<h2>InitialSituation<h2><p><b>Comunicato stampa del Consiglio federale del 18.04.2018</b></p><p><b>Il Consiglio federale licenzia i messaggi concernenti le CDI con Ecuador e Zambia </b></p><p>In occasione della sua seduta del 18 aprile 2018 il Consiglio federale ha licenziato il messaggio concernente l'approvazione di un Protocollo che modifica la Convenzione per evitare le doppie imposizioni (CDI) con l'Ecuador e il messaggio concernente una nuova CDI con lo Zambia. Entrambi i messaggi sono stati sottoposti alle Camere federali. </p><p>Il 26 luglio 2017 la Svizzera e l'Ecuador hanno firmato a Quito il Protocollo che modifica la Convenzione del 28 novembre 1994 per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio. Il Protocollo introduce una disposizione concernente lo scambio di informazioni su domanda conforme al vigente standard internazionale.</p><p>Il 29 agosto 2017 la Svizzera e lo Zambia hanno firmato a Lusaka una nuova CDI in materia di imposte sul reddito. Tale trattato sostituisce la Convenzione tra Svizzera e Regno Unito, risalente al 1954 e applicata sinora ai rapporti tra la Svizzera e lo Zambia, e garantisce la certezza del diritto necessaria allo sviluppo delle relazioni economiche tra i due Stati. </p><p>La nuova Convenzione con lo Zambia tiene conto degli sviluppi scaturiti dal progetto dell'OCSE relativo all'erosione della base imponibile e al trasferimento degli utili ("Base Erosion and Profit Shifting"; BEPS). Essa contiene, in particolare, una clausola antiabuso e una clausola arbitrale. Inoltre contempla una disposizione di assistenza amministrativa secondo il vigente standard internazionale in materia di scambio di informazioni su domanda. </p><p>I Cantoni e gli ambienti interessati dell'economia hanno accolto favorevolmente la conclusione delle due Convenzioni. La loro entrata in vigore sottostà all'approvazione del Parlamento svizzero.</p><h2>Proceedings<h2><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 24.09.2018</b></p><p>Il Consiglio degli Stati ha<b></b>approvato due accordi di doppi imposizione con lo Zambia e l'Ecuador.</p><p><b></b></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 06.12.2018</b></p><p><b>Doppie imposizioni; approvate convenzioni con quattro Paesi </b></p><p><b>La Confederazione prosegue la sua politica volta allo scambio di informazioni bancarie. Il Nazionale ha dato oggi il proprio avallo alle convenzioni contro la doppia imposizione (CDI) con l'Ecuador, lo Zambia, il Regno Unito e il Brasile. Il Consiglio degli Stati aveva già dato il via libera alle due prime CDI.</b></p><p>Secondo il protocollo, la convenzione conclusa con Quito introduce una disposizione sullo scambio di informazioni su domanda conforme alla norme internazionale. Lusaka ha dal canto suo auspicato un nuovo accordo per sostituire quello sottoscritto nel 1954 con il Regno Unito e che si applica oggi ancora con lo Zambia.</p><p>La convenzione garantirà una certezza del diritto propizia al proseguimento dello sviluppo delle relazioni economiche tra i due Paesi. Tiene conto anche del progetto dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) per contrastare l'erosione della base imponibile e il trasferimento degli utili ("Base Erosion and Profit Shifting", BEPS) e contiene, in particolare, una clausola anti-abuso e una d'arbitraggio.</p><p>Il trattato concluso con lo Zambia contempla peraltro una clausola di assistenza amministrativa conforme alla norma internazionale in materia di scambio di informazioni su richiesta.</p><p>Stamane solo l'UDC si è opposta alle quattro convenzioni. Pur condividendo il principio, i democentristi temono che l'applicazione dei nuovi standard dell'OCSE consentano una "pesca" alle informazioni, ha spiegato invano la ginevrina Céline Amaudruz.</p><p>Al voto la CDI con lo Zambia è stata approvata con 87 voti contro 43 e 43 astenuti, quella con l'Ecuador con 130 voti contro 48 e 8 astenuti, quella con il Regno Unito con 149 contro 30 e 7 astenuti e, infine, quella con il Brasile con 133 voti contro 40 e 15 astenuti.</p>