<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di avviare una revisione del diritto delle finanze federali e di creare le condizioni necessarie affinché tutti i ricavi e le entrate conseguiti dal DDPS siano a disposizione negli anni successivi per aumentare il limite delle uscite e non riaffluiscano nella cassa generale della Confederazione.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Come già espresso nel parere sulla mozione Wobmann 10.3552, "Ricavi ed entrate del DDPS a favore del DDPS", il Consiglio federale ritiene che deroghe finanziarie per singoli dipartimenti non siano giustificate e che renderebbero impossibile una coerente gestione delle finanze federali. Se è vero che le casse federali beneficiano delle entrate del DDPS (180 milioni di franchi nel 2009, di cui 152 milioni provenienti dal settore dell'esercito), è altresì vero che le stesse si fanno carico dei costi annuali dell'esercito, che oggi ammontano a circa 4,5 miliardi di franchi. Se si aumentasse il limite massimo delle uscite dell'esercito senza entrate supplementari per la Confederazione, si renderebbero inevitabili misure di risparmio da parte degli altri dipartimenti. Anche per questo motivo si costituirebbe un precedente e si indurrebbero gli altri dipartimenti a far valere il diritto a un simile trattamento speciale a scapito del margine di manovra che spetta al Consiglio federale e al Parlamento in materia finanziaria.</p><p>Con il limite massimo delle uscite calcolato su base pluriennale il DDPS dispone già di uno strumento che accorda all'esercito più flessibilità e sicurezza finanziaria, permettendo di effettuare trasferimenti tra diversi crediti e di riportare su più anni i crediti a preventivo non utilizzati, ovviamente nei limiti posti dalle direttive del freno all'indebitamento e previo consenso del Parlamento. Negli ultimi quattro anni l'esercito ha generato in media crediti residui pari a circa 230 milioni di franchi l'anno (138 milioni nel 2007, 160 milioni nel 2008, 87 milioni nel 2009 e 529 milioni nel 2010). Questi risultati dimostrano che il limite massimo delle uscite risponde a un'esigenza, relativizzando inoltre le difficoltà finanziarie dell'esercito menzionate dall'autore della mozione.</p><p>Il Consiglio federale condivide l'intento dell'autore della mozione d'incoraggiare l'esercito a liberarsi dall'equipaggiamento non più necessario. In questo modo sarebbe possibile riattivare "riserve occulte" che l'esercito può utilizzare per altri scopi, nonché ridurre i costi di esercizio soprattutto in ambito di manutenzione.</p><p>Con il limite massimo delle uscite vigente si possono accordare all'esercito già oggi i ricavi che superano i risultati previsti dalla pianificazione finanziaria - ottenuti dalla soppressione di sistemi e immobili non più necessari - nonché i ricavi derivanti dalla locazione degli stessi, aumentando così il limite massimo delle uscite. Questo sistema intende incentivare l'esercito a liberarsi dall'equipaggiamento e dalle infrastrutture non più necessari e a migliorare la propria efficienza. Nel corso degli ultimi quattro anni il DDPS ha sempre fatto uso di questa opportunità. Le entrate supplementari riportate quali crediti residui negli anni successivi ammontavano a 50 milioni di franchi nel 2007, 31 milioni nel 2008, 40 milioni nel 2009 e 23 milioni nel 2010. Inoltre, in caso di entrate supplementari derivanti dalla vendita di sistemi e immobili non più necessari, il freno all'indebitamento consente di aumentare in qualsiasi momento le uscite complessive della Confederazione e di utilizzare il margine di manovra che ne risulta ad esempio per acquistare nuovi sistemi di armamenti.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.