<h2>SubmittedText<h2><p>In un comunicato stampa del 3 luglio 2023, la Posta ha annunciato di voler acquisire un’azienda logistica con sede in Alsazia. Con 790 collaboratori e 17 sedi in Francia, tre in Lussemburgo e una in Polonia, si tratta, stando alle parole della Posta, di «una delle principali ditte di trasporto tra la Francia e la Svizzera». L’azienda continuerà a operare in autonomia, ma in qualità di affiliata al 100&nbsp;per cento della Posta. La promessa di acquisto è già stata sottoscritta e l’acquisizione è prevista per l’autunno 2023.</p><p>&nbsp;</p><p>La Posta prosegue quindi la sua strategia di acquisizione che da molto tempo si osserva sul mercato dei trasporti nazionale e internazionale. Le aziende, tra cui anche alcune che non godono della migliore reputazione, vengono acquisite e continuano a operare mantenendo la loro ragione sociale. Il campo di attività della Posta si amplia quindi notevolmente, come menzionato in un altro comunicato stampa del 2 dicembre 2022: «Per i propri clienti aziendali &nbsp;[...] la Posta non si limita solo a consegnare le merci, ma si occupa di tutta la logistica dalla A alla Z: consegna di pezzi di ricambio, invii di ritorno, servizi di montaggio, deposito provvisorio o anche sdoganamento». La Posta, quale azienda di diritto pubblico di proprietà esclusiva della Confederazione, sta pertanto sviluppandosi e consolidando la sua impressionante concorrenza nel settore privato dei trasporti, molto conteso, caratterizzato da margini relativamente modesti. In questo caso è problematica la «garanzia di esistenza» de facto della Posta, che, in ultima analisi, le consente di perseguire una strategia di acquisizione aggressiva senza tener conto di eventuali perdite finanziarie e di presentarsi sul mercato con una politica dei prezzi bassi.</p><p>&nbsp;</p><p>Da parte del Parlamento, la tendenza dei servizi pubblici, delle imprese parastatali e delle istituzioni di diritto pubblico autonome ad aumentare la loro attività nel settore dell’economia privata è già stata trattata e criticata in numerosi interventi parlamentari (cfr. ad es. l’interpellanza 22.3152 Bauer Philippe). Nelle sue risposte, il Consiglio federale rimanda alla strategia vigente per le imprese parastatali e alle relative condizioni quadro che consentono esplicitamente alla Posta di partecipare a imprese private.</p><p>&nbsp;</p><p>In tale contesto, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>&nbsp;</p><p>1. Il Consiglio federale è ancora convinto che permettere alle imprese parastatali di partecipare a società private senza un controllo significativo di possibili distorsioni della concorrenza sia la scelta strategica giusta e, in caso affermativo, perché?</p><p>&nbsp;</p><p>2. Come valuta e giustifica il Consiglio federale il rischio o il pericolo che la Posta, in base all’attuale ordinamento giuridico, per compensare il calo dei ricavi delle sue attività principali tradizionali e per gestire il servizio universale in modo finanziariamente autonomo, acquisisca continuamente aziende private, facendo però una concorrenza significativa al panorama delle PMI in Svizzera?</p><p>&nbsp;</p><p>3. In che misura i servizi logistici «dalla A alla Z» quali il deposito e lo sdoganamento sono compatibili con lo scopo dell’azienda di cui all’articolo 3 della legge sull’organizzazione della Posta (LOP; RS&nbsp;783.1)?</p><p>&nbsp;</p><p>4. Come giudica il Consiglio federale la fattispecie descritta nell’introduzione dal punto di vista della distorsione della concorrenza, in particolare per quanto riguarda gli aspetti dei «vantaggi finanziari» e dei «finanziamenti trasversali» menzionati nel rapporto – tuttora valido secondo alcuni pareri del Consiglio federale – su Stato e concorrenza, incentrato sugli effetti che le imprese controllate dallo Stato producono sui mercati (cfr. pag. 9 segg. del rapporto «Staat und Wettbewerb - Auswirkungen staatlich beherrschter Unternehmen auf die Wettbewerbsmärkte»)?</p><p>&nbsp;</p><p>5. In che modo il Consiglio federale assicura che non si abusi della «garanzia di esistenza» della Posta per effettuare acquisizioni rischiose e/o per offrire prezzi bassi non in linea con il mercato dei trasporti?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><div><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">1. Il Consiglio federale dirige la Posta, definendo obiettivi strategici, che comprendono anche direttive in materia di cooperazioni e partecipazioni. Il Collegio è convinto dell’adeguatezza dei relativi criteri. Le cooperazioni e le partecipazioni specifiche che le imprese parastatali decidono di mettere in atto, rispettando le direttive summenzionate, sono in linea di massima di competenza dei relativi organi direttivi. Va tuttavia sottolineato che, in relazione all’acquisizione delle società KLARA e Livesystems, sono pendenti delle denunce presso l’Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM), che richiederanno una valutazione della base legale delle attività economiche della Posta nonché delle relative competenze di vigilanza.</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">Conformemente al diritto delle società anonime e alla politica di corporate governance della Confederazione, il Consiglio federale non interviene nelle singole decisioni aziendali delle imprese parastatali. Pertanto non avrebbe il diritto di accertarsi che non si creino distorsioni della concorrenza prima dell’acquisizione di una società. Secondo la legge sui cartelli, la Commissione della concorrenza verifica tuttavia le possibili ripercussioni delle concentrazioni di imprese, a condizione che siano soddisfatti i criteri di valutazione di cui all’articolo</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">9 della legge sui cartelli (LCart; RS 251).</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">2. Il Consiglio federale approva la strategia imprenditoriale della Posta, che mira a compensare il calo nel core business mediante l’espansione in settori affini, per poter continuare a fornire il servizio universale in modo autonomo dal punto di vista finanziario anche in futuro, come previsto dalla legge. Le possibili ripercussioni di una tale strategia per il settore privato sono state analizzate in modo approfondito dal Consiglio federale nel suo rapporto del 2017 «Stato e concorrenza: effetti che le imprese controllate dallo Stato producono sui mercati» (disponibile solo in tedesco e francese). In questo contesto va inoltre sottolineato che recentemente il Consiglio federale ha deciso di integrare i principi di corporate governance per rafforzare la concorrenza leale tra le imprese federali e le aziende private (attuazione delle due mozioni dallo stesso titolo e tenore: 20.3531 Caroni e 20.3532 Rieder «Concorrenza leale nei confronti delle imprese statali»).</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial; -aw-import:ignore">&#xa0;</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">3. Il Consiglio federale è dell’avviso che i servizi logistici offerti dalla Posta, quali il deposito e lo sdoganamento, siano giocoforza connessi con il trasporto di invii postali e collettame all’interno della Svizzera e all’estero. Per quanto riguarda lo sdoganamento di invii dall’estero, si tratta per di più di compiti federali che la Confederazione ha trasferito alla Posta.</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial; -aw-import:ignore">&#xa0;</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">4. e 5. Secondo l’articolo</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">19 della legge sulle poste (LPO; RS 783.0), alla Posta è vietato utilizzare i ricavi del monopolio per ridurre il prezzo dei servizi liberi (divieto di sovvenzionamento trasversale). Vista la situazione, il Collegio ritiene che nel caso concreto la Posta non abbia autorizzato sovvenzionamenti trasversali illeciti. La valutazione finale di questo aspetto spetta tuttavia alle autorità preposte alla sorveglianza del mercato.</span></p></div>