<h2>SubmittedText<h2><p>La legge sulle epidemie (LEp; RS 818.101) deve essere integrata in modo che, in caso di chiusura delle frontiere, il Consiglio federale possa adottare i provvedimenti necessari per garantire al meglio la libertà di viaggiare e la mobilità dei frontalieri e degli abitanti con un particolare legame personale, familiare o professionale nelle regioni oltreconfine.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è tuttora consapevole della difficile situazione cui sono confrontati i frontalieri e le altre persone che, a causa delle restrizioni d'entrata e dei provvedimenti sanitari di confine volti a combattere la pandemia di COVID, hanno dovuto ridurre o interrompere i loro contatti familiari, personali o professionali. Proprio per questa ragione ha fatto e continua a fare il possibile per adottare provvedimenti proporzionati per contrastare la pandemia e, di conseguenza, non limitare la libertà di movimento, ammesso che la situazione epidemiologica lo consenta.</p><p>Le problematiche esposte dall'autrice della mozione sono già prese in considerazione nell'ambito dell'attuazione della legge sulle epidemie (LEp; RS 818.101), dell'ordinanza 3 COVID-19 (RS 818.101.24) e dell'ordinanza COVID-19 provvedimenti nel settore del traffico internazionale viaggiatori (RS 818.101.27). Pertanto, nonostante le restrizioni di viaggio in vigore nello spazio Schengen, durante la pandemia l'entrata dei frontalieri per motivi professionali è sempre stata possibile. Inoltre, in seguito al miglioramento della situazione epidemiologica in Svizzera e in Europa, il Consiglio federale aveva adottato diversi allentamenti per i viaggi all'interno dello spazio Schengen a favore delle famiglie e per motivi personali o professionali legittimi. Ciò è avvenuto nel quadro del coordinamento in atto in tutto lo spazio Schengen allo scopo di abrogare gradualmente i controlli alle frontiere interne. La libertà di movimento dei frontalieri e delle altre persone che entrano in Svizzera in provenienza dalle regioni confinanti con le quali esiste uno stretto scambio economico, sociale e culturale, è sempre stata presa in considerazione, per quanto possibile, anche per quanto riguarda i provvedimenti sanitari di confine. Non è infatti stato introdotto, per esempio per l'entrata dalle regioni di confine, l'obbligo di sottoporsi al test e alla quarantena, sebbene in queste regioni sussistesse un rischio elevato di contagio da SARS-CoV-2, e questo anche alla luce della realtà regionale in termini di diffusione della pandemia.</p><p>Il Consiglio federale si è sempre prodigato e continua a prodigarsi per coordinare e uniformare i provvedimenti transfrontalieri ai confini con i Paesi limitrofi. Il coordinamento dei provvedimenti si è svolto nel quadro di diverse piattaforme transfrontaliere e nello spazio Schengen grazie a un regolare scambio di informazioni. Anche la Svizzera ha mantenuto un margine di manovra per soluzioni indipendenti adatte alle sue esigenze.</p><p>Il Consiglio federale ritiene che non sia necessario introdurre nella LEp un disciplinamento esplicito, che limiterebbe inutilmente il margine di manovra. Infatti, non si può escludere che in futuro una pandemia più minacciosa e capace di diffondersi con maggiore celerità possa rendere comunque necessarie alcune restrizioni. Inoltre, gli opportuni provvedimenti alle frontiere interne vanno adottati nel quadro della cooperazione Schengen.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.