<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di proporre le modifiche normative necessarie, a livello di legge o di ordinanza, al fine di rafforzare i controlli sulle esportazioni di materiale bellico.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale ha trattato il rapporto del Controllo Federale delle Finanze (CDF) sulla verifica del controllo concernente il trasferimento di materiale bellico nella seduta del 15 giugno 2018, quando ha anche adottato la decisione di principio di adeguare l'ordinanza sul materiale bellico. In questa occasione ha preso atto della conclusione cui il CDF è giunto nel rapporto finale del 25 maggio 2018, in base alla quale nelle procedure di autorizzazione la Segreteria di Stato dell'economia (SECO) si attiene alla legislazione sul materiale bellico e alla prassi interpretativa del Consiglio federale. Il CDF ha poi constatato che tutte le esportazioni di materiale bellico del 2016 sottoposte a controlli sono risultate corrette. </p><p>La raccomandazione del CDF di aumentare il numero di controlli eseguiti in base ai rischi presso le imprese in Svizzera è in sintonia con le iniziative avviate dalla SECO, che prevedono un maggior numero di verifiche rispetto al passato. Ciò è stato possibile tra l'altro grazie a un trasferimento di risorse già avvenuto all'interno della SECO e a controlli presso le aziende più incentrati sui rischi.</p><p>Le autorizzazioni di esportazione sono generalmente rilasciate dalla SECO d'intesa con i servizi competenti del DFAE. In caso di divergenze o domande che hanno una grande portata sul piano della politica estera o di sicurezza, la decisione spetta al Consiglio federale. A seconda del tipo di transazione, nella valutazione della domanda vengono coinvolti anche l'ambasciata in loco, gli uffici della cooperazione e il Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) nonché eventualmente altri organi federali. Vengono esaminati per esempio la situazione all'interno del Paese destinatario e il contesto internazionale e regionale in cui è inserito. Se esiste un forte rischio che il materiale bellico da esportare sia trasferito a un destinatario finale indesiderato, la richiesta di esportazione va assolutamente respinta.</p><p>Altre misure per ridurre i rischi sono la dichiarazione di non riesportazione firmata dall'organo governativo competente del Paese destinatario e i controlli effettuati sul posto (post-shipment verification, PSV). Durante questi controlli la SECO è regolarmente accompagnata da un rappresentante dell'ambasciata svizzera e/o da un addetto alla difesa svizzero.</p><p>Il Consiglio federale non può pertanto che constatare che nella valutazione delle domande di esportazione di materiale bellico sono coinvolti i centri di competenza preposti nell'Amministrazione federale, il che garantisce che si verifichi con attenzione se vi è il rischio di trasmissione a un destinatario finale indesiderato e che vengano adottate le misure necessarie, arrivando se necessario al rifiuto della domanda. </p><p>I PSV sono uno strumento utile per verificare, in funzione del rischio, che la dichiarazione di non riesportazione sia firmata dal Paese destinatario. Essendo uno dei pochi Paesi a effettuare tali controlli, la Svizzera svolge in questo ambito un ruolo pionieristico. Per garantire l'osservanza della legislazione sul materiale bellico all'interno dei confini nazionali, vengono effettuati controlli presso le aziende produttrici di materiale bellico in Svizzera.</p><p>Attuare concretamente la constatazione secondo cui è necessaria una rete di controllo meglio coordinata e più strettamente interconnessa va nella stessa direzione dei processi esistenti. La SECO sta valutando la possibilità di istituire un gruppo di lavoro interdipartimentale per analizzare la situazione ed elaborare una strategia adeguata.</p><p>Va infine notato che, nel confronto internazionale, la legislazione e la prassi svizzere in materia di autorizzazioni nel campo dell'esportazione di materiale bellico sono considerate restrittive (cfr. il rapporto del Consiglio federale in adempimento del postulato Frick 10.3622, Stesse condizioni per l'industria svizzera della tecnica di difesa e di sicurezza nel confronto con la concorrenza europea, depositato il 18 giugno 2010).</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.