<h2>SubmittedText<h2><p>Il programma di protezione del clima sui combustibili liquidi rinnovabili va analizzato per accelerare le procedure. Dato che la situazione attuale mi preoccupa, vorrei cogliere l'occasione per porre le domande seguenti.<br>1. Perché non si cerca un approccio più pragmatico e proficuo per attuare rapidamente il programma?<br>2. Visto l'impatto significativo e immediato sul clima, perché l'UFAM non si impegna maggiormente nel programma sui combustibili rinnovabili?<br>3. Sarebbe possibile lanciare il programma e, dopo un anno, tracciare un bilancio per apportare modifiche congiunte?&nbsp;<br>4. Perché la strategia del DATEC rinuncia sistematicamente a questa opzione di riduzione, perdendo così l'opportunità di abbattere le emissioni di CO2?<br>Per raggiungere gli obiettivi ambiziosi fissati nella legge sul CO2 occorrono anche strumenti adeguati.</p><p>Nel 2022, il 39,3 per cento di tutti gli edifici residenziali in Svizzera è stato riscaldato a nafta, mentre utilizzando combustibili liquidi rinnovabili sarebbe già possibile contribuire a ridurre le emissioni di gas serra. L'aumento della quota di compensazione nazionale svizzera è una misura poco costosa che può essere attuata immediatamente, senza modifiche all'infrastruttura esistente.</p><p>L'UDSC, l'ente di normazione e i produttori di sistemi di riscaldamento sono pronti a utilizzare i combustibili rinnovabili. Tuttavia, affinché questi possano essere inclusi negli obiettivi climatici della Svizzera, è necessario che l'UFAM elabori un programma.</p><p>BioFuels Svizzera ha presentato un progetto per l'attuazione di questo programma già nel 2015. Una prima domanda di programma è stata respinta nel 2019 e la seconda è in fase di trattamento dal 2020. Negli ultimi anni, si osserva che l'UFAM e l'UFE danno particolare risalto ai potenziali ostacoli e che c'è scarso interesse a eliminarli.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><div><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">1-2) Negli ultimi anni la Segreteria Compensazione, gestita congiuntamente dall'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) e dall'Ufficio federale dell'energia (UFE), insieme all'Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC) ha reso possibile l'impiego di biocombustibili come misura nel quadro di un progetto di compensazione.</span><span style="font-family:Arial; font-style:italic"> </span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">La domanda di BioFuels Svizzera per un programma sui biocombustibili citata nell'interpellanza è stata presentata all'UFAM il 31 maggio 2021. In media l'elaborazione dell'autorizzazione per i progetti di compensazione richiede circa tre mesi. Tuttavia questo programma sui biocombustibili presenta interfacce complesse che, per evitare l'imputazione multipla di riduzioni delle emissioni a diversi strumenti di politica climatica ed energetica («doppi conteggi»), vanno assolutamente chiarite con il richiedente. Questo processo è ancora in corso. Nel progetto respinto nel 2019, anch'esso citato nell'interpellanza, a rappresentare un punto critico era in particolare la tracciabilità dell'impiego di biocombustibili fino al cliente finale. Il futuro registro dei biocarburanti e biocombustibili, che verrà elaborato dall'UFE e dall'UFAM entro il 1° gennaio 2025, dovrebbe essere in grado di garantire tale tracciabilità. </span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial; -aw-import:ignore">&#xa0;</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">3) La Segreteria Compensazione è tenuta a trattare allo stesso modo tutte le domande di autorizzazione per progetti. Trattandosi di un progetto di compensazione, occorre che siano adempiuti integralmente i requisiti di cui nell'ordinanza sul CO2 (RS</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">641.711),</span><span style="line-height:150%; font-family:Arial; font-size:7.33pt; vertical-align:sub"> </span><span style="font-family:Arial">altrimenti non è possibile avviarlo. Pertanto, tutti i progetti di compensazione devono presentare un piano di monitoraggio realizzabile già prima dell'autorizzazione.</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial; -aw-import:ignore">&#xa0;</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">4) Non si rinuncia sistematicamente a questo tipo di riduzioni. Come spiegato nella risposta alle prime due domande, questo programma presenta interfacce complesse per le quali si sta sviluppando una procedura in collaborazione con l'UDSC e i richiedenti. Perché la decarbonizzazione del sistema energetico abbia successo è importante sfruttare in modo sostenibile il potenziale limitato di preziosi vettori di bioenergia. La disponibilità, presumibilmente scarsa, e la facilità di stoccaggio rendono i combustibili liquidi un'alternativa particolarmente interessante laddove ne esistono poche. Sebbene l'impiego di sistemi di riscaldamento individuali nell'ambito del calore comfort non vi rientrerebbe esplicitamente, al momento attuale questo non rappresenta un motivo per respingere un progetto di compensazione.</span></p></div>