<h2>SubmittedText<h2><p>Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. il Servizio nazionale di coordinazione per la lotta contro la criminalità su Internet (SCOCI) ha pubblicato il proprio rapporto annuale il 9 gennaio 2004. Il Consiglio federale ne ha preso conoscenza?</p><p>2. Il Consiglio federale è consapevole che i mezzi messi a disposizione di SCOCI sono largamente insufficienti?</p><p>3. Il Consiglio federale intende rimediare a questa situazione?</p><p>4. Se sì, con quali mezzi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Grazie ad un concetto innovativo, fondato su una completa automatizzazione dei lavori di routine e sul sostegno informatico globale e integrato in seno all'Ufficio federale di Polizia al fine di sfruttare le sinergie, SCOCI vanta già con l'organico attuale di otto persone un bilancio positivo degno di nota. Nei primi 20 mesi, SCOCI ha così potuto trattare più di 10 000 comunicazioni e trasmettere ai Cantoni circa 540 incarti per sospetto.</p><p>Il Consiglio federale risponde come segue alle singole domande:</p><p>1. il Servizio nazionale di coordinazione per la lotta contro la criminalità su Internet (SCOCI) è finanziato per due terzi dai Cantoni e per un terzo dalla Confederazione. In maniera corrispondente è composto anche il comitato direttivo di SCOCI, che approva il rapporto di gestione e stabilisce annualmente i temi fondamentali per il servizio di coordinazione.</p><p>In questo contesto, anche il Capo del DFGP ha preso conoscenza del rapporto di gestione del 9 gennaio 2004 tramite il rappresentante della Confederazione in seno al comitato direttivo di SCOCI.</p><p>2. SCOCI si basa su una convenzione amministrativa tra Confederazione e Cantoni, alla quale hanno aderito tutti i Cantoni ad eccezione di Zurigo.</p><p>SCOCI ha il mandato di gestire un servizio di coordinamento per le comunicazioni di sospetto e di trovare autonomamente su Internet fattispecie e contenuti sospetti, tramite la cosiddetta ricerca di monitoraggio.</p><p>Come servizio di coordinamento, SCOCI è munito di mezzi sufficienti per elaborare tempestivamente le circa 500 comunicazioni di sospetto che pervengono mensilmente dalla popolazione, delle quali circa il 25 per cento concerne pornografia dura ai sensi dell'articolo 197 capoverso 3 CP.</p><p>La ricerca di monitoraggio non comprende l'intera fascia della criminalità su Internet, ma si focalizza sui reati principali determinati annualmente dal comitato direttivo. Sin dall'inizio dell'attività di SCOCI, l'accento è stato posto unicamente sulla lotta contro la diffusione di pornografia infantile su Internet. La tematica della pornografia infantile su Internet impegna pertanto la metà dei collaboratori di SCOCI in modo esclusivo, mentre l'altra metà dei collaboratori se ne occupa in modo prevalente. Nel rapporto di gestione 2003 si sostiene che, in base alle esperienze fatte, un contenuto aumento del personale nella sezione monitoring, oltre a essere auspicabile, permetterebbe anche di rilevare un numero ancora maggiore di reati. Nel presente caso, si parla di un aumento di una a due persone. Se tutti i Cantoni partecipassero a SCOCI, questa lacuna potrebbe già essere colmata.</p><p>3. Già oggi la Confederazione si assume un terzo dei costi, benché le prestazioni di SCOCI, in particolare nel settore della pornografia infantile, siano fornite per la maggior parte a favore dei Cantoni. Non è previsto un consolidamento della quota della Confederazione, in considerazione della suddivisione delle competenze a livello federale.</p><p>4. Il Consiglio federale saluterebbe con favore un rafforzamento di SCOCI reso possibile dalla cooperazione di tutti i Cantoni.</p>  Risposta del Consiglio federale.