<h2>SubmittedText<h2><p>L'Ufficio federale delle abitazioni pubblica regolarmente le cifre globali e le cifre per cantoni relative ai prelievi di fondi dal secondo pilastro a scopo di acquisto di un'abitazione. Per contro, non pubblica né la percentuale degli assicurati e degli averi globali interessati da questi prelievi, né il loro eventuale rimborso alle casse. Esso non indica neppure la ripartizione di tali prelievi per fascia di reddito.</p><p>Queste lacune non consentono di stabilire le necessarie correlazioni tra l'utilizzo dei fondi del secondo pilastro e le politiche di promozione della proprietà d'abitazioni sviluppate dai cantoni.</p><p>È perciò difficile valutare l'efficacia di tali politiche.</p><p>Il Consiglio federale potrebbe ampliare, in collaborazione con l'amministrazione fiscale federale e/o le casse pensioni, le statistiche relative ai prelievi dal secondo pilastro, per permettere di sapere quale è la percentuale di prelievi rispetto ai prelievi globali, quali sono le fasce di reddito che prelevano i loro fondi e in che proporzione per ogni fascia di reddito?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Sulla base della legge federale del 9 ottobre 1992 sulla statistica federale (LStat), l'Ufficio federale di statistica (UST) redige ogni anno una statistica delle casse pensioni. Questa fornisce informazioni sulla previdenza professionale a livello istituzionale. Oltre ad indicazioni di carattere strutturale, vengono rilevati soprattutto dati relativi a bilancio e conto d'esercizio. Quest'ultimo informa, da un lato, sul numero di persone che ogni anno preleva anticipatamente fondi della previdenza professionale per la promozione della proprietà d'abitazione (PPA) e sui relativi importi nonché, d'altro lato, sui rimborsi PPA (in questo caso vengono rilevati unicamente gli importi). In tal modo può essere rilevata una determinata quantità di indicatori valevoli per tutta la Svizzera. La statistica delle casse pensioni, tuttavia, non fornisce informazioni sull'intera somma PPA prelevata dall'introduzione a norma di legge di tale possibilità, sulla sua ripartizione per beneficiari né su qualsivoglia dati personali (p. es. struttura d'età o di reddito dei beneficiari).</p><p>Le informazioni sui prelievi anticipati e sui rimborsi relativi all'acquisto di proprietà d'abitazione confluiscono nei sistemi dell'Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC). L'AFC trasmette all'Ufficio federale della abitazioni (UFAB) estratti di tali dati. In base ad essi viene redatta la panoramica auspicata dall'autore dell'interpellanza. L'UFAB si limita a mettere a disposizione le tabelle strutturate per cantone alle cerchie interessate, ad esempio sotto forma di documentazione distribuita in occasione di riunioni. Non avviene, per contro, una vera e propria pubblicazione di tali tabelle.</p><p>L'integrazione nelle statistiche delle varie fasce di reddito, anch'essa auspicata nell'interpellanza, presupporrebbe un collegamento di tali dati con dati fiscali di carattere generale. Inoltre, per un'analisi d'impatto significativa sarebbero necessarie molte informazioni supplementari, reperibili unicamente mediante una consultazione mirata degli istituti di previdenza e di chi effettua i suddetti prelievi anticipati. Ciò sarebbe possibile solamente nell'ambito di un'indagine approfondita.</p><p>L'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) ha commissionato, in collaborazione con l'UFAB, una tale indagine. Lo studio sulla promozione della proprietà d'abitazioni mediante i fondi della previdenza professionale (2003), pubblicato nel bollettino dell'UFAS, fornisce informazioni, tra l'altro, su chi ha effettuato i prelievi anticipati (quante economie domestiche a reddito medio), sulla destinazione dei fondi, sulla somma richiesta, sul tipo di proprietà d'abitazioni finanziato e sull'evoluzione della percentuale di abitazioni in proprietà.</p><p>Una valutazione degli effetti a lungo termine presupporrebbe l'esistenza di un numero sufficientemente elevato di beneficiari che abbia raggiunto l'età del pensionamento. Inoltre, la previdenza per la vecchiaia dovrebbe essere valutata non solamente al momento del pensionamento, bensì per diversi anni o addirittura decenni.</p>  Risposta del Consiglio federale.