<h2>SubmittedText<h2><p>La tossicodipendenza comporta un grave onere sociale e finanziario per le generazioni successive.</p><p>I consumatori di droghe illegali gravano sulle nostre assicurazioni sociali. Infatti spesso il "declino" dovuto al consumo di stupefacenti illegali avviene rapidamente, con l'interruzione del tirocinio o della formazione. Perciò sempre più giovani adulti beneficiano di prestazioni dell'aiuto sociale o sussidi di disoccupazione e/o gravano sull'assicurazione invalidità. Poiché sovente per chi presta aiuto in caso di dipendenza la priorità non è più quella di aiutare a uscire dalla tossicodipendenza, ma di promuovere i comportamenti a basso rischio, sempre più spesso le istituzioni per le terapie orientate all'astinenza devono chiudere. In compenso le persone affette da dipendenza ricevono a vita stupefacenti finanziati dallo Stato, aumentando così il numero di persone dipendenti nelle case di cura.</p><p>Per le generazioni successive questo onere sociale e finanziario rappresenta un grave problema, che deve essere risolto urgentemente. In primo luogo bisogna fare trasparenza; questo significa che i politici e la popolazione devono ricevere risposta alle seguenti domande:</p><p>1. Quanti consumatori di droghe beneficiano di sussidi di disoccupazione (suddivisi secondo le diverse sostanze illegali come eroina, metadone, cannabis, cocaina ecc.) e quanto costano?</p><p>2. Quanti beneficiari di prestazioni di aiuto sociale sono consumatori di droghe (suddivisi secondo le diverse sostanze illegali come eroina, metadone, cannabis, cocaina ecc.) e quanto costano?</p><p>3. Quanti beneficiari di prestazioni dell'assicurazione invalidità sono consumatori di droghe (suddivisi secondo le diverse sostanze illegali come eroina, metadone, cannabis, cocaina ecc.) e quanto costano?</p><p>4. Che età hanno le persone dipendenti da droghe illegali che beneficiano di indennità di disoccupazione, prestazioni dell'aiuto sociale e rendite di invalidità?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1.-4. I dati dell'assicurazione contro la disoccupazione (AD), dell'aiuto sociale (AS) e dell'assicurazione invalidità (AI) non consentono di rispondere alle domande dell'autrice dell'interpellanza con la precisione auspicata, poiché le assicurazioni sociali non rilevano sistematicamente il consumo di droga e le malattie indotte dalle dipendenze.</p><p>Nel suo parere in risposta al postulato Geissbühler 11.3805, il Consiglio federale aveva già affermato che la statistica dei beneficiari dell'aiuto sociale non contiene informazioni sulle loro condizioni di salute in generale e sul loro consumo di droghe in particolare. Questa statistica si basa sui dati relativi alla situazione sociodemografica e finanziaria della persona richiedente trasmessi dai servizi sociali all'Ufficio federale di statistica (UST) e non su un'indagine svolta direttamente tra le persone o le economie domestiche. Un'indagine specifica sul comportamento che crea dipendenza non è necessaria per la gestione dei casi da parte dei servizi sociali e comporterebbe un onere sproporzionato; inoltre è da considerare problematica sotto il profilo della protezione dei dati. La medesima constatazione vale anche per la statistica sulla disoccupazione svolta dalla Segreteria di Stato dell'economia (SECO), che si basa sui dati degli Uffici regionali di collocamento.</p><p>Neppure la statistica dell'AI fornisce informazioni sui nessi che potrebbero interessare in questo contesto. È vero che in fase di accertamento sono rilevati dati sullo stato di salute finalizzati a determinare un eventuale diritto alle prestazioni. Tuttavia, dato che la dipendenza da droghe non può da sola giustificare un diritto alle prestazioni, i relativi dati non sono registrati nella forma e nella struttura adeguate per rispondere alle domande dell'autrice dell'interpellanza.</p><p>Il nesso tra comportamento che crea dipendenza e aiuto sociale è evidente. Secondo uno studio svolto dalla Scuola universitaria professionale di lavoro sociale di Berna con dati risalenti al 2014 (Salzgeber Renate, 2015, "Kennzahlenvergleich zur Sozialhilfe in Schweizer Städten, Berichtsjahr 2014". Berner Fachhochschule, Fachbereich Soziale Arbeit; Winterthur: Städteinitiative Sozialpolitik), circa il 20 per cento dei beneficiari delle prestazioni di aiuto sociale di lunga durata ha problemi di dipendenza, contro il 5 per cento soltanto della popolazione in generale. Le persone che fanno capo all'aiuto sociale presentano un rischio maggiore di sviluppare una dipendenza; d'altro canto, però, anche le persone con problemi di dipendenza rischiano fortemente di dovere ricorrere all'aiuto sociale. Un rischio che cresce tanto più il loro problema è grave. I tossicodipendenti che seguono una terapia stazionaria dipendono quasi completamente dall'aiuto sociale. Dato che, a differenza del trattamento contro l'alcolismo, la terapia stazionaria della dipendenza da droghe è coperta solo in minima parte dall'assicurazione malattie, i costi derivanti vanno a gravare sull'ente pubblico, perché i tossicodipendenti sono raramente in grado di farvi fronte autonomamente. Dell'ordine di 200 milioni di franchi circa, questi costi rappresentano una cifra non certo trascurabile. Il rapporto costi-benefici è pur sempre positivo, se si tiene conto dei successi raggiunti grazie alla politica dei quattro pilastri in materia di droghe: è diminuito il numero dei decessi per droga, delle infezioni da HIV e dei crimini dovuti alla droga e sono migliorati lo stato di salute degli interessati come pure il loro reinserimento sociale.</p><p>Il numero di terapie di sostituzione a base di metadone o diacetilmorfina (eroina) sta leggermente regredendo da diversi anni. Da un'analisi del finanziamento della presa a carico residenziale dei tossicodipendenti svolta nel 2012 dall'ufficio di studi di politica del lavoro e di politica sociale BASS su incarico dell'Ufficio federale della sanità pubblica (Gehrig Matthias, Künzi Kilian e Stettler Peter, 2012, "Finanzierung der stationären Suchthilfe - Situation, Handlungsbedarf und Handlungsoptionen"; Büro für Arbeits- und Sozialpolitische Studien BASS AG, Berna), non risulta che la terapia di sostituzione sia stata sistematicamente preferita alla terapia stazionaria per la cura delle dipendenze.</p><p>Contrariamente a quanto suggerito dall'autrice dell'interpellanza, l'astinenza rimane un obiettivo importante sia nella terapia stazionaria sia in quella ambulatoriale e, di norma, viene anche raggiunto sul lungo periodo. Questo è dimostrato, tra l'altro, dal fatto che il consumo di droghe in generale e della canapa in età adulta in particolare, sia diventato un fenomeno marginale. Tuttavia, l'astinenza è spesso un obiettivo irraggiungibile per le persone fortemente dipendenti. In questo caso la priorità è di arginarne la precarietà sanitaria e sociale e ridurre così gli oneri per l'individuo e per la società.</p>  Risposta del Consiglio federale.