<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il 15 dicembre 2003 il Consiglio federale ha rinnovato a tempo indeterminato l'autorizzazione alle sette scuole universitarie professionali di diritto pubblico della Svizzera (Berner FH, Zürcher FH, FH Nordwestschweiz, FH Ostschweiz, FH Zentralschweiz, SUPSI e HES-SO). Si conclude così in maniera positiva l'intensa fase d'istituzione delle SUP.</p><p>Finora la Confederazione ha obbligato gli operatori privati ad associarsi ad una delle sette SUP di diritto pubblico (per citare due esempi, l'AKAD - FH Nordwestschweiz e la Private Hochschule für Wirtschaft - Berner FH). Questa politica d'incorporazione nella fase istitutiva era ispirata agli obiettivi della Confederazione, in particolare al principio della riunione e della concentrazione degli istituti di formazione. In questo modo si voleva assicurare la massima qualità della formazione e un efficiente impiego dei mezzi finanziari. Molti operatori privati sono quindi già integrati nel sistema svizzero delle scuole universitarie professionali.</p><p>Anche il Consiglio federale, come l'autore della mozione, ritiene che l'obbligo d'incorporazione faccia insorgere dei problemi: l'inglobamento degli operatori privati pone alle scuole universitarie professionali delle difficoltà in relazione all'obbligo, prescritto dalla legge federale, di istituire strutture direttive e organizzative funzionali. Gli operatori privati si distinguono inoltre dalle SUP di diritto pubblico per indirizzo strategico e profilo. Mentre i privati rispondono prevalentemente al mercato, le scuole universitarie professionali di diritto pubblico devono adempiere ad un mandato pubblico della Confederazione e dei Cantoni nel campo dell'istruzione. Anche sotto questo punto di vista l'incorporazione crea notevoli difficoltà. </p><p>Come l'autore della mozione, pertanto, anche una serie di organi federali e cantonali fautori della politica per il settore universitario e della ricerca sono favorevoli a un'autorizzazione separata per gli operatori privati. Con le basi giuridiche vigenti che disciplinano l'autorizzazione delle scuole universitarie professionali nulla osta al rilascio di un'autorizzazione separata (cfr. art. 14 LSUP). Sarebbero eventualmente necessarie alcune precisazioni a livello d'ordinanza concernenti l'obbligo della ripartizione dei compiti e della collaborazione (art. 9 OSUP). Le disposizioni determinanti della LSUP consentono quindi già ora il rilascio di un'autorizzazione a operatori privati, né esse verranno modificate nel quadro della proposta revisione parziale della suddetta legge.</p><p>L'autorizzazione separata di un operatore privato non implica la concessione di sovvenzioni. Il Consiglio federale è contrario, come l'autore della mozione, al sovvenzionamento di operatori privati: la Confederazione e i Cantoni sostengono congiuntamente le sette scuole universitarie professionali pubbliche, le quali, a loro volta, adempiono un mandato di prestazioni di diritto pubblico fissato nella legge. Questo concetto trova attuazione nel messaggio del 5 dicembre 2003 (cfr. l'art. 18 del progetto di legge).</p><p>Il Consiglio federale sostiene in conclusione la proposta dell'autore della mozione ed è favorevole al rilascio di un'autorizzazione separata per scuole universitarie professionali private. Queste ultime possono senz'altro essere una valida alternativa alle SUP pubbliche. Deve essere il mercato a determinare in che misura vi sia un'effettiva domanda per questo tipo d'offerta. La LSUP e il proposto progetto di legge rappresentano una base sufficiente all'autorizzazione di scuole universitarie professionali di operatori privati senza costi aggiuntivi per Confederazione e Cantoni, purché sia garantito il rispetto delle condizioni per l'istituzione e l'esercizio di una SUP.</p><p>Le proposte fatte dall'autore della mozione hanno già trovato una risposta concreta sul piano giuridico, essendo contemplate nel messaggio del 5 dicembre 2003 concernente la modifica della LSUP.</p>  Il Consiglio federale propone di togliere la mozione di ruolo.