<h2>SubmittedText<h2><p>La città di Timbuctu, in Mali, rischia attualmente di subire la stessa sorte dei Buddha di Bamiyan, in Afghanistan, nel 2001.</p><p>Timbuctu si trova nella parte settentrionale del Paese, che dall'aprile di quest'anno è controllata da gruppi islamici armati.</p><p>Il 28 giugno 2012, in seguito a una richiesta del governo del Mali, l'UNESCO ha iscritto questa città nell'elenco del patrimonio mondiale in pericolo.</p><p>Due giorni più tardi alcuni membri del gruppo Ansar Dine("difensori dell'Islam") hanno proceduto alla distruzione di opere religiose a Timbuctu, tra cui diversi mausolei di santi musulmani come pure una parte della moschea Sidi Yeyia.</p><p>Nella risoluzione 2056 del 5 luglio 2012, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha fermamente condannato tali atti, sottolineando come questi ultimi possano rappresentare una violazione dello Statuto di Roma della Corte penale internazionale, di cui il Mali è parte.</p><p>È opportuno ricordare che anche il considerevole tesoro di oltre centomila manoscritti antichi custoditi nella città rischia di essere distrutto da gruppi islamici.</p><p>Quali sono le misure previste dal Consiglio federale per sostenere gli sforzi della comunità internazionale volti a proteggere il patrimonio culturale a Timbuctu?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Svizzera segue con grande attenzione la situazione politica e umanitaria in Mali come pure le condizioni di sicurezza nel Paese. Partecipa attivamente agli sforzi della comunità internazionale per proteggere il patrimonio culturale, condannare gli attentati ai siti culturali e religiosi nel nord del Mali ed esortare tutte le parti coinvolte nel conflitto a rispettare i loro impegni nell'ambito del diritto internazionale umanitario. La Svizzera è attiva a vari livelli:</p><p>- in quanto membro del comitato del patrimonio mondiale dell'UNESCO, la Svizzera ha partecipato alla decisione di iscrivere Timbuctu e la tomba di Askia a Gao nell'elenco del patrimonio mondiale in pericolo. Inoltre, è coautrice dell'appello di San Pietroburgo, che condanna le distruzioni avvenute dopo questa prima decisione. La Svizzera fornisce il proprio sostegno per l'impiego di tutti gli strumenti a disposizione del comitato al fine di garantire l'adozione di misure d'urgenza non appena la situazione lo consenta e appoggia l'appello lanciato dal comitato alla Comunità economica degli Stati dell'Africa Occidentale (ECOWAS) e ai Paesi della regione affinché contribuiscano alla risoluzione della crisi, partecipino agli sforzi volti a proteggere il patrimonio culturale e combattano il commercio illecito di beni culturali. Anche se per il momento sono escluse eventuali azioni sul posto, dato che il nord del Mali è controllato da gruppi armati, l'ultima risoluzione sul Mali del Consiglio di sicurezza dell'ONU (S/RES/2071 (2012) del 12 ottobre 2012) lascia sperare che ciò sia possibile in un prossimo futuro. La Svizzera segue attentamente lo sviluppo, in seno all'UNESCO, di strumenti concreti (informazione per i militari, guida per la valutazione dei danni, formazione delle forze di polizia per la lotta al commercio illecito di beni culturali) volti a garantire che i vari aspetti della protezione dei beni culturali maliani vengano costantemente tenuti in considerazione;</p><p>- in seno al Consiglio dei diritti dell'uomo dell'ONU la Svizzera ha appoggiato una risoluzione sul Mali che condanna in particolare la distruzione dei siti culturali e religiosi ed esorta alla cessazione immediata degli attacchi. La Svizzera si è unita al gruppo francofono e ha dichiarato che questi attentati rappresentano una violazione intenzionale dei diritti culturali e della libertà di religione e di credo. Ha inoltre giudicato positivamente la richiesta di indagini preliminari inoltrata dal Mali alla Corte penale internazionale (CPI). Nell'ambito del suo impegno a favore del rispetto del diritto internazionale umanitario e della lotta contro l'impunità, la Svizzera seguirà con attenzione i lavori della CPI relativi al Mali;</p><p>- la Svizzera ha partecipato all'elaborazione della risoluzione sul Mali che riprende le condanne summenzionate e che è stata adottata nell'ottobre di quest'anno in occasione del XIV Vertice dei capi di Stato e di governo dei Paesi francofoni a Kinshasa;</p><p>- la Svizzera si impegna da tempo a favore della promozione della stabilità e del consolidamento della pace nella regione. Inoltre, dietro richiesta del governo di Bamako e del Movimento nazionale per la liberazione dell'Azawad (MNLA), fornisce il proprio sostegno nell'ambito della mediazione avviata dal Burkina Faso su incarico dell'ECOWAS. In questo modo la Svizzera contribuisce a limitare gli attacchi degli estremisti che hanno causato la distruzione di beni culturali. Tuttavia, le tensioni etniche generate dal conflitto comportano il rischio di nuovi attentati contro il patrimonio culturale del Mali.</p><p>Nella situazione attuale, la Svizzera continuerà a partecipare agli sforzi della comunità internazionale volti a impedire ulteriori distruzioni e, al contempo, sosterrà sin da subito l'adozione di disposizioni aventi come oggetto anche la salvaguardia del patrimonio culturale per il periodo successivo al conflitto in Mali.</p>  Risposta del Consiglio federale.