<h2>SubmittedText<h2><p>Occorre creare una legge nazionale che introduca:</p><p>1. l'obbligo di autorizzazione comunale per eventi sportivi importanti;</p><p>2. disposizioni penali nei confronti di associazioni e gestori di stadi non in grado di far rispettare le attuali disposizioni in materia di sicurezza (ad es. pirotecnica);</p><p>3. disposizioni penali nei confronti di associazioni i cui tifosi assumono comportamenti violenti in occasione delle partite fuori casa;</p><p>4. possibilità di pubblicare in Internet le fotografie di autori di reato sconosciuti.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La mozione incarica il Consiglio federale di elaborare una legge che preveda varie misure tese a garantire la sicurezza e l'ordine pubblici in occasione di manifestazioni sportive. Misure di questo tipo rientrano principalmente nel settore della sicurezza interna. L'articolo 57 capoverso 1 della Costituzione non attribuisce alla Confederazione una particolare competenza legislativa in materia. Affinché essa possa legiferare, occorre pertanto che un'altra disposizione costituzionale le conferisca tale facoltà. In caso contrario, il mantenimento della sicurezza interna compete primariamente ai cantoni.</p><p>1. Non esiste alcuna disposizione costituzionale che permetta alla Confederazione di sottoporre ad autorizzazione comunale qualsiasi manifestazione sportiva importante. Spetta dunque ai cantoni, rispettivamente ai comuni, valutare la necessità di sottoporre ad autorizzazione tali manifestazioni. Il comune di San Gallo, per esempio, nel suo regolamento comunale sottopone ad autorizzazione tutte le partite di calcio che si svolgono nell'AFG Arena. Va peraltro precisato che le manifestazioni sportive che implicano un utilizzo accresciuto o privativo del demanio pubblico sono spesso vincolate ad autorizzazione in virtù del diritto cantonale o comunale. Inoltre, a seconda del luogo in cui è prevista la manifestazione, l'obbligo di richiedere un'autorizzazione può risultare da leggi speciali federali (quali la LCStr, la LFO, la LPN) o cantonali.</p><p>2. Non avendo la competenza per disciplinare globalmente l'ambito della sicurezza interna, la Confederazione non può nemmeno emanare disposizioni di diritto penale accessorio in materia. Il Consiglio federale constata peraltro che nella fattispecie una nuova disposizione penale non è necessaria, in quanto l'associazione e il gestore dello stadio possono già essere chiamati a rispondere penalmente, in particolare se persone vengono ferite o messe in pericolo a causa del mancato rispetto delle misure di sicurezza.</p><p>3. La mozione sollecita l'introduzione di una sorta di diritto penale collettivo, il che è contrario alla tradizione giuridica svizzera. E anche supponendo che la disposizione penale richiesta sia ammissibile, all'atto pratico potrebbe essere molto difficile, in determinati casi, accertare se il comportamento violento di un tifoso sia davvero imputabile a un club. Tale accertamento potrebbe essere impossibile in particolare in presenza di vandali in azione all'esterno degli stadi. Contrariamente alla responsabilità penale dell'impresa (art. 102 del Codice penale), in linea di principio i tifosi non sono membri del club e non esercitano alcuna attività commerciale conforme agli scopi dello stesso. Gli strumenti necessari che permettono di perseguire e condannare i tifosi violenti come pure di pronunciare nei loro confronti divieti di accedere agli stadi esistono e sono già utilizzati. I club non possono essere perseguiti penalmente, ma possono invece essere obbligati ad assumersi interamente o parzialmente i costi per la sicurezza.</p><p>4. In virtù degli articoli 74, 210 e 211 del Codice di procedura penale, è già possibile pubblicare in Internet, a determinate condizioni, le fotografie dei presunti autori di reati non ancora identificati. In assenza di un qualsiasi procedimento penale, la Confederazione non ha peraltro la competenza per legiferare sulla pubblicazione delle fotografie degli autori di violenze nell'ambito della sicurezza interna.</p><p>Il Consiglio federale è consapevole della gravità del fenomeno della violenza in occasione di manifestazioni sportive. Per contribuire a lottare contro tale fenomeno, l'Ufficio federale di polizia gestisce il sistema d'informazione elettronico Hoogan, in cui sono rilevati i dati relativi alle persone che hanno commesso atti violenti in occasione di manifestazioni sportive organizzate in Svizzera o all'estero. Hoogan può essere consultato dalle autorità di polizia e dal Corpo delle guardie di confine. Il Consiglio federale ritiene che spetti in primo luogo ai cantoni e ai comuni adottare misure in tale ambito, come alcuni hanno fatto, per esempio, riprendendo la convenzione modello sulla violenza a margine di competizioni sportive, elaborata nel 2010 dalla Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia, dall'Associazione svizzera di football e dalla Swiss Football League.</p><p>Per quanto concerne le ferrovie, la Confederazione sta inoltre vagliando misure tese a garantire la sicurezza dei trasporti, da realizzare nell'ambito della legislazione vigente o attraverso modifiche legislative.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.