<h2>SubmittedText<h2><p>Le auto elettriche godono di sempre maggiore attenzione e interesse da parte del pubblico e la loro popolarità è destinata ad aumentare. Lo testimoniano l'annuncio da parte di quasi tutte le case automobilistiche dell'arrivo di nuovi modelli nei prossimi due, tre anni, i massicci investimenti in ricerca e sviluppo, il crollo dei prezzi degli accumulatori agli ioni di litio, le batterie di nuova generazione a più alta densità energetica dal 2020, l'automazione dei veicoli e norme antiinquinamento più severe a partire dal 2020. Anche gli scenari illustrati nella strategia energetica 2050 danno per certa una rapida espansione del mercato dei veicoli elettrici. </p><p>Questa crescita è accompagnata dalla produzione di nuovi dispositivi di ricarica da parte di aziende private, che in assenza di standard vincolanti si differenziano sul piano tecnico, ma anche per utilizzo, modalità di pagamento e tipi di prese e connettori. Ne consegue il proliferare di sistemi compatibili talvolta solo con determinate marche di veicoli, anche presso stazioni di servizio di autostrade, e di molteplici unità di misurazione della corrente. Per quella più in uso, il chilowattora, rimangono ancora da chiarire aspetti sia tecnici che legali.</p><p>Va aggiunto altresì che sempre più spesso l'accesso alle aree di ricarica è ostruito dalla presenza di veicoli non a trazione elettrica.</p><p>Questa situazione costituisce un ostacolo alla diffusione delle auto elettriche e un freno al settore, il cui sviluppo è invece auspicato da numerose aziende svizzere.</p><p>Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Come garantire la presenza lungo la rete stradale nazionale di stazioni di ricarica universali?</p><p>2. In che modo la Confederazione ritiene di poter favorire il coordinamento tra tutti gli operatori coinvolti?</p><p>3. Come regolamentare in tempo utile i punti ancora in sospeso concernenti normazione, standardizzazione e certificazione delle stazioni di ricarica?</p><p>4. Come assicurare l'accesso esclusivo delle aree di ricarica ai veicoli elettrici?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel rapporto del 13 maggio 2015 sulla mozione CAPTE-N 12.3652, "Mobilità elettrica. Masterplan per uno sviluppo intelligente", il Consiglio federale si è già espresso in merito allo sviluppo di una rete di ricarica rapida lungo le strade nazionali ed è stato inoltre incaricato di esaminarne i requisiti necessari nel postulato CTT-N 14.3997, "Presupposti per la creazione di una rete di ricarica rapida per veicoli elettrici lungo le strade nazionali", e nell'interpellanza Büchler Jakob 15.3743, "Stazioni di rifornimento elettrico nelle aree di servizio autostradali". Le conclusioni saranno presentate nel rapporto sul postulato 14.3997.</p><p>Il Consiglio federale ribadisce il sostegno a iniziative private e cantonali a favore di tale rete e risponde come segue all'interpellanza:</p><p>1. Nell'aprile 2015 la Confederazione ha raccomandato ai cantoni di realizzare un sistema di ricarica universale con modalità semplici di accesso e pagamento, senza tuttavia limitare inutilmente l'iniziativa privata e autorizzando quindi soluzioni specifiche di singoli operatori.</p><p>2. La Confederazione svolge già un ruolo attivo di coordinamento tra gestori di aree di servizio (cantoni), concessionari, associazioni e privati.</p><p>3. Prese e connettori sono già oggetto di adeguata e sufficiente normazione: un ulteriore grado di standardizzazione che andasse oltre le raccomandazioni di tipo tecnico (v. punto 1) potrebbe rivelarsi controproducente in quanto scarsamente aderente alle realtà locali (ad es. per la potenza di ricarica). Il Consiglio federale non ritiene inoltre la certificazione delle stazioni un ambito di propria competenza.</p><p>4. L'ordinanza del 5 settembre 1979 sulla segnaletica stradale (SR 741.21) contempla già la possibilità di riservare aree ad uso esclusivo dei veicoli con ricarica. La segnaletica nelle aree di servizio e di sosta è disciplinata dalla Confederazione, ma spetta ai cantoni farla rispettare.</p>  Risposta del Consiglio federale.