<h2>SubmittedText<h2><p>La Commissione della politica estera del Consiglio nazionale costituisce una sottocommissione permanente per le questioni relative all'Unione europea. Questa sottocommissione segue gli sviluppi in campo giuridico importanti per la Svizzera che si stanno delineando nell'Unione europea e fa rapporto regolarmente alla Commissione plenaria. L'articolo 14 RCN va adeguato di conseguenza.</p><h2>InitialSituation<h2><h2 class="Titel_d"><strong>Comunicato stampa della commissione della politica estera del Consiglio nazionale del 26.06.2023</strong></h2><p class="Standard_d">Nella sua seduta del 19 giugno 2023, nel quadro dell'attuazione della sua iniziativa parlamentare <a href="https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20230446">23.446</a>, la Commissione della politica estera del Consiglio nazionale (CPE-N) ha adottato un progetto per adeguare il Regolamento del Consiglio nazionale. Si prevede di costituire una sottocommissione permanente per le questioni europee al fine di consolidare le possibilità di partecipazione della CPE-N nell'ambito del recepimento del diritto dell'EU.</p><p class="Standard_d">Nella sua seduta del 19 giugno 2023, la CPE-N ha trattato la richiesta della sua sottocommissione "Recepimento del diritto europeo. Diritto di partecipazione del Parlamento" che chiede di depositare un'iniziativa commissionale per l'istituzione di una sottocommissione permanente della CPE-N per le questioni europee (cfr. <a href="https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20230446">23.446</a> "Sottocommissione permanente per le questioni europee della CPE-N"), decidendo di darvi seguito con 17 voti contro 5.</p><p class="Standard_d">La maggioranza della CPE-N è giunta alla conclusione che, nonostante il fallimento dell'accordo quadro istituzionale, è necessario intervenire nell'ambito della partecipazione parlamentare alla politica estera, in particolare in relazione alle procedure per recepire il diritto dell'UE nell'applicazione dell'Accordo di associazione alla normativa di Schengen e dell'Accordo sul trasporto aereo (accordo di parziale integrazione) o alla partecipazione a imprese comuni dell'UE. La Commissione ritiene quindi che si debbano seguire in modo più attivo e approfondito, tramite un organo parlamentare, gli sviluppi giuridici importanti per la Svizzera che si prospettano nell'Unione europea. A tal proposito, la sottocommissione costituita dalla CPE-N ha analizzato diverse varianti e ha infine proposto alla Commissione plenaria l'istituzione di una sottocommissione permanente per le questioni europee della CPE-N. Una sottocommissione permanente può lavorare in modo più flessibile rispetto alla Commissione plenaria e quindi affrontare rapidamente e in modo approfondito i problemi politici più complessi. Inoltre, può riunirsi regolarmente e seguire quindi tempestivamente gli sviluppi giuridici e i progetti nell'Unione europea, esprimendo le proprie valutazioni all'attenzione della Commissione plenaria.</p><p class="Standard_d">La minoranza della Commissione ritiene che la costituzione di una sottocommissione permanente rappresenti una crescita disordinata degli attori coinvolti nella politica estera. È dell'opinione che il compito di occuparsi degli sviluppi giuridici nell'UE non spetti a una sottocommissione permanente. Inoltre, la minoranza non condivide la chiave di ripartizione prevista per la sottocommissione permanente, ovvero un membro per ogni gruppo parlamentare, ritenendo che debba basarsi sulla forza numerica dei gruppi. Infine, la minoranza è contraria all'eventuale aumento delle risorse a disposizione dei Servizi del Parlamento per il disbrigo dei lavori della sottocommissione proposta.</p><p class="Standard_d">Con l'approvazione della CPE-N, l'iniziativa commissionale <a href="https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20230446">23.446</a> che prevede una modifica del Regolamento del Consiglio nazionale passa già alla seconda fase. Per ottemperare alla volontà della sua sottocommissione di trattare l'oggetto già durante la sessione autunnale, la CPE-N ha anche deliberato in merito al progetto di rapporto e di atto legislativo decidendone l'entrata in materia con 17 voti contro 5. Nella votazione sul complesso, il progetto di atto legislativo è stato approvato, sempre con 17 voti contro 5. Dal momento che il progetto della Commissione riguarda solamente il Regolamento del Consiglio nazionale, sarà trattato solamente da tale Camera.</p><p class="Standard_d">Infine la Commissione ha rinunciato a una procedura di consultazione sul progetto poiché concerne prevalentemente l'organizzazione o le procedure della autorità federali e non ha alcuna ripercussione significativa su terzi. Il progetto sarà ancora trasmesso per parere al Consiglio federale prima della trattazione in Consiglio nazionale durante la sessione autunnale. Il rapporto della Commissione è <a href="https://www.parlament.ch/centers/documents/_layouts/15/DocIdRedir.aspx?ID=DOCID-773489785-8155">pubblicato.</a></p><p>&nbsp;</p><h2 class="Titel_d"><strong>Parere del Consiglio federale del 23.08.2023&nbsp;</strong></h2><p class="Standard_d">Il Consiglio federale ritiene che spetti in prima linea alle Camere disciplinare l’organizzazione e i compiti delle loro commissioni. Si impone pertanto di mantenere un certo riserbo su tali questioni.<br>Nel quadro del presente affare, che riguarda unicamente il Consiglio nazionale, si propone una modifica del RCN che istituisce una sottocommissione per le questioni europee nella CPE-N. Il Consiglio federale collaborerà con la nuova sottocommissione come da prassi abituale. La modifica non inciderà sulla ripartizione delle competenze tra il Parlamento e il Consiglio federale nell’ambito della politica estera. Per il resto<br>l’Esecutivo si astiene dal formulare un parere.</p><h2>Proceedings<h2><h4 class="SDA_Meldung_d"><span style="color:black;">Notizia&nbsp;ATS</span></h4><h3 class="Debatte_sda_linksbündig_d"><span style="color:#221E1F;"><strong>Dibattito al Consiglio nazionale, 28.09.2023</strong></span></h3><p class="Standard_d"><strong>CN: sviluppi Ue vanno osservati da vicino</strong><br><strong>Una sottocommissione permanente per le questioni europee al fine di reagire tempestivamente alla legislazione comunitaria che potrebbe interessare la Svizzera.</strong></p><p class="Standard_d">È quanto deciso oggi dal Consiglio nazionale per 108 voti a 68, nonostante l'opposizione dell'UDC e di alcuni PLR, che ha seguito la raccomandazione della propria commissione della politica estera.</p><p class="Standard_d">Stando alla maggioranza del plenum, nonostante il fallimento dell'accordo istituzionale è necessario intervenire nell'ambito della partecipazione parlamentare alla politica estera, in particolare in relazione alle procedure per recepire il diritto dell'Ue nell'applicazione dell'Accordo di associazione a Schengen e dell'Accordo sul trasporto aereo (accordo di parziale integrazione) o alla partecipazione a imprese comuni dell'Ue.</p><p class="Standard_d">Per i sostenitori della sottocommissione permanente si devono seguire in modo più attivo e approfondito gli sviluppi giuridici importanti per la Svizzera che si prospettano nell'Unione europea. Una sottocommissione permanente, ha detto a nome della commissione Gerhard Pfister (Centro/ZG), può lavorare in modo più flessibile rispetto alla Commissione plenaria e quindi affrontare rapidamente i problemi politici più complessi</p><p class="Standard_d">Inoltre, può riunirsi regolarmente e seguire quindi tempestivamente gli sviluppi giuridici e i progetti nell'Unione europea, esprimendo le proprie valutazioni all'attenzione della Commissione plenaria.</p><p class="Standard_d">Contro l'istituzione di un simile organo si è detta l'UDC. Per Roger Köppel (ZH), una simile commissione rischia di diventare una sorta di ufficio di collegamento con Bruxelles, con buona pace della divisione dei poteri. La politica estera, ha spiegato Köppel, è di competenza dell'esecutivo, non del parlamento.</p><p class="Standard_d">A detta dell'editore della WeltWoche, che lascia il parlamento dopo 8 anni, questa commissione è inoltre un ulteriore passo verso un parlamento di professionisti. Una sottocommissione permanente, inoltre, rappresenta una crescita disordinata degli attori coinvolti nella politica estera e un ulteriore costo.</p>