<h2>SubmittedText<h2><p>Di concerto con i cantoni, i comuni, le chiese nazionali e organizzazioni private di tutte le regioni linguistiche, la Confederazione è incaricata di esaminare l'istituzione di servizi di contatto e di consulenza per le vittime di misure coercitive disposte in ambito assistenziale, tenendo conto anche dell'offerta attuale (p. es. i consultori d'aiuto alle vittime).</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il postulato chiede alla Confederazione di vagliare l'istituzione di servizi di contatto e di consulenza per le persone che sono state o sono tuttora interessate da misure coercitive di vario tipo disposte in ambito assistenziale. Agli interessati deve essere messo a disposizione l'aiuto necessario affinché possano far valere i loro diritti. Il postulato non mira invece a creare nuovi diritti (p. es. a prestazioni finanziarie). </p><p>Il Consiglio federale nutre comprensione per la richiesta avanzata. Stando a quanto attualmente noto, le misure coercitive in ambito assistenziale menzionate nel postulato sono state disposte o eseguite da autorità cantonali. L'offerta di consulenza dovrebbe pertanto essere organizzata sul piano cantonale, anche perché dovrebbe essere messa a disposizione, per quanto possibile, a livello locale o perlomeno in ogni regione linguistica. Le misure coercitive statali hanno inoltre comportato ripercussioni assai diverse per i vari gruppi di persone menzionati nel postulato. È quindi molto difficile prevedere quante persone faranno ricorso a un'offerta di consulenza, per quanto tempo e quali esigenze speciali dovranno essere soddisfatte. Si tratterà dunque anzitutto di chiarire, in collaborazione con i cantoni e le cerchie interessate, in che misura occorre ampliare l'offerta esistente nei cantoni (p. es. gratuito patrocinio, consulenza legale, uffici cantonali di mediazione o altri uffici d'informazione, associazioni private) oppure istituire nuove offerte (p. es. consultori), e quali aiuti andrebbero messi a disposizione. Il rapporto da stilare dovrà illustrare in particolare le lacune constatate. In caso di un eventuale ampliamento dell'infrastruttura necessaria andrebbe mantenuta l'attuale ripartizione dei compiti tra Confederazione e cantoni nell'ambito della nuova impostazione della perequazione finanziaria (NPC). Occorrerà peraltro esaminare più a fondo in che misura la Confederazione dispone delle basi costituzionali necessarie per un eventuale intervento legislativo in tale ambito.</p>  Il Consiglio federale propone di accogliere il postulato.