<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di creare le basi legali per ovviare all'inquietante carenza di personale in ambito sanitario mediante un finanziamento iniziale dell'ordine di 90 milioni di franchi all'anno. Al fine di coordinare e gestire in modo efficace gli sforzi in ambito formativo e il flusso dei fondi è auspicata l'istituzione di un delegato del Consiglio federale. Entrambi i provvedimenti vanno estesi a un periodo di sei anni. La Confederazione partecipa ai costi di formazione a condizione che i cantoni si assumano una quota equivalente. Il delegato del Consiglio federale provvederà alla ripartizione ottimale dei fondi, in collaborazione con i cantoni, i fornitori di prestazioni, l'OdA Santé e le associazioni del personale.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>I servizi competenti della Confederazione, dei cantoni e del settore sono consapevoli del fatto che la crescente carenza di personale specializzato richiede la messa a disposizione di ulteriori posti di tirocinio e il reclutamento di personale sanitario supplementare. </p><p>Il trasferimento della competenza normativa alla Confederazione ha portato a nuove qualifiche professionali: si sono create nuove formazioni e posti di tirocinio supplementari e alcune formazioni precedenti sono state riposizionate. Nel contempo, il cambiamento ha generato incertezze a livello terziario - in particolare nei cicli di formazione delle scuole specializzate superiori - per quanto concerne lo status di tale formazione qualificata in ambito curativo. </p><p>Sia nel rapporto del Dipartimento federale dell'economia (DFE) "Bildung Pflegeberufe" (marzo 2010) che nel rapporto nazionale 2009 sul fabbisogno di personale curante in ambito sanitario della Conferenza svizzera dei direttori cantonali della sanità (CDS) e dell'Organizzazione svizzera del mondo del lavoro per le professioni sanitarie (OdASanté), la Confederazione e i cantoni hanno proposto - in stretta collaborazione con il settore interessato - diversi provvedimenti volti a sopperire alla carenza di personale qualificato o a ridurla. Il masterplan "Bildung Pflegeberufe", abbozzato nel rapporto del DFE, è uno strumento idoneo per ovviare al problema, nei prossimi cinque anni, in modo coordinato e mirato. Mediante incontri annuali, la Confederazione, i cantoni e il settore intendono verificare i progressi conseguiti, garantire il controllo politico necessario e instradare i processi nella direzione voluta.</p><p>Nuove strutture e funzioni - come l'istituzione di un delegato del Consiglio federale - metterebbero in discussione tanto le (nuove) competenze e responsabilità quanto le modalità di finanziamento nella formazione professionale in vigore tra la Confederazione, i cantoni e il settore. Inoltre, già secondo il diritto vigente sussiste la possibilità di sostenere in modo mirato la promozione e lo sviluppo delle professioni sanitarie mediante finanziamenti iniziali. Tali possibilità vanno sfruttate di stretta intesa con il settore. La Confederazione ha a disposizione ogni anno fino al 10 per cento delle proprie risorse per la formazione professionale destinate alla promozione di progetti di sviluppo e al sostegno di prestazioni particolari di interesse pubblico (si veda art. 54/55 LFPr). Per contro, la messa a disposizione e il finanziamento di posti di formazione rientra nella sfera di competenza dei cantoni e delle aziende. Inoltre un sovvenzionamento diretto delle aziende di tirocinio per creare nuovi posti di formazione genererebbe i cosiddetti effetti peso morto e sarebbe fonte di ingiustizie, anche rispetto ad altre professioni.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.