<h2>SubmittedText<h2><p>Secondo la Commissione europea, l'adozione del regolamento REACH può prevenire sul territorio dell'Unione europea 4500 decessi prematuri all'anno. La Commissione stima inoltre che tale misura permetterà di ridurre le spese sanitarie di 50 miliardi di euro nell'arco di trent'anni. Nel 2003, rispondendo a un'interpellanza in merito, il Consiglio federale aveva manifestato la sua intenzione di integrare nel diritto svizzero i nuovi elementi del regolamento REACH non appena quest'ultimo fosse stato adottato dall'Unione europea e di esaminare per tempo l'eventuale possibilità di un'adesione della Svizzera all'Agenzia europea delle sostanze chimiche. Il governo riteneva allora che il progetto dell'Unione europea contenesse innovazioni importanti, fra cui anche l'obbligo generale d'esame per tutti i prodotti chimici, e che dette innovazioni avrebbero migliorato la protezione dell'uomo e dell'ambiente.</p><p>Nel novembre del 2005, il Parlamento europeo ha approvato in prima lettura il regolamento che prevede un nuovo sistema di registrazione, di valutazione e di autorizzazione delle sostanze chimiche (regolamento REACH secondo l'acronimo inglese). La sua adozione è prevista per quest'anno. Il regolamento REACH permetterà di valutare l'impatto esercitato sulla salute dell'uomo e sull'ambiente dai prodotti chimici fabbricati, importati, esportati o consumati in Europa. Il Consiglio federale può spiegare in che modo intende armonizzare la legislazione svizzera con il nuovo regolamento europeo?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Dopo una prima lettura al Parlamento europeo nel novembre del 2005 e la trattazione in seno al Consiglio nel dicembre dello stesso anno, il progetto relativo al regolamento REACH è stato modificato in alcuni suoi punti essenziali e, nel suo insieme, è stato reso più compatibile con le esigenze dell'economia. Le disposizioni del testo definitivo del regolamento comporteranno probabilmente una correzione verso il basso delle previsioni contenute nel progetto inviato in consultazione per quanto riguarda i risparmi nel settore sanitario.</p><p>In linea di principio, l'obiettivo del Consiglio federale è quello di adeguare la legislazione svizzera sui prodotti chimici al nuovo diritto europeo (REACH) in modo tale da salvaguardare o aumentare il livello di protezione e prevenire per quanto possibile eventuali ostacoli al commercio. Il governo intende tuttavia anche evitare di imporre all'economia, e in particolare all'industria chimica svizzera, nuove prescrizioni che non migliorano la protezione dell'uomo e dell'ambiente da sostanze pericolose.</p><p>Nel 2005 sono entrate in vigore in Svizzera la legge sui prodotti chimici e le relative ordinanze Parchem. Ciò ha permesso di armonizzare il diritto svizzero sui prodotti chimici con le norme vigenti in Europa. L'entrata in vigore del regolamento REACH nell'Unione europea, prevista per il 2008, creerà nuove e sostanziali divergenze tra le norme svizzere e quelle europee. Per tale motivo, la legge e le ordinanze svizzere in materia di prodotti chimici dovranno essere sottoposte a una nuova revisione. Nell'obiettivo 2 del rapporto sul programma di legislatura 2003-2007 (garantire in maniera sostenibile lo spazio vitale), il Consiglio federale sostiene l'introduzione parallela in Svizzera del regolamento REACH e annuncia un messaggio sull'armonizzazione del diritto svizzero in materia di prodotti chimici con la nuova legislazione UE. Un gruppo di lavoro composto da rappresentanti dell'Ufficio federale della sanità pubblica, dell'Ufficio federale dell'ambiente e del Segretariato di Stato dell'economia è stato pertanto incaricato di esaminare le conseguenze dell'adeguamento del diritto svizzero al regolamento REACH. I relativi lavori sono attualmente in corso.</p>  Risposta del Consiglio federale.