<h2>SubmittedText<h2><p>In piena crisi climatica, le questioni ambientali dovrebbero essere al centro di tutte le politiche pubbliche e delle strategie delle istituzioni di diritto pubblico, e in particolare della Posta, che non esita a sottolineare sul proprio sito Internet il suo costante impegno a favore dell'ambiente. </p><p>In quanto attore pubblico con un ruolo speciale nella vita delle persone in Svizzera, la Posta ha effettivamente il dovere di dare l'esempio sostenendo la società nel vivere in modo conciliabile con i limiti del pianeta, anche a costo di rinunciare ad alcune opportunità commerciali.</p><p>Una pratica criticata da molti anni a causa dei relativi costi ambientali sono gli invii pubblicitari di massa. Avevo già interpellato il Consiglio federale (21.3347) in seguito alla distribuzione di campioni gratuiti da parte della Posta.</p><p>Lungi dall'aver adeguato le sue pratiche per operare nell'interesse generale, la Posta sollecita ora gli abitanti in modo ancora più subdolo a spalancare le proprie cassette postali agli invii di massa. E questo mentre molti Comuni spendono ingenti somme per limitare questo tipo di invii.</p><p>Pertanto invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande: </p><p>1. Crede che sia corretto che la Posta approfitti di una richiesta di rispedizione della posta in seguito a un cambiamento di indirizzo (e quindi del suo monopolio in questo settore) per indirizzare subdolamente una lettera al richiedente informandolo dei vantaggi della pubblicità di massa?</p><p>2. Considera appropriato che la Posta stessa promuova la pubblicità di massa con slogan ingannevoli come "approfittate di offerte interessanti", "risparmiate grazie alle offerte promozionali", "partecipate a concorsi e ricevete campioni gratuiti"? E questo nonostante l'impegno delle collettività pubbliche a ridurre tale tipo di invii?</p><p>3. Ritiene normale che la Posta in quanto fornitore di un servizio di interesse pubblico approfitti del proprio monopolio per indirizzare adesivi che consiglia di apporre sulle cassette delle lettere con scritte quali "niente paura della pubblicità" e "sì alla pubblicità"?</p><p>4. Che senso ha che la Posta generi entrate attraverso pratiche nocive per l'ambiente che comportano costi non trascurabili per le collettività? Inoltre, la Posta aiuterà le collettività a coprire i costi causati dalla pubblicità di massa?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. A causa del suo ruolo di fornitore del servizio universale per la distribuzione degli invii postali indirizzati la Posta Svizzera detiene una posizione forte e gode quindi di alcuni vantaggi rispetto ai fornitori privati. La Posta deve ovviamente attenersi all'ordinamento giuridico in vigore.</p><p>Stando alle informazioni della Posta, nell'ambito di un ordine di rispedizione questa invia la cosiddetta "posta di benvenuto" alle persone che hanno traslocato. Si tratta di un invio indirizzato contenente offerte di imprese partner per il trasloco e informazioni sui punti di accesso postali nel nuovo luogo di domicilio.</p><p>2./3. Gli invii non indirizzati né fanno parte del servizio universale né rientrano nelle disposizioni della legislazione postale. In questo settore, la Posta è in concorrenza con i fornitori privati e ha gli stessi loro diritti e obblighi. Pertanto soggiace innanzitutto completamente al diritto della concorrenza e alla legge contro la concorrenza sleale (LCSl).</p><p>Il recapito di pubblicità non indirizzata rientra nell'attività principale della Posta. Tra l'altro, contribuisce a meglio sfruttare le capacità durante la distribuzione. Non solo fornisce un importante contributo finanziario al servizio universale ma assicura anche posti di lavoro sia nel settore della distribuzione sia in altre aree della catena di creazione del valore a livello postale.</p><p>Analogamente a quanto accade per l'adesivo "Stop alla pubblicità" anche per quelli con la scritta "Sì alla pubblicità" spetta ai destinatari decidere autonomamente se apporli o meno alla loro cassetta delle lettere.</p><p>4. La Posta è consapevole della propria responsabilità ecologica. Con gli invii "pro clima", la Posta Svizzera compensa le emissioni di CO2 e sostiene progetti di protezione del clima. Inoltre gli invii pubblicitari sono prevalentemente prodotti con carta usata e successivamente ritrasformati in carta usata, che è quindi un materiale importante nell'economia circolare. In Svizzera lo smaltimento e il riciclaggio della carta usata sono ben organizzati.</p>  Risposta del Consiglio federale.