<h2>SubmittedText<h2><p>Con il seguente postulato si chiedeal Consiglio federale di valutare la sottoscrizione con l'Italia di un sistema d'imposizione dei frontalieri che preveda l'assoggettamento fiscale di questi ultimi alle aliquote italiane (notoriamente ben più elevate di quelle elvetiche). La Svizzera, incaricata del prelievo fiscale, tratterrebbe l'intera quota dell'attuale imposta alla fonte (quindi senza ristorno del 38,8 per cento). La differenza verrebbe ristornata all'Italia.</p><p>In questo modo entrambi gli Stati coinvolti vedrebbero aumentare il gettito fiscale pagato dai frontalieri. Questi ultimi sarebbero, di conseguenza, sottoposti ad una pressione fiscale maggiore. Non potrebbero più, per tale motivo, accettare stipendi improponibili per i residenti, come invece accade ora.</p><p>La nociva e deplorevole pratica della sostituzione di lavoratori residenti con frontalieri pagati meno, anche molto meno, ne risulterebbe pertanto ostacolata, a tutto vantaggio dell'occupazione e della pace sociale.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il 29 agosto 2012 il Consiglio federale ha incaricato il Dipartimento federale delle finanze di condurre con l'Italia i negoziati su questioni fiscali e finanziarie. La tassazione dei lavoratori frontalieri è uno dei temi contenuti nel pacchetto delle trattative. I negoziati con l'Italia sono condotti nell'ambito di questo mandato e non è quindi auspicabile definire ulteriori parametri nella questione dei lavoratori frontalieri. Il Consiglio federale è consapevole che i negoziati in materia di imposizione dei lavoratori frontalieri toccano una serie di problematiche di natura fiscale, economica, politica e sociale. Attualmente le delegazioni svizzera e italiana stanno valutando diverse soluzioni compatibili con le rivendicazioni svizzere - sollevate, tra l'altro, dai cantoni che aderiscono all'accordo sui frontalieri del 1974 - e consone a salvaguardare le buone relazioni economiche tra i due Paesi. Un assoggettamento secondo le aliquote italiane non è auspicabile, in quanto costringerebbe le autorità fiscali cantonali ad applicare un sistema fiscale estraneo alla prassi svizzera (ad es. in materia di base imponibile e di aliquote progressive), generando notevoli costi supplementari.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.