<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale non intende modificare la politica di "una sola Cina" che segue in modo uniforme e coerente dal 1950. Corollario di tale politica, peraltro praticata dalla grande maggioranza degli Stati del mondo, è che il riconoscimento diplomatico di Taiwan, anche solo parziale o implicito, significherebbe ineluttabilmente la rottura immediata delle relazioni diplomatiche con la Repubblica popolare Cinese. Il Consiglio federale ritiene primordiale continuare a sviluppare le buone relazioni che sussistono tra la Svizzera e la Repubblica popolare Cinese. La tempestiva decisione del Consiglio federale di riconoscere la Repubblica popolare Cinese nel gennaio 1950 ha conferito un carattere particolare alle nostre relazioni con questo Paese; considerata l'importanza politica, economica, demografica e culturale di questo partner irrinunciabile, il Consiglio federale è convinto che l'immagine positiva che la Svizzera si è foggiata in Cina dal 1950 costituisce un capitale che è indispensabile poter preservare.</p><p>Per quanto concerne la risoluzione della Camera dei Rappresentanti del Belgio, il Consiglio federale precisa che:</p><p>1. al Governo belga non si chiede di aprire un ufficio commerciale belga, bensì un ufficio commerciale dell'Unione europea;</p><p>2. non essendo membro dell'Unione europea, la Svizzera non è abilitata a pronunciarsi su questo progetto;</p><p>3. secondo le informazioni di cui dispone, il Governo belga non ha ancora risposto a tale risoluzione;</p><p>4. il Consiglio federale sostiene ogni iniziativa intesa ad attenuare in modo pacifico le tensioni tra la Cina e l'isola di Taiwan.</p><p>Visto quanto precede:</p><p>1. il Consiglio federale non intende modificare la sua politica di "una sola Cina", che implica il riconoscimento esclusivo della Repubblica popolare Cinese;</p><p>2. il fatto di non riconoscere la "Repubblica Cinese" non impedisce a rappresentanti dell'Amministrazione federale di intrattenere in modo pragmatico contatti a livello tecnico con le autorità competenti dell'isola, sempre che questi siano compatibili con detta politica;</p><p>3. pienamente consapevole dell'importanza degli interessi economici delle imprese svizzere a Taiwan, il Consiglio federale tenta di trovare soluzioni pragmatiche che consentano di tutelare i loro interessi sull'isola. In questo senso scambi regolari di visite private di alti funzionari e contatti a livello tecnico tra l'Amministrazione federale e le autorità di Taiwan avvengono con adeguata frequenza;</p><p>4. entro i limiti della politica di "una sola Cina", il Consiglio federale offre ai Taiwanesi condizioni adeguate per una difesa efficace degli interessi legittimi delle loro imprese in Svizzera;</p><p>5. in generale la Svizzera ha adottato nei riguardi dei Taiwanesi una politica liberale per quanto concerne l'entrata nel nostro Paese. In particolare, e in virtù dei suoi doveri di Stato ospite, essa concede - tranne alcune eccezioni -visti ai rappresentanti delle autorità che amministrano Taiwan quando partecipano alle attività delle organizzazioni internazionali con sede sul territorio svizzero;</p><p>6. il Consiglio federale non intende aprire un ufficio commerciale a Taiwan, visto che tale funzione è già parzialmente adempiuta dal Trade Office of Swiss Industries (TOSI), fondato nel 1982 dal Swiss-Taiwan Trading Group (STTG).</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.