<h2>SubmittedText<h2><p>Nel 2017 il Consiglio federale ha apportato diverse modifiche agli allegati dell'ordinanza sulla radiotelevisione (ORTV), all'ordinanza sulla gestione delle frequenze e sulle concessioni di radiocomunicazione (OGC) e alle direttive del Consiglio federale sulle frequenze per la radiodiffusione. Nel quadro della transizione della diffusione radiofonica verso lo standard digitale DAB più, che dovrebbe giungere a termine nel 2024, ha anche posto fine all'obbligo di concessione per le stazioni radio commerciali regionali, e questo anche se tali concessioni, pur non attribuendo proventi del canone, erano soggette al rispetto di un mandato di prestazioni che prevede criteri di qualità minimi in particolare in materia d'informazione e di copertura dell'attualità.</p><p>Nella zona di frontiera costituita dalla regione del Lemano si può osservare che delle radio private, il cui insieme dei contenuti è ormai prodotto in Francia, diffondono in qualità di radio svizzere dal nostro Paese. Così facendo tali stazioni fanno concorrenza, in un mercato pubblicitario in cui già regna la tensione, ad attori che beneficiano ancora di una concessione con un mandato di prestazioni.</p><p>1. Qual è il bilancio intermedio tratto dal Consiglio federale a seguito delle revisioni effettuate un anno fa?</p><p>2. Come valuta il Consiglio federale il fatto che degli attori che beneficiano di una concessione con un mandato di prestazioni si trovino a subire la concorrenza di radio private che diffondono come radio svizzere, quando in realtà trasmettono dalla Francia, e non sono soggette a mandati di prestazioni come quelli descritti?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Gli adeguamenti della regolamentazione menzionati si iscrivono nel contesto della transizione dalla tecnologia di diffusione analogica a quella digitale, che ha determinato un aumento dei canali di diffusione. Se anni fa i programmi radiofonici venivano diffusi principalmente via frequenze OUC in tecnica analogica, la digitalizzazione offre molteplici nuovi canali per trasmettere i programmi fino al pubblico (diffusione in digitale via DAB più, radiocomunicazione mobile e Internet). La tradizionale concessione d'emittenza (OUC) per le emittenti perde quindi importanza. Le disposizioni alle quali l'interrogazione fa riferimento sono peraltro in vigore soltanto da un anno: stilare un bilancio intermedio è dunque possibile unicamente con riserva.</p><p>Il 25 ottobre 2017, con la revisione dell'ordinanza sulla radiotelevisione, il Consiglio federale ha deciso di prorogare fino al 2024 tutte le concessioni OUC rilasciate alle emittenti radiofoniche e in scadenza a fine 2019. Le concessioni prorogate prescrivono il DAB più quale principale vettore di trasmissione.</p><p>Con la modifica dell'ordinanza sulla gestione delle frequenze e sulle concessioni di radiocomunicazione, il Consiglio federale ha disciplinato per il periodo di transizione menzionato anche la proroga delle concessioni di radiocomunicazione OUC già assegnate. Tale proroga consente anche l'uso temporaneo di frequenze OUC da parte delle emittenti radiofoniche che diffondono parallelamente i loro programmi via DAB più e che hanno rinunciato alla loro concessione. In virtù di tale disposizione, nella seconda metà del 2018 cinque radio locali che sino ad allora erano titolari di un mandato di prestazioni hanno rinunciato alla loro concessione, diventando semplicemente radio soggette all'obbligo di notificazione. Il Consiglio federale non è a conoscenza di modifiche sostanziali apportate nei programmi a seguito di tale cambiamento.</p><p>I programmi soggetti all'obbligo di notificazione, ossia quelli senza mandato di prestazioni, non sono una novità. Fondamentalmente, dal 2007 la legge sulla radiotelevisione (LRTV) prevede infatti per le emittenti svizzere unicamente un obbligo di notificazione. Da allora il numero delle offerte radiofoniche prodotte da fornitori privati e diffuse via OUC, DAB più o Internet è fortemente aumentato. Nel frattempo si contano 150 programmi radiofonici, di cui solo 38 sono titolari di una concessione. La LRTV non disciplina il luogo di produzione delle offerte soggette a obbligo di notificazione.</p><p>Nelle disposizioni relative alla pubblicità, la LRTV opera solo una leggera distinzione tra i programmi radiofonici svizzeri titolari di una concessione e quelli soggetti all'obbligo di notificazione. Sono previsti limiti di tempo diversi per la pubblicità, vigono però gli stessi divieti in materia pubblicitaria.</p><p>La fruizione radiofonica in Romandia mostra un calo negli ascolti dei programmi radiofonici esteri. Nel 2018 la quota di mercato dei programmi SSR ammontava al 60 per cento, quella delle radio private svizzere era complessivamente oltre il 30 per cento, mentre quella delle emittenti estere era inferiore al 10 per cento. In particolare, per queste ultime si registra un numero di minuti di fruizione assai ridotto: in media una persona ascolta le radio estere per 7 minuti al giorno. Per le radio private svizzere romande la media ammonta invece a 24 minuti.</p>  Risposta del Consiglio federale.