<h2>SubmittedText<h2><p>434 000 cittadini svizzeri (ossia circa il 56 per cento dei 776 300 Svizzeri all'estero) vivono in un Paese dell'Unione europea (UE). Essi beneficiano direttamente dell'Accordo sulla libera circolazione delle persone e della parità di trattamento che ne consegue, con un insieme di diritti nei settori dell'economia, dell'impiego, della fiscalità e delle prestazioni sociali, o ancora della possibilità di lavorare e installarsi in qualsiasi Paese dell'Unione. Anche la Svizzera approfitta di questa rete di concittadini svizzeri integrati nella realtà politica, sociale ed economica dell'UE, il principale partner economico del nostro Paese.</p><p>La decisione del Consiglio federale di interrompere i negoziati sull'Accordo quadro solleva la questione della situazione legale dei cittadini svizzeri che vivono in un Paese dell'UE e di quelli che vorranno installarvisi in futuro.</p><p>In tale contesto, il Consiglio federale è invitato a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Quale strategia intende adottare per garantire il mantenimento della libera circolazione delle persone per gli Svizzeri residenti in un Paese dell'UE?</p><p>2. Quali disposizioni saranno adottate affinché possano beneficiarne anche i cittadini svizzeri che si trasferiranno in futuro in un Paese dell'UE?</p><p>3. Quale soluzione alternativa esiste nel caso in cui dovesse essere messa in discussione la libera circolazione delle persone?</p><p></p><p>Ringrazio il Consiglio federale per le sue risposte.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1 e 2. Il 26 maggio 2021 il Consiglio federale ha deciso di non firmare il progetto di accordo istituzionale e ha interrotto le pertinenti trattative. Ritiene tuttavia che sia nell'interesse comune della Svizzera e dell'Unione europea (UE) proseguire e stabilizzare la via bilaterale, ossia mantenere gli accordi esistenti per preservare il futuro della loro cooperazione bilaterale.</p><p>L'accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC; RS 0.142.112.681) tra la Svizzera e l'UE accorda ai cittadini svizzeri e a quelli dei Paesi membri dell'UE il diritto di scegliere liberamente il luogo dove lavorare e risiedere sul territorio degli Stati parte. Alcuni Paesi membri dell'UE concedono diritti più ampi ai cittadini svizzeri presenti sul loro territorio applicando loro, su base unilaterale, le disposizioni della direttiva sulla cittadinanza. La mancata firma dell'accordo istituzionale non influisce direttamente sull'ALC, che è un accordo di natura statica. Esso resta pertanto integralmente applicabile. Le disposizioni vigenti, che permettono ai cittadini svizzeri di vivere, lavorare o studiare in un Paese membro dell'UE, restano invariate.</p><p>3. Il Consiglio federale non ha ricevuto alcun segnale dall'UE o dai suoi Paesi membri in merito a un'eventuale messa in discussione dell'ALC a causa della mancata firma dell'accordo istituzionale. Per il Consiglio federale è importante difendere gli interessi degli Svizzeri all'estero nelle relazioni bilaterali tra la Svizzera e altri Stati o entità. In ogni caso il nostro Paese non mancherebbe di tematizzare, in seno al Comitato misto, qualsiasi prassi non conforme all'ALC adottata nei confronti dei suoi cittadini residenti in un Paese membro dell'UE .</p>  Risposta del Consiglio federale.