<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Innanzitutto il Consiglio federale rammenta che esiste già, a livello federale, tutta una serie di strumenti giuridici che permettono di punire il lavoro nero e che attualmente occorre agire prioritariamente laddove si costatano le lacune, vale a dire nell'applicazione pratica, a livello cantonale, degli strumenti a disposizione. Il Consiglio federale si è tuttavia dichiarato disposto ad esaminare ed eventualmente a mettere in vigore strumenti giuridici complementari a livello federale. Per tale ragione, nel mese di giugno 1999 ha assegnato cinque mandati supplementari. Il termine di questi mandati è di un anno, in quanto la problematica del lavoro nero è tra le più complesse e l'introduzione di nuove misure può avvenire solo in seguito ad un'analisi approfondita.</p><p>2. Il tempo necessario all'attuazione delle misure proposte dipenderà dalla natura stessa delle misure che le cinque analisi summenzionate designeranno come opportune e realizzabili. Nel caso, per esempio, della modifica di un'ordinanza federale, tale operazione può essere effettuata molto rapidamente (qualche settimana), mentre se si tratta di adattare una legge federale, il Parlamento determinerà il ritmo della revisione.</p><p>3. Siccome l'applicazione della legislazione relativa alla lotta contro il lavoro nero è soprattutto un compito di esecuzione cantonale, occorre motivare i Cantoni (Conferenza dei direttori dei dipartimenti cantonali dell'economia pubblica, Conferenza dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia, parti sociali, ecc.).</p><p>4. Il Consiglio federale si rifiuta di adottare misure urgenti nei settori soggetti ad esame: sarebbe come mettere il carro davanti ai buoi. Tuttavia le autorità federali non hanno il potere di impedire che, nell'attesa dei risultati di tali analisi, lo statu quo attuale, poco soddisfacente, perduri in quanto, come è già stato detto, i progressi più immediati nella lotta contro il lavoro nero devono essere compiuti a livello cantonale. Il Consiglio federale prende atto con soddisfazione che, sul piano cantonale, la volontà politica in materia di lotta contro il lavoro nero sta aumentando.</p><p>5. Le misure adottate saranno sottoposte ad una valutazione, come la maggior parte delle politiche pubbliche.</p><p>6. In Svizzera non esistono statistiche sul lavoro nero, in quanto per definizione il lavoro nero è un fenomeno di natura occulta; sono disponibili solo dati quantitativi relativi ai casi di lavoro nero denunciati. Tali cifre non forniscono tuttavia indicazioni precise sull'ampiezza del fenomeno del lavoro nero in quanto tale poiché sono influenzate dalla politica condotta a livello cantonale (politica attiva di repressione, politica molto più permissiva).</p><p>Per quanto riguarda le stime quantitative relative all'ampiezza del lavoro nero in Svizzera, i soli dati attualmente disponibili indicano un volume di circa 31 miliardi di franchi, pari all'8,3% circa del PIL del 1999. Nel raffronto internazionale, sempre secondo queste stime, la Svizzera registrerebbe attualmente il valore più basso rispetto ai 16 Paesi dell'OCSE. Come in quasi tutti i paesi, anche in Svizzera l'aumento del lavoro nero sarebbe stato più pronunciato negli anni Settanta rispetto al decennio successivo e si sarebbe quindi accentuato negli anni Novanta. Occorre precisare che si è deciso di rinunciare a far eseguire un nuovo studio economico generale sulla tematica del lavoro nero per tre motivi: in primo luogo, difficilmente l'analisi che è alla base degli importi summenzionati può essere migliorata; in secondo luogo, un'analisi quantitativa settoriale e regionale richiederebbe troppo tempo e troppe risorse; infine, i risultati a disposizione sembrano sufficienti per sensibilizzare l'opinione pubblica.</p>  Risposta del Consiglio federale.