<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale si avvale già di vari canali di informazione per attirare l'attenzione su possibili rischi del mondo cyber (ad es. il sito di fedpol dedicato alla cibercriminalità o Prevenzione Svizzera della Criminalità, PSC, con le sue pubblicazioni utili sul sito web in merito alla sicurezza di Internet). Nel secondo rapporto sulla Strategia nazionale per la protezione della Svizzera contro i cyber-rischi 2018-2022 il Consiglio federale propone di intensificare la comunicazione, non considerando però la possibilità di una campagna di prevenzione nazionale. Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Una campagna di prevenzione contribuirebbe a ridurre i cyber-rischi?</p><p>2. Reputa che vi sia la necessità di lanciare una campagna di prevenzione nazionale per sensibilizzare la popolazione e le imprese?</p><p>3. Sarebbe possibile effettuare una siffatta campagna con mezzi già disponibili? Un compito simile potrebbe essere assunto da fedpol?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale condivide l'opinione dell'autrice dell'interpellanza, secondo cui la sensibilizzazione della popolazione e delle imprese costituisce un elemento importante per la protezione contro i cyber-rischi. Per questo motivo, nel quadro della Strategia nazionale per la protezione della Svizzera contro i cyber-rischi 2018-2022, il Governo s'impegna tra l'altro maggiormente nell'organizzazione di campagne informative e di prevenzione in collaborazione con società, associazioni e autorità competenti.</p><p>In merito alle domande formulate, il Consiglio federale prende posizione come segue:</p><p>1. Le campagne di prevenzione sono un canale importante per ridurre i cyber-rischi. Affinché siano efficaci devono essere indirizzate in modo possibilmente preciso e individuale ai svariati destinatari. Non si può ad esempio rivolgersi ai bambini e agli adolescenti nello stesso modo in cui lo si fa nei confronti degli adulti e delle imprese. In questo caso, le sfide sono infatti spesso più complesse.</p><p>2. La persistente protezione insufficiente di numerosi sistemi e dati sottolinea la necessità di sensibilizzare gli utenti sui cyber-rischi. Poiché tale necessità varia a seconda del tipo di utente, il Consiglio federale ritiene che la sensibilizzazione non debba essere potenziata attraverso una campagna singola a livello nazionale, bensì mediante varie campagne mirate organizzate in collaborazione con gli ambienti economici e la società.</p><p>3. Il fabbisogno di mezzi finanziari da impiegare ai fini di una maggior sensibilizzazione della popolazione e del settore economico attraverso campagne mirate è stabilito nel quadro del piano di attuazione della Strategia nazionale per la protezione della Svizzera contro i cyber-rischi (SNPC), congiuntamente ai partner del settore economico e della società. Per quanto riguarda la suddivisione delle responsabilità nella conduzione della campagna, è necessario distinguere tra misure di prevenzione contro la cyber criminalità e la sensibilizzazione riguardante la sicurezza informatica. In entrambi i casi è fondamentale un approccio coordinato tra tutti i soggetti coinvolti. Nell'ambito della cyber criminalità ciò avviene grazie al "cyberboard", un gruppo di specialisti di recente creazione, di cui fanno parte anche fedpol e la Prevenzione Svizzera della Criminalità (PSC). Per quanto riguarda la sicurezza informatica, la responsabilità è affidata ad altri soggetti, come ad esempio la Centrale d'annuncio e d'analisi per la sicurezza dell'informazione Melani oppure il Servizio delle attività informative della Confederazione con la campagna di prevenzione Prophylax. La coordinazione di queste campagne e l'armonizzazione dei contenuti con le misure di prevenzione contro la cyber criminalità saranno effettuate dal nuovo centro di competenza per la cyber sicurezza, la cui creazione è previsa in seno al DFF.</p>  Risposta del Consiglio federale.