<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il 29 gennaio 2003, il Consiglio federale ha preso decisioni di principio in merito all'utilizzazione del ricavato della vendita di 1300 tonnellate di oro ("patrimonio aureo") di cui la Banca nazionale non necessita più ai fini della politica monetaria. Sulla base di tali decisioni esso risponde alle domande dell'interpellante come segue:</p><p></p><p>1. Il Consiglio federale concorda con l'interpellante, secondo il quale la questione dell'utilizzazione dell'oro va esaminata seriamente. La decisione non può però essere rimandata per anni, poiché altrimenti col tempo la BNS diverrebbe un istituto incaricato di gestire i patrimoni dell'ente pubblico. Questo ruolo comporta il pericolo di conflitti d'interessi tra politica monetaria da un lato e gestione del patrimonio dall'altro. Inoltre, la legge sulla Banca nazionale limita il margine di manovra della BNS in materia di investimenti per cui essa con il patrimonio aureo consegue redditi inferiori rispetto a un gestore di patrimoni esterno. Il Consiglio federale intende perciò sottoporre al Parlamento una base costituzionale per l'utilizzazione dell'oro già nell'estate 2003.</p><p></p><p>2. Le esperienze raccolte in occasione della consultazione dell'estate 2000 dimostrano che una procedura di consultazione può dare origine a una serie di proposte di vario tipo, ma non agevola affatto il processo decisionale. Non è chiaro nemmeno se quest'ultimo possa essere facilitato in modo determinante nell'ambito di tavole rotonde, uno strumento di cui peraltro è meglio non abusare. Tutte le procedure di consultazione rinviano notevolmente la decisione in materia di utilizzazione dell'oro, cosa non auspicabile per i motivi elencati al punto 1. Per questa ragione il Consiglio federale ha deciso di rinunciare a ulteriori consultazioni riguardo all'utilizzazione dell'oro.</p><p></p><p>3. Il Consiglio federale condivide l'opinione dell'interpellante, secondo il quale il patrimonio aureo deve essere mantenuto al suo valore reale. Esso è stato accumulato sull'arco di diversi decenni e non deve essere consumato subito. L'idea del mantenimento del valore reale riscontra il consenso anche di vaste cerchie della popolazione. Al fine di garantire il mantenimento della sostanza al suo valore reale, bisogna istituire una base costituzionale separata, indipendentemente dalla chiave di ripartizione scelta e indipendentemente dal fatto che il capitale sia gestito dalla Banca nazionale o da un fondo separato. Una base costituzionale per il mantenimento della sostanza al suo valore reale è necessaria, dato che il vigente articolo 99 capoverso 4 Cost. prevede la distribuzione degli utili della Banca nazionale a Cantoni e Confederazione. I beneficiari di una tale distribuzione possono disporre di questi mezzi senza alcuna limitazione. Con un obbligo del mantenimento della sostanza al suo valore reale questa ampia facoltà non è più data. Poiché la gestione del patrimonio aureo da parte della BNS comporta dei problemi (vedi punto 1), il Consiglio federale, oltre all'articolo costituzionale sul mantenimento della sostanza al suo valore reale, proporrà al Parlamento il trasferimento del capitale in un fondo di gestione esterno.</p><p></p><p>4. Il Consiglio federale è dell'avviso che i redditi reali conseguiti con il patrimonio aureo debbano essere versati nella misura di un terzo alla Confederazione e di due terzi ai Cantoni.</p><p></p><p>5. Inoltre, il Consiglio federale ritiene che l'utilizzazione del patrimonio aureo per la riduzione duratura del debito sarebbe stata una soluzione sostenibile. Tuttavia, il Governo ha deciso che il capitale doveva essere conservato al suo valore reale, opzione questa che impedisce di contribuire in modo sostanziale alla riduzione del debito. Si è altresì rinunciato a sottoporre i redditi annui a una destinazione vincolata, in particolare per il fatto che il vincolo applicato ai due terzi destinati ai Cantoni avrebbe potuto assumere esclusivamente la forma di una raccomandazione non obbligatoria.</p><p></p><p>6. Il Consiglio federale giudica necessarie e sensate le misure legate alla formazione, ma guarda con scetticismo all'impiego dei redditi del patrimonio aureo a tale scopo. La formazione, quale importante compito statale, deve essere finanziata attraverso il preventivo ordinario e non dovrebbe dipendere da finanziamenti speciali. Inoltre, il finanziamento delle misure per la formazione tramite il patrimonio aureo sarebbe problematico a causa della determinazione dell'esatta destinazione dei mezzi e dell'armonizzazione con la politica in materia di formazione dell'ente pubblico. Problemi simili si pongono per altri vincoli, come il finanziamento di progetti innovativi nell'ambito della politica familiare proposto nell'interpellanza. In genere i vincoli comportano il pericolo che i mezzi vengano impiegati in modo inefficiente e che le risorse vengano allocate in modo errato. Inoltre esse limitano il margine di manovra dell'ente pubblico. Per questo motivo il Consiglio federale ha rinunciato a sottoporre a vincoli l'utilizzazione dei redditi provenienti dal patrimonio aureo.</p>  Risposta del Consiglio federale.