<h2>SubmittedText<h2><p>Le conseguenze della guerra in Ucraina hanno un impatto sull'economia del nostro Paese, in particolare minacciano direttamente l'autoapprovvigionamento, sia energetico sia alimentare. Oggi, di fronte a una situazione difficile e che rischia di permanere, occorre giocare d'anticipo: pertanto invito il Consiglio federale ad autorizzare, senza indugio, i nostri agricoltori a riconvertire una parte delle loro colture.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'approvvigionamento della Svizzera in mezzi di produzione e derrate alimentari essenziali al momento è garantito. Se si verifica una grave situazione di penuria nell'approvvigionamento di generi alimentari e mezzi di produzione, la Confederazione può, in primo luogo, liberare le scorte obbligatorie di derrate alimentari, alimenti per animali e concimi, promuovere le importazioni, limitare i dazi sul fronte degli acquisti e razionare le derrate alimentari. Solo se si delinea una grave penuria persistente per oltre un anno, entrano in discussione eventuali misure per ottimizzare la produzione agricola indigena. Nel 2017 Agroscope, su mandato dell'Approvvigionamento economico del Paese, ha analizzato con il sistema di modelli DSS-ESSA, il potenziale della produzione indigena.</p><p>Nel frattempo è stato pubblicato il rapporto "Potenziale alimentare delle superfici agricole coltivate" (disponibile solo in tedesco e in francese su www.bwl.admin.ch &gt; Temi &gt; Generi alimentari &gt; Cibo &gt; Ottimizzazione della produzione), nel quale si afferma che, presupposta la disponibilità di tutti i mezzi di produzione necessari e in condizioni meteorologiche ideali, si potrebbe soddisfare il fabbisogno alimentare minimo della popolazione. Tuttavia, l'approvvigionamento si limiterebbe a garantire 2300 kcal pro capite al giorno e quindi si discosterebbe molto dagli attuali modelli di consumo.</p><p>Per l'anno in corso la produzione non può essere più modificata in maniera sostanziale poiché la maggior parte delle colture sono già state seminate e per le colture previste i mezzi di produzione, quali sementi, concimi e prodotti fitosanitari, sono stati acquistati. Pertanto misure a breve termine sarebbero praticamente inefficaci. Per una migliore sicurezza dell'approvvigionamento è inoltre importante che non venga sprecato cibo. Il 6 aprile 2022 il Consiglio federale ha varato un piano d'azione con l'obiettivo di dimezzare lo spreco alimentare entro il 2030 rispetto al 2017. Per incrementare il grado di autoapprovvigionamento, gli adeguamenti della produzione sono solo una delle possibili misure. Per quanto concerne le misure proposte in relazione al potenziamento della produzione indigena, il Consiglio federale esprime le seguenti considerazioni.</p><p>- Lo sfruttamento delle superfici per la promozione della biodiversità presenti attualmente sulla superficie coltiva comporterebbe un aumento della produzione solo marginale, poiché tali superfici rappresentano meno dell'1 per cento della superficie coltiva in Svizzera.</p><p>- La produzione indigena di cereali panificabili, semi oleosi, patate, verdura e zucchero deve essere in funzione della domanda e delle capacità di raccolto, di stoccaggio e di trasformazione. Nell'ambito del rapporto in risposta ai postulati 20.3931 e 21.3015 "Futuro orientamento della politica agricola", il Consiglio federale illustrerà con quale strategia la sicurezza dell'approvvigionamento potrà essere garantita per le generazioni attuali e future.</p><p>- Il Consiglio federale al momento non ritiene necessario incrementare i fondi finanziari per la promozione dell'agricoltura.</p>  Risposta del Consiglio federale.