<h2>SubmittedText<h2><p>Negli ultimi due anni la crisi economica e finanziaria mondiale ha ulteriormente ridotto le possibilità dei Paesi più poveri e aumentato le disparità a livello globale, con conseguenze drammatiche per la realizzazione degli obiettivi del millennio delle Nazioni Unite così come sono stati promessi dieci anni fa dai capi di tutti gli Stati membri dell'ONU.</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quali obiettivi del millennio possono essere realizzati come promesso e quali non possono esserlo?</p><p>2. Quali contributi ha potuto realizzare sinora la Svizzera e dove invece ha accumulato ritardi?</p><p>3. Il Consiglio federale è disposto a redigere un rapporto su come si possano raggiungere gli obiettivi del millennio, su come e dove la Svizzera debba impegnarsi di più e ad adoperarsi anche nell'ONU perché siano realizzati?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. I risultati raggiunti nella realizzazione degli obiettivi di sviluppo del millennio (OSM) differiscono secondo la regione e il tema. Le condizioni per la realizzazione sono politiche e strategie di sviluppo nazionali elaborate dagli stessi Paesi in sviluppo, istituzioni efficaci e trasparenti, investimenti degli Stati partner e un sostegno adeguato da parte dei Paesi donatori. Se alcuni Stati, segnatamente in Asia, hanno registrato notevoli progressi, altri, in particolare quelli teatro di conflitti o colpiti da catastrofi naturali, hanno accumulato ritardi. Secondo la Banca mondiale, tra il 1990 e il 2005 la percentuale delle persone costrette a vivere nei Paesi in sviluppo con meno di 1,25 dollari al giorno (soglia di povertà) è passata dal 42 al 25 per cento. Questa riduzione è tuttavia constatabile a livello regionale e riconducibile ai progressi della Cina. Nell'Africa subsahariana e in alcune regioni asiatiche, la soglia di povertà è rimasta praticamente inalterata. Nell'Africa subsahariana, invece, si riscontrano miglioramenti nella salute dei bambini e nel tasso di scolarizzazione a livello elementare, passato dal 58 per cento nel 2000 al 74 per cento nel 2007. Il raggiungimento dell'obiettivo 7, "Assicurare la sostenibilità ambientale", è messo in dubbio dall'accesso problematico all'acqua e ai sistemi di irrigazione in molte regioni del mondo. Se le attuali tendenze non mutassero, si pensa che nella maggior parte dei Paesi gli OSM non potranno essere realizzati nei campi seguenti: pari opportunità fra i sessi, riduzione della mortalità infantile, salute delle mamme e lotta all'AIDS. Occorre inoltre moltiplicare gli sforzi per sviluppare un'alleanza globale per lo sviluppo (obiettivo 8) e per assicurare la coerenza delle politiche a favore dello sviluppo. Nonostante i progressi registrati in singoli settori, l'Africa subsahariana resta la regione con i maggiori problemi, ragione per cui bisogna potenziare il sostegno. I mutamenti climatici e le conseguenze della crisi economica e alimentare minacciano di annullare i progressi compiuti nella lotta alla povertà. Rispetto alle previsioni effettuate prima della crisi, il numero delle persone che nel 2009 vivevano in condizioni di estrema povertà era cresciuto di 55 a 90 milioni. La gravità effettiva delle conseguenze potrà tuttavia essere valutata soltanto tra alcuni anni.</p><p>2. Nel dicembre 2008, il Parlamento ha approvato i messaggi sulla continuazione della cooperazione tecnica e dell'aiuto finanziario a favore dei Paesi in sviluppo, e del finanziamento dei provvedimenti di politica economica e commerciale nel quadro della cooperazione allo sviluppo, nei quali sono definite le priorità geografiche e tematiche della cooperazione svizzera allo sviluppo. Grazie alle sue competenze, alle sue esperienze e a un rapporto di fiducia con i Paesi prioritari costruito nel corso degli anni, la Svizzera è stata in grado di sostenere i suoi partner nell'elaborazione di politiche nazionali, contribuendo in tal modo alla realizzazione degli OSM. Nell'Africa subsahariana, l'operato elvetico si concentra principalmente nell'ambito sanitario, in Burkina Faso, Niger, Bangladesh e Bhutan in quello dell'istruzione. Dal 2002, la Svizzera sostiene per esempio il Fondo per l'alfabetizzazione e l'educazione non formale (Fonaenf) in Burkina Faso, grazie al quale il governo ha aumentato del 10 per cento il bilancio destinato all'educazione non formale, portandolo da meno dell'1 per cento al 10,6 per cento. Sono stati inoltre creati più di 30 000 posti di lavoro temporanei, in particolare nelle regioni rurali. La Svizzera ha fornito notevoli contributi anche al settore agricolo in Africa orientale e in Bolivia, e in Mozambico e Niger ha favorito l'accesso all'acqua. In Niger, 700 000 persone hanno beneficiato del programma lanciato dalla Svizzera nel 1979 per un'agricoltura integrata che agevolasse l'accesso all'acqua. La Confederazione ha poi contribuito all'attivazione di risorse del settore privato, con le quali sono state finanziate infrastrutture di base in Africa. Ciò consente alle aziende private di ricorrere a prestiti a lungo termine sulla base dell'economia di mercato. Un fondo di 500 milioni di franchi ha permesso di stanziare altri 5 miliardi dal settore privato per il miglioramento delle infrastrutture e per la creazione di milioni di posti di lavoro. I risultati sono meno soddisfacenti nei Paesi e nelle regioni appena uscite da un conflitto e alle prese con gravi problemi di governabilità, come la Regione dei Grandi Laghi, l'Afghanistan, il Pachistan, il Ciad e il Sudan.</p><p>3. Il Consiglio federale pubblicherà prossimamente il rapporto intermedio 2010 sul contributo della Svizzera agli OSM, che fa seguito al rapporto del 2005 e traccerà un bilancio sull'impegno elvetico e sul futuro operato fino al 2015. Il rapporto del Consiglio federale funge da base per la posizione che la Svizzera assumerà all'Assemblea generale delle Nazioni Unite che si terrà a New York nel settembre 2010. La Confederazione si impegnerà affinché il vertice porti all'approvazione di una dichiarazione politica chiara comprendente gli elementi necessari per la realizzazione degli OSM, segnatamente il rispetto dei diritti dell'uomo, la pace e la sicurezza, la tutela dell'ambiente e delle risorse naturali, l'applicazione di politiche di sviluppo nazionali efficaci da parte dei governi dei Paesi in sviluppo.</p>  Risposta del Consiglio federale.