<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale può confermare che per la gestione di terreni ubicati all'estero (zona di frontiera) vengono versati pagamenti diretti finanziati dai contribuenti svizzeri? In caso affermativo, a quanto ammontano gli importi erogati annualmente? Intende sopprimere questa pratica aberrante?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Da decenni per la coltivazione di terreni nei Paesi confinanti con la Svizzera vigono accordi speciali con i singoli Stati, che tengono conto delle condizioni particolari delle regioni frontaliere. Nel quadro del traffico rurale di confine, entro la zona di confine profonda 10 chilometri o della zona economica estera, i cosiddetti prodotti greggi del suolo quali cereali, foraggi, barbabietole da zucchero, frutta e verdura possono essere importati in franchigia e senza autorizzazione, a condizione che vengano importati da gestori che vivono nella zona di confine svizzera e sono proprietari o affittuari del terreno. La stessa norma si applica anche alle aziende estere con superfici in Svizzera.</p><p>Per le misure di politica agricola viene fatta una distinzione tra superfici gestite per tradizione familiare e non. Per superfici gestite per tradizione familiare si intendono le superfici coltivate ininterrottamente almeno dal 1° maggio 1984 da un agricoltore con residenza e centro dell'azienda nella zona di confine svizzera. Le superfici che vengono coltivate dalla Svizzera dal 1° maggio 1984, invece, sono superfici non gestite per tradizione familiare. </p><p>Dall'introduzione dei contributi di coltivazione e dei pagamenti diretti vengono stanziati contributi di superficie per la gestione di terreni coltivati per tradizione familiare nella zona economica estera. Per evitare un'estensione delle superfici, i cantoni tengono un registro. Tali superfici sono iscritte anche nel piano alimentare. Le aliquote di contributo sono il 75 per cento di quelle nazionali. Nel 2006 sono stati erogati circa 4,9 milioni di franchi a 600 aziende. Per tutte le altre superfici coltivate all'estero, non per tradizione familiare, non vengono stanziati contributi. Inoltre dal 2006 vengono dedotti eventuali pagamenti UE.</p><p>Mediante l'attuale disciplinamento vengono indennizzate le prestazioni fornite nell'interesse generale da aziende situate al confine, che da generazioni, spesso per condizioni naturali (tracciato dei confini nazionali), gestiscono per tradizione superfici oltre frontiera. Tale disciplinamento è stato confermato anche in occasione del dibattito sulla legge del 18 marzo 2005 sulle dogane. La superficie all'estero rappresenta per molte aziende una parte considerevole della superficie aziendale e quindi della loro base esistenziale. Senza i contributi per le superfici coltivate per tradizione familiare sarebbe minacciata l'esistenza di numerose aziende. Pertanto il Consiglio federale non prevede alcun cambiamento a riguardo.</p>  Risposta del Consiglio federale.