<h2>SubmittedText<h2><p>1. La Confederazione è stata coinvolta nella decisione di aumentare la quota di regolazione a 1,5 m durante tutto l'anno?</p><p>2. La Confederazione può valutare le conseguenze dell'estensione delle aree che potranno essere sommerse in caso di improvvise forti precipitazioni e aumento del livello del lago oltre i limiti raggiunti finora, in termini di danni economici diretti (infrastrutture) e indiretti di fermo attività economiche.</p><p>3. La Confederazione può valutare le conseguenze che il regolare e duraturo aumento del livello estivo a 1,5 m avrà sulle zone balneari e sulla loro fruibilità.</p><p>4. La Confederazione può valutare i possibili danni di tale decisione per l'ecosistema lacustre - palustre protetto in particolare il sito Ramsar di Magadino, i canneti, l'avifauna ed ittiofauna?</p><p>5. Di quanto è stato l'aumento il livello medio e minimo del Lago Maggiore dopo la realizzazione della diga della Miorina nel 1943?</p><p>6. A che punto si trova l'attuazione delle misure previsionali internazionali elaborate nell'ambito del progetto Interreg STRADA?</p><p>7. La Confederazione intende intervenire nelle opportune sedi per annullare o mitigare la decisione di ADBPO adottata con la risoluzione del 20 dicembre 2021?</p><p>8. Che cosa intende fare per costituire una struttura istituzionale di cooperazione internazionale di protezione e gestione delle acque del Lago Maggiore e del Lago Ceresio sulla base della Convezione di Helsinki delle Nazioni Unite del 1992 sulla protezione ed utilizzazione dei corsi d'acqua e laghi internazionali, analogamente a quelle che esistono per altri sistemi di bacino fluvio-lacuali in Europa e nel mondo?</p><p>9. La Confederazione farà applicare la convenzione transfrontaliera dell'impatto ambientale (Conv. ESPOO)?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nel 2019 è stato creato l'Organismo di consultazione bilaterale italo-svizzero sulla regolazione del Lago Maggiore che si occupa di questa tematica. Secondo il volere delle autorità italiane e svizzere competenti, l'organismo ha il compito di gestire lo scambio di informazioni nell'ambito della regolazione del Lago Maggiore e dello stoccaggio delle risorse idriche nel lago e nel bacino imbrifero. Rappresenta pertanto la piattaforma italo-svizzera per definire una nuova regolazione del Lago Maggiore. L'organismo ha presentato alla commissione competente dell'Autorità di Bacino del Po diverse proposte per lo svolgimento di una nuova fase di test per il periodo 2022-2026. Detta commissione ha approvato nel dicembre 2021 la nuova fase di test 2022-2026. Il livello del lago sarà regolato a +1,25 metri. La decisione non esclude tuttavia un possibile aumento della regolazione estiva fino a +1,50 metri. Le autorità federali non sono state informate della possibile regolazione fino a +1,50 metri. La decisione in merito all'aumento effettivo spetta comunque al Tavolo tecnico. In questo organo, gli esperti dell'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) e del Cantone Ticino hanno la possibilità di presentare la posizione della Svizzera (cfr. la risposta alla domanda 7).</p><p>2. e 3. Oltre alla nuova fase di test, nel dicembre 2021 si è altresì deciso di effettuare un'analisi dei vantaggi e degli oneri ecologici, sociali ed economici generati dalla nuova regolazione del Lago Maggiore. L'analisi dovrà includere anche gli effetti sul rischio di piena, sulla navigazione e sull'utilizzo delle spiagge. Tra il 2015 e il 2020 è stato dimostrato che una regolazione a +1,25 metri non crea problemi significativi né restrizioni d'utilizzo. Tuttavia, è anche emerso che occorrono ulteriori chiarimenti per migliorare le previsioni idrologiche delle piene improvvise nel Lago Maggiore. In caso di regolazione estiva a +1,50 metri occorrono ulteriori accertamenti concernenti le restrizioni alla navigazione; se il livello è già elevato, una piena potrebbe comportare l'interruzione del servizio di trasporto di passeggeri. Manca inoltre un'analisi dettagliata degli effetti sull'accessibilità alle spiagge svizzere e sul loro utilizzo. Questa lacuna sarà colmata nella fase di test 2022-2026. Tenuto conto di queste conclusioni, in occasione del Tavolo tecnico la delegazione svizzera si è espressa in passato contro l'ulteriore aumento di +1,50 metri del limite massimo per la regolazione estiva.</p><p>4. Gli effetti di una regolazione a +1,25 metri sugli ecosistemi saranno analizzati durante la fase di test 2022-2026 fondandosi su una campagna di monitoraggio in corso dal 2019. Una valutazione definitiva è attesa per il 2025.</p><p>5. I valori medi dei livelli estivi (maggio-ottobre) prima e dopo il 1943 sono rimasti praticamente identici. Nel periodo dicembre-marzo si constata un aumento medio di 60-80 centimetri. Per contro, il livello minimo da novembre ad aprile è rimasto praticamente immutato e quello da maggio a ottobre è inferiore di 35-40 centimetri rispetto a prima della regolazione.</p><p>6. Il progetto menzionato ha analizzato e comparato diverse modalità di regolazione come pure l'impatto di un nuovo sbarramento. I risultati costituiscono il quadro di riferimento tecnico per la delegazione svizzera al Tavolo tecnico. Il Cantone Ticino continua a gestire con propri fondi il portale per lo scambio di informazioni sviluppato nel quadro del progetto.</p><p>7. In occasione del primo Tavolo tecnico dell'11 marzo 2022 gli esperti svizzeri hanno richiesto all'Autorità di Bacino del Po di regolare il livello del lago nei mesi estivi a +1,25 metri nei primi tre anni della fase di test, ossia fino all'autunno 2024. La Svizzera sosterrà questa posizione anche in futuro.</p><p>8. La qualità delle acque dei laghi Maggiore e Ceresio è monitorata da oltre 40 anni dalla Commissione internazionale per la protezione delle acque italo-svizzere (CIPAIS). La creazione nel 2019 dell'Organismo di consultazione bilaterale italo-svizzero costituisce un primo passo nell'ambito della considerazione degli aspetti qualitativi della regolazione delle acque.</p><p>9. Secondo la Convenzione di Espoo, una modifica definitiva della regolazione del Lago Maggiore deve essere sottoposta a una valutazione di incidenza ambientale (VIncA) per le zone di interesse comune (zone Natura 2000), a una valutazione ambientale strategica (VAS) o a un esame di impatto ambientale.</p>  Risposta del Consiglio federale.