<h2>SubmittedText<h2><p>In merito alle risposte all'interrogazione Molina 22.7536, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande.</p><p>1. Il Consiglio federale afferma di non conoscere i motivi che hanno portato all'aumento esorbitante delle importazioni di oro dagli Emirati Arabi Uniti (EAU). È per caso in contatto con le autorità di quel Paese per verificare la provenienza dell'oro lavorato?</p><p>2. Come mai gli operatori svizzeri che importano oro sotto la voce di tariffa doganale 7108.1200 numero convenzionale 912 ("almeno 99,5 % di oro, per la raffinazione o l'ulteriore trasformazione") non dichiarano i Paesi di origine dell'oro oltre al Paese in cui è avvenuta la lavorazione? Il Consiglio federale sta pensando di incaricare per legge l'Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC) di raccogliere e pubblicare informazioni sui Paesi da cui proviene l'oro, analogamente a quanto avviene con l'importazione del tipo di oro?</p><p>3. Il Consiglio federale sta prendendo in considerazione l'ipotesi di modificare l'ordinanza che istituisce provvedimenti in relazione alla situazione in Ucraina (RS 946.231.176.72) introducendo il divieto di importare oro dalla Russia? Sta esaminando altre misure di carattere legislativo? Se sì, quali?</p><p>4. Il Consiglio federale ammette che le autorità svizzere non hanno né il mandato né la possibilità di esigere o di verificare l'origine dell'oro prima del processo di trasformazione. L'aumento delle importazioni dagli EAU non è forse la prova che occorre colmare questa lacuna e inasprire la legge sul controllo dei metalli preziosi (LCMP)? Quali misure adotterà il Consiglio federale affinché le "linee guida dell'OCSE sul dovere di diligenza per una catena di approvvigionamento responsabile dei minerali provenienti da zone di conflitto e ad alto rischio" vengano integrate nella LCMP?</p><p>5. Nell'ottobre 2021 la SECO ha chiesto alle raffinerie svizzere di controllare attentamente le importazioni di oro dagli EAU e di adottare misure appropriate per identificare i Paesi di provenienza. Il Consiglio federale pensa di trasformare questa raccomandazione in un obbligo?</p><p>6. Il Consiglio federale ammette che le raffinerie in Svizzera dispongono di dati più precisi sull'origine dell'oro rispetto a quelli dichiarati al momento dell'importazione. Inoltre, le raffinerie hanno più volte espresso la disponibilità a inoltrare queste informazioni alle autorità competenti. Il Consiglio federale intende richiedere i dati in questione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1., 5. &amp; 6. Il Consiglio federale è consapevole che l'importazione di oro comporta alcuni rischi. Pertanto, si aspetta che le imprese domiciliate o attive in Svizzera si assumano le proprie responsabilità per tutta la gamma di attività svolte sia qui sia all'estero, conformemente alle norme RSI riconosciute a livello internazionale (come le Linee guida OCSE per le imprese multinazionali). Ad eccezione dell'oro proveniente dalla Russia, l'ordinanza che istituisce provvedimenti in relazione alla situazione in Ucraina non prevede alcun mandato legale di accertare la provenienza dell'oro lavorato in Svizzera e non è nemmeno prevista l'introduzione di un mandato in tal senso. L'acquisto di oro estero avviene sotto la responsabilità dell'importatore.</p><p>Diverse banche nonché le maggiori raffinerie del nostro Paese fanno parte della London Bullion Market Association (LBMA), la quale obbliga le raffinerie svizzere in questione a rispettare ulteriori standard di carattere tecnico ed etico per poter essere inserite nella sua "Good Delivery List" (GDL). Lo standard etico impone lo svolgimento di un processo in cinque fasi ispirato alle linee guida dell'OCSE sul dovere di diligenza per una catena di approvvigionamento responsabile dei minerali provenienti da zone di conflitto e ad alto rischio. In generale le importazioni di oro sono soggette a forti oscillazioni. È anche in questo contesto che bisogna considerare le importazioni dagli Emirati Arabi Uniti (EAU), che hanno registrato un valore relativamente alto nel marzo 2022. Le importazioni di oro dagli EAU nei primi 6 mesi del 2022 corrispondono all'incirca a quelle registrate nei primi 6 mesi del 2020 e del 2021. Al momento non è previsto di interpellare le autorità emiratine per discutere di questa tematica. Tuttavia, nel quadro delle riunioni OCSE, la Svizzera incontra regolarmente i rappresentanti delle principali piazze commerciali specializzate nella vendita di oro, tra cui gli EAU.</p><p>2. L'ordinanza sulla statistica del commercio esterno (RS 632.14) applica gli standard metodologici delle Nazioni Unite. È considerato Paese d'origine quello nel quale la merce è stata ottenuta dal sottosuolo o prodotta industrialmente oppure nel quale è stata effettuata l'ultima trasformazione sostanziale. È considerato Paese di spedizione quello dal quale la merce è stata spedita verso il territorio doganale svizzero. Non è prevista l'introduzione di una terza tipologia, come ad esempio il Paese d'estrazione, per designare lo Stato in cui l'oro viene ulteriormente raffinato. L'applicazione di una definizione diversa altererebbe notevolmente la statistica del commercio esterno svizzero rispetto alle norme statistiche internazionali. Inoltre, la Svizzera dovrebbe richiedere informazioni supplementari sul Paese d'estrazione e creare un'apposita base legale. Ad ogni modo, il nostro Paese ha introdotto autonomamente alcune chiavi statistiche che consentono di distinguere tra l'importazione di oro minerario e di oro raffinato, migliorando così la trasparenza e la tracciabilità dell'oro importato in Svizzera. Il nostro Paese si sta adoperando affinché questo approccio diventi uno standard internazionale dell'Organizzazione mondiale delle dogane.</p><p>3. In virtù della legge sugli embarghi (LEmb; RS 946.231) il Consiglio federale può disporre misure coercitive per applicare le sanzioni adottate dall'Organizzazione delle Nazioni Unite, dall'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa o dai principali partner commerciali della Svizzera. Considerato il protrarsi dell'aggressione militare russa in Ucraina, il 3 agosto 2022 il Consiglio federale ha adottato ulteriori provvedimenti nei confronti della Russia, riprendendo così anche le ultime sanzioni dell'UE relative all'oro e ai prodotti in oro.</p><p>Si tratta principalmente del divieto di acquistare importare e trasportare oro e prodotti in oro provenienti dalla Russia. È inoltre proibita la fornitura di servizi in relazione a questi beni.</p><p>4. Oltre alle disposizioni generali della legge sugli embarghi, in alcuni ambiti di attività che riguardano i metalli preziosi si applicano gli obblighi di diligenza per gli intermediari finanziari ai sensi della legge sul riciclaggio di denaro (RS 955.0) nonché gli obblighi della legge sul controllo dei metalli preziosi (LCMP; RS 941.31). Nell'ambito della revisione del diritto doganale, anche la LCMP sarà parzialmente riveduta. Il Consiglio federale prevede di aggiungervi che gli obblighi del titolare di una patente di fonditore conformemente agli standard internazionali devono essere specificati nell'ordinanza sul controllo dei metalli preziosi (RS 941.311). Già oggi, nel "Regolamento relativo all'applicazione della legge sul controllo dei metalli preziosi per i titolari della patente di fonditore" (Regolamento R-247 dell'UDSC) si consiglia ai titolari di una patente di fonditore di attenersi alle linee guida dell'OCSE sul dovere di diligenza per una catena di approvvigionamento responsabile dei minerali provenienti da zone di conflitto e ad alto rischio. In base alle nuove disposizioni sull'obbligo di diligenza concernente i minerali provenienti da zone di conflitto entrate in vigore il 1° gennaio 2022, le aziende che superano un determinato volume di importazione e di lavorazione di oro devono verificarne la provenienza e documentare le proprie constatazioni. Inoltre, devono individuare eventuali rischi, adottare le misure necessarie per ridurli al minimo e riferire in merito tramite un rapporto.</p>  Risposta del Consiglio federale.