<h2>SubmittedText<h2><p>Nel corso di un recente colloquio dedicato al diritto della circolazione stradale, André Kuhn, noto professore di diritto penale, ha sostenuto la tesi secondo la quale la politica molto repressiva del nostro Paese in materia di infrazioni alla legge federale del 19 dicembre 1958 sulla circolazione stradale (LCStr) avrebbe ampiamente fallito e che sarebbe meglio ricorrere maggiormente alla prevenzione. </p><p>In riferimento alle suddette affermazioni, il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>a. Reputa anch'esso che la politica repressiva in materia di infrazioni alla LCStr abbia parzialmente fallito? </p><p>b. È consapevole del fatto che il 55 per cento delle condanne penali vengono emesse per infrazioni alla LCStr?</p><p>c. Intende promuovere maggiormente una politica preventiva in questo settore?</p><p>d. Quale percentuale della diminuzione tendenziale degli incidenti stradali causa di morte o feriti gravi può essere attribuita ai miglioramenti della sicurezza attiva e passiva dei veicoli nonché a quella delle caratteristiche fisiche delle strade (correzione delle curve, rotatorie e dossi) e quale è dovuta all'inasprimento progressivo delle sanzioni previste dalla LCStr?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale e il Parlamento hanno sempre ritenuto che la sicurezza stradale possa essere aumentata solo attraverso l'interazione di diverse misure. Anche le misure repressive contribuiscono al maggiore rispetto delle norme della circolazione e, di conseguenza, alla maggiore sicurezza sulle strade svizzere;</p><p>2. Il Consiglio federale è a conoscenza del fatto che un'elevata percentuale delle condanne penali riguarda la violazione del diritto in materia di circolazione stradale ed è legato, tra le altre cose, all'intensità dei controlli e all'impiego di sistemi tecnici di controllo automatizzati (inosservanza dei limiti di velocità e mancato rispetto del semaforo rosso);</p><p>3. Con Via sicura, il programma d'intervento della Confederazione per una maggiore sicurezza sulle strade svizzere, il Consiglio federale punta sulle misure preventive. Via sicura non propone solo misure educative (educazione stradale, campagne) e dissuasive (ad es. divieto di consumare alcolici per i nuovi conducenti), ma anche quelle situazionali che, avvalendosi di installazioni tecniche, impediscono la guida a velocità troppo elevate o in stato di ebbrezza. Per questo motivo, i tratti pericolosi saranno risanati e l'infrastruttura stradale sarà costruita e sistemata in modo tale che i conducenti si comportino automaticamente in modo corretto e guidino a una velocità adeguata. Allo stesso modo, si impedirà ai recidivi di rimettersi al volante in stato di ebbrezza, permettendo loro di guidare solo veicoli a motore dotati di un etilometro blocca-motore;</p><p>4. Per rispondere a questa domanda, non si possono addurre dati statistici precisi o studi scientifici, poiché è sempre e solo grazie a un'interazione di più misure che è possibile evitare incidenti stradali con morti o feriti gravi. Indubbiamente, i miglioramenti della sicurezza dei veicoli e delle strade hanno inciso notevolmente sulla riduzione del numero delle vittime di incidenti. Tuttavia, anche l'inasprimento delle sanzioni, in occasione dell'ultima grande revisione della legge sulla circolazione stradale del 2005, ha avuto un effetto positivo: da allora, infatti, si è registrata una diminuzione superiore alla media degli incidenti con gravi conseguenze, in particolare di quelli dovuti alla guida in stato di ebbrezza e a velocità troppo elevate.</p><p>La sicurezza della circolazione stradale non può essere migliorata ricorrendo unicamente alla repressione o alla prevenzione, ma occorre intervenire a tutti i livelli.</p>  Risposta del Consiglio federale.