<h2>SubmittedText<h2><p>In relazione alla strategia energetica 2050, ma anche alle attuali questioni concernenti la politica in materia di ricerca, prego il Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Come è evoluto negli ultimi vent'anni il rapporto tra i diversi vettori energetici (fonti rinnovabili tradizionali come la forza idrica; altre fonti rinnovabili, in particolare l'energia eolica, il biogas, il fotovoltaico, ecc.; l'energia atomica/fissione nucleare, l'energia atomica/fusione nucleare, ecc.) per quanto concerne la spesa pubblica a favore della ricerca nell'ambito della produzione energetica?</p><p>2. Come evolverà questo rapporto nei prossimi anni?</p><p>3. Ritiene che l'attuale composizione della Commissione federale per la ricerca energetica sia equilibrata (in base a criteri come rappresentazione delle regioni linguistiche, quota di uomini e donne, diversi interessi sociali, ecc.)? Se così non fosse, cosa intende fare per migliorare la situazione?</p><p>4. Ritiene che la Svizzera abbia un ruolo a livello internazionale per quanto concerne la ricerca nel settore delle reti ed è eventualmente disposto a stabilire le priorità in tal senso?</p><p>5. Ritiene che l'industria svizzera delle tecnologie via cavo potrà svolgere anche in futuro un ruolo importante sui mercati internazionali ed è disposto eventualmente a stabilire delle priorità in tal senso nell'ambito della politica in materia di ricerca nonché, in vista delle prospettive sulle esportazioni, a fare in modo che le relative tecnologie di punta possano trovare applicazione anche in Svizzera?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Dal 1993 la spesa pubblica a favore della ricerca in materia energetica in Svizzera è diminuita costantemente, passando da 223,3 a 143,2 milioni di franchi nel 2005, per poi aumentare nuovamente a 201,9 milioni di franchi nel 2009 (i rilevamenti per il 2010 e il 2011 sono ancora in corso; valori nominali). Pertanto nel 2009 il settore pubblico ha speso 21,4 milioni di franchi in meno per la ricerca in materia energetica rispetto al 1993. I principali ambiti di ricerca sono l'impiego efficiente dell'energia, le energie rinnovabili, l'energia atomica come pure energia/economia/società.</p><p>- Nell'ambito della ricerca sul nucleare, tra il 1993 e il 2009 la quota finanziata dal settore pubblico è diminuita dal 30,4 al 26,9 per cento; la quota concernente la fissione nucleare è passata dal 16 al 13,8 per cento, quella relativa alla fusione nucleare dal 14,4 al 13,1 per cento.</p><p>- Nell'ambito delle energie rinnovabili la quota finanziata dal settore pubblico è pure diminuita leggermente, passando dal 25,2 per cento nel 1993 al 24,2 per cento nel 2009. Mentre in questo periodo la promozione del fotovoltaico è aumentata dal 6,5 all'8,2 per cento, l'energia solare termica ha registrato un calo, passando dal 9,8 al 5,7 per cento. La quota relativa alla promozione della ricerca nell'ambito dell'energia eolica è da sempre esigua (0,1 per cento nel 1993; 0,8 per cento nel 2009). Per quanto concerne la geotermia, i contributi per la ricerca sono diminuiti dal 3,3 per cento nel 1993 allo 0,5 per cento nel 2005, per poi riassestarsi al 2 per cento fino al 2009. Tra il 1993 e il 2009 la biomassa ha beneficiato di un leggero aumento dal 4,2 al 4,3 per cento.</p><p>- A partire dal 1994, per la prima volta sono stati sostenuti anche progetti nell'ambito dell'idrogeno e delle pile a combustibile. Nel 2009 la loro quota già ammontava al 7,7 per cento.</p><p>La tecnologia nucleare è stata maggiormente penalizzata (- 13,6 milioni di franchi), seguita dalle energie rinnovabili (- 7,3 milioni), dalla tecnologia di stoccaggio (- 6,41 milioni) e dall'efficienza energetica (- 6,36 milioni).</p><p>2. A seguito della decisione di principio di abbandonare gradualmente l'energia nucleare, il Consiglio federale ha preso diversi provvedimenti nell'ambito della ricerca energetica:</p><p>- Due programmi nazionali di ricerca (PNR) sono stati dedicati esclusivamente al tema dell'energia; il Fondo nazionale sta preparando i relativi bandi di concorso. I due PNR (importo a concorso 45 milioni di franchi distribuiti su cinque anni) andranno a sostegno degli ambiti "efficienza energetica", "energie rinnovabili" e "energia/economia/società".</p><p>- Il Consiglio federale ha inoltre raddoppiato a 10 milioni di franchi all'anno i mezzi finanziari a disposizione di progetti pilota e di dimostrazione dell'Ufficio federale dell'energia (UFE) e stanziato altri 5 milioni di franchi per progetti faro nel 2013 (2014-2022: 10 milioni di franchi). Tali risorse finanziarie sono destinate esclusivamente a progetti negli ambiti "efficienza energetica" e "energie rinnovabili".</p><p>- Nel quadro del messaggio concernente il promovimento dell'educazione, della ricerca e dell'innovazione, negli anni 2013-2016 saranno messi a disposizione ogni anno 4,5 milioni di franchi per un centro di competenza sull'energia fotovoltaica presso l'EPFL/CSEM a Neuchâtel.</p><p>- Nell'ambito del piano d'azione per una ricerca coordinata in ambito energetico in Svizzera, approvato dal Parlamento, per i prossimi quattro anni sono stati stanziati 202 milioni a favore di un aumento delle competenze e di un sostegno competitivo dei progetti. Oltre all'efficienza energetica, la promozione riguarda specificatamente il settore delle energie rinnovabili, come la biomassa, la geotermia e la forza idrica.</p><p>- Per quanto concerne l'energia atomica, va menzionato che nel giugno 2013 il Consiglio nazionale ha approvato un progetto secondo cui la Svizzera, in veste di Paese associato, continuerà a partecipare ai programmi quadro dell'Unione europea nel settore della ricerca negli anni 2014-2020. Il Consiglio nazionale è a favore di un credito complessivo di 4389,3 milioni di franchi per una partecipazione settennale della Svizzera ai programmi di ricerca e di innovazione. Questo stanziamento comprende anche la proroga della partecipazione della Svizzera al programma della Comunità europea dell'energia atomica per le attività di ricerca e formazione nel settore nucleare (Euratom) e al suo progetto di reattore a fusione ITER. Il progetto è ora al vaglio del Consiglio degli Stati.</p><p>3. Nello scegliere i membri della Commissione federale per la ricerca energetica (CORE), il Consiglio federale presta particolare attenzione a una distribuzione rappresentativa dei seggi tra grande industria, aziende, PMI, uffici di consulenza e di ingegneria, finanza (venture capital), scuole universitarie professionali, università, politecnici e politica. La composizione attuale della CORE rispecchia questo principio. Dei 14 attuali membri della Commissione, 9 provengono dalla Svizzera tedesca, 3 dalla Svizzera francese e 2 dal Ticino. Pertanto le condizioni relative alla rappresentanza delle comunità linguistiche nelle commissioni extraparlamentari di cui all'articolo 8cbis dell'ordinanza sull'organizzazione del governo e dell'amministrazione (OLOGA; RS 172.010.1) sono soddisfatte. La quota femminile del 14 per cento, che tra l'altro è da ricondurre all'esigua percentuale di donne nelle professioni basate su formazioni superiori in ambito tecnico, si situa invece al di sotto del 30 per cento stabilito nell'articolo 8c OLOGA. Sulla base di un rapporto concernente la migliore rappresentanza dei sessi e delle comunità linguistiche nelle commissioni extraparlamentari, il 19 dicembre 2012 il Consiglio federale ha incaricato i dipartimenti di stabilire al più presto quali sono le problematiche da risolvere nelle commissioni extraparlamentari dei settori di loro competenza, definire le misure da prendere e attuarle in modo coerente al più tardi a partire dal secondo trimestre 2013, in occasione delle elezioni complementari del periodo amministrativo in corso. Se durante un'elezione complementare le condizioni relative a una composizione equilibrata delle commissioni non sono rispettate, il dipartimento responsabile è tenuto a spiegare in una proposta al Consiglio federale quali misure sono state prese per migliorare la rappresentanza dei sessi e delle comunità linguistiche. Nell'ambito del prossimo rinnovo integrale delle commissioni extraparlamentari, si procederà a una valutazione delle misure adottate e sarà presentato un rapporto al Consiglio federale entro al fine del 2015.</p><p>4. Attualmente in Svizzera la ricerca nel settore delle reti in senso stretto si svolge presso i due Politecnici federali di Losanna e di Zurigo nonché in quasi tutte le scuole universitarie professionali. Inoltre, diverse imprese, da quelle appartenenti alla grande industria fino alle PMI, partecipano ai progetti di ricerca in tale ambito. Da anni la ricerca svizzera nel settore delle reti gode di un'ottima reputazione, che deve essere mantenuta ed estesa. Questa posizione si rispecchia nell'occupazione delle cattedre. Inoltre l'UFE, insieme ad altri enti pubblici e privati, ha sostenuto attivamente e finanziariamente lo sviluppo del centro di ricerca "reti energetiche" del Politecnico federale di Zurigo.</p><p>Il piano d'azione per una ricerca coordinata in ambito energetico in Svizzera, approvato dal Parlamento, prevede un ulteriore sviluppo e ampliamento delle competenze nell'ambito della ricerca in materia di energia. Da una parte si punta alla creazione di nuovi gruppi di ricercatori, anche nell'ambito delle reti, e dall'altra all'istituzione di un centro di competenza specifico sulle reti. Una condizione importante per l'istituzione di un centro di competenza di questo tipo è la partecipazione del settore privato a singoli progetti di ricerca. Ciò permette di riunire in modo coerente i punti di forza della ricerca svizzera: in tal modo il centro di competenza può profilarsi meglio anche a livello internazionale, contribuendo in maniera decisiva a un posizionamento ancora più forte della ricerca svizzera, ad esempio nei progetti di ricerca dell'UE.</p><p>Nell'ambito dei suoi programmi di ricerca, già oggi l'UFE mette a disposizione mezzi finanziari a favore di attività internazionali nel settore delle reti, dalla ricerca applicata fino allo scambio di conoscenze.</p><p>5. L'industria svizzera della tecnologia via cavo dispone già oggi di numerosi prodotti pronti ad essere immessi sul mercato. Pertanto in questo settore non è necessaria un'ulteriore promozione della ricerca pubblica. Tuttavia sia l'UFE che la Commissione per la tecnologia e l'innovazione già attualmente mettono a disposizione incentivi nel settore preconcorrenziale e nella ricerca applicata orientata ai prodotti, ad esempio in vista dell'aumento dell'efficienza energetica di elementi della rete come gli interruttori per l'alta tensione. L'UFE sostiene inoltre in particolare anche la ricerca nell'ambito della superconduttività ad alta temperatura e prevede esplicitamente nel suo piano relativo al programma pilota e di dimostrazione la promozione di progetti per l'impiego e la dimostrazione di un nuovo tipo di linee elettriche e di tecnologie, anche in vista di una loro possibile esportazione.</p>  Risposta del Consiglio federale.