<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale risponde alle domande dell'autore dell'interpellanza nel modo seguente:</p><p>1. Spunto per l'intervista concessa dalla consigliera federale Ruth Dreifuss alla Basler Zeitung e apparsa il 15 febbraio 2002 era il sostegno finanziario accordato dalla Confederazione alle università cantonali basato fino al 1999 sulle spese cantonali e dal 2000 sempre di più sul numero di studenti iscritti. Pertanto, le dichiarazioni a cui fa riferimento l'autore dell'interpellanza riguardano il numero di studenti dell'Università di Basilea, che è passato tra il 1996/1997 e il 2000/2001 da 7958 a 7606, mentre nello stesso periodo l'Università di Friburgo ha registrato un aumento da 8581 a 8849.</p><p>2. Per quanto riguarda i temi proposti dal segretario di Stato Charles Kleiber in qualità di presidente della Conferenza universitaria svizzera (CUS) per la riunione annuale 2002, è opportuno dapprima rilevare che spetta a quest'organo comune della Confederazione e dei Cantoni portare avanti anche dibattiti su problemi che si pongono a lungo termine e che, in tale contesto, possono essere integrate discussioni sulle prospettive cantonali. Per quanto riguarda la scelta dei punti all'ordine del giorno, va rilevato che il presidente della CUS è sottoposto alle regole di quest'ultima e non alle direttive del Consiglio federale. Per questa ragione il Consiglio federale si astiene dal prendere posizione su questo punto.</p><p>L'idea dei tre poli interuniversitari messa all'ordine del giorno va precisata sottolineando che si tratta di reti a geometrie variabili, modulabili in funzione dei bisogni dei differenti settori specialistici e delle possibilità dei partner. La politica di promovimento della formazione, della ricerca e della tecnologia portata avanti dalla Confederazione punta soprattutto a sviluppare l'eccellenza in alcuni importanti e promettenti settori grazie a progetti di ripartizione dei compiti e di cooperazione tra singole università. Le riflessioni scaturite nell'ambito di questa politica coinvolgono evidentemente tutte le università cantonali.</p><p>3. Il Consiglio federale rileva che la dichiarazione dell'autore dell'interpellanza sulla presunta strategia del DFI e della Segreteria di Stato per la scienza e la ricerca tendente a marginalizzare la Svizzera nordoccidentale in ambito universitario è priva di fondamento. La politica universitaria della Confederazione si fonda piuttosto su una collaborazione tra Confederazione e Cantoni. Questa politica globale coordinata su scala nazionale è definita per un periodo di quattro anni nel messaggio, attualmente in elaborazione, sul promovimento della formazione, della ricerca e della tecnologia negli anni 2004-2007.</p><p>4. È opportuno ricordare che la Confederazione sostiene le università cantonali con l'obiettivo di rafforzare a lungo termine la formazione e la ricerca svizzere. In questo sforzo la Confederazione svolge un ruolo sussidiario perché la responsabilità incombe in primo luogo ai Cantoni universitari. Uno degli strumenti comuni previsti a tal proposito sono i sussidi vincolati a progetti stanziati in base alla legge sull'aiuto alle università. La cooperazione interuniversitaria permette alle università di profilarsi in modo mirato in determinati settori con il sostegno della Confederazione. Tutte le università possono utilizzare questi strumenti di cooperazione.</p><p>5. È previsto che nel quadro del messaggio FRT 2004-2007 il Consiglio federale sottoponga al Parlamento un pacchetto di misure volte a promuovere la piazza universitaria svizzera.</p>  Risposta del Consiglio federale.