<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di modificare l'ordinanza sui servizi di telecomunicazione affinché l'accesso a Internet a banda larga nel servizio universale abbia una velocità di almeno 80 megabit al secondo.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Per il Consiglio federale è importante garantire alla popolazione e all'economia un buon collegamento Internet a banda larga. Nel suo messaggio del 6 settembre 2017 concernente la revisione della legge sulle telecomunicazioni ha pertanto proposto misure volte a intensificare la concorrenza e a promuovere la dinamica degli investimenti. Inoltre, nella sua Strategia "Svizzera digitale" del 5 settembre 2018 ha evidenziato l'importanza di un'infrastruttura di comunicazione capillare, concorrenziale, affidabile ed efficiente.</p><p>A livello europeo la Svizzera dispone già di un'ottima copertura a banda larga. Nonostante la già buona posizione di partenza, gli operatori del mercato continuano a spingere per un'espansione competitiva della rete. Swisscom, ad esempio, afferma di voler allacciare entro la fine del 2021 ogni comune svizzero alla più moderna fibra ottica. L'operatore investe ogni anno circa 1,6 miliardi di franchi nell'ampliamento della rete. Allo stesso tempo, Sunrise e Salt hanno annunciato la costituzione di una joint venture che nei prossimi anni intende investire circa 3 miliardi di franchi per portare la fibra ottica nelle regioni che ne sono ancora sprovviste. Tutti questi investimenti contribuiscono in modo significativo all'attrattiva della piazza economica svizzera e sono una conseguenza della concorrenza sul mercato delle telecomunicazioni.</p><p>Lo scopo del servizio universale, definito nella legge sulle telecomunicazioni, è quello di garantire un'offerta di servizi di telecomunicazione di base a prezzi ragionevoli a tutta la popolazione, in ogni regione del Paese. In questo modo si intende, tra l'altro, garantire un'adeguata offerta di base anche nelle regioni discoste dove la concorrenza è debole. Il Consiglio federale segue costantemente la situazione e adegua regolarmente la portata del servizio universale. Ad esempio, l'ultimo aumento della velocità minima di trasmissione è avvenuto il 1° gennaio 2020, data in cui è stata portata a 10 Mbit/s. Con ciò la Svizzera si trova già al primo posto in Europa per quanto riguarda il servizio universale. Questa prestazione garantita è sufficiente per consentire agli utenti di utilizzare servizi come la posta elettronica, la telefonia, la videotelefonia, lo streaming video, le piattaforme di informazione, l'online banking, lo shopping online, i social media o per navigare in Internet. La partecipazione alla vita economica e sociale, che deve essere resa possibile nel quadro del servizio universale, è così assicurata.</p><p>Voler porre rimedio a situazioni eccezionali come il confinamento dovuto al coronavirus nel contesto della fornitura a lungo termine del servizio universale, sarebbe contrario al senso e allo scopo delle corrispondenti disposizioni della legge sulle telecomunicazioni e porterebbe a falsi incentivi. Inoltre, durante il confinamento è emerso chiaramente che nella maggior parte dei casi il lavoro e la scuola a domicilio, ad esempio, erano possibili senza problemi con una velocità di trasmissione di 10 Mbit/s.</p><p>Un'espansione capillare della rete su scala nazionale con una capacità di almeno 80 Mbit/s prescritta dallo Stato sarebbe di gran lunga superiore alla fornitura di prestazioni di base prevista dal servizio universale ed equivarrebbe a un massiccio intervento a livello della concorrenza, che avrebbe ripercussioni sulle offerte commerciali. I costi scoperti, probabilmente elevati, di un servizio universale ampliato di conseguenza dovrebbero essere coperti da un fondo per il servizio universale alimentato da tutti gli attori del mercato. I concorrenti del fornitore del servizio universale sarebbero così sottoposti a una doppia pressione, in quanto si troverebbero a finanziare l'espansione del servizio universale e allo stesso tempo a competere con quest'ultimo.</p><p>I costi di un ampliamento del servizio universale come richiesto nella mozione sarebbero considerevoli. Secondo uno studio dell'UFCOM, l'estensione di una rete a banda larga via cavo comporterebbe investimenti per almeno 3,6 miliardi di franchi.</p><p>Inoltre, va osservato che la costruzione di una rete di telecomunicazioni su scala nazionale con una velocità di trasmissione di almeno 80 Mbit/s richiederebbe un maggiore ricorso a tecnologie di connessione alternative (mobili o satellitari), in quanto non sarebbe possibile realizzare un ampliamento via cavo entro il termine stabilito.</p><p>In sintesi, il servizio universale non è attualmente un mezzo adeguato per soddisfare l'esigenza di una velocità di trasmissione minima di 80 Mbit/s, come chiesto nella mozione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.