<h2>SubmittedText<h2><p>Il rendimento del patrimonio nel quadro della previdenza professionale è uno dei fattori che influenzano di più l'importo delle rendite. Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. È vero che dal 1998 gli averi previdenziali svizzeri, investiti prevalentemente in fondi attivi, hanno registrato un rendimento netto inferiore di circa 150 miliardi di franchi rispetto agli investimenti passivi con una quota azionaria del 40 per cento, come nel caso dell'indice Pictet 40?</p><p>2. Perché gli istituti di previdenza svizzeri investono in fondi passivi soltanto il 30 per cento (fonte: Swisscanto) del loro patrimonio? (A titolo di confronto: per Publica gli investimenti passivi raggiungono il 70 % del patrimonio, per il fondo sovrano norvegese il 100 % - con un rendimento medio su dieci anni di oltre il 6 %). Come valuta la FINMA questa situazione?</p><p>3. È vero che gli investimenti attivi comportano emolumenti fino a quattro volte superiori rispetto a quelli passivi?</p><p>4. La FINMA o un'altra autorità ha il compito di verificare l'efficienza e l'efficacia dei risultati degli investimenti e di tutelare gli interessi degli assicurati? In caso negativo, perché?</p><p>5. Come si può garantire che le eccedenze conseguite siano dichiarate correttamente (senza emolumenti occulti per gli assicuratori) e vadano agli assicurati?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Da un confronto tra l'andamento medio del rendimento degli istituti di previdenza secondo la statistica delle casse pensioni e quello dell'indice Pictet LPP 40 plus risulta che negli anni favorevoli l'indice Pictet LPP 40 plus registra tendenzialmente un rendimento migliore, mentre negli anni sfavorevoli sono gli istituti di previdenza a presentare un miglior risultato. Questo significa che gli istituti di previdenza investono in media in modo più prudente, ad esempio optando per una maggiore percentuale di immobili, il che ha un effetto stabilizzante. In una prospettiva a lungo termine, dall'inizio del 2006 all'ottobre 2022, il rendimento dell'indice Pictet LPP 40 plus è stato del 2,94 per cento e quella degli istituti di previdenza del 2,80 per cento.</p><p>Tuttavia, nella prassi riprodurre l'indice Pictet LPP 40 plus non sarebbe una strategia d'investimento adatta a tutti gli istituti di previdenza, in particolare per quelli con una capacità di rischio fortemente limitata. Gli istituti di previdenza investono parte del loro patrimonio in categorie d'investimento non contemplate dall'indice Pictet LPP 40 plus. Investendo il loro patrimonio, gli istituti di previdenza non devono soltanto mirare a conseguire un rendimento conforme alle condizioni di mercato, ma anche garantire la liquidità, la ripartizione dei rischi e la sicurezza.</p><p>2. Le statistiche ufficiali della Confederazione non distinguono tra stili d'investimento attivi e passivi, né si esprimono sui motivi che inducono a preferire uno stile all'altro. Le disposizioni in materia di investimenti contenute nella legge federale sulla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (LPP; RS 831.40) e nell'ordinanza sulla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (RS 831.441.1) consentono in linea di principio entrambi gli stili d'investimento. La scelta in materia è di esclusiva competenza dell'organo supremo dell'istituto di previdenza, che è anche responsabile per gli investimenti del patrimonio e le prestazioni. Inoltre, nel settore istituzionale, la delimitazione tra investimenti attivi e passivi non è sempre evidente; ad esempio, esistono strategie attive che vengono implementate con fondi indicizzati passivi. Inoltre, le strategie attive e passive non sono adeguate in tutte le situazioni. Soprattutto negli investimenti alternativi, dove i costi sono piuttosto elevati, vengono spesso effettuati investimenti attivi, mentre per gli indici azionari ampiamente diversificati si prediligono le strategie passive. Di conseguenza, spesso l'elemento decisivo per il livello delle spese di amministrazione del patrimonio non è tanto il rapporto tra investimenti attivi e passivi, quanto l'allocazione del patrimonio, in particolare per quanto riguarda la quota di investimenti alternativi.</p><p>3. Se si parte dalla premessa che le spese riflettono l'onere, in linea di principio i portafogli gestiti attivamente dovrebbero essere più costosi di quelli gestiti passivamente. Tuttavia, non esistono statistiche ufficiali sulle differenze in termini di spese e di rendimento tra i singoli stili d'investimento.</p><p>4. Le autorità di vigilanza LPP sono competenti per la vigilanza sugli istituti di previdenza; l'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA) è responsabile, tra l'altro, per la vigilanza, da un lato, sulle imprese di assicurazione e sulla riassicurazione da esse accordata agli istituti di previdenza e, dall'altro, sulle banche, sulle società di intermediazione mobiliare, sulle direzioni dei fondi e sui gestori di patrimoni collettivi che gestiscono i valori patrimoniali degli istituti di previdenza. Le autorità di vigilanza LPP verificano la legalità degli investimenti del patrimonio. Finché gli istituti di previdenza rispettano il quadro definito dalla legge e dall'ordinanza, per principio i risultati degli investimenti non vengono messi in discussione. L'autorità di vigilanza deve intervenire se il patrimonio di previdenza non viene utilizzato in modo appropriato, ad esempio se viene investito in un sistema piramidale. La responsabilità dell'investimento del patrimonio incombe all'organo supremo dell'istituto di previdenza, che è composto in modo paritetico da rappresentanti dei lavoratori e dei datori di lavoro, al fine di garantire una gestione efficace ed efficiente di tale investimento nell'interesse di tutti.</p><p>La FINMA non ha il compito di esaminare l'efficienza e l'efficacia dei risultati degli investimenti operati dalle imprese di assicurazione o dalle imprese incaricate dagli istituti di previdenza che sono autorizzate a gestire patrimoni collettivi (in particolare banche, società di intermediazione mobiliare, direzioni dei fondi e gestori di patrimoni collettivi), poiché il suo mandato si limita alla verifica del rispetto dei requisiti legali e normativi. Tuttavia, una politica d'investimento inefficace può indicare il mancato rispetto di requisiti normativi più ampi (riguardanti p. es. la gestione dei rischi, la governance, gli obblighi di diligenza e di lealtà). In questi casi, entrerebbero in linea di conto altre attività di vigilanza (come il dialogo di vigilanza o la verifica sul posto).</p><p>5. Nel settore della previdenza professionale delle società di assicurazione sulla vita, la FINMA approva le tariffe e le condizioni generali di assicurazione. I premi che ne derivano non possono essere abusivi, né possono mettere a rischio la solvibilità della società. Le imprese di assicurazione devono rispettare la quota di distribuzione del 90 per cento per i contratti di riassicurazione (fatta eccezione per i contratti stop-loss) della previdenza professionale che non prevedono una partecipazione alle eccedenze. La quota minima determina l'importo minimo da attribuire al fondo delle eccedenze. Gli importi in questione devono essere distribuiti agli stipulanti al massimo entro cinque anni. La distribuzione delle eccedenze è descritta in un piano delle eccedenze, che tuttavia non sottostà all'approvazione della FINMA.</p><p>I valori del conto d'esercizio, compresa la prova del rispetto della quota minima, soggetta ad approvazione, vengono pubblicati annualmente.</p>  Risposta del Consiglio federale.