<h2>SubmittedText<h2><p>Per il tramite dell'Ufficio federale della sanità pubblica, la Confederazione ha recentemente negato alle Città di Berna, Zurigo, Bienne e Lucerna l'autorizzazione a condurre progetti pilota che prevedevano la vendita controllata di canapa in farmacia. Gli effetti di questo esperimento sarebbero stati monitorati in uno studio serio.</p><p>Nel corso degli ultimi venticinque anni la Svizzera si è contraddistinta sul piano internazionale per la sua audacia e il suo pragmatismo nella prevenzione e riduzione dei rischi, conseguendo ottimi risultati in termini di diminuzione della mortalità e miglioramento dello stato di salute di molti tossicodipendenti.</p><p>Purtroppo questo no rischia di mettere fine alle sperimentazioni locali delle città che cercano di trovare soluzioni al problema dello spaccio per strada e alla percezione d'insicurezza che ne deriva, al pericolo per la salute rappresentato da prodotti di scarsa qualità e al danno all'immagine di molte città svizzere. Anche Ginevra e Basilea avevano previsto progetti simili. Bloccare le iniziative delle principali città svizzere in materia di canapa significa rinunciare a soluzioni innovative.</p><p>Un sondaggio condotto l'estate scorsa ha inoltre mostrato che due cittadini su tre sono favorevoli al principio della depenalizzazione controllata della canapa abbinata a una regolamentazione del mercato.</p><p>Chiedo quindi al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. La ragione di questo no è unicamente giustificata da un'interpretazione giuridica restrittiva del margine di manovra lasciato dalla LStup?</p><p>2. Quali opzioni propone per trovare un'alternativa al mercato illegale e arrivare a soluzioni costruttive?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nelle sue risposte alle domande Rytz 17.5566 e Mazzone 17.5568, il Consiglio federale ha già fatto presente che la vigente legge sugli stupefacenti vieta il consumo e la dispensazione di canapa a scopi non medici, anche nel quadro di studi scientifici. Per l'esame della domanda dell'Università di Berna di essere autorizzata a condurre uno studio scientifico sulle conseguenze di un accesso controllato alla canapa, l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), quale autorità preposta al rilascio delle autorizzazioni, si è dovuto attenere alle disposizioni della legge sugli stupefacenti. La decisione di negare l'autorizzazione poggia quindi esclusivamente su motivi legali, poiché una valutazione che esulasse da questo esame non era oggetto della procedura.</p><p>2. Come già sottolineato dall'UFSP nel suo comunicato stampa del 14 novembre 2017 sulla domanda presentata dall'università, è nell'interesse della politica sanitaria condurre ricerche su nuove forme di impiego della canapa nella società. Tali ricerche possono infatti gettare le fondamenta per una strategia basata su prove scientifiche e contribuire a una maggiore oggettività nella discussione. Nella sua risposta alla domanda Arslan 17.5543, il Consiglio federale ha suggerito che la soluzione più rapida per svolgere questi studi sarebbe quella di inserire un articolo sulla sperimentazione nella legge sugli stupefacenti. Nel frattempo, sono state depositate in Parlamento cinque mozioni identiche dal titolo "Introdurre un articolo sulla sperimentazione per consentire studi sulla dispensazione controllata di canapa" (17.4111, 17.4112, 17.4113, 17.4114 e 17.4210), che chiedono un adeguamento della legge in tal senso. L'UFSP sta attualmente studiando il possibile tenore di questo articolo.</p>  Risposta del Consiglio federale.