<h2>SubmittedText<h2><p>Il gruppo editoriale zurighese Tamedia è a un passo dal controllare più del 20 per cento del capitale azionario dell'Agenzia telegrafica svizzera (ATS). A tutela dell'indipendenza del gruppo e in conformità ai suoi statuti, il consiglio d'amministrazione della società può decidere di non registrare le azioni acquistate da Tamedia. Il Consiglio federale è invitato ad esaminare la situazione e ad intervenire per garantire la diversità e l'equilibrio interregionale dell'informazione.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è consapevole dell'importanza dell'ATS per i media e di conseguenza anche per la libera formazione delle opinioni e delle volontà in Svizzera. In risposta a vari interventi (postulato Brélaz 10.3207, Nuova fonte di finanziamento per l'Agenzia telegrafica svizzera, e interpellanza Fehr Hans-Jürg 10.3042, Il monopolio dell'ATS esige una nuova strategia) ha già espresso la sua preoccupazione relativa all'evoluzione in atto sul mercato svizzero delle agenzie stampa.</p><p>Il rilevamento di Edipresse da parte di Tamedia avviene a tappe. Dato che Edipresse e Tamedia possiedono complessivamente oltre il 20 per cento del capitale azionario, e gli statuti dell'ATS prevedono un obbligo di autorizzazione da parte del consiglio d'amministrazione qualora la partecipazione superi il 20 per cento, al termine del processo di fusione Tamedia sarà tenuta a inoltrare apposita domanda. Tuttavia, anche se il rilevamento fosse autorizzato, il Consiglio federale non vede alcun pericolo per l'indipendenza dell'ATS. Altrettanto vale per la nomina dei presidenti del consiglio d'amministrazione dei gruppi editoriali in seno al consiglio d'amministrazione dell'ATS. Tamedia non potrebbe imporre mutamenti di strategia contro la volontà degli altri azionisti o influenzare il contenuto dei servizi dell'ATS.</p><p>D'altro canto il Consiglio federale non dispone attualmente degli strumenti atti a intervenire nel modo richiesto dall'autore della mozione e non se ne prevedono neppure per il futuro. La Confederazione non detiene azioni dell'ATS e pertanto non gode della facoltà di impedire eventuali cambiamenti nel gruppo degli azionisti. Dato che la Costituzione non gli accorda i poteri necessari, il Consiglio federale ritiene impossibile un suo intervento a livello normativo. Infine, nemmeno il contratto di prestazioni tra la Confederazione e l'ATS è lo strumento appropriato per influenzare i rapporti di partecipazione in seno all'ATS.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.