<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di valutare la possibilità di indennizzare le aziende formatrici, mediante le indennità di perdita di guadagno (IPG), per i giorni investiti nella formazione dei formatori.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nella sua risposta alla mozione Aubert 09.4255, il Consiglio federale si è già espresso contro un sovvenzionamento diretto delle aziende formatrici, poiché per la maggior parte di esse il ritorno dell'investimento nella formazione dei giovani si realizza già nel corso della formazione stessa. L'investimento "paga" in ogni caso se l'azienda continua a impiegare il/la giovane una volta conclusa la formazione, risparmiando così sui costi di reclutamento e di avviamento al lavoro. Impegnandosi nella formazione, le aziende si assicurano la disponibilità di nuove leve con una buona formazione professionale e inoltre ne traggono direttamente vantaggi finanziari. Sovvenzioni dirette penalizzerebbero invece le aziende che, per le loro dimensioni o per motivi strutturali o congiunturali, non sono in grado di offrire posti di tirocinio. Il Consiglio federale considera pertanto più efficace continuare a investire nei provvedimenti di promozione dei posti di tirocinio ad opera dei cantoni. Il Consiglio nazionale ha condiviso questo parere.</p><p>Il miglioramento della situazione sul fronte dei posti di tirocinio riveste tuttavia grande importanza per il Consiglio federale. Negli scorsi anni, ad esempio, sono stati adottati provvedimenti in collaborazione con i cantoni e le organizzazioni del mondo del lavoro miranti alla promozione dei posti di tirocinio e all'integrazione dei giovani, fra cui soluzioni transitorie, programmi di mentoring e di coaching e il "case management" (cfr. interpellanze Marra 09.3431 e Häberli-Koller 09.3499).</p><p>La copertura dei costi di formazione dei formatori mediante le indennità di perdita di guadagno (IPG), contrasterebbe, secondo il parere del Consiglio federale, con l'essenza stessa di un'assicurazione di perdita di guadagno. Già oggi le IPG sono chiamate a svolgere una molteplicità di funzioni nel settore della perdita di salario e di guadagno in caso di servizio militare, servizio civile, servizio di protezione civile o maternità. L'ampliamento delle sue funzioni graverebbe ulteriormente sulle finanze dell'assicurazione e ne ritarderebbe il risanamento. Infatti, il 1° gennaio 2011 è stato necessario aumentare i contributi salariali dallo 0,3 allo 0,5 per cento in seguito ai deficit accumulati dal 2005, anno in cui è stata introdotta l'indennità in caso di maternità. Alla luce di questi fatti il Parlamento ha respinto diversi interventi che miravano all'attribuzione di ulteriori compiti alle IPG: recentemente si è per esempio dichiarato contrario al finanziamento del congedo di paternità (mozione Nordmann 06.3662) e del congedo parentale (mozione Hiltpold 09.3187) mediante le IPG.</p><p>Viste le misure già in atto per promuovere l'attività di formazione e i costi supplementari che si possono prefigurare per le IPG e che occorrerebbe coprire mediante finanziamenti aggiuntivi con effetti negativi sull'andamento dell'economia, il Consiglio federale respinge il postulato.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.