<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di gestire nella maniera seguente i beni d'armamento dell'esercito per il momento non più necessari per i nuclei di potenziamento:</p><p>1. il materiale che può ancora risultare necessario per il potenziamento va immagazzinato e deve essere oggetto di manutenzione;</p><p>2. il materiale non più necessario per il potenziamento è ceduto dalla Confederazione conformemente alla seguente regolamentazione delle priorità:</p><p>a. vendita a Paesi non colpiti da un embargo dell'ONU o dell'OSCE;</p><p>b. rivendita al fabbricante o allo Stato costruttore. Eventualmente, se possibile, i pertinenti contratti devono essere conclusi già al momento dell'acquisto; </p><p>c. vendita a organizzazioni internazionali per utilizzazione nel quadro di impieghi di pace. </p><p>3. Il materiale non più necessario che non può essere venduto perché non soddisfa nessuno dei criteri menzionati deve essere eliminato. Il pertinente incarico deve essere assegnato conformemente ai principi della libera concorrenza economica.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale concorda con l'autore della mozione sul principio che l'ulteriore utilizzazione di materiale eccedente dell'esercito, segnatamente la sua disattivazione o liquidazione, deve essere regolata sulla base di criteri chiari ed esaustivi. Il Consiglio federale ritiene tuttavia che tali criteri sono già attualmente presenti e applicati, nel rispetto delle disposizioni legali, nel quadro dei processi "Messa fuori servizio" e "Gestione del materiale" eseguiti dal DDPS. Il materiale dell'esercito giunto al termine del ciclo di impiego è sottoposto a verifica in ordine al suo cambiamento di utilizzazione o ulteriore impiego.</p><p>Il Consiglio federale si esprime come segue in merito ai tre criteri proposti:</p><p>1. L'immagazzinamento concerne principalmente gli ancora recenti sistemi principali "carro armato Leopard 87", "obice blindato 79/95" e "carro armato granatieri 63/89" (carro armato granatieri 63/89 migliorato). Il capo del DDPS ha incaricato il settore dipartimentale Difesa, in relazione all'ulteriore sviluppo dell'esercito, di disattivare tali sistemi nel quadro della messa fuori servizio e di immagazzinarli con il minor onere possibile a beneficio del potenziamento. Il genere di nuova utilizzazione o la disattivazione saranno stabiliti nelle concezioni, ancora da elaborare, per la messa fuori servizio specifiche ai sistemi.</p><p>2. Il materiale non più necessario è venduto nel quadro delle opzioni legali e politiche. L'autorità competente per accordare l'autorizzazione è la SECO, la quale, in coordinazione con il DFAE, verifica per ogni singolo caso la presenza delle condizioni necessarie per l'esportazione. </p><p>Il principio di rivendere al fabbricante o allo Stato costruttore il materiale non più necessario è previsto nella decisione del Consiglio federale del 10 marzo 2006 sulle competenze e procedure relative al trattamento delle esportazioni di materiale bellico. La conclusione di accordi di smaltimento al momento dell'acquisto di materiale è sottoposta a verifica caso per caso. L'impossibilità di determinare la fine della durata di utilizzazione del materiale e i rischi risultanti dall'imprevedibilità delle leggi e prescrizioni vigenti (soprattutto nel settore dell'ambiente) al momento della messa fuori servizio, rischi che un fornitore deve assumersi e coprire con relativi costi, rendono spesso difficoltosi simili accordi.</p><p>Di regola, nel quadro di impieghi di pace, le organizzazioni internazionali non sono disposte a pagare per ottenere materiale il quale è di regola messo a disposizione da parte degli Stati partecipanti alle missioni (cfr. risposta del Consiglio federale alla mozione Engelberger, 06.3502 "Eccedenza di materiale bellico per le missioni di pace dell'ONU e dell'OSCE").</p><p>3. Questo principio figura nella decisione del Consiglio federale menzionata sopra. Occorre sottolineare che il materiale non più necessario è anche offerto a musei e collezionisti. Il principio di economicità, infine, è parte integrante delle singole concezioni per la messa fuori servizio.</p><p>Alla luce di queste considerazioni, il Consiglio federale propone di respingere la mozione. In caso di accettazione della mozione da parte della prima Camera, il Consiglio federale è disposto a sottoporre alla seconda Camera la proposta di trasformare la mozione in un mandato di esame.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.