<h2>SubmittedText<h2><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Sulla base dei risultati di nuovi studi scientifici condotti da Agroscope in relazione alle fonti e alla diffusione di odori v'è da temere che vengano aumentate le distanze minime dalle strutture di detenzione degli animali? Oppure si potranno mantenere invariate le prescrizioni in materia di distanza nonostante emissioni maggiori grazie a impianti d'aerazione migliori?</p><p>2. Il Consiglio federale è consapevole delle incoerenze con la pianificazione del territorio qualora non potessero più essere costruite stalle in prossimità di insediamenti?</p><p>3. Come intende eliminare la contraddizione tra la legislazione sulla protezione dell'ambiente (esecuzione dell'ordinanza contro l'inquinamento atmosferico) e la pianificazione del territorio (evitare l'espansione disordinata degli insediamenti)?</p><p>4. Il Consiglio federale è disposto a consentire deroghe alle severe norme in materia di distanza minima per stalle in prossimità di zone con casali o insediamenti a forte connotazione contadina?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Per prevenire l'eccessiva azione di odori l'ordinanza contro l'inquinamento atmosferico (OIAt) richiede che le strutture di detenzione degli animali siano costruite rispettando le distanze minime dalle zone abitate. A tal proposito rimanda alle raccomandazioni della Stazione federale di ricerche per l'economia e la tecnologia agricole (FAT, oggi: Agroscope). L'esecuzione dell'OlAt compete ai Cantoni.</p><p>1. Dalla pubblicazione, nel 1995, delle raccomandazioni FAT sulle distanze minime dalle strutture di detenzione degli animali il settore dell'allevamento ha subito profondi cambiamenti: le mandrie si sono ingrandite, le superfici di uscita, per motivi correlati al benessere degli animali, sono aumentate e la quota di insilati nel foraggiamento ha subito un incremento. Inoltre sono nati gli impianti agricoli di biogas. Questa evoluzione causa un aumento degli odori e, unitamente allo sviluppo demografico e degli insediamenti, un maggior potenziale di conflitto. Nella sua attività tecnico-scientifica Agroscope studia i suddetti cambiamenti nel settore pratico della detenzione di animali nonché nuove conoscenze scientifiche sulle fonti e sulla diffusione degli odori. Tiene altresì conto di nuove conoscenze relative a misure specifiche per la riduzione degli odori. Prossimamente pubblicherà i risultati di tali studi scientifici. Spetterà poi ai Cantoni decidere come utilizzarli ai fini dell'esecuzione sul loro territorio. A seconda della prassi d'esecuzione applicata finora, le nuove basi avranno un impatto diverso sui calcoli delle distanze.</p><p>2. Il Consiglio federale è consapevole del conflitto di obiettivi tra la protezione da odori molesti e il principio della concentrazione pianificatoria. Per raggiungere l'equilibrio migliore possibile tra questi due aspetti è importante disporre di basi attuali relative agli odori e alla loro diffusione. Queste forniscono un contributo importante affinché i Cantoni possano svolgere i propri compiti esecutivi e gli agricoltori e la popolazione possano avere la certezza del diritto.</p><p>3. La sfida di tenere conto, nell'esecuzione, di aspetti relativi alla pianificazione del territorio e degli aspetti sanitari e ambientali contenuti nell'OIAt non è nuova. Nel processo di pianificazione gli accertamenti sull'idoneità al luogo costituiscono un elemento centrale. I Cantoni esaminano il singolo caso e sfruttano il loro margine di manovra.</p><p>4. Nelle raccomandazioni sulle distanze minime del 1995 si presuppone una diversa accettabilità degli odori molesti a seconda della zona e di conseguenza si considerano distanze minime diverse. Nell'attuazione dell'OIAt, nell'ambito della procedura di pianificazione finora i Cantoni hanno sempre applicato una graduazione della distanza minima in funzione delle zone. Spetterà loro anche in futuro decidere come attuare l'OlAt e come intendono tener conto delle diverse esigenze in materia di protezione.</p>  Risposta del Consiglio federale.