<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a imporre una moratoria sul rilascio di nuovi permessi per frontalieri (permesso G) per la durata di validità delle misure di lotta contro la pandemia di COVID-19.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Dall'inizio della crisi, il Consiglio federale ha cercato di adottare una strategia equilibrata, che tenga conto delle esigenze sanitarie, di quelle economiche e degli obblighi internazionali della Svizzera.</p><p>In un primo tempo ha deciso di introdurre, dal 13 marzo 2020, tutte le restrizioni d'entrata e di soggiorno necessarie per impedire la diffusione del coronavirus e preservare le capacità del sistema sanitario svizzero. Le conseguenti restrizioni all'Accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC; RS 0.142.12.681) sono compatibili con l'articolo 5 dell'Allegato I all'ALC. L'introduzione di una moratoria sul rilascio di nuovi permessi per frontalieri nel momento in cui si registra un miglioramento della situazione sanitaria sarebbe pertanto contraria all'ALC.</p><p>Il fatto che l'ALC non sia stato sospeso nonostante la crisi ha permesso in particolare al personale del settore della sanità di continuare a entrare in Svizzera per recarsi al lavoro nelle regioni di frontiera. Ai fini di un ritorno progressivo alla normalità, il 29 aprile, il 27 maggio e il 12 giugno 2020 il Consiglio federale ha deciso di allentare a tappe queste restrizioni, parallelamente alla riapertura dell'economia. Ogni tappa è stata preceduta da un'analisi dettagliata dei rischi che teneva conto della situazione sanitaria.</p><p>Il Consiglio federale ha inoltre adottato numerose misure al fine di mitigare lo choc economico conseguente alla pandemia. Il mantenimento dei posti di lavoro e la rapida ripresa dell'economia sono al centro della sua strategia. Per questo motivo ha in particolare adeguato le condizioni di ricorso al lavoro ridotto e previsto diverse forme di sostegno in favore delle imprese e degli indipendenti. L'economia svizzera continua a dipendere dalla manodopera straniera nei settori in cui non riesce a reclutare in Svizzera il personale necessario. Nel contempo, si tratta di provvedere affinché i datori di lavoro svizzeri continuino a utilizzare in maniera sistematica il potenziale offerto dalla manodopera presente nel Paese. Per questo motivo il Consiglio federale ha riattivato dall'8 giugno 2020 l'obbligo di annunciare i posti vacanti.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.