<h2>SubmittedText<h2><p>Nella risposta all'interpellanza 21.4262 si rileva che l'esercito intende migliorare la conciliabilità del servizio militare con la vita privata ricorrendo a diverse misure, così da adeguarsi alle esigenze odierne legate a famiglia, lavoro e professione. Invece, per ciò che concerne il servizio civile, il Consiglio federale non ritiene necessarie ulteriori misure analoghe, in quanto gli impieghi sarebbero pianificabili autonomamente dagli interessati. Tuttavia occorre ricordare che la durata del servizio civile è una volta e mezzo quella del servizio militare, e che dal 2018 i civilisti sono soggetti a un obbligo di impiego annuale.</p><p>1. Quali misure vengono attuate per migliorare la conciliabilità del servizio civile con la vita privata?</p><p>2. Secondo il Consiglio federale si possono attuare anche altre misure a questo scopo? </p><p>3. Per quale motivo esiste un servizio sociale destinato ai militi dell'esercito e della protezione civile, ma non per i civilisti? Si prevede di introdurlo?</p><p>4. Nel servizio civile la regola dell'adempimento di tutti i giorni di servizio è applicata con rigore. Ciò avveniva anche prima del 2018, quando è stato introdotto l'obbligo di impiego annuale. Il Consiglio federale ritiene che l'abrogazione dell'obbligo di impiego annuale sarebbe una misura utile per migliorare la conciliabilità del servizio civile con la vita privata? In caso contrario, perché?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Fatti salvi gli obblighi di servizio previsti, i civilisti pianificano autonomamente i loro impieghi. Dunque possono stabilire il periodo più favorevole tenendo conto dei loro impegni familiari, professionali o formativi. Hanno inoltre la possibilità di prestare servizio negli istituti d'impiego situati nelle vicinanze del loro domicilio, così da poter rientrare ogni sera a casa propria o dai loro familiari. Questa flessibilità - concessa entro i limiti del quadro normativo - contribuisce già in modo significativo alla conciliabilità degli obblighi di servizio con la vita privata. Per soddisfare le esigenze familiari, lavorative o formative più urgenti possono essere autorizzati anche differimenti del servizio. Inoltre, fino a un determinato importo massimo, le spese dimostrabili sostenute per la custodia dei bambini vengono indennizzate. Da ultimo, i richiedenti vengono sensibilizzati fin dall'inizio sulla questione relativa alla conciliabilità dell'obbligo di servizio con la vita privata (vedi risposta alla domanda 4). </p><p>2. Il servizio civile è concepito come servizio sostitutivo del servizio militare. In base a questo principio, la legge sul servizio civile prescrive che il servizio civile deve rappresentare un onere globalmente equivalente a quello di un soldato. Effettivamente il servizio civile dura una volta e mezzo il servizio militare: tuttavia, i civilisti possono scegliere, tra molte possibilità, il periodo e il luogo dell'impiego (vedi risposta alla domanda 1). Per continuare ad adempiere al principio di equivalenza stabilito dalla legge e non incoraggiare domande di ammissione al servizio civile motivate da ragioni estranee alla legge, il Consiglio federale non prevede ulteriori agevolazioni per i civilisti. </p><p>3. I militi dell'esercito e i civilisti operano in situazioni differenti: i primi assolvono il loro servizio nel quadro di strutture di proprietà dell'esercito; i secondi effettuano i loro impieghi presso istituti pubblici o privati che svolgono attività di utilità pubblica. Perciò, al di fuori dell'orario di lavoro i civilisti rimangono integrati nella loro vita civile. Ne consegue che il servizio civile non dispone di un proprio servizio sociale dotato di personale specializzato. Però, secondo il diritto vigente, nell'ambito del servizio i civilisti ricevono se necessario consulenza sociale e legale. In questo contesto l'Ufficio federale del servizio civile (CIVI) agevola i contatti tra gli interessati e i competenti servizi cantonali o comunali. Questo sistema finora si è dimostrato valido, e perciò non sarebbe opportuno istituire un servizio sociale che, in termini di personale, richiederebbe risorse elevate. </p><p>4. L'obbligo d'impiego annuale, e in particolare il fatto che i civilisti devono entro breve tempo svolgere un periodo d'impiego di lunga durata - di 180 o 54 giorni, a seconda del momento dell'ammissione al servizio civile (prima o dopo la scuola reclute) - migliora la conciliabilità dell'obbligo di servizio con la vita privata, perché favorisce l'assolvimento di una parte considerevole dell'obbligo di servizio in giovane età, quando generalmente gli impegni familiari e professionali sono minori. Inoltre i civilisti possono adempiere interamente il loro obbligo di servizio in un'unica volta. Nel corso delle giornate d'introduzione - che precedono obbligatoriamente l'ammissione - i richiedenti vengono sensibilizzati sulla questione della conciliabilità tra servizio e vita privata, e viene loro raccomandato di prestare i loro giorni di servizio nel più breve tempo possibile dopo l'ammissione. Pertanto il Consiglio federale ritiene che non sarebbe opportuno abolire l'obbligo d'impiego annuale.</p>  Risposta del Consiglio federale.