<h2>SubmittedText<h2><p>Si chiede al Consiglio federale di elaborare una legge che garantisca il rispetto degli adesivi applicati sulle cassette delle lettere che vietano la pubblicità. La legge deve contemplare i seguenti elementi:</p><p>1. Sanzioni in caso di inosservanza da parte delle agenzie pubblicitarie;</p><p>2. Una tassa obbligatoria per i distributori che devono farsi carico anche del costo dello smaltimento dei relativi rifiuti generati.</p><p>In un'epoca in cui le autorità pubbliche premono affinché la popolazione compia semplici gesti per preservare il pianeta o addirittura modifichi il proprio stile di vita per salvaguardarlo, occorre far sapere con urgenza che migliaia di persone hanno fatto propri, da parecchi anni ormai, certi semplici comportamenti e che questi sono del tutto vani se la loro efficacia non viene garantita. È il caso degli adesivi applicati sulle cassette delle lettere che vietano la pubblicità. Molte economie domestiche fanno lo "sforzo" di applicarli, ma vengono ignorati.</p><p>Nel caso dei prospetti, il rispetto del divieto di pubblicità è affidato alla buona volontà delle imprese distributrici. Per questo, una legge che garantisca l'efficacia degli adesivi prevedendo sanzioni per le imprese di distribuzione che non li rispettano, diventa indispensabile.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Conformemente alla legislazione postale, gli invii pubblicitari non indirizzati fanno parte dei cosiddetti servizi liberi della Posta. Pertanto, questa prestazione non sottostà alla regolamentazione della legislazione postale e può essere offerta da più operatori. Oltre alla Posta e agli operatori postali titolari di una concessione sono presenti sul mercato anche numerosi altri fornitori di prestazioni.</p><p>Di norma, gli invii pubblicitari non indirizzati non sono recapitati se una cassetta delle lettere è munita dell'adesivo "Pubblicità? No grazie". Tuttavia, questo principio conosce alcune deroghe sulle quali si sono accordate le società incaricate del recapito e le organizzazioni dei consumatori. Sono stati definiti criteri restrittivi in base ai quali le società di recapito possono, in via eccezionale, recapitare gli invii non indirizzati in tutte le cassette delle lettere, anche in quelle provviste dell'adesivo che vieta la pubblicità. Si tratta in particolare di invii delle autorità, di pubblicazioni ufficiali e di invii di partiti politici. Il rispetto degli adesivi che vietano la pubblicità e la distribuzione corretta degli invii, conformemente ai criteri summenzionati, sono garantiti dalle società di recapito in base al principio dell'autodisciplina.</p><p>Se le società di recapito dovessero partecipare ai costi di smaltimento degli invii non indirizzati, la concorrenza con gli altri supporti pubblicitari che non devono farsi carico di questa tassa (p. es. inserzioni nei quotidiani, nei settimanali e nei periodici) risulterebbe distorta. Per ciò che concerne lo smaltimento della carta, si può affermare che in Svizzera si ricicla il 75 per cento della carta usata. Inoltre, con un accordo quadro in vigore dal 2007, stipulato dall'Associazione dei comuni svizzeri e dall'Unione delle città svizzere in collaborazione con l'Ufficio federale dell'ambiente e gli acquirenti di carta straccia, è stato regolamentato l'indennizzo della raccolta della carta nei comuni.</p><p>L'attuazione di sanzioni in virtù di una legge sugli adesivi che vietano la pubblicità come pure il computo di una tassa di smaltimento comporterebbero un onere eccessivo. Infatti, occorrerebbe rilevare i dati di tutte le società di recapito, definire un catalogo dettagliato dei criteri per la riscossione di emolumenti e, in caso di sanzioni, procedere a ricerche complesse. In questo modo verrebbe creato un nuovo compito statale che implicherebbe nuovi costi.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.