<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Le misure coercitive in materia di diritto degli stranieri sono state introdotte nel 1995. Da allora esse si sono avverate in linea di principio strumento efficace per garantire e accelerare l'esecuzione dell'allontanamento nonché dell'espulsione e strumento globale decisamente rilevante per attuare la politica svizzera in materia di stranieri e d'asilo. Occorre rammentare che lo scopo delle misure coercitive in materia di diritto degli stranieri non è di lottare contro la criminalità, ma unicamente di garantire l'esecuzione effettiva dell'allontanamento di richiedenti l'asilo respinti o l'espulsione di stranieri che non hanno alcun diritto di soggiornare in Svizzera. Anche la Convenzione europea sui diritti del'uomo prevede esplicitamente all'articolo 5 capoverso 1 lettera f l'arresto o la detenzione di una persona "per impedirle di penetrare irregolarmente nel territorio o contro la quale è in corso un procedimento di estradizione o di espulsione". Con le misure coercitive in materia di diritto degli stranieri il Consiglio federale e il Parlamento non intendevano introdurre un diritto penale speciale per gli stranieri.</p><p></p><p>Alcuni Cantoni, a differenza di altri, applicano effettivamente le misure coercitive con molta prudenza. Il legislatore ha voluto salvaguardare esplicitamente la libertà di manovra dei Cantoni mnella loro decisione. Il Consiglio federale è del parere che non c'è motivo di ritornare su questa decisione. </p><p></p><p>L'abrogazione parziale delle disposizioni in questione chiesta dall'autore della mozione pregiudicherebbe notevolmente efficacia delle misure coercitive nonché obiettivo di quest'ultime, segnatamente l'esecuzione sistematica delle decisioni negative in materia d'asilo pronunciate nell'ambito di una procedura legale nonché dell'allontanamento di stranieri che soggiornano illegalmente nel nostro Paese.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.