<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di adottare provvedimenti efficaci onde garantire che i militari non possano sottrarre munizioni né in servizio né fuori del servizio.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Alla luce dei recenti tragici episodi di cronaca, i cui responsabili hanno sottratto munizioni dell'esercito in violazione delle prescrizioni vigenti, il Consiglio federale può perfettamente capire le preoccupazioni dell'autrice della mozione. </p><p>Le basi legali vigenti, ossia le prescrizioni generali di sicurezza per gli esercizi di impiego e i tiri di combattimento (estratto del regolamento 51.030), prevedono già oggi che la munizione deve essere distribuita tenendo un controllo e che dopo l'esercizio deve essere ritirata sotto controllo. Inoltre, il numero di colpi annunciati come sparati deve essere verificato sulla base dei controlli delle detonazioni di granate a mano, petardi di diversione e altre munizioni esplosive. Oltretutto questi controlli consentono di rilevare eventuali ordigni inesplosi.</p><p>Nel tiro fuori del servizio può essere consegnata ai tiratori unicamente la quantità di munizione, gratuita e a pagamento, necessaria per il pertinente esercizio. Le società di tiro sono tenute a farsi riconsegnare le cartucce ritirate in più dai tiratori (art. 53 dell'ordinanza del DDPS dell'11 dicembre 2003 sul tiro fuori del servizio; RS 512.311).</p><p>Infine, l'ordine concernente le munizioni del 1° marzo 2007 stabilisce espressamente, al punto 5.2, che prima di lasciare la piazza d'esercitazione o di tiro oppure lo stand di tiro le munizioni non sparate devono essere ritirate. Il citato ordine del capo dell'esercito vale per i militari che prestano servizio d'istruzione e per tutti i partecipanti agli esercizi che nel quadro del tiro fuori del servizio ricevono e utilizzano munizioni d'ordinanza.</p><p>Pertinenti prescrizioni in materia di sottrazione e di controllo delle munizioni sono pertanto già oggi in vigore e possono senza dubbio essere considerate sufficienti. Il Consiglio federale ritiene perciò che emanare nuove prescrizioni, istruzioni o imporre condizioni supplementari non sarebbe giustificato. Si tratta piuttosto di applicare e imporre rigorosamente le prescrizioni esistenti. Pertanto, il Consiglio federale e il DDPS considerano prioritario insistere ulteriormente sulla necessità del rispetto delle prescrizioni vigenti. In questo senso, il DDPS è disposto a prendere in considerazione ulteriori misure per sensibilizzare maggiormente i comandanti e gli ufficiali di tiro. Tuttavia il Consiglio federale è pure consapevole che la violazione di prescrizioni non potrà mai essere completamente impedita - né nel settore civile né in quello militare.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.