<h2>SubmittedText<h2><p>Diversi media (tra cui la "Berner Zeitung" del 18 settembre 2015) hanno annunciato la soppressione dell'insegnamento del francese nelle scuole elementari del cantone di Turgovia a partire dell'estate del 2017. Il Consiglio federale si è espresso in modo chiaro e a più riprese su questo argomento. Tra l'altro, ha affermato di essere pronto a intervenire nel caso non fosse possibile trovare una soluzione coordinata a livello intercantonale. Ha inoltre fatto sapere che non avrebbe tollerato che nelle scuole elementari non venisse più insegnata una seconda lingua nazionale. Tenuto conto della rapida e, nell'ottica della coesione nazionale e della comprensione tra le comunità linguistiche, problematica evoluzione dell'insegnamento delle lingue, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. L'attuazione di un piano di studio che sopprime l'insegnamento del francese nelle scuole elementari non costituisce a suo avviso una soluzione definitiva contro la quale occorre intervenire?</p><p>2. Come valuta l'urgenza della situazione?</p><p>3. Come intende procedere per evitare che si crei una situazione irreversibile?</p><p>4. Può permettersi di attendere ancora prima di presentare una modifica della legge sulle lingue?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel giugno del 2015, la Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE) ha presentato un bilancio sull'armonizzazione dei parametri costituzionali nel settore della scuola dell'obbligo (art. 62 cpv. 4 della Costituzione), concludendo che, rispetto a quanto previsto e concordato per la prima attuazione del mandato costituzionale del 2006, l'armonizzazione si trova già ad uno stadio avanzato. Allo stato attuale delle cose non è possibile escludere divergenze soltanto nel settore dell'insegnamento delle lingue. Il Consiglio federale condivide la valutazione della CDPE, in particolare per quanto concerne l'insegnamento delle lingue. Se i cantoni non dovessero riuscire a raggiungere un'armonizzazione su questo punto, sarebbe disposto ad intervenire nei limiti delle proprie competenze costituzionali, come già esposto in risposta a diversi interventi parlamentari (cfr. interpellanza 13.4079, interpellanza 14.3153, mozione 14.3182, interpellanza 14.3287, interpellanza 14.4151).</p><p>Per il Consiglio federale, occorrerebbe intervenire nel momento in cui un cantone decidesse di abolire definitivamente l'insegnamento di una lingua nazionale (quale lingua straniera) nelle scuole elementari. Nonostante l'appello a proseguire il lavoro di armonizzazione, lanciato dalla CDPE ai cantoni il 1º luglio 2015 nel quadro del suo bilancio, il cantone di Turgovia sembra voler portare avanti la modifica del piano di studio. Questa prevede, a discapito degli sforzi di armonizzazione dei cantoni, l'insegnamento del francese solo a partire dal livello secondario. Altri governi cantonali hanno pertanto chiesto di invalidare iniziative simili.</p><p>1./2. Va anzitutto ricordato che il cantone di Turgovia non ha ancora preso una decisione definitiva per quanto riguarda la modifica summenzionata. La decisione del cantone di modificare il piano di studio come esposto sarebbe secondo il Consiglio federale una circostanza che richiederebbe l'intervento della Confederazione.</p><p>3. Bisognerebbe quindi valutare di proporre una revisione della legge sulle lingue. Una tale regolamentazione dovrebbe da un lato attribuire alle lingue ufficiali il dovuto spazio nel quadro dell'insegnamento delle lingue (vale a dire rendere obbligatorio l'insegnamento di una seconda lingua nazionale già a partire dalla scuola elementare) e dall'altro tenere conto sia delle competenze cantonali in materia d'insegnamento sia delle differenze regionali, come la situazione particolare del cantone Ticino e del cantone dei Grigioni. La possibile impostazione di un tale disciplinamento fondato sulle basi costituzionali è illustrata nel rapporto dell'Ufficio federale della cultura del 17 febbraio 2015 all'attenzione della Commissione della scienza, dell'educazione e della cultura del Consiglio degli Stati.</p><p>4. Le condizioni per un intervento della Confederazione non sono date all'ora attuale. Il Consiglio federale è tuttavia disposto ad agire tempestivamente: nel caso in cui il governo turgoviese dovesse decidere di modificare il piano di studio, incaricherebbe l'amministrazione federale di preparare e di mettere in consultazione la revisione della legge.</p>  Risposta del Consiglio federale.