<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di estendere l’articolo 41 «Limitazioni alla pubblicità degli alimenti per lattanti» dell’ordinanza sulle derrate alimentari e gli oggetti d’uso agli alimenti di proseguimento.</p><p>&nbsp;</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><div><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">Il latte materno è l’alimento più sano e naturale per i neonati. La Confederazione, in linea con le raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità e dell’organizzazione professionale Pediatria svizzera, consiglia perciò, per quanto possibile e nel rispetto delle scelte individuali della madre, di nutrire il neonato esclusivamente con latte materno nei primi quattro–sei mesi di vita.</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial; -aw-import:ignore">&#xa0;</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">Per questo motivo, l’articolo 41 capoverso 3 dell’ordinanza sulle derrate alimentari e gli oggetti d’uso (RS 817.02) vieta la pubblicità intesa a indurre i consumatori direttamente all’acquisto degli alimenti per lattanti.</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial; -aw-import:ignore">&#xa0;</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">Per evitare il cosiddetto «cross marketing», gli alimenti per lattanti devono essere chiaramente distinguibili dagli alimenti di proseguimento, conformemente all’articolo 7 capoverso 6 dell’ordinanza del DFI sulle derrate alimentari destinate alle persone con particolari esigenze nutrizionali (ODPPE; RS 817.022.104). In altre parole, il testo, le immagini e i colori utilizzati per la pubblicità degli alimenti di proseguimento non devono avere alcun effetto promozionale sugli alimenti per lattanti. </span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial; -aw-import:ignore">&#xa0;</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">L’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) è da tempo in contatto con l’industria e il commercio in merito alla corretta attuazione di questi requisiti. Tuttavia, ci sono ancora opinioni discordanti sui criteri di distinzione richiesti.</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial; -aw-import:ignore">&#xa0;</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">Le questioni di differenziazione potrebbero effettivamente essere risolte con il divieto di pubblicità per gli alimenti di proseguimento proposto dall’autrice della mozione. Tuttavia, il diritto svizzero si allontanerebbe dalla legislazione dell’UE. Poiché la maggior parte degli alimenti di proseguimento è importata e il mercato svizzero è modesto rispetto a quello dell’UE, questa divergenza potrebbe avere un impatto negativo sulla disponibilità di alimenti di proseguimento per i bambini nella prima infanzia e aumentare i prezzi dei prodotti in Svizzera. </span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial; -aw-import:ignore">&#xa0;</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">Sarebbe opportuno, pertanto, puntare su un sistema meno invasivo per consentire all’industria di rispettare i requisiti di legge sulla distinzione delle diverse categorie di prodotti. Entro la metà del 2024, l’USAV elaborerà direttive concrete da sottoporre all’industria e alle autorità cantonali in cui verrà stabilito quando l’articolo 7 capoverso 6 ODPPE è rispettato e quando invece non lo è. Questo chiarimento deve essere effettuato tenendo conto dei requisiti europei, soprattutto perché divergenze sulle regole in materia di imballaggi creerebbero un ostacolo tecnico al commercio con l’UE.</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">Se questo approccio non dovesse portare a un adeguamento delle misure pubblicitarie, sarà necessario esaminare altri provvedimenti. </span></p></div><br><br>Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.