<h2>SubmittedText<h2><p>Come del resto ci si poteva attendere, la dichiarazione d'intenti riguardante la controversia sul rumore del traffico aereo, sottoscritta il 28 gennaio 2012 dalla consigliera federale Doris Leuthard e dal ministro dei trasporti tedesco Ramsauer, ha suscitato vivaci reazioni e sollevato numerosi interrogativi.</p><p>Il Consiglio federale è incaricato di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Con la firma della dichiarazione d'intenti, in cosa il Consiglio federale vede un passo in avanti sulla via della risoluzione del contenzioso legato al rumore del traffico aereo se tutti gli elementi del documento contengono concessioni a favore della Germania, con una sola eccezione, formulata in termini vaghi, riferita alla possibilità di adeguare l'accordo in caso di diminuzione del rumore del traffico aereo grazie ai progressi tecnologici?</p><p>2.a. Nel quadro dei negoziati, quale peso è attribuito ai valori di rumore registrati scientificamente che in Germania non rappresentano violazioni dei limiti legali?</p><p>b. In che misura è vincolante la concessione fatta dalla cancelliera federale Merkel nell'aprile 2008 secondo cui un accordo dovrebbe poter essere fondato su valori di rumore rilevati oggettivamente?</p><p>c. Manifestamente, la popolazione non accetta che ci si basi sulla quantità di rumore e fa presente il disturbo che costituisce ogni singolo movimento di volo. Per quale motivo non si realizza un sistema di misurazione del rumore basato sui due elementi se alla fine, malgrado tutto, è il numero di avvicinamenti consentiti ad essere determinante?</p><p>d. Quale ruolo è svolto da Lufthansa, proprietaria di Swiss, in questi negoziati, in particolare in relazione alla formazione dell'opinione e alla condotta dei negoziati della delegazione tedesca?</p><p>3. In seguito a iniziative di cittadini della Germania meridionale la preferenza è accordata alla variante PSIA E-DVO con riferimento alla riserva di capacità che permetterebbe di giungere fino a 350 000 voli. Si può considerare ciò come un'offerta dato che implicherebbe l'abbandono di una delle principali traiettorie di avvicinamento, ovvero quella da est?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Dopo densi negoziati protrattisi per anni, con la firma della dichiarazione d'intenti, la consigliera federale Leuthard e il ministro dei trasporti tedesco Ramsauer si sono accordati sui punti principali del futuro accordo sul traffico aereo che disciplinerà l'utilizzazione dello spazio aereo della Germania meridionale nell'ambito degli avvicinamenti sull'aeroporto di Zurigo. Per lo scalo di Kloten e le popolazioni residenti nelle vicinanze, l'accordo apporterà certezza del diritto come pure una soluzione equa, sostenibile e duratura. Esso implicherà che ognuno dei due Paesi faccia un passo verso la posizione dell'altro. Sulla base della dichiarazione d'intenti sono stati avviati i negoziati per la conclusione di un accordo che dovrebbe essere pronto nell'estate 2012.</p><p>2.a.-c. Per la Svizzera è indispensabile che la vera e propria causa del conflitto, il rumore effettivo, sia anche un elemento essenziale del futuro accordo con la Germania. L'inquinamento fonico resta pertanto un tema importante dei negoziati. In particolare, la Svizzera vuole garantire che i futuri progressi nella lotta al rumore o nelle procedure di avvicinamento si ripercuotano anche nella regolamentazione dei decolli e atterraggi nello spazio aereo tedesco. L'analisi del rumore del 2009, elaborata su mandato della cancelliera federale Merkel e dall'allora presidente della Confederazione Couchepin, resta per la Svizzera una base importante. Un accordo con la Germania dovrà comunque tenere conto anche del numero di movimenti di volo.</p><p>2.d. Le restrizioni vigenti si ripercuotono in modo estremamente negativo sulla Swiss, società controllata da Lufthansa. Il Consiglio federale non può esprimersi in merito all'entità dell'intervento di Lufthansa presso il governo tedesco per trovare un compromesso con la Svizzera.</p><p>3. È comprensibile che la popolazione tedesca accordi la sua preferenza alla variante del progetto di scheda di coordinamento PSIA che predilige la variante di avvicinamento E-DVO, che rispetta pienamente gli orari di divieto di volo vigenti in Germania. Con la dichiarazione di Stoccarda le autorità del Land interessato chiedono, tuttavia, concessioni più ampie da parte della Svizzera, in particolare un massimo di 80 000 avvicinamenti all'anno da nord e il mantenimento degli orari di divieto di volo. Non è ancora certo se possa essere attuata una regolamentazione con la Germania nell'ambito di una variante esistente del processo PSIA o se si debba procedere ad adeguamenti.</p>  Risposta del Consiglio federale.