<h2>SubmittedText<h2><p>1. Il Consiglio federale come spiega il massiccio aumento delle scorte di burro, nonostante il numero delle vacche da latte sia in calo e il foraggio invernale nella media?</p><p>2. Il Consiglio federale ritiene che ci sia una correlazione tra l'aumento dei quantitativi di burro e la sostituzione dei grassi nel latte in polvere destinato ai vitelli con olio di palma o altre componenti grasse a basso costo?</p><p>3. Il Consiglio federale sa che diverse organizzazioni di acquirenti di latte hanno annunciato che l'anno prossimo assegneranno ai contadini nuovi diritti di fornitura del latte sulla base del latte fornito nel 2013 e nel 2014 (p. es. Aaremilch, ZMP)? Quante migliaia di fornitori potranno aumentare i propri quantitativi in questo modo?</p><p>4. Come "integrazione alla segmentazione" (cit. PSL) la PSL vuole accaparrarsi il latte del segmento C e distribuirlo sul mercato mondiale. La fornitura di latte C in eccesso, però, in base al contratto standard dovrebbe essere facoltativa per tutti i produttori di latte. Inoltre, con il basso ricavato di questo latte sarebbe possibile smerciare questi quantitativi sul mercato mondiale senza fondi aggiuntivi. Perché questo sistema non funziona?</p><p>5. Quali conseguenze il Consiglio federale considera per evitare la massiccia sovrapproduzione nel settore del latte?</p><p>La montagna di burro in continua crescita, come conseguenza di volumi di produzione di latte troppo elevati, ha il potenziale per far scoppiare uno scandalo, soprattutto se si dovesse anche scoprire che il latte destinato ai vitelli viene integrato con olio di palma e altre componenti grasse a basso costo, e mette in pericolo il consenso nei confronti della politica agricola. Le critiche e i dubbi verso il sistema dei contratti standard per l'acquisto di latte crudo si fanno forti. L'obbligo contrattuale ha lo scopo di evitare l'immissione sul mercato di latte per il quale non esiste una domanda alla fine della catena, salvo fluttuazioni in una determinata fascia. Questo è assolutamente normale.</p><p>I produttori riferiscono che il sistema del contratto di fornitura viene eluso mediante quantitativi fittizi. Questo sarebbe un abuso al quale la Confederazione dovrebbe reagire considerato che il Consiglio federale è responsabile del corretto funzionamento del nuovo sistema attraverso il conferimento dell'obbligatorietà generale. Ciò è importante anche per un'attuazione credibile della PA 2014-2017 e crea fiducia.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La causa principale dell'aumento delle scorte di burro sono le elevate forniture di latte degli ultimi mesi. Nel periodo gennaio-febbraio 2014 sono state commercializzate circa 24 416 tonnellate di latte, ovvero il 4,4 per cento in più rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Anche per marzo e aprile 2014 si delinea un aumento delle forniture di latte rispetto agli stessi mesi del 2013. A gennaio e febbraio 2014 il prezzo alla produzione svizzero del latte ammontava in media a 69,02 ct./kg, il che rappresenta un aumento di 7,1 centesimi rispetto allo stesso periodo del 2013 (+11,5 per cento). Il prezzo del latte comparativamente buono è certamente uno dei motivi principali dell'aumento dei quantitativi di latte commercializzati. È più vantaggioso, ad esempio, utilizzare alimenti concentrati, oltre al foraggio di base, quando i prezzi del latte sono elevati rispetto a quando sono bassi. Nella banca dati sul traffico di animali (BDTA) migliaia di vacche da latte erano state erroneamente registrate con l'utilizzazione "altre vacche", per cui nella statistica non comparivano come vacche da latte. Identitas AG, che gestisce la BDTA su mandato della Confederazione, ha individuato questo errore a inizio 2014 e corretto retroattivamente la statistica. A marzo 2014 risultano pertanto registrate 590 840 vacche da latte, vale a dire un effettivo all'incirca della stessa portata di quello rilevato nel marzo 2013, ossia 596 826 vacche da latte.</p><p>2. Per quanto riguarda i grassi utilizzati nella produzione di latte in polvere destinato ai vitelli, si tratta principalmente di grassi di suini e di bovini di elevata qualità, alimentari, completamente raffinati e di produzione svizzera, cui si aggiunge una piccola quota (importata) di olio di cocco. Ad eccezione degli esigui quantitativi di latte intero in polvere, nella produzione di latte in polvere destinato ai vitelli non è utilizzata alcuna materia grassa proveniente dal latte. Per il Consiglio federale non vi è quindi alcuna relazione tra le crescenti scorte di burro e la composizione del latte in polvere per i vitelli. </p><p>3. Il Consiglio federale non dispone di cifre che attestino quanti produttori di latte hanno potuto o potranno aumentare i loro diritti di fornitura sulla base dei quantitativi di latte forniti nel 2013 o nel 2014. Poiché la Confederazione, dalla soppressione del contingentamento lattiero con effetto al 1° maggio 2009, non emana più prescrizioni sui quantitativi di latte prodotti, soltanto le organizzazioni di produttori di latte dispongono di tali informazioni.</p><p>4. Sulla base delle forniture di latte piuttosto basse rispetto al 2012, nel 2013, secondo la valutazione dell'organizzazione di categoria Interprofessione Latte (IP Latte), solo lo 0,3 per cento del quantitativo totale di latte commercializzato è stato acquistato come latte del segmento C. Per il 2014 non ci sono ancora cifre concrete sulla segmentazione. Si può tuttavia supporre che tra gennaio e marzo 2014 sia stato acquistato e trasformato solo un quantitativo esiguo di latte proveniente dal segmento C. Il burro in giacenza è quindi stato fabbricato utilizzando soprattutto latte dei segmenti A e B acquistato a prezzi elevati. Senza acquistare latte del segmento C ai prezzi del mercato mondiale non è possibile fabbricare prodotti in eccedenza (burro, latte scremato in polvere) che possono essere venduti direttamente sul mercato mondiale. Il passaggio, nell'acquisto di latte, a una maggiore quota di latte del segmento C richiede tuttavia un certo tempo, poiché gli addetti alla trasformazione devono dapprima prendere atto delle eccessive forniture di latte e l'acquisto di latte del segmento C deve essere annunciato ai settori a monte, ossia commercio di latte e produzione lattiera. La categoria ha individuato il problema e ci sono, ad esempio, segnali che singoli addetti alla trasformazione, a partire da aprile 2014, hanno stipulato accordi con i loro fornitori di latte relativi al segmento C. Il Consiglio federale ritiene che vadano valutate criticamente le integrazioni alla segmentazione che possono creare falsi incentivi e quindi ridurre la sua efficacia.</p><p>5. La determinazione dei quantitativi e dei prezzi sul mercato lattiero spetta agli attori del mercato. Il Consiglio federale, mediante l'estensione del contratto standard e del regolamento sulla segmentazione del mercato lattiero ai non membri della IP Latte fino al 30 giugno 2015 sostiene, in maniera sussidiaria, le misure di solidarietà del settore lattiero. Nell'ambito delle possibilità legali ha pertanto sfruttato le competenze esistenti per evitare la sovrapproduzione nel settore lattiero. Spetta quindi a quest'ultimo eseguire correttamente la segmentazione del mercato lattiero.</p>  Risposta del Consiglio federale.