<h2>SubmittedText<h2><p>Nei confronti degli Stati dotati di armi nucleari e delle parti in conflitto in Medio Oriente, il Consiglio federale è incaricato di ribadire senza indugio, in termini netti e inequivocabili, le condizioni alle quali la Svizzera ha aderito al trattato di non proliferazione delle armi nucleari (TNP) e di sottolineare che potrebbe vedersi costretta a ritirarsi dal trattato (www.com/NPT.htm). Occorre rammentare alle parti contraenti i diritti e i doveri che devono continuare a rispettare e in particolare la risoluzione del 19 giugno 1968 n. 255 del Consiglio di sicurezza comportante, secondo il messaggio del 30 ottobre 1974 del Consiglio federale all'Assemblea federale sul trattato di non proliferazione delle armi nucleari, "una dichiarazione di garanzia per le minacce o le aggressioni atomiche da parte di potenze nucleari contro Stati militarmente non nucleari; dichiarazioni analoghe degli Stati Uniti, dell'URSS e della Gran Bretagna avevano peraltro preceduto questa risoluzione (17 giugno 1968)" (FF 1974 II 1020). Si deve anche ricordare l'interesse della comunità internazionale di Stati a continuare a disporre anche in futuro dei buoni uffici svizzeri i quali per essere affidabili esigono dalla diplomazia e dall'economia svizzera una posizione assolutamente neutrale e il mantenimento incondizionato del "courant normal" anche nelle questioni economiche (ad esempio per quanto riguarda la rappresentanza efficace degli interessi americani in Iran dall'occupazione dell'ambasciata americana a Teheran, l'eventuale organizzazione di una conferenza successiva alla conferenza degli Stati "non nucleari" tenutasi a Ginevra nel 1968 e l'attuazione di misure che creino un clima di fiducia anche e soprattutto nel settore nucleare).</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è favorevole all'idea che gli Stati che hanno rinunciato alle armi nucleari debbano ottenere garanzie di sicurezza negative dagli Stati dotati di armi nucleari, cioè garanzie giuridicamente vincolanti secondo cui questi Stati si impegnano a non utilizzare l'arma nucleare e ad astenersi dall'agitare la minaccia di tale uso contro i Paesi privi d'armi nucleari. In questo contesto, la Svizzera appoggia l'apertura di negoziati relativi alla fornitura di simili garanzie di sicurezza, nel quadro della Conferenza sul disarmo di Ginevra o della Conferenza di esame del trattato di non proliferazione delle armi nucleari (TNP). </p><p>In generale, la Svizzera sostiene gli sforzi compiuti per aumentare la sicurezza degli Stati che hanno rinunciato alle armi nucleari. Infatti, promuove diverse iniziative nel campo del disarmo nucleare, sia in materia di dealerting (riduzione del livello di allerta per queste armi) che di riduzione del ruolo delle armi non strategiche. Nel quadro dell'Assemblea generale dell'ONU e della Conferenza generale dell'AIEA, sostiene anche la creazione di zone denuclearizzate, segnatamente nel Medio Oriente. Inoltre invita tutti gli Stati di questa regione ad aderire al TNP. </p><p>Secondo il Consiglio federale non è minacciando di ritirarsi dal TNP che la Svizzera può raggiungere i suoi obiettivi, anzi in tal modo rischia di indebolire questo strumento insispensabile per la sicurezza internazionale e nazionale. Inoltre la minaccia potrebbe ripercuotersi negativamente perché una sua non attuazione potrebbe compromettere la credibilità della Svizzera sul piano internazionale. Ritirandosi dal TNP la Svizzera potrebbe inoltre mettere in pericolo l'accesso alla tecnologia e al know-how nucleari e la sicurezza dell'approvvigionamento di combustibile per le centrali nucleari. </p><p>L'esperienza e la disponibilità della Svizzera in materia di buoni uffici sono conosciute e apprezzate. Secondo il Consiglio federale la capacità di fornire un contributo fattivo in questo ambito non ha niente a che vedere con la partecipazione della Svizzera al TNP.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.