<h2>SubmittedText<h2><p>La Convenzione di Stoccolma del 2004 sugli inquinanti organici persistenti ("Convenzione di Stoccolma") vieta in tutto il mondo, oltre ad altre sostanze, anche i PCB. In essa è inoltre fissato l'obiettivo di eliminare i PCB in tutto il mondo entro il 2028. La Svizzera ha ratificato detta convenzione. Al più tardi da quando si è verficato il danno presso il torrente Spöl nel Parco nazionale svizzero è emerso con chiarezza che in Svizzera questo obiettivo è ben lungi dall'essere raggiunto. Sorgono pertanto le domande seguenti:</p><p>1. Esiste presso la Confederazione un monitoraggio o un inventario di tutte le fonti di PCB?</p><p>2. Esiste presso la Confederazione un piano che prevede l'eliminazione completa di PCB in Svizzera?</p><p>3. La Svizzera raggiungerà entro il 2028 l'obiettivo dell'eliminazione completa dei PCB previsto dalla Convenzione di Stoccolma ovvero sta seguendo un percorso di riduzione conforme all'obiettivo?</p><p>4. In caso contrario: entro quand</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La Confederazione non effettua né un monitoraggio sistematico dei policlorobifenili (PCB) né dispone di un inventario federale sulle fonti di PCB. La fabbricazione, commercializzazione e utilizzazione dei PCB sono vietate in Svizzera dal 1986. L'esecuzione di queste disposizioni di divieto è di competenza dei Cantoni. Negli anni Ottanta e Novanta, questi ultimi hanno gestito degli inventari dei trasformatori e condensatori contenenti PCB allo scopo di verificarne la messa fuori servizio e lo smaltimento prescritto entro fine agosto 1998.</p><p>2. Per poter identificare, rimuovere ed eliminare in modo adeguato i PCB ancora presenti, le disposizioni dell'ordinanza sulla sicurezza e la protezione della salute dei lavoratori nei lavori di costruzione (OLCostr; RS 832.311.141) e dell'ordinanza sulla prevenzione e lo smaltimento dei rifiuti (OPSR; RS 814.600) prevedono un obbligo di accertamento dei PCB in caso di progetti di riattamento o di demolizione se sussiste il sospetto della presenza di PCB. Il datore di lavoro deve accertare i pericoli e valutare i relativi rischi. Nel quadro della domanda di costruzione, il committente deve fornire alle autorità competenti indicazioni su tipo, qualità e quantità dei rifiuti e sul tipo di smaltimento previsto. La maggior parte delle fonti di PCB originariamente presenti negli impianti elettrici e nelle costruzioni in Svizzera è già stata eliminata e smaltita a partire dal divieto totale del 1986.</p><p>3./4. La Convenzione di Stoccolma sugli inquinanti organici persistenti (Convenzione POP; RS 0.814.03) obbliga le Parti a elaborare strategie adeguate che consentano di determinare al più tardi entro il 2028 i liquidi con un tenore di PCB superiore a 50 mg/kg e le installazioni tecniche contaminate da PCB. Inoltre, devono adottare opportune misure che garantiscano uno smaltimento dei rifiuti contenenti PCB che permetta di distruggere o trasformare in modo irreversibile tali sostanze. Questi lavori sono praticamente conclusi in Svizzera. I PCB sono costantemente eliminati dalle applicazioni esterne (quali vernici, rivestimenti, masse di sigillatura dei giunti) e smaltiti a seguito del riattamento e della demolizione di costruzioni risalenti al periodo compreso tra gli anni Sessanta e Ottanta. La Svizzera adempie quindi i suoi obblighi quale Parte alla Convenzione di Stoccolma. Come indicato nella risposta del Consiglio federale alla domanda Pult 21.7332, l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM), su mandato del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC), sta attualmente esaminando l'introduzione di valori limite in altri settori, per esempio nell'ordinanza sulla protezione delle acque.</p>  Risposta del Consiglio federale.