<h2>SubmittedText<h2><p>L'Ufficio federale di statistica (UST) ha corretto le proprie cifre sui posti di lavoro persi in Ticino a seguito della pandemia da coronavirus, da 10mila a 4200. Non c'è evidentemente alcun motivo per rallegrarsi per il presunto "miglioramento". E' chiaro che si tratta solo dell'inizio dell'ecatombe. Varie attività economiche sono tenute in vita artificialmente dagli aiuti statali: una volta esauriti, inizieranno i fallimenti a catena.</p><p>Contemporaneamente cresce ancora il numero dei frontalieri, che in Ticino ha infranto l'ennesimo record raggiungendo la cifra di 70 115 (stato: fine 2020) di cui 46mila attivi nel settore terziario, dove non c'è alcuna carenza di manodopera residente (anzi). Ovviamente le cifre ufficiali non contemplano, per loro natura, i numerosi frontalieri "in nero".</p><p>Migliaia di posti di lavoro spariti ma frontalieri in continuo aumento: è ovvio che questa situazione non è sostenibile. Altrettanto ovvio è che la causa va ricercata nella libera circolazione delle persone senza limiti.</p><p>Chiedo al Consiglio federale:</p><p>- E' sostenibile, a mente del Consiglio federale, che il Ticino perda svariate migliaia di posti di lavoro ma nel frattempo il numero di frontalieri continui ad aumentare (specialmente nel terziario) ed i lavoratori svizzeri finiscano sempre più in minoranza nel Cantone (lo sono dal 2018)?</p><p>- Non reputa il Consiglio federale che la situazione creatasi in Ticino a seguito della crisi economica da coronavirus combinata con la libera circolazione delle persone senza limiti mini non solo la coesione sociale, ma anche la coesione nazionale?</p><p>- A fronte di uno scenario occupazionale e sociale potenzialmente esplosivo, è intenzione del Consiglio federale autorizzare il Ticino a mettere in atto delle forme reali di preferenza indigena, a partire da una moratoria sul rilascio di nuovi permessi G?</p><p>- E' intenzione del Consiglio federale ridiscutere la libera circolazione delle persone con l'UE sulla base degli accordi conclusi da quest'ultima con il Regno Unito nell'ambito della Brexit?</p><p>- Conferma il Consiglio federale che, a seguito della Brexit, la Gran Bretagna si trova in una situazione migliore rispetto alla Svizzera?</p><p>- Per il Consiglio federale l'applicazione pedissequa ed autolesionista della libera circolazione delle persone senza limiti - lesiva della Costituzione e di quanto deciso da popolo e Cantoni il 9 febbraio 2014 - è più importante della coesione nazionale e sociale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. - 2. Il Consiglio federale è consapevole delle sfide poste dalle ripercussioni economiche della pandemia e conosce la situazione specifica ticinese. Nel 2020 il numero di frontalieri nel Canton Ticino non è aumentato rispetto all'anno precedente. Senza i quasi 4500 frontalieri impiegati nel settore della sanità non sarebbe possibile far fronte alla situazione attuale negli ospedali. Il Consiglio federale ha già adottato varie misure per mitigare le conseguenze della pandemia. Per impedire la perdita di posti di lavoro in Svizzera ha in particolare esteso il diritto all'indennità per lavoro ridotto. Nella sessione primaverile 2021 il Parlamento ha deciso ulteriori misure nella legge COVID-19 ampliando tra l'altro il programma per i casi di rigore. Il 1° aprile 2021 il Consiglio federale ha adeguato la pertinente ordinanza.</p><p>3. L'articolo 5 dell'Allegato I dell'Accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC; RS 0.142.12.681) consente alle parti contraenti di limitare unilateralmente i diritti da esso conferiti per motivi di ordine, sicurezza e salute pubblici, ma non economici. Il Consiglio federale esclude pertanto l'introduzione, per motivi economici, di una moratoria sul rilascio di nuovi permessi per frontalieri.</p><p>4. Il Consiglio federale è convinto che la libera circolazione delle persone sia fondamentale per la ripresa economica dopo la regressione della pandemia e che contribuirà alla sopravvivenza delle imprese e a preservare posti di lavoro in Svizzera. Inoltre, il 27 settembre 2020 Popolo e Cantoni hanno respinto chiaramente l'iniziativa popolare "Per un'immigrazione moderata (Iniziativa per la limitazione)", che avrebbe comportato la denuncia dell'Accordo di libera circolazione. Il Consiglio federale non vede dunque motivo di rinegoziare tale accordo con l'UE (cfr. anche il parere del Consiglio federale relativo alla mozione Marchesi 21.3039 del 2 marzo 2021).</p><p>5. Per le loro nuove relazioni, il Regno Unito e l'UE hanno optato per un approccio fondamentalmente diverso dalla via bilaterale scelta dalla Svizzera. L'Accordo del 30 dicembre 2020 sugli scambi e la cooperazione tra il Regno Unito e l'UE prevede il libero scambio e la cooperazione in determinati settori. Grazie agli accordi bilaterali, la Svizzera ha invece un accesso settoriale al mercato interno europeo, in cui si iscrive anche la libera circolazione. Il Consiglio federale è convinto che la via bilaterale sia più vantaggiosa, per la situazione specifica della Svizzera, rispetto a un regime fondato su un accordo di scambio e cooperazione.</p><p>6. Il 16 dicembre 2016 il Parlamento ha adottato la legislazione di attuazione dell'articolo 121a Cost. Il legislatore ha optato per una soluzione compatibile con l'ALC che consente di portare avanti la via bilaterale. Le modifiche legislative tese a una regolazione indiretta dell'immigrazione mirano a un migliore utilizzo del potenziale di lavoratori residenti. Nel maggio 2019 il Consiglio federale ha deciso una serie di misure supplementari in favore in particolare dei lavoratori più anziani.</p>  Risposta del Consiglio federale.