<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Domanda 1 e 2</p><p></p><p>L'indicatore sullo sviluppo umano (di seguito con l'abbreviazione inglese: HDI) è un indice composto da tre elementi: la durata della vita, misurata in base alla speranza di vita al momento della nascita, il livello dell'educazione, misurato in base a un indicatore comprendente per i due terzi il tasso d'alfabetizzazione degli adulti e per un terzo il tasso dell'istruzione combinata (tutti livelli distinti), nonché il tenore di vita, calcolato in base al pil reale pro capite (espresso in parità di potere d'acquisto). Per le ragioni menzionate in precedenza, il Consiglio federale non ritiene che il rapporto del PNUS permetta di rispondere alla tesi secondo cui le spese sociali influiscono negativamente sulla competitività.</p><p></p><p>Rispetto all'anno precedente, nel 1993 la Svizzera è passata dal 13 al 15 cedendo il posto all'Austria e alla Nuova Zelanda. Nel caso del nostro paese è diminuito leggermente solo il pil reale pro capite. Per quanto riguarda l'Austria, invece, è la speranza di vita che ha fatto registrare un leggero aumento (sebbene rimanga tuttora inferiore a quella della Svizzera), mentre per la Nuova Zelanda si assiste a un aumento del livello d'istruzione e del pil reale pro capite. Per quanto riguarda l'Indicatore sullo sviluppo umano (HDI), questi paesi si trovano gomito a gomito e le differenze che li separano sono minime.</p><p></p><p>Esiste un malinteso in merito alla classifica dei paesi stilata dal PNUS. L'HDI, che determinata tale classifica, è stato costituito affinché rifletta la situazione nel mondo intero. Esso si basa su vari indici e i dati dai quali prendono spunto devono essere disponibili in tutti i paesi del globo (in mancanza di dati, ci si deve poter appoggiare su stime attendibili). Il PNUS si vede quindi costretto a limitare notevolmente il numero delle variabili incluse nell'HDI. Così, ad esempio, le spese di sicurezza sociale, che in questo contesto rappresentano un elemento importante nel paragone fra i paesi sviluppati, non trovano riscontro in questo indice (vedi qui di seguito). Il rapporto del PNUS, e l'HDI in particolare, forniscono delle indicazioni globali. Esse mettono in evidenza le disuguaglianze nella ripartizione del reddito nonché le disuguaglianze fra uomo e donna. Ma l'HDI non fornisce dettagli sufficienti per un'analisi profonda dei paesi. Per delle conclusioni attendibili, l'indicatore dovrebbe associare maggiori variabili. Le indicazioni che fornisce non sono adeguate per una classificazione verosimile dei paesi industrializzati. La Svizzera, non solo fa parte del plotone dei paesi a "sviluppo umano elevato", essa occupa una posizione di punta in tale categoria.</p><p></p><p>D'altronde, il PNUS segnala ai paesi ricchi che il Rapporto sullo sviluppo umano non ha come obiettivo di paragonare i paesi fra loro. Esso va visto piuttosto come un incitamento a dotarsi di strumenti che permettano soluzioni adeguate e in particolare di identificare i problemi permettendo interventi prioritari. Nei settori di sua competenza, il Consiglio federale pensa di disporre di tali strumenti e di aver fatto il necessario per dotarsi di quelli ancora mancanti (vedi qui de seguito).</p><p></p><p>Educazione</p><p></p><p>Nel settore dell'educazione, nel corso degli ultimi anni l'OCSE e i suoi parsi membri hanno definito una serie di circa 50 indici di paragone utilizzabili su scala internazionale. Questi paesi hanno intrapreso numerosi sforzi per elaborare un sistema che permetta loro di paragonare i dati nazionali che utilizzano nel loro calcoli (statistiche dell'istruzione, descrizione dei sistemi, classificazioni). Alla luce di questi lavori e al cospetto degli altri paesi europei, la posizione della Svizzera in materia di educazione sembra plausibile con quanto asserito dal rapporto del PNUS. Il cambiamento di posizione non sembra però essere drammatico. Ad ogni modo, lo scarto fra gli indicatori dei paesi europei è relativamente debole. Gli spostamenti in classifica possono essere attribuiti da un lato alle nuove definizioni degli indicatori e all'impiego di dati nazionali migliori - due pratiche correnti nel rapporto del PNUS - e, dall'altro, ai cambiamenti realmente intervenuti in tali paesi. Così, negli ultimi anni, si era constatato in Svizzera un leggero regresso, nei confronti degli altri paesi, dei tassi di partecipazione alla formazione post-scolastica (un fenomeno legato all'immigrazione).</p><p></p><p>Sicurezza sociale</p><p></p><p>Secondo il rapporto, nel 1992 la Svizzera avrebbe dedicato il 14% del pil alle prestazione della sicurezza sociale. Occorre tener conto del fatto che tale cifra è stata indicata a titolo puramente informativo e l'Indicatore sullo sviluppo umano (HDI) non tiene conto delle spese in materia sociale. Quest'ultime non figurano nella classificazione della Svizzera da parte del PNUS. Il regresso osservato, ammesso che sia significativo, non va dunque visto come performance negativa nel settore della sicurezza sociale.</p><p></p><p>I dati sui quali si basa il PNUS provengono probabilmente da un'inchiesta dell'Ufficio internazionale del lavoro (UIL). Ma non si capisce bene coma sia possibile dedurne che la quota del pil dedicata alle spese di sicurezza sociale ammonti nel nostro paese al 14%. Ad ogni modo, i dati dell'UIL non tengono conto né delle indennità di famiglia per l'insieme della Svizzera né della compensazione del salario in caso di malattia e di maternità. Un raffronto internazionale effettuato dall'OCSE nello stesso anno calcola per la Svizzera una percentuale di spese sociali par al 21,4% del pil. Anche in questa statistica, sia l'aiuto sociale che la compensazione salariale non sono stati presi in considerazione. D'altronde, questo paragone non tiene affatto conto delle differenze fra i vari paesi in materia di imposizione e di contributi sociali. Di conseguenza, l'OCSE sta estendendo la sua base di dati delle spese sociali al fine di facilitare i raffronti internazionali.</p><p></p><p>Parità di diritti fra uomo e donna</p><p></p><p>L'Indicatore specifico ai sessi dello sviluppo umano (di seguito: ISSSU) al quale si riferisce il rapporto è composto dalle stesse variabili dell'HDI. Esso differisce tuttavia da quest'ultimo nella misura in cui si sono corretti i livelli medi ottenuti per ogni paese in termini di speranza di vita, di grado d'educazione e di reddito. In tal modo si riflettono le disparità sociologiche fra uomini e donne nei tre settori. Il rapporto classifica la Svizzera al 19 posto dal punto di vista dell'ISSSU (per il 1993) e al 15 rango per l'HDI (l'anno precedente il nostro paese occupava rispettivamente la 13a e la 15a posizione). Questa differenza sta a significare che la classifica secondo l'ISSSU è meno buona rispetto a quella dell'HDI. Per le ragioni menzionate prima, occorre però relativizzare questa classifica. Questo regresso potrebbe essere dovuto al fatto che le misure in materia di uguaglianza istituite negli altri paesi industrializzati sono state prese con anticipo e portano bi i loro frutti, mentre in Svizzera a volte ancora mancano (in materia di quote fra i partiti politici) o sono state introdotte solo recentemente (la legge federale sull'uguaglianza fra donne e uomini). Tuttavia, si l'ISSSU che l'HDI non rilevano differenza significative nel plotone di testa dei paesi industrializzati, di cui la Svizzera fa parte. Il Consiglio federale è dunque dell'avviso che il regresso della Svizzera nella classifica stilata dal PNUS no equivalga a un deterioramento della situazione della donna nel nostro paese. Il Consiglio federale ricorda comunque che la realizzazione della parità costituisce uno geli obiettivi principali di questo periodo di legislatura. Del resto, il secondo rapporto dell'Ufficio federale di statistica intitolato "Vers l'égalité? Aperçu statistique de la situation des femmes et des hommes en Suisse" e apparso nel 1996, contiene dei dati ben più significativi rispetto a quelli contenuti nel Rapporto mondiale sullo sviluppo umano. Esso fornisce una buona panoramica dei dati che caratterizzano la situazione delle donne e degli uomini in Svizzera in tutta una serie di settori (la popolazione, la salute e la malattia nonché il lavoro a domicilio, la maternità e l'educazione dei bambini, l'istruzione, il lavoro rimunerato, le risorse finanziarie, la scienza e la ricerca, la politica e il potere e, infine, la criminalità e la violenza).</p><p></p><p>Domanda 3</p><p></p><p>Educazione</p><p></p><p>Occorre ricordare che in Svizzera il sistema educativo è in primo luogo compito dei Cantoni. Ciò vale per la formazione scolastica di base e per la gestione delle scuole sul piano generale (a parte rarissime eccezioni, la Confederazione non gestisce edifici scolastici). Non è quindi compito del Consiglio federale applicare delle misure che abbiano come obiettivo di migliorare la posizione della Svizzera nel raffronto internazionale. La Confederazione dispone solo di una possibilità d'azione estremamente limitata e indiretta tramite le sovvenzioni (p.es. sovvenzioni alle borse cantonali, sovvenzioni alle università cantonali). Il Consiglio federale è comunque disposto a informare la Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica istruzione in merito al quesito posto dall'autore dell'interpellanza.</p><p></p><p>Sicurezza sociale</p><p></p><p>Il Consiglio federale si è posto come nuove priorità il rafforzamento della piazza finanziaria svizzera, il risanamento delle finanze federali e un adeguamento sopportabile delle assicurazioni sociali. Esso ha preso conoscenza delle prospettive di finanziamento delle assicurazioni sociali presentate dal Gruppo di lavoro interdipartimentale IDA FiSo considerandole utili. Come già spiegato in altre occasioni, il Consiglio federale è convinto che il sistema della assicurazioni sociali non necessita di alcun cambiamento di direzione fondamentale. Ciononostante, al fine di completare l'analisi del Gruppo di lavoro, che si è basato sulle attuali prestazioni, ha deciso di lasciar analizzare le prestazioni, in particolare le conseguenze sociali e finanziarie di una estensione o di una riduzione di alcune prestazioni dell'assicurazione sociale. Quando sarà conosciuto il risultato di questi lavori, le future revisioni dovrebbero integrarsi, in uno sforzo di consolidamento del sistema, e garantire un equilibro globale durevole.</p><p></p><p>Alcune riforme urgenti saranno introdotte prima della pubblicazione dei risultati di questi lavori (assicurazione invalidità, indennità per perdita di guadagno, varo di un'assicurazione maternità). Le interdipendenze finanziarie di questi tre progetti saranno comunque prese in considerazione al fine di tener conto della preoccupante un progetto di revisione delle prestazioni complementari all'assicurazione vecchiaia e superstiti e all'assicurazione invalidità. Proseguiranno inoltre i lavori preliminari della prima revisione della legge sulla previdenza professionale affinché questa riforma possa essere presentata allo stesso tempo dell'11a revisione dell'assicurazione vecchiaia e superstiti.</p>  Risposta del Consiglio federale.