<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di studiare l'aggiunta di clausole sociali ed ecologiche negli accordi bilaterali di libero scambio che la Svizzera sta trattando per il tramite dell'AELS con diversi Paesi in via di sviluppo, tra cui Colombia e Perù.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale ritiene che la liberalizzazione degli scambi tramite accordi commerciali multilaterali (OMC) e preferenziali (accordi di libero scambio) contribuisca, tanto in Svizzera quanto nei Paesi partner, alla crescita economica e al miglioramento delle condizioni di lavoro, dei posti di lavoro e della qualità di vita, promuovendo al tempo stesso lo sviluppo sostenibile. La crescita economica può essere durevole e proficua solamente in un contesto politicamente e socialmente stabile. La Svizzera si è sempre impegnata in favore della promozione, dell'attuazione e del rispetto dei diritti umani, diritti sociali inclusi, nonché in favore dell'attuazione e del rispetto degli obblighi sanciti dagli accordi internazionali concernenti l'ambiente, sia sul piano multilaterale che su quello bilaterale. Il Consiglio federale vigila affinché venga attuato un approccio coerente, a tutti i livelli, della sua politica economica, sociale, ambientale e relativa ai diritti umanitari, elementi interdipendenti di una politica di sviluppo sostenibile.</p><p>La politica del Consiglio federale in materia di norme sociali e ambientali intende facilitare il dibattito, l'adozione e la messa in opera di regole in seno alle istituzioni internazionali competenti (in particolare OIL, OCSE, CNUCED, ONU). Per l'attuazione effettiva di una regolamentazione appropriata è necessaria una coordinazione degli sforzi a livello internazionale.</p><p>Nell'ambito degli accordi di libero scambio, il Consiglio federale prende in considerazione il rispetto di norme sociali, ambientali e, in maniera generale, di diritti umanitari: a tal fine confida nella conferma dei principi dell'ONU, delle convenzioni fondamentali dell'OIL e dello sviluppo sostenibile. Di conseguenza, anche nel caso della conclusione di accordi di libero scambio (di norma tramite l'AELS) con Paesi in via di sviluppo, in sede di trattativa la Svizzera inserisce tali disposizioni nel preambolo o nell'ambito dell'articolo sugli scopi perseguiti dall'accordo. La presenza di tali disposizioni dipende comunque dalla volontà del Paese partner. Inoltre il Consiglio federale veglia affinché gli accordi di libero scambio conclusi dalla Svizzera non siano pregiudizievoli e non contengano disposizioni che possano rimettere in causa gli obblighi internazionali già esistenti a livello sociale, ambientale e di diritti umanitari. Gli accordi di libero scambio permettono esplicitamente alle parti anche di adottare specifiche misure volte a salvaguardare la salute e la vita delle persone, della flora e della fauna, nonché delle risorse naturali non rinnovabili (articolo sulle disposizioni generali). Le multinazionali sottostanno alla legislazione nazionale dei Paesi ove operano, nonché a convenzioni e raccomandazioni di diverse iniziative che godono di un ampio sostegno sul piano internazionale.</p><p>Il Consiglio federale continuerà a difendere la causa del presente postulato e a impegnarsi per tali tematiche presso le cerchie competenti a livello internazionale. In seno all'OMC, ad esempio, la Svizzera persegue una migliore coerenza fra gli accordi dell'OMC e gli accordi multilaterali in materia di protezione dell'ambiente. Sul piano bilaterale, il Consiglio federale segue con attenzione l'evoluzione della situazione relativa alla relazione fra norme sociali e ambientali e accordi di libero scambio, alla luce degli sviluppi conseguiti a livello multilaterale, degli approcci adottati dall'Unione europea, dagli Stati Uniti e da altre potenze economiche. II Consiglio federale continuerà a prendere in considerazione l'inclusione di tali disposizioni sia con i partner attuali, sia con quelli futuri. Esso sta quindi già seguendo l'intento del presente postulato e desidera anche proseguire per questa strada.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.