<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Domanda 1:</p><p>Le NOK e cinque centrali cantonali della Svizzera orientale hanno deciso di creare una società comune, incaricata di commercializzare e vendere elettricità per conto del gruppo. Secondo le NOK, tale società è un primo passo verso l'istituzione di una holding strategica, di proprietà dei nove Cantoni delle NOK (ZH, GL, ZG, SH, AR, AI, SG, AG e TG), incaricata di procedere alla fusione delle NOK con le cinque centrali cantonali. L'obiettivo di tale fusione è rendere più competitivo il gruppo NOK in vista dell'imminente apertura del mercato dell'elettricità. Per raggiungere tale obiettivo è necessario raggruppare le attività delle NOK e delle centrali cantonali e riorganizzarle secondo l'articolo 7 del progetto di legge sul mercato dell'elettricità. Quest'ultimo prevede una separazione dei settori produzione, trasporto, distribuzione, commercializzazione, vendita e altre attività. Secondo le indicazioni delle NOK, il nuovo settore produzione alla fine comprenderà tutte le centrali elettriche e le partecipazioni delle NOK e delle centrali cantonali. Non è tuttavia ancora stato deciso se saranno raggruppate in un'unica società di produzione oppure se verranno create due o più unità, per esempio una società per la produzione idraulica, una per la produzione nucleare e una per altre produzioni. Il gruppo sottolinea che con la fusione le NOK e le centrali cantonali diventerebbero un'unità più forte, in risposta alla nuova situazione che verrà a crearsi in seguito alla liberalizzazione del mercato dell'elettricità. Le NOK sono di proprietà esclusiva dei nove Cantoni, di conseguenza quest'ultimi saranno anche i proprietari della futura holding strategica, che continuerà ad esercitare la centrale nucleare di Beznau. Le NOK osservano, inoltre, di aver sempre adempiuto i loro obblighi finanziari nel settore nucleare. </p><p>Domande 2 - 5:</p><p>Le compagnie elettriche sono libere di rinnovare e di modificare le proprie strutture nel quadro delle prescrizioni legali, rispettando in particolare il diritto della concorrenza e il diritto delle società. A seconda se le centrali nucleari sono raggruppate in società distinte oppure in una sola, diminuisce o meno il patrimonio sociale. </p><p>Per creare una società che raggruppi le centrali nucleari, la nuova proprietaria deve richiedere un'autorizzazione d'esercizio. In questo contesto il Consiglio federale verificherebbe se la richiedente offre garanzie sufficienti per soddisfare i diversi obblighi legali e se dispone dei mezzi finanziari necessari.</p><p>Il Consiglio federale ha perciò deciso o proposto diverse misure che permettono di ridurre il rischio finanziario della collettività nell'ambito dell'esercizio delle centrali nucleari.</p><p>Per quanto concerne il calcolo e la copertura dei costi di spegnimento e di smaltimento rimandiamo alle due interpellanze Rechsteiner-Basel del 12 dicembre 1996 e del 2 settembre 1999 (96.3641 Vendita delle azioni della Motor Columbus e della Elektrowatt SA e garanzia di finanziamento di un deposito per scorie nucleari; 99.3437 Centrali nucleari svizzere: errori nel calcolo dei costi di spegnimento).</p><p>Inoltre, la situazione di partenza e le misure da adottare nell'ambito dei costi di smaltimento sono illustrate in modo dettagliato nel rapporto esplicativo del 7 giugno 1999 relativo al progetto di consultazione per un'ordinanza sul fondo per lo smaltimento delle scorie radioattive prodotte dalle centrali nucleari. Il 6 marzo 2000 il Consiglio federale ha approvato detto testo. Esso prevede un fondo per la gestione delle scorie radioattive, analogo al fondo per lo spegnimento istituito nel 1984, che sarà alimentato con i contributi degli esercenti delle centrali nucleari. Il fondo per lo smaltimento coprirà i costi che sorgeranno dopo lo spegnimento di una centrale (base di calcolo: 40 anni di esercizio, analogamente al fondo per lo spegnimento). Gli esercenti copriranno i costi generati prima di tale scadenza tramite accantonamenti, com'è avvenuto finora.</p><p>Al contempo il Consiglio federale ha mandato in consultazione l'avamprogetto di legge sull'energia nucleare. La legge propone un'ulteriore misura importante per garantire la copertura dei costi di smaltimento: analogamente al fondo per lo spegnimento sarà istituito un obbligo limitato di versare contributi supplementari per altre centrali, simile alla responsabilità solidale. Questo sistema riduce il rischio per la collettività nel caso di uno spegnimento prematuro di una centrale nucleare oppure se una società esercente dichiara fallimento e nessun'altra compagnia riprende le sue attività. Inoltre, il progetto in consultazione esige, in caso di cessione dell'autorizzazione di esercizio per una centrale esistente, la prova che il proprietario precedente abbia effettuato gli accantonamenti necessari per coprire i costi di spegnimento e di gestione delle scorie radioattive, conformemente alla durata d'esercizio. Infine, la gestione delle scorie radioattive prodotte fino alla scadenza dell'autorizzazione spetta a chi cede l'autorizzazione. Se necessario, può essere chiamato in causa anche il nuovo proprietario. In questo modo si intende garantire il massimo rispetto del principio di causalità. </p><p>Misure più restrittive non sarebbero compatibili con la legislazione vigente e porrebbero problemi a livello costituzionale.</p><p>Nel quadro di una revisione della legge federale sulla responsabilità civile in materia nucleare si dovrà verificare se non è opportuno aumentare l'attuale copertura assicurativa pari a un miliardo di franchi.</p><p>Domanda 6:</p><p>La BKW FMB Energie AG ha dichiarato di esaminare tutte le possibilità per ridurre i costi e aumentare la propria efficienza e produttività in vista delle nuove condizioni quadro e esigenze legate alla liberalizzazione del mercato dell'elettricità. L'istituzione di una holding è una delle possibilità per raggiungere tale obiettivo. Finora non è tuttavia ancora stata presa alcuna decisione. La BKW conferma di voler creare le condizioni affinché i costi della gestione degli elementi combustibili usati e delle scorie radioattive provenienti dalla centrale di Mühleberg siano coperti in modo efficiente anche dopo lo spegnimento della centrale. Essa osserva che l'attuale prassi, che prevede la creazione di accantonamenti, è stata esaminata da esperti indipendenti riconosciuti e ritenuta valida. La BKW sottolinea che ha sempre adempiuto i suoi obblighi in questo settore. </p><p>Il parere del Consiglio federale emerge dalla risposta alle domande 2 - 5.</p>  Risposta del Consiglio federale.