<h2>SubmittedText<h2><p>Desidero sapere cosa ne pensa il Consiglio federale dei progetti dell'azienda lattiero-casearia Emmi negli Stati Uniti. Essa intende avviare, in questo Paese, la produzione di un formaggio denominato abusivamente Gruyère. La materia prima sarà latte pastorizzato acquistato a un prezzo due volte meno caro del latte svizzero destinato alla fabbricazione del Gruyère autentico. A prescindere dal fatto che gli Americani non riconoscono le nostre DOP, penso che questo atteggiamento non sia degno di un'azienda svizzera membro dell'Interprofessione del Gruyère, dedita alla produzione e all'esportazione di tale formaggio.</p><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. In un mercato estremamente difficile come quello con il quale siamo attualmente confrontati, non vi è un rischio per le esportazioni di Gruyère AOC che ammontano a circa 3000 tonnellate l'anno?</p><p>2. Il Consiglio federale ha già intavolato negoziati con gli Stati Uniti per far riconoscere le nostre DOP?</p><p>3. In caso di negoziati l'atteggiamento di Emmi non indebolirebbe la posizione della Svizzera?</p><p>4. Benché dal profilo giuridico Emmi possa realizzare i suoi progetti, il Consiglio federale prevede di prendere contatto con tale azienda per convincerla a rinunciare ai suoi progetti che rappresentano una vera e propria concorrenza sleale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Confederazione disapprova qualsiasi impiego della denominazione di origine protetta (DOP) "Gruyère" per prodotti non conformi all'elenco degli obblighi, sia in Svizzera che all'estero. L'utilizzo del termine "Gruyère" per un formaggio prodotto negli Stati Uniti rappresenta una minaccia per la reputazione del prodotto originale e per il suo posizionamento sui mercati esteri e non può che nuocere a tutta la filiera, Emmi compresa, essendo anch'essa attiva nella commercializzazione della DOP "Gruyère". Inoltre, commercializzando negli Stati Uniti due prodotti molto diversi con la medesima designazione, Emmi agisce come se la denominazione "Gruyère" fosse generica in tale Paese, affievolendo considerevolmente qualsiasi tentativo di ottenere una protezione della denominazione "Gruyère" negli Stati Uniti e in altre regioni del mondo.</p><p>La Confederazione deplora questa situazione poiché si scontra con gli sforzi profusi dalla Svizzera in vista di proteggere, a livello internazionale, le indicazioni geografiche (IG è il termine che ingloba le DOP e le IGP), segnatamente il Gruyère. In effetti la Svizzera difende strenuamente le IG in seno all'OMC. Si è altresì impegnata molto per la protezione del Gruyère svizzero sul territorio dell'UE. Tale protezione è nel frattempo garantita dall'accordo sulla protezione delle DOP e delle IGP concluso con l'UE nel 2011. In generale, la Svizzera fa tutto il possibile per concludere accordi con Paesi terzi in materia di IG, com'è stato il caso recentemente con la Russia.</p><p>Tale posizione non mette in causa la strategia, che qualsiasi azienda elvetica può adottare, di produrre anche sui mercati esteri, ma ciò deve avvenire senza usurpare le denominazioni protette di prodotti svizzeri.</p><p>1. Sì, in caso d'usurpazione di denominazioni protette da parte di aziende svizzere vi è un certo rischio per le esportazioni, poiché ne può risentire la credibilità delle IG.</p><p>2. Sì, nel 2005 la Svizzera ha avviato discussioni esplorative con gli Stati Uniti in vista di concludere un accordo di libero scambio comprendente una sezione riguardante la protezione della proprietà intellettuale e, segnatamente, disposizioni sulle IG. Tali discussioni sono state infruttuose e le esplorazioni hanno palesato una totale inflessibilità degli Stati Uniti in materia di protezione delle IG. D'altronde, essi difendono da anni questa posizione ostile nei confronti delle IG sulla scena internazionale, sia sul piano bilaterale che in seno all'OMC. Di conseguenza, a breve è improbabile la conclusione di un accordo sulle IG con questo Paese.</p><p>3. Qualsiasi usurpazione di IG da parte di un'azienda elvetica indebolisce la posizione della Svizzera nel quadro dei suoi negoziati sulle IG con Paesi terzi. In effetti, se già le sue aziende non rispettano le regole del gioco in materia di IG, come può, la Svizzera, convincere i suoi partner dell'adeguatezza della loro protezione? Il sistema di protezione delle IG potrebbe quindi essere rimesso in questione.</p><p>4. Il Consiglio federale si compiace che Emmi e l'Interprofessione del Gruyère abbiano avviato delle discussioni. Apprezza la decisione presa da Emmi di rinunciare all'impiego del termine Gruyère per i suoi prodotti americani a partire dal 2013. Tale chiarimento è un passo importante verso la soluzione di questo problema. Se, contrariamente a ogni aspettativa, non si giungesse a un accordo, la Confederazione dovrà vagliare quali misure potrebbe adottare.</p>  Risposta del Consiglio federale.