<h2>SubmittedText<h2><text><p>Il Consiglio federale è invitato a proporre al Parlamento una revisione di legge che consenta di far decorrere i termini per rispondere ai referendum e alle procedure di consultazione pubblicati tra il 1° luglio e la metà di agosto soltanto dopo questo arco di tempo.</p></text><h2>FederalCouncilResponseText<h2><text><p>L'autore della mozione motiva il suo intervento affermando che durante i mesi estivi dal 1° luglio al 15 agosto i termini di consultazione sarebbero eccessivamente brevi, sebbene la legge sulla procedura di consultazione preveda la possibilità di prolungarli adeguatamente in caso di interferenze con periodi di vacanza. Il Consiglio federale non condivide tale argomentazione. Di regola viene concesso un temine adeguato entro cui svolgere la consultazione. Il Consiglio federale si adopera per rispettare il termine di tre mesi, adeguatamente prolungato se vi sono interferenze con vacanze e giorni festivi nonché in considerazione del contenuto e della portata del progetto (art. 7 cpv. 2 LCo; RS 172.061). Nel fissare il termine, il Consiglio federale non prende in considerazione unicamente le vacanze, ma anche il contenuto e la portata del progetto concreto. Il termine può essere eccezionalmente abbreviato soltanto in caso d'urgenza (art. 7 cpv. 3 LCo). Anche in questo caso, tuttavia, il Consiglio federale si sforza di rispettare il termine minimo di tre mesi previsto dalla legge. Se si considera il termine trimestrale (100 per cento), la durata delle consultazioni svolte durante i mesi estivi tra il 2006 e il 2009 ha registrato un aumento medio dal 112,6 per cento al 124,3 per cento, e questo nonostante la riduzione dei termini in caso d'urgenza. Soltanto in due casi (uno nel 2006 e l'altro nel 2007) la durata delle consultazioni è stata di quattro giorni complessivi inferiore ai tre mesi previsti dalla legge. Il Consiglio federale ha migliorato la situazione grazie a un approccio pragmatico, approccio che seguirà anche in futuro quando si tratterà di trovare soluzioni per risolvere veri problemi. Il Consiglio federale non ha alcuna influenza invece sullo svolgimento di procedure di consultazione che una commissione parlamentare indice ad esempio su propri progetti normativi.</p><p>Per quel che concerne i termini di referendum, l'autore della mozione ritiene che i progetti di legge adottati durante le sessioni estive siano sfavoriti. Da quando la legge sui diritti politici è in vigore (1° luglio 1978) e fino alla fine di giugno 2009, le Camere federali hanno adottato in totale 1296 atti normativi sottoposti a referendum facoltativo. In questi trent'anni il referendum è stato lanciato in 89 casi ed è riuscito 78 volte. Negli 11 casi in cui il referendum non è riuscito, il termine referendario è decorso quattro volte in inverno, una volta in primavera, quattro volte in estate e due volte in autunno. Non si può quindi parlare di situazione eccezionale. Rispetto ai decenni precedenti, il numero di referendum non riusciti è inoltre leggermente diminuito. Non si può nemmeno affermare che i referendum estivi comportino svantaggi particolari a livello nazionale. Le vacanze estive nella Svizzera tedesca, romanda e italiana si svolgono infatti in periodi diversi, e i termini referendari sfavorirebbero quindi di volta in volta singole regioni del Paese. Per quel che concerne le leggi federali urgenti, inoltre, un prolungamento dei termini renderebbe impossibile un'esecuzione conforme alla Costituzione (votazione popolare entro un anno dall'adozione dell'atto normativo). Per giunta nel 1996 il legislatore federale ha deciso di estendere il termine di referendum da 90 a 100 giorni: questo nuovo termine dal 2003 figura nella Costituzione federale. Agevolazioni in materia sono quindi già state attuate.</p></text>