<h2>SubmittedText<h2><p>In seguito alla decisione del Consiglio federale del 20 dicembre 2017 di eliminare o abbassare in modo unilaterale i dazi all'importazione di determinati beni industriali o prodotti agricoli, pongo al Consiglio federale le seguenti domande.</p><p>1. Il Consiglio federale non pensa che la prassi unilaterale di eliminazione o abbassamento dei dazi su determinati prodotti ridurrà il suo margine di manovra nei futuri negoziati sugli accordi di libero scambio? </p><p>2. Quali misure e controlli intende adottare per garantire che queste misure vadano interamente a beneficio dei consumatori e delle imprese interessati?</p><p>3. In che misura l'abbassamento unilaterale dei dazi permetterebbe di ridurre i costi amministrativi per le imprese interessate?</p><p>4. Le perdite finanziarie che risparmi sui dazi comporteranno per la Confederazione dovrebbero ammontare a circa 500 milioni di franchi. In che modo il Consiglio federale intende compensare queste perdite? In quali settori economici sono previsti dei tagli?</p><p>5. In che modo, nel quadro del principio "Cassis de Dijon", sostituendo la procedura di autorizzazione con una procedura di notifica elettronica, il Consiglio federale pensa di poter ancora far rispettare la nostra legislazione ed evitare che derrate alimentari non conformi a questo principio sfuggano a ogni controllo?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il 20 dicembre 2017 il Consiglio federale ha deciso di eliminare tutti i dazi all'importazione di beni industriali. Entro la fine del 2018 verrà elaborato un apposito progetto da porre in consultazione. Il Consiglio federale ha inoltre deciso che i dazi su alcuni beni agricoli non prodotti in Svizzera, come ad esempio i frutti esotici, dovranno essere ridotti. Un progetto di consultazione in merito verrà presentato al Consiglio federale entro la fine del 2018. I prodotti agricoli di produzione interna non sono toccati da questa misura.</p><p>1. Nei suoi accordi di libero scambio (ALS) la Svizzera si è sempre impegnata ad annullare immediatamente, con l'entrata in vigore dell'accordo, i dazi all'importazione di tutti i beni industriali. Considerato che i nostri potenziali partner negoziali ne sono consapevoli e che le aliquote di dazio medie applicate sono già molto basse, ad oggi i dazi industriali non rappresentano più una moneta di scambio decisiva.</p><p>Negli ultimi anni altri settori come i servizi, gli investimenti, la proprietà intellettuale, gli appalti pubblici, gli ostacoli al commercio non tariffari e i dazi sui prodotti agricoli hanno invece acquisito maggiore importanza. Per di più i dazi industriali ancora effettivamente applicati riguardano solo una piccola parte delle importazioni. Ad esempio, molti prodotti tecnologici e farmaceutici sono già esenti da dazi. Inoltre, l'87 per cento delle importazioni svizzere provengono già da Stati partner di libero scambio. Anche le importazioni da Paesi in via di sviluppo beneficiano di un libero accesso al mercato o di dazi fortemente ridotti per i prodotti industriali.</p><p>Gli impegni OMC della Svizzera in caso di abolizione autonoma dei dazi industriali rimangono invariati. Se necessario la Svizzera potrebbe in qualsiasi momento ripristinare unilateralmente i dazi abrogati. Il vincolo contrattuale relativo all'annullamento dei dazi rimarrebbe quindi un valore aggiunto per i partner di libero scambio anche dopo un'eventuale eliminazione unilaterale. Le esperienze di altri Paesi, come Nuova Zelanda, Canada, Norvegia, ma anche Singapore e Hong Kong mostrano che è possibile continuare a stipulare ALS anche dopo la riduzione o l'eliminazione unilaterale dei dazi all'importazione.</p><p>La riduzione dei dazi su alcuni prodotti agricoli di produzione estera riguarda beni che possono essere perlopiù importati in franchigia doganale in virtù degli attuali ALS e il cui peso contrattuale è già oggi limitato. Ben più decisiva per la negoziazione di nuovi ALS è l'elevata protezione doganale per i beni agricoli sensibili prodotti in Svizzera, come dimostra anche l'Analisi globale dell'evoluzione della politica agricola pubblicata dal Consiglio federale. I beni sensibili di produzione interna che godono di una protezione doganale non sono toccati dalle misure decise dal Consiglio federale per combattere il caro prezzi.</p><p>2. I risparmi risultanti dall'eliminazione dei pagamenti doganali e dell'onere amministrativo che questi comportano vanno direttamente a vantaggio delle imprese. Anche i consumatori traggono profitto dai costi d'importazione più bassi e dalla maggiore concorrenza che ne deriva sul mercato svizzero. Tendenzialmente si constata che più la concorrenza è forte più l'abbassamento dei costi commerciali e produttivi dovuti alla soppressione dei dazi industriali viene trasferito ai consumatori.</p><p>3. Oggi per importare beni a dazio zero spesso si deve fare riferimento a un ALS e fornire la prova dell'origine preferenziale da esso richiesta. Rispetto alla situazione attuale, con l'abolizione dei dazi industriali si eliminano gli onerosi impegni amministrativi legati alla prova dell'origine. A seconda delle disposizioni sull'origine contenute nell'ALS rilevante per l'esportazione, tuttavia, per le imprese che riesportano i materiali importati ulteriormente trasformati può ancora essere necessaria una prova dell'origine al momento dell'importazione.</p><p>La Confederazione ha fatto esaminare in dettaglio le diverse procedure d'importazione e di sdoganamento e i relativi obblighi commerciali per le imprese allo scopo di chiarire in che misura la soppressione dei dazi industriali permette di ridurre i costi amministrativi. Si calcola che in Svizzera i risparmi diretti sui costi amministrativi per le imprese ammontino ad almeno 100 milioni di franchi all'anno.</p><p>4. Nel 2016 l'abolizione dei dazi all'importazione avrebbe significato per le casse federali un calo delle entrate di 490 milioni di franchi. Le previsioni di perdita per gli anni successivi si situano nello stesso ordine di grandezza. Una simulazione ha mostrato che l'abrogazione unilaterale dei dazi industriali comporterebbe maggiori introiti fiscali in seguito all'aumento della prestazione economica complessiva.</p><p>Se gli effetti economici positivi perseguiti con la misura si confermeranno, le minori entrate per la Confederazione potrebbero scendere a medio termine a 400 milioni di franchi, mentre aumenterebbero gli introiti fiscali dei Cantoni. Nel progetto di consultazione il Consiglio federale presenterà alcune proposte concrete per impostare l'abolizione dei dazi industriali alla luce delle condizioni quadro di politica finanziaria. Il Consiglio federale ritiene che in generale gli effetti positivi sull'economia nazionale superino le perdite della Confederazione. È quanto confermano anche diversi studi esterni condotti sul tema.</p><p>5. Le derrate alimentari che rispettano le prescrizioni svizzere vengono controllate dalle autorità cantonali, che possono adottare tutte le misure necessarie. I prodotti immessi sul mercato svizzero secondo il "principio Cassis-de-Dijon" sono sottoposti agli stessi controlli. La procedura di notifica proposta dal Consiglio federale consentirà alle autorità cantonali di sapere esattamente quali prodotti sono stati messi in commercio secondo questo principio e sulla base di quali prescrizioni estere. L'attuale sistema di autorizzazione non considera i prodotti individuali ma le categorie di prodotti coperte da una decisione di portata generale. Già oggi la vigilanza del mercato e l'autocontrollo della persona responsabile sono i soli mezzi che permettono di garantire la sicurezza dei prodotti.</p>  Risposta del Consiglio federale.