<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di istituire un ente di servizio pubblico pienamente indipendente (come autorità o in un'altra forma idonea) che abbia la competenza di esaminare anticipatamente e, se del caso, autorizzare i rilevamenti e le concentrazioni di imprese industriali d'importanza strategica finanziate con capitali stranieri. Una tale autorizzazione costituirebbe la premessa giuridica per una concentrazione o un rilevamento. Entro sei mesi il Consiglio federale deve selezionare e integrare in un programma globale di politica industriale le imprese che giudica rilevanti in termini di politica industriale. Questo programma deve tener conto della rivoluzione digitale e della trasformazione ecologica e sancire esplicitamente l'obiettivo di una quota industriale del 20 per cento, indispensabile sotto il profilo economico. Anche le PMI possono essere considerate rilevanti in termini di politica industriale.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'elevato tenore di vita del nostro Paese è dovuto in ampia misura alla sua tradizionale apertura. La politica svizzera, aperta agli investimenti esteri, garantisce che la piazza economica sia sufficientemente alimentata da capitale e know-how e contribuisce alla creazione di valore aggiunto nonché al mantenimento e alla creazione di posti di lavoro. Secondo i dati più recenti, nel 2015 le affiliate ubicate in Svizzera di società multinazionali straniere davano lavoro a 470 000 persone, mentre nel 2016 il volume degli investimenti diretti esteri nel nostro Paese era di circa 965 miliardi di franchi (a titolo di confronto: l'intero volume degli investimenti diretti svizzeri all'estero ammonta a 1215 miliardi di franchi svizzeri).</p><p>In passato, inoltre, il settore industriale svizzero ha retto complessivamente bene, nonostante il contesto difficile soprattutto sul fronte valutario. Anche in Svizzera si osserva una transizione dall'industria al settore terziario, fatto che si spiega però con un progressivo aumento dell'occupazione in quest'ultimo settore. Dagli anni Novanta il numero degli occupati nel settore industriale non è diminuito. Nel quarto trimestre 2017 questo settore dava lavoro a circa 986 000 persone, in termini di equivalenti a tempo pieno (a titolo di confronto: nel quarto trimestre del 1997 gli occupati erano circa 946 000, sempre in equivalenti a tempo pieno). Nel raffronto internazionale il cambiamento strutturale in Svizzera è poco marcato.</p><p>Per consentire alla piazza economica elvetica di avere successo anche in futuro, le aziende devono poter compiere i necessari adeguamenti strutturali. In passato il Consiglio federale si è quindi detto più volte contrario a una politica industriale incentrata sul mantenimento delle strutture vigenti (cfr. il rapporto del Consiglio federale "Una politica industriale per la Svizzera" del 16 aprile 2014 in adempimento del postulato Bischof 11.3461).</p><p>Pur proponendo per questi motivi di respingere la presente mozione, l'Esecutivo rinvia al postulato Bischof 18.3376, "Acquisizioni di imprese svizzere da parte di investitori stranieri. La totale mancanza di controlli è ancora sostenibile?", che alla luce dei rischi di una distorsione della concorrenza o di un pregiudizio alla sicurezza e all'ordine pubblico invita il Consiglio federale a valutare in un rapporto i pro e i contro risultanti dalla creazione delle basi legali necessarie per controllare gli investimenti diretti esteri in aziende svizzere. Come affermato in risposta a questo postulato, il Consiglio federale è disposto a dar seguito a questa richiesta.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.