<h2>SubmittedText<h2><p>La legislazione in materia di approvvigionamento energetico va integrata come segue: le partecipazioni di imprese di approvvigionamento energetico con sede in Svizzera in centrali elettriche estere sono soggette all'obbligo di notifica e a un controllo. Tale controllo è volto a garantire che, con la partecipazione in centrali estere, siano soddisfatti gli obiettivi di un "approvvigionamento energetico ecologico" e di un "impiego razionale dell'energia" (cfr. art. 89 Cost. e art. 1 LEne).</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale non può né disciplinare né impedire gli investimenti effettuati all'estero da imprese di approvvigionamento elettrico svizzere. Tali investimenti sono frutto di decisioni strategiche prese dalle aziende, i cui proprietari sono per lo più cantoni, città e comuni. Diversamente dalla Confederazione, questi ultimi possono far valere i propri diritti di proprietari già oggi e sfruttare il margine di manovra disponibile per impedire, laddove necessario, simili investimenti.</p><p>In Svizzera, le emissioni di CO2 prodotte da centrali termiche che sfruttano vettori fossili devono essere interamente compensate. Anche l'UE persegue obiettivi ambiziosi in materia di riduzione dei gas ad effetto serra e, entro il 2020, intende ridurre le emissioni di CO2 di almeno il 20 per cento rispetto al 1990. Per raggiungere questo traguardo, occorrerà tra l'altro rendere più severo il sistema europeo di scambio delle emissioni (ETS). Stando alla proposta della Commissione e del Parlamento UE, questa misura interesserebbe anche il settore elettrico, che primo tra tutti, dovrebbe acquisire tutti i diritti di emissione nel quadro di una procedura d'asta (fatte salve alcune eccezioni).</p><p>La decisione di effettuare investimenti, e la valutazione dei relativi rischi, spettano alle aziende elettriche stesse nonché ai loro proprietari. L'emanazione di un divieto d'investimento all'estero metterebbe in forse il diritto costituzionale della libertà di commercio. Poiché, per giunta, il diritto UE vigente è rispettato, a giudizio del Consiglio federale la presente mozione viola il principio di proporzionalità e va respinta.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.