<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il 2 giugno 2005 il Dipartimento federale dell'interno (DFI) ha deciso che dal 1º luglio 2005 le prestazioni mediche fornite nell'ambito di cinque metodi di medicina complementare - medicina antroposofica, medicina cinese, omeopatia, terapia neurale e fitoterapia - non saranno più coperte dall'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie. Questa decisione è stata presa soprattutto in considerazione del fatto che l'efficacia, l'appropriatezza e l'economicità dei metodi citati non sono state sufficientemente provate.</p><p>La decisione poggia sulle basi seguenti:</p><p>- i dati grezzi dei singoli studi condotti nell'ambito del Programma di valutazione della medicina complementare (PEK), ossia l'analisi delle indagini sulla salute 1997 e 2002; i dati su struttura, pazienti e costi emersi dai rilevamenti effettuati negli studi di medicina convenzionale e di medicina complementare; un sondaggio eseguito presso gli ospedali svizzeri; l'analisi della letteratura scientifica disponibile nei cinque ambiti; la metanalisi di studi terapeutici randomizzati in tre dei cinque ambiti;</p><p>- le analisi effettuate dall'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) sulla base di dati supplementari relativi ai costi;</p><p>- la valutazione e le raccomandazioni della Commissione federale delle prestazioni (CP).</p><p>Il rapporto finale di sintesi PEK e il rapporto concernente le analisi dell'indagine sulla salute sono consultabili sul sito dell'UFSP. Gli altri rapporti parziali del progetto PEK (rispettivamente di estratti di essi) verranno pubblicati su riviste scientifiche; il taluni casi il testo è già stato inviato dagli autori a tale scopo. Dato che pubblicare i rapporti in Internet potrebbe compromettere o rendere impossibile una loro successiva divulgazione in riviste scientifiche, sul sito dell'UFSP sono riportati unicamente i titoli, le persone di contatto e in parte le sintesi. Non appena saranno pubblicati su riviste scientifiche, i rapporti parziali saranno messi a disposizione sul sito dell'UFSP.</p>  Risposta del Consiglio federale.