultimo rapporto sulle attività dell'OCSE (Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa 2017, Les activités de l'Organisation de coopération et de développement économiques (OCDE) en 2016-2017, <a href="http://assembly.coe.int/nw/xml/XRef/Xref-DocDetails-FR.asp?FileID=24016&amp;lang=1">http://assembly.coe.int/nw/xml/XRef/Xref-DocDetails-FR.asp?FileID=24016&amp;lang=1</a>). L'OCSE pubblica regolarmente rapporti sull'attuazione degli standard internazionali (cfr. ad es OCSE 2017, Pratiques fiscales dommageables - Rapport d'étape de 2017 sur les régimes préférentiels, <a href="http://www.oecd.org/fr/publications/pratiques-fiscales-dommageables-rapport-d-etape-de-2017-sur-les-regimes-preferentiels-9789264283961-fr.htm">http://www.oecd.org/fr/publications/pratiques-fiscales-dommageables-rapport-d-etape-de-2017-sur-les-regimes-preferentiels-9789264283961-fr.htm</a>). Questi rapporti citano le lacune di Stati e territori, tra cui anche Stati membri dell'UE. La Svizzera si adopera in seno all'OCSE per garantire che gli standard internazionali vengano applicati da tutti. Sempre più Stati e territori si impegnano ad attuare gli standard internazionali e aderiscono a organismi internazionali che ne verificano l'attuazione. Attualmente oltre 145 Stati e territori partecipano ai lavori del Forum globale sulla trasparenza e sullo scambio di informazioni a fini fiscali e oltre 110 a quelli dell'"Inclusive Framework on BEPS". Ciò riflette il successo dell'approccio internazionale. Secondo l'avviso del Consiglio federale, l'OCSE è l'organismo più adatto a garantire la parità di condizioni nella concorrenza fiscale internazionale.</p><p>5./6. In occasione della visita in Svizzera del presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker lo scorso 23 novembre, sono stati affrontati vari temi, tra cui anche le questioni fiscali. Nel corso di questa visita il Consiglio federale ha comunicato la sua decisione di voler gettare le basi per un nuovo contributo della Svizzera alla riduzione delle disparità economiche e sociali in determinati Stati membri dell'UE e ha incaricato i dipartimenti competenti di elaborare un progetto da porre in consultazione. Tale decisione è stata presa in considerazione dell'insieme dei rapporti tra la Svizzera e l'UE. Vista la decisione dell'UE del 21 dicembre 2017 di limitare a un anno il riconoscimento dell'equivalenza della borsa svizzera secondo il regolamento europeo MiFIR, il Consiglio federale non esclude di riconsiderare i lavori preparatori per un ulteriore contributo della Svizzera.</p>  Risposta del Consiglio federale.