B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i ch t T ri b u n a l ad m i n i s t r a t i f f éd é r a l T ri b u n a l e am m i n i s t r a t i vo f e d e r a l e T ri b u n a l ad m i n i s t r a t i v fe d e r a l Corte IV D-6872/2024 S e n t e n z a d e l 2 5 n o v e m b r e 2 0 2 4 Composizione Giudice Manuel Borla, giudice unico, con l'approvazione del giudice Grégory Sauder; cancelliere Matteo Piatti. Parti A._______, nata il (…), Afghanistan, patrocinata da Lena Schulthess, AsyLex, (…), ricorrente, contro Segreteria di Stato della migrazione (SEM), Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore. Oggetto Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (paese terzo sicuro - art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi); decisione della SEM del 23 ottobre 2024. D-6872/2024 Pagina 2 Fatti: A. Il 6 settembre 2024, l’interessata , giunta in Svizzera con la figlia maggio- renne H. H. (cfr. incarto N […]), vi ha presentato una domanda d’asilo. Dalle informazioni contenute nella banca dati europea di rilevamento delle im- pronte digitali (Eurodac) è risultato che, il 25 giugno 2024, la richiedente è stata interpellata in Grecia dove, il giorno successivo, ha depositato una domanda d'asilo. Agli atti sono stati inoltre depositati il titolo di viaggio greco rilasciato l’8 agosto 2024 (valido fino al 7 agosto 2029) nonché il permesso di soggiorno per rifugiati rilasciato dalla Grecia in stessa data (valido fino al 7 luglio 2027). Il 19 settembre 2024, la Segreteria di Stato della migra- zione (di seguito: SEM) ha quindi effettuato con l'interessata un colloquio in merito al rinvio verso uno Stato terzo sicuro, nel contesto del quale è stato concesso il diritto di essere sentito in relazione al suo stato di salute, alla possibile non entrata nel merito della domanda d'asilo secondo l'art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi (RS 142.31), nonché al prospettato allontana- mento dalla Svizzera verso la Grecia. Lo stesso giorno, l’autorità inferiore ha inoltre presentato alle competenti autorità greche una domanda di riam- missione della richiedente conformemente alla Direttiva 2008/115/CE del Parlamento europeo e del Consiglio recante le norme e procedure comuni applicabili negli Stati membri al rimpatrio di cittadini di paesi terzi il cui sog- giorno è irregolare (GU L 348/98 del 24 dicembre 2008; di seguito: direttiva ritorno) e all'Accordo bilaterale di riammissione tra la Grecia e la Svizzera per le persone a beneficio di una protezione inte rnazionale (Accordo tra il Consiglio federale svizzero e il Governo della Repubblica ellenica concer- nente la riammissione di persone in situazione irregolare [RS 0.142.113.729]). Il 27 settembre 2024, la Grecia ha accettato la riam- missione dell’interessata, confermando che quest’ultima ha ottenuto lo sta- tuto di rifugiata in Grecia l’8 luglio 2024, unitamente ad un permesso di soggiorno valido fino al 7 luglio 2027. Con scritto del 23 ottobre 2024, la rappresentanza legale ha infine presentato alla SEM il suo parere legale relativo al progetto di decisione negativa datato il 21 ottobre precedente. B. Con decisione del 23 ottobre 2024, notificata il giorno successivo, la SEM non è entrata nel merito della domanda d'asilo e ha pronunciato l'allonta- namento dell’interessata dalla Svizzera, incaricando il Cantone di B._______ dell’esecuzione di quest’ultima misura e disponendo la conse- gna degli atti procedurali conformemente al relativo indice. D-6872/2024 Pagina 3 C. Con ricorso del 31 ottobre 2024, presentato congiuntamente – in un unico atto di causa – a quello della figlia H.H. (oggetto di una separata procedura di cui all’incarto D-6873/2024), l’interessata avversa la decisione succitata dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) con- cludendo principalmente all’annullamento della stessa, alla trattazione nel merito della sua domanda d’asilo e, in subordine, alla concessione dell’am- missione provvisoria in Svizzera, alla restituzione degli atti alla SEM per nuova istruzione oppure alla raccolta di specifiche garanzie da parte delle autorità elleniche. Sul piano procedurale, ella chiede il conferimento dell’ef- fetto sospensivo al ricorso, la sospensione in via supercautelare del suo allontanamento, la congiunzione della sua procedura di ricorso con quella della figlia e la concessione dell’assistenza giudiziaria, nel senso dell’esen- zione dal versamento delle spese processuali e del relativo anticipo, con protesta di tasse e spese. Al gravame non sono stati acclusi nuovi mezzi di prova. Diritto: 1. 1.1 Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF, in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 1.2 Il ricorso, presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 3 LAsi) contro una decisione in materia di asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31‒ 33 LTAF), è di principio ammissibile sotto il profilo degli artt. 5, 48 cpv. 1 lett. a-c non- ché 52 cpv. 1 PA. Occorre pertanto entrare nel merito del gravame. 1.3 I ricorsi manifestamenti infondati, come quello in esame, sono decisi da un giudice unico con l'approvazione di un secondo giudice e la sentenza è motivata soltanto sommariamente (artt. 111 lett. e cum 111a cpv. 2 LAsi). Nello specifico, il Tribunale rinuncia inoltre allo scambio degli scritti in virtù dell'art. 111a cpv. 1 LAsi. 1.4 Il ricorso è presentato in lingua tedesca nonostante la decisione impu- gnata è stata redatta in italiano. Tuttavia, non essendovi ragioni per sco- starsi dalla regola sancita all’art. 33 a cpv. 2 PA, applicabile per rimando degli artt. 6 LAsi e 37 LTAF , il procedimento si svolgerà in italiano , posto inoltre che l’incarto della SEM presenta una consistente documentazione in questa lingua. D-6872/2024 Pagina 4 2. In materia d’asilo, il potere di cognizione del Tribunale e le censure ammis- sibili sono disciplinati dall’art. 106 cpv. 1 LAsi (art. 62 cpv. 4 PA; cfr. DTAF 2014/1 consid. 2; 2014/26 consid. 5 secondo cui, in materia di diritto degli stranieri, resta censu rabile l’inadeguatezza ai sensi dell’art. 49 PA). Se adito su ricorso contro una decisione di non entrata nel merito di una do- manda d’asilo, il Tribunale si limita inoltre ad esaminare la fondatezza di tale decisione (cfr. DTAF 2012/4 consid. 2.2; 2009/54 consid. 1.3.3; 2007/8 consid. 5). 3. 3.1 Nella decisione impugnata, la SEM rileva anzitutto che, in virtù della sua qualità di rifugiata, la ricorrente avrebbe già ottenuto in Grecia un valido titolo di soggiorno e che, il 27 settembre 2024, detto Paese avrebbe accet- tato la domanda di riammissione sul proprio territorio. Inoltre, il Consiglio federale avrebbe designato la Grecia come Stato terzo sicuro ai sensi dell’art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi. In virtù dell’art. 31 a cpv. 1 lett. a LAsi , tali circostanze imporrebbero pertanto di non entrare nel merito della domanda d’asilo in oggetto. Inoltre, considerate le dichiarazioni relative alle vicende occorse durante il precedente soggiorno in Grecia e allo stato valetudinario della ricorrente, quest’ultima potrebbe rientrare nello Stato in parola senza temere trattamenti contrari agli impegni di diritto internazionale pubblico della Svizzera o un allontanamento in violazione del divieto di respingi- mento. Ella non apparterrebbe dipoi alla categor ia delle persone partico- larmente vulnerabili, poiché le sue affezioni non sarebbero gravi ai sensi della sentenza di riferimento del Tribunale E-3427/2021 e E-3431/2021 del 28 marzo 2022. L’insorgente potrebbe altresì rivolgersi alle competenti au- torità greche per far valere i diritti derivanti dal suo statuto di rifugiat a al beneficio della protezione internazionale, segnatamente per cercare un la- voro e un alloggio, rispettivamente per ottenere la necessaria assistenza medica. In questo senso , l’esecuzione del suo allontanamento sarebbe ammissibile, possibile e ragionevolmente esigibile. 3.2 L’insorgente avversa tuttavia la valutazione della SEM, ribadendo an- zitutto quanto già espresso in sede d’audizione e nel parere legale del 23 ottobre 2024 (cfr. ricorso, pagg. 5-6). Ella rimprovera dipoi SEM di non aver debitamente considerato la situazione del sistema d’asilo e d’acco- glienza ellenico. In particolare, facendo riferimento a diversi rapporti di or- ganizzazioni non governative che evidenzierebbero gravi problematiche in diversi ambiti, la ricorrente afferma che, in caso di ritorno in Grecia, sussi- sterebbe il rischio di essere esposta a maltrattamenti pubblici in ragione della vulnerabilità del suo sesso femminile, poiché senzatetto, e di non aver D-6872/2024 Pagina 5 accesso ad un alloggio adeguato, alle cure mediche di base, ai necessari servizi sanitari nonché all’assistenza per l’integrazione sociale ed econo- mica (cfr. idem pagg. 6-11). Tali circostanze, contrarie all’art. 3 CEDU, sa- rebbero comprovate dal fatto che sarebbe stata già costretta a dormire in un parco pubblico, che non avrebbe avuto un completo accesso ai tratta- menti medici e che le autorità non l’avrebbero assistita dopo il conferimento del permesso di soggiorno (cfr. idem pagg. 5-6). L’allontanamento dalla Svizzera non sarebbe quindi ammissibile e ragionevolmente esigibile (cfr. idem pag. 11). 4. 4.1 In virtù dell’art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi, non si entra nel merito della do- manda d’asilo se il richiedente può ritornare in uno Stato terzo sicuro se- condo l’art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi nel quale aveva soggiornato precedente- mente. Si tratta di Paesi nei quali il Consiglio federale ritiene che vi sia un effettivo rispetto del principio di “non-refoulement” ai sensi dell’art. 5 cpv. 1 LAsi, tra i quali figura anche la Grecia (art. 2 cpv. 2 unitamente all’allegato 2 dell’ordinanza 1 sull’asilo relativa a questioni procedurali dell’11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]). Tale principio presuppone imperativamente la ratifica ed il rispetto della CEDU, della Convenzione sullo statuto dei rifu- giati (Conv. Rifugiati, RS 0.142.30) o di norme giuridiche equivalenti (cfr. DTAF 2010/56 consid. 3.2). È inoltre necessario che lo Stato in esame ab- bia garantito la riammissione del richiedente nei confronti d elle autorità svizzere preposte all’asilo. Senza tale garanzia, l’allontanamento verso lo Stato terzo non può infatti essere eseguito (cfr. DTAF 2010/56 con- sid. 5.2.2; FF 2002 6087, 6125). La giurisprudenza ha dipoi precisato come non vi sia luogo di entrare nel merito della domanda d’asilo se la persona interessata, che avrebbe manifestamente la qualità di rifugiato (art. 31 a cpv. 4 LAsi), ha già ottenuto l’asilo o una protezione effettiva comparabile in uno Stato terzo designato come sicuro dal Consiglio federale (cfr. DTAF 2010/56 consid. 5 e 5.4, che si basa sull’analisi del vecchio art. 34 LAsi). 4.2 Nel caso concreto, va rilevato che l’8 luglio 2024 la Grecia ha ricono- sciuto alla ricorrente la qualità di rifugiat a e le ha concesso la protezione internazionale unitamente a d un permesso di soggiorno. Il 27 settembre 2024, su richiesta della Svizzera, le autorità elleniche hanno inoltre accet- tato la riammissione dell’interessata sul proprio territorio (cfr. atto SEM n. […]-19/2). Tali elementi non sono stati peraltro contestati nel ricorso. 4.3 Ciò posto, il Tribunale giudica che le condizioni legali dell’art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi risultano pacificamente ottemperate. È quindi a giusto titolo che la SEM non è entrata nel merito della domanda d'asilo dell’insorgente. D-6872/2024 Pagina 6 5. Se respinge la domanda d’asilo o non entra nel merito, la SEM pronuncia generalmente l’allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l’esecuzione, te- nendo però conto del principio dell’unità della famiglia (art. 44 LAsi). Nella fattispecie, la ricorrente non adempie alle condizioni in virtù delle quali l’au- torità inferiore avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l’allontanamento dalla Svizzera (art. 14 cpv. 1 e 2 cum art. 44 LAsi nonché art. 32 OAsi 1; DTAF 2013/37 consid. 4.4; 2009/50 consid. 9) e, conseguentemente, il Tri- bunale conferma la pronuncia dell’allontanamento. 6. 6.1 L’art. 83 della legge sugli stranieri e la loro integrazione del 16 dicembre 2005 (LStrI, RS 142.20), applicabile per rinvio dell'art. 44 LAsi, dispone che l'esecuzione dell'allontanamento – contestata nel gravame (cfr. ricorso, pag. 11) – dev’essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr). Qualora non sia adempiuta una di queste condizioni, la SEM dispone l'ammissione prov- visoria in Svizzera (art. 83 cpv. 1 LStrI). 6.2 6.2.1 Giusta l’art. 83 cpv. 3 LStrI , l'esecuzione dell'allontanamento non è ammissibile quando comporta una violazione degli impegni di diritto inter- nazionale pubblico della Svizzera. Detta norma non si esaurisce nel princi- pio del divieto di respingimento. Infatti, anche altri impegni di diritto inter- nazionale possono risultare ostativi all'esecuzione del rimpatrio, in partico- lare l'art. 3 CEDU o l'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti (Conv. Tortura, RS 0.105). In proposito, la Corte europea dei diritti dell'uomo (Corte EDU) ha più volt e ribadito che la sola possibilità di subire dei maltrattamenti dovuti a una si- tuazione di insicurezza generale o di violenza generalizzata nel Paese di destinazione non è tuttavia sufficiente per ritenere una violazione dell'art. 3 CEDU. Spetta infatti all'interessato provare o rendere verosimile l'esistenza di seri motivi che permettano di ritenere ch ’egli correrà un reale rischio ("real risk") di essere sottoposto, nel Paese verso il quale sarà allontanato, a trattamenti contrari a detti articoli (cfr. DTAF 2013/27 consid. 8.2 e relativi riferimenti). Il Tribunale ha inoltre ritenuto che, in punto all'ammissibilità dell'esecuzione dell'allontanamento verso la Grecia, vi sono sì ostacoli alla stessa ma uni- camente a condizioni molto severe (cfr. sentenza di riferimento del Tribu- nale E-3427/2021, E-3431/2021 del 28 marzo 2022 consid. 11.2). Infatti, si D-6872/2024 Pagina 7 può partire dal presupposto che, essendo la Grecia firmataria della CEDU, della Conv. tortura e della Conv. rifugiati, essa rispetti di principio gli obbli- ghi di diritto internazionale. Certamente, da informazioni a disposizione di questo Tribunale, risulta che i beneficiari della protezione sussidiaria, così come i rifugiati, incorrono nel rischio di vivere in condizioni precarie. Tutta- via, non risulta da fonti affidabili e concordi che la Grecia abbia adottato una pratica di discriminazione sistematica – rispetto ai suoi cittadini – verso i beneficiari dello statuto di rifugiato o dalla protezione sussidiaria nell'ac- cesso all'occupazione, all'assistenza sociale, all'assistenza sanitaria, all'i- struzione e all'alloggio. Il Tribunale ha altresì rilevato che, nonostante sus- sistano delle carenze nel sistema di accoglienza, non vi è luogo di conclu- dere che i beneficiari di protezione internazionale si trovino in tale Paese, in maniera generale (indipendentemente quindi dalle fattispecie concrete), totalmente dipendenti dall'aiuto pubblico, confrontati al l'indifferenza delle autorità oppure in una situazione di privazione o di mancanza di assistenza incompatibile con la dignità umana (cfr. sentenza di riferimento E-3427/2021 e E-3431/2021 consid. 9 e 11.2; confermata a più riprese, ex pluris sentenze del TAF D-4625/2024 del 20 agosto 2024 consid. 6.2.3.2; D-1522/2024 del 14 marzo 2024 consid. 10.2.1; D-628/2024 del 9 febbraio 2024 consid. 11.3). 6.2.2 6.2.2.1 Nel caso concreto, la ricorrente è rinviata in uno Stato terzo desi- gnato come sicuro da parte del Consiglio fe derale (art. 6 a cpv. 2 lett. b LAsi), ossia uno Stato nel quale vi è una presunzione di rispetto degli im- pegni di diritto internazionale pubblico, tra cui il rispetto del principio di non respingimento ai sensi dell'art. 5 cpv. 1 LAsi, così come del princi pio del divieto della tortura sancito dall'art. 3 CEDU e dall'art. 3 della Conv. Tortura. 6.2.2.2 Inoltre, posta l’assenza di ulteriori elementi avvalorati da riscontri documentali, le allegazioni per cui l’interessata sarebbe stata accolta in Grecia in pessime c ondizioni senza un completo accesso alle cure e si sarebbe ritrovata in serie difficoltà nella ricerca di un alloggio e di un lavoro, poiché allontanata dal centro di accoglienza ed essendo costretta a dor- mire in un parco pubblico , non risultano dirimenti per il giudizio (cfr. atto SEM n. 18/7). Infatti, i beneficiari della protezione internazionale possono contare sulle garanzie derivanti dalla Direttiva 2011/95/UE del Parlamento e del Consiglio del 13 dicembre 2011 recante norme sull’attribuzion e, a cittadini di paesi terzi o apolidi, della qualifica di beneficiario di protezione internazionale, su uno status uniforme per i rifugiati o per le persone aventi titolo a beneficiare della protezione sussidiaria, nonché sul contenuto della protezione riconosciuta (rifusione; GU L 337/9 del 20.12.2011 [di seguito: D-6872/2024 Pagina 8 direttiva qualificazione]). Quest’ultima è stata trasposta dalla Grecia nel di- ritto nazionale interno con decreto presidenziale (P .D.) 141/2013, pubbli- cato nella gazzetta ufficiale A 226/21.10.2013. Gli obblighi della Grecia nei confronti dei beneficiari di protezione, derivanti dal diritto europeo, impon- gono inoltre l'accesso all'occupazione, all'istruzione, all'assistenza sociale, all'assistenza sanitaria, all'accesso all'alloggio e agli strum enti di integra- zione (cfr. capo VII [contenuto della protezione internazionale] della diret- tiva qualificazione). In caso di violazione dei diritti sanciti dalla CEDU, le persone interessate possono inoltre adire i tribunali greci e, in ultima istanza, la Corte EDU (art. 34 CEDU). 6.2.2.3 Va altresì ribadito che l’8 luglio 2024 la Grecia ha riconosciuto alla ricorrente lo statuto di rifugiata, rilasciandole un permesso di soggiorno con validità fino al 7 luglio 2027. Il 27 settembre 2024, lo Stato in parola ha inoltre accettato la riammissione dell’insorgente sul proprio territorio (cfr. atto SEM n. 19/2). Ne discende ch’ella potrà rivolgersi alle competenti autorità per far valere i diritti che le spettano. Dagli atti di causa non emer- gono inoltre elementi per concludere che, in caso di allontanamento, le sue prospettive future, considerate dal punto di vista materiale, fisico o psico- logico, denotino un rischio, sufficientemente reale e imminente, di priva- zioni di una gravità tale da rientrare nell’ambito di applica zione dell'art. 3 CEDU. Le gara nzie internazionali succitate potranno infatti permettere all’interessata – nonostante il suo preteso analfabetismo – l’accesso ad un alloggio, al mercato del lavoro e al sistema sanitario laddove necessario. Del resto, malgrado abbia evidenziato di non aver ricevuto alcun aiuto da parte dello stato ellenico una volta ottenuto il permesso di soggiorno, l’in- sorgente non si è mai rivolta alle autorità greche per far valere i suoi diritti (cfr. atto SEM n. 18/7). Per questi motivi, l’interessata non sarà confrontata con una situazione d’emergenza di carattere esistenziale oppure espost a a trattamenti vietati dalle norme di diritto internazionale. 6.2.2.4 Inoltre, non risultano validi elementi per ritenere che lo stato vale- tudinario dell’insorgente, di cui si dirà in seguito (cfr. consid. 6.3 infra), rien- tri nei casi straordinari e di estrema gravità contemplati dalla restrittiva giu- risprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo (cfr. sentenza della CorteEDU Paposhvili contro Belgio del 13 dicembre 2016 [GC], 41738/10, §181 segg., confermata nella sentenza Savran contro Danimarca del 7 di- cembre 2021 [GC], 57467/15, §§ 121 segg.; DTAF 2017 VI/7 consid. 6.2). D-6872/2024 Pagina 9 6.2.2.5 Infine, con sentenza odierna di cui all’incarto D-6873/2024, il Tribu- nale ha respinto anche il ricorso presentato da H.H. (figlia maggiorenne), sicché il presente giudizio non comporta alcuna separazione dell’insor- gente dalla sua famiglia nucleare. 6.2.3 L’esecuzione dell’allontanamento risulta quindi ammissibile. 6.3 6.3.1 Secondo l’art. 83 cpv. 4 LStrI, l’esecuzione dell’allontanamento non può essere ragionevolmente esigibile qualora, nello Stato d’origi ne o di provenienza, lo straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo a seguito di situazioni quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza medica. 6.3.2 Ai sensi dell’art. 83 cpv. 5 LStrI, l’allontanamento verso i paesi UE/AELS è da ritenersi di principio esigibile e tale presunzione legale può essere sovvertita solo se la persona interessata rende verosimile che, per delle ragioni personali, varrebbe il contrario (cfr. sentenza di riferimento del Tribunale D-559/2020 del 13 febbraio 2020 consid. 9). A tal fine, essa deve presentare seri indizi che, con riferimento al caso specifico, le autorità dello Stato in questione vìolino il diritto internazionale, non le concedano la ne- cessaria protezione o la espongano a condizioni di vita disumane, oppure che sul suo territorio si troverebbe in una situazione d’emergenza esisten- ziale a causa di circostanze individuali di natura sociale, economica o sa- nitaria (cfr. sentenze del TAF D-628/2024 del 9 febbraio 2024 consid. 12.2; D-4606/2022 del 9 dicembre 2022 consid. 6.4; D-911/2021 del 25 maggio 2022 consid. 9.3). 6.3.3 Il Tribunale ha inoltre statuito che l’esecuzione dell’allontanamento di persone beneficiarie della protezione internazionale in Grecia rimane esi- gibile anche se trattasi di persone vulnerabili, quali ad esempio donne in- cinte o persone che soffrono di problemi di salute, che non sono da consi- derare come malattie gravi (cfr. sentenza di riferimento del Tribunale E-3427/2021 e E -3431/2021 del 28 marzo 2022 consid. 11.3 –11.5.1). La giurisprudenza ha fissato dei criteri più rigidi soltanto per i nuclei familiari e per le persone particolarmente vulnerabili, quali i minorenni non accompa- gnati o persone il cui stato di salute è compromesso in modo particolar- mente grave, tale da esporsi ad un rischio di cadere, in modo duraturo, in gravi difficoltà poiché non in grado di rivendicare con le proprie forze i loro diritti (cfr. idem consid. 11.5.2-11.5.3). D-6872/2024 Pagina 10 6.3.4 Nel caso concreto, la ricorrente è maggiorenne e, fino alla pronuncia della decisione impugnata, ha lamentato unicamente un disturbo funzio- nale gastro intestinale (probabilmente riconducibile al cambio di alimenta- zione rispetto al Paese d’origine), una gonalgia bilaterale di origine poli fat- toriale, nonché un dolore articolare alle ginocchia per il quale è stata stabi- lita una terapia antalgica e consigliata una perdita di pesa (cfr. atto SEM n. 13/2). Il 28 ottobre 2024, ella è stata nuovamente visitata in ragione di di- sturbi gastro-intestinali, nausea e cefalea, attualmente in trat tamento con (…) (cfr. atto SEM n. 27/2). Ciò posto, il Tribunale conclude che le affezioni suindicate non sono su- scettibili, dal profilo della loro gravità, di porre concretamente e seriamente in pericolo la sua vita o la sua salute a breve termine in cas o di un suo ritorno in Grecia. Pur non volendo in alcun modo minimizzare i dolori ad- dominali e articolari addotti, non si ravvisano infatti elementi a dimostra- zione del fatto ch’ella non sarebbe capace di rivolgersi ai competenti servizi ellenici al fine di ottenere, in quanto titolare della protezione internazionale, un alloggio nonché un adeguato accesso alle cure. In proposito, va osser- vato che la Grecia dispone delle strutture mediche sufficienti che possono dispensare i trattamenti necessari allo stato di salute dell’insorgente; quest’ultima ha infatti accesso alle cure mediche sulla base delle stesse condizioni valide per i cittadini greci (art t. 2 lett. b e g cum 30 par. 1 della direttiva qualificazione; cfr. sentenza di riferimento precitata E -3427/2021 e E-3431/2021 consid. 8-9.10; ex pluris sentenze del TAF D-1522/2024 del 14 marzo 2024 consid. 11.2.3; D -628/2024 del 9 febbraio 2024 consid. 12.5.3). 6.3.5 Per queste ragioni, l’esecuzione dell’allontanamento si rivela pure ra- gionevolmente esigibile. 6.4 Infine, non risultano dipoi impedimenti dal profilo della possibilità dell’esecuzione dell’allontanamento ai sensi dell’art. 83 cpv. 2 LStrI. 6.5 Per il resto, conviene rinviare alle motivazioni contenute nella decisione impugnata, alla quale può essere prestata adesione (art. 109 cpv. 3 LTF per rinvio dell’art. 4 PA; decisione avversata, pagg. 5-10). 6.6 In esito, le richieste subord inate di giudizio tendenti alla concessione dell’ammissione provvisoria in Svizzera e all’ottenimento di garanzie spe- cifiche da parte delle autorità greche vanno respinte poiché infondate (cfr. in questo senso, ex pluris sentenze del TAF E-5745/2024 del 25 set- tembre 2024 consid. 7.7; E-5645/2024 del 18 settembre 2024 consid. 8.8). D-6872/2024 Pagina 11 7. Visto quanto precede, la SEM non ha violato il diritto federale e neppure accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). La decisione avversata non è inoltre inadeguata per quanto attiene all’esecuzione dell’allontanamento (art. 49 PA). Il ricorso va pertanto respinto. 8. Avendo il Tribunale statuito nel merito del gravame, le domande procedu- rali tendenti alla all’esenzione dal versamento di un ant icipo equivalente alle presunte spese processuali e alla congiunzione della causa con la pa- rallela procedura di ricorso della figlia H. H. (incarto TAF D -6873/2024) sono divenute senza oggetto. Per contro, le richieste deputate alla conces- sione dell’effetto sospensivo al ricorso e alla sospensione supercautelare dell’esecuzione dell’allontanamento si rivelano irricevibili, in quanto il ri- corso ha per legge effetto sospensivo (art. 55 cpv. 1 PA) e quest’ultimo non è stato tolto dall’autorità inferiore nei dispositivi della decisione impugnata. 9. Posto che le richieste di giudizio contenute nel ricorso erano sprovviste di probabilità di successo, va inoltre respinta la domanda di assistenza giudi- ziaria, nel senso della dispensa dal versamento delle spese processuali (art. 65 cpv. 1 PA). 10. Visto l’esito della vertenza, le spese processuali di CHF 750.– sono quindi poste a carico della ricorrente soccombente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché artt. 1-3 del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause di- nanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS -TAF, RS 173.320.2]). 11. La presente sentenza non può essere impugnata con ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 LTF) ed è pertanto definitiva. (dispositivo alla pagina seguente) D-6872/2024 Pagina 12 Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun- cia: 1. Il ricorso è respinto. 2. La domanda di assistenza giudiziaria è respinta. 3. Le spese processuali di CHF 750. – sono poste a carico della ricorrente. Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministra- tivo federale entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sentenza. 4. Questa sentenza è comunicata alla ricorrente, alla SEM e all'autorità can- tonale competente. Il giudice unico: Il cancelliere: Manuel Borla Matteo Piatti Data di spedizione: