<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di garantire che tutti gli svizzeri all'estero possano aprire un conto presso una banca svizzera di rilevanza sistemica e mantenere una relazione bancaria a condizioni ragionevoli. A tal fine occorre creare le corrispondenti basi legali nell'ambito della regolamentazione "too big to fail".</p><p>In singoli casi o in caso di sanzioni inflitte dalla Svizzera deve comunque rimanere la possibilità di applicare eccezioni giustificate.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Già oggi numerose banche svizzere, tra cui anche quelle di rilevanza sistemica, offrono agli svizzeri all'estero conti destinati al traffico dei pagamenti, fatte salve le disposizioni legali e regolamentari del rispettivo Paese di domicilio e della Svizzera. Di conseguenza, le banche adeguano l'offerta di servizi a ogni Paese. A seguito della crisi finanziaria, in numerosi Paesi sono aumentate le esigenze normative. Per effettuare gli accertamenti richiesti, le banche devono dunque sostenere un onere amministrativo supplementare che ricade in parte sui clienti svizzeri sotto forma di spese più elevate. Inoltre, sono aumentati i rischi giuridici e i rischi legati alla reputazione a cui le banche sono esposte in questo settore; esse ne tengono conto elaborando l'offerta di servizi finanziari transfrontalieri.</p><p>Introdurre regole che obblighino le banche ad assumere rischi più alti di quelli che esse avrebbero scelto di addossarsi costituirebbe un'ingerenza grave nella libertà economica di queste ultime. In questo senso la regolamentazione "too big to fail" mira a ridurre i rischi ai quali le banche di rilevanza sistemica espongono l'economia nazionale. Poiché questa regolamentazione comporta l'eliminazione della garanzia implicita concessa dallo Stato a queste banche, perderebbe ogni valore anche l'argomento a favore di una contropartita citato nella mozione. Inoltre, dal punto di vista della parità concorrenziale non è giustificabile il fatto che soltanto a una parte delle banche venga imposto un obbligo legale in questo ambito.</p><p>Le spese di gestione di un conto variano di regola da banca a banca (per i clienti delle banche di rilevanza sistemica con domicilio all'estero è previsto un aumento delle spese fisse compreso fra lo 0 e il 400 per cento rispetto a quelli con domicilio in Svizzera). Ciò rivela che le banche trasferiscono ai clienti una parte del loro onere supplementare e che la concorrenza tra le banche funziona. Anche il sorvegliante dei prezzi è giunto alla medesima conclusione nell'ambito della sua verifica delle spese bancarie per gli svizzeri residenti all'estero effettuata nel 2012. In base a una comparazione dei prezzi, gli svizzeri all'estero possono optare per l'offerta più vantaggiosa. Fintantoché gli svizzeri all'estero avranno a disposizione un numero sufficiente di fornitori di servizi di gestione dei conti, un intervento dello Stato non si impone.</p><p>Nel quadro del postulato Graber Konrad 14.3752 accolto dal Consiglio degli Stati l'8 dicembre 2014, il Consiglio federale sta esaminando l'introduzione dell'obbligo, per Postfinance SA, di aprire e tenere conti per il traffico dei pagamenti anche per gli svizzeri all'estero. Postfinance SA adempie già ora all'obbligo legale di fornire il servizio universale nel settore del traffico dei pagamenti nazionale. Il rapporto dovrebbe essere presentato nella primavera del 2016.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.