<h2>SubmittedText<h2><p>Su mandato della Confederazione, l'EAWAG ha recentemente pubblicato uno studio, il cui obiettivo principale consiste nel determinare quanti tipi di pesticidi sono presenti in cinque corsi d'acqua svizzeri. A seguito dei risultati emersi, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Lo studio ha esaminato cinque corsi d'acqua. I risultati delle analisi sono rappresentativi dello stato dei corsi d'acqua svizzeri come afferma il comunicato stampa dell'EAWAG?</p><p>2. I valori limite dell'Unione europea sono comparabili con quelli svizzeri? In caso positivo, i nostri risultati sono stati comparati con studi simili condotti in Paesi europei e, in questo caso, a quali conclusioni si è giunti? </p><p>3. Sono state identificate e quantificate finora altre eventuali fonti di inquinamento, non agricole, legate all'utilizzo di prodotti fitosanitari (ad es. orti familiari, spazi pubblici o strade ferrate)? In caso negativo, la Confederazione intende effettuare analisi dettagliate sulle altre fonti di inquinamento? </p><p>4. Il Consiglio federale intende disciplinare l'utilizzo di prodotti fitosanitari da parte di privati? </p><p>5. Quali altre sostanze microinquinanti sono presenti nei corsi d'acqua? Quali sono le fonti di questo tipo di inquinamento? Quali misure vengono adottate per cercare di contrastarle? </p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. I cinque fiumi svizzeri di portata medio-grande analizzati nello studio in questione rappresentano insieme diverse migliaia di chilometri di corsi d'acqua del nostro Paese, in cui defluiscono le acque provenienti da zone agricole e urbane paragonabili per intensità di sfruttamento. Nei corsi d'acqua più piccoli la Confederazione, i cantoni e i ricercatori (EAWAG, PFL) hanno rilevato concentrazioni ancora più elevate di pesticidi. Lo studio EAWAG dà un'ulteriore conferma del fatto che l'inquinamento prodotto dai pesticidi è uno dei principali responsabili del diffuso impoverimento della varietà delle specie presenti nelle acque.</p><p>2. Nell'ordinanza del 1998 sulla protezione delle acque (OPAc, RS 814.201) venne fissato, in virtù del principio di precauzione e della soglia di rilevamento degli strumenti di misurazione allora disponibili, un valore limite di 0,1 microgrammi/litro per tutti i pesticidi, ad oggi ancora valido. Non si è mai ricorsi finora alla possibilità, contemplata nell'ordinanza, di fissare altri valori in base alla valutazione di singole sostanze nell'ambito della procedura di autorizzazione. Dal 2000, nell'UE i pesticidi e i microinquinanti particolarmente pericolosi presenti nelle acque vengono valutati singolarmente, ossia attraverso standard di qualità ambientale (SQA) basati sulle caratteristiche specifiche ed ecotossicologiche di ogni sostanza. Se gli SQA vengono superati, non può più essere garantita una protezione adeguata dell'ambiente acquatico e devono pertanto essere adottate misure che limitino le immissioni di sostanze inquinanti.</p><p>Dallo studio EAWAG è emerso che 31 pesticidi superano il valore limite ammesso nel nostro Paese (0,1 microgrammi/litro), mentre 19 oltrepassano gli SQA. Attraverso un metodo paragonabile a quello adottato nell'UE sono stati quindi individuati 19 pesticidi particolarmente problematici per l'ambiente acquatico. Questo metodo consente di adottare in via prioritaria delle misure per lottare contro i microinquinanti particolarmente problematici, garantendo un'applicazione più efficace dell'ordinanza. Il Consiglio federale sta pertanto valutando la possibilità di introdurre anche in Svizzera un sistema di valutazione della qualità delle acque basato su analisi specifiche per ogni microinquinante, pesticidi inclusi.</p><p>3./4./5. Negli ultimi anni la Confederazione, i cantoni e i ricercatori (EAWAG, PFL) hanno condotto analisi molto approfondite delle acque svizzere per valutarne il grado di inquinamento da microinquinanti (farmaci per uso umano, pesticidi ecc.). Dai risultati emerge che i microinquinanti immessi attraverso le acque di scarico depurate e i pesticidi utilizzati in agricoltura (che si immettono attraverso dilavamento e convogliamento) costituiscono il principale fattore di inquinamento, e il recente studio dell'EAWAG ne è la conferma. La quantità di pesticidi impiegata nei vivai, negli orti privati, negli impianti sportivi e nelle aree industriali è per contro molto più contenuta che non in agricoltura (v. "Umweltziele Landwirtschaft", UFAM/UFAG, 2008, pag. 124, disponibile anche in francese, con sintesi in italiano) e, nel complesso, ha un ruolo minore per l'inquinamento delle acque.</p><p>Il Parlamento e il Consiglio federale hanno riconosciuto la portata del problema costituito dall'inquinamento da microinquinanti e hanno già adottato diverse contromisure. È stato disposto, ad esempio, che gli impianti di depurazione delle acque di scarico vengano adeguati per garantire un ulteriore livello di depurazione. L'Ufficio federale dell'agricoltura sta attualmente stilando una lista di pesticidi adatti per essere usati anche dal privato cittadino. Nel quadro della risposta al postulato Hêche 12.3090 si stanno valutando misure da adottare alla fonte. Ogni anno in Svizzera vengono impiegate in agricoltura 2200 tonnellate di pesticidi e si pensa quindi a un piano d'azione (come previsto nel rapporto in adempimento del postulato Moser 12.3299) che riduca i rischi per l'ambiente derivanti da tale situazione. Il piano potrà certo contenere anche misure per limitare i rischi provocati dai pesticidi usati dai privati, tuttavia per ridurre sensibilmente l'inquinamento delle acque servono soprattutto misure efficaci in agricoltura.</p>  Risposta del Consiglio federale.