<h2>SubmittedText<h2><p>La nostra connazionale lucernese di 39 anni, brutalmente violentata in India da sei uomini indiani, è stata accusata dal ministro dell'interno dello Stato del Madhya Pradesh, dove ha avuto luogo l'aggressione, di aver provocato quanto le è accaduto. Questa dichiarazione trasmessa sugli schermi televisivi non è degna di un alto responsabile della politica di questo Paese ed è un oltraggio non soltanto alla nostra concittadina, ma a tutte le donne. Il Consiglio federale intende esigere spiegazioni e scuse da parte delle autorità indiane?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nella notte dal 15 al 16 marzo 2013, una cittadina svizzera che viaggiava in India con il compagno è stata vittima di uno stupro di gruppo nei pressi della città di Datia, nello Stato del Madhya Pradesh. Dopo un ricovero in un ospedale locale, la coppia è stata portata all'ambasciata svizzera a Nuova Delhi e assistita nell'ambito della protezione consolare. La polizia indiana ha proceduto all'arresto di vari sospetti la notte stessa dei fatti. Successivamente rappresentanti delle autorità locali, compreso il ministro dell'interno del Madhya Pradesh Uma Shankar Gupta, hanno attribuito ai turisti una parte di responsabilità per l'accaduto, osservando che avrebbero dovuto informare preliminarmente la polizia in merito ai loro progetti nella regione. Queste dichiarazioni hanno suscitato accese contestazioni in India e il Partito del Congresso, all'opposizione, ha chiesto al Parlamento dello Stato federale le dimissioni del ministro. A livello federale, il ministro del turismo K. Chiranjeevi ha espresso viva preoccupazione per il crimine di cui è stata vittima la cittadina svizzera e ha ricordato la responsabilità delle autorità locali nel fornire consigli ai turisti.</p><p>Il 18 marzo l'ambasciatore svizzero in India Linus von Castelmur ha rilasciato un'intervista alla rete televisiva NDTV per protestare contro le dichiarazioni del ministro dell'interno del Madya Pradesh oggetto della presente interrogazione. L'ambasciatore ha criticato il fatto che si addossi alla vittima il peso dell'atto criminale che ha subito e ha ricordato che è compito dello Stato garantire un clima di sicurezza che consenta alle donne - sia indiane sia straniere - di muoversi senza paura.</p><p>Il Consiglio federale ritiene che le opinioni espresse da politici locali non debbano essere assimilate a una presa di posizione del governo indiano e che la replica dell'ambasciatore von Castelmur costituisca una risposta sufficiente della Svizzera ufficiale alle dichiarazioni del ministro dell'interno del Madhya Pradesh. Il Consiglio federale condanna tuttavia lo stupro in quanto atto criminale nonché le varie forme di crimini commessi nei confronti delle donne. Constata inoltre che l'assunzione di responsabilità dello Stato nella promozione e nella protezione dei diritti delle donne lascia ancora a desiderare e che l'impunità resta una grande sfida. La lotta contro l'impunità è e resta quindi una priorità per la Svizzera.</p><p>In generale, la Svizzera si adopera a favore di un miglioramento della condizione delle donne, segnatamente in India, sia attraverso progetti nell'ambito della cooperazione bilaterale e di contatti politici sia a livello multilaterale. In occasione dell'ultima sessione del Consiglio dei diritti dell'uomo dell'ONU, nel marzo 2013, la Svizzera ha condannato fermamente la violenza sessuale perpetrata contro le donne e ha sottolineato la necessità di lottare contro l'impunità in quest'ambito. Essa sostiene inoltre organizzazioni specializzate che rendono conto del rispetto dei diritti delle donne in India al comitato dell'ONU per l'eliminazione della discriminazione contro le donne (CEDAW). La Svizzera svolge un ruolo trainante sia in questo comitato sia nella Commissione sulla condizione delle donne.</p><p>Nel caso concreto, la rappresentanza svizzera in loco seguirà attentamente il processo contro i presunti autori dello stupro.</p>  Risposta del Consiglio federale.