<h2>SubmittedText<h2><p>Il desiderio di essere curati a domicilio è sempre più diffuso. Le esigenze delle persone che desiderano essere assistite nelle proprie quattro mura domestiche sono spesso garantite da un'assistenza live-in. </p><p>Nel modello di assistenza live-in la persona che presta assistenza convive con la persona bisognosa di cure o risiede nelle sue immediate vicinanze e si tiene a disposizione secondo gli accordi presi. Contrariamente all'assistenza 24 ore su 24, l'assistenza live-in non prevede una presenza ininterrotta. Gli orari di lavoro e il servizio di picchetto vengono definiti per contratto e distribuiti sull'arco della giornata d'intesa con i famigliari dell'interessato. Per corrispondere ai bisogni delle persone assistite, questo modello presuppone però un elevato grado di flessibilità.</p><p>Il 22 dicembre 2021 il Tribunale federale ha emesso una decisione di ampia portata in merito all'applicabilità della legge sul lavoro alle persone che prestano assistenza in case private per il tramite di agenzie fornitrici di personale a prestito o di organizzazioni di cura come la Spitex (DTF 2C_470/2020): la legge sul lavoro deve essere rispettata rigorosamente, soprattutto per quanto riguarda il periodo di riposo giornaliero, che non può essere interrotto nemmeno da brevi servizi di picchetto. Ciò significa in primo luogo che l'assistenza live-in attraverso agenzie di personale a prestito deve ora essere garantita da almeno due persone che si danno il cambio (cosa che attualmente avviene solo per l'assistenza 24 ore su 24). Ciò comporterebbe almeno un raddoppio dei costi e accrescerebbe drasticamente la domanda di personale sociosanitario, notoriamente già estremamente elevata.</p><p>Domande al Consiglio federale</p><p>a. Il Consiglio federale sa quante persone bisognose di assistenza e quanti lavoratori sono interessati da questi rigidi requisiti per l'assistenza live-in tramite le agenzie di personale a prestito? </p><p>b. La sentenza del Tribunale federale rincara notevolmente l'assistenza a domicilio attraverso le agenzie di personale a prestito e aumenta il fabbisogno di specialisti in questo campo. Quali conseguenze ha tutto ciò in relazione al costante aumento dei costi sanitari e alla forte carenza di lavoratori qualificati?</p><p>c. Il Consiglio federale condivide l'opinione secondo cui questi rigidi requisiti aumenteranno in modo massiccio la domanda di personale sociosanitario nelle case di riposo e di cura?</p><p>d. Il Consiglio federale opera una distinzione tra l'assistenza live-in e l'assistenza 24 ore su 24 e, se sì, dove intravvede le distinzioni sotto il profilo della legge sul lavoro?</p><p>e. Il Consiglio federale condivide l'opinione secondo cui gli assistenti assunti direttamente sono decisamente meno tutelati di quelli che operano nel contesto giuridico e di partenariato sociale del personale a prestito (CCL personale a prestito, legge sul collocamento)? </p><p>f. Il Consiglio federale è disposto a trovare in tempi brevi una soluzione pragmatica insieme alle parti sociali? Come potrebbe essere adattata l'ordinanza corrispondente (OLL 2)?</p><p>g. Come si possono garantire le prestazioni, spesso essenziali, a favore delle persone bisognose di cure fino al momento in cui si sarà trovata una soluzione? Il Consiglio federale è disposto a venire incontro in un qualsiasi modo alle agenzie che operano in questo settore (periodo di transizione)?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è consapevole di quanto sia importante la tematica dell'assistenza alle persone bisognose di cure e in particolare agli anziani che vivono ancora nelle proprie abitazioni. Quest'ultimo aspetto è stato trattato nel rapporto del 16 marzo 2012 elaborato in adempimento del postulato Schmid-Federer 12.3266 ("Condizioni quadro per le migranti pendolari impiegate nella cura degli anziani") e nei lavori successivi.</p><p>a. Non esistono statistiche ufficiali sul numero di dipendenti che lavorano in case private al servizio di persone bisognose di assistenza. Le cifre disponibili riguardano o il gruppo professionale "economia domestica" secondo la Rilevazione sulle forze di lavoro in Svizzera (RIFOS) oppure, nel caso dell'immigrazione soggetta ad autorizzazione, le "professioni dell'economia domestica" secondo il sistema d'informazione centrale sulla migrazione (che include anche le case di cura e le strutture ricettive). Il settore dei "servizi domestici privati", invece, comprende solo i dipendenti direttamente impiegati dalle famiglie. Il rapporto elaborato in adempimento del postulato Schmid-Federer stimava nel 2017 che in Svizzera quasi 10 000 donne migranti pendolari prestano assistenza agli anziani, circa la metà delle quali impiegate direttamente dalle famiglie interessate. In base a queste cifre dovrebbero attualmente lavorare nelle economie domestiche da 10 000 a 30 000 persone, la maggior parte delle quali probabilmente alle dirette dipendenze delle persone assistite.</p><p>b. Al momento non si possono ancora rilasciare informazioni a questo riguardo. Resta da vedere come si adeguerà la prassi a seguito della decisione del Tribunale federale.</p><p>c. Se i costi dell'assistenza domiciliare dovessero aumentare notevolmente c'è effettivamente da attendersi uno spostamento verso le case di riposo e di cura. Questo aspetto era già stato sottolineato nel 2016 in un'analisi d'impatto della regolamentazione ("24-Stunden-Betagtenbetreuung in Privathaushalten: Regulierungsfolgenabschätzung zu den Auswirkungen der Lösungswege gemäss Bericht zum Postulat Schmid-Federer"). Al momento non è ancora possibile stabilire in che misura questo scenario si realizzerà (cfr. sopra).</p><p>d. Non esiste una definizione giuridica di questi termini. Nel modello "live-in" l'assistente convive con la persona assistita, ma non deve per forza essere disponibile 24 ore al giorno. Il modello 24 ore su 24 prevede invece un'assistenza ininterrotta, che può essere prestata da più persone. Entrambi i modelli sono equivalenti per quanto riguarda l'applicabilità della legge sul lavoro e delle relative disposizioni.</p><p>e. Non lo si può affermare in generale: gli assistenti assunti direttamente e i loro datori di lavoro non sono soggetti al CCL per il personale a prestito né alla legge sul collocamento. Si applicano tuttavia il CNL della Confederazione per il personale domestico e il corrispondente CNL cantonale.</p><p>f. Le disposizioni speciali nell'ambito dell'ordinanza 2 concernente la legge sul lavoro (OLL 2; RS 822.112) vengono elaborate a tavolino insieme alle parti sociali del settore in questione. La SECO ha già organizzato un incontro per trattare questo tema. Il Consiglio federale non intende anticipare queste discussioni.</p><p>g. La sentenza del Tribunale federale è passata in giudicato ed è pertanto vincolante. A causa della separazione dei poteri, il Consiglio federale non ha la facoltà di introdurre un periodo transitorio. Spetta alle aziende interessate offrire alle persone assistite una soluzione conforme alla legge.</p>  Risposta del Consiglio federale.