<h2>SubmittedText<h2><p>La persistente difficile situazione monetaria mette a dura prova l'economia svizzera e in particolare il settore delle esportazioni. La posizione delle imprese svizzere sul mercato globale si è indebolita e la piazza finanziaria è esposta alle pressioni internazionali. Ulteriori pressioni sull'economia provengono dalle imprese con sede in Svizzera che nell'ambito di bandi di concorso internazionali accettano offerte di fornitori esteri anche in euro, dollari USA o lire sterline. Tra queste imprese figurano anche aziende parastatali come le FFS. Con la pubblicazione di un bando di concorso le cui offerte dovevano essere presentate inderogabilmente in euro, lo scorso autunno le FFS hanno provocato incertezza e indignazione nel settore ferroviario svizzero. La condizione posta dalle FFS crea infatti uno svantaggio competitivo importante per l'industria ferroviaria svizzera, dal momento che le imprese estere non sono più costrette a coprire il rischio di cambio con mezzi finanziari supplementari. In questo modo scompare uno degli ultimi vantaggi della nostra piazza di cui un'impresa svizzera può beneficiare. </p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale condivide il parere secondo cui aziende parastatali attive prevalentemente sul mercato nazionale debbano pubblicare bandi esclusivamente in franchi svizzeri per non pregiudicare ulteriormente l'economia svizzera?</p><p>2. Il Consiglio federale è disposto ad adoperarsi affinché le aziende parastatali attive prevalentemente sul mercato nazionale ammettano esclusivamente offerte in franchi svizzeri nell'ambito dei loro bandi di concorso? </p><p>3. Il Consiglio federale intravede la possibilità di obbligare le aziende parastatali attive prevalentemente sul mercato nazionale ad accettare esclusivamente offerte in franchi svizzeri nell'ambito dei loro bandi di concorso al fine di non svantaggiare gli offerenti svizzeri all'atto dell'aggiudicazione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il diritto in materia di acquisti pubblici (legge federale sugli acquisti pubblici [LAPub], RS 172.056.1; Accordo sugli appalti pubblici, RS 0.632.231.422; Accordo bilaterale con la comunità europea su alcuni aspetti relativi agli appalti pubblici) non prescrive la valuta in cui si devono effettuare gli acquisti. Il servizio di aggiudicazione è pertanto libero di stabilire nel proprio interesse le valute ammesse. Il fatto che per i loro acquisti le aziende parastatali ammettano talvolta anche valute estere oltre alla valuta nazionale consente loro, da un parte, di ampliare la gamma delle offerte ricevute. Questa possibilità è particolarmente importante nei casi in cui nella stessa Svizzera non vi sono offerenti o il loro numero è limitato. D'altra parte, in questo modo il servizio di aggiudicazione può sfruttare a suo vantaggio eventuali fluttuazioni monetarie se il prodotto messo a concorso viene fabbricato perlopiù all'estero e i relativi costi sono fissati nella valuta estera corrispondente. In entrambi i casi si contribuisce al rafforzamento della concorrenza e all'impiego economico dei fondi pubblici. Ciò è conforme al senso e allo scopo del diritto in materia di acquisti pubblici (art. 1 LAPub) e concretamente va anche a vantaggio della clientela delle aziende parastatali.</p><p>Se le offerte vengono accettate in diverse valute, al fine di garantire la parità di trattamento tra gli offerenti e la trasparenza della procedura, il servizio di aggiudicazione è tenuto a indicare nel bando le modalità di valutazione delle offerte (ad es. la conversione monetaria). Il Consiglio federale è del parere che questa pratica non provoca ulteriori svantaggi per il mercato nazionale fintanto che il bando di concorso ammette anche le offerte in franchi svizzeri. Secondo quanto indicato dalle FFS il bando di concorso menzionato nella presente interpellanza non autorizzava soltanto offerte in euro, bensì anche in franchi svizzeri. Il malinteso verbale sorto al riguardo tra un candidato e il servizio di aggiudicazione è stato chiarito immediatamente ed è stata informata l'associazione di categoria Swissrail.</p><p>2./3. In merito a queste domande il Consiglio federale rimanda alla sua risposta contenuta nell'analoga interpellanza Graber Jean-Pierre 15.3086. In particolare l'esecutivo è del parere che le aziende parastatali possano conseguire al meglio gli obiettivi strategici (servizio universale, mantenimento del valore e della forza economica a lungo termine), se esso rispetta le competenze del consiglio d'amministrazione e della direzione aziendale rinunciando a impegnarsi in questioni operative. Questo approccio corrisponde anche ai principi centrali del governo d'impresa della Confederazione. Tutti gli oneri supplementari che vanno al di là del mandato principale delle unità autonome della Confederazione provocano costi che si ripercuotono sulla produttività delle imprese della Confederazione e che, in definitiva, sono contrari all'interesse pubblico. Per questo motivo il Consiglio federale non ritiene opportuno obbligare le aziende ad accettare esclusivamente offerte in franchi svizzeri.</p>  Risposta del Consiglio federale.