<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a creare le basi legali e a proporre al Parlamento un credito d'impegno pluriennale per la partecipazione diretta della Svizzera al piano di ripresa COVID-19 dell'UE "NextGenerationEU" (NGEU). L'obiettivo è cofinanziare adeguatamente il piano in base alla forza economica e finanziaria della Svizzera e rafforzarlo nel nostro interesse per favorire lo sviluppo sostenibile nel continente europeo.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale concorda con l'autrice della mozione: la Svizzera ha tutto l'interesse a favorire una ripresa rapida e generalizzata dell'economia europea. L'obiettivo del piano di rilancio NextGenerationEU è contribuire a gestire le ripercussioni socioeconomiche della pandemia sul continente. Tuttavia, il piano è limitato agli Stati membri dell'UE e non prevede la partecipazione di Paesi terzi.</p><p>Inoltre, i fondi hanno una durata limitata e devono essere stanziati entro la fine del 2023. Pertanto, gli Stati membri sono in una fase di pianificazione già molto avanzata.</p><p>Poiché non fa parte dell'UE la Svizzera non partecipa al piano di rilancio e può impostare le proprie misure in autonomia. Il Consiglio federale, infatti, garantisce la ripresa economica adottando provvedimenti specifici, calibrati sulle esigenze del nostro Paese. Per questo il 18 giugno 2021 ha definito il programma di una strategia di transizione per la politica economica che punta ad accompagnare la ripresa con gli efficaci strumenti della promozione economica, della politica in materia di formazione e innovazione nonché della politica del mercato del lavoro. Considerata la forte interdipendenza economica con gli Stati membri dell'UE, grazie a questa strategia e al supporto fornito alle imprese fin dall'inizio della crisi del coronavirus, la Svizzera contribuisce in misura mai così grande a sostenere anche la ripresa in Europa.</p><p>Affinché i risultati positivi durino nel tempo il Consiglio federale si prefigge inoltre di aumentare il potenziale di crescita a lungo termine, obiettivo per il quale è necessario proseguire la proficua cooperazione bilaterale con l'UE. È con questa intenzione che l'11 agosto 2021 il Consiglio federale ha adottato e trasmesso al Parlamento un messaggio sullo sblocco del secondo contributo svizzero ad alcuni Stati membri dell'UE, che sarà trattato dal Parlamento il più presto possibile. Questo contributo autonomo permetterebbe alla Svizzera, anche dopo l'attuale crisi del coronavirus, di continuare a fare la sua parte negli sforzi per ridurre le disparità economiche e sociali nell'UE allargata.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.