<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La distinzione fra politica dei prezzi e del reddito costituisce un fattore determinante della riforma agraria avviata con il Settimo rapporto sull'agricoltura. Il cambiamento era iniziato nel 1993. Fino e compreso il 1996 diversi prezzi amministrati sono stati ridotti una o più volte. Le perdite di profitto legate a questa riduzione ammontano globalmente a 837 milioni di franchi. Nello stesso periodo i pagamenti diretti concernenti gli articoli 31a e 31b della legge sull'agricoltura sono stati aumentati di 1085 milioni di franchi. Di conseguenza i pagamenti diretti compensano la riduzione dei prezzi amministrati, senza tuttavia controbilanciare le perdite supplementari che si manifestano sui mercati senza prezzi garantiti, in particolare su quello del bestiame da macello.</p><p></p><p>In merito alle due domande il Consiglio federale risponde come segue:</p><p></p><p>Domanda 1</p><p></p><p>Le riduzioni del prezzo di produzione del latte permetteranno ai consumatori svizzeri di risparmiare circa 260 milioni di franchi:</p><p></p><p>- Per un considerevole quantitativo di prodotti lattieri la Confederazione riduce i prezzi di ritiro a livello di mercato all'ingrosso ricorrendo alla Cassa federale. A questa categoria di prodotti appartengono il burro e buona parte del formaggio. La riduzione di prezzo di questi prodotti ha quindi contribuito ad alleviare soprattutto la Cassa federale e indirettamente i contribuenti. Nel 1993, quando fu decisa per la prima volta una riduzione del prezzo di produzione di 10 centesimi per chilogrammo di latte, per rendere concorrenziale anche il burro, il prezzo di smercio all'ingrosso di questo prodotto fu diminuito a due riprese, consentendo ai consumatori di risparmiare 30 milioni di franchi circa. Con la seconda riduzione del prezzo di produzione, introdotta nel 1996, fu nel contempo aumentato di 5 centesimi il chilogrammo il supplemento sul latte trasformato in formaggio, ciò che ha reso possibili riduzioni di prezzo anche per il formaggio. La misura consentirà ai consumatori di risparmiare altri 30 milioni di franchi.</p><p></p><p>- Circa un terzo dei prodotti lattieri consumati in Svizzera vengono smerciati senza i contributi statali per la riduzione del prezzo. E' il caso del latte destinato al consumo e dei prodotti freschi, nonché della panna destinata al consumo. La traslazione dei ribassi dei prezzi di produzione è stata costantemente verificata dal controllo federale dei prezzi e - in caso di necessità - anche imposta. Per i consumatori il beneficio è stato di circa 200 milioni di franchi.</p><p></p><p>Domanda 2</p><p></p><p>Con decisione del 24 gennaio 1996 il Consiglio federale ha ridotto in media del 10 per cento i prezzi di ritiro dei cereali panificabili. I cereali destinati alla produzione di pane nel 1996 provengono tuttavia ancora dal raccolto 1995. Una diminuzione del prezzo del pane può quindi intervenire soltanto l'anno successivo. Bisogna inoltre considerare che per la vendita i cereali indigeni rappresentano ancora soltanto il 14 per cento del prezzo del pane. I prezzi di vendita effettivi vengono stabiliti dalle singole sezioni dell'Associazione svizzera dei maestri panettieri e pasticceri nonché dai grossi distributori.</p>  Risposta del Consiglio federale.