<!DOCTYPE html> <html lang="it"><head><meta charset="utf-8"/></head><body><div class="content"> <div class="para">Tribunale federale </div> <div class="para">Tribunal federal </div> <div class="para"> </div> <div class="para">{T 0/2} </div> <div class="para">4C.264/2006 /biz </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Sentenza del 20 dicembre 2006 </div> <div class="para">I Corte civile </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Composizione </div> <div class="para">Giudici federali Corboz, presidente, </div> <div class="para">Rottenberg Liatowitsch, Ramelli, giudice supplente, </div> <div class="para">cancelliera Gianinazzi. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Parti </div> <div class="para">A.________SA, </div> <div class="para">convenuta e ricorrente, </div> <div class="para">patrocinata dall'avv. Filippo Ferrari, </div> <div class="para"> </div> <div class="para">contro </div> <div class="para"> </div> <div class="para">I.________, </div> <div class="para">attore e opponente, </div> <div class="para">patrocinato dall'avv. Claudio Codoni. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Oggetto </div> <div class="para">mandato, </div> <div class="para"> </div> <div class="para">ricorso per riforma contro la sentenza emanata il </div> <div class="para">16 giugno 2006 dalla II Camera civile del Tribunale </div> <div class="para">d'appello del Cantone Ticino. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Fatti: </div> <div class="para">A. </div> <div class="para">Il 9 giugno 2000 la Corte delle Assisi criminali ticinese ha condannato C.________ - già direttore della filiale di Mendrisio/Chiasso della banca A.________SA - alla pena di tre anni e nove mesi di reclusione per truffa e falsità in documenti commesse ai danni di alcuni clienti, fra cui I.________, Poviglio (IT). </div> <div class="para">B. </div> <div class="para">Con petizione del 2 giugno 2004, presentata direttamente al Tribunale d'appello del Cantone Ticino, I.________ ha chiesto la condanna di A.________SA al pagamento di USD 400'000.--, con interessi al 5 % dal 21 ottobre 2003, somma ch'egli aveva dato in mutuo alla società E.________ e che non gli è mai stata rimborsata. L'attore sosteneva che l'operazione, conclusasi con la perdita totale del capitale investito, gli era stata consigliata nel 1998 da C.________, nella sua qualità di ausiliario della banca. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">La convenuta ha integralmente avversato la domanda dell'attore sollevando l'eccezione di prescrizione, asseverando la propria estraneità all'operazione finanziaria - conclusa dall'attore con C.________ a titolo personale - e, infine, richiamando la dichiarazione di scarico rilasciatale dall'attore. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Gli argomenti della convenuta sono stati disattesi dalla II Camera civile del Tribunale d'appello, la quale - riprendendo per buona parte i fatti accertati nella sentenza penale - con sentenza del 16 giugno 2006 ha accolto la petizione, deducendo tuttavia dalla somma richiesta gli interessi di USD 16'652.51 percepiti durante i primi cinque mesi, di modo che la convenuta è stata condannata a pagare USD 383'347.49, con interessi al 5 % dal 21 ottobre 2003. </div> <div class="para">C. </div> <div class="para">Con tempestivo ricorso per riforma al Tribunale federale A.________SA postula la modifica della predetta sentenza nel senso di respingere integralmente la petizione. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Con risposta del 24 ottobre 2006 I.________ propone la reiezione del gravame nella misura in cui è ammissibile. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Diritto: </div> <div class="para">1. </div> <div class="para">Il tenore dell'allegato sottoposto all'esame del Tribunale federale impone di rammentare - prima di chinarsi sulle censure ivi sollevate - che il ricorso per riforma è ammissibile per violazione del diritto federale, ovverosia quando un principio consacrato esplicitamente da una prescrizione federale o risultante implicitamente da essa non è stato applicato o ha avuto un'applicazione errata (<span class="artref"><artref id="CH/173.110/43/2" type="start"></artref><artref id="CH/173.110/43/1" type="start"></artref>art. 43 cpv. 1 e 2 OG</span><artref id="CH/173.110/43/2" type="end"></artref><artref id="CH/173.110/2" type="end"></artref>). </div> <div class="para">1.1 ll diritto federale non è di regola violato dagli accertamenti di fatto (<span class="artref">art. 43 cpv. 3 OG</span>). Nella giurisdizione di riforma, il Tribunale federale fonda pertanto il suo giudizio sui fatti così come sono stati accertati dall'ultima autorità cantonale, a meno che non siano state violate disposizioni federali in materia di prove (ad esempio l'<span class="artref">art. 8 CC</span>), debbano venire rettificati accertamenti di fatto derivanti da una svista manifesta (<span class="artref">art. 63 cpv. 2 OG</span>) o si renda necessario un complemento degli stessi a norma dell'<span class="artref">art. 64 OG</span> (<a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=15&amp;from_date=16.12.2006&amp;to_date=04.01.2007&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F130-III-136%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page136">DTF 130 III 136</a> consid. 1.4 pag. 140). Fatte salve queste eccezioni, censure contro l'accertamento dei fatti e l'apprezzamento delle prove eseguiti dall'autorità cantonale sono improponibili, così come non si può far riferimento a circostanze non accertate nel giudizio impugnato, trattandosi di fatti nuovi (art. 55 cpv. 1 lett. c OG; DTF citati; <a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=15&amp;from_date=16.12.2006&amp;to_date=04.01.2007&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F129-III-618%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page618">129 III 618</a> consid. 3). </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Nulla muta l'<span class="artref">art. 43 cpv. 4 OG</span>, giusta il quale l'apprezzamento giuridico erroneo di un fatto è parificato alla violazione del diritto. Questo capoverso non concede alla parte che ricorre la facoltà di criticare liberamente l'apprezzamento delle prove eseguito in sede cantonale; l'apprezzamento giuridico di un fatto altro non è che la sua qualificazione giuridica (sussunzione; <a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=15&amp;from_date=16.12.2006&amp;to_date=04.01.2007&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F129-III-618%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page618">DTF 129 III 618</a> consid. 3 pag. 620). In sostanza, dunque, il capoverso 4 non aggiunge nulla a quanto già stabilito all'<span class="artref">art. 43 cpv. 1 OG</span> (Jean-François Poudret, Commentaire de la loi fédérale d'organisation judiciaire, vol. II, Berna 1990, n. 5 ad <span class="artref">art. 43 OG</span>, pag. 178). </div> <div class="para">1.2 La convenuta sembra conoscere queste regole, che menziona nella parte iniziale del gravame; come esposto nei successivi considerandi - e come rettamente rilevato dall'attore - ne travisa però la portata concreta. </div> <div class="para">2. </div> <div class="para">Nella sentenza impugnata l'autorità cantonale ha innanzitutto premesso di non essere vincolata ai fatti accertati nella sentenza della Corte delle Assise criminali in forza dell'<span class="artref">art. 112 cpv. 1 CPC</span>/TI, non essendosi l'attore costituito parte civile nel procedimento penale (questa norma stabilisce infatti che, se la parte lesa si è costituita parte civile, il giudizio penale di condanna pronunciato nel cantone fa stato per l'accertamento dell'esistenza del fatto oggetto del giudizio penale). Rinviando alla propria prassi la II Camera civile ha nondimeno ritenuto che gli accertamenti di quella sentenza - peraltro non contestati dalla convenuta - rappresentano "un mezzo di prova di accresciuta rilevanza". </div> <div class="para"> </div> <div class="para">La Corte ticinese ha quindi constatato come in quella sentenza C.________ sia stato condannato per truffa ai danni di alcuni clienti della convenuta, proprio in relazione con il mutuo concesso alla società E.________. Nel processo penale è infatti emerso che i clienti della banca non avrebbero mai concesso il mutuo se avessero saputo che - contrariamente a quanto garantito loro C.________ - l'investimento non era sicuro bensì comportava un rischio accresciuto, siccome la società E.________ era priva di capitale proprio, utilizzava i fondi in modo difforme da quanto assicurato ed eseguiva investimenti in borsa altamente speculativi; tantomeno lo avrebbero concesso se avessero saputo che C.________ non si preoccupava minimamente di verificare l'impiego dei capitali raccolti. Da questi fatti i giudici cantonali hanno dedotto la responsabilità della convenuta per l'operato del suo direttore in forza dell'<span class="artref">art. 101 CO</span> (responsabilità per persona ausiliaria), non avendo essa peraltro opposto serie eccezioni contro l'applicazione di questa norma. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Con riferimento all'eccezione di prescrizione sollevata dalla convenuta, la quale ha addotto il carattere extracontrattuale della pretesa attorea, i giudici cantonali hanno stabilito che il mutuo era stato proposto all'attore da C.________ nell'ambito delle sue funzioni di direttore della convenuta, per il che si era instaurato tra le parti un rapporto contrattuale di mandato, che comportava in particolare l'obbligo della banca di informare correttamente il cliente (<span class="artref"><artref id="CH/220/397" type="start"></artref>art. 397 e 398 CO</span><artref id="CH/220/398" type="end"></artref>) e che è soggetto alla prescrizione decennale dell'<span class="artref">art. 127 CO</span>. Essi hanno soggiunto che la convenuta non ha provato che la consulenza in discussione fosse avvenuta all'esterno dei locali della banca, né che essa si situasse nel contesto di un rapporto contrattuale privato con C.________, né, infine, che il cliente fosse stato informato di una siffatta natura particolare dell'investimento. </div> <div class="para">Subordinatamente, la Corte cantonale ha precisato che l'eccezione di prescrizione andrebbe in ogni caso respinta anche se si ammettesse il carattere extracontrattuale della pretesa in causa, in applicazione dell'<span class="artref">art. 60 cpv. 2 CO</span>: essendo il direttore C.________ dal punto di vista funzionale un organo della convenuta, la sua condanna per truffa fa sì che anche la pretesa di risarcimento civile è soggetta al termine di prescrizione penale di 15 anni (art. 70 cpv. 1 lett. b e 146 cpv. 1 CP). </div> <div class="para">3. </div> <div class="para">Dinanzi al Tribunale federale la convenuta censura la decisione sulla prescrizione e lamenta la violazione degli <span class="artref"><artref id="CH/210/2" type="start"></artref>art. 2 e 8 CC</span><artref id="CH/210/8" type="end"></artref> nonché degli art. 60, 127 e 394 segg. CO; essa menziona il mancato rispetto o il sovvertimento dell'onere probatorio, l'omessa considerazione di "accertamenti processuali" e di mezzi di prova con forza probante "accresciuta" perlomeno pari a quelli ritenuti dai giudici cantonali, l'apprezzamento giuridico erroneo dei fatti e l'arbitrio. </div> <div class="para">3.1 La convenuta mira a dimostrare che C.________ non ha agito quale organo o funzionario della banca bensì privatamente, fuori banca, negli uffici della società del figlio G.________. A tal scopo essa oppone il proprio apprezzamento delle prove a quello eseguito dall'autorità cantonale, riportando ampi stralci della sentenza penale, invocando documenti e passaggi della deposizione del testimonio F.________, che a torto non sarebbero stati considerati. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Simili argomentazioni si scontrano crassamente con le regole riassunte al consid. 1, secondo le quali il Tribunale federale pone a fondamento del suo esame i fatti accertati nella sentenza impugnata e non quelli "contemplati nell'incarto" o "risultanti dagli atti", come scrive la convenuta nel ricorso. Esse non possono pertanto venir tenute in nessuna considerazione. </div> <div class="para">3.2 Come già detto, nel giudizio impugnato è stato stabilito che il mutuo a favore della società E.________ è stato consigliato all'attore da C.________ nella sua veste di direttore della banca convenuta. Di fronte a un accertamento di fatto positivo come questo, frutto dell'apprezzamento delle prove - che non va confuso con l'apprezzamento giuridico dei fatti (cfr. quanto già esposto al consid. 1.1) - non si pone nemmeno la questione dell'onere probatorio, retta dall'<span class="artref">art. 8 CC</span>: questa norma stabilisce infatti quale parte sopporta le conseguenze dell'assenza della prova di un fatto, ma non il modo in cui il giudice cantonale deve valutare le prove (<a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=15&amp;from_date=16.12.2006&amp;to_date=04.01.2007&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F127-III-519%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page519">DTF 127 III 519</a> consid. 2a pag. 522 con rinvii). </div> <div class="para">3.3 In quanto rivolto contro la decisione sulla prescrizione il ricorso si avvera pertanto inammissibile. </div> <div class="para">4. </div> <div class="para">In sede cantonale la convenuta aveva invocato anche la dichiarazione di scarico sottoscritta il 12 novembre 1998, nella quale l'attore confermava che gli investimenti di suoi averi presso A.________Private Banking, compreso il bonifico a favore della società E.________, erano avvenuti conformemente alle sue disposizioni e dava di conseguenza "pieno e totale scarico alla banca del proprio operato". </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Nella sentenza impugnata le obiezioni della convenuta alla pretesa attorea fondate su questo documento sono state disattese per due motivi: in primo luogo i giudici cantonali hanno considerato che una dichiarazione di scarico può essere operante soltanto se colui che la rilascia è a conoscenza dei fatti ai quali essa si riferisce, mentre in concreto l'attore - il 12 novembre 1998 - non sapeva ancora che avrebbe perso completamente il capitale mutuato; in secondo luogo essi hanno stabilito che la dichiarazione sarebbe in ogni caso nulla in applicazione degli art. 100 cpv. 1 e 101 cpv. 3 CO, essendo stata firmata prima dell'insorgere del danno e avendo C.________, organo e ausiliario della banca, agito dolosamente. </div> <div class="para">4.1 Nel gravame ambedue le motivazioni vengono contestate. È opportuno esaminare dapprima la seconda, concernente la nullità della dichiarazione, che la convenuta ritiene lesiva delle norme sopra citate nonché dell'<span class="artref">art. 146 CP</span>. La convenuta ammette in sostanza il dolo - la truffa - ma, richiamandosi alla sentenza penale, afferma che in concreto il danno ha preceduto la dichiarazione di scarico, poiché si è verificato già nel momento in cui l'attore ha disposto del capitale mutuato a favore della società E.________. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Si tratta di una tesi infondata. Nel diritto privato il danno è generalmente definito come una diminuzione degli attivi o un aumento dei passivi (sulla nozione giuridica di danno cfr. <a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=15&amp;from_date=16.12.2006&amp;to_date=04.01.2007&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F132-III-321%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page321">DTF 132 III 321</a> consid. 2.2.2 pag. 323 seg. con rinvii). Nella fattispecie in esame l'attore ha subito una diminuzione degli attivi: ha perso i soldi, rispettivamente il credito che aveva nei confronti della società E.________. Ciò è accaduto alla scadenza contrattuale del gennaio 1999, quando l'importo mutuato, divenuto esigibile, non gli è stato restituito. Il momento della concessione del mutuo oppure della contravvenzione agli obblighi contrattuali da parte della convenuta non è di rilievo. Nulla muta il richiamo di regole del diritto penale sul compimento della truffa (l'autorità cantonale ha d'altro canto ripreso dalla sentenza penale soltanto i fatti, come vuole l'<span class="artref">art. 112 cpv. 1 CPC</span>/TI). </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Eccezion fatta per l'obiezione secondo cui C.________ avrebbe agito a titolo personale, già dichiarata inammissibile al consid. 3, la convenuta non propone altri argomenti contro la nullità della dichiarazione di scarico del 12 novembre 1998. Su questo punto il giudizio cantonale va pertanto confermato. </div> <div class="para">4.2 La nullità della dichiarazione rende superfluo esaminare la portata e l'efficacia ch'essa avrebbe potuto avere, questioni che sono oggetto dell'altra motivazione addotta dai giudici cantonali, anch'essa diffusamente contestata nel ricorso. Per consolidata giurisprudenza, infatti, se almeno una delle due motivazioni resiste alla critica, il giudizio impugnato non viene annullato (<a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=15&amp;from_date=16.12.2006&amp;to_date=04.01.2007&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F132-I-13%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page13">DTF 132 I 13</a> consid. 6; <a class="bgeref_id" href="https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/aza/http/index.php?lang=de&amp;type=highlight_simple_query&amp;page=15&amp;from_date=16.12.2006&amp;to_date=04.01.2007&amp;sort=relevance&amp;insertion_date=&amp;top_subcollection_aza=all&amp;query_words=&amp;rank=0&amp;azaclir=aza&amp;highlight_docid=atf%3A%2F%2F121-IV-94%3Ade&amp;number_of_ranks=0#page94">DTF 121 IV 94</a>). </div> <div class="para">5. </div> <div class="para">Nell'ultima parte della loro sentenza i giudici cantonali hanno escluso la possibilità di imputare all'attore una concolpa, rilevando ch'egli ha accettato un investimento con un tasso d'interesse non speculativo (10 %) propostogli da un funzionario dimostratosi affidabile nel corso degli anni. I giudici cantonali hanno aggiunto che non si può rimproverare all'attore di non aver reclamato entro un mese dal ricevimento degli estratti bancari, come gli imponevano le condizioni generali, dal momento che il mutuo a favore della società E.________ non vi figurava al pari dei crediti fiduciari, dei piani d'investimento, delle operazioni in sospeso, ecc. Essi hanno concluso osservando che la convenuta non ha del resto preteso una riduzione del risarcimento per questo titolo. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">A queste considerazioni la convenuta oppone critiche nuovamente inammissibili. D'un lato contesta i fatti, o si fonda su fatti diversi da quelli accertati nel giudizio cantonale, quando afferma che il saldo degli attivi figuranti sugli estratti-conto era giusto e ribadisce che l'operazione era avvenuta al di fuori del contesto bancario. Dall'altro tocca questioni rette dal diritto processuale cantonale laddove rimprovera all'autorità cantonale di aver considerato obiezioni - concernenti in particolare l'inaffidabilità degli estratticonto - che l'attore avrebbe formulato soltanto con le conclusioni di causa. Si tratta di censure improponibili nel quadro del presente rimedio, che avrebbero semmai dovuto venir proposte con un ricorso di diritto pubblico (cfr. art. 43 cpv. 1 e 55 cpv. 1 lett. c OG). </div> <div class="para">6. </div> <div class="para">In conclusione, nella limitata misura in cui è ammissibile, il gravame è infondato e deve pertanto essere respinto. </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Gli oneri processuali e le spese ripetibili seguono la soccombenza </div> <div class="para">(art. 156 cpv. 1 e 159 cpv. 1 e 2 OG). </div> <div class="para"> </div> <div class="para">Il Tribunale federale pronuncia: </div> <div class="para">1. </div> <div class="para">Nella misura in cui è ammissibile, il ricorso è respinto. </div> <div class="para">2. </div> <div class="para">La tassa di giustizia di fr. 7'500.-- è posta a carico della convenuta, </div> <div class="para">la quale rifonderà all'attore fr. 8'500.-- per ripetibili della sede federale. </div> <div class="para">3. </div> <div class="para">Comunicazione ai patrocinatori delle parti e alla II Camera civile </div> <div class="para">del Tribunale d'appello del Cantone Ticino. </div> <div class="para">Losanna, 20 dicembre 2006 </div> <div class="para">In nome della I Corte civile </div> <div class="para">del Tribunale federale svizzero </div> <div class="para">Il presidente: La cancelliera: </div> <div class="para"> </div> </div></body></html>