<h2>SubmittedText<h2><p>Nel 2015 scoppiava lo scandalo dei motori truccati, che in Svizzera ha riguardato almeno 175 000 mezzi. Il gruppo Volkswagen (VW) aveva manomesso la centralina di determinati veicoli prima della loro immatricolazione, installando un software in grado di registrare sul banco di prova valori di gas di scarico (ossido di azoto, NOx) inferiori rispetto a quelli della messa in circolazione reale. L'USTRA disponeva quindi i primi provvedimenti, in particolare il divieto di importazione e immatricolazione in Svizzera di veicoli manipolati. In seguito ordinava la regolarizzazione dei mezzi già targati e coordinava con l'importatore e rappresentante del costruttore nel nostro Paese la campagna di richiamo dei veicoli svizzeri interessati per garantire la messa in conformità.</p><p>Una perizia giudiziaria disposta dal Tribunale di prima istanza di Ginevra ha comprovato che un veicolo coinvolto nel dieselgate e successivamente messo a norma superava ancora del 37 per cento la soglia delle emissioni consentite; di recente la giustizia ginevrina ne ha quindi ordinato il rimborso.</p><p>Alla luce di quanto esposto mi permetto di rivolgere al Consiglio federale le seguenti domande, ringraziando sin da ora per le risposte.</p><p>1. Il Consiglio federale ha effettuato verifiche per controllare se dopo il ripristino della conformità il tasso di NOx dei veicoli in questione rientra effettivamente nei limiti della norma antinquinamento?</p><p>2. È a conoscenza di altri mezzi interessati dallo scandalo che superano i limiti di emissione nonostante l'aggiornamento?</p><p>3. Alla luce della perizia citata, come intende verificare che i veicoli coinvolti e in circolazione rispettino effettivamente i requisiti ambientali? Sono previsti in particolare controlli a campione?</p><p>4. Come valuta l'inquinamento prodotto da detti mezzi, prima e dopo la loro regolarizzazione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Tra il 2009 e il 2014 la casa automobilistica VW installò su veicoli con motore a diesel un software in grado di annullare la riduzione delle emissioni di NOx (ossido di azoto) in condizioni di guida reali. Appena furono rese note le manomissioni nel 2015 l'Ufficio federale delle strade (USTRA) dispose il divieto di prima immatricolazione in Svizzera dei veicoli interessati, abrogandolo successivamente alla luce delle decisioni della Motorizzazione civile tedesca (KBA), ente competente in materia, di approvare le misure correttive proposte dal gruppo VW e di disporre un richiamo. I 175 000 veicoli coinvolti in Svizzera furono richiamati nelle officine convenzionate per la messa a norma dei parametri in termini di consumi e scarico.</p><p>1. Secondo le norme europee armonizzate (articolo 32 della direttiva 2007/46/CE per la realizzazione di un quadro normativo per l'omologazione di veicoli a motore e dei loro rimorchi nonché di sistemi, componenti ed entità tecniche indipendenti per tali veicoli) il ripristino della conformità è gestito dall'autorità che ha rilasciato le omologazioni. Nella sentenza di prima istanza citata dall'interpellante tale autorità è la Motorizzazione civile tedesca (KBA). La procedura comprende anche tutte le misurazioni necessarie all'omologazione.</p><p>Il Consiglio federale non ritiene opportuno eseguire singoli controlli da parte dell'USTRA, in quanto le emissioni rilevate su una vettura usata e guidata in condizioni normali a causa del deterioramento dell'intero sistema sono superiori a quelle risultanti al momento dell'omologazione dall'autorità competente. I suddetti 175 000 veicoli, come tutti gli altri automezzi, sono tuttavia sottoposti periodicamente agli ordinari controlli tecnici (collaudi) presso gli uffici della circolazione stradale, che prevedono la verifica di funzionamento del sistema di diagnostica di bordo (OBD, On-Board-Diagnostics) adibito anche al monitoraggio dei gas di scarico.</p><p>2. No, il Consiglio federale non è a conoscenza di alcun caso in cui non sarebbe stata ripristinata la conformità di omologazione dopo i richiami disposti.</p><p>3. Nella risposta all'interpellanza Pasquier-Eichenberger (<a href="https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20204007">20.4007 Come intende il Consiglio federale proseguire nella caccia ai truffatori di Adblue?</a>) il Consiglio federale dichiara di intendere studiare anche metodi alternativi con sistemi di tipo Remote Sensing Detection, in grado di misurare i gas di scarico a distanza su veicoli in movimento. Il progetto, i cui esiti sono attesi prevedibilmente a metà 2022, è teso a indagare la possibilità di identificare singolarmente la presenza di veicoli a elevate emissioni di NOx.</p><p>4. Se risulta che un tipo di veicolo non corrisponde al modello approvato, il costruttore deve indicare le misure idonee al ripristino della conformità all'autorità di omologazione. Quest'ultima dispone di conseguenza il richiamo di tutti gli esemplari del tipo di veicolo in questione (cfr. punto 1). L'operazione è monitorata dalle autorità nazionali, in Svizzera dall'USTRA. I veicoli non richiamati entro un anno vengono segnalati alle autorità cantonali competenti, che ne dispongono il ritiro dalla circolazione.</p>  Risposta del Consiglio federale.