<h2>SubmittedText<h2><p>Nella prima fase della crisi del coronavirus il Consiglio federale e il Parlamento si sono giustamente concentrati sulla copertura del fabbisogno vitale e sul mantenimento delle strutture. Il prolungamento del lavoro ridotto continua a rappresentare un'ancora di salvezza per molti dipendenti. Tuttavia, più la crisi perdura, più risulta chiaro che nei settori che devono affrontare rapidi cambiamenti strutturali tale prolungamento può anche risultare controproducente. Le persone che lavorano per molti mesi soltanto a un orario ridotto e si rendono conto che le possibilità di un futuro nel proprio settore d'attività si affievoliscono sempre di più si rassegnano a non avere prospettive. Questa mancanza di prospettive riguarda tuttavia anche molti lavoratori indipendenti. D'altro canto, la crisi accelera notevolmente la penuria di lavoratori qualificati dovuta a fattori demografici, in particolare nelle professioni sanitarie, ma presumibilmente anche in altre. Il Masterplan Formazioni professionali sanitarie ha permesso di raggiungere alcuni successi e il controprogetto indiretto all'iniziativa sulle cure infermieristiche dovrebbe sfociare in ulteriori misure. Resta comunque il fatto che dobbiamo ora offrire prospettive per il futuro a tutti coloro che sono stati colpiti dalla crisi nei vari settori e che il personale sanitario è quasi allo stremo.</p><p>Invito quindi il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il programma speciale volto ad aumentare il numero di diplomati in medicina umana è stato lanciato con successo grazie al finanziamento iniziale della Confederazione. Il Consiglio federale ritiene che sia possibile presentare rapidamente e in collaborazione con i Cantoni un modello analogo inteso a incentivare le persone a riqualificarsi verso professioni sanitarie?</p><p>2. Il Consiglio federale condivide l'opinione secondo cui sarebbe meglio che la cassa di disoccupazione versasse alle persone disposte a riqualificarsi un'indennità minima vitale per la durata della formazione piuttosto che un'indennità per lavoro ridotto o un'indennità di disoccupazione in seguito, offrendo così loro vere e proprie prospettive per il futuro?</p><p>3. In caso affermativo, quale forma potrebbe assumere un sistema di finanziamento efficace e rapidamente attuabile?</p><p>4. Per quali altri rami - ad esempio nel settore artigianale - il Consiglio federale ritiene opportuno valutare la possibilità di lanciare rapidamente dei programmi di riqualificazione analoghi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. L'autore dell'interpellanza fa riferimento alle ulteriori misure che potrebbero essere prese in seguito al controprogetto indiretto all'iniziativa popolare "Per cure infermieristiche forti". Nel suo parere dell'11 novembre 2019, il Consiglio federale condivide la richiesta dell'iniziativa popolare di voler rimediare alla mancanza di infermieri formati in Svizzera con misure di formazione mirate e diversi provvedimenti per la valorizzazione del loro status professionale. Vari progetti sono attualmente ancora in discussione presso le Camere federali, tra cui il progetto di legge federale sulla promozione della formazione in cure infermieristiche e i relativi decreti con una durata di validità di otto anni. Se tali misure entreranno in vigore, dovrebbero avere gli stessi effetti sull'aumento del numero di diplomati in cure infermieristiche delle misure in materia di medicina umana citate dall'autore dell'interpellanza.</p><p>Per quanto riguarda le misure attuali, per ovviare alla carenza di personale infermieristico il Consiglio federale collabora già con i Cantoni, ad esempio nel quadro dei programmi cantonali per il reinserimento professionale nel settore delle cure di lunga durata o in quello del sostegno alle misure delle scuole universitarie nel settore sanitario.</p><p>2./3. Il mandato legale dell'assicurazione contro la disoccupazione (AD) precisa che la formazione professionale di base, la promozione della formazione continua e il riorientamento professionale delle persone in cerca d'impiego non rientrano tra i compiti principali dell'AD. L'obbligo di ridurre il danno a carico dell'assicurazione presuppone un rapido (re)inserimento nel mercato del lavoro, a cui va data priorità rispetto a periodi di qualificazione più lunghi. Tuttavia, in caso di disoccupazione, l'AD può permettere alle persone assicurate di acquisire le competenze mancanti se queste sono indispensabili per un reinserimento nel mercato del lavoro e non sono volte a ottenere qualifiche superiori. A determinate condizioni, le spese dirette di formazione per singoli moduli o corsi di formazione continua possono quindi essere coperte nel quadro dei provvedimenti inerenti al mercato del lavoro o il conseguimento di un titolo del livello secondario II può essere agevolato tramite gli assegni di formazione. I datori di lavoro possono anche destinare le ore di lavoro perse a causa del lavoro ridotto alla formazione continua dei dipendenti in questione. Questi corsi devono permettere ai lavoratori di acquisire competenze o conoscenze che potranno essere utili anche in un altro lavoro. Nel quadro dell'AD non è quindi necessario incentivare ulteriormente la formazione e la formazione continua.</p><p>4. Il settore della formazione professionale poggia sul partenariato tra la Confederazione, i Cantoni e le organizzazioni del mondo del lavoro. In questo modo si garantisce che il sistema e le offerte di formazione siano flessibili e orientati ai bisogni dell'economia. Non spetta solo al Consiglio federale decidere di promuovere l'uno o l'altro settore. La riqualificazione, dal canto suo, rientra innanzitutto nella responsabilità personale dell'individuo e coloro che desiderano continuare gli studi o riqualificarsi troveranno un'ampia gamma di offerte nella formazione professionale di base, nella formazione professionale superiore e nella formazione professionale continua.</p><p>Da gennaio 2021, in 11 Cantoni le persone a partire dai 40 anni possono beneficiare a titolo gratuito di una valutazione della loro situazione individuale e di una consulenza di orientamento. Questi progetti pilota sono finanziati dalla Confederazione e dai Cantoni. Inoltre, con l'iniziativa "Formazione professionale 2030", i partner della formazione professionale hanno lanciato una serie di progetti volti all'apprendimento permanente e alla flessibilizzazione delle offerte formative.</p>  Risposta del Consiglio federale.