<h2>SubmittedText<h2><p>Anche la Svizzera dovrebbe contribuire alla protezione dell'altopiano tibetano e passare all'azione. Possiede grandi conoscenze in materia di politica climatica, ambientale e delle risorse e vanta una vasta rete di contatti internazionali e buone relazioni con gli organi dell'ONU a Ginevra.</p><p>1. Visto il suo pluriennale impegno a favore delle zone montane, il Consiglio federale vede la possibilità di inserire la protezione del terzo polo terrestre, l'altopiano tibetano, nell'agenda multinazionale nell'ambito della sua cooperazione con altri Paesi?</p><p>2. Come valuta il Consiglio federale la devastazione ambientale e la deforestazione sistematica dell'altopiano tibetano ad opera della Repubblica popolare cinese? Quali informazioni ottiene nel quadro dei suoi colloqui con il governo cinese in merito alla protezione delle risorse idriche, da un lato, e della costruzione di una diga, la ricollocazione di nomadi tibetani e l'estrazione delle risorse minerarie come l'oro e le terre rare in Tibet, dall'altro?</p><p>3. In quale contesto discute del preoccupante riscaldamento dell'altopiano tibetano, che provoca una vera e propria alterazione dell'ecosistema con danni ambientali irreversibili, quali la scomparsa delle praterie, delle zone umide e del permafrost? Vengono discussi anche gli effetti dei cambiamenti climatici e della devastazione ambientale sulle condizioni ambientali e di vita delle persone in Cina e negli Stati interessati del sud asiatico nei decenni a venire?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale condivide la preoccupazione per il ritiro dei ghiacciai in tutto il mondo, anche sull'altopiano del Tibet. La Svizzera, infatti, nell'ambito della Convenzione quadro sui cambiamenti climatici (United Nations Framework Convention on Climate Change, UNFCCC; RS 0.814.01) si impegna attivamente da anni a favore di un regime climatico internazionale incisivo che impegni tutti gli Stati e garantisca che l'aumento della temperatura media globale sia limitato ben sotto i 2° C rispetto al livello preindustriale. Dato che il riscaldamento climatico è un fenomeno globale, la UNFCCC non tratta in modo specifico di singole regioni. Lo stesso vale per il Forum delle Nazioni Unite sulle foreste (UNFF): anche in questo caso l'agenda non contempla regioni specifiche. Nella regione dell'Himalaya-Hindu Kush, il terzo polo terrestre, la DSC sostiene l'"International Centre for Integrated Mountain Development" (ICIMOD). L'ICIMOD è un centro intergovernativo per la ricerca e lo scambio di conoscenze coordinato dagli otto Paesi della regione e da partner internazionali. Il sostegno da parte della DCS consente all'ICIMOD di apportare nuove conoscenze risultanti dalla ricerca scientifica ai processi di dialogo nazionali e regionali con tutti gli otto Paesi e di trovare congiuntamente soluzioni per lo sviluppo sostenibile delle regioni di montagna.</p><p>2. Il Consiglio federale segue gli sviluppi dell'ambiente sull'altopiano tibetano. Anche se la comunità internazionale ha una responsabilità collettiva per la protezione e l'utilizzo sostenibile delle risorse naturali globali, in linea di principio ogni Paese è responsabile per uno sviluppo e un utilizzo delle risorse sostenibili e rispettosi dell'ambiente all'interno del proprio territorio.</p><p>3. L'Accordo di libero scambio tra la Confederazione Svizzera e la Repubblica popolare cinese (RS 0.946.292.492) comprende disposizioni sulla protezione dell'ambiente e prevede un'ulteriore cooperazione tra i due Paesi nel settore ambientale. Inoltre la Svizzera ha concluso con la Repubblica popolare cinese vari memoranda d'intesa nei settori ambiente e cooperazione internazionale.</p>  Risposta del Consiglio federale.