<h2>SubmittedText<h2><p>1. Trova giusto che la Posta venda sul suo portale on line utensili da cucina, attrezzature per il giardinaggio, articoli da bagno, nonché una quantità imprecisata di biancheria da letto? Se sì, quali sono le ragioni?</p><p>2. I prodotti di terzi menzionati sono in vendita su diversi shop on line privati. Questi offerenti privati non subiscono una concorrenza eccessiva da parte della Posta? Il Consiglio federale non ritiene che ci sia una distorsione della concorrenza?</p><p>3. Perché la limitazione di prodotti di terzi fino a fine 2016 menzionata dal Consiglio federale non viene applicata anche allo shop on line della Posta?</p><p>4. Il postulato della Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni del Consiglio nazionale menziona esplicitamente anche lo shop on line. Per adempiere il postulato non sarebbe quindi stato opportuno stabilire un'offerta moderata di prodotti di terzi negli obiettivi strategici della Posta? In caso di risposta negativa, perché no?</p><p>5. Entro quando sarà rielaborata l'offerta di postshop.ch, menzionata nel rapporto del Consiglio federale?</p><p>6. Il Consiglio federale rimarrà del parere che dovrà essere applicata anche per lo shop on line l'analoga restrizione prevista per i prodotti di terzi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Dal 2000 la Posta vende prodotti cosiddetti di terzi nei suoi uffici postali al fine di sfruttare le superfici finora inutilizzate. Dal 2005 vende questo genere di prodotti anche attraverso il proprio shop on line. Con l'obiettivo di incrementare il commercio, la Posta mette la sua piattaforma Internet a disposizione delle imprese private, che la utilizzano come canale di distribuzione. La vendita di prodotti di terzi viene disciplinata da una base legale, contribuisce a finanziare il servizio universale (che la Posta deve fornire autofinanziandosi) e assicura posti di lavoro.</p><p>2. Le attività economiche della Posta sui mercati liberalizzati sono volute dal legislatore. La Posta realizza nel frattempo quasi il 90 per cento del proprio fatturato in regime di concorrenza. Il cosiddetto divieto di sovvenzionamento trasversale vieta alla Posta di utilizzare gli introiti provenienti dal monopolio per ridurre i prezzi delle prestazioni al di fuori dei due mandati di servizio universale. La PostCom vigila sul rispetto del divieto di sovvenzionamenti trasversali. La Commissione della concorrenza, dal canto suo, può effettuare nel quadro della legge sui cartelli inchieste in caso di pratiche illecite di imprese che dominano il mercato. Il Consiglio federale affronterà la questione delle imprese parastatali in concorrenza con le imprese private nel suo rapporto in adempimento a due postulati: il postulato del gruppo liberale-radicale 12.4172, "Garantire la libertà economica e combattere le distorsioni della concorrenza create dalle imprese statali", e il postulato Schilliger 15.3880, "Lo Stato fa concorrenza all'economia? Urgono chiarimenti". In questo rapporto, il Collegio spiegherà quali sono le possibili distorsioni della concorrenza che possono scaturire.</p><p>3. Alla fine del 2015, la Posta ha deciso un nuovo posizionamento dei prodotti di terzi negli uffici postali e di offrire solo prodotti e prestazioni di terzi che hanno un legame con i servizi della Posta. Come menzionato nel rapporto del Consiglio federale del 9 dicembre 2016 in adempimento del postulato della Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni del Consiglio nazionale 15.3377, "Moderazione nella commercializzazione di prodotti di terzi da parte della Posta svizzera", alla fine del 2016 la modifica dell'assortimento di prodotti di terzi in vendita sullo shop on line della Posta non si era ancora conclusa, ma era stata solo avviata. Stando alle sue indicazioni, la Posta sta attualmente rielaborando anche l'offerta disponibile sul portale "postshop.ch". L'obiettivo è adeguare l'offerta a quella ora prevista negli uffici postali.</p><p>4. Nel suo rapporto summenzionato del 9 dicembre 2016, il Consiglio federale è giunto alla conclusione che non sussiste nessuna necessità di integrare a riguardo una nuova prescrizione negli obiettivi strategici 2017-2020 della Posta, visto e considerato che la Posta ha già proceduto nel 2016 a un nuovo posizionamento dei prodotti di terzi negli uffici postali e che ha pure intenzione di moderare l'offerta del proprio shop on line.</p><p>5. Come menzionato nella risposta alla domanda 3, la Posta sta attualmente rielaborando anche la sua offerta dello shop on line, adattandola ai prodotti disponibili negli uffici postali. A seguito di contratti in corso con fornitori e dei termini di disdetta da considerare, il nuovo posizionamento dell'offerta avverrà gradualmente nel corso dell'anno.</p><p>6. Il Consiglio federale dirige la Posta fissandone gli obiettivi strategici. In linea di massima, il Consiglio federale non interferisce nell'attività operativa della Posta e di conseguenza nella gestione dell'assortimento dei prodotti. La Posta adeguerà di sua iniziativa l'offerta sullo shop on line a quella prevista negli uffici postali.</p>  Risposta del Consiglio federale.