<h2>SubmittedText<h2><p>Per valutare le ripercussioni economiche della Strategia energetica 2050, il Consiglio federale si basa su studi secondo cui questi effetti sarebbero trascurabili. Il Consiglio federale dà per scontato un progresso tecnologico rapido e una politica energetica coordinata a livello internazionale. Lo studio pubblicato in febbraio dall'Istituto per la ricerca congiunturale (KOF) del Politecnico federale di Zurigo sulle ripercussioni economiche della Strategia energetica 2050 giunge tuttavia alla conclusione che, tenendo conto dei legami economici della Svizzera a livello internazionale, le conseguenze sarebbero notevolmente più drastiche e includerebbero un calo del reddito pro capite e un aumento della disoccupazione.</p><p>Detta ricerca illustra, in modo snello e oggettivo, quali impegni di carattere economico è necessario assumere per arginare il notevole carico della Strategia energetica. In particolare, sono imprescindibili marcati progressi tecnologici affinché l'economia svizzera riesca ad attuare la Strategia energetica prevista dal Consiglio federale.</p><p>Il Consiglio federale è pregato di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. È ancora dell'opinione che le ipotesi della Strategia energetica 2050 si fondino su studi solidi?</p><p>2. Condivide l'opinione secondo cui i legami economici a livello internazionale siano uno dei punti forti della Svizzera e pertanto debbano essere presi in debita considerazione anche nelle decisioni riguardanti la politica energetica?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Con la documentazione per la consultazione relativa alla Strategia energetica 2050, il Consiglio federale ha pubblicato numerosi studi di base, tra loro complementari, in cui è fatta un'analisi dei costi per l'economia nazionale. Dell'esistenza di questi studi il Consiglio federale aveva, tra l'altro, già informato nella sua risposta all'interpellanza del gruppo liberale radicale 12.4173. I metodi, le ipotesi e i dati impiegati per valutare le ripercussioni economiche corrispondono allo stato attuale delle conoscenze. I risultati dei calcoli economici realizzati su mandato della Confederazione sono stati pubblicati nel settembre 2012 nel rapporto di Ecoplan "Energiestrategie 2050 - volkswirtschaftliche Auswirkungen: Analyse mit einem berechenbaren Gleichgewichtsmodell für die Schweiz" (Strategia energetica 2050 - Effetti sull'economia: analisi con un modello di equilibrio calcolabile per la Svizzera, disponibile solo in tedesco).</p><p>Il modello dell'Istituto per la ricerca congiunturale (KOF) del Politecnico federale di Zurigo, citato nella presente interpellanza, è statico e si basa sulle strutture economiche del 2000. Ciò significa che, in Svizzera e nel mondo, ci si basa su strutture e tecnologie degli anni Ottanta: le tecnologie utilizzate su scala mondiale nel 2000 non corrispondono allo stato della tecnica del 2000 visto che le tecnologie di produzione dell'economia, ma anche gli apparecchi utilizzati nelle economie domestiche, vengono ammodernati solo lentamente nel tempo. I calcoli del KOF si basano inoltre sull'introduzione, in un'unica tappa, di una tassa sul CO2 elevata corrispondente allo scenario della nuova politica energetica (NPE) nel 2050, utilizzato nel citato rapporto di Ecoplan.</p><p>Conscio dell'importanza del fattore tempo, il Consiglio federale ritiene che la trasformazione del sistema energetico non sarà rapida e stima un periodo di circa quaranta anni per il settore economico e le economie domestiche. Durante questo lasso di tempo e nel contesto del normale ciclo delle sostituzioni, verranno progressivamente effettuati ammortamenti e nuovi investimenti nelle ultime tecnologie. La Confederazione sceglie inoltre le strutture più recenti dell'economia e della popolazione, ossia lo stato del 2010, come punto di partenza dei suoi calcoli. Questo aspetto merita di essere sottolineato visto che negli anni compresi tra il 2000 e il 2010 vi è stato un forte cambiamento strutturale: la popolazione è aumentata di circa il 9 per cento e il prodotto interno lordo (PIL) del 17 per cento. Dal momento che la Strategia energetica deve raggiungere i suoi obiettivi entro una quarantina di anni, in base agli scenari della popolazione si determina l'evoluzione del PIL e dei rami economici. Queste evoluzioni sono state elaborate dall'Ufficio federale di statistica, dalla Segreteria di Stato dell'economia e dallo Stato Maggiore di prospettiva della Confederazione e sono presentate in modo trasparente nei rapporti sulla Strategia energetica 2050.</p><p>Lo scenario "Provvedimenti politici Consiglio federale" (PP), alla base della documentazione per la consultazione relativa alla Strategia energetica 2050, utilizza tecnologie già disponibili attualmente. Si parte dal presupposto che il loro impiego avverrà in modo graduale. Nello scenario NPE si dà per scontato che verranno impiegate in misura maggiore le tecnologie attualmente note.</p><p>Lo studio del KOF conferma il risultato dello studio di Ecoplan secondo cui è necessario un forte cambiamento tecnico per gestire le sfide della politica energetica e climatica. Lo studio di Ecoplan indica pure che questo cambiamento può in parte già essere realizzato con le tecnologie attualmente conosciute, a condizione che l'orizzonte temporale sia sufficientemente lungo.</p><p>Il modello di Ecoplan pone l'accento sulla rappresentazione delle strutture della Svizzera e modella il commercio estero e la mobilità internazionale del capitale secondo le modalità utilizzate usualmente in questi tipi di modelli.</p><p>Il Consiglio federale ritiene che la Strategia energetica 2050 si basi su studi solidi contenenti ipotesi realistiche e parzialmente assodate in seno alla Confederazione e con un orizzonte temporale appropriato. I risultati sono sostenuti da numerosi altri studi condotti in ambito scientifico, dalla Confederazione e da associazioni.</p><p>2. Il Consiglio federale condivide l'opinione secondo cui i legami economici a livello internazionale siano molto importanti per la Svizzera e che debbano essere presi in debita considerazione nelle decisioni riguardanti la politica energetica.</p><p>Oltre alla politica estera in materia energetica portata avanti in modo attivo, il Consiglio federale sostiene misure di politica energetica che riducono il più possibile i costi per l'economia e la società e consentono di cogliere nuove opportunità a livello internazionale e sui mercati mondiali. I lavori concernenti la seconda tappa della Strategia energetica 2050 chiariscono quali imprese sono a rischio a causa di una tassa sull'energia o quali subiscono danni a livello di competitività internazionale nonché la forma che potrebbe assumere un eventuale sgravio.</p><p>I rapporti possono essere consultati all'indirizzo: <a href="http://www.strategiaenergetica2050.ch">www.strategiaenergetica2050.ch</a>.</p>  Risposta del Consiglio federale.