<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a pubblicare un elenco completo, per settore e anno, di tutti i pagamenti effettuati dalla Svizzera all'Unione europea o a singoli Stati membri nel corso dell'ultimo decennio. L'elenco dovrebbe includere non soltanto i pagamenti diretti ma anche i contributi versati a istituzioni dell'UE, a programmi dell'UE (ad es. Erasmus, accordo MEDIA, sussidi alla ricerca, ecc.), alle infrastrutture (ad es. progetti ferroviari negli Stati membri), alle associazioni e alle fondazioni estere, così come i contributi al fondo di coesione e quelli derivanti da accordi fiscali o dall'imposizione di lavoratori frontalieri. Inoltre deve indicare i costi legati all'attuazione di accordi con l'UE (ad es. Schengen), ai negoziati diplomatici e politici e ai viaggi negli Stati membri dell'UE.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La presente risposta è suddivisa in quattro tabelle.</p><p>1. I pagamenti della Svizzera in conformità degli accordi bilaterali: si tratta delle somme effettivamente versate all'UE o ai suoi Stati membri negli scorsi dieci anni e all'occorrenza di stime.</p><p>2. Contributi autonomi della Svizzera agli Stati membri dell'UE: si tratta di contributi alle infrastrutture dei Paesi confinanti e del contributo all'allargamento dell'UE.</p><p>3. Costi legati all'attuazione degli accordi.</p><p>4. Contributi versati nell'ambito degli accordi fiscali.</p><p>La Svizzera non concede contributi ad associazioni o fondazioni dell'UE che non siano già inclusi nei contributi ai programmi quadro dell'UE elencati qui di seguito.</p><p>Pagamenti in conformità degli accordi bilaterali</p><table width="469.15pt"><tr><td width="54.85pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Accordi bilaterali I (1999) </p><p>(Votazione popolare del 21 maggio 2000)</p></td><td width="96.95pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Accordo</p></td><td width="95.2pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Importi </p></td><td width="207.75pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Osservazioni</p></td></tr><tr><td width="54.85pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p></p></td><td width="96.95pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Partecipazione della Svizzera al sesto (2004-2006) e settimo (2007-2013) programma quadro di ricerca europeo (PQR)</p></td><td width="95.2pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Sesto PQR: 2004-2006: 775,3 mio. CHF </p><p>(ritorno finanziario: 794,5 mio. CHF) </p><p>Settimo PQR: 2007-2013: 2447 mio. CHF</p><p>(ritorno finanziario ad oggi: 1559 mio. CHF; il ritorno finanziario definitivo potrà essere calcolato soltanto a partire dal 2016, quando sarà noto l'ammontare complessivo dei contributi obbligatori al budget del settimo PQR. La Svizzera prevede un ritorno finanziario positivo.) </p></td><td width="207.75pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Per il programma quadro di ricerca "Horizon 2020" (2014-2020) la Svizzera aveva previsto un contributo pari a 3955 milioni di franchi. Dopo la votazione del 9 febbraio 2014 la partecipazione è incerta e deve essere oggetto di discussione. </p></td></tr><tr><td width="54.85pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p></p></td><td width="96.95pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Traffico aereo </p><p></p></td><td width="95.2pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>2007-2013: 9,62 mio. CHF</p></td><td width="207.75pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Contributi a favore dell'Agenzia europea per la sicurezza aerea (AESA)</p></td></tr><tr><td width="54.85pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p></p></td><td width="96.95pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Trasporti terrestri</p></td><td width="95.2pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>2007-2013: 0,6 mio. CHF </p></td><td width="207.75pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Contributo all'osservatorio comune di rilevamento del traffico Svizzera-UE ("osservatorio del traffico")</p></td></tr><tr><td width="54.85pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Bilaterali II</p></td><td width="96.95pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Schengen/Dublino (votazione popolare del 5 giugno 2005)</p></td><td width="95.2pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>2008-2012: 73 mio. CHF</p><p>(ritorno finanziario: 8,3 mio. CHF)</p><p>Stima per il 2013: 32,2 mio. CHF</p><p>(ritorno finanziario: circa 6,2 mio. CHF; a causa di un certo sfasamento temporale non è possibile comparare direttamente i ritorni finanziari con i pagamenti dei contributi.) </p></td><td width="207.75pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Contributi all'Agenzia Frontex, al Fondo per le frontiere esterne, ai sistemi d'informazione SIS, VIS ed Eurodac nonché contributi vari alle spese amministrative in relazione a Schengen.</p></td></tr><tr><td width="54.85pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p></p></td><td width="96.95pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Contributi della Svizzera al quarto programma quadro Media (2007-2013)</p></td><td width="95.2pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>2007-2013: 59,1 mio. CHF</p><p>(ritorno finanziario: 38,54 mio. CHF)</p></td><td width="207.75pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Per il programma "Europa creativa" (2014-2020) la Svizzera aveva previsto un contributo pari a 62,13 milioni di franchi. Dopo la votazione del 9 febbraio 2014 la partecipazione è incerta e deve essere oggetto di discussione.</p></td></tr><tr><td width="54.85pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p></p></td><td width="96.95pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Ambiente </p></td><td width="95.2pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>2006-2013: 14 mio. CHF </p></td><td width="207.75pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Contributi all'Agenzia europea dell'ambiente</p></td></tr><tr><td width="54.85pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p></p></td><td width="96.95pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Statistica </p></td><td width="95.2pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>2007-2013: 42,47 mio. CHF</p></td><td width="207.75pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Contributo a Eurostat</p></td></tr><tr><td width="54.85pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p></p></td><td width="96.95pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Contributi della Svizzera al programma per l'istruzione e l'apprendimento permanente e al programma "Gioventù in azione"</p></td><td width="95.2pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>2011-2013: 67,39 mio. CHF</p><p>(ritorno finanziario: circa 45,3 mio. CHF; il ritorno finanziario definitivo potrà essere calcolato soltanto a partire dal 2016, quando sarà stato versato l'ammontare complessivo dei contributi obbligatori al budget nei settori istruzione e gioventù) </p><p></p></td><td width="207.75pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Per il nuovo programma Erasmus+ (2014-2020) la Svizzera aveva previsto un contributo pari a 185 milioni di franchi. Dopo la votazione del 9 febbraio 2014 la partecipazione è incerta e deve essere oggetto di discussione.</p></td></tr><tr><td width="54.85pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p></p></td><td width="96.95pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Partecipazione della Svizzera ai programmi europei per la navigazione satellitare Galileo/EGNOS</p></td><td width="95.2pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>2014 (periodo 2008-2013): 72 mio. CHF</p></td><td width="207.75pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Entro la fine del 2014 dovrebbe essere versato un contributo supplementare di 20,5 milioni di euro per coprire la partecipazione della Svizzera a Galileo/EGNOS tra il 2008 e il 2013. In seguito il contributo medio della Svizzera per il periodo 2014-2020 dovrebbe aggirarsi sui 29,8 milioni di euro all'anno.</p></td></tr></table><p>Contributi autonomi della Svizzera ai Paesi membri dell'UE</p><table width="461.75pt"><tr><td width="202.05pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Settore</p></td><td width="122.35pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Importi</p></td><td width="126.55pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Osservazioni</p></td></tr><tr><td width="202.05pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Contributo della Svizzera a favore di progetti volti a ridurre le disparità economiche e sociali nell'UE allargata per i dieci Stati che hanno aderito all'UE il 1° maggio 2014 nonché la Bulgaria e la Romania (votazione popolare del 26 novembre 2006) </p></td><td width="122.35pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Dei 1,257 miliardi di CHF che la Svizzera aveva previsto di utilizzare per il finanziamento di progetti in questi 12 Stati, entro la fine del 2014 ne saranno spesi 650 mio. CHF.</p></td><td width="126.55pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Il Consiglio federale prevede di versare un contributo per la Croazia dell'ammontare di 45 milioni di franchi.</p></td></tr><tr><td width="202.05pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Contributo all'infrastruttura dei trasporti in Francia e Germania nell'ambito del progetto per il raccordo della Svizzera orientale e occidentale alla rete ferroviaria europea ad alta velocità (votazione popolare del 28 novembre 1998, decreto federale dell'8 marzo 2005)</p></td><td width="122.35pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>2005-2013</p><p>327,59 mio. CHF</p></td><td width="126.55pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Da una trentina d'anni la Svizzera partecipa in maniera facoltativa al cofinanziamento delle infrastrutture dei trasporti all'estero. </p><p>Sino al 2020 la Svizzera contribuirà anche all'adeguamento della sagoma di spazio libero sulla tratta di Luino in Italia con un importo pari a 120 milioni di euro.</p></td></tr><tr><td width="202.05pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Investimenti in infrastrutture e impianti di carico in Italia, Germania e Belgio</p></td><td width="122.35pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>2004-2014</p><p>84,3 mio. CHF</p></td><td width="126.55pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p></p></td></tr></table><p>Costi relativi all'attuazione degli accordi Svizzera-UE</p><p>L'attuazione degli accordi comporta quattro tipi di costi: spese per il personale, spese procedurali, spese per l''equipaggiamento e spese per i servizi. I primi due tipi di spese non figurano separatamente nella contabilità degli uffici e non dipendono soltanto dall'esistenza degli accordi. Per tale motivo nella seguente tabella sono presentate le spese per l'equipaggiamento e per i servizi che risultano dagli accordi bilaterali e che non sono già coperte dai contributi all'UE menzionati in precedenza. Alla Fondazione chviene ad esempio restituito l'importo necessario per l'attuazione dell'Accordo sulla partecipazione della Svizzera al programma per l'istruzione e l'apprendimento permanente e al programma "Gioventù in azione". Nel quadro di questo accordo, i costi di attuazione sono così coperti dal contributo svizzero. Le spese riguardano esclusivamente i seguenti accordi:</p><table width="575.75pt"><tr><td width="96.2pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Accordo </p></td><td width="128.85pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Importi</p></td><td width="339.9pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Osservazioni</p></td></tr><tr><td width="96.2pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Schengen/Dublino</p></td><td width="128.85pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>2008-2013: 247,25 mio. CHF</p></td><td width="339.9pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Spese per l'equipaggiamento e per i servizi (queste spese, congiuntamente alle spese per il personale necessario all'attuazione di Schengen/Dublino, sono elencate nel rapporto del DFGP in risposta al postulato Fehr 10.3857 (<a href="http://www.admin.ch/opc/de/federal-gazette/2013/6319.pdf">http://www.admin.ch/opc/de/federal-gazette/2013/6319.pdf</a>).) </p></td></tr><tr><td width="96.2pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Statistica</p></td><td width="128.85pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>2006-2014: 59,2 mio. CHF (stima)</p></td><td width="339.9pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Spese per l'equipaggiamento e per i servizi</p></td></tr><tr><td width="96.2pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Ambiente</p></td><td width="128.85pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>2006-2013: 4,14 mio. CHF</p></td><td width="339.9pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Spese per i servizi </p></td></tr></table><p>La Direzione degli affari europei (DAE) del DFAE e la Missione della Svizzera presso l'UE sono le uniche unità organizzative dell'amministrazione federale che si occupano esclusivamente delle relazioni con l'UE. Il budget della DAE per il 2014 ammonta a 6,9 milioni di franchi e i costi legati alla missione sono stimati in 8,7 milioni di franchi (i costi per i collaboratori distaccati da altri dipartimenti, non dal DFAE, sono stati calcolati in base a stime).</p><p>Ambito della fiscalità</p><p>I contributi versati nell'ambito della fiscalità (in particolare l'Accordo sulla fiscalità di risparmio, l'Accordo sulle pensioni e il trattamento fiscale dei frontalieri) non possono essere considerati come spese o pagamenti a carico della Svizzera. Si basano piuttosto su disposizioni che regolano l'assegnazione di un diritto di imposizione, le modalità di riscossione o la riscossione delle imposte per conto degli Stati membri dell'UE. In tale contesto, a seconda dell'accordo, può succedere che la Svizzera rimborsi agli Stati aventi diritto la sostanza fiscale di persone che sono assoggettate all'estero e che hanno un legame con la Svizzera (ad esempio un'attività lavorativa o un conto bancario in Svizzera).</p><table width="475.55pt"><tr><td width="63.8pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Accordo</p></td><td width="84.7pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Importi</p></td><td width="316.25pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Osservazioni</p></td></tr><tr><td width="63.8pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Fiscalità del risparmio</p></td><td width="84.7pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Periodo 2005-2012: 3,13 miliardi CHF</p></td><td width="316.25pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>L'Accordo sulla fiscalità del risparmio Svizzera-UE prevede in particolare una ritenuta d'imposta concepita come imposta di garanzia; il ricavato viene trasmesso agli Stati membri dell'UE. Questo tipo di ritenuta d'imposta riguarda soltanto i versamenti degli interessi a favore di persone fisiche con domicilio fiscale nell'UE. Il 75 per cento delle entrate provenienti dalla ritenuta d'imposta viene versato allo Stato di residenza interessato, mentre il 25 per cento rimane in Svizzera come rimunerazione per la disponibilità alla cooperazione e funge da importo forfettario per coprire le spese di riscossione sostenute. </p></td></tr><tr><td width="63.8pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Convenzioni concernenti un'imposta alla fonte con la Gran Bretagna e l'Austria</p></td><td width="84.7pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Per la regolarizzazione del passato fino a marzo 2014: circa 1,6 miliardi CHF</p><p>Versamento dell'imposta alla fonte per l'anno 2013: circa 117,6 mio. CHF</p></td><td width="316.25pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Le convenzioni sull'imposta alla fonte con l'Austria e il Regno Unito consentono alle persone assoggettate residenti nei Paesi partner che detengono conti bancari o depositi in Svizzera di regolarizzare i conti non dichiarati e di pagare le imposte sui redditi da capitale senza che sia lesa la loro sfera privata. Come per l'Accordo sulla fiscalità del risparmio, si tratta di una trasmissione delle imposte agli Stati partner.</p></td></tr><tr><td width="63.8pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Accordo sulle pensioni Svizzera-UE</p></td><td width="84.7pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p></p></td><td width="316.25pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Nel quadro dell'Accordo sulle pensioni Svizzera-UE viene eliminata la doppia imposizione delle pensioni che l'UE versa agli ex funzionari dell'UE residenti in Svizzera. Secondo il messaggio concernente l'approvazione dell'accordo, quest'ultimo riguarderebbe circa 50 persone e comporterebbe minori entrate fiscali di quasi un milione di franchi (circa 0,3 mio. a carico della Confederazione e 0,7 mio. a carico dei cantoni, stima per l'anno 2007). L'amministrazione federale non dispone di stime più attuali.</p></td></tr></table><p>Imposta alla fonte per i frontalieri</p><p>Attraverso la sua politica in materia di doppia imposizione la Svizzera persegue l'obiettivo di evitare in maniera efficace la doppia imposizione e di promuovere così lo scambio economico. La politica svizzera in materia di accordi si basa tra l'altro sull'efficienza: il gettito fiscale risultante da un'attribuzione del diritto di imposizione deve essere proporzionale alle spese relative alla riscossione a carico delle amministrazioni e delle aziende. In particolare, le disposizioni per i frontalieri consentono di ripartire le risorse a favore delle infrastrutture nelle aree di confine. Queste disposizioni sono presentate nel rapporto del Consiglio federale redatto in adempimento del postulato Robbiani 11.3607 del 16 giugno 2011. Dato che eventuali compensazioni sono effettuate in parte dai cantoni, l'amministrazione federale non dispone di un elenco completo degli importi versati nell'ambito dell'imposizione dei frontalieri.</p><p>Viaggi</p><p>Le spese di viaggio negli Stati membri dell'UE non equivalgono a dei pagamenti o a dei contributi della Svizzera a favore dell'UE. I costi complessivi per le persone che tra il 2010 (quest'anno è stato introdotto un sistema d'informazione che consente di analizzare automaticamente il volume di viaggi per Paese) e il 2013 si sono recate in uno Stato membro dell'UE su incarico o a spese della Confederazione ammontano a 32,1 milioni di franchi. Tuttavia questa cifra non può essere attribuita completamente agli accordi con l'UE o alle trattative con gli Stati membri. Determinati viaggi sono infatti svolti per scopi prettamente logistici (p. es. manutenzione degli equipaggiamenti nelle ambasciate). Un importo pari a 6,98 milioni di franchi è da attribuire a viaggi in Belgio che presumibilmente riguardavano in massima parte direttamente la politica europea della Svizzera.</p><p>Stima</p><p>In generale va sottolineato che le cifre indicate nella presente risposta devono essere contestualizzate. Ad esempio, le spese e i pagamenti legati agli accordi con l'UE vanno esaminati dal punto di vista dei vantaggi che comportano per la Svizzera. Gli accordi bilaterali offrono in generale alle imprese svizzere condizioni più favorevoli per il commercio con il nostro più importante partner economico (nel 2013 la Svizzera ha effettuato quasi il 55 per cento delle sue esportazioni e il 73 per cento delle sue importanzion con l'UE) e un aumento della concorrenza che ha stimolato la crescita economica e promosso l'impiego. Vari studi stimano, per esempio, che il solo Accordo sulla libera circolazione delle persone ha permesso al PIL svizzero di aumentare in modo duraturo (almeno dell'1 per cento secondo uno di questi studi). Confronta per esempio: KOF, Swiss Economic Institute, Politecnico di Zurigo: Auswirkungen der bilateralen Abkommen auf die Schweizer Wirtschaft, Dezember 2008; Peter Stalder, Free Migration between the EU and Switzerland: Impacts on the Swiss Economy and Implications for Monetary Policy, January 2010; Economiesuisse: Svizzera-UE: ll bilateralismo nel reciproco interesse, maggio 2010.</p>  Risposta del Consiglio federale.