<h2>SubmittedText<h2><p>La campagna sul prezzo dei libri del 2011 era nata a seguito della guerra dei prezzi tra le grandi catene di librerie. Sebbene da allora si sia in qualche misura stabilizzata, la situazione rimane critica. La scelta delle grandi catene è stereotipata e, privilegiando i prodotti di richiamo, porta ad un assottigliamento dell'offerta. Ma meno l'offerta è differenziata e meno il lettore può esercitare la sua curiosità, sviluppare il suo spirito critico e arricchire la sua cultura generale.</p><p>Le librerie si adeguano ai tempi e si danno da fare per rispondere a bisogni attuali quali la rapidità, la flessibilità, ecc. Ma la concorrenza dei siti di vendita on line è feroce e le librerie indipendenti necessitano di sostegno per potersi distinguere da questi venditori e assicurare la propria funzione di politica culturale. Inoltre, la scomparsa delle librerie tocca tutta la catena libraria: dove esporrebbero i propri libri gli editori, senza le librerie? E gli autori dove incontrerebbero i loro lettori senza negozi con una dimensione umana? Il 2015 è stato un anno difficile per le librerie indipendenti, messe a dura prova dal superfranco, dalle nuove abitudini dei consumatori, dai siti di vendita on line a prezzi stracciati e dal brusco crollo del prezzo dei libri.</p><p>È arrivato il momento di pensare a misure concrete per aiutare le librerie e sviluppare un'autentica politica culturale che permetta a tutti i cittadini di svilupparsi intellettualmente e culturalmente.</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quali misure prevede per aiutare e sostenere le librerie nella loro funzione di politica culturale?</p><p>2. Ha valutato l'impoverimento culturale che la scomparsa delle librerie comporta?</p><p>3. Sarebbe disposto a considerare la possibilità di reintrodurre tariffe di spedizione preferenziali per aiutare le librerie?</p><p>4. Per resistere ai siti di vendita on line, le librerie devono essere visibili, una necessità che ha i suoi costi. Che possibilità di sostegno si potrebbero offrire loro?</p><p>5. Nell'era digitale le librerie devono disporre di una gestione informatizzata del proprio assortimento e sviluppare il lavoro on-line. Sarebbe possibile prendere in considerazione un sostegno all'informatizzazione?</p><p>6. Il Consiglio federale sarebbe disposto a valutare la possibilità di creare un fondo culturale destinato a sostenere finanziariamente progetti delle librerie?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale riconosce l'importanza delle librerie quali attori culturali e le ha espressamente menzionate nel messaggio del 28 novembre 2014 concernente la promozione della cultura negli anni 2016-2020 (messaggio sulla cultura 2016-2020). Tuttavia, dato il loro irradiamento locale, non è possibile prevedere un sostegno diretto della loro attività. Nel dibattito parlamentare sul messaggio sulla cultura 2016-2020 era stata proposta l'emanazione di una disposizione per il sostegno finanziario delle librerie da parte della Confederazione, proposta che è però stata bocciata. Non esiste pertanto una base giuridica che permetta alla Confederazione di sostenere direttamente le librerie in Svizzera. Oltre alle discussioni condotte nel quadro del dialogo culturale nazionale e annunciate nel messaggio sulla cultura 2016-2020, l'Ufficio federale della cultura (UFC) sta riflettendo sulla possibilità di istituire un concorso per le librerie nell'ambito dei premi svizzeri di letteratura. Un premio di questo genere permetterebbe di valorizzare il contributo culturale delle librerie indipendenti. La misura potrebbe essere attuata a partire dal 2019.</p><p>2. Secondo i dati forniti dalla Società dei librai e degli editori della Svizzera tedesca (SBVV), dal 1990 il numero delle librerie è in calo. Alla stregua dei festival e degli incontri letterari, delle letture pubbliche, dei media o dei media elettronici (conferenze e letture diffuse in Internet, reti sociali ecc.), le librerie contribuiscono innegabilmente alla ricchezza e alla pluralità del paesaggio letterario svizzero. Dal punto di vista della politica culturale, non ci si può dunque che rammaricare della diminuzione del numero di librerie.</p><p>3. Il Consiglio federale non prevede di introdurre tariffe di spedizione preferenziali per le librerie. Per il tramite dell'UFC e di Pro Helvetia, la Confederazione sostiene la catena della produzione libraria nelle diverse fasi della creazione di un'opera con sussidi agli autori, all'editoria e alla traduzione, con la promozione in Svizzera e all'estero, con sussidi alle manifestazioni volte alla diffusione della letteratura svizzera e alle associazioni di autori ed editori. Benché Pro Helvetia sostenga determinati progetti di lettura nelle librerie quale forma di mediazione culturale, la Confederazione non intende sovvenzionare l'intera catena della produzione libraria.</p><p>4./5. Le librerie presentano un forte radicamento locale e non possono essere sostenute a livello nazionale. In considerazione della ricchezza che una libreria indipendente e attiva culturalmente rappresenta, alcune città e alcuni cantoni hanno istituito un sistema di sostegno a manifestazioni organizzate nelle librerie oppure acquistano i testi scolastici nelle librerie locali. Queste iniziative sono presentate e discusse in un gruppo di lavoro del dialogo culturale nazionale che si occupa delle misure di promozione della letteratura. Oltre a far parte del tessuto locale, le librerie sono anzitutto imprese private che decidono liberamente le proprie misure di marketing. Un sostegno federale all'informatizzazione in questo campo non è previsto.</p><p>6. L'istituzione di un fondo di questo genere richiederebbe una base legale che non ha trovato una maggioranza nelle consultazioni sull'attuale messaggio sulla cultura.</p>  Risposta del Consiglio federale.